Giuda (figlio di Giacobbe)
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Nella genealogia degli Israeliti, dopo Abraamo ci fu Isacco e poi Giacobbe, che ebbe 12 figli e una figlia dalle sue due mogli e due concubini. I primi quattro figli nacquero a Lea, la moglie odiata; di questi, Giuda ne era il quarto (Gen 29:31-35). Però, il secondo figlio (Simeone) e il terzo figlio (Levi) furono maledetti da Giacobbe perché avevano sterminato gli abitanti di Sichem (Gen 34:24-31; 49:5-7), mentre il primogenito Ruben perse la primogenitura perché si unì ad una delle concubine di suo padre (Gen 35:22; 49:3-4; 1Cron 5:1). Forse per questo motivo leggiamo che Giuda si comportava spesso come il capo, o almeno il portavoce, dei suoi fratelli.
Cosa impariamo di Giuda quando Giuseppe fu venduto dai suoi fratelli (Gen 37:18-29)?
Il parere di Giuda prevaleva sugli altri, che lo ascoltarono. Volle salvare Giuseppe dalla morte, ma solo per guadagnare dei soldi (Gen 37:26-27). Era Ruben, agendo da solo senza informare i fratelli (che non sarebbero stati d'accordo e non l'avrebbero ascoltato), che veramente voleva salvare Giuseppe.
In quel periodo, Giuda si separò dalla sua famiglia, sposò una Cananea che partorì tre figli: Er, Onan, e Sela (Gen 38:1-5). Er sposò Tamar, e Dio lo fece morire perché era perverso (Gen 38:6-7). Giuda poi fece quello che sarebbe stato comandato nella legge di Mosè secoli dopo: chiese a Onan di fare un figlio con Tamar, che sarebbe contato come figlio di Er, per suscitare una discendenza per Er (Gen 38:8). Onan si unì a Tamar ma impedì il concepimento, per cui Dio fece morire anche lui (Gen 38:9-10), che indica che Giuda aveva fatto la cosa giusta.
Cosa fece Giuda in seguito? Quali erano le sue motivazioni (Gen 38:11)?
Non diede il terzo figlio, Sela, a Tamar, con la scusa che era troppo giovane. In realtà, non voleva che Sela morisse come i fratelli, come è anche evidente dal seguito, quando Sela non era dato a Tamar neanche quando era cresciuto (Gen 38:14). Una seconda volta, vediamo che Giuda scelse quello che conveniva a lui piuttosto di quello che era giusto.
Anni dopo, la moglie di Giuda morì e Sela era cresciuto, ma Tamar era ancora vedova senza figli. Tamar si vestì da prostituta e ingannò Giuda, che si unì a lei; Tamar poi ritornò a casa (Gen 38:12-23). Tamar rimase incinta, e quando Giuda lo seppe, la volle bruciare per la sua prostituzione. Tamar poi fece sapere che era Giuda che era il padre.
Cosa impariamo di Giuda dalla sua risposta (Gen 38:24-26)?
Riconobbe di non aver agito giustamente non dando Sela a Tamar. Però, se era giusto bruciare Tamar da prostituta, non era anche giusto far morire Giuda per essere andato da una prostituta? Di nuovo, quello che è giusto ha il secondo posto dietro gli interessi personali di Giuda.
Da questa gravidanza, Tamar partorì due gemelli, Perez e Zerac (Gen 38:27-30).
Quale importanza hanno Tamar e Perez in Matteo 1:2-16?
Erano gli antenati di Davide e di Gesù, nonostante le problematiche morali di questo racconto. Infatti, Matteo sembra di sottolineare questa immoralità, perché le tre donne menzionate nella genealogia (oltre a Maria madre di Gesù), cioè Tamar, Raab, e Bet-Seba (la moglie di Uria), ebbero rapporti non giusti.
Molti anni dopo, Giuseppe era il viceré in Egitto e i suoi fratelli, a causa di una carestia, vennero per chiedere il grano. Giuseppe non si fece riconoscere, e invece chiese ai fratelli di ritornare e portare anche Beniamino, il fratello minore e l'unico altro figlio di sua madre. Giacobbe non voleva mandare Beniamino, per non perdere l'unico altro figlio di sua moglie amata (Rachele). Giuda di nuovo fece il portavoce e convinse suo padre.
Che cosa c'è di diverso in Giuda (Gen 43:8-10)?
Giuda è un uomo cambiato, mette il bene della famiglia prima dei suoi interessi personali. Non erano parole vuote perché, quando i fratelli ritornarono in Egitto, Giuseppe incastrò Beniamino mettendo una coppa del suo sacco. Beniamino sarebbe dovuto rimanere in Egitto come schiavo, ma Giuda offrì di prendere il suo posto come schiavo (Gen 44:16-34) - un comportamento molto diverso di quello quando vendette Giuseppe come schiavo.
La prevalenza di Giuda sui suoi fratelli valse non solo durante la sua vita, ma anche fra i loro discendenti. In quale modo si realizzò (Gen 49:8-10; 1Cron 5:2; 28:4)?
Doveva regnare su Israele, che si adempì nel re Davide e nei suoi discendenti, ma ci doveva essere un principe che avrebbe regnato su tutti i popoli. Giuda era come un giovane leone, ma il vero Leone di Giuda è Gesù Cristo, il principe discese da Davide, che vinse tutto (Ap 5:5).
Impariamo da Giuda almeno due cose. Prima di tutto, la redenzione e la conversione sono possibili a tutti; nessuno è senza speranza. Giuda è passato dall'egoista all'altruista, e puoi imparare dal suo esempio. Se ci sono peccati che dominano la tua vita, devi sapere che è possibile cambiare - forse non con i tuoi sforzi, ma con la trasformazione che lo Spirito Santo rende se ubbidisci a Dio. Anche i tuoi cari e i malvagi del mondo non sono mai senza speranza, devi continuare sempre a pregare per la loro conversione.
Secondo, nella confusione morale e caos di questo mondo e della nostra vita, Dio può creare ordine e adempire i suoi propositi per creare la giustizia. Dall'egoismo e dall'immoralità di Giuda, è venuto il nostro Re e Salvatore Gesù Cristo.
Vedi anche la voce dell'enciclopedia su Giuda.
Indice degli studi
- Introduzione
- Isacco
- Giuda (figlio di Giacobbe)
- Caleb
- Eud
- Samuele
- Ioab
- Absalom
- Ioas e Ieoiada
- Ezechia
- Giosia
- Geremia
- Mardocheo
- Giovanni (apostolo)
- Giacomo (fratello di Gesù)
- Timoteo
- Tito
- Onesimo e Filemone