Nuova Riveduta:

1Samuele 30

Gli Amalechiti saccheggiano e incendiano Siclag e sono poi sconfitti da Davide
1 Tre giorni dopo, quando Davide e la sua gente furono giunti a Siclag, ecco che gli Amalechiti avevano fatto una scorreria verso la regione meridionale e verso Siclag; avevano preso Siclag e l'avevano incendiata; 2 avevano fatto prigionieri le donne e tutti quelli che vi si trovavano, piccoli e grandi; non avevano ucciso nessuno, ma avevano portato via tutti e se n'erano tornati da dove erano venuti. 3 Quando Davide e la sua gente giunsero alla città, essa era distrutta dal fuoco e le loro mogli, i loro figli e le loro figlie erano stati condotti via prigionieri. 4 Allora Davide e tutti quelli che erano con lui alzarono la voce e piansero, finché non ebbero più forza di piangere. 5 Le due mogli di Davide, Ainoam di Izreel e Abigail di Carmel, che era stata moglie di Nabal, erano anche loro prigioniere.
6 Davide fu grandemente angosciato: la gente parlava di lapidarlo, perché tutti erano amareggiati a motivo dei loro figli e delle loro figlie; ma Davide si fortificò nel SIGNORE, nel suo Dio. 7 Davide disse al sacerdote Abiatar, figlio di Aimelec: «Ti prego, portami qua l'efod». Abiatar portò l'efod a Davide. 8 E Davide consultò il SIGNORE, dicendo: «Devo inseguire questa banda di predoni? La raggiungerò?» Il SIGNORE rispose: «Inseguila, poiché certamente la raggiungerai e potrai recuperare ogni cosa». 9 Davide dunque andò con i seicento uomini che aveva con sé e giunsero al torrente Besor, dove quelli che erano rimasti indietro si fermarono; 10 ma Davide continuò l'inseguimento con quattrocento uomini: duecento erano rimasti indietro, troppo stanchi per poter attraversare il torrente Besor.
11 Trovarono per la campagna un Egiziano e lo condussero a Davide. Gli diedero del pane, che egli mangiò, e dell'acqua da bere; 12 e gli diedero un pezzo di schiacciata di fichi secchi e due grappoli d'uva passa. Quando egli ebbe mangiato, si riprese, perché non aveva mangiato pane né bevuto acqua per tre giorni e tre notti. 13 Davide gli chiese: «A chi appartieni? Di dove sei?» Quegli rispose: «Sono un giovane egiziano, servo di un Amalechita; il mio padrone mi ha abbandonato perché tre giorni fa mi ammalai. 14 Abbiamo fatto una scorreria nella regione meridionale dei Cheretei, sul territorio di Giuda e nella regione meridionale di Caleb, e abbiamo incendiato Siclag». 15 Davide gli disse: «Vuoi condurmi giù dov'è quella banda?» Egli rispose: «Giurami per il nome di Dio che non mi ucciderai e non mi darai nelle mani del mio padrone e io ti condurrò giù dov'è quella banda». 16 Quando egli lo ebbe condotto là, ecco che gli Amalechiti erano sparsi dappertutto per la campagna, mangiando, bevendo e facendo festa, a motivo del gran bottino che avevano portato via dal paese dei Filistei e dal paese di Giuda. 17 Davide diede loro addosso dalla sera di quel giorno fino alla sera dell'indomani; e non uno ne scampò, tranne quattrocento giovani, che montarono sui cammelli e fuggirono. 18 Davide recuperò tutto quello che gli Amalechiti avevano portato via e liberò anche le sue due mogli. 19 Non vi mancò nessuno, né piccoli né grandi, né figli né figlie, e nulla del bottino, nulla che gli Amalechiti avessero preso. Davide ricondusse via tutto. 20 Davide riprese anche tutte le greggi e tutti gli armenti; quelli che conducevano questo bestiame e camminavano alla sua testa dicevano: «Questo è il bottino di Davide!»
21 Poi Davide tornò verso quei duecento uomini che per la grande stanchezza non avevano potuto stargli dietro e che egli aveva fatto rimanere al torrente Besor. Quelli andarono a incontrare Davide e la gente che era con lui. Davide si avvicinò a loro e si informò sulla loro salute. 22 Allora tutti i malvagi e i perversi fra gli uomini che erano andati con Davide presero a dire: «Dato che costoro non sono venuti con noi, non daremo loro nulla del bottino che abbiamo recuperato; ciascuno di loro riavrà sua moglie e i suoi figli; se li portino via e se ne vadano!» 23 Ma Davide disse: «Non fate così, fratelli miei, riguardo alle cose che il SIGNORE ci ha date: egli ci ha protetti e ha dato nelle nostre mani la banda che era venuta contro di noi. 24 Chi vi darebbe retta in questa cosa? La parte di chi scende alla battaglia deve essere uguale alla parte di chi rimane con i bagagli; faranno tra loro parti uguali». 25 Da quel giorno in poi si fece così; Davide ne fece in Israele una legge e una norma, che durano fino a oggi.
26 Quando Davide fu tornato a Siclag, mandò parte di quel bottino agli anziani di Giuda suoi amici, dicendo: «Eccovi un dono che viene dal bottino preso ai nemici del SIGNORE». 27 Ne mandò a quelli di Betel, a quelli di Ramot della regione meridionale, a quelli di Iattir, 28 a quelli di Aroer, a quelli di Sifmot, a quelli di Estemoa, 29 a quelli di Racal, a quelli delle città degli Ierameeliti, a quelli delle città dei Chenei, 30 a quelli di Corma, a quelli di Cor-Asan, a quelli di Atac, 31 a quelli di Ebron e a quelli di tutti i luoghi che Davide aveva percorso con la sua gente.

C.E.I.:

1Samuele 30

1 Quando Davide e i suoi uomini arrivarono a Ziklàg il terzo giorno, gli Amaleciti avevano fatto una razzia nel Negheb e a Ziklàg. Avevano distrutto Ziklàg appiccandole il fuoco. 2 Avevano condotto via le donne e quanti vi erano, piccoli e grandi; non avevano ucciso nessuno, ma li avevano fatti prigionieri e se n'erano andati. 3 Tornò dunque Davide e gli uomini che erano con lui ed ecco la città era in preda alle fiamme; le loro donne, i loro figli e le loro figlie erano stati condotti via. 4 Davide e la sua gente alzarono la voce e piansero finché ne ebbero forza. 5 Le due mogli di Davide, Achinoàm di Izrèel e Abigail, già moglie di Nabal da Carmel, erano state condotte via.
6 Davide fu in grande angoscia perché tutta quella gente parlava di lapidarlo. Tutti avevano l'animo esasperato, ciascuno per i suoi figli e le sue figlie. Ma Davide ritrovò forza e coraggio nel Signore suo Dio. 7 Allora Davide disse al sacerdote Ebiatar figlio di Achimelech: «Portami l'efod». Ebiatar accostò l'efod a Davide. 8 Davide consultò il Signore e chiese: «Devo inseguire questa banda? La raggiungerò?». Gli rispose: «Inseguila, la raggiungerai e libererai i prigionieri». 9 Davide e i seicento uomini che erano con lui partirono e giunsero al torrente di Besor, dove quelli rimasti indietro si fermarono. 10 Davide continuò l'inseguimento con quattrocento uomini: si fermarono invece duecento uomini che erano troppo affaticati per passare il torrente di Besor. 11 Trovarono nella campagna un Egiziano e lo portarono a Davide. Gli diedero da mangiare pane e gli diedero da bere acqua. 12 Gli diedero anche una schiacciata di fichi secchi e due grappoli di uva passa. Mangiò e si sentì rianimato, perché non aveva preso cibo e non aveva bevuto acqua da tre giorni e da tre notti. 13 Davide gli domandò: «A chi appartieni tu e di dove sei?». Rispose: «Sono un giovane egiziano, schiavo di un Amalecita. Il mio padrone mi ha abbandonato perché tre giorni fa mi sono ammalato. 14 Noi abbiamo depredato il Negheb dei Cretei, quello di Giuda e il Negheb di Caleb e abbiamo appiccato il fuoco a Ziklàg». 15 Davide gli disse: «Vuoi tu guidarmi verso quella banda?». Rispose: «Giurami per Dio che non mi ucciderai e non mi riconsegnerai al mio padrone e ti condurrò da quella banda». 16 Così fece da guida ed ecco, erano sparsi sulla distesa di quella regione a mangiare e a bere e a far festa con tutto l'ingente bottino che avevano preso dal paese dei Filistei e dal paese di Giuda. 17 Davide li battè dalle prime luci dell'alba fino alla sera del giorno dopo e non sfuggì alcuno di essi, se non quattrocento giovani, che montarono sui cammelli e fuggirono. 18 Davide liberò tutti coloro che gli Amaleciti avevano preso e in particolare Davide liberò le sue due mogli. 19 Non mancò nessuno tra di essi, né piccolo né grande, né figli né figlie, né la preda né ogni altra cosa che era stata presa loro: Davide ricuperò tutto. 20 Davide prese tutto il bestiame minuto e grosso: spingevano davanti a lui tutto questo bestiame e gridavano: «Questo è il bottino di Davide».
21 Davide poi giunse ai duecento uomini che erano troppo sfiniti per seguire Davide e aveva fatto rimanere al torrente di Besor. Essi andarono incontro a Davide e a tutta la sua gente: Davide con la truppa si accostò e domandò loro come stavano le cose. 22 Ma tutti i cattivi e gli iniqui tra gli uomini che erano andati con Davide si misero a dire: «Poiché non sono venuti con noi, non si dia loro niente della preda, eccetto le mogli e i figli di ciascuno; li conducano via e se ne vadano». 23 Davide rispose: «Non fate così, fratelli miei, con quello che il Signore ci ha dato, salvandoci tutti e mettendo nelle nostre mani quella torma che era venuta contro di noi. 24 Chi vorrà seguire questo vostro parere? Perché quale la parte di chi scende a battaglia, tale è la parte di chi fa la guardia ai bagagli: insieme faranno le parti». 25 Da quel giorno in poi stabilì questo come regola e statuto in Israele fino ad oggi. 26 Quando fu di ritorno a Ziklàg, Davide mandò parte del bottino agli anziani di Giuda suoi amici, con queste parole: «Eccovi un dono proveniente dal bottino dei nemici del Signore»:
27 a quelli di Betel
e a quelli di Rama nel Negheb,
a quelli di Iattìr,
28 a quelli di Aroer,
a quelli di Sifmòt,
a quelli di Estemoà,
29 a quelli di Ràcal,
a quelli delle città degli Ieracmeeliti,
a quelli delle città dei Keniti,
30 a quelli di Cormà,
a quelli di Bor-Asàn,
a quelli di Atach,
31 a quelli di Ebron e a quelli di tutti i luoghi
per cui era
passato Davide con i suoi uomini.

Nuova Diodati:

1Samuele 30

Grande vittoria di Davide sugli Amalekiti
1 Quando Davide e i suoi uomini giunsero a Tsiklag il terzo giorno, gli Amalekiti avevano fatto una razzia nel Neghev e a Tsiklag; avevano preso Tsiklag e l'avevano incendiata; 2 essi avevano fatto prigionieri le donne e tutti quelli che vi erano, piccoli e grandi; non avevano ucciso nessuno, ma li avevano condotti via e se n'erano andati. 3 Quando Davide e i suoi uomini giunsero alla città, ecco, la città era distrutta dal fuoco, e le loro mogli, i loro figli e le loro figlie erano stati condotti via prigionieri. 4 Allora Davide e tutti quelli che erano con lui alzarono la voce e piansero, finché non ebbero più forza di piangere. 5 Le due mogli di Davide, Ahinoam, la Jezreelita e Abigail la Karmelita, già moglie di Nabal, erano anch'esse prigioniere. 6 Davide fu grandemente angosciato perché la gente parlava di lapidarlo, avendo tutti l'animo amareggiato, ciascuno a motivo dei suoi figli e delle sue figlie; ma Davide si fortificò nell'Eterno, il suo DIO. 7 Poi Davide disse al sacerdote Abiathar, figlio di Ahimelek: «Ti prego, portami l'efod». Abiathar portò l'efod a Davide. 8 Così Davide consultò l'Eterno e chiese: «Devo inseguire questa banda? La raggiungerò?». L'Eterno rispose: «Inseguila, perché la raggiungerai certamente e ricupererai senz'altro ogni cosa». 9 Davide dunque partì con i seicento uomini che aveva con sé e giunse al torrente Besor, dove quelli rimasti indietro si fermarono; 10 ma Davide continuò l'inseguimento con quattrocento uomini, mentre duecento rimasero indietro, perché erano troppo stanchi per attraversare il torrente Besor. 11 Trovarono nella campagna un Egiziano e lo condussero a Davide. Gli diedero pane da mangiare e acqua da bere; 12 gli diedero pure un pezzo di schiacciata di fichi secchi e due grappoli d'uva. Dopo aver mangiato, il suo spirito ritornò, perché non aveva mangiato pane né bevuto acqua per tre giorni e tre notti. 13 Davide gli chiese: «A chi appartieni e da dove vieni?». Egli rispose: «Sono un giovane egiziano, servo di un Amalekita; il mio padrone mi ha abbandonato, perché tre giorni fa caddi ammalato. 14 Abbiamo fatto una razzia nel sud dei Kerethei, nel territorio di Giuda e nel sud di Caleb e abbiamo incendiato Tsiklag col fuoco». 15 Davide gli disse: «Puoi tu condurmi giù dov'è quella banda?». Egli rispose: «Giurami nel nome di DIO che non mi ucciderai e non mi consegnerai nelle mani del mio padrone, e io ti condurrò giù dov'è quella banda». 16 E lo condusse giù; ed ecco gli Amalekiti erano sparsi su tutto il paese mangiando, bevendo e facendo festa, per tutto il grande bottino che avevano portato via dal paese dei Filistei e dal paese di Giuda. 17 Davide li attaccò dal crepuscolo fino alla sera del giorno dopo; nessuno di loro scampò, ad eccezione di quattrocento giovani, che montarono sui cammelli e fuggirono. 18 Così Davide ricuperò tutto ciò che gli Amalekiti avevano portato via; Davide ricuperò anche le sue mogli. 19 Niente andò loro perduto, né piccolo né grande, né figli né figlie, né bottino né alcun altra cosa che avevano loro preso. Davide ricuperò tutto. 20 Così Davide prese tutte le greggi e tutti gli armenti; e quelli che camminavano davanti al bestiame, dicevano: «Questo è il bottino di Davide!». 21 Poi Davide giunse dai duecento uomini che erano troppo stanchi per seguire Davide, e che egli aveva fatto rimanere al torrente Besor. Questi andarono incontro a Davide e alla gente che era con lui. Così Davide si avvicinò loro e li salutò. 22 Allora tutti i malvagi e gli spregevoli fra gli uomini che erano andati con Davide presero a dire: «Poiché costoro non sono venuti con noi, non daremo loro nulla del bottino che abbiamo ricuperato, eccetto la moglie e i figli di ciascuno; li conducano via e se ne vadano!». 23 Ma Davide disse: «Non fate così, fratelli miei, con quello che l'Eterno ci ha dato proteggendoci e mettendo nelle nostre mani la banda che era venuta contro di noi. 24 Chi vi darà retta in questa proposta? Ma quale la parte di chi scende a combattere, tale sarà la parte di chi rimane presso i bagagli; faranno le parti insieme». 25 Da quel giorno in poi si fece così; Davide ne fece uno statuto e una norma per Israele fino al giorno d'oggi. 26 Quando Davide ritornò a Tsiklag, mandò parte del bottino agli anziani di Giuda, suoi amici, dicendo: «Eccovi un dono proveniente dal bottino preso dai nemici dell'Eterno». 27 Ne mandò a quelli di Bethel, a quelli di Ramoth del Neghev, a quelli di Jattir, 28 a quelli di Aroer, a quelli di Sifmoth, a quelli di Eshtemoa, 29 a quelli di Rakal, a quelli delle città degli Jerahmeeliti, a quelli delle città dei Kenei, 30 a quelli di Hormah, a quelli di Kor-Ashan, a quelli di Athak, 31 a quelli di Hebron, e a quelli di tutti i luoghi per i quali era passato Davide con i suoi uomini.

Riveduta 2020:

1Samuele 30

Gli Amalechiti saccheggiano e incendiano Siclag e sono poi sconfitti da Davide
1 Tre giorni dopo, quando Davide e la sua gente furono giunti a Siclag, ecco che gli Amalechiti avevano fatto una scorreria verso il sud e verso Siclag; avevano preso Siclag e l'avevano incendiata; 2 avevano fatto prigionieri le donne e tutti quelli che vi si trovavano, piccoli e grandi; non avevano ucciso nessuno, ma avevano portato via tutti e se ne erano tornati da dove erano venuti. 3 Quando Davide e la sua gente giunsero alla città, ecco che essa era distrutta dal fuoco, e le loro mogli, i loro figli e le loro figlie erano stati portati via prigionieri. 4 Allora Davide e tutti quelli che erano con lui alzarono la voce e piansero, finché non ebbero più forza di piangere. 5 Le due mogli di Davide, Ainoam di Izreel e Abigail di Carmel che era stata moglie di Nabal, erano anche loro prigioniere. 6 Davide fu grandemente angosciato perché la gente parlava di lapidarlo, essendo l'animo di tutti amareggiato a causa dei loro figli e delle loro figlie; ma Davide si fortificò nell'Eterno, nel suo Dio. 7 Davide disse al sacerdote Abiatar, figlio di Aimelec: “Ti prego, portami qua l'efod”. E Abiatar portò l'efod a Davide. 8 Davide consultò l'Eterno, dicendo: “Devo inseguire questa banda di predoni? la raggiungerò?”. L'Eterno rispose: “Inseguila, poiché certamente la raggiungerai e potrai recuperare ogni cosa”. 9 Davide dunque andò con i seicento uomini che aveva con sé, e giunsero al torrente Besor, dove quelli che erano rimasti indietro si fermarono: 10 ma Davide continuò l'inseguimento con quattrocento uomini: duecento erano rimasti indietro, troppo stanchi per poter attraversare il torrente Besor. 11 Trovarono nella campagna un Egiziano e lo condussero a Davide. Gli diedero del pane che egli mangiò e dell'acqua da bere; 12 e gli diedero un pezzo di schiacciata di fichi secchi e due grappoli d'uva. Quando egli ebbe mangiato, si riprese, perché non aveva mangiato pane né bevuto acqua per tre giorni e tre notti. 13 Davide gli chiese: “A chi appartieni? e di dove sei?”. Egli rispose: “Sono un giovane Egiziano, servo di un Amalechita; e il mio padrone mi ha abbandonato perché tre giorni fa caddi malato. 14 Abbiamo fatto una scorreria nella regione meridionale dei Cheretei, sul territorio di Giuda e nella regione meridionale di Caleb, e abbiamo incendiato Siclag”. 15 Davide gli disse: “Vuoi condurmi giù dov'è quella banda?”. Egli rispose: “Giurami per il nome di Dio che non mi ucciderai e non mi darai nelle mani del mio padrone, e io ti condurrò giù dov'è quella banda”. 16 Quando egli l'ebbe condotto là, ecco che gli Amalechiti erano sparsi dappertutto per la campagna, mangiando, bevendo e facendo festa, a motivo del gran bottino che avevano portato via dal paese dei Filistei e dal paese di Giuda. 17 Davide diede loro addosso dalla sera di quel giorno fino alla sera del giorno dopo; e non ne scampò uno, tranne quattrocento giovani, che montarono su dei cammelli e fuggirono. 18 Davide recuperò tutto quello che gli Amalechiti avevano portato via e liberò anche le sue due mogli. 19 E non mancò nessuno, né dei piccoli né dei grandi, né dei figli né delle figlie, e nulla del bottino, né nessun'altra cosa che gli Amalechiti avessero preso. Davide ricondusse via tutto. 20 Davide riprese anche tutte le greggi e tutte le mandrie; e quelli che conducevano questo bestiame e camminavano alla sua testa, dicevano: “Questo è il bottino di Davide!”. 21 Poi Davide tornò verso quei duecento uomini che per la grande stanchezza non avevano potuto stargli dietro e che egli aveva fatto rimanere al torrente Besor. Quelli si fecero avanti incontro a Davide e alla gente che era con lui. Davide, accostatosi a loro, li salutò. 22 Allora tutti i tristi e i perversi fra gli uomini che erano andati con Davide, presero a dire: “Poiché costoro non sono venuti con noi, non gli daremo nulla del bottino che abbiamo recuperato; tranne a ciascuno di loro la propria moglie e i propri figli; se li portino via e se ne vadano!”. 23 Ma Davide disse: “Non fate così, fratelli miei, riguardo alle cose che l'Eterno ci ha date: Lui che ci ha protetti e ha dato nelle nostre mani la banda che era venuta contro di noi. 24 Chi vi darebbe retta in questa proposta? La parte di chi scende alla battaglia dev'essere uguale alla parte di colui che rimane vicino ai bagagli; faranno tra loro parti uguali”. 25 Da quel giorno in poi si fece così; Davide ne fece in Israele una legge e una norma, che sono durate fino al giorno d'oggi. 26 Quando Davide fu tornato a Siclag, mandò parte di quel bottino agli anziani di Giuda, suoi amici, dicendo: “Eccovi un dono che viene dal bottino preso ai nemici dell'Eterno”. 27 Ne mandò a quelli di Betel, a quelli di Bamot della regione meridionale, a quelli di Iattir, 28 a quelli di Aroer, a quelli di Simot, a quelli di Estemoa, 29 a quelli di Racal, a quelli delle città degli Ierameeliti, a quelli delle città dei Chenei, 30 a quelli di Corma, a quelli di Cor-Asan, a quelli di Atac, 31 a quelli di Ebron, e a quelli di tutti i luoghi che Davide e la sua gente avevano percorso.

Riveduta:

1Samuele 30

Gli Amalekiti saccheggiano e incendiano Tsiklag e sono poi sconfitti da Davide
1 Tre giorni dopo, quando Davide e la sua gente furon giunti a Tsiklag, ecco che gli Amalekiti avean fatto una scorreria verso il mezzogiorno e verso Tsiklag; aveano presa Tsiklag e l'aveano incendiata; 2 avean fatto prigionieri le donne e tutti quelli che vi si trovavano, piccoli e grandi; non avevano ucciso alcuno, ma aveano menato via tutti, e se n'eran tornati donde eran venuti. 3 Quando Davide e la sua gente giunsero alla città, ecco ch'essa era distrutta dal fuoco, e le loro mogli, i loro figliuoli e le loro figliuole erano stati menati via prigionieri. 4 Allora Davide e tutti quelli ch'eran con lui alzaron la voce e piansero, finché non ebbero più forza di piangere. 5 Le due mogli di Davide, Ahinoam la Izreelita e Abigail la Carmelita ch'era stata moglie di Nabal, erano anch'esse prigioniere. 6 E Davide fu grandemente angosciato perché la gente parlava di lapidarlo, essendo l'animo di tutti amareggiato a motivo dei lor figliuoli e delle loro figliuole; ma Davide si fortificò nell'Eterno, nel suo Dio. 7 Davide disse al sacerdote Abiathar, figliuolo di Ahimelec: 'Ti prego, portami qua l'efod'. E Abiathar portò l'efod a Davide. 8 E Davide consultò l'Eterno, dicendo: 'Debbo io dar dietro a questa banda di predoni? la raggiungerò io?' L'Eterno rispose: 'Dàlle dietro, poiché certamente la raggiungerai, e potrai ricuperare ogni cosa'. 9 Davide dunque andò coi seicento uomini che avea seco, e giunsero al torrente Besor, dove quelli ch'erano rimasti indietro si fermarono: 10 ma Davide continuò l'inseguimento con quattrocento uomini: duecento erano rimasti addietro, troppo stanchi per poter attraversare il torrente Besor. 11 Trovarono per la campagna un Egiziano, e lo menarono a Davide. Gli diedero del pane, ch'egli mangiò, e dell'acqua da bere; 12 e gli diedero un pezzo di schiacciata di fichi secchi e due picce d'uva. Quand'egli ebbe mangiato, si riebbe, perché non avea mangiato pane né bevuto acqua per tre giorni e tre notti. 13 Davide gli chiese: 'A chi appartieni? e di dove sei?' Quegli rispose: 'Sono un giovine Egiziano, servo di un Amalekita; e il mio padrone m'ha abbandonato perché tre giorni fa caddi infermo. 14 Abbiam fatto una scorreria nel mezzogiorno dei Kerethei, sul territorio di Giuda e nel mezzogiorno di Caleb, e abbiamo incendiato Tsiklag'. 15 Davide gli disse: 'Vuoi tu condurmi giù dov'è quella banda?' Quegli rispose: 'Giurami per il nome di Dio che non mi ucciderai e non mi darai nelle mani del mio padrone, e io ti menerò giù dov'è quella banda'. 16 E quand'ei l'ebbe menato là, ecco che gli Amalekiti erano sparsi dappertutto per la campagna, mangiando, bevendo, e facendo festa, a motivo del gran bottino che avean portato via dal paese dei Filistei e dal paese di Giuda. 17 Davide diè loro addosso dalla sera di quel giorno fino alla sera dell'indomani; e non uno ne scampò, tranne quattrocento giovani, che montarono su dei cammelli e fuggirono. 18 Davide ricuperò tutto quello che gli Amalekiti aveano portato via, e liberò anche le sue due mogli. 19 E non vi mancò alcuno, né dei piccoli né dei grandi, né de' figliuoli né delle figliuole, né alcun che del bottino, né cosa alcuna che gli Amalekiti avessero presa. Davide ricondusse via tutto. 20 Davide riprese anche tutti i greggi e tutti gli armenti; e quelli che menavano questo bestiame e camminavano alla sua testa, dicevano: 'Questo è il bottino di Davide!' 21 Poi Davide tornò verso quei duecento uomini che per la grande stanchezza non gli avevano potuto tener dietro, e che egli avea fatti rimanere al torrente Besor. Quelli si fecero avanti incontro a Davide e alla gente ch'era con lui. E Davide, accostatosi a loro, li salutò. 22 Allora tutti i tristi e i perversi fra gli uomini che erano andati con Davide, presero a dire: 'Giacché costoro non son venuti con noi, non darem loro nulla del bottino che abbiamo ricuperato; tranne a ciascun di loro la sua moglie e i suoi figliuoli; se li menino via, e se ne vadano!' 23 Ma Davide disse: 'Non fate così, fratelli miei, riguardo alle cose che l'Eterno ci ha date: Egli che ci ha protetti, e ha dato nelle nostre mani la banda ch'era venuta contro di noi. 24 E chi vi darebbe retta in quest'affare? Qual è la parte di chi scende alla battaglia, tale dev'essere la parte di colui che rimane presso il bagaglio; faranno tra loro le parti uguali'. 25 E da quel giorno in poi si fece così; Davide ne fece in Israele una legge e una norma, che han durato fino al dì d'oggi. 26 Quando Davide fu tornato a Tsiklag, mandò parte di quel bottino agli anziani di Giuda, suoi amici, dicendo: 'Eccovi un dono che viene dal bottino preso ai nemici dell'Eterno'. 27 Ne mandò a quelli di Bethel, a quelli di Bamoth del mezzogiorno, a quelli di Jattir, 28 a quelli d'Aroer, a quelli di Simoth, a quelli d'Eshtemoa, 29 a quelli di Racal, a quelli delle città degli Ierahmeeliti, a quelli delle città dei Kenei, 30 a quelli di Horma, a quelli di Cor Ashan, a quelli di Athac, 31 a quelli di Hebron, e a quelli di tutti i luoghi che Davide e la sua gente aveano percorso.

Ricciotti:

1Samuele 30

1 Dopo tre giorni Davide e i suoi giungevano a Siceleg, quando gli Amaleciti aveano fatto un'incursione dal mezzodì contro Siceleg, e dopo aver abbattuto e incendiato la città, 2 avevano tratto prigioniere le donne, [con tutti quelli che vi si trovavano] e grandi e piccoli, senza uccidere alcuno, ma se li aveano condotti seco e se ne erano andati per la loro strada. 3 Come dunque Davide e i suoi giunsero alla città e la trovarono incendiata e le loro mogli e i loro figliuoli e le loro figliuole condotti prigionieri, 4 levarono Davide e il popolo che lo accompagnava voci di lamento e piansero finchè ebbero lacrime, 5 Poichè anche le due mogli di Davide, Achinoam di Jezrael e Abigail già moglie di Nabal di Carmelo erano state tratte in schiavitù. 6 Davide poi era anche rattristato assai, perchè il popolo lo volea lapidare, tanta era l'esasperazione di tutti a cagione dei propri figliuoli e figliuole. Davide allora, confortandosi nel Signore Dio suo 7 disse ad Abiatar sacerdote figlio di Achimelec: «Portami qua l'efod»; e Abiatar portò l'efod a Davide. 8 Davide consultò il Signore in questi termini: «L'inseguirò io questi predoni e li raggiungerò sì, o no?». E il Signore rispose: «Inseguili e senza dubbio li raggiungerai e riavrai la preda». 9 Partì dunque Davide con i seicento uomini che aveva con sè e arrivarono al torrente Besor, dove parecchi stanchi si fermarono. 10 Davide continuò l'inseguimento con quattrocento, poichè in numero di duecento erano quelli che, stanchi, si erano fermati, impossibilitati ad andar oltre il torrente Besor. 11 Trovarono nella campagna un Egiziano che condussero a Davide e gli diedero pane da mangiare, acqua da bere 12 e una parte di una massa di fichi e due penzoli di uva passa. Com'ebbe mangiato e si fu riavuto, chè da tre giorni e da tre notti non aveva preso alcun cibo e non aveva bevuto acqua, 13 Davide gli domandò: «A chi appartieni tu? Donde vieni e dove vai?», ed egli rispose: «Sono un Egiziano, al servizio di un Amalecita e venni abbandonato dal mio padrone perchè ier l'altro era caduto ammalato. 14 Noi abbiamo fatto un'irruzione a mezzogiorno di Cereti, sul territorio di Giuda, e a sud di Caleb abbiamo incendiato Siceleg». 15 Davide gli disse: «Puoi tu condurmi a questa gente?». Quegli rispose: «Giurami, nel nome di Dio che non mi ucciderai nè mi darai nelle mani del mio padrone e ti condurrò a quella gente». E Davide glielo giurò. 16 Avendoli egli condotti colà, ecco gli Amaleciti sparsi da per tutto su quel territorio tutti intenti a mangiare e a bere e a far festa a cagione del gran bottino che avevano riportato dalla terra dei Filistei e dal paese di Giuda. 17 Davide li battè da questa sera fino alla sera del giorno successivo e nessuno gli sfuggì tranne quattrocento giovani che montati sopra i cammelli avevano preso la fuga. 18 Davide ricuperò tutto ciò che gli Amaleciti aveano preso e liberò anche le sue due mogli, 19 nè mancò cosa alcuna nè piccola nè grande nè tra i figli nè tra le figlie nè tra le spoglie; ma Davide riportò tutto quanto era stato rapito 20 e prese ancora tutto il gregge, gli alimenti e come tutto fu condotto innanzi a lui, gli dissero: «Questa è la preda di Davide». 21 Arrivato Davide presso i duecento che per essere stati troppo stanchi non l'avevan seguìto, ma erano stati lasciati al torrente Besor, questi uscirono incontro a Davide e all'esercito che stava con lui e Davide si avvicinò a loro e li salutò cortesemente; 22 mentre i più perversi e rivoltosi di quelli che erano andati con Davide dicevano: «Non essendo essi venuti con noi, non li metteremo a parte della preda che abbiam ricuperata; basti a ciascuno la sua moglie e i figli; si prendano questi e vadano». 23 Ma Davide disse: «Non fate così, fratelli miei, riguardo a quanto il Signore ci ha dato; egli ci ha custoditi e ha dato nelle nostre mani i ladroni che eran venuti contro di noi. 24 No, nessuno vi ascolterà in questa pretesa perchè sarà data una parte conveniente a chi è sceso a combattere e a chi è rimasto alle salmerie; e tutti divideranno [la preda] allo stesso modo». 25 E da quel giorno in poi si fece così; venne deciso e stabilito di farne quasi una legge in Israele fino ad oggi. 26 Tornato Davide in Siceleg mandò una parte del bottino agli anziani di Giuda suoi amici, dicendo: «Ricevete questa benedizione che vien dal bottino dei nemici del Signore». 27 Ne mandò poi a quei di Betel, di Ramot verso mezzogiorno, di Jeter, 28 di Aroer, di Sefamot, di Estamo, 29 di Racal e gli abitanti delle città di Jerameel e di Ceni, 30 a quei di Arama, del lago di Asan, di Atac, 31 di Ebron e a quei che abitavano nei luoghi dove dimorò Davide coi suoi uomini.

Tintori:

1Samuele 30

David batte i predoni Amaleciti.
1 Or quando tre giorni dopo David arrivò colla sua gente in Siceleg, gli Amaleciti, che avevan fatto una scorreria dalla parte del mezzodì contro Siceleg, avevan percossa e messa a fuoco Siceleg, 2 ne avevan menate via prigioniere le donne e gli altri, grandi e piccoli, senza però ammazzar nessuno; li avevan condotti via con sè e s'erano già messi in cammino. 3 Quando David e i suoi uomini arrivarono alla città, trovando che era stata messa a fuoco e che le loro donne, i loro figli e le loro figlie erano stati condotti via prigionieri, 4 piansero, David e la sua gente che era con lui, ad alte grida, finché ebbero lacrime. 5 Anche le due mogli di David, Achinoam di Jezrael e Abigail, già moglie di Nabal di Carmelo, erano state menate via prigioniere. 6 David fu in grande afflizione, perchè il popolo voleva lapidarlo, essendo ognuno pieno d'amarezza a motivo dei propri figli e delle figlie. Ma David, preso coraggio nel Signore, Dio suo, 7 disse ad Abiatar sacerdote, figlio di Achimelec: «Accostami l'efod». Avendo Abiatar accostato l'efod a David, 8 David consultò il Signore, dicendo: «Devo dar dietro a quei predoni? Potrò prenderli?» Il Signore gli rispose: «Inseguili, perchè senza dubbio li prenderai e torrai loro la preda». 9 Allora David si mosse coi seicento uomini ch'erano con lui. Giunti al torrente Besor, alcuni, essendo stanchi, si fermarono, 10 ma David, sebbene se ne fossero fermati duecento che, stanchi, non potevan passare il torrente Besor, seguitò a inseguirli con quattrocento uomini. 11 Trovato nella campagna un uomo egiziano, lo menarono a David; gli diedero del pane da mangiare e dell'acqua da bere, 12 e poi un po' di torta di fichi secchi e due penzoli d'uva passa. Quand'egli ebbe mangiato, gli ritornar on gli spiriti e si riebbe: Non aveva mangiato pane, nè bevuto acqua da tre giorni e tre notti. 13 David allora gli disse: «Di chi sei tu? Donde vieni? Dove vai?». Egli rispose: «Io sono un giovane egiziano, schiavo d'un Amalecita: il mio padrone mi abbandonò or son tre giorni, perchè cominciavo ad ammalarmi. 14 Noi abbiamo fatto una scorreria verso la parte meridionale dei Ceretei, contro Giuda, verso mezzodì di Caleb, e abbiamo incendiato Siceleg». 15 E David a lui: «Potresti condurmi dov'è quella gente?» L'altro rispose: «Giurami per Iddio di non uccidermi e di non darmi nelle mani del mio padrone, ed io ti condurrò dov'è quella gente». David giurò. 16 Ce lo condusse. Ed ecco erano sdraiati per tutto sulla terra, a mangiare e bere e a far festa per tutta la preda e le spoglie che avevan tolte dal paese dei Filistei e dal paese di Giuda. 17 David diede loro addosso, da quella sera fino alla sera del giorno dopo, ed eccettuati quattrocento giovani che, saliti sopra i cammelli, si eran dati alla fuga, nessuno di loro scampò. 18 Così David riprese tutto quello che gli Amaleciti avevano portato via e liberò le sue due mogli. 19 Non mancò nulla: piccole o grandi che fossero, tanto riguardo ai figli e alle figlie come, riguardo alle spoglie, tutte le cose che avevan portate via furono ricuperate da David. 20 David presi tutti i greggi e gli armenti li mandò avanti a sè; e dissero: «Questa è la preda di David». 21 Quando David fu vicino a quei duecento che stanchi s'eran fermati senza poterlo seguire ed ai quali egli aveva ordinato di restare al torrente Besor, questi andarono incontro a David e al popolo che era con lui; e David, accostatosi a loro, li salutò cortesemente. 22 Ma ogni pessimo e tristo di quelli che erano andati con David prese a dire: «Siccome essi non son venuti con noi, non daremo loro nulla della preda che abbiamo ripresa: ciascuno si contenti di poter riavere la sua moglie e i figli: avuti questi, se ne vadano». 23 Ma David disse: «Non fate così, fratelli miei, riguardo alle cose che il Signore ci ha date: è lui che ci ha custoditi ed ha dato nelle nostre mani i ladroni che si eran gettati sopra di noi. 24 Nessuno vi potrà sentir dire queste parole; perchè uguale deve essere la parte di colui che scende nella battaglia e quella di colui che resta ai bagagli, e divideremo insieme». 25 E questo da quel giorno fu fatto, e, in seguito fu dichiarato e deciso, ed è come legge in Israele fino ad oggi. 26 Giunto a Siceleg. David mandò parte della preda agli anziani di Giuda suoi amici, dicendo: «Ricevete questa benedizione della preda dei nemici del Signore. 27 (Ne mandò) a quelli di Betel, a quei di Ramot del mezzodì, a quelli di Ieter; 28 a, quelli di Aroer, a quelli di Sefamot, a quelli di Estamo; 29 a quelli di Racal, a quelli delle città di Ierameel e delle città di Ceni; 30 a quelli di Arama, a quelli del lago di Asan, a quelli di Atac, 31 a quelli di Ebron, e agli altri che stavano nei luoghi dove aveva dimorato David colla sua gente.

Martini:

1Samuele 30

In assenza di David, e de' suoi, gli Amaleciti aveano incendiata Siceleg, e portate via le spoglie; ma David va loro dietro, e li mette a fil di spada, e ricupera la preda, la quale egli spartisce con eguaglianza ai compagni, anche a quelli, i quali essendo stanchi eran rimasti al bagaglio.
1 Allorché David, e la sua gente arrivarono il terzo giorno a Siceleg, gli Amaleciti avean fatto una scorreria dalla parte di mezzodì sino a Siceleg, e aveano presa Siceleg e l'aveano incendiata. 2 E avean menate via prigioniere le donne, e i grandi e i piccoli: e non aveano ucciso nissuno, ma li conducevano con seco, e se n'andavano al loro viaggio. 3 Arrivati adunque David, e i suoi alla città, e trovandola incendiata, e menate via prigioniere le loro mogli, e i figli, e le figlie: 4 Alzaron le strida David, e la gente che era con lui, e piansero a caldi occhi. 5 Imperocché anche le due mogli di David erano state fatte prigioniere, Achinoam di Jezrahel, e Abigail vedova di Nabal del Carmelo. 6 E David si afflisse grandemente: perocché il popolo volea lapidarlo, essendo ciascuno amareggiato per ragione de' propri figliuoli, e delle figlie: ma David si confortò nel Signore Dio suo. 7 E disse ad Abiathar sacerdote, figliuolo di Achimelech: Portami l'Ephod. E Abiathar portò l'Ephod a David: 8 E David consultò il Signore, e disse: Darò io dietro a que' ladroni, e li prenderò io, o no? E il Signore gli disse: Va dietro a loro: perocché sicuramente li prenderai, e torrai loro la preda. 9 Andò adunque David, e i secento uomini, che eran con lui, e si avanzarono sino al torrente Besor: ma alcuni si fermarono per la stanchezza. 10 David pertanto tirò avanti con quattrocento uomini: perocché rimasero indietro dugento, i quali essendo stanchi non poterono passare il torrente Besor. 11 E trovarono nella campagna un Egiziano, e lo menarono a David: diedero a colui pane da mangiare, e acqua da bere, 12 E parte di un canestro di fichi e due penzoli di uva passa. E quand'egli ebbe mangiato si riebbe, e si ristorò: perocché per tre dì e tre notti non avea mangiato pane; nè bevuto acqua. 13 David allora gli disse: Di chi se' tu? e donde? e dove vai? Rispose quegli: Io sono schiavo Egiziano, e servo un Amalecita: il mio padrone mi ha lasciato, perchè cominciai ad aver male jeri l'altro. 14 Imperocché noi abbiam fatta una scorreria nella parte meridionale di Cerethi, e verso Giuda, e al mezzodì di Caleb, e abbiamo incendiata Siceleg. 15 E David gli disse: Puoi tu condurmi, dove è quella gente? Disse egli: Giurami per Dio, che non mi ucciderai, e non mi darai nelle mani del mio padrone, e io ti condurrò, dove è quella gente. E Davidde giurò. 16 E quegli avendo a lui fatta la guida, ecco che veggon coloro sdrajati dappertutto sulla terra, che mangiavano, e bevevano, e quasi celebravano un dì festivo per ragion di tutta la preda, e delle spoglie che avean raunate nel paese de' Filistei, e nel paese di Giuda. 17 E David diede loro addosso da quella sera sino alla sera del dì seguente, e nissuno scampò, eccettuati quattrocento giovani, i quali saliron sopra i lor cammelli, e si diedero alla fuga. 18 Ripigliò pertanto David tutto quel che avean portato via gli Amaleciti, e liberò le sue due mogli. 19 E non mancò cosa veruna o piccola, o grande, tanto riguardo a' figliuoli, e alle figliuole, come per riguardo alle spoglie: e David ricondusse tutte le cose che quelli avean portato via. 20 E prese tutti i greggi e tutto il bestiame grosso, e mandollo avanti a se; e dissero: Questa è la preda di David. 21 E andò David verso quei dugento, i quali si eran fermati pella stanchezza, e non avean potuto seguirlo, e ai quali egli avea ordinato di riposarsi presso al torrente Besor: ed eglino andarono incontro a David, e alla gente che era con lui: e David accostatosi a loro li salutò cortesemente. 22 E tutti i tristi, e cattivi uomini del numero, che era andato con David, presero a dire: Siccome eglino non son venuti con noi, non darem loro cosa veruna della preda, che abbiam ripresa: basti a ciascun di loro il riavere la sua moglie, e i figliuoli: e avuti questi se ne vadano. 23 Ma David disse: Non fate così, fratelli miei, riguardo alle cose date a noi dal Signore: egli è stato nostro custode, e ha dato nelle nostre mani i ladroni che si eran gettati sopra di noi: 24 E nissuno vi menerà buono questo parlare: perocché egual porzione avrà colui che combatte nella mischia, e colui che rimane al bagaglio, e divideranno con eguaglianza. 25 E da quel dì in poi fu questo un punto stabilito, e deciso, e quasi legge in Israele sino a questo dì. 26 E David giunse a Siceleg, e della preda mandò doni a' seniori di Giuda suoi parenti, dicendo: Accattate questa benedizione che è parte della preda fatta sopra i nemici del Signore: 27 (Ne mandò) a quelli ch'erano a Bethel, e a quei di Ramoth verso mezzodì, e a quelli di Jether. 28 E a quelli di Aroer, e a quelli di Sephamoth, e a quelli di Esthamo, 29 E a quelli di Rachal, e a quelli delle città di Jerameel, e delle città di Ceni, 30 E a quelli di Arama, e a quelli del lago di Asan, e a quelli di Atach, 31 E a quelli di Hebron, e a tutti quegli altri che stavano ne' luoghi, dove si era trattenuto David colla sua gente.

Diodati:

1Samuele 30

1 ORA, tre giorni appresso, Davide essendo ritornato in Siclag con la sua gente, trovò che gli Amalechiti erano scorsi verso il Mezzodì, e in Siclag, e che aveano percossa Siclag, e l'aveano arsa col fuoco; 2 ed aveano menate prigioni le donne che vi erano dentro, e tutte le persone dal maggiore al minore; ma non aveano ucciso alcuno, anzi li aveano menati tutti via, e se ne erano andati a lor cammino. 3 Come dunque Davide, con la sua gente, fu venuto nella città, ecco, essa era arsa col fuoco; e le lor mogli, e i lor figliuoli, e le lor figliuole, erano state menate prigioni. 4 Laonde Davide, e la gente ch'era con lui, alzò la voce, e pianse, finchè non ebbero più potere di piangere. 5 Le due mogli di Davide, Ahinoam Izreelita, e Abigail ch'era stata moglie di Nabal da Carmel, erano anch'esse state menate prigioni. 6 E Davide era grandemente distretto; perciocchè il popolo parlava di lapidarlo; perchè tutto il popolo era in amaritudine d'animo, ciascuno per li suoi figliuoli e per le sue figliuole; ma Davide si fortificò nel Signore Iddio suo;
7 e disse al sacerdote Ebiatar, figliuolo di Ahimelec: Deh! accostami l'Efod. Ed Ebiatar accostò l'Efod a Davide. 8 E Davide domandò il Signore, dicendo: Perseguiterò io quegli scherani? li raggiungerò io? E il Signore gli disse: Perseguitali pure; perciocchè per certo tu li raggiungerai, e riscoterai ogni cosa. 9 Davide adunque andò co' seicent'uomini ch'egli avea seco; e, quando furono giunti al torrente di Besor, una parte di essi restò quivi. 10 E Davide, con quattrocent'uomini, perseguitò coloro; e dugento ne restarono, i quali erano tanto stanchi, che non poterono passare il torrente di Besor. 11 Or essi trovarono un uomo Egizio per la campagna, e lo menarono a Davide, e gli diedero del pane, ed egli mangiò; poi gli diedero a ber dell'acqua. 12 Gli diedero ancora un pezzo d'una massa di fichi secchi, e due grappoli d'uva secca; ed egli mangiò, e lo spirito gli rivenne; perciocchè egli non avea mangiato pane, nè bevuta acqua, da tre giorni, e da tre notti. 13 E Davide gli disse: Di cui sei tu? e d'onde sei tu? Ed egli disse: Io sono un garzone Egizio, servo di un Amalechita; e il mio padrone mi ha lasciato, perciocchè io infermai oggi ha tre giorni. 14 Noi siamo scorsi nella contrada meridionale de' Cheretei, e nel paese di Giuda, e nella contrada meridionale di Caleb, e abbiamo arsa Siclag col fuoco. 15 E Davide gli disse: Mi condurresti tu a quegli scherani? Ed egli gli disse: Giurami per Iddio che tu non mi farai morire, e che tu non mi darai in mano del mio padrone, ed io ti condurrò a quegli scherani. 16 Colui adunque ve lo condusse; ed ecco, essi erano sparsi senza guardia su per tutta quella contrada, mangiando e bevendo, e facendo festa di tutta la gran preda che aveano portata dal paese de' Filistei, e dal paese di Giuda. 17 E Davide li percosse dal vespro infino alla sera del giorno seguente; e non ne scampò alcuno, se non quattrocento giovani, i quali montarono sopra de' cammelli, e fuggirono. 18 E Davide riscosse tutto quello che gli Amalechiti aveano preso; riscosse eziandio le sue due mogli. 19 E non mancò loro alcuno, nè piccolo, nè grande, nè figliuolo, nè figliuola, nè robe, nè cosa veruna che avessero loro presa. Davide ricoverò tutto. 20 Davide prese eziandio tutto il bestiame, piccolo e grosso, il qual fu condotto davanti a quelle gregge. E si diceva: Questa è la preda di Davide.
21 Poi Davide venne a que' dugent'uomini, ch'erano stati tanto stanchi, che non erano potuti andar dietro a lui; onde egli li avea fatti rimanere al torrente di Besor; ed essi uscirono incontro a Davide, e incontro alla gente che era con lui. E Davide, accostatosi a quella gente, li salutò. 22 Ma tutti gli uomini malvagi e scellerati, d'infra coloro ch'erano andati con Davide, si mossero a dire: Poichè essi non son venuti con noi, noi non daremo loro nulla della preda che abbiamo riscossa, se non a ciascuno la sua moglie, e i suoi figliuoli; e se li menino via, e vadano. 23 Ma Davide disse: Non fate così, fratelli miei, di ciò che il Signore ci ha dato; avendoci egli guardati, e avendoci dati nelle mani quegli scherani ch'eran venuti contro a noi. 24 E chi vi acconsentirebbe in questo affare? perciocchè la parte di chi dimora appresso alla salmeria dev'essere uguale a quella di chi scende alla battaglia; essi debbono partir fra loro. 25 E questo è stato osservato da quel dì innanzi; e Davide lo stabilì per istatuto e legge in Israele, che dura infino ad oggi. 26 Poi Davide, essendo tornato in Siclag, mandò di quella preda agli Anziani di Giuda, suoi amici, dicendo: Eccovi un presente della preda de' nemici del Signore. 27 Egli ne mandò a quelli ch'erano in Betel, ed a quelli ch'erano in Ramot meridionale, e a quelli ch'erano in Iatir, 28 ed a quelli ch'erano in Aroer, ed a quelli ch'erano in Sifmot, ed a quelli ch'erano in Estemoa, 29 ed a quelli ch'erano in Racal, ed a quelli ch'erano nelle città de' Ierameeliti, e a quelli ch'erano nelle città de' Chenei, 30 ed a quelli ch'erano in Horma, e a quelli ch'erano in Corasan, ed a quelli ch'erano in Atac, 31 ed a quelli ch'erano in Hebron, e in tutti gli altri luoghi, ne' quali Davide era andato e venuto con la sua gente.

Commentario completo di Matthew Henry:

1Samuele 30

1 INTRODUZIONE A 1 SAMUELE CAPITOLO 30

Quando Davide fu congedato dall'esercito dei Filistei, non passò all'accampamento d'Israele, ma, espulso da Saul, osservò un'esatta neutralità e si ritirò silenziosamente nella sua città di Ziclag, lasciando gli eserciti pronti a combattere. Ora qui ci viene detto,

I In quale atteggiamento malinconico trovò la città, tutta devastata dagli Amalechiti, e quale angoscia causò a lui e ai suoi uomini, 1Samuele 30:1-6.

II. Quale strada ha preso per recuperare ciò che aveva perso. Chiese a Dio e gli tolse un incarico (1Samuele 30:7,8), inseguì il nemico (1Samuele 30:9,10), ottenne informazioni da un ritardatario (1Samuele 30:11-15), attaccò e mise in rotta i saccheggiatori (1Samuele 30:16,17) e recuperò tutto ciò che avevano portato via, 1Samuele 30:18-20.

III. Quale metodo osservò nella distribuzione del bottino, 1Samuele 30:21-31.

Ver. 1. fino alla Ver. 6.

Qui abbiamo,

I La discesa che gli Amalechiti fecero su Ziklag in assenza di Davide, e le desolazioni che vi fecero. Sorpresero la città quando fu lasciata incustodita, la saccheggiarono, la incendiarono e portarono prigioniere tutte le donne e i bambini, 1Samuele 30:1,2. Intendevano, con ciò, vendicare lo stesso disastro che Davide aveva recentemente fatto su di loro e sul loro paese, 1Samuele 27:8. Colui che si era fatto tanti nemici non avrebbe dovuto lasciare i propri interessi così nudi e indifesi. Coloro che sono audaci con gli altri devono aspettarsi che gli altri facciano altrettanto audaci con loro e provvedere di conseguenza. Ora osserva in questo,

1. La crudeltà della pietà di Saul (come si dimostrò) nel risparmiare gli Amalechiti; Se li avesse completamente distrutti, come avrebbe dovuto fare, non sarebbero stati in grado di fare questo male.

2. Come fu corretto Davide per essere stato così ansioso di andare con i Filistei contro Israele. Dio gli mostrò che avrebbe fatto meglio a starsene a casa e a badare ai fatti suoi. Quando andiamo all'estero per adempiere al nostro dovere, possiamo tranquillamente sperare che Dio si prenda cura delle nostre famiglie in nostra assenza, ma non altrimenti.

3. Come meravigliosamente Dio inclinò i cuori di questi Amalechiti a portare via prigioniere le donne e i bambini, e non a ucciderli. Quando Davide li invase, passò tutti a fil di spada (1Samuele 27:9), e non si può dare alcuna ragione per cui non si vendicarono su questa città, ma che Dio li trattenne; poiché egli ha tutto il cuore nelle sue mani e dice al furore degli uomini più crudeli: Fin qui verrai e non oltre. Sia che li risparmiassero per guidarli in trionfo, o per venderli, o per usarli come schiavi, si deve riconoscere la mano di Dio, che intendeva servirsi degli Amalechiti per la correzione, non per la distruzione, della casa di Davide.

II. La confusione e la costernazione in cui si trovarono Davide e i suoi uomini quando trovarono le loro case in cenere e le loro mogli e i loro figli in cattività. Avevano tre giorni di marcia dall'accampamento dei Filistei a Ziclag, e ora che vi giungevano stanchi, ma sperando di trovare riposo nelle loro case e gioia nelle loro famiglie, ecco che si presentò loro una scena oscura e lugubre (1Samuele 30:3), che li fece piangere tutti (senza eccettuarsi lo stesso Davide), sebbene fossero uomini di guerra, finché non ebbero più forza di piangere, == 1Samuele 30:4. La menzione delle mogli di Davide, Ahinoam e Abigail, e del loro trasporto in cattività, suggerisce che questa circostanza gli stava più a cuore di qualsiasi altra cosa. Nota: Non è denigratorio per gli spiriti più audaci e coraggiosi lamentare le calamità dei parenti e degli amici. Osservare

1. Questo problema si è abbattuto su di loro quando erano assenti. Era l'antica politica di Amalek quella di avvantaggiare Israele.

2. Li incontrò al loro ritorno e, per quanto appaia, i loro stessi occhi diedero loro la prima notizia di esso. Nota: Quando andiamo all'estero non possiamo prevedere quali cattive notizie potremmo incontrare quando torneremo a casa. L'uscita può essere molto allegra, eppure l'uscita è molto dolorosa. Non vantarti dunque di domani, né di questa notte, perché non sai cosa può produrre un giorno, o un frammento di giorno , Proverbi 27:1. Se, quando torniamo da un viaggio, troviamo i nostri tabernacoli in pace, e non devastati come Davide qui trovò i suoi, sia lodato il Signore per questo.

III. L'ammutinamento e la mormorazione degli uomini di Davide contro di lui (1Samuele 30:6): Davide era molto angosciato, perché, in mezzo a tutte le sue perdite, il suo stesso popolo parlava di lapidarlo,

1. Perché lo consideravano come l'occasione delle loro calamità, con la provocazione che aveva rivolto agli Amalechiti e la sua indiscrezione nel lasciare Ziklag senza una guarnigione in essa. Siamo così atti, quando siamo in difficoltà, a scatenarci in una rabbia contro coloro che sono in qualche modo l'occasione della nostra difficoltà, mentre trascuriamo la divina provvidenza, e non abbiamo riguardo per le operazioni della mano di Dio in essa che metterebbe a tacere le nostre passioni e ci renderebbe pazienti.

2. Perché ora cominciavano a disperare di quella preferenza che si erano ripromessi nel seguire Davide. Prima speravano che fossero stati tutti principi; e ora ritrovarsi tutti mendicanti era per loro una tale delusione da farli diventare oltraggiosi e minacciare la vita di colui dal quale, sotto Dio, avevano la massima dipendenza. In quali assurdità non immergeranno gli uomini le passioni incontrollate? Questa fu una dura prova per l'uomo secondo il cuore di Dio, e non poté fare a meno di avvicinarsi molto a lui. Saul lo aveva cacciato dal suo paese, i Filistei lo avevano cacciato dal loro accampamento, gli Amalechiti avevano saccheggiato la sua città, le sue mogli erano state fatte prigioniere e ora, per completare il suo dolore, i suoi amici intimi, nei quali confidava, che aveva protetto e che mangiavano del suo pane, invece di compatirlo e offrirgli alcun sollievo, sollevò il tallone contro di lui e minacciò di lapidarlo. Una grande fede deve aspettarsi esercizi così severi. Ma è osservabile che Davide fu ridotto a questo estremo poco prima della sua ascesa al trono. In quel momento, forse, fu sferrato il colpo che aprì la porta al suo avanzamento. Le cose a volte vanno al peggio con la chiesa e il popolo di Dio appena prima che inizino a ricucire.

IV. La pia dipendenza di Davide dalla provvidenza e dalla grazia divina in questa angoscia: Ma Davide si è incoraggiato nel Signore suo Dio. I suoi uomini erano preoccupati per la perdita. L'anima del popolo era amara, così si dice. Il loro malcontento e la loro impazienza aggiunsero assenzio e fiele all'afflizione e alla miseria, e resero il loro caso doppiamente grave. Ma

1. Davide lo sopportò meglio, sebbene avesse più motivi di tutti loro per lamentarsene; essi diedero libertà alle loro passioni, ma egli mise le sue grazie all'opera, e incoraggiandosi in Dio, mentre si scoraggiavano a vicenda, mantenne il suo spirito calmo e calmo. O

2. Potrebbe esserci un riferimento alle parole minacciose che i suoi uomini hanno pronunciato contro di lui. Parlavano di lapidarlo; ma egli, non offrendosi di vendicare l'affronto, né atterrito dalle loro minacce, si incoraggiò nel Signore suo Dio, credette, e considerò con applicazione al suo caso presente, la potenza e la provvidenza di Dio, la sua giustizia e bontà, il metodo che comunemente adotta per abbassare e poi rialzare, la sua cura per il suo popolo che lo serve e confida in lui, e le particolari promesse che gli aveva fatto di portarlo sano e salvo al trono; Con queste considerazioni si sostenne, non dubitando che i guai presenti sarebbero finiti bene. Nota: Coloro che hanno preso il Signore per il loro Dio possono trarre incoraggiamento dalla loro relazione con lui nei momenti peggiori. È dovere e interesse di tutte le persone buone, qualunque cosa accada, incoraggiarsi in Dio come loro Signore e loro Dio, assicurando che egli può e porterà la luce dalle tenebre, la pace dalle difficoltà e il bene dal male, a tutti coloro che lo amano e sono chiamati secondo il suo proposito, == Romani 8:28. Era l'abitudine di Davide, ed egli ne aveva il conforto: "In quale tempo temo di confidare in te". Quando era alla fine del suo ingegno, non era alla fine della sua fede.

7 Ver. 7. fino alla Ver. 20.

Salomone osserva che il giusto è liberato dall'angoscia e l'empio viene al suo posto, che il giusto cade sette volte al giorno e risorge; così fu per Davide. Molte furono le sue tribolazioni, ma il Signore lo liberò da tutte, e in particolare da questa di cui abbiamo qui un resoconto.

I Chiese al Signore entrambi riguardo al suo dovere: Devo inseguire questa truppa? e riguardo all'evento... Li raggiungerò? == 1Samuele 30:8. Era un grande vantaggio per Davide avere con sé il sommo sacerdote e il pettorale del giudizio, che, come persona pubblica, poteva consultare in tutti i suoi affari, Numeri 27:21. Non possiamo pensare che abbia lasciato Abiatar e l'efod a Ziklag, perché allora lui e gli Amalechiti sarebbero stati portati via, a meno che non possiamo supporre che siano nascosti da una provvidenza speciale, affinché potessero essere pronti per la consultazione di Davide al suo ritorno. Se concludiamo che Davide aveva con sé il suo sacerdote e il suo efod nell'accampamento dei Filistei, fu certamente una grande negligenza da parte sua il fatto che non si rivolse al Signore riguardo al suo impegno con Akis. Forse si vergognava di ammettere la sua religione fino a quel punto tra gli incirconcisi; Ma ora comincia a capire che questo problema è stato portato su di lui per correggerlo per quella svista, e quindi la prima cosa che fa è chiamare l'efod. È bene che ci vengano ricordati da loro i doveri trascurati e in particolare che siano stimolati da loro a consultare il Signore. Vedere 1Cronache 15:13. Davide non aveva motivo di dubitare che la sua guerra contro questi Amalechiti fosse giusta, e aveva un'inclinazione abbastanza forte da attaccarli quando era per il recupero di ciò che gli era più caro in questo mondo; eppure non lo avrebbe fatto senza chiedere consiglio a Dio, riconoscendo così la sua dipendenza da Dio e la sua sottomissione a Lui. Se in questo modo, in tutte le nostre vie, riconosciamo Dio, possiamo aspettarci che egli dirigerà i nostri passi, come fece qui con quelli di Davide, rispondendogli al di sopra di ciò che chiedeva, con l'assicurazione che avrebbe recuperato tutto.

II. Egli andò lui stesso di persona, e prese con sé tutta la forza che aveva, all'inseguimento degli Amalechiti, 1Samuele 30:9,10. Guardate con quanta rapidità, con quanta facilità, con quanta efficacia l'ammutinamento tra i soldati fu sedato dalla sua pazienza e dalla sua fede. Quando parlarono di lapidarlo (1Samuele 30:6), se egli avesse parlato di impiccarli, o avesse ordinato che ai capi della fazione venissero immediatamente tagliate le teste, anche se sarebbe stato giusto, tuttavia avrebbe potuto avere conseguenze perniciose per il suo interesse in questo momento critico; e, mentre lui e i suoi uomini stavano combattendo, gli Amalechiti avrebbero chiaramente portato via il loro bottino. Ma quando egli, come un sordo, non udì, soffocò i suoi risentimenti e si incoraggiò nel Signore suo Dio, il tumulto del popolo fu placato dalla sua gentilezza e dalla potenza di Dio sui loro cuori; e, essendo trattati in questo modo, ora sono pronti a seguire il suo passo come lo erano poco prima a volargli in faccia. La mitezza è la sicurezza di qualsiasi governo. Tutti i suoi uomini erano disposti ad andare con lui all'inseguimento degli Amalechiti, e lui aveva bisogno di tutti loro; ma fu costretto a lasciarne cadere un terzo lungo la strada; 200 su 600 erano così stanchi per la lunga marcia e così sprofondati sotto il peso del dolore, che non riuscirono a passare il torrente Besor, ma rimasero lì dietro. Questo era,

1. Una grande prova della fede di Davide, se poteva andare avanti, in una dipendenza dalla parola di Dio, quando così tanti dei suoi uomini lo hanno deluso. Quando siamo delusi e scoraggiati nelle nostre aspettative da cause seconde, allora andare avanti con gioia, confidando nella potenza divina, questo è dare gloria a Dio, credendo contro ogni speranza, nella speranza.

2. Un grande esempio della tenerezza di Davide verso i suoi uomini, che non li avrebbe in alcun modo esortati oltre le loro forze, sebbene il caso stesso fosse così urgente. Il Figlio di Davide considera così la struttura dei suoi seguaci, che non sono tutti ugualmente forti e vigorosi nelle loro ricerche e conflitti spirituali; ma, dove noi siamo deboli, lì Egli è benigno; anzi, là è più forte, 2Corinzi 12:9,10.

III. La Provvidenza ne gettò uno sulla loro strada che diede loro l'intelligenza dei movimenti del nemico e guidò i loro; un povero ragazzo egiziano, appena in vita, è reso strumento di una grande quantità di bene per Davide. Dio sceglie le cose stolte del mondo, con esse per confondere i sapienti. Osservare

1. La crudeltà del suo padrone nei suoi confronti. Aveva ottenuto da lui tutto il servizio che poteva, e quando il ragazzo si ammalò, probabilmente essendo troppo affaticato dal suo lavoro, lo lasciò barbaramente a morire nei campi, quando non aveva tanta fretta, ma avrebbe potuto metterlo in qualche carrozza e riportarlo a casa, oppure, almeno, gli hanno lasciato i mezzi per mantenersi. Quel padrone ha lo spirito di un Amalechita, non di un Israelita, che può quindi usare un servo peggio di quanto si userebbe una bestia. La tenera misericordia dei malvagi è crudele. Questo Amalechita pensava che ora avrebbe dovuto avere abbastanza servi dei prigionieri israeliti, e quindi non si preoccupava di ciò che sarebbe accaduto al suo schiavo egiziano, ma poteva volentieri lasciarlo morire in un fosso per mancanza di beni di prima necessità, mentre lui stesso mangiava e beveva, == 1Samuele 30:16. Giustamente la Provvidenza ha reso questo povero servo, che è stato così vilmente abusato, uno strumento per la distruzione di un intero esercito di Amalechiti e del suo padrone tra gli altri; perché Dio ascolta il grido dei servi oppressi.

2. La compassione di Davide per lui. Benché avesse motivo di pensare che fosse uno di quelli che avevano contribuito a distruggere Ziklag, tuttavia, trovandolo in difficoltà, lo sollevò generosamente, non solo con pane e acqua (1Samuele 30:11), ma anche con fichi e uva passa, == 1Samuele 30:12. Benché gli Israeliti avessero fretta e non avessero per sé una grande abbondanza, non si trattennero dal liberare uno che era stato trascinato verso la morte, né direbbero: Ecco, noi non lo sapevamo, == Proverbi 24:11,12. Sono indegni il nome degli Israeliti coloro che chiudono le viscere della loro compassione dalle persone in difficoltà. Fu anche prudentemente fatto per soccorrere questo egiziano; perché, sebbene spregevole, era capace di rendere loro servizio: così si dimostrò, sebbene non ne fossero certi quando lo sollevarono. È una buona ragione per cui non dovremmo né fare un torto né negare una gentilezza a un uomo che non conosciamo, ma, un giorno o l'altro, può essere in suo potere ricambiare una gentilezza o un'offesa.

3. L'intelligenza che Davide ricevette da questo povero egiziano quando tornò in sé. Gli diede un resoconto riguardo al suo partito.

(1.) Cosa avevano fatto (1Samuele 30:14): Abbiamo fatto un'invasione, ecc. I paesi in cui Davide aveva preteso ad Achis di aver fatto un'incursione (1Samuele 27:10) in realtà li avevano invasi e devastati. Ciò che allora era falso ora si rivelò troppo vero.

(2.) Dove erano andati, 1Samuele 30:15. Promise a Davide di informarlo a condizione che gli risparmiasse la vita e lo proteggesse dal suo padrone, il quale, se avesse potuto sentir parlare di nuovo di lui (pensava), avrebbe aggiunto crudeltà a crudeltà. Questo povero egiziano aveva questa opinione dell'obbligo di un giuramento che non desiderava una sicurezza maggiore per la sua vita di questa: Giurami per Dio, non per gli dèi d'Egitto o per Amalek, ma per l'unico Dio supremo.

IV. Davide, diretto al luogo dove giacevano, celebrando in sicurezza i loro trionfi, si gettò su di loro e, mentre era solito pregare, vide il suo desiderio sui suoi nemici.

1. Gli spoiler sono stati tagliati. Gli Amalechiti, trovando che il bottino era ricco, ed essendo usciti con esso (come pensavano) dalla portata del pericolo, si rallegravano molto con esso, 1Samuele 30:16. Tutti i pensieri di guerra furono messi da parte, né ebbero alcuna fretta di ospitare la loro preda, ma si sparsero per la terra nel modo più sconsiderato possibile, e lì furono trovati a mangiare, bere e ballare, probabilmente in onore dei loro dèi-idoli, ai quali lodavano il loro successo. In questa posizione Davide li sorprese, il che rese la loro conquista e il colpo che diede loro più facile per lui e più lugubre per loro. Allora i peccatori sono più vicini alla rovina quando gridano: Pace e sicurezza, e allontanano da loro il giorno malvagio. Né c'è nulla che dia ai nostri nemici spirituali più vantaggio contro di noi della sensualità e dell'indulgenza della carne. Mangiare, bere e ballare è stato il modo dolce e piacevole in cui molti sono scesi nella congregazione dei morti. Trovandoli così fuori dalla loro guardia e dalle loro armi (molti di loro, forse, ubriachi e incapaci di opporre resistenza), li passò tutti a fil di spada, e solo 400 riuscirono a fuggire, 1Samuele 30:17. Così il trionfo degli empi è breve, e l'ira viene su di loro, come su Baldassarre, quando sono in mezzo alla loro allegria.

2. Il bottino fu recuperato e portato via, e nulla andò perduto, ma si ottenne molto.

(1.) Recuperarono tutti i loro propri (1Samuele 30:18,19): Davide salvò le sue due mogli; questo è menzionato in particolare, perché questo piacque a Davide più di tutte le altre sue imprese. La Provvidenza aveva ordinato che gli Amalechiti conservassero con cura tutto ciò che avevano preso, concludendo che lo tenevano per sé, sebbene in realtà lo conservassero per i legittimi proprietari, in modo che non mancasse loro nulla; così si dimostrò, quando conclusero che tutto era scomparso: Dio è spesso molto migliore per noi delle nostre stesse paure. Il nostro Signore Gesù era davvero il Figlio di Davide e il Figlio di Abramo, in questo somigliando a entrambi (Abramo, Genesi 14:16, e Davide qui), che prese la preda dai potenti, e condusse prigioniero la cattività. Ma non è tutto.

(2.) Presero tutto ciò che apparteneva agli Amalechiti oltre (1Samuele 30:20): greggi e armenti, sia quelli che erano stati presi ai Filistei e altri, di cui Davide aveva l'ordine di disporre secondo la legge di guerra; o forse fece una sortita nel paese del nemico, e ne portò via queste greggi e armenti, come interesse per i suoi. Questo colpo di guida fu messo nell'avanguardia del trionfo, con questo proclama:

"Questo è il bottino di David. Di questo possiamo ringraziarlo".

Quelli che ultimamente parlavano di lapidarlo, ora lo accarezzavano e lo gridavano, perché gli avevano procurato più di quanto avessero perduto allora. Così il mondo e i suoi sentimenti sono governati dall'interesse.

21 Ver. 21. fino alla Ver. 31.

Abbiamo qui un resoconto della distribuzione del bottino che fu preso dagli Amalechiti. Quando gli Amalechiti ebbero portato via un ricco bottino dal paese di Giuda e i Filistei, lo spesero in sensualità, mangiando, bevendo e facendo baldoria; ma Davide si sbarazzò del bottino preso in un altro modo, come uno che sapeva che la giustizia e la carità devono governarci nell'uso che facciamo di tutto ciò che abbiamo in questo mondo. Ciò che Dio ci dà, egli ci progetta di farci del bene, non di servire le nostre concupiscenze. Nella distribuzione del bottino,

I David era giusto e gentile con coloro che si soffermavano su quella roba. Uscirono per incontrare i vincitori e congratularsi con loro per questo successo, sebbene non potessero contribuirvi 1Samuele 30:21 ; perché ci rallegreremmo di un'opera buona compiuta, anche se la Provvidenza ci avesse messi da parte e ci avesse resi incapaci di darvi una mano. Davide ricevette il loro discorso molto gentilmente e fu così lontano dal rimproverarli per la loro debolezza che si mostrò sollecito nei loro confronti. Li salutò con la mano; chiese loro pace (così si dice), domandò come stavano, perché li aveva lasciati deboli e non guariti, o augurò loro pace, ordinò loro di stare di buon animo, di non perdere nulla rimanendo indietro, perché sembravano spaventati, come forse Davide vide dai loro volti.

1. C'erano quelli che si opponevano al loro ingresso per condividere il bottino; alcuni dei soldati di Davide, probabilmente gli stessi che parlavano di lapidarlo, parlavano ora di frodare i loro fratelli; sono chiamati uomini malvagi e uomini di Belial, == 1Samuele 30:22. Non pensino che i migliori degli uomini pensino che sia strano che li assistano che sono molto cattivi e non possono prevalere per renderli migliori. Possiamo supporre che Davide avesse istruito i suoi soldati e pregato con loro, eppure c'erano molti tra loro che erano uomini malvagi e uomini di Belial, spesso terrorizzati dall'apprensione della morte, eppure uomini malvagi e uomini di Belial. Questi fecero una mozione affinché ai 200 uomini che dimoravano vicino a quella roba venissero date solo le loro mogli e i loro figli, ma nessuno dei loro beni. Potrebbero essere chiamati uomini malvagi; poiché questo li rivela,

(1.) Molto avidi di se stessi e avidi di guadagno; perché in questo modo il maggior numero sarebbe toccato alla loro parte. Un po' di tempo fa avrebbero dato volentieri metà del loro per recuperare l'altra metà, ma ora che hanno tutto il loro non sono contenti se non possono avere anche i loro fratelli; così presto gli uomini dimenticano la loro bassa condizione. Tutti cercano il proprio interesse, e troppo spesso più del proprio.

(2.) Molto barbari con i loro fratelli; perché, dare loro le loro mogli e i loro figli, e non i loro beni, significava dare loro la bocca senza carne. Quale gioia potrebbero avere per le loro famiglie se non avessero nulla con cui mantenerle? Era questo per fare ciò che avrebbero dovuto fare? Quelli sono davvero uomini di Belial che si dilettano nell'imporre difficoltà ai loro fratelli, e non si curano di chi muore di fame, in modo che possano essere nutriti a sazietà.

2. Davide non lo ammise affatto, ma ordinò che coloro che erano rimasti indietro entrassero per una parte uguale del bottino con quelli che erano andati in battaglia, 1Samuele 30:23,24. Questo fece,

(1.) In gratitudine a Dio. Il bottino che abbiamo è quello che Dio ci ha dato; Lo abbiamo da lui, e quindi dobbiamo usarlo sotto la sua direzione come buoni amministratori. Lasciamo che questo ci fermi quando siamo tentati di applicare male ciò che Dio ci ha affidato dei beni di questo mondo.

"No, non devo fare lo stesso con ciò che Dio mi ha dato, non servire Satana e una vile concupiscenza con quelle cose che non sono solo le creature del suo potere, ma i doni della sua munificenza. Dio ci ha ricompensati consegnando nelle nostre mani la folla che è venuta contro di noi, non facciamo dunque torto ai nostri fratelli. Dio è stato benigno con noi preservandoci e dandoci la vittoria, non cerchiamo di essere scortesi con loro".

La misericordia di Dio verso di noi dovrebbe renderci misericordiosi gli uni verso gli altri.

(2.) Per giustizia verso di loro. Era vero che si attardavano indietro; ma

[1.] Non era per mancanza di buona volontà verso la causa o verso i loro fratelli, ma perché non avevano la forza di stare al passo con loro. Non era colpa loro, ma della loro infelicità; e quindi non dovrebbero soffrire per questo.

[2.] Anche se ora erano rimasti indietro, in precedenza si erano impegnati molte volte in battaglia e avevano fatto la loro parte come il meglio dei loro fratelli, e i loro precedenti servigi devono essere considerati ora che c'era qualcosa di cui godere.

[3.] Anche ora hanno reso un buon servizio, perché si sono fermati vicino alla roba, per custodire ciò di cui qualcuno deve prendersi cura, altrimenti sarebbe caduto nelle mani di qualche altro nemico. Ogni posto di servizio non è uguale a un posto d'onore, ma quelli che sono in qualche modo utili all'interesse comune, anche se in una posizione più bassa, dovrebbero condividere i vantaggi comuni, come nel corpo naturale ogni membro ha il suo uso e quindi ha la sua parte di nutrimento. Primo, così Davide sconfisse gli uomini malvagi e gli uomini di Belial, con ragione, ma con molta mitezza, perché la forza della ragione è sufficiente, senza la forza della passione. Li chiama suoi fratelli, == 1Samuele 30:23. I superiori perdono spesso la loro autorità per superbia, ma raramente per cortesia e condiscendenza. In secondo luogo, così egli risolse la questione per il tempo a venire, ne fece uno statuto del suo regno (uno statuto di distribuzioni, primo Davidis - nel primo anno del regno di Davide), un'ordinanza di guerra 1Samuele 30:25, che come la sua parte è quella che scende alla battaglia, e mette a rischio la sua vita negli alti luoghi del campo, così sarà colui che custodisce le carrozze. Abramo restituì il bottino di Sodoma ai legittimi proprietari e rinunciò al suo titolo su di loro jure belli, derivato dalle leggi di guerra. Se aiutiamo gli altri a recuperare il loro diritto, non dobbiamo pensare che questo alieni la proprietà e la renda nostra. Dio stabilì che il bottino di Madian fosse diviso tra i soldati e l'intera congregazione, Numeri 31:27. Il caso qui era un po' diverso, ma governato dalla stessa regola generale: che siamo membri gli uni degli altri. I discepoli, all'inizio, avevano tutte le cose in comune, e noi dovremmo essere ancora pronti a distribuire, disposti a comunicare, 1; Timoteo 6:18. Quando i re degli eserciti fuggivano rapidamente, colei che si tratteneva a casa divideva il bottino, == Salmi 68:12.

II. David era generoso e gentile con tutti i suoi amici. Quando ebbe dato a ciascuno il suo con interesse, ci fu un considerevole avanzo, di cui Davide, come generale, ebbe il compito di disporre; probabilmente il bottino delle tende degli Amalechiti consisteva in molto piatti e gioielli (Giudici 8:24,26), e questi, poiché pensava che avrebbero reso i suoi soldati orgogliosi ed effeminati, ritenne opportuno fare doni ai suoi amici, anche agli anziani di Giuda, 1Samuele 30:26. Qui sono nominati diversi luoghi ai quali egli mandò questi doni, tutti nella tribù di Giuda o nelle vicinanze. Il primo luogo nominato è Bethel, che significa la casa di Dio; quel luogo sarà servito per primo a causa del suo nome; o forse non significa la città così chiamata, ma il luogo dove si trovava l'arca, che era quindi la casa di Dio. Là Davide mandò i primi e i migliori a quelli che vi si trovavano, per colui che è il primo e il migliore. Hebron è nominata per ultima 1Samuele 30:31, probabilmente perché vi mandò il residuo, che era la parte più grande, avendo d'occhio quel luogo come il più adatto per il suo quartier generale, 2Samuele 2:1. Nell'invio di questi doni da parte di Davide, osservate:

1. La sua generosità. Non mirava ad arricchirsi, ma a servire il suo paese; e perciò Dio in seguito lo arricchì e lo pose a governare il paese che aveva servito. Si addice alle anime gentili essere generose. C'è che si disperde, eppure aumenta.

2. La sua gratitudine. Mandò doni in tutti i luoghi in cui lui e i suoi uomini erano soliti tormentare == 1Samuele 30:31, cioè a tutti coloro da cui aveva ricevuto gentilezza, che lo avevano ospitato e gli avevano inviato informazioni o provviste. Nota: L'onestà, così come l'onore, ci obbliga a ricambiare i favori che ci sono stati fatti, o almeno a farne un vero riconoscimento per quanto è in nostro potere.

3. La sua pietà. Chiama il suo regalo una benedizione; poiché nessun regalo che diamo ai nostri amici sarà per loro di conforto, se non come è reso tale dalla benedizione di Dio: esso lascia intendere che le sue preghiere per loro accompagnavano il suo regalo. Egli lo mandò anche dal bottino dei nemici del Signore (così li chiama, non i suoi nemici), affinché si rallegrassero della vittoria per causa del Signore e si unissero a lui nel rendimento di grazie.

4. La sua politica. Mandò questi doni tra i suoi compatrioti per convincerli ad essere pronti a comparire per lui al momento della sua ascesa al trono, che ora vedeva a portata di mano. Il dono di un uomo gli fa posto. Era degno di essere un re che mostrava così la generosità e la liberalità di un re. La munificenza raccomanda all'uomo più della magnificenza. Gli Zititi non avevano nessuno dei suoi doni, né gli uomini di Keila; e così mostrò che, sebbene fosse un santo tale da non vendicare gli affronti, tuttavia non era così sciocco da non badare ad essi.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

1Samuele 30

1 Capitolo 30

Siclag rovinata dagli Amalechiti 1Sam 30:1-6

Davide sconfigge gli Amalechiti 1Sam 30:7-15

Recupera ciò che era andato perduto 1Sam 30:16-20

La distribuzione del bottino da parte di Davide 1Sam 30:21-31

Versetti 1-6

Quando andiamo all'estero per compiere il nostro dovere, possiamo sperare che Dio si prenda cura delle nostre famiglie in nostra assenza, ma non altrimenti. Se, al ritorno da un viaggio, troviamo la nostra dimora in pace e non distrutta, come Davide trovò la sua, il Signore sia lodato per questo. Gli uomini di Davide mormorarono contro di lui. Una grande fede deve aspettarsi prove così dure. Ma osserviamo che Davide fu portato così in basso solo poco prima di essere innalzato al trono. Quando le cose nella chiesa e nel popolo di Dio sono al peggio, allora cominciano ad aggiustarsi. Davide si incoraggiava nel Signore suo Dio. I suoi uomini si affannavano per la perdita, l'anima del popolo era amareggiata; il loro stesso malcontento e la loro impazienza si aggiungevano all'afflizione e alla miseria. Ma Davide la sopportò meglio, anche se aveva più motivi di tutti loro per lamentarsi. Loro davano libero sfogo alle loro passioni, ma lui metteva all'opera le sue grazie; e mentre loro si disperavano a vicenda, lui, incoraggiandosi in Dio, manteneva il suo spirito calmo. Coloro che hanno preso il Signore come loro Dio, possono trarre incoraggiamento da lui nei momenti peggiori.

7 Versetti 7-15

Se in tutte le nostre vie, anche quando, come in questo caso, non c'è dubbio che siano giuste, riconosciamo Dio, possiamo aspettarci che egli diriga i nostri passi, come fece con quelli di Davide. Davide, per tenerezza verso i suoi uomini, non li avrebbe mai spinti oltre le loro forze. Il Figlio di Davide considera così la struttura dei suoi seguaci, che non sono tutti forti e vigorosi nelle loro ricerche e nei loro conflitti spirituali; ma, dove siamo deboli, lì è gentile, anzi, lì è forte, 2Co 12:9-10. Un povero ragazzo egiziano, a malapena vivo, è stato reso strumento di un grande bene per Davide. Giustamente la Provvidenza fece di questo povero servo, che era stato usato in modo meschino dal suo padrone, uno strumento per la distruzione degli Amalechiti; perché Dio ascolta il grido degli oppressi. Non sono degni del nome di veri israeliti coloro che tacciono la loro compassione verso le persone in difficoltà. Non dobbiamo fare un torto o negare una gentilezza a nessuno; una volta o l'altra potrebbe essere in grado di restituire una gentilezza o un torto.

16 Versetti 16-20

I peccatori sono più vicini alla rovina quando gridano: "Pace e sicurezza" e allontanano il giorno del male. Nessuna cosa dà più vantaggio ai nostri nemici spirituali della sensualità e dell'indulgenza. Mangiare, bere e ballare sono stati i modi morbidi e piacevoli con cui molti sono scesi alla congregazione dei morti. Il bottino è stato recuperato e portato via; nulla è andato perduto, ma molto è stato guadagnato.

21 Versetti 21-31

Ciò che Dio ci dà, lo progetta per farci del bene. Nel distribuire il bottino, Davide fu giusto e gentile. Sono davvero uomini di Belial quelli che si dilettano a mettere in difficoltà i loro fratelli e non si preoccupano di chi muore di fame, per poter essere nutriti a sazietà. Davide era generoso e gentile con tutti i suoi amici. Coloro che considerano il Signore come il donatore della loro abbondanza, ne disporranno con equità e liberalità.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

1Samuele 30

1 Il terzo giorno - Questo indica che Aphek era a tre giorni di marcia da Ziklag, diciamo a circa 50 miglia, il che concorda molto bene con la probabile situazione di Aphek ( 1 Samuele 4:1 nota). Da Ziklag a Shunem non sarebbero meno di 80 o 90 miglia.

Gli Amaleciti, in rappresaglia alle incursioni di Davide 1 Samuele 27:8 , invasero “il sud” di Giuda Giosuè 15:21; ma a causa dell'assenza di tutti gli uomini con Davide non ci fu resistenza, e di conseguenza le donne ei bambini furono rapiti come prede e illesi.

7 Ebiatar aveva continuato a dimorare con Davide, da quando si era unito a lui in Keila 1 Samuele 23:6. Sull'interrogazione del Signore da parte dell'efod, cfr. Giudici 1:1 nota. Le risposte sono state evidentemente date dalla Parola del Signore nella bocca del sommo sacerdote (confronta Giovanni 11:51 ).

9 Besor - Pensato per essere il flusso del Wady Sheriah che entra nel mare un po' a sud di Gaza.

12 Tre giorni e tre notti - Indicando che almeno tanto tempo era trascorso dal sacco di Ziklag.

14 I Cherethei - Qui usato come sinonimo di Filistei 1 Samuele 30:16. Durante il regno di Davide la guardia del corpo comandata da Benaiah era composta da Cherethei e Pelethei (filistei?) e da un corpo scelto di seicento uomini di Gat comandati da Ittai il Gat. Sembrerebbe da ciò che i Cherethei ei Filistei fossero due tribù affini e associate, come gli Angli ei Sassoni, che presero possesso della costa della Palestina.

I Filistei, essendo i più potenti, diedero il loro nome al paese e alla nazione in generale, sebbene quello dei Cheretei non fosse del tutto estinto. Molte persone collegano il nome Cherethite con quello dell'isola di Creta.

20 Il significato è "e Davide prese tutte le pecore e i buoi che gli Amaleciti guidavano" (cioè avevano in loro possesso) "prima di quell'acquisizione di bestiame" (vale a dire, prima di quello che presero nella loro incursione a sud), "e loro ” (il popolo) “disse: Questo è il bottino di Davide”. Questa era la sua parte come capitano della banda (confronta Giudici 8:24 ).

Tutto il resto del bottino del campo - armi, ornamenti, gioielli, denaro, vestiti, cammelli, corredi e così via - fu diviso tra il piccolo esercito. Il motivo di Davide nella scelta delle pecore e dei buoi per se stesso era quello di fare regali ai suoi amici in Giuda 1 Samuele 30:26.

27 Betel, cioè Bethuel 1 Cronache 4:30 , proprio a sud vicino a Beer-Seba, Hormah e Ziklag; o Bethul Giosuè 19:4 , una delle città dei Simeoniti.

South Ramoth - Piuttosto, "Ramoth del paese del sud" 1 Samuele 27:10; 1Sa 30:1, 1 Samuele 30:14 , così chiamato per distinguerla da Ramoth-Gilead, una delle città simeonite Giosuè 19:8.

Simei, il Ramatita 1 Cronache 27:27 , che era sopra le vigne di Davide, era evidentemente originario di questo Ramath. Vedi sotto 1 Samuele 30:28.

Jattir - " Nelle montagne" di Giuda, e una delle città dei sacerdoti, è identificata con 'Attir, dieci miglia a sud di Hebron.

28 Aroer - Non Aroer sull'Arnon, ma (se scritto correttamente) una città di Giuda, non nominata altrove.

Siphmoth, Rachal 1 Samuele 30:29 , e Athach 1 Samuele 30:30 , sono sconosciuti e non menzionati altrove; ma Zabdi lo Shiphmita 1 Cronache 27:27 , che era a capo delle cantine di Davide, era evidentemente originario del primo luogo.

È una prova notevole della natura grata di David e della sua fedeltà alle sue prime amicizie, nonché un curioso esempio di coincidenza non voluta, che troviamo tra quelli impiegati da David in uffici di fiducia nell'altezza del suo potere così molti abitanti di quei luoghi oscuri dove trovò amici nei giorni delle sue prime difficoltà. Ezri figlio di Chelub, Simei il Ramatita e Zabdi lo Shiphmita, come anche Ira e Gareb, Ittai, Hezrai e molti altri erano probabilmente tra questi amici della sua giovinezza.

30 Chor-ashan - Forse lo stesso di Ashan Giosuè 15:42 , nella Sefela di Giuda, abitata da Simeoniti, e una delle città dei sacerdoti 1 Cronache 4:32; 1 Cronache 6:59.

31 Hebron - Ora El-Khulil (vedi Genesi 23:2 ). Hebron era una città di rifugio Giosuè 20:7 , e una delle città dei Cheatiti Giosuè 21:11. Si trova a venti miglia a sud di Gerusalemme.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

1Samuele 30

1 INTRODUZIONE A FIRST SAMUEL 30

Questo capitolo narra la condizione in cui si trovava Ziklag quando Davide e i suoi uomini vi giunsero, la città fu incendiata e le loro famiglie furono portate prigioniere dagli Amalechiti, il che causò non solo un lamento generale, ma ammutinamento e mormorii negli uomini di Davide, 1Samuele 30:1-6 ; la domanda che Davide fece al Signore che cosa dovesse fare, al quale è stato ordinato di inseguire il nemico; ed essendo guidati da un ragazzo dov'erano, piombarono su di loro, li misero in rotta e riportarono indietro i prigionieri con un grande bottino, 1Samuele 30:7-20 ; la distribuzione del bottino, sia a quelli che erano andati con lui, sia a quelli che erano rimasti indietro per la debolezza, 1Samuele 30:21-25 ; e ne mandò i doni in diversi luoghi della tribù di Giuda, che erano stati benigni con lui quando abitava in mezzo a loro, 1Samuele 30:26-31

Versetto 1. Quando Davide e i suoi uomini giunsero a Tsiklag, il terzo giorno,

O dalla loro partenza da lì, quando uscirono con Akis, o piuttosto dal momento in cui lasciarono Achis, e l'accampamento dei Filistei; finché furono in marcia verso casa, vedi 2Samuele 1:1,2 ; e non c'è da meravigliarsi, se era la distanza di ottantotto miglia, vedi Gill su "1Samuele 29:11" ;

che gli Amalechiti avevano invaso il sud e Ziklag; le parti meridionali del paese dei Filistei e di Giuda, come appare da 1Samuele 30:14 ; cogliendo l'opportunità che i Filistei entrassero nel paese d'Israele, e in particolare l'assenza di Davide da Ziklag, verso il quale portavano rancore per la sua invasione, distruzione e spoglia di loro non molto tempo fa, vedi 1Samuele 27:8 ;

e percosse Ziklag, e la incendiò; non che ne avessero colpito gli abitanti, non c'erano uomini e le donne e i bambini che portavano prigionieri; ma demolirono gli edifici che vi si trovavano, abbatterono le case dopo averle sfondate e le incendiarono perché Davide e i suoi uomini non vi abitassero più

2 Versetto 2. e aveva preso prigioniere le donne che vi si trovavano,

Non essendoci altri da prendere, gli uomini se ne andarono con Davide.

non ne uccisero nessuno, né grande né piccolo; cioè, delle donne, sposate o non sposate, vecchie, o fanciulle, o figlie; il che era molto, poiché Davide distrusse tutto ciò che gli capitava a tiro, uomini e donne, quando li invase, 1Samuele 27:9 ; ma forse ciò non era dovuto alla loro umanità, ma alla loro cupidigia, che progettava di trarne vantaggio vendendoli come schiavi; senza dubbio furono trattenuti dalla provvidenza di Dio:

ma li portò via e se ne andò; verso casa con i loro prigionieri

3 Versetto 3. Così Davide e i suoi uomini giunsero in città,

O comunque al luogo dove era sorto e dove ora giaceva in rovina:

ed ecco, [era] bruciato col fuoco; Tutta la città fu ridotta in cenere:

e le loro mogli, i loro figli e le loro figlie furono presi prigionieri; come apparve in seguito; poiché alla loro prima venuta non lo sapevano, ma furono tutti distrutti; e che potevano ragionevolmente supporre dal loro precedente trattamento nei loro confronti, a meno che non fosse rimasto sul posto qualcuno che potesse informarli su come stavano le cose, che non appare, e che avrebbe dovuto rendere la loro angoscia più grande

4 Versetto 4. Allora Davide e la gente che era con lui alzarono la voce,

In grida dolorose e alti lamenti:

e piansero, finché non ebbero più la forza di piangere; finché la natura fu completamente esausta e non rimase umidità; così la versione latina della Vulgata, finché le lacrime non vi vennero meno; non potevano più perdere

5 Versetto 5. E le due mogli di Davide furono prese prigioniere,

Che è osservato come una causa della sua particolare angoscia, e un'altra segue in 1Samuele 30:6 :

Ahinoam la Izreel, e Abigail, moglie di Nabal il Carmelitano, cioè chi era stata sua moglie, perché ora era morto, 1Samuele 25:39, e lo era prima che lei si sposasse con Davide; entrambi vennero con lui a Gath, e furono lasciati a Tsiklag quando egli andò con Akis, e qui furono presi; vedi 1Samuele 25:42,43 27:3

6 Versetto 6. Davide fu molto angosciato,

In parte per la perdita delle sue due mogli, e in parte a causa dell'ammutinamento e dei mormorii dei suoi uomini:

perché il popolo parlava di lapidarlo; come gli Israeliti fecero con Mosè e Aaronne, Numeri 14:10 ; la ragione di ciò era perché, come giudicavano, era dovuto a Davide se erano andati con Akis, lasciando la città indifesa, e perché aveva provocato gli Amalechiti con la sua incursione su di loro, che colsero l'occasione per vendicarsi. Abarbinel è dell'opinione che sia stato il suo eccesso di dolore per le sue due mogli, e la sua negligenza e arretratezza nel vendicarsi dei loro nemici, che li ha provocati, e li ha fatti parlare in questo modo:

perché l'anima di tutto il popolo era addolorata, ciascuno per i suoi figli e per le sue figlie; così come David; ed erano molto desiderosi di recuperarli, se possibile, e di vendicarsi di coloro che li avevano portati prigionieri:

ma Davide si rinforzò nel Signore suo Dio; prese tutto con pazienza ed esercitò fede nel suo Dio; si incoraggiò nella potenza e nella provvidenza di Dio; nelle promesse di Dio e nella sua fedeltà nel mantenerle; in vista della sua relazione di patto con Dio; in ricordo della grazia, della misericordia e della bontà di Dio, e delle sue precedenti esperienze in essa; sperando e credendo che Dio sarebbe apparso per lui in un modo o nell'altro, e avrebbe operato la salvezza per lui. Il Targum è,

"si rafforzò nella parola del Signore suo Dio";

in Cristo, la Parola di Dio, e nella potenza della sua potenza, e nella grazia che è in lui, Efesini 6:10 2Timoteo 2:1

7 Versetto 7. Davide disse al sacerdote Ebiatar, figlio di Ahimelec,

Il figlio di Ahimelec, che fu ucciso a Nob per ordine di Saul, 1Samuele 22:19 ; e Abiatar suo figlio, che fuggì da Davide con l'efod, alla morte di suo padre, 1Samuele 22:20, era ora sommo sacerdote nella sua stanza; e chi sembra fosse con Davide quando andò con Achis e tornò con lui; poiché se fosse stato lasciato a Ziclag, lui e il suo efod, con ogni probabilità, sarebbero stati portati via dagli Amalechiti, a meno che non possiamo supporre che fosse sotto la protezione di una provvidenza speciale: è molto che Davide non avesse chiesto al Signore da lui riguardo alla sua partenza con Akis; Forse l'attuale disastro gli riportò alla mente quella negligenza e lo rese ora più diligente:

Ti prego, portami qui l'efod; non per rivestirselo addosso, ma perché il sommo sacerdote se lo indossasse e per mezzo interrogasse davanti a lui il Signore.

Abiatar vi condusse l'efod a Davide; per amore di Davide, affinché Urim e Tummim interrogassero davanti a lui il Signore

8 Versetto 8. Davide consultò l'Eterno,

Cioè, da Abiathar, che riferì le sue domande al Signore nel suo nome:

dicendo: Devo inseguire questa truppa? la numerosa schiera degli Amalechiti, come risulta da quanto segue:

Li raggiungerò? qui vengono poste due domande, e ad esse vengono restituite le risposte, contrariamente a una nozione degli ebrei; vedi Gill in "1Samuele 23:11" ;

Ed egli gli rispose: "Insegui; che rispetta la prima questione:

poiché certamente li raggiungerai; che è una risposta alla seconda questione, e una risposta completa, che dà piena garanzia di sorpasso; a cui si aggiunge più di quanto si è chiesto;

e immancabilmente recuperare [tutto]; le loro mogli, i loro figli e le loro figlie, e il bottino che era stato preso; o "liberando libererai", dalle mani degli Amalechiti, tutto ciò che avevano preso

9 Versetto 9. Così Davide partì, lui e i seicento uomini che erano con lui,

Incoraggiati dall'oracolo del Signore:

e giunsero al torrente Besor; che Adrichomius colloca nella tribù di Simeone; si pensa che sia vicino a Gaza. Aristeo parla dei ruscelli che scorrevano vicino a Gaza e Ashdod, luoghi che appartenevano ai Filistei; alcuni lo considerano il fiume del deserto in Amos, vedi Gill su "Amos 6:14 ":

dove rimasero quelli che erano rimasti indietro, o una parte di loro fu lasciata, come il Targum; tutti i seicento vennero a questo ruscello, ma duecento di loro rimasero qui, mostra 1Samuele 30:10, e rimasero qui fino al ritorno degli altri, perché questo non si deve intendere di quelli che furono lasciati a Ziklag, perché tutti sono venuti di là a questo torrente

10 Versetto 10. Ma Davide lo inseguì con quattrocento uomini,

Non scoraggiato dall'essere costretto a lasciare indietro una terza parte del suo piccolo esercito; sebbene fosse senza dubbio una prova della sua fede, con questi inseguire un nemico, di cui non conosceva il numero, che doveva superare di gran lunga il suo; poiché dopo la loro disfatta e la loro uccisione, molti fuggirono sui cammelli quanti ne aveva con sé Davide, 1Samuele 30:17 ;

perché duecento dimoravano dietro, che erano così deboli; attraverso il loro dolore e dolore per la perdita delle loro mogli e dei loro figli, e attraverso la loro marcia dall'accampamento dei Filistei a Ziklag, e di là qui, che sembravano cadaveri, come significa la parola; Procopio Gazaeo ha solo settanta uomini:

così che non potevano passare il torrente Besor: essendo così deboli e deboli, poiché ciò non era dovuto alla paura dei loro nemici, e per questo pusillanimità di cuore, allora si sarebbe piuttosto detto: "non sarebbero passati"; il Targum rende la parola "debole" con "trattenuto" o proibito, come se Davide avesse proibito loro di passare, ma fu ordinato di rimanere qui con la roba, mentre gli altri lo inseguivano; e, secondo le versioni siriaca e araba, vi furono collocati, affinché nessuno potesse oltrepassare il ruscello; e sembra, da 1Samuele 30:22, che avessero la buona volontà di passare, ma furono costretti a dimorare lì; o come tutto l'esercito di Gedeone, tranne trecento, fu rimandato indietro, e non permise di andare con lui, essendo troppo, Giudici 7:2-8

11 Versetto 11. Trovarono un egiziano nel campo,

Mentre passavano, sdraiati lì, essendo stati malati, ed erano mezzi affamati, quasi morti.

e lo condusse da Davide; sapere che cosa si doveva fare di lui; Avendo l'abito di un soldato, conclusero che poteva essere uno della compagnia che stavano inseguendo; ma se lo uccidessero o se si servissero di lui per intelligenza e per guida, se potessero ricondurlo a sé, non lo sapevano, e perciò lo condussero da Davide.

e gli diedero del pane, ed egli mangiò, e gli fecero bere dell'acqua; entrambi che avevano con sé per uso personale; se fosse stato un Amalechita, e non un Egiziano, forse non lo avrebbero liberato o risparmiato, ma lo avrebbero distrutto subito; vedi Deuteronomio 25:19

12 Versetto 12. E gli diedero un pezzo di focaccia di fichi,

che venivano essiccati e pressati insieme, e trasformati in focacce,

e due grappoli di uvetta; o uva secca, come il Targum:

e quando ebbe mangiato, il suo spirito tornò a lui; Sembrava essere piuttosto scoraggiato, quasi senza vita, ma dopo aver mangiato un po' di cibo si ristorò, e il suo spirito si rianimò, ed era in grado di conversare:

poiché non aveva mangiato pane, né bevuto acqua, tre giorni e tre notti; cioè, un giorno intero, e parte di due giorni, come appare da 1Samuele 30:13

13 Versetto 13. E Davide gli disse: "A chi appartieni?".

A quale paese o popolo? E a chi tra loro?

E da dove [sei] tu? di quale nazione? Dove sei nato? Quale connazionale sei tu? poiché il fatto che prima fosse chiamato egiziano sembra essere dovuto a un'anticipazione, a meno che non fosse indovinato dalla sua abitudine; perché finché non ebbe mangiato e bevuto non poteva parlare, e quindi non poteva essere riconosciuto dalla sua parola.

poiché egli disse: "Io sono un giovane d'Egitto; quello era il paese a cui apparteneva e da cui proveniva; era egiziano di nascita:

servo di un Amalechita; uno di quelli che avevano invaso il paese e bruciato Ziklag, come segue:

e il mio padrone mi ha lasciato, perché tre giorni fa mi sono ammalato; il che era molto barbaro e crudele lasciarlo, quando avevano con sé dei cammelli, 1Samuele 30:17 ; e senza dubbio carrozze per le loro armi, provviste, bottino e uomini; e ancor più lasciarlo senza nessuno con sé che si prendesse cura di lui, e senza cibo, quando era in grado di mangiarne alcuno; ma così fu ordinato dalla provvidenza di Dio, che fosse lasciato ad essere lo strumento della giusta rovina del suo padrone, e di tutta la truppa

14 Versetto 14. Abbiamo fatto un'invasione del sud dei Cretei,

I Filistei così chiamati, o almeno una nazione di essi, tale che abitava a sud del paese, 1Samuele 30:16 ; vedi Gill in "Sofonia 2:5" ;

e sul [litorale] che [appartiene] a Giuda; il sud di Giuda, dove Davide finse di essere stato, e di aver saccheggiato, e che ora era effettivamente fatto dagli Amalechiti, 1Samuele 27:10 ;

e a sud di Caleb; quella parte della tribù di Giuda che apparteneva a Caleb figlio di Iefunne, e alla sua posterità, e che era la parte meridionale di essa, Giosuè 15:19 ;

e abbiamo bruciato Ziklag col fuoco; e poi se ne andò

15 Versetto 15. E Davide gli disse: "Puoi tu farmi scendere in questa compagnia?".

Cioè, mostrargli o indirizzarlo dove si trovavano:

Ed egli disse: Giurami per Dio; il Targum è, per la Parola del Signore; ma è molto probabile che quest'uomo non avesse alcuna nozione di Geova, e della sua Parola, o del vero Dio; solo che c'era un Dio, e che un giuramento da lui fatto era solenne, sacro e inviolabile, e poteva essere fidato e su cui si poteva contare:

che tu non mi uccida; poiché ora si trovava nelle mani di coloro la cui città era stata coinvolta nel saccheggio e nell'incendio, e quindi poteva temere che la sua vita fosse in pericolo.

e non mi consegni nelle mani del mio padrone; che era stato crudele con lui, e quindi si sarebbe liberato volentieri di lui; e se non aveva nient'altro contro di sé, il suo uso tardivo di lui era sufficiente a suscitare il suo risentimento nei suoi confronti:

e io ti farò scendere in questa compagnia; o mostrargli dov'erano, avendoli uditi dire dove si sarebbero fermati, e avrebbero fatto festa, e diviso il loro bottino; e forse il suo padrone avrebbe potuto dirgli che sarebbero stati in un posto simile a quell'ora, dove, se fosse stato meglio, sarebbe potuto venire da loro; la versione latina della Vulgata aggiunge, e Davide gli giurò: il che, sebbene non espresso nel testo originale, fu senza dubbio fatto da lui; e le versioni siriaca e araba iniziano così 1Samuele 30:16, quando Davide gli aveva giurato

16 Versetto 16. E quando l'ebbe fatto scendere,

Al luogo dove si trovava la compagnia degli Amalechiti, o vicino ad esso:

ecco, [erano] sparsi su tutta la terra; Non erano in ordine regolare, e tanto meno in forma militare, ma giacevano nei campi, sparsi qua e là, erano divisi in gruppi distaccati:

alcuni mangiano e bevono; in un unico posto:

e ballare; altri, in un altro luogo, esprimendo la loro gioia, e forse la loro gratitudine ai loro idoli

a motivo del gran bottino che avevano preso dal paese dei Filistei e dal paese di Giuda; da Ziklag, e dal sud dei Cretei, e dal sud di Giuda, avevano invaso, 1Samuele 30:14 ; e qui erano nella massima sicurezza; sapendo: che gli eserciti dei Filistei erano entrati nel paese d'Israele e stavano per ingaggiare battaglia contro gli Israeliti, e Davide supponevano fosse con i Filistei, così che non avevano nulla da temere da nessuna parte; E così è spesso che, quando gli uomini gridano pace, pace, un'improvvisa distruzione viene su di loro

17 Versetto 17. E Davide li colpì dal crepuscolo fino alla sera del giorno seguente,

Come ci sono due crepuscoli, il crepuscolo del mattino e il crepuscolo della sera, questo è diversamente inteso, alcuni lo prendono per il crepuscolo del mattino, e che era notte quando Davide venne da loro e li lasciò soli finché non furono ubriachi e addormentati, e poi la mattina presto cadde su di loro, e li sconfisse fino alla sera; così Giuseppe Flavio lo racconta; ma altri ritengono che fosse il crepuscolo della sera, e che egli si gettò su di loro quella notte, e continuò la loro uccisione fino alla sera del giorno successivo, con cui concorda il Targum; anzi, alcuni ritengono che il giorno successivo, o l'indomani, sia quello che seguì dopo le due sere, così che questa strage fu portata avanti fino al terzo giorno:

e non scampò alcuno di loro, se non quattrocento giovani che cavalcarono cammelli e fuggirono; quella specie di cammelli chiamati dromedari, secondo Giuseppe Flavio, e che erano molto veloci e molto usati dagli Arabi, vicino ai quali questa gente abitava, vedi Isaia 60:6 Geremia 2:23

18 Versetto 18. Davide recuperò tutto ciò che gli Amalekiti avevano portato via,

le mogli e i figli degli Israeliti e i loro beni, eccetto le provviste che avevano mangiato.

Davide liberò le sue due mogli; il che è particolarmente osservato, in quanto una particolare preoccupazione

19 Versetto 19. E non mancava loro nulla, né piccolo né grande, né figli né figlie,

Né i più piccoli né i più giovani, né alcuno degli adulti; poiché, come questi non furono uccisi ma portati prigionieri, così furono riportati indietro, e non ne mancò nemmeno uno, vedi 1Samuele 30:2 ;

non avevano preso con sé né alcun bottino, eccetto il cibo che avevano mangiato e il liquore che avevano bevuto, come già detto; e forse quello che avevano mangiato e bevuto non apparteneva a loro, ma ai Filistei, così che

Davide recuperò tutto; preso nella massima misura

20 Versetto 20. Davide prese tutte le greggi e i armenti,

che avevano preso dal paese dei Filistei, o che apparteneva propriamente agli Amalekiti.

[che] condussero davanti a quegli [altri] bovini; che era stato portato da Ziklag; prima andarono le spoglie prese da altri luoghi, e poi quelle prese a Davide e ai suoi uomini, o ciò che fu trovato a Tsiklag. Abarbinel suppone che il significato sia questo, che le greggi venivano condotte davanti alle greggi, che i buoi venivano condotti fuori per primi, e poi le pecore seguivano, essendo la specie più debole, e più facile da guidare, e portare via; Ma il primo senso sembra il migliore:

e disse: "Questo [è] il bottino di Davide; o l'intero, essendo dovuto a lui che è stato preso o riportato indietro; o questo può riguardare una parte particolare di esso fatta in dono a lui; o può designare ciò che gli Amalechiti avevano preso da altri, che era a disposizione di Davide, come distinto da ciò che era stato preso da Ziklag, e fu restituito, o da restituire ai legittimi proprietari: può essere preso nel primo e più generale senso, come il canto, o il fardello del canto, cantata dagli uomini di Davide quando tornarono con il bottino, dandogli tutto l'onore di esso, dei quali, solo poco prima, parlavano di lapidazione

21 Versetto 21. Davide giunse dai duecento uomini,

A sinistra al torrente Besor:

i quali erano così deboli da non poter seguire Davide; o, come il Targum, gli fu impedito di inseguirlo; o per debolezza di spirito e debolezza di corpo, o per ordine di Davide di non seguirlo; e che sembra ricevere un certo sostegno da ciò che segue:

che avevano fatto anche a dimorare presso il torrente Besor; per sorvegliare il passaggio lì, e per rimanere e conservare la roba:

Ed essi andarono incontro a Davide e alla gente che era con lui; per congratularsi con loro per la vittoria che avevano ottenuto, e per vedere e ricevere le loro mogli e i loro figli, e quale parte del bottino potesse essere loro divisa;

e quando Davide fu vicino al popolo, lo salutò con la saluto; chiese loro del loro benessere, se erano in salute migliore, e si ripresero dalla loro debolezza e debolezza, come doveva sembrare, venendo incontro a lui

22 Versetto 22. Allora risposero tutti gli empi e gli uomini di Belial, tra quelli che erano andati con Davide,

Che erano uomini di cattivo carattere e di indole cupa, come mostra quella che si chiama la loro risposta; e da ciò sembra che i duecento uomini si fossero mossi per avere la loro parte nel bottino, o che Davide avesse dato qualche intimazione che dovessero:

e dissero: "Poiché non sono venuti con noi, noi non daremo loro del bottino che abbiamo recuperato; il che era molto irragionevole non lasciare loro ciò che era prima del loro che era stato recuperato; e in verità era giusto che avessero la loro parte del bottino che era stato preso e che era di altri, come apparirà in seguito: ma erano di opinione e giungevano a una risoluzione, non avrebbero più dovuto avere,

tranne che per ciascuno sua moglie e i suoi figli; il che è stato molto scortese e ingeneroso:

affinché li conducano via e se ne vadano; ma dove? Tsiklag fu bruciata, il paese d'Israele non volle tornare, dove dovevano cadere in sacrificio a Saul; A quegli uomini non importava dove andavano, così che si sbarazzarono di loro, per non avere parte con loro nel bottino

23 Versetto 23. Allora Davide disse: "Non farete così, fratelli miei,

Benché egli vedesse attraverso la loro malvagità e disapprovasse i cattivi sentimenti che avevano abbracciato, tuttavia li tratta con dolcezza, chiamandoli fratelli, essendo della stessa nazione e religione, e i suoi commilitoni; ma allo stesso tempo mantiene e mantiene la sua dignità e autorità di generale, e dichiara che non dovrebbe essere come volevano, e dà le sue ragioni per questo, che non era opportuno che facessero come volevano:

con ciò che il Signore ci ha dato; ciò che avevano fu loro dato, e quindi, come avevano ricevuto liberamente, dovevano dare liberamente; e ciò che è stato dato loro, non è stato dato solo a loro, ma a tutto il corpo per mezzo del Signore.

che ci ha preservati e ha dato nelle nostre mani la folla che è venuta contro di noi; non fu con la loro propria forza e potenza che ottennero la vittoria sul nemico, e il bottino nelle loro mani, ma fu solo attraverso il Signore; e quindi, come non dovrebbero assumere per sé l'onore della vittoria, così non dovrebbero nemmeno rivendicare il bottino come se appartenesse interamente a loro

24 Versetto 24. Poiché chi ti darà ascolto in modo conveniente?,

Nessun uomo saggio e giusto prenderà la tua parte nella questione e si unirà a te nell'escludere i tuoi fratelli da una parte del bottino.

ma come la sua parte che scende alla battaglia, così sarà la sua parte che si attarda presso la roba; come fecero questi duecento uomini; Furono messi a stare a guardia delle carrozze, della borsa e del bagaglio che gli altri avevano lasciato lì, per essere più leggeri e inseguire più rapidamente: inoltre, sorvegliavano il passo qui, ed erano anche esposti al pericolo; perché se i quattrocento fossero stati sterminati e il nemico fosse tornato, sarebbero periti tutti; e quindi, poiché il posto era loro assegnato ed erano soggetti a pericolo, era giusto e ragionevole che avessero la parte del bottino; tanto più che non erano con loro mancanza di volontà, ma debolezza di corpo.

si separeranno allo stesso modo; questa fu la determinazione e la decisione di Davide, e fu equa: qualcosa di simile a questo fu diretto dal Signore nella guerra di Madian, Numeri 31:25, ecc. e fu praticato ai tempi di Abramo, Genesi 14:24 ; ed è conforme alla luce della natura, e a ciò che è stato praticato dai pagani, particolarmente dai romani, come riferisce Polibio, il quale ci dice che ogni uomo portava il bottino nell'accampamento, quando i tribuni lo dividevano equamente a tutti; non solo a quelli che rimanevano in battaglia, ma a quelli che custodivano le tende e i bagagli, agli infermi e a coloro che sono stati nominati a qualsiasi servizio, vedere Salmi 68:12 ; e così lo storico turco dice, che i Pisidi, che vivevano di bottino, davano una parte non disprezzabile a coloro che dimoravano a casa con le loro mogli

25 Versetto 25. E fu così da quel giorno in poi,

O "verso l'alto", anticamente, in precedenza; e così può riferirsi sia a ciò che fu fatto nella guerra con Madian, Numeri 31:27 ; o ai tempi di Abramo, Genesi 14:23,24 ; e così osserva Jachi, non è detto, "d'ora in poi", ma "verso l'alto", essendo uno statuto e un'usanza ai giorni di Abramo; lo stesso egli nota in Genesi 14:24 ; dove egli, Davide, apprese questo da lì; sebbene Giuseppe Flavio sia esplicito per questo, che questa legge era in vigore dal tempo di Davide, e tale era la sua autorità, sebbene non fosse ancora re, ma un comandante saggio e giusto.

che ne fece uno statuto e un'ordinanza per Israele fino al giorno d'oggi; appariva così ragionevole ed equo, che era sempre considerato e curato

26 Versetto 26. E quando Davide giunse a Tsiklag,

Forse con l'intenzione di ricostruirlo, e farne ancora il luogo della sua residenza; ed è possibile che ci siano alcune case che sono sfuggite alle fiamme e, in caso contrario, le tende potrebbero essere piantate fino a quando la città non fosse stata ricostruita, e sembra che egli vi sia rimasto per un certo tempo:

mandò una parte del bottino agli anziani di Giuda, della parte di essa che apparteneva a lui come generale.

[anche] ai suoi amici; quelli che erano stati gentili con lui quando soggiornava in mezzo a loro; così che questo era un atto di gratitudine, oltre che di politica in lui, per rendere più facile il suo cammino verso il trono, percependo che si avvicinava il tempo per la scadenza del regno nella famiglia di Saul; e inoltre, alcuni in quelle parti a cui mandò del bottino avrebbero potuto essere stati sofferenti dagli Amalechiti, così che era solo un punto di giustizia restituire loro ciò che era stato loro tolto; poiché avevano invaso il sud della Giudea, e ne avevano preso il bottino, 1Samuele 30:14-16 ; mandò ai suoi amici di quelle parti, non agli abitanti di Zif e Keila, che erano luoghi della tribù di Giuda; ma questi, avendo tentato di tradirlo, non avevano diritto ai suoi favori, sebbene non fossero l'oggetto della sua vendetta:

dicendo: "Ecco un dono per voi, del bottino dei nemici dell'Eterno; o una "benedizione", che egli inviò loro di buona volontà, augurando loro salute e felicità; che avrebbero potuto ricevere senza esitazione, visto che non era il bottino di nemici privati, o di ciò che era stato loro tolto in modo di vendetta privata, ma il bottino dei nemici del Signore, suoi e dei loro nemici comuni; né dovevano farsi scrupolo di mangiarlo e goderne, sebbene fosse il bottino di coloro che maledicevano il Signore, osserva Abarbinel, poiché questo lo ebbero con la benedizione del Signore

27 Versetto 27. a [quelli] che erano a Betel,

Una parte del bottino fu inviata a loro; non a quelli di Betel, della tribù di Beniamino, ma a quelli di Kiriath-Jearim, chiamata Betel, o casa di Dio, perché lì c'era l'arca, vedi 1Samuele 7:1; 10:3 ; inoltre, questo luogo era chiamato anche Baala, che alcuni pensano si riferisca qui, vedi Giosuè 15:9 ;

e a [quelli] che [erano] a sud di Ramot; città della tribù di Simeone, che si trovava nella sorte di Giuda; di cui si veda Giosuè 19:8 ;

e a [quelli] che [erano] a Jattir; una città della tribù di Giuda, vedi Gill su " Giosuè 15:48 "

28 Versetto 28. E a [quelli] che [erano] ad Aroer,

Non Aroer nella tribù di Gad oltre il Giordano, dove non si dice mai che si trovi Davide, ma qualche città con questo nome nella tribù di Giuda; la versione greca di Giosuè 15:22, invece di Adadah, ha Arouel:

e a [quelli] che [erano] a Sifmot; che molto probabilmente era nella tribù di Giuda, anche se non è menzionato da nessun'altra parte:

e a [quelli] che [erano] in Eshtemoa; una città levitica data ai leviti dai figli di Giuda, Giosuè 21:14

29 Versetto 29. e a [quelli] che [erano] a Rachal,

Un'altra città della tribù di Giuda, ma di cui non si parla da nessun'altra parte:

e a [quelli] che [erano] nelle città dei Jerahmeeliti, che si trovavano a sud di Giuda, 1Samuele 27:10 ;

e a [quelli] che [erano] nelle città dei Kenei; che abitava nel deserto di Giuda, a mezzogiorno di Arad, Giudici 1:16

30 Versetto 30. e a [quelli] che erano in Hormah,

Questa era una città anch'essa della tribù di Giuda; di cui vedi Giosuè 15:30 ;

e a [quelli] che [erano] in Chorashan; o il lago di Asan, che apparteneva alla stessa tribù, vedi Giosuè 15:42 ;

e a [quelli] che [erano] in Athach; non menzionato da nessun'altra parte; la versione greca ha Nombe al suo posto, che alcuni ritengono essere lo stesso di Nob; ma questo era nella tribù di Beniamino

31 Versetto 31. e a [quelli] che erano a Hebron,

Città nota nella tribù di Giuda, nella parte montuosa di esso, e città di rifugio, e dove in seguito Davide fu unto, prima re di Giuda, e poi di Israele, 2Samuele 2:4; 5:3 ;

e in tutti i luoghi dove Davide stesso e i suoi uomini erano soliti frequentare; dove facevano le loro passeggiate, e andavano avanti e indietro quando erano perseguitati da Saul; Davide aveva un grato ricordo di tutti questi luoghi e dei loro abitanti, che lo hanno protetto e sollevato nei momenti della sua angoscia

Commentario del Pulpito:

1Samuele 30

1 AL SUO RITORNO DAVIDE TROVA ZIKLAG BRUCIATO DAGLI AMALECHITI (Versetti. 1-6)

Il terzo giorno. Evidentemente Davide non poteva andare con i Filistei fino a Sunem, perché, come si è visto nel capitolo precedente, sarebbe stato impossibile tornare a Ziclag in così poco tempo. Ma poiché era andato prima a Gath, dove senza dubbio Achis aveva radunato i suoi vassalli, e poi aveva marciato verso nord con l'esercito per due giorni, doveva essere stato assente da Ziklag per un po' di tempo. Gli Amalelchiti. Senza dubbio furono lieti di vendicarsi di Davide per il crudele trattamento che aveva riservato loro, ma per di più vivevano di rapina, e quando i combattenti della Filistea e della Giudea marciavano verso la guerra, era proprio l'occasione che desideravano di saccheggiare il paese indifeso. Il sud. Ie. il Negheb, per il quale vedi 1Samuele 27:10. Era il nome dato in particolare al distretto meridionale di Giuda, da dove questi filibustieri si rivolgevano a ovest verso Ziklag. Probabilmente non oserebbero penetrare molto in nessuno dei due territori. La parola per invaso è la stessa di 1Samuele 27:8, e implica che si sparpagliarono per il paese per scacciare bestiame e bottino, ma senza alcuna intenzione di combattere battaglie

Versetti 1-10.-

Gli usi spirituali della calamità

I fatti sono

1.) Davide, tornando a Ziklag con i suoi uomini, scopre che gli Amalechiti l'avevano sconfitta e portato via le famiglie come prigioniere

2.) Nella loro profonda angoscia Davide e i suoi uomini piangono amaramente

3.) A causa di un ammutinamento che sorge tra i suoi uomini, minacciando la sua vita, Davide si rivolge a Dio per conforto e guida

4.) Interrogando Dio attraverso il sommo sacerdote, riceve l'assicurazione del successo nell'inseguire gli Amalechiti, e quindi, lasciando i deboli a Besor, si spinge avanti con il resto delle sue forze. Il soggiorno di Davide nel paese dei Filistei era stato fino a quel momento favorevole alla sua sicurezza, e gli eventi erano sembrati giustificare il passo compiuto quando, per paura di essere ucciso da Saul, senza una guida divina positiva lasciò il suo paese natale. È vero che la posizione ambigua in cui si era cacciato lo esponeva per un po' al pericolo di essere traditore del suo protettore o ostile ai suoi compatrioti, ma questo pericolo era stato alla fine provvidenzialmente evitato dall'apertura di una porta di fuga. Devebb, quindi, essere stato intensamente mortificante e, come l'evento si rivelò, straordinariamente istruttivo, apprendere, proprio quando la gioia della fuga era al culmine, che la condotta che aveva scelto da lui stesso si era conclusa con un terribile disastro. Era arrivata una grande calamità, ma religiosamente si rivelò una benedizione, il che può essere generalizzato dicendo che le calamità causate dagli errori degli uomini buoni hanno importanti usi religiosi

EVITARE UNA CALAMITÀ adottando la nostra politica di diffidenza verso la cura di Dio NON È GARANZIA PER LA LIBERTÀ DA UN'ALTRA. Davide, senza avere ragione di diffidare della cura di Dio, pensò che un giorno sarebbe perito per mano di Saul,

1Samuele 27:1

e perciò, seguendo la propria strada, cercò la salvezza sotto la protezione di Achis. Sappiamo quanto fosse infondata la sua paura; Ma, a parte questo, gli eventi dimostrarono che, sebbene il terribile male fosse scampato, ne venne un altro terribile. Né c'è molta difesa per la politica che si è scelto dicendo che la sua vita era al sicuro, perché la fuga da Saul non ha dato l'immunità dalla morte per mano di altri uomini, e ci sono calamità anche peggiori della morte. Siamo troppo spesso influenzati dai pericoli presenti, dimenticando che, anche se li evitiamo, non abbiamo alcuna sicurezza in questo evitamento da parte di altri altrettanto timorosi. Gli Israeliti temevano che i giganti che si diceva occupassero la terra promessa, e sfuggirono all'essere uccisi, come pensavano senza fondamento, da loro; ma non videro le miserie fisiche e l'esclusione dalla terra promessa conseguenti alla scelta di fuggire in questo modo. Davide avrebbe dovuto trarre profitto dal loro esempio, come anche noi dal suo. L'applicazione di questo alla vita comune è ovvia

II LA POLITICA CHE CI SIAMO AUTO-SCELTI POTREBBE PASSARE MOLTO TEMPO PRIMA DI RIVELARE IL SUO CARATTERE IN QUALSIASI DISASTRO POSITIVO. L'ambigua posizione di Davide rese i mesi durante i quali era con Achis un periodo per verificare la saggezza della sua politica. Anche se sorsero piccoli inconvenienti che richiesero espedienti minori, come quando cercò una città separata e fece incursioni apparentemente a sud di Giuda

1Samuele 27:5,10

Eppure non accadde alcun evento che destò un evidente rammarico per la condotta seguita. Fu solo verso la fine del soggiorno nel paese dei Filistei che la sua politica portò i frutti amari menzionati in questa sezione. Alla fine arrivarono i guai, oltre agli imbarazzi mentali che erano stati un segreto nel suo petto. Cantici, finché le leggi morali avranno forza, ogni falsa politica tenderà al disastro, la cui forma e il suo grado saranno determinati dalla natura del caso. Gli uomini possono continuare a sperare nell'esenzione dai guai, nascondendo le paure e gli imbarazzi occasionali del loro cuore, la fuga di successo può essere quasi assicurata, ci può essere persino gioia al pensiero di una provvidenziale liberazione da pericoli imminenti; ma proprio in quel momento, da parti inaspettate, può abbattersi un colpo che conferma la verità che è meglio confidare nel Signore che ascoltare i timori di un cuore ribelle. La politica ingenerosa di Lot verso Abramo, che all'inizio ebbe successo, promulgò con la perdita di tutti a Sodoma. La timida politica di Giona evitò il disprezzo e le pietre dei Niniviti, e si impegnò a garantire la vita e la pace; ma la tempesta si alzò, e sorse un problema del tutto imprevisto. Nel commercio, nell'azione della Chiesa e nelle disposizioni domestiche, la diffidenza in Dio e l'egoismo non possono che sfociare nel male, anche se il male sembra indugiare ed essere al di là di ogni calcolo

III LA FORMA DELLA CALAMITÀ PUÒ RIVELARSI MOLTO VICINA A CIÒ CHE LA POLITICA AUTO-SCELTA È STATA PROGETTATA PER EVITARE. Davide perse la sua famiglia e i suoi beni, le cose migliori che seguivano la sua vita, e fu anche messo in pericolo di essere ucciso dai suoi stessi uomini come lo era mai stato da Saul. Si ritrovò praticamente com'era, quando la diffidenza verso la cura di Dio gli suggerì di fuggire da Giuda. Lo stesso avvenne per gli Israeliti, i quali, evitando i "giganti" della terra promessa, incontrarono i giganti fisici, la carestia e la peste, e infine lasciarono i loro cadaveri nel deserto. Un mercante, con una politica irreligiosa, può per un certo periodo evitare la rovina, e tuttavia con i mezzi escogitati alla fine provoca un evento altrettanto disastroso

IL PRIMO EFFETTO SU UN UOMO BUONO DELLA PRESSIONE DELLA CALAMITÀ È QUELLO DI RIVELARGLI LA FOLLIA E LA MALVAGITÀ DELLA POLITICA CHE SI È SCELTO. Spesso ci vuole un duro colpo per risvegliarci dalla nostra fede compiacente nella nostra saggezza. Un colpo del genere si abbatté su Davide nella desolazione della sua città, nella perdita delle sue mogli, nell'offesa dei suoi seguaci e nell'ammutinamento dei suoi stessi amici e ammiratori. Il velo ben tessuto di convenienza che l'immaginazione e la ragione avevano fabbricato durante le ultime sedici bocche fu così bruscamente squarciato, ed egli capì subito quanto sarebbe stato meglio per lui e per il suo popolo continuare a confidare nella cura di Dio in Giuda, fino a quando, almeno, non fossero state date istruzioni specifiche per partire. Il riferimento a Davide che si incoraggia in Dio (Versetto 6) implica la prostrazione del suo spirito nella nuova luce che aveva fatto irruzione su di lui. Non aveva cercato il Signore lasciando Giuda, e ora vede l'errore. Qui notate i diversi effetti della calamità su uomini di vera pietà e uomini di nessuna religione vitale. Davide è umiliato davanti a Dio, vede il suo errore, è amaramente penitente; mentre Saul in tutte le sue calamità persiste nella sua volontà e indurisce il suo cuore contro Dio. Lo spirito veramente religioso può sbagliare, può diventare infelice nelle sue peregrinazioni da Dio, può per un lungo periodo attenersi alle miserie che si è autoprodotto, ma quando si trova di fronte a una grande calamità che rivela il giudizio di Dio, si inchina subito nel dolore e nella vergogna, riconoscendo quanto sia malvagio e amaro allontanarsi dal Dio vivente. Quanti uomini traviati e che hanno sbagliato hanno avuto occasione di benedire il disastro che ha lacerato l'illusione della loro vita e ha rivelato il loro peccato!

V L'EFFETTO SUCCESSIVO DI TALE CALAMITÀ È QUELLO DI AFFIDARE UN UOMO BUONO PIÙ INTERAMENTE A DIO PER AIUTO E GUIDA. Davide, umiliato, autocondannato, guardando al futuro senza sapere cosa fosse meglio fare, si fece coraggio gettando il suo peso sul Signore e cercando attraverso il canale stabilito indicazioni specifiche per il futuro. L'afflizione produsse il frutto della giustizia. Questo è l'uso religioso appropriato di tutte le calamità, sia nella nazione, nella Chiesa, nei nostri affari, nei nostri affari domestici, o negli eventi non registrati della vita privata. I problemi di Giacobbe conseguenti alla sua falsità lo avvicinarono a Dio alla Betel. I dolori che si abbatterono su Israele ai giorni di Neemia svilupparono una fiducia in Dio e una sincera ricerca della sua guida sconosciuta nei giorni precedenti. C'è una buona ragione per tutti coloro che sono colpiti dal dolore causato dalla follia e dal peccato di incoraggiarsi in Dio; poiché, quanto a Davide lo è per tutti i suoi figli, egli è un Dio che osserva il patto, avendo preparato per noi un regno che non può essere smosso. Egli è colui che permette che la prova cada non a nostro danno, ma a nostro vantaggio, affinché possiamo essere partecipi della sua santità; L'abbandono a noi stessi e alla sofferenza dell'afflizione è tutto nella misericordia, e vuole specialmente ricordarci la sicurezza e il riposo che si trovano in Lui; e siamo disposti ad ascoltare il nostro grido, e a coprire tutti i peccati del passato, così come a garantire l'aiuto necessario per sfuggire all'angoscia presente, e persino a farla tradurre in qualche vantaggio spirituale permanente. Possiamo quindi 'sperare in Dio' quando ogni aiuto viene meno

Confronta Salmi 42:5 56:13; Isaia 54:8; Geremia 3:12; Ebrei 12:5-12

OMELIE DI B. DALE. Versetti 1-10. (ZIKLAG.) -

Fiducia in Dio

"Ma Davide si è fortificato nel Signore suo Dio" (Versetto 6). Liberati dalla loro imbarazzante posizione nell'esercito filisteo, Davide e i suoi uomini partirono la mattina presto e, a marce forzate (evidenti dalla stanchezza di un terzo di loro, Versetto 10) arrivarono a Ziklag il terzo giorno. Invece di essere accolti dalle mogli e dai figli, trovarono la città una rovina fumante e desolata. "Quando andiamo all'estero non possiamo prevedere quali cattive notizie ci verranno incontro quando torneremo a casa. L'uscita può essere molto allegra, eppure l'uscita è molto dolorosa" (M. Henry). Gli Amalechiti (che Saul non era riuscito a sterminare e che Davide aveva spesso attaccato) erano stati lì e, per vendicarsi di ciò che avevano sofferto, avevano portato via le persone e i beni indifesi e dato il luogo alle fiamme. Ritenendo che la loro guarigione non fosse disperata, gli uomini forti piansero come bambini "finché non ebbero più la forza di piangere". Allora il loro dolore si trasformò in esasperazione e, cercando una vittima su cui riversare la loro ira, si fissarono su Davide e "parlarono di lapidarlo" come causa di tutta la loro miseria. Era ridotto all'estremo e non poteva non vedere nella sua afflizione un giusto castigo per la sua incredulità, prevaricazione e crudeltà. Forse i rinforzi che "caddero su di lui mentre andava a Ziklag"

1Cronache 12:20

gli rese un servizio prezioso. Ma la sua speranza non era nell'uomo; e invece di rassegnarsi alla disperazione (come Saulo), fu spinto dalla sua angoscia e dalla privazione dell'aiuto umano a cercare aiuto solo in Dio. "La lunga miseria della prima fase della sua carriera pubblica sembra aver raggiunto il suo punto culminante. Quando le cose vanno al peggio, come dice il proverbio comune, devono rimediare. E da quel momento in cui gettò con fede tutta la sua dipendenza dal Signore suo Dio solo, che aveva trovato fedele in tutte le sue promesse, e la cui provvidenza non lo aveva mai tradito nei suoi pericoli più profondi, da quel momento fu salvo, da quel momento fu prospero" (Kitto). Riguardo alla fiducia in Dio che egli ha mostrato (in ciò dando un esempio eminente agli altri), osservate che:

SCATURISCE DALL'IMPOTENZA COSCIENTE. Pochi uomini hanno un'adeguata convinzione della propria impotenza; e uno scopo della disciplina divina è quello di produrla. "Quando sono debole", disse Paolo, "allora sono forte", quando sento la mia totale debolezza sotto la pressione della prova, allora sono costretto a dipendere dal Signore e a essere impregnato della sua forza

2Corinzi 12:10

Nell'esercizio dello "stesso spirito di fede" altri "per debolezza furono resi forti, divennero valorosi in combattimento, misero in fuga gli eserciti degli stranieri"

Ebrei 11:34

La vera fede e il potere spirituale hanno il loro fondamento in mezzo alla "polvere e alla cenere" dell'umiliazione e della sfiducia in se stessi. La fiducia in Dio cominciò a rinascere in Davide quando Ziklag fu ridotto in cenere. La stessa cosa è spesso causata negli altri per mezzo di

1.) Lutto improvviso e grave; moglie e figli, forse, portati via con un ictus

2.) Il fallimento dei piani e degli scopi a cui tengono; la perdita di proprietà a causa di furti da parte di uomini o incidenti dovuti a incendi o inondazioni, il crollo della salute, la delusione di lunghe aspettative

3.) L'allontanamento degli amici; la loro rabbia irragionevole e i loro amari rimproveri. Deve essere stato particolarmente doloroso per Davide sopportare l'ammutinamento dei suoi uomini, assistere all'egoismo di molti di loro (Versetto 22) e apprendere quanta poca fiducia si potesse riporre nell'uomo

Salmi 146:3

Fu lasciato quasi solo

4.) Il rimprovero della coscienza per il peccato passato. L'afflizione è un mezzo potente per ricordare il peccato

1Kings17:18

5.) La minaccia del pericolo, la presenza del "re dei terrori"

Giobbe 18:14

6.) La mancanza di saggezza e di potere per liberare dall'angoscia. Quando diventiamo pienamente consapevoli della nostra totale impotenza, due strade si aprono davanti a noi: sprofondare nella disperazione o affidarci completamente a Dio. Che quest'ultimo possa essere processato è inviato; è presa da colui il cui cuore è nel diritto principale con Dio, e non è mai presa invano

II SI AVVALE DI UN AIUTO SUFFICIENTE. "Quando Davide non poteva consolarsi nelle sue mogli, né nei suoi figli, né nei suoi beni, né in alcuna cosa che è sotto il sole, poteva in qualche cosa al di sopra del sole. E la ragione è a portata di mano: Dio è il Dio di ogni consolazione, la sorgente del conforto; se c'è acqua, è nel mare; se c'è luce, è al sole; se c'è un conforto, è in Dio, lì riposa, eccolo lì, quando in nessun altro luogo. Dio è onnisufficiente; Lì il cuore trova ogni bisogno soddisfatto, ogni cosa buona alloggiata. Come Dio è quanto basta a fornirci tutto il necessario, così infinito in potenza, saggezza, bontà ci aiuta contro tutti i mali temuti o sentiti" (R. Harris). La fede rafforza l'anima unendola a Dio e rendendola partecipe della sua forza. Ha rispetto a:

1.) Il suo grande nome

vedi 1Samuele 1:3

"Spera in Dio"

Salmi 42:5 9:10 124:8

"La speranza", dissi, è della gioia di venire una sicura aspettativa, l'effetto della grazia divina e del merito che precede. Questa luce di molte stelle visita il mio cuore; Ma fluì fino a me, il primo, da colui che cantava i canti del Supremo; se stesso supremo tra i suoi fratelli melodiosi. 'Speri in te tutti', così diceva il suo inno, 'che hai conosciuto il tuo nome'".(Dante, 'Par.' 25.)

1.) Il suo rapporto intimo con il suo popolo. "Geova suo Dio"

2.) Le sue azioni passate per loro conto. Quando in precedenza Davide cadde nello sconforto (cap. 27), sembra che abbia dimenticato tutto questo, e non sia riuscito a ricevere l'incoraggiamento che erano in grado di impartire. Ma ora si ricordava di loro e "si fece coraggio"

3.) Le sue fedeli promesse. "Le libere espressioni della sua bontà e beneficenza", le assicurazioni immutabili del suo aiuto onnipotente nel momento del bisogno. "L'errore che commettiamo è quello di cercare in noi stessi una fonte di consolazione; l'autocontemplazione invece di guardare a Dio. Egli non è influenzato dalla nostra mutevolezza, i nostri cambiamenti non lo alterano. Quando siamo inquieti lui rimane sereno e calmo; quando siamo bassi, egoisti, meschini o scoraggiati, lui è ancora l'inalterabile IO SONO. Ciò che Dio è in se stesso, non ciò che possiamo sentirlo in questo o quel momento per essere, questa è la nostra speranza" (Robertson)

III SI AVVALE DI MEZZI ADEGUATI. "Egli incoraggiò (rafforzò) se stesso", ss. da

1.) Reprimere la paura e l'incredulità. "Perché sei abbattuta, anima mia?"

1.) Dirigere i pensieri verso Dio, l'onnipresente, invisibile, eterno Protettore dei suoi servitori, e stimolare il cuore a una rinnovata fiducia in lui

2.) "Il Signore è dalla mia parte; Non avrò paura: che cosa può farmi l'uomo?"

Salmi 118:6 121:1

3.) Interrogare il Signore. "E Davide disse ad Abiatar", ss. (Versetti 7, 8). Lo cercò come non aveva fatto la volta precedente; lo cercò con uno spirito retto, e perciò (a differenza di Saul) ricevette una risposta: "Insegui, perché sicuramente raggiungerai e libererai". In tal modo fu ulteriormente rafforzato. La sua fiducia, inoltre, si esprimeva e si perfezionava in

4.) Obbedire alla volontà del Signore (Versetti 9, 10) e cooperare al compimento della sua promessa. Lo sconforto lo portò a fuggire dalle difficoltà e dai pericoli, ma la fede e la speranza lo spinsero ad andare in mezzo a loro, e lo resero "audace come un leone". "Non temerò alcun male, perché tu sei con me"

IV È CORONATO DA UN COMPLETO SUCCESSO. Con l'aiuto ottenuto da Dio si toglie il timore, si rinnova la forza e si ispira la fiducia (Versetto 9). Dopo un breve ritardo e alcuni eventi spiacevoli attraverso i quali la fede è ulteriormente messa alla prova (Versetto 10)

1.) L'oggetto che si cerca è provvidenzialmente scoperto (Versetto 11)

2.) Il nemico è completamente sconfitto (Versetto 17)

3.) Ciò che è stato perduto viene recuperato (Versetto 19)

4.) Si guadagna molto di più di quanto ci si aspettasse (Versetto 20)

"Pochi giorni dopo che il popolo di Davide stava per lapidarlo sulle rovine di Ziklag, la corona reale fu deposta ai suoi piedi"

Osservazioni:

1.) Quando gli uomini buoni trasgrediscono devono aspettarsi di essere "castigati dal Signore", e gli uomini malvagi sono talvolta usati come verga per lo scopo

2.) La malvagità degli empi è misericordiosamente contenuta (Versetto 2), spesso si rivolge a beneficio di coloro che cercano di ferire e ricade sulle loro teste

3.) Lo scopo principale del castigo è quello di portare gli uomini a Dio in umiltà, penitenza, sottomissione e fiducia, e prepararli per il servizio e l'esaltazione futuri

4.) La differenza negli effetti della calamità sugli uomini (come su Saul e Davide) manifesta la differenza del loro carattere

5.) Quanto più pesantemente l'afflizione preme sugli uomini, tanto più strettamente dovrebbero aggrapparsi a Dio, affinché possa essere giustamente sopportato e raggiungere il fine morale che si prefigge

6.) Dio non delude mai la fiducia dei suoi figli, ma adempie le sue promesse più riccamente di quanto essi osino sperare

2 Versetti 2-5.Non ne uccisero nessuno. Non ci fu resistenza, poiché gli uomini di guerra erano tutti assenti. Probabilmente fu per aver lasciato le loro mogli e le loro famiglie assolutamente indifese che il popolo di Davide era così arrabbiato con lui. Poiché ci viene detto in 1Samuele 27:3 che i rifugiati con Davide avevano portato ciascuno la sua famiglia con sé nel territorio filisteo, il numero delle donne deve essere stato grande. Gli Amalechiti risparmiarono loro la vita, non perché fossero più misericordiosi di Davide, ma perché le donne e i bambini erano preziosi come schiavi. Tutto il meglio sarebbe stato scelto e inviato probabilmente in Egitto per la vendita

6 L'anima di tutto il popolo fu addolorata. ebraico, "era amaro". Il loro grande dolore è pateticamente descritto nel Versetto 4. Ma, come spesso accade a coloro che sono nell'angoscia, dal dolore si sono trasformati in rabbia e hanno cercato sollievo per i loro sentimenti sfogando la loro rabbia sugli innocenti. Forse Davide non aveva preso precauzioni contro un pericolo che non aveva temuto; ma, rimasto quasi senza amici nella folla inferocita che gridava per lapidarlo, si incoraggiò in Geova, il suo Dio. Letteralmente, "si rafforzò in Geova, e chiamò il sacerdote a chiedere consiglio e guida a Dio per mezzo dell'efod

OMELIE di D. FRASER versetto 6.-

La fede si ravviva nell'angoscia

I CORREZIONE. Davide, essendo un vero ma difettoso figlio di Dio, fu corretto dalla verga. È caduto rapidamente colpo dopo colpo. Per prima cosa dovette sopportare il disprezzo e il sospetto dei signori filistei. Questo era tutto ciò che aveva guadagnato blandendo il loro re. Poi dovette vedere Ziklag saccheggiato e bruciato. Questo era tutto ciò che aveva guadagnato attaccando gli Amalechiti e nascondendo l'atto. Poi, e per certi aspetti il più difficile di tutti, vide la lealtà dei suoi seguaci spazzata via dal loro dolore appassionato. "Il popolo parlava di lapidarlo". Questo era tutto ciò che aveva guadagnato con tutti i suoi indegni stratagemmi per salvarsi la vita. Ogni rifugio gli venne meno. Cantici Dio con amorevole benignità flagella i suoi figli ora che hanno vacillato nella fede e, diffidando della sua difesa, si sono ritirati in qualche Ziklag, in una posizione indegna di loro. Le loro nuove confidenze li respingono, ed essi devono sedersi come Davide nella polvere e nella cenere

II È IL SUO FELICE ESITO. La fede si ravvivò. Quando ogni rifugio gli venne meno, Davide tornò alla sua fortezza divina. "Si incoraggiò in Geova suo Dio". Marco il contrasto con Saulo. Quando quell'infelice re fu colpito, si allontanò sempre più da Dio, indurì il suo cuore nell'orgoglio, non trovò luogo di pentimento e alla fine si dedicò ad arti profane e proibite. Cantici troviamo Saul che passa dall'oscurità all'ombra più fitta e nera, mentre Davide emerge alla luce del sole. Questa è la felice esperienza di molti figli di Dio. La fede si ravviva nell'angoscia e le tenebre si trasformano in luce. Anche questo, come ci insegna il Nuovo Testamento, sempre per l'opera benevola dello Spirito Santo, ravvivando la fiducia infantile riaccendendo il santo coraggio. Il modo in cui la fede ritrovata di Davide operò in lui è pieno di istruzione per noi

1.) La fede ravvivata si basa sulla parola divina della promessa. Davide si era lasciato sfuggire dalla mente la promessa del regno fattagli per mezzo di Samuele quando cominciò a disperare della sua vita; ed è notevole che egli cedette a questa paura in un momento in cui c'era una tregua nella persecuzione diretta contro di lui. Ma quando il pericolo reale fu su di lui, quando ebbe perso tutto, e i suoi stessi seguaci si rivoltarono contro di lui, la sua fede si impadronì di nuovo della promessa divina. Egli non poteva morire in quel momento, poiché il proposito del Signore doveva rimanere, la parola del Signore doveva essere adempiuta. Ora, coloro che credono in Cristo hanno in lui la promessa della vita eterna. Nelle ore di rilassata diligenza forse se lo lasciano sfuggire; Ma sotto una vera pressione la fede si ravviva e afferra di nuovo la promessa. Essi non periranno. Possono essere umiliati e angosciati, e riconosceranno di aver causato questo da soli; ma essi sono persuasi che colui che ha promesso è fedele, e quindi non li rigetterà via. Egli ha detto: "Non ti lascerò né ti abbandonerò", così che possiamo dire con franchezza: "Il Signore è il mio aiuto"

2.) La fede ravvivata si dedica alla preghiera e allo sforzo diligente. La prima cosa che Davide fece fu di interrogare Dio. La fede restaurata agisce sempre così. Sollevandosi contro lo scoraggiamento, è sicuro che Dio può trasformare le tenebre in luce, la perdita in guadagno, la morte in vita, e chiede semplicemente una guida. "Che cosa devo fare? Devo stare fermo o devo muovermi? Devo inseguire?" Ci sono prove e pericoli in cui l'unica condotta saggia è quella di essere molto pazienti e passivi; La "forza è stare fermi". Quando Daniele fu gettato in pasto ai leoni, si mostrò fede nel non lottare con le bestie selvagge, ma nel sedersi in mezzo a loro calmo e immobile fino all'alba dei soccorsi. Cantici possa un cristiano cadere in un covo di guai da cui nessun sforzo proprio può tirarlo su; e la sua fede si manifesta nella preghiera e nell'attesa di Dio, che è in grado di inviare il suo angelo a servire i deboli e a proteggere gli indifesi. Coloro la cui fede non è affatto venuta meno possono fare di più che pregare, possono cantare lodi, come fecero Paolo e Sila nella prigione oscura. Ci sono altri casi, e più frequenti, in cui la preghiera dovrebbe essere prontamente seguita da uno sforzo attivo. Davide non chiese al Signore di fare un miracolo, o di mandare angeli, per restituirgli ciò che gli Amalechiti avevano preso. Era possibile per lui e i suoi uomini inseguire, superare e sconfiggere i guastafeste. Cantici chiese al Signore se doveva inseguirlo; e ricevendo il comando divino di farlo, si dedicò subito all'inseguimento e ottenne uno splendido successo. Tale è l'azione energica di una fede rianimata. Le difficoltà scendono prima delle sue risoluzioni, e le cose perdute tornano a colui che audacemente insegue. Le lacrime della sconfitta si trasformano in canti di vittoria. Le tribolazioni che affliggono il popolo di Dio sono, in larga misura, castighi per l'incredulità o l'infedeltà. Gli atti del tempo non sono gioiosi, ma dolorosi; nondimeno, in seguito producono il pacifico frutto della giustizia a coloro che ne sono esercitati. Tali sono le sofferenze in simpatia con Davide. Ma in una certa misura questi problemi sono in simpatia con e per amore del Figlio di Davide, il Signore Gesù Cristo. In tal caso abbiamo la comodità che

"Cristo non ci guida attraverso stanze più buie di quelle che ha attraversato prima"

Egli è toccato da un sentimento delle nostre infermità. Ha pianto e ha amato. Cantici, se siamo spogliati, egli è il nostro aiuto presente, e per mezzo di lui possiamo agire valorosamente e ricuperare tutto. Se i messaggeri di Satana ci colpiscono, la sua grazia ci basta, perché la sua "forza si manifesta perfetta nella debolezza". -F

7 L'INSEGUIMENTO DEGLI AMALECHITI DA PARTE DI DAVIDE (Versetti. 7-16)

Versetti 7, 8.- Rivolgendosi solo all'aiuto di Geova, Davide manda a chiamare Abiatar, che sembra sia rimasto costantemente con lui, e gli ordina di consultare Geova tramite gli Urim. In forte contrasto con il silenzio che avvolge,

1Samuele 28:6

La risposta è molto incoraggiante. Letteralmente è: "Perseguire; poiché raggiungerai il sorpasso e libererai la consegna"

9 Versetti 9, 10.Ottenuta questa risposta favorevole, Davide si mette all'inseguimento con la sua vecchia banda di 600 uomini. Cantici fu la sua marcia rapida che un terzo di questi abbandonò le file, così che i nuovi venuti da Manasse sarebbero stati inutili, né avevano perso mogli o figli. Il torrente Besor rimane praticamente non identificato, poiché il sito di Ziklag è sconosciuto; ma forse è il Wady-es-Sheriah, che sfocia nel mare un po' a sud di Gaza. Poiché qui c'era acqua, quelli che erano rimasti rimasero. ebraico, "i ritardatari rimasero". Sembra anche che fosse abbastanza largo da causare qualche difficoltà nell'attraversamento, in quanto si dice che questi 200 fossero troppo deboli, o stanchi, per superare il torrente Besor. Dal Versetto 24 troviamo che anche David ha lasciato con loro quanto più possibile del suo bagaglio. I ritardatari erano senza dubbio in litigio da un po' di tempo, ma qui sarebbero stati radunati e avrebbero ottenuto riposo e ristoro

11 Versetti 11, 12.- Un egiziano, schiavo, come leggiamo nel versetto 13, di alcuni Amalechiti, lasciato nel campo, in aperta pianura, a perire. Era diventato debole e non poteva viaggiare veloce come loro, e così fu lasciato indietro senza provviste di cibo, perché non aveva mangiato nulla per tre giorni e tre notti. Gli Amalechiti ebbero quindi un inizio almeno di questa volta, o anche di più, poiché questo schiavo avrebbe probabilmente portato via con sé del cibo da Ziklag

Versetti 11-20.-

Le conseguenze della gentilezza

I fatti sono

1.) Inseguendo gli Amalechiti, Davide trova uno schiavo egiziano in difficoltà e gli somministra cibo e bevande

2.) Interrogato, l'uomo afferma che il suo padrone, che faceva parte della forza che distruggeva Ziklag, lo aveva lasciato lì tre giorni prima

3.) Con la promessa di non essere consegnato al suo padrone, si impegna a fare da guida al raduno degli Amalechiti

4.) Quando li assalì in mezzo ai loro bagordi, Davide li colpì e recuperò tutto ciò che le sue forze avevano perduto e acquistò anche molto bottino

5.) Davide tiene le greggi e le mandrie catturate come sua parte del bottino. Gli incidenti di questa sezione suggeriscono

I I RISULTATI SCONOSCIUTI DELLA GENTILEZZA. Ecco il caso di uno straniero malato e affamato, un povero vagabondo vicino alla morte; e le gentili attenzioni di Davide e dei suoi uomini non solo furono apprezzate da un altro creatura, ma si tradussero in risultati importanti che, prima dell'atto di gentilezza, non erano, forse, ritenuti possibili. L'uomo debole, ben usato, condusse alla vittoria. Atti alla fine di quel giorno memorabile Davide deve aver sentito quanto sia utile e quanto sia santo recitare la parte di un buon samaritano. Gli uomini sono spesso tentati di essere indifferenti ai dolori degli altri; Ma il bene nasce sempre da un'esibizione della legge della gentilezza. Nessun uomo ha mai perso nulla fasciando le ferite di un altro; e spesso il guaritore ha ottenuto una benedizione interiore come pegno di un bene ancora più grande che deve scaturire dalla sua azione. La benedizione di coloro che sono pronti a perire vale più dell'applauso e del favore dei ricchi e dei forti. Con singoli atti di gentilezza sono stati toccati cuori duri ed è stato intrapreso un nuovo e benedetto corso di vita. Molti laghetti, nutriti e nutriti dalla benevolenza cristiana, sono diventati un luogo onorevole e

membro santo della società, aiutando a rovesciare un potere malvagio peggiore di quello degli antichi Amalechiti. Chi può dire le vaste e beate conseguenze che potrebbero derivare se solo i cristiani si prendessero cura più costantemente e saggiamente degli emarginati e dei degradati?

II IL VALORE DEL DETTAGLIO NELLA STORIA DELLE SCRITTURE. Lo storico è specifico nel racconto di ciò che fu dato a questo povero schiavo: "pane", "acqua", "un pezzo di una focaccia di fichi" e "due grappoli di uva passa". Questo dettaglio occasionale indica il puro carattere storico della narrazione biblica e investe la Bibbia di un interesse umano. Questo carattere circostanziale della narrazione si vede specialmente nel Vangelo di San Marco, e più o meno in ogni scrittore. Come libro destinato a tutti i gradi di cultura, e in tutte le epoche e climi, la Bibbia si fa strada fino al cuore e si raccomanda al senso comune dell'umanità con l'aria di realtà con cui i suoi grandi fatti sono incorporati in un contesto incidentale di circostanze; ed è singolare che i suoi dettagli occasionali non siano mai contradddistinti da fatti ben stabiliti, ma, d'altra parte, siano costantemente confermati da scoperte riguardanti i costumi, i costumi, le produzioni naturali e le relazioni internazionali

III LE BARBARIE DELLA SCHIAVITÙ E DELLA GUERRA. Quell'uomo sfortunato aveva un padrone, ma non desiderava essere restituito a lui. Il modo barbaro in cui era stato lasciato morire giustificava il suo orrore per il suo ex proprietario. La schiavitù necessariamente indurisce il cuore e degrada l'intera natura di tutti coloro che la promuovono. Gli orrori che sono stati perpetrati sotto la sua influenza si addicono più a un inferno che a una terra come questa. Il cristianesimo ha dimostrato il suo carattere benefico nel rimuovere da molte belle regioni questo maledetto maledetto: e ingiunge ai padroni dei liberi di manifestare verso i loro servi uno spirito gentile e generoso, degno del Salvatore che professano di seguire. È bene che i servi si preoccupino di tornare dai datori di lavoro, e c'è qualcosa di sbagliato dove c'è avversione e rimprovero. Le barbarie della guerra, che in questa sezione e altrove sono evidenti, sono tra le più turpi macchie sulla natura umana. In nulla come in guerra le passioni più vili degli uomini scoppiano in una licenza selvaggia. La facilità e l'autocompiacimento con cui molti cosiddetti cristiani parlano e leggono della guerra è davvero scioccante per chi entra profondamente nello spirito di Cristo. Bisognerebbe prestare maggiore attenzione nell'impedire ai nostri figli di assorbire l'amore per la guerra e la sua letteratura, e nello Stato cristiano i suoi mali molteplici, incipienti e attuali dovrebbero essere rimossi o evitati con le misure più energiche. È dubbio che la Chiesa si elevi al dovuto senso dei suoi obblighi solenni a questo riguardo

IV LA RESTAURAZIONE SUCCESSIVA AL PENTIMENTO E ALL'OBBEDIENZA. Davide si era pentito della condotta che si era impegnato e, incoraggiandosi in Dio, aveva seguito la guida impartita tramite il sommo sacerdote. Il risultato fu la restaurazione di tutto ciò che aveva perduto con la sua follia e l'acquisizione di molto altro. Naturalmente si trattava di un caso di perdita materiale, dovuta a cattiva condotta, accompagnato da molta angoscia di spirito, e la restaurazione era dello stesso carattere; Ma non abbiamo qui qualcosa di analogo con il risultato del nostro pentimento e del rinnovamento della vita? Le perdite e i danni causati dai nostri peccati vengono rimossi quando ci rivolgiamo a Dio e seguiamo la guida del nostro Sommo Sacerdote. A tempo debito recupereremo la purezza, la pace con Dio, le gioie più benedette, i vari tesori spirituali e trasformeremo persino le armi del nostro grande nemico in mezzi di progresso morale. Molto è stato rovinato dai nostri peccati, e l'intera razza ha sofferto per la maledizione; ma l'effetto della nostra restaurazione dell'anima a Dio per mezzo di Cristo è il recupero della posizione e della beatitudine perdute, con anche il raggiungimento di una beatitudine che supera qualsiasi cosa conosciuta dal nostro primo genitore nel suo stato di innocenza. La promessa dice: "Ti restituirò gli anni che la locusta ha mangiato, il cancro, il bruco e il palmer, il mio grande esercito che ho mandato in mezzo a voi"

Gioele 2:25

V PRUDENTE PREVISIONE DEGLI EVENTI FUTURI. La considerazione di Davide per i suoi seguaci nel concedere loro una grande parte del bottino fu accompagnata anche da una saggia previsione di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco, e senza dubbio fu per questo motivo che tenne per sé il bestiame preso al nemico. Essendosi pentito della sua precedente scelta di sé, e essendosi avvicinato al suo Dio (Versetto 6), la sua anima si elevò all'antica fiducia nella sua chiamata al regno, e, calmo nella fresca certezza della cura di Dio, vide dagli eventi imminenti che la fine del regno di Saul era vicina. Quindi, per spianare la strada a un facile e prospero ritorno in Giuda, scelse quelli che si sarebbero rivelati doni adatti agli anziani e agli amici (Versetto 20; Confronta Versetto 26). Vediamo come la guarigione dall'apostasia tenda a un tono sano e ad un equilibrio delle operazioni mentali ordinarie, e come la prudente anticipazione delle esigenze diventi una chiamata a un alto servizio nel regno di Dio. La fede nei propositi di Dio che ci riguardano dovrebbe essere accompagnata da un saggio sforzo per ovviare alle difficoltà nella realizzazione di tale proposito. La nostra elevazione al servizio del regno di Cristo deve essere assicurata da parte nostra mediante l'uso vigoroso delle nostre migliori forze in dipendenza da Dio

Lezioni generali:

1.) In mezzo alla fretta e all'eccitazione della nostra vita, noi, come Davide, dovremmo volgerci a prenderci cura dei poveri e degli indigenti, e troveremo così una benedizione per noi stessi

2.) Come la schiavitù è stata repressa con l'energica affermazione dei principi e dello spirito del Vangelo, così la Chiesa, se sul serio, non può ugualmente sopprimere lo spirito di guerra che prevale troppo largamente nelle cosiddette terre cristiane?

3.) Seguendo il modello di Davide nelle questioni temporali dobbiamo sforzarci con tutto lo zelo e la costanza di recuperare la benedetta eredità del bene perduta per noi individualmente e come razza a causa del peccato

4.) Nella misura in cui gli uomini sono convinti della certezza e della gloria del regno di Cristo, eserciteranno tutte le loro massime forze per affrettarlo e conquistare gli uomini ad esso. L'azione indifferente è un segno sicuro di decadenza spirituale

Versetti 11-20. (A SUD DEL TORRENTE BESOR.) -

Uno schiavo egiziano

"Mi è venuto in mente il povero egiziano che Davide trovò mezzo morto, e riportato in vita dandogli 'un pezzo di focaccia di fichi e due grappoli di uva passa' da mangiare, e acqua da bere, da un incidente che mi accadde mentre attraversavo la pianura di Askelon. Lontano da ogni villaggio, un egiziano malato giaceva sul ciglio della strada sotto il sole cocente, e apparentemente quasi morto con un terribile feVersetto non voleva altro che l'acqua! acqua!" che fortunatamente riuscimmo a dargli dalla nostra bottiglia da viaggio; ma siamo stati costretti a lasciarlo al suo destino, qualunque esso fosse" (Thomson, 'The Land and the Book'). Non è detto come il "giovane d'Egitto" divenne "schiavo di un Amalechita", ma è probabile che cadde nelle sue mani in qualche spedizione di predoni, come le donne e i bambini ebrei nell'incursione a Ziklag. La sua condizione era involontaria, dura e degradante. Era

HO ABBANDONATO DAL SUO PADRONE con

1.) Indifferenza e disprezzo. Il suo valore come uomo creato a immagine di Dio fu trascurato (come è generalmente il caso nell'odiosa istituzione della schiavitù). Era trattato come una proprietà assoluta del suo padrone, "uno strumento animato" (Aristotele), e quando lo si riteneva non più utile, veniva gettato via

2.) Ingiustizia. Ogni pretesa in cambio dei suoi servizi fu ignorata. Era completamente alla mercé del suo padrone e non protetto da alcuna legge (come quella che esisteva tra gli Ebrei)

3.) Disumanità. "Il mio padrone mi ha lasciato tre giorni fa perché mi sono ammalato" (Versetto 13). Avrebbe potuto essere facilmente portato avanti su uno dei cammelli (Versetto 17), ma gli Amalechiti erano duri e crudeli, ed egli fu lasciato morire di fame o essere divorato dalle bestie feroci. "Chi è più alto dell'altissimo considera",

Ecclesiaste 5:8

e lo schiavo più meschino non può essere disprezzato e trascurato impunemente

II AMICO DI ESTRANEI (Versetti. 11, 12)

1.) Per compassione e desiderio di salvare la sua vita con ogni mezzo in loro potere

2.) In adempimento della legge di Dio, che richiedeva che si mostrasse benignità al povero, allo straniero e allo schiavo. "Amate dunque lo straniero, perché eravate forestieri nel paese d'Egitto"

Deuteronomio 10:19 23:7,15,16

3.) Con apprezzamento per il servizio che potrebbe rendere (Versetto 15). Più uno è indifeso, più urgente è la sua richiesta di aiuto; eppure nessuno è così indifeso se non per essere in grado di ricambiare la gentilezza mostratagli. La schiavitù tra gli ebrei differiva notevolmente dalla schiavitù tra altri popoli antichi e moderni

1Samuele 25:10 ; Ewald, Ginsburg, 'Ecclesiaste', p. 283; 'Ecce Homo'

"Cristianizzando il padrone, il vangelo ha affrancato lo schiavo. Non ha legiferato su semplici nomi e forme, ma è andato alla radice del male, ha parlato al cuore dell'uomo. Quando il cuore del maestro fu riempito della grazia divina e riscaldato dall'amore di Cristo, il resto sarebbe presto seguito. Le labbra pronunciavano parole gentili, le mani facevano cose liberali" (Wordsworth, 'Com. on Philemon')

III UTILE AI SUOI BENEFATTORI

1.) Dalla gratitudine per il beneficio ricevuto. Nessun cuore umano è del tutto insensibile al potere della gentilezza

2.) Con una solenne assicurazione di protezione. Dopo il suo abbandono da parte del suo padrone, non poteva avere alcuno scrupolo riguardo al suo diritto al suo servizio continuato, se mai fosse esistito un tale diritto; ma l'esperienza lo aveva reso timoroso e sospettoso degli uomini, e perciò disse: "Giurami per Dio", ss. (Versetto 15). Aveva un senso della religione e credeva che la giustizia divina avrebbe vendicato la violazione di un giuramento, anche se doveva essere portato a uno schiavo

3.) Con l'esecuzione efficiente e fedele dei suoi impegni. Non solo diede a Davide le informazioni che cercava, ma lo guidò all'accampamento del nemico e contribuì a un risultato che lo ripagò cento volte (Versetto 18)

IV PRESERVATO E IMPIEGATO DALLA DIVINA PROVVIDENZA, che:

1.) Si prende cura degli ultimi. "Ecco, Dio è potente e non disprezza nessuno"

Giobbe 36:5

"Né Dio rispetta alcuna persona"

2Samuele 14:14

1.) Spesso si avvale della strumentalità più debole per il castigo dei "malvagi di grande potenza"

2.) E per la promozione del benessere del popolo di Dio e l'instaurazione del suo regno. Che ricco raccolto può scaturire da un singolo atto di benignità anche verso i più disprezzati!

"Prega bene chi ama bene l'uomo, l'uccello e la bestia. Egli prega meglio chi ama di più Tutte le cose, grandi e piccole, perché il caro Dio che ci ama ha fatto e tutto ama". (Coleridge) -- D

13 A chi appartieni? Poiché probabilmente era disarmato, e il suo abito era quello di uno schiavo, Davide chiede chi sia il suo padrone e quale il suo paese. Scopre da lui che è stato lasciato indietro tre giorni fa perché si è ammalato. La parola non implica altro che un temporaneo svenimento, ed è tradotta con scusa in 1Samuele 22:8. Ma la sua vita era di troppo poco valore perché potessero montarlo su un cammello, o anche solo lasciargli provviste di cibo, e così la loro disumanità portò alla loro distruzione

14 I Cretei. L'interesse per questo popolo nasce dal fatto che la guardia del corpo di Davide era composta da stranieri che portavano il nome di Cherethim e Pelethim. Qui troviamo i Cherethim che abitavano la parte meridionale del paese dei Filistei, e questo era ancora il caso ai giorni di Sofonia

Sofonia 2:5 e confronta Ezechiele 35:16

Come Davide conservò Ziklag,

1Samuele 27:6

Sembra che abbia scelto gli uomini che dovevano proteggere la sua persona da questo quartiere, essendo stato probabilmente colpito dalla loro statura e dal loro portamento marziale quando dimoravano in mezzo a loro. Quindi è probabile che anche i Pelethim fossero una razza filistea. Se i Cherethim e i Filistei siano generalmente venuti da Creta in Palestina è una questione molto controversa, ma certamente non erano indigeni, ma immigrati in Canaan. Caleb. Quando gli Israeliti si stabilirono in Canaan, Ebron con un vasto distretto nel sud di Giuda fu assegnata a Caleb il Kenezita, che con il suo clan era stato incorporato nella tribù di Giuda. Anche se la città fu in seguito assegnata ai sacerdoti, l'intero paese circostante rimase soggetto a Caleb,

Giosuè 21:11,12

e continuò a portare il suo nome. Evidentemente gli Amalechiti, cominciando da oriente, avevano spazzato l'intero distretto meridionale di Giuda prima di entrare nel paese dei Filistei, dove senza dubbio bruciarono Ziclag per vendicarsi del crudele trattamento che Davide aveva riservato loro

15 A questa azienda. Meglio, "truppa". La parola significa una banda di soldati, ladri o simili. Richiesto da Davide di fargli da guida, l'egiziano acconsente a condizione che Davide non si impegni a non ucciderlo, essendo una delle usanze senza scrupoli dell'antica guerra mettere a morte i disertori, le persone costrette a fare da guide, e anche i non combattenti, per evitare guai; né lo abbandonò al suo padrone, che lo avrebbe trattato allo stesso modo

16 Quando li ebbe portati giù. Benché rimasto indietro, l'egiziano conosceva la rotta che gli Amalechiti intendevano seguire, e fu quindi in grado di condurre rapidamente Davide verso di loro, poiché si sarebbero mossi lentamente a causa del loro grande bottino di bestiame. Quando li raggiunse, Davide li trovò dispersi in gruppi sparsi su tutta la terra (letteralmente, "sulla faccia di tutto il paese"), che mangiavano, bevevano e ballavano. Più probabilmente, "banchettare". La parola significa letteralmente osservare la festa; Ma sebbene durante le feste si facessero danze solenni, tuttavia, come nel caso della nostra parola banchettare, il buon mangiare era probabilmente l'idea più importante; tuttavia la parola può avere solo il senso generale di "divertirsi come in una festa"

17 SCONFITTA DEGLI AMALECHITI E RECUPERO DELLE DONNE E DEL BOTTINO (Versetti. 17-20)

Dal crepuscolo. Si è discusso se questo significhi il crepuscolo serale o mattutino; ma le parole che seguono, "fino alla sera del giorno dopo", letteralmente, "del loro (o per) il loro domani", sembrano provare che fu la sera che Davide arrivò. Inoltre, al mattino non avrebbero banchettato, ma dormito. Probabilmente David li attaccò subito, e uccise tutti quelli che gli capitavano a portata di mano fino al calar della notte. Il mattino seguente la battaglia fu rinnovata; ma poiché Davide non aveva che 400 uomini, e gli Amalechiti coprivano una grande estensione del paese, e probabilmente cercavano di difendere se stessi e il loro bottino, fu solo verso la sera successiva che il combattimento e l'inseguimento furono aperti. Poiché avrebbero avuto bisogno di pascolo e acqua per il loro bestiame, si erano evidentemente divisi in distaccamenti, che erano andati ciascuno in un luogo diverso con le loro mandrie. L'inseguimento deve essere stato prolungato a una distanza considerevole, poiché non più di 400 giovani riuscirono a fuggire, e anche loro solo con l'aiuto dei loro cammelli

18 Versetti 18, 19.- Guarito. ebraico, "salvato" o "liberato". La parola ricorre di nuovo nella seconda frase del versetto, e lì è tradotta "salvato". Aveva portato via. ebraico, "aveva preso". Nel Versetto 19 recuperato è letteralmente "fatto tornare", cioè restaurato

20 Questo versetto, che è reso incomprensibile nell'A.V dall'inserimento della parola non autorizzata che, è realmente privo di difficoltà. Dopo Davide, come riportato in Versetti. 18, 19, aveva recuperato il bestiame portato spesso dagli Amalechiti, prese anche tutte le greggi e le mandrie che appartenevano a loro; e i suoi stessi uomini "li fecero passare davanti a quel corpo di bestiame, e dissero: Questo è il bottino di Davide", cioè glielo presentarono per acclamazione. Era questo grande bottino che distribuiva tra i suoi amici (Versetti, 26-31)

21 DAVIDE PROMULGA UNA LEGGE PER LA DIVISIONE DEL BOTTINO (Versetti. 21-25)

Versetti 21, 22.Al ritorno, Davide trova i 200 ritardatari, che avevano fatto dimorare presso il torrente Besor. Piuttosto, "colui che aveva, lo fece rimanere", poiché era compito di Davide dare tale comando. Il singolare è sostenuto da tutte le versioni, tranne quella caldea, e da alcuni manoscritti. Davide aveva fatto fermare gli uomini che si stavano stancando al torrente, perché era un luogo adatto dove raccogliere i ritardatari, e anche, forse, perché avrebbe richiesto tempo e fatica per far passare il bagaglio. Tanto più malvagio e inutile

vedi 1Samuele 1:16

I membri della forza ora propongono di dare ai 200 solo le loro mogli e i loro figli, e di mandarli via senza alcuna parte del bottino. Oltre alle pecore e ai buoi dati a Davide, ci sarebbero stati cammelli e altri animali, armi, oro e argento, vestiario e altri beni personali

Versetti 21-31.-

La legge del servizio

I fatti sono

1.) Tornati dagli uomini che erano rimasti a Besor, alcuni seguaci di Davide si oppongono alla sua intenzione di dare loro una parte del bottino, e sono persino desiderosi di mandarli via

2.) Davide resiste a questo spirito in quanto incoerente con la gratitudine a Dio per la sua cura e il suo aiuto, e con la rigorosa giustizia verso coloro che servono in forma umile secondo la loro forza

3.) La decisione di Davide diventa un'ordinanza permanente nella futura vita nazionale di Israele

4.) Manda doni agli anziani delle città che gli erano stati amici durante i giorni della sua persecuzione. Il corso di David fu meravigliosamente a scacchi. Aveva buone ragioni per dire: "Molte sono le afflizioni dei giusti". Non appena si è rallegrato del trionfo della vittoria e ha escogitato nel suo cuore azioni gentili e generose, deve provare il fastidio e il dolore di contendere con uno spirito mormorante e ammutinante tra i suoi stessi seguaci. Quando guardiamo a lui, "l'uomo secondo il cuore di Dio", impegnato in una nobile missione per Israele, generoso nello spirito verso tutti, che si eleva al di sopra degli altri nell'integrità dei propositi e nell'aspirazione spirituale, e circondato da un gruppo eterogeneo di uomini, difficili da controllare e spesso di bassa tendenza, non possiamo fare a meno di pensare a Uno più grande, che più tardi si trovò in mezzo a uomini ribelli e ignoranti, il Santo, intento a stabilire un trono che non sarebbe mai stato scosso, e stanco e ferito dall'incessante "contraddizione dei peccatori". Ma Dio insegna all'umanità attraverso lezioni che si sono sviluppate dall'esperienza varia e spesso dolorosa dei suoi servi, ed è una consolazione per loro che i fuochi che li mettono alla prova emettano luce anche a beneficio delle generazioni future. Ci sono tre verità pratiche da portare alla luce da questa parte dell'esperienza di Davide

I IL CARATTERE DIVERSO DEGLI UOMINI SI VEDE NELL'EFFETTO DEL SUCCESSO SUL LORO SPIRITO E SULLA LORO CONDOTTA. Davide e i suoi uomini avevano ottenuto un grande successo e tornavano pieni della gioia della vittoria. La storia non ci dice nulla sul comportamento del capo e degli uomini alla prima ondata di successo; senza dubbio l'eccitazione selvaggia per il bottino di molti dei suoi seguaci era in stridente contrasto con la gioia tremula che trovava sfogo nel suo ringraziamento privato a Dio. Ma al loro ritorno a Besor, lo spirito depravato e irreligioso di quelli che venivano chiamati "uomini di Belial" apparve nell'amore dell'avidità e nella crudele indifferenza ai bisogni degli stanchi che suscitò le rimostranze di Davide. Il successo rivelò l'iniquità dei loro cuori, mentre fece emergere le grate e tenere qualità del carattere di Davide. La prosperità è una prova reale di ciò che gli uomini sono quanto lo è l'avversità. Essa fa emergere un diverso insieme di qualità, ma non è meno un mezzo per dimostrare e intensificare il carattere di un uomo, sia esso buono o cattivo. Quando diciamo che a volte il successo nel commercio, nella letteratura, nella scienza o nell'abilità militare rende un uomo vanitoso e sprezzante degli altri, o umile e premuroso, intendiamo in realtà che ha sviluppato una debolezza nascosta in un caso, e una forza morale nell'altro. Quando il carattere si deteriora o migliora sotto l'influenza della prosperità, dipende da circostanze casuali poiché per inchinarsi il deterioramento o il miglioramento si manifesterà. Qui la presenza di uomini deboli incapaci di impegnarsi in un conflitto fu l'occasione di uno scoppio di sentimento egoistico. La stessa occasione fornì una manifestazione di benevola considerazione e di amore per la giustizia. Mentre poche cose creano nei cuori generosi più disgusto e dolore dell'egoismo, dell'indulgenza lussuosa e del portamento orgoglioso degli uomini le cui lotte nella vita hanno portato al successo materiale, poche qualità sono più ammirate di quelle della benevolenza di grande cuore, della semplicità delle abitudini, della compassione per gli indigenti e dello spirito grato e umile che attribuisce ogni bene a Dio, e prova la sincerità dell'attribuzione con atti di abnegazione per conto degli altri. Colui che può conquistare la prosperità è spesso un uomo più grande del vincitore delle avversità. Solo lo spirito di colui che "si è fatto senza reputazione", che "si è fatto povero" affinché noi "diventassimo ricchi", ci permetterà di sottomettere ogni cosa alla sua gloria

Confronta Salmi 73:3-12; Proverbi 1:32; Marco 10:23-25; Filippesi 3:7,8

II LA LEGGE DEL SERVIZIO NEL REGNO DI DIO. Lo spirito egoistico di alcuni uomini di Davide diede occasione per l'esercizio della sua autorità in modo regale, ed emanò l'istituzione di un'ordinanza in relazione al servizio nella sua causa che divenne una legge in Israele, e prefigura opportunamente il principio su cui si basa tutto il servizio nel regno del Messia. Davide non avrebbe permesso che gli uomini che, per la stanchezza della marcia frettolosa, erano rimasti a Besor per prendersi cura del bagaglio, fossero privati della loro parte del bottino a causa dell'avidità dei veri combattenti. Il suo principio era che tutti erano impegnati in un'unica impresa, che la loro posizione era stata determinata dalle circostanze del caso e che ogni onore doveva essere reso loro. La facoltà dominante di Davide stava cominciando a portare buoni frutti per i poveri e i bisognosi, splendidamente tipici di Colui che è il Rifugio e il Difensore degli oppressi! Considerando il passaggio che ha a che fare con il servizio nel regno di Cristo, possiamo notare:

1.) Che tutto il suo popolo sia ugualmente suo servitore e abbia il suo lavoro proprio. L'uguaglianza nel regno di Cristo è quella dell'unità di spirito, di scopo e di relazione con lui. Tutti i veri cristiani sono zelanti per la sua supremazia, ansiosi di vederlo trionfare sulle potenze del male, e allo stesso livello di servitori di un solo Signore e Guida. Sono tutti lavoratori, guerrieri, che lottano in accordo con il loro potere e la loro posizione per una questione comune. Ogni membro del corpo ha la sua funzione nel garantire gli scopi della testa

1Corinzi 12:12-14

2.) Tale diversità di impiego è necessaria per l'esecuzione dei suoi scopi. La cura della "roba" era necessaria in un paese così pericoloso quanto l'inseguimento e l'attacco al nemico. Nel realizzare i propositi di Cristo sulla terra ci sono diversità di operazioni. L'analogia del corpo è usata dall'apostolo Paolo per imporre questa verità alla Chiesa

1Corinzi 12:12-31

È uno studio istruttivo notare come i molteplici strumenti e doni della Chiesa e dei singoli cristiani abbiano lavorato insieme per produrre il complesso risultato di cui siamo testimoni nell'attuale posizione avanzata del regno di Cristo. Il riconoscimento della diversità dovrebbe stimolare e incoraggiare tutti, quali che siano i loro poteri e le loro opportunità

3.) Che l'incapacità di rendere un servizio cospicuo è compatibile con un servizio silenzioso ma importante. Coloro che per la Provvidenza sono impediti dal combattere nelle alte sfere del campo hanno un buon lavoro da fare in una forma più tranquilla. Missionari, predicatori popolari, pastori diligenti e uomini di alta cultura letteraria possono essere in prima linea; ma le madri che educano i figli al timore di Dio, i padri che vivono piamente nel mondo, gli uomini tranquilli e saggi che dirigono movimenti religiosi, le vedove che si orientano nel loro obolo, e anche quelle malate e stanche che nella solitudine della loro camera offrono preghiere quotidiane per le schiere di Dio, rendono un servizio molto prezioso nell'impresa comune

4.) Dove tu sei lealtà nel servizio, qualunque sia la sua forma umile, ci deve essere un riconoscimento onorevole. Davide non avrebbe trascurato le pretese degli uomini deboli incaricati della "roba". In questo fu fedele ai principi e ai precedenti dei più grandi leader di Israele

Numeri 31:27; Giosuè 22:8

Nel regno di Cristo ci sarà, dopo il suo grande esempio nel caso dell'obolo della vedova e degli osanna dei bambini, un riconoscimento da parte di tutti della necessità e del valore di servizi apparentemente insignificanti. Ciò è ulteriormente insegnato nella benedizione pronunciata su chi dà un bicchiere d'acqua fresca, nella menzione nel giorno del giudizio delle cure concesse ai malati e ai bisognosi, e anche nell'uguale accoglienza che il Signore dichiara di dare a chi guadagna dieci e due talenti. Le ricompense del regno che avanza sono condivise nella gioia e nella soddisfazione che tutti i veri lavoratori sperimentano, e nel miglioramento materiale del mondo conseguente al suo avanzamento; e mentre ora fa tutti "re e sacerdoti", alla fine li onorerà con una visione della gloria che aveva presso il Padre prima che il mondo fosse

Giovanni 17:24

III C'È UNA SAGGIA POLITICA NELL'ESPRESSIONE DELLA GRATITUDINE. Il tenore della vita di Davide mostra che l'invio di doni dal bottino portato a coloro che gli erano stati amici nel momento del bisogno era l'espressione genuina di un cuore grato. Agisce nello stesso tempo in cui ciò coincideva con una politica saggia e, nella sua mente, si fondeva distintamente con essa. Se i doni fossero stati il prodotto di un mero calcolo dei risultati, l'atto avrebbe solo suscitato il rispetto dovuto alla convenienza, ma avendo la sua radice nel sentimento, si eleva a un valore più alto. La ricompensa delle gentilezze quando se ne presenta l'occasione è il suggerimento di un cuore sincero, e sebbene le idee utilitaristiche possano non entrare nella ricompensa, tuttavia è sempre utile in vista delle contingenze future. Un uomo prudente, chiamato a una grande opera, è tenuto a preparare la strada per la sua realizzazione, assicurandosi, per quanto possibile, la buona volontà e la collaborazione degli altri

Lezioni generali:

1.) Ci conviene stare in guardia contro i pericoli del successo e ricordare che come Dio è un rifugio dalla tempesta, così è un'ombra sulla nostra destra per attenuare la lotta della prosperità

Salmi 121:5,6

2.) Un certo grado di sospetto è sempre giusto riguardo a noi stessi, poiché ci sono mali latenti che gli eventi possono portare

3.) Dovremmo stare attenti a non denigrare i servizi di persone che cercano in modo umile di promuovere la gloria di Cristo

Matteo 18:6

4.) La questione principale per ciascuno è l'esistenza all'interno di uno spirito di lealtà a Cristo; la forma del servizio è una questione di opportunità

Giovanni 21:15-17

5.) Coloro che prestano aiuto al popolo di Dio nel loro momento di angoscia saranno sicuramente ricompensati sulla terra come in cielo

Luca 6:31-38 14:13,14

Versetti 21-31. (IL RUSCELLO BESOR, ZIKLAG.) -

I frutti della vittoria

Quando Davide raggiunse gli Amalechiti nel crepuscolo della sera, li trovò dediti a una dissoluta indulgenza, indifesi e senza pensare a quanto fossero vicini alla distruzione. Immediatamente piombò su di loro e, dopo un duro combattimento, che durò fino alla sera del giorno successivo, ottenne una vittoria completa. Ha "recuperato tutto" ciò che era stato portato via. Inoltre ottenne molto bottino, consistente in greggi e armenti, e in "armi, ornamenti, gioielli, denaro, vestiti, cammelli, equipaggiamenti, e così via". I primi furono assegnati a Davide (secondo il suo desiderio, e come meglio adatto al fine che aveva in vista) e condotti davanti al gregge recuperato con l'esclamazione: "Questo è il bottino di Davide". Questi ultimi furono portati via per essere distribuiti tra i suoi uomini. Con la sua vittoria fu inferto un colpo schiacciante a un acerrimo nemico del popolo d'Israele, e fu per loro operata una grande liberazione. Evidentemente si considerava (non semplicemente impegnato in un'impresa privata, ma come) che agiva per loro conto e realizzava il proposito di Dio; e la sua condotta dopo la battaglia fu segnata da

1.) Premurosa simpatia per i deboli e stanchi che erano stati impediti a prendere parte attiva al conflitto. "Li salutò " (Versetto 21). Come in precedenza non li aveva esortati oltre le loro forze, così ora mostrava un benevolo interesse per loro e un marcato rispetto verso di loro. Suo

2.) Il cuore non è stato sollevato dal successo. Avevano "fatto quello che potevano" e facevano parte del suo seguito. "Servono anche coloro che stanno solo in piedi e aspettano"

3.) Strenua resistenza alla procedura arrogante, egoistica e ingiusta di alcuni dei suoi seguaci (Versetto 22). "Uomini rozzi e selvaggi erano molti tra loro, ugualmente depressi nel giorno dell'avversità, e temerariamente euforici e insolenti nella prosperità. Né è solo la disciplina che Davide seppe mantenere in un tale gruppo che ci mostra 'l'abilità delle sue mani' nel guidarli, ma la gentilezza con cui li trattò, e soprattutto la sincera pietà con cui seppe domare le loro passioni selvagge, dimostrano l''integrità spirituale o 'la perfezione del suo cuore'" (Edersheim). Lo spirito che questi "uomini malvagi e indegni" mostravano si trova talvolta anche nella Chiesa di Cristo, e richiede di essere affrontato con un'opposizione ferma e intransigente

1Pietro 5:9

1.) Devoto riconoscimento della mano di Dio, nel concedere tutto il bene che si possiede, preservando dal male e liberando da avversari pericolosi. "Non farete così, fratelli miei, con ciò che il Signore ci ha dato", ss. (Versetto 23). "L'uomo non poteva vantarsi del proprio merito nell'ottenere questi possedimenti" (Ewald). Erano un dono di Dio e dovevano essere usati per il suo onore e il bene di tutti. C'è una legge più alta di quella dell'interesse personale. Gli uomini sono solo "amministratori" (non proprietari assoluti) della proprietà, dell'abilità, del tempo, dell'influenza, ss., e come tali è necessario che "siano trovati fedeli". "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date"

2.) Equa distribuzione. "E chi vi darà ascolto in questa faccenda?" ss. (Versetti. 24, 25). La condotta proposta era tanto contraria alle convinzioni comuni degli uomini riguardo a ciò che è ragionevole e giusto quanto al benevolo proposito di Dio. "Da qui risulta l'equità di questa legge: che di comune accordo questi 200 uomini sono stati lasciati indietro a badare ai bagagli; facevano parte dello stesso corpo di uomini, legati insieme nella stessa società comune; impediti dalla semplice stanchezza di andare a combattere, cosa che altrimenti avrebbero fatto; la loro volontà fu accettata per l'atto; ed erano nello stesso pericolo comune, perché se i 400 fossero stati sbaragliati i loro nemici li avrebbero presto tagliati fuori" (Patrick). "I membri devono avere la stessa cura gli uni per gli altri"

1Corinzi 12:25

1.) Grato riconoscimento dell'amichevole aiuto durante le sue "peregrinazioni nel deserto". "Egli mandò del bottino agli anziani di Giuda, suoi amici", ss. (Versetti, 26-31). Avevano sofferto a causa delle incursioni degli Amalechiti, ma non era tanto per risarcire le loro perdite, quanto per testimoniare la sua gratitudine e rafforzare il loro attaccamento. La sua vittoria gli permise di mostrare un aspetto principesco

2.) Munficenza. È una notevole prova della natura grata di Davide, e della sua fedeltà alle sue prime amicizie, così come un curioso esempio di coincidenza non intenzionale, che troviamo tra coloro che impiegano David in uffici di fiducia all'apice del suo potere così tanti abitanti di quei luoghi oscuri dove trovò amici nei giorni delle sue prime difficoltà" ('Sp. Com.')

3.) Politica lodevole: saggia, generosa, patriottica e religiosa. "Ecco un dono" (benedizione, dono) "per voi del bottino dei nemici di Geova". Gli anziani di Giuda e altri lo consideravano il loro futuro governante teocratico. Egli stesso sentiva che il tempo della paziente attesa era quasi finito, e che il tempo dello sforzo attivo per l'adempimento del proposito divino che lo riguardava stava per arrivare, se, in verità, la notizia della morte di Saul non lo avesse già raggiunto. Previde anche che doveva cercare il suo principale sostegno nella sua tribù, e adottò il metodo migliore per assicurarselo. "La pietà senza politica è troppo semplice per essere sicura; La politica senza pietà è troppo sottile per essere buona". "Questo era già un atto reale in vivida anticipazione della sua imminente ascesa al trono. Già la corona d'Israele era inconfondibilmente, anche se debolmente visibile, sopra la sua testa" (Krummacher). "Mentre la stella di Saul tramonta a settentrione, la stella di Davide sorge a mezzogiorno, e lì inizia la lunga serie di adempimenti della profezia riguardante la Stella che dovrebbe venire da Giacobbe"

Numeri 24:17

(Erdmann) -- D

23 versetto 23, 24.-Non farete così, fratelli miei. Davide respinge la loro proposta ingiusta con gentilezza, ma fermezza. Con quello che. cioè in relazione a ciò che, ss. Chi vi darà ascolto in questa faccenda? Letteralmente, "questa parola", questa tua proposta. Davide poi decreta che coloro che sono rimasti a guardia del bagaglio devono dividere il bottino in parti uguali con i combattenti. Patrizio nel suo commentario cita una regola simile emanata da Publio Scipione dopo la presa di Nuova Cartagine (Polibio, 10., 15:5)

25 Che ce l'ha fatta. Ie. Davide. Essendo stato così emanato da lui e praticato durante la sua vita, nessun re d'ora in poi si azzardò a cambiarlo. Nella guerra contro i Madianiti Mosè aveva ordinato che metà del bottino appartenesse ai combattenti e metà alla congregazione che rimaneva nella contesa

Numeri 31:27

Questa promulgazione di Davide era nello stesso spirito

26 DAVIDE PROPIZIA I SUOI AMICI DIVIDENDO CON LORO IL SUO BOTTINO (Versetti. 26-31)

Gli anziani di Giuda. Il bottino preso agli amalechiti e assegnato a Davide doveva essere molto grande, dato che valeva la pena distribuirlo così ampiamente. Ma non mandò a tutti gli anziani di Giuda, ma solo a quelli che erano suoi amici. Un regalo. ebraico, "una benedizione"

vedi 1Samuele 25:27

27 Bethel non può essere la famosa città con quel nome, ma è probabilmente la Bethul di Giosuè 19:4, dove è menzionata come situata vicino a Hormah e Ziklag. Ramot meridionale. Ebraico, "Ramoth-Negheb", chiamato Ramath-Negheb in Giosuè 19:8. Come Bethul, era un villaggio simeonita. Jattir apparteneva a Giuda,

Giosuè 15:48

ed era una delle città assegnate ai sacerdoti

Giosuè 21:14

28 Aroer, un luogo diverso da quello sul lato orientale del Giordano, menzionato in Giosuè 12:2, è probabilmente la rovina di 'Ar'arah, dodici miglia a est di Beer-Seba. Sifmoth. Qualche villaggio nel Negheb, ma sconosciuto. Eshtemoa,

Giosuè 15:50

l'attuale villaggio di Semu'ah, a sud di Hebron

29 Rachal. Piuttosto Racal, sconosciuto, La supposizione che possa essere Camel è insostenibile. I Jerahmeelliti; vedi 1Samuele 27:10, come anche per i Keniti

$$$ 1Samuele 30:30

Hormah. Anticamente chiamato Sofat. Per il motivo del cambiamento di nome vedi Giudici 1:17. Chor-ashan. Più correttamente Corasan, lo stesso luogo di Asan,

Giosuè 15:42

una città simeonita

1Cronache 04:32

assegnati ai sacerdoti

Giosuè 6,5-9

Athach, mai menzionato altrove, potrebbe essere una falsa lettura per Ether Giosuè 19:7

31 Hebron, destinata a diventare presto la capitale di Davide,

2Samuele 2:1

si trovava a circa quattordici miglia a sud di Gerusalemme. Per un resoconto di esso vedi Conder, 'Tent Work', 2:79, sqq. Confrontando l'elenco degli eroi di Davide

1Cronache 11:26-47

con questo elenco di città amichevoli, si troverà che molte di esse provenivano da esse, e probabilmente avevano condiviso il suo esilio a Ziklag. Tali erano Ira e Gareb, Itriti da Jattir, Shama e Jehiel da Aroer; forse anche Zabdi lo Shiphmite

1Cronache 27:27

proveniva da Siphmoth. In questo racconto troviamo Davide che agisce con giustizia come un soldato, generosamente con coloro che erano stati gentili con lui nelle sue peregrinazioni, e stringe amicizie che conservò e apprezzò a lungo, quando da fuggiasco era diventato re

Illustratore biblico:

1Samuele 30

1 CAPITOLO 30

1Samuele 30:1-31

Quando Davide e i suoi uomini giunsero a Ziclag.- Davide in tre situazioni:

a Ziklag nella sua angoscia, in cammino verso gli Amalechiti e tra gli Amalechiti

(I.) Davide nella sua angoscia. Vedete in esso il frequente beneficio dell'afflizione per il popolo di Dio. In questo caso fece immediatamente due cose per Davide

1. Lo ha restituito al suo coraggio e alla sua forza spirituali. Guardate ancora una volta al CAPITOLO 27. Vi troviamo che il suo cuore gli viene meno; e, come un cervo spaventato, fugge da Giuda nel paese dei Filistei. Ora, quando è successo questo? Voi direte: "Senza dubbio quando Saul era vicino a lui, pronto a togliergli la vita", ma no; era un momento in cui sembrava meno probabile che accadesse, quando Davide aveva ridotto Saul in polvere con la sua magnanimità. Davide dice in cuor suo: "Ora un giorno perirò per mano di Saul", e lì va il campione d'Israele, un tempo audace, timido e accovacciato, a cercare la protezione di un re pagano. Guardate qui che cos'è l'uomo; vedi che cos'è anche un servo di Dio, quando è lasciato a se stesso. Può cadere senza colpo ferire. Ora, torniamo al capitolo che abbiamo davanti. Ecco questo stesso Davide, il fuggiasco spaventato, calmo e senza paura, e dove? In una situazione di massima angoscia e pericolo; con la sua casa bruciata, la sua famiglia nelle mani dei suoi nemici e con seicento uomini mezzi frantiani intorno a lui che minacciavano di togliergli la vita. Oh, come Dio a volte glorifica la sua grazia nel nostro mondo! "A che ora ho paura", non in un'ora tranquilla, no, in un'ora spaventosa, "a che ora ho paura, confiderò in te".

2. L'afflizione di Davide lo riportò anche a una santa cautela e sfiducia in se stesso. Questo lo portò, anche se non temeva nient'altro, a temere se stesso. Ora cerca il consiglio del Signore. Ci saremmo aspettati che lo avesse fatto prima, per la sua paura, quando fuggì nel paese dei Filistei, o quando seguì l'esercito di Achi contro Israele, ma non lo fece. "Davide consultò l'Eterno, dicendo: Devo io inseguire questa truppa? Devo raggiungerli?" Questo è ciò che la Scrittura intende quando riconosce Dio nelle nostre vie. E così l'afflizione di Davide gli fu di beneficio: lo riportò al suo coraggio e alla sua forza spirituali, lo portò a cercare il consiglio del Signore e a sottomettersi a Lui. Nel caso del Suo popolo, il Signore trasforma anche queste cose amare in un racconto benedetto. Così ama il Suo popolo, che non può nemmeno colpirlo senza benedirlo. I suoi stessi giudizi diventano misericordie. Così troviamo Davide, nel Salmo ci. unire insieme misericordia e giudizio, e dire che si rallegrerà di entrambi e canterà di entrambi

(II.) Diamo ora un'occhiata a Davide in un'altra situazione: sulla strada per gli Amalechiti. Vedremo che in essa incontrò scoraggiamento e anche incoraggiamento, un misto di entrambi

1. Lo scoraggiamento che ha incontrato all'inizio. Non conosciamo il numero di questi Amalechiti, ma è chiaro che fu grande, perché quelli che fuggirono, dice il versetto 17, erano quattrocento, e si parla di loro come di un residuo, una piccola parte del tutto. Questi soldati, questi fuggiaschi ed esiliati, non solo possono piangere come se i loro cuori si spezzassero per le loro mogli e i loro figli, ma nel momento in cui c'è la prospettiva di recuperarli, sono così ansiosi nell'inseguimento, che un terzo del loro numero sprofonda rapidamente per lo sfinimento. "Arrivarono", leggiamo, "al torrente Besor", e lì "erano così deboli che non poterono passare". Ma come si ripercuoterà questo su Davide? Non torneranno ora le sue vecchie paure? Non lo vedremo fermarsi ed esitare e forse tornare indietro? No, non esita né torna indietro sulla via del dovere l'uomo che fa del Signore la sua forza

2. L'incoraggiamento di Davide. E lasciatemi dire che nel vostro viaggio verso il cielo, o nell'intraprendere qualsiasi opera buona in quel viaggio, dovete fare i conti con l'incontro con entrambe queste cose, sia con lo scoraggiamento che con l'incoraggiamento. Il tuo percorso non sarà uniforme. Lo scoraggiamento di Davide fu la perdita di duecento uomini, apparentemente una perdita formidabile; Non è venuto fuori nulla. Quale fu il suo incoraggiamento? Veniva da un uomo, un uomo malato, un uomo che viveva a malapena; e fece tutto ciò che Davide volle. Il caso era questo. Uno degli Amalechiti, andando da Ziklag, aveva uno schiavo malato, un egiziano. Lo abbandona, lo lascia in un campo a morire. Tre giorni dopo, gli uomini di Davide salgono e lo trovano, gli danno da mangiare e lo ristabiliscono. "Puoi dirci", chiede Davide, "dove possiamo trovare gli Amalechiti?" «Posso», dice l'uomo, e in poco tempo lo porta in vista del loro accampamento. Ecco, osservate, l'aiuto per Davide da parte di uno che non poteva farne a meno; e, come si è scoperto, un aiuto efficace; e aiuto, osservate, anche, dalla stessa schiera dei suoi nemici. Qualsiasi cosa servirà al Signore quando il Signore dovrà rovesciare i Suoi nemici o aiutare il Suo popolo. Non ha bisogno di muovere il cielo o la terra, non ha bisogno di creare strumenti potenti per farlo; qualsiasi cosa nella sua mano potente lo farà: una cosa reicata, una cosa disprezzata, abbandonata

(III.) Ma guardate ora Davide in una terza situazione: l'accampamento degli Amalechiti. Quando li raggiunse, li trovò in uno stato di tumulto e disordine. "Pace e sicurezza" sono parole spaventose nella bocca di un uomo benevolo e pieno di piacere; Allora spesso "viene un'improvvisa distruzione, ed egli non scamperà". Baldassarre si rallegrava gioiosamente e intrepidamente del banchetto che aveva preparato; ma "in quella notte", la notte stessa della sua festa, "fu ucciso Baldassarre, re dei Caldei". E badate, era il grande bottino che quegli Amalekiti avevano preso che li rallegrava tanto. Stavano esultando per il loro bottino proprio nel momento in cui stavano per perdere il loro bottino e la loro vita insieme. C'è qui un uomo la cui gioia principale è nel bottino che ha preso? Le acquisizioni che ha fatto? i suoi onori o la sua ricchezza? Che un uomo del genere veda che lui e loro possano essere separati in un'ora. Domani potrebbero essere in altre mani, e lui in un altro mondo. Davide, leggiamo, colpì questi Amalekiti, li colpì dal crepuscolo di un giorno fino alla sera del giorno successivo. La loro distruzione fu completa o quasi. Ti ricordi chi erano questi uomini. Erano una nazione condannata da Dio ad essere sterminata in conseguenza del loro odio risoluto verso di Lui e il Suo popolo. Davide lo sapeva. Perciò non stava indulgendo alla propria vendetta, ma stava obbedendo al comando del Signore, colpendoli . Ma osservate: sebbene questi uomini fossero nemici di Dio, Egli li aveva appena impiegati nella Sua opera. C'è un Suo servo da castigare; essi saranno la verga nella sua mano per castigarlo. "Andremo a saccheggiare Ziklag", dicono; Egli li lascia andare, e mentre stanno realizzando i loro fini, fa loro compiere i Suoi; Annulla la loro incursione di saccheggio per riportare a sé il Davide errante. È un pensiero solenne, ma glorioso, che uomini malvagi e spiriti malvagi, che l'inferno con le sue legioni e il cielo con le sue gloriose schiere, compiano ogni ora l'opera di Geova. Questo non deve riconciliarci con il peccato, ma va lontano per calmare la mente quando è disgustata e angosciata dal peccato, "l'ingiustizia e l'oltraggio", di cui il mondo è pieno. Dobbiamo notare un altro episodio di questa storia: questa vittoria su questi Amalechiti fu accompagnata dal recupero di tutto ciò che Davide aveva perduto. Due volte questo è menzionato e particolarmente menzionato. Non siamo solo noi ad essere al sicuro nelle mani di Dio se siamo suoi, tutto ciò che ci appartiene è al sicuro lì. Non è sicuro da nessun'altra parte. Quando glielo diamo, Egli si ricorda che lo abbiamo fatto e lo prende come Suo incarico. Verrà un'ora in cui Dio ci farà vedere che si è preso cura di tutto ciò che è nostro e di noi, una cura a cui avevamo a malapena pensato. La salute che abbiamo perduto nel Suo servizio, i beni che possiamo aver speso per la Sua causa, il guadagno terreno o l'amore terreno o l'onore che abbiamo sacrificato per amor Suo, ne sentiremo parlare di nuovo in cielo. Oh, quale ricompensa per loro ci attende là! (C. Bradley, M.A.)

6 CAPITOLO 30

1Samuele 30:6

Davide si incoraggiò nel Signore suo Dio.- Davide si incoraggia in Dio: -

(I.) L'angoscia di Davide

1. Davide era molto angosciato, perché aveva agito senza consultare il suo Dio. Forse alcuni di voi sono in difficoltà allo stesso modo: avete scelto la vostra strada, e ora siete intrappolati nei cespugli aggrovigliati che lacerano la vostra carne. Voi vi siete intagliati e vi siete tagliati le dita; Hai ottenuto il desiderio del tuo cuore, e mentre la carne è ancora nella tua bocca, una maledizione è venuta con essa. Dici che "l'hai fatto per il meglio", sì, ma si è rivelato che è stato per il peggio

2. Peggio di così, se il peggio può essere, Davide aveva anche seguito la politica invece della verità. La mente orientale era, e probabilmente è ancora, dedita alla menzogna. Gli orientali non pensano che sia sbagliato dire una falsità; Molti lo fanno abitualmente. Proprio come un onesto mercante in questo paese non sarebbe sospettato di una falsità, così nei tempi antichi non avreste sospettato che l'orientale medio dicesse mai la verità se avesse potuto evitarlo, perché sentiva che tutti gli altri lo avrebbero ingannato, e quindi doveva praticare una grande astuzia. La regola d'oro ai giorni di Davide era: "Fai gli altri, poiché gli altri certamente faranno anche a te".

3. Ma la sua angoscia era ancora più grave per un altro motivo, perché Davide si era schierato con i nemici del popolo del Signore

4. Immagina la posizione di Davide, al centro della sua banda. È stato scacciato dai signori filistei con parole di disprezzo; i suoi uomini sono stati derisi: "Che cosa fanno questi Ebrei qui? Non è questo David? Che cosa fanno qui questi ebrei?" è la domanda sarcastica del mondo. "Come mai un cristiano professante si comporta come noi?"

5. Atti 49 retro di questo è venuto il lutto. Le sue mogli se n'erano andate

(II.) L'incoraggiamento di Davide: "E Davide si incoraggiò". Va bene, Davids! All'inizio non tentò di incoraggiare nessun altro; ma si è incoraggiato. Alcuni dei migliori discorsi del mondo sono quelli che un uomo ha con se stesso. Colui che parla a tutti tranne che a se stesso è un grande sciocco. Mi sembra di sentire Davide dire: "Perché sei abbattuto, anima mia, e perché sei inquieto dentro di me? spera in Dio; poiché io lo loderò ancora". David si incoraggiò. Ma egli si incoraggiò "nel Signore suo Dio", cioè in Geova. Questo è il modo più sicuro per incoraggiarvi. Davide avrebbe potuto trarre, se avesse voluto, un certo incoraggiamento da quegli uomini valorosi che si erano uniti a lui proprio in quel particolare periodo; poiché avvenne, secondo 1Cronache 12:19-20, che molti si unirono alla sua banda in quell'ora. Se siete in difficoltà, e la vostra afflizione è mescolata con il peccato, se vi siete afflitti con le vostre scorrettezze e perversità, tuttavia vi prego di non cercare altrove aiuto se non nel Dio che avete offeso. Quando Egli alzerà il suo braccio, per così dire, per eseguire la vendetta, afferralo ed Egli ti risparmierà. Non dice Egli stesso: "Che si aggrappi alla mia forza?" Ricordo che il vecchio Maestro Quarles ha una strana immagine di uno che cerca di colpire un altro con un mazzafrusto, e come fa l'altro a scappare? Ebbene, corre dentro e si tiene vicino, e così non viene colpito. È proprio la cosa da fare. Chiudi a Dio. Aggrappatevi a Lui mediante la fede: tenetevi stretti a Lui nella speranza. Di': "Quand'anche mi uccidesse, confiderò in Lui". Decidi: "Non ti lascerò andare". Proviamo a concepire il modo in cui Davide si sarebbe incoraggiato nel Signore suo Dio

1. Stando in mezzo a quelle rovine, diceva: "Eppure il Signore mi ama, e io lo amo".

2. Poi andò oltre e disse: "Non mi ha forse scelto il Signore? Non mi ha forse ordinato re in Israele? Avete bisogno di un'interpretazione di questa parabola? Non riuscite a vedere la sua applicazione a voi stessi?

3. Poi avrebbe ripassato tutte le liberazioni passate che aveva sperimentato

(III.) Davide interroga Dio

1. Osserva che Davide dà per scontato che il suo Dio lo aiuterà. Vuole solo sapere come si deve fare. "Devo inseguire? devo sorpassare?"

2. Va notato, tuttavia, che Davide non si aspetta che Dio lo aiuti senza che lui faccia del suo meglio. Chiede: "Devo inseguire? devo sorpassare?"

3. Anche Davide diffidava delle proprie forze, ma era pronto a usare ciò che aveva, perché diceva: «Devo forse raggiungerlo?». Riusciranno i miei uomini a marciare abbastanza velocemente da raggiungere questi ladri?"

(IV.) La risposta di pace di Davide. Il Signore ascoltò la sua supplica. Egli dice: "Nella mia angoscia ho gridato all'Eterno ed egli mi ha esaudito". Confida nel Signore tuo Dio. Credi anche nel suo Figlio Gesù. Sbarazzatevi della fede fittizia e credete davvero. Sbarazzatevi di una fede professionale e confidate nel Signore in ogni momento, su tutto. (C. H. Spurgeon.)

Davide si incoraggia in Dio:

(I.) Egli "si è incoraggiato nel Signore suo Dio": Questo è ciò che si dice che abbia fatto

1. "Nel Signore", osservate. Il primo passo verso il vero conforto nel vero dolore è sentire che deve venire da Dio, e il successivo è elevare la nostra mente a Dio; per metterli al di sopra delle cose che ci affliggono

2. "Il Signore", osservate ancora: Geova, come indicano le lettere maiuscole nelle nostre Bibbie; il Dio autoesistente, eterno, immutabile, illimitato, onnisufficiente

3. Ma un punto materiale da notare qui è la connessione di Davide con questo Essere superiore. Era "il Signore suo Dio", nel quale si incoraggiava. Implica chiaramente una conoscenza di Dio, qualche precedente rapporto con lui e un legame formato tra lui e l'anima

(1.) Ciò che ha fatto si oppone a due cose: in primo luogo, allo sconforto nelle difficoltà, all'abbandono di noi stessi all'inazione e alla disperazione

(2.) E questa condotta di Davide si oppone anche a una torpida attesa nell'afflizione del conforto. Egli non si fermò, osservate, perché Dio lo incoraggiasse, si mise a incoraggiare se stesso in Dio

(II.) Esaminiamo ora le difficili circostanze in cui Davide fece ciò che qui gli è attribuito. Il testo stesso richiama la nostra attenzione su questi punti. "Ma Davide si è incoraggiato nel Signore suo Dio", lo fece nonostante le circostanze in cui era stato posto

1. Nonostante il suo grande dolore e angoscia. A volte pensiamo che i soldati non abbiano cuore, ma non possiamo leggere questo capitolo e pensarlo. Gli uomini, al loro ritorno alle loro case desolate, furono sopraffatti dal dolore. La perdita delle loro mogli e dei loro figli li ha completamente sconvolti

2. Davide si incoraggiò nel Signore nonostante la sua peccaminosità. Non ci è stato detto, ma ci deve essere stata una voce che ha detto: "Tutto questo è opera mia. È tutto frutto della mia follia e del mio peccato. Se avessi creduto nel mio Dio e fossi rimasto in Giuda, o anche se fossi rimasto qui a Ziklag, questo non sarebbe avvenuto". Non ha semplicemente fatto uno sforzo per incoraggiare se stesso, ha effettivamente incoraggiato se stesso, ha trovato incoraggiamento per se stesso, nel Signore suo Dio. Deve essere stato in un momento come questo che egli sentì per la prima volta, se non disse: "So, o Signore, che i tuoi giudizi sono giusti e che tu mi hai afflitto con fedeltà". (C. Bradley, M.A.)

Il segreto del coraggio:

Ora la prima cosa che noto è

(I.) La grande sicurezza che quest'uomo stringeva saldamente. Non è per caso, né se si tratta di un semplice pezzo di tautologia, che leggiamo "il Signore suo Dio". Poiché, se ricorderete, la nota fondamentale dei salmi che sono attribuiti a Davide è proprio quell'espressione: "Dio mio", "Dio mio". Per quanto riguarda i documenti molto frammentari della letteratura ebraica, sembrerebbe che Davide sia stato il primo di tutti gli antichi cantori a cimentarsi con il pensiero di trovarsi in una relazione personale e individuale con Dio, e Dio con lui. E così fu il suo Dio che si aggrappò in quell'ora oscura. Ora, non mi dilungherò troppo in una parolaccia quando insisto sul fatto che il senso e il coraggio di ciò che rafforzò il re, in quel supremo momento di desolazione, fu la convinzione che sgorgava nel suo cuore che, nonostante tutto, aveva una mano stretta su Dio come la sua, e Dio lo afferrò. Non mi spingerei fino a dire che la realizzazione vivente, nel cuore e nella mente, di questo possesso personale di Dio è la differenza tra una professione religiosa tradizionale e vaga e un possesso vitale della religione, ma se non è la differenza, va molto lontano a spiegare la differenza. L'uomo che si accontenta della generalità di un Vangelo per il mondo, e che non può dire altro che Gesù Cristo è morto per tutti, deve ancora imparare la dolcezza più intima, e la potenza più vivificante e trasformante, di quel Vangelo, e la impara solo quando dice: "Chi mi ha amato, e ha dato se stesso per me".

(II.) La sufficienza di questa unica convinzione e certezza. Ecco uno dei tanti eloquenti "ma" della Bibbia. Da una parte è ammucchiato un mucchio nero di calamità, perdite, tradimenti e pericoli; e ad esse si oppone solo quella frase: "Ma Davide si prostrò nel Signore suo Dio". Dio è sufficiente; qualunque altra cosa possa andare. Il Signore suo Dio era la parte sufficiente per quest'uomo quando si trovava un povero senza tetto. Così, per la povertà, la perdita, l'esplosione delle speranze terrene, la distruzione degli affetti terreni, l'estremo pericolo e l'estrema minaccia di morte, ecco il rimedio sufficiente: quell'unica potente certezza: "Il Signore è il mio Dio". Se egli è la forza del mio cuore, sarà la mia parte per sempre. Non è povero chi ha Dio per sé, né vaga con un cuore affamato che possa riposare il suo cuore su quello di Dio; né deve temere la morte chi possiede Dio, e in lui la vita eterna. Non si sa mai a cosa serva il frangiflutti fino a quando la tempesta non fa rotolare le onde contro il suo lato esterno. Metti una piccola candela in una stanza, e non vedrai il lampo quando lampeggia fuori, per quanto tempestoso sia il cielo, e cucito dai dardi infuocati. Se abbiamo Dio nel nostro cuore, abbiamo abbastanza coraggio e forza

(III.) Lo sforzo con cui questa garanzia viene raggiunta e sostenuta. Le parole dell'originale trasmettono in modo ancora più forte di quelle della nostra traduzione il pensiero dell'azione di Davide stesso nell'assicurargli la presa di Dio come sua. Egli "si rafforzò nel Signore suo Dio". L'ebraico trasmette la nozione di sforzo, persistente e continuo; e ci dice questo, che quando le cose saranno nere come lo erano intorno a Davide a quell'ora, non è cosa scontata, nemmeno per un brav'uomo, che sgorghi nel suo cuore questa convinzione tranquillizzante e vittoriosa; ma deve mettersi in condizione di raggiungerla e di mantenerla. Dio lo darà, ma non lo darà a meno che l'uomo non si sforzi di seguirlo. Egli "si rafforzò nel Signore", e se non si fosse ostinatamente messo a resistere alla pressione delle circostanze, e a gettarsi, per così dire, con sforzo, nelle braccia di Dio, le circostanze sarebbero state troppe per lui, e la disperazione avrebbe avvolto la sua anima. Nel momento più buio è possibile per un uomo circondarsi della luce di Dio, ma anche in quello più luminoso non è possibile farlo a meno che non faccia uno sforzo serio. Questo sforzo può consistere principalmente in due cose. Una è che cercheremo onestamente di occupare la nostra mente, così come il nostro cuore, con la verità che ci certifica che Dio è, in effetti, nostro. Se non pensiamo mai, o pensiamo languidamente e raramente, a ciò che Dio ci ha rivelato con la Parola, la vita, la morte e l'intercessione di Gesù Cristo, riguardo a Se stesso, al Suo cuore d'amore verso di noi, e alle Sue relazioni con noi, allora non avremo, né nel tempo del disastro né in quello della gioia, la benedetta sensazione che Egli è davvero nostro. Se un uomo non pensa alla verità cristiana, non avrà la benedizione del possesso cristiano di Dio. Non c'è alcun mistero sulla strada che conduce alla dolcezza, alla santità e alla potenza che possono appartenere a un cristiano. L'unico modo per ottenerli è quello di essere occupati, molto più di quanto lo sia la maggior parte di noi, con le chiare verità della rivelazione di Dio in Gesù Cristo. Se non riesci mai a pensare a loro, non possono influenzarti e non ti renderanno sicuro che Dio è tuo. C'è un'altra cosa che dobbiamo sforzarci di fare, se vogliamo che la benedizione di questa convinzione riempia e inondi i nostri cuori. Perché il possesso è reciproco; noi diciamo: "Mio Dio", e Lui dice: "Mio popolo". A meno che non ci arrendiamo a Lui e non diciamo: "Io sono Tuo", non saremo mai in grado di dire: "Tu sei mio". Dobbiamo riconoscere il Suo possesso su di noi; dobbiamo arrenderci; dobbiamo obbedire; dobbiamo eleggerlo come nostro bene principale, dobbiamo sentirci non nostri, ma comprati a prezzo. E poi, quando guardiamo in cielo così sottomessi, così obbedienti, così riconoscendo la Sua autorità e i Suoi diritti, oltre a rivendicare il Suo amore e la Sua tenerezza, e piangiamo; "Padre mio", si chinerà e sussurrerà nel nostro cuore: "Tu sei il mio figlio prediletto". Allora saremo forti e fatti coraggio, per quanto deboli e timidi, e saremo ricchi, anche se, come Davide, abbiamo perduto ogni cosa. (A. Maclaren, D.D.)

Caratteristiche della fede di Davide:

(I.) La realtà della fede di Davide. Ha dimostrato la sua realtà con il suo potere di incoraggiarlo. Gli ispirò coraggio; radunò le forze disperse e prostrate della sua anima; gli aprì un cammino di speranza; lo preparava per le necessità dell'occasione

(II.) Questo ci porta a sottolineare la sufficienza della fede di Davide. Può avere la forte impressione che in certe circostanze sarà aiutato, liberato, ma l'impressione può essere tutta un'illusione, "il tessuto infondato di una visione", un'allucinazione della mente. La fede di Davide era reale soggettivamente, perché era sufficientemente ben fondata oggettivamente. Egli "si è incoraggiato nel Signore suo Dio". La fede separata da un oggetto adeguato è impotente; ispirato da un tale oggetto - non c'è che Uno - è potente, mette cuore nei deboli, mette entusiasmo nei disperati, afferra Dio è onnipotente

(III.) Un'altra caratteristica della fede di Davide è la sua attività, la sua energia. Davide si sforzò di appropriarsi della forza che l'Oggetto della sua fede, e la sua fede in quell'Oggetto, erano calcolati per ispirare. "Si è incoraggiato nel Signore suo Dio". Che benedetta è questa dell'auto-incoraggiamento in Dio. C'è un atteggiamento di fede che è passivo. Il linguaggio del suo trionfo è quindi il mite: "Sia fatta la tua volontà". Ma la fede è attiva, vivace. Questa è la sua caratteristica

(IV.) Non dimentichiamo il carattere pratico della fede di Davide (dal v. 7) . Non era il momento di sdraiarsi sulla terra; C'era qualcosa da fare, e fatto subito. La fede di Davide diede forma e forza alla sua azione. Chiama l'efod, interroga il Signore, ottiene una risposta favorevole, insegue gli Amalechiti, salva i prigionieri, infligge un colpo schiacciante ai rapitori. Applicazione: "Nil desperandum!" Possiamo incoraggiare noi stessi e gli uni gli altri nel Signore nostro Dio. Egli è nostro se solo lo accettiamo. In Gesù Cristo Egli è il nostro Signore e il nostro Dio. E se vogliamo incoraggiarci in questo modo, dobbiamo mantenere uno spirito di calma equanimità. (Giuseppe Morris.)

11 CAPITOLO 30

1Samuele 30:11-13

E trovarono un egiziano sul campo.-Beneficenza cristiana:-

L'influenza degradante della prosperità e del successo, e la tendenza umanizzante del disastro e dell'angoscia, non sono mai stati così sorprendentemente contrastati come nella parte della storia sacra a cui le parole che sono state ora lette rivolgono la nostra attenzione. Ci mostra, da una parte, un esempio molto doloroso di crudeltà selvaggia e di negligenza, in mezzo al trionfo e alla gioia; e presenta, dall'altro, un piacevole esempio di tenerezza e simpatia nella stagione del dolore e della depressione. Con l'eccezione di una circostanza, il caso di questo giovane egiziano è uno di quelli che ci viene presentato quotidianamente e fa continui appelli alla nostra simpatia e beneficenza. L'eccezione a cui alludo è quella per la quale non potremo mai essere abbastanza grati a Colui che stabilisce i confini della nostra abitazione. In questa terra di uomini liberi, la schiavitù non si aggiunge mai alle miserie dei miserabili, e, nell'ora più cupa della povertà e dell'angoscia, la coscienza della libertà è lasciata a consolare il sofferente. Ma in questa unica, anche se inestimabile, eccezione, le sofferenze di questo giovane egiziano hanno molti paralleli in questa valle di lacrime. L'unione di povertà e malattia è una delle forme più comuni di miseria umana; La sua amarezza può essere valutata senza alcuno sforzo di fantasia, e la sua angoscia dipinta senza l'aiuto dell'immaginazione. La povertà e la malattia ci vengono presentate così spesso in malinconica unione, che, descriverle, non significa attingere alla fantasia, ma copiare il triste originale

1. La prima e più ovvia considerazione che ci chiama all'esercizio dell'umanità e della misericordia, è la nostra responsabilità verso quegli stessi mali che richiedono la nostra simpatia e il nostro sollievo. La povertà e la malattia non riguardano esclusivamente individui particolari, tra i figli degli uomini. Implicano l'assenza delle benedizioni più fragili e deperibili della nostra sorte

2. In secondo luogo, siete consapevoli che la compassione per i poveri afflitti è imposta dall'autorità del Vangelo. Il divino autore del cristianesimo fu unto per proclamare la buona novella ai poveri, e i poveri e gli afflitti furono la sua costante cura. Tutta la sua vita fu un grande atto di benevolenza; e sia che pensiamo alla purezza dei Suoi motivi, o all'estensione dei Suoi disegni di bene, o alle Sue instancabili fatiche o alle Sue dolorose sofferenze per la causa dell'umanità, abbiamo davanti a noi un modello di carità e misericordia, il più commovente e istruttivo. E con la Sua condotta, la Sua dottrina coincide nel modo più meraviglioso. Infonde pace e buona volontà all'uomo; e impone a tutti i suoi seguaci lo stesso amore che Egli stesso ha manifestato ai figli degli uomini

3. Vi supplico di ricordare che la nostra negligenza nell'esercizio della misericordia verso gli afflitti sarà il motivo di quella sentenza che nel giorno del nostro ultimo racconto sarà pronunciata su tutti noi. In termini che la comprensione più semplice può comprendere, ma che nessun cuore può udire senza il più profondo timore reverenziale, il Giudice di tutti ci ha assicurato che in quell'ora in cui staremo davanti a Lui, saranno fatte le domande più penetranti riguardo alla nostra condotta verso il figlio del bisogno. (Giovanni Johnston.)

Il servo reietto:

Qui avete un'immagine vivace dei servi respinti da Satana: "E trovarono un egiziano nel campo". Non potendo più essere impiegato attivamente per il suo padrone, è lasciato a indugiare in un'esistenza miserabile. Mai uno dei felici servitori di Cristo dirà: "Il mio padrone mi ha lasciato". Davide scopre ora di aver nutrito un ex nemico, che quest'uomo era uno della compagnia che aveva saccheggiato e distrutto Ziklag: ma nessun Davide è mai stato un perdente per aver servito un nemico. Questo egiziano è ora diventato la sua guida e lo conduce al luogo in cui gli Amalechiti stavano banchettando con ciò che avevano portato via da Ziklag. "E quando l'ebbe fatto scendere, ecco, erano sparsi su tutta la terra". Dopo tre giorni senza inseguitori, concludono che ora tutto è al sicuro e, come se il mondo fosse il loro, sono sparsi su tutta la terra. Conoscete il tempo stabilito in cui i peccatori devono essere distrutti? È proprio quando dicono: "Pace e sicurezza" 1Tessalonicesi 5:3, quando si sentono più sicuri, e in un'ora in cui non pensano. Così è stato con questi miserabili festaioli. Oh! quando il Signore di Davide verrà sui Suoi nemici come un uomo potente, quando verrà a recuperare tutto il bottino, quando porterà l'ordine solenne: "Voi avete derubato Dio", quando tutto sarà restituito al suo legittimo proprietario, allora il giudizio tornerà alla rettitudine, e tutti i retti di cuore lo seguiranno Salmo 94:15. Pensate che Davide potesse dimenticare i suoi duecento deboli soldati? No, se Davide avesse avuto un po' della mente che è in Cristo. No, il primo atto è tornare da loro, salutarli, o chiedere loro come stavano. Ma tutti quelli che seguono Davide non sono come Davide: vorrebbero "spingere il debole con il fianco e con la spalla", e vorrebbero avere tutto se stessi. Oh! Quando senti questo spirito avido e avido, questo timore crescente e questo occhio geloso, per timore che un altro, che non ritieni così meritevole, ottenga quanto te, ricorda che è il marchio di un animale impuro, è la caratteristica dei figli di Belial. Molto diverso è il linguaggio di Davide e dei suoi veri seguaci. "Allora Davide disse: Non farete così", ecc. Bella legge! degno del re Davide e del Signore di Davide! sì, sia benedetto l'Iddio di ogni grazia, "da quel giorno in poi, che ne fece uno statuto e un'ordinanza per Israele fino al giorno d'oggi". Colei che si trattiene a casa divide ancora il bottino: il suo Dio lo considera il suo atto, anche se è solo nel suo cuore; Sì, Egli dice con grazia: "Il desiderio dell'uomo è la sua benignità" Proverbi 19:22. Si separeranno allo stesso modo! lo stesso Cristo, lo stesso Consolatore, lo stesso dono gratuito, lo stesso cielo. Né Davide dimenticò nessuno dei suoi ex amici. Tutti coloro che lo hanno servito nelle sue ristrettezze e difficoltà scopriranno che egli non è né smemorato, né ingrato. In tutti i luoghi dove lui e i suoi uomini erano soliti risicare, è stato inviato un dono. "Poiché Dio non è ingiusto da dimenticare l'opera e la fatica della carità che avete mostrato verso il suo nome, in quanto avete servito i santi e servite" Ebrei 6:10. (Helen Plumptre.)

20 CAPITOLO 30

1Samuele 30:20

Questo è il bottino di Davide.-Il bottino di Davide:-

Davide può essere considerato un tipo molto speciale del nostro Signore Gesù Cristo

(I.) Cominciamo con la prima osservazione che, in pratica, tutto il bottino di quel giorno era il bottino di Davide, e in verità, tutto il bene di cui godiamo ci viene attraverso il nostro Signore Gesù

1. Gli uomini di Davide sconfissero gli Amalechiti e presero il loro bottino, ma fu per amore di Davide che Dio diede successo alla banda

2. Inoltre, gli uomini di Davide ottennero la vittoria su Amalek grazie alla guida di Davide. Se non fosse stato lì a condurli al combattimento, nel momento della loro disperazione si sarebbero persi d'animo e sarebbero rimasti tra le mura in fiamme di Ziklag una compagnia sconfitta. Il Signore Gesù Cristo è stato qui in mezzo a noi e ha combattuto la nostra battaglia per noi, e ha recuperato tutto ciò che avevamo perso con la caduta di Adamo e con il nostro peccato. Di Waterloo si diceva che era una battaglia di soldati, e che la vittoria era dovuta agli uomini; ma la nostra è la battaglia del nostro Comandante, e ogni vittoria da noi ottenuta è dovuta al grande Capitano della nostra salvezza. E il nostro Signore Gesù ha recuperato per noi il futuro e il passato. La nostra prospettiva era davvero cupa e oscura fino alla venuta di Gesù; Ma oh, com'è luminoso ora che ha completato la sua gloriosa opera! La morte non è più la temuta tomba di tutte le nostre speranze. L'inferno non esiste più per i credenti. Il cielo, le cui porte erano chiuse, è ora spalancato ad ogni anima che crede. Abbiamo recuperato la vita e la beatitudine immortale

(II.) Quelle cose buone che ora possediamo, oltre a quelle che abbiamo perduto con il peccato, ci vengono per mezzo del Signore Gesù. E per prima cosa, pensate: in Cristo Gesù la natura umana è innalzata dove non avrebbe mai potuto essere prima. L'uomo è stato creato nella sua innocenza per occupare un posto molto elevato. "Tu gli hai fatto avere dominio su tutte le opere delle Tue mani; Tu hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi". L'essere più vicino a Dio è l'uomo. L'esistenza più nobile - come posso dirlo? - il più nobile di tutti gli esseri è Dio, e il Dio-uomo Cristo Gesù, nel quale dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità, è con Lui sul trono. È un onore meraviglioso questo, che la virilità sia presa in intima connessione, sì, l'unione assoluta con Dio!

2. Un'altra benedizione che non era nostra prima della caduta, e quindi non è mai andata perduta, ma che ci viene come un'eccedenza, è il fatto che siamo redenti

3. Saremo creature che hanno conosciuto il peccato e sono state guarite dalla sua contaminazione. Ricorderemo per sempre il prezzo al quale siamo stati redenti; e avremo legami su di noi che ci legheranno a una lealtà incrollabile a colui che ci ha innalzati a una condizione così gloriosa

4. Riceviamo benedizioni sconosciute a esseri che non sono mai caduti

5. Ancora una volta, a mio avviso è un fatto molto benedetto che tu ed io prenderemo parte a un privilegio che sarebbe stato certamente inutile per Adamo, e che Adamo non avrebbe potuto conoscere, e cioè il privilegio della risurrezione. La nostra singolare relazione con Dio, e tuttavia con il materialismo, è un altro raro dono di Gesù. Dio intendeva, con la salvezza dell'uomo e l'elevazione dell'uomo all'unione con se stesso, unire insieme in uno il più basso e il più alto: la sua creazione e se stesso. Il materialismo è in qualche modo esaltato dall'essere connesso con lo spirito. Quando lo spirito si connette con Dio, e il materialismo raffinato si collega con uno spirito purificato, mediante la risurrezione dai morti, allora si avvererà l'elevazione dell'argilla e la sua congiunzione con il celeste

7. La nostra manifestazione della piena gloria di Dio è un altro dei doni scelti che solo le mani trafitte di Gesù elargiscono. I principati e le potenze vedranno nel corpo mistico di Cristo più di Dio che in tutto l'universo. Studieranno nei santi gli eterni propositi di Dio, e vedranno in essi il Suo amore, la Sua saggezza, la Sua potenza, la Sua giustizia, la Sua misericordia fusi in modo sorprendente

(III.) Ciò che diamo volontariamente a Gesù può essere chiamato il Suo bottino. C'è un bottino per Cristo che ogni sincero cuore ha seguito con entusiasmo i suoi voti

1. Primo, i nostri cuori sono solo Suoi per sempre. Di ogni cuore credente si può dire: "Questo è il bottino di Davide".

2. Ora c'è un'altra proprietà che vorrei che il Re Gesù avesse, e cioè i nostri doni speciali. Conosco uno che, prima della sua conversione, era solito cantare, e spesso incantava le orecchie degli uomini con la dolce musica che emanava; ma quando si convertì, disse: "D'ora in poi la mia lingua non canterà altro che le lodi di Dio". Si dedicò a proclamare il Vangelo con il suo canto, poiché disse: "Questo è il bottino di Davide". Non hai tu un dono o un altro, caro amico, di cui potresti dire: "D'ora in poi questo sarà sacro al mio Signore sanguinante"?

3. Inoltre, mentre tutto noi stessi dobbiamo essere consegnati al Signore Gesù, c'è una cosa che deve essere sempre di Cristo, ed è il nostro omaggio religioso come chiesa

4. Infine, non hai tu qualche cosa di tua propria sostanza che sarà il bottino di Davide proprio ora? C'era un uomo che, nella provvidenza di Dio, era stato in grado di deporre a molte migliaia di persone. Era un uomo molto ricco e rispettato. Ho sentito dire che possedeva almeno mezzo milione; e a una colletta, quando si sentì particolarmente grato e generoso, trovò un consunto sei pence per il piatto, perché quello era il bottino di David! Questo era il bottino di Davide. Di tutto ciò che possedeva, quei sei pence erano il bottino di Davide! Questa era la misura della sua gratitudine! Giudicate da questo quanto doveva, o almeno quanto desiderava pagare. Non ci sono molte persone che, su questa scala spregevole, ricompensano il Salvatore per il travaglio della Sua anima? (C. H. Spurgeon.)

21 CAPITOLO 30

1Samuele 30:21-25

Davide giunse ai duecento uomini, che erano così deboli che non potevano seguirli.- La statua di Davide per la spartizione del bottino:

(I.) Comincerò col dire, in primo luogo, che i deboli si verificano anche nell'esercito del nostro Re. Abbiamo tra noi soldati la cui fede è vera e il cui amore arde; eppure, nonostante ciò, proprio ora le loro forze sono indebolite lungo la strada, e sono così depressi nello spirito, che sono costretti a fermarsi indietro con il bagaglio

1. Forse alcuni di questi stanchi erano venuti meno perché erano rimasti molto perplessi. Davide si era così ingiustamente immischiato con il re filisteo, che si sentì obbligato ad andare con Achis a combattere contro Israele. Erano perplessi dai movimenti del loro capo. Non so se sei d'accordo con me, ma trovo che mezz'ora di perplessità sottragga a un uomo più di un mese di lavoro

2. Forse, anche, il ritmo stava uccidendo questi uomini. Fecero marce forzate per tre giorni dalla città di Achish a Ziklag. A noi possono venire molteplici fatiche, e veniamo meno perché le nostre forze sono scarse

3. Peggio ancora, il loro dolore è arrivato proprio in quel momento. Le loro mogli se n'erano andate. Anche se, come si è scoperto, non sono stati né uccisi né feriti in altro modo; eppure non potevano dirlo, e temevano il peggio

4. Forse, inoltre, la forza del torrente era troppo forte per loro. Con ogni probabilità il torrente Besor era solo un luogo cavo, che in tempi normali era quasi asciutto; ma in una stagione di grandi piogge si riempiva improvvisamente di un torrente fangoso impetuoso, contro il quale solo gli uomini forti potevano resistere. Questi uomini avrebbero potuto proseguire sulla terraferma, ma la corrente era troppo forte per loro e temevano che li avrebbe portati via e li avrebbe annegati. Perciò Davide diede loro il permesso di fermarsi lì e di custodire la roba

5. Eppure questi svenimenti erano, dopo tutto, nell'esercito di Davide. I loro nomi erano nel loro Registro del Capitano tanto quanto i nomi dei forti

(II.) Questi svenuti si rallegrano nel vedere tornare il loro capo

1. David ha salutato i casalinghi. I saluti del nostro Re sono meravigliosi per la loro cordialità. Non usa complimenti vuoti né parole vane. Ogni sillaba che esce dalle Sue labbra è una benedizione. Ogni sguardo del suo occhio è un'ispirazione

2. La cortesia di Davide era tanto libera quanto vera. Quando Cristo entra in una compagnia, la sua presenza fa la differenza celeste. Non avete mai visto un'assemblea che ascolta un oratore, tutto impassibile e impassibile? All'improvviso lo Spirito Santo è sceso sull'oratore, e il re stesso è stato visibilmente disteso in mezzo a loro in mezzo all'assemblea, e tutti si sono sentiti come se potessero balzare in piedi e gridare: "Alleluia, alleluia!" Allora i cuori battono forte e le anime salgono in alto; perché dove si trova Gesù la sua presenza riempie il luogo di gioia

(III.) I deboli hanno il loro capo come loro avvocato

1. Primo, notate che egli supplica la loro unità? I seguaci del figlio di Iesse sono uno e inseparabili. Davide disse: «Non farete così, fratelli miei, con ciò che il Signore ci ha dato, che ci ha preservati». "Siamo tutti uno", dice David. "Dio ha dato il bottino, non solo a te, ma a tutti noi. Siamo tutti una compagnia di fratelli". L'unità dei santi è la consolazione dei deboli. Una sola vita è nostra, un solo amore è nostro, un solo cielo sarà nostro nel nostro unico Salvatore

2. Davide invocò inoltre la grazia gratuita, poiché disse loro: "Non farete così, fratelli miei, con ciò che il Signore ci ha dato". Il dono di Dio è la vita eterna. Non negare a nessuno dei tuoi fratelli alcuna consolazione del patto di grazia

3. Poi ha invocato il loro bisogno. Disse: "Questi uomini si sono attenuti a quella roba". Nessun esercito combatte bene quando il suo accampamento è incustodito. Il tipo di servizio che sembra più comune tra gli uomini è spesso il più prezioso per Dio. Perciò, quanto a coloro che non possono venire in prima linea nella guerra, non negate loro posti d'onore, poiché, dopo tutto, potrebbero fare il bene più grande. Ricordate lo statuto: "Si separeranno allo stesso modo".

4. Si noti che Davide aggiunge alla sua arringa una legge. Fa uno statuto per coloro che sono costretti a rimanere a casa perché sono deboli. Sia benedetto il nome del nostro Signore Gesù, Egli guarda sempre agli interessi di coloro che non hanno nessun altro che si prenda cura di loro! Alcuni del popolo di Dio sono analfabeti e hanno ben poco talento innato. Alcuni cari servi di Dio sembrano essere sempre sconfitti. Sembrano inviati a un popolo il cui cuore è reso grossolano e le cui orecchie sono intorpidite dall'udito. Alcuni santi sono costituzionalmente depressi e tristi; Sono come certe belle felci, che crescono meglio sotto un gocciolamento costante. Bene, bene, il Signore raccoglierà queste belle felci dell'ombra e le rose del sole; essi condivideranno la Sua attenzione tanto quanto i girasoli ardenti e i più tristi gioiranno con i più felici. Se siete legittimamente trattenuti dal campo del lavoro attivo, questa legge rimane valida per sempre, sia per voi che per gli altri: "Come la sua parte è quella che scende in battaglia, così sarà la sua parte che rimane presso la roba: essi si separeranno allo stesso modo".

(IV.) Ora, i deboli scoprono che Gesù è il loro buon Signore in ogni modo. (C. H. Spurgeon.)

Indugiando vicino alla roba:

All'estero c'è l'impressione che le grandi ricompense del mondo eterno debbano essere date ai grandi eroi, ai grandi filantropi, ai grandi statisti, ai grandi uomini, alle grandi donne. Il mio testo espone l'idea che altrettanto grandi ricompense arriveranno a coloro che rimarranno a casa e si faranno gli affari propri, altrettanto grandi ricompense a coloro che non si vedono mai nelle alte sfere del campo, altrettanto grandi ricompense a coloro di cui non si sente mai parlare: il servizio di guarnigione è importante quanto il dovere al fronte. "Come la sua parte è quella che scende alla battaglia, così sarà la sua parte che si attarda presso la stoffa". Molte persone si scoraggiano quando leggono la storia di Davide e Giosuè, e di Paolo e Giovanni Knox e Martin Lutero; dicono: "Quegli uomini avevano opportunità speciali; forse se avessi avuto le stesse opportunità avrei potuto fare altrettanto bene; ma non sarò mai chiamato a comandare al sole e alla luna di stare fermi; Non sarò mai chiamato a predicare sul Colle di Marte; Non sarò mai chiamato, come lo fu Giovanni Knox, a far tremare una regina per i suoi crimini; Non presiederò mai un ospedale; La mia vita è tutta banale e monotona". E molte donne dicono dentro di sé: "Ah, voi gente sul palco e sul pulpito parlate tutto il tempo di eroine, grandi donne, e loro erano grandi, ma avevano un'opportunità speciale; forse, se avessi la stessa opportunità, potrei fare altrettanto bene; La mia vita è tutta monotonia, la mia vita è cucire il bottone, evitare che i bambini siano asfissiati dalla pertosse, contenere le spese familiari, fare in modo che i pasti siano pronti al momento giusto; Non ho alcuna possibilità, è tutto monotono, monotono". Donna, la tua ricompensa nel mondo eterno sarà altrettanto grande di quella di Florence Nightingale, che fu chiamata dai soldati nell'accampamento "La Signora della Lampada"; perché, passando per gli ospedali, con questa lampada accendeva le tenebre e curava i sofferenti, e tutti dicevano: "Ecco la signora della lampada". La tua ricompensa nell'eternità sarà altrettanto grande se farai il tuo lavoro dove sei stato messo così bene come lei ha fatto il suo lavoro dove è stata messa. La vostra ricompensa sarà altrettanto grande di quella della signora Hertzog, che ha dotato il seminario teologico per l'educazione dei giovani ministeri. Ah, quanti di coloro che avevano dieci talenti non ottengono alcuna ricompensa nel mondo eterno, e quanti di coloro che avevano un solo talento avranno dei domini affidati a loro!

1. Oh, che consolazione c'è per tutti coloro che fanno un lavoro non apprezzato! Ecco un grande mercante filantropo; è tanto buono e generoso quanto è ricco; Conoscete il suo nome, sapete il nome del suo segretario di fiducia?, l'uomo sulla cui fedeltà è stata costruita quella fortuna, in modo che potesse accumulare le sue vaste ricchezze e poi distribuirle generosamente? Oh, no, non conosce il nome dell'impiegato di fiducia. Non riceverà alcuna ricompensa? Vi dico che nel mondo eterno il principe mercante, che ha distribuito i suoi milioni, non riceverà più ricompensa dell'impiegato di fiducia. "Come la sua parte è quella che scende alla battaglia, così sarà la sua parte che si attarda presso la stoffa". Lei conosce i nomi, suppongo, dei grandi presidenti delle ferrovie. Conoscete i nomi del frenatore, dell'ingegnere, al cui polso ieri sera erano appese 300 vite; Del deviatoio, chi, spostando l'interruttore di tre o quattro pollici in quel modo, e l'intero treno passa in pace e le famiglie raggiungono le loro case in sicurezza? Molti anni fa si vedeva ogni sera una donna cristiana che passava ai margini del bosco. Aveva una famiglia numerosa e i suoi vicini le dicevano: "Come può questa donna, con tutte le sue preoccupazioni e ansietà, sprecare il suo tempo camminando lungo il bordo del bosco al calar della sera?" Non hanno scoperto fino a dopo la sua morte perché se n'è andata. Andò là a pregare per la sua famiglia, e una sera, mentre era lì, scrisse quel bellissimo inno cantato in tutte le nostre chiese in America, e, non ho dubbi, cantato nelle vostre chiese:

Adoro rubare un po'

Da ogni ingombrante cura,

E trascorri le ore del giorno al tramonto

In umile preghiera riconoscente

Nessun ministro del culto che oggi siede sul pulpito europeo o americano a pronunciare quell'inno avrà più ricompensa di quella che quella donna ha ricevuto per averlo scritto

2. C'è una grande consolazione nell'argomento per tutti coloro che sono stati in prima linea in grandi imprese di beneficenza e di religione. Ebbene, quando usciva un giornale in abbonamento, il loro nome era in cima per una bella somma. Quando arrivava un risveglio, pregavano tutta la notte con gli ansiosi. Erano forti, sani, benestanti. Ma non ora. La loro fortuna è crollata, la loro salute è scomparsa, sono chiaramente scoraggiati; non vedono più come possono aiutare l'opera di Dio. No; guardate quei 200 uomini vicino al torrente Besor. Basta spingere indietro la manica e mostrare come i muscoli sono stati attorcigliati durante la battaglia. Basta scostare il turbante e vedere la cicatrice dove l'ascia da battaglia ha colpito. Basta scostare un po' il cappotto e vedere dove è entrata la lancia. Ricevevano la stessa ricompensa di quelli che andavano al fronte, e tu che eri al fronte ai vecchi tempi avevi la salute, i muscoli, il buon umore per tutto quel tipo di lavoro. Dio non ti ha dimenticato

3. Che conforto è questo per gli anziani! Che cosa devi fare? Solo per aspettare. La tua ricompensa arriverà. C'è una grande consolazione in questo per tutti i ministri anziani. So che alcuni di loro predicano il Vangelo. Un uomo non può predicare il Vangelo per cinquant'anni senza mostrarlo con un volto illuminato. Oh! ci deve essere un riaggiustamento delle corone; persone che non hanno una corona in questo mondo da incoronare; persone che hanno grandi onori in questo mondo di perdere la loro corona. Oh, ci deve essere una ridistribuzione delle corone! Il bambino non avrà forse una corona? il padre una corona? la madre una corona? E voi tutti che fate un lavoro non gradito, il giorno della vostra ricompensa sta arrivando. (T. Deuteronomio Witt Talmage, D.D.)

Riferimenti incrociati:

1Samuele 30

1 1Sa 30:19; 27:11; Giob 38:11; Sal 76:10; Is 27:8,9

2 Sal 34:19; Eb 12:6; 1P 1:6,7; Ap 3:9

3 1Sa 4:13; 11:4; Ge 37:33-35; Nu 14:1,39; Giudic 2:4; 21:2; Esd 10:1

4 1Sa 1:2; 25:42,43; 27:3; 2Sa 2:2; 3:2,3

5 Ge 32:7; Sal 25:17; 42:7; 116:3,4,10; 2Co 1:8,9; 4:8; 7:5
Eso 17:4; Nu 14:10; Sal 62:9; Mat 21:9; 27:22
1Sa 1:10; Giudic 18:25; 2Sa 17:8; 2Re 4:27
Giob 13:15; Sal 18:6; 26:1,2; 27:1-3; 34:1-8; 40:1,2; 42:5,11; 56:3,4,11; 62:1,5,8; 118:8-13; Prov 18:10; Is 25:4; 37:14-20; Ger 16:19; Abac 3:17,18; Rom 4:18; 8:31; 2Co 1:6,9,10; Eb 13:6

6 1Sa 22:20,21; 23:2-9; 1Re 2:26; Mar 2:26

7 1Sa 23:2,4,10-12; Giudic 20:18,23,28; 2Sa 5:19,23; Prov 3:5,6
1Sa 14:37; 28:6,15,16; Nu 27:21; Sal 50:15; 91:15

8 1Sa 30:9

9 1Sa 30:21
1Sa 14:20,31; Giudic 8:4,5

10 De 15:7-11; 23:7; Prov 25:21; Mat 25:35; Lu 10:36,37; Rom 12:20,21

11 1Sa 14:27; Giudic 15:19; Is 40:29-31
1Sa 30:13; Est 4:16; Gion 1:17; Mat 27:63

12 Giob 31:13-15; Prov 12:10; Giac 2:13

13 1Sa 30:16; 2Sa 8:18; 1Re 1:38,44; 1Cron 18:17; Ez 25:16; Sof 2:5
Gios 14:13; 15:13
1Sa 30:1-3

14 1Sa 29:6; Gios 2:12; 9:15,19,20; Ez 17:13,16,19
De 23:15,16

15 Giudic 1:24,25
1Sa 25:36-38; Eso 32:6,17-19,27,28; Giudic 16:23-30; 2Sa 13:28; Is 22:13; Dan 5:1-4; Lu 12:19,20; 17:27-29; 21:34,35; 1Te 5:3; Ap 11:10-13
Giob 20:5

16 1Sa 11:11; Giudic 4:16; 1Re 20:29,30; Sal 18:42

17 1Sa 30:18

18 1Sa 30:8; Ge 14:14-16; Nu 31:49; Giob 1:10; Sal 34:9,10; 91:9,10; Mat 6:33

19 1Sa 30:26; Nu 31:9-12; 2Cron 20:25; Is 53:12; Rom 8:37

20 1Sa 30:10
Eb 13:1; 1P 3:8
Giudic 8:15

21 1Sa 22:2; 25:17,25; De 13:13; Giudic 19:22; 1Re 21:10,13
Mat 7:12

22 Ge 19:7; Giudic 19:23; At 7:2; 22:1
1Sa 30:8; 2:7; Nu 31:49-54; De 8:10,18; 1Cron 29:12-14; Abac 1:16
Sal 44:2-7; 121:7,8

23 Nu 31:27; Gios 22:8; Sal 68:12
1Sa 25:13

24 1Sa 16:13

25 1Cron 12:1-15; Sal 35:27; 68:18; Prov 18:16-24; Is 32:8
1Sa 25:27; Ge 33:11; 2Re 5:15; 2Co 9:5

26 Ge 28:19; Gios 16:2; Giudic 1:22,23; 1Re 12:29
Gios 19:8
Gios 15:48; 21:14

27 Gios 13:16
Gios 15:50
Gios 21:14

28 1Sa 23:19
1Sa 27:10
Giudic 1:16

29 Gios 19:4; Giudic 1:17

30 Gios 14:13,14; 2Sa 2:1; 4:1; 15:10

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