Nuova Riveduta:1Samuele 10Saul unto re d'Israele | C.E.I.:1Samuele 101 Samuele prese allora l'ampolla dell'olio e gliela versò sulla testa, poi lo baciò dicendo: «Ecco: il Signore ti ha unto capo sopra Israele suo popolo. Tu avrai potere sul popolo del Signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno intorno. Questo ti sarà il segno che proprio il Signore ti ha unto capo sulla sua casa: 2 oggi, quando sarai partito da me, troverai due uomini presso il sepolcro di Rachele sul confine con Beniamino in Zelzach. Essi ti diranno: Sono state ritrovate le asine che sei andato a cercare. Ecco tuo padre non bada più alla faccenda delle asine, ma è preoccupato di voi e va dicendo: Che devo fare per mio figlio? 3 Passerai in fretta di là e andrai oltre; quando arriverai alla quercia del Tabor, vi troverete tre uomini in viaggio per salire a Dio in Betel: uno porterà tre capretti, l'altro porterà tre pani rotondi, il terzo porterà un otre di vino. 4 Ti domanderanno se stai bene e ti daranno due pani, che tu prenderai dalle loro mani. 5 Giungerai poi a Gàbaa di Dio, dove c'è una guarnigione di Filistei e mentre entrerai in città, incontrerai un gruppo di profeti che scenderanno dall'altura preceduti da arpe, timpani, flauti e cetre, in atto di fare i profeti. 6 Lo spirito del Signore investirà anche te e ti metterai a fare il profeta insieme con loro e sarai trasformato in un altro uomo. 7 Quando questi segni che ti riguardano saranno accaduti, farai come vorrai, perché Dio sarà con te. 8 Tu poi scenderai a Gàlgala precedendomi. Io scenderò in seguito presso di te per offrire olocausti e immolare sacrifici di comunione. Sette giorni aspetterai, finché io verrò a te e ti indicherò quello che dovrai fare». | Nuova Diodati:1Samuele 101 Allora Samuele prese un vasetto d'olio e lo versò sul suo capo; poi lo baciò e disse: «Non ti ha l'Eterno unto come capo della sua eredità? 2 Oggi, quando sarai partito da me, troverai due uomini presso il sepolcro di Rachele sul confine di Beniamino, a Tseltsah. Essi ti diranno: Le asine che sei andato a cercare sono state ritrovate; ora tuo padre ha smesso di essere in pensiero per le asine ed è preoccupato per voi, e va dicendo: "Che devo fare per mio figlio?". 3 Poi tu passerai oltre quel luogo e giungerai alla quercia di Tabor; là incontrerai tre uomini che salgono ad adorare DIO a Bethel: l'uno porterà tre capretti, l'altro porterà tre pani e il terzo porterà un otre di vino. 4 Essi ti saluteranno e ti daranno due pani, che riceverai dalla loro mano. 5 Poi arriverai alla collina di DIO, dov'è la guarnigione dei Filistei; e là, giungendo alla città, incontrerai un gruppo di profeti che scenderanno dall'alto luogo, preceduti da un'arpa, un tamburello, un flauto e una cetra, e che profetizzeranno. 6 Allora lo Spirito dell'Eterno ti investirà e profetizzerai con loro, e sarai cambiato in un altro uomo. 7 Quando questi segni ti saranno avvenuti, fa' ciò che l'occasione richiede, perché DIO è con te. 8 Poi scenderai prima di me a Ghilgal; ed ecco io scenderò da te per offrire olocausti e immolare sacrifici di ringraziamento. Tu aspetterai sette giorni finché io venga da te e ti faccia sapere ciò che devi fare». 9 Non appena voltò le spalle per lasciare Samuele, DIO gli mutò il cuore in un altro, e tutti quei segni si avverarono in quello stesso giorno. 10 Come giunsero là alla collina, ecco venirgli incontro un gruppo di profeti; allora lo Spirito di DIO lo investì, ed egli si mise a profetizzare in mezzo a loro. 11 Allora tutti quelli che lo avevano conosciuto prima, vedendo che profetizzava con i profeti si dicevano l'un l'altro: «Cos'è avvenuto al figlio di Kish? È anche Saul tra i profeti?». 12 Quindi uno del luogo rispose, dicendo: «Ma chi è il loro padre?». Per questo divenne proverbio il detto: «È anche Saul tra i profeti?». 13 Come Saul ebbe finito di profetizzare, si recò all'alto luogo. 14 Poi lo zio di Saul chiese a lui e al suo servo: «Dove siete andati?». Egli rispose: «A cercare le asine; ma, vedendo che non c'erano, siamo andati da Samuele». 15 Lo zio di Saul soggiunse: «Raccontami, ti prego, ciò che vi ha detto Samuele». 16 Così Saul rispose a suo zio: «Egli ci ha assicurato che le asine erano state ritrovate». Ma non disse nulla di ciò che Samuele aveva detto riguardo al regno. Saul scelto re pubblicamente | Riveduta 2020:1Samuele 101 Allora Samuele prese un vasetto d'olio, lo versò sul capo di Saul, lo baciò e disse: “L'Eterno non ti ha forse unto perché tu sia il capo della sua eredità? 2 Oggi, quando tu sarai partito da me, troverai due uomini presso il sepolcro di Rachele, ai confini di Beniamino, a Selsa, i quali ti diranno: 'Le asine che stavi cercando, sono state trovate; ed ecco tuo padre non è più in pensiero per le asine, ma è in pena per voi, e va dicendo: Che devo fare riguardo a mio figlio?'. 3 E quando sarai passato più avanti e sarai giunto alla quercia di Tabor, ti incontrerai con tre uomini che salgono ad adorare Iddio a Betel, portando l'uno tre capretti, l'altro tre pani, e il terzo un otre di vino. 4 Essi ti saluteranno e ti daranno due pani, che riceverai dalla loro mano. 5 Poi arriverai a Ghibea-Eloim, dove c'è la guarnigione dei Filistei; e avverrà che, entrando in città, incontrerai una schiera di profeti che scenderanno dall'alto luogo, preceduti da saltèri, da timpani, da flauti, da cetre, e che profetizzeranno. 6 E lo Spirito dell'Eterno ti investirà e tu profetizzerai con loro, e sarai cambiato in un altro uomo. 7 E quando questi segni saranno avvenuti, fa' quello che avrai occasione di fare, poiché Dio è con te. 8 Poi scenderai prima di me a Ghilgal; ed ecco io scenderò verso di te per offrire olocausti e sacrifici di ringraziamento. Tu aspetterai sette giorni, finché io giunga da te e ti faccia sapere quello che devi fare”. 9 E appena egli ebbe voltato le spalle per separarsi da Samuele, Iddio gli cambiò il cuore, e tutti quei segni si verificarono in quello stesso giorno. 10 E quando giunsero a Ghibea, ecco che una schiera di profeti andò incontro a Saul; allora lo Spirito di Dio lo investì, ed egli si mise a profetizzare in mezzo a loro. 11 Tutti quelli che lo avevano conosciuto prima, lo videro che profetizzava con i profeti, e dicevano l'uno all'altro: “Cosa è mai accaduto al figlio di Chis? Saul è anche lui tra i profeti?”. 12 E un uomo del luogo rispose, dicendo: “E chi è il loro padre?”. Da qui venne il proverbio: “Saul è anche lui tra i profeti?”. 13 E quando Saul ebbe finito di profetizzare, si recò all'alto luogo. 14 E lo zio di Saul disse a lui e al suo servo: “Dove siete andati?”, Saul rispose: “A cercare le asine; ma vedendo che non le potevamo trovare, siamo andati da Samuele”. 15 Allora lo zio di Saul disse: “Raccontami, ti prego, quello che vi ha detto Samuele”. 16 E Saul a suo zio: “Egli ci ha assicurato che le asine erano state trovate”. Ma di quello che Samuele aveva detto riguardo al regno non gli riferì nulla. Saul eletto re mediante la sorte | Riveduta:1Samuele 101 Allora Samuele prese un vasetto d'olio, lo versò sul capo di lui, baciò Saul e disse: 'L'Eterno non t'ha egli unto perché tu sia il capo della sua eredità? 2 Oggi, quando tu sarai partito da me, troverai due uomini presso al sepolcro di Rachele, ai confini di Beniamino, a Tseltsah, i quali ti diranno: Le asine delle quali andavi in cerca, sono trovate; ed ecco tuo padre non è più in pensiero per le asine, ma è in pena per voi, e va dicendo: Che farò io riguardo al mio figliuolo? 3 E quando sarai passato più innanzi e sarai giunto alla quercia di Tabor, t'incontrerai con tre uomini che salgono ad adorare Iddio a Bethel, portando l'uno tre capretti, l'altro tre pani, e il terzo un otre di vino. 4 Essi ti saluteranno, e ti daranno due pani, che riceverai dalla loro mano. 5 Poi arriverai a Ghibea-Elohim, dov'è la guarnigione dei Filistei; e avverrà che, entrando in città, incontrerai una schiera di profeti che scenderanno dall'alto luogo, preceduti da saltèri, da timpani, da flauti, da cetre, e che profeteranno. 6 E lo spirito dell'Eterno t'investirà e tu profeterai con loro, e sarai mutato in un altr'uomo. 7 E quando questi segni ti saranno avvenuti, fa' quello che avrai occasione di fare, poiché Dio è teco. 8 Poi scenderai prima di me a Ghilgal; ed ecco io scenderò verso te per offrire olocausti e sacrifizi di azioni di grazie. Tu aspetterai sette giorni, finch'io giunga da te e ti faccia sapere quello che devi fare'. 9 E non appena egli ebbe voltate le spalle per partirsi da Samuele, Iddio gli mutò il cuore, e tutti quei segni si verificarono in quel medesimo giorno. 10 E come giunsero a Ghibea, ecco che una schiera di profeti si fece incontro a Saul; allora lo spirito di Dio lo investì, ed egli si mise a profetare in mezzo a loro. 11 Tutti quelli che l'avean conosciuto prima, lo videro che profetava coi profeti, e dicevano l'uno all'altro: 'Che è mai avvenuto al figliuolo di Kis? Saul è anch'egli tra i profeti?' 12 E un uomo del luogo rispose, dicendo: 'E chi è il loro padre?' Di qui venne il proverbio: 'Saul è anch'egli tra i profeti?' 13 E come Saul ebbe finito di profetare, si recò all'alto luogo. 14 E lo zio di Saul disse a lui e al suo servo: 'Dove siete andati?' Saul rispose: 'A cercare le asine; ma vedendo che non le potevamo trovare, siamo andati da Samuele'. 15 E lo zio di Saul disse: 'Raccontami, ti prego, quello che vi ha detto Samuele'. 16 E Saul a suo zio: 'Egli ci ha dichiarato positivamente che le asine erano trovate'. Ma di quel che Samuele avea detto riguardo al regno non gli riferì nulla. Saul eletto re mediante la sorte | Ricciotti:1Samuele 101 Preso allora Samuele un'ampollina d'olio, la versò sul capo di Saul, poi, baciatolo, gli disse: «Ecco, il Signore ti ha unto come principe della sua eredità e tu libererai il suo popolo dalle mani dei nemici che gli stanno attorno. E questo sarà il segno che Dio ti ha unto come principe; 2 Oggi, quando tu sarai partito da me, presso il sepolcro di Rachele, ai confini meridionali di Beniamino, troverai due uomini che ti diranno: - Le asine, delle quali andavi in cerca, furono trovate, e tuo padre, smesso il pensiero delle asine, è in pena per voi e va dicendo: "Che cosa farò [per ritrovare] il figlio mio?". - 3 E quando, partito di là, sarai passato oltre e arriverai alla quercia di Tabor, ti incontrerai con tre uomini che salgono ad [adorare] Dio in Betel, portando l'uno tre capretti, un altro tre focacce di pane e il terzo un otre di vino. 4 Dopo averti salutato, essi ti daranno due pani che riceverai dalle loro mani. 5 Verrai quindi al colle di Dio, dove sta la guarnigione dei Filistei, e al tuo entrare in città ti si farà incontro una schiera di profeti che scenderanno dall'alto luogo e, preceduti da un salterio, da un timpano, da un flauto e da una cetra, profeteranno. 6 E lo spirito del Signore t'investirà e profeterai con loro e sarai cambiato in tutt'altro uomo. 7 Quando ti saranno avvenuti tutti questi segni, fa' pure quanto ti si offrirà da fare, chè il Signore è teco. 8 E discenderai prima di me a Galgala (perchè io discenderò a te) per offrire un'oblazione e immolare vittime pacifiche. Tu mi attenderai sette giorni, fin tanto che io non venga a te, e ti mostri quel che tu debba fare». 9 Non appena [Saul] ebbe voltate le spalle per andarsene da Samuele, Iddio gli cambiò il cuore e in quel medesimo giorno, si verificarono tutti quei segni [predetti]. 10 Arrivati al colle indicato, gli venne incontro la schiera dei profeti, lo spirito del Signore lo investì ed egli si diè a profetare in mezzo a loro. 11 Quanti prima lo avevano conosciuto, vedendolo ora profetare in compagnia dei profeti, si chiedevano a vicenda: «Che è mai avvenuto al figlio di Cis? Saul è forse anch'egli tra i profeti?». 12 E l'uno rispose all'altro: «E chi è il loro padre?». Passò pertanto in proverbio [il detto]: «Saul è forse anch'egli tra i profeti?». 13 Finito che ebbe di profetare, andò all'alto luogo. 14 Lo zio di Saul disse a lui e al servo: «Dove siete andati?». «In cerca delle asine», risposero «e, non avendole trovate, andammo da Samuele». 15 Soggiunse lo zio: «Fammi sapere che cosa ti ha detto Samuele». 16 Rispose Saul allo zio: «Egli ci fece sapere che le asine erano state trovate». Ma di quello che Samuele gli aveva detto riguardo al regno non gli riferì nulla. Saul proclamato re | Tintori:1Samuele 10Saul è consacrato re. Saul elettore dalla sorte e acclamato dal popolo a Masfa. | Martini:1Samuele 10Saul è unto re da Samuele, e sonogli dati da lui dei segni, che si verificano. Saulle profeta trai profeti. Tirate le sorti confermato re da Samuele. La legge del regno scritta in un libro si ripone dinanzi al Signore. | Diodati:1Samuele 101 Or Samuele avea preso un piccol vaso d'olio, e lo versò in sul capo di esso, e lo baciò, e disse: Non è egli vero che il Signore ti ha unto per conduttore sopra la sua eredità? 2 Quando oggi tu sarai partito d'appresso a me, tu troverai due uomini presso alla sepoltura di Rachele, a' confini di Beniamino, in Selsa, i quali ti diranno: Le asine che tu eri andato a cercare, si son trovate; ed ecco, tuo padre ha lasciata la cura delle asine, e sta in pensiero di voi, dicendo: Che farò io intorno al mio figliuolo? 3 E, quando di là tu sarai passato più innanzi, e sarai giunto al querceto di Tabor, tu scontrerai tre uomini che salgono a Dio, alla Casa di Dio, che porteranno, l'uno tre capretti, l'altro tre schiacciate di pane, e il terzo un baril di vino. 4 Ed essi ti domanderanno del tuo bene stare, e ti daranno due pani, i quali tu prenderai di man loro. 5 Poi tu verrai al colle di Dio, ov'è la guernigione de' Filistei; e avverrà che, come tu entrerai nella città, tu scontrerai una schiera di profeti, che scenderanno giù dall'alto luogo, i quali avranno davanti a sè de' salteri, de' tamburi, de' flauti e delle cetere; e profetizzeranno. 6 Allora lo Spirito di Dio si avventerà sopra te, e tu profetizzerai con loro, e sarai mutato in un altro uomo. 7 E quando questi segni ti saranno avvenuti, fa' quello che ti occorrerà; perciocchè Iddio è teco. 8 Poi tu scenderai incontro a me in Ghilgal; ed ecco, io verrò a te per offerire olocausti, e per sacrificar sacrificii da render grazie; aspetta sette giorni, finchè io venga a te, ed io ti dichiarerò ciò che tu avrai a fare. |
Commentario completo di Matthew Henry:
1Samuele 10
1 INTRODUZIONE A 1 SAMUELE CAPITOLO 10
Lasciammo Samuele e Saul a camminare insieme, probabilmente per una strada privata attraverso i campi giù da Rama, forse nei sentieri delle vigne, e Saul che aspettava di udire da Samuele la parola di Dio. Ora eccoci qui,
I L'unzione di Saul in quel momento, 1Samuele 10:1. I segni che Samuele gli diede, 1Samuele 10:2-6. E istruzioni, 1Samuele 10:7,8.
II. L'adempimento di quei segni per la soddisfazione di Saul, 1Samuele 10:9-13.
III. Il suo ritorno alla casa di suo padre, 1Samuele 10:14-16.
IV. La sua elezione pubblica a sorte e l'inaugurazione solenne, 1Samuele 10:17-25.
V. Il suo ritorno alla sua città, 1Samuele 10:26,27. È una grande opera quella che qui è un'azione, l'istituzione non solo di un monarca, ma della monarchia stessa, in Israele; e quindi in tutti i progressi verso di essa si vede molto di Dio.
Ver. 1. fino alla Ver. 8.
Samuele sta qui eseguendo l'ufficio di un profeta, dando a Saul piena assicurazione da parte di Dio che egli sarebbe diventato re, come lo fu in seguito, secondo queste profezie che lo avevano preceduto.
I Lo unse e lo baciò, == 1Samuele 10:1. Questo non veniva fatto in un'assemblea solenne, ma veniva fatto per disposizione divina, che suppliva alla mancanza di tutte le solennità esterne, né era mai meno valido per il fatto che fosse fatto in privato, sotto una siepe o, come dicono gli ebrei, presso una fontana. Le istituzioni di Dio sono grandi e onorevoli, anche se le circostanze della loro amministrazione sono sempre così meschine e spregevoli.
1. Samuele, ungendo Saul, gli assicurò che era atto di Dio farlo re: Non è forse perché il Signore ti ha unto? E, in segno di ciò, il sommo sacerdote fu unto al suo ufficio, per significare il conferimento di quei doni su di lui che erano necessari per l'adempimento dei suoi doveri, e lo stesso fu intimato nell'unzione dei re; per chi Dio chiama egli si qualifica, e le qualifiche appropriate forniscono una buona prova di un incarico. Queste sacre unzioni, allora usate, indicavano il grande Messia, o unto, il re della chiesa, e sommo sacerdote della nostra professione, che era unto con l'olio dello Spirito, non a misura, ma senza misura, e soprattutto i sacerdoti e i principi della chiesa ebraica. Era l'olio comune, senza dubbio, quello che usava Samuele, e non leggiamo che lo benedicesse o pregasse su di esso. Ma egli lo unse solo con unta con un'ampolla d'olio, il vaso fragile, perché il suo regno sarebbe presto stato incrinato e spezzato, e la quantità piccola, perché aveva ben poco dello Spirito conferito su di lui a quello che aveva Davide, che fu perciò unto con un corno d'olio, come lo furono Salomone e Ieu con una cassa d'olio.
2. Baciandolo, lo assicurò della sua approvazione per la scelta, non solo del suo consenso ad essa, ma della sua compiacenza in essa, sebbene riducesse il suo potere ed eclissasse la sua gloria e la gloria della sua famiglia.
"Dio ti ha unto,"
Samuele dice:
"di essere re, e io sono soddisfatto e molto contento, in pegno di ciò prendi questo bacio."
Era anche un bacio di omaggio e di fedeltà; con ciò egli non solo lo considera re, ma il suo re, e in questo senso ci viene comandato di baciare il Figlio, == Salmi 2:12. Dio lo ha unto, e perciò dobbiamo riconoscerlo e rendergli omaggio. Nella spiegazione della cerimonia, Samuele gli ricorda:
(1.) Della natura del governo a cui è chiamato. Fu unto per essere un capitano, un comandante appunto, che denota onore e potere, ma un comandante in guerra, che denota cura, fatica e pericolo.
(2.) Dell'origine di esso: Il Signore ti ha unto. Per mezzo di lui egli ha governato, e quindi deve governare per lui, dipendendo da lui e con lo sguardo rivolto alla sua gloria.
(3.) Della fine di esso. Spetta alla sua eredità, averne cura, proteggerla e ordinarne tutti gli affari per il meglio, come un amministratore a cui un grand'uomo pone il suo patrimonio, per gestirla al suo servizio e rendergliene conto.
II. Per la sua ulteriore soddisfazione gli dà alcuni segni, che dovrebbero avverarsi immediatamente, questo stesso giorno; ed essi erano tali che non solo avrebbero confermato la parola di Samuele in generale, e lo avrebbero dimostrato un vero profeta, ma avrebbero confermato questa parola a Saul in particolare, affinché egli diventasse re.
1. Dovrebbe incontrare presto qualcuno che gli porti informazioni da casa sulla cura che la casa di suo padre aveva nei suoi confronti, 1Samuele 10:2. Li avrebbe incontrati duramente presso il sepolcro di Rachele. Il primo luogo in cui Samuele lo indirizzò fu un sepolcro, il sepolcro di uno dei suoi antenati, poiché Rachele morì in travaglio con Beniamino; Lì doveva leggere una conferenza sulla propria mortalità, e ora che aveva una corona negli occhi doveva pensare alla sua tomba, nella quale tutto il suo onore sarebbe stato deposto nella polvere. Qui due uomini gli venivano incontro, forse mandati apposta a sorvegliarlo, e gli dicevano che gli asini erano stati trovati e che suo padre era in pena per lui, dicendo: " Che cosa devo fare per mio figlio?". Egli riterrebbe bene che sia accaduto di incontrare questi messaggeri; ed è bene guardare alla Provvidenza in congiunture favorevoli (anche se la questione è minima) ed essere incoraggiati a confidare in questioni più grandi.
2. Dovrebbe poi incontrarsi con altri che vanno a Betel, dove, a quanto pare, c'era un alto luogo per il culto religioso, e questi uomini vi portavano i loro sacrifici, 1Samuele 10:3,4. Era un segno di bene per uno che era stato progettato per il governo di Israele, ovunque andasse, per incontrare persone che andavano ad adorare Dio. Si suppone che quei capretti e i pani, e l'otre di vino che i tre uomini avevano con sé, fossero destinati al sacrificio, con le offerte di carne e le libazioni che dovevano accompagnare il sacrificio; ma Samuele dice a Saul che gli daranno due dei loro pani, e lui dovrà prenderli. Un simile regalo ci sembrerebbe ora il sollievo di un mendicante. Saulo deve d'ora in poi ricordare il tempo in cui ricevette l'elemosina, e quindi deve essere umile e caritatevole con i poveri. Ma forse allora sarebbe stato interpretato come un regalo degno di un principe; e, come tale, Saul doveva riceverlo, il primo dono che gli fu portato, da coloro che non sapevano quello che facevano, né perché lo facevano, ma Dio lo mise nei loro cuori, il che lo rese più adatto ad essere un segno per lui. Questi due pani, che furono il primo tributo pagato a questo re appena unto, potevano servire come monito per lui a non spendere le ricchezze della sua corona nel lusso, ma ad accontentarsi comunque di cibo semplice. Il pane è il bastone della vita.
3. Il segno più notevole di tutti sarebbe la sua unione con una schiera di profeti che avrebbe dovuto incontrare, sotto l'influenza di uno spirito di profezia, che in quel momento sarebbe venuto su di lui. Ciò che Dio opera in noi per mezzo del suo Spirito serve molto di più per confermare la fede di qualsiasi cosa operata per noi dalla sua provvidenza. Egli qui (1Samuele 10:5,6) gli dice:
(1.) Dove questo sarebbe accaduto: Sul monte di Dio, dove c'era una guarnigione dei Filistei, che si suppone fosse vicino a Ghibea, la sua propria città, perché lì c'era la guarnigione dei Filistei, 1Samuele 13:3. Forse era uno degli articoli dell'accordo di Samuele con loro che vi avrebbero dovuto avere una guarnigione, o, piuttosto, dopo che furono sottomessi all'inizio del suo tempo, ripresero terreno, al punto da costringere questa guarnigione in quel luogo, e da lì Dio suscitò l'uomo che li avrebbe castigati. C'era un luogo che era chiamato il monte di Dio, a causa di una delle scuole dei profeti costruite su di esso; e anche gli stessi Filistei tributavano tale rispetto alla religione che una guarnigione dei loro soldati permise a una scuola di profeti di Dio di vivere pacificamente presso di loro, e non solo non li sloggiò, ma non frenano né disturbano gli esercizi pubblici della loro devozione.
(2.) In quale occasione, dovrebbe incontrare una compagnia di profeti con la musica davanti a loro, profetizzando, e con loro dovrebbe unirsi a se stesso. Questi profeti non erano (come dovrebbe sembrare) divinamente ispirati a predire le cose a venire, né Dio si rivelò loro con sogni e visioni, ma si dedicarono allo studio della legge, all'istruzione del loro prossimo e agli atti di pietà, specialmente alla lode di Dio, in cui furono meravigliosamente assistiti e ampliati dallo Spirito di Dio. Fu felice per Israele di avere non solo profeti, ma schiere di profeti, che diedero loro buone istruzioni e diedero loro buoni esempi, e aiutarono molto a mantenere la religione tra loro. Ora, la parola del Signore non era preziosa, come lo era stata quando Samuele era stato suscitato per la prima volta, il quale era stato determinante nella fondazione di questi collegi, o case religiose, da cui, probabilmente, le sinagoghe avevano avuto la loro origine. Che peccato che Israele si stancasse del governo di un uomo simile, il quale, sebbene non avesse espulso i Filistei come uomo di guerra, tuttavia (il che era una gentilezza più grande per Israele) aveva, come uomo di Dio, stabilito le scuole dei profeti! La musica era allora usata come mezzo appropriato per disporre la mente a ricevere le impressioni del buon Spirito, come fece con Eliseo, 2Re 3:15. Ma non abbiamo motivo di aspettarci lo stesso beneficio da esso ora, a meno che non lo vedessimo efficace come lo era allora nel caso di Saul, per scacciare lo spirito maligno. Questi profeti erano stati sull'alto luogo, probabilmente offrendo sacrifici, e ora tornavano cantando salmi. Dovremmo uscire dalle sacre ordinanze con il cuore grandemente allargato nella santa gioia e nella lode. Vedi Salmi 138:5. Saul si sarebbe trovato fortemente spinto a unirsi a loro, e avrebbe dovuto essere trasformato in ciò in un altro uomo rispetto a quello che era stato quando viveva in privato. Lo Spirito di Dio, con le sue prescrizioni, cambia gli uomini, li trasforma meravigliosamente; Saulo, lodando Dio nella comunione dei santi, divenne un altro uomo, ma ci si può chiedere se un uomo nuovo o no.
III. Gli ordina di procedere nell'amministrazione del suo governo come la Provvidenza dovrebbe guidarlo, e come Samuele dovrebbe consigliarlo.
1. Deve seguire la Provvidenza nei casi ordinari (1Samuele 10:7):
"Fa' come ti servirà l'occasione. Prendi le misure che la tua prudenza ti indicherà".
Ma
2. In una straordinaria difficoltà che gli sarebbe capitata in seguito a Ghilgal, e che sarebbe stata la congiuntura più critica di tutte, quando avrebbe avuto un particolare bisogno di aiuti divini, doveva aspettare che Samuele venisse da lui, e doveva rimanere sette giorni in attesa di lui, 1Samuele 10:8. Come il suo fallimento in questa faccenda dimostrò la sua caduta lo scopriremo in seguito, 1Samuele 13:11. Era ora un chiaro indizio per lui che si comportava bene e, sebbene fosse un re, doveva agire sotto la direzione di Samuele e fare ciò che gli avrebbe ordinato. Il più grande degli uomini deve riconoscere se stesso in sottomissione a Dio e alla sua parola.
9 Ver. 9. fino alla Ver. 16.
Saul si è ora congedato da Samuele, molto stupito, possiamo ben supporre, di ciò che gli è stato fatto, quasi pronto a chiedersi se sia sveglio o no, e se non sia tutto un sogno. Ora qui ci viene detto,
I Cosa accadde lungo la strada, 1Samuele 10:9. I segni che Samuele gli aveva dato si avverarono molto puntualmente; ma ciò che gli diede la più grande soddisfazione di tutte fu questo: scoprì subito che Dio gli aveva dato un altro cuore. Un nuovo fuoco si accese nel suo petto, come non aveva mai conosciuto prima: cercare gli asini è completamente fuori di testa, ed egli non pensa ad altro che a combattere i Filistei, a rimediare alle ingiustizie d'Israele, a fare leggi, ad amministrare la giustizia e a provvedere alla pubblica sicurezza; queste sono le cose che ora riempiono la sua testa. Si ritrova ad essere sollevato a un tale livello di audacia e coraggio di cui non avrebbe mai pensato di dover essere consapevole. Non ha più il cuore di un agricoltore, che è basso, meschino e ristretto, e si preoccupa solo del suo grano e del suo bestiame; ma il cuore di uno statista, di un generale, di un principe. Colui che Dio chiama a qualsiasi servizio lo renderà adatto. Se avanza verso un'altra stazione, darà un altro cuore, a coloro che desiderano sinceramente servirlo con la loro potenza.
II. Cosa accadde quando arrivò vicino a casa. Giunsero al monte (1Samuele 10:10), cioè a Ghibea, o Gheba, che significa un colle, e così il Caldeo qui lo prende come un nome proprio; si incontrò con i profeti come Samuele gli aveva detto, e lo Spirito di Dio scese su di lui, forte e improvviso (così significa la parola), ma non per riposare e rimanere su di lui. Si accese in modo da esplodere rapidamente. Tuttavia, per il momento, ebbe uno strano effetto su di lui; poiché si unì immediatamente ai profeti nella loro devozione, e ciò con tanto decoro e grande trasporto di affetto quanto ognuno di loro: profetizzò in mezzo a loro. Ora
1. La sua profezia fu presa pubblicamente in considerazione, 1Samuele 10:11,12. Era ora tra i suoi conoscenti, i quali, quando lo videro tra i profeti, si chiamarono l'un l'altro per venire a vedere uno spettacolo strano. Questo li avrebbe preparati ad accettarlo come re, anche se uno di loro, quando avessero visto come Dio lo aveva promosso all'onore di profeta. I settanta anziani profetizzarono prima di essere nominati giudici, Numeri 11:25.
Ora
(1.) Tutti si meravigliarono di vedere Saul tra i profeti: Che cos'è questo che è accaduto al figlio di Kis? Benché questa scuola di profeti fosse vicina alla casa di suo padre, egli non si era mai associato a loro, né aveva mai mostrato loro alcun rispetto, forse a volte aveva parlato poco di loro; e ora vederlo profetizzare in mezzo a loro era una sorpresa per loro, poiché lo era stato molto tempo dopo che il suo omonimo, nel Nuovo Testamento, aveva predicato quel vangelo che aveva precedentemente perseguitato, Atti 9:21. Dove Dio dà un altro cuore, presto si mostrerà.
(2.) Uno di loro, che era più saggio degli altri, chiese:
"Chi è il loro padre, o istruttore? Non è Dio? Non sono tutti insegnati da lui? Non devono tutti i loro doni a lui? Ed è limitato? Non può fare di Saul un profeta, come di tutti loro, se vuole?"
O
"Samuele non è forse il loro padre?"
Sotto Dio, era così; e Saul era stato da poco con lui, cosa che egli poteva conoscere per mezzo del suo servo. Non c'è da meravigliarsi se profetizzasse colui che giaceva la notte scorsa sotto il tetto di Samuele.
(3.) Divenne un proverbio, comunemente usato in Israele, quando esprimevano la loro meraviglia per il fatto che un uomo cattivo diventasse buono, o almeno fosse trovato in buona compagnia: Saul è forse tra i profeti? Nota, Saul tra i profeti è una meraviglia per un proverbio. Non si disperi del peggio, ma non si faccia troppo affidamento su una dimostrazione esterna di devozione e su un improvviso cambiamento per il presente; poiché Saulo era ancora Saulo tra i profeti.
2. La sua unzione fu tenuta privata. Quando ebbe finito di profetizzare,
(1.) Dovrebbe sembrare che egli pronunciò tutte le sue parole davanti al Signore, e raccomandò la faccenda a suo favore, perché andò dritto all'alto luogo (1Samuele 10:13), per rendere grazie a Dio per le sue misericordie verso di lui e per pregare per la continuazione di quelle misericordie. Ma
(2.) Ha diligentemente nascosto ai suoi parenti ciò che era accaduto. Suo zio, che lo incontrava all'alto luogo o appena tornato a casa, lo esaminò, 1Samuele 10:14. Saul riconobbe, perché il suo servo lo sapeva, che erano stati con Samuele, e che disse loro che gli asini erano stati trovati, ma non disse una parola del regno, == 1Samuele 10:14,15. Questo è stato un esempio,
[1.] Della sua umiltà. Molti sarebbero stati così euforici di questa sorprendente elevazione da proclamarla sul tetto della casa. Ma Saul, anche se ne compiaceva nel suo petto, non se ne vantava tra i suoi vicini. Gli eredi del regno di gloria sono abbastanza contenti che il mondo non li conosca, == 1Giovanni 3:1.
[2.] Della sua prudenza. Se si fosse fatto avanti a proclamarlo, sarebbe stato invidiato, e non sapeva quali difficoltà ciò avrebbe potuto crearlo. Samuele glielo aveva comunicato come un segreto, e lui sa come mantenere i consigli. Sembra quindi che avesse un altro cuore, un cuore adatto al governo.
[3.] Della sua dipendenza da Dio. Non va in giro a interessarsi di sé, ma lascia a Dio il compito di portare avanti la sua opera per mezzo di Samuele, e, da parte sua, si siede fermo, per vedere come andrà a finire la questione.
17 Ver. 17. fino alla Ver. 27.
La nomina di Saul al trono è qui resa pubblica, in un'assemblea generale degli anziani d'Israele, i rappresentanti delle rispettive tribù a Mitspa. È probabile che questa convenzione degli Stati sia stata convocata il più presto possibile, dopo che Saul fu unto, perché, se ci deve essere un cambiamento nel loro governo, prima è meglio è: potrebbe essere di cattiva importanza essere lunghi nel farlo. Avendo il popolo riunito in un'assemblea solenne, in cui Dio era presente in modo particolare (e quindi si dice che furono convocati al Signore, == 1Samuele 10:17), Samuele agisce per Dio in mezzo a loro.
I Li rimprovera di essersi liberati del governo di un profeta e di aver desiderato quello di un capitano.
1. Mostra loro (1Samuele 10:18) quanto fossero stati felici sotto il governo divino; quando Dio li governava, li liberò dalla mano di quelli che li opprimevano, e cosa avrebbero desiderato di più? Poteva l'uomo più potente e valoroso fare per loro ciò che Dio Onnipotente aveva fatto?
2. Allo stesso modo mostra loro (1Samuele 10:19) quale affronto avevano fatto a Dio (che li aveva salvati da tutte le loro tribolazioni, con la sua propria potenza, e con coloro che aveva immediatamente chiamato e qualificato) desiderando un re per salvarli. Dice loro in termini chiari:
"Oggi hai rigettato il tuo Dio; Tu l'hai effettivamente fatto: così egli lo interpreta, e potrebbe giustamente, per il tuo modo di farlo, rigettarti".
Coloro che possono vivere meglio con il buon senso che con la fede, che si fermano su un braccio di carne piuttosto che sul braccio onnipotente, abbandonano una fonte di acqua viva per cisterne rotte. E alcuni fanno della loro ostinazione in questa faccenda un presagio del loro rigetto di Cristo, rigettando Dio da colui che non regnano su di loro.
II. Li mette a scegliere il loro re a sorte. Sapeva chi Dio aveva scelto, e lo aveva già unto, ma conosceva anche l'irritazione di quel popolo, e che c'erano alcuni tra loro che non avrebbero acconsentito alla scelta se fosse dipesa dalla sua unica testimonianza; e quindi, affinché ogni tribù e ogni famiglia della tribù eletta potesse compiacersi di avere una possibilità per questo, li chiama a sorte, 1Samuele 10:19. Beniamino è tratto da tutte le tribù (1Samuele 10:20), e da quella tribù Saul figlio di Kis , 1 Samuele 10:21 . Con questo metodo sembrerebbe al popolo, come già apparve a Samuele, che Saul fosse stato costituito da Dio re; poiché la disposizione della sorte è del Signore. Impedirebbe anche tutte le dispute e le eccezioni, poiché la sorte fa cessare le contese e si divide tra i potenti. Quando la tribù di Beniamino fu presa, essi potevano facilmente prevedere che stavano ricostituendo una famiglia che sarebbe stata presto repressa, perché Giacobbe morente aveva, per spirito di profezia, comportato il dominio su Giuda. Giuda è la tribù che deve governare come un leone; Beniamino delinerà solo come un lupo, == Genesi 49:10,27. Coloro che quindi conoscevano le Scritture non potevano essere molto amati dal fare ciò che prevedevano doveva, tra non molto, essere disfatto di nuovo.
III. È con molto impegno, e non senza ulteriori indagini da parte del Signore, che Saulo viene finalmente presentato. Quando la sorte cadde su di lui, tutti si aspettavano che rispondesse al suo nome alla prima chiamata, ma, invece di ciò, nessuno dei suoi amici riuscì a trovarlo (1Samuele 10:21), si era nascosto tra la roba (1Samuele 10:22), tanto poco era ora affezionato a quel potere che ancora, quando era in possesso, non poteva pensare senza la massima indignazione di separarsi.
1. Si ritirò, nella speranza che, non essendo apparso, si sarebbe proceduto a un'altra scelta, o così ad esprimere la sua modestia; perché, da ciò che era già accaduto, sapeva che doveva essere lui l'uomo. Possiamo supporre che in quel momento fosse davvero contrario ad assumere su di sé il governo,
(1.) Perché era consapevole di essere inadatto a un così grande incarico. Non era stato educato ai libri, alle armi, o ai tribunali, e temeva di essere colpevole di qualche errore fatale.
(2.) Perché lo avrebbe esposto all'invidia dei suoi vicini che erano mal influenzati nei suoi confronti.
(3.) Perché aveva compreso, da ciò che aveva detto Samuele, che il popolo aveva peccato nel chiedere un re, e fu in collera che Dio esaudì la loro richiesta.
(4.) Perché gli affari di Israele erano in quel momento in una cattiva posizione; i Filistei erano forti, gli Ammoniti minacciosi, e bisogna che egli sia davvero audace per salpare in una tempesta.
2. Ma la congregazione, credendo che Dio stesso avesse fatto quella scelta ben fatta, non volle lasciare intentato il modo di scoprire colui sul quale cadde la sorte. Essi consultarono il Signore, o per mezzo del sommo sacerdote e della sua corazza del giudizio, o per mezzo di Samuele, e il suo spirito di profezia; e il Signore li guidò dove lo avrebbero trovato, nascosto tra i carri, e di là lo presero, == 1Samuele 10:23. Nota: Nessuno sarà perdente alla fine per la sua umiltà e modestia. L'onore, come l'ombra, segue coloro che fuggono da esso, ma fugge coloro che lo inseguono.
IV. Samuele lo presenta al popolo, ed essi lo accettano. Non aveva bisogno di salire sulla panca, o sul patibolo, per essere visto; quando si trovava su un terreno uniforme con gli altri, era visto al di sopra di tutti, perché era più alto di tutti loro per la testa e per le spalle, == 1Samuele 10:23.
"Guarda,"
Samuele disse:
"Dio ha scelto per te un re come quello che tu hai desiderato; Non c'è nessuno come lui in tutto il popolo, che abbia tanta maestà nel suo volto e tanta maestosità nel suo aspetto; egli è nella folla come un cedro tra gli arbusti. Lasciate che i vostri stessi occhi siano giudici, non è lui un uomo coraggioso e galante?"
Allora il popolo manifestò la sua approvazione per la scelta e la sua accettazione, gridò e disse: «Lascia vivere il re, cioè,
"Che regni a lungo su di noi in salute e prosperità".
I sudditi erano soliti testimoniare il loro affetto e la loro fedeltà al loro principe con i loro buoni auspici, e questi si trasformavano (come fa la nostra traduzione) in discorsi a Dio. Salmi 72:15, Si pregherà del continuo per lui. Vedi Salmi 20:1. Samuele aveva detto loro che presto si sarebbero stancati del loro re, ma, nella mente in cui si trovano ora, non lo saranno mai: lascia vivere il re.
V. Samuele stabilisce il contratto originale tra loro e lo lascia agli atti, 1Samuele 10:25. Prima aveva detto loro il modo in cui si comportava il re (1Samuele 8:11), come avrebbe abusato del suo potere; ora dice loro il modo in cui si svolgeva il regno, o piuttosto la legge, o il giudizio, o la costituzione, di esso, quale potere il principe poteva sfidare e il massimo dei beni che il suddito poteva rivendicare. Fissò i punti di riferimento tra loro, in modo che nessuno dei due potesse invadere l'altro. Che all'inizio si capiscano correttamente, e che l'accordo rimanga nero su bianco, il che tenderà a preservare una buona intesa tra loro per sempre. Il dotto vescovo Patrizio pensa che ora ripetesse e registrasse ciò che aveva detto loro (1Samuele 8:11) del potere arbitrario che i loro re avrebbero assunto, affinché potesse essere in seguito un testimone contro di loro che avevano attirato la calamità su se stessi, poiché erano stati avvertiti di ciò che sarebbe accaduto e tuttavia avrebbero avuto un re.
VI. Il congresso fu sciolto quando la solennità fu terminata: Samuele mandò ognuno a casa sua. Qui non furono votate, né, per nulla che sembri, anche solo una mozione fatta, per la raccolta di denaro per sostenere la dignità del loro re appena eletto; se quindi in seguito egli ritiene opportuno prendere ciò che non ritengono opportuno dare (che tuttavia era necessario che egli avesse), devono ringraziare se stessi. Ognuno di loro se ne andò a casa sua, compiaciuta del nome di un re sopra di loro, e anche Saul tornò a casa a Ghibea, nella casa di suo padre, non gonfiata dal nome di un regno sotto di lui. A Ghibea non aveva né palazzo, né trono, né corte, eppure vi va. Se deve essere un re, come uno che si ricorda della roccia da cui è stato tagliato, farà della sua città la città reale, né si vergognerà (come troppi lo sono quando sono preferiti) dei suoi parenti meschini. Uno spirito così umile dà bellezza e lustro a grandi progressi. La condizione che si eleva, e la mente che non si eleva con essa, guardate quanto è buona e piacevole! Ma
1. Che effetto ebbe il popolo sul suo nuovo re? La maggior parte di loro, a quanto pare, non si mostrava molto preoccupata: andavano ognuno a casa sua. I loro affari interni erano più vicini ai loro cuori di qualsiasi interesse pubblico; questo era lo stato d'animo generale. Ma
(1.) C'erano alcuni così fedeli da assisterlo: un gruppo di uomini i cui cuori Dio aveva toccato, == 1Samuele 10:26. Non il corpo del popolo, ma una piccola schiera, che perché amava la propria scelta di un re, o perché aveva tanto più buon senso dei suoi vicini da concludere che se era un re doveva essere rispettato di conseguenza, andò con lui a Ghibea, come sua guardia di vita. Erano quelli i cui cuori Dio aveva toccato, in questo caso, per compiere il loro dovere. Nota: Qualunque cosa buona ci sia in noi, o sia fatta da noi, in qualsiasi momento, deve essere attribuita alla grazia di Dio. Se il cuore si piega in qualsiasi momento nel modo giusto, è perché l'ha toccato. Basta un tocco, quando è divino.
(2.) C'erano altri così dispettosi da insultarlo; figli di Belial, uomini che non avrebbero sopportato alcun giogo, che non si sarebbero compiaciuti di nulla di ciò che Dio o Samuele avevano fatto; lo disprezzavano (1Samuele 10:27) per la meschinità della sua tribù e della sua famiglia, per la piccolezza del suo patrimonio e per l'intimità della sua educazione; e dissero: Come ci salverà quest'uomo? Eppure non hanno proposto alcun uomo più verosimile, né la loro salvezza deve venire da quell'uomo, ma da Dio. Non si univano ai loro vicini nel testimoniare un affetto a lui e al suo governo, portandogli doni, o rivolgendosi a lui al momento della sua ascesa alla corona. Forse quegli spiriti scontenti erano molto seri per un re, eppure, ora che ne avevano uno, litigavano con lui, perché non era del tutto come loro. Era una ragione sufficiente per non piacergli, perché gli altri lo apprezzavano. Così, in modo diverso, gli uomini sono affetti dal nostro eccelso Redentore. Dio lo ha costituito re sul monte santo di Sion. C'è un resto che si sottomette a lui, gioisce in lui, gli porta doni e lo segue ovunque vada; e sono quelli i cui cuori Dio ha toccato, che egli ha reso disponibili nel giorno della sua potenza. Ma ci sono altri che lo disprezzano, che dicono: Come ci salverà quest'uomo? Si scandalizzano in lui, inciampano nella sua meschinità esteriore, e ne saranno spezzati.
2. In che modo Saul si risentì per la cattiva condotta di coloro che non erano affezionati al suo governo? Tacque. Margine, Era come se fosse stato sordo. Era così lontano dal risentirsene che sembrava non accorgersene, il che era una prova della sua umiltà e modestia, e della misericordia della sua indole, e anche che era ben soddisfatto del suo titolo alla corona, perché quelli sono comunemente i più gelosi del loro onore e i più vendicativi degli affronti. che ottengono il loro potere con mezzi impropri. Cristo taceva quando veniva offeso, perché era il giorno della sua pazienza; ma sta arrivando un giorno di ricompensa.
Commentario abbreviato di Matthew Henry:
1Samuele 10
1 Capitolo 10
Samuele unge Saul 1Sam 10:1-8
Saul profetizza 1Sam 10:9-16
Saul scelto come re 1Sam 10:17-27
Versetti 1-8
L'unzione sacra, allora usata, indicava il grande Messia, o Unto, il Re della Chiesa e Sommo Sacerdote della nostra professione, che fu unto con l'olio dello Spirito, non a misura, ma senza misura, e al di sopra di tutti i sacerdoti e i principi della Chiesa ebraica. Per ulteriore soddisfazione di Saul, Samuele gli dà alcuni segni che si sarebbero verificati lo stesso giorno. Il primo luogo in cui lo indirizza è il sepolcro di uno dei suoi antenati; lì deve ricordarsi della sua mortalità e, ora che ha una corona davanti a sé, deve pensare alla sua tomba, in cui tutto il suo onore sarà deposto nella polvere. Fin dai tempi di Samuele sembra che esistessero scuole o luoghi in cui i giovani pii venivano educati alla conoscenza delle cose divine. Saul si sarebbe trovato fortemente spinto a unirsi a loro e sarebbe stato trasformato in un altro uomo rispetto a quello che era stato. Lo Spirito di Dio cambia gli uomini, li trasforma meravigliosamente. Saulo, lodando Dio nella comunione dei santi, divenne un altro uomo, ma ci si può chiedere se divenne un uomo nuovo.
9 Versetti 9-16
I segni che Samuele aveva dato a Saul si realizzarono puntualmente; egli scoprì che Dio gli aveva dato un altro cuore, un'altra disposizione d'animo. Tuttavia, non bisogna fare troppo affidamento su una dimostrazione esteriore di devozione e su un cambiamento improvviso per il momento; Saul tra i profeti era ancora Saul. La sua unzione è rimasta privata. Lascia a Dio il compito di portare avanti la sua opera per mezzo di Samuele e rimane fermo a vedere come andrà a finire.
17 Versetti 17-27
Samuele dice al popolo: "Oggi avete rigettato il vostro Dio". Saul era ormai così poco affezionato a quel potere da cui poco dopo, quando lo possedeva, non poteva pensare di separarsi, che si nascose. È bene essere consapevoli della nostra indegnità e insufficienza per i servizi a cui siamo chiamati; ma gli uomini non dovrebbero arrivare all'estremo opposto, rifiutando gli impieghi a cui il Signore e la Chiesa li chiamano. La maggior parte del popolo trattò la questione con indifferenza. Saulo tornò modestamente a casa sua, ma fu seguito da un gruppo di uomini il cui cuore era disposto da Dio a sostenere la sua autorità. Se il cuore si piega in qualsiasi momento nella direzione giusta, è perché Egli lo ha toccato. Un tocco è sufficiente quando è divino. Altri lo disprezzarono. Così diversi sono gli uomini nei confronti del nostro eccelso Redentore. C'è un resto che si sottomette a lui e lo segue ovunque vada; sono coloro il cui cuore è stato toccato da Dio e che egli ha reso disponibili. Ma ce ne sono altri che lo disprezzano, che si chiedono: "Come potrà quest'uomo salvarci? Si sono offesi in lui e saranno puniti.
Note di Albert Barnes sulla Bibbia:
1Samuele 10
1 Non è perché... - Samuele risponde al tacito o espresso stupore di Saul, dicendogli perché ha fatto ciò che ha fatto. (Confronta 1 Samuele 9:21 ).
2 Come dovrebbe Saul sapere che ciò che Samuele ha detto era la parola del Signore? Samuele gli dà un segno: "Troverai due uomini", ecc. (Confronta Giudici 6:36; Isaia 7:11; Giovanni 6:30; Marco 11:2; Marco 14:13 , ecc.)
Zelzah - Un luogo assolutamente sconosciuto.
3 La piana del Tabor - Dovrebbe essere “la quercia o terebinto”” del Tabor” ( Giudici 4:11 nota). È stato ingegnosamente ipotizzato che "Tabor" sia una forma diversa di "Deborah", o una sua corruzione, e che la "quercia" o "terebinto di Tabor" sia lo stesso di "Allon-bachuth", il quercia sotto la quale fu sepolta Debora, e che giaceva "sotto Betel" Genesi 35:8.
Il terebinto, dove i tre uomini si imbatterono in Saul, doveva essere stato a un certo punto precedente a quello dove si dirama la strada che porta a nord da Gerusalemme; giunti a quel punto sarebbero andati avanti con le loro offerte a Betel, avrebbe proseguito il suo viaggio fino a Ghibea.
5 Hill of God - Piuttosto, "Gibeah" di Dio, e così in 1 Samuele 10:10. Due cose sono chiare; "uno" che Saul era tornato a casa quando era arrivato a Ghibea di Dio, perché lì aveva trovato suo zio, e nessun ulteriore viaggio è stato accennato, e la stessa parola "Giaba" descrive la sua casa in 1 Samuele 10:26.
L'"altro" che c'era un luogo alto a Ghibea appena sopra la città, da cui incontrò la compagnia di profeti "scendenti". Quindi, è ovvio concludere che il nome "Gibea di Dio" (che non si trova da nessun'altra parte) è stato talvolta dato a Ghibea di Saul a causa del culto sul suo alto luogo, o, forse, che il nome "Gibea di Dio" descrisse l'intera collina su una parte della quale sorgeva la città di Ghibea.
Dov'è la guarnigione dei Filistei - Sembra strano che Samuele dia questa descrizione di Ghibea a Saul, che doveva conoscerla così bene. Forse possono essere parole esplicative inserite dal narratore con riferimento a 1 Samuele 13:2.
Gli strumenti musicali erano gli accompagnamenti del canto profetico 1Cr 13:8 ; 1 Cronache 25:3. Il “Salterio” è una specie di lira a dieci corde, a forma di bottiglia di vino di terracotta ( נבל nebel, donde νάβλα nabla ) che era qualcosa come un pan di zucchero o un delta.
Il tamburello è una specie di tamburo o tamburello, o tamburello, solitamente suonato da donne danzanti ( Esodo 15:20; Giudici 11:34. Confronta Geremia 31:4 ). Il flauto חליל châlı̂yl, letteralmente lo strumento “annoiato” o “trafitto”) è una specie di flauto usato in occasioni di gioia e allegria Isaia 5:12; 1 Re 1:40; Salmi 68:25.
L'“arpa” כנור kı̂nnôr, donde il greco κινύρα kinura era uno strumento a corde, e quella suonata da Davide 1 Samuele 16:16; 1 Samuele 19:9; Salmi 43:4; Salmi 57:8.
6 Verrà su di te - La parola tradotta "vieni", significa "venire" o "passare", come fa il fuoco quando scoppia e si diffonde Amos 5:6; quindi, è spesso usato dello Spirito di Dio che passa su chiunque. (Vedi Giudici 14:19; Giudici 15:14; sotto 1 Samuele 10:10; 1 Samuele 11:6; 1 Samuele 16:13.)
Sarà trasformato in un altro uomo - Questa è un'espressione notevole e non si verifica da nessun'altra parte. Descrive il cambiamento nel punto di forza mentale ed energia che risulterebbe dall'influsso dello Spirito del Signore 1 Samuele 10:9. Nel caso di Sansone si trattava di una forza fisica soprannaturale; nel caso di Saulo una capacità di governare e guidare il popolo di cui prima era indigente e che lo Spirito ha operato in lui.
(Confronta Atti degli Apostoli 1:8; Isaia 11:2.)
8 Sette giorni aspetterai... - L'appuntamento qui preso non è da confondere con quello citato in marginale riferimento.
12 Ma chi è il loro padre - Questa è una frase molto oscura. Se per “padre” si intende il capo o capo (cfr. 1 Cronache 25:6; 2 Re 2:12 ) dei profeti, la domanda significa: “Che tipo di capo possono avere per ammettere una persona come Saulo nella società?" Alcune versioni leggono "Chi è suo padre?" nel senso: "Chi si sarebbe aspettato che Kish avesse un figlio tra i profeti?" (Confronta Matteo 13:54 ).
14 Dall'ordine del racconto e dalla menzione del servo di Saul, sembra che Saul abbia trovato suo zio sull'alto luogo. Forse in quel tempo era in corso una solennità simile a quella menzionata in 1 Samuele 9:19 , alla quale avevano preso parte i profeti.
19 Per l'uso di "mille" come equivalente a "famiglia", vedere 1 Samuele 23:23; Giudici 6:15 margine. In Numeri 1:16 può significare intere tribù.
20 Causato... per avvicinarsi... è stato preso - Le frasi ebraiche sono esattamente le stesse di Giosuè 7:16 , dove la King James Version rende il primo ha "portato".
21 La famiglia di Matri - Questo nome non si trova da nessun'altra parte tra le famiglie di Beniamino o nella genealogia di Saul. (Vedi 1 Samuele 9:1 nota).
22 Tra le cose - Piuttosto, "il bagaglio". L'assemblea era come un accampamento, e il bagaglio (impedimenta) di tutta la congregazione era probabilmente raccolto in un luogo, dove erano disposti i carri per la protezione.
25 La maniera del regno - cioè, la giusta prerogativa del regno, la legge, o carta dei diritti, con cui il potere del re era limitato e assicurato. Non è improbabile che ciò che Samuele scrisse fosse semplicemente una trascrizione di Deuteronomio 17:14 , che egli "depose davanti al Signore", i.
e., posto a lato dell'arca dell'alleanza con la copia della Legge (cfr Deuteronomio 31:26 ). Sarebbe pronto per il riferimento se il re o il popolo violassero la "legge del regno".
26 Una banda di uomini - Piuttosto, "l'esercito", "uomini di valore", sembra esserci un'opposizione intesa tra gli "uomini valorosi" ei "figli di Belial" ( 1 Samuele 10:27 ).
27 Regali - Il מנחה mı̂nchāh era il segno di omaggio e riconoscimento da parte del suddito al sovrano e dalla nazione tributaria al loro sovrano. (Vedi 2 Samuele 8:2 , 2 Samuele 8:6; Gdc 3:17-18 ; 1 Re 4:21; 2 Re 17:4 , ecc.
; Salmi 72:10; Isaia 16:1.) Saul nascose il suo risentimento e attese la marea favorevole che presto arrivò con l'invasione di Nahash.
Esposizione della Bibbia di John Gill:
1Samuele 10
1 INTRODUZIONE A PRIMO SAMUELE 10
In questo capitolo leggiamo che Saul fu unto re da Samuele, 1Samuele 10:1, e di certi segni dati come conferma dello stesso, che sarebbero avvenuti, e avvenne, prima che Saul arrivasse alla casa di suo padre, 1Samuele 10:2-13, del suo arrivo a casa di suo padre, e di ciò che accadde tra lui e suo zio lì, 1Samuele 10:14-16, della convocazione di tutto Israele da parte di Samuele a Mizpe, e dell'elezione a sorte di Saul a re, e del fatto che egli fu dichiarato tale, 1Samuele 10:17-25, e del suo ritorno nella sua città, essendo rispettato da alcuni e disprezzato da altri, 1Samuele 10:26,27
Versetto 1. Allora Samuele prese una coppa d'olio,
Molto probabilmente dalla sua tasca, che portò con sé apposta per l'uso che ne faceva: questo, come dicono i Giudei , non era l'olio dell'unzione che era nel tabernacolo, che era in un altro luogo lontano, e con il quale erano unti solo i re della casa di Davide, ma olio comune, o, come si suol dire, olio di balsamo; e questo non era un corno, ma un'ampolla, che conteneva una piccola quantità, ed era fragile; e osservano che Saul e Ieu, che furono unti con un'ampolla, ebbero un regno breve, mentre Davide e Salomone, che furono unti con un corno, i loro regni furono lunghi; e poiché l'olio è un simbolo dei doni e delle grazie dello Spirito, può denotare una misura minore conferita a Saul che a Davide e Salomone:
e lo baciò; congratulandosi con lui per la dignità a cui era stato innalzato, e con riverenza e rispetto nei suoi confronti, a causa dell'alta carica a cui era arrivato; e come segno di sottomissione e di omaggio, e per testimoniare che si compiaceva di essere re, e che prontamente, volentieri e con piacere gli cedette il governo:
e disse: "Non è forse perché l'Eterno ti ha unto per essere capo della sua eredità?". il popolo d'Israele, così chiamato, Deuteronomio 32:9 e che qui si osserva per mostrare che, sebbene Saul fosse stato unto re su di loro, essi erano ancora possesso del Signore, ed egli era responsabile verso di lui per il suo governo e il suo uso di loro, sul quale doveva essere capitano, capo e comandante, per precederli, e combattono le loro battaglie per loro, di cui il fatto che sia stato unto con olio era un segno; E perciò si dice: "Non è vero?" o non vedi tu da questo? o non sai, come dice R. Isaia, che questo è dal Signore? poiché fu il Signore che lo unse, o Samuele per suo ordine; e domande come queste, come osserva Kimchi, sono per la maggiore conferma di ciò che viene detto; e se Saul avesse avuto qualche dubbio nella sua mente, come forse avrebbe potuto a causa della sua meschinità e dell'alto onore che vi si proponeva, non solo gli fu posta questa domanda, ma gli furono dati tre segni seguenti, per cui poteva essere sicuro della verità di ciò
2 Versetto 2. Quando oggi ti sarai allontanato da me,
Non appena se ne fu andato, perché mancavano poche miglia da Rama alla tomba di Rachele, vicino a Betlemme.
troverai due uomini presso il sepolcro di Rachele, al confine di Beniamino, a Zelza; i Giudei sollevano qui una difficoltà, che si dovrebbe dire che il sepolcro di Rachele si trovava nel confine di Beniamino, quando era presso Betleemefra, nella tribù di Giuda, Genesi 35:19 Michea 5:2 e che risolvono osservando, che questi uomini erano ora, al tempo in cui Samuele stava parlando, presso la tomba di Rachele, ma mentre stavano arrivando li avrebbe incontrati a Zelzah, ma non ce n'è bisogno, la tomba di Rachele non era a Betlemme, ma sulla via per raggiungerla; e inoltre, poiché queste due tribù erano contigue e questa città era ai confini di entrambe, si potrebbe dire che un tempo era nel confine di Beniamino, e un'altra al confine di Giuda, o in Giuda, senza alcuna contraddizione. Di Zelzah non leggiamo da nessun'altra parte, ma è chiaro che era vicino al sepolcro di Rachele, e forse più vicino di Betlemme. Il geografo arabo parla della tomba di Rachele come a metà strada tra Gerusalemme e Betlemme, e dice che c'erano dodici pietre su di essa, e una volta ad arco di pietra su di essa; e lo stesso è affermato da Beniamino di Tudela, che la fa essere a solo mezzo miglio da Betlemme. Jarchi vorrebbe che Zelzah fosse la stessa cosa con Gerusalemme, il che non è probabile:
e ti diranno: Gli asini che andavi a cercare sono stati trovati; come Samuele aveva già detto a Saul che erano, 1Samuele 9:20
ed ecco, tuo padre ha lasciato la cura degli asini; o aveva lasciato ogni pensiero su di loro, e preoccupazione per loro, senza curarsi se ne avesse sentito parlare o no, e questo prima che fossero trovati; O altrimenti non sarebbe stata cosa strana abbandonare ogni pensiero su di loro, quando furono trovati:
e si rattrista per te; per Saul e il suo servo; tale era l'ansia e l'angoscia del suo animo che non accadesse loro alcun male, essendo stato così a lungo in cerca degli asini, che li aveva quasi dimenticati e aveva perso ogni cura e preoccupazione per loro, in confronto al figlio e al servo; ma soprattutto il suo dolore crebbe per suo figlio, come segue:
dicendo: "Che farò per mio figlio?". sebbene si preoccupasse per il suo servo, tuttavia più per suo figlio; avrebbe potuto avere un altro servitore, e non un altro figlio, e Saul sembra essere il suo unico, il che rese il suo dolore per lui più grande, vedi 1Cronache 8:33 9:39. Ora, poiché questi erano eventi contingenti qui predetti, come l'incontro con due uomini in un certo luogo descritto, le parole espressamente riferite che avrebbero dovuto dirgli quando li avesse incontrati, e queste esattamente avvenute, avrebbero dimostrato molto chiaramente che Samuele era un vero profeta, e avrebbero confermato Saul nella convinzione di ciò che gli aveva detto e fatto riguardo al regno. Segue un altro segno
3 Versetto 3. Allora da lì andrai avanti,
Dal sepolcro di Zelzah e Rachele lì:
e tu arriverai nella pianura del Tabor; non quello che giaceva ai piedi del famoso e ben noto monte Tabor; Quella infatti era nella tribù di Zabulon, molto lontana da qui, ma una pianura, così chiamata forse dal nome del suo proprietario.
e ti verranno incontro tre uomini che salgono a Dio a Betel: lo stesso con Luz, dove Giacobbe costruì un altare, e invocò Dio; e così Elohimbethel qui è lo stesso con Elbethel, Genesi 35:6,7. Qui c'era un luogo elevato come a Rama, dove in quei tempi, quando non c'era un luogo fisso per l'adorazione, il tabernacolo in un luogo e l'arca in un altro, il popolo saliva per adorare; e potrebbero piuttosto scegliere questo, perché era un luogo dedicato all'adorazione e al servizio di Dio da parte del loro padre Giacobbe; così il Targum lo parafrasa,
"salire ad adorare Dio a Betel";
così Giuseppe Flavio, stavano andando là a pregare, e, come sembra da ciò che segue, a sacrificare: uno che portava tre capretti; che venivano usati in sacrificio, ed erano un carico piuttosto pesante se portati lontano; sebbene, secondo Giuseppe Flavio [d], fosse solo un capretto:
e un altro che portava tre pani; per la minchah, l'offerta di carne, o piuttosto l'offerta di pane, Levitico 2:4
e un altro che portava una bottiglia di vino; per l'offerta di libazione, essendo richiesta la quarta parte di un hin di vino per ogni capretto, Numeri 15:5,11. Questa bottiglia, dice Ben Melech, era una bottiglia fatta di pelle, una bottiglia o una borsa di cuoio, o un vaso da vasaio o una brocca; il Targum lo rende un flacone di vino
4 Versetto 4. E ti saluteranno,
Non come re, di cui non sapevano nulla, ma in modo comune; e sebbene fosse loro estraneo e sconosciuto, tuttavia trovando i loro cuori disposti e commossi verso di lui, si informavano sul suo benessere e gli auguravano ogni felicità, pace e prosperità:
e ti daranno due pani; il che era più o meno che gli avrebbero dovuto dare due su tre, e lasciarne solo uno per sé, e soprattutto se stavano per sacrificarsi; ma forse sapevano che potevano comprare altro pane a Betel, e quindi erano disposti a dare due dei loro pani a Saul, uno per sé e l'altro per il suo servitore; sebbene Kimchi pensi che questi non siano gli stessi che prima si chiamavano pani; E in verità la parola "pani" non è nel testo, ma focacce di pane, che erano inferiori ai pani, e che portavano per uso personale, oltre a tre pani:
che riceverai dalle loro mani; essendo stato mandato fuori da Samuele quella mattina presto senza mangiare alcun cibo, e dopo aver viaggiato per alcune miglia, poteva diventare stanco e svenire, e i tre uomini potevano discernere, e così ebbero compassione di loro, e li sollevarono; e Saul non doveva rifiutare l'offerta di loro, ma prenderli dalle loro mani, benché fosse stato unto per essere re; e questo per insegnargli l'umiltà, e per essere gentile con i poveri e i bisognosi, e sollevarli quando si trovava in circostanze più elevate. Anche tutte queste azioni erano contingenti, e quando si verificarono, come accadde, devono essere ancora più confermanti del segno precedente
5 Versetto 5. Dopo di che arriverai al monte di Dio,
Il Targum è, la collina in cui era l'arca del Signore, e che era nella casa di Abinadab, su una collina nella città di Kirjathjearim, 1Samuele 7:1 e così i commentatori ebrei generalmente interpretano questa collina di Dio di Kirjathjearim; ma piuttosto era Gheba, una città di Beniamino, in parte perché a quel tempo doveva essere uscito dalla tribù di Giuda nella tribù di Beniamino, e anche quasi alla fine del suo viaggio, e tra quelli che erano suoi parenti, 1Samuele 10:11,14 e in parte perché è certo che c'era una guarnigione di Filistei a Gheba, 1Samuele 13:3 come c'era in questo luogo, come segue:
dov'è la guarnigione dei Filistei; cosa che era loro permessa dai termini della pace stipulata tra Israele e loro; o che vi avevano posto negli ultimi giorni di Samuele a causa della loro crescente potenza, e che tuttavia osservavano, senza molestare il popolo nel loro culto e nel loro servizio.
e avverrà che, quando sarai giunto là in città; per la città di Geba, o nelle sue vicinanze:
che incontrerai una moltitudine di profeti; degli scribi, come il Targum; che erano, come osserva Kimchi, discepoli; poiché i discepoli dei magi erano chiamati scribi, e questi erano i discepoli dei profeti, lo stesso dei figli dei profeti; e i profeti che erano in questo tempo, come egli dice, da Eli a Davide, erano Elcana, Samuele, Gad, Natan, Asaf, Eman e Jeduthun; qui c'era una scuola o collegio di giovani profeti, dove venivano addestrati, sotto la cura e l'insegnamento di uno o dell'altro dei suddetti profeti, nella conoscenza della parola di Dio, nella salmodia e in altri esercizi religiosi; poiché, sebbene la parola del Signore fosse scarsa e preziosa all'inizio del tempo di Samuele, tuttavia, grazie alla sua operosità, alla sua influenza e al suo incoraggiamento, la conoscenza divina fu grandemente promossa e molti furono addestrati e qualificati per istruire il popolo; i quali, sebbene non avessero il dono di predire eventi futuri, o la visione della profezia, tuttavia avevano doni qualificanti per l'edificazione del popolo; e da queste scuole e collegi Dio ha talvolta suscitato profeti nel senso più alto, che predicevano le cose a venire, e ai quali il Signore appariva in sogni e visioni. E questa compagnia Saul avrebbe incontrato
scendendo dall'alto luogo; dove erano stati per adorare, per sacrificare o per pregare, perché qui c'era un luogo elevato per tale servizio, così come a Rama:
con un salterio, un tamburello, un flauto e un'arpa, davanti a loro; che erano diversi strumenti di "musica" usati per cantare lodi a Dio in quei tempi:
ed essi profetizzeranno; o lodere, come i Targum, cantano lodi nello stesso momento in cui suonavano con i loro strumenti musicali; e cantare lodi è un tipo di profezia, vedi 1Cronache 25:1-3, e in questo senso sembra essere usato in 1Corinzi 11:4,5
6 Versetto 6. E lo Spirito del Signore scenderà su di te,
Come spirito di profezia, così il Targum; per mezzo del quale sarebbe stato in grado di comporre subito salmi e inni di lode, e di cantarli in modo appropriato, sebbene non fosse stato addestrato in questo esercizio alla scuola dei profeti; il che lo ha reso più meraviglioso per coloro che lo conoscevano:
e profetizzerai con loro, o "lodarai con loro", come il Targum; unisciti a loro nel cantare lodi, e compi questo servizio in modo ordinato, come se fosse stato istruito in esso, e vi fosse abituato.
e sarà trasformato in un altro uomo; poiché lo Spirito di Dio non solo avrebbe operato su di lui in quel modo, in modo da renderlo adatto a comporre e cantare salmi e inni, ma ispirarlo con sapienza, prudenza e grandezza d'animo e con ogni qualifica necessaria per un re; in modo che apparisse un uomo completamente diverso da quello che era prima, nel suo comportamento esteriore, così come nelle doti della sua mente; e da un contadino, un contadino, figlio di un contadino, appariva con l'aria di un principe e nella maestà di un re; e, come Procopio Gazaeo, gli è stata data una mente o un cuore regale
7 Versetto 7. E avvenga che, quando questi segni ti saranno giunti,
E tutti si sono compiuti, specialmente l'ultimo:
che tu faccia come l'occasione ti servirà: come le sue circostanze richiederebbero, e come egli, nella sua grande saggezza e prudenza, di cui ora sarebbe stato fornito, riterrebbe necessario prepararsi per lui l'assunzione del regno a cui era stato unto, e che in breve tempo sarebbe stato apertamente scelto e investito. Alcuni lo capiscono degli ornamenti regali che si addicono a un re, o della preparazione delle armi per la difesa del regno:
poiché Dio è con te; o la Parola del Signore è il tuo aiuto, come il Targum, e quindi non deve temere di impegnarsi in qualsiasi impresa che possa essere per la gloria di Dio e il bene del regno
8 Versetto 8. E tu scenderai prima di me a Ghilgal,
Non immediatamente; poiché la prima convocazione del popolo e di Saul e la prima riunione di Samuele avvenne a Mitspa, dove Saul fu estratto a sorte; né la prima volta che Saul era a Ghilgal, quando il regno fu rinnovato; poiché Saul non ebbe bisogno di aspettare sette giorni lì, poiché lui e Samuele andarono insieme, 1Samuele 11:14 piuttosto alla seconda volta che era lì, dove non si trattenne del tutto il tempo, fu rimproverato per questo, che avvenne due anni dopo, 1Samuele 13:1,8,13, anche se può darsi che questa fosse una regola generale da osservare da Saul, che ogni volta che si presentasse qualcosa di importante per i figli d'Israele, e fosse in difficoltà per lui, andasse a Ghilgal, e lì aspettasse sette giorni Samuele, dal momento in cui gliene aveva dato notizia, il quale sarebbe venuto al momento stabilito, e gli avrebbe dato i consigli e le istruzioni necessarie; e questo luogo era il più prestabilito, perché era il luogo dove gli Israeliti piantarono per la prima volta il loro accampamento quando passarono il Giordano, e dove era il tabernacolo per la prima volta; e dove si usava fare la preghiera e i sacrifici; e dove il regno di Saul fu rinnovato; e che era conveniente per tutte le tribù, da una parte o dall'altra del Giordano.
ed ecco, io scenderò da te per offrire olocausti e per offrire sacrifici di comunione; così fece quando il regno fu rinnovato, e Saul fu confermato in esso, 1Samuele 11:15 ma due anni dopo, Saul non si trattenne per tutto il tempo, ma li offrì lui stesso per mezzo di un altro, per cui fu rimproverato, 1Samuele 13:9-13
Resterai sette giorni finché io venga da te; o dal momento dell'avviso che avrebbe dovuto dare a Samuele del suo viaggio lì, o dal momento del suo arrivo; poiché non può in alcun modo essere inteso come dal momento della sua attuale partenza da lui, per le ragioni sopra esposte:
e ti mostrerò ciò che devi fare; nell'emergenza o difficoltà allora presente sulle sue mani; e disse questo per incoraggiarlo sotto il peso e il peso del governo che gli era stato imposto
9 Versetto 9. E avvenne che, quando ebbe voltato le spalle per andarsene da Samuele,
Quando si fu congedato da lui e si mise in cammino.
Dio gli diede un altro cuore; non in senso morale o spirituale, non in un cuore nuovo, e in uno spirito nuovo, come nella conversione, ma in senso civile, un cuore retto, un cuore adatto al governo; pieno di saggezza e prudenza per governare un popolo; con coraggio e magnanimità per proteggerli e difenderli dai loro nemici, e combattere per loro; un cuore non occupato dagli affari dell'agricoltura, dalla cura degli asini di suo padre e dalla cura delle sue mandrie, ma pieno di preoccupazione per il benessere civile di Israele, e di progetti e congegni per il loro bene, e con calde risoluzioni per liberarli dalle mani dei loro nemici.
E tutti questi segni si avverarono quel giorno; i primi due, che non sono particolarmente menzionati come adempiuti, essendo più riservati, come il ritrovamento di due uomini al sepolcro di Rachele, e l'incontro con altri tre che andavano a Betel, il che avvenne proprio come erano stati descritti; e il terzo, che era più pubblico e dava a Saul più riverenza e rispetto tra il popolo, è poi particolarmente osservato
10 Versetto 10. Quando giunsero là al monte,
O, a Ghibea, come il Targum, e così Giuseppe Flavio:
ecco, una folla di profeti gli venne incontro; come predetto, 1Samuele 10:5,
e lo Spirito del Signore scese su di lui, ed egli profetizzò in mezzo a loro; lo spirito di profezia, come il Targum, e cantava lodi in mezzo a loro; Si unì a loro nella loro salmodia e la eseguì con la stessa regolarità come se fosse stato allevato con loro. I Giudei dicono che egli profetizzò del mondo futuro, di Gog e Magog, delle ricompense dei giusti e della punizione degli empi
11 Versetto 11. E avvenne che, quando tutti quelli che lo conobbero prima del tempo,
Poiché devono essere molti quelli che lo conoscevano personalmente e lo conoscevano, poiché Ghibea, il luogo a cui era vicino, era il suo luogo natale.
vide che, ecco, egli profetizzava fra i profeti; o lodato tra loro, come il Targum, cantava con loro salmi e inni:
Che cos'è questo che è accaduto al figlio di Kis? un contadino, un plebeo, che non è mai stato alla scuola dei profeti, né ha mai imparato la musica, eppure è abile come tutti loro:
Anche Saul è fra i profeti? un agricoltore, un mandriano che badava alle fattorie, ai campi e al bestiame di suo padre, e ora tra i profeti del Signore, che portava la sua parte con loro e la svolgeva bene come tutti loro: questo era motivo di meraviglia per coloro che conoscevano la sua persona, la sua famiglia e la sua educazione; e così era ugualmente motivo di ammirazione che Saulo il persecutore, uno della stessa tribù, fosse tra i predicatori del Vangelo, Atti 9:20,21
12 Versetto 12. E uno del luogo rispose e disse:
Uno della stessa città e della stessa compagnia, che esprimevano la loro ammirazione per ciò che era accaduto a Saul e per ciò che aveva fatto, e si chiedevano come fosse venuto in tale compagnia e di avere un tale dono, che era di così meschina educazione:
Ma chi è il loro padre? Il padre dei profeti; i loro padri non erano profeti, non più di quanto lo fossero quelli di Saul; il Padre loro che li istruiva è il Signore, ed egli poté insegnare a Saul e concedergli il dono della profezia, come pure a loro; e così il Targum, che è il loro maestro o insegnante; poiché, sebbene avessero un sottomaestro o un maestro, come Samuele o un altro profeta, tuttavia il loro principale maestro era Dio; che potevano dare agli uomini il dono della profezia, e anche nel senso più alto, che non avevano né profeti per padri, né erano stati effettivamente addestrati in nessuna delle scuole dei profeti, come nel caso di Amos:
perciò divenne un proverbio: Anche Saul è tra i profeti? che quando una persona di umili origini, e di bassa vita e istruzione, veniva elevata a un certo grado di dignità nelle cose sacre e civili, usavano applicare questa espressione proverbiale a lui, o parlare di lui in questo modo, Saulo è forse tra i profeti?
13 Versetto 13. E quando ebbe finito di profetizzare,
Perché, come osserva Procopio Gazaeo, non ebbe sempre il dono della profezia; non continuava con lui, ma, come quella dei settanta anziani al tempo di Mosè, era destinata a renderlo rispettabile fra il popolo, e ad essere notato come una persona che Dio aveva onorato con un dono particolare, affinché, quando fosse stato eletto re, lo avrebbero ricevuto più prontamente:
giunse all'alto luogo; di rendere grazie a Dio per il dono che gli è stato concesso, e per quell'alto onore e dignità a cui è stato innalzato, di cui aveva conoscenza privata; e di pregare Dio di renderlo sempre più adatto al governo, e di assisterlo in esso, e di aiutarlo a svolgere il suo ufficio in modo saggio e fedele
14 Versetto 14. E lo zio di Saul disse a lui e al suo servo: "Dove siete andati?".
Dal momento che erano stati assenti così a lungo. Questi era il fratello di suo padre, come il Targum, e così Aquila; il cui nome era Ner, padre di Abner, 1Samuele 14:50,51 che lo incontrò sull'alto luogo, o lo trovò in città, nella casa di suo padre, forse. Giuseppe Flavio dice : Saul entrò in casa del suo parente Abner, che egli amava più di tutti i suoi parenti, e che era lui che parlava con Saul e gli poneva le domande prima e dopo:
Ed egli disse, di cercare gli asini: prima osserva la fine del loro andare, l'affare che hanno intrapreso, in cui non hanno avuto successo, poi risponde più direttamente alla domanda:
e quando abbiamo visto che [erano] da nessuna parte; non potevano vederli, né trovarli da nessuna parte, né sentirne parlare dove andavano.
siamo arrivati a Samuele; a Rama, per chiedergli se poteva indicarci da che parte andare, e quali metodi adottare, per trovare gli asini
15 Versetto 15. E lo zio di Saul disse: "Sentendo che era stato con Samuele, e percependo un cambiamento così grande in Saul, forse cominciò a sospettare qualcosa riguardo al regno, essendo ciò di cui tutti parlavano, e aspettando ogni giorno di sentire da Samuele chi sarebbe diventato re, secondo l'ordine del Signore.
dimmi, ti prego, ciò che Samuele ti ha detto; La serietà con cui ha posto questa domanda sembra confermare la congettura di cui sopra
16 Versetto 16. Saul disse a suo zio:
In risposta alla sua domanda:
ci ha detto chiaramente che gli asini erano stati trovati; o "raccontandoci ha detto"; non solo chiaramente con tante parole, ma ha affermato con la massima certezza che gli asini sono stati trovati, e non dobbiamo darci ulteriori problemi su di loro:
ma della questione del regno, di cui Samuele aveva parlato, non gli parlò; Non disse una parola su ciò, che è comunemente attribuito alla sua modestia; o poteva nasconderlo, come osserva Giuseppe Flavio, perché pensava che non sarebbe stato creduto dai suoi parenti, o avrebbe potuto creare in loro invidia nei suoi confronti; e inoltre, sapeva che era piacere di Samuele che fosse tenuto segreto fino a quando l'elezione a sorte non fosse finita, per timore che si pensasse che provenisse da Samuele stesso; e Saul scelse che rimanesse così, affinché non si pensasse che fosse una sua ricerca; e tenendolo nascosto ai suoi parenti e amici, sarebbe un chiaro caso che non se ne interessava
17 Versetto 17. E Samuele convocò il popolo all'Eterno a Mitspa.] Non che in Galaad, ma nella tribù di Beniamino, dove il popolo era stato prima convocato in una certa occasione, 1Samuele 7:5 e il popolo radunato non poteva essere ogni individuo della nazione, ma i capi e gli anziani del popolo, i loro rappresentanti, e che erano stati convocati per ordine di Samuele; forse da un araldo che fa proclama e grida dello stesso, come significa la parola; e questi furono radunati presso il Signore, per far trattare la seguente faccenda davanti a lui, e sotto la sua guida e direzione; il sacerdote forse si trova qui con l'Urim e Thummim, come pensa Kimchi, e che pure ipotizza che l'arca potrebbe essere portata qui in questo momento, il simbolo della Presenza divina; anche se dovunque la chiesa e il popolo di Dio erano radunati nel suo nome, in modo solenne, lì c'era il Signore
18 Versetto 18. e disse ai figliuoli d'Israele:
Nel nome del Signore, usando la frase che i profeti usarono quando parlarono nel nome del Signore:
così dice il Signore, l'Iddio d'Israele; il grande Geova, l'Essere degli esseri, il Dio dell'alleanza del suo popolo Israele,
Ho fatto uscire Israele dall'Egitto; quando era in schiavitù lì, con mano potente e braccio steso, per mezzo di segni e prodigi fatti dalle mani di Mosè e Aaronne; il Signore operava potentemente con loro, e quindi inclinava Faraone e il suo popolo a lasciarli andare:
e ti ho liberato dalle mani degli Egiziani; al Mar Rosso, facendoli affogare in esso, quando minacciarono Israele di una completa distruzione.
e dalla mano di tutti i regni, [e] di quelli che ti opprimevano; come gli scrittori arabi, i regni di Og e Basan sulla strada per Canaan, e i Mesopotamici, i Moabiti, i Cananei, i Madianiti, gli Ammoniti e i Filistei, ai tempi dei giudici; tutto ciò che si osserva per mostrare la loro ingratitudine e aggravare la loro colpa
19 Versetto 19. E oggi avete rigettato il vostro Dio,
come loro re, desiderando che un altro fosse posto sopra di loro;
il quale vi ha salvati da tutte le vostre avversità e dalle vostre tribolazioni; che erano stati in ogni tempo in Egitto, nel loro passaggio attraverso il deserto fino a Canaan, e dopo esservi stati stabiliti.
Voi gli avete detto: [No], ma costituisci un re sopra di noi: essi hanno fatto bene a dire che Dio non doveva essere il loro re, ma volevano che fosse posto uno sopra di loro come i re delle nazioni che li circondavano; Samuele ricorda loro questa loro richiesta e risoluzione di avere un re, che avevano espresso qualche tempo fa, affinché potesse sembrare loro che ciò fosse interamente di loro ricerca; la mozione veniva da loro stessi, e non dal Signore, né da Samuele, e quindi, quali che fossero le conseguenze negative che ne sarebbero derivate, non avevano nessuno da biasimare se non se stessi.
ora dunque presentatevi davanti al Signore per le vostre tribù e per le vostre migliaia; dai capi delle loro tribù e dai capi delle migliaia in cui erano divise le loro tribù, affinché si potesse conoscere o da Urim e Thummim, o piuttosto dal tirare a sorte, da quale tribù, e da quali mille, casa e famiglia in essa, doveva essere scelto il loro re; quale metodo, e sembrerebbe chiaramente essere una scelta diretta dal Signore, in modo da prevenire ogni contesa e discordia tra di loro
20 Versetto 20. E quando Samuele ebbe fatto avvicinare tutte le tribù,
le teste e i loro rappresentanti, fino al luogo in cui sono state tirate a sorte:
la tribù di Beniamino fu presa; La sorte cadde su quella tribù per la scelta di un re da essa; non la tribù di Ruben, che era il primogenito, né la tribù di Giuda, alla quale era stato promesso il regno, ma la tribù di Beniamino, la più piccola di tutte le tribù, e che nacque dal figlio più giovane di Giacobbe, contrariamente per così dire all'attesa di tutti
21 Versetto 21. E quando ebbe fatto avvicinare la tribù di Beniamino presso le loro famiglie,
per i loro capi, per tirare a sorte per loro, tra le quali si dovesse scegliere il re tra le famiglie.
la famiglia di Matri fu presa; cioè a sorteggio; la sorte cadde su quella famiglia per la scelta di un re tra loro: nel racconto delle famiglie della tribù di Beniamino, 1Cronache 8:1-40 non si fa menzione di questa famiglia, né di nessun'altra parte, eppure senza dubbio c'era una tale famiglia, e Saul ne faceva parte; Sembra che il suo nome derivi dal calcio o dal segno a cui venivano lanciate le frecce; alcuni dei Beniaminiti erano famosi per la loro abilità nel guizzare e nel lanciare, e forse questa famiglia potrebbe essere così:
Saul, figlio di Kis, fu preso; la sorte gettata sugli uomini della famiglia di Matri, sebbene non sia espressa, cadde su Saul; perché, sebbene non fosse lì, come osserva Jacchi, la sorte cadde su di lui; poiché i loro nomi furono scritti su un pezzo di carta e messi in una scatola, e il profeta gli mise in mano e ne trasse uno, e su quello c'era il nome di Saul, e questo era il modo in cui si procedeva a sorte.
e quando lo cercarono, non lo trovarono; perché si era nascosto, come nel versetto successivo; È molto probabile, e in effetti evidente, che egli fosse in questa assemblea alla prima apertura di essa; e sapendo ciò che Samuele gli aveva detto e fatto, e comprendendo in che modo stava andando la sorte riguardo alla stessa, essendo stata presa la tribù di Beniamino, concluse come sarebbe andata a finire, e quindi lasciò l'assemblea, e si nascose, come segue
22 Versetto 22. Perciò interrogarono ulteriormente il Signore,
O ancora, a sorte, con il quale sapevano chi era la persona che era il re scelto, ma non sapevano dove fosse, e quindi si informano ulteriormente su come devono venire da lui; E questa domanda fu fatta davanti al sommo sacerdote da Urim e da Thummim, o da Samuele, profeta del Signore, e la domanda fu:
se l'uomo dovesse ancora venire là; se era già venuto, o sarebbe venuto là, e se no, quali metodi dovevano adottare per trovarlo;
E il Signore rispose: «Ecco, egli si è nascosto fra le cose che la parola significa: oggetti per la casa, utensili, utensili, armi, ecc., che il popolo aveva portato con sé per il loro uso, e che erano stati ammucchiati in un luogo; e fra questi bagagli Saul si nascose, sperando che, se non fosse stato trovato, avrebbero fatto un'altra scelta, tanto era libero dall'ambizione, e tale era la sua modestia; né questo sembra essere influenzato e dissimulato, ma reale; anche se in seguito, quando si stabilì nel regno, non si curò di separarsene e cercò di uccidere Davide, che considerava come il suo rivale: c'erano molte cose che ora concorrevano, che lo rendevano inquieto e non disposto ad assumere il governo del popolo; in parte l'invidia e la cattiva volontà di alcuni di loro, che doveva aspettarsi; principalmente la sensazione che aveva della propria inadeguatezza a un tale ufficio, essendo di una famiglia meschina, e avendo avuto un'educazione così meschina, e così poca conoscenza delle massime del governo; e inoltre, deve subito, appena salito sul trono, entrare in guerra con gli Ammoniti; ma ciò che più di ogni altra cosa poteva affliggerlo, egli comprese dal discorso di Samuele al popolo, che l'affare di un re dispiaceva al Signore, sebbene egli accondiscendesse ad esaudire la richiesta del popolo; e quindi quale conforto e felicità poteva aspettarsi in una situazione del genere?
23 Versetto 23. Ed essi corsero a prenderlo di là,
Avendo fretta di vedere il loro re eletto e proclamarlo,
e quando stava in mezzo al popolo; essere condotti in mezzo a loro e presentati loro:
era più alto di tutto il popolo, dalle spalle in su; il che lo faceva sembrare molto aggraziato e maestoso; l'altezza della statura e una forma avvenente, come osserva Kimchi, raccomandano alla dignità regale; e far sì che il popolo abbia più timore di un principe, e sono sempre stati annoverati tra tutte le altre nazioni per rendere venerabile un principe, vedi Gill su "1Samuele 9:2"
24 Versetto 24. E Samuele disse a tutto il popolo: "Guardate colui che l'Eterno ha scelto,
Poiché la scelta è fatta a sorte, la cui disposizione è del Signore, è giustamente attribuita a lui, e il popolo non poteva obiettare, ma doveva ammettere che era opera del Signore. Eupolemo, uno scrittore pagano, dice che Saul fu fatto re da Samuele per consiglio o volontà di Dio; e Samuele si appella ai loro occhi per la bontà della scelta, che non si sarebbe potuta fare di meglio:
che non c'è nessuno come lui in mezzo al popolo? così aggraziata, così maestosa, così principesca e maestosa; volevano avere un re come quello che avevano le nazioni; e Saul era uno di questi, aveva tutta l'apparenza esteriore di grandezza che si poteva desiderare, e che in altre nazioni raccomandava le persone alla dignità imperiale:
e tutto il popolo gridò; fatto un adotto generale:
e disse: "Iddio salvi il re; o "lascia vivere il re"; lo consideravano e lo salutavano come loro re, e pregavano che potesse vivere a lungo per regnare su di loro; il Targum è: "lascia che il re prosperi"; lascia che il suo regno sia prospero e glorioso, e che goda di tutta la salute e la felicità, la pace e la prosperità
25 Versetto 25. Allora Samuele raccontò al popolo le modalità del regno, ecc.] Secondo Ben Gersom, egli pose davanti a loro il potere che un re aveva sul suo popolo, e la punizione che avrebbe potuto infliggergli, se si fossero ribellati contro di lui; e alcuni pensano che questo sia lo stesso che ha pronunciato in 1Samuele 8:10-17 riguardo al potere arbitrario dei loro re, e a come sarebbero stati usati da loro; e che qui ripeté, e poi lo scrisse, affinché potesse essere una testimonianza contro di loro in seguito; con il quale ciò che Giuseppe Flavio dice è più o meno d'accordo, che all'udire il re predisse ciò che sarebbe accaduto loro, e poi lo scrisse, e lo ripostò, affinché potesse essere una testimonianza delle sue predizioni; ma ciò in 1Samuele 8:10-17. Samuele disse: "Era il modo del loro re, o come li avrebbe usati, ma questo era il modo del regno, e come il governo di esso doveva essere gestito e sottomesso, qual era l'ufficio di un re, e quali erano i doveri del suddito; eppure era diverso, almeno non lo stesso di quello in Deuteronomio 17:15-17, perché era già stato scritto e riposto:
e lo scrisse in un libro, e lo mise davanti al Signore; nell'arca del Signore; vieni Kimchi; o piuttosto presso l'arca del Signore, da un lato di essa, come Ben Gersom; o meglio di tutti, come Giuseppe Flavio, nel tabernacolo del Signore, dove si poteva ricorrere ad esso, in qualsiasi momento, almeno da parte di un sacerdote, e dove sarebbe stato al sicuro, e sarebbe stato preservato per i tempi futuri:
e Samuele congedò tutto il popolo, ciascuno a casa sua; Saul, infatti, sebbene fosse stato eletto re, non assunse direttamente su di sé l'esercizio del governo, ma lasciò a Samuele il compito di destituire il popolo, che era stato per molti anni il loro principale magistrato
26 Versetto 26. Anche Saul tornò a casa a Ghibea,
Il suo luogo natale, dov'era la casa di suo padre, in cui si ritirò; dove non c'erano palazzi reali, né corte principesca, né alcunché delle insegne della maestà regale; e dove non risulta che fosse seguito dalla nobiltà o dai principi delle tribù, accompagnato solo da pochi uomini, come osservò in seguito:
e con lui andò una schiera di uomini; un esercito, o parte di esso, sembrano essere militari, almeno uomini di forza, valore e coraggio; uomini valorosi, che, in onore del loro re eletto, si offrirono liberamente per essere la sua guardia del corpo, tuttavia, fino a quando non fu giunto alla sua casa a Ghibea; il Targum è solo, "alcuni del popolo"
il cui cuore Dio aveva toccato; e inclini a mostrare onore e rispetto al loro re; il Targum li descrive,
"uomini che hanno avuto paura di peccare e nei cui cuori è stato posto il timore di Dio".
27 Versetto 27. Ma i figli di Belial dissero:
Persone malvagie, dissolute, senza legge; uomini senza giogo, come significa la parola, che non si curavano di essere sotto il giogo del governo, almeno non sotto il giogo di Saul; e questi potevano essere uomini ricchi, e di tribù più numerose, e famiglie migliori di quelle di Saul, e perciò lo invidiavano, e si ritenevano migliori di lui per governare; e in modo beffardo e sprezzante disse:
Come ci salverà quest'uomo? la cui famiglia è così meschina e la cui tribù è così piccola da poter dare ben poco aiuto per liberarci dalle mani dei nostri nemici, i Filistei e gli Ammoniti; insinuando che un re avrebbe dovuto appartenere a una famiglia ricca, e a una grande tribù, e a un principe in essa, il cui interesse e la cui influenza erano grandi, non solo nella sua tribù, ma in altre, che gli avrebbero permesso di impegnarsi in guerra con un nemico e proteggere il popolo; Ma che cosa ci si può aspettare, come si dovesse dire, da "quest'uomo?", da quest'uomo meschino e spregevole, senza nascita né fortuna, allevato in modo oscuro e del tutto inesperto in cose civili e militari?
e lo disprezzarono; a causa delle cose di cui sopra, non solo nei loro cuori, ma non risparmiati di parlare e di usare un linguaggio obbrobrioso, e con il quale le loro azioni e la loro condotta concordavano:
e non gli portò regali; come facevano gli altri, e come era consuetudine quando un re saliva al trono; né gli furono fatte visite, in segno della loro sottomissione verso di lui e della loro compiacenza nei suoi confronti, e a titolo di congratulazioni nei suoi confronti, vedi 1Re 4:21 2Cronache 17:5 il Targum è, non lo salutarono, né chiesero del suo benessere;
Ma egli tacque, o "era come un sordo e muto"; non badava a ciò che dicevano, come se fosse sordo e non lo sentisse, e taceva come se fosse stato un uomo muto, il che mostrava la sua saggezza e la sua prudenza; perché se avesse notato loro, Doveva averli puniti, e giudicò più consigliabile usare clemenza e mitezza, e non iniziare il suo regno con contese e spargimenti di sangue
Commentario del Pulpito:
1Samuele 10
1 SAUL FU UNTO PER ESSERE RE, E GLI FURONO DATI SEGNI CHE LO CONVINCEVANO DELLA VERACITÀ DELLA SUA NOMINA (Versetti. 1-16)
Una fiala di olio. ebraico, "l'ampolla dell'olio", perché era quello stesso olio santo con cui i sacerdoti venivano unti
Esodo 29:7
In tutta la Sacra Scrittura l'ufficio di re appare come uno dei più sacri, ed è il re, e non il sacerdote, che è chiamato specialmente Messia, l'unto di Geova,
1Samuele 2:10,35; 12:3,5; 16:6, ecc
perché rappresentava l'autorità e la potenza di Dio. E lo baciò. Ie. gli resero omaggio e gli diedero il simbolo e il segno di fedeltà
vedi Salmi 2:12
Non è vero?
Un'affermazione forte prende spesso la forma di una domanda, soprattutto quando, come probabilmente è accaduto in questo caso, si manifesta la sorpresa. Saul, sul quale gli avvenimenti del giorno precedente dovevano essere giunti come strani e incomprensibili prodigi, fu senza dubbio ancora più imbarazzato quando uno così vecchio e venerabile, sia nella persona che nell'ufficio, come Samuele lo consacrò solennemente principe d'Israele,
vedi 1Samuele 9:16
e gli diede il bacio della fedeltà e della fedeltà. Samuele, quindi, risponde agli sguardi indagatori di Saul con questa domanda e, inoltre, gli dà tre segni per calmare i suoi dubbi e convincerlo che la sua nomina viene da Dio
OMILETICA
Versetti 1-8.-
Sostegno alla fede e al dovere
I fatti sono
1.) Samuele unge privatamente Saul come l'eletto di Dio
1.) Gli dà quattro segni della sanzione divina dell'atto dell'unzione
1.) La sicurezza degli asini e il dolore di suo padre
2.) Il dono spontaneo del pane sacrificale vicino alla Betel
3.) L'accoglienza dei profeti a Ghibea
4.) Un'ispirazione da Dio per profetizzare
5.) Lo istruisce, al completamento dei segni, ad agire secondo il suo giudizio, con la certezza che Dio è il suo aiuto
6.) Alla fine gli ordina di aspettare a Ghilgal da solo, lì per ricevere ulteriori indicazioni. La condotta intrapresa da Samuele fu il naturale completamento dei suoi prolungati rapporti con Saul. Era giunta l'ora in cui il simbolismo della recente festa e le prefigurazioni di un linguaggio suggestivo dovevano ricevere una forma definita nelle parole e nei fatti. Come eletto da Dio per un alto incarico nel suo governo di Israele, Saul viene unto con olio; e Samuele gli dà volontariamente ciò che deve aver valutato al di sopra di ogni prezzo, il bacio dell'omaggio e della congratulazione, indicando così la sua perfetta disponibilità ad aderire al nuovo ordine, e il suo tenero interesse per la prosperità del re. Una nuova era di responsabilità si aprì per Saul. Doveva uscire, credendosi il servo eletto di Dio, pronto per i doveri onerosi connessi ai grandi onori. Ma un uomo non potrebbe vedere la sua fede tassata in questo modo senza desiderare ardentemente l'incoraggiamento. C'erano, nelle circostanze di Israele e di Saul, ovvie ragioni per questo annuncio privato e per questa unzione. L'atto deliberato di un uomo come Samuele deve andare lontano per bandire il dubbio. Ma la natura umana ha ancora bisogno di molti sostegni, e Dio è molto attento alla nostra struttura. Potrebbe venire il giorno in cui le difficoltà e le delusioni richiameranno i principali dubbi sulla realtà della chiamata divina. Da qui il provvedimento preso da Samuele per incoraggiare Saul
C 'È SEMPRE NEL SERVIZIO DI DIO UN BISOGNO DI SOSTEGNO ALLA FEDE E AL DOVERE. Altri sono stati chiamati a una vita che richiede una fede forte e un coraggio inesauribile nel dovere
1.) C'è una chiamata al servizio speciale. Abramo fu chiamato ad essere un pellegrino in una terra straniera, e ad assicurarsi così un seme in cui tutti sarebbero stati benedetti. Mosè fu chiamato a cedere le ricchezze dell'Egitto e a guidare il popolo di Dio verso la libertà. Agli apostoli fu ordinato di lasciare la casa e gli affari per amore di Cristo. Ogni vero pastore e lavoratore cristiano riconosce una voce che, ordinando la separazione al suo servizio, rende onore al servo. Lo strumento con cui ciascuno è chiamato può essere umano, così come lo furono una mano e una voce umana che contraddistinsero Saulo. L'evidenza della chiamata può essere chiara. Ma le fatiche noiose devono essere sopportate. Gli eventi non realizzeranno le aspettative di un temperamento troppo ottimista. Abramo aveva bisogno del sostegno di manifestazioni occasionali, così come di predizioni che si adempivano. Mosè non poteva andare senza "segni". Cristo promise prove che mandava i suoi discepoli
2.) C'è una chiamata alla vita cristiana. Questo è il più benedetto appello al privilegio, all'onore e all'obbligo. La chiamata alla vita cristiana è infinita nella sua forma, nei suoi modi e nelle sue stagioni. Può venire nell'infanzia, quando siamo inconsciamente resi nuove creature in Cristo; o negli anni maturi, dalla voce del predicatore, dalla parola scritta, dalla perdita di amici e dalle avversità della vita, o dalla voce dolce e sommessa nel cuore. Ci possono essere casi in cui è chiaro come lo era la voce e la mano di Samuele a Saul; e una meraviglia e un senso di indegnità possono sorgere sinceri e profondi come lo era il suo. Ma verranno tempi in cui l'orrore di una grande oscurità cadrà sullo spirito; Le difficoltà del proprio cammino solleveranno la questione della realtà di quella chiamata che una volta sembrava così chiara, e la possibilità di mantenere la linea distinta del dovere una volta intrapresa. Un uomo non può trovare sostegno semplicemente in retrospettiva a quello che è stato un marcato cambiamento nella sua vita; Ha bisogno di qualcos'altro che lo convinca che tutto va bene, che il cambiamento passato non era un'illusione
II IL SOSTEGNO DATO È VARIO, ADATTATO ALL'INTERO BISOGNO. Saulo aveva bisogno di essere sicuro del fatto che era Dio, e non semplicemente l'uomo, a costituirlo; lo aveva nella quadruplice predizione adempiuta (Versetti. 2, 3, 5, 6). Aveva bisogno della simpatia e del concorso della parte religiosa di Israele; Glielo assicuravano simbolicamente i fedeli che gli offrivano spontaneamente il nutrimento. Aveva bisogno della collaborazione dei più importanti educatori dell'epoca; Glielo assicurò l'accoglienza simbolica che gli diede la compagnia dei profeti, la potenza allora nascente, che negli anni successivi avrebbe esercitato una così grande influenza sulla vita nazionale. Aveva bisogno, inoltre, di una potenza e di una saggezza superiori a quelle ereditate da suo padre, e acquistate durante gli anni della vita privata; gli fu dato quando lo Spirito del Signore lo rese un altro uomo. Saggiamente, perciò, furono prese queste disposizioni per il servitore di Dio. Sono meravigliosamente congrui con la posizione di Saul e con l'epoca in cui fu chiamato ad agire. Un esame della vita di Abraamo, di Mosè e degli apostoli mostrerà che fu presa una disposizione altrettanto saggia per sostenere la loro fede e il loro dovere. I moderni servitori di Dio possono indicare le promesse adempiute, in una benedizione sulla loro fatica, come prova che non si sono sbagliati nella chiamata a lavorare; e il loro cuore, un tempo diffidente, si rafforza nella consapevolezza di un potere che non è il loro. In un modo diverso, anche se non meno reale, il singolo cristiano trova un sostegno vario alla sua convinzione che Dio lo ha chiamato nel regno e lo ha fatto "re e sacerdote", come pure nell'adempimento dei doveri appropriati alla sua alta e santa chiamata
III LA REALIZZAZIONE DEL SOSTEGNO FORNITO DERIVA DALLO SFORZO DI ESERCITARE LA FEDE E DI ADEMPIERE AL DOVERE. Quando Saul agì in base alla convinzione che Samuele era un vero profeta che parlava e agiva per conto di Dio, scoprì che tutto si sarebbe rivelato come gli era stato promesso. L'esercizio di quella fede che egli aveva, in prima istanza, messo in possesso dei sostegni alla fede per i tempi futuri; e l'adempimento del dovere, per quanto è stato chiarito, portò alla scoperta dei sostegni al dovere che sarebbero stati suoi negli atti più cospicui della vita. Cantici era con Abramo, Mosè e gli apostoli. Ogni vero servitore riceve incoraggiamento, non aspettando, ma mentre 'va per la sua strada' e compie le opere stabilite. Il Salvatore disse al paralitico: «Stendi la tua mano». Nel tentativo dell'atto impossibile la fede è venuta e ha cresciuto. La fede si nutre e si rafforza nella misura in cui viene esercitata
Lezioni generali:
1.) Possiamo rendere un servizio prezioso con la tempestiva simpatia e cooperazione con coloro che sono chiamati a occupare posizioni difficili
2.) La prova cristiana più inattaccabile è quella da guadagnare in una vita di completa devozione a Cristo
3.) La piena conferma delle nostre speranze e convinzioni arriverà nella misura in cui saremo fedeli a mettere in pratica la fiducia che già abbiamo
Un altro uomo
La mente di Saul era evidentemente sovraccarica delle grandi cose che erano state così inaspettatamente portate alla sua attenzione. La sua immaginazione deve essere stata riempita da quelle immagini dello stato reale e dei doveri elevati che sono finiti nelle menti orientali associate alla regalità. Ma egli era a malapena in grado di formulare un'idea adeguata di ciò che Samuele intendeva dire dicendo: "Sarai trasformato in un altro uomo". Ci sono diversi gradi di trasformazione che ci vengono presentati dalla vita ordinaria e dalla Scrittura
IO "UN ALTRO UOMO" A VOLTE È FATTO DA UN CAMBIAMENTO TOTALE DELLE CIRCOSTANZE. Tutti noi siamo in parte soggetti a ciò che ci circonda; Ma capita che alcune nature si trovino in circostanze che sembrano essere del tutto estranee allo sviluppo di ciò che è in esse. Sono repressi; le forti forze della loro vita si rifiutano di farsi avanti; sono nullità comparative; Se non avviene alcun cambiamento nella loro posizione relativa, passeranno dalla vita sconosciuti e quasi inutili. Ci sono in alcune persone facoltà mentali che, essendo predominanti, ma non estorte da un'appropriata alimentazione ed esercizio, danno all'individuo un'apparenza di stupidità e vacuità. L'anima di un poeta, avvolta da tutto ciò che è antagonista al suo sviluppo, sarà infelice come un'allodola che non può risorgere. Ma quando le restrizioni innaturali sono rimosse, e le disposizioni e le facoltà degli individui sono poste in circostanze favorevoli al loro giusto sviluppo, avviene un cambiamento così rapido, fresco e sorprendente come quando la luce e la pioggia della primavera richiamano il bulbo da sotto la terra opaca in una forma di bellezza e dolcezza. Un osservatore della vita non può non aver incontrato molti casi di questo
II "UN ALTRO UOMO" È TALVOLTA COSTITUITO DA DOTAZIONI SPECIALI PER DOVERI UFFICIALI. Questo fu il caso di Saul. È l'insegnamento della Scrittura che "ogni dono buono e perfetto" viene da Dio. Egli diede saggezza e astuzia agli uomini che avevano concepito l'opera scelta del tabernacolo
Esodo 31:2-6
La ragione è il suo dono, anche se troppo spesso usata contro di lui. L'Antico Testamento parla di doni speciali per gli uomini chiamati a guidare il popolo di Dio. L'investitura di Saul era in armonia con quella di Mosè e Giosuè. Il contrasto tra gli uomini come non dotati e dotati è sorprendente. La figura di Mosè dopo che uscì nel nome di Geova fa impallidire il Mosè che pascola le pecore di Ietro. Gli uomini timidi, interrogativi, spiritualmente ignoranti che seguirono Cristo finché ne ebbero il coraggio, e "pensavano" che egli "avrebbe redento Israele", possono a malapena essere riconosciuti come gli uomini che, quando furono investiti di potere dall'alto, si alzarono il giorno di Pentecoste e, con calma e intrepidezza, esposero la natura spirituale del suo regno che fu crocifisso. La potenza spirituale opera meraviglie negli uomini
III "UN ALTRO UOMO" È FATTO QUANDO L'ANIMA È RINNOVATA DALLO SPIRITO DI DIO. Questo è il più radicale di tutti i cambiamenti; È più di un ampliamento dei poteri ordinari, più del dono della discriminazione con cui i doveri ordinari possono essere assolti; È il rinnovamento di quella sorgente profonda e sottile di sentimento e di volontà che determina il carattere di tutta la vita. Si suppone che la volontà di un uomo sia la chiave del suo destino; ma il cambiamento operato dallo Spirito Santo sembra penetrare anche nella misteriosa retroguardia della volontà, e assicurare che essa si trasformerà in atti di pentimento; di fede in Cristo, di amore supremo per Dio, di gioia nella santità. La realtà della trasformazione si vede nei nuovi scopi, nelle nuove gioie, nei nuovi atti dell'anima, nella nuova forma esteriore di vita, nel nuovo discernimento spirituale dello spirituale e dell'invisibile, nel nuovo segreto nascosto che nessuna parola può rivelare, nel nuovo assorbimento in Cristo
IV "UN ALTRO UOMO" È FATTO QUANDO RAGGIUNGIAMO LA COMPLETA REDENZIONE PER LA QUALE CRISTO È MORTO. Relativamente a una vita di peccato, la vita rigenerata del cristiano sulla terra è una nuova creazione, egli è "un altro uomo"; e allo stesso modo, relativamente alla vita imperfetta e faticosa che trascorriamo sulla terra, ciò che ci attende al di là è una nuova creazione. Quando si raggiunge la piena statura di un uomo in Cristo e si riveste di un corpo "simile al suo corpo glorioso", allora si possa dire più veramente di ciascuno, egli è "trasformato in un uomo nuovo". Quanto sarà diversa da quella vita perfettamente santa, senza lacrime, forte, gioiosa, instancabile, esercitata in un "corpo spirituale", creato in speciale adattamento per le nuove attività e gioie del regno dei cieli
Considerazioni generali:
1.) Riflettere su ciò che il mondo può perdere trascurando incautamente nella nostra vita sociale l'adattamento delle circostanze alle attitudini e alle capacità
2.) C'è spazio perché ogni uomo esamini se stesso e veda se la sua religione è veramente il prodotto di un rinnovamento radicale da parte dello Spirito Santo
3.) Con un destino così alto davanti a noi come cristiani, dovrebbe sorgere la domanda, come mai siamo così poco influenzati dalla prospettiva, e con quali mezzi possiamo vivere più pienamente sotto le ispiratrici "potenze del mondo a venire"
Limitazioni di prerogative
A Saul fu detto che quando i "segni" promessi sarebbero venuti su di lui, avrebbe potuto fare come l'occasione richiedeva, e per la ragione assegnata che Dio era con lui (Versetto 7). Questa grande libertà riceve immediatamente una limitazione nell'ordine di aspettare a Ghilgal fino a quando Samuele non fosse venuto e avesse offerto sacrifici e avesse dato ulteriori istruzioni. La prerogativa reale doveva essere esercitata con limitazioni. Qui la questione del potere civile e spirituale si concretizza come l'esito naturale della storia di Israele. L'analogia tra Israele e tutte le altre nazioni non può essere stabilita in dettaglio rispetto a questa questione; ma, ciò nonostante, ci sono alcune verità di applicazione generale illustrate nelle restrizioni poste dal profeta di Dio alle azioni del re d'Israele
I FINI ULTIMI PER I QUALI ESISTONO I GOVERNI SONO SPIRITUALI. C'è una differenza tra l'interesse immediato di un governo, vale a dire, la protezione della vita e della proprietà, la repressione del crimine; spazio per la libera azione dei cittadini e per lo sviluppo delle risorse nazionali -- e il fine ultimo per il quale la Provvidenza lo progetta e tutte le altre istituzioni. Il corpo dell'uomo esiste per il suo spirito. La società, nella mente di Dio, esiste per il benessere spirituale degli individui. C'è un'evoluzione che progredisce verso una rettitudine mondiale, e i governi sono una delle agenzie che devono servire questo problema. L'attenzione agli interessi materiali e intellettuali di un popolo può essere fine a se stessa per i governanti, ma non a Dio. I governi possono assecondare questo fine spirituale senza entrare consapevolmente in questioni relative alla sua natura e ai vari mezzi per assicurarlo. Un fedele adempimento di funzioni definite, in base a princìpi approvati, non può che contribuire allo scopo per cui Dio stesso governa l'umanità
II LA CHIESA DI DIO È LA VERA PORTATRICE DI TESTIMONIANZA E IL MEZZO PER REALIZZARE QUESTI FINI SPIRITUALI. Samuele era il rappresentante del potere spirituale. Egli aveva l'autorità di affermare la verità messianica, di educare il popolo in armonia con quella verità e di esigere che il re governasse in modo tale da lasciare libero spazio all'opera spirituale. Lui e la comunità religiosa erano una cosa sola sotto questo aspetto. E la Chiesa vivente di Cristo è l'assertore della verità messianica, affermando di sostenere ciò che Cristo ha dato, indicando il regno spirituale di Cristo su ogni cuore e casa come la meta di ogni sforzo e la speranza del mondo; e il testimone, che invita i governanti a osservare nella loro amministrazione i principi di rettitudine, verità e benevola considerazione, che Dio solo onorerà con la sua benedizione
I GOVERNANTI CIVILI SONO TENUTI AD AGIRE IN ARMONIA CON LA TESTIMONIANZA DELLA CHIESA. Saul era tenuto, moralmente, e come condizione di stabilità al suo trono, a riconoscere Samuele nella sua qualità di profeta di Dio, che lavorava, con tutti i devoti, per scopi messianici. Non deve ignorare il potere spirituale, e così disonorare Dio
Versetto 8; Confronta; 1Samuele 13:8-10
né deve arrogarsi le sue funzioni. Il suo dovere consisteva nell'amministrare il governo secondo i princìpi della giustizia, e in modo da non sbarrare la strada alla realizzazione del proposito messianico. E sapendo che nella verità data da Cristo, e testimoniata dalla Chiesa vivente, ci sono tutti i sani principi del progresso umano così come della salvezza personale, ogni governo è moralmente obbligato ad agire in base ad essi, ed è colpevole di spaventosa presunzione se professa di soppiantarli con creazioni proprie. Come sicuramente la decomposizione alla radice di un albero scaturirà dalla sua caduta, così sicuramente perirà ogni governo che agisca in base a principi diversi da quelli asseriti dalla Chiesa vivente di Dio. Nessun governo può condurre con successo la guerra contro l'unica Chiesa vivente, che, con l'esempio, la parola e l'azione, predica la giustizia e rivendica il diritto di farlo
LA CHIESA È TENUTA A LIMITARE L'ATTENZIONE ALLE SUE FUNZIONI PROPRIE. Samuele lasciò Saul a "fare ciò che l'occasione poteva "servire" (Versetto 7). Sosteneva semplicemente che c'era un altro potere nello sviluppo della vita di Israele oltre a quello civile, e che Saul doveva riconoscerlo. L'esercizio del potere si riferiva a principi generali di condotta e al raggiungimento di scopi messianici. La Chiesa di Cristo è tenuta ad evitare tutto ciò che sarebbe in disarmonia con la sua natura spirituale e i suoi usi. Essere l'educatrice della coscienza dello Stato, affermare la propria indipendenza come comunità spirituale per scopi spirituali, questa è la funzione della Chiesa in relazione al potere civile, come illustrato nella condotta di Samuele, coinvolto nella natura spirituale del corpo di Cristo, e confermato dalle avversità e dalle prosperità della storia
Considerazioni generali:
1.) Fino a che punto le controversie connesse con la supremazia spirituale sono il risultato di una deviazione dalla semplicità di intenti caratteristica dei tempi apostolici
2.) Fino a che punto calamità si sono abbattute sul mondo a causa del fatto che la Chiesa professante si è preoccupata più dell'affermazione del potere che della predicazione e della pratica della giustizia
3.) Se la storia non dimostri che una Chiesa sincera, intenta unicamente a predicare il Vangelo e a farlo rispettare con l'esempio, eserciti un potere reale sui destini delle nazioni maggiore di una Chiesa sempre attenta a limitare i poteri dei governanti civili
2 Il primo segno: Troverai due uomini presso il sepolcro di Rachele. In Geremia 31:15
citato in Matteo 2:18
Il sepolcro di Rachele è collegato a Rama, ma in Genesi 35:19 è collocato vicino a Betlemme. Tutta la geografia delle peregrinazioni di Saul è molto oscura, ma Wilson ('Lands of the Bible,' 1:401) colloca Zelzah a Beitjala, a ovest di Betlemme, nelle vicinanze del Kabhet Rahil, o Tomba di Rachele, Sebbene entrambi siano ora nella tribù di Giuda, tuttavia con una leggera rettifica della frontiera, in conformità con Giosuè 18:11-28, Zelzah si trovava al confine con Beniamino, e forse c'erano ragioni locali per cui Saul e il suo compagno non presero la strada più diretta per Ghibea. La notizia data da questi uomini, che gli asini erano stati trovati, avrebbe tranquillizzato la mente di Saul e, liberato dalle preoccupazioni inferiori, sarebbe stato in grado di dedicare interamente i suoi pensieri alla preparazione per i doveri più alti che lo attendevano. Per una nota interessante sul viaggio di ritorno a casa di Saul vedi Wilson, 2:36
3 Il secondo segno doveva essere la presentazione di un'offerta a lui tra i loro doni sacrificali da parte di tre uomini che andavano in pellegrinaggio a Betel. Li avrebbe incontrati non nella pianura del Tabor, ma alla quercia del Tabor. Molti tentano di collegare questo elon-Tabor con l'allon, o quercia, sotto la quale fu sepolta Deborah, la nutrice di Rachele,
Genesi 35:8
e supponiamo che Tabor sia una corruzione del nome Debora. Questo è a malapena possibile, ed è meglio riconoscere che non sappiamo nulla del luogo in cui si trovava questo albero, tranne che si trovava sulla strada per Betel. Questo era uno dei luoghi che Samuele era solito visitare come giudice;
1Samuele 7:16
ma questi uomini erano in pellegrinaggio lì perché fin dai giorni di Giacobbe era stato un luogo sacro e una sede principale dell'antico culto patriarcale, per il quale vedi 1Samuele 9:12
4 Questi pellegrini salutavano Saulo, cioè gli davano il consueto saluto amichevole dei viaggiatori, e poi gli presentavano, uno straniero, due pani destinati alla loro offerta a Betel. Così facendo, in primo luogo, lo riconobbero come loro signore,
vedi 1Samuele 9:7 16:20
e, in secondo luogo, indicarono che il re avrebbe d'ora in poi condiviso con il santuario le offerte del popolo. E Saul doveva ricevere dalle loro mani il dono, come se gli fosse dovuto, perché Samuele, ungendolo, lo aveva designato re
5 Il terzo segno doveva essere la sua partecipazione con i profeti ai loro esercizi religiosi sul monte di Dio-realmente Ghibea, la sua propria casa. Ghibea è rigorosamente una collina arrotondata, mentre Rama è un'altura. Questa Gibeah ha-Elohim era probabilmente quella parte della collina su cui era situato l'"alto luogo", e che era evidentemente fuori dalla città; poiché Saul, sulla via del ritorno, incontrò la truppa dei profeti che scendeva da essa. Per "Ghibea di Saul" vedi 1Samuele 9:1 ; ma, come osserva Conder, questo nome fu dato sia a un distretto che a una città, in quanto Rama è descritta come situata al suo interno - 1Samuele 22:6 ('Lavoro in tenda', 2:111). La guarnigione dei Filistei era probabilmente su una certa altura in questo distretto, e, insieme alla menzione di simili postazioni militari altrove,
1Samuele 13:3; 14:4
mostra che la maggior parte della tribù di Beniamino era soggetta a quella nazione e disarmata;
1Samuele 13:19
ma probabilmente, finché il tributo fu pagato, la sua amministrazione interna non fu ostacolata da una compagnia dei profeti. Atti Ghibea Samuele aveva fondato una delle sue "scuole dei profeti", per mezzo della quale fece tanto per elevare l'intero stato mentale e morale degli Israeliti. La parola tradotta compagnia significa letteralmente una corda o una corda, e quindi un gruppo di persone. Questi profeti discendevano da Bamah,
vedi 1Samuele 9:12
dove erano stati impegnati in qualche esercizio religioso e stavano cantando un salmo o un inno alla musica di vari strumenti. La musica era uno dei grandi mezzi impiegati da Samuele per formare i suoi giovani; e non solo il suo effetto è sempre elevante e raffinato, ma in tempi semi-barbari, unito, come è sicuro che sarà, alla poesia, è la principale leva educativa per elevare le menti degli uomini e dare loro il gusto della cultura e dei piaceri intellettuali. Gli strumenti musicali citati sono il salterio, ebraico, nebel, una sorta di arpa con dieci corde tese in un triangolo, la più lunga alla base e la più corta verso l'apice; il tabret, toph ebraico, tamburello battuto a mano; il flauto, ebraico, chalil, cioè "annoiato" o "forato", così chiamato dai fori praticati in esso per fare le note, ed essendo probabilmente una sorta di flauto; e, infine, l'arpa, ebraica, cinnor, una sorta di chitarra, usata principalmente per accompagnare la voce, e talvolta suonata con le dita, e talvolta con un plettro o una penna. Non c'è nulla che indichi che ci fosse solo uno di ciascuno di questi strumenti, per cui gli articoli sarebbero meglio omettere. Senza dubbio ogni profeta stava interpretando l'uno o l'altro di essi. Ed essi profetizzeranno. La coniugazione usata qui non è quella impiegata per la predizione di eventi futuri, ma significa, letteralmente, ed essi agiranno come profeta, la parola giusta per gli uomini che erano in formazione per l'ufficio profetico (vedi 'Profezia una preparazione per Cristo', 2a ed. p. 50). Erano veramente impegnati a cantare le lodi di Dio con fervore, e questo fu senza dubbio uno dei metodi impiegati da Samuele per raffinare e spiritualizzare le loro menti. Anni dopo Davide fu così educato, e apprese in una delle scuole di Samuele quell'abilità nel metro e nella salmodia che, aggiunta alle sue doti naturali, lo resero "il dolce cantore d'Israele". Per profetizzare, nel senso di suonare strumenti musicali vedi 1Cronache 25:1-3, e nel senso di cantare, 1Re 18:29
6 Lo spirito del Signore scenderà su di te. I mezzi ebraici verranno potentemente su di te, verranno su di te in modo da sopraffarti. E tu profetizzerai. Agirai come un profeta (vedi sopra). Benché non addestrato, sarai trascinato dal fervore religioso e unirti al loro canto e alla loro salmodia. Ed essere trasformato in un altro uomo
Nuovi pensieri, nuove emozioni si impossesseranno di te, e in aggiunta alla forza fisica per la quale sei stato finora famoso, sarai riempito di potere mentale, che ti renderà desideroso di azione e capace di prendere la guida tra tutti gli uomini e in tutte le emergenze. Abbiamo un esempio di questa accresciuta capacità nel vigore con cui Saul agì contro gli Ammoniti
7 Fa' ciò che l'occasione ti serve. Letteralmente, "fa' per te stesso ciò che la tua mano troverà", cioè segui la guida delle circostanze e fai del tuo meglio. Questo è il tempo del diluvio delle tue fortune; Avanza, e il regno sarà tuo, perché Dio è con te, e il successo è sicuro
8 Tu scenderai prima di me a Ghilgal. Troviamo in 1Samuele 13:8-13 una riunione a Ghilgal così esattamente parallela a ciò che è disposto qui che non possiamo fare a meno di considerarla, di nuovo, come una sorta di segno da adempiere in un periodo successivo. Non c'è alcun argomento contro di esso che Ghilgal fosse il luogo in cui nel frattempo Saul fu solennemente inaugurato re; poiché egli era stato costituito per liberare Israele dai Filistei,
1Samuele 9:16
e possiamo essere certi che questo grande proposito sarebbe stato l'argomento di conversazione tra il profeta e il soldato, sia sul tetto della casa che la mattina dopo. In questa conversazione Ghilgal sarebbe stata scelta come luogo in cui Saul avrebbe radunato Israele per la guerra d'indipendenza (così Rashi e altri interpreti ebrei); e un'impresa così grande doveva necessariamente essere iniziata con riti religiosi, e Saul doveva aspettare un'intera settimana per la venuta del profeta, sia per mettere alla prova la sua fede, che avrebbe dovuto essere confermata dall'adempimento dei tre segni stabiliti, sia affinché la guerra potesse essere intrapresa sotto gli stessi santi auspici della sua elezione al regno. L'intervallo di due anni, se fosse stato davvero così lungo, avrebbe dato il tempo al carattere di Saul di svilupparsi sotto l'influenza costringente della regalità, e sarebbe stato allora dimostrato, quando si sentiva un re in tutto e per tutto, se era ancora così suscettibile all'autorità divina come quando fu chiamato per la prima volta dall'oscurità a salire su un trono regale. Ma, in realtà, le parole di 1Samuele 13:1 non giustificano questa conclusione, e molto probabilmente gli avvenimenti menzionati in quel capitolo seguirono immediatamente dopo la conferma di Saul come re
9 Dio gli diede un altro cuore. L'ebraico è notevole: "Quando volse le spalle per allontanarsi da Samuele, Dio rivolse anche a lui un altro cuore", cioè Dio lo rivolse dandogli un cuore cambiato. È cresciuto internamente fino al livello delle sue mutate circostanze. Non aveva più i sentimenti di un agricoltore, preoccupato solo del grano e del bestiame; Era diventato uno statista, un generale e un principe. Nessun uomo avrebbe potuto attraversare eventi così meravigliosi e provare emozioni così diverse, senza un grande cambiamento interiore. Ma potrebbe essere stato solo per vanità e autocompiacimento. Il cambiamento di Saul era in un eroe
Versetti 9-17.-
La ragionevolezza delle incongruenze
I fatti sono
1.) Saul sperimenta la verità di tutto ciò che Samuele gli aveva detto
2.) Incontrando una schiera di profeti, Saulo, sotto l'ispirazione di Dio, profetizza anche
3.) Il popolo nota l'incongruenza della presenza di Saul tra i profeti
4.) Lo zio di Saul, essendo troppo curioso in merito ai rapporti di Samuele con lui, non ne è soddisfatto. Il lettore comune della Bibbia è colpito dall'incongruenza tra gli antecedenti di Saulo e la sua improvvisa partecipazione ai doni della profezia; e gli uomini in genere hanno simpatizzato con la sorpresa che si esprime nel proverbio: "Saul è forse tra i profeti?" Troppo spesso l'evento qui riportato viene lasciato come una delle cose strane e inspiegabili sparse sempre nelle pagine della storia sacra, fornendo alla mente più perplessità e imbarazzo che istruzione e aiuto alla fede. Si troverà, tuttavia, che nel corso della Provvidenza le apparenti incongruenze giocano una parte importante, che non sono essenzialmente irragionevoli e sono tutte riducibili a un principio comune
Il corso della provvidenza presenta numerosi esempi di sorprendente incongruenza. Qualunque sia la definizione precisa di incongruenza, la cosa stessa può essere trovata sotto forma di condotta, associazione, relazione e mezzi. Tralasciando tutti i casi derivanti dalla follia e dall'eccentricità umana; Potremmo notarne alcuni nell'ordine di
La Provvidenza vista in
1.) Condotta. Quello di Saul è un esempio calzante. Era uno strumento nelle mani di Dio per produrre la strana impressione indicata dal proverbio familiare. Per gli ebrei a Gerusalemme il giorno di Pentecoste c'era un'inspiegabile incongruenza nel parlare e nel portamento di uomini che, fino a quel momento, erano stati timidi e oscuri seguaci del Crocifisso. Considerando il carattere reputato di Pietro come un uomo avventato e impulsivo, era, a giudizio dei suoi compagni e alla luce del suo rinnegamento, poco congruo affidargli la "chiave" del regno. E i gioiosi
2.) I canti che si levavano dagli apostoli quando erano nei ceppi erano musica strana per i loro guardiani. La storia moderna non è priva di istanze degne di nota
3.) Associazioni. Che Saul fosse associato a un ordine profetico era una meraviglia. Che una stella gloriosa conducesse i saggi da lontano solo a un bambino in una mangiatoia, e che le schiere del cielo cantassero alla nascita di un bambino indifeso, era un'associazione rara e sorprendente. L'incongruenza più sconcertante per molti è che l'Eterno debba essere per un certo periodo di anni in associazione con un corpo fragile, con tutti i dolorosi incidenti da esso inseparabili
4.) Relazioni. Lo troviamo nel caso di Saul, perché gli uomini non possono vedere alcuna congruenza tra la sua eccitazione estatica come profeta e l'ufficio di re a cui era stato chiamato. La relazione di Giovanni Battista, un asceta austero e poco socievole, precursore del Cristo mite e accessibile, colpì gli uomini come notevole, e aveva bisogno della rivendicazione che "la sapienza dei suoi figli è giustificata"
Matteo 11:16-19
A Giovanni venne anche in mente come una cosa molto incongrua che dovesse battezzare il santo Salvatore
Matteo 3:13-15
5.) Mezzi. Come mezzo per qualificare Saul all'adempimento delle funzioni regali, questa eccitazione profetica sembrava essere molto inadatta. Così, similmente, per molti non c'è alcuna convenienza nell'elevare un serpente di bronzo come mezzo per ridare salute agli avvelenati. Naaman non poteva pensare al Giordano meglio dei fiumi del suo paese. La croce di Cristo era disprezzata dai Greci come una sciocchezza, un mezzo molto incongruo per sottomettere il mondo a colui che vi morì
LE APPARENTI INCONGRUENZE NEL CORSO DELLA PROVVIDENZA SONO RELATIVE ALLA NOSTRA IGNORANZA. Questo è incongruo, solo ciò che non viene compreso. "Le cose non sono come sembrano". Le nostre sorprese e i nostri stupori sono spesso l'indice della nostra mancanza di conoscenza. Potrebbe non essere possibile in ogni caso trovare una soluzione completa, ma qualche indizio potrebbe essere trovato se considereremo tutti gli eventi della Provvidenza come interconnessi e che gettano luce l'uno sull'altro. La ragionevolezza delle incongruenze può essere illustrata prendendo come esempio tipico la condotta di Saul. L'apparizione di un ordine profetico in quel frangente, sotto la direzione di Samuele, era una caratteristica necessaria nell'elevazione morale del popolo. La stagnante indifferenza degli uomini poteva essere meglio suscitata da uno zelo urgente. La ragionevolezza dell'eccitazione di Saul si risolve in quella dell'ordine. Dobbiamo ricordare che un bene futuro nel regno del Messia era la speranza del vero Israele. Nella misura in cui la loro convinzione era profonda, ed era accompagnata da una corrispondente pietà per la degradazione presente, essa, quando era piena di spirito, non produceva innaturalmente un'eccitazione proporzionata alla suscettibilità del temperamento e all'occasione esterna, e l'espressione della verità si misurava dal grado di eccitazione. Perciò il valore educativo di questi uomini era grande, ed erano obbedienti, nella loro stravaganza, alle leggi della mente e all'urgenza delle convinzioni religiose. Ora era ragionevole che Saul partecipasse a questo dono
1.) Per il popolo. Avrebbe richiamato la loro attenzione su di lui e li avrebbe preparati per la successiva azione di Samuele
2.) Per Saul stesso. Doveva essere re, e il popolo immaginava che il loro re sarebbe stato sul modello degli altri re. Ma il re d'Israele deve governare in armonia con il destino spirituale della nazione. Deve essere in simpatia con i profeti
3.) Per l'ordine dei profeti. Quest'ordine fu una delle grandi potenze nel plasmare il futuro del popolo di Dio. Era quindi interessato al carattere e alle aspirazioni di qualsiasi re potesse essere scelto. L'investitura di Saul con il loro dono avrebbe assicurato loro che egli era degno del loro sostegno e non sarebbe stato come i re delle nazioni. L'incongruenza era molto ragionevole
LA VERA SOLUZIONE DI OGNI INCONGRUENZA NEL CORSO DELLA PROVVIDENZA SI TROVA NELLA SERIE DI CUI L'EVENTO È SOLO UNO. La condotta di Saulo, considerata in relazione agli antecedenti della vita di Israele, e alla graduale preparazione del mondo per Cristo, si distingue come la più adatta e utile; quindi, naturale. Nessuno può giudicare correttamente gli eventi della Scrittura se non considera il corso della Provvidenza come uno sviluppo dall'imperfetto al più perfetto. Il posto e il potere di ogni molecola nell'universo sono relativi ai movimenti antecedenti e successivi del tutto. Gli astronomi si sono imbattuti in perturbazioni e irregolarità che sembravano incongrue con tutto ciò che conoscevano, ma col tempo hanno scoperto il posto di queste cosiddette irregolarità nel meccanismo dei cieli, e sono diventate subito delle belle regolarità. La questione dei metodi di redenzione getterà luce sul processo
Lezioni generali:
1.) Il più improbabile degli uomini può essere chiamato a fare la volontà di Dio in forme sbloccate per
2.) I vari doni richiesti per un ufficio saranno disponibili a tutti coloro che Dio chiama all'ufficio
3.) Dovremmo stare attenti a mantenere la nostra mente libera da pregiudizi contro metodi che, sebbene insoliti, possono essere di Dio
4.) Uno studio profondo e paziente della Bibbia nel suo insieme è l'unico mezzo per apprendere la bellezza e l'armonia delle sue vie
5.) Una vera filosofia ci indurrà a sospendere il nostro giudizio su alcuni argomenti fino a quando non saremo in grado di vedere più chiaramente la relazione tra il passato e il futuro
Saggia reticenza
L'attenzione presa in considerazione di una domanda dello zio di Saul ha evidentemente lo scopo di mettere in risalto la saggezza di Saul nell'essere reticente sulle importanti questioni riguardanti il regno. È probabile che il portamento di Saul indicasse che era accaduto qualcosa di insolito, e la profezia non avrebbe fatto altro che confermare il sospetto. Le risposte di Saul non chiariscono se lo zio stesse intenzionalmente curiosando in quelli che sapeva essere segreti, o se stesse semplicemente cercando informazioni generali. Ma in entrambi i casi Saul si formò una giusta stima della propria posizione, e manifestò un giusto riserbo
UN CERTO GRADO DI RETICENZA È ESSENZIALE PER UNA VITA SAGGIA. "C'è un tempo per parlare e un tempo per tacere". La reticenza, tuttavia, è più del silenzio; È il silenzio deliberato dove la parola è possibile e cercata. Può essere considerato con riferimento a:
1.) La sua fonte. In ogni caso la sua fonte è nella volontà che agisce liberamente sotto forma di giudizio negativo. Tuttavia, in alcune persone questo giudizio può essere collegato più con il temperamento che con una valutazione illuminata di ciò che è giusto. La saggia reticenza è quella che deriva da una giusta stima di ciò che è dovuto all'occasione e all'argomento
2.) Il suo oggetto appropriato. Questo deve essere determinato da un giudizio sereno sul diritto degli altri di sapere ciò che noi sappiamo, e sull'utilità di svelare la nostra conoscenza. Ma prendendo una visione generale della vita umana, possiamo dire che la reticenza è dovuta a
(1) La nostra esperienza religiosa più profonda. Ci sono profondità nell'anima che nessun occhio tranne quello di Dio può penetrare, e vi sono esperienze così sacre, tenere e terribili che sarebbe una specie di profanità cercare di spiegarle in forma di parola. Se, allo scopo di cercare aiuto, si fa riferimento a esperienze segrete, si deve toccare solo la superficie
Nessuno che veneri la sacralità della vita religiosa tenterà di ficcare il naso in ciò che è segreto tra l'anima e Dio, o di sondare le ferite che "la vergogna nasconderebbe"
(2) Affari privati e domestici. In ogni vita ci sono interessi che non appartengono a nessun altro, e in casa ci sono solenni segreti che non si devono permettere all'occhio freddo e critico del mondo di guardare. Gran parte dell'influenza dolce e vincolante della casa risiede nella reticenza non forzata dei suoi membri
(3) Segreti relativi all'ufficio. L'ufficio nella Chiesa, nello Stato o nel commercio implica la conoscenza da utilizzare solo per scopi specifici in relazione ad esso. Nessuno è adatto all'incarico se non è in grado di controllare la propria lingua e resistere alla tentazione di parlare
1.) Il suo valore. Come abitudine mentale, quando si distingue dal cupo riserbo, risultato di un mero temperamento, dà potere a chi lo possiede. Rivela un giudizio sobrio e discriminante, una forza d'animo che sa resistere all'induzione, e un profondo rispetto per la santità della vita. Nella società, se saggiamente esercitata, assicura la fiducia, facilita la gestione degli affari e promuove un comportamento rispettoso e cortese. Nelle associazioni religiose tende alla riverenza, alla devozione di spirito e alla sincerità
2.) I suoi pericoli. È, se non custodito con cura, probabile che degeneri in un amore per la segretezza, un'abitudine mentale innaturalmente chiusa e riservata. Nella vita religiosa il suo eccesso può porre un freno alla libera espressione dei dolori e delle preoccupazioni della vita anche a Dio, e anche privare la Chiesa dei benefici di una ricca esperienza
LA RETICENZA SAGGIA SARÀ SEMPRE COERENTE CON LA VERIDICITÀ. È possibile affermare la verità parziale in modo tale da mentire virtualmente, e tacere quando il silenzio può essere progettato per trasmettere una falsa impressione. Saul era sincero nella sua reticenza. Ha risposto alle domande; Non ha fornito volontariamente informazioni. Se fosse stato incalzato, molto probabilmente si sarebbe rifiutato di rispondere. Cristo fu reticente quando fu incalzato sulla questione del battesimo di Giovanni, e quando fu interrogato da Pilato, ma non fu trasmessa alcuna falsa impressione. In caso di difficoltà è meglio rifiutare categoricamente le informazioni piuttosto che incorrere nel rischio di sospetta prevaricazione. Gli uomini curiosi dovrebbero essere rimproverati apertamente piuttosto che respingere con risposte discutibili
10 Versetti 10, 11.-Alla collina. ebraico, "a Ghibea", la sua casa. Egli profetizzò. Partecipò agli esercizi profetici (vedi versetto 5). Vedendo ciò, il popolo di Ghibea, che lo conosceva già da ieri, in ebraico, "da ieri e dall'altro ieri", ma equivalente alla nostra frase "da anni", chiese sorpresi: Che cos'è questo che è accaduto al figlio di Kis? Che cosa lo spinge ad agire in questo modo diverso da tutta la nostra lunga esperienza passata di lui? Anche Saul è tra i profeti? Da questa domanda si evince da questa domanda: la prima, che le scuole fondate da Samuele occupavano già un posto elevato nella stima degli Israeliti; la seconda, che Saul non aveva partecipato a quell'educazione che elevava così i profeti come una classe superiore, la massa del popolo. Probabilmente anche il carattere di Saul non era tale da fargli interessare l'educazione. Un giovane che, mentre viveva nel suo quartiere, sapeva così poco di Samuele,
1Samuele 9:6
non avrebbe potuto avere uno stato d'animo molto curioso o intellettuale. Naturalmente Samuele, radunando i giovani e dando loro la migliore educazione offerta dai tempi, non poté ottenere per loro anche il più alto e il più raro dei doni, quello dell'ispirazione diretta. Anche quando Eliseo, l'amico e servitore di Elia, chiese al suo padrone la porzione dello spirito divino di un figlio maggiore, Elia gli disse che aveva chiesto una cosa difficile
2Kings2:10
La disparità che il popolo notava dunque tra Saul e i profeti era quella tra il figlio di un giovane ricco di contadini, che era stato allevato in casa e si occupava solo delle cose rustiche, e questi giovani collegiali, che godevano di un'educazione accurata
Comp. Giovanni 7:15
Quanto fosse buona quell'istruzione è dimostrato dal fatto che alla corte di Davide tutti i posti che richiedevano abilità letteraria erano ricoperti da profeti. Nessun uomo poteva fondare scuole di uomini ispirati; ma Samuele fondò grandi istituzioni educative, che finirono per fare degli Israeliti un popolo altamente preparato e letterario. La profezia di Saul non era il risultato di un addestramento, ma gli giunse per un'influenza divina, suscitando l'entusiasmo assopito di una natura energica ma instabile
OMELIE DI B. DALE. versetto 10. (GIBEA.) -
Una compagnia di profeti
Questa è la prima menzione di "una compagnia (corda, catena o lega) di profeti" (Nabhi). In precedenza c'erano singoli profeti. E in un'occasione i settanta anziani profetizzarono:
Numeri 11:25
e Mosè disse: "Volesse Dio che tutto il popolo dell'Eterno fosse profeti, e che l'Eterno mettesse il suo Spirito su di loro". Ma fino al tempo di Samuele non c'era nessuna associazione o comunità, collegio o scuola, di profeti
1.) Il suo linguaggio mostra la sua intima relazione con questa "società", di cui era senza dubbio il fondatore, e appare successivamente come presidente;
1Samuele 19:20
poiché non è probabile che ora ci fossero parecchie "compagnie" di questo tipo, come in tempi successivi
1Re 20:35; 2Re 2:3.16; 4:38
2.) La sua formazione è dovuta a una vita religiosa appena risvegliata tra il popolo, e intesa come mezzo per approfondirla ed estenderla
3.) Sorse all'incirca nello stesso periodo dell'istituzione della monarchia e fornì una successione regolare di profeti, per mezzo dei quali fu pronunciata la parola del Signore per la guida e il controllo del re. Samuele vide la necessità di fornire un nuovo sistema di formazione per coloro che sarebbero stati i suoi successori nell'ufficio profetico, e formò in società fisse i partecipi del dono mistico, che era chiaramente in grado di essere coltivato e ampliato. Poiché si trattava di una crisi di primo piano nei rapporti di Dio con gli uomini, operazioni insolite dello Spirito segnarono il tempo di Samuele; ma non erano limitati a lui, sebbene egli sia di gran lunga la figura più cospicua" ('Heroes of Hebrews Hist.'). Notate il loro
I CHIAMATA SPIRITUALE. Essi sono chiamati profeti in riferimento alla loro vocazione o professione. Ma questo era fondato su una chiamata individuale e interiore dello Spirito Divino. Abitando sull'altura della contemplazione divina, erano spesso visitati da brezze di influenza spirituale a cui altri erano estranei, sospinti in un'estasi al di fuori del loro controllo e spinti a dare voce al sentimento traboccante dei loro cuori; e alcuni di loro furono scelti da Dio per essere i destinatari del dono della profezia nel senso più alto. La loro vocazione rappresenta quella del ministero cristiano e, più in generale, la vocazione di tutti i cristiani
Atti 2:17; Efesini 5:18,19
II UNIONE FRATERNA. Essi formavano una "compagnia", una società volontaria e organizzata, che apparentemente viveva insieme nello stesso luogo e perseguiva lo stesso modo di vivere. Il legame della loro unione era lo spirito comune che possedevano; e la loro associazione contribuì alla loro conservazione e prosperità, e al loro potere sugli altri. "Hanno presentato il potere unificante e associativo dello spirito profetico contro la rottura della vita teocratica, che era un'eredità del tempo dei giudici" (Erdmann). Dell'unione cristiana si può dire qualcosa di simile, e molto di più
Giovanni 17:21; Atti 2:46 4:23
III ABILITÀ MUSICALE. "E davanti a loro un salterio (cithara), e un tamburello, e un flauto (flauto), e un'arpa (chitarra); " strumenti musicali a corda, a percussione e a fiato
Versetto 5; Genesi 4:21; 31:27; Esodo 15:20
Facevano un uso religioso della musica e la coltivavano con grande cura. Li preparò per l'alta e santa emozione,
2Kings3:15
e gli diede un'espressione appropriata. Rafforzava il sentimento a cui dava espressione, lo regolava e suscitava negli altri un sentimento simile. La loro musica sacra fu il germe dello splendido servizio corale del tempio nel tempo successivo
"Quale passione la musica non può suscitare e soffocare? Quando Jubal colpì la conchiglia con le corde, i suoi fratelli in ascolto rimasero intorno, e la meraviglia cadde sui loro volti, per adorare quel suono celeste;
Meno di un dio che pensavano non potesse dimorare nella cavità di quella conchiglia, che parlava così dolcemente e così bene. Quale passione la musica non può suscitare e soffocare?"(Dryden)
IV ESPRESSIONE PROFETICA. "Ed essi profetizzeranno". La poesia, come la musica, è il veicolo naturale di una forte emozione. E in esso recitavano e cantavano in modo appassionato le lodi di Dio e i prodigi che aveva operato per il suo popolo
1Cronache 25:1,3
V REPUTAZIONE POPOLARE. Il modo in cui si parlava di loro da parte del popolo in generale (Versetto 11) mostra l'importante posizione che occupavano, e l'alta stima in cui erano tenuti. Quando i professanti servi di Dio sono considerati così
1.) È una prova del loro valore e della loro coerenza. Si raccomandano alla "coscienza di ogni uomo". Se, fedeli alla loro vocazione,
2.) Sono disprezzati, ciò rivela solo il carattere malvagio dei loro disprezzatori; e non è onore, ma vergogna, essere lodati da uomini stolti e malvagi
Luca 6:26
3.) Indica la prevalenza di un sentimento giusto nella società
4.) Offre una condizione favorevole per rendere testimonianza a Dio e un lavoro spirituale di successo
11 Versetti 11-13. (GIBEA.) -
Saul tra i profeti
"Anche Saul è tra i profeti?" Dei tre segni di cui Saul era sicuro, l'avvenimento dell'ultimo è particolarmente descritto. "E lo Spirito di Dio scese su di lui, ed egli profetizzò in mezzo a loro". "Trasformato in un altro uomo" (Versetto 6). Era "il più importante per la sua vita interiore". "Per mezzo di questo segno la sua unzione come re doveva essere sigillata interiormente". In ciò che è qui riportato vediamo un esempio di:
I SORPRENDENTE TRASFORMAZIONE. La domanda era principalmente di sorpresa. Il cambiamento è stato
1.) Improvviso. In quelle che vengono chiamate "conversioni improvvise", infatti, c'è spesso una segreta preparazione della mente e del cuore. Anche nel caso di Saul la sorpresa non sarebbe stata così grande se si fosse saputo del suo recente colloquio con Samuele e dell'effetto che ha avuto su di lui
2.) In straordinario contrasto con la sua vita precedente, in cui aveva mostrato scarso interesse o attitudine per gli esercizi spirituali. Quattro o cinque giorni fa tra loro tutti occupati a prendersi cura dei buoi e degli asini, noiosi, lunatici e silenziosi; ora in un trasporto di emozioni religiose, e "parlando in una nuova lingua!"
3.) Soprannaturale. Era chiaramente dovuto allo "Spirito di Dio", cioè (nella concezione ebraica) all'energia diretta, invisibile, operativa di Dio, sia essa espressa nella natura o nell'uomo, nell'impartire forza mentale o fisica per grandi imprese, nel promuovere il miglioramento morale, nel produrre stati esaltati di sentimento, o in atti della più alta ispirazione
Genesi 1:2; Esodo 31:3; Numeri 24:2; Giudici 13:25; 2Samuele 23:2; Isaia 11:2
e (secondo la più completa rivelazione del Nuovo Testamento) il santo, personale, Spirito Divino di Dio e di Cristo. L'espressione (qui usata in questo libro per la prima volta) non è impiegata in relazione a Samuele, il cui rapporto con Dio è rappresentato come più volontario, autocosciente, intimo e continuo di quello che qui denota
II ENTUSIASMO SIMPATICO. Saulo fu attratto dalla simpatia per l'entusiasmo divino della "compagnia dei profeti"
1.) I legami che uniscono gli uomini sono segreti, sottili e misteriosi, e l'influenza che alcuni uomini esercitano sugli altri è straordinaria
2.) L'influenza umana è una condizione comune del Divino
3.) Il potere contagioso di una forte emozione si vede spesso nei risvegli religiosi e, in una certa misura, anche in altri movimenti pubblici. "Gli stati estatici hanno qualcosa di contagioso. L'eccitazione si diffonde involontariamente, come nei risvegli americani e nella mania della predicazione in Svezia, anche a persone nel cui stato d'animo non c'è affinità con nulla del genere" (Tholuck). "Come un carbone ne accende un altro, così accade che dove si insegna il bene e si ascolta i cuori non rimangano impassibili
. Atti 16:13, 14"
Corridoio
III DOTAZIONE SPIRITUALE. "E uno dello stesso luogo rispose", in risposta alla domanda (posta un po' con disprezzo e scetticismo): "Che cosa è accaduto al figlio di Kis? Anche Saul (la cui relazione e i cui antecedenti sono così diversi) è tra i profeti? e dissero: "Ma chi è il loro padre?" "Chi è colui che insegna a questi profeti e fa riposare su di essi lo spirito di profezia? Né c'è motivo di meravigliarsi in questo; poiché lo stesso Santo e Benedetto che insegna a questi profeti insegna anche a lui" (Kimchi). "La perfezione profetica non è una questione che si trasmette di padre in figlio. In queste circostanze il figlio può essere un profeta, anche se il padre non lo è" (R. Levi Ben Gersom, citato da Ed. of Smith's 'Sel. Dis.')
1.) I doni spirituali non sono il risultato di una relazione naturale
2.) Essi sono dovuti all'operazione libera e sovrana dello Spirito Divino, "dividendo a ciascuno separatamente come vuole"
3.) Quando sono elargiti a noi stessi, devono essere ricevuti con umiltà, e quando sono osservati negli altri devono essere considerati senza invidia, con ammirazione e gratitudine
IV CONVERSIONE PARZIALE. "E quando ebbe finito di profetizzare, giunse al luogo alto" (Versetto 13). La sua ispirazione era transitoria, e il cambiamento che aveva subito, per quanto grande fosse, e nella direzione di un rinnovamento del suo cuore nella rettitudine, non comportava tale rinnovamento. "Questa trasformazione non deve essere considerata come una rigenerazione in senso cristiano, ma come un cambiamento simile alla rigenerazione che influenzò l'intera disposizione della mente, e per mezzo del quale Saulo fu sollevato dai suoi precedenti modi di pensare e di sentire, che erano confinati in una ristretta sfera terrena, in una sfera molto più alta della sua nuova vocazione regale. fu riempito di pensieri regali in relazione al servizio di Dio, e ricevette un altro cuore: Versetto 9" (Keil)
1.) Grandi doni spirituali possono essere posseduti senza il possesso di un nuovo
Numeri 24:3-5; 31:8; Matteo 7:22; 1Corinzi 13:2
2.) Ci può essere una considerevole riforma morale, molto sentimento spirituale, corrette credenze ortodosse, professione esteriore di pietà e stretta osservanza delle ordinanze religiose, mentre l'affetto supremo o il proposito dominante dell'anima rimane immutato
Matteo 13
3.) Un vero rinnovamento del cuore si manifesta con i suoi frutti permanenti
Matteo 7:20; Giovanni 15:16; Ebrei 3:14
"Se Samuele è il grande esempio di un antico santo che cresce dall'infanzia alla vecchiaia senza una conversione improvvisa, Saul è il primo esempio diretto del carattere misto spesso prodotto da una tale conversione: divenne 'un altro uomo', ma non del tutto. Era, come spesso accade, mezzo convertito, mezzo risvegliato. La sua religione non è mai stata mescolata con la sua natura morale" (Stanley)
"Non sia il popolo troppo affrettato a giudicare; Come uno che conta sulle lame nei campi O prima che il raccolto sia maturo. Poiché ho visto la spina aggrottare bruscamente le sopracciglia per tutto l'inverno, e poi portare la rosa sulla sua sommità; E la corteccia, che per tutta la sua strada attraverso il mare correva diritta e veloce, periva all'ultimo E'en nella bocca del porto. Vedendo uno rubare, un altro portare la sua offerta al prete, che Dame Birtha e Sir Martin non credano di là in Cielo che possano curiosare; Poiché uno di questi può risorgere, l'altro cadere" (Dante, par. 13.). -D
12 Uno dello stesso luogo, cioè Ghibea, rispose e disse: Ma chi è il loro padre? La Settanta, la Siria e la Vulgata dicono: Ma chi è suo padre? Ma questa sarebbe una risposta sciocca alla domanda: "Che cosa è accaduto al figlio di Kis?" Il significato deve piuttosto essere: Tu chiedi del figlio di Kish; Ma che cosa ha a che fare la nascita con la profezia? Nessuno di questi giovani ha ereditato questi doni, e se Saul può prendere parte alle loro profezie, perché non dovrebbe? Kish, suo padre, non è peggio del loro. Anche Saul è tra i profeti? In circostanze molto diverse, Saulo partecipò ancora una volta agli esercizi di questi giovani profeti,
1Samuele 19:24
ed evidentemente in entrambe le occasioni con tale abilità e successo da dimostrare la prontezza del suo genio; e il popolo fu così colpito dalla strana potenza che egli dimostrò in tal modo, che la loro espressione di meraviglia si fissò nella mente nazionale come un proverbio. Saul era un uomo di grande capacità naturale, eppure non il tipo di persona che il popolo si aspettava sarebbe stato fatto re. Probabilmente non sapeva né leggere né scrivere, e per la sua estrema altezza era forse goffo e timido; poiché in seguito soffrì di attacchi di pazzia,
1Samuele 16:14
Può essere sempre stato volubile e ostinato; e nel complesso, sebbene possedesse doni meravigliosi, era certamente l'esatto opposto degli studiosi ben addestrati e ordinati di Samuele
13 Giunse all'alto luogo. Saul aveva incontrato i profeti che scendevano dal Bamah, ma lo stesso fervore religioso, che lo aveva fatto prendere parte con tanta serietà alle profezie dei giovani, lo spinse ora, dopo essersi separato dalla loro compagnia, a salire sull'alto luogo, per offrire le sue preghiere e le sue lodi a Dio
14 Versetti 14-16.- Lo zio di Saul. Secondo 1Samuele 14:50,51; 1Cronache 8:33, questo sarebbe Abner. La conversazione ebbe probabilmente luogo dopo che Saul era tornato dalla Bamah ed era tornato a casa sua, poiché in un riassunto così breve molte cose sono necessariamente omesse. È curioso che la conversazione abbia avuto luogo con lo zio e non con il padre; ma forse quest'ultimo era troppo contento di riavere di nuovo suo figlio per essere molto preciso nelle sue indagini. Non così Abner. Era evidentemente eccitato dalla visita di suo nipote al profeta, e forse colpito dal cambiamento di Saulo stesso, e avrebbe volentieri sentito di più. Ma Saul non soddisfa la sua curiosità. Non gli parlò della questione del regno. Non era solo prudente, ma giusto mantenere la questione segreta. Un uomo capace come Abner avrebbe probabilmente cominciato a tramare per un fine così grande. Il silenzio di Saulo lasciò tutto a Dio il compimento delle parole del profeta
Versetti 14-16. (GIBEA.) -
Curiosità
La ricerca della verità è un esercizio necessario e inestimabile. Ma l'indagine, quando è diretta a questioni di cui non ci occupiamo adeguatamente, degenera in vana curiosità o mera curiosità. E questo appare spesso sia in relazione alle vicende divine
Genesi 3:6; Deuteronomio 29:29; 1Samuele 6:19; Luca 13:23 ; e Atti 1:6
affari umani
Giovanni 21:21
Di quest'ultimo abbiamo qui un esempio. Saul, giunto a casa, fu interrogato dallo zio sul suo viaggio e sul colloquio con Samuele. «Dove siete andati?» "Ti prego, dimmi che cosa ti ha detto Samuele". Quest'uomo era senza dubbio a conoscenza dell'agitazione popolare intorno a un re, ma non ci viene detto quali fossero i suoi motivi precisi. La curiosità che mostrava
MANIFESTO UN'INDOLE SBAGLIATA
1.) Un desiderio sfrenato di conoscenza. Ci deve essere autocontrollo in questo desiderio, come in ogni altro; altrimenti porta all'incoscienza, all'irriverenza e all'orgoglio
2.) Un'ingiusta inosservanza dei diritti altrui. Le pretese di parentela sono a volte esagerate in modo da ignorare o interferire con tali diritti. Si immagina che giustifichino l'aspettativa di una risposta a qualsiasi domanda, per quanto poco incida su chi la interroga
3.) Pensieri poco caritatevoli e sospettosi sulla condotta degli altri, espressi in domande impertinenti e fastidiose, che naturalmente causano risentimento e discordia. Si può aggiungere che le persone che sono "ficcanaso nelle faccende di altri uomini"
1Pietro 4:15
raramente sono così diligenti e fedeli nei loro come dovrebbero essere. La propria competenza di ogni uomo offre molto spazio alla sua attenzione e al suo sforzo
1Timoteo 5:13
II RICHIEDE DI ESSERE PRONTAMENTE CONTROLLATO
1.) Tenuto in debito conto le richieste di risarcimento più elevate. Ciò che Samuele disse a Saul era destinato solo a lui, e divulgarlo sarebbe stata una violazione del dovere
1.) Per timore che le informazioni fornite vengano utilizzate a svantaggio di colui che le fornisce. Chissà come lo zio di Saul avrebbe impiegato la consapevolezza di essere stato nominato re dal profeta? Avrebbe potuto
2.) aver fatto un danno irreparabile. Molti progetti eccellenti sono stati frustrati da una loro divulgazione intempestiva
3.) Per il bene del ricercatore stesso. La soddisfazione della sua curiosità tende ad aumentare la sua curiosità, la sua mortificazione per la sua cura. Fu per il beneficio dell'apostolo Pietro che il Signore disse: «Che te ne importa? Seguimi"
III DEVE ESSERE CONTROLLATO IN MODO CORRETTO. Con giudizio, discrezione e, più in particolare
1.) Con rigorosa sincerità. "Ci ha detto chiaramente che gli asini erano stati trovati" (Versetto 16). Saul disse la verità, ma non tutta la verità; né, nelle circostanze descritte, egli era obbligato a farlo. "Lo stolto esprime tutta la sua mente; ma l'uomo saggio lo conserva fino a dopo"
Proverbi 29:11
2.) Con la dovuta cortesia. Con un secco rifiuto e una rude repulsione, Saul avrebbe potuto alienarsi suo zio e trasformarlo in un nemico. "Onora tutti gli uomini". "Sii cortese."
3.) Con poche parole o con un silenzio risoluto. "Ma della questione del regno di cui Samuele parlò, non gli parlò". C'è un "tempo per tacere"
Ecclesiaste 3:7; Amos 5:13
"Allora egli (Erode) lo interrogò con molte parole; ma egli non gli rispose nulla"
Luca 23:9
Nostro Signore stesso è quindi un esempio di silenzio per noi quando ci si rivolge con domande alle quali non sarebbe prudente o utile rispondere. "Il silenzio è d'oro"
Conclusione
1.) Controllate la tendenza alla curiosità in voi stessi, in modo che non possa essere controllata, delusa e rimproverata dagli altri
2.) Nel controllarlo negli altri, cerca il loro miglioramento piuttosto che la tua dignità e il tuo onore
17 CAPITOLO 10:17-27
ELEZIONE PUBBLICA DI SAUL COME RE (Versetti. 17-24)
Samuele convocò il popolo a Jahvè, a Mitspa. Per il motivo per cui Mizpa (quindi il nome dovrebbe essere farro) fu scelto come luogo di adunanza, vedi 1Samuele 7:15. A Geova. Perché in qualche modo la presenza divina era indicata, forse dal fatto che il sommo sacerdote era stato convocato lì con l'Urim e Thummim
OMILETICA Versetti 17-25.-
Gettare la sorte nella vita
I fatti sono
1.) Samuele, convocando il popolo per esercitare la sua scelta, ricorda loro il peccato
2.) Procedendo a una scelta a sorte, Saul è preso
3.) Per ragioni a lui segrete, Saul non è disponibile quando viene cercato
4.) Per acclamazione il popolo lo riconosce come suo re, e quindi riceve da Samuele istruzioni relative alla nuova forma di governo. Durante il rapporto di Samuele con Saul il popolo attendeva il compimento della promessa implicita nelle parole del profeta
1Samuele 8:10
In questa sezione abbiamo la conclusione del loro desiderio di cambiamento nella forma di governo. I suoi dettagli sono essenzialmente ebraici, ma il suo insegnamento è mondiale
GLI UOMINI CHE FINALMENTE SI IMPEGNANO IN UN CORSO OSTINATO HANNO L'OPPORTUNITÀ DI CONSIDERARE LA LORO RESPONSABILITÀ. Il carattere ostinato della condotta di Israele era stato enfaticamente sottolineato e denunciato dal profeta in prima istanza
1Samuele 8:6-10
Se avessero ricevuto il suo rimprovero con uno spirito conveniente, nel frattempo si sarebbero pentiti della loro decisione e avrebbero supplicato che il vecchio ordine potesse continuare fino al momento in cui fosse piaciuto a Dio di cambiarlo. A volte, come in questo caso, Dio prende gli uomini in parola, eppure, prima che venga preso un impegno irreversibile nella loro scelta, viene data un'altra possibilità di ritirarsi, se lo desiderano. Fu così che il Faraone fu trattato quando fu nella sua mente di preferire la propria volontà alla volontà di Dio. Ninive ebbe l'opportunità di persistere nel peccato o di allontanarsi da esso. Per i cristiani che avevano sbagliato in Asia c'era la possibilità di tornare sui loro passi
Apocalisse 2:21
La Provvidenza suscita per tutti noi una voce o una circostanza che, prima che venga fatto un passo finale, suona l'ultimo avvertimento e crea una precisa coscienza di responsabilità illimitata
II OGNI ESAME DEI RAPPORTI DI DIO CON IL SUO POPOLO NON FA CHE CONFERMARE L'IRRAGIONEVOLEZZA DELL'OSTINAZIONE. Il riferimento alla cura di Dio nel passato, e alla grandezza delle liberazioni effettuate (Versetti, 18, 19), era sia una giustificazione della precedente rimostranza di Samuele, sia una nuova dimostrazione della follia peccaminosa della decisione di avere un re. Fu premuroso da parte di Samuele attirare la loro attenzione sul passato prima di tradurre la loro decisione in un fatto compiuto; Infatti, nell'impetuosità della vita, la volontà è suscettibile di essere sviata da ragioni illusorie, che nei momenti più tranquilli svaniscono davanti alla luce della storia. L'assioma secondo cui la via e il tempo di Dio sono i migliori risplende in tutto il loro splendore ogni volta che consideriamo le opere che Egli ha compiuto. Se mai la cieca ostinazione ci spinge a seguire una condotta gradevole al gusto e apparentemente sostenuta dalla ragione, non possiamo fare di meglio che esaminare ciò che Dio ha fatto per noi quando eravamo obbedienti alla sua volontà. Ci sono liberazioni nella vita di ognuno, e una riflessione tranquilla su di esse quando siamo sotto la tentazione di intraprendere una carriera discutibile si rivelerà un controllo salutare, almeno rivendicherà le vie di Dio quando il giudizio avrà preso il sopravvento sulla nostra follia
GLI UOMINI, NEL REALIZZARE IL LORO SCOPO, CADONO NELLA PERPLESSITÀ RISPETTO A CIÒ CHE È MEGLIO. Desiderare un re è una cosa, scegliersi l'un l'altro. In Israele c'erano divergenze di opinione riguardo alle qualità richieste al loro rappresentante regale. Mentre prendevano la loro strada per avere un monarca, c'era una convenienza nel suo essere, rispetto alla cultura, alla moralità, al patriottismo e alla religione, un'incarnazione delle medie conquiste della nazione. La scelta fu gettata su tutto il popolo, che era consapevole della difficoltà. I peccatori devono sopportare le conseguenze della propria ostinazione, come fece Balaam quando il suo sentiero era coperto di ostacoli, e Giona quando preferì andare per mare. La difficoltà nel caso di Israele era incidentale, e presto rimossa dalla misericordia di Dio; Ma vale il principio che il primo passo di un corso ostinato è seguito con imbarazzo. Tutta la natura è in guerra con il male. Il peccato è una condizione di disorganizzazione
QUANDO DIO PERMETTE ALL'AZIONE DI AFFRONTARE LE DIFFICOLTÀ CHE SI È CREATO, È SAGGIO USARE I MEZZI PIÙ APPROPRIATI AL FINE CHE SI PREFIGGE. Sebbene la difficoltà di trovare un re veramente rappresentativo dell'epoca fosse stata creata da sé, Dio permise l'azione in riferimento ad essa con la stessa veridicità come se avesse originato la decisione di un re; e in tali circostanze, guidati da Samuele, furono adottati i mezzi più saggi per superare le difficoltà del caso. Come la nazione voleva un re, ognuno aveva la stessa scelta e, in teoria, in assenza di precedenti, era egualmente eleggibile. Astrattamente, c'erano tante ragioni contro l'essere scelti quanto contro l'altro. Le gelosie e le invidie conseguenti a una scelta preferenziale potrebbero rivelarsi fonte di intrighi perpetui. Si riteneva che il "lotto" soddisfacesse questi requisiti del caso, e quindi è stato adottato. In questo particolare, la condotta di Israele sotto la guida di Samuele è degna di essere imitata in molti periodi di difficoltà, indipendentemente dalla volontà personale. In ogni vita ci sono emergenze quando gli uomini sono allo stremo delle forze. Bisogna provvedere a una casa, migliorare gli affari, mettere i figli nel mondo, rimuovere gli imbarazzi nella Chiesa. La nostra saggezza sta nel considerare tutti i fatti, e poi nell'adottare deliberatamente quei mezzi che ci sembrano più adatti all'occasione. E se, in spirito di preghiera, siamo in grado di consultare gli "oracoli vivi", non c'è dubbio che per lo più si faranno i passi giusti, come nel caso dei discepoli
Atti 1:13-26
Noi, a nostro modo, "gettiamo la sorte" quando scegliamo i mezzi possibili e affidiamo la nostra via al Signore
V C'È RAGIONE DI CREDERE CHE USANDO I MIGLIORI MEZZI A NOSTRA DISPOSIZIONE IN UNO SPIRITO GIUSTO DIO DIRIGERÀ I MEZZI VERSO IL MIGLIOR RISULTATO. Dio approvò l'uso della "sorte" da parte di Israele come giusta per una comunità in cui l'uguaglianza politica era riconosciuta, e come meno suscettibile di generare gelosie e conflitti; e perché egli approvava, e perché il popolo credeva che, sebbene la sorte fosse stata "gettata in grembo, tutto il suo destino veniva dal Signore",
Proverbi 16:33
egli controllava benignamente le complessità delle libere azioni degli uomini in modo da assicurare il risultato che, in relazione alla condotta e alle aspirazioni di Israele, era il migliore. Anche nel cuore dell'imperfetto Israele dimorava la profonda convinzione che Dio esercita un controllo completo e costante su tutte le azioni e i movimenti sottili e intricati degli uomini. Quando si dice di Cristo che Egli è "Signore di tutti", il linguaggio non è quello della cortesia, ma dei fatti. Significa potere di agire, di dirigere, di controllare. Se c'è un senso nella Scrittura su questo argomento, e una qualche congruenza nelle nostre nozioni primarie dell' Onnipotente; Dio sempre presente, libero, vivente, dobbiamo credere che Egli può e mantiene il dominio su ogni atomo, su ogni decisione, in ogni tempo e circostanza. L'incredulità nella sua supremazia sulla volontà, sull'azione, sulla materia e sulla forza è molto irrazionale. La vera energia di Dio è la più filosofica di tutte le credenze; e quindi vediamo che Egli può dirigere la "sorte" concedendo la libertà più piena e più consapevole. Che gli uomini abbiano fede in Dio. Questa è la grande mancanza. "O voi di poca fede!"
VI CONVIENE AGLI UOMINI RALLEGRARSI DEL RISULTATO DELL'USO DI MEZZI APPROVATI DA DIO IN QUANTO ESPRIMONO LA SUA VOLONTÀ. Al grido di "Dio salvi il re", il popolo esprimeva senza dubbio la propria soddisfazione nel vedere realizzata la propria volontà; ma mescolato con questo c'era un distinto riconoscimento di Dio come il Colui che dispone della sorte. L'auto-occultamento di Saulo sembra indicare che il suo senso di responsabilità, e forse la sensazione di imbarazzo nel trattare gli affari pubblici, possono aver moderato la sua gioia, ma deve aver sentito che la volontà di Dio veniva fatta così come quella dell'uomo. La preferenza realizzata può portare con sé il proprio castigo; tuttavia, nella misura in cui Dio ci ha permesso di ottenere qualcosa di meglio di quanto sarebbe stato possibile se fossimo stati lasciati soli senza il suo benevolo controllo, possiamo rallegrarci di cuore. Tralasciando la debolezza e il peccato dell'uomo in questa transazione, non ci viene forse in mente un tempo in cui il vero Re, il Apocalisse dell'Israele spirituale, sarà accolto con una gioia indicibile? Il " Apocalisse nella sua bellezza" sarà glorificato in tutti coloro che credono, e da ogni cuore e lingua del regno purificato e perfezionato
Lezioni generali:
1.) E' utile procurarsi delle stagioni, libere da forti impulsi, per considerare con calma la saggezza e la giustizia delle nostre principali linee di condotta
2.) Uno dei grandi aiuti nella lotta contro le propensioni peccaminose risiede nello studio occasionale delle misericordie di Dio
3.) Aggiungerà forza allo scopo e conforto nei problemi ricordare che Dio lavora sempre con coloro che usano mezzi da lui approvati
4.) Una delle cure per l'incredulità moderna si trova in un'esposizione più frequente e ragionevole di ciò che è contenuto nelle credenze primarie e necessarie degli uomini
5.) Se il cuore rimane sincero, non dobbiamo mai temere di assumerci le responsabilità che la Provvidenza ci ha affidato
OMELIE DI B. DALE. Versetti 17-25. (MIZPAH) -
Saul scelto pubblicamente
Ci sono giorni critici nella storia delle nazioni così come nella vita degli individui. Uno di questi giorni nella storia di Israele è stato quello che è qui descritto. Ciò che era accaduto fino a quel momento era solo privato e preparatorio. Il popolo stesso deve ora prendere la sua parte in relazione alla scelta di un re; eppure in modo tale da riconoscere il fatto che egli fu realmente scelto da Dio, "l'unica differenza tra la nomina dei giudici da parte di Dio e Saul è questa, che essi furono scelti per influenza interna; egli per sorteggio, o designazione esterna" (Warburton). A questo scopo Samuele convocò un'assemblea nazionale a Mizpa, dove si trovava un altare a Geova e fu teatro di una clamorosa vittoria sui Filistei (cap. 7). Là i capi delle tribù si ripararono in gran numero e, raccogliendo i loro bagagli da viaggio in un unico luogo (Versetto 22), si presentarono davanti a lui per le sue istruzioni. Desiderava correggere l'errato stato d'animo che avevano mostrato nel chiedere un re; di mostrare loro che Saul era stato nominato dal Signore, e non semplicemente da lui stesso;
1Samuele 8:5
di assicurare la loro unita e cordiale accettazione di "colui che il Signore ha scelto", in modo che lo scopo della sua nomina potesse essere realizzato; e di vigilare per quanto possibile contro l'abuso del potere reale. In vista di questi fini egli parlò e agì in quel giorno memorabile. La scelta di Saul fu
PRECEDUTO DA UN SALUTARE RIMPROVERO AL PECCATO (Versetti. 18, 19)
1.) Sulla base del benevolo aiuto che il loro Divino Sovrano aveva offerto loro. Li fece uscire dall'Egitto, li liberò dalle mani del faraone e dei suoi eserciti e li salvò da tutti coloro che in seguito avrebbero combattuto contro di loro e li avrebbero oppressi. Il ricordo della compassione, della fedeltà e dell'aiuto di Dio, così grandi, così a lungo continuati e così efficaci, dovrebbe indurre gli uomini ad aderire a lui con tutto il loro cuore,
Giosuè 23:11
Ancor più della paura delle conseguenze della disobbedienza
1Samuele 8:11
La bontà di Dio, come si manifesta nelle "sue meraviglie ai figlioli degli uomini", è l'incentivo più potente al pentimento del peccato e alla pratica della giustizia
2.) Consistente in un'accusa di flagrante slealtà. "E oggi avete rigettato il vostro Dio", SS. La loro condotta era irragionevole, in quanto nessun altro poteva fare per loro ciò che aveva fatto lui; ingrati, visti alla luce del passato; e ostinati, perché, nonostante le smentite, avevano detto: "No, ma tu porrai su di noi un re" (Versetto 19). Era, quindi, imperdonabile e meritevole della più severa riprovazione. E bisogna che sia posto loro davanti a sé, affinché si convincano della loro colpa, si umilino davanti al Signore e chiedano il suo perdono. "Perciò il Signore aspetterà, per farvi grazia"
Isaia 30:18
"Il Signore non abbandonerà il suo popolo a causa del suo grande nome"
1Samuele 12:22
3.) Associato all'istruzione circa la condotta appropriata che dovrebbero seguire. "E ora presentatevi davanti al Signore", SS., al suo altare, dove la vostra relazione con lui può essere corretta e la sua guida può essere offerta. Anche se Dio concede le richieste peccaminose, tuttavia si deve rinunciare allo spirito con cui vengono fatte. E la pronta sottomissione del popolo alla guida di Samuele mostra che la sua riprensione non fu senza effetto
II CONDOTTO SOTTO LA SPECIALE DIREZIONE DI DIO (Versetti. 20-22)
1.) Egli determinò, per mezzo della sacra sorte, chi sarebbe stato il loro re. Poiché il risultato della sorte fu considerato come una decisione divina, non solo Saul doveva essere accreditato da questo atto agli occhi di tutta la nazione come il re nominato dal Signore, ma egli stesso doveva anche essere più pienamente sicuro della certezza della sua propria elezione da parte di Dio" (Keil). "La sorte è gettata nel grembo (seno di una veste), ma da Geova viene tutta la sua decisione" (giudizio)
Giosuè 7:19; 1Samuele 14:37; Proverbi 16:33
"Molte cose sono propriamente un evento casuale, applicato di proposito alla determinazione di qualcosa di dubbio. Come tutte le contingenze sono comprese da una certa conoscenza divina, così sono governate da una provvidenza altrettanto certa e costante. La mano di Dio è ferma come il suo occhio. Ora si può dire che Dio ha causato le maggiori perdite sotto la sua provvidenza per un duplice motivo:
(1) Che li diriga a un certo fine;
(2) spesso a fini molto importanti e grandi" (South, 1:61)
2.) Indicò, in risposta a una richiesta speciale, dove si trovava lui. Sicuro in anticipo di quale sarebbe stato il risultato, e con la stessa diffidenza, modestia e umiltà che aveva mostrato in precedenza,
1Samuele 9:21
Saul "preferì assentarsi quando si tirarono a sorte". Quindi fu fatta un'inchiesta (apparentemente da Urim e Thummim) riguardante:
1Samuele 22:10 23:2
e la risposta dell'oracolo fu precisa e conclusiva. Dio adatta misericordiosamente i suoi modi di comunicazione con gli uomini ai loro comuni modi di pensare, alle loro capacità e ai loro bisogni; e coloro che umilmente e sinceramente cercano la sua guida non rimangono a lungo nell'incertezza. Le sue comunicazioni agli uomini, inoltre, portano in sé la prova della loro origine divina a coloro che le ricevono veramente, e sono ulteriormente verificate dagli eventi a cui conducono (Versetto 23)
3.) Lo presentò davanti a loro, per mezzo del suo servo riconosciuto, scelto da lui stesso. "Vedete colui che l'Eterno ha scelto, che non c'è nessuno come lui in tutto il popolo?" (Versetto 24). La condotta di Samuele in questo fu singolarmente generosa e nobile. Non mostrò la minima traccia di gelosia o di diffidenza nei confronti del re nelle cui mani stava per essere trasferito il suo potere di magistrato civile. "Nessun uomo ha mai consegnato il primo potere dello Stato ad altre mani con tanta cortesia, tenerezza, dignità e grazia". Avendo accertato la volontà del Signore riguardo al suo popolo, non mirava ad altro che a metterla in pratica
III CONFERMATO DALL'APPROVAZIONE GENERALE DEL POPOLO (Versetti. 23, 24). Sebbene la scelta fosse di Dio, era necessario che fosse riconosciuta e accettata da loro; e la loro approvazione
1.) In accordo con l'encomio di Samuele
2.) Fu influenzato dall'aspetto esteriore di Saul: "più alto di qualsiasi popolo dalle sue spalle in su", proprio un uomo come desideravano "uscire davanti a loro e combattere le loro battaglie"
3.) Ed è stato espresso nell'acclamazione: "Dio salvi il re" (letteralmente, Possa il re vivere). Il popolo aveva ora l'oggetto del suo desiderio; ma la divina provvidenza che aveva guidato Saul li guidò al risultato. Le nazioni, così come gli individui, sono soggetti alla direzione e al controllo di colui "che placa il rumore del mare e il tumulto dei popoli". "Ogni atto di ogni uomo, per quanto possa essere stato contro Dio nell'intenzione, cade esattamente nel ritmo regolare del piano mondiale di Dio"
IV SEGUITO DA REGOLAMENTI PERMANENTI PER LA MONARCHIA (Versetto 25). "La maniera (mishpat) del regno" -- "le leggi e le regole con cui il governo reale doveva essere gestito" (Poole), e differisce da "la maniera (mishpat) del re";
1Samuele 8:11
essendo stato progettato dalla saggezza e dalla lungimiranza di Samuele per proteggersi dai mali che affliggevano la regalità. "Così, sotto la sanzione divina, e in mezzo al dispotismo dell'Oriente, sorse il primo esempio di monarchia costituzionale" (Kitto). Ma non c'era alcuna stipula o patto tra il popolo e il re. I suoi diritti e doveri erano prescritti dalla volontà di Dio, di cui egli era servo. Il suo potere era limitato dalla voce viva della profezia, e talvolta giustamente contrastato dal popolo stesso
1Samuele 14:45
"Questo è chiaro, tuttavia, nel complesso, che il re d'Israele non era un monarca illimitato, come i difensori del diritto divino dei re e dell'obbedienza passiva dei sudditi sono soliti rappresentarlo" (Michaelis, 'Laws of Moses,' 1:286). I regolamenti per la monarchia erano
1.) Fondato sulla legge esistente di Mosè,
Deuteronomio 17:14-20
sebbene, senza dubbio, non si limitasse interamente ad esso. Il re non deve essere ambizioso, occupato in preparativi militari e guerre aggressive, in competizione con i despoti pagani, confidando in "un braccio di carne" anziché in Dio. Non deve essere dedito all'indulgenza sensuale, formando un grande harem e una corte lussuosa, né all'accumulo di ricchezze, tassando e opprimendo il popolo a tale scopo. Ma deve familiarizzarsi con la "legge" e obbedire umilmente ad essa come i suoi fratelli
2Kings11:12
La sua opera non consisteva nel fare nuove leggi, ma nell'amministrare quelle che Geova aveva dato, e "fare tutto il suo piacere". "Allora deve costantemente tenere a mente che sopra di lui dimora un altro Re, l'Eterno; e che solo nella misura in cui opera insieme a Dio, e di conseguenza con tutta la verità spirituale, qualsiasi monarca terreno può essere un re secondo il cuore del Apocalisse dei re" (Ewald). Oh, se Saul avesse tenuto a mente queste cose!
2.) Esposto all'udito del popolo
3.) Registrato e conservato con cura per riferimento futuro. "Che la legge del re non dovesse rimanere lettera morta, che la volontà reale dovesse essere mantenuta entro i limiti, doveva essere la cura, non di un'assemblea popolare rappresentativa, ma della profezia, che stava come sentinella teocratica al fianco della regalità" (Oehler)
18 E ha detto. Samuele fa prima notare nel suo discorso al popolo radunato che Geova aveva sempre fatto per loro proprio ciò per cui desideravano un re. Essi desideravano la liberazione dai Filistei, e Geova li aveva liberati dalla mano degli Egiziani, e dalla mano di tutti i regni che li opprimevano (l'A.V inserisce erroneamente "e di loro"). Ma la loro liberazione da parte di Geova era stata subordinata alla loro propria condotta; Dovevano pentirsi dei loro peccati e purificare il paese dall'idolatria, prima che la vittoria potesse essere loro. Ciò che volevano era un'indipendenza nazionale liberata da questa condizione e assicurata da un'organizzazione delle loro risorse militari
19 Samuele dunque protesta con loro: « Oggi avete rigettato il vostro Dio, perché ciò che volete è il divorzio del vostro benessere nazionale dalla religione». Tuttavia, Dio ha esaudito la loro richiesta, essendo una legge della sua provvidenza lasciare gli uomini liberi di scegliere. Il re, tuttavia, doveva essere nominato da lui, la scelta avveniva a sorte. A migliaia. La suddivisione naturale di una tribù è in famiglie, ma quando Mosè distribuì il popolo in migliaia, centinaia, cinquantina e decine,
Esodo 18:25
La disposizione numerica è stata probabilmente fatta per cedere il più possibile al naturale, in modo che circa un migliaio di uomini più o meno dello stesso parente dovrebbero essere classificati come una famiglia. Quindi i termini sono sinonimi qui, e in Numeri 1:16; 10:4; Giosuè 22:14, ecc
21 La famiglia dei Matri, o dei Matriti. Matri non è menzionato da nessun'altra parte; e per quanto numerose siano le omissioni nelle genealogie, possiamo a malapena supporre che il nome del capo di una delle principali suddivisioni di una tribù possa essere passato da Versetto. La congettura, quindi, è probabile che Matri sia una corruzione di Bikri, cioè un discendente di Becher, per il quale vedi 1Cronache 7:8. Dopo che la sorte era caduta su questa famiglia, essi tiravano a sorte le sue suddivisioni più piccole, come in Giosuè 7:17,18, finché alla fine arrivarono alle famiglie, quando prima fu preso Kis, e infine Saul. Quest'ultimo, prevedendo che ciò sarebbe accaduto, si era nascosto. Infatti, sebbene in lui fosse avvenuto un nobile cambiamento (Versetto 9), tuttavia nessun uomo veramente degno fu mai promosso ad alta carica senza dover vincere la propria riluttanza, e nessuno probabilmente adempì mai degnamente doveri solenni senza essersi sentito oppresso e umiliato dalla consapevolezza della propria incapacità di intraprenderli. In effetti, Saul era ora chiamato a una responsabilità molto pesante, e fallì e fu respinto, anche se non senza dimostrare di essere un uomo di straordinario genio e potenza. E non si può mai dire di lui che la presunzione sia stata la causa della sua caduta, o che abbia assunto frettolosamente seri doveri in spirito di leggerezza spensierata
22 Chiesero ancora a Geova se quell'uomo dovesse ancora venire là. Più esattamente, "C'è qualcuno che è ancora venuto qui?" La Settanta e la Vulgata si traducono come se ci fosse un articolo prima di "chiunque" (ebraico, un uomo), e dicono: "Sta l'uomo che viene qui?" Ma il testo ebraico è il più soddisfacente. Poiché l'oggetto dell'indagine, fatta dagli Urim e dai Thummim, era di trovare Saul, ovunque si trovasse; e il modo enigmatico di porre la domanda: Qualcuno è ancora venuto? era considerato più reverenziale che chiedere direttamente: È arrivato Saul? Tra le cose. Ie. il bagaglio, come in 1Samuele 17:22, dove è tradotto "carrozza". Il popolo, raccolto da tutto Israele, veniva con carri e provviste, e tutte le armi che poteva procurarsi; poiché molto probabilmente i Filistei avrebbero interrotto una tale riunione, come avevano fatto convocare in precedenza da Samuele
1Samuele 7:7
Naturalmente, quindi, avrebbero seguito le regole di un esercito, e sistemato i loro bagagli in modo da formare un luogo di difesa in caso di attacco. Vedi 1Samuele 17:20
23 Versetti 23, 24. E quando si alzò. Questa resa rovina la forza poetica dell'originale, dove la rapidità della loro azione è espressa da tre preteriti che si susseguono l'uno all'altro. L'ebraico dice: "Ed essi corsero e lo presero di là, ed egli si alzò in piedi
vedi 1Samuele 12:7
fra il popolo, ed era più alto", SS. Ed ora Samuele lo presenta alla folla come "l'eletto di Geova", e il popolo grida il suo assenso dicendo: "Viva il re". Per questo l'A.V mette la nostra frase inglese, ma l'ebraico risponde esattamente al francese Vive le roi!
24 Versetto 24. (MIZPAH) -
Dio salvi il re
Per la prima volta nella storia d'Israele si levò ora il grido di "Viva il re" (Vive le roi), che sarebbe stato così spesso ripetuto nelle epoche successive
2Samuele 16:16; 2Re 1:19 11:12
Da allora le nazioni della terra hanno subito vasti e vari cambiamenti. Grandi imperi sono sorti e scomparsi. Il regno teocratico d'Israele, nella sua forma esteriore, è scomparso da molto tempo; e il regno di Cristo, in cui si è realizzata la sua idea spirituale, è cresciuto in mezzo ai regni del mondo. Ma l'antica acclamazione si sente ancora spesso all'ascesa di un monarca, e in essa i cristiani come gli altri possono e devono unirsi. L'acclamazione è espressiva di
I ALLEGRO RICONOSCIMENTO DELLA SUA DIGNITÀ
1.) Come stabilito dalla Divina Provvidenza. L'invisibile ed eterno Sovrano dell'universo è la Sorgente di tutta la legge e di tutto l'ordine, ed è sempre all'opera nel mondo allo scopo di far emergere dal male e dalla confusione che prevalgono uno stato di cose in cui abbonderanno "giustizia, pace e gioia". E in connessione con questo disegno e sottomissione a questo disegno ha ordinato un governo civile
Daniele 4:32; Giovanni 19:11
"Le potenze esistenti sono ordinate da Dio",
Romani 13:1
cioè il governo umano è generalmente nominato da lui, sebbene l'apostolo non esprima alcun giudizio riguardo al diritto divino di una qualsiasi forma di governo o di un ufficio particolare al di sopra degli altri. Quando un governante è scelto direttamente dal popolo, è ancora un "ministro di Dio"
2.) Come rappresentante l'autorità e il potere supremo dell'"Altissimo, che regna nel regno degli uomini". C'è in ogni governo un elemento che è divino; un riflesso, per quanto oscuro e distorto, di quella potenza divina che è al di sopra di tutto. Ma quel governo è il più divino che è la più bella manifestazione di sapienza e verità, rettitudine e giustizia, misericordia e amorevole benignità; " "poiché in queste cose mi diletto, dice il
Geremia 9:24
"Per mezzo di me (la sapienza) regnano i re e i principi decretano la giustizia"
Proverbi 18:15
La riverenza per Dio dovrebbe essere espressa nel rendere onore a coloro che, nel loro alto ufficio, rappresentano Dio e "ai quali l'onore è dovuto". "Temete Dio. Onora il re. Sottomettetevi ad ogni ordinanza degli uomini per amore del Signore, sia che si tratti del re come supremo", ecc
1Pietro 2:13,14
- supremo, cioè non in tutte le cose, ma in quelle sulle quali ha un'autorità legittima. In una teocrazia, dove le leggi di Dio erano identiche a quelle dello Stato, la sfera su cui si estendeva quell'autorità era più grande di quella che appartiene propriamente a qualsiasi governo esistente
3.) Come ministrare al bene umano. Anche il governo assoluto di un Cesare o di uno Zar è indicibilmente migliore dell'anarchia. "Egli è per te ministro di Dio per il tuo bene"
Romani 13:4
Egli esiste per il bene della comunità; e sebbene il bene che egli è in grado di compiere e a cui dovrebbe mirare sia necessariamente limitato, egli "non porta la spada invano". Egli lo sopporta per la protezione del bene contro il male. E sotto il suo dominio, quando usa correttamente il suo potere, i suoi sudditi sono in grado di "condurre una vita pacifica e tranquilla, in tutta pietà e gravità"
II FERVIDO DESIDERIO PER IL SUO BENESSERE. "Possa il re prosperare" ('Targum')
1.) La conservazione della sua vita, che è di grande importanza per il benessere della nazione, ed è spesso esposta a un pericolo imminente a causa dell'elevata posizione che occupa
2.) Il possesso della forza e della saggezza, della giustizia e del timore di Dio
2Samuele 23:3
Non sempre si prova un'adeguata simpatia per "i re e coloro che sono in autorità" nei loro ardui doveri e nelle loro straordinarie difficoltà
3.) La prosperità del suo regno. Il desiderio così sentito deve essere espresso nella preghiera al supremo Sovrano e nel dono di ogni dono buono e perfetto
1Timoteo 2:1,2
"Noi (cristiani) intercediamo incessantemente per tutti i nostri imperatori, affinché la loro vita possa essere prolungata, il loro governo assicurato a loro, le loro famiglie conservate al sicuro, i loro eserciti valorosi, i loro seni fedeli a loro, il popolo virtuoso e tutto l'impero in pace, e per qualsiasi cosa, come un uomo o Cesare, un imperatore vorrebbe" (Tertulliano, "Apologia, ' cap. 30.)
III LEALE DEVOZIONE AL SUO GOVERNO
1.) Obbedienza personale alle sue leggi. "Ricordate loro di essere soggetti ai principati e alle potestà, di obbedire ai magistrati"
Tito 3:1
"Dovete essere sottomessi"
Atti 4:19 5:29; Matteo 22:21
2.) Strenua opposizione ai suoi nemici
3.) I fedeli si sforzano di promuoverne l'efficienza e la prosperità. Questo è chiaramente il nostro dovere di cittadini; e mentre, sotto la protezione che ci è offerta, cerchiamo anche come cristiani in vari modi di estendere il regno di Cristo, in tal modo rendiamo più facile l'opera del buon governo e assicuriamo gli uomini più saggi, giusti e onorevoli per il suo compimento. Lungi dall'essere in contrasto l'uno con l'altro, la religione cristiana e il governo civile si aiutano a vicenda, e ciascuno ha la sua parte sotto la divina provvidenza, l'uno più e l'altro meno direttamente, nel realizzare il tempo in cui "il popolo sarà tutto giusto"
"Quando il bene di tutti gli uomini sarà il governo di ciascuno, e la pace universale giacerà come un raggio di luce attraverso la terra, e come un vicolo di raggi attraverso il mare, attraverso tutto il cerchio dell'anno d'oro" (Tennyson)
25 GLI EVENTI CHE SEGUIRONO IMMEDIATAMENTE DOPO L'ELEZIONE DI SAUL (Versetti, 25-27)
Il modo. La parola difficile è già discussa in 1Samuele 2:13; 8:11. Qui, tuttavia, non viene utilizzato per diritti esercitati in modo da diventare torti, ma in senso buono, per quella che chiameremmo una costituzione. I re pagani erano despoti, non soggetti a nessuna legge superiore, e Samuele, in 1Samuele 8:11-18, parla con meritata aborrimento della loro violazione dei diritti naturali dei loro sudditi; ma sotto la teocrazia il potere del re era limitato da leggi che proteggevano, nel godimento dei loro privilegi, il popolo, i sacerdoti e i profeti. Quest'ultima classe in particolare, essendo il portavoce di Geova, costituiva un potente freno allo sviluppo delle tendenze dispotiche. Nell'abbozzare i diritti reali di Saul Samuele si sarebbe fatto guidare da Deuteronomio 17:14-20, e avrebbe dato al re la sua vera posizione di rappresentante di Geova sia in tutte le questioni di amministrazione interna che di guerra. e lo depose davanti all'Eterno. Probabilmente a lato dell'arca. Non dobbiamo supporre che Samuele abbia scritto questo a Mizpa. Spiegava pienamente a Saul e al popolo che cosa doveva essere un re teocratico, e in seguito redigeva un documento formale sia come memoriale di ciò che era stato fatto, sia per l'uso dei futuri sovrani, e lo collocava all'interno del santuario. È degno di nota che questa è la prima notizia di scrittura dai tempi dell'illustre scriba Eleazaro
26 Versetti 26, 27.Saul non assunse subito i suoi doveri, ma tornò a casa a Ghibea, e lì andò con lui non una schiera di uomini, ma l'esercito, o la forza, cioè quegli uomini coraggiosi i cui cuori Dio aveva toccato. Tutto ciò che era nobile e valoroso lo accompagnava, per prendere consiglio per il bene della nazione; ma i figli di Belial, cioè creature indegne e buone a nulla,
vedi 1Samuele 1:16 2:12
lo disprezzavano. Nell'A.V l'antitesi tra la forza, la forza e il coraggio che accompagnarono Saul, e l' indegnità che lo respinse, viene persa dall'errata traduzione di entrambe le parole. La Settanta, al contrario, la rafforza rendendo "figli di forza" e "figli pestilenziali". Poiché nel distretto di Ghibea c'era una guarnigione, era probabile che questo procedimento coinvolgesse Saul con i filistei, e probabilmente era così intenzionale. Non gli portarono regali. A quanto pare, quindi, il popolo gli portò dei doni; e poiché questi consisterebbero principalmente di cibo, sarebbero utili solo per mantenere un corpo di uomini. Anche questo difficilmente sarebbe sfuggito all'attenzione di un nemico così vigile, eppure finché Saul non colpì una delle loro guarnigioni, non fecero nulla; ma poi, immediatamente, invasero Israele così prontamente e con un numero così schiacciante, che sembra dimostrare che nel frattempo si erano dati da fare alacremente per mantenere il loro impero. Tacque. Letteralmente, "era come uno che è sordo". Se Saul non avesse controllato la sua ira, ne sarebbe risultata una guerra civile, e le tribù signorili di Efraim e Giuda avrebbero potuto rifiutare un re scelto dalla piccola tribù di Beniamino. Anzi, sembra che Giuda non abbia mai dato una sincera fedeltà a Saul. La Settanta, seguita da Giuseppe Flavio, offre una lettura diversa non improbabile, che comporta solo un leggerissimo cambiamento nell'ebraico. Unendo le parole con il capitolo successivo, traducono: "E avvenne, dopo circa un mese, che Naas l'Ammonita", SS. La Vulgata ha entrambe le letture
Versetti 26, 27.-
Simpatia e denigrazione
I fatti sono
1.) Saul è seguito da una schiera di uomini portati in simpatia con lui dallo Spirito di Dio
2.) È disprezzato da una parte depravata del popolo
3.) Non presta attenzione alla denigrazione
I SEMPLICI FATTI RIPORTATI SONO ESTREMAMENTE NATURALI. Poiché in Israele c'erano uomini ansiosi di un re, e si impegnavano a mantenerlo; e gli uomini, come in tutte le comunità, corrotti, irragionevoli, inclini a disapprovare tutto ciò che non è fatto solo da loro stessi. Altrettanto naturale era che colui che aveva gentilmente regolato l'ostinazione di Israele tendesse alcuni, con la volontaria presenza personale, ad assicurare al monarca la sua simpatia nel cercare onorevolmente di adempiere ai doveri del suo oneroso ufficio. I fatti principali qui riportati sono di costante ricorrenza. Gli eletti assumono gravi responsabilità; hanno bisogno del sostegno che scaturisce da una sincera simpatia; Dio lo provvede con la sua azione segreta sui cuori umani; l'ingresso in servizio li rende oggetto di critica, e uomini di natura depravata li assalgono con rimproveri e ingiurie; Avendo fiducia nella loro nomina, vanno avanti, facendo affidamento sugli eventi imminenti per la loro auto-rivendicazione
L 'ESEMPIO PIÙ ILLUSTRE CHE SI RICORDI DELLA VERITÀ QUI ESPRESSA È QUELLO DEL NOSTRO SALVATORE. Il parallelo è notevole nelle caratteristiche più importanti
1.) Egli era il vero, perfetto, unto, scelto da Dio per governare il vero Israele, e introdotto nella pubblicità mediante un controllo di complessità più durature e complicate di quelle della sorte di Mizpa
2.) Il suo dominio doveva essere coestensivo con l'intero popolo di Dio, su una nazione santa più completa e unita persino di quanto non lo fosse Israele prima della dispersione delle dieci tribù; e un governo condotto su principi di giustizia più ampi nella loro portata e fruttuosi nelle conseguenze di quelli incarnati da Samuele nel libro depositato davanti al Signore (Versetto 25)
1.) Egli, come osso delle nostre ossa e carne della nostra carne, aveva bisogno della simpatia dei cuori veri e amorevoli per portare i pesi e le preoccupazioni dei suoi
2.) posizione elevata; e tali cuori furono attratti a lui sia dalla sfera umana che da quella angelica
3.) La sua apparizione tra gli uomini fu l'occasione della critica più severa e implacabile che sia mai uscita da menti sospettose e capziose. I suoi legami sociali, le sue abitudini di vita, le sue esigenze di obbedienza, la sua pretesa di salvare tutta l'umanità, furono attaccati dal primo all'ultimo
4.) "Tacque". Egli "non si sforzò né gridò", né "alzò la voce per le strade". Era "mite e modesto di cuore" e attese il suo momento. Che cosa è stato odiato e disprezzato? Sapeva cosa stava per succedere. Vide "dal travaglio della sua anima, e fu soddisfatto"
III CIÒ CHE È VERO DI CRISTO È VERO in una certa misura DI TUTTI COLORO LA CUI VITA È CONFORME ALL'OGGETTO DELLE SUE SOFFERENZE. Ogni discepolo è un eletto, sostenuto dalla simpatia creata da Dio, carico di responsabilità e di onori, criticato e disprezzato dagli "uomini di Belial", e fiducioso che, a suo tempo, la sua giustizia verrà fuori come la luce, e il suo giudizio sarà stabilito come il mezzogiorno
Lezioni generali:
1.) Che la nostra preoccupazione sia di essere tra gli eletti chiamati ad essere re e sacerdoti di Dio
2.) Accettiamo e rendiamo simpatia da e verso tutti coloro che stanno compiendo l'opera di Dio nel mondo
3.) Non lasciare che la denigrazione scuota la nostra fiducia, come se ci fosse accaduto qualcosa di strano
4.) Custodisci la fede nel trionfo lento ma sicuro di tutto ciò che è cristiano
Versetti 26, 27. (MIZPA e GIBEA.) -
Amici e avversari in una santa impresa
Era un detto di Socrate che ogni uomo in questa vita ha bisogno di un amico fedele e di un acerrimo nemico: l'uno che lo consigli, l'altro che lo faccia guardare intorno. Questa parola si adempì più che in Saul, il quale, dopo essere stato eletto re, fu seguito da una schiera di amici fedeli, e disprezzato e osteggiato da "certi uomini indegni". La stessa cosa accade spesso, in circostanze diverse, ad altri uomini, e specialmente ai servi di Dio quando intraprendono una nuova impresa che ha per scopo la promozione del suo regno e influisce profondamente sugli interessi e sulle passioni degli uomini. In relazione a tale impresa abbiamo qui un'illustrazione di:
LE DIVERSE DISPOSIZIONI DEGLI UOMINI, come
1.) Spesso esistenti quando non sospettati, e nonostante tutto ciò che viene fatto per armonizzarli. Quando il popolo gridava: "Lunga vita al re", l'insoddisfazione che si annidava nei petti di molti era poco immaginabile. Samuele fece tutto ciò che era in suo potere per realizzare una completa unione delle tribù; ma i suoi sforzi non ebbero del tutto successo. La ragione e la persuasione, anche se dovrebbero essere impiegate al massimo, spesso non riescono a conciliare gli uomini a causa della diversa disposizione dei loro cuori
2.) Comunemente manifestato da eventi speciali. L'onore conferito al capo di un nuovo movimento, o l'azione decisiva da lui intrapresa, serve a "rivelare i pensieri di molti cuori". A volte una sola circostanza, come un lampo di luce nell'oscurità, mette improvvisamente a nudo alla vista ciò che prima era nascosto
3.) Chiaramente distinti come appartenenti all'una o all'altra delle due classi: "l'esercito" (figli della forza, LXX) "i cui cuori Dio aveva toccato", e "figli dell'indegnità". "Chi non è con me è contro di me"
Matteo 12:30
Le esigenze di certe imprese, come quelle di Cristo stesso, rendono impossibile la neutralità
"Una volta per ogni uomo e nazione viene il momento di decidere, nella lotta della verità con la menzogna, per il bene o il male; Una grande causa, il nuovo Messia di Dio, che offre a ciascuno il fiore o la ruggine, divide le capre dalla sinistra e le pecore dalla destra, e la scelta passa per sempre tra quell'oscurità e quella luce" (Lowell)
II L'INESTIMABILE VALORE DEGLI AMICI. Il loro valore è sempre grande; Ma lo è soprattutto in un momento di bisogno, quando si devono occupare nuove posizioni di responsabilità, svolgere compiti ardui e incontrare numerosi nemici. I loro consigli e il loro sostegno sono indispensabili; la loro stessa presenza è un potente incoraggiamento. "Paolo, vedendolo, ringraziò Dio e si fece coraggio"
Atti 28:15
Il loro valore dipende da
1.) La loro cordiale simpatia nello spirito e nello scopo. Un'adesione meramente formale è di scarso valore; E se c'è una devozione interiore e ardente, è "dal
Salmi 110:3
E quando Dio spinge un uomo a un servizio utile, non lo lascia senza coloro che lo simpatizzano
2.) La loro perfetta unanimità nell'organizzazione e nel metodo
3.) La loro cooperazione pratica nel lavoro e nei conflitti. "Andarono con lui", formarono la sua guardia del corpo e furono pronti a difenderlo e ad aiutarlo. In questo modo la loro simpatia si dimostrò genuina e rese un servizio molto efficace. Che tutti coloro che sono favorevoli alle nobili imprese, e tutti i membri delle Chiese cristiane, si stringano così attorno ai loro "capi!"
Filippesi 1:27
III IL TRATTAMENTO PRUDENTE DEGLI OPPOSITORI. "Come ci salverà quest'uomo?" "Saul regnerà su di noi?"
1Samuele 11:12
Non è improbabile che coloro che parlavano così appartenessero ai principi di Giuda e di Efraim, e fossero invidiosi della sua elezione. Erano certamente increduli, non riconoscendo in esso la mano di Dio, né guardando oltre l'uomo per la liberazione. Erano sprezzanti, ritenendolo inadatto a governare su di loro. "Quest'uomo." Ed essi furono sleali e disubbidienti. La legge diceva: "Non insultare gli dèi (= Dio, o i giudici), né maledire il principe del tuo popolo";
Esodo 22:28
ma essi "lo disprezzarono e non gli portarono regali", come altri, come espressione della loro sottomissione. Avrebbero potuto, quindi, essere giustamente puniti come traditori. Eppure "era come sordo"; pur avendoli uditi, non reagì, ma proseguì per la sua strada in silenzio. Questo è spesso il modo migliore di trattare gli avversari, e mostra:
1.) Grande autocontrollo
2.) Molta saggezza e lungimiranza. Tentare in questo momento di punire questi uomini avrebbe potuto produrre una guerra civile. A volte è necessario che si risponda ai contraddittori, ma nella maggior parte dei casi fanno il minor danno possibile venendo lasciati in pace, e vengono presto messi a tacere dal silenzio
3.) Forte fiducia nell'aiuto divino e nel successo che esso assicura. Nel contendere contro coloro che Dio chiama a fare la sua opera, gli uomini combattono contro di lui, e la fede li lascia tranquillamente nelle sue mani, per essere trattati come egli ritiene opportuno
Atti 5:39; Romani 12:19
Conclusione
1.) Aspettatevi di trovare opposizione sulla via del dovere
2.) Lascia che la pazienza di Dio verso i suoi nemici ti insegni la pazienza verso i tuoi
3.) Sii grato per la simpatia e l'aiuto degli amici terreni, e ancora di più per la simpatia e l'aiuto del Signore
OMELIE DI D. FRASER Versetti 26, 27.-
Presaggi illusori
Una mattinata mite e limpida può essere seguita da una giornata tempestosa. Può cominciare a regnare con dolcezza un principe che poi diventa orgoglioso, spietato, impaziente, persino duro e assetato di sangue. Ci sono pochi esempi di questo nella storia così patetici come il caso di Saul, che iniziò il suo regno con ogni indicazione di un carattere magnanimo, ma fu presto deteriorato dal possesso del potere, e rese se stesso e tutti intorno a lui molto infelici. In lui vediamo come gli impulsi buoni possono essere vinti dalla passione malvagia, e quale bella promessa può essere vanificata. Per cogliere le lezioni di avvertimento e di ammonimento che provengono dalla tragica storia di Saul, è necessario rendere piena giustizia al luminoso inizio della sua carriera
I LA SUA SENSIBILITÀ RELIGIOSA. Sappiamo che la sua profezia ha lasciato poche tracce; ma che Saul fosse presto suscettibile di impressioni religiose è abbastanza chiaro, e questo nei suoi primi giorni deve aver risvegliato nel petto di coloro che erano zelanti per il Signore degli eserciti
II LA SUA ATTRAZIONE PER GLI SPIRITI FERVENTI DELLA NAZIONE. Ci viene detto, con una sorta di ingenuità, come la sua altezza impressionò il popolo in generale, e fu additata persino da Samuele. I Cantici greci si gloriavano dell'enorme Aiace e della forma torreggiante di Achille. Non è detto né sottinteso, tuttavia, che Saul stesso mostrasse alcun orgoglio per l'ammirazione che il suo grande aspetto aveva suscitato. La cosa significativa è che egli trascinò dietro di sé "una schiera di uomini i cui cuori Dio aveva toccato". Vedevano nei suoi occhi, o credevano di vedere, il fuoco di un entusiasmo affine. Pensavano che qui ce n'era uno, degno di essere re di una nazione santa. Cantici formarono intorno a lui una guardia del corpo come l'unto del Signore. Il loro errore non è affatto isolato. I giovani ardenti spesso mancano nel discernimento del carattere e si attaccano a leader discutibili. Nessuno consideri abbastanza che alcune brave persone pensino bene di lui, e prendano il suo calore d'animo come prova sufficiente del fatto che è "nato di nuovo". Un uomo è ciò che è nelle abitudini durature e nei principi di controllo del suo carattere e della sua vita. Apprezza la buona opinione dei saggi, se hanno l'opportunità di vedere il tenore non eccitato della tua condotta; ma non considerare un sicuro segno di grazia il fatto che tu abbia sentito in qualche momento un bagliore di ardore religioso, e che altri nello stesso stato d'animo ti abbiano salutato come fratello, o addirittura capo, nella Chiesa di Dio. Dopo tutta l'attrazione esercitata da Saul sugli spiriti ferventi del suo tempo, egli induriva il suo cuore e il Signore si allontanava da lui
III LA SUA PAZIENZA E MAGNANIMITÀ. C'erano eccezioni all'approvazione generale con cui Saul fu innalzato al trono. Alcuni si tenevano in disparte e si facevano beffe della fiducia che era stata riposta così avventatamente nell'alto Beniaminita. Lo detestavano tanto più che i devoti si stringevano intorno a lui; poiché essi stessi erano "figli di Belial", uomini i cui cuori il Signore non aveva toccato. Era un serio rischio per il giovane re avere una fazione sleale, che trattava la sua autorità con aperto disprezzo. Eppure Saul lo sopportò tranquillamente. Egli "tacque". Né si trattava di un semplice ritardo politico fino a quando non fosse stato abbastanza forte da schiacciare i malcontenti, perché non c'è alcuna menzione del fatto che egli abbia mai chiamato questi figli di Belial a renderne conto. Sicuramente questo era un bel punto di carattere: sopportare l'ostruzionismo con tanta pazienza ed essere contento di guadagnarsi la fiducia del pubblico con il suo portamento regale e le sue imprese. Era una virtù che andava oltre le aspettative, e persino i desideri, del suo popolo. Chi avesse visto quel giovane re avrebbe potuto immaginare che colui che era così paziente sarebbe diventato così irrequieto come lui; e colui che era così magnanimo sarebbe diventato quasi pazzo d'invidia e avrebbe inseguito il proprio genero tra le colline della Giudea, assetato del suo sangue? Cantici è difficile per un uomo essere conosciuto! La virtù può balzare in primo piano e mostrarsi in qualche giorno propizio; ma il vizio si nasconde nelle retrovie, e può dimostrarsi il più forte. Quando arriverà il suo giorno, prenderà il sopravvento, e allora la bella promessa della giovinezza sarà seguita da una virilità ostinata, egoista e ignobile. Incontri un uomo con la faccia gonfia e il portamento spericolato, un compagno di sciocchi, metà furfante e metà. Eppure, se l'aveste visto vent'anni fa, avreste guardato un ragazzo sano, felice, gentile, la speranza della casa di suo padre, l'orgoglio del cuore di sua madre. Ma c'era un punto debole in lui, e l'alcol lo scoprì. Cantici si è arrivati a questo degrado. La virtù è derisa; il rispetto di sé è scomparso; Il ragazzo è affondato e perso in quest'uomo grossolano e spudorato. Oppure ne vedi uno duro e mercenario, inesorabile verso chi cade in suo potere, indifferente alle opere del genio e agli sforzi della filantropia, sempre occupato con i propri interessi economici. Eppure, se l'aveste visto trent'anni fa, avreste visto un giovane che amava l'arte, o le lettere, o la religione, e sembrava destinato a diventare un cittadino colto e utile. Ma in un'ora malvagia la passione dell'acquisizione mondana lo prese; o, piuttosto, ciò che era stato a lungo dormiente e inavvertito cominciò a dominare su di lui, man mano che le sue opportunità di acquisizione si ampliavano, e così il suo brillante inizio ha portato a questo carattere sordido e ignobile. Il deterioramento umano, la delusione dei giovani presagi di bontà: è un argomento doloroso, ma che gli insegnanti di morale non possono trascurare. È difficile fermare il processo malvagio una volta che è iniziato; E l'inizio può essere così tranquillo, così poco sospettato! È difficile conoscere se stessi, o chiunque altro, e dire se si tratta solo di un buon impulso che si ha in gioventù, o di un principio radicato. Alcuni uomini si rivelano sicuramente molto migliori di quanto promesso, ma altri si rivelano molto peggiori. Vegliamo e preghiamo. - F
Illustratore biblico:
1Samuele 10
1 CAPITOLO 10
1Samuele 10:1-13
Allora Samuele prese una fiala d'olio.-La disciplina di una vita promossa:-
Gli uomini non sono di solito presi dalla valle della fatica ordinaria, e posti istantaneamente, come dal volo di un angelo, sulla vetta avvolta dalle nuvole della grandezza nazionale. Ci deve essere un processo di arrampicata; Il suo compimento può essere noioso, il suo progresso lento, le sue esperienze dolorose, ma tale disciplina è necessaria. E mentre saliamo per l'aspro sentiero, brezze inebrianti rinfrescano, ampie prospettive allietano; e l'anima, elettrizzata da tanta bellezza, raggiunge l'idoneità per la sfera superiore del dovere. L'estate non ci circonda all'improvviso con la sua imponenza, trasformandola in fragranza, ma avanza dolcemente attraverso i portali ghiacciati dell'inverno e le possibilità incalcolabili della primavera. Lo stesso vale per la promozione della vita umana. Dio discende all'insaputa della folla indaffarata, si appropria di Saul e mette in contatto con lo spirituale, affinché sotto la sua istruzione possa essere adatto per il regno. Questa vita promossa era...
(I.) Non ostentato all'inizio. Potrebbe essere accettato come un assioma che tutti i grandi risultati derivano da piccoli inizi. Durante questa incoronazione prevale la massima semplicità. Solo due sono presenti, un giovane rubicondo, un uomo anziano, entrambi nel grande tempio della natura, con Dio come testimone. Considera la natura disciplinare di questa incoronazione
1. La sua semplicità sembrerebbe contraddittoria. Sembrerebbe improbabile che la più alta carica della vita debba essere introdotta con un abbigliamento così povero
2. Sembrerebbe non autenticato. Non c'era alcun testimone umano oltre alle due parti interessate. Erano soli. L'unica garanzia che aveva era la reputazione del profeta; e se ciò non fosse riuscito, non avrebbe avuto rifugio, perché la sua stessa parola non sarebbe stata sufficiente a stabilire qualcosa di così improbabile. Egli, come Giuseppe, sarebbe stato designato il Sognatore. Questa considerazione imporrebbe il silenzio anche se delusi
3. Allora il suggerimento della promozione era interrogativo. "Non è forse perché l'Eterno ti ha unto per essere capo della sua eredità?" (ver. 1) . Così possiamo facilmente immaginare come questa scena dell'incoronazione avrebbe messo alla prova il carattere, messo alla prova la pazienza, esercitato il pensiero e disciplinato l'anima di questo re incipiente. Questa vita promossa era...
(II.) Confermativo nel suo progresso. La disciplina morale non conserva la sua oscurità. La notte si dirada e, nel bagliore del mattino, la paura viene dissipata e la speranza realizzata. Così con Saul, egli ha passato la mezzanotte dei preparativi, e ora che si allontana dal profeta, la sua pretesa di regalità sarà rivendicata da eventi predetti. Confermato:
1. Con il ripristino degli oggetti smarriti. Gli incidenti più banali possono rivelarsi una conferma della realtà della promozione divina. Una stella splendente autentica il potere di Dio tanto quanto il sistema solare. Così il ritrovamento di asini nel nostro viaggio di ritorno può imprimere la nostra elevazione con la verità, tanto quanto la più potente catastrofe della storia. Qui si vede anche la beneficenza e la considerazione del piano divino. In quanto le missioni della vita sono attestate da misure adeguate alla condizione e al bisogno. Saul era andato in cerca degli asini; la loro restaurazione fu usata come contratto divino. Saulo dovette passare davanti al sepolcro di Rachele per tornare a casa. Perché? Non era forse per solennizzarlo nel suo passaggio al regno ? Per ricordargli il suo destino futuro? Il viaggio della vita è pieno di tombe, per mettere a tacere l'allegria del viaggiatore con i riflessi di un altro mondo. Qui vediamo la saggezza del piano divino in quanto egli fa sì che i monitori della vita confermino la sua elevazione. Fu confermato:
2. Con la manifestazione dell'ospitalità. Queste persone stavano senza dubbio andando ad adorare, a sacrificare a Dio; e, spinti dallo Spirito Divino, resero omaggio al loro sconosciuto ma futuro re. Gli uomini spesso inconsciamente superano se stessi. Nel provvedere alle necessità di un uomo, a volte servono a un re. Questa scena in connessione con la tomba di Rachele mostra i contrasti della vita; che, mentre la morte è vicina, c'è abbastanza per mantenere la vita e il benessere; che mentre ci sono tombe sulla nostra strada di vita, c'è anche un santuario. Il primo rappresenta il potere del male, il secondo il potere del bene. Oltre ad entrambi i promossi si deve camminare, affinché, pieno di tristezza per la tomba, la gioia venga con un impulso più forte al santuario. Infine, fu confermato:
3. Con il potere comprensivo della profezia. "E tu profetizzerai con loro" (versetto 6) . Il giovane re doveva ora incontrare un gruppo di studenti del collegio dei profeti. Questo è un tipico di tutta la vita; è pieno di educazione, e quell'educazione è spirituale nella sua natura. Questa compagnia di profeti aveva strumenti musicali. Così la vita di un ministro, come un rintocco di campane, dovrebbe emettere la musica più scelta al tocco più leggero. Chi dovrebbe portare l'arpa, i tabret della vita, se non lo fa un maestro della musica più alta, dell'armonia più divina?
(III.) Preparatorio nella sua emissione. Sembra che Saul abbia ora raggiunto il livello del carattere profetico; d'ora in poi è adatto per il regale. Egli è preparato:
1. Con l'impartire una nuova natura. "Dio gli diede un altro cuore" (ver. 9) . Che cosa significa questo, se non che Saul si convertì? Ci viene detto che si trattava di una mera idoneità esterna; una lungimiranza intellettuale, o un coraggio eroico, necessari per il suo ufficio? Era solo la creazione di un gusto per la nuova sfera del dovere? Se così fosse, avrebbe dovuto dire che Dio gli aveva dato un'altra inclinazione. No! Dio gli diede un altro cuore, spazzato via dal passato, riempito con i semi di una virilità più grande
2. Per il battesimo dello Spirito Santo. "E lo Spirito di Dio scese su di lui" (ver. 10) . Sicuramente nessun re iniziò il suo regno con una benedizione più grande o con una più profonda forma fisica. Ma dovremo ancora assistere al tramonto tempestoso di questa grande vita. Se i re fossero ora scelti da Dio e qualificati dal suo Spirito, quale gloria sancirebbe la nostra costituzione nazionale! Lezioni:
(1.) Impara che lo Spirituale dovrebbe essere il Potere Supremo della vita nazionale
(2.) Che quando Dio chiama ai doveri più alti della vita, si qualifica per essi
(3.) Che sulla strada per il santuario è probabile che tu incontri il re appena fatto
(4.) Che la vita è capace del massimo sviluppo. (Joseph S. Exell, M.A.)
Saul unto da Samuele:
C'è una notevole minuzia di dettagli in questo e in altri racconti di Samuele, che suggerisce l'autenticità del racconto e la paternità di uno che era personalmente collegato alle transazioni. Tutto era stato pianificato per far capire a Saul che la sua elevazione alla dignità regale non doveva essere vista da lui come un semplice pezzo di fortuna. Sia Saul che il popolo devono vedere molto chiaramente la mano di Dio nell'elevazione di Saul, e il re deve assumere i suoi doveri con un profondo senso delle influenze soprannaturali attraverso le quali è stato elevato, e il suo obbligo di governare il popolo nel timore e secondo la volontà di Dio. Essere unti in questo modo dal servo riconosciuto di Dio significava ricevere l'approvazione di Dio Stesso. Saul divenne ora il messia di Dio, l'unto del Signore. Perché il termine messia, applicato a Cristo, appartiene al Suo ufficio regale. Anche se anche i sacerdoti erano unti, il titolo derivato da quell'atto non fu appropriato da loro, ma dai re. Era considerata una dignità alta e solenne, che rendeva sacra la persona del re, agli occhi di ogni uomo timorato di Dio. Eppure questo non era un carattere indelebile; potrebbe essere perduto per infedeltà e trasgressione. L'unico Messia, l'unico Unto, che non poteva essere messo da parte, era Colui che i re d'Israele simboleggiavano. È evidente che Saul fu sorpreso dalle azioni di Samuele. Era ragionevole che a Saul fossero fornite prove tangibili che, ungendolo come re Samuele, si era conformato alla volontà di Dio. Samuele procedette a dare queste prove tangibili. Dobbiamo cercare, in primo luogo, di farci un'idea dello stato d'animo di Saul in mezzo a questi strani eventi. Il pensiero di essere re d'Israele deve aver fatto vibrare tutto il suo essere di grande emozione. Era come una nuvola carica di elettricità; Era in quello stato di eccitazione nervosa che brama uno sfogo fisico, sia nel canto, sia nel gridare, sia nel saltare, qualsiasi cosa per alleviare il cervello e il sistema nervoso, che sembrano tremare e lottare sotto la straordinaria pressione. Ma mescolandosi a questi, ci deve essere stata un'altra, e forse più profonda, emozione all'opera nel petto di Saul. Era stato messo in contatto con il Soprannaturale. Il pensiero del Potere Infinito che tutto ordina e governa tutto era stato suscitato molto vividamente dentro di lui. I tre segni dell'ordinazione divina incontrati in successione presso la tomba di Rachele, nella pianura del Tabor e nelle vicinanze di Ghibea, devono averlo impressionato molto profondamente. Probabilmente non aveva mai avuto un'impressione molto distinta del grande Essere Soprannaturale prima di allora. È sempre una cosa solenne sentirsi alla presenza di Dio e ricordare che Lui ci sta scrutando. Atti del genere, in questi momenti, il senso della nostra colpa, della nostra debolezza, della nostra dipendenza, di solito ci viene incontro, pieno e forte. Non deve essere stato così per Saul? Tutte le suscettibilità di Saul erano in uno stato di grande eccitazione; il senso della presenza divina era su di lui, e per il momento il desiderio di rendere a Dio un qualche riconoscimento di tutta la misericordia che era scesa su di lui. Quando dunque incontrò la schiera dei profeti che scendevano dalla collina, fu spinto dall'impeto dei suoi sentimenti a unirsi alla loro compagnia e a prendere parte al loro canto. Ma era un lavoro molto diverso da quello che fino ad allora era stato il suo costume. Quell'assoluta mondanità d'animo che abbiamo definito come la sua disposizione naturale gli avrebbe fatto disprezzare qualsiasi impiego del genere nel suo stato d'animo ordinario come del tutto estraneo ai suoi sentimenti. Troppo spesso vediamo che gli uomini di mentalità mondana non solo non hanno alcun gusto per gli esercizi spirituali, ma provano amarezza e disprezzo verso coloro che li influenzano. Il motivo non è lontano da cercare. Sanno che gli uomini religiosi li considerano colpevoli di peccato, di grande peccato, trascurando così il servizio di Dio. Essere condannati, apertamente o meno, irrita il loro orgoglio e li spinge a denigrare coloro che hanno un'opinione così bassa di loro. Non è detto che Saulo avesse provato sentimenti amari verso gli uomini religiosi prima di questo periodo. Ma che lo facesse o no, sembra che si sia tenuto lontano da loro come se lo avesse fatto. E ora nella sua città appare tra i profeti, come se condividesse la loro ispirazione e si unisse a loro apertamente nelle lodi di Dio. È uno spettacolo così strano che tutti rimangono stupiti. "Saul fra i profeti!", esclama. «Le meraviglie cesseranno mai?» Eppure Saul non era al suo giusto posto tra i profeti. Saul era come il seme di terra rocciosa nella parabola del seminatore. Non aveva radici profonde. Il suo entusiasmo in questa occasione era il risultato di forze che non lavoravano nel cuore della sua natura. Era il risultato della nuova e più notevole situazione in cui si trovava, non di un nuovo principio di vita, di un principio che avrebbe comportato un cambiamento radicale. L'ordinazione al ministero, o a qualsiasi altro ufficio spirituale, solennizza all'inizio, anche se non si è veramente convertiti, e ci innervosisce con forza e risoluzione a liberarsi di molte cattive abitudini. Ma l'impressione solenne svanisce con il tempo, e la natura carnale afferma le sue pretese. Quanto seri e quanto particolari dovrebbero essere gli uomini nell'esaminare se stessi se le loro impressioni serie sono l'effetto di un vero cambiamento di natura, o se non sono semplici esperienze temporanee, il risultato casuale di circostanze esterne. Ahimè, Saul era come il giovane anche nel particolare che faceva di poco effetto tutto il resto: "Una cosa ti manca". (W. G. Blaikie, D.D.)
La nomina di Saul:
Un signore sovrano ha già determinato la destinazione della corona. La regalità deve accendersi sulla testa di Saul. Immediatamente una Provvidenza vigile opera a questo scopo. Osserviamo i suoi movimenti misteriosi. Vedete in questa transazione l'assoluta sovranità di Dio. Vedi anche come la sua fine viene raggiunta dalla confluenza di due correnti provvidenziali. Un ordinario incidente della vita rurale chiama Saul fuori dalla sua casa - le sue peregrinazioni lo portano nelle vicinanze della dimora di Samuele - il suo servo lo sa - Saul acconsente a un colloquio. Questo è un flusso. L'altro lo soddisfa. Samuele è avvertito. Era una bella mattinata quella di una giornata piena di speranza. Con questa serie di eventi, fu preso il più potente provvedimento per legare il monarca appena nominato al servizio di Dio. La sua scelta fu manifestamente il risultato di una grazia celeste, che non riposava su alcun terreno se non sulla propria volontà sovrana. E il modo in cui la via per raggiungerlo era stata spianata era adatto a impressionarlo con la vicinanza, la conoscenza penetrante e la potenza di controllo di Dio. Ma questa grande lezione non è ancora finita. I segni dal cielo sono concessi. L'eccitazione di Saul cresce con il verificarsi di ogni nuovo incidente. E così, senza dubbio, la sua mente era preparata per quella misteriosa operazione dello Spirito mediante la quale si unì alla compagnia dei profeti nelle loro ardenti espressioni di sacra verità. Il suo cuore non si rinnovava. Ma l'ispirazione è diversa dalla rigenerazione. E se il cuore mondano di Balaam fosse diventato un veicolo consacrato di verità, perché non potrebbe farlo quello di Saul? Concezioni elevate e ardente entusiasmo di sentimenti su argomenti sacri possono dimorare nelle vicinanze di un cuore di ghiaccio, che non ha mai ricambiato in amore il sorriso di un Dio che perdona. La più terribile anomalia! La nostra natura mutilata e dislocata ha perso il potere di trasmissione interiore. La luce del sole può illuminare l'intelletto, mentre l'oscurità gelida si annida nel cuore. Ma il vero carattere di Saul non fu compreso. Il primo passo è stato fatto. Ma la nomina deve essere resa pubblica. Quanto fu ricco questo periodo iniziale di manifestazioni di una Provvidenza che domina! Le nuove e forti emozioni, gli strani saluti e le offerte dei viaggiatori di passaggio, e il sacro benvenuto di una schiera di profeti, la disposizione della sorte per farla ricadere su di lui, la rivelazione divina del suo nascondiglio, tutto questo costituiva un'affollata regione di miracolosa interposizione in cui Dio fece tesoro di potenti impulsi per plasmare e guidare la sua vita futura. Egli è posto al centro delle scene più toccanti, solenni e memorabili. In questo piccolo punto giacciono abbastanza poteri da muovere per tutta la vita. Questi fatti di base, come quelli della storia nazionale, sono fecondi di impulsi potenti e duraturi. La nave viene varata, l'ancora pesata, la brezza ha riempito le vele. Se è affondata in mare, sapremo di chi è la colpa. (P. Richardson, B. A.)
Costruzione del re:
1. Le linee della Provvidenza sono convergenti e divergenti. Provengono da diversi punti cardinali verso un unico centro e si irradiano verso l'esterno dall'unità nella diversità. Gli eventi principali di quattromila anni di storia umana tendevano tutti a un unico grande compimento, e quando Dio si incarnò realizzò la loro fine. Da quell'evento le linee della Provvidenza si sono allontanate da allora, e sono destinate ad abbracciare nelle loro influenze benefiche il vasto mondo e le varie razze di uomini. La storia dell'Antico Testamento si è tutta avvolta in Gesù di Nazareth; la storia del Nuovo Testamento si srotola da lui. La cronologia è tutta compresa in Prima di Cristo e Dopo Cristo. Questa disposizione è comune alla provvidenza di Dio. Una serie di eventi cospira per svilupparne un'altra. La stessa Provvidenza si vede in molti periodi della storia ebraica, e in nessuno in modo più sorprendente che nelle influenze che unirono Saul e Samuele, e nelle questioni che risultarono da una monarchia in Israele. La circostanza esteriore era sorprendente, ma le diverse provvidenze erano state divinamente disposte per favorirla. L'infallibile saggezza aveva guidato questi due uomini, e nel loro incontro si erano preparati per il regno reale in Israele. Nell'apparizione di Saul al momento stabilito, Samuele aveva piena testimonianza della parola di Dio. L'evento dimostrò la predizione e rafforzò la sua fede in Dio. Ogni nuova prova produce convinzione nel credente e fa molto per conformare la sua mente a Dio. Ma c'era un'altra persona che doveva essere convinta della disposizione divina: Saulo. Le prove erano fornite in modo da impressionare, e così cumulative e varie da far funzionare la convinzione. La condotta di Samuele nei suoi confronti e le circostanze che si verificarono sulla via del ritorno a casa, dopo aver lasciato il profeta, erano segni inequivocabili che Dio stava preparando una certa dignità per lui in mezzo al suo popolo. Questi tre segni avevano lo scopo di garantire la sua fede nell'annuncio, di incoraggiare la sua speranza e di prepararlo a conformarsi alla disposizione di Dio per il governo del Suo popolo e a certe istruzioni speciali date da Samuele in riferimento alla sua incoronazione
2. Chi Dio chiama a qualsiasi servizio lo renderà adatto. Se avanza verso un'altra stazione, darà un altro cuore a coloro che desiderano sinceramente servirLo con la loro potenza. Proprio come nell'antichità Dio dotò Bezaleel e Aholiab dell'abilità di progettare, costruire e scolpire l'opera del tabernacolo del deserto, così dotò Saul delle qualità di una mente regale. Queste erano a parte le qualità morali che si riferiscono al giusto servizio di Dio. Queste ultime non sono tanto le doti legate a un uomo, quanto i frutti necessari di una conversione completa e di un cuore nuovo. Saul aveva l'uno, ma non l'altro. Aveva un altro cuore, ma non un cuore nuovo. Diede prova di possedere i doni della regalità, ma nessuna della grazia di una vita santa. Anche se da allora in poi poté comandare eserciti e praticare la diplomazia, non si preoccupò di mantenere una coscienza priva di offesa verso Dio e verso l'uomo. Il suo cuore non era a posto con Dio. Non è sufficiente avere doti naturali, o conquiste apprese di abilità o saggezza. Che cosa sono l'arguzia di Voltaire, la poesia di Byron, la scienza di Halley, la filosofia di Hobbes, il comando di Napoleone, l'arte di governare di Pitt, l'eloquenza di Sheridan, il gusto di Beckford, l'erudizione di Michaelis, il buon senso di Franklin, l'abilità meccanica di Stephenson, il talento negli affari di un Rothschild, se non hai la grazia di Dio di trasformare il tuo cuore e di renderti santo? I doni possono renderti illustre, utile e potente tra gli uomini, ma non ti rendono adatto alla comunione di Dio, né ti preparano per la santità del cielo. Sono di valore. Santificati dalla grazia, i doni più alti hanno il loro posto e la loro utilità nella Chiesa. A Saul furono presentate alla mente prove lampanti della prospettiva che Samuele apriva alla sua speranza. Il chiaro adempimento di tutto ciò che era stato predetto deve averlo convinto di essere stato progettato per la dignità. Lo soppesò bene, ne fu persuaso e attese il suo compimento
3. La maniera del regno fu scritta in un libro per il suo studio e la sua osservanza (ver. 25) . Questa era la loro costituzione, il patto tra monarca e sudditi. I diritti del re erano specificati in esso, così come i diritti del popolo. Il governo di Israele non doveva essere una monarchia assoluta, né una democrazia. Questo avvenne anche quando Davide fu fatto re d'Israele 2Samuele 5:3 e quando Ioas fu proclamato in Giuda, dopo l'usurpazione dispotica di Atalia (2Ri 11:17) . Era peccato sia per l'uno che per l'altro infrangere il patto. Nella parola di Dio c'è un chiaro riconoscimento dei diritti dei governati così come dei governanti. Nessun uomo è libero di tiranneggiare un altro. Il popolo modello del mondo antico aveva regole per i re tali che nessuna costituzione è mai stata continuata. L'impegno tra Dio, il re e il popolo, era posto davanti al Signore, per essere tenuto sotto i suoi occhi, e per essere testimone contro il monarca e il suddito se avessero rotto i loro impegni. È un pensiero solenne che tutti i nostri impegni siano riposti davanti al Signore. Essi sono tenuti da lui in tutta la loro integrità, e non mancano mai di adempiere la sua parte. Una volta entrati in gioco da noi, diventiamo vincolati, e siamo responsabili, e dobbiamo rendere conto del modo in cui li abbiamo conservati. La tua firma su un disegno di legge, data d'impulso, non può essere annullata davanti a un tribunale. È vincolante e puoi essere pignorato per il pagamento. Allo stesso modo, tutte le risoluzioni solenni e gli impegni spirituali sono vincolanti e sono depositati davanti al Signore. In base a questi obblighi reciproci, Samuele mandò il re e il popolo nelle loro diverse case
4. Quello è stato un giorno felice in Israele. Samuele aveva motivo di rallegrarsi, e il re e il popolo avevano abbondanti motivi di gioia. La monarchia era stata istituita. Dio aveva sorriso al primo atto regale di Saul. La nazione si era unita in un servizio pubblico di gratitudine. In un teatro così ricco di interesse storico, tutti si rallegrarono molto. Le loro difficoltà sembravano ormai finite e i loro cuori traboccavano di gioia esuberante. Se dimorassero nell'amore e nell'obbedienza di Dio, la gioia possederebbe le loro anime. (R. Acciaio.)
9 CAPITOLO 10
1Samuele 10:9
Dio gli diede un altro cuore, un altro cuore:
Ma non un cuore migliore. Si trovò improvvisamente adatto al nuovo posto in cui la Provvidenza lo aveva chiamato. In questo non c'era nulla di magico o di straordinario. Si dice infatti che Dio gli diede un altro cuore, ma non dobbiamo intendere le parole come indicanti un'operazione divina indipendente dai mezzi esterni e dalle influenze naturali, o del tutto distinguibile, nella coscienza del suo soggetto, dagli effetti delle circostanze esterne. Non è più vero che l'uomo fa il luogo di quanto non sia vero che il luogo fa l'uomo. Entrambi, in verità, sono verità molto pregnanti e preoccupanti. Saul, trapiantato in un nuovo stadio, introdotto in nuovi rapporti con la vita e la società, sentì nascere simultaneamente in lui sentimenti e propositi adatti alla sua posizione, e divenne cosciente di capacità che prima erano rimaste dormienti, e che sarebbero sempre rimaste tali, se non fosse stato per questa trasformazione del suo stato esteriore. Fatto re, divenne re. La sua anima si allargò all'orizzonte della sua nuova dignità e del suo ufficio. Ma, ahimè! non c'era alcun elemento spirituale nel suo cambiamento, e, quindi, non ha prodotto alcun frutto felice per lui, o per la chiesa di Dio. Non era altro che la direzione della stessa mente terrena verso oggetti più grandi, schemi più grandi, una gamma più ampia. Possiamo giustamente cogliere l'occasione da questo caso, per discriminare tra certi altri cambiamenti a cui lo spirito dell'uomo è soggetto, e quel grande cambiamento spirituale che solo lo colpisce in modo salvifico, piantando in lui il germe della santità e della felicità immortale; o per sottolineare la differenza tra un altro cuore e un nuovo cuore
1. E, in primo luogo, dirigerò la vostra attenzione sulla natura e sugli effetti dell'eccitazione religiosa spuria. C'è quasi necessariamente eccitazione nella contemplazione seria e seria della verità religiosa. Le sue rivelazioni sono adatte a scuotere profondamente lo spirito dell'uomo; Gli interessi a cui si riferisce sono troppo importanti per essere contemplati senza emozione. La natura degli uomini è simpatica. Quindi il sentimento è contagioso, e non solo, ma l'eccitazione, dove già esiste, sale, per l'influenza reattiva di coloro che entrano nella sua sfera e ne assorbono l'infezione. Ma l'eccitazione è limitata da limiti fissati nella costituzione della nostra natura; e quando queste vengono raggiunte ha luogo una repulsione, che si traduce o in stagnazione o in una nuova eccitazione di diversa descrizione. E quando queste emozioni opposte sono prodotte da cause religiose, si pensa che indichino un'opera dello Spirito e implichino la conversione. È del tutto notevole quanto poco la natura morale e veramente spirituale dell'uomo possa avere a che fare con un tale processo, quanto poco di qualsiasi altra cosa possa esserci in esso oltre all'immaginazione e alla sensibilità nervosa. Eppure, in forza di ciò, un uomo spesso si considera un uomo nuovo; e, che abbia ragione o meno in quel giudizio, non di rado, diventa e rimane permanentemente un altro uomo. La sua vita assume ormai una nuova piega. Adotta nuove opinioni, parla una nuova lingua, influenza nuovi compagni, frequenta nuove passeggiate, si presta alla promozione di nuovi interessi. Eppure non è un uomo nuovo. Solo la sua vita esteriore ha preso una nuova impronta, come quella di Saul, in cui lo stesso spirito mondano trova un nascondiglio e un travestimento
2. C'è un'altra trasformazione molto diversa a cui gli uomini sono soggetti, che tuttavia non ha un valore maggiore; e non tende a risultati migliori: quella che è prodotta dal lento scorrere del tempo e dal graduale cambiamento delle circostanze esterne. La lezione della vita è una lezione che fa riflettere. Il fuoco della giovinezza si spegne allo scadere del periodo della giovinezza. Ogni giorno qualche foglia cade dal fiore che sta cercando di afferrare. Continuamente la mano severa dell'irresistibile Provvidenza chiude qualche strada che attira i suoi passi. Ma la peggiore delusione è quella che attende il successo: l'amaro dolore di scoprire che una cosa, quando è ottenuta, non vale la pena di ottenerla. A volte non c'è che un cambiamento di follie e vizi, la sostituzione di una forma più calma e più privata di sensualità o dissipazione con un'altra di carattere più chiassoso e pubblico; ma l'impronta del peccato e della mondanità rimane, ed è troppo visibile per permettere di supporre un qualsiasi miglioramento morale. Il risultato del tempo sul carattere umano è molto vario, eppure raramente manca in un modo o nell'altro di essere evidente e marcato, e tra le persone il cui corso non è abbandonato, si distingue generalmente per una più vicina approssimazione agli effetti apparenti della religione; e così pochi uomini vivono oltre il meridiano della vita senza arrivare ad avere un altro cuore, uno che, in molti casi, può non essere molto difficile per se stessi o per gli altri scambiare per un cuore nuovo e migliore. Ciò che ho detto può mancare in uno di questi, è un elemento spirituale, e come l'assenza di questo vizia fatalmente questi casi, e ogni altro caso in cui appare, così la sua presenza in uno di essi, o in qualsiasi altro cambiamento che l'anima dell'uomo possa subire, dichiara che l'opera è di Dio, e fornisce un vero segno di incontro per la vita eterna. Guardiamo dunque un po' a questo, come si distingue da tutte le alterazioni, la cui sede è l'immaginazione o il portamento esteriore, la cui affinità con la religione è limitata a una certa casuale coincidenza o somiglianza in alcuni particolari, e le cui fasi religiose sono limitate alla parte inferiore e superficiale della natura umana
(1.) E per prima cosa, guardate questo cambiamento in riferimento all'effetto sul cuore delle grandiose e peculiari caratteristiche del Vangelo. Una mente irreligiosa non ha una visione chiara o definita del piano di salvezza di Gesù Cristo; o se lo comprende intellettualmente, ed è in grado di pensarlo e parlarne con precisione scientifica, non percepisce e non ne sente l'adeguatezza e la necessità. Ha un aspetto arbitrario. Il Vangelo è irreale per lui. Ma con l'ascesa degli affetti spirituali il film viene spazzato via. Le verità del Vangelo emergono dalla loro oscurità e vaghezza, e il cuore impara subito ciò che sono, perde la sua indifferenza nei loro confronti, ne apprezza il valore, le ama e vive di esse
(2) Guardate, in secondo luogo, questo cambiamento rispetto al potere e all'influenza della volontà divina sull'anima. Lo spirito della religione è uno spirito obbediente. Lo spirito dell'irreligione è uno spirito disobbediente. Se un figlio segue una linea di condotta coincidente con la volontà dei suoi genitori puramente per la propria gratificazione, questa non è obbedienza; o se si conforma ai suoi comandi semplicemente per paura della punizione, questa non è obbedienza. Gli occhi dell'uomo possono non distinguerla dall'obbedienza, ma non è obbedienza. L'obbedienza richiede un cuore filiale e sottomesso. C'è il riconoscimento di una nuova autorità, il riconoscimento di una nuova regola. L'uomo compie lo stesso atto per un motivo diverso
(3.) Guardate, in terzo luogo, a questo cambiamento come influisce sulla visione dell'eternità di un uomo. La visione dell'uomo mondano è compresa entro i limiti del tempo. Se mai guarda oltre, è con uno sguardo furtivo e inquieto. C'è un risveglio della natura spirituale di quell'uomo per il quale l'eternità scaturisce da questa condizione vaga e irreale, e diventa una realtà vicina e interessante, piena di interessi ai quali egli vorrebbe provvedere, da tenere abitualmente a mente e curare, per assicurarsi il beneficio di cui egli considera un privilegio vivere e lavorare. (R. A. Hallam, D.D.)
Ottenere un altro cuore:
Era tornato a casa dal college, il figlio del ministro. Era stato un tipo selvaggio, un tipo di harumscarum prima di andarsene. Il pastore ebbe molti dolori al cuore quando le chiassose imprese del figlio ribelle gli giungevano da tutte le parti della parrocchia. Ma alla fine è andato all'università, ed è tornato a casa alla fine dell'inverno. La parrocchia ha sentito che ha sparato prima dei suoi compagni di classe universitaria, ed erano tutti orgogliosi del ragazzo del loro ministro. È nello studio insieme al suo vecchio padre, ma questa volta non sta ricevendo la solita piccola lezione dei genitori. Sta aprendo un minuscolo astuccio, mentre gli occhi di suo padre danzano di gioia. È la medaglia d'oro per il miglior studente dell'anno e, mentre gli sguardi di padre e figlio si incontrano in tenerezza, il ragazzo, un tempo sconsiderato, sussurra all'orecchio di suo padre ciò che provoca un singhiozzo da parte del ministro, ma non un singhiozzo di dolore: "Ho qualcos'altro che la medaglia d'oro quest'inverno. Ho pensato che sarebbe stato meglio raccontarlo ora. Ho anche il cuore nuovo". Quell'inverno c'era stato un risveglio in città, e molti studenti si erano convertiti, e tra loro la medaglia d'oro dell'anno, il brillante ragazzo del nostro ministro. (Giovanni Robertson.)
10 CAPITOLO 10
1Samuele 10:10
Lo spirito di Dio scese su di lui, ed egli profetizzò in mezzo a loro.-Saul tra i profeti:-
Supponiamo, ora, che tu sia venuto a scuola, pensando solo di essere il figlio di un contadino e di guadagnarti il pane con il duro lavoro per tutto il giorno, e che uno sulla cui parola puoi fermamente fare affidamento sia venuto a dirti che devi essere il re di una nazione potente: con quali sentimenti lasceresti la scuola quel giorno? I tuoi pensieri e le tue aspettative non cambierebbero completamente come se fossi un altro bambino? E se, mentre te ne stavi andando, fossi in grado di parlare, per così dire, con una lingua nuova, e fossi dotato di ogni sapienza e di ogni conoscenza, non dovremmo essere tutti pronti a dire che sei un altro bambino? Così avvenne con Saul. Dio gli ha dato molti doni, ma non ho sentito dire che gli ha dato la grazia, gli ha dato anche un altro cuore, ma non ho letto che gli ha dato un cuore rinnovato secondo l'immagine di Colui che lo ha creato. "E quando giunsero là al monte, ecco, una folla di profeti gli venne incontro; e lo Spirito di Dio scese su di lui, ed egli profetizzò in mezzo a loro". C'è qualcosa di particolarmente solenne in questo versetto, e calcolato per condurre a grandi ricerche del cuore. Molti passaggi della Scrittura sembrano sottolineare che alcuni poveri peccatori non avranno idea del loro errore fino a quando non appariranno alla sbarra del loro Dio. Quelli di cui leggete in Matteo 25:41-46, non avevano alcun sospetto del loro pericolo, e avrebbero voluto, anche allora, giustificarsi: ma di tutti coloro che si sono terribilmente ingannati, quelli sono i più così, che pensano persino di aver fatto molto per Cristo, e vengono a reclamare una ricompensa, e scoprono che né loro né le loro opere sono riconosciute da Lui. Questi non sono pochi, ma "molti"; avevano profetizzato, scacciato i demoni, fatto molte cose meravigliose, ma non avevano mai sperimentato quell'unica meraviglia salvifica: la rinascita. Attenzione, c'è qualcosa di contagioso al di fuori della religione; anche l'amore per l'imitazione può portare a questo, o il desiderio di mantenere il favore di una famiglia devota; e ho conosciuto alcuni concludono che, naturalmente, un tale deve essere buono, perché vive in mezzo a tale brava gente. Ahimé! ahimé! il giorno della narrazione segreta rivelerà una storia diversa, e i Saul e i Balaam si presenteranno nei loro veri colori, per ricevere la dovuta ricompensa delle loro azioni. (Helen Plumptre.)
11 CAPITOLO 10
1Samuele 10:11
Anche Saul è tra i profeti?
Così dicevano nella stagione selvaggia e irregolare della sua oscura giovinezza, prima della sua ascesa al trono, quando lo Spirito del Signore, che soffia dove vuole, arrestò improvvisamente il giovane Saul, in mezzo ai suoi compagni dissoluti; ripeterono il loro grido sprezzante negli anni successivi, come riportato in 1Samuele 19:24, quando lo spirito di pentimento colse di nuovo l'infedele reale e lo portò spogliato e umiliato sulla terra davanti a Samuele a Naloth. Il detto interpretato correttamente può suggerire alcune utili istruzioni pratiche
(I.) Che cosa si intende per essere "tra i profeti"? Con "la compagnia dei profeti" nel versetto 5, o "una compagnia di scribi", dice il Targum, si intendono gli studiosi dei profeti, che a quel tempo erano gli unici insegnanti accreditati di religione. Il signor Harmer pensa che la seguente usanza tra i maomettani illustri questo passaggio: "Quando i bambini hanno attraversato il Corano, i loro parenti prendono in prestito una bella casa e mobili e li portano in giro per la città in processione, con il libro in mano, il resto dei loro compagni al seguito, e ogni sorta di musica del paese che li precede". Le usanze orientali sono poco variate; Sembrano rimanere immutabili, e identici, come i loro climi soleggiati, e molto probabilmente, la processione della Scuola dei Profeti nel contesto è stata in un'occasione simile. "Anche Saul è tra i profeti?" Cioè, è diventato cantore di salmi e supplicante? Il rozzo e riottoso mandriano di Beniamino è forse divenuto un compagno di profeti e un proferitore delle solenni cose di Dio? Non dobbiamo più avere insieme canzoni allegre, né la danza leggera e la festa dei jocund? Saul, il nostro vecchio compagno di festa, è diventato bizzarro e cupo come un levita? "Che cos'è questo che è accaduto al figlio di Kis? Anche Saul è tra i profeti?». Che questo è il significato generale della profezia in questo luogo; vedi anche il senso in cui la parola è usata in riferimento ai sacerdoti di Baal, 1Ri 18:29: "E avvenne che, quando fu passato il mezzogiorno, ed essi profetizzarono fino al tempo del sacrificio della sera": essi profetizzarono, cioè furono importuni in preghiera al loro Dio. Così la frase: "Saulo tra i profeti" è equivalente a ciò che gli angeli, in uno spirito più santo e più caritatevole, dissero del Saulo di Tarso, quando il Signore cambiò il suo cuore, lo mise in ginocchio e descrissero la sua conversione alla verità con i termini: "Ecco, egli prega". Un simile stupore colse coloro che avevano conosciuto l'apostolo come un bestemmiatore e un persecutore, e quando udirono che predicava la fede che un tempo aveva distrutto, avrebbero potuto anche dire: "Anche Saulo è tra i profeti", cioè tra il popolo che prega, il popolo di Dio? C'è stato in Saul, in tempi diversi, lo sviluppo di un uomo diverso, a seconda che "la legge nelle sue membra" o "la legge nella sua mente" ottenesse il dominio. Saul "corse bene, ma subì qualche cosa che glielo impedì". Ha iniziato il suo regno nello Spirito, lo ha terminato nella carne. Come re fu pesato sulla bilancia e trovato mancante; come uomo, Mercy avrebbe potuto interporsi e ribaltare la bilancia. Non è un tentativo ingiustificato di carità scritturale immaginare possibile che altre lingue oltre a quelle degli uomini viventi abbiano potuto parlare del defunto Saul, come di nuovo "tra i profeti". Non mi vergogno di pensare così all'uomo, che l'ispirato salmista elogiò nel suo sepolcro. Solo se così fosse, la sua storia illustra il caso dell'apostolo di coloro "che si salvano con difficoltà tirandoli fuori dal fuoco".
(II.) Al peccatore penitente e al traviato che ritorna
1. Al peccatore penitente. Immaginate il suo pentimento autentico. La differenza è così marcata che i suoi vecchi compagni riconoscono a malapena il loro precedente compagno di salute, e insinuano subito un'accusa di ipocrisia e un ghigno di disprezzo, sia con il grido sprezzante: "Anche Saul è tra i profeti?" «C'è il tal dei tali tra i santi?» "L'hanno sorpreso con il loro canto di salmi?" oppure: "Li sta forse prendendo in giro con la sua astuzia?" Il penitente sente questo; è inteso che dovrebbe sentirlo, ci pensano loro; e il suo primo sentimento è: "Questa è una punizione per la mia precedente associazione con loro; ' Sappi che il tuo peccato ti troverà', ha scoperto me, anche da quando l'ho lasciato". "La via dei trasgressori è dura", anche dopo che l'hanno abbandonata. È del tutto naturale che Satana si lamenti per la perdita di un servo, e i suoi figli non fanno altro che fare eco al sentimento del padre. "Pensano che sia strano (ed è così) che non corriate con loro allo stesso eccesso di tumulto, parlando male di voi". Ma queste persone le incontri giorno dopo giorno. Se sei un operaio, li incontri al tuo lavoro; se uno di una classe superiore della comunità, lo incontri negli affari o nella società; e ripetono le loro insinuazioni sprezzanti. Non ti credono e non ti crederanno sincero, perché sono estranei a ciò che è accaduto dentro di te, abbastanza distintamente per le tue convinzioni, ma un mistero per loro. Essi ti odiano, come Achab odiava Michea, perché il sacro contrasto della tua vita, sempre, però, inconsciamente, profetizza cose malvagie riguardo a loro, e vorrebbero visitare, come ha sempre fatto il mondo, la loro ira per la predizione sul capo del profeta, e tu sarai chiamato a sopportare molte versioni pesanti del proverbio sprezzante: "Anche Saul è tra i profeti?"
2. Ma, inoltre, supponiamo che tu abbia fallito nel mantenere la tua posizione; che tu abbia corso bene, ma abbia sofferto qualcosa che ti impedisse; che tu abbia seguito il tuo Salvatore, come il giovane Giovanni fino al momento stesso della Sua cattura per la crocifissione, ma lì il tuo cuore ti è venuto meno, e come lui ti sei voltato e "sei fuggito via nudo, " lasciando dietro di te tutte le tue migliori convinzioni e determinazioni. Tu hai fatto questo, e da allora hai vissuto come un traviato; e possiamo chiedere: "Ti sta bene?" Sei felice nella tua apostasia? (J. B. Owen, M.A.)
Un atto non fa un santo:
Saulo non era un santo perché una volta aveva profetizzato, né tutti i credenti che parlano di fede sono credenti. (T. Adams.)
Riforme transitorie:
Quel giorno la neve copriva tutto il terreno e la terra nera sembrava chiara e bianca. È così per alcuni uomini sotto riforme transitorie; hanno un aspetto santo, celeste e puro come se fossero santi; ma quando sorge il sole della prova, e un po' di calore della tentazione viene su di loro, quanto presto rivelano la loro vera oscurità, e tutta la loro bontà superficiale si scioglie! (C. H. Spurgeon.)
16 CAPITOLO 10
1Samuele 10:16
Lui gli disse di no.-Un uomo curioso e come trattarlo:-
Saul è ora giunto a casa sua ed è deciso a nascondere la storia degli ultimi giorni alla conoscenza degli altri. Se le comunicazioni del Profeta fossero diventate di dominio pubblico, avrebbero reso la posizione di Saul molto scomoda. Molti li screditerebbero; alcuni invidierebbero la sua promozione; mentre altri potrebbero escogitare misure per togliergli la vita, o impedire la realizzazione della sua speranza
(I.) La curiosità di quest'uomo. La biografia umana è così interessante che, toccati dal suo incantesimo, gli uomini istintivamente si mettono a indagare
1. L'interrogatore. "Lo zio di Saul". Le persone spesso presumono che la loro relazione ponga tutte le domande che ritengono appropriate. E la loro parentela viene fatta come scusa per intrusioni sgradite, o interferenze impudenti, del tutto incompatibili con l'etichetta virile
2. Le indagini effettuate. Alcuni parenti si informano sempre sulle disposizioni di altre famiglie. Riusciamo a malapena a uscire dalle nostre porte, ma qualcuno deve chiedere, o a noi o ai nostri vicini, dove siamo andati
3. Le fonti delle informazioni attese. "E lo zio di Saul disse a lui e al suo servo" (ver. 14) . Senza dubbio lo zio pensava che se non fosse riuscito a ottenere da Saul le informazioni richieste, avrebbe avuto poche difficoltà a ottenerle dal servo. I servi non sono sempre le persone più fidate, e specialmente con notizie del tutto eccitanti o di interesse familiare
(II.) Il modo in cui è stato trattato. Alcuni uomini non hanno sufficiente forza di carattere per contendere con persone curiose; e l'astuto indagatore, senza destare il minimo sospetto, ottiene tutte le informazioni richieste. Ci vuole un po' di arte per trattare con successo con gente del genere; e di questo Saul fu felicemente posseduto
1. La risposta di Saul fu veritiera. "Ci ha detto chiaramente che gli asini erano stati trovati" (ver. 16.) Non possiamo mai essere giustificati a dire bugie, nemmeno a mettere a tacere gli uomini curiosi. Saul riconobbe questo fatto; e, pur dicendo la verità, nascose parte della notizia
2. La risposta di Saul fu discreta. "Ma della questione del regno di cui Samuele parlò, non glielo disse".
3. La risposta di Saul fu modesta. Se la maggior parte dei giovani fosse arrivata a una promozione del genere, si sarebbero affrettati dai loro amici e, in un impeto di eccitazione, avrebbero raccontato tutta la storia. Ma non fu così per Saulo, che lo tenne nel suo cuore finché Dio non lo lesse a una nazione riunita
4. La risposta di Saul fu breve. Non si tradì con una moltitudine di parole; non suscitò con una frase sconsiderata i sospetti di suo zio; ma gli raccontò brevemente degli asini. Qui Saul dimostrò il suo buon senso. Lezioni:
1. Non dire mai alle persone tutto ciò che desiderano sapere
2. Non abusare della santità delle relazioni familiari con piccole intrusioni
3. Che la discrezione è l'unica sicurezza di una vita promossa. (Joseph S. Exell, M.A.)
Reticenza, non indifferenza:
Saul conserva una notevole reticenza su tutto ciò che è trapelato. Per prima cosa incontra suo zio, che gli chiede come e dove è andato
1. Saul gli dà una mezza risposta. Gli parla degli asini, ma non dice nulla dell'unzione, o del grande cambiamento spirituale che era avvenuto su di lui
1. È una lezione, prima di tutto, sull'inaccessibilità dell'anima umana all'anima. Quanto poco lo zio di Saul vide nelle profondità della sua vera coscienza. Parlava di asini, ma pensava alla sovranità. Quanto siamo nascosti gli uni agli altri! Il cuore di ogni uomo è un recinto murato. Io sono una fortezza inscalabile, un enigma insolubile per te fino a quando non deciderò di rivelare me stesso, e tu a me. Questa reciproca inaccessibilità è a volte quasi esasperante. Il desiderio di varcare la soglia della coscienza altrui e di vedere la vita dal suo punto di vista è, a volte, una passione. Ci sono occasioni in cui siamo tormentati dal desiderio di sapere come si sente un altro, o come appariamo negli occhi di quell'altro. Ma potremmo anche desiderare di scambiare anime con un abitante di Marte o Giove. Nulla nell'universo è più impossibile di una tale transizione, di un tale trasferimento. Com'è solenne l'individualità! "Il cuore conosce la propria amarezza, e l'estraneo non si intromette nelle sue gioie." La responsabilità si misura in base all'idiosincrasia. Il regno era il segreto di Saul. Il peso del suo destino preme solo sul suo cuore. Nel frattempo non riesce nemmeno a raccontarlo ad un altro, anche se un parente. Sì, è una cosa solenne che, facendo ciò che vogliamo, non possiamo metterci tra l'altro e il suo destino. Alcuni darebbero mondi anche per sopportare l'inferno che è di un altro per quell'altro; Ma c'è la legge inesorabile, l'abisso invalicabile tra una coscienza e l'altra. Non conosco nulla nella vita più difficile da sopportare di quell'impazienza di impotenza che proviamo in presenza del dolore o del dolore di un altro. Possiamo guardare al Getsemani, ma non possiamo alleggerire la lotta. "Ognuno porterà il proprio fardello". E proviamo solo meno impazienza di fronte a questa stessa limitazione in riferimento alla felicità degli altri. Non possiamo oltrepassare il confine del loro Paradiso più di quanto non lo sia del loro Golgota. Se, dunque, nessuno può interferire con la mia individualità, che è il mio grande strumento di servizio nel mondo, fa' che io faccia in modo che quell'individualità sia tra le più nobili, un potere per elevare gli uomini, un'attrazione per attirarli ai più alti
2. Ma il silenzio di Saul in questa occasione offre anche una lezione di prudenziale riserbo. Era impolitico che fosse troppo liberamente propagandato. Ci sono momenti in cui è il segno di una saggezza divina tenere a freno la nostra lingua, anche su questioni di importanza suprema. Il silenzio è a volte il dovere e la politica di un leader. Anche la verità è stata danneggiata piuttosto che favorita dalla sua rivelazione prematura e inopportuna. Non è dovere di tutti dire al primo uomo che incontra tutto ciò che sa e tutto ciò che pensa. Non è sempre saggio per il leader politico mostrare la sua mano. L'insegnante di religione deve giudicare quando è opportuno sollevare il velo da una prospettiva più ampia, quando è giunto il momento opportuno per sostituire il vecchio con il nuovo. Cristo non si sarebbe rivelato agli inadatti. Non si può illuminare il mondo con i lampi. La luce deve albeggiare e brillare sempre di più fino al giorno perfetto. Bisogna scegliere il momento per far entrare il primo raggio. Lo sviluppo della verità può essere ostacolato dalla precipitazione. "C'è un tempo per parlare e un tempo per tacere". Saul fu saggio a non dire nulla nel frattempo riguardo al regno, e così diede almeno una prova della sua idoneità a diventare re. L'uomo che deve governare deve essere capace di reticenza e di riservatezza; in grado di gestire la sua lingua. La padronanza di sé è il grande segreto della signoria sugli altri, e in nulla questa padronanza di sé si manifesta più che nella condotta delle labbra
3. Ancora una volta, questo incidente suggerisce un avvertimento contro lo scambio di reticenza per indifferenza. Il fatto che un uomo taccia su un argomento può significare che è indifferente ad esso, ma non necessariamente lo significa. Anzi, è più vero il contrario. Gli uomini sono spesso riservati in proporzione alla profondità e all'intensità delle loro emozioni. Ne abbiamo un bell'esempio nel "Re Lear" di Shakespeare, nella reticenza dell'amore di Cordelia per suo padre - un amore che, a causa della sua profondità, non riusciva a trovare la lingua - mentre le figlie innaturali del povero vecchio re erano volubili nelle loro proteste di devozione. "Infelice come sono, non posso ficcare il mio cuore in gola". Eppure quanto era divino il suo amore! Non ne consegue che, poiché un uomo non parla, non sente. Saul non disse nulla della questione del regno, ma che cos'altro assorbiva i suoi pensieri, credi tu, per tutto il tempo? Non parliamo del nostro amore più profondo a tutti i passanti. Le cose che sono più sacre sono spesso più segrete per noi. Non ne parliamo, perché le parole sono così povere e deboli. "L'azione dell'anima", dice Emerson, "è più spesso in ciò che viene sentito e non detto che in ciò che viene detto in qualsiasi conversazione". "L'anima porta i suoi tesori più preziosi con una sorta di prelibatezza meticolosa. La storia che giace dentro l'anima è una storia che non sarà mai letta finché non sarà letta dal libro di Dio. L'anima stessa dell'anima non è mai stata pronunciata o stampata. È inarticolato". C'è una profonda riluttanza in molte persone, che dovrebbe suscitare un rispetto altrettanto profondo, a parlare della loro esperienza religiosa. È malvagiamente ingiusto interpretare questa riluttanza come una dimostrazione di indifferenza verso la religione. Nessuno ha il diritto di chiedermi di sfogarmi davanti a una folla eterogenea. Se egli ha la presunzione di farlo, dimostro il mio senso della sua indelicatezza ritirandomi nel torrione più interno del castello della mia personalità, e abbassando il ponte levatoio e la saracinesca di fronte al mio persecutore. Lo zelo per Dio è un nobile principio, ma il mondo non si salverà con le cattive maniere. Abraham Lincoln in genere non passava per un uomo religioso. "La sua religione era troppo in profondità", è stato detto, "troppo in profondità, per molte parole". I discorsi possono essere religiosi senza riguardare la religione. Una delle cose più religiose che puoi fare è parlare in modo sensato di tutti gli argomenti. L'apostolo Paolo non era né per natura né per chiamata reticente su argomenti religiosi, eppure anche lui teneva per sé le sue esperienze spirituali più profonde. Non ci sono sempre ragioni dichiarate per il silenzio sulle questioni del regno. E "di ogni parola oziosa che gli uomini diranno, ne renderanno conto nel giorno del giudizio".
4. Ancora una volta, che questo incidente ci metta in guardia, non solo contro la nostra errata lettura della condizione spirituale dei nostri vicini, ma nei nostri giudizi reciproci in generale. A chiunque ascoltasse la conversazione di Saul, per il momento, come sarebbe sembrato frivolo. Ma non era così! Il regno era al primo posto nella mente di Paolo, anche se parlava d'altro. Facciamo torto agli uomini leggendoli solo dalla superficie. C'erano quelli che leggevano superficialmente la più divina di tutte le nature umane, e quanto si sbagliavano enormemente! Ecco un cuore, il cuore del Figlio dell'uomo, la cui profondità d'amore, la passione della cui pietà, era infinita. Qui c'era una vita, le cui note fondamentali erano l'entusiasmo e il sacrificio. Eppure i Suoi critici ignoranti, incapaci di distinguere tra l'accidentale e l'essenziale, dissero: "Ecco un uomo goloso e un bevitore di vino!" Fu per le orecchie della cerchia ristretta che Egli riservò la storia della Sua agonia e della Sua passione, la Sua certezza del martirio, i Suoi presentimenti della Croce e, nonostante ciò, la Sua ferma risoluzione di procedere senza esitazioni verso la tragica fine. Ma il mondo che non udì queste cose, e per le cui orecchie non erano adatte, interpretò erroneamente la Sua superficiale gaiezza di modi e la sua indole accattivante, come segni di mancanza di serietà morale. Chi di noi non può essere giudicato male dopo questo? (J. Halsey.)
La pietà e la modestia di Saul nella sua introduzione alla dignità regale, ecc.:
1. La Sua pietà appare (v. 13) non appena le sue estasi profetiche sono finite, ma egli ricorre alla sinagoga o luogo di culto Divino, con i suoi colleghi profeti, sia per lodare Dio per la Sua chiamata Divina a un così alto avanzamento, sia per pregarlo per la Sua protezione e direzione in esso, ecc
2. La sua modestia nella sua taciturnità e riservatezza verso lo zio, il quale, essendo lì presente, e osservando questo cambiamento inaspettato nel nipote, lo rese più curioso del suo viaggio, sospettando che gli fosse accaduto qualcosa di straordinario che aveva causato questo strano cambiamento. Saul risponde a suo zio che Samuele gli ha detto che gli asini erano stati trovati, ma non una parola sul fatto che avesse trovato un regno (vers. 14, 15, 16) . Giuseppe Flavio adduce due ottime ragioni per il silenzio di Saul in questa faccenda
(1.) Per timore che, se suo zio ci avesse creduto, Saul fosse stato motivo di invidia per il suo superiore, vedendo il nipote preferito a lui
(2.) Se non ci avesse creduto, allora avrebbe deriso Saul come uno sciocco orgoglioso, ambizioso e imperioso, aggiungo
(3.) Saul poteva essere spinto al silenzio in obbedienza a Samuele che lo aveva obbligato al segreto (cap. 9:25, 26, 27)
(4.) Questa era l'umile modestia di Saul, come lo fu quella in seguito di nascondersi dietro la stoffa, quando fu scelto re (ver. 22) .
(5.) Ed era certamente prudenza di Saul tacere in un caso del genere e per un buon motivo, non divulgarlo prima del tempo dovuto. (C. Ness.)
Mantenere un segreto:
Quando Lord Wellington era comandante di un esercito in India, un certo uomo ricco gli offrì centomila sterline per avere informazioni segrete su una questione molto importante. Wellington sembrò pensieroso per qualche minuto, come se stesse soppesando la tentazione. Ma non lo era. Stava solo considerando il modo migliore per rispondere al suo tentatore. Atti lunghi disse: "Sembra che tu possa mantenere un segreto, signore?" «Certamente» disse l'uomo, sicuro di aver raggiunto il suo scopo. «Anch'io!» replicò Wellington. "Buongiorno, signore!" E l'uomo se ne andò con aria abbattuta. Così Wellington era a prova di corruzione. Ha rifiutato una tangente di 100.000 sterline
17 CAPITOLO 10
1Samuele 10:17-25
E Samuele convocò il popolo all'Eterno a Mitspa.- Il riconoscimento pubblico della regalità incipiente:
Saul era stato abbastanza a lungo nello studio divino, e plasmato dalle forze celesti, la sua natura si manifestava in potenza per entrare nel dovere della vita, e anche per affrontare le sue difficoltà. In questo riconoscimento dell'incipiente regalità abbiamo...
(I.) Un rifiuto del Divino. Le ultime braci della vecchia teocrazia ebraica stanno covando verso l'estinzione. Il rifiuto del Re Divino:
1. Era pubblico. "E Samuele convocò il popolo all'Eterno a Mitspa" (ver. 17)
2. Questo rifiuto è stato ingrato. "E oggi avete rigettato il vostro Dio, che vi ha salvati da tutte le vostre avversità e dalle vostre tribolazioni" (versetto 19) . Come i pianeti più vicini al sole, pieni di luce e rallegrati di calore; così questi Israeliti erano stati fissati nei cieli morali vicino all'Essere Infinito, che aveva gettato su di loro la luce della Sua mente finita, e aveva dato loro la simpatia del Suo cuore amorevole; e così benedetti ora rifiutano apertamente il Suo aiuto futuro! Che ingratitudine per una nazione che era stata così spesso liberata da un pericolo imminente, dalla rovina nazionale e persino dalla schiavitù, rinnegare così Colui che era stato il suo rifugio!
3. Questo rifiuto è stato intenzionale. "E oggi avete rigettato il vostro Dio" (ver. 19) . Non era stato un semplice impulso frenetico a impossessarsi del cuore nazionale; Né le meschine orazioni di un politico rinnegato avevano suscitato il popolo a una rivoluzione temporanea. Era una questione di scopo fisso
4. Questo rifiuto era riprovevole. "Oggi avete rigettato il vostro Dio".
5. Questo rifiuto è stato tollerato. "Ora dunque presentatevi davanti all'Eterno per le vostre tribù e per le vostre migliaia" (ver. 19) . L'Essere Divino permette spesso alle nazioni di fare a modo loro, di perseguire i propri piani; e così gettandosi fuori dalla carta della Provvidenza, sono presto sciolti nell'oceano selvaggio, finché non naufragano sugli scogli predetti
(II.) Un'incoronazione dell'umano
1. Il metodo secondo il quale Saul fu scelto. "E quando Samuele ebbe fatto avvicinare tutte le tribù d'Israele, la tribù di Beniamino fu presa" (vers. 20, 21)
(1.) Le tribù erano universalmente presentate
(2.) Le tribù venivano minuziosamente ispezionate. Naturalmente Samuele sapeva chi sarebbe stato il futuro re, ma tuttavia passò attraverso la cerimonia di elezione. Perché?
(1.) Dimostrare che la disciplina preliminare della vita è di natura privata. La disciplina di ogni vita è semplicemente una questione tra Dio e l'anima direttamente interessata; nessun'altra presenza ha il diritto di intromettersi nella sua santità
(2.) Per completare la soddisfazione del popolo. Se questo metodo di scelta non fosse stato adottato, e se Saul fosse stato fatto re solo sulla base della sua precedente chiamata, il popolo avrebbe sospettato favoritismi e si sarebbe ribellato contro la decisione. Ma ora non possono; Tutti sono collocati sullo stesso piano, e quindi possiedono ugualmente una possibilità per il nuovo ufficio. Qui vediamo:
(3.) Che Dio non disprezza i cerchi più umili della vita. Saul fu preso dalla tribù di Beniamino. Molti immaginano che, in quanto poveri, siano disprezzati dagli uomini, e anche dimenticati o trascurati da Dio. Ma non è così
2. La modestia di Saul è degna di osservazione. "E l'Eterno rispose: Ecco, egli si è nascosto fra la roba" (ver. 22) . Questo dimostra l'efficacia della disciplina divina attraverso la quale Saul era passato, e prova che era l'uomo adatto per l'ufficio di regalità. Pochi uomini sarebbero fuggiti dal regno. Il suo sfarzo si adatterebbe troppo bene al loro orgoglio; il suo scettro avrebbe soddisfatto la loro ambizione e la sua adulazione avrebbe nutrito la loro debolezza. Ma Saul guardava più alla sua responsabilità che al suo emolumento. Alcuni uomini, quando sono chiamati a posti di autorità, mostrano una finta modestia e si nascondono dietro la sostanza della vita, ma fanno attenzione ad arrivare dove ci sono molti buchi attraverso i quali possono essere visti, per timore che i loro simili si fermino nella ricerca. Quella di Saul era la vera modestia, e la modestia non perde mai nulla essendo reale, perché è in tale richiesta che gli uomini pregano per la sua scoperta (versetto 22)
3. L'accoglienza di Saul da parte del popolo
(1.) Cosa lo raccomandò loro?
(2.) Era entusiasta. Senza dubbio c'erano molti cuori delusi, ma il grido generale era: Dio salvi il re
4. La sacralità della storia nazionale (ver. 25)
5. La condotta di Samuele in questa crisi
(1.) Giudizioso
(2.) Coraggioso. Lezioni:
(1.) Che la bontà divina è un argomento per l'obbedienza umana
(2.) Che gli uomini buoni devono spesso fare cose contrarie ai loro desideri
(3.) Che occasionalmente gli uomini buoni devono cedere, nella Provvidenza di Dio, ai desideri delle persone malvagie
(4.) Che quando gli uomini buoni cedono alle richieste dei nemici disobbedienti, non proclamano affatto le conseguenze future. (Joseph S. Exell, M.A.)
Saul scelse il re:
Quando per la prima volta il desiderio di avere un re raggiunse l'apice tra il popolo, essi ebbero la grazia di andare da Samuele e di cercare di sistemare la questione per mezzo di lui. Ma fu un bene che andassero da Samuele. Non erano preparati a realizzare i loro desideri con la violenza illegale; non erano desiderosi di servirsi dei soliti metodi orientali di rivoluzione: massacri e sommosse. Samuele convoca i capi delle varie tribù a una riunione, che non doveva essere considerata una rozza convenzione politica, ma una solenne riunione religiosa alla presenza stessa del Signore. Ma prima che la sorte fosse effettivamente tirata a sorte, Samuele rivolse all'assemblea una di quelle severe e terribili rivelazioni dello spirito che avevano portato alla transazione. Come potrebbero le persone, potremmo ben chiedere, superare tutto questo? Come potevano preferire un re terreno a uno celeste?
1. Forse potremmo meravigliarci meno del comportamento degli Israeliti in questa occasione se teniamo presente quanto spesso viene commesso lo stesso reato, e con quanta poca riflessione e considerazione, al giorno d'oggi. Per cominciare, prendete il caso - ed è molto comune - di coloro che sono stati dedicati a Dio nel battesimo, ma che hanno gettato al vento la loro alleanza battesimale. Arriva il momento in cui alla dedizione provvisoria al Signore deve seguire una consacrazione effettiva e cordiale di se stessi. In mancanza di ciò, che cosa si può dire di loro se non che rifiutano Dio come loro Re? Poi ci sono quelli che rifiutano Dio in una forma più oltraggiosa. Ci sono quelli che si tuffano coraggiosamente nella corrente del peccato, o nella corrente del godimento mondano, determinati a condurre una vita di piaceri, qualunque siano le conseguenze. Quanto alla religione, per loro non è nulla, se non un argomento di scherno da parte di coloro che la influenzano. La moralità... beh, se rientra nella moda del mondo, deve essere rispettata; altrimenti lascialo andare al vento. Dio, il cielo, l'inferno: sono semplici spauracchi per spaventare i timidi e i superstiziosi. Non solo Dio è respinto, ma è sfidato. Ma c'è ancora un'altra classe contro la quale può essere mossa l'accusa di rigettare Dio. Non nello stesso senso o nella stessa misura, ma con un elemento di colpa che non si attacca agli altri, in quanto hanno saputo che cosa significa avere Dio per loro Re. Mi rivolgo a certi uomini e donne cristiani che nei loro primi giorni erano caratterizzati da molta serietà di spirito, ma essendo cresciuti nel mondo, sono decaduti dalle loro prime conquiste e hanno più o meno accettato la legge del mondo. Quale annebbiamento è passato sopra la loro anima per cancellare l'incomparabile gloria di Gesù Cristo, l'immagine dell'invisibile Dio? Quale malefico incantesimo ha privato la Croce della sua santa influenza e li ha resi così indifferenti al Figlio di Dio, che li ha amati e ha dato se stesso per loro?
2. Ma torniamo alle elezioni. Senza dubbio Saul aveva previsto questo compimento. Aveva avuto troppe prove soprannaturali dello stesso effetto per avere un dubbio persistente su quale sarebbe stato il risultato della sorte. Gregorio Nazianzeno fuggì effettivamente nel deserto dopo la sua ordinazione, e Ambrogio, vescovo di Milano, nell'ufficio civile che ricoprì, cercò di distogliere il popolo dalla sua scelta anche con atti di crudeltà e severità, dopo che lo avevano chiamato a diventare il loro vescovo. Ma, oltre al naturale allontanamento di Saul da un incarico di tale responsabilità, possiamo credere che egli non rimase indifferente alla solenne dichiarazione di Samuele che, nella sua determinazione di avere un re umano, il popolo si era reso colpevole di aver rigettato Dio. Forse era la prima volta che quel punto di vista sulla questione si imprimeva seriamente nella sua mente. Anche se la sua mente non era una mente spirituale, c'era qualcosa di spaventoso nell'idea stessa di un uomo che entrava, per così dire, nel posto di Dio. Non c'è da stupirsi, quindi, che si sia nascosto!
3. Verso la fine del capitolo vengono registrati tre incidenti che gettano luce sul grande evento del giorno
(1.) "Samuele raccontò al popolo le modalità del regno, e lo scrisse in un libro, e lo depose davanti al Signore." Questo fu un altro mezzo adottato dal fedele profeta per assicurarsi che questo nuovo passo avesse, se possibile, una volta fatto per il bene e non per il male. Era una nuova protesta contro l'assimilazione del regno di Israele agli altri regni circostanti. No! sebbene Geova non fosse più Re nel senso in cui lo era stato, il Suo patto e la Sua legge erano ancora vincolanti, e dovevano essere osservati in Israele fino alla loro generazione più remota
(2.) La successiva circostanza menzionata nella storia è che quando il popolo si disperse, e quando Saul tornò alla sua casa a Ghibea, "venne con lui una schiera di uomini, i cui cuori Dio aveva toccato". Furono indotti a formare una guardia del corpo per il nuovo re, e lo fecero senza alcuna costrizione fisica da parte sua o di chiunque altro, ma perché erano spinti a farlo per simpatia, per il desiderio di aiutarlo e di essergli utili nella nuova posizione alla quale era stato innalzato. Questo fu un notevole incoraggiamento. Gli amici veri si vedono nelle avversità. Potrebbe esserci stato un momento in cui Saul aveva più bisogno di amici? Le congregazioni dovrebbero sentire che non può essere giusto lasciare tutto il lavoro al loro ministro. Che tipo di battaglia sarebbe se tutti i combattimenti fossero lasciati all'ufficiale in comando? La gloria della Chiesa primitiva di Roma era che abbondava di uomini e donne i cui cuori Dio aveva toccato, e che "faticavano molto nel Signore".
(3.) L'ultima cosa che si nota è la differenza di sentimenti verso Saul tra il popolo. (W. G. Blaikie, D.D.)
Saul scelse il re:
Il popolo ebraico viveva sotto diverse forme di governo. Gli Atti prima erano sotto la forma patriarcale primitiva. Dopo ciò venne il governo teocratico del deserto. Questo si fuse con il governo dei giudici e divenne a volte poco meglio dell'anarchia. Poi venne il regno sotto Saul, Davide e Salomone, seguito dalla monarchia divisa sotto Roboamo e Geroboamo e i suoi successori. Dopo questo venne l'esilio e, dopo la restaurazione, un governo con poteri limitati sotto il controllo prima della Persia, poi della Grecia, dell'Egitto e della Siria, e infine, dopo un periodo di indipendenza sotto i Maccabei, sotto il governo romano. Ognuna di queste forme di governo ha dato una qualche forma o colore alla teologia della nazione, ma nessuna l'ha influenzata così profondamente e permanentemente come la monarchia. Le figure prese in prestito da esso ebbero un ruolo di primo piano nella predicazione di Cristo e degli apostoli; e la Chiesa cristiana attende e prega per l'avvento del regno di cui questo era un simbolo
(I.) Siamo interessati a notare che il regno proposto influenzò Samuele. Il passo fu per lui una grande delusione e anche un insulto personale. Gran parte del lavoro della sua vita gli sembrava sprecato a meno che la forma di governo sotto la quale aveva portato la terra alla prosperità non fosse continuata. Molti ministri fedeli ben oltre "la soglia dei cinquanta", ma con il cuore pieno dello Spirito di Cristo, hanno lo stesso miscuglio di dolore giusto e personale quando la congregazione, "per compiacere i giovani", inizia a suggerire che un uomo più giovane potrebbe fare meglio l'opera della chiesa. C'era un altro dolore personale per Samuele nella scelta. Il popolo, nella sua richiesta di un re, gli aveva detto nel modo più schietto possibile dell'inadeguatezza dei suoi figli ad essere i loro capi, ed egli fu costretto a riconoscere pubblicamente la triste verità che il suo cuore addolorato era riluttante ad ammettere anche a se stesso (1. Samuele 8, 5)
(II.) Siamo molto istruiti dal fatto che Dio non ha immediatamente abbandonato il popolo dopo la loro scelta sbagliata. Gli uomini buoni a volte si sentono costretti ad agire in questo modo; ma se Dio avesse negato l'aiuto a tutte le imprese religiose e politiche che cadevano al di sotto della giustizia assoluta, il mondo sarebbe stato in perdizione molto tempo fa. Un cristiano a volte non sa fino a che punto la sua cooperazione con quella che gli sembra la migliore politica possibile per avere successo, ma che ancora cade al di sotto del suo ideale, lo renda responsabile dei difetti della politica o del sistema. Ci sono molte persone eccellenti che non riescono a cooperare con gli altri per il motivo che i loro piani sembrano in parte una concessione al male che per il momento non può essere curato. La questione se un cristiano possa detenere azioni di una ferrovia, nel complesso gestita rettamente ma con alcune caratteristiche sbagliate di amministrazione; la questione se un cristiano possa visitare l'Esposizione Universale se è aperta di domenica; la questione se un cristiano possa frequentare un albergo con un bar: queste e molte altre a volte lasciano perplesse le brave persone. Paolo fu in grado di discriminare attentamente e di determinare se mangiare carne offerta agli idoli avrebbe comportato un'apparente approvazione dell'idolatria. Allo stesso modo dobbiamo distinguere tra sistemi fondamentalmente cattivi e sistemi in cui, pur avendo caratteristiche sbagliate, il male è incidentale. Forse non c'è nell'Antico Testamento un episodio che illustri più chiaramente l'atteggiamento di Dio verso tali sistemi di quanto non sia offerto da questa lezione
(III.) Siamo interessati alla luce che questa lezione getta sulla migliore natura di Saul. Possono le parole di Samuele aver fatto tremare il giovane leader per il proprio futuro nella posizione che deve occupare. Al giorno d'oggi i giovani uomini sono chiamati come mai prima d'ora a posizioni di responsabilità. A causa di questo fatto stanno arrivando ad aspettarselo e forse a cercarlo. Questo è naturale, ma di solito non è necessario. È probabile che l'uomo giusto non sia così nascosto nella roba, ma che possa essere trovato per il posto che Dio lo ha unto per occupare. L'uomo che dava le spalle all'alba, quando il re doveva essere scelto, la vide per la prima volta mentre illuminava le cime delle colline occidentali. Il modo migliore per il giovane che si sente adatto a un posto più alto di quello che occupa ora è quello di rendersi così vistosamente utile dove si trova che quando la gente comincerà a cercare tra la roba, lo troverà una spanna sopra i suoi compagni. Nascondersi tra gli uomini buoni diventa sempre più difficile. Il membro della Camera dei Comuni che sogghignò a un avversario: "Hai annerito gli stivali di mio padre!" ricevette una risposta che potrebbe essere stata data con onesto orgoglio: "Sì, e l'ha fatto bene". Lungi dall'escluderlo, l'umile lavoro può aver aggiunto importanti requisiti per il servizio più elevato. Ora Saul è di buon cuore, dignitoso e sincero. Non c'è da meravigliarsi che il popolo lo ammiri, perché le parole di Samuele sono vere e non c'è nessuno come colui che il Signore ha scelto fra tutto il popolo
(IV.) È interessante notare nei versetti finali un'illustrazione della nota verità che una cosa buona ottenuta erroneamente non soddisfa. Il popolo ha fatto a modo suo, e Dio lo ha aiutato a ottenere proprio ciò che aveva chiesto. Quando lo videro, gridarono la loro approvazione per la sua scelta. Ma "i figli di Belial", o gli indegni che senza dubbio erano stati i primi a chiedere un re, lo disprezzavano. È sempre così. Nessun uomo condanna il peccato più sinceramente del peccatore che lo commette. Agisce l'ultimo che tutti i peccati mordono come un serpente. Ma prima di questo il frutto rubato si trova meno dolce di quanto il peccatore si aspettasse, e il disprezzo di sé a causa di esso lo rende amaro al nostro gusto. La lezione che più ci ricorre in mente è quella che appare più e più volte nel nostro studio della storia del popolo ebraico: la fedeltà di Dio anche verso gli infedeli, la Sua immutabilità anche verso coloro che cambiavano costantemente e così spesso in peggio, la Sua bontà anche verso gli immeritevoli. È gentile con gli ingrati. (William E. Barton.)
Saul scelse il re:
L'interesse della scena a Mizpa si concentra nel rappresentante del vecchio e del nuovo regime, nel venerabile giudice e nel giovane re. Nell'esempio di ciascuno possiamo trovare istruzioni
(I.) La condotta di Samuele a Mizpa ci pone davanti la saggezza di una concessione tempestiva. Il cambiamento era inevitabile. Nessuna influenza personale potrebbe impedirlo o ostacolarlo a lungo. La saggezza di Samuele nella sua mediazione tra il vecchio e il nuovo sistema è ora evidente. Di uomini come Samuel, Dean Stanley ha detto, essi "sono i guaritori silenziosi che fasciano le ferite della loro epoca suo malgrado; sono i bravi medici che riuniscono le ossa slogate di un tempo disarticolato; sono i riconciliatori che volgono il cuore dei figli verso i padri, o dei padri verso i figli".
(II.) L'esempio di Samuele illustra ulteriormente la nobiltà della rinuncia a se stessi. È stato chiamato a deporre se stesso e a investire un altro della sua autorità. Come gli venne in mente la storia della sua vita mentre meditava sul cambiamento! Eppure, al di sopra di tutti questi sentimenti naturali, Samuele si alzò vittorioso. Il dispiacere, se lo sentiva, veniva rapidamente superato. L'umiliazione personale si perse nel desiderio di salvare Israele dalle piene conseguenze del suo peccato. Una nobile libertà dalla gelosia, come quella di Giovanni Battista quando guardò al suo successore, e come quella di Paolo in vista dei suoi rivali a Filippi, ma di cui il mondo non ha spesso visto l'uguale, ora segnava il suo corso. Fino a quel momento era stato un governante saggio, un giudice sagace e giusto, ma non più famoso di altri giudici. Con la rinuncia a se stesso divenne ora grande
(III.) La carriera di Samuele ci suggerisce la forza che viene dall'obbedienza cosciente alla volontà di Dio. Era noto che, cedendo al popolo e ungendo un re, faceva la volontà di Dio. Il suo spirito ubbidiente lo portò a considerare il cambiamento in relazione con i propositi di Dio, e non come se influisse sui suoi propri interessi. La causa che era venuta meno era la causa di Dio. Schierandosi dalla parte di Dio in questa faccenda, egli ebbe la certezza che non stava subendo la sconfitta finale. Trovarsi completamente opposti alle correnti prevalenti del pensiero e del sentimento significa diventare impotenti e scoraggiati, a meno che l'anima non si basi sulla chiara rivelazione della volontà di Dio. Una tale rivelazione era giunta a Samuele. L'obbedienza è una virtù elevata. Il miglior frutto che si può trarre dallo studio della vita di Samuele è questo: che l'obbedienza costante e coerente alla volontà di Dio è una fonte inesauribile di forza e di stabilità. Lasciando da parte ogni pensiero sulla lunga e oscura tragedia della vita successiva di Saul, possiamo studiare la scena di Mizpa così come ce lo presenta. Notiamo:
1. La sua umiltà
2. Il suo autocontrollo. La giovinezza del re Saul conquista i nostri cuori. Ma la sua luminosità e la sua bellezza furono di breve durata. Il sole sorse in uno splendore svelato, ma molto prima che il mezzogiorno si perdesse in nuvole che si addensavano e si oscuravano. (Sermoni del club del lunedì.)
Saul scelse il re:
Metteremo meglio in evidenza il significato di questa lezione, come parte della grande rivoluzione che stabilì la monarchia in Israele, considerando separatamente le rispettive parti in essa di Dio, Samuele e Saul
1. Un grande scopo che modella i dettagli della storia è quello di rendere chiaro ed enfatico che Saul è stato scelto da Dio. Ora, questo fatto che Dio scelse Saul è pieno di istruzione, se preso in congiunzione con due cose: il peccato di Israele nel desiderare un re, e la rapida decadenza di Saul e la sua caduta finale. Ma Dio permise a questo desiderio peccaminoso di fare a modo suo. È difficile da capire? Non è in accordo con il Suo costante agire? Se non camminiamo nelle Sue vie, spesso Egli ci lascia a noi stessi. Egli ci concede le cose per cui ci lamentiamo, anche se il nostro pianto dimostra che ci siamo scrollati di dosso il Suo dominio, e lascia che l'esperienza ci insegni le lezioni della nostra follia. Spesso il modo migliore per curare i desideri viene esaudito. Ben presto Saul si dimostrò indegno. L'uomo scelto da Dio è stato un fallimento. La scelta è stata, quindi, un errore? No. Quello per cui è stato scelto, lo ha fatto. Salvò Israele "dalla mano dei filistei". Dio sceglie gli uomini per i compiti, ed è pronto a prepararli per il loro lavoro, ma non li preserva magicamente dalla tentazione delle loro posizioni, a meno che non si mantengano in contatto con Lui; e se rifiutano il Suo aiuto, e sono peggiorati dalla loro esaltazione, non è Dio che ha sbagliato nella Sua scelta, ma gli uomini che sono caduti sotto la loro vocazione a causa del loro stesso peccato
2. La parte di Samuel nella transazione è chiaramente contrassegnata. Solo un uomo di saggezza matura e, cosa ancora più necessaria, di manifesto disinteresse, avrebbe potuto presiedere a un cambiamento di così vasta portata. Ma un cuore che si tiene vicino a Dio è adatto a compiti delicati, e un capo che evidentemente non ha fini personali può influenzare gli uomini quasi quanto vuole. È un bene per le nazioni e le chiese quando i rappresentanti del vecchio ordine sono disposti a versare l'olio dell'unzione sulla giovane testa dell'incarnazione del nuovo, e a dare al valoroso guerriero la benedizione di un bacio da labbra invecchiate
3. La parte di Saul in questo incidente mette in evidenza principalmente due punti, entrambi eccellenti. La lezione per tutti, specialmente per i giovani, è: fate i piccoli doveri di oggi, e siate certi che farli è la migliore preparazione per sfere più ampie, e che quando sarete pronti per questi, saranno accessibili a voi. La ricompensa del lavoro è più lavoro. I piccoli compiti possono essere grandi se fatti per grandi motivi; e, se riempiamo di luce l'angolo in cui ci troviamo, prima o poi saremo posti su un candelabro abbastanza alto per la luce che è in noi. Semplicità e modestia contraddistinguevano il giovane Saulo. Si sente indegno del grande destino vagamente segnato per lui (versetto 21) . Un tale temperamento diventa una giovinezza non provata, sebbene il suo opposto sia spesso una caratteristica della prima infanzia. Di solito ci vogliono un bel po' di colpi duri per sconfiggere la presunzione giovanile di un uomo. E' tempo sufficiente per vantarsi quando ci si toglie l'armatura, e pochi di noi sono molto inclini a farlo. Ma quando lo indossiamo, e non abbiamo dato prova della nostra bravura, meno ci vantiamo o pensiamo a noi stessi, meglio è. Non ci farà male ricordare il saggio detto di un don di Cambridge: "Signori, nessuno di noi, nemmeno il più giovane, è infallibile". (A. Maclaren, D.D.)
22 CAPITOLO 10
1Samuele 10:22
Si è nascosto in mezzo alla stoffa. - Responsabilità:
Quando Aussenzio, il vescovo ariano di Milano, fu morto, ci fu molta agitazione tra i cristiani di quella città. Sia i cattolici che gli ariani si erano riuniti nella chiesa principale allo scopo di eleggere un nuovo vescovo, e ciascuna parte era ansiosa che qualche sacerdote che avesse le sue stesse idee fosse nominato alla sede vacante. Quando le parole del governatore ebbero cessato di risuonare attraverso gli alti archi della chiesa, la voce chiara di un bambino ruppe il silenzio che seguì, ripetendo le parole: "Ambrogio Vescovo, Ambrogio Vescovo". Atti una volta che il grido è stato raggiunto da quell'immensa assemblea. Invano Ambrogio protestò che era solo un catecumeno, che non era stato nemmeno battezzato; Invano insistette sul fatto che l'ufficio sacro di un vescovo era del tutto estraneo ai suoi precedenti pensieri e studi (poiché era stato educato come avvocato) ; il popolo non accettò alcun rifiuto; e così, alla fine, fuggì dalla loro presenza, per sfuggire alla consacrazione al Vescovado di Milano. Questo non è un caso isolato. Leggiamo nella storia della Chiesa cristiana di molti simili ritraiti dalla responsabilità da parte di coloro che sono stati eletti ad alte cariche in quella chiesa; di molti che, chiamati ad assumere la cura di qualche diocesi, o anche il sacro ufficio del sacerdozio, si sforzavano, come Saulo il Beniaminita, di andare a nascondersi in mezzo alla roba. Ora, qual è stata la causa di questo strano comportamento: qual è stata la causa di quella fuga di S. Ambrogio, quando fu eletto al Vescovado di Milano? Non era forse una sorta di paura nervosa: non era forse quella che si può chiamare vergogna o, come è meglio tradotta nella versione riveduta del Nuovo Testamento, "vergogna"? Possiamo vedere innumerevoli esempi dei suoi effetti disastrosi nella Chiesa cristiana dei giorni nostri. Ma non siamo troppo pronti a condannare i nostri fratelli timidi. S. Ambrogio divenne una potente colonna della Chiesa: Saulo, per molti anni, fu un eccellente re, e si dimostrò un guerriero coraggioso dopo essere stato tratto fuori dalla sua ingloriosa ritirata. È difficile condurre una vita santa in un mondo dedito all'ingiustizia. Nostro Signore disse ai Suoi discepoli che il mondo li avrebbe odiati e perseguitati, proprio come aveva odiato e perseguitato Lui. È la dichiarazione pubblica della nostra lealtà a Cristo che costituisce la difficoltà per la maggior parte di noi. E così questa vergogna porta gli uomini a vivere due vite: una nella Chiesa e una nella cerchia familiare: un'altra in ufficio o nel club. Se indaghiamo sulle cause di questa mancanza di aiutanti, cosa troviamo? Troviamo centinaia di giovani uomini e donne che frequentano le nostre chiese: molti di loro comunicano regolarmente, tutti almeno fanno una certa professione esteriore di cristianesimo, tutti sperano almeno di essere salvati attraverso la fede nel Signore Gesù Cristo. Li implorate di lavorare in uno di quei tanti campi che giacciono incolti per mancanza di un seminatore, e loro rispondono troppo spesso con quel grido a pappagallo che "la carità inizia in casa". Viene chiesto loro di entrare a far parte di qualche società, di insegnare in qualche Scuola Domenicale; la chiamata di Dio giunge a loro in cento modi diversi per farsi avanti con coraggio e testimoniare nel Suo nome; ma, ahimè, quando sono convocati in questo modo, fuggono come Saul, figlio di Chis, e si nascondono tra la stoffa e il bagaglio di quelle scuse che possono trascinare insieme per nascondere la loro mancanza di coraggio. Leggiamo giorno dopo giorno nei giornali pubblici che, mentre ogni reggimento si imbarca per il servizio sul luogo di guerra, non si trova un uomo mancante quando viene chiamato l'appello - nessuno dei soldati della nostra Regina si sottrae al richiamo del dovere - nessuno si nasconde tra quella roba. E noi, i soldati di Cristo, permetteremo che un tale rimprovero venga gettato contro di noi, permetteremo che si dica che il nostro cristianesimo è puro egoismo, che tutto ciò che ci interessa è salvare le nostre anime; e che non ci preoccupiamo di farci avanti e fare pubblica dichiarazione, di assumere questo o quel dovere pubblico che Cristo ci chiama a compiere per l'amore che professiamo di portargli? (Patrick Wilson.)
Tra la roba:
Per l'adempimento di alti uffici nella Chiesa e nello Stato, gli uomini hanno bisogno della compagnia di coloro la cui esperienza impartirà un nuovo impulso alla vita e una nuova educazione
1. Gli uomini si nascondono tra i sentimenti che nascono da un senso di indegnità. Un tale sentimento deve essere custodito, ma non elevato al di sopra della chiamata di Dio. Abbiamo un gran numero di brave persone che negano la loro persona e la loro influenza alla Chiesa di Cristo, perché non sono adatte. Povera roba! Vieni alla tua incoronazione, Dio ti sta chiamando. La tua prima forma fisica è l'obbedienza alla chiamata. Lasciati governare dal senso della grandezza del Salvatore
2. Gli uomini si nascondono tra le loro buone intenzioni. Le intenzioni sono buone quando sono seguite da azioni, ma sono cattive quando sono semplici sostituti. Alcune vite sono fatte di intenzioni e, come castelli in aria, vengono spazzate via dai venti impetuosi delle circostanze. Molti sarebbero ricchi senza lavoro, saggi senza istruzione e famosi senza passaporto. Moltissime persone sperano sinceramente di diventare un giorno serie e religiose
3. Gli uomini si nascondono tra i loro dubbi e incredulità. Coloro che si ergono ad armonizzatori del metodo divino e falliscono non sono pochi. Nessuna nave getta l'ancora nella nebbia sui banchi di Terranova, ma tutte passano. Vivere nel dubbio è gettare l'ancora nella nebbia. Ognuno conosce qualcosa delle perplessità della fede. L'inquietudine dell'anima richiede il riposo della fede; ma chi riposa nell'inquietudine del dubbio è già condannato
4. Gli uomini si nascondono tra le preoccupazioni e le ansie mondane. Il motto di molti è: "Gli affari devono essere curati". Certamente, e la religione deve essere curata allo stesso modo
5. Gli uomini si nascondono tra i piaceri della vita. Il cercatore di piacere è dappertutto, ed è ampiamente soddisfatto, ma è roba povera. (T. Davies.)
Non dovremmo rifuggire dal sentiero del dovere:
Giovanna d'Arco è un esempio lampante di forte determinazione e nobile determinazione che conquista un'indole naturalmente timida. Quando si convinse di essere stata chiamata da Dio a liberare la Francia dal dominio inglese, la timida fanciulla del villaggio divenne un capo nei campi di battaglia e negli assedi, e non si lasciò intimidire dalla presenza dei più alti personaggi del paese. La convinzione della sua missione la rendeva forte
24 CAPITOLO 10
1Samuele 10:24
Non c'è nessuno come lui tra il popolo.-Il giovane scelto e buono:-
Ci sono due forme in cui l'uomo che sta guidando la sua nave sul pericoloso oceano può accertare la rotta che dovrebbe tenere, e ricevere l'ammonizione dei pericoli che dovrebbe evitare. Può esserci il ben noto marchio marino, innalzato vicino alle rocce insidiose, che parla il suo linguaggio di prudenza, e tuttavia allo stesso tempo offre la sua rassicurante rassicurazione, che finché quella cautela sarà seguita, ci sarà sicurezza. Ma c'è un altro faro che il marinaio a volte scopre, i cui avvertimenti sono trasmessi in una forma ancora più enfatica. Non è il faro che la mano della scienza, diretta dalla gentilezza, ha innalzato, non è la boa che galleggia sulla sabbia insidiosa; ma è la nave in frantumi che si è avvicinata troppo al punto di pericolo: le sue travi si spezzano, le sue provviste galleggiano, i suoi passeggeri perduti. Ora, ciò che queste due forme di ammonimento sono per coloro che "scendono nell'abisso e fanno affari nelle grandi acque", i precetti della santa parola di Dio da una parte, e i suoi avvertimenti storici dall'altra, sono per coloro che stanno viaggiando sull'oceano della vita verso il paradiso dell'eternità. Il linguaggio dei precetti di Dio è benevolmente ammonitore: questi dicono abbastanza per mantenerci nel giusto; ma noi siamo inclini ad abituarci così tanto ai loro insegnamenti, che perdono il loro potere, abituati ad essi, come il marinaio lo è al faro sulla roccia, o alla boa che galleggia sulla sabbia. Vogliamo qualcosa di più. Vogliamo qualcosa che parli della nostra sicurezza e della nostra negligenza in modo più vivido e con un'impressione più realizzata; e noi l'abbiamo, lo troviamo negli avvertimenti storici della parola di Dio, nei naufragi, nel naufragio della pace, nel naufragio del carattere, nel naufragio del comfort, nel naufragio della speranza, nei casi di coloro che hanno scherzato con la voce dei precetti divini e hanno rifiutato le benedizioni della direzione celeste. Questo è lo spettacolo che ci viene presentato nella storia che abbiamo davanti: è un naufragio, e non ha un carattere ordinariamente angosciante. Ma tra gli spettatori di un vascello spinto sugli scogli e fatto a pezzi dalla violenza dell'ondata, nessuno si commuoverebbe tanto quanto coloro ai quali sarebbe venuto in mente di vedere proprio quella barca quando fu varata. Per gli spettatori che potevano ricorrere alle speranze passate così eccitate, l'effetto di vedere il relitto sarebbe stato ancora più angosciante; Il contrasto tra ciò che era stato e ciò che era allora sotto gli occhi sarebbe estremamente eloquente. E questo aumento dell'interesse malinconico si collega senza dubbio al nostro tema attuale. Nulla potrebbe essere più propizio, nulla di più attraente, dell'inizio di quella carriera che termina con un naufragio morale. C'erano vere e proprie manifestazioni di condotta da parte sua che sembravano la promessa del più luminoso avvenire. Ne particolareggiamo due
(I.) Il primo era il suo dovere di figlio, e la conseguente considerazione in cui suo padre lo teneva. Sotto questo aspetto, egli si pone realmente davanti ai giovani come un esempio e un modello. Lo Spirito di Dio, che ha registrato la perversità dei figli di Eli e l'indegnità dei figli di Samuele, ha portato alla luce l'immediata e pronta obbedienza del figlio di Kis (CAPITOLO 9:3, 4) . Non siamo sorpresi di trovare, come un'altra parte di questa interessante storia, la considerazione che il padre di Saul nutriva per lui, come si evince dall'incidente, riportato CAPITOLO 10:2, che quando Saul e il suo servo si erano allontanati da Samuele, e avevano raggiunto il sepolcro di Rachele, al confine di Beniamino, a Zelzah, due uomini li incontrarono, i quali, avendo annunciato che l'oggetto perduto era stato ritrovato, aggiunse (e con quale naturalezza e semplicità l'aggiunta giunge alle nostre orecchie) : "Ecco, tuo padre ha lasciato la cura degli asini e si affligge per te, dicendo: Che farò per mio figlio?" La perdita dei suoi beni fu considerevole; ma la perdita di suo figlio era una privazione molto più grande: "Un figlio saggio rende felice un padre; " e ora che il padre sentiva la mancanza del figlio che lo aveva spesso reso felice, non poteva fare a meno di esclamare, nella sua profonda sollecitudine: "Che cosa devo fare?" Saul occupava in casa un posto di grande interesse per i suoi genitori, e ora che il suo posto era vacante il vuoto era doloroso. È doloroso vedere i bambini sopravvivere alla stima dei propri genitori. Non possiamo leggere i vari riferimenti che la Scrittura fa alla relazione parentale, e non pensare che la prova che Saulo applicò per accertare la condotta del dovere sia quella che Dio spesso e urgentemente ci chiede di impiegare. "La gioia di un padre" o "la pesantezza di una madre", sono considerazioni di grande importanza per Dio; e sono, quindi, questioni che non possono essere tranquillamente prese in giro dai bambini, anche quelli più anziani. "Questo priverà mio padre del riposo; Questo si aggiungerà al dolore di mia madre?" - lascia che questa sia la domanda prima di intraprendere il tuo corso, e modella il tuo piano e il tuo scopo
(II.) Oltre al punto particolare che abbiamo esaminato, c'era nel carattere di Saul una grande quantità di rettitudine mentale in circostanze che avrebbero potuto rivelarsi una forte tentazione a manifestazioni di tipo opposto. A volte vediamo, tra i nostri simili, grandi eccellenze superate da grandi e deplorevoli difetti. Sentiamo dire di un giovane: "Sì, è un bravo figlio; Ma quando hai detto questo, hai detto tutto. È così presuntuoso, così parvenu, così perverso verso tutti tranne che con i suoi amici più stretti, che molte volte si perde il ricordo della sua eccellenza nell'inconveniente personale che si soffre per gli altri aspetti della sua condotta. Nessun pensiero come questi, tuttavia, è suggerito dal racconto di Saul
1. Sembrerebbe che sia esistita, nel suo caso, quella che potrebbe essere stata una considerevole tentazione alla vanità personale; eppure, nella prima parte della narrazione, non si può rintracciare il minimo approccio ad essa nel suo comportamento. Essere vanitosi sulla base del fascino personale significa recitare una parte insensata, perché questi non implicano alcun merito e non promettono una lunga durata. L'inverno dell'età deve essere contemplato, così come la marea primaverile della giovinezza e l'estate della virilità e della femminilità. D'altronde, è la mente che dà valore all'uomo: e che cos'è lo scrigno se è vuoto? Per quanto bello sia il suo esterno, delude se non c'è nessuna gemma all'interno
2. Se l'aspetto di Saul non lo sollevò, non sembra nemmeno che all'inizio sia stato reso vano né che sia stato eccessivamente esaltato dalle sue nuove circostanze. Non c'è nulla di più difficile da sopportare di un passaggio da una posizione più bassa a una che si trova di diversi gradi al di sopra di essa. Ci sono alcuni bei casi, in verità, in cui gli uomini hanno resistito bene alla prova e hanno portato in una sfera elevata tutta l'umiltà e la semplicità che li hanno contraddistinti nei percorsi ordinari della vita. Ma queste sono più le eccezioni che la regola. Per molti uomini, il giorno stesso della loro transizione verso un sentiero più elevato nella condizione esteriore è stato il periodo da cui si deve datare la loro pietosa assurdità, la loro perfetta inutilità, la loro caduta morale
3. Ha manifestato la stessa rettitudine nel sopportare senza ritegno una condotta che aveva lo scopo di irritarlo, e che era molto calcolata per produrre quell'effetto. "Gli uomini di Belial dissero: 'Come ci salverà quest'uomo? Ed essi lo disprezzarono e non gli portarono doni» (CAPITOLO 10:27) . E come agì Saul? Con quale significato lo scrittore sacro aggiunge: "Ma tacque". Ora, era molto bello essere così tranquilli dove la natura umana - come forse sappiamo per esperienza - è molto incline ad essere eccitata. Ma il segreto di questo silenzio sta in quella caratteristica che abbiamo appena considerato. Se egli avesse attribuito a se stesso un'importanza preponderante, avreste visto una condotta molto diversa. Ma fu l'assenza di tutto ciò che lo salvò. Queste sono le rappresentazioni che la Scrittura offre del carattere di Saul al tempo in cui fu chiamato al trono. E da tutto ciò che abbiamo detto, che cosa non si sarebbe potuto sperare riguardo al futuro? Eppure le nostre speranze sono destinate a essere deluse. Sii tutto ciò che Saul era quando partì per la vita, ma assicurati le stesse doti di carattere da una fonte più alta della semplice natura. Cercatele da Dio, come risultato dell'insegnamento del Suo Spirito, dell'opera del Suo Spirito nel cuore. Questa sarà la grande sicurezza contro quella delusione che sorge da un tale deterioramento del carattere come un po' più tardi avremo davanti a noi nella storia di Saul. (J. A. Miller.)
Un aspetto regale:
Giacomo 1 d'Inghilterra fu acclamato con gioia re alla morte di Elisabetta, e iniziò la sua processione reale dalla Scozia alla sua nuova capitale in grande stile. La nazione, tuttavia, fu amaramente delusa di trovarlo meschino e sgraziato, mentre i suoi modi erano comuni, rozzi e del tutto privi di dignità personale. Era così debole e codardo che l'otto di una spada sguainata lo fece rabbrividire. Sarebbe difficile concepire un contrasto più severo tra il re Giacomo 1 e Saul, e le diverse impressioni prodotte sul loro popolo erano del tutto in linea con i diversi caratteri dei due uomini
E tutto il popolo gridò, e disse: "Dio salvi il re".-Dio salvi il re!-
Il nostro testo racconta della prima volta, nella Scrittura, che si levò questo grande grido di lealtà. Illustrando brevemente questo vecchio grido dalle circostanze annotate in Samuele, e applicandolo al nostro tempo, possiamo osservare:
(I.) Come Dio deve essere riconosciuto come fonte di vita e di autorità. In questa prima preghiera per la regalità, c'è il riconoscimento di Dio come fonte di vita e di autorità. Questa grande verità della religione non è dimenticata nella lingua originale di questo versetto, che esprime il desiderio del popolo: "Lasciate vivere il Re!" La stessa verità è implicita nelle parole ora usuali: "Dio salvi il Re!" Di tale autorità quante volte si dichiara che l'Onnipotente è l'autore e il difensore; e Gesù Cristo stesso, il primogenito dei morti, è dichiarato Principe dei re della terra. Nessuno di noi dimentichi che, a causa di tale verità, l'Incoronazione, in cui i simboli esteriori del dominio sono affidati al monarca, è un servizio distintamente religioso; molto più di ogni altra cosa. Così era in quei tempi antichi a cui si riferisce il nostro testo, così è stato da allora; e così è ancora in tutti i paesi cristiani, anche in tutti i paesi pagani, con poche eccezioni, in tutti i secoli
(II.) Preghiera per il Re: - L'Onnipotente deve essere riconosciuto: si deve pregare per il Re; Perché e come? Alla luce soprattutto della sua alta posizione e della sua vasta responsabilità. Mentre per i governanti in generale dobbiamo intercedere, per il nostro Re ci sono molte cause speciali per farlo con sacro entusiasmo. In occasione del nostro testo, il popolo ha gridato con ardore senza freni. In un certo senso, forse, la nostra civiltà è più sottomessa, e talvolta, forse, trattiene troppo l'espressione dell'affetto naturale. Anche se nel caso presente finora castigati, non lasciare che i nostri sentimenti di lealtà siano troppo repressi. Non siano chiusi come in una ghiacciaia, ma piuttosto si allarghino con qualcosa di quel calore estivo, che amiamo e desideriamo. Infine, nella nostra lealtà che onoriamo così il Re, temeremo con pietà Dio che ci ha dato questo comando. (G. G. Gillan, D.D.)
Il Re:
Non c'è bisogno di un grande acume storico per vedere che l'incoronazione di re Edoardo VII. dell'Inghilterra risalterà anche nella nostra notevole storia nazionale come un evento di particolare e patetica importanza. Siamo stati accusati da un critico amichevole, anche se un po' cinico, di applicare a noi stessi come nazione tutte le promesse di favore e la dignità di responsabilità che Dio ha concesso al Suo popolo eletto, gli ebrei, nei giorni della loro fedeltà e della loro prova. Sarebbe strano se non avessimo tratto alcun beneficio dallo studio nazionale e dalla venerazione per la Bibbia. Che cosa rappresenta dunque per noi la persona del Re, rivestita di tutte le insegne e la maestà della gloria suprema?
(I.) Il Re è il rappresentante e l'incarnazione di certi principi personali e importanti, e tra questi annoveriamo prima nella persona del Re la maestà e la dignità della legge. Egli è la fonte del diritto di una nazione, l'incarnazione suprema della sua libertà e dei suoi privilegi basati sulla legge. Guardando indietro alla nostra storia a scacchi, ci rendiamo conto della natura feroce del conflitto che ha imperversato intorno a questa concezione dell'ufficio regale. Il nostro Re non regna come un despota a dispetto dei diritti del suo popolo, ma come l'incarnazione vivente di tutto ciò che più venera e a cui si aggrappa. Da bambini eravamo abituati a leggere la storia con un occhio agli eventi commoventi dei campi di battaglia, e alle lotte dei re e del popolo in tutti gli incidenti commoventi delle tragedie pubbliche che circondano la crescita di una nazione, e man mano che invecchiamo scopriremo che queste lotte non perdono nulla del loro interesse. Esse acquistano importanza, come il conflitto tra la libertà e l'oppressione, tra l'ordine e il disordine, ora da una parte, ora da un'altra. Segnamo in essi la graduale evoluzione di un'idea più chiara di ciò che si intende per monarca, nel suo carattere supremo di custode e fonte del diritto; Vediamo la lenta diminuzione dell'idea di un potere personale irresponsabile, e l'estinzione della brama dell'avidità e dell'oppressione, e l'emergere della figura della dignità e della religione, sotto la quale una nazione venera la figura della sua libertà. Abbiamo già imparato tutta la bellezza e la grandezza che si trovano espresse in quel sacro nome: legge? Quando gli antichi Greci guardavano questo magnifico universo in cui tutte le cose svolgono le loro funzioni ordinate, chiamavano il mondo con un nome che significava ordine, come se questo fosse il fine principale che pervade la caratteristica che era impressa nel suo meccanismo divino. Il regno della legge, della legge perfetta e incrollabile, suscitava la loro venerazione e il loro timore; ed era magnifico, era divino. E così siamo ancora abituati nei modi più intimi e nascosti a rintracciare l'azione dello Spirito Santo nelle regioni dell'ordine e della disciplina all'interno dell'anima. Lo Spirito di Dio, che un tempo aleggiava sulla superficie delle acque quando l'ordine emergeva dal caos, governa ancora i cuori e le vite di coloro che si abbandonano alla Sua guida gentile. Mentre onoriamo questo grande principio di legge e ordine nella persona del nostro Re, che incoroniamo e consacriamo, facciamo in modo di onorare ogni sua manifestazione nella nostra vita. È una cosa triste lottare per la libertà del suddito e mantenere il lungo conflitto per l'integrità delle nostre leggi, se allo stesso tempo viviamo la vita di schiavi, in una sottomissione volontaria alla tirannia del male. Le lotte della nazione per la libertà e per la libertà sono parallele, nella vita di molti uomini di oggi, con una questione molto diversa del conflitto. La supremazia della legge, all'interno del cerchio della sua vita, è il diritto innato di ogni uomo. Siamo nati liberi, ma la questione della lotta della vita troppo spesso ci lascia schiavi. Veneriamo almeno la fonte della legge, come coloro che conoscono le benedizioni della legge nel nostro intimo. È un regno turbolento quello che Dio vi ha chiamato a governare. Ci sono passioni feroci che sono state progettate per servire sotto il tuo regno, che sono fin troppo pronte a sollevarsi in ribellione e a spodestare il sovrano dal suo trono. A non molte centinaia di metri da questa cattedrale esisteva una volta quella strana regione conosciuta come Alsazia, con la quale la penna del romanziere e le brillanti pagine di Macaulay ci hanno reso familiari, quella regione in cui l'ordine del re non correva, dimora del disordine criminale e del vizio. Tanti uomini hanno elevato i loro peccati assillanti in un'Alsazia, una dimora di misfatti privilegiati, dove la volontà non dà ordine, e la legge di Dio non fa appello. Faccio appello a una venerazione più ampia e più sincera per la legge e l'ordine all'interno del regno della nostra vita. Non abbiamo Alsazia, non abbiamo peccati privilegiati, non abbiamo tempi, non abbiamo luoghi, non ci sono stati d'animo che siano al di fuori del benefico Stato di diritto. Portiamo in cattività ogni pensiero all'obbedienza di Cristo
(II.) Il Re, ancora una volta, è il rappresentante per noi delle nostre tradizioni nazionali. La storia della nazione le è appesa come una collana, tempestata di gioielli gloriosi, che rappresentano le tradizioni che sono state elaborate nella sua lunga e travagliata carriera. Ci sono ricordi di lotte in patria e all'estero, alcune delle quali ci vergogniamo, la maggior parte delle quali siamo orgogliosi. Ricordiamo come, proprio nel luogo in cui ci troviamo, la lotta del paganesimo, l'avanzata delle forze del cristianesimo, l'asprezza della lotta religiosa e civile abbiano lasciato il loro segno nella storia. Nelson e Wellington giacciono sepolti nella nostra cripta, per ricordarci la lotta europea che ha fatto tanta impressione sul nostro sentimento nazionale e ha mostrato all'Inghilterra il grande destino che era chiamata a compiere. E ringraziamo Dio perché, anche se raramente siamo liberi da qualche forma di guerra in qualche parte del nostro vasto Impero, Dio ci ha misericordiosamente protetti dagli orrori della guerra nella nostra isola. La battaglia di Sedgemoor, nel Somerset, combattuta nella ribellione di Monmouth ai tempi di Giacomo 2, è generalmente considerata come l'ultima seria battaglia combattuta nella nostra terra; per cui possiamo, in verità, ringraziare Dio, quando vediamo cosa significa la guerra, come, per esempio, per le pianure assolate della Francia nella terribile lotta del 1870, o in Sud Africa negli orrori e nelle distruzioni della guerra ora felicemente e gloriosamente conclusa. Attraverso lunghi secoli di lotte, di benedizioni ricevute e di avvertimenti dati, sentiamo che è emerso un grande; tradizione che ci siamo impegnati a mantenere, e di cui il nostro Re incoronato è il rappresentante personale. Noi, come nazione, non ci preoccupiamo molto della gloria; È un sentimento evanescente e inebriante, estraneo al nostro carattere. Al contrario, sembriamo quasi cinicamente indifferenti alle critiche ostili alla nostra azione nazionale, che allo stesso tempo non siamo in grado di evitare. Ma, grazie a Dio, è emersa come tradizione permanente della nostra razza, e come simbolismo prevalente della nostra bandiera nazionale, il senso del dovere. Per quanto non riusciamo a metterne in pratica l'applicazione, per quanto imperfetta possa essere la nostra comprensione delle nostre responsabilità, tuttavia è qualcosa sentire che è la grande tradizione della nostra razza, che l'Inghilterra si aspetta che ogni uomo faccia il suo dovere, e che l'avidità e l'ingiustizia, dove e se esistono, esistono solo a dispetto delle nostre più care tradizioni nazionali. Ogni uomo è migliore per una tradizione nella sua vita. Il romanziere ha tracciato per noi con spietata precisione la carriera di un uomo che è caduto di male in peggio, in gran parte perché non aveva tradizioni nella sua vita; che non riusciva mai a ricordare il tempo in cui non era indolente e autocompiacente; che non aveva campi di battaglia, nessuna testimonianza di vittoria che lo aiutasse con la forza di una tradizione, o i ricordi del dolore superato. E così cadde, come uno che è solo quando cade, e che non ha nulla che lo sostenga, o qualcosa di cui dire: "Dio non voglia che io sia falso verso il mio io migliore, o che tradisca il mio passato più nobile". In nome del principio tutti noi riconosciamo con un omaggio istintivo una tradizione che è solo onorevole per un uomo mantenere. La tentazione di una sensualità degradata perde metà della sua malignità quando si tratta di un uomo, non come un'esperienza isolata in una carriera multiforme, ma come un colpo mirato a un caro principio di vita e a una linea d'azione uniforme. È una forza immensa per un uomo essere in grado di dire all'allettatore: "Non ho mai ceduto a quel tipo di tentazione, e non ho intenzione di cominciare ora". È un immenso sostegno a una vita di integrità, essere in grado di rispondere al specioso appello a un presunto profitto nella disonestà con un onesto ripudio che può dire: "Non ho mai fatto un'azione disonesta, né ho detto una bugia, e sarebbe contrario a tutti i miei principi farlo. Uno dei più grandi tesori nazionali è la gloriosa tradizione che è l'eredità della nostra razza, e quindi ancora una volta, come depositario di quella tradizione e come sostenitore della sua integrità, diciamo di colui la cui incoronazione oggi acclamiamo: "Dio salvi il Re".
Ma non dobbiamo dimenticare che essendo la natura umana quella che è, e la nostra nazione inglese che è quella che è, si è raccolta attorno alla migliore tradizione della nostra lealtà una profonda sensibilità personale per la persona del sovrano. Non solo ufficialmente, ma personalmente, per rispetto e affetto per il monarca regnante; dove ciò non è stato reso impossibile, abbiamo amato dire: "Dio salvi il Re". Noi, nessuno di noi, è probabile che dimentichiamo la grande devozione personale che tutte le classi di uomini e donne inglesi hanno mostrato verso la nostra defunta Regina. Il suo trono, se c'è stato, è stato innalzato nel cuore del suo popolo. Né si tratta di un affetto meramente sentimentale. Incoronando il nostro Re, coroniamo la maestà della legge, coroniamo la grandezza della nostra tradizione e la gloria della nostra razza, ma incoroniamo anche colui che è salito sui gradini del trono, direttamente dalla tenerezza plasmante della mano amorevole di Dio. E, perciò, con tutto il nostro cuore diciamo: "Dio salvi il Re". (W. C. E. Newbolt, M.A.)
25 CAPITOLO 10
1Samuele 10:25
E l'ha scritto in un libro.-Valore o una costituzione scritta:-
Una rivelazione scritta è una benedizione incomparabile. Non è forse nero su bianco il grido dei sudditi dappertutto per una costituzione, qualcosa di scritto, le lotte e i doveri del sovrano e del suddito? La Bibbia è per noi come una costituzione scritta; possiamo portarlo a casa, possiamo consultarlo quando vogliamo, citarlo, fare appello ad esso Dio si lega benignamente per mezzo di esso. Di tutte le eresie moderne, nessuna è più contraria all'esperienza umana del rifiuto di una parola scritta e della proposta di sostituire la coscienza umana e i sentimenti morali come nostra guida. (N. Adams.)
26 CAPITOLO 10
1Samuele 10:26-27
E con lui andava una schiera di uomini, i cui cuori Dio aveva toccato. Ma i figli di Belial dissero: "Come ci salverà quest'uomo?".-Opinione pubblica in riferimento al nuovo Re:
(I.) La simpatia degli amici di Saul. Ci sono momenti nella vita dell'uomo in cui la simpatia di un amico ha un valore inestimabile. Agisce in momenti critici della nostra storia, nei momenti di dolore o nelle stagioni di gioia, è più accettabile
1. Questa simpatia era umana. "Venne con lui una schiera di uomini". Per quanto potenti siano le influenze spirituali che ci sostengono nel dovere, non è forse il benvenuto sentire la pressione della mano, udire l'amore che parla con la voce tremante e vedere l'occhio della compassione che ci guarda?
2. Questa simpatia era collettiva. «Una banda di uomini».
3. Questa simpatia era pratica. "Sono andati con lui".
4. Questa simpatia era fervente. "I cui cuori." Non seguivano semplicemente Saul come guardia del corpo di soldati, che dovevano essere pagati per il loro lavoro. C'era un potere profondo dentro di loro che li legava al nuovo Re; e quindi non possiamo meravigliarci che la loro simpatia prenda una forma pratica
5. Questa simpatia è stata divinamente suscitata. "I cui cuori Dio aveva toccato". Sì! tutti i cuori sono nelle mani del Divino, e quando la Provvidenza ci pone in circostanze di prova, essa può influenzare i più potenti affinché diventino nostri amici
(II.) L'antipatia dei nemici di Saul. "Ma i figli di Belial dissero: 'Come ci salverà quest'uomo?' Ed essi lo disprezzarono, e non gli portarono regali".
1. Questa antipatia era invidiosa. "Quest'uomo ci salvi". Si ritenevano molto più degni di Saul per la posizione di re; consideravano il suo rango sociale inferiore al loro e il suo valore di gran lunga inferiore alla loro cavalleria. L'invidia rende sempre ciechi gli uomini
2. Questa antipatia era sarcastica. "Quest'uomo."
3. Questa antipatia era presuntuosa. Perché dovrebbero mettersi in opposizione a un'autorità così potente e persino santa
4. L'antipatia era palese
(III.) La condotta suggestiva di Saul in riferimento all'odio dei suoi nemici. "Ma ha taciuto".
1. La sua condotta era dignitosa
2. La sua condotta è stata discreta
3. La sua condotta era magnanima. Lezioni:
1. La premura della Divina Provvidenza nel darci l'aiuto dei nostri compagni nelle difficili circostanze della vita
2. Che gli sforzi dell'opinione nazionale sono spesso mal indirizzati
3. Quell'invidia è spesso il segreto di molta opposizione politica
4. Che il silenzio è il metodo migliore per trattare un'opposizione così spregevole. (Joseph S. Exell, M.A.)
Aiutanti e ostacolatori:
In una delle sue esperienze più pericolose, in mezzo a una folla selvaggia e selvaggia, Giovanni Wesley fu assistito da quattro seguaci devoti, tre uomini e una donna, che erano pienamente preparati a morire con il loro maestro e amico se Dio lo avesse voluto. Atti 49 capo della folla si rivolse al signor Wesley e disse: "Signore, spenderò la mia vita per lei. Seguimi, e nessuno ti farà male un capello". Con due compagni quest'uomo condusse il predicatore in un luogo sicuro. Così, nei nostri più umili e banali percorsi di vita e di dovere, troveremo sia ostacoli che aiutanti
Una band toccata da Dio:
Un altro re le cui circostanze sono illustrate da quelle di Saulo, un certo Gesù. Guardalo. Israele rifiutò. Perché? Non è costui il falegname? and so on. Dio ha toccato il cuore di pochi. Uscì e, vedendo Matteo, disse: «Seguimi!». Pietro, Giacomo e Giovanni. Così ora vi chiedo di guardare:
(I.) L'ufficio regale di Cristo
1. Fondamento su cui poggia la Sua regalità. Non ci riferiamo solo alla Sua regalità Divina. Come Dio è il Re immortale, invisibile, ecc. Ma noi lo vediamo come una divinità custodita nell'umanità seduta su un trono. E sorge spontanea la domanda: che diritto ha Egli di essere seduto in questo modo? Si basa sulla Sua opera espiatoria. Alcune corone sono ora indossate dai monarchi terreni che sono state guadagnate per loro dal sangue di altri, ma la corona di Cristo è stata vinta dal Suo stesso sangue
2. Il suo regno, duplice: cielo dove gli angeli adorano, terra dove i credenti amano e servono
3. Il suo governo, giusto, santo in se stesso, agisce, benevolo. Misericordioso sia nella grazia che nella provvidenza. Anche l'oscura provvidenza è misericordia
4. Le sue conquiste. Il mondo da convertire
(II.) I suoi seguaci. Molti hanno il distintivo ma non è vero. Il testo ci ricorda:
1. Il loro stato precedente. La loro posizione è di affetto comprensivo, e contrasta con il loro stato precedente, che era simile a quello di coloro che deridevano, non amavano
2. Il cambiamento. Uno di affetto. Come ci siamo riusciti? Dio li toccò. Deve essere il potere divino!
3. Una "band" ha un punto di vista, un sentimento, uno scopo
(III.) Impara da questo argomento:
1. Le terribili conseguenze per coloro che rifiutano Cristo. Il cipiglio di Elizabeth uccise Sir Christopher Hatton. Che cosa sarà sopportare la mancanza di approvazione da parte di Cristo
2. Come reclutare la banda di Cristo. Cercate di convertire i giovani. La Scuola del Sabato è il luogo giusto. Lì i ranghi devono essere riempiti. (G. Rigby.)
Cuori toccati da Dio:
Saul tornò a casa a Ghibea, ma non da solo, perché "andava con lui una schiera di uomini, i cui cuori Dio aveva toccato". Forse questo tocco divino coinvolse molto più di quanto alcuni di noi possano aver supposto. Il cuore, nella Sacra Scrittura, significa spesso l'intera natura spirituale, compresi l'intelletto, gli affetti, la coscienza e la volontà. La loro comprensione fu toccata, permettendo loro di discernere il proprio dovere e il vero interesse di Israele. I loro affetti furono toccati, attirandoli potentemente a "colui che il Signore aveva nominato capitano della loro eredità", e ispirandoli con il dovuto rispetto e fiducia. La loro coscienza fu toccata, costringendoli a riconoscere la mano divina in tutta la faccenda, e il loro obbligo di acconsentire alla nomina dell'Altissimo, e di sostenere con tutte le loro forze l'uomo che era stato posto sopra di loro. La loro volontà fu toccata, rafforzando con la grazia divina il loro proposito di realizzare praticamente la risoluzione che avevano formato; affinché, qualunque cosa facessero gli altri, si unissero al re e andassero con lui a Ghibea, pronti a proteggere la sua persona, a sostenere le sue prerogative, a vendicare tutti gli insulti che gli venivano rivolti e a servirlo in qualsiasi emergenza si presentasse, in qualsiasi titolo fosse necessario. È vero che in Saul c'erano molte cose da attrarre. Tutto ciò ebbe il suo effetto nel conquistare il loro amore e la loro fiducia; Eppure c'era anche un evidente potere soprannaturale che operava in loro. Eppure, per mezzo del Suo Spirito Santo, attraverso il Suo vangelo, i Suoi sacramenti e le Sue provvidenze, Dio tocca misericordiosamente i cuori degli uomini. Senza questo libero arbitrio divino, nessuno sarebbe mai stato salvato. È vero, ci sono mezzi e ministeri impiegati, ma questi senza Dio erano infruttuosi e inefficienti. Questo tocco divino: qual è la sua natura? E quali sono i suoi effetti?
1. È il tocco di una luce che illumina. Qui inizia ogni vera conversione. Può essere come l'alba del mattino, che risplende sempre di più fino al giorno perfetto; o come il lampo, che cieca il peccatore finché non viene un Anania ad aprirgli gli occhi; ma in entrambi i casi, è Dio che tocca il cuore con la luce viva della Sua grazia
2. È il tocco di un proprietario che reclama. Come un uomo pone la mano sulla sua proprietà perduta o rubata, dicendo: "Questo è mio", così Dio pone la Sua mano sul cuore umano, alienato da Lui dal peccato, e lo esige come Suo. Gli è stato catturato e tenuto nascosto, ma Egli non rinuncerà alla Sua pretesa
3. È il tocco di un'arma che ferisce. Il cuore è in ribellione e deve essere conquistato. La spada a doppio taglio dello Spirito deve trafiggerla e fenderla, prima che possa essere purificata e curata
4. È il tocco di un martello che si rompe. Edoardo I era chiamato "il martello degli scozzesi". Dio dice, per mezzo del Suo profeta: "La mia parola non è forse un martello che frantuma la pietra di selce?" Che cos'è quella roccia di selce, se non il cuore ostinato del Suo popolo, indurito dall'inganno del peccato, più duro dell'irremovibile, o della macina da mulino inferiore? Oh! il cuore di pietraia, che non può sentire e non cederà! Che speranza possiamo avere del suo miglioramento? Dio ha benignamente colpito la pietra e l'ha trasformata in carne; e ora Egli fascia il cuore spezzato e guarisce lo spirito contrito
5. È il tocco di un fuoco che si dissolve. "Dio rende il mio cuore tenero", dice Giobbe, "e l'Onnipotente mi turba". Com'è tetro il mondo del Nord d'inverno, le fontane ghiacciate e le montagne avvolte nelle loro vesti di neve! Ma quando il sole primaverile risplende nella sua forza, le catene di ghiaccio si sciolgono, i ruscelli che si liberano scorrono attraverso le valli e tutta la natura indossa i suoi abiti allegri e festosi. Ancora più grande è il cambiamento operato nel cuore dal Sole di giustizia. Un pezzo d'oro grezzo e informe viene gettato nella fornace, e presto diventa un bellissimo ornamento, degno della fronte di un re. Così il tocco di Dio può sciogliere il cuore più duro e trasformarlo in un gioiello della corona per il Re dei re
6. È il tocco di un tasto che si apre. Non fu forse il Signore che "aprì il cuore di Lidia perché ricevesse le cose dette da Paolo?" Il cuore è chiuso contro di Lui dal peccato e dall'egoismo
7. È il tocco di uno spirito che vivifica. "Ed egli ha vivificato voi, che eravate morti nei falli e nei peccati." E noi tutti siamo morti nei falli e nei peccati, finché non siamo stati toccati dallo Spirito vivificante di Dio. Gli affetti sono morti, la coscienza è morta e la volontà è morta; e nessuno, se non Colui che ha soffiato nella prima forma umana l'alito della vita, può rendere l'uomo ancora una volta "un'anima vivente", "vivente a Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo".
8. È il tocco di un guaritore che ripristina
9. È il tocco di una fontana che pulisce
10. È il tocco di una calamita che attrae. Dio è amore, e il cuore che tocca deve gravitare verso di Lui. Quando Elia passò accanto a Eliseo che arava nel campo e gettò il suo mantello sulle spalle dell'aratore, quest'ultimo lasciò immediatamente i suoi buoi fermi nel solco, si affrettò dietro al profeta e non lo lasciò finché un carro di fuoco non lo portò dal suo fianco al cielo. Così il tocco del Divino Galileo trasse il pescatore dalle sue reti e dalle sue barche, il pubblicano dalla ricevuta della dogana, ecc. (J. Cross, D.D.)
Un gruppo di uomini devoti:
Accogliendo questa affermazione, senza pervertirla, siamo naturalmente portati a descrivere i soggetti di Cristo sotto un duplice aspetto
(I.) Il loro carattere personale. Sono uomini i cui cuori Dio ha toccato
1. Un cambiamento interno è passato su di loro. Il loro cuore è stato toccato. Questa è un'osservazione che colpisce alla radice un errore molto comune e distruttivo. Nati e cresciuti in mezzo a tutte le decenze di una comunità civile e cristiana, molti di noi sono insensibilmente plasmati nella mera forma e moda dell'epoca. Questo è particolarmente vero per i giovani. Se dunque i giovani devono essere annoverati nel popolo del Dio vivente, devono seguire il Signore di cuore
2. L'autore di questo cambiamento interiore è Dio: i loro cuori sono toccati da Lui. Questa affermazione corregge anche un altro errore molto grave riguardo alla produzione di un carattere religioso. Se ci sono moltitudini che pongono la religione in forme esteriori, mentre essa scaturisce da un cambiamento interiore, non sono pochi quelli che confidano nella potenza umana per la sua produzione, e non nella potenza di Dio. È il peccato che affligge l'uomo caduto, e specialmente i giovani che non hanno ancora dimostrato con il fallimento l'assoluta debolezza dell'uomo nel magnificare la loro capacità e nel disprezzare il libero arbitrio dello Spirito Santo. Immaginano di avere il potere, in qualsiasi momento della loro carriera peccaminosa, di arrestare il loro progresso, pentirsi, credere ed essere salvati
3. L'influenza di questo cambiamento interiore è quella di far sì che i sudditi di Cristo servano un caloroso affetto e pratichino una doverosa obbedienza verso il loro Re. Fu perché i cuori di questo gruppo furono toccati da Dio, che circondarono Saul come il loro monarca scelto da Dio. E mescolando la religione con la lealtà, diedero la loro coscienza a Dio e la loro spada al loro sovrano. In modo simile, ogni cuore rinnovato dallo Spirito Santo ama, onora e obbedisce al Re di Sion
(II.) Passando dalla considerazione del loro carattere personale, consideriamo ora i sudditi di Cristo nella loro condizione associata. Sono una band. Ciò suggerisce tre idee: unione, affetto reciproco e cooperazione congiunta
1. Sono uniti. Una vita di solitudine non è prescritta da nessuna parte della rivelazione. I monaci e gli eremiti erano il prodotto di un'epoca ignorante e barbara. In opposizione a questo spirito egoistico e solitario c'è qualcosa di unificativo e comprensivo nello spirito del Vangelo. Gli scrittori sacri si dilettano a rappresentare i seguaci di Gesù sotto gli emblemi figurativi di un gregge di pecore - di una famiglia - di un esercito; tutte rappresentazioni che incarnano l'idea dei numeri, e dei numeri uniti dai legami più forti e stretti
2. I sudditi di Cristo nutrono l'uno verso l'altro un affetto reciproco. La Chiesa di Cristo è unita, e unita dall'amore
3. I sudditi di Cristo cooperano insieme. I re molto tempo fa sapevano come arruolare soldati, addestrare eserciti, subordinare immense masse di esseri umani alla disciplina militare e portarli avanti, in ordine regolare, su un solo punto, per amore della conquista. Con l'eccezione del folle tentativo della cristianità unita di strappare ai turchi il santo sepolcro, leggiamo di nessuna impresa congiunta, da parte della Chiesa, nel corso di centinaia di anni, per il progresso della religione. Le Società Bibliche e le Istituzioni Missionarie, che combinano la semplicità del piano con la nobiltà dello sforzo, sono le invenzioni di un periodo relativamente tardivo. Qui, ognuno fa un po', e tutti i loro sforzi sono rivolti a qualche grande impresa. (Gavin Struthers.)
Compagni pii:
Con quali luminose prospettive questo re appena incoronato inizia il suo regno; scelto da Dio stesso; dotato di una splendida presenza fisica; riempito dello spirito di Dio; accettato e sostenuto da tutto il popolo, e soprattutto circondato da una guardia del corpo così nobile
(I.) Dio, toccando i cuori di questi uomini, li ha riempiti:
1. Con riverenza per la causa di cui era rappresentante
2. Con devozione a lui come quel rappresentante
3. Con un lodevole zelo nel servizio a tale causa
4. Con saggezza e capacità come consiglieri
5. Con altruismo personale nel loro servizio
(II.) Ogni servo eletto di Dio ha bisogno oggi di una guardia del corpo, "di una schiera di uomini i cui cuori Dio ha toccato".
1. Con il sigillo del perdono e dell'accettazione
2. Con uno zelo santificato nel servizio di Dio
3. Con un ardente desiderio per la salvezza delle anime
4. Con una potente fede in Dio per quanto riguarda i risultati dell'opera. (Recensione omiletica.)
Dio tocca i cuori umani:
È interessante osservare che, sebbene il popolo fosse così deciso ad avere un re, era comunque disposto a lasciare che Dio decidesse chi doveva essere il loro re. Non avevano "aspettato pazientemente il Signore", contenti dell'amministrazione dei loro affari nazionali che Egli aveva istituito fino a quando non avesse ritenuto opportuno ordinare un cambiamento; eppure non volevano liberarsi completamente dal suo controllo. Desideravano che il loro re fosse scelto da Lui e tenuto sotto la Sua guida. Non osarono prendere la loro nuova partenza senza il consiglio e la benedizione di Samuele, "l'uomo di Dio" Come popolo, benché difettoso, erano ancora il sincero popolo di Dio, aderendo ancora al proposito che una generazione precedente aveva dichiarato a Giosuè: "Serviremo Geova", sebbene così lontani dalla perfezione della fedeltà in quel servizio. Da quella scena inaugurale "Saul tornò a casa a Ghibea" - passò, senza dubbio, a una seria e seria riflessione e deliberazione - e (come è meravigliosamente aggiunta!) "Andò con lui una schiera di uomini i cui cuori Dio aveva toccato". C'è una poesia infinita in quell'espressione, in quel pensiero: Dio che tocca un uomo, il Dio invisibile, spirituale, che tocca il cuore degli uomini. Il contatto dei corpi materiali, che questa parola significa primariamente, è un fatto molto semplice e molto familiare. Ma nei corpi viventi suggerisce molto di più di questo fatto primario. È collegato con una sensazione vivida. Toccare è sentire, essere toccati è essere fatti sentire. E poi con quale facilità la nostra mente passa dal sentire come sensazione corporea al sentire come emozione mentale! L'effetto di un colpo sulla nostra carne è espresso con la stessa parola dell'effetto di un dolore o di una delusione sulla nostra anima; Lo sentiamo, ci tocca. Non corriamo il rischio di fraintendere la parola tocco quando viene applicata a Dio. Quando l'afflitto patriaroh di Uz esclama: "Abbiate pietà di me, abbiate pietà di me, o amici miei, perché la mano di Dio mi ha toccato" Giobbe 19:21, nessuno si fa l'idea che la forma corporea o le membra appartengano a Dio, membra che potrebbero essere messe in contatto con i corpi degli uomini. È solo un modo vivido di esprimere la devota convinzione di Giobbe che tutto ciò che ha sofferto è stato mandato su di lui da Dio. "Egli tocca i colli ed essi fumano" Salmi 104:32, è l'espressione poetica del Salmista del suo sentimento secondo cui i fenomeni vulcanici più sublimi sono facili prodotti dell'onnipotente azione divina. È il parallelo, nel pensiero come nella forma, dell'altra frase: "Egli guarda la terra ed essa trema". Quando leggiamo del nostro Sommo Sacerdote divino-umano che può essere "toccato dal sentimento delle nostre infermità" Ebrei 4:15, comprendiamo prontamente che Egli è capace di simpatia pronta, sentendo con noi qualsiasi cosa ci colpisca dolorosamente. C'erano alcuni sleali, alcuni "figli di Belial" - uomini selvaggi, temerari, senza scrupoli - che non esitavano a manifestare il loro disprezzo per il nuovo monarca. Di fronte a questi, nell'immagine della Scrittura, vediamo "una schiera di uomini i cui cuori Dio aveva toccato", il cui comportamento mostrava che agivano sotto l'influenza divina, che le loro menti erano influenzate in modo decisivo dal potere divino. Qual è stato il comportamento che lo ha dimostrato? È molto semplicemente correlato nel contesto. Essi "andarono con lui". Ti sei mai trovato in una situazione in cui il semplice fatto di venire con te era la cosa più gentile e coraggiosa che un amico potesse fare per te, includendo e impegnando ogni altra cosa gentile, generosa e coraggiosa che ci potesse essere ancora occasione di fare? Ti sei mai trovato in mezzo a una folla inferocita che lanciava il tuo nome con scherni ribaldi e ti guardava con facce feroci? Avete conosciuto il conforto in una simile situazione di avere cittadini onorevoli e signore rispettabili che vengono tranquillamente al vostro fianco e si mostrano decisi a stare con voi, e a portare con voi qualsiasi insulto o offesa possa arrivare? Come mai hanno avuto questa disposizione generosa e questo spirito leale? Erano "una schiera di uomini i cui cuori Dio aveva toccato". Questa dipendenza da Dio per una tale buona influenza toglie forse agli uomini ogni responsabilità per lo stato della loro mente? Affermare questo o pensare questo implicherebbe un totale fraintendimento del carattere di quell'influenza divina e delle sue relazioni con l'attività umana, la responsabilità umana e il carattere umano. L'influenza che Egli esercitò nel toccare i loro cuori per farli sentire e agire rettamente non può essere stata incompatibile con tale retto esercizio del Suo giudizio sulla loro condotta e sullo stato d'animo che la loro condotta rendeva manifesta. La relazione dell'influenza divina sugli uomini con l'azione volontaria degli uomini, e con il loro carattere, e con il giusto giudizio di Dio su di loro, è uno dei problemi più difficili della teologia. Le diverse soluzioni tentate hanno avuto molto a che fare con le classificazioni dei teologi sotto i nomi di grandi leader teologici, come Calvino e Arminio, o in partiti, come la Vecchia Scuola e la Nuova Scuola, per esempio. Come il carattere umano possa essere determinato dall'influenza divina, e come possa ancora essere carattere, conservando tutti gli elementi di responsabilità, nessuno lo ha ancora spiegato in modo da soddisfare tutte le altre persone egualmente candide e lucide. Per quanto mi riguarda, mi propongo di accontentarmi senza tale spiegazione fino a quando, per la misericordia di Dio, potrò stare su un punto di vista più elevato, e potrò guardare con una visione più chiara di quella che mi aspetto di avere in questo mondo. Non possiamo mai giustificare o scusare la nostra condotta errata o le nostre disposizioni disubbidienti o sgradevoli o empie attribuendole al fatto che Dio ci ha negato l'influenza che avrebbe generato le giuste disposizioni. I "figli di Belial" che si facevano beffe di Saul e si allontanavano da lui con disprezzo erano uomini malvagi nel far questo. Saul non poté fare a meno di incolparli; non puoi; Dio non può. Qualcuno di voi è dolorosamente consapevole del fatto di non essere e di non fare ciò che Dio ragionevolmente richiede da lui? Certamente non è meglio per voi limitarvi a uno sforzo frenetico o a una risoluzione affrettata di fare meglio. Non farete meglio senza l'influenza di Dio che vi muove e vi aiuta a farlo. Cercate quell'influenza in una preghiera semplice, frequente e persistente. Ogni influenza di cui ognuno di voi è consapevole, che vi spinge in qualsiasi direzione che sapete essere giusta, a qualsiasi servizio di utilità che onestamente considerate come un lavoro per Dio, siate certi che quell'influenza è Divina. Questo è Dio che tocca il tuo cuore. Non voltarti dall'altra parte. (H. A. Nelson, D.D.)
Unità nel lavoro cristiano:
L'idea che deduco dall'episodio è che, non da solo, ma con coloro che Dio aveva mandato, Saul assunse e poi adempì i doveri importanti del suo alto ufficio. E senza spingere troppo l'analogia, penso che questo fatto fornisca diverse lezioni adatte alle nostre circostanze attuali. La posizione del ministero è una di queste, di cui, anche quella del monarca, non è più importante. L'argomento che noterò dunque, come suggerisce il nostro testo, è l'unità nel lavoro cristiano. E a questo proposito osserviamo:
(I.) È una cosa desiderabile. Ne sentiamo l'opportunità quando ricordiamo:
1. Che assicuri la concordia della Chiesa. Per concordia ecclesiale, intendo quell'autentica simpatia, quell'unità di cuore, che lega molto strettamente ogni individuo della Chiesa, e di tutte le Chiese, l'uno all'altro; Ciò porterà tutti a sentirsi membri di un solo corpo. Per la concordia nella Chiesa non ci deve essere rigidità di pensiero, non deve esserci monotonia di sentimenti, ma una fusione delle varie simpatie, una mescolanza dei pensieri e un'armonia dei cuori di tutti
2. Assicura l'attrazione della Chiesa. Come tutti gli uomini, con poche miserabili eccezioni, amano la vera musica, ne sono attratti e ne sono incantati, così l'armonia dei cristiani attirerà e intimorirà il mondo
3. Assicurerà il potere della Chiesa. Lega insieme i fili, condensa il vapore, focalizza la luce, e dai anche a queste cose una forza inimmaginabile. Unisci le anime, salda i cuori e chi oserà sfidare il loro potere? Riguardo all'unità nel lavoro cristiano, rilevo che:
(II.) È una cosa praticabile. Un'unità come quella che è stata descritta è quindi desiderabile, ma può essere ottenuta? Ci sono tre cose richieste a questa unità, e la semplice affermazione di esse mostrerà la praticabilità
1. Siamo d'accordo sull'obiettivo? È solo quando uno scopo dirige gli sforzi nervosi di tutto l'equipaggio, che i loro sforzi congiunti salvano dal pericolo la nave sballottata dalla tempesta; È solo quando tutti i cuori sono infiammati dallo stesso desiderio, che la vittoria corona le lotte di un esercito unito. E così anche con noi. Con un solo scopo governeremo noi saremo una cosa sola
2. Ma siamo d'accordo sui mezzi con cui si deve ottenere questo fine? Si dice che l'imperatore Costantino, in una delle sue campagne, vide nei cieli il segno di una croce, e sotto di essa le parole: "Con questo vincere", e che d'ora in poi questo fu il suo motto. Siamo stati al Calvario e abbiamo visto la croce e Colui che vi era appeso. Indicarlo, è la nostra parola d'ordine. «Con questa conquista?»
3. Siamo d'accordo sullo spirito con cui lavoreremo? È il nostro sincero voto nella forza di Dio, di non esaltarci mai, di non usare mai la Sua opera come una scala per raggiungere i nostri scopi, di non lavorare mai per Dio, come fanno molti, in uno spirito più adatto al servizio di Satana? Possiamo dire: "L'amore di Cristo ci costringe?" La domanda, come possiamo ottenerli, mi porta a notare, riguardo a questa unità del lavoro cristiano:
(III.) È una cosa divina. "Il cui cuore Dio aveva toccato". Solo l'influenza di Dio sul cuore può produrre quell'unità di cui abbiamo parlato. Osservo:
1. Che un completo cambiamento del cuore è necessario per questa unità. L'egoismo nel mondo, il fanatismo e il settarismo, che non sono altro che altre forme di egoismo, nella Chiesa; Questi sono gli spiriti troppo diffusi tra gli uomini. Finché c'è il peccato che regna nei nostri cuori, essi non possono essere uniti. Robertson ha detto in modo sorprendente: "Una terribile solitudine è il risultato del peccato; il cuore separato da Dio, si sente separato da tutti gli altri cuori; va da solo come se non avesse né parte né sorte con gli altri uomini; essa stessa un'ombra tra le ombre". Per ottenere l'unità, quindi, ci deve essere una purificazione completa, un cambiamento radicale. Invece di ferire gli uomini, compiacerci nel peccato, idolatrare se stessi e servire Satana, dobbiamo benedire gli uomini, gioire della santità, crocifiggere noi stessi e amare Dio
2. Che questo cambiamento si compia con il tocco di Dio. Tre dei modi in cui Dio tocca i nostri cuori sono come i modi in cui generalmente ci tocchiamo l'un l'altro, ma Egli ha anche altri modi posseduti da Lui solo. Tocca il cuore con uno sguardo. Come quando "Pietro uscì e pianse amaramente", e Agar pronunciò la sua terribile convinzione: "Tu Dio mi vedi". Egli tocca il cuore con atti di gentilezza nei doni della Sua Provvidenza; e molto al di sopra di tutto nella vita e nella morte del Suo unigenito Figlio. Egli tocca il nostro cuore con la Sua parola. La parola di avvertimento consiglia, promette e dà il benvenuto. Così possiamo toccarci l'un l'altro con gli sguardi, le azioni e le parole. Ma Dio ha vie che ci portano al cuore che ci sono sconosciute, perché le Sue mani sono su sorgenti segrete della nostra natura. Egli ci tocca con l'influenza diretta del Suo Spirito. (U. R. Thomas.)
Cristiani asociali:
"Gli Egiziani, nei loro geroglifici, esprimevano l'inutilità di un uomo solitario con una sola macina da mulino, la quale, essendo sola, non macina farina, sebbene con i suoi simili sarebbe estremamente redditizia a tale scopo". Che questo serva da simbolo a quei cristiani asociali che si sforzano di camminare da soli e rifiutano di entrare nella comunione dei santi. Sono relativamente inutili. Il Signore ci ha resi dipendenti gli uni dagli altri per l'utilità. Le nostre conquiste non sono messe al loro giusto uso fino a quando non suppliscono alle carenze degli altri: questo è un aspetto della nostra necessità di comunione: abbiamo bisogno di associarci con i deboli, per poter trovare una sfera in cui commerciare con i nostri talenti, aiutandoli. D'altra parte, le nostre infermità e deficienze sono mezzi per indurci ad associarci con fratelli più forti, dai quali possiamo ricevere aiuto. (C. H. Spurgeon.)
Vantaggi dell'unità:
Separarci dai nostri fratelli significa perdere il potere. I marchi mezzi morti ammucchiati l'uno accanto all'altro si accenderanno l'un l'altro e la fiamma brillerà sotto la pellicola di cenere bianca sui loro bordi. Separali e se ne vanno. Rastrellateli insieme e si illumineranno. Cerchiamo di non essere piccoli, deboli conici, incastrati in prese separate, e ognuno dei quali scintilla di raggi che lottano su qualche pollice o giù di lì di spazio; ma avvicinatevi ai nostri fratelli e siate operai insieme. (A. Maclaren, D.D.)
La sacra banda:
Gli antichi Tebani avevano nei loro eserciti una schiera di uomini che erano chiamati "la sacra banda", composta da quelli dei vari reggimenti e battaglioni che erano uniti in un vincolo d'amore, e avevano giurato di vivere e morire insieme al servizio della loro patria. Questi uomini erano ritenuti di grande valore. Erano stimati come la forza dell'esercito, e in tempo di particolare pericolo o di allarme erano considerati come la speranza della nazione. (W. Denton.)$$$ 1Samuele 10:27
CAPITOLO 10
1Samuele 10:27
Ma i figli di Belial dissero.-I figli di Belial:-
La parola Belial si trova solo una volta nel Nuovo Testamento 2Corinzi 6:15. Nell'ebraico dell'Antico Testamento si trova ventisette volte. È più volte tradotto malvagio Deuteronomio 15:9 ; Giobbe 34:18; Salmi 101:3; Neemia 2:11, 15. È anche reso empio Proverbi 16:17; 19:28. Viene reso due volte uomini empi 2Samuele 22:5; Salmi 18:4. Nel Salmo 41:8 è reso malvagio e in Proverbi 6:12 cattivo. In tutti gli altri luoghi viene semplicemente trasferito dall'originale alla versione comune; e così leggiamo di un uomo di Belial, di uomini di Belial, di un figlio di Belial, dei figli di Belial e dei figli di Belial. Come designazione del carattere la parola indica sempre i vili, coloro che attirano l'iniquità con la fune di un carro. In effetti, la stessa parola Belial sembra significare inutilità, nulla o distruzione. Che gli uomini vili siano inutili, e che alla fine possano essere messi a non buon fine, se non per essere bruciati, è discusso a lungo in Ezechiele 15. Vedere Proverbi 10:20; Matteo 25:30; Romani 3:12, 16. Un uomo di Belial è uno che distrugge molto bene, ma non restaura nulla; disperde molta miseria, ma non rende felice nessuno, ed è morto mentre vive, perché vive per se stesso. È un essere vanitoso, cattivo, indegno, miserabile. Gli Anakim sono una razza estinta; ma i figli di Belial continuano a vivere, e sono molti. Questo è strano, perché solo pochi di loro vivono metà dei loro giorni. I loro vizi sono molto deperibili. Ma sono ancora numerosi. Davide parla di inondazioni di loro nel suo tempo. Dove prevalgono le leggi malvage e gli uomini malvagi sono al potere, vengono generati a migliaia. Quando Acab e Jezebel avranno il sopravvento, i cani leccheranno il sangue di uomini innocenti. (W. L. Plumer, D.D.)
L'importanza dell'autocontrollo in un leader:
Napoleone disse a proposito del suo successo come capo militare: "La mia estrema giovinezza, quando presi il comando dell'esercito d'Italia, mi rese necessario mostrare grande riservatezza di modi e la massima severità di costumi. Questo era indispensabile per permettermi di mantenere un'autorità su uomini così grandemente superiori per età ed esperienza. Ho seguito una linea di condotta al massimo grado, irreprensibile ed esemplare. Nella moralità immacolata ero un Catone, e dovevo apparire tale a tutti. Ero un filosofo e un saggio. La mia supremazia poteva essere mantenuta solo dimostrando di essere un uomo migliore di qualsiasi altro nell'esercito. Se avessi ceduto alle debolezze umane, avrei perso il mio potere".
Riferimenti incrociati:
1Samuele 10
1 1Sa 2:10; 9:16; 16:13; 24:6; 26:11; 2Re 9:3-6; At 13:21; Ap 5:8
2Sa 19:39; 1Re 19:18; Sal 2:12; Os 13:2; 1Te 5:26
1Sa 8:9,19; 13:14; Gios 5:14,15; 2Sa 5:2; 2Re 20:5; Eb 2:10
Eso 19:5,6; De 32:9; Sal 78:71; 135:4; Ger 10:16
2 Ge 35:19; Ger 31:15
Gios 18:28
1Sa 10:16; 9:3-5
3 Gios 19:12,22; Giudic 4:6,12; 8:18; Sal 89:12
Ge 28:19,22; 35:1,3,6,7
Lev 1:10; 3:6,12; 7:13; 23:13; Nu 15:5-12
5 1Sa 10:10; 13:3
1Sa 19:20; 2Re 2:3,5,15; 4:38; 6:1
Eso 15:20,21; 2Re 3:15; 1Cron 13:8; 15:19-21,27,28; 16:5,42; 25:1-6; 2Cron 29:25-27; Sal 49:4; 150:3-6
6 1Sa 10:10; 16:13; 19:23,24; Nu 11:25; Giudic 3:10; Mat 7:22
1Sa 10:9-12
7 Eso 4:8; Lu 2:12; Giov 6:14
Giudic 9:33
Ge 21:20; De 20:1; Giudic 6:12; Is 7:14; 45:1,2; Mat 1:23; 28:20
8 1Sa 11:14,15; 13:4,8-15; 15:33
9 1Sa 10:6
1Sa 10:2-5; Giudic 6:21,36-40; 7:11; Is 38:7,8; Mar 14:16
11 Giov 9:8,9; At 3:10
Mat 13:54,55; At 2:7,8; 4:13; 9:21
1Sa 19:24; Giov 7:15
12 Is 54:13; Giov 6:45; 7:16; Giac 1:17
16 1Sa 9:27; Eso 4:18; Giudic 14:6; Prov 29:11
18 Giudic 2:1; 6:8,9; Ne 9:9-12,27,28
19 1Sa 8:7-9,19; 12:12,17-19
Nu 17:2; Gios 7:14-26; Mic 5:2
20 1Sa 14:41; Gios 7:16-18; At 1:24-26
22 1Sa 23:2-4,11,12; Nu 27:21; Giudic 1:1; 20:18,23,28
1Sa 9:21; 15:17; Lu 14:11
24 De 17:15; 2Sa 21:6
1Re 1:25,21,39; 2Re 11:12; Mat 21:9
25 1Sa 8:11-18; De 17:14-20; Ez 45:9,10; 46:16-18; Rom 13:1-7; 1Ti 2:2; Tit 3:1; 1P 2:13,14
26 1Sa 11:4; 15:34; Gios 18:28; Giudic 19:12-16; 20:14; 2Sa 21:6
Esd 1:5; Sal 110:3; At 7:10; 13:48
27 1Sa 2:12; 11:12; De 13:13; 2Sa 20:1; 2Cron 13:7; At 7:35,51,52
2Sa 8:2; 1Re 4:21; 10:25; 2Cron 17:5; Sal 72:10; Mat 2:11
Sal 38:13; Is 36:21; Mat 27:12-14
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