Isaia 49:1-18

Da Is 40 in poi, è stato scritto che Dio ha voluto consolare Israele, che l'avrebbe salvato dall'esilio in Babilonia, una salvezza che avrebbe utilizzato la sua sovranità anche sui re pagani. In questo capitolo, ci sarà un ulteriore approfondimento sulla salvezza, che avrà anche uno scopo globale. Inoltre, il servo di Dio verrà descritto meglio.

In Is 49:1-5, il servo parla. Qual è il suo rapporto con Israele (che è chiamato anche Giacobbe)?

In Is 49:3, il servo del Signore viene identificato con Israele, eppure in Is 49:5 il suo compito era di ricondurre Israele a Dio. Israele era stato chiamato per manifestare la gloria di Dio, ma ha fallito (per esempio, Is 48:1-11), e allora aveva bisogno di un (nuovo) servo di Dio per essere liberato. Oppure una parte del popolo, un residuo, gli Israeliti fedeli, un Israele ideale e vero, che ci porta a considerare Gesù Cristo come il vero servo del Signore, che diventerà più chiaro nei capitoli seguenti in cui Dio approfondirà ulteriormente la sua rivelazione.

Quali sono le altre caratteristiche del servo in Is 49:1-5?

Chiamato fino dalla gravidanza (Is 49:1,5): deve aveva un senso metaforico, se non è un riferimento al fatto che Dio ha scelto Giacobbe e non Esaù (Gen 25:23; Rom 9:10-13).

La bocca è un'arma (Is 49:2): le sue parole sono la rivelazione di Dio, che descrive Gesù (Ap 1:16; anche Ap 2:16; 19:15).

Nascosto nella mano di Dio (Is 49:2): protetto da Dio, che descrive sia Israele (quando era fedele; anche quando si allontanava era castigato ma non distrutto) sia Gesù (per esempio alla strage degli innocenti, gli angeli che lo servivano nel deserto)

Freccia appuntita riposta nella faretra di Dio (Is 49:2) ha la stessa idea dell'altra metà del versetto

Il mezzo che Dio ha scelto per manifestare la sua gloria (Is 49:3): Israele doveva manifestare la natura del vero Dio alle nazioni (Is 43:7-12) e anche portare la conoscenza di Dio. Però è Gesù che è veramente lo splendore della gloria di Dio (Ebr 1:3) e dove vediamo il Padre (Gv 14:9)

Faticato per pochi risultati, ma fa quello che Dio dice è giusto e avrà una ricompensa da Dio (Is 49:4): non è necessariamente una lamentela, ma un'osservazione e un auto-incoraggiamento da parte del servo. Così l'affermazione potrebbe anche stare sulle labbra di Gesù, che ha amato tanto, fino alla morte, senza ricevere la risposta dovuta. Anche per noi, non è importante se fatichiamo e non vediamo nessun risultato, dobbiamo invece fare quello che Dio dichiara è giusto e aspettare la nostra ricompensa da Dio e non da quello che le persone ci possono dare.

Onorato da Dio, che è la sua forza (Is 49:5): simile al versetto precedente.

Dio ha formato il servo per ricondurre Israele a lui (Is 49:5). In realtà, non era un compito abbastanza importante per il servo. Che cosa altro doveva fare (Is 49:6)?

Doveva anche essere una luce per le nazioni per la loro salvezza. Questo era il compito di Gesù (Lu 2:28-32; Gv 8:12; 9:5; At 26:23). Questo versetto è citato in At 13:47 e potrebbe essere inteso come Paolo e Barnaba che pensavano di essere la luce dei popoli, ma potrebbe anche essere che Dio ha ordinato loro di predicare il Cristo ai non Giudei quando ha dichiarato che Gesù era la luce dei popoli.

Se il Padre ha affermato che il Figlio è degno di essere la luce e la salvezza di tutti, dobbiamo considerare se anche noi pensiamo che Gesù sia così degno. Nei nostri rapporti personali, vogliamo far conoscere Gesù? Il nostro comportamento è degno di lui e lo fa vedere? Le nostre parole lo onorano e lo proclamano? Inoltre, ci interessa anche che la salvezza di Gesù sia portato anche fino alle estremità della terra? Il modo in cui preghiamo e in cui usiamo i nostri soldi confermano il nostro desiderio che Gesù sia onorato anche altrove?

Come viene considerato il servo dalle persone? (Is 49:7)

Disprezzato, detestato, e schiavo dei potenti. Questo descrive bene come Gesù è stato trattato.

Cosa dice invece il Signore, Redentore e Santo d'Israele, del servo? (Is 49:7)

I re (che l'hanno disprezzato) si prostreranno davanti a lui. Questo è simile a Fili 2:10-11, che però parla di tutte le persone e di ogni altra cosa che si prostreranno.

Cosa dice Dio al servo? (Is 49:8-13)

Che Dio lo avrebbe esaudito e aiutato nel giorno della salvezza - la salvezza che avrebbe compiuto per Israele (e tutto il mondo). Ma la promessa è anche estesa a noi se chiediamo aiuto per essere salvati (2Cor 6:2). Così Dio avrebbe usato il servo per rialzare Israele, liberando i prigionieri e quelli nelle tenebre (forse quelli in Babilonia). La salvezza consisterà nel vivere in un tipo di paradiso, che prefigura il nostro paradiso (Ap 7:16-17), e Dio faciliterà il viaggio a questo paradiso (Is 49:9-12; 40:3). Però, come abbiamo già visto, la salvezza non è solo per Israele, ma per tutte le nazioni (Is 49:12).

Per tutto il creato, è un motivo di festeggiamento, perché Dio consola il suo popolo (ritornando a Is 40:1) e ha pietà dei suoi afflitti.

Però, non tutti festeggiano. Che cosa ne pensa Israele? (Is 49:14-18)

Pensa che Dio lo avesse abbandonato e dimenticato. Che era vero in parte (a causa della ribellione della nazione), ma Dio non abbandona mai completamente il suo popolo, come una madre (di solito) non dimentica né smette di amare suo figlio. Le mura (distrutte) di Gerusalemme sono sempre ricordate da Dio. Così Dio ha promesso che i nemici di Israele si allontaneranno.

Indice degli studi

  1. Introduzione
  2. Isaia 1
  3. Isaia 2
  4. Isaia 5
  5. Isaia 6
  6. Isaia 8:17-9:6
  7. Isaia 11-12
  8. Isaia 24-25
  9. Isaia 30:1-18
  10. Isaia 36-37
  11. Isaia 38-39
  12. Isaia 40
  13. Isaia 42
  14. Isaia 43:1-44:5
  15. Isaia 45
  16. Isaia 49:1-18
  17. Isaia 50:4-11
  18. Isaia 52:7-12
  19. Isaia 52:13-53:12
  20. Isaia 54-55
  21. Isaia 61
  22. Isaia 63:7-64:12
  23. Isaia 65:17-66:24