Nuova Riveduta:

1Samuele 25

Morte di Samuele; malvagità di Nabal e saggezza di Abigail
1 Samuele morì e tutto Israele si radunò e ne fece cordoglio; lo seppellirono nella sua proprietà a Rama. Allora Davide partì, e scese verso il deserto di Paran.
2 A Maon c'era un uomo che aveva i suoi beni a Carmel; era molto ricco, aveva tremila pecore e mille capre, e si trovava a Carmel per la tosatura delle sue pecore. 3 Quest'uomo si chiamava Nabal, e il nome di sua moglie era Abigail, donna di buon senso e di bell'aspetto; ma l'uomo si comportava con durezza e con malvagità; discendeva da Caleb.
4 Davide, avendo saputo nel deserto che Nabal tosava le sue pecore, 5 gli mandò dieci giovani, ai quali disse: «Salite a Carmel, andate da Nabal, salutatelo a nome mio 6 e dite così: "Salute! Pace a te, pace alla tua casa e pace a tutto quello che ti appartiene! 7 Ho saputo che hai i tosatori; ora, i tuoi pastori sono stati con noi e noi non abbiamo fatto loro nessuna offesa. Nulla è stato loro portato via per tutto il tempo che sono stati a Carmel. 8 Domandalo ai tuoi servi ed essi te lo confermeranno. Questi giovani trovino dunque grazia agli occhi tuoi, poiché siamo venuti in giorno di gioia; e da', ti prego, ai tuoi servi e al tuo figlio Davide ciò che avrai fra le mani"».
9 Quando i giovani di Davide arrivarono, ripeterono a Nabal tutte queste parole in nome di Davide, poi tacquero. 10 Ma Nabal rispose ai servi di Davide e disse: «Chi è Davide? E chi è il figlio d'Isai? Sono molti, oggi, i servi che scappano dai loro padroni! 11 Io dovrei prendere il mio pane, la mia acqua e la carne che ho macellata per i miei tosatori, per darli a gente che non so da dove venga?»
12 I giovani ripresero la loro strada, tornarono e andarono a riferire a Davide tutte queste parole. 13 Allora Davide disse ai suoi uomini: «Ognuno di voi prenda la sua spada!» E ciascuno di essi prese la sua spada; anche Davide prese la sua, e salirono dietro a Davide circa quattrocento uomini; duecento rimasero presso i bagagli.
14 Abigail, moglie di Nabal, fu informata della cosa da uno dei suoi servi, che le disse: «Davide ha inviato dal deserto dei messaggeri per salutare il nostro padrone ed egli li ha trattati male. 15 Eppure, quella gente è stata molto buona verso di noi; noi non abbiamo ricevuto nessuna offesa e non ci hanno portato via nulla per tutto il tempo che siamo stati con loro, quando eravamo nei campi. 16 Di giorno e di notte sono stati per noi come una muraglia, per tutto il tempo che siamo stati con loro pascolando le greggi. 17 Ora dunque rifletti e vedi quel che tu debba fare; poiché un guaio certamente avverrà al nostro padrone e a tutta la sua casa; ed egli è un uomo così malvagio che non gli si può parlare».
18 Allora Abigail prese in fretta duecento pani, due otri di vino, cinque montoni pronti da cuocere, cinque misure di grano arrostito, cento grappoli d'uva passa e duecento masse di fichi e caricò ogni cosa sugli asini. 19 Poi disse ai suoi servi: «Andate davanti a me; io vi seguirò». Ma non disse nulla a Nabal suo marito. 20 Lei dunque, in groppa al suo asino, scendeva il monte per un sentiero coperto, quando apparvero Davide e i suoi uomini che scendevano di fronte a lei, e li incontrò. 21 Ora Davide aveva detto: «Ho dunque protetto invano tutto ciò che costui aveva nel deserto, in modo che nulla è mancato di quanto possiede; ed egli mi ha reso male per bene. 22 Così tratti Dio i nemici di Davide con il massimo rigore! Fra qui e lo spuntar del giorno, di tutto quello che gli appartiene non lascerò in vita un solo uomo».
23 Quando Abigail ebbe visto Davide scese in fretta dall'asino e, gettandosi con la faccia a terra, si prostrò davanti a lui. 24 Poi, gettandosi ai suoi piedi, disse: «Mio signore, la colpa è mia! Permetti che la tua serva parli in tua presenza e tu ascolta le parole della tua serva! 25 Ti prego, mio signore, non fare caso a quell'uomo da nulla che è Nabal; poiché egli è quel che dice il suo nome; si chiama Nabal e in lui non c'è che stoltezza; ma io, la tua serva, non vidi i giovani mandati dal mio signore. 26 Ora dunque, mio signore, com'è vero che vive il SIGNORE e che anche tu vivi, il SIGNORE ti ha impedito di spargere sangue e di farti giustizia con le tue proprie mani. I tuoi nemici e quelli che vogliono fare del male al mio signore siano come Nabal! 27 Adesso, ecco questo regalo che la tua serva porta al mio signore; sia dato ai giovani che seguono il mio signore. 28 Ti prego, perdona la colpa della tua serva, poiché per certo il SIGNORE renderà stabile la tua casa, perché tu combatti le battaglie del SIGNORE e in tutto il tempo della tua vita non si è trovata malvagità in te. 29 Se mai sorgesse qualcuno a perseguitarti e ad attentare alla tua vita, la vita del mio signore sarà custodita nello scrigno dei viventi presso il SIGNORE, il tuo Dio; ma la vita dei tuoi nemici il SIGNORE la lancerà via, come dall'incavo di una fionda. 30 Quando il SIGNORE avrà fatto al mio signore tutto il bene che ti ha promesso e ti avrà stabilito come capo sopra Israele, 31 il mio signore non avrà questo dolore e questo rimorso di avere sparso del sangue senza motivo e di essersi fatto giustizia da sé. Quando il SIGNORE avrà fatto del bene al mio signore, ricòrdati della tua serva».
32 Allora Davide disse ad Abigail: «Sia benedetto il SIGNORE, il Dio d'Israele, che oggi ti ha mandata incontro a me! 33 Sia benedetto il tuo senno, e benedetta sia tu che oggi mi hai impedito di spargere del sangue e di farmi giustizia con le mie mani. 34 Poiché certo, com'è vero che vive il SIGNORE, il Dio d'Israele, che mi ha impedito di farti del male, se tu non ti fossi affrettata a venirmi incontro, fra qui e lo spuntar del giorno a Nabal non sarebbe rimasto un solo uomo». 35 Davide quindi ricevette dalle mani di lei quello che gli aveva portato e le disse: «Risali in pace a casa tua; vedi, io ho dato ascolto alla tua voce e ho avuto riguardo per te».
36 Abigail giunse da Nabal mentre egli faceva un banchetto in casa sua, un banchetto da re. Nabal aveva il cuore allegro, perché era completamente ubriaco; perciò lei non gli parlò di nulla, fino allo spuntar del giorno. 37 Ma la mattina, quando gli fu passata l'ubriachezza, la moglie raccontò a Nabal queste cose; allora gli si freddò il cuore ed egli rimase come di pietra. 38 Circa dieci giorni dopo il SIGNORE colpì Nabal ed egli morì.
39 Quando Davide seppe che Nabal era morto, disse: «Sia benedetto il SIGNORE, che mi ha reso giustizia dell'oltraggio fattomi da Nabal e ha preservato il suo servo dal fare del male! La malvagità di Nabal, il SIGNORE l'ha fatta ricadere sul capo di lui!» Poi Davide mandò ad Abigail la proposta di diventare sua moglie. 40 I servi di Davide andarono da Abigail a Carmel e le parlarono così: «Davide ci ha mandati da te perché vuole prenderti in moglie». 41 Allora lei si alzò, si prostrò con la faccia a terra e disse: «Ecco, la tua serva farà da schiava, per lavare i piedi ai servi del mio signore». 42 Abigail si alzò in fretta, montò sopra un asino e, con cinque fanciulle, seguì i messaggeri di Davide e divenne sua moglie.
43 Davide sposò anche Ainoam di Izreel e tutte e due furono sue mogli. 44 Intanto Saul aveva dato Mical sua figlia, moglie di Davide, a Palti, figlio di Lais, che era di Gallim.

C.E.I.:

1Samuele 25

1 Samuele morì, e tutto Israele si radunò e lo pianse. Lo seppellirono presso la sua casa in Rama. Davide si alzò e scese al deserto di Paran.
2 Vi era in Maon un uomo che possedeva beni a Carmel; costui era molto ricco, aveva un gregge di tremila pecore e mille capre e si trovava a Carmel per tosare il gregge. 3 Quest'uomo si chiamava Nabal e sua moglie Abigail. La donna era di buon senso e di bell'aspetto, ma il marito era brutale e cattivo; era un Calebita. 4 Davide nel deserto sentì che Nabal era alla tosatura del gregge. 5 Allora Davide inviò dieci giovani; Davide disse a questi giovani: «Salite a Carmel, andate da Nabal e chiedetegli a mio nome se sta bene. 6 Voi direte così a mio fratello: Pace a te e pace alla tua casa e pace a quanto ti appartiene! 7 Ho sentito appunto che stanno tosando le tue pecore. Ebbene, quando i tuoi pastori sono stati con noi, non li abbiamo molestati e niente delle loro cose ha subito danno finché sono stati a Carmel. 8 Interroga i tuoi uomini e ti informeranno. Questi giovani trovino grazia ai tuoi occhi, perché siamo giunti in un giorno lieto. Da', ti prego, quanto puoi dare ai tuoi servi e al tuo figlio Davide». 9 Gli uomini di Davide andarono e fecero a Nabal tutto quel discorso a nome di Davide e attesero. 10 Ma Nabal rispose ai servi di Davide: «Chi è Davide e chi è il figlio di Iesse? Oggi sono troppi i servi che scappano dai loro padroni. 11 Devo prendere il pane, l'acqua e la carne che ho preparato per i tosatori e darli a gente che non so da dove venga?».
12 Gli uomini di Davide rifecero la strada, tornarono indietro e gli riferirono tutto questo discorso. 13 Allora Davide disse ai suoi uomini: «Cingete tutti la spada!». Tutti cinsero la spada e Davide cinse la sua e partirono dietro Davide circa quattrocento uomini. Duecento rimasero a guardia dei bagagli.
14 Ma Abigail, la moglie di Nabal, fu avvertita da uno dei servi, che le disse: «Ecco Davide ha inviato messaggeri dal deserto per salutare il nostro padrone, ma egli ha inveito contro di essi. 15 Veramente questi uomini sono stati molto buoni con noi; non ci hanno molestati e non ci è venuto a mancare niente finché siamo stati con loro, quando eravamo in campagna. 16 Sono stati per noi come un muro di difesa di notte e di giorno, finché siamo stati con loro a pascolare il gregge. 17 Sappilo dunque e vedi ciò che devi fare, perché pende qualche guaio sul nostro padrone e su tutta la sua casa. Egli poi è troppo cattivo e non gli si può dire una parola». 18 Abigail allora prese in fretta duecento pani, due otri di vino, cinque arieti preparati, cinque misure di grano tostato, cento grappoli di uva passa e duecento schiacciate di fichi secchi e li caricò sugli asini. 19 Poi disse ai servi: «Precedetemi, io vi seguirò». Ma non disse nulla al marito Nabal.
20 Ora, mentre essa sul dorso di un asino scendeva lungo un sentiero nascosto della montagna, Davide e i suoi uomini scendevano di fronte a lei ed essa s'incontrò con loro. 21 Davide andava dicendo: «Ho dunque custodito invano tutto ciò che appartiene a costui nel deserto; niente fu danneggiato di ciò che gli appartiene ed egli mi rende male per bene. 22 Tanto faccia Dio ai nemici di Davide e ancora peggio, se di tutti i suoi io lascerò sopravvivere fino al mattino un solo maschio!». 23 Appena Abigail vide Davide, smontò in fretta dall'asino, cadde con la faccia davanti a Davide e si prostrò a terra. 24 Cadde ai suoi piedi e disse: «Sono io colpevole, mio signore. Lascia che parli la tua schiava al tuo orecchio e tu dègnati di ascoltare le parole della tua schiava. 25 Non faccia caso il mio signore di quell'uomo cattivo che è Nabal, perché egli è come il suo nome: stolto si chiama e stoltezza è in lui; io tua schiava non avevo visto i tuoi giovani, o mio signore, che avevi mandato. 26 Ora, mio signore, per la vita del Signore e per la tua vita, poiché il Signore ti ha impedito di venire al sangue e farti giustizia con la tua mano, siano appunto come Nabal i tuoi nemici e coloro che cercano di fare il male al mio signore. 27 Quanto a questo dono che la tua schiava porta al mio signore, fa' che sia dato agli uomini che seguono i tuoi passi, mio signore. 28 Perdona la colpa della tua schiava. Certo il Signore concederà a te, mio signore, una casa duratura, perché il mio signore combatte le battaglie del Signore, né si troverà alcun male in te per tutti i giorni della tua vita. 29 Se qualcuno insorgerà a perseguitarti e a cercare la tua vita, la tua anima, o mio signore, sarà conservata nello scrigno della vita presso il Signore tuo Dio, mentre l'anima dei tuoi nemici Egli la scaglierà come dal cavo della fionda. 30 Certo, quando il Signore ti avrà concesso tutto il bene che ha detto a tuo riguardo e ti avrà costituito capo d'Israele, 31 non sia di angoscia o di rimorso al tuo cuore questa cosa: l'aver versato invano il sangue e l'aver fatto giustizia con la tua mano, mio signore. Il Signore ti farà prosperare, mio signore, ma tu vorrai ricordarti della tua schiava». 32 Davide esclamò rivolto ad Abigail: «Benedetto il Signore, Dio d'Israele, che ti ha mandato oggi incontro a me. 33 Benedetto il tuo senno e benedetta tu che mi hai impedito oggi di venire al sangue e di fare giustizia da me. 34 Viva sempre il Signore, Dio d'Israele, che mi ha impedito di farti il male; perché se non fossi venuta in fretta incontro a me, non sarebbe rimasto a Nabal allo spuntar del giorno un solo maschio». 35 Davide prese poi dalle mani di lei quanto gli aveva portato e le disse: «Torna a casa in pace. Vedi: ho ascoltato la tua voce e ho rasserenato il tuo volto».
36 Abigail tornò da Nabal: questi teneva in casa un banchetto come un banchetto da re. Il suo cuore era allegro ed egli era ubriaco fradicio. Essa non gli disse né tanto né poco fino allo spuntar del giorno. 37 Il mattino dopo, quando Nabal ebbe smaltito il vino, la moglie gli narrò la faccenda; il cuore gli si tramortì nel petto ed egli rimase come una pietra. 38 Dieci giorni dopo il Signore colpì Nabal ed egli morì. 39 Quando Davide sentì che Nabal era morto, esclamò: «Benedetto il Signore che ha fatto giustizia dell'ingiuria che ho ricevuto da Nabal; ha trattenuto il suo servo dal male e ha rivolto sul capo di Nabal la sua iniquità». Poi Davide mandò messaggeri e annunziò ad Abigail che voleva prenderla in moglie. 40 I servi di Davide andarono a Carmel e le dissero: «Davide ci ha mandati a prenderti perché tu sia sua moglie». 41 Essa si alzò, si prostrò con la faccia a terra e disse: «Ecco, la tua schiava sarà come una schiava per lavare i piedi ai servi del mio signore». 42 Abigail si preparò in fretta poi salì su un asino e, seguita dalle sue cinque giovani ancelle, tenne dietro ai messaggeri di Davide e divenne sua moglie. 43 Davide aveva preso anche Achinoàm da Izreèl e furono tutte e due sue mogli. 44 Saul aveva dato Mikal sua figlia, già moglie di Davide, a Palti figlio di Lais, che abitava in Gallìm.

Nuova Diodati:

1Samuele 25

Davide, Nabal e Abigail
1 Poi Samuele morì, e tutto Israele si radunò e lo pianse; lo seppellirono quindi nella sua casa a Ramah. Allora Davide si levò e scese al deserto di Paran. 2 A Maon c'era un uomo, che aveva le sue proprietà a Karmel; quest'uomo era molto ricco: aveva tremila pecore e mille capre, e si trovava a Karmel per tosare le sue pecore. 3 Quest'uomo si chiamava Nabal e sua moglie Abigail; lei era una donna di buon senso e di bell'aspetto, ma l'uomo era duro e malvagio nel suo operare; egli discendeva da Caleb. 4 Quando Davide seppe nel deserto che Nabal stava tosando le sue pecore, 5 mandò dieci giovani; Davide disse ai giovani: «Salite a Karmel, andate da Nabal e chiedetegli a nome mio se sta bene, 6 e dite così: "Salute! Pace a te, pace alla tua casa e pace a tutto ciò che ti appartiene! 7 Ho saputo che tu hai i tosatori; quando i tuoi pastori erano con noi, non abbiamo fatto loro alcun male, e nulla è mancato loro durante tutto il tempo che sono stati a Karmel. 8 Interroga i tuoi servi e te lo diranno. Possano questi giovani trovare grazia ai tuoi occhi, perché siamo venuti in un giorno di gioia; da', ti prego, ai tuoi servi e al tuo figlio Davide ciò che hai a portata di mano"». 9 Così i giovani di Davide andarono e riferirono a Nabal tutte queste parole in nome di Davide, poi attesero. 10 Ma Nabal rispose ai servi di Davide, dicendo: «Chi è Davide e chi è il figlio di Isai? Oggi sono molti i servi che si allontanano dai loro padroni. 11 Prenderò dunque il mio pane, la mia acqua e la carne degli animali da me uccisi per i miei tosatori, per darli a gente che non so da dove venga?». 12 Così i giovani di Davide ripresero la loro strada, tornarono indietro e andarono a riferire tutte queste parole. 13 Allora Davide disse ai suoi uomini: «Ognuno si cinga la spada». Così ognuno cinse la propria spada e anche Davide cinse la sua spada; circa quattrocento uomini salirono dietro a Davide e duecento rimasero presso i bagagli. 14 Ma uno dei servi avvertì Abigail, la moglie di Nabal dicendole: «Ecco, Davide ha inviato messaggeri dal deserto per salutare il nostro padrone, ma egli li ha insultati. 15 Eppure questi uomini sono stati molto buoni verso di noi; non abbiamo ricevuto alcun male e non ci è mancato nulla durante tutto il tempo in cui abbiamo girovagato con loro quando eravamo in campagna. 16 Essi sono stati per noi un muro di protezione notte e giorno per tutto il tempo in cui siamo stati con loro pascolando il gregge. 17 Sappi e vedi ciò che devi fare, perché accadrà qualche sventura al nostro padrone e a tutta la sua casa; egli è un uomo così malvagio, che non gli si può parlare». 18 Allora Abigail prese in fretta duecento pani, due otri di vino, cinque pecore già cucinate, cinque misure di grano arrostito, cento grappoli di uva passa e duecento schiacciate di fichi e li caricò sugli asini. 19 Poi disse ai suoi servi: «Precedetemi, io vi seguirò». Ma non disse nulla a Nabal suo marito. 20 Ora, mentre essa sul dorso di un asino scendeva per un sentiero nascosto dal monte, Davide e i suoi uomini scendevano verso di lei, ed essa s'imbattè con loro. 21 Or Davide aveva detto: «Ho certamente custodito invano tutto ciò che costui aveva nel deserto. Non gli è mai mancato nulla di tutto ciò che possedeva, ma egli mi ha reso male per bene. 22 Così DIO faccia ai nemici di Davide e anche peggio, se di tutto ciò che possiede io lascerò in vita un sol maschio fino al mattino». 23 Quando Abigail vide Davide, scese in fretta dall'asino, e gettandosi con la faccia a terra davanti a Davide, si prostrò fino a terra. 24 Così si gettò ai suoi piedi e disse: «O mio signore, su di me, su di me soltanto ricada la colpa! Deh, lascia che la tua serva ti parli, e tu ascolta le parole della tua serva! 25 Ti prego, signor mio non far caso a quell'uomo spregevole, a Nabal, perché egli è esattamente come il suo nome; si chiama Nabal e in lui c'è stoltezza; ma io, la tua serva, non ho visto i giovani mandati dal mio signore. 26 Or dunque, signor mio, com'è vero che l'Eterno vive e che la tua anima vive, l'Eterno ti ha impedito di spargere il sangue e di farti giustizia con le tue proprie mani. Or dunque i tuoi nemici e quelli che vogliono fare del male al mio signore siano come Nabal! 27 E ora questo dono che la tua serva ha portato al mio signore, sia dato ai giovani che seguono il mio signore. 28 Deh, perdona la colpa della tua serva; certamente l'Eterno renderà stabile la casa del mio signore, perché il mio signore combatte le battaglie dell'Eterno, e in tutto il tempo della tua vita non è stato trovato alcun male in te. 29 Se sorgesse qualcuno a perseguitarti e a cercare la tua vita, la vita del mio signore sarà custodita nello scrigno della vita presso l'Eterno, il tuo DIO, mentre la vita dei tuoi nemici l'Eterno la scaglierà come dal cavo di una fionda. 30 Così, quando l'Eterno avrà fatto al mio signore tutto il bene che ha promesso a tuo riguardo e ti avrà costituito capo sopra Israele, 31 questa cosa non sarà un dolore per te né un rimorso al cuore del mio signore: l'avere cioè sparso del sangue senza motivo e l'essersi fatto giustizia da sé. Ma quando l'Eterno avrà fatto del bene al mio signore, ricordati della tua serva». 32 Allora Davide disse ad Abigail: «Sia benedetto l'Eterno, il DIO d'Israele, che oggi ti ha mandato incontro a me! 33 Benedetto il tuo consiglio e benedetta tu che oggi mi hai impedito di arrivare allo spargimento di sangue e di farmi giustizia con le mie proprie mani! 34 Poiché certo, com'è vero che vive l'Eterno, il DIO d'Israele, che mi ha impedito di farti del male, se non ti fossi affrettata a venirmi incontro, allo spuntar del giorno a Nabal non sarebbe rimasto un sol uomo». 35 Così Davide ricevette dalle sue mani ciò che ella gli aveva portato e le disse: «Risali in pace a casa tua; vedi, io ho dato ascolto alla tua voce e ho avuto riguardo alla tua persona». 36 Abigail ritornò quindi da Nabal; egli stava facendo un banchetto in casa sua, come un banchetto da re. Nabal aveva il cuore allegro, perché era ubriaco fradicio; perciò ella non gli fece sapere niente, né poco né molto, fino allo spuntar del giorno. 37 Ma il mattino dopo, quando l'effetto del vino gli era passato, la moglie raccontò a Nabal queste cose; allora il cuore dentro di lui venne meno ed egli rimase come un sasso. 38 Circa dieci giorni dopo, l'Eterno colpì Nabal ed egli morì. 39 Quando Davide seppe che Nabal era morto, disse: «Sia benedetto l'Eterno, che mi ha reso giustizia dell'oltraggio che ho ricevuto da Nabal e ha trattenuto il suo servo dal male! L'Eterno infatti ha fatto ricadere sul suo capo la malvagità di Nabal». Poi Davide mandò un'ambasciata a parlare ad Abigail per prenderla in moglie. 40 I servi di Davide vennero da Abigail a Karmel e le parlarono così, dicendo: «Davide ci ha mandati da te, perché vuole prenderti in moglie». 41 Allora ella si levò, si prostrò con la faccia a terra e disse: «Ecco, possa la tua serva fare da schiava, per lavare i piedi ai servi del mio signore». 42 Poi Abigail si levò in fretta, montò sull'asino e, assistita da cinque fanciulle, seguì i messaggeri di Davide e divenne sua moglie. 43 Davide prese anche Ahinoam di Jezreel, e tutte e due furono sue mogli. 44 Or Saul aveva dato sua figlia Mikal, già moglie di Davide, a Palti, figlio di Laish, che era di Gallim.

Riveduta 2020:

1Samuele 25

Davide e Nabal
1 Samuele morì e tutto Israele si radunò e fece cordoglio; lo seppellirono nella sua proprietà, a Rama. Allora Davide si alzò, e scese verso il deserto di Paran. 2 A Maon c'era un uomo che aveva i suoi beni a Carmel; era molto ricco, aveva tremila pecore e mille capre, e si trovava a Carmel per la tosatura delle sue pecore. 3 Quest'uomo si chiamava Nabal, e il nome di sua moglie era Abigail, donna di buon senso e di bell'aspetto; ma l'uomo era duro e malvagio nelle sue azioni; discendeva da Caleb. 4 Davide, avendo saputo nel deserto che Nabal tosava le sue pecore, 5 gli mandò dieci giovani, ai quali disse: “Salite a Carmel, andate da Nabal, salutatelo a nome mio, 6 e dite così: 'Salute! pace a te, pace alla tua casa, e pace a tutto quello che ti appartiene! 7 Ho saputo che tu hai i tosatori; ora, i tuoi pastori sono stati con noi e noi non abbiamo fatto loro nessun oltraggio, e non gli è stato portato via nulla per tutto il tempo che sono stati a Carmel. 8 Domandalo ai tuoi servi e te lo diranno. Questi giovani trovino dunque grazia agli occhi tuoi, poiché siamo venuti in un giorno di gioia; e da', ti prego, ai tuoi servi e a tuo figlio Davide ciò che avrai fra le mani'”. 9 Quando i giovani di Davide arrivarono, ripeterono a Nabal tutte queste parole in nome di Davide, poi tacquero. 10 Ma Nabal rispose ai servi di Davide, dicendo: “Chi è Davide? E chi è il figlio di Isai? Sono molti, oggi, i servi che scappano dai loro padroni; 11 e io dovrei prendere il mio pane, la mia acqua e la carne che ho macellato per i miei tosatori, per darli a gente che non so da dove venga?”. 12 I giovani ripresero la loro strada, tornarono e andarono a riferire a Davide tutte queste parole. 13 Allora Davide disse ai suoi uomini: “Ognuno di voi prenda la sua spada”. Ognuno prese la sua spada, e Davide pure prese la sua, e salirono dietro a Davide circa quattrocento uomini; duecento rimasero vicino ai bagagli. 14 Abigail, moglie di Nabal, fu informata della cosa da uno dei suoi servi, che le disse: “Ecco, Davide ha inviato dal deserto dei messaggeri per salutare il nostro padrone e lui li ha trattati male. 15 Eppure, quella gente è stata molto buona verso di noi; noi non abbiamo ricevuto nessun oltraggio e non ci hanno portato via nulla per tutto il tempo che siamo andati intorno con loro quando eravamo per la campagna. 16 Di giorno e di notte sono stati per noi come una muraglia, per tutto il tempo che siamo stati con loro pascolando le greggi. 17 Ora dunque rifletti e vedi quello che tu debba fare; poiché è certo che avverrà un guaio al nostro padrone e a tutta la sua casa, ed egli è un uomo talmente malvagio che non gli si può parlare”. 18 Allora Abigail prese in fretta duecento pani, due otri di vino, cinque montoni pronti da cuocere, cinque misure di grano arrostito, cento grappoli di uva passa e duecento schiacciate di fichi, e caricò ogni cosa su degli asini. 19 Poi disse ai suoi servi: “Andate davanti a me; ecco, io vi seguirò”. Ma non disse nulla a Nabal suo marito. 20 E mentre lei, sul dorso del suo asino, scendeva il monte per un sentiero coperto, ecco Davide e i suoi uomini che scendevano di fronte a lei, e lei li incontrò. 21 Ora Davide aveva detto: “Ho dunque protetto invano tutto ciò che costui aveva nel deserto, in modo che nulla è mancato di tutto ciò che egli possiede; ed egli mi ha reso male per bene. 22 Così tratti Iddio i nemici di Davide con il massimo rigore! Fra qui e lo spuntare del giorno, io non lascerò in vita un solo uomo tra tutto quello che gli appartiene”. 23 Quando Abigail vide Davide scese in fretta dall'asino e, gettandosi con la faccia a terra, si prostrò davanti a lui. 24 Poi, gettandosi ai suoi piedi, disse: “O mio signore, la colpa è mia! Ti prego, lascia che la tua serva parli in tua presenza e tu ascolta le parole della tua serva! 25 Ti prego, signor mio, non fare caso a quell'uomo da nulla che è Nabal; poiché lui è ciò che dice il suo nome; si chiama Nabal, e in lui non c'è che stoltezza; ma io, la tua serva, non vidi i giovani mandati dal mio signore. 26 Ora dunque, signor mio, com'è vero che vive l'Eterno e che vive l'anima tua, l'Eterno ti ha impedito di spargere il sangue e di farti giustizia con le tue proprie mani. I tuoi nemici e quelli che vogliono fare del male al mio signore, siano come Nabal! 27 Adesso, ecco questo regalo che la tua serva porta al mio signore; sia dato ai giovani che seguono il mio signore. 28 Ti prego, perdona lo sbaglio della tua serva; poiché per certo l'Eterno renderà stabile la casa del mio signore, perché il mio signore combatte le battaglie dell'Eterno, e in tutto il tempo della tua vita non si è trovata malvagità in te. 29 Se mai sorgesse alcuno a perseguitarti e ad attentare alla tua vita, la vita del mio signore sarà custodita nello scrigno della vita presso l'Eterno, che è il tuo Dio; ma la vita dei tuoi nemici l'Eterno la lancerà via, come dall'incavo di una fionda. 30 E quando l'Eterno avrà fatto al mio signore tutto il bene che ti ha promesso e ti avrà stabilito come capo sopra Israele, 31 il mio signore non avrà questo dolore e questo rimorso di avere sparso del sangue senza motivo e di essersi fatto giustizia da sé. E quando l'Eterno avrà fatto del bene al mio signore, ricordati della tua serva”. 32 Davide disse ad Abigail: “Sia benedetto l'Eterno, l'Iddio d'Israele, che oggi ti ha mandato incontro a me! 33 E sia benedetto il tuo senno, e benedetta sia tu che oggi mi hai impedito di spargere del sangue e di farmi giustizia con le mie mani! 34 Poiché certo, com'è vero che vive l'Eterno, l'Iddio d'Israele, che mi ha impedito di farti del male, se tu non ti fossi affrettata a venirmi incontro, fra qui e lo spuntare del giorno a Nabal non sarebbe rimasto un solo uomo”. 35 Davide quindi ricevette dalle mani di lei quello che lei aveva portato, e le disse: “Risali in pace a casa tua; vedi, io ho dato ascolto alla tua voce e ho avuto riguardo per te”. 36 Abigail andò da Nabal; ed ecco che egli faceva un banchetto in casa sua, un banchetto da re. Nabal aveva il cuore allegro, perché era completamente ubriaco; perciò lei non gli fece sapere nessuna cosa, piccola o grande, fino allo spuntare del giorno. 37 Ma la mattina, quando gli fu passata l'ubriachezza, la moglie raccontò a Nabal queste cose; allora gli si freddò il cuore ed egli rimase come di pietra. 38 Circa dieci giorni dopo, l'Eterno colpì Nabal, ed egli morì. 39 Quando Davide seppe che Nabal era morto, disse: “Sia benedetto l'Eterno, che mi ha reso giustizia dell'offesa che mi ha fatto Nabal, e ha preservato il suo servo dal fare del male! L'Eterno ha fatto ricadere la malvagità di Nabal sul suo capo!”. Poi Davide mandò dei messaggeri ad Abigail per proporle di diventare sua moglie. 40 E i servi di Davide andarono da Abigail a Carmel, e le parlarono così: “Davide ci ha mandati da te, perché vuole prenderti in moglie”. 41 Allora lei si alzò, si prostrò con la faccia a terra, e disse: “Ecco, la tua serva farà da schiava, per lavare i piedi ai servi del mio signore”. 42 Abigail si alzò in fretta, montò sopra un asino e, con cinque fanciulle, seguì i messaggeri di Davide e divenne sua moglie. 43 Davide sposò anche Ainoam di Izreel, ed entrambe furono sue mogli. 44 Saul aveva dato Mical sua figlia, moglie di Davide, a Palti, figlio di Lais, che era di Gallim.

Riveduta:

1Samuele 25

Davide e Nabal
1 Samuele morì, e tutto Israele si radunò e ne fece cordoglio; e lo seppellirono nella sua proprietà, a Rama. Allora Davide si levò, e scese verso il deserto di Paran. 2 Or v'era un uomo a Maon, che aveva i suoi beni a Carmel; era molto ricco, avea tremila pecore e mille capre, e si trovava a Carmel per la tosatura delle sue pecore. 3 Quest'uomo avea nome Nabal, e il nome di sua moglie era Abigail, donna di buon senso e di bell'aspetto; ma l'uomo era duro e malvagio nell'agir suo; discendeva da Caleb. 4 Davide, avendo saputo nel deserto che Nabal tosava le sue pecore, 5 gli mandò dieci giovani, ai quali disse: 'Salite a Carmel, andate da Nabal, salutatelo a nome mio, 6 e dite così: Salute! pace a te, pace alla tua casa, e pace a tutto quello che t'appartiene! 7 Ho saputo che tu hai i tosatori; ora, i tuoi pastori sono stati con noi, e noi non abbiam fatto loro alcun oltraggio, e nulla è stato loro portato via per tutto il tempo che sono stati a Carmel. 8 Domandane ai tuoi servi, e te lo diranno. Trovin dunque questi giovani grazia agli occhi tuoi, giacché siam venuti in giorno di gioia; e da', ti prego, ai tuoi servi e al tuo figliuolo Davide ciò che avrai fra mano'. 9 Quando i giovani di Davide arrivarono, ripeterono a Nabal tutte queste parole in nome di Davide, poi si tacquero. 10 Ma Nabal rispose ai servi di Davide, dicendo: 'Chi è Davide? E chi è il figliuolo d'Isai? Sono molti, oggi, i servi che scappano dai loro padroni; 11 e prenderei io il mio pane, la mia acqua e la carne che ho macellata pei miei tosatori, per darli a gente che non so donde venga?' 12 I giovani ripresero la loro strada, tornarono, e andarono a riferire a Davide tutte queste parole. 13 Allora Davide disse ai suoi uomini: 'Ognun di voi si cinga la sua spada'. Ognuno si cinse la sua spada, e Davide pure si cinse la sua, e saliron dietro a Davide circa quattrocento uomini; duecento rimasero presso il bagaglio. 14 Or Abigail, moglie di Nabal, fu informata della cosa da uno de' suoi servi, che le disse: 'Ecco, Davide ha inviato dal deserto de' messi per salutare il nostro padrone, ed egli li ha trattati male. 15 Eppure, quella gente è stata molto buona verso di noi; noi non ne abbiam ricevuto alcun oltraggio, e non ci han portato via nulla per tutto il tempo che siamo andati attorno con loro quand'eravamo per la campagna. 16 Di giorno e di notte sono stati per noi come una muraglia, per tutto il tempo che siamo stati con loro pascendo i greggi. 17 Or dunque rifletti, e vedi quel che tu debba fare; poiché un guaio è certo che avverrà al nostro padrone e a tutta la sua casa; ed egli è uomo così malvagio, che non gli si può parlare'. 18 Allora Abigail prese in fretta duecento pani, due otri di vino, cinque montoni allestiti, cinque misure di grano arrostito, cento picce d'uva secca e duecento masse di fichi, e caricò ogni cosa su degli asini. 19 Poi disse ai suoi servi: 'Andate innanzi a me; ecco, io vi seguirò'. Ma non disse nulla a Nabal suo marito. 20 E com'ella, a cavallo al suo asino, scendeva il monte per un sentiero coperto, ecco Davide e i suoi uomini che scendevano di fronte a lei, sì ch'ella li incontrò. 21 - Or Davide avea detto: 'Invano dunque ho io protetto tutto ciò che colui aveva nel deserto, in guisa che nulla è mancato di tutto ciò ch'ei possiede; ed egli m'ha reso male per bene. 22 Così tratti Iddio i nemici di Davide col massimo rigore! Fra qui e lo spuntar del giorno, di tutto quel che gli appartiene io non lascerò in vita un sol uomo'. 23 E quando Abigail ebbe veduto Davide, scese in fretta dall'asino e gettandosi con la faccia a terra, si prostrò dinanzi a lui. 24 Poi, gettandosi ai suoi piedi, disse: 'O mio signore, la colpa è mia! Deh, lascia che la tua serva parli in tua presenza, e tu ascolta le parole della tua serva! 25 Te ne prego, signor mio, non far caso di quell'uomo da nulla ch'è Nabal; poiché egli è quel che dice il suo nome; si chiama Nabal, e in lui non c'è che stoltezza; ma io, la tua serva, non vidi i giovani mandati dal mio signore. 26 Or dunque, signor mio, com'è vero che vive l'Eterno e che l'anima tua vive, l'Eterno t'ha impedito di spargere il sangue e di farti giustizia con le tue proprie mani. Ed ora, i tuoi nemici e quelli che voglion fare del male al mio signore siano come Nabal! 27 E adesso, ecco questo regalo che la tua serva reca al mio signore; sia dato ai giovani che seguono il mio signore. 28 Deh, perdona il fallo della tua serva; poiché per certo l'Eterno renderà stabile la casa del mio signore, giacché il mio signore combatte le battaglie dell'Eterno, e in tutto il tempo della tua vita non s'è trovata malvagità in te. 29 E se mai sorgesse alcuno a perseguitarti e ad attentare alla tua vita, l'anima del mio signore sarà custodita nello scrigno della vita presso l'Eterno, ch'è il tuo Dio; ma l'anima de' tuoi nemici l'Eterno la lancerà via, come dalla rete d'una frombola. 30 E quando l'Eterno avrà fatto al mio signore tutto il bene che t'ha promesso e t'avrà stabilito come capo sopra Israele, 31 il mio signore non avrà questo dolore e questo rimorso d'avere sparso del sangue senza motivo e d'essersi fatto giustizia da sé. E quando l'Eterno avrà fatto del bene al mio signore, ricordati della tua serva'. 32 E Davide disse ad Abigail: 'Sia benedetto l'Eterno, l'Iddio d'Israele, che t'ha oggi mandata incontro a me! 33 E sia benedetto il tuo senno, e benedetta sii tu che m'hai oggi impedito di spargere del sangue e di farmi giustizia con le mie proprie mani! 34 Poiché certo, com'è vero che vive l'Eterno, l'Iddio d'Israele, che m'ha impedito di farti del male, se tu non ti fossi affrettata a venirmi incontro, fra qui e lo spuntar del giorno a Nabal non sarebbe rimasto un sol uomo'. 35 Davide quindi ricevé dalle mani di lei quello ch'essa avea portato, e le disse: 'Risali in pace a casa tua; vedi, io ho dato ascolto alla tua voce, e ho avuto riguardo a te'. 36 Ed Abigail venne da Nabal; ed ecco ch'egli faceva banchetto in casa sua; banchetto da re. Nabal aveva il cuore allegro, perch'era ebbro fuor di modo; ond'ella non gli fece sapere alcuna cosa, piccola o grande, fino allo spuntar del giorno. 37 Ma la mattina, quando gli fu passata l'ebbrezza, la moglie raccontò a Nabal queste cose; allora gli si freddò il cuore, ed ei rimase come un sasso. 38 E circa dieci giorni dopo, l'Eterno colpì Nabal, ed egli morì. 39 Quando Davide seppe che Nabal era morto, disse: 'Sia benedetto l'Eterno, che m'ha reso giustizia dell'oltraggio fattomi da Nabal, e ha preservato il suo servo dal far del male! La malvagità di Nabal, l'Eterno l'ha fatta ricadere sul capo di lui!' Poi Davide mandò da Abigail a proporle di diventar sua moglie. 40 E i servi di Davide vennero da Abigail a Carmel, e le parlarono così: 'Davide ci ha mandati da te, perché vuol prenderti in moglie'. 41 Allora ella si levò, si prostrò con la faccia a terra, e disse: 'Ecco, la tua serva farà da schiava, per lavare i piedi ai servi del mio signore'. 42 Poi Abigail si levò tosto, montò sopra un asino, e seguìta da cinque fanciulle tenne dietro ai messi di Davide, e divenne sua moglie. 43 Davide sposò anche Ahinoam di Izreel, e ambedue furono sue mogli. 44 Or Saul avea dato Mical sua figliuola, moglie di Davide, a Palti, figliuolo di Laish, che era di Gallim.

Ricciotti:

1Samuele 25

Davide e Nabal
1 Frattanto moriva Samuele e tutto il popolo d'Israele si riunì per piangerlo e per seppellirlo nella sua proprietà, in Ramata. Levatosi, Davide discese nel deserto di Faran. 2 Abitava nel deserto di Maon un certo tale che aveva possedimenti in Carmelo; quest'uomo era ricchissimo, aveva tremila pecore e mille capre; e il suo gregge si doveva tosare a Carmelo. 3 Egli aveva nome Nabal e sua moglie si chiamava Abigail, donna assai prudente e bella; ma suo marito, che apparteneva alla discendenza di Caleb era duro, pieno di cattiveria e di malizia. 4 Avendo dunque Davide udito, mentre era nel deserto, che Nabal tosava il suo gregge 5 gli spedì dieci giovani, a cui aveva detto: «Salite a Carmelo e, presentandovi a Nabal, salutatelo da parte mia pacificamente 6 e ditegli così: - Pace sia ai miei fratelli, a te, alla tua casa e a tutto quello che hai. 7 Ho inteso come i tuoi pastori, che stettero con noi nel deserto, facciano la tosatura. Noi non abbiamo mai recato loro molestia, nè mai venne loro a mancare un solo capo di bestiame in tutto il tempo che furono con noi in Carmelo. 8 Chiedine pure ai tuoi uomini e te lo diranno. Ora quindi i tuoi servi sperano di trovar grazia agli occhi tuoi, poichè siam venuti in giorno tanto opportuno; dà ai tuoi servi e al figliuol tuo Davide tutto ciò che ti viene alla mano -». 9 Venuti da Nabal gli uomini di Davide ripeterono in nome di lui tutte queste cose e poi tacquero; 10 e Nabal rispose ai servi di Davide: «E chi è Davide? E chi è il figlio di Isai? Oggi sono cresciuti i servi che fuggono dai loro padroni. 11 Prenderò io il mio pane e la mia acqua e le carni delle mie pecore ammazzate per i miei tosatori per darle a uomini che non so donde vengano?». 12 Gli uomini di Davide rifecero allora la strada e di ritorno vennero ad annunziare a Davide tutto ciò che Nabal aveva detto. 13 Disse Davide ai suoi servi: «Ciascuno si cinga della sua spada». Ognuno si cinse la spada; anche Davide prese la sua e si mise alla testa di quasi quattrocento uomini, mentre duecento rimasero a custodire i bagagli.

Davide placato da Abigail
14 Abigail però, la moglie di Nabal fu informata da uno de' suoi servi, che disse: «Ecco, Davide ha mandato dei messaggeri dal deserto per salutare il nostro padrone, ma egli li trattò duramente. 15 Eppure quegli uomini sono stati abbastanza buoni verso di noi nè ci hanno molestati; nè mai per tutto il tempo che fummo con loro nel deserto ci mancò la più piccola cosa, 16 ma furono sempre per noi un baluardo di giorno e di notte per tutto il tempo che pascolammo presso di loro il gregge. 17 Perciò guarda bene e rifletti a ciò che fai, poichè è al colmo la malizia contro tuo marito e contro la tua casa; è figlio di Belial cosicchè nessuno gli può parlare». 18 Abigail allora si affrettò e presi duecento pani e due otri di vino e cinque arieti cotti e cinque misure di grano tostato e cento penzoli di uva passa e duecento masse di fichi secchi, ne caricò alcuni asini 19 e disse ai suoi servi: «Precedetemi; io verrò dopo di voi». Ma non disse nulla a Nabal suo marito. 20 Mentre montata sull'asino discendeva ai piedi del monte, Davide e i suoi le venivano incontro ed ella si trovò a faccia a faccia con loro. 21 Davide diceva: «Invano veramente ho risparmiato tutto ciò che costui aveva là nel deserto in modo che non perisse nulla di tutto ciò che gli apparteneva; ora mi ha reso male per bene. 22 Che Iddio faccia questo e peggio ai nemici di Davide, se di tutto ciò che appartiene a lui lascerò fino a domani mattina, sia pure uno che orini alla muraglia!». 23 Come Abigail vide Davide, si affrettò a discendere dall'asino, e gettatasi dinanzi a Davide colla faccia per terra, si prostrò, 24 e gli cadde ai piedi, dicendo: «Su di me cada, o signore, questa iniquità; ma lascia, te ne prego, che parli la tua ancella e tu ascolta le parole della tua serva. 25 Non badar, te ne prego, o mio signore, a quell'iniquo uomo di Nabal, poichè, come lo dice il nome, è uno stolto e la stoltezza è con lui. Io però tua serva non vidi i servi mandati da te, mio signore. 26 Perciò ora, signor mio, viva il Signore e viva tu pure! Egli ti ha impedito di spandere il sangue e ha trattenuto la tua mano. Che i tuoi nemici e quanti meditano del male contro il mio signore diventino come Nabal. 27 Accetta pertanto questa benedizione che la tua ancella portò a te, mio signore, perchè tu la dia ai servi che vengono dietro a te, mio signore. 28 Perdona la colpa della tua serva e il Signore certamente concederà a te, mio signore, una famiglia stabile, poichè tu, o mio signore, combatti le battaglie del Signore; nè mai si trovi in te malizia alcuna in tutti i giorni della tua vita. 29 Che se alcuno insorgesse per perseguitarti e attentare a' tuoi giorni, la vita del mio signore sarà custodita come nel sacchetto dei viventi presso il Signore Dio tuo, mentre la vita de' tuoi nemici sarà travolta come nella furia di roteante fionda. 30 Quando poi il Signore farà a te mio padrone tutto il bene che t'ha promesso e ti costituirà capo sopra Israele, 31 non sarà per te un rimorso nè uno scrupolo di cuore per il mio padrone l'aver versato sangue innocente o l'esserti vendicato di tua mano; e quando il Signore avrà ricolmo de' suoi beni il mio padrone, ricordati della tua ancella». 32 Davide rispose ad Abigail: «Sia benedetto il Signore Dio di Israele, che ti mandò oggi ad incontrarmi e benedetta la tua loquela, 33 e benedetta tu che mi impedisti di versare oggi il sangue e di vendicarmi di mia mano: 34 altrimenti, viva il Signore Dio di Israele, che m'impedì di farti alcun male, se tu non fossi venuta così presto incontro a me, prima di domani a Nabal non sarebbe rimasto neppure uno che orinasse alla muraglia». 35 Davide ricevette dalla mano di lei quanto aveva essa portato e le disse: «Tornatene tranquilla a casa; ecco, io ho dato retta alla tua parola e ho avuto riguardo di te». 36 Venuta Abigail da Nabal, ecco, egli faceva un banchetto in casa sua, un banchetto regale. Nabal era oltremodo allegro, perchè era molto ubriaco; ed ella non gli parlò nè molto nè poco fino al mattino. 37 Allo spuntar del giorno quando Nabal ebbe ormai smaltito il vino, la moglie gli raccontò queste cose; il suo cuore ricevette tal colpo mortale che s'irrigidì come un sasso; 38 e dopo appena dieci giorni il Signore colpì Nabal, e questi morì. 39 Quando Davide seppe che Nabal era morto, disse: «Benedetto il Signore che ha giudicato la causa del mio obbrobrio proveniente dalla mano di Nabal, e preservò il suo servo dal male e ha riversato sul capo di Nabal tutta la nequizia di lui». Mandò poi Davide a parlare ad Abigail per prendersela in moglie. 40 Venuti pertanto i servi di Davide ad Abigail a Carmelo le parlarono e le dissero: «Davide ci ha mandati da te perchè vuol prenderti in sua moglie». 41 Essa si alzò, si prostrò fino a terra e disse: «Ecco, la tua serva siati quasi ancella per lavare i piedi dei servi del mio padrone»: 42 poi si affrettò, salì sull'asino e accompagnata da cinque donzelle tenne tosto dietro ai messi di Davide; e divenne sua sposa. 43 Davide si era presa anche Achinoam di Jezrael; così entrambe furono sue mogli; 44 laddove Micol figlia di Saul e moglie di Davide, era stata data da Saul a Falti figlio di Lais, originario di Gallim.

Tintori:

1Samuele 25

Morte di Samuele.
1 Intanto morì Samuele, e tutto Israele, adunatosi, lo pianse e lo seppellì nella sua casa in Ramata: e David si mosse e discese nel deserto di Faran. David e Nabal. 2 Or vi era nel deserto di Maon un uomo che aveva i suoi possessi in Carmelo. Quest'uomo era molto ricco: aveva tremila pecore e mille capre. Era il tempo in cui si faceva la tosatura delle sue pecore in Carmelo. 3 Egli si chiamava Nabal, la sua moglie Abigail. Questa era molto prudente e bella; ma il suo marito era duro, pessimo e malizioso: egli era dalla stirpe di Caleb. 4 David avendo inteso nel deserto che Nabal tosava il suo gregge, 5 mandò dieci giovani, dando loro questi ordini: «Salite a Carmelo, andate da Nabal, salutatelo pacificamente a mio nome, 6 e poi ditegli: La pace sua coi miei fratelli e con te, la pace sia colla tua casa, la pace sia con tutto quello che hai. 7 Ho sentito dire che i tuoi pastori, i quali eran con noi nel deserto, fanno la tosatura; noi non li abbiamo mai molestati, e non mancò loro nessun capo di bestiame per tutto il tempo che furori con noi in Carmelo. 8 Chiedilo ai tuoi servi, e te lo diranno. Trovino dunque grazia dinanzi a te i tuoi servi, giacché siam venuti in una buona giornata, da' ai tuoi servi e a David tuo figlio ciò che avrai disponibile». 9 I servi andarono, e, dette da parte di David tutte queste parole a Nabal, si tacquero. 10 Ma Nabal, per tutta risposta ai servi di David, disse: Chi è David? Chi è il figlio d'Isai? Son numerosi al giorno d'oggi i servi scappati ai loro padroni; 11 e dovrò io prendere i miei pani, le mie acque, le carni delle pecore uccise per quei che tosano, e darle a uomini che non so donde siano?» 12 I servi di David, ripresa la loro strada, tornarono indietro; e, giunti da David, gli riferirono tutto quello che Nabal aveva detto. 13 Allora David disse alla sua gente: «Si cinga ognuno la sua spada». Ognuno se la cinse, anche David si cinse la sua spada. Circa quattrocento uomini seguirono David: duecento restarono presso i bagagli. 14 Intanto uno dei servi di Nabal riferiva la cosa alla moglie di lui Abigail, dicendole: «Ecco, David ha mandato dal deserto dei messi a salutare il nostro padrone, ed egli li ha respinti. 15 Questa gente è stata molto buona verso di noi: non ci ha molestati, e per tutto il tempo che siamo stati con loro nel deserto, non c'è mai mancato nulla: 16 essi eran per noi un muro, tanto di giorno come di notte, per tutto il tempo che siamo stati fra loro a pascere i greggi. 17 Or dunque pensa e rifletti a quel che hai da fare, perchè è già decretata la rovina del tuo marito e della tua casa: lui poi è un figlio di Belial e non c'è da parlargli». 18 Allora Abigail prese in tutta fretta duecento pani, due otri di vino, cinque arieti cotti, cinque misure di grano arrostito, cento penzoli d'uva passa e duecento torte di fichi secchi, e caricatine gli asini, 19 disse ai suoi servi: «Andate avanti, che io vi seguirò». Ma non disse niente al suo marito Nabal. 20 Or quando essa, su un asino, scendeva alle falde del monte, ecco venir verso di lei David con i suoi uomini. Abigail seguitò verso di loro, 21 Intanto David diceva: «Invano adunque ho vegliato tutto ciò che costui aveva nel deserto, in modo che nulla di ciò che gli apparteneva è perito: egli mi ha reso male per bene. 22 Il Signore tratti David come i nemici e peggio, se di tutto ciò che appartiene a Nabal io lascerò sino a domani uno che orina al muro». 23 Ma Abigail, appena ebbe veduto David, scese in fretta, dall'asino e gettandosi bocconi dinanzi a David, si prostrò per terra. 24 poi, gettatasi ai suoi piedi, disse: «Sia sopra di me, signor mio, questa iniquità. Permetti alla tua serva di parlare al tuo orecchio, e tu ascolta le parole della tua serva. 25 Non se ne faccia, mi raccomando, il signor mio re, di quell'uomo iniquo di Nabal, perchè, secondo il suo nome è uno stolto ed ha seco la stoltezza; io poi tua serva non vidi i tuoi uomini che tu, o mio signore, avevi mandati. 26 Or dunque, signor mio, viva il Signore e viva l'anima tua, il Signore t'ha impedito di spargere il sangue, ha ritenuta la tua mano. Ed ora diventino come Nabal i tuoi nemici, quelli che cercano il male al mio signore. 27 Tu dunque accetta questa benedizione che la tua serva ti ha portata, signor mio, e dalla ai servi che vengono dietro a te, signor mio. 28 Perdona, ti prego, l'iniquità alla tua serva. Signore ti farà certissimamente, o signor mio, una casa duratura, perchè tu, signor mio, combatti le battaglie del Signore; non si trovi adunque in te alcun male per tutto il tempo della tua vita. 29 Così, se un giorno si levasse qualcuno a perseguitarti e a insidiar la tua vita, la vita del mio signore sarà custodita nel fascetto dei viventi davanti al Signore Dio tuo; ma l'anima dei tuoi nemici sarà scagliata come da impetuosa agitata fionda. 30 Così, quando il Signore avrà fatto a te, signor mio, tutti quei beni che ha predetti di te, e ti avrà costituito capo sopra Israele, 31 non sarà per te un rimorso, non sarà una spina del cuore pel signor mio l'avere sparso il sangue innocente, l'esserti vendicato da te stesso. Quando il Signore avrà fatto del bene al signor mio, ricordati della tua serva». 32 David disse ad Abigail: «Benedetto il Signore Dio d'Israele, che oggi ti ha mandata incontro a me, benedetta la tua parola, 33 e tu pure benedetta, che oggi mi hai impedito di venire a spargere il sangue, a vendicarmi di mia mano. 34 Altrimenti, viva il Signore Dio d'Israele che m'ha impedito di farti del male; se tu non mi fossi venuta subito incontro, di qui alla luce del mattino non sarebbe rimasto a Nabal nemmeno uno che orina al muro». 35 David accettò dalle mani di lei tutto quello che gli aveva portato, poi le disse: «Vattene in pace a casa tua: ecco io ho esaudito la tua voce ed ho onorato la tua faccia». 36 Abigail tornò da Nabal. Ed ecco Nabal faceva in casa sua un banchetto quasi da re e il cuore di lui era allegro, essendo egli molto briaco. Abigail non gli fece alcun discorso, nè grande nè piccolo, 37 fino alla mattina, sul far del giorno, quando Nabal aveva già digerito il suo vino, la sua moglie gli raccontò tutto: il cuore di Nabal ebbe un colpo mortale, ed egli diventò come una pietra, 38 e dopo dieci giorni, avendolo percosso il Signore, morì. 39 David, avendo udito che Nabal era morto, disse: «Benedetto il Signore che ha giudicata la mia causa dell'obbrobrio pro veniente dalla mano di Nabal, ed ha preservato il suo servo dal male: il Signore ha fatto ricadere la malizia di Nabal sulla testa di lui». Poi David mandò a dire ad Abigail di volerla prendere in moglie.

David sposa Abigail e Achinoam.
40 I messi di David andarono da Abigail a Carmelo, le parlarono e dissero: «David ci ha mandati a te per prenderti in moglie». 41 Abigail, alzatasi, si chinò fino a terra e disse: «Ecco, la tua serva ti sia ancella, per lavare i piedi dei servi del mio signore». 42 Poi partì in fretta sopra un asino, seguita da cinque fanciulle che la servivano; andò coi messi di David e divenne sua moglie. 43 David prese anche Achinoam da Iezrael, e tutt'e due furono sue mogli. 44 Saul aveva data la moglie di David, Micol sua figlia, a Falti figlio di Lais, che era di Gallim.

Martini:

1Samuele 25

Muore Samuele, ed è pianto. Davidde minaccia di uccider Nabal, che avea ricusato di dargli dei viveri; ma si placa alle parole di Abigaib, la quale egli sposa dopo la morte di Nabal, come anche Achinoam; ma Saul dà a Phalti la sua figliu Michol.
1 E morì Samuele, e tutto Israele si adunò e lo pianse, e lo seppellirono in casa sua in Ramatha. E David si mosse per andare nel deserto di Pharan. 2 Or eravi un uomo nella solitudine di Maon che avea i suoi beni sul Carmelo; e quest'uomo era straricco: e avea tre mila pecore, e mille capre: e avvenne che si faceva la tosatura delle sue pecore sul Carmelo. 3 E quest'uomo avea nome Nabal; e il nome di sua moglie era Abigail: donna di somma prudenza, e avvenente; ma il marito di lei era crudo, e di cattivi fatti, e malvagio. Egli era della stirpe di Caleb. 4 David adunque avendo avuta notizia nel deserto, come Nabal tosava i suoi greggi, 5 Mandò dieci giovani, e disse loro: Salite sul Carmelo, e andate a trovar Nabal, e lo saluterete a mio nome con civiltà, 6 E gli direte: La pace sia a' miei fratelli, e a te, e pace alla tua casa, e pace a tutto quello che a te appartiene. 7 Ho sentito dire, come i tuoi pastori fanno la tosatura; essi stavano con noi nel deserto, nè mai gli abbiamo inquietati; e non mancò nulla de' loro greggi per tutto il tempo che furon con noi sul Carmelo. 8 Domandane a' tuoi servi, e te ne daranno conto. Trovin pertanto adesso i servi tuoi grazia dinanzi a te, dacché siam venuti in giorno d'allegria: e dà ai tuoi servi, e a David tuo figliuolo quel che ti è comodo di dare. 9 E i giovani di David andarono, e dissero tutto questo a Nabal da parte di David; e si tacquero. 10 Ma Nabal rispose ai giovani di David, e disse: Chi è David? Chi è il figliuolo d'Isai? cresce oggimai il numero dei servi, che scappano da' loro padroni. 11 Prenderò adunque io il mio pane e le mie acque, e le carni delle pecore che ho ucciso per quei che tosano, e darolle a gente, che non so donde vengano? 12 Ripigliarono adunque i servi di David la loro strada, e tornarono, e riferirono a lui tutto quello che gli avea detto. 13 Allora disse David alla sua gente: Si cinga ognuno la sua spada. E ognun se la cinse, e David parimente si cinse la sua spada: e andarono con David circa quattrocento uomini; e rimasero dugento al bagaglio. 14 Ma uno de' servi di Nabal recò alla moglie di lui Abigail questo avviso, e disse: Sappi che David t'ha mandato dal deserto alcuni uomini a salutare il nostro padrone: e questi non gli ha guardati in viso. 15 Questa gente è stata assai benigna verso di noi, e non ci ha inquietati, e non è mancato mai nulla per tutto il tempo che siamo stati con loro nel deserto, 16 Erano per noi come una muraglia tanto di giorno, come di notte per tutto il tempo che siamo stati con loro pascendo i greggi. 17 Per la qual cosa pensa tu, e rifletti a quel che abbi da fare: perocché è matura la perdizione pel tuo marito, e per la tua casa, ed egli è un figliuolo di Befial, e nissuno può parlargli. 18 Abigail adunque si affrettò, e prese dugento pani, e due otri di vino, e cinque arieti cotti, e cinque misure di farina d'orzo, e cento penzoli di uva secca, e dugento panieri di fichi secchi, e caricò (il tutto) sopra gli asini. 19 E disse a' suoi servi: Andate innanzi, e io verrò appresso a voi; ma non disse nulla al marito suo Nabal. 20 Quando adunque ella fu salita sull'asino, e scendeva alle falde del monte, David colla sua gente le veniva di contro: ed ella si avanzò verso di loro. 21 E Davidde diceva: Veramente invano ho io salvato tutta la roba di colui nel deserto; e non perì nulla di quel che era suo, ed ei mi ha renduto male per bene. 22 Il Signore faccia questo, e peggio a' nemici di David, se di tutti quelli che a lui appartengono, io lascerò vivo fino a domani un cane. 23 Abigail veduto che ebbe David, sceso in fretta dall'asino, e si gettò boccone dinanzi a David per terra, e lo adorò. 24 E prostrata a' suoi piedi disse: A me s'imputi, signor mio, questa iniquità: sia lecito, te ne prego, alla tua serva di parlare: e presta orecchio a quel che dice la tua schiava. 25 Non far caso, ti prego, signor mio re, di quell'iniquo uomo di Nabal: perchè egli è stolto, come porta il suo nome, e la stoltezza lo domina. Io poi tua serva non vidi gli uomini mandati da te, signor mio. 26 Ma adesso, signor mio, viva il Signore, e viva l'anima tua, egli ti ha impedito di spargere il sangue, ed egli ha trattenuta la tua mano. Sieno adesso come Nabal i tuoi nemici, e que' che cercan di nuocere al mio signore. 27 Per la qual cosa accetta la benedizione portata dalla tua serva a te signor mio: e dalla a' servi che vengono dietro a te signore mio. 28 Rimetti alla tua serva questo peccato: imperocché sicuramente il Signore formerà per te, signor mio, una casa permanente, perchè tu, signor mio, pel Signore combatti: non sia adunque in te colpa veruna in tutto il tempo della tua vita. 29 Perocché se mai venisse alcuno a perseguitarti, e cercasse di levarti la vita, sarà l'anima del signor mio custodita nella serie de' viventi presso il Signore Dio tuo: ma l'anima de' tuoi nemici sarà agitata, come in un impetuoso girar di fionda. 30 Quando adunque il Signore avrà dati a te, signor mio, tutti que' beni, che ho predetto in favor tuo, e ti avrà costituito capo d'Israele, 31 Non avrai tu, signor mio, questo rimorso, e questo peso al tuo cuore di avere sparso il sangue innocente, o di esserti vendicato da te stesso. E quando il Signore avrà dato del bene a te, signor mio, ti ricorderai della tua serva. 32 E David disse ad Abigail: Benedetto il Signore Dio d'Israele, il quale ti ha oggi mandata incontro a me, e benedetto il tuo parlare. 33 E benedetta tu, la quale mi hai oggi impedito dallo spargere il sangue, e dal vendicarmi di mia mano. 34 Altrimenti (viva il Signore Dio d'Israele, che mi ha proibito di farti del male) se tu non fossi prontamente venuta incontro a me, non sarebbe rimaso di qui al mattino un cane di Nabal. 35 Quindi ricevè Davidde dalle mani di lei tutto quello che ella avea portato, e dissele: Vattene in pace a casa tua: tu vedi com'io ti ho esaudita, e ho avuto riguardo per te. 36 E Abigail tornò a casa di Nabal, e vide com'egli faceva banchetto in sua casa, quasi banchetto da re, e il cuore di Nabal era nell'allegria: perchè egli era zeppo di vino: ed ella non gli parlò, nè poco nè molto sino alla mattina. 37 Ma allo spuntar del dì avendo Nabal digerito il suo vino, la moglie diede a lui parte di quel che era stato, e si freddò a lui il cuore, ed ei rimase come un sasso. 38 E di lì a dieci giorni il Signore punì Nabal, e si morì. 39 E David avendo udito come era morto Nabal, disse: Benedetto il Signore, il quale ha giudicato la causa degl'insulti fattimi da Nabal, e ha preservato il suo servo dal fare del male, e la malizia di Nabal l'ha fatta il Signore ricadere sulla sua testa. E David mandò a parlare ad Abigail per prenderla in moglie. 40 E andarono i messi di David a trovare Abigail sul Carmelo, e le parlarono, e dissero: David ci ha mandati a te, perchè vuol prenderti in moglie. 41 Ed ella alzatasi s'inchinò fino a toccar terra, e disse: Sia pure la tua serva in luogo di schiava per lavare i piedi de' servi del mio signore. 42 E Abigail si mosse in fretta, e montò sull'asino, e andarono con lei cinque fanciulle che la servivano, e seguì i messi di David, e divenne sua moglie. 43 David parimente prese Achinoam (che era) di Jezrael: e furono l'una, e l'altra sue consorti. 44 E Saul diede la sua figlia Michol moglie di David, a Phalti figliuolo di Lais, che era di Gallim.

Diodati:

1Samuele 25

1 POI morì Samuele, e tutti gl'Israeliti si adunarono, e ne fecero cordoglio, e lo seppellirono nella sua casa in Rama. E Davide si levò, e andò nel deserto di Paran.
2 Or v'era un uomo in Maon, le cui facoltà erano in Carmel, ed era uomo molto possente, ed avea tremila pecore, e mille capre; ed era in Carmel tosando le sue pecore. 3 E il nome di quell'uomo era Nabal, e il nome della sua moglie Abigail, la quale era donna di buon senno e bella; ma quell'uomo era aspro e di male affare, ed era del legnaggio di Caleb. 4 Or Davide intese nel deserto che Nabal tosava le sue pecore. 5 E mandò dieci fanti, e disse loro: Salite in Carmel, ed andate a Nabal, e salutatelo a nome mio. 6 E dite: Possa tu fare il medesimo l'anno vegnente, in questa stessa stagione, essendo tu, e la casa tua, e tutto il tuo, in prospero stato. 7 Ora io ho inteso che tu hai i tonditori; or i tuoi pastori sono stati con noi, e noi non abbiamo fatto loro alcuno oltraggio, e non si è trovato mancar loro nulla, tutto il tempo che sono stati in Carmel. 8 Domandane i tuoi servitori, ed essi te lo diranno. Trovino adunque questi giovani grazia appo te; conciossiachè noi siamo venuti in un buon giorno; deh! da' a' tuoi servitori, ed a Davide, tuo figliuolo, ciò che ti verrà a mano. 9 E i servitori di Davide vennero, e parlarono a Nabal, a nome di Davide, secondo tutte quelle parole; poi si tacquero. 10 Ma Nabal rispose a' servitori di Davide, e disse: Chi è Davide? e chi è il figliuolo d'Isai? oggi molti sono i servi che si dipartono da' lor signori. 11 Prenderei io il mio pane, e la mia acqua, e le carni che ho ammazzate per li miei tonditori, e le darei ad uomini, de' quali io non so onde si sieno?
12 Ed i fanti di Davide si rivolsero al lor cammino, e ritornarono, e vennero, e rapportarono a Davide tutte quelle parole. 13 Allora Davide disse alla sua gente: Cingasi ognun di voi la sua spada. Davide si cinse anch'egli la sua; e salirono dietro a Davide intorno a quattrocent'uomini; e dugento ne restarono presso agli arnesi. 14 Or uno de' servitori rapportò la cosa ad Abigail, moglie di Nabal, dicendo: Ecco, Davide ha mandati de' messi dal deserto, per salutare il nostro padrone; ed egli li ha scacciati. 15 E pur quella gente ci è stata grandemente buona, e non abbiamo ricevuto alcuno oltraggio, e non ci siamo trovati mancar nulla, in tutto il tempo che siamo andati attorno con loro, mentre eravamo per la campagna. 16 Essi sono stati un muro d'intorno a noi, di notte e di giorno, tutto il tempo che siamo stati con loro, pasturando le gregge. 17 Or dunque sappi, e vedi ciò che tu hai a fare; perciocchè il male è determinato contro al nostro padrone, e contro a tutta la sua casa; ed egli è uomo di tanto male affare, che non se gli può parlare.
18 Allora Abigail prese prestamente dugento pani, e due barili di vino, e cinque castroni apparecchiati, e cinque moggi di grano arrostito, e cento mazzuoli d'uva secca, e dugento fiscelle di fichi secchi, e mise tutto ciò sopra degli asini. 19 Poi disse a' suoi servitori: Passate davanti a me; ecco, io vengo dietro a voi; e non lo fece sapere a Nabal, suo marito. 20 Ora, cavalcando un asino, e scendendo per lo coperto del monte, ecco Davide e la sua gente che le venivano incontro; ed ella si abbattè in loro. 21 (Or Davide avea detto: Certo indarno ho io guardato tutto ciò che costui avea nel deserto, talchè non gli è mancato nulla di tutto il suo; ed egli mi ha renduto male per bene. 22 Così faccia Iddio a' nemici di Davide, e così aggiunga, se, fra qui e domattina, allo schiarir del dì, io lascio in vita di tutto ciò che gli appartiene, anche solo un bambino.) 23 E, quando Abigail ebbe veduto Davide, smontò prestamente dall'asino, e si gittò boccone in terra davanti a Davide, e si prostese. 24 E, gittataglisi a' piedi, disse: Signor mio, sia questa iniquità sopra me; deh! lascia pur che la tua servente parli in tua presenza, e ascolta le parole della tua servente. 25 Deh! non ponga il mio signore mente a quest'uomo tristo, a Nabal; perciocchè egli è tale, quale è il suo nome; il nome suo è Nabal, e follia è appo lui; or io, tua servente, non vidi i fanti del mio signore, i quali tu mandasti. 26 Or dunque, signor mio, come il Signore vive, e l'anima tua vive, il Signore ti ha divietato di venire a spargimento di sangue, e di farti ragione con le tue mani. Or dunque, sieno i tuoi nemici, e quelli che procacciano male al mio signore, simili a Nabal. 27 E ora, ecco questo presente, il quale la tua servente ha portato al mio signore, acciocchè sia dato a' fanti che sono al seguito del mio signore. 28 Deh! perdona alla tua servente il suo misfatto; conciossiachè il Signore per certo farà una casa stabile al mio signore; perciocchè il mio signore guerreggia le guerre del Signore, e giammai a' tuoi dì non è stata trovata malvagità alcuna in te. 29 E, benchè gli uomini si sieno mossi per perseguitarti, e per cercar la vita tua, pur la vita del mio signore sarà legata nel fascetto della vita appo il Signore Iddio tuo; ma egli caccerà fuori l'anima de' tuoi nemici, come di mezzo del cavo d'una frombola. 30 Ed avverrà che, quando il Signore avrà fatto al mio signore secondo tutto ciò ch'egli ti ha promesso di bene, e ti avrà ordinato conduttore sopra Israele, 31 allora il mio signore non avrà questo intoppo, nè questo sturbo d'animo, di avere sparso il sangue senza cagione, e di aversi fatto ragione da sè stesso; e quando il Signore avrà fatto del bene al mio signore, tu ti ricorderai della tua servente.
32 E Davide disse ad Abigail: Benedetto sia il Signore Iddio d'Israele, il quale oggi ti ha mandata ad incontrarmi. 33 Benedetto sia il tuo senno, e benedetta sii tu, che mi hai oggi impedito di venire a spargimento di sangue, e di farmi ragione con le mie mani. 34 Certo, come il Signore Iddio d'Israele, che mi ha impedito di farti alcun male, vive, se tu non ti fossi affrettata a venirmi incontro, non sarebbe restato in vita a Nabal, fra qui e domattina, allo schiarir del dì, pure un piccolo fanciullo. 35 E Davide prese dalla mano di essa ciò che gli avea portato, e le disse: Vattene in pace a casa tua; vedi, io ho esaudita la tua voce, ed ho avuto rispetto a te.
36 Ed Abigail venne a Nabal; ed ecco, egli faceva un convito in casa sua, simile ad un convito reale: ed avea il cuore allegro, ed era ebbro fuor di modo; laonde ella non gli dichiarò cosa alcuna, nè piccola nè grande, fino alla mattina allo schiarir del dì. 37 Ma, la mattina seguente, quando Nabal fu disebbriato, la sua moglie gli raccontò tutte queste cose; e il cuore gli si tramortì in corpo, ed egli diventò come una pietra. 38 Ed intorno a dieci giorni appresso, il Signore percosse Nabal, ed egli morì. 39 E, quando Davide ebbe udito che Nabal era morto, disse: Benedetto sia il Signore, il quale mi ha fatto ragione del vituperio fattomi da Nabal, ed ha rattenuto il suo servitore da far male; ed ha fatta ritornare in sul capo di Nabal la sua malvagità. Poi Davide mandò a parlare ad Abigail, per prendersela per moglie. 40 Ed i servitori di Davide vennero ad Abigail, in Carmel, e le parlarono, e le dissero: Davide ci ha mandati a te, per prenderti per sua moglie. 41 Allora ella si levò, e s'inchinò con la faccia verso terra, e disse: Eccoti la tua servente per serva, da lavare i piedi de' servitori del mio signore. 42 Poi Abigail si levò prestamente, e montò sopra un asino, avendo al suo seguito cinque sue serventi; e andò dietro a' servitori di Davide, e gli fu moglie. 43 Davide prese ancora Ahinoam, da Izreel; e tutte due gli furono mogli. 44 E Saulle diede Mical, sua figliuola, moglie di Davide, a Palti, figliuolo di Lais, ch'era da Gallim.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

1Samuele 25

1 Capitolo 25

Morte di Samuele 1Sam 25:1

La richiesta di Davide; il rifiuto scortese di Nabal 1Sam 25:2-11

L'intenzione di Davide di distruggere Nabal 1Sam 25:12-17

Abigail porta un regalo a Davide 1Sam 25:18-31

Viene pacificato, Nabal muore 1Sam 25:32-39

Davide prende in moglie Abigail 1Sam 25:39-44

Versetto 1

Tutto Israele piangeva Samuele, e avevano ragione. Egli pregava ogni giorno per loro. Hanno un cuore duro coloro che possono seppellire senza dolore ministri fedeli, che non sentono la perdita di chi ha pregato per loro e ha insegnato loro la via del Signore.

2 Versetti 2-11

Non avremmo sentito parlare di Nabal, se non ci fosse stato nulla tra lui e Davide. Osservate il suo nome, Nabal, "uno sciocco"; così significa. Le ricchezze fanno apparire gli uomini grandi agli occhi del mondo; ma per chi ha una visione corretta, Nabal appare molto meschino. Non aveva onore né onestà; era scorbutico, crudele e malumoroso; malvagio nelle sue azioni, duro e oppressivo; un uomo che non si curava della frode e della violenza che usava per ottenere e salvare. Che poca ragione abbiamo di stimare le ricchezze di questo mondo, quando un grande furfante come Nabal abbonda, e un uomo così buono come Davide soffre la mancanza! Davide si appellava alla gentilezza che avevano ricevuto i pastori di Nabal. Considerando che gli uomini di Davide erano in difficoltà, indebitati e scontenti, e che le provviste scarseggiavano, fu grazie a una buona gestione che si trattennero dal saccheggiare. Nabal andò su tutte le furie, come sono soliti fare i bramosi quando gli si chiede qualcosa, pensando così di coprire un peccato con un altro e, maltrattando i poveri, di giustificarsi per non averli soccorsi. Ma Dio non si lascia prendere in giro. Che questo ci aiuti a sopportare con pazienza e allegria i rimproveri e le maldicenze, e ci renda tranquilli sotto di essi; è stata spesso la sorte degli eccellenti della terra. Nabal insiste molto sulla proprietà che aveva nelle provviste della sua tavola. Non può fare quello che vuole con le sue? Ci sbagliamo, se pensiamo di essere i signori assoluti di ciò che abbiamo e di poterne fare ciò che vogliamo. No, siamo solo amministratori e dobbiamo usarlo come ci viene indicato, ricordando che non è nostro, ma di chi ce lo ha affidato.

12 Versetti 12-17

Dio è gentile con i malvagi e gli ingrati, e perché noi non dovremmo esserlo? Davide decise di distruggere Nabal e tutto ciò che gli apparteneva. È questa la tua voce, o Davide? È stato così a lungo alla scuola dell'afflizione, dove avrebbe dovuto imparare la pazienza, e invece è così passionale? In altri momenti era calmo e premuroso, ma per poche parole dure si infiamma a tal punto da cercare di distruggere un'intera famiglia. Che cosa sono gli uomini migliori, quando Dio li lascia a se stessi, affinché conoscano ciò che hanno nel cuore? Che bisogno c'è di pregare: Signore, non ci indurre in tentazione!

18 Versetti 18-31

Con un regalo Abigail espia il rifiuto di Nabal alla richiesta di Davide. Il suo comportamento fu molto remissivo. L'arrendevolezza pacifica le grandi offese. Si mette al posto di una penitente e di una supplicante. Non poteva giustificare la condotta del marito. Non dipende dai suoi ragionamenti, ma dalla grazia di Dio, per ammorbidire Davide, e si aspetta che la grazia operi con forza. Dice che non era degno di lui vendicarsi di un nemico così debole e spregevole come Nabal, che, come non voleva fargli del bene, così non poteva fargli del male. Preannuncia la fine gloriosa dei problemi attuali di Davide. Dio conserverà la tua vita; perciò non ti conviene togliere ingiustamente e inutilmente la vita a nessuno, soprattutto al popolo del tuo Dio e Salvatore. Abigail conserva questo argomento per l'ultima volta, in quanto molto potente con un uomo così buono: quanto meno assecondava la sua passione, tanto più consultava la sua pace e il riposo della sua coscienza. Molti hanno fatto ciò che, in un momento di foga, avrebbero voluto disfare mille volte. La dolcezza della vendetta si trasforma presto in amarezza. Quando siamo tentati di peccare, dobbiamo pensare a come apparirà quando ci penseremo dopo.

32 Versetti 32-39

Davide ringrazia Dio per avergli inviato questa felice verifica in un modo peccaminoso. Chiunque ci incontri con un consiglio, una direzione, un conforto, un ammonimento o un rimprovero opportuno, dobbiamo vedere che è Dio a mandarlo. Dovremmo essere molto grati per quelle felici provvidenze che ci impediscono di peccare. La maggior parte delle persone pensa che sia sufficiente, se accetta il rimprovero con pazienza; ma pochi lo accettano con gratitudine, lodano coloro che lo danno e lo accettano come un favore. Quanto più siamo vicini a commettere il peccato, tanto maggiore è la misericordia di una moderazione tempestiva. I peccatori sono spesso più sicuri quando sono più in pericolo. Era molto ubriaco. Segno che era Nabal, uno sciocco che non poteva usare l'abbondanza senza abusarne; che non poteva essere piacevole con i suoi amici senza fare la figura della bestia. Non c'è segno più sicuro che un uomo abbia poca saggezza, né un modo più sicuro per distruggere la poca che ha, del bere a dismisura. La mattina dopo, come è cambiato! Il suo cuore durante la notte è allegro con il vino, ma il mattino dopo è pesante come una pietra; così ingannevoli sono i piaceri carnali, così presto passa il riso dello sciocco; la fine di quella gioia è la pesantezza. Gli ubriachi sono tristi quando riflettono sulla loro follia. Circa dieci giorni dopo, il Signore colpì Nabal, che morì. Davide benedisse Dio perché gli aveva impedito di uccidere Nabal. Il dolore del mondo, l'orgoglio mortificato e la coscienza spaventata pongono talvolta fine alle gioie del sensualista e separano l'uomo avido dalle sue ricchezze; ma, qualunque sia l'arma, il Signore colpisce gli uomini con la morte quando gli piace.

39 Versetti 39-44

Abigail credeva che Davide sarebbe diventato re d'Israele e stimava molto il suo carattere pio ed eccellente. Riteneva che la sua proposta di matrimonio fosse onorevole e vantaggiosa per lei, nonostante le sue attuali difficoltà. Con grande umiltà, e senza dubbio secondo le usanze di quei tempi, acconsentì, essendo disposta a condividere i suoi sentieri. Così coloro che si uniscono a Cristo devono essere disposti ora a soffrire con lui, credendo che in seguito regneranno con lui.

Commentario del Pulpito:

1Samuele 25

1 MORTE DI SAMUELE (Versetto 1)

versetto 1.E Samuele morì. Secondo Giuseppe Flavio, Samuele era stato per diciotto anni contemporaneo al regno di Saul. Se questo calcolo, che probabilmente si basa su qualche tradizione ebraica, è del tutto corretto, dobbiamo includere gli anni del giudizio di Samuele nella somma totale del regno di Saul

vedi 1Samuele 13:1

come evidentemente la sua caduta si stava avvicinando rapidamente. La vita di Samuele segnò l'inizio della seconda età della storia israelita

Atti 3:24

Mosè aveva dato al popolo la sua legge, ma Samuele, alle scuole dei profeti, provvide loro quell'educazione senza la quale una legge scritta era impotente, e suscitò e regolò anche quell'energia vivente nell'ordine profetico che, rivendicando un'autorità quasi uguale, la modificò e la sviluppò, e ne aumentò continuamente l'ampiezza e la forza. fino a quando l'ultimo profeta, Gesù di Nazareth, con suprema e divina potenza la rievolì come religione di tutto il mondo. E poiché né le sue istituzioni educative né l'ordine profetico, i cui doveri ordinari erano strettamente connessi con queste scuole, potevano prosperare senza tranquillità e sicurezza interna, Samuele stabilì anche la monarchia giudaica, che era idealmente necessaria, perché il Messia non doveva essere solo sacerdote e profeta, ma prima di ogni cosa un re

Matteo 2:1,6; Giovanni 18:37

E fianco a fianco con il regno visse per vedere i successi militari del primo re e la solida instaurazione del potere reale; ma assistere anche allo sviluppo di quel re in un despota, all'annebbiamento della sua mente con accessi di pazzia, alla designazione del suo successore, alla prova di quel successore con molteplici prove, alla sua matura idoneità sotto di esse ad essere il modello di un re teocratico, e alla sua crescita in potenza in modo da essere praticamente ora al sicuro da tutti i malvagi propositi di Saul. E così, nella pienezza del tempo, Samuele morì, e tutto Israele si radunò e fece cordoglio per lui,

vedi Genesi 1:10

e lo seppellì nella sua casa. La tomba attualmente indicata come quella di Samuele è situata su un'alta collina, la cui identificazione con Rama è molto incerta. Probabilmente non fu sepolto nella sua casa, poiché ciò avrebbe portato a una perpetua contaminazione cerimoniale

Numeri 19:16; Luca 11:44

ma in qualche punto aperto del suo giardino

comp. 2Cronache 33:20

Cantici Joab fu sepolto nella sua casa

1Kings2:34

Agisce Rama. Thenius pensa che i profeti condividessero con i re il diritto di sepoltura intramurale

DAVIDE NEL DESERTO DI PARAN (Versetti. 1-42)

DAVIDE CHIEDE UN DONO AL RICCO NABAL E GLI VIENE RIFIUTATO (Versetti. 1-13)

Davide si alzò. Questo non deve essere collegato alla morte di Samuele, come se Davide avesse ora perso un protettore. Ma poiché aveva con sé ben 600 uomini e le sue forze aumentavano continuamente, fu necessario per lui vagare per una vasta estensione del paese al fine di ottenere rifornimenti di cibo. La natura selvaggia del Paran. Paran è un luogo nella parte più meridionale della penisola dell'Arabia, un po' a ovest del Monte Sinai; ma non c'è dubbio che abbia dato il nome alla vasta estensione di pascoli e terre brulle ora conosciute come il deserto di El-Tih

vedere 1Re 11:18

Di questo i deserti di Giuda e Bersabea avrebbero praticamente formato parti senza che i confini fossero strettamente definiti. Non abbiamo quindi bisogno di leggere "il deserto di Maon", con la Settanta e molti commentatori. Al contrario, abbiamo visto che la fortezza nel capitolo 24:22 era la collina di Hachila in quella zona, e Davide si spostò ora verso sud verso il bordo di questo vasto deserto

Versetti 1-12.-

Onore ai morti e insulto ai vivi

I fatti sono

1.) Samuele muore ed è sepolto a Rama tra il dolore di Israele

2.) Davide, tornando nel deserto, manda un saluto a Nabal, un uomo ricco del Carmelo, e chiede un favore ai suoi giovani a motivo dell'aiuto amichevole recentemente prestato ai pastori di Nabal

3.) Nabal, in uno spirito sgarbato, invia una risposta offensiva e rifiuta la richiesta

4.) Al che Davide decide di vendicarsi dell'insulto. L'allusione alla morte di Samuele, pur essendo una parte necessaria della storia dell'epoca, sembra essere introdotta per preparare la strada alla continuazione della narrazione riguardante Davide, che ora è diventato la figura principale della vita nazionale. Dobbiamo considerare l'insegnamento della morte dell 'uomo buono e l'insulto dell'uomo volgare

Onore ai morti. I vari punti evidenziati nel breve riferimento sono, la brevità dell'avviso rispetto all'anzianità di servizio, il motivo dell'omaggio pubblico, la perdita e il guadagno per Israele, l'entità dell'influenza rivelata e il temporaneo cedimento dei conflitti di partito. Formulando le verità così suggerite, vediamo:

Che lo scarso riferimento nella Bibbia al lavoro personale e alla morte dei migliori servitori di Dio è in istruttivo CONTRASTO CON I DOCUMENTI RIGUARDANTI CRISTO. La vita di Samuele fu lunga e immensamente utile al mondo grazie alla riforma operata in Israele con la forza del suo carattere, e alla preparazione fatta per l'insegnamento profetico e un governo stabile. Non è stato trovato un uomo più santo e più devoto, eppure un versetto ci racconta tutto della sua morte e sepoltura. La stessa reticenza vale per Abramo, Mosè, Isaia e per tutti gli uomini più illustri. Durante la vita parlavano poco di se stessi e si riferivano poco ai loro antenati. Anche gli apostoli vivono, lavorano e muoiono, e non si pone l'accento sul loro lavoro e sulla loro morte, una circostanza in linea con l'abnegazione di sé che non li ha mai resi oggetti preminenti della fede. Il contrasto con Cristo è impressionante. Lui è tutto e tutto. La sua autoreferenzialità è un perfetto egoismo se è un semplice essere umano ordinato solo in grado superiore agli altri per eseguire un proposito divino. L'esaltazione del suo nome, della sua opera e della sua morte da parte degli apostoli è molto naturale e armoniosa con il silenzio della Bibbia in relazione a tutti gli altri, se egli è veramente Divino. La questione della sua personalità non può essere risolta con semplici discussioni verbali. Devono essere considerati fatti ampi, che determinano chiaramente il senso verbale in cui si può supporre che gli esegeti differiscano. Questo tipo di argomento fa appello al buon senso degli uomini e si accorda anche con l'istinto del cuore cristiano di adorare Cristo

II Che L'ONORE RESO AI MORTI, per quanto indicato nelle Scritture, è QUELLO DOVUTO AL CARATTERE SANTO E AL SERVIZIO. L'allusione, qui e altrove, a un giusto omaggio ai morti è chiaramente associata alla vita santa e alla condotta precedentemente registrate nella narrazione sacra. C'è un singolare silenzio nella Bibbia riguardo a qualsiasi onore reso agli uomini, a causa della grandezza che si suppone consista nelle imprese belliche. La vera grandezza sta nel fatto che le buone capacità siano pervase da uno spirito di pietà, e di conseguenza consacrate all'avanzamento del regno di Dio sulla terra. Il valore della vita di un uomo va ricercato nel contributo che egli dà all'impulso spirituale attraverso il quale il mondo si avvicina a Dio. Gli onori supremi spesso tributati al mero rango del titolo, alla ricchezza, al valore militare e persino alla nuda erudizione, esprimono un giudizio umano che è sminuito dal linguaggio della Bibbia, e sarà rovesciato quando, giudicato secondo l'alto standard di Cristo, ogni uomo riceverà secondo le opere compiute nel corpo

III Che LA MORTE DEGLI UOMINI VERAMENTE BUONI è sia una PERDITA CHE UN GUADAGNO PER IL MONDO. Israele giustamente pianse perché l'"uomo pio" venne meno, poiché l'attività e l'influenza personale del più grande uomo dell'epoca da allora in poi sarebbero cessate. Non possiamo dire se l'attività dello spirito di un uomo buono non operi più come una potenza sugli uomini dopo la sua morte, probabilmente lo fa se c'è qualcosa di vero nella conservazione e nella persistenza delle forze spirituali; ma per quanto riguarda i sopravvissuti, essi ne sono inconsapevoli, e, d'altra parte, sono d'ora in poi più aperti all'azione di altre influenze visibili. Perdiamo molto quando muoiono gli uomini buoni; eppure guadagniamo qualcosa. Tutta la vita diventa più impressionante nella morte che durante la sua continuazione. Il bene germinale seminato nel cuore dalla bontà silenziosa e dallo sforzo effettivo viene vivificato intorno alla tomba in una crescita sana. L'influenza sobria ed elevante di una memoria santa è un tesoro permanente. Molti devono benedire Dio per la morte dei suoi santi. Il cielo diventa più reale per coloro i cui cari sono andati prima di noi, e le leggerezze della vita sono soggiogate dal pensiero della nostra temporanea separazione dall'"assemblea generale"

IV Che LA REALTÀ E L'ESTENSIONE DELL'INFLUENZA DI UN UOMO BUONO SUGLI ALTRI SI MANIFESTA NELLA MORTE PIÙ CHE NELLA VITA. L'omaggio pubblico reso a Samuele fu la risposta della nazione all'appello della sua vita al cuore e alla coscienza. Come Elia, senza dubbio egli deplorava spesso la degenerazione dell'epoca e si chiedeva se stesse facendo qualcosa di veramente buono. Questo dubbio è l'esperienza comune di tutti i servi di Dio. Essi non possono vedere l'incidenza dei raggi di luce che cadono silenziosamente sul cuore ottuso della gente, anche se in teoria sanno che ogni raggio fa la sua parte nella grande economia spirituale dell'universo. Ma i sudditi di santa influenza ricevono in una certa misura tutto ciò che viene da una vita consacrata, e spesso è necessario l'allontanamento di un uomo buono da questo mondo per rendere manifesta quanto forte sia stata la presa che egli ha avuto sul pensiero e sui sentimenti degli altri. Ci sono molti esempi di questo in tutti i gradi della società. Le chiese e le famiglie rivelano la potenza di un carattere quando questo cessa di esercitare le sue energie abituali. Questo dovrebbe indurre calma e fiducia in tutti coloro che si sforzano di benedire il mondo con una vita devota. Coloro che esercitano il potere morale non sono sempre i migliori giudici della sua forza e della sua estensione. Dio misericordiosamente ci tiene nascosti alcuni dei beni che stiamo facendo, per non cadere nel laccio del diavolo

V Che la coscienza dell'uomo della sacralità e del mistero dell'esistenza umana, quando viene risvegliata, è suprema su ogni pensiero e sentimento. Tutto Israele, che abbracciava Saul, Davide, i profeti, i calunniatori e i congiurati a corte, si radunò intorno alla tomba di Samuele e pianse. Le lotte e le rivalità di partito, le faide mortali e le crudeli animosità della vita, la più urgente delle passioni umane, furono per il momento messe da parte sotto l'influenza di quel sentimento profondo e onnipotente che l'esistenza umana sulla terra è un mistero sacro. Si vedono i più santi e i più onorati soccombere alla mano forte che porta via i più indegni. Ognuno si chiede: È questa la fine? Non c'è niente oltre? Se c'è, cosa? Così è la riflessività dell'uomo, risvegliata dalla morte del grande, che lo induce a riconoscere allo stesso tempo la sua piccolezza e la sua grandezza. La solennità di avere un'esistenza razionale si abbatte su tutti in presenza della morte. Che siamo fatti per qualcosa di molto al di sopra di ciò che ora impegna la nostra attenzione è forzato dallo spirito, e la nostra connessione con una sfera invisibile e un tribunale finale si eleva a una terribile distinzione. Questo senso spesso ricorrente della sacralità e del mistero dell'esistenza è un freno alle tendenze peccaminose e fornisce occasioni per l'applicazione del Vangelo al cuore degli uomini. La verità evangelica appresa nei primi anni affermerà spesso il suo potere negli uomini quando, lasciando per un po' le contese e i peccati della vita, stanno vicino alla tomba aperta

Insulto ai vivi

Sorge la domanda: Perché questo racconto della rozzezza di Nabal occupa un posto così preminente nei sacri racconti, visto che una vita così avventurosa come quella di Davide deve essere stata ricca di incidenti sorprendenti? Tra gli argomenti suggeriti, quindi, dal racconto dell'insulto dell'uomo volgare, possiamo notare:

I IL PRINCIPIO IN BASE AL QUALE GLI EVENTI SONO REGISTRATI NELLE SCRITTURE. Questo principio è accertabile? Si può verificare un'ipotesi al riguardo mediante un'induzione di fatti? Dando una risposta affermativa a queste domande, otteniamo qui un'armonia della Scrittura superiore a quella dell'accordo letterale nei particolari? Ora, nell'affrontare tali questioni dobbiamo essere guidati da alcuni fatti generali, come, l'ordine della Provvidenza tra gli uomini è subordinato all'attuazione del proposito redentore in Cristo; il proposito redentore è realizzato attraverso l'intervento di servitori scelti, che si succedono l'un l'altro per disposizione divina; Gli eventi che toccarono la vita di questi uomini influenzarono l'adempimento della loro parte nel raggiungimento dello scopo, nella misura in cui svilupparono il carattere o misero in conflitto i grandi principi per i quali vivevano con principi opposti; la Bibbia è progettata per essere un resoconto degli eventi che hanno favorito il dispiegamento del proposito redentore, sia direttamente, sia indirettamente modellando il carattere e la condotta di coloro che sono impegnati nella sua attuazione, e costringendo l'idea divina in netto contrasto con varie forme di male. Il tentativo di trovare il principio della selezione dei fatti da incorporare nella storia della redenzione di Dio in qualsiasi altra direzione deve fallire. Il grande pensiero di questo Libro di Samuele è il conflitto della speranza messianica con i mali opposti. Quindi in tutta la vita di Davide vediamo che la "salvezza del Signore", cioè la grande riforma spirituale da operare come preludio a una futura e più benedetta, era la questione in gioco; e sono evidentemente narrati quegli eventi che l'hanno aiutata, e quelli che si sono opposti ad essa. I principi sono incorporati in ciascuno di questi casi, e quindi la relazione degli eventi con il proposito di Dio che si dispiega è quella qualità in essi che spiega il loro inserimento nelle Scritture. La verifica di questo è uno studio interessante. Può essere sufficiente notare qui che, quando consideriamo la grande influenza sulla vita di Davide di una donna come Abigail, e quindi sul suo lavoro per il mondo, possiamo vedere la correttezza di un certo racconto di lei in relazione a lui, e vedremo direttamente come la rozzezza di Nabal fosse completamente un'illustrazione dello spirito vile che disprezza le alte aspirazioni spirituali che sono implicate nell'elaborazione del Proposito divino per l'umanità

II LE CAUSE E LA CURA DELL'INFELICITÀ DOMESTICA. La vita domestica di Nabal non era evidentemente felice, a causa in parte dell'assoluta diversità di gusti, temperamento e cultura, e in parte per la dissomiglianza della condotta morale e dei principi religiosi. Un'indole bassa e vile, che si crogiolava nell'indulgenza sensuale e si vantava della ricchezza, non poteva che amareggiare la vita di una "donna di buon intelletto" e di percezioni spirituali così raffinate come sono indicate dalle sue parole a Davide (Versetti. 27-31). Purtroppo ci sono molte case di questo tipo. Le donne sagge e sante sono costrette all'umiliazione e al dolore di una schiavitù che dura tutta la vita. Nei tempi moderni le cause dell'infelicità domestica sono varie: la moda, che antepone la posizione alla felicità; l'amore per la ricchezza, che depone la bellezza, la dolcezza e la cultura ai piedi di mammona; fretta sconsiderata, che agisce sulla base di una conoscenza parziale del carattere; preoccupazione per il sostentamento indipendentemente dalle qualità morali; sentimenti religiosi incompatibili; l'egoismo da una parte, che cerca un'attenzione smodata, e l'abbandono dall'altra, incuranti del sacro vincolo. In molti casi la liberazione avviene solo nella morte, tanto è totale la desolazione. Per quanto riguardava Abigail, la sua discrezione e il suo autocontrollo mitigavano i mali della sua casa; ma il rimedio radicale è un rinnovamento dello spirito, un volgere la vita a Dio

III GLI OBBLIGHI DELLA RICCHEZZA. Che ogni talento imponga al suo possessore un obbligo corrispondente è un principio primo della morale e della religione. Nessun uomo detiene ricchezze materiali per sé. Egli è un membro della società ed è tenuto ad esercitare i suoi doni per il benessere degli altri. Le responsabilità comuni legate alla ricchezza erano quindi devolute a Nabal, e nessuna visione ristretta e privata o l'avidità di guadagno acquisita potevano liberarlo dalle leggi di Dio, per quanto fastidiose potessero rendersi ubbidienti ad esse. Ma c'erano ragioni speciali per cui era tenuto a permettere a Davide di partecipare alla sua abbondanza; poiché non si sapeva forse che era un uomo perseguitato a causa della giustizia, della stessa tribù di Nabal, ammesso dalla voce popolare come un benefattore per la sua prodezza a favore della nazione, il guardiano, per mezzo dei suoi uomini, dei servi di Nabal in una recente stagione di pericolo, e considerato nella casa di Nabal (Versetti. 27-31) e altrove come il re futuro, Ben adatto dalle sue qualità ad elevare la condizione spirituale e sociale del popolo? La modesta richiesta di Davide era giusta, e il dovere del ricco era chiaro. La questione degli obblighi connessi al possesso della ricchezza deve essere portata a casa con serietà e chiarita con intelligenza. L'"amore per il denaro" è così forte in alcuni da accecare l'intelletto e indurire il cuore contro il riconoscimento del giusto uso di esso. Non si può stabilire uno standard fisso per la distribuzione della ricchezza, perché i doveri di dare e spendere sono relativi alla posizione e all'ambiente. La prima cosa da riconoscere è che la ricchezza non è per l'autoindulgenza o l'esaltazione, ma per l'arricchimento di tutto ciò che lo circonda. Il secondo è la coltivazione di uno spirito gentile e generoso che guarda con tenerezza ai più bisognosi, unito a un sano giudizio sui mezzi migliori per consentire a molti di godere della distribuzione della ricchezza come ricompensa del lavoro e dell'abilità. Soprattutto, ogni uomo deponga, in spirito di amore e di gratitudine, tutto sull'altare di Dio, e provveda affinché una buona parte sia dedicata alla causa di Cristo. Nessuno si è mai pentito di aver consacrato le ricchezze a Dio. Ma questa non è la consacrazione a Dio che si appropria degli usi religiosi quando i dipendenti mancano di mezzi di sostentamento

Marco 7:11

Opererebbe una rivoluzione nella condizione sociale del nostro paese, e quella del tipo più mite e benefico, oltre a dare un immenso impulso alla causa della religione, se gli uomini ricchi valutassero coscienziosamente i loro obblighi verso Dio e l'uomo, e agissero di conseguenza

IV DISPREZZO PER LE ASPIRAZIONI SPIRITUALI. "Chi è Davide? e chi è il figlio di Iesse? Al giorno d'oggi ci sono molti servi che si staccano dai loro padroni". In tal modo Nabal, sapendo bene chi era Davide, quale condotta aveva seguito, quali prove gli erano capitate e quali alte aspettative spirituali erano associate alla sua vita travagliata, espresse il suo disprezzo per il futuro re e la sua presunta missione in Israele. Questo era chiaramente il caso di un uomo ricco, amante dell'indulgenza sensuale, vanaglorioso dei suoi beni, indifferente alla cultura, all'elevazione morale e alla prosperità spirituale dei suoi connazionali, e che guardava con disprezzo gli uomini che anelavano a una forma di vita più elevata in cui la purezza, la conoscenza e la gioia in Dio fossero caratteristiche preminenti. Non voleva avere nulla a che fare con i "teorici", i "fanatici" e gli uomini di quel tipo. Il paese stava abbastanza bene e il figlio di Iesse non era voluto. L'insulto ai viventi era un insulto all'uomo. Gli uomini sono spesso solo gli esponenti di principi che sopravvivono quando non ci sono più. Samuele, durante le sue prime fatiche, fu l'energico esponente dell'idea spirituale del regno di Dio in contrapposizione alle concezioni vili della funzione di Israele intrattenute dalla nazione degenerata. In seguito Davide divenne il suo rappresentante scelto, e in questo la sua unzione come uomo più degno di Saul ebbe il suo significato. Coloro che, come Gionatan, Gad e Abiatar, si identificarono con Davide divennero un partito nello Stato dedito all'affermazione della speranza più alta, mentre gli uomini che spinsero Saul al male, gli Zifiti e ora Nabal, erano i sostenitori dell'ideale basso e terreno della vita di Israele. Il loro antagonismo nei confronti di Davide era, quindi, più profondo di quanto sembri a prima vista; si basava sulla mancanza di simpatia, e di fatto sull'antipatia positiva, per le aspirazioni spirituali care a Davide, e che egli, nella provvidenza di Dio, era destinato in gran parte ad enunciare e realizzare. Che cosa si intende con "quelli che amano la tua salvezza"?

Salmi 40:16

Evidentemente coloro che anelano a quella grande liberazione dal male che Dio stava allora operando per Israele, tipica della più ampia liberazione che il vero Apocalisse di Sion sta ora operando per gli uomini. E come uomini come Nabal disprezzavano le sante aspirazioni di Davide, così gli stessi uomini disprezzano ora le aspirazioni di coloro che non pensano che il loro lavoro sia finito fino a quando la religione spirituale non sarà universale. Il Salvatore udì degli uomini dire: «Non è costui il figlio del falegname?» Le aspirazioni pure e nobili della sua vita incontrarono il contrario di una risposta nelle menti vili. Gli uomini non si oppongono a una religione, ma non amano una religione santa

Lezioni pratiche:

1.) Facciamo in modo che il nostro sforzo sia quello di vivere in modo che gli uomini possano ricordarci con sentimenti di amorevole interesse

2.) Il tono della nostra vita quotidiana può essere spesso innalzato, e può essere trovato uno scudo contro la tentazione, comunicando occasionalmente in spirito con i morti onorati che abbiamo conosciuto

3.) In tutte le disposizioni per la vita dovremmo permettere che le considerazioni morali e religiose abbiano l'influenza principale

4.) Il coscienzioso rispetto per l'insegnamento della parola di Dio in riferimento alla ricchezza, e la preghiera speciale per avere guida nel suo uso, non possono che renderla una benedizione per chi la possiede e per gli altri

5.) Richiede un'attenta riflessione per tracciare la connessione tra la crescente ricchezza e l'avversione per la religione spirituale

Marco 10:23-27

OMELIE DI B. DALE

versetto 1. (RAMAH.) -

Morte e sepoltura di Samuele

"E Samuele morì"

1.) La fine della vita del grande profeta è registrata in parole brevi e semplici. Questo è secondo il modo in cui la morte degli uomini è di solito menzionata nelle Scritture. Mentre la loro vita è narrata a lungo, la loro morte è passata sotto silenzio o menzionata solo in una frase, come di relativamente poca importanza in relazione al loro carattere, al loro lavoro e alla loro influenza. C'è un'eccezione significativa, cioè quella di colui "che una volta soffrì per i peccati, il giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio"

2.) Nell'ultimo sguardo che gli fu dato prima della sua morte, egli è descritto come "in piedi come uno costituito sopra la compagnia dei profeti", e occupato con loro a celebrare le lodi di Dio

1Samuele 19:20

Durante gli anni che erano trascorsi da allora egli fu lasciato indisturbato da Saul; ed è poco probabile che Davide si avventurò mai più a Rama, anche se probabilmente intrattenne rapporti indiretti con il suo vecchio e riverito amico,

1Samuele 22:5

ed era spesso nei suoi pensieri

1.) In relazione alla menzione della sua morte si afferma che "Davide si alzò e scese" (dalla "fortezza" nel colle di Hachilah, dove era tornato da Engaddi) "nel deserto di Paran". Può averlo fatto per ragioni indipendenti da questo evento, o senza che ne fosse a conoscenza; o forse perché temeva che, con l'eliminazione dell'influenza restrittiva di Samuele, Saul avrebbe potuto riprendere la sua persecuzione. Comunque fosse, la malinconica notizia lo avrebbe raggiunto rapidamente

2.) "Samuele morì". Buono e grande com'era, non poteva sfuggire alla comune sorte degli uomini. "Un solo evento accade a tutti loro". Ma ciò che giunge come giudizio allo "stolto" (Versetto 38) viene come benedizione al saggio. "Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi santi". La notizia giunse al popolo come una sorpresa e lo riempì di dolore. "Era come se da quella nobile stella, finché brillava nel cielo della terra santa, sebbene velata da nuvole, fluisse una luce mite e benefica su tutto Israele. Ora questa stella in Israele si è spenta" (Krummacher). "Un altro potente era morto. Il cuore stesso della nazione sospirò il suo amorevole e piangente requiem. Ma chi fra tutti loro fece cordoglio come quel figlio di Iesse, sul cui capo aveva versato l'olio dell'unzione per comando di Dio, mentre si alzava e scendeva nel deserto di Paran? Senza dubbio in quei luoghi desolati egli udì di nuovo a memoria viva gli echi del grido prevalente di Colui che era così grande tra coloro che invocano il nome del Signore. Senza dubbio la sua disciplina fu perfezionata in questo nuovo dolore, ma imparò, perdendo Samuele, ad appoggiarsi più semplicemente e da solo al Dio di Samuele" ('Heroes of Hebrews Hist.'). Abbiamo qui

I LA MORTE DI UN UOMO ILLUSTRE: santo, profeta, intercessore, giudice, restauratore della teocrazia, fondatore della monarchia. "Era un uomo giusto e di natura gentile; e per questo era molto caro a Dio" (Giuseppe Flavio). "Samuele, il profeta del Signore, amato dal Signore, stabilì un regno e unse i principi sul suo popolo. E, prima del suo lungo sonno, fece proteste agli occhi del Signore, ss. E, dopo la sua morte, profetizzò e mostrò al re la sua fine". È morto

1.) In una buona vecchiaia. Non sappiamo quali siano gli atti, ma molto tempo fa parlava di se stesso come di "vecchio e dai capelli grigi"

1Samuele 12:2

La sua lunga vita fu una prova del suo autocontrollo e della sua pietà, un segno del favore divino e un mezzo di estesa utilità. Non fu abbattuto come "il fiore del campo", che fiorisce per un giorno e poi non c'è più, né come l'albero della foresta che si estende colpito da un'improvvisa esplosione; ma piuttosto come il grano maturo, che si piega sotto il suo carico d'oro e cade sotto la falce del mietitore; arido "come si portano covate di grano nella loro stagione", così egli fu "radunato al suo popolo"

2.) Agisce al momento giusto. Quando l'opera da lui affidata fu compiuta, il nuovo ordine di cose fu fermamente stabilito, ed egli poté continuare a fare poco di più per Israele, fu "tolto dal male avvenire" per mezzo del quale la nazione doveva raggiungere la sua più alta gloria. "Era l'anello di congiunzione tra due epoche molto diverse, essendo l'ultimo rappresentante di un passato che non poteva mai più tornare, e sembrava quasi secoli indietro, e segnava anche l'inizio di un nuovo periodo destinato a svilupparsi nel futuro ideale di Israele" (Edersheim). "Se le azioni visibili di Davide fossero state più grandi e più abbaglianti di quelle di Samuele, non ci può essere dubbio che la fiammata di gloria di Davide sarebbe stata impossibile senza la carriera meno cospicua ma molto più influente di Samuele, e che tutta la grandezza di cui il secolo successivo si vanta risale a lui come il suo vero autore" (Ewald)

1.) In tranquillo ritiro; rimossi dalla contesa pubblica, sotto la protezione divina, circondati da associati profetici, che rivedono il passato,

2.) Contemplare il presente e attendere il cambiamento finale. Una vita santa e utile è coronata da una morte pacifica e felice

3.) Nella comunione divina, che costituisce la vita più alta del bene. In Dio (con il quale aveva camminato fin dall'infanzia e di cui aveva udito così spesso la voce interiore) trovò la sua principale delizia, alla sua volontà si sottomise allegramente e nelle sue mani affidò il suo spirito nella speranza di una continua, perfetta ed eterna comunione. L'antico patto di essere "l'Iddio" del suo popolo offuscava il presente e il futuro; né supponevano (per quanto offuscate fossero le loro vedute di un'altra vita) che egli avrebbe permesso che fossero privati con la morte della sua presenza e del suo amore: "Tutti vivono per lui" e in lui. Egli "morì nella fede". La sua morte è stata come un pacifico tramonto estivo

"Non l'ultima lotta del sole precipitato dal suo trono d'oro tiene, abbaglianti, mortali in sublime suspense; Ma l'esodo calmo di un uomo, più vicino, ma molto più in alto, che correva la corsa che corriamo, quando il cielo lo richiama da qui".(W.S. Landor)

II IL LUTTO DI UN INTERO POPOLO. "E tutto Israele" (rappresentato dai loro anziani) "si radunò" (per comune venerazione e amore), "e si lamentò di lui (che tutti conoscevano e nessuno avrebbe più rivisto), e lo seppellì nella sua casa a Rama" ("l'antico e il maniero", così a lungo la sua residenza, e a lui caro da tante tenere compagnie). Fu "un lutto doloroso", come quando Giacobbe fu sepolto a Macpela

Genesi 1:11; Atti 8:2

L'onore reso alla sua memoria fu semplice e sincero, molto diverso da quello che, si dice, fu reso alla sua polvere in tempi successivi, quando "le sue spoglie furono rimosse con incredibile pompa e quasi un continuo corteo di attendenti da Rama a Costantinopoli dall'imperatore Arcadio, nel 401 d.C." (Delany, 1:148). Ma "di Samuele, come di Mosè, si può dire: 'Nessuno conosce il suo sepolcro fino ad oggi'" (Stanley). Il lutto nazionale era un'indicazione di

1.) L'alta stima in cui era tenuto, a causa della sua grande capacità, eminente pietà e attività benefica -- la sua integrità, fermezza, gentilezza, coerenza, disinteresse, adattabilità e comunione vivente con 1Samuele 2:30; Salmi 112:6 "Un vero cristiano. possono viaggiare nella vita sotto problemi e disprezzi; ma segna la sua fine, e troverai (come la pace, così) l'onore. La vita è il tempo del seme della morte; morte, raccolto della vita. Come qui si semina, così là si raccoglie. Colui che si spende per Dio e per l'uomo avrà finalmente tutto l'onore che il cielo e la terra possono gettare su di lui" (R. Harris)

1.) La deplorevole perdita che era stata subita. "Gli uomini che un tempo avevano rigettato Samuele ora lo piangevano; Quando la luce della sua presenza se ne andò, sentirono l'oscurità che rimaneva; Quando l'energia effettiva del suo esempio ebbe cessato di agire, essi ricordarono la forza dei suoi principi, la coerenza del suo funzionamento. C'era un sentimento comune all'uomo. Mentre godiamo del dono, spesso dimentichiamo il Donatore, e siamo risvegliati solo alla piena consapevolezza del valore di ciò che una volta possedevamo, scoprendo che non lo possediamo più" (Anderson)

2.) Il trattamento ingiusto che aveva ricevuto, e di cui ora si rammaricava. Le sue predizioni si erano avverate,

1Samuele 8:11

e la sua condotta fu pienamente giustificata. "Il dolore per la sua morte era tanto più profondo, quanto più pesante era il giogo del malgoverno di Saul"

3.) La continua influenza che ha esercitato sulla nazione. "La santa espressione da lui impressa sulle tribù di Beniamino e di Giuda rimase per secoli intatta. Mai un solo uomo fu più determinante nel seminare il terreno di un distretto con i semi duraturi della bontà. Sembra che sia stato soprattutto grazie alla sua influenza che la pietà ha trovato casa in Giuda e in Beniamino quando è stata bandita dal resto del paese. Umanamente parlando, Davide non sarebbe mai potuto essere re se Samuele non avesse preparato la strada. Egli era per il re Davide ciò che Giovanni Battista era per Cristo. Senza dubbio egli deve essere classificato tra i più grandi e i migliori tra i meritevoli ebrei" (Blaikie). "Ed egli, essendo morto, parla ancora"

"O buona testa grigia che tutti gli uomini conoscevano, o voce da cui tutti gli uomini traevano i loro presagi, o nervo di ferro per la vera occasione, o caduta alla fine quella torre di forza che si ergeva quadrata a tutti i venti che soffiavano!" (Tennyson)

Impara a:

1.) Onora la memoria del bene

2.) Lodare Dio per la loro vita

3.) Imita il loro esempio

4.) Realizza i loro scopi

Versetti 1-44. (IL DESERTO DI PARAN.) -

L'attività e il progresso di Davide

"E Davide si alzò e scese nel deserto di Paran" (Versetto 1). Samuele era morto. Saul stava diventando sempre più incapace di adempiere ai doveri del suo alto ufficio. Nel frattempo Davide veniva preparato dalla Divina Provvidenza ad afferrare lo scettro quando gli cadde di mano e a brandirlo in modo più nobile. Era il sole nascente della nuova era. E vediamo in questo capitolo numerosi segni della sua peculiare qualificazione per il suo futuro governo e del suo graduale progresso verso di esso; come, ad esempio,

1.) La rigida disciplina che esercitava tra i suoi uomini. Quei 600 guerrieri abitavano nelle vicinanze dei pastori di Nabal, e avrebbero potuto facilmente provvedere ai loro bisogni con le greggi allevate da questi ultimi; ma "gli uomini sono stati molto buoni con noi", disse uno di loro, "e non ci siamo fatti male, né ci siamo persi nulla", ss. (Versetto 15). "Stava portando i suoi selvaggi seguaci sotto una disciplina e un governo amorevoli che non avevano mai sperimentato; insegnava loro a confessare una legge che nessun tiranno aveva creato, che nessuna anarchia poteva mettere da parte" (Maurizio)

2.) Il prezioso servizio che ha reso al suo popolo. "Erano per noi un muro, di notte e di giorno" (Versetto 16). Impiegò i suoi seguaci (che non poteva guidare contro Saul senza incorrere nell'accusa di ribellione) per proteggere coloro che erano occupati in un'onesta industria contro i beduini saccheggiatori, e così fare il lavoro che era stato lasciato incompiuto dal re. Non c'è luogo o posizione che non offra l'opportunità di un lavoro utile. Anche un fuorilegge può essere utile al suo paese

3.) La perfetta equità della richiesta che ha fatto. La sua difesa delle pecore gli dava diritto a una parte di esse; ed era giustificato a intraprenderlo volontariamente dalle condizioni della società dell'epoca e dalla sua posizione particolare. La risposta di Nabal, nella sua applicazione a Davide, fu priva di giustizia, verità e carità (Versetti 10, 11)

4.) La rispettosa considerazione che ha mostrato nel sollecitare la sua richiesta. Non lo fece fuori tempo, ma attese fino a "un buon giorno" (un'occasione di festa in cui gli uomini erano solitamente disposti ad essere generosi), e poi mandò dieci giovani a porgergli un cortese saluto, a esporre il caso e a cercare umilmente come favore ciò che avrebbe potuto essere richiesto come un diritto (Versetti, 6-8). Faceva appello a ciò che c'era di più nobile e di migliore in quell'uomo

5.) Il potere cosciente che ha mostrato. "Salutatelo nel mio nome", un nome ben noto in Israele come quello di un fedele, benché perseguitato, servitore di Geova. Non una parola uscì dalle sue labbra, in verità, in questa o in qualsiasi altra occasione riguardo al suo regale destino. Ma egli sapeva che la forza della sua posizione (vedi cap. 26), che ora era molto diversa da quella che era all'inizio del suo vagabondaggio, si manifestava in tutto il suo portamento, e specialmente nelle relazioni matrimoniali in cui entrò (Versetti. 42, 44)

6.) L'accresciuta fama, che ha acquisito male. Le parole di Abigail (Versetti, 28-31) esprimevano la crescente convinzione dei pii in Israele che Davide era destinato ad essere il loro sovrano teocratico. Potrebbe anche aver "ricevuto certe informazioni sulla sua unzione e sulla sua destinazione tramite Samuele, o uno dei discepoli dei profeti" (Keil)

7.) La restrizione divina con la quale gli fu impedito di fare ciò che avrebbe messo in pericolo o interferito con il suo futuro onore e felicità (Versetto 26). Quando Dio ha un posto importante da occupare per un uomo, egli prepara la via per raggiungerlo e lo prepara per esso, e una parte della sua preparazione consiste nell'insegnargli la fedele cooperazione con i propositi divini

2 Un uomo a Maon. Anche se rigorosamente per discendenza appartenente a Maon,

per il quale vedi 1Samuele 23:24

i suoi possedimenti, piuttosto, "i suoi affari", "occupazione"

vedi Genesi 47:3 e Ecclesiaste 4:3, dove è tradotto opera

- si trovavano a Carmel, la piccola città a nord di Maon, dove Saulo eresse un trofeo alla fine della guerra degli Amalechiti,

1Samuele 15:12

e a cui apparteneva Abigail

1Samuele 27:3

È descritto come molto grande a causa della sua ricchezza derivante dai suoi grandi greggi di pecore e capre, che pascolavano sui pascoli che formano l'altopiano del Carmelo, dove tosava le sue pecore, di solito un periodo di sontuosa ospitalità

2Samuele 13:23,24

Versetti 2-39. (MAON, CARMEL) -

Il pazzo prospero

"Ora il nome di quell'uomo era Nabal (Versetto 3; " un figlio di Belial", Versetto 17; "Nabal è il suo nome e la stoltezza è con lui", Versetto 25). Questo capitolo è come una pinacoteca in cui sono esposti i ritratti di Samuele e degli anziani d'Israele, di Davide e dei suoi uomini, con i predoni beduini sullo sfondo; Nabal, il ricco proprietario di pecore, i suoi tosatori di pecore e i suoi compagni di bene, Abigail e le sue serve, e Ahinoam di Izreel (madre di Amnon, il figlio maggiore di Davide). Fermiamoci a guardare uno di loro: Nabal. "Come è il suo nome, così egli è", uno stolto, cioè un uomo stupido, malvagio e senza Dio. "Secondo la rappresentazione dell'Antico Testamento, la follia è un correlato dell'empietà che inevitabilmente fa scendere la punizione" (Keil). Egli è uno di quelli descritti dal Salmista,

Salmi 14:1

spesso citato dal saggio,

Proverbi 17:16 19:1 21:24

chiamato dal profeta un burlone,

Isaia 32:5-7

e a cui fa riferimento nostro Signore nella parabola

Luca 12:13-21

Che contrasto fra il suo aspetto e quello di Samuele!

I SUOI VANTAGGI ERANO GRANDI

1.) Apparteneva a una buona famiglia. "Era della casa di Caleb", che "seguiva pienamente Geova Dio d'Israele", ed ebbe "una parte fra i figli di Giuda". Ma non ereditò nessuna delle migliori qualità del suo illustre antenato. "Una buona estrazione è un biasimo per chi ne degenera". Anche i privilegi religiosi (come quelli di cui godeva per i suoi legami con Israele), a meno che non siano usati correttamente, servono solo ad aumentare la condanna

2.) Possedeva un'ottima moglie; "una donna di buona comprensione e di bell'aspetto", prudente, generosa e devota. "Una moglie prudente viene dal Signore"

Proverbi 19:14

Ma molti uomini sono poco beneficiati da questo dono. La sua prosperità mondana può essere accresciuta dalla sua abile gestione della sua casa (Versetti 14, 25), mentre la sua condizione spirituale non è migliorata dal suo esempio, dai suoi consigli e dalle sue preghiere. I persistentemente cattivi sono induriti dai loro rapporti intimi con i buoni

3.) Godeva di un'immensa prosperità. "Quell'uomo era molto grande (ricco), e aveva tremila pecore e mille capre", una sontuosa residenza a Maon, e una casa a Carmel (Kurmul), dove si trovava la sua attività (Versetti. 2, 36). Può aver ereditato la sua ricchezza, o può aver avuto abbastanza saggezza da sapere come farla e conservarla, industrioso lui stesso, e traendo profitto dall'industria degli altri; non è improbabile dal suo linguaggio riguardo agli schiavi (Versetto 10) che egli fosse uno di quegli usurai e oppressori dalle cui esazioni molti degli uomini di Davide cercavano di liberarsi con la fuga

1Samuele 22:2

"Qui possiamo vedere lo stato volubile e incerto del mondo" (Willet); "gli empi in grande potenza",

Salmi 37:35

e i buoni oppressi

Salmi 73:10

Ma «la vita dell'uomo non consiste nell'abbondanza delle cose che possiede»

Luca 12:15

La sua abbondanza dovrebbe renderlo grato a Dio e generoso con gli uomini. Spesso, tuttavia, ha l'effetto contrario, e "la prosperità degli stolti li distruggerà"

Deuteronomio 8:10-20; Proverbi 1:32

II IL SUO CARATTERE ERA INUTILE. "L'uomo era rozzo e duro" (duro e duro) e malvagio nelle sue azioni (Versetto 3)

1.) Evidentemente non pensava a Dio come al vivente, sempre presente, al vero Apocalisse d'Israele, all'Autore e Preservatore della sua vita, al Datore di tutte le sue benedizioni, al Sovrano morale verso il quale era responsabile del loro corretto impiego. Ciò che era materiale e sensato era per lui l'unica realtà. Egli riconobbe in pratica che nessuna volontà era superiore alla sua, e visse "senza Dio nel mondo"

2.) Era incurante delle pretese degli altri; disprezzando coloro che erano inferiori a lui nella posizione sociale, testardo e risentito di ogni parola che i suoi servi potevano dirgli in opposizione alla sua via e per il suo bene (Versetto 17); illiberale verso i bisognosi, ingiusti e ingrati, "ricambiando male per bene" (Versetto 21); denigrando il carattere e la condotta degli altri (Versetti 10-12) e inveendo contro di loro (Versetto 14) con un linguaggio volgare e offensivo. "La sua ricchezza non lo aveva dotato di buon senso; ma, come molti ai nostri giorni, immaginava che, poiché si trovava in condizioni agiate, avrebbe potuto impunemente indulgere in sberleffi maleducati e maleducati a tutti coloro che gli stavano intorno" (W.M. Taylor)

3.) Viveva solo per se stesso; considerare le sue ricchezze come sue ("il mio pane e la mia acqua", ss.), usarle solo per se stesso, fare ostentazione ("il banchetto di un re") e indulgere nell'intemperanza, "l'estinzione volontaria della ragione". "Cantici è colui che accumula tesori per se stesso, e non è ricco davanti a Dio"

III LA SUA FINE FU MISERABILE (Versetti. 36-39)

1.) È stato sorpreso dalla morte molto improvvisamente e inaspettatamente, e quando era impreparato ad essa. "Stolto, questa notte ti sarà richiesta l'anima tua", ecc

2.) Ha subito la punizione naturale della condotta che aveva seguito

3.) Fu consegnato alla tomba senza onore. Mentre "tutto Israele faceva cordoglio" per Samuele, nessuno lo pianse

Scopri che

1.) Il valore di un uomo non consiste in ciò che ha, ma in ciò che è

2.) La ricchezza comporta per chi la possiede una seria responsabilità per il suo corretto uso

3.) Le disuguaglianze della posizione terrena degli uomini scompaiono alla luce della verità e dell'eternità

3 Nabal, la parola resa stolta in Salmi 14:1 ; letteralmente, "piatto", "insulso". Abigail significa "colui che è la causa

padre

di gioia", cioè colui che dà gioia. Lei, con la sua brillante comprensione e la sua bella persona (la parola ebraica comprende molto più del volto;

vedi, 1Samuele 16:18, dove è reso persona avvenente

è in contrasto con l'uomo rozzo e rozzo che era suo marito. Il suo nome era o uno di quelli che aveva acquisito con la sua condotta, o, se datogli dai suoi genitori, dimostra che erano gente buffona. Era della casa di Caleb. Il testo scritto dice: "Era secondo il suo cuore", celibbo, cioè un uomo ostinato, o uno il cui aspetto rozzo rispondeva alla sua natura interiore; ma ci sono difficoltà linguistiche nel modo di questa lettura, e il Kri ha probabilmente ragione nel correggere calibbi, un calebita, un discendente di Caleb, a cui furono assegnati grandi possedimenti nelle vicinanze di Hebron,

Giosuè 15:13-19

che si trova a soli dieci miglia a nord-ovest di Carmel. Le versioni sostengono il Kri, anche se il siriaco e la Settanta lo rendono simile a un cane, uno che, come un cane, anche se ne ha in abbondanza, tuttavia rancore per gli altri. Il significato del nome Caleb è letteralmente "un cane"

4 Versetti 4, 5.Benché Davide si fosse allontanato un po' a sud del Carmelo, tuttavia valeva la pena di mandare degli uomini a tosare le pecore di Nabal, poiché il mantenimento delle sue numerose forze doveva essere una difficoltà continua. Il gran numero, dieci, mostra anche che si aspettava un generoso dono di cibo. Probabilmente tali missioni non erano rare, e i grandi padroni di pecore erano lieti di provvedere ai bisogni di chi custodiva le loro greggi e le difendeva dalle incursioni delle tribù del deserto

6 Versetti 6-8.-Di' a colui che vive nella prosperità. L'ebraico è oscuro, ma la resa dell'A.V è insostenibile, e anche molto addomesticata. Letteralmente è: "Gli direte: Per la vita!" Probabilmente era una forma colloquiale di saluto, ed equivalente a "buona fortuna", "successo", la vita in ebraico era talvolta usata per la prosperità. Cantici Lutero lo traduce, e anche Rashi e il Talmud babilonese sono a suo favore. La lettura della Vulgata: "Ai tuoi fratelli" (pace a te), deve essere completamente respinta. Non li abbiamo feriti. Letteralmente, "non abbiamo causato loro vergogna",

vedi Giudici 18:7

Non abbiamo fatto nulla per irritarli e ferirli. In realtà le parole significano che Davide li aveva protetti e li aveva messi in grado di pascere i loro greggi in sicurezza. Il fatto che Davide aspettasse fino alla tosatura delle pecore, quando l'ospitalità era la regola, prova che non imponeva ricatti ai suoi compatrioti, anche se necessariamente doveva dipendere da loro per il cibo indispensabile per il sostentamento dei suoi uomini. Una buona giornata. Ie. un giorno di festa, che dovrebbe portarci partecipe della tua prosperità. Tuo figlio Davide. Un titolo che esprime la riverenza dovuta dal giovane Davide al suo anziano, e un riconoscimento della superiorità di Nabal sul suo vicino fuggiasco

9 Cessarono. Letteralmente, "si riposarono"; cioè o rimasero in silenzio in attesa della risposta di Nabal, o si sedettero, come è consuetudine in Oriente, per lo stesso scopo

10 Versetti 10, 11.-Ci sono molti servitori, ss. Nabal non si sarebbe azzardato a parlare in modo così offensivo se Davide fosse stato a Maon, ma poiché si era spostato con i suoi uomini per una lunga distanza verso sud, diede libero sfogo ai suoi maleducati sentimenti senza ritegno. Davide era per lui un semplice schiavo che era fuggito dal suo padrone, Saul. Il mio pane, la mia acqua. Questi sono i beni di prima necessità, mentre la carne era il lusso speciale concesso per la festa. I dieci giovani di Davide non gli portavano letteralmente l'acqua a così grande distanza, né Nabal significava più della nostra frase "mangiare e bere". L'uso, tuttavia, dell 'acqua come equivalente alla bevanda segna il valore dell'acqua nella regione montuosa, e anche le abitudini astemie della gente

versetto 10. (CARMELO.) -

Padroni e servi

"Al giorno d'oggi ci sono molti servi che si separano ciascuno dal suo padrone". Ciò che Nabal ha detto era probabilmente un fatto. Molti servi in quel periodo instabile si staccarono dai loro padroni, preferendo l'indipendenza con i suoi rischi e le sue privazioni alla servitù con la sua protezione e il suo sostentamento. Ma l'accusa che egli intendeva gettare su di loro era o del tutto ingiusta, come nel caso di Davide, o in parte, come nel caso di molti altri. Ha omesso di affermare che la loro condotta verso i loro padroni era dovuta alla condotta dei loro padroni verso di loro. Gli uomini non sono mai così pronti a vedere e condannare i difetti della classe a cui appartengono come quelli della classe opposta. Per quanto riguarda i padroni e i servi, considerate:

I LA NATURA DELLA RELAZIONE. È stato giustamente illustrato nel seguente linguaggio: "Un gruppo di amici, che partono insieme per un viaggio, scoprono presto che è meglio per tutte le parti che, mentre sono sulla strada, uno della compagnia dovrebbe aspettare gli altri, un altro cavalcare avanti per cercare alloggio e divertimento, un terzo per portare il portmanteau, un quarto si occupa dei cavalli, un quinto porta la borsa, conduce e dirige il percorso; senza dimenticare, tuttavia, che come erano uguali e indipendenti quando partirono, così tutti devono tornare di nuovo allo stesso livello alla fine del viaggio" (Paley, 'Mor. Philippians', libro 3.). La relazione è confinata al solo viaggio della vita

1.) È, in una forma o nell'altra, necessaria e reciprocamente vantaggiosa. Il beneficio ricevuto è realmente maggiore da parte dei padroni che dei servi

2.) Deve necessariamente variare con le circostanze di coloro tra i quali esiste. Quindi la legge mosaica tollerava e regolava una specie di schiavitù (sebbene nessun ebreo potesse diventare altro che un "servo salariato" per una determinata calce); ma "nessun'altra religione antica si è mai opposta così enfaticamente ad essa, o almeno a tutta la disumanità ad essa connessa, o ha fatto preparativi così sicuri per la sua abolizione" (Ewald, 'Antiquities')

3.) Comporta sempre obblighi reciproci. Questi "oggi" sono spesso trascurati. Il legame tra padrone e servo (padrona e cameriera, datore di lavoro e impiegato) non è più quello di una volta. C'è meno dipendenza da un lato e meno autorità dall'altro. Ognuno si lamenta dell'altro: "i servi sono negligenti e troppo indipendenti"; "I padroni sono troppo esigenti ed egoisti". E la relazione può essere solo ciò che dovrebbe essere attraverso la loro comune sottomissione alla "legge di Cristo"

Galati 6:2

II IL DOVERE DEI SERVI

Efesini 6:5-8; Colossesi 3:22-25; 1Timoteo 6:1,2; Tito 2:9,10; 1Pietro 2:18

1.) L'obbedienza: umile, rispettosa, allegra; sempre in subordinazione alla suprema volontà di Dio. Questo è il primo dovere di un servo

2.) Diligenza nell'eseguire il lavoro che è stato loro affidato, con attenzione e serietà, e nel miglior modo possibile, "E accontentatevi del vostro salario"

Luca 3:14

3.) Fedeltà alla fiducia affidata loro, cercando gli interessi dei loro padroni come propri; onestà, sincerità totale, "come servi di Cristo, facendo di cuore la volontà di Dio"

III IL DOVERE DEI PADRONI

Efesini 6:9; Colossesi 4:1

1.) Equità; dando loro "ciò che è giusto ed equo" e non imponendo loro oneri inutili

Malachia 3:5; Giacomo 5:4

2.) Considerazione, rispetto, cortesia, gentilezza, cercando il loro benessere fisico, morale e spirituale. "Non governerai il tuo servo con rigore"

Levitico 25:43

E un semplice pagamento in denaro non è tutto ciò che una creatura simile ha il diritto di aspettarsi, o un adeguato compenso per i suoi servizi

3.) Coerenza; agendo secondo la loro posizione, rimproverando le azioni sbagliate, dando il buon esempio, esercitando la loro autorità e influenza come una fiducia affidata loro da Dio e in obbedienza alla sua volontà. Coloro che si aspettano di ricevere onore devono cercare di rendersene degni

Lascia che entrambi imparino

1.) Essere meno attenti ai difetti degli altri che ai propri

2.) Essere più preoccupati di adempiere ai propri doveri che insistere sui propri diritti

3.) Cercare la loro principale ricompensa nell'approvazione di Dio

12 Versetti 12, 13.La determinazione di Davide era feroce e violenta. Senza dubbio l'insulto di Nabal lo irritò, e forse anche i rozzi fuorilegge che lo circondavano avrebbero protestato contro qualsiasi altra condotta; ma le parole di Nabal, per quanto sgarbate, non giustificarono Davide nella rude vendetta che meditava. Abigail nel suo discorso sostiene che Davide stava prendendo una strada troppo violenta, e di cui in seguito si sarebbe pentito

13 Versetti 13-17.-

Credo e pratica

I fatti sono

1.) Davide, punto dall'insulto, si prepara a vendicarsi sommariamente di Nabal

2.) Un servo, sentendo la sua intenzione, lo riferisce ad Abigail

3.) Le racconta anche le circostanze della gentilezza di Davide verso gli uomini di Nabal, e si appella a lei per l'intervento, poiché non ha fede nella saggezza o nella generosità di Nabal. La condotta intrapresa da Davide sarebbe ordinariamente definita naturale per un capo orientale; quello del servo era più premuroso di quanto di solito si trovi tra gli uomini della sua classe quando si trova in pericolo personale. Riguardo alle due cause separatamente, possiamo esprimere l'insegnamento così:

A volte c'è una triste sproporzione tra le credenze e la pratica anche del migliore degli uomini. Davide era senza dubbio l'uomo spiritualmente illuminato, paziente e devoto che esisteva allora. I salmi di quel periodo indicano una meravigliosa fede nella cura e nella bontà di Dio, e la sua recente condotta aveva illustrato la sua pazienza, generosità e sopportazione. Il tono elevato del suo linguaggio a Saul,

1Samuele 24:11-15

in cui commette i suoi torti personali a Dio, è degno dei tempi del Nuovo Testamento. La fede comune della sua vita non poteva non essere rafforzata dalle solennità del funerale da cui era recentemente tornato. Tuttavia Davide non poteva sopportare l'insulto e l'ingratitudine, ma doveva cessare con zelo empio di affidare la sua causa a Dio e vendicare il male con le sue stesse mani. I figli di Zebedeo vivono in ogni epoca coloro che non possono attendere il calmo proposito di Dio per rivendicare i suoi santi, mentre allo stesso tempo professano a lui uno spirito nato dal cielo, e simile a quello di colui "che quando fu oltraggiato, non lo oltraggiò più". Questo cadere al di sotto del nostro ideale è una calamità troppo comune nella vita individuale e nella Chiesa. Può sorgere la domanda se crediamo veramente a ciò che diciamo di fare quando la condotta non è in armonia con esso, poiché la vera fede non è forse influente? Le grandi verità delle nostre Scritture Cristiane, riguardo all'amore di Cristo, al nostro destino, al bisogno spirituale del mondo e all'indicibile importanza delle cose eterne, sono sufficienti per incatenare ogni anima alla santa consacrazione che non conosce riserve. È bene che valutiamo la disparità tra credo e condotta; il disonore che porta, il danno alla religione che comporta e l'effetto che ne deriva sulle nostre preghiere

Giacomo 5:16

II IL NOSTRO STANDARD DI CONDOTTA NON DEVE ESSERE PRESO DAGLI UOMINI BUONI, ma dall'INSEGNAMENTO ESPLICITO DELLA SCRITTURA E DALL'ESEMPIO DI CRISTO. Come leggiamo i libri degli uomini con riserva, e accettiamo solo ciò che si accorda con un criterio di verità separato da essi, così la nostra lettura della condotta dei santi deve essere discriminante. Sono spesso esempi illustri di bene, ma non i nostri modelli. La nostra condotta in circostanze analoghe non deve essere regolata da quella di Davide, ma dall'insegnamento che ci dice di non "vendicarci", ma di rendere il bene per il male, e persino di amare i nostri nemici. Se gli uomini chiedono che cosa significhi questa rappresaglia non personale, la risposta è: la vita di Cristo. Il fatto che sia estranea alle tendenze umane e spesso considerata poco virile non la rende meno cristiana. Pochissime persone "entrano nel regno di Dio" nel senso di comportarsi nel mondo come Cristo. Anche gli uomini cristiani a volte parlano come se fosse una follia mostrare solo lo spirito di mansuetudine, amore e compassione che ha contraddistinto la sua carriera sotto la provocazione. Chi osa dire nel vero senso della parola: "Noi abbiamo la mente di Cristo"?

III LA DISCRIMINAZIONE E LA PRONTEZZA SONO QUALITÀ PREZIOSE PER EVITARE I MALI CHE DERIVANO DALLE CATTIVE AZIONI UMANE. Le conseguenze negative di un grande peccato da parte di un uomo buono possono essere molto gravi e, come in questo caso, richiedono un'estrema cura se si vuole evitarle. La condotta del servo (Versetti, 14-17) è degna di essere imitata in molti ambiti della vita. Egli non fuggì egoisticamente per mettersi al sicuro, ma, leggendo bene il proposito di Davide, pensò alla salvezza di tutti, si formò una giusta stima del tatto e del coraggio di Abigail, e della stupidità di Nabal, e senza indugio espose alla sua padrona la provocazione offerta a Davide. Un servitore saggio e pronto è una benedizione in una casa. Queste qualità contribuiscono molto a rendere gli uomini di successo nella vita; e se nei primi anni si prestasse maggiore attenzione al loro sviluppo, molti sarebbero salvati dal disastro e l'intera macchina dei santi si muoverebbe più agevolmente. Non possiamo anche vedere qui un'analogia con il caso di un uomo che, prevedendo una calamità spirituale per gli altri, escogita prontamente i mezzi per liberarli da essa?

Lezioni pratiche:

1.) Dovremmo stare in guardia contro le improvvise provocazioni delle nostre tendenze profane, e troveremo uno spirito di preghiera abituale uno dei migliori aiuti per l'immediata soppressione della passione

2.) Vale la pena considerare quanto la Chiesa e il mondo hanno perso per il fallimento da parte dei cristiani di vivere lo spirito e i precetti di Cristo

3.) Si tratta di capire se si presti sufficiente attenzione alla soppressione dell'amore per la lotta e la vendetta nei bambini, e fino a che punto la letteratura e i costumi favoriscano questi mali

4.) Nei casi di condotta morale è sempre meglio agire prontamente

14 ABIGAIL PACIFICA DAVIDE (Versetti. 14-35)

Versetti 14-17.- Uno dei giovani. ebraico, "un ragazzo dei ragazzi", cioè uno dei servi;

vedi sulla parola 1Samuele 1:24

Quando usato in questo senso non ha alcun riferimento all'età

vedi 1Samuele 2:17

Quest'uomo era probabilmente un vecchio servitore di fiducia. Per salutare. ebraico, "benedire"

1Samuele 13:10; 2Kings4:29

Ha inveito contro di loro. Letteralmente, "volò su di loro come un uccello rapace". Non siamo stati feriti. Letteralmente, "non svergognare" (vedi su Versetto 7). La lingua di un popolo testimonia sempre il suo carattere, ed è un segno dell'alto spirito degli Israeliti il fatto che pensassero meno alla perdita che alla vergogna di un'offesa. Finché eravamo a conoscenza di loro. ebraico, "finché andavamo in giro con loro". Nei campi. In realtà, "nel campo", nel deserto, nel comune pascolo. Un muro. Ie. una protezione sicura sia contro le bestie feroci che contro gli Amalechiti e altri predoni. Un figlio di Belial. Un uomo inutile e cattivo,

vedi 1Samuele 1:16

così rozzo e violento che è inutile esporsi con lui

Versetti 14-42. (CARMELO.) -

Abigail

Della sua famiglia e dei suoi primi anni di vita non si ha notizia. Quando fu menzionata per la prima volta, era la moglie del ricco e rozzo Nabal. Era un'unione mal assortita, probabilmente dovuta (come la maggior parte dei matrimoni orientali) all'accordo dei genitori. Si distingueva per un bel volto e una bella forma, e (cosa che non è sempre associata ad essa) per una bella mente e un carattere, che incarnava l'ideale della femminilità

Proverbi 31:10-31

"Dove troviamo in tutto il mondo pagano una donna paragonabile ad Abigail, la figlia del deserto?" Era una donna di

1.) Intelligenza superiore, saggezza pratica, prudenza, tatto e buona gestione. "Di buon intelletto" (Versetto 3). La parte che ebbe negli affari del marito è evidente dai servi che le raccontano del pericolo minaccioso (Versetto 17) e dalle sue scuse (Versetto 25). La sua discrezione si manifestava anche nella sua riservatezza (Versetto 19)

2.) Decisione rapida, energia e attività. "Abigail si affrettò", ss. (Versetto 18). Non si perse un istante e fu prontamente obbedita

3.) Umiltà, mansuetudine, modestia e devozione a se stessi inalterate. "Si prostrò con la faccia a terra davanti a Davide", ss. (Versetti. 23, 41). La sua mansuetudine e la sua pazienza devono essere state messe a dura prova dal temperamento di Nabal, e senza dubbio in precedenza avevano evitato molti disastri

4.) Nobile generosità e sacrificio. "Duecento pani", ss. (Versetto 18). Sentiva che nessun sacrificio era troppo grande per salvare suo marito e la sua famiglia. "Gli uomini di Davide e Davide sentirono che questi non erano i doni di un sordido calcolo, ma le offerte di un cuore generoso. E ha conquistato loro, la loro gratitudine, il loro entusiasmo, il loro omaggio non finto" (Robertson)

5.) Discorso conciliante, fedele, eloquente, e influenza pacificatrice e benefica (Versetti. 24-31). Dopo aver preso la colpa su di sé (come intercessore) e aver parlato di suo marito "con quell'unione di giocosità e serietà che sopra ogni cosa allontana l'ira" (Stanley), rivolse i pensieri di Davide a Dio, per la guida della cui provvidenza era stata mandata a distoglierlo dal suo proposito, esprime il desiderio che colui a cui appartiene la vendetta lo vendicherebbe, implora umilmente l'accettazione della sua offerta per i suoi giovani e implora il suo perdono. Allora (supponendo che la sua preghiera sia esaudita) lo assicura del brillante futuro che lo attendeva, in quanto avrebbe adempiuto i propositi di Geova, e non i suoi; che, se qualcuno cercasse di fargli del male, Geova lo preservi al sicuro e punisca i suoi avversari; e che quando sarebbe stato "governante d'Israele" sarebbe stato per lui fonte di conforto, e non di afflizione, il fatto di non aver versato sangue senza motivo, né di aver preso in mano la propria vendetta. Alla fine dice: "E l'Eterno farà del bene al mio signore, e tu ti ricorderai della tua serva" (per sempre), "ricordati delle cose che ho detto" (Dathe). Nessuna dissuasione dalla vendetta potrebbe essere più efficace

"Quando un mondo di uomini non poteva prevalere con tutta la loro oratoria, tuttavia la gentilezza di una donna ha prevalso"

"Senza dubbio non aveva studiato eloquenza nelle scuole, ma solo lo Spirito di Dio l'ha resa una tale oratrice. Dio ha messo la sapienza nel suo cuore, ed essa è fluita in un discorso saggio" (Roos)

6.) Pietà esaltata; la fede nella giustizia e nella bontà di Dio, la sua provvidenza dominante e l'instaurazione del suo regno (vedi il canto di Anna), la devozione, l'intuizione spirituale, manifestate in questo appello e in tutta la sua condotta

Proverbi 31:26,30

Non c'è da stupirsi che, dopo la morte di Nabal, "Davide mandò a parlare con Abigail, per prenderla in moglie" (Versetto 39)

18 Versetti 18-20.- Cinque misure di mais arrostito. La misura qui nominata, la seah, contiene circa un beccato e mezzo. Poiché questo sembra poco, Ewald legge 500 seahs, ma probabilmente era considerato una prelibatezza. Grappoli di uvetta. Piuttosto, come a margine, grumi di uvetta. I grappoli d'uva, una volta appassiti, venivano pressati in panetti. Mandò i suoi servi davanti a condurre gli asini che portavano il dono, la seguì e andò incontro a Davide mentre scendeva dal nascondiglio della collina. Ebraico, "nel segreto della collina", al riparo della collina, cioè lo incontrò mentre scendeva in una valle in cui lui era entrato dall'altra parte

Versetti 18-31.-

Saggia persuasività

I fatti sono

1.) Abigail, consapevole del pericolo, fornisce un ampio regalo e manda segretamente i suoi servi a preparare la mente di Davide per un colloquio

2.) Vedendo Davide, cerca umilmente un'udienza e lascia intendere che Nabal non doveva essere considerato importante

3.) Ella perora la sua causa ricordando a Davide la gentile moderazione della Provvidenza nel tenerlo lontano dal torto, l'assoluta indegnità di Nabal del suo avviso, il provvedimento preso per i giovani, la sua integrità e la sua distinzione coniante, la sua sicurezza spirituale in mezzo alle prove, la soddisfazione futura di non aver versato sangue senza motivo, e poi implora che non venga dimenticata nei prossimi giorni di potere. Questo racconto può essere considerato in relazione ad Abigail e a Davide. Nel primo caso, offre:

I UN'ILLUSTRAZIONE DELL'ARTE DELLA PERSUASIONE. La condotta seguita da Abigail fu attribuibile al suo coraggio, al suo tatto, alla sua pietà e alla sua lealtà alla verità. Un esempio più bello dell'arte della persuasione nella sfera della vita privata non si trova nella Bibbia. Può essere considerato in due modi

1.) In relazione al metodo adottato. Questo può essere visto notando la linea di argomentazione. Davide, dopo un rispettoso atto di obbedienza, viene informato che l'omissione di cui si lamentava era all'insaputa della persona che era in gran parte responsabile degli atti di ospitalità (Versetto 25). Poi, con squisita delicatezza, gli viene ricordato il peccato di vendicare se stesso, e la bontà di Dio nell'astenersi da esso (Versetto 26). Questo appello al senso morale è rafforzato dalla certezza che la persona offensiva era molto al di sotto dell'attenzione di una persona così distinta, e che la dignità poteva ben permettersi di lasciarla in pace (Versetto 24). Inoltre, l'occasione che giustamente suscitò la sua generosa sollecitudine per i servi affamati e meritevoli fu passata, poiché per loro erano disponibili ampie provviste (Versetto 27). Passando dagli altri, Davide ha la certezza della fiducia nella sua chiamata divina e nell'integrità della sua vita, nonostante tutte le calunnie (Versetto 28). E sebbene la persecuzione sia difficile da sopportare, tuttavia gli viene ricordato che la piena compensazione si ottiene nell'essere custoditi al sicuro da Dio, e quindi benedetti con la vita spirituale abbracciata nel patto eterno (Versetto 29), una benedizione che i nemici malvagi non possono condividere. Per coronare il tutto, è portato a pensare al giorno non lontano in cui, come re del popolo di Dio, godrà dei più alti onori; e si suggerisce gentilmente che sarebbe un peccato rovinare le gioie di un tale tempo riflettendo su un atto di vendetta personale con atti di sangue. Un bellissimo esempio di ciò che una donna saggia e santa può fare quando si presenta un'emergenza

2.) In relazione ai principi generali in questione.La persuasione è richiesta sul pulpito, nella casa e nei rapporti comuni della vita; e l'osservazione dimostra quanto dipenda dall'adozione di giusti principi nell'uso di essa. Alcuni non ci riescono mai. L'anima umana può essere avvicinata con successo solo per certe vie. Per avere successo ci dovrebbe essere

(1) Un tono e un modo che si addicono alle persone e alle circostanze

(2) Un riferimento chiaro ma delicato al senso governativo del diritto; perché la coscienza correttamente indirizzata diventerà sicuramente un avvocato interno per noi

(3) La prontezza a soddisfare ogni legittimo diritto e a soddisfare ogni istinto generoso, poiché si presta attenzione a coloro che sono zelanti nel fare il bene

(4) Un evidente apprezzamento della posizione effettiva in cui si trovano coloro a cui ci rivolgiamo; poiché allora si risveglia la fiducia nel nostro giudizio e la simpatia professata

(5) Un gentile appello alle speranze e alle aspirazioni religiose più sacre che, sebbene inespresse, possono esercitare un potere di controllo sulla vita

(6) Considerare il principio dell'interesse personale come una forza nella vita supplementare a considerazioni più elevate. Vale la pena studiare per diventare "saggi per guadagnare anime"

II UN'ILLUSTRAZIONE DELL'INFLUENZA SUL TEMPERAMENTO E SULLA CONDOTTA DELLE CONSIDERAZIONI RELIGIOSE. C'era forza nell'argomentazione di Abigail, derivata dal suo appello al senso di Davide del torto della vendetta, e dalla certezza che la sua generosa preoccupazione per i suoi giovani era ora inutile. Ma ciò che evidentemente colpì di più Davide fu il suo riferimento al fatto che egli era l'oggetto dell'amore e della cura di Dio. Essere trattenuti da un Dio amorevole, essere in grazia con lui in mezzo ai torti degli uomini malvagi, avere un interesse per la vita spirituale superiore che è nutrita e custodita da Dio era più di ogni altra cosa. Come potrebbe una persona così riccamente e immeritatamente benedetta vendicarsi o agire in qualsiasi modo indegno del nome di Dio? L'apostolo adotta la stessa linea di argomentazione quando, ingiungendo uno spirito di perdono, ricorda ai suoi lettori il perdono che hanno ricevuto

Efesini 5:32

Se vogliamo essere umili, gentili, pronti a perdonare e grati, consideriamo che cosa significa avere i nostri "nomi scritti in cielo",

Luca 10:20

e di essere oggetti di un amore da cui nulla può separarci. 8:38, 39). Un uso giudizioso di tali riflessioni e considerazioni è estremamente importante nella cultura spirituale. Gli uomini sono profondamente toccati dal pensiero di ciò che Dio ha fatto per loro. Un po' di retrospettiva religiosa salverebbe molti uomini dal cedere agli impulsi violenti. Lo stesso risultato si ottiene avendo a cuore le nostre nobili aspirazioni. Coloro che devono essere innalzati al trono non faranno azioni meschine e ingiuste. Chi può valutare l'influenza delle anticipazioni cristiane sulla condotta attuale?

III UN'ILLUSTRAZIONE DELL'APPROFONDIMENTO DELLA FEDE NEI PROPOSITI MESSIANICI. Uomini come Doeg, Cush e gli zifiti potevano unirsi e con la calunnia cercare di distruggere la fede nell'integrità di Davide, e così sembrare che rimandassero la realizzazione dei propositi per i quali era stato unto; e i Salmi rivelano come queste cose a volte deprimessero il suo spirito. Ma per tutto questo tempo i più intelligenti e devoti videro chiaramente che egli era l'uomo che avrebbe edificato il regno, e Abigail, con questa bella rivelazione della sua fiducia nella sua futura elevazione al potere, fu per lui solo una rivelazione di una fede in progresso. La forza così portata nel suo cuore ci ricorda il conforto evidentemente trasmesso al cuore del Salvatore dall'esplicita dichiarazione di Pietro

Matteo 16:16,17

E con l'avanzare del tempo sorgeranno, come un applauso rivolto agli schernitori e ai detrattori, menti superiori che testimoniano la verità divina e l'imminente trionfo del regno di Cristo. Allo stesso modo sorgeranno le conferme della chiamata del cristiano a partecipare al servizio superiore del futuro

Lezioni generali:

1.) Un uomo saggio porterà i suoi impulsi alla luce della verità religiosa e permetterà ad essa di attenuarli

2.) Nei casi di difficoltà, per quanto riguarda l'umore, uno spirito calmo e fervente è di grande importanza

3.) Avere un posto nel libro della vita dell'Agnello è una piena compensazione per i mali che possiamo soffrire per mano degli uomini

4.) È al di sotto della dignità di un uomo cristiano lottare con la meschinità e la viltà

5.) È una buona massima soffrire inconvenienti piuttosto che fare qualcosa che tenderà a rovinare il godimento del successo che speriamo di ottenere

21 Versetti 21, 22.Davide giustifica la sua rabbia ardente riferendosi ai servigi che aveva reso a Nabal e che erano stati ricambiati in modo così squallido. Per la frase "così fa Dio per i nemici di Davide", vedi in 1Samuele 20:16. Probabilmente alla base di questa sostituzione dei nemici di Davide con se stesso c'era un sentimento superstizioso quando invocava così una maledizione

23 Versetti 23-25.Abigail cadde con la faccia a terra davanti a David. Questo abietto omaggio potrebbe essere stato fondato sulla sua fede nel futuro regno di Davide, o potrebbe semplicemente significare la posizione inferiore occupata dalle donne in quei giorni (vedi Versetto 41). Tutto il suo discorso è espresso in termini molto umili. Davide

1Samuele 24:8

si chinò solo con la faccia a terra davanti a Saul. Su di me. Abigail si presenta come la persona realmente colpevole, su cui deve ricadere l'iniquità, cioè la punizione dell'offesa. Nabal è un semplice figlio di Belial, un uomo indegno e cattivo, il cui nome Nabal, cioè stolto, è un segno che la follia è con lui, e accompagna tutte le sue azioni. Da sciocco è a malapena responsabile delle sue azioni, e Abigail, la cui abitudine e il cui compito era quello di rimettere le cose a posto, non vide i giovani e così non fu in grado di salvarli dalla maleducazione del marito

26 Versetti 26, 27.Abigail inizia il suo appello affermando che è stato Geova a farla venire in tal modo per impedire lo spargimento di sangue; poi propizia Davide con la preghiera che i suoi nemici possano essere come Nabal, stolti insignificanti; e infine gli chiede di accettare il suo dono, non per se stesso, sarebbe un onore troppo grande, ma altrettanto buono solo per i suoi seguaci. La prima di queste affermazioni è oscurata dalla traduzione nell'A.V, e dovrebbe essere tradotta: "E ora, mio signore (un titolo ordinario di rispetto, come il nostro signore), come vive Geova, e come vive la tua anima, così è vero che Geova ti ha trattenuto dalla colpa di sangue, e dal salvarti con la tua propria mano; e ora lascia che i tuoi nemici", ss. Le stesse parole ricorrono in Versetti. 31, 33. Benedizione. Ie. regalo, presente

vedi 1Samuele 30:26

Questo bellissimo termine mostra la profonda religiosità della mente ebraica. Il dono è qualcosa che non viene dal donatore, ma da Dio, in risposta alla preghiera del donatore

28 Perdona la colpa della tua schiava. Ritornando alle sue parole nel Versetto 24, che la colpa e la punizione devono ricadere su di lei, ora prega per il perdono; ma le parole intermedie del Versetto 26, sottolineate nel Versetto 31, hanno elevato la sua richiesta a un livello superiore. La sua preghiera si basa sul fatto che stava salvando Davide da un peccato e che nella sua sete di vendetta stava attirando su di sé la colpa. Se la forma del discorso di Abigail era molto umile, la questione era coraggiosa e nobile. Una casa sicura. Ie. prosperità permanente

vedi 1Samuele 2:35

Perché il mio signore combatte. ebraico, "combatterà". Davide non combatteva più queste battaglie perché non era ancora intronizzato come re teocratico. Al momento era compito di Saul combattere "le battaglie di Geova", di persona o per mezzo dei suoi ufficiali

1Samuele 18:17

Le parole, perciò, attendono chiaramente il tempo in cui a Davide, in qualità di re, sarà imposto il dovere di proteggere il popolo del patto di Geova. Non si è trovato in te del male. Ebraico, "non si troverà in te", cioè quando verrà il tempo per te di prendere il regno, nessuno potrà accusare contro di te alcuna offesa con la quale hai perso il tuo titolo all'ufficio regale; né in seguito, come re, sarai colpevole di alcuna violazione del tuo dovere verso Geova, Il supremo Governante d'Israele, in modo da incorrere nel rigetto come ha fatto Saul

29 Versetti 29-31.Eppure un uomo è risorto. Piuttosto, "E se qualcuno si alzasse per inseguirti", ss. Il riferimento è naturalmente a Saul, ma messo con il dovuto riserbo, e anche reso generale, in modo da includere tutte le possibili lesioni tentate contro Davide. Legati nel fascio della vita. ebraico, "dei viventi". La metafora è tratta dall'abitudine di impacchettare in un fascio oggetti di grande valore o di uso indispensabile, in modo che il proprietario possa portarli con sé. In India la frase è comune; Così, si dice che un giudice giusto è avvolto nel fascio della giustizia; un amante nel fascio dell'amore. Abigail prega, perciò, che Davide, insieme ad altri la cui vita è preziosa agli occhi di Dio, possa essere tenuto al sicuro sotto la cura e la protezione personale di Geova. Nei tempi moderni le due parole che significano "nel fascio dei viventi" formano un'iscrizione comune sulle lapidi ebraiche, la frase è stata interpretata nel Talmud, come anche da Abravanel e da altre autorità ebraiche, di una vita futura. Deve fiondarsi, ss. In forte contrasto con questa attenta preservazione della vita di Davide, essa prega che i suoi nemici possano essere gettati via con la stessa violenza e a grande distanza come una pietra viene gettata da una fionda. Il centro è la cavità in cui è stata posta la pietra. Righello. cioè il principe. È la parola resa capitano in 1Samuele 9:16 10:1, ma qui il suo significato è dato più correttamente. Dolore. La parola in realtà significa più o meno la stessa cosa di pietra d'inciampo, qualcosa che fa barcollare una persona colpendo inconsapevolmente contro di essa. Abigail prega, quindi, che quando Davide sarà diventato principe, e quindi dovrà amministrare la giustizia, questo atto violento e vendicativo che egli si proponeva non possa rivelarsi causa d'inciampo e un'offesa del cuore per se stesso, con la sua coscienza che lo rimprovera di aver fatto lui stesso ciò che doveva condannare negli altri

Versetto 29. (CARMELO.) -

Il fagotto della vita

1.) Il fagotto della vita, o il vivente (la parola fascio, tseror, essendo usata una volta prima per la borsa o la borsa di denaro che ciascuno dei fratelli di Giuseppe trovò nel suo sacco di grano,

Genesi 42:35

significa la società o congregazione dei viventi da cui gli uomini sono presi e stroncati dalla morte (Barrett, 'Synopsis of Criticisms'). Essa contiene coloro che possiedono la vita, una vita continua e prospera, nel mondo attuale, in mezzo ai pericoli a cui sono esposti, e dai quali gli altri sono portati via dalla "terra dei viventi"

Isaia 4:3

La vita è un dono di Dio, e la sua continuazione è presunzione del suo favore

2.) Ciò che qui è desiderato e predetto riguardo a loro si basa sulla loro distinzione morale dagli altri uomini. Essi sono, come Davide, servi di Dio, e differiscono dagli altri, come Davide da Saul e Nabal, nel carattere e nella condotta. Essi costituiscono la comunità dei pii in "questo presente mondo malvagio" e "i loro nomi sono scritti in cielo"

3.) Hanno un valore inestimabile agli occhi di Dio. Egli apprezza tutti gli uomini per la loro capacità di bontà, ma molto di più alcuni per il fatto che ne sono effettivamente in possesso. Il loro valore supera tutti i possedimenti e le distinzioni terrene. "L'intero sistema dei corpi (il firmamento, le stelle, la terra e i suoi regni) e gli spiriti insieme è ineguale alla minima emozione della carità" (Pascal)

4.) Sono il suo possesso speciale; gli appartengono in modo particolare, a causa di ciò che ha fatto per loro "al di sopra di tutti gli uomini", e della loro devozione volontaria a lui. "Sappiate che il Signore ha scelto colui che è pio per se stesso". "Il Signore si compiace del suo popolo" e lo chiama "i miei gioielli"

Malachia3:17

5.) Vivono in intima comunione con Lui. "Un popolo vicino a lui";

Salmi 148:14

"avvolto nel fagotto della vita con l'Eterno, il tuo Dio"

1.) Sono preservati al sicuro dai disegni malvagi dei loro nemici e da ogni male. "Se un uomo si alzasse per inseguirti e cercare la tua anima", ss. L'espressione deriva dall'uso comune degli uomini, che mettono insieme le cose di valore e le tengono vicino alla loro persona per evitare che si perdano o si feriscano. "La tua vita è nascosta con Cristo in Dio"

Colossesi 3:3

2.) Hanno una partecipazione comune alla forza e alla beatitudine offerte dalla sua presenza e dal suo favore. La loro vita è del tipo più elevato, la vita nel senso più vero e più pieno, direttamente derivata da colui che è "la Fonte della vita" e che coinvolge tutto il vero bene. "Alla tua presenza", ecc

Salmi 16:11

La vita degli altri non è altro che "una corsa verso la morte", ed essi sono "morti mentre fanno l'alveare"

3.) Sono progettati per un servizio utile; non solo per essere guardato e ammirato, ma impiegato secondo la volontà del proprietario. È per questo che vengono conservati

4.) Hanno "la promessa della vita eterna". La loro comunione spirituale con Dio e tra di loro in questa vita è una caparra della sua continuazione e perfezione nella vita a venire. "Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi". Il pio ebreo muore con le parole del testo sulle labbra e le fa incidere sulla sua tomba. "Chiunque sia così nascosto nella misericordiosa comunione del Signore in questa vita che nessun nemico può fargli del male o nuocere alla sua vita, il Signore non permetterà che perisca, anche se dovesse venire la morte temporale, ma allora lo accoglierà nella vita eterna" (Keil). "E così saremo sempre con il Signore"

5.) Il loro destino (come il loro carattere) è l' opposto di quello degli empi. "Riguardo ai corpi dei giusti è detto: 'Egli entrerà in pace; riposeranno nei loro letti";

Isaia 57:21

e delle loro anime è detto: 'E l'anima del mio signore sarà legata nel fascio della vita con il Signore tuo Dio.' Ma riguardo ai corpi degli empi è detto: 'Non c'è pace, dice Dio, per gli empi'. E delle loro anime è detto: 'E le anime dei tuoi nemici, egli le fionda, come in mezzo a una fionda'" (Talmud, citato da Hurwitz)

OMELIE DI D. FRASER

Versetto 29.-

Il fascio della vita e la fionda

L'appello di Abigail era tanto più persuasivo in quanto ella dichiarava la sua simpatia per la causa di Davide e la sua fede nel proposito divino di farlo re. A quel tempo tale convinzione era largamente diffusa nel paese fra coloro che temevano Geova e onoravano il profeta Samuele. Abbiamo visto che fu confessato da Saul stesso, e da Gionatan fu amato con generoso piacere. Ma Nabal non volle che se ne parlasse in sua presenza. Ai suoi occhi Davide era un semplice servo fuggiasco del re che era diventato filibustiere. Sua moglie mostrò il vigore della sua mente, la chiarezza del suo giudizio e la forza della sua fede nel non temere il dispiacere di Nabal o l'ira del re Saul, ma nel dichiarare la sua fiduciosa convinzione che il Signore avrebbe suscitato Davide per governarlo su Israele. Per questo motivo lo supplicò di non appesantire la sua coscienza e di non infangare il suo nome con un atto di sangue affrettato. Che potere di espressione figurativa avevano quei credenti orientali; e non ultime quelle donne devote i cui spiriti erano stimolati da occasioni urgenti a parole ardenti: Debora nel suo trionfo, Anna nel suo canto, Abigail nel suo appello!

I LA FIGURA DELLA SICUREZZA. Un'anima legata nel fascio della vita con Geova. A che cosa poteva giovare la sgarbatezza di Nabal, o anche la ricerca di Saul, contro un uomo la cui vita Dio custodiva notte e giorno? Se usiamo la frase di Abigail, ne estendiamo il significato. La questione con lei era della preservazione di Davide per occupare il trono d'Israele; ma non spetta a noi, sotto il Nuovo Testamento, porre i nostri cuori su un rango terreno. Il nostro tesoro è in cielo. La nostra eredità è riservata per noi fino al ritorno del nostro Signore. I nostri giorni sono pochi e incerti. Ma noi abbiamo una vita eterna, che ci è stata donata gratuitamente in Cristo Gesù; e il fascio della vita significa per noi l'unità di tutti i viventi in Cristo, la totalità della vita che "è nascosta con Cristo in Dio". Coloro che sono legati in essa sono stati tratti dai fasci del peccato e della morte, liberati da ciò che è male e quindi condannati alla distruzione, e sono stati uniti per la potenza dello Spirito Santo a Cristo e alla Chiesa. Buon giorno che vede questo fatto! Neemia consegue una forte sicurezza! Chi è colui che può farci del male se siamo di Cristo, legati nel fascio della vita con Dio nostro Salvatore?

II LA FIGURA DEL RIFIUTO. Abigail non fece più riferimento a Nabal. Era suo marito, e in nessun caso poteva essere formidabile per Davide. Tutto ciò che chiedeva era che il figlio di Jesse passasse magnanimamente sopra la sua sgarbatura. Ma tutto il paese risuonava di notizie dell'accanito inseguimento di Davide da parte del re', e Abigail predisse che i suoi nemici sarebbero stati sconfitti e rigettati dal Signore suo Dio. Con rara felicità di allusione parlava delle loro anime come gettate via, come una pietra viene gettata "fuori dal mezzo di una fionda". La sola menzione dell'arma con cui Davide aveva ottenuto il suo primo grande successo deve aver suscitato la sua fede e il suo coraggio. La cifra, come mostra la storia, era notevolmente appropriata per la carriera del principale nemico di Davide, Saul. "Come chi lega una pietra in una fionda, così è colui che rende onore allo stolto"

Proverbi 26:8

Ora Saul era stato onorato. Egli fu unto ed esaltato al trono, eppure in cuor suo fu poco saggio e disubbidiente. Cantici era la pietra posata nel piatto di una fionda. Dopo un po' vediamo la pietra roteare nella fionda, cioè vediamo Saul turbato e sballottato, ribelle, turbato, appassionato, follemente geloso. La fine si stava avvicinando e la pietra stava per uscire dalla fionda disperata e mortale sul monte Gelboe

Su Versetti. 32, 33; Il Dr. South ci ha lasciato un sermone intitolato: 'La prevenzione del peccato è una benedizione inestimabile'. Nell'"applicazione" di essa il predicatore mostra che una soddisfazione molto più alta si trova da un conquistato che da una passione conquistatrice. "La vendetta è certamente il boccone più lussuoso che il diavolo possa mettere in bocca a un peccatore. Ma pensiamo che Davide avrebbe potuto trovare nell'esecuzione della sua vendetta la metà del piacere che esprime qui dopo la delusione di essa? Forse gli sarebbe piaciuto nel calore e nella fretta della sua rabbia, ma gli sarebbe dispiaciuto infinitamente di più nelle fredde e tranquille riflessioni della sua mente. Un altro punto che il Sud rafforza è che il temperamento con cui riceviamo la provvidenziale prevenzione del peccato è un criterio della condizione di grazia o di sgraziatezza dei nostri cuori. "Chiunque abbia qualcosa della pietà di Davide solleverà perpetuamente il trono della grazia con riconoscimenti simili come: Benedetta sia quella Provvidenza che mi ha liberato da una compagnia così lasciva o da una conoscenza così viziosa! E benedetto sia quel Dio che ha posto ostacoli e ostacoli sul mio cammino quando tentavo di commettere questo o quel peccato; che mi ha portato fuori da un tale corso di vita, da un tale luogo, o da un tale impiego, che era per me una continua trappola e tentazione! E benedetto sia un tale predicatore e un tale amico di cui Dio si è servito per dire una parola a tempo opportuno al mio cuore malvagio, e così mi ha allontanato dai sentieri della morte e della distruzione, e mi ha salvato a dispetto del mondo, del diavolo e di me stesso!" -F

32 Versetti 32-35.Davide, nel suo grato riconoscimento della rimostranza di Abigail, vede in essa la mano di Geova, l'Iddio d'Israele, che l'aveva mandata, cioè l'aveva spronata a venire. Loda anche i suoi consigli, letteralmente, il suo "gusto", cioè la saggezza, la discrezione. È la parola resa comportamento in 1Samuele 21:13. Ma per questa prudente condotta da parte sua nel venirgli incontro lungo la strada, egli la assicura solennemente sotto giuramento che nulla avrebbe potuto salvare Nabal e tutti i maschi della sua famiglia dalla morte. Alla fine, accetta il suo regalo e la congeda con la certezza che tutto è stato perdonato

Versetti 32-35.-

Trattenere la misericordia

I fatti sono

1.) Davide, riconoscendo la mano di Dio, esprime il senso della sua misericordia e benedice Abigail per il suo consiglio

2.) Egli percepisce, alla luce delle sue rimostranze, il terribile male della passione che lo aveva scosso

3.) Accettando il suo regalo, la congeda in pace. Il successo della saggia condotta di Abigail era ora assicurato in un uomo buono che si risparmiava dalla colpa e dalla vergogna di agire in contrasto con la sua professata fiducia in Dio; e mentre onora debitamente lo strumento della liberazione, la misericordia restrittiva di Dio è pienamente messa in risalto. Avviso-

FRENARE LA MISERICORDIA È UN FATTO IN OGNI VITA. Questo esempio fu evidente, ma Davide altrove riconosce la costante osservanza del suo Dio

Salmi 19:13 141:9

Dobbiamo molto a Dio per ciò che non siamo e non facciamo, come anche per ciò che siamo e facciamo. "Per la grazia di Dio sono ciò che sono" si applica sia alla prevenzione che all'investitura. Ogni uomo è cosciente di portare in sé un potere del male superiore a quello che trova sfogo nelle azioni, e la sua repressione è dovuta non solo alla saggezza e alla forza umana. Le condizioni della vita sociale che frenano lo sviluppo della peccaminosità interiore sono di Dio tanto veramente quanto la verità che abbiamo a cuore per non peccare contro di lui

Salmi 119:11

Gli amici che consigliano e ci avvertono, le ordinanze che tendono a indebolire la forza del male e a nutrire la santità, sono gli agenti dello stesso Dio misericordioso che ci ha dotato della coscienza che li aiuta a cui si appellano. Se le provvidenze occasionali, siano esse calamità o interventi personali, attirano un'attenzione speciale sulla mano invisibile, non rendono meno reale la moderazione in altri momenti, perché sono più ferme e gentili. C'è uno spirito che lotta silenziosamente con l'uomo e lo trattiene dalla rovina

II IL NOSTRO RICONOSCIMENTO DELLA MISERICORDIA RESTRITTIVA È PIÙ PRONUNCIATO QUANDO SIAMO PASSATI ATTRAVERSO TENTAZIONI INSOLITE. Le tentazioni sono un'esperienza comune, ma a volte arrivano "come un'alluvione". L'ammissione della benevola e costante moderazione di Dio è un elemento di fede quotidiana, accompagnato da più o meno gratitudine; ma quando l'anima è stata messa faccia a faccia con un terribile peccato dalla forza di impulsi violenti, e impedita di commetterlo da quella che si chiama una stretta possibilità, allora la buona mano di Dio è distintamente riconosciuta. Nella quiete della tempesta vediamo chiaramente gli scogli su cui il carattere ha quasi fatto naufragio. La luce della verità rivela dove stavamo andando, e l'anima è inorridita dallo spettacolo. Nella vita della maggior parte delle persone ci sono state occasioni in cui eravamo sull'orlo della distruzione o, come Davide, stavamo per rovinare la nostra coerenza e utilità con una triste trasgressione. Lo spirito raffinato di un cristiano che si ritrae inorridito al solo pensiero di ciò che avrebbe potuto essere non può fare a meno di dire: "Benedetto sia il Signore Dio"; e dove sono stati impiegati strumenti umani, una benedizione cade su di loro per il loro gentile aiuto. Questi atti di riconoscimento, così pieni di gratitudine e di gioia, non sono che deboli indicazioni di quella gioia e gratitudine inesprimibili quando, esaminando tutti i pericoli della vita, l'anima loderà la "misericordia che dura in eterno"

III UN ADEGUATO RICONOSCIMENTO DELLA MISERICORDIA RESTRITTIVA È ACCOMPAGNATO DA UN'ATTENZIONE CALMA E COSTANTE AI DOVERI DELLA NOSTRA POSIZIONE SPIRITUALE. Davide, come servo eletto di Dio, accetta tranquillamente il dono di Abigail e, congedandola e ritornando al normale corso di confidare in Dio e aspettare il suo momento. Ha vissuto il suo vero carattere tanto meglio per questa fuga scampata. È l'effetto naturale della misericordia, quando riconosciuta, di renderci più fedeli alla nostra santa chiamata nel servizio di Dio. Andiamo per la nostra strada con una determinazione più forte a sottometterci alla sua volontà, qualunque essa possa portare, e a vivere in una più stretta comunione con lui

Lezioni generali:

1.) È bene porre le nostre passioni tempestose alla chiara luce della verità di Dio

2.) La nostra vita spirituale acquista più elevazione e tono riflettendo di tanto in tanto sulla misericordia di Dio che trattiene

3.) Il peccato di indulgere in passioni violente non deve essere trascurato nella liberazione dalla loro espressione palese

4.) Da un'esperienza di liberazione da spaventosi pericoli morali possiamo ampliare la nostra conoscenza delle possibilità della vita e trovare maggiori ragioni per l'abituale vigilanza

Versetti 32, 33. (CARMELO.) -

Restrizioni morali

1.) Tra lo scopo di trasgredire e l'atto di trasgressione intenzionale c'è di solito un intervallo, e in quell'intervallo possono verificarsi restrizioni fisiche, che rendono l'atto impossibile ma non influenzano lo scopo o la disposizione; o restrizioni morali, che influenzano lo scopo, e spesso lo alterano e quindi impediscono l'atto. Quest'ultimo da solo mette alla prova e rivela veramente il carattere. E di questa natura fu il freno imposto a Davide quando era in viaggio per vendicare Nabal e la sua casa per l'affronto che aveva ricevuto

2.) Il suo terribile proposito sembra sorprendente dopo la sua pazienza verso Saul

1Samuele 24:7,22

Ma la vittoria sulla tentazione è non di rado l'occasione per poi soccombere ad essa. Questo accade quando qualcuno suppone di non essere più in pericolo a causa di esso, e smette di vigilare contro di esso, e di dipendere da Dio per la sua custodia. "Davide non era al sicuro contro la tentazione della vendetta personale e dell'auto-aiuto, anche se in precedenza vi aveva resistito. La lezione della sua debolezza a questo riguardo era tanto più necessaria in quanto questo era uno dei pericoli più evidenti per un normale governante orientale

1Samuele 24:21

Ma Davide non doveva essere tale, e quando Dio nella sua buona provvidenza lo trattenne come se fosse quasi caduto, gli mostrò il bisogno di una liberazione interiore ed esteriore, e la sufficienza della sua grazia per preservarlo dai pericoli spirituali come da quelli temporali" (Edersheim). Considera speciali restrizioni morali come:

HO MOLTO BISOGNO ANCHE DI UN BRAV'UOMO, a causa di

1.) Incentivi esterni al peccato. Il linguaggio di Nabal era adattato per eccitare l'ira e la vendetta, come il suo servo percepiva chiaramente (Versetto 17)

2.) Improvvisi impulsi di passione, sotto i quali specialmente uno di temperamento ardente corre il pericolo di fare un giuramento avventato (Versetto 22), e di precipitarsi verso il suo compimento senza considerare pienamente ciò che fa, o "interrogare il Signore" se è giusto

3.) Naturale mancanza di forza per resistere alla tentazione e naturale predisposizione all'autoinganno. La ragione e la coscienza devono sempre tenere le redini, ma quante volte le passioni ardenti le strappano dalle loro grinfie! Probabilmente anche Davide pensò per il momento che fosse giusto vendicare il torto che era stato fatto; ma anche se l'offesa di Nabal fosse la più grande che si possa concepire, egli non era ancora costituito re e giudice del popolo, tanto meno avrebbe dovuto infliggere una vendetta così spaventosa per un'offesa privata. "Signore, che cos'è l'uomo? Che bisogno abbiamo di pregare, Signore, non ci indurre in tentazione!"

II VARIAMENTE GARANTITO SECONDO LE SUE NECESSITÀ. Ciò di cui c'è più bisogno è il ripristino della ragione e della coscienza al loro giusto posto e potere, e questo è spesso causato da:

1.) Le circostanze provvidenziali, che inducono alla riflessione e al riconoscimento della volontà di Dio

2.) Consiglio saggio e fedele (Versetti. 26-31), che indica quella volontà, rivolto alla coscienza, e persuade all'adozione di una condotta più degna

3.) L'influenza interiore, esercitata dallo Spirito di Dio, che dà l'inclinazione e la forza di camminare "nella buona e retta via". "Ecco, tutte queste cose operano spesso Dio con l'uomo", ecc

Giobbe 33:29

E con colui il cui cuore non è "pienamente disposto a fare il male" egli non opera invano

III DA LUI ATTRIBUITO CON GRATITUDINE A DIO. "Benedetto sia il Signore Dio d'Israele", ss. Egli è grato al messaggero di Dio, ma prima di tutto e principalmente a Dio stesso; e la sua gratitudine è sincera e fervente a motivo di ̄

1.) Il male che è stato evitato

2.) Il bene che è stato conferito

3.) L' abbondanza di misericordia che è stata sperimentata

Credete che qualcuno loderà Dio in cielo con una voce così alta come quella che farò io?» disse uno (che aveva parlato della condotta di flagrante trasgressione da cui era stato riscattato dalla misericordia divina). «Sì», fu la risposta, «spero di farlo, perché per la misericordia divina sono stato preservato da essa». "Non è una grazia che converte, ma che corona; tale che irradia e pone un cerchio di gloria intorno al capo di colui sul quale discende; è lo Spirito Santo che scende su di lui in 'forma di colomba' e lo pone trionfante al di sopra della necessità delle lacrime e del dolore, del lutto e del pentimento, i tristi giochi successivi a un'innocenza perduta" (South, 'Prevenzione del peccato una misericordia inestimabile')

36 MORTE DI NABAL E MATRIMONIO DI DAVIDE E ABIGAIL (Versetti, 36-42)

Versetti 36-38.Perché era molto ubriaco. ebraico, "ed era molto ubriaco". Questa non era la causa per cui il suo cuore era allegro, ma il risultato; si abbandonò al godimento fino a ubriacarsi, e allora la sua allegria fu svanita. Quando Abigail tornò, era stordito dal bere, e fu solo il giorno dopo, quando la sua dissolutezza stava per svanire, che fu in grado di sentirsi raccontare ciò che sua moglie aveva fatto. E quando Abigail gli raccontò la feroce determinazione di Davide, e come lei lo avesse pacificato, sembra che egli abbia ceduto a un impeto di violenta indignazione, volando forse contro di lei come aveva fatto con i messaggeri di Davide (Versetto 14), il cui risultato fu un attacco di apoplessia, e dopo essere rimasto in uno stato di incoscienza per dieci giorni, è morto

Versetti 36-44.-

Contrasti, pazienza e legami domestici

I fatti sono

1.) Abigail, trovando Nabal nel bel mezzo di una baldoria ubriaca, si astiene dal parlare del suo colloquio con Davide

2.) Al mattino, quando lei raccontò ciò che era trapelato, divenne insensibile, e poco dopo morì

3.) Alla notizia della sua morte, Davide riconosce di nuovo la misericordia che lo aveva trattenuto e vede la saggezza di lasciare il giudizio al Signore

4.) Davide, privato di sua moglie Mical, benché posseduto da Ahinoam, cerca di prendere in moglie Abigail, ed ella, accettando le sue avances, acconsente. La narrazione sacra è meravigliosamente efficace nel fare di Davide la figura centrale in mezzo alla diversità dei dettagli a cui si allude, e quindi indica l'unità di principio su cui è incorniciata, così come prefigura la più alta presentazione di Cristo come l'unica figura, discernibile dall'occhio della fede, in mezzo ai vari insegnamenti della Scrittura. Il molteplice insegnamento di questa sezione, sebbene associato a Davide come figura centrale, può essere rappresentato più convenientemente sotto tre capi. Abbiamo qui

I CONTRASTI DI CARATTERE. Nabal può essere considerato come un esempio di un tipo di carattere ben noto in ogni epoca: di basso gusto, dedito ai guadagni materiali, insensibile alle elevate aspirazioni spirituali, miserabile vittima di abitudini disgustose, che esercita un'influenza perniciosa e che giunge a una fine disonorevole e rovinosa. Si possono trovare gradi di questo carattere, ma le sue caratteristiche essenziali sono la sensualità, l'irriverenza e la concretezza. Il capitolo ci presenta tre personaggi che concordano in un contrasto comune a questo: quello di Abigail, quello di Davide, quello di Samuele. Ognuno di questi, nella sfera assegnata dalla Provvidenza, si distingue come l'esatto opposto di Nabal. Ciò che formò in loro la forza ispiratrice fu l'intelligente devozione agli interessi superiori della vita e la forte fede nel proposito divino che veniva attuato in Israele. Il riferimento nel Versetto 1 all'onorevole sepoltura di Samuele, e nel Versetti. 36-38 alla fine vergognosa di Nabal, così come i riferimenti intermedi a Davide e Abigail, mostrano che il contrasto dei caratteri risiede in quattro cose: spirito, scopi, influenza e fine. Tutti i personaggi possono essere testati in base a questi criteri. Lo spirito è devoto, riverente, fiducioso e obbediente, o vile, profano, estraneo a Dio. Lo scopo della vita è la creazione dello spirito, ed è quello di promuovere la rettitudine individuale e pubblica in associazione con il proposito di Dio nel Messia, o di accumulare ricchezze e trovare una gratificazione transitoria. L' influenza è quella di elevare, ispirare e arricchire il mondo con ciò che è migliore e duraturo, o di trascinare, inasprire e brutalizzare l'umanità. Il fine, come nel caso di Samuele, è la pace, l'onore e la beatitudine futura, o la miseria, il disonore e il dolore futuro. In ogni epoca e località in cui la verità è amata e rifiutata si trovano queste tendenze e questioni opposte, e sarebbe istruttivo e impressionante sviluppare con illustrazioni della storia le gradazioni di contrasto. L'indizio dei contrasti nel gusto, nell'abitudine e nella condizione finale deve essere cercato nello stato dello spirito nella sua relazione con Dio. "La mente carnale è inimicizia contro Dio." "Ha vivificato voi che eravate morti"

II LA GIUSTIFICAZIONE DELLA PAZIENZA. È possibile prendere le parole di Davide (Versetto 39) come espressione di gratitudine per la preservazione dal peccato, e allo stesso tempo di piacere per il fatto che il suo rozzo nemico fosse ora colpito; ma il senso più congruo con le circostanze sembra essere che egli fosse, riflettendoci, sempre più grato per la restrizione divina; e il fatto che Dio, senza il suo libero arbitrio, avesse fatto ciò che gli sembrava meglio era la prova che l'uomo non ha mai bisogno di affrettarsi a vendicarsi con misure violente, ma può essere paziente di fronte al torto. Era contento che Dio, e non lui, avesse rivendicato il diritto. Gli eventi nel corso della Provvidenza giustificheranno l'astensione dal male anche sotto una forte provocazione. Molti uomini, reprimendo pazientemente le passioni violente, e contenti di sopportare piuttosto che vendicare selvaggiamente il torto, hanno vissuto per vedere il giorno in cui Dio, in qualche modo inaspettato, ha visitato l'autore del torto con il castigo, e poi, mentre grava per la moderazione, è in grado di vedere nella condotta divina una giustificazione della pazienza un tempo così difficile da esercitare, e ciò sembrava agli uomini del mondo così inopportuno e debole. E qui viene fuori la grande verità che le virtù miti e tranquille imposte da Cristo sono sempre giustificate dalla Provvidenza, anche se al momento in cui vengono esercitate sembrano essere contrarie alla natura umana. Questo non è che un ramo di una verità ancora più ampia, che tutta la santità dei sentimenti e della condotta coincide con l'interesse personale. L'utilità può non essere la base della moralità, ma nel suo senso più ampio, che comprende l'esistenza infinita e le relazioni future, è esemplificata negli effetti. Su questo argomento possono bastare alcune osservazioni

1.) Spesso richiede molto sforzo essere veramente virtuosi. Davide sentiva che era più difficile astenersi dal vendicare il torto che vendicarlo. Il lato positivo della sua virtù era la paziente fiducia nella giustizia di Dio, e gli impulsi del vecchio uomo sono contrari a questo. Molto spesso le perdite personali e gli svantaggi sociali accompagnano la nostra paziente sopportazione del male, e questi mettono in atto i nostri forti sentimenti di risentimento, la nostra stima dei profitti e delle perdite e il nostro professato amore per il diritto

2.) Tutte queste virtù hanno la promessa del successo. Confidare in Dio, essere pazienti nelle tribolazioni e qualità affini sono pregne di vittoria. Il retto sentimento e la giusta condotta di per sé hanno una tendenza, come Butler ha dimostrato, alla felicità ultima; e le ordinazioni della Provvidenza sono tutte subordinate alla rivendicazione del diritto

3.) La storia personale e generale mostra che la paziente fiducia nella giustizia di Dio è onorata. I martiri hanno trovato meglio lasciare la loro causa a Dio. I risultati della loro perseveranza sono perpetui, e molto benedetti e potenti. Ogni cristiano può vedere nella propria vita che Dio non abbandona i suoi santi, ma rivolge la loro paziente fiducia al suo onore e alla sua gloria, e all'educazione superiore dell'individuo e della razza. Gli eventi giustificheranno il sentimento religioso in qualsiasi forma. Risponde in ogni modo ad essere come Cristo

III IL FATTORE DOMESTICO NELLA VITA. I dettagli riguardanti Nabal sono dati a causa del posto di Davide nella storia della redenzione, e per la stessa ragione abbiamo un resoconto delle relazioni domestiche di Davide. E' risaputo che la cravatta domestica è di estrema importanza in ogni vita. Gli uomini sono aiutati o ostacolati, benedetti o maledetti, dal tipo di influenza che influenza la casa. Considerando quanto il carattere generale sia influenzato dallo sviluppo dei sentimenti teneri e puri propri della vita domestica, la perdita per il mondo derivante dalle miserie domestiche è incalcolabile. Che cambiamento nella società furono benedetti i nostri lavoratori nella persona delle loro mogli con l'amore, l'affinamento dei sentimenti e il cristianesimo intelligente che sa come fare della casa un luogo accogliente e allegro! Uomini come Nabal sarebbero molto peggio se non fosse per l'influenza restrittiva di Abigail. La carriera pubblica e privata di David fu necessariamente la migliore per la presenza in casa sua di una donna del genere, anche se l'influenza elevante del suo carattere fu compromessa dalla sua adozione della poligamia. Molte sono le influenze contrastanti sotto le quali si sviluppa il migliore degli uomini, e la Scrittura, richiamando così l'attenzione sugli affari domestici di Davide, ci dà un indizio su alcune delle circostanze in cui sono apparse le sue virtù e i suoi difetti. L'estrema importanza del fattore domestico nella vita dovrebbe spingere a prestare attenzione nel contrarre alleanze, nel mantenere uno spirito in casa in armonia con il carattere sacro del vincolo matrimoniale, e nel rendere la vita domestica subordinata a un adempimento fedele ed efficiente della propria vocazione nella vita

Efesini 5:22-33; 1Pietro 3:1-7

La questione del matrimonio è delicata e deve essere trattata con grande cura, ma è dubbio che la Chiesa abbia fatto nei suoi pastori e insegnanti tutto ciò che è necessario per l'educazione del popolo sull'argomento. Un pastore saggio saprà come incorporare l'insegnamento sincero delle Scritture con i suoi ministeri ordinari senza intromettersi nelle privazioni della vita, e i genitori saggi hanno il potere di salvare i loro figli e le loro figlie da molti problemi conquistando prima la fiducia, e poi aiutando giudiziosamente le giuste decisioni

Lezioni generali:

1.) Per formare una corretta stima di una vita dobbiamo prendere in considerazione il fine e l'importanza dei principi cari all'esistenza eterna oltre la tomba

2.) L'esibizione pratica dello spirito cristiano nei nostri rapporti con i cattivi è spesso più difficile del mantenimento di uno spirito devoto in relazione a Dio

3.) La cura per alcuni dei mali della vita moderna sta nel rendere la casa più attraente per coloro che ora cercano gioie profane altrove

4.) Una nazione attenta alla purezza e alla pienezza della vita domestica sopravviverà a coloro che prendono alla leggera queste qualità,

39 Versetti 39-42."Ha invocato la causa del mio vituperio. Nelle cause processate alla porta di una città israelita, gli amici dell'accusato peroravano la sua causa, lo difendevano dal torto e punivano chiunque gli avesse fatto un torto. Cantici Dio aveva vendicato Davide, impedendogli con l'interferenza di Abigail di vendicarsi

vedi 1Samuele 24:13

Poiché sembra che il lutto legale di una vedova sia durato solo sette giorni, Davide, alla notizia della morte di Nabal, mandò messaggeri ad Abigail al Carmelo per chiederla in matrimonio. Probabilmente fu spinto a farlo non solo dalla sua condotta assennata, ma anche dalla notizia che Michal era stato dato a un altro. Esprime la sua disponibilità in vero stile orientale dicendo che era pronta a svolgere i più abietti doveri umili, anche per i suoi servitori, e subito con cinque fanciulle procede a raggiungerlo. È una prova che Davide si considerava praticamente sicuro contro i tentativi di Saul che si sposò così e permise alle donne di accompagnare la sua piccola forza, poiché la loro presenza non solo avrebbe impedito la rapidità dei suoi movimenti, ma avrebbe anche implicato una certa quantità di custodia e comodità per il loro mantenimento

43 ULTERIORI PARTICOLARI RIGUARDO ALLA VITA CONIUGALE DI DAVIDE (Versetti. 43, 44)

Versetti 43, 44.-Oltre ad Abigail, Davide prese in moglie Ahinoam di Izreel, un piccolo villaggio fra i monti di Giuda,

Giosuè 15:56

e non la città più conosciuta con quel nome nella tribù di Issacar. Ahinoam era anche il nome della moglie di Saul

1Samuele 14:50

Erano anche le sue mogli. Ie. oltre a Michal. Era stata data da Saul a Falti, figlio di Lais, chiamato Faltiel in 2Samuele 3:15, dove leggiamo del suo lamento per essere stata strappata da lui da Is-Baset in modo che potesse essere restituita a Davide. In Isaia 10:30 Gallim è descritta come situata tra Ghibea di Saul e Gerusalemme

Riferimenti incrociati:

1Samuele 25

1 1Sa 23:24
Ge 26:13; 2Sa 19:32; Sal 17:14; 73:3-7; Lu 16:19-25
Ge 13:2; Giob 1:3; 42:12
Ge 38:13; 2Sa 13:23,24
1Sa 30:5; Gios 15:55

2 Prov 14:1; 31:26,30,31
1Sa 25:10,11,17; Sal 10:3; Is 32:5-7

3 Ge 38:13; 2Sa 13:23

4 1Sa 17:22; Ge 43:23

5 1Te 3:8; 1Ti 5:6
2Sa 18:28; 1Cron 12:18; Sal 122:7; Mat 10:12,13; Lu 10:5; Giov 14:27; 2Te 3:16

6 1Sa 25:15,16,21; 22:2; Is 11:6-9; Lu 3:14; Fili 2:15; 4:8

7 Ne 8:10-12; Est 9:19; Ec 11:2; Lu 11:41; 14:12-14
1Sa 3:6; 24:11

8 Ge 8:4; 2Re 2:15; 2Cron 14:7

9 1Sa 20:30; 22:7,8; Eso 5:2; Giudic 9:28; 2Sa 20:1; 1Re 12:16; Sal 73:7,8; 123:3,4; Is 32:5,7
1Sa 22:2; Ec 7:10

10 1Sa 25:3; 24:13; De 8:17; Giudic 8:6; Giob 31:17; Sal 73:7,8; 1P 4:9
Ec 11:1,2; Ga 6:10
1Sa 25:14,15; Giov 9:29,30; 2Co 6:9

11 2Sa 24:13; Is 36:21,22; Eb 13:17

12 Gios 9:14; Prov 14:29; 16:32; 19:2,11; 25:8; Giac 1:19,20
1Sa 24:5,6; Rom 12:19-21
1Sa 30:9,10,21-24

13 Mar 15:29

14 1Sa 25:7,21; Fili 2:15

15 Eso 14:22; Giob 1:10; Ger 15:20; Zac 2:5

16 1Sa 20:7,9,33; 2Cron 25:16; Est 7:7
1Sa 25:25; 2:12; De 13:13; Giudic 19:22; 2Sa 23:6,7; 1Re 21:10,13; 2Cron 13:7
1Sa 20:32,33; 2Re 5:13,14

17 1Sa 25:34; Nu 16:46-48; Prov 6:4,5; Mat 5:25
Ge 32:13-20; 43:11-14; 2Sa 17:28,29; Prov 18:16; 21:14
2Sa 16:1

18 Ge 32:16,20
Prov 31:11,12,27

19 2Re 4:24

20 1Sa 25:13; Giob 30:8; Sal 37:8; Ef 4:26,31; 1Te 5:15; 1P 2:21-23; 3:9
Ge 44:4; Sal 35:12; 38:20; 109:3-5; Prov 17:13; Ger 18:20; Rom 12:21; 1P 2:20; 3:17

21 1Sa 3:17; 14:44; 20:13,16; Ru 1:17
1Sa 25:34
1Re 14:10; 16:11; 21:21; 2Re 9:8

22 Gios 15:18; Giudic 1:14
1Sa 20:41; 24:8

23 2Re 4:37; Est 8:3; Mat 18:29
1Sa 25:28; Ge 44:33,34; 2Sa 14:9; File 1:18,19
Ge 44:18; 2Sa 14:12

24 2Sa 13:33; Is 42:25; Mal 2:2
1Sa 25:17,26

25 1Sa 25:34; 22:3; 2Re 2:2; 4:6
1Sa 1:26
1Sa 25:33; Ge 20:6
Rom 12:19,20
Sal 18:47,48; 44:3
2Sa 18:32; Ger 29:22; Dan 4:19

26 1Sa 30:26; Ge 33:11; 2Re 5:15; 2Co 9:5
1Sa 25:42; Giudic 4:10; 2Sa 16:2

27 1Sa 25:24
1Sa 15:28; 2Sa 7:11,16,27; 1Re 9:5; 1Cron 17:10,25; Sal 89:29
1Sa 17:47; 18:17; 2Sa 5:2; 2Cron 20:15; Ef 6:10,11
1Sa 24:6,7,11,17; 1Re 15:5; Sal 119:1-3; Mat 5:16; Lu 23:41,47

28 1Sa 2:9; Ge 15:1; De 33:29; Sal 66:9; 116:15; Mal 3:17; Mat 10:29,30
Giov 10:27-30; 14:19; 17:21,23; Col 3:3,4; 1P 1:5
Ger 10:18

29 1Sa 13:14; 15:28; 23:17; Sal 89:20

30 Prov 5:12,13; Rom 14:21; 2Co 1:12
1Sa 25:33; 24:15; 26:23; 2Sa 22:48; Sal 94:1; Rom 12:19
1Sa 25:40; Ge 40:14; Lu 23:42

31 Ge 24:27; Eso 18:10; Esd 7:27; Sal 41:12,13; 72:18; Lu 1:68; 2Co 8:16

32 Sal 141:5; Prov 9:9; 17:10; 25:12; 27:21; 28:23
1Sa 25:26
1Sa 25:26,31; 24:19; 26:9,10

33 1Sa 25:26
1Sa 25:18; 11:11; Gios 10:6,9
1Sa 25:22

34 1Sa 20:42; 2Sa 15:9; 2Re 5:19; Lu 7:50; 8:48
Ge 19:21; Giob 34:19

35 2Sa 13:23; Est 1:3-7; Lu 14:12
2Sa 13:28; 1Re 20:16; Prov 20:1; 23:29-35; Ec 2:2,3; 10:19; Is 28:3,7,8; Ger 51:57; Dan 5:1-5; Na 1:10; Abac 2:15,16; Lu 21:34; Rom 13:13; Ef 5:18; 1Te 5:7,8
1Sa 25:19; Sal 112:5; Mat 10:16; Ef 5:14

36 1Sa 25:22,34
De 28:28; Giob 15:21,22; Prov 23:29-35

37 1Sa 25:33; 6:9; Eso 12:29; 2Re 15:5; 19:35; 2Cron 10:15; At 12:23

38 1Sa 25:32; Giudic 5:2; 2Sa 22:47-49; Sal 58:10,11; Ap 19:1-4
Prov 22:23; Lam 3:58-60; Mic 7:9
1Sa 25:26,34; Os 2:6,7; 2Co 13:7; 1Te 5:23; 2Ti 4:18
2Sa 3:28,29; 1Re 2:44; Est 7:10; Sal 7:16
Prov 18:22; 19:14; 31:10,30

39 Ge 24:37,38,51

40 Ru 2:10,13; Prov 15:33; 18:12
Ge 18:4; Giov 13:3-5; 1Ti 5:10

41 Ge 24:61-67; Sal 45:10,11
1Sa 25:27

42 Gios 15:56; 2Sa 3:2
Ge 2:24; Mat 19:5,8
1Sa 27:3; 30:5; 2Sa 5:13-16

43 1Sa 18:20,27
2Sa 3:14,15

44 Gios 15:24,55
1Sa 25:3; 23:19; Sal 54:1

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