Geremia 26
1 All'inizio del regno di Ioiachim [Giosia morì nel 609 dopo (Geremia aveva profetizzato per 18 anni del suo regno Ger 1:2), suo figlio Sallum tolto dal faraone che stabilì Ioiachim], Dio disse [a Geremia]
2 di andare nel tempio e di dire a tutti i Giudei esattamente quello che Dio gli avrebbe detto di dire [come Dt 4:2; Pr 30:5-6; Ap 22:18-19, eccetera]. [Alcuni considerano questo lo stesso discorso di Ger 7, ma un riassunto e più interessato alla risposta dei Giudei al discorso.]
3 Secondo Dio, forse si sarebbero ravveduti, e Dio si sarebbe pentito del male [anche il v. 13] [non è che Dio faccia il male morale, perché è perfettamente santo e giusto, ma che farà qualcosa che farà male alla nazione, cioè il giudizio] che pensava di fare con punizione per le loro azioni.
4 Geremia doveva dire che se non ascoltassero e ubbidissero,
5 ascoltando i profeti mandati da Dio e aveva nel passato ignorati,
6 Dio avrebbe trattato il tempio come Silo [la casa di Eli fu distrutto, ma non abbiamo notizie della città; sicuramente smise di esistere come luogo di culto quando il tabernacolo fu trasferito a Gerusalemme al tempo di Davide], e Gerusalemme sarebbe una maledizione [invece di una maledizione per le nazioni, che era il proposito di Dio promesso ad Abraamo Gen 12:3].
7 I sacerdoti, i (falsi) profeti e il popolo sentirono Geremia nel tempio.
8 Subito presero Geremia perché volevano ucciderlo,
9 siccome aveva affermato nel nome di Dio che il tempio e la città sarebbero distrutti.
10 Poi i capi andarono dal palazzo del re al tempio e si sedettero [per giudicare la questione].
11 Quindi i sacerdoti e profeti accusarono Geremia di aver profetizzato contro la città.
12 La difesa di Geremia: Dio lo mandò a profetizzare così contro il tempio e la città.
13 Ribadì: dovevano ravvedersi e ubbidire, e Dio si sarebbe pentito del male che avrebbe fatto.
14 Per il resto, potevano fare a Geremia quello che voleva: aveva consegnato il suo messaggio.
15 Però, se lo avrebbero ucciso, ci sarebbe l'ulteriore colpa di sangue innocente sparso, perché veramente lo aveva mandato.
16 I capi decisero che Geremia non meritava la morte, perché aveva parlato da Dio.
17-18 Il caso era simile a Michea il Morasita [che scrisse il libro di Michea nella Bibbia Mi 1:1], che profetizzò contro Gerusalemme
19 ma il re Ezechia non lo mise a morte ma invece pregò che Dio si pentisse del male pronunciato. Se avessero ucciso Geremia, sarebbe stato un male gravissimo.
20 Anche Uria profetizzò contro Gerusalemme, come aveva fatto Geremia.
21 Ma il re Ioiachim e i capi cercarono di farlo morire, e Uria fuggì in Egitto per la paura.
22-23 Andarono a prenderlo, e il re lo uccise. [Perché Uria fu ucciso e Geremia no? Forse perché non abbiamo la promessa di scappare sempre alla morte; forse perché è scappato invece di rimanere a Gerusalemme e confermare la parola di Dio come fece Geremia.]
24 Però Aicam [figlio di Safan il segretario del re Giosia con cui andrò da una profetessa per sapere cosa fare dopo aver ritrovato il libro della legge 2R 22:8-20; padre di Ghedalia, il governatore dopo la caduta di Gerusalemme Ger 39:14; 2R 25:22] impedì che Geremia fosse ucciso.
Domande per la riflessione
Quali erano le circostanze di questa profezia? (1-2)
Che cosa dovevano fare i Giudei e che cosa avrebbe fatto Dio? (3-6)
Nota sul pentimento di Dio:
Un antropomorfismo: attribuisce una qualità umana (come una mano, o un cuore) a Dio per dire che ha alcune caratteristiche della qualità ma non tutte (agisce come una mano, ma non ha una mano fisica).
La parola ebraica qui per pentirsi (na?am) vuol dire anche essere dispiaciuto, addolorarsi. Spesso il pentimento di Dio ha questo senso, non tutto il senso del ravvedimento umano che è ammettere di aver sbagliato e di impegnarsi di cambiare strada. Così in Gen 6:6, non è che Dio ammise che la creazione dell'uomo era uno sbaglio, ma se ne addolorò per il peccato dell'uomo. Ma pur sapendo prima che l'uomo avrebbe peccato, lo creò comunque per un risultato più glorioso, l'esaltazione del Figlio.
Un altro modo per spiegare viene da 1Sam 15. In 1Sam 15:11 leggiamo che Dio dice, "Io mi pento di avere stabilito Saul re"; in 1Sam 15:29 Samuele dice che Dio "non mentirà e non si pentirà; egli infatti non è un uomo perché debba pentirsi" (vedi anche Num 23:19); e in 1Sam 15:35 l'Autore afferma che Dio "si pentiva di aver fatto Saul re". Sempre la stessa parola in ebraico. È difficile immagine che l'Autore non si sia reso conto della 'contradizione'. Invece ha usato la parola con diverse sfumature, come succede in tutte le lingue. Il versetto 29 parla del piano eterno di Dio che non cambia mai, e questo piano era di stabilire Saul come re e poi toglierlo per sostituirlo con Davide. Ma dal punto di vista umano, in cui il piano fu rivelato gradualmente nella storia, può sembrare un cambiamento nel piano di Dio.
Una terza considerazione è che le promesse e le minacce di Dio sono spesso (pur non sempre) condizionali, anche quando non è esplicito. Così in Ger 18:7-10, Dio fa delle promesse e delle minacce, ma se le condizioni per il loro adempimento non ci sono più, Dio cambia ("si pente di") quello che fa.
Come reagirono i capi religiosi? (7-11)
Come rispose Geremia? (12-15) [Ribadì e accettò le conseguenze. Questa è sia sottomissione a Dio sia sottomissione alle autorità. Simile a Gesù, Stefano, altri. Cosa vuoi dire per la nostra testimonianza?]
Come reagirono i capi politici? (16-19) [Accettarono che era da Dio. Simile a, ma diverso da, Atti 5:33-40, in cui Gamaliele disse che si sarebbe veduto se sono da Dio.]
Differenza fra Uria e Geremia? (20-23) [Uria morto, forse perché scappò, forse perché non sempre funziona come è successo con Geremia (per esempio Stefano)]
Cosa sappiamo di Aicam? (24)
Indice degli studi
- Introduzione
- Geremia 1
- Geremia 7
- Geremia 19:14-20:18
- Geremia 23:9-32
- Geremia 26
- Geremia 31:1-34
- Geremia 38
- Geremia 42:1-43:7
- Lamentazioni
- Geremia 44-45