Genesi 7

1 Capitolo 7

Schema del capitolo

Noè, la sua famiglia e le creature viventi, l'ingresso nell'arca e l'inizio del diluvio.

(1-12)

Noè si chiude nell'arca.

(13-16)

La pioggia per quaranta giorni.

(17-20)

Tutte le creature muoiono nell'inondazione.

(21-24)

Versi 1-12

Dio chiama Noè quale tenero padre nei confronti di suo figlio che lo invita ad entrare in casa se vede arrivare la notte o la tempesta. Noè non entrò nell'arca finché Dio non glielo comandò, sebbene egli sapesse che era il suo rifugio. È molto saggio guardare a Dio prima di fare un passo. Noè sopportò molte fatiche per costruire l'arca e adesso viveva grazie ad essa. Quello che facciamo in obbedienza al comando di Dio e nella fede, prima o poi certamente tornerà a nostro conforto. Questa chiamata di Noè ci ricorda la chiamata del vangelo nei confronti dei poveri peccatori. Cristo è l'unica arca, dentro cui possiamo stare al sicuro quando si avvicina la morte e il giudizio. La Bibbia dice: "Venite!", i suoi ministri dicono: "Venite!", lo Spirito dice: "Venite, entrate nell'arca!". Noè fu considerato giusto, non per la propria giustizia, ma come erede della giustizia per fede Eb. 11:7. Egli credeva nella rivelazione di un Salvatore e ha cercato e atteso la sua salvezza per mezzo di Lui. Fu così giustificato dalla fede e ricevette quello Spirito il cui frutto consiste in ogni bontà, ma se un uomo qualunque non ha lo Spirito di Cristo, egli non gli appartiene. Dio concesse ai peccatori solo sette giorni per pentirsi. Ma quei giorni furono sprecati, come tutta la loro vita. Essi ebbero solo un'altra settimana, un sabato in più per migliorare e considerare le cose che portavano alla vera pace. Così accade normalmente a coloro che non si curano dell'anima e che guardano la morte a distanza, noncuranti anche durante quei giorni, i pochi giorni della loro malattia, quando vedono la morte avvicinarsi. I loro cuori sono così induriti a causa dello sviamento provocato dal peccato. Noè preparò l'arca per fede verso l'avvertimento divino, così egli entrò in essa credendo che quell'evento sarebbe accaduto presto. E in quel giorno Noè era al sicuro dentro l'arca quando le sorgenti delle grandi profondità furono aperte. La terra riteneva dentro quelle acque che al comando di Dio sgorgarono e provocarono l'inondazione: così, i nostri corpi hanno essi stessi quegli umori che, quando Dio vorrà, diventeranno frutti di malattie mortali. Le cateratte del cielo furono aperte e le acque che erano sopra il firmamento, cioè, nell'aria, scesero abbondantemente sulla terra. La pioggia cade a gocce, ma quelle piogge caddero come mai prima d'allora accadde. Piovve senza interruzione o rallentamento per quaranta giorni e quaranta notti su tutta la terra. Dal momento che la causa del diluvio era un'opera particolare della potenza onnipotente di Dio è inutile e presuntuoso tentare una spiegazione del fatto secondo la scienza umana.

13 Versi 13-16

Le bestie feroci furono rese miti e addomesticate, ma, quando tutto finì, esse ritornarono come prima poiché la loro permanenza nell'arca non modificò la loro natura. Nella chiesa gli ipocriti, che solo all'apparenza si conformano alle leggi di quell'arca, rimangono comunque sempre tali e prima o poi si mostreranno come essi sono veramente. Dio continuò a prendersi cura di Noè e gli chiuse la porta dell'arca, per proteggerlo, salvarlo e tenere fuori tutti gli altri per sempre. Come questo avvenne, Dio non si è compiaciuto di rendercelo noto. La sicurezza di Noè dentro l'arca combacia abbastanza bene col nostro dovere e privilegio di seguire il Vangelo. L'apostolo la paragona al battesimo cristiano, 1Pie 3:20,21. Osservate quindi, e ciò è un nostro grande dovere, ubbidire alla chiamata del Vangelo, per mezzo di una fede viva in Cristo per entrare in quella salvezza di cui Dio ha fornito i mezzi ai poveri peccatori. Coloro che entrano nell'arca, devono portare con loro, quanto più possono, buoni insegnamenti, persuasioni ed esempi. C'è abbastanza spazio in Cristo per tutti. Dio pose Adamo in paradiso ma non lo chiuse dentro perciò lo mandò via, ma quando Dio mise Noè nell'arca e così quando Egli porta un'anima a Cristo, la salvezza è assicurata: non è per nostra forza, ma per mano del Mediatore. Ma quella porta di misericordia sarà chiusa un giorno a coloro a cui adesso viene mostrata aperta. Ed il Signore dice: "Bussate e vi sarà aperto", Lu 13:25.

17 Versi 17-20

Il diluvio durò quaranta giorni. Le acque salirono così in alto che le vette dei monti furono ricoperte per più di venti piedi. Non c'è alcun posto sulla terra così in alto da porre l'uomo fuori dalla portata del giudizio di Dio. La mano di Dio rivelerà tutti i suoi nemici, Salmo 21:8. Quando l'inondazione aumentò, l'arca di Noè fu sollevata e le acque che distrussero ogni cosa sollevarono l'arca. Quello che per i miscredenti è morte, per i credenti è vita.

21 Versi 21-24

Tutti gli uomini, donne e bambini, che non erano nell'arca morirono. Possiamo immaginare facilmente quale terrore li afferrò. Il nostro Salvatore ci dice che fino al giorno in cui venne il diluvio essi mangiavano e bevevano, Lu 17:26,27, rimanendo sordi e ciechi a tutti gli avvertimenti divini. La morte li sorprese in questo atteggiamento. Essi si convinsero della loro follia quando, purtroppo, fu tardi. Possiamo supporre che tentarono di salvarsi in tutti i modi e mezzi possibili ma tutto fu inutile. E così quelli che non verranno a Cristo, la vera Arca, saranno certamente spacciati e spacciati per sempre. Fermiamoci e consideriamo questo giudizio tremendo! Chi può stare davanti al Signore quando egli è arrabbiato? La colpa dei peccatori sarà la loro rovina e prima o poi se ne pentiranno. Il Dio di giustizia sa come portare la rovina nel mondo degli empi, 2Pt. 2:4-10. Quanto sarà tremendo il giorno del giudizio e di perdizione per gli empi! Felici coloro che fanno parte della famiglia di Cristo e vengono custoditi in Lui: essi possono restare nell'attesa senza alcun timore e possono rallegrarsi che trionferanno quando il fuoco brucerà la terra e tutto quello che è contenuto in essa. Possiamo avere benedizioni nella nostra vita o nella nostra persona, ma se trascuriamo, rifiutiamo o abusiamo della salvezza di Cristo, noi, nonostante questi grandi vantaggi, saremo distrutti assieme a tutto il mondo incredulo.

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