Nuova Riveduta:

1Samuele 18

Amicizia di Gionatan per Davide
1 Appena Davide ebbe finito di parlare con Saul, Gionatan si sentì nell'animo legato a Davide, e Gionatan lo amò come l'anima sua. 2 Da quel giorno Saul lo tenne presso di sé e non permise più che egli ritornasse a casa di suo padre. 3 Gionatan fece alleanza con Davide, perché lo amava come l'anima propria. 4 Perciò Gionatan si tolse di dosso il mantello e lo diede a Davide; e così fece delle sue vesti, fino alla sua spada, al suo arco e alla sua cintura.

Saul tenta di uccidere Davide
5 Davide andava e riusciva bene dovunque Saul lo mandasse. Saul lo mise a capo della gente di guerra ed egli era gradito a tutto il popolo, anche ai servitori di Saul.
6 All'arrivo dell'esercito, quando Davide ritornava dopo aver ucciso il Filisteo, le donne uscirono da tutte le città d'Israele incontro al re Saul, cantando e danzando al suono dei timpani e dei triangoli e alzando grida di gioia; 7 le donne, danzando, si rispondevano a vicenda e dicevano: «Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila».
8 Saul ne fu molto irritato; quelle parole gli dispiacquero, e disse: «Ne danno diecimila a Davide e a me non ne danno che mille! Non gli manca altro che il regno!» 9 E Saul, da quel giorno in poi, guardò Davide di mal occhio.
10 Il giorno dopo un cattivo spirito permesso da Dio si impossessò di Saul, che era come fuori di sé in mezzo alla casa, mentre Davide suonava l'arpa come faceva tutti i giorni. Saul aveva in mano la sua lancia 11 e la scagliò, dicendo: «Inchioderò Davide al muro!» Ma Davide schivò il colpo per due volte. 12 Saul aveva paura di Davide, perché il SIGNORE era con lui e si era ritirato da Saul; 13 perciò Saul lo allontanò da sé e lo fece capitano di mille uomini; ed egli andava e veniva alla testa del popolo. 14 Davide riusciva bene in tutte le sue imprese e il SIGNORE era con lui. 15 Quando Saul vide che egli riusciva molto bene, cominciò ad avere paura di lui; 16 ma tutto Israele e Giuda amavano Davide, perché andava e veniva alla loro testa.

Davide, genero di Saul
17 Saul disse a Davide: «Ecco Merab, la mia figlia maggiore: io te la darò in moglie; solo sii per me un guerriero valente e combatti le battaglie del SIGNORE». Ora Saul diceva tra sé: «Così non sarà la mia mano a colpirlo, ma la mano dei Filistei». 18 Ma Davide rispose a Saul: «Chi sono io, che cos'è la mia vita e che cos'è la famiglia di mio padre in Israele, perché io diventi genero del re?» 19 Ma quando giunse il momento di dare Merab, figlia di Saul, a Davide, fu invece data in sposa ad Adriel il Meolatita.
20 Però Mical, figlia di Saul, amava Davide; lo riferirono a Saul e la cosa gli piacque. 21 Saul disse: «Gliela darò, perché sia per lui una trappola ed egli cada sotto la mano dei Filistei». Saul dunque disse a Davide: «Oggi, per la seconda volta, tu puoi diventare mio genero».
22 Poi Saul diede quest'ordine ai suoi servitori: «Parlate in confidenza a Davide e ditegli: "Ecco, tu sei gradito al re e tutti i suoi servitori ti amano; diventa dunque genero del re"». 23 I servitori di Saul sussurrarono queste parole all'orecchio di Davide. Ma Davide replicò: «Sembra a voi cosa semplice diventare genero del re? Io sono povero e di umile condizione». 24 I servi riferirono a Saul: «Davide ha risposto così e così». 25 Saul disse: «Dite così a Davide: "Il re non domanda dote; ma domanda cento prepuzi dei Filistei, per vendicarsi dei suoi nemici"». Saul aveva in animo di far cadere Davide nelle mani dei Filistei. 26 I servitori dunque riferirono quelle parole a Davide; ed egli fu d'accordo di diventare genero del re in questa maniera. E prima del termine fissato, 27 Davide si alzò, partì con la sua gente, uccise duecento uomini dei Filistei, portò i loro prepuzi e ne consegnò il numero preciso al re, per diventare suo genero. 28 E Saul gli diede in moglie Mical, sua figlia. Saul vide e riconobbe che il SIGNORE era con Davide; e Mical, figlia di Saul, lo amava. 29 Saul continuò più che mai a temere Davide, e gli fu sempre nemico.
30 Ora i prìncipi dei Filistei uscivano a combattere; e ogni volta che uscivano, Davide riusciva meglio di tutti i servitori di Saul, così che il suo nome divenne molto famoso.

C.E.I.:

1Samuele 18

1 Quando Davide ebbe finito di parlare con Saul, l'anima di Giònata s'era già talmente legata all'anima di Davide, che Giònata lo amò come se stesso. 2 Saul in quel giorno lo prese con sé e non lo lasciò tornare a casa di suo padre. 3 Giònata strinse con Davide un patto, perché lo amava come se stesso. 4 Giònata si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide e vi aggiunse i suoi abiti, la sua spada, il suo arco e la cintura. 5 Davide riusciva in tutti gli incarichi che Saul gli affidava, così che Saul lo pose al comando dei guerrieri ed era gradito a tutto il popolo e anche ai ministri di Saul.
6 Al loro rientrare, mentre Davide tornava dall'uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città d'Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i timpani, con grida di gioia e con sistri. 7 Le donne danzavano e cantavano alternandosi:
«Saul ha ucciso i suoi mille,
Davide i suoi diecimila».
8 Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dato mille. Non gli manca altro che il regno». 9 Così da quel giorno in poi Saul si ingelosì di Davide. 10 Il giorno dopo, un cattivo spirito sovrumano s'impossessò di Saul, il quale si mise a delirare in casa. Davide suonava la cetra come i giorni precedenti e Saul teneva in mano la lancia. 11 Saul impugnò la lancia, pensando: «Inchioderò Davide al muro!». Ma Davide gli sfuggì davanti per due volte. 12 Saul cominciò a sentir timore di fronte a Davide, perché il Signore era con lui, mentre si era ritirato da Saul. 13 Saul lo allontanò da sé e lo fece capo di migliaia e Davide andava e veniva alla testa del suo gruppo. 14 Davide riusciva in tutte le sue imprese, poiché il Signore era con lui. 15 Saul, vedendo che riusciva proprio sempre, aveva timore di lui. 16 Ma tutto Israele e Giuda amavano Davide, perché egli si muoveva alla loro testa.
17 Ora Saul disse a Davide: «Ecco Merab, mia figlia maggiore. La do in moglie a te. Tu dovrai essere il mio guerriero e combatterai le battaglie del Signore». Saul pensava: «Non sia contro di lui la mia mano, ma contro di lui sia la mano dei Filistei». 18 Davide rispose a Saul: «Chi sono io e che importanza ha la famiglia di mio padre in Israele, perché io possa diventare genero del re?». 19 Ma ecco, quando venne il tempo di dare Merab, figlia di Saul, a Davide, fu data invece in moglie ad Adriel di Mecola.
20 Intanto Mikal, l'altra figlia di Saul, s'invaghì di Davide; ne riferirono a Saul e la cosa gli piacque. 21 Saul diceva: «Gliela darò, ma sarà per lui una trappola e la mano dei Filistei cadrà su di lui». E Saul disse a Davide: «Oggi hai una seconda occasione per diventare mio genero». 22 Quindi Saul ordinò ai suoi ministri: «Dite di nascosto a Davide: Ecco, tu piaci al re e i suoi ministri ti amano. Su, dunque, diventa genero del re». 23 I ministri di Saul sussurrarono all'orecchio di Davide queste parole e Davide rispose: «Vi pare piccola cosa divenir genero del re? Io sono povero e uomo di bassa condizione». 24 I ministri di Saul gli riferirono: «Davide ha risposto in questo modo». 25 Allora Saul disse: «Riferite a Davide: Il re non pretende il prezzo nuziale, ma solo cento prepuzi di Filistei, perché sia fatta vendetta dei nemici del re». Saul pensava di far cadere Davide in mano ai Filistei. 26 I ministri di lui riferirono a Davide queste parole e piacque a Davide tale condizione per diventare genero del re. Non erano ancora passati i giorni fissati, 27 quando Davide si alzò, partì con i suoi uomini e uccise tra i Filistei duecento uomini. Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per diventare genero del re. Saul gli diede in moglie la figlia Mikal. 28 Saul si accorse che il Signore era con Davide e che Mikal figlia di Saul lo amava. 29 Saul ebbe ancor più paura nei riguardi di Davide; Saul fu nemico di Davide per tutti i suoi giorni. 30 I capi dei Filistei facevano sortite, ma Davide, ogni volta che uscivano, riportava successi maggiori di tutti i ministri di Saul e in tal modo si acquistò grande fama.

Nuova Diodati:

1Samuele 18

Amicizia di Gionathan e Davide. Saul, geloso di Davide, cerca in vari modi di farlo morire
1 Quando ebbe finito di parlare a Saul, l'anima di Gionathan rimase legata all'anima di Davide, e Gionathan l'amò come l'anima sua. 2 Quel giorno Saul lo prese con sé e non gli permise più di ritornare a casa di suo padre. 3 Gionathan fece quindi un patto con Davide, perché lo amava come la sua anima. 4 Poi Gionathan si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide, e vi aggiunse pure le sue vesti, la sua spada, il suo arco e la sua cintura. 5 Davide andava ovunque Saul lo mandava e riusciva bene. Così Saul lo mise a capo degli uomini di guerra, ed era gradito a tutto il popolo e anche ai servi di Saul. 6 Al loro rientro, quando Davide tornava dall'uccisione del Filisteo, le donne uscirono da tutte le città d'Israele incontro al re Saul, cantando e danzando con tamburelli, con grida di gioia e con strumenti musicali. 7 Così le donne si rispondevano a vicenda cantando, e dicevano: «Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila». 8 La cosa irritò grandemente Saul e quelle parole gli dispiacquero, e disse: «A Davide ne hanno attribuito diecimila e a me ne hanno attribuito solo mille. Ora non gli manca altro che il regno!». 9 Così Saul da quel giorno in poi guardò Davide con gelosia. 10 Il giorno dopo un cattivo spirito, da parte di DIO, s'impossessò di Saul che si comportava come un pazzo in mezzo alla casa, mentre Davide suonava l'arpa con la sua mano come gli altri giorni, e Saul aveva in mano la lancia. 11 Così Saul scagliò la lancia, dicendo: «Inchioderò Davide al muro!». Ma Davide schivò il colpo per due volte. 12 Saul aveva paura di Davide perché l'Eterno era con lui, mentre si era ritirato da Saul. 13 Perciò Saul lo allontanò da sé e lo fece capitano di mille uomini, ed egli andava e veniva alla testa del popolo. 14 Or Davide riusciva bene in tutte le sue imprese, e l'Eterno era con lui. 15 Saul, vedendo che egli riusciva molto bene, aveva timore di lui; 16 ma tutto Israele e Giuda amavano Davide, perché andava e veniva alla loro testa. 17 Poi Saul disse a Davide: «Ecco Merab, la mia figlia maggiore; io te la darò in moglie; sii per me un figlio valoroso e combatti le battaglie dell'Eterno». Or Saul pensava: «Non sia la mia mano a colpirlo, ma sia la mano dei Filistei». 18 Ma Davide rispose a Saul: «Chi sono io e cosa è la vita mia e la famiglia di mio padre in Israele, perché io divenga genero del re?». 19 Or avvenne che, quando venne il momento di dare Merab, figlia di Saul, a Davide, essa fu data in moglie ad Adriel, il Meholathita. 20 Ma Mikal, figlia di Saul, amava Davide; lo riferirono a Saul e la cosa gli piacque. 21 Così Saul pensò: «Gliela darò, perché sia per lui un laccio e perché egli cada sotto la mano dei Filistei». Saul dunque disse a Davide una seconda volta: «Oggi puoi diventare mio genero». 22 Poi Saul ordinò ai suoi servi: «Parlate in segreto a Davide e ditegli: "Ecco, il re è soddisfatto di te e tutti i suoi servi ti amano, diventa dunque il genero del re"». 23 I servi di Saul riportarono queste parole a Davide. Ma Davide rispose: «Vi pare piccola cosa diventare genero del re? Io sono un uomo povero e di bassa condizione». 24 I servi riferirono a Saul: «Davide ha risposto in questo modo». 25 Allora Saul disse: «Direte così a Davide: "Il re non desidera alcuna dote ma cento prepuzi dei Filistei, per fare vendetta sui nemici del re"». Or Saul complottava di far morire Davide per mezzo dei Filistei. 26 Quando i servi riferirono a Davide queste parole, parve bene a Davide di diventare genero del re. I giorni fissati non erano ancora trascorsi, 27 quando Davide si levò e partì con i suoi uomini, e uccise duecento uomini dei Filistei. Poi Davide portò i loro prepuzi e li consegnò in numero esatto al re, per diventare suo genero. Allora Saul gli diede sua figlia Mikal in moglie. 28 Così Saul vide e comprese che l'Eterno era con Davide; e Mikal, figlia di Saul, lo amava. 29 Saul ebbe ancora più paura di Davide e rimase nemico di Davide tutti i giorni che visse. 30 Poi i principi dei Filistei uscirono a combattere ma, ogni volta che uscivano, Davide riusciva meglio di tutti i servi di Saul; così il suo nome divenne molto famoso.

Riveduta 2020:

1Samuele 18

Amicizia tra Gionatan e Davide. Gelosia di Saul
1 Quando Davide ebbe finito di parlare con Saul, l'anima di Gionatan rimase così legata all'anima di Davide, che Gionatan lo amò come l'anima sua. 2 Da quel giorno Saul lo tenne presso di sé e non permise più che egli se ne tornasse a casa di suo padre. 3 E Gionatan fece alleanza con Davide, perché lo amava come l'anima propria. 4 Quindi Gionatan si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide; e così fece con le sue vesti, fino alla sua spada, al suo arco e alla sua cintura. 5 Davide andava e riusciva bene dovunque Saul lo mandava: Saul lo mise a capo della gente di guerra ed egli era gradito a tutto il popolo, anche ai servi di Saul. 6 All'arrivo dell'esercito, quando Davide faceva ritorno dopo aver ucciso il Filisteo, le donne uscirono da tutte le città d'Israele incontro al re Saul, cantando e danzando al suono dei timpani e dei triangoli e alzando grida di gioia; 7 le donne, danzando, si rispondevano a vicenda e dicevano: “Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila”. 8 Saul si irritò moltissimo; quelle parole gli dispiacquero, e disse: “Ne attribuiscono diecimila a Davide, e a me non ne attribuiscono che mille! Non gli manca altro che il regno!”. 9 E Saul, da quel giorno in poi, guardò Davide di mal occhio. 10 Il giorno dopo, un cattivo spirito, permesso da Dio, si impossessò di Saul che era come fuori di sé in mezzo alla casa, mentre Davide suonava l'arpa, come era solito fare tutti i giorni. Saul aveva in mano la sua lancia; 11 e la scagliò, dicendo: “Inchioderò Davide al muro!”. Ma Davide schivò il colpo per due volte. 12 Saul aveva paura di Davide, perché l'Eterno era con lui e si era ritirato da Saul; 13 perciò Saul lo allontanò da sé e lo fece capitano di mille uomini; ed egli andava e veniva alla testa del popolo. 14 Davide riusciva bene in tutte le sue imprese, e l'Eterno era con lui. 15 Quando Saul vide che egli riusciva splendidamente, cominciò ad avere timore di lui; 16 ma tutto Israele e Giuda amavano Davide, perché andava e veniva alla loro testa. 17 Saul disse a Davide: “Ecco Merab, la mia figlia maggiore, io te la darò in moglie; soltanto sii valoroso per me, e combatti le battaglie dell'Eterno”. Ora Saul diceva tra sé: “Non sia la mia mano che lo colpisca, ma sia la mano dei Filistei”. 18 Ma Davide rispose a Saul: “Chi sono io, che cos'è la vita mia, e che cos'è la famiglia di mio padre in Israele, perché io debba essere genero del re?”. 19 Quando Merab, figlia di Saul, doveva essere data a Davide, fu invece data in sposa ad Adriel di Meola. 20 Ma Mical, figlia di Saul, amava Davide; lo riferirono a Saul, e la cosa gli piacque. 21 E Saul disse: “Gliela darò, perché sia per lui un'insidia ed egli cada sotto la mano dei Filistei”. Saul dunque disse a Davide: “Oggi, per la seconda volta, tu puoi diventare mio genero”. 22 Poi Saul diede quest'ordine ai suoi servitori: “Parlate in segreto a Davide, e ditegli: 'Ecco, tu sei nelle grazie del re, e tutti i suoi servi ti amano, diventa dunque genero del re'”. 23 I servi di Saul riportarono queste parole a Davide. Ma Davide replicò: “Vi sembra cosa da poco diventare genero del re? Io sono povero e di umile condizione”. 24 I servi riferirono a Saul: “Davide ha risposto così e così”. 25 E Saul disse: “Dite così a Davide: 'Il re non chiede dote; ma domanda cento prepuzi di Filistei, per fare vendetta dei suoi nemici'”. Ora Saul aveva in animo di far cadere Davide nelle mani dei Filistei. 26 I servitori dunque riferirono quelle parole a Davide, e a Davide piacque di diventare genero del re in questo modo. Prima del termine fissato 27 Davide si alzò, partì con la sua gente, uccise duecento uomini dei Filistei, portò i loro prepuzi e ne consegnò il numero preciso al re, per diventare suo genero. 28 E Saul gli diede per moglie Mical, sua figlia. Saul vide e riconobbe che l'Eterno era con Davide; e Mical, figlia di Saul, lo amava. 29 Saul continuò più che mai a temere Davide, e gli fu sempre nemico. 30 Ora i prìncipi dei Filistei uscivano a combattere; e ogni volta che uscivano, Davide riusciva meglio di tutti i servi di Saul, così che il suo nome divenne molto famoso.

Riveduta:

1Samuele 18

Amicizia di Gionathan per Davide. Gelosia di Saul
1 Come Davide ebbe finito di parlare con Saul, l'anima di Gionathan rimase così legata all'anima di lui, che Gionathan l'amò come l'anima sua. 2 Da quel giorno Saul lo tenne presso di sé e non permise più ch'ei se ne tornasse a casa di suo padre. 3 E Gionathan fece alleanza con Davide, perché lo amava come l'anima propria. 4 Quindi Gionathan si tolse di dosso il mantello, e lo diede a Davide; e così fece delle sue vesti, fino alla sua spada, al suo arco e alla sua cintura. 5 E Davide andava e riusciva bene dovunque Saul lo mandava: Saul lo mise a capo della gente di guerra, ed egli era gradito a tutto il popolo, anche ai servi di Saul. 6 Or all'arrivo dell'esercito, quando Davide, ucciso il Filisteo, facea ritorno, le donne uscirono da tutte le città d'Israele incontro al re Saul, cantando e danzando al suon de' timpani e de' triangoli, e alzando grida di gioia; 7 e le donne, danzando, si rispondevano a vicenda e dicevano: Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila. 8 Saul n'ebbe sdegno fortissimo; quelle parole gli dispiacquero, e disse: 'Ne dànno diecimila a Davide, e a me non ne dan che mille! Non gli manca più che il regno!' 9 E Saul, da quel giorno in poi, guardò Davide di mal occhio. 10 Il giorno dopo, un cattivo spirito, suscitato da Dio, s'impossessò di Saul che era come fuori di sé in mezzo alla casa, mentre Davide sonava l'arpa, come solea fare tutti i giorni. Saul aveva in mano la sua lancia; 11 e la scagliò, dicendo: 'Inchioderò Davide al muro!' Ma Davide schivò il colpo per due volte. 12 Saul avea paura di Davide, perché l'Eterno era con lui e s'era ritirato da Saul; 13 perciò Saul lo allontanò da sé, e lo fece capitano di mille uomini; ed egli andava e veniva alla testa del popolo. 14 Or Davide riusciva bene in tutte le sue imprese, e l'Eterno era con lui. 15 E quando Saul vide ch'egli riusciva splendidamente, cominciò ad aver timore di lui; 16 ma tutto Israele e Giuda amavano Davide, perché andava e veniva alla loro testa. 17 Saul disse a Davide: 'Ecco Merab, la mia figliuola maggiore; io te la darò per moglie; solo siimi valente, e combatti le battaglie dell'Eterno'. Or Saul diceva tra sé: 'Non sia la mia mano che lo colpisca, ma sia la mano de' Filistei'. 18 Ma Davide rispose a Saul: 'Chi son io, che è la vita mia, e che è la famiglia di mio padre in Israele, ch'io abbia ad essere genero del re?' 19 Or avvenne che, quando Merab figliuola di Saul doveva esser data a Davide, fu invece sposata ad Adriel di Mehola. 20 Ma Mical, figliuola di Saul, amava Davide; lo riferirono a Saul, e la cosa gli piacque. 21 E Saul disse: 'Gliela darò, perché sia per lui un'insidia ed egli cada sotto la mano de' Filistei'. Saul dunque disse a Davide: 'Oggi, per la seconda volta, tu puoi diventar mio genero'. 22 Poi Saul diede quest'ordine ai suoi servitori: 'Parlate in confidenza a Davide, e ditegli: Ecco, tu sei in grazia del re, e tutti i suoi servi ti amano, diventa dunque genero del re'. 23 I servi di Saul ridissero queste parole a Davide. Ma Davide replicò: 'Sembra a voi cosa lieve il diventar genero del re? E io son povero e di basso stato'. 24 I servi riferirono a Saul: 'Davide ha risposto così e così'. 25 E Saul disse: 'Dite così a Davide: Il re non domanda dote; ma domanda cento prepuzi di Filistei, per trar vendetta de' suoi nemici'. Or Saul aveva in animo di far cadere Davide nelle mani de' Filistei. 26 I servitori dunque riferirono quelle parole a Davide, e a Davide piacque di diventar in tal modo genero del re. E prima del termine fissato, 27 Davide si levò, partì con la sua gente, uccise duecento uomini de' Filistei, portò i loro prepuzi e ne consegnò il numero preciso al re, per diventar suo genero. 28 E Saul gli diede per moglie Mical, sua figliuola. E Saul vide e riconobbe che l'Eterno era con Davide; e Mical, figliuola di Saul, l'amava. 29 E Saul continuò più che mai a temer Davide, e gli fu sempre nemico. 30 Or i principi de' Filistei uscivano a combattere; e ogni volta che uscivano, Davide riusciva meglio di tutti i servi di Saul, in guisa che il suo nome divenne molto famoso.

Ricciotti:

1Samuele 18

Amicizia di Gionata e Davide
1 Come ebbe finito di parlare con Saul, l'anima di Gionata si affezionò grandemente a quella di Davide, e Gionata l'amò come un altro se stesso. 2 Saul allora se lo prese [con sè] da quel giorno nè gli permise di far ritorno alla casa paterna. 3 Gionata poi strinse un'alleanza con Davide e poichè lo amava come un altro se stesso, 4 si spogliò della tunica che indossava e la diede a Davide con tutta la sua armatura, compresa la spada, l'arco e persino la cintura.

Saul geloso di Davide
5 Davide se ne andava a tutte le imprese a cui era mandato da Saul e vi si conduceva da uomo accorto, tanto che Saul lo mise alla testa dei suoi guerrieri e fu ben visto da tutto il popolo, come pure dai servi di Saul. 6 Accadde che quando Davide tornò dall'aver ucciso il Filisteo, le dame uscirono da tutte le città di Israele cantando e danzando incontro al re Saul con timpani di gioia e con sistri 7 e fra le danze e i canti dicevano: «Ne abbattè Saul mille e Davide diecimila.» 8 Saul n'ebbe sdegno fortissimo e fu spiacente per così fatta espressione, dicendo: «Ne hanno assegnato diecimila a Davide e a me non ne dan che mille. Che altro gli manca se non il solo regno?». 9 E dal quel giorno Saul incominciò a non guardar più Davide di buon occhio. 10 Il giorno appresso poi lo spirito maligno, mandato da Dio, invase Saul, che profetava in mezzo alla casa e Davide come di solito sonava l'arpa. Saul teneva in mano la lancia 11 e la scagliò col proposito di inchiodar Davide al muro; ma Davide per due volte si sottrasse dalla presenza di lui. 12 Ebbe allora Saul timore di Davide, perchè il Signore era con questi, mentre erasi ritirato da lui. 13 Perciò lo allontanò da sè e lo fece capitano di mille uomini; così egli andava e veniva al cospetto del popolo. 14 Davide in ogni sua impresa agiva con grande prudenza e il Signore era con lui. 15 Ora Saul al vedere in lui tanta prudenza, cominciò a guardarsi da lui, 16 mentre tutto Israele e Giuda lo amava poichè egli andava e veniva, alla loro testa.

Insidie di Saul contro Davide
17 Saul disse a Davide: «Ecco Merob, la mia figliuola maggiore, io te la darò in isposa, purchè sii valoroso e combatta le battaglie del Signore». Saul però pensava fra sè: «Non sia la mia mano su di lui, bensì lo colpisca quella dei Filistei». 18 Disse Davide a Saul: «E chi son io e che è mai la mia vita e la parentela di mio padre in Israele, da diventare io genero del re?». 19 Venuto però il tempo di dare a Davide Merob, figlia di Saul, essa fu data in moglie ad Adriel di Molati. 20 Però Micol, la seconda delle figlie di Saul, amò Davide; lo riferirono a Saul, ed egli n'ebbe piacere 21 e disse: «Gliela darò, perchè sia per lui un tranello e la mano dei Filistei sia sopra di lui». Poi disse a Davide: «Per la seconda volta oggi tu diventerai mio genero». 22 Diede quindi quest'ordine ai servi suoi: «Dite in confidenza a Davide: - Ecco, tu piaci al re e tutti i di lui servi ti vogliono bene. Diventa dunque genero del re». 23 Avendo i servi riferito in segreto a Davide tutto ciò, questi soggiunse: «E vi par poco diventare genero del re? Io son povero e persona di nessun conto». 24 Avendo i servi riferito a Saul quella risposta, dicendo: «Davide ha detto queste parole», 25 Saul soggiunse: «Parlerete a Davide in tal guisa: - Al re non occorrono doni nuziali, ma soltanto cento prepuzii di Filistei, perchè si faccia vendetta dei nemici del re -». Ora Saul pensava di dar Davide nelle mani dei Filistei. 26 Quando le parole di Saul furono dai suoi servi riferite a Davide, questi provò piacere al pensiero di diventar genero del re. 27 E dopo alcuni giorni, levatosi cogli uomini che aveva sotto di sè, se ne andò, e, abbattuti duecento Filistei, ne apportò al re i prepuzii e li contò al re per divenirgli genero. Saul gli diede allora in moglie la figlia Micol 28 e s'accòrse e capì che il Signore era con Davide. Micol poi, figlia di Saul amava Davide, 29 mentre Saul cominciò a temere sempre più Davide e gli diventò nemico per sempre. 30 Ora i principi dei Filistei presero a far incursioni. Fin dal principio delle loro incursioni Davide si comportò con accortezza maggiore che non gli altri servi di Saul e così divenne assai celebre il suo nome.

Tintori:

1Samuele 18

Amicizia di Gionata per David.
1 Appena David ebbe finito di parlare con Saul, l'anima di Gionata rimase strettamente legata a quella di David, che Gionata amò come l'anima sua. 2 In quel medesimo giorno Saul prese seco David e non gli permise di tornare a casa di suo padre. 3 E Gionata fece alleanza con David, amandolo come l'anima sua: 4 si spogliò della sua tunica che aveva addosso, e la diede a David colle altre sue vesti, fino alla sua spade, al suo arco, fino alla cintura. 5 David andava dovunque Saul lo mandasse e agiva prudentemente. Saul lo costituì sopra la gente di guerra, ed egli era gradito agli occhi di tutto il popolo, e particolarmente nel cospetto di tutti i servi di Saul.

Saul geloso di David tenta colpirlo e gli tende insidie.
6 Or quando David fece ritorno, dopo avere ucciso il Filisteo, le donne usciron fuori da tutte le città d'Israele, cantando e menando danze, incontro al re, con tamburi d'allegria e con sistri. 7 Le donne danzando e cantando dicevano: «Saul ne uccise mille e David dieci mila». 8 Saul ne fu irritatissimo, gli dispiacquero queste parole, e disse: «A David ne han dati dieci mila, a me soltanto mille: che gli manca se non il regno?» 9 A partir da quel giorno, Saul non guardava più di buon occhio David. 10 Anzi, il giorno dopo, avendo lo spirito malvagio, mandato da Dio, invaso Saul, che si mise a profetare in mezzo della sua casa, mentre David sonava colla mano, come soleva fare ogni di, Saul, che teneva in mano una lancia, 11 la scagliò, credendo di poter conficcare David alla parete; ma David l'evitò, fuggendo dal cospetto di lui per due volte. 12 Allora Saul ebbe timore di David, perchè il Signore era con David e s'era ritirato da lui. 13 Saul poi lo allontanò da se, e lo fece capitano di mille uomini, sicché David andava e veniva alla presenza del popolo. 14 Siccome in tutte le sue cose David agiva con prudenza e il Signore era con lui, 15 Saul, vedendolo molto accorto, cominciò a guardarsi da lui; 16 ma tutto Israele e Giuda amavano David, perchè egli andava e veniva davanti a loro. 17 Saul disse poi a David: «Ecco, io ti darò per moglie la mia figlia maggiore Merob, a patto che ti mostri valoroso e combatta le guerre del Signore». Or Saul, dicendo così, pensava tra sè: «Non la mia mano lo colpisca, ma quella dei Filistei». 18 David rispose a Saul: «Chi son io, che vale la mia vita e qual'è la parentela di mio padre in Israele, perchè io divenga genero del re?» 19 Ma venuto il tempo in cui Merob figlia di Saul doveva esser data a David, fu maritata a Adriele Molatita. 20 Or Micol, la seconda figlia di Saul, amava David, e Saul, avendolo saputo, ne ebbe piacere 21 e disse: «Gliela darò, perchè gli sia d'inciampo e la mano dei Filistei lo colpisca». Poi disse a David: «Oggi tu sarai mio genero in una seconda maniera». 22 E Saul diede ai suoi servi quest'ordine: «Parlate a David senza che io comparisca, e ditegli: Ecco tu sei nelle grazie del re, e tutti i suoi servi ti amano. Or cerca di diventare genero del re». 23 I servi di Saul riferirono in segreto a David tutte queste cose; ma David rispose loro: «Vi sembra una cosa da nulla esser genero del re? Ma io son povero e di basso stato». 24 I servi di Saul andarono a riferire, dicendo: «David ha dette queste parole». 25 Allora Saul rispose: «Parlate così a David: «Il re non ha bisogno di dote, ma vuol soltanto cento prepuzi dei Filistei, perchè sia fatta vendetta sui nemici del re». Così Saul pensava di dare David nelle mani dei Filistei. 26 Quando adunque i servi di Saul riferirono a David le parole di Saul, piacque a David di diventare in questa maniera genero del re. 27 Pochi giorni dopo, David si mosse cogli uomini che aveva al suo comando, andò a uccidere duecento uomini dei Filistei e, portati i loro prepuzi, li contò al re per esser suo genero. Allora Saul gli diede in moglie Micol sua figlia. 28 Saul vide e capì che il Signore era con David. Or Micol figlia di Saul amava David. 29 Saul cominciò a temere sempre più David e ne fu nemico per tutta la vita. 30 Essendo i principi dei, Filistei usciti in guerra, tutte le volte che essi capitavano, David si diportava più saggiamente di tutti i servi di Saul, e il suo nome divenne molto celebre.

Martini:

1Samuele 18

Gionata stringe amicizia intrinseca con Davidde; Saulle avendo udito il paragone, che faceasi tra lui, e Davidde, non può più vederlo; onde agitato dal maligno spirito tenta di trafiggerlo, e dà ad un altro la sua figlia Merob promessa a Davidde: ma con cattivo fine gli promette per moglie la figliuola minore Michol, purché egli uccida cento Filistei.
1 E da quel punto, in cui (Davidde) ebbe parlato con Saul, l'anima di Gionata rimase strettamente congiunta coll'anima di David, e Gionata amollo, come l'anima sua. 2 E allora Saul lo tenne seco, e non permise che ei se ne tornasse a casa di suo padre. 3 E David fermò stretta unione con Gionata: perocché lo amava, come l'anima propria. 4 Quindi Gionata si spogliò della tonaca, che avea addosso, e la diede a Davidde colle altre sue vestimenta, e sino la spada, e l'arco suo, e il cingolo. 5 E David andava ad eseguire tutte le commissioni che davagli Saul, e operava prudentemente: e Saul gli diede soprintendenza sopra la gente di guerra, ed egli era gradito a tutto il popolo, e particolarmente a tutti i servi di Saul. 6 Or quando tornava Davidde, ucciso il Filisteo, uscivano le donne da tutte le città d'Israele, cantando, e menando carole dinanzi al re Saul con istromenti di letizia, con timpani, e sistri. 7 E le donne ballando intuonavano: Mille ne uccise Saul, e dieci mila Davidde. 8 Or Saulle n'ebbe sdegno grandissimo, e dispiacquero sommamente a lui queste parole, e disse: Ne han dati dieci mila a Davidde, e mille a me: che più gli manca fuori del solo regno? 9 Saul pertanto da quel giorno in poi non guardava di buon occhio Davidde. 10 Ma il giorno appresso lo spirito malo (permettendolo il Signore) invase Saul, ed ei faceva il profeta in mezzo della sua casa, e David sonava, come soleva fare ogni dì: e Saul avea in mano una lancia, 11 E la scagliò, credendo di poter conficcare Davidde nella muraglia: ma Davidde la schivò per due volte. 12 E Saul ebbe timore di Davidde (veggendo) come il Signore era con lui, ed erasi ritirato da sè. 13 Saul adunque lo allontanò da sé, e lo fece capitano di mille uomini: ed egli andava e veniva, alla testa di quella gente. 14 E in tutte le cose sue David si portava con prudenza, e il Signore era con lui. 15 Saul perciò veggendo, quant'egli era prudente, cominciò ad averne sospetto. 16 Ma tutto Israele, e Giuda portavan affetto a Davidde: perocché egli andava, e veniva innanzi ad essi. 17 E Saul disse a David; Orsù la mia figlia maggiore Merob sarà quella che io darò a le per consorte: solo, che tu sii valoroso, e combatta nella guerra del Signore. Or Saulle macchinava, e diceva: Non sia la mia mano che lo abbatta, ma sia la mano de' Filistei. 18 Ma David disse a Saul: Chi son io, e quale è stata la mia vita, e di qual condizione è in Israele la famiglia del padre mio, che io abbia ad essere genero del re? 19 Or venuto il tempo, in cui Merob figliuola di Saul dovea esser data a Davidde, ella fu sposata ad Hadriele Molathite. 20 Ma Michol l'altra figliuola di Saul avea affetto per David, e ne fu avvertito Saul, il quale n'ebbe piacere. 21 E disse Saul: Gliela darò affinchè sia a lui occasione d'inciampo, e i Filistei lo uccidano. E Saul disse a David: Per due titoli tu sarai oggi mio genero. 22 E Saul ordinò a' suoi servi: Parlate a David senza mia saputa, e ditegli: Orsù tu se' in grazia del re, e tutti i suoi servi ti amano: adesso adunque diventa genero del re. 23 E i servi di Saul dissero nell'orecchio a David tutte queste cose. Ma David replicò: Sembra a voi piccola cosa l'esser genero del re? E io son povero, e di basso stato. 24 E i servi di Saul ne fecero relazione a lui, dicendo: David ha detto questo, e questo. 25 Ma Saul disse: parlate a David in tal guisa: Il re non ha bisogno di dote, vuol solamente la morte di cento Filistei per trar vendetta de' suoi nemici. Ma Saulle avea in animo di dare Davidde nelle mani dei Filistei. 26 Ma quando i servi di Saul ebbero riferito a Davidde quello ch'egli avea detto, piacque la cosa a Davidde per diventare genero del re. 27 E di lì a pochi giorni Davidde si mosse colla gente che avea al suo comando. E uccise dugento Filistei, e portò i loro prepuzii, e li contò al re per esser fatto suo genero. Saul adunque gli diede per moglie la sua figlia Michol. 28 E Saul conobbe e intese, come il Signore era con David. E Michol figliuola di Saul lo amava. 29 E Saul principiò ad avere anche maggior paura di Davidde: e Saul diventò nimico perpetuo di Davidde. 30 E i principi de' Filistei si mossero. E fin dal principio delle loro scorrerie, Davidde si portava più saggiamente che tutti i servi di Saul, e divenne celebre grandemente il suo nome.

Diodati:

1Samuele 18

1 ORA, come egli ebbe finito di parlare a Saulle, l'anima di Gionatan fu legata all'anima di esso, sì che Gionatan l'amò come l'anima sua. 2 Ed in quel giorno, Saulle lo prese appresso di sè, e non gli permise più di ritornare a casa di suo padre. 3 E Gionatan fece lega con Davide; perciocchè egli l'amava come l'anima sua. 4 E Gionatan si spogliò l'ammanto ch'egli avea indosso, e lo diede a Davide, co' suoi vestimenti, fino alla sua spada, ed al suo arco, ed alla sua cintura. 5 E Davide usciva fuori; dovunque Saulle lo mandava, egli prosperava; laonde Saulle lo costituì sopra un certo numero di gente di guerra; ed egli fu grazioso a tutto il popolo, ed anche a' servitori di Saulle.
6 Or avvenne che, come essi venivano, ritornando Davide da pecuotere il Filisteo, le donne uscirono fuori di tutte le città d'Israele, cantando, e menando danze incontro al re Saulle, con tamburi, con allegrezza, e con canti di trionfo. 7 E le donne che giocavano, cantavano a vicenda, e dicevano: Saulle ne ha percossi i suoi mille, E Davide i suoi diecimila. 8 Laonde Saulle si adirò gravemente, e questa cosa gli dispiacque, e disse: Esse ne hanno dati a Davide diecimila, e a me ne hanno sol dati mille; certo non gli manca altro che il reame. 9 E da quel dì innanzi Saulle riguardava Davide di mal occhio. 10 Ora il giorno seguente avvenne che lo spirito malvagio mandato da Dio si avventò sopra Saulle, onde egli facea atti da uomo forsennato in mezzo la casa; e Davide sonava con le sue mani come per addietro, e Saulle avea una lancia in mano. 11 E Saulle lanciò la lancia, e disse: Io conficcherò Davide nella parete. Ma Davide si stornò d'innanzi a lui due volte.
12 E Saulle temette per cagion di Davide; perciocchè il Signore era con lui, e si era partito da Saulle. 13 Laonde Saulle lo rimosse d'appresso a sè, e lo costituì capitano di mille uomini; ed egli andava e veniva davanti al popolo. 14 Or Davide prosperava in tutte le sue imprese, e il Signore era con lui. 15 E Saulle, veggendo ch'egli prosperava grandemente, ebbe paura di lui. 16 Ma tutto Israele e Giuda amava Davide; perciocchè egli andava e veniva davanti a loro. 17 E SAULLE disse a Davide: Ecco Merab, mia figliuola maggiore; io te la darò per moglie; siimi pur valoroso, e conduci le guerre del Signore. (Or Saulle diceva: Non sia la mia mano sopra lui: ma sia la mano de' Filistei sopra lui). 18 E Davide disse a Saulle: Chi son io, e quale è la mia vita, e quale è la nazione di mio padre in Israele, che io sia genero del re? 19 Or avvenne che al tempo che Merab, figliuola di Saulle, si dovea dare a Davide, fu data per moglie ad Adriel Meholatita. 20 Ma Mical, figliuola di Saulle, amava Davide; il che fu rapportato a Saulle, e la cosa gli piacque. 21 E Saulle disse: Io gliela darò, acciocchè gli sia per laccio, e che la mano de' Filistei sia sopra lui. Saulle adunque disse a Davide: Tu sarai oggi mio genero per amendue. 22 E Saulle comandò a' suoi servitori di parlare in segreto a Davide, e dirgli: Ecco, il re ti gradisce, e tutti i suoi servitori ti amano; ora adunque sii genero del re. 23 I servitori di Saulle adunque ridissero queste parole a Davide. Ma Davide disse: Parvi egli cosa leggiera d'esser genero del re, essendo io uomo povero e vile? 24 Ed i servitori di Saulle gliel rapportarono, dicendo: Davide ha dette tali cose. 25 E Saulle disse: Dite così a Davide: Il re non vuol dote, ma cento prepuzii de' Filistei, acciocchè sia fatta vendetta de' suoi nemici. Or Saulle pensava di far cader Davide nelle mani de' Filistei. 26 I suoi servitori adunque rapportarono queste parole a Davide; e la cosa piacque a Davide, per esser genero del re. Ora, avanti che i giorni fossero compiuti, 27 Davide si levò, ed andò con la sua gente, e percosse dugent'uomini de' Filistei e portò i lor prepuzii, onde il numero compiuto fu consegnato al re, acciocchè egli potesse esser genero del re. E Saulle gli diede Mical, sua figliuola, per moglie. 28 E Saulle vide e conobbe che il Signore era con Davide; e Mical, figliuola di esso, l'amava. 29 Laonde Saulle continuò di temere di Davide vie maggiormente; e fu sempre suo nemico. 30 Or i capitani de' Filistei uscirono fuori in guerra; e dacchè furono usciti, Davide prosperò più che tutti gli altri servitori di Saulle; onde il suo nome fu in grande stima.

Commentario completo di Matthew Henry:

1Samuele 18

1 INTRODUZIONE A 1 SAMUELE CAPITOLO 18

Nel corso del capitolo precedente abbiamo lasciato Davide in trionfo; Ora in questo capitolo abbiamo,

I Il miglioramento dei suoi trionfi; divenne presto,

1. Il costante servitore di Saul, 1Samuele 18:2.

2. L'amico del patto di Gionatan, 1Samuele 18:1,3,4.

3. Il caro del suo paese, 1Samuele 18:5,7,16.

II. Gli allievi dei suoi trionfi. Questa è la vanità che accompagna anche un'opera giusta, che "per essa l'uomo è invidiato", Ecclesiaste 4:4. Così Davide era presso Saul.

1. Lo odiava e cercò di ucciderlo lui stesso, 1Samuele 18:8-11.

2. Lo temeva e fece in modo che gli fosse fatto del male, 1Samuele 18:12-17. Gli propose di dargli in sposa sua figlia; ma

[1.] lo defraudò del maggiore per provocarlo (1Samuele 18:19), e,

[2.] Gli diede il più giovane, a condizioni che avrebbero messo in pericolo la sua vita, 1Samuele 18:20-25. Ma Davide eseguì le sue condizioni coraggiosamente (1Samuele 18:26,27), e crebbe fino ad essere sempre più stimato, 1Samuele 18:28-30. Davide sta ancora risorgendo, ma (come tutti coloro che mirano alla corona della vita devono aspettarsi) ha dovuto affrontare una grande quantità di difficoltà e di opposizione.

Ver. 1. fino alla Ver. 5.

Davide fu unto alla corona per toglierla dalla mano di Saul e sopra il capo di Gionathan, eppure qui troviamo:

I Che Saul, che ora era in possesso della corona, riponeva in lui una fiducia, Dio lo ordinava, affinché potesse essere preparato per il servizio futuro con la sua preferenza a corte. Saul prese Davide a casa con sé, e non permise che tornasse di nuovo al suo ritiro, 1Samuele 18:2. E Davide, essendosi distinto al di sopra degli uomini di guerra, accettando la sfida che essi rifiutarono, Saul lo pose a capo degli uomini di guerra (1Samuele 18:5), non perché lo costituisse generale (Abner era in quel posto), ma forse capitano della guardia di salvataggio; o, sebbene fosse il più giovane, gli ordinò di avere la precedenza, in ricompensa dei suoi grandi servigi. Lo impiegò negli affari di governo; Davide uscì dovunque Saul lo mandava, mostrandosi tanto rispettoso quanto audace e coraggioso. Coloro che sperano di governare devono prima imparare a obbedire. Egli si era approvato come figlio devoto a Iesse suo padre, e ora servo devoto a Saul suo padrone; Quelli che sono buoni in una relazione, c'è da sperare che lo siano in un'altra.

II. Che Gionatan, che era l'erede della corona, fece alleanza con lui, così ordinato da Dio, affinché la via di Davide fosse più chiara quando il suo rivale fosse stato suo amico.

1. Gionatan concepì per lui una straordinaria gentilezza e affetto (1Samuele 18:1): Quando ebbe finito di parlare con Saul, se ne innamorò perfettamente. Se si riferisca al suo incontro con Saul prima della battaglia (1Samuele 17:34,37), o a quello dopo (1Samuele 17:51), in cui è probabile che sia stato detto molto di più di quanto vi sia scritto, è incerto. Ma, in entrambi, Davide si espresse con tanta prudenza, modestia e pietà, una tale felicità di espressione, con tanta audacia e tuttavia tanta dolcezza, e tutto questo così naturale e inalterato, e tanto più sorprendente a causa degli svantaggi della sua educazione e del suo aspetto, che l'anima di Gionata si legò immediatamente all'anima di Davide. Giònata aveva precedentemente attaccato un esercito filisteo con la stessa fede e lo stesso coraggio con cui Davide aveva attaccato un gigante filisteo, così che c'era tra loro una somiglianza molto stretta di affetti, disposizioni e consigli, che facevano sì che i loro spiriti si unissero facilmente, così rapidamente, così strettamente, che sembravano solo un'anima in due corpi. Nessuno aveva tante ragioni per odiare Davide come Gionatan, perché doveva metterlo vicino alla corona, eppure nessuno lo considera di più. Coloro che sono governati nel loro amore da principi di saggezza e di grazia non permetteranno che i loro affetti siano alienati da alcun riguardo o considerazione secolare: i pensieri più grandi inghiottiranno e prevarranno sui minori.

2. Ha testimoniato il suo amore a Davide con un generoso dono che gli ha fatto, 1Samuele 18:4. Era inquieto nel vedere un'anima così grande, quantunque alloggiata in un corpo così bello, eppure travestita con l'abito meschino e spregevole di un povero pastore, e perciò si preoccupò di metterlo presto in abito di cortigiano (perché gli aveva dato una tunica) e di soldato, perché glielo aveva dato. invece del suo bastone e della sua fionda, una spada e un arco, e, invece della sua scorta da pastore, una cintura, una cintura o una fascia; e, il che rese il regalo molto più cortese, erano gli stessi che lui stesso aveva indossato, e (come presagio di ciò che sarebbe seguito) se ne spogliò per vestire David con essi. Quella di Saul non gli andava bene, ma quella di Gionatan sì. I loro corpi erano di una dimensione, una circostanza che ben si accordava con l'adeguatezza delle loro menti. Quando Saul mise questi segni d'onore su Davide, li tolse di nuovo, perché prima se li sarebbe guadagnati e poi li avrebbe indossati; ma, ora che aveva dato prova dello spirito di un principe e di un soldato, non si vergognava di indossare gli abiti di un principe e di un soldato. David è visto nei panni di Jonathan, in modo che tutti possano notare che è un secondo sé di Jonathan. Il nostro Signore Gesù ci ha così mostrato il suo amore, che si è spogliato per vestirci, si è svuotato per arricchirci; anzi, ha fatto più di Gionatan, si è vestito dei nostri stracci, mentre Gionatan non ha indossato quelli di Davide.

3. Si sforzò di perpetuare questa amicizia. Erano così pienamente soddisfatti l'uno dell'altro, anche al primo colloquio, che fecero un patto l'uno con l'altro, 1Samuele 18:3. Il loro affetto reciproco era sincero; e chi ha una mente onesta non si spaventa di fronte alle rassicurazioni. Il vero amore desidera essere costante. Coloro che amano Cristo come la propria anima saranno disposti a unirsi a lui in un patto eterno.

III. Che sia la corte che il paese accettino di benedirlo. È raro che siano d'accordo nei loro favoriti; eppure Davide fu accettato agli occhi di tutto il popolo, e anche (il che era strano) agli occhi dei servi di Saul, == 1Samuele 18:5. I primi lo amavano cordialmente, i secondi non potevano per vergogna ma accarezzarlo e complimentarsi. E fu certamente un grande esempio della potenza della grazia di Dio in Davide, il fatto che egli fu in grado di sopportare tutto questo rispetto e onore che fluiva su di lui all'improvviso, senza essere innalzato oltre misura. Coloro che salgono così in fretta hanno bisogno di buone teste e di buoni cuori. È più difficile saper abbondare che essere umiliati.

6 Ver. 6. fino alla Ver. 11.

Ora cominciano le tribolazioni di Davide, ed esse non solo seguono le orme dei suoi trionfi, ma ne derivano, tale è la vanità di ciò che sembra più grande in questo mondo.

I Era troppo ingigantito dalla gente comune. Qualche tempo dopo la vittoria, Saul avanzò trionfalmente attraverso le città d'Israele che gli si trovavano accanto, per ricevere le congratulazioni del paese. E, quando faceva il suo ingresso pubblico in qualsiasi luogo, le donne erano molto pronte a mostrargli rispetto, come era solito allora nei trionfi pubblici (1Samuele 18:6), e avevano una canzone, a quanto pare, che cantavano nelle loro danze (fatta da un poeta o da un altro, che era un grande ammiratore del coraggio di Davide, e fu più giusto che saggio, dando la preferenza ai suoi successi nell'ultima azione rispetto a quelli di Saul), il cui peso era che Saul aveva ucciso le sue migliaia e Davide le sue diecimila. Una differenza come questa Mosè fece tra i numeri di Efraim e Manasse, Deuteronomio 33:17.

II. Questo dispiacque molto a Saul, e gli fece invidiare Davide, 1Samuele 18:8,9. Avrebbe dovuto considerare che si riferivano solo a questa azione tardiva e intendevano non sminuire nessuna delle precedenti imprese di Saul; e che nell'azione ora celebrata era innegabilmente vero che Davide, uccidendo Golia, in effetti uccise tutti i Filistei che erano stati uccisi quel giorno e sconfisse l'intero esercito; così che non fecero altro che dare a Davide ciò che gli era dovuto. Può darsi che colui che compose la canzone usò solo una libertà poetica, e non intendeva fare un paragone odioso tra Saul e Davide; o, se lo faceva, era al di sotto della grande mente di un principe prendere nota di una simile riflessione sul suo onore personale, quando sembrava che la gloria del pubblico fosse sinceramente voluta. Ma Saul era molto adirato e subito sospettò un qualche piano di tradimento alla base di ciò: che cosa può avere di più se non il regno? Questo lo fece guardare a Davide come a uno di cui era geloso e contro cui cercava vantaggi (1Samuele 18:9): il suo aspetto non era rivolto verso di lui come prima. Gli uomini orgogliosi non possono sopportare di sentire lodati se non loro stessi, e pensare che tutto il loro onore perduto vada da loro. È un segno che lo Spirito di Dio si è allontanato dagli uomini se sono irritati nel loro risentimento per gli affronti, invidiosi e sospettosi di tutto ciò che li circonda e di cattivo carattere nella loro condotta; perché la sapienza dall'alto ci rende del tutto diversi.

III. Nella sua furia mirava ad uccidere Davide, 1Samuele 18:10,11. La gelosia è la rabbia di un uomo; Saul si infuriò contro Davide e lo rese impaziente di toglierlo di mezzo.

1. I suoi attacchi di frenesia tornarono su di lui. Il giorno dopo, dopo aver concepito malizia contro Davide, lo spirito maligno di Dio, che lo aveva precedentemente perseguitato, lo colse di nuovo. Coloro che si abbandonano all'invidia e alla mancanza di carità cedono il posto al diavolo e si preparano al rientro dello spirito impuro, insieme ad altri sette malvagi. Dove c'è invidia c'è confusione. Saul finse un'estasi religiosa: profetizzò in mezzo alla casa, cioè aveva i gesti e i gesti di un profeta, e assecondò la cosa abbastanza bene da attirare Davide in una trappola, e affinché potesse essere senza paura di qualsiasi pericolo e fuori dalla sua guardia; e forse progettando, se solo avesse potuto ucciderlo, imputarlo a un impulso divino e caricarlo sullo spirito di profezia di cui sembrava essere animato: ma in realtà era una furia infernale che lo animava.

2. Davide, sebbene promosso a un posto d'onore molto più alto, non disdegnò, per il servizio del suo padrone, di tornare alla sua arpa: suonava con la mano come le altre volte. Non lasciate che l'alto pensi a qualcosa al di sotto di loro per cui possano fare del bene ed essere utili a coloro a cui sono obbligati.

3. Ha colto l'occasione per mirare alla morte di Davide. Una spada in mano a un pazzo è una cosa pericolosa, specialmente un pazzo come Saul, che era pazzo di malizia. Eppure aveva in mano un giavellotto o un dardo, che proiettò, cercando così di uccidere Davide, non in un'improvvisa passione, ma deliberatamente: Colpirò Davide al muro con esso, con una forza così disperata che lo ha lanciato. Giustamente Davide si lamenta dei suoi nemici che lo odiavano di un odio crudele, == Salmi 25:19. Nessuna vita è ritenuta troppo preziosa per essere sacrificata alla malizia. Se un senso di gratitudine per il grande servizio che Davide aveva reso al pubblico non poteva placare la furia di Saul, tuttavia si potrebbe pensare che avrebbe dovuto permettersi di considerare la gentilezza che Davide gli stava ora facendo, per sollevarlo, come nessun altro avrebbe potuto fare, contro il peggiore dei guai. Coloro che sono posseduti da uno spirito diabolico rendono il male per il bene. Paragona Davide, con la sua cetra in mano, che mira a servire Saul, e Saul, con il suo giavellotto in mano, che mira a uccidere Davide; e osservare la mansuetudine e l'utilità del popolo perseguitato da Dio e la brutalità e la barbarie dei suoi persecutori. Gli assetati di sangue odiano i retti, ma i giusti cercano la sua anima, == Proverbi 29:10.

4. Davide evitò felicemente il colpo due volte (vale a dire, ora e dopo, 1Samuele 19:10); non lanciò di nuovo il giavellotto contro Saul, ma si ritirò, non combattendo ma fuggendo per la propria salvezza; Sebbene avesse la forza e il coraggio sufficienti, e il colore del diritto, per opporre resistenza e vendicare l'offesa, tuttavia non fece altro che assicurarsi se stesso, togliendosi di mezzo. Davide, senza dubbio, aveva un occhio vigile sulla mano di Saul e sul giavellotto in essa, e lo fece con lo stesso coraggio con cui si era scagliato contro Golia. Tuttavia la sua salvezza deve essere attribuita all'occhio vigile della provvidenza di Dio su di lui, che salvò il suo servo dalla spada dannosa; e con questa fuga per un pelo sembrava che fosse progettato per qualcosa di straordinario.

12 Ver. 12. fino alla Ver. 30.

In effetti, Saul aveva ora proclamato guerra a Davide. Iniziò in aperta ostilità quando gli lanciò il giavellotto. Ora qui ci viene detto come procedette la sua inimicizia, e come Davide ricevette gli attacchi di essa.

I Guarda come Saul espresse la sua malizia contro Davide.

1. Aveva paura di lui, == 1Samuele 18:12. Forse fingeva di aver paura che Davide facesse del male a se stesso, per farsi strada verso la corona. Coloro che progettano male contro gli altri sono comunemente disposti a far credere che gli altri tramino male contro di loro. Ma il fatto che Davide si ritirò (1Samuele 18:11) era una chiara prova che era ben lungi dall'essere un pensiero del genere. Tuttavia, egli era davvero in soggezione nei suoi confronti, come Erode temeva Giovanni, Marco 6:20. Saul era consapevole di aver perso la presenza favorevole di Dio stesso, e che Davide l'aveva, e per questo lo temeva. Notate, Coloro che hanno Dio con loro sono veramente grandi e da riverire. Più Davide si comportava saggiamente, più Saul lo temeva, == 1Samuele 18:15 e ancora 1Samuele 18:29. Gli uomini pensano che il modo per essere temuti sia quello di incitare e minacciare, il che li rende temuti solo dagli stolti, ma disprezzati dai saggi e dai buoni; mentre il modo per essere temuti e amati, temuti da coloro per i quali vorremmo essere un terrore e amati da coloro per i quali vorremmo essere una delizia, è comportarci saggiamente. La saggezza fa risplendere il volto e suscita rispetto.

2. Lo rimosse dalla corte e gli diede un reggimento in campagna, 1Samuele 18:13. Lo nominò capitano di oltre 1000 uomini, perché fosse sotto i suoi occhi, perché odiava la sua vista; e che non potesse assicurarsi l'interesse dei cortigiani. Eppure in questo lo fece in modo scortese; perché diede a Davide l'opportunità di ingraziarsi il popolo, che quindi lo amava (1Samuele 18:16) perché usciva ed entrava davanti a loro, cioè presiedeva agli affari del suo paese, sia civili che militari, e aveva la soddisfazione universale.

3. Lo incitò a cogliere tutte le occasioni di litigare con i Filistei e di ingaggiarli (1Samuele 18:17), insinuandogli che in tal modo avrebbe reso un buon servizio al suo principe (sii valoroso per me), e un buon servizio al suo Dio (combatti le battaglie del Signore), e anche una gentilezza verso se stesso, poiché in questo modo si sarebbe qualificato per l'onore che gli aveva designato, che era quello di dargli in sposa la figlia maggiore. Questo si era meritato uccidendo Golia, poiché gli era stato promesso mediante proclama chi avrebbe compiuto quell'impresa (1Samuele 17:25); ma Davide fu così modesto da non esigerlo, e ora, quando Saul gli propose, lo fece con un proposito di malizia nei suoi confronti, per indurlo a cimentarsi in tentativi azzardati, dicendo in cuor suo: " Sia su di lui la mano dei Filistei, sperando che un giorno o l'altro sarebbe la sua morte; ma come poteva aspettarsi questo quando vedeva che Dio era con lui?"

4. Fece quello che poté per provocarlo al malcontento e all'ammutinamento, rompendo la sua promessa con lui, e dando sua figlia a un altro quando venne il momento in cui gli sarebbe dovuta essere data, 1Samuele 18:19. Questo fu il più grande affronto che potesse fargli, e lo toccò sia nel suo onore che nel suo amore. Perciò pensava che il risentimento di Davide nei suoi confronti sarebbe sfociato in qualche indecenza, in parole o in azioni, che avrebbe potuto dargli un vantaggio contro di lui per toglierlo via secondo la via della legge. Così gli uomini malvagi cercano il male.

5. Quando fu deluso dal suo, gli offrì l'altra sua figlia (che sembra avesse una segreta gentilezza per Davide, 1Samuele 18:20), ma con questo disegno, che potesse essere una trappola per lui, == 1Samuele 18:21.

(1.) Forse sperava che lei, anche dopo il suo matrimonio con Davide, avrebbe preso parte con suo padre contro suo marito, e gli avrebbe dato l'opportunità di fare una scortesia a Davide. Tuttavia

(2.) Le condizioni del matrimonio, sperava, sarebbero state la sua distruzione; poiché (tanto sembrerà zelante Saul contro i Filistei) le condizioni del matrimonio dovevano essere che egli uccidesse 100; Filistei, e, come prova che coloro che aveva ucciso erano incirconcisi, doveva portare i loro prepuzi tagliati; questo sarebbe stato un giusto rimprovero per i Filistei, che odiava la circoncisione in quanto era un'ordinanza di Dio; e forse Davide, così facendo, li esasperava ancora di più contro di lui, e li faceva cercare di vendicarsi di lui, che era la cosa che Saul desiderava e progettava, molto più che vendicarsi dei Filistei: Poiché Saul pensava di far cadere Davide per mano dei Filistei, == 1Samuele 18:25. Vedi qui,

[1.] Quali imbrogli si imbrogliano gli uomini cattivi. La coscienza di Saul non gli permetteva, se non quando lo spirito maligno era effettivamente su di lui, di mirare alla vita di Davide stesso, perché anche lui non poteva fare a meno di concepire un orrore al pensiero di uccidere una persona così innocente ed eccellente; ma egli pensava che esporlo intenzionalmente ai Filistei non contenesse nulla di male (non sia su di lui la mia mano, ma la mano dei Filistei), mentre quel disegno malvagio contro di lui era un vero omicidio davanti a Dio come se lo avesse ucciso con le sue stesse mani.

[2.] Quali imbrogli hanno imbrogliato al mondo. Saul finse una straordinaria gentilezza per Davide anche quando mirava alla sua rovina, e in realtà la complottava: Tu sarai mio genero, dice (1Samuele 18:21), nonostante lo odiasse implacabilmente. Forse Davide si riferisce a questo quando (Salmi 55:21) parla del suo nemico come di uno le cui parole erano più dolci del burro, ma la guerra era nel suo cuore. È probabile che il fatto che Saul impiegò i suoi servi per persuadere Davide a stipulare un trattato di matrimonio con sua figlia Mical (1Samuele 18:22) nacque dal timore che il fatto di averlo ingannato riguardo alla figlia maggiore (1Samuele 18:19) o la durezza delle condizioni che intendeva ora proporre lo avrebbero fatto rifiutare.

II. Guardate come si comportò Davide quando la marea del dispiacere di Saul si abbatté così in alto contro di lui.

1. Si è comportato saggiamente in tutte le sue vie. Si accorse della gelosia di Saul nei suoi confronti, che lo rendeva molto cauto e circospetto in tutto ciò che diceva e faceva, e attento a non offendersi. Non si lamentava della durezza, né si faceva capo di un partito, ma gestiva tutti gli affari che gli erano stati affidati come se fosse il suo compito di rendere un vero servizio al suo re e al suo paese, considerando che questo fosse il fine del suo privilegio. E allora il Signore fu con lui per dargli successo in tutte le sue imprese. Benché con essa procurasse la cattiva volontà di Saulo, ottenne tuttavia il favore di Dio. Confronta questo con Salmi 101:2, dove è la promessa di Davide, mi comporterò saggiamente; e qui egli mantenne quella promessa; ed è la sua preghiera: Oh, quando vuoi venire da me? E a quella preghiera Dio qui rispose: Il Signore era con lui. Per quanto la cieca fortuna possa sembrare favorire gli stolti, Dio possederà e benedirà coloro che si comportano saggiamente.

2. Quando gli fu proposto di essere genero del re, accolse più volte la proposta con tutta la modestia e l'umiltà possibili. Quando Saul gli propose la figlia maggiore (1Samuele 18:18) disse: Chi sono io e qual è la mia vita? Quando il cortigiano propose il più giovane, egli non si accorse dell'affronto che Saul gli aveva fatto per sbarazzarsi del maggiore da lui, ma continuò con lo stesso pensiero (1Samuele 18:23): " Ti sembra una cosa da poco essere genero di un re, visto che sono un uomo povero e poco stimato? Sapeva che Michal lo amava, eppure non si offrì di accrescere il suo interesse per il suo affetto senza il consenso del padre, ma aspettò che gli venisse proposto. E poi vedi,

(1.) Quanto altamente parla dell'onore che gli è stato offerto: essere genero del re. Sebbene il suo re non fosse che un parvenu, in origine meschino come lui, nella sua gestione non migliore di quanto avrebbe dovuto essere, tuttavia, essendo un capo coronato, parla di lui e della famiglia reale con tutto il dovuto rispetto. Notate, la religione è così lontana dall'insegnarci ad essere maleducati e maleducati che non ci permette di esserlo. Dobbiamo rendere onore a chi è dovuto.

(2.) Con quanta umiltà parla di sé: Chi sono io? Ciò non procedeva da uno spirito meschino, abietto, furtivo, perché quando ce n'era l'occasione faceva sembrare di avere un senso dell'onore così alto come la maggior parte degli uomini; né era per la sua gelosia per Saul (sebbene avesse abbastanza ragione per temere un serpente sotto l'erba verde), ma per la sua vera e profonda umiltà: Chi sono io, un uomo povero e poco stimato? Davide aveva tante ragioni quanto qualsiasi altro uomo per stimare se stesso. Era di un'antica e onorevole famiglia di Giuda, una persona avvenente, un grande statista e soldato; le sue imprese erano grandi, perché aveva conquistato la testa di Golia e il cuore di Mical. Sapeva di essere destinato dai consigli divini al trono d'Israele, eppure: Chi sono io e qual è la mia vita? Notate, è bene che noi, comunque Dio ci abbia fatto avanzare, avere sempre pensieri bassi di noi stessi. Chi si umilia sarà esaltato. E, se Davide magnificò in questo modo l'onore di essere genero del re, come dovremmo noi magnificare l'onore di essere figli (non nella legge, ma nel vangelo) del Re dei re? Guardate quale amore il Padre ci ha concesso! Chi siamo noi per essere così dignitosi?

3. Quando l'uccisione di 100; Filistei fu posta come condizione per il matrimonio di Davide con la figlia di Saul, egli concluse prontamente con essa (1Samuele 18:26): Piacque molto a Davide di essere il genero del re a quei termini; e, prima che il tempo concessogli per l'azione fosse scaduto, raddoppiò la richiesta e ne uccise 200, 1Samuele 18:27. Non sembrava sospettare che Saul avesse progettato il suo dolore con esso (sebbene avesse abbastanza ragione), ma avrebbe piuttosto agito come se Saul avesse avuto l'intenzione di consultare il suo onore, e quindi lo avesse intrapreso allegramente, come si addiceva a un soldato coraggioso e a un vero amante, anche se possiamo supporre che fosse a disagio per Michal. Davide scoprì allo stesso modo:

(1.) Una grande fiducia nella protezione divina. Sapeva che Dio era con lui, e quindi, qualunque cosa Saul sperasse, Davide non temeva di cadere per mano dei Filistei, anche se doveva esporsi molto con un'impresa come questa.

(2.) Un grande zelo per il bene del suo paese, al quale non rifiuterebbe nessuna occasione di rendere servizio, anche se a rischio della sua vita.

(3.) Una giusta nozione di onore, che consiste non tanto nell'essere preferiti quanto nel meritare di esserlo. Davide fu allora contento al pensiero di essere il genero del re quando scoprì che l'onore era fissato a quel prezzo alto, essendo più sollecito di come meritarlo che di come ottenerlo; né poteva indossarlo con soddisfazione finché non l'avesse vinto.

4. Anche dopo essersi sposato ha continuato i suoi buoni servizi a Israele. Quando i principi dei Filistei cominciarono a muoversi verso un'altra guerra, Davide fu pronto a opporsi a loro, e si comportò più saggiamente di tutti i servi di Saul, == 1Samuele 18:30. La legge dispensava gli uomini dall'andare in guerra il primo anno dopo il matrimonio (Deuteronomio 24:5), ma Davide amava troppo il suo paese per fare uso di quella dispensa. Molti che si sono mostrati pronti a servire il pubblico quando hanno perseguito la preferenza, l'hanno rifiutata quando hanno ottenuto il loro scopo; ma Davide agì in base a princìpi più generosi.

III. Osservate come Dio portò del bene a Davide dal progetto di Saul contro di lui.

1. Saul gli diede sua figlia perché fosse per lui un laccio, ma sotto questo aspetto quel matrimonio era una gentilezza nei suoi confronti, il fatto che il fatto di essere genero di Saul rendeva la sua successione molto meno odiosa, specialmente quando così tanti dei suoi figli furono uccisi con lui, 1Samuele 31:2.

2. Saul pensò, mettendolo a servizio di pericolosi servizi, di farlo togliere, ma proprio questa cosa confermò il suo interesse per il popolo; perché più faceva contro i Filistei, più lo amavano, così che il suo nome era molto indicato (1Samuele 18:30), il che avrebbe reso più facile la sua ascesa alla corona. Così Dio fa sì che anche l'ira dell'uomo lo lodi e serva con essa i suoi disegni di benignità verso il suo popolo.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

1Samuele 18

1 Capitolo 18

L'amicizia di Gionata per Davide 1Sam 18:1-5

Saul cerca di uccidere Davide 1Sam 18:6-11

La paura di Saul nei confronti di Davide 1Sam 18:12-30

Versetti 1-5

L'amicizia tra Davide e Gionata era l'effetto della grazia divina, che produce nei veri credenti un cuore solo e un'anima sola e li porta ad amarsi. Questa unione di anime deriva dalla partecipazione allo Spirito di Cristo. Dove Dio unisce i cuori, le questioni carnali sono troppo deboli per separarli. Chi ama Cristo come la propria anima, sarà disposto a unirsi a lui in un'alleanza eterna. È certamente una grande prova della potenza della grazia di Dio in Davide, il fatto che egli sia stato in grado di sopportare tutto questo rispetto e questo onore, senza essere innalzato oltre misura.

6 Versetti 6-11

I problemi di Davide non solo seguono immediatamente i suoi trionfi, ma nascono da essi; tale è la vanità di ciò che sembra più grande in questo mondo. È segno che lo Spirito di Dio si è allontanato dagli uomini, se, come Saul, essi sono scontrosi, invidiosi, sospettosi e di cattivo carattere. Confrontate Davide, con l'arpa in mano, che mira a servire Saul, e Saul, con il giavellotto in mano, che mira a uccidere Davide; e osservate la dolcezza e l'utilità del popolo perseguitato da Dio, e la barbarie dei suoi persecutori. Ma la salvezza di Davide deve essere attribuita alla provvidenza di Dio.

12 Versetti 12-30

Per molto tempo Davide fu tenuto in continua apprensione di cadere per mano di Saul, eppure perseverò in un comportamento mite e rispettoso nei confronti del suo persecutore. Quanto è rara una tale prudenza e discrezione, soprattutto in presenza di insulti e provocazioni! Chiediamoci se imitiamo questa parte del personaggio esemplare che abbiamo davanti. Ci comportiamo con saggezza in tutti i nostri modi? Non c'è nessuna omissione peccaminosa, nessuna imprudenza di spirito, niente di sbagliato nella nostra condotta? L'opposizione e la pervicacia degli altri non giustificano i nostri atteggiamenti sbagliati, ma dovrebbero accrescere la nostra cura e la nostra attenzione ai doveri della nostra posizione. Considerate colui che ha sopportato la contraddizione dei peccatori contro di sé, perché non vi stanchiate e non vi affatichiate, Ebr 12:3. Se Davide ha magnificato l'onore di essere genero del re Saul, quanto dovremmo magnificare l'onore di essere figli del Re dei re!

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

1Samuele 18

1 Era intrecciato con l'anima di David - La stessa frase forzata si verifica dell'amore di Giacobbe per Beniamino (riferimento marginale). Il carattere veramente eroico di Jonathan è mostrato in questo generoso amore per David e nell'ammirazione per la sua grande impresa.

6 Il Filisteo - Piuttosto come nel margine. L'allusione non è a Golia, ma a una delle spedizioni di cui si parla in 1 Samuele 18:5.

Canto e danza - Le donne ballavano al suono del tamburello e cantavano mentre ballavano e suonavano.

(strumenti musicali La parola significa, uno strumento come il triangolo, o con tre corde.

7 Mentre suonavano - O ballavano con musica vocale e strumentale (vedi nota Giudici 16:25 ).

8 Cosa può avere ... - Piuttosto, "Gli è rimasto solo il regno". Confronta per lo stesso sentimento, 1 Re 2:22. “Un regno (dice Camden) non ammette compagni, e la maestà prende più a cuore le ferite”.

10 Profetizzò - Questo, come effetto dello spirito maligno che viene su di lui, è singolare per quanto riguarda Saulo, ma è confermato da quanto leggiamo in 1 Re 22:22. (Confronta Atti degli Apostoli 16:16; Atti degli Apostoli 19:15; 1 Giovanni 4:1 ).

È impossibile dare il senso di “raving” alla parola “profetizzato”, come se si intendesse uno stato di frenesia meramente naturale. Il "profetizzare" qui era direttamente l'effetto della venuta dello spirito maligno su Saul, come il "profetizzare" in 1 Samuele 10:10 era l'effetto dello Spirito di Dio che veniva su di lui.

Allo stesso tempo è del tutto vero che “follia” e “profeticità” erano considerate simili (vedi Geremia 29:26; 2 Re 9:11 ).

17 Saul non aveva finora adempiuto la promessa di cui Davide aveva sentito parlare (riferimento marginale); né era innaturale che Saul tardasse a farlo, finché il pastorello non fosse salito a un rango superiore.

18 Qual è la mia vita - cioè, condizione o mezzi di vita ( Proverbi 27:27 margine).

19 Adriel il Meholathite - I cinque figli di questo matrimonio perirono per mano dei Gabaoniti (riferimento marginale), dove apprendiamo inoltre che il nome del padre, o antenato di Adriel, era Barzillai. Il suo luogo di nascita era Meholah, probabilmente lo stesso di Abele-Meholah. (Vedi 1 Re 19:16 nota).

20 La cosa gli piacque - Lo sollevò in parte dall'accusa di infrangere la sua fede.

21 In uno dei due - Alcuni preferiscono “la seconda volta” Giobbe 33:14. Il primo contratto era stato rotto dando Merab ad Adriel.

23 Un uomo povero e poco stimato - Confronta Salmi 119:141. Povero, e quindi incapace di pagare una dote sufficiente. Vedi 1 Samuele 18:25.

25 Cento prepuzi - Questa è solo un'altra espressione dello spirito che ha portato all'applicazione costante dell'epiteto incirconciso ai Filistei 1 Samuele 14:6.

26 I giorni non erano scaduti - Davide fu così rapido nel suo attacco contro i Filistei che fu in grado di portare la dote richiesta entro il tempo e di ricevere sua moglie (Mical), prima che fosse scaduto il tempo entro il quale doveva ricevere Merab .

Esposizione della Bibbia di John Gill:

1Samuele 18

1 INTRODUZIONE A PRIMO SAMUELE 18

Questo capitolo dà un resoconto del rispetto mostrato a Davide da Saul e Gionatan, dai servi di Saul e da tutto il popolo, e di ciò che fu detto in sua lode nei canti delle donne, 1Samuele 18:1-7 ; il che fece a Saul una grande offesa, ed egli lo invidiava, lo guardava, anzi cercò la sua vita, e lo allontanò da lui; eppure continuava a essere il prediletto del popolo, comportandosi saggiamente in mezzo a loro, il che imbarazzava molto Saul, che non sapeva cosa fare, 1Samuele 18:8-16 ; gli propose in sposa la figlia maggiore, che aveva un diritto uccidendo il Filisteo, e poi lo ingannò dandola a un altro, 1Samuele 18:17-19 ; e poi gli offrì la figlia più giovane, a condizione che gli portasse cento prepuzi dei Filistei, esecuzione dei quali pensava che la sua vita sarebbe stata esposta al pericolo, cosa che tuttavia eseguì, 1Samuele 18:20-27 ; e avendo l'affetto di sua moglie e la buona stima dei servi di Saul, Saul ebbe più paura di lui, e divenne suo nemico, 1Samuele 18:28-30

Versetto 1. E quando ebbe finito di parlare a Saul,

In risposta alle sue domande sulla sua discendenza e sulla sua famiglia, e senza dubbio si parlava più di quante ne siano state registrate:

che l'anima di Gionata era legata all'anima di Davide: egli conquistò il suo cuore, conquistò i suoi affetti, questi andarono verso di lui e si unirono a lui; tali erano la bellezza della sua persona, il suo aspetto e il suo portamento aggraziato, la sua libertà e scioltezza di espressione, il suo coraggio e la sua intrepidezza, uniti alla prudenza, la modestia e l'integrità, tanto che lo legavano fortemente a lui.

e Gionata lo amò come l'anima sua; non solo secondo l'eccellenza dell'anima di Davide, e la sua grandezza, come ciò meritava rispetto e amore, come suggerisce Abarbinel, ma lo amava come amava se stesso. C'era una somiglianza nelle loro persone, nella loro età, nelle disposizioni delle loro menti, nella loro saggezza, coraggio, modestia, fedeltà e apertura d'animo, che li attraeva l'uno verso l'altro, che diventavano come un altro sé; come un'anima sola, come Aristotele parla dei veri amici: esempi di amicizia molto cordiale sono dati da Plutarco, come in Teseo e Pirito, Achille e Patroclo, Oreste e Pilade, Pizia e Damone, Epaminonda e Pelopida; ma nessuno è uguale a questo

2 Versetto 2. E Saul lo prese quel giorno

Non solo nel suo favore e nel suo servizio, ma anche nella sua corte; anche in quello stesso giorno uccise il Filisteo, o comunque non appena fu possibile:

e non lo lasciò più tornare a casa di suo padre; come faceva prima; quando gli serviva solo come musicista, allora era solo a corte quando Saul era di indole malinconica, e lo voleva, e così andava e tornava, e negli intervalli custodiva le pecore di suo padre, 1Samuele 17:15 ; ma ora non gli permetteva più di partecipare a tali affari, poiché non solo doveva diventare un cortigiano ed essere fatto principe o nobile, ma doveva sposare sua figlia, secondo la dichiarazione che aveva fatto, rispetto a qualsiasi uomo che avesse ucciso Golia

3 Versetto 3. Allora Gionatan e Davide fecero un patto,

Un patto di amicizia; ha stipulato un accordo solenne per mantenere un cordiale rispetto reciproco e per sostenere l'interesse reciproco sia nella vita che dopo la morte, chiunque fosse il sopravvissuto; e in conseguenza di ciò Davide aveva un amico a corte, quando Saul litigò con lui, e che perorò la sua causa, e scoprì le trame di suo padre, e fu il mezzo per salvare la vita di Davide.

perché lo amava come la sua anima; così che questa alleanza non era fondata su semplici parole, ma su un affetto sincero e cordiale, ed era duratura e inviolabile

4 Versetto 4. Gionatan si spogliò del mantello che gli era addosso,

come pegno del suo sincero amore e della sua vera amicizia, e perché Davide comparisse a corte non con l'abito di pastore, ma con l'abito di principe:

e lo diede a Davide, con le sue vesti; gli altri suoi indumenti oltre alla veste, e così lo vestivano dalla punta ai piedi, e che gli stavano bene; poiché come c'era somiglianza nelle loro anime e nella loro disposizione, così nella forma e nella corporatura dei loro corpi e nella loro statura.

fino alla sua spada, al suo arco e alla sua cintura; questi gli diede perché se stesso si accoutre, perché apparisse come un soldato, così come come un principe, e come un altro Gionathan, o piuttosto lo stesso; affinché potessero sembrare come una cosa sola, come simili nel corpo, così nell'abbigliamento e nell'abito

5 Versetto 5. Davide uscì dovunque Saul lo aveva mandato,

Riguardo a qualsiasi affare, specialmente agli affari marziali, per i quali era abbondantemente qualificato:

[e] si comportò saggiamente; nel gestirli, usando grande prudenza e discrezione, e così non mancò di riuscire, e di raccomandarsi; il Targum lo rende "prospero"; era prospero e riusciva in tutto ciò che faceva, perché il Signore era con lui e lo benediceva.

e Saul lo costituì a capo degli uomini di guerra; cioè, di alcuni di loro, gli diedero il comando di una truppa; poiché Abner era capitano o generale dell'esercito, e continuava così:

e fu accolto agli occhi di tutto il popolo; di tutto il popolo del paese in generale, di tutto ciò che lo conosceva o lo sentiva parlare; essendo considerato un comandante saggio, valoroso e di successo, e che gli valse la stima e l'affetto del popolo:

e anche agli occhi dei servi di Saul; il che era molto, e una cosa rara, perché i servi sono troppo inclini a invidiare quelli che stanno crescendo nel loro credito e nella loro reputazione; sebbene ciò non debba essere compreso da tutti, senza eccezione; ma della maggior parte di essi; né la parola "tutti" è usata per loro, come per il popolo; poiché alcuni di loro presero le parti di Saul in seguito contro Davide, e furono segretamente suoi nemici, vedi 1Samuele 18:22-26

6 Versetto 6. E avvenne che, come vennero,

Gli eserciti d'Israele, con i loro comandanti alla loro testa,

quando Davide fu tornato dalla strage del Filisteo; o dalla strage di Golia, con la testa in mano, che andava a Gerusalemme, e Saul che lo accompagnava; o piuttosto dal massacro dei Filistei in un altro tempo, il singolare essendo posto al plurale; poiché, secondo l'ordine della storia, sembra che ciò avvenga dopo che Davide fu condotto a corte, e fu nominato capitano, e fu inviato in spedizioni militari, e vi ebbe successo, e da una delle quali ora tornava:

che le donne uscivano da tutte le città d'Israele; attraverso il quale sono passati:

cantare e ballare; come era solito dopo grandi vittorie ottenute e liberazioni compiute, il sesso femminile era generalmente molto influenzato da tali cose; poiché quando le cose vanno diversamente soffrono molto, e le loro paure salgono alte in tempo di battaglia; E quando la vittoria va dalla loro parte, dà loro una grande gioia, e che erano soliti esprimere in questo modo:

per incontrare il re Saul; il comandante in capo con gli altri suoi ufficiali, e Davide tra gli altri.

con i tabret, con l'allegria e con gli strumenti musicali; con pifferi o flauti, che entrambi soffiavano con la bocca e suonavano con le mani, e altri strumenti musicali che suscitavano gioia; l'ultima parola è, dal Targum, resa:

"con i piatti";

e così la versione dei Settanta; significa uno strumento musicale di tre corde, secondo Kimchi; e altri, come Ben Gersom, la intendono come canzoni principali, in cui si parlava di cose meravigliose, eccellenti e onorevoli: vedi Esodo 15:20; Giudici 11:34. Questo tipo di donne erano tra i Romani chiamate Cymballatriae e Tympanistriae, che scuotevano i cembali e battevano su tamburi e tamburi nei momenti di gioia

7 Versetto 7. E le donne si rispondevano l'un l'altra, mentre giocavano:

Cantavano vocalmente ai loro strumenti, e questo a turno, uno provando un verso o un verso della canzone, e poi l'altro un altro:

e disse: "Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila; il che, se si riferisce alla battaglia nel capitolo precedente, come è comunemente, deve essere inteso così, che sebbene Saul, all'inseguimento dei Filistei, ne abbia uccisi molte migliaia, e Davide solo uno, addirittura Golia; eppure la sua uccisione fu l'occasione per uccidere diecimila persone, e perciò gli viene attribuita: ma sembra piuttosto che in alcune battaglie successive Davide fosse stato più prospero e vittorioso di Saul, e quindi gli vengono date lodi superiori dall'autore del canto cantato dalle donne; il che, per quanto giusto potesse essere darglielo, non era saggio, poiché serviva ad irritare il loro re, come segue

8 Versetto 8. Saul si adirò moltissimo e le parole gli dispiacivano:

In parte perché lo chiamavano semplicemente Saul, e non Re Saul; non gli diede il suo titolo reale, che avrebbe potuto servire a rafforzare i suoi sospetti, dopo che gli era stato suggerito; e principalmente perché attribuivano a Davide un numero maggiore di uccisi che a lui, come segue:

Ed egli rispose: "A Davide ne hanno attribuite diecimila, e a me ne hanno attribuite migliaia; e così aveva dato più onore a un ufficiale inferiore che al comandante in capo, più a un suddito che a un sovrano:

E che cosa può avere di più se non il regno? non c'è nulla che sia rimasto fuori dal loro canto, e non gli resta altro da dargli se non questo; alcuni pensano che Saul sapesse, dal comportamento prudente di Davide, e dal favore che aveva presso Dio e gli uomini, e da queste lodi delle donne, che il regno sarebbe stato suo; e che le parole di Samuele erano vere, e sarebbero state confermate, che il regno sarebbe stato strappato da lui, e dato al suo prossimo migliore di lui. Questa clausola, con 1Samuele 18:9-11, è omessa dalla versione greca, secondo la copia vaticana

9 Versetto 9. Da quel giorno in poi, Saul guardò Davide. Invece di guardarlo con piacere e con un sorriso, come un cortigiano e un favorito, a cui aveva giustamente diritto con il suo comportamento galante, lo guardava con uno sguardo aspro e malizioso; lo guardava con occhio malvagio, dispettoso, malizioso e invidioso; oppure osservava e osservava diligentemente tutti i suoi movimenti e le sue azioni, se tendevano alla slealtà e al tradimento, per detronizzarlo e prendere per sé il regno, di cui era sospettoso; lo tende, come il Targum, e tese anche dei lacci, come dimostra la storia che segue

10 Versetto 10. E avvenne il giorno dopo,

Dopo che le donne lo ebbero incontrato con la loro musica e le loro danze, e quando tornarono a casa:

che lo spirito maligno da parte di Dio venne su Saulo; Pensando alle cose di cui sopra che erano passate, divenne malinconico:

ed egli profetizzò in mezzo alla casa; o realmente, pronunciando canti divini, come facevano i profeti; secondo Abarbinel, egli predisse che Davide sarebbe diventato re, e che il regno gli sarebbe stato tolto e dato; oppure si fingeva profeta, imitandone i movimenti e i gesti; o, come il Targum, si comportava come un pazzo o uno sciocco, pronunciando parole sciocche e usando gesti ridicoli, che sembravano molto graditi allo spirito maligno che era in lui:

e Davide giocò con la mano come le altre volte; sulla sua arpa, per allontanare da Saul lo spirito maligno, o disposizione malinconica; perché, sebbene fosse ora avanzato a corte, e ufficiale dell'esercito, e alto nell'affetto e nell'applauso del popolo, tuttavia non pensava che fosse al di sotto di lui agire come musicista, per servire il suo principe; Di indole così umile, gentile e ingenua era lui:

e [c'era] un giavellotto in mano a Saul; una specie di lancia, o mezza picca, che aveva preso in mano apposta per uccidere Davide mentre giocava; per le persone in circostanze come le sue, in quanto sono molto maliziose, così sottili nell'escogitare

11 Versetto 11. E Saul lanciò il giavellotto,

Dalla sua mano a Davide:

poiché ha detto; nel suo cuore, determinante nella sua mente:

Colpirò Davide fino al muro; decise di scagliarlo con tale forza e violenza, che avrebbe trafitto Davide ed sarebbe entrato nel muro medesimo, presso il quale Davide si trovava.

e Davide evitò due volte di sottrarsi alla sua presenza; per sfuggire al giavellotto lanciato contro di lui; o uscì la prima volta che era stato lanciato, e poi rientrò, quando glielo lanciò una seconda volta, dopo di che si ritirò anche lui; o questa era una delle volte, e l'altra qualche tempo dopo, di cui vedi 1Samuele 19:9. Abarbinel pensa che Davide, mentre giocava, i suoi occhi erano così fissi sulle proprie mani, che non si accorse del giavellotto, e si allontanò da Saul senza intenzione entrambe le volte, e così fuggì senza saperlo; tale fu la buona provvidenza di Dio verso di lui, e che, quando Saul se ne accorse, si rivolse a lui, come segue

12 Versetto 12. Saul ebbe paura di Davide, perché l'Eterno era con lui.

Proteggendolo e preservandolo, prosperando e succedendogli, dandogli la vittoria sui suoi nemici e il favore del popolo; il Targum è,

"la Parola del Signore è stata in suo aiuto".

Procopio Gazaeo lo interpreta come lo Spirito Santo, la cui grazia gli era stata concessa: poteva aver paura nei suoi attacchi di malinconia, che, come aveva tentato di togliere la vita a Davide, Davide avrebbe escogitato e cercato un'opportunità, e avrebbe tolto la sua vita, e si sarebbe impadronito del regno che Dio gli aveva dato, e il suo essere con lui rafforzò questi timori:

e si allontanò da Saul; così che fu privo di coraggio, di grandezza d'animo, di saggezza e di prudenza, e divenne meschino e abietto, e si esponeva al disprezzo dei suoi sudditi

13 Versetto 13. Allora Saul lo allontanò da sé,

Dalla corte, in parte per essere fuori dalla sua vista, avendo un tale odio per la sua persona da non poter sopportare di vederlo, e in parte per poter essere al sicuro da qualsiasi suo disegno sulla sua vita, che avrebbe potuto temere, a causa del modo in cui lo trattava:

e lo costituì suo capitano di mille; non per rispetto verso di lui e in suo onore, ma in parte per coprire la sua malizia e compiacere il popolo, e in parte per sperare che potesse essere ucciso dal nemico alla testa della sua truppa:

Ed egli uscì e andò in presenza del popolo; o alla loro testa, come il Targum; Li condusse in guerra e tornò con loro sani e salvi, con vittoria e trionfo, con grande onore e da loro molto rispettato; del tutto contrario all'intenzione e alla speranza di Saul

14 Versetto 14. Davide si comportò saggiamente in tutte le sue vie,

Sia nel cortile che nell'accampamento, in qualsiasi servizio fosse impiegato; o "prosperò", come significa anche la parola; perché, in generale, coloro che si comportano saggiamente riescono bene; in questo egli era un tipo di Cristo, Isaia 52:13 ; la ragione di ciò segue:

e il Signore [era] con lui; da cui ebbe la sua saggezza e il suo successo; il Targum è,

"la Parola del Signore è stata in suo aiuto".

15 Versetto 15. Perciò, quando Saul vide che si comportava molto saggiamente,

Così che non poté ottenere alcun vantaggio contro di lui, e riuscì e prosperò in tutte le sue imprese, ed era sempre più in favore del popolo.

aveva paura di lui; perché non si avvicinasse il tempo in cui il regno gli sarebbe stato strappato e dato a Davide

16 Versetto 16. E tutto Israele e Giuda amarono Davide,

Il verbo è singolare, e denota che ognuno di loro lo amava in tutte le tribù d'Israele, così come in Giuda la sua stessa tribù; Era in tale stima generale, e tanto aveva ottenuto il cuore e l'affetto del popolo:

perché uscì ed entrò prima di loro; il popolo, come in 1Samuele 18:13 ; così la versione dei Settanta, in cui, secondo la copia vaticana, mancano i versetti 1Samuele 18:17-19

17 Versetto 17. Saul disse a Davide:

Non per amicizia e buona volontà verso di lui, ma progettando di tendere un laccio per lui:

ecco, mia figlia maggiore Merab, io ti darò in moglie la sua volontà; la maggior parte degli interpreti lo capisce, che fu obbligato a questo dalla promessa, a causa dell'uccisione di Golia da parte di Davide, 1Samuele 17:25 ; ma Abarbinel è di un altro avviso, e giustamente osserva che le parole a cui si fa riferimento non sono le parole di Saul, ma degli uomini d'Israele, che potrebbero supporre ciò che il re avrebbe fatto; o se udirono qualcosa di simile pronunciato da Saul, fu solo in modo iperbolico, a significare che non gli importava di ciò che dava e di ciò che si separava all'uomo che aveva ucciso il Filisteo, ma non era strettamente legato a questo particolare in tal modo; né Davide rivendicò mai tale promessa, né Saul si ritenne obbligato a farla, ma la propose come esempio della sua grande gentilezza e favore, come pretendeva, e quindi si aspettava grandi ritorni per essa, come segue:

Tu solo sii valoroso per me e combatti le battaglie del Signore: egli sapeva di essere un uomo valoroso e pronto a combattere, ma si aspettava che, in considerazione di un favore e di un onore così alti, si sforzasse in modo straordinario, si impegnasse in tentativi rischiosi e si mostrasse degno di essere figlio di un re, per la difesa sua e della sua patria e per la gloria del Dio d'Israele; Tutto questo egli suggerisce, quando la sua opinione era che avrebbe dovuto esporre la sua vita a un tale pericolo, che si poteva sperare che gli sarebbe stata tolta:

Saul infatti disse: non apertamente e verbalmente, ma nel suo cuore; Pensava dentro di sé:

la mia mano non sia su di lui; Aveva tentato di mettergli le mani addosso o di ucciderlo con le proprie mani, ma ora ci pensava meglio e consultava il suo credito tra il popolo:

ma la mano dei Filistei sia su di lui; sperava con questi mezzi di cadere per mano loro alla testa della sua truppa, mentre mostrava il suo valore e rischiava la vita per il bene del suo re e della patria; ciò che Saul escogitò dimostrò il suo caso, morì in battaglia con i Filistei, 1Samuele 31:4

18 Versetto 18. Davide disse a Saul:

Sorpreso dall'offerta che Saul gli fece, ma non la rifiutò, ma si espresse con grande modestia e umiltà:

chi [sono] io? in quanto alla sua persona, alla sua discendenza e al suo lavoro, meschino e spregevole, almeno ai suoi stessi occhi, un tipo del umile Gesù, Matteo 11:29 ;

E qual è la mia vita? allevando pecore, perché di là fu preso e fatto avanzare; sebbene alcuni pensino che il suo significato sia che rischiare la vita, come proposto da Saul, non equivaleva a un tale onore che intendeva conferirgli, e che era pronto a farlo in ogni momento:

[o] la famiglia di mio padre in Israele; sebbene appartenesse a una tribù onorevole, e fosse una famiglia onorevole, tuttavia non sembra essere molto grande, almeno non era nella stima di Davide degna di un così alto avanzamento, come il fatto che uno di essi fosse così strettamente imparentato con il re; Ben Gersom pensa che David si riferisca all'originale della sua famiglia, Ruth la Moabita:

che io sarei stato genero del re? come sarebbe stato sposando sua figlia

19 Versetto 19. Ma avvenne che, nel momento in cui Merab, figlia di Saul, avrebbe dovuto essere data a Davide,

O quando si parlava di darla a lui, o quando era giunto il momento fissato per il suo matrimonio:

che era stata data in moglie ad Adriel il Meholatita: Saul o in realtà non aveva mai progettato che dovesse essere data a Davide, lo propose solo per compiacere il popolo, o per offendere Davide, ed esporlo alla vergogna e alla confusione con il passo che intendeva fare, o comunque cambiò presto idea; sebbene l'idea di Abarbinel sia: che la giovane donna si fosse ceduta di questa persona all'insaputa del padre, il che sembra improbabile; la persona a cui fu data era il figlio di Barzillai il Meholathita, 2Samuele 21:8 ; e alcuni hanno osservato, come maledizione di Dio su questo fiammifero, che tutti i suoi figli furono consegnati ai Gabaoniti e impiccati, come riferito nello stesso luogo; poiché sebbene si dica che questi figli sono stati allevati da Mical, sono stati partoriti da Merab a lui

20 Versetto 20. Mical, figlia di Saul, amò Davide,

La figlia più giovane si innamorò di lui, a causa della bellezza della sua persona, del suo comportamento galante, della sua condotta saggia e della stima e reputazione generale di cui godeva, come si può supporre:

e lo riferirono a Saul, e la cosa gli piacque; non che sua figlia amasse Davide, o che egli dovesse essere suo genero, ma che avesse l'opportunità, come sperava, di distruggere Davide, che aveva perduto dando la sua figlia maggiore a un altro; come anche di recuperare il suo credito presso il popolo, che era stato grandemente affondato usando Davide nel modo in cui lo aveva fatto, che era diventato il beniamino del popolo

21 Versetto 21. Saul rispose: «Gliela darò, perché gli sia un laccio.

La causa e l'occasione della sua caduta e della sua rovina, per mezzo di ciò che gli avrebbe proposto come condizione del matrimonio; ma invece di dimostrargli un laccio, come sperava, fu lei il mezzo della sua liberazione, quando Saul mandò messaggeri per ucciderlo, 1Samuele 19:11-17,

e perché la mano dei Filistei sia contro di lui; provocato da ciò che avrebbe dovuto fargli fare loro. Il piano che aveva in mente appare dopo, e ciò che ora diceva non fu detto apertamente davanti ai suoi servi e cortigiani, ai quali non confidava i suoi segreti, ma questo lo disse dentro di sé, lo concepì e lo inventò nella sua mente:

Perciò Saul disse a Davide: che era ancora a corte, o che mandò a chiamare in questa occasione:

oggi tu sarai mio genero in [uno dei] due; sposando una delle sue due figlie; significava che non avrebbe differito il matrimonio, né lo avrebbe rimandato a un termine più lungo, come aveva fatto in precedenza, ma che si sarebbe sposato immediatamente con l'una o l'altra delle sue figlie; e vedendo che non poteva avere la maggiore, essendo lei disossata, avrebbe avuto la più giovane, e così sarebbe stato ugualmente suo genero. Se leggiamo le parole senza il supplemento, "sarà mio genero nei due", o in entrambi, il senso è che dovrebbe averli entrambi; e così i Giudei dicono, che egli sposò entrambi, prima Merab, e dopo la morte di lei Mical; o che sarebbe stato suo genero per due motivi, uno per essersi fidanzato con Merab, sebbene non fosse sposato con lei, e l'altro per essere sposato con Mical, in modo che sarebbe stato doppiamente suo genero; ma il senso, secondo il supplemento, è il migliore

22 Versetto 22. Saul diede quest'ordine ai suoi servi: «Comunicate segretamente con Davide,

e persuaderlo a sposare Mical, e assicurarlo della vera stima di Saul verso di lui, e delle buone intenzioni verso di lui; sembra infatti che Davide, essendo mal utilizzato nella faccenda della figlia maggiore, non abbia ascoltato le proposte di Saul riguardo alla più giovane, e quindi Saul abbia adottato questo metodo per coinvolgerlo:

e di': Ecco, il re si compiace di te; nutriva buona volontà verso di lui, aveva un'alta opinione di lui, e gli sarebbe piaciuto che fosse suo genero:

e tutti i suoi servi ti amano; il che potrebbe essere vero in generale, tranne che per alcuni; il che non era poca mortificazione per Saul, sebbene qui lo implorasse, e mettesse i suoi servi a servirne per raggiungere il suo scopo attuale:

ora dunque sii genero del re; accettare la proposta che gli ha fatto e sposare la figlia più giovane

23 Versetto 23. I servi di Saul pronunciarono queste parole agli orecchi di Davide:

Quelli che prima raccontavano, che Saul aveva comandato loro di parlare, che essi pronunciarono esattamente secondo i loro ordini, con voce udibile, chiaramente, chiaramente e distintamente, affinché Davide potesse udirli e comprenderli.

E Davide disse: "Ti sembra che sia il genero di un re; una questione piccola e insignificante, una cosa facile da affrontare, ogni cosa che le è necessaria:

visto che [sono] un pover'uomo; e non è in grado di dare una dote adatta alla figlia di un re; Essendo consuetudine in quei tempi che un uomo desse una dote e non ricevesse una porzione con una moglie; e che era anche l'usanza dei Germani, come riferisce Tacito ; e questo doveva essere secondo il rango e la qualità della persona sposata, e che in questo caso Davide non era uguale:

e poco stimato? non dal popolo d'Israele e di Giuda, che lo amavano, come era amato anche dai servi di Saul, almeno nella professione; ma da Saul stesso, che lo aveva disprezzato dando la sua figlia maggiore a un altro uomo, quando gliel'aveva promessa, il che era scoraggiante per Davide, e risentito da lui

24 Versetto 24. Gli riferirono la cosa ai servi di Saul, dicendo: «Così parlò Davide». Queste e quelle parole furono pronunciate da lui, a questo scopo; La somma e la sostanza di essi esprimevano la sua indegnità di essere il genero di un re e la sua incapacità di portare una dote adatta alla sua qualità

25 Versetto 25. Saul disse: «Direte così a Davide:

In risposta alle sue obiezioni, e per rimuoverle, e specialmente per quanto riguardava la dote:

il re non desidera alcuna dote, ma cento prepuzi dei Filistei, per vendicarsi dei nemici del re; cioè, non chiese o non volle altra dote a Davide, se non che uccidesse cento Filistei e gli portasse i loro prepuzi; per mezzo del quale avrebbe potuto sapere che erano Filistei che aveva ucciso, non Israeliti che erano stati circoncisi; sebbene non si possa pensare che Saul debba avere alcun sospetto di ciò, o adottare un tale metodo per impedirlo; ma poiché quelle erano quasi, se non del tutto, le uniche persone incirconcise che erano i loro vicini, poiché gli Arabi, gli Edomiti, i Madianiti, ecc. ricevettero la circoncisione dai loro antenati, sarebbe un chiaro caso per lui che questi furono gli uomini che uccise; e li aveva piuttosto attaccati, perché erano suoi nemici e nemici d'Israele e aborrivano il Signore; il che portava in sé una dimostrazione di zelo per la gloria di Dio e il bene del suo popolo, e perché sperava che Davide cadesse per loro nell'impresa, o comunque si rendesse molto odioso a loro, e che gli avrebbero portato cattiva volontà e cercato la sua rovina. Strabone riferisce del popolo in Carmania, che nessun uomo tra loro sposa una moglie prima di aver tagliato la testa di un nemico, e di averla portata al re; e il re depone i teschi in un tesoro, ed è il più famoso a cui viene portato il maggior numero di teste. Saul non scelse teste, ma prepuzi, per le ragioni sopra esposte:

ma Saul pensò di far cadere Davide per mano dei Filistei; sperava che i Filistei sarebbero stati troppo potenti per lui e lo avrebbero ucciso

26 Versetto 26. E quando i suoi servi riferirono a Davide queste parole,

che il re non desiderava altra dote che cento prepuzi dei Filistei.

a Davide piacque molto di essere genero del re; a tali condizioni; in parte per l'onore che ne derivava, e in parte per il suo amore per Michal; e principalmente perché gli darebbe l'opportunità di distruggere i nemici di Dio e del suo popolo, così come un tale incontro aprirebbe la strada, e sarebbe un passo nella Provvidenza per salire al trono designato per lui a tempo debito:

e i giorni non erano scaduti; né per l'introduzione dei prepuzi, né per la consumazione del matrimonio

27 Versetto 27. Allora Davide si alzò e partì, lui e i suoi uomini, e uccise duecento uomini dei Filistei.

Lo fece lui stesso, perché il verbo è singolare, e che erano cento in più del necessario; lo fece per mostrare il suo rispetto agli ordini di Saul e la sua obbedienza a lui, e per testimoniare la sincerità delle sue afflizioni a sua figlia, per amore della quale rischiò la vita in questa spedizione, nonché per esprimere il suo zelo per Dio e per la sua patria, contro i loro nemici dichiarati; la versione greca ha solo cento uomini, vedi 2Samuele 3:14 ;

e Davide portò i loro prepuzi; insieme a lui alla corte di Saul, dopo averli portati via quando furono uccisi. Giuseppe Flavio dice tagliò loro la testa, e gliele condusse, e fa sì che il numero sia seicento; né l'uno né l'altro sono secondo il testo, ma per rendere la sua storia più gradita ai Gentili, vedi 1Samuele 18:21 ; uno scrittore arabo fa menzione di un popolo, che ha sterminato le parti genitali degli uomini, e li diedero in dote alle loro mogli.

e li diedero per intero al re; i messaggeri che Davide mandò con loro, l'intero racconto di duecento, che erano tanti quanti ne erano richiesti.

affinché fosse genero del re; ora ne era desideroso come lo era il re:

Saul gli diede in moglie Mical, sua figliuola; cosa che non poteva per onore rifiutarsi di fare, visto che aveva adempiuto alla condizione che aveva richiesto. Il matrimonio di Davide della sorella minore, quando in base a varie considerazioni ci si sarebbe potuto aspettare che egli avrebbe dovuto sposare la maggiore, può essere un emblema dell'adesione di Cristo alla chiesa dei Gentili, quando la chiesa ebraica, sua sorella maggiore, è trascurata da lui, avendolo rigettato

28 Versetto 28. Saul vide e riconobbe che l'Eterno era con Davide,

Lo percepì dal favore che gli diede tra gli uomini, annullando tutti i passi che Saul fece per fargli del male, per il suo bene, e dandogli successo in tutto ciò in cui si impegnava; il Targum è,

"che la parola del Signore era per l'aiuto di Davide":

e [che] Mical, figlia di Saul, lo amava; e quindi non poteva nutrire alcuna speranza di servirsi di lei come strumento della sua rovina, ma, al contrario, per il suo grande affetto verso il marito, avrebbe tradito i disegni di suo padre contro di lui, e avrebbe fatto tutto il possibile per preservarlo

29 Versetto 29. Saul ebbe ancora più paura di Davide,

Perché il Signore era con lui e sua moglie lo amava; così che temeva di non essere mai in grado di realizzare i suoi disegni, e che questo matrimonio, che intendeva come il mezzo della sua rovina, avrebbe spianato la strada alla sua ascesa al trono:

e Saul divenne continuamente nemico di Davide; dava ogni giorno nuove prove della sua inimicizia contro di lui; Prima era per convulsioni, e in certi momenti, c'erano degli intervalli; ma ora l'inimicizia era radicata e abituata, ed era costante e si mostrava continuamente

30 Versetto 30. Allora i capi dei Filistei uscirono,

fuori dalle loro città in truppe, per vendicare e saccheggiare il paese d'Israele, adirati per la sconfitta subita quando Golia era stato ucciso, loro campione, e per l'ingiuria e il disonore fatti loro da Davide molto recentemente, uccidendo duecento di loro e togliendo loro il prepuzio, e, come dicono i Giudei, avendo udito parlare delle nozze di Davide, e comprendendo che gli Israeliti avevano una legge, che un uomo appena sposato non poteva andare in guerra il primo anno, colse l'occasione per invaderli e spogliarli; mentre Davide comprendeva quella legge meglio di loro, e sapeva che non si riferiva a una guerra volontaria, ma a ciò che era il comando di Dio contro le sette nazioni; e anche in quel caso, come alcuni pensano, non obbligava tali persone a rimanere a casa, ma lasciava alla loro scelta di fare ciò che volevano:

e avvenne che dopo che se ne furono andati; e furono affrontati e contrastati dagli Israeliti, dalle truppe di Saul, sotto diversi comandanti.

[che] Davide si comportò più saggiamente di tutti i servi di Saul; si dimostrò più esperto nell'arte della guerra, e formulò disegni con grande saggezza e prudenza, e che eseguì altrettanto saggiamente, così come con grande coraggio e valore, per il fastidio e la sconfitta del nemico, e per il vantaggio, la difesa e la sicurezza del popolo d'Israele; o era più "prospero" di loro, come il Targum, e così lo interpretano gli altri; ebbe più successo nei suoi attacchi contro i Filistei e nelle sue scaramucce con loro.

così che il suo nome fu molto determinato; era molto stimato dal popolo; Il suo nome era "prezioso" per loro, come significa la parola; ne fecero menzione, come, secondo Ben Gersom, con grande onore e gloria; così che Saul fallì molto, e fu molto deluso dal complotto che aveva ordito contro di lui.

Commentario del Pulpito:

1Samuele 18

1 JONATHAN LOVES DAVID (Versetti. 1-5)

Quando ebbe finito di parlare. Questa conversazione ebbe luogo non appena l'inseguimento dei Filistei e la raccolta del bottino furono finiti. Ci sarebbe stata allora un'adunata degli Israeliti, e Abner avrebbe naturalmente presentato il giovane campione al re, che è stato rappresentato come se lo avesse praticamente dimenticato e come ansioso di conoscere la sua storia; né il suo soggiorno era stato abbastanza lungo perché Abner si ricordasse di lui. Poiché questa conversazione è narrata come un'introduzione al racconto dell'amicizia di Gionatan per Davide, gli ultimi quattro versetti del cap. 17. dovrebbe essere preceduto dal cap. 18. Comincia con loro un nuovo inizio, in cui ci viene raccontato dell'inizio di questa amicizia, dell'accrescimento dell'odio di Saul e delle prove che colpirono Davide, procedendo da parte del re di male in peggio, finché alla fine fu scacciato e costretto a condurre una vita da fuorilegge. Ma con la sua invidia, crudeltà e malgoverno Saul si stava alienando le menti del popolo da lui, e stava preparando la strada per la sua caduta e il trionfo finale di Davide. L'episodio dell'amore di Jonathan è tanto bello quanto la condotta di Saul è oscura, e completa la nostra ammirazione per questo eroe generoso e nobile. L'anima di Gionatan era intrecciata con l'anima di Davide. Questi spiriti affini avevano così tanto in comune che, mentre Davide rispondeva con modesta virilità alle domande del re, un intenso sentimento di ammirazione cresceva nel cuore del giovane guerriero, e ne risultò un'amicizia che si colloca tra i più puri e nobili esempi di vero affetto virile. La parola tradotta maglia significa letteralmente annodato, legato saldamente da legami indissolubili

Versetti 1-4.-

Amicizia religiosa

I fatti sono

1.) Gionatan, dopo aver conosciuto Davide, si affeziona fortemente a lui

2.) Saul, per mostrare la sua gratitudine per l'aiuto di Davide, lo costringe al suo servizio

3.) Gionatan e Davide stipulano un solenne patto di amicizia. È ovvio che Davide desiderava ritirarsi nella quiete della vita rurale, mostrando così semplicità di intenti e libertà dall'ambizione che Eliab gli imponeva (Versetto 28), come anche superiorità alla tentazione del successo. La volontà di Saul di "non tornare più a casa nella casa di suo padre" era piena di una lunga serie di conseguenze che si ripercuotevano sullo sviluppo delle qualità superiori del futuro re. La prima di queste fu la formazione di quella bella amicizia con Gionata, che risplende come una luce gradita in mezzo alle tenebre degli ultimi anni del regno di Saul. In questa sezione ci sono due questioni che meritano un'attenzione particolare

I UN'ILLUSTRAZIONE DELLE ARMONIE DELLA PROVVIDENZA. Su basi a priori possiamo concludere che sempre, in tutte le cose, per quanto apparentemente contrastanti, c'è un'armonia interiore nelle ordinazioni e negli sviluppi della Provvidenza. In molti casi ci sembra di sentire discordia; La fede ci permette solo di riferire la discordia ai nostri organi difettosi della conoscenza. Ma qui, come in altri casi, possiamo rintracciare la squisita armonia tra la detenzione di Davide da parte di Saul, che coinvolge la sua amicizia con Gionatan, e il successivo ingresso di Davide nei doveri e nelle dignità prefigurati dall'unzione di Samuele. Indiscutibilmente, come si vede nella storia e nei Salmi composti in quel periodo, i processi di Davide e la posizione pubblica derivante da questa detenzione forzata da parte di Saul furono, nei loro effetti sul suo carattere e sulle sue capacità, meravigliosamente in armonia con la sua regalità preordinata. Inoltre, questa provvidenziale opportunità di formare un'amicizia personale si armonizza magnificamente con il taglio della linea di Saul

1Samuele 15:27-29

dalla successione e dall'acquisizione da parte di Davide del titolo, in virtù delle sue qualità religiose e generali. Tale amicizia, formata sulla base religiosa più pura, e prima che si facessero sviluppi rispetto alla successione, avrebbe salvato sia Davide che Gionatan dalla possibilità di considerarsi rivali, e sarebbe stata anche un benedetto contrappeso alle immeritate sofferenze di Davide durante le violente persecuzioni di Saul. Gionatan non visse mai abbastanza per vedere il trono preso da un altro; ma la sua vita non fu amareggiata dai dolori della gelosia, a causa del profondo amore che nutriva per il suo amico. Davide, pur essendo nel decreto di Dio destinato a regnare, amava troppo Gionata per pensare di metterlo da parte. Bella provvidenza che poteva assicurare una successione fuori dalla linea, e tuttavia addolcire e nobilitare la vita di coloro i cui interessi erano coinvolti in essa! Sarebbe stato facile per Gionatan rassegnarsi a Davide, se entrambi fossero sopravvissuti alla morte di Saul; Non lo amava forse di un amore che supera quello delle donne?

2Samuele 1:26

E sarebbe stato ben lontano dal desiderio di Davide di metterlo da parte, vista l'amorevole stima in cui era tenuto. sì, non fu forse reso un omaggio istintivo al carattere di Davide, come se l'anima pura vedesse in lui il re che doveva venire, quando Gionatan si spogliò del suo abito principesco e lo mise addosso a Davide? Le armonie della Provvidenza sono costanti, se solo avessimo l'occhio di discernerle. La prima formazione di Paolo contribuì alla missione della sua vita, anche se all'inizio tendeva in un'altra direzione. La fuga di Maria e Giuseppe in Egitto mise senza dubbio a freno una prematura notorietà del bambino Gesù

II L'ILLUSTRAZIONE DI UNA VERA AMICIZIA RELIGIOSA. L'amicizia in una certa misura è una necessità della vita dell'uomo. Un essere perfettamente solitario, i cui sentimenti non si aggrappano a nessuno, e intorno al quale nessuno si aggrappa, è veramente perduto. Le amicizie ordinarie si basano sull'esistenza di affinità e contrarietà naturali. Che la somiglianza di mente sia la base dell'amicizia è vero solo in senso limitato, perché si è attratti dall'altro non solo dall'affinità di gusti e qualità comuni, ma anche dal riconoscimento e dall'ammirazione delle qualità che mancano a se stessi. Cerchiamo di supplire alle carenze della nostra vita prendendo in noi, per quanto possibile, le eccellenze di un'altra vita, e l'amicizia è il mezzo per raggiungere questo fine. Questa non è in effetti una logica completa dell'amicizia, né si deve dedurre che vi entri il freddo calcolo del profitto personale. L'amore, la simpatia, l'interesse tenero e indefinibile e la fiducia assoluta non possono essere districati dalla percezione di qualità supplementari alle proprie. L'amicizia di Davide e Gionatan comprendeva tutto ciò che entra nell'amicizia ordinaria-l'apprezzamento, l'amore, la fiducia, la tenerezza, la fedeltà, i rapporti insospettabili-con un ulteriore elemento religioso. Questa amicizia religiosa può essere considerata come:

1.) La sua natura. In Davide e Gionata riconosciamo, oltre agli elementi essenziali consueti dell'amicizia, l'azione reattiva di una comune fede in Dio e la gioia nel suo servizio. Ognuno vedeva nell'altro, come per mezzo di un'intuizione spirituale superiore, una parentela spirituale. Le circostanze dell'epoca intensificarono questa attrazione reciproca. Come giovani santi e consacrati, nutrivano un segreto dolore per l'infelice condizione spirituale dei loro connazionali; e la loro gioia per le recenti vittorie era gioia in Dio e nella santa causa per la quale Israele era stato scelto tra le nazioni. Tra i cristiani lo stesso sentimento religioso opera nella formazione e nel mantenimento delle amicizie. È vero che tutti sono uno in Cristo, e ciascuno vede in ogni altro un membro della famiglia della fede: religiosamente c'è un interesse comune in tutti

1Corinzi 12:26,27

Cantici, quindi, c'è un'amicizia che sussiste tra ogni membro del corpo di Cristo e ogni altro, distinta dal suo interesse per gli uomini del mondo. Ma l'affetto ha bisogno per la propria vita di concentrazione; e mentre, quindi, siamo in generale amici di tutto il popolo di Cristo, e siamo consapevoli di un legame benedetto e indistruttibile, le necessità della nostra vita portano alla formazione di amicizie personali in cui tutti i sentimenti ordinari sono intensificati e abbelliti dall'infusione di un elemento spirituale. Qualche modifica del punto di vista appena espresso è necessaria per considerare l' amicizia di Cristo per Giovanni e la famiglia di Betania. Ma sebbene il perfetto Salvatore non vedesse negli altri qualità prive di lui, vedeva nell'ardente Giovanni e nella tenera simpatia e nell'apprezzamento della famiglia di Betania ciò che egli cercava così ardentemente in questo mondo rude e privo di spiritualità. Il suo cuore stanco era contento di riposare in un amore e in una simpatia così puri, e ricambiò l'affetto cento volte tanto

2.) La sua manutenzione. La forma più nobile di amicizia ha bisogno di cultura per essere permanente. Come Davide e Gionatan nutrirono i loro è una questione di storia, e dovrebbe essere notato. Poche cose sono più tristi su cui riflettere di un'amicizia spezzata: significa l'amarezza e la triste solitudine di due esseri umani. Non si possono stabilire regole dettagliate per nutrire ciò che per sua natura supera ogni formalità e ogni rigidità. Di solito possiamo rafforzare le nostre amicizie nutrendo la convinzione della loro sacralità, da non trattare in modo sgarbato e da non prendere alla leggera; impegnandoci a garantire un rapporto sufficiente o uno scambio di sentimenti;

Proverbi 18:24

da un studiato rispetto per le piccole differenze che l'avanzare dell'età e le mutate circostanze possono sviluppare; con la preghiera per la benedizione di Dio gli uni sugli altri; e, se possibile, partecipando a qualche lavoro comune per Cristo. Perché le amicizie non dovrebbero continuare per tutta la vita?

Lezioni generali:

1.) Conoscendo la forza dell'impulso e la crescita dell'interesse una volta suscitato, dovremmo stare attenti a porre i giovani in circostanze tali da portare alla formazione di amicizie vere e durature

2.) Dovrebbe essere una domanda per ciascuno come mai il sentimento cristiano non entri così pienamente come dovrebbe nelle amicizie di alcune persone che si professano religiose

3.) Sarebbe uno studio istruttivo per giovani e anziani tracciare nella storia alcune delle conquiste nel lavoro religioso e nella fedeltà promosse dal mantenimento di forti amicizie personali

OMELIE DI B. DALE. Versetti 1-30. (GIBEA.) -

La vita di Davide a corte

Alla sua vittoria su Golia, Abner fu condotto da Abner

1Samuele 14:50

alla presenza di Saul, "con la perla del Filisteo in mano". Sembra che non sia stato riconosciuto dal re, forse a causa dell'alterazione che aveva avuto luogo nel suo aspetto personale. Da allora in poi risiedette a Ghibea (Versetto 2), dove rimase per due o tre anni. La corte di Saul, sebbene diversa da quella di Salomone, mezzo secolo dopo, non era priva di esibizioni mondane, ed era caratterizzata dall'ossequio, dall'egoismo, dall'emulazione e dall'intrigo che troppo spesso prevalgono in tali luoghi, specialmente quando il monarca è capriccioso, orgoglioso e senza timore di Dio

1Samuele 22:6,7

Il legame di Davide con esso era di grande importanza in relazione alla posizione che era destinato dalla Divina Provvidenza ad occupare; continuò la sua educazione per questo; e offerto (come fa ogni promozione ad un alto rango, nella sua misura, un campo d'azione più ampio per:

I L'ESERCIZIO DELLA CAPACITÀ

1.) Le circostanze esterne, anche se non possono creare un'abilità eminente, servono a richiamarla. Esiste senza dubbio molta eccellenza, ma non viene mai mostrata a causa dell'assenza di condizioni favorevoli

2.) Un grande genio si mostra in colui che ha la facoltà di adattarsi alle varie posizioni della vita e alle loro diverse esigenze

3.) L'uso corretto del potere lo rafforza e lo sviluppa alla perfezione

4.) L'adempimento umile, fedele ed efficiente del dovere in una posizione prepara la strada per un'altra e una più alta. Fu così con Davide, che passò dalla cerchia ristretta della vita privata a quella più ampia della vita pubblica, dall'ovile al palazzo, dalla lotta contro un leone e un orso alle spedizioni militari (Versetti. 5, 13, 30) contro i nemici di Israele, e infine dall'obbedienza leale al governo reale

II LA CONOSCENZA DEGLI UOMINI e la conoscenza della natura umana. Davide conosceva "i campi, le greggi e le stelle silenziose", ma aveva bisogno di essere addestrato in un'altra scuola

1.) Ci sono poche cose più preziose di una conoscenza accurata e vasta degli uomini: i loro diversi temperamenti, tendenze e capacità; le loro peculiari eccellenze e difetti; i loro vari desideri e scopi; e sotto tutti i grandi principi dell'umanità che sono gli stessi in tutti

2.) Alcune circostanze offrono un'opportunità speciale per il raggiungimento di tale conoscenza. Quale campo d'osservazione furono la corte e l'accampamento di Saul per uno dotato di tale attività mentale e di profonda perspicacia come Davide!

3.) La conoscenza degli uomini produce nel cuore sincero, devoto e familiare con se stesso una grande simpatia per loro nei loro dolori, gioie, imperfezioni e sforzi per cose più elevate. Di questa simpatia i salmi di Davide sono un'espressione meravigliosa

4.) È necessario conoscere i metodi più efficaci per trattare con loro, una delle qualifiche più necessarie e desiderabili in un governante

III LA PROVA DEL PRINCIPIO. Davide, non meno di Saul, dev'essere messo alla prova, e la sua fedeltà a Geova deve essere messa alla prova come l'argento "in una fornace di terra"

1.) La prova è necessaria per dimostrare la realtà del principio e manifestare la sua forza e luminosità

2.) Una prova è spesso seguita da un'altra e da una più grande. Il favore regale in cui Davide fu improvvisamente innalzato fu altrettanto improvvisamente seguito dalla gelosia, dall'odio e dall'astuzia reali. Certamente nessun uomo è mai stato più ferocemente assalito dalla tentazione

3.) Quando è sopportata rettamente, nella fede e nell'obbedienza, la prova, per quanto dolorosa, è moralmente benefica

4.) La vittoria che si ottiene su una tentazione è un pegno di una vittoria sulla successiva. Il trionfo dell'umiltà in Davide fu seguito da quello della semplicità, della pazienza e della pazienza

IV AVANZAMENTO NEL FAVORE POPOLARE (Versetti. 7, 16, 30), che, nel caso di Davide, gli aprì la strada al trono, sebbene egli non desiderasse né, durante la vita di Saul, facesse alcuno sforzo per raggiungere questo obiettivo

1.) Un corso di azione saggia e prospera, come ben merita, così generalmente ottiene l'approvazione del popolo

2.) Tale linea d'azione dovrebbe essere mirata, piuttosto che al favore popolare con cui è seguita

3.) Il favore del popolo deve essere valutato solo in subordinazione al favore di Dio, e nella misura in cui si accorda con esso

4.) Il favore popolare dovrebbe essere considerato non come un fine in sé, ma come un mezzo per promuovere la gloria divina e il benessere umano

Versetti 1-4. (GIBEA.) -

Vera amicizia

Riferimenti:

1Samuele 19:1-5 20:1-23 23:16-18

1.) L'amicizia è un affetto reciproco tra persone di menti congeniali, che nasce dalla loro stima per l'eccellenza reciproca e si esprime in uffici gentili. L'attaccamento ai parenti è per certi aspetti superato da quello che si prova verso l'amico "che è proprio come la tua anima"

Deuteronomio 13:6

In allusione ad esso "Abramo fu chiamato amico di Dio"

2Cronache 20:7; Isaia 41:8; Giacomo 2:23

-possibilmente in prima istanza da Dio stesso; e "Dio parlò a Mosè come un uomo al suo amico"

Esodo 33:11

Il Libro dei Proverbi abbonda di affermazioni riguardanti il valore e le pretese dell'amicizia

Proverbi 17:17 18:24 27:6,9,10,17

E Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi ho chiamati amici»

Giovanni 15:15

1.) Molto di ciò che di solito viene chiamato amicizia non è degno di questo nome. "Ci sono tre cose che generano amicizia: il profitto, il piacere, la virtù. I primi due non generano vera amicizia, perché non appena cessa il profitto o il piacere, l'amicizia svanisce; ma la virtù fa solo sì che l'amore e l'amicizia continuino" (Willet)

1.) La vera amicizia che esisteva tra Gionatan e Davide "risplende per tutti i secoli di un tipo eterno". È "il primo esempio biblico di una compagnia così cara come era comune in Grecia, e da allora è stata imitata, ma mai superata, nella cristianità nelle moderne opere di narrativa"

2.) (Stanley). I più celebri esempi citati furono quelli di Oreste e Pilade, Damone e Pizia, Niso ed Eurialo

3.) L'amicizia di Gionatan verso Davide (la cui formazione è qui descritta) fu divinamente provveduta come mezzo per proteggere la vita di quest'ultimo dagli attacchi di Saul e per preservare la sua lealtà al re e la sua fede in Dio. "Il tuo amore per me è stato meraviglioso"

2Samuele 1:26

D'altra parte, quella di Davide verso Gionatan esercitò su di lui un'influenza elevatrice e santificante. Di vera amicizia osservate che

ESISTE SOLO NELLE ANIME NOBILI. Sia Gionatan che Davide erano virtuosi, generosi e devoti. Erano uniti "nell'amore della virtù e nel timore di Dio". Le persone prive di questi principi non possono né stimare l'eccellenza degli altri né essere stimate per la propria. "Siamo così formati dalla natura che dovrebbe esserci un certo legame sociale tra tutti; più forte, tuttavia, man mano che ognuno si avvicina all'altro. Ora, l'amicizia non è altro che una completa unione di sentimenti su tutti gli argomenti, divini e umani, accompagnata da un sentimento gentile e da un attaccamento. Tutta la forza dell'amicizia consiste in un intero accordo di inclinazioni, di ricerche e di sentimenti" (Cicerone, "Sull'amicizia")

"Un'amicizia generosa che nessun medium freddo conosce, arde con un solo amore, con uno solo il risentimento risplende" (Omero)

"Un brav 'uomo nel migliore amico, e quindi il più presto ad essere scelto, il più lungo da mantenere e, in verità, da cui non separarsi mai, a meno che non cessi di essere ciò per cui è stato scelto" (Jeremiah Taylor)

II SI FONDA SULLA STIMA RECIPROCA. Quando Davide "ebbe finito di parlare a Saul", in cui senza dubbio disse molto più di quanto sia scritto, l'anima di Gionatan fu legata (legata o incatenata) con l'anima di Davide, ss. (Versetto 1). Non si dice nulla di Gionatan al tempo del conflitto di Davide con Golia. Potrebbe essere stato assente; o, se presente, non gli è permesso di rischiare la vita nell'incontro. Forse la sua fede e il suo coraggio non erano abbastanza forti. Ma "amava ciò che andava oltre il suo spirito, ma era dello stesso ordine eroico. Vide in Davide un Gionatan più alto e più grande, l'ideale della sua stessa vita, lui stesso trasfigurato e perfezionato. Ciò che aveva sognato di essere, lo vide in Davide" (B. Kent). Ammirava la fede, il coraggio, la modestia e l'eccellenza morale che si celavano sotto "l'apparenza esteriore". "Ora sono degni di amicizia coloro nei quali esiste una ragione per cui dovrebbero essere amati; una classe rara, perché in verità tutto ciò che è eccellente è raro" (Cicerone)

III CONSISTE IN UN AFFETTO DISINTERESSATO. "Gionatan lo amò come la sua propria anima"

Versetti. 1, 3; 1Samuele 20:17

con lo stesso tipo e la stessa misura di affetto. Da qui la simpatia, la generosità, la fedeltà e la costanza che mostrò. Un amico è "un altro sé". "Sebbene il giudizio debba raccogliere i materiali della buona struttura dell'amicizia, è l'affetto che dà il cemento" (Melmoth). "Sembra proprio che consista nell'amare piuttosto che nell'essere amati. È il desiderare una persona di ciò che riteniamo buono per il suo bene, e non per il nostro, e, per quanto è in nostro potere, lo sforzarci di procurarcelo. E un amico è colui che intrattiene e incontra un ritorno di questo sentimento" (Aristotele, 'Etica', 8.; 'Retorica', 2). "Spero di non infrangere il quinto comandamento se concepisco di poter amare i miei amici prima del mio sangue, anche quelli ai quali devo i principi della vita. Ho amato il mio amico come la virtù, la mia anima, il mio Dio" (Sir T. Browne, 'Religio Medici')

IV SI UNISCE IN UN LEGAME SALDO. Lavorati a maglia, sinceramente, strettamente, saldamente, stretti insieme "come con uncini d'acciaio". "L'amico ama in ogni tempo", nelle avversità come nella prosperità; e la sua amicizia sopporta la tensione causata da interessi contrastanti, travisamenti e molte imperfezioni; Si può anche dire che è "un'anima che dimora in due corpi". "Ora, il fondamento di quella fermezza e costanza che cerchiamo nell'amicizia è la sincerità; poiché nulla è saldo di ciò che è insincero" (Cicerone). L'amicizia fondata sui principi mondani è naturale e, sebbene composta dei migliori elementi della natura, non è esente dalla sua mutevolezza e fragilità; ma l'amicizia fondata sulla religione è spirituale, e quindi immutabile e imperitura" (R. Hall, "Works", 5)

V È CONFERMATO DA UN PATTO SOLENNE. "E Gionatan e Davide fecero un patto", ecc

Versetto 3; 1Samuele 20:16,17

In essa diedero e ricevettero assicurazioni di affetto, accettarono di essere fedeli l'uno all'altro in ogni circostanza e chiamarono il Signore in cui confidavano a essere testimone tra loro; ad essa erano spinti dalla forza del loro amore e da "una più alta necessità di trovare e amare l'uno nell'altro, se possibile in grado ancora più alto, la potenza puramente divina già sentita dentro, e quindi vivere reciprocamente sotto la sua influenza" (Ewald); e per mezzo di esso la loro amicizia fu resa sacra e forte e stabilita in modo permanente. In tempi in cui "l'amore di molti si raffredda e l'iniquità abbonda", gli uomini che hanno una fede e un amore comuni verso Dio fanno bene a stringersi l'uno all'altro e a rafforzarsi a vicenda con i sacri voti

VI SI MANIFESTA IN DONI GENEROSI. "E Gionatan si spogliò del mantello che aveva addosso", ss. (Versetto 4). Gli diede ciò che meglio esprimeva il dono di se stesso e che avrebbe continuamente ricordato a Davide il suo amico e aumentato la sua fiducia e il suo amore. Era poco che Davide potesse dargli in cambio di un tipo esteriore, ma gli diede fiducia per fiducia, amore per amore, vita per vita. L'amicizia è pratica, altruista e utile, e dà il meglio di sé. "David è visto nei panni di Jonathan in modo che possiamo notare che è il secondo sé di Jonathan. Il nostro Signore Gesù Cristo ha così mostrato il suo amore per noi, che si è spogliato per vestirci, si è umiliato per arricchirci. No, ha fatto più di Gionatan: si è vestito con i nostri stracci, mentre Gionatan non ha indossato quelli di Davide" (M. Henry)

Esortazione:

1.) Cerca l'amicizia solo tra i saggi e i buoni. Se vuoi avere un vero amico, fatevi un amico di colui che è amico di Dio

2.) Sforzati di essere degno dell'amicizia dei buoni come Davide lo fu dell'amicizia di Gionatan

3.) Sii sincero e fedele al tuo amico come Gionatan lo fu a Davide

4.) Apprezza l'amicizia di Cristo al di sopra di ogni altra

OMELIE DI G. WOOD Versetti 1-9.-

Amore e gelosia

Una grande impresa compiuta agli occhi di due eserciti portò Davide fuori dall'oscurità all'improvviso e per sempre. Da allora in poi fu un uomo molto osservato. La tranquilla vita pastorale a Betlemme era finita e non poté mai essere ripresa. Il successo improvviso porta a una rapida distinzione, ma porta anche a prove e rischi da cui l'oscuro è esente. Davide si lanciò in un balzo verso l'onore e la fama, ma proprio per questo si trovò all'inizio dei suoi guai. Ebbene, prima che quelle tribolazioni cominciassero a premerlo, conosceva il Signore come suo rifugio; ebbene, anche, che si è guadagnato nella sfera stessa del pericolo un amico amorevole e fedele

IO SONO L'AMORE DI JONATHAN. Se c'era un uomo in Israele che aveva motivo di essere geloso di Davide, era il principe Gionatan. Era un soldato valoroso, e qui c'era un eroe più grande a eclissarlo. Con il suo valore personale aveva ottenuto una netta vittoria sui Filistei, e qui c'era un coraggio personale ancora più brillante, e una sconfitta del nemico più facile e più completa. Egli era l'erede al trono, e se questo giovane aspirava a governare oltre che a liberare Israele, era Gionatan che avrebbe soppiantato. Eppure in questo principe generoso non appariva nemmeno un'ombra di invidia. Vide nel giovane pastore uno spirito congeniale, un temperamento avventuroso come il suo, con una fede in Dio salda e ardente come la sua. L'anima di Gionatan era legata all'anima di Davide. È stato un bene per Jonathan trovare un amico che potesse evocare un'ammirazione e un affetto così intensi. Non poteva più guardare a suo padre con rispetto o fiducia. Nel circolo o nella corte intorno al re le qualità più raffinate della natura di Jonathan non trovavano armonia, né incoraggiamento. Ma qui c'era qualcuno che poteva capirlo, e nel quale poteva vedere e ammirare ciò che un capo in Israele dovrebbe essere. Fu anche un bene per David scoprire che ci si prendeva cura di lui, che il suo patriottismo puro e devoto era apprezzato e che aveva la simpatia fraterna di almeno uno in quel grado di vita più elevato in cui stava per entrare così improvvisamente. Era vicino il tempo in cui un amore così forte e fedele sarebbe stato molto prezioso

II LA GELOSIA DI SAUL. Atti per primi sembrava che Davide non dovesse avere altro che onore. Il re obbedì al suo buon impulso e diede al giovane eroe un'alta promozione tra i suoi ufficiali, con l'evidente approvazione dei soldati e di tutto il popolo. Ma ben presto si addensava una nuvola nera di gelosia. Saul non poteva sopportare di sentire questo nuovo campione lodato più di lui; e cominciò a rimuginare sul pensiero che quello poteva essere l'uomo a cui Samuele aveva accennato, al quale il Signore avrebbe dato il regno. "Che cosa può avere di più se non il regno? E da quel giorno in poi Saul guardò Davide". Poco dopo leggiamo del re geloso che cerca di togliere la vita a Davide. Oh, invidia crudele! Nessuna dignità, nessuna bontà è una difesa contro di essa. La vista del bene lo eccita al male. È la passione di uno spirito meschino; oppure, se si attacca a un carattere che ha delle grandi qualità, tende a indebolirlo e degradarlo. In verità, non può capitare a un uomo un destino più miserabile che essere pieno di invidia, e quindi irritarsi e schernire con chiunque lo superi; diventare preda della gelosia, diffidare o denigrare tutti coloro che sembrano piacere a Dio o all'uomo più di lui. Come fu fatale per Saul stesso questa passione gelosa! Con l'aiuto di Davide il re avrebbe potuto recuperare qualcosa della sua salute e felicità perdute, e riparare alcuni degli errori del suo regno. Ma una volta che la gelosia si è impossessata di lui, tutto questo è stato impossibile. Saul divenne cupo, astuto e crudele; e quanto più Davide faceva per il regno, ascoltandosi saggiamente nell'accampamento e nella corte, tanto più era guardato con occhi invidiosi e perseguitato con odio cupo. "L'ira è crudele e l'ira è oltraggiosa; ma chi è capace di resistere all'invidia?" Questo sembrava un inizio inquietante per David; ma servì al suo scopo nell'addestramento attraverso il quale Dio voleva che passasse. Dopo che Saul fu unto, non fu sottoposto a tale prova. La leggera opposizione che fu fatta alla sua improvvisa elevazione fu presto superata, e il figlio di Kish salì al trono d'Israele con pochissime difficoltà. Ma questo era davvero inquietante. Era un segno che Dio doveva ricevere poco servizio o gloria dal re Saul. Il figlio di Iesse aveva un destino più alto, e quindi fu messo alla prova. La sua fede fu messa alla prova come dal fuoco; La sua discrezione era maturata dalla consapevolezza che occhi gelosi lo stavano osservando; la sua pazienza era perfetta; La sua capacità di resistenza si è sviluppata attraverso un'esperienza dura e molesta

III SUGGERIMENTI DI GESÙ CRISTO, AMATO E ODIATO. Come Davide nella sua giovinezza, e alle soglie della sua carriera pubblica, sconfisse il forte nemico di Israele in un combattimento singolo, così Gesù nella giovinezza, e alle soglie della sua vita pubblica, incontrò l'avversario del popolo di Dio, e vinse il tentatore nel deserto. Allora, come Davide sopportò molto prima di raggiungere il trono, così Gesù Cristo sopportò molto prima che Dio lo risuscitasse e gli desse gloria. E durante quel periodo della sua umile sofferenza Gesù fu, come il suo antenato umano Davide, confortato dall'amore e perseguitato dall'invidia

1.) Amato. Il Figlio di Davide ebbe l'applauso della folla e si comportò così saggiamente che gli osservatori più acuti non poterono trovare in lui alcun difetto. Aveva anche il potere di legare a sé le anime, in modo da renderle disposte ad abbandonare tutto per amor suo. Ora, questa è sempre stata una forte caratteristica di David: un fascino di carattere e di portamento che gli legava molti amanti e amici. Jonathan lo amava in gioventù come la sua stessa anima. I suoi guerrieri gli erano così devoti, che non dovette far altro che desiderare l'acqua dal pozzo di Betlemme, e tre eroi si precipitarono tra le file dei Filistei per attingere acqua e portarla al loro capo. Ittai il Gatta e altri sono prove che Davide conservò questo potere di attaccamento anche in età avanzata. E il Figlio di Davide, con un'attrazione che non possiamo analizzare né definire, non attirò a sé i figli di Zebedeo e i figli di Giona, il fratello e le sorelle di Betania, Maria di Maddala e molti altri che trovarono nella sua compagnia e nel suo favore tutto ciò che il loro cuore desiderava? Non attirò in seguito a sé il persecutore, Saulo di Tarso, e impegnò la lealtà e l'amore duraturi di Paolo? E non ci sono forse migliaia e migliaia di persone che, pur non avendolo visto, lo amano, e ai cui occhi non è mai più degno d'amore di quando è contemplato come Colui che è disprezzato e rifiutato dagli uomini, "un Uomo di dolori e familiare con il dolore"? Fu un conforto per Gesù nella sua più profonda sofferenza il fatto che coloro che lo conoscevano meglio lo amavano. Quante volte si soffermava su di esso, sul

2.) notte in cui fu tradito 1 "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti" "Chi mi ama sarà amato dal Padre mio". "Il Padre stesso vi ama, perché voi avete amato me". Come fu confortato da Davide, quando fu braccato e proscritto, sapere che Gionatan lo amava veramente e bene, così confortò il Figlio di Davide, perché, anche se gli uomini lo odiavano e lo uccidevano, c'erano quelli che lo amavano veramente e bene, e che né la morte né la vita potevano separare dal suo amore

3.) Odiato. Abbiamo visto come il coraggio e la discrezione di Davide suscitarono la gelosia di Saul. Un uomo così raro nelle sue qualità, così evidentemente adatto alla grandezza, attirava dietro di sé occhi di crudele invidia. Cantici accadde al Figlio di Davide. Poiché Gesù attirava a sé discepoli e amici, i sacerdoti e i rabbini lo odiavano. Poiché era seguito da moltitudini, i governanti si consultarono contro di lui. Poiché egli rispose e agì saggiamente, gli scribi e i farisei furono pieni di malizia contro di lui. Ovunque andasse, occhi gelosi lo osservavano e domande astute lo aspettavano. Si è adempiuta la Scrittura: "Mi hanno odiato senza motivo". Ponzio Pilato riconobbe facilmente il motivo (nessuna giusta causa) che portò il Concilio ebraico a citare in giudizio il Figlio di Davide al suo seggio di giudizio. "Sapeva che per invidia l'avevano liberato". Cantici è oggi. Gesù Cristo è proclamato potente per salvare. Il mondo si sta riempiendo del suo nome, e dappertutto si levano grida di "Osanna al Figlio di Davide". E come si prende? Alcuni amano, ma altri odiano. Alcuni la pensano come Jonathan. Sono completamente attratti da se stessi verso il Signore Gesù. Egli è, deve essere, il loro Amato e il loro Amico. E quanto è significativo della sua grandezza il fatto che, ora invisibile, susciti nei cuori degli uomini una fede così forte, un attaccamento così ardente, come elettrizzava i petti degli apostoli che lo accompagnavano e delle donne che lo servivano in Galilea! Paolo, che non l'aveva visto nella carne, lo amava con la stessa sincerità e lo serviva con lo stesso entusiasmo di Pietro e Giovanni, che lo avevano fatto. I cristiani dell'XI secolo, come Bernardo di Chiaravalle, o del XV, come colui che scrisse come Tommaso da Kempis, si stringono a lui con la stessa devozione dei Padri che vissero nel giro di poche generazioni dagli apostoli. E i moderni comparativi, come Herbert, Bengel, Rutherford, Madame Guyon, Brainerd, Whitefield, i Wesley, Toplady, Hervey, Henry Martyn, McCheyne, Adolph Monod, lo hanno ritenuto prezioso quanto gli spiriti più ferventi dei tempi passati. Gesù Cristo ha sempre saputo attirare a sé gli uomini e tenerli con le corde dell'attrazione spirituale, in modo che lo abbiano amato come la loro anima. Altri, invece, lo guardano come Saul guardò Davide, per trovare da ridire su di lui. Oh, quale trionfo darebbe a una certa classe di uomini se solo riuscissero a trovare una macchia nel Signore Gesù; se avessero potuto dimostrare che non era stato migliore o superiore agli uomini di etere! Ma non si può fare. Il suo modo è perfetto. Il suo carattere, per quanto attentamente esaminato, non rivela alcun difetto. Si arriva a questo, che gli uomini lo odiano perché è così buono. Amano le tenebre piuttosto che la luce, perché le loro opere sono malvagie

2 Versetti 2-4.-Saul lo prese quel giorno. Deciso esclusivamente alla guerra, Saul prese volentieri un giovane soldato così promettente come Davide come una delle sue guardie del corpo,

1Samuele 14:52

e da allora in poi fu costantemente con lui. Così, in due modi, prima come musicista e ora come soldato, Davide fu costretto a quelle relazioni intime con Saul, che finirono così tragicamente. Per un po', tuttavia, quei risultati più felici sono stati riassunti in 1Samuele 16:21. Gionatan e Davide fecero un patto. Non dobbiamo supporre che ciò sia accaduto immediatamente. Davide mantenne rapporti amichevoli con Saul per un periodo considerevole, durante il quale partecipò a molte spedizioni, e crebbe in fama militare (vedi Versetto 5). E così l'amore che era iniziato con l'ammirazione per il valore di Davide si fece più profondo e più confermato da continui rapporti, finché i due giovani eroi contrassero questo solenne vincolo di reciproca amicizia, con il quale si impegnarono in ogni circostanza ad essere leali e fedeli l'uno all'altro. La storia ci dice immediatamente quanto nobilmente Gionatan mantenne il vincolo; né in seguito Davide se ne dimenticò

2Samuele 9:1,7

Jonathan si spogliò della veste, ss. A conferma del vincolo, Gionatan diede a Davide prima la sua veste, il meil, che, come abbiamo visto in 1Samuele 2:19, era l'abito ordinario delle classi più ricche; e poi le sue vesti, il suo abito militare,

vedi 1Samuele 17:38,39

indossato sopra il meil, e che qui sembra includere i suoi accessori, l'arco, la spada e la cintura, sebbene altrove si distingua da essi

2Samuele 20:8

Rivestendo così Davide con i suoi abiti principeschi, Gionatan mostrava al suo amico il più grande onore personale,

Estere 6:8

e un tale dono è ancora molto apprezzato in Oriente

4 L'amicizia divina

"Lo amava come l'anima sua" (Versetto 3). L'amicizia umana è un'ombra del Divino. Il più grande e il migliore Amico è Dio in Cristo Gesù. Felice è chiunque possa dire con il cuore: "Questo è il mio amato e questo è il mio amico"

Cantici 5:16

Considera-

LE SUE CONDIZIONI, da parte dell'uomo

1.) La razionalità: capacità di pensiero, scelta volontaria, stima morale. "Tra le ceneri della nostra natura collassata dormono certe scintille di fuoco celeste" (Owen)

2.) Riconciliazione; in quanto l'uomo è alienato da Dio e sotto condanna

3.) Rinnovamento nella giustizia e nella vera santità, in modo da poter essere "partecipi della natura divina"

2Pietro 1:4

"L'amicizia è un'unione di anime, e le anime possono essere unite solo dove c'è più o meno accordo"

Amos 3:3

II LE SUE CARATTERISTICHE, da parte del Signore. Tutte le sue perfezioni lo rendono sotto ogni aspetto trascendentalmente eccellente. Ma si noti più in particolare

1.) Il suo disinteresse. "Egli ci ha amati per primo", con un amore puro, libero, condiscendente, altruistico. "Nessuno ha un amore più grande", ecc

Giovanni 15:13

1.) La sua fedeltà

2.) La sua costanza. "L'amore degli amici di questo mondo è difettoso sotto tre aspetti: cominciano ad amare tardi, smettono presto, amano poco. Ma l'amore di Dio è un amore ineguagliabile. Egli ci ama senza principio, senza interruzione e senza fine" (Nouet)

III I SUOI BENEFICI, ovvero le benedizioni di cui godono coloro che sono in comunione con lui

1.) Consiglio, avvertimento, rimprovero. I rimproveri sono "gli sguardi più gravi dell'amore"

2.) Difesa, supporto e aiuto efficace

3.) Simpatia, incoraggiamento e consolazione eterna. «E ora», disse Jonathan Edwards, sul letto di morte, volgendosi dai suoi amici terreni verso l'oscurità che si avvicinava, «dov'è Gesù di Nazaret, il mio vero e inesauribile Amico?»

IV LE SUE PRETESE, o i doveri di coloro che godono di tali benefici e desiderano la loro continuazione

1.) Nutrire i giusti sentimenti verso di lui: fiducia, affetto e piacere nel rapporto con lui

2.) Per fare quelle cose che gli piacciono. "Voi siete miei amici, se fate tutto ciò che vi comando"

3.) Non vergognarsi di lui, ma confessare il suo nome davanti agli uomini, amare e servire i suoi amici per amor suo, e cercare in ogni cosa il suo onore e la sua gloria

5 David uscì. Ie. partecipò a spedizioni militari (comp. Versetto 30). Poiché il verbo ha quindi un significato tecnico, ha un senso completo, e il versetto dovrebbe essere tradotto: "E Davide uscì (cioè per imprese belliche); dovunque Saul lo mandava, prosperava, e Saul lo costituiva a capo degli uomini di guerra". Queste spedizioni non erano su larga scala; poiché non è fino a Versetto 13 che leggiamo che Davide fu fatto "capitano di mille". Eppure, anche se era solo un centurione di rango, tuttavia, essendo costantemente al servizio del re, spesso aveva temporaneamente il comando di corpi di uomini più grandi, o andava in campagna come uno degli ufficiali del re. Poiché si dice che la sua promozione non causò invidia a causa dei suoi grandi meriti, ne consegue che fu abbastanza rapida da aver dato occasione di rancore in circostanze normali. Si comportò saggiamente. Questo è il significato primario del verbo; ma poiché il successo è il risultato di una condotta saggia, significa costantemente prosperare. Questo versetto è un riassunto di eventi che possono aver occupato un lasso di tempo molto considerevole. Fu solo gradualmente che la fama di Davide divenne così grande da risvegliare tutti i peggiori sentimenti nella mente di Saul

Versetti 5-11.-

Alcuni pericoli del peccato persistente

I fatti sono

1.) Davide, comportandosi saggiamente nella sua posizione pubblica, si guadagna il favore del popolo, e nel benvenuto che gli viene dato al ritorno dalla battaglia le donne gli attribuiscono, nel loro canto, una lode più grande di quella di Saul

2.) Il fatto suscita d'ora in poi l'invidia di Saul

3.) In un impeto di rabbia invidiosa, Saul cerca di colpire Davide. La vittoria su Golia portò Saul e Davide in una vicinanza molto favorevole allo sviluppo dei loro rispettivi caratteri. La loro reciproca influenza agì potentemente sulle principali molle della vita; e poiché questi erano così completamente diversi nella qualità morale, così il seguito rivela una condotta molto diversa, abbiamo in questa sezione un esempio di

HO INTERPRETATO MALE LA PROSPERITÀ. Le parole decisive di Samuele

1Samuele 15:26

e la sua totale separazione da Saul,

1Samuele 15:34,35

come anche l'atteggiamento minaccioso dei Filistei, furono certamente sufficienti a deprimere lo spirito del re; e la sua malinconia non era che il segno esteriore per gli uomini del suo doloroso segreto. Ma l'apparizione di Davide, e la conseguente sconfitta del nemico, fu un bagliore di luce inaspettato, e subito suscitò speranze che negli ultimi tempi erano andate perdute. Pose persino Davide a capo dei suoi uomini di guerra. L'antica prosperità stava tornando; il regno fu salvato; Saul non fu disonorato in battaglia. Dopo tutto, con aiutanti come Davide, non si potrebbe evitare il temuto destino? Così vediamo un uomo, cosciente della degenerazione morale e sensibile di essere respinto, che dà un'interpretazione agli eventi secondo i suoi desideri, e non in base alla percezione della loro reale portata. Il cuore, quando è privo dello spirito del vero pentimento, si aggrappa ostinatamente a una speranza ingiustificata e, con la sua stessa ingegnosità perversetta, cancella o indebolisce la forza dei fatti duri e della morale

1Samuele 15:26-29

Agli occhi di Dio la recente vittoria è stata la presentazione pubblica del "prossimo", come preliminare alla sua sostituzione di Saul; agli occhi di Saul è stata il rinvio, se non il rendere nullo, il temuto destino. La tendenza a fraintendere i fatti è comune agli uomini peccatori. Un cuore impenitente non è disposto a credere nella rivendicazione della giustizia. Non essendo in simpatia morale con i propositi di Dio, non vedrà, se possibile, questi purposes.in processo di realizzazione. Le stesse ricchezze del bene sono pervertite in un'occasione per persistere nel peccato,

Romani 2:4

e la prosperità temporale della vita, nonostante la voce della coscienza e la chiara parola di Dio, dovrebbe essere un segno che la questione non sarà così spaventosa come era stato previsto

Salmi 10:6,11; Ebrei 2:3

II LA SOLIDITÀ E I DIFETTI DEGLI ISTINTI POPOLARI. La massa del popolo fu pronta a riconoscere il fatto che Davide era l'eroe del giorno, ed espresse la vera verità solo attribuendo a lui i suoi "diecimila" e a Saul le sue "migliaia". Il loro istinto li portò a onorare al di sopra del re l'uomo che si era dimostrato migliore del re. Ma pur avendo ragione nella loro valutazione dei fatti, non avevano un'adeguata percezione, se non nessuna, dei suoi aspetti morali. Samuele, probabilmente Iesse, e pochi altri uomini devoti, avrebbero rintracciato nell'esaltazione di Davide del "nome del Signore"

1Samuele 17:45-47

una potenza spirituale e un uomo spirituale destinato a fare meraviglie per Israele. È una buona filosofia che si fida della mente popolare in riferimento al riconoscimento dei fatti generali della vita. E' questa fede che sta alla base dei governi costituzionali e dell'amministrazione giudiziaria del nostro paese. Il buon senso dell'umanità è una guida sicura nelle questioni ordinarie di fatto. Ma a causa della bassa condizione della vita spirituale dell'uomo e della sua inveterata propensione a guardare le "cose che si vedono", la massa degli uomini non riconosce rapidamente l'orientamento morale e spirituale dei fatti. C'è un'"intenzione" morale e spirituale, per usare un termine logico, nei fatti umani; portano con sé qualità che determinano il futuro; Essi esibiscono ai poteri spiritualmente illuminati che germoglieranno, e anche questo, non sempre nella forma desiderata dal popolo

Matteo 16:3

III LA RESPONSABILITÀ DEGLI UOMINI, QUANDO COMBATTONO CONTRO LA PROVVIDENZA, DI CADERE IN NUOVI PECCATI. Abbiamo visto

1Samuele 15:24-31

che Saul nutriva sentimenti impenitenti quando gli fu detto del suo peccato. Di conseguenza, cercò di non credere che il disastro minacciato sarebbe arrivato. Una delle conseguenze di questa condizione mentale fu che, non appena udì l'onesta approvazione popolare del valore di Davide, egli, temendo che dopo tutto il decreto potesse essere adempiuto, guardò Davide come un rivale e cadde nel grave peccato di un'invidia incessante e crudele. Il carattere grave di questo peccato si vede se notiamo la sua manifestazione, e le caratteristiche principali sono vere per ogni invidia

1.) Lo ha reso cieco ai fatti reali. Era vero che Davide aveva ucciso "i suoi diecimila", in paragone con le "migliaia" di Saul; ma all'occhio invidioso questo era come se non lo fosse. La sua realtà non deve essere tollerata. Allo stesso modo, i farisei erano volontariamente ciechi al fatto che Cristo aveva aperto gli occhi ai ciechi

2.) Ha portato all'imputazione di motivi vili. Subito accusò Davide di essere pronto a compiere disegni di tradimento contro il regno. L'uomo puro era considerato impuro. Questa è la pratica comune degli uomini ristretti e vili, come apparve nel caso di Giuseppe,

Genesi 37:8,11

e di Cristo

Giovanni 7:20

1.) Si è reso perfettamente infelice. La sua vita perse ogni gioia e speranza, e subentrarono il sospetto e la paura. E chiunque cade in questo peccato scopre che esso lo uccide,

Giobbe 5:2

ed è come marciume per le ossa

Proverbi 14:30

2.) Ha spinto ad atti di sangue. Il colpo del giavellotto era un omicidio virtuale. Lo stesso processo si compiva nel cuore di Caino, degli scribi e dei farisei

Matteo 27:18; Marco 15:10

ed è attivo in molti che non sono colpevoli di alcun atto overt

1Giovanni 3:15

I pensieri oscuri, gli intenti inespressi delle menti invidiose; Chi li dichiarerà? Com'è vero che colui che indurisce il suo cuore, non inchinandosi nella vera penitenza, sottomesso a tutti i giudizi di Dio, cade nel male

Proverbi 28:14

ancora e ancora, finché alla fine viene distrutto all'improvviso e senza rimedio

Proverbi 29:1 ; Confronta 1Samuele 31:3,4

Lezioni generali:

1.) Tutti i giudizi umani sul corso della Provvidenza devono essere scartati nella misura in cui il peccato è amato nella vita

2.) La chiave per il futuro dell'individuo e della vita nazionale va ricercata in condizioni immorali

3.) È importante che la mente popolare sia addestrata a valutare le cose nelle loro relazioni morali

4.) I cristiani dovrebbero sforzarsi di essere completamente liberi dallo spirito di invidia, sia in relazione alla prosperità mondana che alla posizione nella Chiesa di Dio

Salmi 37:1; 1Corinzi 13:4; 1Pietro 2:1

5.) Nella misura in cui indulgiamo in qualsiasi invidia, ci esponiamo alla tentazione di ulteriori peccati

6 L'ODIO DI SAUL PER DAVIDE (Versetti. 6-16)

Quando Davide fu tornato dalla strage del Filisteo. O più probabilmente, come a margine, "dei Filistei". L'allusione non è al combattimento con Golia, ma a una delle spedizioni menzionate nel Versetto 5, in cui Davide aveva riportato una vittoria decisiva. Le donne non avrebbero descritto il massacro di un campione come l'uccisione di diecimila persone, né ci sarebbe stato alcun contrasto tra questo atto e le imprese militari di Saul. Probabilmente anche lui avrebbe guardato con indifferenza a questa esagerazione orientale dell'audace coraggio di un ragazzo; ma ciò che lo irritava era il continuo successo di Davide nelle ripetute campagne. Il Filisteo significa tutto il popolo con questo nome; e poiché la guerra tra loro e Saul durò tutti i giorni della sua vita e fu la sua principale opera regale, egli vide con invidia il rapido crescere della reputazione di Davide; e quando, dopo una nobile impresa, le donne gli fecero un'ovazione e dichiararono nei loro canti che aveva ottenuto un successo dieci volte più grande di Saul, Il risultato fu un'esplosione di malumori. Saul si rese improvvisamente conto che il giovane capitano sulle cui spalle aveva affidato le principali fatiche della guerra lo aveva soppiantato nella stima popolare, e l'odio prese il posto dei buoni sentimenti che aveva precedentemente nutrito verso di lui. Le donne uscirono da tutte le città d'Israele per incontrare il re Saul. È evidente che questo si riferisce a qualche grande occasione, e probabilmente alla conclusione di una pace tra le due nazioni. La battaglia nella valle di Ela fu probabilmente seguita da diversi anni di guerra, durante i quali Davide sviluppò quelle grandi qualità militari che lo resero in seguito il fondatore del vasto impero su cui regnava Salomone. Era insopportabile per Saul, egli stesso un grande soldato, scoprire, quando la guerra alla fine fu finita, che il popolo riconosceva nel suo luogotenente qualità militari superiori a quelle che aveva scoperto in lui. Con i tabret. Vedi 1Samuele 10:5. Con gioia. Poiché questo è posto tra i nomi di due strumenti musicali, deve significare una sorta di grida gioiosa o di canto al suono dei loro tabret. Con strumenti musicali. Ebraico, con i triangoli, strumento antichissimo ma efficace per una processione all'aperto accompagnata da danze

Versetti 6-16. (GIBEA) -

Invidia

"E Saul guardò Davide da quel giorno in poi" (Versetto 9). Quanto sono straordinari i contrasti morali che spesso si presentano nella vita umana! L'amicizia di Gionatan qui si oppone all'invidia di Saul. David aveva appena sperimentato l'uno prima di essere esposto all'altro. "La sua vittoria ebbe una doppia questione, l'amore di Gionata e l'invidia di Saul, che Dio mescolò a tal punto che l'uno fu un rimedio dell'altro" (Hall). Nel giorno della pubblica esultanza, i semi della gelosia, dell'invidia e dell'odio furono seminati nel suo cuore. Guardava Davide non con favore, come prima, ma con antipatia a causa dell'onore che gli era stato dato al di là di se stesso. Il sospetto generale che nutriva in seguito alle allusioni di Samuele riguardo al suo successore sembra essersi anche fissato su di lui come l'uomo; e d'ora in poi lo considerò un pericoloso rivale. "Mescolandosi con la sua malattia costituzionale, ha avvelenato tutte le sue future relazioni con David". Di invidia notate che

IO METTE RADICI IN UN CUORE MALVAGIO. Nel caso di Saul il terreno era congeniale e pronto da preparare

1.) Alienazione da Dio e convinzione del suo disfavore

2.) Egoismo e concentrazione morbosa del pensiero su se stesso

3.) La caparbietà, l'orgoglio e l'ambizione mondana, che continuano e aumentano

4.) Passione furiosa. Era molto adirato e il detto gli dispiacque (Versetto 8). "Chi è incline a provare indignazione, prova dolore per coloro che hanno un successo immeritato; ma l'invidioso, andando oltre lui, prova dolore per il successo di tutti" (Aristotele, 'Etica')

II CRESCE È L'OMBRA DELLA PREMINENZA DI UN ALTRO in-

1.) Stima popolare. "Hanno attribuito a Davide diecimila", ss. (Versetto 8). "Ciò che giustamente suscita invidia è il frutto delle realizzazioni degli altri; la preminenza che l'opinione del mondo conferisce, o che temiamo conferirà, ai loro talenti al di sopra dei nostri" (Blair)

2.) Risultati di successo, da cui procede tale preferenza. "La giornata luminosa fa emergere la vipera". La prosperità è generalmente accompagnata dall'invidia

3.) Eccellenze personali. Davide "si comportò con saggezza" (Versetto 5); "molto saggiamente" (Versetto 15); "più saggiamente di tutti" (Versetto 30). Agì con prudenza, cautela, abilità e quindi prosperità

"L'invidia vile appassisce alla gioia altrui, e odia l'eccellenza che non può raggiungere" (Thomson)

4.) L'approvazione divina, che appare nelle imprese prospere. "E Saul ebbe paura di Davide, perché l'Eterno era con lui", ss. (Versetto 12). "E Caino si adirò molto", ecc

Genesi 4:5; 1Giovanni 3:2

L'invidia provata per il favore mostrato da Dio a un altro è particolarmente criminale, a causa della sua opposizione a Dio stesso

III È CARATTERIZZATO DA MOLTE CARATTERISTICHE ODIOSE

1.) Irragionevolezza

2.) Nella maggior parte dei casi l'ingratitudine. Davide aveva conferito un grande beneficio a Saul e a Israele con la sua vittoria su Golia; "usciva dovunque Saul lo mandava", e combatteva le sue battaglie; e spesso calmava la sua malinconia con la musica della sua arpa (Versetto 10)

3.) Ingiustizia. Gli ha fatto "vergogna"

1Samuele 20:34

nutrendo sospetti sulla sua lealtà e trattandolo come un traditore

4.) Empietà e ogni mancanza di carità. "La carità non invidia". "L'invidia è la peggiore di tutte le passioni, e si nutre degli spiriti, ed essi di nuovo del corpo; e tanto più perché è perpetuo e, come si dice, non osserva festività" (Bacon, 'Essays')

IV È PRODUTTIVO DI MOLTI FRUTTI MORTALI, in relazione sia agli altri

Proverbi 27:4

e all'invidioso stesso;

Proverbi 14:30

in parte di odio e in parte di dolore. "Quando si manifesta nell'odio, colpisce la persona invidiata; ma poiché colpisce un uomo nella natura del dolore, si ritrae e fa l'esecuzione sull'invidioso. Giace nel cuore come un verme, che lo rosicchia e lo corrode e lo trafigge con un pungiglione e un veleno segreti e invisibili" (South, 'Sermons,' 58.). In Saul produsse inquietudine nell'anima, accresciuta sottomissione al potere del male -- "avvenne domani", ss. (Versetto 10); rabbia ingovernabile -- "tirò in mano il giavellotto" due volte; astuzia e ipocrisia; paura (Versetti 11, 15); inimicizia continua (Versetto 21); deliberata confessione di intenzioni omicide;

1Samuele 19:1

persecuzione aperta e incessante; disperazione e autodistruzione. "Quando nel giudizio finale l'invidia sarà posta alla sbarra di Dio, quale accusa egli porrà contro lo spirito maligno! L'ira offensiva di Eliab, la crudeltà dei fratelli di Giuseppe, l'ira omicida di Caino e la parte più grande del più grande crimine del mondo-la crocifissione del Signore della gloria-saranno addebitati su di lui. Scacciare questo demone dal nostro seno prima di quella condanna finale è uno dei propositi di Gesù, e con tutto il nostro cuore dovremmo pregare per la sua completa e rapida vittoria" (C Vince)

Conclusione: -- Al fine di curare o prevenire questa malvagia passione, cercate un cuore rinnovato, soffermatevi molto sull'amore divino "che disprezza ogni invidia nella sua munificenza", valutate rettamente i vantaggi temporali, nutrite umili pensieri di voi stessi, imparate ad ammirare l'eccellenza negli altri e a considerarla come se fosse la vostra, controllate il primo impulso di gelosia o di invidia e "affidate la vostra via al Signore"

"Oh uomo! perché porre il tuo cuore dove c'è bisogno di escludere i partecipanti al bene? Il cielo chiama, e, intorno a te che ruota, corteggia il tuo sguardo con bellezze eterne. Eppure il tuo occhio si volge con affettuoso affetto ancora alla terra. Perciò colpisce te chi discerne tutto" (Dante, 'Purg.' 14.) .-D

7 Le donne risposero. Ie. Cantavano alternativamente. Fu questo canto alternato che portò i salmi ad essere composti in frasi parallele, e non in metro; E noi dal servizio del tempio abbiamo ereditato il nostro metodo di cantare antifonalmente. Mentre giocavano. La parola è ambigua, e a un lettore inglese suggerirebbe l'idea delle donne che suonano gli strumenti musicali. Di solito si riferisce all'allegria, e così Zaccaria 8:5 è usato per i bambini che giocano per le strade, ma soprattutto si riferisce al ballo. Così in 2Samuele 2:14 è usato per una danza di guerra che termina in un vero conflitto; e ancora

2Samuele 6:5,21; 1Cronache 13:8 15:29

di Davide che danza al ritmo di strumenti musicali, davanti all'arca. Probabilmente Mical non avrebbe disprezzato Davide per aver suonato uno strumento musicale durante una cerimonia religiosa; era l'atteggiamento della danza che le sembrava al di sotto della dignità di un re. Cantici queste donne danzavano in cori alternati al ritmo dei loro tamburelli e triangoli. In Giudici 16:25, dove però è in una coniugazione diversa, il verbo è tradotto "fare sport". In realtà Sansone fu costretto a ballare la danza di guerra nazionale d'Israele davanti ai Filistei

8 Versetti 8, 9.-Che cosa può avere di più? ss. Letteralmente: "E accanto a lui c'è solo il regno. Benché fossero passati molti anni da quando Samuele aveva pronunciato la deposizione di Saul e la scelta di un altro nella sua,

1Samuele 15:28

Eppure non era una cosa che un re avrebbe mai potuto dimenticare. Senza dubbio aveva spesso cercato i segni della persona destinata a essere il suo successore; E ora, quando era rimasto impotente davanti al nemico, un pastorello si era fatto avanti e gli aveva dato la vittoria. E questo ragazzo, preso per il suo compagno d'armi, aveva mostrato qualità così grandi che il popolo lo considerava dieci volte più prezioso di Saul. Se Saul fosse stato l'uomo di mente nobile che era, quando fu nominato nel regno,

1Samuele 11:13

Avrebbe scacciato da sé tali pensieri. Ma la sua mente era diventata incancrenita dal malcontento e dai pensieri meditabondi, e così guardò Davide da quel giorno in poi. In molte nazioni si suppone che l'occhio di un uomo invidioso abbia un grande potere di ferire. Qui significa che Saul lanciò a Davide sguardi furtivi pieni di malizia e di rancore

10 Versetti 10, 11."Accadde l'indomani. Quel giorno era stato un momento di trionfo pubblico, eppure uno degli attori principali torna a casa su un divano insonne, perché pensa che un altro abbia ricevuto un onore più grande di lui. La sua malinconia si fa più profonda fino a quando non arriva un attacco di follia. Poiché lo spirito maligno di Dio venne su Saulo. Letteralmente, "uno spirito maligno (alito) di Dio discese potentemente su Saul"

vedi 1Samuele 16:15

Proprio come tutti i potenti entusiasmi per il bene provengono da Dio, così le forti influenze per il male, ma in modo diverso. In tutti gli atti nobili gli uomini sono collaboratori di Dio; quando il male li porta via è da Dio, perché è Lui che ha fatto e mantiene ancora le leggi della nostra natura morale; ma è per opera di leggi generali, e non per qualche dono o grazia speciale da lui concessa. Saul aveva meditato sulla sua delusione e nutrito sentimenti di malcontento per la propria sorte e di invidia per il bene degli altri a tal punto che la sua mente cedeva di fronte al malessere della sua immaginazione. E così perse ogni controllo su se stesso, e profetizzò. La coniugazione qui impiegata (Hithpahel) non è mai usata per la profezia vera e propria (che è sempre il Niphal), ma per una sua imitazione bastarda. In realtà Saul era in uno stato di frenesia, incapace di dominare se stesso, pronunciava parole di cui non conosceva il significato e si comportava come un uomo posseduto. In tutto questo c'era qualcosa di simile alle potenti emozioni che agitavano il vero profeta, solo che non si trattava di un'influenza santa, ma di un'influenza scaturita da passioni violente e da uno stato d'animo disturbato. Per calmarlo Davide giocò con la mano, come altre volte, ma senza l'effetto desiderato. Al contrario, Saul brandì il giavellotto, che portava in mano come una specie di scettro, con tale violenza che Davide dovette sfuggire due volte a questa minaccia di ferita con la fuga. Non è certo che Saul abbia effettivamente lanciato il giavellotto. Se lo avesse fatto, sarebbe stato difficile spiegare perché Davide ne fosse fuggito due volte. Dopo un simile atto di violenza, difficilmente si sarebbe fidato una seconda volta in presenza di Saul. Invece di Saul lanciò il giavellotto, la Settanta nel codice alessandrino e il caldeo renderebbero sollevato, cioè mantenendo le stesse consonanti, misero vocali che rimandano il verbo a un'altra radice. Ma anche con le vocali presenti può significare "fatto come se volesse lanciare" o mirare "il giavellotto". In un'occasione successiva Saul lanciò effettivamente il giavellotto e colpì il muro dove era seduto Davide

1Samuele 19:10

12 Versetti 12-16.- Saul aveva paura di Davide. nuova sensazione. Alla sua gelosia seguì un senso di impotenza, come se sapesse che un potere superiore era con Davide, mentre lui aveva perso la protezione divina. Questo miserabile sentimento crebbe nell'infelice re, finché prima della battaglia di Gelboe lo troviamo con tutto il suo vecchio spirito eroico scomparso, un miserabile naufragio, in cerca di conforto per mano di una donna della specie più indegna

1Samuele 28:5,7,20

In questo stato d'animo scoraggiato egli congeda Davide dal servirlo, ma in modo onorevole, dandogli il comando di mille uomini, alla testa dei quali uscì e si presentò al popolo, cioè in veste pubblica, come ufficiale di stato. Poiché sembra che Saul abbia completamente trascurato l'amministrazione interna del regno, ciò si riferirebbe alle spedizioni militari (vedi su Versetto 5); e in queste Davide si comportò saggiamente. Piuttosto, "prosperò" (vedi al Versetto 5). Il suo grande successo non fece che aumentare i timori di Saul; ma sia Israele che Giuda amavano Davide, ora che in questo comando superiore avevano piene opportunità di giudicare le sue alte qualità. Così, ancora una volta, la sua rimozione dal suo posto nella guardia del corpo di Saul servì solo a farlo conoscere meglio. La menzione separata di Israele e Giuda è un'indicazione del fatto che i Libri di Samuele sono stati scritti in una data post-salomonica, sebbene la distinzione fosse molto antica

vedi 1Samuele 11:8

Versetti 12-16.-

Il potere disturbante della bontà

I fatti sono

1.) Saul, vedendo i segni della presenza di Dio presso Davide, lo teme e lo allontana

2.) La crescente saggezza di Davide accresce il timore di Saul e si assicura il favore del popolo

3.) La partenza di Dio da Saul spiega il suo abbandono di sé all'influenza di questa paura. Abbiamo qui una dichiarazione della diversa relazione di Dio con Davide e Saul, -- egli era con l'uno e si allontanò dall'altro -- e le conseguenze che ne derivarono nelle loro rispettive vite. Ognuno si faceva la propria posizione, ed era responsabile dello stato in cui si trovava e che aveva raggiunto; ciò nonostante, la presenza e l'assenza di Dio contavano molto. Così, anche, abbiamo l'effetto diverso della stessa vita saggia e santa su persone diverse, la diversità che deriva dalla condizione morale delle persone su cui si agisce

La RELAZIONE DI DIO CON L'UOMO NON È IN OGNI CASO LA STESSA. Ci sono certe relazioni naturali che Dio mantiene con tutti gli uomini, in ogni tempo, indipendentemente dal loro carattere. La sua potenza li sostiene nella vita; Il suo governo equo non viene mai ritirato. Tutto questo era vero in riferimento a Davide e Saul, mentre era altrettanto vero che Dio era per l'uno ciò che non era per l'altro. C'era il rapporto di vicinanza morale e di sostegno a Davide, e di abbandono morale e disapprovazione verso Saul. Il Signore "conosce la via dei giusti"

Salmi 1:6

La sua gioia è nel suo popolo

Salmi 22:8

"Il superbo lo conosce da lontano",

Salmi 138:6

ed è "adirato con i malvagi ogni giorno"

Salmi 7:11

Gli effetti della vicinanza e del sostegno morale si vedono nell'esempio di Davide: la pietà fu sostenuta e resa bella nello sviluppo; le capacità, sotto tali influenze favorevoli, erano esercitate più pienamente e uniformemente; Chiarita la visione, la sagacia pratica ha trovato uno spazio più ampio; e l'energia divina che agisce dappertutto in armonia con i fini morali, si creerebbero opportunità di utilità e le menti degli uomini sarebbero disposte a favorirla. D'altra parte, mancando a Saulo la vicinanza morale e il sostegno, i mali a lungo accarezzati trovarono un esercizio più sfrenato; la coscienza divenne più piena di rimorsi; Le capacità naturali furono compromesse nel loro sviluppo e le azioni sciocche divennero abituali

La storia recente di Davide mostra che fin dalla giovinezza egli aveva seguito silenziosamente e costantemente la misura di luce che gli era stata concessa, mentre la condotta di Saul rivela una preferenza deliberata e persistente della sua volontà alla volontà rivelata di Dio. La grazia si aggiunse alla grazia preziosa. La luce trascurata era diventata oscurità. In questa diversa conseguenza non c'è nulla di insolito. È la legge del Nuovo Testamento che dice "a chi ha sarà dato, e a chi non ha sarà tolto anche ciò che ha"

Matteo 13:12; Osea 11:8; Luca 19:42; Giovanni 12:35-40; 1Timoteo 4:8

III IL RICONOSCIMENTO DELLA DIVERSA RELAZIONE DI DIO CON L'UOMO È UN'OCCASIONE DI GUAI PER CHI È DELIBERATAMENTE MALVAGIO. Mentre Davide conquistò l'affetto della massa del popolo, il suo nome e la sua presenza disturbavano Saul. "Saul ebbe paura di Davide, perché l'Eterno era con lui, e si allontanò da Saul". Le ragioni di questo effetto su Saul sono ovvie. La vita santa di Davide e la gloria nel nome del Signore

1Samuele 17:45-47

rivelò a se stesso per contrasto la condizione spirituale di Saul e, essendo privo dello spirito di pentimento, tremò sotto il silenzioso rimprovero. C'era anche un ricordo di gioie e privilegi un tempo a portata di mano, ma ora scomparsi per sempre; e non poteva fare a meno di associare il carattere nascente di Davide con la predetta rovina della sua stessa monarchia. È un fatto ben noto che la bontà esercita un'influenza disturbante nell'ambito del peccato. La bontà nella sua stessa natura è un potere repellente. Crea trambusto ogni volta che entra nei regni dell'oscurità. Le potenze del male lo conoscono come il loro nemico naturale, e vacillano nella consapevolezza del suo trionfo predestinato. Sembra che ci fosse paura ed eccitazione tra gli spiriti maligni quando il santo Salvatore si avvicinò alla loro sfera di influenza sulla terra

Matteo 4:1-11 16:18; Marco 5:7; Luca 22:53; Colossesi 2:15

Mentre l'effetto naturale della bontà incarnata sulle menti non inclini al peccato è quello di lenire, rallegrare e rallegrare, come quando Cristo si avvicinò ai poveri e ai bisognosi, ai malati e ai penitenti, e come tutti noi proviamo quando un uomo molto saggio e santo entra in una casa o in una camera di un malato, tuttavia l'effetto è l'opposto di quando il peccato viene deliberatamente praticato. È in questo modo che possiamo capire il timore di Erode nel menzionare il nome di Giovanni, il timore di Acab per Elia e l'evidente disagio degli scribi e dei farisei alla presenza di Cristo

Lezioni generali:

1.) Vediamo il valore per le cose ordinarie della vita di una coscienza del favore di Dio

Salmi 30

2.) Lo sviluppo delle nostre forze è intimamente connesso con la nostra fedeltà nelle cose spirituali

3.) Nella misura in cui raggiungeremo la vera santità di vita, la forza della nostra presenza e delle nostre azioni sarà riconosciuta

4.) Dobbiamo aspettarci l'effettivo antagonismo di coloro che hanno rifiutato Dio nella misura in cui veniamo in contatto con loro, ma questo dovrebbe essere considerato come una prova della verità della nostra religione

17 SAUL, CON IL PRETESTO DI SPOSARE SUA FIGLIA, TRAMA LA MORTE DI DAVIDE (Versetti. 17-30)

Versetti 17, 18.-Ecco la mia figlia maggiore Merab. Saul aveva promesso che avrebbe dato sua figlia in sposa a chiunque l'avesse uccisa;

1Samuele 17:25

E non solo c'era in questo l'onore di una stretta alleanza con la casa reale, ma, poiché era consuetudine fare grandi doni al padre in cambio della mano della figlia, il dono aveva anche un valore sostanziale. Dopo un lungo indugio, Saul si riferisce ora a questa promessa, non tanto con l'intenzione di adempierla, quanto di condurre Davide verso imprese che potrebbero costargli la vita. Il matrimonio può essere stato differito in un primo momento a causa della giovane età di Davide; L'argomento viene ora rianimato, ma con intenzioni malvagie. Mia figlia edredone è letteralmente "mia figlia, la grande", mentre Michal è "la piccola", un modo di dire usato solo dove ci sono solo due figlie. Sii valoroso, ss. Questa esortazione sarebbe naturale date le circostanze; ma Saul sperava che Davide, per assicurarsi un premio così grande, sarebbe stato incoraggiato a intraprendere avventure avventate. Perché Saul ha detto. Ie. il suo scopo era quello di spingere Davide a combattere perpetuamente, affinché in qualche impresa avventata potesse essere sbattuto. Così la malizia di Saul cresce, e sebbene non fosse ancora preparato a mettere a morte Davide stesso, avrebbe provato sollievo se fosse morto per la fortuna della guerra. Davide risponde con modestia e discrezione che non è degno di un così grande onore. Non dobbiamo supporre che egli abbia compreso il tradimento di Saul, che venne alla luce solo in seguito. Che cos'è la mia vita, cioè la mia condizione, o la famiglia di mio padre? La o non è in ebraico, e il significato è: Qual è la mia condizione, anche la famiglia di mio padre? ss. La condizione o il rango di Davide nella vita era determinato dal rango che suo padre aveva

Versetti 17-30.-

La trama e le sue lezioni

I fatti sono

1.) Saul, nella speranza di portare alla morte di Davide, gli promette in moglie la sua figlia maggiore, a condizione che sia valoroso contro i Filistei

2.) Davide esprime la sua indegnità di un così grande onore

3.) Saul, avendo infranto questa promessa dando Merab ad Adriel, offre a Davide sua figlia Mical

4.) Quando Davide lascia intendere che, essendo povero, non era in grado di provvedere una dote che si addiceva, Saul si accontenta della prova della morte di cento nemici d'Israele

5.) David presenta il doppio del numero richiesto e prende in moglie Michal

6.) Nonostante i suoi stratagemmi, Saul vede la crescente prosperità di Davide e ne ha paura più che mai. Questa sezione spiega ulteriormente, da un lato, il progresso verso il basso dell'uomo che ha volontariamente peccato in circostanze favorevoli all'obbedienza, ed è stato di conseguenza lasciato alle tendenze del suo cuore impenitente; e, dall'altro lato, il costante progresso nella saggezza e nell'attitudine per gli affari dell'uomo che si gloriava solo nel "nome del Signore degli eserciti". La narrazione narra gli eventi come apparivano agli osservatori dell'epoca e introduce affermazioni dello storico sacro volte a indicare come quegli eventi erano considerati da Dio. Gli atti esteriori sono connessi con il motivo nascosto, e così fatti per avere il loro proprio carattere morale

I LE CARATTERISTICHE DELLA TRAMA. Se non conoscessimo l'intera storia di Saul, c'è molto nella narrazione di questa sezione che potrebbe suggerire a un lettore casuale di non pensare a un complotto. L'aggiunta di dichiarazioni che svelano lo scopo nascosto delle sue parole e delle sue azioni cambia il significato morale dell'insieme e stabilisce le tre caratteristiche della trama

1.) Furbizia. Si dice che i pazzi mostrino spesso un'astuzia e un'abilità insolite nel raggiungere i loro fini; e anche gli "stratagemmi" dei malvagi, sia in relazione a Dio che all'uomo, sono proverbiali nella Scrittura

Salmi 10:2 33:10

L'incipiente follia e la costante malvagità di Saul in questo periodo della sua vita indicano la verità di queste osservazioni; per considerare la plausibilità della sua condotta

(1) C'era una discreta apparenza di veridicità. Aveva praticamente promesso sua figlia all'uomo che avrebbe ucciso Golia

1Samuele 17:25

Mantenere la parola data significava diventare un re e a causa di un giovane eroe

(2) C'è stata un' evidente dimostrazione di magnanimità. Perché il recente attentato violento alla vita di Davide (Versetto 11) deve aver prodotto un'impressione di ingiustizia sia su Davide che sul popolo. Che cosa c'è di più appropriato che un impeto di rabbia irragionevole sia seguito da qualche espressione del torto fatto, e da qualche sforzo per risarcire

(3) Il sentimento religioso era cospicuo. Davide non era forse apparso nell'arena per combattere la battaglia del Signore?

1Samuele 17:47

Non era forse opportuno, dopo la clamorosa vittoria nel nome del Signore, che il re riconoscesse il conflitto con l'oppressore pagano nel suo aspetto teocratico, e incoraggiasse i valorosi giovani ad andare avanti nello stesso santo nome?

(4) L' interesse personale era naturale. Le istruzioni di Saul ai cortigiani di cercare di indurre Davide ad accettare Mical avevano un'apparenza di naturalezza, poiché era importante onorare un uomo così capace e allearlo con gli interessi della monarchia, oltre a rimuovere qualsiasi dispiacere per il fatto che Merab era stato dato, probabilmente per ragioni di stato. ad Adriel

(5) Ci fu una benevola considerazione per la posizione di Davide. Un senso di povertà è difficile da sopportare quando si frappone all'onore e all'influenza. Davide sentiva che, nonostante i suoi servizi, era troppo povero per conformarsi all'usanza di offrire in dote quello che diventava un pretendente alla figlia di un re. Fu quindi molto premuroso da parte di Saul chiedere in dote ciò che certamente pochi uomini potevano fornire, ma che il conquistatore di Golia si sarebbe senza dubbio assicurato prontamente e con crescenti onori. Un atteggiamento gentile e premuroso disarma i sospetti. Il complotto era astuto, come tutti i complotti con cui il nostro grande avversario, il diavolo, cerca di intrappolare gli innocenti. Un parallelo potrebbe essere sviluppato senza troppe difficoltà

2.) Abiettitudine. L'astuzia si scopre tracciando il corso apparente agli uomini; la viltà dalla luce gettata su quel corso dal Ricercatore dei cuori. Siamo in grado di guardare sotto la superficie e di valutare le parole e le azioni in base al loro rapporto con il movente. La viltà si vede in

(1) L' intenzione deliberata di commettere un omicidio. L'intera procedura ha avuto origine dalla determinazione di assicurare la morte di David. Il sangue è stato versato intenzionalmente. Il vero universo è l'invisibile, perché è duraturo. In quella sfera Saul uccise, davanti all'occhio limpido e indagatore di Dio, il migliore amico che avesse mai avuto accanto a Samuele

(2) La copertura dell'intento omicida, con professioni di gentilezza e stima.L'ostilità aperta è già abbastanza grave per una causa malvagia, ma fare l'ipocrita per aver perseguito uno scopo crudele è il più nero dei crimini

Salmi 10:7

Essere vestiti come un angelo di luce non è limitato a Satana

(3) Il tentativo di asservire la Provvidenza a un intento segreto. Saul non osò mettere le mani su Davide, ma osò mettere una serie di circostanze in base alle quali la Provvidenza avrebbe dovuto essere incaricata di fare ciò che tutti gli uomini deplorerebbero tranne se stesso. L'uomo farebbe di Dio il servo dei suoi vili disegni. I vigliacchi desiderano che la Provvidenza faccia ciò che non hanno il coraggio di confessare

3.) Stoltezza. Non è raro che l'astuzia e l'abilità dei malvagi si rivelino le più vere sciocchezze. Tale è la forza del diritto e della giustizia, che la saggezza malvagia si trova sempre nella questione come folle follia. Che fosse così in questo caso si vede osservando:

(1) Dio conosceva tutto fin dall'inizio. È una prova dell'assoluta stupidità del cuore peccatore che agisce come se Dio non fosse. Questa irragionevolezza entra in ogni peccato. Il cuore malvagio si ritira nelle sue tenebre e dice: "Non lo vedrà mai"

Salmi 10:11

(2) Il complotto assicurò a Davide la protezione speciale promessa agli innocenti. Dio promette la sua cura ai poveri e ai bisognosi quando camminano nell'innocenza. Egli "dice i retti di cuore

Salmi 7:10

"I bisognosi non saranno sempre dimenticati"

Salmi 9:18 37:32,33

Saul avrebbe dovuto sapere che un uomo santo, uno che era stato benedetto in un conflitto, non sarebbe stato abbandonato a se stesso nel giorno del pericolo

(3) Uscì a vantaggio di Davide. Saul cadde davvero in una fossa preparata per un'altra. L'uomo che doveva essere abbattuto si elevò più in alto, mentre Saul stesso sprofondò nella stima di tutti. Il piano mise in evidenza in forma chiara e bella l'integrità personale di Davide (Versetti 18, 23). La sua discendenza gli diede una maggiore influenza su Israele (Versetto 30). Divenne un terrore maggiore per i suoi nemici (Versetto 27), e il suo matrimonio con Mical si rivelò successivamente di grande aiuto per sfuggire alle insidie di Saul (Versetto 21; Confronta 19:12)

II LE VERITÀ GENERALI CHE INSEGNA. Tra le molte verità esposte nel complotto di Saul e nella fuga di Davide, si può notare in particolare la seguente:

1.) Il valore morale della condotta? visto quando la luce di Dio risplende su di essa. La condotta di Saul, osservata da osservatori casuali che ignoravano il segreto tra lui e Samuele,

1Samuele 15:26-28,30

gli avrebbe attribuito un valore morale del tutto incompatibile con la verità reale. È la luce che Dio ha permesso allo storico di riversare sul motivo interiore che rivela il tutto come vile. La nostra stima della condotta è necessariamente approssimativa. Una certa dose di dubbio o di suspense accompagna i nostri giudizi sul carattere. Non c'è principio più chiaramente sostenuto che l'intento segreto, il movente privato, inespresso e spesso inesprimibile, è il vero determinante del carattere morale delle azioni. Eppure tali sono le profondità e le complessità del pensiero e del sentimento umano, che ogni uomo è in gran parte un essere sconosciuto ai suoi simili. Questa incertezza crea la credenza in una futura manifestazione del carattere, in cui ogni uomo riceverà da tutti esattamente ciò che gli è dovuto. Altrimenti la giustizia è sconfitta e il valore morale è defraudato del suo onore. La Scrittura ci assicura la verità che verrà il giorno in cui si manifesterà la vera sorgente della condotta; L'uomo reale interiore sarà conosciuto. Sta arrivando il giorno in cui gli uomini vedranno se stessi e gli altri in quella rivelatrice

Ecclesiaste 12:14; Matteo 10:26 25:31,32

Da qui il buon umore dei retti di cuore le cui azioni sono male interpretate, la cui posizione è oscura, che soffrono del disprezzo dei superbi e il cui successo esteriore nella vita non è commisurato alla grandezza e alla purezza dei loro desideri. Da qui, anche, l'avvertimento per coloro che nascondono un cuore contaminato sotto un aspetto attraente

2.) L'integrità è la migliore difesa umana contro le malvagie. La manifesta integrità di Davide in tutti i suoi rapporti con Saul e con il popolo era per lui migliore di tutti i possibili espedienti per dare astutamente scacco matto ai movimenti del suo nemico. C'era un potere morale nella sua condotta irreprensibile e inalterata che faceva sì che il suo nemico segreto dimorasse nella paura. Guardando indietro a questo periodo, poteva dire: "Ho camminato nella mia integrità";

Salmi 26:1

e senza dubbio, conoscendo il valore di tale difesa nel passato, avrebbe potuto dire, in vista dei pericoli futuri: "L'integrità e la rettitudine mi preservino"

Salmi 25:21

È sempre così. Come la semplice verità è più potente di tutte le ramificazioni della menzogna, così un cuore retto, una vita innocente, è, in questa questione, più che una partita per tutte le astute combinazioni di male. Se gli uomini fossero più semplici nei propositi, meno dediti alla mera politica, mantenendo i loro cuori liberi da gelosie e ambizioni meschine, il loro piede sarebbe meno spesso preso in trappola e la loro reputazione si prenderebbe cura di se stessa

3.) Dio si prende cura dei suoi servitori fedeli che hanno un'opera da compiere nel mondo. L'innocenza di Davide era oggetto di interesse per Dio e ricevette la sua protezione; ma Davide era un servo scelto in corso di preparazione inconscia per doveri elevati e importanti. Egli, quindi, è stato curato da Dio in mezzo a pericoli sconosciuti. E non c'era nulla di eccezionale in questo, perché tale è l'eredità di tutti coloro che temono il Signore. La sofferenza fisica, e persino la morte, possono colpire gli innocenti e i veri uomini, ma questi non sono i peggiori mali. C'è una caduta più spaventosa; e a questo riguardo, tale è la cura di Dio, che sebbene mille cadano al fianco dei fedeli, il grande male spirituale non lo tocca

Salmi 91:7,14

Ognuno ha una vita incantata al servizio di Cristo finché la sua opera non è finita. Nessuna arma formata contro Davide avrebbe potuto prosperare prima che diventasse re. A nessun potere fu permesso di togliere la vita al nostro Salvatore finché non avesse terminato l'opera che il Padre gli aveva dato da compiere. Nessuna pietra e agguato di uomini malvagi fu di alcuna utilità contro Paolo prima che egli avesse predicato il vangelo ai Gentili Atti 9:15,23,24; 2Corinzi 11:24-27

4.) L' ulteriore obiettivo di una condotta peccaminosa non viene mai raggiunto. Uno degli obiettivi dell'astuzia di Saul era quello di sbarazzarsi di Davide. La storia ci racconta come questo oggetto sia stato frustrato. Il Signore era con Davide. La delusione, l'irritazione, l'infelicità più intensa furono il risultato per Saul. Non è un'affermazione troppo ampia affermare che l'obiettivo ulteriore non è mai raggiunto in un corso peccaminoso. Un'attenta analisi dell'opera del peccato in ogni caso mostrerà che il fine in vista è quello di assicurare un piacere ritenuto più grande e più gradito di qualsiasi altro che si suppone derivi dall'obbedienza alla volontà di Dio. Se il peccato nella sua origine è l'autoaffermazione, in contrapposizione alla conformità a una volontà suprema, l'obiettivo in vista è evidentemente quello di raggiungere uno stato di essere superiore a quello implicato nella conformità. Cerca di risalire, ed ecco, è essa stessa una caduta. È sempre autolesionista. Si può dimostrare che questo è vero per tutti coloro che volontariamente rifiutano di riposare in Dio: mancano la beatitudine che cercavano nella ribellione; di tutti coloro che preferiscono essere salvati con mezzi diversi da quelli dell'unico Mediatore, non raggiungono mai il perdono e la purezza che soli costituiscono la salvezza; di tutti coloro che sacrificano i principi cristiani per acquisire ricchezza o potere, ottengono la ricchezza e il potere, ma non la soddisfazione dell'anima che si credeva che il loro possesso assicurasse. Non si insisterà mai abbastanza sul fatto che non solo il peccato è essenzialmente malvagio e degradante, per quanto affascinante sia la sua forma, ma è anche un'amara delusione. "Chi pecca contro di me 'fa torto alla sua propria anima'

Proverbi 8:36

Il desiderio, l'aspettativa, la via degli empi "periranno"

Salmi 1:6 112:10; Proverbi 10:28

5.) L'esaltata pietà e la semplicità di vita sono coerenti con la preminenza negli affari secolari. Spesso si suppone che un uomo molto pio, e di semplice scopo nella vita, non possa competere con uomini di carattere meno spirituale. Il linguaggio dei cristiani ha talvolta sancito questa credenza. Ma i fatti e la ragione sono contrari. Davide, il più pio degli uomini, raggiunse una capacità di affari molto più avanzata degli altri (Versetto 30). Newton non era un matematico e astronomo peggiore per la sua profonda e semplice pietà. È ragionevole che una mente pura, devota, calma nel senso del favore di Dio, libera dalla distrazione indotta dalla caparbietà della volontà, e che gode della benedizione promessa da Dio, dovrebbe, quando è chiamata dalla Provvidenza a qualsiasi sfera di attività, superare coloro che hanno uguali poteri naturali, ma privi del tono spirituale. Se tali uomini non raggiungono le più alte cariche pubbliche, può essere perché la Provvidenza ha altro lavoro da fare per loro; o se solo pochi salgono alla preminenza, può essere perché la combinazione di grande pietà e grande attitudine naturale per occupazioni speciali è rara

Versetti 17-30. (GIBEA.) -

Semplicità

C'è una semplicità che scaturisce dall'ignoranza e si manifesta nella follia e nella presunzione

Proverbi 22:3

C'è anche una semplicità che è il frutto dell'innocenza, della sincerità e della bontà, e che appare in una mente ingenua, in un'indole ingenua, in un linguaggio e in una condotta schietti. Nel suo senso migliore (simplicitas, senza piega o torsione) si oppone alla doppiezza, all'inganno e all'"astuzia astuta"

Romani 12:8 16:19; 2Corinzi 1:12 11:3

e fu esemplificato, in grado eminente, da Davide, specialmente nei suoi precedenti rapporti con Saul; perché, per la familiarità con la vita di corte, e molto di più in conseguenza delle ristrettezze in cui era ridotto dall'astuzia e dalla persecuzione del re, il giovane pastore dalla mente semplice e dal cuore aperto si allontanò di tanto in tanto dalla retta via

1Samuele 21:2

Considera la semplicità come

SONO ASSEDIATO DAL LAVORO o MESTIERE. Avendo ceduto all'invidia e minacciando la vita di Davide in un violento impeto di follia, Saul continuò a odiarlo e a temerlo

Marco 11:18

e cercarono di sbarazzarsi di lui, sebbene indirettamente per ritegno di coscienza e segretamente per paura del popolo

Marco 6:20; Luca 22:2

Il peccato opera nell'oscurità. Imbarcazioni malevole spesso

1.) Cerca di raggiungere fini che potrebbe non osare confessare. Scaturito dalla gelosia per la posizione personale e la fama, mira al disprezzo di chiunque sembri essere in pericolo; e alla sua rimozione, sia accidentalmente per mano di altri, sia commettendo qualche atto palese che possa giustificare la sua aperta punizione (Versetti. 17, 21, 25). E a questi fini opera con sempre maggiore immediatezza e meno dissimulazione; perché ciò che è nascosto nel cuore deve prima o poi venire alla luce

2.) Si avvale di professioni corrette e usa pretesti pretestuosi, falsi e ipocriti. A Davide fu assicurato che in realtà non gli si voleva fare del male, e fu nominato "capitano di mille" (Versetto 13); mentre era stato allontanato dalla presenza del re perché era odiato e temuto, e per essere esposto a un pericolo maggiore. Non ricevette l'adempimento della promessa di Saul

1Samuele 17:25

probabilmente si spiegava con la sua mancanza di ricchezza e di status sociale (Versetto 25); ma la promessa fu ripetuta in modo insincero. "Tu solo sii valoroso per me" (esponiti ad ogni pericolo)," e combatti le battaglie del Signore" (con zelo per Geova, che so che hai), e (sub voce) "non sia la mia mano su di lui", ss. (Versetto 17). Alla perdita di Merab fu consolato dalla promessa di Mical (Versetto 21), ma solo come "una trappola", e il suo amore fu sfruttato per lo scopo. E alla fine (quando il re ebbe formato il suo piano, e si sentì sicuro del suo successo), i suoi servi gli dissero (come in una comunicazione confidenziale): "Ecco, il re si compiace di te", ss. (Versetto 22), "non desidera alcuna dote", ss. (Versetto 25); "ma Saul pensò di far cadere Davide per mano dei Filistei"

3.) Adotta mezzi indegni, vili e atei. Intrighi, complotti, attentati omicidi alla vita sotto la santità dell'affetto e della religione; nel cuore, l'opposizione infatuata alla volontà di Dio. Se non fosse stato il proposito divino che Davide fosse re, perché temerlo? Se lo fosse, a che servirebbe la resistenza?

II ESPOSTO IN MEZZO ALL'ARTIGIANATO. Le insidie che sono state tessute intorno a Davide ci sembrano abbastanza chiare; ma non c'è motivo di supporre che siano stati dapprima osservati da lui. L'uomo dal cuore semplice

1.) È abituato a considerare gli altri come sinceri come lui, considera veritiere le loro dichiarazioni e assicurazioni ed è lento a sospettare le loro cattive intenzioni. Fino all'ultimo Davide non riusciva a credere che Saul, di sua spontanea volontà, cercasse la sua vita

1Samuele 26:19

Egli è "similitudine riguardo al male". La grande esperienza rende gli uomini cauti; ma è meglio essere ingannati cento volte che condurre una vita di continui sospetti

2.) Ha una visione modesta e umile di se stesso, accetta il disprezzo e la delusione senza lamentarsi, e accetta umilmente e allegramente qualsiasi onore gli venga conferito (Versetti. 18, 23). "Cerchi grandi cose per te stesso? non cercarli"

Geremia 45:5

"L'uomo pio è umile di cuore anche nella prosperità"

3.) È intento all'adempimento onesto, fedele ed efficiente del dovere che gli sta davanti, e teme poco il pericolo perché teme molto Dio (Versetti. 5, 14, 27). "La calma indifferenza di Davide per le circostanze esterne che lo riguardavano si esprimeva in modo molto sorprendente nella sua condotta. In parte per il suo temperamento poetico, in parte per il suo dolce, naturale altruismo, e soprattutto per la sua amorevole fiducia in Dio, egli accetta qualsiasi cosa accada con equanimità, e non fa alcuno sforzo per cambiarla" (Maclaren). È stato osservato che "il genio è il portare nella maturità delle nostre forze la semplicità e l'ardore dell'infanzia"

III PRESERVATO DAI DISPOSITIVI DELL'ARTIGIANATO. È il miglior mezzo di conservazione, in quanto

1.) Offre la minima occasione a un avversario di trarre vantaggio. Sebbene l'uomo ingenuo possa sembrare esposto agli attacchi, in realtà è protetto nel modo più efficace contro di essi

2.) Attira il rispetto degli altri uomini (Versetto 16), guadagna l'amore di coloro che lo avvertono e lo aiutano

Versetto 28; 1Samuele 19:11

e rende difficile per i suoi nemici prevalere su di lui

3.) Assicura il favore di Dio. "Il Signore era con lui" (Versetti 12, 14, 28) per guidarlo, difenderlo e aiutarlo

Salmi 37:24,33

"In te confido"

IV CHE SI TRADUCE IN UN FINE OPPOSTO A QUELLO DELL'ARTIGIANATO

1.) Invece di non tornare più dal conflitto, ritorna in trionfo e riceve un onore involontario dalla mano che si è alzata contro di lui

Versetti. 27, 28; Apocalisse 3:9

2.) Invece di essere meno oggetto di terrore per i malvagi, lo è di più (Versetto 29)

3.) Invece di essere privato dell'amore del popolo di Dio (Versetto 16: "Tutto Israele e Giuda amarono Davide"), egli è più completamente intronizzato nei loro cuori (Versetto 30)

Osservazione-

1.) Quanto sono inefficaci gli stratagemmi dei malvagi contro "i retti di cuore"

2.) Quanto possono diventare utili anche i loro espedienti quando vengono incontrati con "semplicità e sincerità divina"

3.) Com'è indicibilmente bello il carattere del Figlio di Davide: "mite e modesto di cuore"

4.) Com'è necessaria l'"unzione del Santo", affinché possiamo divenire simili a lui. - D

19 Merab fu dato ad Adriel. Senza dubbio fu offerta una grossa dote a Saul in cambio di sua figlia, e, poiché non aveva mai desiderato che Davide la avesse, si dimostrò infedele alla sua parola. Per l'infelice morte dei figli di Merab e Adriel vedi 2Samuele 21:8

20 Versetti 20, 21.-Mical amava Davide. Probabilmente ci fu un breve lasso di tempo tra il matrimonio di Merab e la crescita di questo affetto, la cui notizia piacque a Saul. Non era un uomo ingeneroso, e forse si vergognava di aver agito così meschinamente nei confronti di Davide dopo averlo esposto al pericolo. Eppure i pensieri malvagi sono di nuovo al primo posto, e i suoi propositi sono egoistici; perché in entrambi i casi Saul ci guadagnerà. Davide sarà probabilmente ucciso, pensa, nel tentativo di ottenere la dote che gli viene chiesta; e se no, in ogni caso egli stesso sarà liberato dalla macchia della pubblica disonestà che ora grava su di lui. Allora Saul disse a Davide. Non di persona, il che spiega perché Davide non diede alcuna risposta, ma attraverso i suoi servitori, come viene raccontato più ampiamente in seguito

22 Versetti 22, 23.- Comune, ss. Questo è un resoconto più completo ed esatto di quanto è stato detto sommariamente nel Versetto 21. Non possiamo supporre che Saul abbia prima parlato con Davide stesso, e poi abbia detto ai suoi servi di persuaderlo, poiché ciò richiederebbe anche di supporre che, quando Saul le fu offerta, Davide rifiutò di sposare Mical. Ma possiamo ben credere che fosse dispiaciuto di essere stato ingannato, e che la rinnovata proposta di matrimonio con una delle figlie del re dovesse essere fatta con cura, poiché avrebbe potuto naturalmente pensare che c'era il pericolo di essere lusingato una seconda volta. Davide risponde, infatti, con molta discrezione, dicendo che essere il genero del re era sì un grande onore, ma che era troppo povero per fornire una dote sufficiente. Rigorosamente le promesse fatte in 1Samuele 17:25 vincolavano Saul a darle senza dote; ma dalle parole di Davide appare abbastanza chiaramente che aveva perso Merab perché non era stato in grado di acquistarla come aveva fatto Adriel. Per l'usanza di dare ingenti somme al padre della sposa vedi Genesi 34:12; Esodo 22:16,17

24 Versetti 24, 25.La risposta di Davide era esattamente in linea con i propositi di Saul, ed egli chiese subito come dote la prova che Davide aveva ucciso cento Filistei. Poiché questo massacro avrebbe dovuto essere compiuto non in una guerra regolare, ma in una sorta di incursione privata, ci sarebbe stata ogni probabilità che Davide fosse sopraffatto da un rapido raduno di Filistei e ucciso nel tentativo. Segna il carattere senza scrupoli dell'antica guerra il fatto che la vita dei nemici debba essere così tolta, senza alcuna provocazione pubblica, per scopi privati

Comp. Giudici 14:19

26 Versetti 26, 27."Piacque molto a Davide che fosse il genero del re. Oltre al grande onore, Davide, non sospettando alcun proposito malvagio da parte di Saul, può aver sperato che questa relazione avrebbe posto fine al miserabile stato di cose che esisteva tra lui e Saul. Non nutriva propositi di tradimento e avrebbe servito volentieri fedelmente Saul se glielo avessero permesso. Anche la natura della dote si adattava alla sua indole avventurosa e amante della guerra. I giorni non erano scaduti. Pertanto, ss. Una difficoltà nasce qui dall'errata divisione dei versetti, e dal fatto che i nostri traduttori hanno reso le frasi come se fossero indipendenti l'una dall'altra. L'ebraico dice: "E i giorni non erano pieni, e Davide si alzò, ss. La dote doveva essere data entro un tempo stabilito, e prima che fosse scaduta Davide, che aveva elaborato i suoi piani, partì con i suoi uomini e fece un'incursione nel territorio dei Filistei, da dove riportò al re il doppio dei prepuzi di quanto era stato pattuito; e allora Mical divenne la moglie di Davide

28 Versetti 28, 20.Il fallimento del suo malvagio proposito e la consapevolezza che Mical amava suo marito e lo avrebbe protetto dai suoi intrighi, e che il matrimonio aveva portato rango e influenza a Davide, fecero sì che Saul lo odiasse ancora più amaramente, perché ora non poteva mettere a morte apertamente una persona così strettamente legata a lui

29 Versetti 29, 30.-

David ha provato e provato

I CONDOTTA ESEMPLARE SOTTO PROCESSO. È difficile immaginare un corso degli eventi che possa far girare la testa a un giovane e renderlo stordito dall'euforia della rapida promozione del giovane Davide. Portato subito dalla relativa oscurità al pieno splendore dell'ammirazione pubblica come eroe nazionale, nominato ufficiale di alto rango nell'esercito, fatto genero del re, e allo stesso tempo fidato e onorato dal popolo, il figlio di Iesse aveva molto da indurlo a compiacersi. È un segno che il Signore era con lui, che si comportava con mansuetudine, circospezione e con "sublime repressione di se stesso". Un uomo che è consapevole dell'idoneità per un'ottima posizione può permettersi di aspettare. Deve venire a lui, se vive abbastanza a lungo; e se non deve vivere, perché dovrebbe affliggere i suoi pochi anni con un'ambizione oziosa? David aveva qualcosa di meglio di una tale consapevolezza; sapeva di essere unto e ordinato da Dio per occupare un posto eminente nel suo servizio. È vero che sembra che non sia stato detto nulla riguardo alla regalità all'unzione privata a Betleem; e il dono del canto sacro di Davide sembrò additarlo come successore di Samuele piuttosto che di Saul. Ma i re, non i profeti, furono unti; e il pensiero di diventare re, specialmente dopo l'impresa di Ela, deve essere passato e ripassato nella mente del giovane eroe. Eppure, poiché credette in Dio, non si affrettò. Se l'alto e pericoloso seggio di un re d'Israele era destinato a lui, che venga; ma non l'avrebbe afferrata, né vi si arrampicò spossessando il suo primo occupante. Da lui Saul non sarebbe stato detronizzato, né sarebbe stato fatto alcun disonore a un capo che aveva ricevuto una santa unzione. Dio avrebbe dato ciò che voleva, come e quando lo riteneva opportuno. Abbastanza perché Davide agisse saggiamente e giustamente nella posizione a cui era stato assegnato. Questo non era fatalismo. La storia mostra che Davide usò tutti gli sforzi leciti (e alcuni piuttosto discutibili) per preservare la propria vita, e che non perse alcuna opportunità per promuovere il suo interesse pubblico. Era ben lungi dal dedurre che, poiché Dio aveva tracciato per lui un destino, non doveva prestare alcuna attenzione alla sua via o alla sua sicurezza, perché Dio avrebbe fatto avverare il suo proposito. Al contrario, sapeva che il compimento del destino doveva avvenire attraverso la sua discrezione, il suo valore e la sua dimostrata idoneità alla dignità regale. Perciò, anche se Davide non si sarebbe fatto strada con ambizione verso il trono, si guardò bene dal non fare nulla che rendesse impossibile tale promozione. Infatti Davide seguì la via che può essere raccomandata ad ogni giovane che desidera elevarsi nella stima e nella fiducia degli altri. Faceva bene tutto ciò che gli veniva dato da fare. Si comportava saggiamente come un menestrello, come un soldato, come un principe. Lo storico segna i passi della sua avanzata "saggiamente", "molto saggiamente", "più saggiamente di tutti i servi di Saul" (Versetti. 14, 15, 30). Se leggiamo "prosperò", "prosperò oltremodo", prosperò di più, la lezione rimane la stessa. Ci viene in mente il giovane Giuseppe, sempre prospero nell'amministrazione, sia nella casa di Potifar, sia a capo della prigione, sia nel governo dell'Egitto. Era perché il Signore era con lui

Genesi 39:2,23

Tuttavia, la promozione di Giuseppe avvenne attraverso la sua ben approvata discrezione e fedeltà che gli valse sempre più fiducia

Genesi 39

Cantici David prosperò; ogni passo della sua elevazione faceva emergere più chiaramente la sua eccellente combinazione di audacia e discrezione, e la sua conseguente idoneità a salire ancora più in alto, e ad essere il capo e il governante di tutto Israele. Felice la nazione in cui tale idoneità comprovata conta più della nascita più alta o dell'interesse più forte! Se la sopravvivenza del più adatto è una regola di natura, la selezione del più adatto è il vero principio del servizio pubblico. Non che chiunque occupi bene una posizione inferiore sia adatto a mantenerne una più alta e ad elevarsi verso la più alta. Gli uomini hanno il loro raggio d'azione, oltre il quale sono a disagio e incapaci. Ma questo è certo, che gli uomini che sono adatti a una posizione di comando riveleranno la loro capacità mentre prestano servizio in un posto subordinato. Solo nel giudicare di questo si deve tener conto non solo della potenza cerebrale e della conoscenza acquisita, ma del carattere, e di quell'influenza morale che il carattere e la condotta danno. Non è forse in base a questo principio che Dio promuove gli eredi della gloria? Tutti coloro che hanno ricevuto la sua grazia sono unti; ma devono servire prima di governare, ed essere messi alla prova nelle fatiche e nella pazienza prima di poter regnare con Cristo. Il nostro Salvatore non ha forse insegnato in parabole che il suo popolo deve essere servo fino al suo ritorno, e che solo i servi buoni e fedeli devono entrare nella gioia del loro Signore? San Paolo non ha forse parlato della vita eterna come donata a coloro "che, perseverando pazientemente, nel fare il bene, cercano la gloria, l'onore e l'immortalità"? Ecco la via per "l'onore che viene da Dio solo". Comportatevi saggiamente nell'attuale sfera del dovere. Fai bene e fallo con pazienza. Non fate del vostro progresso in questo mondo, e nemmeno in quello a venire, una questione di ansia appassionata. Coltivate e obbedite al senso del dovere, attenetevi coscienziosamente agli obblighi della vostra attuale posizione e non temete, ma il Signore vi darà tutta l'elevazione che è buona per voi in questo tempo presente e nell'età a venire un posto e una porzione con il Apocalisse e con i suoi santi

II L'IMPRESSIONE CHE DAVIDE PRODUSSE

1.) Sulle persone. Erano affascinati dalla sua galanteria e dalla sua discrezione. Sia nell'abilità marziale che nell'amministrazione civile superava tutti gli uomini pubblici del suo paese, e stava rapidamente diventando un idolo popolare. È troppo vero che, nonostante ciò, Saul riuscì a costringerlo all'esilio, e trovò abbastanza soldati per inseguirlo per salvarsi la vita. Il favore popolare non lo protesse da tale oltraggio. Eppure due fatti sono degni di nota

(1) Che Davide diede chiara prova di un uomo che poteva, e quindi doveva, prima o poi, guidare i suoi connazionali. Questa precoce approvazione di se stesso da parte di tutti gli osservatori, per quanto oscurata o denigrata durante i giorni della sua persecuzione, non fu dimenticata dal popolo e contribuì alla sua elevazione finale al trono

(2) Che, sebbene molti si fossero rivoltati contro di lui per ordine di Saul, Davide si attirò da quel momento amici che non volevano abbandonarlo, perché vedevano in lui la speranza d'Israele; e lo seguirono fino alle caverne fra le rocce di Giuda e fino al paese dei Filistei, i compagni, prima della sua tribolazione, e poi del suo regno e della sua gloria

2.) Sul re. L'effetto del bene fatto da Davide su Saul fu sinistro e vergognoso. I lati positivi che un tempo erano apparsi in quest'uomo infelice ora scompaiono dalla vista, e i punti negativi del suo carattere emergono in forte rilievo sotto l'influenza nefasta della gelosia. Quando egli stesso era l'unico eroe, e gli occhi di tutto Israele si rivolgevano a lui, poteva essere grazioso e persino umile nel suo portamento. Ma l'elevazione lo aveva reso orgoglioso; il potere lo aveva reso ostinato; e una cattiva coscienza lo faceva odiare e temere un benefattore vicino al trono. Pensava che questo giovane di Betlemme fosse di gran lunga l'uomo migliore, e sospettava che anche la nazione la pensasse così. L'invidia completò la rovina morale di Saulo. Come il verme cerca il frutto migliore per mangiarne il cuore, così l'invidia si attacca alle persone migliori e più nobili per odiarle e farle del male. Si passa a passi rapidi fino al ferimento, persino all'omicidio. "Saul disse a Gionatan suo figlio e a tutti i suoi servi di uccidere Davide". O maledetta invidia! O orribile ingratitudine! O gelosia ripugnante e furiosa!

III IL TRATTAMENTO DI GESÙ CRISTO È STATO ADOMBRATO. Il Figlio di Davide visse senza biasimo, rispose con discrezione, si comportò con saggezza. Il popolo si radunava intorno a lui in moltitudini, con occhi e orecchie di ammirazione. Lo giudicarono degno d'essere fatto loro re. È vero che il popolo volubile prese parte con i suoi governanti contro il nostro Signore, proprio come i volubili sudditi di Saul presero parte con lui contro il figlio di Iesse. Ma, in un caso come nell'altro, alcuni cuori si stringono al perseguitato. E come tutta la malizia che perseguitava Davide non riuscì a tenerlo lontano dal regno a cui Dio lo aveva destinato e per il quale Dio lo aveva preparato, così il rifiuto, il tradimento e la crocifissione di Gesù non poterono tenerlo lontano dal trono molto al di sopra di ogni principato e potere che era suo in virtù di un patto eterno. I governanti lo colpirono senza motivo; La sua stessa sapienza e bontà li irritarono, e si consultarono insieme sul modo di ucciderlo. Per invidia lo consegnarono al giudizio e chiesero che fosse crocifisso. Atti: nel periodo descritto nel nostro testo, era arrivata una crisi in Israele. Gli uomini erano costretti a scegliere tra Saul e Davide, perché questi erano contrari l'uno all'altro e non potevano vivere uniti. Sappiamo da che parte si è schierato un uomo come Doeg. Ma Davide aveva i suoi amici, che osavano tutto piuttosto che rinunciare alla sua causa. Meglio, secondo loro, essere esiliati e pellegrini con lui che rimanere con il tiranno lunatico da cui il Signore si era allontanato. Così, nei giorni della sua manifestazione a Israele, molti rifiutarono Gesù, ma alcuni si unirono a lui. Meglio, secondo loro, essere cacciati dalle sinagoghe, uscire fuori dalla porta, portando il suo vituperio, piuttosto che partecipare con il mondo che lo odiava, specialmente con quel giudaismo duro e cupo da cui il Signore si era allontanato. La crisi continua. Davanti a tutti gli uomini c'è l'alternativa: per Cristo, o contro di lui. Oh, accogli colui che il mondo ha rigettato; dategli il vostro cuore; identificatevi e associatevi con il "Gesù un tempo disprezzato". -F

30 I principi dei Filistei uscirono. Vedi al Versetto 5. Questa nuova guerra fu il risultato dell'incursione di Davide, ma portò solo ad un aumento della sua fama e popolarità. Perché si comportò più saggiamente. Ie. ebbe più successo e abilità di qualsiasi altro ufficiale di Saul

Illustratore biblico:

1Samuele 18

1 CAPITOLO 18

1Samuele 18:1-4

L'anima di Gionatan era intrecciata con l'anima di Davide. - La storia di un grande amore:

Il vero cristianesimo consiste nella devozione a una Persona, non nell'accettazione di una serie di dottrine o teorie, e nemmeno nell'adozione di una certa linea di condotta. Le dottrine hanno il loro giusto posto, e da essa scaturirà necessariamente una condotta pura e divina; ma l'essenza del vero cristianesimo consiste, come ho detto, nella devozione del cuore umano a una Persona, un Dio personale rivelato in Gesù Cristo. Senza questo la nostra religione non è che bronzo risonante e un cembalo tintinnante; siamo privi di ciò che è assolutamente essenziale per una vita veramente cristiana. Com'è strano che siamo in grado di amare Colui che non abbiamo mai visto, la cui voce non abbiamo mai udito, con la cui forma non siamo mai stati messi in contatto! Questo è del tutto in contrasto con l'esperienza umana ordinaria. Per un grande uomo che vive a distanza possiamo provare una certa dose di ammirazione entusiasta; può essere il leader di una grande causa che ci interessa profondamente, o i suoi talenti personali e il suo carattere possono suscitare il nostro rispetto; Ma possiamo veramente dire di amarlo? Viviamo in un'epoca in cui non pochi uomini notevoli hanno attirato l'attenzione del pubblico, e alcuni di questi, come il grande patriota italiano Garibaldi, hanno commosso i nostri cuori nel profondo con le loro imprese; Ma mentre abbiamo ammirato tali persone, avremmo potuto dire con un certo grado di verità che le amavamo? No; Per amarli abbiamo bisogno di essere portati in una sorta di contatto personale diretto con loro. Ma qui c'è Colui che, non avendo ancora visto gli uomini, ha amato con un amore più grande di qualsiasi oggetto terreno. Veramente una cosa meravigliosa è l'amore di Dio nel cuore dell'uomo! In verità, non si può dire di meno che si tratta di un miracolo, di una cosa che non può essere prodotta naturalmente, di una cosa che non appartiene alla terra, e che può esistere qui solo quando viene fatta scendere dal cielo dallo Spirito d'Amore, e piantata, come un prezioso esotico, nel nostro cuore, un fiore del Paradiso sul suolo della terra. Considerando la storia di questo straordinario esempio di devozione disinteressata, ci troveremo di fronte a un'illustrazione molto sorprendente di quell'affetto superiore di cui ho parlato, e da ciò saremo in grado di imparare alcune importanti lezioni riguardo a quella vita d'amore che dovrebbe legare insieme il vero discepolo e il suo Divino Maestro

1. E prima osserviamo che l'amore di Gionatan per Davide sembra essere stato causato in primo luogo dall'atto di eroismo da parte di Davide che ha portato la vita e la libertà a migliaia di Israele. Giònata si era seduto presso la tenda di suo padre e aveva assistito all'unico combattimento da cui si poteva dire che dipendessero i destini di due nazioni. Aveva visto il gigantesco campione di Gath marciare con passo maestoso nella valle, e il suo giovane antagonista avanzare verso di lui, e tutto l'entusiasmo cavalleresco della sua natura sembrava essere stato suscitato a quella vista. Davide è stato condotto alla presenza di Saul con la testa di Golia in mano, e il re si mette a indagare sulla sua discendenza, per poter distribuire la ricompensa promessa al vincitore. Mentre la conversazione è in corso tra Saul e Davide, Gionatan, il figlio di Saul, è in piedi, tutto occhi e orecchie. Interessato fin dall'inizio a questo straordinario giovane, ora sente che il suo interesse matura in affetto. Dapprima lo ammirò; ora lo ama. Considera gli elementi di questo affetto. C'era un senso di gratitudine travolgente. Furono tutti salvati e Davide fu il salvatore. Lui stesso, più di quasi tutti gli altri, aveva il più profondo obbligo verso il giovane eroe; perché la sua vita, il suo onore e la sua corona erano stati riscattati. Se Davide fosse stato sconfitto e Golia vittorioso, non avrebbe mai occupato il trono di suo padre e regnato sul suo popolo. Israele sarebbe diventato una nazione di servi della gleba. Qui abbiamo la nostra prima lezione, che può servire a mostrarci che cosa accende per la prima volta l'amore di Dio nel cuore dell'uomo. Cominciamo ad amare quando consumiamo la prima grande liberazione che Cristo ha operato per noi, e guardiamo con adorante gratitudine al Liberatore. Possiamo essere interessati al carattere di Cristo, proprio come Davide senza dubbio aveva suscitato l'interesse di Gionatan prima che la liberazione fosse compiuta; possiamo ammirare il Cristo come Gionatan fece con Davide, quando uscì incontro al Filisteo; ma l'amore non nasce nella vita fino al momento della liberazione, o dell'apprensione della liberazione. E lo stesso vale per il nostro Liberatore. La nascita dell'amore avviene nell'apprensione di ciò che il suo amore ha operato per noi. Ma qui molto deve dipendere dalla linea di condotta che assumiamo verso il Liberatore. È possibile controllare l'amore alla sua stessa nascita distogliendo lo sguardo interiore da Colui che ci ha tanto amati, e temo che troppi credenti facciano una falsa partenza qui. Temo che sia così per molti di noi che hanno preso Cristo come nostro Salvatore. Avevamo bisogno di un liberatore, e lo abbiamo trovato in Gesù. La rivelazione della croce ci ha portato pace e gioia, e ha messo a tacere le nostre paure. Ci rallegrammo della liberazione; ma ci siamo forse aggrappati al Liberatore? Alzammo il grido di trionfo; Abbiamo accolto la felicità, la sicurezza e l'immunità dalla condanna, la libertà dalla paura, la speranza del cielo. Ma poi? Ci siamo forse volti dai doni al Donatore e abbiamo fissato su di Lui il nostro sguardo adorante di amorevole gratitudine fino a quando tutto il nostro cuore si è riversato verso di Lui, e la nostra anima si è unita a Lui e noi "Lo abbiamo amato come la nostra propria anima"? O siamo andati per la nostra strada, ben contenti di raccogliere i benefici della Sua opera, ma dimentici dell'obbligo sotto il quale riposavamo e del debito che avevamo? È inutile cercare di farci amare Dio. Ogni amore che merita questo nome deve essere spontaneo, e tale amore non può mai essere generato da uno sforzo di volontà, e ancor meno da un processo di analisi morale e di introspezione. L'amore cresce con la conoscenza dell'oggetto amato. Cristo diventerà per noi più che un Liberatore. Lo ameremo per quello che è, così come per quello che ha fatto, e le nostre anime saranno legate a Lui, e Lo ameremo come la nostra anima

2. Procedendo con la narrazione, osserviamo i risultati immediati dell'instaurazione di questa affezione. La prima cosa che segue è la stipula di un patto tra i due amici, un patto che implica obblighi reciproci e vincola ciascuno ad essere fedele all'altro in tutti i vari cambiamenti e le possibilità della vita. Non dissimile da questo è l'ordine degli eventi nella vita d'amore tra la tua anima e il suo Signore. L'atto del Battesimo, che nel caso del credente adulto seguirebbe naturalmente immediatamente all'accettazione della grande liberazione, porta l'anima nei vincoli di un'alleanza spirituale, che comporta obblighi reciproci. Ricordate, inoltre, che il patto comporta un obbligo reciproco

3. Passiamo all'episodio successivo della storia di questo grande amore, e leggiamo che Gionatan si spogliò della sua veste, e anche della sua veste, fino alla spada, al suo arco e alla sua cintura. È solo alla scuola della grazia, e sotto l'influenza dell'amore, che impariamo a distrarci da tutto ciò di cui naturalmente ci vantavamo e a presentare tutto, allegramente e con un entusiasmo di devozione, all'Altro. E non è tutto. Gionatan consegna a Davide ciò che deve essere sempre caro al cuore del guerriero, "la sua spada, il suo arco e la sua cintura". Le stesse armi che aveva portato in molti campi di battaglia, armi con le quali aveva già compiuto imprese notevoli e splendide. Di che cosa ti inneggia di più, o, se non ne sei orgoglioso, quale facoltà o qualità sei più consapevole di possedere in un grado speciale? È il tuo intelletto? Dio ti ha dato una testa forte e un giudizio chiaro? Metti l'arco e la spada nelle mani di Davide. Non disprezzerà il dono, ma lo userà per la sua gloria. Dio ti ha concesso il dono della lingua, della scioltezza e della prontezza nel parlare? Sei pronto a rispondere; O forse possiedi un umorismo vivace, e il pericoloso dono dell'arguzia, e quelle qualità che eri solito esercitare per gratificare la tua vanità, o per renderti altamente accettabile dalla società. Quelle vostre labbra siano unte con la santa unzione dello Spirito benedetto, affinché per mezzo di lui possiate parlare come oracoli di Dio. Dategli l'arco, dategli la spada. Ti ha dato ricchezza? Ricordate che è già tutto Suo; ma Lui ti dà il privilegio di restituirglielo. Deponilo ai Suoi piedi. Ti ha dato influenza? Consacrategli quell'influenza, essa gli appartiene. Non lasciare che Lui te lo chieda due volte. Dateglielo perché Lo amate. Qualunque cosa sia, amico mio, che ti appartiene in un grado straordinario e insolito, questi sono i doni speciali che hai il privilegio di fare a Colui al quale i tuoi cuori sono già dati, e che non avendo visto hai cominciato ad amare. (W. H. M. H. Aitkin, M.A.)

Storia d'amore di David e Jonathan:

Ora il mio scopo è quello di usare questa bellissima scena d'amore tra Davide e Gionatan come illustrazione dell'amore che Cristo ci offre

1. In primo luogo, essa suggerisce veramente che Cristo, il Principe del cielo, viene a cercare un patto con noi. Cristo vede nell'uomo, nel suo peggio, qualcosa che ama, e che gli sembra degno di essere vissuto e di morire per salvare

2. C'è un altro suggerimento che è molto confortante, ed è che come l'amore di Gionatan lo spinse a dare i suoi vestiti a Davide, in modo che il suo umile amico potesse sembrare tanto il principe quanto lui, Cristo viene offrendosi di vestirci con le sue belle vesti di purezza e giustizia. È gloria dei cristiani che Cristo li aiuti a diventare come Lui. Le nostre vesti lacere del peccato e delle cattive abitudini devono essere gettate via, e noi dobbiamo essere rivestiti di bontà e gentilezza e mansuetudine e amore e speranza. Questa è la cosa più gloriosa del cristianesimo. Non è che un uomo possa essere semplicemente salvato dal dolore, dalla disperazione e dalla punizione a causa dei suoi peccati, ma la natura del peccatore può essere trasformata ed egli può diventare un principe del regno di Dio, un uomo santo. L'ubriacone può assumere sobrietà. E la promessa è che questa vestizione dell'anima, questo abbellimento del carattere, continuerà fino a quando, quando ci sveglieremo in cielo, ci sveglieremo nelle sembianze di Gesù Cristo

3. C'è un altro suggerimento qui che troviamo adempiuto anche nel trattamento di Cristo del peccatore: Gionatan concesse a Davide non solo i suoi vestiti, ma gli diede la sua armatura e le sue armi. Così Cristo ci equipaggia con le stesse armi con cui ha combattuto in questo mondo, quando è stato tentato in tutti i punti come noi, eppure ne è uscito vittorioso senza peccato. Egli ci dà la cintura della verità e la corazza della giustizia; ai nostri piedi mette i calzari fatti con la preparazione del Vangelo della pace; Sul braccio sinistro portiamo lo scudo della fede, uno scudo meraviglioso che è in grado di fermare ogni dardo infuocato del malvagio. (L. A. Banks, D.D.)

Amicizia:

(I.) La scelta degli amici. Il consiglio più comune dato ai giovani su questo argomento è quello di scegliere bene i loro amici. Ma scegliamo davvero i nostri amici? Come l'amore, l'amicizia può accendersi a prima vista. Nell'istante in cui vedi un uomo, qualcosa dentro di te potrebbe dire: "Questo è l'uomo che fa per me. Questo è l'uomo che sarà l'altra metà della mia anima". "I miei amici", dice Emerson, "sono venuti da me senza essere cercati. Il grande Dio me le ha date", e immagino che anche alcuni di noi possano dirlo. Anche se nelle fasi iniziali l'amicizia sembra essere più una questione di fortuna che di scelta, o, piuttosto, lasciatemi dire una questione di benevola Provvidenza di Dio, ci sono fasi successive in cui l'amicizia ha bisogno di essere coltivata. Per esempio, quando gli amici si separano a Providence per vivere in città diverse o in paesi diversi, a meno che l'amicizia non debba scadere, deve essere coltivata per corrispondenza, e le lettere a lungo senza risposta sono molto atte a raffreddare il cuore di un amico. O quando si formano altri legami, l'amicizia è suscettibile di essere sacrificata ad essi, come, quando un uomo è sposato, è incline a lasciare i suoi amici; Ma questo è un grande errore, perché la casa si arricchisce delle visite degli amici, se sono buone. Che cosa deve fare un uomo se è stato abbastanza sfortunato da contrarre un'amicizia dannosa? Ci possono essere amicizie di questo tipo. Ci sono più esempi di questo tipo, per esempio, nella vita di Robert Burns, il poeta, ma uno di essi è stato particolarmente influente nel determinare la sua storia morale. Un inverno, trovandosi nella città di Irvine per imparare a vestire il lino, un dettaglio dell'agricoltura a quei tempi, si imbatté in un giovane un po' più grande di lui e molto più versato nelle vie del mondo, per il quale contrasse immediatamente un legame romantico. «L'ho amato e ammirato», dice tra sé, «con un certo entusiasmo, e, naturalmente, mi sono sforzato di imitarlo. La sua mente era piena di indipendenza, di magnanimità e di ogni virtù virile, ma parlava dell'amore illecito con la leggerezza di un marinaio, che fino a quel momento avevo guardato con orrore. Qui la sua amicizia mi ha fatto un male". E il male si rivelò più duraturo e decisivo di quanto, anche al momento in cui scrisse questa frase, lo stesso Burns avesse mai immaginato. Non c'è forse qualcosa di orribile nel nome dell'amicizia legata a una relazione che mina il carattere e minaccia l'intero futuro di chi vi è impegnato?

(II.) I guadagni dell'amicizia. Il primo guadagno dell'amicizia è solo la conoscenza di un'anima nobile. Questo era ciò che pensava Gionathan. È l'uomo che ha più da dare in se stesso che dà di più, non l'uomo che ha più di ciò che è esterno da dare. Nessun controdono può bilanciare del tutto quelli che una natura opulenta elargisce quando si dà. Questo, quindi, è il primo guadagno dell'amicizia, semplicemente conoscere una natura nobile

2. Il secondo guadagno dell'amicizia è che sviluppa i poteri di coloro che vi sono impegnati. La storia contiene molti esempi sorprendenti di come gli amici si siano stimolati a vicenda per raggiungere la più alta realizzazione intellettuale. Per esempio, Goethe e Schiller, i due più grandi capi della letteratura tedesca, sebbene differissero ampiamente per genio e indole, produssero entrambi le loro opere più grandiose quando vivevano nella stessa città e si godevano quotidianamente la conversazione l'uno dell'altro. E la storia tedesca ha un esempio ancora più lampante. Come Goethe e Schiller vissero insieme a Weimar, così Martin Lutero e Filippo Melantone vissero insieme a Wittenburg, e la loro amicizia contribuì molto a imprimere il suo carattere alla Riforma. È assolutamente piacevole sentire Lutero e Melantone parlare l'uno dell'altro. Per esempio, Lutero dice in un'occasione: "Filippo è una meraviglia per tutti noi. Se il Signore vuole, batterà molti Martin come il più potente nemico del diavolo e della scolastica. Io sono il rozzo boscaiolo che deve fare un sentiero; ma Filippo lo percorre tranquillamente e pacificamente, costruisce e pianta, semina e innaffia". D'altra parte, il giovane disse in un'occasione: "Lutero prende il posto di tutti i miei amici. Ai miei occhi è più grande e più ammirevole di quanto io osi esprimere".

3. Poi un terzo guadagno di amicizia è che un amico può spesso dire una buona parola per il suo amico, e in altro modo promuovere il suo vantaggio. L'adulazione è il veleno dell'amicizia, perché è falsa, ed è sempre stato considerato uno dei più grandi guadagni dell'amicizia il fatto che un amico possa, senza offesa, dire all'altro le sue colpe. Un antico filosofo cinese dice di questa stretta amicizia: "La relazione ordinata dal cielo, da cui dipende la correzione del proprio carattere"; e un poeta indiano molto antico lo esprime ancora più magnificamente con queste parole:

Le parole che escono dalle labbra di un estraneo offendono

Sono dolci come il miele se pronunciate da un amico,

Come quando il fumo della legna comune lo respingiamo,

Ma chiamatelo profumo dolce quando l'aloe profumata brucia;

e la Scrittura conclude la questione dicendo: "Fedeli sono le ferite dell'amico".

(III.) I requisiti per l'amicizia. I filosofi sono troppo inclini a parlare come se l'amicizia fosse possibile solo ai filosofi o agli uomini di genio. Così Sir Thomas Browne dice: "Questo nobile affetto non ricade su elettori volgari o comuni, ma su coloro che sono contrassegnati per la virtù". La Bruyère, il filosofo francese, dice: "La pura amicizia è qualcosa che gli uomini di natura inferiore non potranno mai gustare"; e Charles Kingsley dice: "Sono solo i grandi di cuore che possono essere veri amici; I meschini e i vigliacchi non potranno mai sapere cosa significhi la vera amicizia". Se un uomo è solo genuino, è del tutto adatto a questa relazione, e se in aggiunta è tenero e altruista, può dare il massimo piacere in questa relazione. Faceva parte della bassa stima delle donne universali nel mondo antico che gli antichi filosofi negassero che le donne potessero essere amiche. Il cristianesimo, tuttavia, ha corretto questo, come tante altre cose, e sappiamo che le donne non solo sono capaci quanto gli uomini di essere amiche l'una dell'altra, ma di essere amiche degli uomini. Potrei citare esempi storici come San Francesco e Santa Chiara, o tra il poeta Cowper e la signora Unwin. È possibile la massima amicizia senza religione? Una delle qualità più evidenti e inalienabili dell'amicizia è questa, che gli amici parlano in modo confidenziale tra loro su argomenti importanti. Si scambiano i loro argomenti più profondi. Ora, se l'argomento più profondo di tutti è escluso, se la religione è tenuta fuori dalla conversazione, non dovremmo dichiarare che l'amicizia è imperfetta e mutilata? Il dettame più elementare sull'amicizia è che un amico deve fare all'altro il bene che può. (J. Stalker, D.D.)

L'amicizia, una circostanza della santa giovinezza:

Ci sono state certe amicizie proverbiali stereotipate nella storia sociale del mondo; quelle di Pilade e Oreste, Niso ed Eurialo, Gionata e Davide. Certe caratteristiche simili le caratterizzavano tutte: erano in ogni caso le amicizie della giovinezza, del sacrificio di sé, della generosità eroica e della perseveranza fino alla morte. Un'altra caratteristica li distingueva. L'amicizia era in ogni caso votata sull'altare della devozione fanciullesca. Il ragazzo non sbagliava il carattere della propria indole o dell'amico che aveva scelto; e l'esperienza dell'aldilà confermava e verificava la scelta della giovinezza. Ci sono molte occasioni nella vita in cui il ragazzo non è il migliore a decidere sulla verità, e in cui le decisioni dei primi tempi e delle prime scelte non sono confermate dall'esperienza di anni più maturi. Fortunatamente non è il caso dell'amicizia. Lì, spesso, colui che abbiamo scelto come depositario dei nostri primi sentimenti coscienti, il compagno prescelto della lunga passeggiata durante le vacanze scolastiche, l'amico a cui ci siamo rivolti nella difficoltà della lezione, è il compagno della dolorosa lotta dei giorni successivi, l'amico accettato dalla moglie di nostra scelta, e a volte il nostro gentile e tenero consolatore quando siamo in lutto sulla tomba della moglie o del figlio. Con l'avanzare degli anni, l'amico della fanciullezza si siede accanto a noi quando stiamo morendo, ci segue fino alla tomba, pone la lapide in chiesa o l'iscrizione sulla lapide, ed è saldo all'ultima ora, come lo era nell'aula scolastica, sulla riva del fiume, sul campo da gioco e durante le vacanze. L'amore di Davide e Gionata era singolarmente bello e vero

1. Tutti i ragazzi hanno una tendenza naturale a formare amicizie. Tali amicizie tendono a far emergere il carattere; Senza di essi i poteri di un ragazzo rimarranno molto spesso dormienti e non sviluppati per tutta la sua vita futura. Fino a una certa età un giovane, sebbene pieno di affetto verso coloro che sono i parenti della sua vita, può esserne inconsapevole. Per il suo amico di scuola, in relazione al quale non esiste nessuna di queste relazioni, è in grado di realizzare l'amore e la considerazione, e in relazione a lui diventa per la prima volta consapevole del potere dell'amore. La sola conoscenza di questo fatto espande e rinvigorisce l'intera disposizione

2. L'amicizia della gioventù finisce spesso con importanti risultati di utilità nell'aldilà. C'è qualcosa di sorprendente nelle mutate circostanze che a loro volta influenzarono i figli di Kish e Iesse; ed era proprio in queste avversità che ciascuna era così preziosa per l'altra. È molto difficile dire quale potrebbe essere la nostra sorte nella vita futura. Vicissitudini, così spiacevoli come quella che ha fatto perdere a Gionatan il trono, possono influenzarci nella nostra carriera successiva; e la fortuna, inaspettata come quella che toccò alla sorte di Davide, potrebbe toccare a noi. Molti ragazzi sono arrossati da un'alta nascita o da una discendenza illustre, o hanno qualche luminosa promessa di posizione futura, che li eleverà al di sopra dei suoi simili; ma la possibilità di un futuro cambiamento nella posizione della fanciullezza è fortemente richiamata alla mente dalla storia di Gionatan e Davide. Ma mentre questo patto fu così messo in atto nei giorni successivi, il patto stesso fu una circostanza molto sorprendente e bella. Due giovani, ognuno dei quali pieno di energie elevate; ambizioso, coraggioso e nobile; erano, tuttavia, così profondamente consapevoli della loro dipendenza da Dio e della necessità di servirLo, da vincolarsi con un accordo di carattere distintamente religioso; dimostrando così la loro pietà e mostrando che le pretese di Dio trascendono infinitamente il più alto impiego terreno. Una cosa del genere è rara

3. E ancora, c'è qualcosa di molto grandioso nella lunga pausa nelle comunicazioni personali tra Davide e Gionatan. Si amavano da ragazzi e da giovani. Quando Davide uscì fresco e rubicondo dal deserto di Betlemme, e Gionata risplendeva in tutto lo splendore del figlio di un grande re, il principe e il pastorello si amavano. Provavano piacere nel dire il loro amore l'uno per l'altro, e fecero il loro patto davanti a Dio nel campo di Ezel, e le loro anime furono saziate. Non si videro più nel corso degli anni. In effetti, l'occhio di Davide non si posò sul volto del suo amico finché non fu portato un cadavere dalle strade di Betsan. Problemi di ogni genere scandivano l'intervallo. Ciò nonostante, tutto questo non bastava a far crollare le fondamenta dell'amore di Gionatan per Davide. È una visione molto povera e ristretta immaginare che la vera amicizia debba aver bisogno di un'espressione costante. È una cosa profonda, ampia, duratura, il cui seme viene seminato, come in alcuni casi, nel periodo della fanciullezza, e può germogliare in una pianta che può ombreggiare un lungo giorno successivo, sebbene l'intervallo che intercorre tra la ratifica di quell'amicizia e l'ora della morte, possa essere contrassegnato da una lunga sospensione dei rapporti: sì! e anche dalle circostanze

4. Un'altra lezione che impariamo dall'amicizia di questi due giovani è che la vera amicizia esiste nel desiderio di scoprire punti di bellezza e di nobiltà in ogni cosa, per quanto altrimenti difettosa o inquinata. Grazie alle circostanze esteriori di un lignaggio opposto all'interesse presente e futuro di Davide, egli fu in grado di percepire, apprezzare e amare le nobili qualità di Gionatan. Mentre nel pastorello, il cui destino era già stato dichiarato da una voce infallibile come quello che avrebbe infine eclissato la casa di Saul, Gionata fu in grado di vedere lo splendore di quelle qualità che alla fine fecero di Davide "il dolce salmista d'Israele" e "l'uomo secondo il cuore di Dio" e, vedendole, ebbe il disinteresse di amarle, e di allearsi con loro. (E. Monro.)

Amicizia:

Come sarebbe triste questo mondo se non ci fossero amicizie, se non ci fosse l'unione del cuore tra uomo e uomo, marito e moglie, genitore e figlio, giovane e fanciulla. Quanto deve essere ristretta l'anima di quell'uomo che non ha mai saputo cosa significhi essere assorbito da qualcun altro, così assorto che la menzione del nome di lui provocherà un particolare brivido di gioia. Com'è triste prendersi cura solo di se stessi. Che dispiacere non essere curati. Miserabile lo stato di uno rappresentato come se dicesse: "Non c'è molto per cui vivere. Non credo di avere un amico in tutto il mondo». Ancora più triste per me è colui che ha risposto: "Se non hai amici, non hai nessuno che ti prenda in prestito denaro; nessuno da chiamare quando sei nel bel mezzo di un libro interessante; nessuno che racconti storie su di te ad altre persone; nessuno, insomma, che ti annoi davanti alla tua faccia e ti abusi alle tue spalle". Era una visione cinica di un uomo egoista, di uno che non avrebbe mai potuto gustare i dolci di una vera amicizia o il potere magnetico dell'amore. David disegnò Jonathan e lo strinse come il magnete fa con la limatura d'acciaio. Non puoi vedere il potere sottile che attrae, ma è lì. È un mistero in evidenza

(I.) L'amicizia attraverso il rispetto. L'amore divampò verso David all'improvviso. Eppure, era amore, fondato sul rispetto. Con un po' l'amore può accendersi più lentamente, ma può morire molto duramente. L'amore a prima vista è una possibilità, e un'esperienza che si rinnova costantemente in questo vecchio mondo. Grazie a Dio il romanticismo non è ancora bandito dalla terra. In alcune nazioni gli affetti sono tenuti sotto controllo più che in Inghilterra; I matrimoni dipendono dall'importo della dote. L'armonia del gusto e dei principi caratterizzava l'amicizia tra il figlio di Saul e il figlio di Iesse. C'era vera pietà in entrambi. Ci sono poche prospettive di felicità in qualsiasi unione senza pietà. Le prime impressioni non sono sempre giuste. Potremmo non seguirli sempre. Reciproco era l'affetto tra il principe d'Israele e il suo futuro "dolce cantore". A volte un uomo può prendersi cura di qualcuno a cui non importa nulla di lui. Molte fanciulle, inoltre, hanno dato affetto a qualcuno che forse non aveva davvero pensato seriamente di ricambiarlo. L'immaginazione può gettare intorno a un altro un fascio di qualità che lui o lei potrebbe non possedere. Non sempre le persone incontrano un ritorno di affetto. Eppure alcuni ne sono avidi come l'eucalipto lo è dell'acqua. L'affetto dovrebbe generare affetto, ma non sempre ha successo nel trasferimento. Anche quando Cristo ha amato con un amore infinito e divino, non sempre ha trovato risposta nelle anime

(II.) Amicizia discriminante. Seneca racconta di un illustre cittadino di Roma che introdusse la moda di separare i suoi visitatori. Alcuni venivano lasciati in sala o in tribunale, altri venivano ammessi nell'anticamera e altri ancora venivano condotti nel boudoir della privacy e del riposo. Oggi alcuni sono conoscenti della strada, altri della chiesa e altri ancora della casa. Un uomo assennato saprà come discriminare. Non porterà il suo "cuore sulla manica". Non sarà come i distributori di banconote che mettono i loro documenti nelle mani di nessuno. Troverà un interesse intensificato nell'affetto speciale che nutre per una persona che la pensa come lui

1. L'assenza di riserve e l'insospettabilità si troveranno in una vera amicizia. Un Gionata riverserà la sua ammirazione e il suo affetto su un Davide. Non avrà nulla da nascondere. Ci sarà un libero scambio di sentimenti. Quando il pericolo minaccia l'uno e l'altro, sarà vivo per lui. La fedeltà in un amico è promossa dalla fiducia assoluta. Ma permettetemi di dire che questa fiducia assoluta non deve portare a supposizioni. Alcuni sono sempre pronti ad agire come se i segni più sicuri di amicizia si trovassero nei commenti liberi sulla condotta

2. Disinteressato e pronto a dare sarà l'atteggiamento di un vero amico. R: Gionatan dà il suo arco e le sue vesti a Davide. Per lui rinuncia alla sua pretesa di un regno. Stima che l'amicizia di Davide valga più di una corona. Com'è suggestivo di quell'amore divino che ha rinunciato alla maestà, alla gloria, al riposo del cielo, per l'oltraggio, il rifiuto, la derisione, la flagellazione, la solitudine e la morte, persino la morte di croce per i peccatori come noi

3. Immutabile e incrollabile fino alla fine sarà una vera amicizia. Alcune amicizie sono come le corde di strumenti musicali che si spezzano così facilmente quando c'è un'alterazione della temperatura

(III.) La prova dell'amicizia. L'avversità è una prova di fedeltà. Quando un uomo è prospero, avrà molti amici. Si accalceranno intorno, piegheranno la testa e inchineranno i corpi. Lasciate che la marea della prosperità, tuttavia, cambi, e molti svaniranno rapidamente dalla vista, avendo il vento e la marea a loro favore mentre si allontanano rapidamente. Uno ha detto: "I primi frutti marciscono presto", quindi le amicizie sono maturate troppo rapidamente. Le proteste scroscianti sono spesso seguite da flirt allettanti e allontanamenti amari e crudeli. La sciocchezza è la morte dell'amicizia. Non fu così per Davide e Gionatan. Quale miseria può essere inflitta nei cuori e nelle case da coloro che sono infedeli e che non sono degni del sacro nome di amico! Queste esperienze amare erano sconosciute a Davide e Gionatan. Sono stati fedeli l'uno all'altro fino alla fine. Davide sarebbe morto volentieri per Gionatan se avesse potuto. (F. Hastings.)

Jonathan:

Nella volta celeste ci sono quelle che sono conosciute come stelle binarie, ognuna probabilmente un figlio, con il suo seguito di mondi, che ruotano attorno a un centro comune, ma mescolano i loro raggi in modo da raggiungere l'occhio dell'osservatore come un chiaro raggio di luce. Così le anime gemelle trovano il centro della loro orbita l'una nell'altra; e non c'è nulla negli annali dell'affetto umano più nobile del legame di un tale amore tra due uomini puri, nobili e di animo nobile, il cui amore supera quello delle donne. Tale amore è stato celebrato in un'antica storia classica, e ha reso proverbiali i nomi di Damone e Pizia. Ha anche arricchito la letteratura dei giorni nostri con l'amore di un Hallam e di un Tennyson. Ma da nessuna parte è più profumato che nelle pagine che contengono i memoriali dell'amore di Gionatan e Davide

(I.) Considerate le qualità di questo amico che Geova scelse per plasmare il carattere del suo diletto; e poi preparati ad affidare alle sue cure la scelta dei tuoi compagni più intimi. Sa di cosa ha bisogno il tuo temperamento e dove trovare il compagno che ti rafforzerà quando sei debole e svilupperà qualità latenti sconosciute

1. Era un uomo in tutto e per tutto. Nella vera amicizia ci deve essere una somiglianza di gusti e interessi. La condizione principale di due uomini che camminano insieme è che siano d'accordo. E il legame di una comune virilità ha tessuto queste anime gemelle fin dall'inizio. Jonathan era un uomo in tutto e per tutto; abile con l'arco come il suo amico con la fionda

2. Era anche molto sensibile e tenero. E' di moda in alcuni ambienti enfatizzare le qualità che si suppone siano particolarmente caratteristiche degli uomini - quelle della forza, del coraggio, della resistenza - sottovalutando le grazie più tenere più spesso associate alle donne. Ma in ogni vero uomo ci deve essere un tocco di donna, come c'era nell'Uomo ideale, il Signore Gesù. Ci dovrebbero essere forza e dolcezza, coraggio e simpatia; la quercia e la vite, la roccia e il muschio che la ricopre con il suo soffice manto verde

3. Jonathan aveva un meraviglioso potere affettuoso. Amava Davide come se stesso; era pronto a cedere senza dolore la sua successione al trono di suo padre, se solo fosse stato accanto al suo amico; Suo era l'amore che si esprime in teneri abbracci e lacrime, che deve avere risposta dall'oggetto della sua scelta. Giudichiamo un uomo dai suoi amici e dall'ammirazione che suscita in loro. Si parla molto dell'unione degli opposti, ed è bene quando uno è ricco mentre l'altro è povero; ma l'amore più profondo deve essere tra coloro le cui nature sono vicine

4. Era distintamente religioso. Doveva essere forte colui che avrebbe rafforzato un altro; deve avere Dio, ed essere in Dio, che darebbe le consolazioni di Dio a suo fratello; e possiamo facilmente capire come l'angoscia dell'anima di Gionata, lacerata dalla devozione filiale per suo padre e dal suo amore per il suo amico, debba averlo ricondotto a quelle risorse della natura divina, che sono l'unico conforto degli uomini le cui vite sono state gettate nello stesso crogiolo infuocato

(II.) Consideriamo il conflitto della vita di Gionathan. Era devoto a suo padre. Lo si trovava sempre associato a quello strano carattere oscuro, malinconico alla follia, preda degli spiriti maligni, eppure così acutamente suscettibile alla musica, e così pronto a rispondere al richiamo della cavalleria, del patriottismo e del sentimento generoso; simile a un lago di montagna, che rispecchia alternativamente montagne e cieli, e spazzato da oscure tempeste. Padre e figlio erano insieme in vita, come erano "indivisi" nella morte. Quando si svegliò e scoprì quanto amava veramente Davide, una nuova difficoltà entrò nella sua vita. Non esteriormente, perché, sebbene Saul guardasse Davide con gelosia, non ci fu alcuna rottura aperta. Davide entrava e usciva dal palazzo, era in una posizione di fiducia ed era costantemente a portata di mano per i rapporti che ciascuno desiderava. Ma quando le fiamme dell'ostilità, che covavano da tempo nel cuore di Saul, divamparono, cominciò la vera angoscia della sua vita. Da un lato, il suo dovere di figlio e suddito lo teneva vicino a suo padre, sebbene sapesse che suo padre era condannato, e che l'unione con lui significava un disastro per lui; d'altra parte, tutto il suo cuore gridava per Davide. Il suo amore per David lo rendeva desideroso di promuovere la riconciliazione tra suo padre e il suo amico. Fu solo quando i ripetuti fallimenti ebbero dimostrato l'infruttuosità del suo sogno che lo abbandonò; e allora il pensiero deve essergli venuto in mente: Perché non districarsi da questa nave che affonda finché c'è tempo? Perché non unire le vostre fortune a colui che Dio ha scelto? Il nuovo bel regno del futuro sta crescendo intorno a lui: identificatevi con esso, anche se è contro vostro padre. La tentazione era speciosa e magistrale, ma cadde brusca e inefficace ai suoi piedi. Più forti dei legami dell'amore umano erano quelli del dovere, della filiazione, della lealtà all'unto re di Dio; e in un momento supremo voltò le spalle al fascino del suo cuore e scelse di stare accanto a suo padre. Di fronte a quella scelta non si tirò mai indietro. Quando Davide partì dove voleva, Gionatan tornò in città. Fu una delle più grandi dimostrazioni del trionfo del principio sulla passione, del dovere sull'inclinazione, che gli annali della storia ricordino. Jonathan è morto da eroe; non solo per la sua prodezza nella battaglia contro i nemici del suo paese, ma per la sua vittoria sulla più forte passione del cuore umano, l'amore di un uomo forte, in cui si mescolavano i fili di una religione comune, un entusiasmo comune per tutto ciò che era buono e giusto. (F. B. Meyer, B. A.)

L'attaccamento di Gionatan e Davide:

(I.) Il primo particolare che appartiene a questo notevole e interessantissimo attaccamento fu la sua improvvisa formazione. Fu dalla predisposizione che questa amicizia sorse così improvvisamente; dal possesso e dall'esibizione della modestia, della pietà e del coraggio, che traeva la sua forza e il suo ardore, e infine la sua permanenza. E tutto ciò spiegherà, in larga misura, la mutevolezza, altrimenti strana, che osserviamo negli affetti umani. La storia, la poesia, la società, sono tutte eloquenti nell'elogio dell'amicizia; Eppure, quando cerchiamo un tale affetto, e una tale memoria e osservazione sulla questione, tutto ciò che abbiamo è un resoconto di un attaccamento improvviso o violento, formato sulla fantasia e non sulla predisposizione; di amicizie che si dissolvono tanto rapidamente quanto sono sorte; spesso convertiti in animosità e odio; più frequentemente deperivano e decadevano nell'indifferenza fin dal loro primo entusiasmo, e raramente duravano, tranne quando l'interesse personale era largamente e profondamente coinvolto. Questa non è una calunnia sull'amicizia mondana, perché l'esperienza di ogni uomo confermerà la verità del racconto

(II.) L'ammirazione di Gionata terminò nel suo affetto per Davide, ma l'affetto divenne reciproco. L'amicizia del mondo, nella sua forma migliore, sembra essere piuttosto favoritismo o parzialità, che attaccamento reciproco e paritario, qualcosa di più simile al rispetto o al patrocinio dei genitori, che a ciò che la parola amicizia esprime propriamente. Questa considerazione unilaterale, questo favoritismo, non ha in sé nessuno dei vantaggi dell'amicizia. Chi ha un amico, come dicono gli antichi scrittori, ha un secondo io, poteri raddoppiati, nel bene o nel male. Nelle amicizie, e parliamo solo di amicizie religiose, quanti vantaggi sorgono ad entrambe le parti! La loro uguaglianza e libertà portano alla comunicazione e all'aumento della pietà; alla correzione degli errori di giudizio e degli errori di infermità nella disposizione morale e nella pratica; a una maggiore facilità di avvicinamento a Dio e a un progresso più costante attraverso la vita verso il suo regno

(III.) Sarà bene riflettere un po' sui mezzi utilizzati per la sua conservazione e permanenza. Questi erano esercizi pii. Così leggiamo che Gionatan e Davide stipularono una solenne lega e un patto di amicizia, con ogni appello al cielo per benedire il loro reciproco rispetto e promuoverne gli effetti a vantaggio dei loro discendenti

(IV.) C'è un solo amico da trovare, un solo cuore sincero, un'anima fedele, ben provata nella fornace delle afflizioni e delle tentazioni, il cui rispetto offerto, con tutti i suoi benefici ed eccellenze duraturi e imperituri, gli uomini troppo spesso trascurano. Quell'amico, che, nel linguaggio delle Scritture, si dice più vicino di un fratello, ed è un fratello nato per le avversità, tu mi anticipi chiamando il Signore Gesù Cristo

1. Gionathan, affascinato da Davide, si spogliò di tutte le sue vesti d'onore, per rivestirlo di queste, come prova del suo affetto: l'ouverture di un attaccamento al patto che non deve mai essere violato. Così fece Cristo

2. Ancora una volta siamo spinti a considerare da questo racconto le costanti misericordie del Redentore. La nostra prima conoscenza con Lui (se ne possediamo) è nata dalla Sua stessa graziosa condiscendenza

3. In ogni occasione di intimità leggiamo che Gionatan non mancò di "incoraggiare la mano di Davide in Dio". Questa era la parte di un santo amico, uno che vedeva il valore di cose migliori di quelle contenute in questo mondo, e conosceva il valore di consolazioni e incoraggiamenti come la religione, la vera religione che solo la vera religione può dare nei nostri momenti di debolezza, depressione e sofferenza. Non è mai stato così tra Cristo e il credente?

4. Infine, apprendiamo che non è mai stato in potere di Davide ricambiare la fedeltà di Gionatan, se non solo nella persona di suo figlio, Mefiboset. Eppure lo cercò diligentemente, e a lui ripagò, per quanto possibile, la gentilezza del suo defunto amico. Oh! non è questo un appello commovente per noi a favore della gratitudine e della benevolenza cristiane? Il nostro amico è stato allontanato da noi, se n'è andato per far posto alla nostra eredità all'onore regale. Non possiamo nemmeno versare le nostre lacrime sulla sua tomba, o imbalsamare le sue sacre spoglie con un dolore cerimonioso. Eppure i suoi figli sono in mezzo a noi, i poveri del suo gregge, i disprezzati e i dimenticati del mondo. Cercateli, nutriteli, vestiteli, confortateli, rallegrateli; Questo tributo, e solo questo tributo, sarà accettato. "In quanto l'avete fatto al più piccolo di questi, fratelli miei, l'avete fatto a me". (C. M. Fleury, A. M.)

Jonathan l'amico:

L'assenza di amici rende il luogo più affollato una solitudine; né c'è vuoto che la Natura aborrisca più di questo. Ci insegna a cercare un cuore che batta all'unisono con il nostro; sguardi di simpatia e gentilezza; un seno in cui possiamo riversare i segreti della nostra anima; quando i fardelli premono pesanti, un braccio su cui appoggiarsi; quando siamo con le spalle al muro, un alleato che sta combattendo al nostro fianco; nelle nostre difficoltà un consigliere con cui consigliarci; nei nostri dolori ci si deve dividere tra quelli del divino e nelle nostre gioie bisogna raddoppiarli. Questo è così naturale, e possedere un tale amico è così piacevole e proficuo, che, sia che la sua casa sia un castello o una capanna, e lui stesso un re o un mendicante, anche se era ricco con le ricchezze delle banche, e riempiva la terra con la sua fama, per un uomo desiderare amici, il vero amico, secondo Lord Bacon, è trovare questo mondo un deserto. Il valore che tutte le epoche e tutti i paesi hanno attribuito all'amicizia può essere stimato dagli onori che le hanno tributato e dalla cura che hanno avuto per imbalsamare la memoria di coloro le cui vite hanno offerto notevoli esempi di ciò che le amicizie potrebbero osare, sopportare e fare. Ne abbiamo un esempio nella bella storia di Damon e Pizia, dove vediamo come ha riempito di ammirazione il peggiore degli uomini, disarmando la mano e placando la rabbia dei tiranni. Il primo, filosofo pitagorico, fu condannato a morte da Dionigi; l'esecuzione della sentenza, tuttavia, fu sospesa in conseguenza del fatto che egli ottenne il permesso di tornare a casa per sistemare i suoi affari domestici, favore che il tiranno concesse a condizione che tornasse entro un determinato giorno per subire la pena di morte. La promessa fu fatta, ma non fu ritenuta sufficiente. Muore sul posto, a meno che non trovi un ostaggio, un amico che si impegni a morire nella sua stanza. Agisce in questo frangente, Pizia si fa avanti; e consegnandosi nelle mani del tiranno, diventa la garanzia di Damon: aspettare il ritorno del suo amico, o soffrire al suo posto. Atti lunghezza, arrivo del giorno e ora; ma non Damon. Pizia doveva essere il suo sostituto; Ed è pronto. Ringraziando gli dei per i venti contrari che hanno ritardato la nave su cui Damon navigava, si prepara a morire, un sacrificio sull'altare dell'amicizia. Ed era caduto, ma prima che il colpo scendesse, Damon si precipita ansimante sulla scena. Ora inizia la strana e amichevole lotta. Ognuno è ansioso di morire per l'altro; e ciascuno, appellandosi a Dionigi, rivendica la spada insanguinata come suo diritto e privilegio. Benché abituato a scene di crudeltà, il tiranno non può guardare impassibile di fronte a una scena come questa. Commosso da questa rara dimostrazione di affetto, si scioglie: non solo rimette la punizione, ma li supplica di permettergli d'ora in poi di condividere la loro amicizia e di godere della loro fiducia. Che onore sarebbe per il Vangelo se ci fossero molti esempi di tale amicizia tra i suoi professori! Perché non dovrebbe? Gesù non ha forse imposto a tutti noi questa ingiunzione: "Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati?" C'è un altro, e quasi altrettanto notevole, esempio di amicizia raccontato da coloro che non hanno mai sentito parlare di Colui che è l'amico dei peccatori. È davvero così notevole che procurò onori divini a Oreste e Pilade dagli Sciti, una razza così sanguinaria, rozza e selvaggia che si dice si cibassero di carne umana e facessero delle coppe dei crani dei loro nemici. Impegnati in un'ardua impresa, Oreste e Pilade, due amici giurati, sbarcarono sulle rive del Chersoneso per ritrovarsi nei domini e nel potere di un re la cui pratica era quella di catturare tutti gli stranieri e sacrificarli al santuario di Diana. I viaggiatori sono stati arrestati. Furono portati davanti al tiranno; e, condannati a morte, furono consegnati a Ifigenia, la quale, in qualità di sacerdotessa del tempio di Diana, dovette immolare le vittime. Il suo coltello è sepolto nei loro petti, ma lei apprende prima che il colpo venga sferrato che sono greci, nativi del suo paese natale. Ansiosa di aprire una comunicazione con la sua terra natale, si offre di risparmiare uno dei due, a condizione che il sopravvissuto diventi il suo messaggero, e porti una lettera ai suoi amici in Grecia. Ma chi vivrà e chi morirà? Questa è la domanda. L'amicizia che era durata per anni, nei viaggi, nelle corti e nei campi di battaglia, è ora messa a dura prova come mai prima d'ora. E nobilmente lo sopporta. Nessuno dei due accetterà l'ufficio di messaggero, lasciando il suo simile al colpo della morte. Ognuno implora la sacerdotessa di sceglierlo per il sacrificio; e lascia andare l'altro. Mentre si contendono il piacere e l'onore di morire, Ifigenia scopre in uno di loro il proprio fratello. Lei lo abbraccia; e risparmiando l'uno e l'altro fugge con loro da quella spiaggia crudele. Entrambi sono salvi; e la storia, portata sulle ali della fama, vola all'estero, riempie il mondo di meraviglia, e portata in regioni lontane, suscitò tanta ammirazione tra i barbari Sciti, che essi tributarono onori divini a Oreste e Pilade, e divinizzando questi eroi, eressero templi al loro culto. Ma per illustrare ciò che un amico è stato, e che cosa dovrebbero essere gli amici, abbiamo un esempio ancora più luminoso e una storia più certamente veritiera in quella di Gionathan, allo stesso tempo così commovente e così tragica. Trova il suo tipo in quei fiumi, il Reno e il Rodano per esempio, che, alimentati da nevi inesauribili, e che sgorgano alla luce in alte regioni, alti sopra il mare fino alle cui rive lontane giungono le loro acque, sono fiumi alla loro nascita; irrompendo dalle caverne ghiacciate dei ghiacciai alpini in piena, impetuosa piena. Ha la sua origine in un evento molto memorabile, e in uno dei giorni più importanti di tutta la storia di Israele

1. Le amicizie sono poche quelle che sopravvivono ad anni di separazione; allo shock di interessi contrastanti; al prosciugamento dei nostri vecchi affetti da nuove pretese; alle prove a cui sono sottoposte da infermità di carattere, da un chiaro trattamento dei difetti, da un'indipendenza virile, da richieste rifiutate, da favori non corrisposti, da rivalità di affari, da partigianeria che scaturisce dai credi o dalla politica, e da mille altre circostanze senza nome. Fragili come i fiori che la brina invernale traccia sulle nostre finestre, ci sono amicizie che un respiro scioglierà. Può essere molto sbagliato e molto pietoso, ma, come dice il saggio, "un sussurro separa i principali amici"; e chi vive a lungo per vederne tanti, come foglie che il gelo ha tagliato, cadere, e i legami che l'amicizia aveva formato, così spesso e talvolta così facilmente dissolti, che viene a leggere con poco stupore: e senza grande senso di esagerazione, le parole di uno che, descrivendo le sue relazioni, disse: "Anche se la chiesa non vuole ospitare i miei conoscenti, il pulpito è abbastanza grande da contenere tutti i miei amici". Fortunatamente, ci sono amicizie che resistono alla prova del tempo e alla tensione più severa; ma tra questi, quale poeta o panegirista ne ha registrato uno con penna ardente da paragonare a quello di Gionata? È piuttosto unico; notevole come la statura di suo padre. Le parole del poeta possono essere giustamente applicate a Gionathan:

"Nessuno, tranne se stesso, potrebbe essere il suo parallelo".

Per esempio, gli uomini loderanno i loro amici, ma quanti pochi sono abbastanza generosi senza gelosia da sentire gli altri lodarli, a loro spese, in elogi che sentono denigratori per se stessi

2. Guarda poi quali dure prove ha sopportato questa amicizia e, perseverando, ha trionfato. L'occhio cupo di Saul si fissò su Davide, il giavellotto che scagliò per inchiodarlo al muro, il grido dei suoi soldati che riecheggiava dalle rocce mentre davano la caccia al fuggitivo da una caverna all'altra, e da una collina all'altra, non illustrando più le parole: "La gelosia è crudele come la tomba; i suoi carboni sono carboni di fuoco", di quanto l'amicizia di Gionatan abbia fatto con quelle che seguono: "Molte acque non possono spegnere l'amore, né i fiumi possono sommergerlo". La canna che piega la testa a un soffio di vento, e la vecchia roccia grigia che resiste all'uragano che cosparge la pianura di alberi e la spiaggia spumeggiante di relitti, non sono più dissimili di Gionatan per quanto riguarda i suoi interessi, e lo stesso Gionatan per quanto riguarda gli interessi di Davide. Tale era la profondità e la forza del suo affetto per il suo amico. Qui né le suppliche, né l'ira né la violenza di Saul riuscirono a commuoverlo. Si separerebbe dalla vita per compiacere suo padre, ma non dal suo amore per Davide

3. Se la pietà si manifesta con un riguardo verso Dio e una sottomissione infantile alla Sua volontà sovrana, prendendo la nostra croce e rinnegando noi stessi ogni giorno per poter seguire Cristo, dicendo, come Gesù stesso, mentre prendeva il calice amaro dei nostri dolori dalla mano di Suo Padre: "Padre, non sia fatta la mia volontà, ma la tua, "Quale esempio migliore di questa grazia di Gionathan? Davide lo soppianterà; Davide sta per entrare negli onori e nella fortuna di cui si aspettava di godere; e dalle rovine della casa di Saul, Davide costruirà la sua; eppure Giònata non cessa di guardarlo con il più implacabile e tenero affetto. Tenero come una donna, eppure vero come l'acciaio, traboccante di generosa gentilezza, completamente privo di egoismo, fiducioso tanto quanto ci si fidava di lui, con un cuore che rifletteva quello di Davide come un volto risponde a un volto nell'acqua, Gionatan era l'esempio e il modello perfetto di un amico

4. Per fare un uso pratico di questa questione, osservo:

(1.) Tutti dovrebbero cercare e coltivare amicizie. L'uomo non ha spazio nel suo cuore per ospitare molti amici; ma, come Dio ha detto nell'Eden, non è bene che l'uomo sia solo. L'isolamento genera egoismo, cupezza; e questi sono inclini a incappare nella misantropia. Ma è così necessario per la felicità dell'uomo e per il completo sviluppo della sua natura, che i re, ai quali la politica spesso impone di tenersi lontani dalla loro fredda e poco invidiabile elevazione dai loro nobili più alti, hanno elevato i servi a favoriti e hanno cercato i piaceri dell'amicizia nella confidenza e nella compagnia dei servi. C'è la commovente storia di un prigioniero, tagliato fuori dalla società umana e a lungo murato in una solitaria prigione della Bastiglia, il cui cuore, bramando un oggetto di amicizia, lo trovò in un ragno che aveva addomesticato e che il suo brutale carceriere aveva crudelmente distrutto

(2.) Nella scelta degli amici, dovremmo scegliere quelli che promettono, dal tono della loro conversazione e dal loro carattere morale e religioso, per dimostrarsi davvero amici, quelli di cui possiamo fidarci nell'ora dell'avversità e che vorremmo vedere dal nostro letto di morte. I conoscenti sono una cosa, ma gli amici un'altra

(3.) Dovremmo cercare un amico in Gesù Cristo, l'amico migliore, più vero, più gentile, più sicuro che l'uomo abbia mai avuto. Sempre vivente, sempre amorevole ed eterno. Come gli uccelli estivi che vanno e vengono con il sole, come la nostra ombra che ci abbandona quando il suo viso è offuscato, come bei fiori che chiudono le foglie non appena comincia a cadere la pioggia o a soffiare il vento freddo, gli amici terreni possono abbandonarci quando abbiamo più bisogno della loro simpatia e del loro sostegno, in quel momento, e nelle circostanze, espresse nel noto adagio: "Un amico nel bisogno è davvero un amico". Ma un tale amico è Gesù Cristo. Uno degli antichi Padri racconta una parabola che, con una leggera alterazione, illustra questo argomento; e, in vista di un'ora di morte e di un giorno di giudizio, possiamo ben raccomandare alla nostra accettazione, fiducia, pace e gioia l'amicizia dell'Amico dei peccatori. Un uomo chiamato a rispondere dei suoi crimini, e chiamato in causa per la sua vita, chiese aiuto a tre amici che aveva. Il primo accettò di fargli compagnia per un tratto di strada; il secondo gli avrebbe prestato del denaro per il viaggio; mentre il terzo si impegnò ad andare con lui fino in fondo, a comparire in tribunale e a perorare la sua causa. Così va la storia. In quest'uomo, il rappresentante di una razza perduta e colpevole, vediamo noi stessi: e nei tre amici di cui egli cercò aiuto, vediamo la carne, o i nostri simili, il mondo con la sua ricchezza, e Cristo, l'Amico del peccatore. (T. Guthrie, D.D.)

Davide e Gionata:

Il giorno della morte di Golia fu il giorno della nascita della bella, memorabile amicizia tra Davide e Gionatan

(I.) La loro era l'amicizia di uomini pii. Non entrare in nessuna amicizia che sia dispiaciuta a Cristo e che sia incompatibile con l'amicizia con Lui. E in riferimento al più stretto degli affetti terreni - che unisce nel bene o nel male due vite "finché morte non si separi", i giovani cristiani facciano in modo di "camminare con circospezione, non da stolti ma da saggi".

(II.) L'amicizia tra Davide e Gionatan fu altruistica. Il favore dei principi è stato troppo spesso assicurato dai disegni e dai depravati; uomini che assecondavano il vizio e rendevano più allettante "il sentiero delle primule" verso la perdizione. L'amicizia che Gionatan aveva per Davide, non cercata, altruistica. Ecco un valido test per l'amicizia. È altruistico? Liberi da rivalità? In grado di gioire della crescente prosperità dell'altro anche quando le avversità si stanno oscurando su se stesse? Allegramente disposti a passare dal primo al secondo affinché l'altro possa passare dal secondo al primo? Quanto dello spirito di Jonathan c'è in esso? L'amicizia che pretende di congratularsi ma è lenta a congratularsi, che cerca simpatia, ma è riluttante a simpatizzare, o che si allontana del tutto dall'amico nel suo "giorno buio e nuvoloso": questa può essere l'amicizia del mondo. Ma quanto è diversa la virtù che ha nobilitato Jonathan, il cui ricordo mantiene il suo nome verde e bello di età in età

(III.) L'amicizia tra Davide e Gionatan fu duramente provata dalle avversità. La vera amicizia può superare la prova delle avversità. Non solo può vivere alla luce del sole, ma può anche illuminare la nostra oscurità. Quando arrivano i dolori; quando tutte le cose sembrano contro di noi; Quando gli uomini parlano male di noi falsamente, allora abbiamo bisogno di un amico. Un fratello è nato per le avversità; e un amico come Davide chiamava "mio fratello Gionatan".

(IV.) L'amicizia tra Davide e Gionatan era reciprocamente preziosa. (G. T. Coster.)

Davide e Gionata:

Dopo la morte di Golia tutto sembrerebbe andare bene per Davide. L'ammirato di tutti gli ammiratori, l'alto favore, l'amato da Gionata e che vive con il re, il cui stato è così invidiabile come il suo? Ma nessuno sia sicuro di nulla in questo mondo, cioè di qualcosa che possa essere messo in scena. Le sofferenze e le persecuzioni di Davide cominciano ora che, all'occhio esterno, tutto sembra brillante e prospero. Dio, che vide arrivare il male, gli diede il sostegno animatore di un caro amico. Vedrete spesso come un elemento compensatore si mescola con una grande calamità e neutralizza gran parte del suo virus

1. Spezzato dall'invidia maligna di Saul, tuttavia suppongo che il ricordo di quel grande amore incomparabile di Gionatan debba essere stato una presenza e una potenza per Davide. Non c'è influenza su una mente sensibile più forte del senso di essere amati; Nulla di più elevante, di più sicuro per la vita interiore. Siamo più cari a noi stessi quando siamo cari a qualcun altro. Il pericolo, di un tipo molto sottile e fatale, si annida nel sentimento: "Nessun uomo si cura della mia anima". Questa è, infatti, la fonte feconda del suicidio. Quando sono lontani da casa, i giovani sono confortati dalla fiducia che hanno di un grande amore provato per loro dalle loro madri. Non è forse Jeremy Taylor che dice: "Chi ama è felice, ma chi è amato è salvo!" Guardate come nella costituzione della famiglia, nel matrimonio, nei figli, nell'amicizia, Dio ha fornito uno scudo per la nostra debolezza nell'amore che ci è stato portato. Gionatan vide se stesso ingrandito e migliorato in Davide, che era il suo io migliore. Leggete il quattordicesimo capitolo per discernere l'animo valoroso di Gionatan. Guardatelo, con un servitore che la pensa come lui, mentre "sale sulle sue mani e sui suoi piedi" nella guarnigione dei filistei. "E caddero davanti a Gionatan", e l'esercito tremò "e quella prima uccisione, che Gionatan e il suo scudiero fecero, fu di una ventina di uomini, in mezzo acro di terra, che un giogo di buoi avrebbe potuto arare". Ecco lo spirito avventuroso di Davide: Gionatan aveva visto Golia sfidare Israele per quaranta giorni, e non aveva osato incontrarlo, ma vide Davide ucciderlo. Amava ciò che andava oltre il suo spirito, eppure era dello stesso ordine eroico. Vide in Davide un Gionatan più alto e più grande, l'ideale della sua stessa vita, lui stesso trasfigurato e perfezionato. Ciò che aveva sognato di essere, lo vide in Davide

2. Ora, rivolgiamoci al padre. Saul è mai stato come suo figlio? Davide, nel suo canto, li unisce in una bellissima armonia: "Saul e Gionata erano amabili e soavi nella loro vita, e nella loro morte non furono divisi: erano più veloci delle aquile, erano più forti dei leoni". E quando guardiamo alla storia antica di Saul, brilla su di noi un raggio del nobile spirito di suo figlio. Quando "i figli di Belial dissero: 'Come ci salverà quest'uomo? Ed essi lo disprezzarono e non gli portarono doni", si aggiunge, "ma egli tacque". Questa facoltà di autocontrollo è in terribile contrasto con la totale perdita del rispetto di sé e dell'autogoverno che egli dimostrò in seguito. Inoltre, il dolore di Samuele per il rifiuto divino di Saul ("Samuele si rattristava, ed egli gridò al Signore tutta la notte") è una prova commovente della verità che Saul era adorabile nella prima parte della sua carriera. Qui c'era una nobile natura rovinata; ma dobbiamo confessare che la sua era una situazione di così straordinaria difficoltà che, mentre avrebbe potuto conservare la sua rettitudine se fosse rimasto in grazia presso Dio, tuttavia quando pensiamo alla sua malattia costituzionale e alla vessazione umana e quasi necessaria che il canto delle donne deve aver causato; quando pensiamo che la lode di una maggiore prodezza fu concessa a colui che era noto per essere l'aspirante al trono, come apprendiamo dalle parole di Gionatan a Davide, non possiamo meravigliarci che la gelosia causò la sua rovina. Non c'è abitudine così facilmente acquisibile, così facilmente abbandonata, come la gelosia o l'invidia

1. Possiamo affermare con certezza che, se apprezzi la comunione con Dio come la tua più grande benedizione, sarai estraneo all'invidia. È la presenza di Dio con noi che esclude le passioni basse, o impedisce loro di avere il dominio su di noi. E facciamo in modo che questo sia una pietra di paragone per tutti noi. Quando sentiamo crescere l'emozione invidiosa, allarmiamoci, siamo sicuri di tornare indietro; stiamo scendendo a un livello inferiore della vita cristiana; siamo soddisfatti di passare la giornata senza uno sforzo sincero per renderci conto della presenza di Dio, e quindi questo male si è abbattuto su di noi. Tenetevi stretti al Signore, e ogni virtù, ogni bontà, ogni eccellenza nelle persone che incontrerete vi saranno care, perché sono i suoi doni che voi apprezzate più di tutti i doni. Invidia i regali! Com'è possibile quando il Donatore è tuo? Del Datore "di ogni dono buono e perfetto", potete dire: "Egli è il mio Dio".

2. Questa è la prima grande regola per mostrarci come possiamo evitare l'invidia

2. Ma, dopo questo, mettiti in cammino per ammirare il valore, l'indipendenza e tutta l'eccellenza morale in chiunque tu la veda. Amalo in un nemico, e allora non puoi averne uno. A volte siamo lenti a riconoscere alte qualità nelle persone diverse da noi; ma liberatevi di questa meschinità e deliziatevi nella scoperta della nobiltà, della generosità, del valore morale nei libri o negli uomini. Wordsworth dice:

"Il mio cuore sobbalza quando vedo

Un arcobaleno nel cielo";

ma che cos'è l'arco di Dio tra le nuvole per la bellezza in confronto al dono divino del genio, della sapienza, del disinteresse, della carità, quando nella nostra vita umana inarcano il cielo e la terra con una gloria "che non appassisce"? La nobiltà del carattere di Jonathan non può essere facilmente sopravvalutata. (B. Kent, M.A.)

Le nostre relazioni sociali:

(I.) Le amicizie intime della vita

1. Le amicizie nascono spesso, non possiamo spiegare perché, ma sono più vere, più utili, molto preziose e spesso durature. È una cosa indicibilmente benedetta avere un vero amico nella cui saggezza puoi confidare, nella cui forza puoi proteggere la tua debolezza, la cui simpatia comprende gli umori sempre diversi della tua anima

2. Non si potrebbe dare un'idea più forte di come ottenere e mantenere l'amicizia che con le parole: "Un uomo che ha amici deve mostrarsi amichevole". Tutte le espressioni di fiducia e affetto non devono essere da una parte sola; devono essere reciproche

3. Le nostre compagnie testimoniano la nostra natura e le nostre convinzioni. Perché l'amicizia, come la intendo io, non consiste nel perpetuo scambio di complimenti e dolci lusinghe, ma nello sforzo di aumentare la bontà e la felicità l'uno dell'altro, e talvolta ciò può essere fatto solo con gentili rimproveri e avvertimenti. È un compito delicato, e non di rado uno dei più dolorosi e pericolosi. Eppure, come si dice giustamente, i migliori amici sono "quelli che negano a se stessi il piacere per il gusto di rendermi migliore; quelli che corrono il rischio dell'ira e della disgregazione dell'amicizia per il gusto di dirmi una verità che nessun altro osa dirmi, e che io muoio per mancanza di ascolto; Coloro che sono più scelti per il bene interiore ed essenziale della mia anima che per la mia soddisfazione con l'orgoglio e le vanità della vita, e cercano di essere medici della mia anima, sono i miei migliori amici".

4. Le altre caratteristiche delle amicizie sono espressioni di amore e fedeltà nelle avversità. Non aspettarti di ottenere tutto e non dare nulla, di avere affetto e fiducia profusi su di te come se fosse un tuo diritto, e di non ricambiare nessuno. Non così acquisirai e manterrai l'amicizia

(II.) Conoscenti sociali. "Ciascuno di noi sia gradito al prossimo per il suo bene fino all'edificazione". Romani 15:2. Al di là di quei cari e graziosi legami che formiamo con le anime con le quali le nostre sono legate, siamo costretti ad allargare la cerchia delle nostre associazioni, e facciamo conoscenze in vari modi, che non diventano mai nostri amici. O perché sappiamo poco di loro, o perché non siamo attratti da ciò che sappiamo, il nostro rapporto si limita a quelle poche occasioni in cui ci incontriamo nella vita sociale, la nostra conversazione a quegli argomenti superficiali che possono essere chiamati i contrometri utili ma non preziosi che servono invece di qualcosa di più reale o degno. Quanti di questi conoscenti la maggior parte delle persone può vantare. Conosciamo i loro nomi, alcuni fatti della loro storia, e li incontriamo nelle case in cui andiamo a trovarli, o siamo in rapporti di visita tollerabili con loro, ma non ci mostrano mai il loro cuore, e noi siamo altrettanto riservati. Ciò non è del tutto innaturale o indesiderabile. Non possiamo fare giuramenti di vera amicizia con tutti. La società in cui ci muoviamo non deve essere abbassata nel suo tono dal nostro lassismo nella moda o nel linguaggio. Non dobbiamo scendere al livello degli standard che soddisfano le persone irreligiose, e che a volte sono accettati da coloro che si professano religiosi, ma dobbiamo seguire ciò che è giusto, anche se sembra ideale. Quelli che ci circondano traggono dalla nostra condotta ciò che è vero, puro e buono. Ci mescoliamo tra varie persone e la nostra influenza può essere sentita. Ciò che si vuole è una convinzione più intelligente dei doveri che abbiamo nei confronti della società, del suo bisogno di una costante influenza purificatrice, e che noi cristiani, uomini e donne, abbiamo la missione di elevare il suo tono e di elevare la sua vita. Servirà a poco stare in disparte in isolata negligenza, o in uno spirito di indignata ascetismo dalla vita del mondo, sollevando una protesta rabbiosa contro il suo male; Dobbiamo portare risolutamente l'influenza dei nostri principi nella sua vita, e sforzarci con tutti i mezzi in nostro potere di trasformarla e rigenerarla. Dobbiamo essere "nel mondo", come il sale per salvarlo dalla corruzione, come la luce per guidarlo, per abbellirlo, per accrescerne la vera gioia, ma potremmo non essere del mondo. (W. Braden.)

4 CAPITOLO 18

1Samuele 18:4

E Gionatan si spogliò del mantello che aveva addosso e lo diede a Davide.

Dai tempi di Omero e delle guerre di in giù, questo è stato il metodo impiegato dagli orientali per denotare il conferimento di dignità e distinzione. L'Ordine della Giarrettiera, o del Bagno, o del Cardo non è più ambito tra noi di quanto nei tempi antichi fosse il dono delle vesti regali. Qualsiasi porzione, infatti, del guardaroba o del portagioie di un re era molto preziosa; ma la donazione volontaria di abiti, e più particolarmente nell'atto di essere indossati, rendeva il tributo doppiamente prezioso. Ogni volta che quest'ultimo accadeva, il caro ricordo veniva trasmesso come cimelio di padre in figlio. Equivaleva a una patente di nobiltà. (J. R. Macduff, D.D.) Troviamo in Omero una minuziosa enumerazione delle armature che Ulisse ricevette in dono da Merione, e nella storia di Niso ed Eurialo, nel IX. Eneide di Virgilio, si trova un duplicato di quello che ci viene presentato nella tenda di Saul. (Ibidem)

9 CAPITOLO 18

1Samuele 18:9-30

E Saul guardò Davide da quel giorno in poi. - Il nemico di Davide - Saul:

È l'inimicizia di Saul che dobbiamo considerare: il suo inizio, la sua rapida crescita, il suo scopo mortale. L'eccitazione della guerra è finita, il re ha il tempo di pensare a se stesso, ed è pieno di pensieri della sua detronizzazione; e l'invidia di Davide gli divora il cuore così avidamente che la sua vecchia frenesia si riaccende. Il giorno dopo il suo cuore si fece maligno verso Davide; Lo spirito maligno lo afferrò ancora una volta. "Se si trattasse di una possessione diabolica o di una semplice malattia mentale, i dotti non sono d'accordo. Sembra che abbia partecipato a entrambi. C'è troppo di natura apparente in esso per permetterci di credere che fosse tutto spirituale, e c'era troppo di spirituale apparente in esso per permetterci di credere che fosse tutto naturale. Questo lo sappiamo dal chiaro racconto: "Lo Spirito del Signore si era allontanato da Saul" e "uno spirito malvagio da parte del Signore lo turbò". Così, negativamente e positivamente, la mano del Signore era in essa. Eppure mangiava il frutto delle sue proprie azioni, "consegnato", come dice Paolo, "a una mente reprobia". Ma l'odio di Saul non si è placato con il passare della frenesia. L'assalto diretto è fallito, ma ci sono metodi più sicuri in riserva. Gli uomini sono a buon mercato ora per il re, che vede la sua corona in pericolo, e diecimila uccisi o catturati non mancheranno se Davide scenderà con loro. Ancora una volta fallisce. Davide può maneggiare un migliaio di uomini con la stessa abilità con cui sa far oscillare la sua fionda, e il re diventa ancora più amaro. Saul scopre che l'altra figlia ama questo giovane e brillante capitano, e si suppone che la sua passione sia stata ricambiata, altrimenti il vivace soldato non si sarebbe sottomesso così docilmente alla sua Merab due volte vincitrice e due volte perdente. Saul dà ora il suo consenso per non soddisfare il cuore di nessuno dei due; spera che Mical "sia per lui un laccio" e che la mano del filisteo sia contro di lui". Cita furbescamente una dote, non direttamente, ma attraverso i suoi cortigiani, come quella che un "pover'uomo", abile nel combattimento, potrebbe dare a un re, il cui procurarsi sicuramente pensava lo avrebbe portato alla morte. E il suo cuore dovette riempirsi di gioia maligna quando udì che "lui e i suoi uomini" (i suoi due o tre servitori, non i suoi diecicento) erano usciti per uccidere cento uomini. Ma "prima che i giorni fossero scaduti" torna, portando i trofei designati in un doppio racconto. Ma perché proseguire ulteriormente la vergognosa storia? Ogni sconfitta non fa che alimentare la fiamma con maggiore furia, e Saul presto si libera del sottile travestimento con cui ha segnato il suo proposito mortale, e apertamente "disse a Gionathan, ai suoi figli e a tutti i suoi servi che uccidessero Davide" (19:1) . Atti di lunghezza, la triste fine arrivò. La vita che era iniziata con una promessa così brillante fu chiusa dall'autodistruzione. La sua inimicizia era infruttuosa, se non nell'amarezza verso se stesso e nell'afflizione verso Israele. Non poteva mettere da parte i piani dell'Onnipotente: "Il suo consiglio sussisterà, ed Egli farà tutto ciò che gli piace". Queste sono le lezioni pratiche che l'implacabile inimicizia di Saul suggerisce

(1.) Attenzione alla gelosia. "Che la miseria che Saul ha portato su di sé ci ricordi quale rivista di autotortura contenga ogni spirito umano"; e nessuna singola disposizione dell'anima è più probabile che tocchi la rivista e renda del "cuore un inferno di disordine selvaggio e di dolore sempre grondante" della disposizione all'invidia, alla gelosia e alla vendetta. La gelosia può indurre chiunque ascolti i suoi suggerimenti all'odio feroce, all'opposizione maligna, ai pensieri mortali, e infine alla sfida a Dio blasfema, come Saul manifestò

(2.) La condotta di Saul ci ricorda quanto sia naturale per un uomo gettare su qualcun altro la colpa dei propri errori dannosi o misfatti volontari. Raramente, molto raramente, gli uomini cadono a causa di errori grossolani o di malvagità che scaturiscono dal loro cuore. Ma per un altro o per un altro erano ancora in piedi

(3.) Il caso di Saul può metterci in guardia dal grande pericolo di diventare amareggiati e vendicativi quando si perde la prosperità e si perde influenza e onore. Gli uomini raramente rimangono a lungo al vertice. C'è un sistema stabilito di rotazione nell'universo per quanto riguarda la permanenza in possesso dei suoi alti luoghi. Gli uomini possono scendere quando sono al culmine dei loro poteri e delle loro opportunità, o possono rimanere in piedi fino a quando le potenze in declino dicono loro che un altro deve prendere il posto. Un errore può dare il via o gli intrighi degli altri possono fare il lavoro. Ma qualunque sia la causa, che l'uomo in declino crocifigga il suo egoismo, freni la sua lingua dalle parole amare e scenda con grazia, dolcemente, vestito delle vesti regali del dignitoso rispetto di sé

(4.) Mentre Saul avverte di ciò che può abbattere gli uomini, Davide insegna come rialzarsi di fronte all'opposizione che sembrerebbe dovesse fermare il nostro progresso. Chi teme Dio avrà il favore del Signore

(5.) Possiamo vedere nella caduta di Saul e nell'ascesa di Davide che Dio non può essere ostacolato nei Suoi propositi. Nonostante il giavellotto di Saul, nonostante gli astuti intrighi di Saul, nonostante i suoi guerrieri che lo inseguivano, nonostante la ferocia dei Filistei, egli fu scelto dal Signore e doveva prendere la corona. "Ora, dunque, re, siate saggi; siate ammaestrati, voi giudici della terra; " "Il Signore regna"; "Ne mette giù uno e ne mette su un altro". (T. H. Hanna, D.D.)

I malvagi gelosi dei buoni:

L'incidente insegna tre cose riguardo agli uomini buoni e cattivi

(I.) I malvagi sono spesso gelosi della popolarità di un brav'uomo. "E Saul si adirò molto, e la parola gli dispiacque". Il comportamento di Saul nei confronti di Davide rivela il progresso della gelosia in quattro fasi

1. C'è rabbia. "Era arrabbiato".

2. C'è invidia. "E Saul lo guardò da quel giorno".

3. C'è la follia. "Lo spirito maligno da parte di Dio venne su di lui".

4. C'è l'omicidio. "E Saul lanciò il giavellotto, perché aveva detto: Io colpirò Davide fino al muro". È un segno sicuro che lo Spirito di Dio ha lasciato un uomo quando è geloso del suo benefattore. La gelosia è una passione sciocca e infligge autolesionismo. La gelosia è una passione malvagia e dispiace a Dio. La gelosia è una passione pericolosa e porta alle questioni più fatali. "L'ira è crudele e l'ira è oltraggiosa; ma chi è in grado di resistere all'invidia?"

(II.) I malvagi sono spesso terrorizzati dalla sicurezza di un brav'uomo. "E Saul ebbe paura di Davide, perché l'Eterno era con lui, e si allontanò da Saul". Il peccato rende un uomo un codardo. "Fare il male crea paure come queste, ci rende gelosi e distrugge la nostra pace". La paura di Saul portò all'adozione delle misure più disperate per rovinare Davide

1. Saul decide di licenziare Davide. "Perciò Saul tolse via da lui Davide e lo costituì suo capo di mille". Saul voleva impedire a Davide di guadagnarsi l'affetto dei cortigiani e anche suscitare contro di lui l'invidia dei suoi subordinati. In entrambe le intenzioni fu deluso; "perché tutto Israele amava Davide".

2. Saul cerca di provocare Davide. Il cambiamento di proposito di Saul nel dare sua figlia ad Adriel aveva lo scopo di ferire l'onore di Davide e di suscitare il suo risentimento. Davide aveva motivo di lamentarsi, ma non pronunciò una parola di rimprovero contro la clamorosa ingiustizia

3. Saul decide di uccidere Davide. La gelosia estorce i sacrifici più costosi: la gratitudine, l'onore, l'affetto. Un uomo cattivo baratterà il proprio figlio per raggiungere i suoi scopi. Sotto la promessa della preferenza possono nascondersi i disegni più mortali. Le parole giuste possono provenire da un cuore immondo. Il volto risplende della luce del cielo, mentre il cuore è infiammato dalle passioni dell'inferno

(III.) I malvagi sono spesso sconfitti dal valore di un uomo buono

1. In questo incontro Davide adempie la stipulazione del re

2. In questo incontro Davide vanifica il proposito del re

3. In questo incontro Davide vince la figlia del re. Dio può fare in modo che gli impedimenti che si frappongono sulla strada dei Suoi figli aiutino il loro progresso. I disegni sottili e mortali dei nostri nemici sono tra i propositi ordinati da Dio. (J. T. Woodhouse.)

Il malocchio di Saul:

(I.) L'invidia di Saul. L'egoismo, quella "radice dell'amarezza" lo riempì. E da esso scaturì il funesto fiore che sputa veleno, l'invidia. Che peccato è questo! Gli uomini "godono dei piaceri del peccato per un certo periodo", ma non godono di questo, di tutti i peccati il più odioso. È irritato per il bene di un altro. È nauseante sentire un altro lodato. Base, esso

"Appassisce alla gioia di un altro,

E odia l'eccellenza che non può raggiungere".

"L'invidia non ha vacanze". Dove entra avvelena la vita. "È un vero inferno in superficie". Stiamo attenti. In questa cosa non cediamo il posto al diavolo, ma resistiamogli. Questo Libro contiene avvertimenti solenni sufficienti contro questo peccato abominevole. La prima morte nel nostro mondo è stata causata da essa, quando Caino, "il patriarca del diavolo", come lo chiama un vecchio scrittore, "ha posato il suo crudele bastone sulla testa innocente di suo fratello Abele". Era il peccato dei fratelli di Giuseppe. "I patriarchi", dice santo Stefano, "mossi d'invidia, vendettero Giuseppe in Egitto". Era il peccato di Core, che invidiava Mosè, e di Achab, che invidiava Nabot. E il crimine supremo della storia è messo a suo conto, perché i farisei per invidia hanno consegnato il nostro Signore alla morte

(II.) L'inganno di Michal. Non c'era bisogno dell'inganno. Mostrava la sua sfiducia in Dio. Era sbagliato, e portò a una menzogna contro l'uomo che amava. Meglio morire che mentire. Tanto vale rubare ai ricchi per aiutare i poveri, piuttosto che cercare con le menzogne di aiutare un altro. Confida in Dio e fai il bene e parla nel modo giusto. Gli uomini possono attenuare le loro falsità e chiamarle bugie bianche e "bugie grigie". Ma Dio disapprova gli epiteti. Egli non li riconoscerà. Ci ordina di dire la verità gli uni agli altri. Egli dichiara che le labbra bugiarde sono un abominio per Lui; che "la lingua bugiarda non è che per un momento"; che "tutti i bugiardi" saranno esclusi dalla Città Celeste ed Eterna della Verità e della Gloria

(III.) La preservazione di Davide

1. Dal pericolo fisico è stato preservato. Come capitano di mille a guardia della frontiera, un servizio pericoloso; come prova del suo valore, con atti di valore, della mano di Merab. Come se fuggisse ancora e ancora e ancora, il giavellotto scagliato che cercava di inchiodarlo mortalmente al muro. Come osservato dagli assassini di Saul; come era in pericolo, come era preservato Davide! Non per miracolo. L'amicizia umana lo ha aiutato. Bella, magnanima la supplica di Gionata a Saul in suo favore. C'era un vero amico che lavorava per lui con la pazienza e la mitezza della saggezza. E che, "con la parola a suo tempo", svergognarono il re dal suo proposito omicida. "Fin qui l'oratoria di Gionatan e l'innocenza di Davide trionfarono insieme nella coscienza di Saul". Così, per un po' di tempo, debitore dell'amicizia e della sua richiesta di successo, Davide ebbe pace. L'amore della moglie lo ha aiutato. Mical rifiutò di essere, come Saul aveva sperato, un laccio per suo marito. Lo avvertì degli uomini di sangue che lo stavano aspettando. Lei lo fece "scendere da una finestra" e lui fuggì

4. Il suo stesso valore lo ha aiutato. Grande era stata la sua vittoria su Golia. Ma c'era bisogno di più. La sua vigilanza vigile e costante lo ha aiutato. Quando suonava la sua arpa, non era mai così assorto nel canto da non badare al re. Su quel giavellotto-scettro il suo occhio aveva davvero bisogno di essere fissato!

6. Eppure il Signore lo ha preservato. Poiché questi non erano che i mezzi con cui lavorava per lui l'Onnipotente Preservatore degli uomini; il Dio che aveva riposto il Suo amore su di lui

2. È stato preservato dal pericolo spirituale. Non fu danneggiato dalla prosperità. Con molte cose che lo lusingavano e lo inducevano a dimenticare la sua umile origine, che lo tentavano nell'aria e nei presupposti dell'orgoglio, egli camminava umilmente perché camminava con Dio. (G. T. Coster.)

La disciplina di un uomo unto:

Tenete a mente l'indubbia unzione di Davide, e poi vedete quali esperienze spiacevoli e strazianti possono colpire gli uomini che Dio ha sigillato come oggetti speciali del Suo favore e sommi ministri del Suo impero. Dato, un uomo chiamato da Dio a una grande opera, e qualificato per la sua esecuzione, per trovare le provvidenze che distingueranno il suo corso. Un bambino potrebbe rispondere al problema più facile: la sua carriera sarà brillante, il suo sentiero sarà fiancheggiato da fiori scelti, sarà corteggiato, benedetto, onorato da ogni parte. Guardate la storia di Davide per trovare una contraddizione di questa risposta. Troveremo persecuzione, odio, difficoltà, fame, freddo, solitudine, pericolo su pericolo; eppure colui che le sopporta tutte è un uomo unto, un favorito del cielo. La storia, per quanto saremo in grado di tracciare, mostra quattro cose riguardo alla disciplina di un uomo unto:

(I.) Che i grandi onori sono spesso seguiti da grandi prove. Queste prove non devono essere considerate in se stesse, ma in relazione agli onori che sono stati preceduti. Immagina un giardino che parla dell'anno come se fosse tutto l'inverno. Guardate la tentazione che assalì Davide, nel fatto che egli solo aveva ucciso il nemico di Israele. C'era bisogno di qualcosa dall'altra parte per castigare i suoi sentimenti. Agli uomini deve essere insegnata la loro debolezza così come il loro potere

(II.) Che le grandi prove in genere portano sollievo inaspettato. "L'anima di Gionatan era legata all'anima di Davide, e Gionatan lo amava come la propria anima." L'amore di una sola vera anima può tenerci lontani dalla disperazione. L'amore è fertile ed energico nel dispositivo. Guarda cosa ha fatto Gionata. L'amore è più di una partita per il mero potere. L'amore è molto apprezzato in circostanze come quelle di Davide. "C'è un amico che si tiene più vicino di un fratello".

(III.) Che nessuna prova esteriore può essere paragonata in severità all'auto-tormento degli uomini malvagi. Siamo inclini a pensare che Saul abbia fatto tutto il male, e che Davide l'abbia subito. Si tratta di una visione incompleta del caso. Saul stesso fu vittima del tormento più crudele

(IV.) Che i grandi processi, anche se richiedono un esame di coscienza, non possono richiedere un'autoaccusa. Questo è un punto che dovrebbe essere posto con grande delicatezza, perché siamo troppo inclini a esimerci dal rimprovero. La domanda che l'uomo provato generalmente si pone è: Che cosa ho fatto? Giorni di miseria sono stati spesi a rimuginare su quell'inchiesta. La domanda è valida solo fino a un certo punto. Dovrebbe essere seguito da un altro: Che cosa sta facendo Dio? Immaginate l'argento nel fuoco della raffinazione che chiede: Che cosa ho fatto?, senza sapere che è stato preparato per adornare la tavola di un re! Immaginate il campo che chiede: "Che cosa ho fatto, perché l'aratro mi faccia a pezzi?" Siamo forti solo nella misura in cui vediamo uno scopo divino nella disciplina della nostra vita. "Il Signore corregge chi ama, e flagella ogni figlio che riceve". Lasciate che la pazienza faccia il suo lavoro perfetto". Siamo lucidati da un forte attrito. Siamo raffinati dal fuoco divino. Il dolore dà il tono più profondo e più dolce alla nostra simpatia. Dovremmo essere impazziti da una prosperità ininterrotta e sempre crescente. Su ogni anima gelosa la mano del Signore è onnipotente. Guardate Saul, e il caso di Davide è disperato: guardate oltre a lui, e vedete come, per una via che egli non conosceva, il pastore veniva addestrato ad essere potente tra i re, e il capo di tutti coloro che cantano le lodi di Dio. (J. Parker, D.D.)

La grande persecuzione:

Il re d'Israele ha giustamente intrapreso una condotta di severa ostilità verso Davide. Con la storia di questo proposito dominante, tutta la sua carriera successiva è oscurata

1. La natura mortale dell'inimicizia di Saul. Un tiranno meno scrupoloso avrebbe tutt'al più considerato la retribuzione della reclusione abbastanza severa per i crimini di coraggio personale, condotta prudente, un felice successo dato da Dio e un'alta popolarità tra il popolo. Ma l'inimicizia di Saul, una volta accesa, poteva essere placata solo con il sangue. "La gelosia è crudele come la tomba". In Saul, come in tutti i tiranni in cui la coscienza non è del tutto morta e la paura è profondamente viva, era sentita come una necessità disperata che egli procedesse fino ai pericoli. E così cercò la vita di Davide. Niente di più basso lo avrebbe soddisfatto. E da quella sala interna dove il monarca geloso nutriva la sua ira, si sparse la parola d'ordine che Davide fosse distrutto. La perseverante ostinazione di esso. Le prove di ciò sono tristemente abbondanti. Può essere misurata dai piani che ha escogitato, dal tempo durante il quale è durata e dagli ostacoli che ha superato

2. I piani che ha escogitato. Un espediente per farlo cadere sotto la spada dei Filistei. Ma com'è triste l'immagine di un padre innaturale che sacrifica gli affetti domestici nel santuario della sua gelosia regale! Fare dell'amore di una figlia il veicolo della vendetta sul suo scopo! Un'alleanza statale per meri scopi politici è già abbastanza cattiva; ma rendere schiavi i sentimenti più santi, non dell'interesse pubblico, ma del risentimento privato, è incommensurabilmente peggio. Lo assale di nuovo con le sue stesse mani e manda agenti segreti a casa sua per ucciderlo. Fuggì da Samuele. Due compagnie di messaggeri furono inviate all'inseguimento. Sì, dai corni dell'altare l'implacabile re trascinava la sua vittima. Ma una potente interposizione venne dall'invisibile per proteggere gli innocenti

3. Il tempo durante il quale è durato. I soliti calcoli fanno otto o nove anni. Questo è certamente un periodo troppo breve per ammettere eventi così importanti, numerosi e vari come la storia contiene. Ma supponendo l'esattezza della stima, quanto deve essere stata tenace la vita di un risentimento che regnò così a lungo! Il tempo, il grande calmante delle lotte, ha perso qui il suo fascino dolce. L'oscura passione sembra aver avvolto la sua anima in una perpetua oscurità e essere diventata per lui una seconda natura

4. Gli ostacoli che ha superato. I moniti della sua coscienza; l'alto carattere e la meritata popolarità di David; l'immenso e incessante disagio e la negligenza dei gravi doveri pubblici coinvolti nell'inseguimento del fuggitivo. Com'era severo e placato quel risentimento che così rapidamente spegneva ogni dolce emozione, e bramava ancora il sangue del giovane coraggioso, tollerante e generoso. Rabbrividiamo di fronte a una passione così feroce, scontrosa e duratura. Non possiamo fare a meno di discernere in esso l'opera malevola dell'ispirazione infernale. La perdita del regno da parte di Saul fu assoluta e irreparabile. È stato pronunciato con enfasi, più di una volta, da Colui che non sa mentire. Eppure questo povero verme della polvere osa mettersi in mezzo, osa concepire deliberatamente il disegno di arrestare quella serie di eventi, per vanificare così il proposito di Colui che è "grande nel consiglio e potente nell'opera", e gettare sulla maestà del cielo l'ignominia di un vistoso fallimento. Fatto incredibile! Il linguaggio non può esprimere l'enormità. Con quale nome lo chiameremo? Infatuazione? Pazzia? Empietà? È tutto e tre in uno. Tentare di strappare le stelle dai loro sedili, o fermare il flusso della marea, non era una follia più grande che colpire colui che è protetto dall'onnipotenza. Bestemmiare a parole il sacro nome di Dio non era un'empietà più audace che opporre una resistenza orgogliosa e ostinata alla sua volontà. Procannare e prostituire in questo modo il tempo, le facoltà e i privilegi che Egli ha dato significa fare della vita un grande giuramento. (P. Richardson, B. A.)

Alla ricerca del lato oscuro:

E Saul guardò Davide, vale a dire gli lanciò una visione di traverso, pensò cose cattive su di lui, fu sicuro che c'era in lui un lato oscuro e lo cercò con fermezza. Saul permise che questa ricerca del lato nero in Davide diventasse un'abitudine consolidata della sua vita. Com'è triste l'abitudine! E la sua sede era una meschina, miserabile invidia. Ricordate quelle sagge parole che il saggio Lord Bacon disse a proposito dell'invidia: "L'invidia è la peggiore di tutte le passioni, e si nutre degli spiriti, ed essi di nuovo del corpo; e tanto di più perché è perpetuo e, come si dice, non osserva festività". E questo guardare il lato oscuro non è un difetto del tutto antico. Alcune persone cercano costantemente il lato nero in altre persone. Questo, come abbiamo appena detto, divenne il modo di Saul. Perciò Saul interpretò continuamente male Davide. Si è abbastanza inclini a vedere ciò che si è tenuti a vedere. "Sono stato in India per molti anni e non ho mai visto un cristiano nativo per tutto il tempo". Così parlò un colonnello a bordo di un piroscafo diretto a Bombay. Alcuni giorni dopo lo stesso colonnello raccontava la sua esperienza di caccia, e diceva che trenta tigri erano cadute sotto il suo fucile. «Ho capito che ha detto trenta, colonnello?» chiese un missionario a tavola. «Sì, signore, trenta», rispose l'ufficiale. «Perché», proseguì il missionario, «pensavo che forse intendessi tre». «No, signore, trenta.» «Ebbene, questo è strano; Sono in India da venticinque anni e non ho mai visto una tigre selvatica viva per tutto questo tempo". «Molto probabilmente no, signore», disse il colonnello, «ma è perché non li avete cercati». "Forse è così," ammise il missionario; «Ma non è stata questa la ragione per cui non avete mai visto un indigeno convertito?» Così è, si vede abbastanza generalmente ciò che si è tenuti a vedere, tigri o cristiani; E se uno è costretto a vedere una tigre, anche se non ci sono tigri nel suo paese, può immaginarsela abbastanza facilmente, e questo, per quanto lo riguarda, equivale alla stessa cosa. (W. Hoyt, D.D.)

Orgoglio della rivalità:

Il posto naturale di Cicerone era al fianco di Cesare, ma solo per Cesare dei suoi contemporanei era consapevole di un'inferiorità che gli era intollerabile. Ai suoi occhi era sempre la prima persona. Era stato reso infelice dal pensiero che i posteri avrebbero potuto considerare Pompeo al di sopra di lui. Una conoscenza più intima lo aveva rassicurato su Pompeo, ma in Cesare era consapevole di una presenza più alta, e si ribellò all'umiliante riconoscimento. (Cesare di Froude.)

La gelosia nega la giustizia agli altri:

Napoleone I sminuiva completamente i meriti dei suoi più valorosi marescialli, ed era geloso della fama come una donna o un poeta, mentre Oliver Goldsmith era solito arrabbiarsi e agitarsi, anzi, interrompeva ridicolmente la compagnia quando scopriva che le lodi e le attenzioni profuse al suo amico, il dottor Johnson, erano troppo forti per il suo cuore geloso. (H. O. Mackey.)

Crudeltà dell'invidia:

Dionigi il tiranno, per invidia, punì Filossinio il musicista perché sapeva cantare, e Platone, il filosofo, perché sapeva disputare meglio di lui. (Plutarco.)

Tirannia dell'io:

L'amichevole biografo dell'artista Gustave Doré dice di lui: "Non ha mai sentito parlare del successo di nessun altro artista senza rimuginarci sopra gelosamente e infelicemente. Era sempre in preda all' eccitazione invidiosa, e viveva con la costante paura che gli rodeva le parti vitali che un giorno o l'altro qualcuno potesse venire al fronte e eclissarlo. Così il peccato dell'egoismo sempre alla fine punisce l'anima che lo asseconda. Arriva come Erodiade, una creatura abbagliante, ma intenta al sangue. Non c'è crudeltà come la crudeltà del peccato anche verso il peccatore stesso. (H. O. Mackey.)

Invidia il genitore del crimine:

Cambise, re di Persia, uccise suo fratello perché quest'ultimo sapeva tirare un arco più forte di lui; e Caligola, l'imperatore romano, mise a morte suo fratello perché era particolarmente bello

10 CAPITOLO 18

1Samuele 18:10-11

E Davide giocò con la sua mano come le altre volte, e c'era un giavellotto nella mano di Saul. - Arpa e giavellotto:

Che contrasto! Davide con un'arpa e fece infuriare Saul con un giavellotto. Chi non preferirebbe giocare l'uno piuttosto che lanciare l'altro? Ma quella non è stata l'unica volta nella storia del mondo in cui arpa e giavellotto si sono incontrati. Dove fosse il loro luogo di nascita, non posso dirlo. Si dice che la lira sia stata suggerita per la prima volta dal tiraggio stretto dei tendini di una tartaruga sul suo guscio, e che il flauto sia stato suggerito per la prima volta dal soffio del vento su un letto di canne, e che il rapporto degli intervalli musicali sia stato suggerito per la prima volta a Pitagora dai diversi martelli sull'incudine della fucina; ma mi sembra che l'arpa sia caduta dal cielo e che il giavellotto sia stato lanciato dalla fossa. Altri strumenti hanno una voce più forte, e possono essere migliori per una carica di battaglia, ma quale squisita dolcezza sonnecchia tra le molle dell'arpa, svegliandosi al primo tocco della punta delle dita! Può piangere. Può supplicare. Può lenire. Può pregare. Il flauto è più dolce, la tromba è più sorprendente, l'organo è più maestoso, i cembali sono più festosi, il tamburo è più risonante, ma l'arpa ha una ricchezza propria, e continuerà la sua missione per tutto il tempo e poi prenderà parte alle sinfonie celesti, perché San Giovanni dice di aver udito in cielo le arpe di Dio. Ma il giavellotto del mio testo è altrettanto vecchio. È lungo circa un metro e mezzo, con manico in legno e punta in acciaio, affilato e affilato. Appartiene alla grande famiglia dei mercanti di morte, ed è fratello della spada, della lancia e della baionetta, e cugino di primo grado di tutti gli strumenti che feriscono e uccidono

1. Mi suggerisce la musica come medicina per i disturbi fisici e mentali. Davide afferrò lo strumento musicale che sapeva suonare meglio e ne evocò suoni che servivano al distrazione e al medicamento del re Saul. Perché è stato un fallimento? Saul si rifiutò di prendere la medicina. Un'intera farmacia di farmaci curativi non farà nulla per guarire le tue malattie se ti rifiuti di prendere la medicina. Non era colpa della prescrizione di Davide, ma colpa dell'ostinazione di Saul. La musica è la forza più potente di tutte le terapie. I suoi risultati potrebbero non essere visti così improvvisamente come altre forme di cura, ma è altrettanto meraviglioso. Non saprete mai quanta sofferenza e dolore la musica ha alleviato e guarito. Un soldato dell'esercito degli Stati Uniti disse che nei giorni in cui la banda del reggimento suonava vicino agli ospedali tutti i malati e i feriti si rianimavano, e gli uomini che erano così zoppi da non poter camminare prima si alzavano e uscivano a sedersi al sole, e quelli così scoraggiati che non si aspettavano di tornare a casa cominciarono a fare le valigie e a chiedere informazioni sugli orari dei battelli a vapore e dei treni ferroviari. Teodosio, l'imperatore, adirato per il comportamento del popolo di Antiochia, che, per qualche improvvisa provocazione, abbatté le statue dell'imperatore e dell'imperatrice, decise di punirli severamente, ma il vescovo, sapendo che l'imperatore gli faceva cantare un gruppo di ragazzi mentre mangiava a tavola, insegnò ai ragazzi un canto lamentoso in cui il popolo si lamentava del loro cattivo comportamento, e il re, sotto il pathos della musica, gridò: "La città di Antiochia è perdonata". La rabbia di Achille fu placata da un'arpa. Asclepiade faceva ondeggiare le moltitudini ribelli con un'arpa. Dopo la battaglia di Yorktown, quando un musicista stava per subire l'amputazione, e prima dei giorni dell'anestesia, l'artista ferito chiese uno strumento musicale e non perse una nota durante i quaranta minuti dell'amputazione. Filippo Palmo, il grande musicista, di fronte a un creditore arrabbiato, suonò davanti a lui in modo così incantevole che il creditore condonò il debito e diede al debitore altre dieci ghinee per placare gli altri creditori. Su quali tasti del pianoforte o dell'organo ha camminato la consolazione! Sì, in chiesa un inno ha fatto rotolare la pace su un migliaio di persone preoccupate, perplesse e agonizzate. Atti ai piedi della Torre di Babele la lingua fu divisa in frammenti per non essere mai più ricomposti, ma una lingua non fu ferita, ed è la musica, ed è la stessa in tutto il mondo. È un linguaggio universale, e quindi buono per la cura universale. Quando il mio caro amico Dio Lewis (andato a riposare troppo presto) condusse una campagna contro l'ubriachezza in Occidente, e radunò migliaia delle donne più nobili del paese in quella magnifica campagna, e interi quartieri, villaggi e città chiusero i loro negozi di grog, sapete qual è l'arma principale usata? Era la canzone:

"Più vicino, mio Dio, a te,

più vicino a te".

La cantarono alle porte di centinaia di saloon di liquori aperti da anni, e alla prima carica della campagna o alla seconda chiusura del saloon. Atti 49 primo verso di "Più vicino, mio Dio, a te", ridevano i commercianti di liquori; alla seconda strofa sembravano solenni; Alla terza strofa cominciarono a piangere; e alla quarta strofa si inginocchiarono. Dici che hanno riaperto i loro saloon. Sì, alcuni di loro lo hanno fatto. Ma è una grande cosa avere l'inferno chiuso, anche se solo per una settimana. Dai il massimo a un buon inno gospel e ci vorrà il mondo intero per Dio!

2. Ma quando nel mio testo vedo Saul declinare questa medicina del ritmo e della cadenza e scagliare addirittura un giavellotto contro il cuore di Davide l'arpista, penso a me stesso al fatto che il peccato vorrebbe uccidere la musica sacra. È un fatto che il peccato ha un giavellotto per i suoni sacri. In molte chiese il giavellotto della critica ha ucciso la musica, giavellotto lanciato dal soppalco dell'organo o dal banco attiguo del supersensibile. Il giavellotto di Saul puntò contro l'arpa di Davide. Migliaia di persone hanno così paura di non cantare scientificamente che non canteranno affatto, o canteranno con un tono così basso che nessuno li sente. In molte chiese il canottino della critica ha paralizzato l'arpa del culto. Se Satana riuscisse a mettere a tacere tutti gli inni della scuola domenicale e gli inni dell'adorazione cristiana, otterrebbe il suo più grande successo. Quando il canto millenario si alzerà (e si sta preparando) ci sarà un tale fragore di voci, una tale potenza concertata di strumenti a corda e a fiato, una tale maestà, una tale unanimità, una tale acclamazione continentale ed emisferica e planetaria, che sarà impossibile sapere dove finisce la terra e inizia il cielo. Rotola, rotola, arrotolati, tu armonia millenaria!

3. Vedi anche nel mio argomento un'opportunità di vendetta respinta. Perché Davide non raccolse il giavellotto di Saul e non lo scagliò di nuovo? Oh, David, ora è la tua occasione! No, no. Uomini e donne che hanno la facoltà di parlare o di usare la penna o la mano per rispondere a un antagonista inasprito, è meglio che imitino Davide, e lascino che il giavellotto sia ai vostri piedi e tengano l'arpa in mano. Non contrattaccare. Non giocare al gioco del tit-for-tat. Gibbon, nella sua storia, narra di Bajazet, il grande generale musulmano, che fu portato prigioniero alla tenda di Tamerlano. Aveva tentato il massacro di Tamerlano e dei suoi uomini. Tamerlano gli disse: "Se tu ci avessi sconfitto, non ignoro il destino che hai riservato a me e alle mie truppe, ma disdegno di vendicarmi. La tua vita e il tuo onore sono al sicuro, e io esprimerò la mia gratitudine a Dio con la mia clemenza verso l'uomo". Bello! La vendetta sulla lingua, sulla penna o sulla mano di Christian è inappropriata, e fa più male a chi la usa che a chi la usa. Che cosa! Un giavellotto si è scagliato contro di te ed è caduto ai tuoi piedi, e tu non lo scagli di nuovo? Sì. La cosa migliore che puoi fare con un giavellotto scagliato contro di te è lasciarlo giacere dove è caduto, o appenderlo nel tuo museo come curiosità. La ferita più profonda inferta da un giavellotto non è quella del filo tagliente, ma quella smussata del manico a colui che lo brandisce. Lascio a voi il compito di dire chi ha avuto la meglio in quella battaglia a palazzo: Saul o Davide

4. Si veda anche nel mio argomento che il fatto che un uomo eviti il pericolo non è contro il suo coraggio. Quando il giavellotto veniva lanciato, si allontanava dalla sua direzione o si piegava di qua o di là, in altre parole, lo evitava. Davide aveva dei difetti, ma la codardia non era uno di questi. Che lezione è questa per coloro che corrono un pericolo inutile e mettono a nudo la loro vita o la loro reputazione o la loro utilità! Quando il dovere lo richiede, vai avanti, anche se tutta la terra e l'inferno si oppongono. Non spostarsi di un pollice dalla posizione corretta. Ma quando non c'è nulla in gioco, fai un passo indietro o fatti da parte. Perché ostacolare i pericoli che puoi evitare? Non partecipare a battaglie donchisciottesche per combattere i mulini a vento. Sarai più utile al mondo e alla Chiesa come cristiano attivo che come bersaglio per i giavellotti. Ci sono cristiani sempre in lotta. Se entrano nelle chiese, combattono lì. Se entrano nei presbiteri o nelle conferenze o nelle associazioni, lì combattono. Il mio consiglio per voi è, se non c'è nulla da guadagnare per Dio o per la verità, state lontani dalla via dei giavellotti

5. Vedi anche nel mio argomento l'atteggiamento irragionevole dei giavellini nei confronti dell'arpa. Che cosa aveva fatto quell'arpa nella mano di Davide al giavellotto nella mano di Saul? Le corde vibranti dell'uno avevano ferito il bordo tagliente dell'altro? C'era un vecchio rancore tra le due famiglie, dal suono dolce e tagliente? Il triangolo aveva mai insultato l'asta lucida? Perché lo scopo mortale dell'arma distruttrice contro lo strumento del suono lenitivo, calmante, guaritore, Ebbene, vi risponderò che se mi direte perché l'ostilità di tanti al Vangelo, perché gli attacchi virulenti contro la religione cristiana, perché l'antipatia rabbiosa di tanti per la più geniale, la più invitante, l'influenza più salutare sotto tutti i cieli? Perché gli uomini dedicheranno la loro vita a scrivere, a parlare e a combattere contro Cristo e il Vangelo? Perché il giavellotto dell'odio e della rabbia del mondo contro l'arpa dell'amore celeste? Che cosa ha fatto la religione cristiana per essere così attaccata? Chi l'ha morso e lasciato con il virus dell'idrofobia nelle vene che a volte dovrebbe essere inseguito come se fosse un cane impazzito? Giavellotto dell'arguzia, giavellotto dell'ironia, giavellotto della scurrilità, giavellotto dei sofismi, giavellotto dell'ostilità umana e diabolica, hanno volato per centinaia di anni, e stanno volando ora. Ma mirato a cosa? Agisce qualcosa che è venuto a devastare il mondo? Agisce qualcosa che uccide le nazioni? Agisce qualcosa che potrebbe sbranare e calpestare sotto i piedi e straziare e schiacciare la razza umana? No, rivolto all'arpa gospel. Oh, mi piace l'idea di quel vecchio monumento nell'antica chiesa di Ullard, vicino a Kilkenny, in Irlanda. La scultura su quel monumento, sebbene cesellata più di mille anni fa, è appropriata oggi come allora, la scultura rappresenta un'arpa su una croce. È lì che lo appendo ora, è lì che faresti meglio ad appenderlo. Che il giavellotto sia sepolto per sempre, con il bordo affilato abbassato, ma appendi l'arpa alla croce. (T. Deuteronomio Witt Talmage.)

La rabbia porta al crimine:

Pietro il Grande di Russia approvò una legge secondo la quale ogni nobile che picchiava i suoi servi doveva essere messo sotto restrizione e trattato come un minore o un pazzo. Eppure un giorno, in un impeto di rabbia, colpì il suo giardiniere, che lo prese così a cuore che morì. "Ahimè!" esclamò l'imperatore, "ho civilizzato i miei sudditi; Ho conquistato altre nazioni; eppure non sono stato in grado di civilizzarmi o di conquistarmi!" D'altra parte, i successi ottenuti da Marlborough erano dovuti in non piccola misura al suo perfetto autocontrollo, un temperamento che nulla sembrava scompigliare, sia che la causa dell'irritazione fosse in un alleato militare o in un servitore di casa

12 CAPITOLO 18

1Samuele 18:12-30

Saul ebbe paura di Davide, perché l'Eterno era con lui e si era allontanato da Saul.-Il pericolo di Davide:-

Saul aveva paura di Davide. Questo è molto rimarchevole, perché non era forse Saul il re e Davide solo il servo? Ci deve essere una spiegazione di questa notevole paura. Cos'è? È il mistero del carattere spirituale, e questo è in realtà la spiegazione di tutta la paura più mortale che paralizza lo spirito della tirannia e dell'oppressione. È in questa direzione che dovremmo cercare le influenze più grandi e migliori della società. Che cosa sono le armi da guerra, o la mera forza delle armi, o l'ampiezza della ricchezza, o tutta la pompa e le circostanze della monarchia? Quando l'uomo saggio cessa di uscire dalla terra, la potenza della terra è morta; Scuole, chiese, istituzioni dedite alla cultura della conoscenza e alla promozione della sapienza, questi sono i baluardi e le difese più forti di ogni nazione. La rettitudine non solo esalta una nazione in certi sensi morali, ma getta sul nemico che la osserva tutta la forza di un timore spirituale, perché, colpendo una tale nazione, egli sente di colpire il potere supremo e la sensibilità dell'universo

1. Sembra che a Saulo sia venuta un'idea nuova, che sembrerebbe ispirata dalla magnanimità. Saul ora intraprende il corso, secondo la promozione militare di Davide. L'obiettivo era quello di togliere di mezzo Davide mandandolo in qualche parte lontana del regno con qualsiasi pretesto si presentasse. Il metodo è comune oggi. Non importa quale onore si dia a un nemico, se l'onore lo toglie dalla vista e spezza la sua immediata influenza locale. Gli uomini dovrebbero esaminare i motivi dei loro onori, perché forse in quel motivo possono scoprire la ragione dell'umiltà piuttosto che il vanto. È uno spettacolo umiliante osservare un uomo che investe la sua magnanimità e si guadagna il merito di essere generoso quando nel suo cuore è inesprimibilmente meschino

2. Davide continuò nel suo indisturbato corso di saggia considerazione e nobile prudenza. Non c'era alcun senso di servilismo nel suo atteggiamento verso il re, ma non c'era né l'aspetto né il tono di sfida. Davide prese semplicemente il compito che gli era stato assegnato e ne elaborò i dettagli con saggezza e cura. Questo è il modo di trattare ogni nemico. Invece di attaccare direttamente l'ostilità e quindi creare partigianeria in suo favore, è infinitamente più saggio affrontare il compito quotidiano con semplice fede e saggezza evidente, come se si accontentasse di servire nella capacità più bassa o più alta. La pazienza per lunga continuazione si costituisce in un solido argomento

3. La spiegazione religiosa data nel caso di Davide è contrassegnata da una bella naturalezza. Ovunque ci sia vera sapienza, c'è sempre la presenza del Signore a renderne conto. "Il Signore era con lui" non è un'espressione limitata a una serie di circostanze o a una classe di uomini favoriti. Il Signore sarà con i più piccoli di noi e guiderà la via della più umile delle Sue creature. Non prendere nulla con le tue mani, come se con le tue forze e abilità potessi realizzare il tuo scopo: riconosci Dio in tutte le tue vie ed Egli appianerà il tuo cammino. "Quando le vie di un uomo piacciono al Signore, egli fa sì che anche i suoi nemici siano in pace con lui".

4. Saul, sventato in questa direzione, si mise in un'altra linea di condotta verso Davide. Saul propose di onorare ulteriormente il giovane cortigiano facendolo suo genero. Con un tono di finta allegria il re disse: "Sii solo valoroso per me e combatti le battaglie del Signore". Come è stato trascinato il nome divino in usi indegni e profani! Che cos'è questa se non la più corrotta di tutte le ipocrisie? Saul infatti disse: «La mia mano non sia su di lui, ma su di lui la mano dei Filistei».

5. Vedi in Saul la vera qualità della malizia: non c'è nulla di troppo meschino da fare; non c'è condotta troppo tortuosa per lui da adottare; menzogne, ipocrisia, crudeltà, queste sono le armi con cui combatterà per il suo destino. Come Saul si scorona nel ventiduesimo versetto! Quando Saul pronunciò quel discorso, si tolse la corona e divenne un uomo meschino. Quanto è ingannevole l'azione dell'iniquità nel cuore quando porterà gli uomini ad abbassarsi così nella stima dei loro servi! A Saul non venne in mente che, quando affidò ai suoi servitori questo incarico, distrusse la loro fiducia e il loro rispetto nei suoi confronti. Forse non c'era alcuna dimostrazione esteriore di tale distinzione, ma non era meno un fatto nel cuore di coloro che ricevevano le malvagie istruzioni del re. Ma il peccato è auto-accecante. Più volte abbiamo visto che il peccatore non è solo un criminale, ma anche uno sciocco. (J. Parker, D.D.)

14 CAPITOLO 18

1Samuele 18:14

E Davide si comportò saggiamente in tutte le sue vie. - Condotta saggia:

(I.) La saggezza di Davide. La sapienza di Davide si dimostrò con la sua condotta in straordinaria prosperità. Improvvisamente Davide si ritrovò l'idolo popolare; era posto al di sopra del re; ma la sua testa non era girata

1. Quando Robert Burns fu introdotto nella brillante società di Edimburgo - di letterati e donne di talento, di pari e nobili signore, il titolo della terra - quando tutta la Scozia era ai suoi piedi, si comportava per quanto riguarda il modo in cui era nato. Era un gentiluomo galante come tutti i salotti della capitale del nord. Ma la sua testa, ahimè! è stato girato. Il suo cuore fu sedotto. Le lodi degli uomini, l'adulazione delle belle donne, corruppero la sua semplicità, lo rovinarono. Aveva un'ispirazione poetica insuperata dai tempi di Shakespeare; ma gli mancava l'ispirazione della saggezza. Sotto tentazioni molto più grandi, Davide si comportò senza abbagliare. La scusa è stata trovata per Burns che era un poeta; aveva la squisita sensibilità di un poeta; L'esposizione era maggiore per lui che per i comuni mortali. Il palliativo è ammesso. Era più tentato degli altri uomini. Ma anche Davide era un poeta; Era anche un musicista; aveva la sensibilità che accompagna entrambi questi doni divini; aveva anche l'entusiasmo appassionato di un giovane eroe. Eppure la sua saggezza non venne meno; perché è stata la sua ispirazione padroneggiante

2. Aumenta la nostra ammirazione per Davide ricordare che non aveva alcuna preparazione per la prosperità. Il processo è una disciplina per il successo. E' stato consuetudine attribuire la saggezza della regina Elisabetta, nella straordinaria elevazione del suo grande regno, alla disciplina del suo esilio in gioventù, a Hatfield, assediata da amici e nemici intriganti, temuta e odiata da Maria e dai nobili cattolici, e sicura della sua vita solo con un'incessante ed estrema circospezione. La saggezza che dimostrò nella lunga lotta attraverso la quale l'Inghilterra passò indenne a un tale grado di gloria fu davvero ammirevole. Ma questa saggezza non l'avrebbe forse sostenuta se fosse stata portata alla corte di sua sorella e lì fosse diventata una favorita; se fosse stata messa, con tutto il suo fascino e le sue realizzazioni giovanili, in contrasto con la malaticcia, sospettosa, bigotta Maria. Eppure, anche per questa prova, Elisabetta aveva avuto una preparazione parziale, nascendo principessa. Ma David era un ragazzo di campagna. Improvvisamente, senza alcuna preparazione, se non l'innata correttezza del suo giudizio e la semplice rettitudine del suo cuore, fu elevato al culmine della gloria terrena. Le sue prove vennero dopo. Il suo successo è stata la sua prima esperienza. Quanti pochi uomini pubblici che siano mai vissuti hanno mostrato una tale meravigliosa modestia e autocontrollo! L'esempio è nobile per tutti i giovani uomini

(II.) La saggezza di Davide fu dimostrata dalla sua condotta in improvvisi e grandi rovesci

(III.) La sapienza di Davide si mostrò nel suo proposito di avere il favore di Dio. "Il timore del Signore è l'inizio della saggezza". (Sermoni del club del lunedì.)

La ricompensa dell'obbedienza religiosa

Queste parole, "si comportò saggiamente", potrebbero anche essere tradotte, "prosperò"; e questa versione lo offre il margine; entrambe le interpretazioni sarebbero strettamente vere, se applicate a questo periodo della vita di Davide; e anche in seguito, si può veramente dire che ha prosperato, anche se le sue circostanze apparenti erano avverse; poiché egli è stato preservato nei pericoli e nelle calamità in misura tale da dimostrare chiaramente che "Dio era con lui" in un senso speciale, proteggendolo con la presenza della sua Provvidenza; e, in mezzo alle sue più profonde disgrazie e alle sue più aspre persecuzioni, il suo linguaggio è quello di una mente assorta nella felicità al di là del controllo delle circostanze terrene. In qualunque senso quindi prendiamo le parole del testo, sia che "si comportò saggiamente", sia che "prosperò in tutte le sue vie", l'osservazione permetterà di estendersi a tutta quella parte della vita di Davide in cui fu soggetto alle persecuzioni di Saul, e prima che si stabilisse nel suo regno

1. Forse in nessun caso la verità dell'osservazione apostolica, "la sapienza del mondo è stoltezza presso Dio", è esemplificata più chiaramente che in questa. Dio dice: "Davide si comportò saggiamente", il mondo direbbe: si comportò stoltamente e scoprì un difetto di spirito. Ma di quale spirito? Dello spirito di colui che è stato omicida fin dall'inizio. Non c'era mancanza di coraggio nel carattere di Davide; Questo i suoi più acerrimi nemici devono permetterglielo. Non concepiva affatto la vendetta necessaria alla sua reputazione militare. Era totalmente ignaro di quella meschinità che ora è di moda attribuire a coloro che hanno la forza d'animo e l'arroganza di perdonare. Anche un pagano saggio e virtuoso ha giustamente replicato a questa accusa di meschinità, e ha dichiarato che la vendetta è la passione di una mente bassa, debole e piccola. E se queste sono le parole della Natura e le opere della Legge, come sarà tollerato il risentimento sotto il Vangelo?

2. Davide aveva subito un'offesa deliberata e premeditata, ma spesso il risentimento è tanto infondato quanto colpevole; tuo fratello può aver offeso involontariamente e inavvertitamente; potresti anche tu avergli dato una provocazione non inferiore a quella che sta operando nel tuo petto; o, forse, è anche ora punto dal rimorso e dal dolore per la sua colpa, e vuole solo l'opportunità di ripararlo. Non dimenticate che gli altri hanno le loro passioni, i loro pregiudizi, le loro propensioni e i loro sentimenti abituali, così come voi stessi

3. Davide, durante la sua persecuzione, una volta si trovò in una situazione pericolosa. Aveva a portata di mano il suo nemico più inveterato, e avrebbe potuto subito gratificare la vendetta e mostrare per sempre la propria sicurezza. Ma non aveva vendetta da soddisfare, e la sicurezza la cercò da un'altra parte. Se l'opportunità gli fosse stata offerta più e più volte, non gli sarebbe mai venuto in mente di abbracciarla; ma sono vicini consiglieri traditori, che vorrebbero persuaderlo al peccato e alla distruzione. Sapevano che Davide era attaccabile solo per motivi religiosi: perciò lo esortarono dicendo: "Ecco il giorno di cui l'Eterno ti disse: Ecco, io ti darò in mano il tuo nemico, perché tu possa fargli ciò che ti sembrerà bene". Ma Davide sa che ciò che può sembrare buono a lui può non sembrare buono a Dio; e quindi non prende il vantaggio che le circostanze avevano posto in suo potere

4. Possiamo anche osservare che il passaggio della vita di Davide a cui il testo può essere particolarmente applicato, quando "si comportò saggiamente in tutte le sue vie" e quando "il Signore era con lui", fu il tempo della sua umiliazione e avversità esteriore: e questo può servire a mostrarci che, sebbene uno stato come questo non sia buono o da cercare per se stesso, Ha le sue sicurezze: ci insegna a cercare protezione e conforto dove possiamo cercarle solo con fiducia, e nella stessa proporzione rende sicure le nostre azioni. (H. Thompson, M.A.)

17 CAPITOLO 18

1Samuele 18:17

Combatti le battaglie del Signore.-Lavoro aggressivo:-

La storia della razza umana è una storia di progresso. La rivelazione divina si è mossa di conseguenza. Il carattere di Davide è un problema doloroso per l'osservatore ristretto, perché colui che ha ucciso le sue decine di migliaia di persone ha attinto il suo coraggio da una fonte divina. La colpa è gettata sulla fontana. Bisogna avere una visione molto più elastica, e considerare il fisico come la base della morale, come il martello di selce di Spiennes fu il precursore del martello a vapore di oggi. L'abilità che uccise il gigante della Filistea si è trasformata in una forza morale che schiaccia la tirannia, la schiavitù, l'ignoranza e l'irreligione. Come Saul disse a Davide: "Combatti le battaglie del Signore", così dice lo Spirito alla Chiesa cristiana. Le armi della nostra guerra sono diverse, e le condizioni del nostro coraggio non sono identiche. Il cristiano nobile e disinteressato ha preso il posto del guerriero dal cuor di leone. Ci deve essere un'opposizione decisa a ogni male, e la guerra deve essere portata nel campo del nemico. Quando gli enormi crimini di oggi saranno tolti dal calendario, e la società rigenerata in modo tale che tutti "conosceranno il Signore", allora, e non prima di allora, la Chiesa possa deporre le armi da guerra, per godere del bottino, della danza e del tamburello. Le condizioni di potenza e di efficienza di cui la Chiesa ha bisogno per lavorare in modo aggressivo. La domanda di prova del defunto Carlyle alle persone che cercavano la sua influenza era: "Che lavoro stai facendo?" Misurò le capacità degli uomini per ciò che cercavano in base a ciò che avevano realizzato. Il fatto che i seguaci di Gesù esercitino un'enorme influenza e stiano compiendo un'opera grandiosa in questo momento, incoraggia la convinzione che faranno ancora di più. Per estendere tale influenza e moltiplicare le azioni, sono necessarie due cose, vale a dire, la dedizione di tutta la scienza, il talento, le ricchezze, il potere e il tempo, che la Chiesa possiede, al servizio di Cristo e dell'uomo; e poi l'energizzazione di tutte queste risorse da parte dello Spirito di Dio, affinché possano diventare forze divine nella salvezza del mondo. E' inutile dire che ciò non è stato fatto nella misura richiesta

1. Ci deve essere un senso più profondo della responsabilità della situazione. L'ingiunzione del Maestro è: "Occupati finché io venga". Guardate come viene attuato in altre sfere: il capitano sul ponte, il soldato sul campo di battaglia, il primo ministro alla guida dello Stato, il mercante nella sala di contabilità, lo scienziato nel suo laboratorio, l'artista davanti alla tela, il musicista all'organo, il poeta nel suo studio, così come l'agricoltore e l'operaio nelle loro sfere di lavoro. Tutti occupano molto seriamente le loro postazioni. I cristiani sono le dramatis person&ae; che salgono sul palco per mostrare l'amore di Dio in Cristo Gesù. Il tempo e l'eternità esigono il calore bianco di quella serietà che sacrifica tutto per salvare alcuni

2. Ci deve essere una fede più forte nelle armi della nostra guerra. "E prendete l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio". Nella mano della fede la spada diventa onnipotente. (T. Davies, M.A.)

Guerra! Guerra! Guerra!:-

(I.) Quali sono le battaglie del Signore?

1. La battaglia del Signore è prima di tutto contro il peccato. Cercate la grazia per combattere questa battaglia nel vostro cuore. Sforzatevi, con la grazia divina, di superare quelle propensioni che vi spingono continuamente verso l'iniquità. In ginocchio lotta contro i tuoi peccati che ti assillano. Man mano che appaiono le abitudini, cerca di spezzarle con l'ascia da battaglia di una forte risoluzione brandita dal braccio della fede. Metti da parte l'orgoglio, l'accidia, la lussuria e l'incredulità, e ora hai davanti a te una battaglia che riempirà le tue mani e le riempirà più che completamente. E mentre questa battaglia viene combattuta, sì, e mentre sta ancora combattendo, esci e combatti con i peccati degli altri uomini. Colpiscili per primo con l'arma del santo esempio. Siate voi stessi ciò che vorreste che fossero gli altri; siate puri voi che portate i vasi del Signore. Siate puliti prima di poter sperare di essere i purificatori del mondo. Lasciate che la vostra testimonianza sia incrollabile; Non lasciare mai che un peccato passi sotto i tuoi occhi senza rimprovero. Andate là dove il peccato è più diffuso. Scendi nel vicolo buio; salire la scala scricchiolante; Penetra nelle tane dell'iniquità

2. E anche così dobbiamo gridare contro l'errore. È compito del predicatore predicare l'intero vangelo di Dio e rivendicare la verità così com'è in Gesù dall'opposizione dell'uomo. Migliaia sono le eresie che ora affliggono la chiesa. O figli di Dio! combatti le battaglie del Signore per la verità. Sono stupito, e ancora più stupito quando vengo a girarlo, per la mancanza di serietà che c'è nel protestantesimo dell'epoca presente

3. E ancora una volta, è dovere del cristiano fare sempre la guerra con la guerra. Avere amarezza nel cuore contro qualsiasi uomo che vive significa servire Satana. Dobbiamo parlare molto severamente contro l'errore e contro il peccato; ma contro gli uomini non abbiamo una parola da dire. Con gli uomini il cristiano è uno. Non siamo forse fratelli di ogni uomo? "Dio ha fatto di una sola carne tutti i popoli che abitano sulla faccia della terra". La causa di Cristo è la causa dell'umanità. Siamo amici di tutti e nemici di nessuno

(II.) I soldati del Signore: chi sono coloro che devono combattere le battaglie del Signore? Non tutti. Il Signore ha il Suo esercito, la Sua chiesa: chi sono? I soldati del Signore sono tutti di Sua scelta. Li ha scelti dal mondo; e non sono del mondo, come Cristo non è del mondo

(III.) L'esortazione. "Combattete le battaglie del Signore". Se sei il soldato del Re celeste, "Alle armi! alle armi!" Ed ora, vi leggerò il codice marziale, le regole che Cristo, il Capitano, vorrebbe che obbediste combattendo le Sue battaglie

Regola I - Nessuna comunicazione né unione con il nemico! Nessuna tregua, nessuna lega, nessun trattato devi fare con i nemici di Cristo

Regola II.Non c'è quartiere da dare o da prendere! Non hanno nulla a che fare con la sua pretesa amicizia. Non chiedere nulla alle sue mani; sia crocifisso per te e tu per lei

Regola III.-Nessuna arma o munizionamento preso al nemico deve essere usato dai soldati dell'Emmanuele, ma deve essere completamente bruciato con il fuoco!

IV regolamento - Non c'è paura, tremore o vigliaccheria! Non temere. Ricordate, se un uomo si vergogna di Cristo in questa generazione, Cristo si vergognerà di lui nel giorno in cui verrà nella gloria di Suo Padre e di tutti i Suoi santi angeli

Regola V - Niente sonno, riposo, disagio o resa! Siate sempre al lavoro, tutti al lavoro, costantemente, con tutte le vostre forze. Non c'è riposo. Vedo a volte i capitani far marciare i loro soldati avanti e indietro, e potresti ridere e dire che non stanno facendo nulla; Ma badate bene, tutte quelle manovre, che formano un quadrato, e così via, hanno il loro effetto pratico quando entrano in campo di battaglia. Permettetemi, dunque, di mettere il cristiano nelle sue posture

1. La prima posizione che il cristiano dovrebbe assumere, e nella quale dovrebbe essere molto ben praticato, è questa. In ginocchio, mani in alto e occhi in alto al Cielo!

2. La postura successiva è: piedi veloci, mani ferme e occhi in alto! Una postura dura che, anche se sembra molto facile

3. Un'altra posizione è questa: marcia veloce, in continuo avanzamento! Ah! ci sono alcuni cristiani che dormono costantemente sulle loro pistole; ma non capiscono la posizione di andare avanti. Marcia veloce!

4. Un'altra postura è davvero molto difficile da imparare. È ciò che a nessun soldato, credo, è mai stato detto di fare dal suo capitano, tranne il soldato di Cristo: occhi chiusi, orecchie chiuse e cuore chiuso! È allora che si passa attraverso Vanity Fair

5. E poi c'è un'altra posizione: piedi fermi, spada in mano, occhi aperti; guarda il tuo nemico, osserva ogni finta che fa, e guarda anche la tua opportunità di lasciarlo volare, spada in mano! Quella postura che devi mantenere ogni giorno

6. C'è un'altra postura, che è molto felice per il figlio di Dio da assumere e vorrei che tu ricordassi oggi. Mani spalancate e cuore spalancato, quando aiuti i tuoi fratelli

7. Soprattutto, la migliore postura per la chiesa di Cristo è quella di attendere pazientemente l'avvento di Cristo, di attendere con ansia la Sua gloriosa apparizione, che deve venire e non tarderà, ma che otterrà per Sé la vittoria. (C. H. Spurgeon.)

18 CAPITOLO 18

1Samuele 18:18

Che cos'è la mia vita? - La grandezza della vita: -

"Chi sono io?" e "Qual è la mia vita?" Amos Mi piace solo qualche effimero più grande sulle foglie dell'alloro verde dell'esistenza, nato al mattino e scomparso alla sera? Il mondo interiore della memoria, della coscienza e della speranza, è solo un beffardo paese dei sogni dell'esistenza? Tutte le sue agonie di rimorso, il suo protendersi verso l'infinito, i suoi sentimenti di responsabilità, sono solo il lavoro di un'immaginazione malata? O sono quello che sento di essere: un'anima, un'anima immortale, un'anima responsabile; dovere, dopo la fine della breve amministrazione della vita, rendere conto di me stesso a Dio? Ora, ci sono in realtà due questioni coinvolte in questo testo. La prima è: Che cos'è la vita? La seconda è: "Che cos'è la mia vita?" Se l'ideale cristiano è vero, se ogni uomo porta in sé la grandezza dell'immortalità, come agisco con la mia grande natura? Amos, io disprezzo e calpesto il mio diritto di primogenitura? Amos 1 lo tesse in un abito di bellezza, o in un abito di vergogna?

(I.) La mia vita è una nuova vita? Tra gli Ebrei la nascita di un bambino era un'occasione di gioia più lieta. Il giorno della sua nascita era una festa. Così ora "c'è gioia alla presenza degli angeli di Dio per un solo peccatore che si pente". Se siamo in Cristo siamo creature nuove, le cose vecchie sono passate; Vecchie idee di vita, vecchie abitudini di vita, vecchie associazioni di vita: tutte le cose sono diventate nuove. Un altro mondo è venuto alla luce, con la stessa chiarezza con cui questo mondo è apparso alla vista del cieco a cui Gesù ha dato la vista. Non dico che la vecchia vita sia del tutto scomparsa. No. La pelle invernale del baco da seta si aggrappa alla falena finché non è pronta a spiegare le ali e a volare via, e gran parte della vecchia natura si aggrappa al cristiano finché non è pronto a "partire e stare con Cristo, che è molto meglio". Paolo sentì il vecchio ancora aggrapparsi a lui. "O miserabile uomo che sono, chi mi libererà dal corpo di questa morte?" Anche noi. Ma per tutto questo, la nuova vita è lì. Amiamo la preghiera, amiamo la casa di Dio, amiamo parlare con Cristo; portiamo in noi i fiori della vita migliore: i frutti dello Spirito sono amore, gioia, pace

(II.) La mia vita è una vita dignitosa? Sì! Dignitoso! Siamo giunti a questo, che pensiamo che solo i giudici vestiti di ermellino e i governanti vestiti di porpora abbiano una condizione dignitosa? Lasciatemi sperare di no! Un tempo si pensava che essere un cittadino romano fosse una grande dignità, ma c'era una dignità più grande. Sono un uomo! suona una profondità di dignità più profonda di quella che io sia un cittadino romano. Sì, e quello che il mondo vuole in questo momento è sentire questo: la dignità della vita, come vita. Perché la più grande meraviglia fisica della creazione è l'uomo; E la più grande meraviglia morale è l'uomo. Pensate che se gli uomini e le donne sentissero questo, che i nostri paesi e le nostre città sarebbero disonorati come sono da canti e danze lascive nei nostri luoghi di pubblico divertimento, o da un'ubriachezza degradante, o da una volgarità dal cuore vuoto, che si chiama erroneamente spirito? Credete, se la dignità della vita stessa fosse adeguatamente valutata, che gli uomini non preferirebbero essere in bancarotta in contanti, piuttosto che in bancarotta di carattere? Gli uomini direbbero: Pensa che razza di uomini siamo; e indicando le alte colline, o il mare tutto intorno, dicevano: questi periranno, ma noi rimarremo

(III.) La mia vita è una vocazione divina? Sostengo, con il signor Ruskin, che non siamo mai stati mandati in questo mondo per fare qualcosa in cui non possiamo mettere il nostro cuore. Si tratta di un'affermazione seria, che non può essere adottata senza riflessione; ma io per primo credo che sia del tutto vero. Ricordiamoci ora che ogni vocazione onorevole è una vocazione divina; che le circostanze e le convenienze costituiscano la chiamata di Dio, la voce che ci parla e dice: "Figlio, va' là". Se ci perdiamo questo, arriveremo a idee artificiali di vocazione

(IV.) La mia vita è una responsabilità personale? È come l'aria imprigionata, che una volta liberata ritorna nell'atmosfera universale? È come il minuscolo ruscello di montagna che sfocia nel grande fiume, e da lì nel vasto mare? È, vale a dire, in senso personale mio? Dalla nostra risposta a questa domanda dipende la nostra liberazione da tutte queste idee panteistiche di Dio, che fanno di Lui il grande Spirito dell'Universo; tutta la vita è la Sua vita, e i nostri spiriti sono solo una parte del grande spirito, che alla morte se ne va alla sua fonte centrale. Ora la Bibbia dichiara con enfasi la nostra individualità personale e inalterabile, e la nostra coscienza è d'accordo con questo. Siamo, nel senso più stretto della parola, esistenze separate, e quando ce ne andremo saremo ancora esistenze separate. Qualsiasi proprietà che possiamo possedere, grande o piccola che sia, passa di mano alla morte; Non abbiamo portato nulla al mondo, ed è certo che non porteremo a termine nulla. Ma non perdiamo noi stessi; pensiero, coscienza, memoria, rimangono gli stessi. Io non posso cambiare la mia vita per la tua, né tu puoi cambiare con tuo fratello. "Qual è la mia vita?" È un triste fatalismo? La nostra vita interiore risponde con una decisione rapida. - No! È il risultato di influenze che ci hanno sopraffatto impotenti? No. Lo Spirito del Dio vivente è stato vicino a ciascuno di noi. Se questo povero uomo avesse pianto, il Signore lo avrebbe ascoltato e lo avrebbe liberato da tutti i suoi guai

(V.) La mia vita è una vita redenta? Dipende da quale lato della Redenzione lo si guarda. In un certo senso, tutte le vite sono vite redente. Cristo è "la propiziazione non solo per i nostri peccati, ma per i peccati di tutto il mondo". Cristo "è morto per tutti". Per quanto riguarda la Grande Espiazione, l'oblazione era per tutti. "Una volta, alla fine del mondo, Cristo apparve per togliere il peccato mediante il sacrificio di se stesso". Ma dall'altra parte della Redenzione arriva di nuovo la nostra personalità. "Chiunque crede in lui non perirà, ma avrà vita eterna". "Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato". La fede dunque, come ben sapete, è la condizione della redenzione, e la fede è la fiducia dell'anima nel Cristo redentore. Sicuramente sappiamo se abbiamo fiducia o no. Nelle faccende umane non è così difficile dirlo. Questa settimana ho visto un diamante e l'ho tenuto in mano, che agli scavi africani è stato venduto per tremilacinquecento sterline; Era stato consegnato a un agente qui, lontano da chi lo aveva trovato e da chi lo aveva posseduto. Quell'uomo, dall'altra parte dei mari, poteva avere qualche difficoltà a decidere se si era fidato del suo agente qui? Non lo so. E che cosa dice Paolo: "Io so in chi ho creduto, e che egli può mantenere ciò che gli ho affidato fino ad oggi". Belle sono le fiducia umane - nell'amore, nel commercio, nell'amicizia - c'è abbastanza poesia nelle fiducia umane. Ma qui potrebbe esserci un fallimento. Ahimè, spesso c'è! Ma Cristo non ha mai abbandonato o tradito l'anima a Lui affidata. Mai!

(VI.) La mia vita è una vita mortale. Anche in questo caso dipende da quale parte lo si studia. Da un lato c'è: "Poiché ciò che è la tua vita, è proprio come un vapore che appare per un po' di tempo e poi passa". Sì! "Ogni carne è erba". Sì! "Il vento passa su di essa ed essa se ne è andata, e il suo luogo non la conoscerà più". Abbastanza triste da questo lato è la vita umana. Le forme e i volti più belli giacciono stanotte tra le zolle della valle. La piccola Regina di Maggio di Tennyson non vede più fiorire il biancospino, e l'Orgoglio del Villaggio diventa preda dei vermi. È sempre stato così. Le oscure bellezze egiziane, le belle forme greche, le orgogliose donzelle romane, scendono nella polvere. I faraoni lasciano i loro palazzi per le piramidi. I cesari lasciano le loro porpora per le stesse stanze che occupano i loro schiavi più umili. Lì, il ricco e il povero, il forte e il debole, il servo e il padrone, tutti si incontrano. A pochi di noi piace pensarci. I tabernacoli in cui abbiamo dimorato così a lungo, curati con tanta cura, adornati così costantemente, e siamo arrivati a considerare parte di noi stessi: questi non solo devono morire, ma anche diventare soggetti di corruzione! "L'erba si secca, il suo fiore cade". Ed è questa, potremmo chiederci, tutta la vita? Dio ci ha introdotti in questo mondo, dove la tentazione ci prova, la cura stanca, il dubbio lascia perplessi, il dolore pesa, la malattia si indebolisce, il lutto amareggia, solo per passare attraverso molte tribolazioni fino alla tomba! Oh! Non può essere! Tutti gli insegnamenti della Scrittura, tutte le promesse di Cristo, tutte le speranze imperiture del cuore umano, ci dicono che non può essere. L'immortalità è il diritto di nascita dell'umanità, e anche se, durante i lunghi secoli, la luce di questa verità ardeva debolmente, Cristo "è venuto a portare luce e immortalità alla luce attraverso il Vangelo". La mia vita è mortale, ed è anche immortale. (W. H. Statham.)

21 CAPITOLO 18

1Samuele 18:21

E Saul disse: «Gliela darò perché gli sia un laccio». - Il matrimonio è uno strumento di intrighi:

Non mancano esempi nella storia profana di genitori reali che impiegano i contratti matrimoniali come strumenti di intrigo o di vendetta. Antioco il Grande diede in sposa sua figlia Cleopatra a Tolomeo Epifane, re d'Egitto, per portare così a termine la sua distruzione, anche se la bassezza del complotto sconfisse se stessa (Delany) . Saul, senza dubbio, in circostanze normali, si sarebbe risentito violentemente per il matrimonio di Mical; ma era abbastanza astuto da vedere, nei preliminari di tale connessione, una nuova opportunità per realizzare il suo scopo mortale, e ciò anche con la ripetizione dello stesso identico stratagemma e dell'indegna astuzia che in due precedenti occasioni era stata sventata. La cosa gli piacque e Saul disse: "Gliela darò perché gli sia un laccio e la mano dei Filistei sia contro di lui". (J. R. Macduff, D.D.)

29 CAPITOLO 18

1Samuele 18:29

E Saul divenne continuamente nemico di Davide. - Il male dell'inimicizia:

1. Le possibili azioni di un sentimento peccaminoso. La gelosia si risvegliò per la prima volta nel cuore di Saul in quel giorno in cui le donne ebree cantarono le lodi del giovane conquistatore di Golia. "La gelosia è crudele come la tomba". Così si è dimostrato. Atti nel momento in cui la sensazione oscura è salita alla coscienza, potrebbe non sembrare che il nuovo ospite sia dotato di capacità speciali. Ma ben presto si ingrossava fino a raggiungere una proporzione che faceva impallidire e oscurare tutto il resto. Quali tremende energie malvagie si annidano nella nostra natura decaduta! Se Dio giudiziosamente lascia scivolare una persona e cessa di coprirla con rimostranze interiori e provvidenziali rimostranze, essa si trasformerà rapidamente in una tirannia irreprensibile, che desolerà l'anima e spazzerà via davanti ad essa gli scrupoli della coscienza, i dettami della prudenza, la persistente forza dell'affetto, i consigli amichevoli e le suppliche dell'onore, interesse o decenza. Oh, ci sono dentro di noi materiali sufficienti per fare terremoti e vulcani dell'anima! Preghiamo perché non siano "incendiati dall'inferno". Non pensare di non essere in pericolo perché né le circostanze di Saul né le tendenze speciali sono le tue. La gelosia fa parte di una banda. L'invidia, l'orgoglio, la lussuria, l'intemperanza, l'amore per il denaro, sono notoriamente alleati. Operano da soli o in compagnia. Spesso litigano, sono orribilmente unanimi nel distruggere la purezza e la gioia dell'anima. Oh, per la mano guaritrice del Cielo per trattenerli, per conservare l'anima in santo equilibrio, per stabilirla nel potere di autogoverno e spingerla a frenare l'amore

2. La realtà di un potere invisibile del male. Questo è affermato chiaramente e frequentemente. "Lo Spirito dell'Eterno si allontanò da Saul, e uno spirito maligno da parte dell'Eterno lo turbò". Lo Spirito Santo, che aveva lottato con lui per il bene, fu provocato via. La sua anima abbandonata era occupata da uno spirito maligno. E quanto è instancabile! L'ispirazione ripugnante e crudele non era un respiro passeggero. Ha suscitato molti sforzi. Ha suggerito molte varietà di operazioni. Assorbiva tutte le altre energie in un'unica passione signorile. E tutto questo si sostiene per anni, con forza crescente, nonostante molti ostacoli. Com'è terribile questa persistente malevolenza! Oh, che cosa spezzerà l'incantesimo di questa terribile stregoneria? Chi porrà fine a questa terribile possessione? Quale potere risveglierà la paura, e concederà una scrupolosa cautela, e ispirerà un santo ardore per essere liberi dalla schiavitù irritante, e doterà di una santa forza per resistervi e per chiudere tutte quelle vie di indulgenza attraverso le quali gli spiriti del male in attesa escono dalla loro dimora di tenebre! "Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo". "Egli ha distrutto le opere del diavolo".

3. Il bel carattere a cui la grazia divina può inquadrare l'anima umana. Suppongo che sarà considerato come una sobria verità dire che gli annali del mondo non presentano alcun parallelo con il carattere che la grande persecuzione sviluppa in Davide. Da dove veniva quel meraviglioso autogoverno, che lo preservava ugualmente dalla disperazione e dalla violenza? Il potere che cingeva tutte le sue facoltà veniva dall'alto. Gli uomini parlano della virtù e della sua resistenza, dell'eroismo e delle sue audacie. Entrambe sono buone, ma nel complesso del santuario sono piastre elettriche, e niente di più. Per essere anche idealmente completo, un personaggio umano deve avere la pietà come suo potere centrale. Praticamente raggiungere il livello più alto di ciò che gli uomini chiamano le virtù è impossibile senza la possente presenza del supremo riguardo a Dio, mantenuto dal Suo stesso Spirito vivificante. Fu questo che innervosì il cuore del fuorilegge ebreo con un vigore duraturo che lo portò avanti in mezzo a fiumi di dolore, e formò il suo cuore a una forza d'animo di fronte alla quale i modelli della Grecia e di Roma sembrano offuscati. Lo stoico ha mai sopportato così tanto con una mansuetudine così evidente? L'epicureo ha mai mostrato una sensibilità così delicata e così pura come quella che pianse sul collo di Gionata? Gli uomini d'onore del mondo hanno mai risparmiato un nemico come Davide fece con il tiranno che aveva sete del suo sangue? Non lo so. Tali trionfi di nobili sentimenti sono operati solo dalla grazia celeste

4. La contrapposizione tra la Chiesa e il mondo. Non si metterà in dubbio che Saul appartenesse a quest'ultimo e Davide al primo. Né si dubiterà che questo sia il segreto dell'inconciliabile inimicizia di Saul. I due sono disposti su lati opposti. La grazia avrebbe spento le braci ardenti della gelosia. Se il sentimento non fosse stato radicato in una natura non santificata, la preghiera e il dolore lo avrebbero fatto appassire in superficie. E nella natura amara, empia e implacabile di questa persecuzione possiamo vedere sbandierata con spaventosa chiarezza l'inconciliabile opposizione del mondo alla Chiesa. Le circostanze di Saul ci danno il vantaggio di vedere questo sentimento manifestato onestamente. Non temeva Dio; e come monarca assoluto non aveva bisogno di considerare gli uomini. Ma, in un modo o nell'altro, il corpo dei credenti può contare di incontrare l'opposizione del mondo, sì, fino a quando il conflitto non cesserà con l'eterna separazione delle parti. Ogni passo del suo cammino terreno si snoda attraverso un deserto infestato da nemici, la cui ostilità è sincera e operativa, sia che si sforzino di corromperla come Madian, sia che la incontrino coraggiosamente con gli Amorrei

5. La cura benigna di Dio per il Suo popolo. A uno che guardava solo in superficie, e non prendeva in considerazione nient'altro che le normali probabilità umane, sarebbe senza dubbio sembrata una follia senza speranza per Davide cercare di sfuggire a Saul. Un soldato semplice contro un re; un uomo solitario contro uno che aveva alle spalle le forze di una nazione; un uomo scrupoloso, la cui coscienza vietava una resistenza violenta, contro un uomo temerario, sotto l'impulso di una passione travolgente. La vita di Davide giaceva costantemente vicino alla morte. Camminava come su una stretta sporgenza, su un abisso accigliato. Il fatto che egli sia stato "preservato dalla caduta" non è attribuibile a nient'altro che a una cura preponderante che non poteva essere sorpresa, sconfitta o stancata. L'energia onnipotente, operando al servizio dell'amore, tesse l'intricata trama degli eventi intorno al Davide vivente e assicurò la sua perfetta sicurezza. (P. Richardson, B. A.)

Riferimenti incrociati:

1Samuele 18

1 1Sa 14:1-14,45; Ge 44:30; Giudic 20:11; 1Cron 12:17; Sal 86:11; Col 2:2
1Sa 18:3; 19:2; 20:17; De 13:6; 2Sa 1:26; Prov 18:24

2 1Sa 16:21-23; 17:15

3 1Sa 20:8-17,42; 23:18; 2Sa 9:1-3; 21:7

4 Ge 41:42; Est 6:8,9; Is 61:10; Lu 15:22; 2Co 5:21; Fili 2:7,8

5 1Sa 18:14,15,30; Ge 39:2,3,23; Sal 1:3; At 7:10
Mat 10:16; Ef 5:17; Col 4:5
1Sa 13:2; 14:52

6 Eso 15:20; Giudic 11:34; Sal 68:25; Ger 31:11-13

7 Eso 15:21; Sal 24:7,8
1Sa 21:11; 29:5

8 Est 3:5; Prov 13:10; 27:4; Ec 4:4; Giac 4:5
Nu 11:1; 22:34
1Sa 13:14; 15:28; 16:13; 20:31; 1Re 2:22

9 Ge 4:5,6; 31:2; Mat 20:15; Mar 7:22; Ef 4:27; Giac 5:9

10 1Sa 16:14,15; 19:9; 26:19
1Sa 19:24; 1Re 18:29; 22:12,20-23; Ger 28:2-4,11; Zac 13:2-5; At 16:16; 2Te 2:11
1Sa 16:16,23

11 1Sa 19:9,10; 20:33; Prov 27:4; Is 54:17
Sal 37:32,33; Is 54:17; Lu 4:30; Giov 8:59; 10:39

12 1Sa 18:15,20,29; 16:4; Sal 48:3-6; 53:5; Mar 6:20; Lu 8:37; At 24:25
1Sa 16:13,18; 22:13; At 7:9
1Sa 16:14; 28:15; Sal 51:11; Os 9:12; Mat 25:41

13 1Sa 18:17,25; 8:12; 22:7
1Sa 18:16; Nu 27:16,17; 2Sa 5:2; Sal 121:8

14 1Sa 18:5
1Sa 10:7; 16:18; Ge 39:2,3,23; Gios 6:27; Mat 1:23; 28:20; At 18:10

15 Sal 112:5; Dan 6:4,5; Col 4:5; Giac 1:5; 3:17

16 1Sa 18:5; Lu 19:48; 20:19
Nu 27:17; 2Sa 5:2; 1Re 3:7

17 1Sa 17:25; Sal 12:2; 55:21
1Sa 17:47; 25:28; Nu 32:20,27,29
1Sa 18:21,25; De 17:7; 2Sa 11:15; 12:9

18 1Sa 18:23; 9:21; Eso 3:11; Ru 2:10; 2Sa 7:18; Prov 15:33; 18:12; Ger 1:6

19 Giudic 14:20; 2Sa 21:8
Giudic 7:22

20 1Sa 18:28

21 Eso 10:7; Sal 7:14-16; 38:12; Prov 26:24-26; 29:5; Ger 5:26; 9:8
1Sa 18:17; 19:11,12
1Sa 18:26

22 Sal 36:1-3; 55:21
2Sa 13:28,29; Prov 29:12

23 1G 3:1
1Sa 9:21; Prov 14:20; 19:6,7; Ec 9:15,16
Sal 119:141

25 Ge 29:18; 34:12; Eso 22:16,17
1Sa 17:26,36; Ge 17:11-14; Gios 5:3
1Sa 14:24
1Sa 18:17; 2Sa 17:8-11

26 1Sa 18:21

27 1Sa 18:13
Giudic 14:19; 2Sa 3:14

28 1Sa 24:20; 26:25; Ge 30:27; 37:8-11; 39:3; Ap 3:9

29 1Sa 18:12,15; Sal 37:12-14; Ec 4:4; Giac 2:19
Ge 4:4-8; Giov 11:53; 1G 3:12-15

30 2Sa 11:1
1Sa 18:5; Sal 119:99; Dan 1:20; Lu 21:15; Ef 5:15
1Sa 2:30; 26:21; 2Re 1:13; Sal 116:15; 1P 2:4,7

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