Commento su 1Cor 11:3

1Corinzi 11:3

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Scritto da Michael Franzoni.

5/7/2026

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La risposta principale sta nel distinguere tra l'essenza (ciò che uno è) e l'ordine relazionale (come uno agisce). Nel testo, Paolo stabilisce una gerarchia di autorità, non di valore o di natura. Il versetto dice: «il capo della donna è l'uomo». Se usiamo la logica di chi nega la divinità di Cristo, dovremmo concludere che la donna non è un essere umano quanto l'uomo. Se l'uomo è il capo della donna senza che lei cessi di essere pienamente umana e uguale in natura a lui, allora Dio è il capo di Cristo senza che Cristo cessi di essere pienamente Dio e uguale in natura al Padre. Paolo spiega questo concetto chiaramente in Filippesi 2:5-11.
Cristo, pur essendo nella forma di Dio (natura divina), svuotò se stesso prendendo forma di servo. La sottomissione di Cristo al Padre non è dovuta a un'inferiorità di natura, ma a una scelta d'amore per compiere la missione redentrice. Cristo è sottomesso come Figlio, non come creatura di natura diversa.

Un'altra sfumatura che mi affascina molto che vorrei riportare è la seguente: la parola utilizzata è κεφαλή (kephale). Mentre in italiano la parola capo evoca subito l'idea di un superiore gerarchico nel greco biblico invece può significare anche fonte o l'origine.
L'uomo è la fonte della donna (riferimento a Eva creata dalla costola di Adamo, che Paolo menziona esplicitamente pochi versetti dopo, nel v.8).
Dio (il Padre) è la fonte di Cristo per quanto riguarda la sua generazione eterna (il Figlio generato dal Padre) e la sua incarnazione.