Salmo 23
I Salmi ti possono aiutare a riflettere sulla bontà del Signore verso di te e a lodarlo per tutti i beni che ti dà. Questo Salmo è forse uno dei più conosciuti di questo tipo, e ti ricorda come Dio agisce come il tuo pastore.
1. Il Signore è il mio pastore (Salmo 23:1)
Ci sono tante caratteristiche delle pecore a cui possiamo paragonarci, ma quella che è importante in questo versetto è che hanno bisogno di un pastore, per provvedere, per dare riposo, per guidare, per correggere, e addirittura per dare la propria vita per le pecore. Queste sono le caratteristiche del pastore che saranno approfondite nei primi versetti di questo Salmo.
2. Una vita abbondante (Salmo 23:1-2)
Siccome il Signore è il tuo pastore, nulla ti manca. Le pecore erano un bene di valore e una ricchezza, per cui il pastore voleva prendersi cura di loro, per assicurare che avessero tutto quello di cui avevano bisogno per vivere bene. Naturalmente, il pastore era limitato e poteva dare solo quello che aveva. Ma il tuo pastore è il Signore dei signori che possiede tutta la terra e tutto l'universo, che può utilizzare tutte le risorse della creazione affinché tu abbia tutto quello che ti serve. Perché sei prezioso a lui, come una pecora era preziosa al pastore.
Il Signore non promette di dare le cose di cui non abbiamo bisogno (anche se potresti pensare di averne bisogno), ma puoi sapere che quello che Dio ti ha dato ti basta, che nulla ti manca, e quindi puoi essere soddisfatto con quello che il Pastore ti ha dato.
Lo sfondo predefinito su un computer con Windows XP era un bel paesaggio con cielo azzurro e qualche nuvola, e una collina con erba verdeggiante. Forse era per calmare e tranquillizzare l'utente, che a volte voleva lanciare qualcosa allo schermo quando Windows non si comportava come doveva! Ma se una pecora guardasse quello schermo, non si sarebbe tranquillizzata. Anzi, si sarebbe agitata tantissimo, perché avrebbe visto solo cibo, anzi cibo in abbondanza. Similmente, per noi le acque calme sono forse tranquillizzanti, ma per una pecora le acque calme sono da bere, mentre l'acqua corrente è meno utile.
Quindi il tuo Pastore ti porta non solo a quello di cui hai bisogno (non ti manca nulla), ma ad un luogo di abbondanza. Infatti, nel versetto precedente a quello in cui Gesù dichiari di essere il Buon Pastore (Giovanni 10:10), afferma:
Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.
3. Riposo e ristoro (Salmo 23:2-3)
Anche se per le pecore le verdeggianti pascoli sono per cibo, è anche vero che come conseguenza puoi riposarti sapendo che i bisogni sono soddisfatti. Anzi, è un luogo di ristoro, perché puoi ricominciare da un punto di partenza di provvisione e sicurezza. Sei stanco, depresso, infelice? Abbandonati al Buon Pastore e alla sua cura, e sarai libero di riposare e essere ristorato.
4. Guida e correzione (Salmo 23:3-4)
La Palestina era un luogo pericoloso per una pecora. Ma il pastore guidava la pecora in mezzo alle difficoltà, nello stesso modo in cui il tuo pastore ti conduce. Non soltanto in mezzo alle difficoltà esterne, ma anche in mezzo alla tentazione e nonostante la tendenza di sviarci dalla retta via. Infatti, ti conduce per i sentieri di giustizia. Questo è il senso di Isaia 53:6, che afferma che
Noi tutti eravamo smarriti come pecore,
ognuno di noi seguiva la propria via.
Per questo motivo devi seguire il Buon Pastore, che ti chiama a seguirlo, come Gesù ha detto in Giovanni 10:3-5,
Le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori.
Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei.
Non è solo per il tuo bene che ti guida nella giustizia, e neanche primariamente per te. La giustizia onora soprattutto Dio, e possiamo dire che la cosa giusta è quella che esalta e magnifica il Signore supremo. In questo senso, Dio ti conduce per sentieri di giustizia per amore del suo nome, affinché lui sia onorato sempre di più da te.
Oltre alla guida alla giustizia, c'è anche la guida nel pericolo, anche fino alla morte. Anche se tu camminassi nella valle dell'ombra della morte, Gesù Cristo, il tuo pastore, sarà lì con te. Anzi, nel caso della morte, veramente lo seguiamo, perché Gesù ha già attraversato la valle della morte, l'ha sgombrato di ogni pericolo, stabilito il percorso alla vita dall'altra parte, e poi è tornato per stare con noi e accompagnarti lungo il tuo ultimo viaggio. Perciò Gesù ha potuto dire in Giovanni 10:11,
Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.
Per questo non devi temere alcun male, neanche la morte, perché il Buon Pastore è con te.
Però, a volte la sua guida è tramite il suo bastone e la sua verga, cioè la sua correzione. Se una pecora si allontana dalla via giusta dove c'è la presenza del pastore e il pascolo verdeggiante, a volte ci vuole un colpo del bastone per riportarla sul sentiero giusto. Non perché il pastore vuole far male alla pecora, ma perché vuole bene alla pecora, vuole che abbia la vita abbondante. Nello stesso modo, a volte Dio ci disciplina e ci corregge perché ci ama (Ebrei 12:5-11). Forse ti toglie qualcosa su cui dipendi al posto di Dio, forse ti toglie qualcosa (o qualcuno) che ami più di Dio, forse (sempre come correzione!) ti dà quello che desideri più di Dio affinché tu scopra che Dio è il tuo vero tesoro. Se rispondi correttamente al suo bastone e alla sua verga, hai la sicurezza di rimanere sui sentieri di giustizia e lungo le acque calme. Se invece disprezzi la sua disciplina e ti allontani, il Pastore non sarà più con te e farai bene a temere.
5. Una vita abbondante (Salmo 23:5)
Il nostro Pastore fa molto di più che provvedere per i tuoi bisogni. Non ti ciba solo di erba semplice, anche se tanta, ma ti invita ad un banchetto, che oltre a essere composto da tanto cibo, è anche un atto di grande amicizia e comunione. Non solo il Pastore ti offre da bere ma ti riempie la coppa, anzi continua a versare fino a quando la coppa trabocca. Questo non è provvedere per i bisogni essenziali, non è ospitalità, ma è una generosità sovrabbondante. Questo è la vita abbondante di Giovanni 10:10. Ricorda alcuni dei miracoli di Gesù Cristo. Il primo miracolo era di produrre 500 litri di vino al matrimonio, e di conseguenza le coppe traboccavano di vino buono (Giovanni 2:1-10). Poi moltiplicò il pane e il pesce per dare da mangiare a 5000 persone, fino a quando erano saziate e c'erano ancora dei resti (Giovanni 6:8-13). L'ultimo miracolo era la pesca miracolosa in cui i discepoli presero 153 pesci (Giovanni 21:1-14). Ci sono state tante spiegazioni del numero 153 nel passato, per esempio, il numero delle specie di pesce conosciute o il numero delle nazioni in quel periodo, o il diciassettesimo numero triangolare (dove 17 corrisponde ai 10 comandamenti più i 7 spiriti di Dio), la somma dei valori delle lettere in En-Glaim (Ezechiele 47:9-10) o “la Magdalena”, e così via. Ma la spiegazione migliore è che 153 pesci furono presi. E 153 pesci per la colazione per otto persone sono TANTI pesci. Quando Gesù dà, Gesù esagera e dà in abbondanza.
Andrew Murray, un predicatore e scrittore Sud Africano, diede il suo ultimo discorso alla sua famiglia il 26 dicembre 1916, 23 giorni prima di morire. Aveva 88 anni ed era un po' confuso, pensava che fosse Capodanno. Però, spiritualmente si ricordava tutto, e disse:
"Dio ama donare, e dobbiamo spalancare il nostro cuore per ricevere Lui. Dobbiamo adesso chiudere il libro dell'anno. Da una parte, che è piena, abbiamo il registro di tutte le preghiere fatte, e le risposte ricevute di aiuto o di grazia. L'altra pagina è vuota, e ci sono due colonne. Sopra una è scritto, "Preghiere non fatte", e sopra l'altra "Grazie non ricevute perché non richieste". O, quante benedizioni abbiamo perso quest'anno, perché non abbiamo aperto la nostra bocca affinché Dio la riempisse (Salmo 81:10). Cerchiamo in questo nuovo anno di avere il nostro cuore aperto, e le nostre preghiere e suppliche profonde, per chiedere e ricevere di più da Dio".
Devi ringraziare per la grazia di Dio, che è sovrabbondante. Devi ringraziare per la sua grazia sempre di più. Non riuscirai mai a elencare tutte le forme della grazia o a contare tutte le benedizioni di Dio. Non puoi neanche vivere per un secondo senza il sostegno di Dio. Ti renderai conto che la tua coppa trabocca quando lo ringrazi per ogni benedizione ricevuta.
Inoltre, questo versetto non parla solo della provvisione materiale. Davide ricorda anche l'aiuto di Dio contro i suoi nemici, che devono sottomettersi a lui, che è un esempio della coppa che trabocca. Si ricorda anche l'unzione che fa parte dell'ospitalità di Dio verso di noi (come Luca 7:46), ma è anche un'unzione per servire Dio e per fare la sua volontà di Dio.
6. Una comunione con il Signore (Salmo 23:6)
In questi “Canti dal cuore”, abbiamo visto diversi sentimenti negativi che possono risiedere nel tuo cuore. Nel Salmo 32, c'è un sentimento positivo, la gioia. La gioia del ravvedimento. Questo motivo per la gioia potrebbe sembrare strano, perché spesso il ravvedimento viene associato con la tristezza. La tristezza del ravvedimento è un'emozione valida, come puoi leggere nel Salmo 51. Però, è anche possibile la gioia, se guardi avanti al perdono piuttosto che guardare indietro al peccato.
Indice degli studi
- Salmo 42
- Salmo 46
- Salmo 71
- Salmo 22
- Salmo 23
- Salmo 32
- Salmo 121
- Salmo 16
- Salmo 57 e Salmo 108
- Salmo 95