Nuova Riveduta:

Atti 10

Il vangelo annunciato ai pagani; Cornelio invita Pietro a casa sua
1 Vi era in Cesarea un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta «Italica». 2 Quest'uomo era pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio assiduamente.
3 Egli vide chiaramente in visione, verso l'ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: «Cornelio!» 4 Egli, guardandolo fisso e preso da spavento, rispose: «Che c'è, Signore?» E l'angelo gli disse: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, come una ricordanza, davanti a Dio. 5 E ora manda degli uomini a Ioppe e fa' venire un certo Simone, detto anche Pietro. 6 Egli è ospite di un tal Simone, conciatore di pelli, la cui casa è vicino al mare».
7 Appena l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi domestici e un pio soldato fra i suoi attendenti 8 e, dopo aver raccontato loro ogni cosa, li mandò a Ioppe.
9 Il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro salì sulla terrazza, verso l'ora sesta, per pregare. 10 Ebbe però fame e desiderava prendere cibo. Ma, mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. 11 Vide il cielo aperto, e un oggetto che scendeva simile a una grande tovaglia calata a terra per i quattro angoli. 12 In essa c'era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. 13 E una voce gli disse: «Àlzati, Pietro; ammazza e mangia». 14 Ma Pietro rispose: «Assolutamente no, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato». 15 E la voce parlò una seconda volta: «Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure». 16 Questo avvenne per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu ritirato in cielo.
17 Mentre Pietro, dentro di sé, si domandava che cosa significasse la visione che aveva avuto, ecco gli uomini mandati da Cornelio, i quali, avendo domandato della casa di Simone, si fermarono alla porta. 18 Avendo chiamato, chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiasse lì.
19 Mentre Pietro stava ripensando alla visione, lo Spirito gli disse: «Ecco tre uomini che ti cercano. 20 Àlzati dunque, scendi e va' con loro, senza fartene scrupolo, perché li ho mandati io». 21 Pietro, sceso verso quegli uomini, disse loro: «Eccomi, sono io quello che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?» 22 Essi risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, del quale rende buona testimonianza tutto il popolo dei Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo di farti chiamare in casa sua, e di ascoltare quello che avrai da dirgli». 23 Egli allora li fece entrare e li ospitò. Il giorno seguente si alzò e andò con loro, e alcuni fratelli di Ioppe lo accompagnarono.
24 L'indomani arrivarono a Cesarea. Cornelio li stava aspettando e aveva chiamato i suoi parenti e i suoi amici intimi. 25 Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si gettò ai suoi piedi per adorarlo. 26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati, anch'io sono uomo!» 27 Conversando con lui, entrò e, trovate molte persone lì riunite, 28 disse loro: «Voi sapete come non sia lecito a un Giudeo avere relazioni con uno straniero o entrare in casa sua; ma Dio mi ha mostrato che nessun uomo deve essere ritenuto impuro o contaminato. 29 Perciò, essendo stato chiamato, sono venuto senza fare obiezioni. Ora vi chiedo: qual è il motivo per cui mi avete mandato a chiamare?»
30 Cornelio disse: «Quattro giorni or sono stavo pregando, all'ora nona, in casa mia, quand'ecco un uomo mi si presentò davanti, in veste risplendente, 31 e disse: "Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio. 32 Manda dunque qualcuno a Ioppe e fa' venire Simone, detto anche Pietro; egli è ospite in casa di Simone, conciatore di pelli, in riva al mare". 33 Perciò subito mandai a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; ora dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio per ascoltare tutto ciò che ti è stato comandato dal Signore».
34 Allora Pietro, cominciando a parlare, disse: «In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali, 35 ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito. 36 Questa è la parola che egli ha diretta ai figli d'Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti. 37 Voi sapete quello che è avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni, 38 vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret: come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza, e come egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; essi lo uccisero, appendendolo a un legno. 40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse 41 non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42 E ci ha comandato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti. 43 Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome».
44 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. 45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, 46 perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio.
47 Allora Pietro disse: «C'è forse qualcuno che possa negare l'acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?» 48 E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro.

C.E.I.:

Atti 10

1 C'era in Cesarèa un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte Italica, 2 uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua famiglia; faceva molte elemosine al popolo e pregava sempre Dio. 3 Un giorno verso le tre del pomeriggio vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: «Cornelio!». 4 Egli lo guardò e preso da timore disse: «Che c'è, Signore?». Gli rispose: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, in tua memoria, innanzi a Dio. 5 E ora manda degli uomini a Giaffa e fa' venire un certo Simone detto anche Pietro. 6 Egli è ospite presso un tal Simone conciatore, la cui casa è sulla riva del mare». 7 Quando l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi servitori e un pio soldato fra i suoi attendenti e, 8 spiegata loro ogni cosa, li mandò a Giaffa.
9 Il giorno dopo, mentre essi erano per via e si avvicinavano alla città, Pietro salì verso mezzogiorno sulla terrazza a pregare. 10 Gli venne fame e voleva prendere cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. 11 Vide il cielo aperto e un oggetto che discendeva come una tovaglia grande, calata a terra per i quattro capi. 12 In essa c'era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del cielo. 13 Allora risuonò una voce che gli diceva: «Alzati, Pietro, uccidi e mangia!». 14 Ma Pietro rispose: «No davvero, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo». 15 E la voce di nuovo a lui: «Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano». 16 Questo accadde per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu risollevato al cielo. 17 Mentre Pietro si domandava perplesso tra sé e sé che cosa significasse ciò che aveva visto, gli uomini inviati da Cornelio, dopo aver domandato della casa di Simone, si fermarono all'ingresso. 18 Chiamarono e chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiava colà. 19 Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: «Ecco, tre uomini ti cercano; 20 alzati, scendi e va' con loro senza esitazione, perché io li ho mandati». 21 Pietro scese incontro agli uomini e disse: «Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il motivo per cui siete venuti?». 22 Risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutto il popolo dei Giudei, è stato avvertito da un angelo santo di invitarti nella sua casa, per ascoltare ciò che hai da dirgli». 23 Pietro allora li fece entrare e li ospitò.
Il giorno seguente si mise in viaggio con loro e alcuni fratelli di Giaffa lo accompagnarono. 24 Il giorno dopo arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli ed aveva invitato i congiunti e gli amici intimi. 25 Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. 26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Alzati: anch'io sono un uomo!». 27 Poi, continuando a conversare con lui, entrò e trovate riunite molte persone disse loro: 28 «Voi sapete che non è lecito per un Giudeo unirsi o incontrarsi con persone di altra razza; ma Dio mi ha mostrato che non si deve dire profano o immondo nessun uomo. 29 Per questo sono venuto senza esitare quando mi avete mandato a chiamare. Vorrei dunque chiedere: per quale ragione mi avete fatto venire?». 30 Cornelio allora rispose: «Quattro giorni or sono, verso quest'ora, stavo recitando la preghiera delle tre del pomeriggio nella mia casa, quando mi si presentò un uomo in splendida veste 31 e mi disse: Cornelio, sono state esaudite le tue preghiere e ricordate le tue elemosine davanti a Dio. 32 Manda dunque a Giaffa e fa' venire Simone chiamato anche Pietro; egli è ospite nella casa di Simone il conciatore, vicino al mare. 33 Subito ho mandato a cercarti e tu hai fatto bene a venire. Ora dunque tutti noi, al cospetto di Dio, siamo qui riuniti per ascoltare tutto ciò che dal Signore ti è stato ordinato».
34 Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, 35 ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto. 36 Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti. 37 Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38 cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, 40 ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, 41 non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42 E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. 43 Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome».
44 Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. 45 E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; 46 li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio. 47 Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?». 48 E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Nuova Diodati:

Atti 10

Il centurione Cornelio
1 Or vi era in Cesarea un certo uomo di nome Cornelio, centurione della coorte, detta Italica; 2 egli era un uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua casa, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. 3 Egli vide chiaramente in visione, verso l'ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: «Cornelio!». 4 Ed egli, guardandolo fisso e tutto spaventato, disse: «Che c'è, Signore?». Allora l'angelo gli disse: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite davanti a Dio, come una ricordanza; 5 or dunque manda degli uomini a Ioppe e fa' chiamare Simone, soprannominato Pietro. 6 Egli si trova presso un certo Simone, conciatore di pelli, che ha la casa vicino al mare; egli ti dirà ciò che devi fare». 7 Appena l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi domestici e un soldato fidato, di quelli addetti al suo personale servizio, 8 raccontò loro ogni cosa e li mandò a Ioppe. 9 Il giorno seguente, mentre essi erano in cammino e si avvicinavano alla città, Pietro salì sul terrazzo della casa, verso l'ora sesta, per pregare. 10 Or gli venne fame e desiderava prendere cibo; e, mentre quelli di casa glielo preparavano, fu rapito in estasi; 11 e vide il cielo aperto e scendere verso di lui un oggetto simile ad un gran lenzuolo, tenuto ai quattro capi e che veniva calato a terra, 12 dentro il quale vi erano tutte le specie di quadrupedi, di fiere, di rettili terrestri e di uccelli del cielo. 13 E una voce gli disse: «Pietro, alzati, ammazza e mangia!». 14 Ma Pietro rispose: «Niente affatto, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato». 15 E la voce gli disse per la seconda volta: «Le cose che Dio ha purificate, tu non farle impure». 16 Or questo avvenne per tre volte; poi l'oggetto fu di nuovo ritirato in cielo. 17 E, come Pietro si chiedeva perplesso che cosa potesse significare la visione che aveva avuto, ecco che gli uomini mandati da Cornelio, informatisi della casa di Simone, si presentarono alla porta. 18 E, chiamato qualcuno, domandarono se Simone, soprannominato Pietro, si trovasse lì. 19 Mentre Pietro stava riflettendo sulla visione, lo Spirito gli disse: «Ecco, tre uomini ti cercano. 20 Alzati dunque, scendi e va' con loro senza alcuna esitazione, perché sono io che li ho mandati». 21 Allora Pietro scese dagli uomini che gli erano stati mandati da Cornelio e disse loro: «Ecco, sono io quello che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?». 22 Ed essi dissero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, di cui rende buona testimonianza tutta la nazione dei Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo di farti chiamare in casa sua e di ascoltare ciò che avrai da dirgli». 23 Allora Pietro li invitò ad entrare e li ospitò; poi, il giorno seguente andò con loro; e alcuni dei fratelli di Ioppe lo accompagnarono. 24 Il giorno dopo entrarono in Cesarea. Or Cornelio li stava aspettando e aveva radunato i suoi parenti e i suoi intimi amici. 25 Come Pietro entrava, Cornelio gli andò incontro, gli si gettò ai piedi e l'adorò. 26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Alzati, sono anch'io un uomo». 27 E, conversando con lui, entrò e trovò molte persone radunate. 28 Ed egli disse loro: «Voi sapete come non è lecito a un Giudeo associarsi a uno straniero, o entrare in casa sua; ma Dio mi ha mostrato di non chiamare nessun uomo impuro o contaminato. 29 Perciò, appena sono stato invitato a venire, sono venuto senza obiettare. Ora vi domando: per quale motivo mi avete mandato a chiamare?». 30 E Cornelio rispose: «Quattro giorni fa avevo digiunato fino a quest'ora, e all'ora nona pregavo in casa mia, quand'ecco un uomo si presentò davanti a me in veste risplendente, 31 e disse: "Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio. 32 Manda dunque qualcuno a Ioppe e fa' chiamare Simone, soprannominato Pietro; egli si trova in casa di Simone, conciatore di pelli, presso il mare; e, venuto che sarà, egli ti parlerà". 33 Così mandai subito a chiamarti, e tu hai fatto bene a venire; ora noi siamo tutti qui alla presenza di Dio per udire tutte le cose che Dio ti ha comandato». 34 Allora Pietro, aperta la bocca, disse: «In verità io comprendo che Dio non usa alcuna parzialità; 35 ma in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente, gli è gradito, 36 secondo la parola che egli ha dato ai figli d'Israele, annunziando la pace per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti. 37 Voi sapete ciò che è accaduto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicò: 38 come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli ha fatto nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; e come essi lo uccisero, appendendolo a un legno. 40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e ha fatto sì che si manifestasse, 41 non già a tutto il popolo, ma ai testimoni preordinati da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo che è risuscitato dai morti. 42 Or egli ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare che egli è colui che Dio ha costituito giudice dei vivi e dei morti. 43 A lui rendono testimonianza tutti i profeti, che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome». 44 Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola. 45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso anche sui gentili, 46 perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio. Allora Pietro prese a dire: 47 «Può alcuno vietare l'acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi?». 48 Così egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù. Essi poi lo pregarono di rimanere con loro alcuni giorni.

Riveduta 2020:

Atti 10

L'evangelo annunciato a Cornelio
1 Vi era in Cesarea un uomo chiamato Cornelio, centurione della coorte detta l'“Italica”, 2 il quale era pio e timorato di Dio con tutta la sua casa, faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio continuamente.
3 Egli vide chiaramente in visione, verso l'ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: “Cornelio!”. 4 Ed egli, guardandolo fisso e preso da spavento, rispose: “Che c'è, Signore?”. E l'angelo gli disse: “Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite come una ricordanza davanti a Dio. 5 E ora manda degli uomini a Ioppe e fai chiamare un certo Simone, che è soprannominato Pietro. 6 Egli alloggia da un certo Simone, conciatore di pelli, che ha la casa vicino al mare”. 7 Appena l'angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due suoi domestici e un soldato pio di quelli che stavano sempre con lui 8 e, raccontata loro ogni cosa, li mandò a Ioppe.
9 Il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro salì sul terrazzo, verso l'ora sesta, per pregare. 10 Ebbe fame e desiderava prendere cibo; mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi, 11 vide il cielo aperto e scenderne una certa cosa, simile a un grande lenzuolo che, tenuto per i quattro angoli, veniva calato in terra. 12 In esso c'erano dei quadrupedi, dei rettili della terra e degli uccelli del cielo, di ogni specie. 13 E una voce gli disse: “Alzati, Pietro, ammazza e mangia”. 14 Ma Pietro rispose: “In nessun modo, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla d'impuro e di contaminato”. 15 E la voce gli disse per la seconda volta: “Le cose che Dio ha purificate, non le fare tu impure”. 16 Questo avvenne per tre volte e subito quell'oggetto fu risollevato in cielo.
17 Mentre Pietro, dentro di sé, era perplesso sul significato della visione avuta, ecco gli uomini mandati da Cornelio, i quali, avendo domandato della casa di Simone, si fermarono alla porta. 18 Avendo chiamato, domandarono se Simone, soprannominato Pietro, alloggiasse lì. 19 Mentre Pietro stava pensando alla visione, lo Spirito gli disse: “Ecco tre uomini che ti cercano. 20 Alzati dunque, scendi e va' con loro, senza fartene scrupolo, perché sono io che li ho mandati”. 21 Pietro, sceso verso quegli uomini, disse loro: “Ecco, sono io quello che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?”. 22 Ed essi risposero: “Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, del quale rende buona testimonianza tutto il popolo dei Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo di farti chiamare in casa sua e di ascoltare quello che avrai da dirgli”. 23 Allora, fattili entrare, li ospitò.
Il giorno seguente andò con loro e alcuni fratelli di Ioppe lo accompagnarono. 24 L'indomani arrivarono a Cesarea. Cornelio li stava aspettando e aveva chiamato i suoi parenti e i suoi intimi amici. 25 Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, s'inginocchiò davanti a lui. 26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: “Alzati, anch'io sono uomo!” 27 e, discorrendo con lui, entrò e trovò molte persone radunate in quel luogo. 28 Allora disse loro: “Voi sapete come non sia lecito a un Giudeo avere relazioni con uno straniero o di entrare da lui, ma Dio mi ha mostrato che non devo chiamare alcun uomo impuro o contaminato. 29 È per questo che, essendo stato chiamato, sono venuto senza fare obiezioni. Ora vi domando dunque: per quale motivo mi avete mandato a chiamare?”. 30 Cornelio rispose: “Quattro giorni or sono stavo pregando, all'ora nona, in casa mia, quand'ecco un uomo mi si presentò davanti, in veste risplendente, 31 e disse: 'Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita e le tue elemosine sono state ricordate davanti a Dio. 32 Manda dunque qualcuno a Ioppe a far chiamare Simone, soprannominato Pietro; egli è ospite in casa di Simone, conciatore di pelli, vicino al mare'. 33 Perciò mandai a chiamarti subito e tu hai fatto bene a venire; ora dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per udire tutte le cose che ti sono state comandate dal Signore”.
34 Allora Pietro, prendendo a parlare, disse: “In verità io comprendo che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone, 35 ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito. 36 Questa è la parola che egli ha diretta ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti. 37 Voi sapete quello che è avvenuto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni, 38 vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret: come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza e come egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme ed essi lo hanno ucciso, appendendolo a un legno. 40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e ha fatto sì che si manifestasse 41 non a tutto il popolo, ma ai testimoni che erano prima stati scelti da Dio, cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42 Egli ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare che egli è colui che da Dio è stato costituito Giudice dei vivi e dei morti. 43 Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome”.
44 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la Parola. 45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili, 46 poiché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio.
47 Allora Pietro prese a dire: “Qualcuno può forse negare l'acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?”. 48 E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro.

La Parola è Vita:

Atti 10

Un angelo appare a Cornelio.
1 A Cesarèa viveva Cornelio, un centurione che comandava una compagnia chiamata «Italica». 2 Quest'uomo era timorato di Dio e molto pio, come tutta la sua famiglia. Faceva molte elemosine e pregava continuamente. 3 Un giorno, verso le tre del pomeriggio, Cornelio ebbe una visione: vide chiaramente un angelo di Dio venirgli incontro.
«Cornelio!» lo chiamò l'angelo.
4 «Che vuoi, Signore?» chiese l'altro tutto spaventato.
L'angelo rispose: «Le tue preghiere e le tue elemosine non sono passate inosservate a Dio! 5 Ora manda qualcuno a Giaffa a chiamare un certo Simon Pietro. Alloggia presso quel tale Simone, che lavora il cuoio e ha una casa in riva al mare».
6  7 Non appena l'angelo se ne fu andato Cornelio chiamò due suoi domestici e un soldato che credeva in Dio, uno della sua guardia del corpo e, 8 dopo aver raccontato loro l'accaduto, li mandò a Giaffa.
9 Il giorno dopo, mentre quelli erano in viaggio e s'avvicinavano alla città, Pietro salì sul terrazzo di casa per pregare. Era mezzogiorno e aveva fame. Mentre preparavano il pranzo, Pietro fu rapito in estasi. 10  11 Vide il cielo aperto, da cui scendeva qualcosa come un grande lenzuolo che, tenuto per i quattro capi, s'abbassava verso terra. 12 Dentro c'erano diversi tipi di animali, di rettili e di uccelli (vietati ai Giudei come cibo).
13 Una voce gli disse: «Pietro, àlzati, ammazza e mangia tutto quello che vuoi!»
14 «No davvero, Signore!» rispose Pietro, «In tutta la mia vita non ho mai mangiato degli animali del genere, perché è proibito dalle nostre leggi ebraiche».
15 La voce parlò di nuovo: «Non chiamare impuro ciò che Dio ha dichiarato puro!»
16 La visione si ripeté per tre volte. Poi il lenzuolo fu ritirato di nuovo in cielo. 17 Pietro era molto perplesso. Che cosa significava quella visione?
Proprio allora gli uomini, mandati da Cornelio, dopo aver chiesto della casa di Simone, si presentarono alla porta e 18 domandarono se abitava lì un certo Simon Pietro.
19 Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito Santo gli disse: «Ci sono tre uomini che ti cercano. 20 Scendi e va' con loro. Non farti scrupolo, perché li ho mandati io da te».
21 Così Pietro scese incontro agli uomini: «Sono io quello che cercate», disse. «Qual è la ragione della vostra visita?»
22 Allora gli parlarono del centurione romano Cornelio, uomo buono, timorato di Dio e ben visto dai Giudei.
«Un angelo gli ha ordinato di farti chiamare a casa sua», aggiunsero, «per ascoltare quello che gli dirai».

Pietro e Cornelio.
23 Allora Pietro li fece entrare e li ospitò per la notte. Il giorno dopo, accompagnato da alcuni credenti di Giaffa, Pietro si mise in viaggio con gli uomini di Cornelio.
24 L'indomani arrivarono a Cesarèa. Cornelio li stava aspettando e aveva riunito in casa sua i parenti e gli amici più intimi. 25 Mentre Pietro stava per entrare in casa, Cornelio gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi, in adorazione.
26 Ma Pietro lo rialzò e disse: «Àlzati, io non sono un dio, ma un uomo come te!»
27 Allora Cornelio si alzò, parlarono per un po', poi entrarono insieme dove erano riuniti gli altri.
28 Pietro disse loro: «Voi ben sapete che è contro la nostra legge che un Giudeo abbia relazioni con uno straniero, e che entri in casa sua. Ma Dio mi ha insegnato a non considerare nessuno impuro o profano. 29 Perciò, quando sono stato mandato a chiamare, sono venuto senza fare storie. Ora dimmi, che cosa vuoi?»
30 «Quattro giorni fa stavo pregando, come faccio di solito a quest'ora del pomeriggio», spiegò Cornelio, «quando improvvisamente è apparso davanti a me un uomo, che indossava una veste splendente. 31 Mi ha detto Cornelio, Dio ha udito le tue preghiere e le tue elemosine non gli sono passate inosservate! 32 Manda qualcuno a Giaffa a chiamare Simon Pietro, che abita nella casa di Simone, quello che lavora il cuoio, giù sulla spiaggia. 33 Allora ti ho mandato a chiamare subito, e tu hai fatto bene a venire così in fretta! Ed ora eccoci qui, alla presenza di Dio, per ascoltare ciò che il Signore ti ha ordinato di dirci».
34 Allora Pietro rispose: «Devo riconoscere che Dio non fa distinzioni fra le persone. Non favorisce soltanto i Giudei. 35 Egli infatti è ben disposto verso tutti quelli che credono in lui e agiscono secondo la sua volontà, senza badare a che popolo appartengono. 36 Sono sicuro che tu hai sentito parlare del Vangelo per il popolo d'Israele, e cioè che c'è pace con Dio per mezzo di Gesù, il Messia, che è il Signore di tutta la creazione. Questa notizia si è sparsa per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea con Giovanni Battista. 37  38 Senz'altro saprai anche che Gesù di Nazaret fu unto da Dio con lo Spirito Santo e con la sua potenza, e che andava in giro facendo del bene e risanando tutti coloro che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
39 Noi apostoli siamo testimoni di tutto ciò che Gesù ha fatto in Israele ed a Gerusalemme, dove lo hanno ucciso, mettendolo in croce. 40 Ma Dio lo ha risuscitato dopo tre giorni ed ha fatto in modo che apparisse, non a tutto il popolo, ma a dei testimoni che aveva scelto già da prima, cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua resurrezione. 41  42 Poi Gesù ci ha mandato a predicare il Vangelo dappertutto ed a testimoniare che Dio lo ha eletto giudice di tutti, sia dei morti che dei vivi. 43 Tutti i profeti hanno scritto di Gesù ed hanno detto che chiunque crede in lui riceverà il perdono dei peccati, per mezzo del suo nome».
44 Mentre Pietro stava ancora parlando, lo Spirito Santo scese sopra tutti quelli che ascoltavano. 45 Come restarono stupiti i Giudei venuti con Pietro nel constatare che il dono dello Spirito Santo era concesso ai pagani! 46 Ma non avevano dubbi sulla realtà della cosa, perché li udivano parlare in lingue e lodare di Dio.
Allora Pietro chiese: «C'è qualcuno che si oppone al battesimo di queste persone, ora che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?» 47  48 Poi ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù, il Messia. Dopo di ciò, Cornelio e gli altri lo pregarono di restare con loro ancora per qualche giorno.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Atti 10

La conversione del centurione Cornelio
1 Or v'era in Cesarea un uomo, chiamato Cornelio, centurione della coorte detta l''Italica', 2 il quale era pio e temente Iddio con tutta la sua casa, e faceva molte elemosine al popolo e pregava Dio del continuo. 3 Egli vide chiaramente in visione, verso l'ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: Cornelio! 4 Ed egli, guardandolo fisso, e preso da spavento, rispose: Che v'è, Signore? E l'angelo gli disse: Le tue preghiere e le tue elemosine son salite come una ricordanza davanti a Dio. 5 Ed ora, manda degli uomini a Ioppe, e fa' chiamare un certo Simone, che è soprannominato Pietro. 6 Egli alberga da un certo Simone coiaio, che ha la casa presso al mare. 7 E come l'angelo che gli parlava se ne fu partito, Cornelio chiamò due dei suoi domestici, e un soldato pio di quelli che si tenean del continuo presso di lui; 8 e raccontata loro ogni cosa, li mandò a Ioppe. 9 Or il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro salì sul terrazzo della casa, verso l'ora sesta, per pregare. 10 E avvenne ch'ebbe fame e desiderava prender cibo; e come gliene preparavano, fu rapito in estasi; 11 e vide il cielo aperto, e scenderne una certa cosa, simile a un gran lenzuolo che, tenuto per i quattro capi, veniva calato in terra. 12 In esso erano dei quadrupedi, dei rettili della terra e degli uccelli del cielo, di ogni specie. 13 E una voce gli disse: Lèvati, Pietro; ammazza e mangia. 14 Ma Pietro rispose: In niun modo, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla d'immondo né di contaminato. 15 E una voce gli disse di nuovo la seconda volta: Le cose che Dio ha purificate, non le far tu immonde. 16 E questo avvenne per tre volte; e subito il lenzuolo fu ritirato in cielo. 17 E come Pietro stava perplesso in se stesso sul significato della visione avuta, ecco gli uomini mandati da Cornelio, i quali, avendo domandato della casa di Simone, si fermarono alla porta. 18 E avendo chiamato, domandarono se Simone, soprannominato Pietro, albergasse lì. 19 E come Pietro stava pensando alla visione, lo Spirito gli disse: Ecco tre uomini che ti cercano. 20 Lèvati dunque, scendi, e va' con loro, senza fartene scrupolo, perché sono io che li ho mandati. 21 E Pietro, sceso verso quegli uomini, disse loro: Ecco, io son quello che cercate: qual è la cagione per la quale siete qui? 22 Ed essi risposero: Cornelio centurione, uomo giusto e temente Iddio, e del quale rende buona testimonianza tutta la nazion de' Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo, di farti chiamare in casa sua e d'ascoltar quel che avrai da dirgli. 23 Allora, fattili entrare, li albergò. E il giorno seguente andò con loro; e alcuni dei fratelli di Ioppe l'accompagnarono. 24 E il giorno di poi entrarono in Cesarea. Or Cornelio li stava aspettando e avea chiamato i suoi parenti e i suoi intimi amici. 25 E come Pietro entrava, Cornelio, fattoglisi incontro, gli si gittò ai piedi, e l'adorò. 26 Ma Pietro lo rialzò, dicendo: Lèvati, anch'io sono uomo! 27 E discorrendo con lui, entrò e trovò molti radunati quivi. 28 E disse loro: Voi sapete come non sia lecito ad un Giudeo di aver relazioni con uno straniero o d'entrare da lui; ma Dio mi ha mostrato che non debbo chiamare alcun uomo immondo o contaminato. 29 È per questo che, essendo stato chiamato, venni senza far obiezioni. Io vi domando dunque: Per qual cagione m'avete mandato a chiamare? 30 E Cornelio disse: Sono appunto adesso quattro giorni che io stavo pregando, all'ora nona, in casa mia, quand'ecco un uomo mi si presentò davanti, in veste risplendente, 31 e disse: Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita, e le tue elemosine sono state ricordate nel cospetto di Dio. 32 Manda dunque a Ioppe a far chiamare Simone, soprannominato Pietro; egli alberga in casa di Simone coiaio, presso al mare. 33 Perciò, in quell'istante io mandai da te, e tu hai fatto bene a venire; ora dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per udir tutte le cose che ti sono state comandate dal Signore. 34 Allora Pietro, prendendo a parlare, disse: In verità io comprendo che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone; 35 ma che in qualunque nazione, chi lo teme ed opera giustamente gli è accettevole. 36 E questa è la parola ch'Egli ha diretta ai figliuoli d'Israele, annunziando pace per mezzo di Gesù Cristo. Esso è il Signore di tutti. 37 Voi sapete quello che è avvenuto per tutta la Giudea cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni: 38 vale a dire, la storia di Gesù di Nazaret; come Iddio l'ha unto di Spirito Santo e di potenza; e come egli è andato attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo, perché Iddio era con lui. 39 E noi siam testimoni di tutte le cose ch'egli ha fatte nel paese de' Giudei e in Gerusalemme; ed essi l'hanno ucciso, appendendolo ad un legno. 40 Esso ha Iddio risuscitato il terzo giorno, e ha fatto sì ch'egli si manifestasse 41 non a tutto il popolo, ma ai testimoni ch'erano prima stati scelti da Dio; cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42 Ed egli ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare ch'egli è quello che da Dio è stato costituito Giudice dei vivi e dei morti. 43 Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de' peccati mediante il suo nome. 44 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. 45 E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; 46 poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio. 47 Allora Pietro prese a dire: Può alcuno vietar l'acqua perché non siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi stessi? 48 E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro.

Ricciotti:

Atti 10

Il centurione Cornelio
1 E in Cesarea v'era un uomo, di nome Cornelio, centurione della coorte detta l'Italica; 2 pio e timorato di Dio, come tutta la sua famiglia, egli faceva molte limosine a' poveri e molte orazioni a Dio. 3 Egli ebbe una visione in sull'ora nona del giorno: chiaramente vide un angelo di Dio, che entrò da lui e gli disse: «Cornelio». 4 Ed egli, mirandolo fiso, tutto spaventato esclamò: «Che è, Signore?». E l'angelo disse: «Le tue preghiere e le tue limosine son salite a Dio, che se n'è ricordato. 5 Su, manda qualcuno a Joppe, e fa' chiamare un certo Simone, soprannominato Pietro; 6 egli dimora con un tal Simone, coiaio, che ha la casa presso il mare: egli ti dirà ciò che devi fare». 7 E come l'angelo che gli parlava se ne fu partito, Cornelio chiamò due de' suoi domestici e un soldato timorato di Dio, di quelli sottoposti a lui, 8 e, raccontata loro ogni cosa, li mandò a Joppe. 9 Il giorno seguente, mentre quelli erano in viaggio e s'avvicinavano alla città, Pietro salì sul terrazzo della casa, verso l'ora sesta, per pregare. 10 E sentendo fame, desiderava di prender cibo; e, mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi; 11 e vide il cielo aperto e scenderne un oggetto simile a un gran lenzuolo, il quale tenuto per le quattro estremità, s'abbassava verso terra; 12 e dentro c'era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli dell'aria. 13 E una voce gli disse: «Su, Pietro, uccidi e mangia!». 14 Ma Pietro rispose: «Non sia mai, Signore; io non ho mai mangiato nulla di profano e d'impuro». 15 E la voce disse ancora: «Quel che Dio ha purificato, tu non lo chiamar profano». 16 Questi seguì sino a tre volte, e, subito quell'oggetto fu ritirato in cielo. 17 Or mentre Pietro stava incerto tra sè sul significato della visione avuta ecco gli uomini mandati da Cornelio, i quali, informatisi della casa di Simone, si presentarono alla porta. 18 E data la voce, domandarono se un Simone, soprannominato Pietro, abitasse lì. 19 E in quel che Pietro stava ripensando alla visione, lo spirito gli disse: «Ecco tre uomini che cercano di te. 20 Lèvati, dunque, scendi e va' con essi senza incertezze, perchè gli ho mandati io». 21 E Pietro, sceso a quegli uomini, disse: «Eccomi, son io quello che cercate; qual è la cagione per cui siete venuti?». 22 Gli risposero: «Cornelio centurione, uomo giusto e timorato di Dio, bene accetto a tutto il popolo de' Giudei, ha avuto ordine dall'angelo santo di farti chiamare a casa sua, per udire da te delle cose». 23 Allora, fattili entrare, li ospitò; e la mattina, levatosi, partì con loro, accompagnato da alcuni dei fratelli che erano in Joppe. 24 Il giorno appresso entrarono in Cesarea. Cornelio li aspettava in casa co' suoi parenti e i più intimi amici; 25 e, come Pietro entrava, gli andò incontro, e, cadutogli a' piedi, lo adorò. 26 Ma Pietro lo alzò dicendo: «Lèvati, sono un uomo anch'io!». 27 Poi, discorrendo con lui, entrò là dov'erano i molti radunati; 28 disse loro: «Voi sapete che non si conviene a un Giudeo l'unirsi o accostarsi a uno straniero; ma Dio m'ha insegnato a non chiamar profano o impuro alcun uomo. 29 Perciò chiamato, venni senza esitanza. Ora domando: - Per qual motivo m'avete mandato a chiamare? -». 30 Cornelio rispose: «Oggi son quattro giorni appunto, all'ora nona, io me ne stavo pregando in casa, quand'ecco mi comparve davanti un personaggio vestito di bianco che mi disse: 31 Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita, e le tue limosine sono state ricordate al cospetto di Dio; 32 manda, dunque, a Joppe, a chiamar Simone, soprannominato Pietro; egli trovasi in casa di Simon coiaio, presso al mare. - 33 E subito mandai da te; e tu hai fatto bene a venire. Or tutti siamo davanti a te, per udir quello che il Signore t'ha ordinato». 34 Allora Pietro cominciò a parlare, e disse: «È proprio vero che Dio non fa distinzione di persone; 35 ma che, tra qualunque gente, chi lo teme e pratica la giustizia gli è caro e accetto. 36 Egli inviò la sua parola a' figli d'Israele, evangelizzando la pace per Gesù Cristo: costui è il Signore di tutti. 37 Voi sapete che la parola è venuta per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38 sapete che Dio unse di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale visse facendo il bene e risanando tutti gli oppressi dal diavolo, perchè Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutto quello che egli ha fatto nel paese de' Giudei e in Gerusalemme; ed essi l'hanno ucciso, appendendolo a un legno. 40 Ma Dio l'ha risuscitato il terzo giorno, e ha fatto sì che si rendesse visibile, 41 non a tutto il popolo, ma a' testimoni preordinati da Dio: a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione da' morti. 42 E ci ha comandato di predicare al popolo e di attestare ch'egli è da Dio costituito giudice de' vivi e de' morti. 43 Di lui testificano tutti i profeti, quando dicono che, chiunque crede in lui, riceve per il suo nome la remissione de' peccati». 44 E Pietro non aveva ancor finito di parlare, che lo Spirito Santo discese sopra tutti quelli che ascoltavano il discorso. 45 E tutti i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, furon pieni di stupore, vedendo il dono dello Spirito Santo concesso anche a' Gentili; 46 perchè li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio. 47 Allora Pietro riprese a dire: «E si può mai proibir l'acqua, sì che non siano battezzati questi che han ricevuto lo Spirito Santo come noi?». 48 E comandò fossero battezzati nel nome del Signore Gesù Cristo. Essi poi lo pregarono di restar qualche giorno con loro.

Tintori:

Atti 10

Conversione del centurione Cornelio
1 C'era in Cesarea un uomo che era chiamato Cornelio, centurione d'una coorte detta Italica, 2 e religioso e timorato di Dio, come tutta la sua casa, il quale dava molte elemosine al popolo e continuamente pregava Dio. 3 Egli vide chiaramente in una visione, circa l'ora nona, venire a sè l'Angelo di Dio e dirgli: Cornelio. 4 Ed egli, mirandolo fisso, tutto spaventato esclamò: Che è questo, Signore? E quello rispose: Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite come memoriale alla presenza di Dio. 5 Or dunque spedisci qualcuno a Ioppe a chiamare un certo Simone, soprannominato Pietro; 6 questo è ospite di un certo Simone cuoiaio che ha la casa vicino al mare; egli ti dirà quel che tu devi fare. 7 E partitosi l'angelo che gli parlava, chiamò due dei suoi domestici ed un soldato timorato di Dio, di quei che gli eran subordinati; 8 e, raccontata loro ogni cosa, li spedì a Ioppe. 9 Il dì seguente, mentre quelli erano in viaggio e si avvicinavano alla città, Pietro, verso l'ora sesta, salì sul terrazzo della casa, a pregare. 10 E avendo fame, bramò di prendere cibo, e mentre glielo apparecchiavano, ebbe un'estasi. 11 È vide aprirsi i cieli e venire giù qualcosa di simile ad un gran lenzuolo, il quale tenuto per le quattro cocche veniva calato dal cielo in terra, 12 e, c'era dentro ogni sorta di quadrupedi, di rettili della terra e di uccelli dell'aria. 13 E sentì questa voce: Su, Pietro, uccidi e mangia. 14 Ma Pietro disse: No, davvero, Signore; perchè non ho mai mangiato nulla di profano ed impuro. 15 E di nuovo a lui la voce: Non dir profano quel che Dio ha purificato. 16 E questo avvenne per tre volte, e subito dopo l'oggetto fu ritirato in cielo. 17 E mentre Pietro, dentro di se, esitava sul significato della visione avuta, ecco arrivare alla porta gli uomini mandati da Cornelio; 18 i quali, ricercata la casa di Simone, arrivarono alla porta e chiamarono e domandarono se lì fosse ospite Simone, soprannominato Pietro. 19 E mentre Pietro ripensava a quella visione, lo Spirito gli disse: Ecco tre uomini che cercano di te. 20 Su via, scendi e va con loro senza esitare, perchè li ho mandati io. 21 E Pietro scese da quegli uomini e disse: Eccomi, son io quel che cercate; qual'è la cagione per cui voi siete venuti? 22 E quelli risposero: Cornelio centurione, uomo giusto e timorato di Dio, e stimato presso tutto il popolo dei Giudei, ha avuto ordine da un Angelo santo di chiamarti in casa sua per sapere da te delle cose. 23 Allora, fattili passare, li ospitò. E il giorno seguente, levatosi, andò con loro, ed alcuni fratelli di Ioppe lo accompagnarono. 24 Il giorno dopo entrarono in Cesarea. Or Cornelio radunati i parenti ed i più intimi amici, stava ad aspettarli. 25 E come arrivò Pietro, Cornelio gli andò incontro e gettatosi ai suoi piedi, lo adorò. 26 Ma Pietro lo alzò, dicendo: Levati su, son uomo anch'io. 27 E discorrendo con lui entrò in casa, dove trovò molti radunati. 28 E disse loro: Voi sapete come sia abominevole per un Giudeo l'unirsi o l'accostarsi ad uno straniero, ma Dio mi ha insegnato a non chiamare profano o impuro alcun uomo. 29 Ecco perchè, chiamato, son venuto senza esitazione; domando adunque: per qual motivo mi avete chiamato? 30 E Cornelio rispose: Or sono quattro giorni, me ne stavo pregando in casa mia all'ora nona, quand'ecco mi apparve dinanzi un personaggio vestito di bianco e disse: 31 Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita, e Dio si è ricordato delle tue elemosine, 32 manda dunque a Ioppe a chiamare Simone soprannominato Pietro; egli alberga in casa di Simone cuoiaio, vicino al mare. 33 Allora mandai subito da te, ed hai fatto bene a venire. Or dunque tutti noi siamo qui dinanzi a te per ascoltare quanto Dio ti ha ordinato. 34 Allora Pietro prese a dire: In verità, riconosco che Dio non fa distinzione di persone; 35 ma in qualunque nazione gli è accetto chi lo teme e pratica la giustizia. 36 Egli mandò la parola ai figli d'Israele, evangelizzando la pace per Gesù Cristo, il Signore di tutti. 37 E voi sapete quel che è avvenuto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni, 38 come Dio unse di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti gli oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di quanto egli fece nel paese dei Giudei in Gerusalemme; ma l'uccisero appendendolo alla croce. 40 Dio però lo risuscitò il terzo giorno, e fece che si rendesse visibile, 41 non a tutto il popolo, ma ai testimoni preordinati da Dio: a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42 E ci ha comandato di predicare al popolo o di attestare come egli da Dio è stato costituito giudice dei vivi e dei morti. 43 A lui rendon testimonianza tutti i profeti, asserendo che chi crede in lui ottiene, per il nome suo, la remissione dei peccati. 44 Mentre Pietro ancor diceva queste parole, lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso, 45 e i fedeli circoncisi che eran venuti con Pietro rimasero stupefatti a veder che anche sui Gentili era diffusa la grazia dello Spirito Santo. 46 Li udirono infatti parlare le lingue e glorificare Dio. 47 Allora Pietro esclamò: V'è forse qualcuno che possa negare l'acqua del battesimo a questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi? 48 E volle che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù Cristo. Allora lo pregarono di restare qualche giorno con loro.

Martini:

Atti 10

Cornelio centurione per comando di un Angelo manda a chiamar Pietro, il quale con la visione del lenzuolo avendo inteso, doversi ammetter le genti al Vangelo, va a trovarlo. E disceso lo Spirito santo sopra tutti quelli, che udivano le sue parole, ordina, che siano battezzati.
1 Ed era in Cesarea un uomo, chiamato Cornelio, centurione di una coorte detta l'Italiana, 2 Religioso, e timorato di Dio, come tutta la sua casa, il quale dava molte limosine al Popolo, e faceva orazione a Dio assiduamente. 3 Ed egli vide chiaramente in una visione circa la nona ora del di venir a se l'Angelo di Dio, e dirgli: Cornelio. 4 Ma egli fissamente mirandolo, preso dalla paura, disse: Che è questo, Signore? E quegli rispose: le tue orazioni, e le tue limosine sono salite a memoria nel cospetto di Dio. 5 E adesso spedisci qualcheduno a Joppe a chiamare un tal Simone soprannominato Pietro: 6 Questi è ospite di un certo Simone cuoiaio, che ha la casa vicino al mare: egli ti dirà quel che tu debba fare. 7 E partitosi l'Angelo, che gli parlava, chiamò due de' suoi servitori, e un soldato timorato di Dio, di que', che erano ad esso subordinati. 8 E raccontata a questi ogni cosa, gli spedì a Joppe. 9 Il dì seguente essendo questi in viaggio, e approssimandosi alla città, Pietro salì alla parte superiore della casa per far orazione circa l'ora di sesta. 10 E avendo fame, bramò di prender cibo. E mentre glielo apparecchiavano, fu preso da un'estasi: 11 E vide aperto il cielo, e venir giù un certo arnese, come un gran lenzuolo, il quale legato pei quattro angoli veniva calato dal cielo in terra: 12 In cui eravi ogni sorta di quadrupedi, e serpenti della terra e uccelli dell'aria. 13 E udì questa voce: via su, Pietro, uccidi e mangia. 14 Ma Pietro, disse: no certamente, o Signore, conciossiachè non ho mai mangiato niente di comune, e di impuro, 15 E di nuovo la voce a lui per la seconda volta: non chiamar tu comune quello, che Dio ha purificato. 16 E questo segui fino a tre volte: e subitamente l'arnese fu ritirato nel cielo. 17 E mentre Pietro se ne stava incerto dentro di se di quel, che volesse significare la veduta visione: ecco che gli uomini mandati da Cornelio, avendo fatta inchiesta della casa di Simone, arrivarono alla porta. 18 E avendo chiamato qualcheduno, interrogarono, se ivi avesse ospizio Simone soprannominato Pietro. 19 E rivolgendo Pietro per la mente quella visione, disselli lo Spirito: ecco tre uomini, che cercano di te: 20 Su via scendi, e va con essi senza pensare ad altro: imperocché son io, che gli ho mandati. 21 E Pietro scese, e disse a quegli uomini: eccomi, sono io quello, che voi cercate: qual è la cagione per cui siete venuti? 22 E quelli dissero: Cornelio centurione, uomo giusto, e timorato di Dio, e riputato presso tutta la nazione de' Giudei, ha avuto ordine da un Angelo santo li chiamarti a casa sua, e intendere da te alcune cose. 23 Allora (Pietro) condottili dentro li ricevo in ospizio. E il dì seguente levatosi, parti con essi: e alcuni de' fratelli, che erano in Joppe, lo accompagnarono. 24 E il giorno dopo entrarono in Cesarea. E Cornelio raunati i suoi parenti, e i più intimi amici stava aspettandoli. 25 E in quel che Pietro stava per entrare, andogli incontro Cornelio, e gittatosi a' suoi piedi lo adorò. 26 Ma Pietro lo alzò, dicendo: Levati su, io pure sono un uomo. 27 E discorrendo con lui, entrò in casa, e trovò molti insieme adunati. 28 E disse loro: voi sapete, come è cosa abominevole per un Giudeo l'unirsi, o accostarsi a uno di altra nazione; ma Dio mi ha insegnato a non chiamare comune, o immondo alcun uomo. 29 Per questo, essendo chiamato, sono venuto senza difficoltà. Domando adunque per qual motivo mi avete chiamato? 30 E Cornelio disse: sono adesso quattro giorni, che io me ne stava orando all'ora di nona in casa mia, quand'ecco mi comparve dinanzi un uomo vestito di bianco, e disse: 31 Cornelio, è stata esaudita la tua orazione, e le tue limosine sono state ricordate al cospetto di Dio. 32 Manda adunque a Joppe a chiamare Simone soprannominato Pietro. Questi è ospite in casa di Simone cuoiaio vicino al mare. 33 Subito adunque mandai da te: e tu bene hai fatto a venire. Ora tutti noi siamo dinanzi a te per udire tutto quello, che Dio ti ha ordinato. 34 E Pietro aprì bocca, e disse: veramente io riconosco, che Dio non è accettator di persone: 35 Ma in qualunque nazione chi lo teme, e pratica la giustizia, è accetto i lui. 36 La qual cosa fece egli sapere a' figliuoli d'Israele, evangelizzando la pace per Gesù Cristo (questi è il Signore di tutti). 37 A voi è noto quello, che è accaduto per tutta la Giudea: principiando dalla Galilea dopo il battesimo predicato da Giovanni. 38 Come Dio unse di Spirito santo e di virtù Gesù di Nazaret, il quale fornì sua carriera facendo del bene, e sanando tutti coloro, che erano oppressi dal diavolo, conciossiachè Dio era con lui. 39 E noi siamo testimoni di tutte le cose, che egli fece nel paese de' Giudei, e in Gerusalemme: ma lo uccisero sospesolo a un legno. 40 Iddio però risuscitollo il terzo giorno, e fece, che si rendesse visibile, 41 Non a tutto il popolo, ma ai testimonj preordinati da Dio: a noi, i quali abbiamo mangiato, e bevuto con lui, dopo che risuscitò da morte. 42 E ordinò a noi di predicare al popolo, e attestare, come egli da Dio è stato constituito Giudice de' vivi, e de' morti. 43 Di lui testificano tutti i profeti, che la rimessione de' peccati riceve pel nome di lui chiunque in lui crede. 44 Mentre ancor Pietro diceva queste parole, lo Spirito santo discese sopra tutti coloro, che ascoltavano questo sermone. 45 E rimasero stupefatti i fedeli circoncisi, che eran venuti con Pietro: che anche sopra le genti si fosse diffusa la grazia dello Spirito santo. 46 Imperocché gli udivano parlare le lingue, e glorificare Dio. 47 Allora disse Pietro: vi ha egli forse alcuno, che possa proibire l'acqua, perché non siano battezzati costoro, che hanno ricevuto lo Spirito santo come noi? 48 E ordinò, che fossero battezzati nel nome del Signor Gesù Cristo. Allora lo pregarono, che si restasse qual che giorno con loro.

Diodati:

Atti 10

1 OR v'era in Cesarea un certo uomo chiamato per nome Cornelio, centurione della schiera detta Italica. 2 Esso, essendo uomo pio e temente Iddio, con tutta la sua casa, e facendo molte limosine al popolo, e pregando Iddio del continuo, 3 vide chiaramente in visione, intorno l'ora nona del giorno, un angelo di Dio, che entrò a lui, e gli disse: Cornelio. 4 Ed egli, riguardatolo fiso, e tutto spaventato, disse: Che v'è, Signore? E l'angelo gli disse: Le tue orazioni, e le tue limosine, son salite davanti a Dio per una ricordanza. 5 Or dunque, manda uomini in Ioppe, e fa' chiamare Simone, il quale è soprannominato Pietro. 6 Egli alberga appo un certo Simone coiaio, che ha la casa presso del mare; esso ti dirà ciò ch'ei ti convien fare. 7 Ora, come l'angelo che parlava a Cornelio se ne fu partito, egli, chiamati due de' suoi famigli, ed un soldato di que' che si ritenevano del continuo appresso di lui, uomo pio, 8 e raccontata loro ogni cosa, li mandò in Ioppe.
9 E il giorno seguente, procedendo essi al lor cammino, ed avvicinandosi alla città, Pietro salì in sul tetto della casa, intorno l'ora sesta, per fare orazione. 10 Or avvenne ch'egli ebbe gran fame, e desiderava prender cibo; e come que' di casa gliene apparecchiavano, gli venne un ratto di mente. 11 E vide il cielo aperto, ed una vela simile ad un gran lenzuolo, che scendeva sopra lui, legato per li quattro capi, e calato in terra; 12 nella quale vi erano degli animali terrestri a quattro piedi, e delle fiere, e de' rettili, e degli uccelli del cielo d'ogni maniera. 13 Ed una voce gli fu indirizzata, dicendo: Levati, Pietro, ammazza, e mangia. 14 Ma Pietro disse: In niun modo, Signore, poichè io non ho giammai mangiato nulla d'immondo, nè di contaminato. 15 E la voce gli disse la seconda volta: Le cose che Iddio ha purificate, non farle tu immonde. 16 Or questo avvenne fino a tre volte; e poi la vela fu ritratta in cielo. 17 E come Pietro era in dubbio in sè stesso che cosa potesse esser quella visione ch'egli avea veduta, ecco, gli uomini mandati da Cornelio, avendo domandato della casa di Simone, furono alla porta. 18 E chiamato alcuno, domandarono se Simone, soprannominato Pietro, albergava ivi entro.
19 E come Pietro era pensoso intorno alla visione, lo Spirito gli disse: Ecco, tre uomini ti cercano. 20 Levati adunque, e scendi, e va' con loro, senza farne difficoltà, perciocchè io li ho mandati. 21 E Pietro, sceso agli uomini che gli erano stati mandati da Cornelio, disse loro: Ecco, io son quello che voi cercate; quale è la cagione per la qual siete qui? 22 Ed essi dissero: Cornelio, centurione, uomo giusto e temente Iddio, e del quale rende buona testimonianza tutta la nazion de' Giudei, è stato divinamente avvisato da un santo angelo di farti chiamare in casa sua, e d'udir ragionamenti da te. 23 Pietro adunque, avendoli convitati d'entrare in casa, li albergò; poi, il giorno seguente, andò con loro; ed alcuni de' fratelli di que' di Ioppe l'accompagnarono. 24 E il giorno appresso entrarono in Cesarea. Or Cornelio li aspettava, avendo chiamati i suoi parenti ed i suoi intimi amici. 25 E come Pietro entrava, Cornelio, fattoglisi incontro, gli si gittò a' piedi, e l'adorò. 26 Ma Pietro lo sollevò, dicendo: Levati, io ancora sono uomo. 27 E ragionando con lui, entrò, e trovò molti, che si erano quivi raunati. 28 Ed egli disse loro: Voi sapete come non è lecito ad un uomo Giudeo aggiungersi con uno strano, od entrare in casa sua; ma Iddio mi ha mostrato di non chiamare alcun uomo immondo, o contaminato. 29 Perciò ancora, essendo stato mandato a chiamare, io son venuto senza contradire. Io vi domando adunque: Per qual cagione mi avete mandato a chiamare? 30 E Cornelio disse: Quattro giorni sono, che io fino a quest'ora era digiuno, ed alle nove ore io faceva orazione in casa mia; ed ecco, un uomo si presentò davanti a me, in vestimento risplendente, e disse: 31 Cornelio, la tua orazione è stata esaudita, e le tue limosine sono state ricordate nel cospetto di Dio. 32 Manda adunque in Ioppe, e chiama di là Simone, soprannominato Pietro; egli alberga in casa di Simone coiaio, presso del mare; quando egli sarà venuto, egli ti parlerà. 33 Perciò, in quello stante io mandai a te, e tu hai fatto bene di venire; ed ora noi siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per udir tutte le cose che ti sono da Dio state ordinate.
34 Allora Pietro, aperta la bocca, disse: In verità io comprendo, che Iddio non ha riguardo alla qualità delle persone; 35 anzi che in qualunque nazione, chi lo teme, ed opera giustamente, gli è accettevole; 36 secondo la parola ch'egli ha mandata a' figliuoli d'Israele, evangelizzando pace per Gesù Cristo, ch'è il Signor di tutti. 37 Voi sapete ciò che è avvenuto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicò: 38 come Iddio ha unto di Spirito Santo, e di potenza, Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo beneficii, e sanando tutti coloro che erano posseduti dal diavolo, perciocchè Iddio era con lui. 39 E noi siamo testimoni, di tutte le cose ch'egli ha fatte nel paese de' Giudei, e in Gerusalemme; il quale ancora essi hanno ucciso, appiccandolo al legno. 40 Esso ha Iddio risuscitato nel terzo giorno, ed ha fatto che egli è stato manifestato. 41 Non già a tutto il popolo, ma a' testimoni prima da Dio ordinati, cioè a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo ch'egli fu risuscitato da' morti. 42 Ed egli ci ha comandato di predicare al popolo, e di testimoniare ch'egli è quello che da Dio è stato costituito Giudice de' vivi e de' morti. 43 A lui rendono testimonianza tutti i profeti: che chiunque crede in lui, riceve remission de' peccati per lo nome suo.
44 Mentre Pietro teneva ancora questi ragionamenti, lo Spirito Santo cadde sopra tutti coloro che udivano la parola. 45 E tutti i fedeli della circoncisione, i quali eran venuti con Pietro, stupirono che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso eziandio sopra i Gentili. 46 Poichè li udivano parlar diverse lingue, e magnificare Iddio. 47 Allora Pietro prese a dire: Può alcuno vietar l'acqua, che non sieno battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo, come ancora noi? 48 Ed egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora essi lo pregarono che dimorasse quivi alquanti giorni.

Commentario completo di Matthew Henry:

Atti 10

1 INTRODUZIONE AGLI ATTI CAPITOLO 10

È una svolta molto nuova e notevole quella che la storia di questo capitolo dà agli Atti degli apostoli; fino ad allora, sia a Gerusalemme che in ogni altro luogo dove venivano i ministri di Cristo, predicavano il vangelo solo ai Giudei, o a quei Greci che erano circoncisi e proseliti alla religione dei Giudei; ma ora,

"Ecco, noi ci rivolgiamo ai pagani";

e per loro è qui aperta la porta della fede: una buona notizia a noi peccatori delle genti. L'apostolo Pietro è l'uomo che viene impiegato per primo per ammettere i Gentili incirconcisi nella chiesa cristiana; e Cornelio, centurione o colonnello romano, è il primo che con la sua famiglia e i suoi amici viene così ammesso. Ora qui ci viene detto,

Come Cornelio fu guidato da una visione a mandare a chiamare Pietro, e lo mandò a chiamare di conseguenza, Atti 10:1-8.

II. Come Pietro fu guidato da una visione ad andare da Cornelio, sebbene fosse un Gentile, senza farsi alcuno scrupolo di ciò, e andò di conseguenza, Atti 10:9-23.

III. Il felice colloquio tra Pietro e Cornelio a Cesarea, Atti 10:24-33.

IV. Il sermone che Pietro predicò a lui e ai suoi amici nella casa di Cornelio, Atti 10:34-43.

V. Il battesimo di Cornelio e dei suoi amici prima con lo Spirito Santo, e poi con l'acqua, Atti 10:44-48.

Ver. 1. L'introduzione del vangelo ai Gentili, e l'introduzione di coloro che erano stati stranieri e stranieri per essere concittadini dei santi, e della famiglia di Dio, erano un tale mistero per gli apostoli stessi, e una tale sorpresa (Efesini 3:3,6), che ci interessa osservare attentamente tutte le circostanze dell'inizio di questa grande opera, questa parte del mistero della pietà - Cristo predicò ai Gentili e credette in questo mondo, 1; Timoteo 3:16. Non è improbabile che alcuni Gentili possano essere entrati prima d'ora in una sinagoga degli Ebrei e aver udito predicare il vangelo; ma il Vangelo non fu mai predicato intenzionalmente ai Gentili, né alcuno di loro fu battezzato: Cornelio fu il primo; E qui abbiamo,

Un resoconto che ci viene dato di questo Cornelio, che e che cosa era, che fu il primogenito dei Gentili di Cristo. Qui ci viene detto che era un grand'uomo e un brav'uomo, due personaggi che si incontrano raramente, ma qui lo hanno fatto; E dove si incontrano, si danno lustro l'un l'altro: la bontà rende la grandezza veramente preziosa, e la grandezza rende la bontà molto più utile.

1. Cornelio era un ufficiale dell'esercito, Atti 10:1. Attualmente era acquartierato a Cesarea, una città forte, recentemente riedificata e fortificata da Erode il Grande, e chiamata Cesarea in onore di Cesare Augusto. Si trovava sulla riva del mare, molto comoda per mantenere una corrispondenza tra Roma e le sue conquiste da quelle parti. Il governatore romano o proconsole risiedeva ordinariamente qui, Atti 23:23-24; 25:6. Qui c'era una banda, o coorte, o reggimento, dell'esercito romano, che probabilmente era la guardia di salvataggio del governatore, ed è qui chiamata la banda italiana, perché, affinché potessero essere più sicuri della loro fedeltà, erano tutti nativi romani, o italiani. Cornelio aveva un comando in questa parte dell'esercito. Il suo nome, Cornelio , era molto usato tra i Romani, tra alcune delle famiglie più antiche e nobili. Era un ufficiale di rango e figura considerevole, un centurione. Leggiamo di uno di quel rango al tempo del nostro Salvatore, al quale egli diede una grande lode, Matteo 8:10. Quando un Gentile deve essere spinto a ricevere il vangelo per primo, non è un filosofo Gentile, tanto meno un prete Gentile (che è bigotto nelle sue nozioni e nel suo culto, e ha pregiudizi contro il vangelo di Cristo), ma un soldato Gentile, che è un uomo di pensiero più libero; e colui che lo è veramente, quando la dottrina cristiana gli è giustamente posta davanti, non può che riceverla e darle il benvenuto. I pescatori, uomini ignoranti e ignoranti, furono i primi dei Giudei convertiti, ma non così dei Gentili; Perché il mondo saprà che il Vangelo contiene ciò che può raccomandarlo a uomini di cortese cultura e di educazione liberale, come abbiamo ragione di pensare che fosse questo centurione. I soldati e gli ufficiali dell'esercito non sostengano che il loro lavoro li liberi dalle restrizioni a cui sono sottoposti alcuni altri e, dando loro l'opportunità di vivere più in libertà, possano scusarli se non sono religiosi; perché qui c'era un ufficiale dell'esercito che abbracciava il cristianesimo, eppure non era stato cacciato dal suo posto né cacciato se stesso. E, infine, era una mortificazione per gli Ebrei che non solo i Gentili fossero stati portati in chiesa, ma che il primo ad essere accolto fosse un ufficiale dell'esercito romano, che era per loro l' abominio della desolazione.

2. Era, secondo la misura della luce che aveva, un uomo religioso. È un ottimo carattere quello che viene dato di lui, Atti 10:2. Non era un idolatra, non era un adoratore di falsi dèi o immagini, né si permetteva in nessuna di quelle immoralità a cui la maggior parte del mondo dei Gentili era dedicata, di punirli per la loro idolatria.

(1.) Era posseduto da un principio di riguardo per il Dio vero e vivente. Era un uomo devoto e che temeva Dio. Egli credeva in un solo Dio, il Creatore del cielo e della terra, e aveva riverenza per la sua gloria e la sua autorità, e il timore di offenderlo con il peccato; e, sebbene fosse un soldato, non era una diminuzione del merito del suo valore tremare davanti a Dio.

(2.) Ha mantenuto la religione nella sua famiglia. Temeva Dio con tutta la sua casa. Non voleva ammettere nessun idolatra sotto il suo tetto, ma si preoccupava che non solo lui, ma tutti i suoi, servissero il Signore. Ogni uomo buono farà quello che può perché anche coloro che lo circondano siano buoni.

(3.) Era un uomo molto caritatevole: faceva molte elemosine al popolo, al popolo degli ebrei, nonostante le singolarità della loro religione. Pur essendo un Gentile, era disposto a contribuire al sollievo di colui che era un vero oggetto di carità, senza chiedersi di quale religione fosse.

(4.) Era molto in preghiera: pregava Dio sempre. Osservava gli orari stabiliti per la preghiera ed era costante con essi. Nota: Dovunque il timore di Dio regna nel cuore, apparirà sia nelle opere di carità che in quelle di pietà, e nessuna delle due ci esenterà dall'altra.

II. L'ordine datogli dal cielo, per il ministero di un angelo, di mandare a chiamare Pietro perché venisse da lui, cosa che egli non avrebbe mai fatto se non fosse stato così comandato di farlo. Osservare

1. Come e in che modo gli furono dati questi ordini. Ebbe una visione in cui un angelo glieli consegnò. Era circa la nona ora del giorno, alle tre del pomeriggio, che per noi è un'ora di affari e di conversazione; ma poi, poiché era nel tempio il momento di offrire il sacrificio della sera, fu fatta da persone devote un' ora di preghiera, per far capire che tutte le nostre preghiere dovevano essere offerte in virtù del grande sacrificio. Cornelio era ora in preghiera: così ci dice lui stesso, Atti 10:30. Ora qui ci viene detto,

(1.) Che un angelo di Dio entrò da lui. Dalla luminosità del suo volto e dal modo in cui era entrato, riconobbe che era qualcosa di più di un uomo, e quindi niente di meno che un angelo, un espresso dal cielo.

(2.) Che lo vide evidentemente con i suoi occhi corporei, non in un sogno presentato alla sua immaginazione, ma in una visione presentata alla sua vista; per la sua maggiore soddisfazione, portava con sé la sua propria prova.

(3.) Che lo chiamò per nome, Cornelio, per indicare la particolare attenzione che Dio aveva preso di lui.

(4.) Che questo mise Cornelio per il momento in una certa confusione (Atti 10:4): Quando lo guardò ebbe paura. Gli uomini più saggi e migliori sono stati colpiti da paura all'apparizione di un messaggero straordinario dal cielo; e giustamente, perché l'uomo peccatore sa che non ha motivo di aspettarsi alcuna buona novella. E perciò Cornelio grida:

"Che c'è, Signore? Che succede?"

Dice questo come uno che teme qualcosa che non va, e desidera essere alleviato da quel timore, conoscendo la verità; o come uno che desidera conoscere la mente di Dio, e pronto a mettervi pratica, come Giosuè: Che cosa dice il mio Signore al suo servo? Samuele: Parla , perché il tuo servo ti ascolta.

2. Qual era il messaggio che gli è stato consegnato.

(1.) Gli è assicurato che Dio lo accetta nel camminare secondo la luce che aveva (Atti 10:4): Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite in memoriale davanti a Dio. Osservate, Le preghiere e l'elemosina devono andare insieme. Dobbiamo far seguire alle nostre preghiere l'elemosina; perché il digiuno che Dio ha scelto è per attirare l'anima all'affamato, Isaia 58:6-7. Non basta pregare che ciò che abbiamo possa essere santificato per noi, ma dobbiamo fare l'elemosina delle cose che abbiamo; e poi, ecco, tutte le cose sono pure per noi, Luca 11:41. E dobbiamo far seguire alle nostre elemosine le nostre preghiere affinché Dio le accetti benignamente, e che possano essere benedette da coloro ai quali sono date. Cornelio pregò e fece l'elemosina, non come i farisei per farsi vedere dagli uomini, ma con sincerità, come davanti a Dio; e qui gli è detto che erano saliti per un memoriale davanti a Dio. Essi furono registrati in cielo, nel libro della memoria che è scritto quivi per tutti quelli che temono Dio, e che saranno ricordati a suo vantaggio.

"Le tue preghiere saranno esaudite e la tua elemosina sarà ricompensata".

Si dice che i sacrifici secondo la legge siano per un memoriale. Vedi Levitico 2:9,16; 5:12; 6:15. E le preghiere e le elemosine sono le nostre offerte spirituali, di cui Dio si compiace di prendere conoscenza e di tenerne conto. La rivelazione divina comunicata agli Ebrei, per quanto riguardava i Gentili in essa, non solo come dirigeva e migliorava la luce e la legge della natura, ma come prometteva un Messia a venire, Cornelio credette e si sottomise. Ciò che fece lo fece in quella fede, e in essa fu accettato da Dio; poiché i pagani, ai quali venne la legge di Mosè, non furono obbligati a diventare ebrei circoncisi, come coloro ai quali viene il vangelo di Cristo devono diventare cristiani battezzati.

(2.) Egli è incaricato di indagare su un'ulteriore scoperta della grazia divina, ora recentemente fatta al mondo, Atti 10:5-6. Egli mandi subito a Ioppe, a informarsi di un certo Simon Pietro, che alloggia in casa di un certo Simone, conciatore di pelli, la sua casa è in riva al mare e, se sarà mandato a chiamare, verrà; e quando sarà venuto, ti dirà ciò che devi fare in risposta alla tua domanda. Che cos'è, Signore? Ora ecco due cose molto sorprendenti e degne di essere prese in considerazione:

[1.] Cornelio prega e fa l'elemosina nel timore di Dio, è religioso egli stesso e mantiene la religione nella sua famiglia, e tutto questo per essere accettato da Dio in essa, eppure c'è qualcosa di più che dovrebbe fare: dovrebbe abbracciare la religione cristiana, ora che Dio l'ha stabilita tra gli uomini. No, può farlo se vuole; Sarà un miglioramento e un divertimento per lui. Ma Egli deve farlo; è indispensabile per la sua accettazione presso Dio per il futuro, sebbene sia stato finora accettato nei suoi servizi. Colui che ha creduto alla promessa del Messia deve ora credere all'adempimento di quella promessa. Ora che Dio ha dato un ulteriore resoconto riguardo a suo Figlio rispetto a quello che era stato dato nelle profezie dell'Antico Testamento, egli richiede che noi riceviamo questo quando ci viene portato; e ora né le nostre preghiere né le nostre elemosine possono salire per un memoriale davanti a Dio se non crediamo in Gesù Cristo, perché è questo ulteriore che dobbiamo fare. Questo è il suo comandamento: che noi crediamo. Le preghiere e le elemosine sono accettate da coloro che credono che il Signore è Dio e non hanno l'opportunità di saperne di più; ma, da coloro ai quali è predicato che Gesù è Cristo, è necessario per l'accettazione delle loro persone, preghiere ed elemosine, che credano a questo e si riposi su di lui solo per essere accettati.

[2.] Cornelio ha ora un angelo dal cielo che gli parla, eppure non deve ricevere il vangelo di Cristo da questo angelo, né gli deve essere detto da lui cosa deve fare, ma tutto ciò che l'angelo ha da dire è:

"Manda a chiamare Pietro ed egli te lo dirà".

Come l'osservazione precedente attribuisce un grande onore al vangelo, così questo fa al ministero del vangelo: non fu al più alto degli angeli, ma a coloro che erano inferiori al più piccolo di tutti i santi, che fu data questa grazia, di predicare fra i Gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo (Efesini 3:8), affinché l'eccellenza della potenza fosse da Dio, e la dignità di un'istituzione di Cristo sostenuta; poiché egli non ha posto in pegno agli angeli il mondo futuro (Ebrei 2:5), ma al Figlio dell'uomo come sovrano, e ai figli degli uomini come suoi agenti e ministri di stato, i cui terrori non ci faranno paura, né la loro mano sarà pesante su di noi, come lo fu ora di questo angelo per Cornelio. E come era un onore per l'apostolo dover predicare ciò che un angelo non avrebbe potuto predicare, così era un ulteriore onore che un angelo fosse stato inviato apposta dal cielo per ordinare che fosse mandato a chiamare. Riunire un ministro fedele e un popolo volenteroso è un'opera degna di un angelo, e quindi ciò in cui il più grande degli uomini dovrebbe essere lieto di essere impiegato.

III. La sua immediata obbedienza a questi ordini, Atti 10:7-8. Mandò in fretta a Ioppe, per prendere Pietro da lui. Se solo lui si fosse preoccupato, sarebbe andato da lui a Giaffa. Ma aveva una famiglia, dei parenti e degli amici (Atti 10:24), una piccola congregazione di loro, che non poteva andare con lui a Giaffa, e perciò manda a chiamare Pietro. Osservare

1. Quando mandò l' angelo che gli aveva parlato se ne fu andato, senza disputa né indugio, egli ubbidì alla visione celeste. Da ciò che l'angelo aveva detto, egli comprendeva che gli sarebbe stato prescritto un altro lavoro, e desiderava ardentemente che glielo fosse detto. Si affrettò e non tardò a mettere in pratica questo comandamento. In qualsiasi affare in cui sia coinvolta la nostra anima, è bene per noi non perdere tempo.

2. Chi mandò due dei suoi servi, che tutti temevano Dio, e un soldato devoto, uno di quelli che lo servivano del continuo. Osservate, un centurione devoto aveva soldati devoti. Un po' di devozione di solito va molto bene con i soldati, ma ce ne sarebbe di più nei soldati se ce ne fosse di più nei comandanti. Gli ufficiali di un esercito, che hanno un potere così grande sui soldati, come troviamo che aveva il centurione (Matteo 8:9), hanno una grande opportunità di promuovere la religione, almeno di frenare il vizio e la profanità, in coloro che sono sotto il loro comando, se solo vogliono migliorarla. Osservate, quando questo centurione dovette scegliere alcuni dei suoi soldati per assistere la sua persona e per stargli sempre intorno, si scagliò contro quelli di loro che erano devoti; Saranno preferiti e tollerati, per incoraggiare gli altri ad esserlo. Egli seguì il regno di Davide (Salmi 101:6): Il mio occhio sarà sui fedeli nel paese, perché abitino con me.

3. Quali istruzioni diede loro (Atti 10:8): Dichiarò loro tutte queste cose, raccontò loro la visione che aveva avuto e l'ordine che gli era stato dato di mandare a chiamare Pietro, perché la venuta di Pietro era una cosa in cui erano interessati, poiché avevano anime da salvare come lui. Perciò non solo dice loro dove trovare Pietro (cosa che forse pensava fosse sufficiente fare: il servo non sa quello che fa il suo Signore), ma dice loro per quale missione doveva andare, perché lo importunassero.

9 Ver. 9.

Cornelio aveva ricevuto dal cielo l'ordine di mandare a chiamare Pietro, di cui altrimenti non aveva sentito parlare, o almeno non aveva ascoltato; ma qui c'è un'altra difficoltà che sta nel modo di riunirli: la questione è se Pietro verrà da Cornelio quando sarà mandato a chiamare; non come se pensasse che fosse inferiore a lui venire a un cenno, o come se avesse paura di predicare la sua dottrina a un uomo educato come lo era Cornelio: ma si attacca a un punto di coscienza. Cornelio è un uomo molto degno e ha molte buone qualità, ma è un Gentile, non è circonciso; e, poiché Dio nella sua legge aveva proibito al suo popolo di associarsi con nazioni idolatriche, non vollero stare in compagnia di nessuno se non con quelli della loro stessa religione, sebbene fossero sempre così meritevoli, e portarono la questione così lontano che fecero anche il tocco involontario di un Gentile per contrarre una contaminazione cerimoniale, Giovanni 18:28. Pietro non aveva superato questa nozione avara e bigotta dei suoi compatrioti, e quindi sarà timido nel venire da Cornelio. Ora, per rimuovere questa difficoltà, egli ha una visione qui, per prepararsi a ricevere il messaggio inviatogli da Cornelio, come Anania dovette prepararlo ad andare da Paolo. Le Scritture dell'Antico Testamento avevano parlato chiaramente dell'introduzione dei Gentili nella chiesa. Cristo ne aveva dato chiari indizi quando ordinò loro di insegnare a tutte le nazioni; eppure anche Pietro stesso, che conosceva così tanto della mente del suo Maestro, non poteva capirlo, finché non fu qui rivelato dalla visione, che i Gentili sarebbero stati coeredi, Efesini 3:6. Ora qui osservate:

I. Le circostanze di questa visione.

1. Fu quando i messaggeri inviati da Cornelio erano ormai vicini alla città, Atti 10:9. Pietro non sapeva nulla del loro avvicinarsi, ed essi non sapevano nulla delle sue preghiere; ma colui che conosceva sia lui che loro stava preparando le cose per il colloquio e facilitando la fine della loro trattativa. Per tutti i propositi di Dio c' è un tempo, un tempo proprio; ed egli si compiace spesso di portare alla mente dei suoi ministri cose a cui non avevano pensato, proprio in quel momento quando hanno occasione di usarle.

2. Fu quando Pietro salì sul tetto della casa per pregare, verso mezzogiorno.

(1.) Pietro era molto in preghiera, molto in preghiera segreta, sebbene avesse una grande quantità di lavoro pubblico da compiere.

(2.) Pregò verso l'ora sesta, secondo l'esempio di Davide, il quale, non solo mattina e sera, ma a mezzogiorno, si rivolse a Dio con la preghiera, Salmi 55:17. Dalla mattina alla sera dovremmo pensare di essere troppo a lungo per stare senza carne; Ma chi pensa che sia troppo lungo stare senza preghiera?

(3.) Pregò sul tetto della casa; Lì si ritirò per la sua privacy, dove non poteva né sentire né essere ascoltato, e così avrebbe potuto evitare sia la distrazione che l'ostentazione. Lì, sul tetto della casa, aveva una visione completa del cielo, che poteva aiutare la sua pia adorazione del Dio che pregava; e lì aveva anche una visione completa della città e della campagna, che poteva aiutare la sua pia compassione per il popolo per cui pregava.

(4.) Egli ebbe questa visione subito dopo aver pregato, come risposta alla sua preghiera per la diffusione del Vangelo, e perché l'ascesa del cuore a Dio nella preghiera è un'eccellente preparazione per ricevere le scoperte della grazia e del favore divini.

3. Fu quando ebbe molta fame e stava aspettando il suo pranzo (Atti 10:10); probabilmente quel giorno non aveva mangiato prima, anche se senza dubbio aveva pregato prima; e ora avrebbe mangiato, ηθελε γευσασθαι - avrebbe assaggiato, il che suggerisce la sua grande moderazione e temperanza nel mangiare. Quando era molto affamato, si accontentava di un po', di un assaggio, e non si buttava sul bottino. Ora, questa fame era un giusto innesco per la visione delle carni, come la fame di Cristo nel deserto lo era per la tentazione di Satana di trasformare le pietre in pane.

II. La visione stessa, che non era così chiara come quella di Cornelio, ma più figurativa ed enigmatica, per fare l'impressione più profonda.

1. Cadde in trance o estasi, non di terrore, ma di contemplazione, da cui era così completamente assorbito da non solo non essere rispettoso, ma non essere sensibile, delle cose esterne. Si perse completamente in questo mondo, e così ebbe la sua mente completamente libera per conversare con le cose divine; come Adamo nell'innocenza, quando il sonno profondo cadde su di lui. Più ci rendiamo chiari sul mondo, più ci avviciniamo al cielo: se Pietro fosse ora nel corpo o fuori dal corpo non poteva dirlo lui stesso, tanto meno possiamo farlo noi, 2Corinzi 12:2-3 Vedi Genesi 15:12; Atti 22:17.

2. Vide il cielo aperto, per poter essere sicuro che la sua autorità di andare da Cornelio veniva davvero dal cielo, che era una luce divina che cambiava i suoi sentimenti e una potenza divina che gli dava il suo incarico. L'apertura dei cieli significava l'apertura di un mistero che era stato nascosto, Romani 16:25.

3. Vide un grande lenzuolo pieno di ogni sorta di esseri viventi, che scendeva dal cielo e fu calato su di lui sulla terra, cioè sul tetto della casa dove ora si trovava. Qui non c'erano solo bestie della terra, ma uccelli del cielo, che avrebbero potuto volare via, deposti ai suoi piedi; e non solo bestie addomesticate, ma selvagge. Qui non c'erano pesci del mare, perché non c'era nessuno di loro particolarmente impuro, ma tutto ciò che aveva pinne e squame era permesso di essere mangiato. Alcuni fanno di questo foglio, così riempito, per rappresentare la chiesa di Cristo. Scende dal cielo, dal cielo aperto, non solo per mandarlo giù (Apocalisse 21:2), ma per ricevere le anime inviate da esso. È lavorato a maglia ai quattro angoli, per ricevere coloro che da tutte le parti del mondo sono disposti ad aggiungervi; e di trattenere e custodire coloro che vi sono portati, affinché non cadano; e in questo troviamo alcuni di tutti i paesi, nazioni e lingue, senza alcuna distinzione di greco o ebreo, o alcuno svantaggio posto su barbaro o scita, Colossesi 3:11. La rete del Vangelo racchiude tutti, sia i cattivi che i buoni, coloro che prima erano puri e impuri. Oppure può essere applicato alla munificenza della divina Provvidenza, che, antecedentemente ai divieti della legge cerimoniale, aveva dato all'uomo la libertà di usare tutte le creature, alla quale con l'annullamento di quella legge siamo ora restituiti. Mediante questa visione ci viene insegnato a vedere tutto il beneficio e il servizio che riceviamo dalle creature inferiori che discendono a noi dal cielo; è il dono di Dio che li ha fatti, li ha fatti adatti a noi, e poi ha dato all'uomo un diritto su di loro, e il dominio su di loro. Signore, che cos'è l'uomo per essere così magnificato! Salmi 8:4-8. Come dovrebbe raddoppiare il nostro conforto nelle creature, e i nostri obblighi di servire Dio nell'uso di esse, vederle così calate su di noi dal cielo!

4. Gli fu ordinato da una voce dal cielo di fare uso di questa abbondanza e varietà che Dio gli aveva mandato (Atti 10:13):

"Alzati, Pietro, uccidi e mangia, senza fare alcuna differenza

tra il puro e l'impuro, prendi quello che hai di più

mente a."

La distinzione delle carni che la legge faceva aveva lo scopo di mettere una differenza tra Giudei e Gentili, affinché potesse essere difficile per loro cenare e cenare con un Gentile, perché avrebbero avuto davanti a loro ciò che non era loro permesso di mangiare; e ora l'abolizione di quella proibizione era una chiara concessione per conversare con i Gentili, ed essere liberi e familiari con loro. Ora potevano cavarsela come se la cavavano loro, e quindi potevano mangiare con loro, ed essere concittadini con loro.

5. Si attenne ai suoi principi e non volle affatto ascoltare la mozione, sebbene fosse affamato (Atti 10:14): Non è così, Signore. Anche se la fame sfonderà i muri di pietra, le leggi di Dio dovrebbero essere per noi un recinto più forte dei muri di pietra, e non così facilmente da sfondare. E si atterrà alle leggi di Dio, anche se avrà un contraltare con una voce dal cielo, non sapendo in un primo momento che Uccidi e mangia era un comandamento di prova se avrebbe aderito alla parola più sicura, la legge scritta; e se così fosse stata la sua risposta sarebbe stata molto buona, non così, Signore. Le tentazioni di mangiare il frutto proibito non devono essere affrontate, ma perentoriamente respinte; dobbiamo sussultare al solo pensiero: non è così, Signore. La ragione che dà è:

"Poiché non ho mai mangiato nulla di comune o di comune.

immondo; finora ho mantenuto la mia integrità in questo

materia, e la conserverò ancora".

Se Dio, con la sua grazia, ci ha preservati dal peccato grave fino ad oggi, dovremmo usare questo come argomento con noi stessi per astenerci da ogni apparenza di male. I pii Giudei erano così severi in questa faccenda, che i sette fratelli, quei gloriosi martiri sotto Antioco, preferirono essere torturati a morte nel modo più crudele che sia mai esistito, piuttosto che mangiare carne di maiale, perché era proibito dalla legge. Non c'è da meravigliarsi quindi che Pietro lo dica con tanto piacere, che la sua coscienza poté testimoniare per lui che non aveva mai soddisfatto il suo appetito con alcun cibo proibito.

6. Dio, con una seconda voce dal cielo, proclamò l'abrogazione della legge in questo caso (Atti 10:15): Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo impuro. Colui che ha fatto la legge poteva modificarla quando voleva, e ridurre la questione al suo primo stato. Dio, per ragioni adatte alla dispensazione dell'Antico Testamento, aveva trattenuto gli ebrei dal mangiare questa o quella carne, alla quale, finché durava quella dispensazione, erano obbligati in coscienza a sottomettersi; ma ora, per ragioni adatte alla dispensazione del Nuovo Testamento, egli si è tolto di dosso quella restrizione e ha posto la questione su vasta scala - ha purificato ciò che prima era contaminato per noi, e noi dovremmo fare uso e rimanere saldi nella libertà con cui Cristo ci ha resi liberi, e non chiamare ciò che Dio ha ora dichiarato puro. Nota: Dobbiamo accogliere come una grande misericordia il fatto che mediante il vangelo di Cristo siamo liberati dalla distinzione delle cibi, che era fatta dalla legge di Mosè, e che ora ogni creatura di Dio è buona, e nulla può essere rifiutata; non tanto perché in questo modo otteniamo l'uso di carne di maiale, lepri, conigli e altri cibi piacevoli e salutari per i nostri corpi, ma principalmente perché la coscienza è liberata da un giogo in cose di questa natura, affinché possiamo servire Dio senza paura. Sebbene il Vangelo abbia stabilito doveri che non lo erano secondo la legge di natura, tuttavia, come la legge di Mosè, non ha fatto peccati che non lo erano. Coloro che comandano di astenersi da alcuni tipi di cibo in alcuni periodi dell'anno, e vi pongono la religione, chiamano comune ciò che Dio ha purificato, e in quell'errore, più che in ogni verità, sono i successori di Pietro.

7. Questo fu fatto tre volte, Atti 10:16. Il lenzuolo fu tirato su per un po', e calato di nuovo la seconda volta, e così la terza volta, con la stessa chiamata a lui, uccidere e mangiare, e la stessa ragione, che ciò che Dio ha purificato non dobbiamo chiamarlo comune; ma non è certo se il rifiuto di Pietro si ripeté la seconda e la terza volta; Certo non lo era, quando la sua obiezione aveva ricevuto per la prima volta una risposta così soddisfacente. Il triplicare la visione di Pietro, come il raddoppio del sogno del Faraone, doveva mostrare che la cosa era certa, e indurlo a prendervi maggior più attenzione. Le istruzioni che ci vengono date nelle cose di Dio, sia con l'orecchio nella predicazione della parola, sia con l'occhio nei sacramenti, devono essere ripetute spesso; Il precetto deve essere su precetto, e linea su linea. Ma alla fine il vascello fu ricevuto in cielo. Coloro che fanno di questo vaso per rappresentare la chiesa, compresi sia gli Ebrei che i Gentili, come questo fece sia con le creature pure che con quelle impure, fanno di questo molto appropriatamente il significato dell'ammissione dei Gentili credenti nella chiesa, e anche in cielo, nella Gerusalemme di sopra. Cristo ha aperto il regno dei cieli a tutti i credenti, e lì troveremo, oltre a quelli che sono stati sigillati da tutte le tribù d'Israele, un numero innumerevole di ogni nazione (Apocalisse 7:9); ma sono quelli che Dio ha purificato.

III. La provvidenza che molto opportunamente spiegò questa visione, e fece capire a Pietro l'intenzione di essa, Atti 10:17-18.

1. Ciò che Cristo fece, Pietro non lo seppe proprio allora (Giovanni 13:7): dubitava dentro di sé di ciò che questa visione che aveva visto dovesse significare. Non aveva motivo di dubitare della sua veridicità, che si trattasse di una visione celeste; tutto il suo dubbio riguardava il suo significato. Si noti che Cristo si rivela al suo popolo per gradi, e non tutto in una volta; e li lascia a dubitare per un po', a rimuginare su una cosa e a discuterla avanti e indietro nella loro mente, prima che lui gliela chiarisca.

2. Ma fu subito informato, perché gli uomini che erano stati mandati da Cornelio erano appena giunti alla casa e stavano alla porta per sapere se Pietro vi alloggiasse; e dal loro incarico apparirà quale fosse il significato di questa visione. Notate, Dio sa quali servizi ci attendono, e quindi come prepararci; E allora conosciamo meglio il significato di ciò che Egli ci ha insegnato quando troviamo l'occasione che abbiamo per farne uso.

19 Ver. 19.

Abbiamo qui l'incontro tra l'apostolo Pietro e il centurione Cornelio. Sebbene Paolo fosse stato designato per essere l'apostolo dei Gentili e per radunare la messe in mezzo a loro, e Pietro per essere l'apostolo della circoncisione, tuttavia è ordinato che Pietro rompa il ghiaccio e mieterà le primizie dei Gentili, che i Giudei credenti, che conservarono troppo del vecchio lievito di cattiva volontà verso i Gentili, potrebbero essere meglio riconciliati con la loro ammissione nella chiesa, quando furono introdotti per la prima volta dal loro stesso apostolo, cosa che Pietro esorta contro coloro che avrebbero imposto la circoncisione ai convertiti Gentili (Atti 15:7), Tu sai che Dio ha fatto la scelta tra noi affinché i Gentili ascoltassero la parola del vangelo per mia bocca. Ora qui,

Pietro è guidato dallo Spirito ad andare con i messaggeri di Cornelio (Atti 10:19-20), e questa è l'esposizione della visione; ora l'enigma è risolto: Mentre Pietro pensava alla visione; Ci stava riflettendo, e poi gli fu aperto. Nota: Coloro a cui vogliono essere insegnate le cose di Dio devono pensare a quelle cose; Coloro che vogliono comprendere le Scritture devono meditare in esse giorno e notte. Era perplesso al riguardo, e poi gli fu spiegato, il che ci incoraggia, quando non sappiamo cosa fare, ad alzare gli occhi verso Dio per avere una guida. Osservare

1. Da dove aveva la direzione. Lo Spirito gli disse quello che doveva fare. Non gli fu detto da un angelo, ma parlato in lui dallo Spirito, sussurrandolo segretamente all'orecchio per così dire, come Dio parlò a Samuele ( 1; Samuele 9:15 ), o imprimendolo potentemente nella sua mente, così che sapeva che era un afflato divino o ispirazione, secondo la promessa, Giovanni 16:13.

2. Qual era la direzione.

(1.) Gli viene detto, prima che qualcuno dei servi potesse salire per dirglielo, che tre uomini di sotto vogliono parlare con lui (Atti 10:19), e lui deve alzarsi dalle sue riflessioni, smettere di pensare alla visione e scendere da loro, Atti 10:20. Coloro che stanno indagando il significato delle parole di Dio e delle visioni dell'Onnipotente non dovrebbero sempre meditare, no, né pregare sempre, ma dovrebbero a volte guardare all'esterno, guardarsi intorno, e potrebbero incontrare ciò che sarà loro utile nelle loro ricerche; poiché la Scrittura è nell'adempimento di ogni giorno.

(2.) Gli viene ordinato di andare con i messaggeri da Cornelio, sebbene fosse un Gentile, senza dubitare di nulla. Non solo doveva andare, ma andare allegramente, senza riluttanza o esitazione, né alcuno scrupolo circa la liceità di ciò; senza dubitare se poteva andare, no, né se doveva andare; perché era suo dovere

"Va' con loro, perché io li ho mandati, e io ti porterò

nell'andare con loro, comunque tu possa essere

censurato per questo".

Notate: Quando vediamo chiara la nostra chiamata a qualsiasi servizio, non dovremmo permetterci di essere perplessi da dubbi e scrupoli riguardo ad esso derivanti da precedenti pregiudizi o pretese, o dal timore della censura degli uomini. Che ogni uomo sia pienamente persuaso nella propria mente e dimostri la propria opera.

II. Riceve sia loro che il loro messaggio: è sceso verso di loro, Atti 10:21. Era così lontano dall'allontanarsi, o dal rifiutare di essere interpellato, come uno che era timido con loro, o dal farli indugiare, come uno che si era impadronito di lui, che andò da loro lui stesso, dicendo loro che era la persona che stavano cercando. E

1. Accoglie favorevolmente il loro messaggio; con abbondanza di franchezza e condiscendenza chiede qual è il loro affare, cosa hanno da dirgli: Qual è la causa per cui sei venuto? ed essi gli raccontano il loro incarico (Atti 10:22):

"Cornelio, un ufficiale dell'esercito romano, un onestissimo

gentiluomo, e uno che ha più religione della maggior parte dei suoi

prossimo, che teme Dio più di molti (Neemia 7:2), che,

anche se non è un ebreo, l'ha portata così bene

che egli è di buona reputazione fra tutto il popolo del

Giudei, tutti gli daranno una buona parola, per un

uomo coscienzioso, sobrio, caritatevole, affinché

non sarà un disonore per te essere visto in sua compagnia...

è stato avvertito da Dio".

εχρηματισθη-

"aveva un oracolo da parte di Dio, mandatogli da un angelo"

(e i vividi oracoli della legge di Mosè furono dati per disposizione degli angeli),

"con il quale gli è stato ordinato di mandarti a chiamare a casa sua

(dove ti aspetta, ed è pronto a invitarti

benvenuto), e di ascoltare le tue parole: non sanno che cosa

parole, ma sono tali che egli possa udire da te, e

non da nessun altro così bene".

La fede viene dall'ascolto. Quando Pietro ripete questo, ce lo dice più pienamente, sono parole con le quali tu e tutta la tua casa sarete salvati, Atti 11:14.

"Vieni a lui, perché un angelo gli ha ordinato di mandarti a chiamare.

venire a lui, perché è pronto ad ascoltare e a ricevere

Tu devi portargli parole salvifiche".

2. Accolse gentilmente i messaggeri (Atti 10:23): li chiamò e li fece alloggiare. Non li invitò ad andare a rifocillarsi e a riposarsi in una locanda a loro carico, ma fu lui stesso incaricato di intrattenerli nei suoi alloggi. Ciò che si preparava per lui (Atti 10:10) dovevano essere i benvenuti a parteciparvi; non pensava a quale compagnia avrebbe dovuto avere quando avrebbe preparato il suo pranzo, ma Dio lo previde. Nota: Si addice ai cristiani e ai ministri essere ospitali e pronti, secondo le loro capacità, e c'è occasione per farlo, a intrattenere gli estranei. Pietro li ospitò per mostrare quanto egli si conformasse prontamente al disegno della visione mangiando con i Gentili, perché subito li condusse a mangiare con lui. Benché fossero due di loro servi e l'altro un semplice soldato, Pietro non pensò che fosse da meno accoglierli in casa sua. Probabilmente lo fece per poter parlare con loro di Cornelio e della sua famiglia; poiché gli apostoli, pur avendo ricevuto istruzioni dallo Spirito, si servivano di altre informazioni, secondo che ne avevano occasione.

III. Andò con loro da Cornelio, che trovò pronto a riceverlo e a intrattenerlo.

1. Pietro, quando andò con loro, era accompagnato da alcuni fratelli di Ioppe, dove si trovava ora, Atti 10:23. Sei di loro andarono con lui, come troviamo in Atti 11:12. O Pietro desiderava la loro compagnia, affinché fossero testimoni del suo procedere con cautela nei confronti dei Gentili, e del buon terreno su cui era andato, e perciò li invitò (Atti 11:12), oppure essi offrirono il loro servizio per assisterlo, e desiderarono di avere l'onore e la felicità di essere suoi compagni di viaggio. Questo era un modo in cui i cristiani primitivi mostravano molto il loro rispetto per i loro ministri: li accompagnavano nei loro viaggi, per tenerli in guardia, per essere la loro guardia e, quando c'era l'occasione, per servirli; con un'ulteriore prospettiva non solo di render loro servizio, ma di essere edificati dal loro contrario. È un peccato che coloro che hanno l'abilità e la volontà di fare del bene agli altri con i loro discorsi vogliano avere l'opportunità di farlo viaggiando da soli.

2. Cornelio, quando fu pronto a riceverlo, aveva radunato alcuni amici di Cesarea. Sembra che fosse più di un giorno di viaggio, quasi due, da Giaffa a Cesarea, perché fu il giorno dopo la partenza che entrarono a Cesarea (Atti 10:24), e nel pomeriggio di quel giorno, Atti 10:30. È probabile che viaggiassero a piedi; Gli apostoli generalmente lo facevano. Quando entrarono nella casa di Cornelio, Pietro trovò:

(1.) Che era atteso, e questo era un incoraggiamento per lui. Cornelio li aspettava, e un ospite del genere valeva la pena di aspettare, né posso biasimarlo se aspettava con una certa impazienza, desiderando di sapere che cosa fosse quella cosa potente che un angelo gli aveva detto di aspettarsi di sentire da Pietro.

(2.) Che era atteso da molti, e questo era un ulteriore incoraggiamento per lui. Come Pietro ne aveva portati alcuni con sé per prendere parte al dono spirituale che ora doveva dispensare, così Cornelio aveva convocato non solo la sua famiglia, ma parenti e amici intimi, per partecipare con lui alle istruzioni celesti che si aspettava da Pietro, che gli avrebbero dato una maggiore opportunità di fare il bene. Nota: Non dovremmo desiderare di mangiare solo i nostri bocconi spirituali, Giobbe 31:17. Dovrebbe essere dato e preso come un segno di gentilezza e rispetto per i nostri parenti e amici invitarli a unirsi a noi negli esercizi religiosi, a venire con noi ad ascoltare un sermone. Pensava che ciò che Cornelio avrebbe dovuto fare anche i suoi parenti e amici; e perciò vengano a sentirlo di prima mano, affinché non sia loro una sorpresa vederlo cambiare su di esso.

IV. Ecco il primo colloquio tra Pietro e Cornelio, in cui abbiamo,

1. Il profondo e indebito rispetto e onore che Cornelio tributò a Pietro Atti 10:25 : Gli andò incontro mentre entrava, e invece di prenderlo tra le braccia e abbracciarlo come un amico, cosa che sarebbe stata molto gradita a Pietro, si gettò ai suoi piedi e lo adorò; Alcuni pensano come un principe e un grand'uomo, secondo l'uso dei paesi orientali; altri pensano, come una divinità incarnata, o come se lo prendesse per il Messia stesso. Il fatto che adorasse un uomo era davvero colpevole; ma, considerando la sua attuale ignoranza, era scusabile, anzi, ed era una prova di qualcosa in lui che era molto lodevole, e cioè una grande venerazione per le cose divine e celesti: non c'è da meravigliarsi se, finché non fu meglio informato, lo prese per il Messia, e quindi adorò colui che gli fu ordinato di mandare a chiamare da un angelo dal cielo. Ma l'adorazione del suo preteso successore, che non è solo un uomo, ma un uomo peccatore, l'uomo del peccato stesso, è del tutto imperdonabile, e un'assurdità tale che sarebbe incredibile se non ci fosse stato detto prima che tutto il mondo avrebbe adorato la bestia, Apocalisse 13:4.

2. Il modesto e davvero giusto e pio rifiuto di Pietro di questo onore che gli era stato fatto (Atti 10:26): Lo prese tra le sue braccia, con le sue stesse mani (anche se c'era un tempo in cui non pensava che avrebbe mai ricevuto tanto rispetto o mostrato tanto affetto a un gentile incirconciso), dicendo:

"Alzati, anch'io sono un uomo, e perciò non devo essere adorato così".

I buoni angeli delle chiese, come i buoni angeli del cielo, non possono sopportare che venga mostrato loro il minimo di quell'onore che è dovuto solo a Dio. Guarda di non farlo, dice l'angelo a Giovanni (Apocalisse 19:10 ; 22:9), e allo stesso modo l'apostolo a Cornelio. Quanto fu attento Paolo perché nessuno pensasse a lui più di quello che vedeva in lui! 2Corinzi 12:6. I fedeli servitori di Cristo sopportavano meglio di essere diffamati che di essere divinizzati. Pietro non nutriva l'ipotesi che il suo grande rispetto per lui, sebbene eccessivo, potesse contribuire al successo della sua predicazione, e quindi se vuole essere ingannato sia ingannato; no, sappia che Pietro è un uomo, che il tesoro è in vasi di creta, affinché apprezzi il tesoro per se stesso.

V. Il racconto che Pietro e Cornelio si danno l'un l'altro, e alla compagnia, della mano del Cielo nel riunirli: Mentre parlava con lui-συνομιλων αυτω, entrò, Atti 10:27. Pietro entrò, parlando familiarmente con Cornelio, sforzandosi, con la libertà del suo colloquio con lui, di togliersi un po' di quel terrore che sembrava avere di lui; e, quando entrò, trovò molti che erano riuniti, più di quanto si aspettasse, il che aggiunse solennità, oltre all'opportunità di fare del bene, a questo servizio. Ora

1. Pietro dichiara la direzione che Dio gli diede di venire da quei Gentili, Atti 10:28-29. Sapevano che non era mai stato permesso dagli ebrei, ma che era sempre stato considerato come una cosa illecita, un abominio, per un uomo che è un ebreo, un ebreo nativo come me, stare in compagnia o venire da uno di un'altra nazione, uno straniero, un gentile incirconciso. Non fu reso tale dalla legge di Dio, ma dal decreto dei loro saggi, che essi consideravano non meno vincolante. Non proibivano loro di conversare o di trafficare con i Gentili per strada o nei negozi, o al scambio, ma di mangiare con loro. Anche al tempo di Giuseppe, gli egiziani e gli ebrei non potevano mangiare insieme, Genesi 43:32. I tre bambini non si contaminarono con la carne del re, Daniele 1:8. Non potevano entrare nella casa di un Gentile, perché la consideravano una profana cerimonia. Così gli ebrei guardavano con disprezzo i pagani, che non erano in disprezzo con loro, come appare da molti passi dei poeti latini.

"Ma ora,"

Dice Pietro:

"Dio mi ha mostrato, con una visione, che non devo chiamare alcun uomo impuro o impuro, né rifiutarmi di conversare con alcuno per amore del suo paese."

Pietro, che aveva insegnato ai suoi nuovi convertiti a salvarsi dall'infelice generazione di uomini malvagi (Atti 2:40), ora viene insegnato a unirsi alla generazione di devoti Gentili. I caratteri cerimoniali furono aboliti, per tenere maggiormente in considerazione quelli morali. Pietro ritenne necessario far loro sapere come era arrivato a cambiare idea in questa faccenda, e che era per una rivelazione divina, per timore che gli si rimproverasse di aver usato leggerezza. Dio avendo così abbattuto il muro divisorio,

(1.) Li assicura della sua disponibilità a fare loro tutti i buoni uffici che poteva; che, quando si teneva a distanza, non era per disgusto personale verso di loro, ma solo perché voleva il permesso dal cielo e, avendo ora ricevuto il permesso, era al loro servizio:

"Perciò sono venuto da voi senza contraddizione, non appena

Sono stato mandato a chiamare, pronto a predicarvi lo stesso vangelo

che io ho predicato ai Giudei".

I discepoli di Cristo non potevano fare a meno di avere qualche nozione della predicazione del vangelo ai Gentili, ma immaginavano che dovesse essere solo per quei Gentili che per primi erano stati proseliti alla religione ebraica, errore che Pietro riconosce non essere stato rettificato.

(2.) Chiede in che modo potrebbe essere utile per loro:

"Ti chiedo, quindi, per quale intenzione hai mandato a chiedere

me? Cosa ti aspetti da me, o quali affari hanno

Tu con me?"

Nota: Coloro che desiderano l'aiuto dei ministri di Dio dovrebbero badare bene ad esso per proporsi giusti fini in esso, e farlo con buona intenzione.

2. Cornelio dichiara le istruzioni che Dio gli diede di mandare a chiamare Pietro, e che era puramente in obbedienza a quelle istruzioni che aveva mandato per lui. Allora siamo giusti nei nostri scopi, mandando a chiamare e partecipando a un ministero del vangelo, quando lo facciamo riguardo alla nomina divina che istituisce quell'ordinanza e ci richiede di farne uso. Ora

(1.) Cornelio racconta che l'angelo gli apparve e gli ordinò di mandare a chiamare Pietro; non come gloriandosi in esso, ma come ciò che giustificava la sua attesa di un messaggio dal cielo da parte di Pietro.

[1.] Racconta come questa visione lo trovò impiegato (Atti 10:30): Quattro giorni fa digiunavo fino a quest'ora, quest'ora del giorno che è ora quando Pietro è venuto, verso la metà del pomeriggio. Da ciò risulta che il digiuno religioso, per la maggiore serietà e solennità della preghiera, era usato da persone devote che non erano ebrei; il re di Ninive proclamò un digiuno, Giona 3:5. Alcuni danno a queste parole un altro senso: Da quattro giorni digiuno fino a quest'ora; come se da quel momento in poi non avesse mangiato carne, o almeno nessun pasto. Ma si presenta come un'introduzione alla storia della visione; e quindi il primo deve essere il significato. All'ora nona egli pregava in casa sua, non nella sinagoga, ma a casa. Voglio che gli uomini preghino dovunque abitino. La sua preghiera in casa lascia intendere che non si trattava di una preghiera segreta nella sua cameretta, ma in una stanza più pubblica della sua casa, con la sua famiglia intorno a lui; e forse dopo la preghiera si ritirò, ed ebbe questa visione. Osservate, alla nona ora del giorno, alle tre del pomeriggio, la maggior parte delle persone era in viaggio o commerciante, lavorava nei campi, visitava gli amici, si divertiva o faceva un pisolino dopo cena; eppure allora Cornelio era alle sue devozioni, il che dimostra quanto facesse della religione il suo affare; e fu allora che ricevette questo messaggio dal cielo. Quelli che volevano ascoltare comodamente Dio dovevano essere molto disposti a parlargli.

[2.] Egli descrive il messaggero che gli portò questo messaggio dal cielo: Davanti a me stava un uomo in vesti sgargianti, come quello di Cristo quando fu trasfigurato, e quello dei due angeli che apparvero alla risurrezione di Cristo (Luca 24:4) e alla sua ascensione (At 1:10), mostrando la loro relazione con il mondo della luce.

[3.] Ripete il messaggio che gli è stato inviato (Atti 10:31-32), proprio come l'abbiamo avuto, Atti 10:4-6. Solo qui è detto: La tua preghiera è ascoltata. Non ci è stato detto quale fosse la sua preghiera; ma se questo messaggio era una risposta ad esso, e dovrebbe sembrare che lo fosse, possiamo supporre che, trovando la mancanza di luce naturale, e che lo lasciava in difficoltà su come ottenere il perdono del suo peccato e il favore di Dio, egli pregò che Dio facesse qualche ulteriore scoperta di se stesso e della via della salvezza per lui.

"Beh,"

Dice l'angelo:

"manda a chiamare Pietro", ed egli ti darà una tale scoperta".

(2.) Dichiara la sua disponibilità e quella dei suoi amici a ricevere il messaggio che Pietro doveva consegnare (Atti 10:33): Subito dunque ti ho mandato, come mi è stato ordinato, e tu hai fatto bene a venire da noi, sebbene siamo Gentili. Nota: I ministri fedeli fanno bene a rivolgersi a persone che sono disposte e desiderose di ricevere istruzione da loro; a venire quando saranno mandati a chiamare; è la migliore azione che possano fare. Ebbene, Pietro è venuto per fare la sua parte; Ma faranno il loro? Sì.

"Tu sei qui pronto a parlare, e noi siamo qui

pronto ad ascoltare,"

1Samuele 3:9-10. Osservare

[1.] La loro partecipazione religiosa alla parola:

"Siamo tutti qui presenti davanti a Dio; siamo qui in un

in modo religioso, sono qui come adoratori"

(Si compongono così in uno spirito serio e solenne):

"Perciò, poiché tu sei venuto a noi per mezzo di un tale

per tale commissione, perché abbiamo un tale

prezzo in mano come non abbiamo mai avuto prima e forse

potrebbe non avere mai più, siamo pronti ora in questo momento

di culto, qui in questo luogo di culto"

(anche se era in una casa privata):

"Siamo presenti, παρεσμεν -siamo all'affare,

e sono pronti a venire a una chiamata".

Se vogliamo avere la presenza speciale di Dio a un'ordinanza, dobbiamo essere lì con una presenza speciale, una presenza di ordinanza: Eccomi.

"Siamo tutti presenti, tutti coloro che sono stati invitati; noi, e tutti

che ci appartengono; noi, e tutto ciò che è dentro di noi".

Tutto l'uomo deve essere presente, non il corpo qui, e il cuore, con gli occhi dello stolto, ai confini della terra. Ma ciò che la rende davvero una presenza religiosa è: Noi siamo presenti davanti a Dio. Nelle sacre ordinanze noi ci presentiamo al Signore e dobbiamo essere come dinanzi a Lui, come coloro che vedono il Suo occhio su di noi.

[2.] L'intenzione di questa partecipazione:

"Noi siamo presenti per udire tutte le cose che sono comandate

te da Dio, e ti ha dato l'incarico di essere liberato

a noi".

Osservate, in primo luogo, che Pietro era là per predicare tutte le cose che gli erano state comandate da Dio, poiché, come aveva un ampio incarico di predicare il vangelo, così aveva tutte le istruzioni su cosa predicare. In secondo luogo, erano pronti ad ascoltare, non qualsiasi cosa gli piacesse dire, ma ciò che gli era stato comandato da Dio di dire. Le verità di Cristo non furono comunicate agli apostoli per essere pubblicate o soffocate come ritenevano opportuno, ma affidate ad esse perché fossero annunciate al mondo.

"Siamo pronti ad ascoltare tutti, a venire all'inizio della

il servizio e soggiorno fino alla fine, e stare attenti a tutti

Nel frattempo, altrimenti come potremmo sentire tutto? Siamo desiderosi di

ascolta tutto ciò che sei incaricato di predicare, anche se

essere sempre così sgradito alla carne e al sangue, e sempre così

contrariamente alle nostre precedenti nozioni o all'attuale secolare

Alcun interesse. Siamo pronti ad ascoltare tutti, e quindi lasciamo che

non si trattenga nulla che sia vantaggioso per noi".

34 Ver. 34.

Abbiamo qui il sermone di Pietro predicato a Cornelio e ai suoi amici: cioè, un riassunto o un riassunto di esso, perché abbiamo ragione di pensare che egli abbia testimoniato ed esortato con molte altre parole a questo significato. Si insinua che si espresse con molta solennità e gravità, ma con libertà e abbondanza, in quella frase, aprì la bocca e parlò, Atti 10:34. O Corinzi, la nostra bocca è aperta per voi, dice Paolo, 2Corinzi 6:11.

«Ci troverete comunicativi, se solo troveremo

sei curioso."

Fino a quel momento la bocca degli apostoli era stata chiusa ai pagani incirconcisi, essi non avevano nulla da dire loro, ma ora Dio diede loro, come aveva fatto con Ezechiele, l'apertura della bocca. Questo eccellente sermone di Pietro si adatta mirabilmente alle circostanze di coloro ai quali egli lo predicò, perché era un sermone nuovo.

Perché erano Gentili ai quali egli predicava. Egli mostra che, nonostante ciò, essi erano interessati al vangelo di Cristo, che egli doveva predicare, e che avevano diritto a beneficiarne, su un piano di parità con gli ebrei. Era necessario che questo fosse chiarito, altrimenti con quale conforto avrebbe potuto predicare o loro ascoltare? Perciò egli stabilisce questo come un principio indubbio, che Dio non ha riguardo alle persone; non conosce favore nel giudizio, come lo è la frase ebraica; cosa che ai magistrati è proibito fare (Deuteronomio 1:17; 16:19; Proverbi 24:23), e sono incolpati per averlo fatto, Salmi 82:2. E spesso si dice di Dio che non rispetta le persone, Deuteronomio 10:17; 2Cronache 19:7; Giobbe 34:19; Romani 2:11; Colossesi 3:25; 1Pietro 1:17. Egli non emette un giudizio a favore di un uomo in nome di un vantaggio esterno estraneo al merito della causa. Dio non perverte mai il giudizio su riguardo e considerazioni personali, né tollera un uomo malvagio in una cosa malvagia per amore della sua bellezza, o statura, del suo paese, della sua discendenza, delle sue relazioni, della sua ricchezza o del suo onore nel mondo. Dio, come benefattore, concede favori arbitrariamente e con la sovranità (Deuteronomio 7:7-8; 9:5-6; Matteo 20:10); ma egli, come giudice, non emette una sentenza simile; ma in ogni nazione, e sotto ogni denominazione, chi teme Dio e opera giustizia è accettato da lui, Atti 10:35. Il caso è chiaramente questo:

1. Dio non ha mai giustificato, né mai lo farà, un malvagio ebreo che visse e morì impenitente, sebbene fosse della stirpe di Abramo, e un ebreo degli ebrei, e avesse tutti gli onori e i vantaggi che accompagnavano la circoncisione. Egli rende e renderà indignazione e ira, tribolazione e angoscia su ogni anima dell'uomo che fa il male; e dell'ebreo in primo luogo, i cui privilegi e professioni, invece di proteggerlo dal giudizio di Dio, non faranno che aggravare la sua colpa e la sua condanna. Vedi Romani 2:3,8-9,17. Sebbene Dio abbia favorito gli ebrei, al di sopra delle altre nazioni, con le dignità dell'appartenenza visibile alla chiesa, tuttavia non accetterà per questo alcuna persona particolare di quella dignità, se si lasciano andare a immoralità contraddittorie alla loro professione; e in particolare nella persecuzione, che era ora, più di ogni altra, il peccato nazionale degli ebrei.

2. Non ha mai rifiutato, né mai rifiuterà, un Gentile onesto, il quale, sebbene non abbia i privilegi e i vantaggi che hanno gli Ebrei, tuttavia, come Cornelio, teme Dio, lo adora e opera giustizia, cioè è giusto e caritatevole verso tutti gli uomini, che vive all'altezza della luce che ha, sia in una sincera devozione che in una conversazione regolare. Qualunque nazione egli sia, anche se sempre così lontana dalla stirpe della stirpe di Abramo, anche se sempre così spregevole, anzi, anche se in un nome così cattivo, ciò non sarà per lui un pregiudizio. Dio giudica gli uomini dal loro cuore, non dal loro paese o dalla loro discendenza; e, dovunque troverà un uomo retto, sarà trovato un Dio retto, Salmi 18:25. Osservare, Temere Dio e operare la giustizia devono andare insieme; poiché, come la giustizia verso gli uomini è un ramo della vera religione, così la religione verso Dio è un ramo della giustizia universale. La pietà e l'onestà devono andare di pari passo, e nessuna delle due scuserà la mancanza dell'altra. Ma, dove questi sono predominanti, non c'è dubbio che si debba accettare Dio da Dio. Non che alcuno, dopo la caduta, possa ottenere il favore di Dio se non attraverso la mediazione di Gesù Cristo, e per la grazia di Dio in lui; ma coloro che non hanno la conoscenza di lui, e quindi non possono avere un riguardo esplicito per lui, possono ancora ricevere grazia da Dio per amor suo, per temere Dio e operare la giustizia; e ovunque Dio dia la grazia di farlo, come fece con Cornelio, egli, attraverso Cristo, accetterà l'opera delle sue mani. Ora

(1.) Questa è sempre stata una verità, prima che Pietro se ne rendesse conto, che Dio non rispetta la persona di nessuno; Era la regola fissa del giudizio fin dall'inizio: Se fai il bene, non sarai accettato? E, se non sta bene, il peccato, e la punizione che ne deriva, giacciono alla porta, Genesi 4:7. Dio non chiederà nel grande giorno di che cosa fossero i contadini, ma che cosa fossero, che cosa fecero, e come si comportarono verso di lui e verso i loro vicini; e, se i caratteri personali degli uomini non ricevevano né vantaggio né svantaggio dalla grande differenza che esisteva tra Ebrei e Gentili, tanto meno da qualsiasi minore differenza di sentimenti e pratiche che può capitare di essere tra i cristiani stessi, come quelli riguardo alle carni e ai giorni, Romani 14. È certo che il regno di Dio non è cibo e bevanda, ma rettitudine, pace e gioia nello Spirito Santo; e colui che in queste cose serve Cristo è accettato da Dio, e dovrebbe essere approvato dagli uomini; poiché osiamo rigettare coloro che Dio non rigetta?

(2.) Eppure ora era reso più chiaro di quanto non fosse stato; questa grande verità era stata oscurata dal patto di peculiarità stipulato con Israele, e dai segni di distinzione messi su di loro; la legge cerimoniale era un muro di divisione tra loro e le altre nazioni; è vero che in essa Dio ha favorito quella nazione (Romani 3:1-2; 9:4), e quindi alcune persone tra loro erano pronte a dedurre che erano sicure dell'accettazione di Dio, sebbene vivessero come avevano detto, e che nessun Gentile potesse essere accettato da Dio. Dio aveva detto molto per mezzo dei profeti per prevenire e rettificare questo errore, ma ora finalmente lo fa efficacemente, abolendo il patto di peculiarità, abrogando la legge cerimoniale, e ponendo così la questione su larga scala, e ponendo sia gli Ebrei che i Gentili sullo stesso piano davanti a Dio; e qui Pietro lo percepisce, confrontando la visione che ebbe con quella che ebbe Cornelio. Ora , in Cristo Gesù, è chiaro, né la circoncisione giova a nulla, né l'incirconcisione, Galati 5:6; Colossesi 3:11.

II. Poiché erano pagani che abitavano in un luogo entro i confini del paese d'Israele, egli li riferisce a ciò che essi stessi non potevano non sapere riguardo alla vita e alla dottrina, alla predicazione e ai miracoli, alla morte e alle sofferenze del Signore nostro Gesù, poiché queste erano cose la cui voce si sparse in ogni angolo della nazione, Atti 10:37, ecc. Facilita l'opera dei ministri, quando trattano con coloro che hanno una certa conoscenza delle cose di Dio, a cui possono appellarsi e su cui possono edificare.

1. Essi conoscevano in generale la parola, cioè il vangelo, che Dio mandò ai figli d'Israele: Quella parola, io dico, voi sapete, Atti 10:37. Benché i pagani non fossero ammessi ad ascoltarlo (Cristo e i suoi discepoli non furono mandati se non alle pecore perdute della casa d'Israele), tuttavia non potevano non sentirne parlare: era tutto un discorso sia di città che di campagna. Nei vangeli ci viene spesso detto come la fama di Cristo si diffuse in tutte le parti di Canaan, quando era sulla terra, come in seguito la fama del suo vangelo si diffuse in tutte le parti del mondo, Romani 10:18. Quella parola, quella parola divina, quella parola di potenza e grazia, sapete.

(1.) Qual era il significato di questa parola. Dio con esso ha proclamato la buona novella della pace per mezzo di Gesù Cristo, quindi dovrebbe essere letta: ευαγγελιζομενος ειρηνην. È Dio stesso che proclama la pace, che giustamente avrebbe potuto proclamare la guerra. Egli fa sapere al mondo dell'umanità che è disposto ad essere in pace con loro per mezzo di Gesù Cristo; in lui riconciliava a sé il mondo.

(2.) A chi fu inviato, in primo luogo ai figli d'Israele. L'offerta principale viene fatta a loro; Tutti i loro vicini ne avevano sentito parlare, ed erano pronti a invidiare loro i vantaggi del Vangelo, più di quanto non avessero mai invidiato quelli della loro legge. Allora essi dissero fra le nazioni: "Grandi cose ha fatto per loro l'Eterno", Salmi 126:2.

2. Essi conoscevano le diverse questioni di fatto relative a questa parola del vangelo inviata a Israele.

(1.) Essi conoscevano il battesimo di pentimento che Giovanni predicò per introduzione, e in cui il vangelo iniziò per la prima volta, Marco 1:1. Sapevano che Giovanni era un uomo straordinario e che la sua predicazione aveva diretta tendenza a preparare la via del Signore. Sapevano quanto grande affluenza c'era al suo battesimo, quale interesse aveva e ciò che faceva.

(2.) Sapevano che subito dopo il battesimo di Giovanni il vangelo di Cristo, quella parola di pace, era stato proclamato in tutta la Giudea, e che aveva avuto origine dalla Galilea. I dodici apostoli e settanta discepoli, e il nostro Maestro stesso, pubblicarono questa buona novella in tutte le parti del paese; così che possiamo supporre che non ci fosse una città o un villaggio in tutto il paese di Canaan che non avesse avuto il vangelo predicato in esso.

(3.) Sapevano che Gesù di Nazaret, quando era qui sulla terra, andava attorno facendo del bene. Sapevano che benefattore era per quella nazione, sia per le anime che per i corpi degli uomini; come si prefiggeva di fare del bene a tutti, e non faceva mai del male a nessuno. Non era ozioso, ma continuava a farlo; non egoistico, ma facendo del bene; non si limitava a un solo luogo, né aspettava che la gente venisse da lui per chiedere il suo aiuto, ma andava da loro, andava da un posto all'altro, e ovunque andasse faceva del bene. Con ciò egli mostrò di essere stato mandato da Dio, che è buono e fa il bene; e fa il bene perché è buono, e con ciò non ha lasciato se stesso senza testimonianza al mondo, in quanto ha fatto il bene, Atti 14:17. E in questo egli ci ha dato un esempio di instancabile operosità nel servire Dio e la nostra generazione; poiché siamo venuti nel mondo per poter fare in esso tutto il bene che possiamo; e in esso, come Cristo, dobbiamo sempre dimorare e abbondare.

(4.) Sapevano più in particolare che egli guariva tutti coloro che erano oppressi dal diavolo e li aiutava a liberarsi dal suo potere oppressore. Da ciò risultava non solo che era stato mandato da Dio, poiché era una bontà verso gli uomini, ma che era stato mandato per distruggere le opere del diavolo; poiché così ottenne molte vittorie su di lui.

(5.) Sapevano che i Giudei lo avevano messo a morte, lo avevano ucciso appendendolo a un legno. Quando Pietro predicò ai Giudei, disse chi avete ucciso; ma ora che egli predicava ai pagani, essi uccidevano coloro ai quali egli aveva fatto tanto bene e li aveva destinati. Tutto questo lo sapevano; ma affinché non pensassero che fosse solo un racconto, e fosse ingigantito, come di solito lo sono i racconti, più della verità, Pietro, per sé e per il resto degli apostoli, lo attestò (Atti 10:39): Noi siamo testimoni, testimoni oculari, di tutte le cose che ha fatto; e testimoni oculari della dottrina che egli predicava, sia nel paese dei Giudei che a Gerusalemme, nelle città e nelle campagne.

3. Sapevano, o potevano sapere, da tutto ciò, che aveva ricevuto dal cielo l'incarico di predicare e agire come faceva. Su questo insiste ancora nei suoi discorsi, e coglie tutte le occasioni per accennare loro. Faglielo sapere,

(1.) Che questo Gesù è il Signore di tutti; si trova tra parentesi, ma è la proposizione principale che si intende dimostrare, che Gesù Cristo, per mezzo del quale è fatta la pace tra Dio e l'uomo, è il Signore di tutti; non solo come Dio benedetto in eterno, ma come Mediatore, ogni potenza sia in cielo che in terra è posta nelle sue mani, e ogni giudizio è affidato a lui. Egli è il Signore degli angeli; Sono tutti suoi umili servitori. Egli è il Signore delle potenze delle tenebre, perché ha trionfato su di esse. Egli è il re delle nazioni, ha potere su ogni carne. Egli è il re dei santi, tutti i figli di Dio sono i suoi scolari, i suoi sudditi, i suoi soldati.

(2.) Che Dio lo ha unto con lo Spirito Santo e con potenza; egli fu autorizzato e reso capace di fare ciò che fece mediante un'unzione divina, per cui fu chiamato Cristo, il Messia, l'Unto. Lo Spirito Santo discese su di lui al suo battesimo, ed egli fu pieno di potere sia nel predicare che nell'operare miracoli, che era il sigillo di una missione divina.

(3.) Che Dio era con lui, Atti 10:38. Le sue opere sono state compiute in Dio. Dio non solo lo ha mandato, ma è stato presente con lui per tutto il tempo, lo ha posseduto, gli è stato vicino e lo ha portato avanti in tutti i suoi servizi e le sue sofferenze. Nota: Quelli che Dio unge li accompagnerà; egli stesso starà con coloro ai quali ha dato il suo Spirito.

III. Poiché non avevano più avuto informazioni certe riguardo a questo Gesù, Pietro dichiara loro la sua risurrezione dai morti, e le prove di essa, affinché non pensino che quando fu ucciso ci fu la sua fine. Probabilmente, avevano sentito a Cesarea parlare della sua risurrezione dai morti; ma le chiacchiere furono presto messe a tacere da quella vile insinuazione dei Giudei, che i suoi discepoli vennero di notte e lo portarono via. E perciò Pietro insiste su questo come il sostegno principale di quella parola che predica la pace per mezzo di Gesù Cristo.

1. La potenza con cui è risorto è incontestabilmente divina (Atti 10:40): Dio lo ha risuscitato il terzo giorno, il che non solo ha confutato tutte le calunnie e le accuse a cui era stato sottoposto dagli uomini, ma ha dimostrato efficacemente l'accettazione da parte di Dio della soddisfazione che ha fatto per il peccato dell'uomo con il sangue della sua croce. Non è fuggito dal carcere, ma ha avuto un congedo legale. Dio lo ha risuscitato.

2. Le prove della sua risurrezione erano incontestabilmente chiare, perché Dio lo mostrò apertamente. Egli lo diede perché fosse manifestato : εδωκεν αυτον εμφανη γενεσθαι, per essere visibile, evidentemente; così egli appare, come se apparisse incontraddibile essere lui, e non un altro. Era una dimostrazione di lui tale da equivalere a una dimostrazione della verità della sua risurrezione. Non lo mostrò pubblicamente (non era aperto in questo senso), ma evidentemente; non a tutto il popolo, che era stato testimone della sua morte. Resistendo a tutte le prove che egli aveva dato loro della sua missione divina nei suoi miracoli, avevano perso il favore di essere testimoni oculari di questa grande prova di ciò. Coloro che immediatamente falsificarono e promossero quella menzogna secondo cui era stato rubato, furono giustamente abbandonati a forti illusioni per crederci, e non permisero di essere ingannati dal fatto che fosse mostrato a tutto il popolo; e tanto più grande sarà la beatitudine di coloro che non hanno visto, e tuttavia hanno creduto: Nec ille se in vulgus edixit, ne impii errore, liberarentur; ut et fides non praemio mediocri destinato difficultate constaret. Non si mostrò al popolo in generale, affinché gli empi tra loro non fossero immediatamente sciolti dal loro errore, e che la fede, la cui ricompensa è così ampia, potrebbe essere esercitata con un certo grado di difficoltà.- Tertul. Apol. berretto. 11. Ma, sebbene tutto il popolo non lo vedesse, un numero sufficiente di persone lo vide per attestare la verità della sua risurrezione. La dichiarazione delle ultime volontà e del testamento da parte del testatore non deve necessariamente essere presentata a tutto il popolo; è sufficiente che ciò avvenga davanti a un numero competente di testimoni credibili; così la risurrezione di Cristo fu provata davanti a un numero sufficiente di testimoni.

(1.) Non lo erano per caso, ma furono scelti prima di Dio per esserne testimoni, e, per questo, ebbero la loro educazione sotto il Signore Gesù, e conversarono intimamente con lui, affinché, avendolo conosciuto così intimamente prima, potessero essere meglio sicuri che fosse lui.

(2.) Non ebbero una visione improvvisa e transitoria di lui, ma una grande quantità di conversazione libera con lui: mangiarono e bevvero con lui dopo che era risorto dai morti. Ciò implica che lo videro mangiare e bere, assistere al loro pranzo con lui al mare di Tiberiade, e i due discepoli cenare con lui a Emmaus; e questo provava che aveva un corpo vero e reale. Ma non era tutto; Lo videro senza alcun terrore o costernazione, il che avrebbe potuto renderli testimoni incompetenti, perché lo vedevano così spesso, ed egli conversava con loro così familiarmente, che mangiavano e bevevano con lui. Viene portato come prova della chiara visione che i nobili d'Israele avevano della gloria di Dio (Esodo 24:11), che videro Dio, e mangiarono e bevvero.

IV. Conclude con una deduzione da tutto ciò, che quindi ciò che tutti dovevano fare era credere in questo Gesù: egli fu mandato a dire a Cornelio ciò che doveva fare, ed è questo; le sue preghiere e le sue elemosine erano molto buone, ma una cosa gli mancava, doveva credere in Cristo. Osservare

1. Perché deve credere in lui. La fede si riferisce a una testimonianza, e la fede cristiana è edificata sul fondamento degli apostoli e dei profeti, è edificata sulla testimonianza data da loro.

(1.) Dagli apostoli. Pietro, in qualità di caposquadra, parla per gli altri, che Dio ha comandato loro, e ha dato loro l'incarico, di predicare al popolo e di testimoniare riguardo a Cristo, in modo che la loro testimonianza non fosse solo credibile, ma autentica, e ciò su cui possiamo avventurarci. La loro testimonianza è la testimonianza di Dio; e sono i suoi testimoni al mondo. Non lo dicono solo come una questione di notizie, ma lo testimoniano come una questione di registrazione, in base alla quale gli uomini devono essere giudicati.

(2.) Dai profeti dell'Antico Testamento, la cui testimonianza precedente, non solo riguardo alle sue sofferenze, ma riguardo al disegno e all'intenzione di esse, corrobora molto la testimonianza degli apostoli riguardo ad esse (Atti 10:43): A lui rendi testimonianza tutti i profeti. Abbiamo ragione di pensare che Cornelio e i suoi amici non fossero estranei agli scritti dei profeti. Dalla bocca di queste due nuvole di testimoni, così esattamente d'accordo, questa parola è stabilita.

2. Cosa devono credere di lui.

(1.) Che tutti noi siamo responsabili davanti a Cristo come nostro Giudice; questo agli apostoli è stato comandato di testimoniare al mondo, che questo Gesù è ordinato da Dio per essere il Giudice dei vivi e dei morti, Atti 10:42. Egli ha il potere di prescrivere i termini della salvezza, quella regola in base alla quale dobbiamo essere giudicati, di dare leggi sia ai vivi che ai morti, sia agli Ebrei che ai Gentili; ed è nominato per determinare la condizione eterna di tutti i figlioli degli uomini nel gran giorno, di quelli che saranno trovati in vita e di quelli che saranno risuscitati dai morti. Egli ci ha assicurato di questo, in quanto lo ha risuscitato dai morti (Atti 17:31), così che la grande preoccupazione di ognuno di noi, nella fede di ciò, è cercare il suo favore e renderlo nostro amico.

(2.) Che se crediamo in lui saremo tutti giustificati da lui come nostra giustizia, Atti 10:43. I profeti, quando parlavano della morte di Cristo, testimoniavano questo, che per il suo nome , per amor suo e in base ai suoi meriti, chiunque crede in lui, Giudeo o Gentile, riceverà la remissione dei peccati. Questa è la grande cosa di cui abbiamo bisogno, senza la quale siamo distrutti, e che la coscienza convinta è molto curiosa, che gli ebrei carnali si sono promessi dai loro sacrifici cerimoniali e dalle loro purificazioni, sì, e anche i pagani dalle loro espiazioni, ma tutto invano; si può ottenere solo attraverso il nome di Cristo, e solo da coloro che credono nel suo nome; e coloro che lo fanno possono esserne certi; i loro peccati saranno perdonati e non ci sarà alcuna condanna per loro. E la remissione dei peccati pone le fondamenta per tutti gli altri favori e benedizioni, togliendo di mezzo ciò che li ostacola. Se il peccato è perdonato, tutto va bene, e finirà eternamente bene.

44 Ver. 44.

Abbiamo qui il problema e l'effetto del sermone di Pietro a Cornelio e ai suoi amici. Egli non lavorò invano in mezzo a loro, ma tutti furono riportati a casa a Cristo. Qui abbiamo,

Il fatto che Dio abbia fatto propria la parola di Pietro, conferendo lo Spirito Santo agli ascoltatori di essa, e immediatamente dopo averla udita (Atti 10:44): Mentre Pietro stava ancora pronunciando queste parole, e forse intendeva dire di più, fu felicemente sostituito da indicazioni visibili che lo Spirito Santo, anche nei suoi doni e poteri miracolosi, scese su tutti coloro che udirono la parola, proprio come fece con gli apostoli all'inizio, così Pietro dice: Atti 11:15. Perciò alcuni pensano che sia stato con un vento impetuoso e impetuoso, e in lingue biforcute, come è stato. Osservare

1. Quando lo Spirito Santo scese su di loro, mentre Pietro predicava. Così Dio rese testimonianza di ciò che diceva e lo accompagnò con una potenza divina. Così furono compiuti i segni di un apostolo in mezzo a loro, 2Corinzi 12:12. Sebbene Pietro non potesse dare lo Spirito Santo, tuttavia lo Spirito Santo fu dato insieme alla parola di Pietro, da ciò sembrò che egli fosse stato mandato da Dio. Lo Spirito Santo scese su altri dopo che furono battezzati, per la loro confermazione; ma su questi pagani prima che fossero battezzati: come Abramo fu giustificato per fede, essendo ancora incirconciso, per mostrare che Dio non è legato a un metodo, né si limita a segni esterni. Lo Spirito Santo scese su coloro che non erano né circoncisi né battezzati; perché è lo Spirito che vivifica, la carne non giova a nulla.

2. Come sembrò che lo Spirito Santo fosse disceso su di loro (Atti 10:46): Parlavano lingue che non avevano mai imparato, forse l'ebraico, la lingua santa; come i predicatori erano in grado di parlare le lingue volgari, per poter comunicare la dottrina di Cristo agli ascoltatori, così, probabilmente, agli ascoltatori fu immediatamente insegnata la lingua sacra, affinché potessero esaminare le prove che i predicatori hanno prodotto dall'Antico Testamento nell'originale. Oppure, il fatto che fossero in grado di parlare in lingue lasciava intendere che erano tutti destinati a essere ministri, e che da questa prima discesa dello Spirito su di loro erano qualificati per predicare il vangelo agli altri, cosa che essi stessi ricevevano solo ora. Ma, osservate, quando parlavano in lingue, magnificavano Dio, parlavano di Cristo e dei benefici della redenzione, che Pietro aveva predicato alla gloria di Dio. Così fecero coloro sui quali lo Spirito Santo discese per primo, Atti 2:11. Nota: Qualunque dono ci sia conferito, dobbiamo onorare Dio con esso, e in particolare il dono di parlare, e tutti i miglioramenti che ne derivano.

3. Che impressione fece sui Giudei credenti che erano presenti (Atti 10:45): Quelli dei circoncisi che credettero rimasero stupiti - quei sei che vennero con Pietro; li sorprese grandemente, e forse diede loro un po' di disagio, perché anche sui Gentili fu riversato il dono dello Spirito Santo, che pensavano fosse stato appropriato alla loro nazione. Se avessero compreso le scritture dell'Antico Testamento, che indicavano questo, non sarebbero state così stupite per loro; ma con le nostre idee errate delle cose creiamo difficoltà a noi stessi nei metodi della divina provvidenza e della grazia.

II. Pietro possiede l'opera di Dio nel battezzare coloro sui quali lo Spirito Santo è sceso. Osservare

1. Benché avessero ricevuto lo Spirito Santo, era tuttavia necessario che fossero battezzati; sebbene Dio non sia legato alle ordinanze istituite, noi lo siamo; e nessun dono straordinario ci pone al di sopra di essi, ma piuttosto ci obbliga tanto più a conformarci ad essi. Qualcuno ai nostri giorni avrebbe obiettato

"Questi sono battezzati con lo Spirito Santo e perciò

Che bisogno hanno loro di essere battezzati con acqua? Lo è

sotto di loro".

No; non è al di sotto di loro, mentre il battesimo in acqua è un'ordinanza di Cristo, e la porta di ammissione nella chiesa visibile, e un sigillo del nuovo patto.

2. Sebbene fossero Gentili, tuttavia, avendo ricevuto lo Spirito Santo, potevano essere ammessi al battesimo (Atti 10:47): Può un uomo, anche se un Giudeo così rigido, proibire l'acqua, affinché non siano battezzati coloro che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi? L'argomento è conclusivo: possiamo negare il segno a coloro che hanno ricevuto la cosa significata? Coloro ai quali Dio ha concesso la grazia del patto non hanno chiaramente diritto ai sigilli del patto? Certo, coloro che hanno ricevuto lo Spirito come noi devono ricevere il battesimo come noi, perché conviene a noi seguire le indicazioni di Dio e prendere in comunione con noi coloro che egli ha portato in comunione con sé. Dio ha promesso di spargere il suo Spirito sulla progenie dei fedeli, sulla loro progenie; e chi dunque può proibire l'acqua, affinché non siano battezzati, coloro che hanno ricevuto la promessa dello Spirito Santo come noi? Ora si capisce perché lo Spirito fu dato loro prima che fossero battezzati, perché altrimenti Pietro non avrebbe potuto persuadersi a battezzarli, come non avrebbe potuto predicare loro, se non gli fosse stato ordinato di farlo in visione; almeno non avrebbe potuto evitare la censura di quelli dei circoncisi che credevano. Così c'è un passo insolito della grazia divina fatto dopo l'altro per portare i Gentili nella chiesa. Quanto ci fa bene che la grazia di un Dio buono sia molto più grande della carità di alcuni uomini buoni!

3. Pietro non li battezzò lui stesso, ma comandò loro di essere battezzati, Atti 10:48. È probabile che alcuni dei fratelli che vennero con lui lo fecero per suo ordine, e che egli lo rifiutò per la stessa ragione per cui lo fece Paolo: per timore che coloro che erano stati battezzati da lui pensassero il meglio di se stessi per questo. o dovrebbe sembrare che abbia battezzato nel suo proprio nome, 1Corinzi 1:15. Gli apostoli ricevettero l'incarico di andare a discepolare tutte le nazioni mediante il battesimo. Ma era alla preghiera e al ministero della parola che dovevano dare se stessi. E Paolo dice che fu mandato non per battezzare, ma per predicare, che era l'opera più nobile ed eccellente. Il compito di battezzare era quindi ordinariamente affidato ai ministri inferiori; Questi agivano secondo gli ordini degli apostoli, che quindi si può dire che lo facessero. Qui per alterum facit, per seipsum facere dicitur - Ciò che un uomo fa per mezzo di un altro, si può dire che lo fa da solo.

III. Essi possedevano sia la parola di Pietro che l'opera di Dio nel loro desiderio di ottenere un ulteriore vantaggio dal ministero di Pietro: lo pregavano di trattenersi certi giorni. Non potevano insistere perché rimanesse costantemente in mezzo a loro: sapevano che aveva del lavoro da fare in altri luoghi e che per il momento era atteso a Gerusalemme; tuttavia non volevano che se ne andasse immediatamente, ma lo pregavano vivamente di rimanere per qualche tempo in mezzo a loro, affinché potessero essere ulteriormente istruiti da lui sulle cose che riguardano il regno di Dio. Nota

1. Coloro che hanno una certa conoscenza di Cristo non possono non desiderare di più.

2. Anche coloro che hanno ricevuto lo Spirito Santo devono vedere il loro bisogno del ministero della parola.

Commentario del Nuovo Testamento:

Atti 10

1 3. La visione di Pietro (Atti 10:1-16)

Cesarea.

Vedi nota Atti 8:40. Qui ricordiamo soltanto che Cesarea era la residenza del Procuratore romano; il che equivale a dire, il capoluogo politico della provincia.

Centurione della schiera detta Italica.

Il centurione comandava la sesta parte d'una coorte; ed una coorte era la sesta parte d'una legione (6000 uomini). Cornelio era capitano d'una delle compagnie (un qualcosa più di cento sessanta uomini) la coorte italiana: della coorte, cioè, composta d'italiani, che faceva parte della legione stanziata in Palestina. I soldati delle altre coorti si traevano dalla popolazione indigena.

2 Uomo pio e temente Iddio

Cornelio è il primo pagano battezzato da un apostolo. Da Atti 10:28,34; 11:1,18; 15:7 sembra risultare ch'ei non avesse relazioni di sorta con la sinagoga; ch'ei non fosse neppure quel che si diceva un "proselita della porta"; vale a dire, un affiliato non circonciso. Avea rinunziato alle popolari credenze del paganesimo ed aveva abbracciato il monoteismo. Credeva, cioè, nell'Iddio d'Israele e dimostrava la sincerità delle sue convinzioni con una vita esemplare e con degli atti di carità. Questo centurione somiglia di molto a quello di Capernaum Luca 7:1-10.

Con tutta la sua casa.

Ei non si contentava d'aver trovato per sè un vero in cui potesse "quetarsi l'animo"; ei sentiva il bisogno di far parte della verità trovata ai suoi soldati, ai suoi schiavi, a tutta la sua casa (vedi Atti 10:7). Le convinzioni che non cercano di espandersi e di comunicarsi non sono né sincere né forti.

Al popolo.

Il popolo, come in Atti 10:42; 26:17,23; 28:17, è il popolo d'Israele.

Pregando Iddio del continuo

che gli rivelasse meglio la via della salvazione Atti 11:14.

3 Vide chiaramente in visione

Quel chiaramente è molto significativo. Si trattava d'una visione, dice Luca; d'un fenomeno interno, di cui Dio era l'autore; però egli vide in modo chiaro, nitido, distinto l'angelo di Dio. L'angelo non era un fantasma della mente esaltata, non un inganno dei sensi; era una realtà, che il centurione vide in modo indubitabile e sicuro. D'altronde ei non sognava come Giuseppe Matteo 1:20; 2:13, non era in estasi come Pietro Atti 10:10 o come Paolo Atti 22:17; ei stava pregando quando l'angelo gli apparve.

L'ora nona del giorno.

Circa le tre pomeridiane. Vedi Atti 3:1. Era una delle tre ore della preghiera: terza (le nove); sesta (mezzogiorno); nona (le tre); ed era l'ora in cui s'offriva nel tempio il sacrificio della sera. Cornelio seguiva le abitudini del culto giudaico, frequentava probabilmente i servizi della sinagoga e leggeva l'Antico T.

4 Le tue orazioni e le tue limosine

L'espressione dell'angelo è eminentemente liturgica. Confr. con Levitico 2:2,9,16; 5:12; 6:15. L'angelo vuol dire che le preghiere e le limosine del centurione sono considerate da Dio come un vero e proprio sacrificio, che gli è più gradito del sangue dei tori e dei becchi. Sono agli occhi dell'Altissimo come un profumo d'incenso, come un'offerta di ricordanza; un atto, cioè, per il quale Iddio si ricorda di chi l'ha compito; e se ne ricorda al punto, come nel caso del centurione, da circondarlo delle sue cure e da offrirgli i mezzi per giungere alla comunione col Salvatore.

6 Che ha la casa presso del mare

Vedi Atti 9:43. Il mestiere di coiaio o conciatore di pelli era considerato come immondo e chi lo esercitava non poteva abitare entro le mura della Città.

Esso ti dirà ciò che ti convien fare.

Queste parole mancano nei codici migliori. Si tratta d'un'aggiunta di qualche copista, che, non si sa perché, ha interpolato qui una frase tolta ad imprestito in Atti 9:6.

7 Se ne fu partito

L'angelo se ne va come una persona vivente. È un accenno che corrobora quello che ho detto in Atti 10:3.

Due dei suoi famigli ed un soldato

(vedi Atti 10:2). Tutti e tre hanno le stesse convinzioni di Cornelio, ed è Cornelio che li ha ammaestrati. Del soldato è detto chiaramente; ma credo si debba sottintenderlo anche dei due famigli; i quali se pagani, non avrebbero capito nulla in quello "ogni cosa" che il loro padrone raccontava.

9 Il giorno seguente

Ioppe distava da Cesarea trenta miglia; più d'una giornata di viaggio. I messi di Cornelio arrivarono un po' prima di mezzogiorno.

Sul tetto della casa.

I tetti erano piani, nelle case orientali, ed erano sempre usati come luoghi ove la gente pia si ritirava, lungi dai rumori del mondo, a meditare e pregare Matteo 10:27; 24:17; Luca 17:31; 1Samuele 9:25-26; 2Samuele 11:2.

Intorno l'ora sesta

Cioè, mezzogiorno (vedi Atti10:3). Anche qui ritroviamo l'apostolo che osserva le ore giudaiche della preghiera, come in Atti 3:1.

10 Gran fame

È probabile che fosse uno dei giorni (il secondo ed il quinto della settimana), nei quali i farisei ed altri giudei devoti digiunavano Luca 18:12.

Un ratto di mente.

La parola greca è εκστασις estasi. Ei cadde dunque in uno stato estatico. In Atti 11:5 Pietro dice che "essendo in estasi, vide una visione" (vedi anche Atti 22:17). L'estasi è un'alienazione della mente prodotta dallo stimolo d'idee di soggetti assenti: stimolo così potente, che distrugge la percezione degli oggetti presenti. È uno stato di mente, nel quale l'attenzione è così assorbita in un particolare ordine di pensieri, che l'uso dei sensi esterni è in parte o del tutto sospeso. Il digiuno, l'intensità della preghiera, l'essere esposto al sole di mezzogiorno sul tetto, possono essere state cause naturali dell'estasi di Pietro, l'ammettiamo; ma non dimentichiamo quell'influenza soprannaturale, quell'intervento di Dio, che dell'estasi di Pietro sono la ragione ultima.

11 Legato per i quattro capi...

Un qualcosa come una tela immensa, calata giù in terra per mezzo di funi legate ai quattro capi della tela stessa e tenute e regolate da braccia potenti ed invisibili.

12 E delle fiere

Queste parole mancano nei codici più antichi. Sono state aggiunte qui da qualche copista, che le tolse ad imprestito da Atti 11:6.

D'ogni maniera;

puri, cioè, ed impuri secondo il concetto levitico.

13 Ammazza e mangia

Gli animali che Pietro contemplava nell'estasi, erano puri ed impuri. Egli ha fame, ed una voce dal cielo gli dice:" Ammazza e mangia!" "Rompi pure la legge mosaica! È finito il tempo delle distinzioni levitiche fra puro ed impuro, fra giudeo e gentile!" Non bisogna dimenticare, per capir bene la portata di questa visione allegorica, che per un giudeo ortodosso, un pagano non circonciso era un essere vile, impuro, contaminato.

14 In niun modo, signore

Ecco il Pietro degli Evangeli. Questa resistenza enfatica ci ricorda Matteo 16:22; Giovanni 13:8. La lezione nascosta nella visione allegorica, Gesù l'avea già data a Pietro in parole semplici e chiare: "Non v'è nulla di fuor dell'uomo, che, entrando in lui, possa contaminarlo; ma le cose che escono di lui sono quelle che lo contaminano" (e vedi tutto il passo Marco 7:14-23). Ma Pietro non aveva afferrato né la lettera né lo spirito di questo insegnamento di Cristo.

D'immondo né di contaminato.

Il Reuss pensa che nella tela della visione non fossero contenuti che degli animali impuri. Se non fosse stato così, all'ordine "ammazza e mangia", Pietro avrebbe potuto scegliersi un animale puro e levarsi la fame. Noi insistiamo a credere che nella tela c'erano degli animali puri e degl'impuri; quel d'ogni maniera (greco παντα) del vers. 12, e lo scopo o l'insegnamento a cui mira la visione, mi confermano cotesta idea. L'obbiezione del Reuss poi cade subito quando si pensi che gli animali puri diventavano impuri per contatto con gl'impuri.

15 Le cose che Iddio ha purificate non le far tu immonde

Vedi Marco 7:15; Romani 14:20. La visione sparirà e Pietro non giungerà, come vedremo, a disfarsi lì per lì Atti 10:17 del suo scrupolo religioso. Ma una cosa gli rimane della visione; gli rimane il ricordo di questa parola, alla quale ei resiste finché l'interpreta letteralmente; ma che più tardi diventerà per lui una vera e propria rivelazione, quando avrà imparato a darle un senso più elevato.

16 Fino a tre volte.

La ripetizione è senza dubbio intesa ad imprimere nella mente di Pietro la grande importanza della visione. Vedi Genesi 41:32.

Riflessioni

1. Cornelio è specialmente per noi un personaggio interessante e simpatico. È italiano, comanda una compagnia d'una coorte italiana, ed è un carattere onesto, nobile, franco. Anche il suo stato psicologico desta, specialmente ai dì nostri, un interesse tutto speciale. Cornelio non è più pagano; ma non ha conoscenza sufficiente delle cose religiose per dirsi cristiano; quindi, il grido dell'anima sua onesta e sincera: "Luce! più luce!" grido che non resta senza risposta da parte di Colui, che vuole che tutti gli uomini "vengano alla conoscenza della Verità" 1Timoteo 2:4. Allargate il quadro; ed ecco lo stato psicologico dell'Italia moderna. L'Italia moderna, nella sua parte che studia, che pensa e che ragiona, non è più papista; ma non conosce ancora abbastanza l'Evangelo per amarlo come merita, e per aprire con islancio il cuore alle salutari influenze di cotesta energia divina, che rigenera gl'individui, le famiglie, le nazioni. Molte, grazie, a Dio, sono le anime che, come Cornelio, ridano: "Luce! più luce!" E la luce si farà. Il sole della Grazia è già spuntato sull'orizzonte d'Italia. Niuno può più ricacciarlo indietro. Egli farà la sua strada, maestoso e trionfante, e niuna parte della cara penisola sfuggirà al suo divino calore.

2. Quattro caratteristiche ha Cornelio, che sono la garanzia più eloquente che si possa dare, della sincerità e dell'onestà delle sue convinzioni Atti 10:2.

a) Una vita esemplare: egli teme Iddio; ha paura di offendere Iddio; una vita che s'ispira al timor di Dio, è una vita pura, giusta Atti 10:22, esemplare, poichè è "per il timor dell'Eterno che l'uomo si ritrae dal male" Proverbi 16:6.

b) Uno spirito largo di abnegazione. Egli fa molte limosine a quei giudei che Roma opprime e ch'egli deve politicamente sorvegliare. L'abnegazione è l'atmosfera che aiuta l'evoluzione d'una fede nascente; l'egoismo è l'atmosfera che la soffoca e l'uccide.

c) Egli prega; prega bene, perché prega "del continuo"; non prega invano, perché "prega Iddio".

d) Cornelio fa dei proseliti. (Confr. anche Atti 10:24). Le convinzioni che non cercano di comunicarsi, sono come le acque stagnanti; malsane ed infeconde; le convinzioni che si espandono e si comunicano, sono come le acque limpide e profonde del fiume, che per cento e cento meandri traversa la pianura, portando dovunque la vita.

3. Molto valore è attribuito alle limosine ed alle preghiere di Cornelio, non solo dallo storico Luca Atti 10:2, ma dall'angelo stesso Atti 10:4. (Noti il lettore un particolare interessante, e gli dia l'importanza che crede. Luca nomina prima le limosine e poi le preghiere. L'angelo, invece, prima nomina le orazioni, e poi le limosine. Luca comincia con l'atto esterno e va poi all'atto interno; l'angelo parte dal cuore, dalla sorgente, dall'atto interno per venir poi all'atto esterno). Ripeto; molto valore è attribuito a coteste preghiere ed a coteste limosine; ma non bisogna esagerare; non bisogna lasciarsi andare all'errore romano del merito delle opere. Le preghiere e le limosine di Cornelio non hanno alcun valore in sè, per se stesse; tutto il valore, che è senza dubbio grande Atti 10:4, viene loro dai sentimenti che animano il cuore donde procedono. È che sentimenti troviamo noi nel cuore di Cornelio? Vi troviamo il timor di Dio, la carità, la fede che gl'ispira la perseverante preghiera; vi troviamo, insomma, in modo ricco ed abbondante, i segni della grazia di Dio. Ora, se da gente superficiale ci fermiamo ad ammirare gli effetti, non sarà certo difficile che esclamiamo: - "Eccoli là i meriti di Cornelio!". Ma se da gente che pensa e sa che non c'è effetto senza causa, risaliamo a ricercare le origini delle opere di Cornelio, dinnanzi a quel cuore di pagano che Dio ha così riccamente benedetto e santificato, esclameremo: "Dio solo è degno di ricever la gloria e l'onore; l'Iddio, che in noi compie il volere e l'operare" Apocalisse 4:11; Filippesi 2:13.

4. La visione di Pietro ha dello strano per chi non tenga conto dell'ambiente e delle circostanze in cui ebbe luogo; ma quel che v'è di strano, sparisce in gran parte, quando ricostruiamo cotest'ambiente e risuscitiamo nella nostra mente coteste circostanze. Pietro è a Ioppe; sul tetto di una casa. Dinnanzi agli occhi gli sta l'immensa distesa del mare. Egli è un apostolo che Cristo ha chiamato, ed a cui Egli ha detto: "Vai, ammaestra tutti i popoli..." Matteo 28:19. - "E come avverrà che i Gentili delle isole sul mare e delle contrade di là dal mare, quei Gentili che son per me cosa immonda e contaminata, come avverrà che udranno ed accetteranno l'Evangelo?..." Da Ioppe era, un tempo partito Giona Giona 1:3, il missionario dei Niniviti... e come, e in quali condizioni si compirà oggi la missione fra i Gentili?... È Pietro, assorto in questi pensieri, perde a poco a poco la coscienza di quel che lo circonda, è rapito in uno stato estatico, "vede l'invisibile". Cade in uno stato estatico sotto l'impero potente del bisogno fisico della fame; e la visione è in armonia con cotesto bisogno. Sono degli animali ch'ei vede, e la voce gli dice: "Ammazza e mangia!". È il significato della visione ecco bellamente espresso dal Martini: "Mangia pure di quello che t'aggrada; non badar più alla distinzione posta per giusti fini nell'antica legge, perché questa distinzione non è più. E in più alto senso: Conversa pure e mangia pur con tutti, tanto Giudei che Gentili, perché nissuno sarà da ora in poi escluso dalla mensa del Signore... Non avere in luogo di profani e di estranei, riguardo al Vangelo, quelli che Dio stesso ha stabilito di purificare per mezzo della fede in Gesù Cristo. Tutto il genere umano è in un vero senso interamente profano, perché tutto macchiato di peccato; il sangue del Salvatore è quello che rende mondi coloro che per loro viziata origine nascono immondi; e questo è stato sparso non per i soli figliuoli d'Israele, ma per tutti i discendenti d'Adamo". La visione è il principio allo stato di gemma; il principio allo stato di fiore unto al suo completo sviluppo, è Paolo che l'offre ai colossesi: "Non c'è più Greco e Giudeo; circoncisione ed incirconcisione; barbaro e scita; schiavo e libero; Cristo è ogni cosa ed in tutti" (Colossesi 3:11. Confr. Galati 3:28, 29).

17 4: Pietro a Cesarea (Atti 10:17-48)

Pietro era in dubbio

E si capisce. Per noi la cosa è elementare e chiara; ma poniamoci nelle condizioni esatte nelle quali Pietro si trovava. - "Che vuol dire queste visione?..." ei si deve esser chiesto: - "Vuol ella dire che da ora innanzi io non debbo badar più a queste distinzioni levitiche di puro e d'impuro o vuol ella dire qualcos'altro? qualcosa ch'io non so discernere ancora?..."

19 Tre uomini

I tre uomini di cui è parlato in Atti 10:7.

21 Pietro, sceso agli uomini che gli erano stati mandati da Cornelio, disse loro

Queste parole mancano nei codici più antichi. Il testo puro dice così: Pietro scese e disse a quegli uomini...

22 Udire ragionamenti da te

Essere istruito da te.

23 Alcuni dei fratelli

Da Atti 11:12 sappiamo che erano sei: e da Atti 10:45, che erano della circoncisione; vale a dire: convertiti dal giudaismo. La presenza di questi fratelli doveva essere un omaggio al principio: "I fatti sieno verificati dal dire di due o tre testimoni" Deuteronomio 19:15.

25 Gli si gittò ai piedi e l'adorò

Cornelio va incontro a Pietro fino alla porta e lo riceve come un messaggiero di Dio; con dimostrazioni di profondo rispetto e con onori generalmente riserbati alla divinità. Gli orientali soltanto li prodigavano anche a persone d'alta posizione sociale; ma Cornelio non era un orientale; era un romano, un soldato, e il suo modo di fare dice chiaramente ch'ei tratta Pietro come un messo sovrannaturale. Del resto, quando qualche dubbio rimanesse ancora a questo riguardo, deve bastare, a dissiparlo, la risposta dell'apostolo Atti 10:26, la quale non ha senso, se Cornelio non gli fa altro che un saluto nel senso ordinario.

28 Voi sapete come non è lecito

ecc. Pietro è sorpreso di trovarsi in mezzo ad un'assemblea numerosa di pagani e comincia col giustificare la sua presenza, si potrebbe dire, non solo dinnanzi a questi stranieri che debbono conoscere gli usi e gli scrupoli dei giudei, ma prim'ancora, dinanzi alla propria coscienza. "Questo muro di divisione, dice il Martini, alzato non sopra la legge di Mosè, ma sulle opinioni dei dottori del Giudaismo, lo toglie Pietro con la sua autorità e col suo esempio". È vero: quest'avversione religiosa dei giudei per la quale essi non poteano permettersi alcuna relazione familiare coi pagani, non si basava sopra alcun testo preciso ed esplicito della legge scritta; ma gli usi introdotti da lungo tempo seguendo i principii della teologia tradizionale insegnata nelle scuole e nelle sinagoghe, erano tenuti per tanto sacri quanto i precetti testuali. L'apostolo s'affretta a constatare che se deroga alla regola comune e generale, lo fa perché ne ha ricevuto il consiglio da Dio. Quel dire poi del Martini che è Pietro che con la sua autorità toglie il muro di divisione fra Giudei e Gentili è uno svarione imperdonabile. Chi ha tolto cotesto muro è Cristo Efesini 2:11-18; la rivelazione di cotesto fatto è l'oggetto della visione che Dio dà all'apostolo: il quale "dubita ancora" Atti 10:17 dopo la visione, e della visione non afferra il vero significato, che in casa di Cornelio.

Iddio mi ha mostrato di non chiamare alcun uomo immondo.

Ecco qui, che l'incontro con Cornelio rivela a Pietro, in un modo definitivo e indubitabile, il vero senso della visione allegorica, che lo aveva, lasciato finora perplesso.

29 Il senza contradire corrisponde al senza farne difficoltà di Atti 10:20.

Io vi domando dunque

Pietro ha avuto già un accenno della sua missione in casa di Cornelio Atti 10:22; ma l'accenno era troppo fuggevole, e l'apostolo non sa bene ancora perché l'abbiano chiamato; quindi, la sua domanda.

30 Era digiuno

Queste parole mancano nei codici più antichi. Il testo puro direbbe così: Quattro giorni or sono a quest'ora medesima di nona io me ne stavo in casa mia facendo orazione, quand'ecco ecc.

Ora di nona

(Vedi note Atti 3:9; Atti 3:1). Le tre pomeridiane.

In vestimento risplendente.

(Confr. con Luca 24:4, Matteo 28:3; Apocalisse 15:6).

31 La tua orazione è stata esaudita

Poichè la preghiera di Cornelio fu esaudita, considerando la natura ed il contenuto di cotesto esaudimento, è chiaro che la preghiera di Cornelio mirava ad ottenere un po' più di luce da alto e la rivelazione di quella verità per cui egli sospirava.

Sono state ricordate;

è frase dell'Antico T. (Vedi Atti 10:4). La preghiera della fede ha delle ali che la spingono fino a Dio; e le limosine, frutto di quell'amore che lo Spirito crea nel cuor nei credenti Galati 5:22, salgono al cielo come un sacrificio accettevole al Signore.

33 Davanti a Dio

In presenza di Dio. Essi avean fede che Dio li vedeva; che era Dio che li aveva adunati, ed erano disposti ad ascoltare i suoi ammaestramenti.

34 Non ha riguardo alla qualità delle persone

L'espressione greca ( ουκ εστιν προσωπολημτης ὁ θεος) ha le sue radici in una frase ebraica, che vuol dire: Iddio non giudica, gli uomini da qualità puramente esterne ed estranee alla morale. L'idea ha il suo commentario in Giacomo 2:1-4. I giudei si ritenevano privilegiati, in modo tutto speciale favoriti da Dio; al punto, che credevano le altre nazioni non potere aver parte nella salvazione. La salvazione era tutta per loro; e bastava poter dire: Sono un giudeo per poter anche concludere: dunque, sono salvato. Pietro ha capito finalmente l'assurdità di cotesta idea; e qui confessa francamente e recisamente che è giunto ad un'altra convinzione; alla convinzione, cioè, che giudei e pagani sono uguali di fronte alla salvazione che è offerta in Gesù. Iddio non rifiuta ad alcuno l'ammissione nel regno di Cristo; a nessuno; qualunque sia la nazione a cui appartiene.

35 In qualunque nazione chi lo teme

ecc. Il passo è famoso e citato ad ogni piè sospinto, per corroborare l'idea di molti, che tutte le religioni son buone per esser salvati, che basta temere Iddio e fare il bene, e che tutto il resto è secondario. Chi cita a questo modo le parole di Pietro fa un errore madornale d'interpretazione. Non sono tutte le religioni che Pietro mette qui sul medesimo livello, ma sono tutte le nazioni. Si ponga ben mente a questa differenza che è chiara nel testo, nel contesto e che è la chiave di volta, della questione. Pietro non vuol dire altro che questo: "Ora capisco, che in Dio non c'è spirito settario; e che non è vero ch'Egli voglia salvare i giudei soltanto, o soltanto qualche altra nazione, e dannare tutte le altre, come io m'immaginavo. In tutte le nazioni, chi, come Cornelio, ha fame e sete della vera giustizia, e la cerca in fede, ed opera rettamente nella misura della luce elle possiede, è accettevole a Dio; è gradito a Dio; vale a dire, Iddio lo circonda, come fece per Cornelio, delle sue cure provvidenziali; lo conduce come un padre conduce la sua creatura e finisce per rivelargli in modo nitido e perfetto quel Figliuolo, nel quale soltanto è la salvazione Atti 4:12.

36 La parola

comprende tutti i fatti relativi alla vita di Gesù; e son detti la parola perché sono l'oggetto d'una predicazione e perché fin dal principio si presentavano come la forma concreta d'un insegnamento rivelatore.

È il Signore di tutti

È una parentesi intesa ad accentuare il fatto che Gesù non è soltanto "un maestro", "un dottore venuto da Dio", come pensava Nicodemo Giovanni 3:2; ma il Messia; il Signore non soltanto dei giudei, ma di tutti e di tutte le cose Matteo 16:16; Apocalisse 17:14; 19:16.

37 Voi sapete

I fatti relativi alla vita di Gesù sono supposti noti anche fuori della cerchia ristretta dei giudei; hanno fatto tanto romore che la fama d'essi dev'esser giunta anche fra i pagani.

Cominciando dalla Galilea

(Vedi Atti 1:22; 13:23-31).

38 Unto di Spirito Santo

In Atti 10:35 Pietro chiama Gesù, "Gesù Cristo"; vale a dire, "Gesù, l'Unto". Qui l'"Unto di Spirito Santo" si riferisce a cotesta menzione del nome di Gesù, ed accenna al fatto del battesimo Matteo 3:16; Marco 1:10; Luca 3:21-22, nel quale Iddio pose in chiaro che il nome di Cristo, di Messia, di Unto non appartiene in senso assoluto che a Gesù di Nazaret.

Posseduti dal diavolo

Non si tratta soltanto degli indemoniati. Ogni infermità era, secondo il concetto giudaico, un'opera del diavolo Luca 13:16; 2Corinzi 2:7.

39 E noi siamo testimoni.

(Vedi Atti 1:8; 2:32; 3:15; 5:32).

Appiccandolo al legno

Qui ed in Atti 2:23, Pietro rappresenta la crocifissione come l'atto dei rettori del popolo di Gerusalemme e non del governatore romano. Il modo della morte è descritto non come negli Evangeli, ma come nel greco di Deuteronomio 21:22-23; Galati 3:13.

41 Abbiamo mangiato e bevuto con lui...

Luca 24:30,42; Giovanni 21:13.

42 Egli ci ha comandato

Matteo 28:18-20; Atti 1:3,8.

Giudice dei vivi e dei morti

(Confr. con Atti17:31 e con Giovanni 5:22,27.)

43 Chiunque crede in lui...

ecc. Ecco la risposta ai dubbi ed alle perplessità degli uditori. Non per giogo di Legge, non per circoncisione, ma per un sincero atto di fede in Cristo. Ecco la via della salvazione! E quale orizzonte in quel chiunque!... Ecco finalmente spezzate le ritorte del particolarismo giudaico ed ecco spuntare la bell'alba dell'universalismo cristiano! E qui il discorso di Pietro è interrotto in modo improvviso dal fenomeno pentecostale che si rinnova. Vedi Atti 10:15.

44 Cadde sopra, tutti coloro

È la Pentecoste che si rinnova.

45 I fedeli della circoncisione

Sono i sei di cui è parlato in Atti 10:23,45; 11:12.

46 Parlar diverse lingue

Vedi Atti 2:4,11; 8:17-18. I fenomeni che si producono qui come effetti della discesa dello Spirito, sono gli identici fenomeni che si produssero nel giorno della Pentecoste. Vedi Atti 11:15, dal qual passo risulta chiaro, che tra i due fatti non ci fu alcuna differenza: né per la forma, né per la sostanza.

48 Comandò che fossero battezzati

Parrebbe che Pietro seguisse la regola di Paolo 1Corinzi 1:14-17. Chi amministrasse il battesimo, in questo caso, non è detto.

Lo pregarono che dimorasse quivi alquanti giorni.

E Pietro acconsentì; e rimanendo in casa di Cornelio, la ruppe totalmente con la legge cerimoniale. Dico in modo sicuro che acconsentì, perché mi pare che l'ultimo inciso del vers. 48 implichi una risposta affermativa di Pietro, e perché Atti 11:3, mi sembra alludere a questa dimora piuttosto prolungata dell'apostolo in casa del centurione.

Riflessioni

1. Tu non sai adesso quello che io fò, ma lo saprai fra poco" Giovanni 13:7, avea detto un giorno Gesù a Pietro. Ed ora Pietro si trova nelle identiche circostanze d'allora. "Lèvati, scendi, e va" con costoro senza difficoltà" Atti 10:20, gli dice lo Spirito; e Pietro, ancora perplesso circa il vero senso della visione, s'abbandona completamente alla misteriosa ma sicura mano che lo guida; scende, ed incontra i tre messi di Cornelio. Camminare in ignoranza guidati da Dio, val meglio del camminare ad occhi aperti secondo la carne. Fede non è visione per mezzo dei sensi; è fiducia assoluta, è abbandono completo del cuore in Colui che abbiamo scelto per oggetto del nostro amore. "Se non vedo, non posso credere!" dice la carne; e Gesù risponde: No; credi prima; e "se credi, tu vedrai la gloria di Dio" Giovanni 11:40.

2. L'atto di Cornelio Atti 10:25 esprimeva una umiltà profonda ed al tempo stesso mostrava quanto grande fosse la stima del centurione per l'apostolo. Nondimeno, c'era in quell'atto un qualcosa, che oltrepassava i limiti del giusto come ho spiegato nel commento; quindi, la risposta di Pietro Atti 10:26, che va tesoreggiata insieme a Atti 3:12;14:15. Il Martini, a questo punto, ha una nota confusa, incerta: la nota del commentatore, che, dinnanzi ad un passo che gli rompe le uova nel paniere, si sente imbrogliato. Oh come lo salterebbe volentieri a piè pari!... Ma anche ai commentatori è richiesto un po' di pudore. Il Martini, dunque, dice: - "E gittatosi ai suoi piedi, lo adorò. Presso gli orientali un tale onore rendevasi non solo ai re, ma anche ad altre persone costituite in dignità. Fors'anche Cornelio considerò Pietro quasi un Angelo, e lo adorò con quella adorazione chiamata di dulìa; e questo pare che accennino le parole di Pietro nel versetto seguente: Io pure sono un uomo". Quanta disinvoltura in quel fors'anche buttato là, senza dargli importanza più che tanto... mentre, chi lo butta sa che lì sta il nodo della questione! "Fors'anche Cornelio considerò Pietro quasi un Angelo..." Ebbene? Se invece di Pietro si fosse trattato d'un angelo e se dinnanzi a quell'angelo il centurione si fosse prostrato nel modo e col sentimento coi quali ei si prostrò dinnanzi a Pietro, sa il Martini che cosa gli avrebbe detto l'angelo? Egli gli avrebbe detto: "Guardati che tu nol faccia!... Adora Iddio!" Apocalisse 19:10, 22:8. È poi, per finire, io mi domando che cosa Cornelio potesse mai sapere dell'adorazione di dulìa!... A meno che il Martini trovi modo di dimostrare che Cornelio fu presente al secondo Concilio Niceno del 787, ove per la prima volta si parlò di latria e di dulìa! Lascio da parte il bacio alla pantofola dei così detti successori di Pietro; quel bacio meriterebbe qui un po' di commento; ma lasciamo correre cotesto bacio della pantofola è un gusto come un'altro; tanto per chi se lo prende, come per chi lo permette; e de gustibus non est disputandum. Una cosa, piuttosto, osservo. È il primo caso che troviamo, nel nostro libro, d'un servo di Dio, a cui siano offerti onori che non spettano all'uomo; e chi offre cotesti onori è un pagano. Or tutto quanto il sistema del culto dai santi è, come la storia dimostra, d'origine pagana, ed una continua ricaduta nel paganesimo. Ed è provvidenziale che nel nostro passo, cioè, già nei primi tempi della Chiesa, noi abbiamo una solenne ed apostolica protesta contro questo paganeggiante culto dei santi, che confonde il divino con l'umano e popola d'inutili semidei quel cielo, che il potente soffio del cristianesimo avea reso così sereno e così puro.

3. Nulla si fa meccanicamente o come per effetto magico, nel regno di Dio. L'opera dello Spirito, tanto quand'Ei santifica, vale a dire, quand'Ei separa l'uomo dal male e lo consacra a Dio, quanto allorchè gli rivela il pensiero ed il cuore del Signore, è sempre opera progressiva. Non è un Deus ex machina; è una evoluzione. Iddio non rivela il proprio pensiero a Pietro, tutto ad un tratto, glielo rivela poco a poco; per gradi. Ecco i tre punti salienti e progressivi di cotesta rivelazione.

1) Per la visione Atti 10:10-16 gl'insegna che niun mortale è da reputarsi immondo che niun mortale, col suo contatto, contamina il giudeo.

2) Per la provvidenziale storia di Cornelio Atti 10:30-33 gl'insegna che non solo non c'è mortale immondo che col suo contatto contamini il giudeo, ma che Dio non ha preferenze, e tratta il pagano come s'ei fosse un giudeo.

3) Per la rinnovata effusione pentecostale Atti 10:44-46 gl'insegna che Dio non solo non fa distinzioni fra giudeo e pagano, ma che tanto al pagano quanto al giudeo Atti 10:11-15 dona liberamente i suoi doni più preziosi l'esperienza di Pietro è l'esperienza di tutti. Dalle tenebre alla luce si viene poco a poco, ed i ciechi del mondo spirituale e morale hanno sempre provato e proveranno sempre quello che fisicamente provò il cieco di Betsaida Marco 8:22-26.

4. Da Atti 10:34-35 s'è spesso concluso che tutte le religioni sono uguali, che la morale può sussistere indipendentemente dalla fede e che uno può benissimo esser salvato anche se non fa alcun conto di ciò che appartiene in modo tutto speciale al cristianesimo. Coteste conclusioni sono effetto, come ho dimostrato, d'una superficialità esegetica che desta più compassione che stupore. Come si fa a giungere a coteste conclusioni quando il testo, il contesto, tutto quanto insomma l'episodio del capitolo decimo ci dice a chiare note che il centro di tutto il fatto ricordatoci da Luca, è appunto la conversione di Cornelio, della sua famiglia e dei suoi amici? La difficoltà che occorreva risolvere a questo punto della storia della Chiesa era questa: - Possono i pagani senza cerimonie preliminari essere ricevuti nella Chiesa di Cristo? O non è egli forse necessario che passino per la trafila della circoncisione? O in altre parole: Può un pagano diventare, così senz'altro, cristiano? O non è forse necessario che prima si faccia giudeo e poi dal giudaismo passi al cristianesimo? - La storia di Cornelio risolve il problema sul terreno della pratica; ed appunto perché risolve, e così bene, cotesto importante problema, ha la sua ragione storica d'apparire a questo punto del libro dei Fatti. È chi non vede che, se fosse vero che tutte le religioni son buone e conducono alla salvazione purchè l'uomo sia morale ed onesto, chi non vede che Pietro a questo pagano "giusto, caritatevole e temente Iddio" Atti 10:2,22, avrebbe detto: - "Bravo Cornelio! Resta pur così, pagano come sei, e seguita a viver come vivi; la tua salvazione è assicurata lo stesso; non ti confondere a cercar altro; le troppe ricerche in fatto di religione sono pericolose e rompono il capo!:.." Invece?... Il centurione cerca la verità ch'ei sente di non possedere: Iddio lo benedice nelle sue ricerche: gli manda Pietro, il quale gli evangelizza Gesù e quella "remissione dei peccati che non si ha che per Gesù" Atti 10:43 e che è il punto di partenza della vera via della salvazione Atti 2:36-40; 3:19,26; 4:12. Le parole di Atti 10:34-35 non sono quindi una giustificazione dell'indifferenza religiosa del mondo, né una doccia fredda sullo zelo ardente della fede cristiana: ma sono invece un dolce e divino invito fatto a tutti quelli che cercano la salvazione, ed un potente incoraggiamento per chi lavora nell'arduo campo delle missioni.

5. Riassumiamo in poche parole il discorso di Pietro Atti 10:34-43. In tempi di tante aberrazioni dogmatiche, vale la pena di tesoreggiare gli elementi limpidi e puri che costituiscono il primitivo e genuino insegnamento apostolico.

1) L'apostolo riassume sommariamente i fatti relativi a Gesù, cominciando dal battesimo e andando fino alla crocifissione Atti 10:36-39.

2) A questi fatti, che l'apostolo suppone noti ai suoi uditori, egli aggiunge un altro fatto; il più recente, che i suoi uditori forse ignorano, ma che non debbono ignorare, perché è di capitale importanza: la risurrezione, cioè, che è annunziata da testimoni oculari; i quali testimoni non son molti, è vero; ma videro coi propri occhi il fatto, e in modo, da non lasciare alcun dubbio sulla realtà storica del fatto stesso Atti 10:40-41.

3) Dopo i fatti, la dottrina, la quale l'apostolo compendia qui in questa nozione: "Cristo è il giudice dei vivi e dei morti" 1Pietro 4:5-6. Il che si può intendere in due modi: Cristo apparirà un giorno come giudice; e dinnanzi a lui dovranno presentarsi a render conto dei fatti loro ed a ricevere il premio o la condanna, tutti quelli che saranno morti prima di quel giorno e tutti quelli che vivranno ancora quand'egli apparirà. Oppure: "Cristo è stato costituito, e quindi è giudice dei vivi e dei morti". È: non sarà. Fin dal giorno della sua ascensione, e dalla destra del Padre, "che gli ha affidato tutto intero il giudicio" Giovanni 5:22, egli esercita cotesto giudicio; che è un, giudicio disciplinare sui vivi, ed un giudicio retributivo per ognuno che muore ed appare dinnanzi al tribunale di lui 2Corinzi 5:10 Atti 10:42.

4) L'Antico T. ha il suo compimento in Gesù e diventa così l'appoggio incrollabile dell'Evangelo e delle promesse fatte alla conversione ed alla fede. "Chiunque crede in lui riceve remissione dei peccati per il nome di lui" Atti 10:43.

6. E termino con un'amenità del Martini. Il Martini, che insiste sempre sulla potenza magica del battesimo che comunica lo Spirito e fa i cristiani, non ispiega Atti 10:47-48 come va che Cornelio ed i suoi ricevono lo Spirito Santo prima d'essere battezzati: "Può alcuno vietar l'acqua e far sì che non siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?" Eppure, mi sembra che, dopo aver tanto glorificato il battesimo d'acqua, valesse la pena di spiegare questo, che ad un cattolico romano deve sembrare un fatto strano. Ma lasciamo andare tutto questo, e veniamo all'amenità. Chi mai avrà battezzato Cornelio e quei di casa sua? Il Martini risponde: Pietro li fece battezzare dai suoi compagni. Ed è quello che credo anch'io. Ma questi compagni di Pietro non erano altro che dei semplici "fratelli" Atti 10:23, dei semplici "fedeli della circoncisione" Atti 10:45, dei laici, insomma, come si suol dire, con parola molto impropria. Dunque, il battesimo può egli essere amministrato anche dai laici?... Il Martini inorridisce a questo fatto; e vi risponde con una franchezza che vi lascia a bocca aperta: - "Nossignori!. Quei compagni di Pietro, o tutti o parte (quelli almeno che amministrarono il battesimo, s'intende), dovevano essere ascritti al clero della Chiesa di Ioppe!" Ed è così che tratta il testo, chi protende d'avere il monopolio assoluto della interpretazione delle Scritture!

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Atti 10

1 Capitolo 10

Cornelio comandato di chiamare Pietro At 10:1-8

La visione di Pietro At 10:9-18

Va da Cornelio At 10:19-33

Il suo discorso a Cornelio At 10:34-43

I doni dello Spirito Santo versati At 10:44-48

Versetti 1-8

Finora non erano stati battezzati nella Chiesa cristiana se non Giudei, Samaritani e quei convertiti che erano stati circoncisi e avevano osservato la legge cerimoniale; ma ora i Gentili dovevano essere chiamati a partecipare a tutti i privilegi del popolo di Dio, senza prima diventare Giudei. La religione pura e senza macchia si trova talvolta dove meno ce lo aspettiamo. Ovunque il timore di Dio regni nel cuore, esso si manifesterà sia nelle opere di carità che in quelle di pietà, senza che nessuna delle due sia in grado di giustificare l'altra. Senza dubbio Cornelio aveva una vera fede nella parola di Dio, per quanto la comprendesse, anche se non ancora una chiara fede in Cristo. Questa era opera dello Spirito di Dio, attraverso la mediazione di Gesù, ancor prima che Cornelio lo conoscesse, come accade a tutti noi quando, prima morti nel peccato, siamo resi vivi. Grazie a Cristo furono accolte anche le sue preghiere e le sue elemosine, che altrimenti sarebbero state respinte. Cornelio obbediva alla visione celeste senza contestazioni o indugi. Negli affari della nostra anima, non perdiamo tempo.

9 Versetti 9-18

I pregiudizi di Pietro nei confronti dei Gentili avrebbero impedito che andasse da Cornelio, a meno che il Signore non lo avesse preparato per questo servizio. Dire a un ebreo che Dio aveva ordinato di considerare puliti gli animali che fino ad allora erano stati considerati impuri, significava in effetti dire che la legge di Mosè era stata abolita. Pietro ne capì subito il significato. Dio sa quali servizi ci attendono e come prepararci; e noi conosciamo il significato di ciò che ci ha insegnato, quando troviamo l'occasione di farne uso.

19 Versetti 19-33

Quando vediamo chiara la nostra chiamata a un servizio, non dobbiamo lasciarci prendere da dubbi e scrupoli derivanti da pregiudizi o idee precedenti. Cornelio aveva chiamato a raccolta i suoi amici per partecipare con lui alla saggezza celeste che si aspettava da Pietro. Non dobbiamo desiderare di mangiare da soli i nostri bocconi spirituali. Invitare i nostri parenti e amici a unirsi a noi negli esercizi religiosi dovrebbe essere considerato un gesto di gentilezza e di rispetto. Cornelio dichiarò la direzione che Dio gli aveva dato per mandare a chiamare Pietro. Siamo nel giusto quando partecipiamo a un ministero del Vangelo, se lo facciamo in considerazione dell'incarico divino che ci richiede di fare uso di quell'ordinanza. Quanto raramente i ministri sono chiamati a parlare a queste compagnie, per quanto piccole, in cui si può dire che sono tutti presenti al cospetto di Dio, per ascoltare tutte le cose che vengono comandate da Dio! Ma questi erano pronti ad ascoltare ciò che Pietro aveva ordinato a Dio di dire.

34 Versetti 34-43

L'accettazione non può essere ottenuta su un altro terreno che non sia quello dell'alleanza di misericordia, attraverso l'espiazione di Cristo; ma ovunque si trovi la vera religione, Dio la accetterà senza badare a nomi o sette. Il timore di Dio e le opere di giustizia sono la sostanza della vera religione, gli effetti della grazia speciale. Anche se non sono la causa dell'accettazione di un uomo, la dimostrano; e qualsiasi cosa possa mancare nella conoscenza o nella fede, sarà data a tempo debito da Colui che l'ha iniziata. Essi conoscevano in generale la parola, cioè il Vangelo, che Dio aveva inviato ai figli d'Israele. Il senso di questa parola era che Dio, con essa, annunciava la buona novella della pace per mezzo di Gesù Cristo. Essi conoscevano i diversi fatti relativi al Vangelo. Conoscevano il battesimo di pentimento predicato da Giovanni. Sappiano che questo Gesù Cristo, per mezzo del quale è stata fatta la pace tra Dio e gli uomini, è il Signore di tutti; non solo come sovrano di tutti, Dio benedetto in eterno, ma anche come mediatore. Ogni potere, sia in cielo che in terra, è nelle sue mani e ogni giudizio è affidato a lui. Dio andrà con coloro che unge; sarà con coloro ai quali ha dato il suo Spirito. Pietro dichiara poi la risurrezione di Cristo dai morti e le prove di essa. La fede fa riferimento a una testimonianza, e la fede cristiana è costruita sul fondamento degli apostoli e dei profeti, sulla testimonianza da loro resa. Vediamo cosa bisogna credere di lui. Che siamo tutti responsabili di fronte a Cristo come nostro giudice; quindi ognuno deve cercare il suo favore e averlo come amico. E se crediamo in lui, saremo tutti giustificati da lui come nostra giustizia. La remissione dei peccati pone le basi per tutti gli altri favori e benedizioni, togliendo di mezzo ciò che impedisce di concederli. Se il peccato è perdonato, tutto va bene e finirà bene per sempre.

44 Versetti 44-48

Lo Spirito Santo cadde su altri dopo che furono battezzati, per confermarli nella fede; ma su questi Gentili prima che fossero battezzati, per dimostrare che Dio non si limita ai segni esteriori. Lo Spirito Santo scese su coloro che non erano né circoncisi né battezzati; è lo Spirito che vivifica, la carne non serve a nulla. Essi magnificavano Dio e parlavano di Cristo e dei benefici della redenzione. Qualunque sia il dono di cui siamo dotati, dobbiamo onorare Dio con esso. I Giudei credenti che erano presenti si stupirono del fatto che il dono dello Spirito Santo fosse stato riversato anche sui Gentili. Con una concezione errata delle cose, ci rendiamo difficili i metodi della provvidenza e della grazia divina. Poiché era innegabile che fossero stati battezzati con lo Spirito Santo, Pietro concluse che non si poteva rifiutare loro il battesimo d'acqua, e l'ordinanza fu amministrata. L'argomento è conclusivo: possiamo negare il segno a coloro che hanno ricevuto le cose significate? Chi ha una certa conoscenza di Cristo, non può che desiderare di più. Anche coloro che hanno ricevuto lo Spirito Santo, devono vedere il loro bisogno di imparare ogni giorno di più la verità.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Atti 10

1 Questo capitolo Atti degli Apostoli 10 inizia una parte molto importante della storia delle operazioni degli apostoli. Prima di questo, avevano predicato il Vangelo solo agli ebrei. Sembravano aver mantenuto i sentimenti dei loro connazionali su questo argomento, che gli ebrei dovevano essere considerati il ​​popolo particolarmente favorito e che la salvezza non doveva essere offerta oltre i limiti della loro nazione.

Era importante, infatti, che il Vangelo fosse offerto loro prima; ma tutta la tendenza della religione cristiana era di allargare e liberalizzare la mente; superare la politica ristretta ei pregiudizi del popolo ebraico; e disoccuparsi di tutte le nazioni della terra. In vari modi e con varie parabole, il Salvatore aveva infatti insegnato agli apostoli che il suo Vangelo doveva essere diffuso tra i Gentili.

Aveva comandato loro di andare a predicarlo ad ogni creatura, Marco 16:15. Ma aveva detto loro di restare a Gerusalemme finché non fossero stati investiti di potenza dall'alto, Luca 24:49.

Era naturale, quindi, che ricevessero istruzioni speciali e rivelazione divina su un punto così importante; e Dio scelse il caso di Cornelio come l'istanza con cui avrebbe stabilito pienamente il suo scopo di trasmettere il Vangelo al mondo dei Gentili. È degno di nota, inoltre, che scelse Pietro allo scopo di trasmettere il Vangelo prima ai Gentili. Il Salvatore gli aveva detto che su di lui avrebbe edificato la sua chiesa; che gli avrebbe dato prima le chiavi del regno dei cieli; cioè, che dovrebbe essere l'agente nell'aprire le porte della chiesa sia agli ebrei che ai gentili.

Vedi le note su Matteo 16:18. Pietro era stato, secondo queste predizioni, l'agente nel presentare per primo il vangelo ai Giudei Atti degli Apostoli 2; e la predizione doveva ora essere completamente adempiuta nell'estendere lo stesso vangelo al mondo dei Gentili.

L'operazione registrata in questo capitolo è, quindi, estremamente importante nella storia della chiesa, e non c'è da sorprendersi che sia stata registrata a lungo. Va ricordato, inoltre, che questo punto divenne in seguito fonte di incessanti controversie nella chiesa primitiva. I convertiti dal giudaismo insistevano sull'osservanza di tutti i riti della loro religione; i convertiti tra i Gentili rivendicavano l'esenzione da tutti loro.

Per risolvere queste controversie; assicurare la ricezione del Vangelo tra i Gentili e introdurli alla chiesa con tutti i privilegi dei Giudei, richiedeva tutta la saggezza, il talento e l'indirizzo degli apostoli. Vedi Atti degli Apostoli 11:1; Atti degli Apostoli 15; Romani 14; Romani 15; Galati 2:11.

A Cesarea - Vedi le note su Atti degli Apostoli 8:40.

Cornelius - Questo è un nome latino e mostra che l'uomo era senza dubbio un romano. Molti interpreti hanno supposto che fosse “un proselito della porta”; cioè uno che aveva rinunciato all'idolatria, e che osservava alcuni dei riti giudaici, sebbene non circonciso, e non chiamato ebreo. Ma non ci sono prove sufficienti di questo. La ricezione del racconto di I Pietro Atti degli Apostoli 11:1 mostra che gli altri apostoli lo consideravano un gentile.

In Atti degli Apostoli 10:28 , Pietro evidentemente lo considera uno straniero, uno che non si considerava in alcun modo un ebreo. Negli Atti degli Apostoli 11:1 si dice espressamente che “i Gentili” avevano ricevuto la Parola di Dio, alludendo evidentemente a Cornelio ea coloro che erano con lui.

Un centurione - Colui che era il comandante di una divisione dell'esercito romano, composta da 100 uomini. Un capitano di 100. Vedi le note su Matteo 8:5.

Della banda - Una divisione dell'esercito romano, composta da 400 a 600 uomini. Vedi le note su Matteo 27:27.

La banda italiana - Probabilmente una banda o un reggimento che era composto da soldati italiani, a differenza di quelli che erano composti da soldati nati in provincia. È evidente che molti dei soldati dell'esercito romano sarebbero quelli nati in altre parti del mondo; ed è del tutto probabile che coloro che erano nati a Roma o in Italia rivendicassero la preminenza su quelli arruolati in altri luoghi.

2 Un uomo devoto - Pio, o uno che ha mantenuto il culto di Dio. Vedi le note su Luca 2:25. Confronta Atti degli Apostoli 2:5; Atti degli Apostoli 8:2.

E uno che temeva Dio - Questa è spesso una designazione di pietà. Vedi note su Atti degli Apostoli 9:31. È stato supposto da molti che le espressioni qui usate denotano che Cornelio era ebreo, o era istruito nella religione ebraica, ed era un proselito. Ma questo non segue affatto.

È probabile che tra i Gentili vi fossero almeno alcuni che temevano Dio e che mantenevano il suo culto secondo la luce che avevano. Quindi ora possono esserci persone trovate in terre pagane a cui in qualche modo sconosciuto sono stati insegnati i mali dell'idolatria e la necessità di una religione più pura, e che possono essere preparate a ricevere il Vangelo. Le Isole Sandwich erano molto in questo stato quando i missionari americani le visitarono per la prima volta.

Avevano gettato via i loro idoli e sembravano attendere il messaggio di misericordia e la Parola di vita eterna, come lo era Cornelio. Pochi altri esempi sono stati trovati da missionari in terre pagane di coloro che sono stati così preparati da una serie di eventi provvidenziali, o dall'insegnamento dello Spirito, per il vangelo di Cristo.

Con tutta la sua casa - Con tutta la sua famiglia. È evidente qui che Cornelio istruì la sua famiglia ed esercitò la sua influenza per educarli al timore di Dio. La vera pietà porterà sempre un uomo a cercare la salvezza della sua famiglia.

Molta elemosina - Grande e liberale carità. Questo è sempre un effetto di pietà. Vedi Giacomo 1:27; Salmi 41:1.

Pregato Dio sempre - Costantemente; nel senso che aveva l'abitudine regolare della preghiera. Confronta Romani 12:12; Luca 18:1; Salmi 119:2; Proverbi 2:2.

Poiché non viene menzionato nessun tipo particolare di preghiera eccetto la preghiera segreta, non siamo autorizzati ad affermare che offrisse la preghiera in altro modo. Si può osservare, tuttavia, che colui che prega in segreto di solito pregherà nella sua famiglia; e siccome il viso di Cornelio è menzionato come anch'egli sotto l'influenza della religione, forse non è una deduzione forzata che osservasse il culto della famiglia.

3 Vide in visione - Vedi le note su Atti degli Apostoli 9:10.

Evidentemente - Apertamente; manifestamente.

Verso l'ora nona - Verso le 15:00 Questa era l'ora abituale del culto serale tra gli ebrei.

Un angelo di Dio - Vedi le note su Matteo 1:20. Confronta Ebrei 1:14. Questo angelo fu inviato per indicare a Cornelio che le sue elemosine erano state accettate da Dio come prova della sua pietà, e per ordinargli di mandare a chiamare Pietro per istruirlo sulla via della salvezza.

L'importanza dell'occasione - l'introduzione del Vangelo a un Gentile, e quindi, all'intero mondo Gentile - fu probabilmente il motivo principale per cui un angelo fu incaricato di visitare il centurione romano. Confronta Atti degli Apostoli 16:9.

4 E quando lo guardò - Greco: Avendo fissato i suoi occhi attentamente su di lui.

Aveva paura - Alla subitaneità e al carattere inaspettato della visione.

Che cos'è, Signore? - Questa è l'espressione di sorpresa e allarme. La parola "Signore" avrebbe dovuto essere tradotta "signore", poiché non ci sono prove che questo sia un indirizzo a Dio, e ancor meno che considerasse il personaggio presente come il Signore. Confronta le note su Atti degli Apostoli 9:5.

È il linguaggio che userebbe naturalmente un uomo che fosse improvvisamente sorpreso; chi dovrebbe assistere a una strana forma apparire inaspettatamente davanti a lui; e chi dovrebbe esclamare, signore, qual è il problema?"

Sono venuti per un memoriale - Sono ricordati davanti a Dio. Confronta Isaia 45:19. Erano una prova di pietà verso Dio e venivano accettati come tali. Sebbene non avesse offerto sacrifici secondo le leggi ebraiche; sebbene non fosse stato circonciso; tuttavia, avendo agito secondo la luce che aveva, le sue preghiere furono dure e le sue elemosine furono accettate.

Ciò è stato fatto secondo il principio generale dell'amministrazione divina, che Dio preferisce l'offerta del cuore alle forme esteriori; le espressioni d'amore da sacrificare senza di essa. Questo l'aveva spesso dichiarato, Isaia 1:11; Amos 5:21; 1 Samuele 15:22 , "Ubbidire è meglio del sacrificio e ascoltare il grasso dei montoni", Osea 6:6; Ecclesiaste 5:1.

Va ricordato, tuttavia, che Cornelio non dipendeva dalla moralità esterna. Il suo cuore era nell'opera della religione. Va ricordato, inoltre, che era pronto a ricevere il Vangelo quando gli era stato offerto, ea diventare cristiano. In questo c'era una differenza importante tra lui e coloro che dipendono per la salvezza dalla loro moralità nelle terre cristiane. Tali persone sono inclini a difendersi con l'esempio di Cornelio e a supporre che, come fu accettato prima di abbracciare il Vangelo, così potrebbero esserlo senza abbracciarlo. Ma c'è una differenza importante nei due casi. Per:

(1) Non ci sono prove che Cornelio dipendesse dalla moralità esterna per la salvezza. La sua offerta era quella del cuore, e non solo un'offerta esteriore.

(2) Cornelius non si affidava affatto alla sua moralità. La sua era un'opera di religione. Temeva Dio; lo pregava; esercitò la sua influenza per portare la sua famiglia nello stesso stato. Le persone morali non fanno né l'una né l'altra. “Fanno tutte le loro opere per essere visti dagli uomini”; e nel loro cuore non c'è “nessuna cosa buona verso il Signore Dio d'Israele”. Confronta 1 Re 14:13; 2 Cronache 19:3. Chi ha mai sentito parlare di un uomo che "teme Dio", e che prega, e che istruisce la sua famiglia nella religione, che dipende dalla moralità per la salvezza?

(3) Cornelio era disposto a fare la volontà di Dio per quanto gli era stata resa nota. Dove c'è questo c'è la religione. L'uomo morale non lo è.

(4) Cornelio era disposto ad abbracciare un Salvatore quando gli fu fatto conoscere. L'uomo morale non lo è. Sente parlare di un Salvatore con indifferenza; ascolta di anno in anno il messaggio della misericordia di Dio senza accoglierlo. In tutto questo c'è una differenza importante tra lui e il centurione romano; e mentre speriamo che ci siano molti in terre pagane che siano nello stesso stato d'animo in cui era lui, disposti a fare la volontà di Dio per quanto è stata resa nota, e quindi accettati e salvati per la sua misericordia nel Signore Gesù, tuttavia questo non può essere addotto per incoraggiare la speranza della salvezza in coloro che conoscono la sua volontà, e tuttavia non la faranno.

6 Egli alloggia - Rimane ospite a casa sua. Vedi Atti degli Apostoli 9:43.

In riva al mare - Joppa era un porto marittimo sul Mediterraneo. Le concerie vengono erette ai margini dei corsi d'acqua o di qualsiasi specchio d'acqua per convogliare la sporcizia prodotta nell'operazione di vestizione delle pelli.

7 Un devoto soldato - Un uomo pio. Questo è un esempio dell'effetto della pietà in un ufficiale militare. Poche persone hanno più influenza; e in questo caso l'effetto fu visto non solo nella pietà della sua famiglia, ma di questo soldato che lo assiste. Di solito si pensava che tali uomini fossero lontani dall'influenza della religione; ma questo esempio mostra che anche gli svantaggi di un campo non sono necessariamente ostili all'esistenza della pietà. Confronta Luca 3:14.

8 E quando ... - "È stato osservato che da Giaffa Giona fu mandato a predicare ai pagani a Ninive, e che dallo stesso luogo Pietro fu mandato a predicare ai pagani a Cesarea" (Clarke).

9 Pietro salì... - La stanzetta al secondo piano, o sul tetto della casa, era il luogo abituale del ritiro e della preghiera. Vedi le note su Matteo 6:6; Matteo 9:2. Anche quando non c'era una stanza costruita sul tetto, il tetto era un luogo comune per il ritiro e la preghiera.

Intorno al bordo era comunemente realizzata una merlatura o parapetto, all'interno della quale una persona poteva essere completamente ritirata dalla vista del pubblico. “A Giaffa, l'antica Giaffa”, dice il prof. Hackett (illustrazioni della Scrittura, p. 81), “dove Pietro risiedeva al momento della sua visione sul tetto della casa, ho osservato case arredate con un muro intorno al tetto , all'interno del quale una persona potrebbe sedersi o inginocchiarsi senza alcuna esposizione alla vista degli altri, sia nelle case adiacenti che nelle strade.

A Gerusalemme entrai una mattina presto nella casa di un ebreo e trovai un membro della famiglia, seduto appartato e solo su uno dei tetti più bassi, impegnato nella lettura delle Scritture e nell'offerta delle sue preghiere”.

Il Dr. Thomson (Land and the Book, vol. ip 52) dice di questi tetti: “Quando sono circondati da merli e ombreggiati da viti piantate su di essi, offrono un rifugio molto piacevole, anche alla sesta ora del giorno - il tempo in cui Pietro ebbe quella visione singolare, mediante la quale il regno dei cieli fu aperto al mondo dei pagani».

Circa l'ora sesta - Verso le dodici (a mezzogiorno). Gli ebrei avevano due tempi di preghiera dichiarati, mattina e sera. Ma è evidente che il più pio dei giudei aggiungeva frequentemente una terza stagione di devozione, probabilmente a mezzogiorno. Così, Davide dice Salmi 55:17 , "Sera e mattina, e a mezzogiorno, pregherò e griderò ad alta voce.

Così, Daniele “si metteva in ginocchio tre volte al giorno e pregava”, Daniele 6:10 , Daniele 6:13. Era anche consuetudine nella chiesa paleocristiana offrire la preghiera alla terza, sesta e nona ora (Clem. Alex. come citato da Doddridge). I cristiani, tuttavia, non avranno semplicemente stabilito delle stagioni per la preghiera, ma approfitteranno dei momenti di svago e, quando i loro sentimenti li inclineranno fortemente a questo, per pregare.

10 E divenne molto affamato - Prom la connessione, dove si dice che si stessero preparando, cioè preparando un pasto, sembrerebbe che questa fosse l'ora consueta del pranzo. Gli Ebrei, i Greci e i Romani, tuttavia, non consumavano che due pasti, e il primo di solito veniva consumato verso le dieci o le undici. Questo pasto consisteva solitamente di frutta, latte, formaggio, ecc. Il loro pasto principale era verso le sei o le sette del pomeriggio, momento in cui osservavano le loro feste. Vedi la Bibbia di Jahn. Archeolo. sezione 145.

Cadde in trance - greco: un'estasi, ἔκστασις ekstasis, cadde su di lui. In Atti degli Apostoli 11:5 , Pietro dice che in trance ebbe una visione. La parola “trance, o estasi”, denota “uno stato d'animo in cui l'attenzione è assorbita in un particolare filo di pensiero, così che i sensi esterni sono parzialmente o interamente sospesi.

È un'alta specie di astrazione dagli oggetti esterni, quando la mente diventa dimentica delle cose circostanti, e si fissa unicamente sui propri pensieri, così che gli appelli ai sensi esterni non la svegliano prontamente. L'anima sembra essere uscita dal corpo e avere dimestichezza solo con le essenze spirituali. Così, si dice che Balaam abbia avuto la visione dell'Onnipotente, cadendo in trance Numeri 24:4 , Numeri 24:16; così Paolo, pregando nel tempio, cadde in trance Atti degli Apostoli 22:17; e forse uno stato simile è descritto in 2 Corinzi 12:2.

Questo effetto sembra essere causato da un pensiero così intenso e assorbente da sopraffare i sensi del corpo, o da sottrarre completamente la mente alla loro influenza, e fissarla sull'oggetto invisibile che la assorbe. È spesso un elevato stato di fantasticheria, o assenza di mente, che il Dr. Rush descrive come "indotto dallo stimolo di idee di soggetti assenti, essendo così potente da distruggere la percezione degli oggetti presenti" ( Malattie della mente, p. 310, ed. Filadelfia, 1812). Nel caso di Peter, tuttavia, c'era un'influenza soprannaturale che distoglieva la sua attenzione dagli oggetti presenti.

11 E vide il cielo aperto - Atti degli Apostoli 7:56. Vedi le note su Matteo 3:16. Questa lingua deriva da un modo comune di parlare nelle Scritture Ebraiche, come se il cielo sopra di noi fosse una distesa solida e vasta, e come se fosse aperto per offrire l'opportunità a qualsiasi cosa di discendere. È un linguaggio altamente figurativo.

E un certo vaso - Vedi le note su Atti degli Apostoli 9:15.

Come era stato - È importante sottolineare questa espressione. Lo scrittore sacro non dice che Pietro abbia visto letteralmente scendere un tale oggetto; ma usa questo come una descrizione imperfetta della visione. Non era una discesa letterale di un vaso, ma era una specie di rappresentazione per lui, che produceva la stessa impressione e lo stesso effetto, come se un tale vaso fosse disceso.

Lavorare a maglia ai quattro angoli: legati, uniti o legati. Gli angoli sono stati raccolti, come sarebbe naturale mettere qualsiasi cosa in un grande lenzuolo.

12 In cui... - Questa visione particolare è stata suggerita dalla fame di Pietro, Atti degli Apostoli 10:10. È stato progettato, tuttavia, per insegnargli una lezione importante riguardo all'introduzione di tutte le nazioni al Vangelo. La sua discesa dal cielo potrebbe essere stata un'indicazione che quella religione che stava per abolire la distinzione tra gli ebrei e le altre nazioni era di origine divina. Vedi Apocalisse 21:2.

14 Non ho mai mangiato... - Nell'Antico Testamento Dio aveva fatto una distinzione tra animali puri e impuri. Vedi Levitico 11:2; Deuteronomio 14:3. Questa legge rimase nelle Scritture, e Pietro pregò di non averla mai violata, sottintendendo che ora non poteva violarla, poiché era una legge di Dio, e che, poiché non era abrogata, non osava agire in modo modo diverso da quanto richiesto.

Tra quella legge e il comando che ora riceveva nella visione c'era un'apparente variazione, e Pietro naturalmente si riferiva alla ben nota e ammessa Legge scritta. Uno degli obiettivi della visione era di mostrargli che quella Legge stava per scomparire.

Questo è comune - Questa parola denota propriamente "ciò che riguarda tutti", ma tra gli ebrei, che erano vincolati da leggi speciali e a cui erano proibite molte cose che erano liberamente praticate da altre nazioni, la parola "comune" venne essere opposto alla parola "sacro" e per indicare ciò che era di uso comune tra i pagani, quindi ciò che era "profano" o "inquinato". Qui significa lo stesso di "profano" o "proibito".

Immondo - Cerimonialmente impuro; cioè ciò che è proibito dalla legge cerimoniale di Mosè.

15 Ciò che Dio ha purificato - Ciò che Dio ha pronunciato o dichiarato puro. Se Dio ti ha comandato di fare una cosa, non è impura o sbagliata. Forse Pietro avrebbe supposto che lo scopo di questa visione fosse di istruirlo che la distinzione tra cibo puro e impuro, come riconosciuto dagli ebrei, stava per essere abolita, Atti degli Apostoli 10:17.

Ma il risultato ha mostrato che aveva un design più alto e più importante. Era per mostrargli che coloro che erano stati stimati dagli ebrei come impuri o profani - l'intero mondo dei Gentili - potevano ora essere ammessi a privilegi simili con gli ebrei. Quella barriera fu abbattuta e il mondo intero doveva essere ammesso alla stessa comunione e privilegi nel Vangelo. Vedi Efesini 2:14; Galati 3:28.

Era anche vero che le leggi cerimoniali degli ebrei riguardo agli animali puri e impuri sarebbero passate, sebbene ciò non fosse insegnato direttamente in questa visione. Ma una volta rimossa la barriera che separava ebrei e gentili, tutte le leggi che si fondavano su tale distinzione, e che erano state formulate per mantenere tale distinzione, naturalmente svanirono. Le leggi cerimoniali degli ebrei erano progettate esclusivamente per mantenere la distinzione tra loro e le altre nazioni.

Quando la distinzione fu abolita; quando altre nazioni dovevano essere ammesse agli stessi privilegi, le leggi che erano state fatte per mantenere tale differenza ricevettero il loro colpo mortale, e naturalmente decaddero. Perché è una massima di ogni legge, che quando la ragione per cui una legge è stata fatta cessa di esistere, la legge diventa obsoleta. Eppure non era facile convincere gli ebrei che le loro leggi cessavano di essere vincolanti. Questo punto gli apostoli si sforzarono di stabilire; e da questo punto sorsero la maggior parte delle difficoltà tra ebrei e gentili convertiti al cristianesimo. Vedi Atti degli Apostoli 15; e Rom. 14-15:

16 Questo è stato fatto tre volte - Tre volte, senza dubbio per impressionare la mente di Pietro con la certezza e l'importanza della visione. Confronta Genesi 41:32.

17 Dubitato in se stesso - Dubitato nella sua stessa mente. Era perplesso e non sapeva come capirlo.

Ecco, gli uomini... - Vediamo qui una mirabile disposizione degli eventi della Provvidenza che si adattano l'uno all'altro. Ogni parte di questa transazione è fatta per armonizzarsi con ogni altra parte; e fu così disposto che proprio nel momento in cui la mente di Pietro era piena di perplessità, si verificasse lo stesso evento che lo avrebbe sollevato dal suo imbarazzo. Una tale coincidenza non è rara. Un evento della divina Provvidenza può essere un'espressione altrettanto chiara della sua volontà, e può certamente servire a indicare il nostro dovere, come farebbe la rivelazione più manifesta, e può, per una disposizione delle circostanze, produrre uno stato d'animo che sarà restiamo estremamente perplessi finché non si verificherà qualche evento, o si aprirà qualche campo di utilità, che corrisponderà esattamente ad esso, e ci indicherà la volontà di Dio.

Dovremmo quindi segnare con attenzione gli eventi della provvidenza di Dio. Dovremmo osservare e registrare il corso dei nostri pensieri, e dovremmo guardare con interesse ogni evento che si verifica, quando siamo perplessi e imbarazzati, per ottenere, se possibile, un'espressione della volontà di Dio.

Davanti alla porta - La parola qui tradotta “porta”, πυλῶνα pulōna si riferisce propriamente al portico o all'ingresso principale di una casa orientale. Vedi le note su Matteo 9:2; Matteo 26:71.

Non significa, come da noi, un cancello, ma piuttosto una porta. Vedi Atti degli Apostoli 12:13.

19 Lo Spirito - Vedi le note su Atti degli Apostoli 8:29. Confronta Isaia 65:24 , "E avverrà che prima che mi chiameranno io risponderò", ecc.

22 Per ascoltare le tue parole - Per essere istruito da te.

23 E li alloggiò - Rimasero con lui tutta la notte. Trascorsero quattro giorni prima che Pietro incontrasse Cornelio a Cesarea. Nella prima l'angelo apparve a Cornelio. Il secondo i messaggeri arrivarono a Giaffa, Atti degli Apostoli 10:9. Nel terzo Pietro tornò con loro, Atti degli Apostoli 10:23; e il quarto giunsero a Cesarea, Atti degli Apostoli 10:24 , Atti degli Apostoli 10:30.

E alcuni fratelli - Alcuni cristiani. Erano in numero di sei, Atti degli Apostoli 11:12. Era consuetudine per i primi cristiani accompagnare gli apostoli nei loro viaggi. Vedere Romani 15:24; Atti degli Apostoli 15:3; 3 Giovanni 1:6; 1 Corinzi 16:6 , 1 Corinzi 16:11. Poiché questo era un evento importante nella storia della chiesa - la trasmissione del vangelo a un gentile - era più naturale e appropriato che Pietro fosse assistito con altri.

24 I suoi parenti - I suoi parenti, o le connessioni della sua famiglia. Un uomo può spesso fare un grande bene chiamando i suoi parenti e amici ad ascoltare il Vangelo.

25 Cadde ai suoi piedi - Questo è stato un atto di profondo rispetto per lui come ambasciatore di Dio. Nei paesi orientali era consuetudine che le persone si prostrassero a lungo a terra davanti a uomini di rango e onore. “Lo adorava” Questo non significa omaggio religioso, ma rispetto civile - l'omaggio, o il profondo rispetto che era dovuto a chi era in onore. Vedi le note su Matteo 2:2.

26 Alzati in piedi... - Ciò non implica che Pietro supponesse che Cornelio intendesse fargli un religioso rispetto. Praticamente gli stava dicendo: "Io non sono altro che un uomo come te, e non pretendo di avere alcun diritto a rispetto così profondi come questi, ma sono pronto nella vita civile a mostrarti tutto il rispetto che è dovuto" (Doddridge) .

27 E mentre parlava con lui - Probabilmente lo ha incontrato sulla porta, o a poca distanza dalla casa. Era quindi un'espressione di gioia andargli incontro.

28 È una cosa illecita - Questo non era stato esplicitamente ordinato da Mosè, ma sembrava essere implicito nelle sue istituzioni, ed era, in ogni caso, l'intesa comune degli ebrei. Il progetto era di mantenerli un popolo separato. Per fare ciò, Mosè proibì le alleanze per contratto, o il matrimonio, con le nazioni circostanti, che erano idolatre. Vedi Levitico 18:24; Deuteronomio 7:3; confronta Esdra 9:11.

Gli ebrei pervertono questo comando e lo spiegano come riferito a contatti di ogni genere, anche all'esercizio di uffici amichevoli e transazioni commerciali. Confronta Giovanni 4:9.

Di un'altra nazione - Greco: un'altra tribù. Si riferisce qui a tutti coloro che non erano ebrei.

Dio mi ha mostrato - Confronta Atti degli Apostoli 15:8. Glielo aveva mostrato con la visione, Atti degli Apostoli 10:11.

Qualsiasi uomo comune o immondo - Vedi le note su Atti degli Apostoli 10:14. Che nessun uomo doveva essere considerato escluso dall'opportunità di salvezza, o doveva essere disprezzato e aborrito. Il Vangelo doveva essere predicato a tutti; la barriera tra Giudei e Gentili fu abbattuta, e tutti dovevano essere considerati come salvabili.

29 Senza contraddire - senza "dire nulla contro"; senza esitazione o riluttanza.

Chiedo, quindi... - Il disegno principale per il quale Cornelius lo aveva mandato a chiamare era stato menzionato a Pietro dal messaggero, Atti degli Apostoli 10:22. Ma ora Pietro desiderava dalle sue stesse labbra un'affermazione più particolare delle considerazioni che lo avevano indotto a mandarlo a chiamare.

Per quale intento - Per quale scopo o progetto.

30 Quattro giorni fa - Vedi le note su Atti degli Apostoli 10:23.

Fino a quest'ora - L'ora nona, ovvero le tre, pm Vedi Atti degli Apostoli 10:3.

Un uomo - Chiamato, in Atti degli Apostoli 10:3 , un angelo. Aveva l'aspetto di un uomo. Confronta Marco 16:5.

In abiti sgargianti - Vedi le note su Matteo 28:3.

33 Hai fatto bene - Questa è un'espressione di sentimento grato.

Davanti a Dio - Alla presenza di Dio. È implicito che credessero che Dio li avesse visti; che erano riuniti al suo comando e che erano disposti ad ascoltare le sue istruzioni.

34 Allora Pietro aprì la bocca - Cominciò a parlare, Matteo 5:2.

Di una verità - Veramente, evidentemente. Cioè, ho qui la prova che Dio non fa differenza tra le persone.

Non è rispettoso delle persone - La parola usata qui denota "l'atto di mostrare favore a qualcuno a causa del rango, della famiglia, della ricchezza o della parzialità derivanti da qualsiasi causa". È spiegato in Giacomo 2:1. Un giudice è rispettoso delle persone quando favorisce una delle parti per amicizia privata, o perché è un uomo di rango, influenza o potere, o perché appartiene allo stesso partito politico, ecc.

Gli ebrei credevano di essere particolarmente favoriti da Dio. e che la salvezza non fu estesa ad altre nazioni, e che il fatto di essere ebreo le dava diritto a questo favore. Pietro qui dice che aveva appreso l'errore di questa dottrina, e che un uomo non deve essere accettato perché ebreo, né essere escluso perché è un gentile. La barriera è abbattuta; l'offerta è rivolta a tutti; Dio salverà tutti sullo stesso principio; non per privilegi o ranghi esterni, ma secondo il loro carattere.

La stessa dottrina è altrove esplicitamente affermata nel Nuovo Testamento, Romani 2:11; Efesini 6:9; Colossesi 3:25. Si può osservare qui che questo non si riferisce alla dottrina della sovranità divina o dell'elezione.

Afferma semplicemente che Dio non salverà un uomo perché è ebreo, o perché è ricco, o erudito, o di rango elevato, o per privilegi esterni; né escluderà un uomo perché è privo di questi privilegi. Ma questo non afferma che non farà differenza nel loro carattere, e poi li tratterà secondo il loro carattere, né che non perdonerà chi gli aggrada.

Questa è una domanda diversa. L'interpretazione di questo passaggio dovrebbe essere limitata strettamente al caso in esame, per significare che Dio non accetterà e salverà un uomo a causa del rango e dei privilegi nazionali esterni. Che non farà la differenza per altri motivi non è affermato qui, né da nessuna parte nella Bibbia. Confronta 1 Corinzi 4:7; Romani 12:6.

È degno di nota inoltre che il più strenuo difensore delle dottrine della sovranità e dell'elezione - l'apostolo Paolo - è anche quello che ha lavorato di più per stabilire la dottrina che Dio non fa differenza tra le persone, cioè che non c'è differenza tra Giudei e Gentili riguardo alla via della salvezza; che Dio non avrebbe salvato un uomo perché era ebreo, né avrebbe distrutto un uomo perché era un gentile.

Tuttavia, riguardo a “l'intera razza considerata sdraiata su un piano”, sostenne che Dio ha il diritto di esercitare le prerogative di un sovrano e di avere misericordia di chi avrà misericordia. La dottrina può essere così affermata:

(1) La barriera tra Ebrei e Gentili fu abbattuta.

(2) Tutte le persone così sono state poste su un livello che nessuno può essere salvato da privilegi esterni, nessuno deve essere perso per la loro mancanza.

(3) Tutti erano colpevoli Rom. 1-3, e nessuno aveva alcun diritto su Dio.

(4) Se qualcuno fosse salvato, sarebbe per Dio che mostra misericordia a chi di questa massa comune ha scelto. Vedere Romani 3:22; Romani 10:12; Romani 2:11; Galati 2:6; confrontare con Romani 9; ed Efesini 1 :

35 Ma in ogni nazione... - Questo è dato come ragione di ciò che Pietro aveva appena detto, che Dio non faceva distinzione di persone. Il senso è che ora percepiva che i favori di Dio non erano limitati all'ebreo, ma potevano essere estesi a tutti gli altri secondo lo stesso principio. Le straordinarie circostanze qui - la visione a lui e a Cornelio, e la dichiarazione che le elemosine di Cornelio erano state accettate - ora lo convinsero che i favori di Dio non dovevano più essere confinati al popolo ebraico, ma potevano essere estesi a tutti . Questo era ciò che la visione era progettata per insegnare, e comunicare questa conoscenza agli apostoli è stato un passo importante nella loro opera di diffusione del Vangelo.

In ogni nazione - Tra tutte le persone. Ebrei o Gentili. L'accettazione presso Dio non dipende dal fatto di discendere da Abramo, o di possedere privilegi esteriori, ma dallo stato del cuore.

Chi lo teme - Questo è posto per pietà verso Dio in generale. Vedi note su Atti degli Apostoli 9:31. Significa colui che onora Dio e osserva la sua Legge; colui che è un vero adoratore di Dio, secondo la luce e i privilegi che ha, è approvato da lui, come prova di essere suo amico.

E opera la giustizia - Fa ciò che è giusto e giusto. Questo si riferisce alla sua condotta verso l'uomo. Colui che adempie coscienziosamente il suo dovere verso i suoi simili e dimostra con la sua condotta di essere un uomo giusto. Queste due cose comprendono l'intera religione, la somma di tutte le esigenze di Dio: pietà verso Dio e giustizia verso le persone; e come Cornelio aveva mostrato questi, ha mostrato che, sebbene un gentile, era animato dalla vera religione. Possiamo osservare qui:

(1) Che non è detto che Cornelio sia stato accettato a causa delle sue buone opere. Quelle opere erano semplicemente una prova di vera pietà nel cuore; una prova che temeva e amava Dio, e non un motivo meritorio di accettazione.

(2) Ha migliorato la luce che aveva.

(3) “ha abbracciato il Salvatore quando gli è stato offerto”. Questa circostanza fa una differenza essenziale tra Cornelio e coloro che dipendono dalla loro moralità nelle terre cristiane. Non abbracciano il Signore Gesù, e sono, quindi, totalmente diversi dal centurione romano. Il suo esempio non dovrebbe quindi essere invocato da coloro che trascurano il Salvatore, poiché non fornisce alcuna prova che saranno accettati quando saranno totalmente diversi da lui.

36 La parola - Cioè, questa è la Parola, o "la dottrina". Pochi passaggi del Nuovo Testamento hanno lasciato perplessi i critici più di questo. È stato difficile accertare a cosa si riferisca qui il termine “parola” nel caso accusativo τὸν λόγον ton logon. La nostra traduzione ci porterebbe a supporre che sia sinonimo di quanto detto nel versetto seguente.

Ma va rimarcato che il termine lì usato, e tradotto “parola”, come se fosse una ripetizione di quanto qui detto, è un termine diverso. Non è λόγον logon, ma ῥῆμα rēma - una parola, una cosa; non una dottrina. Comprendo che il primo termine "parola" è un'introduzione della dottrina esposta da Pietro e che è governato da una preposizione intesa.

L'intero passaggio può essere espresso così: a Pietro era stato chiesto di insegnare a Cornelio e ai suoi amici riuniti. Ci si aspettava, naturalmente, che lo istruisse riguardo alle vere dottrine della religione - la dottrina che era stata comunicata agli ebrei. Comincia, quindi, con una dichiarazione riguardo alla vera dottrina del Messia, o la via della salvezza, che ora è stata resa nota agli ebrei.

«Riguardo alla Parola, o dottrina che Dio mandò ai figli d'Israele, annunziando la pace per mezzo di Gesù Cristo (che è il Signore di tutti), voi già sapete ciò che è stato fatto, o gli affari che si sono verificati in tutta la Giudea, dalla Galilea , dove iniziò il suo ministero dopo che Giovanni aveva predicato, che ciò avvenne per mezzo di Gesù Cristo, poiché Dio lo aveva unto", ecc. Pietro qui presume che Cornelio avesse una certa conoscenza degli eventi principali della vita del Salvatore, sebbene fosse oscuro e imperfetto; e il suo discorso pretende solo di affermarlo in modo più completo e chiaro.

Ai figli d'Israele - Agli ebrei. Il Messia fu loro promesso e trascorse la sua vita in mezzo a loro.

Predicazione - Cioè, proclamare o annunciare. Dio ha fatto questo tramite Gesù Cristo.

Pace - Questa parola a volte si riferisce alla pace o unione che è stata fatta tra ebrei e gentili, abbattendo il muro di divisione tra di loro. Ma qui è usato in un senso più ampio, per indicare "pace o riconciliazione con Dio". Annunciava la via per la quale l'uomo poteva riconciliarsi con Dio e trovare la pace.

Egli è il Signore di tutto - Cioè, Gesù Cristo. Egli è sovrano, o governatore sia di ebrei che di gentili, e quindi Pietro vide la proprietà di predicare il vangelo all'uno come all'altro. Vedi Giovanni 17:2; Matteo 28:18; Efesini 1:20.

La parola "Signore" usata qui non implica necessariamente la divinità, ma solo che il Signore Gesù, come Mediatore, era stato costituito o nominato Signore o Governatore su tutte le nazioni. È vero, però, che questo è un potere che non possiamo concepire delegato a uno che non fosse divino. Confronta Romani 9:5.

37 Quella parola - greco: ῥῆμα rēma - una parola diversa da quella del versetto precedente. Può essere tradotto "cosa" così come "parola".

Che è stato pubblicato - Greco: che è stato fatto. "Sapete, anche se può essere imperfetto, ciò che è stato fatto o compiuto in Giudea", ecc.

In tutta la Giudea - I miracoli di Cristo non furono confinati in nessun luogo, ma furono compiuti in ogni parte del paese. Per un resoconto delle divisioni della Palestina, si vedano le note su Matteo 2:22.

E cominciò... - Greco: essendo stato cominciato in Galilea. La Galilea non era lontana da Cesarea. C'erano, quindi, maggiori probabilità che Cornelius avesse sentito parlare di ciò che era accaduto lì. Gli stessi vangeli, infatti, forniscono la più alta prova che la fama dei miracoli di Cristo si diffuse in tutte le regioni circostanti.

38 Come Dio unse... - Cioè, lo mise da parte per quest'opera, e fu con lui, riconoscendolo come il Messia. Vedi le note su Matteo 1:1.

Con lo Spirito Santo - Vedi le note su Luca 4:19. L'atto di ungere re e sacerdoti sembra essere stato emblematico delle influenze dello Spirito Santo. Qui significa che Dio gli ha impalato gli influssi dello Spirito Santo, consacrandolo così per l'opera del Messia. Vedi Matteo 3:16; Giovanni 3:34 , "Dio non gli dà lo Spirito Santo con misura".

E con potere - Il potere di guarire i malati, risuscitare i morti, ecc.

Chi andava in giro a fare del bene - La cui attività principale era viaggiare da un luogo all'altro per fare del bene. Non andava per applausi, o ricchezza, o conforto, o agio, ma per diffondere la felicità il più possibile. Questo è il resoconto semplice ma sublime della sua vita. Ci dà un ritratto distinto del suo carattere, poiché si distingue dai conquistatori e dai re, dai falsi profeti e dalla massa del popolo.

E la guarigione... - Ristabilire la salute.

Tutti quelli che erano oppressi dal diavolo - Tutti quelli che erano posseduti da lui. Vedi le note su Matteo 4:23.

Dio era con lui - Dio lo nominò e fornì con i suoi miracoli la prova più alta che lo aveva mandato. I suoi miracoli erano tali che potevano essere compiuti solo da Dio.

39 E noi siamo testimoni - Noi che siamo apostoli. Vedi le note su Luca 24:48.

Nel paese dei Giudei - Nel paese della Giudea.

Chi hanno ucciso... - La nostra traduzione sembrerebbe implicare che ci siano stati due atti separati: prima giustiziarlo e poi sospenderlo. Ma questo non è né secondo verità né secondo il testo greco. L'originale è semplicemente "che hanno messo a morte, sospendendolo su un albero".

Su un albero - Su una croce. Vedi le note su Atti degli Apostoli 5:30.

40 Lo mostrò apertamente - Manifestamente; in modo che non ci potesse essere inganno, nessun dubbio sulla sua risurrezione.

41 Non a tutte le persone - Non alla nazione in generale, perché questo non era necessario per stabilire la verità della sua risurrezione. Egli, tuttavia, si è mostrato a molte persone. Vedere l'armonia dei conti della risurrezione di Gesù.

Scelto da Dio - Nominato da Dio, o messo a parte dalla sua autorità attraverso Gesù Cristo.

Chi ha mangiato e bevuto... - E così facendo ha fornito la prova più chiara possibile che era veramente risorto; che non furono ingannati da un'illusione dell'immaginazione o da un fantasma. Confronta Giovanni 21:12.

42 E ci ha comandato... - ; Matteo 28:19; Marco 16:15.

E per testimoniare - Per testimoniare.

Che sia lui... - Vedi le note su Giovanni 5:22. Confronta i riferimenti a margine.

Di veloce - I vivi. La dottrina del Nuovo Testamento è che coloro che sono vivi quando il Signore Gesù tornerà per giudicare il mondo, saranno rapiti in gran numero come nuvole, per incontrarlo nell'aria, senza vedere la morte, 1 Tessalonicesi 4:16. Tuttavia prima di questo sperimenteranno un tale cambiamento nei loro corpi che li renderà adatti per il giudizio e per la loro residenza eterna - un cambiamento che li somiglierà a coloro che sono morti e sono risorti dai morti.

Quale sarà questo cambiamento, la speculazione può immaginare, ma la Bibbia non l'ha rivelato. Vedi 1 Corinzi 15:52 , "I morti risorgeranno e noi saremo trasformati".

43 A lui date... - Vedi le note su Luca 24:27 , Luca 24:44.

Che attraverso il suo nome... - Questo era implicito in ciò che dicevano i profeti. Vedi Romani 10:11. Non era, infatti, espressamente affermato che coloro che credevano in lui dovessero essere perdonati, ma questo era implicito in ciò che dicevano. Promisero un Messia, e la loro religione consisteva principalmente nel credere in un Messia a venire. Vedi il ragionamento dell'apostolo Paolo in Romani 4 :

44 Lo Spirito Santo scese... - Dotandoli del potere di parlare in altre lingue, Atti degli Apostoli 10:46. Di questo l'apostolo Pietro fa molto nel suo argomento in Atti degli Apostoli 11:17.

Con questo, Dio mostrò che i Gentili dovevano essere ammessi agli stessi privilegi con gli Ebrei e alle benedizioni della salvezza nello stesso modo. Confronta Atti degli Apostoli 2:1.

Che ha ascoltato la parola - La Parola di Dio; il messaggio del Vangelo.

45 E quelli della circoncisione - Chi erano stati ebrei.

Erano stupiti - Erano stupiti che i Gentili fossero ammessi allo stesso favore di loro stessi.

46 Parla in lingue - In lingue diverse dalla propria lingua madre, Atti degli Apostoli 2:4.

E magnifica Dio - E loda Dio.

47 Può un uomo vietare l'acqua... - Hanno dimostrato di essere favoriti allo stesso modo degli ebrei convertiti. Dio si è manifestato a loro come si è manifestato agli ebrei nel giorno di Pentecoste. Non è chiaro, quindi, che hanno diritto al privilegio del battesimo cristiano? L'espressione usata qui è quella che si riferirebbe naturalmente all'acqua come portata; cioè ad una piccola quantità; e sembrerebbe implicare che furono battezzati, non per immersione, ma per versamento o aspersione.

48 E comandò loro... - Perché Pietro non li battezzò lui stesso è sconosciuto. Potrebbe essere, forse, perché ha scelto di avvalersi del ministero dei fratelli che erano con lui, per prevenire la possibilità di futuri cavilli. Se l'avessero fatto loro stessi, non avrebbero potuto essere portati così facilmente dagli ebrei a trovargli da ridire. Si può aggiungere, inoltre, che non sembra essere stata la pratica degli stessi apostoli battezzare in modo molto esteso. Vedi 1 Corinzi 1:14 , "Cristo non mi ha mandato per battezzare, ma per predicare il vangelo".

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Atti 10

1 Versetto 1. C'era un uomo a Cesarea,

Questa era la Cesarea precedentemente chiamata Torre di Strato, non Cesarea di Filippo; poiché il primo, e non il secondo, si trovava vicino a Ioppe.

chiamato Cornelio; che era un nome romano, e lui stesso era un romano o un italiano:

un centurione della banda detta la banda italiana; che consisteva di soldati raccolti dall'Italia, da cui la banda prese il nome, in cui Cornelio era un centurione, con cento uomini sotto di lui, come significa il nome del suo ufficio

2 Versetto 2. Un uomo devoto,

Una persona veramente religiosa, che aveva abbandonato l'idolatria e la superstizione romana, in cui era stato allevato:

e uno che temeva Dio: l'unico vivente e vero Dio, il Dio d'Israele; aveva il timore di Dio operato nel suo cuore, che è una parte del patto di grazia, una benedizione di esso, e il principio della sapienza; era veramente un uomo misericordioso, una persona convertita, e che per un principio interiore adorava Dio esteriormente.

con tutta la sua casa; Ha allevato la sua famiglia in modo religioso, come ogni brav'uomo dovrebbe avere; e che era molto notevole in un Gentile, in un soldato e in un ufficiale:

che dava molte elemosine al popolo; ai Giudei che abitavano a Cesarea, e perciò era di buona fama fra loro, e molto amato da loro, Atti 10:22 egli aveva riguardo per entrambe le tavole della legge, sia per il culto di Dio, sia per l'amore del prossimo, e pregava Dio del continuo; tutti i giorni, nei consueti orari di preghiera; pregava privatamente nella sua cameretta e con la sua famiglia, oltre a partecipare a un servizio pubblico di questo tipo

3 Versetto 3. Vide in una visione evidentemente:

Non era in un sogno, o in trance, ma era completamente sveglio, e i suoi occhi aperti, ed era se stesso; Non era di notte, ma di giorno sereno:

circa l'ora nona del giorno; o le tre del pomeriggio, che era l'ora della preghiera, Atti 3:1 nel quale esercizio era ora impegnato, Atti 10:30 in questo momento vide

un angelo di Dio che viene a lui; nella stanza dove stava pregando:

e gli disse: Cornelio; lo chiamò per nome, per fargli sapere che lo conosceva, come gli angeli sono spiriti molto sapienti; e di esprimergli il suo affetto e la sua amicizia, e che era per lui un messaggero non di cattive, ma di buone notizie; così come per attirare la sua attenzione su di lui; perché poteva essere così intento alla sua devozione che, se non lo avesse chiamato per nome, non gli sarebbe dispiaciuto

4 Versetto 4. E quando lo guardò, ebbe paura,

Con lo splendore delle sue vesti, Atti 10:30 e la lucentezza del suo volto, e la forma maestosa in cui appariva, percepì che c'era qualcosa di non comune e divino in questa visione, e quindi fu pieno di timore e riverenza, sì, di una sorta di paura del panico; come era consuetudine, anche con le persone buone, come i patriarchi e i profeti dell'Antico Testamento, Zaccaria, la Vergine Maria e altri; dal senso della grandezza della maestà divina, che supponevano fosse vicina, o che ne fosse un emblema, e dall'idea che, alla vista di Dio, sarebbero morti

E disse: "Che c'è, Signore, che c'è? Che cosa si deve dire o fare?". Qual è il motivo di questa apparizione insolita? Alcune delle copie latine, e la versione etiopica, dicono: "Chi sei tu, Signore?", ma dalla risposta dell'angelo, non questa, ma la prima era la domanda: poiché segue:

Ed egli gli disse: Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite in memoriale davanti a Dio; cioè, le preghiere che aveva innalzato con fede, per se stesso e per la famiglia, e le azioni caritatevoli che aveva compiuto per un principio d'amore, erano come sacrifici sull'altare, che salivano a Dio con accettazione; così questi sacrifici di preghiera e di beneficenza venivano accolti da quell'altare che santifica il dono, o erano accettevoli a Dio, per mezzo di Gesù Cristo; questi furono notati, approvati da Dio e ricordati da lui, e i frutti e gli effetti di cui avrebbe presto goduto; perché che Cornelio fosse un credente, non c'è bisogno di metterlo in dubbio; poiché non era solo una persona devota e religiosa, ma anche una persona che temeva Dio, che comprende tutta la religione, interna ed esterna; e così la fede in Cristo, senza la quale non poteva pregare rettamente: non c'è dubbio su questo, ma aveva letto le profezie dell'Antico Testamento, frequentato le sinagoghe dei Giudei e creduto nella venuta del Messia, sebbene non sapesse che era venuto e che Gesù di Nazareth era lui; così che la sua fede era dello stesso tipo di quella dei santi prima della venuta di Cristo; e in questa fede fece tutte le opere buone che fece, che divennero accettevoli a Dio per mezzo di Cristo, e senza le quali è impossibile piacergli

5 Versetto 5. E ora manda degli uomini a Ioppe,

che si trovava vicino a Cesarea;

e chiama un certo Simone, soprannominato Pietro: l'angelo non è stato mandato per istruire Cornelio stesso, ma per indirizzarlo a un apostolo di Cristo, ministro del Vangelo, che dovrebbe farlo; poiché non gli angeli, ma gli uomini, sono impiegati nel ministero della parola, che è il mezzo ordinario della conoscenza spirituale, e di aumentarlo. Così l'eunuco fu istruito da Filippo, e Saulo da Anania; che mostra l'eccellenza e l'utilità del ministero e dei ministri del Vangelo, e quale dignità è data loro, quale uso si dovrebbe fare di loro, e in quale stima dovrebbero essere tenuti

6 Versetto 6. Alloggia con un certo Simone conciatore, &c] Simone il conciatore era il suo ospite; Quest'uomo molto probabilmente era un brav'uomo, e uno che ospitava estranei; del suo mestiere, Vedi Gill su " Atti 9:43 "

la cui casa è in riva al mare; Ioppe era un porto di mare, 2Cronache 2:16 Giona 1:3 quindi leggiamo di ימא דיפו, "il mare di Giaffa"; e anche di למינה שׁל יפו, "il porto di Giaffa"; ora la casa di Simone era nella parte esterna della città, e sulla riva del mare, sia per comodità dei suoi affari, sia perché tali mestieri non potevano essere esercitati all'interno di una città; essendo nauseante e sgradevole, a causa delle loro pelli e del modo di vestirle, e dei cadaveri da cui spesso li portavano via; da qui il dominio degli ebrei,

"Mettono cadaveri, tombe, ואת הבורסקי, "e una bottega di conciatore" (in cui si veste le pelli), a cinquanta cubiti dalla città; Né fanno una bottega di conciatore, ma nella parte orientale della città. R. Abika dice che può essere fatto in ogni parte tranne che nell'ovest.

La ragione di ciò, come data dai commentatori, è che la preghiera era fatta verso ovest, dove sorgeva il tempio, e c'era la presenza divina. La versione etiopica lo rende molto erroneamente, "e la casa di Cornelio è vicino al mare"; poiché non si intende il suo, ma quello di Simone:

egli ti dirà ciò che devi fare; egli doveva dirgli delle parole, o consegnargli delle dottrine, mediante le quali lui e la sua famiglia sarebbero stati meglio istruiti sulla via della salvezza, e sarebbero arrivati a un grado più elevato di conoscenza di Cristo, e di fede in lui, e sarebbero stati portati a sottomettersi ai suoi comandamenti e alle sue ordinanze; vedi Atti 10:22,32, 11:14, questa frase è omessa nella copia alessandrina, e in alcune altre, e nelle versioni siriaca e araba

7 Versetto 7. E quando l'angelo che aveva parlato a Cornelio se ne fu andato,

Infatti, quando ebbe consegnato il suo messaggio, scomparve o si ritirò, e subito Cornelio si mostrò pronto a obbedire alla visione celeste:

chiamò due dei suoi domestici; i quali non facevano parte della schiera di soldati sotto di lui, ma erano servi della sua famiglia e quelli che temevano Dio con lui;

e un soldato devoto tra quelli che lo servivano del continuo: oltre ai suoi domestici, c'erano soldati che lo assistevano di continuo, e tra questi ce n'era almeno uno che era un uomo pio e religioso; e lo chiamò di mezzo agli altri, e a lui con i due domestici comunicò la visione: Queste tre persone, essendo religiose, erano quelle che avevano il diritto di essere informate di questa faccenda, e di essere mandate a fare la commissione che erano; e tre potrebbero essere particolarmente puntati su di loro, essendo un numero sufficiente per attestare a Pietro ciò che avevano dalla bocca del loro padrone, poiché dalla bocca di due o tre testimoni è tutto stabilito; e in parte per l'onore di Pietro, e per mostrargli il dovuto rispetto, non volle mandare una sola persona, che avrebbe potuto raccontare la storia, e fare la commissione come tre, ma questo non sarebbe sembrato abbastanza rispettoso

8 Versetto 8. E quando ebbe annunziato loro tutte queste cose,

che aveva udito e visto nella visione, e di cui aveva dato loro un particolare resoconto; in parte per coinvolgerli più volentieri a fare la commissione, e in parte perché potessero essere in grado di darne una distinta relazione a Pietro, affinché egli fosse più spinto a soddisfare la richiesta e a venire con loro.

li mandò a Ioppe; forse non quella sera, poiché era all'ora nona, o alle tre del pomeriggio, quando Cornelio ebbe la visione; e bisognava dedicare un po' di tempo a parlare con l'angelo, e poi a mandare a chiamare i suoi servi, e a riferire loro la faccenda, e a dare loro le dovute istruzioni. Così può darsi che non partirono che il mattino seguente, come sembra dal versetto seguente

9 Versetto 9. L'indomani, mentre riprendevano il loro viaggio,

Da Cesarea a Giaffa; Si dice che Giaffa sia distante trentasei miglia da Cesarea; finora Cesarea era originaria di Lidda, ma sembra essere più lontana da Ioppe; infatti, secondo Giuseppe Flavio, da Giaffa ad Antipatride c'erano centocinquanta stadi, che sono quasi diciannove miglia, e da lì a Cesarea erano ventisei miglia, a meno che non ci fosse una via più vicina alla riva del mare, come c'era una via da Cesarea a Giaffa, di cui l'autore sopra menziona ; perciò dovevano essere partiti la sera prima, o quella mattina presto, per arrivare a Giaffa entro la sesta ora, o le dodici a mezzogiorno; come sembra che abbiano fatto, con ciò che segue:

e si avvicinò alla città; cioè di Ioppe, erano poco distanti da essa:

Pietro salì sul tetto della casa a pregare; i tetti delle case in Giudea erano piatti, e le persone potevano camminarci sopra, e qui spesso si ritiravano per devozione e svago; vedi Gill su "Matteo 10:27", vedi Gill su "Matteo 24:17", era nel primo conteggio, cioè per la preghiera, che Pietro saliva là, e che potesse, essere privato e solo, e indisturbato nell'adempimento di quel dovere. Questo essere a casa di un conciatore, anche se non nella sua bottega, mi fa venire in mente un canone degli ebrei,

"un uomo non può entrare in un bagno, né in una bottega di conciatore, vicino alla Minchah,"

o tempo di preghiera. Era circa l'ora sesta o le dodici a mezzogiorno, quando Pietro salì a pregare; in quel tempo i messaggeri di Cornelio erano vicino alla città di Giaffa; questo era un altro momento di preghiera usato dagli Ebrei, ed è quello che chiamano la grande Minchah, che iniziò alla sesta ora e mezza, e così fu, come è detto qui, verso l'ora sesta Vedi Gill su "Atti 3:1"

10 Versetto 10. E divenne molto affamato,

Essendo a metà giornata, quando si era soliti mangiare; e forse quel giorno non aveva mangiato nulla, perché quelle che erano considerate le persone più religiose che non mangiano nulla prima della Minchah:

e avrebbe mangiato; sebbene gli ebrei dicano, un uomo non dovrebbe mangiare vicino alla Minchah, nemmeno minimamente, per timore che continui a farlo, e così trascuri le sue preghiere:

ma mentre si preparavano, mentre la famiglia di Simone preparava la cena, preparando il cibo per essa:

cadde in trance; o un'estasi, o un'estasi cadde su di lui; era ciò che era soprannaturale, e veniva dall'alto, e non sorgeva da alcuna causa naturale in lui; era come uscito dal corpo e interamente nello spirito; tutti gli organi del corpo e i sensi furono chiusi e tutti gli oggetti sensibili rimossi da lui; ed era tutto intento a ciò che gli era stato proposto nella visione, che lo riempì di meraviglia e di stupore

11 Versetto 11. e vidi il cielo aperto,

Non letteralmente, come al battesimo di Cristo e alla lapidazione di Stefano; ma in modo visionario, e che era un emblema dell'apertura e della rivelazione del mistero della chiamata dei Gentili, che in altre epoche non era stato reso noto, come lo fu ora e in seguito:

e un certo vaso che scende verso di lui, come se fosse stato un grande lenzuolo, che sembra rappresentare la chiesa di Dio, la cui origine viene dal cielo, e consiste di persone nate dall'alto, che hanno la loro condotta in cielo, e sono state progettate per essa; e specialmente come sotto la dispensazione del Vangelo, di cui Pietro ebbe una visione in questo modo emblematico; le cui dottrine e ordinanze vengono dal cielo: e che può essere paragonato a un lenzuolo di lino per la sua purezza e santità; mediante il sangue e la giustizia di Cristo, e la grazia del suo Spirito, e per quanto riguarda la sua disciplina e la sua condotta; e così a uno grande per la sua grandezza; poiché sebbene il numero dei suoi membri, se paragonato al mondo, sia piccolo, tuttavia in se stesso è un numero che nessun uomo può contare; e benché all'inizio fosse piccolo, tuttavia, essendo il Vangelo portato fra i Gentili, crebbe, e negli ultimi tempi sarà grande:

lavorare a maglia ai quattro angoli; che può denotare la predicazione del Vangelo, e la sua diffusione, e la fondazione di chiese da parte di esso nelle quattro parti del mondo; e anche la chiesa che è legata a Cristo, e i suoi membri gli uni agli altri,

e calò a terra; perché Pietro lo vedesse, e dove doveva continuare per un po', fino alla seconda venuta di Cristo, e quando l'intera chiesa dei primogeniti sarà calata di nuovo sulla terra; vedi Apocalisse 21:2

12 Versetto 12. in cui c'erano ogni sorta di bestie quadrupedi della terra,

Non come se fossero dipinti su di esso, e queste erano solo immagini e rappresentazioni di loro fatte sul lenzuolo di lino; ma come se davvero aggiungessero che fosse effettivamente vivo; poiché Pietro è poi chiamato a uccidere e mangiare: e questi progettano bestie a quattro zampe di ogni specie, che sono mansuete, distinte da quelle selvatiche, dopo menzionate, come cavalli, cammelli, buoi, pecore, maiali, cani, ecc

e bestie selvagge; leoni, tigri, pantere, orsi, ecc. Questa clausola è omessa nella copia alessandrina e nelle versioni latina e siriaca:

e cose striscianti; la copia di cui sopra e le versioni qui aggiungono, "della terra", che omettono nella prima frase; Questi intendono serpenti, serpenti, vermi, ecc.:

e uccelli del cielo; uccelli di ogni sorta: ora tutto ciò significa che la chiesa di Cristo, sotto la dispensazione del Vangelo, consiste di ogni sorta di persone, di tutte le nazioni, Giudei e Gentili, l'uno essendo considerato puro, l'altro impuro; di uomini di ogni sorta di temperamento e di indole, paragonabili a bestie selvagge o addomesticate; e di ogni sorta di peccatori, che prima della conversione sono stati peccatori maggiori o minori; così come denota che la distinzione del cibo sotto la legge cerimoniale era ora cessata. Questo non è inteso a rappresentare che ci sono del buono e del cattivo nelle chiese evangeliche, come certamente ci sono, e molto meno che le persone immorali devono essere accolte e trattenute lì; ma che coloro che sono stati di carattere più nero, se chiamati dalla grazia, dovrebbero essere ammessi in essi; e principalmente per mostrare che i Gentili ritenuti impuri, quando convertiti, non devono essere rigettati

13 Versetto 13. E una voce gli giunse:

Formata da un angelo, o meglio da Cristo stesso:

alzati, Pietro, uccidi e mangia; potrebbe essere in ginocchio quando è caduto in questa trance, essendo in preghiera, e quindi gli viene chiesto di alzarsi; e viene chiamato per nome, tanto più per incoraggiarlo a fare come gli è stato ordinato; e gli viene ordinato di uccidere e mangiare tutte le creature senza distinzione, che gli sono state rappresentate nel foglio; e lo scopo di ciò era di insegnargli che la distinzione tra creature pure e impure nella legge era ora abolita, e che gli uomini potevano legittimamente mangiare di tutto ciò che volevano; e che potesse e dovesse senza alcuna differenza conversare con ogni sorta di uomini, Giudei e Gentili, circoncisi e incirconcisi, e predicare il Vangelo l'uno all'altro come all'altro, e mantenere una comunione e una comunione ecclesiastica con tutti ugualmente allo stesso modo

14 Versetto 14. Ma Pietro rispose non così: Signore,

Dio non voglia che io faccia questo, così contrario alla legge di Dio e alla mia pratica, per tutto il corso della mia vita:

perché non ho mai mangiato nulla di comune o impuro; in senso cerimoniale, che era di uso comune tra i Gentili, ma impuro secondo la legge di Mosè: ciò dimostra che Pietro si atteneva ancora strettamente alla legge cerimoniale, né sapeva che era stata abolita da Cristo; e nonostante l'incarico dato a lui e agli altri apostoli di predicare il Vangelo ad ogni creatura, e gli straordinari doni di parlare in diverse lingue a tale scopo, conferiti loro nel giorno di Pentecoste; eppure lui e loro rimasero molto estranei alla chiamata dei Gentili e all'ammissione di essi a una conversazione civile e religiosa con loro; la conoscenza di ogni verità non fu loro comunicata subito, ma gradualmente, spingendo il Signore a illuminare le loro menti

15 Versetto 15. E la voce gli parlò di nuovo per la seconda volta:

Le seguenti parole,

ciò che Dio ha purificato; cioè, ha dichiarato puro e lecito essere usato, poiché ora aveva ogni sorta di cibo, Matteo 15:11 , Romani 14:14 , 1Timoteo 4:4

[che] non chiami impuro; o dichiararlo profano o impuro, e non è lecito usarlo: e lo stesso vale per gli uomini, così come per le cose; poiché, come il Signore aveva detto a Pietro, che non c'era nulla di comune in se stesso, o impuro, e inadatto all'uso; così che nessun uomo, né un Gentile, né un Barbaro, né uno Scita, né chi volesse, era comune o impuro, e la sua compagnia doveva essere evitata come tale. Le distinzioni sia di uomini che di carni dovevano ora essere messe da parte; e gli stessi Giudei ammettono che ciò che ora è impuro, sarà puro nel tempo avvenire, o nei tempi del Messia; dicono,

"ogni bestia che è impura in questo mondo, il santo Dio benedetto מטהר אותה, la purifica, nel tempo a venire, (i tempi del Messia,) come erano in principio puri per i figli di Noè Genesi 9:3, pertanto, come l'erba era pura per tutti, e come le bestie erano pure per i figli di Noè; così anche nel tempo avvenire egli perderà ciò che ha legato, o proibito".

E in particolare osservano che un maiale è chiamato הזיר da הזר, "tornare", perché il Signore lo restituirà a Israele.

16 Versetto 16. Questo è stato fatto tre volte,

Cioè, o la voce pronunciò le stesse parole tre volte, o il foglio fu calato tre volte; e può essere entrambe le cose; può darsi che ogni volta che la voce veniva pronunciata, il foglio veniva calato: ciò fu fatto non per un significato mistico nel numero tre, ma per la conferma di Pietro, affinché potesse essere più fermamente sicuro della verità delle cose a lui rappresentate:

e il vaso fu ripreso in cielo; per denotare che quando l'assemblea generale e la chiesa dei primogeniti, i cui nomi sono scritti nei cieli, sia Giudei che Gentili, saranno tutti radunati, mediante la predicazione del Vangelo a loro, saranno assunti in cielo, loro luogo originale e nativo, e saranno per sempre con il Signore; così come per certificare a Pietro, che ciò che ora gli era stato mostrato sulla terra, riguardo alla rimozione della distinzione degli uomini e delle cibi, era stato ratificato in cielo

17 Versetto 17. Ora, mentre Pietro dubitava in se stesso,

Perché, nonostante ciò che aveva udito e visto, non aveva subito una piena conoscenza della questione. La copia più antica di Beza recita: "come era in se stesso, dubitava"; cioè, quando tornò in sé, perché prima era, per così dire, fuori di sé, ed era in trance, o estasi; e ora tornato in sé, e riflettendo su ciò che aveva visto e udito, aveva alcuni dubbi ed esitazioni nella sua mente:

che cosa avrebbe significato questa visione che aveva avuto; che cosa dovrebbe significare il vaso o il lenzuolo, che cosa dovrebbe significare le bestie a quattro zampe, ecc. perché dovrebbe essere chiamato ad alzarsi, uccidere e mangiare tali creature, e cosa dovrebbe essere progettato dalla purificazione di Dio; E mentre egli rigirava queste cose nella sua mente, e in una certa incertezza su di esse, accadde provvidenzialmente qualcosa, che fu una chiave per lui, e gli aprì chiaramente l'intera visione:

ecco, gli uomini che erano stati mandati da Cornelio avevano fatto domanda per la casa di Simone; erano giunti a Ioppe, e, secondo l'ordine loro ordinato, avevano consultato e trovato la casa di Simone il conciatore, dove si trovava Pietro.

e si fermò davanti alla porta; della casa; forse bussando, per far uscire dentro di loro qualcuno di cui chiedere di Pietro

18 Versetto 18. E chiamò, e chiese,

Cioè, chiamarono la gente di casa, la famiglia di Simone; e in modo civile e cortese chiese loro:

se Simone, che era soprannominato Pietro; Essi dissero che lo distinguevano da Simone, padrone di casa, e come era stato ordinato a Cornelio, ed essi furono da lui istruiti, e di lui si domandarono se egli

vi erano alloggiati; la versione etiopica aggiunge, senza alcun fondamento per essa, "e il luogo dove si fermarono era la camera di Pietro"

19 Versetto 19 Mentre Pietro pensava alla visione,

Il che lo divertiva molto, gli compensava l'animo e pensava a quale dovesse essere il significato e il disegno:

lo Spirito gli disse; lo Spirito Santo di Dio, sia con una voce articolata, sia con un impulso nella sua mente;

ecco, tre uomini ti cercano; la versione araba omette la parola "tre": lo Spirito di Dio è onnisciente e conosce tutte le cose; se le cose profonde di Dio, allora molto di più l'uomo, e le cose dell'uomo

20 Versetto 20. Alzati, dunque, e scendi,

Dall'alto della casa dove si trovava:

e va' con loro; i tre uomini, a Cesarea

non dubitare di nulla; se è giusto o sbagliato, lecito o illecito, andare con loro, perché non Giudei, ma Gentili incirconcisi, lasciando da parte tutti questi scrupoli giudei.

poiché io li ho mandati: si dice che lo Spirito di Dio faccia ciò che Cornelio fece per sua istigazione e direzione, indicato da un angelo che gli mandò (Atti 10:5,8).

21 Versetto 21. Allora Pietro scese dagli uomini,

La versione etiopica aggiunge, "dal terzo piano"; al luogo in cui si trovavano gli uomini: la seguente clausola:

che gli furono inviate da Cornelio, non si trova nell'esemplare più antico di Beza, né nell'esemplare alessandrino, né nelle versioni latina della Vulgata, del Siriaco, dell'Arabo e dell'Etiope.

e disse: Ecco, io sono colui che cercate; Senza essere chiamato da nessuno della famiglia, scese, e senza essere informato in quel modo di chi gli uomini chiedessero; essendogli stato suggerito dallo Spirito di Dio, egli dichiarò di essere la persona che cercavano, e pose loro questa domanda:

Qual è la causa per cui siete venuti? poiché ciò non gli è stato intimato dallo Spirito; Gli fu solo detto che c'erano tre uomini che lo cercavano, e gli fu chiesto di andare con loro, senza alcuno scrupolo o esitazione; ma non fu suggerito per cosa fossero venuti, o che cosa dovesse andare con loro

22 Versetto 22. Risposero: "Cornelio, il centurione,

Una certa persona, di nome Cornelio, romano o italiano, come mostra il suo nome, e per ufficio un "centurione", che era più di cento soldati: un uomo giusto; davanti a Dio, e ai suoi occhi, mediante l'imputazione della giustizia di Cristo a lui; e che era un uomo nuovo, creato nella giustizia e nella vera santità; e vissero sobriamente, rettamente e piamente, e praticarono la giustizia fra gli uomini; e così era proprio agli occhi degli uomini, il che era molto raro in un Gentile e in un soldato:

e uno che teme Dio; il vero Dio, il Dio d'Israele, e lo adorava, sia internamente che esternamente; poiché entrambi i tipi di culto sono inclusi nel timore di Dio:

e di buona reputazione fra tutta la nazione dei Giudei; che sapeva qualcosa di lui, specialmente a Cesarea, dove vivevano molti Giudei, e anche molti dei loro dottori più celebri: e questo è il più osservato, per indurre Pietro, un Giudeo, ad andare con loro da lui, poiché il suo carattere era così buono, ed era in così grande credito e stima presso il popolo; perché doveva essere qualcosa di straordinario per avere la loro buona parola, colui che aveva tanta avversione per i pagani incirconcisi in generale: quest'uomo, aggiungono,

fu avvertito da Dio per mezzo di un santo angelo di mandarti a chiamare nella sua casa; Essi insinuano con la presente che non lo ha mandato a chiamare da sé, non è stato spinto a farlo da alcuna sua fantasia o curiosità in lui; né avrebbe dovuto presumere di aver usato tale libertà con Pietro, se non di aver ricevuto alcune istruzioni da Dio stesso, che gli aveva mandato un angelo santo e gli aveva ordinato di mandare degli uomini a Ioppe, e di prendere Pietro da lì a casa sua, per il fine che è stato menzionato in seguito: e per ascoltare le parole di te: le dottrine del Vangelo e le sue ordinanze, affinché, insegnate dall'uno, egli e i suoi si sottomettano all'altro

23 Versetto 23. Poi li chiamò dentro,

Nella casa di Simon; non "in casa sua", come aggiunge la versione etiope; si trovavano ancora fuori, davanti al cancello della casa; senza dubbio li accolse con il permesso di Simone, suo ospite, e pose loro davanti delle provviste, e li alloggiò quella notte.

e la mattina Pietro se ne andò con loro; il mattino seguente partì con loro verso Cesarea:

e alcuni fratelli di Ioppe lo accompagnavano; erano sei, come risulta da Atti 11:12 questi andarono con lui, non solo per fargli compagnia, ma per rispetto verso di lui; ma per essere testimoni di ciò che si poteva vedere, udire, dire o fare, e per Pietro, se ci fosse stata l'occasione per farlo, come accadde in seguito

24 Versetto 24. E l'indomani, dopo che entrarono a Cesarea,

Così che un giorno, e parte di un altro, erano in viaggio:

e Cornelio li attese; aveva un ardente desiderio di udire la parola dalla bocca di Pietro; e desiderava ardentemente e aspettava la sua venuta, con gli uomini che gli mandava a chiamare; e lui e la sua famiglia erano in attesa, e pronti ad ascoltare la parola, quando l'apostolo di Cristo sarebbe venuto: sarebbe bene che questo fosse sempre il caso degli ascoltatori della parola, per riunirsi prima che arrivino i loro ministri; e li aspettate, e li aspettate pienamente, e pronti a riceverli, e le parole di grazia che escono dalle loro labbra,

e aveva convocato i suoi parenti e amici intimi; o necessari: non solo i suoi parenti secondo la carne, che potevano essere nella banda italiana, ma la sua conoscenza più intima, con la quale era in strettissima amicizia; che possono essere chiamati "necessari", come lo sono sia dai Greci che dai Romani, perché sono spesso necessari per l'assistenza e il consiglio: ciò mostra la vera grazia di Dio in lui, che ovunque sia, mette l'uomo a cercare il benessere spirituale ed eterno di tutti coloro di cui si occupa, e specialmente dei suoi parenti e amici

25 Versetto 25. E mentre Pietro entrava,

Non nella città di Cesarea, poiché il suo ingresso è già stato menzionato prima, ma nella casa di Cornelio.

Cornelio gli andò incontro e cadde ai suoi piedi; per testimoniare il suo grande affetto per lui e la sua riverenza:

e lo adorarono; non con un'adorazione religiosa, o con un culto dovuto a Dio; perché ciò sarebbe stato contrario al suo carattere di uomo devoto e che temeva Dio; ma con culto e rispetto civile, in cui potrebbe oltrepassare i giusti limiti, e quindi è ripreso da Pietro: né potrebbe prenderlo per un angelo di Dio, o per uno inviato immediatamente dal cielo a lui; perché era stato informato chi era, e che cosa era, e da dove veniva, e che cosa doveva fare

26 Versetto 26. Ma Pietro lo sollevò,

mentre giaceva ai suoi piedi, lo sollevò e lo mise sulle sue gambe,

dicendo: alzati; e continuare in questa posizione:

Anch'io sono un uomo; un uomo mortale, un uomo di passioni simili agli altri, non migliore degli altri per natura: e fu per grazia, e non per merito suo, che fu un credente in Cristo, e un suo apostolo; e quindi scelse di non avere alcun omaggio e rispetto distintivo nei suoi confronti, e specialmente in modo eccessivo e stravagante; che, sebbene non progettato, potrebbe portare in sé una suggestione, come se fosse più di un uomo

27 Versetto 27. E mentre parlava con lui,

Riguardo all'eccessivo rispetto che gli mostrava, e alla sua infermità, fragilità e indegnità, come creatura:

Entrò; alla casa di Cornelio, alla porta e attraverso il portico, a una stanza interna e a un appartamento in essa:

e ne trovai molti che si erano radunati; oltre alla sua famiglia, molti dei suoi parenti e amici intimi, che aveva riunito in questa occasione, affinché potessero ricevere qualche vantaggio, così come lui stesso

28 Versetto 28. Ed egli disse loro:

Tutta la schiera che si era radunata, che erano principalmente, se non del tutto Gentili,

Voi sapete che è una cosa illecita; ciò che è proibito dalla legge di Mosè, Deuteronomio 7:2,3 e dalle tradizioni degli anziani, che portano la questione più lontano di quanto facesse la legge, e la rendevano molto criminale:

per un uomo che è Giudeo, per stare in compagnia di qualcuno di un'altra nazione o per venire da uno di un'altra nazione; oltre a stipulare patti e matrimoni con loro, che erano proibiti dalla legge, sebbene permettessero scambi e commerci con i Gentili, ma non avevano alcuna conversazione familiare con loro; era proibito mangiare e bere qualsiasi tipo di liquore con loro nelle loro case, né potevano camminare con loro per le strade, o per la strada; dice Maimonide:

"è proibito a un Giudeo di unirsi ai Gentili, perché sono sospettati di spargere sangue, e non può unirsi a loro per strada; se incontra un Gentile per strada, lo fa volgere a destra; se salgono per ascesa, o scendono per discesa, l'Israelita non può essere in basso, e il Gentile in alto: ma l'Israelita deve essere in alto, e il Gentile in basso, affinché non piombi su di lui e lo uccida; e non può andare nemmeno con (o al suo fianco) per non rompersi il cranio".

Si dice di alcuni rabbini, che videro arrivare un certo uomo;

"dice R. Chiyah, andiamocene, forse quest'uomo è un Gentile idolatra, o uno della gente della terra, ed è proibito unirsi a lui per strada".

Consideravano impure le case dei Gentili, e quindi non vi entravano: Vedi Gill su "Giovanni 18:28"

Sì, dicono, che:

"il cortile di un estraneo (o gentile) è come la dimora di una bestia".

Una tale avversione c'era in quel popolo per tutta la società civile con i Gentili: e così Apoltonio dice di loro, che

"non solo si allontanarono dai Romani, ma da tutti gli uomini, vivendo una vita separata dagli altri; né comunicavano a tavola con gli altri; né nelle cose sacre, né in alcuna cerimonia";

e questo era ben noto agli Ebrei e ai Gentili:

ma Dio me l'ha mostrato; in parte per la visione che aveva avuto, in parte per il discorso con gli uomini che venivano da Cornelio da lui; e confrontando insieme la visione e il loro messaggio per lui, vide che non era obbligato a rispettare i costumi e le leggi dei Giudei, ma gli fu mostrato, come egli dice:

che non chiami nessuno impuro o impuro; cioè, in senso cerimoniale; perché altrimenti, tutti sono moralmente impuri per natura; e nessuno è puro, se non coloro che sono lavati nel sangue di Cristo, e sono giustificati per la sua giustizia, e santificati dal suo Spirito: egli vide che ora non c'era più differenza tra Giudei e Gentili; che l'uno non era puro a causa della sua circoncisione, né l'altro impuro a causa della sua incirconcisione, o da evitare per questo motivo; che il Vangelo doveva essere predicato a tutti; e che ogni credente, di qualsiasi nazione, era accettevole a Dio, e doveva essere considerato dai suoi ministri e dal suo popolo

29 Versetto 29. Perciò sono venuto da voi, senza contraddizione,

Prontamente e allegramente, senza obiettare, o dire una parola contro di esso, o trovare qualsiasi scusa per rimandarlo:

non appena fui mandato a chiamare, egli acconsentì immediatamente ad andare, non appena i messaggeri di Cornelio lo informarono del loro messaggio, essendo stato precedentemente ordinato di farlo dallo Spirito di Dio, sebbene non partì con loro fino al giorno successivo, essendo più conveniente e conveniente.

Vi domando dunque per quale intenzione avete mandato a chiamarmi? Disse questo, non come ignorante della vera causa, perché aveva chiesto ai messaggeri, che lo avevano informato della ragione di ciò; ma era disposto ad averlo dalla bocca di Cornelio stesso; non solo per ulteriori conferme, ma per ordine pubblico, per condurlo regolarmente a ciò che aveva da dire

30 Versetto 30. E Cornelio disse:

La versione siriaca aggiunge: "a lui", all'apostolo; Disse quanto segue, in modo molto sottomesso e umile:

quattro giorni fa ho digiunato fino a quest'ora; nel testo greco si legge: dal quarto giorno fino a quest'ora digiunavo, il che sembra che egli avesse digiunato quattro giorni, e stesse ancora digiunando a quell'ora; sebbene la Vulgata latina e le versioni etiopi tralascino la frase "Digiuno": ma il senso che la nostra versione e altre danno è il più vero; che quattro giorni fa, o contando quattro giorni fa, Cornelio digiunava in quel giorno, fino a quel tempo in quel giorno come ora era in questo giorno presente; e che forse potrebbe essere l'ora nona, o le tre del pomeriggio: il resoconto dei giorni concorda esattamente; appena Cornelio ebbe avuto la visione, mandò degli uomini a Ioppe, il che avvenne un giorno; l'indomani giunsero a Giaffa, il che fa due giorni; Pietro li ha alloggiati lì tutta la notte, e il giorno dopo si è messo in viaggio con loro, così avete tre giorni; il giorno dopo, che era il quarto, entrò a Cesarea e giunse a casa di Cornelio, dove si trovava ora.

e all'ora nona pregai in casa mia; che era uno dei momenti di preghiera stabiliti; vedi Gill su " Atti 3:1 "

Ed ecco, un uomo stava davanti a me in abiti sfarzosi; o in una veste bianca, come recitano le versioni latina della Vulgata, del siriaco e dell'etiope: che era un emblema dell'eccellenza, della gloria e della purezza dell'angelo, e della divina maestà in lui: lo chiama uomo, perché è apparso in forma di uno, come facevano gli angeli

31 Versetto 31. e disse: "Cornelio, la tua preghiera è stata esaudita,

Ciò che ora faceva particolarmente a Dio, così come ad altri che gli aveva precedentemente proposto:

e le tue elemosine sono conservate in ricordo davanti a Dio; Vedi Gill su " Atti 10:4"

32 Versetto 32. Manda dunque a Ioppe,

Vedi Gill su "Atti 10:5", vedi Gill su "Atti 10:6"

che quando verrà ti parlerà, è tralasciato nella copia alessandrina, nella Vulgata latina e nelle versioni etiopiche, ma concorda con Atti 10:6,22

33 Versetto 33. Subito dunque ti ho mandato,

Disse questo, per mostrare la sua ubbidienza alla visione celeste e la sua fede in essa; e per allontanare da sé ogni sospetto di orgoglio, vanità e imperiosità: non mandò a chiamare l'apostolo di se stesso, ma per ordine divino; il che, appena l'ebbe, lo eseguì; In quell'istante chiamò i suoi servi, diede loro le istruzioni e li congedò.

e tu hai fatto bene a venire; una frase che esprime la benignità e la bontà di Pietro, e la gratitudine verso di lui per la sua venuta; non si trattava solo di fare ciò che era giusto agli occhi di Dio, ma era benigno in lui, e accettevole a Cornelio e alla sua casa:

ora dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio; il ricercatore dei cuori, il Dio onnisciente, che conosceva la sincerità delle loro intenzioni nell'incontrarsi, e l'ardore delle loro anime, e il loro fervente desiderio di ascoltare la parola: è una sorta di appello a Dio, per la verità di tutto questo: nella copia più antica di Beza, e nella Vulgata latina, le versioni siriaca ed etiopica si leggono davanti a te; davanti all'apostolo: per ascoltare tutte le cose che ti sono comandate da Dio, o dal Signore, come si legge nella copia alessandrina e nella Vulgata latina, cioè del Signore Gesù Cristo, e progetta tutte le cose, sia per quanto riguarda la dottrina che la pratica, che Cristo aveva comandato ai suoi apostoli di insegnare: e in particolare, ciò che aveva ordinato a Pietro di istruire Cornelio e i suoi amici

34 Versetto 34. Allora Pietro aprì la bocca,

Vedi Gill in " Atti 8:35"

E disse: In verità capisco che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone; che deve essere compreso, non delle sostanze degli uomini, ma dello stato e della condizione esteriore, delle circostanze e delle qualità degli uomini; egli rispetta le persone proprie degli uomini stessi, ma non a causa del loro aspetto esteriore; non preferisce né disprezza gli uomini, a causa del fatto che appartengono a questa o all'altra nazione, come Giudei o Gentili; o perché sono circoncisi, o non circoncisi; o perché sono alti o bassi, ricchi o poveri, liberi o legati, o simili: il vero senso qui è che Dio non apprezzava nessuno di più, perché era un Giudeo e circonciso, né nessuno di meno, perché era un Gentile e incirconciso; e l'apostolo trovò che questa era una verità certissima, di cui era pienamente persuaso; in parte per la visione che egli stesso ebbe e in parte per quella che ebbe Cornelio, e che tanto più lo confermò in questa faccenda: queste parole non militano affatto contro le dottrine dell'elezione personale e della riprovazione; e in verità, quegli atti in Dio, non sono in accordo con lo stato e la condizione esteriore degli uomini, o con le circostanze che li accompagnano, o con le qualità che hanno, interne o esterne; ma procedono interamente dalla volontà sovrana di Dio; Vedi Gill in "Romani 2:11"

35 Versetto 35. Ma in ogni nazione,

In qualsiasi nazione dei Gentili dell'impero romano e in qualsiasi parte, anche in Scizia o nelle parti più incolte dell'universo, così come in Giudea:

chi lo teme; Dio, non con un timore servile, o con il timore della punizione che gli sarebbe stata inflitta, con il timore dell'inferno e della dannazione, con cui Caino, il Faraone, Giuda, e persino gli stessi diavoli lo hanno temuto; né con un timore ipocrita; ma con un santo timore filiale; che è una benedizione del nuovo patto, scaturisce dall'amore di Dio, è una grazia impiantata nell'anima e nella rigenerazione, e include tutta la vera religione, sia esterna che interna; e la fede tra gli altri, senza la quale è impossibile piacere a Dio, o fare opere di giustizia accettevoli ai suoi occhi, come segue:

opera la giustizia, è gradito presso di lui; cioè, colui che da tali principi, come il timore del Signore; l'amore per lui, e la fede in Cristo, compie opere di giustizia, in particolare l'elemosina, come fece Cornelio, e che gli ebrei spesso chiamano צדקה, "giustizia"; vedi Gill su "Matteo 6:1", tale è accettevole, o gradito a Dio, sia di qualsiasi nazione voglia: si dovrebbe osservare che, sebbene Dio accetti da coloro che lo temono e operino la giustizia secondo un giusto principio e per un giusto fine, senza alcun riguardo per il fatto che siano circoncisi o non circoncisi, o al fatto che appartengano a questa o all'altra nazione, eppure il loro timore di lui e l'operare la giustizia non sono il motivo della loro accettazione; ma devono essere considerati come descrittivi delle persone che sono accettate da lui in Cristo; poiché non c'è accoglienza di persone o di servizi, se non in Cristo Gesù: i Giudei stessi dicono che

"I pii tra le nazioni del mondo avranno la loro parte e parte nel mondo a venire."

36 Versetto 36. La parola che Dio mandò ai figli d'Israele,

Ora l'apostolo entra nel suo sermone o discorso, di cui quanto sopra era solo una prefazione, o un'introduzione; e la sua sensazione è che la dottrina che stava per predicare loro fosse la dottrina del Vangelo; che piacque a Dio, per la sua infinita sapienza e ricca grazia, di inviare per primo al popolo dei Giudei, per mezzo del ministero degli apostoli: questa parola è talvolta chiamata la parola di Dio, di cui egli è l'autore; e la parola di Cristo, di cui egli è la somma e la sostanza; e la parola di salvezza, di cui solo la salvezza per mezzo di Cristo è la parte principale; e la parola di giustizia, perché in essa è rivelata la giustizia di Cristo, di fede in fede; e la parola stessa della fede, perché è il mezzo attraverso il quale la fede viene; e la parola di verità, perché non contiene altro che verità; e a volte, la parola di riconciliazione, perché annuncia la pace e la riconciliazione per mezzo di Cristo, come è significato in seguito: si dice che Dio mandi questa parola; il che dimostra che viene da lui, ed è di un originale divino, e quindi deve essere ricevuto, non come la parola dell'uomo, ma come: la parola di Dio; e si può dire che è stato "mandato", perché gli apostoli sono stati mandati con esso da Cristo; il quale li ordinò e li mandò a predicarlo nelle diverse città della Giudea; e che mostra che Cristo è Dio, che ha mandato questa parola per mezzo loro, e quindi il testo è una prova della sua divinità; e questo fu mandato ai figli d'Israele e a loro solo in un primo momento; agli apostoli fu proibito di andare per la via dei Gentili o di entrare in una qualsiasi delle città dei Samaritani; e sebbene il loro incarico fosse ora ampliato e potessero andare dai Gentili, non l'avevano ancora fatto, pubblicarono solo il Vangelo ai Giudei: la cui sostanza era:

predicando la pace per mezzo di Gesù Cristo: quella parola predicata, o predicarono gli apostoli nel ministero di essa; o piuttosto Dio, che mandò la parola per mezzo di loro, predicò per mezzo di loro la dottrina della pace e della riconciliazione, per mezzo del sangue di Cristo; ed essendo questa una dottrina così principale del Vangelo, il tutto è chiamato da esso, il Vangelo della pace e la parola della riconciliazione: per "pace" qui si intende non la pace con le creature della terra, le bestie dei campi, che, a causa del peccato degli uomini, sono diventate per loro fastidiose; né la pace con gli uomini, che è desiderabile e da ricercare, e per un uomo buono il Signore fa sì che i suoi nemici siano in pace con lui; né la pace con i santi, che dovrebbe essere mantenuta con ogni mezzo, e che dovrebbe regnare nel cuore del popolo di Dio, e alla quale il Vangelo lo chiama; ma la pace con Dio, che è stata infranta dal peccato dell'uomo, che ha riempito la sua mente di inimicizia verso Dio; e ora è incapace di restaurarla e di riconciliarsi con Dio; non ha né l'indole, né la capacità di adempierlo; ma Cristo ne è l'unico autore: si tenne un concilio di pace, in cui fu tracciato lo schema; fu stipulato un patto di pace tra il Padre e il Figlio; Cristo è stato provveduto, promesso e profetizzato, come colui che opera la pace; Egli è venuto al mondo per questo scopo; il castigo della nostra pace è stato posto su di lui, ed egli l'ha procurata con la sua obbedienza e le sue sofferenze; e la morte: e questo è ciò che il Vangelo pubblica; non la pace fatta dagli uomini, con il loro pentimento, umiliazione e opere di giustizia; ma fatto da Cristo, il Principe della pace, dal suo sangue e dal suo sacrificio: e non come da essere fatto da lui, o da qualsiasi altro, ma come già fatto; essendo non solo un piano disegnato, ma eseguito, un'opera finita; e ciò non condizionatamente, se gli uomini si pentiranno, crederanno e obbediranno, ma assolutamente, come una cosa fatta, e non dipendente da alcuna condizione richiesta all'uomo; e questa è una meravigliosa benedizione, che viene fatta in termini onorevoli, e così duratura, e porta con sé una serie di altre benedizioni; e questo essendo un articolo del Vangelo, fa sì che ciò sia una buona notizia, e davvero una buona novella: e queste dottrine della pace con Dio mediante il sangue di Cristo, e della riconciliazione per il peccato mediante il suo sacrificio, dovevano essere predicate a coloro che erano lontani, e a coloro che sono vicini, sia ai Giudei che ai Gentili; Per rafforzare tale osservazione, viene aggiunta la seguente clausola messa tra parentesi:

egli è il Signore di tutti: di tutto il mondo e di tutte le cose che sono in esso; di tutte le nazioni del mondo, sia dei Gentili che dei Giudei, e in particolare degli eletti di Dio tra entrambi; e perciò farà predicare il Vangelo a uno, come a un altro; Efesini 2:17

37 Versetto 37. La parola [io dico] tu lo sai,

Per fama e notizia comune, che da alcuni anni era stata pubblicata da Giovanni Cristo e dai suoi apostoli in Giudea e Galilea; specialmente alcune parti di esso, o punti in esso, come l'apostolo menziona in seguito, devono essere giunti ai loro orecchi:

che fu pubblicato in tutta la Giudea; da Cristo, dai suoi dodici apostoli e dai settanta discepoli; i quali erano stati mandati da lui in tutti i luoghi, dove egli stesso sarebbe venuto.

e partì dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicava; cioè, dopo che Giovanni ebbe cominciato a predicare l'ordinanza del battesimo in acqua, e ad amministrarla; il che fu fatto, per far interrogare i Giudei sul Cristo, e per manifestarlo in Israele; dopo di che la parola del Vangelo cominciò rapidamente ad essere predicata da Cristo e dai suoi apostoli, e ciò in Galilea; perché qui Cristo cominciò a predicare se stesso, e qui chiamò i suoi apostoli e li mandò a predicare

38 Versetto 38. Come Dio unse Gesù di Nazaret,

E così dichiarò che era il Cristo, che era stato promesso ai Giudei e da loro atteso; l'unto profeta, sacerdote e re; il quale, poiché i suoi genitori abitavano a Nazaret, ed egli vi fu educato, e quivi principalmente predicava e faceva i suoi miracoli, fu chiamato con disprezzo Gesù di Nazaret, e lui Dio unto, con

lo Spirito Santo e con potenza; con i doni e le grazie dello Spirito, senza misura; è rappresentato dalla discesa dello Spirito, come una colomba su di lui al suo battesimo, ed è ciò che in Salmi 45:7 è chiamato "l'olio della letizia". La persona unta è altrove rappresentata come una persona divina; come Dio, e il Figlio di Dio, Salmi 2:6,7, 45:6,7 ma qui sotto il suo carattere più spregevole, per il quale era conosciuto tra gli uomini, perché era nella sua natura umana, che era unto; e questa unzione appartiene a lui, come considerato nella sua funzione d'ufficio; da cui è chiamato il Cristo, o unto da Dio. Il suo untore è Dio, che deve essere compreso da Dio Padre, che è il Dio di Cristo, e lo stesso che unge il suo popolo, 2Corinzi 1:21 e nessuno se non Dio può ungere con lo Spirito Santo; ed è lui, con il quale qui si dice che Cristo è unto; che è paragonato all'olio, in allusione all'olio dell'unzione sotto la precedente dispensazione, usato per l'unzione delle persone, dei profeti, dei sacerdoti e dei re, e del tabernacolo, e dei suoi vasi; all'olio che fu versato sul capo di Aronne, che scorreva fino ai lembo delle sue vesti, emblematico dello Spirito versato su Cristo, il capo, e che da lui discende su tutte le membra del suo corpo; e all'olio comune, sia per ornamento che per ristoro: si aggiunge "potenza", che non è altro che un altro nome per lo Spirito Santo, Luca 24:49. E un ramo particolare dei doni straordinari e incommensurabili dello Spirito, conferitigli come uomo, era il potere di fare miracoli, perché ne consegue:

chi andava in giro; il paese di Giudea e tutta la Galilea; che mostra laboriosità, diligenza e diletto:

fare del bene; sia ai corpi che alle anime degli uomini; a questi ultimi, predicando loro il Vangelo; e ai primi, guarendo tutte le loro malattie, di qualsiasi specie: fece ciò che nessuno dei figli di Adamo poteva fare, perché non c'è nessuno di loro che faccia il bene, nemmeno uno, Romani 3:10 era buono lui stesso, essenzialmente e naturalmente buono, e perciò fece il bene, e non fece altro che bene: non conobbe peccato, non ne fece alcuno, né se ne trovò in lui; e fece sempre il bene, ciò che era secondo la volontà di Dio, e gradito ai suoi occhi; e senza di lui non si fa nulla di buono, nemmeno dal suo stesso popolo; hanno da lui tutta la grazia e la forza, con cui compiono le cose buone che fanno: egli è l'opposto di Satana, che va in giro a fare tutto il male che può; e deve essere imitato dai suoi seguaci, i quali, secondo l'opportunità, devono fare del bene a tutti gli uomini, specialmente alla famiglia della fede

e guarire tutti quelli che erano oppressi dal diavolo; sia nel corpo, come "lunatici, epilettici e indemoniati"; e nell'anima, quelli che da lui erano stati condotti prigionieri,

perché Dio era con lui; come suo Figlio, essenzialmente, attraverso l'unione con lui; e come uomo, dalla culla alla croce, sostenendolo e assistendolo, e confortandolo con la sua graziosa presenza; e con vari esempi, mostrando che veniva dal cielo e aveva una missione e un incarico divini; che se non lo avesse fatto, non sarebbe mai stato incoraggiato e assistito com'era, come uomo, e non avrebbe mai potuto fare le cose che ha fatto: la versione etiope dice molto erroneamente: "perché Dio era con loro"; Giovanni 3:2, 8:29

39 Versetto 39. E noi siamo testimoni di ogni cosa,

Cioè, Pietro, e il resto degli apostoli, furono testimoni, sì, testimoni oculari, del fatto che Cristo andava in giro da un luogo all'altro, e del bene che faceva dappertutto, e dei miracoli che operava; e anche di ogni cosa

cosa che fece sia nel paese dei Giudei; che comprende non solo la Giudea, ma anche la Galilea e oltre il Giordano;

e a Gerusalemme; la metropoli della Giudea:

che uccisero e appesero a un albero; che i Giudei misero a morte; poiché è stato per loro istigazione, e su loro richiesta, è attribuito a loro; e che, non contento di alcuna morte, desiderava che fosse crocifisso o appeso a un legno; in parte a causa del dolore e della tortura che ne derivavano, e in parte a causa della vergogna e dell'ignominia che l'accompagnavano; così come per gettare via lo scandalo della sua morte da se stessi ai Romani, essendo la crocifissione una punizione romana

40 Versetto 40. Dio lo ha risuscitato il terzo giorno,

Secondo le Scritture, in particolare Osea 6:2. La risurrezione di Cristo, sebbene a volte sia attribuita a se stesso, come Dio, per mezzo della quale è stato dichiarato essere il Figlio di Dio, tuttavia generalmente a Dio Padre, come qui:

e glielo mostrò apertamente; in un corpo glorioso, eppure numericamente lo stesso in cui viveva e soffriva prima, in modo da essere ascoltato, visto e maneggiato; per mezzo della quale fu data piena prova della verità della sua risurrezione, nella quale egli apparve il vincitore della morte e della tomba

41 Versetto 41. Non a tutto il popolo,

dei Giudei che lo crocifissero; né a tutto il corpo dei cristiani, benché un tempo si trattasse di un gran numero, anche di cinquecento fratelli in una sola volta.

ma ai testimoni scelti prima di Dio; da Cristo stesso, che è Dio,

anche a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo che è risuscitato dai morti; vale a dire, agli apostoli, con i quali conversava familiarmente a volte, per lo spazio di quaranta giorni dopo la sua risurrezione; e la copia più antica di Beza; e la versione etiope qui aggiunge: "quaranta giorni"; e in particolare a volte mangiava e beveva con loro; Luca 24:42,43, Giovanni 21:12,15 e sebbene il bere non sia menzionato, è incluso nel mangiare, come in Luca 7:36 per cui non c'è bisogno di collegare l'ultima frase, "dopo essere risorto dai morti", con l'ultima parte del versetto precedente, come fanno alcuni, per questo motivo

42 Versetto 42. Ed egli ci comandò di predicare al popolo,

Non solo degli Ebrei, ma dei Gentili; a tutte le nazioni, a tutto il mondo e ad ogni creatura; poiché l'apostolo sembra riferirsi all'incarico dato a lui, e agli altri apostoli, dopo la risurrezione di Cristo, Matteo 28:19-20 Marco 16:15-16

E per testimoniare che egli è colui che è stato ordinato da Dio, per essere il Giudice dei vivi e dei morti: la predicazione del Vangelo è una testimonianza di Cristo, o un portare una testimonianza per lui; e tra le altre a questa verità, che egli era da tutta l'eternità nel concilio e nel patto di grazia; costituito da Dio per avere ogni potere in cielo e in terra; e non solo per giudicare e governa la sua chiesa e il suo popolo sulla terra, ma per essere il Giudice di tutti gli uomini all'ultimo giorno, di quelli che saranno trovati vivi alla sua venuta, e di quelli che sono morti; che saranno risuscitati e compariranno davanti al suo tribunale, per ricevere la giusta sentenza; e sebbene ciò non sia espresso nell'incarico dato agli apostoli, tuttavia vi è implicito; Matteo 28:18 Che ci sarà un giudizio generale all'ultimo giorno è certo, dalla ragione delle cose; dalla relazione delle creature con Dio come loro Creatore, verso il quale sono responsabili della loro condotta e delle loro azioni; dalla giustizia di Dio, che lo richiede, che non si svolge nello stato presente delle cose; e ha una testimonianza nelle coscienze degli uomini, che i più audaci degli infedeli, a volte, mostrano con i timori di cui sono posseduti al riguardo; ed è abbondantemente chiaro dalla rivelazione, dagli scritti dell'Antico e del Nuovo Testamento; da dove sembra che sia futuro, deve ancora venire; che è certo, essendo stato nominato da Dio, sebbene il tempo per gli uomini sia incerto; che sia universale e raggiunga tutti gli uomini, giusti e malvagi, veloci e morti, e tutte le azioni, buone e cattive, aperte e segrete; e che sarà giusto e sarà amministrato secondo le più severe regole di giustizia ed equità; e che è eterna; non che continuerà sempre, ma si rifletterà nella determinazione degli stati degli uomini per tutta l'eternità: ora Cristo è costituito per fare quest'opera, è stato ordinato ad essa nei propositi di Dio dall'eternità; Questo fu stabilito nel patto tra loro; e per l'esecuzione del quale, gli è stato dato ogni potere e autorità come Mediatore: e per questo è qualificato in ogni modo: egli è di grande e infinita maestà, essendo il Dio potente; di grande sagacia e sapienza, avendo, come Mediatore, lo spirito della sapienza e della conoscenza su di lui, per mezzo del quale è di rapido intendimento e discernimento; ed egli è di grande fedeltà e integrità, e non giudicherà secondo la vista dei suoi occhi e l'udito dei suoi orecchi, ma con giustizia ed equità, e farà ciò che è giusto; e soprattutto, in quanto è onnisciente, e conosce i segreti di tutti i cuori, e quindi capace di portare ogni opera in giudizio, con ogni cosa segreta; e anche onnipotente, e così capace di risuscitare i morti, convocare tutte le nazioni davanti a lui, separare i malvagi dai giusti, e non solo denunciare le giuste sentenze su di loro, ma eseguirli

43 Versetto 43. A lui rendi testimonianza tutti i profeti,

Come Davide, Salmi 32:1,2,5 103:3 Isaia 43:25, 44:22, 53:5, 55:7 Geremia 31:34 Ezechiele 36:25 Daniele 9:9,24 Os 14:2,4 Michea 7:18 Zaccaria 3:4,9 13:1 Malachia 3:17

che chiunque crede in lui riceva per mezzo del suo nome la remissione dei peccati; il significato è che chiunque crede in Cristo con una fede giusta e vera, con il cuore, riceverà, non come ciò che la sua fede procura o merita, ma come dono della grazia di Dio, il perdono gratuito e pieno dei suoi peccati, per mezzo di Cristo; attraverso l'effusione del suo sangue e la virtù del suo sacrificio. Cristo fu esposto nei propositi di Dio, nei tipi, nelle figure e nei sacrifici della legge, e nelle promesse e profezie dell'Antico Testamento, come colui che avrebbe ottenuto la remissione dei peccati mediante il suo sangue, senza il quale non c'è remissione; Egli è venuto nella pienezza dei tempi e ha versato il suo sangue per questo scopo, e di conseguenza è procurato da esso; e questo è pubblicato nel Vangelo eterno, che chiunque crede in Cristo, non con una fede storica o temporanea, o solo nella professione, ma con la fede degli eletti di Dio, che è il dono di Dio, e l'opera del suo Spirito, che opera per mezzo dell'amore e rende prezioso Cristo, la riceverà come un dono gratuito; poiché non deve essere acquistato con denaro, né ottenuto con opere di giustizia, né procurato con il pentimento, né con alcuna cosa fatta dalla creatura, ma è secondo le ricchezze della grazia e della misericordia divina: per il nome di Cristo: per mezzo del sangue di Cristo, che è stato versato per esso; per la potenza di Cristo, come Dio, che sa perdonarlo; e per le mani di Cristo, come Mediatore, che è esaltato per elarglirlo; e per amore di Cristo, e della sua mediazione, il cui sangue lo invoca ad alta voce; e chiunque guarda a lui per fede, l'avrà, di qualunque sesso, stato o condizione siano, di qualsiasi popolo o nazione, e quanto grandi siano stati i peccatori, e sia che siano credenti deboli o forti. In alcune copie si legge: "per il suo sangue"

44 Versetto 44. Mentre Pietro pronunciava ancora queste parole,

Mentre parlava così di Cristo, della sua persona, dei suoi miracoli, della sua morte e risurrezione e dell'efficacia del suo sangue per il perdono, prima di aver finito di parlare,

lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udirono la parola. Questo non deve essere inteso per le operazioni dello Spirito di Dio sulle anime degli uomini, sotto il ministero della parola; sebbene sia vero che lo Spirito di Dio accompagna la predicazione del tuo Vangelo, e non solo qualifica gli uomini per esso, e li assiste in esso, ma lo rende efficace per molti che lo ascoltano: gli ascoltatori della parola mentono sulla via delle graziose operazioni dello Spirito; e i doni e le grazie dello Spirito sono dati alle persone, o lo Spirito scende su di loro con tali mezzi: il che può denotare l'originale della grazia dello Spirito, che scende dall'alto, dal cielo; la sua gratuità, è concessa a chi vuole, sotto lo stesso ministero; la sua subitaneità, arriva subito, impensata, e indesiderata, oltre che immeritata; la sua potenza ed efficacia, cade con il peso, scioglie il cuore e converte il peccatore; e l'abbondanza, cade in abbondanza, è sovrabbondante di fede e di amore; e la sua permanenza rimane dove cade, ed è una fonte d'acqua viva che scaturisce per la vita eterna, e anche l'invisibilità di essa per gli altri. Ma questo non è qui inteso, almeno non è solo progettato; poiché anche se lo Spirito di Dio, nelle operazioni della sua grazia, potesse scendere su coloro che udirono la parola, per mezzo della quale furono rigenerati, convertiti e santificati, e così divennero soggetti appropriati per il battesimo; ma anche gli straordinari doni dello Spirito scesero su di loro, mentre ascoltavano; non sugli uomini, i Giudei credenti, che erano venuti con Pietro; ma su Cornelio e la sua famiglia, e su tutti i suoi parenti e amici, che si erano riuniti per ascoltare la parola su suo invito, e ora la stavano ascoltando; e come erano, lo Spirito Santo, nei suoi doni miracolosi di parlare in diverse lingue, scese su di loro in forma visibile, come sugli apostoli il giorno di Pentecoste; poiché sembra probabile che fosse nello stesso modo da Atti 11:15. Questi straordinari doni dello Spirito furono necessari alla prima predicazione del Vangelo ai Gentili, per la conferma di esso: così come per l'ulteriore conferma di Pietro, che aveva ragione nel farlo; come anche per amore dei Giudei credenti che portò con sé

45 Versetto 45. E quelli della circoncisione che hanno creduto,

O "dei Giudei che credettero", come lo rende la versione etiopica; i Giudei circoncisi che credettero in Gesù Cristo:

rimasero stupiti, quanti vennero con Pietro; che erano sei fratelli, come appare da Atti 11:12 questi erano stupiti,

perché anche quello sui Gentili è stato sparso per il dono dello Spirito Santo; che prima pensavano fosse peculiare degli ebrei; e questo era secondo le loro precedenti nozioni, e i sentimenti di tutta la nazione, che la Shekinah non abita fuori della terra, e solo nella terra di Israele; sì, a volte dicono, solo sulle famiglie in Israele, le cui genealogie sono chiare: lo stesso dicono della profezia, che è uno dei doni dello Spirito Santo, ed era uno di quelli che ora venivano concessi. Essi ammettono che, prima di dare la legge, lo Spirito Santo era tra i Gentili, ma da quel momento cessò di essere in mezzo a loro: quindi anche questi Giudei credenti si meravigliano dell'effusione su di loro, cosa di cui non avevano bisogno, se avessero saputo che la dispensazione legale era ormai giunta alla fine, e che la dispensazione del Vangelo aveva avuto luogo, nella quale era stato predetto che lo Spirito sarebbe stato sparso su di loro. l'arida terra dei Gentili

46 Versetto 46. Li udirono infatti parlare in lingue,

con diverse lingue, che non avevano mai imparato, e prima non avevano compreso, e magnificate Dio; parlavano delle meraviglie di Dio in queste lingue, come fecero gli apostoli a Pentecoste, Atti 2:11 parlarono grandemente a lode di Dio, e resero grazie per la sua ricca grazia e misericordia concessa loro.

allora Pietro rispose; come segue

47 Versetto 47. Può un uomo proibire l'acqua,

L'uso del suo fiume, o bagno, o quale comodità possa avere per battezzare le persone: il che dimostra che richiedeva un luogo di una certa quantità d'acqua, sufficiente per il battesimo per immersione, altrimenti non sarebbe in potere di alcun uomo impedire loro di avere un po' d'acqua, da spruzzare o versare sul viso: a meno che per acqua non si intenda piuttosto il battesimo stesso; E allora il senso è: chi può proibire a queste persone l'ordinanza del battesimo, o negare loro l'amministrazione di essa? poiché coloro che hanno lo Spirito di Cristo, sono apertamente di Cristo, e quindi hanno diritto alle sue ordinanze; Costoro, essendo illuminati da lui, sono in grado di vedere fino alla fine dell'ordinanza; e solo a costoro può essere utile, ed essi solo possono piacere a Dio in esso: né dovrebbe essere loro proibito; questo significa resistere a Dio, agire in modo contrario all'incarico di Cristo e resistere allo Spirito Santo; no, non sebbene Gentili: i Gentili convertiti, hanno diritto come chiunque altro a questa ordinanza; la discendenza da Abramo non le dà alcun diritto; non c'è differenza tra gli uomini sotto la dispensazione del Vangelo; L'incarico di Cristo raggiunge sia gli ebrei che i gentili; e c'è un solo battesimo per entrambi

che questi non siano battezzati; pur essendo Gentili incirconcisi,

che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi; i doni straordinari dello Spirito; sebbene, senza dubbio, avessero ricevuto lo Spirito, come spirito di illuminazione e di convinzione, come spirito di rigenerazione, santificazione e conversione, e come spirito di fede e di adozione, e come testimonianza, caparra e pegno della gloria futura: e ricevendolo suppone che prima fossero senza di lui, e che egli sia un dono della grazia gratuita di Dio per loro; e che non è altro che il battesimo dello Spirito, ed è un prerequisito necessario per il battesimo in acqua; e coloro che hanno l'uno, sono giusti sudditi dell'altro; né dovrebbe essere loro negato. Da qui risulta che il battesimo in acqua è un'ordinanza di Cristo, da continuare sotto la dispensazione del Vangelo; non era solo ciò che si praticava al tempo di Giovanni e di Cristo, ma ciò che veniva praticato dagli apostoli dopo l'ascensione di Cristo, in conformità al mandato da lui dato, che non poteva avere rispetto a nessun altro battesimo; poiché gli apostoli non erano capaci di battezzare con nessun altro, non con il battesimo dello Spirito: ed è certo da qui, e da altri casi, che battezzarono in acqua; e dalla domanda dell'apostolo sembra che debba essere per immersione in acqua, come già osservato; e da ciò che segue è chiaro che coloro che sono partecipi dello Spirito Santo e della sua grazia, ne sono i soggetti appropriati

48 Versetto 48. Ed egli comandò loro di essere battezzati,

per mezzo di alcuni dei sei fratelli che erano venuti con lui da Ioppe, i quali tutti loro, almeno alcuni, fossero ministri del Vangelo. Ed egli ordinò che fosse fatto

nel nome del Signore; cioè, del Signore Gesù Cristo, sebbene non ad esclusione del Padre e dello Spirito: forse la frase, "nel nome del Signore", può essere collegata alla parola comandata; ed è senz'altro che, nel nome del Signore e con l'autorità da lui deliberata, egli ordinò loro di essere battezzati.

poi lo pregarono di trattenersi alcuni giorni; in parte per esprimergli la loro gratitudine per il favore che avevano ricevuto per mezzo di lui come strumento, e in parte per poter essere più istruiti e stabiliti da lui. E queste persone battezzate molto probabilmente posero le fondamenta di uno stato di chiesa evangelica in questo luogo, che troviamo continuare nelle epoche successive; Nel secondo secolo la presiedeva Teofilo, e nel terzo secolo Origene e Panfilo ne erano presbiteri; e nella stessa epoca, succedendo l'uno all'altro, Teoctisto, Domno e Teotecno ne erano vescovi; e all'inizio del quarto secolo, Eusebio, il famoso storico ecclesiastico, era vescovo di questa chiesa, dopo di lui Acacio; nel quinto secolo Gelasio, successore di Eunomio, vi aveva lo stesso ufficio; Nel VI secolo il vescovo di questo luogo era presente al quinto sinodo di Costantinopoli; e nel settimo secolo sembra che ci fosse una chiesa in questo luogo: in questo secolo gli Arabi, dopo aver assediato questa città per sette anni, la presero, e vi uccisero settemila persone; e poiché è stata nelle mani dei Turchi, e questo sembra aver posto fine allo stato ecclesiastico di questo luogo, come cristiano

Commentario del Pulpito:

Atti 10

1 Ora c'era due ultime parole in corsivo perché c'era in romano, A.V. e T.R.; Cornelius di nome per chiamato Cornelius, A.V. Uno sguardo alla cartina mostrerà che Cesarea vedi nota ad Atti 9:30 era solo a breve distanza, circa trenta miglia, da Giaffa. Fu senza dubbio in vista dell'importante incarico di Pietro a Cesarea che Luca registrò la sua precedente visita a Lidda e la sua residenza a Giaffa, in seguito alla restaurazione di Gazzella: le origini del cristianesimo dei Gentili erano l'oggetto principale degli Atti vedi Introduzione agli Atti. La band italiana; o, coorte speira. La speira, o coorte, era usata in due sensi. Quando si parlava di truppe strettamente romane, si intendeva la decima parte di una legione, e consisteva da quattrocentoventicinque a cinquecento o seicento uomini, secondo la forza della legione. Il suo comandante era chiamato chiliarca, ed era diviso in secoli, ognuno comandato da un centurione. Ma quando si parlava di truppe provinciali ausiliarie, si riferiva a un reggimento di circa mille uomini Giuseppe Flavio, 'Bell. Giud:,' 3:42. È in quest'ultimo senso probabilmente che è usato qui. Giuseppe Flavio, nel passo sopra citato, parla di cinque di queste coorti ausiliarie che venivano da Cesarea per unirsi all'esercito di Vespasiano, e ci dice in un altro passo 'Bell. Giud., 2:18,7 che la maggior parte dell'esercito romano a Cesarea era costituita da Siriani. È abbastanza certo, quindi, che la coorte italiana di cui si parla qui fosse costituita da ausiliari, così chiamati come costituiti in tutto o in parte da italiani, probabilmente volontari o veloni Farrar, vol. 1:278, nota. Un'altra ragione per questa conclusione è che non sembra probabile che una delle divisioni di una legione dovesse avere un nome anche se era molto comune che le legioni stesse fossero distinte, oltre al loro numero, prima, secunda, decima, ecc., con nomi come Italics, Parthica, Augusta, ecc., ma che reggimenti separati avrebbero naturalmente avuto nomi appropriati per la stessa ragione per cui avevano le legioni. Così, oltre alla coorte italiana qui nominata, abbiamo la coorte augustea in Atti 27:1. Potrebbe essere importante per la sicurezza del procuratore, in una provincia così turbolenta come la Giudea, avere almeno una coorte di soldati italiani nella sede del governo. Renan Apotres, p. 202 pensa che il nome completo della coorte possa essere stato "Cohors prima Augusta Italica civium Romanorum"; e aggiunge che c'erano in tutto l'impero non meno di trentadue coorti che portavano il nome di italiano

Versetti 1-33.- Il contratto

L'incontro di Pietro e Cornelio è una di quelle abbuffate su cui, per quanto piccole possano sembrare al momento, si rivolgono interessi vasti. È stato uno di quei momenti in cui le rivoluzioni in tutto lo stato della società umana sono alla nascita; quando ciò viene inconsciamente messo in atto dagli operatori, ciò influenzerà potentemente l'umanità fino alla fine dei tempi e oltre. Dalla chiamata di Abramo alla morte e risurrezione del Signore Gesù, le misericordie pattuite di Dio erano state limitate entro gli stretti confini della razza ebraica. Le stesse ordinanze che erano necessarie per preservarli come un popolo separato, in grado di avere la custodia della grande verità dell'unità di Dio e della grande promessa di un Messia che sarebbe venuto, eressero una barriera invalicabile tra loro e il resto dell'umanità. Ma questo stato di cose è stato progettato per essere solo temporaneo e per passare quando ha raggiunto lo scopo per cui è stato istituito. Doveva venire il tempo in cui quella conoscenza di Dio, che era stata confinata nello stretto serbatoio del popolo ebraico, avrebbe rotto il suo argine e inondato il mondo intero di verità. Ma gli argini erano molto forti. Le istituzioni che avevano lo scopo di isolare la discendenza di Abramo avevano fatto bene il loro lavoro. La mente dell'ebreo era costruita da un muro di pregiudizio, che poteva sembrare impossibile da abbattere. Ma doveva essere distrutto, e ciò dalla banda di Dio. Il modo di farlo è stato notevole. Tra le cose che persuadono potentemente la mente umana , le coincidenze occupano un posto di primo piano. Un evento che, accadendo da solo, potrebbe non avere alcun potere di comando, accadendo in concomitanza con un altro evento che ha segni distinti di speciale relazione con esso, acquista un'influenza enorme. E quando ogni possibilità di intervento umano nel produrre la coincidenza è rimossa, il senso di un proposito divino cade irresistibilmente sulla mente, e con una particolare energia di convinzione. I bordi di due eventi, del tutto indipendenti per quanto riguarda la volontà dell'uomo, che si incastrano l'uno nell'altro con la precisione dei due bordi di un contratto, producono l'assoluta certezza che i due eventi sono stati preordinati da Dio e hanno la loro unità nel suo eterno proposito. Una tale coincidenza abbatté la barriera nella mente di Pietro tra Giudei e Gentili, e fu il primo inizio di quel meraviglioso movimento che trasferì la religione degli Ebrei, purificata e spiritualizzata, in possesso dei Gentili, e portò Jafet a dimorare nelle tende di Sem. Gli uomini buoni che Cornelio mandò a Ioppe non pensavano quali sarebbero stati i risultati della loro ambasciata a Simone; e anche Simon Pietro, quando andò con loro a Cesarea, probabilmente non comprese l'entità del suo incarico. Aprì le porte con le chiavi del suo ufficio apostolico, ma a malapena si rese conto delle moltitudini che sarebbero entrate nel regno dei cieli attraverso di esse. Per noi c'è qualcosa di meravigliosamente istruttivo nello stare in piedi dove possiamo vedere gli eventi simultanei su entrambi i lati del muro. I messaggeri di Cornelio si dirigono verso Giaffa, per trovare il maestro sconosciuto. Pietro pregava e vedeva la sua visione, e si rendeva perplesso sul suo significato, nella totale ignoranza che gli italiani si avvicinassero alla sua porta e portassero con sé la sua interpretazione. Il loro arrivo rende chiara la visione, e la voce dello Spirito dentro di lui concorda con la voce degli uomini di fuori. Si vede subito l'effetto irresistibile di una tale coincidenza nel superare i pregiudizi più forti e nell'imporre a una mente riluttante la convinzione che il dovere si trovasse su un sentiero fino ad allora non battuto. "Allora Dio ha concesso anche ai Gentili il ravvedimento per la vita" fu la giusta conclusione a cui furono portati tutti coloro che l'udirono. E anche così nella nostra vita, se osserviamo con occhio attento, vedremo molte coincidenze di natura simile che ci danno la prova più chiara della vigile cura di Dio per noi, rivelando distintamente la sua mano e il suo proposito, e rendendo chiaro il nostro cammino di dovere alla luce del suo ordine provvidenziale. A volte sarà una coincidenza tra i nostri pensieri e sentimenti e gli eventi che ci piombano addosso inaspettatamente; A volte una coincidenza tra i nostri pensieri e i pensieri di altri a noi precedentemente sconosciuti. Può essere una parola di saggezza che ci viene in mente in qualche momento della nostra vita; qualche guida ci ha mandato proprio nel momento in cui eravamo in pericolo di perdere la strada; o qualche conforto riversato nel nostro cuore da un estraneo "nella sua semplicità"; ma in ogni caso una coincidenza in cui i due lati del contratto si incastrano così palesemente l'uno nell'altro che siamo costretti a tacere e a glorificare Dio, e dire: "Questa è l'opera di Dio".

OMELIE DI W. CLARKSON. Versetti 1-8.- La pietà, il suo posto, le sue associazioni e la sua ricompensa

Ci riuniamo...

IO CHE DIO HA I SUOI SERVI IN LUOGHI INASPETTATI. Cerchiamo la pietà in certi ambienti dove si può supporre che fiorisca; in altri non guardiamo per vederlo; eppure in questi ultimi si può trovare. Chi si sarebbe aspettato che un centurione di un reggimento romano si dimostrasse un adoratore di Dio, uno che "temeva Dio con tutta la sua casa"? Lui e la sua famiglia devono aver vissuto in un modo che contrastava stranamente con la grande maggioranza di coloro che si trovavano in una posizione simile. Non dobbiamo mai concludere che gli uomini siano irreligiosi a causa della classe a cui appartengono o dell'occupazione in cui sono impegnati. A volte, nonostante l'ambiente più poco congeniale, e a volte prendendo parte a occupazioni che pochi uomini pii potrebbero abbracciare, si trovano uomini cristiani semplici e sinceri. Cristo ha i suoi servi, non solo sul fianco esposto della collina e in aperta pianura, ma nella valle più appartata, nascosti dove nessun occhio può vederli, che vivono nell'ultimo posto dove dovremmo andare a trovarli

II CHE LA PIETÀ DOVESSE ESSERE INSEPARABILMENTE ASSOCIATA ALLA CARITÀ, Cornelio era "un uomo devoto .... che dava molte elemosine al popolo" Versetto 2. In certi paesi e in certi tempi, come nel paese e nel periodo a cui appartiene il nostro testo, la devozione e l'elemosina erano strettamente congiunte nell'opinione pubblica. È del tutto possibile, come era allora troppo dolorosamente evidente, che questi possano essere trovati insieme in forma esteriore, senza alcuna gradimento a Dio. Ma non è meno vero che Dio esige da noi che il pensiero riverente rivolto a lui sia strettamente connesso con il pensiero generoso rivolto al nostro fratello 1Giovanni 4:20 La carità cristiana deve essere profonda e ampia

1. Dovrebbe scaturire da un profondo senso del valore delle anime umane che Cristo compatisce e cerca di salvare

2. Dovrebbe estendersi oltre i doni occasionali a coloro che sono in estremo bisogno. Dovrebbe includere uno sforzo intelligente per fare ciò che è veramente meglio per il benessere duraturo delle persone

III CHE UNO SPIRITO DI DEVOTA RICERCA È UN SEGNO SICURO DI GENUINITÀ NELLA RELIGIONE. Prendendo l'espressione "Le tue preghiere sono salite per un memoriale" Versetto 4 con "egli ti dirà ciò che devi fare" Versetto 6, concludiamo che Cornelio era profondamente consapevole di aver bisogno di conoscere Dio più di quanto sapesse, e che si stava sforzando in preghiera di trovare la sua strada nel sentiero della verità e della saggezza celeste. Questo è un segno della realtà. Coloro che concludono con compiacimento di sapere tutto ciò che c'è da sapere, che la sapienza dimora in loro come nella sua dimora principale, che non hanno bisogno di sollecitudine spirituale riguardo a se stessi, questi sono coloro della cui pietà possiamo diffidare. Ma l'umile e sincero ricercatore di più luce e verità è l'uomo sulla cui integrità morale non ci possono essere due opinioni. Porta il timbro della sincerità sulla fronte

IV CHE DIO ESAUDIRÀ IL DESIDERIO DI COLUI CHE CERCA E SI SFORZA COSÌ. Dio diede a questo devoto ricercatore ciò che cercava. Gli concesse una visione e lo istruì su come ottenere l'ulteriore verità di cui aveva bisogno per poter trovare riposo per la sua anima Versetti. 3-6. Così tratterà anche noi. Solo noi dobbiamo adempiere le sue condizioni divine e costanti, cioè:

1. Domanda seria, ripetuta e paziente Matteo 7:7,8

2. Vivere all'altezza della luce che abbiamo Giovanni 7:17 La preghiera tiepida o impaziente aspetterà invano che la porta sia aperta nel regno. La pietà incoerente non conoscerà mai la dottrina che è di Dio. Ma l'uomo cerchi con tutta la sua anima e viva secondo la volontà conosciuta di Dio, e poi si riposi nel Signore e lo attenda pazientemente, e Dio gli darà i desideri del suo cuore Salmi 37:4,7 -C

OMELIE DI E. JOHNSON Versetti 1-8.- Il pio centurione

I LA SCENA DELLA STORIA. Era a Cesarea. Finora abbiamo sentito parlare della Giudea, della Samaria e della Galilea. Qui era disceso il battesimo di fuoco, e qui i martiri avevano sigillato la loro testimonianza con il sangue. Ora inizia la seconda parte della storia della Chiesa primitiva, e il grande pensiero del Vangelo, la conversione dei Gentili a Cristo, comincia ad essere un fatto compiuto

II IL SOGGETTO DELLA CONVERSIONE DEI GENTILI

1. Un centurione, un capitano, un soldato. Un vecchio proverbio dice che "Non c'è fede e pietà negli uomini che seguono la competizione". Non è sempre così, e Cornelio è uno dei primi tipi di coloro che hanno unito la vocazione del soldato con la semplice fede e lealtà a un Maestro Divino. Qualunque sia il punto di vista che si assume della professione militare, un tale esempio rende chiaro che Dio ha scelto i luoghi, come ci può sembrare, i più improbabili, nelle chiamate più sfavorevoli, come possiamo pensare, allo sviluppo della pietà. Ma in realtà, la religione mostra il suo potere nel trasmutare la materia prima delle circostanze esterne. Se la pietà dipendesse da felici circostanze esterne, sarebbe solo una questione di grazia di costumi. Non possiamo aspettarci l'eleganza del rozzo, la raffinatezza dei selvaggi e dei rudi, ma le scintille dell'amore divino possono essere scoccate dalla selce più ruvida della natura umana. Quei personaggi che presentano naturalmente la più grande resistenza al vangelo diventano spesso le sue illustrazioni più luminose quando sono soggiogati dal potere della verità

2. Preparazione morale per il vangelo. Era pio, riconosceva la realtà della religione, riveriva Dio nella vita della casa e praticava i doveri noti con diligenza e zelo. L'elemosina, è ben noto, era lodata e ordinata dai rabbini come il dovere principale nella religione. E questo era collegato con l'abitudine di una costante devozione. Dio non viene ai cuori trascurati da se stessi; Non su occhi non abituati a guardare la visione delle forme celesti risplende. L'oratorio è la sala di ricevimento di Dio, e il cuore è il vero oratorio

3. Realizzazione di desideri segreti. Egli vede e ode ciò che soddisfa i desideri profondi del suo cuore. Vede un angelo del Signore che entra da lui e sente pronunciare il suo nome: «Cornelio!». Non distraiamoci pensando se questo fosse un sogno. Il punto non è come il centurione vide e udì, ma ciò che vide e udì; non il modo, ma la materia della rivelazione. Evidentemente si trattava di una visita divina, una visita personale e particolare, una visita di riconoscimento, simpatia e benedizione divina. Potremmo notare:

1 La paura invariabile suscitata nell'anima dalle rivelazioni divine. Il soldato coraggioso lo sente, non meno di Mosè il severo capo degli uomini, o di Isaia il profeta dal cuore leale, o di Pietro il rupestre e audace. "Guai a me; perché io sono un uomo dalle labbra impure; " "Nascondi il tuo volto, o io muoio": questo è il linguaggio di coloro ai quali Dio appare e parla

2 A questo segue la domanda: "Quale può essere la volontà di Dio con uno così scelto e scelto? Che c'è, Signore?" Cantici Isaia, dopo la visione nel tempio, esprime la sua disponibilità al servizio: "Eccomi; manda me".

4. Chiare indicazioni delle provvidenze. "Manda degli uomini a Ioppe, e fa' andare a prendere Simon Pietro". Qui, di nuovo, c'è il ministero dell'uomo verso l'uomo. Il fatto che a Cornelio sia stato ordinato di mandare a chiamare Pietro, e che Pietro sia tenuto a seguirlo, dimostra non che Cornelio si stia convertendo al giudaismo, ma che il regno di Dio si stia volgendo ai Gentili. Cornelio, con prontezza e disinvoltura militaresca, manda due servi sotto la scorta di un soldato a Giaffa. Dovremmo essere pronti a venire incontro alla nostra misericordia a metà strada, come purtroppo siamo troppo pronti ad affrontare i nostri problemi.

OMELIE di R.A. Redford Versetti 1-8.- Lo Spirito di Dio nel mondo dei Gentili, Cesarea

Lo spirito romano lì. La visita di Filippo, vedi Atti 8:40 L'influenza di Erode. Possibile contatto di Cornelio con la verità del vangelo. La necessità che l'ingresso della Chiesa nel suo nuovo territorio fosse solenne, autorizzato, senza dubbio fermo, a causa delle successive controversie che sarebbero state in gran parte risolte tornando ai fatti

Cornelio, un tipo dei pagani religiosi sotto l'influenza dello Spirito

1. La devozione può essere sincera, anche se non illuminata, ma bisognosa dell'insegnamento superiore

2. L'elemosina, se accompagnata dalla preghiera, segno di vera religione

3. Pietà domestica. L'uomo vero vive la sua fede, per quanto imperfetta. Come meglio poteva, temeva Dio nel regolare la sua vita

II L'AIUTO SOPRANNATURALE conduce alle menti in ricerca. Le risorse che erano aperte al mondo pagano erano insufficienti. La filosofia muta sulle questioni più grandi. I sacerdoti pagani per lo più ingannatori. Cornelio non era soddisfatto. Il senso del peccato si è risvegliato. I pagani devono essere evangelizzati, anche se ammettiamo che la loro posizione religiosa non è assolutamente disperata. Il vangelo non è un mero messaggio individuale; proclama un rimedio per i mali universali. Il centurione era un uomo di grande influenza. La sua conversione avrebbe aperto la via della verità a molti altri

III LEZIONI PER IL POPOLO DI DIO da imparare da coloro che non hanno

1. Responsabilità per la luce

2. Posizione da impiegare fedelmente per Dio

3. Religione familiare: anche i soldati in casa avevano imparato la devozione dal loro padrone

4. Segui le indicazioni della voce di Dio. - R

OMELIE di P.C. Barker Versetti 1-48.- Allargamento delle fondazioni

Le promesse di Dio ad "Abramo e alla sua discendenza per sempre" non saranno diminuite ora, ma qualcosa della loro portata deve essere reso più chiaro. Nulla sarà tolto all'ebreo che egli è disposto ad avere e a tenere; ma molto sarà dato, con una manifestazione prima sconosciuta, ai Gentili. Con una qualche forma di visione, di sogno, di apparizione angelica, il patto di molte ere fa fu stipulato con il patriarca, e sembra che ora, circa diciannove secoli dopo, simili auguste realtà saranno gentilmente messe in movimento, per inaugurare l'abbondante ingresso di tutto il mondo dei Gentili alle benedizioni della religione rivelata. Per quanto multiforme sia il dettaglio di questo capitolo, esso è intrecciato da legami più forti. È uno nello spirito e nel soggetto, e la sua impressione è una. È la commovente rappresentazione drammatica di una transizione molto reale e molto significativa nella storia universale. Siamo al cospetto di un punto di riferimento che sarà visto in lungo e in largo e fino alla fine dei tempi. E possiamo osservare...

IO IN CUI SI ILLUSTRA QUESTA GRANDE TRANSIZIONE. Confessatamente non erano mancati indizi di ciò, mentre Gesù viveva sulla terra, nell'elogio funebre che pronunciò sulla fede di persone come il centurione il cui servo era malato, e la donna siro-fenicia. E nell'ambito dell'effettivo ministero di Pietro come apostolo, l'eunuco etiope, la sua conversione e il battesimo, aveva dato indicazioni simili. Ma ora sono arrivate più che indicazioni. I tempi sono maturi per la manifestazione. E l'illustrazione, anzi, l'annuncio completo e distinto dei privilegi universali e delle benedizioni universali del vangelo di Cristo sono fatte nella storia personale di Cornelio

1. È romano. Non si poteva scegliere un tipo di mondo più grande e migliore

2. È un romano della professione delle armi. Nessuna professione potrebbe essere scelta più adatta a cedere nel più totale abbandono al messaggio del Principe della pace

3. È un uomo di cuore grande e liberale, di occhi grandi e aperti. Un dettaglio dopo l'altro di questa storia la tradisce

4. È già di indole religiosa e devota. Egli è tenuto in lei per la sua bontà pratica tra il popolo. Il suo carattere di uomo religioso è considerato da loro come un carattere coerente. Ma al di là di questi, è stato un vero ricercatore di Dio nella preghiera. Benché fosse un gentile, aveva un'anima simile a quella del vero israelita. Il suo sguardo era rivolto a est; non si sarebbe inchinato all'Ovest. Alcuni dei più grandi trionfi del Vangelo sono, e sono esposti nella Scrittura, sulle vite peggiori. Ma è evidente che le più grandi rivelazioni della verità e delle cose future sono state concesse ai puri e ai vigilanti, ai devoti di cuore e devoti alla vita, sì, da Enoch ai pastori di Betlemme, e poi dagli etiopi e da Cornelio a Giovanni di Patmos

II IN CHE MODO SI FORMULA QUESTA GRANDE TRANSIZIONE. L'unico grande effetto è che siamo impressionati dall'iniziativa e dalla condotta divina anche nei dettagli di ciò che è accaduto. Il proposito divino deve essere realizzato con l'attenzione divina

1. Una visione, e un angelo nella visione, appaiono a Cornelio. L'istruzione risiede, senza dubbio, sia in ciò che viene detto a Cornelio in questa visione, sia in ciò che gli rimane da colmare

1 Egli è gentilmente e con approvazione informato che le sue "preghiere", sebbene non fosse della nazione favorita, e le sue "elemosine" sono state notate dal Cielo, e sono state accettate. Ne hanno usufruito, proprio come se fossero stati "incenso" e "sacrificio della sera".

2 Gli viene detto di mandare in un certo luogo per "Pietro", il cui nome, forse, aveva sentito a quel tempo; che, tuttavia, è evidente che non conosceva personalmente, sia dal modo in cui l'angelo lo descrisse, sia da ciò che leggiamo del modo in cui Cornelio lo ricevette Versetti. 5, 6, 25

3 A lui non resta che dedurre che l'orologio del Cielo ha significato che il tempo è maturo per qualche evento sulla terra degno di essere segnato, e, con esemplare prontezza, fa alla lettera ciò che gli è stato comandato, e attende l'uscita. Per non parlare di ciò che a Cornelio restava da supporre, ci resta anche immaginare come trascorse questo intervallo, con quanta devozione meditava, con quanta certezza si aspettava ciò che valeva la pena di avere dal modo in cui gli era stata comunicata, come ne parlava con chiunque la pensasse allo stesso modo. e li invitò insieme, affinché potessero condividere con lui il privilegio e la responsabilità di ricevere l'illustre visitatore e di ascoltare la sua missione

2. Una trance e una visione nella trance, una voce ripetuta distintamente e la guida dello Spirito Versetto 19, sono dati a Pietro. Questi dovevano fungere da

1 forte impulso verso di lui;

2 un 'istruzione più profonda nella comprensione dell'unico Dio e Salvatore universale, e di una grande famiglia del genere umano "di un solo sangue", sebbene diffusa tra molte nazioni della terra;

3 guida letterale nel sentiero del dovere, e specialmente quando la fine della trance e della visione era programmata all'ora dell'arrivo dell'ambasciata da Cornelio. Una mente stupita e intimorita e interrogativa in Pietro è in una certa misura soddisfatta e sollevata dalla commissione e dal lavoro pratico a cui è immediatamente sfidato dai tre messaggeri. Possiamo notare che tutto questo è un mero mito e una favola oziosa sulla pagina della Scrittura, o che ci spinge fortemente a studiare la provvidenza e a credere in tale provvidenza con molta gratitudine. Anche se l'età della visione e dell'estasi è passata, l'età della provvidenza e dello Spirito non è passata e non passerà mai

3. Una riunione progettata e manifestamente adattata di istruttore e istruito porta avanti quello che può essere designato senza irriverenza il programma divinamente pianificato dell'occasione. Compagni e testimoni vanno con Pietro, che ha già ospitato per una notte nello stesso "alloggio" con sé gli strani messaggeri di Cornelio, ed è arrivato alla dimora di Cornelio il giorno dopo la "trance". Pietro trova una piccola congregazione di Gentili per vederlo e ricevere, non tanto lui, quanto la Parola di Dio per mezzo di lui. Tutte queste cose devono essere considerate come le disposizioni e la preparazione per ciò che doveva seguire, e per dimostrare di essere il grande obiettivo del proposito divino. Forze a lungo estranee sono condotte l'una verso l'altra nei presagi più felici e più impressionanti, e molto presto si ritrovano una in un unico "Signore di tutti". Spesso ci sono state congregazioni più grandi che hanno ascoltato Pietro e i fratelli apostoli e i veri successori di questi fino ad oggi; raramente ci sono stati più attesi o più giustamente e devotamente preparati

4. Il grande sermone di Dio al mondo è ora pronunciato da labbra preparate a parlare a cuori preparati a ricevere. Il testo è che Dio accetta ogni uomo che è pronto "a camminare umilmente con lui, ad praticare la giustizia e ad amare la misericordia" Michea 6:8 E il vero sermone consiste in questo, che Gesù Cristo è l'unica via per questo. Il suo Nome, la sua unzione, la sua instancabile bontà, la sua unità con Dio, la sua crocifissione, il suo risorgere dalla tomba, il suo incarico agli apostoli in quei mistici quaranta giorni che ora lo predicassero "a tutto il mondo", come, infine, Giudice dei vivi e dei morti, queste sono le teste toccanti, emozionanti, ispiratrici del discorso di Pietro, Un riassunto del modo di vivere. E l'esortazione pratica nella conclusione si riduce a questo, che a Gesù tutti gli uomini devono ricorrere - egli, l'unico oggetto della fede per il perdono dei peccati: "Chiunque crede in lui riceverà per mezzo del suo Nome la remissione dei peccati". Con queste parole l'incarico di Pietro era quasi terminato. Le visioni e la trance, i suggerimenti dello Spirito e i viaggi avanti e indietro dei messaggeri, del Cornelio in attesa e degli amici, hanno tutti trovato il loro significato faccia a faccia l'uno con l'altro. Oggi gli uomini potrebbero ben non pensare a cosa si nascondesse in quel breve discorso di Pietro, o che una questione di così preziosa importanza potesse risiedere in una prova così semplice. Eppure era così. Quelle poche parole di Pietro erano anche cariche del materiale della speranza, del conforto, della gioia. Erano come la carta della libertà, del diritto, della ricchezza, per una famiglia e una nazione. Erano davvero una tale carta per il mondo

III LA SANZIONE CON CUI SI CONFERMA E SI CORONA QUESTA GRANDE TRANSIZIONE. Questo consisteva nella discesa dello Spirito Santo, con i suoi meravigliosi poteri. Era un'altra scena della Pentecoste; anzi, era l' altra scena della Pentecoste, la sua controparte. La Pentecoste nel suo significato più divino, diciamo, nell'occhio divino stesso, attendeva questo perfezionamento. Il mondo, è vero, non giace ancora ai piedi di Gesù, ma "oggi è la salvezza" annunciata al mondo, e "il Figlio dell'uomo" è annunciato come "venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto", di qualsiasi nazione, tribù, lingua. Ancora, "c'era grande gioia in quella città" e in quella casa. Avviso:

1. L'accento che viene posto sul fatto che "quelli della circoncisione" sono testimoni degli effetti della discesa dello Spirito Santo "sui pagani".

2. Il rispetto mostrato all'amministrazione del rito iniziatico del battesimo

3. La poca enfasi che viene posta sulla questione di chi dovrebbero essere gli amministratori di quel rito. Si dice solo che Pietro pronunciò la parola decisiva che questa congregazione di Gentili, sui quali era caduto il dono dello Spirito Santo, e che manifestavano manifestamente i suoi "doni", "doveva essere battezzata nel Nome del Signore". Ci vengono in mente le parole di Paolo: "Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi, salvatelo", ecc. 1Corinzi 1:14 L'apparente astinenza da parte di Pietro ora, e il linguaggio di Paolo in seguito, qualunque altra cosa possa essere alla base di entrambi, possono certamente essere giustamente intesi come "magnifiche l'ufficio" e l'opera di predicazione. In quanto poco onore a volte teniamo ciò che ora era così altamente onorato dall'ansioso desiderio e dall'attenzione di Cornelio e dei suoi amici; dalla condotta di Pietro; e dalla preparazione divina della visione, della trance, dello Spirito e di alcune provvidenze coincidenti! Le "parole" di Gesù sono "spirito e sono vita". Vicino alla fonte stessa erano talvolta onorati come tali. Diffondono luce e vita. Col passare del tempo non hanno perduto nulla della loro propria forza, né lo faranno mai fino alla fine del tempo, anche se gli uomini possono trascurare o rigettare. - B

2 Per chi per cui, A.V. Un uomo devoto eujsebhv; e nel Versetto 7. E' interessante chiedersi quale fosse l'esatto status religioso di Cornelio, se fosse un proselito in senso tecnico. Ma l'intero racconto, in cui si parla di lui semplicemente come di un Gentile e incirconciso, sembra indicare che, sebbene avesse imparato dai Giudei ad adorare il vero Dio, e dalle Scritture Giudaiche lette o udite nella sinagoga a praticare quelle virtù che venivano innalzate in memoria davanti a Dio, tuttavia non era in alcun senso un proselito. È piacevole pensare che ce ne possono essere stati molti nei diversi paesi in cui gli ebrei erano dispersi comp. Atti 13:16 -- , e probabilmente Atti 11:20

OMELIE DI R. TUCK

Versetti 2, 22.- Devoto pagano

Per correggere la tendenza a limitare le operazioni della grazia divina a particolari sezioni, classi o nazioni, le Scritture registrano esempi di vera devozione e di sincera pietà sia prima che fuori del patto abramitico. La verità confortante e ispiratrice della chiamata e dell'elezione divina dell'uomo si è troppo spesso trasformata in una dottrina di favoritismo divino, che implica la scelta sovrana e infondata di alcuni, e il conseguente ripudio e condizione disperata di molti. Dovremmo sempre cercare di mantenere la verità che Dio si compiace di rivelare con una gelosia di noi stessi, per timore di applicarla indebitamente a svantaggio degli altri. Il nostro Dio ha detto: "Tutte le anime sono mie", egli fa "sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni". E se egli rivendica il diritto di giudicare tutta l'umanità, deve aver dato loro tutta la conoscenza, le opportunità e le misure della grazia. Pur comprendendo pienamente che l'unica rivelazione del libro è stata fatta agli Ebrei e ai Cristiani, e che la grande rivelazione di Dio all'uomo è stata fatta nella persona del Signore Gesù Cristo, e che questa rivelazione è la chiave e il completamento di tutte le altre, non dobbiamo rifiutare di ammettere che Dio ha avuto un accesso misericordioso alle menti e ai cuori dei popoli pagani, e ha guidato, con misure che sembravano sagge, i loro brancolare e le loro ricerche di lui. Uno dei casi notevoli è quello di Cornelio il centurione romano, un uomo dichiarato di carattere pio e di aver ottenuto l'accettazione divina. Per illustrare le dichiarazioni di cui sopra, si possono menzionare Melchisedec, Balsamo, Arauna, ecc. Accettando il fatto che ci può essere una vera religione tra i pagani, possiamo chiederci da quali segni possiamo sperare di riconoscerla, e poi rivolgerci alla storia di Cornelio per avere aiuto nel dare una risposta

Il primo segno è la FEDE IN DIO, distinto dagli dei. La concezione di un solo Essere supremo è più comune tra i pagani di quanto siamo soliti ammettere. Spesso si perde di vista l'importanza che viene data alle divinità subordinate e l'elaborato culto reso loro. Essa è spesso tristemente limitata e deteriorata dalla nozione di un secondo essere, che è considerato un rivale dell'Essere supremo, e distrugge energeticamente il suo lavoro. Il politeismo e il dualismo rappresentano le due tendenze malvagie della natura religiosa dell'uomo; ma possiamo ragionevolmente sperare che non pochi dei pagani, come Cornelio, si siano elevati al di sopra dei sentimenti prevalenti e abbiano mantenuto salda la loro fede in un solo Dio supremo. E dobbiamo, in tutta carità, presumere che ci possa essere una fiducia personale del cuore nel Dio vivente, quando le concezioni intellettuali di lui, e delle sue relazioni con gli uomini, sono molto imperfette e indegne. Per essere accettabile, la religione di un uomo deve includere la fede in un solo Dio; E dobbiamo ricordare che questo è stato il primo grande fatto e la prima verità rivelata agli uomini, e, per quanto gli uomini possano averla cancellata nelle loro anime, non l'hanno cancellata

II Il secondo segno è TALE APPRENSIONE DI DIO CHE PORTA PAURA. L'uso biblico della parola "timore" dovrebbe essere spiegato attentamente. È la parola che esprime più convenientemente l'atteggiamento proprio degli uomini verso Dio. Comprende il timore reverenziale, la riverenza, l'adorazione e l'obbedienza, e può essere meglio illustrato dai sentimenti che un bravo figlio nutre verso un genitore buono e nobile. Il senso dell'autorità divina dovrebbe farci temere di fare il male, e il senso della santità divina dovrebbe farci temere di avvicinarci impreparati alla sua presenza o di pronunciare il suo Nome invano. La "paura", come equivalente di "adorazione", ha bisogno di spiegazioni, e, spiegata correttamente, si vedrà che è l'essenza stessa della religione, nella misura in cui la religione influisce sui sentimenti dell'uomo.Si possono considerare i significati errati del termine paura. La paura che schiaccia la speranza e ci tiene lontani da Dio deve essere sbagliata; così come lo è la paura che ci rende poco disposti ad accettare la grazia che Egli offre

III Il terzo segno è TALE APPRENSIONE DI DIO CHE PORTA ALLA PREGHIERA. Non semplicemente alla preghiera come atto improvviso, costretto da calamità o angoscia, ma alla preghiera come espressione quotidiana del caro spirito di dipendenza da Dio, un quotidiano appoggiarsi a Dio e aspettarlo, che è indicato dalla descrizione di Cornelio come un "uomo devoto". La signorina Cobbe dice in modo sorprendente: "La nostra fede nella personalità di Dio è in un modo particolare alleata con il lato morale della religione. Nella misura in cui questo lato morale si sviluppa in noi, lo è, potremmo quasi dire, la chiarezza della nostra convinzione che è davvero un Dio vivente che governa il mondo, e non una semplice intelligenza creatrice. Ora, questo lato morale si manifesta solo nella sua piena luminosità nella preghiera. La preghiera è nella sua essenza l'approccio dell'agente morale finito e fallibile al suo infinito Signore morale, al quale è consapevole di errare fedeltà, e al quale viene per il perdono e la forza. In tale preghiera tutta la vita morale irrompe in una vivida coscienza. Nella preghiera ci giunge la vera rivelazione della personalità di Dio". Illustra con il tratto caratteristico del convertito Saulo di Tarso: "Ecco, egli prega!"

IV Il quarto segno possiamo parlare come dei RISULTATI DELLA VERA RELIGIONE NELLE OPERE DI CARITÀ PRATICA. Questi sono segni, perché sono il frutto naturale e necessario e l'espressione della vera pietà. Le giuste idee di Dio tonificano i nostri rapporti con i nostri simili, così che possiamo essere "benigni anche verso gli ingrati e gli empi" Cornelio è indicato come uno che "diede molta elemosina al popolo". Le caratteristiche più interne della vera pietà sono, necessariamente, al di là della nostra lettura; ma nostro Signore ci ha insegnato che dai frutti della condotta degli uomini possiamo riconoscerli, e che, se mai ci sarà la vita divina nelle anime, essa si farà strada verso la carità pratica e la bontà della condotta. Quando, quindi, troviamo coloro che chiamiamo "pagani" che esibiscono virtù cristiane, possiamo ragionevolmente sperare che ci sia una rettitudine di cuore verso Dio di cui queste sono le espressioni. Con la storia di Cornelio ci viene insegnato che Dio può dare risposte più o meno aperte a tali anime devote e devote con visioni, rivelazioni o comunicazioni interiori, testimoniando così la loro accettazione e guidando l'anima aperta alla giustizia e alla verità. È vero per tutto il mondo che "se uno vuol fare la sua volontà, conoscerà la dottrina". Mentre questo argomento deve essere trattato con grande prudenza, e le affermazioni fortemente dogmatiche dovrebbero essere evitate, possiamo trarne un certo sollievo dalla pressione dei nostri dubbi sulla salvabilità dei pagani, e possiamo concepire come lo stato pagano possa diventare una preparazione morale per il cristianesimo. È una caratteristica importante della moderna impresa missionaria che coloro che predicano il vangelo di Cristo cerchino di trovare punti di contatto nella mente pagana e nei sentimenti religiosi, e si aspettino di scoprire che Dio è stato con loro in anticipo, preparando i cuori degli uomini a ricevere il meraviglioso messaggio della salvezza divina mediante un sacrificio divino.

3 Apertamente per evidentemente, A.V.; per così dire circa per circa, A.V. e T.R.; per per a, e per per a, A.V. Apertamente; o, evidentemente fanerwv, indica la distinzione e la certezza della visione. Era, come dice Meyer, una chiara apparizione angelica; non c'era indistinzione o confusione in esso, e di conseguenza non lasciava alcun tipo di dubbio nella mente di Cornelio. Un angelo; o meglio, l'angelo; l'aggiunta di Dio lo definisce vedi Atti 5:19 -- , nota

4 Lui, fissando gli occhi per quando guardava, A.V.; ajtenisav, come Atti 3:4 -- , ecc. ed essendo spaventato perché aveva paura e, A.V.; andato per vengo, A.V. Per un memoriale; cioè le tue preghiere e le tue elemosine sono poste alla vista di Dio, e sono la causa per cui ora si ricorda di te e ti manda questo messaggio. Le buone opere di Cornelio furono il frutto della sua fede in Dio come rivelato nell'Antico Testamento

5 Fetch for call for, A.V.; uno in corsivo per uno in latino, A.V. e T.R.; che è soprannominato per il cui cognome è, A.V. Pietro è sempre usato da San Luca, piuttosto che da Cefa

Versetti 5, 6.- L'intimità della conoscenza divina

Questo è un passaggio sorprendente se considerato attentamente. Possiamo accettare la dottrina dell'onniscienza divina senza averne alcuna concezione adeguata, o senza sentire alcuna impressione pratica sulla nostra fede. La facilità con cui una verità o un principio generale può essere sostenuto, mentre rimane ancora inefficace sulla vita, ci è stato spesso sollecitato. L'abile insegnante cerca di esporre la verità generale in qualche caso particolare, e si aspetta che la verità sia così vista chiaramente e afferrata saldamente. Abbiamo un esempio nel passaggio davanti a noi. Cornelio aveva alcune idee appropriate riguardo all'onniscienza e all'onnipresenza di Dio, ma possiamo essere certi che non erano mai state per lui pensieri pratici, reali e indagatori, fino a quando l'angelo non mostrò che Dio sapeva tutto di lui e tutto di Pietro, il suo nome, l'alloggio, l'ospite, ecc. Nei nostri giorni infantili eravamo spesso spaventati quando ci venivano ricordate le parole: "Tu Dio mi vedi". È bene se nella nostra virilità possiamo avere una tale rivelazione della meravigliosa minuzia, ma ancora più meravigliosa tenerezza e grazia, dell'ispezione divina. Si può fare riferimento alla gioia di Davide nell'onniscienza e nell'onnipresenza di Dio, come indicato in salmi come il centoquarantanovesimo. "Il Signore conosce quelli che sono suoi". Possiamo notare i punti del brano che suggeriscono l'intimità e l'esattezza della conoscenza quotidiana che Dio ha di noi

DIO CONOSCE I NOSTRI NOMI. Il nostro cognome, con il quale siamo comunemente conosciuti dal mondo, e persino il nostro nome di battesimo, con il quale siamo conosciuti dai nostri amici intimi. Conosceva Pietro il pescatore, ma lo conosceva come Simone. Questo include la conoscenza di Dio di tutto ciò che i nostri simili, con i quali abbiamo a che fare negli affari quotidiani, sanno di noi; e la sua ulteriore conoscenza di tutto ciò che i nostri parenti più intimi potevano dire del nostro carattere e della nostra disposizione. Ci possono essere alcune cose di pensiero o di condotta privata che vorremmo volentieri tenere lontane da Dio; anche questi sono "nudi e aperti agli occhi di colui con il quale abbiamo a che fare".

II IL NOSTRO IMPIEGO. Dio sapeva che quest'altro Simone era un conciatore di professione. In qualche modo dissociamo le occupazioni comuni della vita dal pensiero di Dio, ma Lui ci osserva nel lavoro quotidiano. E possiamo senz'altro pensare che egli giudichi giorno per giorno lo spirito con cui si svolge il nostro lavoro quotidiano. "Al quale l'uomo è chiamato, in esso rimanga con Dio".

III LA SITUAZIONE DELLA NOSTRA CASA. Dio sapeva che la casa di questo conciatore era "in riva al mare", messa lì, probabilmente, per le comodità del suo commercio. Cantici Dio conosce le nostre precise circostanze e ciò che ci circonda, e l'esatta influenza che queste cose hanno su di noi. E se lui sa tutto questo, possiamo essere certi con fiducia che è pronto e disposto ad essere la forza che ci aiuta a superare le nostre disabilità, a dominare le nostre difficoltà e a vivere per lui "anche dove è il trono di Satana", se la nostra sorte dovesse essere gettata in tali scene

IV IL NOSTRO RAPPORTO CON LA FAMIGLIA. Portando le sue ispezioni a influire sulla cerchia familiare, conosce il posto di ciascuno. Sapeva che Peter era solo un inquilino. Allora egli potrà dare a ciascuno la grazia necessaria per occupare degnamente il suo posto, e mantenere fedelmente i suoi rapporti e compiere i doveri che ne derivano. A parte la rivelazione dell'umanità e della fratellanza comprensiva di Cristo, come "Dio manifestato nella carne", una conoscenza divina così minuziosa non farebbe altro che inorridire, schiacciando l'energia, lo sforzo e la speranza. Ora ci gloriamo al pensiero della perfetta conoscenza, poiché colui che ci assedia dietro e davanti è il Padre nostro, che ben conosciamo per mezzo del suo Figlio e nostro Fratello, l'"Uomo Cristo Gesù". -R.T

6 L'ultima frase dell'A.V. e del T.R., "egli ti dirà", ecc., è omessa nel R.V

7 Ciò per cui, A.V.; lui per Cornelius, A.V. e T.R. Due dei suoi servi vedono Atti 9:38 -- , notano che la fede e la pietà di Cornelio erano come quelle di Abramo: egli insegnò alla sua casa a osservare la via del Signore, a praticare la giustizia e il giudizio Genesi 18:19

8 Dopo aver fatto le prove per quando si era dichiarato, A.V.; tutte le cose per tutte queste cose, A.V

9 Ora avanti per sempre, A.V.; erano per andato, A.V. Il tetto della casa; il luogo più tranquillo e appartato in una casa orientale . 1Samuele 9:25,26 Non è incoerente con ciò che il piano orario potrebbe anche essere reso un luogo di pubblicità speciale, dalla sua altezza e spazio aperto vedi Luca 12:3 Circa l'ora sesta. Mezzogiorno, la seconda delle tre ore di preghiera tra gli ebrei, chiamata "la preghiera di mezzogiorno". L'ultima fu l'ora nona di Atti 3:1 e la prima l'ora terza, le nove del mattino Atti 2:15 Vedi Salmi 4:1-7

Versetti 9-48.- L'uomo agli occhi di Dio; o, Imparzialità divina

L'episodio della conversione di Cornelio è indicativo di alcune verità importanti, ma di una in particolare, cioè la perfezione dell'imparzialità divina. Guardiamo prima, però, a...

IO LA PARTE DEL FISICO NELL'APPRENSIONE DELLO SPIRITUALE. Pietro salì a pregare Versetto 9; ma era molto affamato e desiderava ristoro corporale Versetto 10. Questo stato del corpo era probabilmente favorevole alla sua "caduta in trance" Versetto 11; Comunque sia, evidentemente aveva qualcosa a che fare con il carattere della visione che aveva avuto. Il contenuto del grande lenzuolo, l'invito a "uccidere e mangiare", rispondeva molto da vicino alle sue voglie fisiche. In verità, le nostre apprensioni spirituali dipendono in non piccola misura dalla nostra condizione fisica. Possiamo tranquillamente concludere che:

1. Il digiuno, in quanto tale, ha un posto molto piccolo, se non del tutto, nella dispensazione cristiana. Aveva solo il più piccolo contenuto nella Legge, anche se le aggiunte farisaiche lo avevano reso una caratteristica prominente della pietà ebraica al tempo di nostro Signore.

2. L'astinenza piuttosto che l'indulgenza è favorevole all'apprensione spirituale

3. La salute del corpo è la condizione migliore per il servizio religioso

II L'ASSOLUTO NULLA DELLE NOSTRE DISTINZIONI FISICHE AGLI OCCHI DEL SUPREMO. Pietro all'inizio non percepì il pieno significato della visione, in cui gli era stato chiesto di prendere parte a qualsiasi cosa prima di lui: "dubitava di ciò che questa visione dovesse significare" Versetto 17. Ma la coincidenza della visione con l'arrivo dei messaggeri di Cornelio, e la dichiarazione del centurione stesso, tolsero ogni difficoltà e dubbio, ed egli usò le nobili parole riportate Versetti. 34, 35. Non che volesse dire che Dio fosse indifferente alla considerazione se gli uomini credessero a ciò che era vero o a ciò che era falso; Questa è una grossolana perversione del suo linguaggio, di cui l'apostolo si sarebbe risentito con la massima indignazione. Voleva dire che Dio considerava con uguale accettazione tutti coloro che sostenevano e amavano la verità, sia che fossero figli di Abraamo sia che si trovassero completamente al di fuori del cerchio sacro. La lezione per noi è quella più preziosa, cioè che nessuna distinzione fisica di alcun tipo influisce sulla nostra posizione agli occhi di Dio. "L'incidente della nascita" non ha alcuna attinenza con il nostro posto nel suo regno. Né l'età, né il sesso, né la classe, né la razza hanno nulla a che fare con la stima che egli si forma di noi o con la sfera che ci assegnerà. Questa assoluta indifferenza da parte di Dio per le distinzioni di cui facciamo tanto, si applica:

1. Alla remissione dei peccati ora; ciò dipende interamente dalla nostra relazione spirituale con Gesù Cristo Versetto 43

2. Al suo giudizio su di noi dopo la morte; anche quello sarà deciso dal nostro atteggiamento verso di lui Versetto 42

3. Alla sua comunicazione di doni speciali Versetti. 44, 45. Questa imparzialità dovrebbe essere imitata da noi e, in particolare, resa applicabile alla posizione che diamo agli uomini nella Chiesa visibile Versetti, 47, 48

III LA NOSTRA COMUNE RELAZIONE CON DIO, LA FONTE DELLA SACRALITÀ UMANA, "Ciò che Dio ha purificato, non chiamarlo impuro" Versetto 15. Probabilmente o forse potrebbe essere stato inteso da questa visione confermare e illustrare le parole di nostro Signore quando "fece tutte le cose pure" nuova traduzione. Ma, comunque sia, le parole denotano certamente che non dobbiamo considerare comuni o profani coloro che Dio ha redento dalla profanità. E chi sono questi? Non solo

1 quelli della nostra razza che sono stati effettivamente redenti e rinnovati, coloro che sono "lavati, purificati e santificati mediante il rinnovamento dello Spirito Santo"; ma anche - e questo è il pensiero principale -

2 tutti i figli degli uomini in virtù della loro comune relazione con il Divino Padre e Salvatore. Come coloro che sono "tutta la sua progenie", e che sono tutti liberi di divenire suoi figli e figlie mediante somiglianza spirituale; come coloro per i quali il Figlio di Dio ha versato il suo sangue e ai quali manda il suo messaggio di amore e di vita, tutti sono degni del nostro "onore"; 1Pietro 2:17 nessuno deve essere "tenuto in cattiva considerazione". -C

Versetti 9-17.- L'estasi e la visione di Pietro

L 'atteggiamento della preghiera, come si parla costantemente nel corso di questa storia, dell'atto e dell'abitudine alla preghiera, da parte della comunità e da parte dei singoli! Pietro e Cornelio, l'ebreo e il gentile, sono in comunione con Dio nello stesso momento; e così si dimostra che la vera comunione tra l'uomo e l'uomo sulla terra è condizionata dalla comunione con Dio. Anime lontane nello spazio sono vicine e unite per mezzo di questo legame mistico. Era l'ora calma di mezzogiorno in cui, come erano soliti dire gli antichi, "Pan dorme". Tutto il potente cuore della natura è in quiete, e le stesse case di Ioppe ai suoi piedi potrebbero sembrare addormentate. Ma il Dio vivente non sonnecchia; vegliando sui suoi fedeli e ascoltando le loro preghiere. Orari fissi di preghiera possono essere utili e benedetti. Il pensiero di unirsi ad altri alla stessa ora può rafforzare la devozione. Ma è un abuso se l'ora fissa viene impiegata solo nella preghiera, in modo da rendere superflua la devozione al di fuori di essa

II LA VISIONE

1. Il suo carattere è determinato sia dallo stato fisico che da quello naturale dell'apostolo. L'estasi del suo spirito nella devozione provoca un prosciugamento delle forze del corpo e, come il Signore nel deserto, egli ha fame. Il pasto di mezzogiorno si sta preparando. Agisce in questo momento l'estasi si abbatte su di lui, e il bisogno terreno è placato dalla rivelazione celeste. Il cibo dell'uomo spirituale è conoscere e fare la volontà di Dio, ed egli può imparare, con San Paolo, come essere sazio e avere fame, come abbondare e soffrire il bisogno

2. Le sue caratteristiche particolari. L'immenso vaso, simile a un lenzuolo calato dai quattro angoli dal cielo, contiene una collezione eterogenea di quadrupedi, rettili e uccelli. Così la prima impressione è scioccante per un rigoroso credente e osservatore del rituale mosaico. La confusione del puro con l'impuro, del profano con il santo, è ciò che egli aborre con tutta la sua anima. È, infatti, la presentazione visibile dei sentimenti di ripugnanza con cui Pietro deve aver segretamente considerato l'attrazione dei Gentili con gli Ebrei nel regno di Dio

3. La voce divina. "Uccidi e mangia". Qui la resistenza divina ai pregiudizi naturali e acquisiti raggiunge il suo apice. Se vogliamo essere seguaci della Verità e fare progresso nella conoscenza di Dio, dobbiamo essere preparati ad affrontare tali rifiuti. I pregiudizi che abbiamo pensato fossero parte chiara e integrante della nostra fede devono essere superati quando ci viene la chiamata ad emergere in vedute più ampie e in una luce più chiara. L'elemento più misterioso in tali lotte è che sembra che siamo messi in conflitto con le tradizioni più sante e le migliori associazioni della nostra vita precedente. Ma è così: quando inizia la lotta dentro l'uomo, egli diventa nulla di valore. E le idee non diventano mai chiare, non si afferra mai la generalizzazione superiore, se non come risultato di tali lotte. Come Saulo, nello zelo della vecchia fede, scalciava contro i pungoli delle sue nuove convinzioni, così Pietro era ora ripugnante a quella nuova verità che stava irrompendo con tanta potenza nella sua mente. In entrambi i casi si trattava di una visione più ampia del regno di Dio, di un'interpretazione più amorevole dei suoi propositi per l'umanità, che lottava per essere ammessa all'intelletto e al cuore. Non dobbiamo mai temere la generalizzazione delle nostre idee e dei nostri sentimenti sulla verità. Il cambiamento, sradicando il vecchio, ci dà qualcosa di molto meglio da mettere al suo posto. La resistenza di Pietro in questa occasione è così simile a lui: tagliente, testarda, perentoria. "Mai, Signore!" Quando Pietro parlava così, era segno che stava per cedere, sia dalla parte del bene che da quella del male. Cantici aveva già detto in precedenti occasioni: "Non ti abbandonerò mai ". "Non laverai mai i miei piedi!" E sappiamo cosa ne è seguito. Cantici in questo caso. In ogni caso c'era un sentimento giusto combinato con un pensiero sbagliato o ignorante. L'ignoranza di sé precipita in propositi avventati; l'ignoranza della grazia di Cristo e della potenza della verità porta a un'ostinazione e a una resistenza errate

4. La voce ripetuta. Questa volta per spiegare il comando. Ciò che Dio ha purificato, gli uomini non devono considerarlo comune. Questa è una parola profonda e pregnante. La distinzione tra animali puri e impuri era

1. una distinzione sanitaria;

2. una distinzione cerimoniale fondata su ciò;

3. quindi una distinzione relativa e temporanea

A parte gli scopi speciali per i quali la distinzione è valida, si ottiene la verità generale dell'applicazione universale ed eterna: che tutte le creature di Dio sono buone e devono essere ricevute con ringraziamento. Cantici è profondamente importante questa verità, che viene ripetuta più e più volte, affinché non possa essere dimenticata, che non possa essere ignorata d'ora in poi

1 Le distinzioni cerimoniali, locali, nazionali sono per un certo tempo; la verità e l'amore sono universali

2 Il locale deve cedere gradualmente il passo di fronte all'universale; la verità che rivela le differenze di fronte alla verità che riconcilia

3 La verità per la quale una setta si batte, una volta chiaramente stabilita, non può essere perduta. Ma la verità universale del vangelo assorbe con sé sia essa che tutte le definizioni parziali della verità.

Versetti 9-16 o Versetto 15.- La luce del cielo sulla porta aperta di un nuovo mondo

Ripassate i preparativi fatti affinché la rivelazione sia ora concessa. L'insegnamento di Cristo. Il suo incarico ai suoi apostoli. Stephen; Paolo; Samaria. L'incarico di Peter della chiave. La sua visita a Giaffa. Probabilmente la sua mente era già al lavoro sul problema

I DUE MONDI FACCIA A FACCIA-il pagano e l'ebraico, entrambi teatro di manifestazioni spirituali. I due ruscelli di grazia che scorrono pronti a fondersi in un unico grande fiume di nuova vita

1. Prendi i due uomini come tipi o le due diverse forme di pensiero e di fede: Pietro e Cornelio

2. Entrambi i mondi hanno bisogno di comunicazioni soprannaturali. Gli ebrei avevano abusato del privilegio. I Gentili avevano calpestato i resti della tradizione divina

3. Il mondo nuovo, cioè la nuova umanità da chiamare, un'unione di ebrei e gentili. Cristo che fa la pace Efesini 2:11-22

II LA LUCE CHE SCENDE DAL CIELO al cancello aperto

1. Una tale visione è necessaria per dissipare l' oscurità della mente di Pietro e per assicurare la sua fede. Era praticamente debole vedi la sua polemica con Paolo, Galati 2

2. Un ritorno alla posizione originaria dell' uomo nella creazione. Tutte le distinzioni tra puro e impuro dopo la creazione vedi Genesi 1

3. L'autorità rimuove ciò che l'autorità aveva prescritto. "Dio ha purificato".

4. Anche se la visione deve aver allentato il pregiudizio, non era di per sé un comandamento. Prepara la strada, mostra la porta aperta, ma non è un sostituto dello Spirito di Dio. Impara da questo che tutto questo aiuto dovrebbe essere usato. in dipendenza dall'aiuto ancora più elevato, l'insegnamento diretto dello Spirito di Dio, sia con i fatti che con le parole.

10 Affamato per molto affamato, A.V.; desiderava mangiare per avrebbe mangiato, A.V. Affamato. La parola così resa prospeinov non ricorre da nessun'altra parte né nel Nuovo Testamento né in qualsiasi altro scrittore. Forse egli, come Cornelio Versetto 30, aveva digiunato fino al momento della preghiera. Una trance ekstasiv esprime uno stato di transizione dallo stato ordinario a uno stato nuovo o diverso. Applicato a un uomo, denota quello stato in cui i sensi esterni e la volizione sono sospesi, e tutte le sue impressioni derivano dall'interno: vedi Atti 11:5; 22:17 ; È anche usato per esprimere grande stupore: Luca 5:26; Atti 3:10; Marco 5:42 Nella LXX di Genesi 2:21 si parla del sonno profondo di Adamo, e in Genesi 27:33 del tremito di Isacco, e altrove di forti emozioni

11 Egli vede il per sega, A.V.; discendendo per scendere a lui, A.V. e T.R.; erano per era stato, A.V.; calato per quattro angoli sulla terra per lavorare a maglia ai quattro angoli e calato a terra, A.V. e T.R. Il vaso che scendeva dai cieli aperti implicava che il comando di mangiare ciò che era contenuto in esso era stato dato per rivelazione. Le cose mandate venivano da Dio e il comandamento di mangiare veniva da Dio. La fame di Pietro aveva preparato la via per la particolare forma della visione

12 Bestie e rettili della terra per bestie della terra, bestie selvatiche e rettili, A.V. e T.R.; paradiso per aria, A.V. La distinzione tra puro e impuro è stata tracciata molto nettamente nella Legge Levitica Levitico 11 -- ; vedi in particolare Versetti. 41-44 e 20:25; Deuteronomio 14:3-20 Lo stupore di Pietro deve essere stato quindi molto grande al comando di uccidere e mangiare. E così dimostra la sua risposta nel Versetto 14. Eppure nostro Signore gli aveva insegnato la stessa verità Matteo 15:10-20 -- , o ancora più distintamente Marco 8:14-23

14 E impuro per o impuro, A.V. e T.R. È piuttosto una testimonianza sorprendente del carattere religioso di Pietro come ebreo prima della sua chiamata all'apostolato, il fatto che, povero pescatore galileo com'era, ignorante e ignorante, aveva tuttavia sempre obbedito coscienziosamente alla Legge di Mosè riguardo alle cose pure e impure comp. Daniele 1:8-15 L'indirizzo, Signore Kurie, sembra certamente riconoscere la voce come quella di Cristo, che concorda anche con la discesa del vaso dal cielo. La risposta è molto simile ai rifiuti in Matteo 16:22; Giovanni 13:8

Versetti 14, 15.- Niente di comune agli occhi di Dio

Introduci con un racconto della visione di San Pietro, osservando come essa influenzò la mente di uno che era così completamente imbevuto di nozioni ebraiche. Al tempo di nostro Signore le leggi del puro e dell'impuro erano scrupolosamente osservate, e gli apostoli non si erano ancora resi conto di come il nuovo spirito del regno di Cristo li avrebbe liberati dalle schiavitù e dalle limitazioni del cerimoniale ebraico. Dio, con questa visione, avrebbe corretto due degli errori prevalenti

1. Che il suo favore era concesso solo a certe classi definite e individui dell'umanità. "Amava tanto il mondo".

2. Che il suo servizio si trovava nell'obbedienza a regole meramente esteriori, che un tempo avevano la loro utilità e il loro significato, ma non erano necessariamente espressioni di amore e devozione del cuore. Il primo errore fu corretto, nella visione, dal foglio steso, che era una figura del vasto mondo, e dai quattro angoli come direzioni in cui il vangelo doveva ora essere portato in tutto il mondo. Il secondo errore è stato corretto con l'obliterazione di tutte le distinzioni formali nell'annuncio che ciò che Dio ha purificato l'uomo non può chiamare comune, perché Dio riceverà l'amore, la fiducia e l'adorazione di "chiunque voglia". Dean Plumptre dice: "Nell 'interpretazione della visione, tutto ciò che appartiene all'umanità è stato assunto in cielo,

1 quando la natura dell'uomo fu assunta dal Verbo eterno nell'Incarnazione, Giovanni 1:14 e

2 quando quella natura era stata innalzata nell'Ascensione al cielo dei cieli". Possiamo considerare...

I LA VERITÀ UNIVERSALE COME QUI ESPOSTA E ILLUSTRATA. "Quello che Dio ha purificato, tu non chiamarlo impuro". Dio afferma che l'intera terra è libera di ricevere il messaggio del vangelo, che tutte le disabilità e le barriere sono state rimosse per sempre, e non riconosce più le distinzioni tra eletti e non eletti; "Ai Gentili è concesso il ravvedimento per la vita". Può essere mostrato

1 che Dio, come Creatore e Preservatore, si prende cura di tutto il suo mondo;

2 che, come Governante paterno, si preoccupa del benessere morale del mondo intero;

3 che, trattando di bambini ostinati e ribelli, dobbiamo concepire che Egli cerca di realizzare la salvezza di tutti. Questa verità è la vita stessa del nostro lavoro missionario. Ci viene chiesto di predicare il vangelo "ad ogni creatura", con la perfetta certezza che Dio avrebbe voluto che "tutti gli uomini fossero salvati e venissero alla conoscenza della verità". Questa verità viene spesso abbracciata con difficoltà, dopo un forte conflitto con pregiudizi limitanti; è spesso considerato come un semplice sentimento; e forse su pochi uomini è l'ispirazione per nobili fatiche e sacrifici che è stato progettato per essere. Come ci spingerebbe all'opera missionaria, se credessimo veramente che Cristo vuole che ogni uomo venga a lui, e volesse che noi lo portassimo!

II I LIMITI DI QUESTA VERITÀ CHE SI TROVANO NELL'EBRAISMO. Il favore speciale per una particolare razza - o, come possiamo meglio esprimerlo, la chiamata speciale di una razza a un particolare lavoro o testimonianza - non presuppone né implica l'indifferenza divina per il resto; potremmo dire più saggiamente che tutte le chiamate speciali di pochi sono state fatte per il bene del tutto, e l'amore di Dio per il mondo gli ha fatto affidare una rivelazione speciale alla fiducia dell'ebreo. La distinzione tra "puro e impuro" nel cibo rappresentava una distinzione di puro e impuro tra Giudeo e Gentile. Ma le cose "impure" erano ancora di Dio, e da lui usate per altri scopi, anche se non solo per il cibo. Non erano cose disprezzate o rifiutate, ma ognuna aveva la sua missione. E così i Gentili non erano fuori dalla cura e dal favore di Dio perché gli Ebrei erano dentro. Anche loro occupavano i posti che egli assegnava e facevano il lavoro che voleva. Si può inoltre dimostrare che le limitazioni ebraiche sono state intenzionalmente

1 temporaneo,

2 Educativo-

preparatorio all'avvento di Cristo, nel quale e dal quale il pensiero divino per l'intera razza poteva essere pienamente rivelato

III LA RIMOZIONE DELLE LIMITAZIONI DEL SISTEMA CRISTIANO. Che tratta dell'uomo in quanto uomo, al di là di ogni distinzione locale e temporanea di

1 cittadinanza,

2 classe,

3 genio,

4 ubicazione, o

5 Purezza cerimoniale

Il Vangelo è per i "figli degli uomini". Giudei e Gentili, Greci e Romani, curvi e liberi, si incontrano come peccatori ai piedi di Cristo, per ricevere il perdono dei peccati e la vita eterna. Ora, non c'è nulla di comune agli occhi di Dio. Ogni anima è un'anima inestimabile, perché è stata comprata con sangue prezioso, il sacrificio infinito del Figlio di Dio.

15 Una voce per la voce, A.V.; venne per parlare, A.V.; non fare per quella chiamata non, A.V Ciò che Dio ha purificato, ecc. "La Legge era il nostro maestro di scuola 'tutore', R.V. per portarci a Cristo." Ma ora, sotto il vangelo della fede, non siamo più sotto un maestro di scuola. Non c'è né ebreo né greco. "Le cose vecchie sono passate, e tutte le cose sono diventate nuove".

16 E questo per questo, A.V.; subito il vaso per il vaso di nuovo, A.V. e T.R. Questo fu fatto tre volte; cioè, come si evince dal precedente "la seconda volta", la stessa voce gli rivolse la terza volta l'ordine di mangiare. La ripetizione tre volte della stessa ingiunzione era per dare certezza comp. Genesi 41:32 Per la ripetizione delle stesse parole, Matteo 26:44. Il fatto che il vaso fosse stato ricondotto in cielo indicava semplicemente la fine della visione. L'interpretazione di esso doveva seguire il Versetto 19 e i versetti seguenti vedi soprattutto il Versetto 28, ed è stata ulteriormente enfatizzata da quanto riportato in Versetti. 44-46 e Atti 11:15-17

17 Era molto perplesso per il dubbio, A.V.; il per questo, A.V.; potrebbe per dovrebbe, A.V.; quello per cui, A.V.; da per da , A.V.; avendo fatto indagine, si alzò per aveva fatto indagine, e stò., A.V. Il cancello pulwn; il portico o cancello nel cortile di una casa orientale. In Atti 12:13 abbiamo "la porta della porta" vedi Matteo 26:71; Luca 16:20 -- , ecc

Versetti 17-23.- La visita di Pietro a Cesarea

I LA CHIAMATA ALL'AZIONE A SEGUITO DELLA RIVELAZIONE DELLA FEDE. Pietro rimase perplesso a questa stupefacente visione del lenzuolo calato dal cielo. Ogni pregiudizio ebraico ne fu confutato, e si aprì una nuova visione del proposito di Dio nel vangelo, del tutto abbagliante per la sua vista non abituata. Avrebbe potuto esitare. Ma quando Dio ci dà una nuova visione della verità e del dovere, non passa molto tempo prima che ci chiami ad agire in base ad essa. Cantici in questo caso. Spesso i sentimenti nella mente coincidono con gli eventi esterni. Esse si tengono per mano e indicano irresistibilmente la volontà di Dio. Mentre Pietro chiede il significato di ciò che ha visto, gli estranei alla porta lo interrogano. Poi arriva l'intima intimazione dello Spirito: "Ecco, tre uomini ti cercano".

II LA CHIAREZZA E L'ESPLICITO DELLA CHIAMATA DIVINA. "Alzati, scendi, vai con loro, non dubitare di nulla; Li ho mandati io". Felice per noi quando la via del dovere sarà resa altrettanto chiara. Ricordiamoci che la luce è data a coloro che sono sinceri e servono Dio con semplicità di cuore. E quando si sente la chiara chiamata, l'obbedienza deve essere senza esitazione. "Immediatamente non ho conferito con carne e sangue". L'abitudine di conferire con la carne e con il sangue, cioè con l'inclinazione e la riluttanza, oscura la coscienza e, forse, distrugge la nostra speranza di ispirazioni future. «Non mi elevo mai così in alto», disse Cromwell, «come quando non so dove sto andando», cioè in obbedienza alla chiamata divina. Cantici Pietro uscì incontro agli uomini

III IL SIGNIFICATO DELLA CHIAMATA SPIEGATO. Cornelio, un centurione romano, lo ha mandato a chiamare. Un uomo giusto e pio è lui, dice il servo. Ecco, dunque, che la visione comincia a spiegarsi. Che cosa ha a che fare il romano con l'ebreo? Tutto, se Dio li mette insieme. E che questo fosse il caso era troppo evidente per essere ignorato. Infatti, mentre in un modo Dio rivelava la sua volontà a Pietro in una visione, attirando il pensiero dell'apostolo verso i pagani, in un altro modo parlava ai Romani, spingendolo a mandare dall'apostolo, affinché ascoltasse la sua dottrina. Quali attrazioni segrete della Provvidenza uniscono le vite! Consideriamo a sufficienza questo? La grande lezione che emerge sia dalla condotta di Pietro che da quella di Cornelio è che dobbiamo essere pronti a obbedire alle chiamate divine, sia per fare il bene che per cercare il bene. La disponibilità a ricevere e a dare è la grande condizione per essere ben guidati. Dire buone parole agli altri può essere, per alcuni, la funzione più nobile; ad ascoltarli, per gli altri, il più grande mezzo di benedizione. È la volontà divina di riunire chi parla e chi ascolta, tra l'insegnante e il discepolo. Ciascuno, dunque, sia fedele alla voce interiore.

Versetti 17-23.- Il dito della Provvidenza

È bene quando possiamo distogliere lo sguardo dalle visioni ai fatti e trattare con uomini viventi. L'opportunità di agire spesso disperde la nube della perplessità. La visione nella memoria, gli uomini alla porta, lo Spirito che presiede a tutto

I IL METODO DI DIO ILLUSTRATO

1. Il soggettivo e l'oggettivo uniti. Lo spirito interiore è l'esperienza. L'opera della grazia nel mondo esteriore

2. La guida provvidenziale è garantita. I fatti che ci aiuteranno sono alle porte

3. C'è uno sfondo del soprannaturale a cui possiamo fare riferimento per l'autorità: lo Spirito nella Parola, nelle Chiese viventi, nel mondo

II CREDERE NELL'OBBEDIENZA. ESEMPLIFICATO

1. Il sentimento naturale superato in presenza dell'indubbio comandamento divino

2. Una nuova impresa affrontata, dipendente dal sostegno divino

3. La sapienza che cerca umilmente la luce per essere seguita

4. Il sigillo dello Spirito riconosciuto dall'uomo spirituale. "Se uno vuol fare la sua volontà, conoscerà la dottrina", ecc. Il dubbio troppo spesso è un difetto morale.

Versetti 17, 18.- Le provvidenze possono tradurre le rivelazioni

L'effetto della visione sulla mente di San Pietro è indicato nella semplice espressione: "Dubitò in se stesso di ciò che questa visione che aveva avuto avrebbe dovuto mesa". Era perplesso e si mise a pensare ansiosamente ad esso. Realizzò in esso l'insegnamento divino, ma non era sicuro della sua portata . Vide abbastanza chiaramente che cancellò, almeno per lui, l'antica distinzione delle carni; ma si chiedeva se non ci fosse un significato più profondo, di fondo, per il quale era stato concesso. Non era forse come una parabola, abbastanza semplice, a prima vista, da capire per un bambino, ma così ricca di significato e di suggestione che un uomo poteva meditarvi giorno e notte, e trovare una ricca ricompensa? San Pietro potrebbe essere perplesso, perché sembrava che non ci fosse nulla che potesse dargli la chiave per i significati più lontani e più spirituali. Quella chiave venne negli eventi del giorno, giunse per ordine della Divina Provvidenza. Seguendo la linea che Dio ha tracciato per lui, San Pietro giunse naturalmente allo svelarsi del mistero e comprese la visione e la rivelazione. Questo possiamo mostrarlo più pienamente

IO SAN PIETRO IMPRESSIONATO DA UNA RIVELAZIONE DIVINA. Per un ebreo, che conosceva le varie visioni e le comunicazioni dirette di Dio concesse ai suoi padri, questa visione del foglio discendente non suggerirebbe dubbi tali da turbare la nostra mente. Non si sarebbe probabilmente chiesto se si trattasse di un'illusione o del sogno di una cornice disordinata. San Pietro l'avrebbe accettata subito come una graziosa rivelazione della volontà divina nei suoi confronti. La sua unica preoccupazione riguardava la sua vera e corretta interpretazione. Due cose richiedono un'attenta illustrazione

1. I vari modi della rivelazione divina agli individui, per il bene generale, in tutte le epoche. Va sottolineato che

1 il modo adottato, che si trattasse di voce, aspetto personale, ministero angelico, sogno o visione, era esattamente adatto all'individuo con cui si comunicava, e al tempo e alle circostanze della comunicazione;

2 che il messaggio, sebbene inviato a singoli individui, non è mai stato inviato per il bene del solo individuo; è sempre stato destinato ad altri, di cui egli deve diventare il ministro. Proprio come è stato spesso sottolineato nostro Signore non ha mai operato i suoi miracoli per se stesso, ma solo per l'immediato bene fisico, o ultimo bene morale e spirituale, degli altri

2. La ricettività di San Pietro, che, per un periodo di solitudine, meditazione e comunione orante con Dio, era in uno stato d'animo e di sentimento che lo rendeva adatto a ricevere una tale visione. Eppure è vero che le comunicazioni interiori dell'amore e della verità di Dio richiedono un'apertura dell'anima come quella che sant'Pietro amava. Se non li conosciamo, in forme e modi adatti ai nostri pensieri e ai nostri tempi, deve essere perché in noi non ci sono fitness e preparazioni

II SAN PIETRO DUBITA DEL SIGNIFICATO DELLA RIVELAZIONE. Questo potrebbe non essere stato uno stato mentale prolungato, né uno stato angosciante. Spiega quanti stati d'animo della mente sono espressi dal singolo termine dubitare. C'è il dubbio:

1. Di semplice incertezza; Le prove non sono ragionevolmente sufficienti per condurci a una conclusione, e la questione deve essere tenuta in sospeso

2. Della critica, che deve andare alla radice di una questione, e testare e provare il ragionamento con cui viene dichiarato qualsiasi fatto o verità

3. Dello scetticismo, che ha un pregiudizio o un pregiudizio, e da esso è portato a richiedere prove e prove irragionevoli; un tale spirito persiste nel dubitare quando una questione è spiegata in modo equo e adeguato

4. Dell'infedeltà, che fa di una conclusione scontata una base per il dubbio e la negazione. Questo spirito è di solito molto credulone in alcune questioni e ostinatamente riluttante a credere in altre questioni. San Pietro fu l'interrogatorio semplice ma sincero di un uomo che voleva veramente arrivare alla verità e al significato della sua sorprendente visione

III SAN PIETRO CHIAMATO AD AGIRE, E COSÌ MISE DA PARTE I SUOI DUBBI. Spesso la migliore cura per il dubbio è un invito all'azione presentata. È un buon consiglio che invita le anime in difficoltà a compiere il lavoro cristiano. Spesso ci viene in mente di illuminare le questioni più sconcertanti quando siamo impegnati in opere d'amore; e, se la luce non arriva, il peso delle domande cessa di gravare pesantemente su di noi. San Pietro, nei suoi dubbi, fu chiamato a incontrare i messaggeri di Cornelio e a organizzare il più presto possibile il ritorno con loro nel loro viaggio. L'attività fermò il rimuginare e il dubitare, e Dio la fece proprio sulla via per dominare i dubbi

IV SAN PIETRO SCOPRENDO CHE SULLA VIA DELL'OBBEDIENZA VIENE LA LUCE. Egli seguì le direttive provvidenziali di Dio, rispose alla voce interiore, obbedì in tutta semplicità, partì, senza sapere bene per quale scopo, e, nella linea della provvidenza di Dio, trovò il dispiegarsi della sua visione e apprese la profonda verità sulla quale si era interrogato così ansiosamente. Condotto alla casa del devoto pagano, che era un uomo accettato da Dio, fu liberato dalla schiavitù giudaica dei "puri e degli impuri"; vide che il vangelo della vita in Cristo Gesù era sia per i Gentili che per gli Ebrei; e diede questa testimonianza: "Ora comprendo che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone; ma in ogni nazione chi lo teme e opera la giustizia è accetto presso di lui". In modi altrettanto chiari, infatti, anche se può non essere così sensatamente chiaro per noi, le provvidenze di Dio dispiegano ancora la Parola e la volontà di Dio; e colui che seguirà obbedientemente come Dio guida, troverà sicuramente il riposo del cuore delle apprensioni spirituali della verità divina.

18 Alloggio per alloggiati, A.V

19 E mentre per un po', A.V. Il pensiero dienqumoumenou, R.T., più forte dell'ejnqumoumenou della T.R.; Pensato fino in fondo, considerato in tutti i suoi aspetti. Ricorre solo qui e due o tre volte in Cirillo e in altri scrittori della Chiesa. Lo Spirito così Atti 11:12 Ingion. Atti 13:2 è pneuma a un

20 Ma alzati per sorgere dunque, A.V.; nulla dubita per non dubitare nulla, A.V. Ma alzati. Il ma risponde all'idea inespressa: non esitare, non tardare, ma vai subito. Poiché io li ho mandati. Questo è uno dei molti passaggi che segnano distintamente la personalità dello Spirito Santo, comp. Atti 8:29; 13:2; 20:28 -- , ecc. Anche qui possiamo notare l'opera della provvidenza di Dio, sotto la cui direzione i pensieri di Pietro e il messaggio di Cornelio si incontrano nello stesso punto, come uomini che lavorano dalle estremità opposte di un tunnel e si incontrano nello stesso punto

21 E per allora, A.V.; gli uomini per gli uomini che gli erano stati inviati da Coffins, A.V. e T.R

22 Un centurione per il centurione, A.V.; giusto per giusto, A.V.; ben segnalato di per di buona reputazione tra, A.V.; di Dio in corsivo per da Dio in romano, A.V.; un santo per un santo, A.V.; da te per di te, A.V. Giusto; come Matteo 1:19 cfr. la descrizione di Cornelio in Versetto 10. La menzione qui del fatto che egli sia ben menzionato da tutta la nazione dei Giudei è un ulteriore tratto comp. Luca 7:2-5 Per l'espressione, "di buona reputazione" marturoumenov, seesqh, Atti 6:3, nota. Di Dio. La traduzione, "avvertito da Dio", tuttavia, rappresenta abbastanza ejcrhmati perché crhmatizomai non significa "essere avvertito", ma "essere divinamente avvertito". Crhmatizesqai paraluyin decesqai, Theophylaet. Vedi l'uso frequente della parola nel Nuovo Testamento Matteo 2:12; Luca 2:26; Ebrei 8:5, 11:7 -- , ecc. Giuseppe Flavio usa frequentemente il verbo nella voce attiva nello stesso senso. Per ascoltare le tue parole. Un giro di espressione in ebraico

23 Cantici chiamò e poi chiamò lui, A.V.; si alzò e uscì perché Paler se ne andò, A.V. e T.R.; alcuni dei fratelli per certi fratelli, A.V. E alloggiato è piuttosto una debole interpretazione di ejxenisen. La stessa parola è resa intrattenuta in Ebrei 13:2, che è più vicina al senso; "Da intrattenere come ospite." La parola porta con sé che egli mostrò loro ospitalità, e così abbatté il muro di separazione tra lui e loro. "Li trattò amichevolmente e li fece vivere con lui" Crisostomo Per xenizomai, vedi Versetto 32. Egli si alzò e uscì. Questo avvenne il giorno del loro arrivo. Da Cesarea a Giaffa ci furono due giorni di viaggio e due giorni di viaggio di ritorno, essendo la distanza di trenta miglia. Probabilmente si sarebbero fermati la notte ad Apollonia, che era a metà strada, sulla strada costiera. Alcuni dei fratelli. Lo spirito missionario dei primi discepoli è qui evidente At 20:4

Versetti 23-34.- Pietro e Cornelio

I LA RICEZIONE DELL'APOSTOLO CRISTIANO DA PARTE DEL CONVERTITO GENTILE. Qui Giudei, Gentili e Cristiani furono visibilmente messi in unione e unità nelle persone di questi due uomini

1. L'ufficiale romano dà una nobile accoglienza a Pietro, allo stesso tempo un vero ebreo e un vero cristiano, chiamando a raccolta i suoi parenti e amici. Egli desidera che gli altri possano prendere parte ai doni e alle benedizioni spirituali, un vero segno d'amore. Diventiamo poveri dando via i beni terreni; ricco impartendo di quelli che sono spirituali. Forse c'è comunemente troppa riserva in tali relazioni. Supponiamo che la riluttanza possa incontrare una pronta risposta da parte degli amici a tali inviti

2. Cornelio nutre profonda riverenza per la persona dell'apostolo; cadde ai suoi piedi al suo ingresso, per rendergli omaggio. I Romani erano un popolo intensamente religioso a modo loro. Riconoscevano il numen, o potere divino, in tutti i grandi oggetti della creazione. Era un profondo istinto mistico, che aveva bisogno solo di una direzione adeguata

II IL COMPORTAMENTO DELL'APOSTOLO CRISTIANO NEI CONFRONTI DEL CONVERTITO GENTILE. "Alzati! Anch'io sono un uomo". "Allontanati da me; perché io sono un peccatore, o Signore!" era stata la sua confessione a Gesù; e per questo era stato nominato pescatore di uomini. Forse ora ricorda quell'episodio e, in vista del rispetto e dei preparativi di Cornelio, ripete: "Anch'io sono un uomo". "Cornelio fa troppo nella sua riverenza verso un santo vivo e genuino; allora come può essere giustificata la preghiera alle immagini dei santi?" Non è un vero successore di Pietro, né ha l'umile mente di Pietro, che lascia che i suoi piedi siano baciati. L'adorazione dello strumento oscura l'onore dell'Agente Divino. La parola di Pietro rimprovera non solo l'adorazione dei santi, ma tutta l'eccessiva riverenza e adorazione degli eroi tributata ai grandi uomini della Chiesa

III SPIEGAZIONE DEL NESSO TRA GLI EVENTI

1. C'era un grande pregiudizio da superare. Versetto 28. Il pregiudizio dell'ebreo contro il rapporto con lo straniero. Nessuna barriera in natura, nessuna montagna da attraversare o da percorrere, nessun fiume da guadare, nessuna desolazione da bonificare, è paragonabile all'ostinazione e alla difficoltà del pregiudizio, soprattutto del pregiudizio religioso. E dove troviamo in tutte le pagine della storia un pregiudizio altrettanto forte di quello dell'ebreo contro il gentile?

2. La vittoria divina sul pregiudizio. Dio aveva mostrato che "nessun uomo deve essere chiamato comune o impuro". Parola immensa! Il suo significato non si è ancora esaurito; non ancora, forse, cominciava ad essere veramente dispiegato. Quanto profonda è la forza e il conforto che scaturiscono da una parola di Dio così chiara? Per il predicatore, l'insegnante, il missionario, ogni tipo di lavoratore per il bene antropico, è una luce chiara, un indizio per le mani e per il cuore. La natura umana ideale è pura e bella, perché Dio l'ha creata, qualunque sia la vera natura umana dell'individuo. È questo pensiero che dà ispirazione. Pietro non esiterà a venire a casa dei Gentili quando ne sarà ricolma; E possiamo affrontare i fatti della vita delle nazioni, così come ci vengono ora così abbondantemente spiegati dall'indagine scientifica, con intelligente interesse e allegra speranza, con la luce del Vangelo che riposa ampiamente su tutto il campo dell'indagine. Tale è l'impulso che ha portato qui Pietro. Ma perché l'hanno mandato a chiamare? La risposta indicherà:

3. Ulteriori coincidenze. Cornelio ora narra la sua visione. Anche lui aveva pregato e cercato. Anche a lui era stata data un'apocalisse; e il dito divino aveva puntato verso i Giudei, come con Pietro aveva puntato verso i Gentili. Altrettanto Divino è il richiamo; con uguale prontezza obbedirono. Cornelio ha mandato, Pietro ha fatto bene a venire. Felice incontro, divinamente realizzato e gravido di conseguenze divine! Una tale serie di eventi indica la mano di Dio, prepara la mente ad ascoltare la voce di Dio

La voce inarticolata degli eventi è la sua voce, e ci prepara ad ascoltare ciò che è chiaro e definito.

Versetti 23-43.- Il primo suono di tromba del vangelo nel mondo pagano

I UN'ASSEMBLEA RAPPRESENTATIVA

1. Cornelio, i suoi parenti, i suoi amici più stretti, probabilmente alcuni di loro soldati devoti

2. Pietro, suoi fratelli di Ioppe. I diversi stati d'animo. Indagine sulla verità, perplessità sul dovere. L'impotenza del mondo pagano ben esposta nel saluto di Cornelio. Il senso di oscurità e il desiderio spirituale sono la tentazione di adorare gli uomini invece di Dio. La falsa Chiesa accetta tale adorazione. Il vero dice: "Alzati! Anch'io sono un uomo".

II LA LUCE DI DIO l'unica vera luce in cui si rimuovono le differenze e si riconoscono le benedizioni. Pietro porta in quella luce il suo pregiudizio ebraico, ed esso svanisce. Cornelio porta in esso il suo desiderio di conoscenza e di uguaglianza con tutti i figli di Dio, ed è abbondantemente soddisfatto. Cantici nelle controversie degli uomini, si riuniscano "al cospetto di Dio" e ascoltino la sua voce, e tutto andrà bene

III I SUONI DI TROMBA che risvegliano il mondo dei Gentili

1. Il Redentore personale

2. La Chiesa testimone

3. L'invito universale. Il vero evangelo, la vera libertà, uguaglianza e fraternità. Lo Spirito Santo parlò per bocca di Pietro. - R

24 L'indomani per l'indomani dopo, A.V.; aspettava, aspettava, A.V.; avendo chiamato e aveva chiamato, A.V; e il suo vicino per e vicino, A.V. L'indomani. L'aggiunta di after in A.V. rende il senso più chiaro. Entrarono a Cesarea. Un evento memorabile, essendo la prima invasione dell'impero romano da parte dei soldati della croce. I suoi amici più stretti. Abbiamo l'eroe, una prova della forte fede di Cornelio. Egli non dubitò della promessa dell'angelo Versetti, 5 e 6. Vediamo il suo amore fraterno. Invitò i suoi amici a venire ad ascoltare il messaggio della salvezza; quelli che, come suggerisce il Crisostomo, egli stesso aveva portato a una mente migliore

25 Quando avvenne che Pietro entrò perché mentre Pietro stava entrando, A.V. Tutti i commentatori notano la frase sgrammaticata, ejgeneto tou eijselqein, della R.T. Sembra essere un miscuglio di due costruzioni: ejgeneto tou eijselqein totron e wJv detrov. Ma probabilmente la T.R. ha ragione. Lo adorava; non necessariamente come un dio, perché proskunein con un dativo o un accusativo, o, come qui, senza alcun caso, ebraico hwj è costantemente usato per esprimere quella prostrazione che gli orientali praticavano davanti a coloro che desideravano onorare; ad esempio Genesi 23:7,12; 33:3,6,7, ecc. Ma la risposta di Pietro mostra che egli vedeva in essa un onore più grande di quello che si dovrebbe rendere da un uomo all'altro: vedi Atti 14:15

26 Sollevato per preso, A.V

27 Trova per trovato, A.V.; molti vengono per molti che sono venuti, A.V

28 Voi stessi per voi, A.V.; unirsi a se stesso per tenere compagnia, A.V.; e tuttavia Dio mi ha mostrato, perché Dio mi ha mostrato, A.V. Voi stessi lo sapete. Era noto tra i romani che gli ebrei si tenevano in disparte dagli altri popoli. Da qui l'accusa contro di loro, come i cristiani, di odiare il genere umano. Tacito dice di loro che odiavano tutti gli uomini, tranne i loro compatrioti, come loro nemici, e rifiutavano di mangiare o di sposarsi con loro "Separati epulis discreti cubilibus"; 'Hist.,' 5:5. La parola ajllofulov, appartenente a un'altra nazione, ricorre solo qui nel Nuovo Testamento, ma è comune nella LXX spesso come sinonimo di "Filistei" Giudici 3:3 -- , ecc. Questo confuta piuttosto l'osservazione di Meyer che "la designazione dei Gentili qui è teneramente tollerante".

29 Perciò sono venuto anch'io, perché per questo sono venuto da voi, A.V.; quando per non appena a, A.V.; con cosa per cosa per cosa, A.V.; avete mandato a chiamare, A.V

30 Fino a quest'ora, osservavo la nona ora di preghiera perché digiunavo fino a quest'ora, e all'ora nona pregavo, A.V. e T.R.; abbigliamento per abbigliamento, A.V. Quattro giorni fa. Questo era il quarto giorno vedi Versetto 23, nota. Fino a quest'ora, ecc. La lettura del R.T. non è adottata da Meyer o Alford, e il R.V. è inintelligibile. L'A.V. sembra dare il significato in modo chiaro e accurato. Fino a quest'ora probabilmente denota l'ora sesta, mezzogiorno, come nel Versetto 9. Il viaggio di Pietro sarebbe stato naturalmente intrapreso al fresco del primo mattino. Partendo alle 5 o alle 6 del mattino, cinque ore, con forse un'ora di sosta, lo avrebbero portato alla fine del suo viaggio di quindici miglia entro le 11 o le 12 del mattino. Abbigliamento. La stessa frase, ejsqh, è usata da San Luca Luca 23:11 Nella descrizione della trasfigurazione è usata un'espressione più forte , ejxastraptwn, abbagliante

31 Dice per detto, A.V

32 A te per qui, A.V.; chi è soprannominato per il cui cognome è, A.V.; lodgeth for is lodged, A.V. xenizetai nella voce media; per gli attivi, vedi sopra, Versetto 23; Simon per uno Simon, A.V. La clausola che segue nell'A.V., "chi quando verrà ti parlerà", è omessa nel R.T. e nel R.V

33 Immediatamente per subito, A.V.; siamo per siamo, A.V.; nel mirino di per prima, A.V.; sono stati per sono, A.V.; il Signore per Dio, A.V. e T.R

Buoni ascoltatori

Immaginate la compagnia riunita nella casa di Cornelio. Era composto dalla gente devota e timorata di Dio del quartiere; e, nel loro atteggiamento, interesse e apertura di cuore, possiamo trovare l'esempio del "buon ascoltatore" al quale la Parola di Dio può giungere con potenza, e nel quale può essere resa feconda I seguenti sono i segni del "buon ascoltatore", di cui possiamo essere ricordati dal testo: Ci sarà:

I IL DOVUTO SENSO DELLA PRESENZA DI DIO. "Siamo tutti qui presenti davanti a Dio". Sebbene questa presenza non trovi ora alcuna espressione esteriore o simbolica in nuvole o fiamme, è interiormente realizzata, ed ha ora nel cuore degli uomini il suo dovuto effetto solennizzante. Il vero adoratore può dire: "Certo, Dio è in questo luogo".

II PIENA RISOLUZIONE E INTENTO. La compagnia non si era riunita secondo l'usanza o semplicemente per compiacersi a vicenda; tutti erano decisi a venire, e si erano messi in mente di sentire ciò che San Pietro avrebbe potuto dire. Cornelio aveva risvegliato questa serietà raccontando la sua visione

III LA DOVUTA APERTURA DI CUORE. Erano pronti a mettere da parte ogni pregiudizio "e ad ascoltare tutte le cose comandate da Dio". Coloro che sono di cuore aperto ascoltano tutti, ricevendo ciò che Dio manda, non solo ciò che può piacere a loro o in accordo con le loro opinioni dottrinali o pregiudizi

IV CONSAPEVOLEZZA CHE CIÒ CHE DIO COMANDA DOVRÀ ESSERE FATTO. L'unico buon ascoltatore è l'ascoltatore obbediente, che esce nella vita preparato a compiere la volontà di Dio così come gli sarà rivelata, e determinato a intonare tutta la vita secondo i principi che Dio può annunciare. Illustra con la parabola del seminatore e del seme. - R.T

34 E per allora, A.V

Versetti 34-48.- La grande sorpresa

Quanto raramente le cose vanno come ci aspettiamo! Quante frequenti prove abbiamo che i pensieri di Dio non sono come i nostri pensieri, né le sue vie come le nostre vie! Eppure costruiamo sempre gabbie di ferro in cui pensiamo di confinare le operazioni dello Spirito di Dio, così come i pensieri degli uomini, e ci sorprendiamo quando Dio o gli uomini rifiutano di essere confinati nelle loro sbarre. L'orgoglio di casta è forse quello che, più di ogni altra causa, tende a fuorviare il nostro giudizio e a restringere le nostre concezioni. Gli ebrei pensavano che tutta la grazia e il favore di Dio fossero riservati solo a loro. I farisei pensavano che la vera santità fosse confinata all'interno della cerchia ancora più ristretta della loro setta. Il romanista concepisce la salvezza come legata ai quattro angoli della Chiesa di Roma. Ogni setta ristretta pensa di essere esclusivamente il popolo di Dio. Anche i vari partiti della Chiesa difficilmente possono pensare che la grazia si trovi in un partito che non sia il loro. La grande verità che irruppe nella mente di Pietro, che Dio non ha riguardo alle persone, è una verità che tutti noi siamo molto lenti ad ammettere. Pietro e i suoi compagni lo appresero con stupore quando lo Spirito Santo scese sulla folla mista nella casa di Cornelio. Erano, forse, un po' sorpresi della loro generosità nel sedersi nella stessa stanza con i soldati incirconcisi della coorte italiana, quando ecco! ogni differenza tra loro fu spazzata via in un istante e, con grande stupore degli Ebrei condiscendenti, quei Gentili parlarono in lingue e magnificarono Dio. Essi avevano ricevuto lo stesso dono dello Spirito Santo che i discepoli ebrei avevano ricevuto il giorno di Pentecoste. Erano su un piano di parità con loro. Il muro di mezzo del tramezzo è caduto al suolo. Non c'erano più Giudei e Gentili, schiavi e liberi: erano tutti uno in Cristo. "Un solo corpo e un solo Spirito, come furono chiamati in una sola speranza della loro chiamata; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che era al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti". Fu una grande sorpresa, ma fu una grande e nuova scoperta della mente nascosta di Dio, una manifestazione benedetta dell'ampiezza di quella grazia salvifica che abbraccia tutti coloro che credono a quelle gloriose verità che Pietro aprì la bocca per dichiarare alla folla riunita

Versetti 34-43.- Discorso di Pietro a Cesarea

I L'UGUALE GIUSTIZIA E L'AMORE DI DIO. Non ha riguardo per le persone. Le condizioni di accettazione ai suoi occhi sono ovunque e per tutti gli uomini le stesse, cioè la riverenza e la rettitudine della condotta morale. Questo implica che non importa ciò in cui un uomo crede, purché tema Dio e faccia ciò che è giusto? Certamente, la fede non è immediatamente sotto il controllo della volontà. Ma indirettamente è che siamo tenuti a mantenere le nostre menti aperte alla luce e a cercare qualche fede che possa guidare la condotta. La verità è che la riverenza e la rettitudine morale di cui si parla non possono esistere senza la radice della fede in un ordine supersensuale e nella Legge Divina. L'indifferentismo non è raccomandato né giustificato. Ma la verità che sono solo le qualità autentiche del cuore, la vera disposizione della volontà, non le associazioni esterne né i vantaggi della nascita, che costituiscono il vero valore agli occhi di Dio. E qualsiasi altro principio dell'azione divina diverso da questo sconvolgerebbe la coscienza come ingiusto

II RIPULAZIONE DEL VANGELO

1. È stato un buon messaggio di pace inviato ai figli di Israele. Non dice nulla sulla religione naturale e sulla coscienza universale, su cui San Paolo si sofferma nei Romani. Il vangelo è preminentemente un messaggio da uomo a uomo; da un popolo scelto come servito alla razza. Era diffuso in tutta la Terra Santa e la sua sostanza era ben nota

2. La sua sostanza-Gesù: la sua persona, il suo carattere santificato e le sue opere potenti. La sua vita di perpetua beneficenza, la sua guarigione di coloro che erano sotto la schiavitù della malattia e dell'ignoranza. Era evidente agli uomini che Dio era con lui, ponendo il sigillo della potenza sul suo carattere e sulle sue azioni

3. L'esistenza di testimoni viventi di quelle verità. Gli apostoli furono testimoni dei fatti nel mondo fisico su cui fu fondato il cristianesimo. Gli insegnanti cristiani e gli uomini cristiani sono ora testimoni dei fatti del mondo morale che sono eterni, e che interpretano i fatti fisici

4. La morte e la risurrezione di Gesù. La sofferenza e il trionfo dell'amore; Qui si trova il nocciolo stesso del Vangelo. Questo Cristo trionfante è stato reso manifesto ai testimoni scelti-ai suoi intimi compagni e intimi associati durante la sua vita terrena. E hanno l'incarico di proclamare queste verità al popolo e di attestare che egli è costituito giudice dei vivi e dei morti. Infine, il vangelo ha la conferma della profezia; e tutti coloro che credono in lui riceveranno la remissione dei loro peccati. Ecco, quindi, un utile riassunto del vangelo

1 Pace per mezzo di Gesù Cristo, che ha vissuto, sofferto ed è risorto per gli uomini

2 Questo è un messaggio per tutti gli uomini e una chiamata alla salvezza

3 Il suo scopo è la benedizione umana universale.

"Dio non ha riguardo alla qualità delle persone".

Una grande verità esemplificata diventa infatti come una nuova rivelazione. Ciò che Simon Pietro percepiva nell'ambito della vita reale lo aveva spesso riconosciuto in precedenza. Era l'applicazione che era necessaria. Differenza tra detenere una verità ed essere trattenuti da essa

I UNA CONDANNA DELL'IPOCRISIA. Egli rispetta non la persona, ma la sua stessa giustizia divina. L'accettazione del peccatore non è un favore personale, ma una manifestazione di ciò che è perfetto: la giustizia di Cristo. Il ritualismo suppone che Dio possa essere allontanato dalla sua perfetta giustizia. L'intolleranza del fanatismo. Distinzioni di classe nella Chiesa. Frode Sacerdotale

II UNA CONDANNA DELL'INCREDULITÀ, sotto forma di sfiducia e di sconforto. Nulla di accettabile nei rimproveri di sé, a meno che non siano sinceri e accompagnati da sforzi attivi per fare la sua volontà

III IL MOTTO DELL'AMBASCIATORE CRISTIANO, sia nel portare il messaggio alle classi degradate della nostra popolazione che ai pagani. Un vangelo per ricchi e poveri, coltivati e incolti

IV LA NOTA DELLA VERA CHIESA. Quella che non riconoscerà la fratellanza universale degli uomini non sarà la Chiesa del futuro. Coincidenza dell'insegnamento provvidenziale con l'insegnamento della Bibbia. Il mondo non riconoscerà alcuna forma di cristianesimo che rispetti le persone. La storia del secolo scorso ha dimostrato che un falso cristianesimo produce l'ateismo.

Versetti 34, 35.- Credenti al di fuori dell'ebraismo

Diversi casi importanti e interessanti, tratti dalle antiche storie delle Scritture, possono servire a illustrare questa convinzione che ora giunse a San Pietro, e che trovò espressione suggestiva nel nostro testo. Il punto della sua testimonianza è che l'unico vivente e vero Dio di tutta la terra si è occupato e si occupa benignamente della vita religiosa della razza umana nel suo insieme, a prescindere da qualsiasi rivelazione speciale che egli possa essere lieto di fare a qualsiasi parte della razza. Dal punto di vista religioso, "bisogna chiamare il Dio di tutta la terra".

IO MELCHIZEDEK NEL PERIODO PATRIARCALE. Sappiamo molto poco della condizione religiosa della Palestina ai tempi di Abramo. Affrettatamente diciamo che senza dubbio le idolatrie cananee prevalsero assolutamente, poiché "il cananeo era allora nel paese". Ma la figura di Melchizedek è, per così dire, inserita nella narrazione delle Scritture, come se volesse correggere tali nozioni formate frettolosamente. Abramo è chiaramente l'eletto di Dio, separato dal suo ambiente caldeo per testimoniare le grandi verità dell'unità e della spiritualità divina. Eppure, entrando nel lardo che era stato promesso alla sua discendenza, trova credenti nel Dio Altissimo, presieduto da un re-sacerdote, al quale Abramo sente di dover rendere omaggio e dare le decime. E' stato giustamente detto che "quando Abramo ricevette la benedizione di Melchisedek e gli offrì il suo riverente omaggio, è una somiglianza del riconoscimento che la vera fede storica riceverà sempre umilmente e renderà con gratitudine quando verrà a contatto con gli istinti più antichi ed eterni di quella religione che il 'Dio Altissimo, Possessore del cielo e della terra', ha impiantato nella natura e nel cuore dell'uomo, nella 'potenza di una vita senza fine'". Così, all'inizio dell'ebraismo, durante la vita stessa del suo fondatore e padre, troviamo Dio che dirige la nostra attenzione verso una vita religiosa reale e accettabile al di fuori dell'elezione abramitica

II BALAAM NEL PERIODO DELLE PEREGRINAZIONI EBRAICHE. Senza tentare di formulare un giudizio completo sulla posizione religiosa di Balaam, dobbiamo ammettere che egli era un profeta di Dio, al quale Dio faceva comunicazioni; e qualunque possa essere stata la sua religione, era certamente distinta dal giudaismo. "Nella sua carriera si vede quel riconoscimento dell'ispirazione divina al di fuori del popolo ebraico, che la ristrettezza dei tempi moderni è stata così ansiosa di negare, ma che le Scritture sono sempre pronte a riconoscere e, riconoscendo, ad ammettere all'interno della Chiesa universale gli spiriti superiori di ogni epoca e di ogni nazione".

III GIOBBE AL TEMPO DEL CLIMAX NAZIONALE C'è poco da dubitare che, in qualsiasi momento Giobbe stesso possa essere vissuto, il libro che porta il suo nome sia stato scritto nell'età salomonica, e rappresenti i sentimenti religiosi di quel tempo, E il libro rappresenta l'uomo Giobbe come buono, perfetto, retto, timorato di Dio e che rifugge il male; ma non è un ebreo, è un capo arabo o il ricco principe di una città della lontana Uz; la stessa scelta di un tale eroe per la storia mostra chiaramente la fede nella devozione vitale al di fuori dei limiti ebraici. Nel libro non è stata trovata alcuna traccia della religione mosaica, e quindi è evidente che lo scrittore accetta il fatto che la vera e accettevole pietà possa esistere indipendentemente dal patto mosaico

IV NAAMAN E NINIVE AL TEMPO DEL DECLINO NAZIONALE. Mettiamo insieme questi due, ma possono essere trattati separatamente. Naaman è un siriano, ma il profeta di Dio non ha difficoltà a riconoscere la sincerità della sua religione, e non richiede da lui alcuna conformità alle norme ebraiche. I Niniviti sono penitenti dinanzi all'unico Dio vivente, e il loro pentimento è persino messo per iscritto come esempio per gli ebrei volontari. Cantici più e più volte Dio, nei tempi antichi, ha corretto l'esclusività dei sentimenti del suo popolo, e lo ha costretto a pensare a lui come al Dio di tutta la terra. E quando nostro Signore Gesù venne tra gli uomini come maestro divino, lo troviamo anche a correggere lo stesso spirito esclusivo benedicendo i centurioni romani, gli abitanti dei villaggi samaritani e le donne siro-fenicie; comandando che il suo vangelo fosse predicato a tutto il mondo; mandando Paolo "lontano dai Gentili; " chiamando Cornelio nella comunione dei redenti; salvare l'eunuco di una regina africana; e spingendo Paolo a testimoniare l'amore redentore universale di Dio, nell'agorà ateniese e davanti ai tribunali romani. Che i pagani avessero una certa religione, Dio non fece una ragione per negare loro la sua rivelazione più completa; né dovremmo discutere così. La nostra stessa simpatia per le anime pagane che brancolano alla ricerca della luce dovrebbe accrescere il nostro desiderio di dare loro ciò che abbiamo in nostro deposito, la "luce della conoscenza della gloria di Dio nel volto di Gesù Cristo". -R.T

35 Accettabile per accettato con, A.V. Per quanto riguarda la verità che Dio non ha riguardo alle persone, che il presente episodio aveva fatto capire così vividamente all'apprensione di Pietro, non ci può essere difficoltà a comprenderla. Cornelio era devoto, temeva Dio, era fecondo nella preghiera e nell'elemosina. Dio non gli disse: "Tutto questo sarebbe stato accettato in un Giudeo, ma non può essere notato in un Gentile". Ma, gentile com'era, le sue preghiere e le sue elemosine salirono per un memoriale davanti a Dio. Se le cose fatte erano buone in se stesse, erano ugualmente buone chiunque le facesse. Dio non ha riguardo alle persone che accettano o rifiutano l'una o l'altra, a causa di ciò che sono, e non a causa di ciò che fanno Efesini 6:8 La regola è gloria, onore e pace per chiunque opera il bene, per il Giudeo prima e anche per il Gentile, perché non c'è rispetto per le persone presso Dio Romani 2:10,11 La parola proswpolhpthv rispettoso di persone si verifica solo qui; proswpolhptew accettare o rispettare le persone, una sola volta, in Giacomo 2:9 ; proswpolhyi rispetto delle persone, Romani 2:11; Efesini 6:9; Colossesi 3:25 ; swpon Giacomo 2:1. La stessa idea è espressa da pro lambanein, con cui i LXX rendono l'ebraico μyniP can e da proswpon qaumazein, con cui lo rendono anche e la frase affine, μynip rdj vedi Levitico 19:15; Deuteronomio 10:17 -- , ecc. La prima frase ricorre in Luca 20:21 e Galati 2:6 ; la seconda solo in Giuda 1:16, dove è giustamente resa nella R.V., "mostrando rispetto alle persone". Un'altra frase è ajproswpolh senza rispetto per le persone, pein 1Pietro 1:17, e ble eijv proswpon considerare la persona, Matteo 22:16; Marco 12:14

36 Egli per Dio, A.V.; predicando buone novelle di pace per predicare la pace, A.V

L'annuncio universale

"Predicare la pace mediante Gesù Cristo". Prendendo Cornelio come esempio di un devoto pagano, si dimostra che il mondo aveva bisogno di una nuova proclamazione di pace, sia per gli individui che per le nazioni. Un nome personale deve essere annunciato; poiché deve essere predicato non con le guerre e con il potere mondano, ma con la persuasione e facendo appello al cuore

I IL MESSAGGIO: LA PACE

1. La pace tra l'uomo e Dio nell'espiazione

2. La pace che sgorga come sorgente di nuova vita nel cuore

3. La pace che ordina la vita

II IL PREDICATORE - GESÙ CRISTO

1. Non distruggere la Legge, ma adempierla. Il vangelo predicato fin dall'inizio

2. Il potere del messaggio è nel messaggero. Potere personale. Il potere dell'amore. Il potere della supremazia divina che invita alla fiducia

3. Gesù Cristo predicò nel suo popolo, per mezzo della sua Chiesa, nell'incarnazione della Parola. Prova di tutte le dottrine che pretendono di elevare l'umanità: sopporteranno di essere rese l'oasi della fratellanza? Il razionalismo non è mai stato in grado di formare una Chiesa. Gesù ha predicato e predica ancora una rivoluzione pacifica che cambierà totalmente il mondo

III IL PUBBLICO

1. Nessuno escluso. Nessun'altra condizione si armonizzerebbe sia con il messaggio che con il predicatore

2. Il cristianesimo predica la pace negli stati e tra le nazioni contendenti, non sostituendo le leggi con i principi spirituali, perché non è compito del predicatore legiferare, ma proclamando la Parola di Gesù Cristo

3. La missione della Chiesa nelle case degli uomini, non la pace della sottomissione cieca, della morte intellettuale e morale, ma la pace di Gesù Cristo, la vita di Dio nell'anima dell'uomo, che fluisce nel mondo circostante. È la pace, dentro, fuori?

37 Voi stessi conoscete che questa parola è quella, io dico, voi sapete, A.V.; inizio per e iniziò, A.V. La costruzione di Versetti. 36, 37 e 38, è un po' difficile, ma di gran lunga il modo più semplice e naturale, sia per quanto riguarda la grammatica che il senso, è quello di far sì che uJmeiv oidate governi direttamente insieme: Voi, Gentili, conoscete bene la parola che Dio mandò agli Israeliti, quando fece predicare loro il vangelo della pace, la parola, cioè, che venne tomenon rJhma - comp. specialmente Luca 3:2 in tutta la Giudea", ecc. Versetto 38, "su Gesù di Nazareth, come Dio lo unse", ecc. Nella frase precedente, tomenon rJhma è in apposizione con togon, ma lo amplifica e lo spiega; e ancora jIhsoun ton ajpo Nazaret, con tutto ciò che segue fino alla fine del Versetto 39, è un'ulteriore spiegazione del rJhgma, e un riassunto di quel vangelo che, come Cornelio già sapeva, era stato predicato agli ebrei da Gesù stesso. La parentesi, "Egli è il Signore di tutti", è inserita nel modo più opportuno, affinché i suoi ascoltatori sapessero che Gesù di Nazaret era il Signore dei Gentili così come dei Giudei. Le parole logov e rJhma sono sinonimi, come in Versetto 44 e in 1Pietro 1:23.25; Luca 3:2; Efesini 6:17 e sono meglio sia espressi con la parola italiana, come nell'A.V., che con la parola e il detto, come nel R.V

Versetti 37-43.- Il vangelo per i pagani

Sotto l'ispirazione divina, San Pietro predicò il Vangelo a questa compagnia di devoti Gentili; e possiamo trovare entrambi

1 qual è l'essenza del messaggio del Vangelo, e

2 quali sono i punti di esso particolarmente adatti per essere presentati alla mente pagana, mediante un attento studio del discorso di San Pietro in questa occasione. Poiché i punti sono molto semplici, e l'illustrazione di essi molto abbondante e familiare, dobbiamo solo esporre brevemente i vari titoli. Il Vangelo è la dichiarazione agli uomini del Salvatore personale, il Signore Gesù Cristo, e la richiesta di accettarlo immediatamente e di dargli la volontà, il cuore e la vita. Deve occuparsi in modo completo ed efficiente di:

IO , IL CRISTO CHE VISSE. "Dio unse Gesù di Nazaret con lo Spirito Santo e con potenza, il quale passò facendo del bene".

II IL CRISTO CHE MORÌ. "Che uccisero e appesero a un albero".

III IL CRISTO CHE LEGGE. "Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e glielo ha mostrato apertamente".

IV IL CRISTO CHE PUÒ SALVARE DAL PECCATO ORA. "Chiunque crede in lui riceverà la remissione dei peccati". Su questo vangelo, proclamato con fede agli uomini, sì, ai pagani, possiamo ancora essere certi che la potenza dello Spirito Santo riposerà, e si rivelerà, come per la compagnia nella casa di Cornelio, una parola di "vita eterna". -R.T

38 Anche Gesù di Nazareth, come Dio lo ha unto, per come Dio ha unto Gesù di Nazareth. Il riferimento all'unzione Luca 4:18,21; Matteo 1:16,17; Atti 4:27 era necessario per rappresentarlo come il Cristo di Dio: vedi Atti 9:22 Per la designazione, di Nazareth, comp. Atti 2:22; 3:26; 4:10; 6:14; Luca 24:20. Oppresso dal diavolo. Questa attribuzione della malattia a Satana concorda con Giobbe 2:7 e nouv Luca 13:16. La parola tradotta "oppresso" katadunasteuome ricorre nel Nuovo Testamento solo qui e in Giacomo 2:6, ma, con il suo sostantivo katadunastei, si trova ripetutamente nei LXX e negli Apocrifi, e nel greco classico, anche se raramente. Un buon esempio della sua forza è l'Esodo 1:13 e il sostantivo Esodo 6:7. Significa "governare in modo oppressivo e con la forza". Nell'aggiunta esplicativa, Poiché Dio era con lui, Pietro insegna ciò che nostro Signore stesso e San Giovanni nel suo Vangelo fanno così costantemente, che i miracoli di nostro Signore furono operati dalla potenza di Dio, vedi ad esempio #Giovanni 5:17, 19, 30; 7:28; 8:28; 9:3,4; Luca 11:20 -- , ecc L'unità del Figlio con il Padre sarebbe stata insegnata in seguito

L'imitabile e l'inimitabile in Gesù Cristo

IO QUELLO IN CRISTO CHE È DA NOI INIMITABILE

1. Dio lo ha inviato in una missione del tutto superiore alla nostra. Egli lo ha "unto" per essere il Redentore di un mondo, per essere il suo Salvatore soffrendo e morendo al suo posto, rivelando la verità che esso non avrebbe potuto scoprire

2. Dio ha abitato in lui come non deve e non potrebbe fare in noi. Egli fu unto «con lo Spirito Santo» e Dio «non gli diede lo Spirito con misura ».

3. Era armato di un potere che era irresistibile: "i venti e le onde gli obbedivano"; la malattia fuggiva al suo tocco; la morte stessa obbediva alla sua voce; il mondo degli spiriti possedeva la sua presenza e si sottometteva alla sua autorità; egli "guariva tutti coloro che erano posseduti dal diavolo". La nostra funzione nel mondo, il nostro possesso da parte di Dio, il nostro potere sulle forze che ci circondano, sono in netto contrasto con l'opera e il potere attuale di Gesù Cristo

II CIÒ CHE IN CRISTO È DA NOI IMITABILE

1. Siamo incaricati di una missione santa e benigna; siamo "unti" per fare un'opera buona, se non grande, nel mondo, vedi Giovanni 20:21 Siamo "inviati" dal nostro Signore per "rendere testimonianza alla verità", sia con le parole che con le opere; "per lavorare, parlare e pensare per lui"; per "servire la nostra generazione secondo la volontà di Dio".

2. Dobbiamo essere coloro nei quali Dio abita mediante il suo Spirito , vedi 1Corinzi 3:16; 2Corinzi 6:16; Efesini 2:22

3. Dobbiamo essere in possesso del potere spirituale Efesini 3:16,19 6:10; Colossesi 1:11

4. Dobbiamo essere le fonti e i canali della benedizione; dobbiamo "andare attorno facendo del bene" Ebrei 13:16 Possiamo "fare il bene" ovunque e sempre: il sorriso di incoraggiamento, lo sguardo d'amore, il sospiro di compassione, il tocco di gentilezza, la parola di verità, l'atto di integrità, ogni manifestazione dello Spirito di Cristo è "fare il bene". E tutto deve essere fatto alle stesse condizioni. Per:

5. Dobbiamo avere la presenza continua e la sanzione del nostro Padre celeste: "Dio era con lui". -C

Il grande filantropo

"Chi è andato in giro a fare del bene". Il vero criterio con cui il cristianesimo deve essere processato è il suo adattamento alle necessità del mondo. Il testo del sermone di Pietro era Gesù Cristo. "Noi siamo testimoni" di ciò che egli era, di ciò che fece, di come Dio attestò la sua autorità

IO , IL GRANDE BISOGNO DEL MONDO

1. Fatti, non parole. Fallimento di tutti i semplici schemi umani di filantropia

2. Una benevolenza che opera su una base spirituale. Riforma esterna insufficiente

3. Universalità. "Tutti i confini della terra vedranno questa salvezza".

4. Un motivo permanente per la filantropia. Gli sforzi nazionali, legislativi, personali tendono ad estinguersi

II LA GRANDE RISORSA DEL MONDO

1. La filantropia che scaturisce dalla religione. Le sorgenti più profonde dell'umanità toccate. Il più basso e il più alto si univano insieme. La riverenza per i deboli è un sentimento veramente cristiano; assente da ogni paganesimo. Distrutto dalla scienza a meno che non sia protetto da un motivo superiore

2. Una speranza divina alla radice di ogni sforzo. Il regno dei cieli era ciò che Gesù aveva proclamato. Non solo sollievo, ma ristoro

3. Un esempio perfetto. Il carattere di Cristo riconosciuto anche dagli oppositori come unico. La sua influenza sui suoi discepoli è inesauribile. Il metodo di Gesù è un grande fatto guida: "egli andava attorno facendo del bene", non aspettando l'organizzazione, o semplicemente presiedendo gli altri, o sedendo su un inaccessibile trono di dignità, ma compiendo l'opera con un ministero personale, individuale.

III LA PIETRA DI PARAGONE DELLA VERITÀ

1. Applicalo alle rivendicazioni delle religioni rivali. "Facendo del bene".

2. Applicalo alle tendenze prevalenti della società moderna. Scetticismo filosofico. Esperimenti socialisti. Critica razionalistica. Ridurre il cristianesimo a una mera ripubblicazione della morale

3. Applicalo ai privati. Stiamo seguendo le orme di Gesù mentre andava attorno facendo del bene? C'è in noi un motivo impellente, un generoso sacrificio di sé, una semplicità risoluta come la sua?

39 Paese per terra, A.V.; chi e per chi, A.V. e T.R.; impiccarlo e impiccato, A.V

40 Lo ha dato per essere reso manifesto perché lo ha mostrato apertamente, A.V

41 Che furono scelti per gli eletti, A.V. Pietro eroe porta di nuovo avanti lo speciale ufficio apostolico di essere testimoni della risurrezione di Cristo, vedi Atti 1:8,21,22; 2:32; 3:15; 4:33; 5:32; 13:31; 26:16 -- , così come Versetti. 39 e 42 di questo capitolo Questo costante riferimento alla testimonianza dei testimoni oculari è un'indicazione del carattere completamente storico del cristianesimo, e dell'importanza delle testimonianze cristiane. La nuova questione che Pietro doveva portare davanti a Cornelio e alla sua compagnia inizia al Versetto 40, ma con le osservazioni preliminari nel Versetto 39, che attestano la verità di ciò che Cornelio già sapeva e preparano per la successiva rivelazione. Chi ha mangiato e bevuto vedi Luca 24:30,41-43; Giovanni 21:12 -- , ecc

42 Addebitato per comandato, A.V.; questo è colui che è per esso è colui che era, A.V. Essere il giudice, ecc. Questa affermazione implica la risurrezione dei morti comp. Giovanni 5:21-29; Apocalisse 20:11,12 È facile vedere come i credi sarebbero stati formati dalla ripetizione di brevi affermazioni dottrinali come questa: vedi 1Corinzi 15:3,4

L'incarico del Salvatore ai Suoi ministri

"Egli ci ha comandato di predicare al popolo". Non ci sono segreti nella religione cristiana. Gli apostoli testimoniano per il bene degli altri. La chiave aprì la porta e poi fu gettata via. Il battesimo dello Spirito Santo ha preceduto il messaggio universale

L 'OPERA PIÙ DIVINA DEL POPOLO DI DIO: PREDICARE

1. La grandezza dell'opera si basa sulla grandezza della necessità. Non si può mai fare a meno dell'insegnamento. La radice di una vera fede è la conoscenza. Ignoranza popolare incommensurabile

2. Nessuna manifestazione ritualistica può sostituire la predicazione. Né la devozione è l'intero culto. In quanto forza morale, il cristianesimo deve essere predicato agli uomini, sia alla coscienza che al cuore

3. La predicazione è il canale di connessione più semplice e puro da anima ad anima. Lo Spirito fluisce attraverso la Parola

II LO SCOPO PRINCIPALE DEI MINISTRI DI DIO DEVE ESSERE QUELLO DI RAGGIUNGERE IL POPOLO

1. Nessun sofisma dovrebbe farci dimenticare che la proclamazione della verità evangelica è il primo dovere dei cristiani

2. La Parola predicata deve essere la Parola che si adatta al popolo, la forza vitale come quella della verità evangelica

3. Le chiese devono guardarsi dall'essere "a proprio agio in Sion". L'edificazione è meglio mirata attraverso sforzi aggressivi sulla popolazione circostante. La predicazione intellettuale deve essere subordinata ai bisogni popolari. Un ministero istruito è la mancanza dei tempi, ma l'istruzione, come tutti gli altri mezzi impiegati, deve essere piena dello Spirito Santo

III L'INCARICO DEL PADRONE IL SOSTEGNO DELLE SPERANZE DELLA CHIESA

1. L 'incarico diretto deve mettere a tacere tutte le domande e tutte le speculazioni

2. Gesù Cristo legge il futuro. Lasciate che sia il comandante a dare gli ordini. Allora le sue predizioni di vittoria si adempiranno

3. L'azione riflessa dell'adempimento zelante dell'incarico sulla fede e sull'esperienza della Chiesa. Questi che fanno molto per il popolo, i cristiani più felici, i credenti più sicuri. I trionfi del cristianesimo pratico saranno la sua migliore prova. Che cosa stiamo facendo, sia come individui che come Chiese, per predicare al popolo?

43 Orso per dare, A.V.; ognuno che per chiunque, A.V.; su di lui perché in lui, A.V. Qui abbiamo un altro articolo del Credo, il perdono dei peccati, predicato anche in previsione immediata del battesimo, sulla professione di fede in Gesù Cristo Versetto 48. Comp. Atti 8:37 T.R. e 38

La fede orientata al suo scopo più alto

"A lui rendi testimonianza tutti i profeti", ecc. Il culmine di Pietro. Ha guidato i suoi ascoltatori sull'ascesa della fede e li ha invitati a vedere Gesù sull'alto, soprattutto, che riassume tutto in se stesso, davanti a tutti gli occhi, testimoniato da tutti i testimoni fin dall'inizio

Le due testimonianze qui esposte: la testimonianza della Parola scritta, la testimonianza dell'opera non scritta dello Spirito nel cuore

1. L'unione di questi è il fondamento della fiducia di un peccatore. La fede si aggrappa all'oggetto

2. Il mondo è invitato ad esaminare questi due testimoni di Cristo. La Bibbia, come il Libro dei profeti, non è sola. Dio scrive una Bibbia nella sua Chiesa, in grandi esempi dell'opera del suo Spirito; nelle coscienze degli uomini. Dobbiamo fare appello a entrambi. Ripassate il corso della rivelazione fianco a fianco con i fatti della storia spirituale. Grandi risvegli accompagnati da grandi aperture della Parola

II LA BEATITUDINE MONDIALE

1. La remissione dei peccati è il fondamento su cui devono essere costruiti tutti i cambiamenti spirituali, morali e fisici. Nessun compromesso con una dottrina inferiore. La promessa dello Spirito è la fede. Il regno proclamato non è il regno dell'uomo, ma quello di Dio

2. Il Nome di Gesù è il centro di tutta la riforma religiosa. I successi apostolici furono dovuti all'incrollabile fermezza degli ambasciatori

3. Collega la conclusione del sermone di Pietro con la testimonianza precedente. La fede non è l'accettazione di un Cristo qualsiasi, ma del Cristo al quale tutti i profeti hanno reso testimonianza. La religione pratica si basa sulla comprensione intelligente dell'oggetto della fede. È l'ubbidienza alla verità. - R

44 Versetti 44-48.- La discesa dello Spirito a Cesarea

Notiamo i seguenti particolari in relazione a questa visita:

IO SEMPRE LO SPIRITO SANTO SCENDE SUGLI UOMINI IN RELAZIONE ALLA RICEZIONE DELLA VERITÀ. Cantici a Pentecoste; Quindi qui. La caduta della pioggia dal cielo è in concomitanza con la germinazione del seme. Difficilmente si può dire che sia il primo o il secondo. Ognuno è la condizione necessaria dell'altro. Se desideriamo assicurarci le parole celesti, dobbiamo predicare la Parola: "essere istantanei in ogni occasione opportuna e non opportuna".

II OGNI NUOVA RIVELAZIONE PORTA CON SÉ STUPORE E PERPLESSITÀ. L'ebreo credente non poteva capire questa effusione dello Spirito Santo sui pagani; né come si potessero trovare a parlare in lingue e glorificare Dio. A noi sembra abbastanza naturale che il grande proposito di Dio, i generosi pensieri germinali della verità eterna e dell'amore, si manifesti in un significato più ampio e in uno sviluppo più ampio. Ma c'è una lezione per noi qui. Siamo tutti lenti a vedere le grandi conseguenze della verità che sosteniamo e insegniamo. Ci sorprende, e ahimè! Non sempre con gioiosa sorpresa, quando troviamo persone che accettano le conseguenze delle nostre dottrine e dimostrano di aver preso sul serio ciò che forse abbiamo predicato con solo un mezzo cuore

III L 'AMORE E LA VERITÀ PREVALGONO INSIEME AD OGNI MANIFESTAZIONE DELLO SPIRITO SANTO. È Pietro, la personificazione stessa dello spirito ebraico ed esclusivo, che ora supplica per l'accoglienza dei nuovi convertiti. Non comprendiamo mai una verità finché non ci siamo sforzati contro di essa. Allora ne diventiamo entusiasti quando ha conquistato il nostro cuore e la nostra intelligenza. Il rappresentante della circoncisione, cioè della visione esclusiva o ebraica del vangelo, è ora il vero campione, non solo della tolleranza, ma di una libera e amorevole accoglienza dei pagani convertiti alla comunione di Cristo. Il caso di Pietro, come quello di Paolo, mostra come i migliori sostenitori di una santa causa si trovino spesso, forse sempre, tra coloro che ne sono stati sinceri oppositori. Così si incontrano gli estremi; Così dalla debolezza nasce la forza, dall'amarezza la dolcezza; così la benevola e gentile volontà di Dio seleziona i nemici per trasformarli in amici. Ma vedremo nella prossima sezione l'ulteriore vittoria dell'amore divino sulla ristrettezza e sull'odio del cuore umano.

Versetti 44-48.- La prima Chiesa Gentile

1. Importanza dell'evento come rimozione di ogni dubbio e apertura del nuovo futuro. Lo Spirito Santo è il suo testimone. Resistere a tali prove sarebbe una bestemmia contro lo Spirito Santo

2. La consacrazione immediata e il suggellamento pubblico dell'opera mediante il battesimo sono un esempio lampante di obbedienza allo Spirito, e ci mostrano che dovremmo tenere sempre presente quanto la professione e la consacrazione influiscano sugli interessi del regno di Cristo

3. L'autorità apostolica è grande, ma è essa stessa soggetta allo Spirito. L'ispirazione nel popolo di Dio si fonde con l'ispirazione nei suoi messaggeri unti in modo speciale. Dovunque Egli ci mostra che il suo Spirito è già stato effuso, affrettiamoci a testimoniarlo. Cantici rafforzeremo la nostra fede e allargheremo la Chiesa. Tutta la storia, così conclusa, una lezione sulla benedizione che accompagna un semplice seguire la guida dello Spirito. Pietro, un esempio di cuore ingrandito dalla semplicità. - R

45 Stupito per stupito, A.V. Quelli della circoncisione sarebbero stati senza dubbio i fratelli di Giaffa che accompagnavano Pietro Versetto 23. Non si può concepire una conferma più sorprendente della visione di Pietro di questa discesa dello Spirito Santo sugli incirconcisi. Come potevano più essere considerati comuni o impuri coloro che Dio purificava in tal modo con il suo Spirito Santo?

46 Poiché li hanno uditi, ecc. Questa era la prova incontrovertibile della loro ricezione dello Spirito Santo : vedi Atti 11:15-18 -- , e Atti 2:4,11 -- , e nota su Versetto 4

47 L'acqua per l'acqua, A.V. Essi avevano effettivamente lo Spirito, che Dio stesso ha provveduto; Qualcuno potrebbe obiettare che anche loro avessero l'acqua, che era la parte del sacramento che spettava all'uomo fornire, per completare la nuova nascita? Giovanni 3:5

48 Gesù Cristo per il Signore, A.V. e T.R. Nessuno lo proibì o obiettò, Pietro ordinò immediatamente che fossero battezzati. Sembra che non li abbia battezzati lui stesso, non più di quanto San Paolo abbia fatto i suoi convertiti 1Corinzi 1:13-17 Essi lo pregarono di rimanere con loro, senza dubbio affinché potessero ricevere un'istruzione più completa nella fede del Signore Gesù Cristo, nella quale erano stati battezzati

Illustratore biblico:

Atti 10

1 CAPITOLO 10

Atti 10:1-48

C'era a Cesarea un uomo chiamato Cornelio, un centurione.La storia dell'avanzata della giovane Chiesa dà in rapida successione tre conversioni tipiche: la prima, quella dell'eunuco, uno straniero, ma un proselito della fede ebraica; la seconda, quella di Saulo, nato e cresciuto come ebreo; la terza, questa di Cornelio, un gentile che cercava Dio. All'interno della gamma di queste esperienze il mondo intero era racchiuso. La più alta sanzione apostolica per un vangelo senza restrizioni era la necessità del momento

(I.) La visione del Romano (Versetti 1-8). La casa di Cornelio si trovava a trenta miglia a nord di Giaffa. Costruita da Erode il Grande in onore di Cesare Augusto, sede del dominio romano nella terra degli Ebrei, città di splendore, con un ampio rifugio artificiale, con un tempio eretto all'imperatore che conteneva la sua statua come Zeus Olimpio, e trovata, come avvenendo, all'interno del territorio sacro, eppure centro di influenza greca e afflitta dalle corruzioni di un culto pagano, Cesarea offriva ogni possibile fase di contrasto all'intolleranza secolare dei connazionali di Pietro. L'immenso impero di Roma balenò davanti agli occhi di questo vero italiano, né poteva sognare che la fede in un contadino nazareno avrebbe dato al nome di Corniola il suo più vero onore. Eppure egli era una di quelle rare anime di cui non poche hanno illuminato le tenebre del paganesimo, che la fame del cuore conduce alla verità. Ebrei era un uomo "devoto". Gli Ebrei "temevano" Dio. La seconda parola è semplicemente una definizione più vicina del suo carattere religioso. La sua "paura" non era un timore superstizioso dell'ira di Dio, ma il terrore di un uomo coraggioso di non fare la volontà di Dio. Inoltre, la sua pietà aveva in sé potenza, e questa, mescolata alla pace, conquistò alla sua fede "tutta la sua casa". Nessuna religione umana può, senza grande danno, mancare di esporre i due lati del carattere del suo Dio. Nell'uomo che ordina la sua casa nel timore di Dio "misericordia e verità si sono incontrate, giustizia e pace si sono baciate". Cornelio, costante nell'elemosina e nella preghiera, si avvicina al regno del Figlio di Dio. Il regno sta per essere entrato. L'ordine è: "Ora invia". Era giunto il momento. Il mondo dei Gentili periferico si era ammalato di cuore. Il "muro di mezzo della partizione" stava cadendo a terra. Cornelio, per il mondo pagano, avrebbe appreso che la Croce era il centro del cerchio, e Pietro, per il mondo ebraico, che il cerchio era grande quanto il globo. La direzione divina è molto esatta. Vengono dati entrambi i nomi degli apostoli. Che Cornelio lo sapesse o no, Filippo, che abitava a Cesarea, avrebbe potuto essere chiamato al suo fianco nel giro di un'ora. Ma Filippo non era l'uomo adatto per l'occasione. Di tutti gli uomini Pietro era il più adatto a predicare Gesù a Cornelio, e di tutti gli uomini quello che aveva più bisogno dei risultati della sua predicazione. "Gli Ebrei ti diranno ciò che devi fare." Queste parole sottolineano due importanti verità: l. Essi sottolineano il valore dell'agire umano nella salvezza degli uomini. Il valore della testimonianza umana di un fatto storico non è mai stato perso di vista nella fondazione della Chiesa. La risposta a Hume e Strauss può essere trovata nell'incontro di questi uomini. Un uomo, non un mito, è entrato nel nostro mondo, e Dio ha affidato agli uomini prima di tutto, non ai libri, né ai giornali, né ai trattati, la pubblicazione del Vangelo. La vera testimonianza dei veri uomini è il modo più sicuro per redimere la Cina a Dio. Una nave carica di Bibbie inviate in Africa, da sola, ammonterà a poco. Dieci uomini santi liberati lo faranno lievitare per il ventesimo secolo. L'uomo e il libro insieme sono invincibili

(2.) Indicano Gesù come la rivelazione consumata di Dio. Quando si possono trovare gli Ebrei, tutto il resto è insufficiente. E fu perché si poterono trovare gli Ebrei che a Cornelio non fu permesso, non poté essere, permesso di rimanere dov'era. La sua devozione non era sufficiente. Nessuno osa insegnare che la fede in specifiche dottrine del cristianesimo sia superflua. Le parole iniziali del sermone di Pietro non possono essere piegate per dimostrare che tutte le religioni hanno lo stesso valore o che la fede nel Redentore è inutile

(II.) La visione dell'ebreo (Versetti 9-20). Le provvidenze di Dio si adattano perfettamente. I messaggeri giunsero alla porta del conciatore non un'ora troppo presto, non un attimo in ritardo. L'uomo sul tetto della casa era pronto? Stava per accadere una grande cosa. Un enorme pregiudizio era giunto alla sua morte. Fermiamoci a scrutinare la vita passata del pescatore. Gli ebrei erano stati in parte preparati per l'imminente dovere. Un ebreo più scrupoloso non sarebbe entrato nella casa di un conciatore. Peter alloggiò lì. Gli ebrei non erano stati privi di molta formazione precedente. Gli ebrei erano stati ammaestrati, provati, erano caduti, erano stati perdonati e riportati all'onore. Eppure non era pronto per un bisogno mondiale. Le parole di Gesù non hanno mai preso il posto delle attività educative dell'aldilà. Pietro era stato chiamato ad essere un "pescatore di uomini" (Matteo 4:19). Gli ebrei avevano udito lodare il centurione (Luca 7:7). Gli ebrei avevano imparato come le carni contaminano e come non lo fanno (Marco 7:18). Verso la tragica fine della vita del suo Signore, egli aveva visto che certi Greci Lo cercavano (Giovanni 12, 20), e che in loro il mondo dei Gentili era il benvenuto. Eppure non era pronto. Come i suoi simili, vedeva nella direzione dei suoi pregiudizi. "C'è voluta la chirurgia degli eventi per inserire una nuova verità nelle loro menti". Eppure egli era l'uomo migliore di Dio per quest'ora, perché, come Bruce ha ben detto, "Tutto può essere sperato da uomini che potrebbero lasciare tutto per la società di Cristo". Imparare che lo spirito è più della forma, e che Dio non è parziale, è stata una grande lezione. Attraverso l'apertura in cielo veniva calato un "grande lenzuolo", tenuto "da quattro estremità di corda" (Alford), o "attaccato con quattro estremità, vale a dire, ai bordi dell'apertura che aveva avuto luogo in cielo" (Meyer). In esso c'erano tutti i tipi di animali, senza eccezione, puri e impuri. Da questi fu detto a Pietro di scegliere. Con schiettezza d'altri tempi rifiuta. Ebrei non sa chi parla, ma lo chiama "Signore". Cosa significava? Non c'è da stupirsi che fosse "perplesso". Il segno più evidente della differenza tra Giudei e Gentili era stato annullato. Gli ebrei sapevano perché esistevano queste norme (vedi Levitico 11 e Deuteronomio 16). I discendenti di Abramo non furono i soli a fare distinzioni di animali. Eppure nessun altro è stato così accurato come quelli degli ebrei. "L'ordinanza di Mosè era per tutta la nazione. Non era, come la legge egiziana, destinata solo ai sacerdoti; né come la legge indù, vincolante solo per il Brahman nato due volte; né come la legge parsa, che deve essere appreso e obbedito solo da coloro che sono disciplinati in materia spirituale. Era una legge per il popolo, per ogni uomo, donna e bambino della razza scelto per essere un 'regno di sacerdoti, una nazione santa' (Esodo 19:6)". Gli ebrei "pensarono". La "siepe" tra le razze doveva essere distrutta? Forse. La visione era destinata all'ampliamento dei suoi privilegi? Sicuramente no. La vista, l'ordine, sconvolsero il suo credo sanitario, il suo sentimento patriottico, la sua coscienza. Era difficile per un ebreo cedere anche a un comando dal cielo. Il suo "pensiero" potrebbe aver abbracciato la città sottostante. (R. T. Stevenson.La visione di Pietro: Gesù Cristo è il fulcro di tutte le buone tendenze della storia. La sua luce, che illumina ogni uomo che viene al mondo, è la loro origine; Il suo trionfo è la conclusione verso la quale si muovono. La storia di Cornelio e Pietro mostra l'unione in Cristo di due grandi elementi religiosi: quello del paganesimo devoto e quello del giudaismo fedele. Entrambi fanno sacrifici, perché nel giudaismo come nel paganesimo c'è qualcosa che deve essere lasciato indietro. Eppure in entrambi c'era imperfezione. Cornelio doveva ancora rivestirsi della vita evangelica, Pietro doveva ancora rinunciare all'imperfetta vita ebraica. Entrambi avevano bisogno di avanzare più da vicino verso Cristo, dove potevano incontrarsi come uno

(I.) Cornelio, il Gentile, è una delle figure più nobili della vita pre-cristiana che abbiamo. È stato spesso sottolineato che i centurioni romani sono sempre ben menzionati nel Nuovo Testamento. Ma Cornelio ci è posto davanti più chiaramente di tutti gli altri

(1.) Come uomo, Cornelio merita la nostra ammirazione. Vediamo in lui un alto desiderio religioso. Ebrei non era un dilettante di speculazioni, come avrebbe potuto esserlo se fosse stato un greco, o un romano di cento anni dopo. Ebrei era uno di quei tipi di uomini che l'arcidiacono Farrar ha chiamato "cercatori di Dio": uomini come Socrate, Seneca, Epitteto e Marco Aurelio; uomini ai quali il massimo paganesimo poteva offrire in termini di religiosità erano insoddisfacenti (come Dio voleva che fosse) ai bisogni dell'anima. La quantità di religiosità offerta dalla religione romana non era da biasimare; C'era un'abbondanza di teorie che attiravano la mente, un'abbondanza di leggende soprannaturali sugli dèi e un rituale abbastanza elaborato da soddisfare il desiderio più ardente per l'aspetto esteriore dell'adorazione. Ma non c'era in tutto ciò quella qualità che potesse placare le voglie del cuore. Non era Divino. Cornelius desiderava qualcosa di meglio. Gli ebrei erano stati condotti all'ebraismo. Qui non c'erano idoli, qui non c'erano leggende degradanti di divinità, qui c'era la vera religione spirituale. La purezza e la spiritualità del monoteismo ebraico, e l'altezza del suo codice morale, devono essere giunte come una rivelazione ai cuori riflessivi. Giunsero così a Cornelio. Il Dio degli ebrei era per lui un Dio migliore di Giove. Eppure Cornelio fece un uso discriminante dell'ebraismo. Cornelio penetrò negli elementi eternamente veri della religione ebraica e trascurò quelle parti di essa che erano semplicemente tipiche e temporanee e non avevano il potere di soddisfare l'anima. Perché le sue caratteristiche, nominate un po' estesamente, sono spirituali e non ritualistiche. Ebrei era "un uomo pio e che temeva Dio con tutta la sua casa" (Versetto 2). La parola devoto, è vero, dice Lechler, "può essere applicata anche a una forma strettamente pagana di devozione". Indica un'inclinazione mentale adorante, piena di riverenza verso il Cielo. Ma nel caso di Cornelio questa riverenza era giustamente diretta, poiché saliva verso il vero Dio. Si dice anche di Cornelio che "fece molte elemosine al popolo (d'Israele) e pregò Dio del continuo". La sua religiosità si manifestava non solo nella devozione, ma anche nella vita esteriore. "Poiché", dice Calvino, "la Legge è contenuta in due tavole, Luca in primo luogo loda la pietà di Cornelio; poi scende alla seconda parte, per il fatto che ha esercitato i doveri della carità verso gli uomini". Che un uomo simile non avesse alcuna influenza era impossibile, soprattutto in quei giorni in cui le possibilità delle religioni pagane erano esaurite e gli uomini cercavano qualcosa di più soddisfacente, dopo quello, appunto, che Cornelio aveva trovato. Non ci stupisce, quindi, di apprendere che "tutta la sua casa" si unì a lui nel suo timore del vero Dio (Versetto 2). Un uomo come Cornelio, riverente e riflessivo, non può fare a meno di influenzare gli altri verso gli stessi tratti. E la ragione di ciò era la sua forza di carattere. I soldati romani non erano, in generale, molto riverenti. Da questa stessa forza di carattere, senza dubbio, derivava anche la sua pazienza. Gli ebrei avevano pregato Dio con fervore, non sappiamo per quanto tempo, ma non era giunta alcuna risposta insolita

(2.) Un uomo del genere in sé è un delizioso studio di carattere; Ma in questo caso egli è molto più prezioso a causa del suo significato spirituale in relazione al Vangelo. Ebrei 101 mostra chiaramente, con la sua obbedienza ad esso, l'obbligo della legge universale di vivere all'altezza della luce che si ha. L'emancipazione religiosa avviene attraverso il principio dell'esaurimento. Voi usate fedelmente una forma imperfetta di religione, e siete portati fuori da essa verso qualcosa di migliore. Perciò quelli che, come Paolo, erano ebrei zelanti si offrivano a Dio come soggetti adatti per qualcosa di ancora più alto. Poiché tutte le fasi della fede hanno in sé la potenza di cose migliori, gli uomini devono essere giustamente giudicati da Dio in base all'uso che fanno di ciò che hanno. E nessuno deve temere, qualunque sia la sua attuale fase di fede in Dio, che le sue aspirazioni verso qualcosa di migliore siano sempre trascurate da Dio. L'angelo disse a Cornelio: "Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite in memoriale davanti a Dio" (Versetto 4). È confortante pensare che Dio non trascuri mai una sola speranza di progresso religioso in un'anima umana. Cornelio era un brav'uomo, un uomo religioso. Anche questi, però, non meritavano il dono del Vangelo. Il migliore degli uomini non può mai pretendere nulla dalle mani di Dio, perché anche il migliore degli uomini non usa mai tutti i suoi privilegi e compie perfettamente la volontà di Dio. Ma sebbene Cornelio non avesse meritato con la sua vita il dono del vangelo (il che è impossibile), con esso si era preparato per il vangelo e aveva chiaramente manifestato a Dio il suo desiderio per esso, sebbene la conoscenza di ciò che desiderava e desiderava non gli fosse passata per la mente. A coloro che lo chiederanno sarà dato, e con la sua buona vita Cornelio aveva dimostrato di essere uno di quelli che chiedono. Dio dà la grazia in cambio della grazia. L'uso della luce che abbiamo ci porta al desiderio di avere di più, fino a quando non siamo portati a volere Cristo, che è l'ultimo e il migliore dono di Dio

(II.) Pietro, l'ebreo-cristiano, ci offre uno studio sul progresso del cristianesimo. Cornelio mostra come l'ebraismo aiuta Cristo; Pietro mostra come l'ebraismo debba essere gettato via per giungere a Cristo. La stessa cosa che ci viene posta davanti come aiuto in Cornelio, viene mostrata come un ostacolo in Pietro. Ti meravigli che l'educazione precoce di un uomo debba rimanere con lui? Non era forse destinato a rimanere così? La pretesa di Pietro contro i modi di vivere dei Gentili fu rafforzata dalla consapevolezza che la vita ebraica era fondata sulle ordinanze divine. Le cose impure per il pensiero giudaico non erano state rese impure dagli stessi Giudei, ma dalla stessa dichiarazione di Dio. Eppure era stretto. Non si è arrivati all'idea che Dio stesse progettando di sostituire anche la Sua opera. Pietro non riusciva a vedere che una cosa poteva essere istituita da Dio e tuttavia essere temporanea. Gli ebrei non potevano avanzare fino alla piena concezione della possibilità di progressività nella rivelazione di Dio. Non che ci fosse qualcosa di difettoso, di improprio o di cattivo in nessuna parte dell'antica opera di Dio. Ma gli Ebrei lo intendevano per un certo scopo che era temporaneo. Ed era una meraviglia così grande che ci volle un miracolo per dissiparla. È così difficile per noi allontanarci dalle nostre idee prestabilite su come Dio deve operare quando Ebrei opera. Eppure Dio può fare il difficile, anche ciò che sembra impossibile. Gli ebrei possono dare agli uomini una forma di religione che sembra perfetta, e poi gli ebrei possono sostituirla con un'altra per la quale la prima non è che come la notte a mezzogiorno. Pietro doveva imparare che un'anima Gentile in quanto tale è pronta per il regno tanto quanto un'anima ebrea in quanto tale, se desidera veramente la salvezza. E quando questo gli venne in mente, gli portò una lezione di umiltà, perché imparò che il giudizio di Dio era di gran lunga migliore del suo. Gli Ebrei avevano i suoi pretesori, fondati sulla stessa Parola di Dio. Agli Ebrei fu chiesto di rinunciare a questi dallo stesso Dio. Qui sembrava incoerente, impossibile. Ma Pietro deve cedere. Le vie dell'uomo devono sottomettersi alle vie di Dio. Le nostre concezioni di Dio, della religione, della pietà, devono cedere davanti ai pensieri di Dio. E se gli Ebrei sostituiscono le Sue rivelazioni con persone migliori, chi Gli dirà di no?

(III.) Le lezioni generali del nostro studio sono evidenti

(1.) Cornelio e Pietro, Giudei e Gentili, ebbero entrambi visioni concesse da Dio. Dio non ha riguardo alle persone. Qualche uomo molto ignorante, non istruito, disprezzato ai nostri occhi, può trovare la verità come noi

(2.) Cristo prende ciò che è meglio da tutto come fondamento per avanzare verso una nuova verità riguardo a Se stesso. Lo Spirito di Dio fa una preparatio evangelica dappertutto

(3.) Tutti gli uomini hanno bisogno di progresso religioso, non oltre Cristo, ma più in profondità nei misteri della sublime verità che ci è stata data in Lui. Nessuno dica mai di non avere più nulla da imparare riguardo al Figlio di Dio. (D. J. Burrell, D.D.Sogni: - L'argomento dei sogni e del sognare è affascinante. Ci sono stati molti sogni straordinari; Ma c'è un elemento di mistero in tutti i sogni. Sono testimoni della nostra natura spirituale. Esse rivelano lo spirito che è nell'uomo. Ci danno scorci della vita interiore dell'anima. A volte possono indicare il nostro stato morale. Alcuni sogni sono figli di un cervello ozioso; altri sono plasmati dalla passione maestra dell'anima. Il presidente Edwards annotò tutti i suoi sogni nel suo diario e li esaminò attentamente. Gli Ebrei 51 consideravano come un'indicazione della vera inclinazione dei suoi pensieri da svegli. Buoni semi seminati di giorno significavano un buon raccolto di sogni di notte. Indubbiamente c'è molto di vero in questo punto di vista. I sogni sono talvolta strumenti dell'insegnamento divino. Lo Spirito Santo parla agli uomini con sogni e visioni. "Molte delle parti ispirate della Scrittura sono arrivate attraverso quel canale. Giacobbe, alla Betel, vide in sogno la scala di mediazione tra cielo e terra. Pietro ricevette l'incarico di predicare il Vangelo ai Gentili in sogno. Il mondo degli spiriti fu rivelato a Paolo in visioni. Gli Ebrei videro il cielo, ma non con i suoi occhi mortali; e udirono la lingua parlata lì, ma non con orecchie d'argilla. Il panorama dei secoli passò davanti a Giovanni a Patmos in uno stato di incoscienza corporea. Lo Spirito di Dio può risvegliare le risorse del pensiero nell'uomo e impressionare la sua mente senza disturbare un solo ciglio o un battito del cuore".

"Per il bene degli uomini il Cielo sposa tutti gli eventi,

Il sonno sordo istruisce, né lo sport sogna invano l'uomo".

(G. H. James.)

Cornelio:

1.) Cesarea era situata sul Mediterraneo, a circa trenta miglia a nord di Giaffa. Fu costruito da Erode il Grande nel 22 a.C. e prese il nome dal suo patrono imperiale. Fu capitale civile e militare, residenza del procuratore romano. Era presidiata per lo più da soldati indigeni, ma c'era una coorte composta da volontari provenienti dall'Italia, e al di sopra di una divisione c'era il centurione Cornelio. Gli Ebrei appartenevano a un clan illustre che aveva dato allo Stato alcuni dei suoi uomini più illustri; ma più grande della gloria di Silla e degli Scipioni, che avevano reso famosa dappertutto la famiglia della Cornelia, è quella che viene conferita a questo centurione nel Versetto Versetti CAPITOLO 2

(2.) Cornelio non era un proselito, perché se lo fosse stato Pietro non avrebbe avuto difficoltà, e xv. Il 14 è decisivo contro di esso. Gli ebrei appartenevano a quella numerosa classe di uomini riflessivi che si erano stancati dell'indegnità del paganesimo. Gli ebrei avevano superato l'idolatria, e forse avevano familiarizzato con la Settanta, ed erano certamente convinti che Dio fosse l'uditore della preghiera. Ebrei potrebbe essere diventato un proselito, e forse stava contemplando quel passo quando sentì parlare di Gesù, ed essendo un vero cercatore della verità, decise di aspettare la luce. Questo ci permetterà di capire l'oggetto del suo digiuno e della sua preghiera. Gli era giunta l'inevitabile domanda: "Che cosa farai di Gesù, che si chiama Cristo?" e nella sua ansia per la risposta gridò a Dio per avere luce. E non invano (CAPITOLO 3-6)

(3.) In risposta alla direzione divina inviò due dei suoi servi e un soldato a Pietro; ma Dio li aveva preceduti, e stava già preparando il Suo servo per la loro apparizione (Versetti 9-16), il quale ricevette una rivelazione simbolica del fatto che le restrizioni della legge mosaica erano state rimosse e che la distinzione tra Giudei e Gentili era stata abolita. Indicava che la creazione stessa era stata purificata e resa pura per il nostro uso mediante la soddisfazione di Cristo. Ma Pietro non lo capì così, ma fu aiutato dal messaggio dei servi di Cornelio e, mettendo insieme i due, decise di andare a Cesarea. Per precauzione portò con sé sei fratelli. Convinto che stava per accadere qualche evento importante nella storia della Chiesa, desiderava avere testimoni ebrei: un'azione che dimostra che, nonostante la sua impulsività, non era privo di prudenza

(4.) Al suo arrivo Pietro trovò un'assemblea considerevole e, dopo una discussione preliminare e una spiegazione, pronunciò un sermone straordinario come qualsiasi altro registrato nella storia. Mentre egli parlava, discese lo Spirito Santo, che

(1) Certificata la verità delle parole di Pietro

(2) Dimostrarono a Pietro e ai suoi compagni la genuinità della fede di questi Gentili convertiti

(3) Indicava che coloro che lo ricevevano dovevano essere ammessi nella Chiesa in quel momento (xi. 17)

(5.) Questa era la Pentecoste dei Gentili, e così Pietro aprì la porta per la loro ammissione come il Signore gli aveva promesso. Così la Chiesa nascente prese una nuova partenza ed entrò in quella missione mondiale in cui è ancora impegnata. Impara allora...

(I.) Che il modo per ottenere la luce è agire all'altezza di ciò che abbiamo e pregare per averne di più. Cornelio non aveva trovato Cristo (CAPITOLO xi. 14), ma aveva trovato qualcosa, e "dove era giunto camminava secondo quella regola". Questo è un metodo uniforme della procedura di Dio (Deuteronomio 4:29 ; Salmi 112:4 ; Matteo 25:29 ; Giovanni 7:17 ; Giacomo 1:5, 6). F. W. Robertson rimase fedele a questo principio durante l'oscura lotta con il dubbio nel Tirolo. Tutto il resto andava da lui, ma poteva aggrapparsi a questo: "È sempre giusto fare il bene"; e nell'agire in base a ciò riacquistò la sua presa su Cristo

(II.) Che in tutte le questioni spirituali dovremmo essere pronti

(1.) Cornelio non perse tempo a mandare a chiamare Pietro; anzi, dopo la venuta di Pietro, egli assorbì tutto ciò che diceva mentre parlava, e così ricevette lo Spirito Santo. Fate, quindi, subito ciò che è necessario per assicurare il benessere della vostra anima. Quando Mosè chiese al Faraone quando avrebbe dovuto supplicare il Signore, egli rispose: "Domani!" e ti meravigli della sua follia. Avreste detto: "Prima è, meglio è"; ma fai attenzione a non condannare te stesso. "Oggi, se udrete la Sua voce", ecc. Non c'è bisogno che tu mandi a Ioppe: "La parola è vicina a te" (Versetto Romani 10:8, 9)

(2.) Ma la prontezza di Pietro è altrettanto degna di nota (29), e noi che abbiamo a che fare con gli uomini riguardo alle loro anime dovremmo prendere una lezione. Una volta ho predicato a un pubblico enorme in un circo. Quando ebbi finito, ero completamente prostrato e, mentre ero in quelle condizioni, un uomo volle parlarmi del modo di vivere. Ho preso un appuntamento per la mattina successiva. Ma non è mai venuto. E l'ho scritta come una delle opportunità perdute della mia vita, e il suo ricordo è stato uno sprone per me da allora. «Gli affari del Re richiedono fretta». Ora, sia per il predicatore che per l'ascoltatore, è il tempo accettato

(III.) Che i predicatori e gli ascoltatori sono preparati l'uno per l'altro da Dio. Cornelio è condotto in un modo particolare a mandare, e Pietro ad andare: quando si riuniscono il risultato è la benedizione. È lo stesso ora. Il predicatore è guidato attraverso una speciale storia spirituale; È guidato alla scelta di un particolare argomento, a trattarlo in un modo particolare, a predicarlo in un luogo lontano. L'ascoltatore è forse portato attraverso circostanze di prova; un certo giorno viene condotto in un certo luogo di culto, non sa come, ma lì sente il messaggio che Dio manda per lui. Sembra che mentre ascolta il predicatore debba conoscere la sua vita passata, e così, parlando alle sue circostanze, è benedetto nella sua conversione. Questa non è una storia rara. (W. M. Taylor, D.D.Il carattere e la conversione di Cornelio:

(I.) Il personaggio di Cornelius

(1.) Ebrei era un uomo devoto e temeva Dio. La sua moralità non era di quel carattere meschino, o di quella statura da nano, o di quella sacrilega tolleranza, che soddisfacevano le scarse esigenze del paganesimo e dell'idolatria. Gli ebrei avevano riverenza per le richieste, aveva zelo per la gloria, aveva impulso dall'amore di Dio

(2.) Ebrei era un uomo caritatevole. Guarire i malati, nutrire gli affamati, vestire gli ignudi, visitare gli orfani e le vedove nella loro afflizione, era il suo delizioso lavoro

(3.) Ebrei era un uomo di preghiera. Qui stava la grande eccellenza del suo carattere; qui la grazia che santificava gli uni gli altri, instillata dallo Spirito Santo nel suo cuore; e qui il segreto di quella misericordia di cui fu reso partecipe. La sua supplica non era un fugace, frettoloso omaggio del labbro o del ginocchio, ma l'abitudine consolidata della sua mente, la pratica instancabile e ininterrotta della sua vita

(4.) Ebrei era un uomo di religione familiare

(II.) Il corso del trattamento divino verso Cornelio. Lezioni:1. Dio non ha riguardo alle persone

(2.) Quale dovrebbe essere il carattere del lavoro e del dovere ministeriale

(1) Quanto più seriamente e fedelmente un ministro della religione si impegna, tanto più certamente troverà motivo di sapere che la via di Dio non è come la sua via, né i pensieri di Dio come i suoi pensieri

(2) Quanto più seriamente un ministro è impegnato in una preghiera privata per se stesso e per il successo della grande causa della misericordia e dell'uomo in cui è impegnato, tanto più sicuramente imparerà la mente di Dio, tanto più ampie saranno le sue vedute, tanto più sicuro sarà il suo successo nella predicazione del Vangelo. (R. P. Buddicom, M.A.) Cornelio: - Impariamo dalla storia

1.) Che è possibile vivere una vita di pietà in circostanze sfavorevoli

(2.) Che la bontà, ovunque si trovi, sia notata e ricordata da Dio

(3.) Che Dio dia più luce a colui che è consapevole di averne bisogno e che la cerca umilmente

(4) Che per impartire questa luce più grande è stato costituito il ministero umano della Parola. (James Owen.) Cornelio:

(I.) Ebrei era un uomo devoto. Questo lo toglie dalle file di coloro la cui religione non è una religione di devozione. La religione del troppo è una religione della moda. Ci si aspetta che vadano in chiesa, che preghino, cantino e ascoltino mentre sono lì, ma sono contenti quando è finita, e che non dovranno essere ripetuti per una settimana. Da uomo devoto, Cornelio era

1.) Completamente serio. La serietà da sola non porterà mai un uomo in paradiso, ma nessuno ci è mai arrivato che non fosse serio

(2.) Impressionato dalla maestà di Dio. Gli ebrei avevano capito qualcosa del carattere glorioso di Colui con cui aveva a che fare. Siete oscurati dall'augusta presenza dell'Altissimo? In caso contrario, non sei nella stessa categoria di Cornelius

(II.) Gli ebrei temevano Dio con tutta la sua casa. Gli ebrei si interessavano del benessere dei suoi subordinati. Ebrei non si considerava un semplice governante. Troppi ufficiali trattano i loro uomini come semplici automi, costretti a stare davanti a loro in fila e a passare attraverso le loro evoluzioni come macchine. È una questione di sollecitudine per noi che i nostri servi sentano la potenza della grazia di Dio? Quante signore parlano alle loro cameriere della loro anima?

(III.) Gli ebrei facevano molte elemosine al popolo. Ebrei era un uomo di generosa liberalità. Quanti che si professano cristiani si sorprenderebbero se facessero fedelmente la domanda: "Quale parte del mio reddito do a Dio?" Ricordate la generosità dei farisei e la dichiarazione del nostro Signore: "Se la vostra giustizia non eccederà", ecc

(IV.) Gli ebrei pregavano Dio sempre. Quanti si accontentano di qualche frettoloso momento di preghiera, e pensano che sia un problema

(1.) Gli ebrei pregavano per avere una luce più grande. Molti sono perfettamente soddisfatti delle loro conquiste, o anche delle loro non-conquiste, e preferiscono l'oscurità o il crepuscolo alla luce

(2.) Gli ebrei pregavano come un uomo che si aspettava di ricevere la risposta. C'è qualcosa che sorprenderebbe alcuni di voi di più che se Dio rispondesse alla vostra preghiera? 3. Quando la sua preghiera fu parzialmente esaudita, si preoccupò di assicurarsi la piena benedizione

Abbiamo parlato molto in favore di Cornelio: ora che cosa pensi di lui? Qualcuno potrebbe dire: "Questa è un'eccellenza che non posso sperare di raggiungere". Fermarsi! Cornelio, con tutta la sua eccellenza, era un uomo non salvato. Permettetemi di non essere frainteso. Gli Ebrei erano stati fedeli alla luce che aveva, e se fosse stato chiamato via sarebbe stato giudicato in base a ciò, e non secondo un criterio che non conosceva. Pietro enuncia chiaramente questo principio nel Versetto Versetti CAPITOLO 34, 35. Ma Cornelio non era stato salvato a tal punto che, se quando il vangelo lo avesse raggiunto, non avrebbe potuto sfuggire alla condanna (vedi xi. 14). Non si può salvare un uomo che è già stato salvato. Se un uomo così buono poteva ancora essere un'anima perduta, che cosa deve essere il caso di molti qui? (W. Hay Aitken, M.A.) Cornelio di Cesarea:

1.) Nella biografia religiosa i "cristiani dell'esercito" hanno un posto riconosciuto e un onore per semplicità e completezza. Per il soldato le condizioni stesse della sua vita rendono impossibile il compromesso. Nella disciplina, nell'abitudine all'obbedienza, nell'autocontrollo e nell'annullamento di sé richiesti al vero uomo d'armi, si trovano anche veri elementi nell'educazione dell'uomo di Dio. Nella storia biblica, molti di coloro che ammiriamo di più erano guerrieri: il semplice Giosuè, il nobile Gedeone, il "Dolce Cantore" Davide, il pio Giosia; e in quale libro si dà più lode al valore di quanta ne si dia al fedele Ittai, al grato Naaman, al "mio servo Ciro", al cortese Giulio e all'anonimo ma immortale centurione di Cafarnao? 2. Quando ci viene presentato, Cornelio è un ufficiale della guarnigione romana di stanza a Cesarea, allora capitale civile della Giudea. Il suo nome attira subito l'attenzione. Quello che il nome di Howard, o Russell, o Talbot è per gli inglesi, o Douglas, o Gordon, o Stewart per la storia scozzese, quella era la gens Cornelia per la Città dei Sette Colli. Possiamo quindi immaginare che sia stato un cadetto di una nobile casata. L'influenza benefica della noblesse oblige sarebbe stata su di lui e avrebbe contribuito a preservare un nome immacolato dalle macchie. Il reggimento al quale era assegnato sembra essere stato di particolare onore, e la posizione di un ufficiale in esso sarebbe stata corrispondentemente eminente. Più tardi incontriamo un ufficiale di una coorte "augustea" a Cesarea, Giulio, il cortese custode di San Paolo. È del tutto possibile che Cornelio e Giulio possano essere stati ufficiali dello stesso reggimento, il che spiegherebbe facilmente il sentimento benevolo che quest'ultimo manifestò verso il suo prigioniero

(3.) Per quanto riguarda la pietà di Cornelio, la narrazione parla con entusiasmo (2). Questo elogio sembra descrivere un "proselito della porta". Gli ebrei più esclusivi fecero in modo che la "porta" fosse il più alta e proibitiva possibile, ma gli ellenisti si gloriavano del tributo pagato da ogni ricercatore alla supremazia spirituale dei profeti, e li incoraggiavano a studiare le Scritture e a frequentare le sinagoghe. Così avvenne che c'era, più o meno vagamente, collegato con le sinagoghe in quasi tutti i grandi centri, un corpo fluttuante di studenti di tutte le sfumature di opinione, da quelli che erano semplicemente attratti dal semplice e centrale principio dell'unità della Divinità, a quelli che erano sulla soglia della circoncisione. Tra questi è strano se non si riesce a trovare posto per uno a cui vengono dati i termini applicati ai proseliti, "devoto" e "uno che temeva Dio"; che facevano l'elemosina agli ebrei; osservava le ore ebraiche di preghiera ed era manifestamente familiare con le Scritture ebraiche

(4.) La narrazione ci fa subito vedere che quest'uomo fa sul serio. Ebrei è uno di quei "violenti" che prendono il regno dei cieli "con la forza". Lo troviamo trascorrere un'intera giornata (Versetto 30) nel digiuno e nella preghiera. Atti, l'ora nona, l'ora della preghiera della sera, arriva la risposta. Gli ebrei avevano sentito parlare di Gesù (Versetto 37, "Voi sapete"); la sua mente, illuminata dalla profezia ebraica e non oscurata dal pregiudizio ebraico, non vedeva né "pietra d'inciampo" né "stoltezza" in un Salvatore sofferente. Il visitatore angelico non si costituisce l'espositore della verità divina; Dice solo dove si può trovare un tale espositore. Il miracolo cessa, come sempre, al più presto possibile

(5.) C'è un'idoneità nel romano di Cesarea che cerca l'ebreo a Giaffa. Cesarea era infatti di nuova costruzione e pagana; Ioppe da tempo immemorabile era stata il porto di Gerusalemme, una città ebraica in tutta la sua storia e le sue relazioni, e associata a molti degli eventi più emozionanti della storia ebraica. È ancora più appropriato che la città di Geova rimanga, come il popolo ebraico, avvilita ma non distrutta, mentre quella di Cesare ha cessato di esistere

(6.) Ma nel frattempo bisognava compiere un lavoro preparatorio nella mente del pescatore prevenuto della Galilea. È impossibile per chi non l'ha incontrata valutare la tirannia dominante delle caste religiose. Le nostre distinzioni di classe esistono nonostante la religione, sotto la sua influenza ammorbidente e, quando superano certi limiti, sotto il suo divieto. Ma nelle caste la religione aggiunge la sua sanzione alle distinzioni e agli stereotipi e li bolla come divinamente stabiliti, permanenti e necessari. La casta si era insinuata nella Chiesa ebraica. Gli ebrei, invece di considerarsi strumenti del Cielo per il bene degli altri, erano arrivati a vantarsi di essere i favoriti del Cielo per il loro bene. L'atmosfera di un tale orgoglio di casta è come uno scirocco spirituale, che inasprisce l'umidità della carità e inaridisce in un fariseismo non fraterno. In tale atmosfera San Pietro era nato e cresciuto. Allora lui e gli altri discepoli sono chiamati da Gesù Cristo. Per tre o quattro anni sono nel pieno del Suo amore liberale. Poi viene il Calvario, la Risurrezione e poi la Pentecoste. Quel giorno Pietro espose la profezia: "Spanderò il mio Spirito su ogni carne". Sicuramente la verità è ora entrata in lui, e non lascerà mai più spazio alle caste. Ma no! È in lui ancora, vivo e forte, e gli Ebrei che "sanno cosa c'è nell'uomo" hanno un sentimento per l'infermità del Suo servo, e forniscono quello speciale insegnamento simbolico di cui ha bisogno prima di poter osare intraprendere l'opera a cui è ora chiamato

(7.) Così preparato, l'apostolo va con i messaggeri del centurione. E ora i due sono faccia a faccia. È un incontro strano: il servo di Cristo e il soldato di Cesare. Il fatto che Cornelio non si risentisse o non si ritraesse di fronte a un tale maestro prova subito quanto veramente la religione avesse compiuto in lui la sua opera regale. Due uomini più opposti per razza, nascita, allevamento e abitudini, possono a malapena essere concepiti; e non poteva non essere che ci fosse molto nel contadino che voleva strillare il Patrizio, eppure il soldato di Cesare non ritiene un disonore piegare il ginocchio davanti al legato di Geova. 8. Non abbiamo bisogno di tracciare l'intervista attraverso i suoi dettagli. Il fatto significativo - di enorme importanza nello sviluppo dell'idea di Chiesa - è che Cornelio e la sua famiglia sono ricevuti come cristiani, non attraverso la "porta" preliminare della circoncisione, ma direttamente attraverso quella del battesimo. Quale fosse il significato di questo fatto ci interessa ora capirlo. La Chiesa nascente era circondata da pericoli da ogni parte e molto più avanti. Ha dovuto affrontare quelle che sono sorte dall'ostilità dei governi del mondo e dal contatto delle teosofie orientali. Ma il suo pericolo più vicino e più mortale derivava dalla Chiesa da cui essa stessa era nata. Spuntati dal seno dell'ebraismo, i cristiani erano, all'inizio, considerati come una setta ebraica, soggetta alla legge e alla disciplina ecclesiastica ebraica. Essi adoravano nelle sinagoghe e nel tempio. Sotto questo aspetto il pericolo era che la gerarchia potesse schiacciarli. Questo era un pericolo che poteva essere misurato. Ma gli amici della Chiesa erano più da temere dei suoi nemici. Quelli che erano fuori cercavano crudelmente di distruggere, ma quelli che erano dentro cercavano coscienziosamente di corrompere. Ogni ebreo è stato educato a credere che la Legge fosse eterna nei suoi minimi dettagli, cerimoniali e giudiziari. Diversi dagli ebrei potevano entrare nel regno di Dio, ma solo attraverso l'ingresso della circoncisione. La maggior parte dei cristiani ebrei incastrò attentamente le loro concezioni del Messia per conformarsi a questo requisito fondamentale. Il pensiero popolare poneva la legge al primo posto; e il Messia doveva essere gloriato come la lente d'ingrandimento della sua portata e l'estensione della sua autorità. Se comprendiamo correttamente questo pregiudizio, così profondamente radicato nella mente ebraica da essere a stento trascinato fuori dal cuore anche degli apostoli, saremo in grado di comprendere il pericolo per la Chiesa derivante dall'afflusso di ebrei convertiti. Essi entrarono nella Chiesa credendo devotamente che Gesù fosse il Messia; ma continuarono a credere che, prima di tutto, Ebrei era un Messia ebreo, e che tutti i cittadini del Suo regno dovevano prima diventare Ebrei. Questa era la posizione assunta da un partito attivo e aggressivo: "quelli della circoncisione", cioè "i cristiani giudaizzanti". La posizione assunta dalla Chiesa e da tutti gli apostoli, ma soprattutto da San Paolo, era antagonista a questo. La legge non era che un pedagogo per condurre a Cristo; in tutto il suo cerimoniale era locale e temporaneo, destinato a uno scopo speciale di preparazione, scopo che fu raggiunto quando venne il Salvatore; Non era quindi più necessario. Ecco la questione epocale, se il cristianesimo si ridurrà a una semplice setta ebraica, o si espanderà nella Chiesa cattolica. Quando consideriamo il carattere del pericolo, smettiamo di sorprenderci che Paolo sia diventato un "vaso scelto" per portare il vangelo ai Gentili, libero da tutte le esigenze di un giudaismo cerimoniale. Né l'educazione né il temperamento di San Pietro lo rendevano adatto al compito; La causa gli fu quindi tolta dalle mani. In quelli di San Paolo era sicuro. Ma non dimentichiamo che l'uomo più anziano e meno qualificato fu lo strumento scelto da Dio per l'introduzione dei primi pagani nella Chiesa. Come c'era da aspettarsi dalla presenza di un partito come quello che ho descritto, la sua azione fu prontamente contestata a Gerusalemme. La difesa era una semplice narrazione di fatti. "Che cos'ero io per resistere a Dio?" La risposta fu soddisfacente per la Chiesa, e avrebbe dovuto essere definitiva per tutti. Ma la casta è dura a morire. 9. E così abbiamo il nobile romano riconosciuto come membro della Chiesa Visibile. Il battesimo non lo rese cristiano; Proclamava un fatto che già esisteva. Dio lo possedeva per primo; uomo dopo. (G. M. Grant, B.D.Cornelio; o, nuove partenze nella religione: - Cornelio segna l'inizio di una nuova epoca. Come il primo fiore della primavera, egli è il segno e l'araldo delle nuove forze all'opera per cambiare la faccia dell'intera terra. La sua storia ci porta al campo di battaglia finale della "battaglia decisiva" tra le forze ristrette e incatenanti dell'ebraismo e le energie cattoliche del cristianesimo. Ebrei è a capo del cristianesimo dei Gentili, ed è per Saulo di Tarso ciò che Giovanni Battista era per Gesù Cristo. Uscendo dalle tenebre del paganesimo, irrompe nella visione della Chiesa come un lampo di luce inaspettata. Nessun profeta annuncia il suo avvento; Nessun insegnante visibile lo prepara per il suo lavoro. Ebrei è al di fuori delle "chiese", ma nel regno. L'edificazione della Città di Dio offre posto all'operaio più umile ed esige l'uomo dai doni trascendenti. Accoglie l'insignificante Anania di Damasco non meno del famoso allievo di Gamaliele, e avanza alla sua perfezione grazie all'esperienza e alla fatica di Cornelio, il soldato romano, così come alla saggezza pratica di Giacomo, il pastore capo del gregge cristiano nella città santa. Che ogni uomo, dunque, presti attenzione alla luce che ora vede, compia il dovere che gli sta accanto, riempia con incrollabile fedeltà la sua sfera nella volontà divina, e questo è sufficiente. Dio ordina la nostra via. Se sappiamo e facciamo il nostro lavoro, tutto va bene, il suo valore, i suoi risultati vicini o lontani, non possiamo fare una stima. In alcune vocazioni gli uomini valutano facilmente i loro guadagni e prendono il loro vero posto in una scala graduale di lavoratori. Non possiamo. Sanno cosa guadagnano. Non lo facciamo mai. L'oro si conta facilmente; Ma dov'è il libro mastro delle nuove idee diffuse, dei rinnovamenti spirituali compiuti, della giustizia e del diritto umano stabiliti, delle anime rese vere, pacifiche e forti? Saulo, il più improbabile di tutti gli ebrei all'apparenza umana, riprenderà e porterà avanti le fatiche del martire Stefano; e Cornelio, ancora più improbabile, perché non è un Giudeo, renderà i luoghi tortuosi diritti e i luoghi accidentati pianeggianti per l'avvento e il ministero dell'Apostolo delle Genti

(I.) Avvicinandoci in questo spirito di fiducia, di speranza e di ardore, allo studio di Cornelio, così come appare nella storia di Luca, rivelando i metodi e i movimenti di Dio per assicurare nuove partenze nella religione, notiamo innanzitutto che Cornelio raccoglie in sé in pienezza cooperante le principali forze provvidenziali dell'epoca, e così diventa lo strumento adatto per incarnare e manifestare l'energia riparatrice e l'ampia gamma della religione del Salvatore. Lo storico ci costringe a vedere che Cornelio è un romano. Tutta l'atmosfera è romana! Come potrebbe, dunque, colui il cui compito principale era quello di tracciare nei suoi due Vangeli la graduale crescita dell'opera cristiana da Nazareth a Roma, passare accanto a questo primo romano cristiano di tutti, mentre viene condotto nel chiaro splendore della "luce del mondo". Cornelio non era un proselito. Ebrei è ancora all'interno della cerchia del paganesimo alienato, eppure con un passo passa alla scuola di Cristo, ed entra in relazioni vive con Lui, senza essere trattenuto per un momento o una lezione nella scuola di formazione di Mosè. E' questo che segna la crisi. Qui sta la rivoluzione. Il germe della religione cristiana è piantato in questo Gentile incirconciso e non iniziato, trova nei suoi devoti aneliti a Dio, nella lealtà a Cristo, nell'amore generoso per i bisognosi e nella bella grandezza d'animo, le condizioni appropriate per uno sviluppo rapido e sicuro, e dà immediatamente segni incontrovertibili che, sebbene la semina possa essere di Pietro, tuttavia l'aumento appartiene prima al germe stesso, ed è stato assicurato, nel terreno divinamente preparato, dall'opera dello Spirito di Dio. Il particolarismo religioso è in Lui smascherato, condannato e scacciato per sempre. Le grandi "universalità di amore, provvidenza e ministero per le anime" di Dio sono manifeste; Il cristianesimo ha un nuovo punto di partenza e persegue ormai una nuova linea di progresso. Come un fiume era entrato nella storia umana a Nazareth e a Gerusalemme, e aveva reso i suoi canali profondi e larghi; qui a Cesarea, ai confini del mondo non eletto, si avvia su un nuovo corso, si taglia canali più ampi e profondi e fa di tutto per vivere ovunque venga. Così il giudaismo in cui è nato il cristianesimo è stato lasciato alle spalle, e ha inizio il trasferimento della religione di Gesù al mondo latino, con il quale doveva operare come lievito rigeneratore nelle razze europee. Nel centurione Cornelio, il glorioso vangelo del Dio benedetto fa il suo inizio di buon auspicio per il Grande Occidente. Ora, bisogna ricordarlo, questa è la prima prova della realizzazione del proposito mondiale di Dio nel dono della rivelazione. "L'universo", come ha detto Renan, "è incessantemente nel dolore della trasformazione" e va verso la sua fine con quello che lui chiama "un istinto sicuro", ma con quello che crediamo essere un impulso divinamente redentore; quel fine è la salvezza di tutti gli uomini attraverso una religione universale. I primi padri della fede ebraica intravidero questo scopo che abbracciava il mondo, e l'esilio di Israele a Babilonia lo innalzò in alto, lo portò nella vita del popolo, purificando così le loro concezioni di Dio e dell'uomo, e preparandoli per la loro missione mondiale. Poi le vittorie di Alessandro Magno portarono con sé la diffusione della lingua greca, del pensiero greco e della cultura greca in tutto il mondo. A questi ministeri benefici si aggiunsero la scoperta di nuove rotte verso l'Oriente, lo sviluppo del traffico e la mescolanza delle diverse razze di uomini; tutto doveva essere perfezionato e coronato dall'ascesa al vertice del potere dell'imperialismo romano e dalla formazione delle nazioni in quell'unica federazione politica che divenne la base di quella civiltà universale che era la condizione materiale per la ricezione e la diffusione di una religione veramente universale. Ma per noi, che viviamo in mezzo a temuti cambiamenti religiosi, la biografia di Cornelio non è solo un argomento, ma anche un messaggio di pace e di speranza. Ci invita a confidare nel Dio vivente, il Dio che è un fuoco consumante, ma i cui fuochi bruciano solo i materiali di scarto delle vecchie religioni per far posto alla costruzione del nuovo e migliore edificio. Il regno della verità e della redenzione è Suo. Ebrei la governa, e tutte le nuove partenze nella religione sono sotto la Sua influenza. Ebrei prepara le sue avanzate con processi fuori dalla vista, continua il susseguirsi di anime eroiche, che ci liberano dalla tirannia dei dogmi morti; che raccolgono i risultati della Sua molteplice opera in tutti i campi della vita, scientifica e sociale, politica e religiosa, e che poi, vitalizzandoli e unificandoli tutti con lo Spirito di Cristo Gesù, conducono la vita del mondo a luoghi più alti e più celesti. Lessing dice: "Il palazzo della Teologia può sembrare in pericolo a causa del fuoco alle sue finestre, ma quando arriviamo e studiamo il fenomeno scopriamo che non è altro che il bagliore posteriore proveniente da ovest che brilla sui vetri, non mettendo realmente in pericolo nulla, ma ancora per un momento o due attira tutti". Non abbiamo paura. Il Dio di Cornelio è il Padre di Gesù Cristo e il Salvatore di tutti gli uomini

(II.) Avanzando a un ulteriore punto del racconto, sembra che Dio perfezioni l'educazione spirituale di Pietro per mezzo di Cornelio; in breve, Ebrei completa l'opera che è stata iniziata su e nel sommo apostolo da Giovanni Battista e Gesù Cristo, per l'intervento di un santo del paganesimo. Pietro era uno studioso ottuso, e richiese di convertirsi molte volte. È stato un compito difficile rinunciare alla sua esclusività ebraica. Tutte le sue tradizioni e preferenze erano contrarie al sacrificio. Gli ebrei non riuscivano a vedere l'importanza e non ammettevano le applicazioni di vasta portata delle verità che proclamava. Così il soldato viene in aiuto del veggente. Così il santo del paganesimo incita all'azione audace e aggressiva il discepolo di Gesù Cristo. Il cristianesimo avanza attraverso la visione e il servizio; attraverso profeti sulle vette della meditazione e guerrieri che si confrontavano con folle di nemici nelle valli del male. Alcuni uomini hanno bisogno di eccitazione. Essi vedono, ma stanno fermi; Lo sanno, ma non lo faranno. Indugiano tremanti sull'orlo del precipizio, in attesa della guida di uno spirito più avventuroso. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Gli uomini di intelligenza hanno bisogno di uomini d'azione; La stampa non può fare a meno del pulpito, né il pulpito della stampa: anche gli apostoli possono imparare dai più umili ricercatori. La Riforma, preparata da Erasmo e dagli umanisti, attende il fervore morale e lo splendido coraggio di Martin Lutero. Pietro, per quanto fosse capo e apostolo, ha un debito indicibile verso il soldato di Cesarea addestrato da Dio

(III.) La verità, come una fiaccola, più è scossa risplende. La nuova luce nella casa di Cornelio manda il suo splendore su Gerusalemme, catturando l'attenzione e suscitando l'opposizione dei padri e dei fratelli della nuova società cristiana. Pietro apparve davanti alla Chiesa e raccontò la sua semplice storia. L'appello è stato vittorioso. Dio fu compreso e glorificato, e il verdetto fu dato dalla Chiesa con cordialità e lode, dicendo: "Allora anche ai Gentili Dio ha concesso il ravvedimento per la vita". Non è questo il modo in cui Dio opera oggi in mezzo a noi? Ebrei non sta preparando un futuro glorioso per le Chiese con il lavoro e l'esperienza di individui qua e là, dentro e fuori le Chiese? Cornelio è un riformatore religioso. Dio mette nella sua esperienza le verità dei Suoi Vangeli nella loro più ampia gamma, e quindi esse sono incorporate nelle energie operative del sistema cristiano, e operano come parte di esse. Il centurione stesso, nella pienezza dei suoi doni e delle sue realizzazioni spirituali, dimostra che Dio non ha riguardo alle persone e alle razze, ma agli scopi e alle fedi, agli aneliti e al carattere. L'unità della teologia cristiana è un uomo cristiano; un uomo che è venuto a Gesù Cristo così com'era, con tutto ciò che Dio ha fatto in lui e per lui, con tutto ciò che ha acquisito, nell'intelletto e nel carattere, in casa e a contatto con gli uomini; ed è venuto tramite Gesù Cristo al possesso delle idee, dei motivi e dei poteri dello Spirito Santo; e per mezzo di ciò lo Spirito è stato fatto uomo nuovo. Adotto il linguaggio di Milton: "Ora, ancora una volta, con tutto il concorso dei segni, e con l'istinto generale degli uomini santi e devoti, Dio sta decretando un nuovo e grande periodo in questa Chiesa, fino alla riforma della Riforma stessa". Siamo fiduciosi e pazienti. Nessuna conoscenza può essere una minaccia per la verità di Cristo Gesù. Deve glorificarlo. I magi porteranno i loro doni e li deporranno ai piedi di Cristo. Un nuovo Cornelio - ora fuori dalle Chiese, non è improbabile, Dio darà ai Suoi figli che, carichi dei ricchi risultati dell'attività intellettuale, sociale e spirituale del secolo, ci costringerà alla presenza di Dio, per ascoltare ciò che Ebrei stesso ha comandato ai Suoi Pietro di dirci; e gli Ebrei seguiranno la predicazione con tali segni di salvezza e di potenza, che le Chiese diranno con gratitudine: "Allora Dio ha concesso ai dotti e agli scientifici, e agli emarginati sociali anche il pentimento per la vita".

Infine, il ritratto di Cornelio, insieme agli scorci che otteniamo di Pietro, rivela gli uomini in cui Dio opera preferibilmente per il più vero progresso spirituale degli uomini

(1.) Cornelio è un "uomo devoto". Ebrei coltiva la comunione con Dio. Forti impulsi lo spingono verso il significato più alto della vita, preparano il suo spirito alle visioni del mondo invisibile e aprono la sua anima alla fede più grande che professa e alle sublimi ispirazioni che riceve

(2.) A questo intenso anelito spirituale egli fonde una saggia gestione della sua casa, come se egli stesso fosse consapevolmente sotto l'autorità di Dio e responsabile del benessere di coloro che sono sotto di lui, in modo che alcuni dei suoi soldati prendano il contagio della sua devozione, e i suoi domestici condividano la sua solitudine per ascoltare il messaggero di Dio

(3.) In lui si vede anche l'amore romano per la rettitudine e la correttezza. Ebrei è un "uomo giusto". 4. Ebrei non ha approfittato del suo posto per saccheggiare, come hanno fatto troppi altri. Ma egli fece molte elemosine al popolo. Le sue simpatie sociali erano forti quanto quelle religiose. Non potete sperare di prendere una parte utile nell'affrettare l'arrivo di un'era di pensiero purificato e ampliato di Dio, di amore più intenso per Dio e per gli uomini, di risveglio spirituale e di rigenerazione sociale, a meno che, consapevoli della vostra debolezza e del vostro peccato, non vi preoccupiate, mentre credete in Colui "che è la propiziazione per i nostri peccati", di camminare nella luce come Ebrei lo è nella luce, e così avere comunione con gli uomini e sperimentare quella continua "purificazione da ogni peccato" che è il pegno e la garanzia dell'adeguatezza divina per un lavoro fedele e fruttuoso. (J. Clifford, D.D.Cornelio, un esempio di pietà: - Ecco un uomo che è un cercatore di verità, e c'è un altro che è un insegnante di verità. Uno ha ciò di cui l'altro ha bisogno; ma sono sconosciuti l'uno all'altro, e separati da una grande voragine. Come si possono riunire? Dio incarica un angelo di apparire a Cornelio e di dirgli di mandare Pietro. Dio appare a Pietro e gli mostra che "nulla di ciò che gli Ebrei hanno fatto è comune o impuro". Lo studioso e l'insegnante si trovano presto faccia a faccia; e poi, "mentre Pietro parlava, lo Spirito Santo scese su quelli che udivano la parola". Questo episodio dimostra che ogni fase dell'opera di conversione è conosciuta e predisposta da Dio. Il testo offre una bella illustrazione di...

(I.) Pietà personale. "Cornelio era un uomo pio e temeva Dio". Un uomo devoto ora è uno che è devoto al servizio e all'adorazione di Dio. Questa parola sembra in origine, tuttavia, che avesse il significato di riflessivo, serio e incline alla riverenza. Cornelio non aveva trovato "la perla di grande valore", "l'unica cosa necessaria", ma era un ricercatore fervoro, orante e, secondo la sua luce, sinceramente pio. La Parola di Dio-l. Sottolinea la necessità della pietà personale. Afferma innanzitutto che "tutti abbiamo peccato e siamo privi della gloria di Dio"; e poi, "che senza santità nessuno può vedere il Signore". Gesù disse: "Se non vi convertite", ecc

(2.) Spiega la natura della pietà personale: un cambiamento di cuore che porta a un cambiamento di vita. La pietà è somiglianza con Dio, nel pensiero, nello spirito e nella vita: "Se uno è in Cristo, è una nuova creatura", ecc. È possibile osservare le forme esteriori della religione senza sperimentare il suo potere salvifico, e avere un nome per vivere, ma per essere morti. La conoscenza, la liberalità, la morale, la preghiera, non possono salvarci. "Se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio."

(II.) Pietà domestica. "Con tutta la sua casa." Non ci viene detto quanti membri contenesse, né se fossero vecchi o giovani; ma ci viene detto che temevano Dio. Cornelio non solo rinunciò all'idolatria, ma insegnò ai suoi figli a rinunciarvi. Se vogliamo che i nostri figli si donino a Cristo, dobbiamo aprire la strada. L'esempio è meglio del precetto. La pietà domestica aggiunge molto... l. Per il comfort generale della cerchia familiare. Nelle case più ordinate ci possono essere molte cose che disturbano la pace e mettono a dura prova l'umore, ma dove l'atmosfera domestica è pervasa da uno spirito devoto, ci sarà una gentilezza di parola e una tenerezza di spirito che alleggeriranno i fardelli della vita

(2.) Al benessere spirituale della cerchia familiare. La "maledizione del Signore è nella casa degli empi"; ma "il Signore benedice la dimora dei giusti". Il povero può non apprezzare le prelibatezze che si trovano sulla tavola del ricco, o i quadri che adornano le sue pareti; ma "la benedizione del Signore rende ricche, e non vi aggiunge alcun dolore". Non siamo forse più preoccupati per la cultura mentale e lo status sociale dei nostri figli che per la loro crescita spirituale? Le nostre preghiere non vanno forse da una parte e la nostra vita da un'altra?

(III.) Pietà pratica. "Egli ha fatto molte elemosine al popolo e ha pregato Dio del continuo". Non è ogni servo che ha una buona parola per il suo padrone. Se c'è qualche difetto nel carattere di un uomo, nessuno può scoprirlo prima del suo servo. Ma il servo di Cornelio dice: «Il suo padrone è un uomo giusto, che teme Dio e di cui gode una buona reputazione fra tutte le nazioni dei Giudei». 1. La vera pietà si manifesta

(1) In azioni generose. Questa non era una religione parlante, ma splendente. Gli Ebrei non suonavano la tromba, ma la sua luce risplendeva, come la luce di un faro, lontano sopra il mare agitato della vita. La vera pietà deve riferirsi. La benevolenza è uno dei frutti naturali della pietà. "Religione pura e incontaminata davanti a Dio", ecc

(2) In uno spirito di preghiera. Questa combinazione è molto bella. Lavoro e adorazione; professione ed esercitazione; grazia e generosità. (J. T. Woodhouse. Il carattere di Cornelio, il primo Gentile convertito alla fede di Cristo: - Sebbene sembrasse bene a Dio Onnipotente, sotto l'antica dispensazione, separare per Sé un popolo particolare, e farsi conoscere da loro in modo meraviglioso, gli Ebrei diedero frequenti indizi che questa conoscenza doveva, nella pienezza dei tempi, essere estesa anche ai Gentili. In questo episodio, nella conversione di Cornelio, vediamo l'ascesa di quel possente torrente che ha versato le sue acque sanative su una così grande parte del mondo civilizzato, adempiendo nel suo corso la predizione del profeta evangelico: "Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, quelli che abitano nel paese dell'ombra della morte, su di loro ha risplenduto" (Isaia 9:2)

(I.) Il personaggio di Cornelio. Ebrei è introdotto nel testo come un soldato romano, un centurione, un ufficiale di notevole rango e distinzione, nella coorte o reggimento chiamato banda italiana, acquartierato a Cesarea. Gli Ebrei erano stati pagani, ma per grazia di Dio erano stati liberati dal vano e idolatrico culto degli dèi del suo paese per servire il Dio vero e vivente. Come o in che modo questo cambiamento sia stato effettuato, non lo sappiamo con certezza. Non è improbabile che, in conseguenza della sua residenza in Giudea, le scritture dell'Antico Testamento gli fossero cadute davanti, ed egli fosse stato indotto a studiarle con uno spirito privo di pregiudizi e disposto a insegnare, e si fosse convinto che gli dèi dei pagani non erano dèi, e che il Dio degli Ebrei d'Israele era il vero e unico Dio. Ebrei 101 viene presentato come "uno che temeva Dio con tutta la sua casa". E questo deve sempre essere il risultato di un onesto timore o riverenza verso Dio, tratto dalla Parola di Dio, e operato dallo Spirito di Dio. È l'"inizio della saggezza": lavora nella mente dell'individuo per produrre convinzione. Ma la convinzione, una volta prodotta, non si ferma all'individuo; lo spinge a esercitare la sua influenza a beneficio di altri, e specialmente di quelli della sua stessa famiglia; e, se abbiamo ragione nella nostra congettura che fu dalle Sacre Scritture che il centurione conobbe il Dio d'Israele, non c'è dubbio che queste stesse Scritture sarebbero state impiegate da lui come mezzo per istruire coloro che lo circondavano. Se tu, come Cornelio, temi Dio, non hai paura di trascurare la Sua Parola? Lasciate che vi esorti a radunare i vostri figli e i membri della vostra casa almeno una volta al giorno, e a leggere ad alta voce qualche parte di quel benedetto Libro, e poi concludere con alcune parole di supplica. Ma di Cornelio, la cui condotta ci suggerisce queste osservazioni, si dice che egli "pregava Dio sempre". Può darsi che, mentre vi esorto almeno una volta al giorno a riunire le vostre famiglie per pochi minuti per leggere la Parola di Vita, voi avete trovato scuse nei vostri molteplici impegni, e avete detto dentro di voi: "È impossibile, è assolutamente impossibile: a quest'ora devo essere in un posto simile, e in questo o quel momento fare queste e quelle cose: è del tutto impossibile". Ascoltami, se fosse davvero e veramente impossibile, Dio potrebbe eventualmente accettare le scuse che hai inscenato. Ma qui sorge spontanea la domanda: Cornelio, riguardo al quale è scritto che "pregava sempre Dio", non aveva avuto impegni? Se egli, un soldato romano, incaricato di comandare almeno un centinaio di uomini e di comunicare continuamente con le autorità di Roma riguardo alla condotta degli ebrei refrattari, in quel momento soggetti all'imperatore suo padrone, non aveva nulla da fare? Non avrebbe potuto trovare facilmente delle scuse? Ma come potrebbe, ci si può chiedere, se così occupato, come potrebbe pregare Dio sempre? Ascoltatemi mentre mi sforzo di fornire la risposta. Gli Ebrei temevano Dio, sentivano con riverenza e gratitudine la Sua misericordia nel farsi conoscere da Lui; e temeva che, se lasciato un istante a se stesso, potesse, prima o poi, ricadere nel suo precedente stato di idolatria e paganesimo; ed era suo scopo, quindi, vivere in un costante spirito di preghiera, in modo che il fuoco potesse sempre ardere sull'altare del suo cuore: i suoi stessi doveri erano adempiuti in modo tale e la sua mente regolata con tanta cura dalla continua meditazione e dai rapporti con il suo Amico celeste, che non era esagerato dire di lui: "Gli ebrei pregavano Dio sempre". Cornelio era un soldato, una professione, generalmente ma troppo frettolosamente, ritenuta sfavorevole alla crescita della grazia nel cuore. Indubbiamente alcune chiamate sembrano, per loro stessa natura, offrire maggiori opportunità di mezzi di grazia e di associazione con i cari figli di Dio rispetto ad altre: ma direi, in generale, che lo stato di tutti gli altri più sfavorevole alla pietà vitale è uno stato di ozio e di inattività. Dio ci assegna dei doveri; ed è, sono grato di essere in grado di affermare per vasta esperienza personale e osservazione, del tutto possibile occuparsene diligentemente, e tuttavia coltivare diligentemente gli interessi supremi dell'anima immortale; anzi, di più, in modo da compiere le cose temporali affinché possano servire al conseguimento delle cose eterne. In questa visione dell'argomento, rimaniamo un momento per vedere che cosa gli insegnerebbe la professione di Cornelio. In primo luogo, quindi, la sua professione avrebbe insegnato a colui che pregava sempre Dio, la fedeltà al suo sovrano terreno, che gli aveva affidato la sorveglianza di quella parte dell'impero romano; e così gli si rammenterebbe la fedeltà e l'integrità che doveva al suo Signore celeste, alla sua anima propria e agli interessi di coloro che formavano la sua casa. Inoltre, la sua professione, la cui stessa vita è la vigilanza, suggerirebbe la necessità di una continua vigilanza, affinché "l'avversario, che va in giro a cercare chi possa divorare", "ottenga un vantaggio su di lui". Menzionerò solo un'altra lezione che egli avrebbe imparato, a cui si riferisce in termini precisi l'apostolo nel versetto 2; Timoteo II. 4: "Nessuno che fa guerra si immischia negli affari di questa vita; affinché possa piacere a colui che lo ha chiamato ad essere un soldato". Sedersi liberamente su tutte le questioni terrene. Potrei proseguire il pensiero: e se ciascuno di voi mi dicesse quali sono le occupazioni a cui Dio vi ha chiamati, se siete uno a cui Dio ha affidato la responsabilità della ricchezza e dell'influenza; che tu sia avvocato, medico, studente, uomo d'affari, meccanico, ancella o domestico, non sarebbe difficile capire davanti a te come ogni particolare settore della tua vocazione terrena possa essere subordinato alla crescita di qualche grazia spirituale, e suggerire l'esercizio di quello stato d'animo benedetto che possedeva Cornelio, che "pregava Dio del continuo". Ma il soldato romano non si limitò al suo privilegio di preghiera; né era solo vigilante, come si conveniva a lui. Perciò non ci sorprende quindi trovare scritto di lui che "fece molta elemosina". Gli Ebrei scoprirono una disposizione liberale nell'alleviare le angosce dei poveri, così come un particolare fervore d'animo verso Dio grazie alla costanza e alla devozione delle sue preghiere. La sua benevolenza e la sua pietà erano intimamente connesse, e riflettevano un lustro l'una sull'altra. Coloro che chiedono sempre, e ricevono costantemente, non mancheranno di comunicare continuamente. Di questo esemplare soldato sono registrati altri particolari che posso solo dare un'occhiata superficiale. Nel trentesimo leggiamo che fu "mentre digiunava" che "l'uomo in vesti sgargianti si presentò davanti a lui"; nel versetto ventiduesimo che era un uomo giusto e "di buona reputazione fra tutta la nazione dei Giudei"; e questo nonostante l'odio che nutrivano verso i Romani, di cui era servo Cornelio; si era comportato così giustamente, si era tenuto così "immacolato lontano dal mondo", che Dio gli aveva dato favore ai loro occhi, e si diceva bene di lui "fra tutta la nazione dei Giudei". Com'è bello e coerente il suo carattere agli occhi dell'uomo! Non c'è un'ombra su di esso che ne offuschi la lucentezza

(II.) Le ragioni per cui fu scelto dal mondo pagano come il primo convertito alla fede di un Redentore crocifisso. Alcuni hanno pensato che "fosse vano per noi cercare la ragione per cui egli ha ottenuto questa onorevole preferenza", e si sono accontentati di riflettere che "Dio distribuisce i suoi favori come piace agli ebrei". Questo è davvero vero: "Ebrei non rende conto di nessuna delle sue cose" (versetto Giobbe 33:13); ma penso che si possa dedurre una ragione dalla storia stessa, cioè che "tale era il suo carattere amabile prima della sua straordinaria chiamata, che sembrava meno propenso di molti altri a offendere i pregiudizi degli ebrei". Non credo che questo sia sufficiente. Penso che i fatti del caso forniscano una ragione più probabile e istruttiva. C'era bisogno di qualcosa di più nei consigli di Geova di questo luminoso e allungato catalogo di doni e grazie. Che cosa! L'uomo che sta esemplificando nel suo cammino e nella sua conversazione quotidiana una quantità di eccellenza così vicina alla perfezione che non c'è, forse, alcun carattere meramente umano nel Nuovo Testamento che la superi: ha bisogno che gli si "dicano parole per mezzo delle quali lui e tutta la sua casa possano essere salvati"? e non ci sarà salvezza per loro fuori? È proprio così. La Parola che afferma il bisogno ci informa di ciò di cui Cornelio aveva bisogno, e che tutti hanno bisogno di conoscere bene come lui. Lo troverete nel discorso rivolto da Pietro a Cornelio e ai "suoi parenti e amici più prossimi", che la sua pietà aveva convocato in quell'occasione. Parlando loro di "Gesù di Nazaret" - di Colui "che Dio ha unto con lo Spirito Santo e con potenza" - l'apostolo dice, al quarantatreesimo del capitolo da cui è tratto il nostro testo: "A lui rendi testimonianza tutti i profeti, che per mezzo del suo nome chiunque crede in lui riceverà la remissione dei peccati". Queste erano le parole con le quali lui e tutta la sua casa dovevano essere salvati: queste erano le "cose" che "Dio" aveva "comandato" di "udire". Questi erano i fondamenti della dispensazione cristiana

(III.) A questo punto dobbiamo cercare di trarre dall'intero argomento alcune istruzioni pratiche, che possano essere benedette per noi attraverso l'influenza benevola dello Spirito Santo che scese su tutti coloro che udirono la parola dell'apostolo. E in primo luogo, coloro che, come Cornelio, sono giusti, devoti, devoti, liberali, abnegati e di buona reputazione tra il popolo, sappiano con certezza che sono peccatori come lo era Cornelio, e hanno bisogno di imparare, se non hanno ancora imparato, "parole per le quali devono essere salvati". Tutte le loro virtù sono inadeguate a cancellare un solo peccato. Bisogna confessare che il caso del soldato romano, di cui abbiamo considerato il carattere, è molto forte; ma se il punto di vista che ho assunto su di esso è corretto, sembrerebbe che sia stato scelto per porre l'ascia alla radice di ogni ipocrisia, di ogni considerazione e dipendenza dalle opere come fondamento dell'accettazione degli uomini davanti a Dio. Ma non c'è nessuno, d'altra parte, che professi di aver afferrato Cristo, di credere in Lui, di dipendere da Lui solo, che rifiuti il merito delle buone opere; non c'è nessuno di questi che sia ancora negligente nell'"adornare in ogni cosa la dottrina di Dio, loro Salvatore", nel loro temperamento, nella loro moderazione, nella loro libertà dall'egoismo? che possiedono ben poco dell'energia e della benevolenza, dello spirito caritatevole, orante e stimabile di Cornelio? Se ce ne sono tra noi, che essi, tutti noi, siamo stimolati dall'esempio del romano convertito a una maggiore fedeltà, vigilanza, diligenza e amore. (G. Spence, D.C.L.Cornelio , monumento dell'onnipotenza della grazia: Elenile, un romano, un soldato, un centurione: tutte barriere, si potrebbe pensare, alla grazia divina; ma essa le attraversa tutte. (K. Gerok.) Cornelio il cercatore di verità:

(I.) Il ritratto scritturale del suo personaggio

(1.) Ebrei era devoto; egli riveriva l'Essere Supremo. Poteva fare questo come un sincero pagano; e in questo i pii pagani di tutti i paesi possono far arrossire l'uomo irreligioso nei paesi cristiani

(2.) Ebrei era timorato di Dio. Il suo carattere non è stato costruito su una mera filosofia materialistica che fa scaturire ogni virtù dall'interesse personale

(3.) La sua influenza si faceva sentire in tutta la sua famiglia. La religione di un uomo che non influisce sulla sua famiglia è una cosa molto debole, sentimentale, che non vale la pena di avere. La religione di Cornelio rendeva devoti i suoi stessi soldati

(4.) In lui c'era una felice mescolanza di pietà soggettiva e di bontà oggettiva

(1) Gli Ebrei "pregavano", non solo la preghiera istintiva della natura, né la preghiera sentimentale del naturalista. Il suo era il grido intelligente di un'anima personale a un Dio personale. E questo non in un momento di angoscia, come fa l'ateo terrorizzato la cui paura domina il suo credo; ma "sempre", abitualmente. Qui Cornelio rimprovera l'uomo senza preghiera

(2) Gli Ebrei "diedero molte elemosine", non solo ai suoi parenti e amici, il limite della benevolenza di molti uomini, ma agli Ebrei disprezzati. Ci sono molti la cui religione è tutto respiro e niente pane. La preghiera della fede e il dono dell'amore, come le due ali di un uccello, portano il peso del cuore fino al seno dell'Infinito, e ritornano come una colomba bianca di pace, con una nuova benedizione e una forza divina. L'elemosina di Cornelio non aveva alcun merito in se stessa; ma, come indice del desiderio e dello scopo del cuore, erano accettevoli a Dio

(5.) Ebrei era sincero, una parola che significa senza cera, e originariamente si applicava al miele puro. Applicato all'uomo, indica il puro miele del desiderio e dello scopo onesti, senza la cera dell'autoinganno, del pregiudizio o dell'orgoglio. Dio ama l'uomo vero e sincero, anche se la sua testa è avvolta da nuvole di errore e di dubbio

(6.) Ebrei era un onesto ricercatore della verità. Il paganesimo non lo aveva soddisfatto; Vagava per le sale dei filosofi, ma la visione della verità non giungeva ai suoi occhi stanchi. Con nostalgia del cuore era fuggito verso il giudaismo, e nella sua visione più chiara di Dio si era rallegrato; ma anche lì non si era riposato, perché sentiva che la rivelazione non era piena. Così attese e anelò alla visione compiuta come i viaggiatori sulle montagne guardano e aspettano il sorgere del sole

(7.) Gli ebrei erano suscettibili e ricettivi. Ci sono molti uomini, insoddisfatti delle vecchie formule e dei dogmi, che si definiscono ricercatori della verità e progressisti, che tuttavia non hanno nel loro cuore alcuna porta aperta per la verità. Ci sono molti, come Pilato, il cui intelletto grida: Che cos'è la verità? ma le cui anime non hanno occhio per percepirlo, e non lo accolgono. Cornelio lo gridò, lo acclamò, e perciò fu condotto dall'angelo nel bel regno della verità, fino ai suoi misteri più profondi, fino alle sue altezze scintillanti

(II.) I rapporti di Dio con lui

(1.) Cornelio stava pregando quando vide un angelo, che disse: "Cornelio, le tue preghiere e le tue elemosine", ecc. Questa fu la risposta di Dio alla preghiera di quel pensatore devoto e sincero, e ovunque Dio cerca l'anima che lo cerca

(2.) Ma l'angelo non predica il vangelo a Cornelio. Nessun angelo ha mai predicato Cristo da quel primo annuncio del Suo avvento. L'uomo predica al suo fratello uomo: il peccatore salvato, al peccatore perduto. A Pietro sarà dato l'illustre onore di raccogliere in questo primo frutto gentile la Chiesa cristiana. Ma anche lui non è preparato per una missione così grande, e ci volle un miracolo per indurlo ad aprire la porta all'ingresso dei Gentili. Il pregiudizio è uno spirito maligno che non si allontana facilmente dalla mente umana. Appena l'intera Chiesa è ancora libera dalla sua perniciosa influenza. Non ci sono oggi alte mura che circondano parti della Chiesa, al di fuori delle quali si crede che non ci sia salvezza? Ognuno a suo modo, il radicale, lo scettico, il libero religioso e l'agnostico è allo stesso modo lo schiavo bigotto del pregiudizio. Diamo ascolto a questo rimprovero divino di tutte le distinzioni non scritturali nel regno di Cristo. Qual è la loro base? Ricchezza, posizione sociale, colore e altre sciocche linee di demarcazione

(3.) Mentre Pietro esitava, arrivarono i messaggeri di Cornelio, e Pietro tornò con loro, si arrese all'insegnamento celeste, dichiarando: "Di verità", ecc. E predicarono Gesù; lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udirono, i quali furono immediatamente ricevuti nella Chiesa

(III.) La grande lezione riguardante la sufficienza dell'eccellenza morale per il carattere individuale, o della religione naturale per la razza. Siamo sinceri

(1.) Dio attribuisce un valore all'eccellenza morale. Le buone opere che scaturiscono da giusti motivi sono buone ai Suoi occhi, e nulla si guadagna, ma molto si perde, quando gli insegnanti cristiani parlano in modo troppo sprezzante delle virtù morali. Che ci sia o non ci sia un aldilà, è molto meglio essere morali che immorali

(2.) La vera eccellenza morale è un fondamento importante e pieno di speranza su cui costruire. Non è una questione di sorpresa che gli uomini siano alienati se si trovano classificati tra i criminali senza una parola di qualificazione. Diamo dunque una giusta stima al carattere morale e alle buone opere. Il religioso fuorviato dice: "Buono a nulla"; il moralista dice: "Buono per tutto"; Dio dice: "Buono secondo lo spirito che li guida". 3. È importante che l'intera questione sia compresa meglio. L'accusa di insegnare una religione che non riconosce pienamente il valore della moralità è una diffamazione contro il cristianesimo. La sola religione cristiana contiene un sistema morale assolutamente perfetto, inseparabilmente connesso con i suoi fatti e le sue dottrine. E dovunque il cristianesimo è stato fedelmente presentato, il più alto tipo di carattere è stato il suo frutto infallibile. Eppure è del tutto possibile che l'elemento morale sia a volte meno enfatizzato di quello spirituale. Ma la religione di Cristo non è responsabile di tale confusione di idee, o di fallimento nell'applicazione dell'etica cristiana. Non è solo un vangelo di grazia, ma un vangelo di carattere. Riconosce tutto ciò che c'è di buono nell'uomo, ma nel cercare il suo più alto sviluppo gli ordina di guardarsi dal fidarsi del proprio cuore ingannevole e dal cercare di edificare il suo carattere sulle fondamenta sabbiose dell'ipocrisia

(4.) Ma non c'è nulla in questa narrazione che provi che la semplice moralità sia tutto ciò di cui un uomo ha bisogno per essere adatto al cielo, e che la religione della natura sia del tutto sufficiente

(1) Cornelio non era un semplice moralista; Non dipendeva dalle buone opere. Gli ebrei ricevettero il vangelo sotto l'influenza del primo sermone evangelico che egli abbia mai ascoltato

(2) La storia ci insegna che anche il carattere di quest'uomo non era sufficiente nel suo stato naturale e poteva trovare completezza solo in Cristo. Se la sua condizione e il suo carattere fossero tutto ciò che si poteva desiderare, perché Dio non lo lasciò così com'era? Questo, quindi, è il pensiero principale che sta alla base di tutto questo argomento. Non c'è completezza di carattere, di felicità, di vita, al di fuori di Cristo. Ammetti che tu sia completamente morale, non è meglio essere anche Cristo? E se d'inverno dite: "L'aria è frizzante e tonificante, il focolare è allegro; Non voglio un clima migliore di questo"? Ti chiuderai in casa quando arriverà la primavera? (C. H. Payne, D.D.Sir Thomas Abney era abituato a fare la preghiera familiare a una certa ora. Hebrews fu nominato Lord Mayor di Londra. Essendo la sua ora di preghiera familiare un po' più o meno all'ora del banchetto, pregò di essere scusato per un po', perché aveva un impegno urgente con un amico speciale. Allora gli Ebrei andarono e chiamò la sua famiglia per incontrarsi con Dio in preghiera. Fai lo stesso; Se anche un banchetto dovesse abbattersi su di te, lascia la tavola per l'altare, e i tuoi ospiti per il tuo Dio. (C. H. Spurgeon.) Cornelio, il cercatore di verità:

(I.) Il suo carattere. Ebrei non era un semplice moralista

(1.) Gli ebrei hanno agito secondo la luce che aveva, cosa che il moralista non fa

(2.) La sua moralità era solo la prova esteriore della sua devozione

(3.) Gli ebrei non dipendevano dalle sue buone opere, ma cercavano qualcosa di meglio

(4.) Gli ebrei abbracciarono Cristo quando gli furono rivelati

(5.) Gli ebrei impressionarono gli altri con la sua devozione

(II.) L'interesse celeste per lui. Lo dimostrano gli angeli, che partecipano attivamente all'opera di recupero dell'uomo. Questo interesse si vede

1.) Nella loro minuziosa conoscenza delle nostre circostanze. Cornelio menzionato per nome, e Pietro, e la città, la casa, la situazione, l'oste tutti indicati

(2.) Nella loro gioia per i peccatori pentiti

(3.) Nel loro ministero durante l'intera carriera degli eredi della salvezza. Quindi gli angeli sono i nostri esempi

(III.) La sua guida umana. Pietro piuttosto che l'angelo

(1.) Questo è il piano di Dio. L'uomo e l'uomo impiegato solo per profetizzare, dare notizie divine, per essere veicolo della manifestazione di Cristo

(2.) La salvezza è un'opera pratica. Abbiamo bisogno dell'illustrazione vivente di una vita umana. Abbiamo bisogno non solo di un insegnante, ma di un testimone; uno che può verificare per esperienza

(3.) Essa ridonda di più alla gloria di Dio e del cristianesimo. La grandezza del risultato è accentuata dalla debolezza dello strumento

(4.) Conferisce onore e promuove l'unità tra gli uomini. Il lavoro più importante riservato agli uomini

(IV.) Gli ostacoli rimossi dalla sua strada. C'erano grandi barriere di razza, di rango, di cultura, ecc., ma tutte furono abbattute (J. G. Hughes.) Cornelio, o grazia operante oltre il limite della Chiesa visibile:

(I.) L'operato della provvidenza redentrice è molteplice e complesso. Paolo si è convertito e viene addestrato per il suo lavoro futuro. Pietro riceve una visione destinata a rompere l'esclusività. Cornelio riceve istruzioni divine di mandare a chiamare l'apostolo. Ognuno viene fatto separatamente e a chilometri di distanza. Eppure la potenza divina e la sapienza 51 uniscono, e ne traggono la sottomissione dell'impero romano a Cristo e la creazione dell'Europa moderna. Quanto dipendeva da questi tre uomini, estranei l'uno all'altro!

(II.) La grazia divina opera al di là della Chiesa visibile. Cornelio un uomo buono secondo la sua luce. Riverente e caritatevole, due segni inequivocabili della religione. Non un proselito, ma non considerato comune o impuro. Entrati nel regno di Cristo senza passare per la porta ebraica. Molti come Cornelio a Roma e in Grecia, e ora in India, in Cina, ecc

(III.) I limiti e l'insufficienza della religione naturale. La preghiera e l'elemosina di Cornelio salirono come memoriale a Dio; ma questi non erano sufficienti, altrimenti non gli sarebbe stato ordinato di mandare a chiamare Pietro. Ma la fedeltà alla luce della natura ha portato alla rivelazione cristiana

(1.) Un avvertimento contro l'indifferenza latitudinaria. Non c'è alcun fondamento per credere nella sufficienza della luce naturale

(2.) L'abbattimento degli impedimenti naturali al progresso del vangelo. "In ogni nazione". 3. Ecco il terreno della speranza per l'umanità

(4.) Ecco il carattere essenziale delle disposizioni del vangelo. "Non c'è nessun altro nome", ecc. (Preacher's Monthly.) Cornelio: un modello per i volontari:

1.) Quanto spesso gli ufficiali romani sono onorevolmente menzionati nelle Scritture. "Non sono degno che Tu venga sotto il mio tetto", ecc., era l'umile linguaggio di uno di loro. "Veramente quest'uomo era il Figlio di Dio!" gridò un altro, mentre assisteva alla Crocifissione. Com'è stato umano e prudente il capitano in capo che ha salvato San Paolo dalla flagellazione e dal tradimento; o il centurione che salvò tutti i prigionieri dall'esecuzione a Melita, per assicurare la vita a San Paolo! La dice lunga sulla disciplina dell'esercito romano il fatto che uomini di tale umanità e intelligenza siano stati promossi a posti di autorità, e spiega in parte i meravigliosi successi di quella meravigliosa nazione; mentre, ancora, testimonia la potenza del cristianesimo, che gli uomini così tanto contrari ad esso dovrebbero essere indotti ad ammirare coloro in cui è stato visto in modo più evidente. Guardate ora, però, questo centurione menzionato nel testo. Voi, che vi siete offerti volontari per imbracciare la spada in difesa del vostro paese, potete ben contemplare l'immagine di questo buon soldato di Cesare e di Cristo

(2.) Nota il suo coraggio. Alcuni dicono che il cristianesimo e il coraggio non possono coesistere. Sciocchezza! Il cristiano è l'unico uomo coraggioso che esista. Gli uomini empi sono i codardi! Perché così tanti non entrano mai nella casa di Dio, né fanno professione di religione? Perché si vergognano di essere derisi con il titolo di santi o cristiani. Non è così, Cornelio. Ebrei era valoroso come soldato che serviva sotto le aquile romane. Anche Ebrei fu coraggioso, quando mostrò la sua ansia di arruolarsi sotto la bandiera della Croce! 3. Ebrei era anche coraggioso dal punto di vista religioso, poiché è descritto come "un uomo pio e che temeva Dio". In questo periodo Ebrei si trovava in uno stato d'animo molto interessante. Gli ebrei erano venuti da Roma adoratori di falsi dèi. Mentre era in Giudea, sembra che si sia convinto che il paganesimo fosse sbagliato; e, nella ricerca della verità, fu probabilmente influenzato dalle azioni dei devoti tra i Giudei di Cesarea. Anche gli ebrei divennero "devoti". Come rimprovera i chiacchieroni negligenti dell'Inghilterra cristiana, le cui labbra sono spesso disinvolte per il giuramento e pronte per lo scherzo immorale! 4. La ghianda contiene la quercia e l'eroe può essere spesso scoperto nella recluta. È bello notare nel centurione il germe primitivo che aveva bisogno solo della luce più piena del Vangelo per portarlo a maturazione. Questo "uomo devoto" già "temeva Dio". Ci vorrebbe più coraggio morale di quello che molti che sono stati arruolati sotto la bandiera di Cristo, per poter dire: "Temo Dio". È una nobile testimonianza quando un uomo può "abbattere" la scena dell'ilarità atea e lo sciocco scherno dello schernitore con una tale nobile confessione

(5.) E ora osservate una prova ancora più eloquente della realtà dell'opera che si stava svolgendo nell'anima di quell'uomo! Cornelio, se fosse stato ipocrita, avrebbe potuto nascondere il fatto ai suoi soldati e ai suoi vicini; ma difficilmente avrebbe avuto successo con la sua famiglia. Che testimonianza è per questo nobile centurione, che non era solo nella sua famiglia, mentre dichiarava il suo credo in Geova come il Signore Dio del cielo e della terra! "Gli Ebrei temevano Dio con tutta la sua casa". Può essere una delle principali cause per cui abbiamo così pochi esemplari di religione familiare completa che la coerenza che adornava questo centurione non si trova nei professori moderni

(6.) E c'è ancora un'altra testimonianza della sua sincerità. È consuetudine per gli ufficiali scegliere i loro assistenti e servitori tra i soldati del loro reggimento. Cornelio lo fece, e quando gli fu ordinato di mandare a chiamare Pietro, a chi poteva rivolgersi come ambasciatore per un'impresa così importante? Non racconta forse che non ha trovato alcun tipo di difficoltà? Gli ebrei potevano guardare a casa e trovare persone il cui carattere era adatto a partire, sì, e anche nelle file dei suoi uomini (Versetto CAPITOLO 7)

(7.) Si noti inoltre con quanta eccellenza quest'uomo che cerca la verità si sforzasse di vivere secondo la sua professione. Gli ebrei "facevano molta elemosina al popolo". La vera religione è un'energia attiva e vivente che vi influenza in ogni vostro procedimento. Impone atti di abnegazione; E in questo elenco di azioni di abnegazione c'è l'atto dell'elemosina. 8. Anche "le tue preghiere"! Ricordo quando era considerato un atto da soldato imprecare con passione. Fortunatamente quel giorno è finito; Ma non è ancora arrivato il giorno in cui un soldato in preghiera, o in verità un civile in preghiera, non sia esposto occasionalmente al disprezzo e alla derisione per la sua pietà. Conclusione: Tu che ti sei fatto avanti così nobilmente, quando la tua regina e la tua patria erano in pericolo, miri a rivaleggiare con il Romano in coraggio, e bada di non essere superato da lui nel cuore della tua pietà e nella tua confessione di Cristo. (G. Venables, M.A.) La conversione di un brav'uomo (x. 24) :-

(I.) La Parola di Dio tratta tutti gli uomini come se avessero bisogno di essere "salvati". È interessante notare come il linguaggio cambi man mano che la storia va avanti. Nella sua visione Cornelio viene informato che Pietro "ti dirà quello che devi fare" (Versetto CAPITOLO x. 6). Quando l'uomo arriva a raccontarlo agli altri, lo cita così: "Chi, quando verrà, ti parlerà" (CAPITOLO x. 32). Ma Simone dichiara che ciò che era stato mandato a fare era di riferire a Cornelio parole con le quali lui e tutta la sua casa potevano essere "salvati" (CAPITOLO xi. 14). Diventa evidente, quindi, che questo centurione era ancora un uomo non salvato. E questo vale la pena notarlo, quando guardiamo al suo carattere

(1.) Ebrei era un uomo completamente religioso (2)

(2.) Ebrei era in preghiera. Questa è una grande felicità che nella Nuova Revisione cambia la nostra espressione addomesticata in: "Stavo celebrando l'ora nona di preghiera in casa mia" (Versetto 30). È probabile che Cornelio pregasse regolarmente in famiglia

(3.) Per due volte, inoltre, si afferma che era generoso nelle beneficenze

(4.) Ebrei era un uomo utile. Ne viene fuori un fatto che è per molti aspetti più impressionante a causa della sua forma ingenua. I suoi servi e inservienti erano religiosi. Si potrebbe congetturare che Cornelio avesse avuto qualcosa a che fare con l'addestramento di queste persone

(5.) Ebrei godeva di buona reputazione tra i suoi vicini (Versetto 22). Di cosa si potrebbe aver bisogno di più? Eppure l'ispirata Parola di Dio dichiara qui che Cornelio non fu "salvato".

(II.) La Parola di Dio ci fa capire che tutti gli uomini possono essere "salvati". Simon Pietro viene inviato con l'incarico di salvare Cornelio. Pensate, per un momento, alle disabilità di quest'uomo. Se dovessimo dubitare della possibilità di qualcuno, dovremmo dubitare della sua

(1.) Ebrei era un pagano dall'Italia all'inizio

(2.) Ebrei era un soldato. La sua vita quotidiana lo portava a stare costantemente nelle caserme e tra i seguaci di una legione di creature libere e senza casa le cui vite erano inclini ad essere immorali. Tuttavia, dobbiamo essere onesti: ci sono quattro centurioni menzionati nel Nuovo Testamento, e ognuno di loro ha lasciato dietro di sé una testimonianza molto lodevole. Gesù lodò uno di loro per la sua straordinaria fede (Versetti Matteo 8:10). Uno di loro rese testimonianza alla divinità del Signore Gesù sulla Croce (Marco 15:39). Uno di loro fu di grande aiuto e conforto all'apostolo Paolo in quello che fu quasi il punto più basso delle sue fortune (Atti 27:3). E questo è il quarto, e lui si vede sicuramente bene. Ma la guerra è un mestiere duro; La pietà nella vita militare è pietosamente come un fiore alpino che si spinge verso l'alto nella neve e cerca di sbocciare su una roccia accanto a un ghiacciaio. E così è tanto più bello quanto più riesce nel suo scopo puro

(3.) Cornelio era un funzionario governativo. Quell'esercito di possesso era in un certo senso politico. È sempre naturale che lo spirito di autorità generi arroganza; e la vera pietà richiede invariabilmente umiltà e carità. È un dato di fatto che ora si sa che la Palestina in quei giorni era un focolaio di corruzione; gli ufficiali romani opprimevano e spennavano senza pietà gli abitanti conquistati. Tutto questo era contro Cornelio: un tempo era un pagano, un militare, un politico. Ma è edificante apprendere che anche lui poteva essere "salvato"(34, 35)

(III.) La Parola di Dio prescrive le condizioni perché ogni uomo sia "salvato". 1. Le due condizioni che Simon Pietro pone chiaramente sono la fede (CAPITOLO x. 43) e il pentimento (CAPITOLO xi. 18). C'è una voluminosità nella sua argomentazione che lo rende abbastanza chiaro

(2.) È di inestimabile vantaggio per ogni insegnante del vangelo abbandonare tutte le altre dipendenze, e fare affidamento solo sul vangelo puro per la conversione delle anime. È manifestamente del più alto momento che Simon Pietro sia stato intelligentemente informato, e ora umilmente posseduto, delle dottrine della grazia. Non vediamo come avrebbe potuto pronunciare il suo discorso e compiere il suo dovere quel giorno, se non avesse sentito esattamente ciò che il profeta Isaia disse una volta (Isaia 1, 4)

(IV.) La Parola di Dio stabilisce la conclusione che anche un uomo buono, se senza Cristo, non può essere "salvato". 1. Si può essere risvegliati nella coscienza, e tuttavia rimanere non salvati. Supponiamo che Cornelio fosse stato mortificato, ferito e diventato petulante, e così si fosse rifiutato di obbedire al comando dell'angelo! 2. Si può essere diligenti nella routine religiosa, e tuttavia rimanere non salvati. Come ci appare esemplare quest'uomo ora! 3. Uno può essere virtuoso nella sua vita e rimanere non salvato. Cornelio era "giusto" e "devoto"; ma gli "mancava" ancora. 4. Uno può essere considerato eccellente, eppure rimanere non salvato

(5.) Si può anche essere strumentali nel salvare gli altri, e tuttavia rimanere non salvati. Cornelio aveva ancora bisogno dell'intero vangelo. (C. S. Robinson, D.D.La conversione dei Gentili:

(I.) Ci sono tre capitoli drammatici della Bibbia che si distinguono per particolare risalto e significato. Prendere

1.) Genesi 1

Come nascono i mondi, e la luce si divide, e si compiono le disposizioni come se stesse per accadere un evento stupendo! Qualcosa sta per succedere! Il segreto è rivelato in queste parole, e Dio ha detto: "Facciamo l'uomo". 2. Matteo 1

Il primo della Genesi si trasformò in storia umana. Anche in questo caso c'è quel movimento, quell'urgenza e quella grande rapidità. La lettura del registro genealogico significa qualcosa. Il segreto è rivelato nell'affermazione che Gesù è nato per salvare il Suo popolo dai loro peccati

(3.) Atti 10

Che movimento, che sogno e visione e singolare combinazione di eventi! Avendo letto il primo della Genesi e il primo di Matteo, sento che tutte queste visioni e trance devono portare a qualcosa. Cos'è? Il segreto è rivelato in queste parole: "Dio non ha riguardo alla qualità delle persone", ecc. In tutti e tre i capitoli, quindi, trovo un risultato che spiega il processo e soddisfa l'immaginazione

(II.) Quali preparativi inconsci procedono nella vita! 1. Non possiamo dire cosa facciamo. Nessuna occasione è fine a se stessa. Non sappiamo cosa un giorno possa produrre, ma domani certamente produrrà il seme di oggi. Sappiate sempre che siete preparati per qualche problema Divino. La tua venuta in chiesa oggi potrebbe essere la tua forza! La presentazione di un amico questa mattina potrebbe cambiare ogni aspetto della tua storia futura! La tomba che hai scavato solo ieri potrebbe essere l'altare presso il quale è stata pronunciata la tua prima preghiera del cuore! 2. Quanto meravigliosamente Pietro fu preparato per questo meraviglioso risultato del proposito divino. Leggiamo in versetto il capitolo precedente, l'ultimo, che egli "si fermò molti giorni a Ioppe con un certo Simone conciatore". Ebrei è arrivato così lontano sulla strada dei Gentili. Un ebreo del temperamento di Pietro che potrebbe alloggiare presso un conciatore potrebbe domani andare a convertire un gentile. Dio fissa gli alloggi. Un antico rabbino disse: "È impossibile che il mondo possa fare a meno dei conciatori, ma guai a quell'uomo che è un conciatore". L'indirizzo è dato: "la cui casa è in riva al mare". Il motivo è che gli ebrei non volevano avere concerie nelle città. Se un uomo si sposava senza dire alla sua sposa che era un conciatore, lei poteva immediatamente chiedere la liberazione. La legge che prevedeva che la vedova senza figli dovesse sposare il fratello di un marito defunto era stata annullata nel caso in cui quel fratello fosse un conciatore. Vedete, dunque, quanto ostinati erano i pregiudizi contro l'abbronzatura, eppure leggiamo come se non si trattasse di un principio straordinario che Pietro "si fermò molti giorni con un certo Simone conciatore". Significa tutto, c'è una rivoluzione in queste parole. Questo crea una breccia nel muro, sostenuta dalle tradizioni di generazioni, una breccia che si allargherà fino a quando tutto cadrà, e l'uomo ovunque acclama l'uomo come fratello! 3. Il punto da osservare è quanto inconsciamente gli uomini vengano preparati per comunicazioni più elevate e servizi più ampi. Dio ci guida passo dopo passo. Non saltiamo alle conclusioni nella Divina Provvidenza. Andiamo avanti un passo alla volta, e non sappiamo mai fino a quando non arriviamo all'ultimo passo, e scopriamo che non è che un passo. Questa è la via di Dio. Ecco come Ebrei 6 addestra, cari figli, per l'ultimo passo che ora chiamiamo morte. Ora, in questa mattina presto della tua vita, non vuoi morire. Ma a poco a poco, giorno dopo giorno, sofferenza dopo sofferenza, prova dopo prova, perdita dopo perdita, verrà un momento in cui anche tu dirai: "Ho il desiderio di andarmene". Dio ci tratta così gradualmente e dolcemente. A volte le sue provvidenze sembrano brusche e persino violente, ma in realtà si muovono lungo una gradazione stabilita e regolata dall'amore più tenero. Le cose che oggi ti sono impossibili saranno i luoghi comuni di domani. Non si parla subito all'uomo più lontano; Ma tu parli con l'uomo che ti sta accanto, e poi con quello che ti segue, e così, un uomo alla volta, vai avanti finché la distanza è superata e colui che una volta era lontano è stato avvicinato! Su questo processo quotidiano e inevitabile poggia la vostra fiducia che il pregiudizio della specie più ostinata sarà abbattuto, e un giorno sapremo che ogni terra è casa e ogni uomo è fratello!

(III.) Quali misteriose combinazioni di esperienze ed eventi si verificano continuamente

(1.) Cornelio vide in visione un angelo. Pietro cadde in trance e udì una voce. Questa è la nostra vita quotidiana. Non possiamo essere chiusi ai quattro angoli di un materialismo volgare. Dio ha ancora su di noi il regno misterioso dei sogni. Perché chiedersi se i sogni si avvereranno, quando i sogni sono veri? Avresti dovuto parlare all'angelo e dire: "Che c'è, Signore?". Avresti dovuto anche contraddire l'angelo e dire: "Non è così, Signore", e allora ne sarebbe seguita un'ulteriore conversazione. Invece continui a dormire e la mattina chiedi se i sogni si avverano! Hai avuto la tua occasione e l'hai persa. La notte è piena di folla. Nelle infinite gallerie della notte gli angeli camminano, visitando l'amato di Dio. I sogni che hai causato non sono i sogni di cui stiamo parlando ora. L'incubo fisico è una cosa, la visione spirituale è un'altra

(2.) Ma anche a prescindere dal ministero della notte, nei nostri sogni diurni abbiamo eventi sufficientemente misteriosi spiritualmente da ispirare l'immaginazione religiosa. «Com'è strano», diciamo, «che sia stato così». Com'è straordinario che le nostre lettere si siano incrociate". Ebbene, proprio nel momento in cui stavo facendo questo, devi essere venuto da me! Che singolare!" Questo è un modo irreligioso di parlare della storia umana e delle questioni divine. Voglio purificare la mia vita da tutti i semplici incidenti, e sentire che il mio sedermi e il mio alzarmi, e il mio uscire, il mio entrare sono questioni importanti in cielo, che i capelli della mia testa sono tutti contati! Perché siamo piccoli la nostra esperienza e la spogliamo di tutto ciò che potrebbe dare nobiltà, allargamento e apocalisse alla nostra natura più alta? Sia piuttosto mio dire che la visione veniva dal cielo e che un angelo mi parlò, piuttosto che volgarizzare l'universo e non trovare in esso nulla che io non possa segnare con semplici cifre

(IV.) Qui abbiamo una legge superiore che ne inghiotte una inferiore: "Dio mi ha mostrato che non devo chiamare alcun uomo impuro o impuro". Ci vuole Dio per mostrarlo ad alcuni uomini. Questa è niente di meno che una rivelazione divina: vedere l'uomo dentro la creatura. Vedo i vestiti poveri, il corpo trasandato: c'è qualcosa dietro! Vedo la ruvidità, la maleducazione: c'è qualcosa dietro. Un uomo! La folla mormorante riguardo a Zaccheo disse: "Cristo è entrato per essere ospite di un peccatore". Ma Gesù chiamò il peccatore "figlio di Abraamo". Signore, apri i nostri occhi perché ci vediamo gli uni gli altri! Il cristianesimo è venuto a divorare e assorbire tutte le nostre piccole leggi e a sottoporci a una legislazione più nobile. Cristo disse: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?" E rivolgendosi ai suoi discepoli, gli Ebrei dissero: «Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me madre, sorella e fratello». Siamo sotto l'idea sciocca che un uomo sia un fratello perché siamo nati dalla stessa madre. Niente del genere. Potrebbe non esserci straniero più grande nell'universo di colui che è nato dalla stessa madre. Sono fratelli che sono uno nell'anima, uno nella convinzione, uno nella speranza! (J. Parker, D.D. La guida provvidenziale della Chiesa: - La conversione dei Gentili non era un'idea nuova per gli Ebrei o i Cristiani, ma era stata universalmente considerata come avvenuta attraverso la loro ricezione nell'Ebraismo. Un vangelo degli incirconcisi, tuttavia, cominciò presto ad essere riconosciuto da alcuni. Stefano, mettendo in pratica i principi della propria apologia, non poteva non riconoscerla, e i missionari cipriani e cirenei del CAPITOLO XI. 20 predicarono la Parola ai puri pagani, certamente prima della conversione di Cornelio. Questo stato di cose potrebbe aver dato origine a uno scisma permanente nella Chiesa. Gli ellenisti, e forse Saulo, con la sua missione definita verso i Gentili, avrebbero potuto formare un partito, e gli Ebrei, con Pietro alla loro testa, l'altro. Ma come osserva Neander: L'influenza perniciosa con cui fin dall'inizio i pregiudizi egoistici e unilaterali della natura umana minacciarono l'opera divina fu contrastata dall'influenza superiore dello Spirito Santo, che non permise alle differenze degli uomini di raggiungere un tale punto di antagonismo, ma permise loro di mantenere l'unità nella varietà. Riconosciamo la sapienza impeditiva di Dio - che, pur dando spazio al libero arbitrio dell'uomo, sa come interporre la Sua rivelazione immediata proprio nel momento in cui è necessaria per il successo dell'opera divina - notando che quando gli apostoli avevano bisogno di questo più ampio sviluppo della loro conoscenza cristiana per l'esercizio della loro vocazione, e quando la sua mancanza sarebbe stata estremamente dannosa, in quel preciso momento, per una notevole coincidenza della rivelazione interiore con una catena di circostanze esteriori, l'illuminazione fino ad allora mancante fu impartita. (Dean Alford.La preparazione soprannaturale: - Consisteva in una comunicazione miracolosa -

(I.) A Cornelio. Ci volle una speciale interposizione divina per preparare nel mondo dei Gentili un uditorio per un sermone evangelico, e una si verificò nel caso di questo soldato pagano. Un angelo

1.) Gli ho fatto visita

(1) La forma era umana. I pittori e i poeti mettono le ali agli angeli, la Bibbia no

(2) L'aspetto era spaventoso. Il sentimentale può parlare della bellezza degli angeli, ma per il peccatore la loro manifestazione è sempre legata al terrore

(2.) Lo incoraggiò (Versetto 4)

(1) La bontà genuina include la pietà e la filantropia

(2) Le virtù degli uomini buoni sono riconosciute in cielo. Cosa c'è di più incoraggiante di questo? 3. Lo ha diretto ( Versetto 5 ). Perché non gli dici tu stesso che cosa devi fare, spirito angelico? Perché il vangelo deve essere predicato dagli uomini, non dagli angeli. La comunicazione soprannaturale risponde alla fine. Cornelio è pronto a obbedire. Ciò che Abramo è per i santi ebrei, Cornelio lo è per i cristiani gentili, il primo chiamato miracolosamente da Dio, il padre morale della grande famiglia. La preparazione del cuore per ricevere il Vangelo è un'opera del Signore. Quando il Grande Agricoltore preparerà il terreno, il seme germoglierà

(II.) A Pietro. Osservate-l. Le sue circostanze

(1) Il suo esercizio spirituale. Gli ebrei erano appena stati impiegati nella preghiera. Gli ebrei che vogliono vedere il cielo aperto devono pregare

(2) Il suo stato fisico: affamato. Perciò l'anima e il corpo erano bramosi, l'uno di comunicazioni da Dio, l'altro di cibo

(3) Il suo stato mentale: in trance, uno stato di totale astrazione da tutti gli oggetti esterni. Poi arrivò la visione. C'era una connessione naturale tra la sua fame e le creature che vedeva. Nelle rivelazioni di Dio l'essere umano gioca spesso un ruolo cospicuo. La visione era simbolica. Il vaso può denotare la creazione umana contenente Ebrei e Gentili: la sua discesa dal cielo è l'uguale origine divina di entrambi; il comando di uccidere e mangiare, l'avvento di una dispensa per annullare tutto ciò che era cerimoniale e ristretto nell'ebraismo. La visione insegna: (a) L'origine divina della razza. "Tutti delusi" dal cielo. Ogni nascita è un'emanazione divina. Non c'è nulla di nuovo se non le anime. (b) Le grandi diversità della razza. "In ogni modo", ecc. Grandi sono le distinzioni tra gli uomini: fisiche, mentali e morali; eppure tutto viene dal cielo. (c) I cerimonialismi che dividono la razza. Devono essere uccisi dagli apostoli del cristianesimo

(2.) Il suo forte antagonismo con lo scopo di questa meravigliosa visione (Versetto Versetto 14). Il fatto che la visione si fosse verificata tre volte indicava chiaramente quanto fossero potenti le sue antipatie religiose

(3.) L'agente provvidenziale con cui questo antagonismo è stato rimosso. Mentre Pietro era in dubbio, proprio a quel punto arrivarono gli emissari del centurione. Se il nostro dubbio è sincero, come lo fu quello di Pietro, la Provvidenza manderà un interprete. (D. Thomas, D.D.)

4.) Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite in memoria davanti a Dio.-Preghiere ed elemosine:-

I. La congiunzione delle elemosine con la preghiera. Cornelio si unì a loro, e perciò è lodato per "un uomo pio e che temeva Dio", e Dio li accettò benignamente. Perciò il nostro Salvatore (Matteo 6:1-5) unisce insieme i precetti dell'elemosina e della preghiera. Era anche l'ordinanza della Chiesa ai tempi degli apostoli, che il primo giorno della settimana, che era il tempo della preghiera pubblica, dovesse essere anche il tempo dell'elemosina (1Corinzi 16:1). La quale istituzione sembra derivare dal comandamento di Dio nella legge ripetuta due volte (Esodo 23:15 ; Deuteronomio 16:16). La Chiesa Primitiva dopo gli apostoli ha seguito lo stesso precedente, e la nostra Chiesa Riformata chiede a Dio "di accettare la nostra elemosina e di ricevere le nostre preghiere".

(II.) Il potere e l'efficacia che la preghiera e l'elemosina hanno con Dio. Si dice che Dio si ricordi delle nostre preghiere quando gli Ebrei le concedono, delle nostre elemosine e delle nostre buone azioni quando gli Ebrei le ricompensano, o, in una parola, quando gli Ebrei rispondono a una di esse con una benedizione; come, al contrario, si dice che Ebrei si ricordi dell'iniquità quando gli Ebrei mandano un giudizio per essa (1Samuele 1:19 ; Neemia 5:19). l. Preghiera. Che cos'è che la preghiera non ha ottenuto? Ha chiuso e aperto il cielo e ha fatto tacere il sole e la luna. È la chiave che apre tutti i tesori di Dio. Per le benedizioni spirituali, vediamo che Cornelio è stato ottenuto in tal modo l'illuminazione e l'istruzione nella verità salvifica di Dio (vedi Giacomo 1:5 ; Geremia 31:18-20 ; Salmi 32:5, 6). La preghiera ottiene anche benedizioni corporali. Quando il cielo fu chiuso e non piovve, Elia pregò per la pioggia, ed essa piovve. Anna pregò per avere un figlio maschio e concepì. Se siamo malati, "la preghiera della fede guarirà i malati". Neemia pregò di poter trovare favore agli occhi del re Artaserse (Neemia 1:11), e lo trovò (ii. 4). Ma qualcuno dirà: Se la preghiera ha una tale potenza ed efficacia, come mai molti uomini anche pii spesso pregano e non si affrettano? Rispondo

(1) Non preghiamo nemmeno come dovremmo: (a) Non preghiamo di cuore o costantemente (Luca 18:1). (b) Non ci affidiamo a Dio (Giacomo 1:6). (c) Non facciamo della gloria di Dio il fine di ciò che chiediamo (Giacomo 4:3). (d) Possiamo chiedere qualcosa che vada oltre la regola della Divina provvidenza e giustizia

(2) Siamo indisposti al fatto che Dio esaudisca la nostra richiesta. (a) Quando un peccato di cui non si è pentito giace alla porta e tiene fuori la benedizione di Dio (Salmi 50:16 ; Proverbi 28:9 ; Gios. vii. 10-12). Oppure-(b) Ci presentiamo davanti al Signore vuoti; non mandiamo preghiere ed elemosine insieme, come fece Cornelio; Dovremmo avere due corde al nostro arco quando ne abbiamo solo una. Infatti, come possiamo pensare che Dio ci esaudisca nel nostro bisogno, quando distogliamo il nostro volto dal nostro fratello nel suo bisogno?

(3) Aggiungete a tutti questi motivi di dispiacere un motivo di favore, perché chiediamo ciò che Ebrei sa che sarebbe dannoso per noi. Come, quindi, una moglie e un padre amorevole non daranno a suo figlio un coltello o qualche altra cosa dannosa, anche se non gli grida mai tanto per questo: così Dio tratta i Suoi figli

(4) Inoltre, dobbiamo sapere e credere che Dio ascolta spesso le nostre preghiere quando pensiamo che non lo faccia. (a) Quando Ebrei cambia i mezzi, ma porta il fine, desideriamo che passi un'altra via (2Corinzi 12:7-9). (b) Quando Ebrei lo rimanda a qualche altro tempo in cui Ebrei pensa meglio (Daniele 9:1 ; 2Cronache 36:22 ; Apocalisse 6:10, 11). (c) Quando Ebrei 101 dà al suo posto qualcosa che è altrettanto buono o migliore

(2.) Elemosina. Non solo la tua preghiera, dice l'angelo, ma anche le tue elemosine sono salite in ricordo. Poiché l'elemosina è una specie di preghiera, cioè una preghiera visibile, e tale che prevale con forza presso Dio per una benedizione come qualsiasi altra (Salmi 41:1-3 ; Proverbi 19:17, xxviii. 27, xi. 25; Ecclesiaste 11:1). Questi sono per le benedizioni corporali e di questa vita. Ma ascoltate anche le benedizioni spirituali e quelle della vita futura (Salmi 112:9 ; Luca 16:9 ; 1Timoteo 6:17 ; Matteo 25:34, 35)

(III.) Le ragioni per cui Dio le richiede, e perché Gli sono così gradite: quali ragioni, quando saranno conosciute, saranno anche forti motivi

(1.) Preghiera. Le ragioni per cui Dio richiede questo sono queste

(1) Affinché possiamo riconoscere la proprietà che Ebrei ha nei doni che Ebrei 101 concede: altrimenti dimenticheremmo in quale possesso li deteniamo

(2) Affinché potessimo conoscere Dio (Giobbe 22:21). Ora la conoscenza, lo sappiamo, cresce tra gli uomini conversando insieme. Così, abituandoci a parlare con Dio nella preghiera, lo conosciamo

(3) Affinché i nostri cuori siano messi in ordine. Perché venire spesso alla presenza di Dio genera un santo timore reverenziale, e ci fa ricordare i nostri peccati con dolore. Gli uomini hanno paura di offendere coloro alla cui presenza devono spesso venire a chiedere e a chiedere favori; e se hanno offeso, la prima cosa che faranno sarà quella di chiedere la grazia

(2.) Elemosina. Dobbiamo offrire l'elemosina

(1) Testimoniare il nostro riconoscimento di chi abbiamo ricevuto e di chi teniamo ciò che abbiamo. Poiché, come con la preghiera chiediamo alle creature di Dio prima di poterle godere; così, quando li abbiamo, c'è un altro omaggio dovuto per loro, cioè di ringraziamento, senza il quale l'uso della creatura che Dio ci dà è impuro e illecito per noi (1; Timoteo iv. 4). Ora il nostro rendimento di grazie a Dio deve esprimersi nell'opera e nell'azione; cioè, dobbiamo dargli una rendita e un tributo di ciò di cui godiamo con il Suo favore e la Sua benedizione; che se non lo facciamo, perdiamo il nostro mandato. Questa rendita è duplice: o quella che viene offerta a Dio per il mantenimento del Suo culto e dei Suoi ministri; o quello che si dà per il sollievo dei poveri, degli orfani e delle vedove, che si chiama elemosina

(2) Affinché non dimentichiamo Dio (Matteo 6:19, 20; Luca 12:33). Il giusto male dell'abbondanza è dimenticare Dio e la nostra dipendenza da Lui, il cui rimedio più genuino e naturale è pagargli una rendita di ciò che abbiamo. (J. Mede.) Preghiera ed elemosina:

(I.) Preghiera. l. La sua natura: l'ascesa della mente a Dio. Quando l'anima mette da parte i pensieri di tutte le altre cose e conversa solo con Dio, allora prega

(1) Quando parliamo a una Maestà così gloriosa, dovremmo iniziare confessando la nostra indegnità (Esdra 9:6-9 ; Salmi 51:1-5 ; Daniele 9:3-5)

(2) E come dobbiamo confessare i nostri peccati, così dobbiamo implorare misericordia

(3) E come dobbiamo desiderare da Dio ciò che vogliamo, così dobbiamo lodarlo per ciò che abbiamo (Salmi 107:8)

(2.) I motivi per cui è gradito a Dio

(1) Pregando ci avviciniamo il più possibile al fine principale della nostra creazione, che era quello di godere della comunione con Dio

(2) Con la presente riconosciamo la Sua supremazia e la Sua correttezza nel mondo, rendendo omaggio e tributo di ringraziamento ogni giorno

(3) Specialmente gli diamo la gloria dovuta al Suo Nome, che è il Suo fine ultimo, e dovrebbe essere di tutte le nostre azioni (Salmi 50:23, xxiv. 1)

(3.) Come eseguirlo in modo accettabile

(1) Dovete sapere che è un dovere di quel peso e di quel momento che non deve essere intrapreso senza la dovuta preparazione in anticipo. (a) Metti da parte tutti i pensieri terreni. (b) Pensate a voi stessi delle misericordie per le quali dovreste pregare e di quelle per le quali dovreste rendere grazie. (c) Possedete i vostri cuori con il senso dell'eccellenza trascendente di Dio

(2) Essendovi così preparati, mettetevi all'opera stessa: e mentre pregate - (a) Ricordate ciò che state facendo e comportatevi con quella riverenza che si addice alle creature peccaminose (Ebrei 12:28, 29). (b) Assicurati di osservare il consiglio del saggio (Ecclesiaste 5:2 ; Isaia 66:1 ; Genesi 18:27-32). (c) Abbi molta cura di tenere insieme i tuoi pensieri e i tuoi affetti (1Corinzi 14:15). (d) Pregate con fede, non desiderando altro che nel nome di Cristo (Giovanni 16:23)

(3) Dopo la preghiera - affinché possa essere accettata ed esaudita - (a) Raccoglietevi e considerate i peccati che avete confessato per poterli evitare, e quali misericordie avete implorato per poterli aspettare (Marco 11:24 ; Giacomo 1:5, 6). (b) Confida in Cristo per l'accettazione e la risposta alle tue preghiere (Marco 11 24)

(4.) I suoi vantaggi

(1) Tali solenni discorsi all'Altissimo raffineranno e amplieranno le vostre concezioni di Lui, e così Lo conoscerete sempre di più, e in Cristo e attraverso di voi stessi vi ingraziate con Lui (Giobbe 22:21)

(2) Questo sarà anche un ottimo mezzo per mantenere i nostri cuori in un continuo timore reverenziale nei suoi confronti

(3) Questo è il modo più potente per prevenire tutto il male e assicurare tutto il bene. Se ci manca la sapienza, possiamo ottenerla mediante la preghiera (Giacomo 1:5). Se siamo malati, mediante la preghiera possiamo essere guariti (Giacomo 5:15). Se i nostri peccati sono molti e grandi, con la preghiera possono essere perdonati (Salmi 32:5, 6). Se le nostre grazie sono deboli, con la preghiera possono essere rafforzate (2Corinzi 12:8, 9)

(II.) Elefazione

(1.) La natura di questo dovere - il provvedere alle necessità degli altri al massimo delle nostre forze, qualunque esse siano - nutrire gli affamati, vestire gli ignudi, visitare i malati, soccorrere gli afflitti, essere gentili e liberali con tutti

(2.) La sua ragionevolezza

(1) Dio, come Ebrei è il Creatore, così Ebrei è il Proprietario di tutte le cose, e quindi non possiamo avere nulla se non ciò che riceviamo da Lui. Ebrei è il padrone di casa, tu il suo affittuario, ed Ebrei richiede che tu gli paghi l'affitto per essere impiegato nel suo servizio immediato, oppure per il sollievo dei suoi servi più poveri (Matteo 26:11)

(2) Ebrei ha imposto questo dovere di renderti sempre consapevole dei tuoi obblighi verso di Lui. Una confluenza di godimenti terreni è atta a farci dimenticare Lui (Osea 13:6 ; Deuteronomio 32:15-18). Quindi Agur temeva le ricchezze (Proverbi 30:8, 9)

(3) Dio richiede questo dovere perché questo è il mezzo con cui gli Ebrei hanno provveduto alle persone che sono prive di altri alimenti (Malachia 3:8 ; Proverbi 3:27). Vedendo, quindi, che Dio ha strettamente richiesto questo dovere, e poiché ci sono tali ragioni per esso, non può che essere accettabile per Lui, e la sua negligenza dispiace. Ciò che facciamo ai poveri Ebrei lo considera come fatto a Lui stesso (Matteo 25:40-45 ; Proverbi 14:31)

(3.) Il modo in cui deve essere eseguito

(1) Puramente per obbedienza a Dio, per amore di Colui che per primo ha dato

(2) Universalmente, a tutti coloro che ne hanno bisogno, cioè non solo ai nostri amici, né solo quando siamo di buon umore, o ci si rivolge o si può ottenere credito

(3) Non con riluttanza (Deuteronomio 15:10 ; 2Corinzi 9:7 ; Romani 12:8 ; Atti 20:35)

(4) In proporzione a ciò che Dio ci ha dato (1Corinzi 16:2)

(5) Cordiali saluti, e non per ottenere applausi

(III.) La connessione tra i due. Entrambi salirono insieme in cielo. Non ci può essere vera pietà verso Dio che non sia accompagnata dalla carità verso il prossimo. Questo vale per tutti gli atti di pietà. Nessun uomo può temere, onorare, obbedire o confidare in Dio se non è gentile con il suo fratello. Per quanto riguarda il suo atto principale - la preghiera - l'insegnamento della Scrittura è chiaro che non sarà accettato se separato dall'elemosina. Quindi Cristo unisce i due (Matteo 6:1-6), e Paolo (1Corinzi 16:1, 2), e Mosè (Esodo 23:15 ; Deuteronomio 16:16, 17). (Bp. Beveridge.) Preghiera ed elemosina:

1.) L 'elemosina è il correlativo delle preghiere, rami di un tronco comune: la legge morale, che ingiunge l'amore a Dio e l'amore all'uomo. L'uomo che prega veramente compie il primo ramo; l'efficace e fervente preghiera del giusto, quale fu Cornelio, è l'espressione del dovere dell'uomo verso Dio. È chiamato "incenso" in parte perché raggiunge il Trono della Grazia, come l'incenso si libra verso il cielo; in parte dalla sua fragranza spirituale e accettabilità. E l'uomo che agisce nel vero spirito dell'elemosina adempie ugualmente il secondo ramo. L'atto passa oltre il nostro vicino; si presenta davanti a Dio come un memoriale e trova anche nell'incenso fragrante e svettante il suo emblema scritturale (Filippesi 4:18)

(2.) Così la preghiera e l'elemosina sono coordinate, il che da solo conferisce un valore a quest'ultima. Ne siamo stati sospettosi come se avessimo sentito un suono legale invece di una vera moneta del vangelo, un mezzo di giustificazione per mezzo della legge, invece della fede in Cristo. Ma l'elemosina non deve essere un'opera di merito umano più della preghiera. Nessuno dei due può giustificare il peccatore; questa è la prerogativa dell'espiazione di Cristo. Ma entrambi "salgono per commemorare dinanzi a Dio" quando vengono offerti con fede, anche con una fede imperfetta come quella di Cornelio

(3.) Ma come non è ogni cosiddetta preghiera, così non è ogni elemosina di cui questa può essere predicata. In entrambi i casi l'atto si è distaccato dallo spirito che solo può renderlo accettabile. La preghiera viene compiuta semplicemente perché la coscienza o gli usi della società lo esigono. E le elemosine vengono estorte con riluttanza, con la sensazione che qualsiasi richiesta per esse sia un'importunità di cui ci libereremmo volentieri. In tali casi nessuno dei due è accettabile

(4.) Se l'uno o l'altro deve presentarsi come un memoriale davanti a Dio, deve essere offerto non per un impulso casuale, la semplice ispirazione di un momento felice, ma per principio. Per quanto riguarda la preghiera, questo è riconosciuto. Nessuno pensa di aver assolto il suo dovere se non ha pregato sistematicamente. Nessuno poteva soddisfare la propria coscienza elevando il proprio cuore a Dio solo quando si trovava in una cornice felice. Perché... (l) Il dovere che è lasciato a una stagione conveniente è sicuro di non trovare nessuna stagione conveniente: colui che è incline a rimandare la navigazione fino a quando il vento, il tempo e la marea sono tutti a suo favore, è incline a finire per non navigare affatto

(2) La preghiera non è semplicemente un dovere dell'anima individuale, ma un atto di omaggio a Dio: perciò essa deve essere offerta sistematicamente. Tutto ciò è ammesso per quanto riguarda la preghiera, ma per quanto riguarda l'elemosina, quanto è diverso il punto di vista generalmente assunto. Invece di riconoscere che una certa parte del suo reddito è dovuta a Dio, il cristiano moderno si abbandona per la maggior parte agli appelli, e aiuta questi obiettivi solo quando le sue simpatie sono suscitate. Un sermone di carità suscita un interesse benevolo, o ci sono casi di disagio noti personalmente, ed egli risponde senza la minima idea della proporzione che la sua elemosina ha rispetto alle sue risorse

(5.) L'elemosina moderna, essendo quindi per la maggior parte il risultato di un impulso piuttosto che di un principio, si è adattata ai sentimenti della maggioranza. Il denaro deve essere ottenuto per la benevolenza; e poiché non si può avere per principio, deve essere ottenuto facendo appello alla sensibilità, o anche con metodi più discutibili. Gli incentivi a dare sono offerti dall'oratoria appariscente dell'assemblea pubblica, dalla poca dissipazione del bazar o dal lusso del pranzo pubblico. La forma meno discutibile è il sermone di beneficenza. Ma anche questo non è il vero modo. Se il livello del sentimento e della pratica cristiana assomiglia a quello dei primi tempi, ciò non sarebbe necessario (1; Corinzi xvi. 1). La Chiesa primitiva agiva in base a questo precetto, e una traccia della loro pratica si trova in quell'ufficio della Santa Comunione chiamato offertorio. Nel corso della liturgia, o servizio della comunione, la congregazione faceva offerte di denaro, cibo o vestiario, che andavano rispettivamente ai poveri, al vescovo, alla fabbrica della chiesa e al clero subordinato. Il Crisostomo ci dice che i cristiani non entravano mai in chiesa senza fare l'elemosina; Le menti dei nostri padri erano così profondamente impregnate del legame tra l'elemosina e la preghiera. Ora, senza imporre la stessa forma, possiamo sicuramente dire che il principio metodico è vincolante per sempre. 6. Tutto ciò che è necessario per questo è un po' di tempo, fatica e coraggio morale. Stabiliamo quale parte del nostro reddito è dovuta alle opere di pietà o di carità. La proporzione varierà in quanto viene sottratta da un reddito molto ristretto o molto grande; ma una volta stabilito questo, tutto ciò che segue può essere fatto con un piccolo dispendio di tempo. Viene aperto un conto privato che mostra da un lato tutte le nostre ricevute e dall'altro le nostre spese di beneficenza. Questo viene esaminato periodicamente, e se dovesse risultare che la spesa arriva alla proporzione che abbiamo determinato, bene e bene; se supera (un evento raro) l'eccesso può essere bilanciato da una riduzione; Se dovesse fallire, bisognerebbe fare un punto di coscienza per rimediare immediatamente. Se ognuno agisse in questo modo, le risorse delle opere di beneficenza meritevoli non verrebbero mai meno

(7.) Ma benefici di tipo molto più elevato deriverebbero al donatore. Contribuirebbe grandemente a quella pace della mente che è un elemento così essenziale del progresso spirituale. E ancora una volta, la stessa soddisfazione del processo porterebbe a un ulteriore progresso nella stessa direzione. Gli ebrei che hanno coscienziosamente dato un ventesimo quest'anno possono essere esortati a dare un decimo il prossimo. L'appetito per la liberalità cristiana crescerà quando sarà salutarmente indulgente invece di essere morbosamente stimolato. E quella miserabile sensazione che ogni nuovo appello sia un'esazione cesserebbe. 8. Le offerte fatte a Dio da questo tesoro, se fatte con fede nel Suo nome, sono rappresentate come memoriali di noi in cielo. Il bel gesto della donna nella casa di Simone fu ricompensato in modo simile. Desideri che il tuo nome sia conosciuto in cielo? Aspirate con devote preghiere e cercate Cristo con devota simpatia nei Suoi rappresentanti. Moltiplicate gli atti di fede e di amore, e questi manterranno vivo il vostro ricordo nella corte celeste, dove nessun ricordo è senza contraccambio. Cornelio fu ricompensato dalla visita di un angelo e di un apostolo, dalla buona novella e dal dono dello Spirito Santo. (Dean Goulburn.) Donare come atto di adorazione:

(I.) Che cos'è l'adorazione? 1. Sarà una risposta sufficiente dire che l'amore, la fede e l'obbedienza sono le grazie principalmente esercitate. Non possiamo adorare chi non amiamo, chi non crediamo o chi rifiutiamo di obbedire. Tutte queste grazie sono implicite nella lode, nel ringraziamento, nella confessione, nella supplica e nell'intercessione, e dove esistono abbiamo tutte le condizioni essenziali di un culto accettabile

(2.) Ma sono necessari atti esterni e condizioni interne. Sotto l'Antico Testamento l'offerta di sacrifici, ecc.; sotto il Nuovo, i sacramenti insieme ad altre forme che possono essere espressive di questo richiesto stato interiore

(3.) Affinché non possiamo nascondere la nostra luce sotto il moggio, affinché possiamo dare forma tangibile al nostro amore, alla nostra fede e alla nostra obbedienza; affinché Dio possa essere pubblicamente glorificato e che coloro che ci circondano possano essere beneficiati, siamo tenuti ad adorarlo nell'uso di forme esterne e visibili

(II.) Queste condizioni essenziali di adorazione si trovano mai nell'elemosina? Dare è l'espressione più naturale di queste grazie. Sono impliciti nella parola "memoriale", ciò che riporta alla memoria (Levitico 2:2-16). La stessa parola greca nella Settanta. Osserva: Tutto il dare non è adorazione. Se non è verso Dio, se fatto a malincuore, se fatto con basse concezioni del dovere, può essere offensivo

(III.) Vantaggi del dare come atto di culto

(1.) Eleva l'intero dipartimento del dovere cristiano a un livello superiore. Lo rimuove dalla regione dell'accattonaggio. Non tratta più Dio come se Ebrei fosse un Lazzaro in cerca delle briciole che altrimenti daremmo ai cani

(2.) Rende il servizio gioioso

(3.) Rende il dare un mezzo di grazia. (W. F. Beatty, D.D.Il venerabile Padre Sewall, del Maine, una volta entrò in una riunione a favore delle missioni estere, proprio mentre i raccoglitori delle contribuzioni stavano riprendendo i loro posti. Il presidente della riunione gli chiese di guidare la preghiera. Il vecchio signore si alzò, esitante, come se non avesse sentito la richiesta. Fu ripetuto a voce più alta; Ma non ci fu risposta. Si notò, tuttavia, che il signor Sewall stava frugando nelle sue tasche, e di lì a poco tirò fuori una moneta, che depositò nella cassetta delle contribuzioni. Il presidente, pensando di non essere stato capito, disse ad alta voce: «Non le ho chiesto di dare, padre Sewall; Ti ho chiesto di pregare". Oh, sì", rispose lui, "ti ho sentito, ma non posso pregare finché non ho dato qualcosa". (N. T. Aneddoti.Un diacono presbiteriano di colore aveva l'abitudine di chiudere gli occhi, mentre cantava con grande unzione: "Vola all'estero, potente vangelo!" e non vedere la targa delle contribuzioni. «Oh, sì!» disse il portatore di targhe; "Ma dai solo qualcosa per farlo volare".Preghiera e doni: - Un povero che aveva una famiglia numerosa diede loro un sostegno molto confortevole mentre era in salute. Ebrei si ruppe una gamba e rimase a letto per alcune settimane. Poiché per qualche tempo sarebbe stato privo dei mezzi della grazia, gli fu proposto di tenere una riunione di preghiera a casa sua. L'incontro è stato guidato dal diacono Brown. Un forte bussare alla porta interruppe la funzione. Un giovane alto, slanciato, vestito di blu, stava sulla porta con un pungolo in mano, e chiese di vedere il diacono Brown. «Papà non ha potuto partecipare a questa riunione», disse; "Ma egli ha mandato le sue preghiere, ed esse sono fuori nel carro". Furono portati sotto forma di patate, manzo, maiale e mais. L'incontro si sciolse senza la benedizione. Né il poveretto soffrì durante tutta la sua prigionia. Le preghiere sostanziali dei donatori sono diventate mezzi di grazia. (C. H. Spurgeon. S. Carlo Borromeo, il grande patrono dell'elemosina oziosa, venne qui (il palazzo e gli edifici ecclesiastici di Caprarolo) a vederla quando fu completata, e si lamentò che non fosse stato dato tanto denaro ai poveri. "Gliel'ho fatto avere tutto un po' alla volta", ha detto Alessandro Farnese, "ma gliel'ho fatto guadagnare con il sudore della fronte". (A. J. C. Hare.) Beneficenza, simile a Dio: - Assomiglia agli dèi in nulla tanto quanto nel fare il bene. (Cicerone.Una povera irlandese andò da un venerabile prete a Boston e gli chiese di inviare in Irlanda il suo aiuto per i malati di carestia. "Quanto puoi risparmiare?" chiese il prete. «Ho un centinaio di dollari da parte», disse, «e posso risparmiarli». Il prete ragionò con lei, dicendo che il suo dono era troppo grande per i suoi mezzi, ma lei era ferma nel suo proposito. Le avrebbe fatto bene sapere di aver aiutato; Poteva riposare più felice pensando alle povere famiglie che aveva salvato dalla fame e dalla morte. Il prete ricevette il suo denaro con gli occhi umidi. "Ora, come ti chiami?" chiese: "Che io possa farlo pubblicare". Il mio nome?" disse l'anima coraggiosa, contando il suo denaro; «Non dispiace, signore. Manda loro l'aiuto, e Dio conoscerà il mio nome".Un giorno un pover'uomo andò da Michele Feneberg, il pastore di Seeg, in Baviera, e pregò tre corone, per poter finire il suo viaggio. Era tutto ciò che Feneberg aveva; ma come lo supplicava ardentemente nel nome di Gesù, nel nome di Gesù lo diede. Subito dopo si trovò in grande bisogno esteriore e, non vedendo alcuna via di sollievo, pregò: "Signore, ti ho prestato tre corone; Tu non li hai ancora restituiti, e sai quanto ne ho bisogno. Signore, ti prego di restituirli". Lo stesso giorno portò un messaggero con una lettera di denaro, che Gossner, il suo assistente, gli porse dicendo: "Ecco, padre, quello che hai speso". Conteneva duecento scudi, cioè circa centocinquanta dollari, che il povero viaggiatore aveva chiesto a un ricco per il vicario; e il vecchio fanciullesco, gioiosamente stupito, esclamò: "Ah, Signore, non si osa chiederti nulla, perché subito fai vergognare tanto". (H. T. Williams.Come la luna mostra al mondo la sua luce che riceve dal sole, così noi dobbiamo elargire i benefici ricevuti da Dio a vantaggio del nostro prossimo. (Cawdray.)

9 CAPITOLO 10

Atti 10:9-16

L'indomani. Pietro salì sul tetto della casa per pregare.- Ritiro necessario per la preghiera: - Hai notato che se tutto il giorno non si bussa alla porta, ce ne sarà uno se ti ritiri a pregare? È saggio fare come dice il Salvatore: "Entra nella tua cameretta e, quando hai chiuso la porta, prega il Padre tuo che vede nel segreto". Chiudere la porta significa che dobbiamo cercare la segretezza e prevenire l'interruzione. Un ragazzino, che era abituato a passare ogni giorno un po' di tempo in preghiera, salì in un fienile, e quando saliva nel fienile tirava sempre su la scala dietro di sé. Qualcuno gli chiese perché lo facesse. Gli risposero gli Ebrei: «Poiché non c'è porta, io tiro su la scala». Oh, se potessimo sempre in qualche modo tagliare il legame tra la nostra anima e le cose intrusive che si nascondono sotto! C'è una storia raccontata su di me e su una persona, non ho mai saputo chi fosse, che desiderava vedermi un sabato sera, quando mi ero chiuso per prepararmi al sabato. Ebrei era molto grande e importante, così la cameriera venne a dire che qualcuno desiderava vedermi. Le dissi di dire che era mia regola non vedere nessuno a quell'ora. Allora fu ancora più importante e impressionante, e disse: "Dite al signor Spurgeon che un servitore del Signore Gesù Cristo desidera vederlo immediatamente". Il servo spaventato portò il messaggio; ma il mittente ci guadagnò ben poco, perché la mia risposta fu: "Digli che sono occupato con il suo padrone e non posso vedere i servi ora". (C. H. Spurgeon) La visione di Pietro:

1) Quando Cornelio, il Gentile, pregava in casa sua, era all'ora nona, l'ora della preghiera tra i Giudei; quando Pietro, il Giudeo, pregava, era all'ora sesta, cioè a mezzogiorno, che non era uno dei tempi stabiliti. Questo merita di essere notato che avvenne in un tempo in cui in questioni molto più grandi i Giudei stavano per diventare come i Gentili, i Gentili come i Giudei. Questo è il secondo esempio del grande onore reso alla preghiera. Un gentile che prega è la prima persona incirconcisa ammessa nella Chiesa cristiana. Un apostolo orante fu lo strumento impiegato per realizzare questa felice consumazione. E a ciascuno fu data la propria benedizione proprio nel momento in cui era nell'esercizio della preghiera. È bene che i cristiani abbiano orari fissi di preghiera; e sebbene non dovessero essere schiavi di tali ore, tuttavia senza una buona ragione non dovrebbero allontanarsene da esse. C'è nei nostri cuori una tale arretratezza nei confronti di un dovere così spirituale, che se non imponiamo alla nostra coscienza di osservare l'ora, il mondo ci troverà un altro impiego. Pietro osservava l'ora, e stava attento anche nella scelta del luogo per la preghiera: nel tempio alle ore stabilite, altre volte nella parte più adatta della casa. Ebrei offre in questo un esempio edificante. La casa di Dio è aperta a tutti: nei tempi stabiliti i ricchi e i poveri possono ripararvi; e, certamente, nel giorno del Signore, tutti, a meno che la distanza o la malattia non lo impediscano, dovrebbero offrire sia il loro sacrificio mattutino che quello serale. Per quanto riguarda la preghiera privata, molti non hanno il vantaggio di un appartamento privato. Ma gli uomini possono adattarsi alle circostanze. Il rumore disturba il sonno; ma gli uomini che vivono in mezzo al rumore possono dormire in mezzo ad esso come nella più tranquilla solitudine. E così un povero cristiano può pregare con molta raccoglienza in mezzo a interruzioni che sconvolgerebbero completamente gli altri, e ciò che la casa di un uomo non offre al campo aperto lo fa

(2.) Ma ovunque un uomo stia pregando, il grande punto è lasciare che la preghiera sia il suo unico affare, essere assorbito in essa. Pietro, mentre pregava, era in trance; il mondo gli era completamente precluso. L'uomo in preghiera deve avere i sensi, la memoria, l'immaginazione chiusi contro tutti gli altri oggetti, e deve conversare solo con Dio. Questo sarebbe il modo per vedere il cielo davvero aperto e benedizioni di ogni genere che discendono su di lui; Perché la preghiera è la chiave che apre il cielo, apre i suoi sacri tesori e fa scendere sul capo del supplicante i doni più ricchi della provvidenza e della grazia

(3.) Sì, ogni bene e ogni dono perfetto viene dall'alto, ecc. E la visione di Pietro offre una vivace illustrazione di questa verità. Se, invece di comprare ciò che sappiamo essere stato ucciso al macello, vedessimo un vaso scendere dal cielo, e se, dopo averne tratto ciò che era sufficiente per il nostro pasto, lo vedessimo di nuovo portato in cielo, sentiremmo che il cibo così dato è stato davvero mandato da Dio. Ma in tal caso la verità non sarebbe più certa di quanto lo sia ora. Da dove sono venute all'esistenza queste creature? Chi ha dato loro le proprietà che li rendono adatti alla carne? E chi mantiene le generazioni successive di loro di età in età? Per un certo periodo, e per rispondere a uno scopo particolare, fu imposta una grande restrizione a queste creature. Ma fin dall'inizio non fu così. La concessione a Noè è illimitata: "Ogni cosa che si muove e che vive sarà per te cibo, come ti ho dato ogni cosa all'erba verde". E ora che la legge con le sue cerimonie e le sue ordinanze carnali è abolita, a noi questa concessione originale è restituita in tutta la sua pienezza. Sappiamo che "ogni creatura di Dio è buona, e nulla può essere rifiutato se è accolta con rendimento di grazie, perché è santificata dalla parola di Dio e dalla preghiera". Oh, perché non santifichiamo così i nostri pasti? Farlo darebbe una dolcezza al cibo più umile ed esalterebbe i nostri pasti ordinari in mezzi di grazia. E certamente, quando tutte le cose ci saranno divenute lecite, e non ci saranno più restrizioni che quelle della carità e della temperanza, la nostra più grande libertà esige da noi un ringraziamento più abbondante. Ma l'eliminazione di ogni distinzione fra puro e impuro nelle carni è una questione di poco conto in paragone con l'eliminazione di ogni distinzione fra puro e impuro nelle persone. Gli ebrei consideravano tutti tranne se stessi impuri. Per rimuovere questo pregiudizio, la visione insegnava significativamente che Dio li aveva purificati, al fine di comprendere ciò dobbiamo capire due cose. Primo, che gli Ebrei 51 consideravano puri, adatti ad essere ricevuti nel patto. Ogni persona che nasce nel mondo è veramente impura, sia Giudeo che Gentile, perché non c'è differenza. Ma fino a quel momento Dio considerava puri i Giudei e ammetteva i loro figli nel Suo patto mediante la circoncisione, dando loro il sigillo della giustizia mediante la fede, mentre gli Ebrei dei Gentili erano considerati impuri, e tali non erano ammessi senza circoncisione. Ma ora gli uomini di ogni nazione erano considerati puri e potevano essere ricevuti nella Chiesa mediante il battesimo, professando la loro fede in Cristo; e i figli di tali genitori erano santi e sarebbero stati ammessi nella Chiesa cristiana mediante il battesimo. Ma il patto evangelico non solo purifica dall'impurità legale; Provvede anche alla purificazione interiore e all'incontro per l'eredità dei santi nella luce. (J. Fawcett, M.A.La visione di Pietro: - Il mondo ha avuto sette compleanni

(1.) La creazione

(2.) Il giorno del dispiegamento del proposito redentore

(3.) La chiamata di Abramo

(4.) Giorno di Natale

(5.) Giorno dell'Ascensione

(6.) Il giorno di Pentecoste

(7.) Il giorno che bandì le distinzioni di razza e credo e aprì il regno a tutti

(I.) La nuova rivelazione nei suoi modi e nel suo metodo

(1.) Pietro aveva cercato di ritirarsi per pregare. La preghiera ha un'influenza soggettiva. Le facoltà percettive sono affinate e stimolate. La forma fisica di Cristo fu trasfigurata

(2.) Dopo la preghiera c'era l'estasi. Intuizione vivificata dallo Spirito Santo. Equivale all'"apertura" degli occhi e delle orecchie. Non delirio o rapsodia. Gli uomini dovrebbero coltivare "la facoltà divina" e aspettarsi che lo Spirito "prenda le cose di Cristo e le mostri" (1Corinzi 2, 12, 13)

(II.) Il significato della visione

(1.) L'abrogazione della legge cerimoniale come obbligo vincolante (Romani 14:14, 17)

(2.) Le separazioni degli uomini non sono più lecite. La ristrettezza del vecchio giudaismo è contraria allo spirito onnicomprensivo della grazia evangelica. Nessuna classe deve essere favorita a spese di un'altra. Vengono quindi suggerite due grandi idee

(1) Quella della paternità divina

(2) Quella della fratellanza dell'uomo. (Preacher's Monthly. La visione petrina a Ioppe: - C'è qualcosa di molto riposante nell'immagine disegnata per noi di San Pietro in questa crisi. Non c'è nulla di quella fretta febbrile e di quell'irrequietezza che rendono alcuni bravi uomini e i loro metodi molto difficili per gli altri. San Pietro, infatti, non visse in un'epoca di telegrammi, cartoline e treni espressi, che tutti contribuiscono più o meno a quell'attività febbrile e irrequieta così caratteristica di quest'epoca. Ma anche se fosse vissuto in un tempo simile, sono sicuro che la sua fede in Dio lo avrebbe salvato da quella pignoleria, da quella vita di fretta perpetua, senza mai produrre alcun frutto duraturo, che vediamo in tanti moderni. Non c'è da meravigliarsi che la pignoleria di tali uomini sia infruttuosa, perché la loro natura è povera, superficiale, incolta, dove il loro seme germoglia rapidamente ma non produce frutti alla perfezione, perché non ha profondità di terra. Non c'è da meravigliarsi che San Pietro abbia parlato con potenza a Cesarea e sia riuscito ad aprire la porta della fede ai Gentili, perché si è preparato a compiere l'opera divina con la disciplina della meditazione, del pensiero e della conversazione spirituale con il suo Signore risorto

(I.) Il posto

(1.) Ioppe è stata fin dall'antichità il porto di Gerusalemme, e anche ora sta risorgendo in qualche modo alla sua antica grandezza commerciale, specialmente a causa del tardo sviluppo del commercio delle arance, per la cui produzione di frutta Giaffa o Giaffa è diventata famosa. Tremila anni fa Giaffa era il luogo preferito delle flotte fenicie (2Cronache, ii. 16). In un periodo successivo, quando Dio avrebbe mandato Giona in missione a Gentile Ninive, e quando Giona volle ostacolare i disegni misericordiosi di Dio verso il mondo esterno, il profeta fuggì a Giaffa e lì prese la nave. E ora di nuovo Giaffa diventa il rifugio di un altro profeta, che prova la stessa naturale esitazione nell'ammettere i Gentili alla misericordia di Dio, ma che, a differenza di Giona, dà il suo immediato assenso al messaggio celeste e trova pace e benedizione nei sentieri dell'obbedienza amorevole

(2.) Era con Simone, il conciatore di Ioppe, che San Pietro stava qui. I conciatori di pelli come classe erano disprezzati e relativamente emarginati tra gli ebrei. La concia era considerata un mestiere impuro, a causa del necessario contatto con i cadaveri che comportava. Eppure fu a casa di un conciatore che l'apostolo si diresse, e lì soggiornò per molti giorni, dimostrando che anche la mente di San Pietro si stava costantemente elevando al di sopra dei ristretti pregiudizi ebraici in quell'atmosfera più alta e più nobile dove aveva imparato al massimo grado che nessun uomo e nessun mestiere legale deve essere considerato comune o impuro

(II.) Il tempo. Ioppe è a trenta miglia da Cesarea. Le principali città costiere erano allora collegate da un'ottima strada. I messaggeri del centurione viaggiavano senza dubbio a cavallo, conducendo bestie di riserva per l'alloggio dell'apostolo. Meno di ventiquattr'ore dopo la loro partenza da Cesarea si avvicinarono a Giaffa, e fu allora che Dio rivelò i Suoi propositi al Suo servo prediletto. L'ora esatta può essere fissata. Cornelio vide l'angelo all'ora nona, quando "osservava l'ora di preghiera". Pietro ebbe la visione all'ora sesta, quando salì sul tetto della casa per pregare, secondo l'esempio del Salmista (Salmi 55:18). Evidentemente San Pietro era un attento osservatore di tutte le forme in cui si era svolta la sua formazione giovanile. Gli ebrei non cercarono, in nome della religione spirituale, di scartare queste antiche forme. Gli ebrei riconobbero il pericolo di una simile condotta. Le forme possono spesso tendere al formalismo a causa della debolezza della natura umana. Ma aiutano anche a conservare e custodire lo spirito delle antiche istituzioni in tempi di pigrizia e decadenza, finché lo Spirito dall'alto soffia di nuovo sulle ossa secche e impartisce nuova vita. San Pietro usò le forme dell'esteriorismo ebraico, impartendo loro un po' della sua intensa serietà, e il Signore pose il Suo sigillo di approvazione sulla sua azione rivelando gli scopi della Sua misericordia e del Suo amore al mondo dei Gentili all'ora di mezzogiorno della preghiera

(III.) La visione. Al semplice uomo di buon senso o alla semplice mente carnale la fame di San Pietro può sembrare una semplice operazione naturale, ma al credente devoto appare come divinamente pianificata in modo che una soddisfazione e una completezza spirituali possano essere impartite alla sua anima che brama inconsciamente una più piena conoscenza della volontà divina. E se la fame di San Pietro è stata assunta e incorporata nel piano divino di salvezza, possiamo essere certi che i nostri bisogni e le nostre prove non sfuggono all'occhio onnisciente di Colui che progetta tutta la nostra vita, stabilendo la fine fin dall'inizio. San Pietro aveva fame, e mentre il cibo si preparava cadde in trance, e poi la visione rispose nella sua forma alla fame che sentiva essere stata esaudita. Era finalmente giunta l'ora della manifestazione degli eterni propositi di Dio, in cui la sacra società avrebbe assunto i suoi privilegi universali e si sarebbe innalzata risplendente nel suo vero carattere di Santa Chiesa Cattolica di Dio, di cui il Tempio era stato un simbolo temporaneo e un pegno, una casa di preghiera per tutte le nazioni, la gioia di tutta la terra. la città del Gran Re, fino alla consumazione di tutte le cose. (G. T. Stokes, D.D.La visione di Pietro:

1.) "L'uomo non può ricevere nulla se non gli è dato dal cielo" (CAPITOLO, Cap. Giovanni, iii. 27; Giacomo 1:17). Come un singolo seme di grano non può svilupparsi senza l'influenza vivificante e la cura di Dio, così il seme immortale, attraverso il quale diventiamo "le primizie delle Sue creature", deve essere vivificato dall'Onnipotente! Non vediamo questa influenza scendere; Osserviamo lo svolgersi solo dopo che è stato completato. Vediamo la rosa fiorire, ma non l'atto di fiorire; ma come dubitare della cura di una mano onnipotente, o del soffio invisibile che la circonda? Tutto dipende dalla benedizione di Dio (2Corinzi 3:5). Come potremmo venire a Dio se Dio non fosse venuto prima a noi! Gli Ebrei devono benedire il nostro lavoro e lavorare in noi sia per volere che per agire. Quest'opera di Dio in noi è un mistero, ma non del tutto incomprensibile; È come l'influenza visibile e palpabile del sole. Per mostrare questa verità abbiamo qui un esempio visibile dell'influenza invisibile di Dio e della discesa del Suo Santo Spirito. Possiamo anche essere certi dalla storia che se cerchiamo il regno di Dio e la Sua giustizia, tutte le cose di cui abbiamo bisogno ci saranno aggiunte

(2.) La storia del Vangelo ha descritto con particolare apertura il carattere di Pietro. Il Signore gli aveva dato il soprannome di "Roccia", non solo in riferimento a ciò che doveva diventare, ma anche a ciò che era per natura. Ebrei si distingueva dal resto dei seguaci di nostro Signore per un'impetuosità di temperamento che sembra essere nata con lui, e che si manifestava nel sostenere ostinatamente qualsiasi opinione che la mente avesse un tempo abbracciato. Nessuno dei discepoli ha contraddetto il Signore così spesso come Pietro. Quando Gesù parlò loro delle sofferenze che si avvicinavano, disse: "Lungi da te". Quando Gesù lavò i piedi ai discepoli, Pietro gli resistette. Anche nella sua caduta, nonostante il suo miglior giudizio, mostrò un'ostinazione ostinata. Anche gli Ebrei si sottoposero ad Antiochia al severo rimprovero di Paolo, quando, per compiacere gli Ebrei, egli venne ancora una volta sotto la schiavitù della legge levitica, per l'offesa della Chiesa dei Gentili. La Bibbia non ha mai taciuto riguardo alla debolezza umana e agli errori dei suoi eroi

(3.) Sembra che sia stato particolarmente difficile per l'apostolo comprendere il consiglio di Dio riguardo alla chiamata dei Gentili. Benché a Pentecoste avesse annunciato che il Signore stava per chiamare i lontani, tuttavia non lo disse da se stesso, ma dallo Spirito del Signore. Il tempo e l'ora, il grande momento della seconda nascita del mondo, erano ormai giunti. Nostro Signore vi aveva spesso accennato in precedenza: "Ho altre pecore che non sono di questo ovile", ecc. In un'altra occasione gli ebrei lodarono e premiarono la fede sia di una donna cananea che di un centurione gentile. Ebrei aveva anche comandato ai Suoi apostoli di andare in tutte le nazioni e predicare il Vangelo ad ogni creatura. Pietro, che trovava così difficile svezzarsi dall'antica alleanza, dovette iniziare l'opera di Dio tra i Gentili. L'inizio, però, deve essere fatto prima in se stesso

(4.) Pietro salì verso mezzogiorno per pregare sul tetto piatto della casa. Gli ebrei amavano pregare lì sotto il cielo aperto, perché erano qui indisturbati e potevano volgere il viso verso il tempio. In questa circostanza possiamo percepire come Pietro continuasse ad osservare fedelmente le regole e le usanze del giudaismo, poco consapevole che presto sarebbero cessate, e avrebbero dato luogo all'adorazione di Dio in spirito e verità. Dopo aver terminato la sua preghiera "ebbe molta fame e avrebbe voluto mangiare", ma ora doveva essere nutrito con altro cibo. Ebrei fu estasiato, cioè trasportato dal suo stato naturale a uno soprannaturale; i suoi sensi esteriori furono chiusi, ma gli occhi del suo uomo interiore furono aperti, affinché potesse contemplare le cose celesti. "Gli Ebrei videro il cielo aperto", ecc. Questo fu fatto tre volte, per rafforzare l'impressione della testimonianza divina. In questa visione contempliamo la condiscendenza di nostro Signore. Tutta la rivelazione è una delusione, un'umanizzazione del Dio invisibile; Solo attraverso di essa l'uomo può venire al suo Padre celeste e diventare Suo figlio. Quasi tutto l'Antico Testamento è costituito da tipi e similitudini. Anche in questo giorno di luce vediamo oscuramente attraverso uno specchio i segreti del futuro e del regno dei cieli perfezionato; ma verrà il tempo in cui li vedremo faccia a faccia. Così l'apostolo Pietro, come tutti i profeti che lo hanno preceduto, fu condotto gradualmente ad una conoscenza superiore. Vediamo anche in questa visione che qualcosa di completamente nuovo stava per iniziare nel regno di Dio sulla terra. Il profeta l'aveva predetto per secoli; e nostro Signore stesso l'aveva ordinato e predetto; ma la visione contratta dei discepoli non riusciva a distinguerla; Perciò la cosa stessa fu fatta, ed essi furono portati a comprenderla lentamente e gradualmente. Il lampo distrugge l'albero invecchiato; ma la dolce luce del giorno sviluppa una nuova vita da ciò che sembra passato e decaduto. Questa nuova luce ha rimosso l'antica alleanza e ha proclamato la nuova, per mezzo della quale tutti i Gentili, senza la legge, sono stati condotti sulla via della grazia

(5.) Il tempo della distinzione e della separazione doveva ora cessare (Efesini 2:13-16). "Uccidete e mangiate", disse la voce, la stessa che comandò a Isaia di scrivere, "Porteranno un'offerta al Signore da tutte le nazioni" (lxvi.); lo stesso che ispirò Paolo a dire in Romani (xv): "Affinché l'offerta dei Gentili sia gradita, essendo santificati dallo Spirito Santo". La santificazione dei Gentili è andata avanti, fino ai giorni nostri, e continuerà ad andare avanti fino a quando non si adempirà tutto ciò che Dio ha promesso. Conclusione: Non abbiamo più visioni e parole dal cielo; abbiamo entrambi nella nostra Bibbia; né manca mai una manifestazione della mente di Dio negli avvenimenti quotidiani, negli eventi provvidenziali e, soprattutto, nella storia segreta delle nostre anime; contemplando così Dio in tutto, ciò che è in se stesso comune e impuro viene purificato e santificato; e in questo modo la grazia di Dio si rivela a tutti gli uomini. (F. A. Krummacher, D.D.) Un apostolo che sogna:

1.) Aspirante! Fame! Dormiente! Che razza di creature siamo; strane congiunzioni di spirito e carne, di cielo e terra; in cui "i pensieri che vagano per l'eternità" sono fermati da bisogni e voglie identici a quelli di "tutto il bestiame e di tutti i rettili"; in cui sono le braccia che si protendono verso l'Infinito, con lo stomaco e gli appetiti della bestia; un minuto perso in alta meditazione, il minuto dopo sbadigliando per andare a letto, o rispondendo con la bocca umida all'odore della carne al forno. Eppure, "dov'è lo Spirito del Signore, c'è libertà", e lì mangiare e dormire non sono mai interamente terreni. Il pasto si affina più o meno verso la grazia di un sacramento, e ancora e ancora nel sonno si apre il cielo. C'è un modo etereo di ottenere la cena, in cui l'anima dà e riceve; e alcuni uomini sono più spesso nelle visioni di altri nella loro veglia più intensa e più attiva. L'apostolo che pregava, dormiva secondo un modo devoto, era capace di essere toccato e istruito divinamente attraverso i suoi sogni. C'è una celestialità latente nella carne di un santo eminente, e ci sono possibilità celesti nel sonno del santo. Ebrei è sempre più suscettibile alle comunicazioni e alle impressioni del Signore

(2.) Alcuni uomini possono a malapena permettersi di stare comodi e non occupati senza correre il rischio di invasioni immediate dal basso. Un'abituale inclinazione verso il basso li lascia aperti nei loro sogni all'inferno. Ma per il cuore puro ed elevato, i suoi intervalli pigri e pigri sono spesso tra i suoi momenti più crescenti e nutrienti, quando ciò che ama supremamente, ed è abituato a coltivare, lo visita senza essere cercato, quando la sua stessa quiescenza diventa uno specchio limpido, in cui si formano e lampeggiano nuovi messaggi Divini. Se solo siamo seri, riflessivi e nobilmente ambiziosi, non dobbiamo aver paura minimamente di fermarci e giocare di tanto in tanto, né immaginare che tale abbandono occasionale debba essere infruttuoso in relazione ai nostri scopi più elevati. Siamo rivelati da ciò che fluisce su di noi nei momenti vuoti e inutilizzati; E beati sono coloro ai quali in questi momenti il migliore ha il primo e facile ingresso, i cui posti vacanti gli angeli si affrettano a riempire, e con i cui elementi più terreni il cielo può liberamente mescolarsi e fondersi

(3.) Ma nessuna suscettibilità celeste, per quanto grande ed eccellente, ci esenterà dal dover chiedere a volte: Che cos'è? È un fantasma o la realtà? È Dio o il diavolo? San Pietro rimase a chiedersi se lo strano scenario in cui si era mosso nella terra del sonno fosse davvero il santuario di una comunicazione divina, o semplicemente un vapore colorato esalato dalla sensazione di fame. E quante volte, nei nostri momenti di veglia, siamo stati visitati da barlumi mentali o impressioni che non riuscivamo a comprendere! «Perché», chiese, «ho visto questa cosa che alla mia domanda non dà alcun frutto di ammonimento o di istruzione?» Eppure un tale frutto era destinato a dargli, e lo avrebbe fatto presto; non, tuttavia, continuando a rimuginare su di esso, ma nel corso degli eventi. Che aspetti fino a quando non sarà convocato per scendere dagli uomini che sono già in viaggio verso la casa del conciatore, e allora tutto si chiarirà. Ebbene, non è spesso così che la vita arriva in tempo per spiegare la ragione divina, riguardo alla quale ci siamo chiesti, forse con nervosismo, perché siamo stati sottomessi a loro, e abbiamo pensato che avrebbero potuto essere risparmiati senza perdita o danno? Eppure, molto tempo dopo, forse, abbiamo scoperto che non erano inutili. In qualche crisi successiva della vita abbiamo scoperto che contribuiscono ad eccitarci e a rafforzarci per essa. Abbiamo vissuto per trovare nella nostra vita il frutto di alcune di quelle esperienze, il messaggio divino di cui non siamo stati in grado di leggere, abbiamo vissuto per imparare che erano necessarie per noi e non potevano essere risparmiate. Ci siamo sentiti come, ascoltando la deputazione di Cornelio, si sentiva san Pietro rispetto al suo sogno misterioso. Ah! Questo è il motivo per cui si sono verificati; Questo è ciò per cui sono stati destinati a farci stare! (S. A. Tipple.E vide il cielo aperto e un certo vaso che scendeva.-La completezza del vangelo: -Il vangelo è qui paragonato a...

(I.) Un ottimo foglio. Un piccolo foglio non sarebbe bastato a trasmettere la verità che Dio stava per rivelare, che tutte le nazioni dovevano essere radunate nella Sua Chiesa. L'ebraismo era solo un piccolo lenzuolo, abbastanza grande da coprire la Palestina. Ma il cristianesimo era un "grande lenzuolo", un chiaro indizio del suo carattere cosmopolita. Il cristianesimo calato dal cielo è più grande di quello riprodotto nei credi umani; come rivelato da Dio è più grande di come appreso dall'uomo. La tendenza dell'uomo è quella di restringere l'amore di Dio, di contrarre il lenzuolo divino fino a farlo diventare non più grande di un fazzoletto da taschino. Ma proprio come la creazione è più grande della scienza, così la Chiesa di Dio è più grande di qualsiasi Chiesa particolare. Proprio come Dio è più grande dell'uomo, così la rivelazione divina è più completa di qualsiasi credo formulato dalla saggezza umana. "I nostri piccoli sistemi fanno il loro tempo", ecc

(II.) Calato dal cielo. L'idea della completezza del Vangelo è discendente da Dio

(1.) Non lo troverai nel paganesimo. L'idea di una fratellanza universale basata sull'uguaglianza universale non è mai venuta in mente a nessun filosofo. È vero, c'era una sensazione oscura e inconscia dopo di esso. La repubblica di Platone fu uno strenuo brancolare verso il regno cristiano di Dio; ma è molto al di sotto di esso, perché pone il fondamento dell'unità nell'intelletto invece che nella natura spirituale. Questa è solo una repubblica tra i filosofi; Le classi lavoratrici sono ridotte in una condizione di servitù senza speranza

(2.) Non lo troverai nell'ebraismo. Nell'Antico Testamento furono date alcune indicazioni profetiche che i Gentili avrebbero reso omaggio al Messia; Ma non si sapeva come avrebbero raccolto i benefici della redenzione. Ora, però, il mistero è reso noto, ma la maggior parte dei credenti non se ne rese assolutamente conto, e cercò di screditarlo. Su questa verità si imperniò la grande controversia dell'età apostolica; Ed era così nuovo, così contrario alla corrente di pensiero dell'epoca, che ci volle tutta la vita degli apostoli per stabilirlo. Una grande verità è sempre lenta ad essere compresa dalle masse degli uomini. Prendiamo, ad esempio, la gravitazione. Al tempo della morte di Sir Isaac, nessun astronomo di età superiore ai quarant'anni ci credette. Riprendiamo il principio del libero scambio; oggi l'Inghilterra è l'unico paese che ci crede completamente, e non tutta l'Inghilterra. Ma queste verità non avevano in alcun modo le stesse conseguenze per la società che l'importante verità insegnava a Pietro

(III.) Lavorare ai quattro angoli. Il Vangelo deve estendere le sue frontiere ed esercitare la sua influenza sui quattro angoli del globo

(1.) Dio ha iniziato con una famiglia. Ebrei chiama Abramo e lo separa a sé. Nella Genesi, di conseguenza, troviamo la religione familiare il primo passo nel recupero del mondo perduto. Nella Genesi Dio ha una causa, anche se non un regno: solo pochi adoratori, ma nessuna organizzazione visibile

(2.) Dopo la famiglia viene la nazione. Dalla posterità di Abramo Dio formò una nazione per Se Stesso. Questo è il progresso. Non sarebbe stato il caso di prendere nessuna nazione. Era necessario avere un popolo la cui caratteristica fondamentale fosse la religiosità; ed era altrettanto necessario addestrarli, altrimenti avrebbero costituito un regno del diavolo. L'ebraismo non era un regno molto spirituale, ma era il migliore che potesse essere stabilito date le circostanze, e servì come nucleo per un regno più spirituale a venire. Ma questo regno poteva essere mantenuto solo a due condizioni: che fosse di piccola estensione e che fosse isolato dal resto del mondo. Se fosse stato ampio, il senso di unità nei soggetti sarebbe stato indebolito, se non distrutto, nella fase iniziale dell'educazione spirituale. Se non fosse diviso, ci sarebbe un tale afflusso di vita mondiale in esso che l'elemento divino si spegnerebbe presto. Le leggi di questo regno, tuttavia, come di ogni nuovo regno, puntano a misure difensive, non aggressive, il che è il massimo che può fare per secoli in presenza delle grandi potenze mondiali; e per la difesa deve essere consolidata in un paese e in una nazione 3. Ma come la famiglia si è fusa nella nazione, così la nazione deve fondersi nel mondo. Il testo sottolinea evidentemente che sta per essere fatto un altro audace passo avanti. A Pietro viene ordinato di andare a convertire Cornelio, un pagano incirconciso. La sua conversione creò più eccitazione di qualsiasi altra conversione di cui si abbia notizia, non perché si aggiunse un'anima in più, ma per il nuovo principio che incarnava, la nuova politica che serviva a inaugurare. La circoncisione era qui dichiarata nulla, e l'incirconcisione nulla, ma per molti erano allora tutto Ciò mostra un meraviglioso cambiamento nella politica del regno. D'ora in poi si tratta di agire in base all'aggressività. Non deve più essere confinato a un solo popolo, ma rivendica tutte le nazioni. "Dio allargherà Iafet, e gli Ebrei abiteranno nelle tende di Sem." Shem significa concentrazione, espansione di Jafet. In esso abbiamo riassunto le caratteristiche della religione tra gli asiatici e gli europei

(IV.) Contiene ogni sorta di bestie quadrupedi della terra, e bestie selvagge, e cose striscianti, e uccelli del cielo. Qui a Pietro viene insegnato che la distinzione tra puro e impuro è abolita

(1.) Tracciamo qui lo stesso progresso. In primo luogo, la famiglia viene ripulita. Con la caduta l'intera creazione era diventata comune e profana. Deve rimanere tale? Dio deve essere per sempre defraudato del mondo che le Sue mani hanno fatto? No; Ebrei decide di reclamarla. Tuttavia, non tutto in una volta. Dio comincerà separando una famiglia. Abrahamo, Isacco e Giacobbe sono separati, resi puri per Dio

(2.) Dio si fermerà qui? No; l'ordine della Sua operazione è il progresso. Gli Israeliti, come tutte le altre nazioni, erano per natura impuri, giacevano sotto la maledizione. Ma per l'aspersione del sangue del patto furono resi puri. Ma questa nazione è la "primizia". Non solo l'uomo era diventato impuro, ma la creazione irrazionale. Il peccato colpì l'universo con la lebbra fino al cuore. La creazione animale, quindi, ha bisogno di essere resa pura. La nazione pulita deve avere cibo pulito. Di conseguenza Dio purifica certe specie di animali. Guardate dunque una piccola parte della creazione razionale e irrazionale resa pura dall'instaurazione del regno di Dio. Nella Genesi tutto il mondo, ad eccezione di una sola famiglia, è impuro; ma nell'Esodo, almeno una nazione, e una certa proporzione di animali, sono stati resi puri. Questo è comunque un progresso

(3.) Il resto del mondo deve rimanere sotto il dominio del peccato? No; il regno di Dio sotto il Nuovo Testamento si assume il compito di purificare l'intero universo. La differenza una volta stabilita tra gli ebrei e le altre nazioni viene annullata, non perché gli ebrei siano resi impuri, ma perché i gentili siano resi puri. Tutto il mondo giaceva sotto la maledizione, e quindi era impuro; ma Gesù Cristo fu fatto maledizione per il mondo, e di conseguenza lo tolse dagli uomini e dagli animali. Dal momento che il Suo sacrificio ha fatto il mondo, nella sua totalità, è puro, non moralmente, ma giudizialmente. Ciò che l'ebraismo ha fatto cerimonialmente per una nazione, il cristianesimo lo ha fatto efficacemente per tutte le nazioni. Il mondo intero è ora pulito. Tutta l'umanità appartiene ora virtualmente al regno di Dio, ed è dovere supremo della Chiesa prenderne possesso nel nome del Redentore e renderla tale nella realtà. "Ciò che Dio ha purificato, non chiamarlo impuro". Puro": questa è la parola chiave del regno di Dio. Bellezza era la parola chiave della civiltà greca; forza dei Romani; ma la parola chiave del cristianesimo è "puro".

(V.) Dopo la visione venne l'interpretazione

(1.) Pietro pensò alla visione. Questa verità della rivelazione doveva diventare una verità della ragione. La Chiesa deve continuare il suo studio della Parola divina fino a quando tutte le verità della rivelazione diventino finalmente verità della ragione. La rivelazione risponde al suo scopo solo quando diventa proprietà legittima della ragione. Prendiamo, ad esempio, l'esistenza e l'unità di Dio. Quando questa verità fu rivelata a Israele, nessun uomo, alla luce nativa della ragione, ne ebbe una chiara percezione. Ma la ragione è stata finalmente educata ad essa. Lo stesso vale per la legge morale, l'eterna differenza tra il bene e il male. Quando questa verità è stata rivelata a Israele, è stato in anticipo sulla ragione. Ma la ragione è stata gradualmente educata fino ad essa. L'Incarnazione è ancora in anticipo sulla ragione. Ma allora è non entrare mai nella ragione? Non è più incredibile per i cristiani dell'unità di Dio per gli ebrei; e come quest'ultima è passata dalla regione del mistero a quella della ragione, così credo farà la prima. Riprendete la verità resa nota nel testo: l'uguaglianza tra Giudei e Gentili. Atti 50 'epoca in cui è stata realizzata era molto in anticipo sulla ragione. Pietro ci pensò e ci credette; Ma tutta la sua storia dimostra che non era mai stato in grado di pensare bene dentro e attraverso di esso. Fino all'ultimo era per lui più una verità di fede che una verità di ragione. Ma questa verità si sta gradualmente facendo strada nella ragione universale

(2.) Ma Pietro non fu lasciato a svelare il significato della visione: l'indizio gli fu offerto dall'arrivo di messaggeri da Cornelio. Dio spiega sempre le Sue rivelazioni soprannaturali con eventi naturali. La Provvidenza è il miglior commento alla Bibbia. Proprio quando Dio stava suscitando in Pietro grandi pensieri riguardo all'universalità del vangelo, Ebrei stava anche lavorando in Cornelio per inviare un messaggero all'apostolo desiderando una conoscenza più completa della salvezza dalle sue mani. Dio spesso realizza queste corrispondenze segrete. Difficilmente c'è una scoperta importante fatta nella scienza che due o tre inventori, ignorando i disegni degli altri, la rivendicano come propria. (J. Cynddylan Jones, D.D.) Cose striscianti.-La presenza di "cose striscianti" nel foglio è una voce-

(I.) Manifestare Dio

(1.) La grandezza della Sua misericordia. Questo foglio era un grande foglio, e includeva cose "striscianti". Satana mira a contrarre le nostre visioni di Dio; a farci pensare che Ebrei non c'è posto per noi, o che Ebrei non c'è posto per gli altri

(2.) La sovranità della grazia di Dio. Ebrei fa tanto delle cose striscianti nascoste, disprezzate dagli uomini, quanto delle bestie a quattro zampe. Gli Ebrei mandarono i Suoi messaggeri sulle strade e sulle siepi per costringere i poveri ad entrare

(3.) La minuzia delle disposizioni di Dio. I minori non si perdevano di vista in quel grande lenzuolo; Furono presentati all'occhio dell'Apostolo al loro posto, così come le bestie a quattro zampe

(4.) La profondità della condiscendenza di Dio. L'uomo orgoglioso avrebbe raccolto in quel foglio solo ciò che era di valore apparente; Non gli sarebbe mai passato per la mente di pensare alle cose striscianti: domare una bestia feroce sarebbe stato qualcosa, ma quale credito, onore o profitto avrebbe potuto ricavare dalle "cose striscianti"!

(II.) Direttiva a noi stessi. E questo

1.) Quando siamo oppressi da un senso della nostra insignificanza e meschinità. Satana, per il suo scopo, aiuta in questo pensiero. Ebrei dice: "Capisco che Dio si interessa di questo o di quello, egli vale qualcosa; ma chi ti conosce o se ne frega di te?" Allora siamo preoccupati per la poca capacità che abbiamo di glorificare Dio, e Satana mette davanti alla nostra mente tutte le nostre debolezze, la nostra posizione sfavorevole, la nostra mancanza di intelletto o di ricchezza. E come affronteremo tutto questo? Solo ripiegando su Dio Stesso. Non possiamo spiegare il fatto che Egli renda conto di noi, non più di quanto possiamo spiegare il fatto che includa le "cose striscianti" in quel grande lenzuolo calato dal cielo. D'altra parte, il figlio di Dio è spesso tentato di avere un tuffo nel cuore riguardo al futuro; ma ricordino che Dio ha l'occhio su ogni particella della polvere del credente. Si narra di Lady Maxwell che un tempo era molto turbata dalla curiosa tentazione di essere così insignificante da poter essere scartata in seguito. Ma possiamo incontrare tutte queste tentazioni come Monica, la madre di Agostino, incontrò la sorpresa dei suoi amici a Ostia, quando espressero la loro meraviglia per il fatto che non avesse paura di lasciare il suo corpo così lontano dal suo paese. «Nulla», disse, «è lontano da Dio, e non temo che gli ebrei non sappiano dove trovarmi alla risurrezione». I piccoli, così come i grandi, sono ricordati nella grande distribuzione delle ricompense. 2. Quando ci confrontiamo con coloro che sembrano avere delle pretese. La cosa strisciante sembra pronta a rimpicciolirsi nel nulla quando viene messa fianco a fianco con la bestia a quattro zampe. Molto spesso passiamo in rassegna il carattere di questo o quel credente, e diciamo: "Oh, se solo fossi come quest'uomo, potrei sentirmi un po' di conforto". Ma ricordate che le grandi bestie non avevano pulizia, se non per il solo fatto di essere nel lenzuolo, e quindi la sicurezza e l'accettazione dei piccoli e dei grandi sono dovute alla bontà del Signore

(3.) Nel formare la nostra stima degli altri non esalteremo i grandi né disprezzeremo i deboli se ricordiamo bene cosa c'era in questo foglio che Pietro vide

(4.) Abbiamo anche il pensiero confortante che, per quanto umili, abbiamo il nostro posto. Possiamo essere piccoli e senza reputazione, ma il Signore pensa a noi, ha un posto per noi, e questo dovrebbe essere sufficiente. E per quanto riguarda i nostri affari, è vero che sono solo pagliuzze in confronto ai grandi affari degli altri; Abbiamo a che fare solo con gli scellini che con migliaia di sterline; Abbiamo a che fare solo con gli acciacchi, dove hanno a che fare con la vita e la morte. Ma gli Ebrei che hanno plasmato la cosa strisciante ne conoscono i bisogni, e gli Ebrei che hanno plasmato noi conoscono i nostri. (P. H. Power, M.A. Alzati, Pietro, uccidi e non mangiare

così, Signore, perché non ho mai mangiato nulla di comune o impuro."Non è così, Signore", è un composto molto strano. "Non così" sarebbe stato coerente. Ma "Non è così, Signore" è uno strano guazzabuglio di ostinazione e riverenza. Non siamo esenti da colpe in materia di linguaggio scorretto. Nei nostri discorsi c'è stata fede mista a incredulità, amore deturpato a mancanza di sottomissione, gratitudine unita a diffidenza, umiltà condita con presunzione, coraggio minato da vigliaccheria, fervore mescolato a indifferenza. Nota qui:

(I.) Che l'uomo vecchio rimane nell'uomo cristiano. Benché crocifisso, tarda a morire e lotta strenuamente

(1.) Pietro era ancora Pietro. Penso che se avessi letto la vita di Pietro nei quattro evangelisti, e qualcuno mi avesse mostrato di nuovo il testo attuale, e mi avesse chiesto: "Chi ha detto questo?" Avrei dovuto essere sicuro che fosse Peter. Gli uomini migliori non sono che uomini nel migliore dei casi. E Pietro, dopo che lo Spirito Santo è disceso su di lui, è, nondimeno, Pietro; L'accento delle sue parole lo tradisce ancora

(2.) Qui Pietro mostra con quanta prontezza cadde non esattamente nello stesso peccato, ma nello stesso tipo di peccato. Questo Pietro che disse: "Non è così, Signore", è lo stesso uomo che rimproverò il suo Maestro e disse: "Lungi da te, Signore". È lo stesso uomo che all'ora di cena rifiutò il suo Maestro. Quando il Signore stava per lavare i piedi ai discepoli, Pietro disse: «Non laverai mai i miei piedi». E questi è colui che contraddisse categoricamente il suo Maestro, e disse: "Quand'anche tutti gli uomini si scandalizzassero a causa tua, io non lo farò". Gli Ebrei lo fecero nei suoi primi giorni, ma dopo che lo Spirito Santo scese su di lui, egli inciampò ancora nello stesso punto in cui era solito cadere. Quali erano i tuoi difetti prima della conversione? Guardatevi da loro ora. Di Pietro, allora, si nota questa cosa che gli resta, che sputa fuori quello che prova. Che sia nel bene o nel male, la pronta liberazione della sua mente è ancora la caratteristica di Pietro. Ebrei sbagliava sempre perché aveva tanta fretta. Forse mi rivolgo a dei giovani che sono molto impulsivi e dicono tutto in fretta cose di cui poi sono dispiaciuti. Stai in guardia contro di esso. È un punto di forza se viene gestito correttamente. Datemi l'uomo che per una buona causa non ci pensa due volte, ma agisce secondo i caldi impulsi di una mente pronta; ma quella stessa caratteristica, se non tenuta nel giusto ordine dallo Spirito di Dio, può condurvi in un mondo di malizia. Non puoi richiamare le parole che ora ti fanno mordere la lingua per il rimpianto

(3.) Eppure Pietro come Pietro ha ancora buoni punti, poiché possiede tutto questo. Luca non avrebbe potuto registrare questo episodio negli Atti degli Apostoli a meno che Pietro non glielo avesse detto personalmente, e quando Pietro fu portato davanti agli altri apostoli per quello che aveva fatto, confessò: "Ma io ho detto: 'Non è così, Signore'", sempre schietto, onesto e chiaro come il giorno. In questo cerchiamo di essere tutt'uno con lui

(II.) Il vecchio generalmente combatte contro i principi del Vangelo. Questo "Non è così, Signore", si applicava a

1.) L'abolizione della legge cerimoniale. Pietro doveva sapere che quelle leggi, che proibivano di mangiare questo e quello, dovevano ora essere abrogate. Tutti noi siamo inclini a sbagliare qui, perché siamo inclini ad attribuire eccessiva importanza a questioni che sono appropriate e utili al loro posto, ma che non sono affatto essenziali per la salvezza. Dove Gesù non ha stabilito alcuna regola, noi non dobbiamo farne nessuna. Nessuno è impuro se Ebrei ha purificato. Eppure questa lezione non viene imparata presto dai pignoli della correttezza

(2.) L'uguaglianza degli uomini davanti alla legge e sotto il Vangelo. Un evangelista attrae i più poveri e i peggiori. Questa dovrebbe essere una grande gioia, ma in certi casi non lo è. Molti in effetti dicono: "'Non è così, Signore'. Non mi piace sedermi accanto a qualcuno che puzza così vile, o a una donna dal carattere dissoluto". Non permetteteci mai di instaurare la tirannia delle caste e di ricostruire il muro di separazione che il nostro Salvatore è morto per abbattere. Siamo nati da un genitore comune, e per gli uomini non c'è che un solo Salvatore.

(3.) Il principio evangelico della grazia libera e sovrana. Tu stesso combatti contro questo quando sei consapevole di aver fatto del male, e quindi dubiti della grazia di Dio; come se Dio volesse qualcosa di buono in noi prima che gli Ebrei 101 concedessero la Sua grazia. Un uomo malato è degno di essere guarito, un povero è degno di ricevere l'elemosina, un uomo che sta annegando è degno di essere salvato, un uomo peccatore è degno di essere perdonato

(III.) La vecchia natura si manifesta in molti modi. "Non è così, Signore", è il grido della nostra parte non rigenerata contro... La dottrina del Vangelo. Alcune persone non credono al Vangelo perché non vogliono crederci. Omettono accuratamente di leggere tutte quelle parti della Scrittura che illuminerebbero la loro mente. Sta a me credere a ciò che insegna la Bibbia; non sta a me obiettare e gridare: "Non è così, Signore".

(2.) Dovere. Possiamo fare qualsiasi cosa, tranne il dovere speciale del momento, e riguardo a quell'unica cosa, diciamo: "Non è così, Signore". Laggiù la giovane donna sa che, secondo la Parola di Dio, non deve essere aggiogata in modo ineguale insieme a un incredulo. Ora, era ben disposta ad essere battezzata, a dare il suo denaro al Signore e, di fatto, a fare qualsiasi cosa tranne quell'unico atto di abnegazione. Eppure non so quale dolore ti farai se davvero infrangerai questa regola salutare. Prendi il precetto e, sapendo che è la mente di Dio riguardo a te, non osare mai nemmeno per un momento esitare. "Qualunque cosa vi diranno gli Ebrei, fatela."

(3.) Processi di santificazione. Siamo ansiosi di portare frutto, ma non ci interessa essere potati; Siamo contenti di essere liberati dalle scorie, ma non dal fuoco

(4.) La dispensazione del regno. Non ci piace che Dio benedica gli uomini con una setta alla quale non apparteniamo; siamo invidiosi del nostro Mosè, per timore che gli irregolari Eldads e Medad lo eclissino

(5.) Le nostre sofferenze. Ogni volta che siete chiamati a sopportare la prova, non lamentatevi della forma particolare che essa assume. Forse è un grande dolore fisico, e tu dici: "Potrei sopportare qualsiasi cosa migliore di questa". Questo è un errore. Dio sa qual è la cosa migliore per Suo figlio. Non gridare: "Non è così"". Oh, potrei sopportare la malattia", dice un altro, "ma sono stato calunniato!" Così la nostra volontà afferma il suo posto, e noi ci strugiamo per essere il nostro dio e governante. Questo non deve accadere. Una cara sorella aveva litigato con il Signore per averle portato via il marito, e lei non voleva andare in nessun luogo di culto, si sentiva così arrabbiata per la sua perdita. Ma una mattina il suo bambino venne da lei e le disse: "Madre, pensi che Giona avesse ragione quando disse: 'Faccio bene ad adirarmi fino alla morte'?" Ella rispose: "Oh, bambina, non parlare con me" e mise via il piccolo, ma sentì il rimprovero, che la riportò al suo Dio e alla sua Chiesa, rallegrandosi umilmente in Colui che aveva usato questo strumento per rimetterla a posto con il suo Signore

(6.) Il nostro servizio. Il Signore dice: "Andate alla scuola domenicale"". Non è così, Signore; "Mi piacerebbe predicare", dice il giovane, e così gli manca il lavoro della sua vita. Chi impiegherebbe servi che, quando gli viene detto di fare questo o di andare lì, dicano: "No, signore; Preferisco un altro impegno"?

(IV.) È un grande peccato quando questo tipo di ostinazione ostacola l'utilità. In qualcosa che Pietro era

1.) Troppo conservatore. Ebrei dice: "Non è così, Signore", e alcuni lo leggono: "Mai, Signore, mai, Signore, perché non ho mai"; cioè, "Non devo mai fare una cosa che non ho mai fatto". Molti sono di questa opinione; Non possono avanzare di un centimetro. Molti agiranno solo come agiscono gli altri; Devono mantenersi nella moda, anche se si addormentano nel farlo. Questo tipo di routine ci impedisce di aumentare l'utilità, ci impedisce di arrivare alle persone che si tolgono di mezzo e mette un freno a tutto lo zelo

(2.) Il decoro ostacola moltissimi; il decoro è la loro morte. Scuotiti un po'. Se sei troppo preciso, che il Signore ti dia fuoco e consumi i tuoi legami di burocrazia! 3. Alcuni sono ostacolati dalla loro grande dignità. Abbiamo visto piccolissime persone, e pochissime grandi persone che si sono date arie potenti; ma non abbiamo mai visto nulla di buono venire dalla loro grandezza. Dio raramente manda ai Suoi Elia pane e carne dai pavoni. Se entri nelle case dei poveri vestito molto finemente, e ti "accondiscende" a loro, non vorranno più vederti. Lascio che io cresca molto piccolo, e che J cresca molto grande. (C. H. Spurgeon.L'idolatria della propria volontà: - Ebrei che non si sottomettono né si conformano alla volontà eterna e increata, ma, invece di essa, si sforzano di stabilire la propria volontà, si fanno l'idolo più vero del mondo e si esaltano contro tutto ciò che è chiamato Dio e che dovrebbe essere adorato. Adorare un'immagine scolpita, o fare focacce e bruciare incenso alla regina del cielo, non è un'idolatria peggiore di quella che lo è per un uomo stabilire la propria volontà, dedicarsi al servizio di essa, e darsi all'obbedienza alla propria volontà, come contraria alla Divina ed Eterna Volontà. (Giovanni Smith. Whitefield, al suo arrivo a Edimburgo, trovò grande trambusto tra i presbiteri, che non lo avrebbero sentito predicare a meno che non si dichiarasse dalla loro parte. "Mi è stato chiesto", dice, "di predicare solo per loro fino a quando non avessi avuto più luce. Ho chiesto perché solo per loro. «Perché», disse Ralph Erskine, «erano il popolo del Signore». Allora chiesi se non ci fossero altri membri del Signore se non loro stessi; e supponendo che tutti gli altri fossero il popolo del diavolo, certamente avevano più bisogno di essere predicati; e quindi ero più deciso ad andare per le strade e le siepi, e che se il Papa stesso mi avesse prestato il suo pulpito avrei proclamato volentieri la giustizia di Cristo in esso". (J. R. Andrews.Cose comuni e impure: (Ruskin, nella sua "Etica della polvere") richiama la nostra attenzione sulle forze silenziose della natura, che non appaiono mai così grandiose come quando trasmutano materiali più vili in forme superiori. Vediamo la pozza di melma trasformata dall'azione della luce e del calore, del riposo e della quiete, così che l'argilla si indurisce in zaffiro blu, la sabbia in opale ardente, la fuliggine in diamante scintillante. E anche Gesù non appare mai così glorioso in amabilità come quando Lo vediamo trasformare la sporcizia e la melma della società in gemme degne di bruciare e brillare in una corona immortale. (A. T. Pierson.Il bello nel comune messo in risalto dalla pulizia: - A Firenze c'è un affresco di Giotto che per molti secoli è stato coperto da due spessori di calce. È solo nel giro di pochissimi anni che la mano dell'artista è venuta e ha rimosso quella copertura, e l'affresco è uscito chiaro e bello. A volte vediamo una persona che ci sentiamo inclini a disprezzare, e pensiamo che abbia poco valore, ma Dio viene a lui, la purifica rimuovendo il suo peccato e rivela in lui una bellezza che poco sognavamo. La distinzione tra carni pure e impure era una delle barriere insormontabili tra il Gentile e l'Ebreo, una barriera che impediva ogni rapporto tra loro perché rendeva impossibile per loro incontrarsi alla stessa tavola o nella vita sociale. Nella società di un Gentile un Ebreo era soggetto in qualsiasi momento a quelle contaminazioni cerimoniali che comportavano ogni tipo di isolamento e inconveniente; e non solo, ma fu principalmente prendendo parte a cibo impuro che i Gentili divennero essi stessi così impuri agli occhi degli Ebrei. È difficile esprimere a parole l'intensità dell'orrore e della rivolta con cui gli ebrei consideravano i porci. Erano per loro l'ideale e la quintessenza di tutto ciò che doveva essere guardato con un'energica concentrazione di disgusto. Gli ebrei non menzionavano nemmeno un maiale per nome, ma ne parlavano come di "l'altra cosa". Quando, ai tempi di Ircano, un maiale fu messo di nascosto in una scatola e tirato su le mura di Gerusalemme, gli Ebrei dichiararono che un brivido di terremoto aveva attraversato 400 parasanghe della Terra Santa. Eppure questa creatura sudicia e atroce era la prelibatezza principale dei banchetti dei Gentili e, in una forma o nell'altra, uno degli articoli più comuni di consumo dei Gentili. Come poteva un ebreo toccare o parlare con un uomo che in quel giorno avrebbe potuto prendere parte all'abominio? La purificazione di tutti gli alimenti comportava immediatamente l'accettazione di Ebrei e Gentili su un piano di parità con uguali privilegi. (Arcidiacono Farrar.) Ciò che Dio ha purificato, tu non lo chiami impuro.- La purificazione di tutti i cibi da parte di Cristo: - Senza dubbio Pietro si ricordò di quella straordinaria parabola di Gesù (Marco 7:14-19) di cui lui e i suoi fratelli discepoli avevano una volta chiesto la spiegazione. Gesù in poche parole, ma con entrambe le enfatiche formule che gli Ebrei adottavano per attirare un'attenzione speciale, aveva detto: "Non c'è nulla da fuori che entri in lui un uomo che possa contaminarlo". Ciò che gli Ebrei avevano proceduto a dire - che ciò che veramente contamina un uomo è ciò che proviene da lui - era abbastanza facile da capire, ed era una verità di profondo significato, ma era stato così difficile afferrare la prima metà della frase che gli avevano chiesto di spiegare una parabola che sembrava essere in diretta contraddizione con la Legge mosaica. Esprimendo il Suo stupore per la loro mancanza di discernimento, gli Ebrei avevano mostrato loro che ciò che entrava nell'uomo dall'esterno non faceva altro che diventare parte del suo organismo materiale, entrando "non nel cuore, ma nel ventre, e così passando nella corrente d'aria". Questo disse Ebrei - come ora per la prima volta, forse, balenò con piena convinzione nella mente di Pietro - "rendendo puri tutti i cibi", mentre in seguito procedeva a sviluppare quelle importanti verità sul carattere interiore di ogni vero inquinamento, e sulla genesi di ogni crimine da pensieri malvagi, che trasmettono un avvertimento così solenne. A me sembra che siano state la trance e la visione di Giaffa a far comprendere per la prima volta a Pietro il vero significato di Cristo in una di quelle poche espressioni distinte in cui gli Ebrei avevano accennato all'imminente annullamento della Legge mosaica. È senza dubbio a causa del fatto che Pietro, in quanto informatore di Marco nello scrivere il suo Vangelo, e l'unica autorità ultima per questa visione negli Atti, è la fonte di entrambe le narrazioni, che dobbiamo la circostanza finora inosservata che i due verbi "purificare" e "profano" - entrambi in un senso particolarmente pregnante - sono le due parole più importanti nella narrazione di entrambi gli eventi. (Ibid.)

La transizione dal Vecchio al Nuovo:

(1.) Abbiamo qui uno dei grandi cardini su cui ruota la storia. La visione di Pietro aprì una nuova era; e anche qui, come in ogni atto del dramma della vita umana, si rende visibile la mano di Dio. Gli Ebrei furono al fianco dell'uomo agli albori della sua storia personale e parlarono ad Adamo faccia a faccia; agli albori dell'era patriarcale, e parlò ad Abramo come al Padre della relazione familiare; agli albori della vita politica, e parlò a Mosè, capo della nazione, come al Dio delle nazioni; finalmente, agli albori della coscienza del mondo della sua vocazione finale, Dio fece del fatto del Dio-uomo la sorgente da cui doveva procedere il progresso eterno

(2.) Le questioni sollevate dal racconto non sono affrontate dalla considerazione della ristrettezza di Pietro, né degli insegnamenti liberali della visione. Le vedute dell'apostolo erano ristrette, come la disciplina della scuola è ristretta allo studente e quella dello studente all'uomo; ma erano opera di Dio, e Pietro stava solo implorando la Parola di Dio contro un altro che sembrava essere contrario ad essa. Troverete sempre alcuni dei più sinceri amanti della libertà tra i partigiani delle forme antiche, mentre l'uomo che getta il berretto e grida alla libertà è spesso il più vero tiranno nel cuore. Natanaele stava resistendo all'idea che il bene potesse venire da Nazaret quando Gesù disse: "Ecco davvero un Israelita", ecc. Nota-

(I.) Le esclusioni della Legge mosaica

(1.) Questa era la scuola in cui Pietro apprese il suo pregiudizio (Levitico 11:2-20 ; Deuteronomio 14:3-21). È facile parlare del suo ebraismo orgoglioso e arrogante (Ezechiele 4:14 è un caso parallelo). Ma man mano che viviamo e impariamo, diventiamo più diffidenti nei confronti del cosiddetto spirito del progresso che non si preoccupa di ciò che distrugge, in modo da poter raggiungere il suo obiettivo utopico. Un intelletto pronto a cogliere le novità si trova per lo più in combinazione con una natura morale vana e superficiale, ed è sicuro di deludere. Le qualità morali sono quelle che rivelano, e tra le più profonde di queste c'è la riverenza; e si arriva a sopportare il lento movimento di uno spirito riverente per amore dei grandi premi che vince per l'umanità. Gli uomini che lavorano più solidamente alla costruzione del nuovo sono uomini che sono più profondamente radicati nel vecchio. Non puoi costruire da palloncini, ma devi avere basi solide

(2.) Consideriamo la filosofia del sistema mosaico. L'uomo è un essere di doppia natura. Un animale non può sbagliare molto riguardo al cibo; Ha un istinto che gli dice cosa è bene e cosa è male. Ma l'uomo è molto più riccamente fornito di appetiti e di oggetti che lo gratificano. Perché? Perché Dio intendeva insegnargli che l'appetito non è una guida sufficiente, e che deve mettere in gioco il giudizio. Questa osservazione si applica molto più ampiamente che alle questioni del mangiare e del bere; le nostre abitudini, i nostri compagni, il nostro lavoro, devono essere guidati e governati dalle elezioni di una volontà che si familiarizza con la mente del Creatore. Quando l'uomo era nel suo primo stato, questo era un semplice "naturalmente". Da qui la libertà di Adamo (Genesi 2:15-17) e di Noè (Genesi 9:1-3). Ma l'uomo corruppe di nuovo la sua via, e l'indulgenza sfrenata dell'appetito divenne la grande rovina e il distruttore dell'umanità. Così Dio prese il popolo ebraico e lo istruì nell'arte del discernimento della scelta morale. Il Suo modo di mangiare non è che un esempio del Suo modo di fare in tutta l'educazione delle loro anime. E gli uomini dovevano chiedere su tutto: "È lecito?" Lo scopo della disciplina è che dovrebbero chiedere: "È buono?" e fare la loro elezione di conseguenza. La carne di maiale è una cosa innocua per noi; mangiato liberamente in Oriente, ne risulta la lebbra. Ma la vera domanda è: perché la legge non pone la proibizione su un semplice base, che non è per il vostro bene? Questo mi porta a un altro principio

(3) Nei primi stadi della cultura umana, nulla è abbastanza forte per frenare i desideri dell'uomo e per stimolare l'esercizio del discernimento, se non la religione. Non c'è quasi una cosa preziosa per la vita secolare dell'uomo che non sia stata conquistata per lui dalla forza che la religione ha esercitato sui suoi poteri naturali. La conoscenza delle lettere era mantenuta viva solo dal desiderio dell'uomo di leggere e comprendere la Parola di Dio e i libri religiosi. Il desiderio di calcolare correttamente le feste religiose diede inizio a tutte le indagini e ai trionfi dell'astronomia moderna. I monaci stabilirono la tregua di Dio, e solo con la mano forte della religione si poterono mitigare gli orrori della guerra. Il diritto dei nostri morti a un riposo indisturbato è stato assicurato dalla croce della Chiesa sotto la cui ombra giacevano le ceneri dei nostri antenati. E Dio cominciò dall'inizio con gli Ebrei e fece delle questioni più semplici di diritto o di prudenza questioni di religione fin dall'inizio. Dovevano mangiare e adempiere ogni funzione della vita "perché il Signore loro Dio" ha voluto che fosse così

(II.) Il progresso della società ha avuto la tendenza a liberare gli uomini da questi vincoli e a portare tutto ciò che riguarda il benessere dell'uomo sotto l'influenza delle facoltà speciali che hanno la responsabilità dei singoli settori della vita. Degli antichi scrissero libri per la gloria di Dio; e i guardiani religiosi degli uomini giudicavano se adempivano a tale scopo e potevano essere letti con sicurezza. Ora gli uomini scrivono libri semplicemente per raccontare ciò che sanno, ed è lasciato al gusto della società leggerli o meno. Degli anziani si astenevano dalle carni perché erano un abominio per Dio; ora Ebrei 51 lascia liberi di giudicare e di scegliere ciò che trovano essere per il loro bene. Pietro poteva ancora praticare un'astinenza che un romano poteva considerare oziosa, ma non si permetteva a Pietro di lasciare che ciò ostacolasse la conversione del mondo. Il fanciullo, adulto, doveva giudicare da sé dove il suo tutore legale aveva giudicato per lui. Paolo lo comprese pienamente (Romani 14:1-9). E così è per tutte le cose. In Inghilterra un uomo può mangiare non ciò che gli piace, ma ciò che trova essere per il suo bene. Così con il digiuno e il giorno di festa, i servizi, i luoghi, ecc. 2; Ma questo uso delle facoltà naturali è un dovere religioso meno sacro di quanto non lo fosse dell'antica obbedienza a una legge religiosa? Certo che no. Il dovere secolare diventa sacro allo spirito, e l'intera vita è portata sotto l'ampio obbligo religioso di un figlio nato libero verso un Dio misericordioso. "Pecceremo forse perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Dio non voglia". Il progresso del cristianesimo tende a porre tutti gli atti dell'uomo sotto il dominio delle facoltà naturali che gli sono state date proprio a questo scopo, e a fare del giusto uso di queste facoltà il dovere più sacro della sua vita davanti a Dio. Prima la legge, poi la libertà, per scoprire la legge divinatoria, "la legge perfetta della libertà", in cui continuare significa essere benedetti. Dio ha reso sacra tutta la vita. Ebrei rinuncia ad una parte, per rivendicare il tutto; ma di reclamarlo, non perentoriamente come un Maestro, ma amorevolmente come un Padre, che cerca non le tue opere, ma te stesso

(3.) Dio ha purificato tutte le cose per i pii, ma per gli empi nulla è puro. Non c'è nulla di comune o di impuro, ma un'anima comune e impura e la sua vita. Questa è un'impurità essenziale, e solo una Fonte può purificarla, un solo Spirito la consacra. (J. Baldwin Brown, B.A.Mentre Pietro dubitava, gli uomini che erano stati mandati da Cornelio stavano davanti alla porta.- I messaggeri del centurione alla porta di Pietro: - Come il paganesimo orgoglioso bussa umilmente alle porte del regno di Cristo

(I.) Il grande abisso che doveva essere superato

(1.) Orgoglio romano

(2.) Pregiudizio ebraico

(II.) La potenza celeste che ha aperto la strada

(1.) Con il centurione, l'attrazione del Padre verso il Figlio

(2.) Con l'apostolo, lo Spirito di Verità emancipante e l'amore costrittivo di Cristo

(III.) L'accoglienza propizia

(1.) Da parte dell'umile richiesta del messaggero

(2.) Da parte dell'amichevole accoglienza di Pietro. (K. Gerok.Il dubbio: la sua causa e la sua cura: Pietro era un tipo della classe migliore di dubbiosi sinceri, umili e di mentalità aperta. Non c'è affinità tra il suo caso e quello dello scettico inveterato, presuntuoso e propagandista che presenta le sue infedeltà come sintomatiche di genio, e cerca così di avere la leadership nel pensiero moderno. Ma c'è una notevole somiglianza tra l'apostolo e una grande classe che merita da noi ciò che ha ricevuto da Dio: simpatia e guida

(I.) La causa del dubbio

(1.) Pregiudizio derivante dall'educazione precoce. Pietro riteneva ciò che gli era stato insegnato solo sull'autorità dei genitori, dei ministri e persino su quella divina. Gran parte del dubbio moderno è una mera questione di pregiudizio. Le idee ricevute come verità da altri si scontrano con ciò che i cristiani credono essere verità divine, e le prime sono preferite

(2.) Abitudine. L'usanza radicata di mangiare solo carne "pura" e di conversare solo con uomini "puri" rese Pietro incapace di concepire l'abbandono delle distinzioni cerimoniali. E così c'è un'abitudine di pensiero scettica che cresce con l'indulgenza, e che quasi senza alcuna volontà da parte di chi dubita impedisce l'ingresso della verità cristiana

(3.) Visioni ristrette delle dispensazioni e dei propositi di Dio. Ciò che Dio intendeva solo per un tempo, Pietro sosteneva che gli Ebrei intendevano per sempre. Così a volte lo scettico si attacca a qualche atto temporaneo o principio parziale dell'amministrazione divina come tipi del tutto. Ebrei solleva obiezioni, ad esempio, contro la sofferenza, trascurando il suo carattere disciplinare, o contro l'immoralità di alcuni agenti di Dio, dimenticando che Dio crea l'ira degli uomini per lodarlo

(4.) Inquietudine mentale. La visione fu la causa dei dubbi di Pietro. La sua mente era in uno stato di caos, poiché le fondamenta di tutto ciò che aveva di caro e certo sembravano essere minate. Tutte le convinzioni instillate dall'addestramento, radicate dall'abitudine e approfondite da un pensiero ristretto ma intenso, cominciarono improvvisamente a cedere, uno stato d'animo familiare ai sinceri dubbiosi. La verità non è ancora emersa, ma tutto ciò che giustifica lo scetticismo come stato d'animo intellettuale difendibile è scomparso

(II.) La sua cura. L'illuminazione dello Spirito di Dio. La ragione non risolverà il dubbio, da qui l'inutilità della mera controversia. La verità deve essere appresa dal cuore, e solo gli ebrei che l'hanno creata, e sanno di cosa ha bisogno, possono raggiungerla. Pregate e prima o poi il Consolatore vi guiderà in tutta la verità

(2.) Prontezza e attività in servizio. "Alzati e scendi." Rimuginare su di esso non farà che intensificare quella morbosità mentale che è il suo terreno più fertile. Il lavoro troverà almeno uno sfogo ai sentimenti imprigionati che bussano così dolorosamente alle pareti interiori dell'anima. E fare subito un po' di lavoro pratico. I ritardi si stanno indebolendo

(3.) Obbedienza agli impulsi divini. Questi raramente sono ancora nel ricercatore della verità. Ciò che lo Spirito di Dio fece a Pietro, Ebrei miracolosamente lo fa per noi, naturalmente attraverso impressioni, opportunità, strani sentimenti che ci portano o ci spingono ora qui e ora là. Ma come l'andare di Pietro con gli uomini portò a sciogliere i suoi dubbi, così se uno vuole fare la volontà di Dio conoscerà la dottrina

(4.) La guarigione è spesso effettuata da incidenti inaspettati, e in modi improbabili; ma l'uomo che prega, lavora ed è obbediente alla luce che ha, troverà questi che si trovano lungo il sentiero ordinario della vita. (J. W. Burn.Mentre Pietro pensava alla visione, lo Spirito disse: Sorgere.- Devozione e azione: - Lo Spirito chiama l'apostolo dalla preghiera e dalla meditazione all'azione. La vita contemplativa non è che la preparazione per gli attivi, poiché gli attivi sono rafforzati dalla solitudine e dalla contemplazione. L'uomo di Dio ha bisogno di entrambi, e l'uno senza l'altro è una vita mutilata e imperfetta. (Dionigi di Cartagine. Una chiamata divina a predicare: - Ero presente all'esame orale di Peter Mackenzie dell'Apocalisse. Alla fine il presidente disse: "Tutti possono andare in pensione tranne il signor Mackenzie". Quando da solo gli fu chiesto, tra le altre domande: "Che cosa ti ha portato a predicare?" Ebrei rispose: "Dopo la mia conversione mi fu chiesto di parlare alla Scuola Domenicale, e così feci. Poi due predicatori locali mi chiesero di andare con loro per provare a predicare. Ho esitato e mi hanno detto che mi avrebbero chiamato. Mentre pregavo al piano di sopra che Dio mi guidasse, li sentii di sotto che chiedevano di me. Mi alzai dalle mie ginocchia, ancora indeciso, e aprii la mia Bibbia con queste parole: 'Mentre Pietro pensava alla visione, lo Spirito gli disse: Ecco, tre uomini ti cercano. Alzati, dunque, scendi e va' con loro, senza dubitare, poiché io li ho mandati'". Questa risposta produsse non solo sorpresa, ma qualcosa di simile a una scena. Seguirono altre domande, alle quali rispose con una semplicità e una naturalezza così belle che diversi membri del comitato si commossero fino alle lacrime. (T. McCullagh) Ministero degli uomini: - Nella fotografia è il sole che fa il ritratto. Non c'è alcun disegno del contorno da parte di una mano umana, e nessuna ombreggiatura della figura secondo le regole dell'arte del pittore. La persona si alza nella luce, e la luce posa la sua immagine sul vetro. Eppure in quest'opera c'è posto per il ministero dell'uomo. Senza il ministero dell'uomo l'opera non potrebbe in nessun caso essere compiuta. Una mano umana prepara la lastra per fissare l'immagine e regola lo strumento per proiettare la luce al momento giusto sulla superficie preparata. Sebbene nel vero lavoro di realizzazione del quadro l'uomo non abbia alcuna mano, il suo posto è importante e necessario. Un posto simile sotto il ministero dello Spirito è dato al ministero degli uomini. Dio non manda angeli per far conoscere il vangelo. Lo impariamo da uomini di carne e sangue come noi. Cornelio e la sua casa saranno salvati, ma Pietro deve andare da Giaffa a Cesarea e aprire loro la via della salvezza. L'umiltà di Cornelio: - I Romani erano altrettanto orgogliosi degli Ebrei, e la condiscendenza di un uomo nella condizione di Cornelio, nel mandare a casa di un conciatore per avere luce da una persona oscura della specie comune, sembra incredibile nel corso ordinario del pensiero e dei costumi orientali. Mandare a una persona del genere per l'istruzione religiosa è del tutto incredibile. Nessuno tra noi, nemmeno di fronte a crudeli rivolte religiose, può concepire il muro che esiste tra i partiti religiosi in Oriente, o il modo in cui le sette religiose esercitano il potere e mantengono i loro aderenti. La verità è che questa lezione, con i passaggi che la precedono, annuncia una delle più grandi rivoluzioni orientali che il mondo abbia mai visto, e che dà la visione più profonda della profezia di Isaia 2:13-15. (Prof

(I.) H. Hall.) Scendi e va' con loro, senza dubitare di nulla.-Come possiamo conoscere la nostra opera?Questo è il segreto della libertà, dell'efficienza e del successo. Lo si vede nell'inventore che è certo della combinazione di strumenti con cui deve realizzare un risultato di valore per l'umanità; nell'insegnante che sa di avere una verità da comunicare che è importante che gli uomini apprendano; nel soldato che sa, perché conosce il comandante, che l'ordine che è stato dato è saggio, praticabile, necessario; nel marinaio che si fida dell'orologio e della bussola, e continua la sua rotta, dopo la sua osservazione, senza dubitare di nulla, sapendo esattamente dove si trova. Dappertutto questa fiducia è la condizione dell'entusiasmo e del successo, e nelle imprese cristiane è una fiducia non solo nell'utilità del lavoro, ma nell'autorità, nella cura, nell'affetto, nell'impulso divini, che ci accompagnano nei nostri sforzi per eseguirlo. Era proprio questo che Pietro sentiva. Se non fosse stato per la visione da cui era scaturita questa fiducia, se non fosse stato per la voce dello Spirito che interpretava la visione, egli non sarebbe stato pronto ad andare. Ma, in conseguenza di ciò, riconobbe la chiamata che gli era stata rivolta dai servi del centurione. Non portavano semplicemente un messaggio dell'ufficiale romano, ma dell'Autore del mondo e del Re della Chiesa. Pietro dubitò in seguito, nella reazione caratteristica del suo spirito impetuoso, se l'ebreo potesse ricevere un gentile e mangiare con lui. Ma a questo punto se ne andò, senza dubitare di nulla, e rese il mondo libero di entrare nella Chiesa di Cristo. Spesso sorgono questioni di dovere verso singoli cristiani o verso Chiese che desiderano poter ricevere un'istruzione simile a quella che fu data all'apostolo. L'opera alla quale sembrano essere chiamati da Dio è difficile, pericolosa e costosa. Ci sono argomenti a favore e contro; E così si confondono nelle perplessità, bilanciando le ragioni a favore e le ragioni contro, fino a quando, forse, l'occasione è passata. Ora, non vediamo visioni né udiamo voci, ma ci sono certe indicazioni, quando un'opera ci viene assegnata, che sono altrettanto intelligibili e impressionanti

(I.) Quando l'opera fa parte del piano, Dio avrebbe compiuto. Quando si tratta propriamente della Sua gloria, è allora collegata al Suo piano. Non che il dovere cristiano si limiti agli sforzi per l'istruzione religiosa e la conversione degli uomini; Ci sono moltitudini di interessi che sono connessi con questo. Imprese che ricercano la cultura intellettuale dell'uomo, gli interessi secolari e sociali della comunità; il benessere pubblico in materia di salute, ordine, governo giusto e liberale; tutte queste cose sono tanto obbligatorie per il cristiano quanto un dovere come quello che riguarda immediatamente l'istruzione degli uomini nella verità religiosa. Ogni pietra nel muro ha il suo ufficio da compiere. Un uomo che sta costruendo una cattedrale non può dire: "Farò tutto di statue, o guglie". E, quindi, il dovere cristiano non è mai limitato. Quando un'opera, quindi, contribuisce al piano di Dio e ci incontra direttamente sul nostro cammino, possiamo essere persuasi che fa parte dell'opera che Dio ci assegna

(II.) Quando è possibile realizzarsi, ma con sforzo e abnegazione. Non siamo responsabili di ciò che non possiamo realizzare; ad esempio, per predicare in lingue che non conosciamo, per costruire chiese e farle galleggiare sui mari fino alla Cina e al Giappone. L'incarico di Dio è sempre un incarico praticabile e, in proporzione allo sforzo e all'abnegazione richiesti, la Sua paternità del messaggio riguardante l'opera diventa più evidente alla mente cristiana riflessiva. Di solito giudichiamo esattamente il contrario. Diciamo: "Questo è un buon lavoro, e posso farlo in un minuto; perciò questo è il compito di Dio per me. È un buon lavoro, e posso aiutarlo con un piccolo dono che non mi mancherà mai. Questo è evidentemente il piano di Dio". No; Il piano di Dio inverte esattamente questo, Ebrei rende il dovere tanto più obbligatorio quanto più difficile è, per lo sviluppo dell'energia cristiana, della generosità, della pazienza. Dio non ha bisogno del nostro aiuto. Perché, allora, gli Ebrei lo chiedono? Perché così Ebrei 101 sviluppa. Ebrei non si applica solo alle prove, ma agli stimolanti di tutto ciò che è meglio in noi. L'uomo che si è dato al suo paese lo ama di più, l'uomo che ha combattuto per il suo amico lo onora di più, l'uomo che ha lavorato per i valori della sua comunità più alti gli interessi che ha cercato di conservare

(III.) Quando la richiesta arriva inaspettatamente e senza alcun nostro predisposto. Riconosciamo l'intervento di Dio nei nostri piani, in parte, dalla subitaneità con cui l'evento si è verificato contrariamente alle aspettative, come quando un amico viene ristabilito dalla malattia quando ogni nostra speranza era svanita; come quando si apre all'improvviso una strada verso la prosperità e l'utilità, dove tutto sembrava chiuso e non si riusciva a escogitare alcun modo per raggiungere il risultato. Quando la Società Biblica fu formata, nessuno se l'aspettava. Un missionario gallese aveva distribuito alcune migliaia di copie delle Scritture gallesi, ed era andato a Londra per prenderne altre e non ci era riuscito. Gli Ebrei dissero l'uno all'altro: "Perché non possiamo avere una società per stampare la Bibbia in gallese?" Si riunirono per vedere se si poteva fare, e un uomo, il cui nome non era quasi mai stato udito, si alzò e disse: "Sì; ma se per il Galles, perché non per tutto il mondo?" Improvviso come un lampo uscì dal cielo limpido, e la risposta fu immediata. Da ciò nacque la Società Biblica d'Inghilterra, d'America, del mondo. Quando un uomo contempla la gloria di Dio nella santificazione degli uomini, ci propone un'opera possibile con lo sforzo e l'abnegazione, viene a noi senza la nostra previsione o

predisposizione, è l'opera di Dio

(IV.) Quando l'impressione è impressa nella mente, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, un senso di dovere sempre più profondo riguardo a quell'opera, quella è la voce di Dio per noi. Questa silenziosa influenza dello Spirito è ciò che ha prodotto per noi la Bibbia. Questa silenziosa influenza dello Spirito è il privilegio di ogni cristiano oggi. Quando questo rimane, approfondendosi continuamente in te, diventando più chiaro e più forte, dobbiamo confidare in esso come la scoperta della mente di Dio per noi riguardo al nostro dovere. Nessun uomo che abbia imparato a fidarsi di esso si fiderà mai di qualcos'altro piuttosto che di esso. Nella grande crisi della vita è sempre così. Mantenete la mente in preghiera in conferenza con Dio, senza resistenza sotto l'impressione del Suo Spirito. Quando punta in una certa direzione, seguilo nell'oscurità o nel giorno; Ovunque ti porti, vai. Siamo certi del successo; Vai, senza dubbio. Quando tutti questi segni si combinano, allora Pietro può mantenere la sua visione e la voce di Sion che parlava nell'aria intorno a lui. Sento una voce dentro di me, e chiunque segua quella voce segue Dio e Lo segue nella Sua gloria. (Età cristiana.Il signor Joseph C. Palmer, nei primi giorni della California, era membro di una banca che faceva un immenso affare. Una volta un depositante chiamò per prelevare 5.600 sterline dalla banca. Il consenso del signor Palmer era necessario, ma era stato chiamato via per partecipare a qualche servizio a un miglio o più dalla riva. Là il depositante si affrettò a far conoscere i suoi bisogni e la necessità di essere subito soddisfatti. Il signor Palmer non riusciva a trovare né penna, né matita, né inchiostro, né carta. Ma senza un attimo di esitazione prese una tegola, prese in prestito un pezzo di gesso rosso e con esso scrisse un assegno sulla tegola in lettere grandi e distinte di 5.600 sterline. Questo è stato prontamente onorato quando è stato presentato. È probabilmente l'unico caso registrato di un tale assegno emesso e onorato; ma in questo caso l'impiegato pagatore accettò le istruzioni del suo principale, anche se trasmesse in modo insolito, senza esitazione. Magari gli uomini cristiani fossero altrettanto pronti ad obbedire ai suggerimenti della volontà di Dio, anche se si rivelano in modi inaspettati e si oppongono a nozioni preconcette? L'apostolo Pietro mostrò questa prontezza in un'occasione memorabile (Versetti, CAPITOLO x. 10-23). (Araldo cristiano.)

24-33. E il giorno dopo entrarono a Cesarea. E Cornelio li attese.-Modello di visita pastorale:-La preparazione ad essa

(1.) Con la casa, un sincero desiderio di salvezza

(2.) Con il ministro, un santo impulso dello Spirito

(II.) La conversazione

(1.) Da parte di coloro che confessano, un'onesta esibizione dello stato del loro cuore

(2.) Da parte del pastore, una potente testimonianza di Cristo e della Sua salvezza

(III.) Il frutto di tale frutta

(1.) Per gli ascoltatori; rafforzamento e vivificazione mediante lo Spirito Santo

(2.) Per il ministro; gioia nel Signore per le anime salvate e l'aumento del Suo regno. (K. Gerok.Pietro e Cornelio: - L'incidente davanti a noi insegna...

(I.) Che il cristianesimo può sradicare le abitudini più inveterate. Fino a quel momento Pietro non aveva compreso la missione del cristianesimo di conquistare il mondo, cosicché, quando i messaggeri di Cornelio lo incontrarono, egli era l'incarnazione stessa della santità cerimoniale. Gli ebrei devono ora sentire il potere espansivo del cristianesimo e correre in soccorso morale di un gentile marchiato! Per ottenere questo sradicamento dell'abitudine, non si ricorre a nessun agente obbligatorio. La convinzione è prodotta dall'illuminazione. Com'è stato nel caso di Pietro? C'era

1.) Rivelazione visibile: il vascello discendente era evidente alla sua visione

(2.) Comunicazione orale: "Ciò che Dio ha purificato non chiamarlo comune". 3. Prove personali concomitanti - "mentre Pietro dubitava di se stesso, gli uomini che erano stati mandati da Cornelio" stavano alla sua porta

(4.) Istigazione divina: "Scendi e va' con loro". 5. In tutto questo, però, non c'era nulla al di là della persuasione morale. La convinzione di Pietro fu conquistata, per questo egli afferma: "Dio me l'ha mostrato". C'è qualcosa di così potente come la convinzione religiosa? Non ha forse scosso troni, sconvolto dinastie e reso gloriosa la storia dell'umanità? È con la forza della convinzione che il cristianesimo deve sradicare il male morale

(II.) Che la propagazione del cristianesimo è stata devoluta sulla strumentalità umana (Versetti 5, 6). L'angelo avrebbe potuto essere delegato e quindi ovviare alla necessità del ministero di Pietro. Ma ci sono tre ragioni del tutto sufficienti per l'impiego dell'agire umano

1.) L'uomo può praticamente attestare i vantaggi del cristianesimo. Ebrei testimonia ciò che ha realizzato sperimentalmente. Non è una "cosa di bellezza" per il suo occhio esteriore, ma una realtà e un potere nella sua anima

(2.) L'uomo può comprendere le particolari difficoltà che affliggono la mente umana. Il cristiano è passato attraverso il processo di purificazione. Quindi, essendo egli stesso "passato dalle tenebre alla luce", può guidare altri nella via misteriosa. Quando incontra il dubbioso, l'ansioso ricercatore, il tentato, può simpatizzare con ogni fase dell'esperienza umana, e quindi è qualificato per propagare il vangelo

(3.) L'uomo può smascherare l'inganno del peccato. Ebrei ha sperimentato il suo tradimento vuoto e spietato. Questo gli dà il potere di ragionare con i Felici, della società. Quando raccontano i loro piaceri, egli può testimoniare della loro amarezza. Queste qualifiche sono state combinate in un grado superlativo in Pietro. Non potrebbe egli attestare i vantaggi del cristianesimo?

(III.) Il vero metodo di esporre il cristianesimo. Marco, la schiettezza di questo sermone! Ovunque il predicatore vada, non perde mai di vista Cristo. Se ritorna ai "figli d'Israele", li collega a Gesù; se attraversa la Terra Santa è per seguire le orme del Salvatore; se si riferisce al Grande Trono Bianco dell'ultimo giorno del tempo, è per indicare il Giudice Redentore

(1.) Ci sono lezioni per i predicatori qui. Il mondo deve essere salvato dalla predicazione di "Cristo crocifisso". 2. Ci sono lezioni per gli ascoltatori qui. Per quale scopo vi radunate? Cornelio convocò l'apostolo "perché ascolti tutte le cose che ti sono state comandate da Dio". Vieni per la gratificazione mentale e la tua speranza potrebbe trasformarsi in confusione: vieni a comunicare con la Divinità condiscendente, e le risposte di pace rinfrescheranno la tua anima! 3. Pietro predicò enfaticamente il Vangelo. Il suo discorso non era un saggio sul Vangelo né una dissertazione su nessuna delle sue dottrine: era una proclamazione audace e potente della "remissione dei peccati" attraverso la fede in Cristo. Ai giorni moderni un sermone del genere potrebbe essere definito banale: gli studiosi potrebbero descriverlo come adatto a plebei incolti, e i critici potrebbero accusarlo di mancanza di finezza: nonostante ciò, tuttavia, possiamo immaginare qualcosa di più squisitamente adatto alle necessità di Cornelio e dei suoi colleghi uditori? L'adattamento, infatti, è il vero segreto del potere. Paolo poteva ragionare, Apollo poteva declamare e Pietro poteva presentare il vangelo con condensazione e completezza insuperate da nessuno dei suoi contemporanei. Così, nella Chiesa moderna, ogni uomo deve lavorare nel proprio ordine; ciascuno, tuttavia, si sforza di esaltare la Croce come pegno di amore infinito e mezzo di salvezza umana

(IV.) La connessione tra l'agire umano e il potere divino (Versetto Versetto 44). Questo fatto ci mostra... l. Che l'agire umano non è autosufficiente per quanto riguarda i risultati spirituali. Non è nell'uomo risollevare i Lazzari della società dalla loro morte morale. Possono "rotolare via la pietra dalla porta del sepolcro", ma Dio solo può allentare la morsa del tiranno

(2.) Che, a parte la Parola consegnata, ci deve essere una distinta influenza Divina. La parola era stata pronunciata e, oltre al messaggio orale, c'era una distinta effusione dello Spirito Santo. Mentre, quindi, "scrutiamo le Scritture" e prestiamo orecchio al ministero umano, dobbiamo implorare la presenza e la benedizione dello Spirito Eterno. Conclusione: Soffermandosi vicino a questa casa di Cesarea, si possono ascoltare lezioni che influenzano in modo vitale la nostra pace personale e il nostro destino, nonché assistere al trionfo della verità evangelica. Impariamo

1.) Che la perfezione spirituale è impossibile senza Cristo. Cornelio era un uomo evidentemente religioso, eppure gli mancava la vera luce; Serviva qualcosa di più per purificare e perfezionare il suo carattere

(2.) Il valore di quell'uomo deve essere valutato dalla sua condizione morale. "In ogni nazione chi teme Dio e opera giustizia". Verrà il tempo in cui ogni uomo sarà valutato secondo il suo carattere

(3.) L'onore trascendente connesso con l'utilità cristiana. L'uomo è mai stato coronato con un onore più grande di quello di essere lo strumento per condurre i peccatori alla conoscenza del vero Salvatore? (J. Parker, D.D.) Pietro e Cornelio:

1.) Sicuramente questo è messo per iscritto come un modello del modo scelto dal Signore di compiere la Sua opera, facendo di ogni persona che riceve la Sua grazia un centro per rendere luminoso ciò che lo circonda in essa immediato. Cornelio "radunò i suoi parenti e amici intimi". 2. Quando ogni agente al servizio del Signore adempie obbedientemente il proprio compito "senza contraddizione o indugio", tutte le molteplici parti si incastrano in una meravigliosa completezza di successo. È una parte di un disegno perfetto che il Maestro compie quando Ebrei opera in voi per servirLo. Un'altra parte dello stesso disegno che Ebrei sta preparando altrove. La fede obbediente unisce le parti

(3.) Quando Pietro ricevette la Parola del Signore riguardo alle "chiavi del regno dei cieli", non pensava che gli sarebbe stato dato di spalancare le porte del regno al mondo dei Gentili. Liete sorprese di risultato sono date anche al discepolo più umile e più debole, che compie semplicemente ogni passo del servizio, aspettando Gesù con doveroso amore

(4.) Nelle poche parole complete di Pietro qui, ci viene fatto sentire come tutte le ricchezze accumulate nell'antico patto siano completate e liberamente date a tutti in Cristo, in modo che "chiunque crede in lui riceverà la remissione dei peccati". Questo "la legge non poteva farlo". (G. S. Rowe.)

28. Un uomo che è ebreo.L'ebreo: Non riesco a concepire un oggetto più profondamente interessante di questo: "un uomo che è un ebreo!" Tutto ciò che è venerabile nell'antichità, sacro nella religione, ricco di storie, sublime nella poesia, si attacca a questa straordinaria razza. Se non fosse stato per un uomo del genere, l'infedeltà avrebbe perso una delle prove più inconfutabili della sua falsità e della sua follia

(I.) Le sue rivendicazioni comuni come uomo. Un papa recente stava passando per Roma; un ebreo, caduto in preda a un attacco, giaceva prostrato sul pavimento; il popolo che lo vedeva, come il sacerdote e il levita, passava dall'altra parte; ma il sommo pontefice, sceso dalla carrozza, corse in suo aiuto. "Ebrei è un ebreo!" gridavano, come inorriditi da un contatto così contaminante. "Ebrei è un uomo!" gridò il pontefice; e, come il buon Samaritano, si affrettò a soccorrerlo, lo vide condotto sano e salvo a casa sua e mandò il proprio medico ad assisterlo

(1.) Ebrei è un uomo oltre che un ebreo, sebbene sia un ebreo, e tutte le pretese che l'umanità può presentare alla simpatia della specie appartengono a lui. Anche lui può fare l'appello, così a lungo sollecitato invano dall'africano schiavo: "Amos, non sono un uomo e un fratello?" Tu devi a lui l'adempimento della parte di un fratello; e se non lo renderai la voce, la voce del sangue del tuo fratello griderà contro di te

(2.) Ebrei è un uomo, la progenie dello stesso genitore, l'opera dello stesso Creatore, fatto in modo spaventoso e meraviglioso come te, lo stesso sangue vitale scorre nelle sue vene, lo stesso cuore pulsa nel suo petto, e a tutti i mali di cui la carne è erede, è soggetto come te

(3.) Quell'uomo che è ebreo ha un'anima, preziosa come la tua. il soffio di Dio lo ispirò; Il Suo Spirito lo ha dotato; ed Ebrei, che ha detto enfaticamente: "Tutte le anime sono mie", lo rivendica come suo. Pensate alle facoltà di cui è dotato, alla sua vasta capacità di felicità o di infelicità, alle circostanze pericolose in cui è posto sotto la maledizione e la condanna della legge violata di Dio, e alla terribile eternità che è destinato a ereditare se vi passa senza essere perdonato

(4.) E non è stato versato lo stesso sangue prezioso per la sua redenzione? Su quale altro terreno se non questo si può cercare con un certo grado di correttezza, o con qualche speranza di successo, la salvezza degli ebrei? E se è così prezioso, quale argomento fornisce questa considerazione per i nostri migliori sforzi per promuovere la salvezza dell'anima per la cui redenzione anche questo non era considerato un prezzo troppo grande

(II.) Le pretese peculiari di lui in quanto ebreo. Ebrei appartiene a una razza... l. Venerabile nell'antichità. Chi può vantare un'araldica o una storia come la loro? Un'araldica il cui stemma viene dal cielo e una storia i cui documenti sono scritti da penne ispirate. L'origine di altre nazioni è velata dall'oscurità e così mescolata con la favola che è difficile separare la realtà dalla finzione. Ma qui c'è un popolo, la cui storia è tutta dipinta in linee di accuratezza e in caratteri di verità. E non è uno spettacolo commovente vedere un popolo, così canuto per l'accumularsi dei secoli, trattato con contumelia e lasciato perire? 2. Che un tempo godeva dei pegni speciali del favore divino. Ora, in verità, sono calpestati dai pagani. Ma una volta erano una grande nazione. Essi, e solo loro, potevano vantare una teocrazia pura e leggi date dal cielo. Un popolo, dunque, una volta posseduto e onorato da Dio in questo modo, deve essere guardato con indifferenza o disprezzo? Anche un popolo, il cui abbandono da parte di Dio non è definitivo, e la cui restaurazione nel Suo favore arriverà sicuramente. Non sono sicuro che il lento progresso della causa cristiana non possa essere, in una certa misura, attribuito alla noncuranza che i cristiani hanno manifestato nei confronti degli ebrei

(3.) Al quale siamo imposti nel più profondo obbligo. Non c'è nulla di grande o di buono che possediamo, ma ne siamo debitori verso gli ebrei. A loro dobbiamo il migliore dei libri, il migliore dei doni: il sacro volume e il Salvatore del mondo. Chi è il più antico e il più autentico di tutti gli storici, se non un ebreo? Quali poeti possono essere paragonati ai loro? Devono essere amati, per il bene dei padri se non per il loro; e sebbene possiamo ben disperare di pagare mai il debito che è loro dovuto, tuttavia, con i nostri sforzi per il loro benessere, testimonieremo che non siamo del tutto inconsapevoli o non disposti a riconoscerlo. E pensate da quanto tempo questo debito si contrae, mentre a malapena è stata pagata una frazione degli interessi. Le società stanno spendendo centinaia di migliaia di dollari per i lontani pagani, ma quanto pochi sono interessati alla restaurazione delle pecore perdute della casa d'Israele! 4. Alla cui conversione deve derivare un vantaggio prodigioso. Se la loro caduta è la ricchezza del mondo, e la loro diminuzione le ricchezze dei pagani, quanto più la loro pienezza? Gli ebrei, in caso di conversione, diventeranno i missionari più zelanti e di successo; mentre la Chiesa stessa, eccitata da questo evento a una vita, a un'energia e a un'unanimità sconosciute ai tempi passati, scenderà in campo contro il nemico comune in numeri rispetto ai quali tutte le cifre attuali appariranno spregevoli. Chi può andare avanti e annunciare ai fedeli dicendo: "degno di ogni accettazione, che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori", e aggiungere, con la stessa enfasi dell'ebreo, "di cui io sono capo"? 5. Per la cui salvezza non c'è mai stato un periodo più favorevole del presente. Sembra già che ci sia un tremito tra le ossa nella valle della visione. Gli ebrei cominciano ad essere stanchi del lungo ritardo che accompagna la venuta del loro Messia invano atteso. Hanno i loro dubbi sulla correttezza delle loro opinioni. Si sentono come se il sistema a cui si sono aggrappati così tenacemente fosse invecchiato e fosse pronto a svanire. La speranza differita comincia a far ammalare il cuore. Desiderano ardentemente un insegnamento migliore di quello che danno i loro rabbini, e alcune influenze più soddisfacenti e sostanti di quelle che i loro Talmud e i loro Targumim producono. In questo stato di cose i loro uomini illuminati e intelligenti sono più disposti a conversare e a discutere sul soggetto della messianicità di Cristo nei tempi passati. E certamente, quando l'infedeltà, sotto le spoglie del cristianesimo razionale, si diffonderà in tutto il continente, faremo bene a cercare la conversione degli ebrei. L'infedeltà non può incontrare un antagonista più formidabile di un ebreo colto, intelligente e convertito. (T. Raffles, D.D.Dio mi ha mostrato che non devo chiamare nessun uomo impuro o impuro.-Una bella fede nelle scintille della divinità in ogni anima umana:

(I.) Il suo buon terreno

(1.) Per creazione

(1) Secondo l'immagine di Dio

(2) Tutto da una coppia

(2.) Per redenzione

(1) Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati

(2) Cristo manda i suoi apostoli a tutte le nazioni

(3.) Per esperienza

(1) Nel mondo pagano

(2) Nella sorveglianza pastorale dei criminali

(II.) La sua influenza benefica

(1) Per la contemplazione cristiana del mondo e delle concezioni della storia in generale

(2.) Per i rapporti cristiani nella vita quotidiana

(3.) Per il ministero cristiano. (K. Gerok.Un ricco nobile mostrava una volta a un amico una grande collezione di pietre preziose il cui valore era quasi incalcolabile. C'erano diamanti, perle, rubini e gemme provenienti da quasi tutti i paesi, ed erano stati raccolti dal loro possessore con la massima fatica e spesa. «Eppure», osservò, «non mi danno alcun reddito». L'amico rispose che aveva due pietre che gli erano costate solo cinque sterline ciascuna, ma che gli procuravano un reddito molto considerevole, e lo condusse al mulino e gli indicò due macine grigie che lavoravano sodo. (W. Baxendale.)

29 CAPITOLO 10

Atti 10:29

Perciò sono venuto da voi senza contraddizione.-Pastore e popolo:-

(I.) Riguardo al vero ministro, affermo che... Ebrei è una creazione speciale della grazia divina. Il mantello del profeta non è una proprietà personale; Dio ne è il proprietario, ed Ebrei stesso deve determinare chi ne sarà investito

(1) I processi attraverso i quali gli uomini raggiungono il pulpito sono diversi; ma se è vero, ciascuno è stato guidato dall'occhio divino. Alcuni richiedono anni di preparazione mentale; altri vengono evocati subito dall'oscurità. E allora? Ciascuno metterà in discussione la Divinità della missione dell'altro? Dio non voglia! "Ci sono diversità di operazioni, ma uno solo è lo Spirito". Gli ebrei che hanno parlato all'universo possono improvvisamente qualificare gli uomini a portare lo stendardo della Croce. Anche gli Ebrei, che hanno stabilito i processi della creazione, possono formare gradualmente gli uomini. Dobbiamo quindi mettere alla prova la Divinità della missione di ogni uomo più con i risultati ottenuti che con la disciplina subita. Ogni vero ministro è una creazione speciale della grazia divina, proprio come ogni pianeta è una creazione speciale del potere divino. Ebrei non considera la pubblicazione del Vangelo come una professione, ma come una vocazione. "Guai a me se non predicassi il vangelo". Potreste anche tentare di arrestare il turbine, o far arretrare i pianeti, piuttosto che mettere a tacere il ministro creato da Dio. Re e consigli hanno tentato l'impresa; ma al di sopra della furia e del clamore dell'inferno è risuonata questa voce: "Se è giusto agli occhi di Dio di darvi ascolto più di Dio, giudicatelo. Poiché non possiamo fare a meno di dire le cose che abbiamo visto e udito". Sì! questo è uno dei segreti del potere del vero ministro: egli ha "visto e udito" il suo Divino Maestro

(2) La Divinità di questa missione non è in alcun modo influenzata dalla varietà di modi che possono essere adottati dai singoli ministri. Ogni uomo ha il suo stile di lavoro, e non è mai così efficace come quando è naturale. Il turbine ha una missione, e così anche lo zefiro; Il sole estivo e il vento invernale sono ugualmente utili; E così, in relazione al ministero spirituale, un uomo parla con toni di tuono, e posa la sua presa sulle colonne del tempio del peccato. Un altro parla con tenerezza e tende una mano tesa a coloro che "non hanno forza". Un uomo è particolarmente qualificato per fare scompiglio tra le file dell'infedeltà; un'altra è costruttiva e edifica la Chiesa nella sua santissima fede. Nel ministero cristiano si trova lo studioso compiuto, il critico con gli occhi d'aquila, l'oratore eloquente. Ma non ci si deve aspettare da un solo uomo un riassunto delle qualifiche; Prendete ciascuno nella sua sfera e siate grati per ciò che sono, piuttosto che rimpiangere per ciò che non sono. Deprezzi il sole perché senza profumo? La rosa perché senza luce? 2. Ebrei cerca la più alta cultura spirituale dei suoi ascoltatori

(1) Il santuario non è un'accademia in cui si corteggiano le scienze, o in cui si devono impartire dotte predizioni. Gli uomini sono meno ansiosi di comprendere una teologia tecnica che di essere messi in contatto con la religione vivificante di Gesù. Dopo le ansietà della vita, dopo la comunione con uomini privi della simpatia divina, i vostri spiriti hanno bisogno di qualcosa di più delle critiche scolastiche

(2) Ci sarà una grande diversità nel carattere dei miei ascoltatori. Non mi rivolgerò a tutti con la stessa tensione, né mi godrò sempre il lusso tra i verdi pascoli della dottrina, della certezza e della promessa. Erigerò lo stendardo dell'eterna rettitudine e darò agli uomini la possibilità di sentire la loro vera statura morale. Strapperò la maschera all'ipocrita, afferrerò il figliol prodigo e cercherò di indurlo al pentimento

(3) La potenza della Chiesa consiste nella sua pietà. C'è forza nel genio; ma, in contrasto con la forza della pietà, è la debolezza. C'è potere nel denaro; ma il povero il cui cuore risplende d'amore per il Salvatore è un potere più potente del milionario. La santità è potere; con essa siamo valorosi come giganti, senza di essa siamo "canne scosse dal vento". La santità è pace. La pace che esiste al di fuori della santità è una tregua insidiosa. Il malfattore non può assicurarsi alcuna simpatia in una santa Chiesa; Ogni orecchio è chiuso alla sua calunnia, e ogni lingua è pronta a rimproverare la sua empietà

(II.) Riguardo a coloro che prestano servizio al ministero

(1.) Il pastore ha il diritto di aspettarsi: (l) la loro presenza puntuale e regolare. Questo è necessario per il divertimento. La parte devozionale del servizio è della massima importanza. E anche, prendendo il punto più basso, c'è qualcosa che si oppone alla pubblica decenza e rettitudine nella presenza tardiva

(2) L'esercizio di un giudizio di beneficenza. Mentre il nemico infuria, lascia che gli amici si uniscano! Se mi mostrerete fedele, io sorveglierò con calma qualsiasi tempesta esterna!

(3) Un costante interesse per le loro preghiere. Senza preghiera periremo. La preghiera dà forza, elevazione, oblio di sé

(4) La loro zelante cooperazione. Un ministro si sente forte nella misura in cui possiede la simpatia del suo popolo

(2.) Il popolo non deve aspettarsi: (l) Uniformità nel modo di rivolgersi. I ministri non sono che uomini. Le loro funzioni fisiche possono essere sconvolte, la loro pace sociale può essere invasa, le loro anime possono essere distratte, e tutti questi disturbi produrranno un'influenza sul loro ministero. Dobbiamo, quindi, essere discriminanti e comprensivi in relazione ai servizi del pulpito, e dobbiamo sempre sforzarci di garantire nel culto ciò che manca nella meditazione

(2) Un sistema di teologia in ogni sermone. Alcuni uditori sono abbastanza irragionevoli da aspettarsi che un predicatore, in ogni discorso, inizi dalla creazione e finisca con le arpe del cielo, prestando particolare attenzione alle circostanze che intervengono. Il mio obiettivo sarà quello di analizzare ogni testo e di sviluppare il significato che gli è proprio. Sostengo con la massima tenacia le grandi dottrine della Scrittura; ma sarebbe impossibile considerarli in relazione a ogni dichiarazione scritturale. Allo stesso tempo, sarà mia aspirazione esaltare sempre Gesù come l'unico e insufficiente Salvatore dell'uomo!

(3) Visite periodiche. Ci vorrà molto tempo per prepararsi al pulpito, e le chiamate dei malati, dei moribondi e dei penitenti assicureranno la mia massima attenzione. (J. Parker, D.D.Il disegno del ministero cristiano: - Consideriamo le ragioni per le quali un popolo dovrebbe agire quando cerca l'aiuto dei ministri

(I.) Salvezza personale. Il fine del ministero è la salvezza degli uomini, non l'esecuzione di cerimonie, né la pronuncia di discorsi. Le forme e le ombre del sacerdozio levitico sono scomparse; e la disputa e l'oratoria laboriosa hanno il loro posto nelle scuole. Se potessimo parlare le lingue degli uomini e degli angeli, o aprirti i misteri, ma l'eloquenza e l'erudizione non sarebbero una ragione per cui avresti dovuto mandarci a chiamare. Che cos'è l'armonia dei periodi, se tutto deve finire in parole? Quali sono le ricerche dello studio, se tutto deve terminare con l'aumento della tua conoscenza? La domanda che ci poniamo è: come possiamo volgere i talenti di cui Dio ci ha dotati per la vostra salvezza

(II.) Istruzione nella verità. La salvezza e la verità sono inseparabilmente connesse. Cornelio mandò a chiamare Pietro, affinché potesse "udire parole di lui". Parole della tradizione ebraica o della filosofia gentile? No; ma "parole con le quali tu e tutta la tua casa sarete salvati". Tu dunque ci hai mandato a chiamare per dichiarare la verità; Ma avete considerato la sua natura e la sua estensione? E tu puoi sopportarlo? Non tutto si comprende nell'amore di Dio. Puoi sopportare di essere ucciso dalla legge? Siete in grado di sopportare il ministero del Battista? Riuscite a sopportare che vi venga detto che, per quanto virtuosi possano essere molti di voi, dovete cercare questa salvezza come peccatori, e che, se un uomo vuole essere discepolo di Cristo, deve rinnegare se stesso ogni giorno, prendere la sua croce e seguire il suo Signore? Puoi sopportare che ti venga imposto: "Non conformarti a questo mondo", e che ti venga ricordato che non ci deve essere alcuna interruzione nel dovere; che devi correre con diligenza la corsa che ti si presenta davanti, e la guerra una buona guerra? Se ci avete mandato a chiamare per questo "intento", potreste dire: "Hai fatto bene a venire tu". Possiate dunque voi "purificare le vostre anime obbedendo alla verità", affinché possiate "conoscere la verità, e la verità vi renda liberi!"

(III.) Applicazione e applicazione fedele e costante della verità. I ministri dovrebbero essere più abili nella conoscenza divina della maggior parte dei loro ascoltatori; Ma sarebbe un'idea falsa che il ministero sia nominato per insegnarci costantemente qualche cosa nuova. Al contrario, non è meno importante che noi applichiamo e facciamo rispettare la verità conosciuta. Per

1.) La coscienza spesso dorme e ha bisogno di un altro che la svegli

(2.) Siamo inclini a giudicare gli altri. Il ministero è nominato per obbligarci a giudicare noi stessi

(3.) Siamo soggetti a illusioni religiose; Ed evitiamo quelle verità che ci disturberebbero. Il ministro di Cristo deve dichiarare l'intero consiglio di Dio; e le stesse verità di cui hai bisogno sono così pressate su di te

(4.) Tutte le abitudini e le passioni peccaminose sollevano una foschia e una nebbia intorno a se stesse; e spetta al ministero cristiano dissipare quell'atmosfera illusoria

(5.) Anche ogni tentazione pone un pregiudizio sul giudizio. Si vede solo il frutto piacevole alla vista, e desiderabile per rendere saggio. Spetta al ministero ricordarti che Dio ha detto: "Nel giorno in cui ne mangerai, per certo morirai". Oppure la tua tentazione può essere lo scoraggiamento e l'incredulità; E poi sta a noi richiamare la vostra attenzione sulle grandi e preziose promesse

(IV) L'istituzione o la continuazione delle ordinanze e della disciplina della Chiesa. San Pietro qui apre la Chiesa ai Gentili. Entrano; e questa era la loro misericordia e il loro privilegio; e così dovrebbe essere stimato da noi. Per una Chiesa cristiana è una delle istituzioni più importanti sulla terra. I suoi membri sono in speciale alleanza con Dio. Si osservano i sabati, si tengono assemblee pubbliche; e in questi la presenza divina è promessa e realizzata. Si gode della comunione cristiana. La Chiesa è un'associazione formata per fare la guerra al peccato e all'errore. Qui gli anziani sono confortati e rafforzati; i bambini sono portati a Cristo e addestrati per il Suo servizio; e servi resi liberi dalla verità. Nella Chiesa sono vigenti regole sante di vivere e di agire. Il battesimo è amministrato; e "mangiando" del "pane, e bevendo di quel calice", i seguaci di Cristo "manifestano la Sua morte finché vengano gli Ebrei". Ci hai mandato a chiamare per mantenere o sovvertire questo bellissimo ordine? "Per mantenerlo", so che dici. Ci rallegriamo di incontrarvi su questo terreno. Bene, allora, siate nostri collaboratori, o la fine fallirà. Conclusione:1. Se avete proposto scopi importanti nel mandarci a chiamare, questi ci impongono doveri importanti, che non possiamo adempiere se non con un aiuto speciale. Avremo bisogno del vostro candore e, soprattutto, delle vostre preghiere

(2.) Mantieni lo spirito di insegnamento. Se uno non riceve il regno di Dio come un bambino, non può entrarvi

(3.) Siate "intenti" alla crescita e all'avanzamento nella conoscenza e nella pietà. (R. Watson.)

30 CAPITOLO 10

Atti 10:30-48

E Cornelio disse: "Quattro giorni fa stavo digiunando". - Pietro a Cesarea: - Accogliamo con favore la sua rivelazione che la grazia di Dio ha una portata così illimitata; che nel Suo governo gli uomini sono responsabili non della conoscenza che non hanno, ma di ciò che hanno. Suggerisce alcune lezioni pratiche come le seguenti:

(I.) È nostro privilegio esercitare un'ampia carità verso le religioni che differiscono dalla nostra. Abbiamo l'autorità della Scrittura per riconoscere la verità ovunque si trovi. Nessuno degli apostoli si schiera più risolutamente di Paolo per la sana dottrina, per una vita retta; Eppure più di una volta si prende la briga di citare le opinioni degli scrittori pagani che sono corrette per quanto riguardano. Gli ebrei credevano che, per quanto possedevano una verità, essa era la verità di Dio. A volte abbiamo la sensazione che riconoscere qualcosa di buono in qualcuno che non è cristiano, o in una Chiesa con la quale non abbiamo comunione, o in una nazione che è nelle tenebre spirituali, sia slealtà verso Dio; ma in realtà gli rendiamo un onore più grande credere che qualcosa della sua immagine è rimasto nelle sue creature dappertutto; che, nella pienezza della Sua grazia, il Suo Spirito opera in una certa misura in tutti gli uomini i frutti della giustizia; che gli Ebrei esigono solo dalle Sue creature, nei paesi cristiani o in quelli pagani, di seguire la conoscenza che hanno; che "in ogni nazione chi lo teme e opera giustizia è accetto presso di lui".

(II.) Possiamo essere ispirati dalle virtù dei pagani. Fa parte della carità non solo riconoscere la virtù ovunque, ma essere disposti a copiarla. Questo è un alto conseguimento nello studio di questa grazia. Se un uomo è, a tuo giudizio, un pagano o un eretico, è umiliante ammettere che può insegnarti qualcosa di buono; Ma forse può. Gli Ebrei possono avere alcune eccellenze che sono molto superiori alle vostre nella stessa linea. Perché non dovreste farne un argomento di studio e di emulazione? Certamente non sta denigrando il sistema cristiano; non è riflettere su Dio; tutti venivano da Lui; non sono il prodotto della volontà umana; sono frutti dello Spirito, e copiandoli non fate altro che imitare Dio. Per esempio, gli stoici, che conoscevano poco il cristianesimo, avevano regole per una vita retta tanto esaltate in alcuni particolari quanto quelle prescritte dagli uomini cristiani in ogni epoca. Uno dei loro filosofi dice della depravazione umana: "Convinciamoci prima di questo, che non c'è nessuno di noi senza colpa". Se vuoi essere buono, prima credi di essere cattivo". Questo è forte quanto le parole del Salvatore: "Non coloro che sono sani hanno bisogno di un medico, ma coloro che sono malati". Un altro, scrivendo di autoesame, si riferisce a un vecchio studioso che, quando la giornata era finita e andava a riposare, era solito chiedersi: "Che male hai curato oggi? A quale vizio hai resistito? In che cosa sei migliorato?" Questa sarebbe una buona regola per i cristiani. Ecco un altro precetto: "Ciò che non si deve fare, non pensare nemmeno di farlo". Virtù come queste sono state insegnate da pochi, almeno, secoli prima dell'era cristiana. Sembra fondato l'opinione che la prevalenza di questi a tal punto abbia contribuito a preparare il mondo per il vangelo, poiché Sant'Agostino ha ammesso di essere stato guidato per primo verso il cristianesimo dagli insegnamenti stoici di Cicerone. Un fiore che spunta in un campo di erbacce e ti sorprende con la sua fragranza, è davvero opera di un Creatore Divino come quello che cresce nell'aiuola di un giardiniere. La virtù è sempre divina, e ovunque essa conduca è sicura da seguire

(III.) Dovremmo essere grati per la luce del cristianesimo. Ma perché, se c'è così tanto da lodare nei filosofi pagani? Che bisogno c'è del Vangelo? Questo semplicemente: la religione è qualcosa di più di un sistema etico. Se ci si chiede con maggiore precisione che cosa mancava loro in confronto a noi, la risposta è molteplice; ma questa è la sua sostanza: mancava loro Cristo. Ecco, quindi, un vasto abisso tra quei saggi e noi. Non avevano l'idea, come noi, di un Dio personale, di un Padre, di un Amico. Più in particolare non conoscevano Gesù, non lo avevano come guida. Con tutti i loro bei precetti, non avevano alcun esempio; Non conoscevano nessuno che avesse mai obbedito a queste leggi. Uno di loro scrive: "Segui la guida della natura: questa è la grande cosa". Che regola per un essere umano debole! Uno di loro parla di aspettare la morte con animo allegro; ma guardate indietro di una frase o due, e vedete cosa intende: "Che cos'è, dunque, ciò che è in grado di arricchire un uomo? Una cosa, e una sola: la filosofia". Questo è il punto in cui la loro saggezza è cresciuta. Ecco perché abbiamo motivo di essere grati di sapere che Gesù Cristo, il Redentore degli uomini. Ebrei è "la vera Luce, che illumina ogni uomo che viene nel mondo". Ogni uomo, chiunque, ovunque, qualunque cosa egli sia. Se qualcuno afferma di essere sufficiente in se stesso, e di non aver bisogno della rivelazione divina se non quella che proviene dalla sua coscienza, sta commettendo un errore fatale; non può citare Cornelio come esempio. (T. J. Holmes. Pietro a Cesarea: - Il fatto che Pietro porti il Vangelo a Cornelio, e il successivo battesimo di Cornelio, ci sembrano cose molto ovvie; ma furono rivoluzionari. Erano come l'ordinazione di Giovanni Wesley di uomini per predicare il vangelo in America. Da allora in poi seppe di aver violato i canoni della Chiesa d'Inghilterra. Da allora in poi Pietro seppe di aver ripudiato il giudaismo come preparativo necessario al cristianesimo

(I.) La preparazione di Cornelio. Nessun uomo può rendersi degno della benedizione di Dio. Ma ci si può preparare in modo tale per la benedizione divina, che scenderà più facilmente e troverà un'accettazione più rapida. In questo senso Cornelio si era preparato per Dio. Ebrei dice che stava digiunando nel momento in cui la rivelazione speciale gli fu data, e, in effetti, fu proprio nel momento della preghiera (Versetto 30). I modi di Dio di trattare gli uomini non sono conformi a nessuna delle leggi che noi possiamo costruire. Non possiamo dire che gli esercizi religiosi, in cui Cornelio era impegnato, offrano le uniche occasioni in cui Dio può venire agli uomini. Ricordiamo Balaam, a cui si rivolge quando era in missione empia; ricordiamo Saulo, convertito mentre era in viaggio per perseguitare i santi. Ma queste rivelazioni non erano in congruenza con gli antecedenti dell'anima. Sono arrivati schiacciando l'opposizione. Eppure siamo sicuri di dire che questo non è il modo abituale di Dio di concedere la comprensione della Sua verità. Non possiamo vincolare Dio con la legge; ma viceversa possiamo affermare la legge di noi stessi, e dire con sicurezza che la preghiera e tutti gli esercizi religiosi sono usati da Dio per condurci a nuove visioni della verità. L'angelo disse a Cornelio che la sua vita revota e retta, lo aveva raccomandato a Dio per la Sua benedizione (Versetto 31). Ciò che Dio ricordava non era la dignità di Cornelio di una benedizione, ma la sua idoneità per una benedizione, dimostrata dal desiderio di essa, testimoniata da una vita devota e giusta. La vita di Cornelio lo ha raccomandato a Dio non come un compimento, ma come un segno di aspirazione. Un brav'uomo è colui che vuole essere migliore. Per tale la benedizione di Dio è certamente preparata. Essendo di tale temperamento mentale, era naturale che Cornelio mostrasse un'immediata accettazione della rivelazione di Dio e un'immediata obbedienza verso di essa (Versetto 33)

(II.) Il discorso di Pietro fu la forma più completa della risposta di Dio a Cornelio. L'apparizione dell'angelo e le indicazioni che dava erano solo preliminari a qualcos'altro. Questo fu fornito da Pietro; era la rivelazione di Cristo come Salvatore. Il discorso di Pietro si divide facilmente in tre parti

1.) L'introduzione (Versetto Versetti 34, 35) stabilisce la doppia affermazione che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone, ma che un uomo buono, qualunque sia la sua nazionalità, è accettato da Lui. La lezione speciale di cui Pietro e gli altri dirigenti della Chiesa avevano bisogno era che le circostanze non fanno alcuna differenza per Dio. Il passaggio è stato immensamente abusato da interpretazioni errate. Si è supposto che insegnasse che tutte le religioni sono ugualmente gradite a Dio; da cui si è dedotto che il nostro dovere è quello di lasciare soli gli uomini nelle loro religioni, e non cercare di convertirli al cristianesimo. Ma se Cornelio era già nella giusta condizione verso Dio, perché aveva bisogno di conversione? Ancora una volta, il passaggio è stato usato per insegnare la dottrina che se uno è un uomo buono, e cerca coscienziosamente di fare il suo dovere verso i suoi simili, e riverisce Dio, è a posto, è "accettato da Lui", e non ha bisogno di altro. La fede in Cristo non è quindi annoverata tra le cose necessarie per la riconciliazione con Dio. Ma se in Cornelio bastavano il timore di Dio e l'operare la giustizia, perché Pietro gli predicò il vangelo? La verità è che "accettato" qui non significa accettato come tutto ciò che dovrebbe essere, ma accettato come soggetto proprio per quell'opera di conversione che tende a fare di uno ciò che dovrebbe essere

(2.) La parte principale del discorso di Pietro descrive la vita e la funzione di Gesù (Versetti 36-42). I fatti esterni della Sua carriera sono toccati in modo tale da mostrare il solido fondamento della Sua opera soprannaturale su fatti materiali indiscutibili

(3) L'applicazione del discorso di Pietro (43) rende pratiche e puntuali le dottrine riguardanti Cristo che egli ha appena enunciato. Cristo è dato agli uomini affinché "chiunque crede in lui riceva la remissione dei peccati". Le altre funzioni di Cristo non premono così immediatamente su di noi come il Suo ufficio di Salvatore. Perdere questo significa perdere tutto ciò che gli ebrei vorrebbero farci sapere

(III.) La benedizione dall'alto venne mentre Pietro stava parlando. Lo Spirito Santo scese su di loro (Versetto 44). Nessuna distinzione di nazionalità era osservata dal visitatore celeste. (D. J. Burrell, D.D.) Cornelio e Pietro:

(I.) Pronti ad ascoltare la Parola. Cornelio era un centurione romano, per dirla con parole moderne, un pagano. In che modo si preparò ad ascoltare la Parola? 1. Con la preghiera. Atti, nel momento in cui l'angelo arrivò, era impegnato in preghiera. Questa preghiera non era una semplice forma

(1) Gli ebrei non si erano fermati proprio allo scadere dell'ora nona, ma avevano perseverato nelle sue suppliche "fino a quest'ora". È giusto dedurne che egli faceva sul serio riguardo a qualcosa. Solo queste preghiere sono efficaci. Preghiere generali, che non cercano nulla di specifico, ottengono solo ciò che cercano, e niente di più. È lecito prendere la missione dell'angelo come risposta alla preghiera di Cornelio, e dedurre che Cornelio stava pregando che gli fosse mostrata la via della salvezza (Versetto CAPITOLO xi. 14)

(2) L'angelo venne in risposta alla sua preghiera. Non vengono inviati messaggeri celesti dove le preghiere sono meramente formali

(2.) Da una visione. La sua visione non era un sogno o una trance. "Gli Ebrei videro in visione apertamente" (CAPITOLO x. 3). Ebrei era ben sveglio, come chi è impegnato in una fervida preghiera non può fare a meno di esserlo. "Un uomo stava davanti a me in abiti sgargianti". Cornelio racconta il suo aspetto. Luca racconta chi era (CAPITOLO x. 3). Quando Cornelio lo vide, si spaventò e disse: «Che c'è, Signore?». Il carattere celestiale del suo visitatore, le circostanze della sua apparizione e la paura che i mortali peccatori devono sempre provare in presenza di immortali senza peccato, si combinarono per costringere Cornelio ad accettare senza mettere in discussione qualsiasi cosa l'angelo potesse dire

(3.) Con le parole dell'angelo. Erano

(1) Parole di rassicurazione. "La tua preghiera è esaudita e la tua elemosina è ricordata". La fede ora prende il posto di un angelo nell'assicurare a tutti coloro che si accostano al trono della grazia che le loro preghiere hanno prevalso. Né le loro elemosine o le loro buone azioni sono dimenticate. "Dio non è ingiusto", ecc. La dichiarazione che le sue preghiere e le sue elemosine erano andate in memoria davanti a Dio, diede conforto e preparò per ulteriori rivelazioni

(2) Parole di direzione. "Manda dunque a. Pietro". Qualunque cosa Pietro potesse dire, aveva in anticipo l'approvazione celeste. Molti cuori sono resi Divinamente preparati per ricevere il Vangelo, quando lo Spirito spinge a pronunciare parole di vita. Ma osservate, l'angelo stesso non raccontò la storia della Croce a Cornelio. Gli Ebrei lasciarono questo compito a Pietro. Nessuno può raccontare la storia della redenzione così bene come colui che è stato redento. Che Cornelio fosse così preparato ad ascoltare la Parola è reso evidente: (a) Dalla sua chiamata a chiamare Pietro. Gli ebrei mandarono "immediatamente". Ebrei aveva fretta di ascoltare. (b) Mediante la sua lode a Pietro. "Hai fatto bene a venire tu." Cornelio credeva che Pietro stesse per fare ciò che gli avrebbe dimostrato che aveva ragione nell'ignorare le barriere cerimoniali tra Giudei e Gentili. (c) Con la sua dichiarazione a Pietro. "Ora dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio per ascoltare". Cornelio aveva migliorato il tempo in attesa dell'arrivo di Pietro (24). Ebrei era seriamente desideroso di imparare la via della vita, non solo per se stesso, ma per tutti i suoi amici

(II.) Proclamare la Parola. Passiamo ora da Cornelio a Pietro

(1.) La verità percepita

(1) "Di verità percepisco che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone". Fino a quel momento, Pietro non aveva saputo perché fosse stato mandato a chiamare, né il vero significato della sua visione. Fino a quel momento aveva interpretato la visione come un nulla che non doveva esitare a frequentare i Gentili, ai quali era stato inviato. Ma ora vede che significa molto di più: uguaglianza spirituale e sociale. Questo non era un pensiero nuovo (Versetto Deuteronomio 10:17 ; 2Cronache 19:7 ; Giobbe 34:19). Ma Pietro e altri avevano pensato che questo fosse vero solo tra gli ebrei. Gli ebrei non avevano compreso la verità che lui stesso aveva dichiarato (Atti 3, 25)

(2) "Ma in ogni nazione chi lo teme e opera giustizia, gli è accetto". Marco qui due cose: (a) il cambiamento di norme di Pietro. Il suo criterio di giudizio non era più esteriore. Gli ebrei abbandonarono immediatamente l'idea che la circoncisione fosse necessaria per la salvezza. Tutto l'essenziale fu improvvisamente ridotto a due: il timore di Dio e l'attuazione della giustizia. (b) Che questi due elementi essenziali non erano sufficienti. Hanno reso Cornelio "accettabile", ma non accettato. Se qualcuno, con le buone opere, poteva essere salvato, non c'era bisogno che Cornelio sentisse parlare di Cristo Salvatore (2). Ma le sue buone opere non soddisfacevano Dio, né soddisfacevano se stesso. La salvezza non si compra con le buone opere. L'unico prezzo adeguato per questo è il prezioso sangue di Cristo

(2.) La verità predicata. Nota

(1) Che Pietro non disse nulla di nuovo. I suoi uditori erano a conoscenza della storia di Cristo. "Voi stessi lo sapete". E' stata "la vecchia, vecchia storia" che è stata efficace, e che lo sarà fino alla fine dei tempi

(2) Che abbia verificato ciò che ha detto. Ebrei offrì se stesso e gli altri apostoli come testimoni della morte e della risurrezione di Cristo. Gli Ebrei offrirono anche i profeti come testimoni, e probabilmente mostrarono come le sofferenze e la morte espiatoria di Cristo fossero simboleggiate nei sacrifici e predette nelle profezie

(III.) Benedetto dalla Parola. "Lo Spirito Santo è sceso su tutti quelli che hanno udito la Parola". Avviso

1.) L'ora. "Mentre Pietro parlava ancora". Non c'è stata l'imposizione delle mani apostoliche. Il conferimento del dono fu diretto da Dio a quei Gentili come lo era stato agli Ebrei 49 giorno di Pentecoste

(2.) L'abbondanza. "È stato versato". 3. Le manifestazioni. "Uditeli parlare in lingue e magnificare Dio". Essi furono colpiti e dotati nello stesso modo in cui lo erano stati i loro fratelli ebrei. Così questa Pentecoste dei Gentili dimostrò il loro diritto ad un posto indiscusso nella fratellanza dei santi-il loro battesimo dello Spirito al battesimo mediante acqua. (M. C. Hazard. Pietro e Cornelio: - Qui abbiamo un ebreo conservatore e un gentile liberale. L'ebreo vuole mantenere le cose come stanno. Ebrei è molto contento di predicare Cristo ai suoi connazionali. Il Gentile, d'altra parte, è arrivato a sentire che tutta la verità non è confinata ai sistemi dei suoi padri. Ebrei ha sentito parlare di Cristo e vuole saperne di più su di Lui. Così la narrazione mostra come, nella provvidenza di Dio, questi uomini opposti si incontrano alla Croce, e lì dimenticano le loro differenze quando hanno imparato che Dio non ha riguardo alle persone. Consideriamo...

(I.) Un buon predicatore

(1.) Le opinioni divergono notevolmente su ciò che costituisce un buon ministro di Gesù Cristo. Alcuni dicono di educare i tuoi uomini; Altri dicono che educherai tutto il fuoco da loro. Alcuni dicono che il ministro deve partecipare attivamente ai movimenti sociali; altri, che non doveva fare nulla del genere. Alcuni pensano che debba dare la sua forza alla visita; altri, che deve essere forte sul pulpito. Alcuni lasciano il ministero di un uomo perché è troppo rumoroso; altri, perché è troppo silenzioso. Alcuni obiettano agli uomini che non si precipitano alla porta per stringere la mano a tutti; Altri obiettano a tale familiarità

(2.) Ma c'era una cosa in Pietro che tutti possono imitare: era un uomo di preghiera, come ogni buon predicatore, insegnante, cristiano deve essere. Cristo stesso lo era. Nulla di grande o di buono può aspettarsi l'uomo di Dio senza la preghiera. Mentre Elia pregava, il fuoco cadde; in risposta alla preghiera Giuseppe fu in grado di interpretare i sogni del faraone; mentre la chiesetta pregava a Pentecoste, lo Spirito Santo discese; mentre i discepoli pregavano, Pietro fu liberato dalla prigione; e mentre pregava sul tetto, Dio gli diede la visione. Non si può predicare, ma si può pregare, e questo renderà forti i deboli

(II.) La straordinaria congregazione (Versetto 33). Osservare

1.) Erano tutti in tempo. Nessun cartello è stato affisso sotto il portico con la scritta: "Siete pregati di non entrare durante la preghiera". Nessuno disturbava il canto o la predicazione. Non ci è stato detto che qualcuno sia entrato buttando giù una mezza dozzina di libri di inni e attirando l'attenzione sull'ultimo nuovo cofano

(2.) Nessuno andava a dormire. A giudicare dalla pratica moderna, questo è stato notevole. I nostri padri dovevano essere persone sveglie, perché ascoltavano sermoni di due ore su banchi dritti. Ora i banchi sono così sagomati e arredati da invitare al sonno

(3.) Erano ansiosi di sentire. Anche questo è stato notevole. Come sarebbe molto diversa la nostra adorazione se ci trovassimo in quella condizione di attesa! Come sarebbe utile la parola del predicatore! Una volta alla settimana il culto, i posti vuoti e le chiese deserte sarebbero cose del passato

(III.) Il sermone molto sorprendente

(1.) È stato molto breve; Si sarebbe potuto desiderare più a lungo. L'obiezione principale ai sermoni lunghi è che la qualità non è proporzionata

(2.) Era pieno di Cristo, sebbene il Nome appaia solo due volte. Non dovremmo ripetere sempre il Nome, ma tutti i nostri sermoni e le nostre lezioni dovrebbero essere il più possibile pieni di Cristo; e anche la nostra vita quotidiana e il nostro comportamento. Non c'è bisogno di portare mai una Bibbia in mano. Quando il tuo piccolo disegna un gatto è obbligato a dirlo sotto, altrimenti nessuno lo riconoscerà; ma a poco a poco disegnerà ciò che descriverà se stesso. Quindi tutti dovrebbero essere in grado di riconoscere il Maestro in noi. "Così risplenda la tua luce", ecc. Quindi lascia che sia con le tue lezioni. Cristo deve essere il tuo diamante; Impostalo come preferisci, ma assicurati che sia visto

(3.) Uno che dichiarava l'imparzialità di Dio (Versetti 34, 35). "Dio si prende cura degli umili lavoratori", ecc

(IV.) Gli effetti gloriosi (Versetto versetto 44). Impariamo che

1.) Pietro non lavorò invano. Ebrei ebbe risultati immediati; non è possibile; ma aspetta il buon tempo di Dio

(2.) Il popolo non ascoltò invano. Come avrebbero potuto, ascoltando come facevano. (C. Leach, D.D. Il vangelo ai Gentili: - Il frettoloso e impetuoso Pietro era ora diventato, sotto l'influenza della grazia trasformante, un uomo premuroso e autogovernato. Ma sebbene avesse perso la sua impetuosità e stesse rapidamente perdendo i suoi pregiudizi, non aveva perso il suo vigore né la sua prontezza a mettere in pratica la convinzione. Dopo una notte di calma riflessione, di diligente ricerca e di fervida preghiera, era pronto a partire per il suo incarico. Atti, la porta Cornelio gli va incontro con un atto di omaggio al carattere elevato del suo visitatore, che era già familiare a un romano nel caso del suo imperatore, ma che l'apostolo rifiutò come atto di superstizione. Il ministro di Cristo, anche se apostolo, non è che un uomo: in quell'identità della natura con il suo popolo risiede tanto la sua forza quanto la sua debolezza. Circondato, come loro, da ogni infermità, egli può sia sentire i peccati e le debolezze degli altri, sia confortarli con il conforto con cui egli stesso è confortato da Dio. Ora, dunque, essendo venuto, deve sapere per quale intenzione lo hanno mandato. Cornelio risponde raccontando la storia della sua visione. Le decine comprendono l'intera risposta di San Pietro; tutta quella rivelazione che doveva essere la vita eterna di Cornelio e della sua casa. Si noti che...

(I.) Il vangelo era una registrazione di fatti; e dai fatti sono nate le dottrine. Non era una semplice lezione di moralità. Non ha detto: Fai del tuo meglio e Dio ti accetterà. Non diceva: Non preoccuparti dell'opinione o della dottrina, se solo la tua vita è giusta. Cornelio, la cui vita fu irreprensibile ed esemplare, aveva ancora bisogno di Cristo e dello Spirito Santo per la sua salvezza. Il suo uso diligente della luce che aveva, gli portò altra luce: tale è la regola di Dio, ma ciò non gli permise di farne a meno. Ciò che mostrava l'accettazione di Dio era, l'insegnamento di Dio, l'illuminazione di Dio; non l'acquiescenza di Dio alla sua condizione e il lasciarlo com'era

(1.) E quando giunsero quell'insegnamento e quell'illuminazione, che cosa fu? Era il racconto di una Persona; di Colui che, pur essendo egli stesso uomo, aveva completamente cambiato e capovolto la condizione dell'uomo; aveva spezzato il giogo del peccato e di Satana in casi abbastanza numerosi e decisivi da mostrare che gli Ebrei potevano farlo in tutti; aveva vissuto una vita tale che l'uomo non aveva mai vissuto, e pronunciato parole tali che l'uomo non aveva mai parlato; e poi diede la Sua stessa vita in riscatto per molti; era morto sulla Croce per togliere il peccato, e dopo la morte era anche risorto per essere il Sommo Sacerdote vivente, il Mediatore e l'Avvocato, presso Dio, di tutti coloro che credono; per essere sia il Giudice del genere umano, sia l'Espiazione e la Propiziazione per il peccato umano. Fu il credo dei nostri apostoli che formò il vangelo originale per i Gentili

(2.) E non è ancora così? E quel vangelo ha ora perso il suo sapore? Dobbiamo stare attenti a qualcun altro perché il primo è consumato? Così il mondo giudica, e la Chiesa ha preso troppo l'infezione. Temiamo che anche i sermoni cristiani siano ora troppo valutati per la loro eloquenza o la loro novità, e troppo poco per la loro proclamazione di Cristo stesso. Dio ci aiuti a tornare alla semplicità e (con essa) alla forza del primo discorso di San Pietro ai Gentili!

(II.) Dio ne ha dato testimonianza in modo straordinario

(1.) Mentre la narrazione procedeva, il dono della Pentecoste fu riversato sugli ascoltatori. Il fuoco del Signore cadde e attestò il sacrificio. Con un'inversione di cui non possediamo nessun'altra testimonianza nella Scrittura, il dono interiore precedette la dedizione esteriore. Altrove il battesimo è andato per primo, e il dono dello Spirito è venuto dopo. Dio è un Dio di ordine, ma Ebrei non è limitato dalle Sue leggi. Niente di meno che il segno pentecostale avrebbe fornito un argomento irresistibile per questo primo battesimo dei Gentili (CAPITOLO xi. 17, 18)

(2.) Tuttavia, per timore che qualcuno potesse trarre da ciò un argomento contro l'importanza delle forme, era necessario che seguisse il segno esteriore. Com'è presuntuoso dunque, in tempi successivi, dire: Poiché la forma non è tutto, quindi la forma non è nulla! se ho lo Spirito, posso fare a meno dell'acqua battesimale! Dio si è compiaciuto, nei Suoi due santi Sacramenti, di ricordarci che in questa vita siamo corpo e anima, e che i due elementi del nostro essere sono meravigliosamente e spaventosamente mescolati. Il corpo agisce sull'anima; L'anima, in tutte le sue volizioni, deve agire attraverso il corpo

(3.) Coloro che parlano con disprezzo delle forme sono raramente coloro che conoscono la maggior parte dello Spirito. Non senza forma, anche se non solo con le forme, l'opera di Cristo può essere portata avanti nel mondo. Se la dottrina del Vangelo fosse stata lanciata nel mondo senza l'istituzione di una Chiesa, avrebbe potuto indebolirsi, di generazione in generazione, fino a quando alla fine morì e scomparve. La Chiesa è il pilastro e il fondamento della verità. E tutti noi sappiamo quanto la nostra fede debba al possesso di una casa di preghiera, di stagioni regolari di adorazione e di un ministero permanente per guidare, guidare e ravvivare la nostra devozione. Togliete tutte queste cose, o qualcuna di queste cose, e dove dovremmo essere? Distruggi questo tempio, rendi i suoi servizi rari o ripugnanti; non ci sia nessuno che eserciti un ministero regolare; non ci siano visite agli ammalati, nessuna cura per i poveri, nessuna catechesi dei giovani; E chi non sa quanto grave sarebbe la perdita per se stesso e per la causa del bene? Non so quale fede resisterebbe alla prova di una totale negazione di ogni aiuto sia dal culto pubblico che dal ministero privato; una rimozione assoluta di quel candelabro, la Chiesa, che non è davvero, ma che ancora custodisce la luce della Parola, la lampada della verità. Non perdiamo, fratelli miei, con il letargo dell'anima, i vantaggi che Dio ci ha dato. (Dean Vaughan.Nel Giardino delle Piante di Parigi crebbe per molti anni un certo albero raro. Era una pianta rigogliosa e matura. Anno dopo anno si ricoprì di fiori, e anno dopo anno i fiori bianchi venivano sparsi sul terreno senza lasciare alcun frutto. Dopo ogni promessa, rimaneva ancora sterile. Atti durò una stagione, sebbene non fosse stato osservato nulla di straordinario, dopo la fioritura vennero i frutti; si gonfiò rapidamente e a tempo debito maturò. L'albero per la prima volta ha portato a maturazione frutti autopropaganti. Hanno cercato e trovato la causa. Un altro albero della stessa specie, ma che portava fiori come controparte e complemento di questo, era allora per la prima volta fiorito in un giardino a una certa distanza. La piccola polvere bianca dei fiori di quell'altro albero, necessaria per rendere fruttuosi i fiori di quell'albero, era stata portata sulle zampe delle api, o sospesa dal vento nel loro seno, e subito diedero frutti. Questo, nel reparto naturale, è l'opera dello stesso Dio onnisciente, che preparò Cornelio a ricevere la parola di Pietro, e portò Pietro con la parola a Cornelio. (W. Arnot, D.D. Subito dunque ho mandato da te, e tu hai fatto bene a venire tu. - L'invio di Cornelio e la venuta di Pietro:

(I.) L'invio di Cornelio fu

1.) Il risultato di un desiderio sentito. Il paganesimo, l'ebraismo, la devozione, l'eccellenza morale, la nobile nascita, la popolarità non erano sufficienti a riempire il vuoto nell'anima di questo brav'uomo

(2.) Dopo la preghiera, o avrebbe potuto cercare il consiglio di un rabbino ebreo, di un filosofo gentile o di un amico sincero che lo avrebbe indirizzato al rituale, alla saggezza o all'autocompiacimento, ma mai a qualcuno dalle cui parole avrebbe potuto essere salvato

(3.) Per la direzione divina

(1) A un uomo improbabile

(2) Atti un luogo improbabile. "Dio si muove in modo misterioso", ma sempre nel modo giusto

(II.) La venuta di Pietro. Pietro fece bene a venire, poiché in tal modo

1.) Ebrei ha vinto i suoi pregiudizi ebraici. Questo era un bene per lui. Il fanatismo e l'esclusività sono ovunque auto-ostativi e dannosi

(2.) Ebrei aprirono la porta del vangelo ai Gentili, anticipando e preparando così la missione mondiale di Paolo

(3.) Gli ebrei soddisfacevano le aspirazioni di un'anima genuina, e così facendo chissà cos'altro? L'influenza del centurione convertito non poteva non essere sentita nell'esercito. Cornelio portò il Vangelo a Roma? 4. Ebrei era il mezzo per convertire un'intera congregazione. Che fenomeno! (J. W. Burn.Ora dunque noi siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per ascoltare tutte le cose che ti sono state comandate da Dio.-Una congregazione modello:-Era-

(I.) Earnest, che è ovvio da

1.) Il carattere religioso che gli è stato dato. Era composto da Cornelio e dalla sua famiglia. La religione del centurione (Versetto 2) era

(1) Domestico, "tutta la sua casa". (2) Generoso, "fece l'elemosina al popolo". (3) Abituale, "pregava Dio sempre". Non c'erano spiriti frivoli tra gli ascoltatori di Pietro

(2.) L'invito che diedero al predicatore: "Immediatamente dunque ho mandato a te".

(II.) Solenne, "Davanti a Dio". L'espressione implica la fede in

1.) L'esistenza di Dio: non erano né atei, né panteisti, né politeisti

(2.) La presenza di Dio, non semplicemente la Sua influenza

(3.) La pretesa di Dio. Ebrei è il nostro Creatore, Proprietario, Giudice, che esige l'omaggio delle nostre anime

(4.) Questa convinzione era fondata su una tale consapevolezza che avrebbe spazzato via dalle loro menti tutto ciò che era secolare, scettico e frivolo, e li avrebbe riempiti di una profonda solennità

(III.) Indagare. "Udire ogni cosa", ecc. Erano riuniti non per una questione di consuetudine, non per sedersi passivi ed essere agiti dal predicatore, non per una semplice esibizione, ma per indagare. Nell'ambito di questa inchiesta sono stati

1.) Profondamente religioso. Erano alla ricerca del Divino, "Ti ha comandato da Dio". Non erano ricercatori delle speculazioni private di Pietro, ma della Divina Volontà

(2.) Completamente libero, "Ascoltare ogni cosa". Le loro menti non erano ostacolate da pregiudizi, non influenzate da dogmi. Volevano conoscere l'intero consiglio di Dio. Non si può forse considerare un modello di tale congregazione? Una tale congregazione non avrebbe tollerato le rozzezze del pulpito e le supposizioni sacerdotali dei tempi moderni. (D. Thomas, D.D.È vero che era composta da uomini che non erano né ebrei né cristiani, e che si riunì nel primo secolo dell'era cristiana; tuttavia ci sono molti punti in cui potrebbe essere un esempio per le congregazioni cristiane del diciannovesimo secolo. Erano presenti...

(I.) Tutti. Quando mai è stato detto di una congregazione moderna: "Siamo tutti qui presenti"? Naturalmente, non tutto può essere; ma quanti sono gli assenti, che avrebbero potuto essere presenti, se animati dallo spirito di Cornelio e dei suoi amici!

(II.) Puntualmente. Quando Pietro arrivò, Cornelio gli andò incontro con l'annuncio: "Siamo tutti qui". La mancanza di puntualità è un male nei nostri servizi. Alcuni sono sempre in ritardo. Perdono parte dei servizi; Disturbano il ministro e la congregazione. In molti casi si tratta di una mera abitudine, che potrebbe essere superata con un po' di attenzione

(III.) Con uno scopo preciso. "Sentire." Quanti motivi influenzano la partecipazione al giorno d'oggi! C'è chi è presente per vedere, chi per criticare, chi per abitudine, chi per passare il tempo, chi per curiosità

(IV.) Con cuori preparati. «Adesso, dunque». Siamo qui in attesa. Se il ministro deve prepararsi a parlare, non meno il popolo deve prepararsi ad ascoltare. Nostro Signore ci avverte solennemente: "Badate a come udite".

(V.) Con spiriti riverenti. "Presenti davanti a Dio". Questo era un atto di culto solenne. Non sono venuti a sedersi ai piedi di qualche predicatore popolare. «Il culto del dottor sarà ripreso il prossimo sabato», disse un usciere ad alcune persone che stavano lasciando la chiesa, dopo aver appreso che il loro ministro preferito non doveva predicare quel giorno

(VI.) Con orecchie attente. Quanti uomini distratti ci sono nelle nostre congregazioni! Non potevano dire: "Siamo tutti presenti". I pensieri vaganti sono servi del diavolo. Questa congregazione si aspettava di "udire tutte le cose che erano state comandate da Dio". Evidentemente non c'erano dormienti tra loro. Un parrocchiano, sul letto di morte, confessò al suo parroco di non aver ascoltato un sermone per anni: i suoi pensieri erano abitualmente tornati ai suoi affari non appena il testo era stato annunciato. Gli adoratori non dovrebbero avere i loro corpi nella casa di Dio, e i loro cuori, con gli occhi dello stolto, ai confini della terra

(VII.) Con una sola mente. Non ci sono divisioni in questa congregazione. Erano tutti, di comune accordo, in un unico posto

(VIII.) Con una giusta idea del predicatore. Desideravano udire le cose che Dio gli aveva comandato di dire. A loro importava più del messaggio che del messaggero. Se alcune delle nostre congregazioni pensassero di più alla liberazione di Dio e meno alla liberazione dell'uomo, ciò tenderebbe alla loro edificazione spirituale

IX. Per ascoltare l'intero consiglio di Dio. Desideravano udire tutte le cose che Dio comandava. Una congregazione moderna deve avere una certa forza d'animo prima di chiedere la verità, tutta la verità e nient'altro che la verità

X. Con spirito di obbedienza. La parola che traduciamo "ascoltare" spesso, come in questo caso, significa "ascoltare e obbedire". È bene essere pronti ad ascoltare tutti i comandamenti di Dio; Meglio essere pronti a obbedire loro. Risultati:1. Il vangelo fu predicato fedelmente (Versetto 34). Ascoltatori fedeli fanno predicatori fedeli

(2.) Lo Spirito Santo è stato dato (Versetto 44). "Pietro, ancora pronunciò queste parole: lo Spirito Santo scese su tutti quelli che udivano la Parola". (A. Henry.) La presenza e la Parola:

I. Il grande fatto e la verità realizzati da Cornelio: "Ora, dunque, siamo tutti qui presenti davanti a Dio".

(II.) Il proposito devoto e sincero del cuore espresso: "Ascoltare ogni cosa", ecc

(1.) "Ora dunque", ecc. Evidentemente pronunciato da un uomo che aveva già riconosciuto e sentito la presenza di Dio nella sua vita e nelle sue vie. Noi siamo di una verità sempre alla presenza di Dio, se lo sapessimo: ma ci sono momenti in cui la realtà irrompe con un potere speciale per scopi speciali. Ma ci sono altri tempi e modi oltre a quelli in cui siamo riuniti insieme per il culto pubblico, in cui possiamo sentirci "presenti davanti a Dio". Tutti i tempi e i luoghi, i pensieri e i sentimenti, sono sacri quando questa grande e santa verità è impressa su di noi: "Il Signore Dio è là". (1) Non ci siamo mai sentiti presenti davanti a Dio, nella nostra anima e nella nostra coscienza? Non abbiamo mai sentito dentro di noi che c'era un'altra Presenza oltre alla nostra, che penetrava e scrutava i nostri pensieri più intimi?

(2) Possiamo sentirci presenti davanti a Dio nelle Sue opere

(3) Nel corso della Divina provvidenza, le sue vie e i suoi agimenti. Dietro e al di sopra di tutti questi indaffarati attori esteriori, scene di fidanzamento, c'è il Divino Veggente e Attore, e la Sua mano è tesa su ogni uomo, donna e bambino. Se le nostre vigilie fossero aperte a vedere la più grande verità e realtà di questa scena della nostra esistenza e della nostra prova, sentiremmo che nessuna parola è così vera come queste; "Ora, dunque, siamo tutti qui presenti davanti a Dio". (4) Ancora una volta, nella dispensazione della verità e del privilegio che ci è concesso, Dio è e viene molto vicino a noi. Che cos'è infatti la verità divina se non il tocco immediato, l'insegnamento e la realtà di Dio?

(5) I nostri genitori, specialmente se pii genitori, non sono forse testimoni per noi della presenza, dell'autorità e della grazia di Dio, visto che sono stati dati e nominati per rappresentarlo e condurci a Lui?

(II.) Dobbiamo tenere conto del sincero e devoto proposito del cuore espresso: "Per ascoltare tutte le cose che ti sono comandate da Dio". Ecco tre cose da notare: il predicatore; il suo messaggio e la sua fonte; lo stato ricettivo della mente e del cuore tra gli ascoltatori

(1.) Il predicatore era l'apostolo Pietro, il quale, quando Cornelio voleva adorarlo, entrando nella sua casa, disse: "Alzati, anch'io sono un uomo" (Versetto 26). È stato osservato bene e saggiamente, non l'angelo, ma l'uomo deve predicare il vangelo a Cornelio. Anche la salvezza stessa è venuta a noi per mezzo dell'uomo Cristo Gesù, Dio ci ha afferrati per mezzo della nostra stessa natura. Pietro ebbe tutte le esperienze di un uomo ignorante, debole, fallito, peccatore, e di un uomo perdonato, convertito, trasformato, consacrato, istruito e guidato da Dio. Tali esperienze, con il loro potere vitale ed elettrizzante per l'anima, non potrebbero mai uscire dalle lingue degli angeli

(2.) Poi il messaggio di Pietro e la sua fonte: "Tutte le cose che ti sono comandate da Dio". Cornelio non aveva idea di alcun vangelo fatto da sé o dall'uomo. Ora veniamo - 3. Allo stato della mente e del cuore negli ascoltatori: "Di udire tutte le cose che sono", ecc., che sono comandate anche a noi, attraverso di te come organo e rappresentante divino. La mente di Cornelio non era passiva, ma, come mostra l'intero capitolo, era in intensa azione e impegno; e sapeva e sentiva con l'attuale testimonianza vivente dello Spirito di Dio e la verità nel suo spirito, che le cose che Pietro aveva detto venivano da Dio ed erano state comandate da Dio. È Dio stesso che ci chiama all'obbedienza del Suo vangelo. Non è il vangelo dell'uomo, ma il Suo, che ci comanda nel Suo nome, nella Sua autorità. Che l'uomo si faccia da parte, affinché Dio possa essere ascoltato e obbedito. (Watson Smith.) La congregazione ideale:

(I.) La congregazione ideale sarà presente al luogo stabilito per tempo. "Ora dunque siamo tutti qui".

(II.) La congregazione ideale non mancherà mai di avere l'unanimità di rappresentanza per quanto possibile. "Siamo tutti qui". Se si potesse dire la verità, tutti coloro che potrebbero essere sono qui, avremmo grandi motivi per rallegrarci

(III.) La congregazione ideale sarà riverente. "Siamo tutti qui davanti a Dio".

(IV.) La congregazione ideale sarà attenta. "Noi tutti siamo qui presenti davanti a Dio per ascoltare tutte le cose che ti sono state comandate da Dio." Non vengono per vedere o essere visti, ma per ascoltare; non per essere gratificati o intrattenuti, ma per essere spiritualmente profittizzati

(V.) La congregazione ideale sarà comprensiva. C'erano alcune comunità in cui il Signore Gesù Cristo non poteva compiere opere potenti. Ci sono congregazioni così fredde e insensibili che i pensieri del predicatore si raffreddano durante la trasmissione. Un uomo non può essere impacchettato nel ghiaccio senza congelarsi. La Chiesa ha molto a che fare con la creazione del ministro. Molti sermoni hanno preso il loro splendore e la loro potenza dalle simpatie di coloro ai quali sono stati pronunciati. Un'estate geniale non è più efficace nel suscitare boccioli e fiori, di quanto i cuori caldi non lo siano nel trarre fuori tutto ciò che c'è di meglio e di più nobile nell'anima di un predicatore

(VI.) La congregazione ideale sarà ricettiva. Come la natura in primavera, con ogni albero e fiore e filo d'erba aperti per ricevere i graziosi ministeri del cielo

(VII.) La congregazione ideale sarà priva di pregiudizi. "Noi tutti siamo qui davanti a Dio per ascoltare tutte le cose che ti sono state comandate da Dio." Il pregiudizio è la cosa più difficile da affrontare, perché non è suscettibile di condanna anche quando le prove sono schiaccianti. "L'argomentazione non può fare il lavoro di istruzione più di quanto i colpi possano prendere il posto della luce del sole". Non ciò che si adattava ai loro gusti e si armonizzava con le loro nozioni preconcette, ma tutto ciò che era comandato da Dio. Sarebbe bene se le congregazioni si riunissero ora con questa assoluta semplicità e ingenuità di disposizione

(VIII.) La congregazione ideale sarà ubbidientemente disposta. "Tutto ciò che ti è comandato da Dio". Nulla può avere un vero valore agli occhi di Dio se non si trasforma in obbedienza. (D. Thomas, D.D.) I doveri reciproci di un ministro e del suo popolo:

(I.) Consideriamo il dovere di un ministro del culto, che, sebbene non esplicitamente stabilito, è tuttavia implicito nelle parole del mio testo: egli deve insegnare "tutte le cose che gli sono comandate da Dio"; non insegnando per dottrine che sono comandamenti di uomini; non ponendo la tradizione umana come di uguale importanza con gli oracoli del Dio vivente, ma, con umiltà e santa sincerità, dichiarando la verità così com'è in Gesù. Consideriamo ora più in particolare ciò che il ministro è comandato di insegnare

(1.) Agli Ebrei viene comandato di ricordare ai suoi ascoltatori che sono tutti "per natura nati nel peccato e figli d'ira"; che sono molto lontani dalla giustizia originale, e sono per loro natura inclini al male

(2.) Avendo mostrato ai suoi ascoltatori il loro stato per natura, e la loro totale impotenza e incapacità di liberarsi da questa schiavitù spirituale come schiavi del peccato e di Satana, egli è autorizzato a indicare loro una via di liberazione

(3.) Ci è comandato di esporre ai nostri ascoltatori i precetti, così come le dottrine, della nostra santa religione; per dire loro chiaramente che la professione senza pratica, che la fede senza le opere, non serviranno loro (Matteo 8,20). Mi sono soffermato sul dovere di un ministro cristiano: permettetemi ora di invitare la vostra attenzione...

(II.) A quello dei nostri ascoltatori, che è implicito nel mio testo: "Noi siamo tutti qui presenti davanti a Dio, per ascoltare tutte le cose che ti sono state comandate da Dio". Badate a come udite". l. Ricevi la Parola con una mente umile e disposta a imparare. Questa è l'indole che fu così esemplificata in Maria, quando si sedette ai piedi di Gesù e ascoltò le dolci espressioni che uscivano dalle Sue labbra. Questa è la disposizione raccomandata da San Giacomo con le seguenti parole: "Accogliete con mansuetudine la Parola innestata, che ha il potere di salvare le anime vostre". C'è da temere che molti dei nostri ascoltatori entrino nel santuario estranei a questo temperamento; più desideroso di giudicare che di ascoltare; sempre in allerta per l'opportunità di condannare; mettendo ogni frase sulla rastrelliera, se non si accorda con la loro nozione di correttezza

(2.) Ascolta con fede. "La Parola predicata - dice San Paolo - non giovò ai Giudei, non essendo mescolata con la fede in coloro che l'udivano": non ebbe alcuna influenza sulla loro condotta, perché non credettero a ciò che udirono

(3.) Se volete ascoltare con profitto, siate costanti nella preghiera, non solo in chiesa, ma anche nell'armadio. "Ogni dono buono e ogni dono perfetto viene dall'alto e discende dal Padre della luce". Ricordate: "La preparazione del cuore nell'uomo viene dal Signore". Paolo può piantare, Apollo acqua; ma è Dio solo che dà la crescita

(4.) Siate ascoltatori pratici. San Paolo rappresenta alcuni come "sempre in ascolto e mai capaci di giungere alla conoscenza della verità". Siate facitori della Parola e non solo uditori, ingannando voi stessi". (J. Hughes, M.A.Le congregazioni devono essere ben nutrite con la verità: - I cani spesso litigano perché la scorta di ossa è scarsa, e le congregazioni spesso litigano perché non ricevono abbastanza cibo spirituale per mantenerle felici e pacifiche. L'apparente motivo di insoddisfazione può essere qualcos'altro, ma nove volte su dieci la mancanza delle loro razioni è alla base degli ammutinamenti che si verificano nelle nostre Chiese. (C. H. Spurgeon). Il miglior rimedio per le piccole congregazioni: il signor Christopher Richardson, ministro di Kirk Heaton, nello Yorkshire, era molto seguito. Un ministro vicino, i cui parrocchiani erano soliti andare ad ascoltarlo, lamentandosi una volta con lui che aveva portato via il suo gregge, il signor Richardson rispose: "Nutrili meglio, e non si allontaneranno".Puntualità nel frequentare la chiesa: - Un ministro serio una volta ebbe la sfortuna di succedere a un uomo ritardatario che aveva avuto la congregazione in carica per alcuni anni. Gli Ebrei disperavano di riformarli in grandi questioni se non poteva riformarli in piccole. Gli Ebrei 51 trovarono abituati a riunirsi alle dodici, sebbene l'ora stabilita e concordata fosse le undici. Il predicatore conosceva il suo dovere, e cominciò al momento. Il primo giorno dopo il suo insediamento, il suo sermone era quasi chiuso prima che arrivasse la maggior parte della sua congregazione. Alcuni in realtà sono arrivati proprio alla benedizione. Erano confusi, gli ebrei non si scusarono. Gli ebrei chiesero solo agli anziani se preferivano un orario diverso dalle undici, e lui sarebbe stato sicuro di partecipare. Passarono alcune settimane e la chiesa era regolarmente piena, e aspettava il minuto. Il predicatore non mancava mai in vent'anni, tranne in pochi casi di indisposizione, di cominciare all'ora stabilita. La sua congregazione divenne ben presto puntuale e circospetta in altre faccende come nella loro frequentazione in chiesa. (Cyclopoedia of Illustrative Anecdotes.Una congregazione modello: - Questa congregazione può essere considerata un modello in tre cose:

(I.) Puntualità delle presenze. "Ecco, dunque, siamo tutti qui"1. Tutti erano presenti. Nessun assente

(2.) Tutti erano presenti a tempo debito. Stavano aspettando Pietro, e non Pietro per loro. Non si entra durante il servizio e si disturbano sia il predicatore che gli ascoltatori

(II.) Devozione di spirito. "Davanti a Dio". Ha realizzato la presenza di Dio. Questo ispirerebbe

1.) Umiltà (Esodo 3:2-6 ; 1Samuele 16:7 ; Genesi 18:27 ; Isaia 6:5 ; Lavoro. xlii. 5, 6)

(2.) Sincerità. Qui, se c'è, ci dovrebbe essere la verità (Isaia 57:15 ; Salmi 51:6). L'ipocrisia può camminare sulla terra invisibile agli uomini, ma non a Dio

(3.) Grande attesa (Matteo 18:20). Qui è presente il Padre (Romani 8:32). Qui è presente il Figlio (Giovanni 6:48-53 ; Matteo 28:19). Qui è presente lo Spirito Santo (Giovanni 6:63, xvi. 15). Dobbiamo seguire le ordinanze con diligenza, preparazione e preghiera. Vieni alla casa di Dio fresco dalla compagnia di persone allegre e sconsiderate, e senza vera serietà di spirito, e c'è da meravigliarsi se non ne sei beneficiato

(III.) Praticità dello scopo. "La maggior parte non sapeva perché si fossero radunati" (Atti 19:32). Non è così qui. Aveva uno scopo chiaro, stabilito, ben compreso

(1.) Ascoltare. Senso dell'interesse personale e dell'amore di Dio (Romani 10:17 ; 1Tessalonicesi 5:21 ; Giovanni 13:17). 2; Per ascoltare ciò che è stato comandato da Dio. Guardò al di sopra del messaggero colui che lo aveva mandato. Riconobbe l'autorità divina della verità. Senza questo non ci può essere vero bene (Esodo 3:13 ; Deuteronomio 5:27 ; Ebrei 4:2)

(3.) Ascoltare tutto ciò che è stato comandato da Dio. Legge e vangelo. L'intero consiglio di Dio. Ci dovrebbe essere un'onestà senza paura sia nel parlare che nell'ascoltare. (William Forsyth, A.M.) Un pubblico modello:

I.It era nota per la puntualità

(1.) Un senso dell'importanza del servizio. Gli uomini generalmente attenti ad assicurarsi un posto in prima fila a teatro, intrattenimento, banchetto. La religione è fondamentale

(2.) Assicura l'intero servizio

(3.) È utile al predicatore

(4.) Rende il servizio piacevole

(II.) Era noto per la riverenza

(1.) Consapevoli della sovrintendenza divina

(2.) Rispetto per la dignità divina

(3.) Timore reverenziale per la purezza divina

(4.) Impegno nel servizio divino

(III.) È stato notato per l'attenzione

(1.) Attenzione senza pregiudizi

(2.) Attenzione docile

(3.) Attenzione pratica

(4.) Attenzione riuscita. Hanno creduto e hanno obbedito. (B. D. Johns.) Riguardo alle udienze, ai predicatori, ai sermoni e alle conversioni:

(I.) Il pubblico

(1.) Prima che il predicatore iniziasse, questa "innovazione" ha luogo: l'uditorio parlava al predicatore, il banco al pulpito. Era un pubblico splendido, anche se non molto numeroso. Con quanta serietà si riunirono! Che solidarietà c'è stata! Nessun pensiero o occhio vagante, ma tutto era concentrato; calmo e propositivo sia nel corpo che nell'anima; così che prima che il predicatore cominciasse, un uomo potesse parlare per tutti: "Ora dunque siamo tutti qui presenti davanti a Dio". Possa questo pubblico portare il suo contributo al predicatore, mentre si aspetta che il predicatore porti il suo! Il contributo che ha il diritto di aspettarsi è che il popolo venga unito, pieno di aspettativa, condotto nel tempio come Simeone dallo Spirito di Dio, nel momento stesso in cui Gesù è venuto. Nessuna possibilità, nessuna casualità in questo incontro. Non siamo venuti qui per passare un'ora di ozio. Quando mi è stato chiesto: "Dove sei stato stamattina?" - è sbagliato rispondere "Oh, sono passato a Regent Square". Non sei entrato né sei uscito. Le provvidenze del Signore per tutta la settimana hanno coperto il tuo cammino e hanno assicurato che tu fossi qui. Conformiamoci alla disposizione di Dio

(2.) Mi piace soffermarmi sulla parola tutto. Il popolo fu invitato e venne. Questa mattina l'ora stessa ci invita. So che ci sono molte scuse. Puoi parlarmi di bambini piccoli, malattie, attesa dei malati, nebbie, venti orientali, lunghe distanze, giornate piovose, ecc. In molte famiglie, alle dieci del sabato mattina, la frequenza in chiesa è ancora una questione aperta. Non è una questione aperta il lunedì mattina: "Giovanni, vuoi andare a lavorare oggi?" "Oh", disse un contadino in Scozia, quando un ministro lo rimproverò perché non andava in chiesa, e disse: "Sai, Giovanni, non sei mai assente dal mercato". Oh,» fu la risposta, «andiamo al mercato.» Inconsciamente è venuto fuori. Venire alla casa di Dio non era così urgente. Ma quando guardiamo a questo uditorio, vediamo il beneficio di porci il compito di venire con uno scopo alla casa di Dio. Avrà bisogno di pianificazione e di abnegazione. Alcuni di voi sono qui oggi solo perché hanno calpestato un centinaio di ostacoli. E alcuni non sono qui perché hanno ceduto il passo a cose che non si permetteranno di ostacolare gli impegni di domani

(3.) E poi quando tutti noi veniamo

(1) Il Signore nota come ci siamo spinti avanti per incontrarLo. Penso che non ci sia vista più dolce per i Suoi santi occhi che vedere le persone che si dirigono verso la Sua casa. "Non abbandonate la vostra comune adunanza, come è usanza di alcuni, e tanto più che vedete avvicinarsi il giorno". (2) E quando vieni in questo modo di aspettativa, quanto aiuta la ricezione del sermone! Quanto abbiamo sofferto tutti per essere venuti alla casa di Dio in modo disordinato e frettoloso, sia per quanto riguarda il corpo che per l'anima! Poi alzi lo sguardo verso il predicatore e ti aspetti che faccia miracoli sulla tua anima disordinata

(4.) "Siamo tutti qui presenti davanti a Dio". (1) Cercate di rendervi conto della presenza di Dio; supera le cose esteriori e temporali e chiama la tua anima a passare nel luogo segreto del tabernacolo dell'Altissimo. Costringi la tua anima ad afferrare il pensiero: "Sicuramente Dio è in questo luogo"; e invece di dire: "Non lo sapevo", diciamo: "Lo sappiamo, e aspettiamo una rivelazione più chiara della Sua presenza". Questa è terra santa. Dove sei seduto tu, Dio ha convertito gli uomini prima d'ora. Puoi tu venire dove Dio ha compiuto la Sua opera più potente, con noncuranza, noncuranza e semplicemente per una questione di consuetudine e routine? Tu occupi la stanza degli uomini e delle donne che oggi sono davanti al trono eterno. Questa parola è vera: "Noi siamo tutti presenti davanti a Dio" - e quindi non ci sia nulla di indegno di una tale Presenza e di un tale luogo

(2) E come il pensiero della presenza di Dio aiuterà a focalizzare la nostra attenzione; per distogliere i nostri occhi l'uno dall'altro, e dal predicatore! Come ci aiuterà a prepararci a ricevere la Parola di Dio! Come ridurrà al minimo lo spirito ipercritico! Un predicatore disse a me stesso: "Noto che quando do il mio testo, la mia gente si calma e si rimette a posto; ma, temo, non tanto per ascoltare quello che ho da dire, quanto per guardare come me la cavo". 5. "Per ascoltare tutte le cose che ti sono state comandate da Dio". Essi vennero per ascoltare la Parola di Dio. Sapete che oggi c'è la tendenza a dire: "L'udito è stato troppo ingrandito. Quello per cui vengo alla casa di Dio è per adorare. Il predicatore ha troppo spazio". Potrebbe esserci qualcosa in questo, ma è esagerato. Ciò che era centrale qui, e ciò che deve sempre essere centrale in un raduno di santi o peccatori, è la predicazione della Parola di Dio, e l'attenzione ad essa da parte dell'ascoltatore. Questo è l'adorazione al suo massimo. Tutte le forze dell'anima ottengono il loro uso più alto e la loro più piena libertà quando la Parola di Dio è proclamata fedelmente e amorevolmente. La fede viene dall'ascolto

(II.) Il predicatore

(1.) Ti ho parlato direttamente, ma ora viene il tuo turno. Il banco ha il diritto di dire al predicatore: "Ora, dacci ciò che Dio ti ha detto. Ci sono molte cose che potrebbero occupare un'ora in modo interessante; dacci, però, ciò che ci ha portato qui". E questo è necessario, perché siamo così immersi nelle righe di lettura preferite che inconsciamente colorano i nostri discorsi, così che abbiamo bisogno dal pubblico: "Ora, predicatore, la Parola di Dio e la verità; tutte le cose da Lui oggi, e nient'altro. Non importa di conciliare scienza e rivelazione; Possiamo prenderlo nelle nostre riviste e leggerlo a casa. Dacci oggi ciò che ci interessa veramente: 'Tutte le cose ti sono state comandate da Dio'". Peter ne aveva bisogno. Ebrei era un ebreo gretto e bigotto, e non avrebbe mai, da solo, predicato a Cornelio e alla sua compagnia il sermone di cui avevano bisogno. Attiamoci come gli uomini migliori, e di ristrettezza e di pregiudizio abbiamo la nostra parte. Perciò c'è un tremendo bisogno che il predicatore sia nelle mani di Dio, e venga dalla presenza di Dio con la sua anima e la sua voce in sintonia con una grande, piena, libera e gloriosa espressione del vangelo della grazia di Dio. Lasciateci a noi stessi, e ci sarà un po' di luce scintillante nella nostra predicazione, ma solo un po': ci sarà luce da ogni parte, per usare l'espressione del giorno, tranne il Sole! Il Signore spenga tutte le nostre candeline. La sua luce è arrivata. Abbiamo bisogno di uscire da Dio, gli Ebrei hanno riversato in noi qualcosa della pienezza della Sua mente e del Suo cuore

(2.) "Allora Pietro aprì la bocca". Non passate sopra a quella frase e dite: "Certo". Molti di noi non riescono ad aprire bocca quando predicano: è il borbottio più pietoso. Insegnante di scuola del sabato, predicatore, "Apri la tua bocca e ammaestra al popolo, come fece il tuo Signore e il Suo principale apostolo". Si veda nel modo stesso in cui parliamo che la nostra bocca è aperta, perché il nostro cuore è allargato; che venga, non debole e debole e costrittiva, ma lieta e piena e libera, perché il Signore è con noi. Non dire: "Non ho eloquenza; Ho la lingua balbuziente". Chi ha fatto la bocca dell'uomo? "Non ho io il Signore? Apri la tua bocca; ecco, io metto le mie parole nella tua bocca". Cosa dice Isaia? "Alzati", dice, e quanto è necessario in quest'epoca di sciocchezze, paffute, troppo raffinate, ipercritiche, "alza la tua voce con forza, alzala; non temere; di' alle città di Giuda: Ecco il vostro Dio". Pietro aprì la bocca". Gli Ebrei alzarono la testa e la lasciarono andare! Mettiamo giù il nostro e resistiamo!

(III.) Il sermone. Era il vecchio vangelo. Era nuovo e fresco allora. Questa è una cosa per cui a volte si invidiano i primi predicatori; perché avevano visto lui e la sua gloria. Pietro predicava Cristo, non la teologia, non un credo; ma Gesù, mandato da Dio per uno scopo particolare; come che, adempiendo a quel proposito, gli Ebrei fossero morti sulla Croce e risuscitati, e che per mezzo di Lui fosse predicato il perdono dei peccati. È lì che il vangelo cominciò allora, e dove comincia oggi: il perdono dei peccati a un uomo devoto, e uno che temeva Dio, e faceva preghiere, e faceva l'elemosina. La gente oggi avrebbe detto: "Con un pubblico del genere, quello che vuoi fare è non portarlo alla Croce. Mostra loro Cristo, naturalmente; ma Cristo, come il grande ideale e l'incarnazione di tutto ciò che è buono, e un uomo devoto e timorato di Dio come Cornelio si innamorerà di Lui e ne farà il suo Capo e Modello". No", dice Pietro; "Noi predichiamo a tutti il Cristo che è morto per il peccato". Un ufficiale francese, la cui nave era stata presa da Nelson, fu portato a bordo del vascello di Nelson, che si avvicinò al grande ammiraglio e gli diede la mano. «No,» disse Nelson; "Prima la tua spada, per favore." Questo è il vangelo

(IV.) Il risultato. C'è un nuovo nome che è stato introdotto qui. Ho parlato di Cornelio, di Pietro, di Gesù, di Dio Padre, ma qui c'è un altro nome. Mentre Pietro pronunciava ancora queste parole riguardo a Gesù, "Lo Spirito Santo scese su tutti quelli che udivano la Parola". Forse Cornelio aveva sentito parlare di Gesù come di un nome di biasimo e bestemmia. Ora, Gesù balzò nel suo cuore come suo Amico e Salvatore, e Dio. Questo è il miracolo del Vangelo. Questo è ciò che fa lo Spirito Santo. Se conoscete Gesù Cristo, la carne e il sangue non ve l'hanno rivelato. Pietro era lì, come il predicatore è qui; e il sermone; ma lo Spirito Santo dà l'aumento e benedice la Parola, e senza di Lui il frutto non può esserci. (J. McNeill.) Assistere alle ordinanze applicate: - Abbiamo qui

1.) Una chiamata a Pietro raccontava: "Ho mandato". 2. L'obbedienza di Pietro alla chiamata loda: "Hai fatto bene a venire tu". 3. Discorso rivolto a Pietro quando era arrivato. In cui prendere nota

(1) Di una congregazione, anche se piccola, ma ben convocata (Versetto 24)

(2) Un riconoscimento della presenza di Dio in modo speciale nelle assemblee religiose: "Siamo tutti qui presenti davanti a Dio". (3) Il grande fine del loro incontro era l'edificazione della loro anima, ascoltare, cioè ascoltare e obbedire. Ed ecco ciò che il ministro deve predicare e il popolo deve ricevere: "ciò che è comandato da Dio". L'estensione di entrambe è "tutte le cose". Osservare

1.) Quando Dio scopre la Sua mente in qualsiasi particolare a una persona o a un popolo, è loro dovere soddisfarla immediatamente senza indugio. Il contrario fu colpa di Balaam e dei Giudei in Egitto (Versetto Geremia xliv.)

(2.) È una cosa benedetta per un popolo chiamare quel ministro a cui Dio stesso lo dirige e lo inclina. Cornelio non conosceva nemmeno Pietro per nome (5), ma va da Dio, e Dio lo guida

(3.) È una cosa lodevole in un ministro di Cristo conformarsi alla chiamata di Dio e del Suo popolo, anche se dovrebbe essere offensiva per alcuni, e non molto gradita alle sue inclinazioni. La dottrina che emerge dal testo è: "È dovere di un popolo assistere alle ordinanze". Nel disquisire da questo, io...

(I.) Spiega le ragioni per cui le persone dovrebbero partecipare ed essere presenti alle ordinanze, dove Dio le ha poste in mezzo a loro. Perché

1.) Dio l'ha comandato (Ebrei 10:15). Il Signore chiama il Suo popolo ad essere presente lì, ovunque si trovi. Così c'era il tabernacolo nel deserto, e poi il tempio, e le sinagoghe. Era pratica di Cristo stesso frequentare questi luoghi (Luca 4:16)

(2.) Le assemblee pubbliche sono per l'onore di Cristo nel mondo. Sono dove dimora il Suo onore, dove il Suo popolo si riunisce per professare la sua sottomissione alle Sue leggi, per ricevere i Suoi ordini, per cercare il Suo aiuto, per rendergli il tributo di lode

(3.) Queste assemblee sono il luogo ordinario in cui Cristo fa la sua conquista delle anime (Romani 10:14). Il vangelo è la rete di Cristo in cui le anime sono catturate. Ed è sempre bello essere sulla via di Cristo

(4.) Essi sono il luogo di incontro di Cristo con il Suo popolo, le gallerie in cui nostro Signore cammina (Esodo 20:24). Che svantaggio ebbe Tommaso per la sua assenza da una riunione in cui Cristo si riuniva con il resto dei discepoli! 5. Le delizie di Cristo e del Suo popolo si incontrano lì; poiché le ordinanze sono il cielo sulla terra. Cristo si compiace di essere lì con il Suo popolo (Salmi 86:2 ; Luca 22:15). E si rallegrano di essere lì con Lui, e per Lui (Salmi 84:1, 2, xxvii. 4, cxxii. 1)

(6.) Le necessità di tutta quella mente per il cielo lo richiedono. Se le ordinanze non fossero state necessarie, Dio non le avrebbe mai stabilite. I soldati di Cristo non hanno bisogno di loro per sgombrare le loro armature arrugginite? Le anime morte non hanno bisogno di loro per vivificarle? anime addormentate, per risvegliarle?

(II.) Mostra sotto quali aspetti le persone sono davanti al Signore alle ordinanze pubbliche. Il Signore è presente dappertutto (Salmi 139:7). Ma noi siamo davanti a Lui in modo speciale nelle assemblee pubbliche. Ebrei tiene le stelle nella mano destra e cammina in mezzo ai candelabri d'oro. Cristo è nelle assemblee del Suo popolo-l. Rappresentativamente. Ebrei ha lì i Suoi agenti, i Suoi ministri, che sono i delegati del Signore per corteggiare una moglie per il Figlio del loro Padrone (2Corinzi 11:2 ; I suoi ambasciatori per negoziare una pace tra Dio e i peccatori (2Corinzi 5:20 ; Matteo 10:40)

(2.) Efficacemente. La Parola del Signore è una parola potente. Cristo sta dando la vita ad alcuni, la forza ad altri e le ferite della morte ad altri (Michea 2:7 ; Salmi 45:5 ; Osea 6:5)

(3.) Come nostro testimone. Gli occhi degli uomini e gli occhi del diavolo sono su di noi; ma ciò che dovrebbe colpirci di più è che l'occhio di Dio è su di noi in modo speciale, e sebbene il nostro comportamento esteriore non sia mai così promettente, Dio è testimone delle peregrinazioni del cuore (Ezechiele 33:31)

(4.) Come nostro Giudice. Dio ha un tribunale e un trono nelle ordinanze pubbliche, per premiare o punire i Suoi adoratori secondo le loro opere. Uno sguardo curioso nell'arca costò caro ai Betscemiti; e un tocco sbagliato costò la vita a Uzza. È vero che la dispensazione del Vangelo è più spirituale; e quindi le piaghe spirituali sono ora più comuni; ma queste ordinanze curano la peggiore delle piaghe

(5.) Come nostro Legislatore (Isaia 33:22). Ebrei ha istituito il ministero per dichiarare alle persone il loro dovere (Malachia 2:7)

(6.) Come il Signore e Padrone della famiglia, che ha provveduto generosamente a tutta la Sua casa (Isaia 25:6)

(7.) Come nostro Dio, che dovrebbe colpirci con riverenza (Salmi 89:7, xcv. 6)

(III.) Considera la disposizione dell'anima con cui le persone dovrebbero venire alle ordinanze pubbliche. È con uno spirito pronto ad ascoltare tutte le cose comandate da Dio. Implica che... l. I ministri non devono predicare nulla al popolo se non qual è la mente e la volontà di Dio. Gli avvocati non devono parlare senza l'autorità della legge; e i ministri non devono parlare se non con un Così dice il Signore. Coniare nuovi articoli di fede o cerimonie è opera dell'Anticristo (Versetti, CAPITOLO Matteo, xv. 9)

(2.) I ministri devono sforzarsi di conoscere la mente di Dio, per quanto riguarda i messaggi particolari che devono portare al loro popolo. Una parola a tempo opportuno è molto preziosa (Proverbi 25:11, xv. 23). E i ministri avevano bisogno della lingua dei dotti

(3.) Qualunque messaggio il Signore dia loro a un popolo, essi devono consegnarlo in modo imparziale, Tutte le cose hanno comandato loro (xx. 20)

(4.) Le persone dovrebbero ricevere questi messaggi dai ministri come dalla bocca del Signore, e rispettarli. Dovremmo sentire

(1) Con riverenza (Salmi 89:7)

(2) Con diligenza e attenzione (Isaia 55:2). Dio non ruba il nostro tempo con sciocchezze

(3) Con intelligenza, in modo da conoscere la mente di Dio (Matteo 13:11)

(4) Credendo (Giovanni 9:27). I ministri fanno il plaister, ma la fede nell'applicazione lo fa rimanere

(5) Per mettere in pratica ciò che udiamo (Giacomo 1:22). Quell'udito che riempie la testa di conoscenza, ma non il cuore di santità, servirà solo a far vedere più chiaramente la via per l'inferno. Conclusione: Questa dottrina rimprovera

1.) Coloro che si assentano dalle ordinanze

(2.) Coloro che vengono alle ordinanze, ma non ascoltano la Parola come si conviene a coloro che devono ascoltare ciò che è comandato da Dio. Tali sono

(1) Ascoltatori irriverenti. Molti si comportano in modo che, come sembra, non ci sia timore di Dio davanti ai loro occhi. Alcuni dormono, altri guardano qua e là, per i quali la Parola è come il seme che viene raccolto dagli uccelli

(2) Ascoltatori presuntuosi e simpatici, che siedono come giudici della Parola, e non come coloro che devono essere giudicati da essa

(3) Ascoltatori ignoranti e stupidi, che ascoltano la Parola, ma non conoscono né si sforzano di conoscere la mente di Dio in essa

(4) Ascoltatori non credenti (Isaia 53:1 ; Matteo 13:58)

(5) Coloro che non applicano la Parola a se stessi, ma sono pronti a darla via agli altri

(3.) Coloro che non si pongono ad ascoltare ciò che Dio comanda ai ministri di predicare, ma comanderanno ai ministri di predicare questo e quello; ma ogni fedele ministro dirà come Michea (1 Re xxii. 14). (T. Boston, D.D.Quando l'imperatore stesso (Costantino) fu annunciato per predicare, migliaia di persone accorsero a palazzo. Gli Ebrei si alzarono in piedi, con la testa gettata all'indietro, e riversarono un torrente di facile eloquenza, e il popolo applaudì tutti i suoi punti. Ora denunciava le follie del paganesimo, ora era l'unità della Provvidenza o il piano della redenzione che formava il suo tema; e spesso denunciava l'avarizia e la rapacità dei suoi cortigiani. Si osservò poi che tutti applaudivano vivacemente, ma si notò anche che non si ravvedevano. (H. R. Haweis, M.A.Ascoltatori negligenti: - I naturalisti dicono che, se l'acqua e il vino vengono versati in un recipiente fatto di edera, il vino fuoriesce e lascia dietro di sé l'acqua. Questi sono tutti uditori mondani e negligenti della Parola di Dio. (J. Spencer.Si dice che i Jogers, o santi pellegrini di Ceylon, prenderanno posto ai piedi del cipresso, e lì rimarranno notte e giorno, vigilanti e vigilanti, incuranti del sole o delle tempeste, spinti dalla tradizione che le foglie di quell'antico albero, cadendo solo a intervalli lontani e incerti, può, se raccolto e mangiato, restituire la struttura deperibile a tutte le energie della giovinezza. Una pianta di crescita più nobile è stata seminata nel nostro mondo; le cui foglie non appassiscono mai, né i suoi frutti si consumano. Questi ultimi sono per la carne e i primi sono per la medicina; e dal santuario celeste escono le acque che mantengono la loro freschezza. Non scendono a intervalli lunghi e sconosciuti. Regolarmente e ogni settimana sono alla nostra portata. Penseremo che sia un compito sgradito soffermarci qualche istante sotto l'ombra consacrata in attesa del primo scuotimento dei rami carichi di benedizioni? (La signorina Henderson.Ascoltatori impazienti: - Un notevole cambiamento ha avuto luogo tra la gente di questo paese per quanto riguarda il servizio pubblico della religione. I nostri antenati misero i loro orologi all'esterno dei loro luoghi di culto, per non arrivare troppo tardi alla loro presenza: li abbiamo trasferiti all'interno della casa di Dio, per timore di rimanere troppo a lungo nel servizio: un cambiamento triste e inquietante. (R. Watson.Non brontolare per il foraggio: "Ora, diacono, ho solo una parola da dire. Non sopporto la nostra predica! Non ottengo nulla di buono. C'è così tanto dentro che non voglio che mi appoggi. Perdo il mio tempo e le mie pene". Signor Bunnell, venga qui. Ecco la mia mucca Thankful, che può insegnarti la teologia!» Una mucca insegna teologia! Che cosa vuoi dire?'" Ora, vedi, le ho appena gettato una forchetta di fieno. Guardala e basta. Ecco, ora! Ha trovato un bastone - sai che i ramoscelli entreranno nel fieno - e guarda come lo getta da una parte e continua a mangiare ciò che è buono. Ecco, di nuovo! Ha trovato una bardana, la getta da un lato e continua a mangiare. E lì! Non le piace quel mazzo di margherite, le lascia e continua a mangiare. Prima del mattino avrà sgombrato la mangiatoia da tutto, tranne qualche ramoscello e zizzania, e darà il latte. C'è del latte in quel fieno, e lei sa come tirarlo fuori, anche se di tanto in tanto ci può essere un bastoncino o un'erbaccia che lascia. Ma se si rifiutava di mangiare e passava il tempo a rimproverare per il foraggio, anche lei 'diventava magra' e il latte si seccava. Proprio così con la nostra predicazione. Lascia che la vecchia mucca ti insegni. Prendi tutto il bene che puoi e lascia il resto. Troverai in esso una buona dose di nutrimento".Ascoltatori interessati: - Un signore una volta disse a Rowland Hill: "Sono passati sessantacinque anni da quando ti ho sentito predicare per la prima volta; e il sermone valeva la pena di essere ricordato. Hai notato che alcune persone sono molto schizzinose riguardo al modo in cui un ecclesiastico predica; ma poi ha aggiunto: "Supponendo che uno stia ascoltando la lettura di un testamento, aspettandosi di ricevere un lascito, impiegherebbe il tempo a criticare il modo in cui l'avvocato lo legge? No: daresti tutto il tuo interesse per accertarti se qualcosa fosse lasciato a te, e quanto. Sia dunque così che ascoltate il Vangelo'".Ci sono quattro diversi tipi di ascoltatori della Parola: quelli come una spugna, che succhiano insieme il bene e il male, e lasciano che entrambi si esauriscano immediatamente; quelli come una clessidra, che lasciano passare ciò che entra da un orecchio, udindo senza pensare; quelli come un colino, lasciare andare il bene e trattenere il male; e quelli come un setaccio, lasciando andare la pula e trattenendo il grano buono. (T. Boston, D.D. Vari tipi di ascoltatori: uno è come un Ateniese, e ascolta le notizie; se il predicatore dice qualcosa dei nostri eserciti al di là del mare, o del consiglio in patria, o di questioni di corte, quello è il suo richiamo. Un altro è come il fariseo, e guarda se si dice qualcosa che possa essere strappato. Un altro sa di eloquenza, e rimane a bocca aperta alla ricerca di una frase. Un altro è scontento, e non drizza mai le orecchie finché il predicatore non viene a cingere contro qualcuno che sputa lui; e quando il sermone è finito, non ricorda nulla di ciò che gli è stato detto, ma ciò che è stato detto contro un altro. Un altro viene a guardare intorno alla chiesa; ha un occhio malvagio, che sta ancora guardando ciò da cui Giobbe ha distolto lo sguardo. Un altro viene a meditare; appena si è sistemato, cade in uno studio bruno; a volte la sua mente corre al suo mercato, a volte al suo viaggio, a volte al suo abito, a volte al suo pranzo, a volte al suo sport dopo cena; e il sermone è fatto prima che l'uomo pensi dove si trova. Un altro viene ad ascoltare; ma non appena il predicatore ha detto la sua preghiera, si addormenta profondamente, come se fosse stato portato per un cadavere, e il predicatore dovrebbe predicare al suo funerale. (H. Smith. La verità è amata come sentimento, ma non è gradita come legge di vita: Aman arriva a New York per una commissione di frode. Ebrei sta cercando di sottrarre una proprietà ai legittimi eredi, perché ha qualche piccolo vantaggio legale. Ebrei ha resistito alla sua coscienza, e ha soppresso tutte le sue riluttanze, e il suo scopo è fisso. Arrivato qui, va a teatro - quella scuola di morale! - e assiste a una commedia, il cui scopo è la frode agli eredi da parte di un vecchio zio ricco, proprio come sta tentando di fare lui. Le varie parti vengono completate, e tutti piangono, e lui piange, e se ne va pensando: "Com'è meschino per un uomo soppiantare in quel modo dei poveri orfani!" Ebrei piange e denuncia l'atto stesso che egli stesso sta compiendo. Voi sapete che queste cose accadono. Ci sono centinaia di uomini che amano sentir parlare di temperanza e vanno a ubriacarsi. Ci sono molti uomini che amano sentir parlare della verità e poi mentono come streghe. Non c'è nulla di più comune dei casi che dimostrano che ci piacciono come sentimento le cose che non ci piacciono come regola etica. Spesso, quando una cosa ci viene come regola di condotta, e ci impone la sua legge, e richiede la nostra obbedienza, noi resistiamo; ma quando, invece di questo, ci viene come un'anemozione, ci piace sdraiarci sul suo seno, come un'anatra giace su un rigonfiamento d'acqua. Agli uomini malvagi piace ondeggiare su questi elementi morali. A loro piace andare per mare con il Vangelo. Vi si dondolano avanti e indietro con infinito piacere. (H. W. Beecher.Quando un uomo dice di aver ricevuto una benedizione durante un sermone, mi permetto di indagare quale effetto abbia prodotto. I soldati romani dimostrarono l'effetto prodotto dal sermone di Antonio quando volarono per vendicare la morte di Cesare. (J. Newton.)

34, 35.-Allora Pietro aprì la bocca e disse: In verità vedo che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone. Dio, il rimuneratore di coloro che lo cercano,

(I.) Per mostrare da quali segni sapremo se noi stessi, e gli altri, siamo sinceri nel timore di Dio

(1.) Il primo segno di sincerità nelle preoccupazioni della religione è l'aver cercato attentamente di trovare il nostro dovere. Infatti, se prendiamo in considerazione una questione di questa importanza e lasciamo che siano le consuetudini e le mode a scegliere le nostre opinioni, dobbiamo confessare che siamo molto fortunati se siamo nel giusto. L'interesse e l'indolenza sono sempre dalla parte della cedimento ai sistemi popolari. Se la perdita di stima e di autorità accompagna l'abbraccio di qualsiasi opinione, gli uomini esaminano timorosamente e hanno paura dell'evidenza; e quando la ragione comincia a colpire, allora si domandano: Qualcuno dei capi del popolo ha creduto in Lui? Strisciano e fissano i loro sentimenti sugli altri e, come l'edera, non salgono mai più in alto di quello che il caso ha dato loro come sostegno. Ma il fondamento del protestantesimo e del cristianesimo è un altro metodo di esame: dobbiamo mettere da parte il mondo e tutte le conseguenze che possono accompagnarlo, e avere i nostri pensieri interamente sul nostro dovere. Dobbiamo svuotare la nostra mente da ogni pretesa preferita e ricevere il regno di Dio come bambini piccoli; non abbiamo alcuna opinione nostra, e non desideriamo che questa o quella dottrina o azione sia vera e nostro dovere; ma solo perché possiamo sapere che cos'è la verità e il nostro dovere. Nessuno può fingere di non avere capacità, perché tutto ciò che è richiesto è che usi le capacità che ha. Se con cuore onesto e ammaestrabile desiderano fare la volontà di Dio, la Sua promessa e la Sua bontà sono impegnate a conoscere la verità in ogni cosa, da cui dipende la loro felicità eterna. E se troviamo difficoltà nell'adempimento di questo dovere, e noi stessi siamo soggetti a errori, ciò dovrebbe riempirci di modestia e diligenza, di reciproca tolleranza e carità, e allora i nostri stessi errori possono essere utili

(2.) Il secondo punto in base al quale possiamo giudicare se siamo sinceri è operando la rettitudine e facendo tutto ciò che sappiamo essere il nostro dovere. Il fine della fede è la pratica, e l'unica cosa preziosa per conoscere la volontà del nostro Maestro è che possiamo obbedirGli. Possiamo quindi consolarci con l'essere sinceri nel nostro timore del Signore, se uniamo l'adempimento religioso dei doveri che conosciamo con il nostro sforzo di andare avanti verso la perfezione. E svolgiamo religiosamente il nostro dovere se siamo virtuosi nel segreto, così come agli occhi del mondo. Dobbiamo compiere tutto il nostro dovere se temiamo veramente Dio, e non scegliere qualche cara follia per indulgere nel segreto, e lusingarci che Ebrei nasconda il Suo volto e non lo veda. Dobbiamo mettere subito da parte tutti i nostri vizi e mettere in guardia il più possibile contro ciò che siamo più disposti a mitigare e scusare, ed essere obbedienti in ogni caso conosciuto. È vero infatti che Dio non ci ha dato alcun comando se non quello a cui dobbiamo obbedire con il nostro interesse e la nostra attuale felicità; ma se li compiamo solo per bassi motivi di convenienza, sono le azioni di un uomo di prudenza, ma cessano di essere gli uffici della religione o delle grazie cristiane

(3.) Il terzo segno di sincerità nel nostro timore di Dio è esprimere il nostro zelo per le cose in proporzione al loro vero valore

(4.) Un altro segno con cui possiamo manifestare un sincero timore di Dio è il nostro essere caritatevoli verso coloro che differiscono da noi nei nostri sentimenti

(5.) L'ultimo punto che menzionerò, attraverso il quale possiamo conoscere la nostra sincerità nel cercare la volontà di Dio, è attraverso i metodi che usiamo per convincere gli altri della verità di ciò che noi stessi abbracciamo e crediamo

(II.) Il che mi porta in secondo luogo a mostrare perché questa virtù ci dà diritto al favore di Dio. l. E in primo luogo, è tutto ciò che possiamo fare. Il testo ci dice che Dio non ha riguardo alle persone, e quindi gli Ebrei devono aver messo in potere di ogni uomo di piacergli: ma gli Ebrei non hanno dato loro nulla oltre a tutte le loro capacità, e quindi, se queste sono impiegate con onestà e correttezza, Dio non può aspettarsi di più. La conoscenza che è sufficiente per raccomandare un uomo povero, obbligato a prendersi cura con la sua operosità per la sussistenza della sua famiglia, può essere imperdonabilmente poca in coloro che sono elevati al di sopra di tali basse sollecitudini e godono dell'ozio e del miglioramento

(2.) La seconda ragione per cui questo è così gradito a Dio è perché migliorerà la nostra natura. Dio, che ha creato l'uomo per comunicargli la felicità, deve essere contento di vederlo avanzare verso tutta la perfezione e la felicità che gli Ebrei gli hanno dato la capacità di godere

(3.) L'ultima ragione per cui questo sincero timore di Dio, espresso indagando diligentemente la Sua volontà, Gli è così gradito, è perché ci insegnerà sempre quelle cose che sono più veramente utili e degne di essere conosciute. Questo discorso può essere ritenuto suscettibile di un'obiezione, e cioè che se la sincerità è l'unica cosa richiesta per renderci accettabili a Dio - e ciò può appartenere agli uomini di ogni religione - allora tutte le religioni sono uguali. Ma per rispondere a questa obiezione, che non sarebbe mai stata ritenuta così plausibile, se non fosse stata ripetuta così spesso, e con tanto piacere, se si ammette che gli uomini possano sostenere la loro vita con erbe e ghiande, non sarebbe una strana conclusione dedurre da ciò che noi stimiamo un paese che produce quel cibo solo uguale a uno che scorre con latte e miele? Eppure il caso è esattamente lo stesso e mette a nudo l'assurdità dell'obiezione

(III.) La conclusione che trarrei da ciò che ho detto, adatta allo scopo del giorno, è questa, affinché da lì possiamo imparare ad ammorbidire la nostra condotta verso tutti gli uomini ben disposti che differiscono da noi. (Thomas Rundle, LL.B.Dio non ha riguardo alle persone: - Qui abbiamo uno dei tanti forti contrasti tra Dio e l'uomo

(I.) Perché Dio non ha riguardo alle persone come lo è l'uomo. Perché... l. La stima dell'uomo è molto limitata per quanto riguarda il numero di persone prese in considerazione: quella di Dio è universale. Gli uomini possono tener conto di pochissime persone sia per rispetto che per disprezzo. Guardate la moltitudine degli abitanti di una grande città, o provincia, di quale grande maggioranza di loro non possiamo avere alcuna stima individuale! E poi, pensate a una nazione... e al mondo intero. Ci sono, in verità, alcune persone distinte che hanno un carattere nella stima di gran parte del mondo civilizzato, ma che numero minuscolo fanno costoro! Ma Dio ha la Sua stima di ogni persona dell'intera razza

(2.) L'intero mondo di meri esteriori è nulla per Dio. L'uomo è l'ingannatore e l'idolatra di loro in tutto il mondo. Niente di così meschino o cattivo, ma se si può gettare su di esso un'apparenza eccellente, diventa per lui come un dio. Ma Dio stima gli uomini nelle loro qualità intrinseche. Che infinità di esibizioni superficiali si discostano da loro sotto quell'ispezione! Che cosa diversa deve apparire l'uomo quando tutti questi sono fuggiti! E se gli uomini potessero essere presentati così l'uno all'altro, che ne sarebbe della maggior parte degli dèi umani dell'idolatria umana? La debolezza della nostra visione non può fare tutto questo. Ma è anche vero che siamo troppo disposti a lasciarci imporre dallo spettacolo illusorio del mondo

(3.) Gli uomini rispettano le persone per interesse personale. Guardano con ammirazione a certi uomini e pensano a quali vantaggi possono conferire. Sarebbe insignificante mostrare come l'Essere Divino non possa essere sotto tale influenza nelle Sue stime

(4.) Gli uomini rispettano le persone perché gli altri lo fanno, senza conoscere bene nessun'altra ragione per cui. Come un numero di persone riunite a uno spettacolo attira rapidamente una moltitudine, così lascia che un individuo venga considerato importante da una parte della società, e il resto segue presto. Dio non ha alcuna opinione nell'universo da considerare se non la Sua. Che cos'è a Lui che una creatura minuscola dopo l'altra aggiunge il suo sottile intelletto per affermare il giudizio di una folla? Da ogni punto di vista, Ebrei è infinitamente superiore all'influenza di tutte le cause per le quali gli uomini sono fatti per essere "rispettosi delle persone".

(II.) Contempla questa superiorità divina in riferimento a molte di quelle cose che suscitano il più alto rispetto degli uomini. Vediamo tutti come gli uomini si comportano nei confronti delle persone di... l. Grande ricchezza. Che deferenza, che attenzione a ciò che si dice, che pronta osservanza! Supponiamo che l'impressione che fa un uomo che non si sa essere ricco sia semplicemente quella delle sue apparenti qualità personali, delle sue disposizioni, del suo buon senso, dei suoi modi. E supponiamo allora che si sappia improvvisamente che è molto ricco, che differenza! Un grado molto considerevole di cattiva condotta o vizio non sminuisce i ricchi nella società. Possono subito sfidare l'opinione ed essere sicuri dell'ossequio. Che stato dei sentimenti umani è questo agli occhi di Dio! Ebrei "non ha riguardo alla qualità delle persone". 2. Posizione elevata in ciò che viene chiamato nascita, rango e potere. In tempi passati (e in molte parti lo è ancora) la moltitudine ha considerato questa classe come appartenente effettivamente a un ordine misteriosamente superiore della natura umana. Eppure c'è abbastanza "rispetto" per gratificare il loro più grande orgoglio: pomposi titoli d'onore, una vasta parata di stato e cerimonie. Il terreno è sgombrato per loro, nella società, ovunque appaiano; la loro mera volontà, o capriccio, è considerata come autorità, senza richiedere una ragione; il culto di Dio stesso è ritenuto ampiamente onorato se si degnano di prestargli alcune formalità di attenzione. Ogni palliativo concepibile è addotto, con la forza, in loro favore, per attenuare la grossolanità del peccato; e pompose celebrazioni funebri vengono date loro quando muoiono. Ora rivolgi il pensiero a Dio. Pensare! Se gli Ebrei avessero avuto una predilezione come questa, che ne sarebbe stato del Suo governo? Quali sarebbero state allora le Sue dispensazioni in Egitto, in Babilonia, in Giudea? Quale sarebbe allora la condizione degli oppressi, quando gridano e si appellano a Lui? Ebrei considera tutte queste distinzioni come semplici accidenti transitori della condizione mortale. Gli Ebrei richiedono da tutte queste persone più elevate lo stesso abbassamento di sé e lo stesso pentimento come dalla più meschina, altrimenti le rifiutano a loro rischio e pericolo. E il Suo grande messaggero, la Morte, fa, per così dire, un malinconico gioco di tutte queste vesti di grandezza

(3.) Grande dote mentale. E questa è diversa dalle altre, in quanto è una qualità più intrinseca. E per questa causa, e per il fatto che è meno evidente all'apprensione volgare, non ha nulla di simile a tanti idolatri. Ciononostante, è sempre stato oggetto di perversa considerazione. Ogni epiteto appropriato alla divinità è stato applicato. Ci sono, in quest'ora, molti ammiratori entusiasti del talento umano, che disprezzano Dio! A favore degli uomini di grande talento c'è stata ed è la tendenza a sospendere o abrogare le leggi più essenziali della morale. E in mancanza di un tale estremo, il rispetto delle persone può essere eccessivo. Ci sono persone che non hanno alcun gusto per la verità, se non quella mostrata nello stile del genio o dell'eloquenza; come se la materia grave non fosse nulla, e le decorazioni fossero tutto. Ci sono alcuni che abitualmente indulgono al disprezzo per tutti coloro che non si distinguono per la superiorità mentale, per quanto eccellenti. Ma pensate a Lui! Che cos'è tutto questo ai Suoi occhi? L'Essere il cui intelletto pervade tutte le cose. Qual è il più grande intelletto umano in confronto al meno spirito angelico? Che cosa può essere quello spirito, in confronto alla mente creata più elevata? Che cos'è questo, che cosa sono tutte le menti insieme, in confronto alla mente di Dio? (J. Foster.) Dio non ha riguardo alle persone: - Qui notiamo - Primo, il riconoscimento da parte di Pietro del suo precedente errore, in cui ci sono tre cose

(1.) La prefazione. "Allora Pietro aprì la sua bocca": un ebraismo che indica che sta per pronunciare qualcosa di importante dopo una matura deliberazione (Matteo 5:2 ; Salmi 8:2, lxxviii. 2)

(2.) I mezzi della sua condanna. "Di una verità io percepisco": un'espressione usata per coloro che sono persuasi a cambiare opinione sulla base di una piena convinzione

(3.) L'errore che Dio avesse un tale rispetto per le persone che gli Ebrei non si sarebbero rivelati a nessuno se non agli Ebrei. Qui vediamo

(1) Affinché il popolo di Dio possa errare. Pietro aveva letto le profezie sulla chiamata dei Gentili e aveva ricevuto l'incarico di Cristo di discepolare tutte le nazioni. Così spesso sentiamo la verità esposta e tuttavia non la percepiamo. Perciò dovevamo stare attenti per non essere ignoranti di una verità ovvia

(2) Che i pii, quando sono convinti, confessino i loro errori. Le controversie finirebbero presto se potessimo imparare la modestia di Pietro. Secondo. La positiva affermazione di Pietro della verità ora appresa

(I.) Che cos'è il rispetto delle persone? Rispetto di quella condizione esteriore per cui uno differisce dall'altro

(1.) Doni del corpo. Non sono i forti o i belli che sono accettati da Dio, ma i buoni e i santi

(1) Ebrei è forte in senso spirituale, non che vince un altro uomo, ma che doma la propria carne (CAPITOLO Proverbi 16:32) e vince la tentazione (1 Giovanni 2:14)

(2) Quindi non la bellezza, ma la grazia rende utilizzabile agli occhi di Dio (1; Pietro iii. 3, 4)

(2.) Doni della mente. L'apprendimento, ecc., può renderci più utili nel mondo, ma non ci raccomanda a Dio (Genesi 3:1 ; 1Corinzi 3:18)

(3.) Donazioni di proprietà, rango, qualità. Il sangue dei poveri è dello stesso colore di quello dei ricchi (xvii. 26). Le distinzioni sociali non hanno alcun peso presso Dio (1Corinzi 1:26 ; Giobbe 34:19 ; Apocalisse 20:12). Così con schiavo e libero (1Corinzi 7:22 ; Efesini 6:9 ; Colossesi 3:25)

(4.) Cittadinanza. Alcuni popoli giacciono più vicini al sole di altri, ma sono tutti ugualmente vicini al Sole di Giustizia (Galati 3:28)

(5.) Professione religiosa e privilegi. Cornelio era un brav'uomo, ma voleva la circoncisione e fu accettato, mentre molti ebrei carnali furono respinti (Romani 2:9-11). Se per professione esteriore c'è un popolo più vicino a Dio degli altri, ha il privilegio di essere ricompensato per primo se fa il bene, ma di essere punito per primo se fa il male

(II.) In che senso questo è negato a Dio? 1. Ebrei non ha riguardo per le persone nel Suo governo. Questo è proibito all'uomo (Levitico 19:15); e così negato da Dio (1; Pietro i. 17). Dio può essere considerato come un giusto Governatore e come un libero Signore. In quest'ultima veste gli Ebrei possono fare ciò che gli Ebrei ritengono opportuno. Perciò per la Sua gratuita misericordia gli Ebrei chiamarono i Gentili, e diedero la grazia del Suo vangelo ad uno e non ad un altro (Matteo 20:15). Non possiamo invocare alcun diritto né per merito né per acquisto. D'altra parte Dio governa l'uomo con una legge, e giudica secondo questa legge (Cf. Romani 9:16 e 1Corinzi 9:24)

(2.) Ebrei non ha riguardo alle persone nei Suoi doni di grazia (Matteo 11:27)

(III.) Qual è il significato di questa qualifica? "Che teme Dio e opera giustizia". 1. La paura è il principio dell'obbedienza. Non che ciò escluda la fede in Cristo (Giovanni 15:5 ; Ebrei 11:6 ; Osea 3:5)

(1) Il santo timore è di due specie. (a) Il timore della riverenza, che è necessaria per non poter offendere Dio (Geremia 10:7 ; Apocalisse 15:4). b) Il timore della prudenza, che è necessario per vigilare contro le tentazioni (Ebrei 4:1 ; 2Corinzi 10:12 ; 1Pietro 5:8)

(2) Perché si insiste su questo stato d'animo? (a) Affinché possiamo astenerci accuratamente da ciò che dispiace a Dio (Genesi 39:9 ; Filippesi 2:12). (b) Perché produce uno sforzo diligente per approvarci a Lui

(2.) Operare la giustizia è il frutto di questo senso di Dio nei nostri cuori. Questo è obbligatorio

(1) Nel rispetto di Dio per poterlo onorare nel mondo: poiché la nostra obbedienza rende visibile la nostra stima per Lui (2Tessalonicesi 11, 12 ; Atti 10:2)

(2) È per il nostro comfort. Quando obbediamo a Dio, lascia una prova nella nostra coscienza (1 Giovanni 3:19 ; 2Corinzi 1:12 ; Proverbi 3:17). Le comodità sono le ricompense dei bambini obbedienti (Salmi 11:6)

(IV.) Il significato del privilegio. "È accettato da Lui". Ebrei che temono Dio, ecc.

1.) È sicuro del favore e della protezione di Dio (Filippesi 1:6)

(2.) Dio aumenterà questo, perché Ebrei si compiace di coronare i Suoi doni (Proverbi 4:18, x. 29)

(3.) Dio lo perfezionerà e lo ricompenserà (Salmi 15:2, cvi. 3). (T. Manton, D.D.) Dio non ha riguardo alle persone:

(I.) Un punto percepito di nuovo. "Adesso." Il fatto che un apostolo così grande confessi questo dimostra che la sua catena romana non era ancora fatta, e che i suoi fratelli apostoli (Versetto CAPITOLO xi.) non avevano idea della sua infallibilità. Giobbe, con disprezzo, diceva ad alcuni del suo tempo: "Voi siete gli unici uomini, voi percepite tutto"; ma Mosè non lo fece (Numeri 15:34), né Elia (2; Re iv. 27). Ma Caifa percepì tutto (Giovanni 11:49); non così Pietro qui, e Paolo (1Corinzi 13:9). A dire il vero, Pietro non si avvicina al suo successore, il quale percepisce subito tutto ciò che deve essere percepito, e ottiene la conoscenza di Caifa sedendosi sulla cattedra di Pietro. Ma non è solo in questo che differiscono. Pietro infatti prese in braccio Cornelio (26); il suo successore lascia mentire il signore di Cornelio. La Samaritana disse: "Il Messia, quando saranno venuti gli Ebrei, ci dirà tutto". Eppure, quando giunsero gli Ebrei, Ebrei disse anche a Pietro: "Quello che ora non sai" (Giovanni 13, 7). Dico questo per alcuni che sono abbastanza lontani da Roma, ma pensano di percepire tutti i decreti segreti di Dio. Lutero ha detto bene che ognuno ha per natura un Papa dentro. Anche coloro che non credono di Roma sono facilmente portati a crederlo di se stessi. "Di una verità che percepisco" avrà due sensi: "Percepisco che prima non lo sapevo", o "Percepisco il contrario di ciò che prima concepivo". Non percepire è solo essere ignoranti, ma Pietro aveva sostenuto il contrario. L'ignoranza non è altro che privativa, questo positivo, e quindi un errore, un errore nel grande mistero della pietà (1; Timoteo iii. 16), una parte del quale fu predicata ai Gentili. E questo errore lo aveva in comune con i suoi fratelli. Solo a questo dobbiamo guardare, affinché con Pietro non siamo volontari, ma pronti a pentirci, quando ci viene mostrato il nostro errore. Allora possiamo concludere che, se la pensiamo diversamente, Dio ce lo mostrerà (Filippesi 3:15)

(II.) Qual è questo punto

(1.) Privativo - che "Dio non ha riguardo alle persone" - cioè, in greco ed ebraico "volti" che si mostrano per primi (Versetto 1Samuele 16:6). Sotto il volto si capisce il rivestimento; sotto la persona tutto ciò che personifica e rende gradevole: paese, condizione, nascita, ricchezze, ecc. Gli uomini rispettano tutto questo, ma non è nulla per Dio. Dunque, Pietro lo ignorava? No, perché Mosè l'aveva detto (Deuteronomio 10:17), ed Elihu lo vide alla luce della natura (Giobbe 34:19). E così Samuele (1Samuele 16:7) e Giosafat (2Cronache 19:7). La risposta è che Pietro lo sapeva prima, ma non come ora. Sappiamo molte cose attraverso i libri e le speculazioni, che, quando ne facciamo esperienza, diciamo: "Sì, lo so davvero", come se non l'avessimo mai conosciuto prima. La conoscenza sperimentale è la conoscenza in verità. Era questa la conoscenza di Pietro? No; perché egli, come noi, ne facciamo esperienza ogni giorno. Dio distribuisce i Suoi doni della natura - esteriormente: bellezza, forza, ecc. - interiormente: arguzia, memoria, giudizio - senza rispetto per le persone. Ebrei 51 concede al figlio del meschino non appena del potente. Così è nella ricchezza e nella preferenza mondana (Salmi 113:7), e nei giudizi di Dio. E nessun uomo ne ha avuto un'esperienza migliore di Pietro, che, un povero pescatore, è stato accettato come apostolo (Galati 2, 6). Che diremo allora? Sebbene non potesse fare a meno di conoscere questa verità generale, tuttavia pensava che ci fossero eccezioni, non di persone, ma di nazioni, e che di tutte le nazioni solo gli ebrei fossero accettati da Dio (Amos 3:2 ; Salmi 147:20). Questo era passato per la testa di Pietro, ma egli si accorge di essersi sbagliato, e ciò secondo la visione di Cornelio rispetto alla sua

(2.) Positivo. "In ogni nazione", ecc. Salomone in effetti lo aveva detto molto tempo prima (Ecclesiaste 12:13)

(1) "Teme" e "opera" congiuntamente. Non l'uno senza l'altro, né la paura che non opera, né le opere che non provengono dalla paura di Dio nei nostri cuori. Le personificazioni farisaiche, la "maschera della pietà" di Paolo (2; Timoteo iii. 5), il "mantello" di Pietro (1Pietro 2:16) Dio non può accettare. Dio stesso disse a Samuele (1Samuele 16:7) che gli Ebrei "non hanno l'aspetto dell'uomo". L'uomo guarda all'esterno, Dio guarda all'interno. L'interiorità era la parte di Dio in ogni sacrificio. Ebrei guarda prima al cuore, e nel cuore agli affetti; di tutti gli affetti quello della paura; di tutti i timori quello di Dio. Come mai Dio è da temere? Temiamo il male, ma non c'è male in Dio. Non per qualche male in lui, ma per qualche male che possiamo aspettarci da lui, se non temiamo di offenderlo, facendo ciò che è male, il quale castigo non è malvagio, ma giusto. Paolo, conoscendo il terrore di ciò, persuade gli uomini (2Corinzi 5:11). Questa paura di soffrire il male per il peccato fa sì che gli uomini abbiano paura di fare il male del peccato o di abbandonarlo (Giobbe 1:1 ; Giona 3:5)

(2) Separatamente. (a) Primo, la paura, perché è la prima; "il principio della sapienza" (Salmi 111, 10). Fu la prima passione che suscitò in Adamo (Genesi 3:10). Allora cominciò a fare il saggio e a pensare alla follia che aveva commesso. La paura è una briglia per trattenerci o distoglierci dal male (Proverbi 3:7). Un altro motivo è che la paura è più generale. Attraversa tutti: i pagani, come è mostrato nel caso di Ninive; bestie, come nel caso dell'asino di Balaam. E questo timore, se ha tutta la sua opera per farci allontanare dal male, è la sapienza completa (Giobbe 28:28 ; Ecclesiaste 8:12); poiché dei sette spiriti che sono le divisioni di un solo e medesimo Spirito, l'ultimo e principale è "lo Spirito del timore del Signore" (Isaia 11:2). Non badare a coloro che dicono che questa non è una dottrina del Nuovo Testamento, perché anche lì esiste. Lì è l'alba del giorno (Malachia 4:2). È come il cortile sta al tempio, come l'ago che per primo entra e tira dietro di sé il filo che cuce tutto insieme. Non avere paura è il prossimo modo per avere paura. L'opera della paura è quella di farci cessare dal peccato; cessare dal peccato porta con sé una vita buona; una buona vita porta con sé una buona coscienza; e una buona coscienza scaccia la paura. Questo per l'introduzione, e per sempre, quando si entra nella fede, è un mezzo sovrano per preservare (Filippesi 2:12 ; 1Pietro 1:17 ; Matteo 10:28). Dunque, questo timore non è solo il canto di Mosè (Apocalisse 15:3, 4). (b) Ma funziona anche. Dio è tutto per l'interno? Accetta Ebrei di nulla al di fuori? Anche Ebrei accetta una buona opera di giustizia se procede dal Suo timore nel cuore. Dio vuole che cominciamo con la "paura", ma non finiamo lì. Infatti da lui non si accetta né solo il timore, né la sola fede. Se è vero timore come Dio accetterà, non è un timore sordo e pigro, il suo timore che "andò e scavò il suo talento nel suolo". Dio vedrà il suo talento rivolto in superficie, e non avrà una religione invisibile all'interno. E osservate che non è "che fa", ma "opera la giustizia", cioè che ne fa un commercio. "Imparalo", dice Isaia (i.17), come si imparerebbe un mestiere per vivere; impararla e farne un'occupazione, sull'esempio di Cristo (38). Questa "giustizia" è descritta nel Versetto 2

(III.) L'accettazione di Dio

(1.) Gli ebrei 51 prenderanno

(1) Dove devono prendere; ma dove non sono gli Ebrei non possono prenderlo. La nostra "elemosina", ahimè! sono rimpiccioliti pietosamente; La "preghiera" inghiottita dall'udito, e il banchetto sostituito dal "digiuno". (2) Ma si dice che qui non c'è fede, senza la quale è impossibile piacere a Dio. Ma Cornelio avrebbe speso le sue parole e castigato il suo corpo senza un po' di fede? Avrebbe invocato un Dio in cui non credeva? (Romani 10:14). Anzi, deve aver creduto che Dio è, che gli Ebrei possono essere cercati, e che gli Ebrei non deluderanno coloro che Lo cercano (Salmi 9:10 ; 2Corinzi 8:12). Il lino non faceva che fumare, ma Cristo non lo spense, ecc. Gli Ebrei lo presero come gli Ebrei lo trovarono, e ciò per avvicinarlo alle vie della Sua salvezza

(3) Ma ora, affinché un errore non ne generi un altro, prendi questo: che egli è stato, e noi saremo, accettato, ci dà un po' di cuore; e il fatto che sia stato accettato toglie ogni presunzione. Non è né la nostra paura né le nostre opere, ma l'accettazione misericordiosa di Dio. Dio li considera degni e così li rende degni. Il fatto che egli prenda bene le nostre opere di giustizia nell'opera è il loro valore. C'era un altro centurione che gli anziani dei Giudei avevano una grande gloria; ma si indignò come umile (Luca 7:4-6). Così con Giobbe (i. 8; ix. 15, x. 15). Vedi Efesini 1

(6.) Il nostro lavoro consiste nel far sì che gli uomini facciano bene, ma non nel fare il loro bene

(2.) A quale scopo accettato. La professione di religione mediante il battesimo. (Bp. Andrewes.) Dio non ha riguardo per le persone: "Oh", dici, "sono una tale piccola pianta; Non cresco bene; Non metto tante foglie, né ci sono tanti fiori su di me, quanti ne ho intorno a me". È giusto che tu pensi poco a te stesso; Forse abbassare la testa fa parte della tua bellezza. Molti fiori non sarebbero stati così belli se non avessero praticato l'arte di chinare la testa. Ma "supponendo che Egli sia il giardiniere", allora Ebrei è un giardiniere per voi tanto quanto Ebrei lo è per la palma più nobile di tutto il regno. Nel giardino di Mentone crescono l'arancio e l'aloe, e altre delle piante più belle e più evidenti; Ma sulla parete alla mia sinistra crescono fiori comuni e sassifraghe e minuscole erbe aromatiche come quelle che troviamo nei nostri luoghi rocciosi. Ora il giardiniere si è preso cura di tutti loro, piccoli e grandi. In effetti, c'erano centinaia di esemplari delle escrescenze più insignificanti, tutti debitamente etichettati e descritti. Il più piccolo saxifage dirà: "Ebrei è il mio giardiniere tanto quanto lo è il giardiniere della Gloire de Dijon o del Marechal Neil".Pregiudizio: - Il pregiudizio è uno dei più grandi nemici del benessere umano. Di tutti i mali mentali di cui siamo afflitti, è uno dei più difficili da sradicare

(1.) Il pregiudizio ha dato una vitalità prolungata a innumerevoli abusi sociali. Uno dei migliori rimedi per questo male è quello di ispezionare attentamente i motivi dei nostri cari possessi, e chiedersi: Perché faccio questo? Perché mi sento così? 2. I pregiudizi più forti sono religiosi. Ciò che ci viene dato dalla tradizione dai nostri antenati, abituati alle nostre prime associazioni, difficilmente riusciamo a metterlo in discussione o ad esaminarlo, e spesso consideriamo nemici coloro che differiscono da noi anche in punti minori. Poiché in genere ci sentiamo più seriamente riguardo alla religione, qui possiamo far risalire ai nostri pregiudizi tutte quelle faide religiose e quelle aspre persecuzioni che hanno disonorato la pagina della storia

(3.) Nel contesto abbiamo un esempio memorabile di abbandono del pregiudizio più forte possibile, così forte anche in un uomo buono e nobile che l'interposizione diretta del Divino era necessaria per la sua rimozione. Avviso-

(I.) Solo l'eccellenza spirituale, e non gli accidenti della condizione esterna, è utile a Dio. Prendi alcune illustrazioni a conferma di questo da

1.) Le Scritture: ad esempio, la scelta di Abramo, Mosè, ecc

(2.) Le dispense della Provvidenza

(1) La ricchezza e il potere sono amministrati in modo imparziale

(2) La salute è equamente condivisa da ricchi e poveri

(3) Genio: i nostri poeti, legislatori, inventori, oratori e teologi sono usciti più frequentemente dalla casetta che dalla villa

(4) Così con le benedizioni della felicità, della vita e dell'età. La morte che non risparmia il tugurio non risparmia il palazzo, proprio come il vento appassisce i fiori delle casette così come le produzioni del conservatorio

(3.) L'amministrazione dei benefici del riscatto. Non vengono chiamati molti potenti, ma ce ne sono alcuni: Wilberforce e Bunyan. Una sola porta di misericordia per tutti. "Chiunque vuole", ecc

(4.) Il giorno del giudizio e i suoi risultati. "Staremo tutti davanti", ecc

(II.) Perché Dio non ha rispetto per le persone se non in relazione alla bontà morale? 1. Gli incidenti in condizioni apparentemente grandi per noi non hanno tale relazione con Lui. Questo mondo è come un granello sulla bilancia della Sua potente creazione. I suoi secoli che ruotano non sono che "come ieri quando è passato". Ebrei esamina tutte le fatiche, i piani, ecc., serenamente come le stelle guardano con luce indisturbata le cose mortali

(2.) Non sono gli elementi essenziali del nostro essere. Nascono dalla nascita, ecc. Non sono l'uomo, e muoiono con il tempo

(III.) Perché Dio apprezza in modo supremo l'eccellenza spirituale? 1. È la vera base del valore in ogni creatura intelligente. È così per gli angeli, e per l'uomo in quanto uomo. "In ogni nazione", ecc

(2.) È il riflesso spirituale di Dio, e quindi la vera base dell'amicizia con Lui. La natura morale di Dio deve prendere atto dei suoi elementi affini. Ecco, dunque, la consolazione per tutti. Nessuno è troppo umile o povero per essere l'amico accettato dal Signore dell'universo. (J. Foster, B.A.) Sulla ricezione di una nuova verità:

1.) Lo scopo principale degli Atti è quello di dispiegare lo spirito e la forma allarganti della Chiesa di Dio. È una storia di transizione. Nella sua prima pagina il Cristo sale. Come i cieli, in cui Ebrei si eleva, sovrastano il mondo intero, così il Suo vangelo spiega le sue ali per il suo volo in tutto il mondo. Presto lo Spirito soffia sugli apostoli, ed essi cominciano ad agire sotto un'ispirazione libera e ampia come il vento che la caratterizza. Su ogni pagina qualche barriera cede; Ad ogni linea l'orizzonte si allarga. Ci si sente come se si navigasse su una grande nave, sotto una brezza sinuosa, da uno stretto porto nel vasto mare

(2.) Con questo cambiamento di scena c'è un corrispondente cambiamento di atteggiamento personale; conversioni non solo nel carattere, ma nell'opinione; È un record non solo di pentimento e di conversione, ma di ampliamento. Per quanto questo libro sia prezioso come resoconto degli eventi, è ancora più prezioso come introduzione alla vita dello Spirito e come mostra come la fede dei secoli si sviluppi nella libertà e nella vita piena e nel pensiero dell'umanità

(3.) L'episodio che ci sta davanti è una felice illustrazione di ciò nella sua certezza di una possibile santità al di fuori della Chiesa, ma che mostra le sue dure condizioni, dicendoci come le devote aspirazioni del centurione lo portarono nel regno della visione, e portarono su di lui un'ispirazione più grande di qualsiasi altra che venne dai suoi ciechi desideri di giustizia. Anche qui c'è un'esperienza in qualche modo simile di Pietro. Il sonno non è privo di impressioni spirituali. In quel mistero lo Spirito può venire come se fosse suo, e dire ciò che non poteva quando l'uomo è circondato da poteri vigilanti e vigilanti. Shakespeare mette nei loro sogni le più profonde esperienze morali degli uomini

(4.) Notate come Dio non solo allarga e allarga le vedute di questi uomini, ma lo fa nella direzione di Se Stesso. Perché c'è un allargamento della vista che è mera ampiezza senza altezza; Cresce saggio sulla materia e sulla forza, si insinua ma non si eleva mai, ritenendo vuote le altezze in alto. Nei secoli precedenti la mente si alzava verso l'alto, ma entro limiti ristretti. Non c'era nessuno sguardo all'esterno; La natura doveva essere semplicemente usata così come è stata trovata, non studiata per ulteriori usi. Da qui una grande familiarità con la tradizione della religione, ma una densa ignoranza delle leggi della materia e della società umana. Oggi è vero il contrario. È interessante notare come questa tendenza pervada classi che apparentemente non si influenzano a vicenda: quindi la classe scientifica, e la classe letteraria più leggera; nessuno dei due legge le opere dell'altro, eppure in ciascuno troviamo lo stesso studio della materia e dell'uomo, e lo stesso ignorare Dio e la natura spirituale. Oppure, confrontate l'uomo di cultura universale con l'uomo medio del mondo, che legge il giornale e tiene gli occhi aperti sulla strada: quest'ultimo sa poco del primo, eppure li troviamo che hanno quasi le stesse opinioni su Dio e sulla fede, vaghe e indifferenti; ma entrambi sono molto attenti a ciò che li riguarda. E tutto questo è per un fine saggio. Era diventato necessario che l'uomo avesse una migliore conoscenza del mondo, e dei suoi rapporti con esso e con la società. Perciò la sua attenzione è diretta da un'ispirazione divina che la guida, e nessun uomo pensante può esserne esente. L'unico pericolo è che la tendenza non diventi eccessiva, e che dimentichiamo di guardare verso l'alto nella nostra ansia di vedere ciò che ci circonda. È compito del pensiero cristiano temperare e frenare queste tendenze monopolistiche e assicurare un giusto equilibrio tra di esse. "Dio si adempie in molti modi, affinché nessuna buona usanza corrompa il mondo". 5. Sono caduto in questa linea di pensiero riflettendo su come Dio abbia allontanato Pietro dalle sue piccole nozioni di religione e lo abbia portato a una concezione più alta e più ampia di Se stesso. Mentre leggiamo la storia, ci meravigliamo della prontezza e della facilità con cui Pietro abbandonò le vecchie abitudini di pensiero e ne prese di nuove. Qual è la spiegazione?

(I.) È nella natura dei cambiamenti religiosi che essi avvengano all'improvviso. Ci possono essere, ci devono essere, lunghe stagioni di preparazione, ma la transizione è istantanea. Saul va a perseguitare, e una luce sopra quella del sole lo abbaglia fino a sottometterlo all'istante. Lo Spirito Santo viene come un vento impetuoso sui discepoli, e in un'ora sono uomini nuovi. Il carceriere ascolta e crede in una notte. Lutero, mentre sale faticosamente la scala santa, aggrappandosi alla salvezza per le opere, abbandona quel piano lungo la strada e si aggrappa a quello più alto della salvezza per fede. Ignazio di Loyola in sogno vede la Madre di Cristo, e risveglia un soldato di Gesù. Spesso è così. Non cresciamo tanto nel possesso di nuove verità spirituali quanto ci risvegliamo ad esse. La loro venuta non è come l'alba che svela lentamente le forme e le relazioni delle cose, ma è come il lampo che illumina la terra e il cielo in un lampo veloce, e così li imprime per sempre nella visione. Il carattere è in lenta e costante crescita, ma le rivelazioni della verità che ispirano il carattere sono improvvise. Si acquisisce una nuova prospettiva, e l'uomo si cambia, come, scalando una montagna, è una brusca svolta nel sentiero che rivela la nuova prospettiva che ispira la marcia in avanti. Alcuni possono affermare che fu in un momento che il fascino della poesia, la piacevole coscienza del pensiero, la passione dell'amore, la dignità della virilità, l'obbligo del servizio, il senso della bontà divina, vennero su di loro

(II.) Pietro vide verità più grandi e più spirituali di quelle che aveva in suo possesso. Quando quelle che pretendono di essere verità sono di uguale proporzione, le bilanciamo, o proviamo l'una e poi l'altra; ma non appena uno si afferma come più grande e più fine, lo accettiamo all'istante. Pietro era abituato a credere che Dio avesse riguardo alle persone, ma quando vide che Dio non ha parzialità, la sua vera natura amorevole si precipitò subito verso la verità più grande

(1.) Abbiamo un appetito per la nuova verità spirituale e vi ci assumiamo prontamente. Ciò non implica che dobbiamo andare in giro a scrutare negli angoli dell'universo per trovare nuove verità, né che dobbiamo sederci e fabbricarle. La verità esiste già; Ora c'è tutto ciò che ci sarà mai. Tutto quello che dobbiamo fare è prenderlo; di tenerci aperti ad esso; per fare la volontà di Dio, e noi lo sapremo. L'idea cristiana fondamentale è Dio che cerca l'uomo, non l'uomo che cerca Dio. Facciamo una brutta figura quando tentiamo di pensare a una religione. Non è una ricerca di Dio, ma una rivelazione di Dio. Noi stessi non riusciamo a trovare nulla. La cosa principale da fare per noi è uscire dalle caverne del peccato e della presunzione e andare all'aria aperta, dove splende il sole e soffia lo Spirito

(2.) C'è anche in tale verità un potere auto-attestante che tende ad assicurare una ricezione immediata. Quando qualcuno viene da me con una nuova macchina, o una nuova teoria del governo, o della materia, o della vita, io esito; ma quando vedo una nuova rivelazione dell'amore divino, o una nuova dimostrazione di umiltà e pazienza, o un nuovo adattamento del cristianesimo alla società umana, credo subito. È semplicemente un'altra candela portata in una stanza illuminata

(3.) Questa qualità auto-attestante va oltre e diventa dominante. Pietro dice: "Dio mi ha mostrato che non devo chiamare nessuno né impuro né impuro". È una delle opere sottili di tutta l'alta verità che si riveste, come per un istinto, degli attributi divini

(4.) Finora non ho avuto in mente alcuna nuova verità, ma piuttosto una visione fresca e in espansione di altri lati della verità multiforme. A rigor di termini, non esiste una nuova verità; ma esiste una cosa come una nuova visione della verità. Non possiamo fare nulla di peggio per la nostra crescita morale che mantenerla in modo tale che non possa cambiare la sua forma. Non che si debba mantenere la propria fede in un flusso costante, o lasciarsi trasportare da ogni nuovo vento di dottrina, ma piuttosto che si raggiunga il duplice atteggiamento di allerta e passività: passivo allo Spirito che soffia sempre su di noi, e attento a notare e seguire la rivelazione di Dio che si sta dispiegando nel mondo

(III.) Dopo aver parlato in generale, parlerò ora più particolarmente di alcune di queste verità. Richiamare l'attenzione su questa commistione di qualità permanenti e mutevoli

(1.) Prendi quello della Trinità. Oggi ha un aspetto diverso da quello che indossava cento anni fa. E' il pensiero caratteristico di Dio al momento che Ebrei è immanente a tutte le cose create, ma personale, la vita di tutte le vite, l'anima dell'universo. Con una tale concezione di Dio, diventa facile vedere come ci dovrebbe essere un Figlio dell'uomo che è anche il Figlio di Dio, e uno Spirito ovunque presente e agente-un cuore e una volontà paterna al centro, una Filiazione che rappresenta l'umanità, un'Energia spirituale che è la vita degli uomini, e per mezzo del quale essi giungono alla libertà e alla giustizia. Questa concezione di Dio può essere portata nella categoria della scienza, e può anche essere richiesta da essa

(2.) Lo stesso vale per l'espiazione: essa ha sempre rivestito nuove forme e prodotto una vita più ricca. È la più elastica delle dottrine, e stiamo arrivando a comprenderla come contenente la legge e il metodo di vita per ogni uomo: "Gli ebrei che perdono la loro vita per causa mia la troveranno". 3. Lo stesso vale per la rigenerazione. È stato ritenuto semplicemente come una necessità morale, che ha il suo fondamento nel peccato; ma cominciamo a vedere che Cristo l'ha insegnata anche come una necessità psicologica. Dobbiamo nascere di nuovo, non solo perché siamo malvagi, ma perché siamo carne e abbiamo bisogno di essere portati avanti e innalzati nel regno dello spirito, un processo costruttivo piuttosto che ricostruttivo

(4) Allo stesso modo la dottrina della sovranità divina si sta risolvendo nell'universalità del diritto. La scienza, con la sua dottrina di una forza originaria e ultima, avanza più che a metà strada verso questa verità aggredita

(5.) Oppure prendete la dottrina del peccato, la sua eredità e la sua relazione con la volontà personale. La dottrina dell'ereditarietà che si trova nelle pagine della scienza, la dottrina della libertà che si trova nelle pagine della filosofia e l'osservazione della vita, producono quasi tutto ciò che ci interessa affermare

(6.) Lo stesso vale per i miracoli. L'intelligenza moderna è cresciuta a tal punto da abbracciare sia la legge che il miracolo in un'unica armonia. Nessuno ora definisce l'uno come la violazione dell'altro. L'affermazione del "regno della legge" non ci disturba finché siamo coscienti dei miracoli ogni ora operati dalla personalità

(7.) Prendi la prossima punizione. Non sarà mai negato finché gli uomini avranno occhi per rintracciare causa ed effetto. Proprio ora stiamo scoprendo che non è una questione di tempo futuro, ma di tutto il tempo; un principio eternamente agente. Il vero predicatore della retribuzione chiarisce che il salario del peccato è la morte, e sottolinea i due aspetti della retribuzione che soli sono efficaci, la sua vicinanza e la sua certezza. 8. Prendi ispirazione dalla Bibbia. Non c'è ora, e probabilmente non ci sarà mai, alcuna teoria generalmente accettata, semplicemente perché l'ispirazione non può essere così ambita; come disse Cristo: "Tu non puoi dire da dove viene e dove va". È il respiro di Dio sull'anima. Stiamo parlando meno del libro ispirato, e più degli uomini ispirati che lo hanno scritto. La rivelazione, quindi, avrà un duplice carattere: sarà divina e umana, l'una condizionante l'altra; non un'imperfezione, ma piuttosto l'unico tipo di rivelazione che potrebbe servire ai nostri bisogni, perché la linea della rivelazione da Dio all'uomo deve passare attraverso il cuore umano. Ma senza una teoria, stiamo leggendo la Bibbia con una fede più piena che mai. Più luce gli portiamo dalla natura, dallo studio e dall'esperienza, più chiare sono le sue verità; In tale luce sta diventando la sua stessa evidenza, e non c'è bisogno di una teoria apologetica più di quanto una candela abbia bisogno di un argomento per l'illuminazione

Ma una mente riflessiva si chiederà: come mai il cristianesimo ha questa duplice caratteristica di un'essenza permanente e di una forma mutevole? La risposta lo condurrà in quel mondo di pensiero che si è aperto da poco, la cui caratteristica principale è la legge dello sviluppo. I timidi possono indugiare sulla soglia, ma una volta entrati, l'atmosfera si ritrova amichevole. Non è qualcosa da reprimere, ma un alleato da spingere al servizio. Ciò che fa per ogni altro settore del pensiero, può farlo per la fede: aprire un'altra porta tra il mistero dell'ordine esterno e la ragione umana. Riconoscendo questo principio, possiamo leggere l'Antico Testamento e non abbiamo bisogno di altre spiegazioni o scuse che non ci offrono. I detti del Cristo diventano principi e rivelazioni della verità eterna. Il granello di senape, il lievito, ecc., non solo sono in armonia con il principio, ma attestano l'assoluta conoscenza di Cristo su di esso. Si noterà che si è parlato della ricezione di una nuova verità in due modi apparentemente contraddittori: uno con la stessa rapidità e con la rivelazione istantanea; l'altro graduale, una crescita o uno sviluppo. Esse non sono incoerenti, ma rappresentano la duplice natura della verità in quanto avente una fonte e un elemento divini e un fondamento e un elemento umano, e la duplice natura dell'uomo come spirito e mente. Questi metodi giocano l'uno con l'altro. L'uno prepara la strada all'altro. Si è lenti e si tiene il passo con il graduale avanzare della società e con lo sviluppo dell'individuo. L'altra è veloce, è alleata dell'azione misteriosa dello Spirito, che non conosce né tempo né spazio, e si accorda con l'azione più alta della nostra natura. Acquisisco conoscenze lentamente; Acquisisco il significato della conoscenza all'istante. (T. T. Munger.Quando assumiamo la certa esclusione da Dio di tutti i sudditi nati di false religioni, la visione di Pietro non è forse tanto per noi quanto per lui? L'Antico Testamento denuncia l'idolatria, è vero, ma queste denunce non sono state rivolte agli idolatri, ma al popolo di Dio che abita in una luce più chiara. Così, quando diciamo: "Non c'è nessun altro Nome", ecc., non cadiamo nell'errore di non notare che sono coloro che hanno sentito parlare del nome di Cristo ad essere messi sotto questo bando, e non i pagani che non hanno mai sentito parlare di Lui? Se in ogni nazione colui che teme Dio, ecc., è accettato da Lui, quanti potrebbero essercene che non hanno mai sentito parlare di Cristo, per i quali Dio è un Dio sconosciuto, che tuttavia sono così a posto con Dio da essere convenientemente uniti a noi nella comune speranza! Essi compongono una Chiesa al di là della Chiesa che, senza un vangelo, hanno imparato a camminare nella luce privata di Dio. Uno sguardo a certi grandi principi primi indurrebbe la speranza che molti più di quanto comunemente si sospetti vengano raccolti per il regno

(1) Che Dio ama tutti gli uomini in modo imparziale, avendo il desiderio di essere amato da tutti

(2) Che gli Ebrei non sono mai lontani da nessuno, ma stanno mettendo in loro il desiderio di cercarlo e di trovarlo

(3) Che lo Spirito di Dio sta attraversando tutte le menti, attirando le loro inclinazioni verso la grazia innata che sarà a sua volta la Sua scoperta di loro. Il mio obiettivo attuale è quello di mostrare come Dio trova accesso agli estranei e li coinvolge in una sentita devozione alla Sua amicizia, esaminando esempi biblici

(1.) Prendi Enoch. Non c'erano Scritture o Chiesa ai suoi tempi. Gli ebrei vivevano una vita solitaria camminando con Dio. Ebrei era probabilmente deriso dai suoi contemporanei, il che gli rendeva il conforto necessario vivere "nella testimonianza che egli piacque a Dio". E questo non era udibile, ma era la testimonianza dello Spirito che entrò nella porta della natura spalancata dalla sua fede fino a quando alla fine divenne così lievitato dalle affinità divine che fu traslato

(2.) Noè era un predicatore di giustizia senza una Bibbia, e non c'era nessuno della sua stessa famiglia che avesse alcun interesse per la religione. E l'oracolo che lo trovò si verificò a tal punto da metterlo a costruire l'arca; perché Dio, con un processo di cui poteva solo fidarsi e non capire, lo stava preparando ad essere il padre di un'epoca migliore

(3.) Con Abramo inizia la Chiesa, eppure egli è preparato da una formazione esterna. Gli ebrei non avevano una rivelazione scritta o una religione organizzata. Ma ne uscì con un carattere profondamente religioso, in mezzo agli idolatri, in modo da poter ricevere una chiamata di vita di prima mano, e prendere la guida necessaria in quella chiamata

(4.) Mosè fu allevato come figlio della figlia del Faraone, separato dalla sua razza, e addestrato in tutta la cultura degli Egiziani, una formazione che si manifesta in tutta la sua politica. Poi, in Madian Jethro, un uomo esterno, ma grandiosamente religioso, viene ad aiutarlo nel suo sviluppo religioso. Così Mosè era un estraneo virtuale fino alla sua chiamata nel roveto ardente

(5.) Prendete poi Balaam, la cui bellezza e ricchezza evangelica sono inimitabili. Gli Ebrei erano degli indovini, ma mentre la divinazione era stata proibita agli Ebrei, non era stata proibita ai Mesopotamici. E quindi era del tutto naturale che mescolasse gli incantesimi con i suoi oracoli, proprio come i nostri astrologi e alchimisti cercavano la luce religiosa con miscele di incantesimi. Ebrei era certamente fedele alle sue convinzioni, contro le lusinghe impiegate per ottenere il suo consenso

(6.) Giobbe non è un ebreo, e il suo libro non è un libro ebraico. La sua pietà è reale, ma fuori da ogni connessione con la storia biblica. E così avete uno dei suoi libri più notevoli delle Scritture, una teodicea per i secoli successivi, l'opera di un estraneo

(7.) Ciro è uno dei migliori personaggi della storia antica, e la ragione della sua condotta verso Dio e il Suo popolo è data da Isaia, che dichiara che Dio invisibile ha tenuto la sua destra e lo ha innalzato nella giustizia. 8. Proprio all'inizio del Nuovo Testamento incontriamo i Magi, religiosamente imparentati con Ciro, sacerdoti della religione medo-persiana, che osservano le stelle per sillabare l'oracolo di Dio, e diventano così spiritualizzati nell'abitudine da non essere inopportunamente onorati dalla guida di una stella a Cristo. 9. La donna siro-fenicia, la cui fede fu così calorosamente lodata, era nata pagana, ma per qualche guida celeste si rivolse a Cristo per chiedere aiuto. 10. Il caso del centurione era come quello di Cornelio, di cui Cristo dice: "Non ho trovato una fede così grande, no, non in Israele". Ed Ebrei non si fermò qui: "Io vi dico che molti verranno dall'oriente", ecc. 11. Potrei rivolgermi qui a Numa, Marco Aurelio, Plotino, Platone e Socrate, e guardare direttamente al funzionamento della natura religiosa in molti uomini riflessivi al di fuori della rivelazione, e vedere le loro nozioni di Dio, i loro desideri espressi per una rivelazione, i loro tentennamenti e quasi scoperte. I loro desideri li mettono talvolta in uno stato in cui si aggrappano a Cristo alla prima scoperta, anche come un uomo affamato di pane. 12. E se ci separiamo ancora di più, tra le tribù selvagge, troviamo molte tradizioni che sembrano quasi avere la santità di una rivelazione, e di tanto in tanto un carattere che assume le distinzioni della vera pietà, Così vediamo che Dio ha avuto i Suoi testimoni in ogni epoca del mondo, a parte il Suo patto e le istituzioni della Sua grazia. Da tutto ciò possiamo imparare le seguenti lezioni:

(I.) Non dobbiamo giudicare che la semplice possibilità di una rivelazione al di fuori della Bibbia sostituisca la sua mancanza. Questa non era l'opinione di Dio quando gli Ebrei mandarono il Suo angelo a Cornelio per metterlo sulla strada di colui che avrebbe dovuto insegnargli Cristo. Le anime più illuminate hanno sospirato per una vera rivelazione. Avendo bagliori, quasi visioni di Dio, lo desideravano ancora di più. Cristo, la Bibbia non voluta! Meno male essere senza una rivelazione! Che cosa potrebbe mostrare l'insostenibile miseria di un tale Stato meglio dei palpeggiamenti e dei ritrovamenti solo casuali di milioni di affamati?

(II.) Che nessuno rivolga la colpa a Dio che ciò che è tanto desiderato ovunque non è dato ovunque. Senza dubbio Dio potrebbe far piovere Bibbie, ma gli Ebrei devono piovere anche nelle lingue scritte, e il potere di leggerle. E poi i lettori vorrebbero sapere come il libro è cresciuto fino a diventare un libro, la rivelazione come è stata rivelata. Se una Bibbia potesse essere innalzata meccanicamente come una pioggia nel cielo, si potrebbe giustamente concludere che tutti gli uomini dovrebbero averla. Ma prima deve essere incarnata, e quindi rivelata attraverso l'umanità; perché le verità devono essere enunciate nelle persone. Le Bibbie non potrebbero essere fatte più velocemente di quanto gli uomini siano abbastanza buoni da ricevere rivelazioni attraverso di esse

(III.) Non dobbiamo spingere la diffusione di questo vangelo con alcun falso argomento che disonora Dio. Non diteci che ogni uomo che ignora Cristo deve perire. Perché dovremmo spingerci a quest'opera di evangelizzare il mondo, addossandoci che Ebrei non ha dato alcuna possibilità di vita a milioni di persone? Piuttosto, diciamo che cosa Dio sta facendo per loro, quali possibilità Ebrei apre per loro, e come certamente gli Ebrei a volte li guadagnano al Suo amore. Poi, poiché siamo così gloriosamente privilegiati, diamo loro il nostro privilegio

(IV.) Facciamo in modo che sia uno dei nostri doveri più sacri verso la Bibbia, non usarla in modo da escludere noi stessi e tutti coloro che la possiedono dalla rivelazione immediata di Dio per mezzo di essa. La rivelazione esterna non è data per essere un sostituto di quella interna, ma una guida verso di essa. Dopotutto, dobbiamo trovare Dio con una conoscenza immediata, come tutti i santi esterni, solo con l'aiuto della Bibbia che loro non avevano. La Bibbia si riceve solo quando si discerne spiritualmente: cioè, quando ci porta dove si trova Dio, a conoscerlo mediante la nostra fede e il nostro amore, e ad averlo in una conoscenza di prima mano, proprio come lo avevano Abramo, o Giobbe, o Cornelio. Se desideriamo conoscere Boston, la mappa della strada non lo mostrerà, ma ci porterà solo lì, e ci permetterà di ottenere la conoscenza da soli. La Bibbia in modo simile ci dice come altri hanno trovato Dio, affinché anche noi possiamo trovarlo. Conclusione: Diamo uno sguardo a quella vita futura, in cui tutte le anime rette sono riunite. Molti di loro apparterranno alla classe dei santi interiori, alcuni alla classe dei santi; i primi avranno conosciuto Cristo per tutta la vita e saranno stati plasmati dal Suo Vangelo e dal Suo carattere; questi ultimi ora lo incontreranno forse per la prima volta, e lo saluteranno come l'Amico sconosciuto che avevano sempre con loro. Incontrare questi santi esterni, non più fuori, come sarà benedetto! E che bella varietà daranno alla fratellanza generale! "Ho altre pecore che non sono di questo ovile", ecc. (H. Bushnell, D.D.) La legge dell'allargamento cristiano:

(I.) E' stata fatta un'obiezione al cristianesimo che esso implica un sistema di privilegi religiosi limitati, per circa duemila anni, a una sola nazione: e sebbene il Nuovo Testamento proponga un piano più cattolico, tuttavia si rende responsabile dell'Antico. In che modo questo è coerente con la benevolenza di un Dio il cui amore è più ampio del mondo? 1. Molto prima di questa separazione di Israele, Dio dichiarò che non era una legge permanente. Nel momento stesso in cui iniziò la selezione, ad essa fu accuratamente allegata un'esplicita predizione che si sarebbe espansa in una grande fratellanza del mondo. Abramo, in cui ebbe inizio la chiamata speciale, fu proprio l'uomo al quale il Signore disse che tra i suoi discendenti ci sarebbe stato un "seme", un certo Figlio meraviglioso, nel quale tutte le nazioni della terra sarebbero state benedette. Quel misterioso Pastore-re di tutto il gregge umano doveva avere una madre ebrea (Galati 4), in modo da collegare la preparazione speciale con la benedizione universale: ma affinché gli ebrei potessero essere liberi da ogni possibile restrizione umana, Suo Padre doveva essere il Padre di tutti coloro che vivono. La promessa della Genesi è ampia e cattolica come la predicazione degli Atti

(2.) C'è qualcosa in questa selezione che la giustifica? Perché un missionario raduna una ventina o due di bambini, su centinaia, in una scuola, lasciando il resto per il tempo senza essere istruito? Quando un mercante cristiano vuole giovare al paganesimo, perché sceglie uno o due giovani nativi di ambienti brillanti e li manda in Inghilterra per un'istruzione, invece di spargere libri di ortografia tra le case pagane? Quando si vuole introdurre nell'interesse manifatturiero un macchinario migliorato, perché si manda un solo studente alla migliore scuola di ingegneria invece di esortare gli agenti e i maestri delle fabbriche a migliorarsi in quel settore di scienze? Il principio è quello della selezione e della concentrazione, per il bene di un beneficio generale, e tale è la natura della mente umana e della società umana che praticamente questa è la via migliore e più breve. Ora, quando Mosè giaceva del tutto incosciente nel piccolo cesto di giunco nel Nilo, il grande problema era come impedire che la razza andasse ancora più male, e come capovolgerla, e prepararla per l'istituzione di un ordine divino. E questo doveva essere fatto non introducendo una rivoluzione arbitraria che avrebbe semplicemente rimesso a posto le opere esteriori, ma avrebbe lasciato intatte le sorgenti della vita spirituale - amore, scelta, energia, fede. La cosa che si voleva fare era quella di far entrare e stabilire queste grandi forze sante interiori nell'anima. Dio ha quindi preso la via pratica. Gli Ebrei scelsero una nazione e la mandarono a scuola per imparare i rudimenti profetici del cristianesimo e per preparare un popolo preparato per il Signore. Questa è la chiave del piano. Il piano non era magnifico? Può il miglior critico o l'obiettore più accorto suggerire un più saggio? E quando esaminiamo tutta la storia dell'Antico Testamento, con tutti i suoi strani incidenti, i suoi eroi erranti e i suoi santi difettosi, mescolati con le sue splendide virtù, la sua sublime lealtà, la sua eloquenza e poesia e le sue profezie soprannaturali, non è davvero una cosa molto povera lamentarsi di un passaggio inspiegabile qua e là? O per sogghignare e cavillare di fronte a qualche caratteristica semivelata nella maestosa elaborazione del disegno? E tutto questo mentre l'intenzione originaria non è mai stata dimenticata. Quando l'Ebreo avrebbe dovuto essere addestrato e istruito, i Gentili sarebbero stati radunati. Nessun movimento siderale in astronomia, nessuna regolarità nei cicli e nelle orbite celesti sarà più sicura del sorgere, a tempo debito, della stella dell'Epifania: "Una luce per illuminare i Gentili e la gloria del mio popolo Israele". 3. Un'altra spiegazione per alleviare la presunta ristrettezza della religione ebraica è il suo costante progresso man mano che procede. Dobbiamo solo studiare i profeti ebrei con questo indizio in mano, per trovare ampie dimostrazioni che l'insegnamento divino a cui erano sottoposti stava facendo il suo lavoro. Con la più intensa ostilità verso tutto ciò che è straniero; con un'intolleranza e un'arroganza tanto più tenaci quanto più legate ai loro scrupoli religiosi, c'era sempre una potente speranza di abbattere tutti i muri internazionali e di riunire tutti per partecipare in egual misura alla pace e alla gloria del dominio del Messia. La tensione si fa sempre più forte e più sicura: finché, in Malachia, la vediamo risuonare in quella frase, per la quale il famoso detto del grande oratore, dove il tamburo mattutino dell'Impero Britannico gira intorno alla terra, non è che una debole figura: "Dal sorgere del sole, fino al tramonto dello stesso, Il mio nome sarà grande fra i Gentili,ecc.

(II.) Dedica qualche momento a un uso delle parole di San Pietro che le ridurrà a noi stessi. "In ogni nazione colui che teme Dio", ecc

(1.) Il senso qui non è teologico, ma popolare; così che sono lontani dal bersaglio coloro che suppongono che l'apostolo intenda riprendersi tutto ciò che ha predicato del bisogno di pentimento e di fede di ogni uomo. Ebrei significa questo: In ogni nazione, ora che Gesù Cristo è venuto, c'è un accesso uguale alla porta aperta per ogni lingua, tribù e popolo. I segni pentecostali non significano niente di meno. Non ci sono squalifiche esterne, né incapacità interne di essere salvati. "Temere Dio e operare la giustizia" è il fondamento dell'accettazione, non meritoria, in cielo, ma nei privilegi e negli aiuti della Chiesa come scuola per il cielo. Cristo è morto per tutti. La Chiesa è cattolica. E mentre San Pietro parlava, "anche sui Gentili fu riversato il dono dello Spirito Santo". 2. Così la Parola e lo Spirito di Cristo continuano a riempire costantemente le nostre piccole misure di carità e speranza, spezzando i nostri giudizi meschini, ampliando le nostre simpatie per tutte le classi. Abbiamo un gran numero di limitazioni personali e private

(1) Il cerchio dei nostri interessi puramente personali. Cristo, con la Croce del Suo sacrificio, fa una costante rimostranza contro di loro; e a meno che non afferriamo il Suo spirito e rinunciamo a noi stessi per il servizio, non possiamo essere nessuno dei Suoi

(2) La cerchia della famiglia. Questo è un po' più largo, ma spesso solo un po'. Possiamo vedere noi stessi, e amarci, solo nei nostri figli. Ma la nostra dottrina ci impone di vedere se il nostro assorbimento nei nostri piaceri domestici limita le nostre simpatie per gli estranei

(3) Il cerchio del nostro ambiente sociale, un nemico molto pericoloso e subdolo della vera spiritualità e nobiltà. Tutti i membri che si ammirano a vicenda e si compiacciono riflettono semplicemente i pregiudizi degli altri, studiano per compiacere i capricci degli altri, e così, naturalmente, devono smettere di crescere in tutto ciò che costituisce la grandezza del cuore. C'è poi il circolo degli impegni d'affari, dove si è schiavi dell'ambizione mercantile, o della routine. sacrifica la casa, la chiesa e la sua vita superiore per la povertà che lo sta affamando

(4) Il circolo degli attaccamenti patriottici. Appena - per quanto noi diciamo di essere cristiani - l'idea della fratellanza delle nazioni è entrata nell'arte di governo, e ancor meno nella politica e nella legislazione, anche dell'uomo civilizzato

(3.) Non dobbiamo supporre che l'Epifania significhi per noi un semplice invio di pochi missionari in paesi stranieri. Fatto con serietà e di cuore, vale la pena farlo, e, più lo facciamo, più diventiamo cristiani. Gli uomini possono dire che preferiscono dare il loro denaro missionario più vicino a casa, dove vedono cosa ne è stato. Ma ricordate che è stabilendo norme e fari, cristianizzando alcuni qua e là, anche quando i risultati sembrano scarsi, che viene finalmente data una grande testimonianza a Cristo. (Bp. Huntington.Gli Ebrei che lo temono e operano la giustizia sono accettati da lui.La pietà e la virtù sono entrambe richieste dal Vangelo: la religione consiste di due rami costitutivi: la fede e la pratica

(1.) Il timore di Dio, nel senso più ampio di esso, denota tutta la pietà; tutti quei devoti affetti d'animo, di riverenza, di amore, di gratitudine e di verità; e tutti quegli atti esterni di adorazione, preghiera e lode, che siamo tenuti a rendere all'Essere Supremo

(2.) La giustizia, nel suo significato più generale, significa l'intera virtù morale; e fare opere di questo genere non significa solo astenersi da atti di ingiustizia e di oppressione, ma abbondare in uffici di gentilezza e umanità

(I.) La pietà senza virtù, la fede senza la morale, non è all'altezza del carattere cristiano e non sarà accettata dall'Essere Supremo. Non c'è parte della religione più vincolante per l'umanità della giustizia e della beneficenza. Dalla nostra situazione nella società, in mezzo ai nostri simili, dipendenti gli uni dagli altri, ci viene insegnato a coltivare l'umanità come la virtù più utile nella vita. Dai nostri obblighi cristiani siamo tenuti a praticare la benevolenza universale, non semplicemente come una virtù ordinaria, ma come la qualità distintiva di un vero cristiano. Che cosa penseremo, allora, del devoto immorale, dell'uomo di preghiera senza opere buone? Ebrei vuole la disposizione del cuore più divina e le virtù più sostanziali nella vita. Ebrei vuole il carattere distintivo di un cristiano e una qualifica indispensabile per la gloria eterna. La sua devozione è o un'apparenza ipocrita che si presume si imponga al mondo e serva ai suoi fini; o è solo un bagliore transitorio di devozione che si accende di tanto in tanto nella mente, che, come la nuvola mattutina e la rugiada mattutina, svanisce presto; o, il che è più spesso il caso, è l'osservanza superstiziosa di una mente sbagliata e corrotta, che sostituirebbe una forma di pietà al posto della virtù. La vera pietà è un principio che rigenera il cuore e riforma la vita

(II.) La morale senza pietà, le buone opere senza fede, il rispetto della società senza il timore di Dio, sono ugualmente insufficienti per la salvezza. Non c'è sentimento della mente che sia più profondamente fondato nella natura e nella ragione del senso di Dio e della religione. La devozione non è un'estasi entusiasta. È solo l'esercizio degli affetti che fanno parte della nostra costituzione e sono essenziali per la mente umana. Siamo formati dalla natura per ammirare ciò che è grande e per amare ciò che è buono. Tratti i grandi uomini con segni di rispetto. E non si deve forse riverenza al più grande di tutti gli esseri, al Re dei re e al Signore dei signori? Professi stima per i caratteri degni e non hai alcun riguardo per le infinite perfezioni della natura divina? Rimanere impassibili di fronte alla visione della bontà infinita implica il massimo grado di corruzione. Una persona del genere deve, in verità, essere lontana dal regno di Dio. La depravazione del cuore, tuttavia, non è l'unico crimine del semplice moralista, dell'uomo delle buone opere, senza fede. Il suo adempimento dei doveri morali, in base ai quali egli si stima, deve essere estremamente difettoso. Il senso di ciò che è giusto, il rispetto per l'onore e l'istinto di benevolenza possono operare sulle menti degli uomini e impegnarli a compiere molte buone azioni. Ma quei princìpi naturali sono troppo deboli per resistere alla forza delle passioni corrotte. Tale è la nostra propensione al vizio, e così numerose le tentazioni a peccare, che sono necessarie restrizioni molto più forti. Di conseguenza, l'uomo di mera moralità è sempre di carattere incoerente. Se è giusto da un lato, è teso dall'altro. Sebbene pratichi alcune virtù che meritano di essere applaudite, è colpevole, allo stesso tempo, di vizi che offuscano la sua reputazione; e così, mentre è confessato privo di pietà verso Dio, è difettoso nella giustizia e nella carità verso gli uomini

(III.) La sufficienza quando unita. L'unione di queste amabili qualità forma il carattere, non solo dell'uomo rispettabile, ma del vero cristiano. Temete Dio e osservate i Suoi comandamenti, perché questo è l'intero dovere dell'uomo. Il vero cristiano, l'uomo che teme Dio e opera giustizia, non ha semplicemente il diritto di essere accettato attraverso Cristo. Ebrei è anche qualificato per godere della gloria futura. La sua carità lo unisce all'uomo; la sua pietà lo unisce a Dio. (A. Donnan. Accettazione di Dio: - Non c'è qui alcun argomento a favore del paganesimo, è piuttosto un argomento a favore del giudaismo. Il carattere di Cornelio non era il risultato della cultura classica, ma della cultura classica integrata dalla rivelazione divina. Vedendo, dunque, che era stato accettato da Dio prima della sua conversione, perché non lasciare stare lui e altri come lui? Semplicemente perché non possono lasciarsi soli. Sono ancora consapevoli di un vuoto doloroso nel cuore, che solo Dio in Cristo può riempire. Essere "accettati da Dio" non è l'unico desiderio del cuore; L'uomo vuole essere perfezionato. L'ebraismo permetterebbe a un uomo di essere accettato; ma non poteva "rendere perfetti coloro che vi erano venuti"". Poiché la legge non ha reso nulla perfetto, ma ha fatto l'introduzione di una speranza migliore". Questo, dunque, è il motivo per cui Cornelio aveva bisogno del vangelo: solo il vangelo poteva soddisfare i desideri del suo cuore e perfezionarlo in bontà. E quale aspetto del Vangelo gli presentò Pietro? Primo, che Dio in Cristo è venuto a cercare l'uomo, a fargli del bene. In questo il cristianesimo differiva da tutte le religioni pagane. Questi ultimi rappresentano sempre l'uomo che cerca Dio ma non lo trova mai. Uno dei loro scrittori fu infine costretto ad esclamare: "L'uomo non può trovare Dio, Dio deve quindi trovare l'uomo". Leggete la Bibbia e discernerete in ogni pagina che non c'è l'uomo che cerca Dio, ma Dio che cerca l'uomo. Ma Pietro non parlò solo della vita del Salvatore, ma si soffermò anche sulla Sua morte. Altre religioni dichiaravano ciò che l'uomo doveva fare per Dio; questa religione dichiara ciò che Dio ha fatto per l'uomo. La predicazione del Vangelo tendeva quindi a rivoluzionare il mondo. Il mondo, per così dire, è gettato fuori dal suo centro. Nell'astronomia antica il sole girava intorno alla terra: nell'astronomia moderna la terra gira intorno al sole. Vediamo un corrispondente cambiamento nella scienza della religione. Confronta la fine del capitolo con l'inizio. L'inizio ci dice ciò che Cornelio fece per Dio - pregò, digiunò, fece l'elemosina: - questo è il fondamento di tutte le religioni antiche. La fine ci dice cosa Dio fece per Cornelio: gli Ebrei mandarono Suo Figlio Gesù a vivere e morire, "affinché nel suo nome chiunque crede in lui riceva la remissione dei peccati": questo è il fondamento della fede cristiana. (J. Cynddylan Jones, D.D.) Le gloriose dottrine:

(I.) L'assoluta imparzialità di Dio. Le parole "Dio non ha riguardo alla qualità delle persone"

1.) Non insegnare

(1) Che Dio non ha riguardo per gli uomini. Il deista vorrebbe farci credere questo; la ragione, la coscienza, l'analogia e la Bibbia, tuttavia, la confutano

(2) Che Dio guardi gli uomini indiscriminatamente, li considera semplicemente nella massa. No; Ebrei guarda ciascuno individualmente

(3) Che Dio concede benedizioni ad alcuni che gli Ebrei negano ad altri; sebbene ciò sia vero, poiché Ebrei ha dato a ciascuno una benedizione distintiva della mente, del corpo o della condizione

(2.) Insegnano che Dio non rispetta le persone

(1) Nello stesso senso in cui lo fa l'uomo. Il rispetto dell'uomo per le persone è... (a) Molto limitato. Quanto poco l'uomo sa della sua razza. Dio conosce i milioni. (b) Molto superficiale, mentre Dio guarda al cuore. (c) Egoista, mentre quello di Dio è benefico. (d) Popolare. L'uomo rispetta coloro che le moltitudini applaudono. (e) Avventizio. È a causa di ciò che l'uomo ha piuttosto che di ciò che è

(2) Nel senso di disturbare per qualsiasi le condizioni stabilite della felicità. Le condizioni di salute fisica, mentale e morale sono le stesse per tutti

(3) Nel senso di limitare la Sua salvezza a qualsiasi classe particolare. Questo è ciò che l'apostolo intende qui. I provvedimenti di misericordia di Dio sono per il mondo. (a) I meriti dell'espiazione sono sufficienti per tutti. (b) La forza del movente morale è adattata a tutti. (c) L'arbitrio dello Spirito è disponibile per tutti

(II.) L'elemento necessario della bontà morale. "Ebrei che temono Dio", ecc

(1.) La paura qui, naturalmente, non è quella servile, ma quella filiale; È la paura di un amore che scaccia ogni sentimento servile. La parola sta qui, come altrove, a rappresentare quello stato d'animo che Dio richiede da ogni uomo. È il timore che produce giustizia. Deve essere di carattere tale da ispirare e assicurare una condotta giusta in relazione a Dio, all'uomo e all'universo. C'è un timore verso Dio che non produce nulla. Di tanto in tanto tocca l'anima e si spegne in un sospiro. C'è una paura che agisce male, un sentimento superstizioso che conduce a una vita innaturale e intollerante. Il timore che opera bene è l'unico ad essere genuino; è l'essenza della bontà morale

(2.) Questo è ciò che Dio rispetta e accetta in un uomo ovunque si trovi. Gli ebrei non accettano un uomo a causa della sua nascita, del suo paese o di una particolare forma di culto, o a causa del suo giudaismo, del suo gentilismo o del suo cristianesimo. Ebrei che hanno ragione, che sia un Socrate o un Paolo, un Cornelio o un Pietro, sono accettati da Lui. La Bibbia è piena di questa verità (2; Re xxii. 19; Salmi 34:18, lii. 5-9; Deuteronomio 10:12 ; 1Samuele 15:22 ; Osea 6:6 ; Michea 6:8 ; Matteo 5:8)

(III.) La mediazione di Cristo (Versetto 36). La Parola, cioè il vangelo, è lo strumento di Dio per generare questa rettitudine dell'anima. Pietro mostra che la missione di Cristo

1.) Era divino nella sua origine

(2.) Era redentrice nel suo scopo

(3.) Era universale nel suo aspetto

(4.) Ha coinvolto la Sua morte sulla Croce e la Sua risurrezione dai morti. (D. Thomas, D.D.Il piano di Dio e la nostra parte in esso: Studiare lo svolgimento del piano divino è una delle più grandi occupazioni che possano impegnare la mente dell'uomo. Coinvolge lo studente della natura. È la ricerca dello storico devoto, al quale il percorso della storia umana appare disteso come un fiume dalla sorgente alla foce. È soprattutto lo studio del cristiano, il quale, Bibbia alla mano, ama meditare su quel meraviglioso sviluppo del piano divino che, attraverso pagine e pagine di salmi, profezie e storia, ha prodotto la ricchezza di significato che giaceva racchiusa in quella prima promessa fatta all'uomo tra la sua caduta e la sua espulsione dalla porta del Paradiso. Il capitolo da cui è tratto il nostro testo possiede un estremo interesse perché registra una tappa marcata nello sviluppo del piano divino

(I.) Il piano divino coincide con il bisogno umano. "Mentre Pietro pensava alla visione, lo Spirito gli disse: Ecco, tre uomini ti cercano, alzati, scendi e va' con loro". Il punto da notare è che questi tre uomini erano rappresentanti del grande mondo pagano, cioè non conoscevano quella che è conosciuta come religione rivelata. Uno era un soldato devoto, gli altri due erano domestici di un ufficiale romano, che comandava uno dei reggimenti più scelti dell'esercito romano. Ci troviamo quindi di fronte all'intera questione dei bisogni pagani. Ci sono uomini la cui bontà è indiscutibile che ragionano così: "Il vangelo è il mezzo ordinato di salvezza e l'unico mezzo; Ora è chiaro che i pagani, non avendo mai udito il Vangelo, non possono crederci, quindi non possono essere salvati". Ora, questa linea di ragionamento non può essere vera. Anche se si sostenesse che è coerente con la giustizia di Dio, non si potrebbe dimostrare che è coerente con la Sua pietosa bontà, condannarli a soffrire per i secoli dei secoli, se non ci fosse per loro alcuna via di salvezza se non quella di avere precise convinzioni sulla persona e sull'opera di Colui che non era mai stato loro rivelato. l. La nazionalità non conta a Dio. L'ebreo pensava che la salvezza fosse solo per lui

(2.) È anche chiaro che Dio tratta gli uomini secondo la loro luce. Nostro Signore ha fatto una chiara distinzione tra i servi che sapevano e quelli che non conoscevano la volontà del loro Signore

(3) È anche chiaro che Dio può dare credito per la qualità dell'atteggiamento morale dell'uomo. Dopo che, in un'occasione, rimproverò le città in cui erano state compiute le Sue opere potenti, nostro Signore proseguì dicendo: "Se le opere potenti fatte in voi fossero state fatte a Tiro e a Sidone, si sarebbero pentiti molto tempo fa vestiti di sacco e cenere". Ebrei qui ci dice cosa sarebbe stato. Ora, questa intima conoscenza della condizione morale dell'uomo, della qualità dell'anima e del modo in cui essa agirà, è una qualifica essenziale del Giudice di tutti gli uomini. Gli permette di occuparsi non dei risultati o della manifestazione del carattere, ma della sua essenza. Vado al mercato, e su una carriola vedo dei fiori primaverili. Un amico esperto dice: "Comprali". Informandomi trovo che il prezzo sia enorme. "Cosa!" Sussurro al mio amico: "Valgono così tanto?"" Sì", risponde, "se li pianti nella tua serra, o sotto un muro soleggiato, fioriranno e fruttificheranno così e così". La sua conoscenza di ciò che possono fare in certe condizioni mi giustifica nell'acquistare gli antiestetici bulbi a una cifra stravagante. Ora, è così che il nostro Signore tratta con gli uomini. Gli Ebrei pensano non tanto al loro credo, o anche alle loro azioni, ma alla loro natura morale, e a ciò che potrebbero o potrebbero diventare, se favoriti da un certo suolo, dal sole e dalla pioggia. E se nel crepuscolo del paganesimo l'anima non ha ancora raggiunto che una crescita malata, il Signore le attribuirà ancora un alto valore, e se gli Ebrei vedono che alla piena luce del Vangelo avrebbe eguagliato la natura morale dei migliori, gli Ebrei la metteranno allo stesso livello di loro. Non insisteremo mai abbastanza su questo, che il nostro Maestro conosce la natura morale di ciascuno, e ciò che farebbe in circostanze più favorevoli, e Ebrei 101 giudica non per ciò che diciamo o facciamo, ma per ciò che siamo. Ebrei sa quanto della nostra incapacità di attribuire il merito dell'ignoranza e quanto della stupidità e della testardaggine essenziali dei nostri cuori

(4.) È anche chiaro che Dio non ha lasciato se stesso o la sua verità senza testimonianza nel mondo pagano

(5.) È anche chiaro che nessun uomo è salvato senza la morte di Cristo

(6.) È chiaro anche che l'accettazione degli uomini, sia ebrei che gentili, è possibile solo per la fede

(7.) Ma se questo è il caso dei pagani, perché mandare loro il vangelo? Per due motivi. In primo luogo, perché ciò che hanno non può soddisfare gli spiriti più nobili. Si dice che Cornelio abbia sempre pregato Dio. Per che cosa pregò? Evidentemente per quello che non aveva, per la luce, la grazia e la potenza, per la pienezza della salvezza di Dio. Al di fuori di Cristo non c'è una conoscenza certa dell'amore di Dio, del perdono dei peccati o della vita eterna; i pagani possono solo indovinare il meglio; desidera ardentemente sapere che Dio è amore, che il peccato può essere perdonato e che c'è una vita futura. E per ulteriore luce e insegnamento su questi importanti argomenti, il mondo pagano manda i suoi rappresentanti a bussare alla porta della Chiesa cristiana. Ma c'è una domanda ancora più imperiosa che li manda lì, a cui si fa riferimento con l'espressione: "Parole per mezzo delle quali sarai salvato". Per quanto grande sia il desiderio di sapere, ce n'è uno ancora più forte da essere. L'unica richiesta delle anime più nobili era il potere: il potere per la salvezza, il potere di resistere al peccato, il potere di soddisfare i desideri più nobili dell'anima. E questo è il fardello del nostro messaggio ai pagani di oggi. Noi non neghiamo loro le visioni di Dio, le intuizioni di verità, l'alto altruismo, la moralità, la preghiera; ma noi affermiamo che essi mancano di potenza, potenza per la salvezza. Ma, in secondo luogo, i pagani per la maggior parte non sono rappresentati da Cornelio. Non hanno fede. Non vivono all'altezza della loro luce. Non agiscono con giustizia, non amano la misericordia e non camminano umilmente con Dio. Non temono Dio e non operano la giustizia. Sono sprofondati nel peccato, dal quale non mostrano alcuna inclinazione a risvegliarsi. In questo caso devono essere salvati dai risultati della loro scelta malvagia. Devono essere risvegliati, convinti di peccato, condotti al pentimento. Non c'è dubbio, quindi, sul bisogno dell'uomo, e noi adoriamo la grazia di Dio che il Suo piano sia coincidente con esso. È sempre così. La natura e la Provvidenza funzionano come una doppia cerniera. I pesci non cercano insetti nei pomeriggi estivi, che non svolazzano sulla superficie argentea della piscina. Gli uccelli non cercano frutti e bacche che non siano sparsi nei boschi

(II.) Il piano divino può essere realizzato solo attraverso la cooperazione umana. In ogni fase del suo dispiegarsi è stato così. Quando in mezzo alla razza umana ribelle Dio desiderava scegliere una sola famiglia per divenire depositaria del sacro deposito, gli Ebrei chiamarono Abramo dalla stirpe e dal paese, e lo prepararono con prove speciali per il suo alto incarico. Quando il progresso del proposito divino sembrò essere arrestato dalla cattività in Egitto, gli Ebrei ripresero il filo spezzato in Mosè, il servo fedele. E ad ogni crisi successiva c'era un Davide o un Ezechia, un Esdra o un Neemia a portarla avanti; come nel portare le fiaccole degli antichi giochi greci. E così è stato in tutte le epoche successive, quando il piano di Dio ha preso una nuova fase, c'è sempre stato un Paolo, un Agostino, un Lutero, un Wesley, un Carey, attraverso i quali ha operato. Dagli uomini è stata fatta la volontà di Dio sulla terra, come in cielo. Questo è l'unico desiderio appassionato di tutti i cuori sinceri, di sapere se stanno realizzando il piano di Dio. C'è molto lavoro che viene fatto nel mondo che è abortito. Grandi inizi, brutti fini. Questa linea di pensiero suggerisce alcune riflessioni molto serie. È chiaro che il piano di Dio non si è ancora realizzato. E che sorta di uomini sono quelli per mezzo dei quali gli Ebrei opereranno? Ah, Pietro fornirà l'illustrazione. C'era molta natura umana in lui. Ma con tutte le peculiari idiosincrasie che contraddistinguevano questa pietra fondamentale da tutte le altre nelle fondamenta della Nuova Gerusalemme, c'era quella devozione al Signore e Salvatore, quell'amore per la preghiera, quell'apertura del cuore allo Spirito Divino, quella volontà di obbedire, quell'assenza di supposizione, che sollevava il soldato prostrato in piedi con le parole: "Alzati, anch'io sono un uomo"; che sono le note principali di ogni anima a cui Dio rivelerà il Suo proposito, e per mezzo della quale gli Ebrei lo realizzeranno. È questo il tuo stato di cuore? Poi aspettate a Giaffa, per quanto oscuro sia il luogo e noioso il ritardo. Nutri il tuo cuore con la preghiera e la meditazione. Abbi il coraggio di aspettare, anche se tutti gli uomini ti ordinano di partire. Se la vista tarda, aspettala

(III.) L'evoluzione del piano divino è sempre accompagnata dall'effusione dello Spirito Santo. Il piano e il potere vanno sempre insieme. "Mentre Pietro pronunziava ancora queste parole, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che udirono la parola". Non c'è bisogno di dilungarsi sul nostro bisogno dello Spirito Santo, e questo bisogno è duplice, in primo luogo per quanto riguarda la Sua influenza sul lavoratore, poi per quanto riguarda la Sua cooperazione nell'opera. C'è qualcosa di misterioso nell'operaio che è rivestito dello Spirito Santo, che non si può né definire né imitare. (F. B. Meyer, B.A.) L'individuo non trascurato nella massa: - Questa non è una risposta alla domanda: Ci sono pochi che si salvano? Stabilisce solo le condizioni per essere accettevoli a Dio. Questo non è un detto in cui i profani e gli oranti possono trovare conforto, perché parla dell'accettazione solo di coloro che sono riverenti verso Dio. Non è un messaggio di pace per coloro che sono egoisti, ingiusti o immorali, ma solo per coloro che operano la giustizia verso i loro simili. Non dice che non c'è differenza tra le religioni; che il cristianesimo e l'adorazione dei templi pagani sono proprio uguali agli occhi di Dio. Dice semplicemente che Dio è indifferente alle linee nazionali, e accetta un cuore obbediente e la vita in una nazione con la stessa prontezza che in un'altra. Non ne consegue che gli uomini abbiano la stessa probabilità di essere devoti e giusti in un paese come in un altro. La razza, l'addestramento, le associazioni, l'occupazione, influenzano il carattere. Dio non trascura mai l'individuo nella massa di cui fa parte. Dio considera la biografia più della storia. Se tuo figlio o tua figlia è andato in una nuova regione o in una città straniera, sei più preoccupato per il benessere di tuo figlio che per la storia del luogo. Le forze generali e individuali appaiono ovunque interagendo nella vita umana, ma possono essere ampiamente distinte ovunque. La storia si occupa di movimenti generali sotto l'impulso delle condizioni fisiche, o delle maree del sentimento pubblico. La biografia si occupa dello sviluppo del carattere individuale in mezzo a queste forze generali. La storia è più vasta della biografia. La vita sociale rende gli individui parte di un'organizzazione. La storia è più e altro che la somma delle vite dei suoi attori, come una corda attorcigliata ha più forza della somma dei suoi fili. La storia è più vasta della biografia. D'altra parte, però, non possiamo spiegare il carattere e la vita dei singoli uomini e donne con le condizioni sociali e fisiche in cui sono nati e in mezzo ai quali si sono sviluppati. Nei secoli successivi, almeno, la razza è stata un elemento più forte del clima nel determinare il corso e lo sviluppo della storia, e la stirpe inglese ha mostrato il suo vigore superiore in tutte le zone, anche se, bisogna confessarlo, non in tutte le arti. La superiorità della razza rispetto alle condizioni fisiche non è, tuttavia, il punto più alto della dignità dell'uomo. Pietro vide un vertice di verità più glorioso e illuminato dal sole quando lo Spirito Santo fu riversato sulla famiglia del Gentile Cornelio. Gli ebrei videro che l'individuo è più equilibrato della razza e dell'ambiente, più dello sviluppo fatale di caratteristiche ereditate sotto l'influenza di queste o quelle condizioni esterne. Ogni anima è un'unità vivente, responsabile verso Dio e sotto la Sua particolare considerazione. La razza, il clima e i movimenti della vita circostante influenzano ogni individuo. Eppure l'individuo è supremo. Giuseppe, perché è in Egitto, dirà forse che non serve a nulla adorare il Dio dei miei padri in questo paese straniero? Se Giuseppe aveva preso il colore dell'ambiente che lo circondava, dov'era stato il suo onore di liberatore del suo popolo e chi aveva salvato l'Egitto dalla carestia? Se Mosè fosse diventato un cortigiano alla corte del Faraone, o un eremita in Arabia, chi avrebbe condotto Israele fuori dall'Egitto? Che Dio sia quindi un Padre e non trascuri mai l'individuo nella massa, è una verità della massima importanza pratica per noi. Dio non usa mai gli uomini come un giocatore di scacchi fa con le sue pedine, per ottenere una vittoria per se stesso senza riguardo per i pezzi usati. Il giocatore di scacchi muove i suoi pezzi qua o là per il bene del gioco. Dio governa e domina gli affari della storia per il bene degli individui. La terra è stata fatta per l'uomo. Istituzioni, come il governo della famiglia, e simili, sono state istituite da Dio, non per se stesse, ma per la loro parte nella promozione del benessere degli individui. Nessun individuo deve mai essere disperato perché la deriva della vita intorno a lui è verso il male e le moltitudini sono trascinate dalla corrente verso la rovina. Temi Dio e opera giustizia, e sarai accettevole a Dio. La malvagia deriva della vita intorno a noi non è mai una scusa sufficiente per vivere male o per trascurare il dovere cristiano da parte nostra. Potremmo non essere responsabili della tendenza generale della vita nel nostro tempo o nella nostra comunità, ma siamo responsabili del modo in cui ci comportiamo individualmente nella corrente. Il capitano della nave deve salpare per il suo porto in qualsiasi direzione scorrano le correnti. Quanto più avverse sono le correnti, tanto più risolutamente egli deve tenere il timone. La possibilità per un Cornelio di essere gradito a Dio, mentre si trovava nel brutale esercito di Roma, risiedeva nel potere individuale di essere diverso da ciò che lo circondava. Non significa molto per quanto riguarda il carattere individuale essere trascinati nei movimenti generali, sia di fervore religioso, di entusiasmo per la temperanza o di zelo patriottico. Ciò che più significa, sia nel manifestare che nello sviluppare il carattere, è il movimento individuale, separato da ciò che è generale. Siamo di una condizione così elevata a immagine di Dio che ogni individuo può essere più di ciò che lo circonda. È proprio in questi tempi che la giustizia risplende maggiormente in contrasto con il male, e la forza della fede riverente diventa più forte per la mancanza stessa di qualcosa a cui aggrapparsi all'infuori di Dio. La speranza della religione nel mondo, la speranza di ogni riforma e di ogni progresso, risiede nella superiorità dell'anima individuale rispetto a ciò che la circonda, nella forza vitale del carattere individuale. Se gli uomini devono essere formati da ciò che li circonda, nessuna generazione potrebbe mai staccarsi dalle corruzioni del passato. Ma gli uomini sono centri di potere individuali. Quindi tu ed io siamo chiamati a temere Dio e a operare la giustizia, sia che gli altri ascoltino la chiamata divina o si astengano. Possiamo rendere sicura la nostra chiamata e la nostra elezione, e possiamo, con la benedizione di Dio, volgere la corrente del tempo verso la pietà e la giustizia. (W. E. C. Wright.)

36 CAPITOLO 10

Atti 10:36-37

La Parola che Dio mandò ai figli d'Israele, predicando la pace per mezzo di Gesù Cristo.- San Pietro a Cesarea a una compagnia di Gentili:

1.) Cristo diede a Pietro "le chiavi del regno dei cieli": non le chiavi dei cieli, non le chiavi della Chiesa, militante o trionfante, ma le chiavi del regno dei cieli sulla terra. San Pietro ne usò una a Gerusalemme per aprire il regno dei cieli agli ebrei; una seconda a Samaria, per aprirla ai Samaritani; una terza a Cesarea, per aprirlo ai Gentili. Sappiamo che il Signore designò Saulo perché fosse il Suo apostolo tra i Gentili, ma c'era un evidente vantaggio nell'impiego di Pietro per aprire la porta. Ebrei era noto a tutti come un ebreo rigoroso; e se fosse stato soddisfatto dell'estensione della grazia di Dio ai Gentili, ciò sarebbe andato lontano per ridurre il pregiudizio dei cristiani ebrei

(2.) Atti Cesarea Pietro non colse l'occasione per il suo discorso. Era stata fatta per lui da Gesù, che ora dirigeva dal cielo le attività dei Suoi servitori per la fondazione e l'estensione della Chiesa

(3.) Atti Gerusalemme l'apostolo cominciò rimuovendo un malinteso dalla mente di coloro a cui si rivolgeva; a Cesarea riconobbe la rimozione di un malinteso dalla sua mente. La fermezza e la decisione che caratterizzarono il suo discorso si addicevano mirabilmente a un pubblico militare. Ebrei mostrò anche tatto e correttezza nel mettere le sue affermazioni su un terreno comune a tutti. Atti Gerusalemme aveva parlato agli ebrei, e quindi poggiava sul terreno dell'Antico Testamento. Ma a Cesarea, sebbene Cornelio conoscesse senza dubbio la Settanta, le antiche Scritture non erano per i gentili ciò che erano per i giudei. Tale adattamento è in armonia con il buon senso e deve essere praticato se si vuole rendere giustizia alla verità religiosa. Per i missionari è indispensabile. Un missionario per gli ebrei deve ragionare da Mosè e dai profeti. Ma per i Gentili non è di grande importanza imparare come il Vangelo sia collegato alla "legge di Mosè". Ciò di cui hanno bisogno è di udire parlare di Colui che è venuto "per distruggere le opere del diavolo" e per trasferire gli uomini "dalle tenebre alla luce meravigliosa". Questo principio di adattamento si manifesta chiaramente nel pensiero di Pietro. Il suo discorso fu...

(I.) Una ripetizione di fatti di cui il pubblico era già a conoscenza (Versetti 36-39). Anche se Gesù non aveva mai visitato Cesarea, i suoi abitanti non potevano ignorare i fatti della Sua vita e della Sua morte. Il fatto che gli ebrei fossero stati accusati davanti a Pilato di alto tradimento e che fossero stati crocifissi come re dei giudei, deve aver attirato l'attenzione dei militari. San Pietro affermò che questo Gesù non era un agitatore rivoluzionario, ma un predicatore di buone novelle di pace; sebbene, come l'apostolo osservò felicemente tra parentesi, Ebrei era il Signore non solo di Israele, ma di tutta l'umanità. Gli Ebrei non toccavano i diritti imperiali di Cesare, eppure allo stesso tempo gli Ebrei erano molto al di sopra di tutti i Cesari. La parola e l'autorità di Gesù erano state attestate da buone azioni e opere di guarigione; e queste cose furono di nuovo spiegate su questa base: che Dio, che lo aveva mandato, era con lui e lo unse con lo Spirito Santo e con potenza. Se c'era qualche esitazione a credere a ciò, Simon Pietro e i suoi compagni erano pronti a dare una testimonianza personale; e sebbene il discorso non sia stato interrotto da alcuna domanda, possiamo ben supporre che nei "certi giorni" che trascorse a Cesarea, San Pietro raccontò molti episodi che i suoi stessi occhi avevano visto nella carriera del suo Maestro. Gli ebrei avevano ucciso un tale profeta, un tale guaritore. Il fatto era già noto, ma l'apostolo ritenne opportuno porre l'accento su tutta l'innocenza di Gesù. Gli Ebrei lo fecero per rimuovere qualsiasi impressione che potesse essersi annidata nella mente di un ufficiale italiano che Colui che il governatore romano aveva condannato dovesse aver meritato in qualche misura il Suo destino

(II.) L'annuncio di un fatto nuovo, che ha cambiato l'intero aspetto del caso (Versetti 40, 41). Dio aveva risuscitato Gesù dai morti il terzo giorno. Non ci viene incontro alcuna allusione al Salmo 16 o 118. Le citazioni da queste erano per un pubblico ebreo, non gentile. Ciò che a loro importava era una prova sufficiente; e l'apostolo ne adduceva la prova con un'esattezza mirabilmente adatta all'occasione. Gli Ebrei non dissero che il suo Maestro fu visto risorgire, ma che gli Ebrei furono visti dopo che gli Ebrei erano risorti; non che Ebrei fosse visto da tutti coloro che lo videro crocifisso - perché gli ebrei che rigettavano Cristo non lo avrebbero più visto - ma che Ebrei fu visto da testimoni debitamente qualificati, scelti da Dio. E in che modo un fatto storico di natura insolita può essere più sufficientemente dimostrato? Se qualcuno sostiene che nemmeno Dio può risuscitare i morti, non abbiamo qui argomenti con loro. Ma ammetti che la cosa è possibile presso Dio, e poi di' quali condizioni di evidenza soddisferebbero la mente. Tutta l'umanità non poteva essere presente, per cui si tratta di prove sufficienti. Ora, riguardo alla risurrezione di Cristo, notate che

1.) I testimoni erano sufficientemente numerosi: uomini e donne, apostoli e discepoli meno importanti; Uno alla volta, poi due, poi undici, poi sette, poi "cinquecento fratelli contemporaneamente". 2. Erano di carattere senza macchia. I governanti li disprezzavano come ignoranti, ma non riuscivano mai a dimostrare l'inganno. Uno di loro, Giacomo, era onorato da tutte le classi sociali a Gerusalemme come "il Giusto". 3. Erano i compagni intimi di Cristo e non avrebbero potuto scambiare nessun altro per Lui

(4.) Ebbero ampie opportunità di identificarLo; poiché non solo lo videro e lo udirono, ma "mangiarono e bevvero con lui dopo che gli Ebrei furono risuscitati dai morti". 5. Hanno raccontato la storia dall'inizio e con il massimo rischio possibile per se stessi. Vi attribuirono subito tutto il peso della causa che sostenevano; se fosse una menzogna o tutta un'illusione, la Chiesa fallirebbe

(6.) Vi si attennero fino all'ultimo respiro; e nessuno di loro poté essere indotto a modificare l'affermazione che il Signore era risorto

(III.) Un'affermazione della potenza e della gloria di Gesù risorto (Versetti CAPITOLO 42, 43)

(1.) "Questi sono gli Ebrei che sono ordinati da Dio per essere Giudice dei vivi e dei morti". San Pietro ne aveva parlato a Gerusalemme, quando aveva parlato del "tempo della restaurazione di tutte le cose", rivolgendosi agli ebrei e limitandosi alla sfera dell'attesa ebraica. Ma ora lo pronunciò nel modo più adatto a impressionare i Gentili. C'era una particolare convenienza nel fatto che il primo annuncio di ciò ai Gentili fosse fatto a un ufficiale romano. I Romani erano uomini di spada, di scettro e di giudizio. L'imperatore era guardato dal mondo come il signore di tutto. Ed egli era anche giudice di tutti, poiché da tutte le regioni del mondo conosciuto salivano appelli al trono supremo del giudizio a Roma. L'apostolo Pietro aveva una sorprendente dichiarazione da fare a quegli uomini, che non implicava alcun tradimento contro Cesare, eppure faceva impallidire la gloria dell'imperatore

(2.) "Per mezzo del suo nome chiunque crede in lui riceverà la remissione dei peccati". Questo è arrivato ben dopo l'annuncio precedente. Ebrei, che saranno il Giudice, ora sono il Salvatore. Di questa verità San Pietro ha detto che tutti i profeti rendevano testimonianza. Non i profeti dell'Antico Testamento, che non avrebbero alcun significato per i soldati romani, ma i profeti della nuova era, come predetto nell'antico oracolo di Gioele (vedi xi. 27, xiii. 1). Come nella musica si fa bene a terminare con una nota piena e chiara, così l'apostolo fece bene a concludere con questa abbondante testimonianza della benedizione del perdono per mezzo di Gesù Cristo. Buone notizie per i Gentili! Era una tale assicurazione che nessuno dei loro profeti, sacerdoti o filosofi poteva dare. E allora questa benedizione doveva essere ottenuta su un piano così semplice come la fede nel Suo nome. Gli Ebrei non ebbero il tempo di invitarli a credere, perché egli fu gloriosamente interrotto nel suo discorso. Non appena la buona novella del perdono uscì dalle sue labbra, l'uditorio fu pervaso da una tenerezza spirituale: «Lo Spirito Santo scese su tutti loro». Marco quale potere risiede in un sermone breve e chiaro su Gesù Cristo, quando Dio ha preparato sia il predicatore che la congregazione. Un predicatore cordiale e diretto, fratelli con lui che sono in orante simpatia, e un uditorio penetrato dalla sensazione di essere tutti riuniti "davanti a Dio": cosa non può assicurare una tale combinazione! Quel giorno era la Pentecoste dei Gentili. È inesatto pregare per un'altra Pentecoste, perché la dispensazione dello Spirito non può ricominciare. Ma è un dovere costante pregare perché lo Spirito continui a mostrare al cuore degli uomini quella parola di salvezza che viene predicata. (D. Fraser, D.D.) La messianicità di Gesù: Pietro pone al primo posto...

(I.) L'ufficio profetico di Cristo. Dio ha proclamato la pace per mezzo di Lui; da qui il messaggio di pace, la Parola, la dottrina di Cristo, viene in primo piano. Vengono poi le opere di Cristo (Versetto 38), le opere armonizzate con la Parola. La Parola proclamata, le opere compiute, la pace e la salvezza. I fatti corroborarono la Parola; e se Cristo dovesse ora cessare di elargire la salvezza, la libertà, la pace alle anime schiavizzate, la Sua Parola del vangelo non troverebbe più fede

(II.) L'ufficio sacerdotale di Cristo

(1.) Nella sua morte (Versetto 39)

(2.) Nella Sua risurrezione, con la quale l'espiazione fu completata e accettata

(3.) Nel conferimento delle virtù della Sua espiazione - la remissione dei peccati mediante la fede

(III.) L'ufficio regale di Cristo

(1.) Ebrei è il Signore di tutti (Versetto 36)

(2.) Ebrei è il giudice dei vivi e dei morti (Versetto 42). Ebrei è l'eccelso, il Signore di tutti gli uomini, Giudei e Gentili, così che tutti sono tenuti ad onorarlo e ad obbedirgli. Il culmine di questa gloria è che Cristo è nominato Giudice del mondo, sì, dei morti; così che il Suo potere regale abbraccia anche le regioni inferiori e le generazioni morte da tempo, così come quelle che non sono ancora nate. (G

(V.) Lechler, D.D.) Pace:

(I.) Questa pace, che non solo fu predicata agli ebrei da Cristo, ma fu procurata a tutti con la sua vita e la sua morte, fu

1.) Pace con Dio, mediante il sangue di Cristo che offre l'espiazione per la colpa e rimuove il motivo dell'inimicizia

(2.) La pace interiore: la cessazione del conflitto della passione terrena attraverso l'assoggettamento della volontà

(3.) Pace tra uomo e uomo, tra Giudei e Gentili, attraverso l'abbattimento del muro di separazione

(II.) Come il dono era la pace, così lo sono i mezzi con cui questa è assicurata all'umanità

(1.) I ministri del Vangelo sono messaggeri di pace. Non erano né centurioni romani né legioni romane, ma Pietro e discepoli cristiani

(2.) Le armi con cui si ottiene questa pace sono armi di pace (Galati 5:22, 23): mansuetudine, bontà, mansuetudine. In questo la mitezza del vangelo è in contrasto con il severo carattere punitivo della legge mosaica

(III.) Questo Predicatore di pace è il Signore di tutti. Il suo scettro è di pace, perché coloro che obbediscono alla sua legge non temono l'uomo (1; Pietro iii. 13). Il suo scettro è uno scettro onnipotente, così che dove regnano gli Ebrei nessun nemico può ferire (Romani 8:31). (W. Denton, M.A.) Negoziati per la pace:

(I.) Motivi per cui coloro che non sono riconciliati con Dio dovrebbero desiderare la pace con Lui

(1.) Non è lodevole essere in inimicizia con nessuno dei saggi e dei buoni; ma quando si tratta di opposizione a Dio, chi nella sua mente sana può fare altro che piangerla e desiderare di vederla conclusa con una pace graziosa? La lotta contro il male, l'ingiustizia e la tirannia è onorevole, ma nessun beneficio possibile può derivare da un conflitto in cui siamo dalla parte sbagliata. "Familiarizzati", dunque, "con Dio, e sii in pace, perché in tal modo ti verrà del bene". 2. La guerra in cui sei impegnato è ingiusta. Non avrebbe mai dovuto essere iniziato; e ciò che non avrebbe mai dovuto essere iniziato sarebbe stato meglio abbandonarlo il più presto possibile. Il peccato è guerra contro il diritto, l'amore, la felicità. Amare il male è disonorevole, sbagliato, ingiusto, e la coscienza dell'uomo gli dice che è così. Che male ci ha fatto il nostro Creatore perché dovessimo andare in guerra contro di Lui? Ebrei non comanda forse al Suo sole di levarsi sui cattivi come sui buoni? Se gli Ebrei fossero un tiranno crudele, potrei capire la vostra guerra; ma il Signore è pieno di misericordia e il suo nome è amore

(3.) Gli ebrei che l'hanno iniziata sono stati terribilmente sconfitti. I nostri primi genitori erano stati ingannati da un ribelle più anziano. Apollione, un tempo angelo, avrebbe voluto diventare uguale al suo Creatore, ma fu bandito dal cielo, e poi, ricorrendo a questa regione inferiore, sedusse la nostra razza. Poco ha guadagnato da questo stratagemma, schiacciante è stata la sua sconfitta. Gesù ha condotto prigioniero la cattività. Gli Ebrei, il cui tallone è stato morso dal vecchio drago, hanno spezzato la testa del serpente. Rivoltati, dunque, contro di lui. Che diritto ha il diavolo di regnare su di te? Gli Ebrei non ti hanno creato, conservato o benedetto; solo il male, e questo continuerà a farvi del continuo. Colpisci subito per la tua libertà e scrollati di dosso il suo giogo irritante. Il salario del peccato sarà la morte; Perché continuare in un servizio così poco redditizio? 4. Alla forza che viene portata contro di te è assolutamente impossibile per te resistere efficacemente. È bene quando contempliamo la guerra per vedere se siamo all'altezza del combattimento. Chi con mille può incontrare colui che viene con ventimila? Considerate questo, voi che dimenticate Dio. Può il tuo debole braccio sperare di competere con la destra di Geova? Potresti anche cercare di prosciugare l'Atlantico, o dire al Niagara di saltare su per la roccia invece che giù! La cera non contenda con il fuoco, né la stoppia con la fiamma. Un uomo si trova sulla strada di una macchina a vapore che corre a velocità rapida; egli sa che, secondo le leggi della natura, il suo peso e la sua velocità gli impediscono efficacemente di mantenere la rotta. Voi dite che è coraggioso da parte sua il fatto che si metta in pista e sfidi il cavallo di ferro? È follia, suicidio. Dio non modificherà le Sue leggi per te. Sono giusti e giusti; perché gli Ebrei dovrebbero cambiarli? Il fuoco brucerà, e se un pazzo ubriaco persiste a infilare il braccio tra le sbarre di una fornace, il fuoco cesserà dalla sua natura per assicurargli l'immunità dalla sua follia? Se un uomo si espone all'impeto di una valanga, può aspettarsi che la massa rotolante si sospenda a mezz'aria per lui? Se un marinaio va in mare su un vascello tarlato e inadatto alla navigazione, le onde compatiranno la barca? Se un uomo agisce contro le leggi naturali, deve soffrire per questo; Ed è proprio così con le leggi morali: certi risultati derivano da linee d'azione peccaminose. Arrenditi, dunque, alla sapienza divina che ha giustamente ordinato le conseguenze del peccato. Non rendete necessaria la vostra distruzione

(5.) Qualsiasi resistenza tu possa essere in grado di offrire sarà portata avanti ad un prezzo molto spaventoso. Dovrete sostenere le spese della guerra che stupidamente prolungate. Anche se alla fine dovessi cedere, ti pentirai della ribellione finché vivrai. Anche quando saranno perdonati, le vostre iniquità saranno fonte di pericolo; perché, anche se Dio guarisce le ferite, noi porteremo le cicatrici nelle nostre tombe. E se non ricevete la misericordia salvifica di Dio, queste ribellioni si fanno notare contro di voi; e quando il Grande Giudice verrà, vi sarà fatto sentire il peso della Sua terribile mano

(6.) La tua sconfitta totale è assolutamente certa prima o poi. Nessun uomo si è mai messo contro Dio e ha prosperato a lungo. Guardate il Faraone. O peccatore, il tuo destino potrebbe non essere quello di essere annegato nel Mar Rosso, ma peggio di così: sarai rinchiuso per sempre dove la speranza è preclusa

(7.) Sarà del tutto vantaggioso per te essere in pace con Dio. Sarà per la tua felicità presente e per il tuo benessere eterno. Se non ci fosse l'aldilà, è utile avere Dio per nostro Amico; ma quando pensiamo all'eterno futuro, la considerazione più superficiale basta a convincerci della necessità di essere riconciliati con Dio

(II) I termini in base ai quali la pace può essere negoziata. Vuoi tu avere pace? Allora impara

1.) La grande conditio sine qua non è che la pace sia fatta attraverso un Ambasciatore nominato da Dio, cioè Suo Figlio. "Predicare la pace mediante Gesù Cristo". Non ci sarà pace tra Dio e qualsiasi uomo che disprezzi Cristo. Rifiuta quel nome, e non ce n'è un altro per mezzo del quale tu possa essere salvato. Questo Gesù Cristo è Dio, che conosce la mente di Dio e che è in grado di negoziare con l'autorità divina. Ma Ebrei è anche uomo, e quindi adatto a trattare con grazia l'uomo. Ebrei è adatto ad essere un uomo di giorni e un arbitro, poiché Ebrei ha simpatia per te e uguaglianza con Dio

(2.) Viene eliminata la grande difficoltà che avrebbe potuto impedire la pace, poiché la giustizia di Dio che tu hai provocato è stata soddisfatta da Gesù Cristo. Il sacrificio di Gesù ha dato la ricompensa per l'ingiuria commessa dal peccato umano. Dio non ti chiede prezzo. Se tu avessi le ricchezze delle Indie, il Signore disprezzerebbe un simile regalo. Ebrei non ti chiede alcuna sofferenza. Non sarebbe una soddisfazione per Lui vederti soffrire, perché Ebrei si compiace della felicità. Né gli Ebrei ti chiedono di ottenere meriti. Non potresti se gli Ebrei lo richiedessero. Dio, perciò, ti dice benignamente che Ebrei è pieno di misericordia, e si compiace di perdonare; e tutto ciò che gli Ebrei ti chiedono è di confidare senza finzione nel Suo unigenito Figlio. Poi abbasso le tue armi di ribellione; confessa di aver sbagliato. Ora, è difficile? No, uomo, guarda la Croce e odia il tuo peccato; perché il peccato ha inchiodato il Ben amato all'albero

(III.) L'affermazione che dovrebbe essere sollecitata ovunque il vangelo sia predicato. "Ebrei è il Signore di tutti." Ciò significa che

1.) Che Gesù Cristo, che morì sul Calvario, è il Signore di tutta l'umanità. Poiché Cristo ha "potere su ogni carne", noi predichiamo il Vangelo a tutta la carne. Voi non siete governati tanto dallo scettro di ferro di un Dio assoluto, quanto dallo scettro d'argento del Mediatore. "Baciate il Figlio affinché non si adiri, e non periate lungo la strada quando la Sua ira si accenderà solo un po'". 2. Se Cristo è il Signore di tutti, allora posso fare affidamento su di Lui con sicurezza. Oh, allora, confida in Lui, perché tutto il potere è Suo. Ebrei è esaltato in alto per dare il pentimento e la remissione dei peccati

(3.) Poiché Gesù è il Signore, ti prego di rendergli riverenza e di servirLo. Ebrei è il vostro signore e sovrano. La storia ci dice che i gallesi non potevano sopportare il giogo di un re inglese, ma volevano un principe nativo; e quindi il loro conquistatore inglese portò davanti a loro suo figlio, nato nel loro principato, e lo accettarono come principe di Galles. Dio regna su di noi, ma affinché possiamo amare il Suo regno, Ebrei ha unto il Suo proprio Figlio, il nostro Fratello Maggiore, Re dei re e Signore dei signori

(4.) Sia anche noto che Gesù il Salvatore deve essere ricevuto come Signore nelle anime di coloro che Ebrei redime. Devi obbedirgli, altrimenti la tua fiducia è ipocrisia. Se ci fidiamo di un medico seguiamo le sue prescrizioni; se ci fidiamo di una guida seguiamo le sue indicazioni; e se ci affidiamo completamente a Gesù, obbediamo ai Suoi comandi di grazia. La fede che salva è una fede che produce un cambiamento di vita e sottomette l'anima all'obbedienza al Signore

(5.) Non vi pongo questo come una questione di scelta; Vi chiedo di obbedirGli e di riceverlo come il Cristo di Dio. Rifiuta la convocazione che le do ora come Suo ufficiale stasera? Fate dunque attenzione a ciò che fate, poiché com'è vero che il Signore vive, voi risponderete di ciò nel grande giorno della Sua apparizione. (C. H. Spurgeon.Quando i Romani con la conquista avrebbero potuto dare legge ai Greci a Corinto, nel tempo solenne dei giochi istmici, il loro generale con un araldo proclamò inaspettatamente la libertà a tutte le città della Grecia. Il proclama in un primo momento stupì così tanto i Greci che non credettero che fosse vero; ma quando fu proclamato per la seconda volta, lanciarono un tale grido che gli stessi uccelli che volavano nell'aria ne rimasero stupiti e caddero morti a terra. Ma se volete avere una storia migliore, prendete quella dei Giudei, i quali, quando per la prima volta udirono dell'annuncio di Ciro, e che il Signore aveva così convertito la cattività di Sion, confessano che, al primo udire di ciò, erano come uomini che sognavano; ma in seguito, le loro bocche si riempirono di risate e le loro lingue di canti. Ora, la pace che avevano i Greci e gli Ebrei non era che la pace di un popolo, o di una nazione, e anche una grande benedizione di Dio; Ma quanto più c'è motivo per cui i nostri affetti debbano essere tesi al più alto grado di gioia e di ringraziamento, quando sentiamo parlare della proclamazione della pace della coscienza, quella pace che non è del nostro corpo, ma della nostra anima? (J. Spencer.Egli è il Signore di tutto.- Signore di tutti:

(I.) Di diritto, come il Creatore

(II.) Per merito, come Redentore

(III.) Per dono, come unigenito del Padre. (San Bernardo.) Signore di tutti:

(I.) L'affermazione qui fatta

(1.) Questa affermazione è fatta da tutta la Bibbia; in particolare da Paolo (Efesini 1:21), da Pietro (1Pietro 3:21), da Giovanni (Apocalisse 1:17,18; xix. 16)

(2.) Cristo è il Signore di tutto, e il telescopio non ha rivelato una stella, né il microscopio un atomo, che non sia soggetto a Lui. Gli Spiriti delle tenebre non possono eludere la Sua Signoria, e gli spiriti della luce si gloriano in essa. Anche noi siamo soggetti ad esso, che lo vogliamo o no. Ma Cristo vuole unirci a sé con legami diversi da quello del suo irresistibile controllo. Ebrei vuole che scegliamo di essere legati a Lui da legami di fede e di amore, e allora saremo lieti di seguirLo e di trovare l'unione più perfetta con Lui

(3.) Se respingi questa affermazione, chi servirai? Stesso? Non puoi fare una scelta peggiore

(1) Metti le redini nelle mani dei tuoi sensi e saprai dove ti condurranno

(2) Non te la passerai meglio, anche se in modo più rispettabile, se piegherai il collo alla cupidigia, all'ambizione di essere ricco

(3) L'amore per l'applauso e l'onore è solo meno dannoso; può ispirare eroismo nei soldati, ma sostituisce il giudizio dell'uomo alla legge e alla coscienza di Dio

(4) L'amore per il potere è altrettanto un cattivo padrone. Guarda cosa ne ha fatto di Alessandro e Napoleone!

(II.) Cosa farà cedere a questa richiesta in e per te

(1.) Ti metterà in ginocchio nell'umile riconoscimento della tua colpa e nel grato riconoscimento dell'amore di Dio nell'offrire la riconciliazione. Cristo non viene a citare in giudizio il vostro cuore e il vostro servizio come irreprensibili. Tu sei "Suo", ma non hai agito come Suo. Ebrei ti trova in uno stato di ribellione, e la prima parola che Ebrei ti dice è "Pentiti". È stato per la via della Croce che Gesù è salito al trono, e tu devi andare per la stessa strada

(2.) Ti porrà sotto una legge la più benefica e pura; un mondo che renderà il tuo cuore e la tua vita altruisti. Non renderà l'uomo in alcun senso effeminato, ma ispirerà virilità con grazia

(3.) Vi porterà aiuti e influenze senza i quali vi troverete incapaci di vincere il male o di raggiungere il bene. La strada è difficile e pericolosa, e voi non avete né la saggezza né la forza per evitare i pericoli o per superare le difficoltà. Dovrebbe essere una buona notizia che Cristo dia a entrambi

(III.) Che cosa avete da obiettare a questa affermazione? 1. Vuoi essere lasciato solo e non essere disturbato. È virile? Fortunatamente per te, non agisci secondo questo principio altrove. Quando sei alla ricerca di una situazione, ne cerchi una finché non la trovi. Si va a lavorare all'ora stabilita e si continua a lavorare fino a quando non si è finiti. Come potete dunque supporre che andrà bene per voi nelle preoccupazioni più alte della vostra anima, se incrociate le braccia e vi impegnate nella cura del caso? La nave, se lasciata a se stessa, affonderà; L'anima, come può sfuggire alla distruzione se lasciata andare alla deriva dove può? 2. Il governo di Cristo è troppo esigente e troppo ampio. Ma che cosa pensereste di una legge che subordinasse la purezza, la verità e l'onestà alle circostanze? Cristo esige tutto il tuo essere, affinché gli Ebrei benedicano il corpo e l'anima per tutta l'eternità, e proibisce ogni compromesso con il peccato perché il peccato è rovina eterna. (J. Kennedy, D.D.) Gesù Signore di tutti:

(I.) Che cosa? "Signore." 1. Geova, che esige la nostra adorazione. Gesù rivendica gli onori divini, e i Suoi servi li rendono volentieri

(2.) Sovrano, che esige il nostro omaggio, la lealtà al Suo trono, l'orgoglio nel Suo nome; zelo, valore e attività nell'estensione del Suo regno

(3.) Maestro, esige il nostro servizio. Un buon suddito non deve solo difendere i domini del suo sovrano in guerra, ma anche costruire la loro prosperità con un'industria perseverante. Il nostro lavoro consiste nel crescere nella grazia e nel promuovere questa crescita nei nostri fratelli cristiani

(II.) Di che cosa?" Tutto". 1. Nel senso più ampio, di tutta la creazione, dal mondo più colossale fino alla più piccola molecola. Tutta la materia, e tutte le leggi con le quali Ebrei permette che la materia sia influenzata, sono Sue, ed Ebrei ne fa ciò secondo il piacere della Sua volontà

(2.) In senso più stretto, di tutte le intelligenze create. Ebrei è il Signore degli angeli, che Gli obbediscono volentieri; dei demoni, che Gli obbediscono controvoglia; di uomini, che si dividono in due classi

(1) Coloro che Gli disubbidiscono, ma la cui disobbedienza è annullata per servire i Suoi propositi

(2) Coloro che Gli obbediscono volentieri e trovano nella loro obbedienza una ricompensa immensa

(III.) Con quale diritto? 1. Un diritto originario, come Dio. "Tutte le anime sono mie". 2. Un diritto filiale, in quanto Figlio di Dio. "Erede di tutte le cose"". Ogni potere mi è stato dato". 3. Un diritto redentivo, come Salvatore. "Voi non appartenete a voi stessi, siete stati comprati a caro prezzo". 4. Un diritto vittorioso, come Conquistatore

(5.) Un diritto donativo, attraverso la felice rinuncia alla volontà di coloro che sono vincolati dal Suo amore. (J. W. Burn.)

38 CAPITOLO 10

Atti 10:38

Come Dio unse Gesù di Nazaret.-Il ministero di Gesù:-

(I.) La sua natura e le sue caratteristiche. Era

1.) Attivo: "andato". Gli ebrei non sedevano passivamente e ricevevano i candidati: come molti oggi, che sono indolenti, o pensano che sia sufficiente soddisfare una richiesta quando viene fatta, oppure hanno paura di incontrare troppe richieste

(2.) Incessante: "circa". Non in un posto, ma ovunque; non nella linea retta del dovere o delle circostanze, ma dentro, fuori e intorno. Gran parte della carità moderna è parziale e si limita ai casi "meritevoli", o a coloro che hanno pretese superiori sulla base della parentela, del vicinato, della nazionalità, ecc

(3.) Indagare: "è andato in giro". Gesù "cercò" che gli ebrei potessero salvare. Molti degli oggetti della Sua compassione erano quelli che giacevano al di fuori dei sentieri battuti e dovevano essere trovati

(4.) Pratico: "fare", non semplicemente "parlare", anche se le parole comprensive sono utili: ma un po' di aiuto vale una buona dose di pietà

(5.) Davvero benefico: "buono". C'è da temere che gran parte della cosiddetta carità faccia più male che bene

(6.) Vittorioso: "guarisce tutti quelli che erano oppressi dal diavolo". La distruzione deve spesso precedere la costruzione. Il diavolo deve essere sconfitto prima che si possa fare del bene

(II.) La sua sanzione. "Dio lo unse con lo Spirito Santo". 1. Questo era preannunciato (Isaia 61:1-3); e quando la profezia si adempì così abbondantemente, nient'altro che la cecità dell'incredulità criminale poté rifiutarsi di vederla

(2.) Questo è stato abbondantemente dato a Cristo e da Lui rivendicato

(3.) Questo dimostrò la Sua messianicità. Ebrei era l'unto

(1) Profeta: per dichiarare il bisogno dell'uomo. Non tutto il bisogno è cosciente. Gli uomini devono essere convinti dell'esistenza delle loro esigenze più profonde. Quanti sono legati dalle catene del peccato, eppure sono insensibili alla loro schiavitù

(2) Sacerdote - provvedere ai bisogni dell'uomo. Attraverso la Sua opera di mediazione, Cristo diventa il grande deposito delle ricchezze di Dio

(3) Re: per soddisfare i bisogni dell'uomo. "Ogni potere mi è stato dato in cielo e in terra"". Gli Ebrei sono in grado di fare in modo molto abbondante". Gli ebrei ricevettero doni per i ribelli

(III.) Il suo potere. Cristo fu unto con "potenza". 1. Ebrei era uguale ad ogni emergenza. Quando il vino venne a mancare, gli Ebrei trasformarono l'acqua in vino. Coloro che i medici davano per ebrei incurabili guarivano con un tocco. Quando i discepoli furono in pericolo di perire nella tempesta, Ebrei rimproverò i venti e le onde. Quando Lazzaro fu morto, gli Ebrei lo richiamarono alla vita. E tutto questo senza indugio e senza sforzo

(2.) La sua potenza era riconosciuta da tutti: la natura, gli uomini, i diavoli

(IV.) La sua ricompensa. "Dio era con Lui". 1. Incoraggiante

(2.) Approvazione

(3.) Resa efficace. Che andava in giro a fare del bene.- Il primo filantropo.-Qui, dunque, è necessario considerare a chi si rivolgeva san Pietro. Davanti a lui c'erano il centurione Cornelio, probabilmente alcuni compagni, e certamente alcuni ebrei, che in un'occasione come questa non avrebbero avuto il posto più grande nel pensiero dell'apostolo. Le persone a cui San Pietro pensava principalmente erano Cornelio e gli altri soldati presenti, soprattutto Cornelio. La schiera a cui apparteneva Cornelio era costituita da leve italiane, e Cornelio, come mostra il suo nome, apparteneva a un'antica famiglia romana, e quando San Pietro dice che nostro Signore, durante la sua vita terrena, andava in giro facendo del bene, sapeva perfettamente che un simile racconto di quella vita sarebbe apparso tutt'altro che banale, banale, inadeguata, per coloro che era particolarmente ansioso di influenzare, perché era così nettamente in contrasto con tutto ciò che avevano lasciato dietro di sé a casa. Perché quel grande mondo in cui Cornelio e i suoi compagni erano stati allevati deve aver fatto sì che gli uomini e le vicende della Palestina, in generale, sembrassero in confronto abbastanza insignificanti, per come diremmo noi, provinciali. Tutto all'esterno di Roma, il centro del mondo, era su scala splendida. Gli edifici pubblici, i templi, le terme, gli spettacoli pubblici, tutto ciò che aveva a che fare con l'esercito, tutto ciò che aveva a che fare con le macchine e l'apparato di governo, era calcolato per impressionare e persino per stupire l'immaginazione. Ma c'era un difetto che faceva ombra in quel grande mondo e che sarebbe tornato con particolare forza alla mente della classe da cui la base delle forze romane era stata principalmente reclutata. Era un mondo senza amore. Era un mondo pieno di miseria e di sofferenza, e tutta la grande macchina sociale e politica girava e girava senza tenerne conto. Commentando questo fatto quasi tre secoli dopo, Lattanzio, dopo aver descritto le caratteristiche salienti della vita pagana, aggiunge: "La compassione e l'umanità sono peculiari dei cristiani". Ora, gli sforzi isolati per alleviare le sofferenze, i doni ai bisognosi, la liberalità degli oratori e delle iscrizioni, queste generosità al popolo, queste opere pubbliche, questi costosi divertimenti, come Cornelio e i suoi amici sapevano bene, non erano il risultato dell'amore. Erano forme di spesa essenzialmente egoistica. L'obiettivo principale di tali spese era quello di garantire quel tipo di popolarità che significa potere politico. È stato ripagato, se non in natura, comunque sostanzialmente. Il popolo romano, sotto il sistema delle larghezze e dei divertimenti imperiali, odiava sempre più il lavoro. Si preoccupava solo della comodità e del divertimento che poteva strappare ai suoi governanti. Divenne completamente indifferente a tutto ciò che c'era nei suoi governanti, tranne che alla loro capacità e volontà di gratificarsi. Per fare il vero bene, l'occhio deve posarsi non su ciò che è prudente o su ciò che ci si aspetta da chi dona, ma su ciò che è necessario nel ricevere. E così la semplice liberalità, se attiva, è bendata, mentre la carità cerca i suoi scopi con discriminazione e simpatia; La liberalità non ha occhio per i veri dolenti del mondo sofferente e indigente. In quel mondo che Cornelius e il suo amico conoscevano sistematicamente non si faceva nulla per le lezioni o per gli individui che non potevano fare ritorno. Non c'era alcun tipo di cura per le vedove o per gli orfani. E se qua e là c'erano scuole, come quelle sotto Severo, il loro scopo principale, quando veniamo ad esaminarle da vicino, sembra essere stato quello di fornire reclute per l'esercito romano. E tutto questo era in armonia con i principi stabiliti dai grandi maestri del mondo antico, come Platone e Aristotele. Nello stato ideale di Platone i poveri non hanno posto, i mendicanti sono espulsi o lasciati morire, come se danneggiassero la prosperità comune. Nel racconto di Aristotele delle virtù, la più promettente, da un punto di vista cristiano, è la generosità; Ma a un esame, la generosità risulta essere un mezzo prudenziale tra l'avarizia e la stravaganza. L'uomo generoso, ci viene detto, dà perché è una bella cosa dare, non per senso del dovere, e ancor meno per i dettami dell'amore per i suoi simili. Non c'è da meravigliarsi se, quando questi erano principi direttivi, c'erano pochi sforzi in quel vecchio mondo, a cui Cornelio era appartenuto, che meritassero il nome di fare del bene. Quando, dunque, Cornelio aveva sentito parlare da San Pietro di una vita come quella di nostro Signore, e aveva poi, con ogni probabilità, chiesto e ricevuto risposte alle domande che la descrizione di San Pietro suggeriva, avrebbe ascoltato un racconto che aveva tutto il fascino, tutta la freschezza di una grande sorpresa. Quei poveri lebbrosi, paralitici e contadini febbricitanti, non potevano fare ritorno dal loro Benefattore, e gli Ebrei non ne chiesero alcuno. E questo, avrebbe osservato Cornelio, implicava niente meno che un nuovo ideale di vita e di lavoro. Il bene più alto e più grande che gli Ebrei fecero fu fatto per le anime degli uomini. Aver fatto tutto per la struttura corporea dell'uomo e lasciare intatto il suo essere spirituale sarebbe stato un tipo povero e inutile di fare del bene, secondo la stima di Gesù Cristo. Le lezioni con cui nostro Signore portò gli uomini a conoscere e ad amare il Padre e se stesso, il perdono che gli Ebrei ottennero per loro sulla Croce, la grazia che gli Ebrei promisero loro dopo la Sua Ascensione, furono i Suoi principali benefici. Ma oltre a questo gli Ebrei fecero abbondante bene in senso fisico, materiale, sociale. È stato detto che Cristo nostro Signore è stato il primo riformatore sociale. Se per riforma sociale si intende l'eliminazione di tutte le disuguaglianze tra le classi, o anche l'eliminazione dalla vita umana della causa permanente di una grande quantità di sofferenze fisiche, non si può dire che questa descrizione di Lui sia esatta. Gli ebrei non mostravano alcun desiderio di interferire in alcun modo con la struttura esistente della società. Gli ebrei insistevano sulle pretese di Cesare di tributare, gli ebrei prescrivevano obbedienza agli scribi e ai farisei che sedevano sul seggio di Mosè. Il suo vero lavoro consisteva nell'indicare le verità e una vita che rendeva la sopportazione della povertà e dell'angoscia per un breve periodo qui così facile, da essere nella stima dei veri discepoli relativamente poco importante, ma allo stesso tempo gli Ebrei ne alleviavano così tanto da permettere agli esseri umani di fare un vero passo avanti verso il vero fine della loro esistenza. Se nostro Signore non è stato, nel senso ristretto del termine moderno, il primo riformatore sociale, Ebrei è stato senza dubbio, nel vero e ampio senso della parola, il primo filantropo. Gli ebrei amavano l'uomo in quanto uomo, gli ebrei amavano non una parte ma tutto l'uomo, gli ebrei amavano l'uomo come nessuno lo aveva mai amato prima o dopo, gli ebrei morirono per l'essere che gli ebrei amavano così tanto. E quando nostro Signore ebbe lasciato la terra, lo spirito della Sua opera divenne quello di una Chiesa cristiana. Anch'esso, dopo la sua misura, andò in giro per il mondo facendo del bene. Il Nuovo Testamento ci guida attraverso la prima fase dell'argomento. Le Chiese più ricche della Grecia furono invitate a deporre piccole offerte ogni domenica, in modo che quando l'apostolo fosse venuto a prendere la colletta, il denaro potesse essere pronto per le Chiese povere in Palestina. I membri più poveri della Chiesa venivano regolarmente riforniti di cibo durante l'Agape o festa dell'amore. Si provvedeva specialmente alle vedove. Sarebbe impossibile qui e ora notare le varie attività dell'opera cristiana nei tempi primitivi che seguirono l'età apostolica. All'inizio del III secolo, se non nel II, esistevano case per l'accoglienza delle vedove povere; gli orfani venivano allevati a spese della Chiesa dal vescovo, o da qualche privato. Così, per esempio, dopo il martirio di Leonida ad Alessandria, il suo ragazzo, che divenne il celebre Origene, fu allevato da una pia donna che viveva in città, e si dice che un uomo eccellente, Severo, si sia dedicato in Palestina all'educazione di tutti i bambini - erano un numero considerevole - i cui genitori erano martiri. A metà del III secolo l'impero romano fu colpito da una pestilenza che, secondo lo storico Gibbon, distrusse non meno della metà della popolazione. Scoppiò a Cartagine mentre San Cipriano era ancora vivo. Ci fu un panico generale, tutti i pagani che poterono fuggirono; Evitavano il contatto con le persone infette, lasciavano che i propri parenti morissero soli. I cadaveri giacevano insepolti per le strade, e c'erano furfanti che coglievano l'occasione per fare profitti orribili. Cipriano chiamò i cristiani perché lo aiutassero a fare tutto ciò che si poteva fare. Ebrei incoraggiava dappertutto, consigliava, organizzava, aiutava i malati e i moribondi con le sue stesse mani, e ogni uomo sotto di lui aveva, e sapeva di avere, il compito che gli era stato assegnato. Alcuni cristiani erano ansiosi di limitare il loro aiuto ai loro compagni di fede, i loro sentimenti contro i pagani erano stati irritati da una recente persecuzione, e sapevano che un'altra persecuzione era imminente, ma non ricevettero alcun favore dal loro vescovo. "Se", esclamava san Cipriano, in un sermone predicato in questa crisi, "se facciamo del bene solo a coloro che ci fanno del bene, che cosa facciamo noi più dei pagani e dei pubblicani? Se siamo figli di Dio, che fa risplendere il suo sole sui buoni e sui cattivi, e manda la sua pioggia sui giusti e sugli ingiusti, dimostriamolo ora con le nostre azioni, benediciamo coloro che ci maledicono". Una classe di persone che erano oggetto speciale della primitiva carità cristiana erano quelle che venivano mandate a lavorare nelle miniere. Erano quasi nudi, avevano la minima scorta di cibo; Erano spesso trattati con grande crudeltà dagli ispettori dei lavori pubblici. Dalle lettere di San Cipriano troviamo che questa povera gente era oggetto speciale della sua attenzione: egli inviava loro regolarmente provviste per mano di un suddiacono di fiducia; e scriveva loro continuamente, assicurando loro la sua simpatia e le sue preghiere. E un'altra opera di misericordia alla quale la Chiesa primitiva si interessava particolarmente era il miglioramento della condizione dei carcerati. Le prigioni dell'antica Roma erano affollate di persone di ogni tipo: prigionieri di guerra, specialmente dopo le incursioni barbariche; prigionieri per il mancato pagamento delle tasse e per i debiti, argomenti sui quali il diritto romano era molto severo; prigionieri per i vari tipi di crimine; e, quando era in corso una persecuzione, prigionieri per il crimine di essere cristiani. Queste persone infelici erano ammassate insieme, si può dire poco, senza alcuna attenzione alle leggi della salute o alle decenze della vita, e una delle prime forme di carità cristiana fu quella di raccogliere fondi per la redenzione dei prigionieri mediante pagamento come forma di misericordia specificamente cristiana. Cipriano raccolse ingenti somme dal suo gregge per acquistare la libertà per i prigionieri di guerra. Sarebbe impossibile, entro i nostri limiti, rendere giustizia a questo vasto argomento, al modo in cui l'antica Chiesa di Cristo svolgeva, sia nel senso superiore che in quello inferiore del termine, l'opera del suo Maestro di fare il bene. I metodi più poco appariscenti e poco romantici per fare del bene possono essere i più accettabili. Lavorare in una scuola serale, tenere la contabilità di un ente di beneficenza, preparare le colazioni domenicali per i poveri, può significare di più agli occhi dell'Infinita Misericordia che disporre di immense risorse caritatevoli, o anche essere un grande maestro o governante nella Chiesa. La condizione vitale per fare il bene, sia esso spirituale o fisico, è quella semplice unità di intenti che scaturisce dal disinteresse, e questo può essere meglio appreso ai suoi piedi benedetti, che rimane il primo e il più grande dei filantropi, poiché in vita e in morte Ebrei ha dato se stesso per noi, affinché, sia che ci svegliamo o dormiamo, possiamo vivere insieme con lui. (Cannone Liddon.La vita modello: - Gli ebrei "andavano attorno facendo del bene" -

(I.) Perché Ebrei era Dio manifestato nella carne

(II.) Come l'unico grande scopo della Sua vita. Il pittore o lo scultore si dedica a giorni e notti di lavoro arduo e paziente, può essere per anni, su qualche opera d'arte preferita; La sua anima è ispirata, rallegrata, sostenuta dai motivi che il suo genio e l'arte che adora forniscono. Il filantropo persegue il suo piano per migliorare la miseria umana con un'intensità che non tollera indugi, con un interesse assorbente che lo priva del sonno di notte e riempie tutti i suoi pensieri di veglia di giorno. Ma che cos'è tutta questa devozione a un oggetto terreno in confronto all'intensità divina di Cristo nel perseguire l'opera della Sua vita, e ciò in mezzo a moltitudini in via di perizione? L'opera della sua vita non fu quella di delineare la forma umana sulla tela incandescente o sul marmo che respira, ma l'opera di riportare alla pace un mondo perduto, di riprodurre la vita divina e l'immagine divina nell'anima dell'uomo: non una semplice opera di fantasia, ma di fede, non una semplice dimostrazione di genio. ma di bontà, non la riparazione di un torto, o la diminuzione della sofferenza umana, ma niente di meno che una nuova creazione nell'anima che era oscura e morta, sprofondata nei falli e nei peccati

(III.) Con una costanza e una devozione che non sono mai venute meno. Nonostante tutta l'ostilità che Lo incontrò, gli Ebrei continuarono con ardore incessante

(IV.) A tutti, senza eccezioni. Come il ruscello che ama indugiare tra le case dei suoi villaggi, incastonato tra le ombre delle montagne, e le fronde degli alberi degli antenati, dove c'è poco che disturbi il tenore regolare della vita quotidiana, era la speciale gioia di nostro Signore muoversi tra le case dei poveri e degli umili, e riversare le ricchezze della Sua grazia intorno alle loro umili dimore. Ma come il ruscello che non si ferma dal momento in cui irrompe nel suo cammino, ma viaggia verso il mare in un corso sempre più ampio, e passa attraverso tranquilli villaggi e dolci fattorie finché diventa un grande fiume, portando sul suo seno il mercato delle nazioni, le benedizioni del commercio, e rendendo tutto lieto e bello dove scorre, la corrente della bontà divina nella vita di Gesù, cominciata prima nella casa di montagna a Nazaret, in mezzo ai ritiri dei villaggi della Galilea, uscì da quella clausura per portare la sua ricca dote di benedizioni nei villaggi, nei paesi e nelle città, e per riversare i suoi tesori ai piedi di tutte le classi e condizioni di uomini. Ebrei era libero per tutti, come la luce del sole, l'aria del cielo, le acque del profondo, ampio riVersetto Le sue simpatie per l'uomo e tutte le sue preoccupazioni erano forti, pure, durature

(V.) Dalle Sue istruzioni, così come dalle Sue opere di guarigione. Questi miracoli vivono nella storia come grandi fatti divini, le Sue parole vivono nel cuore e, santificando l'interiorità, benedicono e nobilitano la vita esteriore

(VI.) Come esempio per i Suoi seguaci in ogni tempo a venire. (Alessio. Wallace, D.D.) L'incoraggiamento del cristiano a cercare e fare il bene:

(I.) Illustrate il punto di vista sul carattere di Cristo esposto nel testo. l. Il tipo di bene che gli Ebrei dispensavano

(2.) L'entità del bene che gli Ebrei dispensarono in tal modo

(3.) La grande diligenza che gli Ebrei esercitarono nel fare il bene

(4.) Lo spirito di compassione con cui gli ebrei fecero tutto questo bene

(5.) L'instancabile pazienza e perseveranza con cui gli Ebrei continuarono a fare il bene

(II.) Applicazione: l. In questo modo siete istruiti e incoraggiati a cercare il bene in Cristo

(2.) Siete così istruiti e impegnati a fare il bene come fece Cristo. La descrizione più breve e il segno più sicuro di ogni vero cristiano è questo, essere un operatore di bene. (Giacomo Brewster.La vita benefica: - C'è in questa Scrittura fornita per la vita una prova, un'impresa, un'abitudine

(I.) Un test. Cristo andò attorno facendo del bene. Proprio con questa domanda, se la tua vita è benefica, devi mettere alla prova la tua vita. l. Metti alla prova il tuo discorso con esso. Non esca dalla tua bocca alcuna comunicazione corrotta, se non quella che è buona per l'uso dell'edificazione

(2.) Metti alla prova i tuoi divertimenti con esso. Ti fanno del bene nel modo di ricrearti per una fatica migliore; Non esercitano forse alcuna influenza dannosa sugli altri? 3. Metti alla prova la tua attività con esso. Il risultato generale della tua attività è benefico; E lo porti avanti in modo benefico? 4. Metti alla prova il tuo uso del tempo con questa domanda. Stai dedicando il tuo tempo a usi elevati e santi? 5. Metti alla prova la tua posizione e la tua cultura in questo modo: sei più pronto a servire più in alto ti alzi?

(II.) Qui si suggerisce un'impresa per tutta la vita. Cristo andò attorno facendo del bene. Gli Ebrei lo fecero personalmente, non si accontentarono di fare il bene per procura. Cristo ha cercato l'occasione di fare del bene; non ha semplicemente aspettato l'occasione per venire da Lui

(III.) Qui si suggerisce anche un'abitudine alla vita. Cristo non fu intermittente in questa faccenda. Era l'abitudine della Sua vita andare in giro facendo il bene. Oh, per i cristiani di tale coraggio che abitualmente si attengono al dovere! (W. Hoyt, D.D.La condotta benevola di Gesù:

(I.) La condotta di Gesù. Gli ebrei "andarono attorno facendo del bene". 1. Gesù ha fatto del bene ai corpi degli uomini. Gli Ebrei aprirono gli occhi ai ciechi; Gli Ebrei udivano i sordi; e gli Ebrei risuscitarono i morti (Matteo 11:5)

(2.) Gli ebrei fecero del bene alle anime degli uomini. Gli ignoranti erano istruiti da Lui nelle dottrine e nei doveri essenziali della religione (Matteo 5:1, 2; Luca 19:47 ; Giovanni 8:2). Gli Ebrei rafforzavano i deboli e gli indecisi e confortavano i penitenti in lutto (Matteo 5:4; 11:28)

(3.) Nostro Signore è andato attorno facendo del bene. Ebrei era un predicatore itinerante. E per realizzare i Suoi disegni misericordiosi, gli Ebrei visitavano frequentemente luoghi grandi e popolosi, e luoghi di pubblico luogo di villeggiatura

(4.) I motivi di nostro Signore nel fare il bene erano puri e perfetti. Ebrei fu commosso dalla bontà trascendente della Sua natura agli atti di gentilezza

(5.) Gesù perseverò nel fare il bene. Era il Suo lavoro costante, e gli Ebrei non se ne stancavano mai

(6.) In tutte le opere e in tutte le vie del nostro Salvatore, il Suo carattere amabile e la Sua condotta amabile risplendono di gloria splendente. Com'è diverso dai rinomati conquistatori e tiranni del mondo, la cui gloria è stata acquistata con il sangue e il massacro!

(II.) Dovremmo sforzarci di imitare la condotta di Gesù

(1.) Affinché possiamo farlo, studiamo il carattere e la condotta del nostro grande Esempio. A tal fine dobbiamo leggere attentamente i suoi discorsi pubblici e privati, esaminare il suo temperamento e soppesare la sua condotta

(2.) Ma coloro che copiano secondo il Suo esempio benedetto, devono avere la mente che era in Lui (Filippesi 2, 5). Avendo acquisito la mente di Gesù, sforziamoci di imitare la sua condotta. Non possiamo imitare i Suoi miracoli; il tentativo sarebbe presunzione; ma dovremmo sforzarci di imitare le Sue azioni benevole

(4.) Procediamo in queste opere d'amore, come il Signore ci permette. Non è richiesto più di questo; e meno di questo non saranno accettati

(5.) Questa condotta piacerà al Signore, che è buono con tutti, e la cui tenera misericordia è su tutte le sue opere (Salmi 145:9). Ebrei 101 benedice affinché possiamo essere una benedizione (Genesi 12:2)

(1.) Nel mondo, e nella Chiesa visibile, abbiamo molti cattivi esempi; ma non dobbiamo seguire una moltitudine per fare il male (Esodo 23:2)

(2.) Ci sono alcuni nella Chiesa che possono essere seguiti in alcune cose; ma quali che siano le loro eccellenze, non possiamo seguirli in sicurezza in tutte le loro vie

(3.) Ma noi abbiamo un esempio perfetto nella condotta del nostro Salvatore; e siamo vincolati dai vincoli più sacri a camminare nelle Sue orme (1Pietro 2:21). (Quaderno di schizzi teologici.Abbiamo tutti sentito parlare del celebre Cook, il circumnavigatore che fece il giro del globo. Dovunque Cook sbarcasse, i barcaioli notavano che si allontanava un po' da loro, e lo si vedeva tirare fuori dai tasche dei pacchettini e continuare a girare, gettandoli dalla sua mano e facendoli circolare. Gli ebrei hanno cinturato il mondo intero di fiori inglesi. Gli Ebrei presero i pacchetti dei nostri semi, e nei luoghi in cui atterrò si preoccupò di allontanarsi un po' e di seminare un po' del seme dove molto probabilmente sarebbe cresciuto. Quindi altri navigatori sono stati sorpresi di scoprire che i fiori inglesi crescevano dove non avrebbero mai potuto sognare di vederli. È così che dovremmo fare: portare un po' del prezioso seme nella tua anima e portarlo con te ovunque tu vada. Portalo con te durante il viaggio al mare, o anche in Svizzera, o portalo con te quando rimani a casa. Seminate sempre il seme della gentilezza e della vera felicità, soprattutto il vangelo di Gesù Cristo, poiché in questo seguirete Cristo, del quale è scritto: "Gli Ebrei andarono attorno facendo del bene". (C. H. Spurgeon.Quando sentiamo parlare di un grande uomo, vogliamo sempre sapere come ha vissuto e cosa ha fatto: il generale Washington, ad esempio, Benjamin Franklin, Cristoforo Colombo, Alfredo il Grande, ecc. Ma puoi mettere insieme tutti i grandi uomini, e, in confronto a Gesù, sono solo come le stelle in confronto al sole. "Gesù passò facendo del bene" perché gli Ebrei erano così capaci di farlo. Gli ebrei non avevano molto denaro; poiché sebbene gli Ebrei abbiano fatto il mondo, quando gli Ebrei erano qui, gli Ebrei dissero: "Le volpi hanno le tane", ecc. Ma anche se gli ebrei non avevano soldi da dare, potevano fare del bene in centinaia di altri modi. Poi, di nuovo, gli Ebrei andavano in giro facendo del bene per mostrarci come si vive (1Pietro 2:21). E questo è ciò di cui desidero parlarvi, cioè quattro modi in cui tutti dovremmo cercare di fare il bene

(I.) Diventando noi stessi cristiani. I veri cristiani sono le persone più utili del mondo. Molte delle nostre case hanno barre di ferro che vanno da sopra la cima del camino fino al terreno. Quei parafulmini portano via il fulmine e gli impediscono di fare del male. E i veri cristiani sono come parafulmini. Quando Dio è adirato con i malvagi, agli ebrei viene spesso impedito di punirli a causa dei buoni cristiani che vivono in mezzo a loro. Lo si vede nella preghiera di Abramo per Sodoma e Gomorra. Sai quanto sia utile la luce. Ebbene, Gesù disse ai Suoi discepoli: "Voi siete la luce del mondo". Se stavamo viaggiando lungo una strada pericolosa, la luce ci avrebbe mostrato la strada e come potevamo tenerci lontani dai box. Ora, questo mondo è una strada piena di pericoli. Ma i veri cristiani li vedono e sanno come evitarli. E se vogliamo essere luci nel mondo, mostrando alle persone il loro pericolo e come possono sfuggire, dobbiamo diventare veri cristiani. Ecco un orologio, una cosa molto utile. L'interno è pieno di opere, e al centro c'è la molla motrice: che fa andare l'orologio e tiene il tempo. Ma supponiamo che la molla principale sia rotta, terrà il tempo? No. Quindi devo portarlo dall'orologiaio e prendere una nuova molla. Ora, i nostri cuori sono come una molla spezzata, e dobbiamo portare il nostro cuore a Gesù, e chiederGli di cambiarlo; per mettere una nuova molla nell'orologio spezzato della tua anima. Allora sarà pronto a tenere il tempo, a fare del bene

(II.) Cercando di rendere gli altri cristiani. Supponiamo che stiate viaggiando in un deserto con una compagnia di amici. Non hai acqua e stai quasi morendo di sete. Ci si separa e si va in direzioni diverse alla ricerca dell'acqua. Di lì a poco trovi una sorgente. Ti inginocchi e bevi un bel long drink. E poi, naturalmente, a squarciagola, grideresti: "Vieni da questa parte, ecco l'acqua!" E questo è proprio il modo in cui dovremmo sentirci quando diventiamo cristiani. Una bambina pagana fu portata dalla Nuova Zelanda in Inghilterra per essere educata. Divenne cristiana. Prima di questo era così soddisfatta dell'Inghilterra che non le importava di tornare. Ma appena imparò ad amare Gesù, disse: "Pensi che io possa tenere per me la buona notizia? No; Voglio tornare a casa e parlare di Gesù ai miei amici". Qualche tempo fa un vecchio si è fatto cristiano e si è chiesto come avrebbe potuto fare del bene. Gli ebrei fecero un elenco dei suoi vecchi compagni, che conteneva centosedici nomi. Alcuni di questi erano gli uomini peggiori della città. Gli ebrei cominciarono a pregare per loro. Gli Ebrei parlavano con loro e davano loro dei buoni libri da leggere. Alcuni si rifiutavano di ascoltare, altri si prendevano gioco di loro; ma continuò a pregare e a lavorare per loro. E qual è stato il risultato? Ebbene, nel giro di due anni, cento di loro erano diventati cristiani anche loro! Stava facendo davvero del bene! Un signore cristiano, mentre viaggiava su un battello a vapore, distribuì alcuni volantini. Molti li leggono attentamente. Ma un signore prese una delle tracce e la piegò, poi la tagliò in piccoli pezzi e li sparse sul fianco della barca. Ma uno dei pezzi si è attaccato al suo cappotto. Gli Ebrei lo guardarono un momento prima di gettarlo via, e trovarono da un lato solo la parola "Dio", dall'altro la parola "Eternità". Gli Ebrei lo gettarono via; ma di queste due parole solenni - "Dio" e "Eternità" - non riusciva a liberarsene. Lo perseguitavano ovunque andasse, e non ebbe mai alcun conforto finché non divenne cristiano

(III.) Aiutando i malati e i poveri. Gesù era sempre particolarmente pronto ad aiutare i poveri. Gli Ebrei dissero ai Suoi discepoli che ogni volta che facevano una gentilezza a uno dei Suoi poveri, gli Ebrei la consideravano come fatta a Lui stesso. E Giacomo 101 dice che la vera religione consiste nel "visitare gli orfani e le vedove nella loro afflizione". Troviamo poveri dappertutto, e in questo modo i bambini possono fare del bene così come gli adulti. Mary Parsons era una bambina brillante e felice, perché cercava sempre di fare del bene. Un giorno una signora andò a trovare sua madre. Questa signora era appena andata a trovare una povera vecchia di ottantasei anni, che viveva da sola in una cantina buia e umida. Maria ascoltò con grande interesse mentre la signora parlava, e poi disse: "Oh, mamma, per favore, lascia che la porti a colazione e a cena ogni giorno: ne abbiamo ancora così tante". Mary era così seria al riguardo che sua madre disse che avrebbe potuto farlo. Non importa quanto fossero ansiose le sue sorelline che Mary giocasse con loro; non importa se faceva caldo o freddo, umido o secco, Mary non si stancava mai. A volte leggeva la Bibbia e a volte prendeva gli abiti della sua bambola e si sedeva al suo fianco, chiacchierando allegramente per divertirla. E un giorno la povera vecchia, parlando di lei, con gli occhi pieni di lacrime, disse: "Oh, porta con sé un raggio di sole ogni volta che viene, e sembra che illumini la mia stanza buia molto tempo dopo che se n'è andata. Dio la benedica! Lei è uno dei cari agnelli di Gesù, ne sono certo". Ora Maria aveva solo otto anni quando cominciò a fare questo. Non c'è forse una povera vecchia, o un bambino malato e affamato, nel tuo quartiere a cui puoi portare dal tuo tavolo del cibo che non mancherebbe?

(IV.) Essendo gentili con tutti. Gesù pronunciava sempre parole gentili e faceva cose gentili. Leggete ciò che Ebrei disse alla vedova di Nain e ciò che gli Ebrei fecero per lei. Due ragazzi cenciosi scalzi stavano camminando lungo una delle strade di New York. Uno era perfettamente felice per un mazzo di fiori mezzo appassito che aveva appena raccolto. «Dico, Billy,» disse, «non è stato davvero bravo qualcuno a lasciar cadere questi pozzetti proprio dove potevo trovarli... e sono così cacca e simpatici? Guarda bene, Billy, mebby, troverai qualcosa di bimeby." Di lì a poco il ragazzo esclamò: «Oh allegro, Billy, se qui non c'è quasi mezza pesca, e non c'è nemmeno poltiglia. Perché non hai trovato nulla, puoi mordere per primo." Billy stava per assaggiarlo un po', quando il suo compagno disse: «Mordi più grande, Billy, mebby ne troveremo un altro per molto». Che cuore nobile aveva quel povero ragazzo, nonostante i suoi stracci e la sua sporcizia! Ebrei stava "facendo del bene" nel quarto modo di cui stiamo parlando. (R. Newton, D.D.L 'esempio di Gesù nel fare il bene:

(I.) Il suo grande lavoro e la sua grande attività nel mondo erano di fare del bene. Ciò che gli Ebrei hanno fatto, e che noi a sua imitazione dobbiamo fare, lo ridurrò a due teste. l. Fare del bene alle anime degli uomini e sforzarsi di promuovere la loro felicità spirituale ed eterna

(1) Con una buona istruzione. E sotto istruzione comprendo tutti i mezzi per portare gli uomini alla conoscenza del loro dovere, ed eccitarli alla pratica di esso; istruendo la loro ignoranza, rimuovendo i loro pregiudizi e correggendo i loro errori, con la persuasione e con il rimprovero; e prendendo disposizioni durature per la promozione di questi fini

(2) Con il buon esempio. E questo nostro benedetto Salvatore era nella massima perfezione. E questo dovremmo sforzarci di essere. Poiché il buon esempio ha un'influenza segreta su coloro con cui conversiamo, per formarli nella stessa disposizione e maniera. È una regola vivente che insegna agli uomini senza problemi e permette loro di vedere i loro difetti senza aperto rimprovero. Oltre a ciò, aggiunge un grande peso alla persuasione di un uomo, quando vediamo che egli non consiglia altro che ciò che fa, né esige nulla da cui lo stesso Ebrei desidera essere esonerato. Come, al contrario, nulla è più insignificante del buon consiglio di chi non segue il consiglio che è così ansioso di dare agli altri

(2.) Procurare il loro bene temporale e contribuire alla loro felicità in questa vita presente. E questa era una grande parte dell'attività di Cristo in questo mondo. E sebbene non possiamo essere utili agli uomini nel modo miracoloso in cui lo furono gli Ebrei, tuttavia possiamo esserlo nell'uso dei mezzi ordinari; possiamo confortare gli afflitti, vendicare gli oppressi e fare molti atti di carità che il nostro Salvatore, a causa della Sua povertà, non potrebbe fare senza un miracolo; possiamo prendere un povero bambino e allevarlo nella conoscenza e nel timore di Dio, e metterlo in un modo in cui, con la sua operosità, possa fare una fortuna ed essere in grado di soccorrere centinaia di altri. Gli uomini si gloriano di erigere magnifiche strutture e trovano un segreto piacere nel vedere i propri impianti crescere e fiorire; Ma certamente è un'opera più grande e più gloriosa edificare un uomo, vedere un giovane di nostra fondazione mettere radici nel mondo, e germogliare e allargare i suoi rami in modo che noi, che per primi lo abbiamo piantato, possiamo trovare conforto sotto la sua ombra. E coloro che si trovano nella condizione più bassa possono fare un grande bene agli altri con le loro preghiere. Poiché "la fervida preghiera del giusto giova molto".

(II.) La sua diligenza in questo lavoro. Ciò apparirà pienamente se consideriamo... Come era instancabile Ebrei. Ebrei non solo era pronto a fare del bene a coloro che gli davano l'opportunità, e lo supplicava di farlo, ma andava lui stesso a cercare oggetti. 2. Quanto erano auto-negati gli ebrei. Gli Ebrei trascuravano i ristori ordinari della natura, affinché gli Ebrei potessero assistere a questo lavoro. Ebrei era a disposizione di tutti. Anzi, Ebrei era disposto a rinnegare se stesso in una delle cose più care al mondo: la sua reputazione e il suo buon nome

(3.) Considera l'opposizione maligna e la costruzione sinistra che le Sue buone azioni incontrarono. Per aver scacciato i demoni, Ebrei fu chiamato un mago; per il suo sforzo di riscattare gli uomini dai loro vizi, "amico dei pubblicani e dei peccatori"; per la Sua conversazione libera e servizievole, "un bevitore di vino e un ghiottone". 4. Nonostante tutto ciò, gli ebrei perseverarono allegramente! Non era solo il Suo affare, ma la Sua gioia; "Mi diletto (dice) di fare la Tua volontà, o mio Dio", Conclusione: L'argomento sarà di eccellente utilità

(1.) Per mostrarci i nostri difetti. In che modo questo benedetto esempio rimprovera coloro che, invece di 'andare attorno facendo il bene', sono perennemente intenti a fare del male? E anche coloro che, pur essendo ben lungi dall'essere così cattivi, trascurano completamente questa benedetta opera di fare il bene? E anche questo con la scusa di essere impiegato per altri compiti. Sono così presi dalla preghiera, dalla lettura e dall'ascolto di sermoni e sacramenti, che hanno a malapena il tempo libero per badare all'esercizio degli uffici caritatevoli. Altri spendono tutto il loro zelo su alcune controversie religiose; e quindi penso che sia ragionevole che siano esentati da quei tipi di dazi più meschini, come coloro che servono il re nelle sue guerre erano esenti dalle tasse. Ma "religione pura e immacolata davanti a Dio e Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nella loro afflizione". 2. Per persuaderci all'imitazione di questo esempio benedetto. "Andiamo e facciamo il medesimo". L'opera stessa è tale che gli uomini non dovrebbero aver bisogno di essere corteggiati né esortati ad essa. Ma soffermatevi su queste considerazioni

(1) Mostra un'inclinazione e il desiderio di rendere felici gli altri così come noi stessi. Coloro che sono di indole meschina e sordida amano contrarsi in se stessi e, come il riccio, sparare gli aculei a chiunque gli si avvicini. Ma le disposizioni più nobili e celesti si credono più felici quando gli altri condividono con loro la loro felicità

(2) È l'occupazione più piacevole del mondo. Catone si vanta, come il grande conforto della sua vecchiaia, "che nulla era più piacevole della coscienza di una vita ben spesa e del ricordo di molte gentilezze fatte agli altri". I piaceri sensuali non durano e lasciano dietro di sé un pungiglione. Ma il piacere di fare del bene rimane, e la riflessione. su di esso in seguito ministra per sempre la gioia

(3) È imitare la più alta eccellenza e perfezione; è essere come Dio, che è buono e fa il bene, ed essere simile a Lui in ciò che gli Ebrei stimano la Sua più grande gloria, e cioè la Sua bontà

(4) È uno dei doveri più grandi e sostanziali della religione; e, accanto all'amore e all'onore che rendiamo a Dio stesso, il servizio più accettevole che possiamo rendergli. È una metà della legge, e dopo il primo e grande comandamento, e molto simile ad essa: nell'eccellenza della sua natura, e nella necessità del suo obbligo

(5) Ci darà il più grande conforto quando arriveremo a morire

(6) Vi parteciperò con la massima considerazione, che è ricompensa sia in questo mondo che nell'altro. (Abp. Tillotson.L 'esempio di Cristo:

(I.) Guardate la vita di nostro Signore come qui descritta

(1.) Quella vita è stata molto breve, tre anni e mezzo al massimo; ma ci volle molto tempo per agire; è stato riempito di opere che rappresenteranno per sempre. Nessuno ha mai lasciato un segno sulla terra come nostro Signore

(2.) Ecco una delle grandi "note" che nessun infedele può spiegare: Chi era Cristo, da dove è venuto, perché Cristo ha fatto ciò che hanno fatto gli Ebrei, e ha lasciato il segno sul mondo che gli Ebrei hanno certamente lasciato. Gli ebrei avevano forse denaro con cui corrompere il mondo e far sì che gli uomini lo seguissero? Ebrei era povero in ogni modo. Gli ebrei avevano il potere di far sì che gli uomini lo seguissero come aveva fatto Maometto? I suoi seguaci erano alcuni pubblicani e pescatori. Da dove dunque era il potere che aveva Cristo? Come spiegare l'effetto che gli ebrei produssero sul mondo? Non c'è ragione per tutto questo, ma sulla teoria cristiana che Cristo era Dio manifestato nella carne

(3.) Quando guardiamo alla vita di nostro Signore, quanto è diversa dai conquistatori che hanno scosso il mondo! Passate la mente alla lunga lista: Cesare, Alessandro, Napoleone, ecc. Cosa segna le loro vittorie? Morte, ferite, povertà, dolore, rovina. Poi volgiti alla vita di quel Re dei re e Signore dei signori. Guarda l'incredibile contrasto. Gli Ebrei hanno portato alla luce la vita e l'immortalità; Gli Ebrei aprirono agli uomini speranze per il presente e per il futuro; la via della pace tra Dio e gli uomini. Gli ebrei hanno fatto del bene

(1) Agli enti. Nessuna malattia era troppo ripugnante perché Lui mostrasse benignità

(2) Con le Sue parole. Pensate a come hanno viaggiato per il mondo per milleottocento anni, e ovunque siano andati, sono stati il conforto e la pace di coloro che li hanno accolti. Pensate a come un testo, per quanto dormiente possa essere per molti lunghi anni, si è ravvivato quando è arrivato il tempo della prova e della malattia

(3) Continuamente. Ovunque andassero, gli Ebrei portavano con sé la benedizione

(4) Con la Sua testimonianza contro i peccati e le superstizioni della generazione in mezzo alla quale vivevano gli Ebrei

(5) Con la Sua pazienza. "Quando gli Ebrei furono oltraggiati, gli Ebrei non lo insultarono più, quando gli Ebrei soffrirono, gli Ebrei non minacciarono". 4. Impara qui

(1) La malvagità della natura umana. Pensate per un momento a come è stata trattata questa meravigliosa Persona

(2) Cosa costituisce la grandezza agli occhi di Dio. Ebrei è l'uomo buono, non colui che aveva il titolo più alto e la posizione più alta, e la somma più grande da pagare per l'imposta sul reddito, ma colui che fa la maggior quantità di bene. Nostro Signore dice: "Ebrei che vogliono essere grandi tra voi, sia come vostro ministro".

(II.) Il dovere dei cristiani di seguire il Suo esempio

(1.) Dubito che questo sia considerato tanto quanto dovrebbe essere. Raramente guardiamo più di una cosa alla volta, perché gli uomini sono così occupati. Quando sentono per la prima volta i loro peccati, pensano solo a Cristo come a un Salvatore, e sono inclini a dimenticare che Ebrei è il nostro Modello ed Esempio. Eppure Cristo e gli apostoli hanno sempre insistito su questo. Dovremmo chiederci continuamente: "C'è qualcosa di Cristo che si è mai visto nel mio temperamento, nei miei sforzi, nella mia condotta, nella mia casa, nei miei affari?" Amos 1 cammina sulle orme di Gesù Cristo? Amos: Io, come Lui, mi sforzo di fare il bene? 2. Tu ed io non siamo mai stati destinati a essere oziosi, né a cercare sempre di fare del bene a noi stessi. Molti, tuttavia, corrono da un posto all'altro; ascoltano un sermone dopo l'altro, pensano sempre di ottenere; Ma non siamo fatti per ricevere sempre; siamo destinati a fare per Cristo e per la causa di Cristo

(3.) Gli uomini possono dire: "Che cosa posso fare?" C'è sempre qualcosa che tutti possono fare. Non c'è nessuno che non abbia una certa influenza su questo o sull'altro. Se avete un solo granello di influenza, gettatelo sulla bilancia del bene, e non sulla bilancia del male. I genitori possono fare del bene ai loro figli; padroni e amanti ai loro servi

(4.) Lavorare per questo fa bene a noi stessi. A poco a poco scopriamo che le grazie crescono in proporzione man mano che cerchiamo di esercitarle. E aiuta a far avanzare la causa di Cristo nel mondo. Gli occhi di molti sono su di te, e se il mondo che osserva e ti vede come un semplice cristiano ozioso, che pensa solo al tuo godimento, ma non cerca mai di fare il bene, il mondo penserà poco alla tua religione. Ma quando ti vedono camminare sulle orme del Salvatore, sforzandoti di rendere felici tutti coloro che ti circondano, il mondo pensa. Non c'è libro o serie di conferenze che facciano tanto bene agli scettici quanto una vita simile a quella di Cristo

(5.) Questo era il modo degli antichi cristiani; i loro modi e le loro maniere facevano riflettere i pagani. Questa era la condotta dei seguaci del vecchio Giovanni Wesley. Faceva parte del primo principio di quell'uomo meraviglioso imprimere la necessità di fare il bene. "Allora, che cosa hai intenzione di fare? Non vogliamo nessun drone nel nostro alveare; vogliamo che chiunque diventi membro del nostro corpo faccia qualcosa per la gloria di Dio, per il bene dell'uomo". (Bp. Ryle.Cristo nostro esempio: - Dobbiamo seguire Cristo cogliendo tutte le opportunità per fare il bene

(I.) Quali sono le buone opere che dovremmo fare a imitazione di Cristo? 1. Opere di pietà

(1) Interno (Giovanni 4:24). (a) L'amore (Matteo 22:37). (b) Paura (Proverbi 23:17), (c) Fede. (d) Fiducia (Proverbi 3:5). (e) Sottomissione (Luca 22:42)

(2) Esterno; come pregare, ascoltare, ecc. 2; Opere di equità (Michea 6:8)

(1) Distributivo (Romani 13:7 ; Matteo 17:27)

(2) Comunicativo (Proverbi 3:27, 28; 1Tessalonicesi 4:6)

(3.) Opere di carità (1Timoteo 6:17, 18)

(1) Compatire gli altri nella miseria (Matteo 15:32; 20:34)

(2) Pregare per la loro felicità (Luca 23:34)

(3) Per provvedere alle loro necessità (Matteo 20:34). Considerate: (a) Senza questo non c'è vera religione (Giacomo 1:27). (b) Con esso imitiamo Dio (Luca 6:36). (c) Tutto ciò che abbiamo, più del necessario, ci viene dato per questo fine. (d) Dio, ciò nonostante, lo ripagherà (Proverbi 19:17)

(II.) Quali cose sono necessarie per imitare Cristo nel fare il bene? 1, Esercitando il massimo del nostro potere nel farlo (Ecclesiaste 9:10)

(2.) Gestire correttamente tutte le circostanze

(3.) Farlo costantemente (Luca 1:74, 75)

(1) Negativo. (a) Non per l'applauso degli uomini (Matteo 6:1). (b) Né meritare nulla da Dio (Luca 18:10)

(2) Positivo. (a) Subordinatamente per la nostra sicurezza (1Corinzi 9:24, 27). (b) In ultima analisi, per la gloria di Dio (1Corinzi 10:31)

(III.) In che senso dobbiamo sempre fare del bene? 1. Per non fare mai il male (1Pietro 2:22 ; 1Giovanni 3:5)

(2.) Per essere sempre in grado di progettare bene

(3.) In modo da abbracciare tutte le opportunità per fare il bene (Giovanni 4:7, 8; vi. 25)

(IV.) Perché dovremmo fare sempre il bene? 1. Ci è comandato (Luca 1:74, 75; Salmi 34:13)

(2.) Riceviamo sempre del bene

(3.) I nostri esseri sono stati dati per la prima volta, e ora ci sono continuati, affinché potessimo sempre fare il bene (Isaia 1:2-4)

(4.) Quando non facciamo il bene, facciamo il male (Salmi 37, 27). (Bp. Beveridge.Il nostro grande esempio: "Chi è andato attorno facendo del bene". 1. Questo era il ricordo di uno che era tra i compagni più vicini e più cari di. Gesù. Pietro ricordava gli scopi e l'abitudine non di un giorno, ma di ogni giorno

(2.) Viviamo in tempi in cui "molti corrono avanti e indietro, e la conoscenza aumenta". Tutte le lezioni sono irrequiete; Le facilitazioni del viaggio sono incentivi a questa irrequietezza. Non ci dispiace ciò che la scienza ha fatto per annientare la distanza e rendere facile il movimento avanti e indietro

(3.) Ma qui, come altrove, ci sono pericoli. Le strutture per il male possono essere fatte da ciò che Dio intendeva essere solo strutture per il bene. «Alcune persone», dice Pascal, «desiderano muoversi di più, solo per poter parlare di più. Perché il solo piacere di vedere, senza il piacere di raccontare, avrebbe poca forza su molti". Ricordiamoci, in questi giorni, in cui tanti di noi stanno per separarsi per un po' nelle escursioni estive, che abbiamo una regola cristiana da seguire in tutto il nostro viaggio, una regola che ha il suo esempio in Gesù, "che passò facendo del bene". 4. Il testo descrive quella che era la legge stessa della natura del Redentore. Ebrei fu mostrato come il Figlio del Dio vivente nell'attiva, instancabile beneficenza della Sua vita. La provvidenza di Dio su questo mondo è attiva. Non è al di sotto della dignità dell'Onnipotente regolare eventi particolari. E la storia dell'interferenza divina e della legislazione è raccontata con queste parole: "Gli Ebrei andavano attorno facendo del bene". La beneficenza attiva dell'Essere Divino è nascosta ai nostri occhi dietro la cortina della materia; ma ci viene mostrato nella persona di Gesù. E potrei fare un ulteriore passo avanti. Se la benevolenza attiva era una caratteristica necessaria nel carattere perfetto di Gesù, a causa della Sua relazione con Suo Padre, così la beneficenza attiva dovrebbe essere una caratteristica necessaria nel vero cristiano, a causa della sua relazione con Cristo. E ora pensate un po' alla Sua sfera di benevolenza attiva. Ha preso in considerazione l'intera gamma del disagio umano. E i Suoi servigi di misericordia erano ugualmente verso i malvagi e verso i buoni. E anche il lavoro era incessante. Il suo stesso riposo era dedicato al sollievo dei bisogni spirituali e corporali. Eppure l'umanità di Gesù voleva tranquilli svazzi, pur sempre il ritiro, proprio come la vostra e la mia. Notate anche un'altra circostanza. Siamo tutti pronti ad essere benevoli quando siamo sostenuti da grandi spettacoli e grandi occasioni, ma com'è stato con il nostro Divino Maestro? Il caso isolato, che nessun occhio vedeva se non il suo, la sua mente e il suo cuore erano assorti in esso, come se l'appello di una moltitudine fosse davanti a lui. Tra i più poveri gli Ebrei furono sempre trovati confortanti, guaritori, nutriti, insegnanti

(5.) Per poter essere simili a Cristo nella beneficenza attiva, dobbiamo cercare di più quella fede che opera mediante l'amore, ed è attenta a mantenere le buone opere. Questo è l'unico principio dell'obbedienza cristiana. Avendo fede in Lui, adottiamolo come nostro esempio. Ciascuno dunque si chieda: "Amos, io vivo per me stesso o per il mio Salvatore? La mia fede si manifesta in opere di attiva beneficenza?" Tutti hanno un certo talento. Si vuole solo una cosa: l'amore disinteressato. Se ti sei convertito, puoi andare a dire agli altri cos'è la conversione. Se preghi, puoi andare a dire agli altri che cos'è la preghiera. Se avete un vicino malato, potete fargli visita. Potresti seguire un corso nella scuola domenicale; o colmare una delle tante voragini della District Visiting Society. E, fratelli miei più poveri, poiché non siete scolari, non pensate di non poter imitare il vostro Maestro e di andare in giro facendo del bene. Potrete dire una parola a tempo debito ai vostri poveri vicini e risplendere come una luce nel mondo. (C. J. P. Eyre, M.A.) L'attiva benevolenza del Salvatore: - Gli Ebrei andavano in giro facendo del bene -

(I.) Con i Suoi miracoli, che non solo costringevano l'attenzione alle Sue istruzioni e richiedevano l'assenso alla Sua pretesa di essere inviato da Dio, ma erano tutti atti di misericordia. Nessuno di loro era un'inutile o vendicativa dimostrazione di potere. Il suo primo miracolo contribuì al godimento sociale di un'occasione di festa; e la Sua ultima fu la guarigione di un uomo che uno dei Suoi stessi discepoli aveva ferito. In effetti, è stata fatta un'obiezione a due dei miracoli di nostro Signore sulla base del fatto che non erano di carattere misericordioso e utile. Uno è quello con cui i demoni furono mandati nel gregge di porci. Qui, si dice, fu inflitta una ferita ai proprietari. Ma si può rispondere che il primo e principale obiettivo era misericordioso: il ripristino dei pazzi alla loro mente sana. In secondo luogo, l'offesa inflitta non è stata fatta per vendetta, ma in modo punitivo. Allevare maiali era contrario alla legge ebraica. L'altro miracolo è l'appassimento del fico sterile. Ma l'albero probabilmente si trovava sulla strada maestra, e quindi non era di proprietà di nessuno; e d'altra parte, l'avvenimento fu di grande profitto per i discepoli

(II.) Dalle Sue istruzioni. In un'epoca in cui l'arte della stampa era sconosciuta e in cui i manoscritti potevano arrivare nelle mani di pochi, il modo orale di comunicare la conoscenza era l'unico modo in cui l'istruzione poteva raggiungere la moltitudine. Con quanta instancabilità Gesù andava in giro, "insegnando nelle sinagoghe e predicando il vangelo del regno". Che il Suo insegnamento fosse del tutto buono, i Suoi precetti registrati sono una prova abbondante. Se gli Ebrei incitavano il popolo, era con ammirato stupore udire le parole di grazia e di verità che gli Ebrei dicevano; era per il pentimento e la santità, per la fede e l'obbedienza, per l'amore e la pietà

(III.) Con il Suo esempio. La Sua condotta era un commento chiaro e santo alle Sue parole. La sua vita trascendeva, se possibile, le sue istruzioni; perché è molto più difficile e raro vivere in modo ineccepibile che istruire saggiamente. Il suo personaggio è stato messo alla prova in molte scene e in diverse circostanze; e in tutto apparve puro, come oro infilato sette volte nel fuoco. E coloro che conoscono il potere dell'esempio, e l'efficacia che la pratica dà alla predicazione, e la grande parte che l'essere buoni significa fare il bene, percepiranno che l'esempio del nostro Salvatore è una parte inseparabile della Sua benevolenza. Conclusione: Se la benevolenza dei Suoi miracoli non fece la dovuta impressione sugli Ebrei, non siamo altrettanto insensibili a quel segno della loro verità e divinità. Se solo pochi di loro sono stati convertiti dalla Sua dottrina, non rifiutiamo ciecamente anche la luce e la salvezza che ci sono state offerte. Se non sono stati influenzati dalla luminosa coerenza del Suo esempio, prestiamo noi stessi maggiore attenzione ad esso e trasferiamolo con più esattezza nella nostra condotta. (F. W. P. Greenwood.La vita di Cristo: - Ecco la vita di nostro Signore compresa in una sola frase. Nota-

(I.) L'affare che nostro Signore ha seguito. Come tutti gli uomini comuni hanno le loro chiamate, così il nostro Signore aveva le Sue. Non era nessuna di quelle occupazioni con cui si acquisiscono i guadagni di questo mondo; era il sacro compito di "fare il bene". Una parte di questo era il "fare del bene"

1.) Al corpo degli uomini. E quale elenco si potrebbe enumerare dei Suoi benefici! Quanti occhi ciechi sono stati aperti, ecc. Nessuno si rivolse a Lui invano. Nessuno fu mandato da Lui senza sollievo

(2.) Alle anime degli uomini

(1) Mediante i Suoi santi ministeri. Che predicatore di giustizia era Lui, e in quale varietà di modi gli Ebrei si rivolgevano al cuore degli uomini!

(2) Con la sua morte. Il nostro caso era tale che tutte le predicazioni del mondo non avrebbero potuto correggere. Stavamo morendo peccatori. Volevamo che fosse operata per noi una salvezza; e l'unico modo per farci del bene efficace era fornircelo uno. Così Cristo coronò tutti gli altri Suoi atti di bontà con la bontà della Sua Croce

(II.) Il modo in cui gli Ebrei svolgevano i Suoi affari. "Gli ebrei andavano in giro". Proprio come il mercante va in giro con le sue mercanzie, ed è instancabile nella ricerca del guadagno, così Gesù "andò in giro" per benedire l'uomo. Il grande nemico "va in giro in cerca di chi possa divorare", e il grande Amico andava in giro cercando a chi gli Ebrei potessero fare del bene; e letteralmente, perché dovunque il benedetto Gesù viaggiasse, Ebrei era un viaggiatore a piedi. Non conosco un'illustrazione più sorprendente del nostro testo di quella contenuta in Matteo 9, che contiene la storia di una giornata trascorsa da Lui

(III.) Quali miglioramenti possiamo apportare al testo? Lascia che ti chieda

1.) Vuoi che ti venga fatto del bene? Se è così, ecco il tuo Benefattore! Gli Ebrei che "andarono attorno facendo del bene" quando erano sulla terra, sono ora pronti a farvi del bene dal cielo

(2.) Stai copiando il Suo carattere? Gesù non è presentato come il Salvatore solo del Suo popolo, ma come il suo Modello. Possiamo fare del bene

(1) Con i nostri esempi

(2) Con i nostri sforzi, cercando opportunità di utilità e sforzandoci di essere un aiuto e un conforto, sia spirituale che temporale, per tutto ciò che ci circonda e ci circonda. (A. Roberts, M.A.La vita incomparabile: Cristo andava in giro, non come un Fariseo, per fare spettacolo; non come i Romani, per ostentare prodezze militari; non come i Greci, per mostrare l'arguzia e la saggezza mondane; ma per fare del bene ai corpi e alle anime degli uomini. Durante la grande opera della creazione, Dio, in ogni passo, l'ha dichiarata "molto buona"; e quando Dio intraprese l'opera della redenzione umana, gli Ebrei fecero del bene, e alla fine esclamarono Ebrei, con perfetta soddisfazione: "È compiuto". Gli ebrei non andavano in giro a diventare buoni, o a diventare buoni, ma a dispensare il bene. Gli ebrei hanno fatto del bene perché gli ebrei erano buoni. Ponendo l'accento su ciascuna delle cinque parole che abbiamo davanti, vedremo la loro bellezza e sentiremo la loro potenza

(I.) La vita di Cristo è stata piena di sforzi benevoli, che andavano in giro facendo "del bene". Com'era diverso da quello che avrebbe potuto essere! Gli ebrei potrebbero aver compiuto miracoli di vendetta, come fece Mosè; Gli ebrei sarebbero potuti venire come giudice, per condannare. Gli ebrei ricordavano la misericordia, gli ebrei non trattavano gli uomini dopo i loro peccati. Gli ebrei facevano del bene a tutti, in ogni tempo e in ogni circostanza. La sua bontà era pura, immeritata e gratuita. Gli Ebrei andavano in giro non per farsi un nome, non per salire a posizioni di influenza e potere mondano, né per servire i Suoi fini, ma per mostrare con il Suo esempio la bellezza e la beatitudine del Suo precetto: "C'è più gioia nel dare che nel ricevere". Gli atti di beneficenza che gli ebrei compivano per i corpi degli uomini erano simboli e tipi di ciò che gli ebrei avrebbero fatto per le loro anime. Nel suo vangelo Gesù va ancora in giro facendo del bene, perché il cristianesimo è filantropico nel suo spirito

(II.) Sforzo pratico: "fare". Ebrei non era un filantropo sognatore e sentimentale, che immaginava piani utopici, né Ebrei trascorse la Sua vita a pronunciare elogi sulla bontà e a cercare di stimolare gli altri in quella direzione. Gli Ebrei non divennero il presidente o il segretario di una società per fare il bene, ma gli Ebrei andarono in giro a fare il bene da Sé. Le società sono buone, ma non devono mai sostituire lo sforzo individuale. Cristo ha fatto il bene con le Sue mani, con fervore, con tutto il cuore, personalmente, in perpetuo; non per procura, ma godeva del lusso di essere il Suo elemosiniere di se stesso. Che esempio per noi andare e fare altrettanto!

(III.) Sforzo esteso-"circa". Non solo a Gerusalemme, ma in tutta la Galilea. I suoi miracoli non venivano compiuti in una compagnia selezionata, ma in giro tra ogni sorta e condizione di uomini, in luoghi secolari e sacri. Che esempio per la Chiesa cristiana; I suoi seguaci devono cominciare da Gerusalemme, ma devono anche andare in tutto il mondo. Le benedizioni del cristianesimo non devono essere mantenute entro limiti selezionati, o godute da una sola classe. La cattolicità della benevolenza di Cristo dovrebbe portarci a considerare ogni uomo vivente come il nostro prossimo

(IV.) Sforzo volontario: "andato". Dio ha mandato Suo Figlio, ma è altrettanto vero che Gesù Cristo è venuto. Non è stato per costrizione, ma per scelta. È interessante notare quanti degli atti di beneficenza che gli Ebrei compirono per gli uomini furono compiuti non richiesti. Gli Ebrei andavano da quelli che non potevano e da quelli che non volevano venire a lui, per essere benedetti

(V.) Sforzo personale: "chi". Quando ricordiamo la Divinità di Cristo, vediamo che era il grande Creatore che andava in giro e faceva del bene alle Sue creature; il Signore della vita e della gloria accondiscendente ad occuparsi personalmente dei bisogni e delle sofferenze degli uomini caduti. Gli Ebrei avrebbero potuto mandare degli angeli, che sarebbero andati volentieri in una missione così misericordiosa; ma Ebrei venne Lui stesso. (F. W. Brown. Il modello di missione domestica e il modello di missionario domestico: - Il ministero di Nostro Signore era una missione domestica. "Non sono mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele". In seguito sorse dalla Sua opera domestica la missione estera, quando coloro che erano dispersi andavano dappertutto a predicare il Vangelo. E qui vediamo la Sua saggezza, perché sarà di scarsa utilità tentare molto all'estero a meno che non ci sia una solida base in patria, in una Chiesa sincera e santificata, che offra un fulcro per la nostra leva. Quando l'Inghilterra sarà convertita, allora diventerà il grande araldo del vangelo di Cristo in altri paesi. Abbiamo davanti a noi...

(I.) Una missione di casa modello

(1.) Cristo scelse come Suo grande strumento la predicazione del vangelo. Gli Ebrei volevano che i Suoi seguaci dipendessero dallo stesso agente. Gli altri sforzi divini non devono essere trascurati; ma prima di tutto piace a Dio con la stoltezza della predicazione di salvare coloro che credono

(2.) In connessione con la Sua predicazione troviamo il Maestro che forma un seminario per la formazione dei ministri. Dopo che gli Ebrei ebbero chiamato Pietro, Giovanni e altri, gli Ebrei 51 ammisero dapprima, per così dire, nei Suoi corsi serali; poiché essi svolgevano le loro attività ordinarie e venivano a lui al momento opportuno per essere istruiti. Ma dopo un po' si separarono da tutte le occupazioni degli affari e si trovarono continuamente con il loro grande Maestro. Impararono a predicare come notarono il modo in cui predicavano gli ebrei. Gli ebrei insegnarono loro persino a pregare. Ora questo è stato troppo dimenticato. Quando Calvino e Lutero esercitarono un'influenza sull'Europa, non fu solo attraverso le loro predicazioni o i loro scritti, ma anche attraverso i giovani che sciamavano a Wirtemburg e a Ginevra per ascoltare l'insegnamento dei grandi riformatori, e poi andarono a raccontare all'estero ciò che avevano imparato

(3.) Il Maestro collegò anche con la Sua predicazione e il Suo collegio l'inestimabile strumento delle classi bibliche; infatti, l'intero meccanismo di una Chiesa può essere trovato in embrione nelle azioni di Cristo. Ebrei "espose loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano". Se una missione domestica vuole vedere la sua opera stabilita, i convertiti devono essere addestrati nella conoscenza della Parola

(4.) L'opera missionaria di nostro Signore non ha trascurato i bambini. Il nostro lavoro di scuola domenicale non è solo giustificato, ma anche rafforzato: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché di tali è il regno dei cieli»; e anche dicendo a Pietro: "Pasci i miei agnelli". 5. Ultimamente gli evangelisti hanno usato frequentemente il piano di tè, colazioni e cene gratuite, in cui le persone più povere sono affettuosamente esortate a cercare la salvezza. È notevole che questo metodo sia stato così a lungo in disuso, perché è, con una piccola differenza, un piano adottato da nostro Signore. Sebbene molti, senza dubbio, lo seguissero perché mangiavano dei pani e dei pesci, tuttavia non dubito che alcuni che furono attratti per primi dal cibo terreno rimasero a mangiare del pane del cielo

(6.) Una missione troverebbe anche grande forza nell'imitare Gesù, combinando l'aiuto medico con l'insegnamento religioso. Nostro Signore era un missionario medico. È vero, non possiamo fare miracoli, ma possiamo fare ciò che è alla portata dell'uomo sulla via della guarigione, e così possiamo seguire il nostro Signore, non con le stesse orme, ma sulla stessa strada. Prego per un legame più stretto tra il chirurgo e il Salvatore. Che siano tanti quelli che, come Luca, sono sia medici che evangelisti

(7.) Nostro Signore ha anche associato alla Sua opera missionaria la distribuzione di elemosine. Un pover'uomo fu trovato per strada una domenica mattina mentre stava per suicidarsi. Due dei nostri fratelli gli andarono incontro e lo condussero a questo Tabernacolo, ma prima lo portarono in un caffè. Avevo un ascoltatore molto più probabile nell'uomo la cui fame era stata alleviata di quanto avrei potuto avere nel povero peccatore affamato. Poi, dopo il sermone, gli diedero una buona cena, e così lo trattennero finché lo portarono di nuovo qui la sera, e Dio si compiacque di benedire la Parola per lui. 8. La missione del nostro Maestro si svolse in gran parte attraverso la predicazione all'aria aperta. In tutta l'Inghilterra ci sono decine di migliaia di persone che non ascolteranno mai il vangelo mentre la predicazione all'aperto è trascurata. È del tutto dannoso che dovremmo confinare la nostra predicazione all'interno di mura. 9. Nostro Signore diede anche l'esempio ai missionari domestici, in quanto gli ebrei avevano pietà dei villaggi. Spesso si pensa che i piccoli villaggi siano troppo insignificanti per la fondazione di chiese. Ma i villaggi contribuiscono a creare le grandi città, e il carattere di Londra dipende dal carattere delle case dei villaggi. 10. Nello stesso periodo il Maestro dedicò molta attenzione anche alle città

(II.) Il missionario domestico modello. Il successo di un'opera dipende molto poco dal sistema; quasi tutto poggia, sotto Dio, sull'uomo. Ci sono stati uomini che, con sistemi poco saggi e imperfetti, hanno ottenuto nobili risultati, mentre altri con organizzazioni ammirevoli non hanno fatto nulla

(1.) L'uomo che deve servire Dio come missionario guida deve essere un uomo dotato di potere d'insegnamento e di influenza personale. Non serve a nulla mandare fuori un uomo che non sa parlare. Se vuoi che un uomo diffonda il vangelo, deve essere uno che sa predicare. Nostro Signore aveva questa grande capacità al più alto grado

(2.) Nostro Signore come missionario fraternizzava con il popolo. Quanti di noi, se avessimo visto una povera meretrice venire al pozzo, sarebbero rimasti apposta a conversare con lei? Ebrei era santo, innocuo, immacolato e separato dai peccatori, ma Ebrei era amico dei pubblicani e dei peccatori. E noi dobbiamo essere uno con coloro che vogliamo benedire; Non dobbiamo vergognarci di chiamarli fratelli

(3.) Nostro Signore era un uomo che poteva faticare. Gli ebrei non predicavano mai un sermone senza intrecciarvi la Sua anima. La sua vita fu teatro di un lavoro senza pari. Ora, se la Chiesa volesse vedere le anime salvate, l'opera non sarebbe mai compiuta da agenti che sono mezzi addormentati

(4.) Per un missionario domestico vogliamo un uomo che possa pregare come pregava il Maestro. Ebrei era grande con Dio nella preghiera come gli Ebrei lo erano con l'uomo nella predicazione. Se prevarremo con Dio per gli uomini, prevarremo con gli uomini per Dio

(5.) E se vogliamo assicurarci uomini e donne utili, dobbiamo scegliere coloro che possono piangere. Non desidero quell'umidità degli occhi che è il risultato dell'effeminatezza, ma il pianto virile è una cosa potente. Nostro Signore, quando gli Ebrei videro la città, non poté trattenere le inondazioni dell'acqua, la Sua grande anima travolse i Suoi occhi. Se Ebrei non fosse stato un uomo in grado di piangere Lui stesso, Ebrei non avrebbe potuto far piangere gli altri

(6.) Per coronare tutto, nostro Signore seppe morire! L'amore per la vita deve cedere il passo all'amore per le anime. Cristo rivelò il grande segreto quando fu detto di Lui: "Gli Ebrei hanno salvato gli altri, Lui stesso gli Ebrei non possono salvare". Nella misura in cui un uomo salva se stesso, non può salvare gli altri

(III.) Ascoltiamo la Sua chiamata e imitiamoLo

(1.) È vostro privilegio essere operai insieme a Dio, quindi tenetevi stretti alle orme del grande Operaio Maestro

(2.) Ricordate che prima che gli Ebrei andassero all'opera, Ebrei stesso era personalmente obbediente a quel vangelo che gli Ebrei dovevano predicare. Gli Ebrei non hanno chiesto agli altri di credere e di essere battezzati, e di trascurare di essere battezzati Lui stesso

(3.) Fatto questo, lascia che ti dica: Non c'è qualche dipartimento di lavoro missionario a casa che potresti intraprendere? Molto probabilmente non potreste fare tutte quelle cose che ho menzionato come fatte da Cristo, ma sapete che i giovani artisti saranno spesso istruiti dai loro maestri a disegnare non l'intera statua di una grande statua, ma un singolo arto, un braccio, una mano o un piede. Così sarà sufficiente insegnarvi il servizio se, non essendo in grado di tentare l'intero grande piano, vi impegnerete con zelo a lavorare in un settore di esso

(4.) Ma qualunque cosa tu faccia, fallo completamente, fallo di cuore

(5.) Prendete una parola che viene spesso usata da Marco come motto per voi stessi. Marco dice sempre di Cristo che gli ebrei "subito" hanno fatto questo e quello. Ora, se avete davanti agli occhi del lavoro per Cristo, affrettatevi subito a farlo. Fai qualcosa stasera prima di andare a letto, anche solo per dare via un volantino

(6.) C'è un potere del tutto sufficiente che puoi ottenere per questo servizio. In questo versetto si dice che il nostro Signore è colui che è stato unto con lo Spirito Santo e con potenza. Quello stesso Spirito Santo è dato alla Chiesa, e quello stesso potere permane nelle assemblee dei fedeli. (C. H. Spurgeon.Il grande Itenerant: - Il testo è una squisita miniatura di Cristo. Non ci sono molti tocchi, ma sono i tratti della matita di un maestro. Il ritratto non può essere confuso con nessun altro. Alessandro, Cesare, Napoleone andarono in giro a distruggere. I profeti che professavano di essere stati inviati da Dio hanno attraversato il mare e la terra per fare proseliti, ma nessuno ha potuto vedere il bene che hanno compiuto. Ciò che Pietro qui trae con le parole, la grazia di Dio ha attinto, in una certa misura, in linee di vita reale nel caso di Howard e di alcuni altri seguaci di Gesù; tuttavia, nel senso più alto e più pieno, queste parole non si applicano a nessuno se non al Maestro. Suo è il modello, e loro l'umile copia. Gli Ebrei fecero del bene, e solo del bene, ma i migliori degli uomini, essendo uomini nel migliore dei casi, seminarono seme mescolato

(I.) Consideralo

(1.) Il suo oggetto. "Gli Ebrei andavano in giro", ma il Suo viaggio non era un movimento svogliato, non era un vagabondaggio senza scopo. O uomo di Dio, abbi uno scopo e dedica ad esso tutta la tua vita! Non essere una freccia scoccata a caso, ma scegli il tuo bersaglio. L'obiettivo di Cristo era "fare il bene". Questo è stato

(1) Il Suo eterno proposito. Molto prima che l'uomo fosse formato, Gesù si era impegnato a fare il bene. Gli Ebrei fecero del bene tra gli angeli, perché le arpe celesti devono tutta la loro musica alla Sua presenza. Tra i diavoli non c'era posto per il bene positivo; ma anche lì la bontà li legava in catene di ferro, affinché la loro malizia non diventasse troppo dilagante. Sulla terra, tuttavia, c'era il più ampio campo d'azione per la bontà nel suo senso più ampio; per quella bontà che scende sui mortali colpiti dal peccato, per farli sedere sul trono della gloria

(2) Il suo scopo pratico. La sua presenza nella mangiatoia fece bene, poiché rallegrò sia i ricchi magi che il povero pastore con la consapevolezza che Dio era disceso agli uomini. La sua infanzia è stata buona, perché è diventata lo specchio dell'obbedienza dell'infanzia fino ad oggi. Voi sapete come la Sua vita dopo la morte sia stata una realizzazione pratica di questo oggetto solitario

(3) La sua prerogativa ufficiale. Gli Ebrei ricevettero il nome di Gesù, "Poiché gli Ebrei salveranno il suo popolo dai loro peccati". Ebrei fu chiamato "Cristo", perché lo Spirito del Signore era su di Lui, ecc. Menzionate qualsiasi nome vogliate, e vedrete che spetta a Lui, ex officio, andare in giro a fare il bene. Pastore, Marito, Amico, Leone, Agnello

(4) La sua prestazione effettiva. Gli ebrei fecero del bene in tutti i sensi, fisicamente e spiritualmente

(2.) Il suo modo

(1) Gli Ebrei andavano in giro. Personalmente. Gli Ebrei avrebbero potuto inviare i Suoi apostoli per fare del bene al Suo posto; ma quando gli Ebrei 51 mandarono, non fu come delegati, ma come araldi "dove gli Ebrei stessi sarebbero venuti". Gli evangelisti ci dicono costantemente che gli Ebrei toccarono il lebbroso con il Suo dito, che gli Ebrei visitarono il capezzale dei malati, ecc. Vorrei che molta più benevolenza fosse compiuta dagli uomini stessi. Perché non dovresti andare a dare via la tua ghinea con amore e tenerezza? Sarà meglio che lasciare che qualcun altro lo riduca a quindici scellini e darlo via freddamente e ufficialmente. Molto dipende dal modo di fare il bene. Lo sguardo, la parola, la preghiera, la lacrima, saranno spesso più preziosi per la vedova di quella mezza corona che le hai dato. La stessa presenza del Salvatore fece bene, a parte le benedizioni che gli Ebrei elargirono

(2) Gli Ebrei andavano in giro con un'attività incessante. Gli Ebrei non solo fecero il bene che era intorno a Lui, che Gli era stato portato, ma gli Ebrei "andarono intorno". Gli ebrei non potevano accontentarsi di stare fermi. Difficilmente un villaggio o un villaggio che non fosse stato allietato dalla sua vista. Oh! il modo strisciante e strisciante in cui alcune persone servono il Signore!

(3) Gli Ebrei si sono fatti in quattro per fare il bene. Non dovete accontentarvi di fare il bene nel normale circolo dei vostri movimenti. Di tanto in tanto sfonda i limiti della correttezza e fai una cosa strana. Questo era un espediente bizzarro di quelli che rompono il tetto per calare un paralizzato affinché Gesù potesse guarirlo

(4) Gli ebrei andarono lontano nel fare il bene. Il distretto della Palestina non era molto grande, ma gli ebrei si spinsero fino al limite. Ebrei non fu mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele. Ma gli Ebrei sono andati sull'orlo di esso. E ammiro il fatto che il Signore vada in giro non solo per le miglia percorse dagli Ebrei, ma per lo spazio di carattere che gli Ebrei hanno attraversato. Non c'è nulla di meraviglioso che gli ebrei si siano spinti fino a Tiro e Sidone, ma è molto che gli ebrei si siano spinti fino ai pubblicani e ai peccatori. Una volta un ministro annunciò alla sua congregazione: "Vado in missione presso i pagani". La brava gente pensava che il loro ministro stesse per lasciarli, e si sentiva triste alla sola idea di perderlo. «Ma», aggiunse, «non sarò fuori città». Se volete uomini che sono andati lontano nel peccato, grandi stranieri sotto questo aspetto, non avete bisogno di lasciare Londra

(5) Senza dubbio la perseveranza di Cristo è intenzionale, perché quando viene rigettato in un luogo, Ebrei va in un altro

(6) Viene anche accennata l'unità del Suo proposito. Ebrei non va in giro con due scopi

(7) E qui il successo è voluto. Gli ebrei andavano in giro e non solo cercavano di fare del bene, ma gli ebrei lo facevano

(3.) Il suo movente

(1) Gli ebrei fecero del bene in parte perché non potevano farne a meno. Era nella Sua natura fare il bene. Tutte le cose buone che Dio ha fatto sono diffuse. C'è luce; le nuvole; aria; Fuoco

(2) Il suo grande motivo è senza dubbio l'ostentazione degli attributi Divini. Ebrei è la manifestazione di Dio. Povero peccatore tormentato, gli Ebrei non possono glorificare Dio in te? Hai bisogno di perdono: sarai un esempio illustre della grazia di Dio se gli Ebrei ti salveranno mai

(II.) Consideriamo noi stessi

(1.) Per quanto riguarda il passato. Ci sono alcuni in tutte le chiamate che fanno un danno positivo, o in ogni caso non riescono a immaginare che stanno facendo del bene. Che si pentano da soli. Ma voi che siete stati salvati, avete fatto tutto il bene che potevate? 2. Per quanto riguarda il futuro. Sorge la vecchia domanda: se oggi un uomo dice: "Sono deciso ad andare in giro a fare del bene", è in grado di farlo? E di nuovo, arriva la risposta, dobbiamo prima essere buoni, altrimenti non possiamo fare il bene. L'unico modo per essere buoni è cercare il buon Maestro. Qualunque cosa la nostra mano trovi da fare, facciamola. Non chiediamo maggiori capacità. Se riusciamo a prenderli, facciamolo; ma intanto usiamo quello che abbiamo. Va', donna di casa, a casa tua, e dalla camera più bassa a quella più alta vai in giro facendo del bene. Va', maestro, nella tua piccola scuola, e lascia che il tuo esempio lo dica, e c'è spazio sufficiente per te. Voi domestici, la cucina è una sfera sufficiente per voi. (C. H. Spurgeon.Il signor Harvey cavalcava lentamente lungo la strada polverosa, cercando in tutte le direzioni un ruscello, o anche una casa dove poter rinfrescare il suo cavallo stanco e assetato con un buon sorso d'acqua. Mentre pensava e si chiedeva, svoltò bruscamente una curva della strada e vide davanti a sé una fattoria dall'aspetto confortevole, e nello stesso tempo un ragazzo di dieci o dodici anni uscì sulla strada con un piccolo secchio e si fermò proprio davanti a lui. «Che cosa desideri, ragazzo mio?» disse il signor Harvey, fermando il cavallo. "Il tuo cavallo vorrebbe bere?" disse il ragazzo, rispettosamente. «Certo che lo farebbe, e mi chiedevo dove avrei potuto ottenerlo». Il signor Harvey ci pensò poco, supponendo, naturalmente, che il ragazzo guadagnasse qualche soldo in questo modo, e perciò gli offrì un po' d'argento, e fu stupito di vederlo rifiutare. «Vorrei che tu lo prendessi», disse, guardando seriamente il bambino e notando per la prima volta che zoppicava leggermente. «Davvero, signore, non lo voglio. È abbastanza poco che io possa fare per me stesso o per chiunque altro; Sono zoppo, e la mia schiena è malata, signore, e la mamma dice, per quanto piccolo possa sembrare un favore, se è tutto ciò di cui siamo capaci, Dio lo ama tanto quanto gli ebrei fanno qualsiasi favore; e questo è il massimo che posso fare per gli altri. Vedete, signore, la distanza da Painesville è di otto miglia fino a questo punto, e mi capita di sapere che non c'è nessun ruscello che attraversi la strada a quella distanza, e le case sono tutte a una certa distanza dalla strada, e così, signore, quasi tutti quelli che passano di qui da quel luogo hanno sicuramente un cavallo assetato. Il signor Harvey abbassò lo sguardo negli occhi grigi che si accendevano e brillavano al pensiero di fare del bene agli altri, e un'umidità si raccolse nei suoi, mentre un attimo dopo se ne andava, meditando profondamente sul pittoresco sermone che era stato pronunciato in modo così innocente e inaspettato. (Età cristiana.Un nobile piemontese, che avevo conosciuto a Torino, non molto tempo prima ne aveva sperimentato l'efficacia; e la sua storia, che mi raccontò senza riserve, era la seguente: "Ero stanco della vita, e, dopo un giorno come pochi hanno conosciuto, e nessuno vorrebbe ricordare, mi affrettavo lungo la strada verso il fiume, quando ho sentito uno scacco improvviso. Mi voltai e vidi un ragazzino, che aveva afferrato il lembo del mio mantello nella sua ansia di sollecitare la mia attenzione. Il suo aspetto e i suoi modi erano irresistibili; non meno lo era la lezione che aveva imparato. "Siamo in sei, e stiamo morendo per mancanza di cibo". Perché non dovrei,» dissi a me stesso, «dare sollievo a questa miserabile famiglia? Ho i mezzi, e questo non mi farà ritardare di molti minuti. Ma cosa succede se lo fa?" Non posso descrivere la scena di miseria in cui mi condusse. Gettai loro la mia borsa, e il loro slancio di gratitudine mi vinse; Mi riempì gli occhi, mi giunse come un cordiale al cuore. «Tornerò domani!» Ho pianto. Che sciocco che io abbia pensato di lasciare un mondo in cui si poteva avere un tale piacere, e così a buon mercato!" Possano molti lettori di queste righe trovare nel vero romanzo di Londra un sollievo per tutti i dolori ipocondriaci e dispeptici. (C. H. Spurgeon.Richard Cecil andò a predicare nella Cappella di Bedford Road, a Londra, e un giorno una persona gli si avvicinò a proposito di una certa signora, una grande professoressa di religione. Gli ebrei rappresentarono che era completamente fuori di morale, infelice e infelice, e che il signor Cecil doveva andare a cercare di farle del bene. Gli Ebrei andarono dalla signora e la trovarono seduta accanto al fuoco, con i piedi sul parafango e un'aria molto miserabile, con un grande scialle sulla schiena, mentre il sole splendeva dalla finestra. Chiese al signor Cecil di sedersi; ma egli disse: "Non mi siedo; So qual è il problema. Alzati, mettiti il cappello, esci e cerca di fare del bene. A poche centinaia di metri da questa casa ci sono persone che muoiono e persone che hanno bisogno di aiuto. Esci e fai qualcosa, e cerca di fare del bene nel mondo". Lei seguì il suo consiglio, uscì e cercò di fare qualcosa di buono, e quando lui la visitò due o tre settimane dopo, la trovò una persona piuttosto cambiata. La sua voce era cambiata, sembrava allegra e felice, e il suo umore basso era scomparso. Disse: "Oh, signor Cecil, non avreste potuto farmi un favore più grande di quello di chiedermi di cercare di fare qualcosa di buono". (Bp. Ryle.Si dice di un certo ministro congregazionale del New England che quando era giovane, "al college e al seminario amava spendere le sue forze nel fare quel tipo di bene che gli altri uomini trascuravano, e che rimase la sua caratteristica per tutta la vita". Nel suo lavoro parrocchiale era sicuro di dare la caccia alla "sola pecora" che era stata data per perduta. Norman M'Leod, il grande amico dei poveri scozzesi, fu calunniato da tutte le parti, anche se il giorno in cui fu portato alla sua sepoltura un operaio si alzò in piedi e, guardando il corteo funebre, disse: "Se non avesse fatto nulla per nessuno più di quanto ha fatto per me, brillerebbe come le stelle per sempre e per sempre".Fare il bene nella nostra sfera: - Cristo ha trascorso la Sua vita a fare del bene nell'ambito in cui vivevano gli Ebrei e negli oggetti alla Sua portata. Così Ebrei 101 ha insegnato irresistibilmente che, invece di sprecare il nostro tempo nel desiderio di fare del bene dove non possiamo, il vero dettame della buona volontà universale è quello di farlo dove possiamo. (T. Dwight.Non c'è nulla di buono da fare per delegato: - Nessuna delle caratteristiche meno notevoli dell'epoca presente è il sistema di fare quelle cose per delegato che i nostri antenati facevano per se stessi. A condizione che un uomo abbia un sacco di denaro pronto, può sdraiarsi sul divano, o ciondolare sulla poltrona per la maggior parte della giornata, ed essere ancora un cristiano molto attivo per delega. Il suo cuore anela forse a provvedere all'orfano, o a confortare la vedova, a vestire l'ignudo e a nutrire l'affamato? Gli Ebrei non devono più cercarli come un tempo; non è costretto a visitare le scene della miseria e della miseria; gli basta sottoscrivere poche ghinee a una mezza dozzina di istituzioni per qualificarsi come "governatore a vita"; e per il resto dei suoi giorni è liberato dagli obblighi della benevolenza cristiana, scaricando la mera rendita di pepe delle firme sui biglietti e sui documenti di delega. Benevolenza peripatetica: - La vera benevolenza non è stazionaria, ma peripatetica; va in giro a fare il bene. (Dott. Nevins.Una lunga vita di benevolenza: - Ottantasette anni ho soggiornato su questa terra, sforzandomi di fare il bene. (Giovanni Wesley.)

39 CAPITOLO 10

Atti 10:39-43

E noi siamo testimoni di tutte le cose che gli Ebrei hanno fatto.-La testimonianza apostolica:-

(I.) Il suo contenuto

(1.) I miracoli di Cristo. "Tutte le cose che gli Ebrei hanno fatto". Questi miracoli furono

(1) Dichiara il Suo potere Divino, e quindi le credenziali della Sua messianicità

(2) Simboli della Sua influenza salvifica. Come c'era un miracolo in ogni parabola, così c'era una parabola in ogni miracolo. Così, quando Cristo aprì gli occhi ciechi, ciò rappresentava la restaurazione della vista spirituale; quando Ebrei guarì la malattia, mostrò la Sua potenza sulla paralisi e la lebbra del peccato; quando gli Ebrei risuscitarono le persone dai morti, proclamò la Sua capacità di risuscitare dalla morte dei falli e dei peccati

(2.) La crocifissione di Cristo. "Che hanno ucciso." Questo è stato il fatto centrale di tutta la testimonianza apostolica. Era il fardello del primo messaggio e dell'ultima epistola di Pietro, e il tema dominante di tutto il ministero di Paolo. Questo non è stato solo

(1) Martirio per verità, o

(2) Un esempio di sacrificio di sé, ma anche

(3) Espiazione del peccato. Come il predicatore in seguito testimoniò: "Gli ebrei hanno portato i nostri peccati", gli ebrei sono morti i giusti per gli ingiusti" e ci hanno redenti con il suo "sangue prezioso". 3. La risurrezione di Cristo (Versetto 40). Questo era dichiarativo di

(1) La sua figliolanza divina

(2) La sua vittoria sulla morte e sulla tomba

(3) L'accettazione della Sua espiazione

(4) La nostra risurrezione, di cui la Sua fu pegno e simbolo

(4.) La sua seconda venuta (Versetto 42). Si trattava di una rivelazione, non di una testimonianza oculare, ma era l'inevitabile risultato di tutto ciò che videro. Cristo doveva venire

(1) Come Giudice, e affermare apertamente la Sua Signoria universale

(2) Come Risuscitatore dei morti

(5.) Remissione dei peccati mediante la fede in Cristo (Versetto 43). Così abbiamo nel primo sermone ai Gentili l'intero vangelo nella sostanza, e gli articoli principali del credo cristiano

(II.) La sua autorità

(1.) La testimonianza dei loro sensi. Erano uomini degni di fiducia. Potevano vedere, e in realtà vedevano, e non avevano alcuna inclinazione o incentivo a fare un rapporto falso; e la loro chiara conoscenza e piena convinzione diedero corpo e forza alla loro testimonianza

(2.) La scelta e il comando divino. Furono scelti perché avevano visto, e fu loro comandato di raccontare ciò che videro. Quindi non erano conferenzieri di storia, cosa che sarebbero stati senza una chiamata divina, ma missionari di un vangelo

(3.) Il loro impulso santificato. Non potevano fare a meno di proclamare le cose che avevano visto e udito per loro, per amore di Colui che era morto per loro e risuscitato.

(III.) Il suo metodo. l. Non era una semplice dichiarazione. Il solo dire che avevano visto Gesù, ecc., avrebbe suscitato interesse, stimolato la ricerca, impartito informazioni, e forse avrebbe fondato una scuola, ma non avrebbe mai convertito un'anima o fondato una Chiesa

(2.) Era una predicazione persuasiva. Il loro scopo non era semplicemente quello di assicurarsi la fede in certe verità, ma di salvare le anime; e così "è piaciuto a Dio con la stoltezza della predicazione di salvare quelli che credono". Come testimoniano queste prime prediche quanto fosse fedele, sincera, eloquente e di successo questa predicazione

(IV.) Il suo impatto su noi stessi

(1.) Non siamo testimoni oculari, ma possiamo essere testimoni del cuore. Non abbiamo visto i miracoli fisici di Cristo, ma potremmo essere i soggetti dei Suoi miracoli spirituali. Non abbiamo visto la crocifissione, ma potremmo ricevere l'espiazione. Non siamo testimoni della risurrezione di Cristo, ma possiamo sentirne la potenza

(2.) Essendo testimoni del cuore, siamo tenuti a testimoniare ciò che sentiamo. (J. W. Burn.) L'audacia, la delicatezza e il candore di San Pietro:

1.) Cerchiamo l'audacia in San Pietro; e la troviamo in quelle parole: "Noi siamo testimoni", ecc. Ebrei si assume tutta la responsabilità per sé e per i suoi colleghi; essi sono pronti a sostenere la verità dei fatti che affermano. Sentiamo il valore di questo annuncio enfatico; I miracoli, per essere creduti, devono essere creduti su una testimonianza che è al di là di ogni sospetto e che non può essere scossa

(2.) Poi, per la sua delicatezza, lo troviamo nella soppressione di ogni riferimento alla parte che i Romani presero nella crocifissione di nostro Signore; nessuna parola di Ponzio Pilato, o di soldati romani, o di sentinelle sulla tomba. Chiunque legga il racconto per la prima volta concluderebbe che nessuno, tranne gli ebrei e gli abitanti di Gerusalemme, ha avuto una parte nella Sua morte; tanto più che l'inchiodamento alla Croce, che era essenzialmente una punizione romana, è attenuato fino all'espressione "appeso a un albero", che era essenzialmente un ebreo. Gli Ebrei potevano benissimo risparmiare i sentimenti di quegli uomini che vedevano davanti a lui; uomini in spirito, così come di fatto, completamente innocenti del sangue di Gesù

(3.) E per il candore dell'apostolo, lo rintracciamo nella sua affermazione che Dio aveva mostrato il Salvatore risorto "non a tutto il popolo, ma ai testimoni scelti prima di Dio, sì, a noi". Un annuncio", come osserva Paley, "che nessun impostore avrebbe mai fatto". (E. T. Marshall, M.A.Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e lo ha manifestato apertamente, non a tutto il popolo, ma a testimoni.Non c'è articolo della fede cristiana più necessario da abbracciare, più innegabilmente da provare di quello della risurrezione di Cristo. Ma i nostri moderni non credenti si sono dati la dolorosa pena di fornire al mondo argomenti contro questo articolo fondamentale della fede cristiana, il cui rovesciamento essi sanno troppo bene non sarebbe altro che l'intera estirpazione di ogni religione. Sarebbe stato felice, dicono, per la causa cristiana in generale se la prova della risurrezione di Cristo fosse stata resa un po' più pubblica. Infatti, qualunque cosa si possa dire in apologia dell'incredulità di San Tommaso, non si può dubitare che, se nostro Signore fosse apparso personalmente ai sommi sacerdoti e ai governanti dopo che Ebrei era risorto, avesse fatto un ingresso aperto a Gerusalemme e avesse frequentato il tempio e altri luoghi di pubblico richiamo, affinché ogni occhio potesse vederlo, Ebrei avrebbe dato al mondo una soddisfazione più piena che rimandandoci alla testimonianza dei Suoi apostoli, che erano tutte sue creature, e di conseguenza prove contro le quali possiamo fare una giusta eccezione. Ma rispondiamo a questa vana obiezione, e vediamo se l'intimità della risurrezione di Cristo non fosse più gradita alla maestà dell'Onnipotente, e anche non meno convincente per coloro che erano in una disposizione tollerabile ad essere soddisfatti. l. E nessuno lo negherà, ma sulla certezza della risurrezione di Cristo risiede tutta l'enfasi della religione cristiana, e similmente che tutti i mezzi necessari per convincere il mondo della verità, e confermarlo nella realtà di essa, erano altamente utili; ma allora si dovrebbe ricordare che Cristo ora, dopo la sua risurrezione, non doveva accondiscendere ad alcuna azione al di sotto della maestà della sua natura divina, che gli Ebrei avevano allora assunto più pienamente. E d'altronde, di tutti gli uomini viventi, nessuno ha mai avuto, o potrebbe rendersi più indegno di questo straordinario, direi quasi inutile, modo di convinzione degli ebrei increduli e dei sommi sacerdoti. Un'altra cosa lascia che ti osservi. Essi avevano a lungo respinto tutte le prove che il nostro Salvatore aveva dato loro, e quando non poterono negare direttamente la verità di alcuno dei miracoli operati dagli Ebrei, scelsero piuttosto di imputarli all'assistenza delle tenebre; e si può giustamente insistere sul fatto che tali uomini siano di nuovo favoriti con una tale visita, specialmente dopo che Egli convocò Lazzaro dalla tomba, il che fu così lontano dal rimuovere il loro pregiudizio che in seguito divennero persino più inveterati contro di Lui

(2.) Ancora, supponiamo che nostro Signore abbia fatto la Sua apparizione personale davanti ai sommi sacerdoti e ai governanti dopo che Ebrei era risorto, eppure, se ricordate, quanto poco furono commossi e colpiti dalla relazione del centurione alla Sua morte, e da quella dei soldati alla Sua risurrezione, con lo shock che l'intera struttura della natura provò, e quando tutto il resto fosse stato commosso, tranne loro stessi, potete immaginare che si sarebbero immediatamente convinti e avrebbero adorato ciò che avevano così recentemente deriso e crocifisso

(3.) Supponiamo, quindi, che gli Ebrei avessero fatto questo ingresso pubblico, e fossero stati convinti della Sua Divinità, che tipo di creature dobbiamo concepire che siano state, in grado di sostenersi sotto questo shock? Qualcosa di più disumano di quanto possiamo immaginarli. Potevano la carne e il sangue contemplare il glorificato Figlio dell'Altissimo, che poco prima aveva accusato, condannato e giustiziato, e vivere? Più gli Ebrei erano apparsi con maestà e terrore, più grande e insopportabile doveva essere stato il loro terrore, e più grande e compassionevole era la loro confusione

(4.) Ora, il metodo che il nostro Salvatore ha adottato, e il racconto che le Scritture ci danno di esso, non è stato accompagnato da nessuno di questi inconvenienti, che altrimenti sarebbero accaduti, né da alcun modo difettoso per procurare il nostro assenso. Gli Ebrei non si esposero a nuovi insulti, né misero gli Ebrei nella necessità, da un lato, di aggiungere ancora più al loro peccato negandoLo nella Sua Persona glorificata, né misero in pericolo la loro vita, dall'altro, mostrando ai loro occhi il rimprovero che un Gesù crocifisso tardi, ma poi incoronato eternamente, sarebbe stato per loro. Quanto a quell'espressione usata dal nostro moderno non credente, con la quale egli chiama gli apostoli creature del nostro Salvatore, e quindi prove contro le quali si potrebbe giustamente fare un'eccezione, dico che è ingiusta e ingenerosa. Ogni circostanza prova che essi erano realmente, come San Pietro, secondo le parole del mio testo, li definisce, "Testimoni scelti prima di Dio", e non solo si chiamavano così, ma allo stesso modo erano in grado di confermarlo con innegabili dimostrazioni di tale potere che poteva essere dato loro solo da Colui di cui erano testimoni. (S. Eccles, M.A.Testimoni della risurrezione: - Perché il nostro Salvatore non si è mostrato dopo la Sua risurrezione a tutto il popolo? Perché solo ai testimoni scelti prima di Dio? Perché questo era il mezzo più efficace per propagare la Sua religione in tutto il mondo

(I.) Considerate quale sarebbe stato il probabile effetto di un'esibizione pubblica della Sua risurrezione. Supponiamo che il nostro Salvatore si fosse mostrato apertamente come prima che gli Ebrei subissero la crocifissione, predicando nel tempio, parlando ai Suoi discepoli, ecc., il popolo avrebbe forse gridato osanna ancora una volta, ma l'impressione sarebbe presto svanita; e allora solo pochi della moltitudine avrebbero avuto l'opportunità di mettere alla prova la realtà del fatto che gli Ebrei erano risorti. Con ogni probabilità avrebbero negato il miracolo

(II.) Gli Ebrei si mostrarono a pochi, perché, umanamente parlando, solo pochi potevano essere resi strumenti. Nessuno potrebbe diventare testimone del fatto della sua risurrezione se non lo conosceva intimamente prima della sua morte. Solo gli apostoli avevano questa conoscenza

(III.) Ogni grande cambiamento è effettuato da pochi, e non da molti. Soddisfacendo i pochi, i molti sarebbero influenzati. I pochi, completamente convinti, diventano convincenti dei molti. È sempre così. I dodici apostoli rovesciarono le potenze delle tenebre e stabilirono il regno della giustizia. (J. H. Newman, D.D.È Ebrei che è stato ordinato da Dio per essere il Giudice dei vivi e dei morti.-Il Mediatore-Giudice e Salvatore:-

(I.) La posizione del Nostro Divino Mediatore comporta due uffici. Ora non viviamo sotto il governo immediato di Dio, ma sotto il regno del Mediatore. Gesù come Mediatore è diventato

1.) Il nostro giudice. "Il Padre non giudica alcuno, ma ha affidato ogni giudizio al Figlio"". A questo fine Cristo morì, risuscitò e risuscitò affinché gli Ebrei fossero il Signore dei morti e dei viventi, poiché tutti noi compariremo davanti al tribunale di Cristo". In questa veste Cristo ha autorità giudiziaria su tutti gli uomini, ed Ebrei 101 giudicherà tutti alla fine, come Ebrei siede anche ora in giudizio su tutti i nostri atti, pensieri e intenzioni. Ognuno di noi comparirà davanti al Suo grande trono bianco e, se qualcuno sarà condannato, le Sue labbra diranno: "Andatevene, maledetti"; se qualcuno è glorificato, dalle Sue labbra uscirà la frase: "Venite, benedetti". Tale giudizio sarà autorevole e definitivo

(2.) Un Salvatore. "Affinché, per mezzo del suo nome, chiunque crede in lui riceva la remissione dei peccati". Ebrei ha il diritto sovrano di condanna o giustificazione. Ebrei ha l'autorità di passare per trasgressione. La Sua espiazione Gli ha reso possibile fare questo in perfetta coerenza con il Suo carattere di Giudice. E la stessa universalità che pervade il dignitoso procedimento del Mediatore come Giudice si manifesta nelle Sue operazioni condiscendenti come Salvatore. Ebrei è in grado di salvare fino all'ultimo tutti coloro che vengono a Dio per mezzo di Lui. Lasciate che i due uffici dimorino insieme: "Ebrei è un Dio giusto e un Salvatore".

(II.) Entrambi questi uffici considerano gli uomini come peccatori. Sono stufo a morte di sentire gli uomini parlare della bontà che è latente nella natura umana. Il caso di Cornelio rende evidente che la migliore religione naturale ha bisogno di essere illuminata dalla rivelazione e istruita dalla dottrina della Croce

(1.) Cristo viene a giudicare perché ci sono peccatori da giudicare. Se mi trovate una nazione che non ha tribunali, che non ha punizioni, deve essere teatro di una totale anarchia, oppure una nazione in cui tutti obbediscono alla legge, e una cosa come un criminale è sconosciuta. L'istituzione dell'ultima grande assise, e la creazione di quell'assise in modo che si riferisca a tutti gli uomini, e la nomina della Persona più suprema esistente per condurre quell'assise, tutti questi fatti implicano una colpa da qualche parte, e l'abbondanza di essa

(2.) Cristo viene per salvare perché ci sono peccatori da salvare. Ebrei viene a rimettere il peccato; Ma non ci può essere remissione dei peccati a coloro che non hanno mai trasgredito. Per quanto ampio sia il "chiunque", tanto è grande la colpa: il rimedio misura la malattia

(3.) Mettendo insieme le due cose, il fatto stesso che ci sia un Mediatore considera l'uomo come caduto. Dio avrebbe potuto trattare con noi immediatamente, senza un intercessore, se fossimo stati come il primo Adamo prima della sua caduta. È a causa dell'influenza del peccato sulla razza che divenne necessario che ci fosse un "Uomo dei Giorni che potesse porre la Sua mano su entrambi", e trattare con Dio nella Sua Persona Divina, e tuttavia trattare con l'uomo caduto nella Sua umanità

(III.) Le qualifiche richieste dal nostro Signore come Giudice ci confortano materialmente nel considerarLo come Salvatore

(1.) Come giudice, Gesù

(1) Ha piena autorità: Ebrei è pienamente incaricato da Dio di assolvere o condannare. Oh, allora, se Ebrei mi dà il perdono attraverso il Suo sangue, è un perdono gratuito sotto la mano e il sigillo del Re stesso

(2) Possiede la più ampia conoscenza. Un giudice dovrebbe essere il più istruito, altrimenti non è adatto a decidere in questioni difficili e importanti. Gesù Cristo come Giudice è incomparabilmente adatto a giudicare gli uomini, perché... (a) Gli Ebrei conoscono gli uomini a fondo. Ebrei è Lui stesso un Uomo, e conosce tutto di noi per esperienza così come per osservazione. (b) Ebrei conosce la legge. Non hanno forse detto gli Ebrei: "Sì, la tua legge è nel mio cuore"? Nessuno conosce la legge di Dio come la conosceva Gesù, perché gli Ebrei la osservavano in ogni punto. (c) Ebrei sa cos'è il peccato. Ebrei ha vissuto tra i peccatori come medico, specializzandosi nella malattia del peccato. Sebbene gli Ebrei non avessero alcun peccato suo, tuttavia tutto il peccato fu posto su di Lui. (d) Ebrei conosce la punizione del peccato. Un giudice deve sapere quali penalità assegnare. Gesù lo sa abbastanza bene, perché anche Ebrei ha sofferto una volta per il peccato, il giusto per gli ingiusti, per portarci a Dio

(2.) Nella misura in cui Cristo è qualificato per essere Giudice, lo qualifica ugualmente per il perdono. Per

(1) Gli Ebrei ti conoscono a fondo e possono purificarti completamente. Ebrei conosce la legge, e quindi Ebrei sa come assolvere legalmente, in modo che non possano essere sollevate ulteriori questioni. Poiché Ebrei conosce la punizione, poiché Ebrei 50 'ha sopportata tutta, Ebrei avrà cura che nessuna di essa cadrà mai su di noi. Chi accuserà gli eletti di Dio, dal momento che Dio ha giustificato?

(2) Tutte le qualifiche personali di nostro Signore come Giudice tendono notevolmente a rendere il perdono del Suo popolo più beatamente chiaro, perché come Giudice Ebrei è molto giusto. "Tu ami la giustizia e odi la malvagità". Ebbene, allora, quando gli Ebrei perdonano deve essere giusto per perdonare

(IV.) La nostra conoscenza del primo ufficio del Mediatore è necessaria per la nostra accettazione di Lui nella Sua seconda funzione. Questo era il motivo per cui Pietro lo predicava; per questo Paolo prima di Felice ragionò riguardo alla giustizia, alla temperanza e al giudizio avvenire. Questo è il motivo per cui lo Spirito Santo stesso convince il mondo del peccato, della giustizia e del giudizio. Se non credi in Cristo come tuo Giudice, non Lo accetterai mai come tuo Salvatore

(V.) L'opera salvifica dell'ufficio di mediazione di Cristo è quella che ci interessa di più in questo momento

(1.) Notate le parole: "Riceverà la remissione dei peccati". Cosa e' questo? È la causa che il peccato cessa di esistere. Dio, con meravigliosa misericordia, è pronto a dimenticare il tuo peccato, a cancellarlo, a gettarlo dietro le sue spalle, a gettarlo negli abissi del mare

(2.) Si noti che questo deve essere fatto nel nome di Cristo. Non c'è altro nome in cui il perdono possa essere concesso

(3.) Questo si ottiene mediante la fede

(4.) Questa benedetta notizia si riferisce a tutti coloro che in tutto il mondo crederanno in Gesù. (C. H. Spurgeon.) Gesù, il Giudice:

(I.) Il messaggio

(1.) Questo inizia con la certezza che c'è un governo morale. C'è un Giudice sulla razza degli uomini. Agli uomini non è permesso fare tutto ciò che è giusto ai loro occhi. La corsa non è lasciata all'anarchia: Gesù Cristo è il Capo di tutti

(2.) Dobbiamo continuare a dire che ci sarà un giudizio. Considerare

(1) Il carattere di Dio. Essendo il Governante del mondo, gli ebrei devono fare giustizia. Considereremmo qualsiasi uomo un miserabile falso monarca se non amministrasse mai la giustizia. E "il Padre che senza rispetto di persona giudica secondo le opere di ciascuno" non permetterà ai trasgressori di insultare impunemente le Sue leggi

(2) Il carattere dell'uomo implica ugualmente un giudizio, poiché egli è evidentemente un essere responsabile. Non contiamo i responsabili del bestiame delle colline o dei pesci del mare; nessuno incolpa il lupo che uccide, o il leone che divora; Ma quando arriviamo a pensare all'uomo, lo consideriamo come una creatura le cui azioni hanno una qualità morale, e sono giuste o sbagliate. Certo, dove c'è responsabilità c'è una legge, e dove c'è una legge ci devono, un giorno o l'altro, essere ricompense per i benefattori e punizioni per i malfattori

(3) L'attuale situazione intricata della storia del mondo richiede che ci sia un giorno di rettifica alla fine dei tempi. Spesso vediamo i malvagi prosperare, mentre i giusti sono umiliati. Il Giudice di tutta la terra deve agire bene; e come può avvenire questo se non con un aggiustamento finale in cui si vedrà chiaramente che, sebbene gli empi prosperino per un po', sono come buoi che ingrassano per il macello; E anche se i giusti soffrono per un po' di tempo, è solo come l'oro soffre nella fornace, perché possa uscire purificato?

(4) Inoltre, c'è nella coscienza della maggior parte una testimonianza di un giudizio imminente. Non dirò di tutti gli uomini, perché credo che alcuni riescano a drogare la loro autocoscienza in modo tale da calmare finalmente tutte le loro paure; eppure la maggior parte degli uomini crede in un giudizio imminente, e nei loro umori più riflessivi ne sono allarmati

(3.) Questo giudizio sarà condotto dall'Uomo Cristo Gesù. Ebrei sarà intronizzato in questo modo, suppongo, in parte perché è coinvolto nel Suo ufficio di mediatore, in cui il Signore ha posto tutte le cose in sottomissione sotto i Suoi piedi. Ma specialmente ricordate che il Giudice è l'Uomo Cristo Gesù. Ci deve essere una ragione speciale per questo onore fatto alla virilità di nostro Signore, altrimenti non si insisterebbe così continuamente (Daniele 7:13 ; Giovanni 5:22, 27; Matteo 25:31, 32, xiii. 41). Siate certi, dunque, della Sua imparzialità. Ebrei è Dio, ma l'Uomo, avendo un'intensa simpatia sia per il Re che per i sudditi

(4.) Questo giudizio riguarderà tutta l'umanità. Gli Ebrei giudicheranno i vivi e i morti; cioè, quelli che saranno vivi alla Sua venuta, gli Ebrei giudicheranno, così come quelli che sono già morti. La citazione non esenterà nessuno. Qua e là un criminale sfugge all'occhio vigile della legge umana; ma non ci sarà un tale caso alla venuta del Signore

(5.) Qualche parola riguardo a questa sentenza. Sarà

(1) Uno molto eminente. Sarà un giudizio fissato dall'ordinanza perentoria di Dio, poiché il testo dice che Ebrei ha "ordinato" Gesù a sedere come Giudice. L'intero processo sarà condotto nel modo più solenne (1; Tessalonicesi iv. 16)

(2) Molto indagatore, nei fatti (2Corinzi 5:10); parole (Matteo 12:36); ogni cosa segreta (Ecclesiaste 12:14)

(3) Molto esatto. Si procederà sulla base di prove e testimonianze documentali, e la calunnia e il sentito dire non saranno menzionati lì. "I libri sono stati aperti". (4) Molto grave; poiché le cose non saranno giudicate dal loro aspetto esteriore, ma messe alla prova e alla prova

(6.) Le sentenze saranno così giuste da essere indiscutibili, e anche il condannato ne riconoscerà la giustizia. Quel verdetto sarà definitivo e irreversibile. Quando Gesù l'avrà pronunciato una volta, non ci sarà appello, non ci sarà più alcuna causa per un atto di errore, non ci sarà alcuna revoca del decreto. "Questi se ne andranno al castigo eterno, ma i giusti alla vita eterna."

(II.) L'evidente importanza di questo messaggio

(1.) Questo può essere dedotto dal testo

(1) "Gli ebrei 101 hanno comandato". Allora Dio deve sapere che c'è una grande necessità che sia dichiarata

(2) "Predicare"-annunciare, proclamare. Ecco, noi oggi precediamo il grande Giudice, come i trombettieri vanno davanti ai nostri giudici nel giorno dell'assise, e questo è il nostro grido: "Ebrei arriva! Gesù, il Giudice dei vivi e dei morti!" (3) "Testimoniare". Dopo aver dato la proclamazione, dobbiamo quindi rendere testimonianza solennemente e parlare del fatto più e più volte per Dio, aggiungendo la nostra convinzione che è sicuramente vero

(4) "Al popolo": non a pochi, ma a tutti

(2.) C'è importanza in questo per altre ragioni

(1) Getta una grande luce sul futuro degli empi

(2) Riflette grande gloria su Cristo. Voi potete disprezzarlo, ma dopo tutto Ebrei è il vostro Maestro

(3) Ha un effetto benefico sulla nostra vita quotidiana. Sento costantemente la gente dire: "Parla alla gente di qualcosa che ha a che fare con l'oggi, della pulizia e dell'onestà, e tutto il resto". Ma se voglio che gli uomini vivano rettamente, non conosco alcun motivo che possa avere un peso maggiore di questo. Voi siete degli amministratori; Dovrai versare il tuo conto. Qualcuno mi dirà che questo non è pratico? Se Dio giudicherà gli uomini alla fine, è necessario che gli uomini vedano come vivono oggi

(4) Ha un potere di convincimento e di risveglio. Gli uomini tremano quando sentono parlare del giudizio imminente, e sono portati a gridare: "Che cosa dobbiamo fare per essere salvati?" Questo è l'aratro che fa solchi per il buon seme; Il bisturi del chirurgo che prepara a ricevere il balsamo curativo. Anni prima una signora aveva passato un pomeriggio a giocare a carte e la sera a un ballo. Tornò a casa molto tardi e trovò la sua cameriera che leggeva un libro. «Ah,» disse, «stai ancora studiando i tuoi libri noiosi? Ti fanno triste e malinconico". La dama si ritirò nella sua camera, ma non dormì. Nella notte fu turbata e cadde in lacrime. Si dimenava avanti e indietro; e alla fine chiamò la sua cameriera. Disse: "Signora, che cosa la affligge? Pensavo di averti lasciata molto allegra e in salute."" Oh," disse, "ma ho guardato il tuo libro, e ho visto solo una parola, ma quella parola mi punge: non riesco a dormire; Non posso sopportarlo!"" Che parola era, signora?» Era quella parola 'eternità'". Oh, fanciulla," disse, "è molto bene per me giocare e giocare e sprecare il mio tempo come ho fatto; ma oh, eternità, eternità, eternità! Come posso affrontare l'eternità?" E così quella notte si trasformò in preghiera. Potrei desiderare che una cosa simile possa accadere ora a molti di voi. (C. H. Spurgeon.Questo ultimo atto di Cristo è una parte speciale della Sua esultanza e dell'onore che Gli è stato conferito perché Ebrei è il Figlio dell'Uomo (Giovanni 5:27). In cui abbiamo quattro cose da considerare distintamente

1.) Il soggetto di esso, Cristo. Il giudizio è l'atto della Trinità indivisa. Il Padre e lo Spirito giudicano per quanto riguarda l'autorità e il consenso, ma è l'atto di Cristo per quanto riguarda la gestione e l'esecuzione visibili

(2.) L'oggetto. I vivi e i morti, cioè tutti coloro che alla Sua venuta vivono, o hanno mai vissuto. Questo è l'oggetto personale, e in questo è incluso l'oggetto reale, cioè tutte le azioni (2Corinzi 4:5 ; Romani 2:16)

(3.) La fonte di questa autorità è Dio Padre; poiché gli Ebrei hanno ordinato Cristo ad essere il Giudice

(4.) La verità infallibile, o certezza indiscutibile di tutto questo. Ebrei 101 ha dato il comandamento di predicare e testimoniarlo al popolo. L'abbiamo avuto in carico dalla Sua stessa bocca; e non osano nasconderlo. Questa verità, che il nostro Signore Gesù Cristo è ordinato da Dio Padre, per essere il Giudice dei vivi e dei morti, si basa sulla solida base dell'autorità della Scrittura (Giovanni 5:22 ; Atti 17:31 ; Romani 2:16). Tre cose saranno aperte qui

(I.) In primo luogo, la certezza di una sentenza. Questa è una verità di istituzione più solida del cielo e della terra

(1.) Come le Scritture sopra menzionate (con 2Corinzi 5:10 ; Ecclesiaste 12:14 ; Matteo 12:36, ecc.) rivelalo molto chiaramente: così il diritto e la giustizia di Dio richiedono che sia così (Genesi 18:25). La rettitudine richiede che si faccia una differenza tra i giusti e i malvagi (Isaia 3:10). Ma tale distinzione non è pienamente fatta in questo mondo (Ecclesiaste 7:15 ; Hab. i. 13; Ecclesiaste 3:16, 17; Giacomo 5:6, 7)

(2.) L'uomo è un essere responsabile. Le sue azioni hanno una relazione con una legge (Romani 14:12 ; Matteo 25:14, 15)

(3.) Che cosa dobbiamo cercare la prova di questa verità, oltre alla nostra coscienza?

(II.) La natura e le modalità della presente sentenza

(1.) Sarà una grande e terribile giornata (Giuda 6). Tre cose lo renderanno tale

(1) Il modo della venuta di Cristo sarà terribilmente solenne (1Tessalonicesi 4:16,17)

(2) Molto di più il lavoro stesso. Perché è giudicare i segreti degli uomini (Romani 2:16). Per separare la zizzania dal grano. Per far apparire i bianchi e i neri di ogni uomo

(3) E non meno l'esecuzione della sentenza

(2.) Sarà un giudizio critico ed esatto, ogni uomo sarà pesato fino alle sue once e dracme. Il nome del Giudice è il Scrutatore dei Cuori. Nessun ipocrita può sfuggire. La giustizia tiene la bilancia in una mano equa

(3.) Sarà un giudizio universale (2Corinzi 5:10 ; Romani 14:12 ; Apocalisse 20:12)

(4.) Sarà un giudizio pieno di chiarezza convincente

(5.) Sarà una sentenza suprema e definitiva, contro la quale non si può appellare

(III.) Questo giudizio fa onore a Cristo. Per

1.) Questo atto di giudicare appartiene propriamente all'ufficio regale; Cristo sarà glorificato in esso tanto quanto lo è stato Ebrei in entrambi gli altri. Troviamo solo alcuni scorci dell'ufficio regale, che irrompe in questo mondo. Ora quell'ufficio risplenderà come il sole in mezzo ai cieli

(2.) Questa sarà una manifestazione della Sua gloria nel più alto dei cieli, davanti al mondo intero (2Tessalonicesi 1:10)

(3.) Questo rotolerà via per sempre il biasimo della Sua morte. Inferenze: Gesù Cristo è stato ordinato da Dio per essere il Giudice dei vivi e dei morti? 1. Quanto è grande dunque la sicurezza che hanno i credenti, che in quel giorno non saranno condannati. Chi condannerà, quando Cristo è Giudice? 2. In che situazione miserabile saranno le anime senza Cristo in quel giorno! Coloro che ora sono senza Cristo saranno senza parole, indifesi e senza speranza allora

(3.) In che modo tutti si preoccupano di assicurare il loro interesse in Cristo, e in esso un'eternità di felicità per le loro anime, mediante l'opera di rigenerazione? 4. Allora guardate, voi tutti che sperate di essere trovati da Lui in pace, che evitate quei peccati e vivete nella pratica quotidiana di quei doveri che la considerazione di quel giorno vi persuade potentemente ad evitare o a praticare

(1) Guarda di essere mite e paziente sotto tutte le offese e gli abusi per amore di Cristo (Giacomo 5:7-9)

(2) Siate cristiani comunicativi e di cuore pubblico, studiando e ideando cose liberali per i membri afflitti di Cristo (Matteo 25:34, 35)

(3) Sii vigilante e sobrio, e bada di non essere sovraccaricato dalle preoccupazioni e dall'amore di questa vita presente (Luca 21:34, 35)

(4) Migliora tutti i talenti del tuo Maestro. Badate al tovagliolo (Matteo 25:14, 18)

(5) Ma soprattutto, sii sincero nella tua professione (Luca 12:1-3). (J. Flavel.) La certezza e le circostanze di una sentenza futura:

(I.) C'è un giudizio ordinato da Dio, e che deve essere dichiarato agli uomini. La Sacra Scrittura ci insegna

1.) Che Dio ha fissato un tempo determinato per questo giudizio. "Un giorno in cui gli Ebrei giudicheranno il mondo con giustizia." 2. Che per questo giudizio tutte le azioni degli uomini siano registrate con maggiore esattezza nei libri. "I libri sono stati aperti". 3. Che, a tal fine, ci sia una risurrezione generale di tutte le persone, sia giuste che ingiuste

(4.) Che poi tutte le persone così sollevate saranno presentate alla sbarra di nostro Signore, per rispondere e subire il loro processo

(5.) Che allora e lì ogni pensiero, parola e opera degli uomini sarà completamente divulgato e discusso; in modo che esso, insieme alla sua dovuta qualità e al suo deserto, appaia chiaramente

(6.) Che su ogni uomo, secondo la vera qualità delle sue azioni, venga emessa una sentenza definitiva, per la quale sarà assolto o condannato

(7.) Che secondo il significato di questa frase si farà una discriminazione; e a una parte una graziosa ricompensa; all'altro, una punizione dolorosa. 8. Che tutto ciò si svolga in modo regolare, pubblico e solenne, in pubblico tribunale, davanti e uditorio a tutto il mondo, davanti agli angeli e agli uomini. 9. Che il giudizio passi alla piena convinzione e alla piena soddisfazione di tutti i presenti; in modo che ciascuno di essi sia costretto in coscienza ad accettare la sua condanna, come giustissimo ed equo

(II.) Il giudice ordinato; Gesù, nostro Signore e Salvatore. Perché dovrebbe essere così, molte ragioni possono essere assegnate

(1.) Era necessario che il giudice fosse visibile e udibile; coloro che le parti interessate potrebbero discernere e conversare, al fine di ottenere una loro più chiara e piena soddisfazione, o convinzione: tale nostro Signore, il Figlio dell'uomo, rivestito di carne glorificata, sarà

(2.) Questo Giudizio è una buona parte di quell'ufficio regale che Dio ha conferito a Cristo; dandogli potere su ogni carne, ogni autorità in cielo e in terra

(3.) È un ufficio di troppo grande eminenza per essere conferito a qualsiasi altro. "Ebrei sono i soli Ebrei a ricevere il libro". 4. Solo gli Ebrei hanno anche le capacità proprie di questo giudizio: quella facoltà divina di scrutare i cuori degli uomini; saggezza per conoscere tutte le questioni di fatto che siano mai esistite e per discernere il giusto in ogni caso; la bontà assoluta, l'equità perfetta e l'amore immutabile per il diritto, e quell'esatto temperamento di affetto verso gli uomini che è necessario per distribuire un'equa giustizia verso di loro, secondo le dovute misure di misericordia e severità

(5.) Con questa designazione la gloria di Dio è particolarmente promossa: la Sua saggezza appare nel costituire uno così adatto sotto tutti gli aspetti più adatto a svolgere l'ufficio; e la sua bontà, poiché era necessario che un giudizio si pronunciasse su di noi, come si poteva placare meglio il terrore che mettendolo nelle mani di suo Figlio? Come potrebbero anche gli Ebrei mostrare un esempio più illustre della Sua giustizia e del Suo amore per la giustizia che nell'avanzare a un ufficio così glorioso, il quale, per perfetta conformità alla Sua volontà, si è abbassato così in basso e ha subito volentieri così tanto? 6. Allo stesso modo era che a lui fosse consegnato il potere di ricompensare i suoi amici e di fare il bene ai suoi nemici

(7.) Questa nomina è favorevole alla nostra edificazione

(1) È atto a suscitare in noi un'alta riverenza per il nostro Salvatore; e di conseguenza a disporci all'osservanza delle sue leggi e all'imitazione del suo esempio

(2) È una questione di particolare conforto e incoraggiamento considerare che quindi sicuramente troveremo un processo equo e favorevole; poiché non è un nemico, ma il nostro migliore amico

(III.) Gli oggetti, o l'estensione del giudizio ordinato. Tutti, nessuno escluso

(IV.) Applicazione: La dottrina è calcolata

1.) Per renderci circospetti e vigilanti; Poiché, poiché dobbiamo rendere conto di ogni pensiero, parola e azione, quale ragione eccedente abbiamo, con il più attento e accurato riguardo, per pensare a qualsiasi cosa facciamo! 2. Generare e conservare in noi la sincerità. Che follia è illudere gli uomini con false apparenze, o piuttosto abusare di se stessi; vedendo che presto saranno correttamente informati, e noi siamo gravemente disonorati per questo! 3. Per renderci seri in tutti i nostri pensieri, opinioni, affetti, azioni; sopprimendo ogni orgogliosa presunzione, ogni ammirazione per queste cose transitorie, tutte le gioie sfrenate; per

(1) Perché qualsiasi apprensione per lo stato mondano, per qualsiasi dote, dovrebbe gonfiare le nostre menti, vedendo che è vicino il giorno che livella completamente gli uomini?

(2) Perché dovremmo apprezzare quegli splendidi giocattoli, o quella sordida spazzatura, che gli uomini qui cercano così avidamente; che allora evidentemente sarà scontato?

(3) Perché, avendo a piedi affari di così grande importanza, dovremmo divertirci con cose banali?

(4) Come oseremo abbracciare il serpente dell'eccesso peccaminoso?

(5) E come possiamo essere facilmente trasportati in allegria selvaggia, se consideriamo quanto infinitamente seri siano gli affari che ci gravano addosso; Quanto è in gioco il nostro benessere eterno? 4. Impegnarci attentamente a migliorare tutti i talenti che la provvidenza e la grazia di Dio ci hanno affidato. Dio ha donato

(1) Ricchezza su di noi? questo ci impegnerà a usarlo nel servizio di Dio

(2) Potenza? Questo dovrebbe indurci ad utilizzarlo in modo moderato e fruttuoso

(3) Qualche parte, arguzia, conoscenza? Questo dovrebbe spingerci a impiegarli per attirare gli uomini alla pratica della virtù e della pietà

(4) Onore o credito tra gli uomini? questo può obbligarci a usarlo come strumento per onorare Dio

(5.) Per indurci ad osservare una rigorosa giustizia ed equità in tutti i nostri rapporti. "Nessuno vada oltre e frodi il suo fratello in nessuna cosa, perché Dio giudicherà e vendicherà di tutte queste cose". 6. Per alimentare in noi la carità; nel dare, nel perdonare, nel giudicare e nel biasimare gli uomini

(7.) Per sostenerci e confortarci, come contro ogni altra azione illecita, così contro tutte le censure ingiuste e poco caritatevoli, le calunnie e le congetture infondate, i rimproveri immeritati degli uomini; poiché ciò certamente a quel giudizio sarà fatto il diritto e l'innocenza cancellata. 8. Per preservarci dall'essere ingannati e avvelenati dalle opinioni più favorevoli degli uomini. Poiché "Dio non vede come vede l'uomo; poiché l'uomo guarda all'apparenza esteriore, ma Dio guarda al cuore". 9. Per incoraggiarci a "giudicare noi stessi per non essere giudicati" o non essere condannati con il mondo. 10. Per proteggerci dall'infedeltà e dall'impazienza riguardo alla provvidenziale dispensazione delle cose qui. "Noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di coloro che amano Dio". (I. Barrow, D.D.Chiunque crede in Lui riceverà la remissione dei peccati. Perdono dei peccati:

(I.) La benedizione conferita: "Remissione dei peccati". La remissione consiste nel rimuovere la colpa del peccato, affinché la punizione di esso non sia inflitta al peccatore. Solo Dio può perdonare pienamente i peccati in questo modo; ed Ebrei lo fa in modo eminente, così che non ne rimane alcuna traccia. La remissione implica:

(I.) Un reato, e di conseguenza un delinquente. Abbiamo offeso Dio

(2.) Un atto sovrano. È un puro atto di grazia e di amore

(3.) Un atto completo e perfetto. Ebrei non perdona le offese maggiori e non omette quelle minori; né gli ebrei perdonano i più piccoli e lasciano i più grandi senza essere perdonati

(II.) La natura illimitata della benedizione. "Chiunque crede in lui riceverà la remissione dei peccati". La qualifica necessaria a chi riceve la benedizione è credere. Ciò include la penitenza per i reati passati e una piena fiducia in Cristo per il perdono. Non c'è rispetto per le persone, "chiunque". Questo può essere considerato allo stesso modo per quanto riguarda le nazioni, per quanto riguarda la classe e per quanto riguarda il carattere morale

(1.) Gli ebrei erano ancora "lenti di cuore a credere" che i Gentili dovevano essere partecipi della grazia del vangelo. Non c'è distinzione di razza o colore della pelle. "Chiunque crederà" fra tutte le nazioni, le lingue, le tribù e le ombre del genere umano, riceverà la remissione dei peccati

(2.) Come la benedizione del perdono è applicabile a tutte le nazioni, così lo è anche a tutte le classi

(3.) Il carattere morale non esclude dalla benedizione. Alcuni sono andati incontro a un "eccesso di tumulto" maggiore di altri; ancora non c'è distinzione fatta

(III.) Il mezzo attraverso il quale viene trasmessa la benedizione: "Attraverso il Suo nome". Dio non poteva, coerentemente con la Sua giustizia e santità, perdonare i peccati senza espiazione

(IV.) La testimonianza universale resa dagli antichi profeti al fatto che il peccato deve essere perdonato per mezzo di Cristo: "A lui rendi testimonianza tutti i profeti". Poco dopo l'ingresso del peccato fu intimato che esso dovesse essere rimesso attraverso il Salvatore. La porta della speranza si aprì quando Dio disse: "Io porrò inimicizia fra te e la donna". Ci riferiamo ad alcune profezie su questo punto. Isaia 101 dice: "Ebrei sono stati feriti per le nostre trasgressioni. e per le sue lividure siamo stati guariti". Gli Ebrei vedranno il travaglio della Sua anima e saranno saziati; con la Sua conoscenza il Mio servo giusto giustificherà molti; poiché gli Ebrei porteranno le loro iniquità". Geremia dice: "Questo è il suo nome, il Signore nostra giustizia". Vediamo, quindi, che Cristo è il mezzo di comunicazione tra Dio e l'uomo. Se vogliamo essere riconciliati con Dio, deve essere per mezzo di Lui. (Omileta. L'universalità del vangelo: fu Giovanni Berridge a ringraziare Dio per "quella parola benedetta 'chiunque'", negli inviti e nelle promesse del vangelo. "Se fosse stato scritto: 'Giovanni Berridge potrebbe venire', ci sarebbe potuto essere un dubbio su chi si intendesse con esso; perché ci possono essere un centinaio di Giovanni Berridge nel mondo. Ma con quella parola 'chiunque' è lì, non c'è spazio per le domande". Chiunque voglia, può venire. Chiunque verrà, riceverà. Se tu o i tuoi siete senza remissione dei peccati, di chi è la colpa? Accettare il perdono e la sua pace, non per percezione del potere di Dio di perdonare, ma per la convinzione che l'amore porta con sé il perdono; accettarlo come conseguenza inevitabile della gratitudine e dell'affetto crescente; accettarlo, sentendo la preziosità e la dolcezza dell'amore paterno divino; accettarlo, e per mezzo di essa essere guidato attraverso malattie e prove di ogni genere; accettarlo e scoprire che è sufficiente per ogni emergenza; accettarlo e sentire che è tutto e in tutto, se questo non modella il carattere in modo più potente della coscienza e della ragione, allora il carattere non è più l'effetto di una causa, e causa ed effetto sono disgiunti. Cristo, il grande tema del predicatore: - Il miglior sermone è quello che è più pieno di Cristo. Un ministro gallese, mentre predicava nella cappella di Jonathan George, stava dicendo che Cristo era la somma e la sostanza del vangelo, e proruppe nella seguente storia: "Un giovane stava predicando in presenza di un venerabile divino, e dopo averlo fatto, andò scioccamente dal vecchio ministro e chiese: «Che cosa ne pensa del mio sermone, signore?» Un sermone davvero molto povero", rispose lui. «Un povero sermone! Mi ci è voluto molto tempo per studiarlo". Sì, non c'è dubbio.'' Perché, allora, dici che è povero: non hai pensato che la mia spiegazione del testo fosse accurata?" Sì". Le metafore non erano corrette e gli argomenti conclusivi?" Sì". Perché, allora, dici che è stato un sermone povero?" Perché non c'era Cristo in esso". Ebbene, non c'era Cristo nel testo, non dobbiamo predicare Cristo sempre, dobbiamo predicare ciò che è nel testo". Allora il vecchio disse: "Non sai, giovanotto, che da ogni città, villaggio e borgo d'Inghilterra c'è una strada per Londra? e così da ogni testo della Scrittura c'è una strada per la metropoli delle Scritture: cioè Cristo, e mio caro fratello, il tuo compito è, quando arrivi a un testo, dire: "Ora, qual è la strada per Cristo?" poi predica un sermone correndo lungo quella strada fino a Lui. E", disse, "non ho mai trovato un testo che non avesse in sé una via piana e diretta verso Cristo; e se mai dovessi trovarne uno che non abbia una strada del genere, farò una strada, passerei oltre la siepe e il fosso, ma arriverei al mio padrone'". (C. H. Spurgeon.)

44 CAPITOLO 10

Atti 10:44-48

Mentre Pietro pronunziava ancora queste parole, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la Parola.- La predicazione di Pietro:

(I.) Gli effetti della predicazione di Pietro. Gentili convertiti. Pietro predicò il Vangelo (Versetti 34-43). E il vangelo così proclamato non è mai vano. L'oratoria dell'uomo può piacere all'orecchio: è la Parola di Dio, applicata dallo Spirito Santo, che sola può convertire il cuore. Dio opera spesso all'improvviso e inaspettatamente. Un peccatore sconsiderato entra in una chiesa, non presta attenzione; ma all'improvviso una parola gli giunge all'orecchio. È una freccia del Divino quiVersetto Ebrei lascia la Chiesa convertita. Così è stato per questa congregazione. "Mentre Pietro parlava ancora", con l'intenzione, probabilmente, di dire molto di più, "lo Spirito Santo cadde", proprio come mentre Ezechiele profetizzava, le ossa secche si mossero

(2.) Ebrei attoniti (Versetti 45, 46)

(1) La prova che la predicazione di Pietro era di proprietà di Dio, era il dono dello Spirito Santo. I convertiti parlavano in lingue, e così mostravano le loro qualifiche e la loro volontà di andare come missionari in terre straniere, e subito usavano le loro lingue per magnificare Dio. E questo è sempre l'effetto. Sia che il convertito parli nella sua lingua o in quella straniera, glorificherà Dio parlando agli altri dell'amore perdonante e della grazia redentrice di Cristo

(2) Lo stupore dei sei discepoli ebrei che erano venuti da Giaffa con Pietro derivava dal pregiudizio. Probabilmente diede loro un certo disagio, perché "anche sui Gentili fu riversato il dono dello Spirito Santo". Pensavano che queste benedizioni appartenessero esclusivamente alla loro nazione. Se avessero compreso le loro Scritture, avrebbero saputo che questo evento era stato predetto molto tempo fa. Guardatevi, quindi, non solo dal pregiudizio, ma anche dall'ignoranza delle Scritture. Quanti sono quelli che si lasciano trascinare da ogni sorta di illusioni a causa di questa negligenza della Parola di Dio! Alcuni si stanno stabilendo in una dipendenza dalle cerimonie esteriori della religione, perché dimenticano che un uomo può avere "la forma della pietà" senza il suo "potere". Alcuni cercano di combinare l'amore del mondo con il servizio di Cristo, dimenticando che "Nessuno può servire a due padroni". Alcuni sono presi dal panico per l'esistenza dell'infedeltà, dimenticando che "negli ultimi giorni sorgeranno gli schernitori".

(II.) Il riconoscimento da parte di Pietro dell'opera dello Spirito Santo (Versetti 47, 48). Questa domanda di Pietro ci mostra

1.) Quanto sono infondate le opinioni della Società degli Amici, che affermano che il battesimo d'acqua non è necessario, se abbiamo ricevuto il battesimo dello Spirito Santo. Non dobbiamo mai dimenticare, tuttavia, che si tratta di un'ordinanza di Cristo. Ammettiamo che, come il ladro sulla Croce, un credente può entrare in Paradiso senza battesimo; tuttavia, le parole del nostro Signore sono: "Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato". Le stesse osservazioni valgono per l'altro sacramento. Molti si avvicinano a quegli emblemi con devota gioia e gratitudine e sperimentano la benedizione più ricca. Ma altri voltano le spalle a quella preziosa ordinanza, che è stata stabilita nientemeno che da nostro Signore stesso

(2.) Quanto sono errate le opinioni di coloro che sostengono che il battesimo è invariabilmente accompagnato dal dono dello Spirito Santo. Questi convertiti ricevettero prima lo Spirito Santo e poi furono battezzati. Fu per loro come per Abramo. Abramo prima credette e poi fu circonciso. E la nostra Chiesa dice che prima che un adulto sia battezzato deve avere pentimento e fede;

entrambi sono i frutti dello Spirito che opera nell'anima. Questi non potevamo averli da bambini; Ma dobbiamo averli ora, altrimenti il nostro battesimo dei bambini è un'illusione. Quanto è sbagliato, quindi, parlare di rigenerazione che accompagna, per necessità, il battesimo dei bambini! I bambini ebrei, all'età di otto giorni, erano ammessi al patto mediante circoncisione; e concludiamo che i figli di genitori cristiani dovrebbero essere introdotti nel patto cristiano mediante il rito del battesimo: ma allora, dogmatizzare sugli effetti del battesimo dei bambini è dogmatizzare dove la Parola di Dio tace totalmente

(3.) Quanto si sbagliano coloro che esaltano il battesimo a spese della predicazione. Pietro sentiva (come Paolo) che il suo grande incarico non era tanto quello di battezzare quanto quello di predicare il vangelo; poiché "egli comandò loro di essere battezzati".

(III.) L'ansia dell'anima convertita per l'istruzione spirituale (Versetto 48). Pietro, in un altro passo, descrive i credenti come "bambini appena nati", che desiderano "il latte sincero della Parola, per poter crescere per mezzo di esso". Questi convertiti si riunirono, come alla presenza di Dio, per ascoltare Pietro predicare; e dopo aver ricevuto l'istruzione salvifica, mediante la benedizione dello Spirito Santo, erano ansiosi di ottenere ulteriori benefici dal ministero di Pietro. Imparate che quelli di voi che hanno ricevuto lo Spirito Santo hanno bisogno dell'ulteriore ministero della Parola. È una prova sicura che c'è un bene spirituale che va avanti quando percepiamo questa sete di conoscere più a fondo l'amore e l'opera del Salvatore. (C. Clayton, M.A.I risultati diretti del sermone di Pietro:

(I.) L'effusione dello Spirito Santo

(1.) Venne a coloro che udirono la Parola. Il vangelo è il canale attraverso il quale lo Spirito Santo, nelle Sue influenze rigeneratrici, fluisce nell'anima; il carro su cui il Divino Conquistatore va avanti per schiacciare i nemici dell'anima e per portarla alla libertà, alla luce e alla gloria. È vero, Ebrei opera attraverso tutta la natura per vari scopi, ma per la salvezza Ebrei opera attraverso la Parola

(2.) Ha prodotto effetti miracolosi e morali. I destinatari parlavano in "lingue". In quale lingua abbiano espresso la loro gratitudine non ci è stato detto. Ora, come a Pentecoste, nuovi pensieri ed emozioni richiedono un nuovo dialetto. Cambia i pensieri e i sentimenti del mondo e cambierai il suo linguaggio

(II.) L'amministrazione del battesimo (Versetto 47). Da ciò concludiamo che il battesimo è

1.) Un simbolo dell'azione dello Spirito sull'anima; non solo forse nella Sua influenza purificatrice, ma nel modo di comunicare: "versato". 2. Una cerimonia di facile osservanza. «C'è qualcuno che può vietare l'acqua?» che implica

(1) Che l'acqua fosse in casa

(2) Quell'acqua potrebbe essere portata. Il cristianesimo è un sistema universale, e qualsiasi ordinanza che non può essere osservata da nessuna parte e non ha sempre alcuna connessione vitale con esso

(3.) Un servizio di importanza subordinata. Pietro non battezza; Ebrei ha un'opera più alta. Cristo non battezzò (Giovanni 4:3), e Paolo disse: "Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo". (D. Thomas, D.D."Come mai", chiese un vescovo di Garrick, "che io, nell'esporre le dottrine divine, abbia prodotto così poco effetto sulla mia congregazione, mentre tu puoi così facilmente suscitare le passioni dei tuoi ascoltatori con la rappresentazione della finzione?" La risposta fu breve e concisa: "Perché io recito falsità come se fossero vere, mentre tu parli di verità come se fossero finzione". (Aneddoti clericali.Lo Spirito Santo dato: - Ci sono due cose che possiamo notare riguardo al discorso di Pietro:

(I.) Gli argomenti importanti che ha abbracciato. "Mentre Pietro diceva queste parole". Quali parole? Cristo era il tema di questo sermone; ed è il grande soggetto del nostro ministero. Vi parliamo di Lui, nella dignità della sua persona, nella perfezione del suo carattere, nella pienezza della sua grazia e nell'adeguatezza della sua salvezza. Nel discorso di Pietro ci sono cinque cose che menziona riguardo a Cristo

(1.) Le sue qualifiche di mediatore (Versetto 38; vedi anche Versetto Isaia 61:1)

(2.) L'attività della Sua vita. "Chi è andato in giro a fare del bene". 3. Il fatto della Sua morte (39)

(4.) La potenza della Sua risurrezione (Versetto 40)

(5.) L'estensione del Suo dominio (Versetto 42)

(II.) L'influenza divina con cui è stato accompagnato

(1.) La sua importazione. "Lo Spirito Santo è sceso su tutti", ecc. Ci sono tre cose principali che Ebrei fa:

(1) Illumina la mente

(2) Convince la coscienza

(3) Santifica l'anima

(2.) I suoi oggetti. Quelli "che udirono la Parola"". La fede viene dall'udire e l'udire dalla parola del Signore". 3. La sua estensione. "Su tutti quelli che hanno udito". Quanti grandi furono convertiti a Dio nei primi tempi del cristianesimo! Due riflessioni sorgono naturalmente da questo argomento

1.) L'importanza del ministero cristiano

(2.) La necessità dell'azione dello Spirito. (E. Tempio.La discesa dello Spirito Santo:

(I.) Alcune circostanze che hanno preceduto questa discesa

(1.) Il tempo del miracolo: "Mentre Pietro parlava". Lo Spirito Santo non può andare a passo lento; è il diavolo nel serpente che striscia, ma lo Spirito vola come una colomba. Riguardo al centurione possiamo dire: "Quando Dio insegna, quanto velocemente impara l'uomo pio". Cristo compì i Suoi miracoli in un istante. È vero che c'è una crescita nella conoscenza, e l'ignoranza si supera a poco a poco; ma quando lo Spirito Santo porta un uomo alla Sua scuola, Ebrei non tratta di lui come di un pittore che fa un occhio, un orecchio, ecc., e passa la sua matita cento volte su ogni muscolo e capello, e in molte sedute forma un solo uomo, ma Ebrei tratta come un tipografo che in un solo sforzo consegna un'intera storia. Era dunque il tempo in cui Pietro, preparato dallo Spirito Santo, doveva preparare gli altri per lo Spirito Santo. "Quando parlò", cioè-2. Predicava loro. Per chi ha un gusto spirituale, infatti, nessun miele è così dolce come la Parola di Dio predicata secondo il suo decreto. Se un uomo assaggia un po' di questo come fece Gionathan, anche se pensa che i suoi occhi siano illuminati, potrebbe essere per la sua morte (Versetto 1Samuele 14:27). Se un uomo legge un po' le Scritture, superficialmente, pensa di vedere tutto chiaro come il sole: ma può trovare assenzio in questo miele, perché trova che "il salario del peccato è la morte", e non prenderà più del miele, cioè, che "quando un peccatore si pente troverà misericordia". Come la Parola Essenziale, il Figlio è Luce di luce, così è la Parola scritta: un luogo prende luce da un altro: e se vuoi leggere e ascoltare in modo tale che i tuoi affetti ti sviano; se ascolti i sermoni in modo da rallegrarti quando ti vengono rimproverati peccati da cui sei libero, e sei sordo quando i tuoi peccati sono declamati, prenderai così poco di questo miele che il caso di Gionatan sarà tuo. Le Scritture sono fatte per essere d'accordo l'una con l'altra, ma non per essere d'accordo con il tuo particolare umorismo. Ma il consiglio è buono anche dall'altra parte (Proverbi 25:16). Accontentati di leggere e ascoltare ciò che è chiaro e utile, e non lasciarti perplesso con quelle cose che Dio non ha rivelato

(3.) "Mentre egli parlava ancora". Lo Spirito non li lasciò alle future meditazioni, ma parlò subito alle loro coscienze. Come un giardiniere prende ogni ramo e lo pone contro un muro dove produrrà più frutto, così lo Spirito Santo pone le parole del predicatore, una su un usuraio, un'altra su un adultero, un'altra su una persona ambiziosa, un'altra su un corruttore, quando il predicatore non conosce nulla di tutto ciò

(4.) No, non è solo "mentre parlava ancora", ma come dice San Pietro nel capitolo successivo, "Come ho cominciato a parlare". Fu allora che, mentre, e non appena predicò; ma Pietro aveva una certa preparazione, come sappiamo dalla visione, e conosceva bene l'argomento della sua predicazione (43). Così, mentre i suoi modi erano estemporanei, la sua faccenda era preparata

(II.) La discesa stessa

(1.) La persona che è caduta. Come la Trinità è la parte più misteriosa della nostra religione, così nella Trinità lo Spirito Santo è la Persona più misteriosa. Ma questi misteri non devono essere masticati dalla ragione, ma inghiottiti dalla fede. Noi abbiamo professato le tre Persone in un solo Dio nel nostro battesimo, e abbiamo sigillato quel contratto nell'altro sacramento: e questa è la nostra vita eterna. C'è uno Spirito Santo, ed Ebrei cade su coloro che ascoltano la Parola

(2.) È altrettanto meraviglioso che gli Ebrei cadano dal cielo e siano ancora in cielo. "Come sei caduto" (Isaia 14:12) era chiesto a un essere che non avrebbe mai dovuto tornare. Ma lo Spirito cadde a tal punto che gli Ebrei rimasero in cielo. Questa colomba fece più di quello che era stato mandato dall'arca (Genesi 8, 7)

(3.) Ma c'è più di una discesa, anche di una comunicazione sincera, di un gettare, di uscire da Se stesso. Ebrei cade come acque che coprono ciò su cui cade, come un esercito che conquista e governa ciò su cui cade. Ma Ebrei cade diversamente sugli empi; Ebrei cade su di lui come grandine e lo lascia nell'impenitenza perché ha disprezzato lo Spirito Santo. Ma quando lo Spirito riveste la natura di una colomba, e una colomba con un ramo d'ulivo, e che nell'arca - cioè, testimonianze della nostra pace e riconciliazione con Dio, nella Sua Chiesa - Ebrei cade come quella specie di fulmine che scioglie le spade e non ferisce i foderi - gli Ebrei scioglieranno la tua anima, e non faranno male al tuo corpo

(4.) Inoltre, questa discesa dello Spirito Santo non era un'insinuazione tale che Ebrei si fosse trasmesso in questi uomini particolari per la loro salvezza, ma una caduta così potente e diffusa da farli lavorare per gli altri. Essi tolsero un grande dubbio se fosse lecito ricevere i Gentili. Quindi questa caduta non era solo un'infusione di grazia giustificante, ma anche un'infusione di doni che poteva edificare gli altri. I buoni ascoltatori, quindi, diventano buoni predicatori. (J. Donne, D.D.) L'effusione dello Spirito:

(I.) Che cos'è. "Lo Spirito Santo è sceso", cioè "è disceso"

1.) Come un fulmine, una convinzione lampeggiante improvvisamente, sorprendentemente, efficacemente

(2.) Come la pioggia, dolce, rinfrescante, fertilizzante

(3.) Come cataratte e inondazioni d'acqua, distruggendo e spazzando via tutti gli ostacoli

(4.) Come il fuoco che consuma stoppie, purifica le scorie e trasforma il vero metallo nella sua stessa natura. Così lo Spirito Santo convince del peccato, prepara il cuore alla Parola, vince l'incredulità e l'ostinazione, consuma il peccato e suscita entusiasmo

(II.) Cosa accompagna. La predicazione della Parola. "Mentre Pietro parlava ancora". 1. Lo Spirito onora lo strumento da Lui stesso costruito. "I santi uomini dell'antichità parlavano, sospinti dallo Spirito Santo", e ciò che dicevano Ebrei lo ispira e rende il Vangelo la potenza di Dio per la salvezza. A volte Ebrei opera direttamente, a volte con altri strumenti: la prosperità o l'avversità, la malattia o la restaurazione, gli eventi ordinari o straordinari della vita, della vita o della morte, perché "il vento soffia dove vuole"; ma di solito è per mezzo della Parola

(2.) Che gli uomini non disonorino questo strumento

(1) La tendenza è quella di denigrare la predicazione ed esaltare la devozione, ma senza predicazione ci saranno pochi adoratori convertiti, anche se ci possono essere molti che si avvicinano con le loro labbra il cui cuore è lontano da Dio

(2) Se la predicazione deve essere tollerata, deve essere breve. Ma questo di solito viene da persone che possono stare fuori tre ore a un concerto o a uno spettacolo, mentre si stancano con mezz'ora di "parole di vita eterna". 3. Il dovere del predicatore è quello di dichiarare l'intero consiglio di Dio, sia che gli uomini ascoltino o meno. Ma predichi in modo da conquistare l'orecchio; allora può aspettarsi gli stessi risultati che ebbe Pietro. "La mia Parola non tornerà a Me a vuoto."

(III.) Con ciò che viene seguito

(1.) Da parte di chi guarda: stupore

(1) Era stupefacente in sé. Non avrebbe dovuto essere nel caso che ci sta davanti, perché abbiamo il racconto di tre manifestazioni simili, di cui questi spettatori devono aver sentito parlare da Pietro, se non erano testimoni effettivi. Non biasimiamoli, perché nulla sorprenderebbe una chiesa media oggi più di un risveglio, anche se "abbiamo udito con le nostre orecchie e i nostri padri ce l'hanno detto", ecc

(2) Era sorprendente nei suoi argomenti. Eppure non avrebbe dovuto esserlo, perché era stato chiaramente predetto, come Pietro aveva annunciato a Pentecoste. Ma non dobbiamo giudicarli severamente, perché la Chiesa oggi, con una conoscenza più ampia, alza le mani per la meraviglia di fronte alla conversione di qualcuno di più che ordinaria depravazione

(2.) Da parte dei soggetti

(1) Testimonianza. Parlavano in lingue, in questo caso miracolosamente dotate. Ma quando lo Spirito viene, gli Ebrei santificano il cuore e non la lingua? Le nostre moderne proprietà permettono l'uso di ogni altro strumento, ma pongono un embargo sulla lingua. Ma la Scrittura dice: "Dall'abbondanza del cuore la bocca parla". (2) Lode. Essi magnificarono Dio, l'Autore di questo dono buono e perfetto. Se la conversione non porta a una gratitudine estatica, si può ben sospettare

(3) Battesimo: obbedienza alla particolare esigenza di Cristo e coinvolgimento di tutto il resto nella via del dovere

(3.) Da parte di Pietro

(1) Istruzione continua (Versetto CAPITOLO 48)

(2) Vigorosa difesa della sua politica (xi. 1-18). (J. W. Burn.) Spirito Santo: Le sue opere imperscrutabili: - Qual è la dottrina dello Spirito Santo? È la dottrina dell'interazione dello Spirito di Dio sulle anime degli uomini. Non ho una filosofia al riguardo. Tutto quello che dico è questo: che Dio sa qual è il modo segreto in cui la mente raggiunge la mente: io no; Tu no. Non so perché le parole sulla mia lingua risveglino pensieri corrispondenti a quelle parole in te. Non so perché l'anima dell'uomo, come uno strumento complesso di portata meravigliosa, sia suonata dalle mie parole, così che in essa si risvegliano note lungo tutta la scala dell'essere. Non capisco perché queste cose stiano così; ma, indiscutibilmente, lo sono. Non so come la madre riversi il suo affetto sul cuore del bambino; Ma lo fa. Due stelle non brillano mai l'una nell'altra come due anime amorevoli brillano l'una nell'altra. So che è così; ma non so perché sia così. Non so come l'anima tocchi l'anima, come il pensiero tocchi il pensiero, o come il sentimento tocchi il sentimento; ma so che è così. (H. W. Beecher.Lo Spirito Santo necessario per una predicazione efficace: - Il potere mentale può riempire una cappella, ma il potere spirituale riempie la Chiesa. Il potere mentale può radunare una congregazione; Il potere spirituale salverà le anime. Vogliamo il potere spirituale. Conosciamo alcuni ministri davanti ai quali non ci riduciamo a nulla in quanto al talento, ma che non hanno potere spirituale, e quando parlano non hanno con sé lo Spirito Santo; ma noi ne conosciamo altri, uomini semplici e degni, che parlano il loro dialetto di campagna, e che si alzano a predicare nel loro umile santuario, e lo Spirito di Dio riveste di potenza ogni parola; I cuori sono spezzati, le anime sono salvate e i peccatori sono rinati. (C. H. Spurgeon.Può darsi che durante un sermone due uomini stiano ascoltando la stessa verità; uno di loro ascolta con la stessa attenzione dell'altro, e ne ricorda altrettanto; l'altro si scioglie fino alle lacrime o si muove in pensieri solenni; ma l'uno non vede nulla nel sermone, tranne alcune importanti verità ben esposte; per quanto riguarda l'altro, Il suo cuore è spezzato dentro di lui e la sua anima si è sciolta. Com'è possibile? Rispondo, perché lo Spirito misterioso del Dio vivente va con la verità a un cuore e non all'altro. Laggiù il peccatore sente solo la forza della verità, e questo può essere abbastanza forte da farlo tremare, come Felix; ma quest'uomo sente lo Spirito andare con la verità, lo Spirito lo fa passare nello stato di salvezza. Questo cambiamento avviene istantaneamente. È un cambiamento miracoloso come qualsiasi miracolo di cui leggiamo nelle Scritture. Può essere imitato, ma nessuna imitazione di esso può essere vero e reale. Gli uomini possono fingere di essere rigenerati senza lo Spirito, ma non possono essere rigenerati. È un cambiamento così meraviglioso che i più alti tentativi dell'uomo non potranno mai raggiungerlo. Possiamo ragionare quanto vogliamo, ma non possiamo ragionare noi stessi per rigenerarci; Possiamo meditare fino a quando i nostri capelli non sono grigi per lo studio, ma non possiamo meditare noi stessi verso la nuova nascita. Questo è operato in noi dalla volontà sovrana di Dio solo. Invano gli abitanti di Londra si recano ai loro condotti per rifornirsi a meno che l'uomo che ha la chiave maestra non accenda l'acqua; e invano pensiamo di placare la nostra sete alle ordinanze, a meno che Dio non comunichi l'acqua viva del Suo Spirito. (H. G. Salter.)

Riferimenti incrociati:

Atti 10

1 At 8:40; 21:8; 23:23,33; 25:1,13
At 22:25; 27:1,31,43; Mat 8:5-13; 27:54; Lu 7:2
At 27:1

2 At 10:7,22; 2:5; 8:2; 13:50; 16:14; 22:12; Lu 2:25
At 10:35; 9:31; 13:16,26; 1Re 8:43; 2Cron 6:33; Giob 1:1; Sal 102:15; Ec 7:18; Is 59:19; Dan 6:26; Ap 15:4
At 10:7; 16:15; 18:8; Ge 18:19; Gios 24:15; Giob 1:5; Sal 101:6-8
At 10:4,22,31; 9:36; Sal 41:1; Is 58:7,8; Lu 7:4,5; Rom 15:26,27; 2Co 9:8-15
At 9:11; Sal 25:5,8,9; 55:17; 86:3; 88:1; 119:2; Prov 2:3-5; Dan 6:10,16,20; Mat 7:7,8; Lu 18:1; Col 4:2; 1Te 5:17; Giac 1:5

3 Giob 4:15,16; Dan 9:20,21
At 10:30; 3:1; Mat 27:46; Lu 23:44-46
At 5:19; 11:13; 12:7-11; 27:23; Lu 1:11; 2:10,11,13; Eb 1:4,14
At 9:4; Eso 33:17; Is 45:4

4 Dan 10:11; Lu 1:12,29; 24:5
At 9:5,6; 22:10; 1Sa 3:10
At 10:31; 2Cron 6:33; 32:24; Sal 141:2; Is 43:26; Mal 3:16; Lu 1:13; Fili 4:6
Is 45:19; Fili 4:18; Eb 6:10; 13:16

5 At 10:32; 9:38; 15:7; 16:9
Mar 3:16; Giov 1:42

6 At 9:43
At 9:6; 11:13,14; Giov 7:17; Rom 10:14-17; Ef 4:8-12

7 At 10:2; Ge 24:1-10,52; Giudic 7:10; 1Sa 14:6,7; 1Ti 6:2; File 1:16
At 10:1; Mat 8:9,10; Lu 3:14

8 At 10:33; 26:19; Sal 119:59,60; Ec 9:10; Ga 1:16

9 At 10:8; 11:5-10; 1Sa 9:25; Sof 1:5; Mat 6:6; Mar 1:35; 6:46; 1Ti 2:8
At 6:4; Sal 55:17; Dan 6:10; Mat 20:5; 27:45; Ef 6:18

10 Mat 4:2; 12:1-3; 21:18
At 22:17; Nu 24:4,16; Ez 8:1-3; 11:24; 40:2; 2Co 12:2-4; Ap 1:10; 4:2,3

11 At 7:56; Ez 1:1; Lu 3:21; Giov 1:51; Ap 4:1; 11:19; 19:11
Ge 49:10; Is 11:6-14; 19:23-25; 43:6; 56:8; Mat 8:11; 13:47,48; Giov 11:52; 12:32; Rom 1:16; 3:29-31; 9:4; 15:9-12; 16:25,26; Ga 2:15; 3:28; Ef 1:10; 3:6; Col 3:11

12 Ge 7:8,9; Is 11:6-9; 65:25; Giov 7:37; 1Co 6:9-11

13 At 10:10; Ger 35:2-5; Giov 4:31-34

14 Ge 19:18; Eso 10:11; Mat 16:22; 25:9; Lu 1:60
Lev 11:1-17; 20:25; De 14:1-29; Ez 4:14; 44:31

15 At 10:28; 11:9; 15:9,20,29; Mat 15:11; Ap 14:14-17,20; 1Co 10:25; Ga 2:12,13; 1Ti 4:3-5; Tit 1:15; Eb 9:9,10

16 Ge 41:32; Giov 21:17; 2Co 13:1

17 At 10:19; 2:12; 5:24; 25:20; Giov 13:12; 1P 1:11
At 10:7-18; 9:43

18 At 10:5,6; 11:11

19 At 8:29; 11:12; 13:2; 16:6,7; 21:4; Giov 16:13; 1Co 12:11; 1Ti 4:1

20 At 8:26; 9:15; 15:7; Mar 16:15
At 9:17; 13:4; Is 48:16; Zac 2:9-11

21 Giov 1:38,39; 18:4-8
At 10:29; Mar 10:51

22 At 10:1-5
At 24:15; Os 14:9; Abac 2:4; Mat 1:19; Mar 6:20; Lu 2:25; 23:50; Rom 1:17; Eb 10:38; 12:23
At 6:3; 22:12; Lu 7:4,5; 1Ti 3:7; Eb 11:2; 3G 1:12
At 10:6,33; 11:14; Giov 5:24; 6:63,68; 13:20; 17:8,20; Rom 10:17,18; 2Co 5:18; 2P 3:2

23 Ge 19:2,3; 24:31,32; Giudic 19:19-21; Eb 13:2; 1P 4:9
At 10:29,33; Ec 9:10
At 10:45; 9:38,42; 11:12; 2Co 8:21

24 At 10:9
Is 2:3; Mic 4:2; Zac 3:10; 8:20-23; Mat 9:9,10; Mar 5:19,20; Lu 5:29; Giov 1:41-49; 4:28,29; 1:1-3

25 At 14:11-13; Dan 2:30,46; Mat 8:2; 14:33; Ap 19:10; 22:8,9

26 At 14:14,15; Is 42:8; 48:13; Mat 4:10; 2Te 2:3,4; Ap 13:8; 19:10; 22:9

27 At 10:24; 14:27; Giov 4:35; 1Co 16:9; 2Co 2:12; Col 4:3

28 At 11:2,3; 22:21,22; Giov 4:9,27; 18:28; Ga 2:12-14
At 10:15,34; 11:9; 15:8,9; Is 65:5; Lu 18:11; Ef 3:6,7

29 At 10:19,20; Sal 119:60; 1P 3:15
At 10:21

30 At 10:7-9,23,24
At 10:3; Esd 9:4,5; Ne 9:1-3; Dan 9:20,21
At 1:10; Mat 28:3; Mar 16:6; Lu 24:4

31 Is 38:5; Dan 9:23; 10:12; Lu 1:13
At 10:4; Lev 2:2,9; 5:12; Fili 4:18; Eb 6:10; Ap 5:8; 8:3,4

32 At 10:5-8

33 At 17:11,12; 28:28; De 5:25-29; 2Cron 30:12; Prov 1:5; 9:9,10; 18:15; 25:12; Mat 18:4; 19:30; Mar 10:15; 1Co 3:18; Ga 4:14; 1Te 2:13; Giac 1:19,21; 1P 2:1,2

34 At 8:35; Mat 5:2; Ef 6:19,20
De 10:17; 16:19; 2Cron 19:7; Giob 34:19; Sal 82:1,2; Mat 22:16; Lu 20:21; Rom 2:11; Ga 2:6; Ef 6:9; Col 3:11,25; Giac 2:4,9; 1P 1:17

35 At 15:9; Is 56:3-8; Rom 2:13,25-29; 3:22,29,30; 10:12,13; 1Co 12:13; Ga 3:28; Ef 2:13-18; 3:6-8; Fili 3:3; Col 1:6,23-27; 3:11
At 10:2; 9:31; Giob 28:28; Sal 19:9; 85:9; 111:10; Prov 1:7; 2:5; 3:7; 16:6; Ec 12:13; 2Co 7:1; Ef 5:21; 1G 2:29
Ge 4:5-7; Os 8:13; Lu 1:28; Ef 1:6; Eb 11:4-6

36 At 2:38,39; 3:25,26; 11:19; 13:46; Mat 10:6; Lu 24:47
Sal 72:1-3,7; 85:9,10; Is 9:6; 32:15-17; 55:12; 57:19; Lu 2:10-14; 2Co 5:18-21; Ef 2:13-18; Col 1:20; Eb 7:2,3; 13:20
At 2:36; 5:31; Sal 2:6-8; 24:7-10; 45:6,11; 110:1,2; Is 7:14; 45:21-25; Ger 23:5,6; Dan 7:13,14; Os 1:7; Mic 5:2; Mal 3:1; Mat 11:27; 22:44-46; 28:18; Giov 3:35,36; 5:23-29; Rom 10:11-13; 14:9; 1Co 15:27,47; Ef 1:20-23; 4:5-12; Fili 2:11; Col 1:15-18; Eb 1:2,6-12; 1P 3:22; Ap 1:5,18; 17:14; 19:16

37 At 2:22; 26:26; 28:22
Lu 4:14; 23:5
At 1:22; 13:24,25; Mat 3:1-3; 4:12-17; Mar 1:1-5,14,15; Giov 4:1-3

38 At 2:22; 4:27; Sal 2:2,6; 45:7; Is 11:2; 42:1; 61:1-3; Mat 12:28; Lu 3:22; 4:18; Giov 3:34; 6:27; 10:36-38; Eb 1:9
2Cron 17:9; Mat 4:23-25; 9:35; 12:15; 15:21-31; Mar 1:38,39; 3:7-11; 6:6,54-56; Lu 7:10-17,21-23; 9:56; 1P 5:8
Mar 5:13-15; 7:29,30; Lu 4:33-36; 9:42; Eb 2:14,15; 1G 3:8
Giov 3:2; 10:32,38; 16:32

39 At 10:41; 1:8,22; 2:32; 3:15; 5:30-32; 13:31; Lu 1:2; 24:48; Giov 15:27
At 2:23,24; 3:14,15; 4:10; 5:30; 7:52; 13:27-29; Ga 3:13; 1P 2:24

40 At 13:30,31; 17:31; Mat 28:1,2; Rom 1:4; 4:24,25; 6:4-11; 8:11; 14:9; 1Co 15:3,4,12-20; 2Co 4:14; Eb 13:20; 1P 1:21

41 At 10:39; 1:2,3,22; 13:31; Giov 14:17,22; 20:1-21:25
Giov 15:16
Lu 24:30,41-43; Giov 21:13

42 At 1:8; 4:19,20; 5:20,29-32; Mat 28:19,20; Mar 16:15,16; Lu 24:47,48; Giov 21:21,22
At 17:31; Mat 25:31-46; Giov 5:22-29; Rom 14:9,10; 2Co 5:10; 2Ti 4:1,8; 1P 4:5; Ap 1:7; 20:11-15; 22:12

43 At 26:22; Is 53:11; Ger 31:34; Dan 9:24; Mic 7:18; Zac 13:1; Mal 4:2; Lu 24:25-27,44-46; Giov 1:45; 5:39,40; 1P 1:11; Ap 19:10
At 3:16; 4:10-12; Giov 20:31; Rom 5:1; 6:23; Eb 13:20
At 13:38,39; 15:9; 26:18; Mar 16:16; Giov 3:14-17; 5:24; Rom 8:1,34; 10:11; Ga 3:22; Ef 1:7; Col 1:14

44 At 2:2-4; 4:31; 8:15-17; 11:15; 19:6

45 At 10:23; 11:3,15-18; Ga 3:13,14
Ga 2:15; Ef 2:11; 3:5-8; Col 2:13,14

46 At 2:4,11; 19:6; 1Co 14:20-25

47 At 8:12,36; 11:15-17; 15:8,9; Ge 17:24-26; Rom 4:11; 10:12

48 Giov 4:2; 1Co 1:13-17; Ga 3:27
At 2:38; 8:16
At 16:15; Giov 4:40

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