2 Quando è preparato il paradiso? In questo versetto Gesù disse che sarebbe andato (in cielo) e che vi avrebbe preparato un luogo. Ma in Mt 25:34 affermò che il regno era preparato per i Cristiani fin dalla fondazione del mondo. Però, il versetto in Matteo parla della creazione del paradiso in generale, che è stato creato per essere una dimora dei Cristiani, mentre quello in Giovanni parla della sua preparazione per essere un luogo adatto per ogni Cristiano. Infatti i versetti in Giovanni presuppongono che ci sia già un posto a cui Gesù è andato (la casa del Padre con molte dimore), e che quel posto andasse preparato per essere adatto per i Cristiani. L'interpretazione più probabile della preparazione, soprattutto alla luce dei temi del Vangelo secondo Giovanni, è che la preparazione è la morte e risurrezione di Gesù. Lui va dal Padre attraverso la sua morte e risurrezione, creando la via per i Cristiani (14:6), e solo a quel punto il paradiso già creato poteva accogliere quelli che credevano in Gesù, cioè è stato preparato per la loro entrata.
12 Come è possibile fare opere maggiori di Gesù? Gesù solennemente dichiarò che chi avrebbe creduto in lui avrebbe fatto le opere che lui faceva, e ne avrebbe fatto di maggiori. Queste opere sono maggiori in quantità, non in qualità. Cioè, non sono opere più importanti o "difficili" o "spettacolari" dei miracoli e dell'insegnamento di Gesù. Ma sono di più in numero. Questa interpretazione è confermata dalla seconda metà del versetto, in cui Gesù diede il motivo per cui i suoi seguaci avrebbero fatto opere maggiori, cioè perché Gesù andava al Padre. Quando sarebbe andato, avrebbe mandato lo Spirito Santo per stare con i suoi seguaci per sempre e che avrebbe operato tramite i seguaci (14:16-17; 16:7-11). Così le opere di Dio non sono più limitate ad un posto fisico in ogni momento (dove stava Gesù come uomo), ma sono fatte in tutto il mondo allo stesso tempo, dove sta Gesù risorto e asceso tramite lo Spirito Santo nei Cristiani. Possiamo anche notare che la prima volta che Pietro predicò, ci furono più conversioni che nei tre anni del ministero di Gesù (At 2:41). Anche questo era il risultato della venuta dello Spirito Santo in seguito all'ascensione di Gesù, sia perché lo Spirito riempì Pietro (At 2:4) sia perché lo Spirito operava negli ascoltatori per convincere del peccato (Gv 16:8).
13 È vero che riceviamo da Dio ogni cosa che chiediamo? Vedi il commento su Matteo 7:7-8.
28 In quale senso è il Padre maggiore di Gesù? Una difficoltà nel Vangelo secondo Giovanni è mettere insieme il suo insegnamento che Gesù è, in qualche senso, uguale a Dio (Gv 1:1,18; 5:16-18; 10:30; 20:28) con l'insegnamento che Gesù ubbidisce al Padre e dipende da lui (Gv 4:34; 5:19-30; 8:29; 14:48-49). Noi possiamo tralasciare una metà per sottolineare l'altra. Invece, dobbiamo guardare il contesto attentamente per capire il senso preciso di ognuna di queste affermazioni. Così anche in questo versetto, non possiamo dichiarare di sapere, dalla semplice affermazione, "Il Padre è maggiore di me", quello che vuol dire, perché ci sono molti modi in cui il Padre potrebbe essere maggiore di Gesù. Dobbiamo esaminare bene il contesto dell'affermazione per capire quello che Gesù diceva, e quindi in quale modo è maggiore. La parola chiave nel contesto è "perché". Il fatto che il Padre è maggiore di Gesù è il motivo di qualcosa, e dobbiamo capire quale sia quella cosa. Grammaticalmente, può essere il motivo per cui Gesù va al Padre, oppure per cui i discepoli devono rallegrarsi che va al Padre. Anche se tutti e due sono possibili, il secondo dà più senso al discorso di Gesù. Cioè, se i discepoli veramente amassero Gesù, sarebbero contenti del suo ritorno al Padre, perché è un ritorno al posto "naturale" di Gesù, alla gloria che aveva presso il Padre da prima della creazione (Gv 17:5). Questo posto era migliore dello stato di Gesù a quel tempo, quando era un uomo. In altre parole, il Padre nella sua eterna gloria era maggiore di Gesù nel suo stato incarnato. Un'interpretazione alternativa dice che il motivo per cui i discepoli dovevano rallegrarsi era che Gesù ritornava a colui che l'ha mandato, che era maggiore nella sua autorità. Cioè, il Padre era maggior di Gesù nella sua funzione o nel suo compito, ma non nella sua natura. Per quanto riguardo l'autorità, il Presidente della Repubblica è più grande di me, e un padre è maggior di suo figlio, ma non per questo io sono meno umano del Presidente né un figlio meno umano del proprio padre. Nello stesso modo, Gesù è subordinato nella sua funzione al Padre (una sottomissione volontaria, non a causa della sua natura inferiore) senza essere inferiore a lui nella sua essenza o natura.
In questo versetto Gesù disse che sarebbe andato (in cielo) e che vi avrebbe preparato un luogo. Ma in Mt 25:34 affermò che il regno era preparato per i Cristiani fin dalla fondazione del mondo. Però, il versetto in Matteo parla della creazione del paradiso in generale, che è stato creato per essere una dimora dei Cristiani, mentre quello in Giovanni parla della sua preparazione per essere un luogo adatto per ogni Cristiano. Infatti i versetti in Giovanni presuppongono che ci sia già un posto a cui Gesù è andato (la casa del Padre con molte dimore), e che quel posto andasse preparato per essere adatto per i Cristiani. L'interpretazione più probabile della preparazione, soprattutto alla luce dei temi del Vangelo secondo Giovanni, è che la preparazione è la morte e risurrezione di Gesù. Lui va dal Padre attraverso la sua morte e risurrezione, creando la via per i Cristiani (14:6), e solo a quel punto il paradiso già creato poteva accogliere quelli che credevano in Gesù, cioè è stato preparato per la loro entrata.
12 Come è possibile fare opere maggiori di Gesù?
Gesù solennemente dichiarò che chi avrebbe creduto in lui avrebbe fatto le opere che lui faceva, e ne avrebbe fatto di maggiori. Queste opere sono maggiori in quantità, non in qualità. Cioè, non sono opere più importanti o "difficili" o "spettacolari" dei miracoli e dell'insegnamento di Gesù. Ma sono di più in numero. Questa interpretazione è confermata dalla seconda metà del versetto, in cui Gesù diede il motivo per cui i suoi seguaci avrebbero fatto opere maggiori, cioè perché Gesù andava al Padre. Quando sarebbe andato, avrebbe mandato lo Spirito Santo per stare con i suoi seguaci per sempre e che avrebbe operato tramite i seguaci (14:16-17; 16:7-11). Così le opere di Dio non sono più limitate ad un posto fisico in ogni momento (dove stava Gesù come uomo), ma sono fatte in tutto il mondo allo stesso tempo, dove sta Gesù risorto e asceso tramite lo Spirito Santo nei Cristiani.
Possiamo anche notare che la prima volta che Pietro predicò, ci furono più conversioni che nei tre anni del ministero di Gesù (At 2:41). Anche questo era il risultato della venuta dello Spirito Santo in seguito all'ascensione di Gesù, sia perché lo Spirito riempì Pietro (At 2:4) sia perché lo Spirito operava negli ascoltatori per convincere del peccato (Gv 16:8).
13 È vero che riceviamo da Dio ogni cosa che chiediamo?
Vedi il commento su Matteo 7:7-8.
28 In quale senso è il Padre maggiore di Gesù?
Una difficoltà nel Vangelo secondo Giovanni è mettere insieme il suo insegnamento che Gesù è, in qualche senso, uguale a Dio (Gv 1:1,18; 5:16-18; 10:30; 20:28) con l'insegnamento che Gesù ubbidisce al Padre e dipende da lui (Gv 4:34; 5:19-30; 8:29; 14:48-49). Noi possiamo tralasciare una metà per sottolineare l'altra. Invece, dobbiamo guardare il contesto attentamente per capire il senso preciso di ognuna di queste affermazioni. Così anche in questo versetto, non possiamo dichiarare di sapere, dalla semplice affermazione, "Il Padre è maggiore di me", quello che vuol dire, perché ci sono molti modi in cui il Padre potrebbe essere maggiore di Gesù. Dobbiamo esaminare bene il contesto dell'affermazione per capire quello che Gesù diceva, e quindi in quale modo è maggiore.
La parola chiave nel contesto è "perché". Il fatto che il Padre è maggiore di Gesù è il motivo di qualcosa, e dobbiamo capire quale sia quella cosa. Grammaticalmente, può essere il motivo per cui Gesù va al Padre, oppure per cui i discepoli devono rallegrarsi che va al Padre. Anche se tutti e due sono possibili, il secondo dà più senso al discorso di Gesù. Cioè, se i discepoli veramente amassero Gesù, sarebbero contenti del suo ritorno al Padre, perché è un ritorno al posto "naturale" di Gesù, alla gloria che aveva presso il Padre da prima della creazione (Gv 17:5). Questo posto era migliore dello stato di Gesù a quel tempo, quando era un uomo. In altre parole, il Padre nella sua eterna gloria era maggiore di Gesù nel suo stato incarnato.
Un'interpretazione alternativa dice che il motivo per cui i discepoli dovevano rallegrarsi era che Gesù ritornava a colui che l'ha mandato, che era maggiore nella sua autorità. Cioè, il Padre era maggior di Gesù nella sua funzione o nel suo compito, ma non nella sua natura. Per quanto riguardo l'autorità, il Presidente della Repubblica è più grande di me, e un padre è maggior di suo figlio, ma non per questo io sono meno umano del Presidente né un figlio meno umano del proprio padre. Nello stesso modo, Gesù è subordinato nella sua funzione al Padre (una sottomissione volontaria, non a causa della sua natura inferiore) senza essere inferiore a lui nella sua essenza o natura.