Nuova Riveduta:

1Samuele 29

Davide allontanato dall'esercito dei Filistei
1 I Filistei riunirono tutte le loro truppe ad Afec e gli Israeliti si accamparono vicino alla sorgente di Izreel. 2 I prìncipi dei Filistei marciavano alla testa delle loro centinaia e delle loro migliaia, mentre Davide e la sua gente marciavano alla retroguardia con Achis. 3 Allora i capi dei Filistei dissero: «Che fanno qui questi Ebrei?» Achis rispose ai capi dei Filistei: «Ma questi è Davide, servo di Saul re d'Israele, che è stato con me da giorni, anzi da anni, e contro il quale non ho avuto nulla da ridire dal giorno della sua diserzione a oggi!» 4 Ma i capi dei Filistei si adirarono contro di lui e gli dissero: «Rimanda indietro costui! Ritorni nel luogo che tu gli hai assegnato e non scenda con noi alla battaglia, affinché non sia per noi un nemico durante la battaglia. Infatti come potrebbe costui riacquistare il favore del suo signore, se non a prezzo delle teste di questi nostri uomini? 5 Egli non è forse quel Davide di cui si cantava nelle danze: "Saul ha ucciso i suoi mille e Davide i suoi diecimila!"?»
6 Allora Achis chiamò Davide e gli disse: «Com'è vero che il SIGNORE vive, tu sei un uomo retto. Vedo con piacere il tuo andare e venire con me nell'accampamento, poiché non ho trovato in te nulla di male dal giorno che arrivasti da me fino a oggi; ma tu non piaci ai prìncipi. 7 Ora dunque, torna indietro e vattene in pace, per non rischiare di fare qualcosa che sia sgradito ai prìncipi dei Filistei». 8 Davide disse ad Achis: «Ma che ho mai fatto? Che cosa hai trovato nel tuo servo, in tutto il tempo che sono stato con te fino a oggi, perché io non debba andare a combattere contro i nemici del re mio signore?» 9 Achis rispose a Davide e disse: «Lo so; tu sei caro agli occhi miei come un angelo di Dio; ma i prìncipi dei Filistei hanno detto: "Egli non deve salire con noi alla battaglia!" 10 Ora dunque, àlzati domani mattina di buon'ora con i servi del tuo signore che sono venuti con te; alzatevi di buon mattino e, appena farà giorno, andatevene».
11 Davide dunque, con la sua gente, si alzò di buon'ora per partire al mattino e tornare nel paese dei Filistei. E i Filistei salirono a Izreel.

C.E.I.:

1Samuele 29

1 I Filistei avevano concentrato tutte le forze in Afek, mentre gli Israeliti erano accampati presso la sorgente che si trova in Izreèl. 2 I capi dei Filistei marciavano con le loro centinaia e le migliaia. Davide e i suoi uomini marciavano alla retroguardia con Achis. 3 I capi dei Filistei domandarono: «Che cosa fanno questi Ebrei?». Achis rispose ai capi dei Filistei: «Non è forse costui Davide servo di Saul re d'Israele? È stato con me un anno o due e non ho trovato in lui nulla da ridire dal giorno della sua venuta fino ad oggi». 4 I capi dei Filistei furono tutti contro di lui e gli intimarono: «Rimanda quest'uomo: torni al luogo che gli hai assegnato. Non venga con noi in guerra, perché non diventi nostro nemico durante il combattimento. Come riacquisterà costui il favore del suo signore, se non con la testa di questi uomini? 5 Non è costui quel Davide a cui cantavano tra le danze:
«Saul ha ucciso i suoi mille
e Davide i suoi diecimila?»».
6 Achis chiamò Davide e gli disse: «Per la vita del Signore, tu sei leale e io vedo con piacere che tu vada e venga con me in guerra, perché non ho trovato in te alcuna malizia, da quando sei arrivato fino ad oggi. Ma non sei gradito agli occhi dei capi. 7 Quindi torna indietro, per non passare come nemico agli occhi dei capi dei Filistei». 8 Rispose Davide ad Achis: «Che cosa ho fatto e che cosa hai trovato nel tuo servo, da quando sono venuto alla tua presenza fino ad oggi, perché io non possa venire a combattere contro i nemici del re mio signore?». 9 Rispose Achis a Davide: «So bene che tu mi sei prezioso come un inviato di Dio; ma i capi dei Filistei mi hanno detto: Non deve venire con noi a combattere. 10 Alzatevi dunque domani mattina tu e i servi del tuo signore che sono venuti con te. Alzatevi presto e allo spuntar del giorno partite». 11 Il mattino dopo Davide e i suoi uomini si alzarono presto per partire e tornarono nel territorio dei Filistei. I Filistei salirono ad Izreèl.

Nuova Diodati:

1Samuele 29

Davide rimandato nel paese dei Filistei
1 I Filistei radunarono tutte le loro truppe ad Afek, mentre gli Israeliti si accamparono presso la sorgente di Jezreel. 2 I principi dei Filistei procedevano con le loro centinaia e le migliaia, mentre Davide e i suoi uomini procedevano per ultimi con Akish. 3 Allora i capi dei Filistei dissero: «Cosa fanno questi Ebrei?». Akish rispose ai capi dei Filistei: «Non è costui Davide, servo di Saul re d'Israele, che è stato con me questi giorni o questi anni? In lui non ho trovato alcun fallo dal giorno della sua defezione a oggi!». 4 Ma i capi dei Filistei si adirarono contro di lui e gli dissero: «Rimanda costui, perché ritorni al luogo che gli hai assegnato. Non venga con noi a combattere, perché non diventi nostro nemico in battaglia. Come potrebbe riacquistare costui il favore del suo signore, se non con la testa di questi uomini? 5 Non è costui Davide di cui cantavano in coro nelle danze, dicendo: "Saul ha ucciso i suoi mille e Davide i suoi diecimila"?». 6 Allora Akish chiamò Davide e gli disse: «Com'è vero che l'Eterno vive, tu sei un uomo retto e vedo con piacere il tuo andare e venire con me nell'esercito, perché non ho trovato in te niente di male dal giorno del tuo arrivo da me fino ad oggi; ma tu non sei gradito agli occhi dei principi. 7 Or dunque torna indietro e va' in pace, per non far nulla che dispiaccia ai principi dei Filistei». 8 Davide disse ad Akish: «Che cosa ho fatto e che cosa hai trovato nel tuo servo dal giorno in cui sono venuto con te fino al giorno d'oggi, perché io non possa andare a combattere contro i nemici del re, mio signore?». 9 Akish rispose a Davide, dicendo: «Comprendo che tu sei gradito ai miei occhi come un angelo di DIO; ma i principi dei Filistei hanno detto: "Egli non deve salire con noi alla battaglia!". 10 Perciò, alzati domani mattina presto con i servi del tuo signore che sono venuti con te; alzatevi al mattino presto e, allo spuntar del giorno, partite». 11 Così Davide e i suoi uomini si alzarono al mattino presto, per partire e tornare nel paese dei Filistei. I Filistei invece salirono a Jezreel.

Riveduta 2020:

1Samuele 29

Davide allontanato dall'esercito dei Filistei
1 I Filistei radunarono tutte le loro truppe ad Afec, e gli Israeliti si accamparono presso la sorgente di Izreel. 2 I prìncipi dei Filistei marciavano alla testa delle loro centinaia e delle loro migliaia, e Davide e la sua gente marciavano alla retroguardia con Achis. 3 Allora i capi dei Filistei dissero: “Che fanno qui questi Ebrei?”. E Achis rispose ai capi dei Filistei: “Ma costui è Davide, servo di Saul re d'Israele, che è stato presso di me da giorni, anzi da anni, e contro il quale non ho avuto nulla da ridire dal giorno della sua diserzione a oggi!”. 4 Ma i capi dei Filistei si adirarono contro di lui, e gli dissero: “Rimanda costui e se ne ritorni al luogo che tu gli hai assegnato, e non scenda con noi alla battaglia, affinché non sia per noi un nemico durante la battaglia. Poiché come potrebbe costui riacquistare il favore del suo signore, se non a prezzo delle teste di questi nostri uomini? 5 Non è lui quel Davide di cui si cantava in mezzo alle danze: 'Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila?'”. 6 Allora Achis chiamò Davide e gli disse: “Com'è vero che l'Eterno vive, tu sei un uomo retto, e vedo con piacere il tuo andare e venire con me nel campo, poiché non ho trovato in te nulla di male dal giorno che arrivasti da me fino a oggi; ma tu non piaci ai prìncipi. 7 Ora dunque, torna indietro e vattene in pace, per non dispiacere i prìncipi dei Filistei”. 8 Davide disse ad Achis: “Ma che ho mai fatto? e che hai tu trovato nel tuo servo, in tutto il tempo che sono stato presso di te fino al giorno d'oggi, perché io non debba andare a combattere contro i nemici del re, mio signore?”. 9 Achis rispose a Davide, dicendo: “Lo so; tu sei caro agli occhi miei come un angelo di Dio; ma i prìncipi dei Filistei hanno detto: 'Lui non deve salire con noi alla battaglia!'. 10 Ora dunque, alzati domattina di buon'ora, con i servi del tuo signore che sono venuti con te; alzatevi di buon mattino e appena farà giorno, andatevene”. 11 Davide dunque con la sua gente si alzò di buon'ora, per partire al mattino e tornare nel paese dei Filistei. E i Filistei salirono a Izreel.

Riveduta:

1Samuele 29

Davide rimandato dall'esercito dei Filistei
1 I Filistei radunarono tutte le loro truppe ad Afek, e gl'Israeliti si accamparono presso la sorgente di Izreel. 2 I principi dei Filistei marciavano alla testa delle loro centinaia e delle loro migliaia, e Davide e la sua gente marciavano alla retroguardia con Akis. 3 Allora i capi dei Filistei dissero: 'Che fanno qui questi Ebrei?' E Akis rispose ai capi dei Filistei: 'Ma questi è Davide, servo di Saul re d'Israele, che è stato presso di me da giorni, anzi da anni, e contro il quale non ho avuto nulla da ridire dal giorno della sua defezione a oggi!' 4 Ma i capi de' Filistei si adirarono contro di lui, e gli dissero: 'Rimanda costui e se ne ritorni al luogo che tu gli hai assegnato, e non scenda con noi alla battaglia, affinché non sia per noi un nemico durante la battaglia. Poiché come potrebbe costui riacquistar la grazia del signor suo, se non a prezzo delle teste di questi uomini nostri? 5 Non è egli quel Davide di cui si cantava in mezzo alle danze: Saul ha ucciso i suoi mille, e Davide i suoi diecimila?' 6 Allora Akis chiamò Davide e gli disse: 'Com'è vero che l'Eterno vive, tu sei un uomo retto, e vedo con piacere il tuo andare e venire con me nel campo, poiché non ho trovato in te nulla di male dal giorno che arrivasti da me fino ad oggi; ma tu non piaci ai principi. 7 Or dunque, ritornatene e vattene in pace, per non disgustare i principi dei Filistei'. 8 Davide disse ad Akis: 'Ma che ho mai fatto? e che hai tu trovato nel tuo servo, in tutto il tempo che sono stato presso di te fino al dì d'oggi, perch'io non debba andare a combattere contro i nemici del re, mio signore?' 9 Akis rispose a Davide, dicendo: 'Lo so; tu sei caro agli occhi miei come un angelo di Dio; ma i principi dei Filistei hanno detto: - Egli non deve salire con noi alla battaglia! 10 Or dunque, alzati domattina di buon'ora, coi servi del tuo signore che son venuti teco; alzatevi di buon mattino e appena farà giorno, andatevene'. 11 Davide dunque con la sua gente si levò di buon'ora, per partire al mattino e tornare nel paese dei Filistei. E i Filistei salirono a Izreel.

Ricciotti:

1Samuele 29

Davide abbandonato dall'esercito dei Filistei
1 Tutte le truppe dei Filistei eransi dunque unite in Afec, mentre Israele si era accampato presso la fontana di Jezrael. 2 I satrapi dei Filistei procedevano colle loro schiere di cento e di mille uomini, mentre Davide coi suoi uomini era nella retroguardia con Achis. 3 I principi dei Filistei chiesero ad Achis: «Che cosa stanno a fare questi Ebrei?». E Achis rispose ai principi dei Filistei: «Non sapete voi che Davide, che fu già servo di Saul re d'Israele, da tanti giorni, anzi da anni, sta alle mie dipendenze, ed io nulla ho trovato da dire sul conto suo, dal giorno in cui si rifugiò presso di me, fino ad oggi?». 4 Adiratisi però contro di lui i principi dei Filistei, gli dissero: «Ritorni quell'uomo a stare nel luogo che tu gli hai assegnato e non scenda a combattere con noi, che non diventi poi nostro avversario quando avremo cominciata la battaglia. In qual altro modo potrebbe egli placare il suo Signore se non colle nostre teste? 5 Non è costui quel Davide a cui fra le danze si cantava: - Saul ne percosse mille e Davide i suoi diecimila -?». 6 Allora Achis chiamò Davide e gli disse: «Viva il Signore! tu sei retto e buono al mio cospetto, e la tua condotta a mio riguardo negli accampamenti mi è nota nè mai mi venne fatto di trovare alcun che di male dal giorno in cui sei venuto a me fino ad oggi; non sei però gradito ai satrapi. 7 Ritornatene quindi e va' in pace per non disgustare i principi dei Filistei». 8 Davide disse ad Achis: «Che cosa ho fatto io e che cosa hai tu trovato nel tuo servo dal giorno in cui cominciai ad essere con te fino al presente, perchè non venga a combattere contro i nemici del re mio signore?». 9 Rispondendo Achis disse: «So che sei buono ai miei occhi, come un angelo di Dio; tuttavia i principi dei Filistei hanno detto: - Egli non salirà a combattere con noi. - 10 Perciò domani di buon ora alzati tu ed i tuoi servi che sono venuti con te; alzatevi di buon mattino, e al primo albeggiare andatevene».

Vittoria di Davide sugli Amaleciti
11 Si levò di buon ora Davide coi suoi per partire al mattino e ritornarsene nella terra dei Filistei, i quali invece salirono fino a Jezrael.

Tintori:

1Samuele 29

David allontanato dall'esercito dei Filistei.
1 Tutte le schiere dei Filistei si adunarono in Afec; Israele pose il campo presso alla fontana che era a Iezrael. 2 Or mentre i satrapi dei Filistei marciavano coi drappelli di cento e di mille uomini, e David con la, sua gente era nella retroguardia con Achis, 3 i principi dei Filistei dissero ad Achis: «Che fanno qui questi Ebrei?» Achis rispose ai principi dei Filistei: «Come? Non conoscete David, che fu servo di Saul re d'Israele, che sta con me da molti giorni, o meglio da anni, nel quale io, dal giorno in cui si rifugiò presso di me fino ad oggi, nulla ho trovato da ridire?» 4 Ma i principi dei Filistei, sdegnati contro di lui, gli dissero: «Torni indietro quest'uomo, se ne stia nel luogo dove l'hai costituito; ma non scenda con noi alla battaglia, chè non diventi nostro nemico, quando avremo cominciato a combattere. Infatti, come potrebbe egli placare il suo signore, se non colle nostre teste? 5 Non è costui quel David del quale si cantava nei cori: «Saul ha percosso i suoi mille, e David i suoi dieci mila»? 6 Achis allora, chiamato David, gli disse: «Viva il Signore! Tu sei uomo retto e dabbene negli occhi miei, tal'è pur la tua condotta con me nel campo; io non ho trovato niente da ridire in te, dal giorno in cui venisti da me fino ad oggi; ma tu non piaci ai satrapi. 7 Torna adunque indietro e vattene in pace, per non offendere gli occhi dei satrapi dei Filistei». 8 David disse ad Achis: «Che ho dunque fatto? che hai trovato in me tuo servo dal giorno in cui apparvi al tuo cospetto fino ad oggi, per non permettermi di venire a combattere contro i nemici del re mio signore?» 9 Achis rispose e disse a David: «Io riconosco che tu sei buono negli occhi miei, come un angelo di Dio; ma i satrapi dei Filistei han detto: Egli non deve salire con noi alla battaglia, 10 Alzati dunque di buon mattino, tu e i servi del tuo signore che sono venuti con te; alzatevi durante la notte per poter partire appena comincerà a farsi giorno». 11 David adunque si levò di notte colla sua gente per partire al mattino, e tornare nel paese dei Filistei. E i Filistei salirono a Iezrael.

Martini:

1Samuele 29

Davidde andando co' Filistei a combattere contro Israele, e rimandato indietro a Siceleg, temendo i principi, che nella battaglia non si voltasse contro di loro.
1 Or tutte quante le schiere de' Filistei si unirono insieme in Aphec: e Israele pose il campo presso alla fontana, che era a Jezrahel. 2 E i satrapi de' Filistei andavano colle loro squadre di cento, e mille uomini: ma David, e la sua gente erano nella retroguardia con Achis. 3 E i principi de' Filistei dissero ad Achis: Che fan qui questi Ebrei? E Achis disse a' principi de' Filistei: Non conoscete voi David, il quale era servo di Saul re d'Israele, e sta presso di me da molti dì, o piuttosto anni, e non ho avuto da dolermi di lui dal giorno, in cui si rifuggì presso di me sino a quest'ora? 4 Ma i principi de' Filistei si sdegnarono contro di lui, e gli dissero: Torni addietro costui, e se ne stia nel luogo da te assegnatogli, e non venga con noi alla battaglia, affinchè non ci si rivolti contro quando avrem cominciata la zuffa: imperocché come potrebb'egli altrimenti racquistar la grazia del signor suo se non a spese delle nostre teste? 5 Non è egli costui quel Davidde, di cui cantavasi in mezzo alle danze: Saul ne ha uccisi mille, e David dieci mila? 6 Achis pertanto chiamò a se David, e gli disse: Viva il Signore: Tu se' uomo retto, e dabbene negli occhi miei: e tu andavi, e venivi nel mio campo senza che io abbia trovato in te alcun difetto dal giorno, in cui venisti a me sino a questo giorno: ma i satrapi non ti gradiscono. 7 Torna adunque indietro, e vattene in pace, e non disgustare i satrapi dei Filistei. 8 E David disse ad Achis: ma e che ho fatt'io, e che hai tu trovato in me tuo servo dal giorno ch'io mi presentai al tuo cospetto sino a questo dì, onde non debba venire, e non debba combattere contro i nemici del re signor mio? 9 Ma Achis rispose, e disse a David: Io confesso, che tu sei buono negli occhi miei, come un Angelo di Dio: ma i satrapi de' Filistei hanno detto: Egli non verrà con noi alla battaglia. 10 Per la qual cosa ai calici i buon'or a tu, ed i servi del tuo signore, che son venuti con te: e alzati che sarete prima che finisca la notte, andatevene, quando comincerà a schiarirsi il giorno. 11 David pertanto si levò che era ancor notte, colla sua gente per partire al mattino, e tornare nel paese de' Filistei: e i Filistei andarono a Jezrahel.

Diodati:

1Samuele 29

1 OR i Filistei adunarono tutti i lor campi in Afec; e gl'Israeliti erano accampati presso alla fonte ch'è in Izreel. 2 E i principati de' Filistei passarono a cento a cento, e a mille a mille; e Davide, con la sua gente, passò nella retroguardia con Achis. 3 E i capitani de' Filistei dissero: Che fanno qui questi Ebrei? Ed Achis disse a' capitani de' Filistei: Non è costui Davide, servitore di Saulle re d'Israele, il quale è stato meco già un anno e più; ed in cui non ho trovato nulla, dal giorno ch'egli si è rivoltato da parte mia fino ad oggi? 4 Ma i capitani de' Filistei si adirarono contro a lui, e gli dissero: Rimanda quest'uomo, e ritorni al luogo suo, ove tu l'hai costituito, e non iscenda con noi alla battaglia; che talora non si rivolti contro a noi nella battaglia; perciocchè, con che potrebbe costui racquistarsi la grazia del suo signore? non sarebbe egli con le teste di questi uomini? 5 Non è costui quel Davide, del quale si cantava nelle danze, dicendo:
Saulle ne ha percossi i suoi mille,
E Davide i suoi diecimila?
6 Allora Achis chiamò Davide, e gli disse: Come il Signore vive, tu sei uomo diritto, e il tuo andare e venire meco nel campo mi è piaciuto; perciocchè io non ho trovato in te alcun male, dal dì che tu venisti a me fino ad oggi; ma tu non piaci a' principi. 7 Ora dunque, ritornatene, e vattene in pace, e non fare una cosa che dispiacerebbe a' principi de' Filistei. 8 E Davide disse ad Achis: Ma pure che ho fatto? e che hai trovato nel tuo servitore, dal dì che io sono stato al tuo servigio infino ad oggi, che io non debba andare a combattere contro a' nemici del re, mio signore? 9 Ed Achis rispose, e disse a Davide: Io il so; conciossiachè tu mi piaccia, come un angelo di Dio; ma i capitani de' Filistei hanno detto: Non salga costui con noi alla battaglia. 10 Ora dunque, levati domattina a buon'ora, insieme co' servitori del tuo signore che son venuti teco; ed in su lo schiarir del dì, levatevi, e andatevene. 11 Davide adunque si levò la mattina seguente a buon'ora, insieme con la sua gente, per andarsene, e per ritornar nel paese de' Filistei. E i Filistei salirono in Izreel.

Commentario completo di Matthew Henry:

1Samuele 29

1 INTRODUZIONE A 1 SAMUELE CAPITOLO 29

Come Saulo, che era stato abbandonato da Dio, quando era in difficoltà fosse sempre più perplesso e imbarazzato dai suoi stessi consigli, lo leggiamo nel capitolo precedente. In questo capitolo troviamo come Davide, che si teneva vicino a Dio, quando era in difficoltà, fu liberato e portato via dalla provvidenza di Dio, senza alcun espediente proprio. Noi abbiamo lui,

I Marciando con i Filistei, 1Samuele 29:1,2.

II. Eccetto contro i signori dei Filistei, 1Samuele 29:3-5.

III. Felicemente congedato da Achis da quel servizio che gli era così male, e che tuttavia non sapeva come rifiutare, 1Samuele 29:6-11.

Ver. 1. fino alla Ver. 5.

Ecco qui

I La grande ristrettezza in cui si trovava Davide, di cui possiamo supporre che egli stesso fosse consapevole, anche se non leggiamo del suo consiglio a Dio, né di alcun suo progetto per liberarsene. I due eserciti dei Filistei e degli Israeliti erano accampati e pronti a combattere, 1Samuele 29:1. Achis, che era stato gentile con Davide, lo aveva obbligato a venire lui stesso e a portare al suo servizio le forze che aveva. Davide venne di conseguenza e, dopo aver esaminato l'esercito, fu trovato con Akis, nel posto assegnatogli nelle retrovie, 1Samuele 29:2. Ora

1. Se, quando gli eserciti si fossero impegnati, si fosse ritirato e avesse lasciato il suo posto, sarebbe caduto sotto l'indelebile rimprovero, non solo di codardia e tradimento, ma di vile ingratitudine verso Akis, che era stato il suo protettore e benefattore e aveva riposto una fiducia in lui, e dal quale aveva ricevuto un incarico molto onorevole. Non riusciva in alcun modo a convincersi a fare una cosa così priva di principi.

2. Se, come ci si aspettava da lui, combattesse per i Filistei contro Israele, incorrerebbe nell'accusa di essere un nemico dell'Israele di Dio e un traditore della sua patria, lo farebbe odiare dal suo popolo e si opporrebbe all'unanimità alla sua ascesa alla corona, come indegno del nome di un Israelita, molto più l'onore e la fiducia di un re d'Israele, quando aveva combattuto contro di loro sotto la bandiera degli incirconcisi. Se Saul fosse stato ucciso (come si dimostrò che era stato) in questo scontro, la colpa sarebbe stata attribuita a Davide, come se fosse stato lui a ucciderlo. Così che da una parte e dall'altra sembrava che ci fossero sia il peccato che lo scandalo. Questo era lo stretto in cui si trovava; e per un uomo buono era una grande difficoltà, più grande vedere il peccato davanti a sé che vedere l'angoscia. In questa ristrettezza si è cacciato con la sua propria sconsideratezza, lasciando il paese di Giuda e andando tra gli incirconcisi. È strano se coloro che si associano con persone malvagie e diventano intimi con loro, ne escono senza colpa, o dolore, o entrambi. Ciò che egli stesso si proponeva di fare non appare. Forse intendeva agire solo come custode del capo del re, l'incarico assegnatogli (1Samuele 28:2) e non fare nulla di offensivo contro Israele. Ma sarebbe stato molto difficile arrivare così vicino all'orlo del peccato e non caderci dentro. Perciò, anche se Dio avrebbe potuto giustamente lasciarlo in questa difficoltà, per castigarlo per la sua follia, tuttavia, poiché il suo cuore era retto con lui, non permise che fosse tentato più di quanto poteva, ma con la tentazione gli aprì una via per sfuggire, == 1Corinzi 10:13.

II. Si aprì una porta per la sua liberazione da quella ristrettezza. Dio inclinò i cuori dei principi dei Filistei ad opporsi al suo impiego in battaglia, e ad insistere perché fosse congedato. Così la loro inimicizia gli divenne amica, quando nessun amico che aveva era capace di fargli una simile gentilezza.

1. Era una domanda appropriata quella che si sono posti, dopo aver radunato le forze,

"Che cosa fanno questi ebrei qui? == 1Samuele 29:3. Che fiducia possiamo riporre in loro, o che servizio possiamo aspettarci da loro?".

Un ebreo è fuori dal suo posto, e, se ha lo spirito di un ebreo, è fuori dal suo elemento, quando è nell'accampamento dei Filistei, e merita di essere messo a disagio lì. Davide odiava la congregazione dei malvagi, ma ora era in mezzo a loro, Salmi 26:5. Fu una testimonianza onorevole quella che Akis, in questa occasione, diede a Davide. Lo considerava come un profugo, fuggito da un ingiusto processo nel suo paese, e si era messo sotto la sua protezione, di cui perciò era obbligato, per giustizia, a prendersi cura, e pensava di poter usare con prudenza;

"Poiché (dice) è stato con me in questi giorni, o in questi anni",

Cioè, un tempo considerevole, molti giorni alla sua corte e un anno o due nel suo paese, e non trovò mai in lui alcun difetto, né vide alcun motivo per diffidare della sua fedeltà, o per pensare altro che fosse venuto di cuore da lui. Da ciò risulta che Davide si era comportato con molta cautela e aveva prudentemente nascosto l'affetto che ancora conservava per il suo popolo. Abbiamo bisogno di camminare con saggezza verso quelli che sono fuori, di tenere la bocca quando i malvagi sono davanti a noi, e di stare in riserva.

3. Eppure i principi sono perentori in questo, che deve essere rimandato a casa; e danno buone ragioni per insistere su di esso.

(1.) Poiché era stato un vecchio nemico dei Filistei, testimonia ciò che fu cantato in onore dei suoi trionfi su di loro: Saul uccise le sue migliaia e Davide le sue diecimila, == 1Samuele 29:5.

"Sarà un rimprovero per noi ospitare e confidare in un così noto distruttore del nostro popolo; né si può pensare che ora agirà di cuore contro Saul, che allora agì così vigorosamente con lui e per lui".

Chi amerebbe le lodi o gli applausi popolari quando, anche quello, un'altra volta, può essere rivolto contro un uomo a suo rimprovero?

(2.) Perché potrebbe essere un nemico molto pericoloso per loro, e fare loro più male di quanto potrebbe fare tutto l'esercito di Saul (1Samuele 29:4):

"Potrebbe essere un nostro avversario in battaglia, e sorprenderci con un attacco alle spalle, mentre il loro esercito ci carica davanti; e abbiamo ragione di pensare che lo farà, affinché, tradendoci, possa riconciliarsi con il suo padrone. Chi può fidarsi di un uomo che, oltre al suo affetto per il suo paese, penserà che sia suo interesse essere falso con noi?"

È pericoloso riporre fiducia in un nemico riconciliato.

6 Ver. 6. fino alla Ver. 11.

Se le ragioni che Akis aveva per fidarsi di Davide erano più forti delle ragioni che i principi adducevano per diffidare di lui (come non vedo che, in politica, lo fossero, perché i principi avevano certamente ragione), tuttavia Akis era solo uno dei cinque, sebbene il principale, e l'unico che avesse il titolo di re; di conseguenza, in un consiglio di guerra tenuto in questa occasione, fu votato in modo eccessivo e costretto a licenziare Davide, sebbene gli fosse estremamente affezionato. I re non possono sempre fare ciò che vogliono, né averne uno come vorrebbero intorno a loro.

I Il congedo che Achish gli dà è molto onorevole, e non un congedo definitivo, ma solo dal servizio attuale.

1. Significa il grande piacere e la soddisfazione che aveva preso in lui e nella sua conversazione: Tu sei buono ai miei occhi come un angelo di Dio, == 1Samuele 29:9. Gli uomini saggi e buoni guadagneranno rispetto, ovunque vadano, da tutti coloro che sanno fare una giusta stima delle persone e delle cose, anche se di diverse professioni religiose. Ciò che Achi dice di Davide, Dio, per mezzo del profeta, dice della casa di Davide (Zaccaria 12:8), che sarà come l'angelo del Signore. Ma il primo è un complimento di corte, il secondo è una promessa divina.

2. Gli dà una testimonianza del suo buon comportamento, 1Samuele 29:6. È molto completo e in termini cortesi:

"Tu sei stato retto, e tutta la tua condotta è stata buona ai miei occhi, e io non ho trovato male in te".

Saul non gli avrebbe dato una simile testimonianza, anche se gli aveva reso molto più servizio di Achis. Il popolo di Dio dovrebbe comportarsi sempre in modo così inoffensivo da ottenere la buona parola di tutti coloro con cui ha a che fare; ed è un debito che abbiamo nei confronti di coloro che si sono comportati bene per dargliene la lode.

3. Attribuisce tutta la colpa della sua destituzione ai principi, che non avrebbero in alcun modo permesso che lui rimanesse nell'accampamento.

"Il re ti ama totalmente, e rischierebbe la sua vita nelle tue mani; Ma i signori non ti favoriscono e noi non dobbiamo disobbedirli, né possiamo opporci a loro; perciò torna indietro e va' in pace".

Era meglio che si schierasse con il suo favorito piuttosto che provocare un disgusto tra i suoi generali e un ammutinamento nel suo esercito. Achis suggerisce una ragione per cui erano a disagio. Non era tanto per il bene di Davide, quanto per il bene dei suoi soldati che lo assistevano, che egli chiama i servi del suo padrone (cioè, di Saul), 1Samuele 29:10. Potevano fidarsi di lui, ma non di loro.

(4.) Gli ordina di andarsene presto, non appena si fece luce (1Samuele 29:10), per prevenire i loro ulteriori risentimenti e le gelosie che sarebbero stati inclini a concepire se si fosse attardato .

II. La sua ricezione di questo discorso è molto complementare; ma, temo, non senza un certo grado di dissimulazione.

«Che cosa», dice Davide, «devo lasciare il mio signore, il re, che sono tenuto a proteggere per ufficio, proprio ora che sta per esporsi sul campo? Perché non posso andare a combattere contro i nemici del re mio signore?"

1Samuele 29:8. Sembrava ansioso di servirlo quando in quel frangente era davvero ansioso di lasciarlo, ma non voleva che Akis sapesse che lo era. Nessuno sa quanto sia forte la tentazione di complimentarsi e di dissimulare quali siano coloro che frequentano i grandi uomini, e quanto sia difficile evitarla.

III. La provvidenza di Dio lo ordinò saggiamente e con grazia per lui. Infatti, oltre al fatto che l'accio fu spezzato ed egli fu liberato dal dilemma in cui era stato ridotto all'inizio, si rivelò un felice affrettarsi per lui in soccorso della sua stessa città, che lo desiderava ardentemente, sebbene lui non lo sapesse. Così l'infamia che i signori dei Filistei gli inflitrono, in più di un modo, si rivelò un vantaggio per lui. I passi di un uomo buono sono ordinati dal Signore, ed egli si compiace della sua via. Che cosa farà di noi non lo sappiamo ora, ma lo sapremo in seguito, e vedremo che è stato tutto per il bene.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

1Samuele 29

1 Capitolo 29

Davide osteggiato dai Filistei 1Sam 29:1-5

Viene licenziato da Achis 1Sam 29:6-11

Versetti 1-5

Davide aspettava con la segreta speranza che il Signore lo avrebbe aiutato a uscire dalle sue difficoltà. Ma sembra che sia stato influenzato troppo dalla paura degli uomini, acconsentendo a frequentare Achis. È difficile avvicinarsi all'orlo del peccato e non caderci. Dio fece sì che i principi dei Filistei si opponessero all'impiego di Davide in battaglia. In questo modo la loro antipatia gli fece da amico, quando nessun amico avrebbe potuto fargli una simile cortesia.

6 Versetti 6-11

Davide non ebbe mai una liberazione più grande di quella che ebbe quando fu licenziato da un servizio così insidioso. Il popolo di Dio dovrebbe sempre comportarsi in modo da ottenere, se possibile, la buona parola di tutti coloro con cui ha a che fare; e a coloro che si sono comportati bene è dovuto parlare bene di loro.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

1Samuele 29

1 Una fontana - Probabilmente, la bella sorgente Ain-Jalud. È impossibile dire quali siano state le circostanze speciali che hanno portato alla lotta tra Israele e i Filistei che si è svolta a nord fino alla pianura di Izreel. Forse era collegato ad alcuni movimenti delle tribù aramaiche nel nord della Palestina. Vedi 2 Samuele 8.

2 I signori - Cfr Giudici 3:3 nota Giudici 3:3 come distinti dai “principi” ordinari 1 Samuele 29:3. Le divisioni militari dell'esercito filisteo erano centinaia e migliaia, come quelle degli Israeliti 1 Samuele 8:12. Davide e i suoi uomini formarono una guardia del corpo ad Achis 1 Samuele 28:2.

3 È caduto su di me - La parola normale per disertare e andare dall'altra parte. Vedi Geremia 37:13; Geremia 38:19.

6 Come vive il Signore - Il giuramento di Yahweh sembra strano sulla bocca di un filisteo. Ma probabilmente non si conservano le parole stesse, ma solo il senso di questo e di altri discorsi simili.

8 Vedi 1 Samuele 29:10 nota.

10 Con i servi del tuo padrone - L'indizio può essere trovato in 1 Cronache 12:19 , dove sembra che un numero considerevole di Manassiti "cadde" a Davide proprio in quel momento, e tornò con lui a Ziklag. È quindi a questi nuovi arrivati ​​che Achish applica l'espressione. È impossibile non riconoscere qui una misericordiosa interposizione della Provvidenza, per la quale Davide non solo fu salvato dalla lotta contro il suo re e il suo paese, ma rispedito a casa appena in tempo per recuperare le sue mogli ei suoi beni dagli Amaleciti 1 Samuele 30.

Che Davide abbia mantenuto la sua posizione con la sottigliezza e la falsità, che erano le caratteristiche invariabili della sua epoca e della sua nazione, non è affatto da meravigliarsi. Nessuna sanzione è data da questa narrazione all'uso della menzogna.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

1Samuele 29

1 INTRODUZIONE A PRIMO SAMUELE 29

Questo capitolo dà un resoconto dell'uscita di Davide con gli eserciti dei Filistei, 1Samuele 29:1,2 ; del fatto che i principi dei Filistei lo obiettarono, che insistettero perché fosse rimandato indietro, 1Samuele 29:3-5 ; del racconto che Achis ne fece a Davide, e del discorso che si svolse tra loro su di esso, 1Samuele 29:6-10 ; per cui Davide ebbe inaspettatamente una via aperta per essere liberato da questo servizio, che egli abbracciò volentieri, 1Samuele 29:11

Versetto 1. I Filistei radunarono tutto il loro esercito presso Afek,

Non la città della tribù di Giuda con quel nome, Giosuè 15:53 ; dove i Filistei avevano un accampamento al tempo di Samuele, 1Samuele 4:1 ; ma piuttosto che nella tribù di Aser, Giosuè 19:30 ; a meno che non ce ne fosse uno di questo nome nella tribù di Issacar, non menzionato, poiché sembra che fosse vicino a Izreel e Sunem, che erano entrambi in quella tribù, Giosuè 19:18 ;

e gli Israeliti accampati presso una fonte che è a Izreel; nella valle di Izreel; di cui vedi Gill su "Giosuè 19:18" e vedi Gill su "Osea 1:5"

2 Versetto 2. I principi dei Filistei passarono a centinaia e a migliaia,

Non che ci fossero così tanti signori, perché erano solo cinque; Ma questi marciavano, alcuni alla testa di centinaia con loro, altri alla testa di migliaia.

ma Davide e i suoi uomini passarono la ricompensa con Akis; il quale, essendo il generalissimo, veniva in coda, e Davide, che aveva nominato capitano delle sue guardie del corpo, lo accompagnava con i suoi uomini, cosa che non poteva rifiutare in segno di gratitudine; eppure era nella più grande ristrettezza e difficoltà come agire, essendo sia contro la sua coscienza che contro il suo interesse combattere contro Israele, e aspettava e sperava che qualche apparizione della Provvidenza lo liberasse da questo dilemma, e che fu presto visto; ma Abarbinel pensa che Davide non avesse altra idea nell'andare alla battaglia, se non quella di essere la guardia del corpo di Achis, e di accompagnarlo, e che non avrebbe dovuto combattere contro Israele, né per i Filistei: né nuocere all'uno, né aiutare l'altro

3 Versetto 3. Allora i principi dei Filistei dissero:

ad Achis; non quelli della corte di Achis, che erano suoi sudditi, ma i principi confederati con lui in questa guerra, i signori degli altri principati, come appare dalla libertà che presero con lui, 1Samuele 29:4 ;

che cosa [fanno] questi Ebrei [qui]? o ebrei, come il Targum; Che c'è da fare tu con loro, o essi devono essere con te? uomini di un'altra nazione e di un'altra religione, e noti nemici dei Filistei,

Achis disse ai principi dei Filistei: per addolcirli e riconciliarli con questi uomini e il loro essere con lui,

non è costui Davide, servo di Saul, re d'Israele; tra i quali c'era stata una lite, e il primo era fuggito dal secondo verso di lui;

che è stato con me in questi giorni, o in questi anni; era stato con lui molti giorni, e potrebbe dire anni, come era stato con lui un anno intero, e parte di un altro, vedi 1Samuele 27:7 ; e avrebbe potuto conoscerlo più a lungo, se fosse stato lo stesso da cui Davide si era rifugiato per la prima volta; Kimchi lo interpreta, che lo conosceva bene come se fosse stato con lui tanti anni quanti giorni:

e non ho trovato in lui alcuna colpa da quando è caduto [sotto di me] fino ad oggi? la faccenda dell'andare di Davide contro i Gheshuriti, ecc. non essendo ancora conosciuta da lui, o, se lo era, l'approvava, essendo loro suoi nemici; questo dimostra che Davide si comportò con molta prudenza per avere un carattere come questo da un re dei Filistei

4 Versetto 4. E i principi dei Filistei si adirarono contro di lui,

Con Akis, per aver dato un tale carattere a Davide, e per aver preso le sue parti, al fine di trattenerlo, se possibile:

e i capi dei Filistei gli dissero: "Fa' tornare quest'uomo; parlano di lui con disprezzo, e insistono perché Achis gli ordini di tornare indietro, e di non andare oltre con loro.

affinché possa tornare al luogo che tu gli hai assegnato; a Ziklag, il luogo che Achis gli aveva dato per residenza, 1Samuele 27:6 ; non desideravano che fosse mandato nel suo paese e a Saul, perché, se si fosse fatta una riconciliazione tra loro, egli sarebbe stato di grande utilità a Saul contro di loro.

e non scenda con noi in battaglia; nella valle di Izreel, dove gli Israeliti si erano accampati:

per timore che egli non ci sia avversario in battaglia, e non piombi su di loro alle spalle, mentre essi erano in prima linea con Israele.

poiché con che cosa potrebbe egli riconciliarsi con il suo padrone? a Saul aveva offeso e si era rifugiato da:

[Non dovrebbe] [essere] con le teste di questi uomini? i Filistei; o se non per le teste di questi uomini; non aveva altro modo di fare la pace con il suo padrone se non tagliando le teste dei Filistei; e quindi era un uomo pericoloso da portare con loro in battaglia

5 Versetto 5. Non è forse questo Davide, del quale si cantava l'un l'altro nelle danze,

Molto tempo fa:

dicendo: "Saul uccise le sue migliaia e Davide le sue diecimila; così che è un nostro vecchio nemico giurato; e quanto più è stato valoroso e vittorioso, tanto meno ci si può fidare di lui, vedi 1Samuele 18:7 21:11

6 Versetto 6. Allora Achis chiamò Davide,

Essendo così vicino a lui, che poteva chiamarlo lui stesso, o mandava qualcuno da lui, per esigere la sua presenza con lui.

e gli dissero: In verità, [com'è] che vive il Signore; o "Geova vive"; un giuramento del vero Dio, del quale Achis poteva avere una certa conoscenza, come pure aveva degli angeli, dalla sua conversazione con Davide; sebbene i pagani avessero la nozione di un Essere supremo, e tuttavia adorassero altri dèi, e che chiamavano Giove, da questo nome di Geova. Kimchi osserva che tutti confessano una causa prima; e perciò, quando giurò a Davide, giurò per colui in cui Davide credeva, forse per compiacenza nei suoi confronti, o affinché Davide potesse prestare maggiore riguardo al suo giuramento:

Tu sei stato retto; sincero, onesto, fedele e giusto in tutto il suo comportamento; eppure non così sincero come pensava di essere, testimonia la strada che fingeva di aver preso contro il sud di Giuda, 1Samuele 27:1-12 ;

e il tuo uscire e il tuo entrare con me nell'ostia [è] bello in vista; Il suo comportamento nell'esercito, che lo accompagnava come custode del suo capo o capitano della sua guardia del corpo, gli era estremamente gradito, e avrebbe potuto desiderare che continuasse:

poiché non ho trovato in te nulla di male, dal giorno della tua venuta fino ad oggi; tutto ciò che aveva fatto prima ai Filistei, avendoli grandemente afflitti e afflitti nelle sue guerre contro di loro, di cui questa sembra essere un'eccezione:

tuttavia, i signori non ti favoriscono; o tu non sei accettevole per loro, sì, molto offensivo e sgradevole

7 Versetto 7. Perciò ora tornate,

Per Ziklag:

e va' in pace; non solo in modo pacifico, facile e soddisfatto, come Davide era nel suo cuore a sentire ciò, ma tutta la prosperità e la felicità ti accompagnano; gli ebrei distinguono tra il desiderio di andare in pace e quello di andare in pace; il primo osservano che non è uscito felicemente, mentre l'altro lo ha fatto, e lo fanno per esempio nel desiderio di Ietro a Mosè, e di Davide ad Assalonne;

che tu non dispiaccia ai signori dei Filistei, e quale sarebbe la conseguenza di ciò, non poteva dire, ma suggerisce che sarebbe molto per la sua pace e sicurezza andarsene

8 Versetto 8. E Davide disse ad Akis: "Che ho fatto?"

Questa domanda è anticipata dal discorso di Akis, che aveva dichiarato di non aver trovato in lui alcun male; ma Davide doveva dire qualcosa per dare un'apparenza di preoccupazione per essere stato licenziato, quando ne era sinceramente contento:

E che cosa hai trovato nel tuo servo, per tutto il tempo che sono stato con te fino ad oggi, per non andare a combattere contro i nemici del re mio signore? il che non può essere scusato da una grande dissimulazione, poiché nulla era più estraneo al suo cuore, e contro la sua volontà, che combattere contro gli Israeliti, e che decise di evitare se possibile; e contento in cuor suo di essere così scusato e liberato dalle ristrettezze e dalle difficoltà in cui era coinvolto; ma affinché i Filistei non avessero motivo di sospettare di lui, e che egli fosse calorosamente attaccato ai loro interessi, tra i quali doveva ancora rimanere, si diede queste arie. Abarbinel è dell'opinione che i signori dei Filistei avessero paura solo di Davide, ma non dei suoi uomini, e quindi non fossero solleciti per la loro partenza, ma per i suoi, il che preoccupava Davide; e poiché era particolarmente preso di mira, desiderava sapere quale male speciale fosse stato trovato in lui; ma quando comprese, dalla seguente risposta di Akis, che i suoi servi dovevano andare con lui, fu contento e non disse altro; ma i principi chiesero: «Che cosa fanno qui questi ebrei?». 1Samuele 29:3

9 Versetto 9. Achis rispose e disse a Davide:

In risposta alle domande:

Io so che tu sei buono ai miei occhi come un angelo di Dio, per la sua grande sapienza, per la sua condotta aggraziata e per il suo portamento inoffensivo.

nonostante i principi dei Filistei abbiano detto: "Egli non salirà con noi in battaglia; sebbene Akis avesse una così buona opinione di lui e l'avesse dichiarata in consiglio, tuttavia lì era stato emesso l'ordine di non andare a combattere con loro; non c'erano che cinque di loro, e Achis era uno dei cinque, così che ci furono quattro a uno per la sua destituzione; e Achis, benché re, fu costretto a sottomettersi

10 Versetto 10. Perciò ora alzati di buon'ora con i servi del tuo padrone che sono venuti con te,

Intendendo i suoi seicento uomini, che erano considerati come servi e sudditi di Saul, sebbene con Davide, e che portavano tacitamente in sé l'obiezione dei signori filistei nei loro confronti, che, poiché erano servi e sudditi di Saul, non ci si poteva fidare di loro in una battaglia con lui; per timore di trovare un'opportunità, la cogliessero al volo, e così si ingraziassero di nuovo il suo favore:

e appena vi sarete alzati di buon'ora la mattina e avrete luce, partite; egli consiglia loro di andarsene il più presto possibile, per timore che i Filistei piombino su di loro e li costringano, e non sa dire quale male possa capitare loro; per cui per la loro sicurezza era meglio partire non appena poterono vedere la loro strada

11 Versetto 11. Davide e i suoi uomini si alzarono di buon'ora per partire la mattina seguente.

Essendo disposti e pronti ad andare come desideravano i Filistei, avrebbero dovuto:

per tornare nel paese dei Filistei; poiché ora erano nel paese d'Israele, ad Afek, vicino a Izreel, da dove tornarono a Tsiklag, che era nel principato di Gat; e, secondo Bunting, era a ottantotto miglia dal luogo dove si trovava l'esercito dei Filistei; ma non sembra molto probabile che fosse così lontano.

e i Filistei salirono a Izreel; dove l'esercito degli Israeliti era accampato per combatterli. Con la dimissione di Davide dall'esercito dei Filistei, non solo fu liberato da una triste situazione in cui si trovava, sia di aver avuto una parte ingrata verso Akis, sia come parte innaturale verso Israele; ma anche, con l'insistente ordine di Achis di andarsene il più presto possibile al mattino, arrivò il tempo sufficiente per salvare la preda che gli Amalechiti avevano preso a Ziklag, la sua città, come nel capitolo seguente; e la provvidenza di Dio in questa faccenda è ulteriormente osservabile, come da alcuni rappresentati, poiché se Davide fosse rimasto nell'accampamento dei Filistei, non sarebbe stato così facile per lui, alla morte di Saul, ottenere da loro, e succedere nel regno, come poté e fece da Ziklag

Commentario del Pulpito:

1Samuele 29

1 MARCIA DELL'ESERCITO FILISTEO (Versetti. 1-5)

versetto 1.- I Filistei si radunarono, ss. Il racconto, interrotto per la descrizione dell'umiliazione di Saul, è di nuovo ripreso da 1Samuele 28:1. Aphek. Come abbiamo visto in 1Samuele 4:1, questa parola, che significa fortezza, è un nome molto comune per i luoghi. Se si fosse trattato dell'Afec di Giuda menzionato, la destituzione di Davide avrebbe avuto luogo vicino a Gat, e poco dopo Achis si unì all'esercito filisteo. Il signor Conder pensa che fosse il luogo rappresentato dal moderno villaggio di Fuku'a, vicino al monte Gelboa, nella tribù di Issacar; ma poiché questo era distante da Ziklag ottanta o novanta miglia, non sarebbe stato possibile per David raggiungere casa il terzo giorno

1Samuele 30:1

né era probabile che la sua presenza con il suo piccolo esercito sarebbe rimasta a lungo inosservata. Una fontana che si trova a Izreel. ebraico, "la fontana". Conder dice: "Attraversando la valle vediamo davanti a noi il sito di Jezreel, su una collinetta alta 500 piedi. La posizione è molto particolare, perché mentre a nord e a nord-est i pendii sono ripidi e aspri, a sud l'ascesa è molto graduale, e il viaggiatore che viene verso nord è stupito di guardare improvvisamente giù sulla valle con le sue due sorgenti: una, 'Ain Jalud, che sgorga da una rupe di conglomerato e forma una pozza lunga 100 metri con bordi fangosi; l'altra, la fontana dei crociati di Tubania" ('Tent-Work,' 1:124). La prima è la fontana qui menzionata; ed è evidente che anche ora Saul aveva scelto una posizione forte per il suo esercito. La lettura della Settanta, En-dor invece di "la fonte" (ebraico, 'En, o 'Ain), è indifendibile, dato che gli Israeliti erano molti chilometri più a sud

Versetti 1-5.-

Le contromisure della Provvidenza

I fatti sono

1.) I Filistei fanno i preparativi per la battaglia, e Davide e i suoi uomini formano la retroguardia

2.) Sui principi che si lamentano della presenza degli Ebrei, Achi invoca la fedeltà di Davide

3.) I principi insistono per il congedo di Davide e dei suoi uomini in un luogo sicuro, sospettando che in battaglia possa rivoltarsi contro di loro. La condotta di Davide, come riportato nel capitolo 27, cominciò ora a essere imbarazzante sia per lui che per i suoi protettori filistei; e se gli eventi fossero andati come un tempo sembrava probabile, Davide si sarebbe trovato in difficoltà inestricabili. Fu solo la lite tra Achis e i capi delle sue forze che risolse l'ambiguità della sua posizione

Il corso degli eventi umani, considerati in sezioni isolate, SEMBRA SPESSO RENDERE INCERTA, SE NON IMPOSSIBILE, LA REALIZZAZIONE DEL PROPOSITO DI DIO. Il profeta Samuele aveva dichiarato che era proposito di Dio portare Davide al trono, come un uomo degno della fiducia della nazione. La disposizione che era stata presa al momento dell'ascesa al potere di Saul era stata modificata in armonia con questo fatto. Eppure, nella posizione ambigua in cui si trovava ora Davide a causa della sua condotta errata, sembrava che gli eventi tendessero in una direzione diversa. L'uomo stesso su cui era riposta la speranza dei pii era ora alleato con il nemico di Israele, e stava per combattere contro il suo stesso popolo. Già la dissimulazione aveva danneggiato la sua reputazione, e se ora si fosse scontrato con i suoi stessi compatrioti, come avrebbe mai potuto essere degno di fiducia come ebreo leale? Non si tratta di un caso isolato. La prontezza con cui i discendenti di Giacobbe sembravano stabilirsi in Egitto dopo la sua morte non dava alcuna promessa dell'adempimento del proposito di Dio riguardo a loro. La dispersione dei discepoli da parte della prima persecuzione sembrò andare contro il consolidamento della Chiesa, e quindi con la forza dello sforzo cristiano. Ci sono riflussi nella vita cristiana individuale che, mentre sono in corso, suggeriscono l'incertezza della salvezza finale. Anche il lungo corso dei mali successivi alla creazione dell'uomo, considerati nel loro sviluppo terreno, può far sorgere il dubbio se il proposito benevolo di un buon Creatore possa mai essere raggiunto. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che vediamo solo parti del corso della vita, e non dobbiamo trarre una conclusione da una conoscenza parziale. Dio concede libertà d'azione, e addestra le sue creature con le lezioni acquistate a caro prezzo di un'esperienza dolorosa, e, inoltre, attende con calma l'esito dell'intera

GLI ERRORI DEGLI UOMINI DI SINCERA PIETÀ SONO TRATTATI CON MOLTA TENEREZZA DA DIO. Non possiamo non essere colpiti dalla grande differenza tra la condotta per la quale Saul fu così duramente punito e quella di Davide, che non si manifestò nel suo rifiuto. Il peccato di Saul fu radicale: fu la "ribellione"

1Samuele 15:23

Indicava che la volontà egoistica governava la sua condotta. Il peccato di Davide nel dissimulare e nell'accontentarsi senza la guida divina come alleato di Achis fu il peccato di ricaduta e negligenza. Era radicalmente sincero nella sua pietà, ma in un momento di debolezza perse la sua piena fede in Dio, e così cedette all'influenza della paura. Perciò fu castigato dal dolore, dalle paure crescenti, dall'umiliazione di sé, dalla perdita della reputazione e da quel segreto senso di dispiacere divino che l'anima errante del devoto conosce troppo bene. Anche se il sincero servo di Dio cadrà, non sarà completamente abbattuto. Dio si ricorda che è polvere. Nel caso di Davide, i problemi creati dalle sue azioni producono rammarico per essersi mai messo in una posizione così falsa, e stimolano lo spirito del vero pentimento. Il modo in cui il nostro Salvatore trattava gli uomini induriti e ostinati e coloro il cui spirito lottava per fare il bene e per essere nel giusto era molto diverso. È una consolazione per tutti noi sapere che egli è toccato dal sentimento delle nostre infermità, e non respinge coloro che, non potendo "vegliare un'ora", cadono in tentazione

III DIO NON MANCA MAI DI ESERCITARE IL CONTROLLO SULL'INSIEME DEGLI EVENTI CHE SEMBRANO ANDARE CONTRO I SUOI PROPOSITI, e quando arriva il momento opportuno EGLI METTE IN FUNZIONE NUOVI ELEMENTI. Davide sbagliò e peccò; ma Davide era trattenuto e interiormente umiliato. Questa pericolosa alleanza, sebbene lo portasse sull'orlo di un precipizio, fu limitata, sotto la pressione dei suoi obblighi, da una nuova serie di influenze messe in opera. Per quanto il legame tra Davide e Achis funzionasse, la mano di Davide doveva presto alzarsi in battaglia contro Israele; ma l'imperscrutabile Provvidenza che lo ordinò futuro re, e gli permise, per ragioni nascoste, di entrare in relazioni pericolose e dannose, dominò anche sugli spiriti dei principi filistei, e proprio quando il peccato dell'uomo di Dio stava per dare il suo frutto più crudele, li spinse a protestare contro la sua entrata nel conflitto. Così Dio tratta con tenerezza il suo servo che ha sbagliato e, in un modo sconosciuto e inaspettato, contrasta il corso degli eventi che fino a poco tempo fa aveva teso alla frustrazione dei suoi stessi propositi. Quante volte i servitori di Dio rovinerebbero la loro propria reputazione e la stessa causa che sta loro a cuore, se egli non avesse egli trovato mezzi per frenare la tendenza della loro condotta. È per la misericordia del Signore che non siamo consumati

IV CONTRASTANDO IN TAL MODO GLI EFFETTI DELLA NOSTRA CATTIVA CONDOTTA, DIO FA VENIRE IL CASTIGO SU CHI SBAGLIA. Davide fu misericordiosamente salvato dal pericolo di colpire il suo stesso popolo, e la pressione di qualsiasi obbligo che le amicizie e le usanze umane potevano avergli imposto fu rimossa, e le prospettive di essere accolto come re in Israele furono illuminate; eppure nel suo cuore gli fu fatto sentire tutto il dolore e la vergogna di essere considerato un uomo di carattere traditore. Non poteva che essere irritato dal disprezzo dei principi pagani se, come è probabile, conosceva il loro linguaggio riguardo a lui. "Fa' che quest'uomo ritorni", e per la ragione "che nella battaglia non sia nostro avversario". Professare di essere vero e fedele, e tuttavia essere disprezzato e trattato come uno la cui parola e professione sono prive di valore, questo è stato uno dei mezzi con cui la Provvidenza ha fatto soffrire l'errante per il frutto delle sue azioni

Lezioni generali:

1.) Non lasciamoci allettare in percorsi discutibili da una prospettiva di agio presente, visto che una crisi pericolosa può sorgere dai mezzi stessi che adottiamo per assicurarci l'agio

2.) Quali che siano le difficoltà che affliggono la Chiesa a causa della condotta imperfetta dei servitori di Dio, conserviamo ancora la fede nella sua sapienza e nel suo potere di contrastare gli effetti naturali della loro condotta

3.) È di grande importanza agire in modo da non meritare mai il disprezzo e la diffidenza degli uomini irreligiosi, poiché in tal modo disonoriamo il nome di Dio e distruggiamo la nostra giusta influenza nel mondo

OMELIE DI B. DALE. Versetti 1-11. (SULLA MARCIA VERSO APHEK.) -

Un brav'uomo in cattiva compagnia

"Che cosa fanno questi ebrei qui? (Versetto 3). I risultati del passo sbagliato che Davide aveva fatto entrando nel paese dei Filistei divennero ora evidenti. Nella guerra contro Israele, Achis naturalmente si rivolse a lui e ai suoi uomini perché andassero con lui a combattere. Che cosa doveva fare? Potrebbe rifiutarsi di andare. Questa sarebbe stata la sua linea di condotta lineare. Ma in tal modo avrebbe perso l'amicizia di Achis e si sarebbe esposto a un pericolo imminente. Potrebbe andare a combattere contro Israele. Questo significherebbe incorrere nella più grande colpa e mettere in pericolo la sua ascesa al trono. Potrebbe andare a diventare un traditore sul campo di battaglia. Questo era ciò che i Filistei si aspettavano (Versetto 4), ma avrebbe coperto il suo nome di infamia. Decise per il momento di continuare la sua tergiversazione con Achis, che diceva che avrebbe dovuto essere il capitano della sua guardia del corpo per il futuro

1Samuele 28:1,2

e se ne andò, probabilmente con la coscienza turbata, e sperando di poter in qualche modo essere sollevato dalla sua posizione incoerente e sconcertante. Era chiaramente fuori dal suo giusto posto nell'esercito filisteo. La sua condizione rappresenta quella di un brav'uomo

MI ASSOCIAVO IMPROPRIAMENTE CON GLI EMPI. Non è affatto raro che un brav'uomo ceda alla tentazione di unirsi ai malvagi nelle loro ricerche, inutilmente e per un motivo ingiustificabile; come il desiderio di sicurezza personale, convenienza, informazione, piacere o profitto, come Lot a Sodoma, Giona che va a Tarsis, Pietro nel palazzo del sommo sacerdote

vedi 1Samuele 15:6

La relazione in cui egli entra in tal modo è incompatibile con

1.) Verità; in quanto di solito gli richiede di ingannare gli altri riguardo al suo vero carattere e ai suoi scopi, fingendo di essere ciò che non è, e nascondendo ciò che è

2.) Pietà; nella misura in cui è in tal modo ostacolato nelle sue devozioni (cap. 26:19), si espone a nuove tentazioni, sanziona la condotta peccaminosa o dubbia, rafforza le file del nemico, viola il suo dovere verso Dio e "la sua propria compagnia" e il suo popolo. Coloro che vogliono essere preservati dal peccato non devono andare sul suolo del diavolo" (M. Henry). "Che cosa fai qui, Elia?" Davide, ebreo, cristiano?

3.) Il suo vero benessere; in quanto si trova in difficoltà impreviste ma certe, si pone al di fuori della protezione promessa da Dio e si espone al destino minacciato dei suoi nemici

II ASTUTAMENTE SOSPETTATO DAI SUOI ASSOCIATI. Può tentare di sfuggire ai loro sospetti, e per un po' di tempo ci riesce, ma prima o poi è eccitato da

1.) Qualcosa, in se stesso: il suo nome, il suo aspetto, il suo rapporto con gli eventi passati ("Non è costui Davide?", ss., Versetti. 3, 5), un comportamento particolare, spiegazioni vacillanti e ambigue. "La tua parola ti tradisce". "Non ti ho visto in giardino con lui?"

2.) Il verificarsi di nuove circostanze, che accelerano la percezione, richiedono una decisione, mettono alla prova e manifestano il carattere, e la sua congruità o altro con le attuali associazioni

3.) L'istinto generale dell'empio. Sebbene alcuni di loro possano essere ingannati e mostrare una fiducia illimitata in lui (Versetto 3), nessuno pensi di sfuggire. "Non c'è nulla di nascosto che non debba essere rivelato"

III PROFONDAMENTE UMILIATO DAL SUO TRATTAMENTO

1.) Esteriormente. Agli occhi degli altri. "Fa' che questo tizio ritorni", ss. (Versetto 4). È costretto a lasciare la società che ha scelto; espulso da esso pubblicamente e ignominiosamente, come uno indegno di fiducia

2.) Interiormente. Ai suoi stessi occhi. Sembra che il re pagano di Gat fosse un uomo fedele e onorevole; e la sua espressione di fiducia in Davide (Versetti. 3, 6), in contrasto con la disonorevole prevaricazione di quest'ultimo (Versetto 8), deve averlo fatto vergognare. "Le lodi lusinghiere delle persone del mondo sono quasi sempre comprate da accondiscendenze improprie, o da qualche misura di inganno, e comunemente possono coprirci di confusione" (Scott)

IV PROVVIDENZIALMENTE LIBERATO DAL SUO IMBARAZZO. Potrebbe non essere in grado di districarsi dalla rete in cui è rimasto impigliato. Ma Dio non lo abbandona facilmente a tutte le conseguenze naturali della sua condotta. Egli ha molti modi per operare la sua liberazione, e la realizza

1.) Dalla considerazione per il bene che è in lui, e dalla pietà verso di lui nella sua perplessità e angoscia

2.) Per l'onore del suo nome, affinché confronta la sua cura misericordiosa per i suoi servi e la sua gloria da essi promossa

3.) Non senza testimoniare la sua disapprovazione per il suo peccato. "David tornò la mattina dopo a Ziklag senza dubbio molto leggero di cuore, e lodando Dio per averlo così gentilmente salvato dalla disastrosa situazione in cui era stato portato" (Keil). "Il laccio è spezzato e noi siamo scampati"

Salmi 124:7

Ma il terzo giorno trovò Ziklag in cenere, sopraffatto dal dolore e più profondamente umiliato che mai. La follia e la colpa della condotta che aveva seguito gli furono alla fine rese note con forza irresistibile

Osservazioni:

1.) Ci sono associazioni con gli empi che non sono peccaminose, ma giuste e benefiche per un uomo buono stesso, così come per loro

2.) Nessuno dovrebbe mettersi sulla via della tentazione, e poi aspettarsi che Dio lo preservi dalla caduta o lo districa dalle conseguenze della sua presunzione

3.) Se qualcuno scopre di essersi associato impropriamente con i malvagi, dovrebbe adottare tutti i metodi appropriati per effettuare la sua rapida separazione da loro

4.) Quando ha trovato la liberazione dalla sua perplessità e dal suo pericolo, dovrebbe dare la gloria di essa a Dio solo. - D. Versetti 1-11.-

Achis

Nel corso della sua vita, Davide ebbe rapporti amichevoli con diversi principi pagani. Uno di questi era Achis (altrove chiamato Abimelec, Salmi 34, iscrizione), figlio di Maoch, e re di Gat, una delle cinque città reali, le sedi dei principi della confederazione filistea. Ciò che è scritto di lui mostra che era un uomo straordinario. Mentre Saul perseguitava Davide, Achi lo proteggeva; e mentre i primi, in mezzo a Israele, "con la legge" di Mosè, commisero un crimine atroce, e sprofondarono nella superstizione pagana, i secondi, in mezzo al paganesimo, "senza legge",

Romani 2:11-16

mostrò molta eccellenza morale e si avvicinò alla fede di Israele (Versetto 6). Può darsi che egli abbia tratto profitto dalla conoscenza religiosa dal suo rapporto con Davide; D'altra parte, il suo esempio era per certi aspetti degno di essere imitato da lui. Non dobbiamo attribuirgli virtù che non possedeva; ma vediamo in lui un uomo molto migliore di quanto ci saremmo aspettati di trovare dagli svantaggi in cui viveva. Si distingueva per:

1.) Politica dell'interesse personale. Benché possa aver provato una certa simpatia per Davide nella sua persecuzione da parte di Saul, sembra tuttavia che lo abbia ricevuto sotto la sua protezione principalmente a causa dell'aiuto che sperava di ottenere da lui per sé e per il suo popolo

1Samuele 27:12

2.) Fiducia ignara. Aveva molte ragioni per sospettare di Davide, per la conoscenza della sua vittoria sul campione di Gat e per il ricordo della sua precedente visita, ma riponeva una fiducia senza riserve nelle sue dichiarazioni

1Samuele 28:2

e anche quando gli altri sospettavano di lui non lo ritiravano. Una disposizione fiduciosa può essere imposta, ma è sempre degna di ammirazione

3.) La generosità regale, nel permettere a Davide di abitare a Gat, facendogli dono di Ziklag e nominandolo a un posto onorevole nel suo esercito. Era senza invidia né gelosia e agiva verso di lui in modo degno di un re

4.) Apprezzamento discriminante; ammirando il coraggio militare di David e le qualità ancora più elevate che possedeva. "Non ho trovato in lui alcuna colpa", ss. (Versetti. 3, 6, 9). Ci deve essere stato molto in comune tra questi due uomini per aver permesso loro di vivere in rapporti così amichevoli l'uno con l'altro per un periodo così lungo. L'eccellenza percepisce e apprezza l'eccellenza

5.) Fedeltà onorevole, sia nel testimoniare il valore di Davide che nel sottomettersi ai "signori dei Filistei", con i quali la menzogna era associata (Versetto 7)

6.) Cortese considerazione. "E ora tornate e andate in pace", ss. (Versetto 7). "Alzati di buon mattino con i servi del tuo padrone", ecc

Versetto 10; 1Cronache 12:19-22

Era franco e lodevole anche fino all'adulazione, e desideroso di non ferire i suoi sentimenti con il modo in cui era stato licenziato

7.) Sentimento devoto. "Com'è vero che l'Eterno vive", ss. (Versetto 6). Quanto volesse dire con questa espressione non lo sappiamo. Ma possiamo credere che, nonostante fosse unito ad altri in conflitto con Israele, c'era in lui (come effetto di quella misericordia e grazia divina che operava in tutte le nazioni) "qualche cosa buona verso il Signore Dio d'Israele". E "in ogni nazione colui che teme Dio e opera giustizia, è accetto. - D

Atti 10:35

2 Versetti 2, 3.I signori dei Filistei passarono oltre. Evidentemente erano in marcia verso nord, con le loro truppe disposte in divisioni, quando si notò la presenza di Davide nelle retrovie con il contingente di Achis. I principi, non è la parola più stretta per i signori filistei,

vedi 1Samuele 5:8

ma un termine generico e generico usato di nuovo nel Versetto 4, quando fu riferito loro nel corso di un giorno o due che c'era un corpo di truppe straniere nell'esercito di Gat, chiese: Che cosa fanno qui questi Ebrei? Ebraico, "Che cosa questi Ebrei?" cioè, che cosa intendono questi Ebrei? usando di loro il termine filisteo ordinario di disprezzo. Achis risponde che quegli uomini erano i seguaci di Davide, i quali, avendo disertato da Saul, erano stati con lui in quei giorni o in questi anni, cioè un tempo indefinitamente lungo, durante il quale si era comportato con la massima fedeltà al suo nuovo padrone

OMELIE di D. FRASER versetto 2.-

Una posizione falsa

Che dilemma per Davide! Non poteva rifiutare la fiducia che aveva cercato da Akis. Non poteva rinunciare alla fedeltà che aveva così recentemente giurato. Se avesse disubbidito al re di Gat, non avrebbe potuto aspettarsi altro che un rimprovero indignato e la condanna di un traditore. Se gli avesse obbedito, nel giro di pochi giorni avrebbe combattuto contro la sua nazione e l'avrebbe ricondotta sotto il giogo dei Filistei; e questo sarebbe peggio della morte. Perplesso e riluttante, marciò nelle retrovie dell'esercito invasore, soffrendo interiormente tanto più di essere costretto a nascondere la sua riluttanza e a manifestare uno zelo contro Israele che il suo cuore rinnegava. Vedi in questa storia

I L'ILLUSTRAZIONE DELLA DIVINA PROVVIDENZA. Mentre Davide si trovava in una posizione molto critica, e un coinvolgimento apparentemente fatale con i Filistei, il Signore operò meravigliosamente attraverso gli stessi errori del suo servo, in modo da preservarlo al sicuro, e aprirgli la strada verso un destino più alto. Era ben stabilito che egli fosse fuori dal paese d'Israele in questo momento, in modo che non affrettasse né ostacolasse la sconfitta di Saul, e che i Filistei gli dessero rifugio, e tuttavia non lo coinvolgessero nel crimine di desolare e schiavizzare il suo paese natale

Come uscire dal dilemma in cui si trovava sconcertò anche la mente pronta di Davide; ma il Signore sa sempre come farlo: lo fa con mezzi e agenti che sono naturali; in questo caso per la gelosia molto naturale dei signori filistei, e la loro giusta prudenza militare, obiettando che la persona del re fosse affidata alla custodia di una banda di Israeliti, e che quella banda fosse comandata da un capitano abile e audace nelle retrovie del loro esercito, dove la loro defezione sarebbe stata più pericolosa. «I signori non ti favoriscono», disse Achish. E, come i nostri re dei tempi antichi, che non osavano trascurare la voce dei baroni, Achi fece capire a Davide che era meglio per lui ritirarsi dall'esercito. Davide era abbastanza acuto da capire il vantaggio che i capi filistei gli stavano inconsapevolmente conferendo. Essi, come suoi nemici, lo aiutarono a uscire dal dilemma in cui era stato messo da Achis, suo amico. Tali cose non sono infrequenti nella provvidenza di Dio. Spesso i nemici di un uomo gli aprono la via d'uscita da grandi difficoltà. Viene mostrato disfavore, o pronunciata una parola tagliente, e si rivela un grande vantaggio. L'ira degli avversari o dei rivali può agire come una tale dinamite da far esplodere una roccia di ostruzione che mani amiche non possono rimuovere, e così spianare la strada della liberazione

II L'ILLUSTRAZIONE DELLA VITA UMANA. Vedete come un uomo può cadere, per mancanza di fermezza morale, in una posizione falsa del tutto indegna del suo carattere. Per quanto riguarda l'integrità di Davide, fu un peccato che egli trovasse tale favore presso il re filisteo. È sempre una sfortuna avere successo all'inizio di una cattiva azione, perché calma la coscienza e porta a compromettersi più profondamente. E un passo falso tira l'altro. L'incredulità di Davide lo condusse in una condotta di inganno e di dissimulazione da cui non vedeva via d'uscita, e ogni giorno lo trascinava sempre di più in una posizione falsa e indegna. È una storia piena di ammonimenti e avvertimenti. Ci si può facilmente lasciare cadere in una trappola dalla quale non si può uscire. Si può fare un passo falso, che coinvolge un altro e un altro ancora, finché non c'è una via di deviazione. Si guadagna un oggetto, ma nel successo si sporca la coscienza; E allora la punizione è che uno è costretto a recitare la parte che ha assunto, a proseguire nel modo in cui intendeva avventurarsi solo per un tempo e per uno scopo. Pensava di fare una cosa discutibile e poi tornare alla sua integrità; Ma ecco! È in un labirinto e non riesce a trovare la via d'uscita. Il guadagno che cercava si rivela una perdita; il favore che egli astutamente si è guadagnato si rivela un peso e un pericolo; e non c'è rimedio. È molto pericoloso possedere grandi poteri di inganno. Davide li aveva, ed essi quasi lo rovinarono. Ma l'esperienza attraverso la quale passò gli insegnò ad aborrire l'inganno e a desiderare, ciò che Dio desidera, la verità nelle parti interiori. Per la prova di ciò, vedi Salmi 15:1,2; 34:12,13; 51:6. Anche Marco, come si appella al Dio della verità, e, vergognandosi della propria falsità in certi passaggi della sua prima vita, pone tutta la sua dipendenza negli ultimi anni dalla veridicità e dalla fedeltà di Dio, che ha fatto con lui un "patto eterno, ordinato in tutto e sicuro"

vedere 2Samuele 23:5; Salmi 25:10 31:5

La sicurezza della nostra salvezza non si basa sulla nostra tenacia di fede, ma sulla verità di Dio nostro Salvatore. Non può mentire. Il Figlio di Davide, il nostro Principe della vita, è fedele e verace; e colui che è il nostro Dio in Cristo Gesù non verrà mai meno a quelli che confidano nella sua parola. "Eppure egli rimane fedele; non può rinnegare se stesso". -F

4 Versetti 4-6.- Respingendo con rabbia la testimonianza di Achis in favore di Davide, dicono: Fate tornare quest'uomo (l'ebraico, "l'uomo"), affinché possa tornare al suo posto, cioè a Ziclag. Egli non scenderà con noi in battaglia. Benché i Filistei avanzassero nel territorio israelita, tuttavia parlano naturalmente di scendere in battaglia, perché mentre gli eserciti di solito si accampavano su catene di colline opposte, scendevano nella pianura intermedia per lo scontro. Un avversario. ebraico, "un satana", senza l'articolo, e così in 1Cronache 21:1. Come nome proprio ha l'articolo, come nei libri di Giobbe e Zaccaria. Dovrebbe riconciliarsi. Il verbo significa "farsi piacere", "lodare se stesso". Le teste di questi uomini, additavano le file dei Filistei. Davide di cui cantavano, ss. Sembra che il canto delle fanciulle ebree fosse tanto conosciuto in Filistea quanto nel paese d'Israele: la prima volta aveva fatto sì che i Filistei lo cacciassero dalla corte di Achis;

1Samuele 21:11-15

Anche qui lo cacciarono dal loro esercito, ma in tal modo fu salvato dalla dolorosa necessità di fare guerra al suo paese, e tornò appena in tempo per salvare le sue mogli e i suoi beni

6 ACHIS MANDA VIA DAVIDE (Versetti. 6-11)

Versetti 6, 7.- Come vive Geova. Queste parole sono strane in bocca a un filisteo, né possiamo supporre che per rispetto a Davide egli avrebbe giurato in tal modo per il Dio di Davide. Probabilmente sono l'equivalente del giuramento che Achish usò realmente. Ma egli manda via Davide con la massima cortesia, assicurandogli che il suo desiderio era stato quello di rimanere con lui, perché tutta la sua condotta era stata retta da quando era venuto da lui a Gat

Versetti 6-11.-

Fuga dal pericolo

I fatti sono

1.) Achi informa Davide delle rimostranze dei principi e allo stesso tempo esprime fiducia nella sua integrità

2.) Quando Achis esorta a tornare dalla scena del conflitto, Davide professa di essere sorpreso di non essere considerato attendibile, e si appella alla sua passata fedeltà

3.) Confortato dalla fiducia di Akis e dalla determinazione dei principi, Davide ritorna con i suoi uomini. Sembra che i parenti di Achis e di Davide siano stati molto onorevoli per entrambi, e c'è qualcosa di bello nel rispetto e nella considerazione con cui questo sovrano pagano tratta il rifugiato. Fa del suo meglio per diminuire il dolore che presume gli causerà la comunicazione della decisione dei principi, e lo manda via con le più forti assicurazioni di interesse e di fiducia. D'altra parte, pur sentendo vivamente l'implicazione dei principi, Davide mostra nella sua autogiustificazione l'arte di un abile diplomatico. Non dice che desidera andare contro Israele, o che si rammarica di non essere autorizzato ad andare, ma chiede astutamente se, per quanto riguarda la sua condotta passata mentre era con Akis, non ci si possa fidare di lui in un conflitto con un nemico. Ci sono diversi argomenti suggeriti da questa discussione tra il re pagano e il rifugiato ebreo

I IL PUNGIGLIONE DEL SOSPETTO. Davide fu ferito dall'accusa di un possibile tradimento. Il suo soggiorno tra i Filistei era stato caratterizzato dalla cura di non abusare della loro ospitalità e di adempiere agli obblighi inerenti alla sua posizione di rifugiato protetto. Inoltre, come ebreo pio, sosteneva di essere molto al di sopra della. incirconciso in tutto ciò che rende il carattere nobile e degno di fiducia. Inoltre, è probabile che non avesse pensieri di tradimento, ma piuttosto, nel suo consapevole imbarazzo, pregava segretamente Dio per una via di fuga dal dilemma della sua posizione. Sebbene, come uomo di mondo, egli dovesse aver visto la legittimità della loro conclusione dalle loro premesse, ciò non tolse né diminuì il pungiglione del sospetto dei principi. Stava raccogliendo i frutti amari del suo atto precedente; e l'abbiamo notato sotto Versetti. 1-6 l'elemento del castigo in questo dolore. Per ogni mente retta è molto penoso essere oggetto di sospetto, e specialmente tra le persone con le quali è stata mantenuta l'amicizia. Divora la gioia e la forza del cuore e distrugge gran parte del nostro potere con gli uomini. Felice è per noi se una buona coscienza è un conforto privato; ma dovremmo fare in modo che il sospetto non sia giustificato da alcuna ambiguità sconcertante nelle nostre parole o nelle nostre azioni

II FEDELTÀ NEGLI IMPEGNI. Achis, con un linguaggio forte, attesta la fedeltà con cui Davide aveva mantenuto ogni impegno implicato nella sua posizione nel paese, e sembra che Davide stesso fosse onestamente consapevole di essere retto in questa faccenda. Aveva fatto il suo dovere, e questo è molto da dire in un mondo in cui sorgono così tante tentazioni per indurre all'azione egoistica, indipendentemente dalle relative pretese. È di grande importanza nell'ordine sociale che gli uomini comprendano la loro posizione nei confronti dei governanti, dei vicini e della casa, e con attenta esattezza adempiano i vari obblighi che gravano su di loro con religiosa scrupolosità. È difficile dire quali perdite materiali, danni morali e disorganizzazione sociale e commerciale derivino dal lassismo nel mantenere gli impegni. La facilità con cui alcuni, anche professanti cristiani, possono ignorare gli obblighi della loro posizione nella società e nella Chiesa, e anche non rispettare gli impegni deliberatamente presi, è molto dolorosa da contemplare. Onoriamo Dio quando "adempiamo ogni giustizia". La nostra presunta fedeltà nelle grandi cose è privata di gran parte del suo onore e della sua gloria per la negligenza di quelle che sono considerate le "moralità minori". Nostro Signore ci ha insegnato la connessione tra i due. "Chi è fedele nel minimo, è fedele anche nel molto"

III L'INFLUENZA DEL CARATTERE SUPERIORE. C'è un'evidente sincerità nelle parole di Achis quando dice di Davide: "Tu sei stato retto

. Io so che tu sei buono ai miei occhi come un angelo di Dio". Il fatto è che la forza del carattere superiore di Davide come ebreo illuminato e uomo timorato di Dio fu debitamente riconosciuta da questo re pagano. La disparità tra i due uomini in fatto di illuminazione spirituale e di santa aspirazione era enorme. La disposizione pacifica e benevola di Akis gli permise di vivere in condizioni di intimità con Davide tali da sentire tutta la forza della sua superiorità. La più alta forma di carattere sulla terra si realizza quando le grandi potenze naturali sono completamente permeate dalla luce e dall'amore dello spirito cristiano; e in ogni caso di poteri moderati, l'elevazione si ottiene nella misura in cui la mente pura e amorevole di Cristo governa la vita. Tale carattere è un potere formativo silenzioso nella società. Gli uomini che non ne parlano ne riconoscono consapevolmente la bellezza e la forza. Neemia sentono il fascino, il potere contenitivo, la tendenza elevante, i suoi effetti vivificanti e lenitivi. Come è benedetta l'influenza di un missionario tra i pagani degradati! Quale potere benefico esercitano molti pastori devoti nei villaggi e nelle città! Chi può valutare il valore del carattere santo nel padrone degli operai, nel maestro dei giovani, nella madre di famiglia, nello statista a capo degli affari?

IV OCCULTAMENTO DEL PENSIERO. Davide si lamentò con Achi dei sospetti dei suoi signori ed era pronto a dimostrare che nulla nella sua condotta da quando era stato tra loro dava il minimo motivo per la loro imputazione; ma la sua difesa era formulata con tanta cura da nascondere ad Achis il vero pensiero del suo cuore. Egli ragionava semplicemente dalla sua condotta nota a una conclusione generale di fedeltà al suo protettore; non disse nulla del desiderio privato di non dover combattere Israele, né della speranza di sfuggire alla prova della fedeltà, né del suo segreto piacere che si aprisse una porta di fuga. La forma del linguaggio, per chi non è entusiasta di rilevare sfumature di pensiero in termini generali, potrebbe portare a credere che si riferisse alla battaglia imminente, e fino a questo punto forse le parole di Davide possono essere messe in discussione. Eppure ha detto solo ciò che era generalmente vero. Nascose i sentimenti pertinenti alla contesa imminente. Questa pratica di nascondere il pensiero richiede molta vigilanza. Non siamo obbligati a far trapelare tutto ciò che pensiamo, né dobbiamo dare facoltà agli uomini di capire ciò che gli altri vedrebbero subito, ma siamo tenuti a non progettare di dare un'impressione sbagliata. La veridicità sta nell'intenzione, come anche la falsità

V PORTE DI FUGA. Dopo la spaventosa tensione che dovette essere stata messa sui sentimenti di David dalla posizione ambigua in cui si era messo, dovette essere un immenso sollievo vedere la porta aprirsi per un onorevole ritiro. La Bibbia non ci dice tutto ciò che i servitori di Dio pensavano, sentivano e facevano; ma a giudicare dalla condotta abituale di Davide quando si trovava in grandi difficoltà, e dai riferimenti nei Salmi ai momenti di prova, possiamo dedurre che durante questo periodo di pericolo doloroso e autocausato egli gridò dal profondo del suo cuore per la liberazione. Essa arrivò, e la "salvezza" fu dal Signore. Come questo ci suggerisce le molte fughe che Dio ci assicura durante la nostra vita terrena! Quali esempi ci sono della stessa Provvidenza negli annali della Bibbia e nella storia della Chiesa cristiana! E soprattutto, ora c'è "una porta aperta" posta davanti a noi attraverso la quale, se vogliamo, possiamo sfuggire alla degradazione e al dolore del peccato, e camminare nella libertà dei figli di Dio. "Scampa per salvarti la vita", disse una volta a Lot. Egli prestò attenzione e fu salvato. Colui che ha orecchio a cuore, ascolti ora ciò che lo Spirito dice alle Chiese

8 La risposta di David è sottile e tergiversante; finge che il suo onore sia stato attaccato, quando in realtà aveva ingannato l'ignaro Achis. Ma la verità è una virtù moderna, e sebbene Davide la esalti nei Salmi,

Salmi 15:2 51:6

Troppo spesso lo troviamo a praticare la menzogna

9 Piuttosto, "Lo so, perché tu sei buono ai miei occhi", cioè 1 sappi tutto ciò che vorresti dire riguardo alla tua affidabilità, e acconsenti ad esso. Come un angelo di Dio. Ie. come messaggero di Dio, come uno che Dio mi ha posto

10 Versetti 10, 11."Con i servi del tuo padrone. È stato ben osservato che, mentre questa sarebbe una strana descrizione degli uomini di Davide, descriverebbe esattamente quella banda di disertori appartenenti alla tribù di Manasse che, invece di obbedire all'invito di Saul alla guerra contro i Filistei, si unirono a Davide in quel periodo

vedi 1Cronache 12:19-21

Non appena ti alzi presto la mattina, ss. Se fosse stato durante il secondo giorno di marcia che i signori filistei si fossero opposti alla permanenza di Davide con loro, egli sarebbe tornato a Gat in due giorni, e il terzo giorno avrebbe raggiunto Ziklag, come è detto in 1Samuele 30:1. Per quanto difficile possa essere stata la posizione di Davide, tuttavia ognuno deve condannare la sua condotta verso Achi come disonorevole; ma Dio, che spesso tratta gli uomini con più misericordia di quanto meritino, lo liberò tuttavia dal suo stato di perplessità e lo salvò dalla necessità di combattere contro i suoi stessi connazionali o di infrangere ancora più disonore la sua parola ad Achis disertando in battaglia. Lo rimandò anche a casa appena in tempo per salvare da un destino miserabile coloro che amava

Illustratore biblico:

1Samuele 29

CAPITOLO 29

1Samuele 29:3

Che cosa fanno questi ebrei qui?-Una domanda con due significati:-

Davide era quasi al punto più basso delle sue fortune quando fuggì in territorio straniero. I comandanti filistei, per sua natura, erano sospettosi nei confronti di questi alleati, proprio come lo sarebbero stati gli inglesi se, la notte prima di Waterloo, una brigata di francesi avesse disertato e offerto il suo aiuto per combattere Napoleone. Quindi la domanda: "Che cosa, fanno questi ebrei qui?" - tra le nostre file - era estremamente naturale, e vi si rispose nell'unico modo possibile, con la successiva partenza di Davide e dei suoi uomini dall'alleanza innaturale e di cattivo auspicio. Ora, questo ci suggerisce che i cristiani sono fuori dal loro posto, anche agli occhi delle persone mondane, quando combattono spalla a spalla con loro in certe cause; e suggerisce la correttezza di tenersi separati. "Uscite di mezzo a loro e separatevi, dice l'Eterno". "Che cosa fanno qui questi ebrei?" è una domanda che la Filistea fa spesso. Ma ora passiamo all'altra domanda. Elia era caduto in uno stato d'animo di depressione che così spesso segue una grande tensione nervosa. Il profeta, di solito imperterrito, nella reazione dopo il grande sforzo, temeva per la sua vita, abbandonò la sua opera, si gettò nella solitudine e scosse la polvere dai suoi piedi contro Israele. Non si trattava forse di fare ciò che ho detto che il popolo cristiano dovrebbe fare: separarsi dal mondo? In un certo senso sì, e giunse la voce: "Che cosa fai qui, Elia?" "Torna al tuo lavoro; ad Achab, a Jezebel". "Torna alla morte, se necessario. Non sottrarti al tuo dovere con la scusa di separarti dal mondo". Quindi abbiamo messo insieme le due domande. Si limitano a vicenda, e mi suggeriscono la via mediatica, il corso in mezzo, e mi portano a dire una o due cose chiare su quel dovere della separazione cristiana da un mondo malvagio

(I.) La prima cosa che vorrei suggerirvi è l'inevitabile mescolanza, che è la legge di Dio, e quindi non può mai essere spezzata impunemente. La parabola di Cristo sul Regno dei Cieli nel mondo che è simile a un uomo che seminò buon seme nel suo campo, che germogliò mescolato alla zizzania, contiene la lezione, non tanto della purezza o della non purezza della Chiesa, quanto dell'inseparabile intreccio nel mondo del popolo cristiano con gli altri. La società attuale, e la forma terrena del Regno di Dio, non sono organizzate sulla base dell'affinità religiosa, ma su molte altre cose, come la famiglia, la parentela, gli affari, mille legami di ogni sorta. Ci sono oggi tipi di vita cristiana malsanamente assorbiti da se stessi e troppo occupati con la propria condizione spirituale per realizzare e adempiere al dovere di testimoniare nel mondo. Ovunque si trovi un cristiano che cerca di più di tenersi in disparte, nel godimento e nella coltivazione della propria vita religiosa, piuttosto che gettarsi in mezzo al peggior male del mondo, per combatterlo e curarlo, si ottiene un uomo che partecipa alla trasgressione di Elia e ha bisogno del rimprovero di Elia. La mescolanza è inevitabile nello stato attuale delle cose

(II.) E ora permettetemi di dire una parola sulla seconda cosa, e cioè l'imperativa separazione. "Che cosa fanno qui questi Israeliti?" è la domanda. Cosa facciamo quando ci rimane di fare ciò che vogliamo? Dove andiamo? Quando il mezzo cwt. Fissato con il pezzo di spago si stacca l'alberello, si ricomincia alla sua originaria verticalità. È questo che fa il tuo cristianesimo? Guardiamo lo spirito. A chi mi rivolgo? Cosa mi piace fare? Dove sono i miei compagni scelti? Quali sono le mie attività ricreative? La mia vita è tale che il mondo si volgerà verso di me e dirà: "Cosa! tu qui!" "Un uomo si riconosce dalla compagnia che frequenta", dice un vecchio proverbio latino, e devo dire che non credo sia un buon segno della profondità della religione di un professore cristiano se si sente più a suo agio in compagnia di persone che non condividono la sua religione che in compagnia di coloro che la condividono. Ci sono due domande che ogni professore cristiano dovrebbe porsi su tali argomenti. Una è: Posso chiedere a Dio di benedire questo, e il mio farlo? E l'altra è: questo aiuta o ostacola la mia religione?

(III.) Ora c'è un ultimo suggerimento che desidero fare, ed è la doppia domanda che dovremo sostenere. I principi dei Filistei dissero: «Che cosa fanno qui questi Ebrei?». Essi videro l'incoerenza, se Davide e i suoi uomini non lo avessero fatto. Erano acuti a rilevarlo, e David e la sua banda non si alzarono secondo loro. Lasciate che vi dica che non raccomanderete né la vostra religione né voi stessi agli uomini del mondo, cercando incoerentemente di identificarvi con loro. Il mondo rispetta un cristiano vero e proprio; e né Dio né il mondo rispettano un incoerente. Ma c'è un'altra domanda, e un altro che interroga: "Che cosa fai qui, Elia?" Questa domanda viene posta a tutti noi nel momento in cui siamo più fedeli alle nostre professioni e a noi stessi. Che cosa pensate che direste se, in alcuni di questi momenti di inutile mescolanza con cose discutibili e persone dubbiose, foste portati improvvisamente a questo, che doveste formulare in una sorta di plausibilità la ragione per cui siete lì? Aggrappamoci a Cristo, e questo ci separerà dal mondo. Se ci aggrappiamo al mondo, questo ci separerà da Cristo. (A. Maclaren, D.D.)

Riferimenti incrociati:

1Samuele 29

1 1Sa 29:6,7; 5:8-11; 6:4; Gios 13:3
1Sa 28:1,2

2 1Sa 27:7
1Sa 25:28; Dan 6:5; Giov 19:6; Rom 12:17; 1P 3:16

3 1Sa 14:21; 1Cron 12:19; Lu 16:8

4 1Sa 18:6,7; 21:11; Prov 27:14

5 1Sa 20:3; 28:10; De 10:20; Is 65:16; Ger 12:16
Mat 5:16; 1P 2:12; 3:16
Nu 27:17; 2Sa 3:25; 2Re 19:27; Sal 121:8
1Sa 29:3
Ge 16:6; Gios 22:30

6 Nu 22:34

7 1Sa 12:3; 17:29; 20:8; 26:18
1Sa 28:2; 2Sa 16:18,19; Sal 34:13,14; Mat 6:13

8 2Sa 14:17,20; 19:27; Ga 4:14
1Sa 29:4

9 1Sa 30:1,2; Ge 22:14; Sal 37:23,24; 1Co 10:13; 2P 2:9

10 1Sa 29:1; Gios 19:18; 2Sa 4:4

11 1Sa 29:11; 2Sa 1:2
1Sa 15:7; 27:8-10; Ge 24:62; Gios 11:6

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