Luca 2,22

La purificazione della Vergine e la presentazione al Tempio, Luca 2:22-24

22. E, quando i giorni della purificazion di quella furon compiuti, secondo la legge di Mosè,

Due sono i doveri notati in questo versetto e nei due seguenti, che dovevano essere adempiuti nella visita al tempio; uno spettava esclusivamente a Maria, l'altro esclusivamente al bambino; differivano affatto nel loro significato, ed importa assai il distinguerli. Non va pertanto taciuto che è quasi priva di autorità la parola quella, adottata dal Diodati insieme alla Vulgata ed alle versioni moderne in generale. I migliori MSS. e versioni hanno «la loro purificazione», associando così il marito alla moglie. In ogni caso, quella parola non può riferirsi a Gesù, poiché le madri, non i figli, erano soggetti a quella cerimonia di purificazione. Secondo quella legge la madre era separata dalla congregazione, come legalmente impura, per 40 giorni dopo la nascita d'un maschio, per 80 d'una femmina. Al termine del periodo prescritto, la madre doveva, prima d'essere riammessa alla congregazione, presentarsi al tempio ed offrire i sacrifizi ordinati alle donne in quello stato. Vero si è che Maria non aveva concepito in peccato, bensì «pel potere dello Spirito Santo»; ma essa non era esente dalle infermità della carne peccaminosa, e secondo la legge cerimoniale aveva contratto immondizia, in comune con tutte le donne in simili circostanze. Il sacrifizio richiesto aveva rapporto a lei soltanto, non già al bambino; che può dimostrarci simbolicamente che la donna cui la Chiesa Romana si compiace d'onorare come l'Immacolata, era impura agli occhi di Dio, a cagione della sua natura peccaminosa, ed abbisognava, come chiunque, di purificazione per mezzo del sangue espiatorio. Le offerte da presentarsi erano proporzionate ai mezzi dell'offerente: se in circostanze agiate, doveva offrire un agnello per olocausto ed un piccione e una tortora per sacrifizio per il peccato; se di povera condizione, bastavano due tortore o due piccioni.

portarono il fanciullo, in Gerusalemme, per presentarlo al Signore; 23. (Come egli è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio che apre la matrice sarà chiamato santo al Signore);

Questo dovere si riferiva esclusivamente a Gesù. Egli doveva essere presentato al Signore come primogenito di Maria, poiché Iddio esigeva che ogni primogenito d'uomini o di bestie, gli fosse consacrato, in tutto il paese d'Israele; e ciò per commemorare la misericordiosa liberazione concessa agli Israeliti nella notte in cui l'angelo li risparmiò mentre uccise tutti i primogeniti degli Egiziani Esodo 13:2. In epoca anteriore, il sacerdozio in ogni famiglia era uno degli onori riserbati al figlio maggiore; ma più tardi Iddio mise formalmente da parte dei sacerdoti pel servizio divino. Fu allorquando Israele era nel deserto che il Signore prescelse la tribù di Levi per accudire al culto nel Santuario, invece dei primogeniti, ed ordinò che fossero pagati 5 sicli d'argento a testa pel riscatto d'ogni primogenito, di quanti eccederebbero il numero dei Leviti Numeri 3:40-51. Iddio comandò inoltre che in avvenire fosse sempre pagata questa tassa per ogni primogenito Numeri 18:15-16, e che fosse contemporaneamente presentato il bambino nel tempio. Questa era la cerimonia che adempievano Maria e Giuseppe per Gesù, ed in ciò abbiamo una nuova prova ch'egli fu «sottoposto alla legge», e compiè «ogni giustizia». Chi più di Gesù Cristo aveva diritto d'essere esente da una simile ceremonia, egli, l'eterno Figliuol di Dio?

PASSI PARALLELI

Levitico 12:2-6

Esodo 13:2,12-15; 22:29; 34:19; Numeri 3:13; 8:16-17; 18:15


Visualizzare un brano della Bibbia

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Ricerca avanzata