Commento su Mt 27:33-34

Matteo 27:33-34

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Scritto da Michael Franzoni.

5/7/2026

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Siamo giunti sul ciglio del Golgota. Lasciò la Sua maestà e scambiò la Sua corona di gloria con una di spine per il solo amor. Non fu trascinato su quel monte: lungo quella Via Dolorosa vi salì consegnandosi liberamente, mosso da un amore così inesorabile da dimostrare l'Agàpe più grande, così alto che nessuno riuscirebbe mai a eguagliarlo. Giunti al patibolo noi tutti eravamo fra i suoi pensieri, custoditi nel Suo cuore; Gli offrirono del vino mescolato con fiele, un amaro narcotico usato per intorpidire i sensi e alleviare in parte gli spasimi atroci della crocifissione. Ma Egli lo rifiutò. Non cercò alcun sollievo umano, né volle sottrarsi a una sola stilla: scelse di abbracciare l'intera misura della sofferenza fisica, per bere fino all'ultima goccia il calice della nostra redenzione. E su quel monte, il suo sangue per me versò, che grande amor. Mi sono presentato a quella croce a mani vuote, totalmente immeritevole, eppure è proprio lì, in quel luogo di dolore, che la sua grazia sovrana mi ha raggiunto e redento. Per amore di Cristo: siate riconciliati con Dio. Arrendetevi al Suo Amor. Nel Cantico dei Cantici si legge: «Mettimi come sigillo sul tuo cuore».