4 Perché Gesù disse a molti di non dire che era il Cristo? Vedi il commento su Matteo 16:20.
5 Chi chiese a Gesù di guarire il servo del centurione? Il centurione mandò degli anziani e poi degli amici a Gesù, come Lu 7:3,6 raccontano. Però, era normale in quella cultura fare una richiesta attraverso altre persone. C'erano due motivi per questa pratica: per ridurre la vergogna, soprattutto nel caso di una risposta negativa, e per aumentare la probabilità di successo mandando qualcuno più accettabile (come gli anziani dei Giudei). Quando un inviato parlò per chi lo aveva mandato, era come se quello che aveva mandato parlasse. Quindi in pratica il centurione stesso fece la richiesta (attraverso gli altri), come Mt 8:5 racconta. Per un altro esempio, vedi il commento su Mt 20:20. Similmente, i discepoli battezzavano nel nome di Gesù, che contava come se lo facesse Gesù, anche se in realtà Gesù non battezzò nessuno (Gv 4:1-2).
22 Come possono i morti seppellire i loro morti? Quando un discepolo chiese a Gesù di poter andare a seppellire il padre prima di seguire Gesù, Gesù rispose che doveva invece seguirlo, lasciando che i morti seppellissero i loro morti. La prima difficoltà è che il detto sembra di non aver senso: i morti non possono seppellire nessuno. Per questo motivo dobbiamo interpretare la frase nel senso che quelli che sono morti spiritualmente devono seppellire (fisicamente) i morti. Quelli con la vera vita, cioè quelli che seguono Gesù, hanno altre priorità (come Gesù disse nella versione più completa di questa risposta in Lu 9:60) e possono lasciare la gestione della vita normale agli altri. Questo è il senso di Mt 10:35,37: Gesù divide la famiglia, perché lui è più importante di qualsiasi altro legame. Questo è la seconda difficoltà: sembra un'affermazione troppo dura! Anche se è difficile per noi, era ancora più difficile nel suo contesto culturale, dove i doveri famigliari erano molto più importanti. Soprattutto il dovere di onorare i parenti (e in modo particolare i genitori) con un seppellimento giusto. Gesù non diceva che la famiglia era sbagliata, solo che lui era più importante. Lui stava creando una famiglia, di tutti quelli che lo seguivano (Mt 10:48-50), e i primi doveri dovevano essere verso questa nuova famiglia. Il discepolato cristiano richiede un impegno totale e completo per Cristo. Questo tipo di impegno è molto difficile; se non pensiamo che lo sia, non abbiamo capito quello che Gesù richiede da noi. Però, non dobbiamo estrapolare da questo caso particolare una regola assoluta e universale, e dire che un discepolo cristiano non può mai andare ad un funerale. Come nel caso del giovani ricco (Mt 19:21), Gesù identificò nell'uomo l'impedimento più grande per seguirlo totalmente, senza riserva. Con questo non voglio diminuire la forza di quello che Gesù disse. Anzi, bisogna renderlo più forte ancora. Dobbiamo chiederci, "Quale cosa sarebbe difficile per me non fare, lasciare o rinunciare, se Gesù mi chiedesse di lasciarlo?" Forse è il seppellimento del padre, ma forse è il denaro, o forse un'altra cosa. E poi dobbiamo renderci conto che Gesù già ci chiede di lasciare quella cosa, se è più importante di seguire lui.
28 Quanti indemoniati furono guariti? Matteo ha una caratteristica strana di raddoppiare alcuni elementi in confronto con gli altri Vangeli: Gesù guarì due indemoniati (Mt 8:28) invece di uno (Mc 5:2; Lu 8:27); due volte guarì due ciechi (Mt 9:27; 20:30) invece di uno (Mc 10:46; Lu 18:35; però Mc 8:22 è una guarigione diversa); e entrò a Gerusalemme su due asini (Mt 21:2,7) invece di uno (Mc 11:2,7; Lu 19:30,35; Gv 12:14). Nessuno ha mai dato una buona spiegazione di questa caratteristica; sembra di essere casuale. Ma conviene considerare tutti questi brani insieme. In questi casi, Matteo racconta la situazione in modo più completo, cioè c'erano due uomini. Gli altri scrittori concentrano l'attenzione su solo uno degli uomini, forse perché era più importante (per esempio, forse Marco sapeva il nome di solo uno dei ciechi Mc 10:46) o per non confondere con dettagli non necessari. In questo senso, gli altri racconti sono meno completi, ma non per questo sono sbagliati né contraddicono Matteo. È come se dicessimo, "Ho visto Mario al supermercato oggi". Abbiamo sicuramente visto anche altre persone, e forse anche la moglie di Mario era con lui, ma volevamo raccontare solo di Mario. Nel caso dell'asino, possiamo capire perché Matteo raccontò di più. Tutti gli scrittori dei Vangeli sono d'accordo che Gesù entrò in Gerusalemme su un puledro d'asino. Ma Matteo aggiunse che c'era anche la madre del puledro (forse per tranquillizzare il puledro, sopra cui nessuno era mai montato), perché voleva sottolineare l'adempimento di Zac 9:9. Marco e Luca, che non si riferirono alla profezia, semplificarono il racconto menzionando solo il puledro, senza negare la presenza di altri asini. Giovanni invece accorcia la citazione di Zaccaria e menziona solo il puledro.
31 Perché Gesù non pensò ai porci? Per noi adesso, sembra strano che Gesù abbia permesso la distruzione di duemila porci. O almeno, che Gesù non abbia pensato ai proprietari dei porci, che subirono una grande perdita. Ma per capire quello che succedette, dobbiamo pensare come pensavano le persone di allora, e in modo particolare, come pensava Gesù. Prima di tutto, i porci erano animali impuri secondo la legge di Mosè. La Decapoli, dove si svolse questo avvenimento, era una zona gentile, cioè non Giudea (che spiega perché c'era un allevamento di porci; in Israele sarebbe stato impossibile), ma ciò non toglie il fatto che i porci aveva meno valore (tranne economico) di altri animali. E in ogni caso, per Gesù erano meno importanti di persone, ed era meglio che i demoni distruggessero la vita dei porci che la vita degli uomini. Inoltre, Gesù scacciò i demoni nel contesto della continua battaglia spirituale. Dio sconfiggerà Satana e i suoi demoni, che saranno tormentati per sempre, ma attualmente possono continuare la loro opera distruttiva, benché sempre sotto la sovranità, il controllo e l'onnipotenza di Dio. Così i demoni chiesero a Gesù, "Sei venuto qua prima del tempo a tormentarci?" (Mt 8:29), cioè "Già adesso è arrivato la nostra sconfitta definitiva?" La risposta intesa è di no, e Gesù permise loro di continuare a distruggere fino al momento del giudizio. Furono i demoni che decisero di distruggere i porci, non Gesù, sebbene Gesù non fosse ingannato e permettesse che i demoni entrassero nei porci, come permette e concede ogni opera del male ancora oggi.
Vedi il commento su Matteo 16:20.
5 Chi chiese a Gesù di guarire il servo del centurione?
Il centurione mandò degli anziani e poi degli amici a Gesù, come Lu 7:3,6 raccontano. Però, era normale in quella cultura fare una richiesta attraverso altre persone. C'erano due motivi per questa pratica: per ridurre la vergogna, soprattutto nel caso di una risposta negativa, e per aumentare la probabilità di successo mandando qualcuno più accettabile (come gli anziani dei Giudei). Quando un inviato parlò per chi lo aveva mandato, era come se quello che aveva mandato parlasse. Quindi in pratica il centurione stesso fece la richiesta (attraverso gli altri), come Mt 8:5 racconta. Per un altro esempio, vedi il commento su Mt 20:20. Similmente, i discepoli battezzavano nel nome di Gesù, che contava come se lo facesse Gesù, anche se in realtà Gesù non battezzò nessuno (Gv 4:1-2).
22 Come possono i morti seppellire i loro morti?
Quando un discepolo chiese a Gesù di poter andare a seppellire il padre prima di seguire Gesù, Gesù rispose che doveva invece seguirlo, lasciando che i morti seppellissero i loro morti. La prima difficoltà è che il detto sembra di non aver senso: i morti non possono seppellire nessuno. Per questo motivo dobbiamo interpretare la frase nel senso che quelli che sono morti spiritualmente devono seppellire (fisicamente) i morti. Quelli con la vera vita, cioè quelli che seguono Gesù, hanno altre priorità (come Gesù disse nella versione più completa di questa risposta in Lu 9:60) e possono lasciare la gestione della vita normale agli altri. Questo è il senso di Mt 10:35,37: Gesù divide la famiglia, perché lui è più importante di qualsiasi altro legame. Questo è la seconda difficoltà: sembra un'affermazione troppo dura! Anche se è difficile per noi, era ancora più difficile nel suo contesto culturale, dove i doveri famigliari erano molto più importanti. Soprattutto il dovere di onorare i parenti (e in modo particolare i genitori) con un seppellimento giusto.
Gesù non diceva che la famiglia era sbagliata, solo che lui era più importante. Lui stava creando una famiglia, di tutti quelli che lo seguivano (Mt 10:48-50), e i primi doveri dovevano essere verso questa nuova famiglia. Il discepolato cristiano richiede un impegno totale e completo per Cristo. Questo tipo di impegno è molto difficile; se non pensiamo che lo sia, non abbiamo capito quello che Gesù richiede da noi. Però, non dobbiamo estrapolare da questo caso particolare una regola assoluta e universale, e dire che un discepolo cristiano non può mai andare ad un funerale. Come nel caso del giovani ricco (Mt 19:21), Gesù identificò nell'uomo l'impedimento più grande per seguirlo totalmente, senza riserva. Con questo non voglio diminuire la forza di quello che Gesù disse. Anzi, bisogna renderlo più forte ancora. Dobbiamo chiederci, "Quale cosa sarebbe difficile per me non fare, lasciare o rinunciare, se Gesù mi chiedesse di lasciarlo?" Forse è il seppellimento del padre, ma forse è il denaro, o forse un'altra cosa. E poi dobbiamo renderci conto che Gesù già ci chiede di lasciare quella cosa, se è più importante di seguire lui.
28 Quanti indemoniati furono guariti?
Matteo ha una caratteristica strana di raddoppiare alcuni elementi in confronto con gli altri Vangeli: Gesù guarì due indemoniati (Mt 8:28) invece di uno (Mc 5:2; Lu 8:27); due volte guarì due ciechi (Mt 9:27; 20:30) invece di uno (Mc 10:46; Lu 18:35; però Mc 8:22 è una guarigione diversa); e entrò a Gerusalemme su due asini (Mt 21:2,7) invece di uno (Mc 11:2,7; Lu 19:30,35; Gv 12:14). Nessuno ha mai dato una buona spiegazione di questa caratteristica; sembra di essere casuale. Ma conviene considerare tutti questi brani insieme.
In questi casi, Matteo racconta la situazione in modo più completo, cioè c'erano due uomini. Gli altri scrittori concentrano l'attenzione su solo uno degli uomini, forse perché era più importante (per esempio, forse Marco sapeva il nome di solo uno dei ciechi Mc 10:46) o per non confondere con dettagli non necessari. In questo senso, gli altri racconti sono meno completi, ma non per questo sono sbagliati né contraddicono Matteo. È come se dicessimo, "Ho visto Mario al supermercato oggi". Abbiamo sicuramente visto anche altre persone, e forse anche la moglie di Mario era con lui, ma volevamo raccontare solo di Mario.
Nel caso dell'asino, possiamo capire perché Matteo raccontò di più. Tutti gli scrittori dei Vangeli sono d'accordo che Gesù entrò in Gerusalemme su un puledro d'asino. Ma Matteo aggiunse che c'era anche la madre del puledro (forse per tranquillizzare il puledro, sopra cui nessuno era mai montato), perché voleva sottolineare l'adempimento di Zac 9:9. Marco e Luca, che non si riferirono alla profezia, semplificarono il racconto menzionando solo il puledro, senza negare la presenza di altri asini. Giovanni invece accorcia la citazione di Zaccaria e menziona solo il puledro.
31 Perché Gesù non pensò ai porci?
Per noi adesso, sembra strano che Gesù abbia permesso la distruzione di duemila porci. O almeno, che Gesù non abbia pensato ai proprietari dei porci, che subirono una grande perdita. Ma per capire quello che succedette, dobbiamo pensare come pensavano le persone di allora, e in modo particolare, come pensava Gesù.
Prima di tutto, i porci erano animali impuri secondo la legge di Mosè. La Decapoli, dove si svolse questo avvenimento, era una zona gentile, cioè non Giudea (che spiega perché c'era un allevamento di porci; in Israele sarebbe stato impossibile), ma ciò non toglie il fatto che i porci aveva meno valore (tranne economico) di altri animali. E in ogni caso, per Gesù erano meno importanti di persone, ed era meglio che i demoni distruggessero la vita dei porci che la vita degli uomini.
Inoltre, Gesù scacciò i demoni nel contesto della continua battaglia spirituale. Dio sconfiggerà Satana e i suoi demoni, che saranno tormentati per sempre, ma attualmente possono continuare la loro opera distruttiva, benché sempre sotto la sovranità, il controllo e l'onnipotenza di Dio. Così i demoni chiesero a Gesù, "Sei venuto qua prima del tempo a tormentarci?" (Mt 8:29), cioè "Già adesso è arrivato la nostra sconfitta definitiva?" La risposta intesa è di no, e Gesù permise loro di continuare a distruggere fino al momento del giudizio. Furono i demoni che decisero di distruggere i porci, non Gesù, sebbene Gesù non fosse ingannato e permettesse che i demoni entrassero nei porci, come permette e concede ogni opera del male ancora oggi.