C.E.I.:

Giobbe

1,1 C'era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: uomo integro e retto, temeva Dio ed era alieno dal male. 2 Gli erano nati sette figli e tre figlie; 3 possedeva settemila pecore e tremila cammelli, cinquecento paia di buoi e cinquecento asine, e molto numerosa era la sua servitù. Quest'uomo era il più grande fra tutti i figli d'oriente.
4 Ora i suoi figli solevano andare a fare banchetti in casa di uno di loro, ciascuno nel suo giorno, e mandavano a invitare anche le loro tre sorelle per mangiare e bere insieme. 5 Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Giobbe infatti pensava: «Forse i miei figli hanno peccato e hanno offeso Dio nel loro cuore». Così faceva Giobbe ogni volta.
6 Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e anche satana andò in mezzo a loro. 7 Il Signore chiese a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra, che ho percorsa». 8 Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male». 9 Satana rispose al Signore e disse: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? 10 Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra. 11 Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!». 12 Il Signore disse a satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui». Satana si allontanò dal Signore.
13 Ora accadde che un giorno, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del fratello maggiore, 14 un messaggero venne da Giobbe e gli disse: «I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi, 15 quando i Sabei sono piombati su di essi e li hanno predati e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
16 Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è attaccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
17 Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I Caldei hanno formato tre bande: si sono gettati sopra i cammelli e li hanno presi e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
18 Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del loro fratello maggiore, 19 quand'ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato io solo che ti racconto questo».
20 Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a terra, si prostrò 21 e disse:
«Nudo uscii dal seno di mia madre,
e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!».
22 In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto.

2,1 Quando un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore, anche satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore. 2 Il Signore disse a satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Da un giro sulla terra che ho percorsa». 3 Il Signore disse a satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male. Egli è ancor saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui, senza ragione, per rovinarlo». 4 Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quanto ha, l'uomo è pronto a darlo per la sua vita. 5 Ma stendi un poco la mano e toccalo nell'osso e nella carne e vedrai come ti benedirà in faccia!». 6 Il Signore disse a satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita».
7 Satana si allontanò dal Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. 8 Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. 9 Allora sua moglie disse: «Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!». 10 Ma egli le rispose: «Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?».
In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.
11 Nel frattempo tre amici di Giobbe erano venuti a sapere di tutte le disgrazie che si erano abbattute su di lui. Partirono, ciascuno dalla sua contrada, Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita, e si accordarono per andare a condolersi con lui e a consolarlo. 12 Alzarono gli occhi da lontano ma non lo riconobbero e, dando in grida, si misero a piangere. Ognuno si stracciò le vesti e si cosparse il capo di polvere. 13 Poi sedettero accanto a lui in terra, per sette giorni e sette notti, e nessuno gli rivolse una parola, perché vedevano che molto grande era il suo dolore.

3,1 Dopo, Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno; 2 prese a dire:
3 Perisca il giorno in cui nacqui
e la notte in cui si disse: «È stato concepito un
uomo!».
4 Quel giorno sia tenebra,
non lo ricerchi Dio dall'alto,
né brilli mai su di esso la luce.
5 Lo rivendichi tenebra e morte,
gli si stenda sopra una nube
e lo facciano spaventoso gli uragani del giorno!
6 Quel giorno lo possieda il buio
non si aggiunga ai giorni dell'anno,
non entri nel conto dei mesi.
7 Ecco, quella notte sia lugubre
e non entri giubilo in essa.
8 La maledicano quelli che imprecano al giorno,
che sono pronti a evocare Leviatan.
9 Si oscurino le stelle del suo crepuscolo,
speri la luce e non venga;
non veda schiudersi le palpebre dell'aurora,
10 poiché non mi ha chiuso il varco del grembo materno,
e non ha nascosto l'affanno agli occhi miei!
11 E perché non sono morto fin dal seno di mia madre
e non spirai appena uscito dal grembo?
12 Perché due ginocchia mi hanno accolto,
e perché due mammelle, per allattarmi?
13 Sì, ora giacerei tranquillo,
dormirei e avrei pace
14 con i re e i governanti della terra,
che si sono costruiti mausolei,
15 o con i principi, che hanno oro
e riempiono le case d'argento.
16 Oppure, come aborto nascosto, più non sarei,
o come i bimbi che non hanno visto la luce.
17 Laggiù i malvagi cessano d'agitarsi,
laggiù riposano gli sfiniti di forze.
18 I prigionieri hanno pace insieme,
non sentono più la voce dell'aguzzino.
19 Laggiù è il piccolo e il grande,
e lo schiavo è libero dal suo padrone.
20 Perché dare la luce a un infelice
e la vita a chi ha l'amarezza nel cuore,
21 a quelli che aspettano la morte e non viene,
che la cercano più di un tesoro,
22 che godono alla vista di un tumulo,
gioiscono se possono trovare una tomba...
23 a un uomo, la cui via è nascosta
e che Dio da ogni parte ha sbarrato?
24 Così, al posto del cibo entra il mio gemito,
e i miei ruggiti sgorgano come acqua,
25 perché ciò che temo mi accade
e quel che mi spaventa mi raggiunge.
26 Non ho tranquillità, non ho requie,
non ho riposo e viene il tormento!

4,1 Elifaz il Temanita prese la parola e disse:
2 Se si tenta di parlarti, ti sarà forse gravoso?
Ma chi può trattenere il discorso?
3 Ecco, tu hai istruito molti
e a mani fiacche hai ridato vigore;
4 le tue parole hanno sorretto chi vacillava
e le ginocchia che si piegavano hai rafforzato.
5 Ma ora questo accade a te e ti abbatti;
capita a te e ne sei sconvolto.
6 La tua pietà non era forse la tua fiducia
e la tua condotta integra, la tua speranza?
7 Ricordalo: quale innocente è mai perito
e quando mai furon distrutti gli uomini retti?
8 Per quanto io ho visto, chi coltiva iniquità,
chi semina affanni, li raccoglie.
9 A un soffio di Dio periscono
e dallo sfogo della sua ira sono annientati.
10 Il ruggito del leone e l'urlo del leopardo
e i denti dei leoncelli sono frantumati.
11 Il leone è perito per mancanza di preda
e i figli della leonessa sono stati dispersi.
12 A me fu recata, furtiva, una parola
e il mio orecchio ne percepì il lieve sussurro.
13 Nei fantasmi, tra visioni notturne,
quando grava sugli uomini il sonno,
14 terrore mi prese e spavento
e tutte le ossa mi fece tremare;
15 un vento mi passò sulla faccia,
e il pelo si drizzò sulla mia carne...
16 Stava là ritto uno, di cui non riconobbi
l'aspetto,
un fantasma stava davanti ai miei occhi...
Un sussurro..., e una voce mi si fece sentire:
17 «Può il mortale essere giusto davanti a Dio
o innocente l'uomo davanti al suo creatore?
18 Ecco, dei suoi servi egli non si fida
e ai suoi angeli imputa difetti;
19 quanto più a chi abita case di fango,
che nella polvere hanno il loro fondamento!
Come tarlo sono schiacciati,
20 annientati fra il mattino e la sera:
senza che nessuno ci badi, periscono per sempre.
21 La funicella della loro tenda non viene forse
strappata?
Muoiono senza saggezza!».

5,1 Chiama, dunque! Ti risponderà forse qualcuno?
E a chi fra i santi ti rivolgerai?
2 Poiché allo stolto dà morte lo sdegno
e la collera fa morire lo sciocco.
3 Io ho visto lo stolto metter radici,
ma imputridire la sua dimora all'istante.
4 I suoi figli sono lungi dal prosperare,
sono oppressi alla porta, senza difensore;
5 l'affamato ne divora la messe
e gente assetata ne succhia gli averi.
6 Non esce certo dalla polvere la sventura
né germoglia dalla terra il dolore,
7 ma è l'uomo che genera pene,
come le scintille volano in alto.
8 Io, invece, mi rivolgerei a Dio
e a Dio esporrei la mia causa:
9 a lui, che fa cose grandi e incomprensibili,
meraviglie senza numero,
10 che dà la pioggia alla terra
e manda le acque sulle campagne.
11 Colloca gli umili in alto
e gli afflitti solleva a prosperità;
12 rende vani i pensieri degli scaltri
e le loro mani non ne compiono i disegni;
13 coglie di sorpresa i saggi nella loro astuzia
e manda in rovina il consiglio degli scaltri.
14 Di giorno incappano nel buio
e brancolano in pieno sole come di notte,
15 mentre egli salva dalla loro spada l'oppresso,
e il meschino dalla mano del prepotente.
16 C'è speranza per il misero
e l'ingiustizia chiude la bocca.
17 Felice l'uomo, che è corretto da Dio:
perciò tu non sdegnare la correzione dell'Onnipotente,
18 perché egli fa la piaga e la fascia,
ferisce e la sua mano risana.
19 Da sei tribolazioni ti libererà
e alla settima non ti toccherà il male;
20 nella carestia ti scamperà dalla morte
e in guerra dal colpo della spada;
21 sarai al riparo dal flagello della lingua,
né temerai quando giunge la rovina.
22 Della rovina e della fame ti riderai
né temerai le bestie selvatiche;
23 con le pietre del campo avrai un patto
e le bestie selvatiche saranno in pace con te.
24 Conoscerai la prosperità della tua tenda,
visiterai la tua proprietà e non sarai deluso.
25 Vedrai, numerosa, la prole,
i tuoi rampolli come l'erba dei prati.
26 Te ne andrai alla tomba in piena maturità,
come si ammucchia il grano a suo tempo.
27 Ecco, questo abbiamo osservato: è così.
Ascoltalo e sappilo per tuo bene.

6,1 Allora Giobbe rispose:
2 Se ben si pesasse il mio cruccio
e sulla stessa bilancia si ponesse la mia sventura...
3 certo sarebbe più pesante della sabbia del mare!
Per questo temerarie sono state le mie parole,
4 perché le saette dell'Onnipotente mi stanno infitte,
sì che il mio spirito ne beve il veleno
e terrori immani mi si schierano contro!
5 Raglia forse il somaro con l'erba davanti
o muggisce il bue sopra il suo foraggio?
6 Si mangia forse un cibo insipido, senza sale?
O che gusto c'è nell'acqua di malva?
7 Ciò che io ricusavo di toccare
questo è il ributtante mio cibo!
8 Oh, mi accadesse quello che invoco,
e Dio mi concedesse quello che spero!
9 Volesse Dio schiacciarmi,
stendere la mano e sopprimermi!
10 Ciò sarebbe per me un qualche conforto
e gioirei, pur nell'angoscia senza pietà,
per non aver rinnegato i decreti del Santo.
11 Qual la mia forza, perché io possa durare,
o qual la mia fine, perché prolunghi la vita?
12 La mia forza è forza di macigni?
La mia carne è forse di bronzo?
13 Non v'è proprio aiuto per me?
Ogni soccorso mi è precluso?
14 A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici,
anche se ha abbandonato il timore di Dio.
15 I miei fratelli mi hanno deluso come un torrente,
sono dileguati come i torrenti delle valli,
16 i quali sono torbidi per lo sgelo,
si gonfiano allo sciogliersi della neve,
17 ma al tempo della siccità svaniscono
e all'arsura scompaiono dai loro letti.
18 Deviano dalle loro piste le carovane,
avanzano nel deserto e vi si perdono;
19 le carovane di Tema guardano là,
i viandanti di Saba sperano in essi:
20 ma rimangono delusi d'avere sperato,
giunti fin là, ne restano confusi.
21 Così ora voi siete per me:
vedete che faccio orrore e vi prende paura.
22 Vi ho detto forse: «Datemi qualcosa»
o «dei vostri beni fatemi un regalo»
23 o «liberatemi dalle mani di un nemico»
o «dalle mani dei violenti riscattatemi»?
24 Istruitemi e allora io tacerò,
fatemi conoscere in che cosa ho sbagliato.
25 Che hanno di offensivo le giuste parole?
Ma che cosa dimostra la prova che viene da voi?
26 Forse voi pensate a confutare parole,
e come sparsi al vento stimate i detti di un disperato!
27 Anche sull'orfano gettereste la sorte
e a un vostro amico scavereste la fossa.
28 Ma ora degnatevi di volgervi verso di me:
davanti a voi non mentirò.
29 Su, ricredetevi: non siate ingiusti!
Ricredetevi; la mia giustizia è ancora qui!
30 C'è forse iniquità sulla mia lingua
o il mio palato non distingue più le sventure?

7,1 Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d'un mercenario?
2 Come lo schiavo sospira l'ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,
3 così a me son toccati mesi d'illusione
e notti di dolore mi sono state assegnate.
4 Se mi corico dico: «Quando mi alzerò?».
Si allungano le ombre e sono stanco di rigirarmi fino all'alba.
5 Ricoperta di vermi e croste è la mia carne,
raggrinzita è la mia pelle e si disfà.
6 I miei giorni sono stati più veloci d'una spola,
sono finiti senza speranza.
7 Ricordati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene.
8 Non mi scorgerà più l'occhio di chi mi vede:
i tuoi occhi saranno su di me e io più non sarò.
9 Una nube svanisce e se ne va,
così chi scende agl'inferi più non risale;
10 non tornerà più nella sua casa,
mai più lo rivedrà la sua dimora.
11 Ma io non terrò chiusa la mia bocca,
parlerò nell'angoscia del mio spirito,
mi lamenterò nell'amarezza del mio cuore!
12 Son io forse il mare oppure un mostro marino,
perché tu mi metta accanto una guardia?
13 Quando io dico: «Il mio giaciglio mi darà sollievo,
il mio letto allevierà la mia sofferenza»,
14 tu allora mi spaventi con sogni
e con fantasmi tu mi atterrisci.
15 Preferirei essere soffocato,
la morte piuttosto che questi miei dolori!
16 Io mi disfaccio, non vivrò più a lungo.
Lasciami, perché un soffio sono i miei giorni.
17 Che è quest'uomo che tu nei fai tanto conto
e a lui rivolgi la tua attenzione
18 e lo scruti ogni mattina
e ad ogni istante lo metti alla prova?
19 Fino a quando da me non toglierai lo sguardo
e non mi lascerai inghiottire la saliva?
20 Se ho peccato, che cosa ti ho fatto,
o custode dell'uomo?
Perché m'hai preso a bersaglio
e ti son diventato di peso?
21 Perché non cancelli il mio peccato
e non dimentichi la mia iniquità?
Ben presto giacerò nella polvere,
mi cercherai, ma più non sarò!

8,1 Allora prese a dire Bildad il Suchita:
2 Fino a quando dirai queste cose
e vento impetuoso saranno le parole della tua bocca?
3 Può forse Dio deviare il diritto
o l'Onnipotente sovvertire la giustizia?
4 Se i tuoi figli hanno peccato contro di lui,
li ha messi in balìa della loro iniquità.
5 Se tu cercherai Dio
e implorerai l'Onnipotente,
6 se puro e integro tu sei,
fin d'ora veglierà su di te
e ristabilirà la dimora della tua giustizia;
7 piccola cosa sarà la tua condizione di prima,
di fronte alla grandezza che avrà la futura.
8 Chiedilo infatti alle generazioni passate,
poni mente all'esperienza dei loro padri,
9 perché noi siamo di ieri e nulla sappiamo,
come un'ombra sono i nostri giorni sulla terra.
10 Essi forse non ti istruiranno e ti parleranno
traendo le parole dal cuore?
11 Cresce forse il papiro fuori della palude
e si sviluppa forse il giunco senz'acqua?
12 È ancora verde, non buono per tagliarlo,
e inaridisce prima d'ogn'altra erba.
13 Tale il destino di chi dimentica Dio,
così svanisce la speranza dell'empio;
14 la sua fiducia è come un filo
e una tela di ragno è la sua sicurezza:
15 si appoggi alla sua casa, essa non resiste,
vi si aggrappi, ma essa non regge.
16 Rigoglioso sia pure in faccia al sole
e sopra il giardino si spandano i suoi rami,
17 sul terreno sassoso s'intreccino le sue radici,
tra le pietre attinga la vita.
18 Se lo si toglie dal suo luogo,
questo lo rinnega: «Non t'ho mai visto!».
19 Ecco la gioia del suo destino
e dalla terra altri rispuntano.
20 Dunque, Dio non rigetta l'uomo integro,
e non sostiene la mano dei malfattori.
21 Colmerà di nuovo la tua bocca di sorriso
e le tue labbra di gioia.
22 I tuoi nemici saran coperti di vergogna
e la tenda degli empi più non sarà.

9,1 Giobbe rispose dicendo:
2 In verità io so che è così:
e come può un uomo aver ragione innanzi a Dio?
3 Se uno volesse disputare con lui,
non gli risponderebbe una volta su mille.
4 Saggio di mente, potente per la forza,
chi s'è opposto a lui ed è rimasto salvo?
5 Sposta le montagne e non lo sanno,
egli nella sua ira le sconvolge.
6 Scuote la terra dal suo posto
e le sue colonne tremano.
7 Comanda al sole ed esso non sorge
e alle stelle pone il suo sigillo.
8 Egli da solo stende i cieli
e cammina sulle onde del mare.
9 Crea l'Orsa e l'Orione,
le Pleiadi e i penetrali del cielo australe.
10 Fa cose tanto grandi da non potersi indagare,
meraviglie da non potersi contare.
11 Ecco, mi passa vicino e non lo vedo,
se ne va e di lui non m'accorgo.
12 Se rapisce qualcosa, chi lo può impedire?
Chi gli può dire: «Che fai?».
13 Dio non ritira la sua collera:
sotto di lui sono fiaccati i sostenitori di Raab.
14 Tanto meno io potrei rispondergli,
trovare parole da dirgli!
15 Se avessi anche ragione, non risponderei,
al mio giudice dovrei domandare pietà.
16 Se io lo invocassi e mi rispondesse,
non crederei che voglia ascoltare la mia voce.
17 Egli con una tempesta mi schiaccia,
moltiplica le mie piaghe senza ragione,
18 non mi lascia riprendere il fiato,
anzi mi sazia di amarezze.
19 Se si tratta di forza, è lui che dà il vigore;
se di giustizia, chi potrà citarlo?
20 Se avessi ragione, il mio parlare mi
condannerebbe;
se fossi innocente, egli proverebbe che io sono reo.
21 Sono innocente? Non lo so neppure io,
detesto la mia vita!
22 Per questo io dico: «È la stessa cosa»:
egli fa perire l'innocente e il reo!
23 Se un flagello uccide all'improvviso,
della sciagura degli innocenti egli ride.
24 La terra è lasciata in balìa del malfattore:
egli vela il volto dei suoi giudici;
se non lui, chi dunque sarà?
25 I miei giorni passano più veloci d'un corriere,
fuggono senza godere alcun bene,
26 volano come barche di giunchi,
come aquila che piomba sulla preda.
27 Se dico: «Voglio dimenticare il mio gemito,
cambiare il mio volto ed essere lieto»,
28 mi spavento per tutti i miei dolori;
so bene che non mi dichiarerai innocente.
29 Se sono colpevole,
perché affaticarmi invano?
30 Anche se mi lavassi con la neve
e pulissi con la soda le mie mani,
31 allora tu mi tufferesti in un pantano
e in orrore mi avrebbero le mie vesti.
32 Poiché non è uomo come me, che io possa
rispondergli:
«Presentiamoci alla pari in giudizio».
33 Non c'è fra noi due un arbitro
che ponga la mano su noi due.
34 Allontani da me la sua verga
sì che non mi spaventi il suo terrore:
35 allora io potrò parlare senza temerlo,
perché così non sono in me stesso.

10,1 Stanco io sono della mia vita!
Darò libero sfogo al mio lamento,
parlerò nell'amarezza del mio cuore.
2 Dirò a Dio: Non condannarmi!
Fammi sapere perché mi sei avversario.
3 È forse bene per te opprimermi,
disprezzare l'opera delle tue mani
e favorire i progetti dei malvagi?
4 Hai tu forse occhi di carne
o anche tu vedi come l'uomo?
5 Sono forse i tuoi giorni come i giorni di un uomo,
i tuoi anni come i giorni di un mortale,
6 perché tu debba scrutare la mia colpa
e frugare il mio peccato,
7 pur sapendo ch'io non sono colpevole
e che nessuno mi può liberare dalla tua mano?
8 Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto
integro in ogni parte; vorresti ora distruggermi?
9 Ricordati che come argilla mi hai plasmato
e in polvere mi farai tornare.
10 Non m'hai colato forse come latte
e fatto accagliare come cacio?
11 Di pelle e di carne mi hai rivestito,
d'ossa e di nervi mi hai intessuto.
12 Vita e benevolenza tu mi hai concesso
e la tua premura ha custodito il mio spirito.
13 Eppure, questo nascondevi nel cuore,
so che questo avevi nel pensiero!
14 Tu mi sorvegli, se pecco,
e non mi lasci impunito per la mia colpa.
15 Se sono colpevole, guai a me!
Se giusto, non oso sollevare la testa,
sazio d'ignominia, come sono, ed ebbro di miseria.
16 Se la sollevo, tu come un leopardo mi dai la
caccia
e torni a compiere prodigi contro di me,
17 su di me rinnovi i tuoi attacchi,
contro di me aumenti la tua ira
e truppe sempre fresche mi assalgono.
18 Perché tu mi hai tratto dal seno materno?
Fossi morto e nessun occhio m'avesse mai visto!
19 Sarei come se non fossi mai esistito;
dal ventre sarei stato portato alla tomba!
20 E non son poca cosa i giorni della mia vita?
Lasciami, sì ch'io possa respirare un poco
21 prima che me ne vada, senza ritornare,
verso la terra delle tenebre e dell'ombra di morte,
22 terra di caligine e di disordine,
dove la luce è come le tenebre.

11,1 Allora Zofar il Naamatita prese la parola e disse:
2 A tante parole non si darà risposta?
O il loquace dovrà aver ragione?
3 I tuoi sproloqui faranno tacere la gente?
Ti farai beffe, senza che alcuno ti svergogni?
4 Tu dici: «Pura è la mia condotta,
io sono irreprensibile agli occhi di lui».
5 Tuttavia, volesse Dio parlare
e aprire le labbra contro di te,
6 per manifestarti i segreti della sapienza,
che sono così difficili all'intelletto,
allora sapresti che Dio ti condona parte della tua
colpa.
7 Credi tu di scrutare l'intimo di Dio
o di penetrare la perfezione dell'Onnipotente?
8 È più alta del cielo: che cosa puoi fare?
È più profonda degli inferi: che ne sai?
9 Più lunga della terra ne è la dimensione,
più vasta del mare.
10 Se egli assale e imprigiona
e chiama in giudizio, chi glielo può impedire?
11 Egli conosce gli uomini fallaci,
vede l'iniquità e l'osserva:
12 l'uomo stolto mette giudizio
e da ònagro indomito diventa docile.
13 Ora, se tu a Dio dirigerai il cuore
e tenderai a lui le tue palme,
14 se allontanerai l'iniquità che è nella tua mano
e non farai abitare l'ingiustizia nelle tue tende,
15 allora potrai alzare la faccia senza macchia
e sarai saldo e non avrai timori,
16 perché dimenticherai l'affanno
e te ne ricorderai come di acqua passata;
17 più del sole meridiano splenderà la tua vita,
l'oscurità sarà per te come l'aurora.
18 Ti terrai sicuro per ciò che ti attende
e, guardandoti attorno, riposerai tranquillo.
19 Ti coricherai e nessuno ti disturberà,
molti anzi cercheranno i tuoi favori.
20 Ma gli occhi dei malvagi languiranno,
ogni scampo è per essi perduto,
unica loro speranza è l'ultimo respiro!

12,1 Giobbe allora rispose:
2 È vero, sì, che voi siete la voce del popolo
e la sapienza morirà con voi!
3 Anch'io però ho senno come voi,
e non sono da meno di voi;
chi non sa cose simili?
4 Ludibrio del suo amico è diventato
chi grida a Dio perché gli risponda;
ludibrio il giusto, l'integro!
5 «Per la sventura, disprezzo», pensa la gente
prosperosa,
«spinte, a colui che ha il piede tremante».
6 Le tende dei ladri sono tranquille,
c'è sicurezza per chi provoca Dio,
per chi vuol ridurre Dio in suo potere.
7 Ma interroga pure le bestie, perché ti
ammaestrino,
gli uccelli del cielo, perché ti informino,
8 o i rettili della terra, perché ti istruiscano
o i pesci del mare perché te lo faccian sapere.
9 Chi non sa, fra tutti questi esseri,
che la mano del Signore ha fatto questo?
10 Egli ha in mano l'anima di ogni vivente
e il soffio d'ogni carne umana.
11 L'orecchio non distingue forse le parole
e il palato non assapora i cibi?
12 Nei canuti sta la saggezza
e nella vita lunga la prudenza.
13 In lui risiede la sapienza e la forza,
a lui appartiene il consiglio e la prudenza!
14 Ecco, se egli demolisce, non si può ricostruire,
se imprigiona uno, non si può liberare.
15 Se trattiene le acque, tutto si secca,
se le lascia andare, devastano la terra.
16 Da lui viene potenza e sagacia,
a lui appartiene l'ingannato e l'ingannatore.
17 Rende stolti i consiglieri della terra,
priva i giudici di senno;
18 scioglie la cintura dei re
e cinge i loro fianchi d'una corda.
19 Fa andare scalzi i sacerdoti
e rovescia i potenti.
20 Toglie la favella ai più veraci
e priva del senno i vegliardi.
21 Sui nobili spande il disprezzo
e allenta la cintura ai forti.
22 Strappa dalle tenebre i segreti
e porta alla luce le cose oscure.
23 Fa grandi i popoli e li lascia perire,
estende le nazioni e le abbandona.
24 Toglie il senno ai capi del paese
e li fa vagare per solitudini senza strade,
25 vanno a tastoni per le tenebre, senza luce,
e barcollano come ubriachi.

13,1 Ecco, tutto questo ha visto il mio occhio,
l'ha udito il mio orecchio e l'ha compreso.
2 Quel che sapete voi, lo so anch'io;
non sono da meno di voi.
3 Ma io all'Onnipotente vorrei parlare,
a Dio vorrei fare rimostranze.
4 Voi siete raffazzonatori di menzogne,
siete tutti medici da nulla.
5 Magari taceste del tutto!
sarebbe per voi un atto di sapienza!
6 Ascoltate dunque la mia riprensione
e alla difesa delle mie labbra fate attenzione.
7 Volete forse in difesa di Dio dire il falso
e in suo favore parlare con inganno?
8 Vorreste trattarlo con parzialità
e farvi difensori di Dio?
9 Sarebbe bene per voi se egli vi scrutasse?
Come s'inganna un uomo, credete di ingannarlo?
10 Severamente vi redarguirà,
se in segreto gli siete parziali.
11 Forse la sua maestà non vi incute spavento
e il terrore di lui non vi assale?
12 Sentenze di cenere sono i vostri moniti,
difese di argilla le vostre difese.
13 Tacete, state lontani da me: parlerò io,
mi capiti quel che capiti.
14 Voglio afferrare la mia carne con i denti
e mettere sulle mie mani la mia vita.
15 Mi uccida pure, non me ne dolgo;
voglio solo difendere davanti a lui la mia condotta!
16 Questo mi sarà pegno di vittoria,
perché un empio non si presenterebbe davanti a lui.
17 Ascoltate bene le mie parole
e il mio esposto sia nei vostri orecchi.
18 Ecco, tutto ho preparato per il giudizio,
son convinto che sarò dichiarato innocente.
19 Chi vuol muover causa contro di me?
Perché allora tacerò, pronto a morire.
20 Solo, assicurami due cose
e allora non mi sottrarrò alla tua presenza;
21 allontana da me la tua mano
e il tuo terrore più non mi spaventi;
22 poi interrogami pure e io risponderò
oppure parlerò io e tu mi risponderai.
23 Quante sono le mie colpe e i miei peccati?
Fammi conoscere il mio misfatto e il mio peccato.
24 Perché mi nascondi la tua faccia
e mi consideri come un nemico?
25 Vuoi spaventare una foglia dispersa dal vento
e dar la caccia a una paglia secca?
26 Poiché scrivi contro di me sentenze amare
e mi rinfacci i miei errori giovanili;
27 tu metti i miei piedi in ceppi,
spii tutti i miei passi
e ti segni le orme dei miei piedi.
28 Intanto io mi disfò come legno tarlato
o come un vestito corroso da tignola.

14,1 L'uomo, nato di donna,
breve di giorni e sazio di inquietudine,
2 come un fiore spunta e avvizzisce,
fugge come l'ombra e mai si ferma.
3 Tu, sopra un tal essere tieni aperti i tuoi occhi
e lo chiami a giudizio presso di te?
4 Chi può trarre il puro dall'immondo? Nessuno.
5 Se i suoi giorni sono contati,
se il numero dei suoi mesi dipende da te,
se hai fissato un termine che non può oltrepassare,
6 distogli lo sguardo da lui e lascialo stare
finché abbia compiuto, come un salariato, la sua
giornata!
7 Poiché anche per l'albero c'è speranza:
se viene tagliato, ancora ributta
e i suoi germogli non cessano di crescere;
8 se sotto terra invecchia la sua radice
e al suolo muore il suo tronco,
9 al sentore dell'acqua rigermoglia
e mette rami come nuova pianta.
10 L'uomo invece, se muore, giace inerte,
quando il mortale spira, dov'è?
11 Potranno sparire le acque del mare
e i fiumi prosciugarsi e disseccarsi,
12 ma l'uomo che giace più non s'alzerà,
finché durano i cieli non si sveglierà,
né più si desterà dal suo sonno.
13 Oh, se tu volessi nascondermi nella tomba,
occultarmi, finché sarà passata la tua ira,
fissarmi un termine e poi ricordarti di me!
14 Se l'uomo che muore potesse rivivere,
aspetterei tutti i giorni della mia milizia
finché arrivi per me l'ora del cambio!
15 Mi chiameresti e io risponderei,
l'opera delle tue mani tu brameresti.
16 Mentre ora tu conti i miei passi
non spieresti più il mio peccato:
17 in un sacchetto, chiuso, sarebbe il mio misfatto
e tu cancelleresti la mia colpa.
18 Ohimé! come un monte finisce in una frana
e come una rupe si stacca dal suo posto,
19 e le acque consumano le pietre,
le alluvioni portano via il terreno:
così tu annienti la speranza dell'uomo.
20 Tu lo abbatti per sempre ed egli se ne va,
tu sfiguri il suo volto e lo scacci.
21 Siano pure onorati i suoi figli, non lo sa;
siano disprezzati, lo ignora!
22 Soltanto i suoi dolori egli sente
e piange sopra di sé.

15,1 Elifaz il Temanita prese a dire:
2 Potrebbe il saggio rispondere con ragioni campate
in aria
e riempirsi il ventre di vento d'oriente?
3 Si difende egli con parole senza costrutto
e con discorsi inutili?
4 Tu anzi distruggi la religione
e abolisci la preghiera innanzi a Dio.
5 Sì, la tua malizia suggerisce alla tua bocca
e scegli il linguaggio degli astuti.
6 Non io, ma la tua bocca ti condanna
e le tue labbra attestano contro di te.
7 Sei forse tu il primo uomo che è nato,
o, prima dei monti, sei venuto al mondo?
8 Hai avuto accesso ai segreti consigli di Dio
e ti sei appropriata tu solo la sapienza?
9 Che cosa sai tu che noi non sappiamo?
Che cosa capisci che da noi non si comprenda?
10 Anche fra di noi c'è il vecchio e c'è il canuto
più di tuo padre, carico d'anni.
11 Poca cosa sono per te le consolazioni di Dio
e una parola moderata a te rivolta?
12 Perché il tuo cuore ti trasporta
e perché fanno cenni i tuoi occhi,
13 quando volgi contro Dio il tuo animo
e fai uscire tali parole dalla tua bocca?
14 Che cos'è l'uomo perché si ritenga puro,
perché si dica giusto un nato di donna?
15 Ecco, neppure dei suoi santi egli ha fiducia
e i cieli non sono puri ai suoi occhi;
16 quanto meno un essere abominevole e corrotto,
l'uomo, che beve l'iniquità come acqua.
17 Voglio spiegartelo, ascoltami,
ti racconterò quel che ho visto,
18 quello che i saggi riferiscono,
non celato ad essi dai loro padri;
19 a essi soli fu concessa questa terra,
né straniero alcuno era passato in mezzo a loro.
20 Per tutti i giorni della vita il malvagio si
tormenta;
sono contati gli anni riservati al violento.
21 Voci di spavento gli risuonano agli orecchi
e in piena pace si vede assalito dal predone.
22 Non crede di potersi sottrarre alle tenebre,
egli si sente destinato alla spada.
23 Destinato in pasto agli avvoltoi,
sa che gli è preparata la rovina.
24 Un giorno tenebroso lo spaventa,
la miseria e l'angoscia l'assalgono
come un re pronto all'attacco,
25 perché ha steso contro Dio la sua mano,
ha osato farsi forte contro l'Onnipotente;
26 correva contro di lui a testa alta,
al riparo del curvo spessore del suo scudo;
27 poiché aveva la faccia coperta di grasso
e pinguedine intorno ai suoi fianchi.
28 Avrà dimora in città diroccate,
in case dove non si abita più,
destinate a diventare macerie.
29 Non arricchirà, non durerà la sua fortuna,
non metterà radici sulla terra.
30 Alle tenebre non sfuggirà,
la vampa seccherà i suoi germogli
e dal vento sarà involato il suo frutto.
31 Non confidi in una vanità fallace,
perché sarà una rovina.
32 La sua fronda sarà tagliata prima del tempo
e i suoi rami non rinverdiranno più.
33 Sarà spogliato come vigna della sua uva ancor
acerba
e getterà via come ulivo i suoi fiori,
34 poiché la stirpe dell'empio è sterile
e il fuoco divora le tende dell'uomo venale.
35 Concepisce malizia e genera sventura
e nel suo seno alleva delusione.

16,1 Allora rispose:
2 Ne ho udite già molte di simili cose!
Siete tutti consolatori molesti.
3 Non avran termine le parole campate in aria?
O che cosa ti spinge a rispondere così?
4 Anch'io sarei capace di parlare come voi,
se voi foste al mio posto:
vi affogherei con parole
e scuoterei il mio capo su di voi.
5 Vi conforterei con la bocca
e il tremito delle mie labbra cesserebbe.
6 Ma se parlo, non viene impedito il mio dolore;
se taccio, che cosa lo allontana da me?
7 Ora però egli m'ha spossato, fiaccato,
tutto il mio vicinato mi è addosso;
8 si è costituito testimone ed è insorto contro di me:
il mio calunniatore mi accusa in faccia.
9 La sua collera mi dilania e mi perseguita;
digrigna i denti contro di me,
il mio nemico su di me aguzza gli occhi.
10 Spalancano la bocca contro di me,
mi schiaffeggiano con insulti,
insieme si alleano contro di me.
11 Dio mi consegna come preda all'empio,
e mi getta nelle mani dei malvagi.
12 Me ne stavo tranquillo ed egli mi ha rovinato,
mi ha afferrato per il collo e mi ha stritolato;
ha fatto di me il suo bersaglio.
13 I suoi arcieri mi circondano;
mi trafigge i fianchi senza pietà,
versa a terra il mio fiele,
14 mi apre ferita su ferita,
mi si avventa contro come un guerriero.
15 Ho cucito un sacco sulla mia pelle
e ho prostrato la fronte nella polvere.
16 La mia faccia è rossa per il pianto
e sulle mie palpebre v'è una fitta oscurità.
17 Non c'è violenza nelle mie mani
e pura è stata la mia preghiera.
18 O terra, non coprire il mio sangue
e non abbia sosta il mio grido!
19 Ma ecco, fin d'ora il mio testimone è nei cieli,
il mio mallevadore è lassù;
20 miei avvocati presso Dio sono i miei lamenti,
mentre davanti a lui sparge lacrime il mio occhio,
21 perché difenda l'uomo davanti a Dio,
come un mortale fa con un suo amico;
22 poiché passano i miei anni contati
e io me ne vado per una via senza ritorno.

17,1 Il mio spirito vien meno,
i miei giorni si spengono;
non c'è per me che la tomba!
2 Non sono io in balìa di beffardi?
Fra i loro insulti veglia il mio occhio.
3 Sii tu la mia garanzia presso di te!
Qual altro vorrebbe stringermi la destra?
4 Poiché hai privato di senno la loro mente,
per questo non li lascerai trionfare.
5 Come chi invita gli amici a parte del suo pranzo,
mentre gli occhi dei suoi figli languiscono;
6 così son diventato ludibrio dei popoli,
sono oggetto di scherno davanti a loro.
7 Si offusca per il dolore il mio occhio
e le mie membra non sono che ombra.
8 Gli onesti ne rimangono stupiti
e l'innocente s'indigna contro l'empio.
9 Ma il giusto si conferma nella sua condotta
e chi ha le mani pure raddoppia il coraggio.
10 Su, venite di nuovo tutti:
io non troverò un saggio fra di voi.
11 I miei giorni sono passati, svaniti i miei
progetti,
i voti del mio cuore.
12 Cambiano la notte in giorno,
la luce - dicono - è più vicina delle tenebre.
13 Se posso sperare qualche cosa, la tomba è la mia
casa,
nelle tenebre distendo il mio giaciglio.
14 Al sepolcro io grido: «Padre mio sei tu!»
e ai vermi: «Madre mia, sorelle mie voi siete!».
15 E la mia speranza dov'è?
Il mio benessere chi lo vedrà?
16 Scenderanno forse con me nella tomba
o caleremo insieme nella polvere!

18,1 Bildad il Suchita prese a dire:
2 Quando porrai fine alle tue chiacchiere?
Rifletti bene e poi parleremo.
3 Perché considerarci come bestie,
ci fai passare per bruti ai tuoi occhi?
4 Tu che ti rodi l'anima nel tuo furore,
forse per causa tua sarà abbandonata la terra
e le rupi si staccheranno dal loro posto?
5 Certamente la luce del malvagio si spegnerà
e più non brillerà la fiamma del suo focolare.
6 La luce si offuscherà nella sua tenda
e la lucerna si estinguerà sopra di lui.
7 Il suo energico passo s'accorcerà
e i suoi progetti lo faran precipitare,
8 poiché incapperà in una rete con i suoi piedi
e sopra un tranello camminerà.
9 Un laccio l'afferrerà per il calcagno,
un nodo scorsoio lo stringerà.
10 Gli è nascosta per terra una fune
e gli è tesa una trappola sul sentiero.
11 Lo spaventano da tutte le parti terrori
e lo inseguono alle calcagna.
12 Diventerà carestia la sua opulenza
e la rovina è lì in piedi al suo fianco.
13 Un malanno divorerà la sua pelle,
roderà le sue membra il primogenito della morte.
14 Sarà tolto dalla tenda in cui fidava,
per essere trascinato al re dei terrori!
15 Potresti abitare nella tenda che non è più sua;
sulla sua dimora si spargerà zolfo.
16 Al di sotto, le sue radici si seccheranno,
sopra, saranno tagliati i suoi rami.
17 Il suo ricordo sparirà dalla terra
e il suo nome più non si udrà per la contrada.
18 Lo getteranno dalla luce nel buio
e dal mondo lo stermineranno.
19 Non famiglia, non discendenza avrà nel suo
popolo,
non superstiti nei luoghi della sua dimora.
20 Della sua fine stupirà l'occidente
e l'oriente ne prenderà orrore.
21 Ecco qual è la sorte dell'iniquo:
questa è la dimora di chi misconosce Dio.

19,1 Giobbe allora rispose:
2 Fino a quando mi tormenterete
e mi opprimerete con le vostre parole?
3 Son dieci volte che mi insultate
e mi maltrattate senza pudore.
4 È poi vero che io abbia mancato
e che persista nel mio errore?
5 Non è forse vero che credete di vincere contro di me,
rinfacciandomi la mia abiezione?
6 Sappiate dunque che Dio mi ha piegato
e mi ha avviluppato nella sua rete.
7 Ecco, grido contro la violenza, ma non ho risposta,
chiedo aiuto, ma non c'è giustizia!
8 Mi ha sbarrato la strada perché non passi
e sul mio sentiero ha disteso le tenebre.
9 Mi ha spogliato della mia gloria
e mi ha tolto dal capo la corona.
10 Mi ha disfatto da ogni parte e io sparisco,
mi ha strappato, come un albero, la speranza.
11 Ha acceso contro di me la sua ira
e mi considera come suo nemico.
12 Insieme sono accorse le sue schiere
e si sono spianata la strada contro di me;
hanno posto l'assedio intorno alla mia tenda.
13 I miei fratelli si sono allontanati da me,
persino gli amici mi si sono fatti stranieri.
14 Scomparsi sono vicini e conoscenti,
mi hanno dimenticato gli ospiti di casa;
15 da estraneo mi trattano le mie ancelle,
un forestiero sono ai loro occhi.
16 Chiamo il mio servo ed egli non risponde,
devo supplicarlo con la mia bocca.
17 Il mio fiato è ripugnante per mia moglie
e faccio schifo ai figli di mia madre.
18 Anche i monelli hanno ribrezzo di me:
se tento d'alzarmi, mi danno la baia.
19 Mi hanno in orrore tutti i miei confidenti:
quelli che amavo si rivoltano contro di me.
20 Alla pelle si attaccano le mie ossa
e non è salva che la pelle dei miei denti.
21 Pietà, pietà di me, almeno voi miei amici,
perché la mano di Dio mi ha percosso!
22 Perché vi accanite contro di me, come Dio,
e non siete mai sazi della mia carne?
23 Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
24 fossero impresse con stilo di ferro sul piombo,
per sempre s'incidessero sulla roccia!
25 Io lo so che il mio Vendicatore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
26 Dopo che questa mia pelle sarà distrutta,
senza la mia carne, vedrò Dio.
27 Io lo vedrò, io stesso,
e i miei occhi lo contempleranno non da straniero.
Le mie viscere si consumano dentro di me.
28 Poiché dite: «Come lo perseguitiamo noi,
se la radice del suo danno è in lui?»,
29 temete per voi la spada,
poiché punitrice d'iniquità è la spada,
affinché sappiate che c'è un giudice.

20,1 Zofar il Naamatita prese a dire:
2 Per questo i miei pensieri mi spingono a rispondere
e perciò v'è questa fretta dentro di me.
3 Ho ascoltato un rimprovero per me offensivo,
ma uno spirito, dal mio interno, mi spinge a
replicare.
4 Non sai tu che da sempre,
da quando l'uomo fu posto sulla terra,
5 il trionfo degli empi è breve
e la gioia del perverso è d'un istante?
6 Anche se innalzasse fino al cielo la sua statura
e il suo capo toccasse le nubi,
7 come lo sterco sarebbe spazzato per sempre
e chi lo aveva visto direbbe: «Dov'è?».
8 Svanirà come un sogno, e non si troverà più,
si dileguerà come visione notturna.
9 L'occhio avvezzo a vederlo più non lo vedrà,
né più lo scorgerà la sua dimora.
10 I suoi figli dovranno risarcire i poveri,
le loro mani restituiranno le sue ricchezze.
11 Le sue ossa erano ancora piene di giovinezza,
ma con lui giacciono nella polvere.
12 Se alla sua bocca fu dolce il male,
se lo teneva nascosto sotto la sua lingua,
13 assaporandolo senza inghiottirlo,
se lo tratteneva in mezzo al suo palato:
14 il suo cibo gli si guasterà nelle viscere,
veleno d'aspidi gli sarà nell'intestino.
15 I beni divorati ora rivomita,
Dio glieli caccia fuori dal ventre.
16 Veleno d'aspide ha succhiato,
una lingua di vipera lo uccide.
17 Non vedrà più ruscelli d'olio,
fiumi di miele e fior di latte;
18 renderà i sudati acquisti senza assaggiarli,
come non godrà del frutto del suo commercio,
19 perché ha oppresso e abbandonato i miseri,
ha rubato case invece di costruirle;
20 perché non ha saputo essere pago dei suoi beni,
con i suoi tesori non si salverà.
21 Nulla è sfuggito alla sua voracità,
per questo non durerà il suo benessere.
22 Nel colmo della sua abbondanza si troverà in
miseria;
ogni sorta di sciagura piomberà su di lui.
23 Quando starà per riempire il suo ventre,
Dio scaglierà su di lui la fiamma del suo sdegno,
e gli farà piovere addosso brace.
24 Se sfuggirà l'arma di ferro,
lo trafiggerà l'arco di bronzo:
25 gli uscirà il dardo dalla schiena,
una spada lucente dal fegato.
Lo assaliranno i terrori;
26 tutte le tenebre gli sono riservate.
Lo divorerà un fuoco non acceso da un uomo,
esso consumerà quanto è rimasto nella sua tenda.
27 Riveleranno i cieli la sua iniquità
e la terra si alzerà contro di lui.
28 Un'alluvione travolgerà la sua casa,
scorrerà nel giorno dell'ira.
29 Questa è la sorte che Dio riserva all'uomo
perverso,
la parte a lui decretata da Dio.

21,1 Giobbe rispose:
2 Ascoltate bene la mia parola
e sia questo almeno il conforto che mi date.
3 Tollerate che io parli
e, dopo il mio parlare, deridetemi pure.
4 Forse io mi lamento di un uomo?
E perché non dovrei perder la pazienza?
5 Statemi attenti e resterete stupiti,
mettetevi la mano sulla bocca.
6 Se io ci penso, ne sono turbato
e la mia carne è presa da un brivido.
7 Perché vivono i malvagi,
invecchiano, anzi sono potenti e gagliardi?
8 La loro prole prospera insieme con essi,
i loro rampolli crescono sotto i loro occhi.
9 Le loro case sono tranquille e senza timori;
il bastone di Dio non pesa su di loro.
10 Il loro toro feconda e non falla,
la vacca partorisce e non abortisce.
11 Mandano fuori, come un gregge, i loro ragazzi
e i loro figli saltano in festa.
12 Cantano al suono di timpani e di cetre,
si divertono al suono delle zampogne.
13 Finiscono nel benessere i loro giorni
e scendono tranquilli negli inferi.
14 Eppure dicevano a Dio: «Allontanati da noi,
non vogliamo conoscer le tue vie.
15 Chi è l'Onnipotente, perché dobbiamo servirlo?
E che ci giova pregarlo?».
16 Non hanno forse in mano il loro benessere?
Il consiglio degli empi non è lungi da lui?
17 Quante volte si spegne la lucerna degli empi,
o la sventura piomba su di loro,
e infliggerà loro castighi con ira?
18 Diventano essi come paglia di fronte al vento
o come pula in preda all'uragano?
19 «Dio serba per i loro figli il suo castigo...».
Ma lo faccia pagare piuttosto a lui stesso e lo senta!
20 Veda con i suoi occhi la sua rovina
e beva dell'ira dell'Onnipotente!
21 Che cosa gli importa infatti della sua casa dopo
di sé,
quando il numero dei suoi mesi è finito?
22 S'insegna forse la scienza a Dio,
a lui che giudica gli esseri di lassù?
23 Uno muore in piena salute,
tutto tranquillo e prospero;
24 i suoi fianchi sono coperti di grasso
e il midollo delle sue ossa è ben nutrito.
25 Un altro muore con l'amarezza in cuore
senza aver mai gustato il bene.
26 Nella polvere giacciono insieme
e i vermi li ricoprono.
27 Ecco, io conosco i vostri pensieri
e gli iniqui giudizi che fate contro di me!
28 Infatti, voi dite: «Dov'è la casa del
prepotente,
dove sono le tende degli empi?».
29 Non avete interrogato quelli che viaggiano?
Non potete negare le loro prove,
30 che nel giorno della sciagura è risparmiato il
malvagio
e nel giorno dell'ira egli la scampa.
31 Chi gli rimprovera in faccia la sua condotta
e di quel che ha fatto chi lo ripaga?
32 Egli sarà portato al sepolcro,
sul suo tumulo si veglia
33 e gli sono lievi le zolle della tomba.
Trae dietro di sé tutti gli uomini
e innanzi a sé una folla senza numero.
34 Perché dunque mi consolate invano,
mentre delle vostre risposte non resta che inganno?

22,1 Elifaz il Temanita prese a dire:
2 Può forse l'uomo giovare a Dio,
se il saggio giova solo a se stesso?
3 Quale interesse ne viene all'Onnipotente che tu sia
giusto
o che vantaggio ha, se tieni una condotta integra?
4 Forse per la tua pietà ti punisce
e ti convoca in giudizio?
5 O non piuttosto per la tua grande malvagità
e per le tue iniquità senza limite?
6 Senza motivo infatti hai angariato i tuoi fratelli
e delle vesti hai spogliato gli ignudi.
7 Non hai dato da bere all'assetato
e all'affamato hai rifiutato il pane,
8 la terra l'ha il prepotente
e vi abita il tuo favorito.
9 Le vedove hai rimandato a mani vuote
e le braccia degli orfani hai rotto.
10 Ecco perché d'intorno a te ci sono lacci
e un improvviso spavento ti sorprende.
11 Tenebra è la tua luce e più non vedi
e la piena delle acque ti sommerge.
12 Ma Dio non è nell'alto dei cieli?
Guarda il vertice delle stelle: quanto sono alte!
13 E tu dici: «Che cosa sa Dio?
Può giudicare attraverso la caligine?
14 Le nubi gli fanno velo e non vede
e sulla volta dei cieli passeggia».
15 Vuoi tu seguire il sentiero d'un tempo,
già battuto da uomini empi,
16 che prima del tempo furono portati via,
quando un fiume si era riversato sulle loro
fondamenta?
17 Dicevano a Dio: «Allontànati da noi!
Che cosa ci può fare l'Onnipotente?».
18 Eppure egli aveva riempito le loro case di beni,
anche se i propositi degli empi erano lontani da lui.
19 I giusti ora vedono e ne godono
e l'innocente si beffa di loro:
20 «Sì, certo è stata annientata la loro fortuna
e il fuoco ne ha divorati gli avanzi!».
21 Su, riconcìliati con lui e tornerai felice,
ne riceverai un gran vantaggio.
22 Accogli la legge dalla sua bocca
e poni le sue parole nel tuo cuore.
23 Se ti rivolgerai all'Onnipotente con umiltà,
se allontanerai l'iniquità dalla tua tenda,
24 se stimerai come polvere l'oro
e come ciottoli dei fiumi l'oro di Ofir,
25 allora sarà l'Onnipotente il tuo oro
e sarà per te argento a mucchi.
26 Allora sì, nell'Onnipotente ti delizierai
e alzerai a Dio la tua faccia.
27 Lo supplicherai ed egli t'esaudirà
e tu scioglierai i tuoi voti.
28 Deciderai una cosa e ti riuscirà
e sul tuo cammino splenderà la luce.
29 Egli umilia l'alterigia del superbo,
ma soccorre chi ha gli occhi bassi.
30 Egli libera l'innocente;
tu sarai liberato per la purezza delle tue mani.

23,1 Giobbe allora rispose:
2 Ancor oggi il mio lamento è amaro
e la sua mano grava sopra i miei gemiti.
3 Oh, potessi sapere dove trovarlo,
potessi arrivare fino al suo trono!
4 Esporrei davanti a lui la mia causa
e avrei piene le labbra di ragioni.
5 Verrei a sapere le parole che mi risponde
e capirei che cosa mi deve dire.
6 Con sfoggio di potenza discuterebbe con me?
Se almeno mi ascoltasse!
7 Allora un giusto discuterebbe con lui
e io per sempre sarei assolto dal mio giudice.
8 Ma se vado in avanti, egli non c'è,
se vado indietro, non lo sento.
9 A sinistra lo cerco e non lo scorgo,
mi volgo a destra e non lo vedo.
10 Poiché egli conosce la mia condotta,
se mi prova al crogiuolo, come oro puro io ne esco.
11 Alle sue orme si è attaccato il mio piede,
al suo cammino mi sono attenuto e non ho deviato;
12 dai comandi delle sue labbra non mi sono
allontanato,
nel cuore ho riposto i detti della sua bocca.
13 Se egli sceglie, chi lo farà cambiare?
Ciò che egli vuole, lo fa.
14 Compie, certo, il mio destino
e di simili piani ne ha molti.
15 Per questo davanti a lui sono atterrito,
ci penso e ho paura di lui.
16 Dio ha fiaccato il mio cuore,
l'Onnipotente mi ha atterrito;
17 non sono infatti perduto a causa della tenebra,
né a causa dell'oscurità che ricopre il mio volto.

24,1 Perché l'Onnipotente non si riserva i suoi tempi
e i suoi fedeli non vedono i suoi giorni?
2 I malvagi spostano i confini,
rubano le greggi e le menano al pascolo;
3 portano via l'asino degli orfani,
prendono in pegno il bue della vedova.
4 Spingono i poveri fuori strada,
tutti i miseri del paese vanno a nascondersi.
5 Eccoli, come ònagri nel deserto
escono per il lavoro;
di buon mattino vanno in cerca di vitto;
la steppa offre loro cibo per i figli.
6 Mietono nel campo non loro;
racimolano la vigna del malvagio.
7 Nudi passan la notte, senza panni,
non hanno da coprirsi contro il freddo.
8 Dagli scrosci dei monti sono bagnati,
per mancanza di rifugi si aggrappano alle rocce.
9 Rapiscono con violenza l'orfano
e prendono in pegno ciò che copre il povero.
10 Ignudi se ne vanno, senza vesti
e affamati portano i covoni.
11 Tra i filari frangono le olive,
pigiano l'uva e soffrono la sete.
12 Dalla città si alza il gemito dei moribondi
e l'anima dei feriti grida aiuto:
Dio non presta attenzione alle loro preghiere.
13 Altri odiano la luce,
non ne vogliono riconoscere le vie
né vogliono batterne i sentieri.
14 Quando non c'è luce, si alza l'omicida
per uccidere il misero e il povero;
nella notte si aggira il ladro
e si mette un velo sul volto.
15 L'occhio dell'adultero spia il buio
e pensa: «Nessun occhio mi osserva!».
16 Nelle tenebre forzano le case,
di giorno se ne stanno nascosti:
non vogliono saperne della luce;
17 l'alba è per tutti loro come spettro di morte;
quando schiarisce, provano i terrori del buio fondo.
18 Fuggono veloci di fronte al giorno;
maledetta è la loro porzione di campo sulla terra,
non si volgono più per la strada delle vigne.
19 Come siccità e calore assorbono le acque nevose,
così la morte rapisce il peccatore.
20 Il seno che l'ha portato lo dimentica,
i vermi ne fanno la loro delizia,
non se ne conserva la memoria
ed è troncata come un albero l'iniquità.
21 Egli maltratta la sterile che non genera
e non fa del bene alla vedova.
22 Ma egli con la sua forza trascina i potenti,
sorge quando più non può contare sulla vita.
23 Anche Dio gli concede sicurezza ed egli sta saldo,
ma i suoi occhi sono sopra la sua condotta.
24 Salgono in alto per un poco, poi non sono più,
sono buttati giù come tutti i mortali,
falciati come la testa di una spiga.
25 Non è forse così? Chi può smentirmi
e ridurre a nulla le mie parole?

25,1 Bildad il Suchita prese a dire:
2 V'è forse dominio e paura presso Colui
che mantiene la pace nell'alto dei cieli?
3 Si possono forse contare le sue schiere?
E sopra chi non sorge la sua luce?
4 Come può giustificarsi un uomo davanti a Dio
e apparire puro un nato di donna?
5 Ecco, la luna stessa manca di chiarore
e le stelle non sono pure ai suoi occhi:
6 quanto meno l'uomo, questo verme,
l'essere umano, questo bruco!

26,1 Giobbe rispose:
2 Quanto aiuto hai dato al debole
e come hai soccorso il braccio senza forza!
3 Quanti buoni consigli hai dato all'ignorante
e con quanta abbondanza hai manifestato la saggezza!
4 A chi hai tu rivolto la parola
e qual è lo spirito che da te è uscito?
5 I morti tremano sotto terra,
come pure le acque e i loro abitanti.
6 Nuda è la tomba davanti a lui
e senza velo è l'abisso.
7 Egli stende il settentrione sopra il vuoto,
tiene sospesa la terra sopra il nulla.
8 Rinchiude le acque dentro le nubi,
e le nubi non si squarciano sotto il loro peso.
9 Copre la vista del suo trono
stendendovi sopra la sua nube.
10 Ha tracciato un cerchio sulle acque,
sino al confine tra la luce e le tenebre.
11 Le colonne del cielo si scuotono,
sono prese da stupore alla sua minaccia.
12 Con forza agita il mare
e con intelligenza doma Raab.
13 Al suo soffio si rasserenano i cieli,
la sua mano trafigge il serpente tortuoso.
14 Ecco, questi non sono che i margini delle sue opere;
quanto lieve è il sussurro che noi ne percepiamo!
Ma il tuono della sua potenza chi può comprenderlo?

27,1 Giobbe continuò a dire:
2 Per la vita di Dio, che mi ha privato del mio
diritto,
per l'Onnipotente che mi ha amareggiato l'animo,
3 finché ci sarà in me un soffio di vita,
e l'alito di Dio nelle mie narici,
4 mai le mie labbra diranno falsità
e la mia lingua mai pronunzierà menzogna!
5 Lungi da me che io mai vi dia ragione;
fino alla morte non rinunzierò alla mia integrità.
6 Mi terrò saldo nella mia giustizia senza cedere,
la mia coscienza non mi rimprovera nessuno dei miei
giorni.
7 Sia trattato come reo il mio nemico
e il mio avversario come un ingiusto.
8 Che cosa infatti può sperare l'empio, quando
finirà,
quando Dio gli toglierà la vita?
9 Ascolterà forse Dio il suo grido,
quando la sventura piomberà su di lui?
10 Porrà forse la sua compiacenza nell'Onnipotente?
Potrà forse invocare Dio in ogni momento?
11 Io vi mostrerò la mano di Dio,
non vi celerò i pensieri dell'Onnipotente.
12 Ecco, voi tutti lo vedete;
perché dunque vi perdete in cose vane?
13 Questa è la sorte che Dio riserva al malvagio
e la porzione che i violenti ricevono
dall'Onnipotente.
14 Se ha molti figli, saranno per la spada
e i suoi discendenti non avranno pane da sfamarsi;
15 i superstiti li seppellirà la peste
e le loro vedove non faranno lamento.
16 Se ammassa argento come la polvere
e come fango si prepara vesti:
17 egli le prepara, ma il giusto le indosserà
e l'argento lo spartirà l'innocente.
18 Ha costruito la casa come fragile nido
e come una capanna fatta da un guardiano.
19 Si corica ricco, ma per l'ultima volta,
quando apre gli occhi, non avrà più nulla.
20 Di giorno il terrore lo assale,
di notte se lo rapisce il turbine;
21 il vento d'oriente lo solleva e se ne va,
lo strappa lontano dal suo posto.
22 Dio lo bersaglia senza pietà;
tenta di sfuggire alla sua mano.
23 Si battono le mani contro di lui
e si fischia su di lui dal luogo dove abita.

28,1 Certo, per l'argento vi sono miniere
e per l'oro luoghi dove esso si raffina.
2 Il ferro si cava dal suolo
e la pietra fusa libera il rame.
3 L'uomo pone un termine alle tenebre
e fruga fino all'estremo limite
le rocce nel buio più fondo.
4 Forano pozzi lungi dall'abitato
coloro che perdono l'uso dei piedi:
pendono sospesi lontano dalla gente e vacillano.
5 Una terra, da cui si trae pane,
di sotto è sconvolta come dal fuoco.
6 Le sue pietre contengono zaffiri
e oro la sua polvere.
7 L'uccello rapace ne ignora il sentiero,
non lo scorge neppure l'occhio dell'aquila,
8 non battuto da bestie feroci,
né mai attraversato dal leopardo.
9 Contro la selce l'uomo porta la mano,
sconvolge le montagne:
10 nelle rocce scava gallerie
e su quanto è prezioso posa l'occhio:
11 scandaglia il fondo dei fiumi
e quel che vi è nascosto porta alla luce.
12 Ma la sapienza da dove si trae?
E il luogo dell'intelligenza dov'è?
13 L'uomo non ne conosce la via,
essa non si trova sulla terra dei viventi.
14 L'abisso dice: «Non è in me!»
e il mare dice: «Neppure presso di me!».
15 Non si scambia con l'oro più scelto,
né per comprarla si pesa l'argento.
16 Non si acquista con l'oro di Ofir,
con il prezioso berillo o con lo zaffiro.
17 Non la pareggia l'oro e il cristallo,
né si permuta con vasi di oro puro.
18 Coralli e perle non meritano menzione,
vale più scoprire la sapienza che le gemme.
19 Non la eguaglia il topazio d'Etiopia;
con l'oro puro non si può scambiare a peso.
20 Ma da dove viene la sapienza?
E il luogo dell'intelligenza dov'è?
21 È nascosta agli occhi di ogni vivente
ed è ignota agli uccelli del cielo.
22 L'abisso e la morte dicono:
«Con gli orecchi ne udimmo la fama».
23 Dio solo ne conosce la via,
lui solo sa dove si trovi,
24 perché volge lo sguardo
fino alle estremità della terra,
vede quanto è sotto la volta del cielo.
25 Quando diede al vento un peso
e ordinò le acque entro una misura,
26 quando impose una legge alla pioggia
e una via al lampo dei tuoni;
27 allora la vide e la misurò,
la comprese e la scrutò appieno
28 e disse all'uomo:
«Ecco, temere Dio, questo è sapienza
e schivare il male, questo è intelligenza».

29,1 Giobbe continuò a pronunziare le sue sentenze e disse:
2 Oh, potessi tornare com'ero ai mesi di un tempo,
ai giorni in cui Dio mi proteggeva,
3 quando brillava la sua lucerna sopra il mio capo
e alla sua luce camminavo in mezzo alle tenebre;
4 com'ero ai giorni del mio autunno,
quando Dio proteggeva la mia tenda,
5 quando l'Onnipotente era ancora con me
e i giovani mi stavano attorno;
6 quando mi lavavo in piedi nel latte
e la roccia mi versava ruscelli d'olio!
7 Quando uscivo verso la porta della città
e sulla piazza ponevo il mio seggio:
8 vedendomi, i giovani si ritiravano
e i vecchi si alzavano in piedi;
9 i notabili sospendevano i discorsi
e si mettevan la mano sulla bocca;
10 la voce dei capi si smorzava
e la loro lingua restava fissa al palato;
11 con gli orecchi ascoltavano e mi dicevano felice,
con gli occhi vedevano e mi rendevano testimonianza,
12 perché soccorrevo il povero che chiedeva aiuto,
l'orfano che ne era privo.
13 La benedizione del morente scendeva su di me
e al cuore della vedova infondevo la gioia.
14 Mi ero rivestito di giustizia come di un
vestimento;
come mantello e turbante era la mia equità.
15 Io ero gli occhi per il cieco,
ero i piedi per lo zoppo.
16 Padre io ero per i poveri
ed esaminavo la causa dello sconosciuto;
17 rompevo la mascella al perverso
e dai suoi denti strappavo la preda.
18 Pensavo: «Spirerò nel mio nido
e moltiplicherò come sabbia i miei giorni».
19 La mia radice avrà adito alle acque
e la rugiada cadrà di notte sul mio ramo.
20 La mia gloria sarà sempre nuova
e il mio arco si rinforzerà nella mia mano.
21 Mi ascoltavano in attesa fiduciosa
e tacevano per udire il mio consiglio.
22 Dopo le mie parole non replicavano
e su di loro scendevano goccia a goccia i miei detti.
23 Mi attendevano come si attende la pioggia
e aprivano la bocca come ad acqua primaverile.
24 Se a loro sorridevo, non osavano crederlo,
né turbavano la serenità del mio volto.
25 Indicavo loro la via da seguire e sedevo come capo,
e vi rimanevo come un re fra i soldati
o come un consolatore d'afflitti.

30,1 Ora invece si ridono di me
i più giovani di me in età,
i cui padri non avrei degnato
di mettere tra i cani del mio gregge.
2 Anche la forza delle loro mani a che mi giova?
Hanno perduto ogni vigore;
3 disfatti dalla indigenza e dalla fame,
brucano per l'arido deserto,
4 da lungo tempo regione desolata,
raccogliendo l'erba salsa accanto ai cespugli
e radici di ginestra per loro cibo.
5 Cacciati via dal consorzio umano,
a loro si grida dietro come al ladro;
6 sì che dimorano in valli orrende,
nelle caverne della terra e nelle rupi.
7 In mezzo alle macchie urlano
e sotto i roveti si adunano;
8 razza ignobile, anzi razza senza nome,
sono calpestati più della terra.
9 Ora io sono la loro canzone,
sono diventato la loro favola!
10 Hanno orrore di me e mi schivano
e non si astengono dallo sputarmi in faccia!
11 Poiché egli ha allentato il mio arco e mi ha
abbattuto,
essi han rigettato davanti a me ogni freno.
12 A destra insorge la ragazzaglia;
smuovono i miei passi
e appianano la strada contro di me per perdermi.
13 Hanno demolito il mio sentiero,
cospirando per la mia disfatta
e nessuno si oppone a loro.
14 Avanzano come attraverso una larga breccia,
sbucano in mezzo alle macerie.
15 I terrori si sono volti contro di me;
si è dileguata, come vento, la mia grandezza
e come nube è passata la mia felicità.
16 Ora mi consumo
e mi colgono giorni d'afflizione.
17 Di notte mi sento trafiggere le ossa
e i dolori che mi rodono non mi danno riposo.
18 A gran forza egli mi afferra per la veste,
mi stringe per l'accollatura della mia tunica.
19 Mi ha gettato nel fango:
son diventato polvere e cenere.
20 Io grido a te, ma tu non mi rispondi,
insisto, ma tu non mi dai retta.
21 Tu sei un duro avversario verso di me
e con la forza delle tue mani mi perseguiti;
22 mi sollevi e mi poni a cavallo del vento
e mi fai sballottare dalla bufera.
23 So bene che mi conduci alla morte,
alla casa dove si riunisce ogni vivente.
24 Ma qui nessuno tende la mano alla preghiera,
né per la sua sventura invoca aiuto.
25 Non ho pianto io forse con chi aveva i giorni duri
e non mi sono afflitto per l'indigente?
26 Eppure aspettavo il bene ed è venuto il male,
aspettavo la luce ed è venuto il buio.
27 Le mie viscere ribollono senza posa
e giorni d'affanno mi assalgono.
28 Avanzo con il volto scuro, senza conforto,
nell'assemblea mi alzo per invocare aiuto.
29 Sono divenuto fratello degli sciacalli
e compagno degli struzzi.
30 La mia pelle si è annerita, mi si stacca
e le mie ossa bruciano dall'arsura.
31 La mia cetra serve per lamenti
e il mio flauto per la voce di chi piange.

31,1 Avevo stretto con gli occhi un patto
di non fissare neppure una vergine.
2 Che parte mi assegna Dio di lassù
e che porzione mi assegna l'Onnipotente dall'alto?
3 Non è forse la rovina riservata all'iniquo
e la sventura per chi compie il male?
4 Non vede egli la mia condotta
e non conta tutti i miei passi?
5 Se ho agito con falsità
e il mio piede si è affrettato verso la frode,
6 mi pesi pure sulla bilancia della giustizia
e Dio riconoscerà la mia integrità.
7 Se il mio passo è andato fuori strada
e il mio cuore ha seguito i miei occhi,
se alla mia mano si è attaccata sozzura,
8 io semini e un altro ne mangi il frutto
e siano sradicati i miei germogli.
9 Se il mio cuore fu sedotto da una donna
e ho spiato alla porta del mio prossimo,
10 mia moglie macini per un altro
e altri ne abusino;
11 difatti quello è uno scandalo,
un delitto da deferire ai giudici,
12 quello è un fuoco che divora fino alla
distruzione
e avrebbe consumato tutto il mio raccolto.
13 Se ho negato i diritti del mio schiavo
e della schiava in lite con me,
14 che farei, quando Dio si alzerà,
e, quando farà l'inchiesta, che risponderei?
15 Chi ha fatto me nel seno materno, non ha fatto
anche lui?
Non fu lo stesso a formarci nel seno?
16 Mai ho rifiutato quanto brama il povero,
né ho lasciato languire gli occhi della vedova;
17 mai da solo ho mangiato il mio tozzo di pane,
senza che ne mangiasse l'orfano,
18 poiché Dio, come un padre, mi ha allevato fin
dall'infanzia
e fin dal ventre di mia madre mi ha guidato.
19 Se mai ho visto un misero privo di vesti
o un povero che non aveva di che coprirsi,
20 se non hanno dovuto benedirmi i suoi fianchi,
o con la lana dei miei agnelli non si è riscaldato;
21 se contro un innocente ho alzato la mano,
perché vedevo alla porta chi mi spalleggiava,
22 mi si stacchi la spalla dalla nuca
e si rompa al gomito il mio braccio,
23 perché mi incute timore la mano di Dio
e davanti alla sua maestà non posso resistere.
24 Se ho riposto la mia speranza nell'oro
e all'oro fino ho detto: «Tu sei la mia fiducia»;
25 se godevo perché grandi erano i miei beni
e guadagnava molto la mia mano;
26 se vedendo il sole risplendere
e la luna chiara avanzare,
27 si è lasciato sedurre in segreto il mio cuore
e con la mano alla bocca ho mandato un bacio,
28 anche questo sarebbe stato un delitto da tribunale,
perché avrei rinnegato Dio che sta in alto.
29 Ho gioito forse della disgrazia del mio nemico
e ho esultato perché lo colpiva la sventura,
30 io che non ho permesso alla mia lingua di peccare,
augurando la sua morte con imprecazioni?
31 Non diceva forse la gente della mia tenda:
«A chi non ha dato delle sue carni per saziarsi?».
32 All'aperto non passava la notte lo straniero
e al viandante aprivo le mie porte.
33 Non ho nascosto, alla maniera degli uomini, la mia colpa,
tenendo celato il mio delitto in petto,
34 come se temessi molto la folla,
e il disprezzo delle tribù mi spaventasse,
sì da starmene zitto senza uscire di casa.
Se contro di me grida la mia terra
e i suoi solchi piangono con essa;
se ho mangiato il suo frutto senza pagare
e ho fatto sospirare dalla fame i suoi coltivatori,
in luogo di frumento, getti spine,
ed erbaccia al posto dell'orzo.
35 Oh, avessi uno che mi ascoltasse!
Ecco qui la mia firma! L'Onnipotente mi risponda!
Il documento scritto dal mio avversario
36 vorrei certo portarlo sulle mie spalle
e cingerlo come mio diadema!
37 Il numero dei miei passi gli manifesterei
e mi presenterei a lui come sovrano.
Quando Giobbe ebbe finito di parlare,

32,1 quei tre uomini cessarono di rispondere a Giobbe, perché egli si riteneva giusto. 2 Allora si accese lo sdegno di Eliu, figlio di Barachele il Buzita, della tribù di Ram. Si accese di sdegno contro Giobbe, perché pretendeva d'aver ragione di fronte a Dio; 3 si accese di sdegno anche contro i suoi tre amici, perché non avevano trovato di che rispondere, sebbene avessero dichiarato Giobbe colpevole. 4 Però Eliu aveva aspettato, mentre essi parlavano con Giobbe, perché erano più vecchi di lui in età. 5 Quando dunque vide che sulla bocca di questi tre uomini non vi era più alcuna risposta, Eliu si accese di sdegno.
6 Presa dunque la parola, Eliu, figlio di Barachele il Buzita, disse:
Giovane io sono di anni
e voi siete già canuti;
per questo ho esitato per rispetto
a manifestare a voi il mio sapere.
7 Pensavo: Parlerà l'età
e i canuti insegneranno la sapienza.
8 Ma certo essa è un soffio nell'uomo;
l'ispirazione dell'Onnipotente lo fa intelligente.
9 Non sono i molti anni a dar la sapienza,
né sempre i vecchi distinguono ciò che è giusto.
10 Per questo io oso dire: Ascoltatemi;
anch'io esporrò il mio sapere.
11 Ecco, ho atteso le vostre parole,
ho teso l'orecchio ai vostri argomenti.
Finché andavate in cerca di argomenti
12 su di voi fissai l'attenzione.
Ma ecco, nessuno ha potuto convincere Giobbe,
nessuno tra di voi risponde ai suoi detti.
13 Non dite: Noi abbiamo trovato la sapienza,
ma lo confuti Dio, non l'uomo!
14 Egli non mi ha rivolto parole,
e io non gli risponderò con le vostre parole.
15 Sono vinti, non rispondono più,
mancano loro le parole.
16 Ho atteso, ma poiché non parlano più,
poiché stanno lì senza risposta,
17 voglio anch'io dire la mia parte,
anch'io esporrò il mio parere;
18 mi sento infatti pieno di parole,
mi preme lo spirito che è dentro di me.
19 Ecco, dentro di me c'è come vino senza sfogo,
come vino che squarcia gli otri nuovi.
20 Parlerò e mi sfogherò,
aprirò le labbra e risponderò.
21 Non guarderò in faccia ad alcuno,
non adulerò nessuno,
22 perché io non so adulare:
altrimenti il mio creatore in breve mi eliminerebbe.

33,1 Ascolta dunque, Giobbe, i miei discorsi,
ad ogni mia parola porgi l'orecchio.
2 Ecco, io apro la bocca,
parla la mia lingua entro il mio palato.
3 Il mio cuore dirà sagge parole
e le mie labbra parleranno chiaramente.
4 Lo spirito di Dio mi ha creato
e il soffio dell'Onnipotente mi dà vita.
5 Se puoi, rispondimi,
prepàrati davanti a me, sta' pronto.
6 Ecco, io sono come te di fronte a Dio
e anch'io sono stato tratto dal fango:
7 ecco, nulla hai da temere da me,
né graverò su di te la mano.
8 Non hai fatto che dire ai miei orecchi
e ho ben udito il suono dei tuoi detti:
9 «Puro son io, senza peccato,
io sono mondo, non ho colpa;
10 ma egli contro di me trova pretesti
e mi stima suo nemico;
11 pone in ceppi i miei piedi
e spia tutti i miei passi!».
12 Ecco, in questo ti rispondo: non hai ragione.
Dio è infatti più grande dell'uomo.
13 Perché ti lamenti di lui,
se non risponde ad ogni tua parola?
14 Dio parla in un modo
o in un altro, ma non si fa attenzione.
15 Parla nel sogno, visione notturna,
quando cade il sopore sugli uomini
e si addormentano sul loro giaciglio;
16 apre allora l'orecchio degli uomini
e con apparizioni li spaventa,
17 per distogliere l'uomo dal male
e tenerlo lontano dall'orgoglio,
18 per preservarne l'anima dalla fossa
e la sua vita dalla morte violenta.
19 Lo corregge con il dolore nel suo letto
e con la tortura continua delle ossa;
20 quando il suo senso ha nausea del pane,
il suo appetito del cibo squisito;
21 quando la sua carne si consuma a vista d'occhio
e le ossa, che non si vedevano prima, spuntano fuori,
22 quando egli si avvicina alla fossa
e la sua vita alla dimora dei morti.
23 Ma se vi è un angelo presso di lui,
un protettore solo fra mille,
per mostrare all'uomo il suo dovere,
24 abbia pietà di lui e dica:
«Scampalo dallo scender nella fossa,
ho trovato il riscatto»,
25 allora la sua carne sarà più fresca che in gioventù,
tornerà ai giorni della sua adolescenza:
26 supplicherà Dio e questi gli userà benevolenza,
gli mostrerà il suo volto in giubilo,
e renderà all'uomo la sua giustizia.
27 Egli si rivolgerà agli uomini e dirà:
«Avevo peccato e violato la giustizia,
ma egli non mi ha punito per quel che meritavo;
28 mi ha scampato dalla fossa
e la mia vita rivede la luce».
29 Ecco, tutto questo fa Dio,
due volte, tre volte con l'uomo,
30 per sottrarre l'anima sua dalla fossa
e illuminarla con la luce dei viventi.
31 Attendi, Giobbe, ascoltami,
taci e io parlerò:
32 ma se hai qualcosa da dire, rispondimi,
parla, perché vorrei darti ragione;
33 se no, tu ascoltami
e io ti insegnerò la sapienza.

34,1 Eliu continuò a dire:
2 Ascoltate, saggi, le mie parole
e voi, sapienti, porgetemi l'orecchio,
3 perché l'orecchio distingue le parole,
come il palato assapora i cibi.
4 Esploriamo noi ciò che è giusto,
indaghiamo fra di noi quale sia il bene:
5 poiché Giobbe ha detto: «Io son giusto,
ma Dio mi ha tolto il mio diritto;
6 contro il mio diritto passo per menzognero,
inguaribile è la mia piaga benché senza colpa».
7 Chi è come Giobbe
che beve, come l'acqua, l'insulto,
8 che fa la strada in compagnia dei malfattori,
andando con uomini iniqui?
9 Poiché egli ha detto: «Non giova all'uomo
essere in buona grazia con Dio».
10 Perciò ascoltatemi, uomini di senno:
lungi da Dio l'iniquità
e dall'Onnipotente l'ingiustizia!
11 Poiché egli ripaga l'uomo secondo il suo operato
e fa trovare ad ognuno secondo la sua condotta.
12 In verità, Dio non agisce da ingiusto
e l'Onnipotente non sovverte il diritto!
13 Chi mai gli ha affidato la terra
e chi ha disposto il mondo intero?
14 Se egli richiamasse il suo spirito a sé
e a sé ritraesse il suo soffio,
15 ogni carne morirebbe all'istante
e l'uomo ritornerebbe in polvere.
16 Se hai intelletto, ascolta bene questo,
porgi l'orecchio al suono delle mie parole.
17 Può mai governare chi odia il diritto?
E tu osi condannare il Gran Giusto?
18 lui che dice ad un re: «Iniquo!»
e ai principi: «Malvagi!»,
19 lui che non usa parzialità con i potenti
e non preferisce al povero il ricco,
perché tutti costoro sono opera delle sue mani?
20 In un istante muoiono e nel cuore della notte
sono colpiti i potenti e periscono;
e senza sforzo rimuove i tiranni,
21 poiché egli tiene gli occhi sulla condotta
dell'uomo
e vede tutti i suoi passi.
22 Non vi è tenebra, non densa oscurità,
dove possano nascondersi i malfattori.
23 Poiché non si pone all'uomo un termine
per comparire davanti a Dio in giudizio:
24 egli fiacca i potenti, senza fare inchieste,
e colloca altri al loro posto.
25 Poiché conosce le loro opere,
li travolge nella notte e sono schiacciati;
26 come malvagi li percuote,
li colpisce alla vista di tutti;
27 perché si sono allontanati da lui
e di tutte le sue vie non si sono curati,
28 sì da far giungere fino a lui il grido
dell'oppresso e fargli udire il lamento dei poveri.
29 Se egli tace, chi lo può condannare?
Se vela la faccia, chi lo può vedere?
Ma sulle nazioni e sugli individui egli veglia,
30 perché non regni un uomo perverso,
perché il popolo non abbia inciampi.
31 Si può dunque dire a Dio:
«Porto la pena, senza aver fatto il male;
32 se ho peccato, mostramelo;
se ho commesso l'iniquità, non lo farò più»?
33 Forse, secondo le tue idee dovrebbe ricompensare,
perché tu rifiuti il suo giudizio?
Poiché tu devi scegliere, non io,
di', dunque, quello che sai.
34 Gli uomini di senno mi diranno
con l'uomo saggio che mi ascolta:
35 «Giobbe non parla con sapienza
e le sue parole sono prive di senno».
36 Bene, Giobbe sia esaminato fino in fondo,
per le sue risposte da uomo empio,
37 perché aggiunge al suo peccato la rivolta,
in mezzo a noi batte le mani
e moltiplica le parole contro Dio.

35,1 Eliu riprese a dire:
2 Ti pare di aver pensato cosa giusta,
quando dicesti: «Ho ragione davanti a Dio»?
3 O quando hai detto: «Che te ne importa?
Che utilità ne ho dal mio peccato»?
4 Risponderò a te con discorsi
e ai tuoi amici insieme con te.
5 Contempla il cielo e osserva,
considera le nubi: sono più alte di te.
6 Se pecchi, che gli fai?
Se moltiplichi i tuoi delitti, che danno gli arrechi?
7 Se tu sei giusto, che cosa gli dai
o che cosa riceve dalla tua mano?
8 Su un uomo come te ricade la tua malizia,
su un figlio d'uomo la tua giustizia!
9 Si grida per la gravità dell'oppressione,
si invoca aiuto sotto il braccio dei potenti,
10 ma non si dice: «Dov'è quel Dio che mi ha
creato,
che concede nella notte canti di gioia;
11 che ci rende più istruiti delle bestie
selvatiche,
che ci fa più saggi degli uccelli del cielo?».
12 Si grida, allora, ma egli non risponde
di fronte alla superbia dei malvagi.
13 Certo è falso dire: «Dio non ascolta
e l'Onnipotente non presta attenzione»;
14 più ancora quando tu dici che non lo vedi,
che la tua causa sta innanzi a lui e tu in lui speri;
15 così pure quando dici che la sua ira non punisce
né si cura molto dell'iniquità.
16 Giobbe dunque apre invano la sua bocca
e senza cognizione moltiplica le chiacchiere.

36,1 Eliu continuò a dire:
2 Abbi un po' di pazienza e io te lo dimostrerò,
perché in difesa di Dio c'è altro da dire.
3 Prenderò da lontano il mio sapere
e renderò giustizia al mio creatore,
4 poiché non è certo menzogna il mio parlare:
un uomo di perfetta scienza è qui con te.
5 Ecco, Dio è grande e non si ritratta,
egli è grande per fermezza di cuore.
6 Non lascia vivere l'iniquo
e rende giustizia ai miseri.
7 Non toglie gli occhi dai giusti,
li fa sedere sul trono con i re
e li esalta per sempre.
8 Se talvolta essi sono avvinti in catene,
se sono stretti dai lacci dell'afflizione,
9 fa loro conoscere le opere loro
e i loro falli, perché superbi;
10 apre loro gli orecchi per la correzione
e ordina che si allontanino dalla iniquità.
11 Se ascoltano e si sottomettono,
chiuderanno i loro giorni nel benessere
e i loro anni nelle delizie.
12 Ma se non vorranno ascoltare,
di morte violenta periranno,
spireranno senza neppure saperlo.
13 I perversi di cuore accumulano l'ira;
non invocano aiuto, quando Dio li avvince in catene:
14 si spegne in gioventù la loro anima,
e la loro vita all'età dei dissoluti.
15 Ma egli libera il povero con l'afflizione,
gli apre l'udito con la sventura.
16 Anche te intende sottrarre dal morso
dell'angustia:
avrai in cambio un luogo ampio, non ristretto
e la tua tavola sarà colma di vivande grasse.
17 Ma se colmi la misura con giudizi da empio,
giudizio e condanna ti seguiranno.
18 La collera non ti trasporti alla bestemmia,
l'abbondanza dell'espiazione non ti faccia fuorviare.
19 Può forse farti uscire dall'angustia il tuo
grido,
con tutti i tentativi di forza?
20 Non sospirare quella notte,
in cui i popoli vanno al loro luogo.
21 Bada di non volgerti all'iniquità,
poiché per questo sei stato provato dalla miseria.
22 Ecco, Dio è sublime nella sua potenza;
chi come lui è temibile?
23 Chi mai gli ha imposto il suo modo d'agire
o chi mai ha potuto dirgli: «Hai agito male?».
24 Ricordati che devi esaltare la sua opera,
che altri uomini hanno cantato.
25 Ogni uomo la contempla,
il mortale la mira da lontano.
26 Ecco, Dio è così grande, che non lo
comprendiamo:
il numero dei suoi anni è incalcolabile.
27 Egli attrae in alto le gocce dell'acqua
e scioglie in pioggia i suoi vapori,
28 che le nubi riversano
e grondano sull'uomo in grande quantità.
29 In tal modo sostenta i popoli
e offre alimento in abbondanza.
30 Chi inoltre può comprendere la distesa delle
nubi,
i fragori della sua dimora?
31 Ecco, espande sopra di esso il suo vapore
e copre le profondità del mare.
32 Arma le mani di folgori
e le scaglia contro il bersaglio.
33 Lo annunzia il suo fragore,
riserva d'ira contro l'iniquità.

37,1 Per questo mi batte forte il cuore
e mi balza fuori dal petto.
2 Udite, udite, il rumore della sua voce,
il fragore che esce dalla sua bocca.
3 Il lampo si diffonde sotto tutto il cielo
e il suo bagliore giunge ai lembi della terra;
4 dietro di esso brontola il tuono,
mugghia con il suo fragore maestoso
e nulla arresta i fulmini,
da quando si è udita la sua voce;
5 mirabilmente tuona Dio con la sua voce,
opera meraviglie che non comprendiamo!
6 Egli infatti dice alla neve: «Cadi sulla terra»
e alle piogge dirotte: «Siate violente».
7 Rinchiude ogni uomo in casa sotto sigillo,
perché tutti riconoscano la sua opera.
8 Le fiere si ritirano nei loro ripari
e nelle loro tane si accovacciano.
9 Dal mezzogiorno avanza l'uragano
e il freddo dal settentrione.
10 Al soffio di Dio si forma il ghiaccio
e la distesa dell'acqua si congela.
11 Carica di umidità le nuvole
e le nubi ne diffondono le folgori.
12 Egli le fa vagare dappertutto
secondo i suoi ordini,
perché eseguiscano quanto comanda loro
sul mondo intero.
13 Le manda o per castigo della terra
o in segno di bontà.
14 Porgi l'orecchio a questo, Giobbe, soffèrmati
e considera le meraviglie di Dio.
15 Sai tu come Dio le diriga
e come la sua nube produca il lampo?
16 Conosci tu come la nube si libri in aria,
i prodigi di colui che tutto sa?
17 Come le tue vesti siano calde
quando non soffia l'austro e la terra riposa?
18 Hai tu forse disteso con lui il firmamento,
solido come specchio di metallo fuso?
19 Insegnaci che cosa dobbiamo dirgli.
Noi non parleremo per l'oscurità.
20 Gli si può forse ordinare: «Parlerò io?».
O un uomo può dire che è sopraffatto?
21 Ora diventa invisibile la luce,
oscurata in mezzo alle nubi:
ma tira il vento e le spazza via.
22 Dal nord giunge un aureo chiarore,
intorno a Dio è tremenda maestà.
23 L'Onnipotente noi non lo possiamo raggiungere,
sublime in potenza e rettitudine
e grande per giustizia: egli non ha da rispondere.
24 Perciò gli uomini lo temono:
a lui la venerazione di tutti i saggi di mente.

38,1 Il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine:
2 Chi è costui che oscura il consiglio
con parole insipienti?
3 Cingiti i fianchi come un prode,
io t'interrogherò e tu mi istruirai.
4 Dov'eri tu quand'io ponevo le fondamenta della terra?
Dillo, se hai tanta intelligenza!
5 Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai,
o chi ha teso su di essa la misura?
6 Dove sono fissate le sue basi
o chi ha posto la sua pietra angolare,
7 mentre gioivano in coro le stelle del mattino
e plaudivano tutti i figli di Dio?
8 Chi ha chiuso tra due porte il mare,
quando erompeva uscendo dal seno materno,
9 quando lo circondavo di nubi per veste
e per fasce di caligine folta?
10 Poi gli ho fissato un limite
e gli ho messo chiavistello e porte
11 e ho detto: «Fin qui giungerai e non oltre
e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde».
12 Da quando vivi, hai mai comandato al mattino
e assegnato il posto all'aurora,
13 perché essa afferri i lembi della terra
e ne scuota i malvagi?
14 Si trasforma come creta da sigillo
e si colora come un vestito.
15 È sottratta ai malvagi la loro luce
ed è spezzato il braccio che si alza a colpire.
16 Sei mai giunto alle sorgenti del mare
e nel fondo dell'abisso hai tu passeggiato?
17 Ti sono state indicate le porte della morte
e hai visto le porte dell'ombra funerea?
18 Hai tu considerato le distese della terra?
Dillo, se sai tutto questo!
19 Per quale via si va dove abita la luce
e dove hanno dimora le tenebre
20 perché tu le conduca al loro dominio
o almeno tu sappia avviarle verso la loro casa?
21 Certo, tu lo sai, perché allora eri nato
e il numero dei tuoi giorni è assai grande!
22 Sei mai giunto ai serbatoi della neve,
hai mai visto i serbatoi della grandine,
23 che io riserbo per il tempo della sciagura,
per il giorno della guerra e della battaglia?
24 Per quali vie si espande la luce,
si diffonde il vento d'oriente sulla terra?
25 Chi ha scavato canali agli acquazzoni
e una strada alla nube tonante,
26 per far piovere sopra una terra senza uomini,
su un deserto dove non c'è nessuno,
27 per dissetare regioni desolate e squallide
e far germogliare erbe nella steppa?
28 Ha forse un padre la pioggia?
O chi mette al mondo le gocce della rugiada?
29 Dal seno di chi è uscito il ghiaccio
e la brina del cielo chi l'ha generata?
30 Come pietra le acque induriscono
e la faccia dell'abisso si raggela.
31 Puoi tu annodare i legami delle Plèiadi
o sciogliere i vincoli di Orione?
32 Fai tu spuntare a suo tempo la stella del mattino
o puoi guidare l'Orsa insieme con i suoi figli?
33 Conosci tu le leggi del cielo
o ne applichi le norme sulla terra?
34 Puoi tu alzare la voce fino alle nubi
e farti coprire da un rovescio di acqua?
35 Scagli tu i fulmini e partono
dicendoti: «Eccoci!»?
36 Chi ha elargito all'ibis la sapienza
o chi ha dato al gallo intelligenza?
37 Chi può con sapienza calcolare le nubi
e chi riversa gli otri del cielo,
38 quando si fonde la polvere in una massa
e le zolle si attaccano insieme?
39 Vai tu a caccia di preda per la leonessa
e sazi la fame dei leoncini,
40 quando sono accovacciati nelle tane
o stanno in agguato fra le macchie?
41 Chi prepara al corvo il suo pasto,
quando i suoi nati gridano verso Dio
e vagano qua e là per mancanza di cibo?

39,1 Sai tu quando figliano le camozze
e assisti al parto delle cerve?
2 Conti tu i mesi della loro gravidanza
e sai tu quando devono figliare?
3 Si curvano e depongono i figli,
metton fine alle loro doglie.
4 Robusti sono i loro figli, crescono in campagna,
partono e non tornano più da esse.
5 Chi lascia libero l'asino selvatico
e chi scioglie i legami dell'ònagro,
6 al quale ho dato la steppa per casa
e per dimora la terra salmastra?
7 Del fracasso della città se ne ride
e gli urli dei guardiani non ode.
8 Gira per le montagne, sua pastura,
e va in cerca di quanto è verde.
9 Il bufalo si lascerà piegare a servirti
o a passar la notte presso la tua greppia?
10 Potrai legarlo con la corda per fare il solco
o fargli erpicare le valli dietro a te?
11 Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande
e a lui affiderai le tue fatiche?
12 Conterai su di lui, che torni
e raduni la tua messe sulla tua aia?
13 L'ala dello struzzo batte festante,
ma è forse penna e piuma di cicogna?
14 Abbandona infatti alla terra le uova
e sulla polvere le lascia riscaldare.
15 Dimentica che un piede può schiacciarle,
una bestia selvatica calpestarle.
16 Tratta duramente i figli, come se non fossero
suoi,
della sua inutile fatica non si affanna,
17 perché Dio gli ha negato la saggezza
e non gli ha dato in sorte discernimento.
18 Ma quando giunge il saettatore, fugge agitando le
ali:
si beffa del cavallo e del suo cavaliere.
19 Puoi tu dare la forza al cavallo
e vestire di fremiti il suo collo?
20 Lo fai tu sbuffare come un fumaiolo?
Il suo alto nitrito incute spavento.
21 Scalpita nella valle giulivo
e con impeto va incontro alle armi.
22 Sprezza la paura, non teme,
né retrocede davanti alla spada.
23 Su di lui risuona la faretra,
il luccicar della lancia e del dardo.
24 Strepitando, fremendo, divora lo spazio
e al suono della tromba più non si tiene.
25 Al primo squillo grida: «Aah!...»
e da lontano fiuta la battaglia,
gli urli dei capi, il fragor della mischia.
26 Forse per il tuo senno si alza in volo lo sparviero
e spiega le ali verso il sud?
27 O al tuo comando l'aquila s'innalza
e pone il suo nido sulle alture?
28 Abita le rocce e passa la notte
sui denti di rupe o sui picchi.
29 Di lassù spia la preda,
lontano scrutano i suoi occhi.
30 I suoi aquilotti succhiano il sangue
e dove sono cadaveri, là essa si trova.

40,1 Il Signore riprese e disse a Giobbe:
2 Il censore vorrà ancora contendere con l'Onnipotente?
L'accusatore di Dio risponda!
3 Giobbe rivolto al Signore disse:
4 Ecco, sono ben meschino: che ti posso rispondere?
Mi metto la mano sulla bocca.
5 Ho parlato una volta, ma non replicherò.
ho parlato due volte, ma non continuerò.
6 Allora il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine e disse:
7 Cingiti i fianchi come un prode:
io t'interrogherò e tu mi istruirai.
8 Oseresti proprio cancellare il mio giudizio
e farmi torto per avere tu ragione?
9 Hai tu un braccio come quello di Dio
e puoi tuonare con voce pari alla sua?
10 Ornati pure di maestà e di sublimità,
rivestiti di splendore e di gloria;
11 diffondi i furori della tua collera,
mira ogni superbo e abbattilo,
12 mira ogni superbo e umilialo,
schiaccia i malvagi ovunque si trovino;
13 nascondili nella polvere tutti insieme,
rinchiudili nella polvere tutti insieme,
14 anch'io ti loderò,
perché hai trionfato con la destra.
15 Ecco, l'ippopotamo, che io ho creato al pari di te,
mangia l'erba come il bue.
16 Guarda, la sua forza è nei fianchi
e il suo vigore nel ventre.
17 Rizza la coda come un cedro,
i nervi delle sue cosce s'intrecciano saldi,
18 le sue vertebre, tubi di bronzo,
le sue ossa come spranghe di ferro.
19 Esso è la prima delle opere di Dio;
il suo creatore lo ha fornito di difesa.
20 I monti gli offrono i loro prodotti
e là tutte le bestie della campagna si trastullano.
21 Sotto le piante di loto si sdraia,
nel folto del canneto della palude.
22 Lo ricoprono d'ombra i loti selvatici,
lo circondano i salici del torrente.
23 Ecco, si gonfi pure il fiume: egli non trema,
è calmo, anche se il Giordano gli salisse fino alla bocca.
24 Chi potrà afferrarlo per gli occhi,
prenderlo con lacci e forargli le narici?
25 Puoi tu pescare il Leviatan con l'amo
e tener ferma la sua lingua con una corda,
26 ficcargli un giunco nelle narici
e forargli la mascella con un uncino?
27 Ti farà forse molte suppliche
e ti rivolgerà dolci parole?
28 Stipulerà forse con te un'alleanza,
perché tu lo prenda come servo per sempre?
29 Scherzerai con lui come un passero,
legandolo per le tue fanciulle?
30 Lo metteranno in vendita le compagnie di pesca,
se lo divideranno i commercianti?
31 Crivellerai di dardi la sua pelle
e con la fiocina la sua testa?
32 Metti su di lui la mano:
al ricordo della lotta, non riproverai!

41,1 Ecco, la tua speranza è fallita,
al solo vederlo uno stramazza.
2 Nessuno è tanto audace da osare eccitarlo
e chi mai potrà star saldo di fronte a lui?
3 Chi mai lo ha assalito e si è salvato?
Nessuno sotto tutto il cielo.
4 Non tacerò la forza delle sue membra:
in fatto di forza non ha pari.
5 Chi gli ha mai aperto sul davanti il manto di pelle
e nella sua doppia corazza chi può penetrare?
6 Le porte della sua bocca chi mai ha aperto?
Intorno ai suoi denti è il terrore!
7 Il suo dorso è a lamine di scudi,
saldate con stretto suggello;
8 l'una con l'altra si toccano,
sì che aria fra di esse non passa:
9 ognuna aderisce alla vicina,
sono compatte e non possono separarsi.
10 Il suo starnuto irradia luce
e i suoi occhi sono come le palpebre dell'aurora.
11 Dalla sua bocca partono vampate,
sprizzano scintille di fuoco.
12 Dalle sue narici esce fumo
come da caldaia, che bolle sul fuoco.
13 Il suo fiato incendia carboni
e dalla bocca gli escono fiamme.
14 Nel suo collo risiede la forza
e innanzi a lui corre la paura.
15 Le giogaie della sua carne son ben compatte,
sono ben salde su di lui, non si muovono.
16 Il suo cuore è duro come pietra,
duro come la pietra inferiore della macina.
17 Quando si alza, si spaventano i forti
e per il terrore restano smarriti.
18 La spada che lo raggiunge non vi si infigge,
né lancia, né freccia né giavellotto;
19 stima il ferro come paglia,
il bronzo come legno tarlato.
20 Non lo mette in fuga la freccia,
in pula si cambian per lui le pietre della fionda.
21 Come stoppia stima una mazza
e si fa beffe del vibrare dell'asta.
22 Al disotto ha cocci acuti
e striscia come erpice sul molle terreno.
23 Fa ribollire come pentola il gorgo,
fa del mare come un vaso da unguenti.
24 Dietro a sé produce una bianca scia
e l'abisso appare canuto.
25 Nessuno sulla terra è pari a lui,
fatto per non aver paura.
26 Lo teme ogni essere più altero;
egli è il re su tutte le fiere più superbe.

42,1 Allora Giobbe rispose al Signore e disse:
2 Comprendo che puoi tutto
e che nessuna cosa è impossibile per te.
3 Chi è colui che, senza aver scienza,
può oscurare il tuo consiglio?
Ho esposto dunque senza discernimento
cose troppo superiori a me, che io non comprendo.
4 «Ascoltami e io parlerò,
io t'interrogherò e tu istruiscimi».
5 Io ti conoscevo per sentito dire,
ma ora i miei occhi ti vedono.
6 Perciò mi ricredo
e ne provo pentimento sopra polvere e cenere.
7 Dopo che il Signore aveva rivolto queste parole a Giobbe, disse a Elifaz il Temanita: «La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi due amici, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe. 8 Prendete dunque sette vitelli e sette montoni e andate dal mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi; il mio servo Giobbe pregherà per voi, affinché io, per riguardo a lui, non punisca la vostra stoltezza, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe».
9 Elifaz il Temanita, Bildad il Suchita e Zofar il Naamatita andarono e fecero come loro aveva detto il Signore e il Signore ebbe riguardo di Giobbe.
10 Dio ristabilì Giobbe nello stato di prima, avendo egli pregato per i suoi amici; accrebbe anzi del doppio quanto Giobbe aveva posseduto. 11 Tutti i suoi fratelli, le sue sorelle e i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo e mangiarono pane in casa sua e lo commiserarono e lo consolarono di tutto il male che il Signore aveva mandato su di lui e gli regalarono ognuno una piastra e un anello d'oro.
12 Il Signore benedisse la nuova condizione di Giobbe più della prima ed egli possedette quattordicimila pecore e seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. 13 Ebbe anche sette figli e tre figlie. 14 A una mise nome Colomba, alla seconda Cassia e alla terza Fiala di stibio. 15 In tutta la terra non si trovarono donne così belle come le figlie di Giobbe e il loro padre le mise a parte dell'eredità insieme con i loro fratelli.
16 Dopo tutto questo, Giobbe visse ancora centoquarant'anni e vide figli e nipoti di quattro generazioni. 17 Poi Giobbe morì, vecchio e sazio di giorni.

Nuova Riveduta:

Giobbe

(Sl 73; Ec 8:14; Gv 9:3; Ro 9:20; 1Co 4:3-5, 9)
Il prologo
Ez 14:14, 20 (Ge 6:8-9; Sl 128:1-4)
1,1 C'era nel paese di Uz un uomo che si chiamava Giobbe. Quest'uomo era integro e retto; temeva Dio e fuggiva il male.
2 Gli erano nati sette figli e tre figlie; 3 possedeva settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento paia di buoi, cinquecento asine e una servitù molto numerosa. Quest'uomo era il più grande di tutti gli Orientali.
4 I suoi figli erano soliti andare gli uni dagli altri e a turno organizzavano una festa; e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro. 5 Quando i giorni della festa terminavano, Giobbe li faceva venire per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva un olocausto per ciascuno di essi, perché diceva: «Può darsi che i miei figli abbiano peccato e abbiano rinnegato Dio in cuor loro». Giobbe faceva sempre così.

Giobbe accusato da Satana
1R 22:19-22; Lu 22:31-32
6 Un giorno i figli di Dio vennero a presentarsi davanti al SIGNORE, e Satana venne anch'egli in mezzo a loro. 7 Il SIGNORE disse a Satana: «Da dove vieni?» Satana rispose al SIGNORE: «Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa». 8 Il SIGNORE disse a Satana: «Hai notato il mio servo Giobbe? Non ce n'è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Dio e fugga il male». 9 Satana rispose al SIGNORE: «È forse per nulla che Giobbe teme Dio? 10 Non l'hai forse circondato di un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l'opera delle sue mani e il suo bestiame ricopre tutto il paese. 11 Ma stendi un po' la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia». 12 Il SIGNORE disse a Satana: «Ebbene, tutto quello che possiede è in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona». E Satana si ritirò dalla presenza del SIGNORE.

Giobbe perde i suoi beni e la sua famiglia
Ec 8:14; Sl 42:7; Gm 5:11; 1:2-4, 12; 1P 1:6-7
13 Un giorno, mentre i suoi figli e le sue figlie mangiavano e bevevano vino in casa del loro fratello maggiore, giunse a Giobbe un messaggero a dirgli: 14 «I buoi stavano arando e le asine pascolavano là vicino, 15 quand'ecco i Sabei sono piombati loro addosso e li hanno portati via; hanno passato a fil di spada i servi; io solo sono potuto scampare per venirtelo a dire». 16 Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: «Il fuoco di Dio è caduto dal cielo, ha colpito le pecore e i servi, e li ha divorati; io solo sono potuto scampare per venirtelo a dire».
17 Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: «I Caldei hanno formato tre bande, si sono gettati sui cammelli e li hanno portati via; hanno passato a fil di spada i servi; io solo sono potuto scampare per venirtelo a dire».
18 Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: «I tuoi figli e le tue figlie mangiavano e bevevano vino in casa del loro fratello maggiore; 19 ed ecco che un gran vento, venuto dall'altra parte del deserto, ha investito i quattro canti della casa, che è caduta sui giovani; essi sono morti; io solo sono potuto scampare per venirtelo a dire».
20 Allora Giobbe si alzò, si stracciò il mantello, si rase il capo, si prostrò a terra e adorò dicendo: 21 «Nudo sono uscito dal grembo di mia madre, e nudo tornerò in grembo alla terra; il SIGNORE ha dato, il SIGNORE ha tolto; sia benedetto il nome del SIGNORE».
22 In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nessuna colpa.

Giobbe colpito da un'ulcera maligna
Gb 1:6, ecc. (La 3:37-38; 1P 5:6) Ap 2:10
2,1 Un giorno i figli di Dio vennero a presentarsi davanti al SIGNORE, e Satana venne anch'egli in mezzo a loro a presentarsi davanti al SIGNORE. 2 Il SIGNORE disse a Satana: «Da dove vieni?» Satana rispose al SIGNORE: «Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa». Il SIGNORE disse a Satana: 3 «Hai notato il mio servo Giobbe? Non ce n'è un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Dio e fugga il male. Egli si mantiene saldo nella sua integrità, benché tu mi abbia incitato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo». 4 Satana rispose al SIGNORE: «Pelle per pelle! L'uomo dà tutto quel che possiede per la sua vita; 5 ma stendi un po' la tua mano, toccagli le ossa e la carne, e vedrai se non ti rinnega in faccia». 6 Il SIGNORE disse a Satana: «Ebbene, egli è in tuo potere; soltanto rispetta la sua vita».
7 Satana si ritirò dalla presenza del SIGNORE e colpì Giobbe di un'ulcera maligna dalla pianta dei piedi alla sommità del capo; Giobbe prese un coccio con cui grattarsi, e si sedette in mezzo alla cenere. 8 Sua moglie gli disse: «Ancora stai saldo nella tua integrità? 9 Ma lascia stare Dio, e muori!» 10 Giobbe le rispose: «Tu parli da donna insensata! Abbiamo accettato il bene dalla mano di Dio, e rifiuteremmo di accettare il male?»
In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.

I tre amici di Giobbe
Ro 12:15; 1Te 5:14; Gb 6:14
11 Tre amici di Giobbe, Elifaz di Teman, Bildad di Suac e Zofar di Naama, avendo udito tutti questi mali che gli erano piombati addosso, partirono, ciascuno dal proprio paese, e si misero d'accordo per venire a confortarlo e a consolarlo. 12 Alzati gli occhi da lontano, essi non lo riconobbero, e piansero ad alta voce; si stracciarono i mantelli e si cosparsero il capo di polvere gettandola verso il cielo. 13 Rimasero seduti per terra, presso di lui, sette giorni e sette notti; nessuno di loro gli disse parola, perché vedevano che il suo dolore era molto grande.

Il lamento di Giobbe
Gr 20:14-18
3,1 Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il giorno della sua nascita.
2 E cominciò a parlare così:
3 «Perisca il giorno che io nacqui
e la notte in cui si disse: "È stato concepito un maschio!"
4 Quel giorno si converta in tenebre,
non se ne curi Dio dall'alto,
né splenda su di esso la luce!
5 Se lo riprendano le tenebre e l'ombra di morte,
resti su di esso una fitta nuvola,
le eclissi lo riempiano di paura!
6 Quella notte diventi preda di un buio cupo,
non venga contata tra i giorni dell'anno,
non entri nel novero dei mesi!
7 Quella notte sia notte sterile
e non vi si oda grido di gioia.
8 La maledicano quei che maledicono i giorni
e sono esperti nell'evocare il drago.
9 Si oscurino le stelle del suo crepuscolo,
aspetti la luce e la luce non venga,
e non contempli le palpebre dell'alba,
10 poiché non chiuse la porta del grembo che mi portava
e non celò l'affanno agli occhi miei.
11 Perché non morii fin dal seno di mia madre?
Perché non spirai appena uscito dal suo grembo?
12 Perché trovai delle ginocchia per ricevermi
e delle mammelle da poppare?
13 Ora giacerei tranquillo,
dormirei, e avrei così riposo
14 con i re e con i consiglieri della terra
che si costruirono mausolei,
15 con i prìncipi che possedevano oro
e che riempirono d'argento le loro case;
16 oppure, come l'aborto nascosto,
non esisterei,
sarei come i feti che non videro la luce.
17 Là cessano gli empi di tormentare gli altri.
Là riposano gli stanchi,
18 là i prigionieri hanno pace tutti insieme,
senza udir voce d'aguzzino.
19 Piccoli e grandi sono là insieme,
lo schiavo è libero dal suo padrone.
20 Perché dare la luce all'infelice
e la vita a chi ha l'anima nell'amarezza?
21 Essi aspettano la morte che non viene,
la ricercano più che i tesori nascosti.
22 Si rallegrerebbero fino a giubilarne,
esulterebbero se trovassero una tomba.
23 Perché dar vita a un uomo la cui via è oscura,
e che Dio ha stretto in un cerchio?
24 Io sospiro anche quando prendo il mio cibo,
e i miei gemiti si spargono come acqua.
25 Non appena temo un male, esso mi colpisce;
e quel che mi spaventa, mi piomba addosso.
26 Non trovo riposo, né tranquillità,
né pace,
il tormento è continuo!»

Rimprovero di Elifaz a Giobbe
(Sl 30:6-7; Eb 12:5, 12) Ga 6:7-8
4,1 Allora Elifaz di Teman rispose e disse:
2 «Se provassimo a dirti una parola,
ti darebbe fastidio?
Ma chi potrebbe trattener le parole?
3 Tu ne hai ammaestrati molti,
hai fortificato le mani stanche;
4 e le tue parole hanno rialzato chi stava cadendo,
hai rafforzato le ginocchia vacillanti;
5 e ora che il male piomba su di te,
ti lasci abbattere;
ora che è giunto fino a te, sei tutto smarrito.
6 Il tuo timor di Dio non ti dà fiducia,
e l'integrità della tua vita non è la tua speranza?
7 Ricorda: quale innocente perì mai?
Dove furono mai distrutti gli uomini retti?
8 Io per me ho visto che coloro che arano iniquità
e seminano tormenti, ne mietono i frutti.
9 Al soffio di Dio essi periscono,
dal vento della sua ira sono consumati.
10 Spenta è la voce del ruggente,
sono spezzati i denti dei leoncelli.
11 Perisce per mancanza di preda il forte leone,
e restano dispersi i piccini della leonessa.

Gb 33:14-18 (Gb 25:4-6; 15:14-16)
12 «Una parola mi è furtivamente giunta,
e il mio orecchio ne ha còlto il lieve sussurro.
13 Tra i pensieri delle visioni notturne,
quando un sonno profondo cade sui mortali,
14 uno spavento mi prese, un tremore,
che mi fece fremer tutte le ossa.
15 Uno spirito mi passò davanti,
e i peli mi si rizzarono addosso.
16 Si fermò, ma non riconobbi il suo sembiante;
una figura mi stava davanti agli occhi
e udii una voce sommessa che diceva:
17 "Può il mortale essere giusto davanti a Dio?
Può l'uomo essere puro davanti al suo creatore?
18 Ecco, Dio non si fida dei suoi servi,
e trova difetti nei suoi angeli;
19 quanto più in quelli che stanno in case d'argilla,
che hanno per fondamento la polvere
e sono schiacciati al pari delle tignole!
20 Fra la mattina e la sera sono infranti;
periscono per sempre, senza che nessuno se ne accorga.
21 La corda della loro tenda è strappata,
e muoiono senza possedere la saggezza".

Elifaz esorta Giobbe ad accettare il suo castigo
(Pr 3:33; Gb 4:7, ecc.) Gb 14:1-4
5,1 «Chiama pure! C'è forse chi ti risponda?
A quale dei santi vorrai tu rivolgerti?
2 No, il cruccio non uccide che l'insensato
e l'irritazione fa morire lo stolto.
3 Io ho visto l'insensato prender radice,
ma ben presto ho dovuto maledire la sua casa.
4 I suoi figli vanno privi di soccorso,
sono oppressi alla porta della città,
e non c'è chi li difenda.
5 L'affamato gli divora il raccolto,
glielo ruba perfino dalle spine;
l'assetato gli trangugia i beni.
6 Infatti, la sventura non spunta dalla terra,
né il dolore germina dal suolo;
7 ma l'uomo nasce per soffrire,
come la favilla per volare in alto.

Gb 8:5-7; Sl 107:40-43; Lu 1:51-53
8 Io però vorrei cercare Dio,
a Dio vorrei esporre la mia causa;
9 a lui, che fa cose grandi,
imperscrutabili,
meraviglie innumerevoli;
10 che sparge la pioggia sopra la terra
e manda l'acqua sui campi;
11 che innalza quelli che erano abbassati
e pone in salvo gli afflitti, in luogo elevato;
12 che sventa i disegni degli astuti,
sicché le loro mani non giungono a eseguirli;
13 che prende gli abili nella loro astuzia,
sicché il consiglio degli scaltri va in rovina.
14 Di giorno essi incorrono nelle tenebre,
a mezzogiorno brancolano come di notte.
15 Ma Dio salva il meschino dalla spada della loro bocca,
e il povero dalla mano del potente.
16 Così per il misero c'è speranza,
mentre l'iniquità chiude la bocca.

Sl 94:12-13; 34:6-22; Os 6:1
17 Beato l'uomo che Dio corregge!
Tu non disprezzare la lezione dell'Onnipotente;
18 perché egli fa la piaga, ma poi la fascia;
egli ferisce, ma le sue mani guariscono.
19 In sei sciagure egli sarà il tuo liberatore,
e in sette, il male non ti toccherà.
20 In tempo di carestia ti scamperà dalla morte,
in tempo di guerra dai colpi della spada.
21 Sarai sottratto al flagello della lingua,
non temerai quando verrà il disastro.
22 In mezzo al disastro e alla fame riderai,
non temerai le belve della terra;
23 perché avrai per alleate le pietre del suolo,
e gli animali dei campi saranno con te in pace.
24 Saprai al sicuro la tua tenda;
e, visitando i tuoi pascoli, vedrai che non ti manca nulla.
25 Saprai che la tua discendenza moltiplica,
che i tuoi rampolli crescono come l'erba dei campi.
26 Te ne andrai maturo alla tomba,
come i covoni di grano si accumulano a suo tempo.
27 Ecco quel che abbiamo trovato,
riflettendo. Così è.
Tu, ascolta, e fanne tesoro».

Amarezza di Giobbe
Gb 16:6-17; 17:7, 11-16
6,1 Allora Giobbe rispose:
2 «Ah, se il mio travaglio si pesasse,
se le mie calamità si mettessero tutte insieme sulla bilancia!
3 Sarebbero trovati più pesanti della sabbia del mare.
Ecco perché le mie parole sono temerarie.
4 Infatti le saette dell'Onnipotente mi trafiggono,
lo spirito mio ne succhia il veleno;
i terrori di Dio si schierano in battaglia contro di me.
5 L'asino selvatico raglia forse quando ha l'erba davanti?
Muggisce forse il bue davanti alla pastura?
6 Si può forse mangiare ciò che è insipido, senza sale?
C'è qualche gusto in un chiaro d'uovo?
7 Mi rifiuto di toccare una simile cosa,
essa è per me come un cibo ripugnante.
8 Oh, mi avvenisse pure quel che chiedo,
e mi desse Dio quel che spero!
9 Volesse pure Dio schiacciarmi,
stendere la mano e tagliare il filo dei miei giorni!
10 Sarebbe questo un conforto per me,
esulterei nei dolori che egli non mi risparmia;
poiché non ho rinnegato le parole del Santo.
11 Che è mai la mia forza perché io speri ancora?
Che fine mi aspetta perché io sia paziente?
12 La mia forza è come la forza delle pietre?
E la mia carne è forse di bronzo?
13 Non c'è forza in me,
la saggezza è stata allontanata da me.

Giobbe rileva l'insensibilità dei suoi amici
(Gb 16:1-5, 20; 19:1-6, 19-22)(Pr 17:17; Gb 32:3)
14 «Pietà deve l'amico a colui che soccombe,
se anche abbandonasse il timor dell'Onnipotente.
15 Ma i fratelli miei si sono mostrati infidi come un torrente,
come l'acqua di torrenti che passa.
16 Il ghiaccio li rende torbidi,
e la neve vi si scioglie;
17 ma passato il tempo delle piene,
svaniscono;
quando sentono il caldo, scompaiono dal loro luogo.
18 Le carovane che si dirigono là,
mutano strada,
s'inoltrano nel deserto, e vi periscono.
19 Le carovane di Tema li cercavano con lo sguardo,
i viandanti di Seba vi contavano su,
20 ma furono delusi nella loro fiducia;
giunti sul luogo, rimasero confusi.
21 Tali siete divenuti voi per me;
vedete uno che fa orrore, e vi prende la paura.
22 Vi ho forse detto: "Datemi qualcosa";
oppure: "Con i vostri beni fate un dono a mio favore";
23 oppure: "Liberatemi dalla stretta del nemico";
oppure: "Scampatemi dalla mano dei prepotenti"?
24 Ammaestratemi, e starò in silenzio;
fatemi capire in che cosa ho errato.
25 Quanto sono efficaci le parole rette!
Ma la vostra riprensione che vale?
26 Volete dunque biasimare delle parole?
Ma le parole di un disperato se le porta il vento!
27 Voi sareste capaci di tirare a sorte l'orfano,
e di vendere il vostro amico!
28 Ebbene, guardatemi pure
e vedete se io vi mento spudoratamente.
29 Ripensateci, non commettete errori!
Ripensateci, la mia giustizia è ancora presente.
30 C'è qualche errore sulla mia lingua?
Il mio palato non distingue più quel che è male?

Sofferenza e ribellione di Giobbe
Gb 14 (Sl 102:1-12; Is 38:10-15) Sl 39
7,1 «La vita dell'uomo sulla terra è come quella di un soldato;
i suoi giorni sono simili ai giorni di un mercenario.
2 Come lo schiavo anela l'ombra,
come l'operaio aspetta il suo salario,
3 così a me toccano mesi di sciagura,
mi sono assegnate notti di dolore.
4 Non appena mi corico, dico: "Quando mi alzerò?"
Ma la notte si prolunga,
e mi sazio di agitazioni fino all'alba.
5 La mia carne è coperta di vermi e di croste polverose,
la mia pelle si richiude, poi riprende a suppurare.
6 I miei giorni se ne vanno più veloci della spola,
si consumano senza speranza.
7 Ricòrdati che la mia vita è un soffio!
L'occhio mio non vedrà più il bene.
8 Lo sguardo di chi ora mi vede non mi potrà più scorgere;
gli occhi tuoi mi cercheranno, ma io non sarò più.
9 La nuvola svanisce e si dilegua;
così chi scende nel soggiorno dei morti non ne risalirà;
10 non tornerà più nella sua casa
e il luogo dove stava non lo riconoscerà più.
11 Io, perciò, non terrò chiusa la bocca;
nell'angoscia del mio spirito io parlerò,
mi lamenterò nell'amarezza dell'anima mia.
12 Sono io forse il mare o un mostro marino
che tu ponga intorno a me una guardia?
13 Quando dico: "Il mio letto mi darà sollievo,
il mio giaciglio allevierà la mia pena",
14 tu mi sgomenti con sogni,
e mi spaventi con visioni;
15 io preferisco soffocare,
a queste mie ossa preferisco la morte.
16 Io mi sto consumando; non vivrò sempre;
ti prego, lasciami stare; i giorni miei non sono che un soffio.
17 Che cos'è l'uomo che tu ne faccia tanto caso,
che tu t'interessi a lui,
18 lo visiti ogni mattina
e lo metta alla prova a ogni istante?
19 Quando cesserai di tenere lo sguardo fisso su di me?
Quando mi darai tempo d'inghiottire la mia saliva?
20 Se ho peccato, che ho fatto a te,
o guardiano degli uomini?
Perché hai fatto di me il tuo bersaglio
a tal punto che sono divenuto un peso a me stesso?
21 Perché non perdoni le mie trasgressioni
e non cancelli la mia iniquità?
Poiché presto giacerò nella polvere;
tu mi cercherai, ma io non sarò più».

Bildad conferma il castigo per l'empio
(Gb 34:10-19; 22:21-30; Sl 92:13, ecc.)
8,1 Allora Bildad di Suac rispose e disse:
2 «Fino a quando terrai questi discorsi
e saranno le parole della tua bocca come un vento impetuoso?
3 Potrebbe Dio pervertire il giudizio?
Potrebbe l'Onnipotente pervertire la giustizia?
4 Se i tuoi figli hanno peccato contro di lui,
egli li ha dati in balìa del loro misfatto;
5 ma tu, se ricorri a Dio
e implori l'Onnipotente,
6 se proprio sei puro e integro,
certo egli sorgerà in tuo favore
e restaurerà la tua giusta dimora.
7 Così sarà stato piccolo il tuo principio,
ma la tua fine sarà grande oltre misura.

Gb 20:4-9; Sl 37:16, ecc.
8 Interroga le passate generazioni,
rifletti sull'esperienza dei padri;
9 poiché noi siamo di ieri e non sappiamo nulla;
i nostri giorni sulla terra non sono che un'ombra;
10 ma quelli certo t'insegneranno,
ti parleranno,
e dal loro cuore trarranno discorsi.
11 Può il papiro crescere dove non c'è limo?
Forse il giunco viene su senz'acqua?
12 Mentre sono verdi ancora, e senza che li si tagli,
prima di tutte le erbe, inaridiscono.
13 Tale è la sorte di tutti quelli che dimenticano Dio;
la speranza dell'empio perirà.
14 La sua baldanza è troncata, la sua fiducia è come una tela di ragno.
15 Egli si appoggia alla sua casa,
ma essa non regge;
vi si aggrappa, ma quella non tiene.
16 Egli verdeggia al sole,
i suoi rami si protendono sul suo giardino,
17 le sue radici s'intrecciano sul mucchio delle macerie,
penetra fra le pietre della casa.
18 Ma divelto che sia dal suo luogo,
questo lo rinnega e gli dice: "Non ti ho mai visto!"
19 Tali sono le delizie che gli procura il suo comportamento!
Dalla polvere, altri dopo lui germoglieranno.
20 No, Dio non respinge l'uomo integro,
né porge aiuto a quelli che fanno il male.
21 Egli renderà ancora il sorriso alla tua bocca,
sulle tue labbra metterà canti d'esultanza.
22 Quelli che ti odiano saranno coperti di vergogna,
la tenda degli empi sparirà».

Giobbe riconosce il peccato dell'uomo
(Sl 130:3; Ro 3:19-20)(Sl 147:5; Da 4:34-35, 37) Gb 33:8-13
9,1 Allora Giobbe rispose e disse:
2 «Sì, certo, io so che è così;
come potrebbe il mortale essere giusto davanti a Dio?
3 Se all'uomo piacesse disputare con Dio,
non potrebbe rispondergli su un punto fra mille.
4 Dio è saggio, è grande in potenza;
chi gli ha tenuto fronte e se n'è trovato bene?
5 Egli trasporta le montagne senza che se ne accorgano,
nel suo furore le sconvolge.
6 Egli scuote la terra dalle sue fondamenta,
e le sue colonne tremano.
7 Comanda al sole, ed esso non sorge;
mette un sigillo sulle stelle.
8 Da solo spiega i cieli,
cammina sulle più alte onde del mare.
9 È il creatore dell'Orsa, d'Orione,
delle Pleiadi,
e delle misteriose regioni del cielo australe.
10 Egli fa cose grandi e imperscrutabili,
meraviglie innumerevoli.
11 Ecco, egli mi passa vicino, e io non lo vedo;
mi scivola accanto e non me n'accorgo.
12 Ecco, afferra la preda, e chi si opporrà?
Chi oserà dirgli: "Che fai?"
13 Dio non ritira la sua collera;
sotto di lui si curvano i campioni della superbia.
14 Io, come farei a rispondergli,
a scegliere le mie parole per discutere con lui?
15 Avessi anche ragione, non gli replicherei,
ma implorerei misericordia al mio giudice.
16 Se io lo invocassi ed egli mi rispondesse,
non per questo crederei che avesse dato ascolto alla mia voce;
17 egli mi piomba addosso dal seno della tempesta,
moltiplica senza motivo le mie piaghe,
18 non mi lascia riprender fiato,
e mi sazia d'amarezza.
19 Se si tratta di forza, ecco, egli è potente;
se di diritto, egli dice: "Chi mi convocherà?"
20 Se io fossi senza colpa, la mia bocca mi condannerebbe;
se fossi innocente, mi dichiarerebbe colpevole.

Giobbe accusa Dio
(Ec 9:1-3; 8:14) Sl 73:13-15; Gb 10
21 «Sono innocente? Sì, lo sono!
Di me non mi preme,
io disprezzo la mia vita!
22 Per me è la stessa cosa! Perciò dico:
"Egli distrugge ugualmente l'integro e il malvagio".
23 Se un flagello, a un tratto, semina la morte,
egli ride dello sgomento degli innocenti.
24 La terra è data in balìa dei malvagi;
egli vela gli occhi ai giudici di essa;
se non è lui, chi è dunque?
25 I miei giorni se ne vanno più veloci di un corriere;
fuggono via senz'aver visto il bene;
26 passano rapidi come navicelle di giunchi,
come l'aquila che piomba sulla preda.
27 Io dico: "Voglio dimenticare il mio lamento,
abbandonare questa faccia triste,
e stare allegro".
28 Ma mi spavento per tutti i miei dolori.
Sono certo che non mi considererai innocente.
29 Io sarò condannato;
perché dunque affaticarmi invano?
30 Anche se mi lavassi con la neve
e mi pulissi le mani con il sapone,
31 tu mi tufferesti nel fango di una fossa,
le mie vesti mi avrebbero in orrore.
32 Dio non è un uomo come me,
perché io gli risponda
e perché possiamo comparire in giudizio assieme.
33 Non c'è fra noi un arbitro,
che posi la mano su tutti e due!
34 Dio allontani da me la sua verga;
smetta di spaventarmi con il suo terrore;
35 allora io parlerò senza temerlo,
perché sento di non essere quel colpevole che sembro».

Giobbe crede di essere colpito da Dio senza motivo
Gb 23 (Is 50:10; La 3:31-33)
10,1 «Io provo disgusto della mia vita;
voglio dare libero sfogo al mio lamento,
voglio parlare nell'amarezza dell'anima mia!
2 Io dirò a Dio: non condannarmi!
Fammi sapere perché sei in contesa con me!
3 Ti sembra cosa ben fatta opprimere,
disprezzare l'opera delle tue mani
e favorire i disegni dei malvagi?
4 Hai tu occhi di carne?
Vedi tu come vede l'uomo?
5 Sono i tuoi giorni come i giorni del mortale,
i tuoi anni come gli anni degli esseri umani,
6 che tu investighi tanto la mia iniquità,
che t'informi così del mio peccato,
7 pur sapendo che io non sono colpevole,
e che non c'è chi mi liberi dalla tua mano?
8 Le tue mani mi hanno formato,
m'hanno fatto tutto quanto, eppure mi distruggi!
9 Ricòrdati che mi hai plasmato come argilla,
e tu mi fai ritornare in polvere!
10 Non mi hai colato forse come il latte
e fatto rapprendere come il formaggio?
11 Tu mi hai rivestito di pelle e di carne,
e mi hai intessuto d'ossa e di nervi.
12 Mi hai concesso vita e grazia,
la tua provvidenza ha vegliato sul mio spirito,
13 ed ecco quello che nascondevi in cuore!
Sì, lo so, questo meditavi:
14 se avessi peccato, l'avresti ben tenuto a mente
e non mi avresti assolto dalla mia iniquità.
15 Se fossi stato malvagio, guai a me!
Se giusto, non avrei osato alzare la fronte,
sazio d'infamia, spettatore della mia miseria.
16 Se l'avessi alzata, mi avresti dato la caccia come a un leone,
contro di me avresti rinnovato le tue prodezze;
17 avresti trovato contro di me nuovi testimoni
e avresti raddoppiato il tuo sdegno contro di me;
legioni su legioni mi avrebbero assalito.

Gb 3:11-26; 7:7-21
18 Perché mi hai fatto uscire dal grembo di mia madre?
Sarei spirato senza che occhio mi vedesse!
19 Sarei stato come se non fossi mai esistito,
mi avrebbero portato dal grembo materno alla tomba!
20 Non sono forse pochi i giorni che mi restano? Smetta egli dunque,
mi lasci stare, perché io possa rasserenarmi un poco,
21 prima che me ne vada, per non più tornare,
nella terra delle tenebre e dell'ombra di morte:
22 terra oscura come notte profonda,
dove regnano l'ombra di morte e il disordine,
il cui chiarore è come notte oscura».

Zofar invita Giobbe ad allontanarsi dall'iniquità
Gb 32:2-3 (Gb 12; Ro 11:33-36; Sl 94:8-11)
11,1 Allora Zofar di Naama rispose e disse:
2 «Questa abbondanza di parole rimarrà forse senza risposta?
Basterà quindi essere loquace per aver ragione?
3 Varranno le tue ciance a far tacere la gente?
Farai dunque il beffardo, senza che nessuno ti contesti?
4 Tu dici a Dio: "Quel che sostengo è giusto,
e io sono puro in tua presenza".
5 Ma, oh se Dio volesse parlare
e aprir la bocca per risponderti
6 e rivelarti i segreti della sua saggezza,
poiché infinita è la sua intelligenza!
Vedresti allora come Dio dimentichi parte della tua colpa.
7 Puoi forse scandagliare le profondità di Dio,
arrivare a conoscere appieno l'Onnipotente?
8 Si tratta di cose più alte del cielo;
tu che faresti?
Di cose più profonde del soggiorno dei morti; come le conosceresti?
9 La loro misura è più lunga della terra,
più larga del mare.
10 Se Dio passa, se incarcera,
se chiama in giudizio, chi si opporrà?
11 Egli infatti conosce gli uomini perversi,
scopre senza sforzo l'iniquità.
12 Ma l'insensato diventerà saggio,
quando un puledro d'onagro diventerà uomo.

Gb 22:21-30; Is 55:6-7
13 Tu però, se ben disponi il cuore,
e tendi verso Dio le mani,
14 se allontani il male che è nelle tue mani,
e non alberghi l'iniquità nelle tue tende,
15 allora alzerai la fronte senza macchia,
sarai incrollabile, e non avrai paura di nulla;
16 dimenticherai i tuoi affanni;
te ne ricorderai come d'acqua passata;
17 la tua vita sorgerà più fulgida del pieno giorno,
l'oscurità sarà come la luce del mattino.
18 Sarai fiducioso perché avrai speranza;
ti guarderai bene attorno e ti coricherai sicuro.
19 Ti metterai a dormire e nessuno ti spaventerà;
e molti cercheranno il tuo favore.
20 Ma gli occhi degli empi verranno meno;
non ci sarà più rifugio per loro,
e non avranno altra speranza che esalare l'ultimo respiro».

Rimprovero di Giobbe ai suoi amici
(Gb 13:1-5; Sl 123:3-4)(Sl 19:1-4; Ro 1:19-20)
12,1 Allora Giobbe rispose e disse:
2 «Voi, certo, valete quanto un popolo,
e con voi morirà la saggezza.
3 Ma di senno ne ho anch'io quanto voi,
non vi sono affatto inferiore;
cose come queste chi non le sa?
4 Io dunque dovrei essere il ludibrio degli amici!
Io che invocavo Dio, ed egli mi rispondeva;
il ludibrio io, l'uomo giusto, integro!
5 Il disprezzo per la sventura altrui è nel pensiero
di chi vive nella prosperità;
esso è sempre pronto a colpire,
se uno ha il piede che vacilla.
6 Sono invece tranquille le tende dei ladri;
chi provoca Dio, chi si fa un dio della propria forza, se ne sta al sicuro.
7 Ma interroga un po' gli animali,
e te lo insegneranno;
gli uccelli del cielo, e te lo mostreranno;
8 oppure parla alla terra ed essa te lo insegnerà,
e i pesci del mare te lo racconteranno.
9 Chi non sa, fra tutte queste creature,
che la mano del SIGNORE ha fatto ogni cosa,
10 che egli tiene in mano l'anima di tutto quel che vive,
e lo spirito di ogni carne umana?
11 L'orecchio non discerne forse le parole,
come il palato assaggia i cibi?
12 Nei vecchi si trova la saggezza,
e lunghezza di giorni dà intelligenza.

Giobbe afferma la potenza di Dio
Gb 9:4-13; 5:9-16; 42:2
13 «In Dio stanno la saggezza e la potenza,
a lui appartengono il consiglio e l'intelligenza.
14 Egli abbatte, e nessuno può ricostruire.
Chiude un uomo in prigione, e non c'è chi gli apra.
15 Egli trattiene le acque, e tutto inaridisce;
le lascia andare, ed esse sconvolgono la terra.
16 Egli possiede la forza e l'abilità;
da lui dipendono chi erra e chi fa errare.
17 Egli manda scalzi i consiglieri,
colpisce di demenza i giudici.
18 Scioglie i legami dell'autorità dei re
e cinge i loro fianchi di catene.
19 Manda scalzi i sacerdoti,
e rovescia i potenti.
20 Priva della parola i più eloquenti,
e toglie il discernimento ai vecchi.
21 Sparge il disprezzo sui nobili,
e scioglie la cintura ai forti.
22 Rivela le cose recondite, facendole uscire dalle tenebre,
e porta alla luce ciò che è avvolto in ombra di morte.
23 Accresce i popoli e li annienta,
amplia le nazioni e le riconduce nei loro confini;
24 toglie il senno ai capi della terra,
e li fa peregrinare in solitudini senza sentiero.
25 Brancolano nelle tenebre, senza alcuna luce,
e li fa barcollare come ubriachi.

Giobbe vuole difendere la sua causa davanti a Dio
Gb 32:3, ecc.; 42:7-8
13,1 «L'occhio mio tutto questo l'ha visto;
l'orecchio mio l'ha udito e l'ha inteso.
2 Quel che sapete voi lo so anch'io,
non vi sono affatto inferiore.
3 Ma io vorrei parlare con l'Onnipotente,
ci terrei a ragionare con Dio;
4 poiché voi siete inventori di menzogne,
siete tutti quanti medici da nulla.
5 Oh, se faceste silenzio!
Esso vi sarebbe contato come saggezza.
6 Ascoltate, vi prego, quel che ho da rimproverarvi;
state attenti alle repliche delle mie labbra!
7 Volete dunque difendere Dio parlando con menzogna?
Sostenere la sua causa con parole di frode?
8 Volete aver riguardo alla sua persona?
E costituirvi difensori di Dio?
9 Sarà un bene per voi quando egli vi scruterà a fondo?
Credete di ingannarlo come s'inganna un uomo?
10 Certo egli vi riprenderà severamente,
se nel vostro segreto avete dei riguardi personali.
11 La sua maestà non vi farà sgomenti?
Il suo terrore non piomberà su di voi?
12 I vostri detti memorabili sono massime di cenere;
i vostri baluardi sono baluardi d'argilla.

Gb 23; 9:32-35
13 Tacete, lasciatemi stare; voglio parlare io,
succeda quel che succeda!
14 Perché dovrei prendere la mia carne con i denti?
E trattenere la mia vita con le mie mani?
15 Ecco, mi uccida pure!
Oh, continuerò a sperare.
Soltanto, io difenderò in faccia a lui il mio comportamento!
16 Anche questo servirà alla mia salvezza;
poiché un empio non ardirebbe presentarsi a lui.
17 Ascoltate attentamente il mio discorso,
porgete orecchio a quanto sto per dichiararvi.
18 Ecco, io ho predisposto ogni elemento per la causa;
so che sarò riconosciuto giusto.
19 C'è qualcuno che voglia farmi opposizione?
Se c'è, io taccio e sono pronto a morire.
20 Ma, o Dio, concedimi solo due cose,
e non mi nasconderò dalla tua presenza:
21 ritira da me la tua mano
e fa che i tuoi terrori non mi spaventino più.
22 Poi interrogami e io risponderò;
oppure parlerò io, e tu replicherai.
23 Quante sono le mie iniquità,
quanti i miei peccati?
Fammi conoscere la mia trasgressione, il mio peccato!
24 Perché nascondi il tuo volto
e mi consideri un nemico?
25 Vuoi dunque atterrire una foglia portata via dal vento?
Vuoi forse perseguitare una pagliuzza inaridita?
26 Tu mi condanni a pene così amare,
e mi fai espiare gli sbagli della mia giovinezza;
27 tu metti i miei piedi nei ceppi,
spii tutti i miei movimenti,
e prendi nota delle orme dei miei piedi.
28 Intanto questo mio corpo si disfa come legno tarlato,
come un abito roso dal tarlo.

Giobbe descrive la miseria dell'uomo
Gb 7; Sl 90 (Ec 9:3-6; Gb 19:25-27; Sl 49:14-15)
14,1 «L'uomo, nato di donna,
vive pochi giorni, ed è sazio d'affanni.
2 Spunta come un fiore, poi è reciso;
fugge come un'ombra, e non dura.
3 E sopra un essere così, tu tieni gli occhi aperti
e mi fai comparir con te in giudizio!
4 Chi può trarre una cosa pura da una impura?
Nessuno.
5 Se i suoi giorni sono fissati, e il numero dei suoi mesi dipende da te,
e tu gli hai posto un termine che egli non può varcare,
6 distogli da lui lo sguardo, perché abbia un po' di tranquillità,
e possa godere come un operaio la fine della sua giornata.
7 Per l'albero almeno c'è speranza;
se è tagliato, rigermoglia
e continua a mettere germogli.
8 Quando la sua radice è invecchiata sotto terra,
e il suo tronco muore nel suolo,
9 a sentir l'acqua, rinverdisce
e mette rami come una giovane pianta.
10 Ma l'uomo muore e perde ogni forza;
il mortale spira, e dov'è egli?
11 Le acque del lago se ne vanno,
il fiume vien meno e si prosciuga;
12 così l'uomo giace, e non risorge più;
finché non vi siano più cieli
egli non si risveglierà né sarà più destato dal suo sonno.
13 Oh, volessi tu nascondermi nel soggiorno dei morti,
tenermi occulto finché l'ira tua sia passata,
fissarmi un termine, e poi ricordarti di me!
14 Se l'uomo muore, può egli tornare in vita?
Aspetterei fiducioso tutti i giorni della mia sofferenza,
finché cambiasse la mia condizione:
15 tu mi chiameresti e io risponderei,
tu vorresti rivedere l'opera delle tue mani.
16 Ma ora tu conti i miei passi,
tu osservi i miei peccati;
17 le mie trasgressioni sono sigillate in un sacco,
e alle mie iniquità, altre ne aggiungi.
18 La montagna frana e scompare,
la roccia è divelta dal suo luogo,
19 le acque consumano la pietra,
le loro inondazioni trascinano via la terra:
così tu distruggi la speranza dell'uomo.
20 Tu lo sopraffai una volta per sempre, ed egli se ne va;
gli muti la sembianza, e lo mandi via.
21 Se i suoi figli salgono in onore,
egli lo ignora;
se cadono in disprezzo, egli non lo vede;
22 questo solo sente: che il suo corpo soffre,
che l'anima sua è in lutto».

Elifaz paragona Giobbe a un malvagio
Gb 16:1-5 (Gb 25:4-6; 14:4; Sl 51:5)
15,1 Allora Elifaz di Teman rispose e disse:
2 «Il saggio risponde forse con vana scienza?
Si gonfia il petto di vento?
3 Si difende con chiacchiere inutili
e con parole che non giovano nulla?
4 Tu, poi, distruggi il timor di Dio,
sminuisci la preghiera che gli è dovuta.
5 La tua iniquità ti detta le parole,
e adoperi il linguaggio degli astuti.
6 Non io, la tua bocca ti condanna;
le tue labbra stesse depongono contro di te.
7 Sei forse tu il primo uomo che nacque?
Fosti tu formato prima dei monti?
8 Hai forse sentito quanto si è detto nel Consiglio di Dio?
Hai forse accaparrato la saggezza tutta quanta per te solo?
9 Che sai tu che noi non sappiamo?
Che conoscenza hai tu che non sia anche nostra?
10 Ci sono fra noi uomini canuti e anche vecchi
più attempati di tuo padre.
11 Fai così poco caso delle consolazioni di Dio
e delle dolci parole che ti abbiam rivolte?
12 Dove ti trascina il cuore,
e che vogliono dire codeste torve occhiate?
13 Come! Tu volgi la tua collera contro Dio,
e ti lasci uscir di bocca tali parole?
14 Chi è mai l'uomo per esser puro,
il nato di donna per esser giusto?
15 Ecco, Dio non si fida nemmeno dei suoi santi,
i cieli non sono puri ai suoi occhi;
16 quanto meno quest'essere abominevole e corrotto,
l'uomo, che tracanna iniquità come acqua!

Gb 18:5-21; 20:4-29
17 Io voglio istruirti; porgimi ascolto
e ti racconterò quello che ho visto,
18 quello che i saggi hanno riferito
senza nulla celare di quel che sapevano dai padri,
19 ai quali soltanto è stato dato il paese;
e in mezzo ai quali non è passato lo straniero.
20 L'empio è tormentato tutti i suoi giorni,
e pochi sono gli anni riservati al prepotente.
21 Sempre ha negli orecchi rumori spaventosi
e in piena pace gli piomba addosso il distruttore.
22 Non ha speranza di uscire dalle tenebre,
e si sente destinato alla spada.
23 Va peregrinando in cerca di pane; dove trovarne?
Egli sa che gli è vicino il giorno tenebroso.
24 Le difficoltà e l'angoscia lo riempiono di paura,
l'assalgono come un re pronto alla battaglia,
25 perché ha steso la mano contro Dio,
ha sfidato l'Onnipotente,
26 gli s'è slanciato audacemente contro,
sotto il folto dei suoi scudi ricurvi.
27 Aveva la faccia coperta di grasso,
i fianchi carichi di pinguedine;
28 si era stabilito in città distrutte,
in case disabitate,
destinate a diventare mucchi di sassi.
29 Egli non si arricchirà, la sua fortuna non sarà stabile;
né le sue proprietà si stenderanno sulla terra.
30 Non potrà liberarsi dalle tenebre,
il vento infocato farà inaridire i suoi germogli
e sarà portato via dal soffio della bocca di Dio.
31 Non confidi nella vanità;
è un'illusione;
poiché avrà la vanità per ricompensa.
32 La sua fine verrà prima del tempo,
i suoi rami non rinverdiranno più.
33 Sarà come vigna da cui si strappi l'uva ancor acerba,
come l'ulivo da cui si scuota il fiore;
34 poiché sterile è la famiglia del profano,
il fuoco divora la tenda dei corrotti.
35 L'empio concepisce malizia e partorisce rovina;
egli prepara l'inganno».

Giobbe si lamenta dei suoi amici
Gb 19:1-6; Mt 7:12
16,1 Allora Giobbe rispose e disse:
2 «Di cose come queste ne ho udite tante!
Siete tutti dei consolatori molesti!
3 Non ci sarà una fine alle parole vane?
Che cosa ti provoca a rispondere?
4 Anch'io potrei parlare come voi,
se voi foste al posto mio;
potrei mettere insieme delle parole contro di voi
e su di voi scrollare il capo;
5 potrei farvi coraggio con la bocca
e il conforto delle mie labbra vi calmerebbe.

Giobbe si lamenta della sua sorte
(La 3:1-20; Gb 19:6-12)(Gb 23:1-17; 32:8-14)
6 «Se parlo, il mio dolore non ne sarà lenito;
se cesso di parlare, che sollievo ne avrò?
7 Ora, purtroppo, Dio m'ha ridotto senza forze,
ha desolato tutta la mia casa;
8 m'ha coperto di grinze e questo testimonia contro di me,
la mia magrezza si leva ad accusarmi apertamente.
9 La sua ira mi lacera, mi perseguita,
digrigna i denti contro di me,
il mio nemico aguzza gli occhi su di me.
10 Aprono larga contro di me la bocca,
mi percuotono per oltraggio le guance,
si metton tutti insieme a darmi addosso.
11 Dio mi dà in balìa degli empi,
mi getta in mano dei malvagi.
12 Vivevo in pace ed egli m'ha scosso con violenza,
m'ha preso per la nuca, m'ha frantumato,
m'ha posto per suo bersaglio.
13 I suoi arcieri mi circondano,
egli mi trafigge i reni senza pietà,
sparge a terra il mio fiele.
14 Apre sopra di me breccia su breccia,
mi corre addosso come un guerriero.
15 Mi sono cucito un cilicio sulla pelle,
ho prostrato la mia fronte nella polvere.
16 Il mio viso è rosso di pianto,
sulle mie palpebre si stende l'ombra di morte.
17 Eppure, le mie mani non commisero mai violenza,
e la mia preghiera fu sempre pura.

Giobbe invoca la morte
(Gb 12:4-5; 13:4-13)
18 «O terra, non coprire il mio sangue
e non vi sia luogo dove si fermi il mio grido!
19 Già fin d'ora, ecco, il mio Testimone è nel cielo,
il mio Garante è nei luoghi altissimi.
20 Gli amici mi deridono;
ma a Dio si volgono piangenti gli occhi miei;
21 sostenga egli le ragioni dell'uomo presso Dio,
le ragioni del figlio d'uomo contro i suoi compagni!
22 Poiché, pochi anni ancora
e me ne andrò per una via senza ritorno.

17,1 «Il mio soffio vitale si spegne,
i miei giorni si estinguono,
il sepolcro m'aspetta!
2 Sono attorniato da schernitori
e non posso chiudere occhio a causa delle loro parole amare.
3 O Dio, deposita la mia cauzione presso di te;
se no, chi altro vorrebbe porgermi la mano?
4 Poiché tu hai chiuso il cuore di costoro alla ragione,
perciò non li farai trionfare.
5 Chi denuncia un amico perché diventi preda altrui,
vedrà accecare gli occhi dei suoi figli.
6 Egli mi ha reso la favola dei popoli,
e sono divenuto uno a cui si sputa in faccia.
7 L'occhio mio si oscura dal dolore,
le mie membra non sono più che un'ombra.
8 Gli uomini retti ne sono colpiti di stupore,
l'innocente si sdegna contro l'empio;
9 ma il giusto si attiene saldo alla sua via,
e chi ha le mani pure si fortifica sempre più.

(Gb 10:20-22; 19:10)
10 Quanto a voi tutti, tornate pure,
fatevi avanti,
ma fra voi non troverò un saggio.
11 I miei giorni passano; i miei disegni,
i disegni cari al mio cuore, sono distrutti;
12 e costoro pretendono che la notte sia giorno,
che la luce sia vicina, quando tutto è buio!
13 Se aspetto come casa mia il soggiorno dei morti,
se già mi sono fatto il letto nelle tenebre,
14 al sepolcro dico: "Tu sei mio padre",
e ai vermi: "Siete mia madre e mia sorella".
15 Dov'è dunque la mia speranza?
Questa speranza mia chi la può scorgere?
16 Essa scenderà alle porte del soggiorno dei morti,
quando nella polvere troveremo riposo assieme».

Bildad invita Giobbe a riconoscere il suo peccato
(Gb 15:17-35; 20)
18,1 Allora Bildad di Suac rispose e disse:
2 «Quando porrete fine alle parole?
Riflettete, e poi parleremo.
3 Perché siamo considerati come bestie
e perché siamo agli occhi vostri degli esseri impuri?
4 O tu, che nel tuo cruccio laceri te stesso,
dovrà la terra, per causa tua, essere abbandonata
e la roccia esser rimossa dal suo luogo?
5 Sì, la luce dell'empio si spegne,
e la fiamma del suo fuoco non brilla.
6 La luce si oscura nella sua tenda,
e la lampada che gli sta sopra si spegne.
7 I passi che faceva nella sua forza si raccorciano,
i suoi disegni lo conducono a rovina.
8 Poiché i suoi piedi lo traggono nel tranello,
va camminando sulle reti.
9 Il laccio l'afferra per il tallone,
la trappola lo ghermisce.
10 Sta nascosta in terra per lui un'insidia,
sul sentiero lo aspetta un agguato.
11 Paure lo atterriscono tutto intorno,
lo inseguono, gli stanno alle calcagna.
12 La sua forza viene meno dalla fame,
la calamità gli sta pronta al fianco.
13 Gli divora a pezzo a pezzo la pelle,
gli divora le membra il primogenito della morte.
14 Egli è strappato dalla sua tenda che credeva sicura,
è fatto scendere verso il re degli spaventi.
15 Nella sua tenda abita chi non è dei suoi,
la sua casa è cosparsa di zolfo.
16 In basso s'inaridiscono le sue radici,
in alto sono tagliati i suoi rami.
17 La sua memoria scompare dal paese,
più non si ode il suo nome per le campagne.
18 È scacciato dalla luce nelle tenebre,
è bandito dal mondo.
19 Non lascia tra il suo popolo né figli, né nipoti,
nessun superstite dov'egli soggiornava.
20 Quelli di occidente sono stupiti della sua sorte,
quelli di oriente ne sono inorriditi.
21 Certo, sono tali le dimore dei perversi,
tale è il luogo di chi non conosce Dio».

Giobbe si lamenta, ma egli sa che il suo Redentore è vivente
Gb 16; Sl 88; 102:4-12
19,1 Allora Giobbe rispose e disse:
2 «Fino a quando mi affliggerete
e mi tormenterete con i vostri discorsi?
3 Sono già dieci volte che m'insultate
e non vi vergognate di malmenarmi.
4 Ammesso pure che io abbia sbagliato,
il mio errore concerne me solo.
5 Ma se proprio volete insuperbire contro di me
e rimproverarmi la vergogna in cui mi trovo,
6 allora sappiatelo: chi m'ha fatto torto
e m'ha avvolto nella sua rete è Dio.
7 Ecco, io grido: "Violenza!" e nessuno risponde;
imploro aiuto, ma non c'è giustizia!
8 Dio mi ha sbarrato la via e non posso passare,
ha coperto di tenebre il mio cammino.
9 Mi ha spogliato della mia gloria,
mi ha tolto dal capo la corona.
10 Mi ha demolito pezzo per pezzo,
e io me ne vado.
Ha sradicato come un albero la mia speranza.
11 Ha acceso la sua ira contro di me,
mi ha considerato come suo nemico.
12 Le sue schiere sono venute tutte insieme,
si sono spianate la strada fino a me,
hanno posto il campo intorno alla mia tenda.
13 Egli ha allontanato da me i miei fratelli,
i miei conoscenti sono diventati degli estranei per me.
14 Mi hanno abbandonato i miei parenti,
gli intimi miei mi hanno dimenticato.
15 I miei domestici e le mie serve mi trattano come un estraneo;
ai loro occhi io sono un intruso.
16 Chiamo il mio servo e non risponde,
devo supplicarlo con la mia bocca.
17 Il mio fiato ripugna a mia moglie,
faccio pietà a chi nacque dal grembo di mia madre.
18 Perfino i bimbi mi sprezzano;
se cerco di alzarmi, mi deridono.
19 Tutti gli amici più stretti mi hanno in orrore,
quelli che amavo si sono rivoltati contro di me.
20 Le mie ossa stanno attaccate alla mia pelle e alla mia carne,
non m'è rimasta che la pelle dei denti.
21 Pietà, pietà di me, voi, amici miei,
poiché la mano di Dio mi ha colpito.
22 Perché perseguitarmi come fa Dio?
Perché non siete mai sazi della mia carne?

(Mt 5:8; 1Gv 3:2-3) Gv 11:23-27
23 «Oh, se le mie parole fossero scritte!
Se fossero impresse in un libro!
24 Se con lo scalpello di ferro e con il piombo
fossero incise nella roccia per sempre!
25 Ma io so che il mio Redentore vive
e che alla fine si alzerà sulla polvere.
26 E quando, dopo la mia pelle, sarà distrutto questo corpo,
senza la mia carne, vedrò Dio.
27 Io lo vedrò a me favorevole;
lo contempleranno i miei occhi,
non quelli d'un altro;
il cuore, dal desiderio, mi si consuma!
28 Se voi dite: "Come lo perseguiteremo?"
- mentre la radice della tribolazione è già dentro di me -
29 temete invece per voi stessi la spada!
Perché furiosi sono i castighi della spada,
affinché sappiate che c'è una giustizia».

Zofar parla dell'empio e del suo castigo
(Gb 8:8-15; 15:17, ecc.; 18:5, ecc.) Sl 37:32-38
20,1 Allora Zofar di Naama rispose e disse:
2 «Per questo i miei pensieri mi spingono a risponderti
e, a causa di ciò, c'è questa fretta dentro di me.
3 Ho udito rimproveri che mi fanno oltraggio;
ma lo spirito mio darà una risposta assennata.
4 Non lo sai tu che in ogni tempo,
da che l'uomo è stato posto sulla terra,
5 il trionfo dei malvagi è breve;
la gioia degli empi non dura che un istante?
6 Anche se la sua altezza giungesse fino al cielo,
il suo capo toccasse le nubi,
7 l'empio perirà per sempre come lo sterco suo;
quelli che lo vedevano diranno: "Dov'è?"
8 Se ne volerà via come un sogno,
non si troverà più;
si dileguerà come una visione notturna.
9 L'occhio che lo guardava cesserà di vederlo
e la sua casa più non lo scorgerà.
10 I suoi figli si raccomanderanno ai poveri,
le sue mani restituiranno la sua ricchezza.
11 Il vigore giovanile che gli riempiva le ossa
sarà nella polvere con lui.
12 Il male è dolce alla sua bocca,
se lo nasconde sotto la lingua,
13 lo conserva, non lo lascia andare giù,
lo trattiene sotto al suo palato:
14 ma il cibo gli si trasforma nelle viscere,
gli diventa in corpo veleno d'aspide.
15 Ha trangugiato ricchezze e le vomiterà;
Dio stesso gliele ricaccerà dal ventre.
16 Ha succhiato veleno d'aspide,
la lingua della vipera l'ucciderà.
17 Non godrà più la vista d'acque perenni,
né di rivi fluenti di miele e di latte.
18 Renderà i suoi frutti, e non li mangerà;
saranno pari alla ricchezza dei suoi guadagni,
e non ne godrà.
19 Perché ha oppresso e abbandonato il povero,
si è impadronito di case che non aveva costruite;
20 perché la sua ingordigia non conobbe limiti,
egli non salverà nulla di ciò che ha tanto desiderato.
21 La sua voracità non risparmiava nulla,
perciò il suo benessere non durerà.
22 Nel colmo dell'abbondanza, si troverà in miseria;
la mano di chiunque ebbe a soffrir tormenti si alzerà contro di lui.
23 Quando starà per riempirsi il ventre,
Dio manderà contro di lui la sua ira ardente;
gliela farà piovere addosso per servirgli da cibo.
24 Se scampa alle armi di ferro,
lo trafigge l'arco di bronzo.
25 Si strappa la freccia, essa gli esce dal corpo,
la punta sfolgorante gli viene fuori dal fiele,
lo assalgono i terrori della morte.
26 Buio profondo è riservato ai suoi tesori;
lo consumerà un fuoco non attizzato dall'uomo,
che divorerà quel che resta nella sua tenda.
27 Il cielo rivelerà la sua iniquità,
la terra insorgerà contro di lui.
28 Le rendite della sua casa se ne andranno,
portate via nel giorno dell'ira di Dio.
29 Tale la parte che Dio riserva all'empio,
tale l'eredità che Dio gli destina».

Per Giobbe anche i malvagi possono essere felici
Sl 73; 49; Ec 8:11
21,1 Allora Giobbe rispose e disse:
2 «Porgete bene ascolto alle mie parole,
sia questa la consolazione che mi date.
3 Sopportatemi, lasciate che io parli,
e quando avrò parlato tu mi potrai deridere.
4 Mi lamento forse di un uomo?
E come farei a non perder la pazienza?
5 Guardatemi, stupite,
mettetevi la mano sulla bocca.
6 Quando ci penso, ne sono smarrito,
e la mia carne è presa da un brivido.
7 Perché mai vivono gli empi?
Perché arrivano alla vecchiaia e anche crescono di forze?
8 La loro discendenza prospera sotto i loro sguardi intorno ad essi,
i loro germogli fioriscono sotto gli occhi loro.
9 La loro casa è in pace, al sicuro da spaventi,
la verga di Dio non li colpisce.
10 Il loro toro monta e non sbaglia,
la loro vacca figlia senz'abortire.
11 Mandano fuori come un gregge i loro piccini,
e i loro figli saltano e ballano.
12 Cantano al suono del timpano e della cetra,
si rallegrano al suono della zampogna.
13 Passano felici i loro giorni,
poi scendono in un attimo nel soggiorno dei morti.
14 Eppure, dicevano a Dio: "Ritìrati da noi!
Noi non ci curiamo di conoscere le tue vie!
15 Che cos'è l'Onnipotente perché lo serviamo?
Che guadagneremo a pregarlo?"
16 Ecco, non hanno essi in mano la loro felicità?
(Lungi da me il consiglio degli empi!).
17 Quando mai la lampada degli empi si spegne,
e piomba loro addosso la rovina
e Dio, nella sua ira, li retribuisce con castighi?
18 Quando mai sono essi come paglia al vento,
come pula portata via dall'uragano?
19 "Dio", mi dite, "tiene in serbo il castigo per i figli dell'empio".
Ma punisca lui stesso! Che lo senta lui,
20 che veda con i propri occhi la sua rovina,
e beva egli stesso l'ira dell'Onnipotente!
21 Che importa all'empio della sua famiglia dopo di lui,
quando il numero dei suoi mesi è ormai compiuto?
22 S'insegnerà forse a Dio la scienza?
A lui che giudica quelli di lassù?
23 L'uno muore in mezzo al suo benessere,
quand'è pienamente tranquillo e felice,
24 ha i secchi pieni di latte,
e fresco il midollo delle ossa.
25 L'altro muore con l'amarezza nel cuore,
senz'aver mai gustato il bene.
26 Entrambi giacciono ugualmente nella polvere,
e i vermi li ricoprono.
27 Ah! Li conosco i vostri pensieri,
i piani che formate per abbattermi!
28 Voi dite: "Dov'è la casa del potente?
Dov'è la tenda che ospitava gli empi?"
29 Non avete dunque interrogato quelli che hanno viaggiato?
Voi non vorrete negare quello che attestano;
30 che, cioè, il malvagio è risparmiato nel dì della rovina,
che nel giorno dell'ira egli sfugge.
31 Chi gli rimprovera in faccia la condotta?
Chi gli rende quel che ha fatto?
32 Egli è portato alla sepoltura con onore,
e veglia egli stesso sulla sua tomba.
33 Lievi sono a lui le zolle della valle;
dopo, tutta la gente segue le sue orme;
e, anche prima, una folla immensa fu come lui.
34 Perché dunque mi offrite consolazioni vane?
Delle vostre risposte altro non resta che falsità».

Elifaz accusa Giobbe e lo invita a ravvedersi
(Gb 4:7-11; 32:3)(Gb 29:11-17; 31:13-23)
22,1 Allora Elifaz di Teman rispose e disse:
2 «Può l'uomo recare qualche vantaggio a Dio?
No; il savio non reca vantaggio che a se stesso.
3 Se sei giusto, ne viene forse qualche vantaggio all'Onnipotente?
Se sei integro nella tua condotta,
ne trae egli un guadagno?
4 È forse per la paura che ha di te che egli ti castiga
o viene con te in giudizio?
5 La tua malvagità non è forse grande,
e le tue iniquità non sono infinite?
6 Tu, per un nulla, prendevi pegno dai tuoi fratelli,
spogliavi delle loro vesti gli ignudi.
7 Allo stanco non davi da bere l'acqua,
all'affamato rifiutavi il pane.
8 La terra apparteneva al più forte,
l'uomo influente vi piantava la sua casa.
9 Rimandavi a vuoto le vedove,
le braccia degli orfani erano spezzate.
10 Ecco perché sei circondato di lacci,
spaventato da improvvisi terrori.
11 O non vedi le tenebre che ti avvolgono,
la piena d'acque che ti sommerge?

Ge 6:1-13; 7:10, ecc.
12 Dio non è forse lassù nei cieli?
Guarda lassù le stelle eccelse, come stanno in alto!
13 E tu dici: "Dio che sa?
Può egli giudicare attraverso il buio?
14 Fitte nubi lo coprono e nulla vede;
egli passeggia sulla vòlta dei cieli".
15 Vuoi dunque seguir l'antica via
per cui camminarono gli uomini malvagi,
16 che furono portati via prima del tempo,
e il cui fondamento fu come un torrente che scorre?
17 Essi dicevano a Dio: "Allontànati da noi!
Che ci può fare l'Onnipotente?"
18 Eppure Dio aveva riempito le loro case di beni!
Ah, lungi da me il consiglio degli empi!
19 I giusti, vedendo la loro rovina,
ne gioiscono,
e l'innocente si fa beffe di loro:
20 "Vedete se non sono distrutti gli avversari nostri!
La loro abbondanza l'ha divorata il fuoco!"

Gb 8:5-7; 11:13-19
21 Riconcìliati dunque con Dio; avrai pace,
ti sarà resa la prosperità.
22 Ricevi istruzioni dalla sua bocca,
riponi le sue parole nel tuo cuore.
23 Se torni all'Onnipotente,
se allontani l'iniquità dalle tue tende,
sarai ristabilito.
24 Getta l'oro nella polvere,
l'oro di Ofir tra i ciottoli del fiume,
25 e l'Onnipotente sarà il tuo oro,
egli ti sarà come l'argento acquistato con fatica.
26 Allora l'Onnipotente sarà la tua delizia,
e alzerai la faccia verso Dio.
27 Lo pregherai, egli ti esaudirà,
e tu scioglierai i voti che avrai fatti.
28 Quello che intraprenderai,
ti riuscirà;
sul tuo cammino risplenderà la luce.
29 Se viene l'umiliazione, tu pregherai per essere rialzato:
Dio soccorre chi ha gli occhi a terra;
30 libererà anche chi non è innocente,
egli sarà salvo per la purezza delle tue mani».

Giobbe vorrebbe difendere la sua causa davanti a Dio
(Gb 32:2; 33:8-13) Gb 9 (Sl 18:21-23; 143:1-2; 1Co 4:3-4)
23,1 Allora Giobbe rispose e disse:
2 «Anche oggi il mio lamento è una rivolta,
per quanto io cerchi di contenere il mio gemito.
3 Oh, sapessi dove trovarlo!
Potessi arrivare fino al suo trono!
4 Esporrei la mia causa davanti a lui,
riempirei d'argomenti la mia bocca.
5 Saprei quel che mi risponderebbe,
capirei quello che avrebbe da dirmi.
6 Impiegherebbe tutta la sua forza per combattermi?
No, egli mi ascolterebbe!
7 Là troverebbe un uomo retto a discutere con lui,
e sarei dal mio giudice assolto per sempre.
8 Ma, ecco, se vado a oriente,
egli non c'è;
se a occidente non lo trovo;
9 se a settentrione, quando vi opera,
io non lo vedo;
si nasconde egli a sud, io non lo scorgo.
10 Ma la via che io batto egli la conosce;
se mi mettesse alla prova, ne uscirei come l'oro.
11 Il mio piede ha seguito fedelmente le sue orme,
mi sono tenuto sulla sua via senza deviare;
12 non mi sono scostato dai comandamenti delle sue labbra,
ho custodito nel mio cuore le parole della sua bocca.
13 Ma la sua decisione è una;
chi lo farà mutare?
Quello che desidera, lo fa;
14 egli eseguirà quel che di me ha decretato;
di cose come queste ne ha molte in mente.
15 Perciò davanti a lui io sono atterrito;
quando ci penso, ho paura di lui.
16 Dio mi ha tolto il coraggio,
l'Onnipotente mi ha spaventato.
17 Questo mi annienta; non le tenebre,
non la fitta oscurità che mi ricopre.

Giobbe descrive la via degli empi
(Ec 4:1; 8:11-14)(Gr 12:1-3; Sl 37; 73)
24,1 «Perché non sono dall'Onnipotente fissati dei tempi in cui renda la giustizia?
Perché quelli che lo conoscono non vedono quei giorni?
2 Gli empi spostano i confini,
rapiscono greggi e le conducono al pascolo;
3 portano via l'asino dell'orfano,
prendono in pegno il bue della vedova;
4 mandano via dalla strada i bisognosi,
i poveri del paese si nascondono tutti insieme.
5 Eccoli, che come onagri del deserto
escono al loro lavoro in cerca di cibo;
solo il deserto dà pane ai loro figli.
6 Raccolgono nei campi la loro pastura,
racimolano nella vigna dell'empio;
7 passano la notte nudi, senza vestito,
senza una coperta che li ripari dal freddo.
8 Bagnati dagli acquazzoni di montagna,
per mancanza di rifugi, si stringono alle rocce.
9 Ce n'è di quelli che strappano dalla mammella l'orfano,
che prendono pegni dai poveri!
10 E questi se ne vanno, nudi,
senza vestiti;
hanno fame, e portano i covoni.
11 Fanno l'olio nel recinto dell'empio;
calcano l'uva nel tino e patiscono la sete.
12 Sale dalle città il gemito dei moribondi;
i feriti implorano aiuto,
e Dio non si cura di queste infamie!
13 Ce ne sono di quelli che si ribellano alla luce,
non ne conoscono le vie,
non ne battono i sentieri.
14 L'assassino si alza sul far del giorno;
ammazza il misero e il povero;
e la notte fa il ladro.
15 L'occhio dell'adultero spia il crepuscolo,
dicendo: "Nessuno mi vedrà!"
e si copre con un fazzoletto il volto.
16 I ladri, di notte, sfondano le case;
di giorno, si tengono rinchiusi;
non conoscono la luce.
17 Il mattino è per essi come ombra di morte;
appena lo scorgono provano i terrori del buio.
18 Voi dite: "L'empio è un fuscello sulla faccia delle acque;
la sua parte sulla terra è maledetta;
non prenderà più la via delle vigne".
19 Come la siccità e il calore assorbono le acque della neve,
così il soggiorno dei morti inghiotte chi ha peccato.
20 Il grembo che lo portò,
lo dimentica;
i vermi ne fanno il loro pasto delizioso,
nessuno più lo ricorda.
L'iniquo sarà troncato come un albero:
21 egli che divorava la sterile,
priva di figli,
e non faceva del bene alla vedova!
22 Invece, Dio con la sua forza prolunga i giorni dei prepotenti,
i quali risorgono, quand'ormai disperavano della vita.
23 Dà loro sicurezza, fiducia,
e i suoi occhi vegliano sul loro cammino.
24 Salgono in alto, poi scompaiono a un tratto;
cadono, sono mietuti come gli altri mortali;
sono falciati come le spighe del grano maturo.
25 Se così non è, chi mi smentirà,
chi annienterà il mio dire?»

Per Bildad nessuno è giusto davanti a Dio
Gb 4:17-21; 15:14-16
25,1 Allora Bildad di Suac rispose e disse:
2 «A Dio appartiene il dominio e il terrore:
egli fa regnare la pace nei suoi luoghi altissimi.
3 Le sue legioni si possono forse contare?
Su chi non si leva la sua luce?
4 Come può dunque l'uomo essere giusto davanti a Dio?
Come può essere puro il nato di donna?
5 Ecco, la luna stessa manca di chiarore,
e le stelle non sono pure agli occhi di lui;
6 quanto meno l'uomo, che è un verme,
il figlio d'uomo che è un vermiciattolo!»

Giobbe loda la potenza di Dio
Gb 9:4-10; 11:7-9; Sl 104:1-9; Is 40:12-28
26,1 Allora Giobbe rispose e disse:
2 «Come hai ben aiutato il debole!
Come hai sorretto il braccio senza forza!
3 Come hai ben consigliato chi è privo di saggezza!
E che abbondanza di sapere tu gli hai comunicato!
4 Ma, a chi ti credi di aver parlato?
E di chi è lo spirito che parla per mezzo tuo?
5 Davanti a Dio tremano le ombre
disotto alle acque e ai loro abitanti.
6 Davanti a lui il soggiorno dei morti è nudo,
l'abisso è senza velo.
7 Egli distende il settentrione sul vuoto,
sospende la terra sul nulla.
8 Rinchiude le acque nelle sue nubi,
e le nubi non scoppiano per il peso.
9 Nasconde l'aspetto del suo trono,
vi distende sopra le sue nuvole.
10 Ha tracciato un cerchio sulla superficie delle acque
là dove la luce confina con le tenebre.
11 Le colonne del cielo sono scosse,
tremano alla sua minaccia.
12 Con la sua forza egli solleva il mare,
con la sua intelligenza ne abbatte l'orgoglio.
13 Al suo soffio il cielo torna sereno,
la sua mano trafigge il serpente agile.
14 Ecco, questi non sono che gli estremi lembi della sua azione.
Non ce ne giunge all'orecchio che un breve sussurro.
Ma il tuono delle sue potenti opere chi può comprenderlo?»

Ultima risposta di Giobbe: egli sostiene la sua innocenza
Gb 34:5, ecc.; Sl 26; 109
27,1 Giobbe riprese il suo discorso e disse:
2 «Come vive Dio che mi nega giustizia,
come vive l'Onnipotente che mi amareggia la vita,
3 finché avrò fiato
e il soffio di Dio sarà nelle mie narici,
4 le mie labbra, no, non diranno nulla d'ingiusto,
la mia lingua non proferirà falsità.
5 Lungi da me l'idea di darvi ragione!
Fino all'ultimo respiro non mi lascerò togliere la mia integrità.
6 Ho preso a difendere la mia giustizia e non cederò;
il cuore non mi rimprovera uno solo dei miei giorni.
7 Sia trattato da malvagio il mio nemico,
da perverso chi si erge contro di me!
8 Quale speranza rimane mai all'empio
quando Dio gli toglie,
gli rapisce la vita?
9 Dio presterà orecchio al grido di lui,
quando gli piomberà addosso l'angoscia?
10 Potrà egli trovare piacere nell'Onnipotente?
Invocare Dio in ogni tempo?

(Gb 21:13-21; 20:4, ecc.) Is 3:11
11 Io vi mostrerò il modo di agire di Dio,
non vi nasconderò i disegni dell'Onnipotente.
12 Ma queste cose voi tutti le avete osservate,
perché dunque vi perdete in vani discorsi?
13 Ecco la parte che Dio riserva all'empio,
l'eredità che l'uomo violento riceve dall'Onnipotente.
14 Se ha figli in gran numero sono per la spada;
la sua discendenza non avrà pane da sfamarsi.
15 I superstiti sono sepolti dalla morte,
e le vedove loro non li piangono.
16 Se accumula l'argento come polvere,
se ammucchia vestiti come fango,
17 li ammucchia, sì, ma se ne vestirà il giusto;
e l'argento l'avrà come sua parte l'innocente.
18 La casa che si costruisce è come quella del tarlo,
come il capanno che fa il guardiano della vigna.
19 Va a letto ricco, ma per l'ultima volta;
apre gli occhi e non è più.
20 Terrori lo sorprendono come acque;
nel cuore della notte lo rapisce un uragano.
21 Il vento d'oriente lo porta via,
ed egli se ne va;
lo spazza in un turbine dal luogo suo.
22 Dio gli scaglia addosso le sue frecce, senza pietà,
per quanto egli tenti di scampare ai suoi colpi.
23 La gente batte le mani quando cade,
fischia dietro a lui quando lascia il luogo dove stava.

Il mistero della saggezza divina
(Pr 2:1-6; 3:13-20; 8) Ec 12:15
28,1 «Ha una miniera l'argento,
e l'oro un luogo dove lo si affina.
2 Il ferro si cava dal suolo,
e la pietra fusa dà il rame.
3 L'uomo ha posto fine alle tenebre,
egli esplora i più profondi recessi,
per trovare le pietre che sono nel buio, nell'ombra di morte.
4 Scava un pozzo lontano dall'abitato;
il piede più non serve a quelli che vi lavorano;
sono sospesi, oscillano lontano dai mortali.
5 Dalla terra esce il pane,
ma, nelle sue viscere, è sconvolta come dal fuoco.
6 Le sue rocce sono la sede dello zaffiro,
e vi si trova la polvere d'oro.
7 L'uccello rapace non conosce il sentiero che vi conduce,
né l'ha mai scorto l'occhio del falco.
8 Le fiere superbe non vi hanno messo piede,
il leone non c'è passato mai.
9 L'uomo stende la mano sul granito,
rovescia dalle radici le montagne.
10 Pratica trafori dentro le rocce,
e l'occhio suo scorge quanto c'è di prezioso.
11 Frena le acque perché non gemano
e le cose nascoste trae fuori alla luce.
12 Ma la saggezza, dove trovarla?
Dov'è il luogo dell'intelligenza?
13 L'uomo non ne sa la via,
non la si trova sulla terra dei viventi.
14 L'abisso dice: "Non è in me";
il mare dice: "Non sta da me".
15 Non la si ottiene in cambio d'oro,
né la si compra a peso d'argento.
16 Non la si acquista con l'oro di Ofir,
con l'ònice prezioso e con lo zaffiro.
17 L'oro e il vetro non reggono al suo confronto,
non la si dà in cambio di vasi d'oro fino.
18 Non si parli di corallo, di cristallo;
la saggezza vale più delle perle.
19 Il topazio d'Etiopia non può starle a confronto,
l'oro puro non ne controbilancia il valore.
20 Da dove viene dunque la saggezza?
Dov'è il luogo dell'intelligenza?
21 Essa è nascosta agli occhi di ogni vivente,
è celata agli uccelli del cielo.
22 L'abisso e la morte dicono:
"Ne abbiamo avuto qualche sentore".
23 Dio solo conosce la via che vi conduce,
egli solo sa il luogo dove risiede,
24 perché il suo sguardo giunge fino alle estremità della terra,
perch'egli vede tutto quello che è sotto i cieli.
25 Quando regolò il peso del vento
e fissò la misura delle acque,
26 quando diede una legge alla pioggia
e tracciò la strada al lampo dei tuoni,
27 allora la vide e la rivelò,
la stabilì e anche l'investigò.
28 E disse all'uomo:
"Ecco, temere il Signore, questa è saggezza,
fuggire il male è intelligenza"».

Ultima replica di Giobbe: prosperità e felicità del passato
(Sl 1:1-3; 112; 128) Gb 31:16-21, 31-32; Is 58:10-12
29,1 Giobbe riprese il suo discorso e disse:
2 «Oh, potessi tornare come ai mesi d'una volta,
come nei giorni in cui Dio mi proteggeva,
3 quando la sua lampada mi risplendeva sul capo
e alla sua luce io camminavo nelle tenebre!
4 Oh, fossi com'ero ai giorni della mia maturità,
quando Dio vegliava amico sulla mia tenda,
5 quando l'Onnipotente stava ancora con me
e avevo i miei figli intorno a me;
6 quando mi lavavo i piedi nel latte
e dalla roccia mi fluivano ruscelli d'olio!
7 Se uscivo per andare alla porta della città
e mi facevo preparare il seggio sulla piazza,
8 i giovani, al vedermi, si ritiravano,
i vecchi si alzavano e rimanevano in piedi;
9 i notabili cessavano di parlare
e si mettevano la mano sulla bocca;
10 la voce dei capi diventava muta,
la lingua si attaccava al loro palato.
11 L'orecchio che mi udiva mi diceva beato;
l'occhio che mi vedeva mi rendeva testimonianza,
12 perché salvavo il misero che gridava aiuto
e l'orfano che non aveva chi lo soccorresse.
13 Scendeva su di me la benedizione di chi stava per perire,
facevo esultare il cuore della vedova.
14 La giustizia era il mio vestito e io il suo;
la rettitudine era come il mio mantello e il mio turbante.
15 Ero l'occhio del cieco,
il piede dello zoppo;
16 ero il padre dei poveri,
studiavo a fondo la causa dello sconosciuto.
17 Spezzavo la ganascia al malfattore,
gli facevo lasciare la preda che aveva fra i denti.
18 Dicevo: "Morirò nel mio nido,
moltiplicherò i miei giorni come la sabbia;
19 le mie radici si stenderanno verso le acque,
la rugiada passerà la notte sui miei rami;
20 la mia gloria sempre si rinnoverà,
l'arco rinverdirà nella mia mano".
21 I presenti mi ascoltavano fiduciosi,
tacevano per udire il mio parere.
22 Quando avevo parlato, non replicavano;
la mia parola scendeva su di loro come una rugiada.
23 Mi aspettavano come si aspetta la pioggia;
aprivano larga la bocca come a un acquazzone di primavera.
24 Io sorridevo loro quand'erano sfiduciati;
non potevano oscurare la luce del mio volto.
25 Quando andavo da loro, mi sedevo come capo;
ero come un re tra le sue schiere,
come un consolatore in mezzo agli afflitti.

Miseria e umiliazione di Giobbe
Gb 19:13-19; 29
30,1 «Ora servo da zimbello ai più giovani di me,
i cui padri non avrei reputato degni di stare
fra i cani del mio gregge!
2 A che mi sarebbe servita la forza delle loro mani?
Gente incapace a raggiungere l'età matura,
3 smunta dalla miseria e dalla fame,
ridotta a brucare nel deserto
la terra da tempo nuda e desolata,
4 strappando erba salsa presso i cespugli,
ed avendo per pane radici di ginestra.
5 Sono scacciati di mezzo agli uomini,
la gente grida loro dietro come dietro al ladro,
6 abitano in burroni orrendi,
nelle caverne della terra e fra le rocce;
7 ragliano fra i cespugli,
si sdraiano alla rinfusa sotto i rovi;
8 gente da nulla, razza senza nome,
cacciata via dal paese a bastonate.
9 Ora io sono il tema delle loro canzoni,
il soggetto dei loro discorsi.
10 Mi detestano, mi fuggono,
non si trattengono dallo sputarmi in faccia.
11 Non hanno più ritegno, mi umiliano,
rompono ogni freno in mia presenza.
12 Questa gentaglia insorge alla mia destra, m'incalzano,
e si appianano le vie contro di me per distruggermi.
13 Hanno sovvertito il mio cammino,
traggono vantaggio dalla mia rovina,
essi che nessuno vorrebbe soccorrere!
14 Avanzano come attraverso un'ampia breccia,
si precipitano davanti in mezzo alle rovine.
15 Terrori mi si rovesciano addosso;
il mio onore è portato via come dal vento,
è passata come una nube la mia felicità.

(Gb 23:1-12; 29:11-17; 42:1-7)(Sl 7:3-5; 17:1-5)(Sl 88; 102:3-11)
16 Ora mi consumo,
mi hanno colto i giorni dell'afflizione.
17 La notte mi trafigge, mi stacca le ossa,
e i dolori che mi rodono non hanno sosta.
18 Per la gran violenza del mio male la mia veste si sforma,
mi si serra addosso come una tunica.
19 Dio m'ha gettato nel fango,
e rassomiglio alla polvere e alla cenere.
20 Io grido a te, ma tu non mi rispondi;
ti sto davanti, ma tu non mi consideri!
21 Ti sei mutato in nemico crudele verso di me;
mi perseguiti con la potenza della tua mano.
22 Mi alzi per aria, mi fai portare via dal vento,
e mi annienti nella tempesta.
23 Infatti, lo so, tu mi conduci alla morte,
alla casa di convegno di tutti i viventi.
24 Forse chi sta per perire non protende la mano
e nell'angoscia sua non grida aiuto?
25 Non piangevo io forse per chi era nell'avversità
e non ero io angustiato per il povero?
26 Speravo il bene, ma è venuto il male;
aspettavo la luce, ma è venuta l'oscurità!
27 Le mie viscere bollono e non hanno riposo,
sono venuti per me giorni d'afflizione.
28 Me ne vado tutto annerito,
ma non dal sole;
mi alzo in mezzo all'assemblea e grido aiuto;
29 sono diventato fratello degli sciacalli,
compagno degli struzzi.
30 La mia pelle è nera e cade a pezzi;
le mie ossa sono calcinate dall'arsura.
31 La mia cetra non dà più che accenti di lutto,
e la mia zampogna voce di pianto.

Conclusione di Giobbe: non ha nulla da rimproverarsi
(Gb 23:1-12; 29:1-17; 42:1-7)(Sl 7:3-5; 17:1-5)
31,1 «Io avevo stretto un patto con i miei occhi;
io non avrei fissato lo sguardo sopra una vergine.
2 Che parte mi avrebbe assegnato Dio dall'alto,
quale eredità mi avrebbe data l'Onnipotente dai luoghi eccelsi?
3 La sventura non è forse per il perverso,
e le sciagure per quelli che fanno il male?
4 Dio non vede forse le mie vie?
Non conta tutti i miei passi?
5 Se ho camminato insieme alla menzogna,
se il piede mio si è affrettato dietro alla frode
6 (Dio mi pesi con bilancia giusta
e riconoscerà la mia integrità),
7 se i miei passi hanno deviato dalla retta via,
se il mio cuore è andato dietro ai miei occhi,
se qualche sozzura mi si è attaccata alle mani,
8 che io semini e un altro mangi,
e quanto è cresciuto nei miei campi sia sradicato!
9 Se il mio cuore si è lasciato sedurre da una donna,
se ho spiato la porta del mio prossimo,
10 che mia moglie giri la macina a un altro,
e che altri abusino di lei!
11 Poiché quella sarebbe una scelleratezza,
un misfatto punito dai giudici,
12 un fuoco che consuma fino a perdizione,
e che avrebbe distrutto fin dalle radici ogni mia fortuna.
13 Se ho disconosciuto il diritto del mio servo e della mia serva,
quando erano in lite con me,
14 che farei quando Dio si alzasse per giudicarmi,
e che risponderei quando mi esaminasse?
15 Chi fece me nel grembo di mia madre non fece anche lui?
Non ci ha formati nel grembo materno uno stesso Dio?
16 Se ho rifiutato ai poveri quanto desideravano,
se ho fatto languire gli occhi della vedova,
17 se ho mangiato da solo il mio pezzo di pane
senza che l'orfano ne mangiasse la sua parte,
18 io che fin da giovane l'ho allevato come un padre,
io che fin dal grembo di mia madre sono stato guida alla vedova,
19 se ho visto uno soffrire per mancanza di vesti
o il povero senza una coperta,
20 se non mi hanno benedetto i suoi fianchi,
ed egli non si è riscaldato con la lana dei miei agnelli,
21 se ho alzato la mano contro l'orfano
perché mi sapevo sostenuto alla porta della città,
22 che la mia spalla si stacchi dalla sua giuntura,
il mio braccio si spezzi e cada!
23 In effetti mi spaventava il castigo di Dio,
ero trattenuto dalla maestà di lui.
24 Se ho riposto la mia fiducia nell'oro,
se all'oro fino ho detto: "Tu sei la mia speranza",
25 se mi sono rallegrato che le mie ricchezze fossero grandi
e la mia mano avesse molto accumulato,
26 se, contemplando il sole che risplendeva
e la luna che procedeva lucente nella sua corsa,
27 il mio cuore, in segreto, si è lasciato sedurre
e la mia bocca ha posato un bacio sulla mano
28 (misfatto anche questo punito dai giudici,
perché avrei difatti rinnegato il Dio che sta lassù),
29 se mi sono rallegrato della sciagura del mio nemico
e ho esultato quando gli è piombata la sventura
30 (io che non ho permesso alle mie labbra di peccare
chiedendo la sua morte con imprecazione),
31 se la gente della mia tenda non ha detto:
"Chi è che non si sia saziato della carne delle sue bestie?"
32 (Lo straniero non passava la notte fuori;
le mie porte erano aperte al viandante),
33 se, come fanno gli uomini,
ho coperto i miei errori
celando nel petto la mia iniquità,
34 perché avevo paura della folla
e del disprezzo delle famiglie,
al punto da starmene tranquillo e non uscir di casa...
35 Oh, avessi pure chi m'ascoltasse!
Ecco qua la mia firma!
L'Onnipotente mi risponda!
Scriva l'avversario mio la sua querela
36 e io la porterò attaccata alla mia spalla,
me la cingerò come un diadema.
37 Gli renderò conto di tutti i miei passi,
a lui mi avvicinerò come un principe!
38 Se la mia terra mi grida contro,
se tutti i suoi solchi piangono,
39 se ne ho mangiato il frutto senza pagarla,
se ho fatto sospirare chi la coltivava,
40 che invece di grano mi nascano spine,
invece d'orzo mi crescano zizzanie!»
Qui finiscono i discorsi di Giobbe.

Eliu condanna Giobbe e i suoi tre amici
Gb 33:1-12; 42:1-8 (Ec 12:13; At 26:25; 2Ti 2:15)
32,1 Quei tre uomini cessarono di rispondere a Giobbe, perché egli si credeva giusto.
2 Allora l'ira di Eliu, figlio di Baracheel il Buzita, della tribù di Ram, si accese. 3 La sua ira si accese contro Giobbe, perché questi riteneva che la propria giustizia fosse superiore a quella di Dio; si accese anche contro i tre amici di lui perché non avevano trovato che rispondere, sebbene condannassero Giobbe. 4 Ora, siccome quelli erano più anziani di lui, 5 Eliu aveva aspettato a parlare a Giobbe; ma quando vide che dalla bocca di quei tre uomini non usciva più risposta,
si accese d'ira.
6 Eliu, figlio di Baracheel il Buzita,
rispose e disse:
«Io sono giovane d'età e voi siete vecchi;
perciò mi sono tenuto indietro
e non ho ardito esporvi il mio pensiero.
7 Dicevo: "Parleranno i giorni,
il gran numero degli anni insegnerà la saggezza".
8 Ma quel che rende intelligente l'uomo è lo spirito,
è il soffio dell'Onnipotente.
9 Non quelli di lunga età sono saggi,
né i vecchi sono quelli che comprendono il giusto.
10 Perciò dico: "Ascoltatemi;
vi esporrò anch'io il mio pensiero".
11 Ecco, ho aspettato i vostri discorsi,
ho ascoltato i vostri argomenti,
mentre andavate cercando altre parole.
12 Vi ho seguito attentamente,
ed ecco, nessuno di voi ha convinto Giobbe,
nessuno ha risposto alle sue parole.
13 Non avete dunque ragione di dire: "Abbiamo trovato la saggezza!
Dio soltanto lo farà cedere;
non l'uomo!"
14 Egli non ha diretto i suoi discorsi contro di me,
e io non gli risponderò con le vostre parole.
15 Eccoli sconcertati! Non rispondono più,
non trovano più parole.
16 Ho aspettato che non parlassero più,
che tacessero e non rispondessero più.
17 Ma ora risponderò anch'io per mio conto,
esporrò anch'io il mio pensiero!
18 Perché sono pieno di parole,
lo spirito che è dentro di me mi stimola.
19 Ecco, il mio intimo è come vino rinchiuso,
è simile a otri pieni di vino nuovo,
che stanno per scoppiare.
20 Parlerò dunque e mi sentirò meglio,
aprirò le labbra e risponderò!
21 Lasciate che io parli senza riguardi personali,
senza adulare nessuno;
22 poiché adulare io non so;
se lo facessi, il mio Creatore presto mi toglierebbe di mezzo.

Eliu annuncia la salvezza di Dio
(Gb 32:2; 34:1-11) Pr 12:26
33,1 «Ma pure, ascolta, o Giobbe,
il mio dire,
porgi orecchio a tutte le mie parole!
2 Ecco, apro la bocca,
la lingua parla dentro il mio palato.
3 Nelle mie parole è la rettitudine del mio cuore;
le mie labbra diranno sinceramente quello che so.
4 Lo Spirito di Dio mi ha creato,
e il soffio dell'Onnipotente mi dà la vita.
5 Se puoi, rispondimi;
prepara le tue ragioni, fatti avanti!
6 Ecco, io sono uguale a te davanti a Dio;
anch'io fui tratto dall'argilla.
7 Spavento di me non potrà quindi coglierti,
e il peso della mia autorità non ti potrà schiacciare.
8 Davanti a me tu dunque hai detto
(e ho udito bene il suono delle tue parole):
9 "Io sono puro, senza peccato;
sono innocente, non c'è iniquità in me;
10 ma Dio trova contro me degli appigli ostili,
mi considera suo nemico;
11 mi mette i piedi nei ceppi,
spia tutti i miei movimenti".
12 Ecco, io ti rispondo: "In questo non hai ragione";
poiché Dio è più grande dell'uomo.
13 Perché contendi con lui?
Egli non rende conto dei suoi atti.

Ge 20; Sl 32:8-9
14 Dio parla una volta, e anche due,
ma l'uomo non ci bada;
15 parla per via di sogni, di visioni notturne,
quando un sonno profondo cade sui mortali,
quando sui loro letti essi giacciono assopiti;
16 allora egli apre i loro orecchi
e dà loro in segreto degli ammonimenti,
17 per distogliere l'uomo dal suo modo di agire
e tenere lontano da lui la superbia;
18 per salvargli l'anima dalla fossa,
la vita dalla freccia mortale.

Sl 107:17-22; 6; 116; Is 38:9, ecc.
19 L'uomo è anche ammonito sul suo letto, dal dolore,
dall'agitazione incessante delle sue ossa;
20 quand'egli ha in avversione il pane
e lo ripugnano i cibi più squisiti;
21 la carne gli si consuma e sparisce,
mentre le ossa, prima invisibili,
gli escon fuori;
22 egli si avvicina alla fossa,
e la sua vita a quelli che infliggono la morte.
23 Ma se, presso di lui, c'è un angelo, un interprete,
uno solo tra i mille,
che mostri all'uomo il suo dovere,
24 Dio ha pietà di lui e dice:
"Risparmialo, che non scenda nella fossa!
Ho trovato il suo riscatto".
25 Allora la sua carne diviene più fresca di quella di un bimbo;
egli torna ai giorni della sua giovinezza;
26 implora Dio, e Dio gli è propizio;
gli dà di contemplare il suo volto con gioia
e lo considera di nuovo come giusto.
27 Ed egli canterà tra la gente e dirà:
"Avevo peccato, pervertito la giustizia,
e non sono stato punito come meritavo.
28 Dio ha riscattato l'anima mia dalla fossa,
e la mia vita si schiude alla luce!"
29 Ecco, tutto questo Dio lo fa
due, tre volte, all'uomo,
30 per salvarlo dalla fossa,
perché su di lui splenda la luce della vita.
31 Sta' attento, Giobbe, dammi ascolto;
taci, e io parlerò.
32 Se hai qualcosa da dire, rispondimi,
parla, perché io vorrei poterti dare ragione.
33 Se no, tu dammi ascolto,
taci, e t'insegnerò la saggezza».

Eliu proclama la sovranità della giustizia divina
(Gb 27:2; 16:12-17)
34,1 Eliu riprese a parlare e disse:
2 «Voi savi, ascoltate le mie parole!
Voi che siete intelligenti, prestatemi orecchio!
3 Poiché l'orecchio giudica i discorsi,
come il palato assapora le vivande.
4 Scegliamo quello che è giusto,
riconosciamo tra noi quello che è buono.
5 Giobbe ha detto: "Sono giusto,
ma Dio mi nega giustizia;
6 ho ragione e passo da bugiardo;
la mia ferita è incurabile e sono senza peccato".
7 Dov'è l'uomo che al pari di Giobbe
tracanni gli empi scherni come l'acqua,
8 cammini in compagnia dei malfattori,
e vada assieme con gli scellerati?
9 Infatti ha detto: "All'uomo non giova a nulla
avere la benevolenza di Dio".

(De 32:4; Ge 18:25; Sl 89:14; 145:17; Gr 32:19)(Sl 39:11; 94:10, 12; 118:18)
10 Ascoltatemi dunque, uomini di senno!
Lungi da Dio il male,
lungi dall'Onnipotente l'iniquità!
11 Poich'egli rende all'uomo secondo le sue opere,
fa trovare a ognuno il salario della sua condotta.
12 No, di certo Dio non commette ingiustizie!
L'Onnipotente non perverte il diritto.
13 Chi gli ha dato il governo della terra?
Chi ha affidato l'universo alla sua cura?
14 Se egli non si curasse che di se stesso,
se ritirasse a sé il suo Spirito e il suo soffio,
15 ogni carne perirebbe all'improvviso
e l'uomo ritornerebbe in polvere.
16 Se tu sei intelligente, ascolta questo,
porgi orecchio alla voce delle mie parole.
17 Uno che odiasse la giustizia potrebbe governare?
Osi tu condannare il Giusto, il Potente,
18 che chiama i re "uomini da nulla!"
e i prìncipi "scellerati"?
19 Egli non porta rispetto all'apparenza dei grandi,
non considera il ricco più del povero,
perché sono tutti opera delle sue mani.
20 In un attimo, essi muoiono;
nel cuore della notte, la gente del popolo è scossa e scompare,
i potenti sono portati via, senza mano d'uomo.
21 Perché Dio tiene gli occhi aperti sulle vie dei mortali,
e vede tutti i loro passi.
22 Non ci sono tenebre, non c'è ombra di morte,
dove possa nascondersi chi opera iniquamente.
23 Dio non ha bisogno di osservare a lungo un uomo
per portarlo davanti a lui in giudizio.
24 Egli fiacca i potenti senza inchiesta
e ne stabilisce altri al loro posto;
25 poich'egli conosce le loro azioni.
Li abbatte nella notte, e sono fiaccati;
26 li colpisce come dei malvagi,
in presenza di tutti,
27 perché si sono sviati da lui
e non hanno posto mente ad alcuna delle sue vie.
28 Hanno fatto salire a lui il gemito del povero,
ed egli ha dato ascolto al gemito degli infelici.
29 Quando Dio dà riposo, chi lo condannerà?
Chi potrà contemplarlo quando nasconde il suo volto
a una nazione ovvero a un individuo,
30 per impedire all'empio di regnare,
per allontanare dal popolo le insidie?
31 Quell'empio ha forse detto a Dio:
"Io porto la mia pena, non farò più il male,
32 mostrami tu quel che non so vedere;
se ho agito perversamente, non lo farò più"?

Gm 4:7, 10; Sl 73:15
33 Dovrà forse Dio render la giustizia a modo tuo,
perché tu lo critichi? Ti dirà forse: "Scegli tu, non io,
quello che sai, dillo"?
34 Le persone assennate, e ogni uomo saggio che mi ascolta, mi diranno:
35 "Giobbe parla senza giudizio,
le sue parole sono irragionevoli".
36 Ebbene, sia Giobbe provato sino alla fine,
poiché le sue risposte sono quelle dei malvagi,
37 poiché al suo peccato aggiunge la ribellione,
batte le mani in mezzo a noi,
e moltiplica le sue parole contro Dio».

Eliu esorta Giobbe a ricercare Dio
(Gb 22:2-4, 12; 34:12-19)(Mi 7:7-10; Is 8:17)
35,1 Poi Eliu riprese il discorso e disse:
2 «Credi tu d'aver ragione
quando dici: "La mia giustizia è superiore a quella di Dio"?
3 Infatti hai detto: "Che mi giova?
Che guadagno io di più a non peccare?"
4 Io ti darò la risposta:
a te e agli amici tuoi.
5 Considera i cieli, e vedi!
Guarda le nuvole, come sono più in alto di te!
6 Se pecchi, quale inconveniente gli procuri?
Se moltiplichi i tuoi misfatti, che danno gli arrechi?
7 Se sei giusto, che gli dai?
Che riceve egli dalla tua mano?
8 La tua malvagità non nuoce che al tuo simile,
e la tua giustizia non giova che ai figli degli uomini.
9 Si grida per le molte oppressioni,
si alzano lamenti per la violenza dei grandi;
10 ma nessuno dice: "Dov'è Dio,
il mio Creatore,
che nella notte ispira canti di gioia,
11 che ci fa più intelligenti delle bestie dei campi
e più saggi degli uccelli del cielo?"
12 Là gridano, ma egli non risponde,
a motivo della superbia dei malvagi.
13 Certo, Dio non dà ascolto a lamenti vani;
l'Onnipotente non ne fa caso;
14 e tu, quando dici che non lo scorgi,
la tua causa gli sta davanti;
sappilo aspettare!
15 Ma ora, perché la sua ira non punisce,
perché egli non prende rigorosa conoscenza delle trasgressioni,
16 Giobbe apre vanamente le labbra
e accumula parole irragionevoli».

Eliu descrive la sorte dei giusti e dei colpevoli
(Sl 145:17-20; 146:5-9) Is 1:18-20
36,1 Poi Eliu seguitando disse:
2 «Aspetta un po', io t'istruirò:
perché c'è altro da dire in favore di Dio.
3 Io trarrò la mia scienza da lontano
e renderò giustizia a colui che mi ha fatto.
4 Per certo, le mie parole non sono bugiarde;
ti sta davanti un uomo dotato di perfetta scienza.
5 Dio è potente, ma non respinge nessuno;
è potente per la forza della sua intelligenza.
6 Egli non lascia vivere l'empio
e fa giustizia agli afflitti.
7 Non allontana il suo sguardo dai giusti,
ma li pone con i re sul trono,
ve li mette seduti per sempre, e così li innalza.
8 Se gli uomini sono talvolta stretti da catene,
se sono presi nei legami dell'afflizione,
9 Dio fa loro conoscere il loro comportamento,
le loro trasgressioni, poiché si sono insuperbiti;
10 egli apre così i loro orecchi agli ammonimenti
e li esorta ad abbandonare il male.
11 Se l'ascoltano, se si sottomettono,
finiscono i loro giorni nel benessere,
e i loro anni nella gioia;
12 ma, se non l'ascoltano, periscono trafitti dalle frecce,
muoiono nel loro accecamento.
13 Gli empi di cuore si abbandonano alla collera,
non implorano Dio quando egli li incatena;
14 così muoiono nel fiore degli anni
e la loro vita finisce come quella dei dissoluti;
15 ma Dio libera l'afflitto mediante l'afflizione,
e gli apre gli orecchi mediante la sventura.
16 Te pure egli vuole liberare dalle fauci della distretta,
metterti al largo, dove non è più angustia,
e coprire la tua mensa di cibi succulenti.
17 Ma, se giudichi le vie di Dio come fanno gli empi,
il suo giudizio e la sua sentenza ti piomberanno addosso.
18 Bada che la collera non ti trasporti alla bestemmia,
la grandezza del riscatto non ti spinga a deviare!
19 Egli dà forse importanza alle tue ricchezze?
Non hanno valore per lui, né l'oro,
né tutto il fasto della ricchezza.
20 Non anelare a quella notte
che porta via i popoli dal loro luogo.
21 Guàrdati bene dal volgerti all'iniquità,
tu che sembri preferirla all'afflizione!

(Gb 37:11-16; 38:22-38)(Sl 29; 65:8, ecc.)
22 Vedi, Dio è eccelso nella sua potenza;
chi può insegnare come lui?
23 Chi gli prescrive la via da seguire?
Chi osa dirgli: "Tu hai fatto male"?
24 Pensa piuttosto a lodare le sue opere;
gli uomini le celebrano nei loro canti,
25 tutti le ammirano,
il mortale le contempla da lontano.
26 Sì, Dio è grande e noi non possiamo conoscerlo;
incalcolabile è il numero dei suoi anni.
27 Egli attira in alto le gocce d'acqua;
dai vapori che egli ha formato stilla la pioggia.
28 Le nubi la spargono,
la rovesciano sulla folla dei mortali.
29 Chi può capire lo spiegamento delle nubi,
i fragori che scoppiano nel suo padiglione?
30 Ecco, ora egli diffonde intorno a sé la sua luce,
ora copre le profondità del mare.
31 Con tali mezzi egli punisce i popoli
e dà loro cibo in abbondanza.
32 Si riempie di fulmini le mani
e li lancia contro gli avversari.
33 Il rombo del tuono annuncia che egli viene,
gli animali lo presentono vicino.

37,1 «A tale spettacolo il mio cuore trema
e balza fuori dal suo posto.
2 Udite, udite il fragore della sua voce,
il rombo che esce dalla sua bocca!
3 Egli lo lancia sotto tutti i cieli
e il suo lampo guizza fino alle estremità della terra.
4 Dopo il lampo, una voce rugge;
egli tuona con la sua voce maestosa;
quando si ode la voce, il fulmine non è già più nella sua mano.
5 Dio tuona con la sua voce in modo prodigioso;
grandi cose egli fa che noi non comprendiamo.
6 Dice alla neve: "Cadi sulla terra!"
Lo dice alla pioggia, alla pioggia torrenziale.
7 Rende inerte ogni mano d'uomo,
perché tutti i mortali, che sono opera sua, imparino a conoscerlo.
8 Le bestie selvagge vanno nel covo
e stanno accovacciate entro le tane.
9 Dal sud viene l'uragano,
il freddo viene dal nord.
10 Al soffio di Dio si forma il ghiaccio
e si contrae la distesa delle acque.
11 Egli carica pure le nubi di umidità,
disperde lontano le nuvole che portano i suoi lampi
12 ed esse, da lui guidate, vagano nei loro giri
per eseguire i suoi comandi
sopra la faccia di tutta la terra;
13 e le manda come flagello, oppure come beneficio alla sua terra,
o come prova della sua bontà.

(Gb 36:22, ecc.; 37:1-13)(Sl 104:24; 107:43)(Gb 9:10; Sl 139:17; 145:3)
14 Porgi l'orecchio a questo,
Giobbe;
fèrmati e considera le meraviglie di Dio!
15 Sai tu come Dio le diriga
e faccia guizzare il lampo dalle sue nubi?
16 Conosci tu l'equilibrio delle nuvole,
le meraviglie di colui la cui scienza è perfetta?
17 Sai come mai i tuoi abiti sono caldi
quando la terra si assopisce sotto il soffio dello scirocco?
18 Puoi tu, come lui, distendere i cieli
e farli solidi come uno specchio di metallo?
19 Insegnaci tu che cosa dirgli!
Nelle nostre tenebre, noi siamo senza parole.
20 Gli si annuncerà forse che io voglio parlare?
Ma chi mai può desiderare di essere inghiottito?
21 Nessuno può fissare il sole che sfolgora nel cielo,
quando c'è passato il vento a renderlo limpido.
22 Dal settentrione viene l'oro;
Dio è circondato da una maestà terribile;
23 l'Onnipotente noi non lo possiamo scoprire.
Egli è grande in forza,
in equità, in perfetta giustizia;
egli non opprime nessuno.
24 Perciò gli uomini lo temono;
egli non degna d'uno sguardo chi si crede saggio».

Il Signore risponde a Giobbe descrivendo le sue opere
(Gb 39:34-38; 40:1-2)(Sl 104:1-13, 24; Pr 8:22-30)(Is 40:12, ecc.; Gr 10:12-13; Ro 11:33-36)
38,1 Allora il SIGNORE rispose a Giobbe dal seno della tempesta, e disse:
2 «Chi è costui che oscura i miei disegni
con parole prive di senno?
3 Cingiti i fianchi come un prode;
io ti farò delle domande e tu insegnami!
4 Dov'eri tu quando io fondavo la terra?
Dillo, se hai tanta intelligenza.
5 Chi ne fissò le dimensioni, se lo sai,
o chi tirò sopra di essa la corda da misurare?
6 Su che furono poggiate le sue fondamenta,
o chi ne pose la pietra angolare,
7 quando le stelle del mattino cantavano tutte assieme
e tutti i figli di Dio alzavano grida di gioia?
8 Chi chiuse con porte il mare
balzante fuori dal grembo materno,
9 quando gli diedi le nubi come rivestimento
e per fasce l'oscurità,
10 quando gli tracciai dei confini,
gli misi sbarre e porte?
11 Allora gli dissi: "Fin qui tu verrai,
e non oltre;
qui si fermerà l'orgoglio dei tuoi flutti".
12 Hai tu mai, in vita tua, comandato al mattino,
o insegnato il suo luogo all'aurora,
13 perché essa afferri i lembi della terra,
e ne scuota via i malvagi?
14 La terra si trasfigura come creta sotto il sigillo
e appare come vestita di un ricco manto;
15 i malfattori sono privati della luce loro,
e il braccio, alzato già, è spezzato.
16 Sei tu penetrato fino alle sorgenti del mare?
Hai tu passeggiato in fondo all'abisso?
17 Le porte della morte sono state da te scoperte?
Hai tu veduto le porte dell'ombra di morte?
18 Hai tu abbracciato con lo sguardo l'ampiezza della terra?
Parla, se la conosci tutta!
19 Dov'è la via che guida al soggiorno della luce?
Le tenebre dove hanno la loro sede?
20 Le puoi tu guidare verso i loro domini
e conosci i sentieri per ricondurle a casa?
21 Lo sai di sicuro! Perché tu eri allora già nato,
e il numero dei tuoi giorni è grande!...
22 Sei forse entrato nei depositi della neve?
Li hai visti i depositi della grandine,
23 che io tengo in serbo per i giorni della sciagura,
per il giorno della battaglia e della guerra?
24 Per quali vie si diffonde la luce
e si sparge il vento orientale sulla terra?
25 Chi ha aperto i canali all'acquazzone
e segnato la via al lampo dei tuoni,
26 perché la pioggia cada sulla terra inabitata,
sul deserto dove non sta nessun uomo,
27 e disseti le solitudini desolate,
sicché vi germogli e cresca l'erba?
28 Ha forse la pioggia un padre?
Chi genera le gocce della rugiada?
29 Dal seno di chi esce il ghiaccio,
e la brina del cielo chi la dà alla luce?
30 Le acque, divenute come pietra,
si nascondono,
e la superficie dell'abisso si congela.
31 Puoi tu stringere i legami delle Pleiadi,
o potresti sciogliere le catene d'Orione?
32 Puoi tu, al suo tempo, far apparire le costellazioni
e guidare l'Orsa maggiore insieme ai suoi piccini?
33 Conosci le leggi del cielo?
Regoli il suo dominio sulla terra?
34 Puoi alzare la voce fino alle nubi
e far in modo che piogge abbondanti ti ricoprano?
35 I fulmini partono forse al tuo comando?
Ti dicono essi: "Eccoci qua"?
36 Chi ha messo negli strati delle nubi saggezza,
o chi ha dato intelletto alla metèora?
37 Chi conta con saggezza le nubi?
Chi versa gli otri del cielo,
38 quando la polvere stemperata diventa una massa in fusione
e le zolle dei campi si saldano fra loro?

Dio si prende cura degli animali
(Sl 104:18-31; 147:5, 9-10; 148:10, 13)
39 «Sei tu che cacci la preda per la leonessa,
che sazi la fame dei leoncelli,
40 quando si appiattano nelle tane
e si mettono in agguato nella macchia?
41 Chi provvede il pasto al corvo
quando i suoi piccini gridano a Dio
e vanno peregrinando senza cibo?

39,1 «Sai quando figliano le capre selvatiche?
Hai osservato quando le cerve partoriscono?
2 Conti i mesi della loro pregnanza
e sai il momento in cui devono sgravarsi?
3 Si accosciano, fanno i loro piccini,
e sono subito liberate dalle loro doglie;
4 i loro piccini si fanno forti, crescono all'aperto,
se ne vanno, e non tornano più alle madri.
5 Chi manda libero l'onagro
e chi scioglie i legami all'asino selvatico?
6 A lui ho dato per dimora il deserto
e la terra salata per abitazione.
7 Egli si beffa del frastuono della città
e non ode grida di padrone.
8 Percorre le montagne della sua pastura
e va in cerca di ogni filo di verde.
9 Il bufalo vorrà forse servirti
o passare la notte presso la tua mangiatoia?
10 Legherai il bufalo con una corda perché faccia il solco?
Erpicherà egli le valli dietro a te?
11 Ti fiderai di lui perché la sua forza è grande?
Lascerai a lui il tuo lavoro?
12 Conterai su di lui perché ti porti a casa il raccolto
e ti ammucchi il grano sull'aia?
13 Lo struzzo batte allegramente le ali;
ma le sue penne e le sue piume sono forse di cicogna?
14 No, poich'esso abbandona sulla terra le proprie uova,
le lascia scaldare sopra la sabbia.
15 Egli dimentica che un piede le potrà schiacciare,
che le bestie dei campi le potranno calpestare.
16 Tratta duramente i suoi piccini,
quasi non fossero suoi;
la sua fatica sarà vana, ma ciò non lo turba,
17 perché Dio l'ha privato di saggezza,
non gli ha impartito intelligenza.
18 Ma quando si muove e prende lo slancio,
si beffa del cavallo e di chi lo cavalca.
19 Sei tu che dai al cavallo la forza?
Che gli vesti il collo di una fremente criniera?
20 Sei tu che lo fai saltare come la locusta?
Il fiero suo nitrito incute spavento.
21 Raspa la terra nella valle ed esulta della sua forza;
si slancia incontro alle armi.
22 Disprezza la paura, non trema,
non indietreggia davanti alla spada.
23 Gli risuona addosso la faretra,
la folgorante lancia e la freccia.
24 Con fremente furia divora la terra.
Non sta più fermo quando suona la tromba.
25 Come ode lo squillo, dice: "Aha!"
E fiuta da lontano la battaglia,
la voce tonante dei capi, e il grido di guerra.
26 È la tua intelligenza che allo sparviere fa spiccare il volo
e spiegare le ali verso il sud?
27 È forse al tuo comando che l'aquila si alza in alto
e fa il suo nido nei luoghi elevati?
28 Abita nelle rocce e vi pernotta;
sta sulla punta delle rupi, sulle vette scoscese;
29 di là spia la preda
e i suoi occhi mirano lontano.
30 I suoi piccini si abbeverano di sangue,
e dove sono i corpi morti, là essa si trova».

Giobbe riconosce di essere indegno
(Gb 38:1-3; 42:1-6)
40,1 Il SIGNORE continuò a rispondere a Giobbe e disse:
2 «Il censore dell'Onnipotente vuole ancora contendere con lui?
Colui che censura Dio ha una risposta a tutto questo?»
3 Allora Giobbe rispose al SIGNORE e disse:
4 «Ecco, io sono troppo meschino;
che ti potrei rispondere?
Io mi metto la mano sulla bocca.
5 Ho parlato una volta, ma non riprenderò la parola,
due volte, ma non lo farò più».

L'ippopotamo e il coccodrillo
(Gb 42:1-6; 9:1-15)(Sl 9:20; 8:4)
6 Il SIGNORE allora rispose a Giobbe dalla tempesta, e disse:
7 «Cingiti i fianchi come un prode;
ti farò delle domande e tu insegnami!
8 Vuoi proprio annullare il mio giudizio?
Condannare me per giustificare te stesso?
9 Hai un braccio pari a quello di Dio,
o una voce che tuoni come la sua?
10 Suvvia, adòrnati di maestà, di grandezza,
rivèstiti di splendore, di magnificenza!
11 Da' libero sfogo ai furori della tua ira;
scruta tutti i superbi e abbassali!
12 Scruta tutti i superbi e umiliali!
Schiaccia gli empi dovunque stanno!
13 Seppelliscili tutti assieme nella polvere,
copri di bende la loro faccia nel buio della tomba!
14 Allora, anch'io ti loderò,
perché la tua destra ti avrà dato la vittoria.

(Gb 39:8-28)
15 Guarda l'ippopotamo che ho fatto al pari di te;
esso mangia l'erba come il bue.
16 Ecco la sua forza è nei suoi lombi,
il suo vigore nei muscoli del ventre.
17 Stende rigida come un cedro la coda;
i nervi delle sue cosce sono intrecciati insieme.
18 Le sue ossa sono tubi di bronzo;
le sue membra, sbarre di ferro.
19 Esso è il capolavoro di Dio;
colui che lo fece l'ha fornito di falce,
20 perché i monti gli producono la pastura;
là tutte le bestie dei campi gli scherzano intorno.
21 Si sdraia sotto i loti,
nel folto dei canneti, in mezzo alle paludi.
22 I loti lo coprono della loro ombra,
i salici del torrente lo circondano.
23 Straripi pure il fiume, esso non trema;
rimane calmo, anche se avesse un Giordano alla gola.
24 Potrebbe qualcuno impadronirsene assalendolo di fronte,
o prenderlo con le reti per forargli il naso?
25 Prenderai forse il coccodrillo all'amo?
Gli assicurerai la lingua con la corda?
26 Gli passerai un giunco per le narici?
Gli forerai le mascelle con l'uncino?
27 Ti rivolgerà esso molte suppliche?
Ti dirà delle parole dolci?
28 Farà esso alleanza con te,
perché tu lo prenda per sempre al tuo servizio?
29 Scherzerai con lui come fosse un uccello?
Lo attaccherai a un filo per divertire le tue ragazze?
30 Ne trafficheranno forse i pescatori?
Lo spartiranno essi fra i negozianti?
31 Gli coprirai la pelle di frecce
e la testa di ramponi?
32 Mettigli un po' le mani addosso!
Ti ricorderai del combattimento e non ci tornerai!

41,1 Ecco, è vana la speranza di chi lo assale;
basta scorgerlo e uno soccombe.
2 Nessuno è tanto ardito da provocarlo.
E chi dunque oserà starmi di fronte?
3 Chi mi ha anticipato qualcosa perché io glielo debba rendere?
Sotto tutti i cieli, ogni cosa è mia.
4 E non voglio tacere delle sue membra,
della sua gran forza e della bellezza della sua armatura.
5 Chi l'ha mai spogliato della sua corazza?
Chi è penetrato fra la doppia fila dei suoi denti?
6 Chi gli ha aperti i due battenti della gola?
Intorno alla chiusura dei suoi denti sta il terrore.
7 Superbe sono le file dei suoi scudi,
strettamente uniti come da un sigillo.
8 Uno tocca l'altro,
tra loro non passa l'aria.
9 Sono saldati assieme,
si tengono stretti, sono inseparabili.
10 I suoi starnuti danno sprazzi di luce;
i suoi occhi sono come le palpebre dell'aurora.
11 Dalla sua bocca partono vampate,
ne sprizzano fuori scintille di fuoco.
12 Dalle sue narici esce un fumo,
come da una pentola che bolle o da una caldaia.
13 L'alito suo accende i carboni,
una fiamma gli esce dalla gola.
14 Nel suo collo risiede la forza,
davanti a lui si fugge terrorizzati.
15 Compatte sono in lui le parti flosce della sua carne,
gli stanno salde addosso, non si muovono.
16 Il suo cuore è duro come il sasso,
duro come la macina di sotto.
17 Quando si rizza, tremano i più forti,
e dalla paura sono fuori di sé.
18 Invano lo si attacca con la spada;
a nulla valgono lancia, giavellotto,
corazza.
19 Il ferro è per lui come paglia;
il bronzo, come legno tarlato.
20 La figlia dell'arco non lo mette in fuga;
le pietre della fionda si mutano per lui in stoppia.
21 Stoppia gli pare la mazza
e ride del fremere della lancia.
22 Il suo ventre è armato di punte acute,
lascia come tracce d'erpice sul fango.
23 Fa bollire l'abisso come una caldaia,
del mare fa come un gran vaso da profumi.
24 Si lascia dietro una scia di luce;
l'abisso pare coperto di bianca chioma.
25 Non c'è sulla terra chi lo domi;
è stato fatto per non aver paura.
26 Guarda in faccia tutto ciò che è eccelso,
è re su tutte le belve più superbe».

Giobbe si ravvede e si umilia
Gb 39:34-38 (Is 6:1-5; 57:15) Da 4:34-37
42,1 Allora Giobbe rispose al SIGNORE e disse:
2 «Io riconosco che tu puoi tutto
e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno.
3 Chi è colui che senza intelligenza offusca il tuo disegno?
Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo;
sono cose per me troppo meravigliose e io non le conosco.
4 Ti prego, ascoltami, e io parlerò;
ti farò delle domande e tu insegnami!
5 Il mio orecchio aveva sentito parlare di te
ma ora l'occhio mio ti ha visto.
6 Perciò mi ravvedo, mi pento
sulla polvere e sulla cenere».

Giobbe riacquista la prosperità
(Ge 20:7, 17; Gm 5:16-18)(Gm 4:10; 5:11; 1:12) Sl 30:5
7 Dopo che ebbe rivolto questi discorsi a Giobbe, il SIGNORE disse a Elifaz di Teman: «La mia ira è accesa contro di te e contro i tuoi due amici, perché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe. 8 Ora dunque prendete sette tori e sette montoni, andate a trovare il mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi stessi. Il mio servo Giobbe pregherà per voi e io avrò riguardo a lui per non punire la vostra follia, poiché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe».
9 Elifaz di Teman e Bildad di Suac e Zofar di Naama se ne andarono e fecero come il SIGNORE aveva loro ordinato; e il SIGNORE ebbe riguardo a Giobbe.
10 Quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, il SIGNORE lo ristabilì nella condizione di prima e gli rese il doppio di tutto quello che già gli era appartenuto.
11 Tutti i suoi fratelli, tutte le sue sorelle e tutte le sue conoscenze di prima vennero a trovarlo, mangiarono con lui in casa sua, lo confortarono e lo consolarono di tutti i mali che il SIGNORE gli aveva fatto cadere addosso; e ognuno di loro gli diede un pezzo d'argento e un anello d'oro.
12 Il SIGNORE benedì gli ultimi anni di Giobbe più dei primi; ed egli ebbe quattordicimila pecore, seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. 13 Ebbe pure sette figli e tre figlie; 14 e chiamò la prima, Colomba; la seconda, Cassia; la terza, Cornustibia. 15 In tutto il paese non c'erano donne così belle come le figlie di Giobbe; e il padre assegnò loro un'eredità tra i loro fratelli.
16 Giobbe, dopo questo, visse centoquarant'anni e vide i suoi figli e i figli dei suoi figli, fino alla quarta generazione.
17 Poi Giobbe morì vecchio e sazio di giorni.

Nuova Diodati:

Giobbe

Le grandi ricchezze di Giobbe e la sua rettitudine
1,1 C'era nel paese di Uz un uomo chiamato Giobbe. Quest'uomo era integro e retto, temeva DIO e fuggiva il male. 2 Gli erano nati sette figli e tre figlie. 3 Inoltre possedeva settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento paia di buoi, cinquecento asine e un grandissimo numero di servi. Così quest'uomo era il più grande di tutti gli Orientali. 4 I suoi figli solevano andare a banchettare in casa di ciascuno, nel suo giorno; e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro. 5 Quando la serie dei giorni di banchetto era terminata, Giobbe li andava a chiamare per purificarli; si alzava al mattino presto e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro, perché Giobbe pensava: «Può darsi che i miei figli abbiano peccato e abbiano bestemmiato DIO nel loro cuore». Così faceva Giobbe ogni volta.

Nella prima prova Giobbe perde tutti i suoi beni e i figli
6 Un giorno avvenne che i figli di DIO andarono a presentarsi davanti all'Eterno, e in mezzo a loro andò anche Satana. 7 L'Eterno disse a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose all'Eterno e disse: «Dall'andare avanti e indietro sulla terra e dal percorrerla su e giù». 8 L'Eterno disse a Satana: «Hai notato il mio servo Giobbe? Poiché sulla terra non c'è nessun altro come lui, che sia integro, retto, tema DIO e fugga il male». 9 Allora Satana rispose all'Eterno e disse: «È forse per nulla che Giobbe teme DIO? 10 Non hai tu messo un riparo tutt'intorno a lui, alla sua casa e a tutto ciò che possiede? Tu hai benedetto l'opera delle sue mani e il suo bestiame è grandemente cresciuto nel paese. 11 Ma stendi la tua mano e tocca tutto ciò che possiede e vedrai se non ti maledice in faccia». 12 L'Eterno disse a Satana: «Ecco, tutto ciò che possiede è in tuo potere; non stendere però la mano sulla sua persona». Così Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno. 13 Così un giorno avvenne che, mentre i suoi figli e le sue figlie mangiavano e bevevano vino in casa del loro fratello maggiore, giunse da Giobbe un messaggero a dirgli: 14 «I buoi stavano arando e le asine pascolavano nelle vicinanze, 15 quando i Sabei sono piombati loro addosso, e li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i servi. Io solo sono scampato per venire a dirtelo». 16 Egli stava ancora parlando, quando giunse un altro e disse: «Il fuoco di DIO è caduto dal cielo, ha investito pecore e servi e li ha divorati. Io solo sono scampato per venire a dirtelo». 17 Egli stava ancora parlando, quando giunse un altro e disse: «I Caldei hanno formato tre bande, si sono gettati sui cammelli e li hanno portati via, e hanno passato a fil di spada i servi. Io solo sono scampato per venire a dirtelo». 18 Egli stava ancora parlando, quando giunse un altro e disse: «I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del loro fratello maggiore, 19 quand'ecco un vento impetuoso, venuto dal deserto, ha investito i quattro angoli della casa che è caduta sui giovani, ed essi sono morti. Io solo sono scampato per venire a dirtelo». 20 Allora Giobbe si alzò, si stracciò il suo mantello e si rase il capo; poi cadde a terra e adorò, 21 e disse: «Nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo vi ritornerò. L'Eterno ha dato e l'Eterno ha tolto. Sia benedetto il nome dell'Eterno». 22 In tutto questo Giobbe non peccò e non accusò DIO di alcuna ingiustizia.

Nella seconda prova Giobbe perde la sua salute
2,1 Un giorno avvenne che i figli di DIO andarono a presentarsi davanti all'Eterno, e in mezzo a loro andò anche Satana a presentarsi davanti all'Eterno. 2 L'Eterno disse a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose all'Eterno: «Dall'andare avanti e indietro sulla terra e dal percorrerla su e giù». L'Eterno disse a Satana: 3 «Hai notato il mio servo Giobbe? Poiché sulla terra non c'è nessun altro come lui, che sia integro, retto, tema DIO e fugga il male. Egli si mantiene saldo nella sua integrità, nonostante tu mi abbia istigato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo». 4 Allora Satana rispose all'Eterno e disse: «Pelle per pelle! Tutto ciò che possiede, l'uomo è disposto a darlo per la sua vita. 5 Ma stendi la tua mano e tocca le sue ossa e la sua carne e vedrai se non ti maledice in faccia». 6 L'Eterno disse a Satana: «Eccolo in tuo potere; risparmia però la sua vita». 7 Così Satana si ritirò dalla presenza dell'Eterno e colpì Giobbe di un'ulcera maligna dalla pianta dei piedi alla sommità del capo. 8 Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. 9 Allora sua moglie gli disse: «Rimani ancora fermo nella tua integrità? Maledici DIO e muori!». 10 Ma egli disse a lei: «Tu parli come parlerebbe una donna insensata. Se da DIO accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare anche il male?». In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra. 11 Quando tre amici di Giobbe vennero a sapere di tutte queste sciagure che si erano abbattute su di lui, vennero ciascuno dal suo paese, Elifaz di Teman, Bildad di Shuah e Tsofar di Naamath; essi infatti si erano messi d'accordo per venire a fargli le condoglianze e a consolarlo. 12 Alzarono gli occhi da lontano ma non lo poterono riconoscere; allora si misero a piangere a gran voce, e ognuno si stracciò le vesti e si cosparse il capo di polvere gettandola verso il cielo. 13 Poi si sedettero accanto a lui per sette giorni e sette notti, e nessuno gli rivolse una sola parola, perché vedevano che il suo dolore era molto grande.

Il lamento di Giobbe
3,1 Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il giorno della sua nascita. 2 Così Giobbe prese la parola e disse: 3 «Perisca il giorno in cui nacqui e la notte che disse: "È stato concepito un maschio!". 4 Quel giorno sia tenebre, non se ne curi Dio dall'alto, né splenda su di esso la luce! 5 Se lo riprendano le tenebre e l'ombra di morte, si posi su di esso una nube, la tempesta del giorno lo spaventi! 6 Quella notte se la prenda l'oscurità, non sia inclusa nei giorni dell'anno, non entri nel conto dei mesi! 7 Sì, quella notte sia notte sterile, non penetri in essa alcun grido di gioia. 8 La maledicano quelli che maledicono il giorno, quelli esperti nell'evocare Leviathan. 9 Si oscurino le stelle del suo crepuscolo, aspetti la luce, ma non ne abbia alcuna e non veda lo spuntar del giorno, 10 perché non chiuse la porta del grembo di mia madre e non celò il dolore ai miei occhi. 11 Perché non sono morto nel grembo di mia madre? Perché non spirai appena uscito dal suo ventre? 12 Perché mai mi hanno accolto le ginocchia, e le mammelle per poppare? 13 Sì, ora giacerei tranquillo, dormirei e avrei riposo, 14 insieme ai re e ai consiglieri della terra, che si sono costruiti rovine desolate, 15 o insieme ai principi che possedevano oro o che riempirono d'argento i loro palazzi. 16 O perché non sono stato come un aborto nascosto, come bimbi che non hanno mai visto la luce? 17 Laggiù i malvagi smettono di tormentare, laggiù riposano gli stanchi. 18 Laggiù i prigionieri stanno tranquilli insieme, senza più sentire la voce dell'aguzzino. 19 Laggiù ci sono piccoli e grandi, e lo schiavo è libero dal suo padrone. 20 Perché dar la luce all'infelice e la vita a chi ha l'anima nell'amarezza, 21 i quali aspettano la morte che non viene, e la ricercano più dei tesori nascosti; 22 si rallegrano grandemente ed esultano quando trovano la tomba? 23 Perché dar la luce a un uomo la cui via è nascosta, e che Dio ha rinchiuso da ogni parte? 24 Invece che prender cibo io sospiro, e i miei gemiti sgorgano come acqua. 25 Poiché quel che grandemente temo mi piomba addosso, e ciò che mi spaventa mi succede. 26 Non ho tranquillità, non ho quiete, non ho riposo, ma mi assale l'agitazione».

Primo discorso di Elifaz: gli innocenti non soffrono
4,1 Allora Elifaz di Teman rispose e disse: 2 «Se qualcuno provasse a parlarti, ti darebbe fastidio? Ma chi potrebbe trattenere le parole? 3 Ecco tu ne hai ammaestrati molti e hai fortificato le mani stanche; 4 le tue parole hanno sorretto i vacillanti, e hai rinfrancato le ginocchia che si piegavano. 5 Ma ora che il male succede a te, vieni meno; ha colpito te, e sei tutto smarrito. 6 La tua pietà non è forse la tua fiducia, e l'integrità della tua condotta, la tua speranza? 7 Ricorda: quale innocente è mai perito, e quando mai furono distrutti gli uomini retti? 8 Come io stesso ho visto, quelli che arano iniquità e seminano guai, ne raccolgono i frutti. 9 Al soffio di Dio periscono, dal vento della sua ira sono consumati. 10 Il ruggito del leone, la voce del leone feroce e i denti dei leoncelli sono spezzati. 11 Il leone trova la morte per mancanza di preda, e i piccoli della leonessa sono dispersi. 12 Una parola mi è furtivamente giunta, e il mio orecchio ne ha colto il sussurro. 13 Fra i pensieri delle visioni notturne, quando un sonno profondo cade sui mortali, 14 uno spavento mi prese e un fremito che fece tremare tutte le mie ossa. 15 Uno spirito mi passò davanti, e i peli del mio corpo si rizzarono. 16 Si fermò, ma non potei riconoscere il suo aspetto; una figura mi stava davanti agli occhi; c'era silenzio, poi udii una voce che diceva: 17 "Può un mortale essere più giusto di Dio? Può un uomo essere più puro del suo Fattore? 18 Ecco, egli non si fida neppure dei suoi servi, e riscontra difetti persino nei suoi angeli; 19 quanto più in quelli che abitano in case di argilla, il cui fondamento è nella polvere, e sono schiacciati come una tarma. 20 Dalla mattina alla sera sono distrutti; periscono per sempre, senza che nessuno ci badi. 21 La corda della loro tenda non viene forse strappata? Essi muoiono, ma senza sapienza"».

Invito ad affidarsi a Dio e a non disprezzare la sua correzione
5,1 «Grida pure! C'è forse qualcuno che ti risponde? A chi tra i santi ti rivolgerai? 2 L'ira infatti uccide lo stolto, e la gelosia fa morire lo sciocco. 3 Ho visto lo stolto mettere radici, ma ben presto ho maledetto la sua dimora. 4 I suoi figli non hanno alcuna sicurezza, sono oppressi alla porta, e non c'è alcuno che li difenda. 5 L'affamato divora la sua messe, gliela porta via anche tra le spine, e un laccio ne divora i beni. 6 Poiché la malvagità non esce fuori dalla polvere, e la fatica non germoglia dalla terra; 7 ma l'uomo nasce per soffrire, come la favilla per volare in alto. 8 Io però cercherei Dio, e a Dio affiderei la mia causa, 9 a lui, che fa cose grandi e imperscrutabili, meraviglie senza numero, 10 che dà la pioggia sulla terra e manda le acque sui campi; 11 innalza gli umili e mette al sicuro in alto gli afflitti. 12 Rende vani i disegni degli scaltri, e così le loro mani non possono eseguire i loro piani; 13 prende i savi nella loro astuzia, e il consiglio dei disonesti va presto in fumo. 14 Di giorno essi incappano nelle tenebre, in pieno mezzodì brancolano come di notte; 15 ma Dio salva il bisognoso dalla spada, dalla bocca dei potenti e dalle loro mani. 16 Così c'è speranza per il misero, ma l'ingiustizia chiude la sua bocca. 17 Ecco, beato l'uomo che Dio castiga; perciò tu non disprezzare la correzione dell'Onnipotente; 18 poiché egli fa la piaga, ma poi la fascia, ferisce, ma le sue mani guariscono. 19 In sei sventure egli ti libererà, sì, in sette il male non ti toccherà. 20 In tempo di carestia ti scamperà dalla morte, in tempo di guerra dalla forza della spada. 21 Sarai sottratto al flagello della lingua, non temerai quando verrà la distruzione. 22 Riderai della distruzione e della carestia, e non avrai paura delle belve della terra; 23 poiché avrai un patto con le pietre del suolo, e le bestie dei campi saranno in pace con te. 24 Saprai che la tua tenda è al sicuro; visiterai i tuoi pascoli e troverai che nulla manca. 25 Ti renderai conto che i tuoi discendenti sono numerosi, e i tuoi rampolli come l'erba dei campi. 26 Scenderai nella tomba in età avanzata, come nella sua stagione si raduna un mucchio di covoni. 27 Ecco ciò che abbiamo trovato; è così. Ascoltalo e fanne profitto».

Prima risposta di Giobbe: gli amici non gli sono per nulla di aiuto
6,1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Ah, se il mio dolore fosse interamente pesato, e la mia sventura si mettesse insieme sulla bilancia, 3 sarebbe certamente più pesante della sabbia del mare! Per questo le mie parole sono state sconsiderate. 4 Poiché le frecce dell'Onnipotente sono dentro di me, il mio spirito ne beve il veleno; i terrori di Dio sono schierati contro di me. 5 L'asino selvatico raglia forse di fronte all'erba, o muggisce il bue davanti al suo foraggio? 6 Si mangia forse un cibo insipido senza sale, o c'è qualche gusto nel chiaro d'uovo? 7 La mia anima rifiuta di toccare simili cose, esse sono per me come un cibo ripugnante. 8 Oh, potessi avere ciò che chiedo, e Dio mi concedesse ciò che spero! 9 Volesse Dio schiacciarmi, stendere la sua mano e distruggermi! 10 Ho tuttavia questa consolazione ed esulto nei dolori che non mi risparmiano, perché non ho nascosto le parole del Santo. 11 Qual è la mia forza, perché possa ancora sperare, e qual è la mia fine, perché debba prolungare la mia vita? 12 La mia forza è forse quella delle pietre, o la mia carne di bronzo? 13 Non è il mio aiuto dentro di me, e la sapienza allontanata da me? 14 A colui che è afflitto, l'amico dovrebbe mostrare clemenza, anche se egli dovesse abbandonare il timore dell'Onnipotente. 15 Ma i miei fratelli mi hanno deluso come un torrente, come l'acqua dei torrenti che svaniscono. 16 S'intorbidiscono a motivo del ghiaccio, e in essi la neve si nasconde, 17 ma nella stagione calda svaniscono; con il calore estivo scompaiono dal loro posto. 18 Il percorso del loro cammino devia, si inoltrano nel deserto e si dissolvono. 19 Le carovane di Tema li cercano attentamente, i viandanti di Sceba sperano in essi, 20 ma rimangono delusi nonostante la loro aspettativa; quando vi giungono rimangono confusi. 21 Ora per me voi siete lo stesso, vedete il mio sgomento e avete paura. 22 Vi ho forse detto: "Datemi qualcosa", o "fatemi un regalo preso dai vostri beni", 23 o "liberatemi dalle mani del nemico", o "riscattatemi dalle mani dei violenti"? 24 Istruitemi, starò in silenzio; fatemi capire in che cosa ho sbagliato. 25 Quanto sono efficaci le parole rette! Ma che cosa provano i vostri argomenti? 26 Intendete forse censurare le mie parole e i discorsi di un disperato, che sono come il vento? 27 Voi gettereste la sorte anche su un orfano e scavereste una fossa per il vostro amico. 28 Ma ora degnatevi di guardarmi, perché non mentirò davanti a voi. 29 Ricredetevi, vi prego, non si faccia ingiustizia! Sì, ricredetevi, perché c'è di mezzo la mia giustizia. 30 C'è forse iniquità sulla mia lingua o il mio palato non distingue più le sventure?».

Giobbe si lamenta con Dio delle sue svariate prove
7,1 «Non compie forse un duro lavoro l'uomo sulla terra, e i suoi giorni non sono come i giorni di un bracciante? 2 Come lo schiavo sospira l'ombra e come il bracciante aspetta il suo salario, 3 così a me sono toccati in sorte mesi di calamità e mi sono state assegnate notti di dolore. 4 Appena mi corico, dico: "Quando mi alzerò?". Ma la notte si prolunga e sono continuamente agitato fino all'alba. 5 La mia carne è coperta di vermi e di zolle di terra, la mia pelle si screpola ed è ripugnante. 6 I miei giorni sono più veloci di una spola da tessitore e si consumano senza speranza. 7 Ricordati che la mia vita è un soffio; il mio occhio non vedrà più il bene. 8 L'occhio di chi mi vede non mi scorgerà più; i tuoi occhi saranno su di me, ma io non sarò più. 9 Come una nuvola svanisce e si dilegua, così chi scende nello Sceol non risale più; 10 non tornerà più nella sua casa, e la sua dimora non lo riconoscerà più. 11 Perciò non terrò chiusa la bocca; parlerò nell'angoscia del mio spirito, mi lamenterò nell'amarezza della mia anima. 12 Sono io forse il mare o un mostro marino che tu mi faccia sorvegliare da una guardia? 13 Quando dico: "Il mio letto mi darà sollievo, il mio giaciglio allevierà il mio dolore", 14 tu mi spaventi con sogni e mi atterrisci con visioni; 15 così l'anima mia preferisce soffocare e morire piuttosto che questa vita. 16 Mi disfaccio; non vivrò per sempre; lasciami stare; i giorni miei non sono che un soffio. 17 Che cosa è l'uomo perché tu lo renda grande e presti a lui attenzione, 18 e lo visiti ogni mattina mettendolo alla prova ad ogni istante? 19 Quando distoglierai il tuo sguardo da me, e mi lascerai inghiottire la mia saliva? 20 Se ho peccato, che cosa ti ho fatto, o guardiano degli uomini? Perché mi hai fatto il tuo bersaglio, al punto di essere divenuto un peso a me stesso? 21 Perché non perdoni le mie trasgressioni e non passi sopra la mia iniquità? Perché presto giacerò nella polvere; tu mi cercherai, ma io non sarò più».

Primo discorso di Bildad: il dolore è conseguenza del peccato
8,1 Allora Bildad di Shuah rispose e disse: 2 «Fino a quando parlerai in questo modo, e le parole della tua bocca saranno come un vento impetuoso? 3 Può Dio distorcere il giudizio, e l'Onnipotente sovvertire la giustizia? 4 Se i tuoi figli hanno peccato contro di lui, egli li ha abbandonati in balìa del loro misfatto. 5 Ma se tu ricerchi Dio e supplichi l'Onnipotente, 6 se sei puro e integro, certamente egli sorgerà in tuo favore e ristabilirà la dimora della tua giustizia. 7 Anche se la tua condizione passata è stata ben piccola cosa, 8 il tuo futuro sarà grande. Interroga quindi le generazioni passate e considera le cose scoperte dai loro padri; 9 noi infatti siamo di ieri e non sappiamo nulla, perché i nostri giorni sulla terra sono come un'ombra. 10 Non ti insegneranno forse essi e non ti parleranno, traendo parole dal loro cuore? 11 Può il papiro crescere fuori della palude, e il giunco svilupparsi senz'acqua? 12 Mentre è ancora verde e senza essere tagliato, si secca prima di ogni altra erba. 13 Tali sono le vie di tutti quelli che dimenticano Dio; così la speranza dell'empio perirà. 14 La sua fiducia sarà troncata e la sua sicurezza è come una tela di ragno. 15 Egli si appoggia alla sua casa, ma essa non regge; vi si aggrappa, ma essa non tiene. 16 Egli è tutto verdeggiante al sole e i suoi rami si protendono sul suo giardino; 17 le sue radici si intrecciano intorno a un mucchio di pietre, e penetra fra le pietre della casa. 18 Ma se è strappato dal suo luogo, questo lo rinnega, dicendo: "Non ti ho mai visto!". 19 Ecco, questa è la gioia del suo modo di vivere, mentre altri spunteranno dalla polvere. 20 Ecco, Dio non rigetta l'uomo integro né presta aiuto ai malfattori. 21 Egli renderà ancora il sorriso alla tua bocca, e alle tue labbra canti di gioia. 22 Quelli che ti odiano saranno coperti di vergogna, e la tenda degli empi sparirà».

Seconda risposta di Giobbe: è inutile discutere con Dio
9,1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Sì, io so che è così, ma come può un uomo essere giusto davanti a Dio? 3 Se uno volesse disputare con lui, non potrebbe rispondergli una volta su mille. 4 Dio è saggio di cuore e potente per la forza; chi mai si è indurito contro di lui e ha prosperato? 5 Egli sposta le montagne senza che se ne avvedano, quando nella sua ira le sconvolge. 6 Egli scuote la terra dal suo posto, e le sue colonne tremano. 7 Comanda al sole, ed esso non sorge, e mette un sigillo alle stelle. 8 Da solo dispiega i cieli e cammina sulle alte onde del mare. 9 Ha fatto l'Orsa e l'Orione, le Pleiadi e le regioni del sud. 10 Egli fa cose grandi e imperscrutabili, sì, meraviglie senza numero 11 Ecco, mi passa vicino e non lo vedo, passa oltre e non me ne accorgo. 12 Ecco, afferra la preda, e chi gliela può riprendere? Chi può dirgli: "Che cosa fai?". 13 Dio non ritira la sua collera; sotto di lui si curvano gli aiutanti di Rahab. 14 Come dunque potrei io rispondergli e scegliere le mie parole per discutere con lui? 15 Anche se avessi ragione, non potrei rispondergli, ma chiederei grazia al mio giudice. 16 Se io lo invocassi ed egli mi rispondesse, non potrei ancora credere che ha ascoltato la mia voce, 17 lui, che mi colpisce con la tempesta, e moltiplica le mie ferite senza motivo. 18 Non mi lascia riprendere fiato, anzi mi sazia di amarezze. 19 Se si tratta di forza, ecco, egli è potente; se di giudizio, chi mi fisserà un giorno per comparire? 20 Anche se fossi giusto, il mio stesso parlare mi condannerebbe; anche se fossi integro, egli proverebbe che sono perverso. 21 Sono integro, ma non ho alcuna stima di me stesso e disprezzo la mia vita. 22 È la stessa cosa; perciò dico: "Egli distrugge l'integro e il malvagio". 23 Se un flagello semina improvvisamente la morte, egli ride della sofferenza degli innocenti. 24 La terra è data in balìa dei malvagi; egli vela gli occhi ai giudici di essa; se non è lui, chi potrebbe dunque essere? 25 Ora i miei giorni passano più veloci di un corridore, fuggono via senza vedere alcun bene. 26 Passano rapidi come navi di giunchi, come l'aquila che piomba sulla preda. 27 Se dico: "Voglio dimenticare il mio lamento, deporre il mio aspetto triste e mostrarmi contento", 28 mi spavento per tutti i miei dolori; so bene che non mi riterrai innocente. 29 Se sono già stato condannato, perché affaticarmi invano? 30 Anche se mi lavassi con la neve e pulissi le mie mani con la soda, 31 tu mi getteresti nel fango di una fossa, le mie stesse vesti mi avrebbero in orrore. 32 Egli infatti non è un uomo come me, a cui possa rispondere e che possiamo comparire in giudizio assieme. 33 Non c'è alcun arbitro fra noi, che ponga la mano su tutti e due. 34 Allontani da me la sua verga, e il suo terrore non mi spaventi. 35 Allora potrò parlare senza temerlo, perché non sono così con me stesso».

Giobbe osa argomentare con Dio
10,1 «Sono nauseato della mia vita; darò libero sfogo al mio lamento, parlando nell'amarezza dell'anima mia! 2 Dirò a Dio: "Non condannarmi! Fammi sapere perché contendi con me. 3 Ti par bene opprimere, disprezzare l'opera delle tue mani e mostrarti favorevole ai disegni dei malvagi? 4 Hai tu occhi di carne, o vedi anche tu come vede l'uomo? 5 Sono forse i tuoi giorni come i giorni di un mortale, i tuoi anni come i giorni di un uomo, 6 perché tu debba indagare sulla mia colpa e andare in cerca del mio peccato, 7 pur sapendo che non sono colpevole e che non c'è nessuno che mi può liberare dalla tua mano? 8 Le tue mani mi hanno fatto e plasmato tutt'insieme, ma ora vorresti distruggermi. 9 Ricordati, ti prego, che mi hai plasmato come argilla, e che mi farai ritornare in polvere! 10 Non mi hai forse versato come il latte, e fatto coagulare come il formaggio? 11 Tu mi hai rivestito di pelle e di carne, e mi hai intessuto di ossa e di nervi. 12 Mi hai concesso vita e benevolenza, e la tua provvidenza ha vegliato sul mio spirito, 13 ma nascondevi queste cose nel tuo cuore; ora so che pensavi questo. 14 Se pecco, tu mi tieni d'occhio e non mi lasci impunito della mia colpa. 15 Se sono malvagio, guai a me! Anche se fossi giusto, non oserei alzare il capo, sazio come sono d'ignominia e vedendo la mia miseria. 16 Se alzo il capo, tu mi dai la caccia come un leone, compiendo nuovamente meraviglie contro di me. 17 Tu rinnovi i tuoi testimoni contro di me, accresci la tua ira contro di me e truppe sempre fresche mi assalgono. 18 Perché dunque mi hai fatto uscire dal grembo? Fossi morto, senza che alcun occhio mi avesse visto! 19 Sarei stato come se non fossi mai esistito, portato dal grembo alla tomba. 20 Non sono forse pochi i miei giorni? Smettila dunque, lasciami stare, perché possa riprendermi un po', 21 prima che me ne vada per non tornare più, verso la terra di tenebre e di ombra di morte, 22 terra di oscurità e di grandi tenebre, di ombra di morte e senza alcun ordine, dove persino la luce è come le tenebre"».

Primo discorso di Zofa: Dio trascende la conoscenza dell'uomo. Invito a Giobbe a ravvedersi
11,1 Allora Zofar di Naamath rispose e disse: 2 «Una tale moltitudine di parole rimarrà senza risposta? Dovrà un uomo di tante parole aver ragione? 3 Le tue chiacchiere faranno tacere la gente? Ti farai beffe senza che alcuno ti svergogni? 4 Tu hai detto: "La mia dottrina è pura e sono ineccepibile davanti a te". 5 Ma se Dio volesse parlare e aprisse le sue labbra contro di te, 6 per rivelarti i segreti della sapienza, perché la vera sapienza è multiforme, allora sapresti che Dio dimentica parte della tua colpa. 7 Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? Puoi tu penetrare la perfezione dell'Onnipotente? 8 Sono più alte del cielo: che cosa puoi fare? Sono più profonde dello Sceol: che cosa puoi sapere? 9 La loro misura è più lunga della terra e più larga del mare. 10 Se Dio passa, imprigiona e riunisce in giudizio, chi glielo può impedire? 11 Poiché egli conosce gli uomini falsi; vede l'iniquità e l'osserva. 12 L'uomo stolto diventerà savio, quando il puledro di un onagro diventerà uomo. 13 Se tu disponi il tuo cuore e stendi verso di lui le tue mani, 14 se allontani l'iniquità che è nelle tue mani e non permetti alla perversità di abitare nelle tue tende, 15 allora potrai alzare la tua fronte senza macchia, starai saldo e non avrai paura, 16 perché dimenticherai i tuoi affanni, li ricorderai come acqua passata; 17 la tua vita sarà più luminosa del mezzodì, anche l'oscurità per te sarebbe come il mattino. 18 Sarai sicuro perché c'è speranza; ti guarderai attorno e riposerai al sicuro. 19 Ti coricherai senza che nessuno ti spaventi, e molti cercheranno il tuo favore. 20 Ma gli occhi degli empi verranno meno; ogni scampo verrà loro a mancare, e la loro speranza sarà l'ultimo respiro».

Terza risposta di Giobbe: egli dice ai suoi amici che solo Dio ha conoscenza
12,1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Senza dubbio voi siete gente saggia, e la sapienza morirà con voi. 3 Ma ho anch'io intendimento come voi, e non sono da meno di voi; inoltre chi ignora cose come queste? 4 Sono diventato lo zimbello dei miei amici; io, a cui Dio rispondeva, quando lo invocavo; il giusto, l'integro è messo in ridicolo. 5 Una lampada, disprezzata nei pensieri di quelli che vivono negli agi, è preparata per coloro i cui piedi vacillano. 6 Sono invece tranquille le tende dei ladroni, e sono al sicuro quelli che provocano Dio e quelli che fanno della propria forza un dio. 7 Ma interroga ora le bestie e ti istruiranno, gli uccelli del cielo e te lo diranno; 8 o parla alla terra, ed essa ti istruirà, e i pesci del mare te lo racconteranno. 9 Fra tutte queste creature chi non sa che la mano dell'Eterno ha fatto questo? 10 Egli ha nelle sue mani la vita di ogni cosa vivente e lo spirito di ogni essere umano. 11 L'orecchio non esamina forse le parole, come il palato assapora i cibi? 12 Nei vecchi si trova la sapienza, e lunghezza di giorni conferisce intendimento. 13 Ma in lui risiedono la sapienza e la forza, a lui appartengono il consiglio e l'intendimento. 14 Ecco, se egli distrugge, nessuno può ricostruire; se imprigiona qualcuno, nessuno gli può aprire. 15 Se trattiene le acque, tutto inaridisce; se le lascia andare, sconvolgono la terra. 16 Egli possiede forza e sapienza; da lui dipendono chi è ingannato e chi inganna. 17 Egli fa camminare scalzi i consiglieri, rende stolti i giudici. 18 Scioglie i legami imposti dai re e cinge i loro lombi, con una cintura. 19 Fa camminare scalzi i sacerdoti e rovescia i potenti. 20 Toglie la parola a quelli in cui si pone fiducia e priva di intendimento i vecchi. 21 Versa il disprezzo sui nobili, e allenta la cintura ai forti. 22 Palesa le cose profonde nascoste nelle tenebre, e porta alla luce l'ombra di morte. 23 Rende grandi le nazioni e poi le distrugge, estende le nazioni e poi le porta in esilio. 24 Toglie il senno ai capi della terra e li fa vagare in solitudini senza strade. 25 Brancolano nelle tenebre senza luce, e li fa barcollare come ubriachi».

Giobbe supplica Dio di parlargli
13,1 «Ecco, tutto questo il mio occhio l'ha visto, e il mio orecchio l'ha udito e l'ha compreso. 2 Quel che voi sapete lo so anch'io; non sono da meno di voi. 3 Ma vorrei parlare all'Onnipotente, avrei piacere di discutere con Dio; 4 perché voi siete dei fabbricanti di menzogne, siete tutti medici da nulla. 5 Oh, se taceste del tutto, questo sarebbe la vostra sapienza. 6 Ascoltate ora la mia difesa e fate attenzione alle dichiarazioni delle mie labbra. 7 Volete forse parlare iniquamente in difesa di Dio e parlare in suo favore con inganno? 8 Vorreste usare parzialità con lui o patrocinare una causa per Dio? 9 Sarebbe bene per voi se egli vi scrutasse, o vi beffate di lui come ci si beffa di un uomo? 10 Certamente egli vi riprenderà, se in segreto usate parzialità. 11 La sua maestà non vi incuterà forse paura e il suo terrore non piomberà su di voi? 12 I vostri detti memorandi sono massime di cenere, i vostri migliori argomenti non sono che argomenti d'argilla. 13 Tacete e lasciate parlare me, e mi avvenga poi quel che vuole. 14 Perché dovrei tenere la mia carne con i denti, e mettere la mia vita nelle mie mani? 15 Ecco, egli mi ucciderà, non ho più speranza; tuttavia difenderò in faccia a lui la mia condotta. 16 Egli sarà anche la mia salvezza, perché un empio non ardirebbe presentarsi a lui. 17 Ascoltate attentamente il mio discorso e le mie dichiarazioni con i vostri orecchi. 18 Ecco, io ho preparato la mia causa; so che sarò riconosciuto giusto. 19 Chi vuole dunque contendere con me? Perché allora tacerei e morirei. 20 Soltanto non fare due cose con me, e non mi nasconderò dalla tua presenza: 21 ritira da me la tua mano, e il tuo terrore non mi spaventi più. 22 Poi chiamami pure e io risponderò, oppure parlerò io e tu risponderai. 23 Quante sono le mie colpe e i miei peccati? Fammi conoscere la mia trasgressione e il mio peccato! 24 Perché nascondi il tuo volto e mi consideri come un tuo nemico? 25 Vuoi forse spaventare una foglia sospinta qua e là e dar la caccia a della paglia secca? 26 Perché tu scrivi contro di me cose amare e mi fai pesare l'eredità delle colpe della mia giovinezza? 27 Tu metti i miei piedi nei ceppi e osservi attentamente le mie vie; tu stabilisci un limite per la pianta dei miei piedi. 28 Intanto il mio corpo si disfa come un oggetto rotto, come un vestito corroso dalle tarme».

Giobbe si rammarica che l'uomo abbia solo una vita
14,1 «L'uomo nato da donna vive pochi giorni ed è pieno di inquietudini. 2 Spunta come un fiore, poi è reciso; fugge come un'ombra e non dura. 3 Sopra un tale essere tu tieni gli occhi aperti, e mi fai comparire in giudizio con te. 4 Chi può trarre una cosa pura da una impura? Nessuno. 5 Poiché i suoi giorni sono fissati, il numero dei suoi mesi dipende da te, e tu gli hai posto dei limiti che non può oltrepassare; 6 distogli da lui lo sguardo e lascialo stare, finché abbia terminato la sua giornata come un bracciante. 7 Almeno per l'albero c'è speranza; se è tagliato, cresce nuovamente e continua a mettere germoglio. 8 Anche se la sua radice invecchia sotto terra e il suo tronco muore nel suolo, 9 al sentore dell'acqua germoglia nuovamente e mette rami come una pianta. 10 L'uomo invece muore e rimane atterrato; quando egli esala l'ultimo respiro, dov'è mai? 11 Possono venir meno le acque nel mare e un fiume prosciugarsi e seccare, 12 ma l'uomo che giace non si rialza più; finché non vi siano più cieli, non si risveglierà né più si desterà dal suo sonno. 13 Oh, volessi tu nascondermi nello Sceol, occultarmi finché la tua ira sia passata, fissarmi un termine e ricordarti di me! 14 Se l'uomo muore, può ancora tornare in vita? Aspetterei tutti i giorni del mio duro servizio, finché giungesse l'ora del mio cambiamento. 15 Mi chiameresti e io risponderei; tu avresti un grande desiderio per l'opera delle tue mani. 16 Allora tu conteresti i miei passi, ma non osserveresti i miei peccati; 17 sigilleresti il mio peccato in un sacco e copriresti la mia colpa. 18 Ma come una montagna cade e si sgretola e come una rupe è rimossa dal suo posto; 19 come le acque corrodono le pietre e come le alluvioni portano via il suolo della terra, così tu distruggi la speranza dell'uomo. 20 Tu lo sopraffai per sempre, ed egli se ne va; tu sfiguri il suo volto e lo cacci via. 21 Se i suoi figli sono onorati, egli non lo sa; se sono disprezzati, egli non lo nota. 22 Egli sente solamente il grande dolore della sua carne e si affligge per se stesso».

Secondo discorso di Elifaz: Giobbe è presuntuoso
15,1 Allora Elifaz di Teman rispose e disse: 2 «Un uomo saggio risponde forse con una conoscenza vana, e si riempie di vento orientale? 3 Discute forse con discorsi inutili e con parole che non servono a nulla? 4 Sì, tu abolisci la pietà ed elimini la preghiera davanti a Dio. 5 Poiché il tuo misfatto ti suggerisce le parole e scegli il linguaggio degli astuti. 6 Non io, ma la tua stessa bocca ti condanna e le tue stesse labbra testimoniano contro di te. 7 Sei tu forse il primo uomo che è nato, o sei stato formato prima dei colli? 8 Hai tu udito il segreto consiglio di Dio o possiedi tu solo la sapienza? 9 Che cosa sai tu che noi non sappiamo, o che cosa comprendi che non sia inteso anche da noi? 10 Tra di noi ci sono uomini canuti e vecchi, più attempati di tuo padre. 11 Ti sembrano poca cosa le consolazioni di Dio e le dolci parole a te rivolte? 12 Perché mai ti porta via il cuore, e perché i tuoi occhi lampeggiano, 13 volgendo la tua collera contro Dio e lasciando uscire dalla tua bocca tali parole?».

Ciò che Elifaz ha visto nella vita
14 «Che cos'è l'uomo da ritenersi puro, e il nato di donna per essere giusto? 15 Ecco, Dio non si fida neppure dei suoi santi e i cieli non sono puri ai suoi occhi; 16 quanto meno un essere abominevole e corrotto, l'uomo, che beve l'iniquità come acqua! 17 Voglio parlarti, ascoltami; ti racconterò ciò che ho visto, 18 ciò che i saggi riferiscono senza celare nulla di ciò che hanno udito dai loro padri, 19 ai quali soli fu concesso questo paese e senza che nessun straniero fosse passato in mezzo a loro. 20 Il malvagio soffre dolori tutta la sua vita, e sono numerati gli anni riservati al tiranno. 21 Rumori spaventosi giungono ai suoi orecchi, e nella prosperità gli piomba addosso il distruttore. 22 Non ha speranza di far ritorno dalle tenebre, e la spada lo aspetta. 23 Va errando in cerca di pane; ma dove trovarne? Egli sa che il giorno di tenebre è preparato al suo fianco. 24 Avversità e angoscia lo spaventano, l'assalgono come un re pronto alla battaglia, 25 perché ha steso la sua mano contro Dio, ha sfidato l'Onnipotente, 26 lanciandosi ostinatamente contro di lui con i suoi forti scudi ornati di borchie. 27 Anche se la sua faccia è coperta di grasso, e i suoi fianchi sono rigonfi di pinguedine; 28 egli abita in città desolate, in case disabitate, destinate a diventare mucchi di rovine. 29 Egli non si arricchirà e la sua fortuna non durerà, né i suoi averi si estenderanno sulla terra. 30 Non riuscirà a liberarsi dalle tenebre, la fiamma farà seccare i suoi germogli, e sarà portato via dal soffio della sua bocca. 31 Non confidi nella vanità, ingannando se stesso, perché la vanità sarà la sua ricompensa. 32 Si compirà prima del tempo, e i suoi rami non rinverdiranno più. 33 Sarà come una vite da cui si strappa l'uva ancora acerba, come l'ulivo da cui si scuote il fiore. 34 Poiché la famiglia degli ipocriti sarà sterile, e il fuoco divorerà le tende dell'uomo venale. 35 Essi concepiscono iniquità e partoriscono rovina; e il loro seno cova l'inganno».

Quarta risposta di Giobbe: i suoi amici sono consolatori molesti. Dio l'ha ridotto allo stremo
16,1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Di cose come queste ne ho udite tante! Siete tutti dei consolatori molesti! 3 Quando finiranno i vostri discorsi vuoti? O che cosa ti spinge a rispondere? 4 Anch'io potrei parlare come voi, se foste al mio posto; potrei mettere assieme parole contro di voi scuotendo il mio capo contro di voi. 5 Ma vi incoraggerei con la mia bocca e il conforto delle mie labbra allevierebbe il vostro dolore. 6 Se parlo il mio dolore non è alleviato; se cesso di parlare, che sollievo ne ho? 7 Ora però egli mi ha ridotto allo stremo delle forze. Tu hai devastato l'intera mia famiglia; 8 mi hai coperto di rughe e questo testimonia contro di me, la mia magrezza si leva e testimonia contro di me. 9 La sua ira mi dilania e mi perseguita, digrigna i denti contro di me. Il mio nemico aguzza il suo sguardo su di me. 10 Spalancando la loro bocca contro di me, mi percuotono con disprezzo sulle guance, si radunano assieme contro di me. 11 Dio mi ha dato in balìa degli empi, mi ha consegnato nelle mani dei malvagi. 12 Vivevo tranquillo ma egli mi ha distrutto, mi ha preso per il collo e mi ha fatto a pezzi, e ha fatto di me il suo bersaglio. 13 I suoi arcieri mi circondano da ogni parte, mi trafigge i reni senza pietà, versa a terra il mio fiele. 14 Egli mi assale ripetutamente con violenza, mi si avventa contro come un guerriero. 15 Ho cucito un cilicio sulla mia pelle, ho abbassato la mia fronte nella polvere. 16 Il mio viso è rosso per il pianto, e sulle mie palpebre si posa l'ombra di morte, 17 anche se non c'è alcuna violenza nelle mie mani e la mia preghiera è pura. 18 O terra, non coprire il mio sangue, e il mio grido non trovi alcun luogo di riposo. 19 Già fin d'ora, ecco, il mio testimone è in cielo, il mio garante è in alto. 20 I miei amici mi deridono, ma i miei occhi versano lacrime davanti a Dio. 21 Possa egli sostenere le ragioni dell'uomo presso Dio, come fa un uomo con il suo vicino. 22 Passeranno infatti pochi anni ancora, e me ne andrò quindi per una via senza più ritorno».

Giobbe dice che Dio lo ha reso la favola dei popoli
17,1 «Il mio spirito è infranto, i miei giorni si estinguono, il sepolcro mi aspetta. 2 Non sono io circondato da schernitori? Il mio occhio si sofferma sui loro insulti. 3 Dammi ora un pegno presso di te, altrimenti chi stringerebbe la mano con me come garante? 4 Poiché hai impedito alla loro mente di intendere, perciò non li farai trionfare. 5 Chi tradisce gli amici fino a depredarli, vedrà venir meno gli occhi dei suoi figli. 6 Ma egli mi ha reso la favola dei popoli, e sono divenuto uno a cui si sputa in faccia. 7 Il mio occhio si offusca per il dolore e tutte le mie membra non sono che ombra. 8 Gli uomini retti si stupiscono di questo, e l'innocente insorge contro l'empio. 9 Tuttavia il giusto rimane saldamente attaccato alla sua via, e chi ha le mani pure si fortifica sempre di più. 10 Quanto a voi tutti, ritornate, venite pure, perché tra di voi non trovo alcun saggio. 11 I miei giorni sono passati e i miei progetti sono stati stroncati, proprio quei desideri che nutrivo in cuore. 12 Costoro cambiano la notte in giorno, "la luce è vicina", dicono, a motivo delle tenebre. 13 Se aspetto lo Sceol come la mia casa, se distendo il mio giaciglio nelle tenebre, 14 se dico al sepolcro: "Tu sei mio padre", e ai vermi: "Siete mia madre e mia sorella", 15 dov'è dunque la mia speranza? Chi può scorgere alcuna speranza per me? 16 Scenderà forse alle porte dello Sceol, quando troveremo assieme riposo nella polvere?».

Secondo discorso di Bildad: egli parla della condizione e sorte del malvagio
18,1 Allora Bildad di Shuah rispose e disse: 2 «Quando porrai fine alle parole? Acquista intendimento e poi parleremo. 3 Perché siamo considerati come bestie e ritenuti spregevoli ai tuoi occhi? 4 Tu che laceri te stesso nella tua ira, dovrebbe la terra essere abbandonata per causa tua o la roccia essere rimossa dal suo posto? 5 Sì, la luce del malvagio si spegne e la fiamma del suo fuoco non brilla più. 6 La luce nella sua tenda si oscura e la sua lampada sopra di lui si estingue. 7 I suoi passi vigorosi si raccorciano e i suoi stessi disegni lo portano in rovina. 8 Poiché i suoi piedi lo spingono nella rete e andrà ad incappare in un laccio. 9 Una trappola lo afferra per il calcagno e un laccio lo trattiene saldamente. 10 Per lui c'è un laccio nascosto in terra e una trappola sul sentiero. 11 Terrori lo spaventano da ogni lato e lo incalzano ad ogni passo. 12 La sua forza viene meno per la fame e la rovina è pronta a colpirlo al suo fianco. 13 Divora pezzi della sua pelle; il primogenito della morte divora le sue membra. 14 Egli è strappato dalla sua tenda che riteneva sicura ed è condotto davanti al re degli spaventi. 15 Nella sua tenda dimora chi non è dei suoi, e sulla sua casa si sparge zolfo. 16 In basso le sue radici si seccano, e in alto i suoi rami sono recisi. 17 Il suo ricordo scompare dalla terra e non si farà più il suo nome per le strade. 18 È sospinto dalla luce nelle tenebre ed è scacciato dal mondo. 19 Non ha né figli né discendenza tra il suo popolo e nessun superstite nella sua dimora. 20 Della sua fine rimangono stupiti quelli che l'hanno seguito e sono spaventati quelli che l'hanno preceduto. 21 Proprio così sono le dimore dei malvagi, e questo è il luogo di chi non conosce Dio».

Quinta risposta di Giobbe: egli si sente schernito; tutto gli è contro
19,1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Fino a quando affliggerete la mia anima e mi opprimerete coi vostri discorsi? 3 Sono già dieci volte che mi schernite e non vi vergognate di offendermi. 4 Anche se fosse vero che ho mancato, il mio errore riguarderebbe me solo. 5 Ma se proprio volete insuperbire contro di me rimproverandomi l'oggetto della mia vergogna, 6 sappiate allora che Dio mi ha trattato ingiustamente e mi ha avvolto nelle sue reti. 7 Ecco, io grido: "Violenza!", ma non ho alcuna risposta; grido per aiuto, ma non c'è giustizia! 8 Mi ha sbarrato la strada e così non posso passare; ha sparso le tenebre sul mio cammino. 9 Mi ha spogliato del mio onore e mi ha tolto dal capo la corona. 10 Mi ha demolito da ogni lato e io me ne vado; ha sradicato come un albero la mia speranza. 11 La sua ira si è accesa contro di me e mi considera come suo nemico. 12 Le sue schiere sono venute tutte insieme e hanno costruito la loro strada contro di me, si sono accampate intorno alla mia tenda. 13 Egli ha allontanato da me i miei fratelli, e i miei conoscenti si sono interamente estraniati da me. 14 I miei parenti mi hanno abbandonato e i miei intimi amici mi hanno dimenticato. 15 I miei domestici e le mie serve mi trattano come un estraneo, ai loro occhi sono un forestiero. 16 Chiamo il mio servo, ma egli non risponde; devo supplicarlo con la mia bocca. 17 Il mio fiato è ripugnante per mia moglie, e sono nauseante ai figli del mio stesso grembo. 18 Persino i bambini mi disprezzano; se provo ad alzarmi, parlano contro di me. 19 Tutti gli amici più intimi mi hanno in orrore, e quelli che amavo si sono rivoltati contro di me. 20 Le mie ossa si attaccano alla mia pelle e alla mia carne e non mi è rimasto che la pelle dei denti. 21 Pietà di me, pietà di me, almeno voi, amici miei, perché la mano di Dio mi ha colpito. 22 Perché mi perseguitate come fa Dio e non siete mai sazi della mia carne?

Giobbe afferma che il suo Redentore vive
23 Oh, se le mie parole fossero scritte; oh, se fossero incise in un libro; 24 se fossero scolpite per sempre su una roccia con uno stilo di ferro e col piombo! 25 Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si leverà sulla terra. 26 Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, nella mia carne vedrò Dio. 27 Lo vedrò io stesso; i miei occhi lo contempleranno, e non un altro. Il mio cuore si strugge dentro di me. 28 Se dite: "Perché lo perseguitiamo?", quando la radice di questi mali si trova in me, 29 temete per voi stessi la spada, perché l'ira porta la punizione della spada, affinché sappiate che c'è un giudizio».

Secondo discorso di Zofar: il trionfo dei malvagi dura poco
20,1 Allora Zofar di Naamath rispose e disse: 2 «Per questo i miei pensieri mi spingono a rispondere, a motivo dell'agitazione che sento dentro di me. 3 Ho udito un rimprovero che mi disonora, ma il mio spirito mi spinge a rispondere in base al mio intendimento. 4 Non sai tu che da sempre, da quando l'uomo fu posto sulla terra, 5 il trionfo dei malvagi dura poco e la gioia degli empi non dura che un istante? 6 Anche se la sua grandezza giungesse fino al cielo e il suo capo toccasse le nubi, 7 perirà per sempre come il suo sterco; quelli che l'hanno visto diranno: "Dov'è?". 8 Volerà via come un sogno e non si troverà più; si dileguerà come una visione notturna. 9 L'occhio che lo guardava, non lo scorgerà più; anche la sua dimora non lo vedrà più. 10 I suoi figli cercheranno di guadagnarsi il favore dei poveri e le sue mani ristabiliranno la sua ricchezza. 11 Il vigore giovanile che gli riempiva le ossa giacerà nella polvere con lui. 12 Anche se il male è dolce nella sua bocca, se lo nasconde sotto la lingua, 13 non tollera di lasciarlo andare ma continua a tenerlo in bocca. 14 Il suo cibo però nelle sue viscere si trasforma e diventa un veleno di aspide dentro di lui. 15 Egli vomiterà le ricchezze che ha inghiottito; Dio stesso gliele farà uscire dal ventre. 16 Ha succhiato veleno di aspide, la lingua di una vipera lo ucciderà. 17 Non vedrà più corsi d'acqua torrenti che scorrono con miele e burro. 18 Restituirà ciò per cui ha faticato senza neppure ingoiarlo; non avrà alcuna gioia dai profitti del suo commercio. 19 Poiché ha oppresso e abbandonato il povero, si è impadronito con la forza di una casa che non aveva costruito. 20 Poiché la sua ingordigia non ha mai conosciuto requie, egli non salverà nulla delle cose tanto desiderate. 21 Nulla sfuggirà alla sua voracità, perciò il suo benessere non durerà. 22 Nel colmo della sua abbondanza si troverà in strettezze; la mano di tutti quelli che soffrono si leverà contro di lui. 23 Quando starà per riempire il suo ventre, Dio manderà su di lui l'ardore della sua ira, che pioverà su di lui mentre sta mangiando. 24 Egli può sfuggire a un'arma di ferro, ma lo trafiggerà un arco di bronzo. 25 Si estrae la freccia che esce dal suo corpo, la scintillante punta esce fuori dal suo fiele; i terrori lo assalgono. 26 Tenebre totali sono riservate per i suoi tesori; lo consumerà un fuoco non attizzato; quelli lasciati nella sua tenda saranno in angoscia. 27 Il cielo rivelerà la sua iniquità e la terra insorgerà contro di lui. 28 Le rendite della sua casa saranno rimosse, portate via nel giorno della sua ira. 29 Questa è la sorte che DIO riserva all'uomo malvagio, l'eredità che gli è assegnata da Dio».

Sesta risposta di Giobbe: sovente i malvagi properano
21,1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Ascoltate attentamente ciò che dico, e sia questo il conforto che mi date. 3 Abbiate pazienza con me e lasciatemi parlare e, quando avrò parlato, deridetemi pure. 4 Mi lamento forse di un uomo? E perché il mio spirito non dovrebbe rattristarsi? 5 Guardatemi e stupite, e mettetevi la mano sulla bocca. 6 Quando ci penso, ne sono spaventato, e la mia carne è presa da un tremito. 7 Perché mai vivono gli empi, e perché invecchiano ed accrescono le loro ricchezze? 8 La loro discendenza si afferma insieme ad essi sotto i loro sguardi e i loro rampolli fioriscono sotto i loro occhi. 9 Le loro case sono al sicuro, senza spaventi, e la verga di Dio non grava su di loro. 10 Il loro toro feconda e non falla, la loro vacca figlia senza abortire. 11 Mandano fuori come un gregge i loro piccoli, e i loro figli saltano. 12 Cantano al suono di timpano e di cetra e si rallegrano al suono del flauto. 13 Trascorrono nel benessere i loro giorni, poi in un momento scendono nello Sceol. 14 Eppure dicevano a Dio: "Allontanati da noi, perché non desideriamo affatto conoscere le tue vie. 15 Chi è l'Onnipotente perché dobbiamo servirlo? Che ci giova inoltre pregarlo?". 16 Ecco, la loro prosperità non sta forse nelle loro mani? Il consiglio degli empi è ben lontano da me. 17 Quante volte si spegne la lampada dei malvagi o la distruzione si abbatte su di loro, le sofferenze che Dio assegna nella sua ira? 18 Sono essi come paglia davanti al vento o come pula portata via dall'uragano? 19 Voi dite che Dio conserva la punizione dell'iniquità di uno per i suoi figli. Lo ripaghi Dio, perché egli possa capire. 20 Veda con i suoi occhi la sua distruzione e beva dell'ira dell'Onnipotente! 21 Che cosa gl'importa infatti della sua casa dopo la morte, quando il numero dei suoi mesi è compiuto? 22 Può qualcuno insegnare a Dio conoscenza, a lui che giudica quelli di lassù? 23 Uno muore nel suo pieno vigore, tutto tranquillo e sicuro; 24 ha i secchi pieni di latte e il midollo delle sue ossa è fresco. 25 Un altro invece muore con l'anima amareggiata, senza aver mai gustato il bene. 26 Ambedue giacciono insieme nella polvere e i vermi li ricoprono. 27 Ecco, io conosco i vostri pensieri e i piani con i quali mi vorreste fare violenza. 28 Infatti voi dite: "Dov'è la casa del principe, e dov'è la tenda, la dimora dei malvagi?". 29 Non avete interrogato quelli che viaggiano e non riconoscete i loro segni? 30 I malvagi infatti sono risparmiati nel giorno della distruzione e sono portati in salvo nel giorno dell'ira. 31 Chi gli rinfaccia la sua condotta e chi lo ripaga per ciò che ha fatto? 32 Egli è portato alla sepoltura e si farà la guardia sulla sua tomba. 33 Le zolle della valle gli saranno dolci; tutta la gente lo seguirà, mentre una folla immensa lo precede. 34 Come potete dunque consolarmi con parole vane, dato che dalle vostre parole non rimane che falsità?».

Terzo discorso di Elifaz, che accusa Giobbe di varie colpe e lo invita al ravvedimento
22,1 Allora Elifaz di Teman rispose e disse: 2 «Può forse l'uomo recare qualche beneficio a Dio? Certamente il saggio reca beneficio a se stesso. 3 Quale piacere ne riceve l'Onnipotente, se tu sei giusto, o quale guadagno ne ha, se la tua condotta è integra? 4 È forse per la paura che ha di te che ti castiga e viene in giudizio con te? 5 Non è piuttosto per la tua grande malvagità e per le tue innumerevoli colpe? 6 Senza motivo infatti prendevi pegni dai tuoi fratelli e spogliavi gli ignudi delle loro vesti. 7 Non davi da bere acqua allo stanco e rifiutavi il pane all'affamato. 8 La terra apparteneva all'uomo potente e vi abitava l'uomo onorato. 9 Rimandavi la vedova a mani vuote, e le braccia degli orfani erano spezzate. 10 Ecco perché sei circondato ovunque da lacci e spaventi improvvisi ti turbano, 11 oppure un'oscurità non ti permette di vedere e una piena di acque ti sommerge. 12 Non è forse Dio nell'alto dei cieli? Guarda le stelle eccelse, quanto sono alte! 13 E tu dici: "Che cosa sa Dio? Può forse giudicare attraverso dense tenebre? 14 Fitte nubi lo coprono così non può vedere, e passeggia sulla volta dei cieli". 15 Vuoi tu seguire la via antica già percorsa da uomini malvagi, 16 che furono portati via prima del tempo, e il cui fondamento fu spazzato via da un fiume in piena? 17 Essi dicevano a Dio: "Allontanati da noi! Che cosa ci può fare l'Onnipotente?". 18 Eppure Dio aveva colmato le loro case di beni. Ma io mi tengo lontano dal consiglio degli empi. 19 I giusti vedono ciò e si rallegrano, e l'innocente si fa beffe di loro: 20 sì, certo, i nostri nemici sono distrutti, e il fuoco ne divora quel che resta. 21 Riconciliati dunque con Dio e sarai al sicuro; così avrai benessere. 22 Ricevi istruzioni dalla sua bocca e riponi le sue parole nel tuo cuore. 23 Se ritorni all'Onnipotente, sarai ristabilito; se allontani dalle tue tende l'iniquità 24 e getti l'oro nella polvere e l'oro d'Ofir tra i sassi del torrente, 25 allora l'Onnipotente sarà il tuo oro, il tuo tesoro d'argento. 26 Poiché allora troverai il tuo diletto nell'Onnipotente e alzerai la faccia verso Dio. 27 Lo pregherai ed egli ti esaudirà, e tu adempirai i tuoi voti. 28 Deciderai una cosa e ti riuscirà, e sul tuo cammino splenderà la luce. 29 Quando ti umiliano, dirai: "L'innalzamento verrà". Egli soccorrerà l'umile 30 e libererà anche chi non è innocente; sì, egli sarà liberato per la purità delle tue mani».

Settima risposta di Giobbe: egli uscirà dalla prova come l'oro
23,1 Allora Giobbe rispose e disse: 2 «Anche oggi il mio lamento è doloroso; la mia mano è fiacca a motivo del mio gemito. 3 Oh, sapessi dove trovarlo, per poter arrivare fino al suo trono! 4 Esporrei la mia causa davanti a lui, riempirei la mia bocca di argomenti. 5 Saprei le parole con le quali mi risponderebbe, e capirei ciò che avrebbe da dirmi. 6 Contenderebbe egli con me con grande forza? No, invece mi presterebbe attenzione. 7 Là l'uomo retto potrebbe discutere con lui, così sarei assolto dal mio giudice per sempre. 8 Ecco, vado ad oriente, ma non c'è; ad occidente, ma non lo scorgo; 9 opera a settentrione, ma non lo vedo; si volge a mezzogiorno, ma non riesco a vederlo. 10 Ma egli conosce la strada che io prendo; se mi provasse, ne uscirei come l'oro. 11 Il mio piede ha seguito fedelmente le sue orme, mi sono tenuto sulla sua via senza deviare; 12 non mi sono allontanato dai comandamenti delle sue labbra, ho fatto tesoro delle parole della sua bocca più della mia porzione di cibo. 13 Ma egli non ha uguali, e chi mai può farlo cambiare? Ciò che egli vuole, lo fa; 14 così egli compirà ciò che ha decretato nei miei confronti e di piani come questo ne ha molti altri. 15 Perciò alla sua presenza io sono atterrito; quando considero questo, ho paura di lui. 16 Dio fa venire meno il mio cuore, l'Onnipotente mi spaventa. 17 Poiché non sono stato messo a tacere davanti alle tenebre; ed egli non ha nascosto la fitta oscurità alla mia faccia».

Dio sembra ignorare le malvagità commesse dagli empi
24,1 «Perché mai l'Onnipotente non si riserva dei tempi e quelli che lo conoscono non vedono i suoi giorni? 2 Alcuni spostano i confini, prendono a forza le greggi e le portano al pascolo; 3 portano via l'asino degli orfani e prendono in pegno il bue della vedova: 4 spingono fuori strada i bisognosi, così tutti i poveri del paese sono costretti a nascondersi. 5 Eccoli, come onagri nel deserto escono al loro lavoro di buon mattino in cerca di cibo; il deserto fornisce cibo per loro e per i loro figli. 6 Raccolgono il loro foraggio nei campi e racimolano nella vigna dell'empio. 7 Passano la notte nudi, senza vestiti, e non hanno di che coprirsi dal freddo. 8 Bagnati dagli acquazzoni dei monti, per mancanza di riparo si stringono alle rocce. 9 Altri strappano dalla mammella l'orfano e prendono pegni dai poveri. 10 Costringono il povero ad andare senza vestiti e portano via i covoni dell'affamato. 11 Fanno l'olio fra le mura degli empi, pigiano l'uva nei torchi, ma hanno sete. 12 Il gemito dei morenti sale dalla città; l'anima dei feriti implora aiuto, ma Dio non presta attenzione al male loro fatto. 13 Altri si ribellano alla luce, non conoscono le sue vie e non rimangono nei suoi sentieri. 14 L'assassino si alza sul far del giorno, per uccidere il povero e il bisognoso; nella notte invece fa come il ladro. 15 L'occhio dell'adultero aspetta il crepuscolo, pensando: "Nessuno mi vedrà", e si mette un velo sulla faccia. 16 Di notte penetrano nelle case; di giorno se ne stanno rinchiusi; non conoscono la luce. 17 Il mattino è per loro come ombra di morte, perché essi conoscono bene i terrori dell'ombra di morte. 18 Passano velocemente sulla superficie delle acque, la loro porzione è maledetta sulla terra, e nessuno entrerebbe più nelle loro vigne. 19 Come la siccità e il calore consumano le acque della neve, così fa lo Sceol con chi ha peccato. 20 Il grembo materno lo dimentica, i vermi ne mangiano con gusto e non sarà più ricordato; il malvagio sarà troncato come un albero. 21 Egli divorava la sterile che non ha figli e non faceva alcun bene alla vedova! 22 Ma Dio con la sua forza trascina via i potenti e, anche se sorgono di nuovo, nessuno può essere sicuro della vita. 23 Dà loro sicurezza, ed essi fanno affidamento su di essa; tuttavia i suoi occhi osservano le loro vie. 24 Sono innalzati per breve tempo, ma poi non sono più; sono abbattuti e sono portati via come tutti gli altri; sono falciati come le teste delle spighe di grano. 25 Se così non è, chi potrà smentirmi e annullare il valore delle mie parole?».

Terzo discorso di Bildad: l'uomo non può giustificarsi davanti a Dio
25,1 Allora Bildad di Shuah rispose e disse: 2 «A lui appartiene il dominio e il terrore: egli produce la pace nei suoi luoghi altissimi. 3 Si possono forse contare le sue schiere? E sopra chi non sorge la sua luce? 4 Come può dunque l'uomo essere giusto davanti a Dio, o come può essere puro un nato di donna? 5 Se neppure la luna è splendente, e le stelle non sono pure ai suoi occhi, 6 quanto meno l'uomo, che è un bruco, il figlio d'uomo che è un verme!».

Ottava risposta di Giobbe, che rimprovera Bildad e esalta la grandezza di Dio
26,1 Allora Giobbe rispose e disse: «Come hai aiutato il debole, 2 o come hai soccorso il braccio senza forza? 3 Come hai consigliato chi è privo di sapienza, e quale grande conoscenza gli hai comunicato? 4 A chi hai rivolto le tue parole, e di chi è lo spirito che è uscito da te? 5 I morti tremano sotto le acque, e così pure i loro abitanti. 6 Davanti a lui lo Sceol è scoperto, Abaddon è senza velo. 7 Egli distende il settentrione sul vuoto e tiene sospesa la terra sul nulla. 8 Rinchiude le acque nelle sue nubi, senza che queste si squarcino sotto il loro peso. 9 Copre la vista del suo trono, stendendovi sopra le sue nuvole. 10 Ha tracciato un particolare limite sulla superficie delle acque, al confine della luce con le tenebre. 11 Le colonne del cielo tremano e si stupiscono alla sua minaccia. 12 Con la sua forza calma il mare, con la sua intelligenza abbatte Rahab. 13 Con il suo Spirito ha abbellito i cieli, la sua mano ha trafitto il serpente tortuoso. 14 Ecco, questi sono solamente le frange delle sue opere. Quale debole sussurro di lui riusciamo a percepire! Ma chi potrà mai comprendere il tuono della sua potenza?».

Giobbe rimane fermo nella sua giustizia e si sofferma sulla condizione dei malvagi
27,1 Giobbe riprese il suo discorso e disse: 2 «Come vive Dio che mi ha privato del mio diritto, e l'Onnipotente che mi ha amareggiato l'anima, 3 finché ci sarà in me un soffio di vita e il soffio di Dio nelle mie narici, 4 le mie labbra non diranno alcuna cattiveria né la mia lingua proferirà alcuna falsità. 5 Lungi da me ammettere che voi avete ragione; fino all'ultimo respiro non rinunzierò alla mia integrità. 6 Rimarrò saldo nella mia giustizia, senza cedere; il cuore non mi rimprovera uno solo dei miei giorni. 7 Il mio nemico sia come il malvagio, e chi si leva contro di me come l'ingiusto. 8 Quale speranza infatti può avere l'empio anche se riesce a fare guadagni, quando Dio gli toglie la vita? 9 Ascolterà Dio il suo grido, quando verrà su di lui la sventura? 10 Porrà forse il suo diletto nell'Onnipotente e invocherà Dio in ogni tempo? 11 Vi darò insegnamenti sulla potenza di Dio, non vi nasconderò i disegni dell'Onnipotente. 12 Ma voi tutti avete osservato queste cose, perché dunque vi comportate in modo così vano? 13 Questa è la sorte che Dio riserva al malvagio, l'eredità che i violenti ricevono dall'Onnipotente. 14 Se ha un gran numero di figli, sono destinati alla spada, e i suoi discendenti non avranno pane per saziarsi. 15 I sopravvissuti dopo di lui saranno sepolti dalla morte, e le loro vedove non piangeranno. 16 Se ammassa argento come polvere e accumula vestiti come fango, 17 egli li accumula, ma li indosserà il giusto, e l'argento lo spartirà l'innocente. 18 Egli costruisce la sua casa come una tarma, come un capanno fatto da un guardiano. 19 Il ricco si corica, ma non sarà riunito ai suoi; apre gli occhi e non è più. 20 Terrori lo sorprendono come acque; nel cuore della notte un uragano lo rapisce furtivamente. 21 Il vento orientale lo porta via e se ne va, lo spazza via come un turbine dal suo posto. 22 Esso gli si scaglia contro senza pietà, mentre egli cerca disperatamente di sfuggire alla sua mano, 23 la gente batte beffardamente le mani nei suoi confronti e fischia dietro a lui dal suo posto».

La sapienza vale più di tutti i tesori della terra, e la sua ricerca è molto più difficile
28,1 «Certamente c'è una miniera per l'argento, e un posto dove si raffina l'oro. 2 Il ferro viene estratto dal suolo, e la pietra fusa dà il rame. 3 L'uomo pone fine alle tenebre ed esplora i più profondi recessi in cerca di pietre sepolte nell'oscurità e nell'ombra di morte. 4 Perfora un pozzo lontano dall'abitato, in posti dimenticati dai pedoni; sono sospesi e oscillano lontani dagli uomini. 5 Quanto alla terra, da essa viene il pane, ma di sotto è sconvolta come dal fuoco. 6 Le sue pietre sono la dimora di zaffiri e contiene polvere d'oro. 7 L'uccello rapace non ne conosce il sentiero né l'ha mai scorto l'occhio del falco. 8 Le bestie feroci non l'hanno battuto e il leone non vi è mai passato. 9 L'uomo mette la mano sulla selce e rovescia dalle radici le montagne. 10 Scava gallerie nelle rocce, e il suo occhio vede tutto ciò che è prezioso. 11 Ostruisce corsi d'acqua perché non scorrano, e porta alla luce le cose nascoste. 12 Ma dove si può trovare la sapienza, e dov'è il luogo dell'intelligenza? 13 L'uomo non ne conosce il valore e non si trova sulla terra dei viventi. 14 L'abisso dice: "Non è in me"; il mare dice: "Non sta presso di me". 15 Non la si ottiene in cambio d'oro raffinato né la si compra a peso d'argento. 16 Non la si acquista con l'oro di Ofir, con l'onice prezioso o con lo zaffiro. 17 L'oro e il cristallo non la possono uguagliare né si scambia per vasi d'oro fino. 18 Il corallo e il cristallo non meritano neppure di essere nominati; il valore della sapienza val più delle perle. 19 Il topazio di Etiopia non la può uguagliare e non può essere valutata con oro puro. 20 Ma allora da dove viene la sapienza e dov'è il luogo dell'intelligenza? 21 Essa è nascosta agli occhi di ogni vivente, è celata agli uccelli del cielo. 22 Abaddon e la morte dicono: "Ne abbiamo sentito parlare con i nostri orecchi". 23 DIO solo ne conosce la via, egli solo sa dove si trovi, 24 perché egli osserva le estremità della terra e vede tutto ciò che è sotto i cieli. 25 Quando stabilì il peso del vento e assegnò alle acque una misura, 26 quando fece una legge per la pioggia e una via al lampo dei tuoni, 27 allora la vide e la rivelò, la stabilì e anche la investigò. 28 E disse all'uomo: "Ecco, temere il Signore, questo è sapienza, e fuggire il male è intelligenza"».

Nona e ultima risposta di Giobbe, che ricorda il suo felice passato
29,1 Giobbe riprese il suo discorso e disse: 2 «Oh, potessi essere come nei mesi di un tempo, come nei giorni in cui Dio mi proteggeva, 3 quando la sua lampada brillava sopra il mio capo e alla sua luce camminavo in mezzo alle tenebre; 4 com'ero ai giorni della mia maturità, quando il consiglio segreto di Dio vegliava sulla mia tenda, 5 quando l'Onnipotente era ancora con me e i miei figli mi stavano intorno; 6 quando mi lavavo i piedi nel burro e la roccia versava per me ruscelli d'olio. 7 Quando uscivo verso la porta della città e rizzavo il mio seggio in piazza, 8 i giovani, al vedermi, si tiravano in disparte, i vecchi si alzavano e rimanevano in piedi; 9 i principi smettevano di parlare e si mettevano la mano alla bocca; 10 la voce dei capi si smorzava e la loro lingua si attaccava al palato. 11 L'orecchio che mi udiva, mi proclamava beato, e l'occhio che mi vedeva, mi rendeva testimonianza, 12 perché liberavo il povero che gridava in cerca di aiuto, e l'orfano che non aveva alcuno che l'aiutasse. 13 La benedizione del morente scendeva su di me e facevo esultare il cuore della vedova. 14 Avevo indossato la giustizia, ed essa mi rivestiva; la mia equità mi faceva da mantello e turbante. 15 Ero occhi per il cieco e piedi per lo zoppo; 16 ero un padre per i poveri e investigavo il caso che non conoscevo. 17 Spezzavo le mascelle del malvagio e strappavo dai suoi denti la preda. 18 E pensavo: "Morirò nel mio nido e moltiplicherò i miei giorni come la sabbia; 19 le mie radici si stenderanno verso le acque, la rugiada rimarrà tutta la notte sul mio ramo; 20 la mia gloria sarà sempre nuova in me e il mio arco acquisterà nuova forza nella mia mano". 21 Gli astanti mi ascoltavano in aspettazione e tacevano per udire il mio consiglio. 22 Dopo che avevo parlato non replicavano, e le mie parole cadevano su di loro come gocce di rugiada. 23 Mi aspettavano come si aspetta la pioggia e spalancavano la loro bocca come per l'ultima pioggia. 24 Io sorridevo loro quando erano sfiduciati, e non potevano sminuire la luce del mio volto. 25 Quando andavo da loro, mi sedevo come capo e stavo come un re tra le sue schiere, come uno che consola gli afflitti».

Giobbe indica la sua triste situazione attuale
30,1 «Ora invece i più giovani di me mi deridono, quelli i cui padri avrei rifiutato di mettere fra i cani del mio gregge. 2 Del resto, a che cosa mi sarebbe valsa la forza delle loro mani? Il loro vigore è distrutto. 3 Emaciati per la miseria e per la fame, fuggono di notte nel deserto desolato e arido, 4 strappando erba amara accanto ai cespugli e radici di ginestra per loro cibo. 5 Sono scacciati di mezzo agli uomini che gridano dietro a loro come a ladri. 6 Sono costretti a vivere nei dirupi delle valli, nelle caverne della terra e fra le rocce; 7 urlano fra i cespugli e si stringono insieme sotto i rovi; 8 gente stupida, sì, gente spregevole, cacciati via dal paese. 9 Ora sono diventato il loro canto di scherno, sì, sono il loro zimbello. 10 Hanno orrore di me, stanno lontano da me e non esitano a sputarmi in faccia. 11 Poiché Dio ha allentato la corda della mia tenda e mi ha umiliato, essi hanno rotto ogni freno davanti a me. 12 Questa gentaglia si leva alla mia destra, spingono lontano i miei piedi e preparano contro di me le vie per distruggermi. 13 Sovvertono il mio cammino, peggiorano la mia sventura, anche se nessuno li soccorre. 14 Si avvicinano come attraverso un'ampia breccia, si lanciano su di me come un uragano. 15 Mi piombano addosso terrori; danno la caccia al mio onore come il vento, e la mia prosperità si dilegua come una nube. 16 Ora mi struggo dentro di me, e i giorni di afflizione mi sono venuti addosso. 17 Di notte mi sento trafiggere le ossa, e i dolori che mi rodono non mi danno tregua. 18 Per la grande violenza la mia veste si deforma, mi stringe attorno come il colletto del mio mantello. 19 Egli mi ha gettato nel fango e sono diventato come polvere e cenere. 20 Io grido a te, e tu non mi rispondi; ti sto davanti, ma tu mi stai ad osservare. 21 Sei divenuto crudele verso di me; mi perseguiti con la potenza della tua mano. 22 Mi sollevi in alto sul vento, mi fai cavalcare su di esso e mi fai scomparire nella tempesta. 23 So infatti che tu mi conduci alla morte, alla casa di convegno di tutti i viventi. 24 Certamente non stenderà la sua mano alla tomba, anche se nella sua sventura grida in cerca di aiuto. 25 Non ho forse io pianto per chi era nell'avversità, e non mi sono addolorato per il povero? 26 Quando aspettavo il bene, è venuto il male; quando aspettavo la luce, è venuta l'oscurità. 27 Le mie viscere ribollono senza tregua, sono venuti per me giorni d'afflizione. 28 Vado attorno tutto annerito, ma non dal sole; mi alzo nell'assemblea e grido in cerca di aiuto. 29 Sono diventato fratello degli sciacalli e compagno degli struzzi. 30 La mia pelle si è annerita su di me e le mie ossa bruciano dal calore. 31 La mia cetra serve solo per lamenti e il mio flauto per voci di pianto».

Giobbe afferma la sua morale integrità
31,1 «Io avevo stretto un patto con i miei occhi; come potevo quindi fissare lo sguardo su una vergine? 2 Qual è la sorte assegnatami da Dio da lassù, e l'eredità dell'Onnipotente dai luoghi eccelsi? 3 Non è forse la sventura per il perverso e la calamità per chi fa il male? 4 Non vede egli le mie vie e non conta tutti i miei passi? 5 Se ho agito con falsità, o il mio piede si è affrettato a seguire la frode, 6 mi pesi pure con una giusta bilancia, e Dio riconoscerà la mia integrità. 7 Se i miei passi sono usciti dalla retta via, e il mio cuore ha seguito i miei occhi, o qualche macchia si è attaccata alle mie mani, 8 che io semini e un altro mangi, e i miei discendenti siano sradicati. 9 Se il mio cuore è stato sedotto da una donna e ho spiato alla porta del mio prossimo, 10 che mia moglie macini per un altro, e che altri si pieghino sopra di lei. 11 Poiché quella sarebbe una scelleratezza, una colpa che deve essere punita dai giudici, 12 un fuoco che consuma fino ad Abaddon, e avrebbe distrutto fin dalle radici tutto il mio raccolto. 13 Se ho respinto il diritto del mio servo e della mia serva, quando erano in lite con me, 14 che cosa farei quando Dio si levasse contro di me, e che cosa risponderei quando mi chiedesse conto? 15 Chi ha fatto me nel grembo materno, non ha fatto anche lui? Non fu lo stesso Dio a formarci nel grembo? 16 Se ho rifiutato ai poveri ciò che desideravano e ho fatto languire gli occhi della vedova, 17 se ho mangiato da solo il mio tozzo di pane senza che ne mangiasse una parte l'orfano, 18 (ma fin dalla mia giovinezza io l'ho allevato come un padre, e fin dal grembo di mia madre sono stato guida alla vedova), 19 se ho visto alcuno perire per mancanza di vesti o un povero che non aveva di che coprirsi, 20 se i suoi lombi non mi hanno benedetto, e non si è riscaldato con la lana dei miei agnelli, 21 se ho alzato la mano contro l'orfano perché sapevo di avere aiuto alla porta, 22 che la mia spalla si stacchi dalla sua scapola, il mio braccio si rompa al gomito! 23 Poiché la calamità che viene da Dio mi incute spavento, e a motivo della sua maestà non potevo fare nulla. 24 Se ho riposto la mia fiducia nell'oro, e all'oro fino ho detto: "Tu sei la mia speranza", 25 se mi sono rallegrato perché le mie ricchezze erano grandi, e perché la mia mano ha accumulato tanti beni, 26 se ho guardato il sole quando brilla o la luna che avanzava splendente, e il mio cuore si è lasciato segretamente sedurre e la mia bocca ha baciato la mia mano; 27 anche questa sarebbe una colpa che deve essere punita dai giudici perché avrei rinnegato Dio che sta in alto. 28 Se mi sono rallegrato della sciagura del mio nemico e mi sono innalzato, perché lo aveva colpito la sventura, 29 (ma io non ho permesso alla mia bocca di peccare, augurandogli la morte con una maledizione); 30 se la gente della mia tenda non ha detto: "Chi può trovare uno che non si è saziato con la sua carne?", 31 (inoltre nessun forestiero passava la notte all'aperto, perché aprivo le mie porte al viandante); 32 se ho coperto i miei peccati come Adamo, celando la mia colpa in petto, 33 perché avevo paura della grande folla e il disprezzo delle famiglie mi spaventava, sì da star zitto senza uscir di casa. 34 Oh, avessi uno che mi ascoltasse! Ecco la mia firma! L'Onnipotente mi risponda! Il mio avversario scriva un documento, 35 e io lo porterei certamente sulle mie spalle e lo cingerei come un diadema; 36 gli renderei conto di tutti i miei passi, presentandomi a lui come un principe. 37 Se la mia terra grida contro di me e i suoi solchi piangono insieme ad essa, 38 se ho mangiato il suo frutto senza pagare, se ho fatto esalare l'ultimo respiro ai suoi padroni, 39 invece di grano crescano spine, ed erbacce al posto dell'orzo».
Qui terminano le parole di Giobbe.

Intervento di Elihu che riprende Giobbe
32,1 Allora questi tre uomini cessarono di rispondere a Giobbe, perché egli si riteneva giusto. 2 Ma l'ira di Elihu, figlio di Barakel, il Buzita, del clan di Ram, si accese contro Giobbe; la sua ira si accese, perché questi riteneva giusto se stesso anziché DIO. 3 La sua ira si accese anche contro i suoi tre amici, perché non avevano trovato la giusta risposta, sebbene condannassero Giobbe. 4 Elihu aveva aspettato a parlare a Giobbe, perché essi erano più anziani di lui. 5 Quando però Elihu si rese conto che non c'era più risposta sulla bocca di quei tre uomini, si accese d'ira. 6 Così Elihu, figlio di Barakel, il Buzita, prese la parola e disse: «Io sono ancora giovane di età e voi siete vecchi; perciò ho esitato e ho avuto paura a esporvi la mia opinione. 7 Dicevo: "Parlerà l'età, e il gran numero degli anni insegnerà la sapienza". 8 Ma nell'uomo c'è uno spirito, ed è il soffio dell'Onnipotente che gli dà intelligenza. 9 Non sono necessariamente i grandi ad avere sapienza o i vecchi a intendere la giustizia. 10 Perciò dico: Ascoltatemi, esporrò anch'io la mia opinione. 11 Ecco, ho atteso i vostri discorsi, ho ascoltato i vostri argomenti, mentre cercavate qualcosa da dire. 12 Vi ho seguito attentamente, ed ecco, nessuno di voi ha convinto Giobbe o risposto alle sue parole. 13 Non dite dunque: "Abbiamo trovato la sapienza; solo Dio lo può completamente sconfiggere, non l'uomo!". 14 Egli non ha diretto i suoi discorsi contro di me, perciò non gli risponderò con le vostre parole. 15 Sono sconcertati, non rispondono più, mancano loro le parole. 16 Devo aspettare ancora, perché non parlano più, perché stanno lì senza dare alcuna risposta. 17 Presenterò anch'io la mia parte, esporrò anch'io la mia opinione. 18 Poiché sono pieno di parole e lo spirito dentro di me mi costringe. 19 Ecco, il mio seno è come vino che non ha sfogo; come otri nuovi, sta per scoppiare. 20 Parlerò dunque per averne un po' di sollievo, aprirò le labbra e risponderò. 21 Permettetemi ora di parlare senza mostrare parzialità con alcuno e senza adulare alcuno; 22 perché io non so adulare, altrimenti il mio Fattore mi toglierebbe presto di mezzo».

Elihu dice di parlare da parte di Dio
33,1 «Ora dunque, Giobbe, ascolta ciò che ho da dire e porgi orecchio a tutte le mie parole! 2 Ecco, io apro la bocca e la mia lingua parla nella mia bocca. 3 Le mie parole vengono da un cuore retto, le mie labbra proferiranno pura conoscenza. 4 Lo Spirito di Dio mi ha fatto e il soffio dell'Onnipotente mi dà la vita. 5 Se puoi, rispondimi; preparati pure a difendere le tue posizioni. 6 Ecco, io sono uguale a te davanti a Dio; anch'io sono stato formato dall'argilla. 7 Ecco, nessuna paura di me ti dovrebbe spaventare, e la mia mano non graverà su di te. 8 Tu però hai detto alle mie orecchie, e ho udito il suono delle tue parole, che dicevano: 9 "Io sono puro, senza peccato; sono innocente, non c'è in me alcuna colpa. 10 Ma Dio trova contro di me motivi di ostilità e mi considera suo nemico; 11 pone i miei piedi nei ceppi e osserva tutti i miei passi". 12 Ebbene, io ti dico che in questo non hai ragione, perché Dio è più grande dell'uomo. 13 Perché contendi con lui, dato che egli non rende conto di alcuno dei suoi atti? 14 Dio infatti parla in un modo o nell'altro, ma l'uomo non ci bada: 15 in un sogno, in una visione notturna, quando un sonno profondo cade sui mortali, quando stanno assopiti sui loro letti. 16 Allora egli apre le orecchie degli uomini e sigilla gli ammonimenti che dà loro, 17 per distogliere l'uomo dalle sue azioni e tener l'uomo lontano dalla superbia, 18 per scampare la sua anima dalla fossa e impedire che la sua vita perisca per la spada. 19 L'uomo è pure ammonito con il dolore sul suo letto e con il tormento incessante nelle sue ossa, 20 sì da aver nausea del pane e persino dei cibi più squisiti. 21 La carne si consuma a vista d'occhio, mentre le sue ossa, che prima non si vedevano, spuntano fuori; 22 così la sua anima si avvicina alla fossa e la sua vita a quelli che danno la morte. 23 Ma se presso a lui vi è un angelo, un interprete, uno solo fra mille, che mostri all'uomo il suo dovere, 24 Dio ha pietà di lui e dice: "Risparmialo dallo scendere nella fossa; ho trovato il riscatto per lui". 25 Allora la sua carne diventerà più fresca che nella sua fanciullezza ed egli tornerà ai giorni della sua giovinezza. 26 Supplicherà Dio, troverà grazia presso di lui e potrà contemplare il suo volto con giubilo, perché Dio avrà ristabilito l'uomo nella sua giustizia. 27 Rivolgendosi alla gente dirà: "Ho peccato e violato la giustizia, e non sono stato punito come meritavo. 28 Dio ha riscattato la mia anima, perché non scendesse nella fossa e la mia vita può vedere la luce". 29 Ecco, Dio fa tutto questo due volte, tre volte con l'uomo, 30 per scampare la sua anima dalla fossa e per illuminarlo con la luce della vita. 31 Sta' attento, Giobbe, ascoltami; sta' in silenzio, e io parlerò. 32 Se hai qualcosa da dire, rispondimi, parla, perché vorrei poterti dar ragione. 33 Se no, ascoltami; taci, e io ti insegnerò la sapienza».

Elihu difende la giustizia di Dio
34,1 Elihu riprese a parlare e disse: 2 «Ascoltate, o saggi, le mie parole, e voi, dotti, prestatemi orecchio! 3 Poiché l'orecchio esamina le parole, come il palato assapora i cibi. 4 Scegliamo noi stessi ciò che è giusto, riconosciamo fra noi ciò che è buono. 5 Poiché Giobbe ha detto: "Sono giusto, ma Dio ha tolto via la mia giustizia. 6 Dovrei mentire contro la mia giustizia? La mia ferita è incurabile, benché sia senza peccato". 7 Chi è come Giobbe, che beve la derisione come l'acqua, 8 che cammina in compagnia dei malfattori e vada assieme ai malvagi? 9 Poiché ha detto: "Non giova nulla all'uomo riporre il proprio diletto in DIO". 10 Ascoltatemi dunque, o uomini di senno! Lungi da Dio l'iniquità e dall'Onnipotente la malvagità! 11 Poiché egli rende all'uomo secondo le sue opere, e fa trovare a ognuno il salario della sua condotta. 12 Certamente Dio non compie il male e l'Onnipotente non sovverte la giustizia. 13 Chi gli ha affidato la cura della terra, o chi lo ha costituito sul mondo intero? 14 Se Dio dovesse decidere in cuor suo di ritirare a sé il suo Spirito e il suo soffio, 15 ogni carne perirebbe assieme, e l'uomo ritornerebbe in polvere. 16 Se hai intendimento, ascolta questo, porgi orecchio a ciò che ti dico. 17 Uno che odia la giustizia potrebbe governare? Osi tu condannare il Giusto, il Potente? 18 Lui che dice a un re, "Sei spregevole", e ai principi: "Siete malvagi". 19 Ma egli non usa alcuna parzialità con i grandi né considera il ricco più del povero, perché sono tutti opera delle sue mani. 20 In un attimo, essi muoiono; nel cuore della notte la gente è scossa e scompare, i potenti son portati via senza mano d'uomo. 21 Poiché egli tiene gli occhi sulle vie dell'uomo, e vede tutti i suoi passi. 22 Non vi sono tenebre né ombra di morte, dove possano nascondersi i malfattori. 23 Dio infatti non ha bisogno di osservare a lungo un uomo prima di farlo comparire davanti a sé in giudizio. 24 Egli fiacca i potenti senza fare inchiesta e ne mette altri al loro posto. 25 Poiché conosce le loro opere, li abbatte nella notte e sono distrutti; 26 li colpisce come gente malvagia alla vista di tutti, 27 perché si sono allontanati da lui senza prestare attenzione alle sue vie, 28 fino a far giungere a lui il grido del povero, perché egli ode il grido degli afflitti. 29 Quando Dio dà tranquillità, chi lo condannerà? Quando nasconde il suo volto, chi potrà vederlo, sia contro un'intera nazione o un sol uomo, 30 per impedire all'empio di regnare e al popolo di essere preso da lacci? 31 Può uno dire a Dio: "Io porto la mia pena, non farò più il male; 32 mostrami ciò che non riesco a vedere; se ho commesso qualche iniquità, non lo farò più"? 33 Dovrebbe egli ricompensare in base alle tue condizioni, perché tu rifiuti il suo giudizio? Tu devi scegliere e non io; perciò di' ciò che sai. 34 La gente assennata, come ogni uomo saggio che mi ascolta, mi dirà: 35 "Giobbe parla senza intendimento, le sue parole sono prive di sapienza". 36 Sia dunque Giobbe provato sino alla fine, perché le sue risposte sono come quelle degli uomini malvagi, 37 perché aggiunge al suo peccato la ribellione, batte le mani in mezzo a noi e moltiplica le sue parole contro Dio».

Elihu rimprovera aspramente Giobbe
35,1 Elihu continuò a parlare e disse: 2 «Ti pare una cosa giusta quando dici: "Sono più giusto di Dio"? 3 Infatti hai detto: "Che ti giova? Quale utilità avrei del mio peccato?". 4 Risponderò io a te e ai tuoi amici assieme a te. 5 Contempla il cielo e osserva; guarda le nuvole, che sono più alte di te. 6 Se pecchi, che effetto ha su di lui? Se moltiplichi i tuoi misfatti, che danno gli arrechi? 7 Se sei giusto, che cosa gli dai, o che cosa riceve dalla tua mano? 8 La tua malvagità può solamente nuocere a un uomo come te, e la tua giustizia può solamente giovare a un figlio d'uomo. 9 Si grida per il gran numero delle oppressioni, si grida in cerca di aiuto a motivo della forza dei potenti; 10 ma nessuno dice: "Dov'è Dio, il mio creatore, che nella notte concede canti di gioia, 11 che a noi insegna più cose che alle bestie dei campi e ci fa più saggi degli uccelli del cielo?". 12 Così si grida, ma egli non risponde, a motivo della superbia dei malvagi. 13 Certamente Dio non darà ascolto a discorsi vuoti, e l'Onnipotente non vi farà attenzione. 14 Anche se tu dici di non vederlo, la tua causa sta davanti a lui, e tu devi aspettarlo. 15 Ma ora, perché nella sua ira non punisce e non fa troppo caso alle trasgressioni, 16 Giobbe apre inutilmente le labbra e accumula parole senza senno».

Elihu parla del modo di agire di Dio con l'uomo
36,1 Elihu proseguì ancora, dicendo: 2 «Aspetta un po' e ti mostrerò che ci sono ancora cose da dire da parte di Dio. 3 Prenderò la mia conoscenza da lontano e renderò giustizia a colui che mi ha fatto. 4 Certamente le mie parole non sono bugiarde; davanti ti sta un uomo con una conoscenza impeccabile. 5 Ecco, Dio è potente, ma non disprezza alcuno; è potente nella forza della sua sapienza. 6 Egli non lascia vivere il malvagio e rende giustizia agli oppressi. 7 Non distoglie i suoi occhi dai giusti, ma li fa sedere per sempre con i re sul trono; così sono messi in alto. 8 Se però sono legati in catene e trattenuti in lacci di afflizione, 9 allora mostra loro le opere loro e le loro trasgressioni, perché si sono insuperbiti. 10 Egli apre così i loro orecchi alla correzione e li esorta ad allontanarsi dal male. 11 Se ascoltano e si sottomettono, finiranno i loro giorni nel benessere e i loro anni nelle delizie; 12 se però non ascoltano periranno per la spada, moriranno senza conoscenza. 13 Ma gli empi di cuore accumulano ira, non gridano in cerca di aiuto, 14 così muoiono ancora giovani, e la loro vita finisce tra i sodomiti. 15 Dio libera gli afflitti mediante la loro afflizione e apre i loro orecchi mediante la sventura. 16 Egli vuole sottrarre anche te dal morso dell'avversità, per portarti in un luogo ampio senza restrizione, con una tavola imbandita piena di cibi succulenti. 17 Ma tu colmi il giudizio del malvagio, e il giudizio e la giustizia ti afferreranno. 18 Se c'è collera, bada che egli non ti porti via con un sol colpo, perché una gran somma di denaro non potrebbe allontanarlo. 19 Darà forse valore alle tue ricchezze, quando egli ha oro e tutte le risorse della potenza? 20 Non desiderare la notte, in cui la gente è portata via dal suo luogo. 21 Bada di non volgerti all'iniquità, perché tu hai preferito questa afflizione.

Elihu esalta Dio per le sue grandi opere nel creato
22 Ecco, Dio è eccelso nella sua potenza; chi può insegnare come lui? 23 Chi mai può imporgli la via da seguire e chi può dirgli: "Tu hai fatto male"? 24 Ricordati di magnificare le sue opere, che gli uomini hanno cantato; 25 tutti gli uomini le ammirano, il mortale le può contemplare da lontano. 26 Sì, Dio è grande, ma noi non lo conosciamo, e il numero dei suoi anni è imperscrutabile. 27 Egli attira in alto le gocce d'acqua sotto forma di vapore, che si condensa poi in pioggia, 28 che le nubi riversano e lasciano cadere sull'uomo in gran quantità. 29 Chi può capire lo spiegamento delle nubi, il fragore che scoppia nella sua tenda? 30 Ecco, egli spande intorno a sé la sua luce e copre le profondità del mare. 31 Per mezzo di esse egli punisce i popoli e dà cibo in abbondanza. 32 Si copre le mani con i fulmini e comanda loro di colpire il bersaglio. 33 Il tuono parla di lui, anche il bestiame avverte la tempesta in arrivo.

37,1 Per questo il mio cuore trema e balza fuori dal suo posto. 2 Ascoltate attentamente il fragore della sua voce, il rombo che esce dalla sua bocca! 3 Egli lascia andar libero il suo lampo sotto tutto il cielo e fino alle estremità della terra. 4 Dietro di esso una voce rugge; egli tuona con la sua voce maestosa; egli non li trattiene quando si è udita la sua voce. 5 Dio tuona meravigliosamente con la sua voce e fa grandi cose che non possiamo comprendere. 6 Dice infatti alla neve: "Cadi sulla terra"; lo dice tanto alle piogge leggere che alle piogge torrenziali. 7 Arresta la mano di ogni uomo, affinché tutti i mortali possano conoscere le sue opere. 8 Le fiere entrano nei loro nascondigli e rimangono nelle loro tane. 9 Dai più remoti recessi del sud viene l'uragano, e il freddo dai gelidi venti del nord. 10 Al soffio di Dio si forma il ghiaccio e la distesa delle acque si ritira. 11 Carica le dense nubi di umidità e disperde lontano le sue nubi luminose. 12 Esse vagano ovunque nel cielo, cambiando direzione in base alla sua guida, per compiere qualunque cosa egli manda loro sulla faccia della terra abitata. 13 Le manda o per castigo o per la sua terra o per bontà. 14 Porgi l'orecchio a questo, o Giobbe, fermati e considera le meraviglie di Dio! 15 Sai tu come Dio le diriga e come faccia brillare il lampo delle sue nubi? 16 Sai tu come le nubi si librino nell'aria, le meraviglie di colui che sa tutto? 17 Sai tu perché i tuoi abiti sono caldi, quando la terra si riposa a motivo dello scirocco? 18 Hai tu forse disteso con lui il firmamento, rendendolo solido come uno specchio di metallo fuso? 19 Insegnaci che cosa dobbiamo dirgli, perché noi non possiamo preparare il nostro caso per l'oscurità. 20 Gli si può forse dire che io voglio parlare? Se un uomo dovesse parlare, sarebbe certamente distrutto. 21 Anche ora nessuno può guardare fisso il sole quando splende in cielo, dopo che è passato il vento e l'ha reso terso. 22 Il bel tempo viene dal nord, ma intorno a Dio è tremenda maestà. 23 L'Onnipotente noi non lo possiamo raggiungere. Egli è sublime in potenza, in rettitudine e nella sua grande giustizia; egli non opprime alcuno. 24 Per questo gli uomini lo temono; ma egli non tiene conto di chi si ritiene sapiente».

Dio interroga Giobbe nel contesto della sua creazione
38,1 Allora l'Eterno rispose a Giobbe di mezzo alla tempesta e disse: 2 «Chi è costui che oscura il mio disegno con parole prive di conoscenza? 3 Orsù, cingiti i lombi come un prode; io ti interrogherò e tu mi risponderai. 4 Dov'eri tu quando io gettavo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza. 5 Chi ha stabilito le sue dimensioni, se lo sai, o chi tracciò su di essa la corda per misurarla? 6 Dove sono fissate le sue fondamenta, o chi pose la sua pietra angolare, 7 quando le stelle del mattino cantavano tutte insieme e tutti i figli di DIO mandavano grida di gioia? 8 Chi racchiuse con porte il mare quando proruppe uscendo dal grembo materno, 9 quando gli diedi le nubi per vestito e per fasce l'oscurità? 10 Quando gli tracciai un limite e gli misi sbarre e porte, 11 e dissi: "Tu arriverai fin qui, ma non oltre; qui si arresteranno le tue onde superbe!"? 12 Da quando vivi hai mai comandato al mattino o insegnato all'aurora il suo posto, 13 perché essa afferri le estremità della terra e ne scuota via i malvagi? 14 Si trasforma come creta sotto il sigillo, e spicca come un vestito. 15 Ai malvagi è negata la loro luce, e il braccio alzato è spezzato. 16 Sei forse giunto fino alle sorgenti del mare o sei mai andato in cerca delle profondità dell'abisso? 17 Ti sono state mostrate le porte della morte, o hai forse visto le porte dell'ombra di morte? 18 Hai tu fatto caso all'ampiezza della terra? Dillo, se sai tutto questo! 19 Dov'è la via che guida alla dimora della luce? E le tenebre, dov'è il loro luogo, 20 perché tu le possa condurre al loro posto, e possa conoscere i sentieri che portano alla loro casa? 21 Tu lo sai, perché allora eri già nato, e il numero dei tuoi giorni è grande. 22 Sei mai entrato nei depositi della neve, o hai forse visto i depositi della grandine 23 che io tengo in serbo per i tempi di calamità, per il giorno della battaglia e della guerra? 24 Per quali vie si diffonde la luce o si propaga il vento orientale sulla terra? 25 Chi ha aperto un canale per le straripanti acque e la via al tuono dei fulmini, 26 per far piovere su una terra disabitata, su un deserto, dove non c'è alcun uomo, 27 per dissetare le solitudini desolate, e far germogliare e crescere l'erba? 28 La pioggia ha forse un padre? O chi genera le gocce della rugiada? 29 Dal grembo di chi esce il ghiaccio, e la brina del cielo chi la dà alla luce? 30 Le acque si induriscono come pietra e la superficie dell'abisso si congela. 31 Puoi tu unire assieme i legami delle Pleiadi, o sciogliere le catene di Orione? 32 Fai tu apparire le costellazioni a suo tempo, o guidare l'Orsa maggiore con i suoi piccoli? 33 Conosci tu le leggi del cielo, o puoi tu stabilire il loro dominio sulla terra? 34 Puoi tu far giungere la tua voce fino alle nubi affinché abbondanza di pioggia ti ricopra? 35 Sei tu forse che scagli i fulmini dove devono andare, dicendoti: "Eccoci"? 36 Chi ha messo nella mente la sapienza, o chi ha dato intendimento al cuore? 37 Chi conta le nubi per mezzo della sapienza, e chi versa gli otri del cielo 38 quando la polvere si fonde in una massa e le zolle si attaccano insieme? 39 Puoi tu cacciare la preda per la leonessa o saziare la fame dei leoncelli, 40 quando si accovacciano nelle loro tane o stanno in agguato nei loro nascondigli? 41 Chi provvede al corvo il suo cibo, quando i suoi piccini gridano a Dio e vanno errando senza cibo?

39,1 Conosci tu il tempo in cui partoriscono le capre delle rocce o hai forse osservato il parto delle cerve? 2 Sai tu contare i mesi in cui portano a termine la loro gravidanza, o conosci tu il tempo in cui devono partorire? 3 Si accovacciano e danno alla luce i loro piccoli, mettendo così fine alle loro doglie. 4 I loro piccoli si fanno forti, crescono all'aperto, se ne vanno e non ritornano più da esse. 5 Chi lascia andar libero l'onàgro, chi ha sciolto i legami all'asino selvatico, 6 al quale ho assegnato come dimora il deserto e la terra salata per abitazione? 7 Egli disprezza il frastuono della città e non ode grida di alcun padrone. 8 Le ampie distese di montagna sono il suo pascolo, e va in cerca di tutto ciò che è verde. 9 Il bufalo è forse disposto a servirti o a passare la notte presso la tua mangiatoia? 10 Puoi forse legare il bufalo con la corda per arare nel solco, o erpicherà le valli dietro a te? 11 Ti fiderai di lui, perché la sua forza è grande, o lascerai a lui il tuo lavoro? 12 Conterai su di lui per portare a casa il tuo grano e per ammassarlo sull'aia? 13 Le ali dello struzzo sbattono festosamente, ma non sono certo le ali e le piume della cicogna. 14 Esso infatti abbandona le proprie uova per terra e le lascia riscaldare nella polvere, 15 dimenticando che un piede può schiacciarle o una bestia dei campi calpestarle. 16 Tratta duramente i suoi piccoli, come se non fossero suoi; ma la sua fatica senza alcun interesse è vana, 17 perché Dio l'ha privato di sapienza e non gli ha impartito intelligenza. 18 Ma quando si alza in piedi per scappare, si beffa del cavallo e del suo cavaliere. 19 Sei tu che hai dato al cavallo la forza e che hai rivestito il suo collo con una fremente criniera? 20 Sei tu che lo fai saltare come una locusta? Il fiero suo nitrito incute spavento. 21 Scalpita nella valle rallegrandosi nella sua forza; e si slancia in mezzo alla mischia di armi. 22 Sprezza la paura e non teme, né indietreggia davanti alla spada. 23 Su di lui risuona la faretra, la folgorante lancia e il giavellotto. 24 Con ardore e impeto divora le distanze e non sta più fermo quando suona la tromba. 25 Al primo squillo di tromba dice: "Aha!", e fiuta da lontano la battaglia, la voce tonante dei capitani e il grido di guerra. 26 È forse per la tua intelligenza che si alza in volo lo sparviero e spiega le sue ali verso il sud? 27 È al tuo comando che l'aquila si leva in alto e fa il suo nido nei luoghi elevati? 28 Abita sulle rocce e rimane su rupi scoscese. 29 Da lassù spia la preda e i suoi occhi scrutano lontano. 30 I suoi piccoli succhiano sangue e dove sono gli uccisi, là essa si trova».

40,1 L'Eterno continuò a rispondere a Giobbe e disse: 2 «Colui che contende con l'Onnipotente, vuole forse correggerlo? Colui che rimprovera Dio, risponda a questo».

Giobbe riconosce la propria meschinità di fronte a Dio e alle sue opere
3 Allora Giobbe rispose all'Eterno e disse: 4 «Ecco, sono così meschino, che cosa ti posso rispondere? Mi metto la mano sulla bocca. 5 Ho parlato una volta, ma non parlerò più; sì, due volte, ma non aggiungerò altro».

Dio sfida Giobbe a far giudizio dei malvagi
6 L'Eterno allora rispose a Giobbe di mezzo alla tempesta e disse: 7 «Orsù, cingiti i lombi come un prode; io ti interrogherò e tu mi risponderai. 8 Vorresti proprio annullare il mio giudizio, condannare me per giustificare te stesso? 9 Hai tu un braccio come quello di Dio e puoi tuonare con una voce pari alla sua? 10 Adornati dunque di maestà e di magnificenza e rivestiti di gloria e di splendore. 11 Da' libero sfogo ai furori della tua ira; guarda a tutti i superbi e abbassali, 12 guarda a tutti i superbi e umiliali, e schiaccia i malvagi ovunque si trovino. 13 Seppelliscili nella polvere tutti insieme, rinchiudili in luoghi segreti. 14 Allora anch'io ti loderò, perché la tua destra ti ha dato vittoria.

Dio paragona la forza di Giobbe con quella di behemoth e del Leviathan
15 Guarda behemoth che ho fatto al pari di te; esso mangia l'erba come il bue. 16 Ecco, la sua forza è nei suoi fianchi e la sua potenza nei muscoli del suo ventre. 17 Fa oscillare la sua coda come un cedro; i nervi delle sue cosce sono saldamente intrecciati. 18 Le sue ossa sono come tubi di bronzo; le sue ossa come sbarre di ferro. 19 Esso è la prima delle opere di Dio; solo colui che lo fece può avvicinarsi a lui con la sua spada. 20 Benché i monti producono cibo per lui, e là tutte le bestie dei campi si divertano, 21 si sdraia sotto le piante di loto, in luoghi nascosti dei canneti e delle paludi. 22 Le piante di loto lo coprono con la loro ombra, i salici del torrente lo circondano. 23 Il fiume può straripare, ma egli non ha paura; è sicuro di sé, anche se il Giordano dovesse avventarsi contro la sua stessa bocca. 24 Chi mai potrà prenderlo per gli occhi o forargli le narici con uncini?

41,1 Puoi tu tirar fuori il Leviathan con l'amo o tener ferma la sua lingua con una corda? 2 Puoi tu mettergli un giunco nelle narici o forargli la mascella con un uncino? 3 Ti farà egli molte suppliche o ti rivolgerà parole dolci? 4 Farà egli un patto con te, perché tu lo prenda come servo per sempre? 5 Scherzerai tu con lui come con un uccello o lo terrai al guinzaglio per le tue fanciulle? 6 I tuoi amici faranno con lui splendidi intrattenimenti o lo spartiranno forse tra i mercanti? 7 Puoi tu coprire la sua pelle di dardi o la sua testa con arpioni? 8 Mettigli le mani addosso; ti ricorderai del combattimento e non ci riproverai. 9 Ecco, la speranza di chi l'assale è ingannevole; al solo vederlo uno è atterrito. 10 Nessuno è tanto audace da osare di provocarlo. Chi dunque è in grado di stare fermo davanti a me? 11 Chi mi ha reso per primo un servizio, perché lo debba ripagare? Qualunque cosa sotto tutti i cieli è mia. 12 Non passerò sotto silenzio le sue membra, la sua grande forza e la bellezza della sua armatura. 13 Chi può spogliarlo della sua corazza, e chi può avvicinarlo con una doppia briglia? 14 Chi può aprire le porte della sua bocca, circondata com'è dal terrore dei suoi denti? 15 Superbe sono le file dei suoi scudi, strettamente saldati come da un sigillo. 16 L'uno è così vicino all'altro che tra loro non passa neppure l'aria. 17 Sono attaccati gli uni agli altri, saldamente uniti insieme, e non possono separarsi. 18 I suoi starnuti danno guizzi di luce e i suoi occhi sono come le palpebre dell'aurora. 19 Dalla sua bocca escono vampate, sprizzano scintille di fuoco. 20 Dalle sue narici esce fumo, come da una pentola bollente o da un calderone. 21 Il suo alito incendia carboni e dalla sua bocca escono fiamme. 22 La forza risiede nel suo collo e davanti a lui danza il terrore. 23 Le parti flosce della sua carne sono ben compatte, sono ben salde su di lui e non si muovono. 24 Il suo cuore è duro come una pietra, duro come la parte inferiore della macina. 25 Quando si rizza, i forti hanno paura, e per il terrore restano smarriti. 26 La spada che lo raggiunge non gli fa nulla, e neppure la lancia, la freccia e il giavellotto. 27 Considera il ferro come paglia e il bronzo come legno tarlato. 28 La freccia non lo mette in fuga; le pietre della fionda per lui diventano stoppia. 29 Le mazze gli sembrano paglia, si fa beffe del vibrare della lancia. 30 Al di sotto ha punte acuminate e lascia come tracce d'erpice sul fango. 31 Fa bollire l'abisso come una caldaia e fa del mare come un vaso di unguento. 32 Si lascia dietro una scia di luce e l'abisso sembra coperto di canizie. 33 Sulla terra non c'è nulla simile a lui, che è stato fatto senza paura alcuna. 34 Guarda in faccia tutti gli esseri alteri; egli è il re su tutte le fiere più superbe».

Giobbe riconosce di non avere intendimento e si pente
42,1 Allora Giobbe rispose all'Eterno e disse: 2 «Riconosco che puoi tutto, e che nessun tuo disegno può essere impedito. 3 Chi è colui che offusca il tuo consiglio senza intendimento? Per questo ho detto cose che non comprendevo, cose troppo alte per me che non conoscevo. 4 Deh, ascolta, e io parlerò; io ti interrogherò e tu mi risponderai. 5 Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora il mio occhio ti vede. 6 Perciò provo disgusto nei miei confronti e mi pento sulla polvere e sulla cenere».

Dio, dopo che Giobbe ha pregato per i suoi amici, gli rende il doppio di tutto ciò che aveva prima
7 Ora, dopo che l'Eterno ebbe rivolto queste parole a Giobbe, l'Eterno disse a Elifaz di Teman: «La mia ira si è accesa contro te e contro i tuoi due amici, perché non avete parlato di me rettamente, come ha fatto il mio servo Giobbe. 8 Ora dunque prendete con voi sette tori e sette montoni, andate dal mio servo Giobbe e offrite un olocausto per voi stessi. Il mio servo Giobbe pregherà per voi; e così per riguardo a lui non vi tratterò secondo la vostra follia, perché non avete parlato di me rettamente, come ha fatto il mio servo Giobbe». 9 Elifaz di Teman e Bildad di Shuah e Tsofar di Naamath andarono e fecero come l'Eterno aveva loro ordinato; e l'Eterno ebbe riguardo a Giobbe. 10 Quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, l'Eterno lo ristabilì nel precedente stato; così l'Eterno rese a Giobbe il doppio di tutto ciò che aveva posseduto. 11 Tutti i suoi fratelli, tutte le sue sorelle e tutti i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo, mangiarono con lui in casa sua; essi lo confortarono e lo consolarono di tutte le avversità che l'Eterno aveva mandato su di lui; quindi ognuno di essi gli diede un pezzo d'argento e un anello d'oro. 12 Ora l'Eterno benedisse gli ultimi anni di Giobbe più dei primi, perché egli ebbe quattordicimila pecore, seimila cammelli, mille paia di buoi e mille asine. 13 Ebbe pure sette figli e tre figlie; 14 e chiamò la prima Jemimah, la seconda Ketsiah e la terza Keren-Happuk. 15 In tutto il paese non c'erano donne così belle come le figlie di Giobbe; e il padre assegnò loro una eredità tra i loro fratelli. 16 Dopo questo Giobbe visse centoquarant'anni e vide i suoi figli e i figli dei suoi figli per quattro generazioni. 17 Poi Giobbe morì vecchio e sazio di giorni.


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