Nuova Riveduta:

1Samuele 21

Fuga di Davide a Nob e a Gat
1 Davide andò a Nob dal sacerdote Aimelec; Aimelec gli venne incontro turbato e gli disse: «Perché sei solo e non hai nessuno con te?» 2 Davide rispose al sacerdote Aimelec: «Il re mi ha dato un incarico e mi ha detto: "Nessuno sappia nulla dell'affare per cui ti mando e dell'ordine che ti ho dato"; e quanto alla mia gente, le ho detto di trovarsi in un dato luogo. 3 Ora che hai qui a portata di mano? Dammi cinque pani o quelli che si potrà trovare». 4 Il sacerdote rispose a Davide e disse: «Non ho sotto mano del pane comune, ma c'è del pane consacrato; i giovani si sono almeno astenuti da contatto con donne?» 5 Davide rispose al sacerdote: «Da quando sono partito, tre giorni fa, siamo rimasti senza donne, e quanto ai vasi della mia gente, erano puri; e se anche la nostra missione è profana, essa sarà oggi santificata da quel che si porrà nei vasi». 6 Allora il sacerdote gli diede del pane consacrato, perché non c'era là altro pane tranne quello della presentazione, che era stato tolto dalla presenza del SIGNORE, perché fosse sostituito con pane caldo nel momento in cui veniva preso.
7 Quel giorno uno dei servi di Saul si trovava là trattenuto in presenza del SIGNORE; si chiamava Doeg, era edomita e capo dei pastori di Saul.
8 Davide disse ad Aimelec: «Non hai qui disponibile una lancia o una spada? Perché io non ho preso con me né la mia spada né le mie armi, tanto premeva l'incarico del re». 9 Il sacerdote rispose: «C'è la spada di Goliat, il Filisteo, che tu uccidesti nella valle dei terebinti; è là avvolta in un panno dietro l'efod; se la vuoi prendere, prendila, perché qui non ce n'è altra all'infuori di questa». Davide disse: «Nessuna è pari a quella; dammela!»
10 Allora Davide si alzò, e quel giorno riprese a fuggire lontano da Saul e andò da Achis, re di Gat. 11 I servi del re dissero ad Achis: «Non è questi Davide, il re del paese? Non è egli colui del quale si cantava nelle danze: "Saul ha ucciso i suoi mille e Davide i suoi diecimila?"».
12 Davide si tenne in cuore queste parole e temette Achis, re di Gat. 13 Mutò il suo modo di fare in loro presenza, faceva il pazzo in mezzo a loro, tracciava dei segni sui battenti delle porte e si lasciava scorrere la saliva sulla barba. 14 Achis disse ai suoi servitori: «Guardate, è un pazzo. Perché me lo avete condotto? 15 Mi mancano forse dei pazzi, che mi avete condotto questo a fare il pazzo in mia presenza? Costui non entrerà in casa mia!»

C.E.I.:

1Samuele 21

1 Davide si alzò e partì e Giònata tornò in città.
2 Davide si recò a Nob dal sacerdote Achimelech. Achimelech, turbato, andò incontro a Davide e gli disse: «Perché sei solo e non c'è nessuno con te?». 3 Rispose Davide al sacerdote Achimelech: «Il re mi ha ordinato e mi ha detto: Nessuno sappia niente di questa cosa per la quale ti mando e di cui ti ho dato incarico. Ai miei uomini ho dato appuntamento al tal posto. 4 Ora però se hai a disposizione cinque pani, dammeli, o altra cosa che si possa trovare». 5 Il sacerdote rispose a Davide: «Non ho sottomano pani comuni, ho solo pani sacri: se i tuoi giovani si sono almeno astenuti dalle donne, potete mangiarne». 6 Rispose Davide al sacerdote: «Ma certo! Dalle donne ci siamo astenuti da tre giorni. Come sempre quando mi metto in viaggio, i giovani sono mondi, sebbene si tratti d'un viaggio profano; tanto più oggi essi sono mondi». 7 Il sacerdote gli diede il pane sacro, perché non c'era là altro pane che quello dell'offerta, ritirato dalla presenza del Signore, per essere sostituito con pane fresco nel giorno in cui si toglie. 8 Ma era là in quel giorno uno dei ministri di Saul, trattenuto presso il Signore, di nome Doeg, Idumeo, capo dei pastori di Saul. 9 Davide disse ad Achimelech: «Non hai per caso sottomano una lancia o una spada? Io non ho preso con me né la lancia né altra arma, perché l'incarico del re era urgente». 10 Il sacerdote rispose: «Guarda, c'è la spada di Golia, il Filisteo che tu hai ucciso nella valle del Terebinto; è là dietro l'efod, avvolta in un manto. Se vuoi, portala via, prendila, perché qui non c'è altra spada che questa». Rispose Davide: «Non ce n'è una migliore; dammela».
11 Quel giorno Davide si alzò e si allontanò da Saul e giunse da Achis, re di Gat. 12 I ministri di Achis gli dissero: «Non è costui Davide, il re del paese? Non cantavano in coro in onore di lui:
Ha ucciso Saul i suoi mille
e Davide i suoi diecimila?».
13 Davide si preoccupò di queste parole e temette molto Achis re di Gat. 14 Allora cominciò a fare il pazzo ai loro occhi, a fare il folle tra le loro mani; tracciava segni sui battenti delle porte e lasciava colare la saliva sulla barba. 15 Achis disse ai ministri: «Ecco, vedete anche voi che è un pazzo. Perché lo avete condotto da me? Non ho abbastanza pazzi io perché mi conduciate anche costui per fare il folle davanti a me? Dovrebbe entrare in casa mia un uomo simile?».

Nuova Diodati:

1Samuele 21

Davide prende il pane consacrato
1 Poi Davide andò a Nob dal sacerdote Ahimelek; Ahimelek andò incontro a Davide tutto tremante e gli disse: «Perché sei solo e non c'è nessuno con te?». 2 Davide rispose al sacerdote Ahimelek: «Il re mi ha comandato una certa cosa e mi ha detto: "Nessuno sappia niente della cosa per la quale ti mando e di ciò che ti ho comandato". I miei uomini invece li ho indirizzati nel tal luogo. 3 E ora che cosa hai sotto mano? Dammi cinque pani o qualunque cosa tu abbia». 4 Il sacerdote rispose a Davide, dicendo: «Non ho pane comune sotto mano, c'è solo del pane consacrato, a condizione che i tuoi uomini si siano almeno astenuti da donne». 5 Davide rispose al sacerdote: «Siamo rimasti senza donne da quando sono partito, tre giorni fa; i vasi poi dei miei uomini sono puri; e il pane in effetti è comune, anche se oggi è stato santificato nei vasi». 6 Così il sacerdote gli diede il pane consacrato perché là non c'era altro pane che quello della presentazione, che era stato tolto dalla presenza dell'Eterno, per mettervi invece del pane caldo nel momento in cui si toglie. 7 In quel giorno, c'era là un uomo dei servi di Saul, trattenuto davanti all'Eterno; si chiamava Doeg, l'Edomita, il capo dei pastori di Saul. 8 Davide disse ad Ahimelek: «Non hai per caso sotto mano una lancia o una spada? Poiché non ho preso con me né la mia spada né le mie armi, perché l'incarico del re era urgente». 9 Il sacerdote rispose: «C'è la spada di Goliath, il Filisteo, che tu uccidesti nella valle del Terebinto; è là dietro l'efod, avvolta in un panno; se la vuoi prendere, prendila, perché qui non ve n'è altra all'infuori di questa». Davide disse: «Nessuna è pari a quella; dammela!».

A Gath Davide si finge pazzo
10 Quel giorno Davide si levò e fuggì dalla presenza di Saul, e andò da Akish, re di Gath. 11 I servi di Akish gli dissero: «Non è costui Davide, il re del paese? Non è di costui che cantavano in coro nelle danze, dicendo: "Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila"?». 12 Davide ritenne in cuore queste parole, ed ebbe grande paura di Akish, re di Gath. 13 Così cambiò il suo modo di agire davanti a loro e nelle loro mani si fingeva pazzo: tracciava sgorbi sui battenti delle porte e lasciava scorrer la saliva sulla barba. 14 Allora Akish disse ai suoi servi: «Ecco, vedete, costui è pazzo; perché me lo avete condotto? 15 Mi mancano forse dei pazzi, che mi conducete questo tale a fare il pazzo in mia presenza? Costui non entrerà in casa mia!».

Riveduta 2020:

1Samuele 21

Fuga di Davide a Nob e a Gat
1 Davide andò a Nob dal sacerdote Aimelec; Aimelec gli venne incontro tutto tremante e gli disse: “Perché sei solo e non hai nessuno con te?”. 2 Davide rispose al sacerdote Aimelec: “Il re mi ha dato un incarico e mi ha detto: 'Nessuno sappia nulla dell'affare per cui ti mando e dell'ordine che ti ho dato'; e quanto alla mia gente, le ho detto di trovarsi in un certo luogo. 3 E ora che cos'hai tu sotto mano? Dammi cinque pani o quelli che si potrà trovare”. 4 Il sacerdote rispose a Davide, dicendo: “Non ho sotto mano del pane comune, ma c'è del pane consacrato; ma la tua gente si è almeno astenuta da contatto con donne?”. 5 Davide rispose al sacerdote: “Da quando sono partito, tre giorni fa, siamo rimasti senza donne; e quanto ai vasi della mia gente erano puri; e se anche la nostra incombenza è profana, essa sarà oggi santificata da quello che si porrà nei vasi”. 6 Il sacerdote gli diede dunque del pane consacrato perché non c'era altro pane tranne quello della presentazione, che era stato tolto davanti all'Eterno, per mettervi invece del pane caldo nel momento in cui si toglieva l'altro. 7 Quel giorno, un certo uomo tra i servi di Saul si trovava là, trattenuto alla presenza dell'Eterno; si chiamava Doeg, era Edomita e capo dei pastori di Saul. 8 Davide disse ad Aimelec: “Non hai tu qui disponibile una lancia o una spada? Perché io non ho preso con me né la mia spada né le mie armi, tanto premeva l'incarico del re”. 9 Il sacerdote rispose: “C'è la spada di Goliat, il Filisteo, che tu uccidesti nella valle dei terebinti; è là avvolta in un panno dietro all'efod; se la vuoi prendere, prendila, perché qui non ce n'è un'altra all'infuori di questa”. Davide disse: “Nessuna è pari a quella; dammela!”. 10 Allora Davide si alzò, e quel giorno fuggì per timore di Saul, e andò da Achis, re di Gat. 11 I servi del re dissero ad Achis: “Non è costui Davide, il re del paese? Non è colui del quale cantavano nelle loro danze: 'Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila?'”. 12 Davide si tenne in cuore queste parole ed ebbe grande timore di Achis, re di Gat. 13 Cambiò il suo modo di fare in loro presenza, faceva il pazzo in mezzo a loro, tracciava dei segni sui battenti delle porte, e si lasciava scorrere la saliva sulla barba. 14 Achis disse ai suoi servi: “Guardate, è un pazzo; perché me lo avete condotto? 15 Mi mancano forse dei pazzi, che mi avete condotto questo a fare il pazzo in mia presenza? Costui non entrerà in casa mia!”.

Riveduta:

1Samuele 21

Fuga di Davide a Nob e a Gath
1 Davide andò a Nob dal sacerdote Ahimelec; e Ahimelec gli venne incontro tutto tremante, e gli disse: 'Perché sei solo e non hai alcuno teco?' 2 Davide rispose al sacerdote Ahimelec: 'Il re m'ha dato un'incombenza, e m'ha detto: - Nessuno sappia nulla dell'affare per cui ti mando e dell'ordine che t'ho dato; - e quanto alla mia gente, le ho detto di trovarsi in un dato luogo. 3 E ora che hai tu sotto mano? Dammi cinque pani o quel che si potrà trovare'. 4 Il sacerdote rispose a Davide, dicendo: 'Non ho sotto mano del pane comune, ma c'è del pane consacrato; ma la tua gente s'è almeno astenuta da contatto con donne?' 5 Davide rispose al sacerdote: 'Da che son partito, tre giorni fa, siamo rimasti senza donne; e quanto ai vasi della mia gente erano puri; e se anche la nostra incombenza è profana, essa sarà oggi santificata da quel che si porrà nei vasi'. 6 Il sacerdote gli diè dunque del pane consacrato perché non v'era quivi altro pane tranne quello della presentazione, ch'era stato tolto d'innanzi all'Eterno, per mettervi invece del pan caldo nel momento in cui si toglieva l'altro. 7 - Or quel giorno, un cert'uomo di tra i servi di Saul si trovava quivi, trattenuto in presenza dell'Eterno; si chiamava Doeg, era Edomita, e capo de' pastori di Saul. 8 E Davide disse ad Ahimelec: 'Non hai tu qui disponibile una lancia o una spada? Perché io non ho preso meco né la mia spada né le mie armi, tanto premeva l'incombenza del re'. 9 Il sacerdote rispose: 'C'è la spada di Goliath, il Filisteo, che tu uccidesti nella valle de' terebinti; è là involta in un panno dietro all'efod; se la vuoi prendere, prendila, perché qui non ve n'è altra fuori di questa'. E Davide disse: 'Nessuna è pari a quella; dammela!' 10 Allora Davide si levò, e quel giorno fuggì per timore di Saul, e andò da Akis, re di Gath. 11 E i servi del re dissero ad Akis: 'Non è questi Davide, il re del paese? Non è quegli colui del quale cantavan nelle loro danze: Saul ha uccisi i suoi mille, e Davide i suoi diecimila?' 12 Davide si tenne in cuore queste parole, ed ebbe gran timore di Akis, re di Gath. 13 Mutò il suo modo di fare in loro presenza, faceva il pazzo in mezzo a loro, tracciava de' segni sui battenti delle porte, e si lasciava scorrer la saliva sulla barba. 14 E Akis disse ai suoi servi: 'Guardate, è un pazzo; perché me l'avete menato? 15 Mi mancan forse de' pazzi, che m'avete condotto questo a fare il pazzo in mia presenza? Costui non entrerà in casa mia!'

Ricciotti:

1Samuele 21

Davide fugge a Nobe
1 Davide se ne venne allora in Nobe dal sacerdote Achimelec. Achimelec stupì della venuta di Davide e gli disse: «Perchè sei solo e non hai nessuno con te?». 2 Davide rispose al sacerdote Achimelec: «Il re mi comandò una cosa e disse: - Nessuno sappia il perchè io ti ho mandato e quale comando ti ho dato; perchè anche ai miei servi ho detto di trovarsi nel tale e tal luogo. - 3 Ora quindi se tu hai qualche cosa di pronto, fossero pure cinque pani, dammeli o dammi qualsiasi altra cosa tu possa trovare». 4 E rispondendo il sacerdote a Davide gli disse: «Non ho alla mano pane comune ma soltanto pane santificato; ma i tuoi servi sono essi mondi, soprattutto da contatti con donne?». 5 Davide rispose al sacerdote e disse: «Se trattasi di donne, noi ce ne siamo astenuti da ieri e da ier l'altro, quando siamo usciti, e di più son mondi i vasi dei servi; certo questa via è contaminata, ma oggi si santificherà coi vasi». 6 Perciò il sacerdote gli diede il pane santificato, non essendovi colà altro pane all'infuori dei pani della proposizione, ch'erano stati tolti dal cospetto del Signore per essere sostituiti con pani caldi. 7 Si trovava colà nel tabernacolo del Signore in quel giorno uno dei servi di Saul di nome Doeg Idumeo, il più facoltoso dei pastori di Saul. 8 Davide domandò ad Achimelec: «Non hai tu qui alla mano una lancia o una spada? Perchè io non ho portato meco nè la mia spada nè le mie armi, tanto l'ordine del re era pressante». 9 Il sacerdote gli disse: «Ecco qui la spada di Golia, il Filisteo che tu hai abbattuto nella Valle dei terebinti: essa è avvolta in un drappo dietro l'efod. Se la vuoi prendere, prendila, poichè non ve n'è altra fuori di quella». E Davide disse: «Non ve n'è un'altra simile a questa: dammela».

Davide si porta da Achis
10 Davide allora si levò e fuggì nello stesso giorno dalla faccia di Saul e venne ad Achis re di Get. 11 I servi di Achis al veder Davide gli dissero: «Non è costui Davide il re della terra? Non è di lui che si cantava in coro, dicendo: - Saul ne percosse mille e Davide diecimila -?». 12 Davide si tenne in cuore questo e temette assai di Achis re di Get, 13 e contraffacendo il suo volto al cospetto di quelli si abbandonava tra le loro mani, andava a battere contro i battenti delle porte, s'insudiciava di saliva la barba, 14 tantochè Achis disse ai suoi servi: «Vedete bene che è pazzo furioso: perchè me l'avete condotto innanzi? 15 Mancano pazzi tra noi, da introdurre costui a smaniare alla mia presenza? Ed entrerà costui in casa mia?».

Tintori:

1Samuele 21

David si rifugia dal gran sacerdote Achimelec.
1 David andò in Nobe, dal sacerdote Achimelec, il quale, maravigliato di veder David, gli disse: «Perchè sei solo, e non vi è alcuno teco?» 2 David rispose al sacerdote Achimelec: «Il re, dandomi un ordine, disse: Nessuno sappia il motivo per cui ti ho mandato e quali ordini ti abbia dato. Anche ai miei servì ho detto di trovarsi in luoghi determinati. 3 Or dunque se hai qualche cosa da darmi, anche cinque pani soli, dammeli, o qualunque altra cosa che potrai avere». 4 Il sacerdote disse, rispondendo a David: «Non ho a mia disposizione del pane ordinario, ma soltanto del pane sacro. I tuoi servi son puri specialmente riguardo a donne?» 5 David, rispondendo al sacerdote, disse: «Oh! se si tratta di donne, ce ne siamo astenuti da tre giorni, da quando siamo partiti: i vasi dei miei servi son puri, e se il viaggio è profano, sarà santificato nei vasi». 6 Allora il sacerdote gli diede del pane santo, non essendovi altri pani che quelli di proposizione, i quali erano stati levati dalla presenza del Signore, per mettervi i pani caldi. 7 In quel giorno dentro il Tabernacolo del Signore vi si trovava un uomo dei servi di Saul, un idumeo chiamato Doeg, il quale era capo dei pastori di Saul. 8 David disse pure ad Achimelec: Hai tu qui a tua disposizione una lancia o una spada? Non ho portato meco nè la mia spada, nè le mie armi, perchè i l'ordine del re urgeva». 9 Il sacerdote rispose: «Ecco qui la spada di Golia, del Filisteo che tu uccidesti nella Valle del Terebinto: essa è inviluppata in un panno dietro l'efod: se vuoi prender questa, prendila; perchè qui non ve ne sono altre». David disse: «Dammela: non ve n'è un'altra simile a questa».

David fugge presso Achis re di Get.
10 David partì nel medesimo giorno, e, per fuggir lontano da Saul, andò da Achis re di Get. 11 Ma i servi d'Achis, veduto David, dissero al re: «Non è costui David re della terra? Non era per lui che cantavano a cori: «Saul ne ha uccisi mille e David dieci mila»? 12 David pensò bene a queste parole, e, temendo grandemente Achis re di Get, 13 contraffece dinanzi ad essi il suo volto, si lasciava cadere nelle loro mani, urtava nei battenti delle porte, e faceva colar la saliva per la barba. 14 E Achis disse ai suoi servi: «Vedete bene che è un pazzo; perchè l'avete condotto da me? 15 Ci mancano forse dei pazzi, da menar lui a fare il pazzo davanti a me? Deve venir proprio in casa mia?»

Martini:

1Samuele 21

Davidde fuggiasco va a Nube città sacerdotale, dove stretto dalla fame mangia dei pani santificati datigli da Achimelech, essendo ivi presente Doeg Idumeo: prende la spada di Goliath, e ritiratosi presso Achis re di Geth, per timore si finge pazzo.
1 Or Davidde se n'andò a Nobe a trovare il sacerdote Achimelech: e Achimelech si stupì della venuta di David, e dissegli: perchè sei tu solo, e non hai anima con te? 2 E David disse ad Achimelech sacerdote: Il re mi ha dato un'incumbenza, e ha detto: Nissuno sappia il motivo, per cui se' mandato da me, e quello ti ho ordinato: per questo ho detto alla mia gente di trovarsi nel tale, e tale luogo. 3 Or se hai qualche cosa in pronto, quando non fossero se non cinque pani, dammeli: ovvero qualunque altra cosa potrai trovare. 4 Ma il sacerdote rispose a David, e gli disse: Io non ho in pronto pane da laici, ma solamente del pane santo: se però la tua gente è pura, particolarmente rispetto a donne. 5 E David rispose al sacerdote, e gli disse: Certamente per quel che aspetta a donne, noi siamo stati continenti jeri, e jeri l'altro quando partimmo, e le vestimenta della mia gente sono state monde: veramente l'uso (di questi pani) ha del profano, ma sarà oggi purificato col lavare le vesti. 6 Allora il sacerdote diede a lui il pane santificato: perocché altro pane non aveva egli, fuori che i pani della proposizione, i quali erano stati levati dalla presenza del Signore per mettervi i pani freschi. 7 Or si trovò quivi in quel giorno dentro il tabernacolo del Signore un cert'uomo servo di Saul, che chiamavasi Doeg, Idumeo, il più facoltoso tra' pastori di Saul. 8 E Davidde disse ad Achimelech: Hai tu qui pronta una lancia, o una spada? perocché io non ho preso meco la mia spada, nè le mie armi: perchè il comando del re era pressante. 9 E il sacerdote disse: Ecco qui la spada di Goliath, Filisteo, ucciso da te nella Valle di Terebinto, che è involta in un panno dietro all'Ephod: se vuoi prender questa, prendila: perchè altra fuori di questa non ci è. E David disse: Dammela: non havvene altra simile a questa. 10 Quindi David partì, e fuggì in quel giorno per timore di Saul, e andò a trovare Achis re di Geth: 11 E i servi di Achis veduto Davidde dissero al re: Non è egli costui quel Davidde re del (suo) paese? Non cantavan eglino in sua lode in mezzo alle danze, dicendo: Saul ne ha uccisi mille, e David dieci mila? 12 Ma David fece gran riflessione a queste parole, ed entrò in gran timore di Achis re di Geth. 13 E contraffece il suo volto dinanzi a coloro, e si lasciava cadere tra le loro mani, e urlava nelle porte, e gli scorrea la saliva per la barba. 14 E Achis disse a' suoi servi: Avete veduto che costui è uno scemo di cervello: perchè lo avete condotto a me? 15 Mancano a noi pazzi, che lo avete menato a far follie dinanzi a me? un tal personaggio entrerà egli in mia casa?

Diodati:

1Samuele 21

1 OR Davide venne in Nob, al Sacerdote Ahimelec; ed Ahimelec fu spaventato del suo incontro, e gli disse: Perchè sei tu solo, e non v'è alcuno teco? 2 E Davide disse al Sacerdote Ahimelec: Il re m'ha comandato qualche cosa, e m'ha detto: Niuno sappia nulla di ciò perchè io ti mando, e di ciò che t'ho ordinato. E, quant'è a' miei fanti, io li ho assegnati a trovarsi in un certo luogo. 3 Ora dunque, che hai a mano? dammi cinque pani, o ciò che tu potrai. 4 E il Sacerdote rispose a Davide, e disse: Io non ho a mano alcun pan comune, ma bene ho del pane sacro; i fanti si sono eglino almen guardati da donne? 5 E Davide rispose al Sacerdote, e gli disse: Anzi le donne sono state appartate da noi dall'altro ieri che io partii; e gli arnesi de' fanti già erano santi; benchè il nostro viaggio sia per affare che non è sacro; quanto più adunque sarà oggi quel pane tenuto santamente fra i nostri arnesi? 6 Il Sacerdote adunque gli diè del pane sacro; perciocchè quivi non era altro pane che i pani di presenza, ch'erano stati levati d'innanzi al Signore, per mettervi de' pani caldi, il giorno stesso che quelli si erano levati. 7 Or in quel dì un uomo de' servitori di Saulle, il cui nome era Doeg, Idumeo, il principale de' mandriani di Saulle, era quivi rattenuto davanti al Signore. 8 E Davide disse ad Ahimelec: Non hai tu qui a mano alcuna lancia o spada? perciocchè io non ho presa meco nè la mia spada, nè le mie armi; perchè l'affare del re premeva. 9 E il Sacerdote rispose: Io ho la spada di Goliat Filisteo, il qual tu percotesti nella valle di Ela; ecco, ella è involta in un drappo dietro all'Efod; se tu te la vuoi pigliare, pigliala; perciocchè qui non ve n'è alcuna altra, se non quella. E Davide disse: Non ve n'è alcuna pari; dammela.
10 Allora Davide si levò, e in quel giorno se ne fuggì d'innanzi a Saulle, e venne ad Achis, re di Gat. 11 E i servitori di Achis gli dissero: Non è costui Davide, re del paese? Non è egli costui, del quale si cantava nelle danze, dicendo: Saulle ne ha percossi i suoi mille, E Davide i suoi diecimila? 12 E Davide si mise queste parole nel cuore, e temette grandemente di Achis, re di Gat. 13 Ed egli si contraffece in lor presenza, e s'infinse pazzo fra le lor mani; e segnava gli usci della porta, e si scombavava la barba. 14 Ed Achis disse a' suoi servitori: Ecco, voi vedete un uomo insensato; perchè me l'avete voi menato? 15 Mi mancano forse insensati, che voi mi avete menato costui, per far l'insensato appresso di me? entrerebbe costui in casa mia?

Commentario completo di Matthew Henry:

1Samuele 21

1 INTRODUZIONE A 1 SAMUELE CAPITOLO 21

Davide si è ora completamente congedato sia dalla corte di Saul che dal suo accampamento, ha detto addio al suo alter idem, il suo altro io, l'amato Gionatan; e d'ora in poi, fino alla fine di questo libro, è considerato e trattato come un fuorilegge e proclamato un traditore. Lo troviamo ancora spostarsi da un posto all'altro per la sua sicurezza, e Saul che lo insegue. Le sue difficoltà sono particolarmente raccontate in questo capitolo e nei seguenti, non solo per essere una chiave per i Salmi, ma per poter essere, come altri profeti, un esempio per i santi di tutte le epoche,

"di sofferenza, afflizione e di pazienza",

e soprattutto perché fosse un tipo di Cristo, il quale, essendo unto per il regno, umiliò se stesso, e perciò fu altamente esaltato. Ma l'esempio di Gesù sofferente era una copia senza macchia, quello di Davide non lo era; ne sono testimoni i racconti di questo capitolo, dove troviamo Davide nella sua fuga,

I Imponendo al sacerdote Ahimelec di ottenere da lui sia viveri che armi, 1Samuele 21:1-9.

II. Imponendo ad Akis, re di Gat, fingendosi pazzo, 1Samuele 21:10-15. Giustamente le tribolazioni sono chiamate tentazioni, poiché molti sono da esse attirati nel peccato.

Qui

I Davide, in preda all'angoscia, fugge verso il tabernacolo di Dio, ora accampato a Nob, che si suppone sia una città della tribù di Beniamino. Dato che Silo era stata abbandonata, il tabernacolo veniva spesso rimosso, anche se l'arca rimaneva ancora a Chiriat-Iearim. Qui venne Davide nella sua fuga dalla furia di Saul (1Samuele 21:1), e si rivolse al sacerdote Ahimelec. Samuele il profeta non poté proteggerlo, il principe Gionatan no. Perciò egli ricorre accanto al sacerdote Ahimelec. Egli prevede che ora deve essere un esiliato, e quindi viene al tabernacolo,

1. Di prenderne un commovente congedo, perché non sa quando lo rivedrà, e nulla sarà più afflitto per lui nel suo esilio della sua lontananza dalla casa di Dio e del suo astenersi dalle ordinanze pubbliche, come appare da molti dei suoi salmi. Aveva dato un affettuoso addio al suo amico Gionathan, e non può andarsene finché non avrà dato lo stesso al tabernacolo.

2. Interrogare il Signore lì e implorare da lui guida sia per quanto riguarda il dovere che la sicurezza, essendo il suo caso difficile e pericoloso. Che questo fosse il suo affare appare 1Samuele 22:10, dove si dice che Ahimelec chiese al Signore per lui, come aveva fatto in precedenza, 1Samuele 22:15. È un grande conforto per noi in un giorno di difficoltà avere un Dio a cui rivolgerci, al quale possiamo aprire il nostro caso e dal quale possiamo chiedere e aspettarci una guida.

II. Il sacerdote Ahimelech è sorpreso di vederlo in un equipaggiamento così povero; Avendo sentito dire che era caduto in disgrazia a corte, lo guardò con timidezza, come la maggior parte è incline a fare con i propri amici quando il mondo li disapprova. Aveva paura di incorrere nel dispiacere di Saul intrattenendolo, e notò quanto fosse meschino il suo aspetto rispetto a quello che era solito fare: Perché sei solo? Ne aveva alcuni con sé (come appare Marco 2:26), ma erano solo suoi servi; non aveva con sé né cortigiani, né persone di qualità, come era solito fare altre volte, quando veniva a consultare il Signore. Dice (Salmi 42:4) che era solito andare con una folla alla casa di Dio; e, non avendo ora che due o tre con sé, Ahimelec poteva ben chiedere: Perché sei solo? Colui che è stato improvvisamente promosso dalla solitudine della vita di un pastore alla folla e alla fretta dell'accampamento, è ora ridotto alla condizione desolata di un esilio ed è solo come un passero sul tetto di una casa, tali cariche ci sono in questo mondo e così incerti sono i suoi sorrisi! Quelli che oggi sono corteggiati potrebbero essere abbandonati domani.

III. Davide, con il pretesto di essere inviato da Saul ai servizi pubblici, sollecita Ahimelec a soddisfare i suoi bisogni attuali, 1Samuele 21:2,3.

1. Qui Davide non si comportò come se stesso. Disse ad Ahimelec una grossolana falsità, che Saul gli aveva ordinato di mandargli un ordine, che i suoi servitori erano stati mandati in un luogo del genere, e che egli era stato incaricato di osservare il segreto e quindi non osava comunicarlo, no, non al sacerdote stesso. Tutto questo era falso. Che cosa diremo di questo? La Scrittura non lo nasconde e noi non osiamo giustificarlo. Fu mal fatto e si rivelò di cattive conseguenze; poiché causò la morte dei sacerdoti del Signore, come Davide rifletté in seguito con rammarico, 1Samuele 22:22. Era inutile che egli dissimulasse così con il sacerdote, perché possiamo supporre che, se gli avesse detto la verità, lo avrebbe protetto e sollevato con la stessa prontezza di Samuele, e avrebbe saputo meglio come consigliarlo e interrogare Dio per lui. Le persone dovrebbero essere libere con i loro fedeli ministri. Davide era un uomo di grande fede e coraggio, eppure ora entrambi gli venivano meno, ed egli cadde così immondiamente per paura e vigliaccheria, ed entrambi a causa della debolezza della sua fede. Se avesse confidato rettamente in Dio, non avrebbe usato un cambiamento così triste e peccaminoso come questo per la sua propria preservazione. È scritto non per la nostra imitazione, no, non nelle più grandi ristrettezze, ma per nostra ammonizione. Chi pensa di stare in piedi stia attento a non cadere; e preghiamo tutti ogni giorno, Signore, non ci indurre in tentazione. Cogliamo tutti l'occasione da questo per lamentarci,

(1.) La debolezza e l'infermità degli uomini buoni; I migliori non sono perfetti da questa parte del cielo. Ci può essere vera grazia dove ci sono ancora molti fallimenti.

(2.) La malvagità dei tempi cattivi, che costringe gli uomini buoni a tali ristrettezze da dimostrare che le tentazioni sono troppo forti per loro. L'oppressione fa sì che un uomo saggio agisca stoltamente.

2. Due cose che Davide chiese ad Ahimelec, il pane e la spada.

(1.) Voleva pane: Cinque pani, == 1Samuele 21:3. A quel tempo viaggiare era problematico, quando gli uomini portavano generalmente con sé le loro provviste in natura, avendo poco denaro e senza oste pubbliche, altrimenti Davide non avrebbe dovuto cercare il pane. Sembra che Davide avesse conosciuto il seme del giusto mendicando il pane occasionalmente, ma non costantemente, Salmi 37:25. Ora

[1.] Il sacerdote obiettò che non aveva altro che pane santificato, pane dell'offerta, che era rimasto una settimana sulla tavola d'oro del santuario, e da lì era stato preso per l'uso dei sacerdoti e delle loro famiglie, 1Samuele 21:4. Sembra che il prete non tenesse una buona casa, ma volesse o un cuore ospitale o le provviste per farlo. Ahimelec pensa che i giovani che assistevano Davide non avrebbero potuto mangiare di questo pane a meno che non si fossero astenuti per qualche tempo dalle donne, anche dalle loro stesse mogli; questo era richiesto al momento della promulgazione della legge (Esodo 19:15), ma per il resto non troviamo mai che ciò sia reso una questione di purezza cerimoniale da un lato o di inquinamento dall'altro, e quindi il sacerdote qui sembra essere troppo gentile, per non dire superstizioso.

[2.] Davide supplica che lui e coloro che erano con lui, in questo caso di necessità, potessero legittimamente mangiare del pane santificato, perché non solo erano in grado di rispondere alle sue condizioni di tenersi lontane dalle donne per tre giorni passati, ma i vasi (cioè i corpi) dei giovani erano santi, essendo posseduti in santificazione e onore in ogni momento (1Tessalonicesi 4:4,5), e quindi Dio si prendeva cura di loro in modo particolare, che non volevano i sostegni necessari, e voleva che lo facesse il suo sacerdote. Essendo così santi, le cose sante non erano loro proibite. I poveri e pii Israeliti erano in effetti sacerdoti di Dio e, piuttosto che morire di fame, potevano nutrirsi del pane che era stato appropriato ai sacerdoti. I credenti sono sacerdoti spirituali e le offerte del Signore saranno la loro eredità; mangiano il pane del loro Dio. Egli sostiene che il pane è in un certo senso comune, ora che quello che era principalmente l'uso religioso di esso è finito; specialmente (come si legge nel nostro margine) quando c'è altro pane (caldo, == 1Samuele 21:6 ) santificato in questo giorno nel vaso, e messo nella stanza di esso sulla tavola. Questa era la supplica di Davide, e il Figlio di Davide la approva, e ne dimostra che la misericordia è da preferire al sacrificio, che l'osservanza rituale deve cedere il passo ai doveri morali, e ciò può essere fatto in caso di urgente necessità provvidenziale che altrimenti non potrebbe essere fatta. Lo porta per giustificare i suoi discepoli nel cogliere le spighe di grano in giorno di sabato, per cui i farisei li rimproveravano, Matteo 12:3,4.

[3.] Ahimelec a questo punto lo rifornisce: gli diede del pane santificato (1Samuele 21:6), e alcuni pensano che fosse su questo che chiese al Signore , 1; Samuele 22:10 . Come servo fedele non si sarebbe sbarazzato delle provviste del suo padrone senza il permesso del suo padrone. Questo pane, possiamo supporre, era il più gradito a Davide per il fatto di essere santificato, tanto preziose erano tutte le cose sacre per lui. Il pane di presentazione non era che dodici pani in tutto, eppure di questi ne diede cinque a Davide (1Samuele 21:3), sebbene non ne avessero più in casa; ma si fidava della Provvidenza.

(2.) Voleva una spada. Le persone di qualità, sebbene ufficiali dell'esercito, non portavano allora le loro spade così costantemente come fanno ora, altrimenti sicuramente Davide non ne sarebbe rimasto sprovvisto. C'era da meravigliarsi che Gionatan non gli avesse fornito il suo, come aveva fatto in precedenza, 1Samuele 18:4. Tuttavia, accadde che ora non aveva più armi con sé, il motivo per cui finge di essere perché se ne andò in fretta, 1Samuele 21:8. Coloro che sono provvisti della spada dello Spirito e dello scudo della fede non possono esserne disarmati, né hanno bisogno, in nessun momento, di essere smarriti. Ma i sacerdoti, a quanto pare, non avevano spade: le armi della loro guerra non erano carnali. Non c'era una spada intorno al tabernacolo, ma la spada di Golia, che era posta dietro l'efod, come monumento della gloriosa vittoria ottenuta da Davide su di lui. Probabilmente Davide aveva un occhio di riguardo quando chiese al sacerdote di aiutarlo con una spada; perché, detto questo, Oh! Dice lui: Non c'è nessuno come questo, dammelo, == 1Samuele 21:9. Non poteva usare l'armatura di Saul, perché non l'aveva provata; ma aveva fatto un processo e una condanna a morte con questa spada di Golia. Da ciò risulta che ora era ben cresciuto in forza e statura, da poter indossare e maneggiare una spada come quella. Dio aveva insegnato alle sue mani a fare la guerra, in modo che potesse fare prodigi, Salmi 18:34. Possiamo osservare due cose riguardo a questa spada:

[1.] Che Dio gliel'aveva data per grazia, come pegno del suo singolare favore; in modo che ogni volta che lo estraeva, anzi, ogni volta che lo guardava, sarebbe stato un grande sostegno alla sua fede, ricordando quel grande esempio della particolare cura e del volto della divina provvidenza nei suoi confronti. Le esperienze sono un grande incoraggiamento.

[2.] Che l'aveva restituita con gratitudine a Dio, dedicandola a lui e al suo onore come pegno della sua gratitudine; e ora, nella sua angoscia, gli si opponeva molto. Nota: Ciò che dedichiamo alla lode di Dio, e con cui lo serviamo, è molto probabile che ridonda, in un modo o nell'altro, a nostro conforto e beneficio. Quello che abbiamo dato, lo abbiamo.

Così Davide fu ben fornito di armi e di viveri, ma accadde molto sfortunatamente che ci fosse uno dei servi di Saul che allora assisteva davanti al Signore, di nome Doeg, che si dimostrò un vile traditore sia di Davide che di Ahimelec. Egli era un Edomita di nascita (1Samuele 21:7), e sebbene fosse proselito alla religione ebraica, per ottenere la preferenza che ora aveva sotto Saul, tuttavia mantenne l'antica ed ereditaria inimicizia di Edom verso Israele. Era il padrone delle mandrie, che forse allora era un posto d'onore tanto quanto lo è ora il padrone del cavallo. In quell'occasione o nell'altra aveva in quel momento di aspettare il prete, o per essere purificato da qualche macchia o per pagare qualche voto; ma, qualunque fosse il suo affare, si dice, fu trattenuto davanti al Signore. Doveva partecipare e non poteva farne a meno, ma era stufo della funzione, la sbuffò e disse: "Che stanchezza c'è! == Malachia 1:13. Avrebbe preferito essere in qualsiasi altro luogo piuttosto che davanti al Signore, e perciò, invece di badare all'affare che aveva intrapreso, stava tramando di fare del male a Davide e di vendicarsi di Ahimelec per averlo trattenuto. Il santuario di Dio non avrebbe mai potuto assicurare tali lupi travestiti da pecore. Vedere Galati 2:4.

10 Ver. 10. fino alla Ver. 15.

Davide, sebbene re eletto, è qui un esiliato, destinato ad essere padrone di vasti tesori, eppure proprio ora mendica il suo pane, unto alla corona, eppure qui costretto a fuggire dal suo paese. Così la provvidenza di Dio sembra talvolta andare contro le sue promesse, per la prova della fede del suo popolo, e la glorificazione del suo nome, nell'adempimento dei suoi consigli, nonostante le difficoltà che si trovavano sulla strada. Ecco qui

1. La fuga di Davide nel paese dei Filistei, dove sperava di essere nascosto, e di rimanere nascosto nel cortile o nell'accampamento di Achis re di Gat, 1Samuele 21:10. Il prediletto d'Israele è costretto a lasciare la terra d'Israele, e colui che era il grande nemico del Filisteo (non so quali incentivi) va a cercare rifugio tra loro. Dovrebbe sembrare che, sebbene gli Israeliti lo amassero, tuttavia il re d'Israele aveva un'inimicizia personale verso di lui, che lo obbligò a lasciare il suo paese, così, sebbene i Filistei lo odiassero, tuttavia il re di Gat ebbe una gentilezza personale per lui, apprezzando i suoi meriti, e forse ancora di più per aver ucciso Golia di Gat, il quale, forse, non era stato amico di Achis. A lui Davide si recò direttamente, come a uno con cui poteva confidarsi, come in seguito (1Samuele 27:2,3), e Achis non lo avrebbe protetto se non avesse avuto paura di disobbedire il suo popolo. Il popolo perseguitato da Dio ha spesso trovato un uso migliore da parte dei Filistei che da parte degli Israeliti, nei teatri dei Gentili che nelle sinagoghe ebraiche. Il re di Giuda imprigionò Geremia e il re di Babilonia lo rimise in libertà.

2. Il disgusto che i servi di Achis provarono per la sua presenza lì, e la loro lamentela ad Achis (1Samuele 21:11):

"Non è costui Davide? Non è costui colui che ha trionfato sui Filistei? Ne è testimone il peso del canto di cui si è tanto parlato: Saul ha ucciso i suoi mille, ma Davide, proprio quest'uomo, i suoi diecimila. No, non è costui colui che (se le nostre informazioni dal paese d'Israele sono vere) è, o deve essere, re del paese?"

In quanto tale

"Deve essere un nemico del nostro paese; Ed è sicuro o onorevole per noi proteggere o ospitare un uomo del genere?"

Forse Achis aveva fatto loro capire che sarebbe stata una politica intrattenere Davide, perché ora era un nemico di Saul, e avrebbe potuto essere in seguito un loro amico. È comune per i fuorilegge di una nazione essere protetti dai nemici di quella nazione. Ma i servi di Achis si opposero alla sua politica e non pensarono affatto che egli rimanesse in mezzo a loro.

3. Lo spavento in cui questo mise Davide. Benché avesse qualche motivo per riporre fiducia in Akis, tuttavia, quando vide che i servi di Achis erano gelosi di lui, cominciò ad avere paura che Achis sarebbe stato costretto a consegnarlo a loro, e aveva una grande paura (1Samuele 21:12), e forse era più preoccupato del proprio pericolo, quando fu scoperto in questo modo, perché portava la spada di Golia, che, possiamo supporre, era ben nota a Gath, e con la quale aveva motivo di aspettarsi che gli avrebbero tagliato la testa, come aveva tagliato con essa quella di Golia. Davide ora ha imparato dall'esperienza ciò che ci ha insegnato (Salmi 118:9), che è meglio confidare nel Signore che riporre fiducia nei principi. Gli uomini di alto rango sono una menzogna e, se ne facciamo la nostra speranza, possono dimostrare la nostra paura. Fu in questo tempo che Davide scrisse il Salmo 55 (Michtam, un salmo d'oro), quando i Filistei lo presero a Gath, dove, dopo aver mostrato davanti a Dio le sue angosce, egli decide (1Samuele 21:3):

"In quale tempo temo di confidare in te; e perciò (1Samuele 21:11) non temerà ciò che l'uomo può fare a me, no, non i figli dei giganti".

4. La condotta che ha seguito per sfuggire alle loro mani: Si è finto pazzo, == 1Samuele 21:13. Usava i gesti e le mode di uno sciocco naturale, o di uno che era uscito di senno, supponendo che fossero abbastanza pronti a credere che la disgrazia in cui era caduto, e i guai in cui si trovava ora, lo avessero distratto. Questa sua dissimulazione non può essere giustificata (era una cosa meschina denigrare se stesso in questo modo, e incompatibile con la verità travisare se stesso, e quindi non diventare l'onore e la sincerità di un uomo come Davide); Eppure in una certa misura può essere scusata, perché non era una vera e propria menzogna ed era come uno stratagemma in guerra, con il quale imponeva ai suoi nemici di preservare la propria vita. Ciò che Davide ha fatto qui per finzione e per la propria sicurezza, il che lo rendeva in parte scusabile, lo fanno davvero, e solo per soddisfare una vile lussuria: si sono resi ridicoli e hanno cambiato il loro comportamento; Le loro parole e le loro azioni sono comunemente sciocche e ridicole come quelle di un idiota o furiose e oltraggiose come quelle di un pazzo, il che mi ha spesso fatto meravigliare che mai uomini di buon senso e d'onore dovrebbero permetterselo.

5. La sua fuga in questo modo, 1Samuele 21:14,15. Sono incline a pensare che Achi fosse consapevole che il delirio non era altro che una contraffazione, ma, essendo desideroso di proteggere Davide (come scopriremo in seguito, fu molto gentile con lui, anche quando il signore dei Filistei non lo favoriva, 1Samuele 28:1,2; 29:6), finse ai suoi servi che pensava davvero di essere pazzo, e quindi aveva motivo di chiedersi se fosse Davide o no; oppure, Se lo fosse, non avrebbero dovuto temerlo, che male avrebbe potuto fare loro ora che la sua ragione si era allontanata da lui? Sospettavano che Achis fosse incline a intrattenerlo:

«Non io», dice lui. "È un pazzo. Non voglio avere nulla a che fare con lui. Non devi temere che io lo assuma o che gli dia un po' di favore."

Lui fa un po' di umorismo quando chiede:

"Ho bisogno di pazzi? Questo stolto entrerà in casa mia? Non gli mostrerò alcuna gentilezza, ma allora non gli farai alcun male, perché, se è un pazzo, è da compatire."

Perciò lo scacciò, come è scritto nel titolo del Salmo 34, che Davide scrisse in questa occasione, ed è un salmo eccellente, e mostra che non ha cambiato il suo spirito quando ha cambiato il suo comportamento, ma anche nelle più grandi difficoltà e fretta il suo cuore era fermo, fiducioso nel Signore; e conclude quel salmo con questa certezza: affinché nessuno di coloro che confidano in Dio sia desolato, anche se possono essere, come lo era ora lui, soli e angosciati, perseguitati, ma non abbandonati.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

1Samuele 21

1 Capitolo 21

Davide con Aimelec 1Sam 21:1-9

Davide a Gat si finge pazzo 1Sam 21:10-15

Versetti 1-9

Davide, in difficoltà, si rifugiò nel tabernacolo di Dio. È di grande conforto, in un giorno di difficoltà, avere un Dio a cui rivolgersi, a cui aprire i nostri casi e da cui chiedere e aspettarsi indicazioni. Davide disse ad Aimelec una grave falsità. Che cosa diremo di questo? La Scrittura non lo nasconde e noi non osiamo giustificarlo; è stato un atto malvagio, che ha avuto conseguenze nefaste, perché ha provocato la morte dei sacerdoti del Signore. Davide ci pensò in seguito con rammarico. Davide aveva una grande fede e un grande coraggio, eppure entrambi gli vennero meno; cadde così in disgrazia per paura e viltà, e a causa della debolezza della sua fede. Se si fosse fidato di Dio, non avrebbe usato un modo così triste e peccaminoso per salvarsi. È scritto, non perché noi facciamo lo stesso, no, non nelle più grandi difficoltà, ma come monito. Davide chiese ad Aimelec del pane e una spada. Aimelec pensò che potessero mangiare il pane. Il figlio di Davide insegnò che la misericordia è da preferire al sacrificio; che le osservanze rituali devono lasciare il posto ai doveri morali. Doeg mise piede nel tabernacolo tanto quanto Davide. Non sappiamo con quale cuore le persone vengono alla casa di Dio, né che uso faranno della finta devozione. Se molti vengono in semplicità di cuore per servire il loro Dio, altri vengono per osservare i loro maestri e per mettere alla prova gli accusatori. Solo Dio e l'evento possono distinguere tra un Davide e un Doeg, quando entrambi sono nel tabernacolo.

10 Versetti 10-15

Il popolo perseguitato da Dio ha spesso trovato un aiuto migliore dai Filistei che dagli Israeliti. Davide aveva motivo di riporre fiducia in Achis, eppure cominciò ad avere paura. Il suo comportamento era degradante e scopriva che la sua fede e il suo coraggio vacillavano. Quanto più semplicemente dipendiamo da Dio e gli obbediamo, tanto più comodamente e sicuramente cammineremo in questo mondo pieno di problemi.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

1Samuele 21

1 Nob era una città di sacerdoti, il sommo sacerdote risiedeva lì, e il tabernacolo era piantato lì 1 Samuele 21:4 , 1 Samuele 21:6 , 1 Samuele 21:9; 1 Samuele 22:10.

Era situata sulla strada da nord a Gerusalemme, vicino ad Anatot, e in vista della città santa Isaia 10:32; Nehemia 11:32. Ma il sito non è stato identificato con certezza.

2 Un nuovo esempio della prontezza di invenzione senza scrupoli di Davide (confronta 1 Samuele 20:6 ).

4 Comune - Al contrario di santo. (Vedi i riferimenti marginali e confronta l'uso della parola in Atti degli Apostoli 10:14 , Atti degli Apostoli 10:28.) Dà un'idea della condizione depressa e povera del sacerdozio a quel tempo, che Ahimelech non avrebbe dovuto avere pane a portata di mano tranne il pane della presentazione.

5 I vasi dei giovani ... - cioè, i loro vestiti Deuteronomio 22:5 o portafogli (riferimento marginale), o altri oggetti che potrebbero essere leviticamente impuri e necessitano di pulizia ( Levitico 13:58; Esodo 19:10 , ecc.; Marco 7:4 ), così come la persona.

E il pane... - Il significato è; “Anche se è trattarlo come pane comune darlo a me e ai miei giovani, c'è un pane di presentazione fresco cotto e messo in tavola al posto di quello che ci dai;” il giorno è venerdì. come è indicato nel versetto seguente.

7 Detenuto davanti al Signore - O per adempiere un voto Atti degli Apostoli 21:23 , o per impurità, o sotto la legge dei lebbrosi Levitico 13:4 , Levitico 13:11 , Levitico 13:21 , o come proselito . Non è impossibile che Doeg sia stato in custodia o in un santuario per qualche crimine.

9 Avvolto in un panno dietro l'efod - Piuttosto, "nel mantello", il mantello militare di Golia, che faceva parte del trofeo dedicato. L'efod era naturalmente appeso dove poteva arrivarci solo il sommo sacerdote.

10 Achis re di Gat - Dal titolo risulta che Salmi 34 stato composto in questa occasione. (Vedi la nota lì.) Nulla può dare un'impressione più viva delle ristrettezze a cui Davide fu ridotto del fatto che andò nel paese dei Filistei.

11 Il re del paese - I Filistei gli diedero il titolo che portavano i loro stessi signori.

13 Scarabocchiato - letteralmente, ha fatto segni (margine), cioè il segno del "tau" (t), che nell'antico ebraico e fenicio aveva la forma di una croce. (Vedi Ezechiele 9:4.)

Sulle porte del cancello - Il cancello del cortile o cortile del palazzo di Achis, in cui gli attendenti aspettavano. La casa stessa si trovava in questa corte. (Confronta Ester 2:19 , Ester 2:21 ).

Esposizione della Bibbia di John Gill:

1Samuele 21

1 INTRODUZIONE A PRIMO SAMUELE 21

Questo capitolo narra che Davide andò a Nob e, fingendo di essere in affari segreti per il re, ottenne il pane dell'offerta, e la spada di Golia, dal sacerdote Ahimelec, 1Samuele 21:1-9 ; e che passando di là a Gat, dove era conosciuto, per paura si finse pazzo, e così fuggì da lì, 1Samuele 21:10-15

Versetto 1. Allora Davide venne da Nob, dal sacerdote Achimelec,

Il sommo sacerdote, come giustamente lo chiama Abarbinel; era il fratello di Ahija, figlio di Ahitub, il quale, essendo morto, gli succedette; sebbene alcuni dicano che fosse lo stesso; vedi 1Samuele 14:3; 22:9 ; che ora era a Nob, il tabernacolo era lì, dove probabilmente fu rimosso da Saul, e dove e a Gabaon, secondo i Giudei durò cinquantasette anni, come ai tempi di Giosuè era a Silo, nella tribù di Efraim, della quale tribù egli apparteneva, e ai tempi di Davide era posto nella tribù di Giuda, alla quale apparteneva, così era ai tempi di Saul a Nob. una città della sua tribù, a dodici miglia da Ghibea, secondo Bunting; poiché che fosse nella tribù di Beniamino appare dal fatto che è menzionata insieme ad Anatot, Neemia 11:32 ; e secondo Jarchi e Kimchi era vicino a Gerusalemme, e così vicino che poteva essere visto da lì; alcuni dicono che sono la stessa; Girolamo ne parla come vicino a Diospoli o Lidda. Davide, prima di partire più lontano, era disposto a vedere ancora una volta il tabernacolo, e lì adorare il suo Dio, e interrogarlo dal sommo sacerdote, come fece, 1Samuele 22:10 ; per indicargli la via che avrebbe dovuto prendere, e che avrebbe prosperato e gli sarebbe succeduto in essa, concedergli la sua presenza e tenerlo al sicuro.

Ahimelec ebbe paura all'adunanza di Davide; Sentendo che era venuto o che stava venendo, gli uscì incontro, ma quando lo vide solo tremò; specialmente se avesse sentito dire che era caduto sotto il dispiacere di Saul e che ora era fuggito da lui, avrebbe potuto temere di cadere in disgrazia e in pericolo se lo avesse ospitato.

Ed egli gli disse: "Perché sei solo tu e non c'è nessuno con te?". Avrebbe potuto meravigliarsene, e fare una domanda del genere, visto che era un uomo così grande, sia a corte che nell'accampamento, e genero del re; poteva quindi ragionevolmente sospettare che fosse il caso qualcosa di più del normale, e che causasse i suoi timori

2 Versetto 2. Davide disse al sacerdote Ahimelec:

In risposta alla sua domanda, e per spiegare una tale apparizione, fece senza un equipaggiamento:

Il re mi ha dato ordine e mi ha detto: "Nessuno sappia nulla dell'affare che ti mando nei dintorni e di ciò che ti ho comandato; finse di essere in una spedizione segreta, per ordine di Saul, di cui nessuno doveva essere a conoscenza, no, non i suoi stessi servi, e questo fu il motivo per cui venne da lui solo; il che era una vera e propria bugia, ed era aggravato dal fatto che veniva raccontato solo per il gusto di procurarsi un po' di cibo; e specialmente lo raccontava a un sommo sacerdote, e al tabernacolo di Dio, e quando era venuto a consultare il Signore quivi; e fu accompagnato con una terribile conseguenza, il massacro dei sacerdoti del Signore lì, che in seguito gravò pesantemente sulla mente di Davide, 1Samuele 22:22 ; ed è proprio il peccato a cui si pensa si riferisca in Salmi 119:28,29. Questo mostra la debolezza del migliore degli uomini, quando viene lasciato a se stesso; Davide, che odiava la menzogna come chiunque altro, vi cadde lui stesso:

e ho costituito i [miei] servi in questo o quel luogo; a un tale luogo, di un tale, senza nominare né luogo né persona, affinché non fossero conosciuti; così il Targum lo chiama un luogo nascosto e custodito; e che Davide avesse alcuni servi, sebbene non fossero ora con lui, che mangiavano del pane della presentazione, appare da Matteo 12:3 ; che Gionata avrebbe potuto mandare dietro di lui, in un luogo concordato e stabilito tra loro; perché questo sia vero

3 Versetto 3. Che cosa dunque c'è sotto la tua mano?

Cioè, che cibo aveva in casa sua?

dammi cinque pani nella mia mano; per portare con sé, per lui e per i suoi servi in tale luogo:

o ciò che è presente; o che si trova nel tabernacolo, se non cinque pani, due, o tre, o quattro, o qualunque cibo avesse presso di sé.

4 Versetto 4. Il sacerdote rispose a Davide e disse: "Non c'è pane comune sotto la mia mano.

Nel tabernacolo, anche se potrebbe averne in casa sua; di cui era comune che chiunque ne mangiasse, anche quelli che non erano preti; ma non ne aveva qui, e Davide aveva fretta di andarsene a causa di Doeg, e non poteva rimanere finché non fosse stato recuperato.

ma c'è il pane santificato; come era dedicato all'uso sacro. Il padre di Kimchi pensa che questo fosse il pane dell'offerta di ringraziamento, a cui Ben Gersom propende; altrimenti gli scrittori ebrei in generale lo intendono come il pane di presentazione; ed è chiaro che era da 1Samuele 21:6 e da ciò che dice nostro Signore, Matteo 12:4. Or il sacerdote lo aveva in mano, essendo appena stato tolto dalla tavola dei pani di presentazione, ed era il presidio dei sacerdoti; e che, sebbene non fosse lecito mangiare a nessuno se non ai sacerdoti, tuttavia in questo caso di necessità sembrava disposto a darlo a Davide e ai suoi uomini, a questa condizione: se i giovani si fossero tenuti almeno lontani dalle donne; dalle loro mogli o da altri, e da qualsiasi inquinamento da parte loro, in qualsiasi modo o maniera; ma poiché anche questo era solo di tipo cerimoniale, si sarebbe potuto anche farne a meno, se questo fosse stato il caso, come l'altro

5 Versetto 5. E Davide, rispondendo al sacerdote, gli disse:

In risposta al caso dei giovani suoi servi, e anche di se stesso, che era stato anch'egli designato dal sacerdote, sebbene per rispetto verso di lui non menzionato:

di una verità le donne [sono] state tenute lontane da noi in questi tre giorni da quando sono uscito; calcolando sia dal momento in cui fuggì da Saul a Naioth, sia dal momento in cui lasciò Gionatan, durante il quale sia lui che i suoi uomini non poterono conversare con le donne e non ricevettero alcuna contaminazione da esse; e questo era il tempo che secondo la legge era richiesto per santificare le persone in questo modo, Esodo 19:15 ;

e i vasi dei giovani sono santi; le loro vesti, come il Kimchi, non essendo contaminate da alcuna impurità cerimoniale, come dal tocco di qualsiasi persona impura: o quali strumenti fossero provvisti per il loro viaggio; o meglio i loro corpi; vedi 2Corinzi 4:7; 1Tessalonicesi 4:4 ; e riguardo alle parole del sacerdote che il pane che aveva era santificato o sacro, e quindi non per uso comune, Davide risponde:

e [il pane] è in qualche modo comune; poiché era stato tolto dalla tavola del pane di presentazione, ed era ora comune al sacerdote e alla sua famiglia, sebbene non agli altri, tuttavia in caso di necessità per la fame poteva essere concesso agli estranei:

sì, anche se fosse santificato oggi nel vaso; anche se quel giorno era stato posto sulla tavola dei pani dell'offerta, e così divenne santo al Signore; e tuttavia anche in un caso e in circostanze come quelle in cui si trovavano Davide e i suoi uomini, poteva essere preso di là e mangiato; perché, come osserva Abendana, nulla si oppone alla conservazione della vita, se non l'idolatria, l'adulterio e l'omicidio; tutto il resto può essere fatto per questo se non per loro: o come a margine delle nostre Bibbie, "specialmente quando c'è oggi altro pane santificato"; cioè, poiché oggi altro pane è posto sulla tavola dei pani dell'offerta, nella stanza di ciò che è stato tolto, per mezzo del quale è diventato santo al Signore; allora ciò che viene tolto può essere mangiato e ci sarà concesso nelle nostre circostanze. Da ciò sembra che questo fosse il giorno di sabato; poiché in quel giorno fu fatta la rimozione dei pani dell'offerta, Levitico 24:8 ; e R. Isaia dice, che fu all'uscita del sabato che Davide vi venne; e che lo rende ancora un caso più appropriato, come prodotto da nostro Signore per giustificare i suoi discepoli nel cogliere spighe di grano in giorno di sabato, Matteo 12:1-4

6 Versetto 6. Allora il sacerdote gli diede del pane santificato,

Essendo soddisfatto del resoconto che dava di sé e dei suoi giovani, e della liceità di esso in caso di necessità, gli atti di misericordia erano da preferire ai servizi rituali. Non è detto se gli diede cinque pani, come desiderava; ma si osserva la ragione per cui gli diede una tale specie di pane,

perché lì non c'era pane; nel tabernacolo, tutto ciò che si trova nella casa del sacerdote.

ma i pani dell'offerta che erano stati tolti dalla presenza del Signore; da fuori dalla tavola del pane di presentazione; e sembra che sia stato appena tolto, essendo giorno di sabato, e non ancora portato alla casa del sacerdote, e diviso tra gli altri sacerdoti come al solito; e che poi veniva tolto, per mettere il pane caldo, il giorno in cui veniva tolto; cioè pane nuovo, dodici focacce fresche; poiché quando i dodici, che erano rimasti una settimana sulla tavola dei pani di presentazione furono tolti, altri dodici furono immediatamente messi nella loro stanza, e sembra che per questo vi siano stati messi a caldo; ma qui sorge una difficoltà, come potessero essere messi caldi lì, quando non era lecito cuocere in un giorno di sabato. Su questo gli ebrei sono divisi; Alcuni dicono che venivano cotti in giorno di sabato, ma la maggior parte dice che la cottura non scacciava il sabato, o era lecito in giorno di sabato; ma altri dicono che venivano cotti la sera del sabato, e tenuti in forno fino al momento in cui venivano messi sulla tavola; e, come osserva Abarbinel, la bocca del forno poteva essere tappata fino a quel momento per mantenere il calore; ma altri dicono questo calore era miracoloso, o che un miracolo sia stato compiuto per il bene di esso; il che non è probabile

7 Versetto 7. Or un uomo dei servi di Saul [era] là quel giorno,

Quando Davide venne a Nob, e chiese del pane al sacerdote, e lo ebbe, di cui quest'uomo fu testimone oculare, 1Samuele 22:9,10 ;

trattenuto davanti al Signore; o perché era giorno di sabato, e quindi non poteva viaggiare, almeno non più di duemila cubiti; o da qualche suo voto, che era obbligato a rimanere e a compiere; o a causa di qualche impurità che aveva contratto, dalla quale era venuto per essere purificato; o questa detenzione era volontaria, per offrire sacrifici al Signore, o per pregarlo, o per studiare la legge di Dio nel tabernacolo, fingendo di essere un uomo molto religioso.

e il suo nome [era] Doeg, un Idumeo, essendo per nascita un Idumeo, ma un proselito della religione giudaica; o era della stirpe d'Israele, ma poiché aveva dimorato in Edom, era chiamato Edomita, come pensa Kimchi; proprio come Uria è chiamato per una ragione simile l'Ittita.

il capo dei mandriani che apparteneva a Saul; Saul aveva le sue mandrie e i suoi uomini per custodirli, e quest'uomo fu costituito sopra di loro, perché adempissero fedelmente la loro fiducia. Lo stesso ufficiale che i Romani chiamavano il prefetto, o padrone del bestiame; vedi Gill su "1Cronache 27:29 ", e vedi Gill su "1Cronache 27:31 "; sebbene quest'uomo non fosse solo a capo del bestiame del re, ma anche a capo di coloro che lo custodivano; e fosse nello stesso ufficio di Forba, sotto Laio re di Tebe, e Melanzio in Omero, e Faustolo ad Amulio.: ma Abarbinel è dell'opinione che ciò non si debba intendere per i custodi delle greggi e delle greggi, ma per i pastori o i governanti del popolo; e che quest'uomo era costituito a capo di tutti gli altri magistrati e governanti del popolo, quindi si diceva che fosse "posto a capo dei servi di Saul", 1Samuele 22:9 ; e così Jarchi lo chiama "Ab Beth Din", o padre del sinedrio, o grande corte di giudizio; che fu trattenuto nel tabernacolo per imparare la legge, per poter essere più qualificato per il suo ufficio; ma Kimchi lo interpreta come lo interpretiamo noi, il capo dei guardiani del gregge, e sia la Settanta che Giuseppe Flavio dicono che egli pascolò i muli del re

8 Versetto 8. Davide disse ad Ahimelec:

dopo che gli ebbe dato alcuni dei pani dell'offerta.

E non c'è qui sotto la tua mano una lancia o una spada? qualsiasi arma, cioè nel tabernacolo, nella sua custodia e a sua disposizione; sapeva che la spada di Golia era lì, e forse aveva una visione principale di essa, e pose questa domanda per averla in suo possesso:

poiché non ho portato con me né la mia spada né le mie armi; né la spada, né alcuna parte della sua armatura, ma era venuto completamente nudo e disarmato e, come pretendeva,

perché gli affari del re richiedevano fretta; continuando ancora la sua menzogna; mentre la vera ragione era che era stato calato in fretta e furia da sua moglie attraverso una finestra della sua casa, e non poteva rimanere a prendere con sé la sua armatura; e rimase nascosto per un po' di tempo, e passò in incognito da un luogo all'altro, e senza armatura, per essere il meno conosciuto e osservato, e il meno sospettato; anche se può sembrare strano che Gionatan non gli avesse fornito una spada

9 Versetto 9. Il sacerdote rispose: "La spada di Golia il Filisteo, che tu hai ucciso nella valle di Ela,

Vedi 1Samuele 17:2,51 ;

ecco, [è qui] avvolto in un panno dietro l'efod; la veste del sommo sacerdote, in cui si trovavano l'Urim e Thummim, e il pettorale, o le vesti di lino dei sacerdoti; vedere 1Samuele 22:18 ; che venivano riposti in una camera per il loro uso; e dietro di loro la spada di Golia era avvolta in un lenzuolo e conservata come monumento della bontà di Dio verso Israele, e la loro salvezza operata dalle mani di Davide, che uccise Golia con questa sua spada e la portò con sé. Il Targum comprende questa parola, tradotta "dietro", non del luogo in cui si trovava la spada, ma del tempo in cui il sacerdote disse questo, e parafrasa le parole:

"dopo che egli ebbe chiesto di lui presso l'efod";

vedere 1Samuele 22:10 ;

se vuoi prendere quello, prendilo; come se dicesse: Non è mio darti, ma puoi prenderlo se vuoi; nessuno ne ha un diritto migliore; è ciò che hai preso dal Filisteo, e puoi prenderlo di nuovo per tuo uso se lo desideri; e tu devi prendere questo o nessuno:

perché [non c'è] altro che quello qui; nel tabernacolo, e neppure nella casa del sacerdote, né nella città; perché era una città di sacerdoti, che non portavano spade.

Davide disse: "Non c'è nulla di simile, dammelo; e che, poiché era in grado di maneggiare e di cui si serviva, come è chiaro che fece tagliando la testa a Golia con essa; affinché servisse a rafforzare la sua fede in Dio, ogni volta che la guardava, affinché lo custodisse e lo preservasse, e a suo tempo lo liberasse dalle mani di Saul e di tutti i suoi nemici

10 Versetto 10. E Davide si alzò e fuggì quel giorno per timore di Saul.

Era fuggito prima per paura di lui, sia dalla sua stessa casa, sia da Naioth, 1Samuele 19:18; 20:1 ; ma ora fuggì dal paese d'Israele, per paura di lui; o forse la ragione della sua paura e della sua fuga in questo giorno fu a causa di Doeg l'Idumeo, per timore che andasse direttamente da Saul e gli dicesse dove si trovava; e perciò, per timore di lui, non volle più trattenersi, ma il giorno stesso in cui giunse, fuggì.

e andai da Akis, re di Gat; Gath, secondo Bunting, era a ventiquattro miglia da Nob. Achis, il re di esso, è chiamato Abimelec nel titolo del trentaquattresimo salmo, vedi Salmi 34:1, essendo questo nome comune ai re dei Filistei, come Faraone lo era ai re d'Egitto. Può sembrare strano che Davide vada nel paese di un nemico, e specialmente nel paese dei Filistei, dai quali era mortalmente odiato per le vittorie che aveva ottenuto su di loro, e per il numero di coloro che aveva ucciso; e in particolare che andasse a Gath, il luogo di Golia, il loro campione, che aveva ucciso e di cui ora aveva con sé la spada: ma questo si deve dire per lui, che tale era l'ira di Saul contro di lui, e la sua risoluzione di ucciderlo, che era al sicuro in un paese nemico come nel paese d'Israele; e che se doveva morire, poteva morire in un luogo come in un altro; e che egli sia andato particolarmente qui, la ragione potrebbe essere che tutte le altre terre erano in pace con Saul, e quindi glielo avrebbero consegnato, se fosse andato altrove; ma questo popolo era in guerra con lui, e poteva sperare di non essere conosciuto da loro; e se lo era, affinché potessero ritenere che fosse loro interesse, trattenere una persona che era così utile a Saul e così dannosa per loro; ed essendo nemici di Saul, potevano sperare di affrontarlo dalla loro parte contro di lui; e inoltre, poteva sapere che Achi era ben disposto verso di lui, come sembrava, e poteva non piacergli mai peggio per aver tagliato la testa a Golia, che poteva non essere di cuore nell'interesse di Akis. Dopotutto, per quanto impolitico possa sembrare questo passo di Davide, è ciò che i grandi uomini hanno preso nella loro angoscia, passare dai loro nemici, come Temistocle dai Molossi e Alcibiade dai Lacedemoni

11 Versetto 11. E i servi di Achis gli dissero:

Chi sapeva chi era Davide, e si rendeva conto che era rispettato da Akis:

Non è costui Davide, il re del paese? del paese dei Filistei; così alcuni rendono le parole: "Il re di questo paese", che gli appartiene per la sua conquista di Golia, perché questo era ciò che era stato proposto da lui, che chiunque fosse il vincitore avrebbe dovuto possedere il regno; e poiché gli apparteneva, o Akis, perché lo ammetti a corte? Tu sarai cacciato dal trono, e noi saremo suoi servi, e non i tuoi: ma piuttosto intendono il re del paese d'Israele, avendo udito che era stato unto re da Samuele, e doveva succedere a Saul; o meglio, lo chiamavano così perché guidava gli eserciti d'Israele come loro generale, ed essendo vittorioso era più rispettato di quanto lo fosse anche Saul, perché avevano udito ciò che le donne cantavano nei loro cantici come segue:

Non cantavano forse l'uno all'altro di lui nelle danze, dicendo: Saul ha ucciso i suoi mille e Davide i suoi diecimila? che sono il fardello del loro canto, 1Samuele 18:7 ; e da dove i servi di Achis conclusero che egli aveva maggiore autorità o onore e più stima di quanto lo fosse Saul loro re

12 Versetto 12. E Davide mise queste parole nel suo cuore:

Meditò su di esse e le ripensò nella sua mente, trovando che era conosciuto, e anche il suo carattere, e considerò tra sé quale potesse essere la conseguenza di ciò:

ed ebbe grande paura di Akis, re di Gat; perché non si mettesse contro di lui e non fosse persuaso dai suoi servi a togliergli la vita o a consegnarlo nelle mani di Saul

13 Versetto 13. E cambiò il suo comportamento davanti a loro,

Si comportava come uno sciocco, o un pazzo, o cambiava il suo "gusto", che alcuni comprendono della sua ragione, agiva come se ne fosse privato; e altri del suo discorso, delle sue parole e del loro accento, li tiravano fuori, come fanno queste persone:

e si finse pazzo nelle loro mani; poiché era nelle loro mani, essendo preso da loro, come mostra il titolo del salmo cinquantasei, Salmi 56:1 ; e questo stratagemma usò per sfuggire dalle loro mani, recitando la parte di un pazzo, delirante e fuori di sé:

e si mise a rovistare sulle porte del cancello; come se scrivesse qualcosa lì, e vi facesse dei segni:

e lasciò cadere la saliva sulla sua barba; schiavizzati, come fanno gli idioti e i pazzi; e per quanto ciò possa sembrare meschino da parte di Davide, non può essere condannato come malvagio, poiché era solo uno stratagemma per liberarsi, dalla mano di un nemico, e gli stratagemmi sono sempre permessi da usare contro un nemico; e un metodo come questo è stato adottato da uomini di grande senno e ingegno, come da Bruto e Solone; eppure, secondo le versioni latine della Vulgata e della Settanta, questo suo caso era reale e non finto; che per la sorpresa di essere conosciuto alla corte di Achis, fu colto da epilessia; che il suo volto fu cambiato, e la sua bocca distorta, come lo sono le persone in tali attacchi; che cadde in mezzo a loro come uno in preda alle convulsioni, e cadde, e si precipitò contro le porte delle porte, e ebbe la bava alla bocca, come fanno tali persone; vedere Luca 9:39 ; e così nelle seguenti parole la versione greca è: vedete che l'uomo è epilettico; Non voglio epilettici; ma il trentaquattresimo e il cinquantaseiesimo salmo, composti da lui in questo periodo, mostrano che, poiché era di mente sana, così in buona salute di corpo, e non soggetto a tali convulsioni come qui rappresentate, vedi Salmi 34:1-22 56:1-13 ; il che lo avrebbe reso inadatto a tali composte

14 Versetto 14. Allora Akis disse ai suoi servi: "Ecco, vedete che quell'uomo è pazzo,

E disse, come volessero i suoi servi pensarlo, e quindi piuttosto l'oggetto della loro pietà che della loro rabbia e malizia; o come realmente credendo di esserlo, cosa che lui e loro potessero concludere non solo da queste sue azioni, prima descritte, che potessero giudicare vere e non finte; ma potevano supporre che questo fosse veramente il suo caso, causato dal maltrattamento di Saul, che lo inseguiva da un luogo all'altro, e mandandolo dietro per togliergli la vita, lo aveva davvero portato alla distrazione; e questo potevano piuttosto dedurre dalla sua venuta a Gath, paese di un nemico, e di cui aveva ucciso il campione, e molti altri di loro; cosa che si potrebbe pensare che nessun uomo di buon senso avrebbe fatto:

Perché dunque me l'avete condotto? perché se era stato portato per essere impiegato al suo servizio, sembrava molto inadatto a questo, sia nel campo, sia in tribunale; e se doveva essere processato e condannato come nemico, poiché era un pazzo, era piuttosto da compatire

15 Versetto 15. Ho bisogno di pazzi?

O stolti, li voglio? Non ne ho già abbastanza alla mia corte? Voglio uomini saggi, e non sciocchi e pazzi. I Giudei dicono che la moglie e la figlia di Achis erano pazze, che mentre Davide faceva lo sciocco e il pazzo di fuori, recitavano la stessa parte all'interno, cosicché Achis ne aveva abbastanza di quel tipo di diversivo, se si doveva considerarlo tale, secondo il gusto di alcuni. i quali, come in seguito così in passato, tenevano in casa degli sciocchi per farli divertire; ma Achis ne aveva abbastanza, e troppo, almeno non aveva bisogno di altro:

che avete fatto fare il pazzo a questo in mia presenza? o recitare la parte di uno sciocco davanti a me:

Entrerà egli in casa mia? corte o palazzo, e avervi un posto; non c'è bisogno che tu ne soffra; non mi è gradito, né adatto a nessuno; e perciò Achis lo scacciò come uno sciocco o un pazzo, invece di imprigionarlo come un nemico, o togliergli la vita; vedi il titolo del trentaquattresimo salmo, Salmi 34:1

Commentario del Pulpito:

1Samuele 21

1 LA FUGA DI DAVIDE VERSO NOB (Versetti. 1-9)

Poi venne Davide a Nob. Nob significa collinetta o colle, e a quanto pare era situata un po' a nord di Gerusalemme sulla strada che conduceva a Gat. L'arca era stata evidentemente portata lì da Saul all'inizio del suo regno, dopo che era rimasta per vent'anni nella casa di Abinadab; e come ottantacinque sacerdoti che indossavano l'efod furono uccisi da Doeg per ordine di Saul,

1Samuele 22:18,19

è chiaro che l'adorazione di Geova era stata restaurata da lui con qualcosa del suo antico splendore. E questo è in accordo con il carattere di Saul. Atti all'inizio del suo regno troviamo Ahiah con lui come sommo sacerdote, e anche quando cadde la sua scusa fu la necessità di eseguire i riti pubblici della religione

1Samuele 15:15

Ma presso di lui la volontà del re era al primo posto, la volontà di Geova al secondo; e mentre restaura l'adorazione pubblica di Dio come parte della gloria del suo regno, mette a morte spietatamente i sacerdoti con le loro mogli e le loro famiglie quando suppone che abbiano dato aiuto al suo nemico. Ahimelec ebbe paura all'incontro di Davide. Più letteralmente, "andò incontro a Davide tremante". Ahiah, descritto come sommo sacerdote in 1Samuele 14:3, era morto o, più probabilmente, era un fratello minore, il quale, mentre Ahimelec rimaneva con l'arca, agì come sommo sacerdote nell'accampamento di Saul, specialmente consultando Dio per lui per mezzo dell'efod con la corazza. Perché sei solo? Tuttavia, in Marco 2:26 nostro Signore parla di coloro che "erano con Davide", e i "giovani" sono menzionati in Versetti. 4, 5. Mentre Davide andava da solo a consultare Ahimelec, affinché la sua visita fosse tenuta del tutto segreta, aveva preso con sé alcuni dei suoi servi e li aveva lasciati da qualche parte nelle vicinanze, o anche, più probabilmente, aveva ordinato a qualcuno di incontrarlo con gli uomini che poteva radunare. L'arrivo del genero del re senza scorta avrebbe naturalmente colpito il sommo sacerdote come strano, e quindi allarmante

Versetti 1-7.-

Debolezza nell'imbarazzo

I fatti sono

1.) Arrivato a Nob, Davide mette a tacere i sospetti di Ahimelech affermando che era impegnato negli affari segreti del re

2.) Per questo motivo chiede e ottiene pane santificato per placare la sua fame, e la spada di Golia

3.) Doeg l'Edomita, essendo trattenuto lì quel giorno, osserva il modo di procedere di Davide. Fino a quel momento Davide aveva ricoperto una posizione come ufficiale nella casa di Saul o nell'esercito, e quindi, nonostante la gelosia privata di Saul, aveva diritto al rispetto e alla protezione di ogni uomo. Da quel momento in poi la lealtà a Saul significò la morte per Davide. Perciò la casa paterna a Betlemme era fuori questione, e c'erano ragioni per non compromettere Samuele con alcuna apparenza di aperta rivolta. Per una mente devota era naturale, in queste circostanze, fuggire al santuario e lì cercare conforto e aiuto. La narrazione narra come il bene e il male si mescolassero nella condotta dell'uomo di Dio in questo momento critico, e suggerisce di prendere in considerazione diverse importanti verità

LE LEGGI SUPERIORI DELLA VITA. Davide desiderava il pane dell'offerta per placare la sua fame, e il sacerdote in carica in un primo momento obiettò alla richiesta con il pretesto che era contrario alla legge cerimoniale darglielo. Il fatto che Davide, un uomo devoto e ragionevole, si azzardò a chiederlo, combinato con la sua argomentazione sui principi cerimoniali del sacerdote (Versetto 5), dimostra che egli percepiva l'esistenza di una legge che si elevava al di sopra del cerimoniale. Alcuni forse considererebbero l'azione di Davide come tipica delle prerogative del vero Apocalisse e Sacerdote di Sion, e addirittura interpreterebbero la sua affermazione sugli "affari del re" come un enigma spirituale, che additava gli "affari del Padre" che Cristo era stato incaricato di compiere

Luca 2:49; Giovanni 17:4-9

Ma, in ogni caso, è certo che il nostro Salvatore considerava la richiesta di Davide e la risposta del sacerdote come indicativi della subordinazione di una legge inferiore a una superiore

Marco 2:24-28

Salvare e sostenere la vita di un uomo, anche se fuggitivo, era più importante dell'osservanza di un rituale. Questa subordinazione della legge attraversa tutte le cose, fino a quando arriviamo al più alto, quello dell'amore supremo di Dio. La salute, e anche la vita, possono dover essere messe da parte per l'affermazione di un principio morale. Da qui il paradosso

Matteo 10:39

Le distinzioni di classe, le relazioni ufficiali, le rivendicazioni interne e i diritti privati possono essere, in periodi di estremo pericolo nazionale, completamente ignorati per il mantenimento della sicurezza pubblica. Su questo principio è che l'attenzione agli affari di questa vita, sebbene giusta e buona, deve cedere all'obbligo superiore di riguardo alle cose eterne; e la deferenza verso se stessi -- una delle leggi più importanti -- deve cedere il passo quando Cristo reclama la sottomissione al suo giogo, la sottomissione dell'amore. Così si potrebbe dimostrare quanto sia completamente in armonia con il principio scientifico dell'interazione e della subordinazione delle leggi l'insegnamento cardinale del Vangelo

II DEBOLEZZA NELL'IMBARAZZO. L'imbarazzo di Davide fu grande, e non dissimile da quello in cui cadono molti quando sono chiamati a servire Dio in alto. Evidentemente aveva l'impressione di essere condotto da Dio a un servizio per Israele non ancora esplicitamente rivelato

Confronta 1Samuele 16:13 17:26,45 19:18-24 20:13-15

Agisce nello stesso tempo in cui non aveva né la volontà né il pensiero di sollevarsi in rivolta, né Samuele o Iesse l'avrebbero incoraggiata; eppure, senza casa, senza un amico o senza un riparo, dove poteva fuggire, e che cosa fare? Aiutarlo sarebbe stato considerato dal re infuriato come un tradimento. In queste circostanze, da uomo devoto, egli fuggì naturalmente dal suo nascondiglio verso il santuario di Nob. Ma le considerazioni che gli impedirono di compromettere Samuele, Iesse e Gionatan contribuirono anche a salvare Ahimelec dal crudele sospetto di Saul. Quindi, per coprire il sacerdote e per salvare la vita, egli inventò la menzogna

1.) Il servizio e l'approvazione di Dio non ci offrono alcuna esenzione dall'imbarazzo. Nessun uomo è mai stato più veramente chiamato al servizio e più distintamente approvato di Davide, ed è difficile trovare nella storia un caso di imbarazzo più immeritato e doloroso. I Salmi, specialmente 7, 10, 13, 35, 52, 54, rivelano quanto egli sentisse acutamente la sua posizione. Chi pensa che il servizio di Dio sia libero da preoccupazioni e prove sa poco della storia e della vita. L'apostolo Paolo ebbe la sua parte piena, sebbene fosse il capo degli apostoli

2Corinzi 11:23-28

I fuochi purificatori si accendono facilmente in questo mondo. Ci sono materiali per loro negli affari domestici, negli affari, nello sviluppo dell'esperienza privata

2.) Le cause della debolezza nell'imbarazzo sono spesso rintracciabili. Se cadiamo, come fece Davide, è a causa di

(1) Considerazione parziale dei fatti della nostra posizione. Forse ci soffermiamo troppo sulle difficoltà, troppo poco sulla Mano Invisibile. Pietro guardò le onde, e non Cristo, e poi cominciò ad affondare. "L'uomo non vive di solo pane"

Deuteronomio 8:3

(2) L'esaurimento fisico conduce a questa considerazione parziale, e rende anche l'azione della mente meno stabile. David soffriva mentalmente per la recente suspense, la separazione dal suo amico e la lunga astinenza dal cibo. L'inizio di molti peccati ha luogo quando la carne è letteralmente debole. Il nostro Salvatore lo riconosce

Matteo 26:40,42

1.) L'educazione può aver compromesso la nostra percezione morale in riferimento ad alcune azioni. La consuetudine tollera in un'epoca ciò che in un'altra è abominato. Gli uomini buoni hanno comprato e venduto schiavi. Al tempo di Davide la lingua che mentiva per il pane può aver commesso solo un'offesa veniale

1.) Potrebbe esserci troppa inventiva nel cercare uno sfogo dall'imbarazzo. È possibile pensare e progettare troppo, non lasciando a Dio ciò che nel nostro disperato bisogno gli appartiene sempre. In questo stato d'animo sorgono sicuramente cattive proposte, che si impadroniscono dello spirito

2.) nella misura in cui, nell'estrema fiducia in noi stessi, perdiamo la fiducia in Dio. Il nostro Salvatore sembra avere questo in mente in Matteo 6:25-34

3.) È possibile che in mezzo alla pressione della vita non ci teniamo abbastanza vicini a Dio. Forse Davide era stato troppo frettoloso e preoccupato dall'aspetto puramente umano delle cose per rafforzare la sua fede attraverso la comunione con Dio. L'anima, come nel caso di Pietro, è debole se digiuna troppo a lungo, come lo è il corpo quando viene meno il pane

III LA PRESENZA DI UN OCCHIO OSTILE. Doeg l'edomita era presente, e si notò la condotta di Davide. Questo proselito aveva poca simpatia per le alte aspirazioni degli "unti"; grande il suo piacere nel rivelare a Saul qualsiasi cosa che gratificasse la sua malvagia malizia. La lezione è ovvia. I servi di Dio vivono in mezzo a una "generazione perversetto", e qualsiasi incongruenza nella loro condotta lo è. certo. da usare contro di loro. Alcuni uomini provano un piacere insolito nel scoprire le debolezze di coloro che si professano cristiani, come se queste fossero una scusa per le loro abitudini. Le azioni che non attirano l'attenzione degli altri uomini diventano evidenti nei cristiani, a causa del totale contrasto con la loro santa professione

1Timoteo 6:1; Tito 2:4-8

IV UN PARALLELO E UN CONTRASTO. C'è un singolare parallelo tra molte delle circostanze della vita di Davide in questo periodo e quelle del nostro Salvatore. Davide, l'unto, era destinato a risolvere una grande contesa per Israele, ma per anni portò il segreto nel suo petto, e ora era disprezzato, perseguitato, non sostenuto apertamente da alcuno in autorità, senza cibo, riparo e mezzi di difesa visibili, e, inoltre, esposto a forti tentazioni derivanti dai suoi dolori. E così l'"Unto del Signore", in seguito, conservò per lungo tempo lo scopo della sua vita nel suo cuore, e solo a poco a poco lo rivelò agli uomini. Anche lui è stato disprezzato e rigettato dagli uomini; non riconosciuto dalle autorità; crudelmente perseguitato, accusato di motivi e intenzioni più vili; non sapendo "dove posare la testa"; senza mezzi di difesa contro le lesioni fisiche; e non estranea alla fame e alla stanchezza. Non c'è da stupirsi se i Salmi che affermano la "giustizia" di Davide

Atti 2:29-31; 2Pietro 1:21

adombrare la "giustizia" del "Santo"

Atti 2:27

e il suo trionfo più glorioso. Ma il contrasto è evidente. Davide, nella povertà e nell'angoscia, confida in Dio, ma non perfettamente. Dimostra la sua fragilità in comune con tutti gli altri. Egli conosce la vergogna e l'amarezza del peccato. Non così il Cristo. Non avrebbe fatto ricorso a espedienti per procurarsi il pane o sollievo dall'apprensione

Matteo 4:2-4 26:38,39,50

"Del popolo non c'era nessuno con lui". "Ha pigiato il torchio da solo". Ma in ogni cosa era "santo, innocuo, immacolato e separato dai peccatori". Nel senso più profondo, quindi, vediamo l'opportunità del riferimento dei Salmi a lui in tutte le attribuzioni di diritto e dominio in virtù della purezza e della giustizia

Salmi 24:3-10

Non in Davide, ma in Cristo c'è la soluzione del linguaggio più grande dei Salmi. Quanto sono impossibili da risolvere i problemi quando gli uomini eliminano l'ispirazione dello Spirito Santo dall'Antico Testamento!

Lezioni generali:

1.) Dovremmo stare attenti a evitare un'adesione così rigida a ordinanze e disposizioni utili e approvate da privare i poveri e i bisognosi del nutrimento spirituale. Questo pericolo accompagna alcune norme ecclesiastiche

2.) Dovrebbe essere stabilita come regola rigida che nessun imbarazzo, nessun pericolo da parte degli uomini, dovrebbe mai giustificare anche il pensiero di inganno o torto. Tale principio radicato nell'anima sarà una "corazza di giustizia"

3.) La prima considerazione nei momenti di pericolo è quella di affidare la nostra strada a Dio, ed essere disposti, se necessario, a soffrire e morire

4.) Siamo giustamente debitori anche ai fallimenti degli uomini buoni; poiché, dall'amara rassegna dei loro peccati, essi hanno reso testimonianza al valore della giustizia e alla benedizione della fiducia in Dio. Da qui molti dei Salmi

5.) Dovremmo guardarci dalla parzialità nel giudicare la debolezza degli uomini buoni; perché una falsità occasionale può essere scioccante per un uomo che pensa poco alla propria abitudine di maldicenza o di censura ipocrita

6.) Ci vogliono molte azioni giuste per rimuovere la cattiva impressione creata sugli osservatori ostili da un'indiscrezione

OMELIE DI B. DALE. Versetti 1-8. (NOB.) -

Inganno

1.) Come nella vita esteriore, così nell'esperienza interiore degli uomini la grande esaltazione è spesso seguita da una grande depressione. Mentre Davide era con Samuele e i profeti, la sua fede in Dio sembra essere stata forte, ed è stata giustificata dal modo straordinario in cui è stato preservato. Ma poco dopo (alcuni eventi che non sono ricordati si sono verificati nell'intervallo) ebbe un terribile timore mortale per la sua vita, e ricorse a un pretesto indegno per ottenere una garanzia di sicurezza, e ora fece un altro passo falso. "Sembra che ci sia motivo di sospettare che dal momento della sua separazione da Gionat, se non, in verità, dal momento in cui lasciò Naioth, Davide avesse perso parte della sua fiducia in Dio" (Kitto)

1.) L'intenzione di ingannare costituisce l'essenza della menzogna. La verità è la rappresentazione delle cose come sono, e può essere abbandonata in molti modi senza una tale intenzione. Ma la veridicità è sempre obbligatoria. Anche se l'inganno intenzionale è sempre giustificabile, come alcuni hanno supposto, chiaramente non lo era nel caso di Davide. Lo storico sacro riporta il fatto senza approvazione e senza commenti, a meno che non si consideri così la menzione delle sue disastrose conseguenze

1Samuele 22:2

"Chiunque pensa che ci sia una sorta di menzogna che non sia peccato inganna se stesso" (Agostino)

2.) La quantità di colpa coinvolta nella menzogna dipende dalle circostanze, dalla natura e dai motivi. Le forme che assume sono infinitamente varie (diretta, equivoca, soppressione della verità, a vantaggio, pia frode, maliziosa, ss.); ma ciò che è segnato dall'odio e dalla malizia è il più riprovevole. Questo elemento era assente dall'inganno praticato da Davide. Anche l'epoca in cui visse era un'epoca in cui una "menzogna di necessità" era considerata relativamente veniale; e fu sopportato, benché non approvato, dal "Dio di verità" fino a quando gli uomini non fossero addestrati a uno stato morale più elevato. Per quanto riguarda l'inganno, osserva che:

DI SOLITO È SOLLECITATO DA INCENTIVI SPECIALI; come:

1.) La pressione delle circostanze. Quando Davide si presentò da solo davanti al sommo sacerdote all'inizio del sabato (la sera del venerdì), fu oppresso dalla fame e dalla paura, e quindi fu tentato di inventare una menzogna. Se avesse rimediato con fermezza alla tentazione, probabilmente il suo bisogno sarebbe stato soddisfatto in qualche altro modo. C'è, rigorosamente

2.) Parlando, non esiste una bugia per necessità. Un uomo può morire per necessità, ma non mentire

3.) La promessa di vantaggio. Pensava che il suo inganno non avrebbe potuto fare del male. Ma quanto poco sanno gli uomini, quando imboccano una via falsa, a quale fine essa possa condurre?

4.) Il possesso di una tendenza naturale o suscettibilità a tale tentazione. C'era in lui (nonostante aborrisse la menzogna in cuor suo) "una disposizione naturale che lo rendeva particolarmente aperto a questa tentazione: un genio rapido, impulsivo, fertile nel concepire, e un'intelligenza versatile abile nel colorare le cose in modo diverso dal fatto reale. E non è forse una lezione molto evidente per coloro che sono in qualche modo costituiti?" (J. Wright, 'Davide, re d'Israele')

"Sempre alla verità che l'uomo indossa se non l'apparenza di una menzogna indossa, se possibile, dovrebbe sbarrare il labbro, poiché, sebbene irreprensibile, incorre nel biasimo" (Dante)

II È SEMPRE MERITEVOLE DI UNA FORTE RIPROVAZIONE, in quanto

1.) È una violazione del legame da cui la società è tenuta insieme. Senza fiducia nella sincerità reciproca, gli uomini non potrebbero vivere insieme in unione sociale. È un peccato contro la giustizia e l'amore che dobbiamo al nostro prossimo. Per tutti vale ciò che l'apostolo dice a proposito della comunità cristiana: "Perciò togliete la menzogna", ss.: "perché siamo membra gli uni degli altri"

Efesini 4:25

2.) È contrario ai dettami di una coscienza illuminata

3.) È proibito e condannato dalla parola di verità. "Non mentirete gli uni agli altri"

Levitico 19:11

"Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra dal parlare con frode"

Salmi 24:1-3 119:29; Proverbi 12:22; Colossesi 3:9; Apocalisse 21:8

"Sdraiato in un vile, indegno vizio; un vizio che uno degli antichi ritrae con i colori più odiosi, quando dice che "è manifestare disprezzo di Dio e insieme timore dell'uomo". Non è possibile rappresentare in modo più eccellente l'orrore, la bassezza e l'irregolarità di esso; poiché che cosa può un uomo immaginare di più odioso e spregevole che essere codardo verso gli uomini e valoroso contro il suo Creatore?" (Montaigne)

III È SPESSO RILEVATO CON MEZZI INASPETTATI (Versetto 8). Davide non pensava affatto di vedere Doeg l'Edomita trattenuto (letteralmente, rinchiuso) nel tabernacolo, per assistere al suo inganno con occhi e orecchie rapidi, e pronto a rivelarlo con una lingua "come un rasoio affilato, che opera con inganno"

Salmi 52:2

Ma

1.) Per quanto gli uomini possano essere cauti nel praticare l'inganno, non possono mai calcolare tutti i mezzi con cui possono essere scoperti. "L'uccello del cielo porterà la voce, e chi ha le ali dirà la cosa"

Ecclesiaste 10:20

1.) Anche il suo successo temporaneo porta spesso alla ricerca e alla scoperta

1Samuele 22:6

2.) Dio, davanti al quale "tutte le cose sono nude e aperte", fa sì che l'intero corso delle cose cooperi per la sua esposizione,

2Samuele 12:12

per insegnare agli uomini a evitare "la via della menzogna" e a "dire la verità nel loro cuore". Fu per opera della sua provvidenza che Doeg era lì quel giorno. La storia umana e la vita individuale offrono innumerevoli esempi di smascheramento dell'inganno in modi inaspettati

Ecclesiaste 12:14

"Non mentire; ma il tuo cuore sia fedele a Dio, la tua lingua ad esso, le tue azioni a entrambi. Abbiate il coraggio di essere veri! Nulla può aver bisogno di una bugia; La faglia che ne ha più bisogno ne cresce due" (Herbert)

IV PRODUCE INVARIABILMENTE CONSEGUENZE PERNICIOSE

1.) In coloro che ingannano, con il loro deterioramento morale, l'incoraggiamento, l'inganno quando hanno successo, e li riempiono prima o poi di amaro rimpianto

1Samuele 22:22

2.) In coloro che sono ingannati, in una misura che non può essere prevista

3.) Negli altri uomini, diminuendo la loro fiducia reciproca e dando "occasione ai nemici del Signore di bestemmiare"

2Samuele 12:14

Imparare-

1.) Affinché non possiamo "fare il male affinché venga il bene"

2.) Giudicare con carità gli altri, in quanto non conosciamo la forza delle loro tentazioni

3.) Stare attenti al minimo approccio all'inganno in noi stessi

4.) Cercare la preservazione da esso confidando fermamente in Dio. - D

2 Il re mi ha dato ordine per un affare. Questa pretesa di un incarico privato da parte del re era una mera invenzione, ma la sua "nomina dei suoi servi per incontrarlo in questo o quel luogo" era probabilmente l'esatta verità. Dopo essersi separato da Gionatan, Davide probabilmente non osò mostrarsi a casa, ma, mentre Saul pensava ancora che fosse a Betlemme, diede ordine a un ufficiale fidato di radunare alcuni dei suoi uomini più fedeli e di aspettarlo con loro in un luogo adatto. Nel frattempo, solo, si mette in fuga e, non avendo ancora un piano stabilito, va a Nob, perché era fuori dalla strada per Betlemme, dove Saul avrebbe mandato ad arrestarlo. Naturalmente una simile visita sarebbe sembrata strana ad Ahimelech; ma Davide aveva bisogno di cibo e di armi, e probabilmente di consiglio; e. se non fosse stato per la possibilità della presenza di Doeg, non ne sarebbe potuto derivare alcun danno. In ogni caso, questa visita di Davide completò la rovina della casa di Eli

versetto 2. (NOB) -

I peccati degli uomini buoni

Alcuni dei più eminenti servitori di Dio menzionati nella Bibbia caddero in gravi peccati. Questo è stato spesso per alcuni un motivo di obiezione alla Bibbia, e per altri un argomento di perplessità. Ma c'è poca ragione per entrambi. Consideralo in relazione a

I LA VERITÀ DELLA SCRITTURA. Se gli uomini vi fossero stati descritti come completamente liberi dal peccato, ci sarebbero stati molti più motivi di dubbio o perplessità riguardo alla sua verità di quanto non esistano ora; per la sua rappresentazione di loro:

1.) Dimostra l' imparzialità degli scrittori, che registrano le mancanze degli uomini buoni così come le loro eccellenze, senza nascondere nulla. Mostra che gli scrittori sacri furono influenzati dai principi più alti, e persino guidati da una saggezza più alta della loro

2.) Si accorda con i risultati dell'osservazione e dell'esperienza, che insegnano che gli uomini sono peccatori, che coloro che sono indiscutibilmente uomini buoni sono soggetti a cadere e che i più eminentemente pii non sono perfetti. Gran parte della Bibbia è principalmente un'immagine fedele della natura umana, che (sia senza che sotto il potere della grazia divina) è essenzialmente la stessa in tutte le epoche

3.) Conferma le dottrine che contiene: come che l'uomo è caduto, peccatore e indifeso; che la sua elevazione, giustizia e forza vengono da Dio; che può ottenere queste benedizioni solo attraverso la fede, la preghiera e il conflitto; che può continuare a possederle solo con gli stessi mezzi; e che quando smette di fare affidamento sulla forza divina fallisce completamente

II IL CARATTERE DI DIO. Essi furono accettati e benedetti da lui nonostante i loro peccati. È dunque egli empio, ingiusto o parziale? Sia ricordato

1.) Che i loro peccati non sono stati sanzionati da lui

2.) Che sono stati proibiti da lui

3.) Che sono stati puniti da lui

4.) Che sono stati perdonati solo quando si sono pentiti

5.) Che in alcuni casi furono misericordiosamente sopportati per un certo tempo a causa del bene che vedeva nei suoi servi, e al fine della rimozione finale del male

6.) Che se tale sopportazione di alcune cose in essi ci sembra strana, sotto la luce superiore e la grazia concesse, ci sono probabilmente alcune cose in noi stessi, di cui percepiamo a malapena il male, ma che appariranno in seguito in una luce diversa agli altri

7.) Che il principio su cui Dio tratta con l'individuo e la razza è quello di un'educazione graduale, il cui scopo è che dovremmo essere "santi come lui è santo"

III IL VALORE DI TALI UOMINI. Se avessero continuato in una trasgressione cosciente e persistente, non avrebbero potuto essere tenuti in onore o considerati veramente buoni;

1Giovanni 3:6

ma sebbene i loro peccati non possano essere scusati, i loro nomi sono degni di essere ricordati in eterno, a causa di

1.) Le virtù superiori che distinguevano il loro carattere

2.) La corrente principale della loro vita, così contraria a casi isolati di trasgressione

3.) Il profondo dolore per il peccato, le alte aspirazioni alla santità e il sicuro progresso verso la perfezione

IV L'EFFETTO SUGLI ALTRI. Ciò è stato senza dubbio dannoso in alcune direzioni. Ma, d'altra parte, è stato, come deve essere -- quando l'argomento è considerato correttamente, benefico in

1.) Rendere gli altri più attenti a non cadere. Se tali eminenti servitori di Dio sono caduti, potremmo farlo molto di più noi. "Chi pensa stia in piedi", ecc

2.) Prevenire la disperazione quando sono caduti. Se coloro che sono caduti hanno potuto essere riabilitati, possiamo farlo anche noi

3.) Insegnando loro a guardare a Gesù Cristo come all'unico esempio perfetto, all'unica propiziazione per i nostri peccati, alla fonte più che sufficiente di "saggezza, giustizia, santificazione e redenzione". "Nulla può essere una scusa o un'apologia del peccato; tuttavia, per la misericordia di Dio, può essere trasformato in conto e fatto produrre l'opposto di se stesso. Agli errori di alcuni uomini il mondo è stato debitore delle loro lezioni più ricche e dei loro frutti più maturi. Alla deplorevole caduta, alla penitenza e alla punizione di Davide, dobbiamo alcuni dei suoi salmi più soggioganti, spiritualmente più istruttivi e consolatori, salmi che hanno insegnato alla disperazione a fidarsi, e hanno trasformato il cuore di selce in una fontana di lacrime" (Binney)

3 Versetti 3, 4.-Che cosa c'è sotto la tua mano? Questo non significa che Ahimelec stesso portasse il pane dell'offerta fuori dal tabernacolo, ma semplicemente: "Che cosa hai? Il senso di tutto il versetto è: "Ora, dunque, che cosa hai a portata di mano? Dammi cinque pani, o quello che ci sarà". Ahimelech risponde: "Non c'è pane comune a portata di mano". Non ho cibo ordinario; c'è solo il pane santificato, cioè il pane dell'offerta, che, dopo essere rimasto alla presenza di Geova di sabato in sabato, doveva poi essere mangiato dai sacerdoti nel luogo santo

Levitico 24:8,9

Poiché Ahimelec non poteva permettersi di rifiutare la richiesta di Davide, chiede se i suoi servitori sono almeno cerimonialmente puri, poiché in tal caso l'urgenza degli affari del re potrebbe giustificare la violazione della lettera del comandamento. Nostro Signore in Matteo 12:3 cita questo come un caso in cui lo spirito interiore della legge è stato mantenuto, e la violazione del suo precetto letterale è stata quindi giustificata

Versetti 3-6. (Nor.) -

La lettera e lo spirito

"Il sacerdote Cantici gli diede del pane santificato" (Versetto 6). Era trascorso più di mezzo secolo dalla distruzione di Silo. I membri rimanenti della famiglia di Eli erano notevolmente aumentati, così che ottantacinque sacerdoti ora dimoravano a Nob, dove il tabernacolo (e forse l'arca

1Samuele 7:1

era stato collocato. Ma la condizione del sacerdozio era molto diversa da quella di una volta. Il potere spirituale della nazione risiedeva nella "compagnia dei profeti"; e Saulo, rigettato da Dio e governando secondo la sua volontà, "assunse il potere di dare ordini al sommo sacerdote in ogni momento attraverso i suoi messaggeri;

1Samuele 21:2

la teocrazia era sprofondata fino a quel punto in cui il popolo era solito stare davanti al tabernacolo per ricevere i soli ordini di Geova loro Re, attraverso il profeta e il sacerdote" (Smith, 'O.T. History'). Tuttavia Ahimelech

Ahiah, 1Samuele 14:36

sembra essere stato un uomo di alto carattere;

1Samuele 22:14,15

e quando Davide, nella sua necessità, chiese "cinque pani", glieli diede dal pane della presentazione che era stato appena tolto dal luogo santo. Può darsi che egli sia stato influenzato dalla simpatia per il carattere e la posizione di Davide (di cui non poteva non sapere qualcosa), così come dalla compassione per il suo bisogno e dalla lealtà verso il re, o dal consiglio di Abiatar (suo figlio e successore, in seguito amico e compagno di Davide - 1Samuele 22:20-23; 1Re 2:26 ; e rimosso dal sacerdozio da Salomone, lasciando il posto a Zadok, del ramo più antico della famiglia Aaronica. Il pane dell'offerta (letteralmente, "pane della presenza") "esponeva la consacrazione permanente di Israele nell'obbedienza e nel produrre il frutto delle buone opere" (vedere Fairbairn, 'Typology,' 2:324), e gli era permesso di essere mangiato solo dai sacerdoti;

Levitico 24:9

ma si allontanò, con qualche riserva (Versetto 4), dalla lettera rigorosa in osservanza dello spirito della legge. E nostro Signore "scelse questo atto di Ahimelec come l'unico episodio nella vita di Davide a cui conferire il suo speciale encomio, perché conteneva -- per quanto tremante e cautamente espresso -- la grande verità evangelica che la legge cerimoniale, per quanto rigida, deve cedere il passo alle pretese dell'umanità sofferente" (Stanley). Osserva che

LA LETTERA È DISTINTA DALLO SPIRITO. Ai primi appartengono usanze particolari, massime, regole, riti e cerimonie; a quest'ultimo, i principi generali e gli obblighi morali e spirituali essenziali. Per fare un semplice esempio, Cristo disse ai suoi discepoli: "Anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri" (ecco la regola); "Amatevi gli uni gli altri (ecco il principio)

1.) La lettera poggia sullo spirito come suo fondamento. L'intera legge mosaica, in quanto legge (morale, cerimoniale, politica), era una "lettera" basata su grandi principi, che scaturiva direttamente dalla relazione di Dio con gli uomini, fondamenta granitiche su cui poggiano strati più recenti, e che spesso spuntano attraverso di essi in una visione distinta

Levitico 18:18; Deuteronomio 6:5

"C'è una 'lettera' e uno 'spirito' in ogni cosa. Ogni affermazione, ogni legge, ogni istituzione è la forma di un'essenza, il corpo di un'anima, lo strumento di un potere. Queste due cose sono molto distinte, possono essere molto diverse" (A.J. Morris, "Cristo lo spirito del cristianesimo")

2.) La lettera è un mezzo per raggiungere un fine, lo spirito è il fine stesso. Il pane dell'offerta era messo da parte per uno scopo particolare, e permesso di essere mangiato solo dai sacerdoti, al fine di rappresentare e promuovere la consacrazione, le buone opere e il vero benessere di tutto il popolo. Cantici "il sabato è stato fatto per

Marco 2:27

1.) La lettera è limitata nella sua applicazione a determinate persone, luoghi e tempi; lo spirito è universale e duraturo

2.) La lettera (in quanto tale) è nelle sue esigenze esteriori, formali, meccaniche e in effetti conservatrici, vincolanti e preparatorie; lo spirito richiede necessariamente riflessione, affetto, scelta morale ed è produttivo di libertà, energia, perfezione. "Le parole che vi dico sono spirito e vita"

Giovanni 6:63

II LA LETTERA PUÒ ESSERE CONTRARIA ALLO SPIRITO. Non è essenzialmente così; Non è sempre così quando gli uomini immaginano che lo sia, come, ad esempio, quando si tratta di un freno solo alla loro convenienza egoistica e alle loro propensioni peccaminose. Il fatto che si tratti di una tale restrizione dimostra che hanno ancora bisogno della disciplina della legge e della lettera. Se fossero veramente spirituali e liberi, non si sentirebbero. Ma in generale

1.) Quando viene applicata a casi non contemplati da essa, a tempi e circostanze inappropriati, e quando ostacola piuttosto che promuovere il suo fine principale

2.) Più particolarmente quando impedisce di soddisfare le reali e urgenti necessità degli uomini e di realizzare il loro vero benessere: la soddisfazione della fame, l'eliminazione delle malattie, la conservazione della vita, la salvezza dell'anima

Matteo 12:1,12

In base a questo principio Davide "entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta", ecc

3.) Quando è contrario al corretto esercizio della benevolenza. In base a questo principio Ahimelech gli diede il pane, e nostro Signore agì

Luca 6:10

"Ho chiesto misericordia e non sacrificio"

Osea 6:6

4.) Quando ostacola il più alto servizio di Dio. In tutti questi casi la stretta osservanza della lettera "produce danno e miseria, e non solo uccide, ma uccide lo spirito stesso da cui proviene"

2Corinzi 3:6

III LA LETTERA DEVE ESSERE SUBORDINATA ALLO SPIRITO. Non dovrebbe essere disprezzato o arbitrariamente messo da parte; Ma l'obbligo inferiore (in quanto la "lettera" è obbligatoria) dovrebbe essere secondario e subordinato, e cedere il posto a quello superiore. E apprendiamo che

1.) Nell'ordine dei rapporti di Dio con gli uomini era necessario che la dispensazione della lettera fosse sostituita da quella dello spirito. Questo incidente offre uno scorcio dei loro elementi predominanti. "La legge era come un libro di prime lezioni, lezioni per i bambini. Il cristianesimo è come un libro per uomini"

2.) Nella dispensazione cristiana ciò che è cerimoniale, regolativo, temporaneo (per quanto importante) deve essere considerato di minore importanza di ciò che è morale, essenziale, duraturo; e la devozione al primo dovrebbe essere superata dalla devozione al secondo. Esaltare indebitamente riti esterni o forme speciali di culto significa tornare alla schiavitù della lettera; mentre contendere con zelo su di esse senza amore fraterno e carità significa perdere la sostanza a causa delle ombre. "L'uomo redento e santificato non sta più sotto la forma disciplinare della legge, ma sta al di sopra e domina la forma dell'esigenza" (Erdmann). Egli è un re e un sacerdote. "Religione pura" (letteralmente, servizio cerimoniale esteriore), ecc

Giacomo 1:27

È carità e purezza

3.) Nella vita individuale -- rinnovata e santificata -- lo sforzo principale dovrebbe essere sempre quello di "vivere nello spirito" e di mostrare "carità da un cuore puro"

1Timoteo 1:5

"Sono incline a pensare che l'uomo che potesse circondare la somma delle cose e spiare il cuore di Dio e i segreti del suo impero, non parlerebbe che d'amore; con lui il risultato luminoso cambierebbe il colore delle scene intermedie e farebbe di tutta la teologia una cosa sola"

4.) In tutto Cristo deve essere considerato come supremo, l'incarnazione perfetta e l'unica fonte dello spirito, Redentore, Signore, "tutto ed in tutti" - D

Colossesi 3:11; 2Corinzi 3:17,18

5 Versetti 5, 6.-Circa questi tre giorni da quando sono uscito. Questo concorda esattamente con il tempo durante il quale Davide era rimasto nascosto,

1Samuele 20:24,27,35

e spiega la fame di cui soffriva, poiché senza dubbio aveva portato con sé solo il cibo sufficiente per i suoi bisogni immediati, desidera, tuttavia, che il sommo sacerdote creda che fosse stato impegnato con i suoi uomini durante questo periodo per affari pubblici, mentre loro erano stati a casa e alcuni di loro forse erano impuri. L'intero capitolo pone Davide davanti a noi in una luce molto umiliante. Proprio come alcuni libri di Omero sono definiti "l'abilità" di qualche eroe, così questo capitolo potrebbe essere chiamato la degradazione di Davide. Sembra che l'odio risoluto verso Saul lo abbia fatto perdere l'equilibrio, e fu solo quando giunse tra le colline di Giuda, dove si trovava la grotta di Adullam, che riacquistò la sua serenità. I vasi dei giovani. I loro scrigni, in cui portavano il pane, e i loro bagagli in generale. Il pane è in un certo senso comune, ss. La parola pane è stata fornita dai traduttori, per dare un senso a questo passaggio così difficile. Tradotte letteralmente, le ultime due clausole sono: "E la via è profana, benché oggi sia santificata nel vaso". Tra le numerose interpretazioni di queste parole, la seguente sembra la migliore: "E sebbene il nostro viaggio non sia collegato a un oggetto religioso, tuttavia esso (il pane) sarà santificato nel vaso (in cui sarà trasportato) ". Non c'è difficoltà a fornire il pane nell'ultima frase, poiché il pane di presentazione era l'argomento della conversazione, e un nominativo è costantemente fornito dalla mente dalla materia principale che occupa i pensieri di chi parla. L'argomento di Davide, quindi, è che sia i suoi servitori che i loro portafogli erano esenti da contaminazioni legali, e che sebbene la loro spedizione fosse per qualche affare secolare, tuttavia in ogni caso il pane sarebbe stato al sicuro dall'inquinamento. Il pane della presentazione che fu tolto d'innanzi a Geova. Il Talmud (Menach., 92, 2) sottolinea che questo pane non era stato tolto di recente dal santuario, ma, come mostra l'ultima frase, era stato tolto in qualche giorno precedente. Poiché dopo una settimana di esposizione era stantio e secco, i sacerdoti, ci viene detto, ne mangiarono poco, e il resto rimase (vedi Talmud, 'Tract. Yom., 39, 1). Fa anche notare che, se tali violazioni della legge levitica fossero state comuni, non si sarebbe attribuita tanta importanza a questo episodio

6 OMELIE di D. FRASER versetto 6.-

La lettera della legge violata

In che modo Davide, non essendo né sacerdote né levita, si arrischiò a mangiare il pane della presenza del santuario? Come ha fatto Ahimelec ad arrischiarsi a darglielo?

IO C'ERA IL MOTIVO DELLA NECESSITÀ. Un bue o un asino caduto in una fossa poteva essere sollevato di sabato, nonostante il comandamento di non fare alcun lavoro il settimo giorno. Il bisogno del povero animale e la misericordia che gli si deve nella sua disgrazia erano una giustificazione sufficiente per violare la lettera della legge. Quando i discepoli di Cristo, camminando con lui lungo il bordo di un campo di grano, strapparono alcune spighe per alleviare la loro fame, furono irreprensibili, poiché ciò che facevano era espressamente permesso dalla legge mosaica

Deuteronomio 23:25

Ma lo fecero di sabato, e i farisei lo contestarono come illecito. Il Signore Gesù, tuttavia, lo ritenne del tutto lecito. Era necessario che i suoi seguaci alleviassero la loro fame e reclutassero le loro forze, e l'obiettivo più grande doveva essere messo al di sopra del meno. "Il sabato è stato fatto per l'uomo, e non l'uomo per il sabato". Nostro Signore ha messo in evidenza questa verità in modo più forte di quanto avesse fatto qualsiasi altro insegnante ebreo; ma non era una nuova dottrina. Vediamo che, mentre il rituale mosaico era nel pieno dei suoi obblighi, il sacerdote di Nob si sentì in dovere di sospendere una delle sue più minute regole per alleviare l'urgente bisogno umano. Forse la tendenza nelle Chiese moderne è quella di prendersi troppa libertà con le regole e le ordinanze della religione con pretesti di necessità che sono poco più che motivi di convenienza o di caparbietà. Ma c'è una via di mezzo tra rigidità e lassismo; e deve essere lasciato al giudizio e alla coscienza di coloro che temono il Signore determinare per la propria guida ciò che costituisce o non costituisce un motivo sufficiente per mettere da parte regolamenti o restrizioni che ordinariamente si hanno il diritto di rispettare. Eppure è solo la lettera della legge, o le minuzie dell'osservanza religiosa, che possono essere trattate in questo modo. Ci sono obblighi supremi che nemmeno una questione di vita o di morte può annullare. Neemia non volle fuggire nel tempio per salvarsi la vita, quando il suo dovere era quello di edificare Gerusalemme. Sadrac, Mesac e Abednego non avrebbero adorato l'immagine d'oro a Babilonia per salvare i loro corpi dalla fornace; né Daniele avrebbe desistito dal pregare Geova per fuggire dalla fossa dei leoni. Paolo insistette sul suo diritto di protezione come cittadino romano, ma non avrebbe mai compromesso o nascosto il vangelo per sfuggire alla persecuzione. Nessun legame o afflizione lo muoveva; né considerava cara la sua vita, per poter finire il suo corso con gioia. È vero che non tutti i seguaci di Cristo hanno avuto una tale fortezza. Nei giorni della persecuzione alcuni vacillarono e apostatarono giustificandosi con la scusa della necessità. Non potevano soffrire; Non osavano morire. Ma il nobile esercito dei martiri è composto da coloro che sentivano la necessità suprema di essere fedeli alla coscienza, alla verità del Vangelo e al Cristo di Dio. Non tutto, quindi, deve cedere alla necessità. Davide pensò che la sua fame fosse una garanzia sufficiente per togliere dalle mani del sacerdote il pane sacro; ma quando Golia bestemmiò il Dio d'Israele e sfidò il suo esercito, Davide aveva dimostrato che la sua stessa vita non gli era così cara quanto la gloria di Dio e l'onore e la sicurezza del suo popolo

II C'ERA UNA PROFONDA COMPRENSIONE DEL VERO SIGNIFICATO DEL SACERDOZIO IN ISRAELE. Senza dubbio i sacerdoti formavano un ordine ereditario, indossando un abito distintivo e avendo disposizioni speciali previste dalla legge per la loro posizione e il loro mantenimento. Ma non sono mai stati intesi come una casta di santi intercessori che si frapponevano tra Dio e una nazione empia. Né loro né i Leviti, i loro assistenti, erano isolati dalla vita comune dei loro connazionali, come da una carta separata di privilegio o da voti di celibato. Erano solo l'espressione concentrata della verità che tutto Israele era chiamato ad essere "un regno di sacerdoti e una nazione santa". La regola era che i sacerdoti dovevano mangiare solo il pane che veniva ritirato settimanalmente dalla tavola del santuario; ma non era una violazione dell'essenza e dello spirito della legge se altri Israeliti, fedeli a Dio, mangiassero di questo pane in caso di emergenza. Davide era un vero servitore di Geova come Ahimelec. Anche se tutto il popolo del Signore non è mai stato un profeta, lo è sempre stato, e lo è ora, un sacerdote. Sapendo ciò, Davide prese e mangiò; non affatto di umore ostinato, come Esaù nella sua fame famelica che mangiava la minestra di Giacobbe, ma con sentimento reverenziale e una buona coscienza, sotto la sanzione del fatto che apparteneva a una nazione sacerdotale, e con la fiducia che Dio non lo avrebbe condannato per aver oltrepassato in tale ristrettezza la lettera della legge, purché onorasse e obbedisse al suo spirito. I capi e i governanti della Chiesa, secondo il Nuovo Testamento, non sono sacerdoti investiti di una santità mistica e investiti di un monopolio religioso. Essi sono semplicemente l'espressione intensificata della santa chiamata di tutti i membri di Cristo, di tutti i figli di Dio. Tutti questi hanno il diritto di adorare nel luogo più santo; E come tutti possono offrire sacrifici spirituali, così tutti possono 'mangiare delle cose sante'. L'ordine, infatti, è necessario nella Chiesa, e nessuno può assumere un posto di guida o un incarico in essa fino a quando non è debitamente chiamato e nominato a essa. Se Davide avesse preso per una causa leggera, o frequentemente, il pane della presenza, sarebbe stato un segno di irriverenza o di arroganza. E allo stesso modo, se un cristiano a cui non è stato affidato un ufficio in alcuna Chiesa costituita, si spinge avanti quando non c'è emergenza, e assume di guidare il servizio divino, o di nominare o condurre l'osservanza della Cena del Signore, esce dal suo posto, e può essere designato "indisciplinato". Ma ci sono luoghi e occasioni che non ammettono l'osservanza delle regole consuete; e in tali casi un cristiano privato o non ufficiale può assumere su di sé qualsiasi funzione religiosa piuttosto che che qualsiasi anima debba subire un danno, e questo sotto il principio generale che tutti i cristiani formano un "sacerdozio regale". L'insegnamento di questo passaggio è contro la pedanteria religiosa e l'altezzosità ecclesiastica. La forma di conteggio è subordinata alla vita. Valorizza l'ordine e riverisce le ordinanze che sono veramente da Dio. Non fare "scherzi fantastici" con cose sacre "davanti al cielo alto", ma non ridurre la religione a una questione di cibi e bevande, e non considerare un grave trasgressore nessuno che in una situazione di ristrettezza abbia violato la prescrizione o l'uso. Chi infrange la lettera della legge può osservare la legge stessa meglio di un altro che non conosce altro che la lettera. Siamo chiamati alla libertà; non la licenza, in verità, ma l'ordine e la libertà. Se siamo fedeli a Dio e alla nostra coscienza, non dobbiamo temere che, per una formalità o un'informalità, Cristo ci rigetterà. Il Figlio dell'uomo è il Signore del sabato e della mensa, il ministro del santuario e del vero tabernacolo, il Signore di tutte le norme che vincolano i suoi seguaci. E c'è una libertà - non dall'ordine, ma nell'ordine di Dio - con la quale il Figlio dell'uomo, essendo Figlio di Dio, ha reso libero il suo popolo

7 La visita di Davide a Nob era stata probabilmente dettata semplicemente dal desiderio di procurarsi del cibo mentre si raccoglievano per lui alcuni servitori, e in circostanze normali sarebbe rimasta sconosciuta a Saul. Sfortunatamente accadde che fosse presente una persona che informò il re di ciò e portò una seconda terribile catastrofe sulla casa di Eli;

vedi 1Samuele 2:33

lavorando anche sulla sua gelosia, ha indotto Saul a commettere un crimine che lo pone davanti a noi come un tiranno odioso e senza rimorsi. Quest'uomo era Doeg, un edomita, che, a quanto pare, era stato a lungo al servizio di Saul, poiché era il suo capo mandriano. Secondo la Septuaginta era lui a capo dei muli del re, ma le altre versioni concordano con l'ebraico. Poiché le mandrie avrebbero costituito la maggior parte della ricchezza di Saul, il suo capo mandriano sarebbe stato una persona importante. Fu trattenuto davanti a Geova. Ie. rinchiusi in stretta solitudine all'interno del recinto del tabernacolo, o per qualche voto, o per purificazione, o forse come sospettati di lebbra,

Levitico 13:4

o, come alcuni pensano, come un proselito. Efrem Siro pensa di aver commesso una trasgressione e di essere stato trattenuto fino a quando non abbia offerto il sacrificio stabilito. David sentì subito che la presenza di Doeg era di cattivo auspicio,

1Samuele 22:22

e probabilmente fu la causa per cui prese l'avventata risoluzione di fuggire per rifugiarsi a Gat

8 Versetti 8, 9.-Non c'è qui sotto la tua mano una lancia o una spada? La vista di Doeg fece sentire a Davide quanto fosse impotente in caso di attacco, ed egli giustificò la sua richiesta di armi dicendo che era uscito di casa disarmato a causa dell'urgenza degli affari del re. L'intera faccenda deve essere sembrata molto sospetta ad Ahimelec, ma egli era impotente, e risponde che l'unica arma nel santuario era l'offerta votiva di Davide, la spada di Golia, deposta con cura in un posto d'onore dietro l'efod con l'Urim e Thummim, e avvolta in un panno per la sua protezione. Poiché la parola è usata in Isaia 9:5 dell'abbigliamento militare, potrebbe significare il mantello di guerra di Golia, ma più probabilmente era una copertura per preservarlo dalla ruggine e dall'umidità. In 1Samuele 17:54 si dice che l'armatura di Golia divenne proprietà privata di Davide, e nulla potrebbe essere più naturale che egli deponga la spada nel tabernacolo, come offerta di ringraziamento a Dio. Ora lo prende con piacere, dicendo: Non c'è nessuno come questo; perché era un memoriale della sua più grande impresa, e poteva essere di nuovo il presagio di buona fortuna

Versetti 8-10. (NOB) -

La spada di Golia

"Non c'è niente di simile; dammelo" (Versetto 9). Quando Davide uccise Golia "mise la sua armatura nella sua tenda" ("l'antica parola per dimorare"). Ma sembra che in seguito abbia depositato la sua spada nel tabernacolo di Nob come sacra reliquia, offerta dedicatoria, memoriale e segno; e cercando mezzi di difesa durante la sua fuga "dalla faccia di Saulo" (Versetto 10) era ancora lì, accuratamente "avvolto in un panno dietro l'efod", e gli fu consegnato dal sacerdote. Era di particolare importanza per lui, e (come spesso fanno altri memoriali ad altri) deve avergli parlato con una voce quasi oracolare nel senso di

I RICORDO dell'aiuto di Dio; offerto

1.) Nell'ottenere una notevole vittoria sui nemici del Signore e del suo popolo

2.) Agisce in un momento di pericolo imminente e di estrema estrema gravità

3.) Mediante la fede "nel nome del Signore degli eserciti". La liberazione di Davide, come egli riconobbe allora, non fu compiuta con la fionda e la pietra, né con la spada, ma con il Signore sul quale egli confidava; E aveva molto bisogno che glielo ricordassero ora

II INCORAGGIAMENTO a confidare in Dio

1.) Nel suo servizio, in conflitto con i suoi nemici e nell'obbedienza alle sue direttive, il Signore è con i suoi servi. Non sono "soli" (Versetto 1), ma Lui è dalla loro parte

Salmi 118:6

2.) Nella massima grandezza, quando i mezzi ordinari sembrano inutili, egli è in grado di liberarli con quelli che sono straordinari

3.) La fiducia che ripongono in lui non la delude mai. "Non temere." "È meglio confidare nel Signore che confidare nei principi"

III AVVERTIMENTO contro la fiducia nell'uomo. Sopraffatto dalla paura, stava per compiere l'audace passo di lasciare il suo popolo e cercare rifugio presso i Filistei, e afferrò avidamente l'arma come un presagio del successo del suo piano. Ma se ci avesse riflettuto, gli avrebbe sicuramente insegnato che

1.) Non c'è sicurezza per un servo di Dio che dipende o si allea con i suoi nemici. Nessuno potrebbe essere come "la Spada di Golia" quando fu usata nelle "battaglie del Signore", ma in nessun altro

2.) La sua sapienza e la sua forza non valgono a nulla "senza il Signore". E ora evidentemente si stava avventurando su una condotta errata e presuntuosa, in cui non aveva alcuna garanzia della guida e dell'aiuto divino

3.) L'arma che è stata potente per fede è impotente senza di essa, e può anche essere rivolta contro colui che la impiega. Gli antichi memoriali, le istituzioni, i metodi sono privi di valore se non per lo spirito che rappresentano. È probabile che Davide sia stato scoperto nel luogo natale di Golia dalla spada che portava; e la prossima cosa che sentiamo è che lui e la rinomata arma che tanto apprezzava erano nelle mani dei Filistei

Versetti 8-15.-

L'eroe non eroico

A NOB FU DATA A DAVIDE UN'ARMA CHE AVREBBE DOVUTO RISVEGLIARE IN LUI TUTTO L'ELEMENTO EROICO E RESTAURARE LA SUA FEDE VACILLANTE. Aveva dimenticato che la spada di Golia era in custodia dei sacerdoti? O se lo ricordava, ed era per la vista e la presa di quell'arma potente che desiderava? Chi può dirlo? Il sacerdote gli ricordò il giorno in cui, con quella stessa spada, decapitò il gigante prostrato nella valle di Ela. Quelle parole devono aver fatto vibrare il cuore di David e toccato una corda di vergogna. Perché ora aveva tanta paura? Perché non poteva fidarsi del Signore che lo aveva salvato in quel terribile combattimento per proteggerlo ora? Era ansioso di avere di nuovo la spada in mano: "Non ce n'è nessuna come questa; dammelo". Forse era troppo pesante per un uomo di statura e forza ordinaria da maneggiare con libertà, ma le sue associazioni e i suoi ricordi lo resero per David più di una nonna arma da guerra. Avrebbe dovuto essere di buon animo quando in un solo giorno tirò fuori dal santuario sia il pane che la spada. Non è forse questo un modo di aiuto e di incoraggiamento per tutti coloro che conoscono il Signore? Nelle nuove emergenze, che ricordino le liberazioni passate. Come dice Matthew Henry, "le esperienze sono un grande incoraggiamento". Il Dio che ci ha aiutato in un momento di bisogno è in grado di aiutarci di nuovo. La grazia che ha ottenuto una vittoria è abbastanza forte da ottenerne un'altra. Ma

II IL RICORDO SENZA FEDE ATTIVA SERVE A POCO. Il coraggio che dovette balzare nel petto di Davide alla vista e al tocco della spada di Golia svanì presto. Il suo stato d'animo di sconforto ritornò man mano che si avvicinava alla frontiera, e ricadde in cambiamenti indegni sia del suo passato che del suo futuro. Bisogna ammettere che la sua posizione era molto critica. Attraversare la frontiera occidentale significava esporsi al sospetto e all'obbrobrio in Israele, e correre un grande rischio per la sua vita tra i Filistei. Era tra due fuochi: Saul infuriato dietro di lui, e davanti a lui il re del Giuramento, che molto probabilmente avrebbe potuto vendicare su di lui l'umiliazione e la morte del grande campione del Giuramento, Golia. Quando l'ultimo di questi rischi lo minacciava effettivamente, David, sempre pronto a fiutare il pericolo, si accorse della sua estrema situazione; e, egualmente rapido nei suggerimenti e nelle risorse, si gettò in un piano ingegnoso per salvarsi la vita. Non era dignitoso, non era degno di un uomo devoto e retto; Ma è stato intelligente e di successo. Davide aveva visto spesso Saul nella sua frenesia, e sapeva come falsificare i sintomi. Cantici finse di essere pazzo e gli fu permesso di lasciare la città filistea indisturbato e di fuggire nella sua terra natale. (Illustra dalle storie di Ulisse e di Lucio Giunio Bruto.) Ciò che può passare senza censura nei Greci e nei Romani pagani può non passare così in un Ebreo come Davide, che conosceva il vero Dio; e sebbene non dovremmo giudicare severamente l'azione di un uomo in imminente pericolo mortale, siamo delusi nel vedere il figlio di Iesse darsi allo stratagemma e all'inganno. Siamo contrariati nel trovare l'eroe non eroico, il santo non santo. Ma

III PER TUTTO IL TEMPO C'ERA UNA PROFONDA VENA DI SENTIMENTO DI DEVOZIONE NELLA MENTE DI DAVIDE. Si dice che due dei suoi salmi si riferiscano a questo periodo di difficoltà al Giuramento. Il primo di questi è il trentaquattresimo. Non fa alcuna allusione precisa agli eventi qui narrati, ma non vediamo alcuna ragione per trascurare l'antica tradizione incorporata nel suo titolo, che ne fa risalire l'origine al tempo in cui Davide scampò per un pelo ai filistei. Non che l'abbia composta sotto l'impulso del momento, perché l'elaborata struttura acrostica dell'ode vieta questa supposizione. Ma il dolce cantante, ricordando la sua fuga, ricordò il sentimento di devozione che essa aveva risvegliato. Non introdusse nel suo canto nessuno degli incidenti reali di Gath, perché deve aver pensato che, per quanto riguardava il suo comportamento, gli incidenti non erano degni di essere celebrati; ma egli registrò la sua esperienza del soccorso divino per la consolazione degli altri nella loro situazione estrema, terminando con "Geova redime l'anima dei suoi servi, e nessuno di quelli che confidano in lui sarà desolato". L'altro salmo a cui alludiamo è il cinquantaseiesimo. Anche questo è attribuito a "Davide quando i filistei lo presero a Gat". Descrive vividamente la sua condizione e il suo spavento, e dice dove risiedeva realmente la sua speranza di liberazione. Dio conosceva le sue peregrinazioni e guardava le sue lacrime; e i pensieri di Dio erano nel cuore di Davide anche quando recitava la parte di un maniaco per ingannare i Filistei. "In Dio ripongo la mia fiducia, non ho paura: che cosa può farmi l'uomo?" Non abbatichiamo nulla nella condotta di Davide a Nob o a Gat che non si addiceva a un servitore di Dio. Dobbiamo andare dal grande Figlio di Davide per imparare una morale senza difetti, in modo che nessuna frode possa uscire dalla nostra bocca, e non possiamo usare pretesti per ottenere i nostri scopi, ma considerare il mantenimento di una buona coscienza superiore a tutte le considerazioni di comodità e persino di vita, e non aver paura di coloro che possono uccidere il corpo, "ma non sono in grado di uccidere l'anima." Ma i Salmi sono utili per impedirci di fare qualsiasi ingiustizia a Davide. Durante tutto questo doloroso passaggio della sua vita, nella sua fuga, nel suo dolore, nel suo pericolo mortale, il suo cuore gridava a Dio. Cantici si salvò dalle mani dei nemici. Golia non poteva fargli del male, né Saul, né Achis. Non che Dio abbia sanzionato alcun cambiamento o sotterfugio; ma Dio lo udì e lo salvò da tutte le sue angosce

10 DAVIDE CERCA RIFUGIO PRESSO IL RE DI GATH (Versetti, 10-15)

Davide si alzò e fuggì quel giorno. La presenza di Doeg a Nob era una circostanza molto spiacevole; e sebbene Davide non avrebbe mai potuto prevedere che Saul avrebbe fatto visita ai sacerdoti con l'inconsapevole assistenza che gli avevano dato con tanta barbara ferocia, tuttavia doveva essere sicuro che sarebbe stata immediatamente istituita un'attiva inseguimento contro di lui. Fece quindi un passo molto imprudente e precipitoso, ma che mostra chiaramente la grandezza del pericolo a cui era esposto. Fugge infatti da Achis, re di Gat, la prima città sulla frontiera filistea, all'imbocco della valle di Ela

vedi 1Samuele 17:3

Akis è chiamato Abimelec nel titolo del Salmi 34, scritto da Davide in grata commemorazione della sua fuga, che è il titolo ufficiale dei re di Gat tramandato attraverso molti secoli successivi

vedi Genesi 26:1

È stato obiettato che nulla potrebbe essere più improbabile del fatto che Davide, il conquistatore di Golia, cercasse rifugio presso un signore filisteo, e che questo non è altro che un racconto popolare, che è scaturito dal fatto reale riportato nel capitolo 27. Ma quando gli uomini sono in difficoltà disperate, prendono propositi selvaggi, e questo incontro con Doeg, subito dopo che era crollato per il dolore,

1Samuele 20:41

evidentemente mise Davide alla fine del suo ingegno. Poiché, inoltre, Saul stava degenerando in un crudele tiranno, le diserzioni possono essere diventate non rare, e sebbene possano essere trascorsi solo tre o quattro anni dalla battaglia di Ela, poiché Davide aveva solo ventiquattro anni circa alla morte di Saul, tuttavia il passaggio da un giovane ragazzo a un uomo barbuto fu sufficiente a rendere possibile che Davide potesse non essere riconosciuto. Per quanto riguarda la spada di Golia, abbiamo visto che non era notevole per le sue dimensioni, ed era probabilmente del modello ordinario importato dalla Grecia. Anche se fosse stato riconosciuto, Achi avrebbe potuto accoglierlo come un disertore di Saul, il grande nemico dei Filistei; poiché un disertore non ha mai ricevuto perdono o misericordia, ora deve usare la sua prodezza al massimo contro Saul. Infine, la verità storica del racconto è garantita dal Salmi 34, e i dettagli sono tutti diversi da quelli del cap. 27. Davide, c'è un potente capo tribù con un grande seguito di soldati addestrati, e si sente così sicuro che porta con sé le sue mogli; Chiede un posto dove risiedere e si dedica a continue incursioni. Qui è nella massima angoscia, non ha una banda di soldati addestrati e quasi impazzisce per l'angoscia mentale. E questo è esattamente in armonia con quell'estrema eccitazione di cui Davide fu preda nel suo ultimo colloquio con Gionatan;

1Samuele 20:41

e solo nel suo primo dolore per la crudele amarezza di Saul la sua mente sarebbe stata così colpita, e la sua condotta così avventata

Versetti 10-15.-

Luce incerta

I fatti sono

1.) Temendo continuamente Saul, Davide fugge dal re di Gat

2.) Essendo riconosciuto come il conquistatore di Golia, teme le conseguenze

3.) Per sfuggire alla vendetta finge follia

4.) Il re Achis allora rifiuta di averlo al suo servizio. Non c'è alcuna prova che Davide abbia ricevuto alcuna direzione divina attraverso il sommo sacerdote, ma il contrario

1Samuele 22:15

Sembra che sia stato lasciato all'esercizio del proprio giudizio riguardo a un futuro luogo di rifugio. Essere soli, incapaci di rimanere nella propria terra, fuggiaschi braccati, per principio religioso contrario alla resistenza con la spada o alla rivolta concertata,

1Samuele 24:6

Senza una guida che non fosse quella che il giudizio sconvolto da pensieri contrastanti poteva permettersi, questo significava certamente essere "desolati" e "afflitti". Il risultato fu la determinazione di cercare rifugio tra i nemici del suo Dio e della sua patria, un passo molto pericoloso e di carattere molto dubbio, e che comportava un ulteriore ricorso a un espediente molto umiliante

Ci sono momenti in cui i servi di Dio sono apparentemente lasciati al loro uso dell'insegnamento precedente, che trovano difficile applicare a circostanze nuove e pericolose. Davide fu messo in grande pericolo, senza altra guida se non quella che il suo spirito avrebbe potuto trarre da una considerazione della sua chiamata da parte di Samuele e dei segni generali del passato favore di Dio. C'è, di regola, una difficoltà per gli inesperti nell'applicare i principi generali a nuove condizioni; e sotto l'esaurimento fisico e mentale di questa crisi, Davide trovò difficile estrarre dal passato luce sufficiente per guidare i suoi passi presenti. Camminava in una relativa oscurità. "Tu mi hai deposto nell'abisso più basso, nelle tenebre, negli abissi"

Salmi 88:6

L' ipotesi che sia riservato solo a coloro che sono deliberatamente malvagi camminare nelle tenebre non è corretta. La vita attuale dei giusti in un mondo peccaminoso è una vita di disciplina, in cui entrambi raccolgono alcuni dei frutti delle precedenti imperfezioni e vengono addestrati a un servizio più elevato. La nostra condotta cristiana è una campagna in cui ci si aspettano notti oscure di veglia, brancolare e tremare, così come giorni luminosi di assalto e vittoria. Il grado di chiarezza in cui la colonna di fuoco e di nuvola può stare davanti a noi può essere influenzato dalla nostra vista disordinata, il risultato di una salute imperfetta; o distrazione, o pura stanchezza. I discepoli di Cristo, durante quelle ore oscure e terribili della sua passione e morte, furono lasciati alla guida e all'incoraggiamento di quelle verità che egli aveva insegnato loro nei giorni della prosperità e che il loro giudizio avrebbe ritenuto appropriate al loro bisogno presente. Al giovane di casa, sconvolto e lacerato dalle avversità della vita, incapace di trovare mezzi di sostentamento e privo di amici, sono rimaste le lezioni della sua infanzia e quella verità che può essere stata raccolta da una breve esperienza di vita. Nella sua agitazione non vede una luce chiara. Un "orrore di grandi tenebre" si abbatte sull'anima, e il servo di Dio chiede perché il suo Dio è così "lontano dall'aiutarlo"

Salmi 22:1

I SERVI DI DIO, AGENDO A LORO GIUDIZIO IN TALI MOMENTI, POSSONO IMPEGNARSI IN CRESCENTI PERICOLI E IN ESPEDIENTI UMILIANTI. Esercitando il suo giudizio sia sulle circostanze attuali che sulla sua passata esperienza dei rapporti di Dio con lui, Davide pensò di vedere in mezzo all'oscurità una mano che indicava Gath come un luogo di rifugio. Nessuna voce dal cielo disse: «Non andate», e nessuna luce condusse altrove. Gli uomini direbbero che ha fatto del suo meglio date le circostanze, e in tutta sincerità di intenti. Tuttavia, il passo era falso, a parte il suo movente, sia in sé che nei suoi risultati. Perché fu sconvolgente per un pio ebreo -- l'assertore del "nome del Signore" (cap. 10. 7:45), e il vincitore di Ela -- entrare nella dimora e cercare il servizio del "Filisteo incirconciso", e l'evento dimostrò che la sicurezza non era assicurata, ma era così in pericolo da suggerire l'adozione di un espediente molto umiliante. Oh, l'amara angoscia di coloro che, avendo vissuto alla luce del volto di Dio, si trovano a sprofondare sempre più nell'impotenza e nel dolore! Così sia per tutti noi nel nostro "giorno buio e nuvoloso". Ogni nuovo passo che facciamo non fa che rendere il nostro cammino più doloroso e mettere a dura prova la nostra ingegnosità. Il fatto che Pietro lo "seguisse da lontano" lo condusse in mezzo a uomini e donne che lo schernivano e alle loro parole

1Samuele 21:11 ; Confronta Matteo 26:58,69-75

fece sì che il suo ingegno fosse più serio del suo successo che della finta follia di Davide. E questa è stata l'esperienza di moltitudini. Ci sono due grandi pericoli dell'"ora delle tenebre" che l'esperienza di Davide indica

1.) Il pericolo di provocare scandalo tra i nemici della religione. Se i servi di Achis sospettavano Davide della bassa astuzia (Versetto 11) che cerca di uccidere di nascosto, allora la signora Grave, personaggio cavalleresco come difensore dell'onore del nome di Geova

1Samuele 17:45

non c'è più; e se lo considerano come un fuggiasco in fuga dal suo re e dal suo paese, allora rivela agli "incirconcisi" i guai e le afflizioni del popolo di Dio. È un sacro dovere in tutti i nostri tempi di avversità evitare qualsiasi cosa possa indurre gli uomini irreligiosi a pensare che possiamo compiere le loro azioni vili, e non esporre all'occhio degli insensibili i dolori interni della Chiesa di Dio

2.) Il pericolo di apparire ciò che non siamo. Poteva essere stato un innocuo ed efficace espediente per simulare la follia, ma il rispetto di sé era scomparso, e si sarebbe potuto cercare a Dio una "via di fuga più eccellente". Questo è il grande pericolo di tutti noi, sia nella prosperità che nelle avversità. La veste sotto la quale appare la simulazione è varia. Un'apparenza di ricchezza copre la povertà reale; Si adotta una genialità di modi quando nel cuore si trova una vera avversione; una pretesa di cattiva salute assicura la fuga dagli obblighi; Parole ambigue ed evasioni sono impiegate per suggerire la nostra ignoranza delle cose quando le conosciamo bene. Essere reali, essere conosciuti per quello che siamo, è l'unica condotta sicura e saggia per un vero cristiano

III IL VALORE MORALE DI QUESTE STAGIONI OSCURE NON PUÒ ESSERE APPREZZATO IN QUEL MOMENTO. Davide era senza dubbio confuso dalla provvidenza che lo avrebbe voluto "unto" per un servizio speciale e tuttavia avrebbe permesso che fosse cacciato come un emarginato. Non vedeva il bene di essere privo di amici e consiglieri. Ma Dio tratta con i suoi servitori in vista del loro effettivo bisogno e del servizio futuro che devono rendere. La prosperità incontrollata potrebbe essere stata la più grande maledizione per un uomo così giovane. Non sappiamo quali sottili pericoli si nascondessero nel suo cuore, e quanto fosse necessario fargli sentire la sua totale impotenza quando era lasciato a se stesso. I fatti provano che da questa amara esperienza egli sorse un uomo più devoto, umile e fiducioso, e fu così in grado di essere un re migliore, e di arricchire per sempre il mondo con salmi che esprimevano la più profonda esperienza dell'anima umana. Il tempo è essenziale per l'interpretazione delle vie di Dio. I crudeli torti di Giuseppe e l'angoscia di Giacobbe si dimostrarono tra le cose buone della vita. La prova di quarant'anni nel deserto fu una benedizione per Israele. "Nessun castigo per il presente sembra essere gioioso, ma doloroso"; ma la storia dimostra quanto sia benedetto. L'assoluta fiducia espressa nei Salmi avrebbe potuto essere espressa solo da uno che era stato molto povero, desolato e afflitto. Anche la vita dell'apostolo Pietro fu migliore per l'amarezza e la vergogna della sua azione. Molti sulla terra possono dire di essere grati per le loro avversità, perché per mezzo di esse si sono avvicinati a Dio, hanno trovato l'amore di Cristo più prezioso e hanno rivolto i loro affetti più intensamente alle cose invisibili ed eterne. Chi può lodare adeguatamente la saggezza e l'amore imperscrutabili che possono così trasformare le nostre tenebre in luce, e convertire i nostri dolori in gioie, e persino edificare caratteri santi dalle rovine delle nostre azioni e follie?

Romani 11

Versetti 10-15. (GATH) -

La paura dell'uomo

"E Davide ripose queste parole nel suo cuore, e fu preso da grande paura" (Versetto 12). La paura dell'uomo non è sempre peccaminosa. Come in certi casi, ed entro certi limiti, l'approvazione degli altri è un oggetto naturale e proprio del desiderio, così la disapprovazione degli altri è un simile oggetto di terrore; e spesso si trattiene dalla tentazione e spinge a una condotta virtuosa. Ma è peccaminoso quando esiste dove non dovrebbe, o in misura indebita; quando ci impedisce di fare il bene per timore di incorrere nel loro dispiacere, o ci incita a fare il male per evitarlo. Tale timore si è spesso impossessato dei servi di Dio

Genesi 12:12; Esodo 30:11,22; 1Samuele 16:2; Matteo 26:72

Fu avvertito da Davide quando fuggì da Saul; e ancor più quando furono riconosciuti dai servi di Achis, re di Gat, e condotti davanti a lui. Per evitare quella che gli sembrava una morte inevitabile, finse pazzia, e la sua dissimulazione (sebbene non più riprovevole degli stratagemmi che molti altri hanno escogitato in grandi ristrettezze) era indegna del suo alto carattere. Avviso-

I SUE CAUSE PRINCIPALI

1.) Diffidenza verso la protezione divina, che aveva già mostrato. Se non avesse in qualche modo "gettato via la sua fiducia", difficilmente sarebbe venuto a Gat; poiché Dio poteva certamente proteggerlo nel suo]e. E ora, privato dello "scudo della fede", divenne vittima di una paura grande quanto il coraggio che aveva dimostrato in precedenza

2.) Il fallimento della politica mondana, che, per mancanza di fede, aveva adottato. Come Pietro, andò dove non era chiamato ad andare; e quando la sua follia e la sua presunzione si rivelarono all'improvviso, fu sopraffatto dallo sgomento. Il suo fallimento è stato, nel suo risultato finale, buono; perché, sebbene non avesse intenzione di rivolgere la sua spada contro il suo popolo, essa impedì ulteriori intrecci derivanti dalla sua relazione con i suoi nemici, lo umiliò e lo costrinse a gridare a Dio per la liberazione. È meglio per un brav'uomo essere scacciato dai malvagi con disprezzo piuttosto che essere trattenuto tra loro con onore

3.) La presenza di pericolo personale; senza dubbio grande, ma esagerato, come sempre, dalla paura. Chi cerca la sua vita la perderà. Quanto è comune nella vita sociale, politica e religiosa la paura dell'uomo, che nasce da cause simili!

II LA SUA INFLUENZA DANNOSA (Versetto 13). Il rapporto di Davide con Saul potrebbe aver suggerito l'espediente; il che, del resto, non era un'espressione inappropriata della sua agitazione e miseria interiore. Paura

1.) Riempie la mente di ansia e angoscia che distraggono. Colui la cui fede viene meno non è più se stesso. Egli è spinto qua e là, come una nave in mare aperto

Luca 12:29

2.) Incita all'adozione di espedienti ingannevoli. "Il timore dell'uomo è un laccio"

Proverbi 29:25

3.) Espone a ignominioso disprezzo (Versetto 15). In questa occasione David dimostrò in modo significativo di possedere due dei poteri più essenziali per il genio, poteri senza i quali non sarebbe mai potuto diventare il grande poeta che era: il potere dell' osservazione e il potere dell' imitazione. In precedenza deve aver notato con precisione artistica tutti i dettagli disgustosi della follia, e ora è in grado di riprodurli con una fedeltà sorprendente. E nel possesso di questi poteri possiamo, credo, trovare non una scusa, ma certamente una spiegazione di quella tendenza all'inganno, che altrimenti sarebbe difficile spiegare in una persona così santa. Quando un uomo trova facile e piacevole l'esercizio della capacità di gettarsi in esistenze estranee alla sua, è tentato da un corso di irrealtà e conseguente falsità che difficilmente può essere concepito da una natura più legata a se stessa. Ma se il genio ha le sue tentazioni più grandi, ha anche una forza maggiore per resistervi. E più un genio è simile a Dio, più indegni e umilianti sono le sue mancanze. Quale spettacolo più degradante si può immaginare di quello che Davide presentò nel palazzo del re a Gat! Le dita che hanno colpito la lira celeste ora scarabocchiano sulle porte del cancello. Dalle labbra che hanno versato il canto più divino ora scende lo schiavista della follia. L'anima che si è rallegrata della comunione con Dio ora emula il tumulto di un demone. E tutto questo non causato dal colpo del Cielo, che ci stupisce mentre ci rattrista, ma ideato da un'astuzia senza fede" (J. Wright)

III LA SUA EFFETTIVA RIMOZIONE da:

1.) La prepotente bontà di Dio, che spesso libera i suoi servi dalle insidie che si sono fatti da soli, e talvolta controlla misericordiosamente i loro stratagemmi a tal fine; e (come apprendiamo dai salmi che si riferiscono all'evento) in relazione a:

2.) Preghiera sincera per la sua alga e

3.) Ha ripristinato la fiducia nella sua presenza e nel suo favore. La fede è l'antidoto della paura

"Quello che segue è un'approssimazione dell'ordine cronologico degli otto salmi che sono assegnati dalle loro iscrizioni al tempo della persecuzione di Davide da parte di Saul:7. (Cush) 59., 56., 34., 52., 57., 142., 54." (Delitzsch). Vedi anche le iscrizioni del Salmi 63 e 18. Salmi 56, 'La preghiera di un fuggitivo' (vedi iscrizione):

«Sii propizio verso di me, o Dio

. Nel giorno che ho paura, in te confido, in Dio lodo la sua parola. In Dio ho riposto la mia fiducia; Non ho paura. Che cosa può farmi la carne? (Versetti. 1, 4, 9, 12)

Salmi 34., 'Ringraziamento per la liberazione' (vedi iscrizione):

"Benedirò Geova in ogni tempo

. Cercai l'Eterno, ed egli mi rispose: E da tutti i miei timori mi liberò da tutte le mie paure. Questo afflitto gridò, e l'Eterno udì, e lo salvò da tutte le sue afflizioni" (Versetti. l, 3, 7, 12-16)

"Quando Davide cantò questi due canti, la grazia di Dio aveva già asciugato le sue lacrime. Il loro tono fondamentale è il ringraziamento per il favore e la liberazione. Ma chi ha occhio, quindi, noterà che sono ancora bagnati di lacrime, e non può fare a meno di vedere nelle effusioni del cuore del cantore i ricordi più dolorosi dei peccati e degli errori passati" (Krummacher)

11 Davide, re del paese. I servi di Achis usano il titolo di re in modo molto generale. Così Achis, sebbene in realtà un sereno,

vedi 1Samuele 5:11

è chiamato re di Gat; e non intendevano altro riguardo a Davide se non che era il grande uomo d'Israele, sebbene accettando la sfida di Golia avesse intrapreso quello che nei tempi antichi era considerato un dovere speciale del re. Non cantavano forse l'uno all'altro di lui nelle danze? Il metodo ebraico di canto era quello dei cori, che cantavano e ballavano a turno al ritmo dei loro tamburi

vedi 1Samuele 18:7

Evidentemente Davide aveva sperato di non essere riconosciuto, ma di essere ammesso a prestare servizio come soldato, o in qualche altro incarico, senza che gli si facessero molte domande. Poiché troviamo un Edomita al servizio di Saul, Cusciti, Maachatiti e altri stranieri al servizio di Davide, probabilmente ci fu molta di questa diserzione da un servizio per un altro, specialmente perché i re a quei tempi avevano autorità assoluta e il loro dispiacere era la morte

13 Ha cambiato il suo comportamento. La stessa parola è usata nel titolo del Salmi 34. Letteralmente significa "il suo sapore" e, come la parola latina sapientia, deriva dall'azione del palato, e così dalla facoltà di discriminare i sapori venne a significare il potere della discriminazione in generale. Quindi "cambiare il proprio gusto" significa agire come se avesse perso la capacità di distinguere tra gli oggetti. Si finse pazzo. Letteralmente, "vagava di qua e di là" irrequieto e terrorizzato. Nelle loro mani. Ie. davanti a loro, in loro presenza. Ha rovistato sulle porte del cancello. La Vulgata e la Settanta levano tamburellare su di loro. Letteralmente il verbo significa "fare il segno di un Tau", l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico, e che anticamente aveva la forma di una croce. La porta, sulle cui ante Davide scarabocchiò, era probabilmente quella del cortile o sala d'attesa, in cui i servi di Achis passavano il tempo quando lo assistevano. Forse Davide aveva assistito a questi sintomi di pazzia nel caso di Saul durante i suoi attacchi di pazzia. L'idea di alcuni dei commentatori più anziani, che Davide sia davvero uscito di mente per un certo tempo, è opposta al senso generale della narrazione

14 Versetti 14, 15.-L'uomo è pazzo. Achi suppone che la pazzia di Davide fosse reale, e "lo scacciò" Salmi 34, titolo). Qui abbiamo solo le sue parole sprezzanti, dichiarando che aveva abbastanza pazzi suoi e non aveva bisogno di altro. Poiché nei tempi antichi i pazzi erano considerati posseduti dalla Divinità, e quindi come persone con cui non si doveva interferire, probabilmente presumevano la libertà loro concessa, e davano molto fastidio. In mia presenza. Piuttosto, "contro di me". Achis temeva di essere ferito alla persona. Deve lui entrare in casa mia? Un forte negativo che prende la forma di una domanda. Significa che Davide non entrerà al mio servizio confronta Salmi 34., titolo). L'intero salmo testimonia il profondo turbamento dello spirito di Davide, e aiuta a spiegare la sua strana condotta

Illustratore biblico:

1Samuele 21

1 CAPITOLO 21

1Samuele 21:1-15

Poi venne Davide a Nob. - Quasi scomparso:

Non è facile camminare con Dio

(I.) I passi della declinazione di Davide. Il primo segno di ciò che stava per accadere fu la sua osservazione a Gionatan, che c'era solo un passo tra lui e la morte 1Samuele 20:3. Evidentemente la sua fede cominciava a vacillare; poiché nulla avrebbe potuto essere più preciso delle assicurazioni divine che egli sarebbe diventato re. I venti e le onde erano più scoraggianti di quanto la promessa di Dio fosse ispiratrice. Forse Davide si affidò troppo a ciò che aveva ricevuto, e trascurò il rinnovamento quotidiano dell'unzione celeste Giovanni 1:33, 34 ; 1Giovanni 3:24. Poi adottò un sotterfugio, che non era degno di lui, né del suo grande e potente Amico. Nel tardo pomeriggio del giorno che precedette il sabato settimanale, il genero del re arrivò, con un pugno di seguaci, nella cittadina di Nob, situata fra le colline a circa cinque chilometri a sud di Ghibea. Probabilmente le grandi convocazioni annuali erano cadute in disuso, e il sentiero che portava al semplice santuario era percorso solo da visitatori occasionali, come Doeg, che venivano a pagare i loro voti, o ad essere purificati dall'inquinamento cerimoniale. Non c'era, evidentemente, alcun tentativo di prepararsi per un gran numero; Il duro cibo dei preti bastava a malapena per loro, e la presenza di due o tre estranei in più controbilanciava completamente l'esigua scorta; Non c'erano cinque pani di pane comune da risparmiare. Era necessario rispondere alle domande e dissipare i sospetti del prete; e Davide fece questo invocando l'urgenza della missione per la quale il suo regale padrone lo aveva mandato. Ma un brivido colpì il suo cuore mentre presentava queste scuse al sacerdote ingenuo e si avvaleva della sua volenterosa collaborazione in materia di provviste e armi, quando vide il volto scuro di Doeg, l'Edomita, "il capo dei mandriani che appartenevano a Saul". Sapeva che l'intera storia sarebbe stata spietatamente riferita al vendicativo e vendicativo monarca. Dieci miglia più in là si stendeva l'orgogliosa città filistea di Gat, che in quel tempo aveva mandato avanti il suo campione in tutto l'orgoglio della sua statura e della sua forza. Quale destino peggiore poteva attenderlo a Gat di quello che lo minacciava ogni ora in cui si attardava entro i confini di Giuda! Decise quindi di fare il grande passo. Con non poco sgomento, e forse a causa della spada di Golia appesa alla cintura, fu immediatamente riconosciuto; e i servi di Achis ricordarono il ritornello, che aveva già risvegliato la gelosia di Saul. Fu immediatamente guardato con odio, come se avesse ucciso i suoi diecimila. Si salvò scendendo all'indegno sotterfugio di falsificare il comportamento di un pazzo

(II.) Il Salmo della colomba silenziosa. Atti a prima vista Ci stupisce la discrepanza apparentemente inconciliabile tra le scene che abbiamo appena descritto e il Salmo 56, la cui iscrizione lo associa ad esse. Un esame più attento rivelerà molte somiglianze tra le circostanze del cantante e le sue parole toccanti. Prima strofa (1-4) - Si rivolge a Dio dall'uomo; alla misericordia divina dalle file serrate dei suoi nemici, che, ondeggiando intorno a lui, minacciano di inghiottirlo e inghiottirlo. Così si arrampica sulle onde incalzanti, i piedi su una roccia, un nuovo canto in bocca, il cui fardello è: "Non avrò paura". Seconda Strofa (5-9) . - Di nuovo, egli è negli abissi. L'onda di ritorno lo ha risucchiato. La sua vanteria si trasformò in un gemito, la sua sfida a lamentarsi. Eppure, mentre ci condogliamo, sentiamo di nuovo la voce della fede che risuona la certezza positiva: "So che Dio è per me", e di nuovo ritorna il vecchio ritornello. Terza strofa (10-13) . - Non c'è più ricaduta. Il suo cuore è fermo, confida nel Signore; i voti di Dio sono sul suo capo. E ora, mentre riconquista ancora una volta le alture assolate, alle quali aveva così vergognosamente rinunciato nella sua fuga da Ghibea a Nob, da Nob a Gat, da Gat alla finta pazzia, è sicuro che d'ora in poi camminerà davanti a Dio alla luce della vita. La verità, la purezza, la gioia, saranno il vestito della sua anima

(III.) Le conseguenze per ahimelech. Un figlio di Dio può essere perdonato e ristabilito, ma le conseguenze del suo peccato possono comportare sofferenze per molte vite innocenti. Così è stato in questo caso. Doeg colse l'occasione per ingraziarsi il favore reale, narrando ciò che aveva visto a Nob. Trattenne con cura l'innocenza e l'ignoranza del prete, e raccontò la storia in modo da far sembrare che lui e la sua casa fossero complici dell'azione di Davide, e forse intenzionati ad aiutare Davide a ottenere il potere supremo. Con un atto spietato, l'intera comunità sacerdotale fu sterminata. Non ci fu che un solo sopravvissuto, perché Abiatar fuggì, portando l'efod nelle sue mani; e un giorno, con orrore, Davide vide la figura spettinata e macchiata di sangue del sacerdote, mentre risaliva senza fiato e in preda al panico la valle di Ela, per trovare rifugio presso la banda di fuorilegge nella Caverna di Adullam. Sentiremo parlare di lui di nuovo. Intanto, che i figli di Dio stiano attenti! Il peccato è amaro per la coscienza del peccatore e per le sue conseguenze sugli altri. (F. B. Meyer, B. A.)

7 CAPITOLO 21

1Samuele 21:7

Quel giorno c'era un certo dei servi di Saul, trattenuto davanti al Signore. - Doeg l'Edomita:

Doeg fu "trattenuto lì davanti al Signore". Come o perché egli "fu trattenuto davanti al Signore", non ci è dato sapere. Doeg l'Edomita fu "trattenuto lì quel giorno davanti al Signore", e con gli occhi rivolti verso l'alto e le braccia sul petto, molto probabilmente gemeva come se fosse commosso al cuore dall'aspetto del povero Davide e dei suoi pochi compagni sbandati, polverosi, sporchi e affamati. Doeg fu testimone di tutto e, affrettatosi verso il palazzo reale, raccontò al re Saul tutto ciò che aveva visto e udito durante il suo soggiorno a Nob, come se fosse passato tra Davide e Ahimelec. Questa spia maliziosa era lieta di violare ogni riservatezza

(I.) Doeg fu trattenuto lì quel giorno davanti al Signore come spia. Ora, di tutti i personaggi del mondo, la spia è la più meschina e la più spregevole. A quel tempo era ammesso, e gli storici lo confermano, che il sistema di spionaggio del Duca di Wellington, durante la sua campagna peninsulare, era il più perfetto mai conosciuto in qualsiasi esercito europeo, eppure i suoi esploratori erano selezionati senza riguardo per il carattere. Nessun uomo rispetta una spia. Doeg è morto? C'è da temere che in ogni epoca ci siano stati quelli che sono venuti alla casa di Dio solo per ascoltare e riferire, e travisare i servizi del santuario. La spia non ha né carattere né coscienza

(II.) Doeg è lì quel giorno come malizioso maldicante e malvagio calunniatore. Il maldicante e l'assassino sono considerati da Dio come la stessa cosa. Un pagano una volta disse: "Il calunniatore è la più terribile delle bestie feroci".

(III.) È possibile che Doeg possa essere stato "trattenuto lì quel giorno davanti al Signore", proprio per il motivo che sapeva di non essere ricercato. È chiaro che Ahimelec non lo voleva, e altrettanto chiaro che gli ottantacinque sacerdoti che in seguito uccise così arbitrariamente non lo volevano, e ancora più ovvio che Davide non lo voleva. Non c'è un solo adoratore nella città sacerdotale di Nob. Alcuni uomini sono tristemente dotati di uno spirito perverso, e la loro felicità consiste nel cercare di rendere infelici gli altri. Il loro scopo è quello di infastidire; il male è il loro bene

(IV.) Può darsi che Doeg sia stato "trattenuto lì quel giorno davanti al Signore" per la forza dell'abitudine. Era stato un uomo che andava in chiesa

(V.) Può darsi che Doeg sia stato "trattenuto lì quel giorno davanti al Signore", per amore del servizio. Gli antichi rabbini hanno una tradizione secondo cui Doeg era un abile esecutore del salterio, e ovunque la musica fosse la parte prevalente del culto, era presente per prendere parte al "servizio del canto". Se non c'è motivo più alto della semplice gratificazione di un orecchio raffinato o di un gusto colto, o anche di un delicato sentimentalismo, le ordinanze non possono giovare

(VI.) Può darsi che Doeg sia stato "trattenuto lì quel giorno davanti al Signore" per la speranza di patrocinio o di preferenza. Egli era solo il capo dei mandriani del re Saul; Probabilmente, agendo come spia e portatore di rancori, sperava di essere promosso a una situazione di onore e di emolumento. Doeg è pronto per qualsiasi lavoro, da quello del più alto serafino del cielo fino al più basso demone dell'inferno, se solo pagherà!

(VII.) Può darsi che Doeg sia stato "trattenuto lì quel giorno davanti al Signore", perché il servizio a Nob era un ramo del culto nazionale. Questa era una città sacerdotale, e la disposizione divina prevedeva che la casa di Levi avesse le città sacerdotali e i loro sobborghi. Doeg, quindi, in quanto ebreo, aveva il diritto di assistere a qualsiasi altare che rappresentasse la religione della repubblica ebraica. Oh! quello è il luogo d'incontro di Dio con il santo indagatore che è lì quel giorno "trattenuto davanti al Signore" perché vuole incontrarsi e mantenere la comunione con Dio. (R. Irvine, D.D.)

8 CAPITOLO 21

1Samuele 21:8

Gli affari del re richiedevano fretta. - Affrettatevi! Affrettati!:-

1. Siamo sempre chiamati a lavorare come se avessimo un solo giorno per lavorare

2. Tale impetuosità non deve necessariamente comportare negligenza

3. Le cose più deliberate devono essere fatte con la massima serietà, e la più intensa serietà è quella di non lasciarsi mai privare del vantaggio e dell'utilità della più alta dignità spirituale. - Quando l'affare del re riguarda la salvezza delle anime, chi osa dire che c'è un momento da perdere?

4. In ogni cosa ascoltiamo la voce del Salvatore che dice: "Quello che fai, fallo presto". (J. Parker, D.D.)

9 CAPITOLO 21

1Samuele 21:9

E Davide disse: Non c'è nessuno come questo: dammelo. - La spada di Golia:

(I.) Prima, quindi, la storia della spada di Golia. Guardatelo, in prima istanza, appeso al fianco del gigante. L'uomo stesso è potente. Ascolta come sfida le schiere di Israele. La storia successiva di questa spada è interessante. Che ne fu dopo che Davide, non avendo una spada propria, l'aveva puntata alla gola del gigante e con essa gli aveva tagliato la testa? Non era più di Golia; era di David, davvero. È evidente che non era contento di averlo per ornare la sua residenza: lo avrebbe dato al Signore. Trovò nel suo cuore di appendere la spada nel Luogo Santo, affinché Dio potesse avere la gloria. Cosa è successo dopo? Perché, molto tempo dopo, quando Davide volle una spada, Dio gli restituì proprio quest'arma. Nessuno è mai più povero per aver prestato al Signore. Dio restituì la spada a Davide nell'ora della sua estremità. Ora voglio dirvi, sicuramente ricordate una grande liberazione dei giorni passati. Ricordate le armi con cui Dio vi ha permesso di aprirvi la strada attraverso gli ostacoli che supponevate dovessero sopraffarti. Ti stai ritrovando in una situazione difficile, vero? Bene, richiama alla mente l'esperienza precedente; afferra la vecchia spada e confida nello stesso Dio immutabile. Usa la promessa che ti ha aiutato prima

(II.) Ma, spero, otterremo un'ulteriore benedizione quando penseremo a questa spada da un punto di vista spirituale. Queste cose possono ben essere chiamate un'allegoria. La guerra è ancora in corso. Il Filisteo è ancora nel paese. E cos'è la spada di Davide? La spada è la Parola di Dio, la Verità Divina, il Vangelo della Grazia di Dio. "La Parola di Dio è rapida e potente, più tagliente di qualsiasi spada a doppio taglio, penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e del midollo, ed è un discernitore dei pensieri e degli intenti del cuore." Non vogliamo un'altra arma. Non c'è nulla che ci induca a provarne un altro. Abbiamo visto gli altri provarli. Hanno avuto un successo così scarso che questo ci rende più contenti della vecchia lama di Gerusalemme. (Thomas Spurgeon.)

Armi provate:

Ci proponiamo di trattare questo testo con particolare riferimento alla spada dello Spirito, che è la Parola di Dio

1. Non c'è niente di simile per varietà di adattamento

2. Per quanto riguarda l'argomento, dove possiamo trovare una lama più acutamente polemica?

3. Vorrei impressionare tutti i giovani lettori con la completezza della Bibbia, con la sua universalità di adattamento a tutte le circostanze e le necessità della vita umana

4. Non c'è niente di simile per facilità di trasporto. Ci sono armi che sono molto difficili da portare, ma la spada del Signore non è una di queste

5. Non c'è niente di simile per universalità d'uso. Possono utilizzarlo bambini e malati; l'uomo più povero può avvalersene; L'uomo più indaffarato può trovare un momento per il suo esercizio

6. I malati possono usare questa spada del Signore. (J. Parker, D.D.)

13 CAPITOLO 21

1Samuele 21:13

E cambiò il suo comportamento davanti a loro. - Davide che si affanna alla porta:

Prendendo il comportamento di Davide come un suggerimento, desidero dirvi quanti dei saggi, dei coraggiosi e dei regali a volte fanno gli sciocchi

(I.) Osservo che quegli uomini fanno la parte dello sciocco tanto male quanto l'uomo del testo, che in ogni crisi della vita toglie il loro caso dalla mano di Dio. Davide, in questo caso, agì come se non ci fosse Dio a tirarlo fuori da quella situazione. La vita dell'uomo più insignificante è troppo vasta per qualsiasi gestione umana

(II.) Faccio notare che tutte quelle persone fanno gli sciocchi, così come ha fatto quest'uomo del testo, che permettono ai tecnicismi della religione di fermare la loro salvezza

(III.) Vado ancora oltre, e vi dico che quegli uomini fanno gli sciocchi che si impegnano a pagare l'eternità per il tempo

(IV.) Io vi dico che quegli uomini fanno gli sciocchi che, pur ammettendo la rettitudine della religione, la mettono da parte per la futura partecipazione. (T. Deuteronomio Witt Talmage.)

Riferimenti incrociati:

1Samuele 21

1 1Sa 19:17; 22:22; Ge 27:20,24; 1Re 13:18; Sal 119:29; Ga 2:12; Col 3:9

2 1Sa 21:4; Giudic 9:29; Is 3:6

3 1Sa 21:6; Eso 25:30; Lev 24:5-9; Mat 12:3,4
Eso 19:15; Zac 7:3; 1Co 7:5

4 At 9:15; 1Te 4:3,4; 2Ti 2:20,21; 1P 3:17
Lev 24:9
Lev 8:26

5 Mat 12:3,4; Mar 2:25-27; Lu 6:3,4
Lev 24:5-9

6 Ger 7:9-11; Ez 33:31; Am 8:5; Mat 15:8; At 21:26,27
1Sa 22:9; Sal 52:1
1Sa 11:5; Ge 13:7,8; 26:20; 1Cron 27:29; 2Cron 26:10

7 1Sa 21:8

8 1Sa 17:51-54
1Sa 17:2,50
1Sa 31:10
Eso 28:6-14

9 1Sa 27:1; 1Re 19:3; Ger 26:21
1Sa 27:2; Sal 34:1

10 Sal 56:1
1Sa 16:1; 18:7,8; 29:5

11 Sal 119:11; Lu 2:19,51
1Sa 21:10; Ge 12:11-13; 26:7; Sal 34:4; 56:3

12 Sal 34:1; Prov 29:25; Ec 7:7

13 Ec 7:7

14 1Sa 21:15

15 1Sa 21:10-15; Sal 34:1; 57:1
Gios 12:15; 15:35; 2Sa 23:13,14; 1Cron 11:15; Sal 142:1; Mic 1:3,15; Eb 11:38

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