Nuova Riveduta:

1Samuele 26

Saul risparmiato un'altra volta da Davide
1 Gli Zifei andarono da Saul a Ghibea e gli dissero: «Davide è nascosto sulla collina di Achila di fronte al deserto!» 2 Allora Saul si levò e scese nel deserto di Zif. Aveva con sé tremila uomini scelti d'Israele per cercare Davide nel deserto di Zif. 3 Saul si accampò sulla collina di Achila che è di fronte al deserto, presso la strada. Davide, che stava nel deserto, avendo saputo che Saul veniva nel deserto per cercarlo, 4 mandò degli uomini in ricognizione e seppe con certezza che Saul era giunto. 5 Allora Davide si levò, venne al luogo dove Saul stava accampato e notò il luogo dov'erano coricati Saul e il capo del suo esercito, Abner, figlio di Ner. Saul stava coricato nel parco dei carri e la sua gente era accampata intorno a lui.
6 Davide disse ad Aimelec, l'Ittita, e ad Abisai, figlio di Seruia, fratello di Ioab: «Chi vuole scendere con me, verso Saul, nel campo?» Abisai rispose: «Scenderò io con te». 7 Davide e Abisai dunque andarono di notte da quella gente; Saul era coricato e dormiva nel parco dei carri, con la sua lancia conficcata in terra, dalla parte della sua testa; e Abner e la sua gente gli stavano coricati intorno. 8 Allora Abisai disse a Davide: «Oggi Dio ti ha messo il tuo nemico nelle mani; ora lascia, ti prego, che io lo colpisca con la lancia e lo inchiodi in terra con un solo colpo e non ci sarà bisogno di un secondo». 9 Ma Davide disse ad Abisai: «Non ucciderlo! Chi potrebbe mettere le mani addosso all'unto del SIGNORE senza rendersi colpevole?» 10 Poi Davide aggiunse: «Com'è vero che il SIGNORE vive, il SIGNORE soltanto sarà colui che lo colpirà, sia che venga il suo giorno e muoia, sia che scenda in campo di battaglia e vi perisca. 11 Mi guardi il SIGNORE dal mettere le mani addosso all'unto del SIGNORE! Prendi ora soltanto, ti prego, la lancia che è vicino alla sua testa e la brocca dell'acqua e andiamocene». 12 Davide dunque prese la lancia e la brocca dell'acqua che Saul aveva vicino alla sua testa, e se ne andarono. Nessuno lo vide, nessuno se ne accorse e nessuno si svegliò; tutti dormivano, perché il SIGNORE aveva fatto cadere su di loro un sonno profondo.
13 Poi Davide passò dalla parte opposta e si fermò in lontananza, in vetta al monte, a grande distanza da loro; 14 chiamò la gente di Saul e Abner, figlio di Ner, e disse: «Non rispondi tu, Abner?» Abner rispose e disse: «Chi sei tu che chiami il re?» 15 Davide disse ad Abner: «Non sei tu un valoroso? Chi è pari a te in Israele? Perché dunque non hai fatto buona guardia al re, tuo signore? Infatti uno del popolo è venuto per uccidere il re, tuo signore. 16 Ciò che hai fatto non sta bene. Com'è vero che il SIGNORE vive, meritate la morte voi che non avete fatto buona guardia al vostro re, all'unto del SIGNORE! Ora guarda dov'è la lancia del re e dov'è la brocca dell'acqua che stava vicino alla sua testa!»
17 Saul riconobbe la voce di Davide e disse: «È questa la tua voce, figlio mio Davide?» Davide rispose: «È la mia voce, o re, mio signore!» 18 Poi aggiunse: «Perché il mio signore perseguita il suo servo? Che cosa ho fatto? Che male ho commesso? 19 Ora dunque, si degni il re mio signore di ascoltare le parole del suo servo. Se è il SIGNORE colui che ti spinge contro di me, accetti egli un'oblazione! Ma se sono gli uomini, siano maledetti davanti al SIGNORE, poiché mi hanno oggi scacciato per separarmi dall'eredità del SIGNORE, dicendomi: "Va' a servire dèi stranieri!" 20 Non cada dunque il mio sangue in terra lontano dalla presenza del SIGNORE! Poiché il re d'Israele è uscito per andare in cerca di una pulce, come si va dietro a una pernice su per i monti».
21 Allora Saul disse: «Ho peccato; ritorna, figlio mio Davide; io non ti farò più alcun male, poiché oggi la mia vita è stata preziosa ai tuoi occhi; ecco, ho agito da stolto e ho commesso un grande errore». 22 Davide rispose: «Ecco la lancia del re; passi qua uno dei tuoi giovani a prenderla. 23 Il SIGNORE retribuirà ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà; poiché il SIGNORE ti aveva dato oggi nelle mie mani e io non ho voluto mettere le mani addosso all'unto del SIGNORE. 24 E come è stata preziosa oggi la tua vita ai miei occhi, così sarà preziosa la mia vita agli occhi del SIGNORE; egli mi libererà da ogni tribolazione». 25 Saul disse a Davide: «Sia tu benedetto, figlio mio Davide! Tu agirai da forte e certamente porterai a buon fine la tua impresa». Davide continuò per il suo cammino e Saul tornò a casa sua.

C.E.I.:

1Samuele 26

1 Gli abitanti di Zif si recarono da Saul in Gàbaa e gli dissero: «Non è forse Davide nascosto sull'altura di Cachilà, di fronte al deserto?». 2 Saul si mosse e scese al deserto di Zif conducendo con sé tremila uomini scelti di Israele, per ricercare Davide nel deserto di Zif. 3 Saul si accampò sull'altura di Cachilà di fronte al deserto presso la strada mentre Davide si trovava nel deserto. Quando si accorse che Saul lo inseguiva nel deserto, 4 Davide mandò alcune spie ed ebbe conferma che Saul era arrivato davvero. 5 Allora Davide si alzò e venne al luogo dove era giunto Saul; là Davide notò il posto dove dormivano Saul e Abner figlio di Ner, capo dell'esercito di lui. Saul riposava tra i carriaggi e la truppa era accampata all'intorno. 6 Davide si rivolse ad Achimelech, l'Hittita e ad Abisài, figlio di Zeruià, fratello di Ioab, dicendo: «Chi vuol scendere con me da Saul nell'accampamento?». Rispose Abisài: «Scenderò io con te». 7 Davide e Abisài scesero tra quella gente di notte ed ecco Saul giaceva nel sonno tra i carriaggi e la sua lancia era infissa a terra a capo del suo giaciglio mentre Abner con la truppa dormiva all'intorno. 8 Abisài disse a Davide: «Oggi Dio ti ha messo nelle mani il tuo nemico. Lascia dunque che io l'inchiodi a terra con la lancia in un sol colpo e non aggiungerò il secondo». 9 Ma Davide disse ad Abisài: «Non ucciderlo! Chi mai ha messo la mano sul consacrato del Signore ed è rimasto impunito?». 10 Davide soggiunse: «Per la vita del Signore, solo il Signore lo toglierà di mezzo o perché arriverà il suo giorno e morirà o perché scenderà in battaglia e sarà ucciso. 11 Il Signore mi guardi dallo stendere la mano sul consacrato del Signore! Ora prendi la lancia che sta a capo del suo giaciglio e la brocca dell'acqua e andiamocene». 12 Così Davide portò via la lancia e la brocca dell'acqua che era dalla parte del capo di Saul e tutti e due se ne andarono; nessuno vide, nessuno se ne accorse, nessuno si svegliò: tutti dormivano, perché era venuto su di loro un torpore mandato dal Signore.
13 Davide passò dall'altro lato e si fermò lontano sulla cima del monte; vi era grande spazio tra di loro. 14 Allora Davide gridò alla truppa e ad Abner, figlio di Ner: «Non risponderai, Abner?». Abner rispose: «Chi sei tu che gridi verso il re?». 15 Davide rispose ad Abner: «Non sei un uomo tu? E chi è come te in Israele? E perché non hai fatto guardia al re tuo signore? È venuto infatti uno del popolo per uccidere il re tuo signore. 16 Non hai fatto certo una bella cosa. Per la vita del Signore, siete degni di morte voi che non avete fatto guardia al vostro signore, all'unto del Signore. E ora guarda dov'è la lancia del re e la brocca che era presso il suo capo». 17 Saul riconobbe la voce di Davide e gridò: «È questa la tua voce, Davide, figlio mio?». Rispose Davide: «È la mia voce, o re mio signore». 18 Aggiunse: «Perché il mio signore perseguita il suo servo? Che ho fatto? Che male si trova in me? 19 Ascolti dunque il re mio signore la parola del suo servo: se il Signore ti eccita contro di me, voglia accettare il profumo di un'offerta. Ma se sono gli uomini, siano maledetti davanti al Signore, perché oggi mi scacciano lontano, impedendomi di partecipare all'eredità del Signore. È come se dicessero: Va' a servire altri dèi. 20 Almeno non sia versato sulla terra il mio sangue lontano dal Signore, ora che il re d'Israele è uscito in campo per ricercare una pulce, come si insegue una pernice sui monti». 21 Il re rispose: «Ho peccato, ritorna, Davide figlio mio. Non ti farò più del male, perché la mia vita oggi è stata tanto preziosa ai tuoi occhi. Ho agito da sciocco e mi sono molto, molto ingannato». 22 Rispose Davide: «Ecco la lancia del re, passi qui uno degli uomini e la prenda! 23 Il Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà, dal momento che oggi il Signore ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto stendere la mano sul consacrato del Signore. 24 Ed ecco, come è stata preziosa oggi la tua vita ai miei occhi, così sia preziosa la mia vita agli occhi del Signore ed egli mi liberi da ogni angoscia». 25 Saul rispose a Davide: «Benedetto tu sia, Davide figlio mio. Certo saprai fare e riuscirai in tutto». Davide andò per la sua strada e Saul tornò alla sua dimora.

Nuova Diodati:

1Samuele 26

Davide risparmia nuovamente la vita di Saul
1 Or gli Zifei vennero da Saul a Ghibeah e gli dissero: «Non è forse Davide nascosto sulla collina di Hakilah ai margini del deserto?». 2 Allora Saul si levò e scese verso il deserto di Zif, avendo con sé tremila uomini scelti d'Israele, per cercare Davide nel deserto di Zif. 3 Saul si accampò sulla collina di Hakilah che è ai margini del deserto presso la strada, mentre Davide stava nel deserto. Quando si rese conto che Saul veniva a cercarlo nel deserto. 4 Davide mandò alcune spie e seppe che Saul era veramente arrivato. 5 Allora Davide si levò e andò al luogo dove Saul era accampato. Davide notò il luogo dove erano coricati Saul e Abner, il figlio di Ner, capo del suo esercito. Saul era coricato nel campo dei carri, e la sua gente era accampata intorno a lui. 6 Davide si rivolse quindi ad Ahimelek, lo Hitteo, e ad Abishai, figlio di Tseruiah, fratello di Joab e disse: «Chi scenderà con me da Saul nell'accampamento?». Abishai rispose: «Scenderò io con te». 7 Così Davide ed Abishai giunsero da quella gente di notte; ed ecco che Saul giaceva addormentato nel campo dei carri, con la sua lancia infissa a terra, dalla parte del capo, mentre Abner e la sua gente erano coricati intorno a lui. 8 Allora Abishai disse a Davide: «Oggi DIO ti ha messo nelle mani il tuo nemico; perciò, ti prego, lascia che lo colpisca con la lancia e lo inchiodi a terra con un sol colpo; non ci sarà bisogno di un secondo». 9 Ma Davide disse ad Abishai: «Non ucciderlo; chi infatti potrebbe stendere la mano contro l'unto dell'Eterno senza rendersi colpevole?». 10 Poi Davide aggiunse: «Com'è vero che l'Eterno vive, solo l'Eterno lo colpirà: o perché arriverà il suo giorno e morirà, o perché andrà a combattere e verrà ucciso. 11 L'Eterno mi guardi dallo stendere la mia mano contro l'unto dell'Eterno! Ora, ti prego, prendi la lancia che è vicina al suo capo e la brocca dell'acqua e andiamocene». 12 Così Davide prese la lancia e la brocca dell'acqua che era vicina al capo di Saul e se ne andarono. Nessuno vide, nessuno se ne accorse, nessuno si svegliò; tutti dormivano, perché un sonno profondo mandato dall'Eterno era caduto su di loro. 13 Poi Davide passò dal lato opposto e si fermò lontano in cima al monte; c'era una grande distanza fra di loro. 14 Allora Davide gridò alla gente di Saul e ad Abner, figlio di Ner, e disse: «Abner, non rispondi?». Abner rispose e disse: «Chi sei tu che gridi al re?». 15 Così Davide disse ad Abner: «Non sei tu un uomo valoroso? E chi è pari a te in Israele? Perché dunque non hai fatto buona guardia al re tuo signore? Uno del popolo infatti è venuto per uccidere il re tuo signore. 16 Ciò che hai compiuto non è affatto buono. Com'è vero che l'Eterno vive, voi meritate la morte, perché non avete fatto buona guardia al vostro signore, l'unto dell'Eterno! E ora guarda dov'è la lancia del re e la brocca dell'acqua che era presso il suo capo!». 17 Saul riconobbe la voce di Davide e disse: «È questa la tua voce, o figlio mio Davide?». Davide rispose: «È la mia voce, o re, mio signore!». 18 Poi aggiunse: «Perché il mio signore perseguita il suo servo? Che cosa ho fatto? Che malvagità ho commesso? 19 Ora perciò ascolti, di grazia, il re mio signore le parole del suo servo. Se è l'Eterno che t'incita contro di me, egli accetti un'oblazione! Ma se sono gli uomini, siano maledetti davanti all'Eterno, perché oggi mi hanno scacciato per impedirmi di aver parte all'eredità dell'Eterno, dicendomi: "Va' a servire altri dèi". 20 Ora dunque il mio sangue non cada a terra lontano dalla presenza dell'Eterno! Poiché il re d'Israele è uscito per andare in cerca di una pulce, come si dà la caccia a una pernice su per i monti». 21 Allora Saul disse: «Ho peccato; torna, figlio mio Davide, poiché io non ti farò più alcun male, perché oggi la mia vita è stata preziosa ai tuoi occhi; ecco, ho agito da stolto e mi sono grandemente sbagliato». 22 Davide rispose: «Ecco la lancia del re; venga qui uno dei giovani a prenderla. 23 L'Eterno renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà; oggi infatti l'Eterno ti aveva dato nelle mie mani, ma io non ho voluto stendere la mia mano contro l'unto dell'Eterno. 24 Come oggi la tua vita è stata preziosa ai miei occhi, così sarà preziosa la mia vita agli occhi dell'Eterno; ed egli mi liberi da ogni avversità». 25 Allora Saul disse a Davide: «Sii tu benedetto, figlio mio Davide. Tu farai grandi cose e sarai certamente vittorioso». Così Davide continuò il suo cammino e Saul tornò a casa sua.

Riveduta 2020:

1Samuele 26

Davide si reca nuovamente nel deserto di Zif. Saul risparmiato un'altra volta da Davide
1 Gli Zifei andarono da Saul a Ghibea e gli dissero: “Davide è nascosto sulla collina di Achila di fronte al deserto”. 2 Allora Saul si alzò e scese nel deserto di Zif avendo con sé tremila uomini scelti d'Israele, per cercare Davide nel deserto di Zif. 3 E Saul si accampò sulla collina di Achila che è di fronte al deserto, presso la strada. E Davide, che stava nel deserto, avendo saputo che Saul veniva nel deserto per cercarlo, 4 mandò delle spie e seppe con certezza che Saul era giunto. 5 Allora Davide si alzò, arrivò al luogo dove si era accampato Saul, e notò il luogo dove erano coricati Saul e Abner, il figlio di Ner, capo del suo esercito. Saul stava coricato nel parco dei carri, e la sua gente era accampata intorno a lui. 6 Davide prese a dire ad Aimelec, l'Ittita, e ad Abisai, figlio di Seruia, fratello di Ioab: “Chi scenderà con me verso Saul nel campo?”. E Abisai rispose: “Scenderò io con te”. 7 Davide e Abisai dunque andarono di notte da quella gente; ed ecco che Saul riposava addormentato nel parco dei carri, con la sua lancia conficcata a terra, dalla parte della testa; e Abner e la sua gente gli stavano coricati intorno. 8 Allora Abisai disse a Davide: “Oggi Iddio ha messo il tuo nemico nelle tue mani; ora lascia, ti prego, che io lo colpisca con la lancia e lo inchiodi a terra con un colpo solo e non ci sarà bisogno di un secondo”. 9 Ma Davide disse ad Abisai: “Non lo ammazzare; chi potrebbe mettere le mani addosso all'unto dell'Eterno senza rendersi colpevole?”. 10 Poi Davide aggiunse: “Com'è vero che l'Eterno vive, soltanto l'Eterno sarà colui che lo colpirà, sia che venga il suo giorno e muoia, sia che scenda in campo di battaglia e perisca. 11 Mi guardi l'Eterno dal mettere le mani addosso all'unto dell'Eterno! Prendi ora soltanto, ti prego, la lancia che è vicino alla sua testa e la brocca dell'acqua, e andiamocene”. 12 Davide dunque prese la lancia e la brocca dell'acqua che Saul aveva vicino alla sua testa, e se ne andarono. Nessuno vide la cosa né si accorse di nulla; e nessuno si svegliò, tutti dormivano, perché l'Eterno aveva fatto cadere su di loro un sonno profondo. 13 Poi Davide passò dalla parte opposta e si fermò in lontananza sulla cima del monte, a grande distanza dall'accampamento di Saul; 14 e gridò alla gente di Saul e ad Abner, figlio di Ner: “Non rispondi, Abner?”. Abner rispose e disse: “Chi sei tu che gridi al re?”. 15 Davide disse ad Abner: “Non sei tu un valoroso? E chi è pari a te in Israele? Perché dunque non hai fatto buona guardia al re, tuo signore? Poiché uno del popolo è venuto per ammazzare il re tuo signore. 16 Ciò che hai fatto non va bene. Com'è vero che l'Eterno vive, meritate la morte, voi che non avete fatto buona guardia al vostro signore, all'unto dell'Eterno! E ora guarda dov'è la lancia del re e dov'è la brocca dell'acqua che stava vicino alla sua testa!”. 17 Saul riconobbe la voce di Davide e disse: “Questa è la tua voce, figlio mio Davide?”. Davide rispose: “È la mia voce, o re, mio signore!”. 18 Poi aggiunse: “Perché il mio signore perseguita il suo servo? Che ho fatto? Che male ho commesso? 19 Ora dunque, il re mio signore, si degni di ascoltare le parole del suo servo. Se l'Eterno è colui che ti incita contro di me, accetti egli un'oblazione! Ma se sono gli uomini, siano essi maledetti davanti all'Eterno, poiché oggi mi hanno scacciato per separarmi dall'eredità dell'Eterno, dicendomi: 'Va' a servire a degli dèi stranieri!'. 20 Ora dunque il mio sangue non cada a terra lontano dalla presenza dell'Eterno! Poiché il re d'Israele è uscito per andare in cerca di una pulce, come si va dietro a una pernice su per i monti”. 21 Allora Saul disse: “Ho peccato; torna, figlio mio Davide, poiché io non ti farò più nessun male, poiché oggi la mia vita è stata preziosa ai tuoi occhi; ecco, io ho agito da stolto e ho commesso un grande errore”. 22 Davide rispose: “Ecco la lancia del re; uno dei tuoi giovani passi qua a prenderla. 23 L'Eterno retribuirà ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà; poiché oggi l'Eterno ti aveva dato nelle mie mani e io non ho voluto mettere le mani addosso all'unto dell'Eterno. 24 E come è stata preziosa oggi la tua vita ai miei occhi, così sarà preziosa la mia vita agli occhi dell'Eterno; ed egli mi libererà da ogni tribolazione”. 25 E Saul disse a Davide: “Sia tu benedetto, figlio mio Davide. Tu agirai da forte, e sarai certamente vittorioso”. Davide continuò il suo cammino, e Saul tornò a casa sua.

Riveduta:

1Samuele 26

Nuovo soggiorno di Davide a Zif. Saul risparmiato un'altra volta da Davide
1 Or gli Zifei vennero da Saul a Ghibea e gli dissero: 'Davide non sta egli nascosto sulla collina di Hakila dirimpetto al deserto?' 2 Allora Saul si levò: e scese nel deserto di Zif avendo seco tremila uomini scelti d'Israele, per cercar Davide nel deserto di Zif. 3 E Saul si accampò sulla collina di Hakila ch'è dirimpetto al deserto, presso la strada. E Davide, che stava nel deserto, avendo inteso che Saul veniva nel deserto per cercarlo, 4 mandò delle spie, e seppe con certezza che Saul era giunto. 5 Allora Davide si levò, venne al luogo dove Saul stava accampato, e notò il luogo ov'eran coricati Saul ed Abner, il figliuolo di Ner, capo dell'esercito di lui. Saul stava coricato nel parco dei carri, e la sua gente era accampata intorno a lui. 6 E Davide prese a dire ad Ahimelec, lo Hitteo, e ad Abishai, figliuolo di Tseruia, fratello di Joab: 'Chi scenderà con me verso Saul nel campo?' E Abishai rispose: 'Scenderò io con te'. 7 Davide ed Abishai dunque pervennero di notte a quella gente; ed ecco che Saul giaceva addormentato nel parco dei carri, con la sua lancia fitta in terra, dalla parte del capo; ed Abner e la sua gente gli stavan coricati all'intorno. 8 Allora Abishai disse a Davide: 'Oggi Iddio t'ha messo il tuo nemico nelle mani; or lascia, ti prego, ch'io lo colpisca con la lancia e lo inchiodi in terra con un sol colpo; e non ci sarà bisogno d'un secondo'. 9 Ma Davide disse ad Abishai: 'Non lo ammazzare; chi potrebbe metter le mani addosso all'unto dell'Eterno senza rendersi colpevole?' 10 Poi Davide aggiunse: 'Com'è vero che l'Eterno vive, l'Eterno solo sarà quegli che lo colpirà, sia che venga il suo giorno e muoia, sia che scenda in campo di battaglia e vi perisca. 11 Mi guardi l'Eterno dal metter le mani addosso all'unto dell'Eterno! Prendi ora soltanto, ti prego, la lancia ch'è presso al suo capo e la brocca dell'acqua, e andiamocene'. 12 Davide dunque prese la lancia e la brocca dell'acqua che Saul avea presso al suo capo, e se ne andarono. Nessuno vide la cosa né s'accorse di nulla; e nessuno si svegliò; tutti dormivano, perché l'Eterno avea fatto cader su loro un sonno profondo. 13 Poi Davide passò dalla parte opposta e si fermò in lontananza in vetta al monte, a gran distanza dal campo di Saul; 14 e gridò alla gente di Saul e ad Abner, figliuolo di Ner: 'Non rispondi tu, Abner?' Abner rispose e disse: 'Chi sei tu che gridi al re?' 15 E Davide disse ad Abner: 'Non sei tu un valoroso? E chi è pari a te in Israele? Perché dunque non hai tu fatto buona guardia al re tuo signore? Poiché uno del popolo è venuto per ammazzare il re tuo signore. 16 Questo che tu hai fatto non sta bene. Com'è vero che l'Eterno vive, meritate la morte voi che non avete fatto buona guardia al vostro signore, all'unto dell'Eterno! Ed ora guarda dove sia la lancia del re e dove sia la brocca dell'acqua che stava presso il suo capo!' 17 Saul riconobbe la voce di Davide e disse: 'È questa la tua voce, o figliuol mio Davide?' Davide rispose: 'È la mia voce, o re, mio signore!' 18 Poi aggiunse: 'Perché il mio signore perseguita il suo servo? Che ho io fatto? Che delitto ho io commesso? 19 Ora dunque, si degni il re, mio signore, d'ascoltare le parole del suo servo. Se è l'Eterno quegli che t'incita contro di me, accetti egli un'oblazione! Ma se son gli uomini, siano essi maledetti dinanzi all'Eterno, poiché m'hanno oggi cacciato per separarmi dall'eredità dell'Eterno, dicendomi: - Va' a servire a degli dèi stranieri! 20 Or dunque non cada il mio sangue in terra lungi dalla presenza dell'Eterno! Poiché il re d'Israele è uscito per andar in traccia d'una pulce, come si va dietro a una pernice su per i monti'. 21 Allora Saul disse: 'Ho peccato; torna, figliuol mio Davide; poiché io non ti farò più alcun male, giacché oggi la mia vita è stata preziosa agli occhi tuoi; ecco, io ho operato da stolto, e ho commesso un gran fallo'. 22 Davide rispose: 'Ecco la lancia del re; passi qua uno dei tuoi giovani a prenderla. 23 L'Eterno retribuirà ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà; giacché l'Eterno t'avea dato oggi nelle mie mani, e io non ho voluto metter le mani addosso all'unto dell'Eterno. 24 E come preziosa è stata oggi la tua vita agli occhi miei, così preziosa sarà la vita mia agli occhi dell'Eterno; ed egli mi libererà da ogni tribolazione'. 25 E Saul disse a Davide: 'Sii tu benedetto, figliuol mio Davide. Tu agirai da forte, e riuscirai per certo vittorioso'. Davide continuò il suo cammino, e Saul tornò a casa sua.

Ricciotti:

1Samuele 26

Saul in potere di Davide
1 Vennero quei di Zif da Saul in Gabaa a dire: «Davide si tien nascosto sulla collina di Achila, che è dalla parte del deserto». 2 Saul si levò e con tremila guerrieri scelti da Israele discese nel deserto di Zif per cercarvi Davide 3 e si accampò in Gabaa di Achila, che era dirimpetto al deserto sulla strada, mentre Davide abitava nel deserto. Vedendo che Saul l'aveva inseguito colà, 4 mandò esploratori e seppe con certezza che era venuto; 5 allora Davide si levò e di nascosto se ne venne al luogo dov'era Saul. Come vide il luogo dove dormivano Saul e Abner figlio di Ner, capo dell'esercito, e vide Saul che dormiva nella tenda e il resto dei soldati tutto all'intorno, 6 si rivolse ad Achimelec Eteo e ad Abisai figlio di Sarvia fratello di Joab, dicendo: «Chi verrà meco all'accampamento di Saul?». Abisai rispose: «Io verrò teco». 7 Vennero dunque di notte Davide ed Abisai al popolo e trovarono Saul sdraiato e addormentato nella tenda e la sua asta fissata in terra dalla parte del capo, mentre Abner e gli altri dormivano tutti all'ingiro. 8 Abisai disse a Davide: «Oggi Dio ti dà nelle mani il tuo nemico; or io lo inchioderò con la lancia contro terra con un sol colpo; e non ci sarà bisogno di un secondo». 9 Davide però disse ad Abisai: «Non ucciderlo: infatti chi può mai stendere la mano sull'unto del Signore ed essere innocente?». 10 Poi soggiunse: «Viva il Signore! Poichè se il Signore non lo colpirà o non sarà venuto il giorno della sua morte o andato a combattere non vi avrà lasciato la vita, 11 siami propizio il Signore che io non stenderò mai la mia mano contro l'unto del Signore. Per ora dunque prenditi l'asta che sta presso il capo di lui e la brocca d'acqua e andiamocene». 12 Prese adunque Davide la lancia e la brocca dell'acqua che era presso il capo di Saul e se ne andarono. Nè vi fu alcuno che vedesse o s'accorgesse della cosa o vegliasse, ma tutti dormivano, perchè presi da sonno profondo mandato loro dal Signore. 13 Come Davide fu passato dalla parte opposta, si fermò sulla vetta del monte, e da lontano a grande distanza da Saul, 14 gridò Davide al popolo e ad Abner figlio di Ner in questi termini: «Vorrai tu rispondere, Abner?». E di riscontro Abner: «Chi sei tu che gridi e disturbi il re?». 15 Soggiunse Davide: «Non sei tu un grande uomo? E chi mai può dirsi simile a te in Israele? Ora perchè non hai custodito il re, tuo signore? Infatti uno del popolo è entrato per uccidere il re, tuo padrone. 16 Questo che tu hai fatto, non sta bene. Viva il Signore! tutti siete rei di morte per non aver custodito il vostro padrone, l'unto del Signore. Or dunque, guarda dov'è l'asta del re e dov'è la brocca d'acqua, che stava presso il suo capo».

Saul riconosce l'innocenza di Davide
17 Saul conobbe la voce di Davide e disse: «Non è questa la tua voce, o Davide, figliuol mio?». «Sì, è la mia voce, o re, mio signore», rispose Davide. 18 Poi soggiunse: «Per qual ragione il mio signore perseguita il suo servo? Che cosa ho fatto? Qual colpa ho commesso? 19 Or dunque ascolta, te ne prego, o re mio signore, le parole del tuo servo. Se è il Signore che ti eccita contro di me, gradisca l'odore di un sacrificio; se sono invece gli uomini, siano maledetti al cospetto del Signore quelli che oggi mi scacciarono perch'io non abiti nell'eredità del Signore, dicendomi: - Va' a servire gli dèi stranieri. - 20 Ma ora il mio sangue non deve versarsi innanzi al Signore, poichè il re d'Israele è uscito per cercare una pulce come si va a caccia d'una pernice su per le montagne». 21 Disse Saul: «Ho peccato, ritorna, figliuol mio Davide; chè non ti farò più del male, dal momento che la mia vita è stata preziosa quest'oggi agli occhi tuoi; è chiaro che io ho stoltamente agito e ho ignorato troppe cose». 22 E rispondendo Davide disse: «Ecco la lancia del re; passi uno dei servi del re a prenderla. 23 Il Signore poi retribuisca a ciascuno secondo la sua giustizia e fedeltà; poichè il Signore oggi ti diede in mia balìa ed io non volli stender la mia mano contro l'unto del Signore. 24 E come preziosa è stata oggi la tua vita agli occhi miei, così sia preziosa la mia vita agli occhi del Signore e mi liberi egli da ogni angustia». 25 Saul disse allora a Davide: «Sii benedetto, figliuol mio Davide; senza dubbio porrai mano a grandi cose e sarai potente». E così Davide se ne andò per la sua via, e Saul fece ritorno a casa.

Tintori:

1Samuele 26

David risparmia una seconda volta la vita a Saul.
1 Or gli Zifei andarono da Saul in Gabaa, a dirgli: «Ecco, David sta nascosto nella collina d'Achila che è ad oriente del deserto». 2 Allora Saul si mosse e scese nel deserto di Zif con tremila uomini scelti d'Israele, per cercar David nel deserto di Zif. 3 Saul s'accampò sulla collina d'Achila, ad oriente del deserto, sulla strada; ma David stava nel deserto. Pensando che Sani fosse venuto dietro a lui nel deserto, 4 David mandò delle spie dalle quali fu assicurato che Saul era venuto. 5 Allora David partì di nascosto e andò al luogo dove era Saul, e, avendo veduto il luogo dove Saul dormiva con Abner, figlio di Ner, capo dei suoi soldati, e che Saul dormiva nella tenda e intorno a lui tutta la sua gente, 6 David disse ad Achimelec Eteo e ad Abisai figlio di Sarvia, fratello di Gioab: «Chi scenderà con me nel campo di Saul?» E Abisai disse: «Scenderò io con te». 7 David ed Abisai, andati di notte al popolo, trovarono Saul che giaceva addormentato nella tenda, colla sua lancia fitta in terra vicino al capo, mentre Abner e l'altra gente, dormivano intorno a lui. 8 Abisai disse a David: «Dio ha messo oggi il tuo nemico nelle tue mani, or lascia che lo conficchi in terra con un sol colpo di lancia: basterà quello». 9 Ma David disse ad Abisai: «Non l'ammazzare: chi potrà stendere la mano contro l'unto del Signore e restare innocente?» 10 Poi David soggiunse: «Viva il Signore! Lo percoterà il Signore, o verrà il suo giorno di morire o perirà dando battaglia; 11 Ma il Signore mi faccia la grazia di non stender la mia mano contro l'unto del Signore. Or dunque prendi la lancia che è presso la sua testa, la coppa dell'acqua, e andiamocene». 12 David prese la lancia e la coppa dell'acqua che era vicina al capo di Saul, e se ne andarono. Nessuno vide, nessuno sentì, nessuno si svegliò; ma tutti dormivano, perchè un sonno mandate dal Signore li aveva oppressi. 13 David passò dalla parte opposta, e fermatosi in lontananza sulla cresta del monte, o grande spazio li separava, 14 gridò al popolo e ad Abner figlio di Ner, e disse: «Non risponderai tu, o Abner?» Abner risposo e disse: «Chi sei tu che gridando disturbi il re?» 15 David disse ad Abner: «Non sei tu un uomo? E chi altri è simile a te in Israele? Perchè adunque non hai fatta buona guardia al re tuo signore? Infatti qualcuno del popolo è entrato per uccidere il re tuo signore. 16 Ciò che tu hai fatto non sta bene. Viva il Signore! Voi siete degni di morte, non avendo fatta buona guardia al signore vostro, all'unto del Signore. Or dunque cerca dove sia la lancia del re, dove sia la coppa dell'acqua, che era accanto al suo capo». 17 Saul riconosciuta la voce di David, esclamò: «Non è questa la tua voce, o figlio mio David?» David risposo: «È la mia voce, o re mio signore». 18 Poi disse: «Per qual ragione il mio signore perseguita il suo servo? Che ho fatto? Qual delitto ha commesso la mia mano? 19 Or dunque ascolta, te ne prego, o re mio signore, ascolta le parole del tuo servo: se il Signore ti eccita contro di me, gradisca l'odore d'un sacrifizio; ma se sono i figli degli uomini, essi son maledetti davanti al Signore, perchè oggi mi han cacciato per non farmi abitare nell'eredità del Signore, dicendomi: Va a servire agli dèi stranieri. 20 Or non sia sparso il mio sangue in terra sotto gli occhi del Signore; ma il re d'Israele è uscito a cercar una pulce, come s'inseguirebbe la pernice per le montagne». 21 Saul rispose: «Ho peccato! Torna, figlio mio David; non ti farò più alcun male, giacché in questo giorno la mia vita è stata preziosa ai tuoi occhi. Lo vedo bene, ho agito stoltamente, ignorando troppe cose!» 22 David rispose e disse: «Ecco la lancia del re: passi qua uno dei servi del re a prenderla. 23 Il Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e fedeltà: il Signore t'aveva dato oggi nelle mie mani; ma io non ho voluto stender la mia mano contro l'unto del Signore. 24 Or come la tua vita ha avuto un gran valore davanti ai miei occhi, così abbia gran valore la mia vita agli occhi del Signore, ed egli mi liberi da ogni angustia». 25 Saul disse a David: «Benedetto sii tu, o David figlio mio, per certo riuscirai nelle tue imprese e sarai grandemente potente!» David se ne andò per la sua strada, e Saul tornò a casa sua.

Martini:

1Samuele 26

Gli Ziphei tradiscono David, il quale toglie a Saulle la lancia, e la coppa, mentre dormiva: per la qual cosa Saulle confessa la sua colpa, e richiama Davidde, promettendogli pace.
1 E andarono gli Ziphei a trovar Saul in Gabaa, e dissero: Sappi che Davidde sta nascosto nella collina di Hachila, che è dirimpetto al deserto. 2 E Saul si mosse, e andò al deserto di Ziph, avendo seco tremila uomini scelti d'Israele, per cercar David nel deserto di Ziph. 3 E Saul pose il campo in Gabaa di Hachila, che era dirimpetto al deserto sulla strada: e David stava nel deserto. E sentendo che Saul andava cercandolo pel deserto, 4 Mandò esploratori, e riseppe, com' egli era venuto certissimamente. 5 E David si mosse segretamente, e andò dove era Saul: e avendo notato il luogo, in cui dormiva Saul, e Abner figliuolo di Ner, capitano de' suoi soldati, e Saul, che dormiva nella tenda, e intorno a lui tutta la sua gente, 6 Disse David ad Achimelech Hetheo, e ad Abisai figliuolo di Servia fratello di Joab: Chi verrà meco nel campo di Saul? E Abisai disse: Verrò io con te. 7 Andarono adunque David, e Abisai tra quella gente di notte tempo, e trovaron Saul che giaceva addormentato nella tenda con la sua lancia vicino al capezzale fitta in terra; e Abner, e l'altra gente che dormivano all'intorno. 8 E Abisai disse a David: Oggi Dio ti ha dato in balia il tuo nemico: or io lo conficcherò in terra con un solo colpo di lancia, e non vi abbisognerà il secondo. 9 Ma David disse ad Abisai: Non ammazzarlo: imperocché chi può senza colpa stendere la sua mano contro il cristo del Signore? 10 E soggiunse David: Viva il Signore: se il Signore non lo ucciderà, o non verrà il giorno della sua morte, o non perirà dando battaglia; 11 Il Signore mi farà la grazia di non istendere la mia mano contro il cristo del Signore: ora dunque tu prendi l'asta, che è presso alla sua testa, e la coppa dell'acqua, e andiamocene. 12 Davidde pertanto portò via la lancia e la coppa dell'acqua che Saul avea presso al suo capo, e se n'andarono: e non eravi anima, che vedesse o sentisse, o vegliasse, ma tutti dormivano, perchè eran presi da sonno profondo. 13 E David essendo passato dalla parte opposta, e fermatosi in lontananza sulla cresta del monte, essendovi grande intervallo tra sé, e loro, 14 Chiamò con un grido quella gente, e Abner figliuolo di Ner, e disse: Non mi risponderai tu, o Abner? E Abner rispose, e disse: Chi se' tu che gridi e inquieti il re? 15 E David disse ad Abner: Non se' tu un uomo? Ed havven'egli un altro simile a te in Israele? perchè adunque non hai fatto buona guardia al signore tuo re? perocché è entrato uno del popolo per uccidere il re tuo signore. 16 Non bene sta quello che tu hai fatto: viva il Signore, rei di morte siete voi, che non avete fatto buona guardia al signore vostro, al cristo del Signore: or tu guarda dove sia la lancia del re, e dove sia la coppa dell'acqua, ch'egli avea presso ai suo capo. 17 E Saul riconobbe la voce di David, e disse: Non è ella questa la tua voce, o David mio figliuolo? E David disse: Ell'è la mia voce, signor mio re. 18 E soggiunse: Per qual ragione il signor mio perseguita il suo servo? che ho fatt'io, o di qual delitto sono imbrattate le mie mani? 19 Or adunque ascolta di grazia, o re signor mio, le parole del tuo servo: Se il Signore ti spinge contro di me, gradisca l'odore del sacrifizio, ma se (sono) i figliuoli degli uomini, essi son maledetti dinanzi al Signore, eglino che mi hanno oggi discacciato, perch'io non abbia luogo nella eredità del Signore, dicendo: Va, servi agli dei stranieri. 20 Ora adunque non sia sparso sopra la terra il sangue mio sotto gli occhi del Signore: imperocché si è messo in viaggio un re d'Israele per andar in cerca di una pulce, come si va dietro ad una pernice pelle montagne. 21 E Saul disse: Ho peccato: torna, figliuol mio David: perocché io non ti farò più alcun male: mentre è stata oggi preziosa negli occhi tuoi la mia vita: imperocché è manifesto come ho stoltamente operato, e di moltissime cose sono stato all'oscuro. 22 E David rispose, e disse: Ecco la lancia del re: venga uno de' servi del re a prenderla. 23 Ma il Signore darà il contraccambio ad ognuno secondo la sua giustizia, e fedeltà: perocché oggi il Signore ti avea dato nelle mie mani, e io non ho voluto stender la mano contro il cristo del Signore. 24 E siccome preziosa negli occhi miei è stata oggi la tua vita, così preziosa sia la mia vita negli occhi del Signore, ed ei mi liberi da tutti i travagli. 25 Disse adunque Saul a David: Sii tu benedetto, figliuol mio David: e certamente farai fatti grandi, e sarai potentemente possente. E David se n'andò al suo viaggio, e Saul a casa sua.

Diodati:

1Samuele 26

1 OR gli Zifei vennero a Saulle, in Ghibea, dicendo: Davide non si tiene egli nascosto nel colle di Hachila, a fronte al deserto? 2 E Saulle si levò su, e scese nel deserto di Zif, avendo seco tremila uomini scelti d'Israele, per cercar Davide nel deserto di Zif. 3 E Saulle si accampò nel colle di Hachila, ch'è a fronte al deserto, in su la via. E Davide, dimorando nel deserto, si avvide che Saulle veniva nel deserto per perseguitarlo; 4 e mandò delle spie, e seppe per certo che Saulle era venuto. 5 Allora Davide si levò, e venne al luogo dove Saulle era accampato, e vide il luogo dove giaceva Saulle, ed Abner, figliuolo di Ner, capo dell'esercito di esso. Or Saulle giaceva dentro al recinto, e il popolo era accampato d'intorno a lui.
6 E Davide fece motto ad Abimelec Hitteo, e ad Abisai, figliuolo di Seruia, fratello di Ioab, dicendo: Chi scenderà meco a Saulle, nel campo? 7 E Abisai disse: Io scenderò teco. Davide adunque, ed Abisai, vennero di notte al popolo. Ed ecco, Saulle giaceva dormendo dentro al recinto, e la sua lancia era fitta in terra presso a lui dal capo; ed Abner e il popolo giacevano d'intorno a lui. 8 Allora Abisai disse a Davide: Oggi ti ha Iddio messo il tuo nemico nelle mani; ora dunque lascia, ti prego, che io lo conficchi in terra con la lancia d'un sol colpo, e non raddoppierò il colpo. 9 Ma Davide disse ad Abisai: Non ammazzarlo; perciocchè, chi sarà innocente, avendo messa la mano addosso all'Unto del Signore? 10 Davide disse ancora: Come il Signore vive, io nol farò; anzi, o il Signore lo percoterà; ovvero, il suo giorno verrà, e morrà; ovvero, scenderà in battaglia, e perirà. 11 Tolga il Signore da me che io metta la mano addosso all'Unto del Signore; ma ora prendi, ti prego, questa lancia ch'è presso a lui dal capo, e il vaso dell'acqua, e andiamocene. 12 Davide adunque prese la lancia, e il vaso dell'acqua, che era presso a Saulle dal capo di esso; poi se ne andarono amendue; e niuno il vide, e niuno lo scorse, e niuno si risvegliò; perciocchè tutti dormivano; perchè era loro caduto addosso un profondo sonno mandato dal Signore.
13 E Davide passò all'altro lato, e si fermò in su la sommità del monte da lungi, talchè vi era un grande spazio fra lui e il campo di Saulle. 14 E gridò al popolo e ad Abner, figliuolo di Ner, dicendo: Non rispondi, Abner? E Abner rispose, e disse: Chi sei tu, che gridi al re? 15 E Davide disse ad Abner: Non sei tu un valent'uomo? e chi è pari a te in Israele? perchè dunque non hai tu guardato il re, tuo signore? perciocchè alcuno del popolo è venuto per ammazzare il re, tuo signore. 16 Questo che tu hai fatto non istà bene; come il Signore vive, voi siete degni di morte; conciossiachè voi non abbiate fatta buona guardia al vostro signore, all'Unto del Signore. Vedi pure ora, dove è la lancia del re, e il vaso dell'acqua ch'era presso a lui dal capo? 17 E Saulle riconobbe la voce di Davide, e disse: È questa la tua voce, figliuol mio Davide? E Davide rispose: , o re, mio signore, è la mia voce. 18 Poi disse: Perchè perseguita il mio signore il suo servitore? perciocchè, che ho io fatto? e qual male vi è egli nella mia mano? 19 Ora dunque, ascolti pure il re, mio signore, le parole del suo servitore. Se pure il Signore è quello che t'incita contro a me, siagli la tua offerta accettevole; ma, se sono gli uomini, sieno essi maledetti davanti al Signore; conciossiachè essi mi abbiano oggi scacciato, acciocchè io non mi tenga congiunto con l'eredità del Signore, dicendo: Va', servi ad altri dii. 20 Ma ora non caggia il mio sangue in terra senza che il Signore vegga; conciossiachè il re d'Israele sia uscito per cercare una pulce, come se perseguitasse una pernice su per li monti.
21 Allora Saulle disse: Io ho peccato; ritornatene, figliuol mio Davide; perciocchè io non ti farò più male alcuno, poichè l'anima mia ti è oggi stata preziosa; ecco, io ho follemente fatto, ed ho molto gravemente errato. 22 E Davide rispose, e disse: Ecco la lancia del re; passi qua uno de' fanti, e piglila. 23 E renda il Signore a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua lealtà; conciossiachè il Signore ti avesse oggi messo nelle mie mani, e pure io non ho voluto metter la mano sopra l'Unto del Signore. 24 Or ecco, siccome la vita tua è stata oggi in grande stima appo me, così sarà la vita mia in grande stima appo il Signore, ed egli mi riscoterà d'ogni tribolazione. 25 E Saulle disse a Davide: Benedetto sii tu, figliuol mio Davide: per certo tu verrai a capo de' fatti tuoi, ed anche vincerai. Poi Davide se ne andò a suo cammino, e Saulle ritornò al suo luogo.

Commentario completo di Matthew Henry:

1Samuele 26

1 INTRODUZIONE A 1 SAMUELE CAPITOLO 26

I guai di Davide da Saul qui ricominciano; e le nuvole tornano dopo la pioggia, quando si sarebbe sperato che la tempesta fosse passata, e che il cielo si fosse schiarito da quella parte; ma dopo che Saul ebbe ammesso la sua colpa nel perseguitare Davide, e riconobbe il titolo di Davide alla corona, tuttavia qui ravviva la persecuzione, tanto era perfettamente perduto in ogni senso dell'onore e della virtù.

I Gli Zifiti lo informarono dove si trovava Davide (1Samuele 26:1), e allora egli marciò con una forza considerevole in cerca di lui, 1Samuele 26:2,3.

II. Davide acquisì informazioni sui suoi movimenti (1Samuele 26:4) e diede un'occhiata al suo accampamento, 1Samuele 26:5.

III. Lui e uno dei suoi uomini si avventurarono nel suo accampamento durante la notte e trovarono lui e tutte le sue guardie profondamente addormentati, 1Samuele 26:6,7.

IV. Davide, sebbene molto sollecitato dai suoi compagni, non volle togliere la vita a Saul, ma portò via solo la sua lancia e il suo orcio d'acqua, 1Samuele 26:8-12.

V. Li produsse come ulteriore testimonianza per lui che non aveva intenzione di fare del male a Saul, e ragionò con lui sulla sua condotta, 1Samuele 26:13-20.

VI. Saul si convinse così del suo errore, e ancora una volta desistette dal perseguitare Davide, 1Samuele 26:21-25. La storia è molto simile a quella che abbiamo avuto in 1Samuele 24:1-22. In entrambi i casi Davide viene liberato dalla mano di Saul e Saul dalla mano di Davide.

Ver. 1. fino alla Ver. 5.

Qui

1. Saul riceve informazioni sui movimenti di Davide e agisce in modo offensivo. Gli Zifiti andarono da lui e gli dissero dove si trovava ora Davide, nello stesso luogo in cui si trovava quando lo avevano precedentemente tradito, 1Samuele 23:19. Forse (anche se non è menzionato) Saul aveva dato loro l'intimazione, di nascosto, che continuava il suo piano contro Davide, e che sarebbe stato lieto del loro aiuto. In caso contrario, erano molto premurosi con Saul, consapevoli di ciò che gli sarebbe piaciuto, e molto maliziosi contro Davide, con il quale disperavano di riconciliarsi mai, e quindi istigarono Saul (che non aveva bisogno di tale sprone) contro di lui, 1Samuele 26:1. Per quanto ne sappiamo, Saul sarebbe rimasto nella stessa buona mente in cui si trovava (1Samuele 24:17), e non avrebbe dato a Davide questo nuovo problema, se gli Zititi non lo avessero indossato. Vedete che bisogno abbiamo di pregare Dio affinché, dal momento che abbiamo così tanto stagno della corruzione nei nostri cuori, le scintille della tentazione possano essere tenute lontane da noi, per timore che, se si uniscono, siamo incendiati dall'inferno. Saul afferrò prontamente l'informazione e scese con un esercito di 3000 uomini nel luogo in cui Davide si era nascosto, 1Samuele 26:2. Quanto presto i cuori non santificati perdono le buone impressioni che le loro convinzioni hanno fatto su di loro e tornano con il cane al loro vomito!

2. Davide riceve informazioni sui movimenti di Saul e agisce in modo difensivo. Non marciò per incontrarlo e combatterlo; cercò solo la propria salvezza, non la rovina di Saul; perciò si fermò nel deserto (1Samuele 26:3), mettendo così su di sé una grande forza e frenando il coraggio del proprio spirito con un silenzioso ritiro, mostrando più vero valore di quanto avrebbe potuto fare con una resistenza irregolare.

(1.) Aveva delle spie che lo informarono della discesa di Saul, che era venuto di fatto (1Samuele 26:4); perché non avrebbe creduto che Saul lo avrebbe trattato in modo così vile finché non ne avesse avuto la massima prova.

(2.) Osservò con i suoi occhi come Saul era accampato, 1Samuele 26:5. Giunse verso il luogo in cui Saul e i suoi uomini avevano piantato le tende, così vicino da poter dare un'occhiata, senza essere scoperti, alle loro trincee, probabilmente al crepuscolo della sera.

6 Ver. 6. fino alla Ver. 12.

Ecco qui

I L'audace avventura di Davide nell'accampamento di Saul nella notte, accompagnato solo dal suo parente Abishai, figlio di Tseruia. La propose a lui e a un altro dei suoi confidenti (1Samuele 26:6), ma l'altro o la rifiutò come un'impresa troppo pericolosa, o almeno si accontentò che Abishai, che era impaziente di farlo, ne corresse il rischio piuttosto che se stesso. Non risulta se Davide sia stato spinto a fare questo dal suo stesso coraggio, o da un'impressione straordinaria sul suo spirito, o dall'oracolo; ma, come Gedeone, si avventurò attraverso le guardie, con una speciale assicurazione della protezione divina.

II. Saul giaceva addormentato nella trincea, o, come alcuni lo leggono, sul suo carro e in mezzo ai suoi carri, con la lancia conficcata nel terreno accanto a lui, per essere pronto se i suoi alloggi fossero stati battuti (1Samuele 26:7); e tutti i soldati, anche quelli che erano stati nominati per stare di sentinella, dormivano profondamente, == 1Samuele 26:12. Così furono chiusi gli occhi e legate le mani, poiché un sonno profondo del Signore era caduto su di loro; C'era qualcosa di straordinario in esso che dormissero tutti insieme, e dormissero così profondamente che Davide e Abisai camminavano e parlavano tra loro, eppure nessuno di loro si muoveva. Il sonno, quando Dio lo dona alla sua amata, è il loro riposo e ristoro; ma può, quando vuole, far sì che i suoi nemici siano imprigionati. Così sono spogliati i coraggiosi di cuore, che hanno dormito e nessuno degli uomini più potenti ha trovato le mani al tuo rimprovero, o Dio di Giacobbe! == Salmi 76:5,6. Era un sonno profondo da parte del Signore, che ha il comando delle potenze della natura, e le fa servire ai suoi scopi come gli piace. Colui che Dio disabiliterà, o distruggerà, lo lega con uno spirito di sonno, == Romani 11:8. Come giacciono impotenti Saul e tutte le sue forze, tutte, in effetti, disarmate e incatenate! eppure non viene fatto loro nulla; Sono solo cullati dal sonno. Con quanta facilità Dio può indebolire il più forte, ingannare il più saggio e confondere il più vigilante! Tutti i suoi amici abbiano dunque fiducia in lui e tutti i suoi nemici lo temano.

III. La richiesta di Abisai a Davide di avere l'incarico di uccidere Saul con la lancia che gli si conficcava nel sostegno, cosa che (ora che giaceva così bene) si impegnò a fare in un colpo solo, 1Samuele 26:8. Non avrebbe esortato Davide a ucciderlo lui stesso, perché aveva rifiutato di farlo in precedenza quando aveva avuto un'opportunità simile; ma egli pregò ardentemente Davide di dargli il permesso di farlo, adducendo che era suo nemico, non solo crudele e implacabile, ma anche falso e perfido, che nessuna ragione avrebbe governato né la gentilezza avrebbe operato, e che Dio lo aveva ora consegnato nelle sue mani, e in effetti gli aveva ordinato di colpire. L'ultimo vantaggio che ebbe di questo tipo fu in verità solo casuale, quando Saul si trovava nella caverna con lui nello stesso momento. Ma in questo c'era qualcosa di straordinario; il sonno profondo che era caduto su Saul e su tutte le sue guardie era manifestamente del Signore, così che fu una provvidenza speciale a dargli questa opportunità; non dovrebbe quindi lasciarselo sfuggire.

IV. Il generoso rifiuto di Davide di subire qualsiasi danno da fare a Saul, e in esso una risoluta adesione ai suoi principi di lealtà, 1Samuele 26:9. Davide ordinò ad Abisai di non ucciderlo, non solo non lo avrebbe fatto da solo, ma non avrebbe permesso ad un altro di farlo. E ne diede due ragioni:

1. Sarebbe un affronto peccaminoso all'ordinanza di Dio. Saul era l'unto del Signore, re d'Israele per la speciale nomina e nomina del Dio d'Israele, il potere che era, e resistergli significava resistere all'ordinanza di Dio, == Romani 13:2. Nessun uomo potrebbe farlo ed essere senza colpa. La cosa che temeva era il senso di colpa e la sua preoccupazione rispettava la sua innocenza più che la sua sicurezza.

2. Sarebbe un'anticipazione peccaminosa della provvidenza di Dio. Dio gli aveva dimostrato a sufficienza, nel caso di Nabal, che, se avesse lasciato a lui il compito di vendicarlo, lo avrebbe fatto a tempo debito. Incoraggiato quindi dalla sua esperienza in quel caso, decide di aspettare fino a quando Dio riterrà opportuno vendicarlo su Saul, e non si vendicherà in alcun modo (1Samuele 26:10):

"Il Signore lo colpirà, come fece con Nabal, con un colpo improvviso, o morirà in battaglia (come si dimostrò che fece poco dopo), o, se no, verrà il suo giorno per morire di morte naturale, e io aspetterò contento fino ad allora, piuttosto che forzare la mia strada verso la corona promessa con metodi indiretti".

La tentazione era davvero molto forte; ma, se dovesse cedere, peccherebbe contro Dio, e quindi resisterà alla tentazione con la massima risoluzione (1Samuele 26:11):

"Il Signore non voglia che io stenda la mia mano contro l'unto del Signore; no, non lo farò mai, né permetterò che sia fatto".

Così coraggiosamente preferisce la sua coscienza al suo interesse e confida in Dio per la questione.

V. Il miglioramento che fece di questa opportunità fu un'ulteriore prova della sua integrità. Lui e Abisai portarono via la lancia e l'orcio d'acqua che Saul aveva accanto al suo letto (1Samuele 26:12) e, cosa molto strana, nessuna di tutte le guardie ne era a conoscenza. Se un medico avesse dato loro la dose più forte di oppiacei o di stupefacente, non avrebbero potuto essere rinchiusi più velocemente nel sonno. La lancia di Saul, che aveva con sé per difendersi, e la coppa d'acqua che aveva per rifocillarsi, gli furono rubate mentre dormiva. Così perdiamo la nostra forza e il nostro comfort quando siamo negligenti, sicuri e fuori dalla nostra guardia.

13 Ver. 13. fino alla Ver. 20.

Davide, essendo uscito sano e salvo dall'accampamento di Saul, e avendo portato con sé prove sufficienti che era stato lì, si mette convenientemente, in modo che possano sentirlo e tuttavia non raggiungerlo (1Samuele 26:13), e poi inizia a ragionare con loro su ciò che era accaduto.

I Ragiona ironicamente con Abner e lo prende in giro vivacemente. Davide sapeva bene che era per la potente potenza di Dio che Abner e il resto delle guardie erano stati gettati in un sonno così profondo, e che la mano immediata di Dio era in esso; ma rimprovera ad Abner di essere indegno di essere capitano delle guardie, poiché poteva dormire quando il re, il suo signore, giaceva così esposto. Da ciò sembra che la mano di Dio li abbia rinchiusi in questo sonno profondo che, non appena Davide fu uscito dal pericolo, una piccolissima cosa li svegliò, persino la voce di Davide a grande distanza li svegliò, 1Samuele 26:14. Abner si alzò (possiamo supporre che fosse una mattina d'estate presto) e chiese chi avesse chiamato, e disturbò il riposo del re.

"Sono io", dice Davide, e poi lo rimprovera di aver dormito quando avrebbe dovuto stare in guardia. Forse Abner, considerando Davide come un nemico spregevole e da cui non c'era pericolo, aveva trascurato di mettere la guardia; tuttavia, lui stesso avrebbe dovuto essere più sveglio. Davide, per metterlo in confusione, gli disse:

1. Che aveva perso il suo onore (1Samuele 26:15):

"Non sei tu un uomo? (così si dice), un uomo in carica, che è obbligato, per il dovere del tuo posto, a ispezionare i soldati? Non hai tu fama di uomo valoroso? Così saresti stimato, un uomo di tale coraggio e condotta che non c'è nessuno come te; ma ora sei svergognato per sempre. Tu un generale! Tu, un pigro!"

2. Che meritava di perdere la testa (1Samuele 26:16):

"Voi tutti siete degni di morire, per la legge marziale, per essere

fuori dalla tua guardia, quando avevi il re stesso addormentato

in mezzo a voi. Ecce signum - Ecco questo segno.

Guarda dov'è la lancia del re, nella mano di colui che

Il re stesso si compiace di considerare il suo nemico. Quelli

che ha portato via questo avrebbe potuto farlo con la stessa facilità e sicurezza

gli ha tolto la vita. Ora vedi chi sono i migliori del re

Amici, voi che lo avete trascurato e lo avete lasciato scoperto

o io che lo proteggevo quando veniva smascherato. Tu

perseguitami come degno di morire, e irrita Saul contro

me; ma chi è degno di morire ora?"

Nota: A volte coloro che condannano ingiustamente gli altri sono giustamente lasciati cadere nella condanna a loro volta.

II. Ragiona seriamente e affettuosamente con Saulo. A questo punto era così sveglio da udire ciò che veniva detto e da discernere chi lo diceva (1Samuele 26:17): È questa la tua voce, figlio mio Davide? Nello stesso modo in cui aveva espresso le sue rimostranze, 1Samuele 24:16. Aveva dato sua moglie a un altro e tuttavia lo chiama figlio, assetato del suo sangue eppure è lieto di sentire la sua voce. Sono davvero cattivi coloro che non hanno mai alcuna convinzione del bene, né hanno mai pronunciato sinceramente buone espressioni. E ora Davide ha la stessa opportunità di raggiungere la coscienza di Saul come ha avuto poco fa di togliergli la vita. A questo si aggrappa, anche se non a questo, ed entra in una stretta discussione con lui, riguardo al fastidio che continuava ancora a dargli, cercando di persuaderlo a lasciar cadere l'accusa e a riconciliarsi.

1. Si lamenta della condizione molto malinconica in cui è stato portato dall'inimicizia di Saul contro di lui. Due cose si lamenta:

(1.) Che è stato cacciato dal suo padrone e dai suoi affari:

"Il mio signore insegue il suo servo, == 1Samuele 26:18. Come ti servirei volentieri come un tempo, se il mio servizio fosse accettato! ma, invece di essere posseduto come servo, sono perseguitato come un ribelle, e il mio signore è mio nemico, e colui che vorrei seguire con rispetto mi costringe a fuggire da lui".

(2.) Che è stato cacciato dal suo Dio e dalla sua religione; e questa era una lamentela molto più grande della prima (1Samuele 26:19):

"Mi hanno scacciato dall'eredità del Signore, hanno reso Canaan troppo calda per me, almeno le sue parti abitate, mi hanno costretto nei deserti e nelle montagne, e, tra non molto, mi obbligheranno completamente a lasciare il paese".

E ciò che lo turbava non era tanto il fatto di essere stato cacciato dalla sua eredità, quanto di essere stato cacciato dall' eredità del Signore, la terra santa. Dovrebbe essere più comodo per noi pensare al titolo di Dio sui nostri possedimenti e al suo interesse per essi piuttosto che ai nostri, e che con essi possiamo onorarlo e poi con essi possiamo mantenerci. Né era tanto il suo problema il fatto di essere costretto a vivere tra estranei, quanto il fatto di essere costretto a vivere tra gli adoratori di dèi stranieri e di essere così spinto in tentazione di unirsi a loro nel loro adorazione idolatrica. I suoi nemici, in effetti, lo mandarono ad andare a servire altri dèi, e forse aveva sentito dire che alcuni di loro avevano parlato di lui in questo modo. Coloro che ci proibiscono di partecipare alle ordinanze di Dio fanno ciò che è in loro per allontanarci da Dio e renderci pagani. Se Davide non fosse stato un uomo di straordinaria grazia e fermezza verso la sua religione, il cattivo uso che incontrò da parte del suo stesso principe e del suo popolo, che erano Israeliti e adoratori del vero Dio, lo avrebbe prevenuto contro la religione che professavano e lo avrebbe spinto a comunicare con gli idolatri.

"Se questi sono Israeliti", avrebbe potuto dire, "lasciatemi vivere e morire con i Filistei";

e non grazie a loro che la loro condotta non ha avuto quell'effetto. Dobbiamo considerare che il più grande danno che ci si possa fare è quello che ci espone al peccato. Di coloro che indussero così Davide in tentazione, egli dice: Maledetti siano essi davanti al Signore. Coloro che cadono sotto una maledizione che scaccia coloro che Dio riceve e manda al diavolo coloro che sono cari a Dio.

2. Insiste sulla propria innocenza: Che cosa ho fatto o che male ho in mano? == 1Samuele 26:18. Aveva la testimonianza della sua coscienza per lui che non aveva mai fatto né mai progettato alcun danno alla persona, all'onore o al governo del suo principe, né ad alcuno degli interessi del suo paese. Di recente aveva avuto la testimonianza di Saul stesso riguardo a lui (1Samuele 24:17): Tu sei più giusto di me. Era molto irragionevole e malvagio da parte di Saul perseguirlo come un criminale, quando non poteva accusarlo di alcun crimine.

3. Si sforza di convincere Saul che la sua ricerca di lui non è solo sbagliata, ma meschina, e molto al di sotto di lui:

"Il re d'Israele, la cui dignità è grande e che ha tante altre cose da fare, è uscito a cercare una pulce, come quando si caccia una pernice sui monti",

1Samuele 26:20 : un brutto gioco da perseguire per il re d'Israele. Si paragona a una pernice, un uccello innocuo e innocente, che, quando si tenta di salvarsi la vita, vola se può, ma non oppone resistenza. E Saul avrebbe portato il fiore del suo esercito nei campi solo per cacciare una povera pernice? Che disprezzo era questo per il suo onore! Che macchia sarebbe sulla sua memoria calpestare un nemico così debole e paziente e così innocente! Giacomo 1Samuele 26:6 : Tu hai ucciso il giusto, ed egli non ti resiste.

4. Desidera che il nocciolo della controversia possa essere esaminato e che venga adottato un metodo appropriato per porvi fine, 1Samuele 26:19. Saul stesso non poteva dire che la giustizia lo avesse messo in questo modo a perseguitare Davide, o che fosse obbligato a farlo per la sicurezza pubblica. Davide non era disposto a dire (anche se era verissimo) che l'invidia e la malizia di Saul lo avevano spinto a farlo; e quindi conclude che deve essere attribuito o al giusto giudizio di Dio o ai disegni ingiusti di uomini malvagi. Ora

(1.) "Se l'Eterno ti ha incitato contro di me, sia per dispiacere verso di me (prendendo questa via per punirmi per i miei peccati contro di lui, sebbene, quanto a te, io sia innocente) o per dispiacere verso di te, se è l'effetto di quello spirito maligno del Signore che ti turba, accetti un'offerta da parte di entrambi, uniamoci nel fare la nostra pace con Dio, riconciliarci con lui, cosa che può essere fatta, con il sacrificio; e allora spero che il peccato sarà perdonato, qualunque esso sia, e che l'afflizione, che è una così grande vessazione sia per te che per me, finirà".

Vedete il giusto metodo per fare la pace; facciamo prima di tutto Dio nostro amico mediante Cristo il grande Sacrificio, e poi tutte le altre inimicizie saranno uccise, Efesini 2:16; Proverbi 16:7. Ma

(2.) "Se sei incitato a ciò da uomini malvagi che ti incensano contro di me, siano maledetti davanti al Signore",

Cioè, sono persone molto malvagie, ed è giusto che siano abbandonate come tali, ed escluse dalla corte e dai consigli del re. Egli attribuisce decentemente la colpa ai malvagi consiglieri che consigliavano il re a ciò che era disonorevole e disonesto, e insiste su di esso che fossero allontanati da lui e proibiti la sua presenza, come uomini maledetti davanti al Signore, e poi sperava di ottenere la sua richiesta, che è (1Samuele 26:20),

"Non cada il mio sangue sulla terra, come tu minacci, perché è davanti alla faccia del Signore, che prenderà conoscenza del torto e lo vendicherà".

Così pateticamente Davide supplica Saul per la sua vita e, per questo, per la sua opinione favorevole su di lui.

21 Ver. 21. fino alla Ver. 25.

Ecco qui

I La confessione penitente di Saul della sua colpa e follia nel perseguitare Davide e la sua promessa di non farlo più. Questo secondo esempio del rispetto di Davide per lui lo colpì più del primo, e gli estorse migliori riconoscimenti, 1Samuele 26:21.

1. Si sente sciolto e completamente sopraffatto dalla gentilezza di Davide nei suoi confronti:

"La mia anima era preziosa ai tuoi occhi oggi, il che, pensavo, era stato odioso!"

2. Riconosce di aver fatto molto male a perseguitarlo, di aver agito contro la legge di Dio (ho peccato) e contro il suo stesso interesse (ho fatto lo sciocco), perseguendolo come un nemico che sarebbe stato uno dei suoi migliori amici, se solo avesse potuto pensarlo.

"In questo (dice) ho sbagliato oltremodo, e ho fatto torto sia a te che a me stesso."

Nota: Coloro che peccano fanno gli stolti e sbagliano eccessivamente, specialmente quelli che odiano e perseguitano il popolo di Dio, Giobbe 19:28.

3. Lo invita di nuovo a corte: Ritorna, figlio mio Davide. Quelli che hanno intendimento capiranno che è loro interesse avere intorno a loro quelli che si comportano saggiamente, come fece Davide, e hanno Dio con loro.

4. Gli promette che non lo perseguiterà come ha fatto, ma lo proteggerà: non ti farò più del male. Abbiamo ragione di pensare, secondo la mente in cui si trovava ora, che intendesse come diceva, eppure né la sua confessione né la sua promessa di correzione provenivano da un principio di vero pentimento.

II. Il miglioramento delle convinzioni e delle confessioni di Saul da parte di Davide e la prova che doveva produrre della sua sincerità. Desiderava che uno dei valletti andasse a prendere la lancia (1Samuele 26:22), e poi (1Samuele 26:23),

1. Si appella a Dio come giudice della controversia: Il Signore renda a ciascuno la sua giustizia. Davide, per fede, è sicuro che lo farà perché conosce infallibilmente il vero carattere di tutte le persone e di tutte le azioni ed è inflessibile giusto da rendere a ogni uomo secondo la sua opera, e, con la preghiera, desidera che lo faccia. In questo egli prega, in effetti, contro Saul, che lo aveva trattato ingiustamente e infedelmente (Give them according according as their deeds, == Salmi 28:4); ma lo intende principalmente come una preghiera per se stesso, affinché Dio lo protegga nella sua giustizia e fedeltà, e lo ricompensi anche, dal momento che Saul lo ha così male ricambiato.

2. Ricorda di nuovo a Saul la prova che ora aveva dato del suo rispetto per lui da un principio di lealtà: Non avrei steso la mia mano contro l'unto del Signore, lasciando intendere a Saul che l'olio dell'unzione era la sua protezione, per la quale era in debito con il Signore e doveva esprimergli la sua gratitudine (se fosse stato una persona comune, Davide non sarebbe stato così tenero con lui), forse con questa ulteriore implicazione, che Saul sapeva, o aveva motivo di pensare, che anche Davide era l'unto del Signore, e quindi, secondo la stessa regola, Saul avrebbe dovuto essere tenero con la vita di Davide come Davide lo era stato con la sua.

3. Non facendo molto affidamento sulle promesse di Saul, si mette sotto la protezione di Dio e implora il suo favore (1Samuele 26:24):

"Fa' che la mia vita sia molto segnata agli occhi del Signore, per quanto luce tu ne faccia".

Così, per la sua benignità verso Saulo, egli prende Dio come suo pagatore, affinché quelli che con santa fiducia facciano ciò che fa bene e soffra per esso.

III. La predizione di Saul sull'avanzamento di Davide. Egli lo loda (1Samuele 26:25): Benedetto tu sia, figlio mio Davide. La convinzione dell'onestà di Davide era ora così forte che Saul non si vergognava di condannare se stesso e di applaudire Davide, anche in presenza dei suoi stessi soldati, che non potevano fare a meno di arrossire al pensiero di essersi schierati così furiosamente contro un uomo che il loro padrone, quando lo incontrava, accarezzava così. Egli predice le sue vittorie e la sua elevazione alla fine: Tu farai grandi cose. Nota: Coloro che prendono coscienza di fare ciò che è veramente buono possono arrivare, con l'assistenza divina, a fare ciò che è veramente grande. E aggiunge:

"E tu prevarrai ancora, sempre di più,"

Intende contro se stesso, ma è restio a dirlo. Le qualità principesche che apparvero in Davide, la sua generosità nel risparmiare Saul, la sua autorità militare nel rimproverare Abner perché dormiva, la sua cura per il bene pubblico e i segni significativi della presenza di Dio con lui, convinsero Saul che alla fine sarebbe stato certamente promosso al trono, secondo le profezie che lo riguardavano.

Infine, essendo stata così fatta una cura palliativa della ferita, si separarono dagli amici. Saul tornò a Ghibea re infecta, senza portare a termine il suo disegno e vergognandosi della spedizione che aveva fatto, ma Davide non poté fidarsi della sua parola fino al punto di tornare con lui. Quelli che una volta erano falsi non sono facilmente affidabili un'altra volta. Perciò Davide se ne andò. E, dopo questa separazione, non sembra che Saul e Davide si siano mai più rivisti.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

1Samuele 26

1 Capitolo 26

Saul insegue Davide, che risparmia nuovamente la vita di Saul 1Sam 26:1-12

Davide esorta Saul 1Sam 26:13-20

Saul riconosce il suo peccato 1Sam 26:21-25

Versetti 1-12

Quanto presto i cuori empi perdono la buona impressione che le convinzioni hanno fatto su di loro! Come erano indifesi Saul e tutti i suoi uomini! Tutti come disarmati e incatenati, eppure non viene fatto loro nulla: sono solo addormentati. Con quanta facilità Dio può indebolire i più forti, ingannare i più saggi e ostacolare i più attenti! Davide decise comunque di aspettare che Dio ritenesse opportuno vendicarlo di Saul. Non vuole assolutamente forzare la sua strada verso la corona promessa con metodi sbagliati. La tentazione era molto forte, ma se avesse ceduto, avrebbe peccato contro Dio; perciò resistette alla tentazione e si affidò a Dio per l'evento.

13 Versetti 13-20

Davide ragionò con serietà e affetto con Saul. Coloro che ci proibiscono di partecipare alle ordinanze di Dio, fanno di tutto per allontanarci da Dio e per renderci pagani. Dobbiamo considerare ciò che ci espone al peccato come il più grande danno che ci possa essere fatto. Se il Signore ti ha aizzato contro di me, o per dispiacere a me, prendendo questo modo di punirmi per i miei peccati contro di lui, o per dispiacere a te, se è l'effetto di quello spirito maligno del Signore che ti turba; che Egli accetti un'offerta da entrambi. Uniamoci per cercare la pace e riconciliarci con Dio attraverso il sacrificio.

21 Versetti 21-25

Saul ripeté le sue buone parole e i suoi buoni auspici. Ma non mostrò alcuna prova di vero pentimento verso Dio. Davide e Saul si separarono per non incontrarsi più. Non c'è riconciliazione tra gli uomini che non sia fondata e cementata dalla pace con Dio attraverso Gesù Cristo. Peccando contro Dio, gli uomini fanno i furbi e sbagliano di grosso. Molti hanno una visione superficiale di queste verità, ma odiano e chiudono gli occhi di fronte alla luce. Le belle professioni non danno diritto alla fiducia a chi ha peccato a lungo contro la luce, ma le confessioni dei peccatori ostinati possono darci la certezza di essere sulla strada giusta e incoraggiarci a perseverare, aspettando la nostra ricompensa solo dal Signore.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

1Samuele 26

1 L'incidente riportato in questo capitolo dell'incontro tra Saul e Davide ha una forte somiglianza generale con quello registrato in 1 Samuele 24 , ed è di natura improbabile che si sia verificato più di una volta. Le discrepanze esistenti sono spiegate dalla supposizione che una narrazione metta in relazione pienamente alcuni incidenti sui quali l'altra tace.

Nel complesso, la conclusione più probabile è che le due narrazioni si riferiscano a un unico e medesimo evento. (Confronta i due racconti della Creazione, Genesi 1; Genesi 2:4 ss; i due racconti della guerra di Davide, 2 Samuele 8; e 2 Samuele 10; e quelli della morte di Acazia, 2 Re 9:27 ss; e 2 Cronache 22:9.)

6 Ahimelec l'ittita - Menzionato solo qui. Anche Uria era un ittita.

Abishai - Era figlio di Zeruia, sorella di Davide, ma probabilmente aveva la stessa età di Davide. Egli perché molto famoso come guerriero 2 Samuele 23:18 , ma fu implicato con suo fratello Joab nell'omicidio di Abner come rappresaglia per la morte del loro fratello Asael 2 Samuele 3:30.

15 Questa testimonianza incidentale della grande eminenza di Abner come guerriero è pienamente confermata dal canto funebre di Davide alla morte di Abner 2 Samuele 3:31 , 2 Samuele 3:38 , così come da tutta la sua storia. Allo stesso tempo, il tono scherzoso di Davide nei confronti di Abner, unito a ciò che dice in 1 Samuele 26:19 , rende probabile che Davide abbia attribuito ad Abner la persecuzione di Saul nei suoi confronti. Abner probabilmente temerebbe un rivale nel giovane conquistatore di Giuda (confronta 2 Samuele 2:8 ).

19 Se il Signore ti ha destato - Il significato è chiaro dalla storia precedente. "Uno spirito malvagio di Dio che lo turba" fu l'inizio della persecuzione. E questo spirito maligno fu mandato per punire il peccato di Saul 1 Samuele 16:1 , 1 Samuele 16:14.

Se la continua persecuzione era semplicemente la conseguenza di questo spirito malvagio che continuava a tormentare Saul, Davide consiglia a Saul di chiedere il perdono di Dio e, di conseguenza, la rimozione dello spirito malvagio, offrendo un sacrificio. Ma se la persecuzione fu la conseguenza delle false accuse di calunniatori, allora "maledetti" siano i suoi nemici che, con le loro azioni, cacciarono Davide dall'unico paese dove si adorava Yahweh, e lo costrinsero a rifugiarsi nel paese dei pagani e idolatri (confronta Deuteronomio 4:27; Deuteronomio 28:36 ).

Esposizione della Bibbia di John Gill:

1Samuele 26

1 INTRODUZIONE A PRIMO SAMUELE 26

Questo capitolo narra che Saul, su informazione degli Ziniti, uscì di nuovo con una forza armata per cercare Davide, 1Samuele 26:1-3 ; di che Davide, avendo saputo del luogo dove si era accampato, venne con uno dei suoi uomini e perlustrò il suo accampamento e, trovando Saul e i suoi uomini addormentati, gli tolse la lancia e l'orcio d'acqua che aveva alla testa, e se ne andò, senza togliergli la vita, sebbene sollecitato dal suo servo, 1Samuele 26:4-12 ; la quale lancia e l'orcio d'acqua produsse per il biasimo di Abner, generale di Saul, e come testimonianza del suo sincero rispetto per Saul, e che non aveva alcun disegno sulla sua vita, 1Samuele 26:13-20 ; Saul, convinto di ciò, benedisse Davide e tornò a casa, 1Samuele 26:21-25

Versetto 1. I Chipiti giunsero a Saul a Ghibea,

Di Beniamino, chiamato a volte Ghibea di Saul, perché era il luogo della sua nascita e residenza; qui Saul era tornato dopo il suo ultimo colloquio con Davide; se, nonostante ciò che era accaduto tra lui e Davide, avesse incoraggiato privatamente gli Ziphiti a tenere d'occhio Davide, e a dargli informazioni su di lui dove si trovava, e quando fosse stata l'occasione giusta per catturarlo; o se gli Ziphiti fossero così officiosi da farglielo conoscere, non è certo; quest'ultimo è probabile, poiché avendo tentato di tradire Davide, potrebbero temere che, se fosse salito al trono, se ne sarebbe ricordato, e quindi potrebbero desiderare di farlo sterminare per mano di Saul:

Non si nasconde forse Davide sul monte di Hachila, che è di fronte a Iecmone? lo stesso luogo in cui si trovava quando gli Ziphiti diedero prima informazioni su di lui, 1Samuele 23:10 ; poteva scegliere di stare, supponendo che gli Ziphiti ora non avrebbero meditato nulla contro di lui, dal momento che Saul aveva dichiarato che sarebbe diventato re dopo di lui, e gli aveva fatto giurare che non avrebbe sterminato la sua posterità; e poiché pensava che fosse sua saggezza provvedere contro il peggio, conoscendo l'incostanza di Saul, poteva giudicare che questo fosse il luogo più sicuro e da cui potesse, a volte, ritirarsi facilmente nel deserto; e può anche esserlo, perché era vicino alla tenuta e ai possedimenti di Abigail, che ora erano una buona risorsa per lui

2 Versetto 2. Allora Saul si alzò,

Immediatamente, lieto di avere l'opportunità di cogliere Davide, avendo verso di lui la stessa disposizione di sempre; e forse si era pentito di non averlo afferrato quando lo aveva seguito fuori della caverna.

e scesero nel deserto di Zif, o verso di esso.

avendo tremila uomini scelti d'Israele; i giovani, così chiamati, perché di solito scelti per gli affari, e per la guerra in particolare, piuttosto che i vecchi; lo stesso numero che portò con sé quando lo cercò a Engaddi, 1Samuele 24:2 ;

cercare Davide nel deserto di Zif; dove o dove si trovava fu informato dagli Ziphiti che si trovava

3 Versetto 3. Saul si accampò sul monte di Hachila, che è di fronte a Jeshimon, lungo la strada,

Verso il deserto; lo stesso luogo in cui gli Ziphiti suggerivano che si trovasse Davide:

ma Davide si fermò nel deserto; non sul monte di Hachila, ma nel deserto di Zif.

e vide che Saul veniva dietro di lui nel deserto; egli capì, da alcune informazioni che aveva, che Saul era partito da Ghibea e veniva a cercarlo nel deserto di Zif; forse Jonathan gli aveva dato intelligenza; Tuttavia, non era del tutto sicuro, come appare da ciò che segue

4 Versetto 4. Davide mandò dunque delle spie,

Per osservare se veniva o veniva, e dove si trovava, per non essere sorpreso da lui; poiché, sebbene Davide sapesse che il Signore era e sarebbe stato la sua protezione, ritenne opportuno stare in guardia e fare uso dei mezzi per la sua salvezza.

e compresero che Saul era venuto di fatto; che era certamente venuto, e venuto in un certo luogo; che lui stesso andò in ricognizione, come in 1Samuele 26:5

5 Versetto 5. Allora Davide si alzò e giunse al luogo dove Saul si era accampato.

Mi sono avvicinato, in vista di esso; in modo da poterlo vedere a occhio nudo e osservare dove e in che modo era accampato:

Davide vide il luogo dove giaceva Saul e Abner, figlio di Ner, capo del suo esercito, dove lui e il suo generale avevano alloggiato nell'accampamento.

e Saul giaceva nella trincea; o circuito; non nel fosso o nel fossato gettato, in cui a volte giace trincerato un esercito; ma questo si deve intendere sia per l'accampamento stesso, così chiamato, come pensano Ben Gersom, Abarbinel e Ben Melech, perché giaceva in una forma circolare, in modo che tutti coloro che vi venivano potessero essere visti da ogni parte; oppure una specie di fortezza tutt'intorno all'accampamento, fatta di carrozze unite tra loro; e poiché la parola significa un carro, un carro o un carro, può designare il carro in cui Saul dormiva, come i re sono soliti fare quando non erano nelle loro case; e a questo è d'accordo la Settanta, che usa una parola che Procopio Gazaeo dice significare un tipo di carro, ed è usato di un carro trainato da muli, nella versione greca di Isaia 66:20 ; Grozio osserva che i re dormivano nei carri dove non c'erano case; vedi Gill su "1Samuele 17:20" ; anche se sembra piuttosto che abbia dormito, "sub die", all'aria aperta:

e il popolo si accampò intorno a lui; sia per amore dell'onore, sia per la sua maggiore sicurezza; Questo dimostra che non poteva essere la perdita in cui si era sdraiato, perché allora non potevano accamparsi intorno a lui

6 Versetto 6. Allora Davide rispose:

Oppure si rivolgeva alle due persone seguenti:

e disse ad Ahimelech l'Hittita; che o era un Ittita di nascita, ma era diventato un proselito, o era un Israelita che aveva dimorato tra gli Ittiti, e così gli era stato dato questo nome; La prima sembra molto probabile; alcuni dicono questo era Uria l'Ittita:

e ad Abishai, figlio di Tseruia, fratello di Ioab; Zeruiah era la sorella di Davide, 1Cronache 2:15,16 ; e questi erano due suoi figli, che molto probabilmente raggiunsero Davide nella grotta di Adullam, 1Samuele 22:1 ;

dicendo: Chi scenderà con me da Saul all'accampamento? Cioè, chi di voi due?

E Abisai disse: "Scenderò con te; l'altro era timoroso, o Abishai era il più avanti e parlò per primo

7 Versetto 7. Davide e Abisai giunsero di notte al popolo,

Giuseppe Flavio dice erroneamente che portò con sé sia Abisai che Ahimelec; scelse di averne uno solo, per una maggiore segretezza. Era un'impresa audace, per due uomini entrare in un accampamento di tremila uomini, sebbene fosse di notte; quando, sebbene potessero supporre che la maggior parte di loro dormisse, tuttavia non potevano ben supporre questo di tutti, e specialmente delle guardie o sentinelle; ma senza dubbio Davide fu spinto a questo, non solo a forza del suo coraggio naturale, ma dallo Spirito di Dio, dal quale poteva essere assicurato della protezione, e che Saul e il popolo furono gettati in un sonno profondo dal Signore, come lo erano, 1Samuele 26:12 ; e a questo il Signore lo spinse a ciò, affinché avesse una seconda occasione di convincere Saul della sua innocenza e che non aveva alcun disegno sulla sua vita.

ed ecco, Saul giaceva addormentato nella trincea; vedi Gill su "1Samuele 26:5" ;

e la sua lancia conficcata nel terreno al suo sostegno; pronto a prendere in mano e a difendersi, se fosse stato sorpreso; o questo era il suo scettro, che portava sempre con sé, come vessillo della regalità, e dal quale molto probabilmente Davide sapeva quale fosse la tenda o il giaciglio di Saul, dove dormiva.

ma Abner e il popolo gli si sdraiarono intorno; come in 1Samuele 26:5

8 Versetto 8. Allora Abisai disse a Davide:

vedendo Saul profondamente addormentato, e una lancia così vicina a lui,

Dio ti ha dato in mano il tuo nemico in questo giorno, o in questo tempo, era notte.

ora permettimi dunque di colpirlo, ti prego, con la lancia; con la lancia di Saul, che era conficcata nel terreno al suo sostegno. Si ricordò che Davide non avrebbe steso la mano per fermarlo prima, quando ne avesse avuto l'occasione; e poiché ora un altro gli offriva, non glielo fece fare per farlo, ma pregò il permesso di farlo lui stesso; cosa che poteva pensare sarebbe stata concessa, dal momento che c'era in essa una mano così notevole della Provvidenza, che sembrava dirigere a un tale passo:

fino alla terra subito, e non lo colpirò una seconda volta; significava che avrebbe dato un tale colpo o affondo, che la lancia lo avrebbe trafitto e legato a terra, che non ci sarebbe stato bisogno di ripeterlo

9 Versetto 9. Davide disse ad Abishai: "Non distruggerlo,

Egli gli ordinò di non fargli del male.

poiché chi può stendere la mano contro l'unto del Signore ed essere innocente? poiché Saul era re, e nominato a quell'ufficio dal Signore, ed era stato unto per suo ordine, e ne era stato investito da lui, la sua persona era sacra e non doveva essere toccata; né poteva essere tolto la sua vita da alcuno senza essere colpevole di un crimine davvero molto grande, che ci si poteva giustamente aspettare che il Signore si risentisse e punisse

10 Versetto 10. E Davide disse ancora:

Per rendere facile Abisai, e impedirgli di fare ciò che si proponeva:

[come] vive il Signore; che era la forma di un giuramento, fatto per assicurare ad Abisai la verità di ciò che segue, e quindi non doveva affrettarsi a mettere a morte Saul, poiché non sarebbe passato molto tempo prima che morisse, in uno o nell'altro dei tre modi seguenti:

il Signore lo colpirà; all'improvviso, che i Giudei chiamano sterminio, o morte per mano del cielo, per mano immediata di Dio:

o il suo giorno verrà a morire; il tempo stabilito per morire di morte naturale, di qualche malattia comune agli uomini:

o scenderà in battaglia e perirà; che era comunemente considerata la morte, casuale o accidentale, e in quest'ultimo modo Saul morì, 1Samuele 31:3,4

11 Versetto 11. Il Signore non voglia che io stenda la mia mano contro l'unto del Signore,

O permettere che qualcuno di lui lo faccia; Ne parla con la massima detestazione e orrore:

ma, ti prego, prendi ora la lancia che [è] al suo sostegno; non per colpirlo, come desiderava, ma per portarlo via, e non era altro che il suo scettro; vedi Gill su "1Samuele 20:33" ;

e l'orcio d'acqua; che si trovava nello stesso luogo, come appare da 1Samuele 26:12. Alcuni lo considerano un vaso per fare l'acqua; altri una clessidra, per conoscere l'ora della notte, in cui non la sabbia, ma l'acqua, scorreva a tale scopo: ma piuttosto questo era per il suo ristoro se avesse avuto caldo e sete durante la notte, o per purificarlo da qualsiasi inquinamento notturno che potesse accadere; perché, secondo Clemente di Alessandria, era usanza degli Ebrei purificarsi spesso a letto: sebbene Fortunato Scacco pensi che Saul avesse questa pentola o coppa per uso religioso, che aveva con sé, e con essa rendeva grazie a Dio, autore di ogni bene, ogni volta che si sedeva a tavola, come la coppa d'oro che Filippo re di Macedonia aveva sempre sotto il cuscino quando dormito:

e andiamo; e non fare più nulla; il che sarebbe bastato a convincersi che erano stati lì, e a mostrare ciò che era in loro potere fare, se fossero stati così inclini

12 Versetto 12. Davide prese la lancia e l'orcio d'acqua dal sostegno di Saul,

O Abisai si rifiutava di prenderli, poiché non poteva togliergli la vita; o forse Davide ci pensò meglio e li prese lui stesso, per timore che Abisai, quando era così vicino a Saul, con la lancia in mano e lo colpisse con essa; anche se si può dire che Davide li prese per mano di Abishai:

e li hanno portati via; con le cose di cui sopra insieme a loro:

e nessuno lo vide, né lo riconobbe; li vedevano nell'accampamento, o sapevano quello che facevano:

nessuno dei due si svegliò; quando parlavano tra loro, al movimento dei loro piedi, e toglievano la lancia e l'orcio,

perché [erano] tutti addormentati; il che era molto straordinario, che tra tremila uomini nessuno fosse sveglio, nemmeno le sentinelle; il che potrebbe sembrare impossibile in modo naturale, ma è spiegato da quanto segue:

perché un sonno profondo da parte del Signore era caduto su di loro; o "un sonno del Signore"; un sonno molto grande, non comune; così grandi alberi, montagne, ecc. sono chiamati alberi e monti di Dio; o, secondo il nostro supplemento, veniva dal Signore, egli ne era la causa e l'autore; li gettò in questo sonno, o lo fece cadere su di loro, e li rinchiusero in esso, affinché non udissero Davide e il suo servo quando giunsero in mezzo a loro

13 Versetto 13. Allora Davide passò dall'altra parte,

A una collina dall'altra parte, di fronte ad Hachilah, dove Saul giaceva accampato; o "passò oltre il passaggio", la valle che si trovava tra le due colline, e forse passò sopra un ruscello che scorreva nella valle, il che non è insolito; così Giuseppe Flavio dice, che attraversò un ruscello e giunse in cima a una montagna:

e si fermò in cima a un colle lontano; scelse la cima di una collina, affinché la sua voce potesse essere udita da lontano, come in un'aria limpida, e nella notte tranquilla; e di stare lontano, per poter meglio fuggire, se si fosse tentato di inseguirlo;

un grande spazio [essendo] tra loro; una grande valle che si estende tra le due colline

14 Versetto 14. Davide gridò al popolo:

All'esercito di Saul con voce alta, perché fosse udito:

e ad Abner, figlio di Ner; in particolare a lui, perché era generale dell'esercito:

dicendo: Non rispondi, Abner? Sembra che lo avesse chiamato più di una volta, e non avesse risposto nulla; forse non essendo completamente sveglio, o non sapendo di chi fosse la voce, e da dove provenisse:

Allora Abner rispose e disse: «Chi sei tu che gridi al re?». ma non sembra che Davide abbia chiamato il re, solo il popolo, e Abner loro generale, e quindi possa essere reso meglio, "dal re"; cioè, vicino a lui, o "davanti a lui", in sua presenza. Kimchi e Ben Melech lo spiegano, sul re, o su di lui; e il Targum è, alla testa del re; Il significato è come egli poté recitare una parte tale da gridare così forte all'orecchio del re, da disturbare il riposo del re e svegliarlo dal suo sonno

15 Versetto 15. Davide disse ad Abner: «Non sei tu un uomo valoroso?».

O un uomo, un uomo di grande fama per coraggio e valore, un uomo di grande autorità, che aveva il posto successivo nell'esercito sotto Saul, ma non si era comportato come un uomo, degno del suo carattere e del suo ufficio.

e chi ti è simile in Israele? nessuno che portasse un nome così grande, o fosse in un ufficio così alto, che quindi avrebbe dovuto stare attento ad agire secondo entrambi:

Perché dunque non hai custodito il tuo signore, il re? si preoccupò di mettere una guardia intorno alla sua persona mentre dormiva; il quale forse fu trascurato per disprezzo di Davide e dei suoi uomini, come se non avessero paura di loro.

poiché uno del popolo è entrato per distruggere il re, il tuo signore; cioè, quella notte c'era stato uno nell'accampamento, che vi era entrato con l'intenzione di ucciderlo, se ne avesse avuto l'opportunità, e che si era offerto; questo avvenne per Abishai, che senza dubbio scese con Davide nell'accampamento con quell'intenzione, sebbene Davide non lo facesse, e quindi dice, "uno del popolo", non di più; infatti, sebbene due entrassero, solo uno con questa visione: Davide osserva loro il pericolo in cui si trovava il re, la sua cura con lui per preservare la sua vita, a cui solo era dovuta, e la negligenza di Abner e di coloro che erano sotto il suo comando

16 Versetto 16. Non è bene che tu abbia fatto,

sì, era molto grave, una grande colpa e molto biasimevole se avesse trascurato di sorvegliare il re, il cui compito era quello di generale; Le parole sono espresse in una cifra chiamata "meiosi", in cui si dice meno di quanto si intendesse:

[compresa] la vita del Signore, voi [siete] degni di morire, perché non avete custodito il vostro padrone, l'unto del Signore; se era stata messa una guardia, e questi si erano addormentati, e avevano trascurato il loro dovere, o avevano abbandonato il loro posto; il che fare era un delitto capitale, e meritevole di morte; perciò non dice questo di Abner, ma della guardia:

e ora guarda dov'è la lancia del re e l'orcio d'acqua che [era] al suo sostegno; che poi addoltrava come prove e prove della verità di ciò che si diceva, che uno era stato nell'accampamento e aveva portato via questi, e che avrebbe potuto facilmente distruggere il re come aver portato via questi; e poiché era venuto qui con l'intenzione di ucciderlo, l'avrebbe fatto, se non fosse stato impedito da Davide; tutto ciò dimostrava anche chiaramente la negligenza di Abner, nel non mettere una guardia intorno al suo padrone, o la negligenza della guardia che era stata messa

17 Versetto 17. Saul riconobbe la voce di Davide,

Anche se Abner in un primo momento non lo fece, come appare dalle sue parole, ma Saul lo fece, essendo questa volta completamente sveglio attraverso il discorso che si svolse tra Davide e Abner:

e disse: "È questa la tua voce, figlio mio Davide?". la stessa domanda che aveva posto prima, quando lo aveva seguito fuori dalla grotta, vedi Gill in "1Samuele 24:16 ":

Davide disse: "È la mia voce, mio signore, o re; Non solo lo considera re, che non ha cercato di deporre, ma anche il suo signore e sovrano, ai cui comandi era pronto a obbedire

18 Versetto 18. Ed egli disse: "Perché il mio signore insegue così il suo servo?

Suggerendo che era sia al di sotto di lui farlo, sia contro il suo interesse; poiché Davide era suo servo, e avrebbe volentieri continuato nel suo servizio, e avrebbe fatto i suoi affari, ma lo cacciò da esso, e lo perseguitò come un traditore, quando non si era reso colpevole di alcuna offesa a sua conoscenza: e quindi pone le seguenti domande:

poiché che cosa ho fatto? o che male c'è nelle mie mani? Quale crimine aveva commesso, che era stato perseguitato in questo modo e la sua vita ricercata? Che cosa aveva fatto meritevole di morte? Avendo la coscienza pura, poteva fare intrepidamente queste domande

19 Versetto 19. Or dunque, ti prego, il re mio signore ascolti le parole del suo servo,

Non è certo se Davide attese una risposta alla sua domanda; Probabilmente lo fece, e notando che nessuno tornava, chiese udienza a ciò che aveva da dire ulteriormente:

se l'Eterno ti ha incitato contro di me; se si fosse messo in cuore di perseguitarlo in questo modo, per qualche peccato che aveva commesso contro di lui, ma non contro Saul, sembrava che fosse così,

accetti un'offerta; la mia offerta, come il Targum; o la mia preghiera, come Jarchi; Offrirei un sacrificio per il peccato secondo la legge, per fare espiazione per la mia trasgressione, e potrei sperare che sia accettato; o farei la mia supplica a Dio, e lo supplicherei di perdonare la mia iniquità, e così si porrebbe una questione a questi problemi; o se si trattava di un crimine capitale meritevole di morte di cui era colpevole, era contento di morire, e di soddisfare la sua colpa in quel modo; o se entrambi avevano peccato, sotto qualsiasi aspetto, si proponeva di unirsi in un sacrificio accettevole a Dio, e così si faceva la riconciliazione, e le cose si regolavano in modo così religioso; se è stato lo spirito maligno del Signore che è entrato in Saul, o Dio ha sofferto un malinconico disordine per prenderlo, che lo ha posto su quelle misure, si offra un'offerta conforme alla volontà di Dio, o si faccia una supplica per la sua rimozione,

ma se [sono] figli degli uomini; che lo incitarono a metodi violenti, come Abner suo generale, o Doeg l'Edomita, e altri:

maledetti essi dinanzi al Signore; un'imprecazione della vendetta di Dio su di loro,

poiché oggi mi hanno scacciato dal dimorare nell'eredità del Signore; intendendo non dalla sua casa e fatalmente, né dal palazzo di Saul, ma dal paese di Canaan che il Signore aveva dato al suo popolo Israele come eredità, e dal culto di Dio in esso, che lo rendeva caro e prezioso per lui; sapeva che se Saul avesse continuato a inseguirlo in questo modo, sarebbe stato costretto a lasciare il paese e ad andare in un paese straniero, come fece rapidamente; così il Targum lo rende l'eredità del popolo del Signore: essendo cacciato dalla terra che era la loro eredità, dovrebbe essere privato della loro compagnia e della loro condotta, e di ogni culto sociale; la cui considerazione era tagliente per lui, e causò la suddetta imprecazione da parte sua su coloro che erano coinvolti in essa, e che in effetti con le loro azioni erano

dicendo: Va', servi altri dèi; poiché essendo costretto ad andare in un paese idolatrico, sarebbe stato sulla via della tentazione, e sarebbe stato soggetto a essere corrotto da cattivi esempi, e ad essere persuaso e adescato a pratiche idolatriche; e se fosse stato allontanato da loro non sarebbe stato grazie a loro, fecero tutto il possibile per condurlo dentro di loro; e se fosse stato preservato, sarebbe stato dovuto alla potenza e alla grazia di Dio; il Targum è,

"va' Davide in mezzo al popolo che adora gli idoli";

gli ebrei hanno un detto: chi abita fuori della terra d'Israele è come se non avesse Dio e come se servisse un idolo

20 Versetto 20. Ora dunque il mio sangue non cada sulla terra davanti alla faccia del Signore,

Infatti, se fosse sparso, Dio, che è onnisciente, lo vedrebbe e se ne accorgerà; ed essendo giusto, e al quale appartiene la vendetta, lo vendicherà: alcuni lo dicono: "Il mio sangue non cadrà sulla terra davanti alla faccia del Signore"; Sono continuamente sotto il suo occhio e la sua cura, ed egli mi proteggerà e mi difenderà; e invano sta a te inseguirmi; Io non cadrò mai nelle tue mani, anche se potessi essere costretto a lasciare il mio paese e ad andare in una nazione idolatra, contro la mia volontà.

poiché il re d'Israele è uscito in cerca di una pulce; che salta da un posto all'altro e non è facile da prendere: o questo può denotare quanto fosse meschino, povero, debole, insignificante Davide; e quanto era inferiore a Saul uscire con un esercito di uomini scelti per inseguirlo; così il Targum,

"il re d'Israele è uscito per cercare il debole o il debole":

come quando si caccia una pernice in montagna; come facevano i re per il loro diletto, come osserva Abarbinel; ma essendo questo un affare di piacere, e questo un uccello di valore, si pensa che qui si intenda qualcun altro. In effetti il è rappresentato come non più di un "obolo", o cinque centesimi, sebbene si ordinasse di pagare cinquanta dracme o dracme per uno; la Settanta rende la parola "gufo": la parola è "kore", e dall'etimologia di essa si potrebbe pensare che fosse il corvo o il corvo. Jarchi su Geremia 17:11 lo considera il cuculo, anche se qui la pernice come gli altri; Bochart avrà che sia la beccaccia, il beccaccino o lo snite. Alcuni scelgono di leggere le parole,

"come la kore o la pernice sulle montagne caccia";

il quale, si dice, caccia e cerca i nidi di altri uccelli, e si posa sulle loro uova: vedi Geremia 17:11 ; così Saul diede la caccia a Davide, sebbene non potesse prenderlo; diversi naturalisti osservano che la pernice è molto difficile da prendere dal cacciatore

21 Versetto 21. Allora Saul disse: "Ho peccato,

Il che è più di quanto riconoscesse prima, eppure c'è da temere che non avesse un vero senso del suo peccato, e un vero pentimento per esso; ma, come il Faraone, la sua coscienza sporca per il momento gli costrinse a confessare; vedi Esodo 9:27 ;

torna, figlio mio Davide, cioè alla sua casa, o piuttosto al suo palazzo, poiché aveva ceduto sua moglie a un altro uomo.

poiché non ti farò più del male, né cercherò di farlo inseguendolo da un luogo all'altro, come aveva fatto lui, il che gli aveva dato una grande quantità di difficoltà e fatica.

perché l'anima mia è stata preziosa ai tuoi occhi oggi; e quindi risparmiato, quando avrebbe potuto portarlo via; il che dimostrava che la sua vita gli era cara, di grande valore e valore per il suo conto; e perciò non lo toglierebbe egli stesso, né permetterebbe ad un altro di farlo:

ecco, ho fatto lo sciocco e ho sbagliato grandemente, cercando la sua vita e inseguendolo di nuovo, quando aveva una prova così convincente della sua sincerità e fedeltà e del suo cordiale affetto per lui, quando aveva solo tagliato i lembi della sua veste nella caverna e gli aveva risparmiato la vita

22 Versetto 22. E Davide, rispondendo, disse: Ecco la lancia del re!

e che forse era il suo scettro, e che quindi Davide non volle tenere, per timore che si pensasse o si dicesse che lo aveva privato di un'insegna della sua regalità, e fosse interpretato come un segno del suo disegno di impadronirsi della sua corona e del suo trono.

e che uno dei giovani venga a prenderlo; perché, nonostante il riconoscimento che Saul aveva fatto del suo peccato e della sua follia, Davide non scelse di portare la lancia contro di lui; non curandosi di fidarsi di lui, e si mise nelle sue mani, per timore che lo spirito maligno tornasse e si abbattesse su di lui all'improvviso, e cambiasse la sua indole e il suo portamento; né volle mandare con esso alcuno dei suoi uomini, la cui vita gli era cara, per timore di essere presi come traditori, ma desiderava che uno degli uomini di Saul potesse essere mandato a prenderlo

23 Versetto 23. Il Signore renda a ciascuno la sua giustizia e la sua fedeltà,

o ricompensare chiunque agisce con giustizia e fedeltà verso gli altri, come aveva fatto con Saul; o il Signore, che è giusto e fedele alle sue promesse, ricompensa gli uomini che agiscono la parte buona e retta; E questa era una preghiera di fede; Davide infatti non dubitava che, sebbene Saul potesse fallire, Dio non poteva;

poiché oggi l'Eterno ti ha dato nelle mie mani; o, "in una mano" nella mano di Abishai, che aveva il potere di ucciderlo, quando andò e prese la lancia che era al suo sostegno, e avrebbe voluto farlo, ma Davide non glielo permise.

ma non volli stendere la mia mano contro l'unto del Signore; né permettere che un altro stenda la mano contro di lui; tanto era attento e tenero della sua vita

24 Versetto 24. Ed ecco, come la tua vita è stata molto segnata da questo giorno ai miei occhi,

O "magnificato"; e tenuto in grande considerazione, come se fosse la vita del re d'Israele, e degli unti del Signore, e così risparmiato.

così la mia vita sia molto segnata agli occhi del Signore; non dice agli occhi di Saul, come avrebbe dovuto essere per rappresaglia, e come ci si poteva aspettare avrebbe detto; ma non dipendeva da Saul, né si aspettava che gli fosse fatta giustizia da lui; ma prega che la sua vita possa essere preziosa agli occhi del Signore, e curata e protetta da Lui, come credeva che sarebbe stato:

e mi liberi da ogni tribolazione; poiché non si riteneva ancora del tutto fuori di esso, nonostante tutto ciò che Saul aveva detto, ma credeva che il Signore lo avrebbe liberato a suo tempo; Da lui solo lo cercava, e da lui dipendeva

25 Versetto 25. Allora Saul disse a Davide: "Benedetto tu sia, figlio mio Davide!

Chiese a Dio di benedirlo e lo dichiarò benedetto lui stesso, credendo che sarebbe stato un uomo felice e prospero.

entrambi farete grandi [cose]; aveva già fatto grandi cose, uccidendo Golia, ottenendo vittorie sui Filistei, sfuggendo alle mani di Saul e tenendoli lontani con un esercito così piccolo; e dovrebbe fare cose ancora più grandi:

e prevarrà ancora; contro Saul e tutti i suoi nemici; il Targum è,

"anche regnando regnerai, e anche prosperando prospere";

credeva che sarebbe diventato re, così aveva detto prima, 1Samuele 24:20 ;

Davide se ne andò di nuovo, molto probabilmente, verso il deserto, senza confidare in Saul, sapendo quanto fosse volubile e instabile.

e Saul tornò al suo posto; a Ghibea, dove si trovava il suo palazzo

Commentario del Pulpito:

1Samuele 26

1 SAUL, SU INFORMAZIONE DEGLI ZIPHITI, CERCA DI NUOVO DI DISTRUGGERE DAVIDE (Versetti. 1-3)

Gli Zifiti giunsero a Saul. Ci sono così tanti punti di somiglianza tra questa narrazione e quella contenuta in 1Samuele 23:19-24 24:1-22, che è stato sostenuto che in questi due racconti abbiamo sostanzialmente lo stesso fatto, solo modificato da due diverse tradizioni popolari, e non registrato fino a un periodo successivo tardivo, in cui il narratore, incapace di decidere quale fosse la vera forma della storia, deciso a dare entrambi. I principali punti di somiglianza sono:

(1) Il tradimento degli Ziphiti

1Samuele 26:1 23:19

(2) La posizione di Davide sul monte Hachilah

1Samuele 26:1,3 23:19

(3) Marcia di Saul con 3000 uomini

1Samuele 26:2; 24:2

(4) Il discorso degli uomini di Davide

1Samuele 24:4 26:8

(5) Il rifiuto di Davide di imporre le mani all'unto di Geova

1Samuele 24:6; 26:9,11

(6) Il riconoscimento da parte di Saul della voce di Davide

1Samuele 24:16 26:17

(7) Il paragone di Davide a una pulce

1Samuele 24:14 26:20

Oltre a queste ci sono diverse notevoli coincidenze verbali; Ma alcune altre cose che sono state enumerate sono o quelle che devono essere accadute, supponendo che i due eventi siano accaduti, o sono anche punti di differenza. Di questi ce ne sono molti. Così la prima occasione in cui Davide risparmiò la vita a Saul fu in una grotta a En-Ghedi; quest'ultimo era nella compagnia trincerata di Saul. In questo secondo racconto il ritorno di Davide a Maon fu il risultato naturale del suo matrimonio con Abigail, e quando gli Ziphiti riferirono la sua presenza a Saul, cosa che erano sicuri di fare per paura della vendetta di Davide per il loro precedente tradimento nei suoi confronti, egli attende l'attacco di Saul, mentre prima fuggì in fretta, e fu salvato per il momento dal meraviglioso burrone che Conder ha così inequivocabilmente verificato

vedi 1Samuele 23:26

e infine da un'invasione dei Filistei. La visita del signor Conder sul campo, e il modo in cui le difficoltà nel racconto precedente sono chiarite da ciò che ha visto, pone la credibilità storica di quel racconto al di sopra di ogni ragionevole dubbio. Se ci fosse stata una montagna tra Davide e i suoi inseguitori, sarebbe stato abbastanza al sicuro; ma in realtà era in piena vista dei suoi nemici, e solo il burrone gli permise di sfuggire alla vendetta di Saul. Il numero dell'esercito di Saul, 3000, era il numero degli uomini scelti che egli aveva sempre al suo fianco;

1Samuele 13:2

ed è Saul che si accampa sul monte Hachilah, mentre Davide, invece di essere quasi catturato come prima, aveva degli esploratori per sorvegliare i movimenti di Saul, ed era lui stesso al sicuro nel deserto a sud. L'occasione precedente Saul si era ritirato dai suoi uomini, ma qui giace nel suo accampamento circondato da loro, quando Davide, accompagnato solo da Abishai, intraprende questa audace impresa, che era del tutto in accordo con il suo crescente senso di sicurezza. L'argomento, inoltre, che Saul doveva essere un "mostro morale" per cercare la vita di Davide dopo la sua generosa condotta verso di lui nasconde il fatto che Saul era scarsamente responsabile delle sue azioni. Abbiamo visto che era soggetto ad attacchi di follia, e che la forma che assunse fu quella di un odio mortale contro Davide. Anche questa non era che una forma della passione dominante che sta alla base di tutte le azioni di Saul, vale a dire, un'estrema gelosia per tutto ciò che sembrava minimamente incidere sulle sue prerogative e sulla sua supremazia regale. Fino a che punto la sua ferocia fosse in grado di procedere nel punire quello che considerava un atto palese di resistenza alla sua autorità, lo abbiamo visto nel racconto del massacro dei preti a Nob con le loro mogli e i loro figli

1Samuele 22:18,19

Non si ricorda alcun atto peggiore di un uomo nella storia, e possiamo sperare che Saul non avrebbe commesso un tale crimine se le sue facoltà mentali non fossero state disturbate. Né Saul fu il solo a stimare ciò che gli era dovuto come Messia di Geova; Davide aveva una visione altrettanto alta dei diritti e della posizione di Saul, e li considerava limitati da sanzioni religiose. Ma nel caso di Saul la passione era cresciuta fino a diventare una monomania, e mentre rimuginava sui suoi parenti con Davide, e pensava a lui come a uno che stava per usurpare la sua corona, ed era già un ribelle e un fuorilegge, il risultato sicuro fu il ritorno del suo odio contro Davide, e quando gli fu portata la notizia che il suo nemico era così vicino, Accolse volentieri un'altra opportunità di farlo entrare in suo potere. Sulla collina di Hachilah. Vedere 1Samuele 23:19. Lì si dice che sia "a destra", ma qui "di fronte", cioè di fronte al deserto che si trova sulla costa nord-orientale del Mar Morto

OMILETICA

Versetti 1-12.-

L'uso morale delle difficoltà bibliche

I fatti sono

1.) Agisce su richiesta degli Ziphiti, Saul va all'inseguimento di Davide, che tramite spie accerta la sua vera posizione

2.) Davide, osservando l'accampamento di Saul, vi si reca di notte con Abisai mentre tutti dormono

3.) Abishai esorta Davide a cogliere l'opportunità di uccidere Saul, ma viene rimproverato dalla dichiarazione che se Saul muore sarà nel modo che Dio può ordinare, e non per mano autoscelta di Davide

4.) Davide porta via la lancia di Saul e l'orcio d'acqua. Gli espositori sollevano la questione se questa narrazione sia identica in termini di tempo e circostanze principali a quella di 1Samuele 23:19-26; 24:1-15. La questione è affrontata in un'altra sede. Il nostro compito è con il fatto della difficoltà e con l'insegnamento che comporta. Possiamo quindi considerare:

I L'USO MORALE DELLE DIFFICOLTÀ BIBLICHE. La difficoltà sollevata in riferimento a questa sezione è solo una di una classe in cui per secoli sono stati spesi molto ingegno e dottrina, e che sono stati l'occasione di non pochi problemi e ansietà per certe menti in conseguenza della loro presunta influenza sulla realtà della rivelazione e sull'autorità della Scrittura. I nemici del cristianesimo non hanno tardato ad approfittare di eventuali apparenti discrepanze o dichiarazioni confuse. Le seguenti considerazioni possono essere utili da un punto di vista pratico:

1.) Queste varie difficoltà ci insegnano la vanità della nostra saggezza in relazione al dispiegarsi dei propositi di Dio. Dio ha certamente rivelato la sua volontà all'umanità e ha realizzato un proposito misericordioso in Cristo. Nessuno, tranne coloro che rifiutano l'evidenza più evidente, può dubitare che egli si sia compiaciuto di dare questa rivelazione riguardo al suo misericordioso proposito nella Bibbia come l'abbiamo noi. La presenza di variazioni nella narrazione, come qui e in Genesi 1 e 2, e nei Vangeli, è il fatto che suscita grande perplessità. Ora, se avessimo costruito un veicolo di rivelazione destinato all'uomo, la nostra saggezza avrebbe suggerito la sua libertà da tutte queste difficoltà alla sua ricezione. Non è questo il vero sentimento di molti? L'uomo non avrebbe lasciato spazio per

2.) Esitazione. Tutto avrebbe dovuto essere così chiaro che non sarebbe stata possibile alcuna critica contraria. I fatti, tuttavia, sono contrari a questa saggezza. Essa si è dimostrata inadeguata ad affrontare i vasti problemi della vita universale. Le vie di Dio non sono le nostre vie

3.) Queste difficoltà ci permettono di credere nell'onestà degli scrittori della storia sacra. Non appena la nostra saggezza viene valutata, discerniamo nelle variazioni e nelle libere rappresentazioni degli stessi eventi o di eventi simili una chiara prova che il libro non può essere stato opera di uomini astuti intenti a elaborare una loro teoria coerente. Costoro infatti avrebbero fatto quadrare ogni documento nei dettagli con quello precedente, e i compilatori intenti a promuovere una teoria tramandata dalla tradizione si sarebbero guardati bene dall'escludere tutti i documenti separati che non erano manifestamente coerenti con gli altri

1.) Possiamo usare la Bibbia, con queste variazioni in essa, con un interesse più profondo a causa del carattere intensamente umano delle sue narrazioni. Se tutto fosse stato vagliato e ridotto a una precisione matematica e a un'uniformità di affermazione tali da eliminare ogni possibile apparenza di discrepanza, avremmo percepito il carattere non umano della documentazione storica. Così com'è, vediamo la vita umana nelle sue pagine, e rintracciamo le idiosincrasie umane nelle sue varietà di rappresentazione, e come "un tocco di natura rende il mondo intero parente", così questo elemento umano nella Bibbia si impadronisce degli uomini e suscita in loro un maggiore interesse per le sue narrazioni

2.) Anche il lettore attento, per mezzo di queste variazioni, vede in una luce più forte l'unico scopo spirituale che attraversa il tutto. La grande rivelazione di Dio in Cristo è più evidente nella sua unicità e continuità a causa delle stesse diversità e talvolta differenze inconciliabili della narrazione. Il nostro apprezzamento dello spirituale è più alto perché vediamo che nessuna grande verità è minimamente influenzata da difficoltà verbali, cronologiche o storiche. Ammetteteli tutti, se necessario, e la vera verità salvifica è chiara come il sole a mezzogiorno

3.) Le difficoltà in questione sono un mezzo di sana disciplina. Tutti gli studi storici forniscono spazio per l'esercizio della cautela, della discriminazione, della pazienza, della reticenza e della sospensione del giudizio a causa della necessaria incompletezza di tutti i documenti storici. Questo è particolarmente vero per la Bibbia, tanto più che non sempre conosciamo la ragione particolare della selezione o dell'omissione degli elementi, mentre sappiamo che non abbiamo la millesima parte degli eventi reali associati allo svolgersi nella lunga serie della storia umana del grande proposito di Dio in Cristo. La luce gettata sui passaggi oscuri dalle scoperte che avanzano è un motivo in più per esercitare la pazienza e il cauto riserbo. Dio ci sta educando con le intricate lezioni, scritte spesso con un'apparenza di confusione, nelle rocce che formano la crosta del globo; e parimenti nel modo particolare in cui si è compiaciuto di permettere che la sua rivelazione all'uomo fosse incorporata da mani umane con narrazioni di eventi

II LA VERITÀ SPECIALE INCORPORATA NEI FATTI CHE COSTITUISCONO LA DIFFICOLTÀ DI QUESTA SEZIONE. L'oggetto della narrazione è evidentemente quello di sottolineare che Davide era sotto una forte tentazione di prevenire l'ordine della Provvidenza forzando gli eventi con le sue stesse mani, e che egli, con vero eroismo spirituale, resistette alle suggestioni dell'espediente. Poiché ci siamo soffermati su questo argomento trattando di 1Samuele 24:1-8 e 1Samuele 25:36-44, può essere sufficiente notare come, in questo triplice riferimento alla stessa forma di processo, lo storico sia rimasto impressionato dalla persistenza di questa particolare tentazione durante questo periodo della vita di Davide. Senza dubbio altri casi non registrati dello stesso, in una forma o nell'altra, si verificarono durante il periodo della sua persecuzione, ma queste tre rappresentazioni sono sufficienti per indicare il fatto. La persistenza della tentazione di desiderare che la disposizione degli eventi sia nelle nostre mani, desiderando che si faccia qualcosa che Dio non fa, o di prendere la disposizione nelle nostre mani facendo effettivamente ciò che non è garantito da un principio religioso, ma solo dalle regole di un convenienza contratta, è reale nella vita di molti dei servi di Dio. Il nostro Salvatore stesso fu tentato ad esso più e più volte. C'è l'ipotesi che anche Giuda sia stato indotto a tradire Cristo per costringerlo ad affermare il suo potere, e così affrettare l'instaurazione del suo regno. L'aspetto della Chiesa perseguitata suggeriva l'opportunità di sollevarsi in uno sforzo armato per difendere ed estendere i loro principi. La lentezza del progresso del cristianesimo suggerisce ad alcuni l'adozione di metodi diversi da quelli apostolici. La regola sicura per noi è quella di Davide: Dio porta avanti la sua causa sulla terra secondo le leggi che Egli stesso ha ordinato, e non si può apportare alcun miglioramento su di esse, anche se la loro opera ci sembra troppo lenta e dolorosa. Saul fu unto per comando di Dio; Davide fu scelto per succedere a Saul Colui che nominò Saul aveva il potere di porre fine alla sua vita; finché non avesse fatto questo di sua propria volontà, e a modo suo, Davide doveva aspettare come il re futuro. Cantici sono di Dio le leggi della mente umana, delle forze sociali che operano nel mondo e degli agenti spirituali che operano sull'anima dell'uomo; la causa di Cristo tra gli uomini deve essere stabilita con l'azione in armonia con questi; Dobbiamo resistere a qualsiasi tentazione di cercare di metterli da parte con l'introduzione di agenti non spirituali, e non dobbiamo desiderare che esistano altri agenti che operano secondo altre leggi. Il principio di vivere e agire secondo la legge si applicherà anche alla vita privata e all'impresa

Lezioni generali:

1.) Uno spirito riverente si dimostrerà un buon solvente di molte difficoltà bibliche e ne trarrà molte lezioni

2.) Dove non c'è preoccupazione per la vita spirituale, le difficoltà verbali e storiche della Bibbia non assumeranno grande importanza

3.) È una questione di gratitudine che la via della vita sia chiara al più illetterato degli uomini

Isaia 35:8

4.) Mentre aspettiamo e facciamo del nostro meglio come servi di Dio, la sua provvidenza è silenziosamente all'opera per realizzare lo scopo della nostra vita

5.) Quando si tratta di uomini che esortano l'opportunità, è sicuro fare appello alla parola di Dio e al suo incessante governo degli uomini

6.) Nessuno si è mai pentito della fedeltà ai principi; molti hanno pianto per i frutti amari della convenienza

OMELIE DI B. DALE. Versetti 1-12. (LA COLLINA DI HACHILAH.) -

L'uomo degno dello scettro

"E Davide prese la lancia e l'orcio d'acqua dal cuscino di Saul" (Versetto 12)

1.) L'innocenza di Davide rispetto a qualsiasi disegno malvagio contro Saul fu pienamente rivendicata nel loro precedente incontro. Saul stesso si sciolse in lacrime, confessò: "Tu sei più giusto di me", ss., pregò che il Signore potesse ricompensare il suo protettore e dichiarò: " Cantici bene che tu sarai certamente re";

1Samuele 24:17-20

ma la sua insincerità, instabilità e perversità erano tali che, non appena fu informato dai traditori Zititi che Davide era di nuovo sul monte di Hachila,

1Samuele 23:19

Iniziò l'inseguimento con i suoi 3000 uomini

1Samuele 13:2

Il suo peccato era ora più grande di prima a causa della sua opposizione alla sua più chiara convinzione dell'integrità di Davide e del proposito di Dio, e ci sono indicazioni in questa intervista dell'accresciuta ostinazione del suo cuore

1.) Lo scopo di Davide non è tanto quello di fornire un'ulteriore rivendicazione di se stesso, quanto quello di fermare la persecuzione di Saul e indurlo ad agire in conformità con la sua precedente confessione (Versetto 18). A questo scopo gli dimostra che, sebbene possa avere il potere di privarlo della sua autorità e della sua vita, non ha alcun desiderio di farlo, ed è il suo più fedele custode (Versetto 16); fa appello ai suoi migliori sentimenti e lo avverte che sta combattendo contro Dio e si espone al suo giusto giudizio. Si toglie lo scettro della lancia (un emblema dell'autorità reale - Genesi 49:10 ;

2

Numeri 24:17; Salmi 45:6

e il suo orcio d'acqua (un necessario sostentamento della vita

.,

1Samuele 25:11

ma solo per restituirli nelle sue mani (Versetto 22)

3.) Agendo in questo modo, Davide mostra la sua incomparabile superiorità su Saul, e che solo lui è degno di regnare su Israele, così come è stato ordinato a succedere a quell'eccelsa dignità. "Ecco ora, ancora una volta, il nostro Davide, che se ne va con la lancia di Saul, l'emblema del suo potere sovrano. Agisce in quel momento in cui presenta un'apparizione simbolicamente significativa. Inconsciamente profetizzava del suo futuro, mentre si erge davanti a noi come l'ombra proiettata di quella forma in cui un giorno dovremo contemplarlo. Nel consiglio dell'Osservatore invisibile si concludeva infatti irrevocabilmente che il Betlemita avrebbe dovuto ereditare lo scettro di Saul, e qui vediamo davanti a noi un vago preludio di questo fatto" (Krummacher). Come l'uomo più degno di governare, e fornendo sotto certi aspetti un modello ad altri, si distinse

vedi 1Samuele 13:14

da-

I CAPACITÀ PREMINENTE (Versetti. 4-7). Nell'impresa che intraprese durante la notte (o con l'esplicita intenzione di fare ciò che fece, o per qualche impulso interno) mostrò quelle qualità per le quali Saul e il suo generale più abile, Abner, erano noti, e in grado superiore a loro, cioè:

1.) Sagacia, abilità,

Salmi 78:72

e saggezza pratica; percepire ciò che era difettoso nella condizione dei suoi avversari e come trarne vantaggio. Il tatto, sebbene non sia affatto una delle più alte doti mentali, è una qualifica indispensabile in un governante di successo

2.) Vigilanza. Le sue esperienze nel deserto gli avevano insegnato ad essere sempre all'erta, e osservava mentre gli altri dormivano (Versetti. 4, 16)

3.) Coraggio. "Chi scenderà con me da Saul all'accampamento?" (Versetto 6). Persino i coraggiosi Ittiti non osarono accettare la sfida, e solo Abisai (in seguito il preservatore di Davide

2Samuele 21:17

lo avrebbero accompagnato. Andarono senza paura (come Gionatan e il suo scudiero) proprio in mezzo al pericolo

4.) Energia e attività, con le quali solo poteva raggiungere il successo. La forza mentale e fisica è di Dio, dovrebbe essere attribuita a lui e impiegata per lui

"Poiché per mezzo di te posso disperdere una truppa, e per il mio Dio abbatto i muri; che rende i miei piedi come zampe di cerva e mi pone sui miei alti luoghi; Chi addestra le mie mani alla guerra, Cantici che le mie braccia possono piegare un arco di rame". (Perowne)

Salmi 18:29,33

II UMILE RIVERENZA, sottomissione e obbedienza. "Il Signore non voglia che io stenda la mia mano contro l'unto del Signore"

Versetto 11; 1Samuele 24:6

C'era in Davide (come dovrebbe esserci in altri)

1.) Una riverenza illimitata per Dio come fonte di potere, giustizia, ordine e ogni eccellenza. Questo era il principio da cui procedeva la sua condotta verso Saul

2.) Profondo rispetto per ogni autorità ordinata da Dio. Saul era stato unto re, e regnava ancora apertamente con il permesso divino (il suo rifiuto gli era stato dichiarato solo privatamente); la sua persona era quindi considerata sacra da Davide. "Per quanto i re israeliti fossero soggetti all'interferenza da parte del sacerdote e del profeta, essi furono, per la stessa potenza divina, protetti dalle mani empie del volgo profano; ed era allo stesso tempo empietà e ribellione fare del male agli unti del Signore" (Kitto, 'Cyc. of Bib. Lett.'). "Egli adduce due ragioni per cui non avrebbe distrutto Saul, né avrebbe permesso ad un altro di farlo:

1.) Sarebbe un affronto peccaminoso all'ordinanza di Dio

2.) Sarebbe un'anticipazione peccaminosa della provvidenza di Dio" (M. Henry)

3.) Debita subordinazione delle pretese di ogni tale autorità alle pretese di Dio; che sia i governanti che i sudditi, che hanno la dovuta riverenza per lui, devono osservare

4.) Completa sottomissione degli impulsi, dei propositi e degli scopi personali alla volontà di Dio, nella certezza che egli "renderà ad ogni uomo la sua giustizia e la sua fedeltà" (Versetto 23). "Affida la tua via al Signore", ecc

Salmi 37:5-9

III NOBILE GENEROSITÀ. "Non distruggerlo", ss. Versetti. 8-11 Salmi 57., iscrizione, Altaschith = Non distruggere;

vedi Hengstenberg

L'opportunità di uccidere il suo nemico fu di nuovo nelle sue mani, e nel risparmiarlo una seconda volta Davide mostrò una pazienza ancora maggiore di prima, a causa di

1.) La rinnovata persecuzione a cui fu sottoposto e l'accresciuta disperazione di distogliere Saul dal suo proposito. "Non ti dico, fino a sette volte", ecc

Matteo 18:22-35

2.) Le circostanze peculiari del caso. Era lì da solo con Abisai nella notte, e il suo compagno lo supplicò che gli fosse permesso di dare un solo colpo (Versetto 8). Nessun altro avrebbe assistito all'atto. Solo la moderazione morale gli impedì di farlo

3.) Il suo non prendere in considerazione la tentazione per un momento; anche il pensiero di essa non poteva trovare posto nel suo petto. L'esperienza recente aveva evidentemente rafforzato il suo spirito

1Samuele 25:32

4.) La sua ferma determinazione di lasciare la questione interamente a Dio (Versetto 10) .'' è evidente che la fede di Davide in Dio era una delle grandi radici da cui sono cresciuti tutti questi frutti di tolleranza e compassione. Era fiducioso che Dio avrebbe adempiuto a modo suo e a suo tempo le promesse che erano state fatte, e quindi, invece di prendere la questione nelle sue mani, poteva riposare nel Signore e aspettarlo pazientemente" (C. Vince). E solo colui che eserciterà il potere nella misericordia e nella giustizia è degno di averlo affidato a lui

IV APPROVAZIONE DIVINA. "Un sonno profondo da parte del Signore cadde su di loro" (Versetto 12), indicativo del fatto che il Signore 6 favorì l'impresa di Davide. Egli fu provvidenzialmente preservato dal male, e questo, insieme a molte altre circostanze (tutte in accordo con le sue eminenti qualifiche personali), manifestò che era volontà di Dio che egli governasse sul suo popolo. Lo scettro che non aveva alcun desiderio di strappare dalla mano di Saul gli sarebbe stato dato dalla mano di Dio, e sarebbe stato "uno scettro di rettitudine". La più alta realizzazione di questi principi appare in Uno più grande di Davide, e solo "degno di ricevere" lo scettro del dominio universale

1Samuele 2:10; 2Samuele 23:2; Filippesi 2:9; Ebrei 1:8; Apocalisse 5:5,12

-D

2 Versetti 2-4.-Tremila uomini scelti. Non era stato scelto per questa spedizione, ma la forza che Saul aveva sempre tenuto sotto le armi

1Samuele 13:2

A proposito. La strada maestra che scendeva ad Arad. Davide dimorò nel deserto. ebraico, "rimane". Invece di fuggire in fretta come prima, rimane apparentemente su un terreno più elevato, come dice nel Versetto 6 di scendere alla compagnia di Saul. E vide. Ie. imparato, è stato detto. Fu solo quando i suoi esploratori gli portarono il loro rapporto che seppe che Saul era venuto di fatto, o "per certezza"

vedi 1Samuele 23:23

5 Davide si alzò. Sembra che Davide stentasse a credere che Saul lo avrebbe inseguito una seconda volta; ma quando gli esploratori lo informarono che era proprio così, andò di persona a fare una ricognizione tra i compagni di Saul. Dalla collina opposta poté vedere che giaceva nella trincea, cioè la barricata formata dai carri. La notte degli Atti il posto di Saul sarebbe stato al centro, con Abner vicino a lui, mentre gli altri sarebbero rimasti a dormire intorno, ma tutti all'interno del bastione. Quando David li avesse fatti una ricognizione, probabilmente avrebbero sistemato i loro carri per formare questa barricata

6 Ahimelech l'Ittita. Anche se una parte di questo popolo un tempo potente

Genesi 15:20; Giudici 1:26

fu ridotto alla posizione di servi,

1Kings9:20

altri ancora avevano conservato la loro indipendenza, e si parla persino dei loro re

ibid. 10:29; 2Kings7:6

Poiché Ahimelech è menzionato prima di Abishai, deve aver avuto un posto d'onore con. Davide, come fece in seguito un altro ittita, Uria

2Samuele 11:3

Abishai, figlio di Tseruia. Zeruiah è descritta in 1Cronache 2:16 come sorella dei figli di Iesse, ma apparentemente solo per adozione, poiché sia lei che Abigail sembrano essere state figlie del re di Ammon,

2Samuele 17:25

donde probabilmente l'assenza di qualsiasi riferimento diretto al loro padre. Abishai, che probabilmente aveva circa l'età di Davide, e i suoi due fratelli erano di alto rango tra gli eroi di Davide,

1Cronache 11:6,20,26

e pare che fosse uno dei tre capitani che, quando Davide era nella caverna di Adullam, sfondò l'esercito dei Filistei per prendergli l'acqua dal pozzo di Betlemme. Chi cadrà? È evidente che Davide e i suoi uomini rimasero sui monti, che si estendono da Maon a sud-ovest. L'accampamento di Saul, essendo "lungo la strada", cioè vicino alla strada, sarebbe stato in basso. Davide, dopo averlo esaminato personalmente e aver visto che gli orologi erano mal tenuti, chiede chi dei due lo accompagnerà per l'impresa più rischiosa di penetrarvi. Sembra che Ahimelech abbia prudentemente rifiutato, ma Abishai offre subito i suoi servigi

7 Versetti 7, 8.- Di conseguenza, i due vanno di notte, o "di notte", appena scesa la notte, e trovano Saul addormentato dentro la trincea, cioè dentro il bastione del carro, come nel Versetto 5, e la sua lancia, segno della sua autorità regale, conficcata nel terreno; non al suo sostegno, ma "alla sua testa; e così a Versetti. 11, 12, 16. La parola significa letteralmente "il luogo dove si trova la testa". Come gli uomini di Davide in 1Samuele 24:4, Abisai vede nella condizione indifesa di Saul una prova che era volontà di Dio che egli morisse, ma c'è una differenza di lingua nell'ebraico che l'A.V non rappresenta. Lì la parola tradotta consegnare è realmente dare; qui è "ha rinchiuso". Agisce una sola volta. ebraico, "una volta". Abishai lo trafiggeva con un solo colpo così a fondo che non sarebbe stato necessario un secondo colpo. Lo scopo di questo sarebbe quello di prevenire una protesta

9 Versetti 9-11.-Davide proibisce l'atto come prima,

1Samuele 24:6

a causa dell'ufficio di Saul. Come abbiamo visto, questo era un principio radicato nella mente di Davide in base al quale egli agiva costantemente. Presente con uguale forza nella mente di Saul, era la causa della rovina morale per l'uno, e di una nobile tolleranza e autocontrollo per l'altro. Perciò Davide lo lascia nelle mani di Geova, dicendo: Com 'è vero che l'Eterno vive, l'Eterno lo colpirà; o il suo giorno, ss. Letteralmente: "Com'è vero che l'Eterno vive, io non lo percuoterò ", ma l'Eterno lo colpirà; o verrà il suo giorno ed egli morirà; o scenderà in battaglia e perirà". Ogni volta che cadrà, sarà opera di Geova, sia che muoia di morte naturale o violenta in battaglia. "La percuotere di Geova" non implica una morte improvvisa. Dio colpisce gli uomini con la malattia

2Kings15:5

e altri problemi. Ciò che Davide intende dire è che lascerà la questione interamente a Dio, ma che se la morte di Saul deve essere violenta, deve cadere onorevolmente, non per mano di un suddito, ma in battaglia contro i nemici di Israele. Geova non voglia. La stessa frase di 1Samuele 24:6. Crociera d'acqua. cioè bottiglia d'acqua, come in 1Re 19:6

12 E nessuno lo vide, ss. Il testo ebraico descrive l'avvenimento in modo molto più vivace: "E nessuno vide, nessuno seppe e nessuno si svegliò". Un sonno profondo da parte di Geova, ss. Cantici un fatto sorprendente come il fatto che due uomini potessero penetrare nel centro stesso di un considerevole esercito, e rimuovere lo scettro e la bottiglia d'acqua del re dal suo fianco, poteva essere spiegato solo dall'interferenza della Provvidenza in loro favore

13 Versetti 13-16.- La cima di una collina. Ebraico, "la cima della collina", la particolare montagna da cui Davide aveva esplorato l'accampamento di Saul (Versetto 5). Un grande spazio tra di loro. Atti En-Ghedi Saul era solo e si era messo in potere di Davide, perciò lo aveva seguito da vicino. Qui Saul aveva il suo esercito intorno a sé, e Davide era entrato nel suo accampamento di nascosto. Non è dunque finché non ha posto un ampio intervallo tra loro che chiama Abner e gli chiede con derisione: Non sei tu un uomo? L'ironia è indebolita dall'inserimento della parola valoroso

1Samuele 4:9

Non c'era bisogno di un valore speciale: chiunque fosse degno del nome dell'uomo avrebbe dovuto proteggere meglio il suo padrone. Chi è simile a te -- l'ebreo, "che è come te" -- in Israele? Tra tutti i sudditi di Saul non c'era nessuno così potente e altolocato come il comandante in capo, ed egli avrebbe dovuto mostrarsi degno della sua preminenza. Giustamente, quindi, per aver trascurato il suo dovere ed esposto il re al pericolo, lui e il suo popolo erano degni di morire. ebraico, "figli della morte"

vedi 1Samuele 20:31

Infine Davide gli ordina di cercare la lancia e la bottiglia d'acqua del re, per capire quanto Saul fosse stato completamente in suo potere. È stato ipotizzato che Abner fosse probabilmente un nemico personale di Davide, con il quale non avrebbe mai potuto occupare l'alta posizione che occupava con il suo parente stretto Saul. Forse invece di dissuadere Saul dal perseguitare Davide, fomentò i suoi cattivi sentimenti. Tuttavia, non c'è assolutamente nulla in queste battute che non sia stato giustificato dalla posizione ufficiale di Abner

Versetti 13-25.-

Afflizioni e giustizia

I fatti sono

1.) Davide cerca di destare l'attenzione di Saul con un appello ad Abner, mescolato a rimprovero per la sua negligenza

2.) Saul, riconoscendo la voce di Davide, riceve una risposta da lui in termini che esprimono un leale omaggio

3.) Davide si appella a Saul riguardo alla sua condotta, sottolineandone l'asprezza e l'irragionevolezza

4.) Saulo, apprezzando la propria vita appena risparmiata, ammette la forza della supplica e promette di desistere dalla persecuzione

5.) Davide riafferma la sua integrità ed esprime la speranza che Dio accetti i suoi motivi e le sue azioni

6.) Saul riconosce la superiorità morale di Davide e professa di prevedere il suo successo nella vita. Come la persistenza della prova è esposta dai vari elementi della storia, così anche l'integrità di Davide è variamente illustrata. Le afflizioni e la rettitudine sono le caratteristiche più evidenti della sua esperienza durante il periodo precedente la sua ascesa al potere; Ci suggeriscono in modo meraviglioso le condizioni per raggiungere l'idoneità per il servizio superiore di Cristo

Atti 14:22

L'insegnamento generale della sezione può essere organizzato secondo le seguenti dichiarazioni:

Che È COERENTE CON LA SOTTOMISSIONE ALLA VOLONTÀ DI DIO SFORZARSI DI RIMUOVERE LE CAUSE UMANE DI DIFFICOLTÀ. La vita e gli scritti di Davide dimostrano la sua fiducia in Dio e l'acquiescenza alle sue nomine; allo stesso tempo non risparmiò sforzi per sbarazzarsi dei problemi della sua vita, rimuovendo le cause di essi esistenti nella mente di Saul. In questo nuovo appello egli dichiara a Saul che se Dio è il motore del suo spirito per fare queste cose (Versetto 19), non ha altro da dire, ma solo che sia dimostrato. Il suo appello ad Abner era un ulteriore sforzo per rimuovere il problema, poiché non solo Saul, ma il generale e l'esercito avrebbero ora visto nella sua astinenza dalla violenza la purezza dei suoi motivi. La stessa condotta è appropriata per tutti coloro che sono nella tribolazione. Le prove sono permesse, e sono benedette nei loro effetti quando sono giustamente accolte;

Ebrei 12:6-11

Ma abbiamo a che fare con cause prevenibili, e possiamo cercare di rimuoverle. Anche il fallimento dello sforzo di rimuovere le cause di problemi che, essendo umani, non dovrebbero operare, diventando essa stessa una prova, è tanto più benedetto nei suoi effetti perché abbiamo fatto il nostro dovere. I propositi e i metodi segreti di Dio non sono le regole della nostra azione, e ogni nostra azione infruttuosa compiuta in riverente sottomissione alla sua imperscrutabile volontà è di per sé un mezzo di grazia, a causa del fatto che egli la trasforma in profitto spirituale

II Che C'È UNA DOPPIA BASE DI ATTRAZIONE PER GLI UOMINI INCLINI A UNA CONDOTTA SBAGLIATA che dovrebbe regolare i nostri rapporti con loro. Davide si rivolge al senso del diritto di Saul e alle sue facoltà di ragionare. "Che cosa ho fatto?" La risposta era chiara nella coscienza di Saul. "Or dunque, ti prego, il re mio signore ascolti le parole del suo servo". Le facoltà di ragionamento di Saul prestarono ascolto e furono convinte dall'argomento successivo. Nelle nostre controversie private, nei nostri sforzi per conquistare gli uomini a Cristo e nel nostro trattamento dei giovani, siamo su un terreno sicuro quando affrontiamo la natura morale e razionale. Un saggio appello ai due non può essere del tutto perduto. L'uomo è costretto dalla forza della sua natura a riconoscere il diritto quando è posto davanti all'occhio della coscienza, e le leggi del pensiero assicurano l'acquiescenza della ragione quando l'argomento è intrinsecamente e formalmente valido. È questo necessario riconoscimento della verità e del diritto che costituisce il fondamento filosofico della fede nel trionfo finale del cristianesimo, e gli insegnanti saggi così come i cristiani privati possono lavorare con fiducia fintanto che presentano la verità di Dio in uno spirito serio e devoto

III Che LA DIFETTOSA CONDIZIONE MORALE DELLE MENTI DEBOLI LE PONE AL PERNICIOSO CONTROLLO DI UOMINI VILI DI MENTE PIÙ FORTE. Davide colpì nel segno quando disse: "Se sono figli degli uomini". Gli uomini volitivi alla corte di Saul, menzionati nei Salmi, avevano ottenuto influenza su di lui, e con menzogne e calunnie avevano inasprito il suo spirito contro Davide. Ma furono la pietà decaduta e lo spirito persistentemente impenitente di Saul che lo esposero a questo pericolo; perché anche un intelletto più debole resisterà a quello più forte in materia di condotta morale quando il cuore è sano nelle sue tendenze spirituali. La condizione morale di un uomo ha più a che fare con la sua superiorità rispetto agli stratagemmi e alle urgenze dei forti e degli astuti che con la sua conoscenza o forza dell'intelletto. Le affinità morali sono potenti per il bene o per il male, e le repulsioni morali sono le salvaguardie della vita per il bene. Di qui l'importanza suprema di un cuore nuovo e di uno spirito retto. Da qui, anche, la profonda saggezza dell'insegnamento del Nuovo Testamento e la misericordia della provvidenza per il nostro rinnovamento. L'impatto di ciò con la nostra educazione della gioventù, con la resistenza personale alla tentazione e con i mezzi per contrastare l'influenza di uomini potenti ma empi, è ovvio

IV Che il RICONOSCIMENTO DEL BENE E DEL MALE NELLA CONDOTTA PUÒ ESSERE PERFETTAMENTE SINCERO, MA PRIVO DI POTERE DI GOVERNO SULLA VITA. Sotto l'appello alla coscienza e alla ragione Saul ammise il suo torto e la sua stoltezza, e il diritto e la sapienza di Davide. Essendo proprio allora acutamente consapevole del valore della liberazione dalla morte, fu spinto a lasciare che il diritto e la ragione esercitassero un legittimo dominio sui suoi pensieri, e quindi fu onesto nella sua dichiarazione. Eppure il riconoscimento era, per così dire, intellettuale e non morale. Era l'ammissione della verità, non la risposta al suo potere sulla vita. Gli uomini non sono governati nella condotta da pensieri, o proposizioni, o confessioni formali di diritto e decoro, ma da tendenze positive della loro natura morale. E poiché le tendenze di Saul non furono alterate dal colloquio con Davide, il suo riconoscimento del diritto non divenne un potere sulla sua condotta nei giorni successivi. Vediamo spesso come gli uomini si illudono di considerare il riconoscimento del diritto come una condizione morale sana per il momento. Qui ci imbattiamo ancora una volta nella verità fondamentale che un cambiamento radicale della natura è l'unica speranza di salvezza e di salvaguardia della vita quotidiana

V Che IL DOLORE DELLA SEPARAZIONE DAI PRIVILEGI DELL'ADORAZIONE È UNA DELLE PROVE PIÙ DURE DEGLI UOMINI PII. Della fame e della sete Davide non disse nulla, né della perdita della posizione sociale; ma egli si soffermò con linguaggio enfatico sul grave torto di averlo allontanato "dall'eredità del Signore", dicendo virtualmente: "Va', servi altri dèi". Come il cervo anela dietro ai ruscelli dell'acqua, così la sua anima ansimava dietro

Salmi 41:1-4

Come il patriota sente l'angoscia dell'esilio, così più acutamente un servo di Dio si sente bandito dall'uomo dalla comunione e dalle gioie santificate del santuario. Coloro che hanno l'autorità dovrebbero stare molto attenti a non respingere in atee regioni di pensiero e di associazione uomini di spirito nobile e riverente. Origene, Lutero e altri hanno condiviso l'amarezza di Davide; e persino nostro Signore fu cacciato dalla Chiesa Giudaica, e fu schernito con il suggerimento di andare a "insegnare ai Gentili"

Giovanni 7:35

Il nostro amore per la casa del Signore e per la comunione dei santi è una prova della realtà della nostra pietà

CHE L'INTEGRITÀ DI CONDOTTA È UNA CONDIZIONE PER RICEVERE LA BENEDIZIONE DI DIO, E PUÒ ESSERE AFFERMATA CON TUTTA UMILTÀ. Davide era profondamente consapevole di essere un suddito leale e amorevole, libero dall'ambizione o dal desiderio di fare altro che del bene al suo re. Egli si riferì al fatto che aveva risparmiato Saul come prova di ciò, e ora, come alla presenza di Dio, afferma che, per quanto riguardava la sua condotta verso Saul, egli era del tutto preparato a rispettare la regola divina di rendere a ogni uomo "la sua giustizia e la sua fedeltà". Cantici, per quanto la sua personale liberazione dalla tribolazione dovesse essere misurata per lui in base al modo in cui aveva trattato Saul, era abbastanza convinto che sarebbe stata completa. Qui non c'è fiducia nella bontà personale per il perdono e la vita eterna, non c'è gloria nelle proprie virtù; ma una forte affermazione della sua integrità di condotta in un particolare, e la convinzione che, nella misura in cui l'integrità in questo caso era una condizione per essere benedetto, non sarebbe venuto meno alla benedizione. L'Antico Testamento è uno con il Nuovo nelle condizioni del perdono e della vita eterna, e anche nella condizione degli uomini pii che prosperano nel loro modo. Quando ci si interroga su un atto particolare, è legittimo affermare la nostra giustizia con tutta solennità e con un profondo senso della nostra generale indegnità davanti a Dio

CHE GLI UOMINI LE CUI VITE SONO CONSAPEVOLMENTE SBAGLIATE E INSODDISFACENTI RICONOSCANO INTERIORMENTE LA SUPERIORITÀ DI COLORO A CUI SI OPPONGONO, e discernano i segni del successo imminente. Saul sentiva che Davide era l'uomo più nobile e, sotto l'influenza transitoria della verità, confessò apertamente ciò che si era sempre sentito (Versetto 25). Gran parte del risentimento nutrito contro di lui era sorto dalla convinzione, così sgradita agli invidiosi, di essere dotato di qualità tali da giustificare l'unzione di Samuele. L'omaggio silenzioso alla bontà è universale. Si sono verificati esempi in biografie che testimoniano che, mentre era in antagonismo con la verità cristiana e gli uomini cristiani, lo scrittore era sensibile alla bellezza e alla potenza del carattere cristiano, e vedeva in esso elementi di felicità futura non nella sua. Il tono dell'opposizione a Cristo e ai suoi apostoli rivela lo stesso fatto. Il carattere edificato da una vera pietà è una creazione di Dio, ed è tra le sue opere più nobili, come è anche la più permanente. Quanto più riusciremo a presentare un tale carattere davanti agli uomini, tanto più moltiplicheremo le prove del cristianesimo e riveleremo all'umanità in ciò che risiede il germe del successo permanente

Versetti 13-16. (LA COLLINA DI HACHILAH.) -

Virilità

"Non sei tu un uomo?" (Versetto 15). Un uomo dovrebbe dimostrarsi degno di se stesso; la sua natura, il suo potere, la sua dignità e la sua responsabilità. Ogni uomo dovrebbe farlo (non solo tutti coloro che, come Abner, occupano una posizione eccezionale), perché ogni uomo (per quanto caduto) è grande. "Non disprezziamo quella natura che è comune a tutti gli uomini; perché nessun pensiero può misurarne la grandezza. È l'immagine di Dio, l'immagine della sua infinità; poiché non si possono porre limiti al suo dispiegamento. Colui che possiede i poteri divini dell'anima è un grande essere, qualunque sia il suo posto. Puoi vestirlo di stracci, puoi murarlo in una prigione, puoi incatenarlo a compiti servili; ma è ancora grande. L'uomo è un nome più grande del presidente o del re" (Channing, 'Selfculture')

"Un raggio etereo, sporco e assorto; Anche se macchiato e disonorato, è pur sempre Divino!".(Giovane)

Affinché possa agire secondo la sua vera natura, e non indegnamente di essa

1.) Il corpo deve essere il servo dell'anima. Era destinata, con le sue varie passioni, a obbedire, e non a governare, e a tenerla "in soggezione"

1Corinzi 9:27

richiede vigilanza, autocontrollo e forza virile

"Ricordate da dove siete venuti; Voi non eravate fatti per vivere la vita dei bruti, ma la virtù da perseguire e la conoscenza elevata" (Dante, 'Inferno')

2.) La mente deve essere fedele alla verità; stimandolo come più prezioso dell'oro, cercandolo come un tesoro nascosto, ricevendolo con prove adeguate, aggrappandosi ad esso quando scoperto e confessandolo senza paura. Qui c'è spazio per l'esercizio della più alta virtù o coraggio marziale. "Nell'intelligenza siate uomini"

1Corinzi 14:20

3.) Il cuore deve essere rivolto al sommo bene; resistendo e vincendo la tentazione di porre i propri affetti sulla ricchezza, sul piacere, sulla fama, che "soddisfano

Salmi 4:6

"Lascia che i tuoi talloni disprezzino la terra, e la tua retta mano si fissi sull'esca che l'eterno Apocalisse del cielo fa volteggiare nelle sfere rotolanti. O anime fuorviate! Infatuato, che da così bene estrania i tuoi cuori, e volgi lo sguardo alla vanità, guai a te!".(Dante)

1.) La coscienza deve essere riverita come il re; la sua integrità si difendeva da tutti i nemici, la sua voce obbediva a tutti i rischi e il suo favore desiderava al di sopra di tutte le dignità terrene. "Rispetta te stesso"

1Samuele 22:22

2.) La volontà deve essere fissata nel fare la volontà di Dio, risolutamente, fermamente e costantemente, nella lotta contro il peccato, nell'avanzare nella santità e nel promuovere il suo regno. "Vegliate, state saldi nella fede, smettete di essere come gli uomini, siate forti"

1Corinzi 16:13

"Sii come la torre che, saldamente fissata, non scuote la sua cima per qualsiasi colpo che soffia."

1.) Il carattere deve essere conforme a quello dell'"uomo Cristo Gesù", il modello più alto e solo perfetto della vera virilità

Giovanni 13:15; Efesini 4:13; Filippesi 2:5

e il Salvatore e Aiutante di tutti coloro che si sforzano di essere come lui

2.) La vita presente deve essere una preparazione per il futuro. L'uomo è fatto per vivere per sempre, e non è virile vivere solo per l'attimo che passa. Colui che dorme al suo posto di dovere e trascura di vegliare e pregare è sicuramente "degno di morire" (Versetto 16). "Alza gli occhi verso il cielo, guarda giù verso l'inferno, vivi per l'eternità!" -D

Versetti 13-25. (LA COLLINA DI HACHILAH.) -

L'ultimo incontro di Davide con Saul

1.) Questo incontro si è svolto di notte. L'accampamento di Saul era di fronte, per la strada, contro il deserto (Versetto 3). La luce delle stelle, o della luna, e i fuochi tremolanti, insieme all'intenso silenzio del luogo, avrebbero permesso all'occhio e all'orecchio di Davide di percepirne la posizione e la condizione indifesa. E forse era mattina presto quando, al ritorno dalla sua avventurosa e riuscita impresa, la voce di Davide risuonò attraverso il burrone che lo separava da esso. "Non rispondi, Abner?"

1.) La conversazione che seguì avvenne alla presenza dei seguaci di Saul, e fu senza dubbio udita da loro, al risveglio, come Abner, dal profondo sonno che era caduto su di loro (Versetto 12). Atti del primo colloquio Saul era solo con Davide e i suoi uomini e, non avendo motivo di preoccuparsi del modo in cui la sua dignità regale, di cui era sempre stato così geloso, potesse essere considerata dagli altri, i suoi sentimenti erano meno trattenuti e le sue espressioni più esplicite. Ciò che fu detto ora dovette mostrare loro la malvagità della condotta che egli seguiva; Era una testimonianza pubblica contro il

2.) la malvagità degli uomini che lo incitarono ad essa (Versetto 19), e non poterono fare a meno di convincerli dell'integrità e del futuro successo di Davide (Versetto 25)

3.) Ebbe luogo in circostanze che resero impossibile a Saul fargli del male. La diffidenza di Davide nei suoi confronti era tale che si preoccupò di ottenere un posto sicuro prima di parlare. La tentazione di farlo entrare in suo potere era sempre troppo forte perché Saul potesse resistere. Non gli fu impedito moralmente, ma fisicamente, di realizzare il suo proposito

1Samuele 25:32

Davide avrebbe potuto distruggere Saul, ma non volle; Saul avrebbe voluto distruggere Davide, ma non poteva; Era sotto il dominio di una volontà depravata, anche quando esprimeva la sua determinazione ad abbandonare i suoi disegni malvagi, e sembrava a se stesso e agli altri sinceramente pentito. In questa intervista poi vediamo

I L'INTEGRITÀ COSCIENTE DI UN CUORE RETTO. Dopo aver chiesto: "Perché il mio signore insegue il suo servo?" ss., Davide disse: "Se il Signore ti ha incitato contro di me", ss. (Versetti 19, 20); e ancora: "Il Signore renda a ciascuno la sua giustizia", ss. (Versetti. 23, 24). La sua integrità cosciente appare in

1.) Esortando sinceramente l'adozione di mezzi adeguati per vincere la tentazione. "Prega Dio che tolga la tentazione" (Bunsen). "Quando è tentato, nessuno dica: "Sono tentato da Dio", ecc

Giacomo 1:13,14

Ma Dio spesso gli offre l'opportunità di manifestare il male che è nel suo cuore, in vista della sua convinzione di peccato e del suo allontanamento da esso; e "se non si pente, le forme in cui il peccato si manifesta non sono più sotto il suo controllo, ma sotto la dispensazione di Dio, che le determina come gli piace, secondo il piano del suo governo del mondo, per il suo proprio onore, e, finché non è assolutamente respinto, per il bene del peccatore" (Hengstenberg). E ha rispetto per l'offerta che gli viene presentata con giustizia

Genesi 4:7

L'offerta di carne (minchah) qui significava "era aggiunta agli olocausti e alle offerte di pace per mostrare che l'oggetto di tali offerte era la santificazione del popolo mediante la fecondità nel fare il bene, e che senza questo il fine a cui si mirava non avrebbe mai potuto essere raggiunto" (Fairbairn). Davide parlava della sua profonda esperienza della tentazione, del suo fedele sforzo per la santità, della sua elevata stima del favore e dell'aiuto divini, ed era tanto desideroso che Saul si trovasse in una giusta relazione con Dio quanto della sua stessa liberazione dalla persecuzione

Salmi 141:2

"Il modo in cui si rivolge a Saul è così umile, così gentile e così riverente che possiamo riconoscere sufficientemente la bontà del suo cuore"

2.) Solenne invocazione del giudizio divino sugli uomini malvagi che incitano alla malvagità. "Se fossero i figli degli uomini", ss. (Versetto 19). Questo è in accordo con il tono che pervade i salmi imprecatori, e dovrebbe essere interpretato alla luce della sua condotta personale verso Saulo, del suo zelo per il regno e la giustizia di Dio, dei fatti del trattamento divino degli uomini malvagi, espressioni simili nel Nuovo Testamento

Matteo 11:21; 23:13-39; Atti 8:20; 1Corinzi 5:5; 2Timoteo 4:4

e la posizione inferiore occupata dai santi sotto la dispensazione dell'Antico Testamento (vedi i commentari ai Salmi di Tholuck, Perowne e altri). "Quando l'intera carriera di David è vista in modo intelligente e onesto, lascia nella mente l'impressione di un uomo di temperamento mite e placabile come non è mai stato associato a una così grande forza di volontà e a passioni così forti" (Binnie, 'The Psalms'). "Davide è il simbolo dell'Antico Testamento dell'inviolabile maestà di Cristo, e quindi le sue imprecazioni sono profetiche della condanna finale dei nemici incalliti di Cristo e della sua Chiesa. In quanto tali, sono semplicemente un'espansione della preghiera: 'Venga il tuo regno'. Perché il regno di Dio non viene solo con la misericordia verso il penitente; ma anche con l'esecuzione del giudizio sull'impenitente" (Kurtz)

1.) Fervente supplica di un nemico di abbandonare i suoi disegni ingiusti, spietati e indegni. "Ora, dunque", ss. (Versetto 20). "Questo discorso di Davide era assolutamente adatto ad affinare la coscienza di Saul e a indurlo a rinunciare alla sua inimicizia, se avesse ancora orecchio per la voce della verità" (Keil)

2.) Appellandosi con fiducia alla perfetta giustizia di Dio e alla sua misericordiosa interposizione in suo favore. "Il Signore renda ad ogni uomo", ss. (Versetti, 23, 24). Questo non è il linguaggio della vanagloriosità o dell'ipocrisia, ma "la risposta di una buona coscienza verso Dio". Desiderava che Dio trattasse lui come lui aveva trattato gli altri,

Salmi 7:4,5

e rivendicare pienamente la sua "giustizia e fedeltà" liberandolo "da ogni tribolazione". Solo chi era coscientemente retto di cuore poteva parlare così; ed espressioni simili ricorrono spesso nei Salmi

Salmi 17:1-5

"Il Salmista non afferma la sua libertà dal peccato, ma la rettitudine e l'ingenuità del suo cuore verso Dio. Non è un ipocrita, non è un dissimulatore; non sta consapevolmente facendo del male" (Perowne). Oltre agli otto salmi precedentemente menzionati e riferiti dalle loro iscrizioni al tempo della persecuzione di Saul, ce ne sono altri due, cioè il Salmi 63 ., ' Anelare nel deserto alla presenza di Dio nel santuario' (vedi iscrizione; Versetti. 19, 20):-

"O Dio, tu sei il mio Dio; presto ti cercherò. L'anima mia ha sete di te, la mia carne si strugge per te, in una terra arida e stanca dove non c'è acqua

Salmi 18, "Una rappresentazione idealizzata dell'esperienza delle liberazioni divine"

vedi iscrizione; 2Samuele 22

Anche altri salmi sono stati citati da molti allo stesso periodo come "la fruttuosa dolcezza della poesia dei salmi di Davide", cioè Salmi 6:, 11:, 12:, 13:, 17:, 22:, 27:, 31:, 35:, 40:, 56:, 58:, 59:, 64:, 69:, 109:, 120:, 140:, 141

II L'INCONSCIA INSINCERITÀ DI UN CUORE MALVAGIO. "E Saul disse: Ho peccato", ss. (Versetti. 21, 25). Riconobbe il peccato e la follia della sua condotta passata (anche se non con lacrime, come prima), invitò Davide a tornare, e promise di non fargli più del male, pronunciò una benedizione su di lui, e predisse che avrebbe "fatto grandi cose e prevalso" (omettendo, tuttavia, qualsiasi allusione alla sua dignità regale, come nella precedente occasione) -- "subito una rivendicazione della condotta di Davide nel passato, e una previsione della sua gloria nel futuro". Senza dubbio all'epoca intendeva dire quello che diceva, ma bisogna osservare che

1.) Il cuore più corrotto è capace di buone impressioni, emozioni e propositi. La storia e l'osservazione offrono innumerevoli esempi di questo fatto

2.) È suscettibile di esserne oggetto in circostanze speciali,

1Samuele 24:16-22

e in particolare quando è convinto dell'inutilità degli sforzi peccaminosi, e frenato da un potere a cui non si può resistere efficacemente. "Ecco, tu hai parlato e fatto cose malvagie come potevi"

Geremia 3:5

Cantici finché si possiede il potere di fare cose cattive, lo si esercita; ma quando viene tolto, gli uomini sembrano spesso sinceramente penitenti e pienamente decisi a fare il bene. Ma quanto raramente la "bontà" mostrata in tali circostanze si dimostra veramente sincera e duratura!

1.) La loro esperienza non è una prova certa per un uomo stesso o per gli altri di un giusto stato di cuore. Esse sono suscettibili di ingannare e si può fare affidamento solo quando sono espresse e confermate da atti corrispondenti e continui. Il sentimento forte è spesso temporaneo e non si trasforma mai in principio stabilito

2.) La rimozione delle influenze tintiche con cui sono prodotte, e il verificarsi di opportunità favorevoli per la manifestazione del vero carattere, dimostrano comunemente la sua totale insincerità. Così avvenne per Saul. Egli non si pentì in opere di giustizia, né "produsse frutti degni di pentimento". Al contrario, poco dopo rinnovò la sua persecuzione e non cessò finché Davide non fu completamente al di sopra del suo potere (cap. 27:1). "Ritornano, ma non all'Altissimo: sono come un arco ingannevole"

Osea 7:16

Era sotto il dominio di un'indole malvagia e di una volontà depravata, e ad ogni promessa infranta di emendamento la sua condizione morale peggiorava, fino a sprofondare nella disperazione. "L'unica cosa buona al mondo è la buona volontà" (Kant)

"Ma male a colui che, non migliorando col tempo, corrompe la forza della volontà discendente del cielo, e sempre più debole cresce per il crimine reato, o per l'apparente colpa veniale geniale,

Ricorrente e ancora suggestivo! Sembra uno i cui passi si fermano, faticando nella sabbia incommensurabile, e su una terra stanca e afosa, lontano sotto una volta ardente, seminata in una ruga della mostruosa collina, la città brilla come un granello di sale".(Tennyson) -- D

17 Versetti 17-19.-È questa la tua voce? Cantici 1Samuele 24:16. Nell'oscurità l'unico modo per riconoscere Davide era la sua voce. Se l'Eterno ti ha suscitato, ss. Questo è uno dei molti passaggi indicativi dell'intensità con cui gli Israeliti avevano afferrato l'idea dell'onnipresenza della Divinità, e del fatto che egli fosse l'unico potere per la cui energia tutte le cose esistono e tutti gli atti sono compiuti

vedi 1Samuele 2:2

Sia il male che il bene vengono da Dio, perché egli solo è la fonte di tutto; Ma non ne consegue che tutto ciò che egli rende possibile, o a cui la sua provvidenza sembra condurre, sia quindi giusto che l'uomo lo faccia

1Samuele 24:4,6

Al contrario, tutte le direttive della provvidenza devono essere giudicate secondo l'immutabile legge di Dio, e la condotta di uno Scimei può essere assolutamente sbagliata e ingiustificabile, anche se "Geova gli aveva comandato di farlo"

2Samuele 16:11

Se, infatti, un comando esterno viene per mano di una persona debitamente accreditata, può assumere la stessa alta posizione della legge di Dio pubblicata, e così prevalere sulla coscienza; ma l'ordine di Simei giunse attraverso l'opera delle sue passioni, e non fu più vincolante del falciare la mente di Davide da parte di Geova per contare Israele

2Samuele 24:1

Davide, quindi, qui espone i due soli casi possibili: primo, Saul può essere spinto da Geova a perseguitare Davide, cioè la tentazione può venire dall'azione della sua mente sotto quei forti impulsi che per l'Israelita avevano sempre in sé qualcosa di divino. Ma questo era un impulso a infrangere la legge di Dio, e quindi bisognava resistere; e proprio come nella frase moderna dovremmo ordinare a una persona quando siamo fortemente spinti a compiere un'azione di portarla al trono di Dio in preghiera, così Davide esorta Saul a cercare di placare le sue emozioni nella religione. Sotto la santa influenza queste feroci passioni sarebbero scomparse, e Geova avrebbe accettato un'offerta. ebraico, "ne sentiva l'odore", perché l'offerta, minchah, consistente di farina e incenso, veniva bruciata per un dolce odore davanti a Dio. Ma, in secondo luogo, Saul potrebbe essere fomentato dalle calunnie di uomini malvagi, nel qual caso Davide prega che possano essere maledetti davanti a Geova; perché costringendolo a lasciare la terra del patto di Israele gli dicono virtualmente: Va', servi altri dèi. Per una mente così intensamente religiosa come quella di Davide, non solo la devozione privata del cuore era una necessità, ma anche la partecipazione al culto pubblico del;

Salmi 42:2 63:2 84:2

e, quindi, privarlo di questo privilegio ed espellerlo dall 'eredità di Geova, cioè dai limiti terreni della Chiesa di Geova, significava costringerlo, per quanto i suoi nemici potessero farlo, ad essere un pagano e un adoratore di dèi stranieri

20 Il mio sangue non cada a terra davanti alla faccia di Geova. ebraico, "lontano dalla presenza di Geova". Il punto dell'appello di Davide non è che la sua vita possa essere risparmiata, ma che non possa essere così allontanato dal paese in cui Geova si manifesta; né sembra tanto contemplare la messa a morte di Saul quanto la probabilità che presto o tardi la vita di un esule sarà stroncata dall'uno o dall'altro dei molti pericoli da cui è circondato. Una pulce. ebraico, "una sola pulce", come in 1Samuele 24:14. Una pernice. Molte modifiche al testo sono state proposte supponendo che le pernici si trovino solo nelle pianure. Ma il signor Condor ci dice che le pernici sono tra le poche creature viventi che ancora abitano queste terre selvagge; e, parlando delle scogliere scoscese che sovrastano il Mar Morto, dice: Qui, "tra le rocce delle capre selvatiche, si possono vedere le mandrie di stambecchi saltellare, e la pernice è ancora inseguita sui monti, come Davide fu seguito dal furtivo cacciatore Saul" ('Lavoro in tenda', 2:90: vedi anche 1Samuele 23:19

21 Ho peccato. La risposta di Saul qui è molto diversa da quella di 1Samuele 24:17-21, dove l'idea principale era la meraviglia che Davide risparmiasse con tanta magnanimità la vita di un nemico così palesemente consegnato nelle sue mani. Qui sembra prevalere un senso di irritazione e di fastidio, non solo perché il suo proposito era stato frustrato, ma perché le sue disposizioni militari erano state così poco militari. Ho fatto lo sciocco. La sua prima impresa si era conclusa con il mettere la sua vita in potere di Davide, ed era davvero una seconda follia ripetere il tentativo. Ma sebbene le parole di Saul diano l'idea piuttosto di una rabbia con se stesso che di dolore per la sua malizia, tuttavia in un punto c'è un segno di cose migliori. Ordina a Davide di tornare, evidentemente in riferimento al dolore espresso con tale sincero sentimento da Davide per essere stato cacciato dal paese di Geova. Naturalmente era impossibile, poiché Saul aveva dato la moglie di Davide a un'altra, e Davide stesso aveva sposato altre due donne, ma almeno esprimeva un sentimento giusto e benevolo

Versetto 21. (LA COLLINA DI HACHILAH.) -

Giocare allo sciocco

"Ecco, io ho fatto lo sciocco e ho sbagliato grandemente". Atti il suo primo passo falso fu detto a Saul da Samuele: "Tu hai agito da stolto";

1Samuele 13:13

e ora (un uomo di circa sessant'anni), guardando indietro a un lungo corso di disobbedienza e ostinazione, e più specialmente alla sua recente persecuzione di Davide, egli stesso disse: "Ho peccato

. Ecco, io ho agito da stolto e ho sbagliato grandemente". "Non c'è peccatore così indurito che Dio gli dia di tanto in tanto un raggio di luce per mostrargli tutto il suo errore". E sotto la sua influenza molti uomini, nel rivedere il passato, sono stati costretti a fare una confessione simile. Con riferimento al caso di Saul, un uomo fa lo sciocco

1.) Quando soffre pensieri illusori e passioni peccaminose per trovare un posto dentro di sé. Questa fu la radice della vita sprecata e miserabile di Saul. Come sarebbe stato diverso se avesse adottato i mezzi appropriati per espellere dal suo petto tali pensieri e passioni, e impedirne il ritorno! "Fino a quando i tuoi vani pensieri dimoreranno in te?"

Geremia 4:14

2.) Quando ascolta le false rappresentazioni di uomini malvagi, insinuando, forse, sospetti sul suo migliore amico e spingendolo a considerarlo il suo peggior nemico

1Samuele 24:9

3.) Quando agisce in opposizione a ciò che sa essere giusto. Saulo lo aveva fatto continuamente, seguendo gli impulsi di "un cuore malvagio di incredulità, invece dei dettami della ragione e della coscienza". Perciò per chi sa fare il bene e non lo fa, per lui è peccato"

Giacomo 4:17

4.) Quando riposa semplicemente nei sentimenti e non li traduce in

1Samuele 24:17

Sono "morti senza opere". Ogni ritardo nell'agire in conformità con loro indebolisce il loro potere, rende meno probabile che vengano mai messi in pratica, e prepara la via per il ritorno dello "spirito maligno"

1.) Quando fa buoni propositi e subito li infrange (Versetto 21), distruggendo così la sua forza morale e indurendosi nel peccato

2.) Quando combatte contro i propositi divini nella vana speranza di avere successo (Versetto 25). Prima o poi deve essere schiacciato. "Chi si è indurito contro di lui e ha prosperato?"

Giobbe 9:4

3.) Quando si aspetta di trovare la felicità se non in connessione con la santità. L'illusione è dissipata, se non prima, nell'ora della morte e all'alba dell'eternità, ed egli deve confessare la sua follia quando è troppo tardi per rimediare

OMELIE DI D. FRASER versetto 21.-

Uno sciocco ritorna alla sua follia

LA BIBBIA È PIENA DI REDUPLICAZIONI. Insegna riga su riga, precetto su precetto e narrazione su narrazione. Ci sono ripetizioni della stessa storia o canzone. Ci sono anche narrazioni separate e indipendenti che affrontano un terreno simile e insegnano le stesse lezioni, la seconda conferma la prima. Giuseppe è descritto come colui che ha avuto sogni duplicati con lo stesso significato. Cantici anche Faraone. Il sogno di Nabucodonosor di avere un impero è seguito dal sogno di Daniele di fare lo stesso. E ci sono parabole duplicate di Gesù Cristo. Poi gli eventi reali descritti sono seguiti da altri eventi così simili che potrebbero quasi essere presi per gli stessi, ad esempio la debolezza di Abramo, il pericolo di Sara e il rispetto del faraone per la santità del matrimonio

Genesi 12

sembrano essere tutti ripetuti,

Genesi 20

con l'Abimelec di Gherar sostituito al Faraone d'Egitto. E poi si raccontano di nuovo tutti gli episodi di Isacco e Rebecca, e dell'Abimelec del loro tempo

Genesi 26

Abbiamo Mosè che va a prendere l'acqua dalla roccia in Horeb, e lo stesso profeta che va a prendere l'acqua da una roccia a Kades Barnea; Gesù Cristo unto da una donna nella casa di Simone il fariseo, e lo stesso Divino Maestro unto da una donna nella casa di Simone il lebbroso. Di nuovo, abbiamo Gesù che nutre 5000 uomini, oltre a donne e bambini, con una piccola scorta di pane e pesce, e poi lo stesso Signore che ne nutre 4000, oltre a donne e bambini, con una simile fornitura inadeguata. La somiglianza della storia di questo capitolo con quella che abbiamo letto nel ventiquattresimo capitolo di questo libro non deve sorprenderci, o far sorgere il sospetto che si tratti di resoconti indipendenti della stessa avventura ammessi nelle pagine della storia da un goffo compilatore. La reduplicazione è in armonia con l'uso biblico; anzi, di più, è in armonia con la verità storica

LA STORIA È PIENA DI RIPETIZIONI. Nella vita privata le stesse condizioni si ripetono con sorprendente precisione; E negli affari pubblici le stesse emergenze si ripetono e riconducono alla stessa linea d'azione, agli stessi rimedi e persino agli stessi errori. Perché si dovrebbe pensare che sia incredibile, o addirittura improbabile, che Saul sia ricaduto nel suo precedente stato d'animo di ostilità nei confronti di Davide? Ahimè, cosa c'è di più comune del fatto che gli stolti dimentichino l'ammonimento e ritornino alla loro follia; I peccatori, dopo le promesse di emendamento, ricadono nei loro vecchi peccati? L'emendamento va contro l'inclinazione segreta, mentre il peccato indulge a una certa propensione costituzionale o passione. Cantici è che un uomo che si è appassionato troppo alla bevanda forte, dopo essersi astenuto da essa per un po', torna alla sua bottiglia. Un libertino, dopo un breve tentativo di vivere in modo puro, torna ai suoi intrighi. E allo stesso modo Saul, essendo appassionatamente geloso, evitò di inseguire Davide solo per un po' di tempo, e poi, alla prima offerta di aiuto da parte degli Ziphiti, tornò alla sua crudele ricerca del figlio di Iesse. Ci sono casi in cui la storia si ripete in modo favorevole, in un ritorno al bene; Ma tale è l'uomo, che l'esperienza più frequente è quella di un ritorno a corsi malvagi, cancellando le tracce stesse di un pentimento superficiale e di breve durata

III CI SI PUÒ ASPETTARE CHE IL PENTIMENTO SUPERFICIALE FINISCA CON UNA RICADUTA. Intendiamo per pentimento superficiale un mero effetto emotivo, mentre la radice del peccato risiede indisturbata nella volontà non rinnovata. Un uomo di costituzione impulsiva può pentirsi in questo modo ancora e ancora, senza insincerità consapevole, e tuttavia rimanere nel cuore lo stesso; anzi, peggiora nell'abitudine stessa di lamentarsi senza abbandonare il suo peccato che lo affligge. C'è qualche indicazione di una tale caduta in Saul. La prima volta, quando gli fu risparmiata la vita a Engaddi, versò lacrime per la magnanimità di Davide e la sua stessa follia, e confessò apertamente che l'uomo che aveva cercato di uccidere era più giusto di lui ed era destinato a occupare il trono. La seconda volta, ad Hachilah, era di nuovo pronto a confessare la sua colpa e a promettere di abbandonare la sua ricerca innaturale e ingiusta di Davide, ma non sentiamo nulla di lacrime. C'è un suono di irritazione piuttosto che di contrizione nella sua confessione: "Ho peccato. Ho fatto lo sciocco". Non sono rari i casi di pentimento superficiale che portano a ricadute e deterioramenti. L'emozione svanisce; e qualche tentazione verrà sicuramente, poiché gli Zifiti vennero da Saul e lo indussero a riprendere ciò a cui aveva rinunciato. Cantici accade che i convertiti tra i pagani, che sono cambiati solo in superficie, e non nel cuore, ma sono battezzati e sopportano bene per un po', ricadono sotto la tentazione nelle loro vecchie usanze. I criminali del nostro paese, che in apparenza si sono sinceramente pentiti e, dopo aver subito la punizione, hanno iniziato un nuovo corso di vita, ricadono dopo un po' nella vecchia furfanteria, stanchi dell'onesta industria. Infatti, non è così difficile indurre gli uomini a voltare pagina da impedirgli, dopo averla girata, di tornare indietro

IV SI PUÒ AMMIRARE MOLTO LA NOBILE CONDOTTA E TUTTAVIA NON IMITARLA MAI. Saul conservò abbastanza della sua magnanimità iniziale da sentire la superiorità morale del comportamento di Davide, la sua grande pazienza e la sua lealtà cavalleresca. Riconobbe il contrasto fra la condotta di Davide e la sua, eppure non imitò mai ciò che ammirava. Si ritirò dall'inseguimento, come aveva fatto in precedenza, ma non reintegrò il genero nell'onore a cui aveva diritto, né lo sollevò dal fastidioso senso di insicurezza. Cantici vediamo spesso che una cosa è riconoscere e applaudire ciò che è buono, un'altra cosa è farlo. Quanti ammirano i grandi e generosi personaggi della storia, della poesia e del romanzo, eppure rimangono di mentalità ristretta e ingenerosi! Quanti applaudono gli uomini buoni e le azioni gentili, eppure continuano nelle loro cattive abitudini e nelle loro linee di condotta egoistica, senza alcuno sforzo vigoroso per seguire ciò che lodano! Dopo tutto, un uomo è se stesso, e non un altro, e come lo è il suo cuore, così sarà la sua azione. A meno che l'albero non sia fatto bene dalla radice, è vano aspettarsi buoni frutti sui suoi rami

V UN AUTOACCUSATORE PUÒ ESSERE PIÙ ORGOGLIOSO DI UNO CHE PROTESTA LA SUA INNOCENZA, Un lettore disattento potrebbe pensare meglio a Saul che confessa la sua follia con tanta franchezza piuttosto che a Davide che si appella a Dio per la sua integrità. Ma colui che sembrava così umile era tuttavia orgoglioso e ostinato, e colui che manteneva la sua rettitudine era di cuore umile e tenero. Una certa dose di rimprovero è abbastanza facile per una natura docile, che prende rapidamente l'emozione in superficie, eppure è del tutto immutata al di sotto. Questa fu la confessione di Saul, che non cambiò nemmeno per un istante il suo carattere né ritardò il suo destino. D'altra parte, l'autogiustificazione contro le false dichiarazioni e i trattamenti ingiusti può scaturire da un uomo che aborre completamente l'ipocrisia e l'autolode. È questo che rintracciamo in Davide e nei profeti; nell'apostolo Paolo, e nel più grande e più umile, l'uomo Cristo Gesù. Un servo di Dio non infrange alcuna regola di umiltà quando respinge la calunnia e afferma la sua innocenza o la sua integrità. In questa prospettiva leggete il diciassettesimo e il diciottesimo Salmo, l'ultimo dei quali ha un titolo significativo: "Di Davide, il servo di Dio". Tutti i Salmi sono per i servi del Signore. A volte, ahimè, non possono cantare altro che quelli che sono penitenziali, perché il peccato ha prevalso su di loro e li ha contaminati. Ma nella loro esperienza delle misericordie e delle liberazioni del Signore possono cantare lodi; e nella consapevolezza della purezza delle loro mani, della loro innocenza e integrità di propositi e azioni verso i loro simili, possono anche avventurarsi a leggere il Salmo centodiciannovesimo in tutta quella meravigliosa tensione di sentimento devoto che si combina con grida per il perdono e la guida divini, affermazioni di leale obbedienza e completa sincerità

22 Versetti 22-24.-Ecco la lancia del re. Piuttosto: "Ecco la lancia, o re". L'altro è una correzione non necessaria del Kri. Avendo restituito a Saul questa insegna della sua autorità, Davide prega che Geova renda a ogni uomo la sua giustizia, cioè che ricompensi Davide per la sua retta condotta verso Saul, e implicitamente punisca Saul stesso per la sua condotta ingiusta. E anche la sua fedeltà, la sua fedeltà e la sua costante fedeltà. Questo si riferisce esclusivamente a Davide, che dà come prova della sua fedeltà al suo re che gli aveva risparmiato la vita quando era stata consegnata in suo potere. In cambio di questo atto Dio, egli afferma, proteggerà la sua vita. versetto 24 sarebbe meglio tradotto: "Ed ecco, come la tua vita è stata grande (in valore) ai miei occhi oggi, così la mia vita sarà grande (in valore) agli occhi dell'Eterno, ed egli mi libererà da ogni stretta", ogni ristrettezza e difficoltà in cui la persecuzione di Saul potrebbe spingerlo

25 Tu farai entrambe le cose, ss. Meglio: "Tu farai entrambe con forza, e sicuramente prevarrai". Le parole sono molto generiche rispetto a quelle di 1Samuele 24:20,21, dove Saul espresse la sua convinzione che Davide sarebbe diventato re, e affidò la sua famiglia alle sue cure. La povertà di sentimenti qui, e la semplice irritazione espressa nel Versetto 21, giustificano l'osservazione di Keil che il carattere di Saul si era deteriorato nel frattempo, e che ora era più indurito che nell'occasione precedente. E così si separarono: Davide conduceva ancora una vita da fuggiasco, perché il ritorno di Saul nel Versetto 21 era il più evanescente dei buoni propositi, mentre il re tornava al suo posto, alla sua casa a Ghibea

Illustratore biblico:

1Samuele 26

1 CAPITOLO 26

1Samuele 26:1-25

Davide non si nasconde forse sul monte di Hachila?- Il biasimo del nemico:

Il dottor Maclaren è particolarmente enfatico nel collegare Salmi 7 con questa parte della storia di Davide, e indica il suo valore nell'aiutarci a capire le rapide oscillazioni del comportamento di Saul

1. È intitolato Shiggaion di Davide, che egli cantò al Signore. Cioè, è un'ode irregolare; come un ruscello rotto su un letto di rocce e pietre, esprimendo con la sua misura irregolare e i suoi cambiamenti improvvisi l'emozione del suo autore. Dobbiamo spesso cantare questi metri Shiggaion; Le nostre canzoni sono spesso interrotte da sospiri e gemiti. Felici coloro che riescono a trovare temi per cantare al Signore in ogni esperienza triste e amara!

2. Il titolo prosegue, riguardo alle parole di Cush, un beniaminita. Chi era questa Cush? La parola significa nero. Potrebbe riferirsi al colore della pelle e dei capelli, ed è stato dato come designazione familiare a qualche Beniaminita bruno. Alcuni hanno supposto che fosse il titolo di Davide per Saul. Altri l'hanno riferita a Simei, il Beniaminita, il cui furioso abuso del re, nell'ora della sua calamità, suscitò in lui una tale lamentosa rassegnazione, un tale appassionato risentimento in Abishai. Se il salmo viene esaminato attentamente, si troverà che ha una stretta somiglianza con le parole pronunciate da Davide, quando Saul e lui tennero il breve colloquio fuori dalla grotta di Engaddi, e poi sulla collina di Hachilah. Confrontando salmi e racconti sembra più che probabile che Cush fosse uno degli amici intimi e compagni costanti di Saul, e che fosse incessantemente all'opera per avvelenare la mente del re con maligne e deliberate falsità su Davide

(I.) Esamina il tuo cuore per vedere se queste calunnie hanno fondamento nei fatti. Forse quegli occhi svegli e invidiosi hanno individuato le debolezze del tuo carattere, di cui i tuoi amici più cari sono consapevoli, ma si sono trattenuti dal dirtelo

(II.) Se non c'è alcun fondamento per loro, rallegratevi! Come dovremmo essere grati che Dio ci abbia impedito di essere effettivamente colpevoli delle cose di cui siamo accusati! Avremmo potuto farli, e peggio

(III.) Rifugiatevi nel giusto giudizio di Dio. Noi siamo suoi servitori, e se Egli è soddisfatto di noi, perché dovremmo spezzare il nostro cuore per ciò che dicono i nostri conservi? Dopotutto, per noi è solo una piccola questione essere giudicati in base al giudizio dell'uomo

(IV.) Abiura più completa la vita carnale. Perché siamo furbi sotto queste parole scortesi e calunniose, che sono tanto infondate quanto poco caritatevoli? Non è forse perché attribuiamo un valore troppo alto al favore e all'applauso degli uomini?

Lascia che Dio rivendichi il tuo buon nome. (F. B. Meyer, B. A.)

7 CAPITOLO 26

1Samuele 26:7

Saul giaceva addormentato all'interno della trincea.-Il pericolo del letargo spirituale:-

Le circostanze di Saul e il modo in cui fu trattato da Davide possono avere una voce di avvertimento per gli increduli, negligenti, sconsiderati e addormentati nei loro peccati. Il re d'Israele era legato a Davide da ogni vincolo di gratitudine, come all'uomo che gli aveva salvato la vita e il regno. Eppure, con un'ingratitudine del più flagrante, mirava, se possibile, a distruggerlo. Con questo proposito ingiusto, aveva seguito Davide nel deserto di Zif, e ogni sentimento maligno era schierato contro l'uomo secondo il cuore di Dio. E qual è lo stato dell'incredulo in riferimento a Dio? L'Altissimo non lo ha forse visitato con misericordie provvidenziali e spirituali? Guardate come si manifesta l'amore eterno, in quanto "Cristo è morto per lui, il giusto per gli ingiusti, per condurlo a Dio". Qual è il risultato? Questo flusso di bontà lo ha forse addolcito e sciolto in un profondo pentimento, in una gratitudine adorante e in una santa riconciliazione? No; osservate come l'offensore sta perseguendo il Signore per disonorarlo, notate come la mente carnale è inimicizia contro Dio. Le labbra, alle quali Dio ha dato la lingua, si aprono per bestemmiarlo. I piedi, ai quali Egli ha dato movimento, camminano come schernitori. Per perseguire il suo ingiusto proposito, Saul si era accampato sul monte di Achila, dove Davide e Abisài, figlio di sua sorella, lo avevano seguito. E quando giunsero, "ecco Saul giaceva addormentato dentro la trincea, e la lancia conficcata in terra al suo sostegno; ma Abner, il capo del suo esercito, e il popolo gli erano attorno". Il suo esercito, fiducioso e ben equipaggiato, era ai suoi ordini e a portata di mano; Non cercò resistenza, ma si aspettava di possedere e distruggere presto e in sicurezza il suo nemico, e si addormentò nella pienezza della sicurezza. In quella guerra che il peccatore ribelle combatte con il suo Creatore offeso, quante volte la fiducia in se stesso culla la sua anima facendola addormentare nella trincea! Il suo cuore è addormentato dall'inganno del peccato. La stessa pazienza che ha ricevuto serve ad approfondire il suo letargo. Satana lo conduce bendato nel pericolo. Giona dormiva nella tempesta; Sansone dormiva in grembo a Dalila, mentre i Filistei gli erano addosso; Sisera dormì nella tenda di Giaele la Kenita; e così l'anima senza Cristo dorme in mezzo ai terrori dell'ira incombente. Un sonno profondo era caduto su Saul "da parte del Signore". Oh, tremate, per timore che, mentre siete avvolti in questa insensibilità, un Dio offeso continui e approfondisca lo spirito di sonno su di voi nel giudizio. Saul dormiva tranquillamente, ma era in potere dei suoi nemici. Davide aveva buone ragioni per considerarlo un nemico; e come Dio considererà voi che vi allontanate da lui? Abisài disse a Davide: «Oggi Dio ti ha dato in mano il tuo nemico». Il vostro sonno spirituale è così profondo che non riuscite a sentire Satana esprimere un desiderio simile? Non desidera egli stendere la mano per un primo e ultimo colpo contro la vostra vita? (R. P. Buddicom, M.A.)

9 CAPITOLO 26

1Samuele 26:9

Non distruggerlo.-La vendetta è rimasta a colui a cui appartiene:-

La nostra attenzione è stata richiamata sul fatto che la prima grande vittoria ottenuta da Davide fu sul suo stesso spirito. Mentre seguiamo la sua storia, siamo lieti di scoprire che il suo primo trionfo di questo tipo nobilissimo non è stato l'ultimo. Il suo crudele e implacabile nemico, che era uscito con tremila uomini armati decisi a prenderlo prigioniero o a dargli la caccia a morte, era ora tutto nelle sue mani. Era un'occasione d'oro, e Davide ne fece un uso d'oro, perché si rifiutò di vendicarsi, e permise al suo nemico mortale di andarsene in pace. Per tre anni aveva vissuto la vita di un fuggiasco, e in molti modi e luoghi aveva cercato di ripararsi contro l'ira ingiusta e spietata di Saul. C'erano molte cose che accendevano il suo risentimento e rendevano la pazienza verso Saul una virtù difficilissima. Pensate a ciò che aveva perduto e a ciò che aveva sofferto! Come stranamente le cose si combinavano insieme per far sembrare il peggio la cosa migliore! La promessa e la provvidenza di Dio sembravano entrambe dalla parte della vendetta immediata e completa! Ma Davide era versato nella Legge di Dio; e in uno dei primi libri della sua Bibbia incompleta, ma preziosa, inestimabile, aveva letto questi comandamenti: "Non ti vendicherai né serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso: io sono il Signore". Levitico 18-19. La generosa pazienza di Davide toccò il cuore di Saul, lo disarmò della sua rabbia, lo sciolse in lacrime e lo costrinse a diventare un supplicante ai piedi dell'uomo del cui sangue aveva sete. Questa seconda dimostrazione di magnanimità da parte di Davide fu un trionfo di principi santi più grande della prima. Tutte le precedenti ragioni a favore della vendetta esistevano ancora, e in forza maggiore, a causa delle ulteriori sofferenze che aveva sopportato; e ora c'era da aggiungere un'altra ragione di potenza quasi irresistibile. Aveva gettato la sua perla davanti ai porci, che si erano voltati di nuovo per sbranarlo. La sua gentilezza era stata vergognosamente abusata e il male era stato ricambiato per il suo bene. La vita del re, che egli aveva nobilmente risparmiato, fu nuovamente consacrata all'opera di assicurare la sua distruzione. Risparmiarla una seconda volta significava che Davide affilasse la spada con la quale egli stesso sarebbe stato ucciso; e questo sarebbe sicuramente la carità che degenererebbe in fanatismo. È evidente che la fede di Davide in Dio era una delle grandi radici da cui crebbero tutti questi frutti di tolleranza, pazienza e compassione. Era fiducioso che Dio avrebbe adempiuto, a Suo modo e a Suo tempo, le promesse che erano state fatte; e, quindi, invece di prendere la questione nelle sue mani, poteva riposare nel Signore e aspettarLo pazientemente. Dicono che "la vendetta è dolce". Non ci può essere alcun dubbio sulla verità di ciò, perché le nature perverse hanno gusti pervertiti, e detestano ciò che dovrebbero amare, e banchettano con piacere su ciò che dovrebbero aborrire. Davide aveva nel cuore dei sentimenti che sarebbero stati intensamente gratificati se si fosse vendicato del suo nemico; ma la sua vendetta non sarebbe stata come il libro che il veggente mangiò nell'Apocalisse, dolce in bocca, ma amaro nel ventre? La pazienza, la mitezza e il perdono sono spesso molto difficili da esercitare, ma quando diventano questioni di memoria, non sono forse cose di bellezza e di gioia per sempre? Il poeta racconta di uno che sedeva accanto alla tomba dell'amico da cui si era separato con rabbia, e piangeva al ricordo della sua precedente durezza: "Crudeli, crudeli le parole che ho detto! Tornano crudelmente oggi." Probabilmente ci sono uomini che ora dormono nella polvere e che nel corso della loro vita ti hanno fatto torto e ferito. Se li hai perdonati, e hai pregato per loro, e hai cercato di benedirli, il ricordo di quella somiglianza a Cristo da parte tua ti dà mai un momento di dolore? Sì, la vendetta può essere dolce, ma, come tutti i piaceri del peccato, è solo per una stagione. La misericordia è la delizia di Dio. Colui che lo riceve attraverso Gesù si assicura il suo passaporto per i cieli. Chi impara ad imitarlo, accumula un tesoro per sé in cielo. Beato colui che per la grazia di Dio si comporta in modo tale verso coloro che lo maledicono e lo maltrattano, da non invocare la propria condanna, quando, nella sua preghiera quotidiana, grida: "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori". (C. Vince.)

Chi può stendere la mano contro il Signore ed essere innocente?-La magnanimità di Davide:-

(I.) Le persone qui coinvolte sono Saul e Davide, e lo stato in cui il testo ci mostra questi due era quello dell'inimicizia. Considerate, adunque, che il principe che ora era suo prigioniero, e alla sua mercé era da qualche tempo sceso così al di sotto di sé, da diventare invidioso e detrattore delle sue lodi, era poco geloso degli onori che aveva acquistato, e cercava di far saltare gli allori che aveva raccolto, a costo di tanta dolorosa fatica e rischio; e non c'è poca parte di grazia e di bontà che può trattenere un giovane aspirante eroe dal vendicarsi dei maligni della sua lode e dal rimuovere tutti gli impedimenti nella sua ricerca della fama e della gloria. Quando la vita degli uomini è così apparentemente ricercata, di solito mettono da parte ogni rispetto e ascoltano i dettami della Natura indisciplinata. Era un principe falso e perfido. Nulla colpisce una mente generosa in modo così sensibile come l'essere ingannati in segno di amicizia; e il tradimento non è mai più vile di quando è coperto dalla maschera della pietà. Ma inoltre, è stato spergiuro. Aveva appena fatto un giuramento solenne davanti al Signore e a Gionatan: Davide non doveva essere ucciso. E quando un principe ha così abbandonato l'onestà comune, spezzato le corde sacre che tesdono le società e mantengono governi e corrispondenze reciproche, è giustamente consegnato nelle mani di coloro di cui aveva imposto l'innocenza e la buona credulità, e abusato quasi fino alla loro distruzione. Oh, quale potente misura della grazia di Dio deve riempire il cuore di colui che allora poté dire: "Il Signore non voglia che io stenda la mia mano contro l'unto del Signore". Ci sono alcune cose oltre alla nostra vita e alle nostre persone, nelle quali, se veniamo toccati, ci riteniamo estremamente feriti; e sono specialmente i nostri amici, le nostre fortune e la nostra religione; e in ognuna di esse Davide era più o meno colpito dall'implacabile inseguimento di Saul e lo inseguiva. Ma nonostante tutto ciò, per quanto grande fosse in tribunale, grande com'era nell'accampamento e ancora più grande nel favore del popolo, non si azzardava sul fatto empio, eppure era: "Il Signore non voglia che io stenda la mia mano contro l'unto del Signore". È sicuramente con l'ambizione, come con le altre passioni, che le gioie immaginarie sono più grandi di quelle vissute e sostanziali: le speranze e le aspettative superano di gran lunga i piaceri del possesso. Qualunque cura appartenga alle corone, esse giacciono nascoste nei loro cerchi, e sono più raramente viste che sentite. Ma questa tentazione non trovò posto in Davide, giovane, allegro e vigoroso com'era, e persino così vicino alla corona, che, essendo connivente al colpo di Abishai, avrebbe potuto esserne pienamente e sicuro possesso; eppure non si lasciò trasportare oltre i limiti della rigida onestà e della lealtà, e ancora grida: "Il Signore non voglia". Ora, per concludere, e per completare questo carattere, aggiungi, infine, a questi grandi vantaggi di essere genero, un uomo potente di valore, e accettato agli occhi di tutto il popolo, di sapere che Saul ha respinto, e lui stesso designato come successore, il più grande di tutti i vantaggi, e cioè l'opportunità; ciò senza il quale tutti gli altri significano ben poco; e quello con cui solo gli uomini servono i loro turni, e suppliscono ai difetti di tutti gli altri; che assecondano ogni peccato e fatale insidia della virtù! Ciò che ha rovinato molte migliaia di anime e le ha tradite in commissioni detestabili. Opportunità, che pochi hanno virtù, pochi hanno la forza sufficiente per resistere, e di tutte le opportunità, nessuna è così forte, e opera così potentemente sulle menti degli uomini come coloro che sembrano provvidenziali, e sembrano provenire da Dio. Eppure questa era l'opportunità di Davide, eppure resistette

(II.) Considerate la ragione che Davide addusse per il suo rifiuto dell'offerta di Abisai e dei soldati: "È l'unto del Signore". Le leggi di Dio hanno certamente assicurato la vita dei re così come quella degli altri uomini, se non lo hanno fatto più. Il Signore lo colpirà, o verrà il suo giorno, o perirà in battaglia, cioè, io lo lascio a disposizione di Dio; Dio, il Giudice di tutta la terra, faccia di lui ciò che vuole. E sebbene pensiamo che lasciare i re malvagi a Dio sia l'espressione più leggera e più gentile di nulla al mondo che possa esistere; eppure cambieremmo rapidamente le nostre opinioni e saremmo d'accordo con Davide, se ci concedessimo il permesso di considerare:

1. Che odia di più l'ingiustizia

2. Che sia molto più pronto

3. Molto più in grado di punirlo di quanto possiamo essere noi. (W. Fleetwood.)

21 CAPITOLO 26

1Samuele 26:21-25

Allora Saul disse: "Ho peccato".- La seconda riconciliazione di Saul:

Quando un uomo come Saul ha pianto e pronunciato parole così moralmente nobili, è giusto attribuirgli sincerità e permanenza. Atti, il tempo della sua riconciliazione, intendeva ogni parola che diceva. Eppure in un breve periodo troviamo Saul che scende nel deserto di Zif con tremila uomini scelti per cercare Davide, che si era nascosto nella collina di Hachila. Poi giunse l'impeto dell'emozione da parte di Saul. L'arma che lo ha conquistato in prima istanza, lo ha vinto anche in seconda. La tolleranza era più potente delle armi da guerra. La spada ha ucciso le sue innumerevoli migliaia di persone, ma l'amore tiene l'universo in dolce e lieta prigionia

(I.) È dimostrato che l'emozione più profonda e sincera può essere transitoria nei suoi effetti morali. Abbiamo lasciato Saul riconciliato; Lo ritroviamo in armi. Ci sono due cose che spesso vengono scambiate per sentimento cristiano

1. Gratitudine egoistica per la conservazione inaspettata

2. Ammirazione della nobiltà morale negli altri. Vedete come questo si applica agli ascoltatori del Vangelo. Gli uomini sentono parlare della simpatia, dell'amore, della beneficenza di Gesù Cristo, ecc. La sensazione può essere esaurita. "Sentimento passato".

(II.) Si dimostra che l'autocontrollo è proporzionale alla stima che si forma dell'elemento divino che è nell'uomo. Come mai Davide trattenne la mano quando Saul gli fu consegnato come preda legittima? La natura umana ha detto: Colpisci; un'altra voce disse: Pazienza! Due volte Davide avrebbe potuto uccidere Saul e due volte gli risparmiò la vita. Vogliamo conoscere il segreto di questo meraviglioso autocontrollo. Lo troviamo detto in modo conciso nell'intervista tra Abishai e David. Abisai disse: "Il tuo nemico": Davide disse: "L'Eterno è unto". Due punti di vista diversi sullo stesso uomo! L'uno ristretto, egoista, superficiale; l'altra profonda e vera. Così è per ogni uomo: non deve essere misurato solo dai suoi rapporti personali con noi. Pregate per vedere l'aspetto più alto e più divino del carattere di ogni uomo. Saremo così in grado di:

1. Sperare qualcosa anche del peggio; e

(2) fare qualcosa nel lavoro negativo di risparmio, anche dove non possiamo fare nulla nel lavoro positivo di rivendicazione. Paolo aveva rispetto anche per un uomo debole, non perché fosse debole, ma perché Cristo era morto per lui. Avendo la più alta veduta dell'uomo, egli fu in grado di fare molte cose per amore del Cristo che era in lui. "Ma quando peccate così contro i fratelli e ferite la loro debole coscienza, peccate contro Cristo."

(III.) Viene mostrato quanto sia meglio affidare i nostri interessi all'attuazione delle leggi divine piuttosto che prendersene cura con ristrettezza di spirito. "Com'è vero che l'Eterno vive, l'Eterno lo colpirà", ecc. Perché combattere con il tuo povero pugno debole? and so on. Perché preferire l'omicidio alla punizione divina? Perché restringere la vita umana a un misero duello? and so on. La battaglia non è vostra, ma di Dio. Dio non vendicherà forse i Suoi eletti che gridano giorno e notte a Lui, anche se Egli li sopporta a lungo?

(IV.) È chiaramente dimostrato che la fuga dal pericolo è perfettamente compatibile con il coraggio più alto. Davide non fu mai accusato di vigliaccheria, eppure fuggì come un uomo spaventato. "Se ti perseguitano in una sola città", ecc. C'è un tempo per combattere (Golia) ; c'è un tempo per volare (Saul) . L'uno era un filisteo incirconciso, l'altro era l'unto del Signore. Capisci che ci sono differenze di conquista. Davide sconfisse Saul con la stessa certezza con cui sconfisse Golia. Dio vede la Sua immagine in noi. Per recuperarlo, ha mandato Suo Figlio. (J. Parker, D.D.)

1Samuele 26:21

Ho fatto lo sciocco.-Giocare allo sciocco:-

Il problema più grande e più difficile che la Chiesa di Dio ha dovuto affrontare in tutte le epoche, e che ha dovuto cercare di risolvere, è questo: come impedire agli uomini e alle donne di fare gli sciocchi. Grazie a Dio nel corso della storia ci sono stati quelli che hanno avuto il coraggio di protestare e che, nonostante le tremende difficoltà, hanno avuto il coraggio di invitare gli stolti a non agire in modo così sciocco, e ai malvagi a non alzare il corno. E, credetemi, la protesta è ancora necessaria. Nonostante tutti i nostri progressi, nonostante la nostra istruzione gratuita, c'è ancora un gran numero di coloro che camminano nelle vie della follia. L'educazione non è sufficiente per impedire a un uomo di fare lo sciocco. Si trovano uomini che si giocano d'azzardo le fortune accumulate da uomini onesti, e si trovano uomini che cercano di affogare i loro dispiaceri in quella che viene chiamata la coppa scintillante, dimenticando continuamente che stanno affogando le loro anime nella perdizione. Non hai il diritto di accusare alla porta di Dio le cose che dovresti addebitare alla porta della tua follia. Si fa sempre: il Signore questo e il Signore quello; sei tu

1. La follia di bandire Dio dalla vita. Bene, ora; Trovo nella Parola di Dio che ci sono tre forme molto speciali di follia che Egli indica. Non so se hai notato che Salmi 14 e Salmi 53 sono parola per parola la stessa cosa; e in entrambi c'è questa affermazione: "Lo stolto ha detto in cuor suo. Non c'è Dio". Letteralmente, in ebraico non è solo l'idea dello scrittore. È: "Lo stolto ha detto in cuor suo: Nessun Dio", cioè: "Nessun Dio per me". La follia di cui si parla qui è una follia molto più comune, intendo la follia dell'uomo che dice: "Non voglio Dio nella mia vita, non voglio Dio nella mia casa, non voglio che Dio governi e controlli nel mio cuore".

2. Lo sciocco invidioso. Inoltre, si trova un'altra descrizione di una persona stolta nei Salmi 22 : la stoltezza che è invidiosa della prosperità dei malvagi. È un vecchio problema

3. Lo sciocco avido di soldi. Un'altra definizione di stolto che non devo omettere stasera si riferisce al ministero del nostro Beato Signore, ed è Luca 12. Che cosa significa? Oh, significa che dare molta importanza alle cose temporali, e trascurare le cose eterne, e dare molto valore alle cose che passano, e trascurare le cose che non passano, è l'atto di uno sciocco

4. Lo sciocco presuntuoso. Ci soffermiamo sulla particolare stoltezza che si attribuì a Saul, re d'Israele. La sua stoltezza stava in questo, che aveva una stima arrogante della propria importanza. Saul era una spanna sopra il suo popolo, un peccato per lui, perché gli aveva fatto girare la testa. Oh, è una cosa terribile essere troppo consapevoli della propria importanza. Dio non può fare nulla con un uomo del genere finché non lo ha fatto scendere, giù, giù, giù. "Egli fa scendere i potenti dai loro seggi, esalta gli umili e i mansueti". Poi ci fu un altro grande errore che fece Saul, combatté contro Davide. Sapeva che Davide era davvero l'unto del Signore; sapeva che Davide avrebbe dovuto avere il trono; sapeva che Davide era stato infinitamente gentile con lui. Ma Saul decise, nell'orgoglio del suo cuore, di avere la vita di Davide; c'era una confederazione contro di lui, l'eletto del Signore

5. Il rimedio di Dio per la follia. Sarebbe un lavoro triste parlare delle follie degli uomini e delle donne se non si potesse parlare di un rimedio. Lo sciocco richiede due cose. Ha bisogno di una rivelazione di saggezza, per affrontare la sua follia; e ha bisogno di una rivelazione di potenza, per superare la sua debolezza. C'è una tale rivelazione? Sì, qui, e da nessun'altra parte se non in quel libro. (Marcus Rainsford.)

Giocare allo sciocco:

Ora, se la follia di Saul consisteva principalmente nel cedere agli impulsi della passione e nell'obbedire ai dettami non del dovere, ma di un cuore egoistico, senza badare alle conseguenze, certamente non gli mancano i successori. Alcuni esemplari scelti sono finiti sotto la mia personale attenzione. Il mio album ha alcuni ritratti rari: e il primo che nominerò è

(I.) L'ozioso. Se nel mondo c'è un vero sciocco, è il giovane che spreca il suo tempo. Alcune cose Dio le dona spesso, altre solo una volta. La gioventù appartiene a quest'ultima categoria, e se viene gettata via è irrecuperabile. L'ozio è sempre demoralizzante. Quasi tutto il caos morale che viene provocato tra i giovani si verifica dopo che la porta dell'ufficio è chiusa. Pochi uomini sbagliano quando sono impegnati al lavoro. Dimmi come un giovane trascorre le sue serate e le sue mezze vacanze, e avrò una buona idea del suo carattere. La cosa peggiore che si possa fare in una serata è non fare nulla. Si può facilmente prevedere il futuro di un uomo quando si sa come trascorre le sue ore di svago. Il prossimo ritratto che devo presentare è

(II.) Il buffone. Ci sono molti che sembrano incapaci di un pensiero serio. Scherzano su tutto. Vivono in un'atmosfera di ilarità. Trattano la vita come se fosse un grande scherzo. C'è a malapena una traccia di gravità o di buon senso in essi. Essi sono per la società solo ciò che le campane sono per i cavalli, che fanno un sacco di tintinnio, ma non aiutano a disegnare. È una povera ambizione questa; Il giullare abituale è un fribolone vuoto. Tali uomini non hanno alcun rispetto per la loro natura. Non hanno una concezione della dignità della virilità. Hanno scarso rispetto anche per la religione, e qualche citazione profana dalle Sacre Scritture è sufficiente per farli andare in subbuglio. Lasciate che tutti questi caratteri risveglino in voi un sentimento di repulsione. Non associarti a loro. Potrebbero essere ammissibili in un serraglio, ma la vita è troppo seria per tollerarli. La pagina successiva del mio album ci presenta:

(III.) Il mondano. Il prossimo della mia lista è:

(IV.) Il sensualista. Intendo l'uomo che è schiavo delle sue passioni più basse e sguazza nel fango della bestialità. I puri si ritraevano dal suo tocco; Il suo respiro rovina ogni cosa innocente

(V.) L'incredulo persistente. (J. Thain Davidson, D.D.)

Giocare allo sciocco:

(I.) La storia di Saulo giustifica questa espressione, in quanto la sua vita pubblica fu segnata da un continuo tentativo di completa indipendenza da Dio. Qui è possibile scoprire il grande segreto della caduta di Saul. Questa è stata la sua follia, qui ha sbagliato. Ha fatto il tentativo di andare avanti senza Dio

1. Questa era follia, in primo luogo, perché era sovversiva di tutto ciò che la ragione e la saggezza suggerivano. Infatti l'essere stesso di un Dio è di per sé un fatto sufficientemente indicativo del posto che le creature di quel Dio dovrebbero occupare. Stava tentando di modificare le posizioni relative del Sovrano Universale e dei Suoi sudditi-la posizione relativa del Grande Proprietario di tutti e di coloro che sono interamente a Sua disposizione. Le leggi della natura, riguardo alla materia, non permettono alcuna interferenza con esse che possa sovvertire le condizioni relative di forza e debolezza, indipendenza e dipendenza, senza risultati tali da rivelare la follia del tentativo. Lasciate che i materiali più leggeri, con i quali la sovrastruttura può essere costruita in modo sicuro, siano impiegati per le fondamenta, e lasciate che i blocchi pesanti, le masse solide, di cui dovrebbero consistere le fondamenta, siano usati per la sovrastruttura, e il costruttore dovrà presto dire: "Ho fatto lo sciocco e ho sbagliato oltremodo". Tenta di inquadrare una zattera di una sostanza il cui peso specifico è maggiore di quello dell'acqua, e nel momento in cui la lanci sulle onde affonderà, e ne seguirà un pericolo imminente, e tu avrai solo "fatto lo sciocco". O giungere alle leggi della natura per quanto riguarda gli esseri morali, indulgere in una linea d'azione che le sovverte. Che la regola sia che la volontà del figlio prevalga su quella del genitore, che quella del servo del padrone si scambino di posto, e i risultati nelle famiglie e nelle case non proverebbero presto che tutto ciò non era altro che "un errore eccessivo"? E ci sarà un successo dove l'uomo, l'uomo dipendente, prenderà o tenterà di prendere il posto dell'indipendenza? Può egli liberarsi di Dio, quando, al massimo sforzo della sua volontà, sta chiedendo: "Chi è il Signore su di me?"

2. Inoltre, se è contro ogni ragione mettere la nostra volontà al posto di quella di Dio, non è meno contro il nostro interesse farlo. Saulo, infatti, cercò di fare altrettanto bene senza Dio che con Lui; Ma ci è riuscito? Andava d'accordo senza Dio come con Lui? E la storia di un singolo individuo ha mai giustificato la supposizione che ciò fosse possibile? È solo «la benedizione del Signore» che «arricchisce, ed Egli non vi aggiunse alcun dolore».

(II.) Per quanto la frase fosse applicabile a tutta la retrospettiva della sua storia, era preminentemente appropriata a questa parte di essa. Sotto molti aspetti aveva così sbagliato; sotto un aspetto in modo particolare e angosciante. Ora si rivolgeva a Davide, un uomo che avrebbe dovuto amare sotto ogni motivo, perché era amabile in se stesso e aveva reso un buon servizio a Saul; e, inoltre, era in strettissima relazione con lui: il marito di sua figlia, l'amico del cuore di suo figlio. Non è difficile raccogliere le ragioni di questo verdetto pronunciato contro di lui; e richiedono la nostra attenzione, perché espongono al nostro punto di vista punti di possibile errore nella nostra condotta. La sua follia e il suo errore consistevano nel trattare come suo nemico un uomo che era, in realtà, il suo migliore amico. Avete mai sentito, come Saul in riferimento a Davide, l'aumento dell'antipatia per il vostro amico, perché, in una forma o nell'altra, sembrava ostacolare i vostri cari piani e progetti autogratificanti? Fate attenzione a come ascoltate i suggerimenti dello spirito maligno. La follia di Saul consistette non semplicemente nel trattare come un nemico l'uomo che era veramente il suo migliore amico, ma nel tentare, con questo stesso comportamento verso Davide, di andare contro quelle disposizioni divine alle quali, per quanto umilianti fossero il loro carattere, egli era tenuto, con mansuetudine, a sottomettersi. Dio aveva assegnato il regno a Davide: Saul era deciso a tenerlo per sé e per la sua famiglia. L'unico scopo della vita di Saul era quello di sconfiggere la disposizione di Dio; e nulla prometteva di realizzare il suo scopo così prontamente e direttamente come la morte di Davide, e questo divenne, quindi, l'unico grande punto a cui mirava. Eppure, mai un uomo si impegna in un'impresa più difficile, e allo stesso tempo più infruttuosa, di quando combatte contro le disposizioni provvidenziali di Dio, quando, per esempio, Dio lo sta evidentemente invitando a rinunciare a qualche suo piano, quando Dio gli chiede di assumere un livello più umile, ed egli si aggrapperà saldamente e manterrà tenacemente la posizione che tutto concorre a dirgli non è per lui né per lui né per i suoi famiglia, ma per un'altra. "La loro stoltezza sarà manifestata a tutti gli uomini", e non meno sarà sentita da loro stessi. La sottomissione, che essi non renderebbero volontariamente a Colui che ha il giusto diritto di rivendicarla, sarà loro strappata via con riluttanza da Colui contro il quale "nessuno si è mai indurito e ha mai prosperato". Saulo, ahimè! ammise il suo errore, ma non prese provvedimenti per trasformare la sua confessione in un vantaggio pratico. Stiamo attenti a non farci ingannare da questa negligenza. Procediamo subito, con la benedizione di Dio, ad attuare le nostre convinzioni. (J. A. Miller.)

La follia dell'uomo:

Questo non è il genere di cose che un uomo direbbe se si concedesse il tempo di pensare. Non è una dichiarazione fatta dopo la preparazione. Gli uomini non parlano in questo modo dopo aver riflettuto e preparato, e questo fatto rende l'espressione più preziosa, perché è sotto tale stress delle circostanze che gli uomini spesso rivelano la coscienza sempre presente, ma abitualmente nascosta. Fu così per Saul in questa occasione

1. Quest'uomo era un uomo di buona famiglia e posizione nella vita. Suo padre era Kish, "un uomo potente e valoroso", e la lettura marginale coglie in modo più sorprendente il pensiero della parola originale: "un uomo potente di sostanza; un uomo ricco".

2. Notate, inoltre, che era un uomo di splendido fisico: un uomo scelto è la parola, un uomo buono, un uomo che si ergeva testa e spalle sopra i suoi simili, bello e forte. Che nessun uomo attribuisca mai un valore falso all'incompetenza nel regno fisico. Saul ha iniziato con il magnifico capitello di un fisico forte

3. Ancora una volta, era un uomo di vita semplice, che viveva in casa, interessato agli affari di suo padre, per nulla un prodigo

4. Era, inoltre, un uomo di indole modesta

5. E poi, ancora una volta, era un uomo di coraggio, non il coraggio che si vanta, che è dell'essenza stessa della vigliaccheria, non il coraggio che parla, ma il coraggio che coltiva fino a quando la sua nazione non viene insultata, e poi colpisce. Ora, questo è l'uomo che dice con le parole del mio testo: "Ho fatto lo sciocco!" Notate le opportunità di Saul

1. Egli è l'eletto di Dio; la scelta è divinamente, definitivamente dichiarata. Aveva aperto davanti a sé una porta, passando attraverso la quale avrebbe trovato la vita - semplice, modesta, forte e bella, che si era preparata in passato - collocata in un luogo di attività e di servizio, che non aveva mai sognato. Che spazio per i suoi poteri nell'ufficio regale! Che possibilità di benedire i suoi simili! Questa era la sua opportunità

2. Quindi nota un altro fatto che dimostra quanto fosse grande quell'opportunità. Aveva l'amicizia di Samuele, un uomo di Dio, un veggente, il capo del popolo

3. Allora ricordate anche questo, parlando della sua opportunità. Di lui si dice che "andò con lui una schiera di uomini i cui cuori Dio aveva toccato". Quest'uomo con tali gloriose opportunità è colui che, avvicinandosi alla fine della vita, sorpreso in una crisi, grida: "Ho fatto lo sciocco!" Questa non è la storia di un uomo che ha fatto il naufragio finale nei primi anni della sua vita, o la storia di un uomo che non ha avuto alcuna possibilità nella vita, che ha ereditato forze che lo hanno condannato, ma la storia di un uomo che sembra aver avuto tutto a suo favore all'inizio: la sua persona e il suo carattere erano magnifici, il suo ambiente era altamente favorito e privilegiato, eppure quest'uomo venne alla fine a dire che aveva fatto lo sciocco

1. Trovo il primo punto di quel fallimento nel giorno in cui Samuele era venuto con le schiere del popolo per l'incoronazione dell'uomo che Dio aveva scelto per essere re. Dov'era? Nascondersi. Un uomo non ha il diritto di essere modesto quando. Dio lo ha unto per il lavoro. C'è una modestia che è blasfema. È l'essenza stessa di una vita egocentrica, e se Dio ha unto un uomo per essere re, quell'uomo pecca quando permette alla modestia di trattenerlo dall'ufficio regale. Che cosa è stato? Non seguire Dio a tutti i costi e contro tutte le inclinazioni. Ecco l'inizio di tutti i guai che hanno distrutto il carattere e la vita di quest'uomo, che hanno rovinato le sue opportunità, che hanno attirato da lui quella che era allo stesso tempo una terribile confessione e un lamento di angoscia. "Guarda! Ho fatto lo sciocco!"

2. Da quel giorno passano gli anni, e giungono al giorno dell'impaziente attesa a Gilgal. Samuele non venne, come ci si aspettava, e Saul si arrogò il diritto di offrire un sacrificio, un atto che non gli era lecito. Alla base di quell'atto c'è lo spirito di ribellione, la ribellione di una vita egocentrica

3. Seguitelo ancora più avanti, e notate la degenerazione del carattere. L'uomo che ha cominciato nascondendosi, e poi è diventato autosufficiente, e poi è caduto nella disobbedienza e nella menzogna, ora diventa avventato e fa un giuramento su di lui che mette a repentaglio la vita dell'uomo più bello del suo regno, suo figlio Gionatan

4. Marco prosegue il processo, e finalmente vedilo. Nei primi anni egli stesso fu tra i profeti, parlando sotto l'ispirazione del vento di Dio che passava attraverso la sua anima. Guardatelo ora strisciare nell'oscurità della notte dalla strega di Endor, chiedendo qualche occulta e sottile rivelazione di segreti perché la luce del giorno è cancellata dalla sua vita. E poi... E allora? Suicidio! Puoi chiamarlo come vuoi, ma se chiedo a un uomo di uccidermi, e poiché lui rifiuta cado sulla mia spada, che cos'è, se non suicidio? Quali sono le cause? Primo, come abbiamo detto, la mancanza di lealtà a Dio. La vita fa naufragio da sola, tranne quando la mano di Dio è al timone; non importa quanto bella, gloriosa e bella sia la promessa del mattino, la notte porterà disastri e sconfitte, a meno che non ci sia il leale passaggio della volontà dell'uomo alla volontà di Dio. Ma notate come questo funziona nella vita; vedere come l'uomo, una volta che la sua vita è tolta dal governo e dal controllo divino, trascura i suoi migliori amici, Samuele, Davide, Gionatan; Nota come non riesce a capire l'opportunità della sua regalità. Un uomo che sembra aver visto nella regalità solo un'opportunità per combattere, vincere e possedere, dimentica il fatto più grande, che il re deve essere anche pastore, per provvedere al suo popolo, proteggendolo dal male, nutrendolo e guidandolo come un gregge. Raccogliamo, in poche parole conclusive, quelle che sembrano essere le lezioni di quella vita

1. Innanzitutto, i vantaggi non assicurano il successo. Il fatto della tua famiglia, il fatto della tua indole, il fatto della tua forza fisica, il fatto del tuo coraggio, tutte queste cose devono essere apprezzate, ma nessuna di esse garantirà il successo. Ti prego, non sottovalutare il fatto che tuo padre credeva in Dio e tua madre pregava. Il giovane che sottovaluta tali fatti sta già facendo lo sciocco, e a meno che non impari prima che sia troppo tardi il valore infinito di quel possesso, lo farà fino alla fine dei tempi. I tuoi genitori non ti hanno dato alcun capitale con cui iniziare la vita, ti sento dire al tuo amico? Non è vero; Tuo padre ti ha dato un esempio di purezza e di onore, tua madre di devozione e di preghiera, e l'uomo che vuole un altro capitale che non sia quello dovrebbe andare all'ospizio e rimanervi! Dove sarebbero alcuni di noi se Dio non ci avesse sbarrato la strada con la preghiera di una madre e la vita devota di un padre? Un uomo può avere tutte queste cose e fare lo sciocco alla fine. La tua indole può essere a tuo favore: sei proprio l'uomo che farà naufragio se non ti dispiace. Non è tanto l'uomo freddo e cinico che rischia di fare naufragio, quanto l'uomo della risata e della vita, l'uomo che è il centro di ogni circolo sociale. Questo è l'uomo che il diavolo sta cercando, perché è l'uomo che Dio ama

2. Ancora una volta lascia che ti ricordi che le opportunità non incoronano gli uomini. Dio può averti chiamato a una grande opportunità nella vita, e tu puoi anche cogliere l'opportunità e tuttavia perderla. Come posso dunque, dice un uomo, vivere in modo da non fare lo sciocco? Ascolta questo. "Il timore del Signore è l'inizio della saggezza". Arrendersi a Dio, lealtà, obbedienza; Queste sono le cose che assicurano un uomo contro la follia e contro il fallimento. Non potrete mai realizzare le possibilità che sonnecchiano nella vostra personalità prima di aver esercitato la regalità del vostro essere, ponendo la corona della vostra virilità sulla fronte dell'Uomo di Nazaret. Trova la tua strada nell'umiltà e nella solitudine verso la Croce, e guardando in faccia il Dio e Re del mondo dici: "Oh, Nazareno! Tu hai vinto", allora comincerai a vivere. Nessun uomo può fare naufragio se Cristo è Re. Nessun uomo può perdersi nella piena se il pilota con la mano trafitta è al timone. Arrenditi a Lui, uomo, stanotte. Arrenditi a Colui che solo è in grado di realizzare le possibilità del tuo essere, e portale infine al compimento di Dio. (G. Campbell Morgan, D.D.)

Riferimenti incrociati:

1Samuele 26

1 1Sa 23:23-25; 24:17; Sal 38:12; 140:4-9
1Sa 24:2

2 1Sa 26:1; 23:19

3 Gios 2:1; Mat 10:16

4 1Sa 9:1; 14:50,51; 17:55; 2Sa 2:8-12; 3:7,8,27,33-38; 1Cron 9:39
1Sa 17:20

5 Ge 10:15; 15:20; 2Sa 11:6,21,24; 12:9; 23:39
2Sa 2:18; 16:9,10; 18:5; 23:18; 1Cron 2:16
1Cron 2:15,16
1Sa 14:6,7; Giudic 7:10,11

6 1Te 5:2,3

7 1Sa 26:23; 23:14; 24:4,18,19; Gios 21:44; Giudic 1:4
1Sa 24:18; De 32:30; Sal 31:8; Rom 11:32; Ga 3:22,23
Na 1:9

8 1Sa 24:6,7; 2Sa 1:14,16; Sal 105:15

9 1Sa 24:15; 25:26,38; Sal 94:1,2,23; Lu 18:7; Rom 12:19; Ap 18:8
Ge 47:29; De 31:14; Giob 7:1; 14:5,14; Sal 37:10,13; Ec 3:2; Eb 9:27
1Sa 31:6; De 32:35

10 1Sa 24:6,12; 2Sa 1:14,16

11 1Sa 26:7; 24:4
Ge 2:21; 15:12; Est 6:1; Is 29:10

12 1Sa 24:8; Giudic 9:7

13 1Sa 26:14

14 1Sa 26:8

15 1Sa 20:31; 2Sa 12:5; 19:28; Sal 79:11; 102:20; Ef 2:3
1Sa 26:9,11; 24:6

16 1Sa 24:8,16

17 1Sa 24:9,11-14; Sal 7:3-5; 35:7; 69:4
1Sa 17:29; Giov 8:46; 10:32; 18:23

18 1Sa 25:24; Ge 44:18
1Sa 16:14-23; 18:10; 2Sa 16:11; 24:1; 1Re 22:22; 1Cron 21:1
Ge 8:21; Lev 26:31; Sal 119:1-8
Prov 6:16-19; 30:10; Ga 1:8,9; 5:12; 2Ti 4:14
De 4:27,28; Gios 22:25-27; Sal 42:1,2; 120:5; Is 60:5; Rom 14:15
2Sa 14:16; 20:19

19 1Sa 2:9; 25:29
1Sa 24:14; Mat 26:47,55

20 1Sa 15:24,30; 24:17; Eso 9:27; Nu 22:34; Mat 27:4
1Sa 27:4
1Sa 26:24; 18:30; Sal 49:8; 116:15

21 1Sa 26:22

22 1Re 8:32; Ne 13:14; Sal 7:8,9; 18:20-26
1Sa 26:9,11; 24:6,7

23 Sal 18:25; Mat 5:7; 7:2
Ge 48:16; Sal 18:1; 18:48; 34:17,18; 144:2; At 14:22; 2Co 1:9,10; 2Te 3:2; Ap 7:14

24 1Sa 24:19; Nu 24:9,10
Ge 32:28; Is 54:17; Os 12:4; Rom 8:35,37
1Sa 24:22; Prov 26:25

25 1Sa 16:1,13; 23:17; 25:30; Sal 116:11; Prov 13:12; Is 40:27-31; 51:12; Mat 14:31; Mar 4:40; 2Co 7:5
1Sa 22:5; Eso 14:12; Nu 14:3; Prov 3:5,6; Is 30:15,16; Lam 3:26,27
1Sa 26:10,11; 21:10-15; 28:1,2; 29:2-11; 30:1-3

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