Nuova Riveduta:2Cronache 23Ioas, re di Giuda; determinante l'intervento di Ieoiada | C.E.I.:2Cronache 231 Nell'anno settimo Ioiadà, sentendosi sicuro, prese i capi di centurie, cioè Azaria, figlio di Ierocam, Ismaele figlio di Giovanni, Azaria figlio di Obed, Maaseia figlio di Adaia, ed Elisafàt figlio di Zicrì, e concluse un'alleanza con loro. 2 Percorsero Giuda e radunarono i leviti da tutte le città di Giuda e i capi dei casati di Israele; essi vennero in Gerusalemme. 3 Tutta l'assemblea concluse un'alleanza con il re nel tempio di Dio. Ioiadà disse loro: «Ecco il figlio del re. Deve regnare come ha promesso il Signore ai figli di Davide. 4 Questo è ciò che dovrete fare: un terzo fra quelli di voi che prendono servizio il sabato, sacerdoti e leviti, monterà la guardia alle porte; 5 un altro terzo starà nella reggia e un terzo alla porta di Iesod, mentre tutto il popolo starà nei cortili del tempio. 6 Nessuno entri nel tempio, se non i sacerdoti e i leviti di servizio; costoro vi entreranno, perché essi sono santificati; tutto il popolo osserverà l'ordine del Signore. 7 I leviti circonderanno il re, ognuno con l'arma in pugno; chiunque tenti di entrare nel tempio sia messo a morte. Essi staranno vicino al re seguendolo in ogni movimento». | Nuova Diodati:2Cronache 23Jehoiada stabilisce sul trono di Giuda Joas | Riveduta 2020:2Cronache 231 Il settimo anno, Ieoiada, si fece coraggio e fece lega con i capi di centinaia, Azaria figlio di Ieoram, Ismaele figlio di Iocanan, Azaria figlio di Obed, Maaseia figlio di Adaia, ed Elisafat, figlio di Zicri. 2 Essi percorsero Giuda, radunarono i Leviti di tutte le città di Giuda e i capi delle case patriarcali d'Israele, e vennero a Gerusalemme. 3 Tutta l'assemblea strinse alleanza con il re nella casa di Dio. E Ieoiada disse loro: “Ecco, il figlio del re regnerà, come l'Eterno ha promesso relativamente ai figli di Davide. 4 Ecco quello che voi farete: un terzo di quelli tra voi che entrano in servizio il giorno di sabato, sacerdoti e Leviti, starà di guardia alle porte del tempio; 5 un altro terzo starà nella casa del re e l'altro terzo alla porta di Iesod. Tutto il popolo starà nei cortili della casa dell'Eterno. 6 Ma nessuno entri nella casa dell'Eterno, tranne i sacerdoti e i Leviti di servizio; questi entreranno, perché sono consacrati; ma tutto il popolo si atterrà all'ordine dell'Eterno. 7 I Leviti circonderanno il re, da ogni lato, ognuno con le armi alla mano; e chiunque cercherà di penetrare nella casa di Dio, sia messo a morte; e voi starete con il re, quando entrerà e quando uscirà”. 8 I Leviti e tutto Giuda eseguirono tutti gli ordini dati dal sacerdote Ieoiada; ognuno di loro prese i suoi uomini: quelli che entravano in servizio il giorno di sabato, e quelli che smontavano di servizio il giorno di sabato; poiché il sacerdote Ieoiada non aveva licenziato le classi uscenti. 9 Il sacerdote Ieoiada diede ai capi di centinaia le lance, le targhe e gli scudi che erano appartenuti a Davide e si trovavano nella casa di Dio. 10 Dispose tutto il popolo attorno al re, ciascuno con l'arma in mano, dal lato destro al lato sinistro della casa, presso l'altare e presso la casa. 11 Allora condussero fuori il figlio del re, gli posero in testa il diadema, gli consegnarono la legge, e lo proclamarono re; Ieoiada e i suoi figli lo unsero, ed esclamarono: “Viva il re!”. 12 Ora quando Atalia udì il rumore del popolo che accorreva e acclamava il re, andò verso il popolo nella casa dell'Eterno; 13 guardò, ed ecco che il re stava in piedi sul suo palco, all'ingresso; i capitani e i trombettieri erano accanto al re; tutto il popolo del paese era in festa e suonava le trombe; e i cantori, con i loro strumenti musicali, dirigevano i canti di lode. Allora Atalia si stracciò le vesti, e gridò: “Congiura! congiura!”. 14 Ma il sacerdote Ieoiada fece venire fuori i capi di centinaia che comandavano l'esercito, e disse loro: “Fatela uscire tra le file; e chiunque la seguirà sia ucciso con la spada!”. Poiché il sacerdote aveva detto: “Non sia messa a morte nella casa dell'Eterno”. 15 Così quelli le fecero largo, e lei giunse alla casa del re per la strada della porta dei cavalli; e là fu uccisa. 16 Ieoiada stabilì tra sé, tutto il popolo e il re, il patto, per il quale Israele doveva essere il popolo dell'Eterno. 17 Tutto il popolo entrò nel tempio di Baal, e lo demolì; fece interamente in pezzi i suoi altari e le sue immagini, e uccise davanti agli altari Mattan, sacerdote di Baal. 18 Poi Ieoiada affidò la sorveglianza della casa dell'Eterno ai sacerdoti levitici, che Davide aveva suddiviso in classi preposte alla casa dell'Eterno per offrire olocausti all'Eterno, come è scritto nella legge di Mosè, con gioia e con canto di lodi, secondo le disposizioni di Davide. 19 Collocò i portinai alle porte della casa dell'Eterno, affinché non vi entrasse nessuno che fosse impuro per qualsiasi ragione. 20 E prese i capi di centinaia, gli uomini illustri, quelli che avevano autorità sul popolo e tutto il popolo del paese, e fece scendere il re dalla casa dell'Eterno. Entrarono nella casa del re per la porta superiore, e fecero sedere il re sul trono reale. 21 E tutto il popolo del paese fu in festa e la città rimase tranquilla, quando Atalia fu uccisa con la spada. | Riveduta:2Cronache 231 Il settimo anno, Jehoiada, fattosi animo, fece lega coi capi-centurie Azaria figliuolo di Jehoram, Ismaele figliuolo di Johanan, Azaria figliuolo di Obed, Maaseia figliuolo di Adaia, ed Elishafat, figliuolo di Zicri. 2 Essi percorsero Giuda, radunarono i Leviti di tutte le città di Giuda e i capi delle case patriarcali d'Israele, e vennero a Gerusalemme. 3 E tutta la raunanza strinse lega col re nella casa di Dio. E Jehoiada disse loro: 'Ecco, il figliuolo del re regnerà, come l'Eterno ha promesso relativamente ai figliuoli di Davide. 4 Ecco quello che voi farete: un terzo di quelli tra voi che entrano in servizio il giorno del sabato, sacerdoti e Leviti, starà di guardia alle porte del tempio; 5 un altro terzo starà nella casa del re, e l'altro terzo alla porta di Jesod. Tutto il popolo starà nei cortili della casa dell'Eterno. 6 Ma nessuno entri nella casa dell'Eterno, tranne i sacerdoti e i Leviti di servizio; questi entreranno, perché son consacrati; ma tutto il popolo s'atterrà all'ordine dell'Eterno. 7 I Leviti circonderanno il re, da ogni lato, ognuno colle armi alla mano; e chiunque cercherà di penetrare nella casa di Dio, sia messo a morte; e voi starete col re, quando entrerà e quando uscirà'. 8 I Leviti e tutto Giuda eseguirono tutti gli ordini dati dal sacerdote Jehoiada; ognun d'essi prese i suoi uomini: quelli che entravano in servizio il giorno del sabato, e quelli che uscivan di servizio il giorno del sabato; poiché il sacerdote Jehoiada non avea licenziato le mute uscenti. 9 Il sacerdote Jehoiada diede ai capi-centurie le lance, le targhe e gli scudi che aveano appartenuto a Davide e si trovavano nella casa di Dio. 10 E dispose tutto il popolo attorno al re, ciascuno con l'arma in mano, dal lato destro al lato sinistro della casa, presso l'altare e presso la casa. 11 Allora menaron fuori il figliuolo del re, gli posero in testa il diadema, gli consegnarono la legge, e lo proclamarono re; Jehoiada e i suoi figliuoli lo unsero, ed esclamarono: 'Viva il re!' 12 Or quando Athalia udì il rumore del popolo che accorreva ed acclamava il re, andò verso il popolo nella casa dell'Eterno; 13 guardò, ed ecco che il re stava in piedi sul suo palco, all'ingresso; i capitani e i trombettieri erano accanto al re; tutto il popolo del paese era in festa e sonava le trombe; e i cantori, coi loro strumenti musicali, dirigevano i canti di lode. Allora Athalia si stracciò le vesti, e gridò: 'Congiura! congiura!' 14 Ma il sacerdote Jehoiada fece venir fuori i capi-centurie che comandavano l'esercito, e disse loro: 'Fatela uscire di tra le file; e chiunque la seguirà sia ucciso di spada!' Poiché il sacerdote avea detto: 'Non sia messa a morte nella casa dell'Eterno'. 15 Così quelli le fecero largo, ed ella giunse alla casa del re per la strada della porta dei cavalli; e quivi fu uccisa. 16 E Jehoiada fermò tra sé, tutto il popolo ed il re, il patto, per il quale Israele doveva essere il popolo dell'Eterno. 17 E tutto il popolo entrò nel tempio di Baal, e lo demolì; fece interamente in pezzi i suoi altari e le sue immagini, e uccise dinanzi agli altari Mattan, sacerdote di Baal. 18 Poi Jehoiada affidò la sorveglianza della casa dell'Eterno ai sacerdoti levitici, che Davide avea ripartiti in classi preposte alla casa dell'Eterno per offrire olocausti all'Eterno, com'è scritto nella legge di Mosè, con gioia e con canto di lodi, secondo le disposizioni di Davide. 19 E collocò i portinai alle porte della casa dell'Eterno, affinché nessuno v'entrasse che fosse impuro per qualsivoglia ragione. 20 E prese i capi-centurie, gli uomini ragguardevoli, quelli che avevano autorità sul popolo e tutto il popolo del paese, e fece scendere il re dalla casa dell'Eterno. Entrarono nella casa del re per la porta superiore, e fecero sedere il re sul trono reale. 21 E tutto il popolo del paese fu in festa e la città rimase tranquilla, quando Athalia fu uccisa di spada. | Ricciotti:2Cronache 231 L'anno settimo poi Joiada, fattosi animo, prese i centurioni, vale a dire: Azaria, figlio di Jeroam; Ismael, figlio di Joanan; Azaria, figlio di Obed; Maasia, figlio di Adaia, ed Elisafat, figlio di Zecri e fece lega con essi. 2 Essi percorrendo Giuda, riunirono i leviti di tutte le città di Giuda e i principi delle famiglie d'Israele e vennero a Gerusalemme. 3 Tutta quella moltitudine strinse lega col re nella casa del Signore. Joiada disse loro: «Ecco, il figlio del re regnerà, come il Signore disse dei figli di Davide. 4 Ecco quello che voi farete: 5 Una terza parte di voi sacerdoti, leviti e portieri che venite al sabato, starete alle porte; una terza parte al palazzo reale e gli altri alla porta, che dicesi del Fondamento; mentre il resto della moltitudine starà negli atrii della casa del Signore. 6 Nella casa del Signore nessuno entri, tranne i sacerdoti e quelli dei leviti che sono in funzione; essi solo entreranno, perchè sono santificati, mentre il resto della gente starà di guardia dinanzi al Signore. 7 I leviti poi circonderanno il re, avendo ciascuno la propria arma (e se alcun altro entrerà nel tempio sarà messo a morte), e staranno sempre col re quando entrerà e quando uscirà». 8 I leviti e tutto il popolo di Giuda si attennero a quanto aveva comandato il pontefice Joiada, e ciascuno condusse con sè quelli che erano alla sua dipendenza, e che venivano per il turno del sabato e quelli che compiuto il sabato stavano per uscire; poichè il pontefice Joiada non aveva permesso che se ne andassero coloro che alla fine della settimana dovevano essere surrogati. 9 Ai centurioni poi il sacerdote Joiada aveva consegnato le lance, gli scudi e le targhe del re Davide, che il re aveva consacrato nella casa del Signore. 10 Collocò quindi tutta la gente armata di spade dalla parte destra del tempio fino alla parte sinistra, dinanzi all'altare e al tempio e intorno al re. 11 Poi condotto fuori il figlio del re, gli imposero il diadema e la testimonianza e gli fecero tenere in una mano la Legge e lo costituirono re, mentre Joiada coi suoi figli lo unse; e lo acclamarono e dissero: «Viva il re!». 12 Avendo Atalia udito tutto ciò, cioè la voce di quanti erano accorsi per lodare il re, venne verso il popolo nel tempio del Signore, 13 e avendo veduto che il re se ne stava in piedi sopra una predella all'entrata, e che i principi e le schiere tutte erano a lui d'intorno, e che tutto il popolo del paese era in festa e dava fiato alle trombe e a ogni sorta d'istrumenti, e avendo udita la voce di quelli che acclamavano, si stracciò le vesti e gridò: «Congiura, congiura». 14 Uscì allora il pontefice Joiada e volto ai centurioni e ai principi dell'esercito disse loro: «Conducetela fuori del recinto del tempio e là fuori trucidatela con la spada». E il sacerdote comandò che non fosse uccisa nella casa del Signore. 15 Ed essi le misero le mani sul collo e quando varcava la porta dei cavalli della casa del re, ivi la uccisero. 16 Joiada poi fece un patto tra sè e tutto il popolo e il re, che essi sarebbero popolo del Signore. 17 Entrato quindi tutto il popolo nel tempio di Baal, lo distrussero e fecero a pezzi l'altare e le immagini di lui; inoltre uccisero dinanzi agli altari Matan, sacerdote di Baal. 18 Joiada creò allora i prefetti nella casa del Signore sotto la dipendenza dei sacerdoti e dei leviti, che Davide aveva ripartiti in classi [per il servizio] nella casa del Signore, affinchè offrissero olocausti al Signore, come è scritto nella Legge di Mosè, con allegrezza e canti, secondo le prescrizioni di Davide. 19 Creò anche dei portieri alle porte della casa del Signore, per impedire che vi entrasse qualcuno che fosse in qualche modo immondo; 20 poi presi con sè i centurioni e i più forti tra quella gente e i capi del popolo e tutta la moltitudine del paese, fecero scendere il re dalla casa del Signore e lo introdussero per la porta superiore nel palazzo reale e lo collocarono sul trono reale. 21 E tutto il popolo del paese fu in gran festa e la città ebbe pace, poichè Atalia era stata uccisa di spada. | Tintori:2Cronache 23Ioiada fa riconoscere Ioas come re e uccidere Atalia | Martini:2Cronache 23Joiada Pontefice unge Gioas in re di Giuda, e fa sì, che e uccisa Athalia, ed è ristabilito il culto di Dio, e il popolo distrugge la casa, e gli altari, e i simolacri di Baal. | Diodati:2Cronache 231 Ma l'anno settimo, Gioiada si fortificò, e prese seco questi capi di centinaia, coi quali egli fece lega, cioè: Azaria, figliuolo di Ieroham; ed Ismaele, figliuolo di Iohanan; ed Azaria, figliuolo di Obed; e Maaseia, figliuolo di Adaia; ed Elisafat, figliuolo di Zicri. 2 Ed essi andarono attorno per lo paese di Giuda, ed adunarono, da tutte le città di Giuda, i Leviti e i capi delle famiglie paterne d'Israele; e vennero in Gerusalemme. 3 E tutta quella raunanza fece lega col re, nella Casa di Dio. E Gioiada disse loro: Ecco, il figliuol del re regnerà, come il Signore ha promesso a' figliuoli di Davide. 4 Questo è quello che voi farete: La terza parte di voi, cioè quelli ch'entrano in settimana, così sacerdoti come Leviti, sieno per portinai alle soglie delle porte; 5 e l'altra terza parte alla casa del re; e l'altra terza parte alla porta del fondamento; e tutto il popolo sia ne' cortili della Casa del Signore. 6 E niuno entri nella Casa del Signore, se non i sacerdoti, ed i ministri d'infra i Leviti; essi entrino, perciocchè sono santificati; ma tutto il popolo osservi ciò che il Signore ha comandato che si osservi. 7 Ed i Leviti circondino il re d'ogn'intorno, avendo ciascuno le sue armi in mano; e sia fatto morire chiunque entrerà nella Casa; e siate col re, quando egli entrerà, e quando uscirà fuori. 8 I Leviti adunque, e tutto Giuda, fecero interamente secondo che il sacerdote Gioiada avea comandato, e presero ciascuno la sua gente, cioè, quelli ch'entravano in settimana e quelli che ne uscivano; perciocchè il sacerdote Gioiada non licenziò gli spartimenti. 9 E il sacerdote Gioiada diede a' capi di centinaia le lance e gli scudi, e i pavesi, ch'erano stati del re Davide, ed erano nella Casa di Dio. 10 E fece star tutta quella gente, ciascuno con la sua arme in mano, dal lato destro della Casa fino al sinistro, presso dell'Altare, e della Casa, d'intorno al re. 11 Allora il figliuolo del re fu menato fuori, e fu posta sopra lui la benda, e gli ornamenti reali, e fu dichiarato re. E Gioiada ed i suoi figliuoli l'unsero, e dissero: Viva il re. |
Commentario completo di Matthew Henry:
2Cronache 23
1 INTRODUZIONE A 2 CRONACHE CAPITOLO 23
Athaliah aveva tiranneggiato per sei anni di sangue; in questo capitolo la deponiamo e la uccidiamo, e Ioas, il legittimo erede, viene intronizzato. Avevamo già avuto la storia quasi come è qui narrata, 2Re 11:4, ecc.
I Ieoiada preparò il popolo per il re, lo informò del suo piano, lo armò e gli stabilì i suoi posti, 2Cronache 23:1-10.
II. Presentò il re al popolo, lo incoronò e lo unse, 2Cronache 23:11.
III. Uccise l'usurpatore, 2Cronache 23:12-15.
IV. Riformò il regno, ristabilì la religione e restaurò il governo civile, 2Cronache 23:16-21.
Ver. 1. fino alla Ver. 11.
Possiamo ben immaginare la cattiva situazione delle cose a Gerusalemme durante i sei anni di usurpazione di Atalia, e possiamo meravigliarci che Dio lo permise e il suo popolo lo sopportò così a lungo; Ma dopo una notte così buia e noiosa, il giorno che ritornava in questa rivoluzione era più luminoso e più benvenuto. La continuazione della posterità e del trono di Davide era ciò che Dio aveva giurato per la sua santità (Salmi 89:35), e un'interruzione non era una difesa; Il flusso del governo qui scorre di nuovo nel canale giusto. Lo strumento e il principale responsabile del restauro è Jehoiada, che sembra essere stato,
1. Un uomo di grande prudenza, che riservò il giovane principe per tanti anni finché non fu degno di apparire in pubblico, e finché la nazione non si stancò dell'usurpatore, che preparava in anticipo il suo lavoro, e poi lo eseguiva con ammirevole segretezza e rapidità. Quando Dio avrà un'opera da compiere, qualificherà e animerà gli uomini per essa.
2. Un uomo di grande interesse. I capitani si unirono a lui, 2Cronache 23:1. I Leviti e il capo dei padri d'Israele vennero alla sua chiamata a Gerusalemme (2Cronache 23:2) ed erano lì pronti a ricevere i suoi ordini. Vedete quale comando daranno agli uomini la saggezza e la virtù. I Leviti e tutto Giuda fecero come aveva comandato Ieoiada (2Cronache 23:8), e, cosa strana, tutti coloro a cui era stato affidato il segreto mantennero il loro consiglio fino a quando non fu eseguito. Così le parole dei saggi vengono ascoltate in silenzio, == Ecclesiaste 9:17.
3. Un uomo di grande fede. Non fu solo l'equità comune (e molto meno la parentela di sua moglie con la famiglia reale) a metterlo in questa impresa, ma il rispetto per la parola di Dio e l'implicazione divina della corona (2Cronache 23:3): Il figlio del re regnerà, deve regnare, come ha detto il Signore. Il suo occhio per la promessa, e la dipendenza da essa, aggiunsero una grande quantità di gloria a questa impresa.
4. Un uomo di grande religione. Questa faccenda doveva essere fatta nel tempio, il che avrebbe potuto causare qualche violazione delle regole, e si poteva pensare che la necessità del caso la giustificasse; ma egli diede un ordine speciale che nessuno del popolo entrasse nella casa del Signore, ma solo i sacerdoti e i leviti, che erano santi, pena la morte, 2Cronache 23:6-7. Non lasciate mai che le cose sacre siano profanate, no, non per il sostegno dei diritti civili.
5. Un uomo di grande determinazione. Quando ebbe intrapreso questa faccenda, la portò a termine, fece uscire il re, lo incoronò e gli diede la testimonianza, == 2Cronache 23:11. Azzardò la testa, ma era per una buona causa, e perciò proseguì con coraggio. Qui si dice che i suoi figli si unirono a lui nell'unzione del giovane re. Uno di loro, probabilmente, era quello Zaccaria che in seguito Ioas mise a morte per averlo rimproverato (2Cronache 24:20), che era tanto più ingrato perché aveva avuto una parte volontaria nell'unzione.
12 Ver. 12. fino alla Ver. 21.
Qui abbiamo,
I Il popolo si accontentò, 2Cronache 23:12-13. Quando il re si fermò presso la sua colonna, che aveva il diritto di stare lì, tutto il popolo del paese si rallegrò vedendo una verga spuntare dal tronco di Iesse, == Isaia 11:1. Quando sembrò una radice secca in una terra secca, vedere ciò che disperavano di vedere mai, un re della casa di Davide, che piacevole sorpresa fu per loro! Accorsero in trasporti di gioia a vedere questo spettacolo, lodarono il re e lodarono Dio, perché avevano con loro coloro che insegnavano a cantare lodi.
II. Atalia uccisa. Corse sulla punta della spada della giustizia; perché, immaginando il suo interesse molto migliore di quanto non fosse, si avventurò in quel momento nella casa del Signore e gridò: Tradimento, tradimento! Ma nessuno l'ha assecondata, o si è schierato con lei. L'orgoglio del suo cuore l'ha ingannata. Pensava che tutto fosse suo, mentre nessuno lo era cordialmente. Ioiada, come protettore nella minorità del re, ordinò che fosse uccisa (2Cronache 23:14), cosa che fu fatta immediatamente (2Cronache 23:15), solo che si badò che non fosse uccisa nella casa del Signore, che il luogo sacro non doveva essere così disonorato, né quella donna malvagia così onorata.
III. Il contratto originale era stato accettato, 2Cronache 23:16. Nei Re si dice che Ieoiada fece un patto tra il Signore, il popolo e il re, 2Re 11:17. Qui si dice che sia tra lui, il popolo e il re, perché egli, come sacerdote di Dio, era il suo rappresentante in questa transazione, o una sorta di mediatore, come lo era Mosè. Il contratto era tripartito, ma il vero intento e significato dell'insieme era che essi dovevano essere il popolo del Signore. Dio fece alleanza con Ioiada di prenderli per il suo popolo; il re e il popolo fecero alleanza con lui perché fossero suoi; e poi il re fece alleanza con il popolo per governarlo come popolo di Dio, e il popolo con il re per sottomettersi a lui come popolo del Signore, nel suo timore e per amor suo. Consideriamo noi stessi e gli uni gli altri come il popolo del Signore, e questo avrà una potente influenza su di noi nell'adempimento di tutti i nostri doveri verso Dio e verso gli uomini.
IV. Baal distrutto, 2Cronache 23:17. Non avrebbero fatto metà del loro lavoro se avessero solo distrutto l'usurpatore del diritto del re, e non l'usurpatore del diritto di Dio , se avessero affermato l'onore del trono, e non quello dell'altare. Il più grande risentimento del regno di Atalia fu l'introduzione dell'adorazione di Baal, e il suo sostegno; quindi questo deve essere abolito in primo luogo. Abbasso la casa di Baal, i suoi altari, le sue immagini; abbasso tutti loro, e il sangue dei suoi sacerdoti si mescoli ai suoi sacrifici; poiché Dio aveva comandato che i seduttori dell'idolatria fossero messi a morte, Deuteronomio 13:5-6.
V. Il servizio del tempio è ripreso 23:18-19. Questo era stato trascurato negli ultimi regni, il sacerdote e il popolo volevano o il potere o lo zelo per mantenerlo quando avevano principi che non vi erano affezionati. Ma Ieoiada ristabilì gli uffici della casa del Signore, che negli ultimi tempi era stata turbata e invasa, al giusto corso e alle giuste mani.
1. Stabilì i sacerdoti secondo le loro classi, per la debita offerta dei sacrifici, secondo la legge di Mosè.
2. I cantori ai loro, secondo l'ordine di Davide. I sacrifici (dovrebbe sembrare) erano offerti con gioia e canto, e con buone ragioni. Gioiamo in Dio quando riceviamo l'espiazione, == Romani 5:11.
3. I portinai furono messi ai loro rispettivi posti come ordinato da Davide (2Cronache 23:19), e il loro ufficio era quello di badare che nessuno che fosse per qualsiasi motivo cerimonialmente impuro fosse ammesso nei cortili del tempio.
VI. Il governo civile ristabilito, 2Cronache 23:20. Condussero il re nel suo palazzo e lo costituirono sul trono del regno, perché leggesse e giudicasse di persona o per mezzo di Ioiadà, suo tutore. Così si perfezionò questa felice rivoluzione. La maggior parte del popolo se ne rallegrava, e gli altri erano tranquilli e non facevano opposizione, 2Cronache 23:21. Quando il Figlio di Davide è intronizzato nell'anima, tutto è quieto e le sorgenti della gioia si aprono.
Commentario abbreviato di Matthew Henry:
2Cronache 23
Capitolo 23
Ioas incoronato e Atalia uccisa
Versetti 1-21
Considerare noi stessi e gli altri come il popolo del Signore, dovrebbe renderci più seri nell'adempimento dei nostri doveri sia verso Dio che verso gli uomini. Così si realizzò questa felice rivoluzione e il popolo si rallegrò. Quando il Figlio di Davide è intronizzato nell'anima, tutto è tranquillo e gioioso. Vedi 2Re 11.
Note di Albert Barnes sulla Bibbia:
2Cronache 23
1 Confronta la storia in Kings (il riferimento marginale). Entrambi i resoconti sono stati probabilmente tratti da una fonte comune. Lo scrittore dei Re trattò i punti di importanza civile e storica, il successivo autore delle Cronache raccolse le notizie della parte presa nelle transazioni dall'ordine sacro al quale probabilmente apparteneva.
I cinque nomi non si verificano in Kings; solo, e incidentalmente, le cinque divisioni della guardia reale ( 2 Re 11:5 ).
2 Jehoiada non era disposto ad affidare il successo della rivoluzione interamente e interamente alla guardia del corpo reale. Di conseguenza, i capitani raccolsero dalle città di Giuda un forte corpo di Leviti e il capo dei padri d'Israele (cioè "Giuda", vedi 2 Cronache 20:34 nota) che furono portati a Gerusalemme.
3 Per "tutta la congregazione" qui si intendono le persone di cui in 2 Cronache 23:2.
4 Lo scrittore di Cronache riferisce gli ordini che furono dati ai Leviti, l'autore dei Re quelli ricevuti dalla guardia del corpo reale ( 2 Re 11:5 ).
6 Mantenete la vigilanza del Signore - cioè guardatevi da ogni tentativo che potrebbe essere fatto dagli adoratori di Baal di farsi strada attraverso i tribunali nel tempio.
7 Confronta 2 Re 11:8 , 2 Re 11:11. I soldati ei leviti nel tempio erano probabilmente mescolati in proporzioni pressoché uguali.
8 E prese ogni uomo i suoi uomini ... - cioè il soccorso, già organizzato da Jehoiada in tre corpi 2 Cronache 23:4 , fu ulteriormente rafforzato dai membri del "corso" uscente, che erano associati nell'opera da fatto.
13 All'ingresso in - cioè presso, o vicino, l'apertura dalla camera principale del tempio nel sancta sanctorum.
16 Tra lui ... - In 2 Re 11:17 si dice che l'alleanza sia stata fatta "tra il Signore", ecc. Per lo scrittore di Cronache Jehoiada era il rappresentante di Dio e ricevette i pegni del re e del popolo.
18 I sacerdoti i Leviti - Piuttosto, con le versioni, "i sacerdoti e i Leviti". Era compito dei soli sacerdoti offrire gli olocausti Numeri 18:1 , e dei soli Leviti lodare Dio con canti e musiche 1Cr 23:5 ; 1 Cronache 25:1.
20 La porta alta - Vedi 2 Re 11:19 nota.
Esposizione della Bibbia di John Gill:
2Cronache 23
1 INTRODUZIONE A 2 CRONACHE 23
Il contenuto di questo capitolo è lo stesso di 2Re 11:4-20 e non ha bisogno di altra spiegazione se non quella che si può trovare nelle note che vi si trovano, alle quali si rimanda il lettore
Vedi Gill in " 2Re 11:4". Vedi Gill in " 2Re 11:5". Vedi Gill in " 2Re 11:6". Vedi Gill in " 2Re 11:7". Vedi Gill in " 2Re 11:8". Vedi Gill su " 2Re 11:9". Vedi Gill in " 2Re 11:10". Vedi Gill in " 2Re 11:11". Vedi Gill in " 2Re 11:12". Vedi Gill in " 2Re 11:13". Vedi Gill in " 2Re 11:14". Vedi Gill in " 2Re 11:15". Vedi Gill in " 2Re 11:16". Vedi Gill in " 2Re 11:17". Vedi Gill in " 2Re 11:18". Vedi Gill in " 2Re 11:19". Vedi Gill in "2Re 11:20"
2 Versetto 2. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
3 Versetto 3. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
4 Versetto 4. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
5 Versetto 5. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
6 Versetto 6. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
7 Versetto 7. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
8 Versetto 8. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
9 Versetto 9. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
10 Versetto 10. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
11 Versetto 11. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
12 Versetto 12. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
13 Versetto 13. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
14 Versetto 14. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
15 Versetto 15. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
16 Versetto 16. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
17 Versetto 17. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
18 Versetto 18. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
19 Versetto 19. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
20 Versetto 20. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
21 Versetto 21. Vedi Gill su "2Cronache 23:1"
Commentario del Pulpito:
2Cronache 23
1 Questo capitolo riporta prima quegli accurati preparativi di Ieoiada che si conclusero con la proclamazione sicura di Ioas re (Versetti. 1-11); poi la tragica dimostrazione e la tragica fine di Atalia (Versetti. 12-15); e infine, l'azione benefica di Ieoiada sul popolo e sul re, per la completa restaurazione del culto e dei servizi del tempio del vero Dio (Versetti, 1621). Il capitolo è strettamente parallelo a 2Re 11:4-21 ; mentre le differenze caratteristiche e prevedibili da parte del nostro testo sono molto evidenti. Questi verranno annotati man mano che si verificano. Mentre ogni compilatore si mantiene così decisamente da quella parte della linea che risponde allo scopo principale della sua storia, nell'abbondante materiale comune a entrambi, e a cui entrambi hanno fatto ricorso, tutto si armonizza ancora con i presunti oggetti delle due opere rispettivamente
Ieoiada si rafforzò
vedi la nostra nota, 2Cronache 12:1 13:7
Si fece coraggio con se stesso, e quel coraggio che deriva dalla convinzione del dovere e dei tempi maturi per raggiungerlo. I capitani di centinaia (o centurioni delle guardie reali) non sono menzionati nel parallelo per nome, ma la menzione significativa lì 2Re 11:5-7
di cinque distaccamenti (tre "terze parti", più "due parti" di un altro corpo) corrispondono al numero cinque, che qui sono menzionati per nome. I cinque distaccamenti probabilmente sommavano una forza nominalmente di cinquecento uomini. E' interessante notare quanto spesso le alte imprese religiose siano state dovute alla fiduciosa cooperazione reciproca di pochissimi all'inizio, e loro sono state risvegliate e guidate da uno solo. Di nessuno di questi cinque nominati qui si sa qualcosa di più in suo onore di questo: che il suo nome è qui registrato. Si dice con la più perfetta semplicità della lingua ebraica, che li portò con sé in alleanza
Versetti 1-25.-
Il momento dell'azione, dopo sei anni di attesa
Nel primo versetto di questo capitolo, così pieno di indicazioni della provvidenza governante di Dio, sia nella sua risurrezione di un sacerdote come Ioiada, sia nell'alleanza matrimoniale che Ieoiada aveva formato con la sorella del re, ci viene detto che questo sacerdote "si rafforzò", o prese coraggio, e procedette anche con ciò a prendere misure per portare alla luce l'erede nascosto al trono, e di mettergli sul capo la corona. Non è necessario capire questo per dire che prima gli fosse mancato il coraggio per questo lavoro, ma che, fino a quando i tempi non furono maturi, non si era impegnato nell'impresa. Potremmo notare
IO LA PAZIENTE ATTESA DI JEHOIADA. Per gli uomini d'azione, aspettare è un compito difficile. Forse semplicemente l'infanzia e la prima infanzia di Ioas consigliavano di aspettare. Come si sarebbe potuta rendere la scena efficace anche la metà di quando Joas era solo un bambino? Ma ci possono essere state altre ragioni, e alcune di esse facilmente immaginabili, nello stato e nell'umore del regno, per il ritardo. In ogni caso, per sei anni, "si riposò, e il settimo" si alzò per lavorare, sei anni, nessuno dei quali fu esente da ansietà e pericoli. Molte volte deve aver ripensato a tutta la faccenda con il pensiero, e pregato su di essa, e con la moglie timorata di Dio ha sviluppato il piano fino a quando è arrivato il settimo anno
II LA SAGGIA AZIONE DI IOIADA. Come politico, statista, uomo di Chiesa, è un buon esempio. Concertando i metodi di procedere con circoli di cooperazione sempre più ampi (i capitani di centinaia, i leviti, i capi dei padri, ss.), Versetti. 1, 2), egli ovvia al pericolo e quasi alla possibilità di qualsiasi guasto; guadagna simpatia; Egli dà all'entusiasmo le sue molle naturali e allo spirito pubblico un impulso legittimo, e così porta tutto a un risultato di successo
IL SERVIZIO RELIGIOSO OSSERVATO, E LA CHIAREZZA E LA FRANCHEZZA CON CUI IL PRINCIPIO E LA SANZIONE DELLA RELIGIONE FURONO INTRODOTTI NELL'INTERO PROCEDIMENTO. La riunione ("congregazione") si riuniva nella casa del Signore. L'incontro fece un "patto" con il re di lì, ma lo mise in discussione, evidentemente. E il sacerdote, fedele alla sua conoscenza, e fedele alla sua propria fede, stabilisce chiaramente il terreno comune e il vincolo sacro della loro cooperazione: "Ecco, il figlio del re regnerà, come il Signore ha detto dei figli di Davide" (Versetto 3)
IV LA CURA RELIGIOSA MODELLO CON CUI LA CASA DI DIO ERA PROTETTA CONTRO OGNI PROFANAZIONE ACCIDENTALE. I sacerdoti e i Leviti da una parte, e il popolo dall'altra, avevano tutti i loro posti e il loro lavoro assegnati a loro, con ogni precauzione e avvertimento (Versetti. 6-10)
V LA CERIMONIA DELL'INCORONAZIONE, CON IL SUO TRATTO CENTRALE -- UNA CELEBRAZIONE QUASI SACRAMENTALE -- DELLA TESTIMONIANZA RESA AL RE. Se, come alcuni pensano, con la corona d'oro la testimonianza, l'uncino della Legge, sia stato per un momento posato sul suo capo -- la corona di gran lunga migliore delle due -- o se sia stata messa nelle sue mani, è molto irrilevante. L'atto fu molto suggestivo e molto impressionante, e che, fino alla fine della vita di Ioas, ora così giovane, potrebbe ben essere un ricordo di vera utilità religiosa. Non leggiamo di alcun precedente esempio del genere. Può darsi che sia stato pensato come un ricordo particolarmente adatto alla tenerissima età del giovane re
VI IL MALE DI ATALIA ORA FINALMENTE MESSO A TACERE PER SEMPRE. La voce del sacerdote e del popolo era ora una cosa sola. E anche la voce di questi era una cosa sola con la voce di Dio. E troppo sicuramente, anche se era la prima volta, per "così tanto tempo", la voce della paura e della coscienza parlò all'unisono, dalle labbra della donna condannata Atalia
VII I VOTI PRESI DI NUOVO DA LUI STESSO E DA TUTTO IL POPOLO E DALL'ANELLO. Questi voti avevano la forma, apparentemente, di un patto: le parti contraenti erano il sacerdote nel nome del Signore suo Dio da una parte, e dall'altra il popolo e il re (Versetto 16). Non ci viene qui ricordato con forza quanto sia giusto e quanto sia necessario che i servi di Dio, nel senso di essere ministri pubblici della sua verità, della sua religione, della Chiesa, sentano il loro solenne dovere non solo di dare istruzione e il meglio di essa, ma di fare un sincero appello al popolo? e di tanto in tanto esortarli e sfidarli amorevolmente a prendere decisioni in materia di vita religiosa?
VIII L'OPERA DI RIFORMA PRATICA INIZIÒ IMMEDIATAMENTE, LA PACE DEL PAESE SI IMPEGNÒ IN QUELL'OPERA, E LA GIOIA DI TUTTO IL POPOLO IN ESSA
OMELIE DI W. CLARKSON Versetti 1-11.-
I componenti del successo
Non era un lavoro facile quello che Jehoiada aveva in mano. Aveva bisogno di "rafforzarsi", come ci viene detto che fece (Versetto 1). Effettuare una rivoluzione in un regno è un atto molto colpevole o molto nobile. Essa può essere giustificata solo dalle condizioni più gravi e da una ragionevole prospettiva di successo. Quando, come in questa occasione, è imperativamente richiesto, e quando, come ora, è audacemente ed efficacemente compiuto, viene compiuta una grandissima opera di patriottismo e di filantropia; e non è solo l'uomo che viene servito, ma anche Dio. D'altra parte, intraprendere una tale impresa senza una causa adeguata e senza mezzi sufficienti, significa far precipitare un paese nella guerra civile e assicurare lo spargimento di molto sangue e la desolazione di molte case. Ieoiada riuscì nella sua grande impresa, e il suo successo fu dovuto a molte cose. Queste cose sono i costituenti costanti della prosperità ovunque. Essi sono
HO UN SENSO DEL SACRO DOVERE. Ieoiada non cercava la propria esaltazione; era preoccupato che il proposito di Dio non si stesse adempiendo, ed era desideroso di agire in modo tale che la volontà di Dio fosse fatta nel paese, "come il Signore ha detto" (Versetto 3). Gli uomini spesso portano a termine uno scopo perché sono animati da un'ambizione forte ed energizzante; ma possono anche essere vivificati e sostenuti da un fine più nobile. Possono essere incaricati di un incarico da Dio; Possono essere pieni del senso di ciò che gli devono. E la profonda persuasione che Dio ci ha chiamati a compiere una certa opera si è dimostrata più e più volte un'ispirazione molto potente
II CORAGGIO E COMANDO DA PARTE DEL LEADER (O DEI LEADER). Jehoiada aveva deciso che la cosa doveva essere fatta; "Il figlio del re regnerà", disse. E si dedicò all'opera di restaurazione della casa reale di Davide con la fermezza dell'intrepidezza. Assunse un tono autoritario, sapendo che il momento della rivoluzione non è il momento di consigli divisi. "Questa è la cosa che dovrete fare", disse (Versetto 4); fecero "secondo tutte le cose che Ieoiada aveva comandato" (Versetto 8). Se ci fosse stata qualche esitazione da parte sua, una mancanza di decisione o di risoluzione, il tentativo sarebbe potuto fallire. In tempi difficili, quando sono in gioco grandi questioni, non dobbiamo obiettare, ma piuttosto ammirare e sostenere il vigore e la determinazione del nostro leader
III LA MASSIMA COOPERAZIONE POSSIBILE. Ieoiada chiamò in suo aiuto i militari (Versetto 1), gli ecclesiastici (Versetto 2), il popolo (Versetto 3). Dovremmo invitare tutti ad aiutare sulla cui disponibilità e fedeltà possiamo contare
IV UN CONSIDERAZIONE COSCIENZIOSO PER CIÒ CHE È GIUSTO. Jeboiada voleva fare la disposizione più efficace di coloro che dovevano agire nel momento critico, ma non avrebbe avuto alcuna violazione della legge sacra in nessuna circostanza (Versetto 6). È nostro preciso dovere non trascurare alcuna misura che possa funzionare verso il fine desiderato; ma in tutte le nostre disposizioni, in vista di ciò, dobbiamo fermarci al punto di disobbedienza alla Parola Divina. Anche il successo stesso, per quanto ardentemente lo desideriamo e per quanto devotamente lo perseguiamo, deve essere rinunciato se non può essere conquistato senza il sacrificio della coscienza. Spesso viene comprato troppo caro; e il prezzo è sempre troppo alto quando include anche il piccolo cambiamento degli scrupoli di coscienza
V LA PIÙ GRANDE SAGGEZZA POSSIBILE NELL'ESCOGITARE. L'attuazione e l'esecuzione delle misure più sagaci (Versetti, 3-10)
VI VECCHIAIA AL MOMENTO DELL'ESECUZIONE. (Versetto 11.) Prudenza, forse segretezza, fino a una certa ora; allora l'apertura e anche l'audacia vinceranno il premio
VII UN ATTEGGIAMENTO RIVERENTE VERSO IL GRANDE DISPONENTE DEGLI AVVENIMENTI
OMELIE DI T. WHITELAW
Versetti 1-11.-
L'incoronazione di Ioas
I PREPARATIVI PER LA CERIMONIA. (Versetti 1-10.)
1.) L'alleanza di Ieoiada con i capitani. (versetto 1.)
(1) L'ora. Nel settimo anno della vita di Ioas, quando Ieoiada sentì che le cose erano mature per una rivoluzione. Sei anni di Athaliah come regina avevano fatto perdere l'amore al popolo per la sua persona e le sue pratiche. Anche quelli della sua corte stavano diventando intolleranti verso le sue tirannie e idolatrie. Inoltre, sei anni avevano trasformato il bambino che Giosabeato aveva salvato in un bey, un re in miniatura, che avrebbe arrestato l'immaginazione popolare molto più facilmente ed efficacemente di un bambino in braccio. E, infine, Ieoiada stesso ebbe il tempo di osservare la corrente dei tempi, di conoscere il temperamento e l'indole del popolo, di mettere alla prova il carattere di coloro sul cui aiuto doveva contare, di informarsi su tutto ciò che bisognava fare e, in generale, di maturare i suoi piani. Nel settimo anno giudicò che era suonata l'ora di un tentativo di liberare il paese dal giogo di Athahah e di restituire la corona di Davide al suo legittimo erede. Molti progetti altrimenti promettenti vanno perduti a causa del lancio prematuro, e molti falliscono per mancanza di "battere il ferro finché è caldo" Ecclesiaste 3:1-8
(2) Le persone. Ieoiada chiamò in suo aiuto cinque centurioni della guardia del corpo della regina, che probabilmente sapeva essere scontenti della regina e favorevoli a un cambiamento di governo 2Re 11:4
e i cui nomi sono dati: Azaria, "che Geova aiuta"; figlio di Ieroham, "che è amato"; Ismaele, "che Dio ode", figlio di Iohanan, "Geova è misericordioso"; Azaria, figlio di Obed, "adorante"; Maaseia, "opera di Geova", figlio di Adaiah, "che Geova adorna"; Elishaphat, "che Dio giudica", figlio di Zichri, "famoso"; - tutti uomini famosi; buono, se i loro caratteri si riflettevano nei loro nomi; capace, come dimostrava il loro rango civile
(3) L'oggetto. Deporre Athaliah, tre volte lecito, perché, come usurpatrice, era salita al trono con spargimento di sangue e violenza, e quindi non aveva il giusto titolo allo scettro; perché, come governante malvagia, la sua più lunga permanenza al potere danneggerebbe i migliori interessi e metterebbe persino in pericolo l'esistenza dello Stato; e perché, finché portava la corona, il vero erede al trono veniva defraudato dei suoi diritti. Se, in prima istanza, Ieoiada abbia menzionato l'esistenza di Ioas è dubbio
2.) L'alleanza della nazione con il re
(1) I rappresentanti del popolo convocati. I capitani ai quali era stato affidato questo lavoro andavano in giro (Versetto 2), senza dubbio privatamente in Giuda, e invitavano tutti i leviti e i capi delle case patriarcali di ogni città a un congresso segreto a Gerusalemme
(2) I rappresentanti del popolo si sono riuniti. Ubbidendo alla chiamata del sommo sacerdote, vennero gli invitati dai suoi messaggeri. La congregazione era composta dai sacerdoti e dai leviti, dai capi delle case patriarcali e dai capitani delle guardie, con i loro uomini (?)
(3) Il legittimo sovrano del popolo prodotto. La riunione si tenne nel cortile del tempio. Agisce nel momento giusto in cui Joas è stato prodotto
Versetto 3; 2Re 11:4
e la storia della sua salvezza rievocata
(4) Sottolineato il dovere del popolo. Abilmente fatto da Ioiada, che disse semplicemente: "Ecco, il figlio del re regnerà, come il Signore ha detto dei figli di Davide"; era un'indicazione che la corona apparteneva a Ioas per ordine divino, e un suggerimento per loro di vedere che la promessa di Geova al loro antenato non sarebbe venuta meno
(5) L'assenso del popolo dato. L'effetto dell'azione di Ieoiada nel generare Ioas e nel citare la promessa messianica 2Samuele 7:12
era elettrico. Con un solo cuore e con una sola voce il popolo si impegnò per la rivoluzione, per deporre Atalia e incoronare Ioas
3.) Le disposizioni per il colpo di Stato
(1) La disposizione dei sacerdoti e dei leviti. Questi dovrebbero essere divisi in due corpi principali, coloro che hanno iniziato i loro doveri nel tempio
Versetto 4; 2Re 11:5
di sabato (il giorno fissato per la rivoluzione) e coloro che si ritiravano da esso
Versetto 8; 2Re 11:7
I primi dovrebbero dividersi nuovamente in tre società. Di questi, i primi dovevano fungere da "guardiani delle porte" o "custodi delle soglie", cioè dovevano montare la guardia alle porte del tempio;
Confronta 1Cronache 9:19
il secondo avrebbe dovuto stare "presso la casa del re", che potrebbe essere stato l'appartamento o il chiostro in cui Ioas era nascosto (Keil), ma più probabilmente significava il palazzo (Versetto 15), l'accesso da cui era desiderabile sorvegliare il tempio; il terzo avrebbe dovuto prendere posizione "alla porta della fondazione", o "la porta di Jesod", sia che si trattasse di una porta del tempio (Stanley, Keil) o una porta del palazzo (Bertheau) è incerta. (Sulle discrepanze tra queste nomine e quelle dei Re, consultare l'Esposizione.) Questi ultimi, cioè i sacerdoti e i leviti che si ritiravano dal dovere, dovevano fungere da guardia del corpo del re quando entrava e usciva dal tempio. Questo lavoro dovrebbe essere affidato solo a loro, poiché solo come persone "sante" potevano entrare nel tempio. Poiché il loro dovere sarebbe stato quello di garantire la sicurezza della persona del re, sarebbero stati armati, "ognuno con le sue armi nella sua banda". A loro dovrebbe essere affidato anche il compito di controllare che nessuna persona non autorizzata entrasse nei recinti del sacro edificio, e di eseguire il giudizio su coloro che lo facevano senza mandato
(2) La disposizione del popolo. Questi dovevano essere collocati nel cortile in cui si trovava l'altare di bronzo di Salomone
(3) La disposizione dei "capitani di centinaia" e dei loro uomini. Questi, che il Cronista non trascura nell'assegnare la parte principale della cerimonia imminente ai sacerdoti e ai Leviti, dovevano essere impiegati per mantenere l'ordine tra il popolo e proteggersi dalla possibilità di attacchi da parte di qualsiasi membro del partito della regina che potesse venire a conoscenza di ciò che stava accadendo
II SVOLGIMENTO DELLA CERIMONIA. (Versetti 8-11.)
1. L 'attuazione delle disposizioni di cui sopra. Quando arrivò il sabato fissato per l'esecuzione del complotto, "i leviti e tutti gli uomini di Giuda fecero secondo tutte le cose che Ieoiada aveva comandato". Ogni sacerdote, con i suoi leviti assistenti, si recava al posto che gli era stato assegnato, quelli che avevano assunto i loro doveri nel tempio verso le loro diverse guardie, come spiegato sopra; quelli che si ritirarono dal servizio, invece di andarsene alle loro case - "poiché Ieoiada non abbandonò le corsi" - alla nuova opera di guardia della persona del re, come spiegato sopra. I primi facevano la guardia alle porte del tempio, i secondi prendevano posto all'interno del cortile (interno) del tempio, "dal lato destro della casa al lato sinistro della casa, lungo l'altare e il tempio", in modo da essere "dal re tutt'intorno". Il popolo generalmente stava nel cortile esterno, i centurioni e le loro centinaia formavano un cerchio intorno al cortile interno, tra questo e il popolo, in modo da impedire a qualsiasi persona non autorizzata di entrare nella casa
1. L 'armamento dei capitani. "Ieoiada consegnò loro le lance, gli scudi e gli scudi che erano appartenuti al re Davide, che erano nella casa di Dio" (Versetto 9). Questi erano destinati a se stessi e ai loro uomini (Berthean), sia perché erano entrati nel tempio disarmati (Keil), sia perché erano entrati nel tempio (Keil),
2. avendo lasciato le loro armi nel palazzo all'uscita dal servizio (Bahr), o perché Ieoiada desiderava che la corona di Davide fosse riconquistata dalle armi di Davide (Ewald, Stanley), o forse aveva giudicato che, come il lavoro in cui stavano per essere impiegati era di Dio, così anche le armi che dovevano usare dovevano essere di Dio
3. La produzione del principe-ragazzo. Quando tutto fu pronto, Ioas, circondato da Leviti armati, uscì dalla casa del sacerdote per entrare nel cortile del tempio e prese posto presso una delle colonne che conducevano al cortile interno 2Cronache 23:13 2Re 11:14
in modo da essere visti dai sacerdoti e dai leviti all'interno, e dai capitani e dal popolo nel cortile esterno
4. L 'incoronazione dell'erede al trono. Ieoiada (con l'assenso del popolo) pose sulla fronte di Ioas il diadema reale, "probabilmente una fascia tempestata di gioielli, il primo esempio diretto di incoronazione" (Stanley)
5. La consegna a lui della testimonianza. Non le insegne regia, cioè le insegne del regno (Clericus), o i filatteri di Deuteronomio 6:8 (Grozio), o le leggi del regno di Samuele; 1Samuele 8:10
ma la Legge di Mosè, spesso chiamata la "testimonianza" Esodo 25:16 27:21; Numeri 9:15 10:11 17:4
che fu ora presentato al giovane re sotto forma di rotolo, per indicare che la sua vita e il suo governo dovevano essere regolati dai suoi precetti Deuteronomio 17:18-20
6. L'unzione del nuovo sovrano. Fatto da Ieoiada e dai suoi figli, questo simboleggiava la consacrazione di Ioas a un ufficio teocratico o santo, quello di governare sul popolo di Geova. Cantici Saul 1Samuele 10:1
e David 1Samuele 16:11
furono unti da Samuele, Salomone dal sacerdote Sadoc, 1Re 1:39
e Ieu dal messaggero di Eliseo 2Re 9:6
7. L 'acclamazione del popolo. Al termine della cerimonia di incoronazione, il popolo batté le mani 2Re 11:12
in espressione del loro, Salmi 47:1
e gridavano, come era loro abitudine alle incoronazioni: "Dio salvi il re!" o: "Lasciate vivere il re!" 1Samuele 10:24; 2Samuele 16:16
(Sul "battito delle mani", vedi il Theological Monthly, febbraio 1889, p. 135.)
Imparare:
1. Non è sempre sbagliato che i ministri del culto partecipino alla politica
2. Ci sono momenti in cui la ribellione contro il potere è un dovere solenne
3. Né la casa di Dio né il giorno di Dio possono essere utilizzati meglio che per porre una corona sul capo degli unti di Dio
4. Nella Chiesa e nello Stato ogni uomo ha il suo posto e il suo lavoro
5. I re possono aspettarsi che i loro troni siano stabili se questi vengono eretti sulla buona volontà dei loro sudditi
6. Nessun sovrano può governare bene se non prende la Legge di Dio come sua guida
7. Un uomo grande e buono in tempi difficili, inestimabile per la Chiesa o lo Stato. Cosa avrebbe potuto fare Giuda senza Ioiadà?
8. Nessun uomo può perdere il destino che Dio ha in serbo per lui
2 Nel parallelo non si fa menzione dei leviti, che il nostro scrittore è sicuro di segnalare. I padri di Israele. La sacralità della frase la rendeva cara, al di sopra della ristrettezza dell'appellativo distintivo Giuda, sebbene tutti i degni fossero stati radunati, come giusto, sottinteso, da "Giuda"
3 Tutta la congregazione; cioè tutti coloro che sono stati menzionati nei Versetti. 1 e 2; poiché così risulta il parallelo. Fece un patto. Questo fu il secondo patto più ampio e più ampio. Questo patto è tra tutti i rappresentanti riuniti e il giovane re, e senza dubbio Ieoiada sta dando forma a tutte le cose. Ed egli disse loro: "Ecco, il figliuolo del re regnerà". Il lui è Jehoiada, ovviamente. Alla luce dell'ultima frase del Versetto 4 -- in parallelo, "Ieoiada mostrò loro il figlio del re " -- la traduzione più probabile del nostro testo qui è: Ecco il figlio del re; Egli regnerà, come, ss. Come il Signore ha detto dei figli di Davide
vedi 2Cronache 6:16; 7:18 2Samuele 7:12; 1Re 2:4 9:5
La natura ereditaria della monarchia, 2Samuele 7
pervasa sempre dallo spirito del patto, è evidentemente guardata. È probabile che l'esistenza di Ioas fosse una novità per coloro ai quali Ioiada, secondo il parallelo, "mostrò il figlio del re", per cui la parola "mostrò" ha un doppio significato
4 La prima cosa che si deve osservare è la distinta e ripetuta menzione dei Leviti, come quelli ai quali fu affidato il servizio critico e oneroso che fu reso dalla risoluzione di Ieoiada, mentre il parallelo non li menziona nemmeno. Si può poi notare che il primo e il secondo versetti indicano la parte che "i capitani di centinaia" furono chiamati a compiere nel radunare il numero richiesto di leviti dalle città provinciali di Giuda. E ancora una volta si può notare che, mentre, mentre ci atteniamo strettamente al nostro solo testo, nulla nella descrizione dei nostri Versetti. 410 provoca difficoltà materiali, anche quando la perplessità, che è considerevole, si insinua, consultandosi e cercando di conciliare il parallelo, è con estrema probabilità dovuto al fatto che non teniamo sufficientemente conto del fatto che la questione dei due resoconti non si offre tanto per la riconciliazione quanto per l'accettazione concorrente. Ora dobbiamo seguire la descrizione del nostro testo. di voi che entrate di sabato; cioè di voi che entrate nel vostro periodo di servizio in un tale sabato. Vedi Versetto 8, gli "uomini che dovevano entrare di sabato, con quelli che dovevano uscire di sabato". Questo allude, come dice chiaramente la frase successiva, alle portate settimanali dei Leviti, come descritto in 1Cronache 9:25; 24:25. Facchini delle porte; cioè "custodi delle porte del tempio" 1Cronache:919
Questo può corrispondere alla proposizione centrale del Versetto 6 nel parallelo
5 Una terza parte nella casa del re. Sembra impossibile riferirlo al palazzo reale, come alcuni suppongono dal Versetto 19 in parallelo. Probabilmente designa il luogo in cui il bambino aveva vissuto in clandestinità. Questa parte della descrizione sembra corrispondere all'ultima frase del Versetto 5 nel parallelo. Agisce il cancello della fondazione. Il testo ebraico qui è dwOsy Esodo 29:12; Levitico 4:7 ; Habacuc 3:13
nelle rW parallele, un nome che si trova solo lì, e incomprensibile, probabilmente una corruzione dell'altra parola. Si suppone che la porta delle fondamenta si trovasse in quell'angolo dell'area che fu rafforzato da ulteriori opere, dove si trovava il burrone che separava Moriah e la collina a sud. Tutte le persone. Evidentemente non si intendono qui le varie persone esterne, alle quali non era affidato il segreto e la sorpresa che doveva essere, ma le stesse tutte le persone come sono inequivocabilmente designate nel Versetto 10; cioè tutti coloro che sono stati nominati per officiare. L'ultima frase di ciascuno dei Versetti. 5, 6, 7 nel parallelo vanno con forza a confermare la posizione che "la casa del re" finora non intende il palazzo reale, ma quella parte della casa del Signore che era stata, e poi era ancora, "intorno al re" (Versetto 7, parallelo); per vigilare "intorno al re", furono messi a vegliare su una certa parte della "casa del Signore"
6 Ma nessuno venga se non i preti. Attraverso questo piccolo spiraglio otteniamo una leggera conferma della giurisdizione concorrente del racconto nel parallelo. L'espressa cautela di questa clausola mostra che c'erano altri intorno, e altri che officiavano, oltre ai Leviti, che sono stati menzionati solo finora nel nostro testo, tranne che sotto la designazione più generica (come prima, così di nuovo nell'ultima frase di questo versetto) di "tutto il popolo". L'ultima clausola di questo versetto può coprire il contenuto del versetto 7 in parallelo. La distinzione tra "i cortili della casa del Signore" (Versetto 5) e "la casa del Signore" (Versetto 6) è, naturalmente, abbastanza evidente
7 E i Leviti circonderanno il re. La questione del Versetto 8 nel parallelo non suggerisce nulla di incoerente con l'espressa menzione dei Leviti qui, ma piuttosto che la parola "Leviti" è desiderata lì, e il suo significato forse accidentalmente trascurato, quando lo scrittore di Apocalisse stava usando le autorità e le fonti originali della sua storia
8 Tutto Giuda; cioè tutti coloro che delle città provinciali di Giuda erano stati onorati con l'invito a unirsi a questa grande e solenne impresa. Non congedato i corsi; cioè i Leviti provinciali cooperarono con i regolari di Gerusalemme
9 Scudi il re Davide è nella casa di Dio. Alcuni pensano che questi possano essere stati gli scudi d'oro che il re Davide prese dai servitori di Adadezer 2Samuele 8:7,11
10 Tutto il popolo; cioè, di nuovo, tutti coloro, non essendo Leviti e sacerdoti, a cui era stato affidato il compito di aiutare. Il parallelo (Versetto 11) li riassume sotto il nome di guardia. Si può solo notare, di passaggio, che, mentre il testo ebraico ha in entrambi i punti "spalla", cioè per il "lato" di questo versetto, e l'"angolo" del parallelo, la Versione Riveduta ha armonizzato la traduzione, scegliendo la parte della traduzione. Dal lato destro della tempia al lato sinistro. Ciò equivale a dire che coloro che componevano la guardia erano posti sui lati sud e nord. Lungo l'altare. Questo era l'altare degli olocausti di fronte al trespolo, e vicino al quale il giovane "re stava alla sua colonna", o sul suo piedistallo (Versetto 13), le file della guardia irte di armi davanti, dietro e intorno a lui
11 Poi hanno tirato fuori. Il parallelo (Versetto 12) ha, "egli ha portato fuori", ss. L'ultima frase del nostro versetto armonizza anche questo semplice punto, indicando che il "loro" designa "Ieoiada e i suoi figli", gruppo del quale Jehoiada stesso era, naturalmente, la maggior parte. Si noterà che non è detto da quale luogo esatto Ioas fu portato fuori. Metti su di lui la corona e la testimonianza. È del tutto inutile, in ogni caso, supporre che la testimonianza, così come la corona, sia stata posta sul capo di Ioas. Si può dare per scontato che la testimonianza sia stata messa nelle sue mani Deuteronomio 17:18-20 31:24-29
Se si pretendeva qualcosa di nuovo e così fuori mano come appoggiare la testimonianza (cioè il libro della Legge) sul capo, è probabile che ne sarebbe stato fatto un punto più distinto. Dio salvi il re! Ebraico, ËlMh yijy: "Lasci vivere il re!" 1Samuele 10:24; 2Samuele 16:16; 1Re 1:25,31,34,39
Versetti 11-15.-
Il peccato sorpreso per la sua estasi
Il successo di questa rivoluzione, così a lungo preparata e così mirabilmente compiuta da Ioiada, comportò la rovina di una "donna malvagia" 2Cronache 24:7
Era inevitabile che Atalia dovesse perire; Qui abbiamo il racconto della sua caduta. Abbiamo davanti a noi
PECCATO SORPRESO DEL SUO STESSO FALLIMENTO. Questo colpo di stato si abbatté evidentemente su Atalia con sorpresa. Il dodicesimo versetto descrive l'azione di chi è allo stesso tempo stupito e allarmato, che prende provvedimenti affrettati per capire cosa sta succedendo e per provvedere ai propri interessi. All'improvviso e inaspettatamente il colpo cadde sulla sua testa. Stava perseguendo la sua condotta malvagia, contando sui futuri anni di potere e possesso, e proprio nel mezzo della sua iniquità il giudizio la raggiunse e la rovesciò. Come avviene continuamente questo, anche se può avvenire su scala più piccola e in sfere più umili! Il peccato sembra avere successo, alza la testa in trionfo per un po', sfida ogni giustizia, umana e divina; poi improvvisamente la terra si apre sotto i suoi piedi e viene inghiottita. Il suo successo temporaneo è solo un incidente nella sua carriera vissuta in modo abortito; È una tappa in cammino verso il fallimento e l'umiliazione. L'uomo stolto non capisce questo; pensa che sia una prova che Dio è lontano o è del tutto indifferente; lo prende come un segno che può tranquillamente ignorare i solenni avvertimenti della Parola di Dio. Ma egli è stolto, non capisce il corso delle cose. "Quando gli empi sbocceranno come l'erba e tutti gli operatori d'iniquità fioriranno; è che saranno distrutti per sempre" Salmi 92:7 ; Vedi anche Salmi 73:2-20
Possiamo essere sorpresi e addolorati per la prosperità dei malvagi, per l'intronizzazione dei sanguinari e degli egoisti. Dov'è la giustizia di Dio? Dov'è la punizione del peccato, chiediamo. Aspetta, e vedremo. La fine arriverà tra non molto. L'usurpatore spudorato, uomo o donna, perirà; L'impero colpevole sarà rovesciato. Improvvisamente o gradualmente il loro destino cadrà su di loro. "Come sono stati portati alla desolazione, come in un momento!" Né è solo l'uomo o la donna che si elevano all'eminenza e a una grande condizione che dimostreranno la verità di ciò. Chiunque si indurisce contro Dio corre il gravissimo pericolo d'essere "distrutto all'improvviso, e ciò senza rimedio", come la donna colpevole di Gerusalemme
II L'ENTUSIASMO SOTTO UN SAPIENTE CONTROLLO. Ci deve essere stata la più grande eccitazione suscitata e sentita in questa occasione. Tutto contribuì ad accendere il sentimento popolare e ad elevarlo al suo punto più alto. Quando circondarono il bambino e lo unsero con l'olio sacro, e posero la corona sul suo giovane capo e gridarono: "Dio salvi il re!", possiamo essere certi che l'emozione che in alcune occasioni supreme riempie e infiamma una moltitudine di persone, era allora più intensa che potesse essere (vedi Versetto 13); ma Ieoiada la tenne sotto un saggio controllo. E quando Athaliah apparve, e quando la guardarono, e si ricordarono di ciò che aveva fatto e di quale piaga e maledizione era stata per il paese, avrebbero potuto ucciderla sul posto. Ma il sacerdote di Geova non volle che il luogo sacro fosse profanato con il suo sangue, e fermò la loro mano; La condussero oltre i sacri recinti, e solo allora le inflissero giustizia. Il sentimento non dovrebbe mai salire troppo in alto per essere controllato dal nostro giudizio, specialmente il sentimento forte contro qualsiasi individuo, uomo o donna. Se lasciamo che i nostri sentimenti portino con sé il nostro giudizio, saremo sicuri di fare ciò di cui poi ci pentiremo e che potrebbe essere del tutto irreparabile. Né c'è nessuno libero di dire di essere costituzionalmente impulsivo e di non potersi controllare. Può essere un compito più difficile in alcune nature che in altre; ma è obbligo serio e sacro di ogni uomo governare il proprio spirito, di mantenere il dominio sui propri affetti, sui propri impulsi e sui propri risentimenti. Questo sarà l'eccellente risultato della disciplina quotidiana, dello sforzo strenuo, della preghiera costante
III IL SERVIZIO DELLA DISTRUZIONE. "Allora tutto il popolo andò alla casa di Baal e la distrusse", ss. (Versetto 17). Di norma, il modo in cui serviamo Cristo con saggezza e in modo permanente è l'atto di costruire, di edificare. Meglio seminare un seme che strappare una radice; meglio erigere un santuario cristiano che abbattere un tempio pagano; Meglio instillare pensieri di riverenza e di amore che rimproverare e far appassire la parola profana o l'abitudine malvagia. Ma c'è un tempo per piantare e anche per sradicare; un tempo per uccidere e per guarire; un momento per abbattere e per costruire Ecclesiaste 3:2,3
Ci sono persone malvagie e dannose da cacciare dalla stanza, libri e giornali perniciosi da gettare nel fuoco, istituzioni rovinose da sopprimere con la mano forte della legge, pratiche mortali da proibire severamente. C'è un tempo in cui "la macellazione è figlia di Dio", in cui la mano distruttrice è l'organo della volontà di Gesù Cristo. - C
12 Quando Athaliah sentì il rumore. Il parallelo 2Re 11:13-16
mostra solo due differenze degne di nota, e queste verranno notate nel prossimo versetto. Il rumore; ebraico, la voce; cioè senza dubbio le voci del popolo. Lode. L'ebraico è il participio piel; la nostra frase corrispondente sarebbe: "cantare le lodi del re", cioè non lodi personali, ma come le grida di "Lunga vita al re!" o, come dice la nostra Versione Autorizzata, "Dio salvi il re io"
Versetti 12-15.-
La caduta di Atalia
SONO UNA REGINA SPAVENTATA. (Versetti 12, 13.)
1. Un suono insolito.Mentre si svolgeva segretamente l'incoronazione di Ioas, l'orecchio acuto di Atalia colse il rumore dei piedi che calpestavano, le mani che battevano le mani e le voci gridanti che provenivano dal tempio dall'altra parte della valle tiropea. Le coscienze colpevoli, dei sovrani, come dei comuni peccatori, sono inclini a essere spaventate da strani suoni; Giobbe 18:11,12
Confronta 'Macbeth' (atto 2. sc. 2), "Ho fatto l'azione: non hai sentito un rumore?"
2. Uno spettacolo inaspettato. Radunate le guardie, Athahah uscì dal suo palazzo attraverso il ponte che attraversava la valle ed entrò nel cortile del tempio, quando uno spettacolo molto sgradito si presentò al suo sguardo: un ragazzo in piedi su una piattaforma rialzata di fronte al cortile interno, probabilmente il patibolo di bronzo di Salomone 2Cronache 6:13
la testa cinta da un diadema, la mano che stringe un rotolo di pergamena come se fosse uno scettro; accanto a lui il sacerdote Ieoiada, i principi del popolo e i trombettieri levitici; intorno a lui tutto il popolo del paese, che gioiva e cantava
3. Un pianto incontenibile. Sia che Athalia riconoscesse o meno in Ioas uno dei figli di Acazia, che credeva di aver ucciso sei anni prima, non ebbe difficoltà a comprendere la situazione. Usurpatrice lei stessa, capiva perfettamente che la scena che vedeva significava rivoluzione. Strappandosi le vesti con orrore per lo spettacolo 2Re 6:30; Esdra 9:3
e forse riconoscendo involontariamente che l'ora del suo rovesciamento era suonata 1Samuele 15:27,28; 1Re 11:30
anche lei squarciò l'aria con un grido di "Tradimento! tradimento!"
Confronta 2Re 9:23
II UN PRETE VENDICATORE. (Versetti 14, 15.)
1.) Un incarico ai capitani
(1) Riguardo alla regina. Per arrestarla, per condurla oltre i recinti del tempio, per metterla a morte. Improvviso e perentorio, questo ordine era assolutamente necessario. La giustizia divina e la sicurezza pubblica richiedevano il sangue di Athaliah. Un'assassina lei stessa, 2Cronache 22:10
La sua vita fu confiscata alla legge Genesi 9:6
Idolatria del tipo più grossolano, era incorsa nella sentenza: "Getterò i tuoi cadaveri sui cadaveri dei tuoi idoli, e l'anima mia ti aborrirà" Levitico 26:30
Una cospiratrice, finché le fu risparmiata la vita di Ioas non fu al sicuro
(2) Riguardo ai suoi aderenti. Che anche loro dovrebbero essere passati a fil di spada. Seguire Atalia, difendere la sua persona o sostenere la sua causa, significava essere colpevoli di leze maestà contro Ioas, e in verità contro Geova, di cui era il vicegerente Ioas
2.) La sua esecuzione da parte dei capitani
(1) Spinsero in fretta l'infelice regina oltre i recinti del tempio, affinché il luogo santo non fosse contaminato dal sangue umano
(2) La condussero nelle vicinanze delle scuderie del re, il popolo aprì le file e le fece strada per il passaggio
(3) La uccisero lì, in vista del palazzo che aveva usurpato e del tempio che aveva profanato. Come con la violenza era salita sul trono, con la violenza ne fu scagliata. Come aveva vissuto, senza dubbio morì, nell'incredulità e nel peccato, vittima allo stesso tempo della furia popolare e della punizione divina Proverbi 11:31
Imparare:
1. Che la via dei trasgressori è dura
2. Che il salario del peccato è la morte
3. Che coloro che prendono la spada periranno di spada
4. Che in verità c'è un Dio che giudica sulla terra
5. Che con la misura con cui uno si misura, gli sarà misurato di nuovo
13 Al suo pilastro (vedi nota al Versetto 10). Agisce l'entrata. Il parallelo 2Re 11:14
ha "come era il modo" (fPvMiK vice awObMB). La lettura nel parallelo è abbastanza spiegabile da tali riferimenti 2Re 23:3; 2Cronache 34:31
Come insegnato. Piel participio di dy, il cui significato qui probabilmente non è letteralmente la confraternita degli insegnanti in quanto tale, ma i leader, e in particolare coloro che sono stati nominati in questa occasione per guidare. Tradimento! rvq riferimenti interessanti sono 2Samuele 15:12; 1Re 16:20; Isaia 8:12; Geremia 11:9; Ezechiele 32:25. L'idea della parola è cospirazione, e l'occhio di Athaliah la lesse subito, e non meno prontamente, che equivaleva a un tradimento nei suoi confronti
14 Portato fuori, axewOYw,per "comandato" nel parallelo, wXyw; e questo è probabilmente giusto, l'ebraico nel nostro testo probabilmente un errore clericale o di copista. Le gamme; twOrdec. Questa parola si trova solo in altri tre luoghi, cioè due volte nel parallelo (i suoi Versetti. 8, 15), nella versione riveduta "ranghi", e in 1Re 6:9, dove è reso nella Versione Autorizzata "le tavole", ma nella Versione Riveduta "le assi" e il margine "file". Si suppone comunemente che le distanze significhino i ranghi o le file di soldati. La Vulgata (septa templi) li ha intesi come i recinti del tempio. Le indicazioni della notevole ma non rara espressione preposizionale, tyBemiAla, (che gode dell'analogia delle espressioni preposizionali composte dall'etere, come ngGmiAla xWjmiAla) favoriscono l'idea che Ieoiada disse: "Falla uscire dalla "casa del Signore" (Versetto 12), per entrare nelle tue file, e lì abbi cura di aprirle una strada, senza che nessuno con zelo immaturo la segua per ucciderla lì, a rischio della propria vita, perché in nessun caso sia uccisa nella casa del Signore
16 Tra lui. La versione riveduta dice "se stesso", che è il significato evidente. Il parallelo omette, tuttavia, di menzionare Ieoiada come parte del patto, considerandolo piuttosto come il promotore di esso
La base della prosperità nazionale
Ieoiada sapeva che sarebbe stato di ben poca utilità sbarazzarsi di un governante e metterne un altro sul trono a meno che la nazione stessa non fosse stata legata da forti legami a Geova, il suo vero e onnipotente Sovrano. Da qui l'azione che ha intrapreso come qui descritto
LE VERE BASI DELLA PROSPERITÀ NAZIONALE. Non una popolazione che superi quella di tutti gli altri paesi; né un esercito e una marina quali nessun'altra nazione può equipaggiare; né un erario nazionale completo; né un territorio esteso ed esteso. Un paese può avere una o anche tutte queste cose, eppure essere in declino di forza e sulla strada della completa debolezza e decadenza. Il fondamento della forza di un popolo è nel possesso del. Favore divino. E questo perché:
1. Dio concederà la sua benedizione divina a coloro che lo cercano
2. E perché Dio "ama la giustizia e odia l'iniquità", sia nel singolo uomo che nella nazione; ed è nel "timore del Signore" che riposa tutta l'integrità morale e spirituale come nella sua stessa radice e fonte. Quel popolo, quindi, che vuole vivere e prosperare deve essere un popolo che cerca il volto di Dio e agisce secondo la sua volontà. Allora godrà della sua benedizione, di quel favore e di quel soccorso con cui non può non prosperare, senza i quali è destinato a cadere
II UNA FONTE DI FORZA SPIRITUALE. Ieoiada approfittò della rivoluzione dinastica per farne l'occasione per stipulare un'alleanza solenne "tra tutto il popolo e tra il re, perché fossero il popolo del Signore". Il tempo era adatto per questo rinnovo della loro alleanza con Dio. Egli stesso, sacerdote del Signore, aveva guidato, anzi aveva originato ed effettuato, il rovesciamento dell'antico regime idolatrico; il giovane re doveva essere posto sul trono come adoratore di Geova, e ora potevano impegnarsi, nella forma più solenne e vincolante, ad essere leali a quel Signore divino che, anzi, erano legati da mille legami. È stato fatto saggiamente e degnamente. Gli atti di riconoscimento nazionale di Dio devono necessariamente essere rari. Ma è possibile per le Chiese, per le famiglie, e specialmente per i singoli uomini, rinnovare i loro voti di attaccamento al loro divino Signore, affermare a se stessi o dichiarare ai loro amici e vicini di essere "il popolo del Signore". È giusto e saggio sfruttare ogni occasione favorevole per farlo. Tale opportunità si trova in:
1. Il tempo in cui l'anima ritorna a Dio dal lontano paese dell'indifferenza e della slealtà, e si rende conto di essere ammessa alla casa del Padre
2. Il momento in cui lo spirito viene richiamato da una temporanea decadenza e riconosce di nuovo le supreme pretese di un Divino Redentore
3. Quando ci incontriamo alla mensa del Signore, e lì ci viene vividamente ricordato il fatto supremo che egli "ha dato se stesso per noi" a vergogna e morte
4. Sul ricevimento di qualsiasi misericordia speciale, personale o domestica per la gentile mano del nostro Padre celeste. - C
Versetti 16-21.-
La fine di una rivoluzione
IO STIPULARE ALLEANZE. (versetto 16.) Letto in relazione a 2Re 11:17, questo versetto indica due transazioni relative a un patto
1.) Tra Geova, il re e il popolo
(1) In questo il sacerdote Ieoiada agì come rappresentante di Geova, simboleggiando il più grande Sommo Sacerdote sulla casa di Dio, che nel nuovo e migliore patto di grazia è per gli uomini peccatori l'Immagine dell'invisibile Dio Ebrei 1:3 3:1 4:14 5:5
(2) Di questo l'obiettivo era che essi, Ioas e i suoi sudditi, fossero il popolo di Geova, osservando la sua adorazione e osservando i suoi comandamenti, e che egli fosse il loro Dio, difendendoli contro i loro avversari, e concedendo loro prosperità temporale e spirituale, individuale e nazionale. Questa era la sostanza del patto che Geova aveva fatto con la nazione del Sinai Esodo 19:3-6; Deuteronomio 5:2 26:17,18
ed è il tenore dell'alleanza di Dio con il suo popolo nel vangelo Ebrei 8:8-13
2.) Tra il re e il popolo
(1) Da parte sua che avrebbe governato in conformità con la testimonianza messa nelle sue mani quel giorno; e
(2) da parte loro che sarebbero stati leali al trono sul quale egli sedeva. Questo patto è implicitamente coinvolto in tutte le relazioni tra re e sudditi. Un governante ingiusto e tirannico viola ipso facto il contratto tra lui e il suo popolo, e in tal senso lo assolve dalla fedeltà alla sua autorità. La pietà nel sovrano e la lealtà nel popolo sono i due migliori sostegni di un trono terreno
II EPURAZIONE DEGLI IDOLI. In un impeto di zelo riformatore il popolo eccitato entrò senza indugio in una crociata contro la falsa adorazione che era stata introdotta e patrocinata da Atalia
1.) Il tempio di Baal è distrutto. Questo santuario idolatrico era stato probabilmente eretto da Ieoram per compiacere Atalia 2Cronache 21:11 ; Giuseppe Flavio, 'Formica', 9:7. 4), poiché un edificio simile era stato costruito in Samaria da Achab, sotto l'influenza di Gezabele 1Re 16:32
Molto probabilmente sorgeva sul monte Moria, accanto al tempio, se non all'interno del suo cortile esterno (Thenius, Bertheau), piuttosto che su un'altra altura (Bahr). La sua vicinanza al tempio spiegherebbe perché divenne così presto preda della furia popolare, come quando la costruzione della sua vicinanza al tempio suggerì l'idea di abbattere le mura del tempio per le pietre per costruirlo 2Cronache 24:7
Ora era sorto un giorno di Nemesi, come giorni simili avevano già raggiunto i suoi costruttori. Le sue mura e le sue colonne, gli altari e le imago, furono frantumati. Confrontate la distruzione degli edifici cattolici romani a Perth l'11 maggio 1559, dopo un sermone di Knox. "La congregazione nella chiesa di San Giovanni non era ancora dispersa, quando un sacerdote entrò, salì all'altare, aprì il tabernacolo e si preparò a dire la Messa. Un ragazzo che era presente disse qualcosa di insolente. Il prete lo colpì; e il ragazzo, afferrata una pietra, la gettò contro il crocifisso, che cadde spezzato a terra. L'istinto comune attraversò la folla riunita; altare, ornamenti, immagini, in pochi istanti giacevano in rovina sul pavimento del presbiterio. I santi furono scaraventati fuori dalle loro nicchie, le finestre storiche frantumate in atomi. Allora si levò il grido: 'Ai Frati Grigi!' e in un'ora o due i poveri monaci, ripartiti dal loro pranzo di mezzogiorno, erano alla deriva per il mondo, e le loro case salivano in fumo e fiamme verso il cielo" (Froude's 'History of England', vol
(6.) pp. 228, 229). "Per un giorno o due dopo che Knox aveva predicato il suo famoso sermone, il fuoco della distruzione era estremamente occupato dentro e intorno alla bella città. Qualcuno, forse lo stesso Knox, aveva osservato che «se i nidi fossero stati abbattuti, i corvi sarebbero volati via»; e così tutti gli uomini furono messi sui nidi. La furia popolare infuriava in modo incontrollabile. I monasteri e le cappelle che avevano dato un maestoso ornamento alla città e ai suoi dintorni furono ridotti in rovina, rimasero solo le mura nude e spezzate, e la maggior parte di questi scarsi relitti scomparve rapidamente" (Fittis's 'Ecclesiastical Annals of Perth,' 1885, p. 81)
2.) Il sacerdote di Baal ucciso. Mariano il "sacerdote" (il Targum), avendo tentato di sviare il popolo, era incorso nella pena di morte, Deuteronomio 13:9
che fu sommariamente inflitto, forse come Mosè aveva ordinato, lapidandolo accanto agli altari presso i quali aveva prestato servizio. Confrontate l'assassinio di Zaccaria da parte dei servi di Ioas negli ultimi anni del suo regno 2Cronache 24:20
III RIFORMA DEL CULTO. (Versetti 18, 19.)
1.) Irregolarità corrette. Gli uffici della casa del Signore per quanto riguarda gli olocausti erano disposti secondo le prescrizioni della Legge di Mosè. Nell'economia ebraica non era accettabile alcun culto che non aderisse alle norme di quel rituale divinamente ispirato; nessuna adorazione è accettabile sotto la dispensazione del Vangelo che si discosta dalla rubrica posta da Gesù nel suo sermone al pozzo Giovanni 4:24
1. Impurità prevenute. Alle porte del tempio furono stabiliti dei guardiani, affinché non entrasse nessuno che fosse in qualche modo impuro, cioè profanato cerimonialmente. Sotto la Legge queste persone erano separate dalla congregazione Numeri 19:20 Levitico 11:24 22:5
e, fino a quando non fossero stati purificati, non potevano prendere parte alle solennità del culto divino. La verità in esso simboleggiata era che l'adorazione deriva la sua qualità dal carattere dell'adoratore. Un impuro israelita non poteva rendere accettevole adorazione a un Dio santo come lo era Geova. finché il sacerdote officiante non avesse offerto un'espiazione per il suo fallo, e il suo corpo fosse stato lavato in acqua pura, poteva egli prendere il suo posto nella congregazione di coloro che avevano il diritto di avvicinarsi a Geova. E non può rendere accettabile l'adorazione sotto il vangelo chi non lo fa sulla base di un'espiazione offerta per loro dal grande Sommo Sacerdote sulla casa di Dio, e con le emozioni ispirate dal Cielo di una vita rinnovata, "con i cuori aspersi da una cattiva coscienza e i corpi lavati con acqua pura" Ebrei 10:19-22
2. Aggiunte ilarità. Che il servizio di Geova fosse destinato ad essere una perenne fonte di gioia per il popolo di Geova fu compreso e proclamato da Mosè Deuteronomio 33:29
Fino al tempo di Davide questo non era così ampiamente compreso come ci si sarebbe potuto aspettare. Il secondo re d'Israele, comunque, comprese con visione penetrante che l'adorazione di Geova doveva sempre essere accompagnata da gioia; Salmi 5:11 32:11 68:3 89:15,16 100:1,2
e per esprimere questa idea, con il concorso e l'approvazione dei capitani dell'esercito, "separò al servizio dei figli di Asaf, di Eman e di Jeduthun, quelli che dovevano profetizzare con arpe, con salteri e con cembali" 1Cronache 25:1
Durante i regni di Ioram, Acazia e Atalia questa parte del servizio divino era stata interrotta. Quando Ioas salì al trono, questo fu restaurato. I cristiani devono sempre servire Dio "con canti e allegrezza", e lo faranno nella misura in cui saranno riempiti di quello Spirito di cui il frutto è la gioia Galati 5:22 Efesini 5:18,19; Filippesi 4:4; 1Tessalonicesi 5:16; 1Giovanni 1:4
IV INTRONIZZAZIONE DEL RE. (versetto 20.)
1. Guidato dal sacerdote. Avendo completato i suoi preparativi per la restaurazione del servizio del tempio, Ieoiada procedette con ciò che era ancora necessario per perfezionare la rivoluzione. Sollevando il re-ragazzo dalla piattaforma, lo condusse fuori dal tempio lungo la strada rialzata che conduceva al palazzo
2. Scortato dal popolo. Come la folla poco prima aveva aperto le sue file per lasciare che Atalia passasse alla sua distruzione, così ora le apre di nuovo per lasciare che il giovane sovrano marci verso la sua residenza regale. Probabilmente preceduto dai centurioni, dai principi e dai capi delle case paterne, come nel tempio era stato circondato dai Leviti, è seguito dal popolo del paese
3. Condotto attraverso il cancello superiore. Questa, chiamata "la porta della guardia", 2Re 11:19
non c'era una porta del tempio (Keil), ma un ingresso nel palazzo (Bertheau), forse il principale, attraverso il quale le guardie reali erano abituate a passare. Era appropriato che l'erede di Davide prendesse pubblicamente possesso della casa di Davide
4. Sedersi sul trono. Questa è la naturale conclusione della cerimonia. Ioas fu stabilito sul trono del regno, il trono dei suoi padri, il trono che derivava la sua autorità solo da Geova
V GIUBILO POPOLARE. (Versetto 21.)
1. Il paese era contento, che la regina fosse stata uccisa. Il suo governo era stato un'usurpazione e una maledizione. Nessuno si lamentava di lei. Se aveva un funerale, coloro che la portavano al suo ultimo luogo di riposo davano sfogo alle loro emozioni, non con singhiozzi, ma con canzoni. Se hanno versato lacrime sopra il suo sepolcro, queste erano lacrime di gioia, non di dolore. Un terribile commento sulla vita di chiunque, che i suoi contemporanei, siano essi uguali o dipendenti, sono contenti di liberarsi di noi, di vedere la sua carriera finita, il suo respiro fermato e la sua carcassa rannicchiata fuori dalla vista!
2. La città era tranquilla, anche se la regina fu uccisa. Nessuno si sognava di sguainare una spada per vendicare il suo assassinio. Coloro che la conoscevano meglio, che avevano più spesso l'opportunità di studiare il suo carattere e di osservare il suo comportamento, non avevano nulla da dire per attenuare i suoi difetti o per commiserare il suo destino. Le coscienze del suo popolo erano soddisfatte che avesse meritato la sua condanna. Forse i pii tra loro aggiunsero: "Cantici periscano tutti i tuoi nemici, o Geova" Giudici 5:31
Imparare:
1. Che il segreto di ogni vera prosperità, per la Chiesa o per lo Stato, per la società o per l'individuo, è la pietà verso Dio e la rettitudine verso l'uomo
2. Che la vera religione non può ammettere compromessi con la falsa religione, ma deve mirare al suo sterminio
3. Che in tutte le questioni di fede e pratica, dottrina e dovere, rituale e culto, la volontà di Dio, non l'opinione dell'uomo, è la regola suprema
4. Che il nemico da cui più bisogno di essere guardato dagli adoratori di Dio è il peccato
5. Che la casa del Apocalisse per i cristiani non sono i templi materiali in cui adorano, ma i loro stessi cuori, nei quali Cristo desidera essere intronizzato
6. Che è legittimo rallegrarsi per la distruzione dei nemici di Dio e del suo popolo. - W Proverbi 11:10
17 La casa di Baal. Diventa chiaro che un edificio era stato effettivamente eretto accanto, per così dire, al tempio stesso, per Baal. Ha ucciso Mattan Deuteronomio 13:6,9
Spezza le sue immagini; Ebraico, wymlx questa è la parola più pronunciata, distinta da twObXm
18 Nomina di Jehoiada; cioè rinominato o restaurato. Gli uffici; twOdqup. Numeri 3:32,36 4:16 16:29 1Cronache 23:11 24:3,19 26:30; 2Cronache 17:14, 23:18, 24:11, 26:11 ; vedi Salmi 109:8; Isaia 10:3
Comp. Giobbe 10:12
I sacerdoti
Senza dubbio si dovrebbe trovare la congiunzione "e" dopo questa parola e prima di "i Leviti", che Davide aveva distribuito
così 1Cronache 24:1-19 25:8-31
Nella Legge di Mosè Numeri 18:1-7
Davide canta di giubilo 1Cronache 23:5; 25:1,2,5-7 ; e 2Cronache 29:25-30
19 I facchini 1Cronache 26:1-12
20 Il cancello alto. C'è qualche dubbio su cosa fosse questa porta, se la porta del tempio di 2Cronache 27:3, la porta principale del cortile esterno, o se fosse semplicemente la porta di un palazzo, e non identificata anche con i recinti del tempio. È chiamata in parallelo "la porta della guardia"
21 Prima la purezza, poi la pace
"E la città era tranquilla, dopo ciò avevano ucciso Atalia con la spada". Possiamo concepire molte occasioni in cui "l'uccisione di una donna con la spada" non dovrebbe e non porterebbe alla quiete, ma all'inquietudine, alla turbolenza e alla lotta. Ma questa "donna malvagia", Atalia, era l'impersonificazione dell'usurpazione e dell'idolatria. Ucciderla significava "togliere la cosa malvagia" dall'alto e dal mezzo al popolo di Dio. È stato un atto di purificazione, di pulizia della coscienza della nazione. Fu uno sconvolgimento spirituale, che si spense di un pesante peso che gravava sullo spirito di obbedienza. Era un atto di escissione, tagliare la "mano destra" colpevole affinché "tutto il corpo" potesse essere salvato. Se c'è sulla via della nostra coscienziosa adesione alla causa e dell'impegno al servizio di Cristo un ostacolo come lo fu questa Atalia per il popolo di Giuda, allora nessuna mezza misura sarà sufficiente. Il male, qualunque esso sia, deve essere ucciso con la spada, deve essere "fatto morire", deve essere inesorabilmente sradicato; allora, e fino ad allora, ci sarà quiete in tutta la regione dell'anima. Potremmo trovare questa nostra Atalia in
UNA PROFESSIONE DI FEDE INSINCERA che non abbiamo più, e di conseguenza una pratica sleale in cui non crediamo
II UN'ABITUDINE IMMORALE O DANNOSA, che può essere segretamente amata, ma che sappiamo essere colpevole
III UN GUADAGNO ILLECITO, che la nostra coscienza condanna
IV UNA COMPAGNIA (o compagnie), che non può essere mantenuta mentre Gesù Cristo è onorato e obbedito
Illustratore biblico:
2Cronache 23
21 CAPITOLO 23
2Cronache 23:21
E la città era tranquilla, dopo che avevano ucciso Atalia con la spada.-Una donna malvagia:-
È possibile che venga il momento in cui la gente si rallegrerà del fatto che siamo morti? Alcuni pulpiti saranno più onorati dal vuoto che dall'occupazione? Alcune aziende avranno la possibilità di recuperare il loro carattere quando i presidi saranno morti, ma non fino a quando quei presidi avvieranno e condurranno la politica della casa? È possibile che un trono possa essere una fonte di malizia? Domande come queste, penetranti, spietate, dovremmo spingerle dentro di noi, affinché possano funzionare prima dolorosamente e poi curativamente. Non viene data alcuna spiegazione di tutta questa gioia per la morte di Athaliah? La spiegazione è data nel CAPITOLO 24:7 - "quella donna malvagia". Questa è un'allitterazione che il grammatico potrebbe detestare, il retore evitare come un vizio nell'eloquenza, ma che il moralista deve guardare con un senso di ineffabile vergogna. "Donna malvagia": è impossibile! Dovrebbe essere un affronto al genio stesso della creazione; diciamo sole oscuro, diciamo mare senz'acqua, diciamo estate senza fiori, e l'ironia potrebbe essere tollerata, perché potrebbe essere solo una discordia a parole; Ma "donna malvagia" indica una possibilità che rende tutto l'inferno facile da credere. Questa è la spiegazione morale del disastro fisico. Atalia fu uccisa con la spada: grida, Assassinio dunque! Arrestate l'omicidio, il regicidio! Ma aspetta; non sai tutto; La parola esplicativa che si trova nel contesto: "quella donna malvagia". (J. Parker, D.D.)
Riferimenti incrociati:
2Cronache 23
1 2Re 11:4-16
2Cron 15:12; 1Sa 18:3; Ne 9:38
2 Sal 112:5; Mat 10:16; Ef 5:15
2Cron 11:13-17; 1Cron 15:12; 24:6
3 2Cron 23:16; 2Sa 5:3; 2Re 11:17; 1Cron 11:3
2Cron 6:16; 7:18; 21:7; 2Sa 7:12,16; 1Re 2:4; 9:5; 1Cron 9:9-27; Sal 89:29,36
4 1Cron 23:3-6; 24:3-6; Lu 1:8,9
1Cron 26:13-16
5 2Re 11:5,6; Ez 44:2,3; 46:2,3
At 3:2
7 2Re 11:8,9
Eso 19:12,13; 21:14; Nu 3:10,38
10 2Re 11:11
2Cron 6:12; Eso 40:6
11 2Cron 22:11; 2Re 11:12
2Sa 1:10; Sal 21:3; 89:39; 132:18; Eb 2:9; Giac 1:12; 2:5; Ap 4:4,10; 5:10; 19:12
Eso 25:16; 31:18; De 17:18-20; Sal 2:10-12; 78:5; Is 8:16,20; 49:23
1Sa 10:1; 2Sa 5:3; 1Re 1:39; Sal 89:20; At 4:26,27
1Sa 10:24; 2Sa 16:16; 1Re 1:34; Mat 21:9
13 Sal 14:5
2Cron 34:31; 2Re 23:3
Nu 10:1-10; 1Cron 15:24
1Re 1:39,40; 1Cron 12:40; Prov 11:10; 29:2
Giudic 7:8,18-22; 2Re 9:13
1Cron 15:16-22,27; 25:1-8
Ec 9:12
1Re 18:17,18; 2Re 9:23; Rom 2:1,2
14 Eso 21:14
2Re 10:25; 11:8,15
Ez 9:7
15 Ne 3:28
2Cron 22:10; Giudic 1:7; Sal 5:6; 55:23; Mat 7:2; Giac 2:13; Ap 16:5-7
16 2Cron 15:12,14; 29:10; 34:31,32; De 5:2,3; 29:1-15; 2Re 11:17; Esd 10:3; Ne 5:12,13; 9:38; 10:29-39
De 26:17-19; Gios 24:21-25; Is 44:5
17 2Cron 34:4,7; 2Re 10:25-28; 11:18; 18:4
De 12:3; Is 2:18; Zac 13:2,3
De 13:5,9; 1Re 18:40; 2Re 11:18,19
Dimensione testo: