Nuova Riveduta:

2Cronache 9

La regina di Seba fa visita a Salomone a Gerusalemme
1 La regina di Seba, udita la fama che circondava Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova con degli enigmi. Essa giunse con un numerosissimo seguito, con cammelli carichi di aromi, d'oro in gran quantità e di pietre preziose. Recatasi da Salomone, gli disse tutto quello che aveva in cuore. 2 Salomone rispose a tutte le sue domande, e non ci fu cosa che fosse oscura per il re e che egli non sapesse spiegare.
3 Quando la regina di Seba ebbe visto la saggezza di Salomone, la reggia da lui costruita, 4 le vivande della sua mensa, gli alloggi dei suoi servitori, l'ordine di servizio dei suoi ufficiali e le loro divise, i suoi coppieri e le loro vesti, gli olocausti che egli offriva nella casa del SIGNORE, rimase fuori di sé dalla meraviglia. 5 E disse al re: «Quanto avevo sentito dire nel mio paese sul tuo conto e sulla tua saggezza era dunque vero. 6 Ma io non ci ho creduto finché non sono venuta io stessa e non ho visto con i miei occhi; e ora, ecco, non mi era stata riferita neppure la metà della grandezza della tua saggezza! Tu superi la fama che me n'era giunta! 7 Beata la tua gente, beati questi tuoi servitori che stanno sempre davanti a te e ascoltano la tua saggezza! 8 Sia benedetto il SIGNORE, il tuo Dio, il quale ti ha gradito, mettendoti sul suo trono, perché tu regni per il SIGNORE, per il tuo Dio! Dio ti ha stabilito re per esercitare il diritto e la giustizia, perché egli ama Israele e vuole conservarlo per sempre».
9 Poi donò al re centoventi talenti d'oro, grandissima quantità di aromi e pietre preziose. Non ci furono più tali aromi, come quelli che la regina di Seba diede al re Salomone.
10 (I servitori di Curam e i servitori di Salomone che portavano oro da Ofir, portavano anche del legno di sandalo e delle pietre preziose; 11 e di questo legno di sandalo il re fece delle scale per la casa del SIGNORE e per il palazzo reale, delle cetre e dei saltèri per i cantori. Del legno come questo non se n'era mai visto prima nel paese di Giuda).
12 Il re Salomone diede alla regina di Seba tutto quello che lei desiderò e chiese, oltre all'equivalente di quello che aveva portato al re. Poi si rimise in cammino e, con i suoi servitori, ritornò al suo paese.

Ricchezze di Salomone
13 Il peso dell'oro che giungeva ogni anno a Salomone era di seicentosessantasei talenti, 14 oltre a quello che percepiva dai trafficanti e dai negozianti che gliene portavano, da tutti i re dell'Arabia e dai governatori del paese che portavano a Salomone oro e argento.
15 Il re Salomone fece fare duecento scudi grandi d'oro battuto, per ognuno dei quali impiegò seicento sicli d'oro battuto, 16 e trecento altri scudi d'oro battuto, per ognuno dei quali impiegò trecento sicli d'oro; e il re li mise nella «Casa della Foresta del Libano». 17 Il re fece pure un gran trono d'avorio, che rivestì d'oro puro. 18 Questo trono aveva sei gradini e una pedana d'oro connessi con il trono; c'erano dei bracci da un lato e dall'altro del seggio; due leoni stavano presso i bracci 19 e dodici leoni stavano sui sei gradini, da una parte e dall'altra. Niente di simile era ancora stato fatto in nessun altro regno. 20 Tutte le coppe del re Salomone erano d'oro, e tutto il vasellame della «Casa Foresta del Libano» era d'oro puro; dell'argento non si faceva alcun conto al tempo di Salomone. 21 Infatti il re aveva delle navi che andavano a Tarsis con la gente di Curam; e una volta ogni tre anni venivano le navi da Tarsis, portando oro, argento, avorio, scimmie e pavoni.
22 Così il re Salomone fu il più grande di tutti i re della terra per ricchezze e per saggezza. 23 E tutti i re della terra cercavano di vedere Salomone per udire la saggezza che Dio gli aveva messa in cuore. 24 Ognuno di essi gli portava il suo dono: vasi d'argento, vasi d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli, muli; e questo avveniva ogni anno. 25 Salomone aveva delle scuderie per quattromila cavalli, carri e dodicimila cavalieri, che distribuiva nelle città dove teneva i suoi carri e in Gerusalemme presso di sé. 26 Egli dominava su tutti i re, dal Fiume sino al paese dei Filistei e sino ai confini d'Egitto. 27 Il re fece in modo che l'argento fosse in Gerusalemme così comune come le pietre, e i cedri tanto abbondanti quanto i sicomori della pianura. 28 E si conducevano a Salomone dei cavalli dall'Egitto e da tutti i paesi.

Morte di Salomone
29 Il rimanente delle azioni di Salomone, le prime e le ultime, sono scritte nel libro di Natan, il profeta, nella profezia di Aiia di Silo e nelle visioni di Ieddo, il veggente, relative a Geroboamo, figlio di Nebat.
30 Salomone regnò a Gerusalemme, su tutto Israele, quarant'anni. 31 Poi Salomone si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide suo padre; e Roboamo suo figlio regnò al suo posto.

C.E.I.:

2Cronache 9

1 La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova mediante enigmi. Arrivò con un corteo molto numeroso e con cammelli carichi di aromi, d'oro in grande quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli disse quanto aveva in mente. 2 Salomone rispose a tutte le sue domande; nessuna risultò occulta per Salomone tanto da non poterle rispondere. 3 La regina di Saba, quando ebbe ammirato la sapienza di Salomone, la reggia che egli aveva costruito, 4 i cibi della sua tavola, gli alloggi dei suoi servitori, l'attività dei suoi ministri e le loro divise, i suoi coppieri e le loro vesti, gli olocausti che egli offriva nel tempio, ne rimase incantata. 5 Quindi disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito dire nel mio paese sul tuo conto e sulla tua sapienza. 6 Io non avevo voluto credere a quanto si diceva finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non mi era stata riferita neppure una metà della grandezza della tua sapienza; tu superi la fama che avevo sentito su di te. 7 Beati i tuoi uomini e beati questi tuoi ministri, che stanno sempre alla tua presenza e ascoltano la tua sapienza! 8 Sia benedetto il Signore tuo Dio, che si è compiaciuto di te e ti ha costituito, sul suo trono, re per il Signore Dio tuo. Poiché il tuo Dio ama Israele e intende renderlo stabile per sempre, ti ha costituito suo re perché tu eserciti il diritto e la giustizia». 9 Essa diede al re centoventi talenti d'oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non ci furono mai tanti aromi come quelli che la regina di Saba diede al re Salomone.
10 Gli uomini di Curam e quelli di Salomone, che caricavano oro da Ofir, portarono legno di sandalo e pietre preziose. 11 Con il legno di sandalo il re fece le scale del tempio e della reggia, cetre e arpe per i cantori; strumenti simili non erano mai stati visti nel paese di Giuda.
12 Il re Salomone diede alla regina di Saba quanto ella aveva mostrato di gradire, oltre l'equivalente di quanto ella aveva portato al re. Ella poi tornò nel suo paese con i suoi uomini.
13 Il peso dell'oro che affluiva nelle casse di Salomone ogni anno era di seicentosessantasei talenti d'oro, 14 senza contare quanto ne proveniva dai trafficanti e dai commercianti; tutti i re dell'Arabia e i governatori del paese portavano a Salomone oro e argento.
15 Il re Salomone fece duecento scudi grandi d'oro battuto, per ognuno dei quali adoperò seicento sicli d'oro, 16 e trecento scudi piccoli d'oro battuto, per ognuno dei quali adoperò trecento sicli d'oro. Il re li pose nel palazzo della foresta del Libano.
17 Il re fece un grande trono d'avorio, che rivestì d'oro puro. 18 Il trono aveva sei gradini e uno sgabello d'oro connessi fra loro. Ai due lati del sedile c'erano due bracci, vicino ai quali si ergevano due leoni. 19 Dodici leoni si ergevano, di qua e di là, sui sei gradini; non ne esistevano di simili in nessun regno. 20 Tutto il vasellame per bere del re Salomone era d'oro; tutti gli arredi del palazzo della foresta del Libano erano d'oro fino; al tempo di Salomone l'argento non valeva nulla. 21 Difatti le navi del re andavano a Tarsìs, guidate dai marinai di Curam; ogni tre anni tornavano le navi di Tarsìs cariche d'oro, d'argento, di avorio, di scimmie e di babbuini.
22 Il re Salomone superò, per ricchezza e sapienza, tutti i re della terra. 23 Tutti i re della terra desideravano avvicinare Salomone per ascoltare la sapienza che Dio gli aveva infusa. 24 Ognuno di essi gli portava ogni anno il proprio tributo, oggetti d'oro e oggetti d'argento, vesti, armi, aromi, cavalli e muli. 25 Salomone aveva quattromila stalle per i suoi cavalli e i suoi carri e dodicimila cavalli, distribuiti nelle città dei carri e presso il re in Gerusalemme. 26 Egli dominava su tutti i re, dal fiume fino alla regione dei Filistei e fino al confine dell'Egitto.
27 Il re fece sì che in Gerusalemme l'argento fosse comune come i sassi, i cedri numerosi come i sicomòri nella Sefela. 28 Da Muzri e da tutti i paesi si importavano cavalli per Salomone.
29 Le altre gesta di Salomone, dalle prime alle ultime, sono descritte negli atti del profeta Natan, nella profezia di Achia di Silo e nelle visioni del veggente Iedò riguardo a Geroboamo figlio di Nebàt. 30 Salomone regnò in Gerusalemme su Israele quarant'anni. 31 Salomone si addormentò con i suoi padri; lo seppellirono nella città di Davide. Al suo posto divenne re suo figlio Roboamo.

Nuova Diodati:

2Cronache 9

La regina di Sceba fa visita a Salomone
1 Quando la regina di Sceba sentì parlare della fama di Salomone, venne a Gerusalemme per mettere alla prova Salomone con difficili domande, accompagnata da un grandissimo seguito, con cammelli carichi di aromi e con una grande quantità di oro e di pietre preziose: essa andò da Salomone e parlò con lui di tutto ciò che aveva in cuore. 2 Salomone rispose a tutte le sue domande, e non ci fu cosa alcuna che fosse nascosta a Salomone e che egli non sapesse spiegare. 3 Quando la regina di Sceba vide la sapienza di Salomone e la casa che egli aveva costruito, 4 i cibi della sua mensa, gli alloggi dei suoi servi, il servizio dei suoi camerieri e le loro vesti, i suoi coppieri e le loro vesti e gli olocausti che egli offriva nella casa dell'Eterno, rimase senza fiato. 5 Disse quindi al re: «Era dunque vero ciò che avevo sentito nel mio paese circa le tue parole e la tua sapienza. 6 Ma non ho creduto a queste cose finché non sono venuta io stessa e non ho visto con i miei occhi; ebbene, non mi era stato riferito neppure la metà della grandezza della tua sapienza. Tu sorpassi la fama di cui avevo sentito parlare. 7 Beata la tua gente, beati questi tuoi servi che stanno sempre davanti a te e ascoltano la tua sapienza! 8 Sia benedetto l'Eterno, il tuo DIO, che si è compiaciuto di te, mettendoti sul suo trono come re per l'Eterno, il tuo DIO! Poiché il tuo DIO ama Israele e vuole renderlo stabile per sempre, ti ha stabilito re su di loro, per esercitare il giudizio e la giustizia». 9 Poi ella donò al re centoventi talenti d'oro e una grande quantità di aromi e di pietre preziose. Non vi furono mai più aromi come quelli che la regina di Sceba diede al re Salomone. 10 I servi di Hiram e i servi di Salomone che portavano oro da Ofir, portarono anche legno di sandalo e pietre preziose; 11 con il legno di sandalo il re fece scale per la casa dell'Eterno e per la reggia e anche cetre e arpe per i cantori. Nessuno strumento come questi era mai stato visto prima nel paese di Giuda. 12 Il re Salomone diede alla regina di Sceba tutte le cose desiderate che ella chiese, molto di più di ciò che ella aveva portato al re. Poi ella fece ritorno, andando con i suoi servi al suo paese.

Ricchezze di Salomone
13 Ora il peso dell'oro che Salomone riceveva ogni anno era di seicentosessantasei talenti d'oro, 14 in aggiunta a quello che proveniva dai mercanti e dai commercianti; inoltre tutti i re d'Arabia e i governanti del paese portavano a Salomone oro e argento. 15 Il re Salomone fece fare duecento scudi grandi d'oro battuto, per ognuno dei quali adoperò seicento sicli d'oro battuto, 16 e trecento scudi d'oro battuto, per ognuno dei quali adoperò trecento sicli d'oro; il re li pose quindi nel palazzo della foresta del Libano. 17 Il re fece pure un gran trono d'avorio che rivestì d'oro puro. 18 Il trono aveva sei gradini e uno sgabello d'oro, che erano attaccati al trono; c'erano due bracci ai lati del seggio e due leoni stavano presso i bracci. 19 Dodici leoni stavano su entrambe le estremità dei sei gradini. Nulla di simile era stato fatto in alcun altro regno. 20 Tutte le coppe per le bevande del re Salomone erano d'oro, e anche le coppe del palazzo della foresta del Libano erano d'oro puro. Al tempo di Salomone infatti l'argento non aveva alcun valore. 21 Poiché le navi del re andavano a Tarshish con i servi di Hiram; e una volta ogni tre anni venivano le navi di Tarshish, recando oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 22 Così il re Salomone superò in ricchezza e sapienza tutti i re della terra. 23 Tutti i re della terra cercavano la presenza di Salomone per ascoltare la sapienza che DIO gli aveva posto in cuore. 24 Ognuno di essi portava il suo dono: oggetti d'argento, oggetti d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli e muli, una certa quantità ogni anno. 25 Salomone aveva quattromila scuderie per cavalli e carri e dodicimila cavalieri, che distribuì nelle città per i carri e in Gerusalemme vicino a sé. 26 Così egli dominava su tutti i re dal Fiume fino al paese dei Filistei e fino al confine d'Egitto. 27 Il re fece in modo che in Gerusalemme l'argento fosse comune come le pietre e i cedri abbondanti come i sicomori della pianura. 28 A Salomone portavano cavalli dall'Egitto e da tutti i paesi.

Morte di Salomone
29 Ora il resto delle gesta di Salomone, dalle prime alle ultime, non sono forse scritte nel libro di Nathan, il profeta, nella profezia di Ahijah di Sciloh e nelle visioni di Iddo il veggente, riguardanti Geroboamo, figlio di Nebat? 30 Salomone regnò in Gerusalemme su tutto Israele quarant'anni. 31 Poi Salomone si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide suo padre. Al suo posto regnò suo figlio Roboamo.

Riveduta 2020:

2Cronache 9

La regina di Seba fa visita a Salomone a Gerusalemme
1 La regina di Seba, avendo udito la fama che circondava Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova con degli enigmi. Giunse con un numerosissimo seguito, con cammelli carichi di aromi, d'oro in grande quantità e di pietre preziose: si recò da Salomone e gli disse tutto quello che aveva in cuore. 2 Salomone rispose a tutte le sue domande, e non ci fu cosa che fosse oscura per il re, e che egli non sapesse spiegare. 3 Quando la regina di Seba ebbe visto la sapienza di Salomone e la casa che egli aveva costruito, 4 le vivande della sua mensa, gli alloggi dei suoi servi, l'ordine di servizio dei suoi ufficiali e le loro vesti, i suoi coppieri e le loro vesti e gli olocausti che egli offriva nella casa dell'Eterno, rimase fuori di sé dalla meraviglia. 5 E disse al re: “Quello che avevo sentito dire nel mio paese sul tuo conto e sulla tua sapienza era dunque vero. 6 Ma non ci ho creduto finché non sono venuta io stessa, e non ho visto con i miei occhi; e ora, ecco, non mi era stata riferita neppure la metà della grandezza della tua sapienza! Tu sorpassi la fama che mi era giunta! 7 Beata la tua gente, beati questi tuoi servi che stanno sempre davanti a te, e ascoltano la tua sapienza! 8 Sia benedetto l'Eterno, il tuo Dio, il quale ti ha gradito, mettendoti sul suo trono, affinché tu regni per l'Eterno, per il tuo Dio! Iddio ti ha stabilito re per esercitare il diritto e la giustizia, perché egli ama Israele e vuole conservarlo per sempre”. 9 Poi lei donò al re centoventi talenti d'oro, una grandissima quantità di aromi e delle pietre preziose. Non ci furono più tali aromi, come quelli che la regina di Seba diede al re Salomone. 10 (I servi di Curam e i servi di Salomone che portavano oro da Ofir, portavano anche del legno di sandalo e delle pietre preziose; 11 e di questo legno di sandalo il re fece delle scale per la casa dell'Eterno e per la casa reale, delle cetre e dei saltèri per i cantori. Del legno come questo non se ne era mai visto prima nel paese di Giuda). 12 Il re Salomone diede alla regina di Seba tutto quello che lei desiderò e chiese, oltre all'equivalente di quello che lei aveva portato al re. Poi lei si rimise in cammino e, con i suoi servi, se ne ritornò al suo paese.

Ricchezze di Salomone
13 Il peso dell'oro che giungeva ogni anno a Salomone era di seicentosessantasei talenti, 14 oltre quello che percepiva dai trafficanti e dai negozianti che gliene portavano, da tutti i re d'Arabia e dai governatori del paese che portavano a Salomone dell'oro e dell'argento. 15 E il re Salomone fece fare duecento scudi grandi d'oro battuto, per ognuno dei quali impiegò seicento sicli d'oro battuto, 16 e trecento altri scudi d'oro battuto, per ognuno dei quali impiegò trecento sicli d'oro; e il re li mise nella casa della “Foresta del Libano”. 17 Il re fece anche un grande trono d'avorio, che rivestì d'oro puro. 18 Questo trono aveva sei gradini e uno sgabello d'oro connessi con il trono; c'erano dei bracci da un lato e dall'altro del sedile, due leoni stavano presso i bracci, 19 e dodici leoni stavano sui sei gradini, da una parte e dall'altra. Niente di simile era ancora stato fatto in nessun altro regno. 20 Tutte le coppe del re Salomone erano d'oro e tutto il vasellame della casa della “Foresta del Libano” era d'oro puro; dell'argento non si faceva nessun conto al tempo di Salomone. 21 Poiché il re aveva delle navi che andavano a Tarsis con la gente di Curam; e una volta ogni tre anni venivano le navi da Tarsis, portando oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 22 Così il re Salomone fu il più grande di tutti i re della terra per ricchezze e per sapienza. 23 E tutti i re della terra cercavano di vedere Salomone per udire la sapienza che Dio gli aveva messo nel cuore. 24 E ognuno di loro gli portava il suo dono: vasi d'argento, vasi d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli, muli; e questo avveniva ogni anno. 25 Salomone aveva delle scuderie per quattromila cavalli, dei carri, e dodicimila cavalieri, che distribuiva nelle città dove teneva i suoi carri, e in Gerusalemme presso di sé. 26 Egli dominava su tutti i re, dal fiume fino al paese dei Filistei e fino ai confini d'Egitto. 27 Il re fece in modo che in Gerusalemme l'argento fosse comune come le pietre, e i cedri tanto abbondanti quanto i sicomori della pianura. 28 E si portavano a Salomone dei cavalli dall'Egitto e da tutti i paesi. 29 Il resto delle azioni di Salomone, le prime e le ultime, sono scritte nel libro di Natan, il profeta, nella profezia di Aiia di Silo, e nelle visioni di Ieddo il veggente, relative a Geroboamo, figlio di Nebat. 30 Salomone regnò a Gerusalemme, su tutto Israele, quarant'anni. 31 Poi Salomone si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide suo padre; e Roboamo suo figlio regnò al suo posto.

Riveduta:

2Cronache 9

La regina di Sceba viene a visitare Salomone a Gerusalemme
1 Or la regina di Sceba, avendo udito la fama che circondava Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova con degli enimmi. Essa giunse con un numerosissimo seguito, con cammelli carichi di aromi, d'oro in gran quantità, e di pietre preziose: e, recatasi da Salomone, gli disse tutto quello che aveva in cuore. 2 Salomone rispose a tutte le questioni propostegli da lei, e non ci fu cosa che fosse oscura per il re, e ch'ei non sapesse spiegare. 3 E quando la regina di Sceba ebbe veduto la sapienza di Salomone e la casa ch'egli avea costruita, 4 e le vivande della sua mensa e gli alloggi de' suoi servi e l'ordine di servizio de' suoi ufficiali e le loro vesti e i suoi coppieri e le loro vesti e gli olocausti ch'egli offriva nella casa dell'Eterno, rimase fuor di sé dalla maraviglia. 5 E disse al re: 'Quello che avevo sentito dire nel mio paese dei fatti tuoi e della tua sapienza era dunque vero. 6 Ma io non ci ho creduto finché non son venuta io stessa, e non ho visto con gli occhi miei; ed ora, ecco, non m'era stata riferita neppure la metà della grandezza della tua sapienza! Tu sorpassi la fama che me n'era giunta! 7 Beata la tua gente, beati questi tuoi servi che stanno del continuo dinanzi a te, ed ascoltano la tua sapienza! 8 Sia benedetto l'Eterno, il tuo Dio, il quale t'ha gradito, mettendoti sul suo trono, onde tu regni per l'Eterno, per il tuo Dio! Iddio ti ha stabilito re per far ragione e giustizia, perch'egli ama Israele e vuol conservarlo in perpetuo'. 9 Poi ella donò al re centoventi talenti d'oro, grandissima quantità di aromi e delle pietre preziose. Non vi furon più tali aromi, come quelli che la regina di Sceba diede al re Salomone. 10 (I servi di Huram e i servi di Salomone che portavano oro da Ofir, portavano anche del legno di sandalo e delle pietre preziose; 11 e di questo legno di sandalo il re fece delle scale per la casa dell'Eterno e per la casa reale, delle cetre e de' saltèri per i cantori. Del legno come questo non se n'era mai visto prima nel paese di Giuda). 12 Il re Salomone diede alla regina di Sceba tutto quello ch'essa bramò e chiese, oltre all'equivalente di quello ch'essa avea portato al re. Poi ella si rimise in cammino, e coi suoi servi se ne tornò al suo paese.

Ricchezze di Salomone
13 Or il peso dell'oro che giungeva ogni anno a Salomone, era di seicentosessantasei talenti, 14 oltre quello che percepiva dai trafficanti e dai negozianti che gliene portavano, da tutti i re d'Arabia e dai governatori del paese che recavano a Salomone dell'oro e dell'argento. 15 E il re Salomone fece fare duecento scudi grandi d'oro battuto, per ognuno dei quali impiegò seicento sicli d'oro battuto, 16 e trecento altri scudi d'oro battuto, per ognuno dei quali impiegò trecento sicli d'oro; e il re li mise nella casa della 'Foresta del Libano'. 17 Il re fece pure un gran trono d'avorio, che rivestì d'oro puro. 18 Questo trono aveva sei gradini e una predella d'oro connessi col trono; v'erano dei bracci da un lato e dall'altro del seggio, due leoni stavano presso i bracci, 19 e dodici leoni stavano sui sei gradini, da una parte e dall'altra. Niente di simile era ancora stato fatto in verun altro regno. 20 E tutte le coppe del re Salomone erano d'oro, e tutto il vasellame della casa della 'Foresta del Libano' era d'oro puro; dell'argento non si faceva alcun conto al tempo di Salomone. 21 Poiché il re aveva delle navi che andavano a Tarsis con la gente di Huram; e una volta ogni tre anni venivano le navi da Tarsis, recando oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 22 Così il re Salomone fu il più grande di tutti i re della terra per ricchezze e per sapienza. 23 E tutti i re della terra cercavan di veder Salomone per udir la sapienza che Dio gli avea messa in cuore. 24 E ognun d'essi gli portava il suo dono: vasi d'argento, vasi d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli, muli; e questo avveniva ogni anno. 25 Salomone aveva delle scuderie per quattromila cavalli, dei carri, e dodicimila cavalieri, che distribuiva nelle città dove teneva i suoi carri, e in Gerusalemme presso di sé. 26 Egli signoreggiava su tutti i re, dal fiume sino al paese de' Filistei e sino ai confini d'Egitto. 27 E il re fece sì che l'argento era in Gerusalemme così comune come le pietre, e i cedri tanto abbondanti quanto i sicomori della pianura. 28 E si menavano a Salomone de' cavalli dall'Egitto e da tutti i paesi. 29 Or il rimanente delle azioni di Salomone, le prime e le ultime, sono scritte nel libro di Nathan, il profeta, nella profezia di Ahija di Scilo, e nelle visioni di Jeddo il veggente, relative a Geroboamo, figliuolo di Nebat. 30 Salomone regnò a Gerusalemme, su tutto Israele, quarant'anni. 31 Poi Salomone s'addormentò coi suoi padri, e fu sepolto nella città di Davide suo padre; e Roboamo suo figliuolo regnò in luogo suo.

Ricciotti:

2Cronache 9

La visita della regina di Saba.
1 Anche la regina di Saba, avendo udito la rinomanza di Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova con ardui quesiti. Aveva con sè grandi ricchezze e cammelli, che portavano aromi e gran quantità di oro e di gemme preziose. Venuta da Salomone, gli espose quanto aveva in animo, 2 e Salomone le spiegò tutto ciò che gli era stato proposto; e non vi fu cosa che non le risultasse ben chiara. 3 La regina, avendo visto la sapienza di Salomone, il palazzo da lui edificato, 4 come pure i cibi della sua mensa, le abitazioni dei suoi servi, i vari uffici dei ministri di lui e le loro vesti, i coppieri e le loro vesti, le vittime, che immolava nella casa del Signore, non poteva più stare in sè per l'ammirazione, 5 e rivolta al re gli disse: «È vero tutto ciò che ho inteso nel mio paese, delle tue virtù e della sapienza tua. 6 Io non credeva a chi me ne parlava, finchè io stessa non son venuta per vedere co' miei propri occhi ed ho constatato che neppure la metà della tua sapienza, mi era stata descritta. Colle tue virtù hai superata la fama. 7 Beati i tuoi uomini, e beati i servi tuoi, che ti stanno sempre accanto e che ascoltano la tua sapienza. 8 Sia benedetto il Signore Dio tuo, che volle porti sul trono suo, quale re del Signore Dio tuo. Perchè Dio ama Israele, e vuol conservarlo in eterno; per questo ti collocò re sopra di lui, perchè tu renda ragione e faccia giustizia». 9 Consegnò poi al re centoventi talenti d'oro e una quantità enorme di aromi e di pietre preziose. Non vi furono mai aromi simili a quelli che diede la regina di Saba al re Salomone. 10 Anche i servi di Iram, coi servi di Salomone, portarono da Ofir oro e legname di sandalo e gemme preziose. 11 Di questo, vale a dire del legname di sandalo il re fece i gradini nella casa del Signore, e nel palazzo reale, e di più cetre e salterii per cantori. Un legno siffatto non fu mai visto nella terra di Giuda. 12 Il re Salomone diede alla regina di Saba tutto ciò che essa bramò e chiese e in misura molto maggiore di ciò che essa aveva portato a lui. Così essa fece ritorno insieme ai suoi servi al suo paese.

Ricchezze di Salomone
13 Il peso dell'oro, che veniva portato ogni anno a Salomone, ammontava a seicentosessantasei talenti d'oro, 14 non computando la somma d'oro e d'argento, che gli ambasciatori dei vari popoli e i negozianti, nonchè tutti i re d'Arabia e i satrapi dei vari paesi solevano portare a Salomone. 15 Il re Salomone fece quindi fare duecento aste d'oro, del valore ciascuna di seicento monete d'oro; 16 poi trecento scudi d'oro del valore di trecento monete d'oro, coi quali furono coperti i singoli scudi e li pose nel suo arsenale, che era situato nella foresta. 17 Fece ancora un trono grande d'avorio e lo rivestì d'oro purissimo. 18 Fece anche i sei gradini, coi quali si saliva al trono e uno sgabello d'oro e due bracciuoli da ciascuna parte del seggio e due leoni presso i bracciuoli, 19 e altri dodici leoncini, sopra i sei gradini, da una parte e dall'altra. Non vi fu trono somigliante in nessuno dei regni. 20 Anche tutti i vasi della mensa del re eran d'oro e i vasi della casa del bosco del Libano erano tutti d'oro purissimo. A quel tempo non si faceva nessun conto dell'argento, 21 poichè le navi del re se ne andavano coi servi di Iram ogni tre anni a Tarsis, donde portavano oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 22 Il re Salomone fu il più grande di tutti i re della terra, per le ricchezze e la gloria; 23 e tutti i re della terra desideravano di vedere la faccia di Salomone, per udire la sapienza, che Dio gli aveva infuso nell'anima; 24 e gli portavano in regalo vasi d'argento e d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli e muli, ogni anno. 25 Ebbe ancora Salomone quarantamila cavalli nelle sue stalle, e dodicimila cocchi e cavalieri, da lui distribuiti nelle città dei cocchi ed in Gerusalemme, dove abitava il re. 26 Egli esercitò il suo potere sopra tutti i re dal fiume Eufrate fino alla terra dei Filistei e fino ai confini dell'Egitto 27 e fece abbondare l'argento in Gerusalemme, come le pietre; e il legno di cedro, come quello dei sicomori, che crescono nella pianura. 28 Erano a lui condotti dei cavalli dall'Egitto e da tutte le regioni. 29 Il rimanente delle opere di Salomone, tanto le prime, che le ultime, sono descritte nel libro di Natan profeta, in quello di Aia Silonita, e nella visione del veggente Addo, contro Geroboamo figliuolo di Nabat. 30 Salomone regnò in Gerusalemme sopra tutto Israele quarant'anni 31 e si addormentò co' padri suoi e fu sepolto nella città di Davide. A lui successe Roboamo, figliuol suo.

Tintori:

2Cronache 9

Visita della regina di Saba a Salomone
1 Or la regina di Saba, udita la fama di Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova con enimmi. Essa aveva seco grandi ricchezze e cammelli che portavano aromi, moltissimo oro e gemme preziose. Giunta da Salomone, gli parlò di tutto ciò che aveva nel suo cuore. 2 E Salomone le spiegò tutto ciò che essa propose, e non restò nulla ch'egli non sapesse spiegare a lei. 3 Essa, quando ebbe veduto la sapienza di Salomone, la casa da lui edificata, 4 le vivande della sua mensa, le abitazioni dei suoi servi, gli uffici dei suoi ministri e le loro vesti, i coppieri e i loro abiti, e le vittime che egli immolava nella casa del Signore, dalla maraviglia restò senza fiato. 5 Poi disse al re: «È dunque vero quello che io avevo sentito dire nel mio paese delle tue virtù e della tua sapienza! 6 Io non potevo credere a chi me ne parlava, finché non son venuta da me a vedere coi miei occhi e a provare che appena la metà della tua sapienza m'era stata riferita: tu hai colle tue virtù superata la fama. 7 Beata la tua gente, e beati i tuoi servi che stanno sempre dinanzi a te e ascoltano la tua sapienza! 8 Sia benedetto il Signore Dio tuo che ha voluto collocarti sul suo trono, a regnare in luogo del Signore Dio tuo. Perchè Dio ama Israele e vuole conservarlo in eterno, per questo ti ha stabilito re sopra di esso, affinchè tu renda ragione e faccia giustizia».

Ricchezze portate a Salomone
9 La regina di Saba diede al re centoventi talenti d'oro e grandissima quantità d'aromi e gemme preziosissime; non vi furon mai aromi come quelli dati dalla regina di Saba al re Salomone. 10 I servi di Hiram coi servi di Salomone portarono da Ofir oro, legno di timo e gemme preziose. 11 Con questo legno di timo il re fece fare degli scalini nella casa del Signore, e delle cetre e dei salteri per i cantori: non si vide mai tal sorta di legno nel paese di Giuda. 12 Il re Salomone diede alla regina di Saba tutto ciò che essa bramò e richiese, e molto più di quello che essa gli aveva portato. E la regina se ne andò e tornò nel suo regno coi suoi servi. 13 Il peso dell'oro portato a Salomone ogni anno era di seicento sessantasei talenti d'oro, 14 senza la somma che solevan portare i legati di varie nazioni, i mercanti, tutti i re dell'Arabia, e i satrapi delle provincie, i quali portavano oro e argento a Salomone. 15 Il re Salomone fece inoltre duecento lance d'oro, del valore di seicento sicli d'oro che si spendevano per ciascuna lancia. 16 Ed anche trecento scudi d'oro, ciascuno dei quali era coperto di trecento sicli d'oro. Il re li ripose nell'arsenale che era situato nel bosco. 17 Il re fece inoltre un gran trono di avorio, rivestito d'oro finissimo, 18 e sei gradini pei quali si saliva al trono, una predella d'oro, due bracci che sporgevano da un lato e dall'altro, due leoni presso i bracci, 19 altri dodici leoncini sopra i sei gradini di qua e di là. Non vi fu mai un simil trono in alcun regno. 20 Eran d'oro anche tutti i vasi della mensa del re, e i vasi della casa del Bosco del Libano eran d'oro finissimo. Dell'argento non si faceva alcun conto a quel tempo, 21 perchè le navi del re andavano una volta ogni tre anni coi servi di Hiram a Tarsis, e di là portavan oro, argento, avorio, scimmie e pavoni. 22 Così Salomone sorpassò tutti i re della terra in ricchezze e in gloria. 23 E tutti i re della terra desideravano di vedere la faccia di Salomone, per ascoltare la sapienza che Dio aveva messa nel suo cuore, 24 e gli portavano ogni anno doni, vasi d'oro e d'argento, vestiti, armi, aromi, cavalli e muli. 25 Salomone ebbe quaranta mila cavalli nelle stalle, dodici mila cocchi, dodici mila cavalieri, e li stanziò nelle città dei cocchi e dov'era il re in Gerusalemme. 26 Egli signoreggiò su tutti i re dal fiume Eufrate sino alla terra dei Filistei e sino ai confini d'Egitto. 27 Egli fece abbondare l'argento in Gerusalemme come le pietre, i cedri come i sicomori che nascon nelle pianure. 28 E dall'Egitto e da tutti gli altri paesi eran menati a lui i cavalli. Morte di Salomone 29 Il resto delle gesta di Salomone, dalle prime alle ultime, sono scritte nel libro di Natan profeta, nel libro di Ahia Silonita e nella visione di Addo il veggente contro Geroboamo figlio di Nabat. 30 Salomone regnò, in Gerusalemme, sopra tutto Israele, quarant'anni. 31 E si addormentò coi suoi padri; fu sepolto nella città di David, e gli successe nel regno Roboamo suo figlio.

Martini:

2Cronache 9

La regina dì Saba ammira la sapienza di Salomone: fa a lui, e ne riceve dei regali, e si parte. Quantità dell'oro, che era portato a Salomone anno per anno: le aste, gli scudi, e tutti i vasi pel convito gli fa di oro, e forma un trono d'avorio vestito d'oro. Immensità delle ricchezze, della sapienza, e della possanza di Salomone. Egli muore l'anno quarantesimo del suo regno, e a lui succede il figliuolo Roboamo.
1 Ma la regina di Saba avendo udita la rinomanza di Salomone, venne a Gerusalemme per far saggio di lui per mezzo di ardui quesiti, avendo seco grandi ricchezze, e de' cammelli, che portavano aromati, e moltissimo oro, e gemme preziose. E giunta che fu dinanzi a Salomone, espose a lui tutto quello, che aveva in cuore. 2 E Salomone le diede risposta sopra tutto quello, che ella gli propose: e nissuna cosa fu, ch'ei non le discifrasse. 3 Or quando ella ebbe conosciuta la sapienza di Salomone, e veduta la casa fabbricata da lui, 4 E in qual modo egli era servito alla mensa, e le abitazioni de' suoi cortigiani, e gli ufficj de' ministri, e le loro vestimenta, e i coppieri co' loro abiti, e le vittime, che s'immolavano nella casa del Signore, ella si rimanea senza fiato: 5 E disse al re: Vero è quello, che io avea sentito dire nel mio paese di tue virtù, e di tua sapienza. 6 Io non prestava fede a chi ne parlava, sino a tanto che io son venuta, e ho veduto co' proprj occhi, e ho toccato con mano, che la metà appena era stata a me descritta di tua sapienza: tu hai colle tue virtù superata la fama. 7 Beata la tua gente, e beati i tuoi servi, che stanno sempre dintorno a te, e ascoltano la tua sapienza. 8 Benedetto sia il Signore Dio tuo, il quale ti ha collocato sul suo trono a regnare in luogo del Signore Dio tuo. Perchè Dio ama Israele, e vuol conservarlo in eterno; per questo egli ha dato te a lui per suo re, affinchè tu renda ragione, e facci giustizia. 9 Or ella diede al re cento venti talenti d'oro, e quantità grandissima d'aromi, e gemme di sommo pregio. Non vi furon mai tali aromi, come quelli, che diede la regina di Saba al re Salomone. 10 E anche i servi di Hiram co' servi di Salomone portaron dell'oro da Ophir, e legname di tyno, e gemme preziosissime: 11 Del qual legname di tyno il re fece fare le scale nella casa del Signore, e nella casa reale, e le cetre, e i salteri pei cantori: non si vide mai tal sorta di legname nel paese di Giuda. 12 E il re Salomone diede alla regina di Saba tutto quello, che ella bramò, o richiese, e molto più di quello, che ella avea portato a lui: ed ella se n'andò, e tornò nel suo regno co' suoi servi. 13 Or l'oro, che veniva portato anno per anno a Salomone, faceva il peso di secento sessantasei talenti d'oro: 14 Senza metter in conto le somme, che solevan portare i deputati di varie nazioni, e i mercatanti, e tutti i re dell'Arabia, e i satrapi delle provincie, i quali recavano a Salomone, dell'oro, e dell'argento. 15 Quindi il re Salomone fece dugento picche d'oro, delle quali ciascuna costava il peso di seicento sicli d'oro. 16 E parimente trecento rotelle d'oro, delle quali ognuna si copriva con trecento sicli d'oro: e il re le ripose nell'arsenale, che era situato nel bosco. 17 Fece ancora il re un gran trono d'avorio: e lo rivestì d'oro finissimo. 18 E i sei gradini, pe' quali si saliva al trono, e la predella d'oro con due bracci, che sporgevano da un lato, e dall'altro, e due leoni presso ai bracci. 19 E oltre a ciò dodici altri lioncini, che stavan ritti sopra i sei gradini dall'un lato, e dall'altro: non ebbe simil trono verun altro dei regni. 20 Tutti parimente i vasi della mensa del re erano d'oro, e i vasi della casa del bosco del Libano eran di finissimo moro. Conciossiachè l'argento a quel tempo non si aveva in nissun pregio. 21 Perocché le navi del re andavano a Tharsis una volta ogni tre anni co' servi di Hiram: e di la portavano oro, e argento, e avorio, e scimmie, e pavoni. 22 Salomone adunque superò tutti i re della terra in grandezza, in ricchezze, e in gloria. 23 E tutti i re della terra desideravano di vedere la faccia di Salomone, per ascoltare la sapienza, che Dio avea messa nel cuore di lui: 24 E gli portavano ogni anno doni, e vasi d'oro, e d'argento, e vestimenta, e armi, e aromi, e cavalli, e muli. 25 E Salomone ebbe nelle sue stalle quaranta mila cavalli, e dodici mila cocchi, e dodici mila cavalieri, e li teneva nelle città dei cocchi, e in Gerusalemme, dove egli dimorava. 26 Ed egli fu l'arbitro di tutti i re dal fiume Eufrate sino alla terra dei Filistei, e sino ai confini d'Egitto. 27 E fece abbondare l'argento in Gerusalemme come le pietre; e i cedri, come i fichi salvatichi, che nascon pei piani. 28 E dall'Egitto, e da tutti gli altri paesi erano condotti a lui de' cavalli. 29 Il rimanente noi delle geste di Salomone le prime, e le ultime sono scritte ne' libri di Nathan profeta, e ne' libri di Ahia Silonita, e anche nella visione di Addo, che profetò contro Geroboam figliuolo di Nabath. 30 Or Salomone regnò in Gerusalemme sopra tutto Israele anni quaranta. 31 E si addormentò co' padri suoi, e lo seppellirono nella città di David: e Roboam suo figliuolo gli succedette nel regno.

Diodati:

2Cronache 9

1 OR la regina di Seba, avendo intesa la fama di Salomone, venne in Gerusalemme, con grandissimo seguito, e con cammelli che portavano aromati, e gran quantità d'oro e di pietre preziose, per far prova di Salomone con enimmi; e venne a Salomone, e parlò con lui di tutto quello che avea nel cuore. 2 E Salomone le dichiarò tutte le cose ch'ella propose; e non vi fu cosa alcuna occulta a Salomone, ch'egli non le dichiarasse. 3 Laonde la regina di Seba, veggendo la sapienza di Salomone, e la casa che egli avea edificata, 4 e le vivande della sua tavola, e le stanze de' suoi servitori, e l'ordine del servigio de' suoi ministri, e i lor vestimenti, e i suoi coppieri, e i lor vestimenti; e ciò ch'egli offeriva nella Casa del Signore, svenne tutta. 5 E disse al re: Ciò che io avea inteso nel mio paese de' fatti tuoi e della tua sapienza, era ben la verità; 6 ma io non credeva ciò che se ne diceva, finchè non son venuta, e che gli occhi miei non l'hanno veduto. Or ecco, non mi era stata rapportata la metà della grandezza della tua sapienza; tu sopravanzi la fama che io ne avea intesa. 7 Beati gli uomini tuoi e beati questi tuoi servitori che stanno del continuo davanti alla tua faccia, e odono la tua sapienza. 8 Benedetto sia il Signore Iddio tuo, il quale ti ha gradito, per metterti sopra il suo trono, per esser re nel Nome del Signore; per l'amore che l'Iddio tuo porta ad Israele, per istabilirlo in perpetuo, egli ti ha costituito re sopra esso, per far ragione e giustizia. 9 Ed ella diede al re centoventi talenti d'oro, e grandissima quantità di aromati e di pietre preziose; e mai più non si videro tali aromati, quali la regina di Seba donò al re Salomone. 10 (Oltre a ciò, i servitori di Huram, e i servitori di Salomone che aveano portato di Ofir dell'oro, portarono anche del legno di Algummim, e delle pietre preziose. 11 E il re adoperò quel legno di Algummim negli anditi che conducevano alla Casa del Signore, ed alla casa reale; e in far cetere e salteri per li cantori. Cotal legno non era mai per addietro stato veduto nel paese di Giuda.) 12 Il re Salomone altresì diede alla regina di Seba tutto ciò ch'ella ebbe a grado, e che gli chiese, fuor delle cose ch'ella gli avea portate. Poi ella si rimise in cammino, e co' suoi servitori se ne andò al suo paese.
13 ORA il peso dell'oro che veniva a Salomone ogni anno, era di seicensessantasei talenti d'oro, 14 oltre a quello che traeva da' gabellieri, e ciò che gli portavano i mercatanti. Tutti i re dell'Arabia, ed i signori del paese, portavano anch'essi oro ed argento a Salomone. 15 E il re Salomone fece fare dugento pavesi d'oro battuto, in ciascuno dei quali impiegò seicento sicli d'oro battuto; 16 e trecento scudi d'oro battuto, in ciascuno de' quali impiegò trecento sicli d'oro. E li mise nella casa del bosco del Libano. 17 Il re fece, oltre a ciò, un gran trono d'avorio, il quale egli coperse d'oro puro. 18 E quel trono avea sei gradi, ed uno scannello, attaccati con oro al trono; e nel luogo del seggio vi erano degli appoggiatoi di qua e di là; e due leoni erano posti presso di quegli appoggiatoi. 19 Vi erano eziandio dodici leoni, posti quivi sopra i sei gradi, di qua e di là. Niuno tale fu mai fatto in alcun regno. 20 E tutti i vasellamenti della credenza del re Salomone erano d'oro; parimente tutti i vasellamenti della casa del bosco del Libano erano d'oro fino; nulla era d'argento; l'argento non era in alcuna stima al tempo di Salomone. 21 Perciocchè il re avea delle navi, che facevano viaggi in Tarsis, co' servitori di Huram; in tre anni una volta quelle navi di Tarsis venivano; portando oro ed argento, ed avorio, e scimmie, e pappagalli. 22 Così il re Salomone fu, in ricchezze ed in sapienza, il più grande d'ogni altro re della terra. 23 E tutti i re della terra cercavano di veder Salomone, per intender la sapienza di esso, la quale Iddio gli avea messa nel cuore. 24 E ciascun d'essi gli portava anno per anno il suo presente, vasellamenti d'argento, e vasellamenti d'oro, e vestimenti, armature, ed aromati, cavalli, e muli. 25 Salomone avea eziandio quattromila stalle da tener cavalli e carri; e dodicimila cavalieri, i quali egli stanziò per le città ordinate per li carri, ed appresso di sè, in Gerusalemme. 26 Ed egli signoreggiava sopra tutti i re, dal Fiume fino al paese de' Filistei, e fino al confine di Egitto. 27 E il re fece che l'argento era in moltitudine in Gerusalemme come le pietre, e i cedri come i sicomori che son per la campagna. 28 E si traevano di Egitto, e d'ogni altro paese, cavalli per Salomone. 29 QUANT'è al rimanente de' fatti di Salomone, primi ed ultimi; queste cose non sono esse scritte nel libro del profeta Natan, e nella profezia di Ahia Silonita, e nella visione del veggente Iddo intorno a Geroboamo, figliuolo di Nebat? 30 Or Salomone regnò in Gerusalemme sopra tutto Israele quarant'anni. 31 Poi giacque co' suoi padri, e fu seppellito nella Città di Davide, suo padre; e Roboamo, suo figliuolo, regnò in luogo suo.

Commentario completo di Matthew Henry:

2Cronache 9

1 INTRODUZIONE A 2 CRONACHE CAPITOLO 9

Salomone qui continua ad apparire grande sia in patria che all'estero. Avevamo questo resoconto della sua grandezza, 1Re 10. Nulla è qui aggiunto; ma la sua defezione verso la sua ultima fine, che abbiamo lì (2Cronache 11), è qui omessa, e la fine di questo capitolo lo porta alla tomba con una reputazione immacolata. Forse nessuno dei capitoli delle Cronache è così d'accordo con un capitolo dei Re come questo con 1Re 10 versetto per versetto, solo che i primi due versetti sono messi in uno qui, e il versetto 25 qui è preso da 1Re 4:26, e gli ultimi tre versetti qui da 1Re 11:41-43. Ecco qui

I L'onore che la regina di Saba fece a Salomone, nella visita gli fece ascoltare la sua saggezza, 2Cronache 9:1-12.

II. Molti esempi vengono forniti delle ricchezze e dello splendore della corte di Salomone, 2Cronache 9:13-28.

III. La conclusione del suo regno, 2Cronache 9:29-31.

Ver. 1. fino alla Ver. 12.

Questo passaggio della storia era stato ampiamente considerato nei Re; tuttavia, poiché il nostro Salvatore ce l'ha proposto come esempio nelle nostre indagini su di lui (Matteo 12:42), non dobbiamo passarci sopra senza osservare brevemente:

1. Coloro che onorano Dio egli li onorerà, == 1Samuele 2:30. Salomone aveva grandemente onorato Dio, costruendo, abbellendo e dedicando il tempio; tutta la sua sapienza e tutta la sua ricchezza furono impiegate per fare di quella opera un pezzo consumato: e ora Dio fece in modo che la sua sapienza e la sua ricchezza ridondassero grandemente alla sua reputazione. Il modo per avere sia il merito che il conforto di tutte le nostre doti e di tutti i nostri piaceri è consacrarli a Dio e usarli per Lui.

2. Coloro che conoscono il valore della vera saggezza non lamenteranno né pene né costi per ottenerla. La regina di Saba si mise a fare un gran numero di problemi e spese per ascoltare la saggezza di Salomone; eppure, imparando da lui a servire Dio e a fare il suo dovere, si riteneva ben pagata per le sue pene. La sapienza celeste è quella perla di grande prezzo che è un buon affare da acquistare separandosi da tutto ciò che abbiamo.

3. Come ogni uomo ha ricevuto il dono, così dovrebbe ministrare lo stesso per l'edificazione degli altri, secondo che ne ha l'opportunità. Salomone comunicava la sua saggezza ed era disposto a insegnare agli altri ciò che lui stesso sapeva. Essendo stato istruito da Dio, gratuitamente aveva ricevuto e gratuitamente aveva dato. Coloro che sono ricchi di sapienza, così come di ricchezza, imparino a fare il bene e siano pronti a distribuire. Dona a chiunque chiede.

4. Il buon ordine in una famiglia, una grande famiglia, specialmente nelle cose di Dio, e un regolare adempimento dei doveri del culto religioso, sono altamente utili e da ammirare molto ovunque si trovino. La regina di Saba fu estremamente colpita nel vedere la correttezza con cui i servitori di Salomone lo assistevano e con cui sia lui che loro assistevano nella casa di Dio. Anche l'ascesa di Davide alla casa del Signore fu piacevole e interessante, Salmi 42:4.

5. Sono felici coloro che hanno l'opportunità di una conversazione costante con coloro che sono sapienti, saggi e buoni. La regina di Saba pensava felici i servi di Salomone che ascoltavano continuamente la sua saggezza; perché, a quanto pare, anche con loro era comunicativo. Ed è osservabile che la posterità di coloro che avevano posto nella sua corte erano disposti a far dimenticare i nomi dei loro antenati, e si ritenevano sufficientemente distinti e dignitosi quando furono chiamati figli dei servi di Salomone (Esdra 2:55 ; Neemia 7:57); Erano così eminenti che era abbastanza onore essere chiamati da loro.

6. Dobbiamo rallegrarci e ringraziare Dio per i doni, le grazie e l'utilità degli altri. La regina di Saba benedisse Dio per l'onore che aveva fatto a Salomone e per il favore che aveva fatto a Israele, facendolo avanzare al trono, 2Cronache 9:8. Dando a Dio la lode della prosperità degli altri, ne condividiamo il conforto; mentre, invidiando la prosperità degli altri, perdiamo il comfort anche del nostro. La felicità del re e del regno la rintraccia fino alla fonte di ogni beatitudine, alla grazia divina: è perché il tuo Dio si è compiaciuto di te e perché ha amato Israele. Queste misericordie sono doppiamente dolci in cui possiamo gustare la gentilezza e la buona volontà di Dio come nostro Dio.

7. Spetta a coloro che sono saggi e buoni essere generosi secondo il loro posto e potere. La regina di Saba era così per Salomone, Salomone era così per lei, 2Cronache 9:9,12. Entrambi sapevano apprezzare la saggezza, e quindi nessuno dei due era avido del proprio denaro, ma coltivavano la conoscenza e confermavano l'amicizia che avevano contratto con doni reciproci. Il nostro Signore Gesù ha promesso di esaudire tutto il nostro desiderio: Chiedete e vi sarà dato. Studiamo ciò che gli renderemo, e non pensiamo troppo a nulla da fare, o da soffrire, o da separarci per lui.

13 Abbiamo qui Salomone sul suo trono e Salomone sulla sua tomba, perché il trono non lo avrebbe salvato dalla tomba. Mors sceptra ligonibus aequat- La morte strappa dalla mano lo scettro così come la vanga.

I Ecco Salomone che regna con ricchezza e potere, con agio e pienezza, che, per quanto ne so, non avrebbe mai potuto essere eguagliato da un re qualsiasi. Non posso pretendere di essere critici nel paragonare la grandezza di Salomone con quella di alcuni dei grandi principi della terra. Ma posso osservare che i più illustri di loro erano famosi per le loro guerre, mentre Salomone regnò quarant'anni in profonda pace. Alcuni di quelli che si potrebbe pensare possano competere con Salomone hanno influito sulla pensione, hanno tenuto le persone in soggezione tenendole a grande distanza; nessuno doveva vederli o avvicinarsi a lui, pena la morte: ma Salomone andò molto all'estero e si presentò negli affari pubblici. Così, tutto considerato, si adempì la promessa, che Dio gli avrebbe dato ricchezze, ricchezze e onori, quali nessun re ha avuto, né avrà, == 2Cronache 1:12.

1. Mai un principe apparve in pubblico con grande splendore come Salomone, cosa che a coloro che giudicano dalla vista degli occhi, come fa la maggior parte delle persone, lo raccomanderebbe molto. Aveva 200 bersagli e 300 scudi, tutti d'oro battuto, portati davanti a sé (2Cronache 9:15-16), e sedeva su un trono maestoso, 2Cronache 9:17-19. Non c'era nulla di simile in nessun regno. Lo splendore in cui apparve era tipico della gloria spirituale del regno del Messia e non era che una debole rappresentazione del suo trono, che è al di sopra di ogni trono. La pompa di Salomone era tutta artificiale; e perciò il nostro Salvatore preferisce la bellezza naturale dei gigli del campo davanti a sé. Matteo 6:29, Salomone, in tutta la sua gloria, non era vestito come uno di questi.

2. Mai nessun principe ebbe una maggiore abbondanza di oro e argento, sebbene non ci fossero miniere d'oro o d'argento nel suo regno. O si fece padrone delle miniere di altri paesi e, avendo un paese popoloso, mandò delle mani a scavare quei ricchi metalli, oppure, avendo un paese fertile, ne esportò le merci e con esse portò a casa tutto questo oro di cui si parla qui, 2Cronache 9:13-21.

3. Mai nessun principe gli fu portato da tutti i suoi vicini come Salomone: tutti i re d'Arabia e i governatori del paese gli portarono oro e argento (2Cronache 9:14), non come tributo che egli estorse loro, ma come offerte volontarie per procurarsi il suo favore, o in cambio di alcuni dei prodotti della sua agricoltura, mais o bestiame. Tutti i re della terra gli portarono doni, cioè tutti in quelle parti del mondo (2Cronache 9:24,28), perché bramavano la sua conoscenza e amicizia. In questo era un tipo di Cristo, al quale, appena nato, i magi d'oriente portavano doni, oro, incenso e mirra (Matteo 2:11), e al quale tutti quelli che sono intorno a lui devono portare doni, Salmi 76:11; Romani 12:1.

4. Mai nessun principe fu così rinomato per la sua saggezza, così corteggiato, così consultato, così ammirato (2Cronache 9:23): I re della terra (perché era un favore troppo grande per le persone comuni fingere di farlo) cercavano di ascoltare la sua saggezza, la sua filosofia naturale, o la sua abilità in fisica, o la sua politica statale, o le sue regole di prudenza per la condotta della vita umana, o forse i principi della sua religione, e le ragioni di essa. La richiesta che essi fecero allora a Salomone di ascoltare la sua sapienza aggraverà, svergognerà e condannerà il generale disprezzo degli uomini per Cristo e il suo vangelo. Sebbene in essi siano nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza, tuttavia nessuno dei principi di questo mondo desidera conoscerli, perché sono pazzia per loro, 1Corinzi 2:8,14.

II. Ecco Salomone che muore, spogliato del suo sfarzo, e lascia tutte le sue ricchezze e il suo potere, non a uno riguardo al quale non sapeva se sarebbe stato un uomo saggio o uno stolto (Ecclesiaste 2:19), ma a chi sapeva che sarebbe stato uno stolto. Questa non era solo vanità, ma vessazione dello spirito, 2Cronache 9:29-31. È molto osservabile che qui non viene fatta alcuna menzione della partenza di Salomone da Dio nei suoi ultimi giorni, nemmeno il minimo accenno ad esso,

1. Perché lo Spirito Santo ci insegnerebbe a non provare piacere nel ripetere le colpe e le follie degli altri. Se coloro che hanno avuto fama di saggezza e onore si comportano male, anche se può essere utile prendere nota della loro cattiva condotta per avvertire noi stessi e gli altri, tuttavia non dobbiamo essere pronti a menzionarlo, una volta che parlarne è sufficiente; Perché quella corda sgradevole dovrebbe essere colpita di nuovo? Perché non possiamo fare come fa qui lo storico sacro, parlare in gran parte di ciò che negli altri è degno di lode, senza dire nulla delle loro imperfezioni, sì, anche se sono state grossolane ed evidenti? Questo non è che fare ciò che vorremmo fosse fatto da.

2. Perché, anche se cadde, non fu completamente abbattuto. Il suo peccato non è più registrato, perché se ne pentì e fu perdonato, e divenne come se non fosse mai esistito. Il silenzio delle Scritture a volte parla. Sono disposto a credere che il suo silenzio riguardo al peccato di Salomone sia un'indicazione che nessuno dei peccati che ha commesso è stato menzionato contro di lui, Ezechiele 33:16. Quando Dio perdona il peccato, se lo getta dietro le spalle e non lo ricorda più.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

2Cronache 9

1 Capitolo 9

La regina di Saba 2Cr 9:1-12

Le ricchezze di Salomone e la sua morte 2Cr 9:13-31

Versetti 1-12

Questa storia è già stata esaminata in 1Re 10; tuttavia, poiché il nostro Salvatore l'ha proposta come esempio per la ricerca di lui, Mt 12:42, non possiamo passare oltre senza osservare che coloro che conoscono il valore della vera saggezza non si fanno scrupoli e non si fanno scrupoli per ottenerla. La regina di Saba si sottopose a molti problemi e spese per ascoltare la saggezza di Salomone; eppure, imparando da lui a servire Dio e a fare il suo dovere, si ritenne ben ripagata per le sue fatiche. La sapienza celeste è una perla di grande prezzo, per la quale, se ci separiamo da tutto, facciamo un buon affare.

13 Versetti 13-31

Le importazioni qui citate dimostrerebbero che la prosperità attirava la mente di Salomone e dei suoi sudditi all'amore per le cose curiose e insolite, anche se di per sé inutili. La vera saggezza e la felicità sono sempre unite insieme, ma non esiste un'alleanza simile tra la ricchezza e il godimento delle cose di questa vita. Conosciamo dunque il Salvatore, per trovare riposo per le nostre anime. Ecco Salomone che regna in una ricchezza e in un potere, in un'agiatezza e in una pienezza che non si sono mai più viste; infatti, i più noti tra i grandi principi della terra erano famosi per le loro guerre, mentre Salomone regnò per quarant'anni in una pace profonda. Si realizzò la promessa che Dio gli avrebbe dato ricchezze e onori, come nessun re ha avuto o avrà mai. Lo splendore in cui appariva era tipico della gloria spirituale del regno del Messia, e non era che una debole rappresentazione del Suo trono, che è al di sopra di ogni trono. Ecco Salomone che muore e lascia tutte le sue ricchezze e il suo potere a uno che sapeva essere un pazzo! Ec 2:18-19. Non si trattava solo di vanità, ma di vessazione dello spirito. Né il potere, né la ricchezza, né la saggezza possono scongiurare o preparare il colpo della morte. Ma grazie a Dio che dà la vittoria al vero credente, anche su questo temibile nemico, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

2Cronache 9

1 La narrazione qui è parallela a quella in riferimento marginale, dalla quale varia poco e alla quale non aggiunge nulla.

2 Cronache 9:11

Terrazze - Piuttosto, come a margine, “scale” (vedi nota 1 Re 10:12 ).

2 Cronache 9:12

Oltre a ciò che aveva portato al re - È difficile dare un senso a queste parole così come stanno ora nel testo ebraico. Una leggera alterazione darà il significato: "Accanto a quello che il re aveva portato per lei;" che è conforme a 1 Re 10:13.

La narrazione qui è parallela a quella in riferimento marginale, dalla quale varia poco e alla quale non aggiunge nulla.

2 Cronache 9:11

Terrazze - Piuttosto, come a margine, “scale” (vedi nota 1 Re 10:12 ).

2 Cronache 9:12

Oltre a ciò che aveva portato al re - È difficile dare un senso a queste parole così come stanno ora nel testo ebraico. Una leggera alterazione darà il significato: "Accanto a quello che il re aveva portato per lei;" che è conforme a 1 Re 10:13.

15 Confrontando 1 Re 10:16 , risulta dai due passaggi insieme che la "libbra d'oro" era pari a 100 sicli.

18 Lo sgabello (non menzionato nei Re) era un'appendice essenziale di un trono orientale; appare ovunque nelle sculture egiziane, assire e persiane.

23 Tutti i re della terra - Piuttosto, "tutti i re della terra": tutti i monarchi, cioè i cui domini erano inclusi nell'impero di So omon (vedi 1 Re 4:21 ).

28 E fuori da tutte le terre - Un'aggiunta alle parole in Kings. I paesi principali sarebbero senza dubbio l'Arabia e l'Armenia, la prima da sempre famosa per la sua eccellente razza; quest'ultimo menzionato in Ezechiele Ezechiele 27:14 come commercio di cavalli nelle fiere di Tiro.

29 Il libro di Natan... - Sui “libri” qui citati si veda l'introduzione alle Cronache, la seconda nota.

Non sentiamo nulla di Iddo in Re: ma è menzionato di seguito due volte 2Cr 12:15 ; 2 Cronache 13:22. Nell'ultimo di questi passaggi non è chiamato "il veggente", ma "il profeta". Sembra sia stato autore di tre opere:

(1) Visioni contro Geroboamo;

(2) Un libro di genealogie; e

(3) Un commento o una storia.

Secondo alcuni, era identico a Oded, il padre di Azariah, che profetizzò durante il regno di Asa (vedi la nota 2 Cronache 15:1 ).

Esposizione della Bibbia di John Gill:

2Cronache 9

1 INTRODUZIONE A 2 CRONACHE 9 E 10

Il nono capitolo è lo stesso di 1Re 10:1-29 eccetto 2Cronache 9:26, che concorda con 1Re 4:21,29-31, lo stesso con 1Re 11:41-43, solo che in 2Cronache 9:29 è più ampiamente espresso che gli atti del regno di Salomone furono scritti nel libro del profeta Natan, e nella profezia di Ahijah lo Silo, e nelle visioni di Iddo il veggente, contro Geroboamo, figlio di Nebat; o piuttosto "riguardo a Geroboamo", come la Settanta e alcune altre versioni, in cui Iddo è chiamato Gioele; e da Teodoreto detto che era lo stesso che profetizzò di Geroboamo e del suo altare, vedi Gill su " 1Re 13:1" ; i libri menzionati sono poi andati perduti

2 Versetto 2. Vedi Gill in " 1Re 10:1"

3 Versetto 3. Vedi Gill in " 1Re 10:2"

4 Versetto 4. Vedi Gill in "1Re 10:3"

5 Versetto 5. Vedi Gill in " 1Re 10:4"

6 Versetto 6. Vedi Gill in " 1Re 10:5"

7 Versetto 7. Vedi Gill in "1Re 10:6"

8 Versetto 8. Vedi Gill su "1Re 10:7"

9 Versetto 9. Vedi Gill su "1Re 10:8"

10 Versetto 10. Vedi Gill in "1Re 10:11"

11 Versetto 11. Vedi Gill in "1Re 10:12"

12 Versetto 12. Vedi Gill in "1Re 10:13"

13 Versetto 13. Vedi Gill su " 1Re 10:14"

14 Versetto 14. Vedi Gill su "1Re 10:15"

15 Versetto 15. Vedi Gill in " 1Re 10:16"

16 Versetto 16. Vedi Gill in " 1Re 10:17"

17 Versetto 17. Vedi Gill in "1Re 10:18"

18 Versetto 18. Vedi Gill in "1Re 10:19"

19 Versetto 19. Vedi Gill su "1Re 10:20"

20 Versetto 20. Vedi Gill in "1Re 10:21"

21 Versetto 21. Vedi Gill in "1Re 10:22"

22 Versetto 22. Vedi Gill in "1Re 10:23"

23 Versetto 23. Vedi Gill in "1Re 10:24"

24 Versetto 24. Vedi Gill in "1Re 10:25"

25 Versetto 25. Vedi Gill in " 1Re 10:26"

26 Versetto 26. Vedi Gill in " 1Re 4:21"

27 Versetto 27. Vedi Gill in "1Re 10:27"

28 Versetto 28. Vedi Gill in " 1Re 10:28"

29 Versetto 29. Vedi Gill in " 1Re 11:41"

30 Versetto 30. Vedi Gill in "1Re 11:42"

31 Versetto 31. Vedi Gill in " 1Re 11:43"

Commentario del Pulpito:

2Cronache 9

1 Lo scrittore sta per congedarsi da Salomone e dai luminosi ricordi del suo regno d'oro; e, che l'abbia progettato o meno, lo ha fatto in modo drammaticamente riuscito in questo capitolo, e specialmente nell'episodio che narra la sempre memorabile visita della regina di Saba, contenuta nei primi dodici versetti di questo capitolo

parallelo, 1Re 10:1-13

Il parallelo mostra pochissime variazioni su questa narrazione. Nel suo primo versetto aggiunge le parole (Authorized Version), "riguardo al Nome del Signore" (cioè "alla gloria di Dio"), dopo le parole, la fama di Salomone. Saba. Questo era il nome di un discendente di Cush, un Hamita Genesi 10:7; 1Cronache 1:9

anche di un figlio di Ioktan, uno Shemite; Genesi 10:28

anche di un figlio di Iocsan, figlio di Abramo e di Chetura Genesi 25:3; 1Cronache 01:32

E' del tutto incerto chi di questi costituisse, o preponderasse, nel paese di Saba qui menzionato. Questa è probabilmente Saba, la capitale dello Yemen, un'importante provincia dell'Arabia, a ovest del Mar Rosso, a nord dell'Oceano Indiano, e che si estende fino quasi all'Idumaea. La città era reputata splendida, il paese ricco, e a lungo la parte abitata più meridionale del mondo. Se fu, come si crede, occupata per la prima volta dai Cusciti, fu poi popolata anche dai Giactaniti e dai Iokahaniti, come sopra. Oltre alle due celebri allusioni ad esso, sempre memorabili, si vedano come altri riferimenti, Giobbe 6:19; Salmi 72:10,15; Isaia 60:6; Ezechiele 37:22,23; 38:18; Matteo 12:42; Luca 11:31 (vedere anche la 'Bible Dictionary' di Smith, 3:1232). Le domande difficili consistevano in indovinelli Giudici 14:2

e gli enigmi e la casistica primitiva, in cui gli Arabi trovavano una parte considerevole della loro ginnastica mentale. Questi, senza dubbio, avevano una lieve relazione cugina con i proverbi e i canti di Salomone, e i suoi tesori di fatti botanici e di storia naturale 1Re 4:29-32

Spezie; ebraico, μimico; B, qui come anche nel parallelo. Questa parola è usata ventuno volte, e in una forma leggermente variata (come nel nono versetto di questo stesso capitolo) altre nove volte. È quasi sempre tradotto (Versione Autorizzata) con la stessa parola "spezia" o "spezie"

eccetto Esodo 30:23; 2Cronache 16:14; Isaia 3:24

Ci sono altre parole ebraiche per "spezie", come twOkn, Genesi 37:25 43:11

μymis, Esodo 30:7

jqr, Cantici 8:2; Ezechiele 34:10

ma la "spezia" o le "spezie" designate dalla nostra parola attuale, e il cui nome esatto o la cui natura non possono essere pronunciati con certezza, erano molto richiesti per scopi domestici, ecclesiastici, funebri, 2Cronache 16:14

e altri scopi, ed era una delle principali esportazioni dall'Arabia, dalla Siria e dalla Persia. Oro in abbondanza. Naturalmente, non è necessario supporre che l'oro che proveniva ora da Saba, o anche da Ofir, fosse ottenuto dalla regione circostante; Come visto in precedenza, potrebbe esserci stato un mercato o un emporio speciale per loro. Pietre preziose. Questi erano usati per scopi sacri e per ornamenti domestici e di abbigliamento, e furono incisi nei primi tempi dagli Ebrei. I principali di quelli menzionati nell'Antico Testamento sono il carbonchio, il sardio, il topazio Esodo 39:10; Ezechiele 38:13

diamante, smeraldo, zaffiro; Esodo 39:11 Ezechiele 38:13

agata, ametista, ligure, Esodo 39:12

berillo, diaspro, onice Genesi 2:12; Esodo 39:6,13; Ezechiele 38:13

rubino Giobbe 28:18; Proverbi 3:15

crisolito, crisopraso Ezechiele 38:13

Le pietre preziose che la regina portò è abbastanza probabile, tuttavia, da comprendere altre varietà (inclusa la perla del Golfo Persico), come descrive Plinio; e confronta in particolare 1Cronache 29:2; Ezechiele 37:16 ; e l'art. "Pietre, preziose", in "Bible Dictionary" di Smith, 3:1382. Tutto questo era nel suo cuore. L'espressione significava semplicemente tutto ciò che desiderava tanto sapere, da quando aveva sentito parlare della fama di Salomone

Versetti 1-31.-

Uno studio in materia di fama

I primi dodici versetti di questo capitolo, un capitolo che per il resto offre poco materiale omiletico, ci presentano un esempio molto favorevole dell'azione legittima di una grande forza in questo mondo, la forza chiamata fama. A volte può essere vista più piacevolmente sotto la descrizione e il titolo di un' attrazione, ma è una forza in qualsiasi circostanza, e spesso molto grande. L'esempio che abbiamo davanti è "favorevole", perché è esposto ed è occupato in una questione a cui siamo lieti di pensare, e di pensare che si avvalga di qualsiasi vantaggio possa essere a portata di mano. E il suo "funzionamento" è "legittimo", perché non c'è nulla nei motivi e nei metodi messi in gioco nell'efficace breve storia sulla pagina, se non ciò con cui simpatizziamo prontamente. Questi aggiungono anche interesse all'argomento principale. Gli esempi dell'azione della fama in materia sfavorevole possono forse sembrare preponderanti; Ma forse, anche, questo può sembrare più che essere il vero che essere così. Avviso-

I ALCUNI FATTI GENERALI CHE CARATTERIZZANO L'AZIONE DELLA FAMA

1. È famoso percorrere le distanze più lunghe

2. Viaggia senza spese apprezzabili

3. La maggiore distanza conferisce in assoluto generalmente la maggiore massa

4. Il viaggio è rapido, silenzioso e molto difficile da tracciare

5. Può servire a fini grandi e utili, come nel caso presente, e nel caso più grande coinvolto nella storia dei Magi d'Oriente

6. La fama di una persona o di qualche impresa viaggia e si diffonde in obbedienza a quelli che sembrano quasi principi della natura umana: l'amore di ascoltare e di raccontare in proporzione alla novità e alla colpire, per qualsiasi motivo, della notizia in questione

II I FATTI PARTICOLARI CHE CARATTERIZZARONO QUESTO ESEMPIO DI FAMA

1. Era la fama della saggezza. L'immagine suggerita alla nostra visione mentale è la più interessante e la più insolita. Per un momento il Salomone della Scrittura è il Socrate della Grecia. Infatti si dà grande importanza al fatto che la regina comunichi a Salomone delle cose che le stanno nel cuore e lo interroghi su di esse. Le meraviglie della vita umana individualmente e della storia umana possono essere state dibattute. La casistica di quei giorni può essere stata molto reale e sconcertante, anche se ai nostri giorni dovrebbe sembrare insignificante e semplice. Si dice enfaticamente che la regina si sia messa alla prova con Salomone con domande difficili

2. La fama era anche quella della conoscenza e di quello che potremmo chiamare apprendimento. Altrove leggiamo della conoscenza di Salomone della storia naturale e della sua stupefacente padronanza a memoria dei proverbi

3. Era la fama della ricchezza, dello splendore, della magnificenza, e queste non si prodigavano tutte addosso

4. E non ultimo, era la fama di colui sul quale poggiava in modo preminente la benedizione del Signore suo Dio. La regina, con qualsiasi mezzo, e questi non sono del tutto difficili da immaginare, aveva appreso della gioia che Dio provava in Salomone, nel suo trono e nel suo popolo, inestricabilmente e profeticamente uno. Sia che ella sapesse più o meno, molto o molto, molto poco, del rapporto tra la terra e il cielo, della dipendenza dell'uomo da Dio e della pratica di un culto ragionevole, intelligente e accettevole di lui, è evidente che riconobbe e si rallegrò del fatto di essere venuta a vedere un uomo sul quale si posava lo Spirito di Dio

III IL CARATTERE, ALMENO IN ALCUNI SUOI ASPETTI, SU CUI LA FAMA DI SALOMONE EBBE TANTO EFFETTO

1. La regina di Saba era una di quelle che hanno orecchio per udire. Questo non significa che un orecchio senta necessariamente tutto. Non significa un orecchio per sentire il suono più forte o il suono più vicino. Significa un orecchio aperto per sentire i suoni più importanti, anche se possono essere molto distanti, o molto alti, o dalla profondità più profonda. Significa un orecchio perspicace, istintivamente selettivo e discriminante

2. Aveva una disposizione sinceramente indagatrice. Le suggestioni sono spesso il migliore dei pensieri, come gli schizzi sono spesso il migliore dei quadri, e come i semi hanno tutta la crescita, il fiore, il frutto, nascosto in essi. Possiamo seguire qui la nascita da una suggestione di pensiero, di risolutezza, di pazienza, di lunga attesa, di fede nella ricompensa del suo viaggio, e di tutta la realizzazione finale garantita alla sua impresa. Quanti suoni entrano nell'orecchio che potrebbero ben svegliarci I Quante suggestioni offrono attività per le forze e frutti per la vita dentro di noi, e cadono come fiori freddi, insegne appassite, a causa della natura sterile, dell'assoluta inquisizione della nostra disposizione I Il seme migliore chiede terra, e terreno buono; i pensieri più elevati interrogano le menti preparate; e la verità più pura, i cuori puri

3. La regina era disposta a spendere lavoro, a sopportare la fatica, a esercitare una lunga pazienza, al fine di convincersi dell'affidabilità e dei fatti stessi della fama di Salomone. Il lavoro, la fatica e la pazienza sono stati tutti degnamente affrontati. L'obiettivo valeva la loro pena, anche se non era né più grande né più alto di quanto non fosse. Era molto più grande e più alto degli oggetti che spesso esercitano un'attrazione molto maggiore per gli uomini, quando per loro, essendo cose prive di qualsiasi aspetto celeste, si alzano presto, vanno a riposare tardi e mangiano continuamente il pane del dolore

4. Quando la regina ebbe visto e udito Salomone, e si fu soddisfatta di tutto, non provò invidia, non cercò punti di distrazione, non sospettò alcun difetto, ma diede a tutti la sua manifestazione la sua lode e le sue congratulazioni più sincere e sincere. Ella può rendere la prosperità e la benedizione degli altri una gioia e un motivo di ringraziamento per il suo cuore. Essa può gioire sinceramente con coloro che si rallegrano, una cosa più rara, addirittura, che piangere con coloro che piangono! E, dopo aver elargito i suoi sontuosi doni orientali, può tornare a casa sua, più saggia e più felice. In mezzo a tutta la fioca luce della conoscenza e alla fioca luce della religione, della fede e dell'amore, non possiamo dubitare di avere in questa donna un esempio di alcune delle migliori qualità possibili per la natura umana; di una mente grande, di un cuore nobile e puro, di generose apprensioni di fede e di amore, e di una grazia che viene solo dall'alto

IV LE PRINCIPALI LEZIONI DI QUESTA STORIA PER NOI STESSI. La storia è citata dal nostro supremo Maestro stesso Luca 11:31

Il suo potente riferimento ad esso è per indicarci una lezione per un buon e tempestivo esempio e imitazione

1.) Dobbiamo cercare, cercare con fervore, cercare semplicemente, puramente e senza invidia, cercare con fatica e fatica, con pazienza e fede, con forte aspettativa e amore non finto, e cercare, con dono pieno e senza riluttanza, la sua saggezza, la sua conoscenza, il suo straordinario e reale splendore, e la sua soluzione a tutte le nostre difficili questioni. L'esistenza stessa dell'esempio dichiara e pronuncia la sua pretesa su di noi. Il suo sguardo, il suo tono, la sua materia, tutto esprime il suo significato

2.) Ma ci viene additato non solo una lezione gentile e un esempio attraente, ma un vigoroso avvertimento. Se infatti non seguiremo e non seguiremo la Regina di Saba, il suo esempio ci seguirà fino a perseguitarci, fino al grande giudizio. Ella condannerà noi, la cui aspettativa, lo sforzo, l'interesse e la generosità liberale sono stati tutti infiammati dalla fama di Salomone, mentre tutta la fama di Cristo non riesce a risvegliare il nostro zelo. I cuori sono freddi. Lo sforzo è la debolezza stessa, o anche nulla. La pazienza è intollerabile. La stanchezza non può essere contemplata. L'oro deve essere accumulato e Cristo e il cielo devono essere perduti; mentre lei, di età oscura e di conoscenza confusa, e solo i raggi più spezzati della rivelazione, per averli usati al meglio, si leverà nel giudizio e condannerà coloro i cui privilegi e opportunità erano immensi, incommensurabili! Sia l'avvertimento che la lezione ci vengono imposti dal "Più grande di Salomone", l'infinitamente più grande! Chi non vorrà sottrarsi alla condanna di cui è qui avvertito? Chi non sarà guidato e attratto dalla lezione che qui gli viene offerta?

OMELIE DI W. CLARKSON Versetti 1-12.-

"Salomone in tutta la sua gloria"

Nulla illustrò in modo così sorprendente la gloria di Salomone come la visita della regina di Saba, venuta "dalle estremità della terra per udire la sua sapienza", conferendogli grandi doni e ricevendo in cambio doni preziosi

vedi Matteo 12:42

Abbiamo, tra le tante cose

IO ISRAELE ADEMPIO LA SUA FUNZIONE, cioè magnificare il Nome del Signore. Un grande fine, il grande fine della sua esistenza come nazione, era quello di rendere testimonianza al Nome e al carattere di Geova. Con la saggezza e l'energia combinate con la pietà di Salomone, questo si stava realizzando. Le opere del Signore erano conosciute e celebrate anche nelle terre più remote

II DIO ADEMPIE LA SUA PAROLA AL SUO SERVO SALOMONE. Gli promise ricchezza e onore, in quanto aveva chiesto qualcosa di meglio di questi

vedi 2Cronache 1:11,12

In questo episodio molto gratificante Salomone dovette pensare che la promessa fattagli a Gabaon fosse stata benignamente riscattata. Troveremo anche Cantici. A coloro che cercano prima il regno di Dio egli assicura ogni bene terreno necessario, ed essi possono contare con fiducia che egli manterrà la sua parola

vedi Matteo 6:33

III LA VERA BEATITUDINE DEL POSSESSO: COMUNICARE. Salomone aveva una grande conoscenza, una grande facoltà, molta penetrazione, così come un'ampia ricchezza mondana. Probabilmente provava un certo piacere nella consapevolezza del loro possesso. Ma ne trovò un uso migliore e più saggio per comunicare con gli altri. Quando illuminò la mente (Versetto 2) e arricchì le mani (Versetto 12) della regina, stava allora sperimentando la vera eccellenza del possesso. Non è quando siamo in grado di trattenere, ma quando riusciamo a impiegare e a impartire la nostra ricchezza, sia di verità che di tesori, che siamo veramente e veramente ricchi Atti 20:35

IV IL VALORE DELLA SAGGEZZA. La regina era senza dubbio in parte spinta dalla curiosità di vedere la magnificenza di Salomone; Ma ciò che la indusse in gran parte a intraprendere quel lungo, noioso e costoso viaggio fu il suo desiderio di imparare ciò che "il saggio" poteva insegnarle. Desiderava "comunicare con lui di tutto ciò che aveva nel cuore" (Versetto 1), e lo fece; ed ella raccolse da lui una grande riserva di conoscenza e di verità. Senza dubbio apprese per la prima volta le verità fondamentali della religione, forse anche gli elementi della morale pura. È probabile che sia tornata nel suo paese arricchita mentalmente e persino spiritualmente ben oltre le sue più alte aspettative. Quando attraversava il deserto per la seconda volta, sentiva di essere stata ripagata mille volte per tutte le sue fatiche e le sue spese. La saggezza vale sempre la pena di essere acquistata, qualunque cosa possiamo spendere per essa. "Compra la verità", anche se costava molto in viaggi, in denaro, in paziente e laborioso studio, persino in compagnia e amicizia. Vale la pena di 'vendere tutto ciò che abbiamo' per possedere "la perla di gran prezzo", la sapienza celeste, la conoscenza che è la vita eterna Matteo 13:46; Giovanni 17:3

Molti pellegrini sinceri hanno attraversato la terra e il mare, molti studenti ansiosi hanno cercato libri e chiesto ai sacri maestri, molte anime affamate e assetate hanno lavorato e lottato nei pensieri e nelle preghiere per molti anni, per poter trovare riposo nella verità, per poter trovare una casa per se stesse nella conoscenza del Dio vivente. E quando avranno trovato quello che cercavano,

vedi Matteo 7:7,8

Hanno riconosciuto con gioia e gratitudine che la benedizione di acquisire la sapienza celeste è una ricompensa molto ampia per tutto ciò che hanno speso nella sua ricerca. La saggezza è più preziosa dei rubini; è il bene assolutamente incomparabile. - C Proverbi 3:15

OMELIE DI T. WHITELAW Versetti 1-12.-

La regina visitatrice di Salomone

IL SUO VIAGGIO A GERUSALEMME. (versetto 1.)

1.) Il paese da cui è venuta. Saba. Non Meroe, o Etiopia, come dicono Giuseppe Flavio ('Ant.,' 8:6. 5), Grozio e altri, seguendo la leggenda abissina; ma Sabaa, un paese dell'Arabia Felix. La sua capitale Saba, o Mariaba, esiste ancora con il nome di Marib, sei giorni a est di Sanaa. Il quartiere era estremamente fertile e abbondava di incenso, oro e pietre preziose Geremia 6:20; Ezechiele 37:22; Isaia 60:6; Salmi 72:15

I suoi abitanti erano diventati, grazie a un vasto commercio, tra le più prospere tribù arabe. Le carovane di Saba portavano prodotti costosi sui mercati di tutto il mondo: a Tiro, in Egitto, in Siria e in Mesopotamia Giobbe 6:19; Ezechiele 37:22

Che un alto grado di civiltà prevalesse fin da un primo periodo nell'Arabia meridionale è attestato, non solo dalle cosiddette iscrizioni himaritiche rinvenute in quella regione, in cui il nome Saba ricorre frequentemente, ma dalle già citate rovine di Marib, che, secondo la tradizione araba, fu distrutta, probabilmente nel II secolo dopo Cristo, dallo scoppio di una grande diga nella parte superiore della valle (Ritter). La tradizione araba, più comunicativa della Scrittura riguardo a questa regina, la chiama Balkis e la rende moglie di Salomone (Corano, 'Sur.', 27)

1. L' occasione del suo viaggio. La fama di Salomone. In 1Re 10:1 sono aggiunte le parole "riguardo al nome di Geova"; ma non si può determinare se sia stato inserito dall'autore di Kings o omesso dal Chronicler. In quest'ultimo caso, erano probabilmente intesi a suggerire che la fama di Salomone si basava principalmente sulla sua costruzione di templi per il Nome di Geova, 2Cronache 6:10

il che lo dimostrava preminentemente dotato di saggezza 2Cronache 02:12

(Per altre spiegazioni, vedi Esposizione.) C'è ragione nell'ipotesi che i viaggi di Salomone a Ofir fossero, almeno in parte, il mezzo per estendere la fama di Salomone e portarla alle orecchie della regina

2. L'oggetto della sua visita. "Per mettere alla prova Salomone con domande difficili". È difficile supporre che la regina mirasse semplicemente a mettere alla prova l'ingegno tra lei e Salomone nel proporre enigmi, risolvere enigmi e sciogliere enigmi di parole, come, secondo Menandro e Dins (Giuseppe Flavio, 'Ant., ' 8:5. 3), Salomone aveva una volta con Hiram, e tali che nei tempi antichi costituivano un passatempo comune con gli Arabi. Le "domande difficili" si riferivano senza dubbio a problemi profondi e importanti nella religione e nella vita. Le gravi parole da lei rivolte a Salomone (Versetti, 7, 8) rendono questa l'ipotesi più plausibile. Grande, ricca, colta e potente com'era, era evidentemente turbata nel cuore riguardo al solenne mistero dell'esistenza, e desiderava che i suoi dubbi fossero risolti, le sue domande risposte e le sue ansie placate da qualcuno che sembrava particolarmente elevato come incarnazione e maestro di saggezza

3. La grandiosità del suo strascico. Accompagnata da "una grande compagnia" di seguaci, cortigiani e servitori, nonché da una numerosa cavalcata di cammelli che portavano i prodotti del suo paese -- oro, spezie e pietre preziose -- destinati a donare a Salomone,

Confronta Genesi 43:11

questa regale signora, in cerca della saggezza, compì il suo lungo e doloroso viaggio e alla fine raggiunse Gerusalemme

II IL SUO COLLOQUIO CON SALOMONE. (Versetti 2-8.)

1. La saggezza che ha ascoltato. "Di tutto ciò che aveva nel cuore comunicò con Salomone; e Salomone le riferì tutte le sue domande". Se queste non includevano gravissimas et sacras quaestiones, cioè questioni relative ai misteri della religione e al culto di Dio, non si vede perché dovrebbero escluderle, come è stato suggerito (Keil). Si può ammettere che non si trattasse di problemi metafisici. La storia mostra che la saggezza che lei principalmente cercava e di cui Salomone parlava principalmente era quella il cui inizio è il timore del Signore, e la cui fine è l'osservanza dei suoi comandamenti Salmi 111:10; Proverbi 1:7

- ciò che riguardava la dignità e la gloria della vita umana e promuoveva il raggiungimento della felicità umana Proverbi 2:2-12 3:13-18 4:5-13 9:9-12

Ma qualunque fossero le sue domande, tutte hanno avuto risposta. Nessuno era troppo astruso o recondito perché questo re dotato del Cielo potesse spiegarlo

2. Lo splendore che vedeva. Vide la saggezza di Salomone incarnata nelle sue opere e la sentì distillare dalle sue labbra. "La casa che egli aveva costruito" -- non il tempio, ma il palazzo, che aveva impiegato tredici anni per la costruzione, e sul quale aveva profuso tutto ciò che le arti architettoniche e decorative del tempo, aiutate dalla sua enorme ricchezza, potevano procurare -- questa residenza regale che, in magnificenza, rivaleggiava, se non eclissava, la dimora di Geova, fu fissato con meraviglia e stupore. In particolare era affascinata dallo splendore della tavola reale

(1) "La carne della sua tavola", cioè la varietà e la sontuosità del cibo, forse includendo anche la costosità e la bellezza dei recipienti in cui veniva servito Versetto 20; Confronta; 1Re 10:20

"il sedere dei suoi servitori", cioè dei suoi alti funzionari alla tavola reale (Bertheau, Bahr) ", o "i posti, designati nel palazzo per i ministri del re" (Keil); "la presenza dei suoi ministri, sia la posizione in piedi, cioè in attesa, dei suoi servi a tavola (Bertheau, Bahr), sia, come sopra, i posti designati per loro nel palazzo (Thenius, Keil); l'abbigliamento dei suoi servitori, che senza dubbio si sarebbe distinto per il suo splendore; "anche i coppieri", il cui compito era quello di versare il vino per il re, Genesi 40:11; Neemia 1:11 ; Xen., 'Cyrop.,' 1:3, 8, 9

"e le loro vesti", che sarebbero state corrispondentemente splendenti; Tutto ciò le lasciò un'impressione, non tanto della ricchezza e del potere di Salomone, quanto della sua saggezza trascendente. Una seconda cosa a cui ha assistito lo ha confermato, vale a dire

(2) La scala che portava dal palazzo al tempio. Gli antichi traduttori (il caldeo, il siriaco, il latino e il greco) pensavano che le parole in ebraico si riferissero agli olocausti che offriva nella casa di Geova, un'opinione in cui sono stati seguiti da alcuni interpreti moderni (Lutero, A. Clarke, Bertheau). Questi, tuttavia, difficilmente li avrebbe mostrati a uno che non fosse un proselito. Inoltre, se avesse visto la magnificenza del servizio del tempio, molto probabilmente sarebbe apparsa qualche allusione a ciò nel suo discorso a Salomone. Di qui l'opinione è da preferire che il riferimento sia al viadotto ad arco che conduceva dal suo palazzo al tempio (Keil, Bahr, Winer, Ewald, Jamieson), i cui resti, scoperti di recente, dimostrano che è stato, "per audacia di concezione, per struttura e magnificenza, una delle più grandi meraviglie di Gerusalemme". Sembra che tale comunicazione fra il palazzo di Sion e il tempio di Moria esistesse in 2Re 16:18 e nel cap. 23. 20; mentre Giuseppe Flavio parla di un passaggio dal tempio al palazzo del re che conduceva attraverso la valle intermedia ('Ant.,' 15:11. 5). Se le rovine descritte da Robinson sono quelle di questo ponte, deve aver contenuto cinque archi, ciascuno largo sessanta piedi e alto centotrenta piedi. "L'intera struttura", dice Isaac Taylor, "se vista dall'estremità meridionale del Tyropoeon, deve aver avuto un aspetto di grandezza, specialmente in connessione con gli alti e sontuosi edifici del tempio e di Sion a destra e a sinistra" (citato da Jamieson, in loc.)

3.) L' ammirazione che provava. Sincero e intenso. La saggezza di Salomone era stata

(1) in piena conformità con la notizia che ne aveva sentito parlare nel suo paese (Versetto 5) -- le voci non avevano mentito;

(2) aveva eguagliato le sue aspettative, la fantasia non l'aveva ingannata;

(3) aveva superato di gran lunga sia il rapporto che le sue stesse aspettative al riguardo (Versetto 6) -- il suo senso di meraviglia era più che soddisfatto;

(4) era così opprimente che non lasciava in lei alcuno spirito (Versetto 4) -- la sua speranza di rivaleggiare con esso era svanita

4.) I sentimenti che ha espresso

(1) Dichiarò felici i cortigiani e i servitori di Salomone a motivo della loro vicinanza al suo trono e alla sua persona, che permetteva loro di ascoltare la sua sapienza. Così facendo dava per scontato sia che Salomone non avrebbe mai parlato diversamente che saggiamente, e che i servitori e i ministri di Salomone si sarebbero sempre sentiti disposti ad ascoltare e trarre profitto dal discorso del loro padrone; in entrambi i quali ha fatto i conti prima del segno

(2) Ella lodò Geova per la sua bontà verso Salomone nel dargli un tale trono, cioè per aver fatto di Salomone il suo vicegerente in Israele, e per il suo favore verso Israele nel fornirgli un tale re, ai suoi occhi una prova che Geova li amava e si proponeva di stabilirli per sempre (Versetto 8). In nessuna di queste espressioni sbagliava. Troni stabili e buoni re sono opera di Dio

(3) Istruì Salomone sull'opera regale per la quale era stato innalzato, cioè per eseguire il giudizio e la giustizia Salmi 72:2

Se da queste affermazioni non si può dedurre che ella sia stata assistita dall'ispirazione o convertita alla religione di Geova, è lecito concludere che fosse una donna profondamente riflessiva e lungimirante, seconda solo a Salomone per saggezza e sagacia

5.) I regali che ha fatto

(1) "Centoventi talenti d'oro" -- equivalenti a £ 657.000, valutando il talento a £ 5475

(2) "Spezie in grande abbondanza" e di insuperabile eccellenza, la principale delle quali era probabilmente il balsamo arabo Giuseppe Flavio ('Ant.,' 8:6. 6) dice che i suoi connazionali derivavano da questa regina

(3) "Pietre preziose", i nomi sconosciuti

6.) I doni che ha ricevuto. Oltre alla soluzione dei suoi problemi, ottenne da Salomone doni belli e preziosi, in parte in conformità alla sua richiesta (Versetto 12), in parte in pagamento dei costosi doni che lei gli portava, e in parte oltre che per la sua regale liberalità 1Re 10:13

III IL SUO RITORNO A SABA. (Versetto 12.)

1. La fine della sua visita. Non si sa per quanto tempo durò questa visita, ma alla fine la regina partì per il suo viaggio di ritorno, accompagnata dai suoi servitori e accompagnata dal suo corteo di cammelli

2. Il bottino della visita di scommessa. Oltre a portare a casa i doni dati da Salomone, portava con sé ciò che era di maggiore importanza per lei e per i suoi sudditi, le impressioni che aveva ricevuto durante i suoi viaggi e le lezioni di saggezza terrena e celeste che aveva tratto dal suo colloquio con il re

3. La storicità della sua visita, che la narrazione precedente non sia una favola è garantita dall'uso che Cristo ne fa nel Primo Vangelo, Matteo 12:42

e da recenti ricerche archeologiche (vedi "Ancient Arabia", del professor Sayce, in Contemporary Review, dicembre 1889)

LEZIONI

1.) Il privilegio dei cristiani di avere come Apocalisse uno più grande di Salomone, colui "nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza" Colossesi 2:3

2.) L'obbligo del mondo di ascoltare la sapienza di colui che, oltre ad essere più grande, è anche più vicino a loro di quanto non lo fosse alla regina di Saba Matteo 12:42

3.) La beatitudine di coloro che ascoltano la sapienza di Cristo, che attende al suo trono e sta alla sua presenza, prima sulla terra e poi in cielo Proverbi 8:34

1. La certezza che Cristo darà a coloro che cercano la sua sapienza tutto ciò che chiedono e di più della sua regale munificenza Efesini 3:17

2. Il dovere di coloro che giungono a conoscere la saggezza di Cristo di riportarne la notizia nel proprio paese. - W Matteo 5:19,20

2 Nulla si nascondeva a Salomone; cioè nulla di oscuro per lui, senza dubbio nodoso per Salomone

4 La carne della sua tavola

vedi 1Re 4:22.23

Traducendo piuttosto violentemente i nostri pensieri in linguaggio moderno, potremmo immaginare la regina che ispeziona le cucine del palazzo, e ricordare che le cucine di una corte orientale facevano il lavoro non di una "tavola" individuale, ma di quelle di un seguito domestico e ufficiale molto numeroso; molto di più quelle di Salomone ora. Keil e Bertheau, tuttavia, con altri, riferiscono questa espressione all'allestimento di una tavola da pranzo (come ad esempio quella di un banchetto moderno, di una colazione di nozze o simili), dove sia l'abbondante carico della tavola che l'ampia varietà delle portate, e la ricca frutta straniera o domestica, di stagione o fuori stagione, e l'arredamento e la decorazione della tavola, tutti vengono ad aggiungere il loro contributo di effetto; e citano non a torto il nostro Versetto 20, chiarito da 1Re 10:21. Questa era una gloria quotidiana con l'istituzione del palazzo di Salomone. L'immediata connessione e il contenuto di questo versetto, per quanto difficili, favoriscono questa direzione di spiegazione, come si vedrà nelle clausole seguenti. La seduta dei suoi servi. La parola qui usata (bvwOm) ricorre quarantatré volte, ed è resa nella Versione Autorizzata trentadue di queste volte come "abitazione" o "dimora". Delle restanti undici volte, l'una o l'altra di queste parole sarebbe quasi il sinonimo della parola usata, e in ogni caso la traduzione "abitazione", se mantenuta all'idea generale di un'abitazione o di un luogo di riposo più o meno temporaneo, non sarebbe inappropriata o incoerente con l'evidente deriva della connessione; solo qui e in parallelo la scomoda traduzione "seduta" è adottata dalla Versione Autorizzata. Quindi non siamo d'accordo con la spiegazione del professor Dr. Murphy, la seduta, cioè "in consiglio dei suoi principali ufficiali". Quale sia la natura dell' ubicazione (per usare un termine meno specifico) dei servitori qui indicati è, tuttavia, ancora del tutto chiaro. È evidentemente posto in qualche antitesi con lo standing (cioè il posto in piedi) qui reso "in modo inadeguato o errato, la presenza dei suoi ministri. L'affluenza, cioè "la stazione (dm)

vedi le altre quattro occorrenze di questa parola:" 1Re 10:5; 1Cronache 23:28; 2Cronache 35:15; Isaia 22:19

Dei suoi ministri; ebraico, wytrvm, participio di un verbo piel, trev; Questa parola, nella sorprendente maggioranza delle centinaia di occorrenze che ne ricorre, esprime il ministero del sacro servizio di qualche tipo. Si può, infatti, dire che il presente passo, con solo uno o due altri, sono dubbi in questo significato o carattere di spiegazione. Alla nostra prossima frase, che si riferisce al loro abbigliamento, troviamo nella menzione parallela, come qui, dei coppieri, sebbene la questione del loro abbigliamento non sia inclusa come qui. Parte della difficoltà del versetto nasce dalla considerazione che fino a questo punto il contenuto delle clausole successive di esso può comporre forse una descrizione grafica abbastanza nitida della scena quotidiana del banchetto. Un riferimento appropriato a una descrizione simile dei banchetti arabi è dato nel "Commentario dell'oratore" che si trova nel vol. it. pp. 213-215 di "Antiche monarchie". La nostra prossima frase, tuttavia, ci riporta in difficoltà con il suo riferimento all'ascesa di Salomone per la quale egli salì nella casa del Signore, 1Cronache 26:16 con la nostra Esposizione, 'Commento del pulpito'

A quanto pare così inopportunamente; né siamo molto aiutati dalla lettura, con la Septuaginta, "degli olocausti che egli offrì nella casa del Signore". L'oscurità e la mancanza di coerenza non sono formidabili, in verità, e forse possono essere con moderata soddisfazione attribuite ancora una volta al conto della selezione occasionalmente negligente dei compilatori dal materiale dell'opera più vecchia. Forse l'allusione nel nostro Versetto 11 alle terrazze, o scale, o strade maestra (vedi a margine) alla "casa del Signore" e al palazzo del re, può contenere qualche indizio per l'ascesa a cui si fa riferimento qui. Versetti 4-6.-

L'inimmaginabile

La regina di Saba fu completamente sopraffatta da ciò che vide alla corte di Gerusalemme. Quando ebbe visto e udito tutto quello che c'era da vedere e da sentire, "non c'era più spirito in lei". Era "stupita da un grande stupore". Non aveva dato credito a ciò che le era stato detto (Versetto 6); ma scoprì che c'era molto di più da trovare di qualsiasi cosa fosse stata descritta. Ciò che realizzò superò del tutto la sua aspettativa. La sua esperienza fu molto notevole nel suo genere, ma in questo particolare non fu affatto eccezionale. Abbiamo molto a che fare con l'inimmaginabile. Ci incontra o ci attende in

I LA CREAZIONE MATERIALE. Quali meraviglie del tutto inaspettate sono state rivelate dal progresso della scienza umana! Gli uomini delle generazioni remote non avevano la più pallida idea dei poteri che abbiamo scoperto risiedere nell'universo materiale. E quali forze ancora da scoprire attendono la nostra indagine e la nostra indagine mentre arranciamo pazientemente nei sentieri della conoscenza! Sicuramente metà non ci è stata raccontata o immaginata da noi

II LA NOSTRA ESPERIENZA UMANA. Abbiamo la nostra attesa riguardo alla vita che ci sta davanti; ma è molto poco simile alla realtà, come l'esperienza dimostrerà. Molte cose possiamo immaginarci che non troveranno alcun compimento; Ma ci sono molte altre cose, di cui non abbiamo discernimento, che troveranno il loro posto nella pagina della nostra biografia. Di questi, alcuni sono dolori inaspettati -- perdite, delusioni, separazioni, lotte -- di cui non possiamo farci un'idea; Altri sono benedizioni inaspettate: conforti, relazioni, gioie, trionfi, che superano e superano le nostre speranze. Non prevediamo, nel bene o nel male, la metà della realtà luminosa o oscura

III IL VANGELO DELLA GRAZIA DI DIO. "L'occhio non aveva visto, né l'orecchio aveva udito, né era entrato nel cuore dell'uomo di concepire" la metà di "ciò che Dio aveva preparato per quelli che lo amano". Nessun uomo poteva o immaginava che una tale ricchezza di grazia e di bontà come quella contenuta nel vangelo di Cristo ci sarebbe stata portata dall'Unto di Dio, sarebbe stata acquistata per noi mediante il sacrificio di un Salvatore, sarebbe stata imposta su di noi dall'amore urgente e persistente di un Padre celeste

IV LA GLORIA CHE DEVE ESSERE RIVELATA. In quella "terra delle grandi distanze" che un giorno attraverseremo, in quella casa d'amore in cui presto abiteremo, quale bene inimmaginabile ci riserva! Che gioia e che gloria; quale riposo e quale attività; quale realizzazione e quale speranza; quale conoscenza di Dio e quale ricerca di tale conoscenza; quale regalità e quale servizio; quale purezza e quale progresso; Quale benedizione inaspettata e inconcepibile per soddisfare ma non saziare l'anima!" -C

8 L'astinenza da parte della regina nel menzionare il Signore Dio d'Israele, e il Signore tuo Dio, di qualsiasi indicazione del desiderio che egli diventasse il suo Dio, è tanto suggestiva quanto evidente

confronta la lingua di Hiram in 2Cronache 2:12

9 Centoventi talenti d'oro. Mettendo il valore dell'oro a 4 sterline per oncia, il valore di un talento sarebbe di 5476 sterline, per un totale di 657.120 sterline. Poole lo fa 1.250.000 sterline; S. Clarke, f720.000. Dai nostri Versetti. 13, 14 apprendiamo che in un anno Salomone ricevette 666 talenti, oltre a quelli che portavano i mercanti. Qualsiasi spezia del genere. Il parallelo non ha "più una tale abbondanza di spezie" e "di spezie una grande riserva". Le spezie arabe, e la loro fragranza di terra e persino di mare, come anche il commercio molto redditizio che creavano, sono spesso menzionate dagli storici (vedi, tra molti altri, Erode, 3:113; Diod., 3:46; Strabone, 16:4, §19). Gran parte di questo cosiddetto dare era evidentemente materia di scambio. La donna ha ottenuto il quid pro quo, mentre il Versetto 13 del parallelo 1Re 10

sembra parlare dell'altro dare più vero

10 Versetti 10, 11.-O questi due versetti sono fuori posto (con il loro parallelo, 1Re 10:11.12

o dovrebbero avere, anche se non dichiarato, qualche rapporto occulto con la regina. Ci sono alcuni lievi indizi che indicano questo, e il significato è forse che le terrazze, le balaustre, le scale (che forse è l'idea nell'"ascesa", Versetto 4), i pilastri, ss.), fatti con il legno che i servi di Hiram e Salomone avevano precedentemente portato con l'oro, erano le meraviglie artificiali che contribuivano a stupire la regina. Terrazze verso la casa del Signore e verso il palazzo del re. Queste terrazze così rese erano probabilmente scale, e, come già accennato, potrebbero aver composto l'"ascesa" (Versetto 4), e spiegano la menzione di essa nel Versetto 4. Gli alberi di algum. Questo è l'ordine del testo ebraico dei caratteri dell'alfabeto lamed e gimel, così come l'ordine della versione autorizzata nel parallelo almug è anche l'ordine del suo ebraico. L'albero è menzionato solo sei volte, tre volte nelle Cronache

2Cronache 2:8 9:10,11

e tre volte dentro 1Re 10:11.12

A quanto pare questo legno è cresciuto in Libano, 2Cronache 2:8

anche se pensiamo che questo non sia certo. Kimchi pensa che fosse il bukkum (parola araba), che gli europei chiamano legno del Brasile, e che (Keil) è stato trovato in Etiopia, così come in India. Alcuni pensano che sia il legno di sandalo del Malabar. Qualunque cosa fosse, senza dubbio doveva essere acquistata all'emporio di Ofir. La natura intrinseca del legno, e la sua natura intrinsecamente preziosa, possono essere facilmente dedotte dal suo uso per la lavorazione del legno e della tavola armonica di strumenti musicali come l'arpa e il salterio. Questo fatto farebbe propendere per l'idea che il legno di sandalo rosso sia quello che qui viene chiamato algum. Il "Commentario dell'oratore" cita Max Muller («Lectures on Language», 1ª serie, p. 191) per l'affermazione che il vernacolo di questo legno in India è valguka. Arpa salteri

vedi la nostra Esposizione su 2Cronache 5:12 e articoli nel Dizionario della Bibbia di Smith e altri

La frase, non ce n'erano di simili visti nella terra di Giuda, può essere letta come un'indicazione che avevano fatto parte della mostra fatta alla regina di Saba

12 oltre a quello che aveva portato al re. Il parallelo non ha questa oscura clausola, ma ha, "oltre a quella che Salomone le diede della sua regale munificenza". Il professor Dr. Murphy spiega la nostra frase come se pretendesse di dire questo: Salomone diede tutto il desiderio della regina in termini di munificenza, "accanto" a tutto ciò che apparteneva come equivalente di "ciò che aveva portato". Ha ricevuto così tanti doni, oltre a tutto ciò che, secondo l'usanza orientale di allora, le era dovuto

13 Versetti 13-20, 27.-

Oro e argento

Il cronista che registra questi eventi del regno di Salomone si sofferma sull'abbondanza dell'oro e dell'argento come uno che si diletta nella sua storia. E c'era qualcosa di cui trionfare, se non di gioire; perché parlava di una certa eccellenza e forza che ha il suo valore. Ma qual era (o è) il suo valore? Possiamo considerare fino a che punto l'abbondanza di argento e oro sia

SONO UNA FONTE DI GRATIFICAZIONE PRESENTE. Senza dubbio Salomone, i suoi cortigiani e i suoi sudditi provavano piacere nel fatto che tutti questi oggetti erano "d'oro battuto", che l'oro e l'argento incontravano i loro occhi ovunque. Agisce prima che il piacere possa essere stato abbastanza acuto. Ma era una di quelle gioie che impallidiscono e passano con il tempo; la familiarità con esso gli ha fatto perdere il suo fascino; deve essere diventato meno piacevole man mano che diventava più comune, fino a quando non divenne letteralmente vero che "non era nulla di contabile" (Versetto 20). Gli splendidi dintorni sono abbastanza piacevoli all'inizio, ma la loro virtù svanisce con il passare degli anni e persino con i mesi fugaci; e non passa molto tempo prima che ciò che sembrava così brillante e prometteva tanto divertimento "non venga affatto preso in considerazione"

II UN ARRICCHIMENTO DURATURO. L'abbondanza di ricchezze materiali si rivela spesso un bene transitorio. Nella nazione diventa una preda per il guastafeste, una tentazione per la potenza vicina che può inventare un esercito vittorioso e tornare con un tesoro ben conservato

vedi 1Re 14:25.26

Nell'uomo spesso attira l'avventuriero fraudolento e diventa il suo possesso. Nessuno può essere sicuro di mantenere ciò che ha guadagnato. I "titoli" sono cose eccellenti a modo loro, ma scendono di fronte ad alcune delle forze che nessun potere finito può controllare

III UN VERO ALLARGAMENTO. Le grandi ricchezze non vanno molto ad arricchire una nazione quando non fanno nulla di più per essa che fornire bersagli e scudi, vasi per bere e troni d'avorio ricoperti d'oro con sgabelli d'oro: nient'altro che moltiplicare gli splendori intorno al palazzo reale. Quando promuove attività salutari e remunerative tra il popolo, quando facilita e stimola il dispendio di lavoro redditizio nell'agricoltura, nell'arte marinaresca, nell'industria, nell'arte, nella letteratura, nel culto, allora è veramente e veramente utile. Cantici con singoli uomini. La ricchezza che serve solo al lusso fa ben poco bene al suo proprietario. Ma quando permette a un uomo di mettere in campo forze mentali e fisiche che altrimenti sonnecchierebbero per mancanza di opportunità, quando stimola a un'impresa degna ed elevante, quando apre la porta dell'utilità e della disponibilità, allora è davvero una benedizione, un vero e proprio ampliamento

1. UN PERICOLO SPIRITUALE. Seri e forti sono davvero i Maestri Marco 10:23-25

Ma sono ampiamente verificati dalla storia umana, sia nazionale che individuale. La ricchezza tende al lusso; dal lusso all'indulgenza; indulgenza al deterioramento; deterioramento fino alla rovina. Molto oro e argento possono essere abbastanza attraenti; ma hanno bisogno di essere ben fortificati con principi sacri che resistano alla prova di essi, e ne siano del tutto illesi

2. RAFFIGURAZIONE DI UNA RICCHEZZA CHE È PIÙ VERA E MIGLIORE. È possibile essere dotati di quelle risorse che arricchiscono e che non aggiungono alcun dolore ad essi; è possibile essere "ricchi verso Dio"; avere tesori in nostro possesso che il forte ladro del tempo non ha il potere di rubare. Questi si possono avere dal Signore asceso. Ci consiglia di comprare da lui stesso "oro provato nel fuoco, affinché possiamo essere ricchi". Da lui possiamo ottenere le ricchezze di una riverenza che nobilita, di una fede che salva, di un amore che benedice e abbellisce, di una speranza che rafforza e sostiene, di una gioia che "sazia e santifica" l'anima. - C

Versetti 13-31.-

La gloria di Salomone

I LA VASTITÀ DELLA SUA RICCHEZZA. (Versetti 13, 14, 21, 24.)

1.) Le sue fonti

(1) I contributi dei mercanti e dei commercianti alle entrate imperiali (Versetto 14);

(2) i doni di re e governatori in Arabia e altrove; e

(3) i carichi portati dalle sue flotte da Ofir ogni anno (Versetto 10), e da Tartesso, o Tarso, in Spagna, ogni tre anni (Versetto 21)

1. Il suo importo. 666 talenti d'oro all'anno, senza contare l'argento abbondante come le pietre (Versetto 27). Stimando un talento a 5475 sterline, l'oro raggiungerebbe l'immenso totale di 3.646.350 sterline all'anno

2. Il suo utilizzo. È stato impiegato:

1) Per la fabbricazione degli scudi di Stato, 200 più grandi, a ciascuno dei quali furono dedicati 600 sicli d'oro, e 300 più piccoli, a ciascuno dei quali furono assegnati 300 sicli. Gli scudi, probabilmente di legno e ricoperti d'oro anziché di cuoio, erano appesi nel palazzo di Salomone, "la casa della foresta del Libano", 1Re 7:2

dove rimasero fino a quando furono saccheggiati da Sisac 2Cronache 12:9; 1Re 14:26

(2) Nel modellare un trono di stato, fatto di avorio e rivestito di oro puro (Versetto 17); cioè la lavorazione del legno, non l'avorio, era coperta con il metallo. Il trono aveva sei gradini e uno sgabello d'oro (Versetto 18); Ogni gradino aveva ai lati un leone, probabilmente di metallo fuso dorato. Su ciascun lato del sedile c'era un bracciolo, o sterzo, accanto al quale sedeva un altro leone. Così c'erano in tutto quattordici leoni dorati. Non c'è da stupirsi che lo storico aggiunga che "non c'era nulla di simile in nessun regno". Eppure molti troni moderni lo superano in splendore

(3) Nella costruzione di coppe di stato o recipienti per bere per il palazzo. Tutti erano fatti d'oro puro: oro di Ofir, di Tarsis o di Parvaim; "non uno d'argento, di cui non si contava nulla ai giorni di Salomone"

4.) La sua credibilità. Il racconto di cui sopra è reso attendibile confrontandolo con fatti ben noti registrati. "Quando Ninive fu assediata, Sardanapalo aveva 150 letti d'oro, 150 tavole d'oro, 1.000.000 di talenti d'oro, dieci volte tanto argento, mentre 3000 talenti erano stati precedentemente distribuiti tra i suoi figli. Non meno di 7170 talenti d'oro sono stati utilizzati per le statue e i vasi del tempio di Bel a Babilonia. Il saccheggio di Ecbatana da parte di Alessandro fu valutato in 120.000 talenti d'oro; Il saccheggio di Ciro fu di 34.000 libbre d'oro e 500.000 petardi d'argento, oltre a un numero immenso di vasi d'oro" (Bahr, in loco, serie di Lange)

II L'ECCELLENZA DELLA SUA SAPIENZA. (Versetti 22, 23.) La saggezza di Salomone era eccellente riguardo a:

1.) Origine. È stato ispirato da Dio. Tutta la sapienza procede dalla stessa fonte, Giobbe 32:8

e "l'uomo non può ricevere nulla se non gli è dato dal cielo"; Giovanni 3:27

ma nel caso di Salomone la sapienza era un dono speciale 2Cronache 0:112

1. Misura. Salomone superò tutti i re della terra in quantità e qualità della sua sapienza, cosa non facile da fare. La regina di Saba era la prova che i personaggi reali di quell'epoca non erano sciocchi; mentre le monumentali storie dell'Egitto e dell'Assiria hanno rivelato l'esistenza di principi saggi e potenti molto prima di Salomone. C'erano uomini coraggiosi prima di Agamennone

2. Manifestazione. La saggezza di Salomone si espresse in una varietà di modi: nella costruzione di templi e in altre imprese architettoniche; nella pronuncia di giudizi e nell'enunciazione di apotegmi; nell'acquisizione della conoscenza, e più specialmente della storia naturale; e nelle composizioni letterarie sia prosaiche che poetiche 1Re 4:29-33

3. Fama. Si diffuse in tutti i paesi e attirò re e regine alla sua corte per ascoltare le sue espressioni oracolari e mettere alla prova la sua intuizione, così come per contemplare lo splendore della sua corte e la magnificenza della sua persona 1Re 4:34

III L'ESTENSIONE DEL SUO IMPERO. (versetto 26.)

1. Il suo confine orientale: il deserto siriano, in cui si trovava Tadmor o Palmira

2. Il suo occidentale: il Mediterraneo, o, più correttamente, la Fenicia e il paese dei Filistei, con la striscia di costa mediterranea in mezzo

3. Il suo nord -- il fiume -- l'Eufrate, nel suo corso superiore, da Tifsa, o Tapsaco, una grande e popolosa città sulla riva occidentale, un luogo dove gli eserciti attraversavano il fiume, e dove c'era un molo per lo sbarco e la spedizione di merci provenienti o dirette a Babilonia (Winer, 2. p. 612)

4. Il suo meridionale: il confine dell'Egitto 1Re 4:24

Entro questi limiti egli esercitava il potere sovrano direttamente, come sui suoi sudditi in Palestina, o indirettamente ricevendo tributi dai re regnanti che gli esprimevano la loro fedeltà portando, anno dopo anno, ogni uomo il suo dono: vasi d'argento e vasi d'oro e vesti, finimenti e spezie, cavalli e muli (Versetto 24)

IV LA DURATA DEL SUO REGNO. (Versetto 30.) Quarant'anni

1. Un grande privilegio. La lunga vita è un segno di particolare favore sotto l'antica dispensa; Proverbi 3:16

sotto il nuovo, una benedizione preziosa per coloro che ne godono Efesini 6:2

2. Una grande opportunità. La vita non è solo per il piacere personale, ma per l'attività religiosa e filantropica. Una lunga vita significa un lungo tempo per fare del bene. Quali benefìci Salomone avrebbe potuto conferire al suo popolo durante quel lungo periodo!

3. Un'alta responsabilità. "A chi molto è dato", ss. Il fatto che Salomone facesse meno di quanto avrebbe potuto con la sua grande saggezza, le sue vaste ricchezze, il suo immenso potere, la sua fama prolungata e la sua lunga vita, comportava su di lui una colpa più profonda

4. Un'evidente misericordia. Considerando il cattivo uso che Salomone fece dei suoi numerosi anni, declinando nella sua vecchiaia attraverso l'amore per le donne in idolatrie degradanti, 1Re 11:1-8

era una prova della pazienza e della longanimità divina il fatto che non fosse stato precedentemente stroncato

V LA FINE DELLA SUA CARRIERA. (Versetti 29, 31.)

1. La sua biografia è stata scritta per mano di profeti. (Versetto 29.) Natan il profeta, che annunciò male la sua nascita a Davide 2Samuele 7:12-14; 1Cronache 17:11

e che lo aveva chiamato, da bambino, Jedidiah, "Amato dal Signore", 2Samuele 12:25

con ogni probabilità l'ha iniziata; Ahijah lo Shilonita (cioè abitante di, o profeta da, Shilo, un

2. Città efraimita), che predisse la divisione del regno, 1Re 11:29

si può supporre, l'ha portata avanti; e Iddo il veggente, contemporaneo di Roboamo e Geroboamo; 2Cronache 12:15 13:22

l'ho finito. Essendo profeti del Signore, questi scrittori non avrebbero "nulla di attenuante, né avrebbero attribuito nulla con malizia", ma avrebbero consegnato "un racconto chiaro e senza fronzoli" degli atti e delle parole del grande monarca, dei suoi discorsi saggi e delle sue azioni sciocche

3. Il suo cadavere fu sepolto nella tomba di suo padre. (Versetto 31.) Era un bene che avesse una tomba in cui giacere; uomini migliori di lui non ne hanno avuti. Si era seduto sul trono di suo padre, aveva indossato la corona di suo padre, aveva esteso il regno di suo padre, migliorato i vizi di suo padre, si era allontanato dalla pietà di suo padre; Ora la sua polvere senza vita era consegnata a riposare nel sepolcro di suo padre

4. Il suo trono fu occupato dal suo stesso figlio. A nessun uomo piace essere succeduto da uno sconosciuto. Deve essere stato di conforto per il vecchio monarca il fatto che Roboamo indossasse la sua corona

Imparare:

1. La vanità della gloria terrena: la magnificenza di Salomone ineguagliabile come la veste di un giglio Matteo 6:29

2. L'inutilità di tutte le cose terrene senza religione: Salomone aveva tutto ciò che poteva soddisfare l'ambizione, eppure rifiutò di adorare Geova; Matteo 19:20

3. La certezza della morte: se un Salomone non poteva sfuggire al re dei terrori, come faranno gli uomini comuni? Ecclesiaste 8:8

14 Accanto, ss. La preposizione (In.) lasciata sia qui che nel parallelo, prima delle parole "men of", ss.), nella parola inglese composta chapmen (Authorized Version), mostra chiaramente la costruzione di questa e della seguente frase; dal versetto precedente devono venire le parole, dopo il nostro "accanto", "il peso dell'oro che venne", ss. Questo oro probabilmente proveniva dal pagamento delle tasse da parte dei viaggiatori mercantili, e come tributo dai re della parte dell'Arabia in cui il sangue era mescolato, ebrei e arabi, e non esclusivamente e indipendentemente arabi (vedi la parola usata al posto del nostro arabo nel parallelo, e, Geremia 25:24

e da quei governatori (forse in alcuni casi sostituendo i re più anziani) dei paesi adiacenti, che erano divenuti in qualche parte tributari di Salomone. Governatori. Per questa parola insolita e non ebraica (twOjp) vedi Esdra 5:6; Aggeo 1:1; Neemia 5:14

Gesenius menziona derivazioni turche, persiane e sanscrite che gli si adatterebbero bene. È molto evidente che è impiegato anche dallo scrittore di Kings. È usato per un sovrano dell'impero assiro 2Re 18:24; Isaia 36:9

nel caldeo Ezechiele 33:6,23; Geremia 51:23

in persiano,

Estere 8:9; 9:3

specialmente del governatore persiano della Giudea Aggeo 1:1,14; 2:2,21; Neemia 5:14,18; 12:26 ; Malachia1:8

mentre Gesenio legge questo passo nel nostro testo attuale e nel suo parallelo, per parlare dei governatori della Giudea (il paese). Vedi anche 1Re 20:24, dove la parola è tradotta (Versione autorizzata

"capitani", ed è sulla bocca del re di Siria. La parola non è usata prima dei Re. È usato dallo scrittore di Kings tre volte; di Cronache, una volta; da Esdra, sei volte; a Neemia, otto volte; a Ester, tre volte; in Daniele, quattro volte; e nei profeti rimanenti, Isaia, Geremia, Ezechiele, Aggeo, Malachia, dieci volte in tutto. La Versione Autorizzata, tra l'intero numero di queste occorrenze della parola, l'ha resa "capitani" tredici volte; "deputati", due volte; e "governatori", venti volte

15 Versetti 15, 16.- Bersagli scudi. L'"obiettivo" della Versione Autorizzata è sfortunato, anche se può con una verità un po' cupa rappresentare un fatto. Si trattava di uno scudo solido molto grande, originariamente fatto di un materiale comune, come il cesto o il legno, e ricoperto di cuoio; questi con una lamina d'oro. L'assenza della parola "shekel" in ogni frase, sia qui che in Kings, ci lascia aperta la possibilità di supporre che il beka, o mezzo shekel, possa essere la parola giusta. Ora, il maneh,

vedere 1Re 10:17

o libbra, significava 100 bekas, cioè 50 sicli. Così i bersagli, o scudi, avevano sei maneh d'oro per la loro placcatura ciascuno, e gli scudi minori (come possiamo forse chiamarli) tre maneh ciascuno. Stimando che il siclo pesasse 9 dwt. 3 gr., poiché il maneh pesava cinquanta sicli (100 bekas, o mezzi shekel), l'oro per uno scudo (bersaglio) può essere messo a qualcosa di più di 11 libbre troy. La casa della foresta del Libano; cioè un'armeria

vedi 1Re 7:2-5; 2Samuele 8:7; Cantici 4:4; Isaia 22:8

Sisac li prese quando conquistò Gerusalemme 1Re 14:26

17 Versetti 17-19.- Non è necessario supporre che il trono fosse fatto di avorio massiccio Salmi 45:9; Amos 3:15 6:4

o che l'oro sovrapposto nascondesse l'avorio, più o meno di esso. Il parallelo aggiunge che "la cima del trono era rotonda dietro" 1Re 10:19

Confrontando anche i due racconti, sembrerebbe che ci fossero dodici leoni su ciascun lato del trono, cioè due per ogni gradino. Quando si dice che c'erano due leoni in piedi vicino alle stecche (o braccia) su ciascun lato del posto a sedere, possiamo facilmente immaginare, da antichi troni modellati, che di loro le braccia fossero esse stesse "non una piccola parte". È notevole che il parallelo non tenga conto dello sgabello. Il leone è, naturalmente, un simbolo tanto naturale quanto antico di potere e di luogo sovrano; e l'uso del leone e il loro numero, che ricordavano le tribù d'Israele, erano specificamente giustificati al popolo, i cui oracoli contenevano parole come quelle di Genesi 49:9; Numeri 23:24; 24:9. Giuseppe Flavio ci dice che un toro d'oro sosteneva il trono. Se è così, è notevole che l'affermazione sia stata omessa in entrambe le nostre narrazioni dell'Antico Testamento. Le dimensioni del trono avremmo potuto cercarle, ma non ci sono date. Che fossero ben proporzionati all'altezza, segnata da sei gradini, può essere dato per scontato

20 La casa della foresta del Libano, La circostanza che i vasi di questa casa siano menzionati in così stretta connessione con i vasi per bere di Salomone, è un'altra indicazione della stretta connessione degli edifici stessi; 1Re 7:1,2-5,6 , ecc

anche che questi "vasi della casa della foresta del Libano" fossero (come si può dedurre naturalmente dalla connessione) come i vasi per bere di Salomone, deduce l'uso degli appartamenti della casa per occasioni sociali o, in ogni caso, di stato

21 A Tarsis. Il parallelo ha, in entrambe le clausole del suo verso, 1Re 10:22

"navi di Tarsis". L'ordine delle parole nella frase precedente del nostro versetto attuale, che ci costringe a leggere "andando a Tarsis", certifica il significato corretto. La parola "Tarsis" (il successivo Tartessus) copriva un distretto nel sud della Spagna, oltre a dare il nome a una città e a un fiume, e si estendeva di fronte alla costa dell'Africa. Entrambe le coste erano sotto il dominio fenicio, e un viaggio a Tarsis avrebbe naturalmente significato fare scalo in molti porti e in molti porti africani, da uno e dall'altro dei quali sarebbero state ottenibili tutte le importazioni di cui si è parlato qui. Il significato della radice ebraica di Tarsis è "soggiogare". La città si trovava tra le due foci del fiume Baetis, ora Guadalquiver. Gesenius pensa che lo scrittore delle Cronache dica, per ignoranza, "a Tarsis" e che le navi andassero a Ofir! Questi passaggi non dicono che il viaggio, qualunque esso fosse, durò tre anni; tanto meno che quel periodo di tempo fosse necessario. Non è certo se al tempo di Salomone si facessero viaggi dal Mar Rosso, circumnavigando l'Africa, nel Mediterraneo. Se si trattasse di viaggi del genere, intrapresi a passo lento, con scali in molti porti e ritardi rilassati, avrebbero potuto facilmente consumare un lungo spazio di tempo fino a tre anni! La teoria che Tarsis fosse Tarso in Cilicia è facilmente e definitivamente negativa. Si dice che i nomi in ebraico di "avorio, scimmie e pavoni" siano di origine indiana. Ciò è lungi dall'essere provato e, per quanto riguarda i primi due, si può dire che sia sufficientemente confutato. Ma se le cose stessero così, il fatto che i nomi ebraici fossero di derivazione indiana sarebbe un modo molto breve per dimostrare che il popolo ebraico ottenne le cose da loro rappresentate direttamente, o affatto, dall'India

Avorio; Ebraico, μyBijnv,. La Versione Autorizzata che rende "avorio" ricorre dieci volte nell'Antico Testamento, avendo come originale l'ebraico 1Re 10:18; 22:39; 2Cronache 9:17; Salmi 45:8; Cantici 5:14; 7:4; Ezechiele 37:6,15; Amos 3:15 6:4

In tutti questi casi, due dei quali sono in stretta contrapposizione con il presente e la sua occasione parallela, la parola parla dell'avorio che viene usato, cioè come se fosse materiale fabbricato o pronto per la fabbricazione. Ma nel nostro passo e nel suo parallelo, dove si trova la diversa parola data sopra, è evidente che essa parla del materiale, per così dire, grezzo, come semplicemente "dente o zanna di

."; ma, inoltre, non è ancora accertato cosa sia il μyBij. Non è una parola conosciuta nel vocabolario ebraico. Gesenius trova il sanscrito ibhas, che significa "elefante"; Il canonico Rawlinsen trova in alcune iscrizioni assire una parola habba, usata sia per elefante che per cammello, ma che probabilmente ha per significato generico "un grande animale"; Keil (sul parallelo) trova una parola copta, eboy, il latino elephas, a cui antepone l'articolo ebraico h. Il Targum Jonathan mostra subito lypiDAve. Gesenio, nel suo "Thesaurus", richiama anche l'attenzione su Ezechiele 37:15, dove leggiamo: "Ti portarono in dono corna d'avorio ed ebano" (ebraico, Chethiv, μynib Keri, μynibh; w ve twOnrq). Ma non si fa menzione dell'uso di "ebano" in relazione ai nostri passaggi o argomenti attuali. Così si vedrà che non poca ingegnosità è stata impiegata per dare la caccia a questa parolina di parole, anche se non ancora del tutto riuscita. Si può vedere di più nel "Dizionario della Bibbia" di Smith, 1:906. Scimmie; Ebraico, μypiwq. Conder ('Handbook to the Bible', 2a ed., p. 390) dice: "Questa parola è identica al nome della scimmia in tamil". Keil lo collega con il sanscrito kapi, ma non crede, con Gesenius, che l'animale provenisse dall'India, ma dall'Etiopia. In una preziosa nota nel "Commentario dell'Oratore" leggiamo: "Si trova" (non è indicato dove) "che la parola era una parola egiziana, che significava una specie di scimmia, in uso al tempo di Thothmes II, cioè all'incirca al tempo dell'esodo degli Israeliti". (Per la testimonianza di Erodoto riguardo all'avorio e alle scimmie nell'Africa settentrionale, vedi la sua 'Hist.', 4:91). Pavoni; Ebraico, μyYiKiTu. Conder ('Handbook to the Bible,' p. 393') dice una parola tamil, tokei, che significa "pavone". Keil propone di considerarla una delle lussuose prelibatezze dei successivi Romani, aves Numidicae, da Tuoca, una città della Mauretania o Numi-alia. Alcuni lo traducono con "faraona" e altri con "pappagalli". Il pavone non apparteneva all'Africa, eppure potrebbe essere stato acquistato in qualche porto lì

Versetti 21-31.-

Grandezza senza pietà

Queste parole e quelle che le precedono sono tanto suggestive a causa di ciò che vi è assente quanto per ciò che vi è contenuto. Sono significativi di:

IO GRANDEZZA SENZA PIETÀ. Lo storico sta portando a termine i suoi resoconti del regno di Salomone; e, nel prendere il suo punto di vista (o la sua recensione) su di esso, ha molto da dire sugli splendori del suo trono e dei suoi dintorni; della moltitudine dei suoi cavalli e dei suoi carri, con le loro stalle e le loro scuderie; della sua riserva d'oro e d'argento; delle sue scimmie e dei suoi pavoni; delle sue navi e dei suoi cedri; ma non dice nulla del suo servizio a Geova; nulla della gratitudine che mostrava a Dio per le benedizioni molto abbondanti che gli aveva concesso, e per l'alta condizione a cui lo aveva innalzato, e per i doni speciali della mente di cui lo aveva dotato. C'è un'assenza dolorosa, un silenzio che parla con troppa forza. Quando Salomone venne a rivedere la propria vita e ad esaminare la propria carriera alla luce dell'influenza precoce e dei privilegi speciali, deve essersi sentito costretto a tacere, o, se mai parlava, a usare il linguaggio della confessione. C'era stata molta grandiosità ma poca pietà nel suo regno. E qual era stato il valore provato di esso?

1. Il piacere che gli aveva procurato era stato di un tipo meno nobile e meno elevato, se non addirittura ignobile e dannoso

2. Ha distolto la sua mente da fonti di gioia che sarebbero state molto più degne di per sé e molto più benefiche nella loro influenza

3. Aveva innalzato uno standard di eccellenza davanti agli occhi dei suoi sudditi che non può aver avuto alcun effetto di ampliamento ed elevazione sulle loro menti

4. Deve aver risvegliato la cupidigia dei sovrani circostanti e l'invidia di molti tra i suoi sudditi

5. Deve essere stato in doloroso, per non dire colpevole, contrasto con la molta povertà in molte centinaia di case ebraiche

6. Comportava una pesante punizione per il popolo sotto forma di tasse onerose. La grandezza senza la pietà è un peccato grave e un profondo errore. È tanto colpevole quanto sciocco. E così troviamo l'uomo che "ha superato tutti i re della terra" in ricchezza e in un certo ordine di sapienza (Versetto 22), che cade nella colpa e nel fallimento perché ha perso quel "timore di Dio" che avrebbe dovuto comprendere essere "il principio della sapienza". L'infedeltà ai princìpi appresi in gioventù lo fece precipitare nella tomba "prematuramente vecchio", il suo regno indebolito, il suo carattere corrotto, la sua reputazione con una macchia oscura e indelebile. Quanto è indicibilmente preferibile

II SEMPLICITÀ E SACRO SERVIZIO. Piuttosto che avere grandezza senza pietà, che non vivrebbe nell'oscurità con un nome che non viaggia oltre le sue "colline natie", in una casa che non conosce l'avorio e l'oro, vivendo con i cibi più casalinghi e vestito con gli abiti più semplici, con l'amore del Padre celeste nel cuore, il senso del suo favore duraturo nell'anima, Il felice e santo servizio di Cristo per l'eredità della vita, e la sua presenza più vicina la promessa del futuro? Prima dell'onore c'è l'umiltà, prima della grandezza c'è la pietà, prima dell'oro e dell'argento c'è una vita nobile e utile

22 Versetti 22, 23.- Tutti i re della terra; cioè dell'elogio delle sovranità tributarie, dall'Eufrate ai confini dell'Egitto, e ai Filistei 1Re 4:21 ; nota anche Genesi 15:18; Esodo 23:31; Numeri 22:5; Giosuè 1:4; 2Samuele 10:16

24 Ognuno il suo regalo; ebraico, ytjnmi; la quale parola rappresenta i dolcetti, pagati in parte in denaro, in parte in natura 2Re 17:3,4 ; e il parallelo

Un tasso anno per anno; ebraico, jnvArbD che potrebbe essere semplicemente reso "una cosa annuale"

25 Quattromila bancarelle. Non quarantamila, come per errore in 1Re 4:26. Il parallelo menziona millequattrocento come numero dei carri 2Cronache 01:14

Entrambi concordano in dodicimila come numero di cavalieri. Città dei carri 1Re 9:19; 2Cronache 1:14

Alcuni dei depositi di cavalli e carri erano tenuti vicino al re, ma il resto in quelle città appositamente scelte e preparate, che potevano essere le più vicine o le più adatte al momento del bisogno di guerra

27 Le basi del male dell'eccessiva centralizzazione metropolitana venivano poste troppo sicuramente. Alberi di sicomoro argentato 1Cronache 27:28; 2Cronache 1:16

28 Il parallelo menziona solo cavalli provenienti dall'Egitto, ma aggiunge che fu portato il "filo di lino". Tutte le terre a cui alludiamo da noi, includerebbero chiaramente l'Armenia Ezechiele 37:14

e Arabia. Il parallelo inoltre, nel suo Versetto 29, afferma che i prezzi di un carro proveniente dall'Egitto sono "seicento sicli qu. bekas d'argento" (cioè circa 90 o 45 sterline); e di un cavallo per la cavalleria, forse, non per il carro, come "centocinquanta sicli qu. bekas d'argento", cioè £ 22; 10s. o £ 11; 5s., stimando il siclo come del valore di tre scellini da noi). Altre stime

vedi 2Cronache 1:17

renderebbe i prezzi di £ 70 e £ 17

vedi la nostra Esposizione 2Cronache 1:15-17

29 Nathan il profeta, Achia il silonita, Iddo il veggente. Per queste autorità originali della storia, vedi la nostra Introduzione (vol

(1.) p. 8:2 e p. 9:3). L'attuale citazione del nome di Ahijah in relazione alla sua opera, e la breve allusione a se stesso nel nostro 2Cronache 10:15, sono le uniche apparizioni di Ahijah nelle Cronache. Lui e l'importanza della sua opera sono abbastanza chiari da 1Re 11:28-40; 14:1-20. Poiché il compilatore di Cronache evidentemente per legge omette qualsiasi riferimento alla defezione di Salomone, è naturale che il nome e il ministero speciale di Ahijah cadano nell'ombra con lui. Uniformemente si osserva nelle Cronache che il personale non si allarga dove non è direttamente e indispensabilmente accessorio alla storia ecclesiastica e nazionale. D'altra parte, lo scrittore di Apocalisse non menziona nemmeno una volta Iddo il veggente, mentre leggiamo di nuovo di lui due volte nelle Cronache 2Cronache 12:15 13:22

Illustratore biblico:

2Cronache 9

1 CAPITOLO 9

2Cronache 9:1-12

E quando la regina di Saba seppe della fama di Salomone.-La visita della regina di Saba a Salomone:

(I.) Lo spirito che ha spinto la visita

1. Uno spirito di curiosità

2. Uno spirito di ricerca

3. Uno spirito di irrequietezza

4. Uno spirito di sacrificio. Ha intrapreso un viaggio lungo e rischioso. Rimprovero, dice Cristo, all'indifferenza e alla stupidità riguardo a se stesso

(II.)I rapporti reciproci durante la visita

1. Salomone rispose alle sue domande

2. Ha ricevuto i suoi doni

(III.) Le impressioni ricevute dalla visita

1. Era stupita dalla magnificenza di Salomone

2. Era sorpresa dalla saggezza di Salomone

3. Era confermata nella sua convinzione riguardo a Salomone. La fede esercitata sarà grandemente rafforzata. Questo è solo il risultato...

1. Della ricerca onesta della verità

2. Del rapporto personale con Cristo

3. Dell'impegno nel servizio di Dio. (J. Wolfendale.)

Domande difficili:

Questo è ciò che la Bibbia stessa chiede; in effetti la Bibbia dice: "Mettetemi alla prova, mettetemi alla prova, in ogni circostanza di trionfo, di gioia, di bisogno, di paura, e vedete se non ho in me una risposta migliore di quella che si può trovare in qualsiasi altro libro". Questa è la critica alla quale Gesù Cristo è sempre disposto a sottomettersi. Si lamenta del fatto che non gli facciamo abbastanza domande, supponendo naturalmente che tutte le domande siano fatte con uno spirito riverente e fedele. C'è una domanda a cui la Bibbia non presterà attenzione, e c'è una domanda che Cristo considererà empia e frivola. Qualunque cosa vogliamo veramente sapere con il nostro cuore, qualsiasi cosa sia necessaria per noi sapere, Gesù Cristo è disposto a rispondere. Quando portiamo i nostri enigmi e i nostri enigmi a Cristo, devono essere enigmi ed enigmi che esprimono l'agonia stessa del desiderio. Per le nostre speculazioni o curiosità Cristo può non avere nulla da dire, o se accondiscende a parlarci può essere in tono di rimprovero e di repulsione. Non abbiate paura di porre domande difficili a Cristo. La regina di Saba non fece domande irriverenti a Salomone; cercava piuttosto le domande più difficili che era possibile proporre. Il significato di ciò è che dobbiamo porre le domande più difficili a cui la nostra anima desidera avere risposta, ricordando sempre che ci sono alcune domande a cui non è necessario rispondere in tempo, e che in verità non potrebbero essere risolte alla nostra attuale capacità e potere incompleti o depravati. Se adeguatamente considerato, può essere impossibile porre domande facili a Cristo nell'ambito dell'ambito che la Sua missione ricopre. (J. Parker, D.D.)

La visita della regina di Saba a Salomone:

(I.) L'incontro di questi rappresentanti di due diverse nazioni ebbe il felice effetto di stringere i vincoli dell'unità

(II.)L'effetto benefico che l'esposizione delle opere dell'industria nazionale può avere sulla mente riflessiva e ben governata. Le cose viste dalla regina di Saba contribuirono molto a correggere e allargare la sua mente; molto più di tutte le sue precedenti informazioni e indagini

(III.) Lo spettacolo delle opere d'arte e del dispositivo dell'uomo, vasto, multiforme e bello, riflette come in uno specchio i meravigliosi poteri della mente dell'uomo. Come ci volgiamo dalla statua alla mente che ha disegnato e alla mano che ha cesellato il meraviglioso disegno, così voltiamoci dall'uomo con tutta la sua meravigliosa abilità e diamo a Dio la gloria. La regina di Saba tornò a casa sua con pensieri di Dio più alti di quelli che aveva avuto prima

(IV.)L'impressionante spettacolo della devozione di Solom. La regina ammirava "l'ascesa per la quale egli salì nella casa del Signore". Alcuni comprendono queste parole di una magnifica comunicazione che Salomone aveva preparato tra il suo palazzo e i cortili del tempio; mentre altri li spiegano dell'allegra e fervente solennità con cui adorava, mostrando che il suo cuore era profondamente impegnato nel sacro e santificato servizio. (S. Bridge, M.A.)

Cuore in comunione:

Abbiamo in Cristo uno più grande di Salomone

(I.) Dobbiamo comunicare con Lui di tutto ciò che è nel nostro cuore. Trascurare i rapporti con Gesù...

1. È molto scortese

2. Tradisce il triste fatto di qualcosa che non va

3. Mostra una mancanza di fiducia nel Suo amore, simpatia e saggezza

4. Sarà la causa del disagio in noi stessi

5. Comporterà la perdita di consiglio e aiuto

6. È notevolmente aggravato dal desiderio di raccontare i nostri problemi agli altri

(II.)Non dobbiamo smettere di comunicare per mancanza di argomenti

1. I nostri dolori

2. Le nostre gioie

3. Il nostro servizio

4. I nostri piani

5. I nostri successi e fallimenti

6. I nostri desideri

7. Le nostre paure

8. Le nostre vite

9. I nostri misteri

(III.) Né cesseremo di comunicare per mancanza di ragioni. Rapporto con Cristo...

1. È nobilitante ed elevante

2. Consolante e incoraggiante

3. Santificazione e raffinazione

4. Sicuro e sano

5. Delizioso e paradisiaco. (C. H. Spurgeon.)

8 CAPITOLO 9

2Cronache 7:12-13

Perciò ti costituì re su di loro.-La nomina divina dei re:-

(I.) Che i principi sono di nomina divina

(II.)Che i governanti saggi e buoni sono un segno significativo dell'amore e del favore divino per qualsiasi nazione

(III.) La descrizione dell'ufficio regale e della dignità, sia nei confronti di Dio che del popolo

(IV.)Che all'avanzamento di un principe eminentemente qualificato a servire Dio e la sua patria dobbiamo benedire Dio, cioè restituire il tributo di lode a Lui dovuto. (Abp. Potter.)

La benedizione di un re protestante e della famiglia reale alla nazione:

(I.) Che è Dio che fa i re, e li pone sui loro troni come Suoi vicegerenti per praticare la giustizia e il giudizio sulla terra

(II.)Tutti i re dovrebbero ricordare che siedono sul trono del Signore loro Dio, del quale il Salmista dice che la giustizia e il giudizio sono la dimora del Suo trono. Devono quindi essere buoni e giusti, governando nel Suo timore e seguendo il Suo esempio. (Giovanni Donne, D.D.)

9 CAPITOLO 9

2Cronache 9:9

E di spezie grande abbondanza.-Il piccante della religione:-

Salomone aveva una grande reputazione per gli enigmi e gli indovinelli che creava e indovinava. La marina salomonica visitò tutto il mondo, e i marinai, naturalmente, parlarono delle ricchezze del loro re, e degli enigmi e degli enigmi che egli creava e risolveva; e la notizia si diffuse finché la regina Balkis, lontano a sud, ne venne a conoscenza, e mandò messaggeri con alcuni indovinelli che avrebbe voluto far risolvere a Salomone, e alcuni enigmi che avrebbe voluto che lui scoprisse: la regina Balkis era così compiaciuta dell'acutezza di Salomone, che disse: "Andrò a vederlo di persona". Laggiù arriva, la cavalcata, cavalli e dromedari, carri e aurighi, bardature tintinnanti e zoccoli sferraglianti, e scudi fiammeggianti, e insegne volanti, e cembali che battono. Il posto è saturo di profumo. Porta cannella, zafferano, calamo, incenso e ogni sorta di spezie dolci. Mi prenderò la responsabilità di dire che tutto il nardo, la cassia e l'incenso che la regina di Saba portò a Salomone sono fortemente indicativi delle dolci spezie della nostra santa religione

(I.) Gli uomini hanno bisogno di più del sapore della religione per rallegrare la loro vita e addolcire la loro indole in mezzo alle preoccupazioni e ai doveri della vita

(II.)Dobbiamo mettere più pepe e vivacità nel nostro insegnamento religioso

(III.) Vogliamo più vita e fetta nel nostro lavoro cristiano

(IV.)Abbiamo bisogno di più pepe e vivacità nella nostra musica di Chiesa

La religione di Cristo è un ricordo presente ed eterno che contrasta ogni afflizione. Elevò Samuel Rutherford in una baldoria di gioia spirituale mentre era in agonia fisica. Aiutò Richard Baxter fino a quando, nel mezzo di una tale complicazione di malattie come forse nessun altro uomo ha mai sofferto, scrisse "Il santo riposo eterno". E riversò luce sulla prigione di Giovanni Bunyan, la luce della porta splendente della città splendente. Oh, tu che sei inaridito dal peccato e sei tormentato, qui c'è il conforto, qui c'è la soddisfazione. Non posso dirvi ciò che il Signore vi offrirà in futuro così bene come posso dirvi ora. "Non appare ancora ciò che saremo". Possa Dio concedervi che, attraverso la vostra esperienza pratica, possiate scoprire che le vie della religione sono vie di piacevolezza, e che tutti i suoi sentieri sono vie di pace, che essa è profumo ora e profumo per sempre. (T. Deuteronomio Witt Talmage.)

Lavoro speziato:

Più di questo, vogliamo più vita e pepe nel nostro lavoro cristiano. I poveri non vogliono tanto essere lamentati quanto cantati. Con il pane, le medicine e le vesti che date loro, ci sia un accompagnamento di sorrisi e di vivace incoraggiamento. Non stare a parlare con loro della miseria della loro dimora, della fame del loro aspetto e della durezza della loro sorte. Ah! Lo sanno meglio di quanto tu possa dirglielo. Mostra loro il lato positivo della cosa, se ce n'è uno. Dite loro che arriveranno bei momenti. Di' loro che per i figli di Dio c'è un soccorso immortale. Svegliali dalla loro stolidità con una risata ispiratrice, e mentre mandi un aiuto pratico, come la regina di Saba, manda anche le spezie. Ci sono due modi di incontrare i poveri. Uno è quello di entrare in casa loro con il naso alzato per il disgusto, come per dire: "Non vedo come tu viva qui in questo quartiere. In realtà mi fa star male. C'è quel fascio; prendilo, povero miserabile disgraziato, e approfittane al massimo. Un altro modo è quello di entrare nella dimora dei poveri in un modo che sembra dire: "Il Signore benedetto mi ha mandato. Era povero lui stesso. Non è più per il bene che cercherò di farti che per il bene che puoi fare a me". Venendo in quello spirito, il dono sarà aromatico come il nardo ai piedi di Cristo, e tutti i tuguri in quel vicolo saranno profumati di spezie. (Ibidem)

Vita speziata:

Il fatto è che i doveri e le preoccupazioni di questa vita, che ci vengono di tanto in tanto, sono spesso stupidi, insulsi e intollerabili. Ecco uomini che hanno picchiato, arrampicato, martellato, martellato per vent'anni, quarant'anni, cinquant'anni. La loro vita è stata una grande, lunga fatica. Il loro volto ansioso, i loro sentimenti intorpiditi, le loro giornate monotone. Che cosa è necessario per rallegrare la vita di quell'uomo, per addolcire quell'indole acida e per far brillare il suo spirito? Il piccante della nostra santa religione. Perché, se tra le perdite della vita si è infranto un barlume di un guadagno eterno; se tra i tradimenti della vita arrivasse il bagliore dell'imperitura amicizia di Cristo; Se nei momenti di noia degli affari trovassimo spiriti tutelari che volano avanti e indietro nel nostro ufficio, e nel nostro negozio, e nel nostro negozio, la vita di tutti i giorni, invece di essere una stupida monotonia, sarebbe una gloriosa ispirazione, che oscilla tra la calma soddisfazione e l'alta estasi. Come una donna mantenga la casa senza la religione di Cristo ad aiutarla è un mistero per me. Dover passare la maggior parte della propria vita, come fanno molte donne, a preparare i pasti, a cucire indumenti che presto saranno di nuovo strappati, a deplorare le rotture, a sorvegliare i subordinati in ritardo, a scacciare la polvere che presto si depositerà di nuovo, e a fare la stessa cosa giorno dopo giorno, e anno dopo anno, finché i capelli non si inargentano, e la schiena si china, e gli occhiali strisciano fino agli occhi, e la tomba si apre sotto la sottile suola della scarpa... oh, è una lunga monotonia! Ma quando Cristo viene in salotto, e viene in cucina, e viene nella stanza dei bambini, e viene nell'abitazione, allora come diventano allegri tutti i doveri femminili! Non è mai sola ora. Marta supera l'agitazione e raggiunge Maria ai piedi di Gesù. (Ibidem)

21 CAPITOLO 9

2Cronache 9:21

E scimmie, e pavoni.-Scimmie e pavoni (ai bambini):-

Impariamo da questo passaggio:

(I.) Che un ricco possa ottenere, per quanto riguarda i beni mondani, quasi ciò che gli piace in questo mondo

(II.)Cosa faranno anche gli uomini saggi, quando avranno più denaro di quanto sappiano usare. Tale era la posizione di Salomone; Le scimmie e i pavoni erano costosi, e così aveva un desiderio speciale di averne un buon numero intorno a sé. (D. Davies.)

Scimmie:-

(I.) La scimmia è un po' come noi, eppure è molto diversa da noi

1. Non può parlare

2. Non può imparare

3. Non ha lungimiranza o previdenza. È meraviglioso quanto possano essere ingannevoli le apparenze

(II.)La scimmia non è che una caricatura di un uomo, e non lo imita nei suoi movimenti o abitudini migliori; Quindi in genere si scopre che se un bambino o un uomo scimmiotta un altro, lo scimmiotta solo nei suoi fallimenti. L'altro giorno ho visto un ragazzo, che non poteva avere più di undici anni, che sbuffava vigorosamente l'estremità di un sigaro che aveva raccolto da qualche parte. Evidentemente pensava di assomigliare a un uomo, ma non c'è bisogno che vi dica quanto mi sentissi disgustato e desiderassi che potesse imitare l'uomo in un modo più virile. Ha stupidamente scimmiottato un signore il cui difetto era quello di non fumare affatto. Impara ad essere naturale. Lasciate che l'unico desiderio della vostra vita sia quello di essere vero. Non assumere mai un aspetto falso o cercare di vivere sotto falsi pretesti. (Ibidem)

Pavoni:

Il pavone ha una bella coda, e sotto questo aspetto nessun uccello può eguagliarlo. Ma più si sa di lui, meno si pensa alla sua coda. Può solo strillare orribilmente quando cerca di cantare. È anche un personaggio molto goloso, molto egoista e distruttivo. Il bellissimo uccello non ha nulla da lodare se non le sue belle piume. Il suo difetto caratteristico è la vanità

(I.) Voglio che ricordiate che ci sono alcune persone al mondo come quel pavone. Tutto dipende dal loro abbigliamento, o dal loro aspetto esteriore. Ma se conoscete la loro indole e la loro condotta, molto spesso smetterete di essere affascinati dal loro abbigliamento

(II.)Voglio che vi guardiate dal dare troppa importanza alle apparenze. Dio no. Impara che l'ornamento più vero è "uno spirito mite e gentile, che agli occhi di Dio è di grande prezzo". (Ibidem)

31 CAPITOLO 9

2Cronache 9:31

Salomone si addormentò con i suoi padri.-La morte di Salomone:

Questa è l'unica testimonianza della partenza del più magnifico re della nazione israelita

1. Perché? Non fu così per Davide, suo padre, i cui ultimi giorni, quasi gli ultimi pensieri, le ultime preghiere ed esortazioni sono dettagliatamente dettagliati

2. Nulla a prima vista, nel giudizio popolare, appare più eccellente e pieno di speranza di quella supplica di Salomone quando, appena chiamato al trono, chiese a Dio sapienza e scienza, "perché io esca ed entri davanti a questo popolo". Dio gli concesse la sua richiesta. Il suo regno si rivelò di uno splendore senza pari. La prosperità quasi traboccava sulla nazione. Ma con l'aumentare della gloria del monarca, il suo carattere personale declinò. Affondò moralmente e religiosamente. Divenne tirannico e dispotico, e oppresse gravemente i suoi sudditi. Poi è subentrata un'intensa sensualità. Egli cadde così profondamente che il suo nome è stato collegato alla pratica delle arti magiche e delle stregonerie denunciate nella legge di Mosè

3. Come dobbiamo spiegare questo? Fin dall'inizio il suo cuore non era rivolto a Dio, ma a se stesso? che quando all'inizio chiese la sapienza per governare il popolo di Dio, pensò solo all'onore che ne avrebbe ricavato? O è che qui assistiamo in un individuo all'influenza corruttrice di una civiltà non solo lussuosa, ma elevata e colta, quando abbandona la fede in Dio?

4. Qualunque cosa sia, con entrambe le alternative siamo avvertiti che la saggezza, anche elevata, intellettuale e varia, non è pietà e non può prendere il suo posto; che dove non è santificata, un verme giace alla sua radice

5. È un pensiero solenne che il tempio, il punto culminante della gloria di Salomone, sia stato il precursore, e in una certa misura la causa, del declino della sua nazione. Le esazioni e gli oneri oppressivi che il suo costo stravagante comportava per il popolo lo alienarono, resero odiosa la monarchia e prepararono la nazione alla rivolta

6. Da allora si è assistito due volte alla stessa cosa. La vendita di indulgenze per aiutare la costruzione di San Pietro portò alla distruzione di gran parte della cristianità. Così anche lo splendido palazzo del monarca francese, il memoriale del suo lusso sconfinato e della conseguente oppressione, fu il preludio di quella grande convulsione da cui la nazione non si è mai ripresa. Questa è la logica del mero splendore e del lusso umano

7. Qual è stata la fine di questo famoso monarca? Qual è stato il timbro finale apposto sul suo carattere? La Scrittura tace su questo punto, e la cristianità è sempre stata divisa riguardo ad esso. Coloro che hanno pensato e sperato il meglio di lui, hanno riposto le loro speranze principalmente nel tenore del Libro dell'Ecclesiaste. Ma nessun tono di pentimento pervade questo scritto solenne; nessuna espressione di contrizione o anche di rimorso personale; non c'è un solo grido angosciato di perdono come pervade diversi salmi di Davide; non vi appare alcuna umiliazione, nemmeno come quella di Acab; nessuna confessione, nemmeno come quella di Saulo. Sembra che Salomone passi e "non dia alcun segno". (Arcidiacono Grant, D.C.L.)

Riferimenti incrociati:

2Cronache 9

1 1Re 10:1,2-13; Mat 12:42; Lu 11:31
Ge 10:7,28; 25:3
2Cron 1:1,12; 1Re 4:31
Sal 49:4; 78:2; Prov 1:6; Mat 13:11,35
Sal 72:10,15; Is 60:6
2Cron 9:9; Mat 2:11
1Sa 1:15; Sal 142:2; Mat 12:34

2 Prov 13:20; 18:4; Mar 4:11,34; Giov 15:15; Giac 1:5
1Re 3:12; 4:29; Col 2:3; Eb 4:12

3 1Re 10:3; At 11:23
2Cron 3:1-4:22; 1Re 6:1-7:51

4 1Re 4:22,23; Prov 9:5; Giov 6:53-57
1Re 10:5; Lu 12:37; Ap 3:20
Ne 1:11
2Cron 23:13; 2Re 16:18; 1Cron 9:18; Ez 44:3; 46:2
Sal 119:81; 143:7; CC 5:8; Dan 10:17; Ap 1:17

5 1Re 10:6

6 Giov 20:25-29
1Re 10:7; Sal 31:19; Zac 9:17; 1Co 2:9; 1G 3:2
2Cron 9:5; 1Re 4:31,34; CC 5:9-16

7 De 33:9; 1Re 10:8; Sal 27:4; 84:10-12; Prov 3:3,14; 8:34; 10:21; 13:20; Lu 10:39-42; 11:28

8 1Cron 29:10,20; Sal 72:18,19; 2Co 9:12-15
2Sa 15:25,26
1Re 10:9; Sal 18:19; 22:8; Is 42:1; 62:4
2Cron 2:11; De 7:8; 1Cron 17:22
2Sa 8:15; 23:3; 1Re 3:28; Sal 72:2; 99:4; Prov 21:3; Is 9:7; 11:1-5; 32:1,2; Ger 33:15,16; Eb 1:8,9

9 2Cron 9:24; 1Re 9:14; 10:10; Sal 72:10,15
2Cron 9:1; Ge 43:11; Eso 30:34

10 2Cron 8:18; 1Re 9:27,28; 10:22
1Re 10:11

11 1Re 10:12; 1Cron 23:5; 25:1; Sal 92:1-3; 150:3-5; Ap 5:8

12 1Re 10:13; Sal 20:4; Ef 3:20

13 1Re 10:14,15; Sal 68:29; 72:10,15

15 2Cron 12:9,10; 1Re 10:16,17

16 1Re 7:2

17 1Re 10:18-20; Sal 45:8; Ap 20:11

18 Ge 49:9,10; Nu 23:24; 24:9; Ap 5:5

19 Mat 19:28; Ap 21:12

20 1Re 10:21; Est 1:7; Dan 5:2,3
2Cron 9:27; Is 2:22; Ger 31:5

21 1Re 10:22; 22:48
Giob 39:13

22 2Cron 1:12; 1Re 3:12,13; 4:30,31; 10:23,24; Sal 89:27; Mat 12:42; Col 2:2,3

23 2Cron 9:6,7; 1Re 4:34; Is 11:2,10
2Cron 1:10-12; 1Re 3:28; Prov 2:6; Dan 1:17; 2:21-23; 5:11; Lu 21:15; 1Co 1:30; 12:8; Ef 1:17; Giac 1:5,16,17; 3:17

24 2Cron 9:9; 1Sa 10:27; 1Re 9:14; 10:10,25; Giob 42:11

25 2Cron 1:14; De 17:16; 1Re 4:26; 10:26

26 1Re 4:21,24; Sal 72:8-11; Dan 7:14; Ap 19:16
Ge 15:18; Eso 23:31; Gios 13:2-7

27 2Cron 9:20; 1:15-17; 1Re 10:27-29; Giob 22:24,25
1Cron 27:28; Sal 78:47; Is 9:10; Am 7:14; Lu 19:4

28 2Cron 9:25; 1:16; 1Re 10:28; Is 2:7,8; 31:1

29 1Re 11:41-43
2Sa 7:1-3; 12:1,25; 1Re 1:8,10,11,22-27,32-38; 1Cron 29:29
1Re 11:29; 14:2
2Cron 12:15; 13:22

30 1Re 11:42,43

31 2Sa 7:12; 1Re 1:21; 2:10

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