Nuova Riveduta:

1Samuele 23

Davide salva Cheila dalle mani dei Filistei
1 Vennero a dire a Davide: «Ecco, i Filistei hanno attaccato Cheila e saccheggiato le aie». 2 E Davide consultò il SIGNORE, dicendo: «Devo andare a sconfiggere questi Filistei?» Il SIGNORE rispose a Davide: «Va', sconfiggi i Filistei e salva Cheila». 3 Ma la gente di Davide gli disse: «Tu vedi che già qui in Giuda abbiamo paura; che sarà di noi, se andiamo a Cheila contro le schiere dei Filistei?» 4 Davide consultò di nuovo il SIGNORE, e il SIGNORE gli rispose e gli disse: «Àlzati, scendi a Cheila, perché io darò i Filistei nelle tue mani». 5 Davide dunque andò con la sua gente a Cheila, combatté contro i Filistei, portò via il loro bestiame e inflisse loro una grande sconfitta. Così Davide liberò gli abitanti di Cheila.
6 Quando Abiatar, figlio di Aimelec, si rifugiò presso Davide a Cheila, portò con sé l'efod.
7 Saul fu informato che Davide era giunto a Cheila. Saul disse: «Dio lo dà nelle mie mani, poiché è venuto a rinchiudersi in una città che ha porte e sbarre». 8 Saul dunque convocò tutto il popolo per andare alla guerra, per scendere a Cheila e cingere d'assedio Davide e la sua gente. 9 Ma Davide, avendo saputo che Saul tramava del male contro di lui, disse al sacerdote Abiatar: «Porta qua l'efod». 10 Poi disse: «SIGNORE, Dio d'Israele, il tuo servo ha sentito come cosa certa che Saul cerca di venire a Cheila per distruggere la città a causa mia. 11 Gli abitanti di Cheila mi daranno nelle sue mani? Saul scenderà davvero come il tuo servo ha sentito dire? SIGNORE, Dio d'Israele, fallo sapere al tuo servo!» Il SIGNORE rispose: «Scenderà». 12 Davide chiese ancora: «Gli abitanti di Cheila daranno me e la mia gente nelle mani di Saul?» Il SIGNORE rispose: «Vi daranno nelle sue mani».

Davide nel deserto di Zif e di Maon
13 Allora Davide e la sua gente, circa seicento uomini, partirono, uscirono da Cheila e andarono qua e là a caso; e Saul, informato che Davide era fuggito da Cheila, rinunciò alla sua spedizione. 14 Davide rimase nel deserto, in luoghi sicuri; se ne stette nella regione montuosa del deserto di Zif. Saul lo cercava continuamente, ma Dio non glielo diede nelle mani.
15 Davide, sapendo che Saul si era mosso per togliergli la vita, restò nel deserto di Zif, nella foresta. 16 Allora Gionatan, figlio di Saul, si alzò e andò da Davide nella foresta. Egli fortificò la sua fiducia in Dio 17 e gli disse: «Non temere; poiché Saul, mio padre, non riuscirà a metterti le mani addosso. Tu regnerai sopra Israele, io sarò il secondo dopo di te; e lo sa bene anche Saul, mio padre». 18 I due fecero alleanza in presenza del SIGNORE; poi Davide rimase nella foresta e Gionatan andò a casa sua.
19 Gli Zifei salirono da Saul a Ghibea e gli dissero: «Davide è nascosto fra noi, nei luoghi sicuri della foresta, sul colle di Achila, che è a mezzogiorno del deserto. 20 Scendi dunque, o re, poiché questo è ciò che tu desideri con tutto il cuore, e penseremo noi a darlo nelle mani del re». 21 Saul disse: «Siate benedetti dal SIGNORE, voi che avete pietà di me! 22 Andate, vi prego, informatevi con più certezza per sapere e scoprire il luogo dove abitualmente si ferma e chi lo abbia visto là; poiché mi dicono che egli è molto astuto. 23 Vedete di conoscere tutti i nascondigli dove egli si rifugia; poi tornate da me con notizie certe e io verrò con voi. Se egli è nel paese, io lo cercherò fra tutte le migliaia di Giuda». 24 Quelli dunque partirono e se ne andarono a Zif, precedendo Saul; ma Davide e i suoi erano nel deserto di Maon, nella pianura a mezzogiorno del deserto.
25 Saul con la sua gente partì in cerca di lui; ma Davide, che ne fu informato, scese dalla roccia e rimase nel deserto di Maon. Quando Saul lo seppe, andò in cerca di Davide nel deserto di Maon. 26 Saul camminava da un lato del monte e Davide con la sua gente dall'altro lato; e come Davide affrettava la marcia per sfuggire a Saul, e Saul e la sua gente stavano per circondare Davide e i suoi per impadronirsene, 27 arrivò a Saul un messaggero che disse: «Affrèttati a venire, perché i Filistei hanno invaso il paese». 28 Così Saul smise di inseguire Davide e andò ad affrontare i Filistei; perciò quel luogo fu chiamato Sela-Ammalecot.

C.E.I.:

1Samuele 23

1 Riferirono a Davide: «Ecco i Filistei assediano Keila e saccheggiano le aie». 2 Davide consultò il Signore chiedendo: «Devo andare? Riuscirò a battere questi Filistei?». Rispose il Signore: «Va' perché sconfiggerai i Filistei e libererai Keila». 3 Ma gli uomini di Davide gli dissero: «Ecco, noi abbiamo già da temere qui in Giuda, tanto più se andremo a Keila contro le forze dei Filistei». 4 Davide consultò di nuovo il Signore e il Signore gli rispose: «Muoviti e scendi a Keila, perché io metterò i Filistei nelle tue mani». 5 Davide con i suoi uomini scese a Keila, assalì i Filistei, portò via il loro bestiame e inflisse loro una grande sconfitta. Così Davide liberò gli abitanti di Keila. 6 Quando Ebiatar figlio di Achimelech si era rifugiato presso Davide, l'efod era nelle sue mani e con quello era sceso a Keila. 7 Fu riferito a Saul che Davide era giunto a Keila e Saul disse: «Dio l'ha messo nelle mie mani, perché si è messo in una trappola venendo in una città con porte e sbarre». 8 Saul chiamò tutto il popolo alle armi per scendere a Keila e assediare Davide e i suoi uomini. 9 Quando Davide seppe che Saul veniva contro di lui macchinando disegni iniqui, disse al sacerdote Ebiatar: «Porta qui l'efod». 10 Davide disse: «Signore, Dio d'Israele, il tuo servo ha sentito dire che Saul cerca di venire contro Keila e di distruggere la città per causa mia. 11 Mi metteranno nelle sue mani i cittadini di Keila? Scenderà Saul, come ha saputo il tuo servo? Signore, Dio d'Israele, fallo sapere al tuo servo». Il Signore rispose: «Scenderà». 12 Davide aggiunse: «I cittadini di Keila mi consegneranno nelle mani di Saul con i miei uomini?». Il Signore rispose: «Ti consegneranno». 13 Davide si alzò e uscì da Keila con la truppa, circa seicento uomini, e andò vagando senza mèta. Fu riferito a Saul che Davide era fuggito da Keila ed egli rinunziò all'azione.
14 Davide andò a dimorare nel deserto in luoghi impervii, in zona montuosa, nel deserto di Zif e Saul lo ricercava sempre; ma Dio non lo mise mai nelle sue mani.
15 Davide sapeva che Saul era uscito a cercare la sua vita. Intanto Davide stava nel deserto di Zif, a Corsa. 16 Allora Giònata figlio di Saul si alzò e andò da Davide a Corsa e ne rinvigorì il coraggio in Dio. 17 Poi gli disse: «Non temere: la mano di Saul mio padre non potrà raggiungerti e tu regnerai su Israele mentre io sarò a te secondo. Anche Saul mio padre lo sa bene». 18 Essi strinsero un patto davanti al Signore. Davide rimase a Corsa e Gionata tornò a casa.
19 Ma alcuni uomini di Zif vennero a Gàbaa da Saul per dirgli: «Non sai che Davide è nascosto presso di noi fra i dirupi? 20 Ora, atteso il tuo desiderio di scendere, o re, scendi e sapremo metterlo nelle mani del re». 21 Rispose Saul: «Benedetti voi nel nome del Signore, perché vi siete presi a cuore la mia causa. 22 Andate dunque, informatevi ancora, accertatevi bene del luogo dove muove i suoi passi e chi lo ha visto là, perché mi hanno detto che egli è molto astuto. 23 Cercate di conoscere tutti i nascondigli nei quali si rifugia e tornate a me con la conferma. Allora verrò con voi e, se sarà nel paese, lo ricercherò in tutti i villaggi di Giuda». 24 Si alzarono e tornarono a Zif precedendo Saul. Davide e i suoi uomini erano nel deserto di Maon, nell'Araba a meridione della steppa. 25 Saul andò con i suoi uomini per ricercarlo. Ma la cosa fu riferita a Davide, il quale scese presso la rupe, rimanendo nel deserto di Maon. Lo seppe Saul e seguì le tracce di Davide nel deserto di Maon. 26 Saul procedeva sul fianco del monte da una parte e Davide e i suoi uomini sul fianco del monte dall'altra parte. Davide cercava in ogni modo di sfuggire a Saul e Saul e i suoi uomini accerchiavano Davide e i suoi uomini per prenderli. 27 Ma arrivò un messaggero a dire a Saul: «Vieni in fretta, perché i Filistei hanno invaso il paese». 28 Allora Saul cessò di inseguire Davide e andò contro i Filistei. Per questo chiamarono quel luogo: Rupe della separazione.

Nuova Diodati:

1Samuele 23

Davide libera Keilah e sconfigge i Filistei
1 Poi riferirono a Davide: «Ecco, i Filistei stanno combattendo contro Keilah e saccheggiano le aie». 2 Così Davide consultò l'Eterno, dicendo: «Andrò io a sconfiggere questi Filistei?». L'Eterno rispose a Davide: «Va', sconfiggi i Filistei e salva Keilah». 3 Ma gli uomini di Davide gli dissero: «Ecco, noi siamo già pieni di paura qui in Giuda, che sarà poi se andiamo a Keilah contro le schiere dei Filistei?». 4 Davide consultò di nuovo l'Eterno, e l'Eterno gli rispose e gli disse: «Lèvati scendi a Keilah, perché io darò i Filistei nelle tue mani». 5 Allora Davide andò con i suoi uomini a Keilah, combattè contro i Filistei, portò via il loro bestiame e compì in mezzo a loro una grande strage. Così Davide liberò gli abitanti di Keilah. 6 Quando Abiathar, figlio di Ahimelek, si rifugiò presso Davide a Keilah, portò con sé l'efod.

Saul dà la caccia a Davide
7 Saul fu informato che Davide era giunto a Keilah. Allora Saul disse: «DIO lo ha consegnato nelle mie mani, perché è andato a rinchiudersi in una città che ha porte e sbarre». 8 Saul dunque convocò tutto il popolo per la guerra, per scendere a Keilah e stringere d'assedio Davide e i suoi uomini. 9 Quando Davide venne a sapere che Saul macchinava del male contro di lui, disse al sacerdote Abiathar: «Porta qui l'efod». 10 Davide quindi disse: «O Eterno, DIO d'Israele, il tuo servo ha chiaramente sentito che Saul cerca di venire a Keilah per distruggere la città per causa mia. 11 I capi di Keilah mi consegneranno nelle sue mani? Scenderà Saul come il tuo servo ha inteso dire? O Eterno, DIO d'Israele, deh, fallo sapere al tuo servo!». L'Eterno rispose: «Scenderà». 12 Davide chiese ancora: «I capi di Keilah consegneranno me e i miei uomini nelle mani di Saul?». L'Eterno rispose: «Vi consegneranno». 13 Allora Davide e i suoi uomini, circa seicento, si levarono, uscirono da Keilah e andarono vagando qua e là. Come Saul fu avvertito che Davide era fuggito da Keilah, rinunziò alla sua spedizione. 14 Davide dimorò in roccaforti nel deserto e rimase nella regione montuosa del deserto di Zif. Saul lo cercava continuamente, ma DIO non glielo consegnò nelle mani. 15 Or Davide, sapendo che Saul si era mosso per togliergli la vita, rimase nel deserto di Zif, nella foresta. 16 Allora Gionathan, figlio di Saul, si levò e si recò da Davide nella foresta, e l'aiutò a trovare forza in DIO. 17 Gli disse quindi: «Non temere, perché Saul, mio padre, non riuscirà a metterti le mani addosso: tu regnerai sopra Israele e io sarò il secondo dopo di te. Lo stesso Saul mio padre sa questo». 18 Così i due fecero un patto davanti all'Eterno; quindi Davide rimase nella foresta, mentre Gionathan andò a casa sua. 19 Poi gli Zifei salirono da Saul a Ghibeah e gli dissero: «Davide non sta nascosto fra noi in roccaforti nella foresta, sul colle di Hakilah che è a sud del deserto? 20 Perciò, o re, scendi, perché tutto il desiderio della tua anima è di scendere; ci penseremo noi a consegnarlo nelle mani del re». 21 Saul disse: «Siate benedetti dall'Eterno, perché avete avuto pietà di me! 22 Andate, vi prego, e accertatevi meglio per conoscere e vedere il luogo dove si rifugia, e chi lo ha visto là, perché mi si dice che egli è molto astuto. 23 Cercate di conoscere tutti i nascondigli dove si rifugia; poi tornate da me con notizie sicure e io andrò con voi. Così, se egli è nel paese, io lo cercherò fra tutte le migliaia di Giuda». 24 Allora essi si levarono e andarono a Zif, davanti a Saul; ma Davide e i suoi erano nel deserto di Maon, nell'Arabah a sud del deserto. 25 Quando Saul e i suoi uomini andarono a cercarlo, Davide fu avvertito; perciò egli scese alla roccia e rimase nel deserto di Maon. Quando Saul lo seppe, diede la caccia a Davide nel deserto di Maon. 26 Saul camminava su un fianco del monte, mentre Davide con i suoi uomini camminava sull'altro fianco. Come Davide affrettava la marcia per sfuggire a Saul, mentre Saul e i suoi uomini stavano accerchiando Davide e i suoi uomini per prenderli, 27 arrivò da Saul un messaggero che disse: «Affrettati a venire, perché i Filistei hanno invaso il paese». 28 Così Saul cessò di inseguire Davide e andò ad affrontare i Filistei; perciò quel luogo fu chiamato la "roccia della divisione". 29 Poi Davide di là salì per stabilirsi nelle roccaforti di En-Ghedi.

Riveduta 2020:

1Samuele 23

Davide salva Cheila e fugge nel deserto di Zif e di Maon
1 Poi vennero a dire a Davide: “Ecco, i Filistei hanno attaccato Cheila e saccheggiano le aie”. 2 E Davide consultò l'Eterno, dicendo: “Devo andare a sconfiggere questi Filistei?”. L'Eterno rispose a Davide: “Va', sconfiggi i Filistei e salva Cheila”. 3 Ma la gente di Davide gli disse: “Tu vedi che qui in Giuda abbiamo paura; e che sarà se andiamo a Cheila contro le schiere dei Filistei?”. 4 Davide consultò di nuovo l'Eterno, e l'Eterno gli rispose e gli disse: “Alzati, scendi a Cheila, perché io darò i Filistei nelle tue mani”. 5 Davide dunque andò con la sua gente a Cheila, combatté contro i Filistei, portò via il loro bestiame e inflisse loro una grande sconfitta. Così Davide liberò gli abitanti di Cheila. 6 - Quando Abiatar, figlio di Aimelec, si rifugiò da Davide a Cheila, portò con sé l'efod. - 7 Saul fu informato che Davide era giunto a Cheila. E Saul disse: “Iddio lo dà nelle mie mani, poiché è venuto a rinchiudersi in una città che ha porte e sbarre”. 8 Saul dunque convocò tutto il popolo per andare alla guerra, per scendere a Cheila e cingere d'assedio Davide e la sua gente. 9 Ma Davide, venuto a conoscenza che Saul macchinava del male contro di lui, disse al sacerdote Abiatar: “Porta qua l'efod”. 10 Poi disse: “Eterno, Dio d'Israele, il tuo servo ha sentito come cosa certa che Saul cerca di venire a Cheila per distruggere la città a causa mia. 11 Gli abitanti di Cheila mi daranno nelle sue mani? Saul scenderà come il tuo servo ha sentito dire? O Eterno, Dio d'Israele, ti prego, fallo sapere al tuo servo!”. L'Eterno rispose: “Scenderà”. Davide chiese ancora: 12 “Quelli di Cheila daranno me e la mia gente nelle mani di Saul?”. L'Eterno rispose: “Vi daranno nelle sue mani”. 13 Allora Davide e la sua gente, circa seicento uomini, si alzarono, uscirono da Cheila e andarono qua e là a caso e Saul, avvertito che Davide era fuggito da Cheila, rinunciò alla sua spedizione. 14 Davide rimase nel deserto in luoghi sicuri; e se ne stette nella regione montuosa del deserto di Zif. Saul lo cercava continuamente, ma Dio non glielo diede nelle mani. 15 E Davide, sapendo che Saul si era mosso per togliergli la vita, restò nel deserto di Zif, nella foresta. 16 Allora Gionatan, figlio di Saul, si alzò e si recò da Davide nella foresta. Egli fortificò la sua fiducia in Dio, 17 e gli disse: “Non temere, poiché Saul, mio padre, non riuscirà a metterti le mani addosso: tu regnerai sopra Israele, e io sarò il secondo dopo di te; e lo sa bene anche Saul mio padre”. 18 E i due fecero alleanza in presenza dell'Eterno; poi Davide rimase nella foresta, e Gionatan se ne andò a casa sua. 19 Ora gli Zifei salirono da Saul a Ghibea e gli dissero: “Davide non sta forse nascosto fra noi, nei luoghi sicuri della foresta, sul colle di Achila che è a mezzogiorno del deserto? 20 Scendi dunque, o re, poiché tutto il desiderio della tua anima è di scendere, e penseremo noi a darlo nelle mani del re”. 21 Saul disse: “Siate benedetti dall'Eterno, voi che avete pietà di me! 22 Andate, vi prego, informatevi ancora con più certezza per sapere e scoprire il luogo dove è solito fermarsi, e chi l'abbia visto là; poiché mi dicono che egli è molto astuto. 23 Vedete di conoscere tutti i nascondigli dove lui si rifugia; poi tornate da me con notizie sicure, e io verrò con voi. Se è nel paese, io lo cercherò fra tutte le migliaia di Giuda”. 24 Quelli dunque si alzarono e se ne andarono a Zif, davanti a Saul; ma Davide e i suoi erano nel deserto di Maon, nella pianura a mezzogiorno del deserto. 25 Saul con la sua gente partì in cerca di Davide; ma lui, che ne fu informato, scese dalla roccia e rimase nel deserto di Maon. E quando Saul lo seppe, andò in cerca di Davide nel deserto di Maon. 26 Saul camminava da un lato del monte e Davide con la sua gente dall'altro lato; e mentre Davide affrettava la marcia per sfuggire a Saul e Saul e la sua gente stavano per circondare Davide e i suoi per prenderli, 27 arrivò a Saul un messaggero che disse: “Affrettati a venire, perché i Filistei hanno invaso il paese”. 28 Così Saul cessò di inseguire Davide e andò ad affrontare i Filistei; perciò quel luogo fu chiamato Sela-Ammalecot.

Riveduta:

1Samuele 23

Davide a Keila e nei deserti di Zif e di Maon
1 Or vennero a dire a Davide: 'Ecco, i Filistei hanno attaccato Keila e saccheggiano le aie'. 2 E Davide consultò l'Eterno, dicendo: 'Andrò io a sconfiggere questi Filistei?' L'Eterno rispose a Davide: 'Va', sconfiggi i Filistei, e salva Keila'. 3 Ma la gente di Davide gli disse: 'Tu vedi che qui in Giuda abbiam paura; e che sarà se andiamo a Keila contro le schiere de' Filistei?' 4 Davide consultò di nuovo l'Eterno, e l'Eterno gli rispose e gli disse: 'Lèvati, scendi a Keila, perché io darò i Filistei nelle tue mani'. 5 Davide dunque andò con la sua gente a Keila, combatté contro i Filistei, portò via il loro bestiame, e inflisse loro una grande sconfitta. Così Davide liberò gli abitanti di Keila. 6 - Quando Abiathar, figliuolo di Ahimelec, si rifugiò presso Davide a Keila, portò seco l'efod. - 7 Saul fu informato che Davide era giunto a Keila. E Saul disse: 'Iddio lo dà nelle mie mani, poiché è venuto a rinchiudersi in una città che ha porte e sbarre'. 8 Saul dunque convocò tutto il popolo per andare alla guerra, per scendere a Keila e cinger d'assedio Davide e la sua gente. 9 Ma Davide, avuta conoscenza che Saul gli macchinava del male, disse al sacerdote Abiathar: 'Porta qua l'efod'. 10 Poi disse: 'O Eterno, Dio d'Israele, il tuo servo ha sentito come cosa certa che Saul cerca di venire a Keila per distruggere la città per causa mia. 11 Quei di Keila mi daranno essi nelle sue mani? Saul scenderà egli come il tuo servo ha sentito dire? O Eterno, Dio d'Israele, deh! fallo sapere al tuo servo!' L'Eterno rispose: 'Scenderà'. Davide chiese ancora: 12 'Quei di Keila daranno essi me e la mia gente nelle mani di Saul?' L'Eterno rispose: 'Vi daranno nelle sue mani'. 13 Allora Davide e la sua gente, circa seicento uomini, si levarono, uscirono da Keila e andaron qua e là a caso; e Saul informato che Davide era fuggito da Keila, rinunziò alla sua spedizione. 14 Davide rimase nel deserto in luoghi forti; e se ne stette nella contrada montuosa del deserto di Zif. Saul lo cercava continuamente, ma Dio non glielo dette nelle mani. 15 E Davide, sapendo che Saul s'era mosso per torgli la vita, restò nel deserto di Zif, nella foresta. 16 Allora Gionathan, figliuolo di Saul, si levò, e si recò da Davide nella foresta. Egli fortificò la sua fiducia in Dio, 17 e gli disse: 'Non temere, poiché Saul, mio padre, non riuscirà a metterti le mani addosso: tu regnerai sopra Israele, e io sarò il secondo dopo di te; e ben lo sa anche Saul mio padre'. 18 E i due fecero alleanza in presenza dell'Eterno; poi Davide rimase nella foresta, e Gionathan se ne andò a casa sua. 19 Or gli Zifei salirono da Saul a Ghibea e gli dissero: 'Davide non sta egli nascosto fra noi, ne' luoghi forti della foresta, sul colle di Hakila che è a mezzogiorno del deserto? 20 Scendi dunque, o re, giacché tutto il desiderio dell'anima tua è di scendere, e penserem noi a darlo nelle mani del re'. 21 Saul disse: 'Siate benedetti dall'Eterno, voi che avete pietà di me! 22 Andate, vi prego, informatevi anche più sicuramente per sapere e scoprire il luogo dove suol fermarsi, e chi l'abbia quivi veduto; poiché mi si dice ch'egli è molto astuto. 23 E vedete di conoscere tutti i nascondigli dov'ei si ritira; poi tornate da me con notizie sicure, e io andrò con voi. S'egli è nel paese, io lo cercherò fra tutte le migliaia di Giuda'. 24 Quelli dunque si levarono e se n'andarono a Zif, innanzi a Saul; ma Davide e i suoi erano nel deserto di Maon, nella pianura a mezzogiorno del deserto. 25 Saul con la sua gente partì in cerca di lui; ma Davide, che ne fu informato, scese dalla roccia e rimase nel deserto di Maon. E quando Saul lo seppe, andò in traccia di Davide nel deserto di Maon. 26 Saul camminava da un lato del monte, e Davide con la sua gente dall'altro lato; e come Davide affrettava la marcia per sfuggire a Saul e Saul e la sua gente stavano per circondare Davide e i suoi per impadronirsene, 27 arrivò a Saul un messo che disse: 'Affrettati a venire, perché i Filistei hanno invaso il paese'. 28 Così Saul cessò d'inseguire Davide e andò a far fronte ai Filistei; perciò a quel luogo fu messo nome Sela-Hammahlekoth.

Ricciotti:

1Samuele 23

Davide libera Ceila
1 Vennero ad annunziare a Davide: «Ecco, i Filistei hanno assalito Ceila e ne saccheggiano le aie». 2 Davide si consultò allora col Signore e chiese: «Andrò io a sconfiggere questi Filistei?». E il Signore gli rispose: «Va' e batterai i Filistei e salverai Ceila». 3 Gli uomini che erano con Davide gli dissero: «Ecco, mentre stiamo nella Giudea abbiam paura; quanto più se andremo a Ceila contro le schiere dei Filistei». 4 Consultatosi Davide una seconda volta col Signore, questi gli rispose così: «Levati e va' a Ceila, poichè io ti darò nelle mani i Filistei». 5 Davide adunque coi suoi si portò a Ceila e, avendo combattuto contro i Filistei, menò via tutto il loro bestiame e inflisse loro una grande sconfitta; così Davide salvò gli abitanti di Ceila. 6 Ora quando Abiatar figlio di Achimelec si era rifugiato presso Davide in Ceila avea portato seco l'efod. 7 Saul, informato che Davide era venuto a Ceila, disse: «Dio l'ha dato in mia mano, poichè venne a chiudersi in una città dove vi sono porte e serrature». 8 E comandò Saul a tutto il popolo di discendere a combattere in Ceila e di assediarvi Davide e i suoi uomini. 9 Avendo Davide avuto sentore del male che di nascosto Saul gli andava preparando, disse ad Abiatar sacerdote: «Porta qua l'efod». 10 Poi soggiunse: «Signore Dio di Israele, il tuo servo ha saputo che Saul si dispone a venire a Ceila per distruggere per causa mia la città. 11 Gli abitanti di Ceila mi daranno in mano sua? Discenderà Saul come n'ebbe sentore il tuo servo? Signore, Dio d'Israele, fallo sapere al tuo servo». E il Signore rispose: «Discenderà». 12 E domandò Davide: «Quei di Ceila consegneranno me e gli uomini che sono meco nelle mani di Saul?». Rispose il Signore: «Vi consegneranno». 13 Davide allora insieme coi suoi, in numero di quasi seicento, si levarono e usciti da Ceila si misero a vagare qua e là senza saper dove; e poichè a Saul fu annunziato che Davide era fuggito da Ceila, e si era posto in salvo, [Saul] fece finta di non voler più uscire.

Davide nel deserto di Zif e di Maon
14 Davide poi se ne stava nel deserto in luoghi sicurissimi e dimorò sulle montagne del deserto di Zif, su un monte boscoso; ma Saul lo cercava continuamente; tuttavia Dio non glielo diede nelle mani. 15 E Davide seppe che Saul era uscito per attentare alla sua vita. Ora mentre Davide stava nel deserto di Zif in un bosco, 16 Gionata figlio di Saul si levò e venne a Davide nel bosco e lo confortò in Dio, dicendo: 17 «Non temere, poichè la mano di Saul mio padre non arriverà fino a te e tu regnerai sopra Israele, ed io sarò il secondo dopo di te. Anche Saul mio padre sa tutto ciò». 18 Allora entrambi fecero un patto dinanzi al Signore; poi Davide restò nella selva e Gionata fece ritorno a casa sua. 19 Quei di Zif vennero a trovare Saul in Gabaa per dirgli: «Non sai che Davide si tiene nascosto presso di noi, nei luoghi più sicuri del bosco, sul colle di Achila, che si erge a destra del deserto? 20 Discendi quindi ora, come la tua anima ha desiderato di discendere, e sarà nostro impegno di consegnarlo nelle mani del re». 21 Rispose Saul: «Siate benedetti dal Signore, poichè vi prendeste a cuore la mia sorte. 22 Andate dunque, vi prego, e preparate il tutto con gran cura, agite con circospezione, considerate il luogo ove sta e chi ve l'abbia visto, poichè egli pensa che io lavori di astuzia per tendergli insidie; 23 considerate ed esplorate tutti i nascondigli in cui si ripara, ed accertata la cosa ritornate da me e io verrò con voi. Quand'anche si fosse nascosto sotto terra, io lo cercherò fra tutte le migliaia di Giuda». 24 Levatisi allora costoro precedettero Saul in Zif. Davide poi e i suoi erano nel deserto di Maon, nella pianura alla destra di Jesimon. 25 Mosse dunque Saul co' suoi alla ricerca di lui; la cosa venne riferita a Davide, il quale discese verso la roccia e s'aggirò nel deserto di Maon. Avutone sentore, Saul si diede a inseguir Davide nel deserto di Maon. 26 Saul se ne andava sur un fianco della montagna e Davide e i suoi si trovavano sul fianco del monte dalla parte opposta. E già Davide aveva perduto la speranza di poter sfuggire a Saul, poichè questi e i suoi, per cogliere Davide e quelli che erano con lui, l'avevano circondato tutto in giro. 27 Quando ecco arrivò un messo per dire a Saul: «Fai presto, vieni, poichè i Filistei hanno fatto una incursione nel paese». 28 Saul allora, sospeso l'inseguimento di Davide, se ne tornò e andò contro i Filistei, perciò a quella località fu dato il nome di "Pietra che divide".

Tintori:

1Samuele 23

1 Essendo venuti alcuni a riferire e a dire a David: «Ecco, i Filistei attaccano Ceila e saccheggiano le aie», 2 David consultò il Signore, dicendo: «Devo andare? Batterò questi Filistei?» Il Signore rispose a David: «Va pure: batterai i Filistei e salverai Ceila». 3 Ma gli uomini che eran con David gli dissero: «Ecco abbiamo paura a star nella Giudea quanto più se andremo a Ceila, contro le schiere dei Filistei?» 4 David consultò di nuovo il Signore, il quale gli rispose e gli disse: «Levati e va a Ceila, chè io darò i Filistei nelle tue mani». 5 Allora David andò coi suoi uomini a Ceila, combattè contro i Filistei, menò via il loro bestiame, e, dando ad essi una grande sconfitta, salvò gli abitanti di Ceila. 6 Or quando Abiatar, figlio di Achimelec, fuggì presso David a Ceila, v'andò portando seco l'efod. 7 Fu riferito a Saul che David era andato a Ceila. Saul disse: «Dio lo ha dato nelle mie mani: egli è già preso, essendo entrato in una città che ha porte e serrature». 8 Poi Saul comandò a tutto il popolo di scendere verso Ceila, per combattere e assediare David e i suoi uomini. 9 Ma David, avendo saputo che Saul gli tramava questo male, disse al sacerdote Abiatar: «Porta qua l'efod». 10 E David disse: «Signore Dio d'Israele, il tuo servo ha sentito dire che Saul si dispone a venire contro Ceila, per distrugger la città a causa mia. 11 Gli uomini di Ceila mi daranno nelle sue mani? Saul scenderà, come il tuo servo ha sentito dire? Signore Dio d'Israele, fallo sapere al tuo servo». Il Signore rispose: «Egli scenderà». 12 E David chiese: «Gli uomini di Ceila daranno me e la mia gente nelle mani di Saul?» Il Signore rispose: «Vi daranno». 13 Allora David se ne andò con i suoi uomini che eran circa seicento, e partiti da Ceila erravano qua e là senza luogo stabile. Saul, essendogli riportato che David era fuggito da Ceila e si era messo in salvo, finse di non partire. 14 Intanto David se ne stava nel deserto, in luoghi inespugnabili, e si fermò sulla montagna del deserto di Zif, montagna ombrosa: Saul era tutti i giorni a cercarlo; ma il Signore non lo diede nelle sue mani. 15 David, saputo che Saul era uscito per cercar la sua vita, se ne stava nel deserto di Zif, nella foresta. 16 Ma Gionata, figlio di Saul, levatosi, andò a trovar David nella foresta, e, confortate le sue mani in Dio, gli disse: 17 «Non temere: la mano di Saul mio padre non ti potrà raggiungere: tu regnerai sopra Israele, e io sarò il secondo dopo di te: questo lo sa bene anche Saul mio padre». 18 Fecero allora tutt'e due alleanza dinanzi al Signore; e David restò nella selva, e Gionata tornò a casa sua. 19 Ma gli Zifei, andati da Saul in Gabaa, gli dissero: «Non sai che David è nascosto presso di noi, nei luoghi più forti della foresta, sul colle d'Achila, che sta a mezzodì del deserto? 20 Or dunque vieni nel modo che desideri venire, chè starà a noi darlo nelle mani del re». 21 Saul disse: «Siate benedetti dal Signore, che avete avuto pietà della mia sorte! 22 Andate dunque, mi raccomando, preparate la cosa con diligenza, indagate, notate il luogo dove passa, e chi ce l'ha veduto, perchè egli pensa che io gli tenda degli astuti agguati. 23 Cercate e notate tutti i nascondigli nei quali egli si rifugia, e tornate a me con notizie sicure, affinchè io venga con voi. Quand'anche si fosse cacciato sotto terra, io Io scoverò fra tutte le migliaia di Giuda». 24 Quelli partirono e andarono a Zif avanti Saul. Ma David e i suoi uomini eran già nel deserto di Maon, nella pianura a mezzodì di Iesimon. 25 Or Saul andò colla sua gente a cercarlo, ma David, essendogli riferita la cosa, discese subito verso la roccia e andò a dimorare nel deserto di Maon e Saul, saputolo, inseguì David nel deserto di Maon. 26 Saul costeggiava il monte da una parte, David e i suoi uomini lo costeggiavano dall'altra, e già David disperava di poter fuggire dinanzi a Saul, perchè Saul e la sua gente avevan fatto come un cerchio intorno a David ed ai suoi per prenderli, 27 quando un messo venne a dire a Saul: «Affrettati a venire, perchè i Filistei si son gettati sul paese». 28 Allora Saul cessò di perseguitare David e andò contro i Filistei. Per questo quel luogo fu chiamato Roccia di Separazione.

Martini:

1Samuele 23

Davidde dopo aver liberata Ceila da' Filistei, per non essere da que' di Ceila dato nelle mani di Saul, fugge nel deserto di Ziph, e gli Ziphei lo tradiscono. Rinnovazione dell'alleanza tra David, e Gionata. Saulle dà dietro a David, il quale è liberato mediante una repentina scorreria de' Filistei.
1 E fu significato, e detto a David: Ecco che i Filistei assediano Ceila, e saccheggiano le aie. 2 Davidde adunque consultò il Signore, dicendo: Anderò io, e vincerò io questi Filistei? E il Signore disse a David: Va, vincerai i Filistei, e salverai Ceila. 3 Ma la gente che era con David gli dissero: Tu vedi, come noi stando qui nella Giudea abbiam paura: quanto più se andremo a Ceila contro la squadra dei Filistei? 4 David adunque consultò di bel nuovo il Signore, il quale rispose a lui, e disse: Parti, e va a Ceila: perocchè io darò i Filistei nelle tue mani. 5 Andò adunque Davidde con sua gente a Ceila, e combattè contro i Filistei, e ne fece strage grande, e menò via i loro giumenti, e salvò David gli abitanti di Ceila. 6 Or quando Abiathar figliuolo di Achimelech si rifuggì presso David a Ceila, vi andò portando con sé l'Ephod. 7 E fu dato avviso a Saul, come David era andato a Ceila, e disse: Iddio lo ha dato nelle mie mani; egli è chiuso, essendo entrato in una città che ha porte e serrature. 8 E Saul comandò a tutto il popolo che partisse verso Ceila per combattere, e che assediasse David, e la sua gente. 9 E David, quand'ebbe inteso, come Saul preparava segretamente la sua rovina, disse ad Abiathar sacerdote: Porta qua l'Ephod. 10 E disse David: Signore Dio d'Israele, il tuo Servo ha sentito dire che Saul si dispone a venire a Ceila per rovinare la città per causa mia. 11 Gli abitanti di Ceila mi darann'eglino nelle sue mani? E Saul verrà egli, come ha sentito dire il tuo servo? Signore Dio d'Israele, dà lume al tuo servo. E il Signore disse: Ei verrà. 12 E disse David: Gli abitanti di Ceila darann'eglino me, e la gente che è meco nelle mani di Saul? E il Signore disse: Vi daranno. 13 Si mosse allora David, e i circa secento uomini di sua gente, e partiti da Ceila andavano qua e là girando irresoluti. E fu portata la nuova a Saul, come David era fuggito da Ceila, e si era salvato: per la qual cosa fece finta di non più muoversi. 14 Ma Davidde se ne stava nel deserto in luoghi sicurissimi, e abitò sulla montagna del deserto di Ziph, montagna ombrosa: ma Saul cercava mai sempre di lui: e il Signore nol diede nelle sue mani. 15 E David avea saputo, come Saul si era mosso per torgli la vita. Ma David se ne stava nel Deserto di Ziph in una boscaglia. 16 Ma Gionata figliuolo di Saul parti, e andò a trovare David alla boscaglia, e ravvivò la sua fermezza in Dio, e gli disse: 17 Non temere; perocché Saul mio padre non ti metterà addosso le mani, e tu regnerai sopra Israele, e io sarò il tuo secondo: e ben sa ciò anche Saul padre mio. 18 E fermaron tutti due alleanza dinanzi al Signore: e David rimase nel bosco, e Gionata tornò a casa sua. 19 Ma gli Ziphei andarono a trovar Saul in Gabaa, e gli dissero: Non sai tu che David sta fuggiasco presso di noi ne' luoghi più forti della selva sul colle di Hachila, che sta alla destra del deserto? 20 Ora pertanto come tu avevi voglia di venire, vieni: e toccherà a noi il pensiero di darlo nelle mani del re. 21 E Saul disse: Benedetti voi dal Signore, che avete avuta pietà della mia sorte. 22 Andate adunque, ve ne prego, e ponete ogni diligenza, e informatevi con premura maggiore, e assicuratevi del luogo dov'ei posa il piede, e di chi ivi l'abbia veduto perocchè egli sta in sospetto di me, che io astutamente gli tenda agguati. 23 Procurate di sapere, e di osservare tutti i suoi nascondigli, dov'ei si ritira, e tornate a me con notizie sicure, affinchè io venga con voi. Che se egli si nasconderà anche sotterra, lo andrò cercando io con tutte le schiere di Giuda. 24 E quelli partirono, e andarono a Ziph innanzi a Saul: ma David, e i suoi erano nel deserto di Maon nella pianura alla destra di Jesimon. 25 Andò adunque Saul colla sua gente in cerca di lui: e David ne ebbe avviso, e subito si ritirò sul masso del deserto di Maon, dove abitava. E Saul avutane notizia andò in traccia di David nel deserto di Maon. 26 E Saul andava costeggiando il monte da una parte: e David, e i suoi erano accanto al monte dall'altra parte: e David non avea speranza di poter fuggire dalle mani di Saul; perocché Saul, e la sua gente avea fatto come un cerchio intorno a David e a' suoi per farli prigioni. 27 Ma arrivò a Saul un messo che disse: Affrettati, e vieni, perocché i Filistei hanno inondato il paese. 28 Allora Saul, lasciando di tener dietro a David, se ne tornò indietro, e andò a far fronte a' Filistei: per questo fu dato a quel luogo il nome di Pietra di separazione.

Diodati:

1Samuele 23

1 OR egli fu rapportato e detto a Davide: Ecco, i Filistei fanno guerra a Cheila e rubano le aie. 2 E Davide domandò il Signore, dicendo: Andrò io, e percoterò que' Filistei? E il Signore disse a Davide: Va', e tu percoterai i Filistei, e libererai Cheila. 3 E la gente di Davide gli disse: Ecco, noi, essendo qui in Giuda, abbiamo paura; quanto più, se andiamo in Cheila, ove sono le schiere de' Filistei? 4 E Davide domandò di nuovo il Signore. E il Signore gli rispose, e disse: Levati, scendi in Cheila; perciocchè io darò i Filistei in man tua. 5 Davide adunque andò, con la sua gente, in Cheila, e combattè contro a' Filistei, e ne menò il lor bestiame, e li percosse d'una grande sconfitta; e liberò gli abitanti di Cheila. 6 (Or avvenne, quando Ebiatar, figliuolo di Ahimelec, fuggì a Davide in Cheila, che l'Efod gli cadde nelle mani.)
7 E fu rapportato a Saulle, che Davide era venuto in Cheila. E Saulle disse: Iddio me lo ha dato nelle mani; conciossiachè egli si sia venuto a rinchiudere in una città che ha porte e sbarre. 8 Saulle adunque con bando pubblico adunò tutto il popolo, per andare alla guerra, e per iscendere in Cheila, ed assediar Davide e la sua gente. 9 Ma Davide, avendo saputo che Saulle gli macchinava questo male, disse al sacerdote Ebiatar: Accosta l'Efod. 10 Poi Davide disse: O Signore Iddio d'Israele, il tuo servitore ha inteso per certo che Saulle cerca di venire in Cheila, per guastar la città per cagion mia. 11 Que' di Cheila mi daranno essi nelle sue mani? Saulle scenderà egli, come il tuo servitore ha inteso? Deh! Signore Iddio d'Israele, dichiaralo al tuo servitore. E il Signore rispose: Egli scenderà. 12 Davide disse ancora: Quei di Cheila daranno essi me, e la mia gente, nelle mani di Saulle? E il Signore rispose: , essi ti ci daranno. 13 Davide adunque, e la sua gente, ch'era d'intorno a seicent'uomini, si levarono, e uscirono di Cheila, e andarono qua e là dovunque si abbattevano d'andare. E fu rapportato a Saulle che Davide era scampato di Cheila; laonde egli restò d'uscir fuori.
14 E Davide stette nel deserto, in luoghi forti; poi dimorò in un monte nel deserto di Zif. E Saulle lo cercava tutto dì, ma Iddio non glielo diede nelle mani. 15 E Davide stava a mirare, quando Saulle usciva per cercar la sua vita. Ora, mentre Davide era nel deserto di Zif, nella selva; 16 Gionatan, figliuolo di Saulle, si levò e andò a Davide nella selva, e lo confortò in Dio; 17 e gli disse: Non temere; perchè la mano di Saulle, mio padre, non ti giungerà; e tu regnerai sopra Israele, ed io sarò il secondo dopo te; e anche Saulle, mio padre, sa che così avverrà. 18 Fecero adunque amendue lega insieme davanti al Signore; e Davide dimorò nella selva, e Gionatan se ne andò a casa sua.
19 Or gli Zifei salirono a Saulle in Ghibea, dicendo: Davide non si nasconde egli appresso di noi nelle fortezze che son nella selva, nel colle di Hachila ch'è dal lato meridionale del deserto? 20 Ora dunque, o re, vieni pure ad ogni tua volontà; ed a noi starà di metterlo nelle mani del re. 21 E Saulle disse loro: Benedetti siate voi appo il Signore, conciossiachè abbiate avuta compassione di me. 22 Deh! andate, accertatevi ancora, e sappiate, e vedete il luogo dove egli si sarà fermato, e chi ce l'ha veduto; perciocchè mi è stato detto ch'egli usa astuzia in ogni cosa. 23 Vedete adunque, e sappiate in qual luogo egli è, fra tutti i nascondimenti dove egli si suol nascondere; poi tornate a me, sapendo la cosa di certo, ed io andrò con voi; e se pure egli è nel paese, io lo ricercherò per tutte le migliaia di Giuda. 24 Essi adunque si levarono, e andarono in Zif, davanti a Saulle; ma Davide era con la sua gente, nel deserto di Maon, nella pianura ch'è dalla parte meridionale del deserto. 25 E Saulle, con la sua gente, andò per cercarlo. Ma, la cosa essendo stata rapportata a Davide, egli scese dalla rocca, e dimorò ancora nel deserto di Maon. E Saulle, avendolo inteso, perseguitò Davide nel deserto di Maon. 26 E Saulle camminava da uno de' lati del monte di qua; e Davide e la sua gente dall'altro de' lati di là. E Davide si affrettava a camminare, per salvarsi d'innanzi a Saulle; ma Saulle e la sua gente intorniavano Davide per pigliarli. 27 Allora un messo venne a Saulle, a dirgli: Affrettati, e vieni; perciocchè i Filistei sono scorsi dentro al paese. 28 Laonde Saulle se ne ritornò indietro da perseguitar Davide, e andò incontro ai Filistei; perciò a quel luogo fu posto nome: Il sasso delle separazioni.

Commentario completo di Matthew Henry:

1Samuele 23

1 INTRODUZIONE A 1 SAMUELE CAPITOLO 23

Saul, essendosi ubriacato del sangue dei sacerdoti del Signore, è qui, in questo capitolo, alla ricerca della vita di Davide, che appare qui facendo il bene e soffrendo il male, allo stesso tempo. Ecco qui

I Il buon servizio che fece al suo re e al suo paese, liberando la città di Keila dalle mani dei Filistei, 1Samuele 23:1-6.

II. Il pericolo in cui fu così portato dalla malizia del principe che serviva e dal tradimento della città lo salvò, e la sua liberazione, per direzione divina, da quel pericolo, 1Samuele 23:7-13.

III. Davide in un bosco e il suo amico Gionatan che gli fanno visita e lo incoraggiano, 1Samuele 23:14-18.

IV. Le informazioni che gli Zifiti portarono a Saul sui luoghi di ritrovo di Davide, e la spedizione che Saul fece, per inseguirlo, 1Samuele 23:19-25. Davide scampò per un pelo a cadere nelle sue mani, 1Samuele 23:26-29.

"Molte sono le tribolazioni dei giusti, ma il Signore le libera da tutte".

Ver. 1. fino alla Ver. 6.

Ora troviamo perché il profeta Gad (senza dubbio per direzione divina) ordinò a Davide di andare nel paese di Giuda, 1Samuele 22:5. Era perché, poiché Saul trascurava la pubblica sicurezza, potesse prendersene cura, nonostante il maltrattamento che gli era stato riservato; poiché egli deve rendere il bene per il male, e in ciò c'è un tipo di colui che non solo ha rischiato la sua vita, ma ha dato la sua vita, per coloro che erano suoi nemici.

I Viene portata la notizia a Davide, come al patrono e protettore delle libertà del suo paese, che i Filistei erano scesi sulla città di Keila e avevano saccheggiato il paese circostante, 1Samuele 23:1. Probabilmente fu la partenza di Dio e di Davide da Saul che incoraggiò i Filistei a compiere questa incursione. Quando i principi cominciano a perseguitare il popolo e i ministri di Dio, non si aspettino altro che vessazione da ogni parte. Il modo in cui ogni paese può essere tranquillo è quello di lasciare che la chiesa di Dio sia quieta in esso. Se Saul combatterà contro Davide, i Filistei combatteranno contro il suo paese.

II. Davide è abbastanza avanti da venire in loro soccorso, ma è disposto a chiedere al Signore al riguardo. Ecco un esempio,

1. Della generosità e dello spirito pubblico di Davide. Benché la sua testa e le sue mani fossero occupate dai suoi affari, e avesse abbastanza da fare, con le poche forze che aveva, per mettersi al sicuro, tuttavia era preoccupato per la sicurezza del suo paese e non poteva stare fermo a vedere quello devastato; anzi, sebbene Saul, il cui compito era quello di sorvegliare i confini del suo paese, lo odiava e cercava la sua vita, eppure era disposto, al massimo delle sue forze, a servire lui e i suoi interessi contro il nemico comune, e aborriva coraggiosamente l'idea di sacrificare il benessere comune alla sua vendetta privata. Quelli sono diversi da Davide che rifiuta imbronciato di fare il bene perché non sono stati così ben considerati come meritavano per i servizi che hanno fatto.

2. Della pietà e del rispetto di Davide per Dio. Egli consultò il Signore per mezzo del profeta Gad; poiché dovrebbe sembrare (da 1Samuele 23:6) che Abiatar non venne da lui con l'efod finché non fu a Keila. La sua domanda è: Andrò io a colpire questi Filistei? Chiede sia riguardo al dovere (se poteva legittimamente togliere il lavoro di Saul dalle sue mani e agire senza una commissione da parte sua) sia riguardo all'evento, se poteva avventurarsi in sicurezza contro una forza come quella che avevano i Filistei con un tale pugno di uomini ai suoi piedi, e un nemico così pericoloso come Saul era alle sue spalle. È nostro dovere, e sarà il nostro caso e conforto, qualunque cosa accada, riconoscere Dio in tutte le nostre vie e cercare la sua guida.

III. Dio lo nominò più volte per andare contro i Filistei, e gli promise successo: Va' e sconfiggi i Filistei, == 1Samuele 23:2. I suoi uomini si opposero, 1Samuele 23:3. Non appena cominciò ad avere dei suoi soldati, trovò abbastanza difficile gestirli. Obiettavano che avevano abbastanza nemici tra i loro connazionali, che non avevano bisogno di fare dei Filistei i loro nemici. Il loro cuore venne meno quando si videro in pericolo solo a causa della banda di inseguitori di Saul, e molto di più quando vennero ad affrontare gli eserciti filistei. Per soddisfarli, quindi, interrogò di nuovo il Signore, e ora ricevette non solo un incarico completo, che gli avrebbe garantito di combattere anche se non aveva ordini da Saul (Alzati, scendi da Keila), ma anche una piena assicurazione di vittoria: Ti darò in mano i Filistei, == 1Samuele 23:4. Questo fu sufficiente per animare il più grande vigliacco che aveva nel suo reggimento.

IV. Di conseguenza andò contro i Filistei, li mise in rotta e liberò Keila, (1Samuele 23:5), e dovrebbe sembrare che abbia fatto una sortita nel paese dei Filistei, perché portò via il loro bestiame come rappresaglia per il torto che avevano fatto agli uomini di Keila derubando le loro aiuole. Qui si nota (1Samuele 23:6) che fu mentre Davide rimaneva a Keila, dopo averla liberata dai Filistei, che Abiatar venne da lui con l'efod in mano, cioè l'efod del sommo sacerdote, in cui si trovavano l'urim e il thummim. Fu di grande conforto per Davide, nel suo esilio, il fatto che, quando non poté andare alla casa di Dio, gli fu portati alcuni dei tesori più preziosi di quella casa, il sommo sacerdote e la sua corazza del giudizio.

7 Ver. 7. fino alla Ver. 13.

Ecco qui

I Saul che escogita dentro di sé la distruzione di Davide (1Samuele 23:7,8): Ha udito che era venuto a Keila; E non udì egli ciò che lo condusse là? Non gli fu forse detto che aveva coraggiosamente liberato Keila e l'aveva liberata dalle mani dei Filistei? Questo, si potrebbe pensare, avrebbe dovuto indurre Saul a considerare quale onore e dignità si dovesse fare a Davide per questo. Ma, invece di questo, lo coglie come un'opportunità per fare del male a Davide. Era un miserabile ingrato, e per sempre indegno di ricevere qualsiasi servizio o gentilezza. Davide potrebbe ben lamentarsi dei suoi nemici che lo hanno ricompensato male per bene, e che per il suo amore sono stati i suoi avversari, Salmi 35:12 ; 109:4. Cristo è stato usato in questo modo vilmente, Giovanni 10:32. Ora osservate,

1. Come Saul ha abusato del Dio d'Israele, facendo della sua provvidenza il patrocinio e l'approvazione dei suoi disegni malvagi, e quindi promettendo a se stesso il successo in essi: Dio lo ha dato nelle mie mani; come se colui che è stato rigettato da Dio fosse in questo caso posseduto e favorito da lui, e Davide infatuato. Egli trionfa invano prima della vittoria, dimenticando quante volte aveva avuto contro Davide vantaggi più giusti di quelli che aveva ora e aveva ancora mancato il suo scopo. Egli collega empiamente Dio alla sua causa, perché pensava di aver guadagnato un punto. Perciò Davide prega (Salmi 140:8): Non concedere, o Signore, i desideri degli empi, e non esaltare il suo malvagio disegno, affinché non si esaltino. Non dobbiamo pensare che una provvidenza sorridente giustifichi una causa ingiusta o ne assicuri il successo.

2. Come Saul abusò dell'Israele di Dio, facendoli servi della sua malizia contro Davide. Egli chiamò tutto il popolo alla guerra, ed essi dovevano marciare con tutta la rapidità verso Keila, fingendo di opporsi ai Filistei, ma con l'intenzione di assediare Davide e i suoi uomini, pur nascondendo quel disegno; poiché si dice [ 1Samuele 23:9 ] che praticò segretamente il male contro di lui. Miserabile è quel popolo il cui principe è un tiranno, perché, mentre alcuni soffrono per la sua tirannia, altri (quel che è peggio) ne sono resi servi e strumenti.

II. Davide si consulta con Dio riguardo alla sua propria preservazione. Sapeva dalle informazioni che lo avevano comprato che Saul stava tramando la sua rovina (1Samuele 23:9) e quindi si rivolse al suo grande protettore per avere una guida. Appena gli viene portato l'efod, egli ne fa uso: "Portate qui l'efod". Abbiamo nelle nostre mani le Scritture, quegli oracoli vivaci; accettiamo consiglio da loro nei casi dubbi.

"Portate qui la Bibbia".

1. Il discorso di Davide a Dio in questa occasione è:

(1.) Molto solenne e riverente. Due volte chiama Dio il Signore Dio d'Israele, e tre volte si chiama suo servo, == 1Samuele 23:10,11. Coloro che si rivolgono a Dio devono conoscere la loro distanza e a chi stanno parlando.

(2.) Molto particolare ed espresso. La sua rappresentazione del caso è così (1Samuele 23:10):

"Il tuo servo ha certamente udito con buona autorità" (poiché non avrebbe invocato l'efod a ogni diceria oziosa) "che Saul ha un piano su Keila"; non dice "per distruggermi", ma "per distruggere la città" (come aveva recentemente fatto con la città di Nob) "per amor mio".

Sembra più preoccupato per la loro sicurezza che per la propria, e si esporrà ovunque piuttosto che essere messi nei guai dal fatto che lui sia in mezzo a loro. Le anime generose hanno questa mentalità. Anche le sue domande sul caso sono molto particolari. Dio ci permette di esserlo nei nostri discorsi a Lui:

"Signore, guidami in questa faccenda, riguardo alla quale ora sono perplesso".

Egli inverte davvero l'ordine dovuto delle sue domande, ma Dio nella sua risposta lo mette in metodo. Questa domanda avrebbe dovuto essere posta per prima, e la prima è stata risolta,

"Saul scenderà, come il tuo servo ha udito?" "Sì", dice l'oracolo, "scenderà; l'ha risolta, si sta preparando e lo farà, a meno che non senta che hai lasciato la città". "Ebbene, ma se scende, gli uomini di Keila staranno con me per tenere la città contro di lui, o gli apriranno le porte e mi daranno nelle sue mani?"

Se avesse chiesto agli stessi uomini (i magistrati o gli anziani) di Keilah che cosa avrebbero fatto in quel caso, non avrebbero potuto dirglielo, non conoscendo le loro menti, né cosa avrebbero dovuto fare quando si sarebbe trattato del processo, e tanto meno in che modo il voto superiore del loro consiglio avrebbe portato; o avrebbero potuto dirgli che lo avrebbero protetto, e tuttavia in seguito lo avrebbero tradito; ma Dio poté dirgli infallibilmente:

"Quando Saul assedierà la loro città e esigerà da loro che ti consegnino nelle sue mani, per quanto ora sembrino affezionati a te, come loro salvatore, ti consegneranno piuttosto che sopportare l'urto della furia di Saul".

Nota

[1.] Dio conosce tutti gli uomini meglio di quanto essi conoscano se stessi, conosce la loro lunghezza, la loro forza, ciò che c'è in loro e ciò che faranno se si troveranno in tali e tali circostanze.

[2.] Egli sa dunque non solo ciò che avverrà , ma anche ciò che accadrà se non fosse impedito, e quindi sa come liberare i pii dalla tentazione e come rendere a ciascuno secondo le sue opere.

2. Davide, avendolo finora avvertito del suo pericolo, lasciò Keila, 1Samuele 23:13. I suoi seguaci erano ora aumentati di numero a 600; con queste uscì, non sapendo dove andasse, ma risolvendo di seguire la Provvidenza e di mettersi sotto la sua protezione. Questo ruppe le misure di Saul. Pensava che Dio gli avesse dato in mano Davide, ma ciò dimostrò che Dio lo liberò dalla sua mano, come un uccello dal laccio dell'uccellatore. Quando Saul seppe che Davide era fuggito da Keila, si astenne dall'andare avanti con il corpo dell'esercito, come intendeva (1Samuele 23:8), e decise di prendere solo le sue guardie, e di andare alla ricerca dei nemici del suo popolo e di volgere i loro consigli a capofitto.

14 Ver. 14. fino alla Ver. 18.

Ecco qui

I David in fuga. Egli dimorò in un deserto, in una montagna (1Samuele 23:14), in un bosco, == 1Samuele 23:15. Dobbiamo qui,

1. Lodate le sue eminenti virtù, la sua umiltà, la sua modestia, la sua fedeltà al suo principe e la paziente attenzione alla provvidenza del suo Dio, che non ha schierato le sue forze contro Saul, non lo ha combattuto sul campo, non lo ha sorpreso con uno stratagemma o un altro, e così ha vendicato su di lui la sua lite e quella dei sacerdoti del Signore, e pose fine ai suoi guai e alle calamità del paese sotto il governo tirannico di Saul. No, non fa un tentativo del genere; osserva la via di Dio, attende il tempo di Dio e si accontenta di mettersi al sicuro nei boschi e nei deserti, anche se ad alcuni potrebbe sembrare un rimprovero a quel coraggio per il quale era stato famoso. Ma

2. Dobbiamo anche lamentare il suo duro destino, che un uomo innocente sia così terrorizzato e messo a temere per la sua vita, che un uomo d'onore sia così disonorato, un uomo di merito così ricompensato per i suoi servigi, e un uomo che si diletta nel servizio sia di Dio che del suo paese dovrebbe essere escluso da entrambi e avvolto nell'oscurità. Che cosa diremo di questo? Facciamo in modo che ci faccia pensare il peggio di questo mondo, che spesso tratta così male i suoi uomini migliori; che riconcili anche gli uomini grandi e attivi con l'intimità e la moderazione, se la Provvidenza fa di questi il loro destino, perché erano di Davide; e ci faccia desiderare quel regno dove la bontà sarà per sempre in gloria e la santità in onore, e i giusti risplenderanno come il sole, che non può essere messo sotto il moggio.

II. Saul gli dà la caccia, come suo implacabile nemico. Lo cercava ogni giorno, tanto era inquieta la sua malizia, 1Samuele 23:14. Non cercava altro che la sua vita, tanto crudele era la sua malizia, 1Samuele 23:15. Come era stato fin dal principio, così era ora, e sarà, colui che è nato secondo la carne perseguita colui che è nato secondo lo spirito, == Galati 4:29.

III. Dio lo difende, come suo potente protettore. Dio non lo consegnò nelle mani di Saul, come Saul sperava (1Samuele 23:7); e, a meno che Dio non lo avesse dato nelle sue mani, non avrebbe potuto prevalere contro di lui, Giovanni 19:11.

IV. Jonathan lo conforta come suo fedele e costante amico. I veri amici scopriranno i mezzi per stare insieme. Davide, probabilmente, fissò il tempo e il luogo per questo colloquio, e Gionatan osservò l'appuntamento, sebbene si esponesse in tal modo al dispiacere di suo padre, e, se fosse stato scoperto, avrebbe potuto costargli la vita. La vera amicizia non si sottrae al pericolo, ma può facilmente avventurarsi, non si sottrae alla condiscendenza, ma può facilmente abbassarsi e scambiare un palazzo con un bosco, per servire un amico. La sola vista di Gionatan stava rianimando Davide; ma, oltre a questo, gli disse ciò che fu molto incoraggiante.

1. Come un pio amico, lo indirizzò a Dio, fondamento della sua fiducia e fonte del suo conforto: rafforzò la sua mano in Dio. Davide, benché fosse un forte credente, aveva bisogno dell'aiuto dei suoi amici per perfezionare ciò che mancava nella sua fede; e in questo Gionatan gli fu d'aiuto, ricordandogli la promessa di Dio, l'olio santo con cui era stato unto, la presenza di Dio con lui fino a quel momento, e le molte esperienze che aveva avuto della bontà di Dio verso di lui. Così rafforzò le sue mani per l'azione, incoraggiando il suo cuore, non nella creatura, ma in Dio. Gionatan non era in grado di fare nulla per rafforzarlo, ma gli assicurò che Dio lo avrebbe fatto.

2. Come amico che rinunciava a se stesso, provava piacere alla prospettiva dell'avanzamento di Davide a quell'onore che era il suo diritto di nascita, 1Samuele 23:17.

"Vivrai abbastanza per essere re, e io penserò che sia abbastanza preferibile essere accanto a te, vicino a te, anche se sotto di te, e non fingerò mai di essere un rivale con te."

La rinuncia che Gionatan fece a Davide del suo titolo sarebbe stata per lui una grande soddisfazione e avrebbe reso la sua strada molto più chiara. Questo gli dice, Saul lo sapeva molto bene, poiché Gionatan lo aveva sentito dire talvolta, da dove appare che Saul fosse un uomo malvagio, per perseguitare uno che Dio favoriva, e che uomo stolto fosse, pensando di impedire ciò che Dio aveva deciso e che certamente sarebbe avvenuto. Come avrebbe potuto annullare ciò che Dio si era proposto?

3. Come amico costante, ha rinnovato la sua lega di amicizia con lui. Essi fecero un patto ora, questa terza volta, davanti al Signore, chiamandolo a testimoniarlo, 1Samuele 23:18. Il vero amore si compiace di ripetere i suoi impegni, dando e ricevendo nuove assicurazioni della fermezza dell'amicizia. La nostra alleanza con Dio dovrebbe essere spesso rinnovata, e in ciò la nostra comunione con lui dovrebbe essere mantenuta. Davide e Gionatan ora si separarono, e non si riunirono mai più, che troviamo, in questo mondo; Giònata disse infatti ciò che desiderava, non ciò che aveva motivo di aspettarsi, quando promise a se stesso di essere accanto a Davide nel suo regno.

19 Ver. 19. fino alla Ver. 29.

Qui

1. Gli Ziphiti offrono il loro servizio a Saul, per tradire Davide a lui, 1Samuele 23:19,20. Si stava rifugiando nel deserto di Zif (1Samuele 23:14,15), riponendo maggiore fiducia nella gente di quel paese perché erano della sua stessa tribù. Avevano ragione di credersi felici di avere l'opportunità di servire uno che era l'ornamento della loro tribù e che probabilmente lo era molto di più, che era così lontano dal saccheggiare il paese, o dal disturbarlo con le sue truppe, che era pronto a proteggerlo e a tutti i buoni uffici di cui c'era l'occasione. Ma, per ingraziarsi Saul, andarono da lui, e non solo lo informarono molto precisamente dove Davide si era acquartierato (1Samuele 23:19), ma lo invitarono a venire con le sue forze nel loro paese per inseguirlo, e promisero di consegnarlo nelle sue mani, 1Samuele 23:20. Saul non li aveva mandati a interrogarli o a minacciarli, ma di loro spontanea volontà, e anche senza chiedere una ricompensa (come fece Giuda: " Che cosa mi darai?"), si offrirono di consegnare Davide a colui che, lo sapevano, aveva sete del suo sangue.

2. Saul riceve con gratitudine le loro informazioni e coglie volentieri l'opportunità di cacciare Davide nel loro deserto, nella speranza di renderlo alla fine una preda. Dice loro con quanta gentilezza l'ha presa (1Samuele 23:21): Benedetto tu sia dal Signore (così vicino è Dio alla sua bocca, sebbene lontano dal suo cuore), perché hai compassione di me. Sembra che si considerasse un uomo miserabile e un oggetto di pietà; la sua invidia e la sua cattiva natura lo rendevano tale, altrimenti sarebbe stato facile e non avrebbe avuto bisogno della compassione di nessuno. Allo stesso modo insinua la poca preoccupazione che la maggior parte del suo popolo mostrava per lui.

"Tu hai compassione di me, che gli altri non hanno".

Saul dà loro istruzioni di cercare più in particolare i suoi ritrovi (1Samuele 23:22),

"Poiché" (dice) "Ho sentito dire che agisce in modo molto sottile",

rappresentandolo come un uomo astuto nel fare del male, mentre tutta la sua sottigliezza era per assicurarsi se stesso. Era strano che Saul non scendesse subito con loro, ma sperava di mettere in moto il suo gioco con maggiore certezza, e così la divina Provvidenza diede a Davide il tempo di cambiare da solo. Ma gli Zifiti avevano messo le loro spie in tutti i luoghi in cui era probabile che fosse scoperto, e quindi Saul poteva venire a prenderlo se si trovava nel paese, 1Samuele 23:23. Nuovo, si credeva sicuro della sua preda e si compiaceva al pensiero di divorarla.

3. Il pericolo imminente in cui Davide era ora portato. Alla notizia che gli Zititi lo avevano tradito, si ritirò dalla collina di Hachilah nel deserto di Maon (1Samuele 23:24), e in questo momento scrisse il Salmo 54, come appare dal titolo, in cui chiama gli Zifiti stranieri, sebbene fossero Israeliti, perché lo usavano barbaramente; ma si mette sotto la protezione divina:

"Ecco, Dio è il mio soccorritore, e allora tutto andrà bene"

Saul, avendo saputo di lui, lo inseguì da vicino (1Samuele 23:25), finché giunse così vicino a lui che non c'era che un monte tra loro (1Samuele 23:26), Davide e i suoi uomini su un lato del monte che fuggivano e Saul e i suoi uomini dall'altro lato che lo inseguivano, Davide spaventato e Saul speranzoso. Ma questo monte era un emblema della Provvidenza divina che si frapponeva tra Davide e il distruttore, come la colonna di nuvola tra gli Israeliti e gli Egiziani. Davide fu nascosto da questo monte e Saul ne fu confuso. Davide ora fugge come un uccello verso la sua montagna (Salmi 11:1) e trova Dio per lui come l'ombra di una grande roccia. Saul sperava con le sue numerose forze di accerchiare Davide e di circondarlo con i suoi uomini; ma il terreno non si rivelò conveniente per il suo progetto, e così fallì. Un nuovo nome fu dato al luogo in ricordo di ciò (1Samuele 23:28): Selah-ammah-lekoth - la roccia della divisione, perché si divise tra Saul e Davide.

4. La liberazione di Davide da questo pericolo. La Provvidenza diede a Saul un diversivo, quando era appena pronto ad afferrare Davide; Gli fu portato l'avviso che i Filistei stavano invadendo il paese (1Samuele 23:27), probabilmente quella parte del paese dove si trovava la sua proprietà, che sarebbe stata sequestrata, o almeno saccheggiata, dagli invasori; poiché la poca attenzione che egli prestò all'angoscia di Keilah e al sollievo di Davide, all'inizio di questo capitolo, ci dà motivo di sospettare che ora non avrebbe smesso di inseguire Davide, e andava ad opporsi ai Filistei, se non erano in gioco alcuni suoi interessi privati. Comunque fosse, si trovò nella necessità di andare contro i Filistei (1Samuele 23:28), e in questo modo Davide fu liberato quando era sull'orlo della distruzione. Saul fu deluso dalla sua preda e Dio fu glorificato come il meraviglioso protettore di Davide. Quando i Filistei invasero il paese, erano ben lungi dall'avere l'intenzione di fare benevolenza a Davide con esso, ma la provvidenza dominante di Dio, che ordina tutti gli eventi e i tempi di essi, lo rese molto utile a lui. La sapienza di Dio non è mai a corto di modi e mezzi per preservare il suo popolo. Come questo Saulo fu deviato, così un altro Saulo si convertì, proprio in quel momento mentre stava esalando minacce e massacri contro i santi del Signore, == Atti 9:1.

5. Davide, essendo così fuggito, si rifugiò in alcune fortezze naturali, che trovò nel deserto di Engaddi, 1Samuele 23:29. E questo il dottor Lightfoot pensa fosse il deserto di Giuda, in cui si trovava Davide quando scrisse il Salmo 63, che respira tanto pio e devoto affetto quanto quasi tutti i suoi salmi; poiché in ogni luogo e in ogni condizione egli manteneva ancora la sua comunione con Dio.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

1Samuele 23

1 Capitolo 23

Davide salva Cheila 1Sam 23:1-6

Dio lo avverte di fuggire da Cheila 1Sam 23:7-13

Gionata conforta Davide 1Sam 23:14-18

Davide viene salvato da Saul da un'invasione dei Filistei 1Sam 23:19-29

Versetti 1-6

Quando i principi perseguitano il popolo di Dio, devono aspettarsi vessazioni da tutte le parti. Il modo in cui un paese può essere tranquillo è che la chiesa di Dio sia tranquilla in esso: se Saul combatte contro Davide, i Filistei combattono contro il suo paese. Davide si considerava il protettore della terra. Così ha fatto il Salvatore Gesù, lasciandoci un esempio. Non sono diversi da Davide coloro che rifiutano di fare il bene, se non sono ricompensati per i loro servizi.

7 Versetti 7-13

Davide poteva ben lamentarsi dei suoi nemici, che lo ricompensavano del male per il bene e che per il suo amore erano suoi avversari. Cristo è stato usato in modo così meschino. Davide si rivolse al suo grande Protettore per avere indicazioni. Non appena gli fu portato l'efod, ne fece uso. Abbiamo le Scritture tra le mani, facciamoci consigliare da esse nei casi dubbi. Dite: "Portate qui la Bibbia". Il discorso di Davide a Dio è molto solenne, ma anche molto particolare. Dio ci permette di essere così nei nostri discorsi a lui: "Signore, indirizzami in questa faccenda su cui sono in difficoltà". Dio sa non solo ciò che sarà, ma anche ciò che sarebbe, se non fosse ostacolato; perciò sa come liberare il pio dalla tentazione e come rendere a ciascuno secondo le sue opere.

14 Versetti 14-18

Davide non fece alcun tentativo contro Saul; seguì la via di Dio, attese il tempo di Dio e si accontentò di mettersi al sicuro nei boschi e nelle zone selvagge. Ci fa pensare al peggio di questo mondo, che spesso tratta così male i suoi uomini migliori; ci fa desiderare quel regno in cui la bontà sarà per sempre nella gloria e la santità nell'onore. Troviamo Gionata che conforta Davide. Da amico pio, lo indirizzò a Dio, fondamento del suo conforto. Come un amico che si impegna, si rallegra della prospettiva dell'avanzamento di Davide al trono. Come amico costante, rinnovò la sua amicizia con lui. La nostra alleanza con Dio dovrebbe essere spesso rinnovata e la nostra comunione con lui mantenuta. Se la conversazione di un amico, in un solo incontro, dà conforto e rafforza i nostri cuori, cosa non ci si può aspettare dal continuo sostegno e dal potente amore del Salvatore dei peccatori, l'Amico dei credenti!

19 Versetti 19-29

Nel bel mezzo della sua malvagità, Saul si affannava a parlare il linguaggio della pietà. Tali espressioni, senza effetti adeguati, possono solo divertire o ingannare chi le ascolta e chi le usa. Questa montagna era un emblema della Provvidenza divina che si frapponeva tra Davide e il distruttore. Non lasciamoci sgomentare dalla prospettiva di future difficoltà, ma restiamo in attesa di Colui che è meraviglioso nei consigli ed eccellente nelle opere. Prima che la sua promessa venga meno, egli incaricherà i Filistei di aiutarci a fuggire, proprio nel momento in cui il nostro caso appare più disperato. Dio esige una dipendenza totale da lui: "Se non crederete, di certo non sarete fondati" (Isa 7:9).

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

1Samuele 23

1 La crescente importanza di Davide, fuggiasco com'era, è segnato da questo appello a lui per la liberazione dai Filistei. Le “aie” erano gli oggetti naturali del saccheggio Giudici 6:11. Keilah era nella Shephelah (riferimento marginale), probabilmente vicino al confine filisteo, ma il suo sito è incerto.

Giosuè 2:11 Samuel Giosuè 23:1 Filippesi 1

2 Se Gad fosse con Davide nella foresta di Hareth 1 Samuele 22:5 , e là avesse chiesto per lui al Signore 1 Samuele 23:2 , 1 Samuele 23:4 , ma non lo avesse accompagnato a Keila, e se la fuga di Abiathar fosse avvenuta a Al tempo in cui Davide si trovava a Keila, abbiamo un ulteriore esempio lampante della vigile cura provvidenziale di Davide nell'inviare Abiatar a sostituire Gad in un momento così critico.

12 La condotta degli uomini di Keila sarebbe come quella degli uomini di Giuda verso Sansone loro liberatore Giudici 15:10.

14 Ziph si colloca tra Hebron ed En-gedi (riferimenti marginali). (Il "legno" 1 Samuele 23:15 è da Conder preso come nome proprio, "Cheresh", e identificato con Khoreisa.)

16 Un toccante esempio di fedeltà reciproca tra amici. L'umiltà e l'amore disinteressato di Gionatan sono evidenti in 1 Samuele 23:17.

19 (Hachilah è pensato da Conder per essere la lunga cresta chiamata El Kolah). Per Jeshimon, vedere il margine e Numeri 21:20.

24 La pianura - L'Araba, il tratto desertico che si estende lungo la valle del Giordano dal Mar Morto al Lago di Gennesareth, ora chiamato El-Ghor. La parola è ora data dagli arabi alla valle tra il Mar Morto e il Golfo di Akaba.

28 Sela-hammahlekoth - Vedi il margine. (Identificato da Conder con una gola stretta e impervia tra El Kolah e Maon, chiamata Malaky).

29 En-gedi (la fontana del capretto), anticamente chiamata Hazezon-Tamar Genesi 14:7 dalle palme che vi crescevano, conserva ancora il suo nome ad Ain-Djedy. Si trova a circa 200 metri dal Mar Morto, circa al centro della sua sponda occidentale. È caratterizzato da un grande rigoglio di vegetazione, sebbene l'accesso ad esso avvenga attraverso i passaggi più pericolosi e scoscesi.

Il paese è pieno di caverne, che oggi servono come nascondigli per i fuorilegge. Uno di questi, uno spazioso chiamato Bir-el-Mauquouchieh, con dentro un pozzo adatto ad abbeverare le pecore, vicino al Wady Hasasa, potrebbe essere stata l'identica caverna in cui Davide tagliò la gonna di Saul.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

1Samuele 23

1 INTRODUZIONE A PRIMO SAMUELE 23

Questo capitolo dà un resoconto del sollievo di Davide a Keila, quando era come se fosse caduta nelle mani dei Filistei, 1Samuele 23:1-6 ; e del disegno di Saul di sorprenderlo lì, di cui Davide, avendo avuto notizia e consultato il Signore, si allontanò di là; quando Saul lo sentì dire, si astenne dal venire, 1Samuele 23:7-13 ; e del fatto che Davide si trovava nel deserto di Zif, dove, in un bosco, ebbe un colloquio con Gionatan, 1Samuele 23:14-18 ; e degli Zititi che si offrono di consegnarlo a Saul, per cui egli li loda, e dà loro istruzioni su come dovrebbero comportarsi con lui in quella faccenda, 1Samuele 23:19-23 ; e del fatto che lo cercava nel deserto di Maon, dove Davide e i suoi uomini correvano un grave pericolo di essere presi; che fu impedito dalla notizia che i Filistei invadono il paese arrivando a Saul proprio al momento giusto, 1Samuele 23:24-29

Versetto 1. Poi dissero a Davide:

O gli uomini di Keila gli mandarono a dire, stando loro vicino, o alcuni loro benefattori e del loro paese, lo informarono del loro caso.

dicendo: Ecco, i Filistei combattono contro Keila; l'aveva assediata, essendo un luogo fortificato, 1Samuele 23:7 ; era una città della tribù di Giuda, ai confini dei Filistei; di cui si veda Gill su "Giosuè 15:44" ;

e derubano le aiuole; tolsero loro il grano che trebbiavano e vagliavano, cosa che di solito veniva fatta fuori della città per amore del vento, vedi Giudici 6:11 Rut 3:2,15 ; era il tempo della mietitura quando i tre uomini potenti andarono da Davide nella caverna di Adullam, e così ora potrebbe essere il tempo della trebbiatura, essendo la mietitura finita, vedi 1Samuele 22:1 ; rispetto a 2Samuele 23:13

2 Versetto 2. Allora Davide consultò il Signore, dicendo: «Andrò io a colpire questi Filistei?».

Infatti, sebbene Davide fosse ben disposto a servire il suo paese e desiderasse liberarlo dai loro nemici, i Filistei, poteva avere qualche dubbio nella sua mente se sarebbe stato giusto per lui impegnarsi con loro ora; in parte perché non poteva agire su commissione del suo principe, il re Saul; e in parte perché aveva con sé un numero così piccolo di forze, che poteva essere pericoloso per lui attaccare con esse gli eserciti dei Filistei, e tentare di togliere l'assedio a Keila; e quindi ritenne consigliabile, come senza dubbio lo era, chiedere al Signore quale fosse il suo pensiero e la sua volontà in questa faccenda: come e con quali mezzi lo abbia chiesto non è detto, molto probabilmente fu dal profeta Gad, che era con lui, 1Samuele 22:5 ; poiché in quanto ad Abiatar, non era ancora venuto con l'efod, l'Urim e Thummim, per interrogare da loro, 1Samuele 23:6 ; sebbene alcuni pensino che vi si osservi per mostrare in che modo Davide indagò, cioè per mezzo di Urim e Thummim; e così Kimchi e Abarbinel lo capiscono; e si suppone che egli sia venuto da Davide quando era nei pressi di Keila e nelle vicinanze, e così prima di arrivarvi, e che avesse il tempo di informarsi da lui se dovesse andarvi o no.

e l'Eterno disse a Davide: Va', sconfiggi i Filistei e salva Keila; il che non solo gli dava il permesso di andare, e significava che era la sua mente e la sua volontà che avrebbe dovuto; ma che avrebbe avuto successo, e avrebbe sconfitto i Filistei, e avrebbe tolto l'assedio a Keila, e avrebbe salvato la città dal cadere nelle loro mani

3 Versetto 3. E gli uomini di Davide gli dissero: "Ecco, noi abbiamo paura qui in Giuda,

Saul e il suo esercito piombarono su di loro e li schiacciarono, benché fossero nella tribù di Giuda, dove avevano molti amici, e nel cuore di quella tribù,

quanto più se arriviamo a Keilah; che, sebbene nella stessa tribù, tuttavia nelle parti più lontane di essa, e ai confini dei Filistei, e lì combattono

contro gli eserciti dei Filistei? troppo numerosi e potenti per loro, e così in questo modo sarebbero stati cacciati dal loro luogo sicuro, la foresta di Hareth, dove potevano nascondersi all'occasione; di essere esposti non solo ai Filistei, davanti a loro, ai margini del loro paese, da dove avrebbero potuto facilmente avere rinforzi, ma anche a Saul e al suo esercito dietro di loro; e così, trovandosi tra due fuochi, correrebbe il pericolo di essere tagliato fuori

4 Versetto 4. Allora Davide interrogò di nuovo il Signore:

Non per il suo bene, che credeva fermamente che fosse la volontà di Dio che andasse e riuscisse, ma per il bene dei suoi uomini, e per rimuovere i dubbi e le paure che aleggiavano nelle loro menti:

e il Signore gli rispose, e gli disse: "Alzati, scendi da Keila; Immediatamente, non trattenetevi, né esitate, ma andate in tutta fretta al soccorso del luogo:

poiché io darò i Filistei nelle tue mani; che è ancora più esplicito, ed è una promessa non solo di liberare Keila dalle mani dei Filistei, ma di consegnarli nelle mani di Davide, e quindi di un'intera: vittoria; e perciò nessuno degli uomini di Davide aveva nulla da temere dopo una tale dichiarazione della volontà di Dio

5 Versetto 5. Davide e i suoi uomini andarono da Keila,

Animati da un incarico da parte di Dio e da una promessa di successo da parte sua:

e combatté con i Filistei; accampato davanti a Keilah:

e portarono via il loro bestiame; che avevano portato con sé per il sostentamento del loro esercito; o dopo averli sconfitti, li inseguirono nel loro paese e ne portarono via il loro bestiame.

e li colpì con una grande strage; ne uccise un gran numero e mise in fuga gli altri.

così Davide salvò gli abitanti di Keila; di cadere nelle mani dei Filistei, levando tempestivamente l'assedio della città

6 Versetto 6. Quando Ebiatar, figlio di Ahimelec, fuggì da Davide a Keila,

O quando era lì, o vicino al luogo:

[che] scese con un efod in mano; non con un efod di lino sulla schiena, che i sacerdoti in comune portavano, ma l'efod con l'Urim e Thummim in mano, che era peculiare del sommo sacerdote; ed essendo morto suo padre, il sommo sacerdote, che apparteneva a lui, e perciò si preoccupò di portarlo con sé; Sebbene le parole possano essere tradotte letteralmente: "L'efod scese nella sua mano", per così dire per caso, e non con intenzione; e così alcuni interpreti ebrei lo capiscono, che nella sua paura e fuga, tra le sue vesti e altre cose si aggrappò per portarlo con sé, e non badando bene a ciò che prese, ciò avvenne, essendo così ordinato dalla provvidenza di Dio; anche se il Targum lo rende,

"L'efod lo fece scendere nella sua mano",

o lo portava in mano; e così Kimchi e Abarbinel osservano che può essere interpretato, sebbene sembrino propendere per l'altro senso

7 Versetto 7. E fu riferito a Saul che Davide era venuto da Keila,

Senza dubbio gli fu detto per che cosa era venuto là, per liberarlo e liberarlo dalle mani dei Filistei, e quale successo aveva; che si sarebbe creduto avrebbe riconciliato la sua mente con lui, e gli avrebbe fatto pensare bene di loro; ma invece di questo, lo portò solo a escogitare guai contro di lui:

Saul rispose: «Dio me lo ha dato in mano; come se il successo che aveva dato a Davide fosse contro di lui e a favore di Saul.

poiché egli è rinchiuso, entrando in una città che ha porte e sbarre; mentre si recava nelle caverne, nei campi e nei boschi, non aveva grandi speranze di trovarlo, di raggiungerlo e di prenderlo; ma ora era entrato in un luogo fortificato, chiuso da mura, e che aveva porte, tenute sprangate e sbarrate; Quando portò il suo esercito contro di essa e la circondò, immaginò che non sarebbe stato in grado di uscire e sfuggire alle sue mani

8 Versetto 8. Saul chiamò tutto il popolo alla guerra,

O "li fece udire" li convocò per mezzo di un araldo, che mandò in tutte le parti del regno per proclamare guerra, e chiedere loro nel suo nome di assistervi; il che era prerogativa di un re.

scendere a Keila per assediare Davide e i suoi uomini; questo era ciò che intendeva in privato, ma il pretesto era quello di fare la guerra contro i Filistei

9 Versetto 9. Davide sapeva che Saul aveva segretamente fatto del male contro di lui,

Cioè, l'hanno tramato e escogitato, hanno formato piani per fargli del male, distribuendo una cosa e progettandone un'altra; Fece dunque guerra ai Filistei, ma la sua intenzione era di venire contro Keila e di prendervi Davide.

Ed egli disse al sacerdote Ebiatar: "Conduci qui l'efod; non perché Davide si rivestisse, ma per il sacerdote stesso, affinché, essendo vestito con esso, e con l'Urim e Thummim in esso, potesse consultare il Signore per lui

10 Versetto 10. Allora Davide disse:

Dal prete, perché è stato lui a porre le domande per e in nome dell'interrogante:

O Signore, Dio d'Israele; il grande Geova, il Dio del patto del suo popolo, che ha sempre un riguardo misericordioso verso di loro.

il tuo servo ha certamente udito; ne aveva buone informazioni, sulle quali poteva contare:

che Saul cerca di venire a Keila; Questa era la sua intenzione e la sua risoluzione:

distruggere la città per amor mio; di assediarlo e demolirlo, se necessario, per prenderlo

11 Versetto 11. Gli uomini di Keila mi daranno forse nelle sue mani? Saul scenderà come il tuo servo ha udito?

Cioè, se Davide fosse rimasto lì, che è la supposizione su cui tutto procede. Le domande non sono poste in modo ordinato, come si può facilmente osservare, l'ultima avrebbe dovuto essere la prima; il che mostra una certa turbamento mentale in cui Davide si trovò quando udì il disegno di Saul contro di lui:

O Signore, Dio d'Israele, ti prego, dillo al tuo servo; dare una risposta per mezzo di Urim e Thummim, come fece lui:

e il Signore disse: "Egli scenderà; se Davide vi dimorasse; ciò era nei suoi pensieri, nel suo proposito e nel suo disegno, che il Signore, essendo onnisciente, conosceva bene, che conosce tutte le contingenze future: quindi gli ebrei conducono, che due cose non devono essere chieste insieme; e se sono chieste, a una sola si risponde, e la risposta si dà solo a ciò che era giusto chiedere per primo; e ciò che è chiesto fuori ordine dovrebbe essere chiesto di nuovo, il che si è verificato nel caso di specie, come segue

12 Versetto 12. Allora Davide disse: «Gli uomini di Keila daranno me e i miei uomini nelle mani di Saul?».

Cioè, i signori e i grandi uomini del luogo, il governatore della città e i suoi capi, i capi dei magistrati in essa.

E il Signore disse: «Ti consegneranno, purché egli rimanga là, perché il Signore conosceva le disposizioni e gli affetti dei loro animi, che erano inclini a farlo, e lo avrebbero fatto, se egli fosse rimasto in mezzo a loro fino al discendente di Saul, il che dimostrava la grande ingratitudine di questo popolo verso il loro liberatore

13 Versetto 13. Allora Davide e i suoi uomini, che erano circa seicento,

Avendo avuto un aumento di duecento da quando era nella caverna di Adullam, 1Samuele 22:1,2, e dopo aver liberato Keilah, 1Samuele 23:5 ; così che non subì alcuna perdita di uomini combattendo con i Filistei, ma ebbe un'aggiunta alle sue piccole forze.

si alzarono e partirono da Keilah, e andarono dove poterono andare; non sapendo dove andare, non avendo in vista un luogo particolare; ma andarono dove pensavano di poter essere più sicuri, o che sembrava il posto più adatto per loro; così il Targum,

"andarono in un luogo che era adatto ad andare";

che era il più adatto al loro scopo, e la maggior parte per la loro sicurezza e protezione, sia dove avrebbe:

e fu riferito a Saul che Davide era fuggito da Keila; molto probabilmente alcuni degli abitanti lo informarono, poiché erano disposti a consegnargli Davide, se fosse rimasto in mezzo a loro, e Saul fosse sceso.

e si astenne dall'uscire, dal luogo dove si trovava, per venire a Keila,

14 Versetto 14. Davide si fermò nel deserto in forti fortezze,

Nel deserto di Zif, in rocce alte e forti, come sembra essere spiegato da ciò che segue:

e rimase su un monte nel deserto di Zif; che prende il nome da una città della tribù di Giuda, di cui si veda Gill su "Giosuè 15:55 ";

e Saul lo cercava ogni giorno; perché, sebbene non fosse uscito dal luogo dove si trovava a Keila, tuttavia, sentendo da che parte andava e dove si nascondeva, lo cercava continuamente, se per caso lo trovava.

ma Dio non lo consegnò nelle sue mani: il che suggerisce che fu solo la provvidenza di Dio a metterlo al sicuro, o, con ogni probabilità, tale fu la diligenza di Saul, che lo avrebbe scoperto, e doveva essere caduto nelle sue mani, come si aspettava

15 Versetto 15. Davide vide che Saul era uscito per attentare alla sua vita.

O lo vide con i suoi occhi corporei dalla cima del monte dove si trovava, 1Samuele 23:14 ; o se ne accorse, lo capì dalle informazioni che gli diedero i suoi amici, forse da Gionathan, o da spie che mandò a osservare i suoi movimenti.

e Davide [era] nel deserto di Zif, in un bosco; dove lui e i suoi uomini potevano nascondersi tra gli alberi che vi si trovavano; a volte si trovava in una montagna in questo deserto, e a volte in un bosco, dove pensava di essere il più al sicuro; Così questo grand'uomo fu costretto a spostarsi per la sua sicurezza

16 Versetto 16. Allora Gionathan, figlio di Saul, si alzò,

E venne da Ghibea, che, secondo Bunting, era a ventidue miglia dal luogo dove si trovava Davide.

e andò da Davide nel bosco, avendo saputo dove si trovava, essendo questo un luogo adatto per avere un colloquio privato con lui.

e rafforzò la sua mano in Dio; e anche il suo cuore, la sua mano di fede per afferrare Dio, come suo Dio patto, e appoggiarsi e confidare in lui; lo rafforzò nella sua potenza, nella sua provvidenza e nelle promesse che gli aveva fatto; il Targum è,

"lo ha rafforzato nella parola del Signore";

non solo nella sua parola e nella sua promessa, ma in Cristo, la Parola essenziale di Dio, che dovrebbe scaturire da lui secondo la carne

17 Versetto 17. Ed egli gli disse: Non temere,

Non diffidare della potenza, della provvidenza e delle promesse di Dio, né temere l'ira di Saul, né temere di cadere nelle sue mani.

perché la mano di Saul, mio padre, non ti troverà; per afferrarlo, afferrarlo e fargli del male.

e tu sarai re d'Israele; che significa dopo la morte di suo padre; che egli conosceva o per qualche speciale rivelazione fattagli ; o piuttosto essendo stato informato di essere stato unto da Samuele, e che aveva avuto da Samuele o da Davide stesso; e questo egli credeva fermamente, sebbene Davide fosse ora in una condizione così bassa:

e io sarò il prossimo a te; non succedergli nel regno; ma se fosse vivo quando salì al trono, sarebbe stato il secondo uomo negli affari civili, come lo era ora, e si sarebbe accontentato di:

e questo lo sa anche Saul mio padre; avendo conoscenza dell'unzione di Davide da parte di Samuele; oppure potrebbe, e lo concluse da varie circostanze, che Davide era il suo vicino di cui Samuele gli aveva parlato, a cui Dio aveva dato il suo regno, 1Samuele 15:28

18 Versetto 18. E i due fecero alleanza davanti all'Eterno,

Rinnovarono l'alleanza che avevano fatto prima nel nome e nel timore di Dio, e davanti a lui come testimoni di essa. Kimchi e Abarbinel interpretano questa frase,

davanti all'Eterno, dell'alleanza che era stata conclusa davanti ad Abiatar, con l'Urim e Thummim in mano; e così Jerom, davanti al profeta Gad, e Abiatar che portava l'efod.

e Davide si fermò nel bosco; essendo un luogo adatto per lui per la segretezza e la sicurezza:

Giònata se ne andò a casa sua; a Ghibea; e questi due cari e cordiali amici non si videro mai più, come è molto probabile

19 Versetto 19. Allora salirono gli Ziphiti a Saul a Ghibea,

il quale, sebbene fosse uscito in cerca di Davide, ora era tornato a Ghibea, luogo della sua residenza e dove aveva tenuto la sua corte; e qui vennero gli Zifiti, abitanti di Zif, nel deserto nel quale Davide si era nascosto, con l'intenzione di consegnarlo a Saul; poiché, sebbene fossero della stessa tribù di Davide, ma essendo terrorizzati da ciò che Saul aveva fatto a Nob, pensarono che fosse meglio per la loro sicurezza informare Saul dove si trovava e fare un'offerta per consegnarglielo. Alcuni interpreti, come Kimchi, pensano che ciò sia stato fatto prima che Gionata fosse con Saul, e dovrebbe essere tradotto: "gli Ziphiti erano saliti a Saul"; e quindi è già stato detto, e Davide vide, ecc. perché aveva udito che gli Ziphiti avrebbero detto a Saul, che Davide si era nascosto lì; e fu in questo tempo che Davide scrisse il cinquantanovesimo salmo, Salmi 54:1-7 :

dicendo: Davide non si nasconde forse con noi nelle fortezze del bosco? che è nel deserto di Zif, nelle loro vicinanze; Furono informati che si era nascosto lì, e pensarono che fosse loro dovere farlo sapere al re: e in particolare

sul monte di Hachila, che è a mezzogiorno di Iesilo? Hachilah è chiamato da Girolamo Echela, ed egli parla di un villaggio con quel nome a sette miglia da Eleuteropoli, e di Jeshimon a dieci miglia da Gerico a sud, vicino al Mar Morto; sulla cima di questa collina, che era una salita di trenta stadi, o circa quattro miglia, Gionata il sommo sacerdote costruì un castello, e la chiamò Masada, di cui Giuseppe Flavio parla spesso; che dice, che Erode costruì un muro intorno ad esso di sette stadi o circa un miglio, dodici cubiti di altezza, otto di larghezza, e trentasette torri di cinquanta cubiti vi si ergevano

20 Versetto 20. Ora dunque, o re, scendi,

da Ghibea a Zif e il suo deserto, dov'era Davide.

secondo tutti i desideri della tua anima di scendere; per impadronirsi di una tale preda che egli desiderava grandemente, e che secondo Abarbinel non era più di questo, il senso è che la cosa era pronta in qualsiasi modo l'avesse desiderata; se egli ha scelto di scendere lui stesso e di afferrarlo, lo invitano a scendere; ma se egli non avesse voluto scendere egli stesso, lo avrebbero preso, lo avrebbero condotto a lui e glielo avrebbero dato in mano, e così egli non avrebbe avuto bisogno di scendere dietro di lui.

e la nostra parte sarà di consegnarlo nelle mani del re; Ci assumeremo l'incarico di fare questo, e risparmieremo al re la fatica di scendere

21 Versetto 21. Saul disse: «Siate benedetti dal Signore,

Egli li loda grandemente per l'offerta che gli hanno fatto, benedice Dio per loro e desidera la benedizione di Dio su di loro per questo:

perché avete compassione di me; lo compativa a causa dei problemi che incontrava da suo genero, erano dispiaciuti per lui e simpatizzavano con lui, cosa che gli altri non facevano, di cui si lamentava, 1Samuele 22:8

22 Versetto 22. Va', ti prego, preparati ancora,

Cioè, andare a casa, tornare alle loro abitazioni e preparare le cose per lui; si informino più diligentemente su Davide, si informino meglio su di lui e si informino più precisamente su di lui:

e conoscere e vedere il suo posto dov'è il suo covo; o "piede" è, dove che cammina e cammina più frequentemente, non solo ne viene a conoscenza per informazione, ma se potesse vederlo con i propri occhi, potrebbe descriverlo più esattamente:

[e] chi l'ha visto là; non solo ha visto il posto, ma lui nel luogo, e che spesso, affinché possa essere certo che sia il luogo a cui ricorre abitualmente:

poiché mi è stato detto [che] egli agisce in modo molto sottile; a volte lo si vede in un luogo, a volte in un altro; Egli è qui oggi, e altrove domani; e con metodi così astuti non è facile sapere dove si trova il luogo e dove si trova; Saul ne aveva notizia da alcuni, che conoscevano i metodi che Davide aveva adottato per tenerlo sconosciuto dove fosse; o "mi dice"; il mio cuore me lo dice, come lo interpreta R. Isaia; la mia mente mi suggerisce questo, conoscendo l'uomo, che usa astuzie come queste: o "mi ha detto", così Kimchi; quando era con me, e noi eravamo intimi, quando gli chiedevo come avesse sconfitto i Filistei, tal dei tali, e si fosse preservato da loro; La sua risposta fu: "Che ha agito molto sottilmente", usò una buona dose di astuzia; e così immagino che faccia ora

23 Versetto 23. Guardate dunque e conoscete tutti i luoghi nascosti dove si nasconde,

che egli frequenta di più, affinché possiate descriverli e la via per raggiungerli, e trovarli facilmente quando necessario:

e tornate da me con certezza; di tempo e luogo, quando e dove può essere certamente trovato:

e io verrò con te; in base a tale certezza: è proprio che non ha colto questa opportunità e non è andato direttamente con loro; poiché con questo ritardo, Davide, informato che i Chifiti venivano da Saul per tradirlo, ebbe il tempo di partire altrove:

e avverrà, se egli sarà nel paese; nel paese d'Israele, o piuttosto nel paese che è nella tribù di Giuda,

che lo cercherò per tutte le migliaia di Giuda; attraverso tutte le divisioni di quella tribù, che, come le altre, erano divise in migliaia, vedi Michea 5:2

24 Versetto 24. Ed essi si alzarono e andarono a Zif, alla presenza di Saul,

Non davanti alla sua persona, come se fosse andato con loro, ed essi prima di lui gli avessero aperto la strada; Ma essi vi andarono prima che egli andasse, per preparare le cose più esattamente e con maggiore sicurezza prima che egli arrivasse, e per tornare di nuovo da lui e andare con lui.

ma Davide e i suoi uomini [erano] nel deserto a Maon; poiché quando i Ziphiti tornarono a casa, Davide venne a conoscenza del loro piano, e quindi si trasferì dal deserto di Zif al deserto di Maon; che, sebbene appartenesse alla stessa tribù, era un luogo distinto; vedi Gill su "Giosuè 15:55" ;

nella pianura a sud di Jeshimon; lo stesso di 1Samuele 23:19 ; solo Davide si trovava ora più a sud di essa, in una pianura, mentre prima era su una collina

25 Versetto 25. E anche Saul e i suoi uomini andarono a cercarlo.

Non è detto se i Zifiti tornarono da lui con maggiore intelligenza, o gli mandarono a dire dove si trovava Davide, tuttavia Saul con il suo esercito uscì in cerca di lui:

e lo riferirono a Davide; o gli fu detto che Saul era venuto a cercarlo.

perciò scese in una roccia; o in una caverna in essa, o scese dal monte Hachilah in una pianura o valle, per salire su una roccia, lo stesso con il monte in 1Samuele 23:26 :

e dimorò nel deserto di Maon; in cui era la roccia o la montagna a cui era arrivato:

Saul, udito ciò, inseguì Davide nel deserto di Maon; infatti, all'udienza degli Zifiti, uscì a cercarlo nel deserto di Zif, ma sentendo che era stato trasferito nel deserto di Maon, lo inseguì lì

26 Versetto 26. Saul andò da una parte del monte, e Davide e i suoi uomini da quella parte del monte,

Saul con il suo esercito giunse proprio al monte dov'erano Davide e i suoi uomini, uno da una parte e l'altro dall'altra; C'era solo una montagna tra loro:

Davide si affrettò ad andarsene per timore di Saul; egli fuggì da una parte del monte, mentre Saul lo inseguiva dall'altra, e si affrettava a raggiungerlo.

Saul e i suoi uomini circondarono Davide e i suoi uomini per prenderli; aveva preso i metodi dividendo le sue truppe e mandandole in diverse direzioni per circondare Davide e i suoi uomini, e ci era quasi riuscito

27 Versetto 27. Ma giunse un messaggero a Saul, dicendogli

Dalla sua corte, per ordine del suo sinedrio, anche se i Giudei dicono che era un angelo venuto dal cielo, ma sia come sia, fu certamente la provvidenza di Dio a dirigere questa faccenda, che un messaggero venisse da Saul proprio nel momento in cui Davide stava per cadere nelle sue mani.

dicendo: Affrettati e vieni, perché i Filistei hanno invaso il paese; vi entrarono e vi si sparsero, come significa la parola, che esprime il loro numero di coloro che avevano versato, la forza con cui erano venuti e i possedimenti che avevano già ottenuto; forse avevano approfittato della partenza di Saul in cerca di Davide, per penetrare nella tribù di Beniamino, dove si trovavano il suo patrimonio, la sua residenza e la sua corte, e che rischiavano di cadere nelle loro mani; e quindi la sua presenza era immediatamente richiesta, e la fretta era necessaria

28 Versetto 28. Allora Saul smise di inseguire Davide,

Si fermò subito, non appena ricevette il messaggio:

e andò contro i Filistei; per fermarli nel loro cammino e cacciarli dal suo paese.

perciò chiamarono quel luogo Selahammahlekoth, che significa la roccia delle divisioni. Davide e i suoi uomini, molto probabilmente, gli diedero questo nome, non solo perché si divideva tra Saul e i suoi uomini, e Davide e i suoi uomini, quando erano uno da una parte e l'altro dall'altra; ma perché Saul era, per provvidenza di Dio, diviso e separato da Davide qui, per cui è sfuggito cadendo nelle sue mani. Il Targum è,

"Perciò chiamarono quel luogo la roccia della divisione, il luogo dove si divise il cuore del re per andare di qua e di là":

era diviso nella sua mente, e non sapeva che cosa fare; era in due menti, come dice Jacchi, e non sapeva chi seguire, se tornare e liberare il suo paese dalle mani dei Filistei, o inseguire e prendere Davide; e altri rappresentano i soldati di Saul come divisi, alcuni dicevano che, poiché il figlio di Iesse stava cadendo nelle loro mani, non dovevano lasciarlo; altri, che la guerra d'Israele dovesse essere considerata davanti a lui, che poteva essere trovato in qualsiasi momento

29 Versetto 29. E Davide salì di là,

Dal deserto di Maon, avendo avuto una salvezza per un pelo per la sua vita:

e dimorò in forti fortezze a Engaddi; un altro luogo della tribù di Giuda, che si trovava nel deserto di Giuda, e da cui è chiamato il deserto di Engaddi; e qui il Dr. Lightfoot pensa di aver scritto il sessantatreesimo salmo, Salmi 63:1-11, il deserto intorno a Engedi è il più deserto di tutti gli altri luoghi, essendo ai confini del Mar Morto; di questo luogo, vedi Gill su "Giosuè 15:62"

Commentario del Pulpito:

1Samuele 23

1 DAVIDE SALVA KEILA, MA DEVE SFUGGIRE AL TRADIMENTO DEI SUOI ABITANTI (Versetti. 1-13)

Lo dissero a David, ss. Il ritorno di Davide nella sua terra fu rapidamente seguito da imprese che non solo aumentarono il suo potere, ma rivolsero gli occhi di tutto il popolo verso di lui come loro protettore. Il suo primo successo fu la liberazione della città di Cheila da un corpo di Filistei che la depredavano dei prodotti del suo raccolto. Questo luogo si trovava a poche miglia a sud della roccaforte di Adullam, e occupava essa stessa una posizione difendibile, essendo arroccato su una ripida collina che dominava la valle di Elah, non lontano dai boschetti di Hareth (Condor, 'Tent Work,' 2:88). Trovandosi quindi a non grande distanza dal confine filisteo, una banda di uomini partì di là per un'incursione allo scopo di saccheggiare le aie. Poiché in Palestina non piove nella stagione del raccolto,

1Samuele 12:17

Il grano viene trebbiato all'aria aperta da una pesante slitta di legno composta da due assi e curvato sul davanti, con pezzi di basalto inseriti al posto dei denti, tirati sopra dai cavalli, o calpestato dal bestiame. Conder ('Tent Work,' 2:259) descrive l'aia come "un ampio spazio piatto su terreno aperto, generalmente alto. A volte il pavimento è sulla cima di una collina rocciosa piatta, e occasionalmente è in una valle aperta, lungo la quale c'è una corrente d'aria; ma è sempre situato dove si può trovare la maggior parte del vento, perché nella stagione della trebbiatura non si verificano mai venti forti, e il grano viene immagazzinato al sicuro prima che inizino le tempeste autunnali". Come il grano dopo la vagliatura viene trasformato in mucchi fino a poter essere portato a casa, c'è sempre un periodo in cui le aie devono essere sorvegliate per proteggerle dalla depredazione, e questo era il tempo scelto dai Filistei per un'incursione in forze.

Versetti 1-5

Deferenza alla volontà divina

I fatti sono

1.) Davide, informato delle incursioni dei Filistei contro Keila, chiede consiglio a Dio

2.) Avendo l'ordine di andare contro di loro, trova i suoi uomini in dubbio sulla sicurezza dell'impresa

3.) Quindi, per soddisfarli, egli fa ulteriori domande al Signore, e gli viene ordinato di nuovo di andare, con la promessa della vittoria. Agendo in base a queste istruzioni, salva Keilah. Sembra che la degenerazione morale di Saul sia stata accompagnata da un certo grado di inefficienza del governo, a causa della quale parti del paese erano ancora esposte alle incursioni dei Filistei. La successiva condotta di Keilah, per quanto fosse già abbastanza cattiva di per sé (Versetto 12), ci porterebbe a dedurre che le persone che cercarono l'interposizione di Davide fossero uomini patriottici non residenti in città. Forse la reputazione di Davide per l'energia e il coraggio era stata sostenuta negli ultimi tempi dal modo in cui aveva sviluppato le sue poche risorse nella difesa contro le astuzie e la forza del suo nemico personale, e quindi sarebbe stato naturale per i vicini oppressi cercare il suo aiuto in caso di emergenza. La narrazione racconta come ha soddisfatto la richiesta del suo intervento, e con quale risultato. Mette in evidenza un'ottima verità che riguarda sia la vita pubblica che quella privata

L'ABITUDINE ALLA DEFERENZA VERSO LA VOLONTÀ DIVINA È UN ELEMENTO NECESSARIO E PREZIOSO NELLA VITA. È notevole come, senza una scelta propria, Davide fosse stato costretto in una posizione di isolamento e pericolo. Forse non c'è mai stata una vita, se non quella del nostro Salvatore, in cui l'abituale sottomissione a una volontà suprema fosse più evidente. La posizione critica in cui si trovò quando fu sollecitato a fare guerra ai saccheggiatori filistei fece emergere una condizione mentale abituale nella vita privata. La sua riluttanza a fare il passo senza essere sicuro della volontà di Dio fu una rivelazione per coloro che cercavano i suoi servizi di ciò che era costante nella sua esperienza. La domanda non era: posso ottenere una reputazione più ampia, o conquistare Israele al mio livello? È la volontà di Dio, fu il primo e l'ultimo pensiero. La concezione della vita di Davide era quella che si addice ad ogni cristiano. Sia che la nostra sorte sia regale o umile, la nostra vocazione pubblica o privata, dovrebbe essere un pensiero primario per noi che Dio ha una volontà propria riguardo a quale sorta di persone dovremmo essere, e quale linea di condotta dovremmo adottare negli affari più comuni della nostra vita; per ogni azione, e la parola, e lo spirito possiedono agli occhi di Dio un carattere morale derivato dal motivo in cui hanno origine e dal risultato finale a cui sono subordinati. Il nostro grande compito è quello di formare una stima, attraverso uno studio del carattere e della provvidenza di Dio, della nostra posizione e delle nostre capacità, di ciò che egli considererebbe una condotta pura e giusta, e poi sforzarci, quando ci vengono fatte richieste, di tradurlo nelle nostre azioni e nel nostro temperamento effettivi. C'è ampio spazio per questa abituale deferenza alla volontà di Dio nelle richieste che ci giungono da ogni parte. A causa della forte interazione di varie tendenze dentro di noi, e delle pretese opposte di ciò che sembra essere benevolenza e prudenza, possiamo, come Davide, trovarci in una posizione ambigua, ed è soprattutto in tali frangenti che l'abituale deferenza manifesterà la sua preziosa presenza. La differenza tra un uomo veramente buono e uno di pietà formale sta in questo, che l'uno sente sempre come se un'altra volontà superiore fosse presente e suprema sulla sua, mentre l'altro pensa a quella volontà superiore solo in occasioni speciali quando eventi dolorosi lo riempiono di paura. Questa abituale deferenza è in parte dovuta al fatto che si ha una visione corretta della vita. Davide ha capito la sua vocazione nel mondo. Aveva una parte da svolgere nel grande proposito messianico. Sebbene la sua visione del futuro si svolga in questo senso, variando in modo distinto in periodi diversi Salmi 2 ; Il Salmi 72, non era di dettagli, ma aveva abbastanza fede nella sua realtà e nella sua grandezza da indurre la convinzione che ogni passo del suo corso quotidiano era in qualche modo associato alla sua realizzazione. E allo stesso modo al cristiano più umile è permesso di credere di avere una vocazione simile nel mondo, come membro del corpo mistico di Cristo. Perciò noi, come membra del corpo di Cristo, non abbiamo alcuna ragion d'essere se non l'abituale deferenza alla volontà di Cristo. E come, con la variegata esperienza della vita, questa deferenza si approfondisce, così il suo effetto sul nostro carattere generale è più cospicuo. Induce a una sobrietà di giudizio, poiché la fretta e l'avventatezza sono dovute alla propria volontà; crea una raffinata suscettibilità dello spirito per mezzo della quale le perfezioni morali sono vivificate e l'esistenza del male è discernibile da lontano; e dà gusto e attenzione nell'uso dei mezzi per accertare, nei casi di difficoltà, quale sia la perfetta volontà di Dio

II L'APPROVAZIONE MANIFESTA DI DIO IN OGNI CASO DI DIFFICOLTÀ O PERICOLO È UN INCORAGGIAMENTO PIÙ CHE SUFFICIENTE PER UN UOMO SINCERO. La posizione di Davide era ancora di imbarazzo e pericolo. Era potenzialmente re, ma non poteva confessarlo. Era leale a Saul, anche se fortemente tentato dalle sue persecuzioni a sollevarsi in aperta ribellione. Gli è stato rassicurato da. l'unzione e la sanzione e l'incoraggiamento di Samuele che un grande futuro lo attendeva, eppure, come molti sin dai suoi tempi, dovette sopportare tutte le pene e i dolori degli emarginati. L'agonia dei sentimenti espressa nei Salmi può essere compresa solo quando ricordiamo la sua chiamata a un'opera santa e la coscienza dell'innocenza. La recente esperienza alla Nob gli fece sentire come, incidentalmente, altri potessero essere compromessi nella sua procedura, anche quando svolgeva un servizio utile. Ma ogni paura, ogni dolore, ogni sentimento di disagio per le conseguenze, scomparvero quando Dio lo riconobbe con una risposta alla domanda ufficiale di Gad o Abiathar. Il fatto dell'inchiesta a suo nome è molto importante

Numeri 27:18-21; Giudici 20:26-28

Il fatto che uno o entrambi, dopo il massacro di Nob, cercassero consiglio per Davide era una dichiarazione molto enfatica che egli era il re futuro. In questo modo, per mezzo dei suoi servi, Dio lo sanzionò apertamente, e quindi la sua anima fu incoraggiata a sfidare qualsiasi pericolo, a sopportare qualsiasi conseguenza, purché Dio approvasse

Salmi 56:11

È la sicura approvazione di Dio, ottenuta in modi diversi a seconda della natura del caso, che incoraggia i cristiani in percorsi di estrema difficoltà e pericolo. Gli apostoli non temevano il potere ebraico o romano quando, dopo l'ascensione di Cristo, avevano ricevuto la testimonianza interiore ed esteriore dello Spirito Santo del carattere divino della causa che professavano. Lo stesso spirito si crea negli altri quando sono chiamati ad andare in terre pagane, o a fare la guerra con mali spaventosi in patria. Lasciate che il giovane, il padre, l'uomo di stato, il genitore, il mercante e il pastore sentano solo la parola "vai", subito l'anima può prendere coraggio e affermare la sua forza

III I MEZZI CON CUI DIO OFFRE GUIDA AL SUO POPOLO VARIANO NELLE DIVERSE EPOCHE. Davide ora è guidato nella sua funzione pubblica di re futuro da un profeta o da un sacerdote che usa l'efod. Come uomo privato egli dipendeva, per il corso ordinario della vita, dalla guida più privata e inespressa che Dio assicura a tutti i suoi figli fedeli. I mezzi con cui era diretto il suo corso pubblico erano diversi dai più antichi e dai più moderni. Fin dall'inizio della storia umana dobbiamo distinguere tra le comunicazioni che Dio può aver dato agli uomini per il loro conforto e uso personale e quelle che erano destinate a rivelare il fatto dei suoi propositi di misericordia al mondo e a dispiegare gradualmente la loro portata, anche se in alcuni casi, come nel caso di Abramo,

Genesi 15:1

Il personale e il generale potrebbero coincidere. La guida concessa ai patriarchi per lo sviluppo dei propositi redentori era principalmente sotto forma di manifestazioni visibili o udibili, un metodo che ben si adattava a una vita primitiva senza letteratura religiosa, senza precedenti, senza regole fisse e senza maestri ufficiali, e che aveva un grande bisogno, in mezzo a un ambiente visibile e a tendenze materiali, di essere impressionato dalla realtà del potere invisibile. A Israele nel deserto la guida e l'impressione spirituale furono date dalla visibile colonna di nuvola e di fuoco, e dagli stupendi segni sul Monte Sinai che accompagnarono le comunicazioni a Mosè per il loro beneficio. L'Urim e Thummim del sommo sacerdote furono impiegati principalmente negli anni successivi a Mosè, rinunciando così in gran parte all'esposizione visibile irregolare. Nei profeti Samuele, Gad e altri dopo di loro venne usato un metodo più spirituale, in cui Dio fece conoscere la sua volontà al popolo con qualche manifestazione spirituale o elevazione dello spirito del profeta. Nei tempi cristiani il medium profetico personale raggiunse il suo culmine in Cristo e nei suoi apostoli, i quali, per la pienezza dello Spirito che dimorava in loro, diedero l'insegnamento e la guida nell'azione che la Chiesa richiedeva. Così, in diversi modi, Dio ha parlato per la guida della Chiesa. Dobbiamo consultare gli "oracoli viventi"

2Timoteo 3:16

per la nostra guida come Chiesa di Cristo in riferimento ai principi generali e ai molteplici dettagli coinvolti nell'instaurazione del "regno"

Isaia 8:20; Giovanni 5:20; Atti 17:11

Come singoli cristiani, oltre ad agire all'unisono come Chiesa per gli obiettivi comuni del regno di Cristo, possiamo cercare ogni giorno la guida attraverso l'uso privato degli stessi mezzi di cui godeva privatamente Davide

LE PIÙ ALTE QUALITÀ DEL CARATTERE RELIGIOSO possono essere associate a CIÒ CHE È PIÙ ORDINARIO E PRATICO, e quando sono così associate DANNO LORO VALORE E COMPLETEZZA. E' troppo frequente nel mondo credere che un uomo assorbito nel perseguimento della più alta vocazione religiosa e distinto dalle più alte aspirazioni spirituali, come quelle rivelate nei Salmi e nella vita di Davide, diventi così unilaterale nello sviluppo e venga meno per negligenza nelle morali dettagliate e minori della vita. Un santo è sinonimo di un uomo lunatico, poco pratico, troppo occupato con le realtà spirituali per stare attento alle piccole cose. La condotta di Davide negli affari di Keila è una confutazione di questa falsa concezione. La narrazione mette in evidenza la sua religione completamente incarnata, e in questo può essere considerato come un degno rappresentante del cristiano ben sviluppato

1.) La linea di condotta perseguita con riferimento a Keilah, presa in connessione storica con la sua chiamata al servizio, mette in evidenza una notevole combinazione di qualità elevate e ordinarie. Alla sua coscienza dell'alta missione si unì una paziente sopportazione di amare prove come conseguenza della posizione stessa a cui la Provvidenza lo chiamava. Non una parola di lamento e di diffidenza sfugge alle sue labbra durante questo faticoso nascondiglio dal suo nemico, sebbene nella sua agonia fosse costretto a gridare: "Fino a quando, o Signore!" Poi c'era quel bellissimo riserbo di sé, per timore che con un atto impetuoso sembrasse prevenire le vie di Dio e forzare la questione finale, come si vede nella sua riluttanza a infastidire o mettere in imbarazzo Saul e a spingerlo a un conflitto con un attacco, senza commissione reale, contro i Filistei. Questo seguire e non precedere appare anche nell'uso dei mezzi ufficiali di guida solo quando la Provvidenza li ha posti chiaramente sulla sua strada, e non nell'allettare privatamente Gad e Abiatar a unirsi alla sua compagnia. Ma mentre era intento a questi alti obiettivi spirituali, c'era un generoso disinteresse nell'alleviare i problemi degli altri, anche in un momento in cui i suoi dolori si moltiplicavano, perché non si risparmiava quando Keila era oppresso. Né provava sentimenti solo per loro, poiché la seconda domanda del Signore (Versetto 4) era evidentemente dettata da una tenera considerazione per gli uomini la cui fede non era uguale alla sua, e, infine, tutto ciò era associato anche a una meravigliosa tenerezza per il suo nemico personale, basata sul riconoscimento del suo ufficio regale, e ancor più sulla pietà per un carattere un tempo speranzoso, ma ora veloce sulla via della rovina. Mai, forse, sono stati i precetti del Nuovo Testamento riguardo ai nemici personali

Matteo 5:38-44

più veramente esemplificato in combinazione con una così totale detestazione dei peccati che tendevano a frustrare i fini spirituali per i quali Israele esisteva nel mondo

2.) Prendendo quindi come base la condotta di Davide e le qualità speciali in essa indicate, possiamo riassumere le qualità che sembrano entrare in un carattere religioso ben sviluppato,

(1) Riconoscimento di un'alta vocazione nella vita, associata ai propositi misericordiosi di Dio verso l'umanità. Non è grande uomo le cui energie non mirino a qualcosa che va oltre se stesso; né si tratta di un alto stile di carattere che è governato da aspirazioni che terminano con i bisogni materiali e temporali dell'umanità. Come Davide era cosciente di una vocazione nella vita che collegava tutta la sua esistenza con il progresso dei più alti interessi spirituali del mondo, e con il materiale più elevato come naturalmente incluso nello spirituale, così ogni uomo veramente religioso crede e si rallegra di sapere che i suoi affari nella vita si trovano al di fuori delle sue fugaci occupazioni e possedimenti terreni, e di fatto coincide con ciò per cui Cristo è venuto al mondo. Che tono e potere avrebbe la Chiesa nel mondo se tutti i suoi membri si rendessero debitamente conto a quale scopo esistono i cristiani! Un ideale elevato dà sempre forza ed elevazione alla vita reale; e nessun ideale più alto può essere posto davanti a noi di quello che è la normale vocazione di ogni discepolo di Cristo

(2) Sottomissione alle vie e ai tempi di Dio. La realizzazione dell'ideale prima di Davide avvenne attraverso un processo che sembrava andare contro i dettami della saggezza umana. La grande portata di un ideale religioso, mentre espande l'intelletto e riempie l'immaginazione con i colori luminosi del bene futuro, richiede anche le qualità più sobrie e meno brillanti dell'anima. Il corso della natura e il progresso delle forze spirituali sono determinati dai principi primari di governo e da una combinazione di questioni incidentali e finali che, nella loro interezza, sono comprensibili solo a Dio, come, in verità, hanno ricevuto il loro coordinamento da lui. Una mente che si forma una giusta stima di se stessa e considera l'adempimento dei poteri del regno di Dio come l'indice visibile di un segreto infinito, si inchinerà in amorevole sottomissione a tutti i metodi e le stagioni stabilite da Dio per portare il tramonto del suo Apocalisse sulla santa collina di Sion

(3) Fiducia in Dio nonostante gli eventi avversi. La chiave della vita di Davide, quando fuggì da una caverna all'altra, e attraverso tutta l'umile sottomissione ad anni di attesa, fu, come spesso espresso nei Salmi, la fiducia nel Signore. Il potere di fiducia della nostra natura è grande, ma sfortunatamente è stato ferito nel suo sviluppo dai sospetti creati nei nostri rapporti con uomini falsi ed egoisti. C'è il pericolo di importare questa fiducia indebolita dalla sfera secolare a quella spirituale, e di trattare praticamente Dio come se fosse uno di noi

Geremia 15:18

C'è un eroismo spirituale nel credere in Dio contro ogni speranza

Romani 4:17-21 Ebrei 11

La fiducia religiosa non si fonda sulla conoscenza delle cose, né per quanto riguarda la loro natura intrinseca né per la loro correlazione, ma sul fatto che Dio è al di sopra di tutto ed è fedele alla sua parola. Quello che alcuni chiamerebbero fanatismo irragionevole è l'omaggio razionale e amorevole dell'anima alla saggezza che non sbaglia mai, alla bontà che benedice sempre e al potere che opera tutte le cose per i propri fini. La storia giustifica la fede del popolo di Dio. "Sono morti coloro che hanno cercato la vita del bambino"

Matteo 2:20

"Egli vivrà" e "su di sé fiorirà la sua corona", era la predetta dei più disprezzati e oltraggiati

Salmi 72:15 132:18; Isaia 53:3

e, in un senso modificato, varrà per tutti coloro che perseverano e sono fedeli fino alla fine

Apocalisse 3:21

(4) Gentilezza verso i deboli e gli oppressi. Il sentimento benevolo che spinse a cercare di salvare Keilah, sebbene non fosse personalmente interessato, e che cercò sostegno per la debole fede degli uomini dubbiosi con una seconda domanda del Signore (Versetti. 2-4), non è che un'illustrazione dello spirito umano della vera religione quando si sviluppa correttamente. Le virtù della sottomissione e della fiducia, che trovano l'esercizio verso Dio come loro oggetto, sono completate da quelle che riguardano i dolori degli uomini. Le più alte aspirazioni spirituali -- della più severa purezza, della più ampia gamma di vedute e dello sguardo più intenso sulla realizzazione di una salvezza spirituale per l'uomo -- erano combinate in Cristo con il più tenero e premuroso riguardo per le debolezze e le sofferenze degli uomini, e lo fecero, direttamente o indirettamente, durante un breve soggiorno sulla terra, più che altro per alleviare le sofferenze temporali e spezzare finalmente i legami dell'oppressione sociale e politica

Luca 4:18

3.) Il raggiungimento di questa religione personale ben sviluppata è alla portata di tutti. Il carattere di Davide non era soprannaturale, ma il risultato di una costituzione mentale e morale, sotto l'influenza attentamente curata di quei privilegi religiosi che gli toccavano in sorte. La posizione di ciascuno di noi è principalmente quella di Davide: abbiamo il nostro temperamento naturale, che può determinare la preminenza di questo su quella virtù; noi, come cristiani, abbiamo ricevuto la nostra solenne chiamata da Uno più grande di Samuele; noi, nella nostra sfera privata o pubblica, abbiamo, come compito della nostra vita, il mantenimento di una teocrazia più benedetta e ampia nella sua influenza di quella per cui visse Davide; la verità divina per la nostra istruzione e ammonizione abbraccia più di quanto egli fosse solito meditare di giorno e di notte; ed è nostro privilegio confidare quotidianamente nel Signore per la forza e la saggezza. Una natura meno capace di quella di Davide, e chiamata a un dipartimento di servizio per Dio meno appariscente agli occhi del pubblico, può, con la corrispondente diligenza nell'autocultura, raggiungere una simmetria di eccellenza cristiana simile a quella di Davide, e che abbraccia tutte le qualità che abbiamo appena abbozzato. Ogni uomo è un cristiano ben sviluppato quando una natura come quella che gli capita di possedere è portata, in tutte le sue tendenze e sviluppi, interamente sotto l'influenza dello spirito cristiano. La conoscenza delle nostre tendenze costituzionali dovrebbe essere accompagnata da una speciale protezione di quelle forme di temperamento che mettono in pericolo la simmetria del carattere. Occasionali revisioni dei nostri voti e della bontà e misericordia del nostro Dio spingeranno a una consacrazione rinnovata e più completa, che non mancherà di sviluppare la pazienza nelle prove forse peggiori di quelle di Davide, e la fiducia in Dio nonostante le circostanze più avverse

OMELIE DI B. DALE. Versetti 1-6. (HARETH, KEILAH.) -

Spirito civico

"Cantici David salvò gli abitanti di Keilah" (Versetto 5). Un altro passo avanti fu fatto da Davide. Mentre Saul (oltre ad alienarsi i profeti e quasi a sterminare i sacerdoti) non riuscì a offrire un'adeguata protezione ai suoi sudditi, Davide fu chiamato a difenderli dalle incursioni dei Filistei. Questo fu senza dubbio lo scopo principale per cui fu richiamato da Moab in Giuda. E lo adempì, in obbedienza alla guida di Dio, che aveva cercato e ricevuto per mezzo di Abiatar, che era sceso da lui "con un efod in mano". "Per la sua coscienza e la sua certezza di fede, così come per la certezza e il successo di tutta l'impresa, aveva bisogno dell'autorizzazione divina; se non aveva l'approvazione del re teocratico, doveva avere quella di Dio stesso, poiché si trattava di una questione importante per il popolo di Dio e per gli affari del regno di Dio in Israele: la guerra contro il nemico ereditario di Israele" (Erdmann). Il suo spirito pubblico era

SONO INDICATIVO DI UNA DISPOSIZIONE NOBILE. Alcuni uomini sono eccessivamente preoccupati per la propria convenienza, sicurezza, interesse e si rifiutano di guardare oltre. Altri rendono servizi pubblici per motivi egoistici. Ma l'uomo veramente dotato di spirito pubblico, come Davide, possiede

1.) Un intenso desiderio per il benessere del popolo, al quale per divina provvidenza è unito da legami speciali, non contrari, ma più stretti e più immediati di quelli che lo uniscono a tutta l'umanità

2.) Autentica simpatia per le angosce dei deboli, dei feriti e dei minacciati (Versetto 1). La loro condizione riempie il suo cuore di impulsi generosi e gli fa dimenticare i propri guai

3.) Supremo interesse per "il regno di Dio e la giustizia", che lo ispira zelo contro i malvagi e (insieme al suo altruistico rispetto per il suo popolo) lo rende disposto a subire lavoro, conflitto, sacrificio, sofferenza e morte. "Siate coraggiosi, e facciamo gli uomini per il nostro popolo", ecc

2Samuele 10:12

II DIRETTO DALLA PAROLA DIVINA (Versetti. 2, 4) in-

1.) Principi generali, come quelli contenuti nel comandamento: "Ama il prossimo tuo come te stesso",

Levitico 19:18

e altri di natura simile

Galati 6:10; Filippesi 2:4

Affinché il nostro amore per l'intera razza umana (incluso nel comandamento nel suo senso più ampio) possa essere reale ed efficace, deve iniziare con l'esercizio dell'amore verso coloro che sono più vicini a noi e hanno il primo diritto su di noi

Salmi 122:6-9; 137:5,6; Luca 13:34 24:47; Romani 9:3

1.) Precetti particolari relativi alle varie relazioni, capacità e bisogni degli uomini, come governanti, sudditi, ecc

2.) Unito a numerose promesse e incoraggiamenti all'adempimento del dovere. Se lo spirito pubblico sotto forma di patriottismo non è espressamente imposto nel Nuovo Testamento, non è senza ragione. "Era degno della saggezza del nostro grande Legislatore rifiutare l'esplicita inculcazione di un principio così suscettibile di degenerare nell'eccesso, e accontentarsi di prescrivere le virtù che sicuramente lo svilupperanno, per quanto è coerente con i dettami della benevolenza universale" (R. Hall)

III CONTRASTATO DA TIMORI PRUDENZIALI. "Gli uomini di Davide gli dissero: Ecco, noi abbiamo paura qui in Giuda", ss. (Versetto 3). Non erano della sua stessa opinione, non avevano il giusto senso del loro obbligo, erano eccessivamente preoccupati per la propria sicurezza e pieni di dubbi e paure. Ma non si scoraggiò né si scoraggiò. E in un'ulteriore rivelazione della volontà divina furono (come spesso accade ad altri)

1.) Persuasi che la loro opposizione era sbagliata

2.) Convinti che le loro paure fossero infondate

3.) Indotti ad accompagnare il loro capo in un'impresa coraggiosa e generosa (Versetto 5). Un uomo imbevuto di forte fede e di spirito pubblico vince così l'opposizione di molti, e li converte in zelanti soccorritori

IV PRODUTTIVO DI IMPORTANTI CONSEGUENZE. La mano di Dio era con loro, e

1.) L 'ingiustizia fu punita, il nemico pubblico sconfitto e la preda tolta ai potenti

2.) Coloro che erano in estremo pericolo sono stati salvati

3.) A tutto il popolo fu insegnato dove cercare il loro liberatore. Nel cercare il bene degli altri, Davide trovò il proprio onore e ricevette una testimonianza divina della sua regale destinazione

OMELIE di D. Fraser Versetti 1-12. (HARETH, KEILAH.) -

Risposte alle preghiere

La ricerca del Signore da parte di Urim e Thummim significava in realtà una preghiera in cui la direzione divina era ricercata in un modo particolare

vedi 1Samuele 14:19,36

Fu fatta da Davide subito dopo l'arrivo di Abiatar, in tre diverse occasioni (Versetti. 2, 4, 10), -- nell'ultima di esse con due domande separate -- e in ogni caso fu ricevuta una risposta definitiva. "Dio mostra grande cura per Davide, istruendolo ora per mezzo di profeti,

1Samuele 22:5

e ora da Urim e Thummim" (Grozio). "Ciò che negli antichi tempi ebraici era appannaggio di pochi, diventa nei giorni cristiani il privilegio di molti. Cristo fa di tutti i suoi fedeli seguaci 're e sacerdoti a Dio'. E gran parte del simbolismo sacro che si raccolse intorno all'antico sacerdozio ora si raccoglie in un'altra forma attorno al credente in Cristo. I semplici simboli hanno lasciato il posto al vero potere spirituale. Lo Spirito di Dio che una volta era alla base dei simboli, e parlava attraverso di essi alla mente devota, ora comunica direttamente con il cuore, e non ha bisogno di alcun intervento materiale" ('Bible Educ.,' 4:38). Coloro che cercano la guida di Dio con uno spirito retto non mancano mai di ottenerla, specialmente in

I PERPLESSITÀ riguardo alla conoscenza del dovere. Chiedendo: "Devo andare?" (Versetto 9.) essi ricevono, forse, la risposta definitiva: "Vai", non con una voce udibile, ma per mezzo di

1.) L'elevazione, la calma e l'illuminazione delle loro menti attraverso la comunione con Dio, e più in particolare mediante la purificazione della loro natura morale dagli affetti carnali ed egoistici mediante il suo Spirito interiore, che permette loro di vedere "qual è la volontà del Signore". "Le nostre nozioni assomigliano all'indice e alla lancetta del quadrante; I nostri sentimenti sono le molle nascoste che spingono la macchina; con questa differenza, che le nozioni e i sentimenti reagiscono reciprocamente l'uno sull'altro" (Coleridge). "L'intelletto non assomiglia a una luce secca, ma ammette una tintura della volontà e delle passioni, che generano di conseguenza il proprio sistema di verità" (Bacone). E quando il cuore (che è l'occhio dell'anima) è puro, vediamo Dio

Proverbi 28:5; Matteo 5:8; Giovanni 7:17

2.) Una chiara comprensione del significato della parola scritta e della sua applicazione alle circostanze in cui si trova. Come con questa parola si provano pensieri, impressioni e propositi, affinché si possa provare se sono da Dio, così con la stessa parola vengono formati e diretti

Isaia 8:20; Giovanni 16:13

3.) Un giudizio corretto di ciò che è giusto e più opportuno, accompagnato da una garanzia interiore dell'approvazione divina. "Se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio", ecc

Giacomo 1:5; Salmi 25:9

II DIFFICOLTÀ derivanti da impedimenti all'adempimento del dovere. "Davide interrogò ancora una volta il Signore" (Versetto 4). Gli ostacoli posti sulla via del dovere, specialmente dagli amici, dovrebbero portare a una rinnovata considerazione e preghiera, e questi sono spesso seguiti da:

1.) Forte conferma della convinzione precedentemente intrattenuta. "Alzati, scendi a Keilah."

2.) Maggiore fiducia nel successo. "Ti darò in mano i Filistei"

3.) Rimozione completa della difficoltà. "Davide e i suoi uomini andarono via". Sembra che sia stata fatta principalmente la seconda inchiesta per la loro soddisfazione. Mentre dovremmo sforzarci di persuadere gli uomini ad adottare una retta via, dovremmo soprattutto guardare a Dio perché li disponga a camminare in essa

III PERICOLO, che talvolta si verifica nell'adempimento del dovere (Versetti. 712). "Nell'atto stesso di liberazione giace il seme di una nuova sofferenza". Saul interpreta male gli eventi (Versetto 7), come gli altri uomini accecati dal peccato e che "usano il nome di Dio quando Dio è più lontano da loro", calcola con sicurezza la cattura di Davide, dichiara guerra e si dedica apertamente all'esecuzione del suo malvagio proposito. Ma Davide viene avvertito; ha anche, probabilmente, motivo di sospettare della fedeltà dei cittadini di Keilah, e di nuovo si interroga sul Signore. Lo fa con molto fervore, chiamandolo "Signore Dio d'Israele" e riconoscendo umilmente di essere suo servo; e le risposte che ottiene gli offrono

1.) Previsione degli eventi pericolosi del futuro. "Scenderà"

2.) Comprensione degli scopi nascosti degli uomini. "Ti consegneranno". Spesso possiamo accertare di più i pensieri segreti degli uomini mediante la comunione con Dio che mediante la consultazione con gli uomini stessi

3.) Guida per la frustrazione delle intenzioni ingrate e cattive e per la fuga da ogni pericolo. "Davide e i suoi uomini, ss. " (Versetto 13). Quanto è perfetta la conoscenza che Dio possiede di tutte le cose! Quanto è sicura la guida che egli offre a coloro che lo cercano! Come sono al sicuro coloro che ne fanno la loro Rocca e la loro Fortezza! In mezzo a tutte le sue tribolazioni Davide può cantare della "sua meravigliosa amorevole benignità in una città fortificata", come fa nel Salmi 31 : "In te, o Geova, ho trovato rifugio"

"Ecco, il promesso re di Giuda privato di tutto; Cacciato un esiliato dalla faccia di Saul. Verso caverne lontane vola il vagabondo solitario, per cercare quella pace che il cipiglio di un tiranno nega

La sua anima esulta, la speranza anima i suoi profi; Il senso della misericordia si accende in lode; E i selvaggi che conoscono il ruggito del leone risuonano con suoni estatici mai uditi prima" (Cowper)

2 Versetti 2-5.- Davide chiese a Geova. Questo sembra dimostrare che Abiatar era già con Davide, poiché il profeta Gad non aveva efod, e in questo periodo, e per un periodo considerevole in seguito, il modo abituale di consultare Dio era attraverso l'Urim e Thummim (vedi Versetto 6). Sebbene la risposta fosse l'ordine di andare, gli uomini di Davide esitarono; non che avessero alcun dubbio sul risultato immediato, ma, considerando Saul come il loro nemico più pericoloso, non erano disposti a immischiarsi anche con i Filistei. Essi dicono: «Noi abbiamo paura qui in Giuda; perché dunque dovremmo chiudere contro di noi il territorio dei Filistei attaccando i loro eserciti?». Ebrei, "schiere", uomini disciplinati e schierati

vedi 1Samuele 17:22

Al fine di rimuovere questi dubbi prudenziali, Davide consulta di nuovo Dio e, incoraggiato una seconda volta a intraprendere il salvataggio di Keila, procede là con i suoi uomini. Questo attacco, essendo inaspettato, ebbe pieno successo. I Filistei furono respinti con grande massacro, e Davide portò via il loro bestiame. La parola significa "piccolo bestiame", come pecore e capre. Oltre a saccheggiare le aie, a quanto pare i filistei avevano scacciato le greggi dai pascoli vicini. Hareth, dove Davide e i suoi uomini si erano nascosti nella boscaglia,

1Samuele 22:5

Keila era nella tribù di Giuda, nella parte meridionale della Sefela

Giosuè 15:44

6 Quando Abiatar fuggì da Davide a Koila, scese con un efod in mano. Letteralmente, "un efod scese nella sua mano, e così, parola per parola, il siriaco. Lo scopo di questo versetto è spiegare come Davide (nei versetti 2 e 4) fu in grado di interrogare Geova. Le parole rivolte a Keila - ebraico, verso Kela - non significano che Abiatar si unì a Davide a Keila, ma che egli giunse in tempo per andarvi con lui. In 1Samuele 22:20 sembra che Abiatar debba essersi unito a Davide anche in una data precedente, poiché è rappresentato mentre fugge da lui subito dopo il massacro dei sacerdoti a Nob. Ora, ammettendo che il soggiorno di Davide a Gat con Achis fu molto breve, egli dovette rimanere ad Adullam per un tempo considerevole, poiché gli uomini lo raggiunsero in gran numero

1Samuele 22:2

il che sembra dimostrare che il suo nascondiglio era diventato generalmente noto. Fu probabilmente questa folla di uomini verso di lui che fu "scoperta", cioè resa nota, a Saul, e, come atto di rivolta formale, suscitò la sua ira. Poiché si supponeva che fosse in combutta con Davide, Saul mise a morte i sacerdoti e Abiatar fuggì; ma probabilmente la notizia di questo terribile atto era già giunta a Davide, e, in ansia per il padre e la madre, era andato a cercare rifugio per loro a Moab. Lì Gad lo segue, portando l'approvazione profetica della sua condotta, ma ordinandogli di tornare nel territorio della sua propria tribù. Se dunque Davide era in viaggio verso Moab quando Abiatar raggiunse Adullam, può darsi che vi rimase nascosto fino al suo ritorno nei cespugli di Haret. Ma, forse, anche prima che Abiatar lo raggiungesse, poteva essere arrivata la notizia dell'incursione dei Filistei, e la mente di Davide era rivolta a Keila. Ma c'erano quelli che dubitavano della prudenza di questo modo di procedere, e l'arrivo di Abiathar con l'efod gli permise di consultare la volontà di Geova. Con la sua presenza anche Davide aveva ora l'approvazione del sacerdozio

versetto 6-12.-

Errata interpretazione ed errore di calcolo

I fatti sono

1.) La posizione morale di Davide a Keila è rafforzata dalla presenza di Abiatar con l'efod

2.) Saul, credendo che Davide sia rinchiuso in città, prepara un esercito per assediare Keila

3.) Davide, consapevole di ciò, ricorre all'efod e chiede per mezzo di Abiatar se Saul stesse realmente arrivando e se, nel caso fosse venuto, gli uomini di Keila lo avrebbero consegnato a Saul

4.) Riceve una risposta affermativa a ogni richiesta. Abbiamo qui due uomini che si muovono in linee opposte e sotto principi totalmente diversi, ma ciascuno fa riferimento a Dio in relazione alla propria condotta: un giusto esempio dell'uso intelligente e ignorante che si fa del linguaggio e dei sentimenti religiosi nelle faccende umane. E mentre Davide, nella profonda serietà della sua anima, cerca con i mezzi previsti di conoscere la volontà di Dio, e Saul nella sua infatuazione conclude che Dio è dalla sua parte, l'Eterno rivela la sua conoscenza delle tendenze segrete degli uomini e il suo tenero riguardo per i retti di cuore. L'effettiva condotta di Saul e l'ipotetica condotta degli uomini di Keila suggeriscono l'errata interpretazione della condotta e l'errore di calcolo che ne consegue. Senza dubbio l'azione di un uomo energico alla testa di una schiera di seguaci poteva causare disagio a un monarca la cui presa sul popolo non era molto forte, e di conseguenza il movimento di Davide, visto da lontano e considerato indipendentemente dal suo carattere noto, poteva suggerire l'idea di un tentativo di ingraziarsi la nazione. e guadagnarsi una posizione da cui un colpo potrebbe, con maggiori possibilità di successo, essere sferrato al trono. L'interpretazione di Saul dell'attacco contro i Filistei, e del conseguente ingresso a Keila, era che Davide stesse conducendo una spedizione di lavoro libero per il semplice amore del saccheggio e dello sfruttamento, o che, con la scusa di aiutare gli oppressi, stesse iniziando ostilità attive contro se stesso. Non riusciva a concepire un tale atto come compatibile con l'amicizia verso se stesso, e suscitava il puro rispetto per l'onore e la libertà di Israele, l'ostilità patriottica verso il nemico nazionale, la generosa simpatia per i deboli e la prontezza a beneficiare i sofferenti, anche se così facendo un uomo dovrebbe seguire una strada aperta alla possibilità di essere frainteso. Il Saul di questa data non era il Saul che una volta,

1Samuele 11:1-8

con patriottismo di grande cuore e generoso impulso, liberò gli uomini di Iabes dal potere di Naas l'Ammonita. Da qui la sua errata interpretazione della condotta di Davide. Ma il pensiero e l'azione sono strettamente legati, e una falsa visione delle cose è la base di un errore di calcolo dei risultati dell'azione quando si procede a realizzare uno scopo. Al contrario, Saul lesse tutte le lezioni degli ultimi anni nella vita di Davide e di se stesso per consolarsi con la convinzione che Dio, nell'ordine della sua provvidenza, stava ora rinchiudendo Davide in una città in modo che Saul potesse prenderlo e ucciderlo. Questo fenomeno di natura moralmente malata merita lo studio degli uomini cristiani, e può ben far sì che coloro che sono risolutamente impenitenti rimangano inorriditi di fronte alla loro possibile follia. Quem Deus vult perdere. Saul calcolò miseramente male il corso degli avvenimenti. Dio non agisce per gli uomini perché i loro desideri sono sostituiti dalla conoscenza. Generalizzando la verità implicata nel caso di Saul e Davide, possiamo notare:

CHE L'ERRATA INTERPRETAZIONE E L'ERRORE DI CALCOLO SONO COMUNI NEGLI AFFARI DEGLI UOMINI. È un'ovvietà che gli uomini commettono errori; Ma commettere errori non è sempre identico all'errata interpretazione della condotta umana, e al falso calcolo che ne deriva. C'è un'opinione troppo diffusa tra certe classi di uomini che essi capiscano i loro simili e, con l'esercizio di un'attenta osservazione, possano evitare l'errore di riferire le azioni a motivi sbagliati. D'altra parte, ci sono menti ingenue che immaginano che a nessuno verrà mai in mente di riferire la propria condotta a un'origine diversa da quella così chiara e pura per la propria coscienza. Tali persone devono essere istruite. Ci si può chiedere se, anche nella più santa e benedetta società di esseri intelligenti, ci sia mai una capacità sufficiente in una mente per svelare e accertare perfettamente le molle segrete dell'azione negli altri. Ognuno di noi, un giorno o l'altro, deve sopportare il cipiglio e la condanna dei nostri simili, perché ciò che facciamo non è associato, a loro giudizio, ai motivi che sono chiari nella nostra coscienza; e nella misura in cui devono calcolare la questione della condotta mal giudicata, l'errore è inevitabile. La Bibbia offre notevoli esempi di interpretazioni errate e di calcoli errati. Abbiamo visto come il cuore di Anna fu frainteso da Eli

1Samuele 1:14

I falsi fratelli supponevano che l'apostolo Paolo mostrasse zelo per Cristo per ragioni del tutto estranee alla sua natura. Il rifiuto di Cristo da parte dei farisei era la forma pratica della loro interpretazione delle sue parole e delle sue azioni. Alcune delle prove più amare della vita privata consistono nel fatto che i cuori generosi e sinceri devono sopportare la consapevolezza che il sospetto e la diffidenza sono tributati loro quando, se tutti fossero conosciuti, l'amore e la fiducia abbondarebbero. Allo stesso modo i falsi calcoli degli uomini sono molteplici. Ognuno calcola male quando ha gettato un fondamento falso in una lettura parziale o errata del carattere. La vera profezia, in relazione a ciò che accadrà alla condotta di coloro che critichiamo, può procedere solo da una giusta valutazione della loro posizione morale. Saul era un falso profeta quando predisse che Dio avrebbe ora consegnato Davide nelle sue mani. Non esistono leggi per far sì che gli eventi si avverino in modo che si armonizzino con la nostra stima degli uomini. "Dio lo ha abbandonato", si può dire di un Davide; ma il falso giudizio del suo deserto non distruggerà l'amorevole benignità che perdura prima di Versetto. Sulla base della loro interpretazione del carattere e della condotta di Cristo, gli uomini lo stimavano "percosso da Dio e afflitto", e calcolavano che la tomba silenziosa avrebbe posto fine alla sua influenza nel mondo. Coloro che combattono con un popolo santo, che ama Cristo, i cui principi spirituali non sono apprezzati, dimenticano che sono imbarcati in una guerra contro le forze più potenti che operano nell'universo

II CHE LA MAGGIOR PARTE DELLE INTERPRETAZIONI ERRATE E DEGLI ERRORI DI CALCOLO DELLA VITA DEVONO ESSERE RIFERITI A UNA DOPPIA ORIGINE. La fonte di questi mali è in parte intellettuale e in parte morale. Saul non capì Davide e calcolò male la questione del suo ingresso a Keila a causa della sua conoscenza difettosa della natura umana e dell'ordine della Provvidenza. Nel suo caso, tuttavia, a parte la radicale ristrettezza della gamma mentale, la sua mente fu danneggiata, rispetto al normale esercizio del suo intelletto, dal disturbo morale conseguente alla sua terribile alienazione da Dio. Egli fornisce un esempio tipico di ciò che può essere considerato come il potere dello stato morale sulle facoltà intellettuali, suggerendo in modo spaventoso quali esseri folli e avvizziti potrebbero diventare gli uomini se in un'altra vita fossero ancora sotto il dominio di una magistrale avversione a Dio. La responsabilità di ogni uomo di cadere nei mali dell'errata interpretazione dovrebbe indurre l'attenzione sulla duplice causa in noi stessi. La causa intellettuale è spesso vista in una conoscenza radicalmente difettosa della natura umana e delle sue possibilità; in una struttura mentale di rigide linee di condotta, basate su un'esperienza ristretta; e in una conoscenza parziale dei fatti reali connessi con il caso su cui viene esercitato il giudizio e vengono fatti i conti. La causa morale è spesso più sottile nell'operare, e quindi più difficile da individuare; ma spesso appare nell'atto moralmente sbagliato di applicare il nostro potere limitato a questioni che non sono alla loro portata, nell'ostinata tendenza a fare dei principi che governano la nostra vita, forse imperfetti, i test infallibili con cui viene valutata tutta la condotta. nello spirito amareggiato con cui contempliamo il corso degli eventi e nella presenza attiva dell'invidia, della gelosia, del sospetto e dell'egoismo. Di norma, le cause morali hanno più influenza nel determinare i nostri giudizi di condotta e di carattere, e nel calcolare le questioni dell'azione, rispetto a quelle intellettuali. È facile credere a ciò che desideriamo, e vedere il male dove nutriamo la cattiva volontà. Un'anima purissima e amorevole eviterà errori dove altri di intelletto superiore falliranno; perché la purezza e l'amore tratterranno la volontà dal giudizio su dati incerti, e riconosceranno anche, con una sorta di intuizione morale, la bontà dove le nature meno spirituali non discriminerebbero

III Che I MALI INERENTI ALLE INTERPRETAZIONI ERRATE E AGLI ERRORI DI CALCOLO SONO SIA DI BREVE CHE DI LUNGA DURATA. I mali sono duplici: quelli che colpiscono i feriti e quelli che si attaccano a chi ha sbagliato. Davide e Saul soffrirono per gli errori di Saul. È vero che alcuni dei mali colpiscono entrambi per lo stesso tempo, come le diffidenze reciproche, le alienazioni, la perdita di cooperazione che inevitabilmente accompagnano l'errata lettura del carattere e della condotta; ed è impossibile stimare la grave perdita per il mondo derivante da questa fonte. Ma in casi come quello di Davide e del nostro Salvatore, e di tutti quelli veramente buoni, l'ingiuria sul loro fianco viene presto rimossa; poiché la Provvidenza ordina gli eventi in modo tale che ciò che era nascosto venga rivelato, e la loro giustizia risplenda come la luce, e il loro giudizio come il giorno di mezzogiorno

Salmi 37:28-40

Il giorno del giudizio sarà, per molti, un giorno in cui alzare il capo con gioia. D'altra parte, nella misura in cui siamo governati dalle tendenze che inducono giudizi errati, così a lungo e così a lungo tutta la nostra natura è indebolita e degradata. In effetti, la somma totale della nostra ricchezza mentale e morale è diminuita per sempre dall'indulgenza nelle cattive abitudini di questa classe; Perché non potremo mai diventare gli esseri intellettualmente e moralmente perfetti che saremmo se non avessimo energia, nessuna facoltà fosse stata pervertita e abusata. Nessuna quantità di crescita e sviluppo, dopo anni di azione mentale difettosa, può superare la posizione a causa di un salutare progresso fin dall'inizio. Ma soprattutto i mali saranno di lunga durata nel caso di coloro che, con giudizi persistenti, persecutori e falsi, cercano di molestare e ferire i figli di Dio. La vergogna e il rimorso di aver ferito un cuore tenero o di aver giudicato male un carattere santo non possono estinguersi facilmente. L'angoscia di spirito di Saul conseguente al suo peccato contro Davide sopravvisse all'ingiuria di Davide

Lezioni generali:

1.) Se vogliamo sfuggire a giudizi indesiderati dovremmo evitare, per quanto possibile, azioni ambigue e l'apparenza del male

2.) Tuttavia, per la causa dell'umanità dobbiamo essere pronti ad agire, anche se gli uomini, non conoscendo i nostri sentimenti, possono fraintenderci

3.) Dovremmo tenere il nostro giudizio in forte riserbo quando la conoscenza parziale è a portata di mano, anche se ragioni plausibili sembrano sollecitare una critica

4.) Si dovrebbe sempre dare il giusto peso alle influenze modificanti dell'istruzione, dell'abitudine e della gamma di esperienze

5.) Possiamo consolarci sapendo che Dio soppesa la condotta in riferimento alla sua intenzione, e che governa gli eventi in modo da giustificare i giusti

6.) Se mai abbiamo fatto torto a un altro con un giudizio severo e malvagio, siamo tenuti a fare qualche emendamento con le parole o con le opere

Tendenze non sviluppate

Il secondo argomento suggerito da questa sezione è evidentemente quello implicato nella condotta predetta degli uomini di Cheila nelle circostanze specificate nell'inchiesta di Davide. Il servizio reso da Davide a Keila fu tale da dargli il giusto diritto alla loro gratitudine. Senza dubbio lo zelo era abbondante nell'esprimere i loro obblighi verso di lui, e a giudicare dalle apparenze si potrebbe supporre che gli uomini sarebbero stati del tutto preparati a fargli amicizia in caso di bisogno. Nei primi traboccamenti di gratitudine per i favori ricevuti, gli uomini sono soliti essere forti e prodighi nell'esprimere l'attaccamento personale e la prontezza a ricambiare gentilezza per gentilezza; e certamente gli uomini di Keilah, se allora fossero stati interrogati sulla possibilità di mettere da parte uno che aveva così generosamente fatto amicizia con loro in un momento di grave angoscia, si sarebbero sentiti inclini a dire: "Il tuo servo è un cane, per fare questa cosa?" Ma c'era di più nella loro complessa natura umana di quanto essi stessi immaginassero, e i sentimenti che governavano la loro volontà in quel momento e creavano parole piacevoli e intenzioni gentili potrebbero, in nuove condizioni, placarsi e dare spazio al gioco di un diverso insieme di tendenze, tenute in sospeso dagli attuali eventi di buon auspicio. Sembra che Davide abbia supposto l'esistenza nei loro cuori di debolezze che non avrebbero sopportato la tensione delle prove che dovevano essere create dal suo soggiorno nella loro città, e quindi, per non essere sviato in una questione così importante, chiamò il sacerdote e fece un'indagine speciale per se, nel caso in cui Saul fosse venuto contro la città, Questi uomini, ora così grati e devoti, lo avrebbero consegnato. La risposta che Davide ricevette dal Cercatore di cuori fu che, se fossero stati messi alla prova, avrebbero sviluppato tendenze che non davano alcun segno dell'esistenza presente, e che, se fossero stati loro addebitati, sarebbero state probabilmente ripudiate con forza. Così vediamo come possano dimorare negli uomini, inconsciamente a se stessi, tendenze latenti che, sebbene represse e rese inoperanti dall'ambiente presente, sono così reali e evidenti da diventare, in condizioni ancora da creare, i poteri determinanti nella regolazione della condotta

L 'ESISTENZA DI TENDENZE NON SVILUPPATE È UN FATTO GENERALE NELLA VITA UMANA. È una verità che, quando ci troviamo nella vita quotidiana, ognuno di noi possiede una natura complessa in cui un inestricabile intreccio di pensiero e sentimento è la caratteristica principale. Ogni idea e sentimento che è diventato un elemento immagazzinato nella memoria diventa una potenza nel corso successivo della nostra esperienza interiore, anche se non distintamente rintracciabile. Ci sono certe disposizioni fondamentali con cui vengono decise le grandi linee d'azione, e sentimenti minori o sentimenti che sono tributari di loro come servitori e suggeritori. Ma l'esperienza dimostra che tutto ciò che è contenuto nella nostra natura non può operare contemporaneamente, e quale delle forme interne di attività può essere messa in esercizio in un dato momento dipende dalle influenze esercitate e dalle leggi di associazione che ne derivano messe in funzione. La tendenza a rifuggire dal dolore e dal conflitto non trovò occasione per indicare la sua presenza quando l'ingresso di un Davide vittorioso a Keila suscitò sentimenti di gioia e di gratitudine. È possibile che una tendenza sia apparentemente annientata dalla costante richiesta di un sentimento o di un sentimento antagonista con la sua natura. Perciò gli uomini possono spesso portare in sé possibilità di azione ignorando la loro realtà, e possono quindi essere indotti a fare professioni e ad assumere obblighi senza tener conto di ciò che può essere suscitato quando le circostanze richiedono l'adempimento degli obblighi. Vengono sostenute teorie di condotta che possono essere smentite dall'uomo nascosto del cuore quando arriva la sua infelice ora di sviluppo. Non siamo tutti di tanto in tanto sorpresi dal sorgere dalle profondità insondabili della nostra natura di una forma orribile che ci permette di vedere quel tanto che basta del suo sé empio per creare diffidenza e paura che altre potenze del male siano lì in attesa di apparire nella vita reale? Le precauzioni impiegate nell'educazione della gioventù e la cura prestata nel far rispettare il sentimento pubblico partono dalla convinzione che il genere della rovina nei giovani e nei vecchi attenda solo il nutrimento per ottenere un ascendente distruttivo. Né il fatto è limitato a ciò che è male. Ci sono tendenze latenti al bene -- alla sincerità, alla gentilezza, alla generosità, alla considerazione cavalleresca, alla gentilezza e alle virtù affini -- che a causa delle circostanze non sempre trovano espressione. C'è un posto tenero nel cuore più duro, anche se spesso non viene toccato. Non abbiamo forse visto un'allusione prolissa, tirare fuori sentimenti che non dovrebbero esistere? E in molti cristiani c'è molta più bontà germinale di quanta ne si sviluppi nella vita esteriore. Cristo scioccò i farisei compiacenti assicurandoli della latente malvagità dei loro cuori

Matteo 23:25; Marco 7:21-23

e l'apostolo Paolo esortò Timoteo a "ravvivare il dono" che gli era stato concesso

2Timoteo 1:6

II IL RICONOSCIMENTO DELL'ESISTENZA DI TENDENZE LATENTI È DI IMPORTANZA PRATICA IN TUTTI I SETTORI DELLA VITA. Il nostro corso nella vita non è regolato semplicemente da ciò che è noto. Il riconoscimento delle forze sconosciute o almeno non sviluppate della nostra stessa natura dovrebbe esercitare una notevole influenza sulla condotta che perseguiamo quotidianamente

1.) Nella nostra associazione con gli uomini. Davide riconobbe chiaramente l'esistenza di certe tendenze non sviluppate negli uomini di Keilah, e trattò discretamente questo fattore sconosciuto cercando di scoprire se sarebbe venuto in ascesa. Dovrebbe essere una massima per noi che c'è molto di più negli uomini con cui abbiamo a che fare di quanto appaia in atti palesi e sentimenti espressi, e questo, senza degenerare in un doloroso sospetto e in una crudele diffidenza, ci permetterà spesso di sfuggire all'essere messi in loro potere; e anche, se la nostra intenzione è quella di tirare fuori le loro migliori qualità, stimoleremo a tal fine

2.) Nella nostra professata fedeltà a Cristo. Dovrebbe essere nostra regola vigilare e governarci nel suo nome, supponendo che ci siano dentro di noi, da una parte, tendenze segrete che, in condizioni favorevoli di tentazione, possono, almeno, inasprire la nostra vita con una spaventosa lotta per il dominio, e possibilmente, in conseguenza della mancanza di risoluzione e di previdenza, perché il momento rovina il nostro carattere; e d'altra parte vengono germinalmente represse, e scarsamente coscienti, le quali, se portiamo nel nostro cuore la calda luce della sua verità, si espanderanno e assumeranno nella nostra vita esteriore forme permanenti di utilità e di bellezza

3.) Nel nostro lavoro per Cristo. Sia il tipo che il carattere dell'opera cristiana sono influenzati dal nostro riconoscimento delle tendenze meno manifeste della natura umana. È evidente come Cristo parlasse costantemente ai pensieri e ai sentimenti nascosti degli uomini piuttosto che alle domande che sollevavano e all'atteggiamento che professavano di assumere. Un predicatore può spesso ottenere il massimo effetto dirigendo i suoi sforzi verso qualche sentimento inespresso e persino deliberatamente soppresso dei suoi ascoltatori. Per quanto riguarda la nostra perseveranza nell'opera cristiana, dobbiamo considerare non solo il valore degli impulsi e dei principi che ci rendono seri durante il giorno della prosperità, ma quali debolezze sono insite in noi che possono svilupparsi in proporzioni sgradite quando le prove e le avversità minacciano. Gli uomini di Keilab potevano simpatizzare e giurare per gli "unti" quando non era presente alcun pensiero di Nob. Possiamo contare su questo fattore non sviluppato come uno dei nostri migliori alleati nell'opera cristiana. Al di sotto di tutti i vizi e le superstizioni del paganesimo e di tutte le finzioni e lo scetticismo della civiltà moderna si trova il senso nascosto e assopito di Dio e dell'immortalità

III È LA PERFETTA CONOSCENZA DI DIO DI TUTTE LE TENDENZE NON SVILUPPATE DELLA VITA CHE RENDE IL SUO GOVERNO COSÌ FORTE E LA SUA PROVVIDENZA PER LA REDENZIONE DELL'UOMO COSÌ SAGGIA. Questo è incluso nella grande verità che non c'è nulla di nascosto alla sua vista. Secondo il Salmi 139, ogni forza incipiente -- chimica e meccanica, morale e spirituale -- in ogni punto dello spazio, attraverso tutte le epoche, è stata ed è ancora chiara all'occhio dell'Eterno, e rintracciabile in tutti i suoi infiniti e intricati sviluppi, come lo è il potente sole che diffonde la sua luce sulla nostra terra. È questa conoscenza dell'insviluppato che sta alla base della profezia, e rende possibile che, nonostante gli sviluppi risultanti dall'avversità delle volontà umane, il grande fine per il quale Cristo visse e morì sarà finalmente raggiunto. Gli avvertimenti e le ammonizioni, "un po' qui e un po' là", per guidare la nostra condotta; la forma e la varietà delle promesse; le ordinanze di religione; le caratteristiche speciali dell'opera redentrice compiuta da Cristo, tutte queste sono adattate alle possibilità, e non solo alle attuali realtà della vita umana. "Conosce la nostra struttura". Di qui la ragionevolezza di sottomettere la nostra ragione alle sue rivelazioni

IV È NOSTRA SAGGEZZA, IN TUTTI I MOMENTI DI DUBBIO, RICORRERE AI MEZZI PER ACCERTARE LA CONOSCENZA DELLE COSE DA PARTE DI DIO. Senza dubbio Davide fece delle congetture sulla probabile condotta degli uomini di Keila se mai fossero stati portati a decidere tra l'attaccamento riconoscente a lui e il cipiglio di Saul, e la sua generale conoscenza della natura umana può averlo indotto a credere nel loro tradimento quando era sotto l'influenza della paura. Ma poiché si trattava della sua sicurezza personale, e implicava in ciò anche la questione di realizzare in definitiva i grandi propositi di un regno messianico, egli cercò saggiamente una soluzione di tutti i dubbi ricorrendo ai mezzi disponibili per mettersi in possesso della conoscenza di Dio in riferimento a questa particolare questione. La conoscenza che Dio ha dei poteri segreti dell'universotto diventa in effetti la nostra quando, in ogni caso, egli si degna di farci conoscere il risultato in cui essi produrranno. Un uomo veramente saggio in periodi di incertezza, quando sono in gioco interessi importanti, sia temporali che spirituali, non si fermerà a speculazioni su ciò che potrebbe essere; ma, come Davide, consulterà il Signore, in modo da regolare la sua azione presente secondo la conoscenza di Dio di ciò che è inevitabile. I mezzi per accertare la conoscenza di Dio possono variare a seconda del caso in questione; può essere mettendo la mente candida aperta alla diretta illuminazione divina, o dedicando particolare attenzione ai moniti della Provvidenza, o consultando i "vividi oracoli" che sono per noi la voce di Dio su grandi questioni morali e religiose. Sotto un certo aspetto siamo tutti in una posizione analoga a quella di Davide; poiché ci sono poteri intricati e nascosti all'opera dentro e fuori di loro, quando pienamente sviluppati dalle nuove circostanze che possono sorgere, possono avere l'effetto di consegnarci legati a una condanna molto più terribile di quella che Saul potrebbe trasmettere a un Davide prigioniero. Ora è una seria domanda per ciascuno se questo unico nemico riuscirà mai a prendere potere su di noi, e con quali mezzi si può sfuggire al suo dominio. In un caso di tale importanza non possiamo permetterci di affidarci alla speculazione e alla speranza umanamente fondata. Ci è permesso di interrogare Dio, che nella sua parola e nella redenzione provveduta in Cristo ci ha messi in possesso della sua conoscenza delle tendenze non sviluppate del peccato nella natura umana, assicurandoci che a certe condizioni, seguendo la nostra condotta indipendente, verremo in condanna nel giorno del giudizio, e che in altre condizioni -- la nostra resa a Cristo per il perdono e il rinnovamento -- non solo saremo liberi da quel dolore, ma saliremo a sedere su troni di onore e potere

2Timoteo 2:10-12

Lezioni pratiche:

1.) Poiché le grandi questioni della vita sono determinate dalla padronanza di un insieme di principi su un altro, è molto importante cercare l'espulsione o la completa soppressione delle tendenze maligne latenti attraverso l'attenta cura di tendenze di carattere opposto, poiché la forza dei principi è proporzionale al loro esercizio

1.) Nella misura in cui le tendenze al male risiedono in noi, dovremmo evitare l'esposizione non necessaria a influenze che potrebbero indurli all'attività; e, al contrario,

2.) ricercare quelle condizioni di vita che aiutino lo sviluppo del bene

3.) Bisogna essere cauti per non essere fuorviati nella nostra valutazione di ciò che possiamo fare per resistere alle inclinazioni malvagie, basando il nostro calcolo su circostanze finora utili; poiché gli uomini di Keila, nel pieno dell'impresa di Davide, e non ancora minacciati da Saul, erano come Pietro, che poteva professare senza paura fedeltà a Cristo mentre era presente per ispirare e rallegrare

4.) Il fatto che nelle emergenze della loro vita Dio abbia dato risposte specifiche alla domanda dei suoi servi scelti, perché essi erano strumenti per realizzare il grande proposito messianico, è incoraggiamento a credere che egli darà ascolto a tutti coloro la cui vita è dedicata alla stessa questione, e che sono ugualmente sinceri nella preghiera

7 Versetti 7, 8.Era quasi una cosa disperata dare la caccia a Davide finché rimaneva ai confini del deserto di Giuda, ma una volta rinchiuso in una città, la sua cattura era inevitabile. Quando dunque Saul seppe che Davide era a Keila, disse: « Dio me lo ha dato nelle mani». Il siriaco, il caldeo e la Vulgata si traducono allo stesso modo, probabilmente come l'equivalente più vicino all'ebraico, mentre la Settanta ha una lettura diversa: venduta. La frase ebraica è molto forte; letteralmente, "Dio lo ha ignorato", lo ha trattato come un estraneo, e così lo ha lasciato cadere "nelle mie mani". Forse la metafora di Saul è stata presa dal linguaggio popolare, e non si dovrebbe fare alcun tentativo di eliminare espressioni insolite, come se fossero false letture. Entrando in una città che ha porte e sbarre. O la gente di una città murata avrebbe rinunciato a Davide piuttosto che esporsi agli orrori di un assedio,

2Samuele 20:21,22

o, se fossero rimasti al suo fianco, la sua cattura sarebbe stata solo questione di tempo. David, a quanto pare, avrebbe corso il rischio, ma fortunatamente è stato impedito

9 Versetti 9-13.Saul praticava segretamente il male. Questa frase è tradotta correttamente "male escogitato" in Proverbi 3:29; 14:22. Non c'è l'idea di segretezza nel verbo ebraico, che letteralmente significa "lavorare i metalli", "forgiare". Lo scopo di Saul era abbastanza chiaro, e quando Davide lo sentì dire ad Abiatar di portare l'efod, e poi pregò sinceramente Dio per avere consiglio e consiglio. Nella sua preghiera le sue due domande sono poste in modo inverso all'ordine logico, ma in accordo con la loro importanza relativa nella mente di Davide, e non esiste alcun motivo per modificare il testo. Ma quando l'efod è stato portato avanti, le questioni sono state naturalmente poste nella loro sequenza logica. Alla prima domanda: "Saul scenderà ad assediare Keila?", la risposta fu: "Lo farà". Alla seconda: "I cittadini di Keila consegneranno me e i miei uomini nelle mani di Saul?", la risposta fu: "Lo faranno. Al che lui e i suoi seguaci, ora aumentati a 600 uomini, si ritirarono e andarono dove poterono andare. Letteralmente. "Andavano dove andavano", cioè senza un piano fisso, come dettava il caso o le loro necessità. Poiché Davide era di nuovo in libertà, Saul non aveva più alcun motivo per assediare Keila, tanto più che i suoi cittadini avevano preferito la sua parte, come quella dei più potenti, alla gratitudine per la sicurezza delle loro vite e dei loro beni

13 Versetti 13-18.-

Dolori sempre più profondi e nuovo incoraggiamento

I fatti sono

1.) Davide, ritenendo pericoloso rimanere a Keila, parte con i suoi uomini nell'incertezza sulla loro destinazione

2.) Saul, che si trattiene dal marciare contro Keila, cerca invano di catturare Davide nel deserto di Zif

3.) Mentre Davide, pienamente consapevole delle intenzioni malvagie di Saul, rimane nel deserto, è confortato dalla visita di Gionata, che esprime la sua fiducia nella futura supremazia di Davide e rinnova con lui un patto di amicizia. Una delle caratteristiche più belle della vita di Davide è il fatto che egli non abbia mai esitato a seguire le indicazioni della volontà di Dio, per quanto umilianti per se stesso, e apparentemente avversetto al raggiungimento degli oggetti più cari al suo cuore. Questa obbedienza è l'esito naturale della piena fiducia nel Signore così ampiamente espressa nei Salmi. Scambiare le comodità di un soggiorno anticipato a Keilah con una vita ruvida e instabile nel distretto montuoso di Zif, era una nuova prova per la fede già molto tesa. Ma l'obbedienza fu rapidamente seguita dal verificarsi di un evento pieno di interesse e di incoraggiamento, e la narrazione di questa sezione ci fornisce così uno degli esempi più suggestivi che si ricordino del provvidenziale sollievo dei dolori inerenti al sentiero del dovere. Le verità qui connesse possono essere esposte come segue:

POSSANO SEGUIRE DOLORI SEMPRE PIÙ PROFONDI COME SEGNI MANIFESTI DEL FAVORE E DELLA TENEREZZA DI DIO. Nessuno poteva dubitare che la risposta data alla domanda di Davide a Cheila fosse una chiara prova per lui e per altri che egli era il servitore scelto di Dio, e il carattere della risposta alla sua preghiera era la prova che la tenera cura di Geova lo teneva lontano dal furore e dalla crudeltà di Saul. Si comprende, quindi, le forti espressioni di fiducia in Dio e di gratitudine per la sua misericordia che si trovano nei salmi di questo periodo; Eppure l'angoscia dello spirito e la pesantezza del cuore, che pure si manifestano in alcune parti di quei Salmi, devono essere spiegate solo dal fatto che l'amorevole benignità così mostrata era accompagnata dal permesso di continui e quasi insopportabili dolori. Appena Davide fu liberato dalle mani di Saul a Keila, si trovò, se possibile, in condizioni peggiori di prima di entrare in Keila, un emarginato e fuggiasco, che si nascondeva ogni giorno per salvarsi la vita in mezzo alle terre selvagge dell'aspro deserto di Zif. È un enigma che la mente non spirituale non potrà mai risolvere, ma che diventa sempre più semplice e bello per coloro che entrano nello spirito della missione del nostro Salvatore sulla terra: che i dolori della vita spesso si aggravano quando Dio rende onore ai suoi servi preparandoli per una comunione più pura e beata con lui, e per un grado superiore di servizio spirituale. Il nostro Salvatore era il "Figlio diletto", l'oggetto dell'amore compiaciuto del Padre, e la sua opera per il bene dell'umanità era di sofferenza, vergogna e morte. Nel suo caso vediamo come quanto più alto era il servizio, tanto più ampia era la sua portata, e quanto più puro e beato era il suo esito, tanto profondi erano i suoi dolori. Per lui non c'era contrapposizione tra l'amarezza del calice fornito e l'amore indicibile e smisurato. Non tutti sono adatti ad entrare pienamente nella forma superiore di servizio. Molti figli di Zebedeo desiderano ardentemente l'onore, a parte il costo. Le più alte vedute dell'apostolo Paolo gli permisero di considerare i molteplici dolori della sua vita come una partecipazione onorevole e ambita alle sofferenze di Cristo. Il potere del servizio spirituale non risiede nella conoscenza, non nella cultura del mero intelletto, ma in una più perfetta purezza di spirito e in un elevato sviluppo dei poteri spirituali della fede, dell'amore e del libero, allegro assorbimento della volontà nella volontà di Dio; e tale è la natura umana al suo meglio, che solo la tribolazione, può essere una tribolazione crescente, può frenare le nostre tendenze non spirituali in modo da permetterci di servire Dio sul piano più alto. Un deserto aspro e aspro può cadere in sorte non solo mentre Dio ci ama e si prende cura di noi, ma forse come un ulteriore mezzo per sviluppare in noi quelle alte qualità spirituali che nei giorni a venire ci permetteranno di ministrare salmi di conforto e di rallegrare i santi di Dio, e di occupare posizioni di influenza nella Chiesa invisibile corrispondenti nella sfera spirituale a quella tenuta da Davide in Israele quando Fece ondeggiare uno scettro regale sulla terra

Che cosa accadrebbe se Davide scambiasse il conforto di un soggiorno a Keilah con una vita fuggitiva nel deserto, e se il suo cuore per il momento trovasse "troppo difficile" risolvere lo strano problema del suo corso a scacchi, proprio allora quella stessa Provvidenza che aveva diretto i suoi passi da Keilah stava operando misericordiosamente nel cuore dell'uomo più nobile alla corte di Saul per portargli la più dolce consolazione. Ci sono molte linee di influenza all'opera sotto la mano unificatrice di Dio per la difesa e la guida del suo popolo; e sebbene nel suo primo sentimento di delusione nel lasciare Keilah, David riuscisse a vedere solo una riga, la successiva apparizione di Jonathan dove meno se lo aspettava rese chiaro che gli altri erano un'esistenza e trovavano il loro centro in Dio. Dio non impoverisce mai veramente coloro che confidano in Lui e lo servono. La nostra condotta quando siamo fedeli è di progressivo arricchimento, e lo sarà fino a quando non entreremo nell'eredità perfezionata di sopra. È contrario alle leggi di una vita spirituale che un vero servo di Dio stia peggio oggi di ieri. Le ordinarie fonti di conforto a disposizione di Davide - la meditazione sulla fedeltà passata di Dio, la convinzione che egli stava realizzando un proposito alto e divino e l'effusione del suo cuore in preghiera - erano ora integrate dalla presenza e dall'amore del suo più caro amico terreno. E così Dio non ci toglie mai ciò che sembra essere un bene, e non ci pone mai un nuovo fardello se non che ci dà una benedizione corrispondente. Abramo si addolorò per la parentela in una casa lontana, ma ebbe Dio per sua parte e una ricompensa immensa. La nostra salute viene meno, i nostri beni materiali svaniscono, o i nostri cari muoiono, e rivolgiamo il nostro cuore con più sincerità e passione a colui che non viene mai meno, che è una porzione eterna e che "raduna in uno" i vivi e i morti. Oh, benedetta disciplina! Con quanta tenerezza il grande Padre si prende cura dei suoi afflitti! Con quale precisione li segue "dovunque" nell'ordine del loro dovere, per innalzare corsi d'acqua nel deserto e farli sentire, come l'apostolo Paolo nei suoi dolori, che Dio è in grado di provvedere a tutti i loro bisogni e non abbandona mai i suoi santi

III Nello svolgimento dei PROPOSITI GENERALI DEL REGNO DI DIO c'è una SUBORDINAZIONE DEL SERVIZIO in cui, tuttavia, il SUPERIORE DIPENDE PER LA MASSIMA EFFICACIA DALL'INFERIORE. In Israele, a quel tempo, i misericordiosi propositi di Dio verso l'umanità venivano adempiuti per mezzo di servitori che occupavano, nell'esecuzione della volontà divina, posizioni di relativa subordinazione. Samuele, Davide, Gionatan stavano ottenendo gli stessi risultati. Ma la parte che Gionatan ebbe nella somma degli eventi compresi nel periodo coperto dalla storia fu inferiore a quella di Davide. Come uomo spirituale aveva la sua opera da compiere, ed era importante al suo posto quanto quella di Samuele e di Davide; eppure possiamo vedere con quanta saggezza si formò una stima della sua posizione e del suo servizio per l'unico grande fine, quando considerava Davide superiore nella chiamata e negli onori e nelle responsabilità che avrebbe dovuto portare. Gionathan, visitando Davide e ministrando al suo conforto, riconobbe questa unità e diversità di servizio, ed è istruttivo notare come nel servizio spirituale che ci unisce coloro che si suppone occupino posizioni inferiori, e certamente non portano responsabilità così pesanti, siano in grado di dare l'aiuto più importante ad altri al di sopra di loro sotto questi aspetti. Davide era l'uomo relativamente più grande, eppure aveva bisogno dell'incoraggiamento e del sostegno spirituale che Gionatan era in grado di permettersi; e Gionatan, rafforzando "la sua mano in Dio", fu per il tempo fino a quel momento il benefattore e il superiore. L 'unità e la subordinazione del servizio spirituale è una verità applicabile al mondo nel suo insieme, e alla parte che ognuno di noi ha preso in particolari fasi della sua storia. Ci sarà finalmente "una Chiesa gloriosa, che non abbia macchia, né rughe, né cose del genere",

Efesini 5:27

e le cose devono essere radunate in uno in Cristo

Efesini 1:10

Questa unità di risultato deve essere il prodotto di tutte le molteplici influenze e agenti che Dio si compiace di impiegare durante l'intero corso del tempo, dal primo all'ultimo uomo, così come l'intero tempio è il prodotto non dei lavoratori più importanti, ma della totalità dei lavoratori. dal più alto al più basso, dal primo all'ultimo. Come ogni singolo raggio di luce e goccia di rugiada è necessario, e quindi di valore, nella totalità della vegetazione di cui siamo testimoni -- come la vegetazione sarebbe meno perfetta se una di queste fosse assente dal processo, così c'è bisogno, nel convertire l'idea divina della salvezza nella grande realtà indicata nel Nuovo Testamento, poiché ogni piccola e grande influenza spirituale, e la più perfetta fruizione del grande diventa così dipendente dall'azione di un'altra influenza inferiore a essa. Abramo, Mosè, Davide, Isaia e Paolo erano rispettivamente grandi in fedeltà, saggezza, devozione, fervore e zelo, eppure l'influenza educativa della loro vita è sulla stessa linea, ed è infine rafforzata dall'associazione con la santa pazienza di un disprezzato Lazzaro e la grande generosità di una povera vedova. Gli uomini non vedono gli intrecci degli agenti spirituali. L'influenza esercitata dai consigli e dall'amicizia di Jonathan sull'uomo scelto per compiere un'opera così meravigliosa per tutti i tempi fa sorgere la questione se, in generale, i grandi risultati raggiunti da alcuni i cui nomi sono importanti non possano essere strettamente legati alle influenze esercitate da altri sconosciuti alla fama. Senza dubbio ci sono ancora grandi rivelazioni da fare in riferimento all'interdipendenza delle forze del mondo spirituale. Non vediamo ancora il pieno significato delle preghiere degli umili sull'innalzamento di lavoratori illustri e sul loro arricchimento con la forza spirituale. Il missionario devoto, il pastore di successo, il grande insegnante e guida degli uomini, possono quindi dovere gran parte della loro peculiare utilità spirituale all'influenza irrintracciabile delle preghiere offerte dagli oscuri. Questo principio aiuta a spiegare la grande enfasi posta nella Bibbia sulle preghiere dei cristiani comuni, e quindi ci permette di vedere come, dopo tutto, un povero figlio di Dio afflitto possa essere un rafforzatore inconscio di persone sconosciute per nome

IV UNA VERA PERCEZIONE SPIRITUALE RICONOSCE QUESTA UNITÀ E SUBORDINAZIONE, E CERCA DI DARVI ATTUAZIONE. Le azioni e le parole di Gionatan scaturirono dal suo netto riconoscimento del fatto che Davide, sebbene più grande di lui, era ispirato dallo stesso scopo e desiderava ardentemente la realizzazione della gloria di Israele. Non poteva benedire Israele con un regno virtuoso; gli fu negato di essere in Sion un re tipico del Messia; ma poteva rafforzare il cuore di colui che era destinato a quell'onore; e con magnanimità e abnegazione senza pari, con totale assorbimento nel bene di Israele e allegra sottomissione alla manifesta volontà di Dio, contribuì con la sua parte alla questione finale. Si tratta di capire se, all'interno dei nostri partiti religiosi moderni, ci rendiamo sufficientemente conto dell'unità e della subordinazione del nostro lavoro per Cristo. La ristrettezza dei nostri ismi non è salutare in se stessa, e tende a privare la grande massa dei lavoratori di gran parte della simpatia e della preghiera di grande cuore che inconsciamente li renderebbe forti in Dio per se stessi. Quale elevazione di pensiero e quale grandezza di vita dovremmo raggiungere più uniformemente se, come Gionathan, potessimo mettere in pratica il sentimento che le nostre preghiere e le nostre simpatie, nell'andare avanti per tutti coloro che lavorano per Cristo, e specialmente per coloro che sono chiamati a sopportare lo sforzo di un servizio alto e pericoloso, sono il nostro contributo all'unica grande impresa che dal primo all'ultimo ha riempito il cuore di Cristo e sta assorbendo le migliori energie della sua Chiesa!

V LA MIGLIORE FORMA DI SERVIZIO CHE A VOLTE POSSIAMO RENDERE A DIO È QUELLA DI ISPIRARE CON CORAGGIO i cuori di coloro che FANNO UN'OPERA ALLA QUALE NON SIAMO CHIAMATI. Gionata non fu chiamato ad essere un re, ma servì Dio ispirando coraggio al cuore di Davide in mezzo ai suoi dolori e alle sue preoccupazioni. La narrazione implica che gli amici conversarono liberamente sulla situazione e sulle prospettive di David. Senza dubbio Gionatan, oltre ad assicurare a Davide la sua propria fede nei propositi di Dio e la sua fedeltà personale, avrebbe anche insistito su di lui il fatto del bisogno di Israele, la passata cura di Dio, l'unzione di Samuele e il suo significato, le prove storiche dei patriarchi, gli alti propositi del dolore e della pazienza, l'onore di essere scelto per servire e per aspettare, e la grande questione quando, in un modo ancora sconosciuto, le migliori speranze messianiche della nazione si sarebbero realizzate. Sapeva che il bisogno di Davide era la tranquilla fiducia in Dio, e con la tenerezza e l'amore di un vero amico distolse i suoi pensieri da Saul e dai dolori di una vita fuggitiva verso l'eterno Rifugio. "Ha rafforzato la sua mano in Dio". Uomo nobile! servizio nobile! Nella vita di molti servitori di Dio ci sono momenti in cui la loro saggezza, forza, coraggio e pazienza sono messi a dura prova quasi oltre ogni sopportazione. "Il cuore e la carne vengono meno". Ciò di cui hanno bisogno è la fede in Dio. Andare avanti nell'oscurità, faticare quando il successo sembra senza speranza, resistere anche se i pericoli si infittiscono, sperare quando gli eventi sono avversi: questo era il caso di Davide, e spesso quello dei missionari, dei pastori, dei genitori e di altri chiamati a un servizio elevato e arduo. Come desiderano tali uomini la parola ispiratrice, il segno significativo di simpatia, il rammemoratore della verità ben nota! La storia della Chiesa è piena di tali esempi. "Chi è sufficiente per queste cose? Non potreste vegliare con me un'ora?" Gli angeli vennero e rallegrarono il cuore che gli uomini lasciarono a portare il peso indicibile. Seguendo l'esempio di Gionatan e degli angeli, ognuno di noi può fare qualcosa per ispirare nuova fede e speranza a coloro che sentono la pressione della cura e della fatica per Cristo; Possiamo farlo con le nostre parole di incoraggiamento, con la nostra sicura simpatia, con la nostra fervente preghiera e con una sincera e libera cooperazione nell'impresa che assorbe la loro energia

Lezioni pratiche.-

1.) Dovremmo cercare la prova del nostro essere benedetti con il favore di Dio nelle indiscutibili benedizioni spirituali che ci ha conferito in passato, nel fatto che siamo guidati da lui e non per nostra scelta, e nella risposta di una buona coscienza alla sua pretesa sulla nostra obbedienza e sul nostro amore, e non in presenza o in assenza di circostanze facili. Gli eletti di Dio hanno spesso conosciuto le pene della vita nel deserto

2.) Possiamo essere certi che, prima che le tribolazioni diventino così molteplici da distruggere il fine per il quale Dio ci ha chiamati al suo servizio, verrà un aiuto appropriato, non per sollevarci da ogni preoccupazione, ma per fortificarci per il dovere; poiché egli non permetterà che siamo tentati al di sopra di quanto siamo in grado di sopportare

3.) Dovrebbe ispirare ogni lavoratore cristiano in mezzo alle sue fatiche il fatto di essere portato ogni giorno nel cuore di molti che, sebbene invisibili e sconosciuti per nome, sono amici in Cristo

4.) Onore è dovuto a chiunque con la preghiera o con la parola gentile contribuisce alla somma degli sforzi cristiani

5.) La vera simpatia religiosa ci porterà a rallegrarci del servizio superiore a cui gli altri sono chiamati, e escogiterà nuovi mezzi per aiutare il loro progresso

6.) Ci sono stagioni nella vita religiosa in cui la calma fiducia in Dio, in assenza di circostanze favorevoli, è quasi il nostro unico dovere; e quando siamo rafforzati sotto questo aspetto saremo in grado di possedere le nostre anime con pazienza fino a quando il desiderio del nostro cuore non sarà raggiunto

Luca 21:14-19

OMELIE DI B. DALE. Versetti 13, 14.-

Le peregrinazioni di Davide nel deserto

"E Saul lo cercava ogni giorno, ma Dio non glielo diede nelle mani" (Versetto 14). Dal momento in cui lasciò Gath fino al suo ritorno

1Samuele 27:2

Davide dimorò in successione nei seguenti luoghi:

1.) La grotta di Adullam

2.) Mizpa di Moab

3.) La foresta di Hareth

4.) Keilah

5.) Il deserto di Zif (Hachilah, Horesh)

6.) La natura selvaggia di Maon

7.) En-gedi

8.) "La stiva"

1Samuele 24:22

9.) Il deserto di Paran

1Samuele 25:2

10.) Di nuovo la natura selvaggia di Zif

Il periodo in cui si estenderono le sue peregrinazioni in questi luoghi non è indicato, ma probabilmente fu superiore a cinque anni; "E il tempo in cui Davide dimorò nel paese dei Filistei fu di un anno e quattro mesi"

1Samuele 27:7

Come i viaggi del popolo d'Israele (i cui avvenimenti "furono scritti per nostra ammonizione"), assomigliano, sotto certi aspetti, alla condotta di tutti i servitori di Dio attraverso il mondo attuale verso "il regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo". "Tu racconti il mio vagabondare: metti le mie lacrime nel tuo otrico: non sono forse nel tuo libro?"

Salmi 56:8

Considerati in generale, erano una scena di

1.) Ostilità amara. "Saul lo cercava ogni giorno". E finché i servitori del grande Apocalisse sono "nel mondo" sono oggetto dell'odio e dell'opposizione del "principe di questo mondo" e dei "figli della disubbidienza"

Efesini 2:2; Galati 1:4

perché "non sono del mondo". L'ostilità che è diretta contro di loro è irragionevole e ingiusta, ma reale e profonda; a volte feroce e violento, e non cessa mai

2.) Angoscia esteriore. Davide fu braccato come "una pernice sui monti",

1Samuele 26:20

"vagava nei deserti e nelle montagne e nelle caverne della terra", a volte (come il Figlio dell'uomo) "non aveva dove posare il capo", soffriva la fame e la sete e continue privazioni, era separato da "amante e amico" e viveva in mezzo a un pericolo estremo. Altri sono più favoriti, ma nessuno può sfuggire ai dolori ordinari della vita; alcuni sono "grandemente afflitti", e non pochi subiscono biasimo e persecuzione per amore di Cristo. "Dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni"

Atti 14:22

1.) Conflitto interiore, tentazione, cura, depressione, dolore e paura, come sono descritti nei salmi che si riferiscono alle peregrinazioni di Davide, e sono pieni di immagini che ne derivano. "Il suo genio santificato non ha dato il suo

2.) fragranza perfetta fino a quando non fu ferita dalla mano castigatrice di Dio. È stata la tempesta dell'afflizione che ha risvegliato tutte le armonie dell'arpa di David" (Binnie). E a questi fa eco l'esperienza dei servi di Dio in ogni tempo

3.) La protezione e l'istruzione divina, per mezzo degli eventi provvidenziali, la parola profetica e l'insegnamento interiore dello Spirito Santo. "Dio non lo diede nelle sue mani". "Da queste grandi esperienze nella vita dolorosa di Davide della grazia e della potenza, della sapienza e della giustizia, della misericordia e della bontà di Dio, si sviluppò in lui, e attraverso di lui nel suo popolo, quell'intelligenza di fede e di conoscenza teologica che vediamo nei Salmi e negli scritti profetici" (Erdmann). E privilegi ancora più alti di quelli antichi sono quasi conferiti al popolo di Dio

4.) Devozione sacra. La sua arpa era la sua compagna costante nei suoi vagabondaggi e, mescolandosi con i suoi toni in ogni luogo, la sua voce si levava verso Dio in preghiera e lode, facendo di ogni luogo un tempio

"Sereno siede e spazza la lira d'oro, e fonde il fuoco del profeta con quello del poeta. Guarda con quale arte colpisce le corde vocali, il Dio, il suo tema, ispirando ciò che canta" (Lowth)

"Che si tratti delle eccellenze divine, o della voce profonda della penitenza, o del desiderio dell'anima di Dio, della gioia alla luce del suo volto, o del ringraziamento per le sue misericordie, in breve, ogni emozione del cuore rinnovato trova un'espressione adeguata nel Libro dei Salmi" (J. Duncan). È "la poesia dell'amicizia tra Dio e l'uomo" (Herder)

1.) Servizio attivo. Infatti, durante le sue peregrinazioni, fu chiamato a rendere un servizio speciale (Versetto 2), e nell'ultima parte di esse offrì continuamente protezione al suo popolo

1Samuele 25:16

"Nessuno di noi vive per se stesso". Noi siamo servitori del Signore e dobbiamo servirLo con un lavoro fedele e diligente per gli altri

2.) Preparazione necessaria per il servizio, l'onore e la gioia futuri

"Oh, spiega le tue ali corazzanti tutt'intorno, finché tutte le nostre peregrinazioni cessino, e alla dimorata amata di nostro Padre arrivino in pace le nostre anime".- D

14 CAPITOLO 23:14-29

L'INSEGUIMENTO DI DAVIDE DA PARTE DI SAUL NEL DESERTO DI ZIF (Versetti, 14-28)

Versetti 14, 15.-Prese forti. Si intendono fortezze naturali nei boschi e nelle montagne, e luoghi di difficile accesso. La natura selvaggia di Zif. Questo si trovava a sud di Hebron, ai margini del grande deserto di

Giosuè 15:55

Saul lo cercava ogni giorno. L'inseguimento fu mantenuto costantemente, con uomini che spiavano sempre i movimenti di Davide, e pronti a riferire a Saul ogni opportunità di catturarlo; ma a quanto pare non c'era nessun gruppo di uomini al momento perennemente alla sua ricerca. In un bosco. Molti giustamente considerano questo come un nome proprio, Horesh, e come lo stesso luogo della montagna menzionata in Versetto 14; perché, come osserva Conder ('Tent Work,' 2:89), "un momento di riflessione convincerà qualsiasi viaggiatore che, poiché la formazione secca e porosa dell'altopiano deve essere rimasta immutata dai tempi di Davide, nessun bosco di alberi può allora essere fiorito su questa regione non irrigata e bruciata dal sole"

15 Versetti 15-18. (HORESH, nel deserto, di. Ziph.) -

I benefìci della vera amicizia

"E Gionatan rafforzò la sua mano in Dio (Versetto 16). L'amicizia di Gionatan per l'eroe di Davide è in contrasto non solo con l'odio di Saul, ma anche con l'ingratitudine dei cittadini di Keila e con il tradimento degli Zititi (Versetto 19). Il beneficio che ne derivava, di cui Davide aveva goduto a lungo, fu sperimentato ancora più pienamente di quanto egli avesse mai sperimentato ora, quando lasciò Keila con i suoi 600 uomini, vagò qua e là e "dimorò su un monte (Hachilah) nel deserto di Zif". Fu esposto alla persecuzione di Saulo, che cercò di distruggerlo con ogni mezzo in suo potere (Versetto 14), spinto da una roccaforte all'altra, capace di procurarsi solo una sussistenza precaria, ansiosa, timorosa e talvolta pronta a sprofondare nel dubbio e nello sconforto. "Proprio in quel momento, Gionathan, come se fosse guidato da Dio, si diresse verso di lui nel boschetto della foresta (letteralmente, Horesh), e lo consolò come con parole e promesse da Dio stesso" (Ewald). Non accompagnò le forze all'inseguimento di Davide (Versetto 15), ma venne da Ghibea. La sua posizione particolare e difficile gli rendeva impossibile fare di più per il suo amico che tenere questo colloquio segreto con lui, senza rompere del tutto con il suo regale padre e incorrere apertamente nell'accusa di disobbedienza e ribellione. Mai amicizia fu mostrata più fedelmente; Non ha mai reso un servizio più prezioso. Il cieco, quando gli si chiedeva come pensava che fosse il sole, avrebbe potuto rispondere: "Come l'amicizia". Il suo beneficio, come ricevuto da Davide, fu

IO OPPORTUNE. "Un amico ama in ogni momento; " ma i suoi gentili uffici sono particolarmente grati e utili in un momento di bisogno; come, ad esempio, in-

1.) Disagio fisico, afflizione, mancanza di una casa, privazione, pericolo della libertà o della vita

2.) Ansia mentale, solitudine, scoraggiamento, depressione, quando il

"La luce è bassa, quando il sangue si insinua, e i nervi pungono e formicolano; e il cuore è malato, e tutte le ruote dell'Essere sono lente"

3.) La prova spirituale, la tentazione, la fede che viene meno, la speranza e la pazienza; in vista della prosperità dei malvagi, della pazienza del Cielo, del ritardo del bene promesso. Agisce in un momento del genere, quanto è indicibilmente prezioso un vero amico! Il suo volto è come il sole che irrompe tra le nuvole dense. "L'amicizia è l'unico punto nelle vicende umane riguardo al cui beneficio tutti sono d'accordo con una sola voce. Non c'è nulla di più adatto alla nostra natura, così ben adattato alla prosperità o alle avversità. Non so se, con l'eccezione della saggezza, qualcosa di meglio sia stato concesso all'uomo dagli dèi immortali. E sembra che tolgano il sole al mondo coloro che tolgono l'amicizia alla vita" (Cicerone). "Rifugio fallito", ecc

Salmi 142:4; Matteo 26:40,56

II ADATTATO alle esigenze più urgenti. "E rafforzò la sua mano in Dio, cioè rafforzò il suo cuore non con provviste, o con denaro, o qualsiasi sussidio di quel tipo, ma con la consolazione tratta dalla sua innocenza e dalle promesse di Dio" (Keil). "Lo esortò a riporre fiducia in Dio" (Dathe). Lo rafforzò con

1.) La sua presenza geniale, soprattutto perché la sua visita esprimeva la sua fedeltà, fiducia e simpatia, e fatta con molto sforzo, abnegazione e rischio. "Quelli che ti temono si rallegreranno quando mi vedranno" Salmi 119:74; Proverbi 27:17

"Chi quando Paolo vide", ecc

2Corinzi 7:7

"Quando mi domando da dove vengo a sentire questa gioia, questa serenità, questa serenità quando lo vedo, è perché è Lui, è perché sono io, rispondo; e questo è tutto ciò che posso dire" (Montaigne)

2.) Le sue parole incoraggianti. "Non temere" ("la nota chiave del discorso di Jonathan"), ss., in cui gli assicurava che

(1) Preservazione dal pericolo minaccioso, indicandogli senza dubbio la protezione divina

(2) Esaltazione alla più alta dignità: "Tu sarai re d'Israele", indicandogli il proposito divino, che era stato chiaramente dichiarato e non poteva non essere adempiuto. Aveva già insinuato:

1Samuele 20:15

e ora affermava esplicitamente la sua fede in quello scopo. Che motivo c'era per la paura di Davide?

(3) La sua anticipazione di una continua e intima associazione con lui quando si sarebbe seduto sul trono, a tutte le pretese a cui ha rinunciato volontariamente per amor suo e in obbedienza alla volontà di Dio

(4) La convinzione di Saul stesso che avrebbe prevalso. Se Saul ci credeva, perché Davide avrebbe dovuto dubitare? Ciò che ha detto di più non è registrato. Ma questo fu mirabilmente adattato per rafforzare il suo cuore e la sua mano. "È difficile formarsi una concezione adeguata del coraggio, della fede spirituale e della grandezza morale di questo atto. Mai l'uomo si è liberato più completamente da ogni complicità nella colpa di quanto Gionatan in quella di suo padre. Eppure non una parola indoverosa è sfuggita dalle labbra di quest'uomo coraggioso" (Edersheim)

3.) La sua rinnovata alleanza con lui,

1Samuele 18:3; 20:16,17,42

in cui, mentre prometteva il suo fedele amore e servizio, traeva l'espressione della sua fede nel suo futuro destino così come della sua fedeltà a se stesso e alla sua casa: ed entrambi si appellavano a Dio come testimone. Il rapporto tra amici è particolarmente benefico quando è santificato dal loro comune riconoscimento della presenza di Dio e dalla loro comune devozione alla sua volontà. "Accanto alla guida immediata di Dio mediante il suo Spirito, il consiglio e l'incoraggiamento di amici virtuosi e illuminati offrono l'aiuto più potente nell'affrontare la tentazione e nella carriera del dovere". Fu l'ultima volta che Davide e Gionatan si incontrarono

"O cuore di fuoco! mal giudicato da un uomo ostinato, tu fiore della stirpe di Iesse! Che guai sei stato tu, quando tu e Jonathan Last vi siete salutati faccia a faccia! Egli ha condannato a morire, tu su di noi per imprimere il presagio di una santità macchiata di sangue".(' Lyra Apostolica ')

III DURATURO. L'influenza del loro incontro continuò a lungo e produsse frutti abbondanti

1Samuele 24:7 26:9

"I piaceri risultanti dall'attaccamento reciproco di spiriti affini non sono affatto limitati ai momenti del rapporto personale; Diffondono i loro odori, anche se più debolmente, attraverso le stagioni dell'assenza, rinfrescando ed esaltando la mente con il ricordo del passato e l'anticipazione del futuro. È un tesoro che si possiede quando non viene impiegato; una riserva di forza, pronta ad essere chiamata in azione quando ce n'è più bisogno; una fontana di dolci, alla quale possiamo continuamente riparare, le cui acque sono inesauribili" (R. Hall). "Se il conversetto di un amico, in un colloquio, dà conforto e rafforza i nostri cuori, cosa non ci si può aspettare dal continuo sostegno, dalle visite quotidiane e dal potente amore del Salvatore dei peccatori, l'Amico dei credenti nell'alleanza!" (Scott) .-D

16 Versetti 16-18.-Gionatan andò da Davide nel bosco. a Horesh, come nel versetto 15. Questa visita suggerisce due cose: la prima, che, dopo la scena di 1Samuele 22:8, Saul si allontanò da suo figlio e lo trattò duramente, considerandolo come un cospiratore di Davide; la seconda, che c'era una crescente convinzione, non solo nella mente di Gionatan, ma in generale, che Geova avesse trasferito il regno da Saul a Davide, e che di conseguenza il successo finale di Davide fosse inevitabile. Ha rafforzato la sua

Di David

mano in Dio. Una visita del genere, e l'espressione della ferma convinzione di Gionatan che Geova era con Davide, devono necessariamente aver avuto un potente effetto morale sulla sua mente. In tali difficili circostanze Davide dovette essere spesso tentato di disperare; ma la certezza dell'ininterrotto amore di Gionatan per lui, e la consapevolezza che lui e molti altri lo consideravano scelto da Dio per essere il re d'Israele, avrebbero ravvivato il suo coraggio e lo avrebbero reso contento di sopportare le difficoltà della sua attuale sorte. Io sarò il prossimo a te. Se non fosse stato ucciso sul monte Ghilboe, sembra che, a differenza di Is-Boset, Gionatan avrebbe rinunciato a ogni pretesa sulla corona. Ma la sensazione deve aver spesso angosciato Davide, che il regno poteva divenire suo solo spodestando il suo vero e altruistico amico. Né un tale rimpianto sarebbe stato del tutto rimosso dalla pronta acquiescenza di Gionatan ad esso come volontà di Dio, sebbene, per quanto vicino a lui, e amato quanto meritava, la sua posizione di amico del re sarebbe stata non poco invidiabile. Tuttavia, essere secondo dove per diritto di eredità avrebbe dovuto essere il primo sarebbe stato un compito molto difficile, ed era meglio per Gionatan che morisse da soldato, ammettendo anche che avrebbe provato una viva gioia per il successo di Davide e la gloria del suo impero. Ma il loro amore non doveva essere esposto a nessuna vicissitudini, e i due amici si separarono per non incontrarsi mai più: Davide rimase a Horesh, mentre Gionatan tornò a casa sua a Ghibea

OMELIE DI D. FRASER

Versetti 16-18.-

Dolci consigli nel momento del bisogno

I LO SCORAGGIAMENTO DI DAVIDE. I cittadini di Keila, dopo che egli li ebbe liberati con la sua buona spada dai predoni filistei, erano così ingrati, forse così timorosi di condividere la sorte della città di Nob per mano di Saul, che erano pronti a tradire il figlio di Iesse e a consegnarlo al re. Da questo pericolo egli fuggì non appena la gente di Zif, sebbene non li avesse compromessi entrando nella loro città, ma si fosse rinchiusa in un bosco, non solo era disposta ma ansiosa di rivelare il suo nascondiglio. E l'inseguimento era acceso. "Saul lo cercava ogni giorno". Per aumentare il pericolo, Davide aveva con sé 600 uomini armati, troppi per essere facilmente nascosti, ma troppo pochi per affrontare le forze che Saul conduceva contro di lui, e che si contavano a migliaia. Era quindi un momento critico per Davide; e la sua natura poetica e sensibile sentiva l'ingratitudine e l'ingiustizia più acutamente di quanto temesse il pericolo reale, così che cominciò a sentirsi piuttosto dispiaciuto e scoraggiato. L'apostolo Paolo aveva una tendenza simile alla depressione. Sentiva l'ingratitudine e la calunnia più acute, e ne era abbattuto più che dalle sofferenze fisiche e dai rischi mortali che gli capitavano. Ma anche Paolo era come Davide nella sua pronta suscettibilità alle parole di gentilezza e nell'attingere forza dalla comunione con menti congeniali

II L'AMICO NEL MOMENTO DEL BISOGNO. San Paolo dice: "Quando arrivammo in Macedonia, la nostra carne non aveva riposo, ma eravamo tribolati da ogni parte; fuori c'erano lotte, dentro c'erano paure. Ma Dio, che consola gli abbattuti, ci ha consolati con la venuta di Tito". Allo stesso modo Dio confortò Davide in mezzo a lotte e timori con la venuta di Gionatan. Questo nobile principe rallegrò il fuggiasco nella foresta di Zif

1.) Mostrandogli un generoso affetto umano. Questo era davvero l'amore, che si stringeva a Davide in esilio più strettamente di quanto avesse sempre fatto quando era sotto il sole del favore pubblico, e che era disposto a correre grandi rischi per il piacere di stringere la mano nella mano e parlare faccia a faccia. Qui c'era un'amicizia genuina, che forse è più rara dell'amore. I cinici fanno notare che le celebri amicizie, come quelle di Davide e Gionata nella Bibbia, e di Damone e Pizia i Pitagorici nella storia greca, appartengono al "periodo eroico e semplice del mondo"; e sostengono che queste non possono essere

2.) Riprodotto nella sofisticata società dei tempi moderni. C'è qualcosa in questo, anche se non è assolutamente vero. Il tono di "In Memoriam" può essere troppo intenso per la maggior parte di noi, ma non è incomprensibile. Questa è un'amicizia rara e nobile che preferisce l'altro nell'onore a noi stessi. Fin dai primi giorni della promozione di Davide, Gionatan preannunciò il suo avanzamento al trono e si rallegrò generosamente di questa prospettiva. Ha ancora conservato ed espresso apertamente lo stesso sentimento. Davide sarebbe diventato re, e lui, suo amico e fratello, avrebbe condiviso la sua gioia e sarebbe stato alla sua destra. Non doveva essere così. Ma vediamo Davide, quando si stabilisce sul trono, cercare, se così possiamo dire, Gionatan. "E Davide disse: "C'è ancora qualcosa della casa di Saul, perché io gli mostri benignità per amor di Gionata?"

2Samuele 9:1

3.) Elevando i suoi pensieri a Dio. Non era possibile né conveniente che Gionatan arruolasse truppe e le conducesse in aiuto del suo amico contro il re suo padre. Ma egli fece quello che poteva, e fece la cosa migliore possibile in un caso del genere, quando animò la fede e la speranza di Davide nella promessa e nella provvidenza di Dio. Si riferì al proposito divino come a un non segreto, ma rivelato e conosciuto da Saulo stesso, anche se lottò contro di esso. Il consiglio del Signore deve essere valido. Come poteva David dubitarne? Ma a volte Davide dubitava e temeva, e non è il solo a essere debole. Sara aveva la promessa di Dio che suo figlio sarebbe stato l'erede e il successore di Abramo, eppure era a disagio per timore che egli fosse spodestato o ferito dal figlio di Agar. Giacobbe a Betel ricevette la promessa che lui e la sua posterità avrebbero posseduto il polmone su cui giaceva, ma quando vi tornò si spaventò molto per timore che Esaù distruggesse la sua famiglia e se stesso. E così anche molte persone che hanno la vita eterna nel vangelo e nella sicura provvidenza della grazia di Cristo Gesù vengono meno e sollevano domande inquietanti: E se Dio si dimenticasse di me? E se dopo tutto muoio? La cosa migliore che un amico possa fare per un tale scettico è mostrargli che Dio non può mentire e non può essere sconfitto. Per amore del suo nome egli farà come ha detto. Cantici uno può rafforzare le mani deboli di un altro in Dio

III PENSIERI SUGGERITI DALL'INCONTRO NEL BOSCO

1.) Il valore di un'amicizia precoce nel timore di Dio. È nella giovinezza che si formano le amicizie più forti, e permettono scambi di critiche e correzioni che non sono così gradevoli quando gli anni hanno aumentato la nostra riservatezza, e forse la nostra ostinazione. Ciò è particolarmente vero per l'aspetto morale e religioso e per l'uso dell'amicizia. I vecchi, anche quando sono in termini di cordiale considerazione personale, non si scambiano facilmente

2.) Confidenze. Ma i giovani amici possono farlo; e mai fanno meglio uso del legame che c'è tra loro come quando si avvertono a vicenda dei rischi e delle insidie morali, e si incoraggiano a vicenda a confidare in Dio

3.) La grande parte che possono svolgere i personaggi secondari nella storia. Davide occupa un posto primario o di primo piano nella storia sacra, ma era molto in debito con l'aiuto benevolo di altri che occupano un rango meno appariscente, ad esempio Gionatan che lo incoraggiava nel bosco e Abigail che lo respingeva da un precipitoso spargimento di sangue. Ancora una volta passiamo con il pensiero all'apostolo Paolo, che occupa un posto molto alto negli annali cristiani, ma è stato molto aiutato da uomini e donne in una posizione del tutto secondaria. Ce lo dice lui stesso, riconoscendo con gioia il suo obbligo verso Aquila e Priscilla, Maria, Urbano, Timoteo, Epafrodito, Giovanni Marco, Luca e Aristarco. Questi cristiani lavoravano direttamente per il Signore; ma forse hanno reso il loro miglior servizio quando hanno aiutato Paolo e hanno incoraggiato la sua mano in Dio. Cantici è sempre con i più grandi uomini della Chiesa e dello Stato. Devono molto ad altri che sono molto meno conosciuti di loro, se non del tutto. Una moglie comprensiva, un'amica fedele, un umile aiutante, del tutto incapace di assumere una posizione di rilievo o di svolgere il lavoro pubblico, fornisce un elemento di rafforzamento e di ristoro nelle ore di scoraggiamento o di stanchezza, e così fa molto per preservare una notevole carriera dal fallimento. Infatti, ogni grande uomo attinge nel suo pensiero e nella sua opera le riflessioni di molte menti, il desiderio di molti cuori, la fede o la fortezza di molti spiriti; e gli sforzi e le simpatie di molti si combinano nei risultati che sono associati al suo nome

4.) L'incertezza che gli amici che si separano si incontreranno di nuovo sulla terra. «Essi due fecero un patto davanti al Signore» e si separarono, senza sapere che ciascuno stava dando l'ultimo sguardo al suo amico. I loro pensieri erano rivolti ai giorni a venire, quando non avrebbero avuto bisogno di incontrarsi di nascosto. Sarebbero stati sempre insieme, di tanto in tanto, si sarebbero consultati, avrebbero combattuto fianco a fianco contro i nemici d'Israele, avrebbero compiuto imprese per la loro nazione e avrebbero ristabilito l'adorazione di Geova e l'onore del suo santuario. L'elevazione di uno sarebbe l'elevazione di entrambi; e lo spirito di gelosia che ora oscurava la corte e il regno avrebbe lasciato il posto alla generosa fiducia e all'amore. Cantici hanno proposto; ma Dio dispose diversamente. Gionatan non vide mai più Davide. La morte ruppe la loro "bella compagnia", e l'elevazione di Davide fu intrisa di tenero dolore per il suo amico, "il compagno di sua scelta, l'uomo dal cuore umano che amava". C'è un solo Amico, uno solo, dal quale non possiamo essere separati. Oh, che Amico abbiamo in Gesù! Particolarmente utile per noi nelle giornate nuvolose e nelle stagioni di angoscia. Viene da noi quando siamo nel bosco, perplessi, imbarazzati, abbattuti. Raccontiamo a lui tutte le nostre ristrettezze e i nostri dubbi. Questo Amico non morirà mai. E nemmeno la nostra morte può spezzare l'amicizia o separarci dall'amore di Cristo

19 Versetti 19, 20.- Gli Ziphiti. Piuttosto, "alcuni Ziphiti" o "gente di Ziph", poiché non c'è un articolo. Dicono a Saul che Davide si nascondeva nelle zone selvagge delle loro vicinanze, e specialmente sul monte di Hachila, un crinale che correva a est di Maon. Conder lo riconosce nella lunga cresta chiamata El Kolah, che si estende dall'altopiano di Ziph verso il deserto del Mar Morto. Si trovava a sud di Iesimon, o piuttosto "sulla destra del deserto". Jeshimon non è un nome proprio, ma significa qualsiasi deserto

Salmi 107:4; Isaia 43:19

sebbene sia usato specialmente per il deserto del Sinai in Deuteronomio 32:10, e per quello di Giuda qui e in Numeri 21:20; 23:28. Conder

'Manuale', p. 213

lo chiama "il deserto tetro che si estende tra il Mar Morto e le montagne di Hebron. È chiamato Jeshimon, o 'Solitudine', nell'Antico Testamento, e 'deserto della Giudea' nel Nuovo

Matteo 3:1

Si tratta di un altopiano di gesso bianco, 2000 piedi più basso dello spartiacque, e terminato a est da scogliere che si innalzano verticalmente dalla riva del Mar Morto fino a un'altezza di circa 2000 piedi. Il paesaggio è arido e selvaggio oltre ogni descrizione. Le creste gessose sono segnate da innumerevoli torrenti, e le loro strette creste sono separate da ampie valli pianeggianti. Picchi e collinette di forme fantastiche si innalzano all'improvviso dalle pendici rigonfie, e magnifici precipizi di calcare rossastro si ergono come mura di fortezza sul mare. Non si vede un albero né una sorgente nella desolazione, e solo la pernice del deserto e lo stambecco si trovano in solitudine. Fu in questo deserto senza sentieri che Davide trovò rifugio dalla persecuzione di Saul, e lo stesso è stato un luogo di ritiro dai giorni di Cristo fino al tempo presente". Gli Ziphiti assicurano a Saul che, in base alla loro conoscenza di questa regione, saranno in grado, se egli verrà in forze, di guidarlo in modo tale che Davide cadrà nelle sue mani

Versetti 19-29.-

Il lato inosservato della vita

I fatti sono

1.) Gli Ziphiti mandano a Saul, offrendo i loro servigi per mettere al sicuro Davide se solo egli verrà nel loro paese per inseguirlo

2.) Saul, indulgendo in un linguaggio pio, ringrazia gli Ziphiti per la loro simpatia e promette di soddisfare la loro richiesta quando sarà adeguatamente informato dei movimenti di Davide

3.) Andando all'inseguimento di Davide nel deserto di Maon, Saul lo circonda con i suoi uomini

4.) Atti in questo frangente critico Saul è chiamato a respingere un'invasione dei Filistei, dopo di che Davide cerca rifugio a Engaddi. Questa breve narrazione è piena di suggerimenti di argomenti proficui, come l'intenso zelo degli uomini nelle vie peccaminose, le sue ragioni e il suo esito; l'influenza perniciosa della gelosia locale nel determinare il comportamento degli uomini verso gli altri; la cecità e la follia delle combinazioni di uomini contro i propositi di Dio che si sviluppano silenziosamente; il potere dell'amore per il guadagno, che porta, come fa, gli uomini ad adottare una condotta malvagia da cui gli altri si ritraggono; le cause dell'indifferenza o dell'avversione di settori della comunità verso il sentimento di governo e di avanzamento di una nazione, come si vede nell'atteggiamento degli Ziphiti in contrasto con il sentimento generale nei confronti di Saul e Davide; le cause morali del disprezzo per i segni dei tempi; la tendenza a coprire le azioni sbagliate con il pretesto del patriottismo e della lealtà; il grado in cui le forme religiose di parola e le professioni di santità possono sopravvivere al completo decadimento della pietà vitale; e gli usi morali dei problemi prolungati per i figli di Dio. Ma lasciando da parte questi, possiamo generalizzare l'insegnamento più importante nel modo seguente:

C 'È UN ASPETTO IMPORTANTE DELLA VITA CHE NON VIENE OSSERVATO E CHE DEVE ESSERE PRESO IN CONSIDERAZIONE PER FORMARE UNA CORRETTA VALUTAZIONE DELLA CONDOTTA. In questa sezione abbiamo una registrazione dei fatti come apparivano a un osservatoreVersetto Sono registrati gli atti degli Ziphiti, e non le ragioni da cui procedevano. La nostra conoscenza degli uomini ci costringe a credere che ci siano state cause intellettuali e morali dello zelo attivo contro Davide che essi soli di tutto Israele hanno manifestato; ma, per quanto ci informa la narrazione stessa, la loro condotta potrebbe essere stata ispirata dalla lealtà a un re riconosciuto. Così, inoltre, la condotta di Saul, come qui descritta, è solo quella che appare all'osservatore casualeVersetto Non c'è nulla di male in un monarca che cerca di catturare un suddito che detiene una forte potatura con l'aiuto di uomini armati; né c'è nient'altro che un'apparenza di pietà nell'implorare la benedizione divina su uomini che esprimono in forma tangibile la loro simpatia per i suoi guai. Ancora, la condotta di Davide, come qui riportata, abbraccia solo quell'aspetto della vita che gli uomini possono ammirare, perché qui appare come uno che agisce come se tutta la sua sicurezza dipendesse solo dai suoi sforzi, e non da qualsiasi altro potere. Il lato interiore, religioso della sua vita, non viene notato. E, infine, le gesta dei Filistei sono narrate come apparirebbero a uno storico: semplicemente come movimenti di uomini intenti a raggiungere alcuni dei fini comuni ai bellicosi e agli irrequieti, senza che si faccia alcun riferimento al potere dominante che silenziosamente lavorava sul lato interiore della vita, facendo sì che la loro azione si sincronizzasse con la pericolosa posizione di Davide. Ciò che è dunque vero per i Chititi, Saul, Davide e i Filistei, come le loro azioni sono esposte nella storia, è vero anche per tutti gli uomini le cui azioni sono registrate nella storia, e per ogni individuo nella prosecuzione della sua condotta quotidiana. Lo scopo principale della storia è quello di esporre i fatti in modo tale da mostrare la dipendenza dell'uno dall'altro. C'è sempre presupposto di una vasta area della vita, che fornisce le cause morali immediate di ciò che appare nel campo dell'osservazione umana. Nella misura in cui gli storici professano di ricondurre le azioni ai loro principi direttivi, e quindi di rivelare l'altro lato interiore della vita, diventano filosofi, e non devono aspettarsi la stessa deferenza per le loro conclusioni come per le loro affermazioni di fatto. Gli Zifiti volevano far credere a Saul che il loro zelo fosse frutto di un patriottismo e di una lealtà ben nutriti, mentre c'è ragione di credere che altre cause fossero principalmente all'opera. È la caratteristica della storia sacra che a volte fornisce una registrazione autorevole della vita interiore, assegnando le vere cause delle azioni descritte. L'uso pratico del fatto che c'è un lato inosservato della vita è

1.) Indurre più cura rispetto alla nostra vita inosservata. Quando crediamo che ci sia più vita reale vissuta all'interno che all'esterno, che le cause e i germi delle cose siano tutti nutriti al di là dell'osservazione umana, che il valore morale di ciò che viene osservato sia determinato dalla qualità di ciò che non viene osservato, e che, sebbene, come gli Zipiti, possiamo sembrare di fare solo ciò che può derivare da motivi degni, Dio guarda alla vera sorgente della condotta: allora saremo più sinceri nel cercare un cuore puro, una vita inosservata che sarà accettevole a Dio

2.) Regolare il nostro giudizio sulle azioni umane. La consapevolezza che c'è un lato inosservato della condotta non può che indurre alla cautela nella nostra valutazione del carattere. L'apparente lealtà di uno ziphita e il linguaggio pio di un Saul possono essere l'espressione di una condizione buona o cattiva della vita inosservata. I nostri cuori ingannevoli ci dicono quanto sia possibile appropriarsi delle virtù di noi stessi prima degli altri, quando nella nostra coscienza più profonda sappiamo che non si può fare alcun diritto ad esse. D'altra parte, poiché sarebbe ingiusto dedurre che, poiché in questa sezione storica c'è semplicemente un resoconto degli sforzi di Davide per sfuggire a Saul, egli era privo della pia fiducia che cerca rifugio in Dio,

Salmi 54

Così, nel considerare la vita esteriore degli uomini, non dobbiamo concludere che questo sia tutto; perché nella vita inosservata, trascorsa in concomitanza con quella osservata, può esserci una devota e santa fiducia in Dio che, al di là di ogni visione umana, sostiene e rafforza tutto l'uomo. C'è una grande richiesta della nostra pietà e simpatia nella vita che sta alla base di molte calme e coraggiose sopportazioni di fatica e cura; e sotto molte belle apparenze c'è una seconda vita segreta che merita disprezzo e indignazione

L' ANTAGONISMO ALLA RELIGIONE È DI SOLITO RICONDUCIBILE A CAUSE MORALI. Sebbene il documento non indichi le ragioni della condotta degli Ziphiti, noi, prendendolo in relazione con l'intera storia del periodo, possiamo approssimativamente arrivare alla loro vera natura. Ricordando che questi uomini appartenevano a una nazione la cui stessa esistenza era dovuta al predominio negli affari pubblici di considerazioni religiose, che il governo con loro era una questione di fedeltà a Dio così come all'uomo, che la vita nazionale del loro periodo era stata una vita in cui i principi religiosi erano diventati sempre più importanti negli affari pubblici, che erano ben consapevoli del riconoscimento di Saul come re a condizione che agisse in subordinazione ai principi superiori di cui Samuele era l'assertore, che era a loro conoscenza che Samuele e il sommo sacerdote Abiatar avevano rinnegato Saul e favorito Davide, e che il valore di Davide era stato distintamente approvato da Dio e benefico per la nazione, mentre la sua vita santa e bella era in stridente contrasto con la vita che aveva assicurato il massacro dei sacerdoti a Nob, alienato i capi delle sue tribù e divenuto occasione di dolore per il paese, ne consegue che questi uomini non avrebbero potuto mettersi contro l'uomo più rinomato e onorato della loro tribù a meno che non fossero stati sotto l'influenza di motivi sufficientemente forti da sopraffare la guerra. prova, da un lato, dell'integrità e del riconoscimento di Davide da parte di Dio, e, dall'altro, dell'avvilimento e del rifiuto di Saul. Il fatto che non abbiano ragionato e agito in armonia con i fatti ammessi è derivato da due circostanze

1.) Che Davide era ora, e per qualche tempo era stato, un fuorilegge, isolato e addolorato, un fatto apparentemente incompatibile con i precedenti onori conferitigli da Dio, e con la continua sanzione di Samuele e Abiatar

2.) Quella mancanza di simpatia per le sante aspirazioni di Davide e la gelosia contro uno della loro stessa tribù li indussero a considerare la sua attuale sfortunata posizione come una confutazione di qualsiasi valore da attribuire alle precedenti prove del suo essere un servo scelto di Dio. In questo caso abbiamo un 'illustrazione dell'antagonismo degli uomini verso Cristo quando era sulla terra, e verso il cristianesimo nell'epoca presente. Nel caso del nostro Salvatore c'era la prova più chiara e convincente che egli era l'Unto, simile a quella della chiamata di Davide. Solo il ricorso all'assurda supposizione che egli sia stato influenzato da Belzebù potrebbe offrire un'apparenza di coerenza logica nel contestare la sua messianicità. Ma sorge un ulteriore punto di somiglianza; poiché i farisei interpretavano la vita umile, il portamento non ostentato, i dolori manifesti, in effetti, lo strano ritardo nell'elevarsi al completo dominio, come incoerenti con la loro idea di ciò che sarebbe diventato un Unto del Signore. Inoltre, come per gli Ziphiti, così per i Farisei; c'era un'offesa morale a causa dell'insistenza di Cristo sulla santità interiore, ed essi erano contrari al tipo di governo sugli uomini che solo Lui si preoccupava di stabilire. Ma poiché l'avversione alla santità e la gelosia della distinzione sono forti principi di azione, i Farisei, come i Ziphiti, non potevano attendere lo sviluppo degli eventi; dovevano necessariamente prendere misure attive per catturare e distruggere Colui che si era dimostrato con le sue azioni di potere il più grande benefattore dell'epoca. Nel caso dell' antagonismo moderno al cristianesimo troviamo le stesse cause all'opera in condizioni analoghe. Data l'esistenza di un Essere Supremo, interessato alla condizione spirituale delle sue creature e libero di agire per il loro benessere, e anche dati, come può essere ben stabilito ad ogni mente libera da idee preconcette sull'impossibilità del soprannaturale, sulla veridicità dei documenti evangelici, abbiamo allora un corpo di prove riguardanti l'origine e il carattere soprannaturale del Cristianesimo così chiaro come: e molto più completo dell'evidenza per gli Ebrei della scelta di Davide attraverso Samuele e della distinta approvazione di Dio; e questo diventa schiacciante se preso in congiunzione con quella vita meravigliosa che nessun'altra ipotesi può spiegare. Eppure gli uomini cercano di mettere da parte questa evidenza perché, per questo, non rientra nella loro concezione di ciò che dovrebbe essere una rivelazione da Dio all'uomo; molto sul modello degli Ziniti, che non potevano credere che un fuorilegge vagabondo e triste fosse il re imminente, nonostante alcuni eventi precedenti sembrassero puntare in quella direzione. Senza dubbio in molti obiettori teorici al cristianesimo c'è un'avversione positiva più o meno pronunciata per la santità interiore e la completa sottomissione del cuore, dell'intelletto e della volontà che Cristo pone come condizione invariabile dell'essere suoi sudditi, e questo perverte il giudizio

III UNA FORTE FEDE IN DIO È IL COMPLEMENTO APPROPRIATO DELLO SFORZO PIÙ SERIO, ED È UNA FORZA PER OTTENERE IL RISULTATO DESIDERATO. Limitando la nostra attenzione a questo racconto, dovremmo concludere che Davide non solo si sforzò con tutte le sue energie di evitare un conflitto con Saul, ma che era consapevole che il successo dipendeva interamente dai suoi sforzi. Ma c'era un lato inosservato della condotta di Davide di cui il racconto non dice una parola. Il cinquantaquattresimo Salmo rivela quell'altro lato, e lì apprendiamo che, sebbene si sforzasse di fuggire come se tutto dipendesse dalla sua abilità e discrezione, tuttavia confidava in Dio come se la speranza si trovasse solo in lui. Questa doppia vita è ben nota ad ogni figlio di Dio. Quali che siano le questioni metafisiche che si possono porre su di esso, in realtà è indiscutibile. La fede è un potere che agisce nella sfera spirituale invisibile in concomitanza con i nostri sforzi nella sfera visibile, materiale. Entrambi sono veri poteri nel governo di Dio sull'uomo. Siamo inclini a sottovalutare la fede perché non ne vediamo l'incidenza; Oppure siamo disposti a dubitare della sua utilità perché non siamo in grado di tracciare le intricate operazioni attraverso le quali gli eventi si realizzano. È di qualche aiuto alla nostra fede ricordare che l'energia divina è immanente in ogni mente e in ogni forza ultima, e può eseguire milioni di linee d'azione contemporaneamente per fini definiti con la stessa prontezza con cui noi possiamo realizzarla con la concentrazione per un solo fine. Dio regna fra gli eserciti del cielo e gli abitanti della terra. Il suo controllo dei movimenti degli uomini non è evidentemente una mera rassegna generale di dure e rigide linee di forza originariamente messe in moto, ma il libero esercizio della sua energia personale sulle sorgenti più profonde dell'azione umana, in modo da assicurare una concomitanza di eventi in quei tempi e luoghi che possono offrire qualche vantaggio a coloro la cui vita si muove in armonia con i suoi santi propositi. Dio diventa una realtà per noi nella misura in cui crediamo in questo e agiamo in base a tale convinzione. Le nostre imprese cristiane, i conflitti privati con il peccato e il dolore, e le occupazioni quotidiane dovrebbero essere perseguite con tutto lo zelo, e tuttavia con tutta la fede nel bisogno e nella certezza dell'aiuto di Dio. Se vogliamo che gli uomini siano commossi, che si raccolga denaro per il servizio di Cristo, che si superino gli ostacoli alla religione e che si verifichino eventi per i quali non abbiamo i mezzi adeguati, non c'è presunzione, ma piuttosto c'è profonda saggezza e pietà nel chiedere a Dio di esercitare la sua illimitata potenza per la gloria del suo nome. "Quando il Figlio dell'uomo verrà" a visitare le sue Chiese, come quando una volta camminò tra i sette candelabri d'oro,

Apocalisse 1:13-17

"Troverà egli la fede sulla terra?"

Luca 18:8

Considerazioni generali:

1.) È degno di considerazione fino a che punto la vita esteriore osservata dagli uomini sia un'autentica espressione dell'interiorità, e fino a che punto i nostri segreti siano santi e leciti

2.) Uno studio delle cause intellettuali e morali dell'incredulità, come manifestate da vari gradi di intelletto e nel corso di molti secoli, fornirebbe istruzione e avvertimento ai tentati

3.) C'è da temere che l'estremo sviluppo dell'attività dell'uomo in tutti i settori della vita e l'insistenza sullo sforzo personale abbiano distolto troppo l'attenzione dei cristiani dalla grande parte che la fede in Dio è ordinata a svolgere nel governo del mondo e nella salvezza degli uomini

Versetti 19-23. (LA COLLINA DI HACHILAH.) -

Tradimento

Una delle più dolorose delle afflizioni di Davide (sospetto, odio, calunnia, ingratitudine, ss.) fu il tradimento, come quello che subì per mano di alcuni abitanti di Zif. Erano uomini della sua stessa tribù, avevano assistito alla sua liberazione di Keila dal nemico comune, conoscevano il suo carattere e i suoi rapporti con Saul, e ci si poteva aspettare che simpatizzassero con lui quando cercava rifugio nel loro territorio. Ma "quelli che avrebbero dovuto stringersi attorno a lui erano i suoi nemici e i suoi traditori". Avevano "una vista panoramica del paese da Tell-Zif e da lì potevano vedere gli uomini di Davide che si muovevano nel deserto", andarono a informare il re che si nascondeva "in fortezze nel bosco (Horesh), sulla collina di Hachilah (a sud di Tell-Zif, che è quattro miglia a sud-est di Hebron), sulla destra del deserto", lo esortarono a scendere e a realizzare il suo desiderio, e promise di dargli in mano Davide. Questa nuova afflizione si abbatté su di lui quasi immediatamente dopo essere stato incoraggiato dalla visita di Gionathan, e in essa vediamo:

I UNA MOSTRA DELLA DEPRAVAZIONE UMANA. Non ci possono essere dubbi, dopo ciò che era accaduto, sui motivi per cui erano stati spinti. Sotto la loro apparente "compassione" per Saul (Versetto 21) c'era l'odio per Davide, l'avversione per i suoi principi e il "cuore malvagio dell'incredulità, che si allontana dal Dio vivente", che esiste in tutte le epoche e si manifesta in una varietà infinita di modi

Salmi 14; Romani 3:10; Ebrei 3:12

Appare in

1.) Insensibilità infedele; Indifferenza alle pretese di una stretta parentela, di un valore superiore e di un servizio prezioso; mancanza di compassione per i bisognosi e i perseguitati ingiustamente; abuso volontario dei vantaggi e abuso di fiducia

2.) Egoismo sottile, che fa di un bene temporale il suo scopo principale; per il suo bene fare del male agli altri, cercare avidamente il favore dei ricchi e dei potenti, e mascherarsi sotto professioni di lealtà e servizio pubblico; correre "avidamente dietro all'errore di Balaam per ricompensa"

Giuda 1:11; Matteo 26:14,15

3.) Zelo empio. Chiunque, in quel tempo, in Israele, temesse Dio più dell'uomo, non poteva prestarsi a diventare uno strumento della furia cieca di Saul. Dio aveva già manifestamente riconosciuto Davide" (Delitzsch). Saul sapeva che era il proposito di Dio che Davide diventasse re (Versetto 17), nonostante il suo linguaggio pio (Versetto 21), e gli uomini di Zif parteciparono con lui al suo tentativo di sconfiggere quel proposito. Il loro carattere è descritto nel Salmi 54, "Il Divino Aiuto contro avversari empi" (vedi iscrizione):

"O Dio, salvami nel tuo nome, e con la tua potenza giudica la mia causa. Poiché stranieri sono insorti contro di me, e uomini violenti hanno cercato la mia vita; Non hanno posto Dio davanti a loro"

Erano stranieri "non per nascita o nazione, ma per quanto riguarda la religione, la virtù, la compassione e l'umanità" (Chandler); e nel chiamarli così "c'è un'amara enfasi così come un barlume di intuizione sul carattere spirituale del vero Israele"

Romani 2:28,29 9:6

II UN'ESPERIENZA DI DURA PROVA spesso sopportata da uomini buoni, che "per amore della giustizia" sono traditi da falsi amici, e anche da quelli "della loro stessa casa",

Matteo 10:36

in cui hanno riposto fiducia. Il processo

1.) Provoca intense sofferenze; soffre più della perdita dei beni terreni e infligge una ferita più profonda di una spada

Salmi 55:12

2.) Diventa occasione di forte tentazione; indulgere a uno spirito di vendetta, dubitare della sincerità degli altri, astenersi dal cercare il bene generale come immeritato e vano

Salmi 116:11

Ma quando è considerato correttamente

3.) Si limita alla preghiera fervente e alla rinnovata fiducia nell'Amico eterno e fedele

"O Dio, ascolta la mia preghiera; Porgete orecchio alle parole della mia bocca. Ecco, Dio è il mio Soccorritore, il Signore è il Sostenitore dell'anima mia"

Salmi 54:2,4

III UNA PREFIGURAZIONE DELLE SOFFERENZE DEL MESSIA, poiché le afflizioni di Davide sulla via verso il trono d'Israele furono ordinate per essere un tipo delle "sofferenze di Cristo, e la gloria che sarebbe seguita". "Egli venne tra i suoi, e i suoi non lo accolsero", fu perseguitato dai governanti della nazione e, dopo essere sfuggito a molti disegni traditori dei suoi nemici, fu tradito da Giuda (l'unico Giudeo tra i dodici) "nelle mani dei peccatori". E il suo tradimento è stato necessario per

1.) La completezza della sua esperienza come principale dei sofferenti

2.) L'esposizione del suo esempio di santità immacolata e di amore inestinguibile

3.) La perfezione della sua simpatia come Soccorritore dei tentati. "È diventato lui", ecc

Ebrei 2:10,18

"Il fine dell'incarnazione di Cristo fu che egli potesse attirare nella sua propria esperienza tutti i guai e le tentazioni dell'umanità, per attirare intorno a sé tutte le fasce della nostra natura imperfetta, e fare suoi i nostri bisogni, finché non poté salire un grido che non fosse prima entrato nella sua coscienza" (Sears)

21 Versetti 21-23."Avete compassione di me. C'è qualcosa di pietoso nella risposta di Saul. Aveva rimuginato sul suo rifiuto di essere re, e sui molti indizi che Davide sarebbe stato il suo successore, fino a diventare preda di un'abietta malinconia. Evidentemente si considerava un uomo offeso e offeso, mentre Davide, secondo la sua immaginazione malata, cospirava sempre contro di lui e complottava il suo omicidio. Con molta prolissità li incoraggia a tenere d'occhio tutti i movimenti di Davide, in modo da conoscere il suo posto dove si trova il suo covo. Letteralmente, "il suo luogo dove sarà il suo piede", il luogo dove andrà per riposare e rifugiarsi. La ragione che egli adduce per questa lunga e attenta osservazione delle azioni di Davide è che gli è stato detto che egli agisce in modo molto sottile. Cioè, secondo le informazioni di Saul, si comportava con la massima prudenza, tenendo sempre d'occhio la sorpresa e usando molta abilità per nascondere i suoi movimenti e per provvedere alla sua fuga dal pericolo. Infine, devono tornare con certezza, con informazioni attendibili e accurate, e poi Saul radunerà le sue forze e cercherà Davide in tutte le migliaia di Giuda. Queste sono le divisioni più grandi del territorio della tribù,

Numeri 1:16 10:4

durante il quale Saul gli darà la caccia finché non lo avrà preso in suo potere

24 Mentre gli Zifiti si consultavano con Saul e raccoglievano informazioni, Davide si era spostato di circa sei miglia a sud di Zif, e si trovava nel deserto di Maon. Questa città si chiama ancora Main, e occupa una collina conica, da cui Robinson ('Bibl. Res.,' 2:433) contava non meno di nove città appartenenti alla regione montuosa di Giuda. Conder ("Tent Work", 2:90) lo definisce una grande gobba di roccia. Nella pianura a sud di Jeshimon. Letteralmente, "nell'Arabah a destra del deserto". 'Arabah era il nome del basso tratto desertico che si estendeva lungo la valle del Giordano dal lago di Gennesareth al Mar Morto. Maon giaceva sul bordo di questa depressione, nella parte meridionale del Jeshimon o Solitudine

Versetti 24-28. (IL DESERTO DI MAON.) -

Una fuga meravigliosa

"Perciò chiamarono quel luogo Sela-hammahlekoth" -- la rupe delle separazioni (Versetto 28). Sembrava che alla fine Saul stesse per realizzare il suo proposito. Condotto dagli infidi zichiti, scese sul colle di Achila, da cui Davide si era ritirato nel "deserto di Maon, nella pianura a sud del deserto". Nel suo ulteriore inseguimento (Versetto 25) c'era solo una breve distanza tra loro: Saul in piedi su un crinale di Hachilah, Davide su una roccia o precipizio a Maon; ma un profondo abisso li separava l'uno dall'altro. E quando "Saul e i suoi uomini circondavano Davide e i suoi uomini per prenderli, e Davide era molto turbato per fuggire" (Versetto 26), "venne un messaggero a Saul, dicendo: Affrettati e vieni; poiché i Filistei hanno invaso il paese". Così il suo proposito fu improvvisamente ed efficacemente sconfitto. La fuga di Davide suggerisce, riguardo ai rapporti di Dio con i suoi servi, che

A VOLTE PERMETTE CHE SIANO RIDOTTI A GRAVI DIFFICOLTÀ. Il pericolo è imminente, il nemico esulta, la sua saggezza e la sua forza sono inutili, e sono pieni di ansia e terrore. Essi non hanno altra risorsa che quella di rivolgersi alla "Roccia d'Israele"; se egli dovesse venir meno a loro, sarebbero perduti; ed è per costringerli a cercare rifugio in lui che sono sconfitti gli uni dagli altri

vedi 1Samuele 7:12

II NON PERMETTE MAI CHE CONTINUINO IN ESSO SENZA AIUTO. Sebbene lo spazio che li separa dalla distruzione sia stretto, è invalicabile; perché la mano invisibile di Dio è lì, e il nemico non può fare un passo più avanti di quanto permette. "Ti coprirà con le sue piume", ecc

Salmi 91:4

A volte non si può fare altro che "fermarsi e vedere la salvezza del Signore"; se si deve fare uno sforzo per fuggire, è sempre Lui che salva, e a Lui dobbiamo sempre guardare con fede e preghiera. "Che cosa non vince e vince la preghiera? Che cosa non spinge la resistenza quando è accompagnata dalla sfiducia in se stessi e dalla fiducia in Dio? E in quale battaglia può essere vinto colui che sta alla presenza di Dio con la fervida risoluzione di piacergli?" (Scupoli). "Quando griderò a te, allora i miei nemici si volgeranno indietro", ecc

Salmi 56:9

III EGLI SPESSO LI LIBERA NEL MOMENTO DEL LORO PIÙ GRANDE PERICOLO. Lo fa sia nelle calamità temporali che nelle difficoltà spirituali, nelle fatiche e nei conflitti. Agisce, arriva il punto della disperazione, la liberazione

Michea 7:8

E in tal modo la sua interposizione è resa più evidente, i disegni del nemico sono più vistosamente frustrati e la gratitudine dei suoi servi è più pienamente eccitata. "Davide è stato liberato all'ultima ora, è vero; ma questo non arriva mai troppo tardi perché il Signore fornisca in esso una prova a coloro che confidano in lui che la sua parola è sì e amen quando dice: 'Non ti lascerò né ti abbandonerò mai'" (Krummacher)

IV EGLI SI SERVE DI MEZZI VARI E INASPETTATI PER LA LORO LIBERAZIONE (Versetto 27). Chi avrebbe potuto prevedere l'arrivo di un simile messaggio? L'incursione dei Filistei fu il risultato naturale della condotta seguita da Saul nel dichiarare guerra (Versetto 8), nell'andare a cercare la vita di Davide (Versetto 15) e nel lasciare il paese senza protezione; ma il messaggio giunse al momento opportuno, per mezzo della provvidenza dominante di Dio. Le sue risorse sono illimitate; impiega i suoi nemici per preservare i suoi amici, distoglie la loro attenzione da altri oggetti e li spinge a spendere le loro forze in conflitto tra loro. "Il Signore sa come liberare i pii dalle tentazioni"

2Pietro 2:9

V LA SUA INTERPOSIZIONE IN LORO FAVORE DOVREBBE ESSERE REGISTRATA CON GRATITUDINE; come lo era nel nome che fu dato al luogo, e ancora più pienamente nel finale del salmo

"Con animo volenteroso offrirò sacrifici a te; Renderò grazie al tuo nome, o Geova, perché è buono. Poiché egli mi ha liberato da ogni angoscia, e l'occhio mio ha visto il suo desiderio sui miei nemici".- D

Salmi 54:8,9

25 Versetti 25, 26.-Scese su una roccia. ebraico, sela', una scogliera o un precipizio. Nel versetto successivo è descritto come un monte, da un lato del quale si trovava Davide e i suoi uomini, in piena vista di Saul e del suo esercito dall'altro. Ma poiché le forze di Saul erano molto più numerose, si preparavano a separarsi e a circondare Davide, mentre egli si affrettava. La parola esprime ansia e paura, e può essere tradotta: "E Davide cercò ansiosamente di andarsene d'innanzi alla faccia di Saul". La descrizione di Conder del luogo ('Tent Work', 2:91) ci pone l'intera scena in modo più vivido. È il seguente: "Tra il crinale di El Kolah (l'antica collina di Hachilah) e le vicinanze di Maon c'è una grande gola chiamata 'la Valle delle Rocce', una voragine stretta ma profonda, invalicabile se non con una deviazione di molte miglia, così che Saul avrebbe potuto stare in vista di Davide, ma del tutto incapace di raggiungere il suo nemico; e a questa "rupe di divisione" si applica ora il nome Malaky, una parola che si avvicina molto all'ebraico Mahlekoth. Il quartiere è costellato da molti letti di torrenti, ma non c'è nessun altro posto vicino a Maon dove si possano trovare scogliere come si può dedurre dalla parola sela'. Mi sembra abbastanza sicuro, quindi, considerare questa gola come la scena della meravigliosa fuga di Davide, a causa di un'improvvisa invasione filistea, che pose fine alla storia delle sue fughe per un pelo nel paese del sud. Questa rupe nel Versetto 28 è chiamata Sela-Hammahlekoth, "la rupe delle divisioni" o "delle separazioni", dove ham rappresenta l'articolo ebraico. Sono state suggerite molte altre derivazioni, ma quanto sopra, che da solo concorda con il significato ordinario del verbo ebraico, è dimostrato che le ricerche del signor Conder hanno ragione. Ci permettono anche di correggere alcuni piccoli errori. Così Davide non scese in una roccia, ma "sulla rupe", la sela o gola precipitosa descritta sopra. Né "discese la roccia" (Erdmann) "per nascondersi nella pianura, o nelle caverne alla sua base", ma vi si recò come una barriera invalicabile tra lui e i suoi inseguitori. Ma "si affrettò ansiosamente a fuggire" (Versetto 26), perché Saul avrebbe diviso il suo esercito in due parti, e così Davide avrebbe avuto solo il vantaggio delle poche miglia di deviazione che Saul doveva fare. Se non fosse stato per la notizia dell'invasione filistea, la sua fuga finale sarebbe stata quasi senza speranza. L'idea ordinaria che Davide e i suoi uomini fossero nascosti alla vista di Saul da una montagna intermedia è smentita, non solo dall'assenza di tale montagna, ma anche dalla clausola: "Saul e i suoi uomini circondavano Davide e i suoi uomini" (Versetto 28). Li avevano in vista e si stavano formando in due divisioni, in modo da passare la gola alle due estremità e avvicinarsi ai fianchi del piccolo gruppo di seguaci di Davide

Il versetto 29 appartiene al capitolo successivo

Illustratore biblico:

1Samuele 23

1 CAPITOLO 23

1Samuele 23:2

Devo andare?-Le direttive della Provvidenza:

Davide visse sotto la dispensazione mosaica. Ora, quella dispensazione, come era notevole per molte circostanze straordinarie, lo era ancora di più per la particolare rivelazione che Dio si compiaceva di fare in essa stessa all'umanità in occasioni speciali. Sembra che la volontà del Signore sia stata resa nota in cinque modi diversi:

(1) Con la voce, come quando Dio conversò con Mosè con una voce udibile; e con Samuele, quando era ancora un bambino

(2) Dai sogni

(3) Da visioni, in cui un profeta in estasi, senza essere addormentato, vide una sorprendente rappresentazione parabolica di ciò che stava per accadere

(4) Per rivelazione speciale, in cui fu comunicata a un profeta, probabilmente per qualche notevole impressione nella sua mente, che scoprì chiaramente la sua origine divina, la volontà di Dio, o la notifica di qualche evento futuro. E

(5) Di Urim e Thummim. Quando la Chiesa primitiva si stabilì da qualche tempo nel mondo, tra alcuni dei suoi membri prevaleva la pratica di consultare le Scritture come un direttorio di condotta: la Bibbia veniva aperta a caso, e il passaggio che si presentava per primo era considerato come indicante la volontà divina. A poco a poco questa pratica venne generalmente in disuso, e gli uomini si accontentarono di rimanere nell'ignoranza riguardo agli eventi che avevano davanti, confidando solo nella sovrintendenza generale della Provvidenza. Un altro modo con cui molte persone in tutte le epoche si sono sforzate di scoprire la direzione di Dio riguardo alla loro condotta, è stato quello di osservare quelle che hanno definito le direttive della Provvidenza; cioè, considerando attentamente quelle impressioni sulla mente, o quelle circostanze straordinarie, con le quali suppongono che Dio possa indicare la Sua volontà che essi agiscano in questo o in quel modo. Ma si chiederà: Non ci sono forse state date promesse di guida e di guida nella Scrittura? Non ci viene detto che i passi di un uomo buono sono ordinati dal Signore, e non ci viene forse chiesto di riconoscere Dio in tutte le nostre vie, e di essere certi che Egli poi dirigerà i nostri sentieri? Come nostra guida nelle cose temporali, Dio ci ha dato la nostra intelligenza

1. Che la nostra prima regola sia, che siamo principalmente solleciti nell'adempiere al dovere

2. Guardatevi dal confondere le vostre inclinazioni con i suggerimenti della Provvidenza

3. Si può stabilire come massima, che la Provvidenza non sanziona mai la negligenza di alcun dovere di indicare altre linee di condotta. C'è una bella uniformità nella condotta che Dio ci prescrive. Nessun dovere si scontra mai tra loro

4. Dobbiamo guardarci dal cercare altre direzioni che quelle che la Provvidenza si è compiaciuta di stabilire. Non aspettatevi rivelazioni dove Dio non le ha promesse

5. Permettetemi anche di mettervi in guardia contro un uso parziale dei mezzi che la Provvidenza ci ha concesso per la nostra direzione. Preghi, forse, molto sinceramente; ma ascoltate anche i suggerimenti della prudenza; Seguite il consiglio di amici saggi e fedeli? (Giovanni Venn.)

4 CAPITOLO 23

1Samuele 23:4-26

Alzati, scendi a Keilah.-L'addestramento nel deserto:-

Il contrasto fra Davide a Nob o Gath e ad Haret e Keila è molto marcato

1. È la volontà di Dio che egli desidera conoscere (ver. 4) . In verità Davide in questo momento sperava solo in Dio, e la sua aspettativa veniva da Geova Salmi 62. La fame di guida divina è un segno di grazia! Il Maestro li benedisse Matteo 5:6. Un tale stato di cuore è sicuramente la preparazione per una benedizione più grande

2. L'ubbidienza e l'umile fiducia in Dio non possono attenuare le difficoltà? Il popolo di Davide si oppone alla sua avanzata su Keila. Così lui e i suoi entrano Keilah. Tutto ora va bene sicuramente! Sì, va tutto bene, ma non sembrava così. Strano che nell'obbedire a Dio abbia trovato più difficoltà! Non è così se capiamo che si sta allenando per la corona. Non è forse così per tutti coloro che sono per Dio una nazione di re sacerdotali? Non un mormorio sfugge dalle labbra di Davide. A Zif, un piccolo luogo ai margini del deserto meridionale, entra David, nascondendosi nelle gole. Il tempo trascorso a Ziph è stato un periodo di separazione e solitudine

3. L'obbedienza che porta a un disastro apparentemente senza speranza. Per cercare il favore del re, gli Zititi gli mandano a dire di Davide. L'inganno generalmente si rivolge al potere. E' bene stare dalla parte che sembra vincere in ogni caso. Dal loro punto di vista la loro "parte" potrebbe essere giustificata. Cosa possiamo dire, però, riguardo al modo in cui Saul ricevette questi zifili? Che espressione piagnucolante e ipocrita: "Siate benedetti dal Signore, perché avete compassione di me!" Che orribili "forme" di pietà quando la cosa stessa è scomparsa! Una benedizione nel nome di Dio da parte di Saulo! Il successo è con questi plotter! Seguono le loro prede. Davanti a Saul e ai suoi uomini, Davide fugge giù per la parete della roccia nel deserto. Qui veramente lo stanno rinchiudendo nella rete che hanno steso. Degli stranieri si erano sollevati contro di lui e l'oppressore cercava la sua anima. Salmi 54:3. La speranza cominciò ad abbassare le ali. (Ver. 27) . I momenti di più profonda angoscia sono le ore delle liberazioni di Dio. Non abbiamo forse scritto in modo indelebile la misericordia di Dio che libera? - nessun luogo chiamato Sela-hammahlekoth (ver. 28) , o Roccia delle Divisioni, a cui conduce la memoria? Il Salmo 54, attribuito a questo periodo, parla della calma del cuore in questo periodo emozionante. "Ecco, Dio è il mio soccorritore" (versetto 4) . (H. E. Stone.)

12 CAPITOLO 23

1Samuele 23:12

Essi ti consegneranno. - Gli uomini di Keilah:

Quando ci viene presentato per la prima volta qui, Davide è rappresentato come ridotto in grandi difficoltà dalla maligna ostilità di Saul. Ma sebbene la condizione di Davide sembri così disperata, e la potenza di Saul così grande, quando sorge un'emergenza, e gli uomini di Keila si trovano in gravi difficoltà, non è da Saul, il re secondo il cuore dell'uomo, ma dal disprezzato Davide, che viene l'aiuto. Proviamo a immaginarci la scena. I contadini si stanno affollando a centinaia nella cittadina. Le loro fattorie sono state saccheggiate e bruciate, e loro stessi sono riusciti a salvarsi la vita. Gli spietati Filistei hanno già spogliato alcuni di loro di tutto ciò che possiedono e, a meno che non arrivi un aiuto inaspettato, sembra che non ci sia scampo dalle forze superiori del nemico. Per il momento si sono rifugiati a Keilah, ma questo rifugio temporaneo non offre loro alcuna vera sicurezza. La città è del tutto impreparata a resistere a un assedio, o anche a resistere a un assalto vigoroso. Su ogni volto si possono vedere il dolore e l'angoscia stampati fin troppo chiaramente. All'improvviso appaiono messaggeri senza fiato che si avvicinano alle mura della piccola città, ed è facile vedere che sono i portatori di buone notizie. Da labbro a labbro si diffonde la buona notizia, e tutto è riassunto in una sola parola, e quella parola è Davide. Sì, in realtà è vero; il conquistatore di Golia di Gat ha rimesso la sua vita nelle sue mani e ha operato una grande liberazione. I Filistei sono completamente sconfitti e Keila è salva. Immaginate, se potete, i sentimenti della folla ansiosa in quel momento, mentre la buona notizia si diffonde a macchia d'olio tra di loro. Ecco, laggiù gli anziani, i padri della città, alzano le mani a Dio e lodano; Le madri piangono di gioia e gli uomini forti hanno le lacrime agli occhi mentre si stringono le mani in segno di sincera gratitudine. E alcuni di noi non hanno forse conosciuto qualcosa di simile nel corso della propria vita interiore? Non c'è stato un momento in cui ci siamo svegliati e ci siamo trovati in terribile pericolo, e anzi siamo stati spinti a disperare di aiutare noi stessi, o a fuggire con i nostri inutili sforzi dalle mani del distruttore? Derubati e feriti, e minacciati da mali ancora più gravi, ci trovammo ridotti alle più gravi difficoltà, e nulla di ciò che lo spirito del mondo poteva fare per noi poteva sollevarci dalla nostra miseria o dal nostro pericolo. Alcuni di voi hanno conosciuto qualcosa di tutto questo nella propria esperienza personale. E poi venne il momento della liberazione, quando poteste dire: "Ringrazio Dio per mezzo di Gesù Cristo, mio Signore". Non per un conflitto miltonico tra combattenti alati, non per una manifestazione di onnipotenza divina che schiacciasse ogni opposizione, ma nondimeno per il più sublime atto di eroismo che sia mai stato compiuto, giunse la liberazione. Il nostro sguardo malinconico si volse infine verso la croce del Calvario, e lì vedemmo la nostra battaglia combattuta e vinta da Colui che l'uomo disprezzava, che il mondo crocifisse come un criminale fuori della porta. Si presentò un pericolo nuovo e non meno allarmante, che non avevano né previsto né nemmeno pensato nei primi momenti di gioioso entusiasmo. Si sente con sentimenti di costernazione che il re infuriato si appresta a marciare sulla sfortunata città, così esposta a un nuovo e non meno terribile allarme. Che fare? I loro modi verso Davide diventano freddi e moderati, e presto, senza dubbio, i governanti e gli anziani della città si riuniscono in segreto conclave per discutere su come comportarsi con il loro ex benefattore e amico. Nel frattempo anche David sta facendo la scoperta del suo nuovo pericolo. Ha ricevuto l'informazione dall'Urim e da Thummim: "Saul certamente scenderà". E lo storico sacro ci fa entrare nella causa segreta di questo movimento ostile. Sentendo dell'ingresso di Davide a Keila, Saul aveva esclamato: "Dio me lo ha dato in mano", ecc. C'è qualcosa di molto suggestivo e istruttivo in tutto questo. L'ingresso di Cristo nella nostra natura offre a Satana la sua opportunità, e potete contare su di essa che la userà. Non appena Gesù Cristo sarà accolto nei nostri cuori, e quando avremo ammesso la Sua pretesa regale, o anche solo cominciato a riconoscerLo come l'unto Erede di tutti, il mondo comincerà a schierare le sue forze contro di noi; e il grande scopo del principe del mondo è di indurci a commettere proprio un atto di perfidia come Saul si aspettava o desiderava dagli uomini di Keila. Una cosa è certa, Saul scenderà certamente. Questo spirito di odio rancoroso che animava Saul contro Davide si è ripetuto più e più volte nella storia della Chiesa cristiana. Questo spinse gli antichi pagani a perseguitare i cristiani primitivi; e coloro che confessarono Cristo in quei giorni, e gli furono fedeli, sapevano bene che in ogni città li attendevano legami e prigioni, e forse anche torture e morte. E quando la persecuzione non è così pubblica e aperta, spesso non è meno crudele. Ho conosciuto padri in condizioni agiate che hanno minacciato di stroncare i loro figli con uno scellino se non avessero rinunciato alla loro religione, e che si sono dimostrati di parola data. Tra i nostri amici nella nostra cerchia familiare, nella società, nell'officina, nel reggimento, per mare o per terra, coloro che sono fedeli al loro divino Maestro sono esposti all'amara animosità e all'implacabile persecuzione del mondo. E ricordiamoci che la persecuzione che prende la forma di ridicolo disprezzo o di raffinato disprezzo è meno facilmente tollerata da molte nature rispetto a misure di persecuzione più violente. Torniamo agli uomini di Keilah, che abbiamo lasciato in solenne conclave riuniti per considerare questo nuovo pericolo e come doveva essere affrontato. Mi sembra di vedere un vecchio scaltro e dall'aspetto acuto che si alza tra i suoi vicini per dare il suo punto di vista sulla questione: una sorta di anticipazione morale del consiglio di Caifa. "È una questione molto semplice e molto pratica quella che stiamo per decidere, amici miei, e la metterò così in una sola frase: un solo uomo deve perire, o la città? Questa è la domanda nella sua nuda semplicità. Alcuni, oserei dire, parleranno in modo molto sentimentale della cosa coraggiosa che Davide ha fatto, e del debito di gratitudine che gli abbiamo. Beh, questo può essere molto bello per una questione di sentimento; Ma questo è un incontro d'affari, e la nostra saggezza starà nell'assumere una visione calma, spassionata, professionale della questione. Dobbiamo, ovviamente, considerare i nostri interessi. Siamo in un mondo di lavoro quotidiano e dobbiamo considerare tutto da un punto di vista commerciale. Tre corsi sono a nostra disposizione. O combattere la battaglia di Davide, e condividere il destino di Davide, sacrificando le nostre vite, o volare con lui verso i monti delle capre selvatiche, lasciando la nostra città a essere saccheggiata dal conquistatore. La nostra prossima cosa da fare è quella di dare a Davide una parola di avvertimento e di parlargli del nostro dilemma. Può sembrare una cosa giusta da fare; ma se Saul saprà che l'abbiamo fatto, attireremo la sua indignazione sulle nostre teste, ed è probabile che sfogherà la sua furia sugli uomini di Keila; così che la nostra situazione sarà altrettanto grave come lo sarebbe se Davide fosse tra le nostre mura. La terza soluzione, e a mio avviso è l'unica sensata, è quella di decidere che quando verrà il momento consegneremo Davide al suo padrone, e di comunicare subito questa nostra intenzione a Saul. Qualunque cosa ne deriverà, la responsabilità sarà di Saul, e non di noi; Avremo solo agito come le nostre circostanze ci hanno costretto a fare. Naturalmente siamo molto dispiaciuti per David, e naturalmente tutti proviamo un profondo rammarico di dover trattare così un uomo, che ci è stato molto utile. Ma poi, sapete, come ho detto, dobbiamo considerare noi stessi. Questa è la nostra unica possibilità di salvezza e dobbiamo sfruttarla al meglio. Forse non ci piace farlo, ma tutti noi dobbiamo fare molte cose che non ci piacciono". E mentre deliberano così, c'è Davide solo con Dio e il suo sacerdote. L'efod viene portato fuori, e si fa domanda: "Saul scenderà?" e la risposta è: "Egli scenderà". Il cuore di Davide sprofonda dentro di lui. «O Signore», chiede una seconda volta, «gli uomini di Keila consegneranno me e i miei uomini nelle mani di Saul?». E dalla mistica corazza viene restituita la risposta inesorabile: "Ti consegneranno". Mi chiedo se quello sia stato il momento in cui Davide ha detto nella sua fretta: "Tutti gli uomini sono bugiardi". In ogni caso, non credo che abbia mai avuto una stima dell'umanità inferiore a quella di quel momento. Questi ferventi ringraziamenti, espressi con tanta emozione, erano in fondo solo un respiro vuoto. Che mondo miserabile è questo! L'onore e la virilità sembrano svaniti da esso, e la verità ha accelerato il suo volo. Deve essere stato un momento triste; E chi di noi non avrebbe provato compassione per lui? Ma resta. Non proviamo sentimenti simili per un altro "Uomo dei Dolori e familiare con il dolore", un altro, al quale noi stessi dobbiamo molto più di quanto gli uomini di Keila abbiano mai dovuto a Davide? Avviene che non pochi cristiani che hanno conosciuto una volta qualcosa della grande liberazione, e si sono rallegrati della salvezza di Dio, si dimostrano falsi davanti al loro Maestro nell'ora della prova, per poter sfuggire all'ostilità del mondo. Spalancano le porte dell'Anima Umana al mondo, e così tradiscono il loro Maestro nelle mani del Suo nemico tradendo la Sua causa. Potete star certi che la prima preoccupazione dello spirito del mondo, quando sarà così invitato ad entrare e a prendere possesso della nostra natura, sarà, per così dire, quella di assassinare il suo rivale, e Cristo abbandonerà il fane profanato, e lascerà l'anima ai suoi nuovi falsi amici. (W. Aitken, M.A.)

16 CAPITOLO 23

1Samuele 23:16

E Jonathan ... andò da Davide nel bosco e rafforzò la sua mano in Dio.-Il vero nella vita:-

Due lezioni spiccano in questo capitolo. Primo, che il cuore più eroico possa talvolta essere sopraffatto dalla paura. Pochi uomini avevano un'anima più intrepida del conquistatore di Golia; ma ora era spinto dalla paura di Saul nel bosco. Siamo soggetti a variazioni di umore. In secondo luogo, perché i crimini di un padre possano alienare il cuore dei suoi figli. Giònata, figlio di Saul, soccorreva l'uomo che il suo stesso signore odiava e cercava di distruggere. Il male, anche in un genitore, non può essere amato, né il male in un genitore obbedito

(I.) La depressione profonda di un'anima vera. Pochi uomini hanno mai avuto un'anima più vera di Davide: chiara nelle sue percezioni della verità, forte nel suo attaccamento alla verità, inflessibile nella sua fedeltà alla verità. Ma quell'anima, nel "bosco" qui, è in depressione. Diverse cose tendono a deprimere il vero spirito in questo mondo

1. Circostanze apparentemente avverse. Giacobbe: "Tutte queste cose sono contro di me".

2. Discrepanze provvidenziali. Giobbe, Aspah. «Il mio piede era quasi scivolato».

3. Insuccesso nel servizio religioso

4. Consapevolezza dell'indegnità morale

5. Infermità fisiche

(II.) Il potere distintivo di un vero uomo. Qual è il potere distintivo che ha un vero uomo? Per distruggere la vita! I bruti possono farlo. Per indebolire la fede e scuotere la fiducia? Un bambino può farlo. E allora? Per rafforzare il cuore di un fratello in Dio! Questo è ciò che Gionatan fece ora nel "bosco". Ma come può un vero uomo rafforzare così un fratello depresso?

1. Con un'esposizione veritiera del metodo di Dio di governare i caduti in questo mondo. Il Vangelo dispiega questo metodo; dimostra che si tratta del vero correttivo, non penale

2. Con un'espressione pratica di genuina simpatia. Un soffio di esso infonde nuova vita all'anima

3. Con una devota intercessione presso il Cielo

(III.) La più alta funzione di un vero amico. Una cosa è avere il potere di rafforzarsi, e un'altra cosa è usarlo quando e dove necessario. (Omilestico.)

17 CAPITOLO 27

1Samuele 23:17

Io sarò il prossimo a te.-Un sermone ai ragazzi:-

Questa condotta del figlio del re insegna alcune lezioni importanti

1. Stare accanto ai deboli e agli indifesi. Non c'è caratteristica più nobile nel carattere di un ragazzo della determinazione a fare questo

2. Impariamo anche ad accontentarci di un posto inferiore quando Dio ne ha chiaramente segnato un altro per uno superiore. Gionatan vide che Dio era con Davide, e fece della sua condotta il servizio del proposito di Dio. Siate sempre all'erta per rendere un servizio agli altri. Non temere gli scherni degli uomini o le sopracciglia del mondo. Prendete Cristo come modello. Per voi stessi non dimenticate che l'altruismo è l'ornamento di ogni vero uomo, il marchio di ogni vero gentiluomo, l'essenza della religione pura e il germe di un carattere immortale. (Arthur Vinter.)

Riferimenti incrociati:

1Samuele 23

1 1Sa 23:4,6,9-12; 30:8; Nu 27:21; Gios 9:14; Giudic 1:1; 2Sa 5:19,23; 1Cron 14:10; Sal 32:8; Prov 3:5,6; Ger 10:23

2 1Sa 23:15,23,26; Sal 11:1; Ger 12:5

3 1Sa 28:6; Giudic 6:39
Gios 8:7; Giudic 7:7; 2Sa 5:19; 2Re 3:18

4 1Sa 23:5

5 1Sa 22:20
1Sa 14:3,18,36,37; Eso 28:30,31

6 1Sa 23:14; 24:4-6; 26:8,9; Sal 71:10,11
Eso 14:3; 15:9; Giudic 16:2,3; Giob 20:5; Lu 19:43,44

7 1Sa 23:8

8 Ger 11:18,19; At 9:24; 14:6; 23:16-18
1Sa 23:6; 14:18; 30:7; Nu 27:21; Ger 33:3

9 1Sa 23:8; 22:19; Ge 18:24; Est 3:6; Prov 28:15; Rom 3:15,16

10 Sal 50:15; Ger 33:3; Mat 7:7,8

11 Sal 31:8
1Sa 23:7; Sal 62:1; 118:8; Ec 9:14,15; Is 29:15; Eb 4:13

12 1Sa 22:2; 25:13; 30:9,10

13 Sal 11:1-3
Gios 15:24,55
1Sa 27:1; Sal 54:3,4; Prov 1:16; 4:16
1Sa 23:7; Sal 32:7; 37:32,33; 54:3,4; Prov 21:30; Ger 36:26; Rom 8:31; 2Ti 3:11; 4:17,18

14 1Sa 23:15

15 De 3:28; Ne 2:18; Giob 4:3,4; 16:5; Prov 27:9,17; Ec 4:9-12; Is 35:3,4; Ez 13:22; Lu 22:32,43; Ef 6:10; 2Ti 2:1; Eb 12:12,13

16 Is 41:10,14; Eb 13:6
Giob 5:11-15; Sal 27:1-3; 46:1,2; 91:1,2; Prov 14:26; Is 54:17
Lu 12:32
Prov 19:21; At 28:16; Rom 15:24
1Sa 20:31; 24:20; At 5:39

17 1Sa 18:3; 20:12-17,42; 2Sa 9:1; 21:7

18 1Sa 22:7,8; 26:1; Sal 54:1; 54:3,4; Prov 29:12
1Sa 26:1,3

19 De 18:6; 2Sa 3:21; Sal 112:10; Prov 11:23
1Re 21:11-14; 2Re 10:5-7; Sal 54:3; Prov 29:26

20 1Sa 22:8; Giudic 17:2; Sal 10:3; Is 66:5; Mic 3:11

21 Giob 5:13

22 Mar 14:1,10,11; Giov 18:2,3
2Sa 17:11-13; 1Re 18:10; Prov 1:16; Rom 3:15,16
Nu 10:36; Mic 5:2

23 1Sa 25:2; Gios 15:55
1Sa 23:19

24 1Sa 23:28; Giudic 15:8

25 1Sa 19:12; 20:38; 2Sa 15:14; 17:21,22; Sal 31:22
2Cron 20:12; Sal 17:9,11; 22:12,16; 118:11-13; 140:1-9; 2Co 1:8; Ap 20:9

26 Ge 22:14; De 32:36; 2Re 19:9; Sal 116:3
2Re 19:9; Ap 12:16
1Cron 14:13

27 1Sa 23:28

28 1Sa 24:1; Ge 14:7; Gios 15:62; 2Cron 20:2; CC 1:14; Ez 47:10

Dimensione testo:


Visualizzare un brano della Bibbia


     

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia


      


     

Ricerca avanzata

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Indirizzo di questa pagina:
https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=1Samuele23&versioni[]=Nuova+Riveduta&versioni[]=C.E.I.&versioni[]=Nuova+Diodati&versioni[]=Riveduta+2020&versioni[]=Riveduta&versioni[]=Ricciotti&versioni[]=Tintori&versioni[]=Martini&versioni[]=Diodati&versioni[]=CommentarioHenry&versioni[]=Commentario&versioni[]=CommentarioBarnes&versioni[]=CommentarioGill&versioni[]=CommentarioPulpito&versioni[]=CommentarioIllustratore&versioni[]=CommentariMeyer&versioni[]=Riferimenti+incrociati

Indirizzo del testo continuo:
https://www.laparola.net/app/?w1=bible&t1=local%3Anr&v1=S123_1&w2=bible&t2=local%3Acei1974&v2=S123_1&w3=bible&t3=local%3And&v3=S123_1&w4=bible&t4=local%3Ar2&v4=S123_1&w5=bible&t5=local%3Aluzzi&v5=S123_1&w6=bible&t6=local%3Aricciotti&v6=S123_1&w7=bible&t7=local%3Atintori&v7=S123_1&w8=bible&t8=local%3Amartini&v8=S123_1&w9=bible&t9=local%3Adio&v9=S123_1&w10=commentary&t10=local%3Acommhenrycompleto&v10=S123_1&w11=commentary&t11=local%3Acommabbrmh&v11=S123_1&w12=commentary&t12=local%3Acommbarnes&v12=S123_1&w13=commentary&t13=local%3Acommgill&v13=S123_1&w14=commentary&t14=local%3Acommpulpito&v14=S123_1&w15=commentary&t15=local%3Acommillustratore&v15=S123_1&w16=bible&t16=local%3A&v16=S123_1&w17=commentary&t17=local%3Arifinc&v17=S123_1