Isaia 65:17-66:24
Alla fine del suo libro, Isaia descrive la fine di tutto. Descrive una nuova Gerusalemme dove abiteranno i Giudei quando ritorneranno dalla Babilonia. Ma descrive anche di più, una nuova creazione (“nuovi cieli e nuova terra”), e così descrive anche la nostra fine.
Quali saranno i sentimenti in questo nuovo luogo? (Is 65:17-19)
Esultanza e gioia; non ci saranno né pianto né angoscia.
Nota che l'esultanza e la gioia non saranno solo da parte nostra, ma anche da parte di Dio (“io” in Is 65:19). Dio non è senza emozioni (anche se la sua gioia non è come la nostra gioia), ma veramente desidera stare con il suo popolo.
Is 65:17 dice inoltre che non ci si ricorderà le cose di prima, ma probabilmente non nel senso che il nostro cervello sarà una completa tabula rasa, altrimenti non potremmo lodare Dio per la nostra salvezza. Ma le cose del passato, soprattutto il male e le difficoltà e le nostre priorità sbagliate, non avranno più importanza. Una canzone lo dice bene, “Volgi lo sguardo a Cristo, contempla la sua beltà. E le cose quaggiù non le stimerai più alla luce di tal santità.”
Quanto durerà questo nuovo stato? (Is 65:18-20)
Is 65:18 dice di gioire in eterno, mentre Is 65:20 parla di morire in età avanzata. Secondo Ap 21:1,4, nel nuovo cielo e nuova terra non ci sarà più la morte. Anche Isaia stesso sapeva che Dio avrebbe distrutto la morte (Is 25:8). Per questi motivi, è meglio interpretare Is 65:20 come una descrizione simbolica di Is 65:17, piuttosto che il contrario oppure che Isaia se è contradetto nello spazio di 3 versetti. Forse il profeta attinge dal mondo prima del diluvio di Noè per prendere il linguaggio per descrivere un mondo migliore. Per esempi, ci sono le vite lunghe, gli animali che vivono in pace (Is 65:25, Gen 1:30), il serpente che riceve la sua maledizione (Is 65:25; Gen 3:14), e le maledizioni per la disubbidienza saranno rovesciate - vedi la prossima domanda.
Come viene descritto la vita e la creazione in Is 65:21-25? Qual è il rapporto di questo brano con Gen 3:17-19 e Dt 28:30-41?
C'è un rovesciamento della maledizione sulla terra che è diventata difficile da lavorare, e della maledizione per infrangere il patto con Dio per vivere nel suo paese, che il lavoro diventa futile. Questa futilità del lavoro o di ogni cosa nella vita è ben descritta nel libro di Ecclesiaste. Nota che si lavorerà ancora per onorare Dio. Non sarà solo suonare l'arpa sulle nuvole. Per quanto riguarda il rapporto con Dio, sarà un rapporto stretto, come nel giardino di Eden dove Dio era con Adamo ed Eva. Anzi, più stretto ancora, perché non solo Dio ci risponderà, ma risponderà prima che chiediamo! Infine, anche la creazione sarà a pace (come Is 11:6-7), perché non più sottoposta alla vanità dal nostro peccato (Rom 8:19-22).
Dio è il Creatore e non può essere contenuto dalla sua creazione (Is 66:1-2; citato da Stefano in At 7:49-50), come Isaia ha imparato alla sua chiamata (Is 6:1-4). Nel capitolo 6, la giusta risposta era la disperazione per la propria impurità; qual è la giusta risposta nel capitolo 66?
Similmente, avere lo spirito afflitto, probabilmente per il proprio peccato, ma anche tremare alla parola di Dio.
Cosa dice Is 66:3-6 dei sacrifici?
Dice che i sacrifici sono sbagliati, che sono come i sacrifici agli idoli o dei pagani, e che sono impuri. Non può essere contro i sacrifici in sé (perché comandati da Dio), ma i sacrifici fatti con leggerezza, senza lo spirito afflitto e il timore della parola di Dio, ma invece sacrifici fatti mentre si fanno delle abominazioni e non si ascolta la parola di Dio. Addirittura, sfidano chi teme la parola di Dio a far vedere la gloria di Dio.
Come Dio non può essere contenuto da una costruzione umana, così anche non può essere contenuto dai riti religiosi (anche i riti stabiliti da Dio stesso). Possiamo dire la stessa cosa della nostra partecipazione in chiesa, delle nostre preghiere, e così via. Dio manda la sventura, la vergogna, e la retribuzione a chi si comporta così.
Il brano poi parla della rinascita di Gerusalemme, dopo il ritorno dall'esilio. Come sarà? (Isaia 66:7-9)
Sarà veloce e indolore, e quindi miracoloso. Sarà anche sicuro, perché Dio sa come far partorire. Non sarà un processo graduale di miglioramento umano, ma un intervento istantaneo divino quando la nuova Gerusalemme scende dal cielo da presso Dio (Ap 21:10).
Come devono fare gli altri popoli? (Isaia 66:10-14)
Tutti quelli che hanno a cuore la nazione di Giuda devono gioire. Così sono nutriti dalla sua consolazione (come abbiamo iniziato questa parte del libro che parla del ritorno in Is 40:1), gloria, e pace, e sono anche consolati. Vediamo questo adempiuto in Gesù Cristo, la consolazione di Israele (Lu 2:25), in cui tutte le nazioni (i non Giudei) sono nutrite.
L'altro lato della medaglia della gioia è la retribuzione della sua ira furente contro gli idolatri (Is 66:15-17). La parola chiave in questo giudizio è la gloria. Come sarà manifestata? (Is 66:18-19)
Tutte le nazioni verranno da Dio, e vedranno la sua gloria. Per alcune persone, sarà nel suo giudizio glorioso; per altre, sarà nell'essere raccolti per glorificarlo (per esempio, Ap 7:9). Anche alcuni di quelli radunati andranno in tutte le nazioni (Tarsis è Spagna, Pul è Libia, Lud è in Turchia, Tubal è al sud del mar Nero, Iavan è Grecia) per proclamare la gloria di Dio.
Qual è il rapporto del popolo di Dio con le nazioni? (Is 66:20-21)
I Giudei dispersi saranno ricondotti a Gerusalemme dalle nazioni, come un'offerta a Dio. Da loro Dio sceglierò dei sacerdoti (forse per le nazioni).
L'ultima immagine della fine ribadisce la sua eternità, con una lode continua, senza deviarsi come è successo spesso nella storia di Israele. Però, l'ultimissima immagine è del tormento eterno dei ribelli, a cui Gesù ha fatto un'allusione in Mc 9:44-8. Il riferimento storico è alla valle di Innom (in greco, geenna), fuori di Gerusalemme, che era usata per sacrifici umani (Ger 7:30-33), e poi dove venivano buttati e bruciati i rifiuti, inclusi i cadaveri. La sofferenza fuori della città di Dio è chiaramente insegnata dalla Bibbia (per esempio, Ap 21:8). La questione è se quelli nel paradiso penseranno alla sofferenza degli altri, che potrebbero essere famigliari e amici. Soprattutto perché Is 66:24 dice che li vedranno. Non dobbiamo essere dogmatici sul significato del versetto, soprattutto perché è l'unico versetto nella Bibbia che parla di vedere la sofferenza dal paradiso. Forse è simbolico, usando il linguaggio e i fatti storici conosciuti a Isaia - ma anche se è simbolico, deve essere un simbolo di qualcosa. La prima cosa da dire è che non possiamo mai capire come sarà stare nella presenza di Dio per eternità: la realtà sarà migliore di qualsiasi immagine che potremmo avere del paradiso. Ma quando leggiamo in Ap 21:4-5 che non ci saranno più cordoglio né dolore, perché le cose di prima sono passate, possiamo essere sicuri che non ci sentiremo male per il destino dei cari, perché Dio (e la nostra nuova famiglia, il popolo di Dio) risplenderanno più fortemente nel nostro cuore. Come abbiamo letto in Is 65:17, “non ci ricorderemo più delle cose di prima, essere non torneranno più in memoria”, anche se le vedremo come in Is 66:24. Grideremo invece alleluia, perché l'Onnipotente ha vinto e regna e ha distrutto ogni ingiustizia (Ap 19:6), che include la ribellione a lui.
Dopo le bellissime e meravigliose immagini della nuova Gerusalemme, è un punto piuttosto negativo a cui fermarci nella nostra lettura del profeta Isaia. Non è affatto “tutti vissero felici e contenti”. Ma ci ricorda che la giusta risposta alla Parola di Dio non è di giudicarla, valutarla, o accettare solo le parti che ci piacciono, ma di tremare alla sua Parola (Is 66:3,5). Quello che abbiamo letto in questi capitoli e in questo libro deve farci tremare, e poi quando la accogliamo, essere consolati e gioire.
Indice degli studi
- Introduzione
- Isaia 1
- Isaia 2
- Isaia 5
- Isaia 6
- Isaia 8:17-9:6
- Isaia 11-12
- Isaia 24-25
- Isaia 30:1-18
- Isaia 36-37
- Isaia 38-39
- Isaia 40
- Isaia 42
- Isaia 43:1-44:5
- Isaia 45
- Isaia 49:1-18
- Isaia 50:4-11
- Isaia 52:7-12
- Isaia 52:13-53:12
- Isaia 54-55
- Isaia 61
- Isaia 63:7-64:12
- Isaia 65:17-66:24