1 Se l'astrologia è sbagliata, perché Dio guidò i Magi con le stelle? La condanna dell'astrologia (e di altre forme di divinazione) da parte della Bibbia è chiara, per esempio Lev 19:26; Dt 18:10; Is 8:19. Quello che è meno chiaro è chi erano i Magi, e quello che fecero esattamente. Anche se i Magi probabilmente usavano l'astrologia, non erano soltanto astrologi; sembravano di essere anche sacerdoti, maghi e interpreti di sogni. Appaiono con questi ruoli nei primi due capitoli di Daniele. Matteo non dice che usarono l'astrologia per predire il tempo e il luogo della nascita del re dei Giudei. Dice invece che videro la stella del re in Oriente. Ci sono state nella storia molte spiegazioni astronomiche di questa stella, per esempio una congiunzione di pianeti, una supernova e una cometa. Dato il comportamento della stella in Mt 2:9, è probabile che fosse un evento sovrannaturale e non astronomico. In ogni caso, i magi videro questa stella straordinaria e capirono che la stella annunciava la nascita del re dei Giudei. Non usarono le stelle per predire la nascita di Gesù e certamente le stelle non determinarono il destino di Gesù (come l'astrologia e soprattutto l'oroscopo insegnano) - anzi il contrario, Gesù è il Creatore delle stelle e determina il loro destino.
6 Matteo dà una citazione sbagliata da Michea? L'intento di Matteo in questo versetto non è di citare esattamente Mi 5:1 (5:2 in alcune versioni), ma di parafrasare quello che il versetto insegna, anzi quello che l'Antico Testamento insegna, sulla nascita del Messia. Ci sono alcune indicazioni che è così. Prima di tutto, in realtà questa citazione non è un'affermazione di Matteo, ma dei capi dei sacerdoti e dagli scribi a Erode. Erode chiese dove il Cristo (cioè il Messia) sarebbe nato, e i capi risposero dicendo quello che l'Antico Testamento dice. Quindi non possiamo dare la colpa a Matteo per eventuali differenze fra il suo testo e quello di Michea. Secondo, una frase della citazione ("che pascerà il mio popolo") in realtà non è da Michea, ma 2Sam 5:2. Questo metodo di unire diversi brani con un tema comune era comune fra i Giudei (vedi i commenti su Marco 1:2-3; Matteo 27:9-10), e indica che Matteo (o i capi) non voleva dare una citazione precisa, ma un riassunto dell'insegnamento dell'Antico Testamento. Ci sono altri due cambiamenti importanti nel testo. Matteo chiama Betlemme "terra di Giuda", mentre in Michea è "Efrata". Il senso però rimane uguale, perché è sempre un riferimento a Betlemme. Efrata era un altro nome di Betlemme, mentre Giuda era l'area di cui faceva parte. Matteo scelse "terra di Giuda" quando parafrasò il testo, forse per localizzare meglio il paese, forse per seguire l'affermazione dei capi in Mt 2:5. Un cambiamento più grande è l'inserimento di un negativo: invece di "piccola" Matteo scrisse "non sei affatto la minima". Di solito un negativo inverte il significato di una frase, ma in questo caso cambia solo il punto che è sottolineato. Michea disse che Betlemme era piccola ma ci sarebbe nato comunque il Messia; Matteo disse che nonostante il fatto che era piccola, era importante perché ci nacque il Messia. Vedi la domanda generale, "Il Nuovo Testamento sembra di sbagliare spesso quando cita l'Antico Testamento".
11 Dove nacque Gesù? Come si sa, Gesù nacque in una stalla a Betlemme, come Luca racconta (Lu 2:7). Però, Mt 2:11 dice che i magi videro Gesù in una casa. Ciò contraddice l'immagine comune della nascita di Gesù, che è espressa per esempio nei presepi, ma non quello che la Bibbia dice della nascita di Gesù. La realtà è che i magi non vennero per la nascita di Gesù, ma dopo. Possibilmente nel tempo fra la nascita e la presentazione di Gesù al tempio a Gerusalemme in Lu 2:21-24, ma anche possibilmente dopo la presentazione (in quel caso, la famiglia sarebbe ritornata a Betlemme dopo la presentazione). Secondo la Bibbia, i magi non erano alla nascita nella stalla. Lo si capisce dal fatto che in Mt 2:1, i magi arrivarono a Gerusalemme dichiarando che Gesù era già nato. Poi Erode doveva chiamare i capi per sapere dove il Messia sarebbe nato, poi chiamò i magi, che dovevano poi viaggiare fino a Betlemme. Tutto questo non era possibile in un giorno. Infatti, è possibile che i magi arrivassero molto tempo dopo la nascita di Gesù, siccome Erode fece uccidere tutti i bambini dall'età di due anni in giù, perché i magi avevano detto che Gesù era nato in quel periodo (Mt 2:16). Luca 2:39 dice che dopo la presentazione, la famiglia di Gesù andò a Nazaret nella Galilea. Però ciò non significa necessariamente subito dopo. Infatti la fuga di Egitto fino alla morte di Erode (Mt 2:13-15) deve essere inclusa in questo periodo fra la presentazione e il trasferimento a Nazaret.
23 Quale profeta disse che Gesù sarebbe chiamato Nazareno? Il versetto dice che Giuseppe, con Gesù, "venne ad abitare in una città detta Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti, che egli sarebbe stato chiamato Nazareno." Questa citazione è difficile, perché in realtà non c'è un profeta dell'Antico Testamento che lo dice. Prima di cercare di spiegare questo fatto, è utile osservare che Matteo introduce questa citazione in un modo diverso, in confronto con le altre citazioni (Mt 1:23, 2:6,15,18). Usa il plurale "dai profeti" invece di "dal profeta", e omette il verbo "dicendo", mettendo invece "che", che può introdurre una citazione diretta (come la C.E.I. traduce questo versetto), ma anche una citazione indiretta, cioè un riassunto invece di esattamente le stesse parole del profeta. Così sembra che Matteo abbia saputo che non era una citazione dall'Antico Testamento. Notiamo anche che la profezia è adempiuta dal fatto che Gesù andò ad abitare a Nazaret. Così probabilmente dobbiamo capire "Nazareno" come l'aggettivo "di Nazaret", sebbene ci fosse un'altra parola usata di solita con quel senso (Íáæáñçíόò, Nazarçnos come Lu 4:34; 24:19 invece di Íáæùñáῖïò, Nazôraios come questo versetto). Alcuni propongono che questa parola in Matteo si derivi da una forma aramaica, ma non lo sappiamo. Rimane solo a capire in che senso il fatto che Gesù abitava a Nazaret era un adempimento dell'AT. Sappiamo che Nazaret era una città disprezzata (Gv 1:46, 7:42,52; At 24:5 è probabilmente un insulto). Così, secondo questa teoria, Matteo non voleva dire che un profeta profetizzò che Gesù avrebbe abitato a Nazaret. Piuttosto, dice che i profeti, in generale, preannunciarono che il Messia sarebbe stato disprezzato (per esempio Sal 22:6-8,13; 69:8,20-21; Is 11:1; 49:7; 53:2-3,8; Dan 9:26). Un'alternativa popolare a questa interpretazione è che Matteo pensava all'adempimento di versetti come Giudic 13:5,7; 16:7, e che Gesù era un nazireo, un secondo Sansone. La difficoltà con questa interpretazione è che è difficile capire in che senso il fatto che Gesù andò a Nazaret era un adempimento di questa profezia.
La condanna dell'astrologia (e di altre forme di divinazione) da parte della Bibbia è chiara, per esempio Lev 19:26; Dt 18:10; Is 8:19. Quello che è meno chiaro è chi erano i Magi, e quello che fecero esattamente. Anche se i Magi probabilmente usavano l'astrologia, non erano soltanto astrologi; sembravano di essere anche sacerdoti, maghi e interpreti di sogni. Appaiono con questi ruoli nei primi due capitoli di Daniele. Matteo non dice che usarono l'astrologia per predire il tempo e il luogo della nascita del re dei Giudei. Dice invece che videro la stella del re in Oriente. Ci sono state nella storia molte spiegazioni astronomiche di questa stella, per esempio una congiunzione di pianeti, una supernova e una cometa. Dato il comportamento della stella in Mt 2:9, è probabile che fosse un evento sovrannaturale e non astronomico. In ogni caso, i magi videro questa stella straordinaria e capirono che la stella annunciava la nascita del re dei Giudei. Non usarono le stelle per predire la nascita di Gesù e certamente le stelle non determinarono il destino di Gesù (come l'astrologia e soprattutto l'oroscopo insegnano) - anzi il contrario, Gesù è il Creatore delle stelle e determina il loro destino.
6 Matteo dà una citazione sbagliata da Michea?
L'intento di Matteo in questo versetto non è di citare esattamente Mi 5:1 (5:2 in alcune versioni), ma di parafrasare quello che il versetto insegna, anzi quello che l'Antico Testamento insegna, sulla nascita del Messia. Ci sono alcune indicazioni che è così. Prima di tutto, in realtà questa citazione non è un'affermazione di Matteo, ma dei capi dei sacerdoti e dagli scribi a Erode. Erode chiese dove il Cristo (cioè il Messia) sarebbe nato, e i capi risposero dicendo quello che l'Antico Testamento dice. Quindi non possiamo dare la colpa a Matteo per eventuali differenze fra il suo testo e quello di Michea. Secondo, una frase della citazione ("che pascerà il mio popolo") in realtà non è da Michea, ma 2Sam 5:2. Questo metodo di unire diversi brani con un tema comune era comune fra i Giudei (vedi i commenti su Marco 1:2-3; Matteo 27:9-10), e indica che Matteo (o i capi) non voleva dare una citazione precisa, ma un riassunto dell'insegnamento dell'Antico Testamento.
Ci sono altri due cambiamenti importanti nel testo. Matteo chiama Betlemme "terra di Giuda", mentre in Michea è "Efrata". Il senso però rimane uguale, perché è sempre un riferimento a Betlemme. Efrata era un altro nome di Betlemme, mentre Giuda era l'area di cui faceva parte. Matteo scelse "terra di Giuda" quando parafrasò il testo, forse per localizzare meglio il paese, forse per seguire l'affermazione dei capi in Mt 2:5. Un cambiamento più grande è l'inserimento di un negativo: invece di "piccola" Matteo scrisse "non sei affatto la minima". Di solito un negativo inverte il significato di una frase, ma in questo caso cambia solo il punto che è sottolineato. Michea disse che Betlemme era piccola ma ci sarebbe nato comunque il Messia; Matteo disse che nonostante il fatto che era piccola, era importante perché ci nacque il Messia.
Vedi la domanda generale, "Il Nuovo Testamento sembra di sbagliare spesso quando cita l'Antico Testamento".
11 Dove nacque Gesù?
Come si sa, Gesù nacque in una stalla a Betlemme, come Luca racconta (Lu 2:7). Però, Mt 2:11 dice che i magi videro Gesù in una casa. Ciò contraddice l'immagine comune della nascita di Gesù, che è espressa per esempio nei presepi, ma non quello che la Bibbia dice della nascita di Gesù. La realtà è che i magi non vennero per la nascita di Gesù, ma dopo. Possibilmente nel tempo fra la nascita e la presentazione di Gesù al tempio a Gerusalemme in Lu 2:21-24, ma anche possibilmente dopo la presentazione (in quel caso, la famiglia sarebbe ritornata a Betlemme dopo la presentazione). Secondo la Bibbia, i magi non erano alla nascita nella stalla. Lo si capisce dal fatto che in Mt 2:1, i magi arrivarono a Gerusalemme dichiarando che Gesù era già nato. Poi Erode doveva chiamare i capi per sapere dove il Messia sarebbe nato, poi chiamò i magi, che dovevano poi viaggiare fino a Betlemme. Tutto questo non era possibile in un giorno. Infatti, è possibile che i magi arrivassero molto tempo dopo la nascita di Gesù, siccome Erode fece uccidere tutti i bambini dall'età di due anni in giù, perché i magi avevano detto che Gesù era nato in quel periodo (Mt 2:16).
Luca 2:39 dice che dopo la presentazione, la famiglia di Gesù andò a Nazaret nella Galilea. Però ciò non significa necessariamente subito dopo. Infatti la fuga di Egitto fino alla morte di Erode (Mt 2:13-15) deve essere inclusa in questo periodo fra la presentazione e il trasferimento a Nazaret.
23 Quale profeta disse che Gesù sarebbe chiamato Nazareno?
Il versetto dice che Giuseppe, con Gesù, "venne ad abitare in una città detta Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti, che egli sarebbe stato chiamato Nazareno." Questa citazione è difficile, perché in realtà non c'è un profeta dell'Antico Testamento che lo dice. Prima di cercare di spiegare questo fatto, è utile osservare che Matteo introduce questa citazione in un modo diverso, in confronto con le altre citazioni (Mt 1:23, 2:6,15,18). Usa il plurale "dai profeti" invece di "dal profeta", e omette il verbo "dicendo", mettendo invece "che", che può introdurre una citazione diretta (come la C.E.I. traduce questo versetto), ma anche una citazione indiretta, cioè un riassunto invece di esattamente le stesse parole del profeta. Così sembra che Matteo abbia saputo che non era una citazione dall'Antico Testamento.
Notiamo anche che la profezia è adempiuta dal fatto che Gesù andò ad abitare a Nazaret. Così probabilmente dobbiamo capire "Nazareno" come l'aggettivo "di Nazaret", sebbene ci fosse un'altra parola usata di solita con quel senso (Íáæáñçíόò, Nazarçnos come Lu 4:34; 24:19 invece di Íáæùñáῖïò, Nazôraios come questo versetto). Alcuni propongono che questa parola in Matteo si derivi da una forma aramaica, ma non lo sappiamo. Rimane solo a capire in che senso il fatto che Gesù abitava a Nazaret era un adempimento dell'AT. Sappiamo che Nazaret era una città disprezzata (Gv 1:46, 7:42,52; At 24:5 è probabilmente un insulto). Così, secondo questa teoria, Matteo non voleva dire che un profeta profetizzò che Gesù avrebbe abitato a Nazaret. Piuttosto, dice che i profeti, in generale, preannunciarono che il Messia sarebbe stato disprezzato (per esempio Sal 22:6-8,13; 69:8,20-21; Is 11:1; 49:7; 53:2-3,8; Dan 9:26).
Un'alternativa popolare a questa interpretazione è che Matteo pensava all'adempimento di versetti come Giudic 13:5,7; 16:7, e che Gesù era un nazireo, un secondo Sansone. La difficoltà con questa interpretazione è che è difficile capire in che senso il fatto che Gesù andò a Nazaret era un adempimento di questa profezia.