Isaia 61

Non è detto in modo esplicito chi parla in questo capitolo, ma la frase “lo Spirito del Signore Dio è su di me” viene usato in Isaia per il Messia (Is 11:2-5) e per il servo di Dio (Is 42:1). L'unzione indicherebbe anche il Messia, che è una parola che significa “l'unto”, ma c'erano anche altri unti da Dio, per esempio il re pagano Ciro (Is 45:1). Nel Nuovo Testamento, Gesù unisce le figure del servo e del Cristo/unto (At 4:27; 10:38), per cui possiamo dire che è Gesù che parla (profeticamente attraverso Isaia) in questo capitolo, sia come servo sia come unto. Gesù stesso credeva che questo capitolo parlasse di lui, come vedremo.

Che cosa ha pensato Gesù di Is 61:1-3, secondo Lu 4:16-21?

Che parlava di lui, che lui avrebbe fatto quello che era stato promesso in Isaia. Quando Gesù risponde a Giovanni il battista (Lu 7:22), cita di nuovo questo brano ma anche Is 26:19; 35:5-6.

Quali differenze trovi fra Is 61:1-2 e Lu 4:18-19?

Oltre all'uso di alcuni sinonimi, e parole ebraiche (in Isaia) e greche (in Luca) tradotte in italiano in modi diversi, ci sono alcune differenze significative.
a) “per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato” è omesso, forse per brevità.
b) “l'apertura del carcere ai prigionieri” modificato in “per rimettere in libertà gli oppressi”.
c) aggiunto “il ricupero della vista ai ciechi”. I punti (b) e (c) erano probabilmente per l'influenza della Settuaginta, l'antica traduzione della Bibbia ebraica in greca, o nel rotolo che Gesù ha letto, o da parte di Luca che citava la sua copia greca dell'AT.
d) “il giorno di vendetta” in poi omesso. Questo è intenzionale da parte di Gesù e quindi significativo, perché ha deciso di chiedere il libro proprio a questo punto. Questo è perché Gesù, in quel periodo storico, era venuto (la sua prima venuta) per proclamare la grazia del Signore. Ciò non vuole dire che non credeva nella vendetta di Dio, ma quella sarà quello che avrebbe proclamato alla sua seconda venuta, quando sarebbe ritornato per giudicare.

Nota anche che l'anno di grazia è più lungo del giorno di vendetta, come pure in Is 63:4.

L'annuncio dell'anno di grazia e del giorno di vendetta rovescia la situazione di quattro categorie (Is 61:2-3). In quale modo l'annuncio esegue questo rovesciamento? Quale delle quattro descrizioni ti incoraggia maggiormente?

I quattro rovesciamenti sono la consolazione degli afflitti (Is 40:1; 49:13; Mt 5:4); un diadema invece di cenere (autorità invece di lutto); gioia invece di dolore; lode invece di essere abbattuto.

L'annuncio della grazia vuol dire che il rovesciamento è possibile, quando Dio nella sua grazia decide di trasformarti. L'annuncio della vendetta vuol dire che chi ti affligge sarà giudicato.

Quali sono le conseguenze di questi rovesciamenti (Is 61:3)?

Gli afflitti saranno “querce” (cioè, punti fissi) di giustizia. Dio non capovolge le nostre difficoltà solo per farci un piacere, ma affinché mostriamo la sua giustizia e così la sua gloria. Ciò è vero soprattutto della nostra conversione, quando passiamo da nemici ad amici di Dio, non primariamente per salvarci ma per metterci sulla giusta via per mostrare gloria di Dio.

Isaia 61:4-9 parla di quello che faranno gli afflitti quando sono consolati, identificati qui con i Giudei (“voi”) nei versetti 5-7, per distinguerli dai Gentili (stranieri). Parla in modo particolare di quelli che sarebbero ritornati dall'esilio. Che cosa avrebbero fatto?

Ricostruiranno la terra promessa desolata e distrutta. Le altre nazioni li serviranno, e i Giudei prospereranno e rappresenteranno Dio verso gli altri. Questa benedizione sarà la ricompensa da Dio, e gli altri riconosceranno questa benedizione.

Questa profezia è stata parzialmente adempiuta quando i Giudei sono ritornati dalla Babilonia, ma (per esempio) non sono stati serviti dai Gentili né sono stati sacerdoti verso di loro. In quali modi Gesù Cristo ha adempiuto questa profezia maggiormente?

Nel suo rovesciamento (morte, poi risurrezione e ascensione), ha ricostruito il paese dove Dio dimorava pienamente, il suo corpo. È il (sommo) sacerdote delle nazioni che lo servono e lo riconoscono come il benedetto del Signore. Dio ha stabilito con Gesù il patto eterno di Davide (di un regno eterno; vedi 2Sam 7:16; Ebr 13:28).

In Is 61:10-11, il servo/unto, che nel Nuovo Testamento è identificato con Gesù, parla di nuovo. Anche se il servo ha annunciato il rovesciamento degli altri in Is 61:1-3, sembra qui di ricevere lo stesso trattamento (Dio riveste, avvolge, e fa germogliare; il servo ricevere un diadema come gli afflitti). Come risponde?

Con gioia ed esultanza per quello che Dio gli ha fatto. Così, secondo Ebr 12:2, Gesù ha sopportato la croce e l'infamia (Is 61:7) vedendo la gioia che ci sarebbe stato dopo - forse perché sarà alla destra di Dio, ma secondo Is 61:10 anche perché ti avrebbe salvato (“vesti della salvezza”), quando è diventato lo sposo della chiesa. Quindi noi dobbiamo fissare lo sguardo su di lui, perché davanti a noi, che siamo le nazioni, vediamo la giustizia e la lode in Gesù Cristo.

Indice degli studi

  1. Introduzione
  2. Isaia 1
  3. Isaia 2
  4. Isaia 5
  5. Isaia 6
  6. Isaia 8:17-9:6
  7. Isaia 11-12
  8. Isaia 24-25
  9. Isaia 30:1-18
  10. Isaia 36-37
  11. Isaia 38-39
  12. Isaia 40
  13. Isaia 42
  14. Isaia 43:1-44:5
  15. Isaia 45
  16. Isaia 49:1-18
  17. Isaia 50:4-11
  18. Isaia 52:7-12
  19. Isaia 52:13-53:12
  20. Isaia 54-55
  21. Isaia 61
  22. Isaia 63:7-64:12
  23. Isaia 65:17-66:24