Le bugie di Abraamo (Gen 12:10-20; 20:1-18)
Nota: Questo è l'unico studio di questa serie in cui il testo biblico non è considerato nell'ordine biblico. È anche lo studio con il testo biblico più lungo. Ma conviene considerare i due racconti insieme, per sottolineare il loro messaggio. È infatti propria la ripetizione che rafforza l'insegnamento dei capitoli.
Scopo
Riflettere su come le nostre mancanze non possono frustrare i propositi di Dio, anzi Dio le può usare per adempiere i suoi propositi.
Appunti
Somiglianze nei due racconti: Abraamo e Sara hanno soggiornato in un altro paese; Abraamo ha detto a Sara di dire di essere sua sorella; il re voleva Sara; Dio ha minacciato o colpito il re; il re ha sgridato Abraamo per la sua bugia e per avergli fatto male; il re ha dato ad Abraamo degli animali.
Minacce alla promessa: Abraamo ha lasciato la terra promessa ed è andato in altri paesi che non erano dove sarebbero stato benedetto; gli Egiziani potevano uccidere Abraamo (secondo lui; ma siccome Dio aveva promesso di benedirlo non era una minaccia vera); la promessa era che Abraamo sarebbe diventato una grande nazione, ma se sua moglie diventasse la moglie di un altro re, i figli di Sara sarebbero diventati di un'altra nazione; Abraamo doveva essere una benedizione alle altre nazioni, ma invece è una maledizione (anche se in Gen 20:17 ritorna al suo ruolo di benedire) ed è benedetto ricevendo doni dall'Egitto (rifiuta tali doni in Gen 14:23).
Nota che c'è un terzo racconto simile in Gen 26, quando Isacco è andato nella Filistea con sua moglie Rebecca. La differenza è che Dio ha mandato Isacco nella Filistea, per cui è una minaccia minore alla promessa in confronto con i due racconti di Abraamo.
Per una mente occidentale e/o logica, il racconto del capitolo 20 è superfluo - e poi c'è anche il capitolo 26. L'autore ha già spiegato una volta il suo punto, perché lo ripete? Invece nella sua cultura, in cui la verità viene insegnata spesso non in modo esplicito ma attraverso dei racconti, la ripetizione è importante. Invece di dire, "Dio agisce sempre in questo modo", si può raccontare due volte quando Dio ha agito in questo modo. Nota che la poesia ebraica funziona in un modo simile: non è la ripetizione del suono per fare rima che conta, ma la ripetizione di un'idea (con un parallelo, un contrasto, un progresso) da una riga alla prossima.
In questi brani, vediamo che la fede di Abraamo non era sempre forte. Prima di tutto lascia la terra promessa a causa di una carestia. Ma Dio avrebbe potuto provvedere per Abraamo, se lui avesse avuto la fede di rimanere. Essere dove Dio vuole che noi stiamo non ci toglie dalle difficoltà, ma richiede fede per ricordare che siamo nel posto giusto e che Dio adempierà i suoi propositi. Poi in Egitto il comportamento di Abraamo ha lasciato molto a desiderare, con le mezze bugie, che metteva in pericolo quelli intorno a lui - voleva salvare la propria pelle anche se cose brutte sarebbero successe a Sara (Gen 12:13). Ma il suo comportamento ha messo a repentaglio anche la promessa di Dio, lasciando la terra promessa e dando la madre della sua discendenza ad altri. Inoltre, Abraamo si è messo fuori delle benedizioni di Dio. Infatti, è ritornato da dove era venuto (Gen 13:3-4), ma il tempo trascorso in Egitto era tempo sprecato, in cui non poteva ricevere l'adempimento delle promesse. L'incredulità di Abraamo l'ha portato lontano dal suo luogo di adorazione, l'ha fatto peccare, ha portato altri al peccato, e l'ha reso più fiducioso nella propria abilità di mentire che nella protezione divina.
In realtà, non è possibile mettere a repentaglio le promesse di Dio, perché lui le adempie sempre nonostante le mancanze umane - i piani di Dio non possono essere frustrati da noi. E Dio fa sì che i suoi piani non siano annullati proteggendo quelli a cui Abraamo ha fatto male (Gen 12:17; 20:3-7). Non solo: usa anche la situazione creata dalle bugie di Abraamo per avanzare i suoi propositi benedicendolo materialmente (Gen 12:16; 20:14,16). Abraamo non poteva usare la benedizione ricevuta in Egitto per giustificare il suo viaggio e il suo comportamento lì. Ma Dio è abbastanza grande da portare il bene anche quando gli disubbidiamo o la nostra fede ci viene a mancare.
Questo fatto è visto ripetutamente nella Bibbia, e infatti è la storia fondamentale della Bibbia. Il proposito di Dio è di creare un popolo che lo gode e lo loda per sempre. La ribellione umana non rende vano questo proposito, ma Dio lo usa per realizzare il suo proposito, mandando Gesù per adempiere la promessa di un popolo, e tale adempimento è realizzato proprio attraverso la malvagità umana (che mette Gesù a morte, ed è anche il motivo perché Gesù va verso la morte). Questo fatto fa anche parte della nostra piccola storia quotidiana. Spesso è più facile iniziare un cammino di fede che continuare, perché subito arrivano le tentazioni e difficoltà. Ma nonostante le nostre mancanze (quando usciamo dalle condizioni per ricevere le benedizioni di Dio, quando cerchiamo il nostro bene invece di fidarci della promessa e protezione di Dio, quando non siamo verso gli altri quello che Dio vuole che siamo - si può chiedere di dare alcuni esempi pratici di quando lo facciamo), Dio rimane fedele ai suoi propositi, e può anche usare le nostre mancanze per adempire le sue promesse.
Indice degli studi
- Introduzione
- Perché Abraamo (Genesi 11)
- La chiamata di Abraamo (Genesi 12:1-3)
- La risposta di Abraamo (Genesi 12:4-9)
- Le bugie di Abraamo (Genesi 12:10-20; 20:1-18)
- Abraamo e Lot si separono (Genesi 13)
- Abraamo e i re (Genesi 14)
- Il patto con Abraamo (Genesi 15)
- La nascita di Ismaele (Genesi 16)
- Il patto rinnovato (Genesi 17:1-18:15)
- Abraamo intercede (Genesi 18:1-8,16-33)
- La distruzione di Sodoma e Gomorra (Genesi 19)
- La nascita di Isacco (Genesi 21)
- Il sacrificio di Isacco (Genesi 22)
- La morte di Sara e di Abraamo (Genesi 23; 25:1-11)