Salmo 32
In questi “Canti dal cuore”, abbiamo visto diversi sentimenti negativi che possono risiedere nel tuo cuore. Nel Salmo 32, c'è un sentimento positivo, la gioia. La gioia del ravvedimento. Questo motivo per la gioia potrebbe sembrare strano, perché spesso il ravvedimento viene associato con la tristezza. La tristezza del ravvedimento è un'emozione valida, come puoi leggere nel Salmo 51. Però, è anche possibile la gioia, se guardi avanti al perdono piuttosto che guardare indietro al peccato.1. Sei beato se perdonato (Sal 32:1-2)
Il Salmo inizia proclamando la beatitudine. È la parola che inizia tutto il libro dei Salmi, “Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi” (Sal 1:1), e che Gesù usa nove volte nel Sermone sul Monte, per esempio “Beati i poveri in Spirito” (Mt 5:3-12). A volte è tradotta “felice” (come, per esempio nel titolo del Salmo nella Nuova Riveduta). Però non dobbiamo intendere questo “felice” come contrario di triste. Abbiamo già visto negli altri Salmi che va bene essere tristi. Invece, è “felice” come un buon stato, dove tutto è andato bene. In italiano, la parola viene usata in questo senso in espressioni come “un felice esito dell'esame”, “una scelta felice”, “giorni felici”, “un matrimonio felice”. Quindi questo Salmo parla di una persona che sta bene, che è in un buon stato davanti a Dio - nonostante eventuali emozioni negativi che potrebbe avere da altre cause.
Come puoi essere beato in questo senso, stare bene davanti a Dio? Beata è la persona che è perdonata da Dio. Questo perdono è descritto in tre modi:
La trasgressione perdonata: Hai infranto le regole di una vita santa, ma Dio non infligge la punizione. È come se ci fosse una sanatoria, in cui tutte le trasgressioni passate sono cancellate.
Il peccato coperto: In questa immagine, il peccato esiste ancora ma è nascosto. Soprattutto a Dio, che ci tratta come se il peccato non ci fosse più. È come arrivano gli ospiti, spazziamo e nascondiamo la polvere sotto il tappeto, o raccogliamo tutto il disordine e lo buttiamo nell'armadio e chiudiamo la porta.
L'iniquità non imputata: L'imputato è una persona a cui è attribuito un crimine in un processo. Se la tua iniquità non ti è imputata, vuol dire che sì, hai fatto male, ma le accuse nel tribunale non sono rivolte a te, e quindi esce dal processo come innocente.
Detto in questo modo, quello che Dio fa per la persona beata può sembrare artificiale o finto, se non proprio ingiusto o malvagio. Certo, noi possiamo essere gioiosi per la beatitudine, ma significherebbe che Dio ha chiuso un occhio alla tua trasgressione, al tuo peccato, e alla tua iniquità, non punendo, non vedendo, e non accusando. Ma noi sappiamo qualcosa di più di Davide, che Dio aveva in mente un modo per giustificare gli empi eppure rimanere giusto. Cioè, Gesù Cristo, Dio incarnato come uomo che non ha mai peccato. Così c'è la sanatoria per la tua trasgressione, ma solo perché Gesù ha pagato la multa per noi. Il tuo peccato è coperto, non dal tappeto né dalla porta dell'armadio, ma del prezioso sangue di Cristo e soddisfa l'ira di Dio verso il nostro peccato. Tu non ricevi le accuse per la tua iniquità, ma solo perché Gesù sta al tuo posto nel tribunale come imputato, riceve le accuse e la condanna di colpevolezza.
Se Davide si riteneva beato per il perdono, quanti più tu sapendo quello che il Signore Gesù Cristo ha fatto per effettuare questo perdono. Come non puoi essere gioioso?
Come Paolo dice in Romani 4:6-8,23-25,
Così pure Davide proclama la beatitudine dell'uomo al quale Dio mette in conto la giustizia senza opere, dicendo: Beati quelli le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti. Beato l'uomo al quale il Signore non addebita affatto il peccato … Or non per Abraamo soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto come giustizia, ma anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.
Beato l'uomo a cui la trasgressione è perdonata, perché è stato maledetto l'uomo (Gesù) a cui la (tua) trasgressione è stata punita.
2. Stai male se non confessi (Sal 32:3-4)
Davide afferma che stava male mentre taceva, quando non confessava il suo peccato. C'era un peso spirituale di fare qualcosa che sapeva di essere sbagliato, che Dio metteva nel suo cuore che non doveva fare.
È un peso che dovrebbe anche crescere con l'età e la maturità spirituale. Quando conosciamo Dio da poco, i suoi comandamenti possono sembrare piccoli come i puntino di luce nel cielo notturno - “Non uccidere” non è difficile. Ma crescere e avvicinarsi a Dio è come avvicinarsi a questi puntini e rendersi conto che sono stelle, enormi palle di fuoco e di luce che ci sopraffanno per la difficoltà dei comandamenti - “Non odiare”, “Amare sacrificando tutto per l'altro”.
Purtroppo, spesso non si sente questo peso. Qualcuno che non conosce Dio o che si allontana può fare del male, senza rimorso. Questo è perché ha un cuore indurito, insensibile a quello che Dio gli sta dicendo.
Anche i credenti possono perdere questa sensibilità spirituale, almeno in parte, riguardo ai peccati particolari. Sai che qualcosa è sbagliato, ma è così piacevole. La seconda volta lo fai un po' di più. Senti lo Spirito Santo gridare dentro di te, ma abbassi il volume o lo spegniamo del tutto. Se non senti più la mano di Dio appesantire su di te, stai attento!
Ho sentito tante volte i credenti dire, “Non è veramente sbagliato perché…”. E sento la mia voce interiore dirlo spesso anche. Perché abbiamo molte giustificazioni e scuse per il nostro peccato, per evitare il ravvedimento e così perdere la gioia.
- È colpa di qualcun altro. Come un bambino che giustifica un pugno, “Ma lui mi ha…”. Noi adulti siamo più sofisticati, “Non mi ha salutato e quindi io…” Però, la tua risposta è sempre la tua responsabilità e il tuo comportamento dipende da te, non dagli altri. Inoltre, alla fine sei chiamato a amare i tuoi nemici, non fargli male.
- Dio non può chiedermi di fare questo. O perché è troppo difficile o perché me lo permette siccome mi vuole bene. Sento questo soprattutto nell'area della sessualità per giustificare rapporti sbagliati - “non posso trattenermi” o “siamo così innamorati che Dio sarebbe d'accordo”. Invece, Dio richiede la santità e la perfezione, come Gesù ha mostrato è possibile per noi umani.
- Con l'attività. “Io vado ogni domenica in chiesa, quindi la mia vita privata non importa. Oppure se mi impegno nella comunità, tutti vedranno che io sono bravo.” Invece Dio ci vede, vede dentro a quello che pensiamo e vede quello che facciamo fuori della chiesa.
- Sminuire il peccato, ritenere quello che fai non grave. Ci sono tanti modi per fare questo, per esempio, “Non ha importanza, ho rubato poco, tanto nessuno se ne renderà conto, non è che io abbia ucciso qualcuno”, “Tutti lo fanno”, “Non faccio male a nessuno”.
Bisogna invece imparare a non coprire il proprio peccato, ma lasciare che Dio lo copra con la giustizia di Gesù. Cioè, non tacere, confessare, ravvedere, e sentire il peso che è così grave che Gesù è morto per coprire il tuo peccato.
3. Devi ravvederti (Sal 32:5-7)
Invece di tacere riguardo ai nostri sbagli, devi ammettere e confessare a Dio. Non solo perché è giusto, ma anche perché è il modo di essere beato. Ci sono tre altre beatitudini conseguenti. Prima di tutto, solo così puoi ottenere il perdono dell'iniquità (Sal 32:5). Inoltre, sei protetto, probabilmente dall'ira di Dio (Sal 32:6). Infine, Dio è il tuo rifugio nelle avversità (Sal 32:7). Per tutto questo, la persona pia invocare Dio mentre può - ad un certo punto, sarà troppo tardi, quando sarai morto o quando Gesù sarà ritornato.
4. Sii giusto se perdonato (Sal 32:8-9)
Con tutte queste beatitudini per il perdono, è possibile pensare di essere arrivati, di aver raggiunto l'apice dell'esperienza spirituale e del rapporto con Dio. Invece no, sei ancora più beato!
Senza un intelletto spirituale, non puoi fare quello che è giusto, se non per sbaglio o per caso. Siamo come un cavallo o un mulo, che fanno quello che vogliono se non sono costretti a fare quello che devono fare. Una tale persona non trova la beatitudine di essere giusto, perché nasconde il peccato per continuare a vivere senza freni.
Chi invece ammette la propria trasgressione a Dio è beato perché Dio gli dà la possibilità di imparare la giustizia. In Sal 32:8, quattro verbi sono usati per descrivere quello che Dio ti fa: istruire, insegnare la via giusta, consigliare, e avere gli occhi su di te. Che beatitudine imparare la retta via dal Maestro dell'universo!
Dio ti insegna la giustizia in molti modi, ma possiamo pensare ad alcuni esempi. Dio ti insegna prima di tutto rivelando quello che è giusto nella sua Parola, le Sacre Scritture, che sono utili a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, affinché tu sia completo e ben preparato per ogni opera buona (2Tim 3:16-17). Quindi non stancarti mai di leggere la Bibbia, e soprattutto di cercare di metterla in pratica. C'è anche l'esempio del Signore Gesù, che è vissuto come uomo perfetto e illustra quello che vuol dire essere giusto. Anche l'opera interiore dello Spirito Santo non soltanto ti insegna quello che è giusto, ma ti trasforma affinché tu possa fare quello che sai è giusto. Possiamo vedere alcuni di questi aspetti dell'insegnamento da Dio in Giov 14:15-17,25-26:
Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.
Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.
5. Sii gioioso se giusto perdonato (Sal 32:10-11)
Dio ti lascia solo due possibilità, l'empietà e confidare nel Signore (come è chiaro anche nel Salmo 1). La via dell'empio porta solo ai dolori, una vita e un'eternità senza Dio, senza ogni cosa buona nella creazione di Dio. Dall'altra parte, chi confida nel Signore è beato. È beato perché perdonato. Siccome confida nel Signore e non nella propria giustizia e i propri affanni, non è gravato dalla necessità di giustificarsi ed è libero di ricevere la grazia di Dio, anzi di essere circondato dalla sua grazia, e ricevere il suo perdono. È beato perché, una volta perdonato, può ricevere l'istruzione del Dio saggio per vivere nella giustizia.
Con tutta questa beatitudine, non possiamo che rallegrarci, esultare, essere gioiosi nel Signore. Non siamo perdonati perché giusti, ma giusti e retti perché perdonati, e questo è la gioia del ravvedimento, e possiamo cantare con il Salmista Davide,
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Gioite, voi tutti che siete retti di cuore!
Indice degli studi
- Salmo 42
- Salmo 46
- Salmo 71
- Salmo 22
- Salmo 23
- Salmo 32
- Salmo 121
- Salmo 16
- Salmo 57 e Salmo 108
- Salmo 95