12 Cosa significa farsi eunuchi da sé a motivo del regno dei cieli? Alla fine del suo insegnamento sul matrimonio, i discepoli dissero che, siccome non si poteva divorziare la moglie, non conveniva sposarsi. Gesù rispose che non tutti erano capaci di vivere da singolo, senza sposarsi, ma solo quelli ai quali era data questa capacità. Infatti, aggiunse, alcuni erano nati eunuchi, altri erano fatti eunuchi dagli altri, e altri si facevano eunuchi a motivo del regno dei cieli. Non è difficile capire le prime due parti dell'affermazione. Alcuni sono eunuchi dalla nascita, e rendere qualcuno un eunuco era una pratica conosciuta nell'antichità. Possiamo capire la terza affermazione in uno di due modi. Il primo è che è semplicemente un'affermazione riguardo a quello che alcuni fanno, senza dare un giudizio morale sull'atto (come pure non Gesù disse che rendere un altro un eunuco fosse giusto o sbagliato). Per esempio, secondo Eusebio (Storia ecclesiastica 6.8.2), Origene di Alessandria, un importante Padre della chiesa, si fece eunuco all'inizio del terzo secondo d.C., credendo che questo versetto fosse un comando letterale di Gesù. Però più tardi nel suo commentario su Matteo, Origene respinse questa interpretazione che aveva ritenuto, e interpretò il brano nel modo spiegato qui sotto. Il secondo modo per capire la terza parte dell'affermazione è in modo metaforico, come il 'comando' di tagliare la mano o il piede oppure di cavare l'occhio (vedi il commento su Mt 18:8-9). Mentre le prime due parti sono letterali, e non hanno a che fare con la capacità data da Dio per vivere da singolo (siccome questi diventano eunuchi involontariamente), la terza parte descrive quelli che lo fanno "a motivo del regno dei cieli", cioè scelgono di diventare eunuchi per il bene del regno di Dio. In senso metaforico, decidono di non sposarsi per dedicarsi di più al servizio della chiesa e della testimonianza nel mondo, senza la preoccupazione di dover servire Dio anche prendendo cura della famiglia. Gesù disse che non tutti erano capaci a fare questa scelta; questa capacità era un dono da Dio. Paolo disse le stesse cose in 1Corinzi 7: la cosa normale è sposarsi (1Cor 7:2), ma alcuni hanno il dono di rimanere non sposati (1Cor 7:7), che concede più tempo per il servizio di Dio fuori del campo familiare (1Cor 7:32-35). Vedi i commenti su 1Corinzi 7:1-9; 1Corinzi 7:17-28.
17 Perché Gesù rimproverò il giovane ricco per averlo chiamato "buono"? Vedi il commento su Marco 10:18.
17 Basta osservare i comandamenti per essere salvati? Vedi il commento su Marco 10:19.
21 È necessario vendere tutto per seguire Gesù? Anche se alcuni nella storia della chiesa lo affermarono, non può essere dedotto da questo brano. Gesù parlava in una situazione particolare ad una certa persona, il giovane ricco. Per lui, l'ostacolo più grande per seguire Gesù era la sua ricchezza. Gesù gli chiese di vendere tutto non perché il denaro era malvagio (1Tim 6:10 - l'amore del denaro è la radice del male, non il denaro), ma perché per il giovane ricco il denaro era più importante di Gesù. E niente vale più di Gesù. Forse anche a noi Gesù chiede di vendere tutto per seguirlo, se per noi il denaro è più importante di seguire Gesù. Se non è così, possiamo seguire Gesù e possedere delle cose. Questa spiegazione non rende l'affermazione di Gesù meno difficile, ma più difficile. Perché probabilmente Gesù ci chiede di rinunciare a qualcos'altro che riteniamo più importante di lui, in cui mettiamo la nostra fiducia o con cui cerchiamo di avere tranquillità o sentirci realizzati. Questo è il senso di "rinunciare a sé stesso, prendere la propria croce e seguire Gesù (Mt 16:24). Forse dovremo rinunciare alla famiglia (Mt 19:29), la carriera, la bella figura, la fama, il potere, il controllo della propria vita, il piacere o il divertimento, l'approvazione degli altri, l'indipendenza, le buone opere, il ministero per Dio, ... La cosa che è più difficile per noi lasciare è quello che Gesù ci chiede di lasciare affinché seguiamo solo lui. Vedi i commenti su Matteo 6:24; Matteo 19:24; Atti 2:44-45.
24 Che cosa vuol dire che è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago? Dopo aver parlato con il giovane ricco, Gesù affermò che è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio. Il significato deve essere che è impossibile, perché è impossibile per un cammello passare attraverso una cruna, almeno per noi. Infatti nel Talmud (trattato Berakhot 55b), un libro ebraico scritto in Babilonia circa 500 anni dopo il tempo di Cristo, un elefante che passa attraverso una cruna di un ago è una metafora per una cosa impossibile; nella Palestina, il cammello era un sostituto naturale per un elefante. E così questo è forse il detto più difficile per noi dell'Occidente di tutto quello che Gesù disse. Ma Dio è l'esperto nel fare cose impossibili, per cui Gesù proseguì (Mt 19:26) che anche se era impossibile agli uomini (sia far passare un cammello attraverso una cruna, sia entrare nel regno di Dio se ricco), era possibile per Dio. Siccome è difficile per noi accettare un insegnamento così duro (come era difficile anche per gli apostoli Mt 19:25), durante la storia alcuni tentativi sono stati fatti per rendere l'insegnamento più accettabile. Per esempio a volte è detto che c'era una porta nelle mura di Gerusalemme chiamata "la cruna dell'ago", attraverso cui era possibile per un cammello passare se si inginocchiava e era senza carico. Quindi sarebbe stato possibile ma difficile, e un ricco sarebbe potuto entrare nel regno sulle ginocchia e senza i propri possessi. Il problema con questa spiegazione è che in realtà una tale porta non esisteva. La storia della porta esiste dal 15o secolo, ma non c'è nessuna evidenza storica della porta. Probabilmente la storia fu inventata per evitare l'insegnamento duro di Gesù, ed è stata tramandata fin ad oggi. Similmente per la spiegazione che le porte grandi delle mura contenevano anche una piccola porta attraverso cui un uomo poteva passare quando la porta principale era chiusa, ma non un cammello. Di nuovo, non c'è nessuna evidenza che una tale porta si chiamava 'cruna' in antichità. Un'altra spiegazione è che in greco cammello (άìçëïò, kamçlos) e cavo (êάìéëïò, kamilos) sono simili. Siccome 'cavo' sarebbe più naturale di 'cammello' in questo contesto, forse era nel testo originale ma un errore entrò nel testo durante la sua trasmissione. Infatti alcuni manoscritti leggono "cavo" invece di "cammello". Ma 'cammello' è la lettura più probabile del testo originale, perché l'evidenza della stramaggioranza dei manoscritti è per 'cammello', ed è molto più facile capire perché 'cammello' fu cambiato in 'cavo' che capire perché 'cavo' fu cambiato in 'cammello'. In ogni caso è altrettanto impossibile per un cavo passare attraversare una cruna quanto per un cammello, per cui il significato dell'affermazione cambia poco. Vedi i commenti su Matteo 19:21; Matteo 19:24; Atti 2:44-45.
Alla fine del suo insegnamento sul matrimonio, i discepoli dissero che, siccome non si poteva divorziare la moglie, non conveniva sposarsi. Gesù rispose che non tutti erano capaci di vivere da singolo, senza sposarsi, ma solo quelli ai quali era data questa capacità. Infatti, aggiunse, alcuni erano nati eunuchi, altri erano fatti eunuchi dagli altri, e altri si facevano eunuchi a motivo del regno dei cieli.
Non è difficile capire le prime due parti dell'affermazione. Alcuni sono eunuchi dalla nascita, e rendere qualcuno un eunuco era una pratica conosciuta nell'antichità. Possiamo capire la terza affermazione in uno di due modi.
Il primo è che è semplicemente un'affermazione riguardo a quello che alcuni fanno, senza dare un giudizio morale sull'atto (come pure non Gesù disse che rendere un altro un eunuco fosse giusto o sbagliato). Per esempio, secondo Eusebio (Storia ecclesiastica 6.8.2), Origene di Alessandria, un importante Padre della chiesa, si fece eunuco all'inizio del terzo secondo d.C., credendo che questo versetto fosse un comando letterale di Gesù. Però più tardi nel suo commentario su Matteo, Origene respinse questa interpretazione che aveva ritenuto, e interpretò il brano nel modo spiegato qui sotto.
Il secondo modo per capire la terza parte dell'affermazione è in modo metaforico, come il 'comando' di tagliare la mano o il piede oppure di cavare l'occhio (vedi il commento su Mt 18:8-9). Mentre le prime due parti sono letterali, e non hanno a che fare con la capacità data da Dio per vivere da singolo (siccome questi diventano eunuchi involontariamente), la terza parte descrive quelli che lo fanno "a motivo del regno dei cieli", cioè scelgono di diventare eunuchi per il bene del regno di Dio. In senso metaforico, decidono di non sposarsi per dedicarsi di più al servizio della chiesa e della testimonianza nel mondo, senza la preoccupazione di dover servire Dio anche prendendo cura della famiglia. Gesù disse che non tutti erano capaci a fare questa scelta; questa capacità era un dono da Dio. Paolo disse le stesse cose in 1Corinzi 7: la cosa normale è sposarsi (1Cor 7:2), ma alcuni hanno il dono di rimanere non sposati (1Cor 7:7), che concede più tempo per il servizio di Dio fuori del campo familiare (1Cor 7:32-35). Vedi i commenti su 1Corinzi 7:1-9; 1Corinzi 7:17-28.
17 Perché Gesù rimproverò il giovane ricco per averlo chiamato "buono"?
Vedi il commento su Marco 10:18.
17 Basta osservare i comandamenti per essere salvati?
Vedi il commento su Marco 10:19.
21 È necessario vendere tutto per seguire Gesù?
Anche se alcuni nella storia della chiesa lo affermarono, non può essere dedotto da questo brano. Gesù parlava in una situazione particolare ad una certa persona, il giovane ricco. Per lui, l'ostacolo più grande per seguire Gesù era la sua ricchezza. Gesù gli chiese di vendere tutto non perché il denaro era malvagio (1Tim 6:10 - l'amore del denaro è la radice del male, non il denaro), ma perché per il giovane ricco il denaro era più importante di Gesù. E niente vale più di Gesù. Forse anche a noi Gesù chiede di vendere tutto per seguirlo, se per noi il denaro è più importante di seguire Gesù. Se non è così, possiamo seguire Gesù e possedere delle cose. Questa spiegazione non rende l'affermazione di Gesù meno difficile, ma più difficile. Perché probabilmente Gesù ci chiede di rinunciare a qualcos'altro che riteniamo più importante di lui, in cui mettiamo la nostra fiducia o con cui cerchiamo di avere tranquillità o sentirci realizzati. Questo è il senso di "rinunciare a sé stesso, prendere la propria croce e seguire Gesù (Mt 16:24). Forse dovremo rinunciare alla famiglia (Mt 19:29), la carriera, la bella figura, la fama, il potere, il controllo della propria vita, il piacere o il divertimento, l'approvazione degli altri, l'indipendenza, le buone opere, il ministero per Dio, ... La cosa che è più difficile per noi lasciare è quello che Gesù ci chiede di lasciare affinché seguiamo solo lui.
Vedi i commenti su Matteo 6:24; Matteo 19:24; Atti 2:44-45.
24 Che cosa vuol dire che è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago?
Dopo aver parlato con il giovane ricco, Gesù affermò che è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio. Il significato deve essere che è impossibile, perché è impossibile per un cammello passare attraverso una cruna, almeno per noi. Infatti nel Talmud (trattato Berakhot 55b), un libro ebraico scritto in Babilonia circa 500 anni dopo il tempo di Cristo, un elefante che passa attraverso una cruna di un ago è una metafora per una cosa impossibile; nella Palestina, il cammello era un sostituto naturale per un elefante. E così questo è forse il detto più difficile per noi dell'Occidente di tutto quello che Gesù disse. Ma Dio è l'esperto nel fare cose impossibili, per cui Gesù proseguì (Mt 19:26) che anche se era impossibile agli uomini (sia far passare un cammello attraverso una cruna, sia entrare nel regno di Dio se ricco), era possibile per Dio.
Siccome è difficile per noi accettare un insegnamento così duro (come era difficile anche per gli apostoli Mt 19:25), durante la storia alcuni tentativi sono stati fatti per rendere l'insegnamento più accettabile. Per esempio a volte è detto che c'era una porta nelle mura di Gerusalemme chiamata "la cruna dell'ago", attraverso cui era possibile per un cammello passare se si inginocchiava e era senza carico. Quindi sarebbe stato possibile ma difficile, e un ricco sarebbe potuto entrare nel regno sulle ginocchia e senza i propri possessi. Il problema con questa spiegazione è che in realtà una tale porta non esisteva. La storia della porta esiste dal 15o secolo, ma non c'è nessuna evidenza storica della porta. Probabilmente la storia fu inventata per evitare l'insegnamento duro di Gesù, ed è stata tramandata fin ad oggi. Similmente per la spiegazione che le porte grandi delle mura contenevano anche una piccola porta attraverso cui un uomo poteva passare quando la porta principale era chiusa, ma non un cammello. Di nuovo, non c'è nessuna evidenza che una tale porta si chiamava 'cruna' in antichità. Un'altra spiegazione è che in greco cammello (άìçëïò, kamçlos) e cavo (êάìéëïò, kamilos) sono simili. Siccome 'cavo' sarebbe più naturale di 'cammello' in questo contesto, forse era nel testo originale ma un errore entrò nel testo durante la sua trasmissione. Infatti alcuni manoscritti leggono "cavo" invece di "cammello". Ma 'cammello' è la lettura più probabile del testo originale, perché l'evidenza della stramaggioranza dei manoscritti è per 'cammello', ed è molto più facile capire perché 'cammello' fu cambiato in 'cavo' che capire perché 'cavo' fu cambiato in 'cammello'. In ogni caso è altrettanto impossibile per un cavo passare attraversare una cruna quanto per un cammello, per cui il significato dell'affermazione cambia poco.
Vedi i commenti su Matteo 19:21; Matteo 19:24; Atti 2:44-45.