1Corinzi 11

 

2 (1) Ora vi lodo, fratelli, perché vi ricordate di me in ogni cosa, e conservate le tradizioni come ve le ho trasmesse.

(1) Il quinto trattato di questa epistola concerne il retto ordinamento delle assemblee pubbliche, contenente tre punti, cioè del decoroso abbigliamento degli uomini e delle donne, dell'ordine della Cena del Signore, e del retto uso dei doni spirituali. Ma, volendo riprendere certe cose, comincia nondimeno con una lode generale, chiamando quelle particolari leggi di decoro e onestà, che appartengono alla politica ecclesiastica, "tradizioni": che in seguito furono chiamate "canoni".

3 (2) Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo; e il capo della donna è l'uomo; e il (a) capo di Cristo è Dio.

(2) Egli pone Dio, in Cristo nostro mediatore, come il fine e scopo non solo della dottrina, ma anche del decoro ecclesiastico. Applicandolo poi alla questione proposta, circa l'abbigliamento decoroso degli uomini e delle donne nelle assemblee pubbliche, dichiara che la donna è un grado inferiore all'uomo per ordinanza di Dio, e che l'uomo è così soggetto a Cristo, che in lui deve apparire la gloria di Dio per la preminenza del sesso.

(a) In quanto Cristo è nostro mediatore.

4 (3) Ogni (b) uomo che prega o profetizza con il capo coperto, disonora il suo capo.

(3) Da ciò deduce che, se gli uomini pregano o predicano nelle assemblee pubbliche con il capo coperto (che allora era segno di soggezione), si tolgono da sé stessi la dignità, contro l'ordinanza di Dio.

(b) Appare che questa fosse una legge politica valida solo per la circostanza del tempo in cui Paolo visse, per la ragione che oggi parlare a capo scoperto in un'assemblea è segno di soggezione.

5 (4) Ma ogni donna che prega o profetizza a capo scoperto disonora il suo capo: (5) perché è come se fosse rasa.

(4) E similmente conclude che le donne che si mostrano in pubblico e nelle assemblee ecclesiastiche senza il segno e simbolo della loro soggezione, cioè a capo scoperto, si fanno vergogna da sé stesse.

(5) Il primo argomento preso dal senso comune, poiché la natura insegna alle donne che è disonorevole per loro andare in giro a capo scoperto, avendo dato loro capelli folti e lunghi, che esse curano e adornano con tanta diligenza, che non sopporterebbero mai di essere rasate.

7 (6) Infatti l'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; ma la donna è gloria dell'uomo.

(6) Risponde a un'obiezione: non sono stati dati anche agli uomini dei capelli? "Lo concedo", dice l'apostolo, "ma c'è un'altra questione. L'uomo fu fatto affinché la gloria di Dio appaia nel suo dominio e autorità. Ma la donna fu fatta affinché, professando la sua obbedienza, potesse onorare maggiormente il marito."

8 (7) Poiché l'uomo non è dalla donna, ma la donna dall'uomo.

(7) Prova l'inferiorità della donna dal fatto che dalla sostanza dell'uomo fu fatta per prima la donna.

9 (8) E l'uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo.

(8) Secondo argomento, poiché la donna fu fatta per l'uomo, e non l'uomo per causa della donna.

10 (9) Per questo motivo la donna deve avere sul capo un segno di (c) autorità, a motivo degli (10) angeli.

(9) La conclusione: le donne devono essere coperte, per mostrare con questo segno esteriore la loro soggezione.

(c) Una copertura che è segno di soggezione.

(10) Che cosa significhi, ancora non lo comprendo.

11 (11) Tuttavia né l'uomo è senza la donna, né la donna senza l'uomo, (d) nel Signore.

(11) Una digressione che l'apostolo usa, affinché ciò che ha detto sulla superiorità dell'uomo e l'inferiorità della donna, in considerazione della politica ecclesiastica, non sia inteso come se non ci fosse misura in questa disuguaglianza. Egli insegna dunque che gli uomini hanno la preminenza, ma che Dio non li ha creati da soli, bensì anche le donne. E che la donna fu sì fatta dall'uomo, ma che anche gli uomini nascono per mezzo delle donne, e ciò deve portarli a osservare il grado di ciascun sesso in modo che il vincolo del matrimonio sia custodito.

(d) Per il Signore.

13 (12) Giudicate voi stessi: è decoroso che una donna preghi Dio a capo scoperto?

(12) Rafforza l'argomento tratto dal senso comune della natura.

15 Ma se la donna ha i capelli lunghi, è una gloria per lei; perché la chioma le è data per (e) copertura.

(e) Per essere una copertura per lei, e tale da richiederne un'altra.

16 (13) Se poi qualcuno vuole essere litigioso, noi non abbiamo tale usanza, né le chiese di Dio.

(13) Contro quelli che sono ostinatamente litigiosi, opponiamo questo: che le chiese di Dio non sono litigiose.

17 (14) Ora, dando queste istruzioni, non vi lodo, perché vi radunate non per il meglio, ma per il peggio.

(14) Passa ora al trattato seguente riguardo la corretta amministrazione della Cena del Signore. E l'apostolo usa questa più severa premessa, affinché i Corinzi comprendano che, sebbene generalmente osservassero i suoi comandamenti, pure trascuravano gravemente una questione di grandissima importanza.

18 (15) Prima di tutto, sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni fra voi; e in parte lo credo.

(15) Per celebrare correttamente la Cena del Signore, non è richiesto solo consenso nella dottrina, ma anche negli affetti, affinché non sia profanata.

19 (16) È necessario che vi siano anche eresie fra voi, affinché quelli che sono (f) approvati siano manifestati fra voi.

(16) Benché scismi ed eresie provengano dal diavolo, e siano mali, non avvengono per caso, né senza causa, e servono al beneficio degli eletti.

(f) Che l'esperienza ha mostrato essere di sana religione e pietà.

20 Quando dunque vi radunate in uno stesso luogo, (g) non è per mangiare la Cena del Signore.

(g) È una metafora usuale con cui l'apostolo nega esplicitamente ciò che molti facevano in modo scorretto.

21 Perché, nel mangiare, ciascuno prende prima (h) la propria cena; e uno ha fame, e l'altro è ubriaco.

(h) Mangia il proprio cibo e non aspetta che arrivino gli altri.

22 (17) Non avete forse case per mangiare e bere? O disprezzate la chiesa di Dio, e fate vergogna a quelli che non hanno nulla? Che vi dirò? Vi loderò in questo? Non vi lodo.

(17) L'apostolo ritiene opportuno rimuovere i pasti d'amore a causa del loro abuso, benché siano stati praticati a lungo e con lode nelle chiese, e siano stati istituiti dagli apostoli.

23 (18) Poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane.

(18) Dobbiamo prendere una forma corretta di osservare la Cena del Signore dall'istituzione stessa, le cui parti sono: quanto ai pastori, annunciare la morte del Signore predicando la sua parola, benedire il pane e il vino invocando il nome di Dio, dichiarare con preghiere l'istituzione, e infine distribuire il pane spezzato da mangiare, e il calice da bere con rendimento di grazie. Quanto al popolo, ciascuno deve esaminare sé stesso, cioè verificare sia la sua conoscenza, sia la fede e il pentimento: annunciare la morte del Signore, cioè con vera fede aderire alla sua parola e istituzione: e infine ricevere il pane dalla mano del ministro, mangiarlo, bere il vino, e ringraziare Dio. Questo fu il modo di amministrare di Paolo e degli apostoli.

24 E, dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è (i) per voi: fate questo in memoria di me.

(i) La parola "rotto" ci indica la maniera della morte di Cristo, poiché sebbene le sue gambe non furono rotte, come quelle dei ladroni, tuttavia il suo corpo fu molto tormentato, lacerato e percosso.

27 (19) Perciò, chiunque mangerà questo pane o berrà il calice del Signore (k) indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore.

(19) Chi disprezza le sacre ordinanze, cioè le usa in modo scorretto, è colpevole non del pane e del vino, ma della cosa stessa, cioè di Cristo, e ne sarà gravemente punito.

(k) In modo diverso da quello appropriato per questi misteri.

28 (20) Ma (l) esamini sé stesso l'uomo, e così mangi di quel pane e beva di quel calice.

(20) L'esame di sé stessi è assolutamente necessario nella Cena, e quindi non devono esservi ammessi coloro che non possono esaminarsi: come i bambini, i furiosi, anche quelli che non conoscono Cristo, o non abbastanza, pur professando la religione cristiana: e altri che non possono esaminarsi.

(l) Questo passo confuta l'idea della fede implicita o immatura che i papisti sostengono.

29 Poiché chi mangia e beve indegnamente, mangia e beve condanna a sé stesso, non (m) discernendo il corpo del Signore.

(m) È detto discernere il corpo del Signore chi considera il suo valore, e quindi viene a mangiare questo cibo con grande riverenza.

30 (21) Per questa ragione molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi dormono.

(21) Il profanare il corpo e il sangue del Signore nei suoi misteri è duramente punito da lui, e quindi tali colpe devono essere diligentemente prevenute da ciascuno giudicando e correggendo sé stesso.

31 Poiché, se (n) giudicassimo noi stessi, non saremmo giudicati.

(n) Esaminiamo e proviamo noi stessi, con fede e pentimento, separandoci dagli empi.

33 (22) Pertanto, fratelli miei, quando vi riunite per mangiare, aspettatevi gli uni gli altri.

(22) La Cena del Signore è un'azione comune di tutta la chiesa, e quindi non vi è posto per cene private.

34 (23) Se qualcuno ha fame, mangi a casa, affinché non vi riuniate per condanna. (24) Le altre cose le disporrò quando verrò.

(23) La Cena del Signore fu istituita non per nutrire il ventre, ma per nutrire l'anima con la comunione di Cristo, e perciò deve essere separata dai banchetti ordinari.

(24) Le cose che riguardano l'ordine, come luogo, tempo, forma delle preghiere, e simili, l'apostolo le regolava nelle congregazioni secondo le circostanze di tempi, luoghi e persone.

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