La forma dell'amore (Rut 2:1-12)
Nelle due riflessioni precedenti, abbiamo visto varie caratteristiche dell'amore: l'impegno per l'altro, con il sacrificio. Che è più evidente nelle difficoltà. Però, bisogna mettere Dio prima dell'amore o dell'amato. Infine, l'amore è la morte e la gloria. In questa riflessione, vedremo la forma dell'amore: speranza, protezione, benedizione, e Gesù Cristo.
La forma dell'amore è la speranza (Rut 2:1-3)
Naomi, nelle sue difficoltà, sembra depressa. Dovrebbe fare qualcosa per risolvere o alleviare la sua situazione, ma non ha più energia per fare qualcosa. Anche se ha parenti ricchi che potrebbero aiutare. Non riesce neanche a mandare Rut a fare qualcosa, è Rut che deve chiedere permesso a Naomi di andare nei campi.
La depressione è complicata. Non puoi dire ad una persona depressa, "Alzati, fai qualcosa per risolvere il problema". Anche se sarebbe il comportamento giusto, è l'impossibilità di alzarsi che è precisamente il problema. Questa depressione può essere causata dalle circostanze esterne ma anche dai livelli chimici o ormonali nel corpo, per cui uscirne non è semplice. Però, il consiglio che tutti gli esperti danno è di parlarne con qualcuno. Sei ti trovi in uno stato di stanchezza mentale, non stare lì da solo ma trova delle persone che possono stare con te e accompagnarti.
Nelle stesse difficoltà, anzi con difficoltà maggiori (perché non ha una famiglia a Betlemme ed è straniera, del popolo nemico) Rut risponde diversamente, spinta e costretta dall'amore. Si dà da fare per risolvere almeno un problema, la fame. Va in un campo a caso durante il tempo della mietitura dell'orzo. Non può mietere perché non è il suo campo, ma raccoglie i pezzi rimasti sulle piante o per terra che non erano raccolti dei mietitori. Questa pratica, di lasciare una parte della raccolta, dove i poveri e bisognosi la potevano raccogliere, era stabilita dalla legge di Mosè.
Rut, che si è rifugiata sotto le ali di Dio (Rut 2:12), aveva speranza per il futuro. Questa speranza le ha dato l'amore e la forza per fare qualcosa. E Dio c'era quando si è buttata nello sconosciuto. Il testo dice "per caso si trovò...", che ha il senso "per caso è capitato che..." La Nuova Diodati legge, "le capitò per caso di trovarsi" nel campo di Boaz. Viene detto due volte che era casuale il fatto che Rut andò nel campo di Boaz. Ma gli ebrei non credevano nel caso. Era invece lo stile della letteratura ebraica di non menzionare Dio, ma lasciare intendere che Dio era dietro gli avvenimenti racconti. Così anche per prendere una decisione importante, usavano l'urim e il turrim, in pratica tiravano a sorte per lasciare a Dio esprimere la sua volontà.
L'autore qui vuole che noi vediamo la mano di Dio dietro le circostanze. Se ti metti in gioco, se agisci in amore e speranza, puoi incontrare Dio. Se non fai niente, se fai quello che fai sempre, se pianifichi tutto secondo le tue risorse, incontrerai te stesso. L'amore può sacrificare sé stesso, buttandosi nel buio, perché sa che lì ci sarà Dio.
La forma dell'amore è la protezione (Rut 2:4-10)
Boaz viene dalla città, dove abita, per vedere come vanno le cose nei suoi campi. "Ecco che Boaz giunse" è un altro avvenimento che è capitato così, ma Dio sta operando affinché giungesse proprio in quel giorno.
Boaz vede nella distanza una signora che non conosce. Il fatto che sa già che non è un suo dipendente, uno dei suoi mietitori, che Boaz avrebbe riconosciuto, vuol dire che Boaz è una persona interessata negli altri, sa chi lavora per lui - che non è sempre il caso al giorno d'oggi.
Il responsabile dei mietitori dice che, in pratica, non è nessuno. Non ha un nome. Solo che è una donna, è moabita. Siccome non ha una famiglia o un protettore, è da trascurare. (Puoi leggere Giudici 19 per capire come trattavano le donne in quel periodo.) Sa solo che era tornata con Naomi, ma quello non le dà nessuna importanza al responsabile. Come Naomi non la prendeva in considerazione (Rut 1:21 - Naomi pensava di essere spoglia di tutto, anche se Dio le aveva dato Rut che era accanto a lei), così pure anche il responsabile.
Ma Boaz è diverso. Non dobbiamo pensare che abbia preso una cotta perché era bella, perché era lontana. Non dobbiamo pensare che aiutava Rut a causa di quello che aveva fatto per Noami, perché si interessava di lei prima di sapere. Invece, Boaz ha visto una persona marginalizzata, sola (dietro ai mietitori), e ha pensato ai suoi bisogni, come fare del bene a lei.
E il suo bisogno era la protezione. Qualcuno che non è nessuno, non considerato da nessuno, è preda facile. "Non ha diritti qui, nessuno la difenderà." Come molti adescano i deboli oggi per i propri interessi, così anche allora. Di nuovo, Giudici 19 illustra cosa pensavano delle donne e degli stranieri. Quindi (Rut 2:8-9), Boaz dà ordini che rimanga con le altre, che non sia toccata, e che abbia diritto all'acqua come gli altri.
Rut riconosce l'importanza di questa protezione nella sua situazione, e riconosce la grazia da parte di Boaz che gliela concede, perché da straniera non le spettava, e lei non la meritava (Rut 2:10).
Come vedremo in Rut 2:12, Rut cercò la protezione di Dio. Come Dio mostrò il suo amore hesed a Naomi dandole l'amore hesed di Rut, così Dio mostrò la forma dell'amore della protezione a Rut dandole la forma dell'amore della protezione di Boaz.
Anche noi, nel nostro amore per gli altri, dobbiamo essere sempre pronti a difendere e a proteggere i deboli, gli indifesi, quelli che nessun considera. E ce ne sono tanti nella società.
La forma dell'amore è la benedizione (Rut 2:11-12)
Quando Boaz si informò di Rut, non sapeva chi fosse. Nonostante ciò, voleva proteggerla, perché era debole e indifesa.
Ma poi seppe che aveva accompagnato Noemi, e fece del bene a lei. Inoltre, in questi due versetti, chiese la benedizione di Dio per lei. La benedizione del contraccambio da Dio di quello che aveva fatto, nonostante i sacrifici (per esempio l'abbandono della famiglia e del proprio paese).
Anche noi dobbiamo essere convinti che Dio benedirà il nostro amore. È un aspetto della vita cristiana di cui parliamo poco, forse per non pensare alla salvezza per opere oppure perché ci sembra sbagliato fare del bene per ricevere una ricompensa. Ma se ci rifugiamo sotto le ali di Dio nelle difficoltà, deve voler dire qualcosa. Nell'amore hesed ci saranno delle difficoltà - sacrifici, critiche (che non dobbiamo fare del bene all'altro perché non lo merita, ti devi proteggere, non puoi permettere di fare dei sacrifici per l'altro) - ma oltre alle difficoltà ci sarà anche il nascondiglio delle braccia di Dio. Che siamo protetti (non da Boaz ma in realtà da Dio) e che Dio non dimenticherà questa fiducia. Forse avrai un'abbondanza del bene in paradiso, forse in questa vita, ma Dio si ricorda che hai fatto del bene, che hai amato, e benedirà.
Chi semina scarsamente mieterà scarsamente; e chi semina abbondantemente mieterà altresì abbondantemente. (2Cor 9:6)
Quando tu fai l'elemosina, sia fatta in segreto, e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. (Mt 6:4)
Non vi ingannate, non ci si può beffare di Dio; perché quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà. Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna. Non ci scoraggiamo di fare il bene; perché, se non ci stanchiamo, mieteremo a suo tempo. (Gal 6:7-9)
La forma dell'amore è Gesù
La forma della vita per molti è il cerchio. Nelle civiltà antiche era spesso così, ma anche in quelle orientali oggi, per esempio la credenza nella reincarnazione.
Anche per molti adesso può sembrare così: ci si alza, si va a lavorare, si torna a casa, ci si addormenta, poi tutto da capo, giorno dopo giorno. Poi anno dopo anno, sempre lo stesso ritmo. Non c'è speranza di uscire da questo ciclo. Alcuni cercano di celebrare il fatto che si nasce e si muore e basta, come nel film Re Leone, dove si canta in Cerchio della vita, " È una giostra che va, questa vita che; Gira insieme a noi e non si ferma mai; E ogni vita lo sa che rinascerà; In un fiore che fine non ha". Ma la realtà è che dopo un secolo, quasi tutti noi saremo completamente dimenticati, anche dai nostri discendenti, e non vivremo più in nessun senso per un altro giro.
Gli ebrei erano diversi. Per loro, la storia era una linea, la storia aveva uno scopo perché Dio lo stava portando alla giusta conclusione. Però, se vogliamo essere più precisi, possiamo affermare che è una linea nella forma della i lunga. Dio ha stabilito l'universo in modo che l'alto passa attraverso il basso, la gloria viene dalla sofferenza. "Se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto" (Gv 12:24). È il racconto che fa appello alla nostra coscienza, perché sappiamo dentro di noi che deve essere così. Quasi tutti i romanzi iniziano bene, poi c'è una crisi, poi una risoluzione. I film romantici hanno sempre la stessa trama: si conoscono, si lasciano, si rimettono insieme e tutto è meglio di prima.
Per esempio, uno dei più grandi racconti, Il Signore degli anelli, segue questa linea i lunga. Inoltre, ad un certo punto c'è anche un discorso da uno dei protaganisti che la spiega. Nella versione cinemagrafica:
Sam: È tutto sbagliato. Di diritto non dovremmo nemmeno essere qui. Ma ci siamo. È come nelle grandi storie, signor Frodo. Quelle che contavano davvero. Piene di oscurità e pericolo erano, e a volte non volevi conoscere la fine. Perché come poteva la fine essere felice? Come poteva il mondo tornare come era prima quando era successo così tanto male?
Ma alla fine, è solo una cosa passeggera, questa ombra. Anche l'oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, splenderà più chiaro. [La fine è migliore dell'inizio, anche se passa per il punto basso.]
Quelle erano le storie che ti rimanevano dentro. [Fanno appello al nostro cuore.] Che avevano un significato. Anche se eri troppo piccolo per capire perché. Ma penso, signor Frodo, che io capisca. Ora lo so. La gente in quelle storie aveva molte possibilità di tornare indietro, solo che non lo fecero. [Perché in fondo alla linea i lunga c'è speranza.] Perché si stavano aggrappando a qualcosa.
Frodo: A cosa ci stiamo aggrappando, Sam?
Sam: Che c'è del bene in questo mondo, signor Frodo. E vale la pena combattere per esso. [Noi ci aggrappiamo a Dio, per cui vale la pena combattere, perché Dio è il bene e non è il bene che è Dio.]
Questa è la forma del più grande racconto di tutti i tempi, quello di Gesù Cristo. In altre lingue, è ancora più evidente, perché l'i lunga in inglese, spagnolo e portoghese è di Jesus o Jesús. La forma dell'amore è l'i lunga; la forma dell'amore è Gesù.
Nella versione breve, leggiamo:
Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; fu seppellito, è stato risuscitato il terzo giorno. (1Cor 15:3-4)
Nella versione lunga, leggiamo:
Cristo Gesù, pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ho sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. (Fili 2:5-11)
La forma dell'amore di Gesù Cristo è una i lunga. Rut lo capisce, pur vivendo 1300 anni prima, e la forma dell'amore di Rut è una i lunga. E, Paolo dice in Fili 2:3-5, che il nostro amore deve avere la stessa forma: "Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo", cioè "con umiltà, stima gli altri superiori a te stesso, cercando non il proprio interesse, ma quello degli altri". Questo porta alla morte di te stesso, perché in fondo alla i lunga l'amore è più evidente. Non puoi sapere come o quando ci sarà il ribaltamento, la parte in salita. Ma porta anche alla vera vita nascosta in Cristo, nascosta in cima alla i lunga, dove sta Cristo adesso. Nonostante tutto quello che ti possono fare o dire, sei protetto da Dio (se ti rifugi sotto le sue ali) e sei benedetto da Dio.
Indice degli studi
- Introduzione
- L'amore nelle difficoltà (Rut 1:1-14)
- La gloria dell'amore al secondo posto (Rut 1:15-22)
- La forma dell'amore (Rut 2:1-12)
- Il frutto dell'amore (Rut 2:13-23)
- Pensare in amorese (Rut 3:1-18)
- L'amore vince (Rut 4:1-22)