Matteo 28,20

20. Insegnando loro di osservare tutte quante le cose

Ogni attento lettore riconoscerà facilmente che in questo discorso il Signore affida agli undici un duplice incarico:

1. L'opera missionaria, vale a dire la predicazione del Vangelo, finché tutte le nazioni abbiano udito la buona novella: predicazione che doveva essere seguita dal Battesimo, qual suggello della fede dei nuovi convertiti, essendo tolta d'or innanzi la eccezione del cap. Matteo 10:5

2. L'opera pastorale, che consiste nell'ammaestrare coloro che hanno confessato apertamente il nome di Cristo in tutte le dottrine che hanno abbracciate e nell'edificarli, per mezzo della parola, nella santità e nella pace cristiana, in questa clausola del vers. 20, è mentovata la seconda di queste due opere, e i termini nei quali viene accennata provano all'evidenza, che non doveva esser fatta dai soli apostoli, ma da quelli altresì che loro succederebbero nell'opera del ministerio, atteso che Gesù dichiari che dessa opera deve continuarsi fino alla fine del mondo.

che io vi ho comandate.

L'IO è enfatico e ricorda che Cristo è il Capo ed il Legislatore supremo della sua Chiesa. Ma il Signore non limita, come lo pretendono alcuni, l'insegnamento dei suoi servitori, alle parole da lui stesso pronunziate sulla terra, escluse le Scritture dell'Antico Testamento. Anzi, egli riconosce la divina autorità di queste Scritture come norma di fede, e insegna, col suo esempio, ai discepoli, a studiarle suggellandole così come Parola di Dio.

Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente.

Queste parole ci fanno certi che il Signore sarà costantemente coi suoi ministri, e col suo popolo, benché le abbia dette quando era in procinto di ritornarsene al Padre. Non abbiam qui soltanto la promessa della sua presenza divina, ma quella ancora della sua presenza continua, quale Uomo-Dio e Mediatore. Essa si effettuerà principalmente per mezzo del suo Spirito ed anche per mezzo della sua provvidenza, della sua direzione, e dei suoi consigli. La sua presenza non si manifesterà solo ad intervalli, ma sarà continua per l'intera durata del periodo che deve correre dalla prima alla seconda venuta del Cristo. Egli non sarà cogli Undici soltanto, ma pure con tutti i missionari, pastori, predicatori, nonché con tutti i membri viventi della Chiesa "sino alla fine dell'età presente". La dichiarazione che precede queste parole mostra sufficientemente che esse devono prendersi nel loro significato più esteso e non già applicarsi unicamente a quel periodo che doveva terminare alla distruzione di Gerusalemme.

PASSI PARALLELI

Matteo 7:24-27; Deuteronomio 5:32; 12:32; Atti 2:42; 20:20-21,27; 1Corinzi 11:2,23; 14:37

Efesini 4:11-17,20-32

Colossesi 1:28; 1Tessalonicesi 4:1-2; 2Tessalonicesi 3:6-12; 1Timoteo 6:1-4; Tito 2:1-10; 1Pietro 2:10-19

2Pietro 1:5-11; 3:2; 1Giovanni 2:3-4; 3:19-24; Apocalisse 22:14

Matteo 1:23; 18:20; Genesi 39:2-3,21; Esodo 3:12; Giosuè 1:5; Salmo 46:7,11; Isaia 8:8-10

Isaia 41:10; Marco 16:20; Giovanni 14:18-23; Atti 18:9-10; 2Timoteo 4:17; Apocalisse 22:21

Matteo 13:39-40,49; 24:3

Matteo 6:13; 1Re 1:36; 1Cronache 16:36; Salmo 72:19; Apocalisse 1:18; 22:20

RIFLESSIONI

1. La verità contenuta in queste parole di Cristo: "Ogni podestà mi è data in cielo e in terra", sia per noi un tesoro prezioso. Essa torna a dire che egli solo è Mediatore fra Dio e l'uomo, e che la salute di tutti quelli che sono salvati, da lui dipende. Cristo ha "le chiavi della morte e dello Hades". Egli è il Sacerdote eletto, il quale solo può assolvere i peccatori. Cristo è la sorgente delle acque vive, nelle quali soltanto possiamo essere purificati. Cristo è il Principe ed il Salvatore che solo può dare ravvedimento e remissione dei peccati. "Tutta la pienezza abita in lui!". Egli è la via, la porta, la luce, la vita, il pastore, l'altare del rifugio. "Chi ha il Figliuolo ha la vita; chi non ha il Figliuol di Dio non ha la vita".

2. Osserviamo che il comandamento dato da Cristo ai suoi discepoli si divide in due parti: l'opera missionaria, destinata a condurre nell'ovile tutti quelli che ne sono fuori, sien dessi Giudei o Gentili; e l'opera pastorale, che ha di mira l'istruzione ed il progresso spirituale di quelli che hanno ricevuto il battesimo. Né l'una né l'altra di queste opere era temporanea. Siccome i servi di Cristo hanno ricevuto il mandato di "andare per tutto il mondo, e di predicare il Vangelo ad ogni creatura", ne segue che finché ci sarà un angolo della terra abitata non ancora visitato dai suoi messaggeri, od un essere umano che ancor rimanga fuori della Chiesa visibile, il ministero del missionario continuerà ad essere nella Chiesa una istituzione divina, in quanto all'ufficio pastorale, siccome è necessario istruire nella verità i figli dei credenti ed insegnare ai membri della Chiesa, non solo a conoscere, ma pure ad osservare tutte le cose che Cristo ha comandate, è evidente che esso dovrà continuare nella Chiesa finché Cristo apparisca in gloria.

3. Nella formula prescritta per il Battesimo, la dottrina della Trinità è chiaramente insegnata da Gesù. Ciascuna delle tre gloriose Persone prende parte al battesimo del Salvatore nel Giordano Matteo 3:16-17. Queste parole, colle quali Cristo ci ordina di battezzare, parlano del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo come di tre Persone distinte, eppure eguali; e quei tre sono Uno. Di vero, è questo un gran mistero: ci basti riceverlo e crederlo come una verità divinamente rivelata astenendoci dal volerlo spiegare. La follia puerile di non ammettere ciò che non possiamo comprendere, non si addice ad esseri effimeri come noi, conosciamo così poco di Dio e dell'eternità. Ci basti credere che nessuna anima avrebbe potuto essere salvata senza l'opera delle tre Persone della Trinità; e rallegriamoci che Padre, Figlio e Spirito Santo abbiano cooperato a creare l'uomo e cooperino eziadio a salvarlo.

4. Per incoraggiare i suoi a perseverare in quella duplice opera, il Signore fa due dichiarazioni. La prima è quella del vers. 18: "Ogni podestà m'è data in cielo e in terra": è data a me, che sono il Capo della Chiesa a me cui il Padre ha fatto la promessa: "Io ti darò le nazioni per tua eredità e le estremità della terra per tuo possesso". Egli possiede tutta la potenza celeste di saviezza, d'amore e di virtù; egli regna sopra ogni creatura, ogni passione, ogni principio, ogni commovimento in terra, e di questa Sua onnipotenza si vale a raggiungere il grande scopo della evangelizzazione, del mondo: "Andate adunque e fate discepoli tutte le nazioni!". La seconda dichiarazione si legge al vers. 20: "Ecco, io son con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'èra presente". Vi par di essere totalmente incapaci di assumere un'opera così grande? "Ecco, Io sono con voi". Per darvi tanta forza da compierla; poiché ogni podestà mi è data in cielo ed in terra. Temete voi forse che, in mezzo all'indifferenza ed all'odio di un mondo che ha crocifisso il vostro Signore, venga poi a pericolare la sua causa? Siate di buon animo: Io sono con voi! Io, che "ho vinto il mondo". Senza questa promessa, la predicazione del Vangelo sarebbe stata, e tuttora sarebbe, la più disperata delle imprese; ma con essa, il successo è assicurato!


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