Nuova Riveduta:

Atti 16

Timoteo si unisce a Paolo
1 Giunse anche a Derba e a Listra; e là c'era un discepolo, di nome Timoteo, figlio di una donna ebrea credente, ma di padre greco. 2 Di lui rendevano buona testimonianza i fratelli che erano a Listra e a Iconio. 3 Paolo volle che egli partisse con lui; perciò lo prese e lo circoncise a causa dei Giudei che erano in quei luoghi, perché tutti sapevano che il padre di lui era greco. 4 Passando da una città all'altra, trasmisero ai fratelli, perché le osservassero, le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani che erano a Gerusalemme. 5 Le chiese dunque si fortificavano nella fede e crescevano ogni giorno di numero.

Visione di Paolo a Troas
6 Poi attraversarono la Frigia e la regione della Galazia, essendogli stato impedito dallo Spirito Santo di annunciare la Parola in Asia; 7 e, giunti ai confini della Misia, cercavano di andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; 8 e, oltrepassata la Misia, discesero a Troas. 9 Paolo ebbe durante la notte una visione: un Macedone gli stava davanti e lo pregava, dicendo: «Passa in Macedonia e soccorrici». 10 Appena ebbe avuta quella visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, convinti che Dio ci aveva chiamati là ad annunciare loro il vangelo.

Paolo a Filippi
11 Perciò, salpando da Troas, puntammo diritto su Samotracia, e il giorno seguente su Neapolis; 12 di là ci recammo a Filippi, che è colonia romana e la città più importante di quella regione della Macedonia; e restammo in quella città alcuni giorni.
13 Il sabato andammo fuori dalla porta, lungo il fiume, dove pensavamo vi fosse un luogo di preghiera; e, sedutici, parlavamo alle donne là riunite. 14 Una donna della città di Tiatiri, commerciante di porpora, di nome Lidia, che temeva Dio, stava ad ascoltare. Il Signore le aprì il cuore per renderla attenta alle cose dette da Paolo. 15 Dopo che fu battezzata con la sua famiglia, ci pregò dicendo: «Se avete giudicato che io sia fedele al Signore, entrate in casa mia e alloggiatevi». E ci costrinse ad accettare.

Paolo e Sila in prigione
16 Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una serva posseduta da uno spirito di divinazione. Facendo l'indovina, essa procurava molto guadagno ai suoi padroni. 17 Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava: «Questi uomini sono servi del Dio altissimo e vi annunciano la via della salvezza». 18 Così fece per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: «Io ti ordino, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei». Ed egli uscì in quell'istante.
19 I suoi padroni, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza davanti alle autorità; 20 e, presentatili ai pretori, dissero: «Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città 21 e predicano riti che a noi Romani non è lecito accettare né praticare». 22 La folla insorse allora contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. 23 E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente. 24 Ricevuto tale ordine, egli li rinchiuse nella parte più interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi.

Conversione del carceriere di Filippi
25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. 26 A un tratto vi fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell'istante tutte le porte si aprirono e le catene di tutti si spezzarono. 27 Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gli gridò ad alta voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui». 29 Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e, tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» 31 Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». 32 Poi annunciarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. 33 Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio.

Paolo e Sila vengono rilasciati
35 Fattosi giorno, i pretori mandarono i littori a dire: «Libera quegli uomini». 36 Il carceriere riferì a Paolo queste parole, dicendo: «I pretori hanno mandato a dire che siate rimessi in libertà; or dunque uscite, e andate in pace». 37 Ma Paolo disse loro: «Dopo averci battuti in pubblico senza che fossimo stati condannati, noi che siamo cittadini romani, ci hanno gettati in prigione; e ora vogliono rilasciarci di nascosto? No davvero! Anzi, vengano loro stessi a condurci fuori». 38 I littori riferirono queste parole ai pretori; e questi ebbero paura quando seppero che erano romani. 39 Essi vennero e li pregarono di scusarli; e, accompagnandoli fuori, chiesero loro di andarsene dalla città. 40 Allora Paolo e Sila, usciti dalla prigione, entrarono in casa di Lidia; e, visti i fratelli, li confortarono, poi partirono.

C.E.I.:

Atti 16

1 Paolo si recò a Derbe e a Listra. C'era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco; 2 egli era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. 3 Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni; tutti infatti sapevano che suo padre era greco. 4 Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. 5 Le comunità intanto si andavano fortificando nella fede e crescevano di numero ogni giorno.
6 Attraversarono quindi la Frigia e la regione della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la parola nella provincia di Asia. 7 Raggiunta la Misia, si dirigevano verso la Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; 8 così, attraversata la Misia, discesero a Troade. 9 Durante la notte apparve a Paolo una visione: gli stava davanti un Macedone e lo supplicava: «Passa in Macedonia e aiutaci!». 10 Dopo che ebbe avuto questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci aveva chiamati ad annunziarvi la parola del Signore.
11 Salpati da Troade, facemmo vela verso Samotracia e il giorno dopo verso Neapoli e 12 di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedonia. Restammo in questa città alcuni giorni; 13 il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera, e sedutici rivolgevamo la parola alle donne colà riunite. 14 C'era ad ascoltare anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo. 15 Dopo esser stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò: «Se avete giudicato ch'io sia fedele al Signore, venite ad abitare nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.
16 Mentre andavamo alla preghiera, venne verso di noi una giovane schiava, che aveva uno spirito di divinazione e procurava molto guadagno ai suoi padroni facendo l'indovina. 17 Essa seguiva Paolo e noi gridando: «Questi uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la via della salvezza». 18 Questo fece per molti giorni finché Paolo, mal sopportando la cosa, si volse e disse allo spirito: «In nome di Gesù Cristo ti ordino di partire da lei». E lo spirito partì all'istante. 19 Ma vedendo i padroni che era partita anche la speranza del loro guadagno, presero Paolo e Sila e li trascinarono nella piazza principale davanti ai capi della città; 20 presentandoli ai magistrati dissero: «Questi uomini gettano il disordine nella nostra città; sono Giudei 21 e predicano usanze che a noi Romani non è lecito accogliere né praticare». 22 La folla allora insorse contro di loro, mentre i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli 23 e dopo averli caricati di colpi, li gettarono in prigione e ordinarono al carceriere di far buona guardia. 24 Egli, ricevuto quest'ordine, li gettò nella cella più interna della prigione e strinse i loro piedi nei ceppi.
25 Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i carcerati stavano ad ascoltarli. 26 D'improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito tutte le porte si aprirono e si sciolsero le catene di tutti. 27 Il carceriere si svegliò e vedendo aperte le porte della prigione, tirò fuori la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gli gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». 29 Quegli allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando si gettò ai piedi di Paolo e Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, cosa devo fare per esser salvato?». 31 Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». 32 E annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. 33 Egli li prese allora in disparte a quella medesima ora della notte, ne lavò le piaghe e subito si fece battezzare con tutti i suoi; 34 poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.
35 Fattosi giorno, i magistrati inviarono le guardie a dire: «Libera quegli uomini!». 36 Il carceriere annunziò a Paolo questo messaggio: «I magistrati hanno ordinato di lasciarvi andare! Potete dunque uscire e andarvene in pace». 37 Ma Paolo disse alle guardie: «Ci hanno percosso in pubblico e senza processo, sebbene siamo cittadini romani, e ci hanno gettati in prigione; e ora ci fanno uscire di nascosto? No davvero! Vengano di persona a condurci fuori!». 38 E le guardie riferirono ai magistrati queste parole. All'udire che erano cittadini romani, si spaventarono; 39 vennero e si scusarono con loro; poi li fecero uscire e li pregarono di partire dalla città. 40 Usciti dalla prigione, si recarono a casa di Lidia dove, incontrati i fratelli, li esortarono e poi partirono.

Nuova Diodati:

Atti 16

1 Or egli giunse a Derbe e a Listra; qui c'era un discepolo, di nome Timoteo, figlio di una donna giudea credente, ma di padre greco, 2 di cui rendevano buona testimonianza i fratelli di Listra e di Iconio. 3 Paolo volle che questi andasse con lui; così presolo con sé, lo circoncise a motivo dei Giudei che erano in quei luoghi, perché tutti sapevano che suo padre era greco. 4 E, come essi attraversavano le città, ordinavano loro di osservare le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani a Gerusalemme. 5 Le chiese dunque erano fortificate nella fede e crescevano di numero ogni giorno. 6 Mentre attraversavano la Frigia e la regione della Galazia, furono impediti dallo Spirito Santo di annunziare la parola in Asia. 7 Giunti ai confini della Misia, essi tentavano di andare in Bitinia, ma lo Spirito non lo permise loro. 8 Così, attraversata la Misia, discesero a Troas.

La visione su Troas; Paolo passa in Macedonia e predica a Filippi; Lidia; il carceriere di Filippi
9 Durante la notte apparve a Paolo una visione. Gli stava davanti un uomo Macedone, che lo supplicava e diceva: «Passa in Macedonia e soccorrici». 10 Dopo che ebbe visto la visione, cercammo subito di passare in Macedonia, persuasi che il Signore ci aveva chiamati là per annunziare loro il vangelo. 11 Perciò, salpando da Troas, ci dirigemmo a Samotracia, e il giorno seguente a Neapolis, 12 e di là a Filippi, che è la prima città di quella parte della Macedonia e una colonia romana; e restammo in quella città diversi giorni. 13 Il giorno di sabato andammo fuori città lungo il fiume, dove era il luogo ordinario della preghiera; e, postici a sedere, parlavamo alle donne che erano là radunate. 14 E una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiatira, che adorava Dio, stava ad ascoltare. E il Signore aprì il suo cuore per dare ascolto alle cose dette da Paolo. 15 Dopo essere stata battezzata con la sua famiglia, ci pregò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, entrate e rimanete in casa mia». E ci costrinse ad accettare. 16 Ora, mentre andavamo al luogo della preghiera, ci venne incontro una giovane schiava che aveva uno spirito di divinazione e che, facendo l'indovina, procurava molto guadagno ai suoi padroni. 17 Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava, dicendo: «Questi uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la via della salvezza». 18 Ed essa fece questo per molti giorni; ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: «Io ti comando nel nome di Gesù Cristo di uscire da lei». E lo spirito uscì in quell'istante. 19 Ora i padroni di lei, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza del mercato davanti ai magistrati; 20 e, presentatili ai pretori, dissero: «Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città, 21 e predicano usanze, che a noi che siamo Romani, non è lecito di accettare o di osservare». 22 Allora la folla insorse tutta insieme contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero frustati. 23 E, dopo averli battuti con molti colpi, li gettarono in prigione, comandando al carceriere di tenerli al sicuro. 24 Questi, ricevuto un tale ordine, li gettò nella parte più interna della prigione e fissò i loro piedi ai ceppi. 25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni a Dio; e i prigionieri li udivano. 26 Improvvisamente si fece un gran terremoto, tanto che le fondamenta della prigione furono scosse: e in quell'istante tutte le porte si aprirono e le catene di tutti si sciolsero. 27 Il carceriere, destatosi e viste le porte della prigione spalancate, trasse fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gridò ad alta voce: «Non farti alcun male, perché noi siamo tutti qui». 29 E, chiesto un lume, egli corse dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, cosa devo fare per essere salvato?». 31 Ed essi dissero: «Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua». 32 Poi essi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua. 33 Ed egli li prese in quella stessa ora della notte e lavò loro le piaghe. E lui e tutti i suoi furono subito battezzati. 34 Condottili quindi in casa sua, apparecchiò loro la tavola e si rallegrava con tutta la sua famiglia di aver creduto in Dio. 35 Fattosi giorno i pretori mandarono i littori a dire al carceriere: «Lascia liberi quegli uomini». 36 E il carceriere riferì a Paolo queste parole: «I pretori hanno mandato a dire che siate lasciati liberi; quindi uscite e andate in pace». 37 Ma Paolo disse loro: «Dopo averci pubblicamente battuti senza essere stati condannati in giudizio, noi che siamo cittadini romani, ci hanno gettati in prigione e ora ci fanno uscire di nascosto? No davvero! Vengano loro stessi a condurci fuori». 38 I littori riferirono queste parole ai pretori; ed essi, quando udirono che erano cittadini romani, ebbero paura. 39 Or essi vennero e li pregarono di scusarli e, condottili fuori, chiesero loro di lasciare la città. 40 Allora essi, usciti di prigione, entrarono in casa di Lidia e, visti i fratelli, li consolarono; poi partirono.

Riveduta 2020:

Atti 16

Timoteo si unisce a Paolo e Sila
1 Egli raggiunse anche Derba e Listra; là c'era un certo discepolo, di nome Timoteo, figlio di una donna giudea credente, ma di padre greco. 2 Di lui rendevano buona testimonianza i fratelli che erano a Listra e Iconio. 3 Paolo volle che egli partisse con lui e, presolo, lo circoncise a causa dei Giudei che erano in quei luoghi, perché tutti sapevano che suo padre era greco. 4 Passando per le città, essi trasmisero le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani che erano a Gerusalemme, perché le osservassero. 5 Le chiese dunque erano confermate nella fede e crescevano ogni giorno di numero.

La chiamata in Macedonia
6 Poi traversarono la Frigia e il paese della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di annunciare la Parola in Asia. 7 Giunti ai confini della Misia, tentavano di andare in Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro 8 e, oltrepassata la Misia, discesero a Troas. 9 Paolo di notte ebbe una visione: un uomo macedone gli stava davanti e lo pregava, dicendo: “Passa in Macedonia e soccorrici”. 10 Appena ebbe quella visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, essendo convinti che Dio ci aveva chiamati là ad annunciare loro l'evangelo.

Paolo e Sila a Filippi
11 Perciò, salpando da Troas, tirammo diritto verso Samotracia e, il giorno seguente, verso Neapolis; 12 di là ci recammo a Filippi, che è colonia romana e città primaria di quella parte della Macedonia, e restammo in quella città alcuni giorni.
13 Nel giorno di sabato andammo fuori dalla porta, presso il fiume, dove supponevamo vi fosse un luogo di preghiera e, postici a sedere, parlavamo alle donne là radunate. 14 Una certa donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; il Signore le aprì il cuore per renderla attenta alle cose dette da Paolo. 15 Dopo che fu battezzata con la sua famiglia, ci pregò, dicendo: “Se mi avete giudicato fedele al Signore, entrate e fermatevi a casa mia”. E ci costrinse ad accettare.

Paolo e Sila in prigione
16 Mentre andavamo al luogo di preghiera, incontrammo una certa serva che aveva uno spirito di divinazione e che, facendo l'indovina, procurava molto guadagno ai suoi padroni. 17 Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava: “Questi uomini sono servitori dell'Iddio altissimo e vi annunciano la via della salvezza”. 18 Così fece per molti giorni, ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito: “Io ti comando, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei”. Ed esso uscì in quell'istante.
19 Ma i suoi padroni, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila, li trascinarono sulla pubblica piazza, davanti alle autorità, 20 e, presentatili ai pretori, dissero: “Questi uomini, che sono Giudei, turbano la nostra città 21 e predicano dei riti che non è lecito a noi che siamo Romani né di ricevere, né di osservare”. 22 Allora la folla insorse contro di loro e i pretori, strappate loro di dosso le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. 23 E, dopo aver inflitto loro molte percosse, li gettarono in prigione, comandando al carceriere di custodirli attentamente. 24 Ricevuto tale ordine, egli li gettò nella prigione più interna e serrò loro i piedi nei ceppi.

La conversione del carceriere
25 Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio e i carcerati li ascoltavano. 26 A un tratto ci fu un gran terremoto, la prigione fu scossa dalle fondamenta; in quell'istante tutte le porte si aprirono e i legami di tutti si sciolsero. 27 Il carceriere, svegliatosi e viste le porte della prigione aperte, estrasse la spada per uccidersi, pensando che i carcerati fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gridò ad alta voce: “Non farti del male, perché siamo tutti qui”. 29 Ed egli, chiesto un lume, saltò dentro e, tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: “Signori, che cosa devo fare per essere salvato?”. 31 Ed essi risposero: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia”. 32 Poi annunciarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. 33 Ed egli, presili con sé in quella stessa ora della notte, lavò loro le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola e giubilava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio.

Paolo e Sila rilasciati
35 Fattosi giorno, i pretori mandarono i littori a dire: “Lascia andare quegli uomini”. 36 Il carceriere riferì a Paolo queste parole, dicendo: “I pretori hanno mandato a dire di mettervi in libertà; ora dunque uscite e andate in pace”. 37 Ma Paolo disse loro: “Dopo averci pubblicamente battuti senza essere stati condannati, noi che siamo cittadini romani, ci hanno gettato in prigione e ora ci mandano via di nascosto? No davvero! Anzi vengano loro stessi a condurci fuori”. 38 E i littori riferirono queste parole ai pretori e questi ebbero paura quando capirono che erano Romani. 39 Essi vennero, li pregarono di scusarli e, accompagnandoli fuori, chiesero loro di andarsene dalla città. 40 Allora essi, usciti dalla prigione, entrarono in casa di Lidia e, visti i fratelli, li confortarono e partirono.

La Parola è Vita:

Atti 16

1 
Paolo e Sila giunsero dapprima a Derbe, poi proseguirono per Listra, dove incontrarono Timòteo, un credente che aveva la madre giudeo-cristiana, suo padre invece era greco. 2 Timòteo era ben visto dai cristiani di Listra e Iconio. 3 Paolo gli chiese di accompagnarli durante il viaggio. Però per rispetto ai Giudei di quella zona, prima di partire, lo fece circoncidere, perché tutti sapevano che suo padre era greco. 4 Passando di città in città, essi comunicavano alle varie chiese le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, e si raccomandavano che le osservassero. 5 Così le chiese crescevano giorno per giorno nella fede, e i cristiani aumentavano di numero.
6 Poi attraversarono la Frigia e la Galazia, perché lo Spirito Santo li aveva avvertiti di non andare nella provincia dell'Asia. 7 Arrivati ai confini della Misia, Paolo, Sila e Timòteo avevano intenzione di arrivare a nord, verso la Bitinia, ma di nuovo lo Spirito Santo di Gesù non glielo permise. 8 Allora, attraversata la provincia della Misia, raggiunsero la città di Troade.

La visione di Paolo.
9 Quella notte, Paolo ebbe una visione. Nel suo sogno vide un Macedone, un Greco, che lo implorava: «Vieni ad aiutarci!» 10 In quattro e quattr'otto fu deciso.
Saremmo andati in Macedonia, perché era chiaro che il Signore ci chiamava a predicare il Vangelo agli abitanti di quella provincia.
11 Dopo esserci imbarcati a Troade, facemmo vela per l'isola di Samotracia, e il giorno seguente proseguimmo per Neapoli. 12 Finalmente raggiungemmo Filippi, colonia romana e capoluogo di quella parte della Macedonia. Là rimanemmo per diversi giorni.
13 Un sabato uscimmo dalla città, per andare a pregare: pensavamo infatti che lungo il fiume ci fosse un posto dove la gente si riuniva per pregare. Fu là che ci mettemmo a parlare con alcune donne che si erano riunite. 14 Una di loro si chiamava Lidia: veniva dalla città di Tiatira e commerciava in stoffe di porpora. Lidia adorava già il vero Dio e, mentre ci ascoltava, il Signore aprì il suo cuore ed ella aderì a ciò che Paolo diceva. 15 Dopo essere stata battezzata con tutta la sua famiglia, c'invitò a casa sua: «Se mi considerate credente nel Signore», ci disse, «dovete essere miei ospiti!» E insistette finché non accettammo.
16 Un giorno, mentre stavamo tornando al solito posto vicino al fiume, per pregare, ci venne incontro una schiava indemoniata, che prediceva il futuro e così guadagnava molto denaro per i suoi padroni. 17 La ragazza cominciò a seguirci, gridando: «Questi uomini sono servi del Dio Altissimo, sono venuti ad annunciarvi la via della salvezza!»
18 La cosa si ripeté per parecchi giorni, finché Paolo, che non ne poteva più, si voltò e disse al demonio che era dentro di lei: «Nel nome di Gesù Cristo, ti ordino di uscire da questa donna!» In quel momento stesso lo spirito maligno uscì dalla schiava.
19 Ma i suoi padroni, vedendo svanire ogni speranza di altri guadagni, presero Paolo e Sila, li portarono davanti ai giudici, sulla pubblica piazza e li accusarono con queste parole:
20 «Questi Giudei mettono sottosopra la nostra città e insegnano riti che noi, come sudditi di Roma, non possiamo accettare e tanto meno mettere in pratica».

In prigione.
21  22 Ben presto anche la folla insorse contro Paolo e Sila. I giudici allora ordinarono di strappare loro i vestiti di dosso e di bastonarli. 23 Uno dopo l'altro i colpi segnavano profondamente la schiena di Paolo e Sila che, dopo la punizione, furono gettati in prigione. Il loro carceriere fu minacciato di morte, se se li fosse lasciati scappare. 24 Allora l'uomo, per tenerli al sicuro, li gettò nella cella più interna, e mise loro i ceppi ai piedi.
25 Verso mezzanotte, mentre Paolo e Sila stavano pregando e cantando inni al Signore, e gli altri prigionieri ascoltavano, 26 all'improvviso ci fu un grande terremoto. La prigione fu scossa dalle fondamenta, tutte le porte si aprirono e le catene dei carcerati caddero a terra! 27 Il carceriere, svegliatosi di soprassalto, quando vide le porte delle celle spalancate, pensò che i prigionieri fossero scappati e sguainò la spada per uccidersi.
28 Ma Paolo gridò ad alta voce: «Non farlo! Siamo ancora tutti qui!»
29 Allora il carceriere, dopo aver chiesto una lanterna, si precipitò nella cella di Paolo e Sila e, tutto tremante, si gettò ai loro piedi. 30 Poi li portò fuori e chiese: «Signori, che devo fare per essere salvato?»
31 «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e tutta la tua famiglia», gli risposero.
32 Poi Paolo e Sila annunciarono il Vangelo del Signore a lui e a tutta la sua famiglia. 33 In quella stessa ora della notte, il carceriere curò le loro piaghe e, insieme con la sua famiglia si fece subito battezzare. 34 Poi, dopo averli accompagnati a casa sua, apparecchiò la tavola per loro. Che felicità per lui e per i suoi familiari essere tutti credenti! 35 Il giorno seguente, i giudici mandarono delle guardie a dire al carceriere: «Lasciate liberi quegli uomini!» 36 Allora il carceriere disse a Paolo: «Siete liberi, andatevene in pace!»
37 Ma Paolo rispose: «No davvero! Ci hanno fatto bastonare in pubblico, e senza processo, per giunta! Poi ci hanno gettato in prigione, benché fossimo cittadini romani, ed ora vorrebbero mandarci via alla chetichella?! Ah, questa poi! Che vengano loro a portarci fuori!»
38 Le guardie riferirono queste parole ai giudici, i quali, sentendo che Paolo e Sila erano cittadini romani, furono presi da una grande paura. 39 Allora andarono subito in prigione da loro e, con le buone maniere, li portarono fuori, pregandoli di lasciare la città. 40 Usciti di prigione, Paolo e Sila tornarono alla casa di Lidia, dove si incontrarono con i credenti, poi, dopo aver predicato loro ancora una volta, lasciarono la città.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Atti 16

1 E venne anche a Derba e a Listra; ed ecco, quivi era un certo discepolo, di nome Timoteo, figliuolo di una donna giudea credente, ma di padre greco. 2 Di lui rendevano buona testimonianza i fratelli che erano in Listra ed in Iconio. 3 Paolo volle ch'egli partisse con lui; e presolo, lo circoncise a cagion de' Giudei che erano in quei luoghi; perché tutti sapevano che il padre di lui era greco. 4 E passando essi per le città, trasmisero loro, perché le osservassero, le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani che erano a Gerusalemme. 5 Le chiese dunque erano confermate nella fede, e crescevano in numero di giorno in giorno.

Paolo evangelizza la Frigia e la Galazia e passa in Macedonia
6 Poi traversarono la Frigia e il paese della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro d'annunziar la Parola in Asia; 7 e giunti sui confini della Misia, tentarono d'andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; 8 e passata la Misia, discesero in Troas. 9 E Paolo ebbe di notte una visione: Un uomo macedone gli stava dinanzi, e lo pregava dicendo: Passa in Macedonia e soccorrici. 10 E com'egli ebbe avuta quella visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, tenendo per certo che Dio ci avea chiamati là, ad annunziar loro l'Evangelo.

Conversione di Lidia e del carceriere di Filippi
11 Perciò, salpando da Troas, tirammo diritto, verso Samotracia, e il giorno seguente verso Neapoli; 12 e di là ci recammo a Filippi, che è città primaria di quella parte della Macedonia, ed è colonia romana; e dimorammo in quella città alcuni giorni. 13 E nel giorno di sabato andammo fuori della porta, presso al fiume, dove supponevamo fosse un luogo d'orazione; e postici a sedere, parlavamo alle donne ch'eran quivi radunate. 14 E una certa donna, di nome Lidia, negoziante di porpora, della città di Tiatiri, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare; e il Signore le aprì il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo. 15 E dopo che fu battezzata con quei di casa, ci pregò dicendo: Se mi avete giudicata fedele al Signore, entrate in casa mia, e dimoratevi. E ci fece forza. 16 E avvenne, come andavamo al luogo d'orazione, che incontrammo una certa serva, che avea uno spirito indovino e con l'indovinare procacciava molto guadagno ai suoi padroni. 17 Costei, messasi a seguir Paolo e noi, gridava: Questi uomini son servitori dell'Iddio altissimo, e vi annunziano la via della salvezza. 18 Così fece per molti giorni; ma essendone Paolo annoiato, si voltò e disse allo spirito: Io ti comando, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca da costei. Ed esso uscì in quell'istante. 19 Ma i padroni di lei, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila, e li trassero sulla pubblica piazza davanti ai magistrati, 20 e presentatili ai pretori, dissero: Questi uomini, che son Giudei, perturbano la nostra città, 21 e predicano dei riti che non è lecito a noi che siam Romani né di ricevere, né di osservare. 22 E la folla si levò tutta insieme contro a loro; e i pretori, strappate loro di dosso le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. 23 E dopo aver loro date molte battiture, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di custodirli sicuramente. 24 Il quale, ricevuto un tal ordine, li cacciò nella prigione più interna, e serrò loro i piedi nei ceppi. 25 Or sulla mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. 26 Ad un tratto si fece un gran terremoto, talché la prigione fu scossa dalle fondamenta; e in quell'istante tutte le porte si apersero, e i legami di tutti si sciolsero. 27 Il carceriere, destatosi, e vedute le porte della prigione aperte, tratta la spada, stava per uccidersi, pensando che i carcerati fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gridò ad alta voce: Non ti far male alcuno, perché siam tutti qui. 29 E quegli, chiesto un lume, saltò dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; 30 e menatili fuori, disse: Signori, che debbo io fare per esser salvato? 31 Ed essi risposero: Credi nel Signor Gesù, e sarai salvato tu e la casa tua. 32 Poi annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti coloro che erano in casa sua. 33 Ed egli, presili in quell'istessa ora della notte, lavò loro le piaghe; e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 E menatili su in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e giubilava con tutta la sua casa, perché avea creduto in Dio. 35 Or come fu giorno, i pretori mandarono i littori a dire: Lascia andar quegli uomini. 36 E il carceriere riferì a Paolo queste parole, dicendo: I pretori hanno mandato a mettervi in libertà; or dunque uscite, e andatevene in pace. 37 Ma Paolo disse loro: Dopo averci pubblicamente battuti senza essere stati condannati, noi che siam cittadini romani, ci hanno cacciato in prigione; e ora ci mandan via celatamente? No davvero! Anzi, vengano essi stessi a menarci fuori. 38 E i littori riferirono queste parole ai pretori; e questi ebbero paura quando intesero che eran Romani; 39 e vennero, e li pregarono di scusarli; e menatili fuori, chiesero loro d'andarsene dalla città. 40 Allora essi, usciti di prigione, entrarono in casa di Lidia; e veduti i fratelli, li confortarono, e si partirono.

Ricciotti:

Atti 16

Il discepolo Timoteo
1 E venne anche a Derbe e a Listri; dov'era un certo discepolo, per nome Timoteo, figlio di una donna giudea credente in Cristo, ma di padre greco. 2 Data la buona testimonianza che di lui rendevano i fratelli di Listri e di Iconio, 3 Paolo lo volle con sè; e, presolo, lo fece circoncidere, per cagione dei Giudei che erano in que' luoghi; essi già sapevano che il padre di lui era greco. 4 Passando così di città in città, si raccomandava a tutti d'osservar le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme. 5 E le chiese eran confermate nella fede, e di giorno in giorno crescevan di numero.

Visione di Paolo a Troade
6 Poi, avendo lo Spirito Santo fatto divieto d'annunziar la parola di Dio nell'Asia, traversarono la Frigia e il paese della Galazia; 7 e, arrivati nella Misia, si proponevano d'andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro. 8 Traversata quindi la Misia, scesero a Troade. 9 E una notte Paolo ebbe questa visione: un uomo della Macedonia gli apparve, supplicandolo e dicendo: «Passa in Macedonia, e soccorrici». 10 E com'egli ebbe avuta questa visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, tenendo per certo che il Signore ci avesse chiamati là ad annunziar l'Evangelo.

L'incontro di due donne a Filippi
11 Perciò, imbarcatici a Troade, facemmo vela direttamente per la Samotracia, e il giorno seguente per Neapoli; 12 e di lì a Filippi, che è la città principale di quella parte della Macedonia, ed è colonia; e vi passammo alquanti giorni. 13 Venuto il sabato, andammo fuor di porta, presso al fiume, dove pareva che fosse il luogo della preghiera; e, postici a sedere, ci mettemmo a parlare alle donne là adunate. 14 Una di loro, per nome Lidia, della città di Tiatira, che vendeva la porpora ed era timorata di Dio, stava ad ascoltarci; e il Signore le aprì il cuore per ricevere le cose dette da Paolo. 15 E battezzata che fu con la sua famiglia, ella c'invitò, dicendo: «Se mi tenete per una credente nel Signore venite a stare in casa mia». E ci costrinse. 16 Accadde poi che, andando noi alla preghiera, ci venne incontro una serva che aveva lo spirito di Pitone. Costei procurava molto guadagno a' suoi padroni, facendo l'indovina. 17 E si mise a seguir Paolo e noi, gridando: «Questi uomini son servi di Dio Altissimo, e vi annunziano la via della salvezza!». 18 Fece così per molti giorni; alla fine Paolo fu preso da sdegno, e si voltò, e disse allo spirito: «Nel nome di Gesù Cristo ti comando, che tu esca da costei!». E, d'un subito, uscì.

Carcerati e carceriere.
19 Ma i padroni di lei, vedendo che la speranza del loro guadagno era svanita, presero Paolo e Sila, e, conducendoli nel foro da' magistrati, 20 li presentarono ai giudici dicendo: «Questi uomini metton sossopra la nostra città; son dei Giudei, 21 e predicono usi che non si possono nè ricevere nè osservare da noi che siam Romani». 22 Allora la plebe fu tutta contro di loro; e i giudici, fatte stracciar loro le vesti, comandarono che fossero battuti con verghe. 23 Così, battuti crudelmente, li cacciarono in prigione, ordinando al carceriere di fare buona guardia. 24 Ricevuto un tal ordine, egli li mise nel fondo della prigione con i piedi tra i ceppi. 25 Ma a mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li udivano. 26 A un tratto, s'avvertì un gran terremoto; tanto che la prigione ne fu scossa tutta; e le porte si spalancarono, e le catene di tutti si sciolsero. 27 Il carceriere, destatosi in sussulto e vedute le porte della prigione aperte, sfoderata la spada, stava per uccidersi pensando che i carcerati fossero in fuga. 28 Ma Paolo gridò ad alta voce: «Non ti far male alcuno, perchè tutti quanti siam qui». 29 Colui, chiesto un lume, saltò dentro, e tutto tremante si gettò a' piedi di Paolo e di Sila; 30 e, menatili fuori, esclamò: «Signori, che devo fare per esser salvo?». 31 E quelli risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvo tu e la tua famiglia». 32 E annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli di casa sua. 33 In quella stessa ora della notte, egli li prese con sè, lavò le loro piaghe, e si fece immediatamente battezzare con tutti i suoi. 34 Poi, menatili su in casa sua, apparecchiò loro la mensa, tra il giubilo della sua famiglia, per aver creduto in Dio. 35 Fattosi giorno, i giudici mandarono i littori a dire: «Metti in libertà quegli uomini». 36 E il carceriere ne informò Paolo, dicendo: «I giudici han mandato a liberarvi; uscite, dunque, e andatevene in pace». 37 Ma Paolo disse loro: «Battuti in pubblico e senza processo, noi che siamo Romani, ci hanno messi in prigione; e ora ci mandan via di nascosto? Ah, no! Vengano 38 essi stessi a menarci fuori!». I littori riferirono queste parole ai giudici; i quali, udito che erano Romani, temettero molto; 39 e vennero, dissero loro buone parole, e, menandoli fuori li pregarono di lasciar la città. 40 Usciti così di prigione, si recaron da Lidia; e, dopo aver veduto ed esortato i fratelli, partirono.

Tintori:

Atti 16

Il discepolo Timoteo
1 Pervenne a Derbe e a Listri. Ed ecco c'era un discepolo per nome Timoteo, figlio di donna giudea convertita e di padre gentile. 2 I fratelli di Iconio e di Listri rendevano di lui buona testimonianza. 3 Paolo desiderò condurlo seco e, presolo, lo circoncise per riguardo ai Giudei che erano in quei luoghi, sapendo tutti che il padre di lui era gentile. 4 E passando di città in città, raccomandavano di osservare le parole stabilite dagli Apostoli e dagli Anziani di Gerusalemme. 5 E le chiese erano confermate nella fede e crescevano di numero ogni giorno.

Visione di Paolo a Troade
6 Passate poi la Frigia e la Galazia, fu loro vietato dallo Spirito Santo d'annunziare la parola di Dio nell'Asia. 7 Ed essendo giunti nella Misia, tentavano di andare nella Bitinia, ma non lo permise loro lo Spirito di Gesù. 8 Traversata allora la Misia, scesero a Troade. 9 Durante la notte Paolo ebbe una visione: gli apparve un uomo di Macedonia e lo pregava dicendo: Passa nella Macedonia e aiutaci. 10 E appena egli ebbe avuta questa visione, cercammo subito di partire per la Macedonia, tenendo per certo che il Signore ci chiamava ad annunziarvi il Vangelo.

Paolo in Macedonia
11 Partiti da Troade andammo direttamente a Samotracia, e il giorno seguente a Neapoli 12 e di lì a Filippi, colonia che è la prima città di quella parte della Macedonia. E restammo in tal città alcuni giorni tenendo conferenze. 13 E di sabato uscimmo fuori di porta, vicino al fiume, dove pareva che fosse la preghiera, e sedutici parlammo alle donne accorse. 14 E una certa donna chiamata Lidia, della città di Tiatira, venditrice di porpora e timorata di Dio, ci ascoltò e il Signore le aprì il cuore per por mente a quello che diceva Paolo. 15 E battezzata che fu con la famiglia, pregò dicendo: Se giudicate ch'io sia fedele al Signore, venite e fermatevi in casa mia. E ci sforzò. 16 Avvenne poi che andando noi alla preghiera una serva che aveva lo spirito di Pitone ci venne incontro. Essa procurava molto guadagno ai suoi padroni col fare l'indovina. 17 Costei, seguitando Paolo e noi, gridava: Questi uomini sono servi di Dio Altissimo, che v'annunziano la via della salvezza. 18 E ciò faceva per molti giorni. Or Paolo, annoiatone, rivoltosi, disse allo spirito: In nome di Gesù Cristo, t'ingiungo di uscire da lei. E sull'istante se ne andò.

Paolo e Sila in prigione
19 Ma i padroni di lei, vedendo che la speranza del guadagno era svanita, presi Paolo e Sila li trassero al foro davanti ai magistrati 20 e, presentatili ai capitani, dissero: Questi due uomini metton sossopra la nostra città, essendo Giudei, 21 ed annunziano usi che non possiamo abbracciare nè praticare noi che siamo Romani. 22 Allora il popolo insorse contro di essi, ed i magistrati, lacerate loro le vesti, li fecero battere con verghe; 23 e date loro molte battiture, li cacciarono in prigione, ingiungendo al custode di far ottima guardia. 24 E lui, avuto simil comando, li cacciò nella più profonda segreta e strinse in ceppi i loro piedi. 25 Or, verso mezzanotte, Paolo e Sila, messisi a pregare cantavano degli inni a Dio, e i carcerati stavano a sentirli. 26 E subito venne un terremoto si grande che ne erano scosse le fondamenta della prigione; e le porte ad un tratto si spalancarono, e le catene di tutti i carcerati caddero a terra. 27 Il custode del carcere, svegliatosi di soprassalto e visto aperte le porte della prigione, sguainata la spada, voleva uccidersi, credendo che i carcerati fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gli gridò ad alta voce: Non ti far male alcuno, chè siam qui tutti quanti. 29 Allora il carceriere, chiesto un lume, entrò dentro e si gettò tremante ai piedi di Paolo e di Sila, 30 poi condottili fuori disse: Signori, che debbo fare per essere salvo? 31 E quelli dissero: Credi nel Signore Gesù e sarai salvo tu e la tua famiglia. 32 Ed annunziarono la parola del Signore a lui e a quanti erano in casa sua. 33 Ed egli, presili con sè in quella stessa ora di notte, lavò le loro piaghe e immediatamente fu battezzato con tutta la sua famiglia. 34 E condottili a casa sua, apparecchiò loro da mangiare, giubilando per aver creduto a Dio con tutti i suoi. 35 Fattosi poi giorno, i magistrati mandarono i littori a dire: Metti in libertà quegli uomini. 36 E il custode delle carceri annunziò queste parole a Paolo: I capitani hanno mandato a liberarvi; or dunque uscite e andatevene in pace. 37 Ma Paolo disse loro: Dopo averci battuti pubblicamente, e senza processo, Romani come siamo, ci hanno messo in prigione: ed ora ci mandano via, di nascosto? Non sarà così, ma vengano 38 essi stessi e ci traggano fuori. I littori riferirono queste parole ai magistrati, e questi, sentendo che erano Romani, ebbero paura; 39 e andati li pregarono a scusarli e, liberatili, li esortarono a partire dalla città. 40 Or essi, usciti dalla prigione, entrarono in casa di Lidia e, visti i fratelli e consolatili, se ne partirono.

Martini:

Atti 16

Paolo in Listri preso seco Timoteo lo circoncide, e in varie città insegna l'osservanza de' precetti Apostolici. Lo Spirito Santo proibisce loro di predicare nell'Asia, e nella Bitinia. Chiamato in visione Paolo nella Macedonia, vanno colà, e predicando da prima in Filippi sono ricevuti in casa da Lidia; ma avendo Paolo cacciato uno spirito pitone, battuti con verghe sono messi in carcere. Succede un tremuoto; e spezzati i loro legami il custode della carcere si converte. Il dì seguente i magistrati li pregano a partirsi dalla città.
1 Arrivo adunque a Derbe, e a Listra. Ed ecco, che quivi si ritrovava un certo discepolo per nome Timoteo, figliuolo di una donna Giudea fedele, di padre Gentile. 2 A lui rendevano buona testimonianza i fratelli, che erano in Lastra, e in Iconio. 3 Volle Paolo, che questi andasse seco: e presolo lo circoncise per riguardo de' Giudei, che erano in que' luoghi; perché tutti sapevano, che il padre di lui era Gentile. 4 E passando di città in città raccomandavan di osservare le regole stabilite dagli apostoli, e dai sacerdoti, che erano in Gerusalemme. 5 E le chiese si assodavano nella fede, e diventavano ogni giorno più numerose. 6 Passata poi la Frigia, e il paese della Galazia, fu loro vietato dallo Spirito Santo di annunziar la parola di Dio nell'Asia. 7 Ed essendo giunti nella Misia tentavano di andare nella Bitinia, ma nol permise loro lo Spirito di Gesù. 8 E traversata la Misia, giunsero a Troade. 9 E fu veduta la notte da Paolo una visione. Un cert'uomo di Macedonia se gli presentava pregandolo, e dicendo: passa nella Macedonia, e ajutaci. 10 E subito che egli ebbe veduta questa visione, cercammo di partire per la Macedonia, accertati, che ci avesse il Signore chiamati ad evangelizzare colà. 11 E fatta vela da Troade a dirittura andammo a Samotracia, e il dì seguente a Napoli. 12 E di lì a Filippi, colonia, che è la prima città di quella parte di Macedonia e dimorammo in questa città alcuni giorni. 13 E il giorno di sabato uscimmo fuori di porta vicino al fiume, dove pareva, che fosse l'orazione: e postici a sedere parlavamo alle donne congregate. 14 E una certa donna per nome Lidia della città di Thiatira, che vendeva la porpora, timorata di Dio, ascoltò: cui il Signore apri il cuore per attendere a quello, che diceva Paolo. 15 E battezzata, che fu ella, e la sua famiglia, pregò, dicendo: Se avete giudicato, che io sia fedele al Signore, venite, e fermatevi a casa mia; e ci fe' forza. 16 Accadde poi, che andando noi all'orazione, una serva, che aveva lo spirito di Pitone, ci venne incontro. Ella portava molto guadagno a' suoi padroni col fare l'indovina. 17 Costei seguitando Paolo, e noi, gridava: Questi uomini sono servi di Dio altissimo, che annunziano a voi la via della salute. 18 Ciò ella faceva per molti giorni. Ma Paolo annojato, rivoltosi disse allo Spirito: Ordino a te nel nome di Gesù Cristo, che esca da costei; e nel medesimo punto se v'andò. 19 Ma vedendo i padroni di lei, che se n'era andata la speranza del loro guadagno, presero Paolo, e Sila, e gli condussero nel foro ai decurioni: 20 E presentatigli ai magistrati, dissero: Questi uomini mettono sossopra la nostra città, essendo Giudei: 21 E predicano cerimonie, le quali non è lecito a noi di abbracciare, né di praticare essendo noi Romani. 22 E insieme la moltitudine insorse contro di essi: e i magistrati, lacerate loro le vesti, ordinarono, che fossero battuti con le verghe. 23 E date loro molte battiture li cacciarono in prigione, dando ordine al custode, che facesse buona guardia. 24 Il quale ricevuto simil comando, li mise nella più profonda segreta, e strinse in ceppi i loro piedi. 25 E su la mezza notte Paolo, e Sila oravano, cantando laudi a Dio: e i carcerati gli udivano. 26 Ma a un tratto venne un gran tremuoto, e tale, che si scossero le fondamenta della prigione; e si apriron di subito tutte le porte, e si sciolsero a tutti le catene. 27 E risvegliatosi il custode della prigione, e vedute aperte le porte della prigione, sguainata la spada, voleva uccidersi, credendo, che i prigioni fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gridò ad alta voce, dicendo: Non fare a te male alcuno, mentre siam qui tutti quanti. 29 E quegli avendo chiesto del lume entrò dentro, e tremante si gittò a' piedi di Paolo, e di Sila. 30 E menatili fuora, disse: Signori, che deggio fare per esser salvo? 31 Ed essi dissero: Credi nel Signore Gesù, e sarai salvo tu, e la tua famiglia. 32 E parlarono della parola del Signore a lui, e a quanti erano nella di lui casa. 33 E presili seco in quella stessa ora di notte, lavò le loro piaghe, e fu battezzato egli, e tutta la sua famiglia immediatamente. 34 E condottigli a casa sua, apparecchiò loro da mangiare, e fece festa dell'avere creduto a Dio con tutti i suoi. 35 E fattosi giorno, i magistrati mandarono i littori a dire: Metti in libertà quegli uomini. 36 E il custode portò questa nuova a Paolo: I magistrati hanno mandato a liberarvi: or dunque uscite, e andatevene in pace. 37 Ma Paolo disse loro: Ci hanno battuti pubblicamente, senza che fossimo condannati. Romani, come siamo, messi in prigione, e ora nascostamente ci mandan via? Non sarà così: ma vengano, 38 Ed eglino ci traggan fuora. Riferirono i littori queste parole a' magistrati, i quali sentendo, che erano romani, ebber paura: 39 E andarono, e fecer loro buone parole, e trattili fuora li pregarono di partirsi dalla città. 40 Ed eglino usciti di prigione entrarono in casa di Lidia: e veduti i fratelli gli consolarono, e si partirono.

Diodati:

Atti 16

1 Or egli giunse in Derba, ed in Listra; ed ecco, quivi era un certo discepolo, chiamato per nome Timoteo, figliuol d'una donna Giudea fedele, ma di padre Greco; 2 del quale i fratelli, ch'erano in Listra, ed in Iconio, rendevan buona testimonianza. 3 Costui volle Paolo che andasse seco; e presolo, lo circoncise, per cagion de' Giudei ch'erano in quei luoghi; perciocchè tutti sapevano che il padre d'esso era Greco. 4 E passando essi per le città, ordinavano loro d'osservar gli statuti determinati dagli apostoli, e dagli anziani, ch'erano in Gerusalemme. 5 Le chiese adunque erano confermate nella fede, e di giorno in giorno crescevano in numero.
6 Poi, avendo traversata la Frigia, e il paese della Galazia, essendo divietati dallo Spirito Santo d'annunziar la parola in Asia, 7 vennero in Misia, e tentavano d'andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù nol permise loro. 8 E passata la Misia, discesero in Troas. 9 ED una visione apparve di notte a Paolo. Un uomo Macedone gli si presentò, pregandolo, e dicendo: Passa in Macedonia, e soccorrici. 10 E quando egli ebbe veduta quella visione, presto noi procacciammo di passare in Macedonia, tenendo per certo che il Signore ci avea chiamati là, per evangelizzare a que' popoli. 11 E perciò, partendo di Troas, arrivammo per diritto corso in Samotracia, e il giorno seguente a Napoli; 12 e di là a Filippi, ch'è la prima città di quella parte di Macedonia, ed è colonia; e dimorammo in quella città alquanti giorni. 13 E nel giorno del sabato andammo fuor della città, presso del fiume, dove era il luogo ordinario dell'orazione; e postici a sedere, parlavamo alle donne ch'erano quivi raunate. 14 Ed una certa donna, chiamata per nome Lidia, mercatante di porpora, della città di Tiatiri, la qual serviva a Dio, stava ad ascoltare. E il Signore aperse il suo cuore, per attendere alle cose dette da Paolo. 15 E, dopo che fu battezzata ella e la sua famiglia, ci pregò dicendo: Se voi mi avete giudicata esser fedele al Signore, entrate in casa mia, e dimoratevi. E ci fece forza.
16 Or avvenne, come noi andavamo all'orazione, che noi incontrammo una fanticella, che avea uno spirito di Pitone, la quale con indovinare facea gran profitto a' suoi padroni. 17 Costei, messasi a seguitar Paolo e noi, gridava, dicendo: Questi uomini son servitori dell'Iddio altissimo, e vi annunziano la via della salute. 18 E fece questo per molti giorni; ma, essendone Paolo annoiato, si rivoltò, e disse allo spirito: Io ti comando, nel nome di Gesù Cristo, che tu esca fuor di lei. Ed egli uscì in quello stante. 19 Or i padroni d'essa, veggendo che la speranza del lor guadagno era svanita, presero Paolo, e Sila, e li trassero alla corte a' rettori. 20 E presentatili a' pretori, dissero: Questi uomini turbano la nostra città; perciocchè son Giudei; 21 ed annunziano dei riti, i quali non è lecito a noi, che siam Romani, di ricevere, nè di osservare. 22 La moltitudine ancora si levò tutta insieme contro a loro; e i pretori, stracciate loro le vesti, comandarono che fosser frustati. 23 E dopo aver loro data una gran battitura, li misero in prigione, comandando al carceriere di guardarli sicuramente. 24 Il quale, ricevuto un tal comandamento, li mise nella prigione più addentro, e serrò loro i piedi ne' ceppi.
25 Or in su la mezzanotte, Paolo e Sila, facendo orazione, cantavano inni a Dio; e i prigioni li udivano. 26 E di subito si fece un gran tremoto, talchè i fondamenti della prigione furono scrollati; e in quello stante tutte le porte si apersero, e i legami di tutti si sciolsero. 27 E il carceriere, destatosi, e vedute le porte della prigione aperte, trasse fuori la spada, ed era per uccidersi, pensando che i prigioni se ne fosser fuggiti. 28 Ma Paolo gridò ad alta voce, dicendo: Non farti male alcuno; perciocchè noi siam tutti qui. 29 Ed egli, chiesto un lume, saltò dentro; e tutto tremante, si gettò a' piedi di Paolo e di Sila. 30 E menatili fuori, disse: Signori, che mi conviene egli fare per esser salvato? 31 Ed essi dissero: Credi nel Signor Gesù Cristo, e sarai salvato tu, e la casa tua. 32 Ed essi annunziarono la parola del Signore a lui, ed a tutti coloro ch'erano in casa sua. 33 Ed egli, presili in quell'istessa ora della notte, lavò loro le piaghe. Poi in quell'istante fu battezzato egli, e tutti i suoi. 34 Poi, menatili in casa sua, mise loro la tavola; e giubilava d'avere, con tutta la sua casa, creduto a Dio.
35 Ora, come fu giorno, i pretori mandarono i sergenti a dire al carceriere: Lascia andar quegli uomini. 36 E il carceriere rapportò a Paolo queste parole, dicendo: I pretori hanno mandato a dire che siate liberati; ora dunque uscite, e andatevene in pace. 37 Ma Paolo disse loro: Dopo averci pubblicamente battuti, senza essere stati condannati in giudicio, noi che siam Romani, ci hanno messi in prigione; ed ora celatamente ci mandano fuori! La cosa non andrà così; anzi, vengano eglino stessi, e ci menino fuori. 38 E i sergenti rapportarono queste parole a' pretori; ed essi temettero, avendo inteso ch'erano Romani. 39 E vennero, e li pregarono di perdonar loro; e menatili fuori, li richiesero d'uscir della città. 40 Ed essi, usciti di prigione, entrarono in casa di Lidia; e, veduti i fratelli, li consolarono, e poi si dipartirono.

Commentario completo di Matthew Henry:

Atti 16

1 INTRODUZIONE AGLI ATTI CAPITOLO 16

È un rimprovero a Barnaba che, dopo che ha lasciato Paolo, non si senta più parlare di lui, di ciò che ha fatto o sofferto per Cristo. Ma Paolo, come fu raccomandato dai fratelli alla grazia di Dio, così i suoi servizi per Cristo dopo questo sono in gran parte registrati; Dobbiamo assisterlo in questo capitolo da un luogo all'altro, dovunque egli sia venuto facendo del bene, innaffiando o piantando, iniziando un nuovo lavoro o migliorando ciò che è stato fatto. Ecco qui

I. L'inizio della sua conoscenza con Timoteo, e il suo prenderlo come suo assistente, Atti 16:1-3.

II. La visita che fece alle chiese per la loro istituzione, Atti 16:4-5.

III. La sua chiamata in Macedonia (dopo una restrizione a cui era stato sottoposto dal recarsi in altri luoghi), e la sua venuta a Filippi, la città principale della Macedonia, con i suoi divertimenti lì, Atti 16:6-13.

IV. La conversione di Lidia lì, Atti 16:14-15.

V. Lo scacciamento di uno spirito maligno da una fanciulla, Atti 16:16-18.

VI. L'accusa e l'insulto di Paolo e Sila per questo, la loro prigionia e le umiliazioni fatte loro, Atti 16:19-24.

VII. La miracolosa conversione del carceriere alla fede di Cristo, Atti 16:25-34.

VIII. L'onorevole congedo di Paolo e Sila da parte dei magistrati, Atti 16:35-40.

Ver. 1. Paolo era un padre spirituale, e come tale lo abbiamo qui che adottò Timoteo, e si prese cura dell'educazione di molti altri che erano stati generati a Cristo dal suo ministero: e in tutto sembra essere stato un padre saggio e tenero. Ecco qui

Il suo prendere Timoteo nella sua conoscenza e sotto la sua istruzione. Una cosa che il libro degli Atti ha lo scopo di aiutarci a comprendere le epistole di Paolo, due delle quali sono dirette a Timoteo; era quindi necessario che nella storia di Paolo avessimo qualche resoconto su di lui. E noi siamo qui di conseguenza detto,

1. Che era un discepolo, uno che apparteneva a Cristo, e fu battezzato, probabilmente nella sua infanzia, quando sua madre divenne credente, come la casa di Lidia fu battezzata dopo che lei credette, Atti 16:15. Egli, che era discepolo di Cristo, Paolo lo prese come suo discepolo, per poterlo ulteriormente addestrare nella conoscenza e nella fede di Cristo; lo prese per essere allevato per Cristo.

2. Che sua madre era originariamente ebrea, ma credeva in Cristo; il suo nome era Eunice, il nome di sua nonna era Lois. Paolo parla di entrambe con grande rispetto, come di donne di eminente virtù e pietà, e le loda specialmente per la loro fede non finta (2; Timoteo 1:5), per il loro sincero abbracciare e aderire alla dottrina di Cristo.

3. Che suo padre era un greco, un gentile. Il matrimonio di una donna ebrea con un marito gentile (anche se alcuni farebbero la differenza) era proibito tanto quanto il matrimonio di un uomo ebreo con una moglie gentile, Deuteronomio 7:3. Non darai tua figlia a suo figlio più di quanto non prenderai sua figlia a tuo figlio; ma sembra che questo fosse limitato alle nazioni che vivevano in Canaan in mezzo a loro, da cui erano più in pericolo di infezione. Ora, poiché suo padre era greco, non fu circonciso, perché il termine del patto e il suo sigillo, come di altri mezzi in quella nazione, passarono dal padre e non dalla madre; così che suo padre, non essendo ebreo, non era obbligato alla circoncisione, né aveva diritto ad essa, a meno che, quando era cresciuto, non l'avesse desiderata lui stesso. Ma, osservate, sebbene sua madre non potesse convincerlo a farlo circoncidere nella sua infanzia, perché suo padre era di un'altra mente e di un'altra via, tuttavia lo educò nel timore di Dio, affinché, sebbene volesse il segno dell'alleanza, non volesse che la cosa fosse significata.

4. Che si era guadagnato un'ottima reputazione tra i cristiani: era ben noto ai fratelli che erano a Listra e a Iconio; non solo aveva una reputazione senza macchia ed era esente da scandalo, ma aveva una reputazione luminosa, e grandi elogi furono dati di lui, come un giovane straordinario, e uno da cui ci si aspettavano grandi cose. Non solo quelli del luogo in cui era nato, ma anche quelli delle città vicine, lo ammiravano e parlavano onorevolmente di lui. Aveva un nome per le cose buone con le brave persone.

5. Che Paolo voleva che lui andasse con lui, che lo accompagnasse, che lo assistesse, che ricevesse istruzioni da lui e che si unisse a lui nell'opera del vangelo, che predicasse per lui quando ce n'era l'occasione e che fosse lasciato indietro nei luoghi in cui aveva fondato chiese. Paolo aveva un grande amore per lui, non solo perché era un giovane ingegnoso, e di grandi parti, ma perché era un giovane serio, e di affetto devoto: perché Paolo era sempre memore delle sue lacrime, 2Timoteo 1:4.

6. Che Paolo lo prese e lo circoncise, o ordinò che fosse fatto. Era strano. Paolo non si era forse opposto con tutte le sue forze a coloro che volevano imporre la circoncisione ai convertiti gentili? Non aveva egli in quel momento con lui i decreti del sinedrio di Gerusalemme, che testimoniava contro di esso? Egli aveva circonciso Timoteo, non, come quegli insegnanti avevano progettato nell'imporre la circoncisione, per obbligarlo a osservare la legge cerimoniale, ma solo per rendere la sua conversazione e il suo ministero passabili e, se possibile, accettabili tra i Giudei che abbondavano in quei luoghi. Sapeva che Timoteo era un uomo che avrebbe probabilmente fatto molto bene tra loro, essendo mirabilmente qualificato per il ministero, se non avessero avuto pregiudizi invincibili contro di lui; e perciò, affinché non lo escludessero come un impuro, perché incirconciso, lo prese e lo circoncise. Così divenne come Giudeo per i Giudei, per guadagnare i Giudei, e ogni cosa a tutti, per guadagnare alcuni. Era contro coloro che rendevano la circoncisione necessaria alla salvezza, ma la usavano lui stesso quando era favorevole all'edificazione; né era rigido nell'opporvisi, come lo erano loro nell'imporla. Così, anche se in questo caso non andò secondo la lettera del decreto, andò secondo lo spirito di esso, che era uno spirito di tenerezza verso gli ebrei e la volontà di allontanarli gradualmente dai loro pregiudizi. Paolo non ebbe difficoltà a prendere Timoteo come suo compagno, benché non fosse circonciso; ma i Giudei non lo ascolterebbero se lo fosse, e perciò Paolo li asseconderà qui. È probabile che fu in questo periodo che Paolo impose le mani su Timoteo, per conferirgli il dono dello Spirito Santo, 2; Timoteo 1:6.

II. La sua conferma delle chiese che aveva fondato (Atti 16:4-5): Andò per le città dove aveva predicato la parola del Signore, come intendeva (Atti 15:36), per indagare sul loro stato. E ci viene detto,

1. Che consegnassero loro copie dei decreti del sinodo di Gerusalemme, per essere una direzione per loro nel governo di se stessi, e affinché potessero avere con cui rispondere ai dottori giudaizzanti e giustificarsi nell'aderire alla libertà con cui Cristo li aveva resi liberi. Tutte le chiese erano interessate a quel decreto, e quindi era necessario che tutte lo avessero ben attestato. Benché Paolo avesse circonciso Timoteo per una particolare ragione, tuttavia non voleva che ciò diventasse un precedente; E perciò trasmise i decreti alle chiese, perché fossero osservate religiosamente, perché esse dovevano attenersi alla regola e non essere tratte da essa da un esempio particolare.

2. Che questo è stato di grande utilità per loro.

(1.) Le chiese sono state stabilite nella fede, Atti 16:5.

Essi furono confermati in particolare nella loro opinione contro l'imposizione della legge cerimoniale ai Gentili; La grande sicurezza e il calore con cui gli insegnanti giudaizzanti insistevano sulla necessità della circoncisione, e gli argomenti plausibili che producevano per essa, li avevano scioccati, così che cominciarono a vacillare al riguardo. Ma quando videro la testimonianza non solo degli apostoli e degli anziani, ma anche dello Spirito Santo in loro, contro di essa, furono saldi e non vacillarono più al riguardo. Nota: Le testimonianze della verità, sebbene non possano prevalere per convincere coloro che vi si oppongono, possono essere di grande utilità per stabilire coloro che sono in dubbio al riguardo, e per risolverli. Anzi, essendo lo scopo di questo decreto di mettere da parte la legge cerimoniale, e le ordinanze carnali di essa, furono da esso stabilite nella fede cristiana in generale, ed erano più fermamente sicure che fosse da Dio, perché stabiliva un modo spirituale di servire Dio, come più adatto alla natura sia di Dio che dell'uomo; e, inoltre, quello spirito di tenerezza e di condiscendenza che appariva in queste lettere mostrava chiaramente che gli apostoli e gli anziani erano qui sotto la guida di colui che è l'amore stesso.

(2.) Aumentavano di numero ogni giorno. L'imposizione del giogo della legge cerimoniale ai loro convertiti era sufficiente a spaventare la gente da loro. Se fossero stati disposti a convertirsi Giudei, avrebbero potuto farlo molto tempo fa, prima che gli apostoli venissero tra loro; ma, se non possono interessarsi dei privilegi cristiani senza sottomettersi al giogo degli ebrei, saranno come sono. Ma, se scoprono che non c'è pericolo di essere così schiavizzati, sono pronti ad abbracciare il cristianesimo e ad unirsi alla chiesa. E così la chiesa aumentava di numero ogni giorno; non passava giorno che l'uno o l'altro rendesse il proprio nome a Cristo. Ed è una gioia per coloro che augurano di cuore ogni bene all'onore di Cristo, al benessere della chiesa e delle anime degli uomini, vedere un tale aumento.

6 Ver. 6.

In questi versetti abbiamo:

Paolo viaggia su e giù per fare del bene.

1. Egli e Sila, suo collega, percorsero la Frigia e la regione della Galazia, dove, a quanto pare, il vangelo era già stato piantato, ma non è menzionato se per mano di Paolo o no; è probabile che lo fosse, poiché nella sua lettera ai Galati egli parla della sua predicazione del vangelo a loro all'inizio, e quanto era accettevole fra loro, Galati 4:13-15. E da quella lettera risulta che i dottori giudaizzanti avevano allora fatto molto male a queste chiese della Galazia, le avevano prevenute contro Paolo e le avevano tratte dal vangelo di Cristo, per il quale egli le rimprovera severamente. Ma probabilmente è stato un bel po' di tempo dopo questo.

2. In quel tempo fu loro proibito di predicare il Vangelo in Asia (il paese propriamente detto), perché non ne aveva bisogno, essendovi altre mani al lavoro; o perché il popolo non era ancora preparato a riceverlo, come lo fu in seguito (Atti 19:10), quando tutti coloro che abitavano in Asia udirono la parola del Signore; o, come suggerisce il dottor Lightfoot, perché in questo momento Cristo avrebbe impiegato Paolo in una nuova opera, che era quella di predicare il vangelo in una colonia romana a Filippi, perché fino a quel momento i Gentili ai quali aveva predicato erano Greci. I Romani erano particolarmente odiati dagli Ebrei rispetto agli altri Gentili; i loro eserciti erano l' abominio della desolazione; e quindi c'è questo, tra le altre cose, straordinario nella sua chiamata lì, che gli è proibito di predicare il Vangelo in Asia e in altri luoghi, al fine di predicarlo lì, il che è un indizio che la luce del Vangelo sarebbe stata in seguito diretta più verso ovest che verso est. Fu lo Spirito Santo che proibì loro, o con sussurri segreti nella mente di entrambi, che, quando vennero a confrontare le note, scoprirono essere gli stessi, e provenire dallo stesso Spirito; o da alcuni profeti che parlavano loro in base allo Spirito. La rimozione dei ministri e la dispensazione dei mezzi della grazia da parte loro sono in modo particolare sotto una guida e una direzione divina. Troviamo un ministro dell'Antico Testamento a cui è proibito di predicare (Ezechiele 3:26): Sarai muto. Ma a questi ministri del Nuovo Testamento è proibito solo di predicare in un luogo, mentre sono indirizzati in un altro dove c'è più bisogno.

3. Sarebbero andati in Bitinia, ma non fu loro permesso: lo Spirito non permise loro, Atti 16:7. Vennero in Misia e, come dovrebbe sembrare, predicarono il Vangelo lì; perché, sebbene fosse un paese molto meschino e spregevole, anche secondo un proverbio (Mysorum ultimus, in Cicerone, è un uomo molto spregevole), tuttavia gli apostoli non disdegnavano di visitarlo, ritenendosi debitori sia verso i sapienti che verso gli insensati, Romani 1:14. In Bitinia si trovava la città di Nizza, dove si tenne il primo concilio generale contro gli ariani; in questi paesi Pietro mandò la sua epistola (1Pietro 1:1); E qui c'erano chiese fiorenti, perché, sebbene non avessero il Vangelo mandato loro ora, lo ebbero a loro volta, non molto tempo dopo. Osservate, sebbene il loro giudizio e la loro inclinazione fossero di andare in Bitinia, tuttavia, avendo allora modi straordinari di conoscere la mente di Dio, furono da essi scavalcati, contrariamente alla loro stessa mente. Ora dobbiamo seguire la provvidenza e sottometterci alla guida di quella colonna di nuvole e di fuoco; e, se questo ci permette di non fare ciò che cerchiamo di fare, dovremmo acconsentire e crederci per il meglio. Lo Spirito di Gesù non permise loro di farlo, così tante copie antiche lo lettero. I servitori del Signore Gesù devono essere sempre sotto il controllo e la condotta dello Spirito del Signore Gesù, mediante il quale Egli governa la mente degli uomini.

4. Passarono per la Misia, o la attraversarono (così alcuni), seminando buon seme, possiamo supporre, mentre procedevano; e scesero a Troade, la città di, di cui si parla tanto, o nel paese circostante, che da essa prese il nome. Qui fu fondata una chiesa; poiché qui ne troviamo uno in essere, Atti 20:6-7, e probabilmente piantato in questo tempo, e in poco tempo. Sembra che a Troas Luca si sia unito a Paolo e si sia unito alla sua compagnia; perché d'ora in poi, per la maggior parte, quando parla dei viaggi di Paolo, si mette nel numero del suo seguito, siamo andati, Atti 16:10.

II. La particolare chiamata di Paolo alla Macedonia, cioè a Filippi, la città principale, abitata per lo più da Romani, come appare in Atti 16:21. Qui abbiamo,

1. La visione che ebbe Paolo, Atti 16:9. Paolo ebbe molte visioni, a volte per incoraggiarlo, a volte, come in questo caso, per guidarlo nel suo lavoro. Gli apparve un angelo, per fargli capire che era volontà di Cristo che andasse in Macedonia. Non si scoraggi per l'embargo imposto su di lui più e più volte, con il quale i suoi disegni sono stati violati; poiché, anche se non andrà dove ha intenzione di andare, andrà dove Dio ha l'opera da fargli fare. Ora osservate,

(1.) La persona che Paolo vide. Stava accanto a lui un macedone, che per il suo abito o dialetto sembrava così a Paolo, o che gli diceva di esserlo. L'angelo, secondo alcuni, assunse la forma di un uomo del genere; o, come altri pensano, impresse nella fantasia di Paolo, tra il sonno e la veglia, l'immagine di un tale uomo: sognò di vederne uno. Cristo volle che Paolo fosse diretto in Macedonia, non come gli apostoli lo erano stati in altre occasioni, per mezzo di un messaggero dal cielo, per mandarlo là, ma per mezzo di un messaggero che lo chiamasse là, perché in questo modo avrebbe poi ordinariamente diretto i movimenti dei suoi ministri, inclinando i cuori di coloro che ne avevano bisogno per invitarli. Paolo sarà chiamato in Macedonia da un uomo della Macedonia, e da lui parlerà a nome degli altri. Alcuni fanno di quest'uomo l'angelo tutelare della Macedonia, supponendo che gli angeli avessero la responsabilità di luoghi particolari oltre che di persone, e che tanto è suggerito Daniele 10:20, dove leggiamo dei principi di Persia e di Grecia, che sembrano essere stati angeli. Ma di questo non c'è certezza. Agli occhi di Paolo o alla sua mente si presentò un macedone. L'angelo non deve predicare il vangelo ai Macedoni, ma deve portare loro Paolo. Né deve ordinargli di andare con l'autorità di un angelo, ma in persona di una corte macedone di venire. Un uomo di Macedonia, non un magistrato del paese, tanto meno un sacerdote (Paolo non era abituato a ricevere inviti da costui), ma un normale abitante di quel paese, un uomo semplice, che portava sul volto segni di probità e serietà, che non veniva a scherzare con Paolo né a scherzare con lui, ma con buona serietà e con tutta serietà per importunare il suo aiuto.

(2.) L'invito che gli è stato dato. Questo onesto Macedone lo pregò, dicendo: Passa in Macedonia e aiutaci; Cioè

"Venite e predicateci il vangelo; facci avere il beneficio delle tue fatiche".

[1.] "Tu hai aiutato molti; abbiamo sentito parlare di quelli in questo e

l'altro paese al quale sei stato molto utile; e

Perché non possiamo dare una parte? Oh, vieni ad aiutarci".

I benefici che gli altri hanno ricevuto dal Vangelo dovrebbero stimolare le nostre ricerche, le nostre ulteriori ricerche, dopo di esso.

[2.] "È affar tuo, ed è tuo diletto, aiutare i poveri

Anime; Tu sei un medico per i malati, che devi essere

pronto alla chiamata di ogni paziente; Oh, vieni ad aiutarci".

[3.] "Abbiamo bisogno del tuo aiuto, come di qualsiasi altro popolo;

noi in Macedonia siamo altrettanto ignoranti e negligenti in

come lo sono tutti i popoli del mondo, sono idolatri

e vizioso come tutti, e ingegnoso e laborioso

rovinarci come tutti; e perciò, o vieni, vieni con

tutti veloci tra noi. Se puoi fare qualcosa, abbi

compassione su di noi e aiutaci".

[4.] "Quei pochi tra noi che hanno un po' di senso delle cose divine,

e qualsiasi preoccupazione per la propria anima e per le anime di

altri, hanno fatto ciò che si poteva fare, con l'aiuto di

luce naturale; Ho fatto la mia parte per uno. Abbiamo

ha portato la questione fin dove si può spingere, per persuadere

il prossimo a temere e adorare Dio, ma noi possiamo

poco buono tra loro. Oh vieni, vieni tu, e

aiutaci. Il vangelo che tu predichi ha argomenti e

poteri superiori a quelli che ci sono stati finora forniti".

[5.] "Non solo aiutaci con le tue preghiere qui: questo

non fare; Tu devi venire ad aiutarci".

Notate, le persone hanno un grande bisogno di aiuto per le loro anime, ed è loro dovere prendersene cura e invitare coloro tra loro che possono aiutarle.

2. L'interpretazione fatta della visione (Atti 16:10): Da ciò essi compresero con certezza che il Signore li aveva chiamati a predicare il vangelo ; ed erano pronti ad andare dove Dio gli aveva ordinato. Nota: A volte possiamo dedurre una chiamata di Dio da una chiamata dell'uomo. Se un macedone dice: Vieni ad aiutarci, Paolo ne deduce con certezza che Dio dice: Va' ad aiutarli. I ministri possono andare avanti con grande gioia e coraggio nel loro lavoro quando percepiscono che Cristo li chiama non solo a predicare il Vangelo, ma a predicarlo in questo tempo, in questo luogo, a questo popolo.

III. Il viaggio di Paolo in Macedonia di seguito: Non fu disubbidiente alla visione celeste, ma seguì questa direzione divina molto più allegramente e con più soddisfazione, di quanto avrebbe seguito qualsiasi espediente o inclinazione sua.

1. Là rivolse i suoi pensieri. Ora che conosce la mente di Dio in materia, è determinato, perché questo è tutto ciò che voleva; ora non pensa più all'Asia, né alla Bitinia, ma subito cercammo di andare in Macedonia. Paolo ebbe solo la visione, ma la comunicò ai suoi compagni, ed essi, a causa di ciò, decisero per la Macedonia. Come Paolo seguirà Cristo, così tutti i suoi lo seguiranno, o piuttosto seguiranno Cristo con lui. Stanno preparando le cose per questa spedizione immediatamente, senza indugio. Si noti che le chiamate di Dio devono essere soddisfatte immediatamente. Come la nostra obbedienza non deve essere messa in discussione, così non deve essere differita; fallo oggi, affinché il tuo cuore non si indurisca. Osservate, non potevano entrare immediatamente in Macedonia; ma cercarono subito di andare. Se non possiamo essere così veloci come lo saremmo nelle nostre prestazioni, possiamo comunque essere nei nostri sforzi, e questo sarà accettato.

2. Là guidò la sua rotta. Salparono con la prima nave e con il primo vento favorevole da Troade; perché possono essere sicuri di aver fatto ciò che dovevano fare lì quando Dio li chiamerà in un altro luogo. Giunsero con una rotta diritta, un viaggio prospero, a Samotracia; il giorno seguente giunsero a Neapolis, una città ai confini della Tracia e della Macedonia; e infine sbarcarono a Filippi, città così chiamata da Filippo, re di Macedonia, padre di Alessandro Magno; si dice che sia [Atti 16:12] :

(1.) La città principale di quella parte della Macedonia; o, come alcuni lo leggono, la prima città, la prima in cui arrivarono quando vennero da Troas. Come un esercito che sbarca in un paese di cui si progetta di diventare padrone comincia con la riduzione del primo luogo in cui giunge, così fecero Paolo e i suoi assistenti: cominciarono con la prima città, perché, se il vangelo fosse stato ricevuto lì, si sarebbe diffuso più facilmente in tutto il paese.

(2.) Era una colonia. I Romani non solo avevano una guarnigione, ma gli abitanti della città erano Romani, almeno i magistrati, e la parte governante. C'era il maggior numero e varietà di persone, e quindi la più probabilità di fare del bene.

IV. Il freddo intrattenimento che Paolo e i suoi compagni incontrarono a Filippi. Ci si sarebbe aspettati che, avendo una chiamata così particolare da parte di Dio, lì avrebbero avuto un'accoglienza gioiosa, come Pietro aveva fatto con Cornelio quando l'angelo lo mandò lì. Dov'era l'uomo della Macedonia che pregò Paolo di venire là in tutta fretta? Perché non incitò i suoi compatrioti, almeno alcuni di loro, ad andargli incontro? Perché Paolo non fu presentato con solennità e le chiavi della città non gli furono messe in mano? Qui non c'è niente di simile; per

1. Ci vuole un bel po' di tempo prima che ci si accorga di lui: Eravamo in quella città per certi giorni, probabilmente in un pub e a loro spese, perché non avevano amici che li invitassero anche solo a un pasto, finché Lidia non li accolse. Avevano fatto tutta la fretta che potevano, ma, ora che sono lì, sono quasi tentati di pensare che avrebbero potuto benissimo rimanere dov'erano. Ma così fu ordinato per il loro processo se potevano sopportare il dolore del silenzio e della menzogna, quando questo era il loro destino. Non sono adatti a vivere in questo mondo quegli uomini eminenti e utili che non sanno essere disprezzati e trascurati. Non lasciate che i ministri pensino che sia strano se prima sono fortemente invitati in un luogo, e poi guardati timidamente quando arrivano.

2. Quando hanno l'opportunità di predicare, è in un luogo oscuro, e in un uditorio meschino e piccolo, Atti 16:13. Non c'era nessuna sinagoga dei Giudei lì, per quanto sembri, che fosse una porta d'ingresso per loro, e non andavano mai ai templi degli idoli dei Gentili, per predicare agli uditori lì; ma qui, dopo aver fatto un'indagine, trovarono una piccola riunione di brave donne, che erano proselite della porta, che sarebbero state loro grate se avessero tenuto loro un sermone. Il luogo di questo incontro è fuori città; Lì era connivente, ma non si sarebbe sofferto in nessun luogo all'interno delle mura. Era un luogo dove si era soliti fare la preghiera; προσευχη - dove un oratorio o casa di preghiera era (così alcuni), una cappella o una sinagoga più piccola. Ma preferisco prenderlo, come lo leggiamo, dove la preghiera era stabilita o abituata ad essere. Coloro che adoravano il vero Dio e non adoravano gli idoli, si riunivano lì per pregare insieme e, secondo la descrizione della devozione più antica e universale, per invocare il nome del Signore. Ognuno di loro pregava in disparte ogni giorno; questa era sempre l'abitudine di coloro che adoravano Dio, ma oltre a questo si riunivano in giorno di sabato. Sebbene fossero pochi e sminuiti dalla città, sebbene la loro riunione fosse a una certa distanza, sebbene, per quanto sembri, non ci fossero altro che donne, tuttavia gli adoratori di Dio dovevano tenere un'assemblea solenne, se in qualche modo era possibile, nel giorno di sabato. Quando non possiamo fare ciò che vorremmo, dobbiamo fare ciò che possiamo; Se non abbiamo sinagoghe, dobbiamo essere grati per avere più luoghi privati, e ricorrere ad essi, non abbandonando la nostra comune adunanza, secondo le nostre opportunità. Si dice che questo luogo si trovi lungo una riva del fiume, che forse è stato scelto per fare amicizia con la contemplazione. Si dice che gli idolatri prendano la loro sorte tra le pietre lisce del torrente, Isaia 57:6. Ma questi proseliti avevano negli occhi, forse, l'esempio di quei profeti che ebbero le loro visioni, uno presso il fiume Chebar (Ezechiele 1:1), un altro presso il grande fiume Hiddekel , Daniele 10:4. Là andarono Paolo, Sila e Luca e si sedettero per istruire l'assemblea, affinché pregassero meglio con loro. Parlavano alle donne che vi si recavano lì, le incoraggiavano a praticare secondo la luce che avevano e le conducevano oltre alla conoscenza di Cristo.

V. La conversione di Lidia, che probabilmente fu la prima che fu spinta a credere in Cristo, anche se non l'ultima. In questa storia degli Atti, non abbiamo solo la conversione di luoghi registrati, ma di molte persone particolari, perché tale è il valore delle anime che la riduzione di una a Dio è una grande questione. Né abbiamo solo le conversioni che sono state effettuate per miracolo, come quella di Paolo, ma alcune che sono state compiute con i metodi ordinari della grazia, come quella di Lidia qui. Osservare

1. Chi era questo convertito di cui si presta particolare attenzione. Quattro cose sono registrate di lei:

(1.) Il suo nome, Lydia. È un onore per lei avere il suo nome scritto qui nel libro di Dio, in modo che ovunque si leggano le Scritture, si dica questo riguardo a lei. Nota: I nomi dei santi sono preziosi presso Dio, e dovrebbero esserlo anche per noi; non possiamo avere i nostri nomi registrati nella Bibbia, ma, se Dio apre i nostri cuori, li troveremo scritti nel libro della vita, e questo è meglio (Filippesi 4:3) e di cui rallegrarsi, Luca 10:20.

(2.) La sua vocazione. Era una venditrice di porpora, di tintura di porpora o di stoffa di porpora o di seta. Osservare

[1.] Aveva una chiamata, una chiamata onesta, di cui lo storico prende atto a sua lode; non era nessuna di quelle donne di cui parla l'apostolo (1Timoteo 5:13), che imparano ad essere oziose, e non solo oziose, ecc.

[2.] Era una chiamata meschina. Era una venditrice di porpora, non una che indossava la porpora, pochi di questi sono chiamati. L'avviso qui preso di ciò è un avvertimento a coloro che sono impiegati in oneste chiamate, se sono onesti nella loro gestione, di non vergognarsene.

[3.] Sebbene avesse una vocazione mentale, tuttavia era un'adoratrice di Dio e trovava il tempo per migliorare i vantaggi per la sua anima. L'attività delle nostre particolari chiamate può essere fatta coincidere molto bene con l'attività della religione, e quindi non ci esonererà dagli esercizi religiosi da soli, e nelle nostre famiglie, o nelle assemblee solenni, dire: Abbiamo negozi da curare e un mestiere da pensare; non abbiamo infatti anche noi un Dio da servire e un'anima da custodire? La religione non ci chiama dai nostri affari nel mondo, ma ci dirige in esso. Ogni cosa nel suo tempo e nel suo luogo.

(3.) Il luogo in cui si trovava - della città di Tiatira, che era molto lontana da Filippi; lì era nata e cresciuta, ma o si era sposata a Filippi, o era stata portata dal suo mestiere a stabilirsi lì. La provvidenza di Dio, come sempre stabilisce, così spesso rimuove i confini della nostra abitazione, e talvolta rende il cambiamento della nostra condizione esteriore o del luogo della nostra dimora meravigliosamente subordinato ai disegni della sua grazia riguardo alla nostra salvezza. La Provvidenza conduce Lidia a Filippi, per essere sotto il ministero di Paolo, e lì, dove lo incontrava, ne faceva buon uso; Così dovremmo migliorare le opportunità.

(4.) La sua religione davanti al Signore le aprì il cuore.

[1.] Adorava Dio secondo la conoscenza che aveva, era una delle donne devote. A volte la grazia di Dio operava su coloro che, prima della loro conversione, erano molto malvagi e vili, pubblicani e prostitute; tali eravate alcuni di voi, 1Corinzi 6:11. Ma a volte si attaccava a coloro che erano di buon carattere, che avevano qualcosa di buono in loro, come l'eunuco, Cornelio e Lidia. Nota: Non è sufficiente essere adoratori di Dio, ma dobbiamo essere credenti in Gesù Cristo, perché non c'è venuta a Dio come Padre, ma per mezzo di lui come Mediatore. Ma coloro che hanno adorato Dio secondo la luce, si sono resi buoni per le scoperte di Cristo e per la sua grazia verso di loro; a chi ha sarà dato, e a loro Cristo sarebbe il benvenuto, perché coloro che sanno che cosa significhi adorare Dio, vedono il loro bisogno di Cristo e sanno a che serve la sua mediazione.

[2.] Ella ascoltò gli apostoli. Qui, dove si pregava, quando c'era l'occasione, si predicava la parola; poiché l'udire la parola di Dio fa parte dell'adorazione religiosa, e come possiamo aspettarci che Dio ascolti le nostre preghiere se non diamo ascolto alla sua parola? Quelli che adoravano Dio secondo la luce avevano atteso ulteriore luce; Dobbiamo migliorare la giornata delle piccole cose, ma non dobbiamo riposarci in essa.

2. Qual è stata l'opera che è stata compiuta su di lei: il cui cuore il Signore ha aperto. Osserva qui,

(1.) L'autore di quest'opera: era il Signore, il Signore Cristo, a cui è affidato questo giudizio, lo Spirito del Signore, che è il santificatore. Nota: L'opera di conversione è opera di Dio; è lui che opera in noi sia per volere che per agire; non come se non avessimo nulla da fare, ma da soli, senza la grazia di Dio, non possiamo fare nulla; né come se Dio fosse minimamente responsabile della rovina di coloro che periscono, ma la salvezza di coloro che sono salvati deve essere interamente attribuita a lui.

(2.) La sede di quest'opera; è nel cuore che si compie il cambiamento, è al cuore che viene data questa svolta benedetta; fu il cuore di Lidia che fu operato. Il lavoro di conversione è lavoro di cuore; È un rinnovamento del cuore, dell'uomo interiore, dello spirito della mente.

(3.) La natura del lavoro; non solo il suo cuore è stato toccato, ma il suo cuore si è aperto. Un'anima non convertita è rinchiusa e fortificata contro Cristo, chiusa strettamente, come Gerico contro Giosuè, Giosuè 6:1. Cristo, trattando con l'anima, bussa alla porta che è chiusa contro di lui (Apocalisse 3:20); e, quando un peccatore è efficacemente persuaso ad abbracciare Cristo, allora il cuore è aperto per l'entrata del Re della gloria: l'intelletto è aperto a ricevere la luce divina, la volontà aperta a ricevere la legge divina e gli affetti aperti a ricevere l'amore divino. Quando il cuore è così aperto a Cristo, l'orecchio è aperto alla sua parola, le labbra si aprono nella preghiera, la mano si apre nella carità e i gradini si allargano in ogni sorta di obbedienza al Vangelo.

3. Quali sono stati gli effetti di questo lavoro sul cuore.

(1.) Ha prestato grande attenzione alla parola di Dio. Il suo cuore era così aperto che prestava attenzione alle cose dette da Paolo; non solo assistette alla predicazione di Paolo, ma vi prestò attenzione; applicò a se stessa (così alcuni lo lessero ) le cose che erano state dette da Paolo; E allora solo la parola ci fa bene, e fa un'impressione duratura su di noi, quando la applichiamo a noi stessi. Ora questa era una prova dell'apertura del suo cuore, e ne era il frutto; ovunque il cuore sia aperto dalla grazia di Dio, lo apparirà con una diligente attenzione e attenzione alla parola di Dio, sia per amore di Cristo, di cui la parola è, sia per noi stessi, che siamo così interessati ad essa.

(2.) Ella diede il suo nome a Gesù Cristo, e prese su di sé la professione della sua santa religione: fu battezzata, e con questo rito solenne fu ammessa come membro della chiesa di Cristo; e con lei fu battezzata anche la sua casa, quelli di coloro che erano bambini nel suo diritto, perché se la radice è santa, così sono i rami, e quelli che sono cresciuti grazie alla sua influenza e autorità. Lei e la sua casa furono battezzati secondo la stessa regola con cui furono circoncisi Abramo e la sua casa, perché il sigillo del patto appartiene a coloro che hanno patteggiato e alla loro discendenza.

(3.) Era molto gentile con i ministri e desiderava essere ulteriormente istruita da loro nelle cose che riguardano il regno di Dio: ci supplicava dicendo:

"Se mi avete giudicato fedele al Signore, se

prendimi per essere un cristiano sincero, manifesta il tuo

confida in me per questo, entra nella mia casa e dimora

lì".

Così desiderava un'opportunità,

[1.] Per testimoniare la sua gratitudine a coloro che erano stati gli strumenti della grazia divina in questo benedetto cambiamento che era stato operato su di lei. Quando il suo cuore era aperto a Cristo, la sua casa era aperta ai suoi ministri per amor suo, ed essi erano i benvenuti al miglior intrattenimento che aveva, che non pensava troppo buono per coloro delle cui cose spirituali aveva raccolto così abbondantemente. Anzi, non solo sono i benvenuti in casa sua, ma lei è estremamente pressante e importuna con loro: ci ha costretto; il che suggerisce che Paolo era molto arretrato e non disposto ad andare, perché aveva paura di essere di peso alle famiglie dei giovani convertiti, e avrebbe studiato per fare il vangelo di Cristo gratuitamente (1Corinzi 9:18; Atti 20:34), affinché coloro che erano fuori non avessero occasione di rimproverare i predicatori del vangelo come uomini che progettavano ed egoisti, e che coloro che erano all'interno non avessero occasione di lamentarsi delle spese della loro religione: ma la Lidia non avrebbe alcun contrario; non crederà che la considerino una cristiana sincera a meno che non la obblighino in questo; come Abramo che invitò gli angeli (Genesi 18:3), se ora ho trovato grazia ai tuoi occhi, non allontanarmi dal tuo servo.

[2.] Desiderava avere l'opportunità di ricevere ulteriori istruzioni. Se solo potesse averli per un po' nella sua famiglia, potrebbe ascoltarli ogni giorno (Proverbi 8:34), e non solo nei giorni di sabato alla riunione. A casa sua poteva non solo ascoltarli, ma anche fare loro domande; e avrebbe potuto averli per pregare con lei ogni giorno, e per benedire la sua casa. Coloro che sanno qualcosa di Cristo non possono fare a meno di desiderare di saperne di più e cercano opportunità per accrescere la loro conoscenza del suo vangelo.

16 Ver. 16.

Paolo e i suoi compagni, sebbene fossero stati per qualche tempo sepolti nell'oscurità a Filippi, ora cominciano ad essere notati.

Una fanciulla che aveva uno spirito di divinazione fece sì che fossero notati, proclamandoli servi di Dio. Osservare

1. Il racconto che viene dato di questa fanciulla: Era pythonissa, posseduta da uno spirito di divinazione tale come quella damigella da cui furono pronunciati gli oracoli di Apollo a Delfo; era mossa da uno spirito maligno, che dettava risposte ambigue a coloro che la consultavano, che servivano a soddisfare il loro vano desiderio di conoscere le cose a venire, ma spesso li ha ingannati. In quei tempi di ignoranza, infedeltà e idolatria, il diavolo, con il permesso divino, condusse così gli uomini prigionieri alla sua volontà; e non avrebbe potuto ottenere da loro un'adorazione come quella che aveva, se non avesse preteso di dare loro oracoli, poiché con entrambi la sua usurpazione è mantenuto come il dio di questo mondo. Questa fanciulla portava ai suoi padroni molto guadagno con la divinazione; Molti venivano a consultare questa strega per la scoperta di rapine, per il ritrovamento di cose perdute, e soprattutto per farsi dire la loro fortuna, e nessuno veniva se non con le ricompense della divinazione in mano, secondo la qualità della persona e l'importanza del caso. Probabilmente ce n'erano molti che venivano tenuti così per gli indovini, ma, a quanto pare, questo era più rinomato di tutti loro; perché, mentre gli altri portavano qualche guadagno, questo portava molto guadagno ai suoi padroni, essendo consultata più di ogni altra.

2. La testimonianza che questa fanciulla diede a Paolo e ai suoi compagni: Li incontrò per strada, mentre andavano a pregare, alla casa di preghiera, o piuttosto all'opera di preghiera lì, Atti 16:16. Andarono là pubblicamente, tutti sapevano dove andavano e che cosa stavano per fare. Se ciò che faceva era probabile che fosse per loro una distrazione, o un ostacolo nel loro lavoro, è osservabile quanto sia sottile Satana, quel grande tentatore, nel cogliere l'opportunità di darci un diversivo quando ci dedichiamo a qualsiasi esercizio religioso, di irritarci e di farci arrabbiare quando abbiamo bisogno di essere più composti. Quando li incontrava, li seguiva, gridando:

"Questi uomini, per quanto spregevoli sembrino e siano

guardati, sono grandi uomini, perché sono i servi

dell'Iddio altissimo, e gli uomini che dovrebbero essere molto

benvenuti a noi, perché ci mostrano la via della salvezza,

sia la salvezza che sarà la nostra felicità, sia la via

ad essa quella sarà la nostra santità".

Ora

(1.) Questa testimonianza è vera; è un encomio completo sui fedeli predicatori del vangelo, e rende belli i loro piedi, Romani 10:15. Sebbene siano uomini soggetti alle stesse passioni che siamo noi, e vasi di creta, tuttavia, [1.] "Essi sono i servi dell'Iddio altissimo; Lo assistono, sono da lui impiegati e si dedicano al suo onore, come servi; vengono da noi per i suoi incarichi, il messaggio che portano viene da lui, e servono i fini e gli interessi del suo regno. Gli dèi che noi Gentili adoriamo sono esseri inferiori, quindi non dèi, ma questi uomini appartengono al supremo Numen, al Dio altissimo, che è al di sopra di tutti gli uomini, al di sopra di tutti gli dèi, che ci ha fatti tutti, e al quale tutti dobbiamo rendere conto. Sono suoi servitori, e quindi è nostro dovere rispettarli e ascoltarli per amore del loro Padrone, ed è a nostro rischio e pericolo se li offendiamo".

[2.] "Essi ci mostrano la via della salvezza".

Anche i pagani avevano un'idea dello stato miserabile e deplorevole dell'umanità e del loro bisogno di salvezza, ed era ciò che cercavano.

"Adesso,"

Ella dice:

"Questi uomini sono gli uomini che ci mostrano ciò che abbiamo invano

ricercato nella nostra superstiziosa e inutile applicazione

i nostri sacerdoti e oracoli".

Notate, Dio, nel vangelo di suo Figlio, ci ha mostrato chiaramente la via della salvezza, ci ha detto ciò che dobbiamo fare per poter essere liberati dalla miseria alla quale ci siamo esposti con il peccato.

Ma

(2.) Come venne questa testimonianza dalla bocca di uno che aveva uno spirito di divinazione? Satana è diviso contro se stesso? Griderà a coloro che hanno il compito di abbatterlo? Possiamo prenderlo entrambi,

[1.] Come estorto a questo spirito di divinazione per l'onore del Vangelo dalla potenza di Dio, come il diavolo fu costretto a dire di Cristo (Marco 1:24): Io so chi sei tu, il Santo di Dio. La verità è talvolta ingigantita dalla confessione dei suoi avversari, in cui essi sono testimoni contro se stessi. Cristo volle che questa testimonianza della fanciulla sorgesse in giudizio contro coloro che a Filippi disprezzavano e perseguitavano gli apostoli; Sebbene il Vangelo non avesse bisogno di tale testimonianza, tuttavia servirà ad aggiungere alla loro lode il fatto che la fanciulla che consideravano un oracolo in altre cose proclamò gli apostoli servi di Dio. O

[2.] Come progettato dallo spirito maligno, quel serpente sottile, a disonore del vangelo; Alcuni pensano che con ciò intendesse guadagnare credito a se stessa e alle sue profezie, e così aumentare il profitto del suo padrone fingendo di essere nell'interesse degli apostoli, che, pensava, avevano una reputazione crescente, o di ingraziarsi Paolo, affinché non potesse separare lei e il suo familiare. Altri pensano che Satana, che può trasformarsi in un angelo di luce e può dire qualsiasi cosa per servire un turno, abbia progettato con ciò di disonorare gli apostoli; come se questi teologi fossero della stessa fraternità con i loro indovini, perché sono stati testimoniati da loro, e allora il popolo potrebbe anche aderire a coloro a cui è stato abituato. Coloro che erano più propensi a ricevere la dottrina degli apostoli erano tali che avevano pregiudizi contro questi spiriti di divinazione, e perciò, con questa testimonianza, sarebbero stati prevenuti contro il vangelo; e, quanto a coloro che guardavano questi indovini, il diavolo si credeva sicuro di loro.

II. Cristo fece sì che fossero notati, dando loro il potere di scacciare il diavolo da questa fanciulla. Ella continuò per molti giorni a gridare così (Atti 16:18); e, a quanto pare, Paolo non si curò di lei, non sapendo che poteva essere ordinato a Dio per il servizio della sua causa, che ella desse così testimonianza riguardo ai suoi ministri; ma vedendo forse che ciò faceva loro un pregiudizio, piuttosto che un servizio, la fece presto tacere, scacciando il diavolo da lei.

1. Era addolorato. Lo turbava vedere la fanciulla trasformata in uno strumento di Satana per ingannare la gente, e vedere la gente imposta dalle sue divinazioni. Era un turbamento per lui sentire una verità sacra così profanata, e buone parole escono da una bocca così malvagia con un disegno così malvagio. Forse erano pronunciati in modo ironico, scherzoso, come se ridicolizzassero le pretese degli apostoli e li deridessero, come quando i persecutori di Cristo si complimentarono con Ave, re dei Giudei; e allora giustamente Paolo potrebbe essere addolorato, come lo sarebbe il cuore di qualsiasi uomo buono, nel sentire qualsiasi buona verità di Dio urlare per le strade in modo canzonatorio e beffardo.

2. Ordinò allo spirito maligno di uscire da lei. Egli si rivolse con santa indignazione, adirato sia per le lusinghe che per i rimproveri dello spirito immondo, e disse: Ti comando nel nome di Gesù Cristo di uscire da essa; e con ciò egli mostrerà che questi uomini sono servi del Dio vivente, e sono in grado di dimostrarsi tali, senza la sua testimonianza: il suo silenzio lo dimostrerà più di quanto potrebbe fare il suo parlare. Così Paolo mostra la via della salvezza, che è spezzando il potere di Satana, e incatenandolo, affinché non possa ingannare il mondo (Apocalisse 20:3), e che questa salvezza deve essere ottenuta solo nel nome di Gesù Cristo, come nel suo nome il diavolo è stato ora scacciato e da nessun altro. Fu una grande benedizione per il paese quando Cristo con una parola scacciò il diavolo da coloro in cui spaventava le persone e le molestava. affinché nessuno passasse per quella via (Matteo 8:28); ma fu una gentilezza molto più grande verso il paese quando Paolo ora, nel nome di Cristo, scacciò il diavolo da uno che ingannava le persone e imponeva la loro credulità. La potenza andava di pari passo con la parola di Cristo, davanti alla quale Satana non poteva resistere, ma fu costretto a lasciare la sua presa, e in questo caso fu una presa forte: uscì in quella stessa ora.

III. I padroni della fanciulla che era stata spodestata fecero sì che fossero notati, portandoli davanti ai magistrati per averlo fatto, e imputandolo a loro come un crimine. I predicatori del Vangelo non avrebbero mai avuto l'opportunità di parlare ai magistrati se non fossero stati portati davanti a loro come malfattori. Osserva qui,

1. Ciò che li provocò fu che, restituita la fanciulla a se stessa, i suoi padroni videro che la speranza del loro guadagno era svanita, Atti 16:19. Guardate qui di quale male è la radice l'amore per il denaro! Se la predicazione del vangelo rovina l'arte degli argentieri (Atti 19:24), molto di più l'arte degli indovini, e quindi qui si leva un grande grido, quando il potere di Satana di ingannare è spezzato: i sacerdoti odiavano il vangelo perché distoglieva gli uomini dal servizio cieco di idoli muti, e così la speranza dei loro guadagni era svanita. La potenza di Cristo, che apparve spodestando la donna, e la grande gentilezza che le fu fatta liberandola dalla mano di Satana, non fecero alcuna impressione su di loro quando compresero che in tal modo avrebbero perso denaro.

2. La condotta che presero con loro fu quella di incensare contro di loro le potenze superiori, come uomini degni di essere puniti: li presero mentre procedevano e, con la massima furia e violenza, li trascinarono nella piazza del mercato, dove si amministrava la giustizia pubblica.

(1.) Li hanno portati dai governanti, i loro giudici di pace, perché agissero per mezzo loro come uomini presi nelle mani della legge, i duumviri.

(2.) Da loro li portavano in fretta ai magistrati, ai pretori o ai governatori della città, τοις στρατηγοις - gli ufficiali dell'esercito, così significa la parola; ma è presa in generale per i giudici o i capi dei capi: a loro portavano il loro reclamo.

3. L'accusa che mostrarono contro di loro era che erano i disturbatori del paese, Atti 16:20. Danno per scontato che questi uomini siano ebrei, una nazione in questo momento tanto abominio per i romani quanto lo era stato molto tempo fa per gli egiziani. Pietoso fu il caso degli apostoli, quando si rivolse al loro rimprovero di essere ebrei, eppure gli ebrei furono i loro persecutori più violenti!

(1.) L'accusa generale contro di loro è di aver turbato la città, seminato discordia e disturbato la pace pubblica, e provocato tumulti e tumulti, di cui nulla potrebbe essere più falso e ingiusto, come lo era il carattere di Elia di Achab (1Re 18:17): Sei tu colui che turba Israele? Se turbavano la città, non era altro che come l'angelo che agita l'acqua della piscina di Betesda, per guarire, scuotere, per un felice insediamento. Così coloro che scuotono i pigri sono gridati contro di loro per averli disturbati.

(2.) La prova di questa accusa è che le loro usanze di insegnamento non sono adatte ad essere ammesse da una colonia romana, Atti 16:21. I romani furono sempre molto gelosi delle innovazioni religiose. A torto o a ragione, avrebbero aderito a ciò, per quanto vano, che avevano ricevuto per tradizione dai loro padri. Nessuna divinità straniera o parvenu deve essere permessa, senza l'approvazione del senato; Gli dèi del loro paese devono essere i loro dèi, veri o falsi che siano. Questa era una delle leggi delle dodici tavole. Una nazione ha forse cambiato i suoi dèi? Li irritava contro gli apostoli il fatto che insegnassero una religione che distruggeva il politeismo e l'idolatria, e predicava loro di allontanarsi da quelle vanità. I Romani non potevano sopportare questo:

"Se questo cresce su di noi, in poco tempo perderemo

la nostra religione".

IV. I magistrati, con i loro procedimenti contro di loro, fecero sì che fossero presi in considerazione.

1. Approvando la persecuzione sollevarono contro di loro la folla (Atti 16:22): La folla si sollevò contro di loro ed era pronta a farli a pezzi. E' stato l'artificio di Satana di rendere i ministri e il popolo di Dio odiosi alla plebe, rappresentandoli come uomini pericolosi, che miravano alla distruzione della costituzione e al cambiamento dei costumi, quando in realtà non c'era alcun motivo per una tale imputazione.

2. Andando a un'esecuzione, li rappresentavano ulteriormente come i più vili malfattori: si strappavano le vesti, con rabbia e furore, non avendo pazienza finché non venivano tolti di dosso, per essere flagellati. L'apostolo si riferisce a questo quando parla del fatto che furono trattati in modo vergognoso a Filippi, 1Tessalonicesi 2:2. I magistrati ordinavano che fossero frustati come vagabondi dai littori o dai perlini che assistevano i pretori, e portavano con sé delle verghe a tale scopo; questa fu una di quelle tre volte in cui Paolo fu percosso con verghe, secondo l'uso romano, che non era sotto la compassionevole limitazione del numero delle frustate a non superare le quaranta, che era prevista dalla legge ebraica. Qui si dice che posero su di loro molte percosse (Atti 16:23), senza contare quante, perché sembravano loro vili, Deuteronomio 25:3. Ora, verrebbe da pensare, questo potrebbe aver saziato la loro crudeltà; Se devono essere frustati, sicuramente devono essere congedati. No, sono imprigionati, ed è probabile che lo scopo attuale fosse quello di processarli per la loro vita e metterli a morte; Altrimenti, perché si dovrebbe prestare tanta attenzione per impedire la loro fuga?

(1.) I giudici presero il loro impegno molto severo: incaricarono il carceriere di tenerli al sicuro e di tenerli d'occhio con molta attenzione, come se fossero uomini pericolosi, che avrebbero osato evadere di prigione da soli o erano in alleanza con coloro che avrebbero tentato di salvarli. Così cercarono di renderli odiosi, per potersi giustificare con l'uso vile che avevano dato loro.

(2.) Il carceriere rese la loro reclusione molto severa (Atti 16:24): Avendo ricevuto una tale accusa, anche se avrebbe potuto tenerli abbastanza al sicuro nella prigione esterna, tuttavia li gettò nella prigione interna. Era consapevole che i magistrati avevano una grande indignazione contro quegli uomini ed erano inclini a essere severi con loro, e quindi pensò di ingraziarsi loro, esercitando il suo potere anche contro di loro fino all'estremo. Quando i magistrati sono crudeli, non c'è da meravigliarsi che lo siano anche gli ufficiali sotto di loro. Li mise nella prigione interna, la prigione sotterranea, nella quale di solito non venivano messi se non i malfattori condannati, bui a mezzogiorno, umidi e freddi, sporchi, è probabile, e in ogni modo offensivi, come quello in cui Geremia fu calato (Geremia 38:6); e, come se ciò non bastasse, fece sì che i loro piedi fossero saldi nei ceppi. Forse, avendo udito un rapporto sulla fuga dei predicatori del vangelo dalla prigione, quando le porte erano sbarrate (Atti 5:19; 12:9), pensò che sarebbe stato più saggio di quanto lo fossero stati gli altri carcerieri, e quindi li avrebbe efficacemente messi al sicuro legandoli ai ceppi; e non furono i primi messaggeri di Dio che ebbero i piedi nei ceppi; Geremia fu trattato così, e anche pubblicamente, nell 'alta porta di Beniamino (Geremia 20:2); Giuseppe aveva i piedi feriti con ceppi, Salmi 105:18. Oh, quale duro uso hanno incontrato i servitori di Dio, come nei primi giorni, così negli ultimi tempi! Ne è testimone il Libro dei Martiri, martiri al tempo della regina Maria.

25 Ver. 25. Abbiamo qui i disegni dei persecutori di Paolo e Sila confusi e infranti.

I persecutori avevano lo scopo di scoraggiare e scoraggiare i predicatori del vangelo, e di renderli stanchi della causa e stanchi del loro lavoro; ma qui li troviamo sia cordiali che rincuorati.

1. Erano essi stessi cordiali, meravigliosamente cordiali; mai i poveri prigionieri furono così veramente allegri, né così lontani dal prendere a cuore il loro duro uso. Consideriamo qual era il loro caso. I pretori tra i Romani avevano davanti a sé delle verghe e delle asce legate, i fasci littori e le garze. Ora avevano sentito l'astuzia delle verghe, gli aratori avevano arato sulle loro schiene e fatto lunghi solchi. Le molte percosse che avevano messo su di loro erano molto doloranti, e ci si sarebbe aspettati di sentirli lamentarsi di loro, della crudezza e del dolore della schiena e delle spalle. Eppure questo non era tutto; Avevano motivo di temere le asce dopo. Il loro padrone fu prima flagellato e poi crocifisso; E potrebbero aspettarsi lo stesso. Nel frattempo si trovavano nella prigione interna, con i piedi nei ceppi che, secondo alcuni, non solo li trattenevano, ma li ferivano; eppure, a mezzanotte, quando avrebbero dovuto cercare, se possibile, di riposarsi un po', pregavano e cantavano lodi a Dio.

(1.) Pregarono insieme, pregarono Dio di sostenerli e confortarli nelle loro afflizioni, di visitarli, come fece con Giuseppe in prigione, e di stare con loro, pregarono che le loro consolazioni in Cristo abbondassero, come le loro afflizioni per lui, pregarono che anche i loro legami e le loro lividure potessero volgersi alla promozione del Vangelo, pregarono per i loro persecutori, affinché Dio li perdonasse e volgesse i loro cuori. Questo non avvenne a un'ora di preghiera, ma a mezzanotte; non era in una casa di preghiera, ma in una prigione; Eppure era opportuno pregare, e la preghiera era accettabile. Come nelle tenebre, così dalle profondità possiamo gridare a Dio. Non c'è posto, non c'è tempo, c'è tempo per pregare, se il cuore è elevato a Dio. Coloro che sono compagni di sofferenza dovrebbero unirsi nella preghiera. C'è qualcuno afflitto? Lascialo pregare. Nessun problema, per quanto grave, dovrebbe disporci alla preghiera.

(2.) Cantavano lodi a Dio. Lodavano Dio, perché noi dobbiamo rendere grazie in ogni cosa. Non vogliamo mai materia di lode, se non vogliamo un cuore. E che cosa dovrebbe far stonare il cuore di un figlio di Dio per questo dovere, se una prigione sotterranea e un paio di ceppi non lo fanno? Lodavano Dio perché erano ritenuti degni di soffrire vergogna per il suo nome, e perché erano così meravigliosamente sostenuti e sostenuti nelle loro sofferenze, e sentivano consolazioni divine così dolci, così forti, nelle loro anime. Anzi, non solo lodavano Dio, ma cantavano lodi a lui, in qualche salmo, o inno, o canto spirituale, o uno di Davide, o qualche composizione moderna, o uno di loro, come lo Spirito dava loro di esprimersi. Come la nostra regola è che gli afflitti devono pregare, e quindi, essendo nell'afflizione, pregavano; così la nostra regola è che gli allegri cantassero salmi (Giacomo 5:13), e quindi, essendo allegri nella loro afflizione, allegri secondo un modo divino, cantavano salmi. Ciò prova che il canto dei salmi è un'ordinanza evangelica e dovrebbe essere usata da tutti i buoni cristiani, e che è istituita non solo per esprimere le loro gioie in un giorno di trionfo, ma per bilanciare e alleviare i loro dolori in un giorno di difficoltà. A mezzanotte cantarono i salmi, secondo l'esempio del dolce salmista d'Israele (Salmi 119:62): A mezzanotte mi alzerò per renderti grazie.

(3.) Si prende qui nota della circostanza che i prigionieri li hanno sentiti. Se i prigionieri non li udivano pregare, li udivano cantare lodi.

[1.] Indica quanto fossero cordiali nel cantare lodi a Dio; cantavano così forte che, sebbene fossero nella prigione, si sentivano in tutta la prigione; anzi, così forte che svegliarono i prigionieri: perché possiamo supporre che, essendo a mezzanotte, fossero tutti addormentati. Dovremmo cantare i salmi con tutto il nostro cuore. I santi sono chiamati a cantare ad alta voce sui loro letti, Salmi 149:5. Ma la grazia del vangelo porta avanti la questione, e ci dà un esempio di coloro che cantavano ad alta voce in prigione, nei ceppi.

[2.] Sebbene sapessero che i prigionieri li avrebbero ascoltati, tuttavia cantavano ad alta voce, come coloro che non si vergognano del loro Maestro, né del suo servizio. Coloro che vorrebbero cantare salmi nelle loro famiglie dovranno forse supplicare, per giustificare la loro omissione del dovere, che hanno paura che i loro vicini li ascoltino, quando coloro che cantano canzoni profane li urlano, e non si curino di chi li ascolta?

[3.] Ai prigionieri fu fatto udire i canti della prigione di Paolo e Sila, affinché potessero essere preparati al miracoloso favore mostrato a tutti loro per amore di Paolo e Sila, quando le porte della prigione furono spalancate. Con questo straordinario conforto di cui furono ricolmati, fu annunciato che colui che predicavano era la consolazione di Israele. Sentano e tremano davanti a lui i prigionieri che intendono opporglisi; ascoltino e trionfino coloro che gli sono fedeli, e traggano il conforto che si dice ai prigionieri della speranza, Zaccaria 9:12.

2. Dio li rincuorò meravigliosamente con le sue apparizioni significative per loro, Atti 16:26.

(1.) Ci fu subito un grande terremoto; fino a che punto si estese non ci è detto, ma fu una scossa così violenta in questo luogo che le fondamenta stesse della prigione furono scosse. Mentre i prigionieri ascoltavano le devozioni notturne di Paolo e Sila, e forse ridevano di loro e si facevano beffe di loro, questo terremoto li terrorizzava e li convinceva che quegli uomini erano i favoriti del Cielo, e tali che Dio possedeva. Abbiamo fatto scuotere la casa di preghiera, in risposta alla preghiera, e come segno dell'accettazione di Dio di essa, Atti 4:31. Qui la prigione tremò. Il Signore era presente in questi terremoti per mostrare il suo risentimento per le indegnità fatte ai suoi servitori, per testimoniare a coloro che confidano nella terra la debolezza e l'instabilità di ciò in cui confidano, e per insegnare alle persone che, anche se la terra è mossa, non devono temere.

(2.) Le porte della prigione furono spalancate e le catene dei prigionieri furono tolte: i legami di ogni uomo furono sciolti. Forse i prigionieri, quando udirono Paolo e Sila pregare e cantare i salmi, li ammirarono, parlarono di loro con onore, e dissero ciò che la fanciulla aveva detto di loro: "Certo, questi uomini sono i servi del Dio vivente". Per ricompensarli e confermarli nella loro buona opinione di loro, partecipano al miracolo e si sciolgono i legami; come in seguito Dio diede a Paolo tutti quelli che erano sulla barca con lui (Atti 27:24), così ora gli diede tutti quelli che erano in prigione con lui. Con ciò Dio significò a questi prigionieri, come osserva Grozio, che gli apostoli, predicando il vangelo, erano benedizioni pubbliche per l'umanità, poiché proclamavano la libertà ai prigionieri e l'apertura delle porte della prigione a coloro che erano legati, Isaia 61:1. Et per eos solvi animorum vincula, e come per mezzo di essi furono sciolti i legami delle anime.

II. I persecutori progettarono di fermare il progresso del vangelo, affinché nessuno più potesse abbracciarlo; Così speravano di rovinare l'incontro sulla riva del fiume, affinché non vi si aprissero più cuori; ma qui troviamo i convertiti fatti in prigione, quella casa trasformata in un convegno, i trofei delle vittorie del Vangelo eretti lì, e il carceriere, il loro servo, diventato servo di Cristo. È probabile che alcuni dei prigionieri, se non tutti, si siano convertiti; Certamente il miracolo operato sui loro corpi, sciogliendo i loro legami, fu operato anche sulle loro anime. Vedi Giobbe 36:8-10; Salmi 107:14-15. Ma è solo la conversione del carceriere che viene registrata.

1. Ha paura di perdere la vita, e Paolo lo rende facile riguardo a questa cura, Atti 16:27-28.

(1.) Si svegliò dal sonno. È probabile che lo abbia svegliato la scossa del terremoto, e l'apertura delle porte della prigione, e le espressioni di gioia e di stupore dei prigionieri, quando nel buio trovarono i loro legami sciolti, e si chiamarono per dirsi l'un l'altro ciò che provavano: questo bastò a svegliare il carceriere, il cui posto richiedeva che non fosse difficile da svegliare. Questo svegliarlo dal sonno significava il risveglio della sua coscienza dal suo sonno spirituale. La chiamata del vangelo è: Svegliati, tu che dormi (Efesini 5:14), come quella di Giona, Giona 1:6.

(2.) Vide le porte della prigione aprirsi e supponeva, come meglio poteva, che i prigionieri fossero fuggiti; e allora che ne sarebbe stato di lui? Egli conosceva la legge romana in quel caso, ed è stata eseguita non molto tempo fa sui custodi dalle cui mani Pietro è sfuggito, Atti 12:19. Era secondo quello del profeta, 1Re 20:39,42 : " Custodisci quest'uomo; se manca, la tua vita andrà per la sua vita". Gli avvocati romani dopo questo, nelle loro letture della legge, De custodia reorum - La custodia dei criminali (che stabilisce che il custode debba subire la stessa punizione che avrebbe dovuto essere inflitta al prigioniero se lo avesse lasciato fuggire), si preoccupano di evitare una fuga per miracolo. (3.) Nella sua paura estrasse la spada e stava per uccidersi, per evitare una morte più terribile, prevista, una morte pomposa e ignominiosa, alla quale sapeva di essere passibile per aver lasciato fuggire i suoi prigionieri e non essere loro di bell'aspetto; e l'accusa straordinariamente severa che i magistrati gli diedero riguardo a Paolo e Sila gli fece concludere che sarebbero stati molto severi con lui se se ne fossero andati. I filosofi generalmente permettevano l'auto-omicidio. Seneca lo prescrive come l'ultimo rimedio a cui possono ricorrere coloro che sono in difficoltà. Gli Stoici, nonostante la loro pretesa conquista delle passioni, cedettero fino a questo punto ad esse. E gli epicurei, che si abbandonavano ai piaceri dei sensi, per evitare le sue pene scelsero piuttosto di porvi fine. Questo carceriere pensava che non ci fosse nulla di male nell'anticipare la propria morte; ma il cristianesimo dimostra di essere da Dio con questo, che ci mantiene alla legge della nostra creazione, la ravviva, la fa rispettare e la stabilisce, ci obbliga ad essere giusti con la nostra vita e ci insegna a rassegnarli allegramente alle nostre grazie, ma coraggiosamente a difenderli contro le nostre corruzioni.

(4.) Paolo lo fermò dal suo procedere contro se stesso (Atti 16:28): gridò ad alta voce, non solo per farlo udire, ma per farlo ascoltare, dicendo: Non praticare alcun male verso te stesso; Non farti del male. Tutte le avvertenze della parola di Dio contro il peccato, e tutte le sue apparenze e approcci ad esso, hanno questa tendenza,

«Non farti del male. Uomo, donna, non farti torto, né

rovina te stesso; non farti del male, e allora nessun altro potrà ferire

te; Non peccare, perché nient'altro può farti del male".

Anche per quanto riguarda il corpo, siamo messi in guardia contro quei peccati che gli fanno male, e ci viene insegnato a non odiare la nostra carne, ma a nutrirla e ad amarla. Il carceriere non deve temere di essere chiamato a rendere conto della fuga dei suoi prigionieri, perché sono tutti qui. Era strano che alcuni di loro non scivolassero via, quando le porte della prigione furono aperte, e furono sciolti dai loro legami; ma il loro stupore li trattenne e, essendo consapevoli che era per le preghiere di Paolo e Sila che erano stati sciolti, non si sarebbero mossi a meno che non si fossero mossi; e Dio mostrò la sua potenza nel legare i loro spiriti, tanto quanto nel perdere i piedi.

2. Ha paura di perdere la sua anima, e Paolo lo rende facile anche in quanto a questa cura. Una preoccupazione lo porta a un'altra, e molto più grande; e, impedendogli di affrettarsi a uscire da questo mondo, comincia a pensare, se avesse perseguito la sua intenzione, dove lo avrebbe portato la morte, e che ne sarebbe stato di lui dall'altra parte la morte: un pensiero molto appropriato per coloro che sono stati strappati come un tizzone dal fuoco, quando c'era solo un passo tra loro e la morte. Forse l'efferatezza del peccato in cui si stava imbattendo contribuì ad allarmarlo.

(1.) Qualunque fosse la causa, fu messo in una grande costernazione. Lo Spirito di Dio, che era stato mandato per convincere, per essere un Consolatore, lo terrorizzò e lo spaventò. Non ci è detto se si sia preso la premura di chiudere di nuovo le porte della prigione. Forse lo dimenticò quando la donna di Samaria, quando Cristo ebbe impresso nella sua coscienza delle convinzioni, lasciò la sua brocca d'acqua e dimenticò il suo incarico di andare al pozzo, perché chiamò un lume in fretta, si gettò nella prigione interna e venne tremante da Paolo e Sila. Coloro che hanno messo in ordine il peccato davanti a loro, e a cui viene fatto conoscere le loro abominazioni, non possono che tremare al timore della loro miseria e del loro pericolo. Questo carceriere, quando fu fatto tremare in questo modo, non poteva rivolgersi a una persona più appropriata di Paolo, perché una volta era stato il suo caso; un tempo era stato un persecutore di uomini buoni, come lo era questo carceriere, li aveva gettati in prigione, come li teneva - e quando, come lui, se ne accorse, tremò e si meravigliò; e quindi poté parlare con più sentimento al carceriere.

(2.) In questa costernazione, si rivolse a Paolo e Sila per avere sollievo. Osservare

[1.] Quanto è riverente e rispettoso il suo discorso verso di loro: Egli chiese una luce, perché erano nelle tenebre, e perché vedessero in quale spavento si trovava; si prostrò davanti a loro, come uno stupito della malvagità della propria condizione, e pronto a sprofondare sotto il peso del terrore a causa di ciò; si prostrò davanti a loro, come uno che aveva sullo spirito un timore per loro, e per l'immagine di Dio su di loro, e per l'incarico che Dio aveva ricevuto da Dio. È probabile che avesse udito ciò che la fanciulla diceva di loro, che erano i servi del Dio vivente, che mostrava loro la via della salvezza, e come tale esprimeva così la sua venerazione per loro. Si prostrò davanti a loro, per implorare il loro perdono, come penitente, per le indegnità che aveva fatto loro, e per implorare il loro consiglio, come un supplicante, su ciò che avrebbe dovuto fare. Diede loro un titolo di rispetto, Signori, κυριοι - signori, padroni; proprio ora si trattava di furfanti e furfanti, e lui era il loro padrone; ma ora, signori, signori, e loro sono i suoi padroni. La grazia che converte cambia il linguaggio delle persone verso le brave persone e i buoni ministri; e, per coloro che sono completamente convinti del peccato, i piedi stessi di coloro che portano la novella di Cristo sono belli; Sì, anche se sono vergognosamente allacciati nei ceppi.

[2.] Quanto è seria la sua domanda: Che cosa devo fare per essere salvato? In primo luogo, la Sua salvezza è ora la sua grande preoccupazione, e si trova più vicino al suo cuore, che prima era la cosa più lontana dai suoi pensieri. Non che cosa farò per essere prediletto, per essere ricco e grande nel mondo? ma: Che farò per essere salvato? In secondo luogo, non si interroga sugli altri, su ciò che devono fare, ma su se stesso,

"Che cosa devo fare?"

È la sua preziosa anima che ha a cuore:

"Lasciate che gli altri facciano come vogliono; dimmi cosa devo fare,

quale condotta devo prendere".

In terzo luogo, è convinto che qualcosa deve essere fatto, e fatto anche da lui, per la sua salvezza; che non è una cosa ovvia, una cosa che si farà da sola, ma una cosa per la quale dobbiamo lottare, lottare e soffrire. Egli non chiede,

"Che cosa si può fare per me?" ma,

"Che cosa devo fare, affinché, essendo ora nella paura e nel tremore, possa operare la mia salvezza?"

come Paolo parla nella sua epistola alla chiesa di Filippi, di cui questo carceriere era, forse rispetto alla sua tremante domanda qui, lasciando intendere che non solo doveva chiedere la salvezza (come aveva fatto), ma operare la sua salvezza con un santo tremore, Filippesi 2:12. Quarto, Egli è disposto a fare qualsiasi cosa:

«Dimmi che cosa devo fare, e io sono qui pronto a farlo.

Signori, mettetemi in qualsiasi modo, se non è che il modo giusto,

e un modo sicuro; anche se stretto, spinoso e in salita,

eppure camminerò in essa".

Notate, Coloro che sono completamente convinti del peccato, e veramente preoccupati per la loro salvezza, si arrenderanno a discrezione a Gesù Cristo, gli daranno uno spazio vuoto per scrivere ciò che vorrà, saranno lieti di avere Cristo alle sue condizioni, Cristo a qualsiasi condizione. Quinto, è curioso di ciò che dovrebbe fare, è desideroso di sapere cosa dovrebbe fare, e chiede a coloro che probabilmente glielo diranno. Se volete indagare, indagate, Isaia 21:12. Coloro che volgono la faccia verso Sion devono chiedere la via per arrivarci, Geremia 50:5. Non possiamo saperlo da noi stessi, ma Dio ce lo ha fatto conoscere con la sua parola, ha nominato i suoi ministri per assisterci nella consultazione delle Scritture e ha promesso di dare il suo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono, per essere la loro guida sulla via della salvezza. In sesto luogo, li condusse fuori, per porre loro questa domanda, affinché la loro risposta non fosse per costrizione o costrizione, ma perché potessero prescrivere a lui, sebbene egli fosse il loro custode, con la stessa libertà che avevano con gli altri. Li porta fuori dal dungeon, nella speranza che lo tirino fuori da un periodo molto peggiore.

(3.) Gli indicarono molto prontamente ciò che doveva fare, Atti 16:31. Erano sempre pronti a rispondere a tali domande; Sebbene abbiano freddo, e doloranti, e assonnati, non aggiornano questa causa a un momento e a un luogo più convenienti, non gli ordinano di venire da loro il prossimo sabato nel loro luogo di incontro sulla riva del fiume, e glielo diranno, ma battono il ferro mentre è caldo, prendilo ora quando è di buon umore, per timore che la convinzione svanisca. Ora che Dio comincia a operare, è tempo per loro di mettersi come operai insieme a Dio. Non lo rimproverano per il suo comportamento scortese e cattivo verso di loro, e per il suo andare oltre il suo mandato; tutto questo è perdonato e dimenticato, e sono felici di mostrargli la via del cielo come il migliore amico che hanno. Non trionfarono su di lui, anche se tremava; Gli diedero le stesse istruzioni che avevano dato agli altri: Credete nel Signore Gesù Cristo. Si potrebbe pensare che avrebbero dovuto dire:

"Pentiti di averci maltrattato, in primo luogo".

No, questo è trascurato e facilmente trascurato, se solo vuole credere in Cristo. Questo è un esempio per i ministri per incoraggiare i penitenti, per incontrare coloro che vengono a Cristo e prenderli per mano, per non essere duri con nessuno per la scortesia fatta loro, ma per cercare l'onore di Cristo più che il proprio. Ecco la somma di tutto il vangelo, il patto di grazia in poche parole: Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato, e la tua casa. Ecco qui

[1.] La felicità promessa:

"Tu sarai salvato; non solo salvato dalla rovina eterna,

ma portato alla vita eterna e alla beatitudine. Anche se tu

un pover'uomo, un carceriere o un chiavi in mano, meschino e di

condizione inferiore nel mondo, ma questo non sarà un ostacolo per

la tua salvezza. Anche se un grande peccatore, anche se un persecutore,

eppure le tue atroci trasgressioni saranno tutte perdonate

per i meriti di Cristo; e il tuo duro amareggiato

cuore sarà addolcito e addolcito dalla grazia

Cristo, e così non morirai per il tuo crimine né

muori della tua malattia".

[2.] La condizione richiesta: Credere nel Signore Gesù Cristo. Dobbiamo ammettere il racconto che Dio ha dato nel suo vangelo riguardo a suo Figlio, e dare il nostro assenso ad esso come fedele e ben degno di ogni accettazione. Dobbiamo approvare il metodo che Dio ha adottato per riconciliare il mondo a sé per mezzo di un Mediatore; e accettare Cristo come ci è stato offerto, e rinunciare a noi stessi per essere governati, istruiti e salvati da lui. Questa è l'unica via e una via sicura per la salvezza. Non c'è altra via di salvezza se non per mezzo di Cristo, e non c'è altra via per essere salvati da Cristo se non credendo in lui; e non c'è pericolo di venir meno se prendiamo questa via, perché è la via che Dio ha stabilito, ed egli è fedele che ha promesso. È il vangelo che deve essere predicato ad ogni creatura, chi crede sarà salvato.

[3.] L'estensione di questo alla sua famiglia: Tu sarai salvato e la tua casa; Cioè

"Dio sarà per te e per la tua discendenza in Cristo Cristo,

come lo fu con Abramo. Credi e la salvezza sarà

vieni a casa tua, come Luca 19:9. Quelli della tua casa

che sono lattanti sono ammessi nel luogo visibile

chiesa con te, e così messo in un modo equo per

salvezza; coloro che sono cresciuti avranno il diritto

mezzi di salvezza portati a loro, e, siano essi sempre

credano in Gesù Cristo e

sarà salvato; sono tutti benvenuti a Cristo su

gli stessi termini".

(4.) Procedettero a istruire lui e la sua famiglia nella dottrina di Cristo (Atti 16:32): Gli annunciarono la parola del Signore. Era, per quanto possa sembrare, un completo estraneo a Cristo, e quindi è necessario che gli si dica chi è questo Gesù, affinché possa credere in lui, Giovanni 9:36. E, poiché la sostanza della questione era in un piccolo compasso, gli dissero presto abbastanza da rendere il suo battesimo un servizio ragionevole. I ministri di Cristo dovrebbero avere la parola del Signore così pronta per loro, e così riccamente dimorante in loro, da poter dare istruzioni a mano a chiunque desideri ascoltarli e riceverli, per la loro guida nella via della salvezza. Essi annunciarono la parola non solo a lui, ma a tutti quelli che erano in casa sua. I padroni di famiglia abbiano cura che tutti coloro che sono sotto la loro responsabilità partecipino dei mezzi della conoscenza e della grazia, e che la parola del Signore sia loro annunciata, perché le anime dei servi più poveri sono preziose quanto quelle dei loro padroni e si comprano allo stesso prezzo.

(5.) Il carceriere e la sua famiglia furono immediatamente battezzati, e quindi presero su di loro la professione del cristianesimo, si sottomisero alle sue leggi e furono ammessi ai suoi privilegi, dopo aver dichiarato solennemente, come fece l'eunuco, che credevano che Gesù Cristo è il Figlio di Dio: Egli fu battezzato, lui e tutti i suoi, immediatamente. Né lui né alcuno della sua famiglia desiderava il tempo di considerare se dovevano venire in vincoli battesimali o no; né Paolo e Sila desideravano il tempo di mettere alla prova la loro sincerità e di considerare se dovevano battezzarli o no. Ma lo Spirito di grazia operò in loro una fede così forte, all'improvviso, da sostituire ulteriori dibattiti; e Paolo e Sila riconobbero per mezzo dello Spirito che era un'opera di Dio che era stata compiuta in loro, così che non c'era motivo di obiettare. Ciò non giustificherà quindi tali precipitazioni nei casi ordinari.

(6.) Il carceriere fu quindi molto rispettoso verso Paolo e Sila, come uno che non sapeva come riparare l'ingiuria che aveva fatto loro, tanto meno per la gentilezza che aveva ricevuto da loro: li prese alla stessa ora della notte, non li lasciò giacere un minuto di più nella prigione interna; ma,

[1.] Lavò le loro piaghe, per raffreddarle e placare la loro intelligenza, per pulirle dal sangue che le perquisizioni avevano raccolto. È probabile che li abbia bagnati con un po' di liquore curativo, poiché il buon samaritano aiutò il ferito versandovi olio e vino.

[2.] Li condusse in casa sua, li accolse nella stanza migliore che aveva e preparò per loro il suo letto migliore. Ora, nulla era ritenuto abbastanza buono per loro, come prima nulla di abbastanza brutto.

[3.] Mise loro davanti il cibo, quanto la sua casa poteva offrire, ed essi furono i benvenuti, con ciò esprimeva l'accoglienza che la sua anima dava al Vangelo. Gli avevano annunziato la parola del Signore, avevano spezzato il pane della vita a lui e alla sua famiglia; ed egli, avendo raccolto così abbondantemente delle loro cose spirituali, pensò che fosse ragionevole che essi raccogliessero le sue cose carnali, 1Corinzi 9:11. A che cosa servono le nostre case e le nostre mense se non quando abbiamo l'opportunità di servire Dio e il suo popolo con esse?

(7.) La voce di giubilo con quella di salvezza si udì nella casa del carceriere; mai vi si era tenuta una notte così allegra: egli si rallegrava, credendo in Dio, con tutta la sua casa. Non c'era nessuno in casa sua che rifiutasse di essere battezzato, e così fece un vaso nell'armonia; ma furono unanimi nell'abbracciare il Vangelo, il che accrebbe molto la gioia. Oppure si può leggere: Egli, credendo in Dio, si rallegrò per tutta la casa; Πανοικι - Andava in ogni appartamento, esprimendo la sua gioia. Osservare

[1.] La sua fede in Cristo è chiamata fede in Dio, il che suggerisce che Cristo è Dio, e che il disegno del vangelo è così lontano dall'essere quello di allontanarci da Dio (dicendo: Va' a servire altri dèi, Deuteronomio 13:2) che ha una tendenza diretta a portarci a Dio.

[2.] La sua fede produceva gioia. Coloro che per fede si sono arresi a Dio in Cristo come loro hanno molte ragioni per rallegrarsi. L'eunuco, quando si convertì, se ne andò per la sua strada pieno di gioia; e qui il carceriere si rallegrò. Nell'Antico Testamento si parla della conversione delle nazioni come della loro gioia, Salmi 67:4; 96:11. Poiché, credendo, ci rallegriamo di una gioia ineffabile e piena di gloria. Credere in Cristo è gioire in Cristo.

[3.] Significava la sua gioia a tutti coloro che lo circondavano. Per l'abbondanza della gioia che aveva nel cuore, la sua bocca parlava alla gloria di Dio e all'incoraggiamento di coloro che credevano in Dio. Coloro che hanno gustato le comodità della religione dovrebbero fare il possibile per portare gli altri ad assaggiarle. Un cristiano allegro dovrebbe farne molti.

35 Ver. 35. In questi versetti abbiamo:

Ordini inviati per la liberazione di Paolo e Sila dalla prigione Atti 16:35-36.

1. I magistrati che avevano così vilmente abusato di loro il giorno prima diedero gli ordini; e il fatto di averlo fatto così presto, non appena fu giorno, lascia intendere che o erano consapevoli che il terribile terremoto che sentirono a mezzanotte aveva lo scopo di perorare la causa dei loro prigionieri, o che la loro coscienza li aveva colpiti per ciò che avevano fatto e li aveva messi molto a disagio. Mentre i perseguitati cantavano nei ceppi, i persecutori erano pieni di sbalzi avanti e indietro sui loro letti, per l'angoscia dell'animo, lamentandosi più delle frustate della loro coscienza che dei prigionieri delle frustate sulla loro schiena, e più in fretta a dare loro una liberazione che a chiederne una. Ora Dio fece sì che i suoi servi fossero compatiti da quelli che li avevano portati prigionieri, Salmi 106:46. I magistrati mandarono dei sergenti, ραβδουχους, quelli che avevano le verghe, i verger, le punte, le perline, quelli che erano stati impiegati per batterli, perché andassero a chiedere loro perdono. L'ordine era: Lasciate andare quegli uomini. È probabile che abbiano progettato loro ulteriore danno, ma Dio volse i loro cuori e, come aveva fatto la loro ira fino ad allora per lodarlo, così trattenne il resto, Salmi 76:10.

2. Il carceriere portò loro la notizia (Atti 16:36): I magistrati hanno mandato a lasciarvi andare. Alcuni pensano che il carceriere avesse già trasmesso ai magistrati un resoconto di ciò che era accaduto in casa sua quella notte, e così avesse ottenuto questo ordine per il rilascio dei suoi prigionieri: Ora dunque partite. Non che volesse separarsi da loro come suoi ospiti, ma come suoi prigionieri; saranno ancora i benvenuti nella sua casa, ma è contento che siano liberi dai suoi ceppi. Dio avrebbe potuto con la sua grazia convertire i magistrati con la stessa facilità con cui il carceriere, e portarli alla fede e al battesimo; ma Dio ha scelto i poveri di questo mondo, Giacomo 2:5.

II. Paolo insiste sulla violazione del privilegio di cui i magistrati si erano resi colpevoli, Atti 16:37. Paolo disse ai sergenti:

"Ci hanno picchiato apertamente, senza essere condannati, essendo romani,

e ci hanno gettati in prigione contro ogni legge e giustizia,

e ora ci cacciano fuori di nascosto, e pensano di fare

noi si rifà con questo per il danno che ci ha fatto? No, in verità;

ma che vengano loro stessi a prenderci fuori, e possedano

che ci hanno fatto del male".

È probabile che i magistrati avessero qualche indizio che fossero Romani, e si resero conto che la loro furia li aveva portati più lontano di quanto la legge li avrebbe sostenuti; e che questa era la ragione per cui avevano dato ordine per il loro congedo. Ora osservate,

1. Paolo non lo perorò prima di essere percosso, anche se è probabile che ciò lo abbia impedito, per timore che sembrasse aver paura di soffrire per la verità che aveva predicato. Tully, in una delle sue orazioni, contro Verre, racconta di un certo Ganius, che ricevette l'ordine da Verre di essere battuto in Sicilia, che per tutto il tempo in cui fu sotto la frusta non gridò altro che Civis Romanus sum: Sono cittadino di Roma; Paolo non lo fece, ma aveva cose più nobili di queste con cui consolarsi nella sua afflizione.

2. Lo implorò in seguito, per rendere onore alle sue sofferenze e alla causa per cui aveva sofferto, per far sapere al mondo che i predicatori del Vangelo non erano uomini così spregevoli come erano comunemente considerati e che meritavano un trattamento migliore. Lo fece anche per ammorbidire i magistrati verso i cristiani di Filippi, e per ottenere un trattamento migliore per loro, e generare nel popolo una migliore opinione della religione cristiana, quando videro che Paolo aveva un giusto vantaggio contro i loro magistrati, avrebbe potuto intentare la sua azione contro di loro e farli rendere conto di ciò che avevano fatto, e tuttavia non ne approfittò, il che era molto a onore di quel degno nome con cui era chiamato. Ora qui,

(1.) Paolo fa loro sapere in quanti modi si erano imbattuti in un premunire, e che aveva abbastanza legge per saperlo.

[1.] Avevano sconfitto quelli che erano Romani; alcuni pensano che Sila fosse cittadino romano come Paolo; altri che ciò non ne consegua necessariamente. Paolo era un cittadino, e Sila era il suo compagno. Ora, sia la lex Procia che la lex Sempronia proibivano espressamente il liberum corpus Romani civis, virgis aut aliis verberibus caedi, il corpo libero di un cittadino romano da battere con verghe o in altro modo. Gli storici romani riportano esempi di città a cui furono tolte le loro carte per oltraggi fatti ai cittadini romani; troveremo in seguito Paolo che fa uso di questa supplica, Atti 22:25-26. Dire loro che avevano battuto quelli che erano i messaggeri di Cristo e i favoriti del Cielo non avrebbe avuto alcuna influenza su di loro; ma dire loro che hanno maltrattato i cittadini romani li spaventerà: tanto è comune che la gente abbia più paura dell'ira di Cesare che di quella di Cristo. Chi offende un romano, un gentiluomo, un nobile, anche se per ignoranza e per errore, si preoccupa di gridare Peccavi: Ho fatto torto e sottometto la sua sottomissione, ma chi perseguita un cristiano perché appartiene a Cristo sta lì e pensa di poterlo fare con sicurezza, sebbene Dio abbia detto: Chi li tocca tocca la pupilla dei miei occhi, e Cristo ci ha avvertito del pericolo di offendere i suoi piccoli.

[2.] Li avevano percossi senza condanna; indicta causa, senza un giusto ascolto, non avevano esaminato con calma ciò che si diceva contro di loro, e tanto meno si erano informati su ciò che avevano da dire per se stessi. È una regola universale di giustizia, Causa cognita possunt multi absolvi, incognita nemo condemnari potest: molti possono essere assolti in conseguenza di un'udienza, mentre senza un'udienza nessuno può essere condannato. I servitori di Cristo non sarebbero stati maltrattati come lo sono stati se loro e la loro causa avessero potuto avere un processo imparziale.

[3.] Era un'aggravante di ciò il fatto che lo avessero fatto apertamente, il che, come era tanto più grande disonore per chi soffriva, tanto era la sfida più audace alla giustizia e alla legge.

[4.] Li avevano gettati in prigione, senza mostrare alcun motivo del loro impegno, e in modo arbitrario, con un ordine verbale.

[5.] Ora li cacciarono fuori di nascosto; Non avevano davvero l'impudenza di sostenere ciò che avevano fatto, ma non avevano ancora l'onestà di riconoscere se stessi in una colpa.

(2.) Insiste sul fatto che essi riconoscano il loro errore e diano loro un congedo pubblico, per renderlo più onorevole, poiché avevano fatto loro una vergogna pubblica, che l'ha resa più vergognosa:

"Vengano loro stessi, ci vengano a prendere e ci diano un

testimonianza della nostra innocenza, e che abbiamo fatto

nulla che valga la pena di percosse o di legami".

Non era un punto d'onore quello su cui Paolo si ergeva così rigidamente, ma un punto di giustizia, e non tanto verso se stesso quanto verso la sua causa:

"Che vengano e fermino i clamori del popolo,

confessando che non siamo noi i disturbatori della città".

III. La sottomissione dei magistrati e l'annullamento della sentenza emessa contro Paolo e Sila, Atti 16:38-39.

1. I magistrati si spaventarono quando fu detto loro (anche se forse lo sapevano prima) che Paolo era un romano. Temettero, quando lo sentirono, che qualcuno dei suoi amici informasse il governo di ciò che avevano fatto, e che se la passasse peggio per questo. I procedimenti dei persecutori sono stati spesso illegali, anche per il diritto delle nazioni, e spesso disumani, contro la legge di natura, ma sempre peccaminosi, e contro la legge di Dio.

2. Andarono e li supplicarono di non approfittare della legge contro di loro, ma di ignorare l'illegalità di ciò che avevano fatto e di non parlarne più: li fecero uscire dalla prigione, ammettendo che vi erano stati messi ingiustamente, e li pregarono che se ne andassero pacificamente e tranquillamente dalla città. Così il faraone e i suoi servi, che avevano sfidato Dio e Mosè, si avvicinarono a Mosè e si prostrarono davanti a lui, dicendo: Esci fuori, Esodo 11:8. Dio può far vergognare i nemici del suo popolo della loro invidia e inimicizia nei loro confronti, Isaia 26:11. Gerusalemme è a volte resa una pietra da peso per coloro che la sollevano, da cui si libererebbero volentieri, Zaccaria 12:3. Eppure, se il pentimento di questi magistrati fosse stato sincero, non avrebbero desiderato che se ne andassero dalla loro città (come i Gadareni desideravano liberarsi di Cristo), ma avrebbero corteggiato la loro permanenza e li avrebbero pregati di rimanere nella loro città, per mostrare loro la via della salvezza. Ma molti sono convinti che il cristianesimo non debba essere perseguitato coloro che tuttavia non sono convinti che debba essere abbracciato, o almeno non sono persuasi ad abbracciarlo. Essi sono costretti a rendere onore a Cristo e ai suoi servi, ad adorare davanti ai loro piedi e a sapere che egli li ha amati (Apocalisse 3:9), eppure non arrivano al punto di avere beneficio da Cristo, o di partecipare al suo amore.

IV. La partenza di Paolo e Sila da Filippi, Atti 16:40. Uscirono di prigione quando furono legalmente rilasciati, e non prima di allora, anche se furono commessi illegalmente, e allora,

1. Si congedarono dai loro amici: andarono alla casa di Lidia, dove probabilmente i discepoli si erano radunati per pregare per loro, e lì videro i fratelli, o li visitarono nelle loro rispettive abitazioni (cosa che avvenne presto, erano così pochi); e li confortarono , raccontando loro (dice un antico commento greco) ciò che Dio aveva fatto per loro, e come li avesse posseduti in prigione. Li incoraggiavano a tenersi stretti a Cristo e a mantenere salda la professione della loro fede, quali che fossero le difficoltà che avrebbero incontrato, assicurando loro che tutto sarebbe finito bene, eternamente bene. Ai giovani convertiti si dicano molte cose per confortarli, perché la gioia del Signore sarà la loro forza.

2. Hanno lasciato la città: se ne sono andati. Mi meraviglio che lo facessero, perché, ora che avevano avuto una così onorevole liberazione dalla loro prigionia, sicuramente avrebbero potuto continuare almeno per un po' di tempo nel loro lavoro senza pericolo; ma suppongo che se ne siano andati secondo quel principio del loro Maestro (Marco 1:38). Andiamo nelle città vicine, affinché io possa predicare anche lì, perché per questo sono uscito. Paolo e Sila ebbero una chiamata straordinaria a Filippi, eppure, quando vi giunsero, videro ben poco del frutto delle loro fatiche e ne furono presto cacciati. Eppure non sono venuti invano. Sebbene gli inizi qui fossero piccoli, l'ultima fine aumentò notevolmente; ora posero le fondamenta di una chiesa a Filippi, che divenne molto eminente, aveva i suoi vescovi e diaconi, e persone che erano più generose verso Paolo di qualsiasi altra chiesa, come appare dalla sua epistola ai Filippesi, Atti 1:1; 4:25. Non si scoraggino i ministri, anche se non vedono subito il frutto delle loro fatiche; Il seme seminato sembra perduto sotto le zolle, ma a suo tempo risorgerà in abbondante raccolto.

Commentario del Nuovo Testamento:

Atti 16

1 2. Timoteo (Atti 16:1-5)

Timoteo

Il nome significa: Uno che onora Iddio. Fu uno dei primi convertiti per mezzo di Paolo 1Timoteo 1:2. Era figlio di madre ebrea e di padre pagano (2Timoteo 1:5 e il nostro passo); dalla mamma e dalla nonna fu istruito nelle Scritture del l'Antico T. 2Timoteo 3:15. Era giovane di grandi speranze (1Timoteo 1:18), ricevette l'imposizione delle mani dagli anziani di Listra 1Timoteo 4:14 ed ora era invitato da Paolo a seguirlo nel campo della missione. Lavorò, e lavorò molto con Paolo Romani 16:21; fu il messaggiero di lui alla chiesa di Corinto 1Corinzi 4:17 ed alla chiesa di Tessalonica 1Tessalonicesi 3:2-6. Fu compagno di prigione del grande apostolo Filippesi 1:1; 2:19; Colossesi 1:1; Filemone 1, ed ebbe anch'egli da sè, molto a soffrire per la testimonianza dell'Evangelo Ebrei 13:23.

3 Lo circoncise

Questo fatto, posto allato all'altro narrato in Galati 2:3, secondo il quale, in Gerusalemme, Paolo non avrebbe voluto circoncidere Tito, ha destato non solo le meraviglie ma un mondo di obbiezioni nel campo della scuola ipercritica; e l'apostolo è stato accusato di debolezza di carattere, d'incoerenza nei principi, e il brano dei Fatti che studiamo, è stato condannato come in credibile ed assurdo. (Baur, Paulus, p. 129 e seg.; Zeller, Apostelgesch; p. 239 e seg.). E dire che la soluzione del problema è così facile e naturale! Consideriamo bene ed a fondo le cose e facciamo tre osservazioni.

1) In Gerusalemme, Paolo si trova dinnanzi dei, giudeo-cristiani ai quali ei non doveva né poteva cedere; qui, invece, ha dinnanzi dei giudei non convertiti ch'egli ha paura di respingere, di scandalizzare, se si mette allato un assistente non circonciso. La riuscita della sua missione, qui, dipende in gran parte dalla possibilità di continuare ad evangelizzare i giudei e d'aver adito nelle sinagoghe; ma tutto questo gli è tolto, se si mena attorno un collega incirconciso. Questo, per la condizione storica del fatto.

2) Ma i due fatti, che per il Baur e lo Zeller implicano una incoerenza di principi, sono invece quello che sono, in omaggio alla santità dei principi. Non dimentichiamo che a Gerusalemme si domandava la circoncisione come necessaria alla salvazione Atti 15:1. E sfido io che Paolo non voglia circoncidere Tito! Se l'avesse circonciso, avrebbe tradito l'evangelo. Ma qui il motivo che lo spinge a circoncidere Timoteo nasce dalle circostanze speciali in cui l'apostolo si trova; e non deriva da necessità religiosa di sorta, che qualcuno cerchi d'imporgli e che comprometta l'integrità dei principi ch'egli professa.

3) A quest'ora, poi, Paolo aveva anche una ragione più diretta di queste che ho addotte, per impegnarsi nella via che gli vediamo scegliere. Timoteo era figlio d'una donna giudea, ed apparteneva quindi, in un certo modo, al popolo israelita. Paolo, come Luca ha cura di dirci Atti 16:4, seguiva, in questo tempo, da per tutto, la linea di condotta tracciata a Gerusalemme: la linea, cioè, per la quale la legge era considerata come obbligatoria o no, secondo che si trattava di giudei o di pagani. È non e egli più che naturale che Paolo, stando così le cose, circoncidesse Timoteo?

4 Gli statuti...

si riferiscono alla Conferenza di Gerusalemme Atti 15.

5 Riflessioni

1. Il suolo che Paolo ha bagnato col proprio sangue Atti 14:19, abbonda di fiori e di frutti per la gloria di Dio Atti 16:1,5.

2. Madri! siate fedeli Atti 16:1 come Eunice 2Timoteo 1:5 nell'esercizio del vostro sublime ministerio materno. Pregate per i vostri figli, educateli all'ombra della parola di Dio, ed essi saranno la corona della vostra vecchiaia, esempio di santi costumi al mondo di collaboratori di Dio nella grand'opra del trionfo del Vero.

3. Paolo, per il momento, ha perduto Marco Atti 15:39; ma Dio gli dà Timoteo. Il Signore e sempre coi suoi; Egli "dona liberalmente" Giacomo 1:5 ed i suoi doni sono uno migliore dell'altro.

4. A proposito della circoncisione di Timoteo, alcune parole di due grandi uomini di Dio sono degne d'esser qui ricordate dal punto di vista pratico del fatto. Il Crisostomo dice: "Paolo circoncise Timoteo per abolire la circoncisione". Vale a dire; lo circoncise affinché larga gli potesse esser aperta la porta del giudaismo per predicarvi Cristo crocifisso, che emancipa i peccatori dagli spaventi della legge. Martino Lutero spiega il fatto di Timoteo, dicendo così: "Egli è come se io me ne andassi adesso a predicare l'evangelo agli ebrei, e li trovassi, relativamente alle loro osservanze legali, animati dallo spirito che animava quelli fra i quali Paolo lavorava. Io non avrei difficoltà, in questo caso, a farmi circoncidere, a mangiar queste vivande e ad astenermi da quest'altre come fanno loro. E lo farei, solamente in quel caso lì; pel tempo che lavorerei in cotesto campo per l'evangelo. Dopo, si capisce, non lo farei più". Quanti missionari, nella Cina, per esempio, anche ai nostri dì, si son fatti e si fanno Cinesi coi Cinesi, appunto come Paolo si faceva giudeo coi giudei "per cercare in tutte le maniere di salvarne qualcuno!" 1Corinzi 9:20-22.

5. L'accrescimento numerico d'una chiesa non val nulla se non è accompagnato da un corrispondente sviluppo spirituale della chiesa stessa Atti 16:5.

6 3. Paolo approda in Europa (Atti 16:6-12)

Paolo ed i suoi compagni, lasciando la Licaonia, entravano in paesi ove l'evangelo non era stato ancora predicato. Se si fossero diretti verso l'ovest, sarebbero entrati nella provincia dell'Asia proconsolare, della quale Efeso era il capoluogo. Se verso il nord, avrebbero attraversato la Frigia e la Galazia; e questa è la via, che lo Spirito indica loro. Lo stesso fatto si rinnova poi in Galazia. Avrebbero potuto continuare in direzione di nord, traversare la Bitinia ed arrivare alle coste del mar Nero; ma lo Spirito fa loro prendere un'altra direzione. All'ovest, la Misia soltanto li separa dal mar Egeo (dall'Arcipelago) e dalle coste dell'Europa; e l'Europa li attira ed è loro accennata come scopo del loro viaggio. Così, senza fermarsi, e traversata rapidamente la Misia, giunsero alla costa, a Troas, città moderna, costruita non lungi dal luogo ove sorgeva l'antica Troia; e quivi la vocazione provvidenziale che li chiama in Europa, si manifesta a Paolo in modo positivo e sicuro.

La Frigia

è la Frigia maggiore degli antichi geografi; era la più vasta delle provincia dell'Asia Minore. Non era provincia romana nei tempi apostolici.

Il paese della Galazia

era all'est della Frigia. Vi si parlava un dialetto celtico. Gli abitanti, vi avevano abbracciata la religione dei frigi, che prima aveano occupato il paese. Cotesta religione consisteva specialmente in un culto disordinato e turpe della dea Cibele, che era servita da sacerdoti eunuchi.

L'Asia

è l'Asia proconsolare Atti 2:9, che comprendeva i tre distretti: Misia, Lidia, Caria.

7 La Misia

era la parte settentrionale dell'Asia proconsolare.

La Bitinia

era una delle parti in cui Roma avea divisa l'Asia Minore 1Pietro 1:1.

8 Troas

Città della Frigia o della Misia, sull'Ellesponto; fra Troia al Nogrid ed Asso al Sud. Qualche volta il nome Troas o Troade è usato a significare tutta la regione nella quale sorgeva l'antica Troia. Qui si suppone avvenissero i fatti cantati dall'Iliade d'Omero. Troas è ricordata in Atti 20:5; 2Corinzi 2:12; 2Timoteo 4:13.

9 Un uomo macedone

È inutile che cerchiamo di renderci conto esatto dei dettagli di questa visione; voglio dire del modo in cui ella avvenne e della forma che prese. L'importante si è che la visione risolveva, nella mente dell'apostolo, tutte quante le incertezze del viaggio. Il Martini, con la solita disinvoltura dei commentatori cattolici che possono fare assegnamento sulla fede grossa dei loro lettori, dà dei dettagli sicuri anche a questo proposito. Quest'uomo, secondo lui, era "l'Angelo tutelare della Macedonia, il quale si fece vedere all'apostolo, vestito all'uso di Macedonia, e parlando il linguaggio di quel paese".

Macedonia

qui, probabilmente, significa non soltanto la Macedonia propriamente detta, ma tutta quanta la provincia romana che comprendeva la Macedonia propriamente detta, l'Illirico, l'Epiro e la Tessaglia. L'Acaia, al medesimo modo, abbracciava tutta quanta la Grecia meridionale.

10 Noi procacciammo

È la prima volta che nei Fatti apparisce questo noi, che accenna a Luca, all'autore del libro e testimone oculare delle cose che racconta; e per quel che riguarda questo noi che ha tanta importanza, veda il lettore la Introduzione.

11 Samotracia.

È una isola del mar Egeo, al nord-ovest di Troas ed a 38 miglia romane dalle coste della Tracia.

Napoli;

letteralmente: Neapolis. Città marittima della Macedonia, vicina ai confini della Tracia.

12 Filippi, che è la prima città...

Quel prima non va inteso in senso politico ed amministrativo, ma in senso topografico. Si potrebbe tradurre così: Di là (ci recammo) a Filippi che è la prima città della provincia di Macedonia che s'incontra, ed è città di colonia. Per passare dall'Asia in Europa. I nostri viaggiatori dovettero traversare la parte più settentrionale del mar Egeo. Neapolis, a cotest'epoca, faceva ancora parte della Tracia; quindi Filippi era la prima città della Macedonia, alla quale arrivarono. Filippo, il padre di Alessandro il Grande, l'aveva ingrandita e aveva dato il proprio nome; Augusto, che vi avea riportato una celebre vittoria su Bruto e Cassio, le aveva dato il jus italicum; il godimento, cioè, dei diritti e de privilegi posseduti dalle città d'Italia, e le aveva per conseguenza dato dei magistrati romani. Già Cesare vi avea stabilito una colonia romana. Il qual termine non va confuso con le nostre colonie moderne. La colonia romana era essenzialmente una posizione militare. Erano dei tratti di territorio conquistato, che si davano comunemente ai veterani delle patrie battaglie. Quei tratti di territorio diventavano politicamente parti integrali di Roma, e tutti i decreti dell'imperatore o del senato vi aveano la stessa forza che nella capitale.

Riflessioni

1. Siamo ancora nella bella primavera dello Spirito pentecostale. È impossibile leggere Atti 16:6-7 senza domandarci: "Ma questo Spirito che guidava in modo così chiaro e così sicuro gli apostoli, non c'è dunque più? La sua voce s'è ella dunque affievolita con l'andar dei secoli?...". No; lo Spirito c'è, e la voce di lui il tempo non ha punto affievolita; è il nostro senso dell'udito che e diventato ottuso; e bisognerà pur che ci mettiamo di nuovo ad esercitarlo ad udire "il suono sommesso e sottile" 1Re 19:12, se vogliamo arrivare a veder di nuovo, nelle nostre chiese, la fede, la vita e lo slancio che facean si bella la Chiesa primitiva.

2. La formula: lo Spirito di Gesù di Atti 16:7 è importantissima dal punto di vista dottrinale. In tutto il Nuovo T. non si trova che in questo passo; mentre la formula si nomina "Spirito di Dio", "Spirito di Cristo" ecc. si trovano ad ogni piè sospinto. È una formula che ha dato parecchia noia ai copisti, che l'hanno spesso alterata, e già anticamente, perché nelle dispute relative allo Spirito Santo ed al testo del simbolo niceno (i latini soli dicevano che lo Spirito procede anche dal Figlio) non c'è un'anima che citi questo passo.

3. La visione di Atti 16:9 è un'altra prova del fatto che Dio non lascia mai i suoi figliuoli nell'incertezza più di quello che sia necessario alla loro educazione spirituale. Impariamo a fissare lo sguardo là d'onde ci verrà il divino accenno alla via per la quale ci dobbiamo incamminare. Se l'accenno tarda, "e tu l'aspetta; che per certo egli verrà!". È quando l'accenno è venuto, impariamo dai grandi uomini di Dio a seguirlo con gioia, con prontezza, con ispirito di filiale ubbidienza Atti 2:17; 9:10; 10:3,17,19; 11:5; 12:9; 18:9.

13 4. A Filippi (Atti 16:13-40)

a) Lidia la mercantessa di porpora (Atti 16:13-15)

A Filippi (vedi Atti 16:12) c'erano così pochi giudei che non vi esisteva sinagoga. Nondimeno, fuori di città, presso del fiume, che era il Gangite, c'era un luogo ove i giudei aveano l'abitudine di raccogliersi per i loro atti di divozione. Quel luogo si chiamava la προσευκη (proseuché). La proseuché era di forma circolare, senza tetto, fuori di città, e sempre sulla riva d'un fiume o lungo il mare, per render facili i riti d'abluzione. Tertulliano (Ad nat. 1, 13) parla delle orationes litorales dei giudei. E Giovenale accenna a questi, che in italiano si potrebbero chiamare oratori, nella Sat. 3:11-13 e 3.296.

Alle donne

L'assenza degli uomini dall'oratorio ha, dato molto da pensare a parecchi. La ragione di cotest'assenza potrebbe esser questa. Claudio avea bandito i giudei da Roma e dalle colonie Atti 18:2; è quindi naturale che non ci fossero che donne ebree di nascita o proselite, le quali potessero accogliere i nostri missionari. Questa, dico, potrebbe esser la ragione della cosa. Ad ogni modo si converrà meco che l'accusare, come molti fanno, gli uomini giudei di Filippi di indifferenza religiosa, è per lo meno un giudizio precipitato. Se la ragione storica che ho data non ci soddisfa, diciamo piuttosto che non ne sappiamo nulla - e basti.

Postici a sedere

è l'attitudine di colui che s'accinge ad insegnare Atti 13:14; Luca 4:20.

14 Lidia

può essere nome proprio, o anche un soprannome d'origine: la Lidia; come si direbbe: la lombarda, la toscana, la romana e simili.

Mercantante di porpora;

di porpora colore, o di stoffe colorate con la porpora.

Tiatiri

era una città della Lidia, provincia compresa nell'Asia proconsolare. Era situata nella valle del Lico e come altre città dell'Asia Minore era famosa per i suoi lavori di tintoria, specialmente per la porpora o il "cremisi", e rivaleggiava in questo con Tiro e Mileto (Strabone, 13:4, e 14). Si sono trovate, sul luogo delle iscrizioni accennanti ad una corporazione di venditori di porpora. Tiatiri è una delle sette città nominate nell'Apocalisse Apocalisse 1:11; 2:18.

Serviva a Dio.

Era una donna pia; una proselita giudea Atti 13:16.

per attendere

per renderla attenta ecc. Atti 8:6 ecc.

15 Ella e la sua famiglia.

Questo passo è spessissimo citato in appoggio del battesimo dei bambini. Il parlare che si fa della famiglia di Lidia pare che debba implicare necessariamente la presenza di bambini. Senza dubbio, dei bambini ce ne possono anche essere stati; ma perché far tanto assegnamento sopra una prova così problematica ed incerta? Prima di tutto, non è detto che Lidia avesse dei figliuoli; non è certo neppure che fosse maritata; e la sua famiglia avrebbe potuto benissimo esser composta soltanto di schiave e di schiave fatte libere, ch'ell'avrebbe occupate nella sua azienda commerciale. Il battesimo dei bambini non ha bisogno di prove incerte, vacillanti come questa: ei riposa sopra un altro ben più solido fondamento.

16 b) La schiava dallo spirito di Pitone (Atti 16:16-23)

All'orazione:

al luogo dell'orazione; alla prosevché; all'oratorio.

Una fanticella:

una serva; una schiava.

Uno spirito di Pitone;

o, come hanno altri codici: uno spirito pitonico. Pitone era uno dei nomi d'Apollo, il dio greco figlio di Giove e di Latona, che era reputato inventore delle belle arti, della musica, della poesia, della medicina e dell'eloquenza. Si dice che cotesto nome gli fosse dato perché, appena venuto alla luce, uccise un serpente che si e chiamava Pitone e che Giunone avea mandato a perseguitare Latona. La sacerdotessa d'Apollo a Delfo, o, come la si chiamava, la Pitonessa di Delfo era celebre per le sue supposte ispirate divinazioni del futuro. Atti 16:18 è chiaro: Il caso della schiava è un caso di possessione demoniaca: si tratta di una povera indemoniata, che Paolo esorcizza; dalla quale, cioè, Paolo espelle lo spirito maligno.

19 Alla corte dei rettori

Meglio: li trassero nella piazza pubblica dinnanzi ai magistrati. La piazza pubblica era l'agorà (come dice il testo greco), che in tutte le città greche era il centro della vita sociale, il gran luogo del pubblico ritrovo.

20 I pretori

(strategoí) erano l'autorità militare, che dirigeva la cosa pubblica nelle colonie. Nella città di Filippi; che aveva il jus italicum, il diritto italico, la giustizia era amministrata da due pretori (duumviri, proetores) che i greci aveano l'abitudine di designare con un titolo militare ( στρατηγας = strategos, capitano, condottiero di esercito).

Questi uomini

Claudio Atti 18:2 avea bandito tutti i giudei da Roma; e il decreto, probabilmente, includeva anche la loro espulsione dalle colonie. Niun popolo era più sprezzato e odiato dai romani, del popolo giudaico; e questi giudei a Filippi, offendevano adesso niente meno che la legge romana; perché, ad onta dell'editto d'espulsione, rimanevano nella colonia; non solo; ma osavano introdurvi degli usi religiosi e dei riti contrari alla religione ufficiale e dominante. I romani erano tolleranti in fatto di religione. Il governo rispettava sempre le religioni de popoli conquistati; ma proibiva severamente ai romani di convertirsi ad un culto diverso dal culto nazionale, e perseguitava accanitamente ogni tentativo di proselitismo religioso.

21 Noi, che siam romani

Filippi era colonia; avea quindi il diritto di parlare della sua cittadinanza romana.

22 Stracciate loro le vesti

Era quello che si faceva sempre in questi casi. Tito Livio dice (2:5): "I littori, mandati ad infliggere la pena battono con le verghe i condannati ignudi".

Che fossero frustati

Meglio: che fossero battuti con le verghe. Si tratta dei littori, che portavano sempre una scure legata in mezzo ad un fascio di verghe, e che con coteste verghe applicavano la pena inflitta dalle autorità. La parola greca ( ῡαβδιζω = vergare, percuotere con verga: ῡαβδος) accenna appunto a cotesta speciale forma romana di pena. Questa dev'essere stata una delle tre vergature di cui Paolo parla in 2Corinzi 11:25.

23 Una gran battitura

Perché mai Paolo, ad evitare la punizione, non fece valere il diritto di cittadinanza romana Atti 16:37 come farà più tardi Atti 22:25? Forse, il tumulto popolare fu tal Atti 16:22 che impedì a Paolo di parlare e di far valere il suo diritto; forse, non volle far valere adesso il suo diritto per paura di compromettere qualcuno dei convertiti, che non avesse la cittadinanza romana. L'ira popolare, se si fosse vista sfuggire Paolo e Sila, si sarebbe, più che probabilmente, scatenata su chi avesse trovato senza mezzo di difesa.

24 c) Paolo, Sila e il carceriere (Atti 16:24-40)

Nella prigione più addentro

In una prigione oscura, in un sotterraneo, in una spelonca addirittura Atti 16:26. Chi ha visto il Mamertino di Roma può farsi un'idea di quello che fosse una delle "prigioni più addentro" dell'impero ramano.

Nei ceppi.

Lo ξυλον (xylon), che in latino si chiamava nervus, era un arnese fatto di due pezzi di legno con cinque fori, nei quali si chiudevano i piedi, le braccia ed il collo dei condannati. Nel caso nostro, i piedi soltanto furono assicurati nei ceppi.

25 Li udivano

È poco: bisogna dire: li ascoltavano attentamente ( επακροαομαι). E si capisce. Sotto quelle volte, use a ripercuotere gli urli, bestemmie e le imprecazioni dei delinquenti, ora si muovono le dolci e soavi note dell'inno della speranza e della fede.

26 E i legami di tutti si sciolsero

Ad intender bene questa frase, che potrebbe parere strana, bisogna ricordare che le catene dei carcerati erano fermate a degli anelli murati nelle pareti. La violenza del terremoto sconquassò i muri del carcere in modo, che le porte si apersero e gli anelli si staccarono addirittura dalle pareti.

27 Ed era per uccidersi

I carcerieri erano scelti nella classe più infima della società; talvolta, d'infra i delinquenti; e la negligenza nell'adempimento dei loro doveri, era punita con la morte. Vedi Atti 12:19; 27:42: - "Quindi, pensava il carceriere; poichè tanto debbo esser messo a morte, è meglio che m'ammazzi da me!"

29 Chiesto un lume

letteralmente: chiesti dei lumi; delle torce.

30 Che mi conviene egli fare...

Meglio: che debbo io fare per esser salvato? Salvato da che cosa?... Dal terremoto? dalla pena che l'aspettava? No; da qualcosa di più. Il carceriere sa l'accusa che è fatta a Paolo e Sila; sa che essi son quivi perché "annunziano la via della salvazione" Atti 16:17. È questa coscienza che lo Spirito ha scossa nei suoi più intimi penetrali, come il terremoto ha scosso la prigione dalle fondamenta, riconosce nei due carcerati un qualcosa di grande, di straordinario ch'ei non potrebbe egli stesso definire; e tremante e genuflesso esclama: - "Signori, che debbo io fare per esser salvato?...

31 Ed essi

Tutti e due: Paolo e Sila.

Nel Signor...

Signori! ha esclamato il carceriere: No! rispondono gli apostoli: non ce n'è che uno dei Signori; credi in Lui, e sarai salvato.

Nel Signor Gesù Cristo,

dice la diodatina; secondo i codici migliori, bisogna dire: Nel Signor Gesù. La casa tua: la tua famiglia.

32 Annunziarono la parola del Signore

Annunziarono la vita, la morte, la risurrezione del Signore: la necessità del ravvedimento, la vera natura della fede, la gioia della comunione con Dio: tutto questo è incluso nella frase: la parola del Signore. È il catecumenato che precede il battesimo del carceriere e della sua famiglia.

33 Lavò loro le piaghe,

Presili; vale a dire, presili con sè... lavò loro le piaghe. Ecco le opere, che non precedono ma seguono la fede; che non sono le radici ma i frutti della fede.

Fu battezzato egli e tutti i suoi.

Fra tutti questi suoi c'erano o non c'erano dei bambini? È una questione oziosa; e, senza dirne altro, rimando il lettore al commento su Atti 16:15. Come fu amministrato il battesimo? Per immersione o per aspersione? È un'altra questione che il testo non risolve. Chi vuole il battesimo soltanto per immersione, vi dirà: "Una pubblica prigione è più che probabile che contenesse un bagno od una vasca di qualche specie, che possono aver reso possibile il battesimo per immersione". Chi lo vuole soltanto per aspersione vi dirà: "È difficile ammettere che nell'interno d'un'antica prigione romana si trovassero i comodi per fare dei battesimi per immersione". Il fatto sta che è tutto affar di fantasia. Il testo non ne dice nulla.

34 Mise loro la tavola

Apparecchiò loro la tavola; diè loro da mangiare.

35 Mandarono i sergenti

mandarono i littori.

37 Dopo avere pubblicamente battuti

ecc. Le forme giudiziarie erano state violate dai pretori fin da principio; ed ora, per trarsi d'imbroglio, cercano di riparare al loro primo fallo violandole di nuovo. Prima, la vigilia, cedono alle pressioni imperiose d'una folla esaltata ed infliggono una pena senz'ombra di processo; oggi, contano di sbrigarsi d'ogni cosa, mettendo in libertà i carcerati, ai quali, pensano essi, non parrà vero d'uscirne così alla liscia. Ma Paolo non vuol partire come un reo graziato; ei domanda una riparazione d'onore. Fa valere il suo diritto di cittadino romano, che avrebbe dovuto proteggerlo contro la pena infamante della flagellazione. È chiedendo così soddisfazione per se personalmente, ei tutela, nello stesso tempo, l'onore dell'evangelo agli occhi di quelli che, non ancora abbastanza fermi nelle loro convinzioni, poteano facilmente essere scossi da coteste esperienze o da timori assai naturali. Paolo avea la cittadinanza romana, per nascita Atti 22:28. Ora, siccome la città di Tarso, a quel tempo, non avea cotesto privilegio, bisogna ammettere che suo padre, o qualcuno dei suoi antenati, l'avesse ottenuto a titolo di ricompensa personale, in occasione di qualche servizio reso ad uno dei capi dello stato durante le guerre civili. La cittadinanza (jus civitatis) si poteva anche comprare Atti 22:28. Sila, si chiamava veramente Silvano 2Corinzi 1:19; 1Tessalonicesi 1:1; e se era, come sembra dal nome, d'origine latina, la sua cittadinanza romana si capisce. Per la Legge Porcia (247 av. Cr.) i cittadini romani erano esenti dalla pena degradante della flagellazione. L'accusa più grave che Cicerone movesse a Verro, il Governatore della Sicilia, era appunto questa: d'aver trasgredito cotesta legge. "Legare un cittadino romano, dic'egli, e un'orrenda azione; flagellarlo, è un delitto; metterlo a morte, è quasi un parricidio" (Cic. in Verr. 7:57). I pretori poteano dunque aspettarsi una querela per abuso di potere e per attentato ai diritti ed all'onore di due cittadini romani. È il loro delitto la legge romana puniva con la morte e con la confisca dei beni.

38 E i sergenti

Meglio: i littori.

39 E vennero e li pregarono...

ecc. Avendo inteso che erano dei cittadini romani, ebbero paura e vennero con le buone a far le loro scuse, e li rimisero in libertà, pregandoli di lasciar la città.

Li pregarono di lasciar la città

per tema che la loro prolungata presenza suscitasse dei nuovi torbidi.

40 Poi si dipartirono

Il lettore deve osservare che il noi di Atti 16:10, che include Luca, il narratore dei Fatti, si perde nell'ultima arte di questo capitolo 16 (a cominciare da Atti 16:18). Luca dunque non ha partecipato alla prigionia dei suoi compagni. È la traccia di questo noi si perde completamente nei capitoli seguenti; e non riappare che nel capitolo Atti 20:5; e proprio quando Paolo si trova di nuovo in questa medesima città di Filippi.

Riflessioni

1. Ogni luogo è adatto alla preghiera, quando noi siam disposti a pregare con umiltà, con fede, con ispirito d'ubbidienza Atti 16:13. Il "sacrificio spirituale" della preghiera non prende la sua efficacia dal luogo dov'è offerto, ma dalle disposizioni del cuore di colui che l'offre. Ogni luogo, ripeto, è adatto alla vera prece. Può esser la campagna Genesi 24:63; la riva del mare Atti 21:5; la riva d'un fiume, come nel nostro caso; e la prigione, come in Atti 16:25. Quindi, si capisce la parola dell'apostolo: Io voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, levano al cielo mani pure ecc. 1Timoteo 2:8.

2. Paolo è giunto in Macedonia ove Dio lo chiama. Nella prima città ch'egli ed i suoi compagni incontrano, non è una folla di macedoni ansiosi che l'aspetta, ma un pugno di donne, in un oratorio giudaico, là fuor di mano, lungi dalla città, sulla riva del fiume Atti 16:13. Ma gli apostoli hanno imparato dal Maestro, dall'Evangelista della samaritana Giovanni 4:27, a non isprezzare i modesti principi. Ed hanno ragione. Come la donna del pozzo di Giacobbe fu il principio d'un grande risveglio in Samaria, così l'oratorio giudaico di Filippi sarà la culla d'una delle chiese più care al cuore di Paolo; la culla della chiesa, che sarà "l'allegrezza e la corona" dell'apostolo Filippesi 4:1. Quando, evangelizzando, lo scarso numero di uditori ci scoraggia, ricordiamoci del pozzo di Giacobbe e dell'oratorio giudaico di Filippi.

3. Il cuore umano, nello stato deplorevole in cui l'ha ridotto il peccato, è chiuso alla verità divina, che non può entrare ad illuminar la mente, a dirigere la volontà, a rinnovare l'uomo interno. È la grazia che apre il cuore Atti 16:14; e quando in un cuore che il Signore ha aperto Apocalisse 3:7 e preparato, cade il seme della Parola, il seme rimane, mette radici e cresce. La Parola è sempre la stessa; ma l'udirla è di due specie. Quando il Signore "sta alla porta e picchia" Apocalisse 3:20, la conversione è possibile; ma la conversione non diventa un fatto reale e compiuto, che quando l'uomo "ascolta la voce" Apocalisse 3:20 di colui che picchia; l'ascolta "con attenzione", e la riceve con fede. La scintilla della vita nuova è il risultato dell'incontro di due correnti: la corrente della Grazia divina e la corrente della libertà umana; la Grazia, senza la risposta della libertà, non può compiere i suoi miracoli; la libertà, senza il concorso della Grazia, non può giungere all'altezza della comunione con Dio. Questa è la dottrina che il Nuovo T. nasconde sotto il velame di un'apparente contraddizione: "Il Signore apre il cuore di Lidia" Atti 16:14; ma Lidia non sarebbe mai giunta alla comunione con Dio, se non avesse ella stessa aperta la porta del cuore a lasciarvi entrare il Signore che picchiava Apocalisse 3:20.

4. La fede vera come quella di Lidia, si espande in soavi e profumati fiori d'opere d'amore Atti 16:15.

5. Il fatto della schiava dallo spirito di Pitone Atti 16:16 ha dato luogo ad un mondo di spiegazioni e di teorie diverse. A cominciare da Agostino, che chiama questa infelice foemina ventri loqua e considera il caso come un caso di ventriloquio, fino ai dì nostri in cui l'Ellicott, per esempio, lo tratta come un caso d'isterismo, ogni sorta di opinioni è stata espressa. A che tanto fantasticare? E non è egli meglio, e più giusto, e più sicuro, l'attenerci semplicemente alla impressione che del fatto ha ricevuto il testimone oculare che lo racconta? Non c'è ombra di dubbio. Per Luca, la schiava non è né una ventriloqua né una isterica; perché i casi di ventriloquio e d'isterismo non son casi che si esorcizzino Atti 16:18. Il caso della schiava, per Luca, non è altro che un caso di possessione demoniaca, del genere di quei molti che gli evangeli sinottici ci narrano; con questa essenziale differenza, però; che qui non si tratta di un malanno fisico inflitto dal demonio alla persona di cui s'è impadronito; ma si tratta di uno spirito maligno. Atti 16:18, che si compiace nell'annunziare il futuro, per la bocca della schiava; di uno spirito maligno, che fa di questa donna un'indovina; e, siccome ella è una schiava, chi sfrutta questa facoltà straordinaria di dire ad altri la buona o la mala ventura, non è lei, ma sono i padroni. L'esorcismo, vale à dire la espulsione di cotesto spirito maligno operata da Paolo nel nome di Gesù Cristo Atti 16:18, rompe l'incanto e fa finire l'infame mercato. La soluzione grande e solenne del fatto ci dice che non si trattava d'impostori e di furbi che sfruttavano la stupida credulità dei gonzi; ma che si trattava d'una vera, grave, e dolorosa manifestazione del "potere delle tenebre" Colossesi 1:13. Questa e non altra è la spiegazione che del fatto ci dà Luca, che fu del fatto stesso testimone oculare e narratore.

6. Come mai Paolo, nell'interesse della causa evangelica, non si vale della testimonianza dello spirito Atti 16:17; di una testimonianza indipendente e misteriosa ad un tempo; e che appunto perché indipendente e misteriosa potea far colpo sullo spirito d'una popolazione così digiuna delle cose del vangelo? Egli è che Paolo ha in mente l'esempio di Gesù Marco 1:25,34; 3:11-12. Egli ha piena fiducia nella potenza intrinseca della verità che annunzia, e respinge questo aiuto offertogli dallo spirito maligno; aiuto, che ha poco valore in sè, e che può compromettere ogni cosa per la inquinata sorgente onde sgorga. L'evangelo che deve distruggere l'opera del diavolo, non ha bisogno dell'appoggio di lui per trionfare. Questa verità la Chiesa non dovrebbe mai dimenticare.

7. Che importa ai padroni se la schiava soffre? Che importa loro che l'evangelo trionfi? È l'interesse materiale che sta loro a cuore: Il loro dio è il danaro. Questa tendenza venale della natura umana ha la sua espressione ingenuamente egoistica, vorrei quasi dire, nel caso dei gadareni Luca 8:37; ha la sua espressione civile, educata, nella richiesta dei pretori di Atti 16:39; ha in Demetrio la sua espressione ipocrita, perché cerca di nascondersi sotto il velo della religione Atti 19:25-27; ed ha la sua espressione violenta e bruta nel nostro passo Atti 16:19-20.

8. Filippi è la prima città d'Europa in cui fu predicato vangelo; e la predicazione dell'evangelo in Europa, riceve a Filippi il battesimo della persecuzione Atti 16:22. La persecuzione avea già infierito su, terreno pagano; ad Antiochia i Pisidia, per esempio Atti 13:14,50; ad Iconio ed a Listra Atti 14:4,19; ma, a Filippi, è la prima volta che la persecuzione scoppia, eccitata dalla popolazione pagana senza che i giudei la istighino e vi abbiano parte alcuna. Un secolo prima, la sanguinosa vittoria di Filippi gettava le basi dell'impero d'Augusto, oggi, in quella stessa Filippi, la incruenta vittoria degli apostoli getta le basi del regno di Cristo in Europa.

9. Paolo e Sila, nei ceppi, in carcere a Filippi, in sulla mezzanotte, fanno orazione e cantano inni a Dio Atti 16:25. Le parole di Tertulliano ai martiri del suo tempo tornano qui a capello: Nihil crus sentit in nervo quum animus in coelo est. Etsi corpus detinetur, omnia spiritui patent (Ad Mart. c. 2). La gamba non sente i ceppi quando la mente è nel cielo. Quantunque il corpo sia tenuto schiavo, pur ogni cosa s'apre libera dinnanzi allo spirito.

10. Il terremoto Atti 16:26 è la risposta alle preghiere ed agl'inni degli apostoli. È pur vero che le preci dei santi muovono il cielo e la terra! Il Reuss, in questo luogo, dice: "Più d'una volta, ai dì nostri, c'è stato chi è ricorso a dei terremoti per ispiegare in un modo preteso naturale dei fatti, che i racconti biblici dànno come miracolosi. Il nostro brano si direbbe scritto apposta per dimostrare l'assurdità di coteste spiegazioni, poichè qui si tratta d'un vero e proprio terremoto, ed al tempo istesso, le circostanze miracolose abbondano nel racconto... Tutto quanto il fatto è miracoloso, malgrado la causa puramente fisica data alla liberazione dei carcerati; ed ei rientra nella categoria di quegli avvenimenti, che dimostrano il primo stabilirsi del cristianesimo essere stato un effetto tutto speciale dell'intervento diretto e permanente della Provvidenza".

11. Il carceriere di Filippi è proprio "un tizzone strappato dal fuoco" Zaccaria 3:2; un uomo salvato sull'orlo del suicidio Atti 16:27. Quanto è grande la potenza del vangelo che trasporta le anime dall'oro dell'inferno della disperazione nel paradiso della comunione con Dio! E quanto sono grandi e stupende le vie per le quali Iddio cerca le anime immortali! Lidia è convertita in un modo calmo, sereno, tranquillo, in un oratorio giudaico Atti 16:14; il carceriere è convertito in mezzo ai terrori d'un terremoto violento. A cercar Lidia vengono gli apostoli all'oratorio, in modo tutto semplice e naturale. A cercare il carceriere, Iddio permette che Paolo e Sila siano cacciati in prigione. "E come mai siamo qui?... Si saranno chiesti Paolo e Sila; come mai siamo qui, in questa spelonca? E non era qui, in Macedonia, che Dio ci mandava Atti 16:9?" - "Sicuro; era in Macedonia che Dio vi mandava; ed ecco i fatti, che adesso rispondono alla vostra domanda: Voi siete qui, perché qui ci son delle anime da salvare!"

12. La domanda del carceriere Atti 16:30 è la domanda che sgorga da una coscienza profondamente scossa. Niuno sente il bisogno d'esser salvato, se non s'accorge che sta per perire Matteo 9:12. Il grido del carceriere par l'eco del grido del macedone, che apparve a Paolo in visione: "Soccorrici!" Atti 16:9. Quanto bene si può fare, ed in poche parole, quando c'imbattiamo in coscienze risvegliate come quella del carceriere! Ma, confessiamolo pur con dolore, cotesti casi sono rari. Troviamo spesso della gente stanca della chiesa romana, e che tuona contro i vizi del clero e contro gli errori del papismo; troviamo spesso della gente innamorata della poesia della Bibbia, della morale del Cristo, della semplicità del culto evangelico, ma le coscienze, che scosse dal torpore dell'indifferenza, che inorridite all'idea dell'abbandono in cui hanno lasciato per tanti anni il loro Dio e che spaventate al pensiero del giusto giudicio che sta per colpirle, esclamino: "Che dobbiam noi fare per esser salvate?"... ahimè, vengono troppo raramente a rallegrarci, sulla via del nostro arduo ministerio!

13. La risposta degli apostoli Atti 16:31 è sublime nella sua divina semplicità ed è la sintesi di tutto un trattato di dogmatica, di cui io non posso qui fare altro che dar l'indice.

1) La via della salvazione non è la via delle opere; e la via della fede (Che debbo fare?... chiede il carceriere; e l'apostolo risponde: Credi!)

2) L'oggetto della fede è la persona del Signor Gesù Cristo.

    a) Gesù (l'Eterno salva; colui dunque, per mezzo del quale l'Eterno salva il peccatore);

b) Cristo (Unto: Gesù è il Cristo; l'Unto per eccellenza; vale a dire: il profeta dei profeti; il sacerdote dei sacerdoti; il re dei re);

c) il Signore (il Signor dei Signori; colui che Dio "ha sovranamente innalzato" Filippesi 2:9; colui, a cui Dio ha dato "ogni potestà in cielo ed in terra" Matteo 28:18).

3) La fede in Cristo ha per effetto la salvazione, la quale, secondo Paolo, consiste

    a) nel perdono di tutti i peccati passati Colossesi 2:18;

b) in emancipazione dalla schiavitù del male Romani 6:6;

c) in sicura speranza della gloria eterna Romani 8:24; 13:11.

4) La fede che conduce alla salvazione è individuale (Sarai salvato tu...). La porta che introduce nella vita è stretta; è aperta per tutti; ma non ci s'entra a branchi; ci s'entra uno alla volta.

5) Questa fede che è individuale, è al tempo stesso diffusiva (Tu, e la casa tua). Non è che la fede dei padri possa giustificare i figli, o che la fede dei padroni possa giustificare i servi, o viceversa: ma gli è che il credente che è tale di nome e di fatti, con le parole e più ancora con l'esempio finisce col guadagnare a Cristo anche il resto della sua famiglia.

14. Non sono le opere che conducono alla fede; è la fede che produce le opere Atti 16:33-34. Il carceriere lava le piaghe che egli stesso ha prodotte coi ceppi, ed apre ai carcerati la propria casa. E si notino anche i due benefici effetti che la fede produce nel cuore del carceriere stesso. Ella decide lui ed i suoi ad abbracciare in modo aperto e risoluto il cristianesimo Atti 16:33, e gl'inonda l'anima d'un sentimento nuovo, dolce e soave, che si chiama: l'allegrezza della salvazione Atti 16:34.

15. Il carceriere è convertito; i prigioni che gli erano stati affidati con ispeciali raccomandazioni. Atti 16:23, non son più dei carcerati, sono oramai gli amici del carceriere. E sia bene; tutto ciò è bello, è santo, è commovente; ma come la intenderanno i pretori?... E quale sarà la soluzione di questo patetico dramma? Il dramma avrebbe senza dubbio finito male, se Dio non fosse di nuovo intervenuto Atti 16:35-36; ma la Provvidenza che permise la prigionia di Paolo e di Sila per la salvazione d'una famiglia; che si servì d'un terremoto per risvegliare spiritualmente il carceriere, ora tocca la coscienza dei pretori; i quali, ripensando alle gravi irregolarità di procedura che aveano commesse, devono aver passato dei brutti quarti d'ora d'incertezza e di dubbio, se si decisero a mandare i littori al carceriere per dirgli: "Lascia andare quegli uomini!" Atti 16:35. La soluzione è degna d'un dramma, del quale i protagonisti son dei mortali; ma l'autore è l'Eterno.

16. È bene, qualche volta, rispondere a tono ai prepotenti Atti 16:37; basta che la nostra risposta non sia ispirata da sentimenti d'odio o di vendetta ma miri a far ridondare la loro vergogna all'onore di Dio e di Cristo. È bene, dico, perché una risposta a tono come quella d'Elia 1Re 18:17-18 o come questa di Paolo, infrena l'orgoglio e l'arroganza di cotesta gente, che non si sa dove andrebbe a finire se non ricevesse anche lei le sue solenni lezioni. Le risposte come quella d'Elia e come questa di Paolo non sono risposte date per impulso della carne; sono delle vere e proprie ispirazioni divine, che insegnano al mondo che un atto d'arroganza non può sempre passar così alla liscia, e che non sempre un atto di giustizia si può così alla leggera gettare nel mar dell'oblio.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Atti 16

1 Capitolo 16

Paolo prende Timoteo come suo assistente At 16:1-5

Paolo si reca in Macedonia, La conversione di Lidia At 16:6-15

Uno spirito maligno scacciato, Paolo e Sila flagellati e imprigionati At 16:16-24

La conversione del carceriere di Filippi At 16:25-34

Paolo e Sila rilasciati At 16:35-40

Versetti 1-5

La Chiesa può aspettarsi un grande servizio da ministri giovani che partono con lo stesso spirito di Timoteo. Ma quando gli uomini non si sottomettono a nulla e non si obbligano a nulla, i primi elementi del temperamento cristiano sembrano mancare; e c'è grande ragione di credere che le dottrine e i precetti del Vangelo non saranno insegnati con successo. Poiché il decreto mirava a mettere da parte la legge cerimoniale e le sue ordinanze carnali, i credenti furono confermati nella fede cristiana, perché essa proponeva un modo spirituale di servire Dio, adatto alla natura di Dio e dell'uomo. Così la Chiesa aumentava di numero ogni giorno.

6 Versetti 6-15

Le rimozioni dei ministri e la distribuzione dei mezzi di grazia da parte loro sono in particolare sotto la condotta e la direzione divina. Dobbiamo seguire la Provvidenza: e qualsiasi cosa cerchiamo di fare, se questa non ci permette di farlo, dobbiamo sottometterci e credere che sia per il meglio. Gli uomini hanno molto bisogno di aiuto per le loro anime, è loro dovere cercarlo e invitare tra loro coloro che possono aiutarli. E gli inviti di Dio devono essere accolti prontamente. Gli adoratori di Dio devono avere un'assemblea solenne, se possibile, nel giorno di sabato. Se non abbiamo sinagoghe, dobbiamo essere grati di avere luoghi più riservati e ricorrere ad essi, non rinunciando a riunirci insieme, come è possibile. Tra gli ascoltatori di Paolo c'era una donna di nome Lidia. Aveva una vocazione onesta, che lo storico sottolinea a sua lode. Tuttavia, pur avendo una vocazione, trovò il tempo di migliorare i vantaggi per la sua anima. Non ci scuserà dai doveri religiosi dire: "Abbiamo un mestiere da fare", perché non abbiamo anche un Dio da servire e delle anime da curare? La religione non ci distoglie dal nostro lavoro nel mondo, ma ci guida in esso. L'orgoglio, il pregiudizio e il peccato escludono le verità di Dio, finché la sua grazia non le fa entrare nella comprensione e negli affetti; e solo il Signore può aprire il cuore a ricevere e credere alla sua parola. Dobbiamo credere in Gesù Cristo; non si può arrivare a Dio come Padre, se non attraverso il Figlio come Mediatore.

16 Versetti 16-24

Satana, pur essendo il padre della menzogna, dichiarerà le verità più importanti, quando potrà servire ai suoi scopi. Ma molti danni vengono arrecati ai veri servitori di Cristo da empi e falsi predicatori del Vangelo, che vengono confusi con loro da osservatori disattenti. Coloro che fanno del bene, distogliendo gli uomini dal peccato, possono aspettarsi di essere disprezzati come disturbatori della città. Mentre insegnano agli uomini a temere Dio, a credere in Cristo, ad abbandonare il peccato e a vivere piamente, saranno accusati di insegnare i cattivi costumi.

25 Versetti 25-34

Le consolazioni di Dio per i suoi servi sofferenti non sono né poche né piccole. Quanto sono più felici i veri cristiani dei loro prosperosi nemici! Come nel buio, così dal profondo, possiamo gridare a Dio. Nessun luogo, nessun momento è sbagliato per la preghiera, se il cuore è elevato a Dio. Nessun problema, per quanto grave, deve impedirci di lodare. Il cristianesimo si dimostra da Dio, in quanto ci obbliga a essere giusti con la nostra vita. Paolo gridò ad alta voce per far udire il carceriere e per fargli prestare attenzione, dicendo: "Non farti del male". Tutte le ammonizioni della Parola di Dio contro il peccato, e tutte le apparenze di esso, e gli approcci ad esso, hanno questa tendenza. Uomo, donna, non rovinarti; non farti del male, e allora nessun altro potrà farti del male; non peccare, perché nient'altro che questo può farti del male. Anche per quanto riguarda il corpo, siamo messi in guardia dai peccati che lo danneggiano. La grazia della conversione cambia il linguaggio della gente nei confronti delle brave persone e dei bravi ministri. Quanto è seria l'inchiesta del carceriere! La sua salvezza diventa la sua grande preoccupazione; è la cosa più vicina al suo cuore, che prima era lontana dai suoi pensieri. È la sua preziosa anima che lo preoccupa. Coloro che sono pienamente convinti del loro peccato e veramente preoccupati della loro salvezza, si consegneranno a Cristo. Ecco la somma di tutto il Vangelo, l'alleanza di grazia in poche parole: Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato, tu e la tua casa. Il Signore benedisse così tanto questa parola che il carceriere fu subito addolcito e umiliato. Li trattò con gentilezza e compassione e, professando la fede in Cristo, fu battezzato in quel nome, insieme alla sua famiglia. Lo Spirito di grazia operò in loro una fede così forte da fugare ogni dubbio; e Paolo e Sila seppero dallo Spirito che un'opera di Dio era stata compiuta in loro. Quando i peccatori si convertono, amano e onorano coloro che prima disprezzavano e odiavano, e cercano di diminuire le sofferenze che prima volevano aumentare. Quando i frutti della fede iniziano a manifestarsi, ai terrori seguiranno la fiducia e la gioia in Dio.

35 Versetti 35-40

Paolo, pur essendo disposto a soffrire per la causa di Cristo e senza alcun desiderio di vendicarsi, non scelse di andarsene con l'accusa di aver meritato una punizione ingiusta, e quindi chiese di essere congedato in modo onorevole. Non si trattava di un mero punto d'onore per l'apostolo, ma di giustizia, e non tanto verso se stesso quanto verso la sua causa. E quando vengono fatte le dovute scuse, i cristiani non dovrebbero mai esprimere rabbia personale, né insistere troppo rigidamente sulle ammissioni personali. Il Signore li renderà più che vincitori in ogni conflitto; invece di essere abbattuti dalle loro sofferenze, diventeranno consolatori dei loro fratelli.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Atti 16

1 Poi venne lui - Cioè Paolo in compagnia di Sila. Luca non ci dà la storia di Barnaba, ma limita il suo racconto al viaggio di Paolo.

A Derbe e Listra - Vedi le note su Atti degli Apostoli 14:6.

Ed ecco, un certo discepolo di nome Timoteo - Fu a questo discepolo che Paolo indirizzò poi le due lettere che portano il suo nome. È evidente che fosse originario di uno di questi luoghi, ma è impossibile stabilire se di Derbe o di Listra.

Il figlio di una certa donna... - Si chiamava Eunice, 2 Timoteo 1:5.

E credette - Ed era cristiano. Si afferma anche che sua madre era una donna di distinta pietà cristiana, 2 Timoteo 1:5. Non era lecito per un ebreo sposare una donna di un'altra nazione, o dare sua figlia in sposa a un gentile, Esdra 9:12.

Ma è probabile che questa legge non fosse considerata molto severamente dagli ebrei che vivevano in mezzo a nazioni pagane. È evidente che Timoteo, a quel tempo, era molto giovane; poiché quando Paolo lo pregò di dimorare a Efeso, per occuparsi della chiesa lì 1 Timoteo 1:3 , gli si rivolse allora da giovane, 1 Timoteo 4:12 , "Nessuno disprezzi la tua giovinezza".

Ma suo padre era un greco - Evidentemente, un uomo che non era stato circonciso, perché se fosse stato Timoteo lo sarebbe stato anche.

2 Che - Cioè, Timothy. La connessione ci impone di capire questo di lui. Del carattere di suo padre non si sa nulla.

È stato ben segnalato - È stato stimato molto come un giovane di pietà e promessa. Confronta le note su Atti degli Apostoli 6:3. Confronta 1 Timoteo 5:10. Timothy era stato educato religiosamente. Era accuratamente addestrato nella conoscenza delle Sacre Scritture, ed era quindi il più qualificato per il suo lavoro, 2 Timoteo 3:15.

3 Lui avrebbe Paolo... - Questo è stato un esempio della selezione di giovani uomini di pietà da parte di Paolo per il santo ministero. Mostra:

(1) Che era disposto a cercare e far emergere il talento nella chiesa che potrebbe essere impiegato utilmente. È abbastanza evidente che Timoteo non ci avrebbe pensato se non fosse stato suggerito da Paolo. La stessa cosa che le società educative stanno tentando di realizzare ora.

(2) Che Paolo ha cercato qualifiche adeguate e le ha apprezzate. Quelli erano:

Che aveva una buona reputazione di pietà, ecc., Atti degli Apostoli 16:2. Questo ha chiesto come una qualifica indispensabile per un ministro del Vangelo 1 Timoteo 3:7 , “Inoltre egli (un vescovo) deve avere una buona relazione di coloro che sono senza.

“Confronta Atti degli Apostoli 22:12.

Paolo lo stimava un giovane di talento e di prudenza. La sua ammissione a una società nelle sue fatiche, e il suo affidare a lui gli affari della chiesa di Efeso, lo provano.

Era stato accuratamente istruito nelle Sacre Scritture. Fu così gettata una base per l'utilità. E questa qualifica sembra essere stata ritenuta da Paolo di valore indispensabile per il giusto adempimento dei suoi doveri in questo santo ufficio.

E lo prese e lo circoncise - Ciò fu evidentemente fatto per evitare l'opposizione e i rimproveri dei Giudei. Era una misura di per sé non vincolante (confronta Atti degli Apostoli 15:1 , Atti degli Apostoli 15:28 ), ma la cui trascuratezza avrebbe esposto a contese e opposizioni tra gli ebrei, e avrebbe notevolmente ritardato o distrutto la sua utilità.

Era un atto di convenienza per amore della pace, ed era in accordo con l'uniforme e dichiarato principio di condotta di Paolo, 1 Corinzi 9:20 , "E per i Giudei mi sono fatto ebreo, per guadagnare i Giudei". Confronta Atti degli Apostoli 21:23.

4 E mentre attraversavano le città - Le città della Siria, della Cilicia, ecc.

Li consegnarono - Paolo e Sila consegnarono ai cristiani in quelle città.

I decreti - τὰ δόγματα ta dogmata. I decreti relativi alle quattro cose specificate in Atti degli Apostoli 15:20 , Atti degli Apostoli 15:29.

La parola tradotta “decreti” ricorre in Luca 2:1 , “Un decreto di Cesare Augusto”; in Atti degli Apostoli 17:7 “I decreti di Cesare”; in Efesini 2:15; e in Colossesi 2:14.

Significa propriamente una legge o un editto di un re o di una legislatura. In questo caso era la decisione del concilio in un caso sottoposto ad esso, e implicava l'obbligo per i cristiani di sottomettersi a quella decisione, poiché avevano sottoposto la questione a loro. Gli stessi principi, inoltre, sarebbero stati applicabili ovunque, e la decisione, quindi, a Gerusalemme sarebbe diventata definitiva. È probabile che una copia corretta e attestata della lettera Atti degli Apostoli 15:23 sarebbe stata inviata alle varie chiese dei Gentili.

Conservare - Obbedire, o osservare.

Che sono stati ordinati - Greci: che sono stati giudicati o determinati.

5 Stabilito nella fede - Confermato nella fede del vangelo L'effetto della misura saggia e conciliante fu di aumentare e rafforzare le chiese.

6 In tutta la Frigia - Questa era la più grande provincia dell'Asia Minore. Aveva la Bitinia a nord; Pisidia e Licia a sud; Galazia e Cappadocia orientale; e Lidia e Misia ad ovest.

E la regione della Galazia - Questa provincia era direttamente ad est della Frigia. La regione è stata precedentemente conquistata dai Galli. Vi si stabilirono e la chiamarono, con il loro nome, Galazia. I Galli invasero il paese in tempi diversi e non meno di tre tribù o corpi di Galli ne avevano il possesso. Vi si stabilirono anche molti ebrei. Fu per questa causa che si sarebbero potuti formare tanti partiti e che sarebbero sorte tante controversie tra i convertiti ebrei e gentili. Vedi la lettera ai Galati.

E sono stati vietati - Probabilmente per una rivelazione diretta. La ragione di ciò era, senza dubbio, che era intenzione di Dio estendere il Vangelo nelle regioni della Grecia più di quanto sarebbe stato fatto se fossero rimaste in Asia Minore. Questo divieto fu il mezzo della prima introduzione del Vangelo in Europa.

In Asia - Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:9. Questa era senza dubbio la regione dell'Asia proconsolare. Si chiamava anche Ionia. Di questa regione Efeso era la capitale; e qui erano situate anche le città di Smirne, Tiatira, Filadelfia, ecc., all'interno delle quali le sette chiese menzionate nel Rev.

1-3 sono stati stabiliti. Cicerone parla dell'Asia proconsolare come contenente le province di Frigia, Misia, Carla e Lidia. In tutta questa regione il Vangelo fu poi predicato con grande successo. Ma ora un campo più importante e più ampio fu aperto davanti a Paolo e Barnaba nel vasto paese della Macedonia.

7 Misia - Questa era una provincia dell'Asia Minore, con Propontide a nord, Bitinia a est, Lidia a sud e il Mar Egeo a ovest.

Hanno saggiato - Si sono sforzati; hanno tentato.

In Bitinia - Una provincia dell'Asia Minore situata ad est della Misia.

8 Scese a Troas - Questa era una città della Frigia o Misia, sull'Ellesponto, tra Troia a nord e Asso a sud. A volte il nome Troas o Troade, è usato per indicare l'intero paese dei Troiani, la provincia dove sorgeva l'antica città di Troia. Questa regione era molto celebrata nei primi periodi della storia greca. È qui che dovrebbero essersi verificati gli eventi registrati nell'Iliade di Omero.

La città di Troia è stata da tempo completamente distrutta. Troas è menzionata più volte nel Nuovo Testamento, 2 Corinzi 2:12; 2 Timoteo 4:13; Atti degli Apostoli 20:5.

9 E una visione - Vedi le note su Atti degli Apostoli 9:10.

C'era un uomo - ecc. L'aspetto di un uomo che era noto per essere della Macedonia, probabilmente per il suo vestito e la sua lingua. Se questo fosse in un sogno, o se fosse una rappresentazione fatta ai sensi durante la veglia, è impossibile dirlo. La volontà di Dio è stata fatta conoscere in tempi diversi in entrambi questi modi. Confronta Matteo 2:12; nota, Atti degli Apostoli 10:3.

Grozio suppone che questo fosse l'angelo custode della Macedonia, e si riferisce per l'illustrazione a Daniele 10:12 , Daniele 10:20. Ma non sembra esserci alcun fondamento per questa opinione.

Della Macedonia - Questo era un vasto paese della Grecia, con la Tracia a nord, la Tessaglia a sud, l'Epiro a ovest e il Mar Egeo a est. Si suppone che fosse popolato da Kittim, figlio di Javan, Genesi 10:4. Il regno divenne famoso soprattutto sotto il regno di Filippo e di suo figlio, Alessandro Magno. È stata la prima regione d'Europa in cui si ha notizia che il Vangelo sia stato predicato.

E aiutaci - Cioè, predicando il vangelo. Questa era una chiamata a predicare il Vangelo in una vasta terra pagana, in mezzo a molte prove e pericoli. A questa chiamata, nonostante tutta questa prospettiva di pericolo, Paolo e Sila risposero allegramente e si diedero all'opera. La loro condotta fu quindi un esempio per la chiesa. Da tutte le parti della terra giunge ora alle chiese una chiamata simile.

Aperture di carattere simile per l'introduzione del Vangelo sono presentate in tutti i paesi. Appelli giungono da ogni parte, e tutto ciò che sembra ormai necessario per la rapida conversione del mondo è che la Chiesa entri in questi vasti campi con l'abnegazione, lo spirito e lo zelo che caratterizzarono l'apostolo Paolo.

10 Ci siamo sforzati - Questo è il primo caso in cui Luca si riferisce a se stesso come in compagnia di Paolo. È quindi probabile che si unisse a Paolo e Sila circa in questo periodo, ed è evidente che accompagnò Paolo nei suoi viaggi, come riportato per tutto il resto degli Atti.

Certamente raccogliere - Essere certamente convinti.

11 Perdere da Troas - Salpare da questo luogo.

A Samotracia - Questa era un'isola nel Mar Egeo non lontano dalla Tracia. Era popolata da abitanti di Samos e della Tracia, per questo chiamata Samotracia. Aveva una circonferenza di circa 20 miglia ed era un asilo per fuggiaschi e criminali.

E il giorno dopo in Nepalese - Questa era una città marittima della Macedonia, vicino ai confini della Tracia. Era a circa 10 miglia da Filippi.

12 E da lì a Filippi - L'antico nome di questa città era Dathos. Fu riparato e adornato da Filippo, padre di Alessandro Magno, e dopo di lui fu chiamato Filippi. Era famoso per essere stato il luogo in cui furono combattute numerose battaglie durante le guerre civili dei romani e, tra le altre, per la decisiva battaglia tra Bruto e Antonio. In questo luogo Bruto si uccise. Alla chiesa in questo luogo Paolo scrisse poi l'Epistola che porta il suo nome.

Quale è la città principale di quella parte della Macedonia - Tutta questa regione era stata conquistata dai Romani sotto Paolo Emilio. Da lui fu divisa in quattro parti o province (Livio). La versione siriaca la rende "una città della prima parte della Macedonia", ed esiste una medaglia che descrive anche questa regione con questo nome. Si è proposto, quindi, di modificare il testo greco in conformità con questo, poiché è noto che Anfipoli fu nominata capoluogo da Paolo Emilio.

Ma si può notare che, sebbene Anfipoli fosse la città principale al tempo di Paolo Emilio, può essere accaduto che nel lasso di 220 anni da quel momento Filippi potesse diventare la città più estesa e splendida. Il greco qui può anche significare semplicemente che questa è stata la prima città in cui sono arrivati ​​nei loro viaggi.

E una colonia - Questa è una parola latina e significa che questa era una colonia romana. La parola denota "una città o provincia" che fu piantata o occupata da cittadini romani. È una forte conferma del fatto qui affermato da Luca, che Filippi aveva il rango e la dignità di una colonia romana, poiché esistono ancora monete, in cui Filippi è distintamente indicata come colonia. Tali monete esistono dal regno di Augusto al regno di Caracalla.

Alcuni giorni - Alcuni giorni.

13 E il sabato - Non c'è dubbio che in questa città c'erano ebrei; Al tempo degli apostoli erano ampiamente dispersi in tutto il mondo conosciuto.

Da un lato del fiume - Quale fiume fosse questo non è noto. È noto, tuttavia, che gli ebrei erano soliti fornire acqua, o costruire le loro sinagoghe e oratori vicino all'acqua, per la comodità delle numerose abluzioni prima e durante le loro funzioni religiose.

Dove la preghiera - Dove c'era un luogo di preghiera, o dove la preghiera era comunemente offerta. Il greco sopporterà entrambi, ma il senso è lo stesso. Luoghi di preghiera venivano eretti dagli ebrei nelle vicinanze di città e paesi, e particolarmente dove non c'erano abbastanza famiglie ebree, o dove era loro proibito dal magistrato di erigere una sinagoga. Questi proseuche, o luoghi di preghiera, erano semplici recinti fatti di pietre, in un boschetto o sotto un albero, dove ci sarebbe stato un luogo ritirato e conveniente per il culto.

Era abituato - Era abituato ad essere offerto, o dove era stabilito dall'usanza.

E parlò alle donne... - Questo probabilmente avvenne prima che iniziasse il servizio regolare del luogo.

14 Un venditore di viola - Il viola era un colore molto prezioso, ottenuto solitamente dai crostacei. Era indossato principalmente dai principi e dai ricchi, e il traffico poteva essere molto redditizio. Confronta la nota di Isaia 1:18; Luca 16:19 nota.

La città di Tiatira - Questa era una città di Lidia, in Asia Minore, ora chiamata Akhisar. L'arte della tintura fu presto coltivata nelle vicinanze di Tiatira, come apprendiamo da Omero ( Iliade, iv. 141), e come è confermato da iscrizioni trovate in quella città - circostanza che può essere indicata come confermante la veridicità del affermazioni di Luca anche nelle sue casuali allusioni. Molte di queste iscrizioni sono state pubblicate. Vedi la vita e le epistole di Paolo, i. 295.

Che adorava Dio - Una donna religiosa, un proselito. Vedi la nota ad Atti degli Apostoli 13:16.

Di chi ha aperto il cuore il Signore - Vedi la nota a Luca 24:45.

15 E quando fu battezzata - A quanto pare senza alcun ritardo. Confronta Atti degli Apostoli 2:41; Atti degli Apostoli 8:38. Era consuetudine essere battezzati subito dopo aver creduto.

E la sua famiglia - greca: la sua casa ὁ οἶκος ἀυτῆς ho oikos autēs, la sua famiglia. Non viene fatta menzione del loro aver creduto, e il caso è uno che offre una forte prova presuntiva che si trattasse di un esempio di battesimo domestico o infantile. Perché:

(1) Il suo credere è particolarmente menzionato.

(2) Non è detto che credessero.

(3) È evidentemente implicito che furono battezzati perché lei credette. Era l'offerta della sua famiglia al Signore. È proprio un racconto come quello che si farebbe ora di una famiglia o di una famiglia che è stata battezzata sulla fede del genitore.

Se mi hai giudicato fedele - Se mi ritieni cristiano o credente.

E lei ci ha costretto - Ci ha esortato. Questo fu un esempio di grande ospitalità, e anche una prova del suo desiderio di ulteriore istruzione nelle dottrine della religione.

16 Mentre andavamo alla preghiera - Greco: mentre andavamo al proseuche, 'il luogo della preghiera, Atti degli Apostoli 16:13. Se questo fosse lo stesso giorno in cui avvenne la conversione di Lidia, o in un altro momento, non è menzionato dallo storico.

Una certa damigella - Una cameriera, una giovane donna.

Posseduto da uno spirito di divinazione - Greco: Python. Vedi il margine. Python, o Pythios, era uno dei nomi di Apollo, il dio greco delle belle arti, della musica, della poesia, della medicina e dell'eloquenza. Di questi fu ritenuto l'inventore. Era considerato il terzo figlio di Giove e Latona. Aveva un famoso tempio e oracolo a Delfi, a cui si ricorreva da tutte le parti del mondo, e che era forse l'unico oracolo di fama universale.

Si dice che il nome Pitone gli sia stato dato perché, appena nato, distrusse con le frecce un serpente di quel nome, che era stato inviato da Giunone per perseguitare Latona; quindi, il suo nome comune era Pythian Apollo. Aveva templi sul monte Parnaso, a Delfi, Delo, Claros, Tenedo, ecc., e il suo culto era quasi universale. Nel celebre oracolo di Delfi, la sacerdotessa di Apollo si finse ispirata; si agitava violentemente durante i periodi di pretesa ispirazione; e durante quei periodi dava risposte agli interrogatori tali che erano considerati gli oracoli del dio.

Altri, è probabile, farebbero anch'essi pretese a tale ispirazione; e l'arte dell'indovina, o del gioco di prestigio, era largamente praticata, ed era fonte di molto guadagno. Vedi le note su Atti degli Apostoli 8:8. Quale fosse la causa di questa vasta delusione riguardo all'oracolo di Delfi non è necessario chiederlo ora. È chiaro che Paolo lo considerava un caso di possessione demoniaca e lo trattava di conseguenza.

I suoi padroni - Quelli al cui servizio era.

Per indovino - Fingere di predire eventi futuri.

17 Lo stesso seguì Paolo... - Perché ha fatto questo, o sotto quale presenza, lo scrittore sacro non ci ha informato. Potrebbe essere stato:

Che mentre profetizzava per guadagno, supponeva che Paolo e Sila l'avrebbero ricompensata se avesse proclamato pubblicamente di essere servi di Dio. O,

Perché era cosciente che uno spirito maligno la possedeva, e temeva che Paolo e Sila avrebbero espulso quello spirito, e proclamandoli servi di Dio sperava di conciliare il loro favore.

O,

Più probabilmente era perché vedeva evidenti segni del loro essere inviati da Dio, e che la loro dottrina avrebbe prevalso; e proclamando ciò sperava di acquistare più autorità e una più alta fama di essere essa stessa ispirata. Confronta Marco 5:7.

18 Ma Paul, essendo addolorato, essendo molestato, turbato, offeso. Paul era addolorato, probabilmente:

Perché la sua presenza gli dava fastidio;

Perché si potrebbe dire che era in alleanza con lei, e che le sue pretese erano proprio come le sue;

Perché quello che ha fatto è stato per motivi di guadagno, ed è stata un'imposizione di base;

Perché il suo stato era di schiavitù e di delusione, ed era doveroso liberarla da questa possessione demoniaca; e,

Perché il sistema in base al quale lei agiva faceva parte di uno schema di delusione e impostura, che si era diffuso su gran parte del mondo pagano, e che allora lo teneva in schiavitù.

In tutto l'impero romano si credeva all'ispirazione delle sacerdotesse di Apollo, e ovunque venivano allevati templi per perpetuare e celebrare l'illusione. A questo vasto sistema di imposture e di frodi il cristianesimo deve opporsi; e questo fu un esempio propizio per smascherare l'illusione, e per mostrare la potenza della religione Cristiana su tutte le arti e le potenze dell'impostura.

Il solo fatto che in pochissimi casi - di cui questo era uno - dicessero la verità, non rendeva improprio che Paolo si intromettesse. Questo fatto tenderebbe solo a perpetuare il delirio, ea rendere più adeguata e necessaria la sua interposizione. L'espulsione dello spirito maligno fornirebbe anche una prova evidente del fatto che gli apostoli erano realmente da Dio una prova molto migliore di quella che ne fornirebbe la sua rumorosa e molesta proclamazione.

Nel nome di Gesù Cristo - O, per l'autorità di Gesù Cristo. Vedi le note su Atti degli Apostoli 3:6.

19 La speranza dei loro guadagni era svanita - Era questo che li turbava e li faceva infuriare. Invece di considerare l'atto come una prova del potere divino, erano intenti solo ai loro profitti. La loro indignazione fornisce una notevole illustrazione della fermezza con cui le persone considereranno la ricchezza; del fatto che il suo amore li accecherà a tutte le verità della religione ea tutte le prove della potenza e della presenza di Dio; e del fatto che ogni interposizione del potere divino che distrugga le loro speranze di guadagno, li riempie di ira, di odio e di lamento.

Molti uomini si sono opposti a Dio e al suo vangelo perché, se la religione fosse ampiamente diffusa, le sue speranze di guadagno sarebbero svanite. Molti mercanti di schiavi, molti trafficanti di spiriti ardenti e molti uomini impegnati in altri modi illeciti di guadagno, non sono stati disposti ad abbandonare i propri impieghi semplicemente perché le sue speranze di guadagno sarebbero state distrutte. Non piccola parte dell'opposizione al Vangelo deriva dal fatto che, se abbracciato, colpirebbe molti degli impieghi disonorevoli delle persone e le renderebbe oneste e coscienziose.

Il mercato - Il tribunale o il foro. La piazza del mercato era un luogo di concorso, e le corti si tenevano spesso dentro o vicino a quei luoghi.

I governanti - Il termine qui usato si riferisce comunemente ai magistrati civili.

20 E li portò ai magistrati - Ai capi militari στρατηγοῖς stratēgois o pretori. Filippi era una colonia romana, ed è probabile che gli ufficiali dell'esercito esercitassero la doppia funzione di governanti civili e militari.

Disturbare eccessivamente la nostra città - In che modo lo hanno fatto specificano nel versetto successivo. L'accusa che volevano giustificare era quella di essere disturbatori della quiete pubblica. All'improvviso divennero coscienziosi. Dimenticarono l'argomento dei loro guadagni, e furono molto addolorati per la violazione delle leggi. Non c'è niente che renderà le persone più ipocritamente coscienziose che denunciare, scoprire e distruggere le loro pratiche illegali e disoneste.

Le persone che sono così smascherate si riempiono improvvisamente di riverenza per la Legge o per la religione, e coloro che fino ad ora non si sono curati di nessuna delle due si preoccupano molto che la quiete pubblica venga disturbata. Gli uomini sonnecchiano quieti nel peccato e perseguono i loro malvagi guadagni; odiano o disprezzano ogni legge e ogni forma di religione; ma nel momento in cui il loro corso di vita è attaccato ed esposto, si riempiono di zelo per le leggi che non esiterebbero loro stessi a violare, e per i costumi della religione che nel loro cuore disprezzano completamente.

Le persone di mentalità mondana spesso si lamentano quindi che i loro quartieri sono disturbati dai revival della religione; e la predicazione della verità, e l'aggressione de' loro vizi, suscita spesso questa ipocrita coscienziosità, e li fa allarmare per le leggi, e per la religione, e per l'ordine, che altre volte sono i primi a turbare ea disprezzare.

21 E insegna le usanze - La parola “costumi” qui ἔθηethē si riferisce a “riti religiosi o forme di adorazione”. Vedi le note su Atti degli Apostoli 6:14. Intendevano accusare gli apostoli di introdurre una nuova religione non autorizzata dalle leggi romane.

Questa era un'accusa astuta e astuta. È perfettamente evidente che non si curavano né della religione dei romani né degli ebrei. Né erano veramente preoccupati per qualsiasi cambiamento di religione. Paolo aveva distrutto le loro speranze di guadagno; e poiché non potevano impedirlo se non assicurando la sua punizione o espulsione, e poiché non avevano modo di vendicarsi se non cercando di suscitare indignazione contro lui e Sila per aver violato le leggi, si sforzarono di condannare la spina di tale violazione.

Questo è uno dei tanti casi in cui persone malvagie e prive di principi si sforzeranno di fare della religione il mezzo per promuovere il proprio interesse. Se possono far soldi con esso, diventeranno suoi amici dichiarati o se possono infastidire i cristiani, avranno subito uno zelo notevole per le leggi e per la purezza della religione. Molti si oppongono ai risvegli della religione e al vero progresso della pietà evangelica dal professato zelo per la verità e l'ordine.

Che non ci è lecito ricevere - C'erano leggi dell'impero romano sotto le quali potevano proteggersi in questa accusa, sebbene sia evidente che il loro zelo era; non perché amassero di più le leggi, ma perché amavano meno il cristianesimo. Così, Servio su Virgilio, Eneide, viii. 187, dice, “tra gli Ateniesi ei Romani si badava che nessuno introducesse nuove religioni.

Fu per questo che Socrate fu condannato e i caldei o ebrei furono banditi dalla città». Cicerone ("DeLegibus", ii. 8) dice: "Nessuno avrà dèi separati o nuovi; né adorerà in privato alcuno estraneo, a meno che non gli sia consentito pubblicamente”. Wetstein (in loco) dice: "I Romani permetterebbero davvero agli stranieri di adorare il proprio dio, ma non a meno che non fosse fatto in segreto, in modo che il culto degli dei stranieri non interferisse con il culto consentito dei romani, e così quell'occasione perché si potrebbero evitare dissensi e controversie.

Né era lecito tra i Romani raccomandare ai cittadini una nuova religione, contrariamente a quanto confermato e stabilito dalla pubblica autorità, e allontanare da essa il popolo. Per questo motivo c'era un tale odio dei romani contro gli ebrei” (Kuinoel). Tertulliano dice che "c'era un decreto che nessun dio doveva essere consacrato se non approvato dal senato" (Grozio). Vedi molte altre autorità citate in "Apology (Defense) for Christianity" del Dr. Watson.

Osservare - Fare.

Essere romani - Avere i privilegi dei cittadini romani. Vedi le note su Atti degli Apostoli 16:12.

22 E la moltitudine... - È evidente che ciò avvenne in un tumulto popolare, e senza nemmeno la forma della legge. Di ciò si lamentò poi giustamente Paolo, perché era una violazione dei privilegi di un cittadino romano, e contraria alle leggi. Vedi le note su Atti degli Apostoli 16:37. È stato un caso in cui le persone mostrano un grande zelo per l'onore della Legge, eppure sono tra le prime a ignorarla.

E i magistrati - Atti degli Apostoli 16:20. Coloro che avrebbero dovuto essere i loro protettori fino a quando non avessero avuto un processo equo secondo la legge.

Affittare i loro vestiti - Questo veniva sempre fatto quando si doveva essere flagellati o frustati. Il criminale di solito veniva spogliato completamente nudo. Livio dice (II. 5), "I littori, inviati a infliggere punizioni, li picchiavano con le verghe, essendo nudi". Cicerone, contro Verre, dice: "Egli ordinò che l'uomo fosse preso e che fosse denudato in mezzo al foro, che fosse legato e che fossero portate delle verghe".

E comandò di batterli - ῥαβδίζειν rabdizein. Per batterli con le verghe. Questo veniva fatto dai littori, il cui ufficio era, ed era un modo comune di punizione tra i Romani. Probabilmente Paolo allude a questo come uno dei casi che si sono verificati nella sua vita in cui è stato pubblicamente flagellato, quando dice 2 Corinzi 11:25 , "Tre volte sono stato battuto con le verghe".

23 E quando avevano messo su di loro molte percosse - Ai Giudei era proibito per legge infliggere più di 40 2 Corinzi 11:24 , e di solito inflittevano solo 39, 2 Corinzi 11:24. Ma non c'era tale legge tra i romani. Non avevano restrizioni riguardo al numero di frustate e probabilmente ne infliggevano molte di più. Forse Paolo si riferisce a questo quando dice 2 Corinzi 11:23 , "In strisce sopra misura". cioè al di là della misura usuale tra gli ebrei, o al di là della moderazione.

Li gettarono in prigione - I magistrati lo fecero in parte come punizione, e in parte con l'intenzione di vendicarsi più avanti di loro secondo le forme di legge.

24 Buttali nella prigione interna - Nella parte più ritirata e sicura della prigione. Le celle all'interno della prigione sarebbero considerate più sicure, senza dubbio più protette, e la difficoltà di fuga sarebbe maggiore.

E fissarono i loro piedi nei ceppi - Greco: e fissarono i loro piedi al legno. La parola "ceppi", da noi, denota una macchina fatta di due pezzi di legno tra i quali sono posti i piedi dei criminali, e in cui sono così messi al sicuro. Il racconto qui non implica necessariamente che fossero assicurati proprio in questo modo, ma che fossero fissati o assicurati per i piedi, probabilmente con corde, a un pezzo o trave di legno, in modo che non potessero sfuggire.

È probabile che le gambe dei prigionieri fossero legate a grossi pezzi di legno che non solo li ingombravano, ma che erano posti in modo da allungare i loro piedi a una distanza considerevole. In questa condizione potrebbe essere necessario sdraiarsi sulla schiena; e se questo, come è probabile, fu in terra fredda, dopo la loro grave flagellazione, le loro sofferenze dovettero essere grandissime. Eppure in mezzo a questo cantavano lodi a Dio.

25 E a mezzanotte - Probabilmente la loro postura dolorosa, e le sofferenze della loro recente flagellazione, hanno impedito loro. dormire. Tuttavia, sebbene non avessero riposo, avevano una coscienza tranquilla e gli appoggi della religione.

Pregato - Sebbene avessero sofferto molto, tuttavia avevano motivo di temere di più. Cercavano, quindi, la grazia sostenitrice di Dio.

E cantò lodi - Confronta le note su Giobbe 35:10. Nient'altro che la religione avrebbe permesso loro di farlo. Avevano sopportato molto, ma avevano ancora motivo di essere grati. Il cristiano può trovare più vera gioia in una prigione che il monarca sul suo trono.

E i prigionieri li udirono - E senza dubbio con stupore. La preghiera e la lode non sono comuni in una prigione. Il canto di gioia e il linguaggio di lode non sono usuali tra gli uomini che giacciono legati in una prigione. Da questa narrazione possiamo apprendere:

(1) Che il cristiano ha in sé le sorgenti della sua felicità. Le circostanze esterne non possono distruggere la sua pace e la sua gioia. In una prigione può trovare la vera felicità come su un trono. Sulla terra fredda, battuto e ferito, può essere veramente felice come su un letto di piume.

(2) I nemici dei cristiani non possono distruggere la loro pace. Possono incarcerare il corpo, ma non possono legare lo spirito, possono escludere dalle comodità terrene, ma non possono escluderli dalla presenza e dalla grazia sostenitrice di Dio.

(3) Vediamo il valore di una buona coscienza. Nient'altro può dare pace; e nelle ore di veglia della notte, sia in una prigione che su un letto di malattia, ha più valore di tutte le ricchezze del mondo.

(4) Vediamo l'inestimabile valore della religione di Cristo. Si adatta a tutte le scene; supporta in tutte le prove; sostiene di giorno o di notte; ispira all'anima la fiducia in Dio; e mette sulle labbra canti di lode e di ringraziamento.

(5) Abbiamo qui una scena sublime e santa che il peccato e l'infedeltà non potrebbero mai fornire. Quale spettacolo più sublime ha assistito la terra di quello degli uomini flagellati e incarcerati, che soffrono di ingiuste e crudeli inflizioni, e pregustano dolori ancora più grandi; tuttavia, con una mente calma, una coscienza pura, una gioia santa, riversando i loro desideri e le loro lodi a mezzanotte, nell'orecchio del Dio che ascolta sempre la preghiera! L'oscurità, la quiete, la solitudine, tutto ha dato sublimità alla scena e ci insegnano quanto sia prezioso il privilegio di accedere al trono della misericordia in questo mondo sofferente.

26 E all'improvviso - Mentre pregavano e cantavano.

Un grande terremoto - Matteo 28:2. Un terremoto, in tali circostanze, era considerato un simbolo della presenza di Dio e una risposta alla preghiera. Vedi le note su Atti degli Apostoli 4:31. Lo scopo era, senza dubbio, di fornire loro la prova della presenza e della protezione di Dio, e di fornire loro una via di fuga. Fu una delle serie di meraviglie con cui fu stabilito il Vangelo, e i primi cristiani furono protetti dai loro pericoli.

E subito si aprirono tutte le porte - Un effetto che sarebbe seguito naturalmente dalla violenta commozione del terremoto. Confronta Atti degli Apostoli 5:19.

Le bande di tutti sono state sciolte - Questo è stato evidentemente un miracolo. Alcuni hanno supposto che le loro catene fossero dissolte dal fluido elettrico; ma la narrazione non dà conto di tale fluidità, anche supponendo che un tale effetto sia possibile. Era evidentemente un'interposizione diretta del potere divino. Ma per quale scopo è stato fatto non è registrato. Grozio suppone che fosse perché potessero sapere che gli apostoli potrebbero essere utili a loro e ad altri, e che da loro potrebbero essere sciolti i loro legami spirituali.

Probabilmente il disegno era quello di impressionare tutti i prigionieri con la convinzione della presenza e della potenza di Dio, e prepararli così a ricevere il messaggio di vita dalle labbra dei suoi servi Paolo e Sila. Li avevano appena sentiti cantare e pregare; erano consapevoli, senza dubbio, della causa per cui erano stati imprigionati; videro segni evidenti che erano i servi dell'Altissimo, e sotto la sua protezione; e le loro stesse menti erano impressionate e timorose dai terrori del terremoto, e dal fatto della loro propria liberazione. Rende questa scena ancora più notevole, il fatto che sebbene le porte fossero aperte e i prigionieri liberati, tuttavia nessuno tentò di fuggire.

27 Si sarebbe suicidato - Questo è stato fatto in mezzo all'agitazione e all'allarme. Supponeva che i prigionieri fossero fuggiti. Egli presumeva che la loro fuga sarebbe stata addebitata su di lui. Era consuetudine ritenere un carceriere responsabile della custodia dei prigionieri e assoggettarlo alla punizione loro dovuta se li lasciava scappare. Vedi Atti degli Apostoli 12:19.

Va aggiunto che era comune e approvato tra i Greci e i Romani che un uomo si suicidasse quando era circondato da pericoli dai quali non poteva sfuggire. Così Catone fu colpevole di omicidio a Utica; e così, proprio in questo luogo - Filippi - Bruto e Cassio, e molti dei loro amici, caddero sulle loro stesse spade e finirono la loro vita suicidandosi. La consuetudine fu così sancita dall'autorità e dall'esempio dei grandi; e non c'è da meravigliarsi che il carceriere, in un momento di allarme, tenti anche di distruggere la propria vita. Non è uno dei minimi benefici del cristianesimo il fatto di aver proclamato il male dell'autoomicidio e di aver fatto tanto per scacciarlo dal mondo.

28 Non farti del male - Questo è il solenne comando della religione nel suo caso, e in tutti gli altri. Impone alle persone di non farsi del male con l'auto-omicidio, sia con la spada, la pistola, la cavezza; per intemperanza, per lussuria o per dissolutezza. In tutti i casi, il cristianesimo cerca il vero benessere dell'uomo. In tutti i casi, se fosse obbedito, la gente non si farebbe del male. Avrebbero promosso i loro migliori interessi qui e il loro benessere eterno nell'aldilà.

29 Poi ha chiesto una luce - greco: luci, al plurale. Probabilmente parecchie torce furono portate dai suoi attendenti.

E venne tremante - Allarmato dal terremoto; stupito che i prigionieri fossero ancora lì; confuso dalla calma di Paolo e Sila e sopraffatto dalla prova della presenza di Dio. Confronta Geremia 5:22 , "Non temete me, dice il Signore? non tremerete alla mia presenza? eccetera."

E cadde - Questo è stato un atto di profonda riverenza. Vedi le note su Matteo 2:11. È evidente che li considerava i favoriti di Dio, ed era costretto a riconoscerli come maestri religiosi.

30 E li ha portati fuori - Dalla prigione.

Signori - greco: κύριοι kurioi, signori - un indirizzo di rispetto; un titolo solitamente dato a padroni o proprietari di schiavi.

Cosa devo fare per essere salvato? - Non è mai stata fatta una domanda più importante di questa. È chiaro che con la domanda non si riferiva ad alcun pericolo a cui potesse essere esposto a causa dell'accaduto. Per:

(1) Gli apostoli lo intendevano evidentemente come riferito alla sua salvezza eterna, come risulta dalla loro risposta, poiché credere nel Signore Gesù Cristo non avrebbe alcun effetto nel salvarlo da qualsiasi pericolo di punizione a cui potesse essere esposto da ciò che fosse avvenuto.

(2) Non poteva ormai considerarsi esposto alla punizione dei Romani. I prigionieri erano tutti salvi; nessuno era fuggito, o mostrava alcuna disposizione a fuggire; e inoltre del terremoto e dei suoi effetti non poteva essere ritenuto responsabile. Non è improbabile che ci fosse molta confusione nella sua mente. Ci sarebbe un'ondata di molti pensieri; uno stato di agitazione, allarme e paura; e in vista di tutto, naturalmente chiedeva a coloro che ora vedeva essere uomini inviati da Dio, e sotto la sua protezione, che cosa avrebbe dovuto fare per ottenere il favore di quel grande Essere sotto la cui protezione vedeva che erano manifestamente. Forse i seguenti pensieri potrebbero aver teso a produrre questo stato di agitazione e allarme:

(1) Erano stati designati dalla Pizia Atti degli Apostoli 16:17 come maestri religiosi inviati da Dio, e nominati per "mostrare la via della salvezza", e nella sua testimonianza avrebbe potuto essere disposto a riporre fiducia, o potrebbe ora essere riportato fresco alla sua memoria.

(2) Egli vide manifestamente che erano sotto la protezione di Dio. Una notevole interposizione - un terremoto - evento che tutti i pagani consideravano inquietante della presenza della divinità - lo aveva dimostrato.

(3) La colpa della loro prigionia potrebbe affrettarsi nella sua mente; e poteva supporre che lui, l'agente della prigionia dei servi di Dio, sarebbe stato esposto al suo dispiacere.

(4) La sua colpa nell'attentare la propria vita potrebbe sopraffarlo con allarme.

(5) Tutta la scena era adatta a mostrargli il bisogno della protezione e dell'amicizia del Dio che si era così interposto. In questo stato di agitazione e allarme, gli apostoli lo indirizzarono verso l'unica fonte di pace e sicurezza: il sangue dell'espiazione. I sentimenti di un peccatore risvegliato sono spesso sorprendentemente simili a quelli di questo carceriere. È agitato, allarmato e timoroso; si vede peccatore e trema; i peccati della sua vita invadono la sua memoria e lo riempiono di profonda ansia, ed egli domanda cosa deve fare per essere salvato.

Spesso anche, come qui, la provvidenza di Dio è il mezzo per risvegliare il peccatore, e per condurre a questa indagine. Una disposizione allarmante lo convince che Dio è vicino e che l'anima è in pericolo. La perdita della salute, o della proprietà, o di un amico, può così allarmare l'anima; le devastazioni della pestilenza, o qualsiasi giudizio pauroso, possono attirare l'attenzione e portare alla domanda: "Cosa devo fare per essere salvato?" Lettore, hai mai fatto questa richiesta? Ti sei mai visto, come il carceriere pagano di Filippi, un peccatore perduto e sei stato disposto a chiedere la via della vita?

In questo racconto vediamo il contrasto che esiste nei periodi di angoscia e di allarme tra cristiani e peccatori. Il carceriere colpevole era tutto agitazione, paura, angoscia e terrore; gli apostoli, ogni pace, calma, gioia. L'uno era pieno di pensieri di omicidio; gli altri, intenti a salvare la vita ea fare del bene. Questa differenza è da ricondurre alla religione. È stata la fiducia in Dio che ha dato loro la pace; è stata la mancanza di ciò che ha portato in lui agitazione e allarme. È così immobile.

Nelle scene difficili di questa vita si vede la stessa differenza. Nel lutto, nella malattia, nei tempi di pestilenza, nella morte, è ancora così. Il cristiano è calmo; il peccatore è agitato e allarmato. Il cristiano può attraversare tali scene con pace e gioia; per il peccatore sono scene di terrore e di terrore. E così sarà oltre la tomba. Al mattino della risurrezione, il cristiano risorgerà con gioia e trionfo; il peccatore, con paura e orrore.

E così al tribunale. Calmo e sereno, il santo assisterà alle solennità di quel giorno, e acclamerà trionfante il Giudice come suo amico; timoroso e tremante, il peccatore guarderà queste solennità con l'anima piena di orrore all'ascolto della sentenza che lo consegna all'eterno guaio! Con quale sollecitudine, dunque, dovremmo cercare senza indugio l'interesse per quella religione che sola può dare pace all'anima!

31 Credi nel Signore Gesù Cristo - Questa era una direzione semplice, chiara ed efficace. Non gli ordinarono di usare i mezzi della grazia, di pregare o di continuare a cercare la salvezza. Non gli consigliarono di indugiare o di attendere la misericordia di Dio. Gli dissero di credere subito; affidare al Salvatore il suo spirito agitato, colpevole e turbato, con la certezza che avrebbe trovato la pace.

Presumono che capisca cosa significa credere, e gli ordinano di fare la cosa. E questa era la direzione uniforme che i primi predicatori davano a coloro che cercavano la via della vita. Vedi le note su Matteo 16:16. Confronta le note su Atti degli Apostoli 8:22.

E la tua casa - E la tua famiglia. Cioè, la stessa salvezza è ugualmente adattata e offerta alla tua famiglia. Ciò non significa che la sua famiglia sarebbe stata salvata semplicemente dal suo credere, ma che le offerte si riferivano a loro oltre che a lui stesso; che potessero essere salvati come lui. La sua attenzione fu così subito richiamata, come dovrebbe essere quella di ogni uomo, sulla sua famiglia. Gli è stato ricordato che avevano bisogno di salvezza, e gli è stata presentata la certezza che avrebbero potuto unirsi a lui nella pace e nella gioia della misericordia redentrice.

Confronta le note su Atti degli Apostoli 2:39. Può essere implicito qui che ci si può aspettare che la fede di un padre sia il mezzo della salvezza della sua famiglia. Spesso è così in effetti; ma il significato diretto è che la salvezza è stata offerta alla sua famiglia così come a lui stesso, il che implica che se credevano, dovevano anche essere salvati.

32 A tutti quelli che erano in casa sua, vecchi e giovani. Li istruirono nelle dottrine della religione e senza dubbio nella natura delle ordinanze del Vangelo, e poi battezzarono l'intera famiglia.

33 E li portò - In un posto comodo per lavarsi. È evidente da ciò che, sebbene gli apostoli avessero il dono dei miracoli, non lo esercitarono nei confronti delle proprie sofferenze o per sanare le proprie ferite. Hanno riportato in salute gli altri, non se stessi.

E lavò le loro piaghe - Le ferite che erano state inflitte dalla grave flagellazione che avevano ricevuto la notte prima. Abbiamo qui un esempio notevole dell'effetto della religione nel produrre umanità e tenerezza. Questo stesso uomo, poche ore prima, li aveva spinti nella prigione interna, e li aveva fatti digiunare nei ceppi. Evidentemente allora non si preoccupava delle loro ferite o delle loro ferite.

Ma non appena si convertì, uno dei suoi primi atti fu un atto di umanità. Li vide soffrire; ne ebbe compassione e si affrettò a servirli e a guarire le loro ferite. Fino al tempo del cristianesimo non c'era mai stato un ospedale o un ospizio. Quasi tutti gli ospedali per i malati da allora sono stati allevati da cristiani. Coloro che sono più pronti a servire i malati ei moribondi sono i cristiani.

Coloro che sono più disposti a incontrare l'umidità pestilenziale dei sotterranei per aiutare il prigioniero sono, come Howard, cristiani. Chi ha mai visto un infedele assistere a un letto di morte se poteva evitarlo? e dove mai l'infedeltà ha allevato un ospedale o un ospizio, o ha provveduto alla vedova e all'orfano? Spesso uno dei cambiamenti più sorprendenti che si verificano nella conversione è visto nella disposizione ad essere gentili e umani con i sofferenti. Confronta Giacomo 1:27.

E fu battezzato - Questo fu fatto subito; cioè immediatamente. Siccome è del tutto improbabile che o in casa sua o in prigione ci fosse acqua sufficiente per immergerli, vi è ogni ragione per supporre che ciò si sia fatto in qualche altro modo. Tutte le circostanze ci portano a supporre che non sia stato per immersione. Era notte fonda; in una prigione; in mezzo a molta agitazione; ed è stato evidentemente eseguito in fretta.

34 Ha messo la carne davanti a loro - Cibo. Greco: “ha messo un tavolo”. La parola "carne" in passato significava "cibo" di tutti i tipi.

E gioì - Questo era l'effetto del credere. La religione produce gioia. Vedi le note su Atti degli Apostoli 8:8. Era libero da pericoli e allarmi; aveva la prova che i suoi peccati erano stati perdonati e che ora era l'amico di Dio. Le scene agitate e allarmanti della notte erano passate; i prigionieri erano salvi; e la religione, con la sua pace, e il suo perdono, e le sue allegrezze, aveva visitato se stesso e la sua famiglia.

Che cambiamento da produrre in una notte! Che differenza tra la famiglia quando Paolo fu messo in prigione e quando fu portato fuori e ricevuto come ospite d'onore proprio alla tavola del rinnovato carceriere! Un tale cambiamento produrrebbe il cristianesimo in ogni famiglia, e una tale gioia si diffonderebbe in ogni casa.

Con tutta la sua casa - Con tutta la sua famiglia. Non è dichiarato se credettero prima di essere battezzati o dopo. Ma l'intera narrazione ci porterebbe a supporre che, non appena il carceriere credette, lui e tutta la sua famiglia furono battezzati. Successivamente si aggiunge che credevano anche loro. La gioia nasceva dal fatto che tutti credevano al vangelo; il battesimo sembra compiuto per la fede del capofamiglia.

35 E quando fu giorno... - È evidente dalla narrazione che non si pensava in un primo momento di liberarli così presto, Atti degli Apostoli 16:22. Ma non si sa cosa abbia prodotto questo cambiamento di scopo nei magistrati. È probabile però che fossero stati portati a riflettere, un po' come aveva fatto il carceriere, dal terremoto, e che le loro coscienze fossero state turbate dal fatto che, per compiacere la moltitudine, avevano fatto picchiare degli estranei e imprigionato senza processo e contrario alle leggi romane.

Un terremoto è sempre adatto ad allarmare i colpevoli; e tra i Romani era considerato come un presagio dell'ira degli dei, ed era quindi adatto a produrre agitazione e rimorso. L'agitazione e l'allarme dei magistrati furono dimostrati dal fatto che mandarono gli ufficiali appena fu giorno. I giudizi di Dio sono eminentemente adatti a allarmare i peccatori. Due antichi mss. leggi questo: "I magistrati che furono allarmati dal terremoto, mandati, ecc." (Dottridge). Che questa lettura sia genuina o meno, esprime senza dubbio la vera causa del loro invio per liberare gli apostoli.

I sergenti - ῥαβδούχους rabdouchous. Letteralmente, quelli che hanno le verghe; i littori. Questi erano ufficiali pubblici che camminavano davanti ai magistrati con gli emblemi dell'autorità. A Roma portavano davanti ai senatori i fasci; cioè un fascio di verghe con un'ascia al centro, come simbolo dell'ufficio. Svolgevano in qualche modo lo stesso ufficio di un postino in Inghilterra, o di un poliziotto nelle nostre corti (America).

37 Ci hanno picchiato apertamente senza condanna - Ci sono tre circostanze aggravanti menzionate, di cui Paolo si lamenta:

(1) Che erano stati battuti contrariamente alle leggi romane.

(2) Che era stato pubblico; la disgrazia era stata in presenza del popolo, e la riparazione doveva essere altrettanto pubblica.

(3) Che era stato fatto senza processo, e mentre erano non condannati, e quindi i magistrati dovevano venire loro stessi a rilasciarli, e così riconoscere pubblicamente il loro errore. Paolo conosceva i privilegi di un cittadino romano, e al momento opportuno, quando gli interessi della giustizia e della religione lo richiedevano, non esitava ad affermarli. In tutto questo, comprese e si accordava con le leggi romane.

La legge valeriana dichiarava che se un cittadino si appellava al popolo dal magistrato, non doveva essere lecito al magistrato picchiarlo con le verghe, o decapitare (Plutarco, Vita di P. Valerius Publicola; Livio, ii. 8). Dalla legge porciana era espressamente vietato che un cittadino venisse picchiato (Livio, iv. 9). Cicerone dice che il corpo di ogni cittadino romano era inviolabile. “La legge porciana”, aggiunge, “ha tolto la verga dal corpo di ogni cittadino romano.

E nella sua celebre orazione contro Verre dice: Un cittadino romano fu bastonato nel foro, o giudici; dove, intanto, nessun gemito, nessun'altra voce di quell'infelice si udiva se non il grido: "Sono cittadino romano"! Togli questa speranza”, dice, “togli questa difesa dai cittadini romani, non ci sia protezione nel grido Io sono cittadino romano, e il pretore può impunemente infliggere qualsiasi punizione a chi si dichiara cittadino di Roma, ecc.”

Essere romani - Essere romani, o avere il privilegio di cittadini romani. Erano ebrei nati, ma sostenevano di essere cittadini romani e di avere diritto ai privilegi della cittadinanza. Sulla base di questa affermazione, e del motivo per cui Paolo affermava di essere cittadino romano, si vedano le note su Atti degli Apostoli 22:28.

Privato - Privato. Il rilascio dovrebbe essere pubblico come l'ingiusto atto di reclusione. Come hanno pubblicamente tentato di disonorare noi, così dovrebbero assolverci pubblicamente. Questa era una questione di mera giustizia; e poiché era di grande importanza per il loro carattere e il loro successo, hanno insistito su di esso.

No, in verità; ma lasciateli venire... - Era giusto che fosse loro richiesto di fare questo:

(1) Perché erano stati imprigionati illegalmente e l'ingiustizia dei magistrati dovrebbe essere riconosciuta.

(2) Perché le leggi romane erano state violate, e la maestà del popolo romano insultata, e si doveva fare onore alle leggi.

(3) Perché a Paolo e Sila era stata fatta un'ingiustizia, e avevano il diritto di chiedere un trattamento e una protezione giusti.

(4) Perché un tale atto pubblico da parte dei magistrati rafforzerebbe i giovani convertiti e mostrerebbe loro che gli apostoli non erano colpevoli di violazione delle leggi.

(5) Perché tenderebbe all'onore e alla promozione della religione. Sarebbe un riconoscimento pubblico della loro innocenza, e andrebbe lontano nel concedere loro la sanzione delle leggi come maestri religiosi. Possiamo imparare anche da questo:

(1) Che sebbene il cristianesimo richieda mitezza nel ricevere le offese, tuttavia ci sono occasioni in cui i cristiani possono insistere sui loro diritti secondo le leggi. Confronta Giovanni 18:23.

(2) Che questo deve essere fatto in particolare per quanto riguarda l'onore della religione, e dove per mezzo di essa sarà promosso il Vangelo. Un cristiano può sopportare quanto un uomo a titolo privato, e può sottomettersi, senza alcuno sforzo per cercare riparazione; ma per quanto riguarda l'onore del vangelo; dove la sottomissione, senza alcuno sforzo per ottenere giustizia, può essere seguita da disonore alla causa della religione, un obbligo più elevato può richiedergli di cercare una rivendicazione del suo carattere, e di rivendicare la protezione delle leggi.

Il suo nome, carattere e influenza appartengono alla chiesa. Le leggi sono progettate come protezione per un nome leso, o per proprietà e diritti violati, e per una vita in pericolo. E quando tale protezione può essere ottenuta solo con un appello alle leggi, tale appello, come nel caso di Paolo e Sila, non è né vendicativo né improprio. I miei interessi privati ​​posso sacrificare, se voglio; il mio nome pubblico, il mio carattere ei miei principi appartengono alla chiesa e al mondo, e le leggi, se necessario, possono essere invocate per la loro protezione.

38 Temevano quando hanno sentito... - Temevano la punizione per averli imprigionati in violazione delle leggi dell'impero. Punire ingiustamente un cittadino romano era considerato un'offesa alla maestà del popolo romano, ed era severamente punito dalle leggi. Dionisio Hal. ( Ant. Rom., ii.) dice: "La punizione stabilita per coloro che hanno abrogato o trasgredito la legge valeriana era la morte e la confisca dei suoi beni". L'imperatore Claudio privò della libertà gli abitanti di Rodi per aver crocifisso alcuni cittadini romani ( Dio Cass., lib. 60). Vedi Kuinoel e Grozio.

39 E vennero e li supplicarono - Un atto molto umiliante per i magistrati romani, ma in questo caso era inevitabile. Gli apostoli li avevano completamente in loro potere e potevano facilmente provocare la loro disgrazia e rovina. Probabilmente li hanno supplicati dichiarandoli innocenti; affermando che ignoravano di essere cittadini romani, ecc.

E li ha voluti partire... - Probabilmente:

(1) Per salvare il proprio carattere, ed essere sicuri dal prendere ulteriori misure per condannare i magistrati per violazione delle leggi; e,

(2) Per eludere ogni ulteriore tumulto popolare per loro conto. A questo consiglio Paolo e Sila ritennero opportuno obbedire, dopo aver visto e confortato i fratelli, Atti degli Apostoli 16:40. Avevano raggiunto il loro scopo principale andando a Filippi; avevano predicato il vangelo; avevano posto le fondamenta di una chiesa fiorente (confronta la Lettera ai Filippesi); ed erano ora pronti a perseguire lo scopo della loro agenzia nelle regioni circostanti.

Così, l'opposizione del popolo e dei magistrati a Filippi fu l'occasione della fondazione della chiesa lì, e quindi la loro richiesta scortese e inospitale che li lasciassero fu il mezzo dell'estensione del Vangelo nelle regioni adiacenti.

40 Li consolavano - Li esortavano, e li incoraggiavano a perseverare, nonostante l'opposizione e la persecuzione che avrebbero potuto incontrare.

E se ne andarono - Cioè, Paolo e Sila se ne andarono. Sembrerebbe probabile che Luca e Timoteo siano rimasti a Filippi, o, almeno, non abbiano frequentato Paolo e Sila. Infatti Luca, che negli Atti degli Apostoli 16:10 usa la prima persona, e parla di sé come di Paolo e Sila, ne parla ora in terza persona, sottintendendo che non era con loro finché Paolo non fosse arrivato a Troade , dove Luca lo raggiunse da Filippi, Atti degli Apostoli 20:5.

In Atti degli Apostoli 17:14 , inoltre, Timoteo è menzionato a Berea in compagnia di Sila, da cui risulta che non accompagnò Paolo e Sila a Tessalonica. Confronta Atti degli Apostoli 17:1 , Atti degli Apostoli 17:4.

Paolo e Sila, quando partirono da Filippi, andarono a Tessalonica, Atti degli Apostoli 17:1.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Atti 16

1 Versetto 1. Poi venne a Derbe e a Listra,

Che erano città della Licaonia, Atti 14:6 dopo che Paolo aveva attraversato la Siria e la Cilicia; nell'ultimo di questi luoghi, era stato lapidato, e tuttavia vi va di nuovo; nessuna di queste cose lo distolse dalla predicazione del Vangelo e dalla cura delle chiese, di tanto zelo, coraggio e intrepidezza era posseduto:

Ed ecco che c'era un certo discepolo: una persona convertita, un credente in Cristo, uno che aveva imparato a conoscere e a rinnegare se stesso, e aveva compreso la via della salvezza per mezzo di Cristo, ed era suo seguace; non è certo se l'apostolo sia stato uno strumento della sua conversione, quando prima era in queste parti. anche se probabile, dal momento che spesso lo chiama suo figlio; né è così evidente se fosse a Derbe o a Listra, sebbene quest'ultima ipotesi sembri molto probabile, dal momento che i fratelli di lì e a Iconio, quando non si fa menzione di Derbe, nel seguente versetto:

chiamato Timoteo; o Timoteo, la stessa persona a cui in seguito l'apostolo scrisse due epistole: è un nome molto usato tra i Greci, e suo padre era greco; uno di questo nome, che era uno storico tra i Greci, è spesso menzionato da Laerzio; e c'era un altro con questo nome, figlio di Conone, un generale ateniese; e un altro che era un capitano o generale di Antioco,

"Poi passò ai figli di Ammon, dove trovò una potenza potente, e molto popolo, con Timoteo loro capitano". (1; Maccabei 5:6)

"Ora Timoteo, che i Giudei avevano già sconfitto in precedenza, quando ebbe radunato una grande moltitudine di forze straniere e non pochi cavalli dall'Asia, venne come se volesse prendere i Giudei con la forza delle armi". (2; Maccabei 10:24)

il nome significa colui che ha onorato Dio, o è stato onorato da Dio; entrambi erano veri in questo discepolo di Cristo:

il figlio di una donna che era Giudea, e credette; sua madre era una donna ebrea, ma credente in Cristo, il suo nome era Eunice, 2Timoteo 1:5

ma suo padre era greco; un Gentile, incirconciso, e così sembra che sia rimasto, non essendo i suoi figli circoncisi

2 Versetto 2. Di cui si è ben riportato,

Non il padre di Timoteo, ma Timoteo stesso; alla quale è stata resa testimonianza la pietà, la virtù e la buona condotta,

dai fratelli che erano a Listra e a Iconio; i membri delle chiese che erano in questi luoghi e che non erano lontane l'una dall'altra; e come è necessario che i ministri del Vangelo abbiano una buona reputazione di coloro che sono fuori, così anche di coloro che sono dentro; e la testimonianza di quest'ultimo è preferibile a quella del primo

3 Versetto 3. Se Paolo dovesse uscire con lui,

Percependo che era un giovane, che non solo aveva la grazia di Dio, ma anche doni molto considerevoli e capacità per il servizio ministeriale; e avendo una buona testimonianza della sua piacevole vita e conversazione, l'apostolo era molto desideroso di andare con lui, e di essere suo compagno nei suoi viaggi, e di essergli un assistente nell'opera del ministero; e di conseguenza era, e si parla spesso nelle sue epistole, come del suo compagno d'opera, e di uno che serviva con lui nel Vangelo di Cristo, e che gli era molto caro:

e lo prese e lo circoncise; il che può sembrare strano, quando c'era stata così recentemente una controversia nella chiesa di Antiochia sulla circoncisione, da cui l'apostolo era appena venuto; e quando questa questione fu discussa e decisa dagli apostoli e dagli anziani a Gerusalemme, dove egli era presente, e ora eseguiva i loro decreti: ma si deve osservare che l'apostolo usò la circoncisione non come un dovere della legge, come ciò che essa richiedeva, e in obbedienza ad essa, che sapeva essere abrogata; tanto meno quanto necessario alla salvezza, come esortavano i predicatori giudaizzanti; ma come cosa indifferente, e per guadagnare un punto, e assicurarsi qualche fine prezioso, come segue

a causa degli ebrei che erano in quei quartieri; non i credenti, poiché egli portò con sé i decreti degli apostoli e degli anziani per soddisfarli, che la circoncisione non era necessaria; ma gli increduli, che egli conosceva, non avrebbero tollerato che un incirconciso insegnasse nelle loro sinagoghe, né lo avrebbero ascoltato da esse; perciò, avendo in mente di prendere con sé Timoteo per assisterlo nella predicazione del Vangelo, in punto di prudenza ritenne opportuno circonciderlo, affinché potesse essere ricevuto da loro e fosse loro più gradito; che altrimenti si sarebbero offesi tanto di lui, da non averlo ascoltato: così l'apostolo dei Giudei divenne Giudeo, per guadagnare e salvare qualcuno, 1Corinzi 9:20 perché sapevano tutto che suo padre era greco; e che quindi non fu circonciso; poiché una donna non poteva circoncidersi, perché non era lei stessa un soggetto adatto alla circoncisione; sebbene in caso di necessità la circoncisione da parte delle donne fosse permessa di

4 Versetto 4. E mentre attraversavano le città,

di Derbe, Listra e Iconio, e altri in Licaonia, e in Frigia e Galazia; la versione araba recita: "entrambi"; cioè Paolo e Barnaba:

Hanno consegnato loro i decreti da osservare; Essi diedero alle chiese, in queste città, i sentimenti e le determinazioni da osservare e seguire da loro:

che erano stati ordinati dagli apostoli che erano a Gerusalemme; riguardo all'astinenza dei Gentili dalle cose offerte agli idoli, dal sangue, dalle cose soffocate e dalla fornicazione, Atti 15:20,29

5 Versetto 5. E così furono le chiese stabilite nella fede,

Di Cristo, sia nella grazia che nella dottrina della fede; e ciò sia mediante la predicazione del Vangelo da parte dell'apostolo e dei suoi compagni, sia mediante i decreti degli anziani da lui emanati:

e aumentava di numero ogni giorno; così come nei doni e nella grazia

6 Versetto 6. Ora, quando ebbero attraversato la Frigia,

Vedi Gill su "Atti 2:10" A cui si può aggiungere, che questo paese aveva il suo nome o dal fiume Frige, come osserva Plinio , o dalla parola Frigio, che significa "asciutto"; essendo questo un paese molto secco e sabbioso: era famoso per la pietra di marmo; quindi leggiamo di pietra frigia o marmo, di cui furono fatte colonne e statue: secondo Giuseppe Flavio, l'originale dei Frigi era Togarma, figlio di Gomer, e nipote di Jafet, Genesi 10:3, che egli chiama Thygrammes, e il suo popolo da lui, Thygrammeans, e che, aggiunge, come sembra dai Greci, sono chiamati Frigi. Erodoto riferisce che i Frigi (come dicono i Macedoni) erano chiamati Brigi o Brigi, finché erano Europei, e abitavano con i Macedoni: ma quando andarono in Asia, insieme con il paese, cambiarono i loro nomi, in Frigi: di un certo Filippo un Frigio, che Antioco lasciò governatore a Gerusalemme, si fa menzione in:

"E lasciò i governatori a vessare la nazione: a Gerusalemme, Filippo, per la sua patria un frigio, e per costumi più barbari di colui che lo aveva messo lì"; (2; Maccabei 5:22)

qui abitavano i Giudei, come appare da Atti 2:10 e qui l'apostolo predicava e faceva convertiti

E la regione della Galazia: in Asia Minore: aveva la Cappadocia a est, la Bitinia a ovest, la Panfilia a sud e il mare Eusino a nord. Gli abitanti di questo paese erano in origine Galli, i quali, sotto Brenno, loro capitano, vennero da alcune parti della Francia, invasero l'Italia e vennero a Roma e presero tutto tranne la capitale; donde essendo stati assaliti dai Romani senza saperlo, furono costretti a ritirarsi; e di là navigarono in Grecia, e andarono in Asia, in questa parte di essa dove si stabilirono, che fu chiamata prima da loro Gallo Grecia, e nel corso del tempo Galazia; anche se alcuni dicono che i Greci li chiamavano Galati da Gala, che significa "latte", a causa del loro colore lattiginoso: dei Galati, si fa menzione in,

"Ed egli raccontò loro la battaglia che avevano avuto a Babilonia con i Galati, che erano venuti in tutto solo ottomila in tutto all'impresa, con quattromila Macedoni, e che i Macedoni erano perplessi, gli ottomila ne distrussero centoventimila a causa dell'aiuto che avevano dal cielo, e così ricevettero un grande bottino". (2; Maccabei 8:20)

qui il Vangelo fu predicato, e molti credettero; poiché in seguito leggiamo di discepoli sia in questo paese che in Frigia, Atti 18:23 e qui furono formate chiese, e alle quali gli apostoli predicarono e trasmisero i decreti degli apostoli e degli anziani

E furono proibiti dallo Spirito Santo; non con una voce articolata, ma con un impulso segreto e potente sulle loro menti;

predicare la parola in Asia: cioè, in quel paese che era propriamente chiamato Asia, o Asia proconsolare, altrimenti Frigia, e Galazia, erano province dell'Asia Minore. L'esemplare più antico di Beza, e le versioni latina e siriaca leggono, la parola di Dio: le ragioni per cui era proibito predicare qui, in questo momento, non possono essere dette, e devono essere riferite alla volontà sovrana di Dio; sembra che in questo momento non ci fossero eletti da chiamare per grazia, e l'apostolo e i suoi compagni avevano del lavoro da fare altrove, cioè in Macedonia

7 Versetto 7. Dopo che furono giunti in Misia,

Un altro paese dell'Asia Minore. È divisa da Tolomeo in due parti; la Misia superiore confina con la Dalmazia a ovest, con la Macedonia a sud, con parte della Tracia a est e con parte del Danubio a nord; la Misia inferiore confina a ovest con parte del fiume Ciaber e il Danubio. a sud con parte della Tracia, a nord con la svolta del fiume Tyra e a est con il Ponto eussino; ma questa era la Missia europea: la Misia, che sembra qui intesa, era divisa nella Misia minore dall'Ellesponto, e aveva Troade a sud; e nella grande Misia dall'Olimpo, che confinava a ovest con la piccola Misia e Troade, a est con la Bitinia e a sud con l'Asia, propriamente detta. Secondo Plinio è chiamata Eolide, e così dice Girolamo, era ai suoi tempi; a volte è chiamata Abretta e Abrettina, e negli anni successivi Thya, o Thyria: alcuni suggeriscono che abbia il suo nome di Mysia da Mysus, il fratello di Car, il padre dei Carions; ma secondo i talmudisti, prese il nome da Mesech, figlio di Jafet, Genesi 10:2 poiché dicono Meshech, זו מוסיא, "questa è la Misia"; Plinio osserva che ci sono alcuni autori che affermano che i Misi, i Brigi e i Tinni vennero dall'Europa, da cui sono chiamati Misi, Frigi e Bitini, in Asia. Gli abitanti della Miseria erano molto spregevoli; quindi il proverbio, "ultimus Mysorum", "l'ultimo dei Misi", è usato per una persona molto meschina e spregevole. L'apostolo era disposto a predicare ai saggi e agli insensati, e non disdegnava di portare il Vangelo alla parte più umile dell'umanità

Cercarono di andare in Bitinia; un altro paese dell'Asia Minore; fa una sola provincia con il Ponto, e ha gli stessi confini; Il Ponto era a est e la Bitinia a ovest: confinava a nord con il mare Eussino, a est con la Galazia, a sud con l'Asia propriamente detta e a ovest con la Propontide; secondo Plinio era chiamata Cronia, poi Tessalide, poi Maliande, (forse Mariandyne), e Strimone; ed Erodoto riferisce che i Traci che andavano in Asia erano chiamati Bitini, che furono chiamati prima (come dicono) Strimoni, abitando Strimone; secondo Girolamo, era precedentemente chiamata Bebricia, poi Migdonia, e Frigia Maggiore, e dal fiume Iera, o, come la chiama Plinio, Hieras, è divisa dalla Galazia; al che concorda Solino che dice che era prima della Bebricia, poi Migdonia, e ora Bitinia, dal re Bitino; il re; sebbene altri dicano che fosse così chiamato da Bitina, una figlia di Giove;

ma lo Spirito non li permise; la copia alessandrina, e la copia più antica di Beza, e alcune altre, e le versioni latina della Vulgata, del siriaco e dell'etiopia leggono: lo Spirito di Gesù: così che non era uno spirito maligno, o Satana, che li impediva, che a volte lo faceva; ma erano sotto la direzione e la guida dello Spirito divino, chiamato, nel versetto precedente, lo Spirito Santo; tuttavia, il Vangelo fu predicato qui in seguito, e si formarono chiese; di cui Vedi Gill su 1Pietro 1:1

8 Versetto 8. E passarono per la Misia,

Senza fermarsi o fermarsi lì, anche se ci sono arrivati:

scese a Troas; o il paese di Troas, come lo rende la versione siriaca; che, secondo Solino, confina con la parte settentrionale della Galazia, ed era vicina alla Licaonia, alla Pisidia e alla Migdonia a sud, e alla Lidia a est, e alla Misia e alla Caria a nord: o piuttosto la città di Troade, che Plinio dice, era anticamente chiamata Antigonia, ora Alessandria, una colonia dei Romani. Antigono, re dell'Asia, dapprima la chiamò Troade, perché si trovava nel paese e vicino a dove sorgeva, ma in seguito la chiamò, secondo il suo nome, Antigonia; ma Lisimaco, re di Tracia, avendo preso in mano questa città, la riparò e la chiamò Alessandria con il nome di Alessandro; e per distinguerla da Alessandria d'Egitto, e da altre città con lo stesso nome in altri luoghi, fu chiamata Alessandria Troas

9 Versetto 9. E una visione apparve a Paolo nella notte,

O in sogno, o, forse, quando era sveglio:

là c'era un macedone; un angelo in forma di uomo; la versione siriaca recita: "come un uomo di Macedonia", e che potrebbe apparire in abito macedone, o parlare in lingua macedone; o l'apostolo potrebbe concludere che lo fosse, dal fatto che menzionava la Macedonia, come il luogo dove gli aveva chiesto di andare, e di assistere:

e lo pregò, dicendo: "Passa in Macedonia; La Macedonia era un paese molto grande in Europa; che anticamente consisteva, come dice Plinio , di centocinquanta persone, o nazioni, e si chiamava Emathia; prese il nome di Macedonia da Macedone, figlio di Giove, e di Thyd, figlia di Deucalione: secondo Tolomeo aveva a nord la Dalmazia, superiore la Misia e la Tracia; a ovest, il mar Ionio; a sud l'Epiro; e a est, parte della Tracia e i golfi del Mar Egeo. Anticamente aveva altri nomi oltre a Emathia e Macedonia, come Mygdonia ed Edoma, ed è ora chiamata Albania o Ronnelli. Troas, dove si trovava ora l'apostolo, quando ebbe questa visione, era proprio presso l'Ellesponto, oltre il quale doveva andare in Macedonia; e perciò il Macedone lo prega di "venire", aggiungendo:

e aiutarci; pregando e predicando, per abbattere il regno di Satana, per distruggere la superstizione e l'idolatria, per illuminare gli occhi degli uomini e convertirli dalle tenebre alla luce, dal potere di Satana a Dio, e salvarli dalla rovina e dalla distruzione totale. Questo dimostra in quale miserabile condizione si trovasse questo paese; e che Dio aveva tra loro un popolo eletto da radunare, il cui tempo era ormai giunto; e di quale utilità e servizio sono gli angeli, gli spiriti tutelari di Cristo, che sono utili nell'indebolire il regno di Satana, e nel promuovere l'interesse di Cristo, e nel diffondere il suo Vangelo, e in particolare nel dirigere i suoi ministri dove predicarlo; anche se non ne consegue che questo angelo presiedette a tutto il paese, e fu il loro angelo tutelare, come alcuni pensano

10 Versetto 10. E dopo aver avuto la visione,

e lo considerò, e lo raccontò ai suoi compagni, e quando l'ebbero ben soppesato, e le circostanze di esso,

cercammo immediatamente di entrare in Macedonia; Decisero di farlo, presero tutti i metodi appropriati e presero le disposizioni necessarie per esso. Qui appare per la prima volta Luca, lo scrittore di questa storia, che dice: "ci siamo sforzati"; se venne con l'apostolo da Antiochia, dal momento che si dice comunemente che sia stato un medico di Antiochia; o se incontrò l'apostolo a Troas, poiché qui c'è il primo indizio di lui, non è certo:

certamente radunandoci, che il Signore ci aveva chiamati a predicare loro il Vangelo; essi conclusero dalla visione con grande certezza, che avevano una chiamata manifesta da Dio ad andare in Macedonia e predicare il Vangelo agli abitanti di essa, non dubitando che avrebbero avuto successo. La copia alessandrina, la Vulgata latina e le versioni etiopiche, leggono Dio, invece di Signore

11 Versetto 11. Perciò, perdendo da Troas,

O salpando da lì, che, come già osservato, era l'Ellesponto, che era un mare stretto che divideva l'Asia dall'Europa, ora chiamato Stretto di Gallipoii, o Bracci di San Georgio: e così Plinio parlando di Troade dice, si trova vicino all'Ellesponto; e Girolamo la chiama una città marittima dell'Asia; e inoltre sembra essere sulla costa del mare, secondo ciò che è detto in Atti 20:6, poiché da Filippi qui, l'apostolo e la sua compagnia salparono in cinque giorni, e da qui salparono per Asso, Atti 20:6,13

arrivammo con una rotta diritta a Samotracia; che era un'isola nel Mar Egeo, o Arcipelago: anticamente era chiamata Dardania, da Dardano il, figlio di Giove e di Elettra, che fuggì qui dall'Italia, dopo aver ucciso suo fratello Iasio; aveva il suo nome di Samotracia, dalla Tracia, vicino alla quale si trovava, e dai Sami che la abitavano; e fu chiamata Samotracia per distinguerla dall'isola di Samo nel mare Ionio; ora è chiamata Samandrachi: Girolamo la chiama un'isola nel golfo di Pagasa; di quest'isola di Samotracia, Plinio dice che era libera prima di Ebru, era a trentadue miglia da Imbrus, a ventidue miglia e mezzo da Lemno, a trentotto dalla riva della Tracia, e in circonferenza a trentadue, e che è la più piena di buoni porti di tutte quelle parti; e aggiunge: che Callimaco la chiama con il suo antico nome Dardania; sembra che fosse chiamata anche Leucosia, o Leucadia, perché agli spettatori da lontano sembrava bianca: secondo Erodoto i Pelasgi abitarono per primi Samotracia, che vi abitava con gli Ateniesi, e da loro i Samotraci ricevettero i loro riti sacri e misteri; perché quest'isola era famosa per il culto dei Cabiri, o divinità principali dei Gentili, in particolare Cerere, Proserpina, Plutone, Mercurio e i due fratelli Castore e Polluce, Nettuno e tutti gli dei del mare; tanto che fu chiamata l'isola santa [x], e persone di altre nazioni, e anche della più grande figura, furono iniziate ai misteri dei Samotraci, che Plinio chiama i santissimi; poiché parlando di Venere, Potho e Fetonte, aggiunge, che sono adorati con le più sacre cerimonie di Samotracia. L'apostolo non si fermò a predicare il Vangelo in questo luogo, né leggiamo che sia stato predicato qui da lui in qualsiasi altro momento, o da qualsiasi altro, né di alcuna chiesa in questo luogo nelle epoche successive della storia ecclesiastica. Si dice che l'apostolo e i suoi compagni siano venuti qui, con una rotta diritta; non solo perché potevano avere una burrasca favorevole, che li portava subito qui, ma perché quando furono oltre l'Ellesponto, quest'isola si trovava direttamente sulla loro strada, in linea retta verso la Macedonia.

e il giorno dopo a Neapolis; la copia alessandrina recita "la città nuova", come significa la parola; quindi la versione etiopica a titolo di interpretazione lo rende, "il giorno dopo arrivammo alla nuova città, il cui nome è Neapolis": secondo Tolomeo, era un porto marittimo di Edone, una parte della Macedonia, ed era ai confini della Tracia; ora si chiama Christopoli; e non era Neapolis in Campania, né Sychem in Samaria, che è così chiamata, ma era a grande distanza da una di queste. Plinio lo colloca in Tracia, come fa anche Edone, e persino Filippi. Girolamo la chiama una città della Caria, ma a torto: e sebbene non abbiamo alcun resoconto degli apostoli che predicarono in questo luogo, e che fecero convertiti, né ora né in nessun altro tempo, tuttavia sembra anche nei secoli successivi che qui c'era una chiesa in questo luogo: nel "sesto" secolo il vescovo di essa fu inviato al quinto sinodo romano; e nel "settimo" secolo un certo Andrea fu vescovo di questo luogo, che era nel sesto sinodo di Costantinopoli

12 Versetto 12. e di là a Filippi,

Questo luogo è stato chiamato da Appiano Dato, che era il suo nome originale; e da Diodoro Siculo, Crenidae, dalle fonti d'acqua, che erano molte e salutari, che vi si trovavano intorno; e prese il nome Filippi, da Filippo re di Macedonia, padre di Alessandro Magno, che lo ricostruì: ora è volgarmente chiamato Chrixopolis, cioè Crisopoli, dalle vene e dalle miniere d'oro che vi si trovano; era famosa per una battaglia combattuta qui tra Augusto Cesare e Antonio da una parte, e Bruto e Cassio dall'altra, in cui questi ultimi furono sconfitti:

che è la città principale di quella parte della Macedonia; che si chiama Edonis, in cui Tolomeo lo colloca;

e una colonia: cioè, dei Romani; vedi Atti 16:37,38 e che Plinio chiama anche una colonia:

e noi rimanemmo in quella città molti giorni; senza fare nulla, senza avere l'opportunità, né la porta aperta per predicare il Vangelo; il che deve essere una grande prova della loro fede, dopo che Paolo ebbe avuto una tale visione, dalla quale furono così fortemente sicuri che era la volontà di Dio che venissero a predicare il Vangelo qui, e dopo aver viaggiato così lontano per mare e per terra; sebbene alcuni osservino che la parola usata significa non solo rimanere, ma esercitarsi, insegnando e predicando la parola, cosa che si suppone abbiano fatto con successo; e che le donne che incontrarono in seguito sulla riva del fiume erano tali, almeno alcune di loro, che si erano convertite sotto il loro ministero; ma il primo sembra essere il senso più vero

13 Versetto 13. E di sabato,

Cioè, come lo rende la versione siriaca, "in giorno di sabato"; il sabato ebraico, il settimo giorno della settimana; sebbene le parole possano essere tradotte, "in un certo giorno della settimana" in accordo con Atti 20:7 dove il primo del sabato significa il primo giorno della settimana; ma sia come vuole, in questo giorno,

Uscimmo dalla città lungo la riva di un fiume; forse il fiume Strimone, che era vicino; la copia alessandrina e alcune altre, e la versione latina della Vulgata recitano:

senza cancello; e la versione siriaca, "fuori dalle porte della città"; tutto nello stesso senso: sembra che non ci fosse una sinagoga dei Giudei in questo luogo, altrimenti l'apostolo e i suoi compagni vi sarebbero entrati, secondo la loro usanza; e questo sembra piuttosto essere il caso, poiché è così particolarmente notato, che a Tessalonica, il luogo successivo in cui si fermarono ce n'era uno, Atti 17:1 e la ragione potrebbe essere, perché essendo Filippi una colonia romana, ai Giudei non fu permesso di averne una; pertanto Paolo e la sua compagnia, sia di sabato giudaico, sia in qualsiasi altro giorno della settimana, fecero una passeggiata fuori della città; o per il gusto di fare una passeggiata, o piuttosto per conversare insieme, e considerare ciò che si doveva fare, o per cercare l'opportunità di predicare il Vangelo; e giunsero in un luogo,

dove si era soliti pregare; o, come si possono rendere le parole, dove si pensava fosse un luogo di preghiera; un proseucha, un oratorio, o un luogo costruito e usato per la preghiera; cioè, mentre camminavano, vedevano un luogo, che a loro avviso sembrava una casa religiosa, o un luogo di preghiera, e così si ricomponevano ad esso, dove trovavano alcune persone riunite insieme per questo motivo: questo senso è confermato da diverse versioni; la versione latina della Vulgata dice: dove sembrava esserci la preghiera, e così si legge la copia più antica di Beza; e la versione siriaca è molto espressa, perché vi si vedeva בית צלותא, una casa di preghiera; a cui concorda la versione araba, siamo usciti in un certo luogo, che si pensava fosse un luogo di preghiera; a cui si può aggiungere la versione etiopica, e pensavamo che lì ci fosse la preghiera; e che gli ebrei avessero i loro oratori, o case di preghiera, è certo; Vedi Gill su Luca 6:12 e che queste fossero fuori delle città, e nei campi, appare da un passaggio di Epifanio, che dice:

"anticamente c'erano luoghi di preghiera, sia tra i Giudei, "fuori della città", sia tra i Samaritani, c'era un luogo di preghiera a Sichem, che ora si chiama Neapolis, "fuori della città", nel campo, a circa due pietre di distanza, in forma di teatro, aperto all'aria e senza copertura, costruito dai Samaritani, che in ogni cosa imitavano i Giudei":

e se questi erano comunemente costruiti da fontane e fiumi, e come alcuni pensano, a imitazione di Isacco, che uscì nel campo, "per meditare"; che la parafrasi caldea rende, "pregare"; ed è anche nello stesso luogo che si dice che venga, come lo rende la parafrasi di Gerusalemme, לבארא "a un pozzo" o "fonte", Genesi 24:62,63 allora questa clausola può essere resa: "dove era consuetudine che ci fosse una casa di preghiera": e poi il senso è, non essendoci una sinagoga in città, l'apostolo e quelli che erano con lui uscirono, sulla riva del fiume, per cercare una casa di preghiera; dove tali luoghi erano soliti essere costruiti, e di conseguenza ne trovarono uno:

e ci mettemmo a sedere, e parlammo alle donne che vi si ricorrevano; che sembrano essere state donne ebree, che si riunivano qui per partecipare alla preghiera pubblica, non essendoci in città alcun culto religioso del vero Dio; e tra questi adoratori di Dio c'era Lidia, d'ora in poi menzionata; e non essendo iniziato il culto, l'apostolo e i suoi compagni si sedettero in mezzo a loro, ed entrarono in qualche conversazione religiosa con loro, e colsero l'opportunità di predicare il Vangelo, che era ciò che volevano, e cercavano

14 Versetto 14. E una donna di nome Lidia,

Non è certo se questa donna fosse ebrea o gentile, il suo nome non lo determinerà; potrebbe essere chiamata così dal paese di Lidia, che era in Asia minore, e dove si trovava Tiatira, il suo luogo natale; Orazio fa spesso menzione di uno di questi nomi e potrebbe essere un nome ebraico; leggiamo di R. Simeon ben Lydia; e poiché queste sembrano essere donne ebree che si incontravano in questo oratorio, lei potrebbe essere una di loro:

un venditore di porpora; sia di seta purpurea, molto indossata nei paesi orientali; o del colorante porpora, che in,

"Allora Giuda tornò a saccheggiare le tende, dove presero molto oro, argento, seta violacea, porpora del mare e grandi ricchezze". (1; Maccabei 4:23)

è chiamato "porpora del mare", o "porpora del mare"; essendo il sangue o il succo di un crostaceo turbinato, che gli ebrei chiamano חלזון, "Chalson": di questo parlano come di un crostaceo; da qui quelle parole,

"andate e imparate a conoscere il Chalson, perché mentre cresce, il suo guscio cresce con esso":

e che la porpora sia stata tinta con il suo sangue, appare dai seguenti esempi; "i migliori frutti del paese", Genesi 43:11 sono interpretati, le cose che sono le più famose del mondo, come il Chalson, ecc. con il cui sangue, come dice la glossa sul passaggio, tingono di porpora: e la porpora tinta con questo era molto preziosa, e ha ottenuto un buon prezzo; la tribù di Zabulon è rappresentata, come se si lamentasse con Dio di aver dato ai loro fratelli campi e vigne, a loro monti e colli, ai loro fratelli terreni, e a loro mari e fiumi; al che gli viene risposto: Tutti avranno bisogno di te, a causa di Chalson; come è detto, Deuteronomio 33:19 "Succhieranno dall'abbondanza dei mari"; la glossa su di esso, interpretando la parola Chalson, è: esce dal mare verso le montagne, e con il suo sangue si tingono di porpora, che viene venduta a un prezzo molto caro. Il testo di Deuteronomio 33:19 è quindi parafrasato da Gionatan il Targumista;

"Sulla riva del mare dimorano (cioè quelli della tribù di Zabulon), e si dilettano con (il pesce) Tuny, e prendono Chalson, e con il suo sangue tingono di porpora i fili delle loro vesti."

E così Maimonide dice che usano questo per tingere le frange sui bordi delle loro vesti; dopo aver strofinato la lana, e simili, affinché possa prendere la tintura, egli dice:

"prendono del sangue di Chalson, che è un pesce il cui colore è come il colore della porpora, e il suo sangue è nero come l'inchiostro, e si trova nel mare salato",

in particolare riguardo a Tiro; così i vignaioli in Geremia 52:16 sono interpretati, coloro che catturano Chalson dalla scala di Tiro a Chippah, o la riva; la glossa lo spiega, coloro che spremono e premono il Chalson, per estrarre il suo sangue: e con tutto ciò concordano i resoconti moderni dati della porpora, come segue;

"la porpora era molto apprezzata tra gli antichi, specialmente la porpora di Tiro; che subiva più coloranti degli altri, e che era quasi peculiare degli imperatori e dei re, eppure questa porpora non superava quella ora in uso. - L'antica porpora era tinta, o data con il sangue o il succo di un prezioso pesce marino testaceo turbinato, chiamato dai Greci πορφυρα, e dai Latini "porpora". - Nei mari delle Indie Occidentali Spagnole, nei pressi di Nicoya, si trova un crostaceo, che assomiglia perfettamente all'antica "porpora", e con ogni probabilità è lo stesso: questi vengono raccolti molto abbondantemente in primavera, e sfregando l'uno contro l'altro, producono una specie di saliva, o bagliore denso, simile a cera morbida; ma la tintura porpora è nella gola del pesce, e la parte più bella in una piccola vena bianca: le principali ricchezze di Nicoya consistono in questo pesce; panno di Segovia tinto con esso, è venduto per venti corone l'ell. - Nel Philosoph. Transazione, abbiamo un resoconto di un pesce viola scoperto nel 1686, dal signor W. Cole, sulle coste del Somersetshire, del Galles meridionale, ecc., dove si trova in grande abbondanza. - Il pesce è una specie di "buccinum", un nome dato dagli antichi a tutti i pesci, la cui conchiglia ha una certa somiglianza con un corno da caccia; e risulta da Plinio, che parte dell'antica porpora è stata presa da questo tipo di crostacei. Anche le isole dei Caraibi hanno i loro pesci "viola"; Si chiama "Burgan", essendo della dimensione dell'estremità del dito, e assomiglia alle nostre pervinche; il suo guscio è di un azzurro brunastro, la sua carne bianca, i suoi intestini di un rosso molto vivo, il cui colore appare attraverso il corpo; ed è questo che tinge quella schiuma, che proietta quando viene presa, e che è dapprima di una tonalità violacea, tendente al blu; Per costringerli a produrre la maggior quantità di schiuma, li depongono su un piatto, e li agitano e li battono l'uno contro l'altro, sul quale il piatto viene immediatamente coperto con la schiuma, che viene ricevuta su un panno di lino, e diventa "porpora", nella misura in cui si asciuga".

Si può inoltre osservare che le frange che gli ebrei portavano sulle loro vesti avevano una fascia di nervature di colore azzurro o porpora, Numeri 15:38, poiché la parola usata lì, è resa dalla Settanta "porpora", in Numeri 4:7 e talvolta "giacinto"; e l'intera frangia era chiamata dagli ebrei תכלת, "porpora": quindi è detto,

"Chiunque indossa la "porpora" (cioè le frange delle sue vesti) a Gerusalemme, non fa forse meravigliare gli uomini? E poco dopo, gli antichi santi, o uomini religiosi, quando vi avevano tessuto (l'indumento) tre parti, vi misero sopra תכלת, "la porpora"".

E c'erano persone che commerciavano in queste cose, ed erano chiamate מוכרי תכלת, "venditori di porpora", come qui; cioè, per lo Tzitzith, o frange per i bordi delle vesti, su cui era messa la fascia di nervatura di porpora azzurra o porpora, come spiega la glossa: gli ebrei erano molto curiosi riguardo al colore, e la sua morte; che dovrebbe essere un colore che tenga e non cambi; e che la fascia delle coste sia tinta apposta per tale uso. Maimonide dà regole per morire di essa, e non erano meno attenti a chi la compravano, perché dicono che "la porpora" non doveva essere comprata, ma da una persona approvata, o autorizzata a tale scopo; e uno scrupolo è sollevato da uno, che abbia fatto bene o no, ora che Lidia potrebbe essere un'ebrea, o almeno, come appare da ciò che segue, era una proselita della religione ebraica, questo potrebbe essere il suo affare vendere la porpora per le loro frange, e potrebbero essere le frange stesse; e se questo era il suo impiego, Era una persona completamente religiosa a modo loro, poiché troviamo che מוכרי תכלת, "venditori di porpora", erano liberi dalla lettura

"ascolta o Israele", ecc. Deuteronomio 6:4 e "dalla preghiera", e dai filatteri, ecc. per questa ragione, perché colui che è impiegato nel comandamento (in qualsiasi lavoro per esso) era libero dal comandamento";

eppure assisteva al luogo e all'ora della preghiera:

della città di Tiatira; che era in Lidia, o come altri dicono in Misia, che era in Asia Minore; Plinio sembra collocarla in Ionia, presso il fiume Lico, e dice che anticamente si chiamava Pelopia ed Euhippa, e si chiamava anche Semiramide; aveva il nome di Tiatira da Seleuco Nicanore, il quale, essendo in guerra con Lisimaco vicino a questo luogo, e sentendo che aveva avuto una figlia, la chiamò Tigateira, sebbene altri dicano che fosse così chiamata: perché quando i Misi stavano per costruire una città, chiedendo agli dèi dove dovessero costruirla, fu detto che dovevano costruirla dove era stato colpito un cervo, e appariva correndo; e δια το θυειν, a causa del sacrificio del cervo, lo chiamarono Thyateira. I turchi ora lo chiamano "Ak hissar", l'accampamento bianco. Questo era il luogo natale di Lidia, dal quale ora si trovava a grande distanza, essendo completamente lontana da lì, o era lì per affari; Tiatira era infatti in Asia e Filippi, dove si trovava ora, era in Europa.

che adorava Dio; il vero Dio, il Dio d'Israele, e non gli dèi dei Gentili, in mezzo ai quali ella era; il che dimostra che era o una donna ebrea, che aveva conoscenza dell'unico vero e vivente Dio, o almeno una proselita della religione ebraica:

ci ha ascoltato; non da sola, ma con altre donne; e all'inizio solo esternamente, e non in modo da comprendere e ricevere ciò che udiva, fino a quando la grazia efficace di Dio non fu esercitata su di lei, significava nella seguente clausola:

il cui cuore il Signore ha aperto; che prima era chiuso e sbarrato, con le sbarre dell'ignoranza, della durezza e dell'incredulità. Il cuore di un peccatore prima della conversione, è come una casa chiusa e completamente nelle tenebre; qualunque grado di luce naturale o morale ci sia in esso, non ce n'è nelle cose spirituali; è vuota della grazia di Dio, del timore di lui e dell'amore per lui; è senza abitanti adeguati, senza Dio, Cristo e lo Spirito; ed è la dimora dei demoni e la presa di ogni spirito immondo, che si diletta in luoghi oscuri e desolati; è sprangata e sbarrata dall'incredulità, e murata, e persino pietrificata e indurita dal peccato, ed è custodita e presidiata da Satana, e i suoi beni sono tenuti in pace da lui: e questo era stato il caso di Lidia; ma ora il Signore aprì il suo intelletto e vi mise la luce, che era prima delle tenebre stesse; quanto alle cose spirituali; per cui vedeva il suo stato miserabile, peccaminoso e miserabile per natura, l'insufficienza di tutti i modi, mezzi e opere per giustificarla e salvarla, e la necessità, l'idoneità e la pienezza della grazia e della salvezza di Cristo; il che fu fatto dalla stessa potenza divina, che all'inizio creò la luce nelle tenebre: inoltre, il Signore operò sui suoi affetti, e li impegnò alle cose divine e spirituali; creando l'amore nella sua anima per Cristo, per il suo popolo, le verità e le ordinanze; il che fu fatto dalla sua mano onnipotente, togliendo il cuore di pietra e donando un cuore di carne: egli rimosse anche la sbarra dell'incredulità, entrò in se stesso, spodestò Satana e operò la fede in lei, per guardare a lui, afferrarlo e riceverlo, come suo Salvatore e Redentore; rendendola disposta nel giorno della sua potenza, ad essere salvata da lui, e a servirlo: è una richiesta che gli ebrei fanno frequentemente, nelle loro preghiere a Dio, דתפתח לבאי, "che tu apra il mio cuore", nella tua legge; o come a volte, apri i nostri cuori nella dottrina della tua legge: non Lidia stessa, né l'apostolo Paolo, ma il Signore le aprì il cuore; Geova il Padre, che comandò alla luce dalle tenebre; Geova il Figlio, che ha la chiave della casa di Davide; Geova lo Spirito, che convince del peccato, della giustizia e del giudizio:

che si occupava delle cose che erano state dette di Paolo; riguardo alla persona e agli uffici di Cristo, riguardo alle sue verità e ordinanze, riguardo alla libera giustificazione mediante la sua giustizia, al perdono mediante il suo sangue e alla salvezza eterna mediante lui; Ella diede ascolto a queste cose in un modo diverso da quello che aveva fatto; prima di udire, ma non badava a ciò che sentiva; ma la fede viene dall'udire, ora essa ode con l'udito della fede, e comprende ciò che ascolta, e cordialmente lo riceve e lo abbraccia, e mette in pratica ciò che ha udito, sottomettendosi all'ordinanza di Cristo, come segue

15 Versetto 15. E quando fu battezzata,

In acqua, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, secondo l'incarico di Cristo, da parte dell'apostolo o di qualcuno dei suoi compagni; da cui è stata istruita sulla natura e l'uso di questa ordinanza; e molto probabilmente si eseguiva in quel fiume, presso la riva del quale sorgeva l'oratorio, dove erano riuniti:

e la sua famiglia; anche loro furono battezzati, essendo convertiti allo stesso tempo; Sembra che fossero i suoi servi servi, che venivano con lei dal suo luogo natale per affari, e che la assistevano; di conseguenza la versione etiope lo rende "ed ella fu battezzata con tutti i suoi uomini"; e questi erano credenti, e sono chiamati "i fratelli", Atti 16:40 quindi questo passaggio non servirà in alcun modo alla causa del battesimo dei bambini: se Lidia fosse una fanciulla, una moglie o una vedova, non si può dire; Sembra, tuttavia, che ora non avesse marito, dal momento che è menzionata lei stessa come commerciante; e se avesse figli o no, non è certo, né si può dedurre da questa clausola, perché ci sono molte famiglie che non hanno figli; e se aveva bambini piccoli, non è probabile che li portasse con sé in un luogo così lontano, dove era venuta per il commercio e gli affari: le suppliche per il battesimo dei bambini devono provare che aveva figli; che queste erano la sua casa, o parte della sua casa di cui si parla qui; e che furono battezzati; o questo caso non sarà di alcun servizio alla loro causa:

ci supplicò, dicendo: Se mi avete giudicato fedele al Signore; Ella disse questo, non per dubitare che l'avessero giudicata così, ma per supporre, e dare per scontato, che l'avessero fatto; per cui ragiona su di esso, e argomenta da esso; e il senso è questo, che vedendo l'apostolo e la sua compagnia l'aveva giudicata credente in Cristo, ammettendola all'ordinanza del battesimo; e gli aveva mostrato la sua fedeltà, sottomettendosi ad esso, secondo la sua volontà; perciò li pregò vivamente di prendere dimora in casa sua, mentre erano a Filippi, dicendo:

Entra in casa mia e dimora lì; la sua fede fu presto operata dall'amore; e dai frutti di giustizia che ne seguirono, sembrò essere vero e genuino: ed ella ci costrinse; Paolo e Sila, Timoteo e Luca e chiunque altro fosse in compagnia; non solo li invitò ma li obbligò ad andare con lei; non accettava alcun rifiuto, e con i suoi argomenti, le sue suppliche e la sua insistenza, per così dire, li costrinse e li convinse ad andare con lei

16 Versetto 16. E avvenne che, mentre andavamo a pregare,

Cioè, alla casa di preghiera, o all'oratorio, come erano sulla via per raggiungerla; poiché questo non si deve intendere per il loro semplice andare all'atto, o dovere di preghiera; si dice infatti che la fanciulla che ora li incontrava, li seguisse, e lo facesse per molti giorni, uno dopo l'altro; e fu quando andarono alla casa di preghiera, che lei seppe chi fossero; e inoltre, la frase di "andare a pregare", come usata da noi, per l'atto o il dovere della preghiera, è un mero anglicismo, e sconosciuto agli scrittori orientali: ora questo loro andare all'oratorio, era dopo che erano stati a casa di Lidia, e lì erano stati intrattenuti e rifocillati; se ciò avvenne lo stesso giorno in cui fu convertita e battezzata, non è certo: tuttavia, così fu, che

ci venne incontro una certa damigella dotata di spirito divinatorio; nel testo greco è, lo spirito di Pitone; la copia alessandrina e la versione latina della Vulgata leggono: lo spirito Pitone; lo stesso con Apollo, che era chiamato Pizio, come lo era il suo oracolo, dal popolo che veniva da lui, πυνθανεσθαι, per interrogarsi su di lui e consultarsi con lui, su questioni difficili; o piuttosto dalla parola ebraica פתן, che significa un serpente; e così si dice che Apollo abbia il suo nome Pizio, dalla sua uccisione del serpente Tifone, o Pitone; per questo la città di Delfo, dove si trovava l'oracolo di Apollo, si chiamava Pitone; la profetessa che sedeva sui tripi d'oro, e pronunciava gli oracoli, Pizia; e le feste e le rappresentazioni istituite in onore di Apollo, erano chiamate le feste e le rappresentazioni pitiche, e il luogo dell'oracolo Pythium : e così questa fanciulla, o lo spirito in lei, pretendeva di indovinare e predire le cose a venire; e l'arabo lo rende uno spirito impuro, che predice cose future: gli ebrei fanno questo spirito di Pitone, per essere lo stesso con Ob, che noi rendiamo uno spirito familiare, Levitico 20:27 Deuteronomio 18:11 e la Settanta di Engastrimythos, un ventriloquo, uno che sembrava parlare dal suo ventre, e pretendeva di predire eventi futuri; e la maggior parte delle versioni nella Bibbia Poliglotta lo rendono per Python, la parola qui usata: così gli ebrei dicono, che un maestro di Abdia (come la donna di Endor è chiamata la padrona di Ob), זה פיתום, questo è Pitone: e così Jarchi su Deuteronomio 18:11 spiega la parola, e aggiunge, che è uno che parla dal suo bucamani, come quel tipo di persone faceva da diverse parti del loro corpo, e anche dalle loro parti segrete: la parola significa una bottiglia, ed erano chiamati padroni o padroni della bottiglia; o perché il luogo su cui sedevano, e da cui emanavano i loro oracoli, era in forma di uno; o facevano uso di una bottiglia nelle loro divinazioni; o, come osserva Schindler , essendo posseduti, si gonfiavano e si gonfiavano come bottiglie; ed essendo interrogati, davano risposte dal ventre, riguardo alle cose passate, presenti e future: e questo parlare dal ventre poteva essere fatto, senza il possesso di un vero spirito, e molto meno veniva da Dio, come osserva Plutarco, egli stesso un pagano;

"è sciocco e puerile pensare che Dio, come i ventriloqui un tempo chiamati Euricleani, e ora Pitoni, debba nascondersi nei corpi dei profeti, usando le loro bocche e le loro voci come strumenti con cui parlare, perché questo è stato fatto girando le loro voci in gola".

Il primo di questo tipo fu un certo Euricle, di cui Aristofane fa menzione; e lo Scoliaste su di lui dice che era un ventriloquo, e che gli Ateniesi dicevano che profetizzava per mezzo di un "demone" che era in lui, quando era solo un modo artificiale di parlare; Tertulliano afferma di aver visto tali donne che erano ventriloqui, dalle cui parti segrete si udiva una voce sommessa, mentre sedevano e davano risposte alle cose richieste: Celio Rodigino scrive, che vedeva spesso una donna ventriloqua, a Rodi, e in una città d'Italia il suo proprio paese; dai cui segreti, aveva spesso udito una voce molto flebile di uno spirito impuro, ma molto intelligibile, che raccontava in modo strano di cose passate o presenti, ma di cose future, per lo più incerte, e anche spesso vane e bugiarde; e Wierus racconta di un certo Pietro Brabanzio, il quale, tutte le volte che voleva, poteva parlare dalla parte inferiore del corpo, con la bocca aperta, ma le labbra non mosse, per cui ingannò molti con questa astuzia; e c'era un uomo a corte al tempo di re Giacomo I qui in Inghilterra, che poteva mettere in atto questa impostura in modo molto vivace: ma ora se lo spirito che era in questa fanciulla fosse un imbroglione, un'impostura di questo tipo, non è così facile da dire; sembra dall'espropriazione che segue, che era un vero spirito che la possedeva; anche se alcuni pensano che non fosse altro che un'ingannevole, diabolica, impostura:

il che portò ai suoi padroni molto guadagno con la divinazione o la profezia; sembra che avesse molti padroni, che avevano in lei una convenienza, e condividevano il guadagno che portava, a meno che con loro non si intendesse il suo padrone e la sua padrona: vasti tesori furono portati al tempio di Delfo, da persone che si rivolsero all'oracolo pitico lì; e grandi quantità furono ottenute da persone particolari, che pretendevano di avere un tale spirito, con il quale predicevano la fortuna, e ciò che sarebbe accaduto agli uomini in seguito, o dove fossero i loro beni perduti o rubati, e cose simili; e di tale genere erano i ragazzi magici e i servi di cui Pignorio fa menzione, da Apuleio, Porfirio e altri, che o per guadagno o per piacere, facevano molte cose strane

17 Versetto 17. Lo stesso ha seguito Paolo e noi,

Sila, Luca e Timoteo; la versione araba dice: "lo stesso seguì Paolo e Sila"; mentre si recavano all'oratorio:

e gridarono, dicendo: Questi uomini sono i servi dell'Iddio altissimo; non di Pitone, o di Apollo, come lei e i suoi padroni; o di una qualsiasi delle divinità dei Gentili; né del peccato, né di Satana, né degli uomini, ma dell'unico Dio vero e vivente, uno dei cui titoli è עליון, "Elion", l'"Altissimo", Genesi 14:22 Salmi 83:18 e questi uomini erano suoi servitori, non solo per diritto di creazione, come tutti gli uomini sono, o dovrebbero essere; né solo per il potere della grazia divina sulle loro anime, portandoli a un'obbedienza volontaria a lui, come lo sono tutti i santi; ma per ufficio, essendo ministri della parola, per cui segue:

che ci mostrano la via della salvezza; che non è per le opere degli uomini; poiché per mezzo di essi non si può soddisfare la giustizia di Dio, né si può adempiere la sua legge; Dio si è dichiarato contrario a questa via di salvezza; renderebbe vana la morte di Cristo e frustrerebbe il disegno di Dio in essa; il che è magnificare la sua grazia ed escludere il vanto nell'uomo: a cui si può aggiungere che le migliori opere degli uomini essendo imperfette, e accompagnate da molti peccati, preferirebbero dannare piuttosto che salvare; Perciò è peccaminoso, pericoloso e vano tentare la salvezza in questo modo. L'unica via di salvezza è per mezzo del Signore Gesù Cristo, per mezzo del quale la legge è adempiuta, è data soddisfazione per il peccato, la pace e il perdono sono procurati, è introdotta una giustizia eterna e per mezzo del quale sono date grazia e gloria: e questa è una via di salvezza, conforme a tutte le perfezioni di Dio; in cui il peccatore più vile, reso sensibile ai suoi peccati, e al suo bisogno di questi, non ha motivo di disperare; è estremamente adatto al suo caso, ed è un modo in cui nessuno perisce mai, se ad esso è rivolto: e ora questa via di salvezza è mostrata solo nel Vangelo, dai suoi ministri; non per la luce della natura, perché per gli uomini che hanno solo quella, è follia; né mediante la legge di Mosè, poiché per coloro che sono sotto di essa, è una pietra d'inciampo; né per la ragione carnale degli uomini, non è degli uomini, né dopo gli uomini, ma per rivelazione divina: e quindi l'uomo naturale non la riceve, è nascosta a questi; e perciò progettano varie vie di salvezza, che sono gradite ai loro occhi, ma il loro fine sono le vie della morte; la via della vita e dell'immortalità, è messa in luce solo nel Vangelo: sia che lo abbia detto di sua spontanea volontà, sia che vi sia stata obbligata per impulso divino; e se fosse per paura di Paolo, e per adulazione verso di lui, o fosse con un disegno buono o cattivo, non è facile da determinare: tuttavia, certo è, ciò che ha detto era la verità; E a volte il diavolo in persona, il padre della menzogna, è costretto a dirlo

18 Versetto 18. E questo fece per molti giorni,

Mentre l'apostolo e la sua compagnia andavano e venivano dall'oratorio, trovandosi per quel tempo a casa di Lidia; Lei li seguì e ripeté le parole di cui sopra. Le fu permesso di farlo, di volta in volta; non che l'apostolo e i suoi amici volessero una tale testimonianza, o che fosse di qualche utilità per loro; ma affinché l'espulsione dello spirito maligno potesse essere più virile e più notata:

ma Paolo era addolorato; per l'infelice condizione in cui si trovava la fanciulla, essendo posseduta da un tale spirito: e che il popolo ne fosse così imposto e ingannato; e che si dovrebbe pensare che ci sia stata una combinazione e un accordo tra lui e lui:

girato; se stesso a colei che era dietro di lui, lei lo seguiva, come è detto nel versetto precedente; questo è omesso nella versione siriaca:

e disse allo spirito; o a quello spirito, come lo rende la stessa versione; allo spirito di Pitone, o Apollo, o di divinazione, che era nella fanciulla; la versione etiopica dice: "ed egli disse", "in" o "per mezzo dello Spirito Santo"; essere sotto una sua influenza e un suo impulso più che ordinari; ma qui non si intende lo spirito con cui parlava, ma lo spirito a cui parlava:

Io ti comando, nel nome di Gesù Cristo, di uscire da essa, ed egli uscì in quell'istante stesso; questo è un esempio di quel potere che Cristo diede ai suoi apostoli per scacciare i demoni nel suo nome, Matteo 10:1 , Marco 16:17

19 Versetto 19. E quando i suoi padroni videro,

Come potevano con la sua calma e compostezza; non essendo selvaggia e frenetica, e non avendo tali movimenti e agitazioni che aveva mentre era in possesso dello spirito maligno:

che la speranza dei loro guadagni era svanita; la versione siriaca aggiunge: "da lei"; cioè, lo spirito maligno che era il terreno e il fondamento di tutte le loro speranze di guadagno, si aspettavano di acquistare per se stessi; che, essendo andati via, non avevano più lavoro da fare, né scherzi da fare, né profitto da aspettarsi dalla serva: per cui

presero Paolo e Sila; essendo essi i principali oratori, e principalmente interessati all'espulsione dello spirito maligno; li afferravano, li prendevano per il colletto o li tenevano per le vesti,

e li trascinò nella piazza del mercato, o piuttosto nel tribunale di giustizia, come significa anche la parola, per accusarli e farli giudicare, condannare e punire.

ai governanti; i giudici del tribunale, possono essere i Decuriones; poiché in una colonia romana come Filippi, scelsero un uomo su dieci, che aveva capacità e capacità, per fare e stabilire un consiglio pubblico, e quindi furono chiamati con questo nome

20 Versetto 20. e li portarono ai magistrati,

Perciò la versione siriaca li omette qui, e li legge qui tutti e due, chiamandoli magistrati e capi della città; sebbene la parola qui usata significhi propriamente capitani militari, capitani della milizia romana: ma che fossero gli stessi dei Decurioni, o dieci uomini prima menzionati, appare da ciò che dice Arpocratiano, che ogni anno venivano scelti "dieci στρατηγοι, magistrati", la parola qui usata:

dicendo: "Questi uomini, essendo ebrei, disturbano enormemente la nostra città; chiamano Paolo e Sila ebrei, o perché sapevano che lo erano, o perché frequentavano l'oratorio ebraico, o luogo di culto; ed era comune presso i Romani chiamare i cristiani ebrei; Erano generalmente inclusi nello stesso nome; e questo nome dei Giudei divenne molto odioso presso i Romani; poco dopo ciò, Claudio comandò a loro, gli Ebrei, di andarsene da Roma, Atti 18:2 erano comunemente considerati come un tipo di popolo fastidioso e sedizioso, e in effetti questa era l'antica accusa che era stata affibbiata su di loro, Esdra 4:15, Estere 3:8. Così che bastava dire che Paolo e Sila erano Giudei, per provare che disturbavano la pubblica pace: ed è da notare che i loro accusatori non fanno menzione dell'espropriazione della serva, che era loro proprietà privata, e che era un affare privato; ma fingono di preoccuparsi del benessere pubblico, e portano un'accusa di disturbo pubblico e danno, a cui la loro malizia e vendetta li hanno spinti, sperando in questo modo di avere il meglio successo: la versione araba dice: "questi due uomini disturbano la nostra città, e sono entrambi ebrei"

21 Versetto 21. E insegnare i costumi,

Le versioni latina della Vulgata e dell'Etiopia leggono al singolare "consuetudine o legge"; riferendosi alla dottrina della salvezza per mezzo di Cristo, nel cui nome lo spirito di divinazione fu scacciato dalla serva, e che essi presero per una nuova divinità; e così concluse che l'apostolo e la sua compagnia stavano introducendo una nuova legge o consuetudine religiosa, l'adorazione di un altro Dio:

che non ci è lecito ricevere, né osservare, essendo Romani; poiché la città di Filippi era una colonia romana, e così i suoi abitanti si chiamavano Romani; o potrebbero essere rigorosamente tali questi uomini, che sono stati trapiantati qui; e presso i Romani, non era lecito ricevere, osservare e adorare una divinità nuova o strana, senza il decreto del senato

22 Versetto 22. E la folla si sollevò contro di loro,

La folla di persone che si era radunata nel cortile in questa occasione; senza dubbio animati dai proprietari della cameriera, da cui è stato scacciato lo spirito di divinazione, e incoraggiati dai governanti, e irritati all'udire l'introduzione di usanze illecite tra loro;

e i magistrati si strapparono le vesti; non le loro vesti, come fece il sommo sacerdote, Marco 14:63, ma le vesti di Paolo e Sila; e così recita la versione araba, "e i governanti stracciarono le vesti di entrambi"; che rimuove l'ambiguità nelle parole; infatti, quando venivano fustigati o percossi dai malfattori, non strappavano loro le vesti, ma le strappavano e le strappavano, e così le frustavano o le percuotevano nude: questa era l'usanza degli ebrei; si chiede:

"Come hanno fatto a frustare qualcuno? le sue mani sono legate qua e là a una colonna, e il ministro della sinagoga (o il boia) afferra le sue vesti; e se sono strappati, sono strappati, e se sono strappati, sono strappati, (sia come sia,) finché egli non abbia messo a nudo il suo petto, ecc."

E allo stesso modo i lettori, o carnefici tra i Romani, usavano strappare le vesti dei malfattori, quando li picchiavano; I magistrati stessi hanno fatto questo qui, a meno che non si possa dire che lo abbiano fatto, perché hanno ordinato che fosse fatto, come segue:

e comandò di batterli; cioè con le verghe: questa fu una delle tre volte in cui l'apostolo fu picchiato in questo modo, 2Corinzi 11:25 e di questo trattamento vergognoso a Filippi, fa menzione in 1Tessalonicesi 2:2

23 Versetto 23. E quando ebbero messo su di loro molte percosse,

Anche oltre misura, come in 2Corinzi 11:23

Li gettarono in prigione; senza dubbio progettando di infliggere loro una punizione maggiore, dopo che avessero esaminato ulteriormente i loro affari:

incaricare il carceriere di tenerli al sicuro; suggerendo che doveva essere responsabile per loro, se fossero fuggiti, sia per il suo favore che per la sua negligenza; e potevano piuttosto dare questo severo ordine, perché si rendevano conto che erano uomini non comuni, in possesso di uno strano potere, che avevano esercitato per scacciare lo spirito maligno, di cui potevano venire a conoscenza in un modo o nell'altro; potevano considerarli una specie di maghi, e quindi dovevano essere sorvegliati attentamente, che non facevano uso della loro arte per liberarsi; tuttavia, hanno ritenuto necessario usare tutte le precauzioni che potevano, per metterli al sicuro: alcuni hanno pensato che questo carceriere fosse lo stesso di Stefana, 1Corinzi 1:16 ma questo non è certo, né molto probabile

24 Versetto 24. Che avendo ricevuto tale incarico,

Così severo da parte dei magistrati, era doppiamente attento e diligente:

Li spinsero nella prigione interna: la parte più interna di essa, la parte più bassa o più lontana della prigione, in modo che ci fossero più porte, chiavistelli e sbarre da sfondare e passare se avessero tentato di fuggire.

e fecero i loro piedi saldi nei ceppi; o "legno", una macchina di legno, in cui venivano messi i piedi dei prigionieri per la sicurezza, e che noi chiamiamo "i ceppi"; Alcuni dicono che fosse una di quelle in cui venivano messi sia il collo che i piedi, e così potrebbe essere lo stesso con la nostra "gogna"

25 Versetto 25. E a mezzanotte Paolo e Sila pregarono, quando gli altri dormivano, e tutte le cose erano calme e tranquille; vedi Gill su "Salmi 119:62", e pregarono senza dubbio per se stessi, per la loro liberazione nel tempo e nel modo di Dio, e per il sostegno nelle loro attuali afflizioni; e per le provviste di grazia, per essere in grado di sopportare con pazienza e allegria, fino a quando non fosse stata posta loro una questione; e per i loro nemici, e, in particolare, potrebbe essere per il carceriere, che li aveva usati così male; e per le chiese di Cristo, per tutti i santi, e per la diffusione e il successo del Vangelo,

e cantavano lodi a Dio; o "cantò un inno a Dio", molto probabilmente uno dei salmi, o inni, di Davide: poiché il libro dei Salmi è un libro, di inni, e molti dei salmi sono chiamati in particolare inni; Ciò dimostrava non solo che erano allegri, nonostante le percosse che erano state loro inflitte, e sebbene i loro piedi fossero saldati nei ceppi, e si trovassero nella prigione più interna, in una condizione molto ripugnante e scomoda; e anche se potevano essere in attesa di una punizione più grande, e della morte stessa; ma anche che erano riconoscenti e glorificavano Dio, che li aveva ritenuti degni di soffrire per amore del suo nome.

e i prigionieri li udirono; Sembra infatti che ci fossero altri prigionieri oltre a loro, e che fossero nella prigione esterna: e da qui risulta che la loro preghiera non era semplicemente mentale; né le loro lodi cantate erano solo una melodia nei loro cuori, ma erano entrambe vocali; e potrebbe essere principalmente per il bene dei prigionieri, che entrambi pregavano e lodavano in questo modo, per poter ascoltare e convertirsi; o almeno essere convinti della bontà della causa, per la quale gli apostoli hanno sofferto

26 Versetto 26. E all'improvviso ci fu un grande terremoto,

Uno straordinario e insolito; che non è nato da cause naturali, dal vento che si è accumulato nella terra, ma dalle preghiere e dalle lodi dei santi, salendo al cielo; quando Dio si compiacque di testimoniare la sua presenza e potenza in questo modo; e gli effetti che seguirono su questo terremoto, mostrano che si trattava di un terremoto soprannaturale:

così che le fondamenta della prigione furono scosse; non solo il tetto e le pareti, come è comune nei terremoti, ma anche le fondamenta stesse; eppure l'edificio non fu abbattuto, come si usa quando si scuotono le fondamenta.

e subito tutte le porte furono aperte; sia delle prigioni esterne che di quelle interne, che è un altro effetto insolito dei terremoti:

e le bande di tutti furono sciolte; non solo le schiere di Paolo e Sila, ma anche il resto dei prigionieri; anche se la versione araba dice: "tutti i ceppi e i legami di entrambi furono sciolti", riferendosi solo a Paolo e Sila; Questa circostanza dimostra anche che il terremoto fu miracoloso, perché quando mai si seppe che un tale effetto ne seguì uno?

27 Versetto 27. E il guardiano della prigione che si sveglia dal suo sonno,

Non tanto per le alte voci di Paolo e Sila, quanto per l'insolito movimento della terra, che lo scosse a tal punto, quanto per svegliarlo completamente:

e vedere le porte della prigione aprirsi; che era la prima cosa del suo spavento che stava guardando, e badando, e che poteva percepire, sebbene fosse mezzanotte, e sebbene non avesse ancora luce:

estrasse la spada; dal fodero, che era cinto intorno a lui; perché può darsi che avesse dormito con i vestiti addosso e la spada cinta a sé; o se si era vestito al risveglio, si era anche cinto di spada.

e si sarebbe ucciso, supponendo che i prigionieri fossero fuggiti; specialmente Paolo e Sila, riguardo ai quali aveva ricevuto un incarico così severo dai magistrati; e sapeva che, secondo la legge, doveva subire la stessa punizione che era stata destinata a loro; e perciò, per paura dei magistrati e di ciò che gli avrebbero inflitto, stava per distruggersi

28 Versetto 28. Ma Paolo gridò a gran voce:

Conoscendo per rivelazione divina ciò che il carceriere stava per fare; sebbene si trovasse nella prigione più interna, in una prigione buia, non poteva vederlo, a meno che non si possa pensare che l'apertura delle porte avesse lasciato entrare abbastanza luce; e può anche darsi che egli sapesse allo stesso modo quali disegni di grazia Dio aveva verso quest'uomo e la sua famiglia:

dicendo: Non farti del male; il che è un esempio di grande tenerezza, umanità e amore, per uno che aveva usato lui e il suo compagno con tanta severità e crudeltà:

perché siamo tutti qui; non solo Paolo e Sila, ma anche il resto dei prigionieri; i quali, o erano così intenti ad ascoltare le preghiere e le lodi degli apostoli, o così terrorizzati dal terremoto, che non si accorgevano che i loro legami si erano sciolti, e quindi non pensarono o tentarono mai di fuggire; e in quanto a Paolo e Sila, tutto questo accadde loro, non per la loro liberazione in questo modo, come nel caso di Pietro, ma per mostrare la potenza di Dio, ciò che egli poteva fare, e la sua presenza con i suoi servi

29 Versetto 29. Poi chiamò una luce,

O "luci"; ordinò ai suoi servi di portare alcune candele; la versione siriaca lo rende "si accese una luce"; e la versione etiopica, "portò una luce": mentre era sotto l'influenza di Satana, e si dedicava a un'opera di tenebre, cioè a distruggere se stesso, non si preoccupava di una luce; ma quando fu liberato dalla tentazione e dal laccio, invoca la luce:

e balzò dentro; saltò subito, in tutta fretta, nella prigione interna:

e venne tremante; non come prima, a causa dei prigionieri e della loro fuga; né solo o tanto a causa del terremoto, anche se il terrore di ciò potrebbe non essere ancora finito; ma principalmente attraverso l'orrore della sua coscienza, e la terribile sensazione che aveva di se stesso come peccatore, e del suo stato perduto e della sua condizione per natura; la legge era entrata nella sua coscienza e vi aveva provocato l'ira; lo Spirito di Dio lo aveva convinto del suo peccato e della sua miseria, e in lui c'era una spaventosa ricerca di ardente indignazione:

e si prostrò davanti a Paolo e Sila; non in senso di adorazione religiosa, perché non l'avrebbero mai ammesso; ma in segno di civile rispetto verso di loro, e della sua grande venerazione per loro, come era l'usanza del popolo orientale; la versione siriaca lo rende "cadde ai loro piedi", e così nelle letture di Velesius; a quei piedi, che prima aveva fatto passare nei ceppi: uno strano cambiamento e un'improvvisa alterazione questa! Che cos'è che la potenza onnipotente e la grazia efficace non possono fare?

30 Versetto 30. E li ha portati fuori,

Della prigione interna, di una parte della prigione che era più libera e aperta:

e dissero: "Signori, che cosa devo fare per essere salvato?". ora li tratta con grande riverenza e si rivolge a loro con un titolo e un carattere di onore e rispetto; che solo poche ore prima disprezzava e aborriva, e forse non conosceva un nome abbastanza cattivo per loro; ora si vedeva perduto e perito, e voleva le loro istruzioni, i loro consigli e il loro aiuto; e come la maggior parte delle persone sotto il primo risveglio, così egli era, ai piedi delle opere; pensando di dover fare qualcosa per procurare la sua salvezza, e desidera sapere che cosa doveva fare, per potersi mettere subito all'opera; e può darsi che avesse udito ciò che la fanciulla posseduta da uno spirito di divinazione aveva spesso detto di Paolo e Sila, che erano i servi dell'Iddio altissimo, e mostravano agli uomini la via della salvezza, Atti 16:17 e quindi desidera che gliela conoscano: il suo linguaggio mostra: Era serio ed esprimeva grande premura, importunità e fretta

31 Versetto 31. Ed essi dissero: Credi nel Signore Gesù Cristo,

Non con una nuda fede storica, ma solo per credere che egli era il Figlio di Dio, e il Messia, e che era venuto nella carne, e aveva sofferto, ed era morto, ed era risorto, e ora era in cielo alla destra di Dio, e sarebbe venuto di nuovo per giudicare sia i vivi che i morti, perché può esserci una tale fede e nessuna salvezza; ma per guardare a lui solo per la vita e la salvezza, per confidare in lui e confidare in lui; di affidare a lui se stesso e la cura della sua anima immortale, e di aspettarsi da lui la pace, il perdono, la rettitudine e la vita eterna; la risposta è più o meno la stessa che nostro Signore riferì agli Ebrei, quando chiesero, sebbene non con lo stesso affetto e sincerità di quest'uomo, che cosa dovevano fare per compiere le opere di Dio, Giovanni 6:28,29

E tu sarai salvato; dal peccato, e tutti i suoi miserabili effetti e conseguenze; dalle maledizioni della legge, dal potere di Satana, dalla malvagità del mondo, dall'ira di Dio, dall'inferno e dalla dannazione: questo si deve intendere di una salvezza spirituale ed eterna; poiché si dice, dopo che il carceriere si informò su ciò, essendo terrorizzato nella sua coscienza da un senso di peccato e di ira; e tra la fede in Cristo e l'essere salvati con una salvezza eterna, c'è un legame stretto e inseparabile, Marco 16:16 sebbene non la fede, ma Cristo sia la causa e l'autore della salvezza; la fede spia la salvezza in Cristo, va da lui per ottenerla, la riceve da lui e crede in essa:

e la tua casa; o famiglia, purché credano anche in Cristo, come hanno fatto, Atti 16:34 o altrimenti non ci può essere salvezza, perché chi non crede sarà dannato

32 Versetto 32. Ed essi gli riferirono la parola dell'Eterno:

Cioè, il Vangelo; che viene dal Signore Gesù Cristo, come autore di esso; e lo riguarda, come l'oggetto di esso, ed è ciò che fu predicato da lui stesso quando era sulla terra; Questa è la Parola, che è chiamata Parola di salvezza, Parola di riconciliazione e di pace, Parola di vita, Parola di giustizia e Parola di fede; perché proclama la salvezza per mezzo di Cristo, la pace e la riconciliazione per mezzo del suo sangue, la vita per mezzo della sua morte, la sua giustizia per la giustificazione, e lo propone come oggetto di fede, e incoraggia le anime a credere in lui; e per mezzo di essa viene la fede, che contiene cose da credere. E Paolo e Sila dissero questa parola al carceriere, gliela aprirono e gliela spiegarono per il suo conforto e per l'incoraggiamento della sua fede in Cristo.

e a tutti quelli che erano in casa sua; tutta la sua famiglia, che era tutta allarmata dal terremoto, e fu radunata in prigione; poiché sembra che, dopo ciò, il carceriere li abbia fatti entrare nella sua casa di dimora, Atti 16:34. Sembra che queste siano persone adulte, tali da poter far pronunciare loro la parola del Signore e ascoltarla per crederci e rallegrarsi di essa, poiché la fede veniva loro dall'udire

33 Versetto 33. E li prese alla stessa ora della notte,

Dopo che ebbero finito di predicare a lui e alla sua famiglia:

e lavarono le loro lividure; che erano molto numerosi e pesanti, e per cui erano coperti di sangue; e che in questo tempo cominciarono a marcire e a produrre materia corrotta; e tutto questo in una piscina, che Grozio suppone fosse entro i confini della prigione, li lavò via: la sua fede operò per mezzo dell'amore, e si manifestò in frutti di carità e giustizia, e nell'obbedienza a Cristo, e nella sottomissione alla sua ordinanza, come segue:

e fu battezzato, lui e tutti i suoi, subito; per immersione, essendo questo l'unico modo in cui il battesimo è stato amministrato, o può essere, in modo da essere chiamato battesimo: e che potrebbe essere amministrato, o nella piscina, che Grozio suppone sia stata in prigione; o nel fiume vicino alla città, dove si trovava l'oratorio, Atti 16:13 e non è irragionevole pensare di poter uscire dalla prigione e amministrare l'ordinanza, e tornare di nuovo alla prigione prima del mattino senza essere osservati da nessuno; e dopo ciò, entra nella casa del carceriere e ristorati, come nel versetto seguente; e come questo caso non aiuta affatto la causa dell'aspersione, così nemmeno il battesimo dei bambini; poiché, come la famiglia del carceriere fu battezzata come lui, così la parola del Signore fu annunciata a loro come a lui, credettero come lui e si rallegrarono come lui; tutto ciò che non si può dire dei bambini; e inoltre, deve essere dimostrato che aveva dei bambini nella sua casa, e che questi furono tolti dai loro letti nel cuore della notte, e battezzati da Paolo, prima che si possa pensare che l'esempio sia di qualche servizio al battesimo dei bambini

34 Versetto 34. E quando li ebbe portati in casa sua,

Dopo che lui e la sua famiglia furono stati battezzati, o nella piscina della prigione, o nel fiume vicino alla città di Filippi:

mise loro davanti della carne; apparecchiò per loro una tavola con provviste per rifocillarli dopo tutta la fatica; in parte con le percosse e la prigionia, in parte con gli esercizi di preghiera e di lode, e anche con il ministero della parola e l'amministrazione dell'ordinanza del battesimo al carceriere e alla sua famiglia.

e si rallegrò, credendo in Dio con tutta la sua casa; lui e i suoi si rallegrarono per la buona novella della pace e del perdono, della giustizia, della vita e della salvezza, che il Vangelo portava loro; si rallegrarono in Cristo Gesù, nella sua persona, nei suoi uffici, nella sua grazia e nella sua giustizia; credendo in colui che è veramente e propriamente Dio, furono pieni di gioia ineffabile e pieni di gloria; con una gioia che accompagna sempre la vera fede, e con la quale un estraneo non si immischia; ed essi si rallegrarono d'essere ammessi all'ordinanza di Cristo, e di essere fra i suoi seguaci battezzati; così l'eunuco, dopo il battesimo, se ne andò esultante, Atti 8:39

35 Versetto 35. E quando fu giorno,

In una copia Beza dice, queste parole sono aggiunte:

"I magistrati si riunirono in un solo luogo del tribunale e, ricordandosi del terremoto che era stato fatto, ebbero paura e mandarono i sergenti";

ma sembrano non essere altro che una glossa, che si è insinuata nel testo; tuttavia, sembra ragionevole supporre che la mattina i magistrati si siano riuniti per considerare ciò che si doveva fare ulteriormente con Paolo e Sila; quando avevano pensieri più freddi, giudicavano meglio accontentarsi della punizione che avevano inflitto loro, e congedarli; e se avessero sentito qualcosa del terremoto, o ne avessero sentito parlare nella prigione, e dei convertiti che vi erano stati fatti, sarebbero stati più indotti a lasciarli andare:

I magistrati mandarono i sergenti, dicendo: Lasciate andare questi uomini; la versione araba recita: "questi due uomini"; cioè, Paolo e Sila: chi fossero questi sergenti, non è molto certo; sembra che siano così chiamati in lingua greca, per il fatto che portavano bastoni, o bastoncini in mano, ed erano una sorta di apparitori; con questi i magistrati mandarono ordini, a voce o per iscritto, al carceriere, di far uscire di prigione Paolo e Sila, e di rimetterli in libertà, perché andassero dove volevano; Lo stesso potere che scosse le fondamenta della prigione e sciolse i legami dei prigionieri, colpì i cuori dei magistrati, per lasciare liberi gli apostoli

36 Versetto 36. E il guardiano della prigione riferì questo, dicendo a Paolo:

La versione etiopica aggiunge, "e a Sila"; questi era lo stesso che aveva il carceriere, che Paolo aveva battezzato; e in effetti, qui viene usata la stessa parola, anche se resa in modo un po' diverso, che senza dubbio riferì questo messaggio a Paolo con grande gioia:

i magistrati hanno mandato a lasciarti andare; Hanno inviato un ordine per farti uscire di prigione:

ora dunque vattene e va' in pace; che esprime il piacere della mente del carceriere, e la gioia del cuore, nell'eseguire i suoi ordini; e i suoi sinceri e sinceri auguri di pace e prosperità di accompagnarli ovunque andassero, che erano stati strumentali di tanto bene a lui e alla sua famiglia

37 Versetto 37. Ma Paolo disse loro:

I sergenti, che erano presenti quando il carceriere riferì a Paolo il messaggio con cui erano venuti dai magistrati; sebbene la versione siriaca dica al singolare: "Paolo gli disse" al carceriere:

ci hanno percossi apertamente senza essere condannati, essendo Romani, e ci hanno gettati in prigione; ciò che i magistrati ordinarono che fosse fatto loro, è considerato uno solo come se lo avessero fatto loro stessi; e che è stato fatto "apertamente", davanti a tutto il popolo, nel modo più pubblico; con loro grande rimprovero, essendo esposti a aperta vergogna, come se fossero stati i più noti malfattori viventi; quando erano "non condannati", non avevano fatto nulla degno di condanna, essendo innocenti e senza colpa, come le versioni siriaca ed etiopica rendono la parola; né la loro causa fu ascoltata, né si lasciarono andare in difesa; e quale fu l'aggravamento di tutto ciò, che ciò fu fatto in una colonia romana, e da magistrati romani; e a persone che erano Romani, almeno uno di loro, Paolo, che era della città di Tarso: perché, secondo le leggi di Porcia e di Sempronia, un cittadino romano non poteva essere né legato né percosso; ma questi magistrati, non contenti di battere Paolo e Sila, senza conoscere la verità del loro caso, li avevano gettati in prigione come malfattori, e per ulteriori punizioni:

E ora ci cacciano fuori di nascosto? No, in verità; o così non sarà: ciò dimostra che l'apostolo conosceva le leggi romane, così come i riti e le usanze dei Giudei; e agiva la parte saggia e prudente, così come quella onesta e innocua; e ciò fece non tanto per l'onore del nome romano, quanto per l'onore del nome cristiano; poiché egli riteneva che, se lui e il suo compagno fossero usciti dalla prigione in modo così privato, si sarebbe potuto dare per scontato che si fossero resi colpevoli di qualche reato notorio e che avessero giustamente subito la punizione della legge per questo, il che sarebbe stato un rimprovero per il cristianesimo e uno scandalo per il Vangelo: Perciò l'Apostolo rifiuta di uscire in questo modo, aggiungendo:

ma vengano loro stessi a prenderci; affinché, così facendo, potessero riconoscere l'illegalità del loro modo di procedere e dichiarare l'innocenza degli apostoli

38 Versetto 38. E i sergenti riferirono queste parole ai magistrati:

Tornarono da loro e li informarono di ciò che dicevano i prigionieri:

e ebbero paura, quando udirono che erano Romani; non erano preoccupati per il male che avevano fatto loro; né per l'ingiustizia e la crudeltà di cui si erano resi colpevoli; né temevano l'ira di Dio e un giudizio futuro; ma furono presi dal panico, quando scoprirono che gli uomini di cui avevano così mal usato erano Romani; per timore che il senato romano li chiamasse a rendere conto e non fossero giudicati colpevoli, che non fossero tolti loro i posti e che le loro persone fossero punite

39 Versetto 39. Ed essi vennero,

Alla prigione in persona, come Paolo aveva insistito, avrebbero dovuto:

e li supplicò; che avrebbero sopportato l'ingiuria che era stata loro fatta e se ne sarebbero andati tranquillamente dalla prigione.

e li portò fuori; cioè, fuori dal carcere; Li prese per le braccia e li condusse fuori come vi avevano messo, come l'Apostolo aveva chiesto:

e li volle partire dalla città; per timore che ci fosse ulteriore disturbo su di loro: nella copia più antica di Beza, e in un'altra copia manoscritta, questo versetto è letto così, e che spiega più chiaramente il passo;

Ed essi vennero con molti amici alla prigione, e chiesero loro di uscire, dicendo: Noi non ignoriamo il vostro caso, che siete uomini giusti; e li fecero uscire, li supplicarono dicendo: Andate via da questa città, perché non si rivolgano di nuovo contro di voi, gridando contro di voi";

il che sembra che abbiano portato con sé alcune persone, che erano amiche sia degli apostoli che di loro, per convincerli a partire tranquillamente; e si scusano attribuendo ciò che era accaduto alla rabbia e al furore popolare, e fingono di aver consultato la sicurezza degli apostoli, desiderando che uscissero dalla città

40 Versetto 40. Ed essi uscirono dalla prigione,

In modo pubblico, con grande onore e reputazione, su richiesta dei magistrati che li hanno messi lì:

ed entrarono [nella casa] di Lidia; che Paolo aveva battezzato, Atti 16:14,15. La parola "casa" è giustamente fornita, perché il senso non è che andarono nel paese della Lidia, come alcuni sono stati tentati di pensare; ma andarono da Lidia, donna al quale il Signore aveva aperto il cuore, e divenne discepola e seguace di Cristo; andarono a casa sua, situata nella città di Filippi, dove ora dimorava.

e quando ebbero veduto i fratelli: gli uomini della casa di Lidia, i suoi servi, che si erano convertiti ed erano stati battezzati con lei, e perciò sono chiamati fratelli; e chiunque altro abbiano potuto essere utili alla conversione, che li abbia incontrati nella casa di Lidia: nella copia di Beza sopra menzionata, è qui aggiunto: "essi dichiararono ciò che il Signore aveva fatto per loro"; raccontarono il terremoto e i suoi effetti, e come erano stati utili per la conversione del carceriere e della sua famiglia, che erano stati battezzati da loro, e in che modo erano stati liberati dalla prigione; tutto ciò che attribuiscono al Signore, che ha ogni potere e i cuori di tutti nelle sue mani.

li confortavano; con ciò che Dio aveva fatto per loro, o li aveva esortati: ad aderire al Signore, a perseverare nella fede e a rispettare le verità e le ordinanze del Vangelo.

e se ne andarono; cioè fuori della città di Filippi; questo manca qui nelle versioni siriaca e araba, ma è posto all'inizio del capitolo successivo: e ora queste due famiglie, quella di Lidia e quella del carceriere, posero le fondamenta di una chiesa evangelica in questa città di Filippi, e che continuò per secoli dopo; Si dice che Erasto, di cui si fa menzione in Atti 19:22, sia vescovo di questa chiesa, e potrebbe essere anche Epafrodito, perché c'erano più vescovi di uno in questa chiesa al tempo dell'apostolo, Filippesi 1:1 2:25 4:18, nel "secondo" secolo c'era una chiesa, alla quale si dice che Ignazio e Policarpo mandassero epistole; e ci sono epistole ai Filippesi che vanno sotto i loro nomi, che sono ancora esistenti: nel "terzo" secolo, Tertulliano, tra le altre chiese, fa menzione della chiesa di Filippi, come solida nella fede; e nel "quarto" e "quinto" secolo leggiamo di una chiesa in questo luogo; nel "settimo" secolo, quando si chiamava Crisopoli, vi era una chiesa, e un suo vescovo, che era presente al sesto concilio di Costantinopoli; c'erano cristiani che abitavano qui nel "nono" secolo

Commentario del Pulpito:

Atti 16

1 E venne anche lui, perché poi vennero lui, A.V. e T.R.; a Lystra per Lystra, A.V.; Timoteo per Timoteo, A.V.; di un'ebrea per di una certa donna che era un'ebrea, A.V. e T.R.; che per e, A.V. Per Derbe e Lystra, vedi Atti 14 e note. Questa volta San Paolo visitò per primo Derbe, mentre prima di venire da Listra a Derbe Atti 14:6,8,21 Era lì; cioè a Listra vedi 2Timoteo 3:11 Un certo discepolo, cioè un cristiano Atti 11:26 Da San Paolo che parla di Timoteo come "il mio proprio figlio nella fede" 1Timoteo 1:2; 2Timoteo 1:2 e dalla sua menzione speciale della madre di Timoteo, Eunice, 2Timoteo 1:5 è probabile che sia la madre che il figlio siano stati convertiti da San Paolo durante la sua prima visita a Listra, alcuni anni prima di Atti 14:7 Timoteo. È un nome greco, che significa "colui che onora Dio" formato, come Timoleonte, Timoloo, Timocrate, ecc.. Era un nome non raro, e ricorre ripetutamente nei Libri dei Maccabei: RAPC 1Ma 5:6, 2Ma 8:30, ecc. Un'altra forma è Timesitheos. Timoteo è uniformemente parlato da San Paolo in termini di elogio e caloroso affetto si veda, oltre ai passaggi sopra citati, Romani 16:21; 1Corinzi 4:17; Filippesi 2:19-22 -- ; e il tono generale delle Epistole a Timoteo, -- un ebreo; vale a dire. Eunice, 2Timoteo 1:5 è anche un nome greco equivalente a Victoria, anche se portato da un'ebrea. Un greco; cioè un Gentile vedi Marco 7:26; Atti 14:1; 17:4; 19:10; Romani 1:16; 2:9; 1Corinzi 10:32 -- , ecc.; Colossesi 3:11 Se suo padre fosse stato un proselito, probabilmente si sarebbe detto che era Bengel

Versetti 1-5.- La scelta di una persona adatta

L'ordinazione di Timoteo per essere ministro di Dio e compagno di lavoro di San Paolo nel vangelo di Cristo 1; Timoteo 4:14; 2; Timoteo 1:6; 1; Tessalonicesi 3:2 è stato un grande evento nella storia della Chiesa. Il carattere dei suoi singoli vescovi e sacerdoti è sempre stato una questione di fondamentale importanza, e in nulla vediamo la saggezza del grande apostolo più evidente che nella scelta dei suoi compagni di lavoro, Colui che rifiutò Marco, perché non era sicuro di lui, scorse in Timoteo, giovane com'era, quella semplicità di propositi, e quello zelo sobrio e docile al servizio di Cristo, che lo rendeva uno strumento adatto per la più ardua opera missionaria. Molte qualifiche concorsero in Timoteo. C'era la sua profonda base nella conoscenza delle Sacre Scritture attraverso la pia cura di sua madre e di sua nonna, che dava forza alla sua fede e lo rendeva capace di ragionare con gli ebrei. C'era la sua nascita ebrea da parte di madre, che, quando fosse stato circonciso, lo avrebbe reso accettabile alla circoncisione; e c'era la sua nascita gentile da parte di padre, che gli avrebbe permesso di simpatizzare con i Greci, e li avrebbe disposti ad ascoltarlo. C'era stata la sua precoce conoscenza delle afflizioni del Vangelo, che aveva visto così coraggiosamente sopportate dall'apostolo a Iconio e a Listra, e che aveva osato condividere assumendo su di sé la professione cristiana nel pieno della persecuzione; e c'era il suo caldo attaccamento a San Paolo come di un figlio a suo padre. Paolo vide tutto questo in lui, e previde che, di tutta la sua schiera missionaria, nessuno avrebbe superato Timoteo in devozione all'opera del Signore e in unicità di mira al bene della Chiesa Filippesi, 1922. L'evento giustificò pienamente le sue aspettative. Non Luca, l'amato medico; non Sila, il fratello fedele e l'evangelista infaticabile; Tito, il suo "proprio figlio secondo la fede", fu per lui un aiuto e un conforto più grande di questo giovane discepolo della rozza comunità di Listra. In lui aveva una persona che la pensava come lui: sempre pronto a lavorare, sempre alla ricerca delle cose che sono di Gesù Cristo; non si vergogna mai del Vangelo, pronto a sopportare le afflizioni come un buon soldato di Gesù Cristo. Il grande giorno rivelerà il valore del servizio di Timoteo nel regno di Dio. Le lezioni che dobbiamo imparare sono: per i vescovi della Chiesa, di dare la loro massima cura per scegliere le persone adatte a servire nel sacro ministero della Chiesa; che le persone scelte, gettino tutto il loro cuore e la loro anima nell'opera, affinché sia ben e degnamente fatta; per la Chiesa in generale, di pregare molto seriamente affinché Dio susciti uomini fedeli, saggi e sinceri per predicare il suo vangelo, per pascere il suo gregge e così per edificare il suo regno affinché le Chiese possano essere "stabilite nella fede e crescere di numero ogni giorno".

OMELIE DI W. CLARKSON. Versetti 1-5.- Il dovere e la ricompensa della Chiesa

I IL DOVERE DELLA CHIESA

1. Incoraggiare e sviluppare il talento cristiano. Quando Paolo andò a Listra vi trovò la Chiesa che parlava bene di un giovane discepolo, Timoteo. Di questo convertito si parlava "bene da parte dei fratelli" Versetto 2, e "Paolo doveva andare con lui con lui" Versetto 3. La Chiesa lodava colui che era degno di lode; E il ministro si fidava e incoraggiava colui che era degno di fiducia, conducendolo a cose più elevate, e ponendolo in una posizione in cui i suoi poteri consacrati avrebbero avuto una portata più libera e un'utilità estesa. La Chiesa di Cristo raramente fa meglio di quando nutre la pietà giovanile e spiana la strada all'esercizio e allo sviluppo del talento crescente

1. Fare una concessione tempestiva. "Paolo lo prese e lo circoncise a causa dei Giudei" Versetto 3. Paolo pensava che questi uomini avessero opinioni sbagliate, ma consultò la loro sensibilità per amore della concordia e del progresso. Il vero trionfo non è lavorare bene con coloro con i quali siamo in piena simpatia, ma cooperare, senza attriti, con coloro tra i quali e noi c'è divergenza di vedute o differenze di disposizione. Non c'è possibilità di rendere un servizio considerevole alla causa dell'organizzazione della Chiesa, senza una grande dose di spirito conciliante e senza una considerevole quantità di concessioni effettive. Non l'uomo che porta avanti il suo punto con ostinata persistenza, ma colui che cede al momento giusto e con lo spirito giusto è lodato dal suo Signore

2. Essere fedeli a tutti i patti. versetto 4. Probabilmente Paolo e Sila non dissero nulla riguardo alla decisione di Gerusalemme; i popoli dell'Asia Minore non ne avrebbero sentito parlare. Ma furono scrupolosi nell'attuare il compromesso in tutti i suoi particolari. La fedeltà a un'impresa è un dovere cristiano chiaro e urgente; la Chiesa o il ministro che lo disprezzasse farebbe qualcosa che non solo è indegno ma anche disdicevole, sgradito a Cristo, dannoso a se stesso o a se stesso

3. Mantenere in vista il consolidamento e l'estensione: conservare una proporzione equa e saggia tra questi diversi rami dell'opera cristiana. Sotto la mano di Paolo e Sila, i Chinch dell'Asia "furono saldi nella fede e aumentarono di numero" Versetto 5. I missionari non erano più desiderosi di estendere la linea dell'evangelizzazione attiva che di assicurarsi il terreno che avevano preso. Questa è la saggezza cristiana. Le due opere complementari dovrebbero sempre andare insieme; l'uno servirà l'altro; L'uno non può brillare senza l'altro

II LA RICOMPENSA DELLA CHIESA. Questo è duplice

1. Per raccogliere risultati individuali. Vera e appassionata deve essere stata la soddisfazione di Paolo quando trovò a Litra un discepolo come Timoteo. Bene fu ricompensato per la crudele lapidazione ricevuta in quella città guadagnandosi un tale "figlio diletto" e un valido aiuto nella sua opera di fede e di amore. E sono i risultati individuali del lavoro dell'insegnante cristiano che sono la sua ricompensa più apprezzata ora. Il recupero di quello perduto; la decisione di quell'esitante; la consacrazione di quella promettente; -queste sono la sua gioia e la sua corona

2. Per assistere al progresso generale. Scoprire che "le Chiese sono stabilite" e che stanno "crescendo di numero", sapere che la causa di Cristo sta avanzando, che il suo regno sta venendo, che il suo nome è onorato e le sue lodi sono cantate da coloro che avevano ignorato il suo amore morente; - che gioia, che intensa e pura soddisfazione, è questa! Altre fonti di piacere possono passare, o possono lasciare dietro di sé una macchia piuttosto che una tinta; ma questa è una letizia che rimane, e che purifica e nobilita il cuore di colui che ne è reso più felice.

OMELIE E. JOHNSON Versetti 1-8.- Paolo e Timoteo

Nel rapporto del grande apostolo con Timoteo, e nella storia di quest'ultimo, abbiamo un episodio interessante

IO IL GIOVANE DISCEPOLO. Il suo caso mostra:

1. La benedizione di una madre pia. L'amore della madre dà forza a tutte le sue lezioni, la santità al più arricciato dei ricordi della vita. "Sapendo da chi li hai imparati".

2. La benedizione della società cristiana. Gli piaceva la testimonianza dei fratelli di Listra e di Iconio. Non solo le buone influenze che riceviamo dai fratelli cristiani, ma anche il certificato che la loro buona volontà e lode ci offre, deve essere considerato

3. La benedizione della buona istruzione. Aveva un apostolo per maestro. C'erano cose che aveva "udito e di cui era stato rassicurato" da quelle labbra pesanti

4. Questi vantaggi si moltiplicavano, il legame era l'orgoglio e la consolazione di sua madre, e tanto più che suo marito era un increduloVersetto Era un ornamento per la sua comunità, come possiamo vedere dalle Epistole a Timoteo, da Filippesi 2:22 e 1Corinzi 16:10 ; e una gioia e un sostegno dell'apostolo

II UN INCORAGGIAMENTO SPECIALE PER LE MADRI CRISTIANE

1. Quanti esempi non abbiamo di madri devote nell'Antico e nel Nuovo Testamento! Anna, la madre di Samuele; Maria, la madre di Gesù; Salomè, la madre dei figli di Zebedeo; Eunice, la madre di Timoteo. E con questi si può paragonare Monica, la madre di Agostino

2. Le preghiere di una madre sono come angeli custodi riguardo alla vita di suo figlio; e il figlio pio possiede il felice raccolto delle lacrime di una madre

3. L'influenza precoce della madre è la migliore preparazione per il servizio futuro. Paolo vi pose l'accento; e il felice legame tra lui e il discepolo - così fruttuoso per entrambi e per il mondo - poggiava sulle fondamenta iniziali poste dalla madre.

OMELIE DI R.A. REDFORD

Versetti 1-5.- Inizia il secondo viaggio missionario di Paolo

HO ALLARGATO IL LAVORO, FRUTTO DI UNA MAGGIORE CAPACITÀ ED ESPERIENZA

1. Nel suo proprio spirito, mediante il servizio fedele e l'abbondante grazia ricevuta

2. Nella sua posizione più elevata tra i suoi fratelli. La simpatia e la fiducia espresse dalle Chiese di Antiochia e di Gerusalemme elevarono lo spirito di Paolo a un livello più alto

3. Nel corso più chiaro aperto dalla risoluzione della controversia sulla posizione dei convertiti gentili

II STRUMENTI PREPARATI PER SODDISFARE LE MAGGIORI ESIGENZE. Timoteo aveva il dono speciale di essere il compagno di Paolo. La sua educazione greca. La pietà della madre e della nonna. Suo padre forse era un proselito. Egli stesso è figlio di Paolo nella fede. Silas più ebreo. Lo Spirito Santo ci guida quando cerchiamo aiutanti che dipendono dalla saggezza superiore. Il giovane ministro godeva della fiducia delle Chiese, dove probabilmente aveva esercitato i suoi doni. Coloro che vengono selezionati come candidati per il ministero dovrebbero essere approvati e ben segnalati, e in una certa misura processati. Il giudizio di Paolo era sostenuto da quello di altri

III IN TUTTI I LAVORI LE DIFFICOLTÀ E GLI SCANDALI DOVREBBERO ESSERE EVITATI, anche a costo di sopprimere i sentimenti personali. Quando si trattava di mantenere i principi, Paolo non prendeva in considerazione il pregiudizio ebraico; Quando si trattava di conciliare e preparare la via al Vangelo, egli metteva in secondo piano le sue vedute più ampie. Un esempio che dimostra che le promesse e la conciliazione possono essere mescolate nello stesso carattere; Un avvertimento contro l'autoaffermazione

IV L'INFLUENZA DI UN ORDINE ECCLESIASTICO BEN MANTENUTO SULLA STABILITÀ E LA PROSPERITÀ DEL LAVORO SPIRITUALE. Non c'era dispotismo di Gerusalemme sulle Chiese dei Gentili, ma questi erano decreti ordinati; non i decreti di coloro che cercavano di dominare la fede altrui, ma le decisioni di uomini saggi, buoni, ispirati, che parlavano sotto l'influenza dello Spirito. Dobbiamo obbedire alla volontà dello Spirito, sia che la udiamo da Gerusalemme o da qualsiasi altra parte. Un desiderio vero, umile e zelante di essere rafforzati e di crescere sarà il miglior preservante contro lo scisma. Non c'è incoerenza tra libertà e riverenza. Si sostengono a vicenda. - R

OMELIE DI P.C. BARKER

Versetti 1-5.- Devozione apostolica posseduta

Le due parolina iniziali del quinto versetto non devono essere trascurate. Il quinto versetto non si limita a riassumere gli episodi narrati nei quattro versetti precedenti. Li collega come effetti con le loro cause giuste, o con ciò che era in parte, e di fatto, la loro giusta causa. Osservate, dunque, che...

L 'AMORE DEI CUORI APOSTOLICI STABILISCE LA FEDE NEL CUORE DEGLI ALTRI E NE AUMENTA LA DIFFUSIONE

II LA BENEVOLA VISITA PASTORALE DI COLORO CHE HANNO UNA CONOSCENZA SUPERIORE, E CHE SONO STATI STABILITI E CHIAMATI DA DIO, COME GUIDA, STABILISCE LA FEDE DI INTERE CHIESE E NE AUMENTA IL NUMERO

III LO ZELO ATTIVO DEI LEADER PIÙ ANZIANI E ONORATI NEL CERCARE E INCORAGGIARE LE GIOVANI RECLUTE GETTA ENERGIA NELLA FEDE ESISTENTE E FORNISCE MEZZI DIRETTI PER PROPAGARLA

1. Paolo sceglie Timoteo, osservandolo come il tipo giusto

2. Paolo riconosce il bisogno di sangue nuovo e di sangue giovane, e lascia che le Chiese vedano che lo fa

3. Paolo suggerisce la circoncisione di Timoteo, in quanto figlio di madre ebrea, affinché non si perdesse tempo inutilmente nel rimuovere le obiezioni da parte degli elementi ebraici nelle Chiese che stava visitando

IV UN'EQUA AMMINISTRAZIONE DELLE DECISIONI DEGLI "APOSTOLI E DEGLI ANZIANI" E UNA GIUSTA ATTENZIONE ALL'ORDINE ECCLESIASTICO, STABILIZZANO LA FEDE CHE RISIEDE NELLA CHIESA E NE PROMUOVONO LA CRESCITA ALTROVE. versetto 4. Cercare di "mettere un giogo sul collo" di qualsiasi Chiesa significa "tentare Dio" Atti 15:10 Darle vera libertà è come darle aria e luce. - B

OMELIE di R. Tuck versetto 1.- Il carattere di Timoteo

Questo giovane era così strettamente legato all'apostolo Paolo, e con tale completa simpatia condivise i suoi pensieri e la sua opera, che merita uno studio accurato, e si scoprirà che il suo carattere ha punti di interesse da cui si possono trarre importanti lezioni pratiche. Egli ci viene presentato in questo passo, ma dobbiamo presumere la conoscenza più completa di lui che viene trasmessa dai riferimenti storici negli Atti e nelle Epistole, e dalle lettere di consiglio indirizzate da San Paolo a lui personalmente. Di lui il canonico Farrar dice: "Era, infatti, più di ogni altro, l' alter ego dell'apostolo. La loro conoscenza reciproca era reciproca; e uno il cui cuore bramoso e spesso lacerato aveva un così profondo bisogno di uno spirito affine su cui appoggiarsi per simpatia, e le cui angoscianti infermità gli rendevano necessari i servizi personali di qualche affettuoso compagno, deve aver considerato la devota tenerezza di Timoteo come un dono speciale di Dio per salvarlo dall'essere schiacciato da troppo dolore". Timoteo fu portato a Cristo dalla predicazione di San Paolo, e il modo in cui l'apostolo ricorda a Timoteo le sue sofferenze ad Antiochia, Iconio e Listra, 1Timoteo 3:10,11 suggerisce che Timoteo fu un vero "testimone del trattamento dannoso di San Paolo; e questo in un momento della vita in cui la mente riceve le sue impressioni più profonde dallo spettacolo della sofferenza innocente e del coraggio intrepido. Ed è tutt'altro che impossibile che il giovane generoso e caloroso si trovasse in quel gruppo di discepoli che circondavano il corpo apparentemente senza vita dell'apostolo all'esterno dei lamenti di Listra.

I I VANTAGGI DI TIMOTEO IN UNA DISCENDENZA DIVINA. È certo che era di indole naturalmente amabile e affettuosa, e aveva questo vantaggio fin dalla nascita. Sua madre, e sua madre prima di lei, erano donne amabili e pie, e trasmisero la loro grazia naturale a questo giovane. Si osserva spesso che i bambini portano l'indole delle loro madri; e proprio un tono di carattere così gentile come quello mostrato da Timoteo è stato spesso riconducibile a una discendenza così santa come quella che aveva. Può sembrare che le donne abbiano poco lavoro da fare; ma quale nobile missione è la loro se la loro paziente cultura di disposizione naturale dà ai loro figli il vantaggio di un carattere amabile e attraente! Poche benedizioni che gravano sulla nostra vita superano quella dell'influenza ereditaria di antenati buoni e devoti

II IL VANTAGGIO DI UNA SAGGIA E ATTENTA FORMAZIONE PRECOCE. "Da bambino aveva conosciuto le Scritture". Mostra come questo ha comportato

1 un risveglio precoce dell'intelligenza;

2 una tutela della sua giovinezza e della sua giovinezza dalla follia e dalla tentazione;

3 la preparazione per la luce e la verità più complete che gli sono state portate dall'apostolo;

4 un'idoneità per il ministero cristiano al quale si dedicò in seguito

1 un'abitudine allo studio;

2 una coltivazione delle grazie passive quasi a svantaggio di quelle attive. Non si trovano sulla terra personaggi più belli di quelli che sono amabili per natura e la cui amabilità è santificata dalla grazia divina

Si può anche dimostrare che l'influenza dei suoi primi insegnanti tendeva a incoraggiarlo

III LE ECCELLENZE CARATTERISTICHE DELLA SUA VIRILITÀ SANTIFICATA. Dalle Epistole scritte da San Paolo a lui si evince quelle che furono le caratteristiche principali del suo carattere

1. Grande affettuosità di carattere, che lo faceva aderire strettamente a chiunque amasse, e gli permetteva di fare allegri sacrifici per loro

2. Grande fermezza e affidabilità, così che San Paolo scoprì di poter sempre contare su di lui. Ha agito per principio, non per semplice impulso; e aveva un forte senso del dovere

3. Un'abitudine mentale studiosa, che, senza dubbio, lo rese prezioso per San Paolo per il suo lavoro di scrittore, ma divenne per lui una trappola, in quanto inadatto, in una certa misura, ai doveri ministeriali pubblici. Da ciò, e dalla conseguente fragilità della sua salute, scaturirono una timidezza e una timidezza che san Paolo lo esorta a superare. È stato giustamente detto che Timoteo è un bell'esempio per i giovani, come "una di quelle nature semplici e fedeli che combinano il bagliore del coraggio con il fiore della modestia". -R.T

2 Lo stesso per cui, A.V. Questo è un miglioramento, in quanto rende chiaro che era Timoteo, non suo padre, che era ben ricordato. Per la frase, ov ejmartuoeito vedi Atti 6:3 10:22; Luca 4:22. Atti Listra e Iconio; accoppiati insieme, come in 2Timoteo 3:11. Risulta anche, da Atti 14:19, che c'era una stretta comunicazione tra Icouium e Listra. I fratelli di Iconio, quindi, avrebbero naturalmente saputo tutto del giovane Timoteo. 1Timoteo 3:7

3 Prese per preso, A.V.; quello per cui, A.V.; parti per quarti, A.V.; tutti sapevano per sapevano tutto, A.V. Lo circoncise. L'origine ebraica di Timoteo da parte di madre era una ragione sufficiente per circonciderlo, secondo la massima, Partus sequitur ventrem. E ciò poteva essere fatto senza pregiudizio per i diritti dei Gentili convertiti come stabilito nei decreti di cui San Paolo era portatore. A causa degli ebrei; non gli ebrei cristiani, che dovrebbero saperlo meglio della fiducia nella circoncisione, ma gli ebrei increduli, che si scandalizzerebbero se san Paolo avesse un uomo incirconciso per suo compagno di lavoro, vedi 1Corinzi 10:20

4 Andarono per la loro strada, A.V.; che era stato per quello erano, A.V.; quello per cui, A.V

5 Cantici per e così, A.V.; le Chiese furono rafforzate perché dove le Chiese furono stabilite, A.V.. In numero; Atti 2:47; 5:14; 6:7; 11:21 Per la frase, jEstereounto th pistei, "Furono resi saldi nella fede", comp. Colossesi 2:5, Towma thv eijv Cristostewv uJmwn, "La fermezza della tua fede". La parola è usata nel suo senso fisico in Atti 3:7, jEsterew aujtou aiJ baseiv k.t.l., "I suoi piedi e le sue caviglie ricevettero forza", divennero veloci e fermi invece di essere sciolti e vacillanti

6 E per ora se ne andarono, A.V. e T.R.; attraverso la regione della Frigia e della Galazia per tutta la Frigia e la regione della Galazia, A.V. e T.R.; essendo stato per ed erano, A.V.; parlare per predicare, A.V. La regione della Frigia e della Galazia. Ma Frigia è sempre un sostantivo sostantivo, e non può essere qui preso come un aggettivo appartenente a cwra: e abbiamo in Atti 18:23 esattamente la stessa collazione di quella dell'A.V. qui, solo in un ordine invertito: Thn Galatikhran kaiav. Anche se il thn è correttamente omesso, come nel R.T., prima di Galatikhn, il passaggio deve ugualmente essere interpretato come nell'A.V. I Galati erano Celti, i discendenti di quei Galli che invasero l'Asia nel III secolo a.C. Questo passaggio sembra mostrare in modo conclusivo che Derbe e Listra e Iconio non erano comprese da San Paolo sotto la Galazia, e non erano le Chiese a cui era indirizzata l'Epistola ai Galati; e suggeriscono con forza che le Chiese Galate siano state fondate da San Paolo nel corso della visita qui così brevemente menzionata da San Luca. L'Asia è qui usata nel senso ristretto di quel distretto sulla costa occidentale dell'Asia Minore, di cui Efeso era la capitale. È in questo senso che è usato anche in Atti 2:9, 6:9, 19:10, ecc.; Apocalisse 1:11. A quanto pare San Paolo desiderava andare a Efeso. Ma il momento non era ancora arrivato. Lo scopo dello Spirito Santo era che le Chiese della Galazia fossero fondate per prime, e poi le Chiese di Macedonia e di Acaia. Gli apostoli furono mandati, non andarono da nessuna parte di loro spontanea volontà comp. Matteo 10:5,6

Versetti 6-15.- Il bando

La grande differenza tra la storia sacra e quella profana non è tanto che gli eventi sono diversi, o che le motivazioni umane degli attori sono diverse, o anche che la provvidenza di Dio opera in modo diverso, ma che le sorgenti segrete della volontà di Dio, che dirige, controlla e domina, sono nella storia sacra messe a nudo alla vista da quello Spirito Santo di Dio che conosce le cose di Dio. Nella vita ordinaria il servo di Dio crede che i suoi passi siano ordinati da Dio, e che la provvidenza di Dio, che ordina tutte le cose in cielo e in terra, le ordina per il suo bene. Ma egli non è preceduto nelle sue uscite e nelle sue entrate da una colonna di nube di giorno e di fuoco di notte, come lo furono i viaggi dei figli d'Israele. Allo stesso modo, quando leggiamo la storia della meravigliosa diffusione del vangelo eterno tra le varie nazioni della terra, e notiamo come in una parte del globo il missionario di successo abbia scelto un paese particolare per le sue opere di evangelizzazione, e vi abbia fondato Chiese piene di luce e di amore, mentre altri paesi non sono stati calpestati dal piede dell'evangelista, o non abbiamo dato ritorno alle fatiche del predicatore della buona novella, riconosciamo la volontà direttiva di Dio Onnipotente, anche se nessun segno o parola visibile indicava dove la rete doveva essere gettata nella profonda distesa delle acque, e nessuna voce dello Spirito Santo eresse una barriera di proibizione. Se ci chiediamo alcune ragioni per cui questa differenza dovrebbe esistere - diciamo nel caso di San Paolo - non sarà difficile trovarne diverse soddisfacenti

1. Era di grande importanza stabilire nella Chiesa con certezza la convinzione che il Signore Gesù Cristo stava ancora compiendo dal suo trono in cielo l'opera per la quale aveva lasciato il seno del Padre, si era incarnato, aveva sofferto ed era risorto. Nelle terribili difficoltà in cui un pugno di uomini semplici e incolti doveva lottare contro tutti i poteri, tutto l'intelletto e tutti i vizi del mondo, era di infinita importanza che la voce, la saggezza e la potenza del loro eccelso ma invisibile Signore si manifestassero di tanto in tanto lavorando con loro e per loro. e assicurando così loro la vittoria. Di qui il vento impetuoso, e le lingue di fuoco, e lo storpio che saltella, e i bugiardi abbattuti, e le visioni celesti, e l'apertura delle porte della prigione, e i ministeri angelici, e lo stregone accecato, e tutte le altre messe in atto della potenza di Cristo. Da qui, anche, gli ordini immediati dello Spirito Santo: "Separatemi Barnaba e Saulo"; "Non predicate la Parola in Asia"; "Non andare in Bitinia"; "Predicate l'evangelo in Macedonia"; "Non aver paura; Non tacere, perché io sono con te e nessuno ti farà del male in questa città". Ma questi segni della stretta vigilanza di Cristo sulla sua Chiesa nell'adempimento della sua missione non erano solo per Paolo e Barnaba; erano per i servi di Cristo in tutti i tempi e in ogni luogo. Non c'era bisogno di ripeterli. Essi hanno stabilito per sempre la verità della promessa del Signore: "Ecco! Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

2. Abbiamo accennato sopra che il modo ordinario con cui si manifesta il proposito di Dio, che questo o quel paese non dovrebbe essere evangelizzato in questo o quel tempo, è attraverso il fallimento dello sforzo del missionario. È una buona disciplina che i servitori del Signore lavorino qua e là senza sapere dove saranno benedette le loro fatiche e dove saranno infruttuose; e di imparare da tali esperienze quanto siano del tutto inefficaci i loro migliori sforzi a meno che il Signore non dia l'aumento. Ma nel caso di uno come San Paolo, le cui immense fatiche dovevano essere ammassate in un breve spazio di tempo, questo processo ordinario può essere sembrato alla saggezza divina troppo lento e allo stesso tempo troppo dispendioso. Nessun altro Paolo sarebbe venuto a trovarci, quando la sua vita cadde, a riprendere e a portare avanti il suo lavoro apostolico; e quindi possiamo supporre che, per economizzare le fatiche di Paolo, Dio lo trattò nel modo straordinario delle ingiunzioni dirette e delle proibizioni. Fu mandato subito a seminare il seme nel terreno che lo avrebbe accolto. Gli fu perentoriamente impedito di seminarlo dove non avrebbe portato frutto. E così la Chiesa trasse il massimo beneficio possibile dal suo lavoro devoto

3. Possiamo notare un motivo in più. La grande messe di anime mietute da San Paolo proprio nei luoghi in cui fu inviato è un'altra prova dell'onniscienza dello Spirito Santo, e che le diverse missioni dell'apostolo furono realmente ordinate e dirette da lui. Quando Simon Pietro, per ordine del Signore, dopo una notte di infruttuosa fatica, gettò la rete e raccolse una tale moltitudine di pesci che la rete si ruppe e le navi sovraccariche rischiarono di affondare, fu evidente che colui che aveva dato il comando era davvero il Signore. E così, quando alla chiamata dello Spirito Santo Paolo andò ad Antiochia, a Cipro, a Pisidia, alla Galazia, alla Macedonia e all'Acaia, e là predicò la Parola, e dappertutto sorsero Chiese fiorenti, gli innumerevoli discepoli di Antiochia, di Listra, di Iconio, di Filippi, di Tessalonica e di Corinto furono così tanti testimoni distinti che egli ebbe davvero una chiamata, e che colui che lo chiamava era con lui dovunque andasse. È un immenso incoraggiamento per noi essere rassicurati dal successo di così tante delle nostre missioni in questo momento che coloro che vi lavorano hanno ricevuto la loro chiamata segreta da Gesù Cristo nostro Signore

Versetti 6-10.- La chiamata di Dio e l'appello dell'uomo: un sermone missionario

La vita cristiana, quando ha forza e vigore, è una cosa espansiva. Si spinge in tutte le direzioni. Essa si chiede che cosa può fare per estendere il Regno di Dio, qual è l'ambito in cui può esercitare al meglio il suo zelo missionario. Deve essere guidato da due cose:

I LA CHIAMATA DI DIO. Paolo e Sila andavano dovunque erano diretti. Hanno rinunciato ad andare in alcuni luoghi perché la strada era stata chiusa dalla mano divina Versetti. 6, 7; andavano dagli altri perché "avevano capito che Dio li aveva chiamati" Versetto 10. Dio non ci concede ora segni così chiari e indubitabili della sua volontà come ha concesso nei giorni apostolici; Non abbiamo le visioni e le voci che avevano loro per guidarli. Tuttavia egli dirige i nostri passi. O ci chiama o "non ci permette" di andare dove avevamo progettato di lavorare, con qualche metodo, la sua procedura divina

1. Egli può illuminare le nostre menti ampliando le nostre facoltà, in modo che, sebbene non siamo consapevoli di alcuna influenza speciale, vediamo chiaramente qual è la condotta giusta e saggia da seguire

2. Può ispirarci con tali suggerimenti da farci sentire sicuri di essere mossi dalla sua stessa mano

3. Egli può, con il suo ordine provvidenziale, escluderci o chiuderci sul sentiero in cui non vorrebbe, o vorrebbe, che camminassimo. Sta a noi indagare con riverenza qual è la sua volontà, quale via non desidera che prendiamo, quando ci chiama a predicare il Vangelo, e poi prontamente e allegramente obbedire

II L'APPELLO DELL'UOMO. versetto 9. Una visione sottile apparve a Paolo nella notte". Non abbiamo bisogno di aspettare la notte per avere una visione e udire una voce, in cui gli uomini grideranno: "Vieni ad aiutarci". Se solo avessimo avuto la macchina per ascoltare "la musica calma e triste dell'umanità", avremmo portato a noi ad ogni vento il pietoso lamento dei figli degli uomini colpiti dal peccato. Dovremmo sentire:

1. Il grido dell'angoscia spirituale cosciente. Ci sono quelli che conoscono la vacuità delle loro vecchie superstizioni, o cercano invano la verità; da coloro che brancolano nelle tenebre, possiamo ben udire il grido: "Chi ci condurrà alla luce della vita?"

2. La preghiera dell'angoscia inarticolata. Ci sono innumerevoli moltitudini che hanno fame e sete non sanno cosa. Hanno cuori vuoti, doloranti, bramosi, con capacità illimitate. Questi cuori sono pieni, insoddisfatti, e implorano inarticolatamente ma sinceramente il pane della vita, di cui se un uomo mangia non avrà mai più fame. Ci sono anche le vaste moltitudini di sofferenti, di malati, di persone sole, di delusi, di persone in lutto. Questi ci pregano, con silenziosa ma forte supplica, di inviare la conoscenza del Divino Consolatore, di colui che solo può fasciare il cuore spezzato e guarire le sue ferite

3. Il fascino del pietoso degrado. I sostenitori della schiavitù erano soliti sostenere, in mancanza di argomenti migliori, che coloro che erano in schiavitù erano contenti della loro condizione. Come se questa non fosse l'accusa più pesante contro la causa che hanno perorato! Sicuramente il fatto che la schiavitù rendesse gli uomini e le donne soddisfatti della degradazione e del disonore era l'impeachment più dannoso che si potesse concepire! Ed è il fatto che così tante migliaia di coloro che sono stati creati per la purezza, la saggezza, l'adorazione, la giustizia, la vita eterna, sono soddisfatti delle tenebre e della morte del peccato, è questo che costituisce l'appello più eloquente a prendere loro quella verità illuminante che li risveglierà dalla loro vergognosa apatia, ispirerà loro una speranza più virile e più nobile, e soddisfarli con un tesoro che non può appassire, con una gioia che rimane per sempre, con una vita eterna e divina. L'umanità non cristianizzata si trova sempre davanti agli occhi di una Chiesa vivente e implora con una supplica potente, se non appassionata: "Vieni ad aiutarci!" -C

Versetti 6-10.- Una vera epoca nella storia del Vangelo: l'avanzata dall'Asia all'Europa

LA GUIDA SOPRANNATURALE HA APERTO LA STRADA

1. I messaggeri erano naturalmente inclini a continuare il loro lavoro entro limiti più ristretti. Molto contrario all'avanzata dell'Occidente. Regione sconosciuta. Grandi esigenze nel paganesimo più colto d'Europa. Forse l'elemento ebraico era potente in Asia, e quindi una base religiosa su cui lavorare. Ma tutte queste considerazioni messe da parte quando la mente dello Spirito si manifestò

2. Lo Spirito di Gesù ha chiaramente indicato la via verso l'Occidente, sia con indicazioni miracolose, sia con circostanze provvidenziali troppo evidenti per essere fraintese. Troas fu raggiunta in uno stato d'animo di attesa e di curiosità

3. Il comandamento decisivo fu dato in visione a Paolo. Non un semplice sogno, ma una visione profetica che, accompagnata da un'impressione soprannaturale della sua origine e del suo significato divini, non lasciava alcun dubbio nella mente

II IL CAMBIAMENTO DELLA SFERA DEL LAVORO dall'Asia all'Europa fecondo di risultati

1. Sul mondo dei Gentili - nell'assalto diretto al paganesimo nella sua roccaforte

2. Sul carattere di Paolo stesso. Era adatto per un'opera più alta della predicazione alle tribù semibarbare dell'Asia Minore: per quanto grande fosse il successo, sarebbe stato necessariamente quasi limitato alla regione in cui era stato ottenuto. Toccare la Grecia significava aprire mille porte al mondo intero

3. Sullo sviluppo della Chiesa cristiana. Era necessario che il cristianesimo rivelasse al mondo la sua superiorità su tutti i sistemi filosofici puramente umani; che dovrebbe soddisfare i bisogni intellettuali e spirituali dell'uomo. Se Paolo non avesse mai visitato l'Europa, non avremmo avuto le sue Epistole ai Romani e ai Corinzi, né probabilmente quelle agli Efesini; poiché le sue opinioni sulla Chiesa sono state elevate a un livello superiore dal suo contatto con il più ampio mondo del pensiero e della vita.

Versetti 6-12.- Il corso dello Spirito

Si può stabilire come canone che i fatti che segnano periodi di doni speciali e di ispirazione speciale e di "dispense" speciali indicano principi disponibili per altri periodi dell'intera storia della Chiesa e del mondo. Quelle che altrimenti potrebbero sembrare tra le più aride affermazioni storiche o talvolta quasi geografiche sono di conseguenza legate insieme da un legame invisibile di connessione, che conferisce loro abbondante interesse. E qui, dalla narrazione apparentemente nuda che ci viene data di dove andarono Paolo e Sila, dove non andarono e dove avrebbero voluto andare ma furono respinti, possiamo apprendere:

I LA REALTÀ DELLA CONDOTTA OFFERTA DALLO SPIRITO ALLA CHIESA

II L'ERRORE ASSOLUTO INSITO NEL NON CERCARE, O NEL NON SEGUIRE, LE TRACCE DELLO SPIRITO

III LA CHIARA DIREZIONE CHE LO SPIRITO PUÒ DARE A UN AMORE VERAMENTE FERVENTE, A UN PROPOSITO SINCERO E A UN VERO ZELO

IV LA FIDUCIA CHE PUÒ ESSERE ISPIRATA, IN MEZZO A TUTTE LE DEBOLEZZE DI UN SEMPLICE CUORE UMANO, NELLE INFALLIBILI E INFALLIBILI REALIZZAZIONI DELLO SPIRITO

V IL "CONFORTO DELLO SPIRITO SANTO" PER COLORO CHE ABBANDONANO IL LORO ANDARE E SE STESSI ALLA SUA GUIDA. Le riflessioni devote, i sentimenti sacri e le giuste risoluzioni saranno per loro tanto e di più della "visione" o del sogno? Né questo conforto sarebbe stato meno grato e riconosciuto, quando dall'altra parte del famoso stretto Paolo udì una voce insolita, con gli accenti di una preghiera fin troppo insolita. Atti, un attimo dopo uno sguardo, capì perché gli era stato impedito di fermarsi, né gli era stato permesso di voltarsi a destra o a sinistra, per poter piuttosto venire direttamente in Europa, e lì predicare e piantare il vangelo. E vedere il significato di tutto ciò era per lui conforto e "gioia di fede". - B

Versetti 6-10.- La guida dello Spirito Santo

Al di là di ogni dottrina della personalità e dell'opera dello Spirito Santo, c'è una realizzazione pratica della sua presenza, e dell'opera di grazia in noi e da noi, che è una fonte di continua forza e conforto per il credente. È questo che troviamo illustrato nel passaggio che ora ci sta davanti. La concezione apostolica dello Spirito Santo non è stata adeguatamente studiata, a parte le teorie dottrinali. Si dimentica che gli apostoli erano Giudei, e che l'aiuto verso l'apprensione di questo dono divino e della sua interiorità devono aver cercato nelle loro associazioni con l'Antico Testamento. Lo Spirito di Dio nei profeti deve essere stato per loro il modello e la prefigurazione del loro dono più grande. E questo deve essere stato il loro pensiero principale. Tutto il popolo di Cristo è un profeta; lo Spirito di Dio dimora in tutti loro, ed è l'Ispirazione di tutto ciò che dicono e la Guida di tutto ciò che fanno. La loro idea degli antichi profeti è ben espressa da San Pietro, 1Pietro 1:21 : "I santi uomini di Dio parlavano come sospinti dallo Spirito Santo", e le sue parole trasmettono precisamente l'idea che si deve avere riguardo agli apostoli e ai primi missionari. Nel passo che abbiamo davanti, ci viene presentato lo Spirito Santo, come l'attuale Guida degli apostoli, che li dirige dove possono andare e dove non possono andare. Le vite che sono veramente e pienamente consacrate al servizio del Signore Gesù Cristo sono tolte al controllo degli uomini e affidate alla responsabilità dello Spirito Santo; e coloro che realizzano una tale piena consacrazione non trovano alcuna difficoltà pratica nel seguire la guida divina. Esaminando gli incidenti narrati in questi versi, si vedrà che S. Paolo non si aspettava rivelazioni esterne né indicazioni miracolose. In qualunque modo egli si rendesse conto della presenza e della guida dello Spirito Santo, era un modo in cui anche noi potevamo rendercene conto; e possiamo esporre due delle vie che sono caratteristiche comuni della guida divina in tutte le generazioni

IO , LO SPIRITO SANTO, GUIDA CON IMPULSI INTERIORI. Le azioni degli uomini sono decise in base a motivi e considerazioni più sottili di quanto di solito immaginino. Forse si troverebbe che pochissimi di essi dipendevano dalle decisioni dell'intelletto. Alcuni derivano da un attento giudizio; alcuni per volontà o passione; alcuni dall'emozione; e in molti uomini sono guidati dalle influenze passeggere del momento. Gli uomini sono influenzati da molte influenze, che raggiungono la mente, il cuore o la volontà. Ma l'influsso interiore supremo è quello dello Spirito Divino. Ha accesso a ogni parte del nostro essere interiore. Lui può

1 suggerire una riflessione da considerare;

2 orientare il giudizio verso decisioni sagge;

3 muovere la volontà verso risoluzioni adeguate;

4 intonare i sentimenti con le giuste armonie;

5 e presiede i piani che sono formati

È mancando di questa relazione dello Spirito Santo con le stesse sorgenti dell'azione dentro di noi, che gli uomini, gli uomini cristiani, spesso chiedono dubbiosi: "Ma come possiamo sapere che stiamo facendo ciò che Dio vuole che facciamo?" L'apertura alla guida interiore di Dio è sicuramente seguita dalla risposta di Dio in una guida interiore; e quando siamo riposti a posto verso Dio possiamo sentirci sicuri che le decisioni del nostro giudizio e le risoluzioni della nostra volontà sono divinamente controllate e ordinate. San Paolo seguì il sentimento interiore che non doveva andare in Misia, ecc

II LO SPIRITO SANTO GUIDA ATTRAVERSO LE CIRCOSTANZE PROVVIDENZIALI. Questi si troveranno sempre in linea con le linee interne, e contribuiscono a darci la certezza che stiamo seguendo la via che dovremmo percorrere. Nulla è più sorprendente nella nostra vita dell'apertura di porte provvidenziali. Se lo vogliamo, ma

1 aspettare,

2 vegliare, e

3 pregare,

il sentiero si schiarirà sicuramente davanti a noi, e il dito divino ci indicherà, e la voce divina nelle circostanze dirà: "Questa è la via, camminate in essa". A questo proposito, potremmo cadere in errori che potrebbero deprimerci seriamente

1. Possiamo confondere le provvidenze con gli incidenti, e quindi non riuscire a vedere Dio in essi

2. Possiamo amare l'idea incredula che Dio non opera

cose

1. Possiamo assumere nozioni di legge naturale che ci privano della fede nell'opera vivente di Dio

2. E potremmo non aspettare le aperture provvidenziali di Dio, e cercare di forzare la nostra strada, rattristando così quello Spirito Santo che dimora in noi.

7 E quando per dopo, A.V. e T.R.; vieni contro kata per venire a, A.V.; e lo Spirito di Gesù solo per lo Spirito, A.V. e T.R. Ma l'espressione "lo Spirito di Gesù" non ricorre da nessuna parte nel Nuovo Testamento, ed è per questo motivo molto improbabile qui, sebbene vi sia una notevole autorità manoscritta per essa. È accettato da Meyer dud Alford e Wordsworth, dopo Griesbach, Lachmann, Tischendorf, ecc

8 Passando sono venuti perché sono venuti passando, A.V. Sarebbero andati a nord in Bitinia, dove, sappiamo da 1Pietro 1:1, c'erano molti ebrei. Ma lo Spirito ordinò loro di dirigersi a ovest, verso la costa di Troas, perché fossero pronti a salpare per la Macedonia. Allo stesso modo, Abramo uscì, senza sapere dove andava, Ebrei 11:8 In verità le orme della provvidenza di Dio non sono conosciute!

9 C'era un uomo in piedi, che lo supplicava e diceva: "C'era un uomo... e lo pregò, dicendo: A.V.. Così fu inaugurato l'evento più importante nella storia dell'Europa, l'uscita della Parola del Signore da Gerusalemme per illuminare le nazioni dell'Occidente e condurle nell'ovile di Gesù Cristo. Paolo vide dud udì questo in una visione nella notte. È chiamato sogno Bengel, ma era come la visione vista da Anania, Atti 9:10 e quelle viste da Paolo Atti 9:12 10:5 18:9 Una visione orama si distingue da un sogno ejnupnion Atti 2:17 Si applica a cose di un carattere meraviglioso viste oggettivamente, come alla Trasfigurazione e Matteo 17:9 all'ardente Atti 7:31

Versetti 9-15.- Il viaggio in Macedonia: l'inizio felice

Il trapianto del Vangelo in Europa fu una grande epoca. Vediamo il seme-grano del regno germogliare e crescere da piccoli inizi

I LE INDICAZIONI PROVVIDENZIALI. Giunse, come in molte occasioni ai profeti e agli uomini chiamati e inviati da Dio, in una visione notturna. Appare il Macedone e grida: "Entra in Macedonia e vieni in nostro aiuto!" Dalle "Confessioni" di San Patrizio, l'evangelista d'Irlanda, viene citato un sogno, in cui, con una lettera a lui indirizzata, con l'iscrizione, "La voce degli irlandesi", fu chiamato come missionario in Irlanda, dove aveva trascorso alcuni anni della sua giovinezza, essendo stato catturato e ridotto in schiavitù dai pirati. Consideriamo questa visione come un'allegoria del grido costante del mondo pagano, "seduto nelle tenebre e nell'ombra della morte", per l'amorevole simpatia dei cuori cristiani. "Cristiani, aiutate i poveri della Patagonia!" è il ritornello di una lamentosa canzone missionaria. È un grido che sale dalle terre dell'Occidente alle terre dell'Est in questa narrazione; e di nuovo diventa, nel corso della storia, un grido dall'Oriente all'Occidente. Potrebbe risuonare di nuovo da ora che si chiamano paesi cristiani, se il nostro candelabro dovesse essere rimosso dal suo posto, e la luce del vangelo passasse a coloro che si dimostrano più degni di goderne. Che possiamo conoscere il giorno della nostra visita!

II LE FELICI CONSEGUENZE

1. Ci fu una rapida apprensione per il comando divino. Hanno capito Luca scivola nella narrazione che Dio li aveva chiamati a predicare. La presenza della Guida Divina, che si manifesta in tali indicazioni, è tutto in queste nuove imprese. "Gesù, continua a guidare!" Egli era già davanti a loro in Macedonia, e la visione li rassicurò di ciò. Ecco una grande lezione. Non appena ci viene assicurata la direzione della volontà divina, siamo pronti ad obbedire

2. Hanno goduto di un percorso rettilineo verso la loro destinazione. Se le vie di uno sono gradite al Signore, egli fa sì che i suoi nemici siano in pace con lui, e i venti e le onde siano calmi mentre egli procede. La loro fiducia è cresciuta ad ogni passo della loro crociera. "'Caloroso benvenuto!' gridò l'Europa" Bengala

3. L'arrivo. Giunsero a Filippi, la città principale di quella parte della Macedonia. L'arrivo in una grande città per la prima volta è un momento impressionante della propria vita. Chi può vedere la cupola di San Pietro in lontananza per la prima volta senza un brivido? La città è l'epitome dell'umanità. Le grandi città hanno grandi vizi, ma contengono anche virtù eminenti e fiori di pietà. Poeti, profeti e apostoli hanno generalmente trovato la loro sfera nella vita frenetica della città

4. La conduzione degli eventi. Venne il giorno di sabato, e la banda missionaria cristiana si rifugiò sulle rive del fiume. Come è buono il semplice abito devozionale! Siamo sempre in mezzo a diventare buoni e a fare del bene quando siamo in cammino per pregare. Com'è semplice e naturale il vero metodo per adempiere una chiamata divina!

"Il giro banale, il compito comune, forniranno tutto ciò che dovremmo chiedere." --

Non abbiamo bisogno di creare opportunità, sono a nostra disposizione. Il lavoro è sempre in attesa di lavoratori volenterosi e chiamati. Tutti i luoghi sono adatti alla preghiera: il campo, Genesi 24:63 la riva, Atti 21:5 la prigione, Atti 16:25 e qui il fiume

5. Il cuore della donna conquistato a Cristo. Non con la conversione in massa, ma guadagnando il cuore degli individui, il vangelo procede. Il regno di Dio è simile a un seme seminato nella terra. Quando mette radici in una sola vita, quanto grandi possono essere i risultati! La nobile Chiesa di Filippi, che diede tanta gioia all'apostolo, nacque dalla conversione di Lidia. Com'è bella la descrizione: "Il Signore le ha aperto il cuore" La voce del maestro colpisce invano l'orecchio, finché Dio non apre il cuore. Ma il cuore può rifiutarsi di aprirsi e la parola dice: "Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno vuole", ecc. Vengono nominate le vere opere di un cuore divinamente e graziosamente aperto. Qui c'è l'umiltà: si sottomette al giudizio dei cristiani più avanzati. La capacità di insegnare, la gratitudine a Dio, l'amore e la gentilezza, l' impostazione di un buon esempio. Dedica la sua casa, con se stessa, al servizio di Cristo.

Il grido di un mondo che perisce dopo Cristo

"E una visione", ecc

IO UMANITÀ SENZA IL VANGELO. Il rappresentante a vita macedone

1. Il fallimento sociale di Roma. Lo stato corrotto della società. La perdita della libertà. La mancanza di un vero progresso. Aiuto richiesto in ogni settore della vita degli uomini

2. Il fallimento intellettuale della Grecia. Contraddizioni della filosofia. Trascurare i poveri e gli ignoranti. Follie del paganesimo. Adorazione della natura umana stessa. Vizi terribili a fianco di un meraviglioso sviluppo delle facoltà mentali

3. L' indigenza spirituale del mondo. Idea di Dio. Degrado delle masse. Confronto tra lo stato del mondo greco e lo stato dell'ebraismo. Niente come le sinagoghe

4. Il Macedone è un tipo dell'impotenza morale degli uomini, sia nelle nazioni pagane che nella parte pagana della cristianità. "Vieni ad aiutarci."

II L'INCARICO DELLO SPIRITO ALLA CHIESA

1. Dobbiamo chiudere le nostre orecchie a tutte le altre voci tranne quella dello Spirito Santo, come, ad esempio, i ragionamenti sul futuro destino dei pagani, i tentativi di esaltare indebitamente i libri non ispirati delle religioni pagane, le esagerazioni delle difficoltà e degli scoraggiamenti, il preteso riguardo speciale per le rivendicazioni della casa. "Guardate gli ordini di marcia.""Vai ad aiutarli."

1. Come Dio parla ai suoi servitori più eminenti, la voce dello Spirito ci comandi attraverso di loro. Se ci dicono che un'impresa è a loro carico, dobbiamo sostenerli con tutte le nostre forze. Se Livingstone dice che l'Africa è aperta, allora seguite il suo esempio, anche se a caro prezzo, e non lasciate che ci si guardi indietro

2. L'impresa missionaria è una grande lezione per la Chiesa per trovare la sua beatitudine nell'ascolto del grido delle anime bisognose. Una sfera estesa richiede una fede e uno zelo più profondi. Se non possiamo andare oltre con un vero vangelo e con uno spirito di abnegazione, restiamo a casa; se portiamo con noi la potenza di Dio, allora troveremo, nella pienezza dei Gentili introdotti, non solo la ricompensa di una coscienza soddisfatta, ma l'elevazione della nostra fede e la gloria della nostra Gerusalemme. Un cristianesimo più vasto ha preso il posto della vecchia e ristretta religione dei tempi passati, da quando lo Spirito è stato sparso, e noi abbiamo mandato la Parola fino ai confini della terra. Aiutiamo noi stessi quando aiutiamo gli altri. Meravigliosi segni dei tempi, che mostrano che Dio sta aprendo le menti degli uomini alle pretese universali del vangelo. Tutte le cose si uniscono per dire: "Andate in tutto il mondo", ecc. - R

10 Quando per dopo, A.V.; subito per subito, A.V.; ricercato per tentato, A.V.; vai avanti, A.V.; concludendo la raccolta sicura di pellicce, A.V.; Dio per il Signore, A.V. e T.R. Concludendo; sumbibazontev, solo qui nel senso di "concludere o "raccogliere". in Atti 9:22 è "provare". in Efesini 4:16 e Colossesi 2:2 significa "riunirsi". Nel greco classico "riunire" nel senso di "riconciliare", a volte di "concordare" su una proposizione. Nella LXX, "istruire", "insegnare" 1Corinzi 2:16 In questo versetto notiamo prima l'introduzione molto importante del pronome we nella narrazione, che segna la presenza dello storico stesso, e mostra che egli si unì per la prima volta a San Paolo a Tread Andò con lui a Filippi Versetto 12, e lì sembra che si sia fermato fino a quando San Paolo vi ritornò nel suo terzo viaggio missionario sulla strada dall'Acaia a Gerusalemme, Atti 20:5,6 dove lo troviamo ancora con l'apostolo Atti 20:17,18 Lo troviamo di nuovo con San Paolo a Cesarea, mentre era lì prigioniero, Atti 27:1 e lo accompagnò nel viaggio verso Roma, che è l'ultimo luogo dove siamo eredi di lui Atti 27:2,3 -- . ecc.; 28:2, 11, 14-16; Colossesi 4:14; Filemone 1:24 È abbastanza caratteristico della Sacra Scrittura che le cose siano raccontate, o appaiano sulla faccia della narrazione, senza alcuna spiegazione. Chi fosse Luca, cosa lo portò a Troade, come divenne compagno di San Paolo, se come suo consigliere medico o meno, non lo sappiamo. La sua modestia cristiana gli impediva di parlare di sé

11 Salpare quindi per perdere così, A.V.; fatto per è venuto con, A.V.; eujqudromew, altrove solo in Atti 21:1 -- Samotracia per Samotracia, A.V.; giorno seguente per il giorno successivo, A.V.. Nel Nuovo Testamento quest'ultima frase ricorre solo negli Atti

Versetti 11-15.- Il cuore aperto, o il potere della gentilezza divina

Prontamente ubbidienti alla visione celeste, Paolo e Sila andarono "con rotta diritta a Samotracia", e per Neapolis a Filippi. Lì, in ansiosa attesa di un'opportunità sacra, essi "dimorarono certi giorni". Si avvalevano della riunione settimanale "sulla riva del fiume", dove le donne, che dappertutto sono le più devote, erano solite riunirsi per la preghiera. L'intera narrazione suggerisce le verità nascoste:

1. Che dobbiamo eseguire istantaneamente la volontà di Cristo quando ne siamo chiaramente certi

2. Che dovremmo scegliere la sfera più grande e più probabile - "la città principale" Versetto 12 - per la nostra attività

3. Che coloro che sono meno onorati dall'uomo sono quelli che trovano più conforto nel servizio di Dio

4. Che coloro che vanno con riverenza all'adorazione sono sulla strada per assicurarsi una benedizione più grande di quella che cercano. Dio si rivela a noi in modi inaspettati, come ora a Lidia: andando a rendere l'omaggio di un cuore puro, è tornata con una nuova fede nella mente, una nuova speranza e un nuovo amore nell'anima, un nuovo canto nella bocca

5. Quella santa gratitudine verso Dio si manifesterà in una gentilezza generosa e costrittiva verso l'uomo, una gentilezza che non sarà rifiutata Versetto 15. Ma la lezione del nostro testo è la verità che apprendiamo riguardo alla dolce potenza di Dio nell'aprire il cuore chiuso dell'uomo: "Il Signore ha aperto il suo cuore, perché ella prestasse attenzione alle cose dette da Paolo" Versetto 14. Possiamo considerare...

IL FATTO CHE EGLI OPERA COSÌ SU DI NOI. Se ci appelliamo alla nostra coscienza, scopriamo che è così. Spesso lo Spirito di Dio tocca e muove l'anima umana a tal punto che essa si rende conto, in quel momento, che sta per essere operata; oppure opera in modo tale che possiamo solo dire, confrontando le cose passate con quelle presenti, che abbiamo cambiato la nostra posizione spirituale. Troviamo che è il fatto che il Signore non è nella tempesta, né nel terremoto, né nel fuoco, ma piuttosto nella "voce dolce e sommessa".

"Silenziosamente, come la luce del mattino, mettendo in fuga nebbie e brividi"; --

Egli pone la sua mano su di noi e tocca le sorgenti più profonde della nostra natura. Qualsiasi fede che non includa l'azione della dolce potenza di Dio nel risvegliare, illuminare, rinnovare, ravvivare le anime degli uomini è del tutto inadeguata e non riesce completamente a coprire i fatti dell'esperienza umana

II IL MODO IN CUI LAVORA. Dio apre i nostri cuori in modi diversi

1. A volte è facendoci sentire gradualmente della nostra indegnità, e quindi del nostro bisogno di un Salvatore divino

2. A volte attirando il nostro pensiero e il nostro amore verso l'alto, sempre più in alto, dal vero, puro e grazioso che si trova nell'umano, a colui che è il vero, puro e grazioso Amico Divino

3. A volte costringendoci a sentirci insoddisfatti del visibile e del temporale, e a cercare la nostra gioia e il nostro tesoro nell'invisibile e nell'eterno

III I MEZZI CON CUI EGLI OPERA. Questi sono molteplici: le Sacre Scritture; i servizi del santuario; l'amicizia del santo; l'apertura, l'ampliamento delle esperienze di vita; il processo che, sebbene non sorprendente e terribile, è tuttavia avvincente e rivelatore

IV L'ECCELLENZA DEL SUO LAVORO. Alcuni potrebbero supporre di avere più di cui essere grati quando possono indicare una circostanza vivificante e stimolante nella loro vita, mandata da Dio per risvegliarli e cambiarli. Ma c'è tanto del Divino nell'aprirsi del fiore alla luce del mattino quanto nello sconvolgimento della lava da parte dei fuochi sotto la crosta terrestre; e c'è tanto potere divino nella sua azione più dolce sull'anima quanto nelle sue manifestazioni più palpabili e più terribili. Ci viene da pensare che ci sia una gentilezza ancora maggiore mostrata nel primo che nel secondo. Ci conviene

1 riconoscere la realtà del suo potere gentile;

2 benedirlo con la massima gratitudine per averla esercitata su di noi;

3 cercare che egli lo mettesse su coloro con cui abbiamo a che fare: bambini, ecc.;

4 per vigilare sulla sua opera in essi, e cooperare con Dio in esso. - C

Versetti 11-15 o Versetto 14.- Il cuore aperto

"E una certa donna di nome Lidia", ecc. Lo studio della storia personale è particolarmente utile. Pochi tratti generali compongono il quadro. Compila il contorno dalla natura umana e dall'esperienza. Descrivi le circostanze. Philippi è una metropoli locale. In mezzo al paganesimo in via di estinzione un germe di vita spirituale. Mercato di campagna fuori dal cancello. Donne devote, ebree e proseliti. L'Antico Testamento vi si legge. Preghiera offerta. Senza Cristo non potrebbero essere resi perfetti. Influenza delle donne che pregano. Il contrasto. La grande città pagana, il piccolo raduno di anime pie in attesa di consolazione. Un'immagine del mondo con accanto la vera Chiesa in attesa di prenderne possesso. "Pietra scavata nella montagna." Gli apostoli mandarono a elevare il piccolo a mille. Lydia la prima convertita dall'Europa. Il messaggio è arrivato come risposta alla preghiera

IL VANGELO IN ATTESA DI TROVARE POSTO NEL CUORE DELL'UOMO

1. Devozione, religiosità, non tutto ciò che è richiesto. Gli apostoli predicarono Cristo alle persone religiose. Il cristianesimo è un sistema positivo di verità, che deve essere conosciuto e accolto. Il lato morale non è separabile da quello spirituale. Questo si vede in modo particolare nella missione della Chiesa nel mondo. Se Lidia doveva predicare ai suoi vicini, doveva essere istruita

2. L'attenzione alla verità è un'opera nel cuore. La curiosità, l'abitudine, il sentimento, tutto può non riuscire a portare la mente ad afferrare la verità. Applicazione personale. La primavera dell'affetto si aprì. L'amore per Gesù si è diffuso all'estero. La fede fissa sui suoi oggetti

II LA GRAZIA DI DIO CHE OPERA ATTRAVERSO L'AZIONE UMANA. Paolo predicava; il Signore ha aperto il cuore

1. La distinzione deve essere riconosciuta in tutti i ministeri

2. Il record del ministero apostolico, un esempio. I più grandi predicatori possono fallire. Se ci riescono, al nome del Signore sia la lode

3. Siamo gettati da un tale mistero nella preghiera

4. Il cuore aperto è il presupposto per la vita cambiata e consacrata.

12 Una città della Macedonia, la prima del distretto, una colonia romana per la città principale di quella parte della Macedonia, e una colonia, A.V.: questo per quello, A.V.; indugiare per dimorare, A.V. Una città della Macedonia, ecc. Questa è una frase difficile. Il modo naturale di interpretare le parole è senza dubbio, come nell'A.V., "che è la città principale del distretto di Macedonia, e una colonia". L'unica difficoltà nel modo di prenderla in questo modo è che quando Emilio Paolo, come riferito da Livio xlv. 29, divise il regno conquistato di Macedonia in quattro distretti regiones o partes, Anfi-pelli divenne la capitale del district.in cui si trovava Filippi. Ma l'epiteto prwth non significa necessariamente la capitale; Si trova su monete applicate a città che non erano capitali. Inoltre, nell'intervallo di oltre duecento anni tra Emilio Paolo e San Paolo dal 167 al 50 d.C., è molto probabile che la città di Filippi, con le sue miniere d'oro e i suoi privilegi di colonia, possa essere realmente diventata la capitale. E così Lewin, seguendo Wetstein, lo capisce vol. it. p. 209. Sappiamo che durante il regno di Teodosio il Giovane, quando la Macedonia fu divisa in due province, Filippi divenne il capo ecclesiastico della Macedonia Prima. Era stata resa una colonia da Augusto Cesare, con il nome di "Col. Jul. Aug. Philip.", cioè Colonia Augusta Julia Philippensis "Dict. of Greek and Roman Geog.". Deve quindi essere stato in ogni caso un luogo di primaria importanza in quel momento. Quelli, tuttavia, che non accettano questa spiegazione, accoppiano kolwnia con poliv, "che è la prima città-colonia", ecc., Altri prendono prwth in senso locale, "la prima città in cui si arriva in Macedonia" Conybeare e Howson, Alford, Bengel, ecc.. Sembra che la R.V prenda insieme htiv ejsti Makedoniav poliv, e prwth thv meridov come un'ulteriore descrizione di esso: una costruzione molto scomoda. Alford la rende "che è la prima città macedone del distretto". Ma il modo naturale di interpretare un passo è quasi sempre il migliore, e nulla ci impedisce di credere che San Luca, che conosceva intimamente Filippi, fosse rigorosamente esatto nel chiamarla "la città principale del distretto di Macedonia", cioè il distretto in cui era situata. Che meriv sia il nome tecnico della divisione di una provincia risulta dal titolo meridarchv, applicato da Giuseppe Flavio a un certo Apollonio, governatore, sotto Antioco Epifane, del distretto in cui era compresa la Samaria. 'Ant. Giuda', 12:5:5; L'antico nome di Filippi era prima Datteri, poi Krenides, le sorgenti o pozzi; e la parola usata da Livio dei distretti della Macedonia, pars prima, secunda, ecc., è una traduzione esatta di meriv Ricevette il nome di Filippi, da Filippo, il padre di Alessandro Magno, che estraeva una grande rendita dalle sue miniere d'oro. La sua grande celebrità storica deriva dalla battaglia nella piana di Filippi, in cui il partito repubblicano, sotto Bruto e Cassio, ricevette il colpo di grazia da Ottaviano e Antonio. Per una descrizione completa di Filippi, e dei privilegi di una colonia, vedi Conybeare e Howson, vol. 1:311, ecc., e Lewin, vol. 1: Atti 11 Questo. Alford, seguendo certi manoscritti, legge aujth, "nella città stessa", distinto dal luogo fuori città, dove si trovava il proseuch. Ma, forse, San Luca usa la parola "questo" da Filippi essendo il luogo della sua residenza, e dove potrebbe aver redatto la narrazione sul posto

13 Giorno di sabato per il sabato, A.V.; uscimmo fuori dalla porta perché uscimmo dalla città, A.V. e T.R. pulhv per polewv; supponevamo che ci fosse un luogo di preghiera perché si era soliti fare la preghiera, A.V.; si riunirono per ricorrervi ricorso, A.V. Sulla riva di un fiume. By the river side è il modo naturale di esprimerlo in inglese. Il fiume non è lo Strimone, che dista un giorno di viaggio da Filippi, ma probabilmente un piccolo corso d'acqua chiamato Gangas o Gangites, che è attraversato dalla Via Eguatia, a circa un miglio da Filippi. La vicinanza dell'acqua, sia vicino a un ruscello che sulla riva del mare, era di solito preferita dagli ebrei come luogo di preghiera, in quanto offriva facilità per le abluzioni vedi Giuseppe Flavio, 'Ant. Jud:,' 14:10,23; e altri passaggi citati da Alford. La frase, ou ejnomizeto proseuch einai, dovrebbe essere tradotta, non come nella R.V., ma più vicino alla A.V., dove si era soliti tenere un incontro di preghiera degli ebrei; cioè questo luogo particolare era il luogo abituale in cui gli ebrei o i proseliti che si trovavano a Filippi si riunivano per la preghiera. Risulta anche da Epifanio 'Ascoltare', 80, §1, citato da Alford che gli ebrei di solito avevano i loro proseucai, siano essi edifici o spazi aperti, exw polewv, fuori dalla città. Le croci lungo la strada sono di natura proseucai

14 Uno quello per cui, A.V.; per prestare attenzione a ciò che ha frequentato, A.V.; da per di, A.V. Una certa donna, ecc. Se il suo nome personale fosse Lidia, o se fosse comunemente chiamata così a causa del suo paese natale e del suo commercio, deve rimanere incerto. Tiatira era in Lidia. Le donne lidie, dai tempi di Omero in giù, erano famose per le loro tinture violacee; e da un'iscrizione trovata a Tiatira, risulta che lì c'era una corporazione di tintori, chiamata oiJ bafeiv Lewin, 2:214. Uno che adorava Dio sebomenh ton Qeon; cioè un proselito. Cantici in Atti 13:43 troviamo oiJ sebomenoi proshlutoi, i proseliti devoti o religiosi. E così aiJ sebomenai gunaikev, le donne devote. E così, menov Atti 18:7, Giusto è descritto come sebo ton Qeon uno che adorava Dio vedi anche Atti 17:4,17 in Atti 10:1 Cornelio è detto come eujsebhv kaimenov ton Qeon. È stato suggerito che forse Evodia e Sintiche Filippesi 4:2 fossero della stessa classe, e convertiti nello stesso periodo della Lidia. C'è certamente una coincidenza tra la menzione delle donne nel Versetto 13 e il rilievo dato alle donne di Filippi in Filippesi 4:2,3. È ben osservato da Crisostomo, nell'ultima parte di questo versetto: "L'apertura del cuore di tegola era opera di Dio, l'assistenza era sua, così che era opera di Dio e dell'uomo" comp. Filippesi 2:12,13 -- Aprire dianoigein è applicato come qui al cuore; RAPC 2Mac 1:4 agli occhi; Luca 24:31 alle macchine, all'intelligenza; Luca 24:45 alle Scritture; Luca 24:32 "Corclausum per se. Dei est id aporire" Bengel

Versetti 14, 15, 40.- Il giorno che sembrava il giorno delle piccole cose

Si può dire, infatti, che "il regno non venne con l'osservazione" in Europa. Al silenzio, alla modestia e alla mancanza di ostentazione dei suoi primi passi, nulla sembra mancare. La notorietà non derivava, ancora una volta, dallo scopo studiato dei suoi araldi, che eseguivano i loro ordini in modo così pacifico, ma dal vano tentativo di schiacciarli. Notiamo in dettaglio ciò che sappiamo dal presente passaggio del primo radicamento del cristianesimo in Europa. Osservare-

L 'OPPORTUNITÀ CHE È STATA COLTA DALL'APOSTOLO. "Dobbiamo giudicare che c'era poca o nessuna scelta a sua disposizione. Siamo lieti anche solo di assumere la posizione che anche questo era da Dio. Si può quindi formulare in questo modo che l'opportunità che Paolo ha colto è stata quella offerta dalla Provvidenza. Da quanti capita che l'opportunità sia proprio ciò che viene disprezzato, inascoltato, del tutto ignorato! Le opportunità che la vita offre, che la nostra posizione attuale offre, che Dio vi offre, sono quelle che noi disprezziamo, o guadagnando gli altri, che proprio per questa ragione, se non per nessun'altra, potrebbero essere negate! Onoriamo, dunque, il Dio che ha mandato e il servo che ha sfruttato fedelmente questa opportunità, guardandola un po' minuziosamente

1. Sbarcati in Europa, alcuni "certi giorni" sembrano aver contato poco a Filippi; l'unica testimonianza di essi è questa: "Eravamo in quella città per certi giorni?

2. Arriva il giorno del sabato, e non c'è nessun bell'edificio in cui entrare per predicare; non c'è una sinagoga rispettabile - la Giudea è lontana ora; non c'è folla eccitata e desiderosa come ad Antiochia di essere arringata, con tutta l'abilità del logico ispirato e dell'oratore nato dal Cielo e del fedele predicatore del vangelo. Noiose saranno le ore di questo sabato in confronto a quelle di molti altri degli ultimi anni, fresche nel ricordo di Paolo

3. La giornata deve tuttavia essere utilizzata e messa in atto. E Paolo e i suoi compagni decidono di unirsi all'umile riunione di preghiera di un gruppo di donne, fuori della città e sulla riva del fiume. L'occasione è unica, più o meno quanto potrebbe esserlo. Bisogna dedurre dal tenore della narrazione che c'erano pochi, se non nessuno, uomini lì. Ma Paolo e i suoi compagni non sembrano né considerarsi né invadenti. E si sedettero e in modo molto informale "parlarono alle donne". Era l'essenza della predicazione a volte piuttosto che parlare; e di parlare a pochi, e di parlare loro in modo appropriato e in modo mirato, senza pretese e gentilmente. Questo era il giorno, e questo era il luogo, e queste erano le persone, e questo era il modo di fare di Paolo e dei suoi amici, che costituiva l'opportunità che sembrava così umile

II IL GELO DEI RISULTATI. C'è una donna nel piccolo gruppo che sta per diventare la prima convertita cristiana conosciuta in Europa. Ed è venuta dall'Asia. In apparenza era una proselita, e conosceva e adorava un solo Dio, secondo la sua luce e le sue scarse opportunità, in mezzo a un semplice rimanente disunito di ebree, se era davvero così. Ed era presumibilmente una donna che faceva un buon affare, e aveva una 'casa', alla cui ospitalità poteva invitare con insistenza i nuovi venuti, e invitare anche loro a rimanervi, giorni insieme Versetti. 15, 18, 40

1. Lidia è una donna non del tutto isolata dalla luce e dalla conoscenza

2. È una donna che possiede la propria coscienza e "adora Dio".

3. Non ha pregiudizi conservatori bigotti e "ascolta" pazientemente, rispettosamente, ciò che dicono gli estranei

4. Nonostante ciò, il suo cuore era ancora sigillato, chiuso. Ci può essere un po' di luce, un po' di conoscenza, un po' di movimento e di vita di coscienza in una Persona, eppure il cuore stesso è chiuso alla pura verità di Dio e dell'anima

1 Il peccato può tenere chiuso il cuore

2 L'orgoglio della natura può ostacolarlo

3 L'abitudine stolida può chiuderla con paura

4 Il semplice "amore per il mondo" può effettivamente escludere dal cuore tutte le cose migliori e più elevate. E qualcosa di questo tipo era lo stato della Lidia. La natura aveva chiuso il suo cuore, o la natura non aveva avuto bisogno di aprirlo, e in quel momento era in un certo senso materiale. E l'unico primo risultato di questa occasione si vedeva ora. "Il Signore", con la sua potenza onnipotente e con la sua grazia facile, "aprì il cuore di Lidia", lo aprì in modo che "lei prestasse attenzione alle cose che si dicevano di Paolo". È evidente che il cambiamento che avvenne dentro di lei, sotto il tocco del Signore, la portò a partecipare con orecchio, con mente, con cuore e con vita. Poiché "lei e la sua casa" sono battezzate rapidamente

III UN ULTERIORE SGUARDO AI RISULTATI

1. Un cuore generoso si sblocca. Si trova più di una camera del profeta e più di un pasto o di una giornata di svago

2. Viene illustrato un modo molto grazioso di mostrare generosità. Lydia non offre ospitalità in tono paternalistico. Implora di poterla rendere; e fonda la sua urgenza sulla fede di Paolo nella sua sincerità

3. Lidia si installa in quel luogo come colei che può essere "considerata fedele" per dare asilo ai perseguitati, e una casa ai prigionieri liberati Versetto 40

4. Un tipo stranamente significativo è dato di quell'elevazione delle donne che l'Europa dovrebbe essere destinata a testimoniare tra non molto, e che è stata proprio dovuta a una sola presenza: la presenza del cristianesimo. Dai tempi della Lidia, quali influenze benefiche nella Chiesa di Cristo, quali sono state le donne salvatrici e guide della Chiesa, umanamente parlando, i cui "cuori il Signore ha aperto"! Così il Vangelo cominciò il suo corso in Europa, così per "molti giorni" in silenzio, così con condiscendenza. E come il Maestro stesso raramente ha segnato in modo più significativo il carattere della sua condiscendenza che nel condiscendere a fare ciò che apparentemente poco, a guarire solo uno da una moltitudine, a "scegliere" solo "pochi", a riempire per lungo tempo solo un piccolo spazio agli occhi del mondo, così la sua vera Chiesa e la sua storia più umile si sono rallegrate di condividere la sua sorte; e quando lo ha fatto, ha quindi maggiormente testimoniato la propria approssimazione in somiglianza con lui. - B

Il cuore aperto

"Il Signore ha aperto il suo cuore". Descrivi la gioia che San Paolo deve aver provato in questo primo segno della benedizione divina che accompagnava le sue fatiche in una nuova sfera. Se Dio era con lui, aprendo i cuori del popolo, allora la sua fatica non poteva essere vana. Ripassa le circostanze in cui l'apostolo era stato portato a Filippi: la visione notturna in Macedonia, ecc. Spiega che Filippi fu la prima città, considerata geograficamente, non politicamente. Mostra la distinzione tra una sinagoga e una proseucha. Lodate le abitudini sabbatiche di San Paolo e descrivete la scena sulla riva del fiume. È interessante notare che il primo convertito cristiano fatto in Europa fu una donna, e una parte molto importante dell'opera del cristianesimo in Europa è stata l'elevazione della donna. Fissando l'attenzione sulla frase presa per un testo, notiamo:

IO IL PORTARE UN'ANIMA A CRISTO È OPERA DELLO SPIRITO. Il Signore, lo Spirito, è l'Apritore dei cuori. Tale apertura è l'inizio necessario dell'opera della grazia. Madre, amica, ministra, hanno il semplice potere di agire; Nessuno di loro può, in nessun modo, raggiungere il cuore e attuare il cambiamento salvifico. Illustra il modo in cui il fiorista produce nuovi colori e nuove varietà di fiori. Mette con cura i granelli di polline sulla parte superiore del pistillo, ma non riesce a farli scendere dal pistillo per fruttificare i semi sottostanti. Solo il misterioso potere della natura può raggiungere questo obiettivo. O illustrare dal particolare tipo di pietra che può essere frantumata in pezzi, ma, se messa a destra al colpo, si spacco in utili lastre. Dio solo può mettere gli uomini a posto per l'influenza della Parola predicata. È nostro dovere riunire la verità salvifica e le anime peccatrici, ma solo con il Signore c'è l'apertura per ricevere. Mostrate come questo può diventare un incoraggiamento per tutti i lavoratori cristiani che possono vedere che Dio sta lavorando con loro, e che in alcuni di coloro che cercano di benedire l'opera della grazia è evidentemente iniziata

II DIO LO SPIRITO HA VARI MODI DI PORTARE LE ANIME A CRISTO. Ciò che descrive l'opera della grazia nel cuore di Lidia non è detto di nessun altro, era solo il modo in cui lo Spirito si compiaceva di trattare con lei. Troviamo che nella creazione Dio agisce sempre in base a principi fissi, ma non è mai ostacolato dalla necessità di esprimere quei principi in forme fisse. I paesaggi, le piante, gli alberi, i volti, le menti, tutto prende forma su leggi vegetali o animali o mentali definite e invariabili; ma non ce ne sono due uguali nella loro forma. La diversità infinita è del tutto compatibile con l'unità vitale. È altrettanto vero nella nuova creazione. Dio ha stabilito certi princìpi in base ai quali deve essere disposto il ritorno delle anime a lui. Ci deve essere

1 penitenza,

2 umiltà,

3 fede;

Ma il modo esatto in cui questi devono trovare espressione è lasciato indefinito. Mostrate, dunque, quanto debba essere improprio fare dell'esperienza di un uomo un modello necessario per un altro uomo; e di conseguenza quanto possano diventare dannose le biografie cristiane per i giovani che cercano Dio, se tali ricercatori assumono l'idea di dover pensare, sentire e agire esattamente come hanno fatto gli altri. L'opera dello Spirito Divino nell'uomo è divinamente libera

LA DOLCEZZA E LA GRAZIA DELLE AZIONI DIVINE SI VEDONO NELL'ADATTAMENTO DEI METODI DI CONVERSIONE AGLI INDIVIDUI. Alcuni riescono a sentire Dio solo quando parla con i toni forti di un terremoto, di una tempesta o di un incendio. Ma è altrettanto vero che gli altri non prestano attenzione fino a quando non arriva loro la "voce dolce e sommessa"; e quindi le voci di Dio sono così graziosamente variate per gli uomini. Esempi della varietà e dell'adattamento dei metodi di Dio possono essere tratti dalla Scrittura. I pastori delle pianure di Betlemme furono guidati dal Salvatore bambino sotto la guida dei santi angeli; e i Magi che osservavano le stelle erano guidati dal segno della luce celeste. Il re Manasse, empio e persecutore, fu umiliato nella polvere, messo in una prigione e preparato dall'afflizione ad ascoltare il Dio dei suoi padri. L'eunuco della regina Candace fu condotto dalla Divina provvidenza, e preparato con l'abito studioso e meditativo, a vedere in Gesù di Nazareth il Messia-Salvatore della profezia dell'Antico Testamento. San Paolo fu portato alla fede da una rivelazione improvvisa e travolgente, adatta a convincere un uomo di carattere così impulsivo. Il carceriere di Filippi fu abbattuto dal terrore e strappato dall'orlo di una morte autoinflitta. E Lidia sentì il potere costrittivo della storia del Crocifisso. In ogni caso, la grazia del comportamento divino può essere mostrata nell'adattamento al carattere e alle circostanze. Applicare a:

1. Coloro che conoscono da tempo la potenza di Dio aprendo il loro cuore alla verità. Ciò di cui c'è bisogno ora è la piena accettazione della fede

2. Coloro che sono semplicemente consapevoli di nuovi sentimenti e desideri. Da dove vengono? Devono essere lo Spirito che opera in te. Dove tendono? Sicuramente alla fede in Cristo che salva

3. Coloro che temono di non aver avuto movimenti interiori dello Spirito di Dio. Forse passano solo inosservati. Forse anche ora siete pronti ad ascoltare di Cristo, il Salvatore vivente, che vuole il vostro amore e la vostra fiducia.

15 Quando fu battezzata; mostrando che San Paolo, come San Pietro, Atti 2:38,41 10:47 come Filippo, Atti 8:38 come Anania, Atti 22:16 come nostro Signore stesso, Marco 16:16 aveva messo il santo battesimo in prima linea nel suo insegnamento comp. Ebrei 6:2 E la sua casa comp. Versetto 33; 1Corinzi 1:16; 2Timoteo 4:19 Questa frequente menzione di intere famiglie come accolte nella Chiesa sembra implicare necessariamente il battesimo dei bambini. Le esortazioni ai bambini come membri della Chiesa in Efesini 6:1,2 e Colossesi 3:20, portano alla stessa conclusione. Vieni a casa mia, ecc. Un bellissimo esempio di vera ospitalità; comp. 1Pietro 4:9; Ebrei 13:2; 1Timoteo 5:10; 3Giovanni 5-8 ; inoltrethsen, 2Re 4:8-10, dove, tuttavia, la parola greca per "costretto" non è ejkra come qui parebiasato, che ricorre solo altrove nel Nuovo Testamento in Luca 24:29. Nella LXX è usato in 1Samuele 28:23; Genesi 19:3 Cod. Alex. in un senso diverso; 2Re 2:17; 5:16. La sua grande ospitalità non conferma l'osservazione di Crisostomo riguardo alla sua umile stazione di risalita

16 Stavano andando al luogo di preghiera per andare a pregare, A.V. e T.R.; che una certa cameriera per una certa damigella, A.V.; avendo per posseduto con, A.V. Il luogo della preghiera. Il proseuch hJ della R.T. significa senza dubbio "il luogo della preghiera", il proseuche. Andavano lì, senza dubbio, ogni sabato. Ciò che seguì accadde in un'occasione dopo il battesimo di Lidia. Uno spirito di divinazione pneuma Puqwnov, A.V.; Puqwna, R.T.. "Puqwn denotat quemlibet ex quo puqwsqai datur", "chiunque di cui possa essere fatta un'indagine" Bengel. Era il nome di Apollo nel suo carattere di dispensatore di oracoli. La stessa Delfi, dove si trovava il suo principale oracolo, era talvolta chiamata Pitone Schleusner, s.v., e Pizio era un epiteto comune di Apollo. Il nome Pitone Plut.,' Deuteronomio Difetto. Orac., ' cap. 9 venne quindi applicato a un ventriloquo ebraico bwOa, o allo spirito che era concepito per dimorare nei ventriloqui e per parlare attraverso di loro, proprio come in ebraico il ventriloquo era talvolta chiamato bwOa lb o tlub se una donna, il proprietario di uno spirito di divinazione, o semplicemente bwOa, un indovino vedi 1Samuele 28:7 -- due volte per il primo uso, e Levitico 20:27; Deuteronomio 18:11; 1Samuele 28:3 -- ; per il secondo In alcuni passi, come 1Re 28 e Isaia 29:4, è dubbio se bwOa significhi il ventriloquo o lo spirito. Il plurale femminile twObwOa Levitico 19:31; 20:6; 1Samuele 28:3,9; Isaia 8:19 sembra sempre indicare le donne, che, come la fanciulla nel testo, praticavano l'arte della negromanzia ventriloqua, sia realmente possedute da uno spirito che fingessero di esserlo. La parola puqwn si trova solo qui nel Nuovo Testamento. I LXX di solito rendono twObwOa di ejggastrimuqov. Guadagnare ejrgasia, letteralmente, lavorare, fare artigianato o commerciare; poi, per metonimia, il guadagno derivante da tale commercio Atti 19:24,25 Per divinazione manteuomenh. Cantici uno dei nomi di questi ventriloqui era ejggastrimantiv

Versetti 16-40.- Verità e falsità

I domini della verità e della menzogna sono per loro natura del tutto distinti. Questo non può essere espresso in modo più enfatico che nelle parole ispirate che parlano di Dio come del Dio della verità, e di Satana come del padre della menzogna. I due regni non solo sono distinti, ma sono opposti l'uno all'altro. Non è stato fatto danno più grande alla causa della verità che con l'impiego di armi di menzogna in sua difesa. E, d'altra parte, le armi più efficaci usate in difesa della menzogna sono state quelle che sono state prese dall'arsenale della verità. La sezione che abbiamo davanti mostra un notevole esempio dei campioni del vero e del falso, e delle armi caratteristiche di ciascuno. Prendiamo prima il caso dei maestri della ragazza indovina. Con loro era una semplice questione di guadagno. Ciò che la loro Pitonessa insegnava, la direzione che prendeva la sua divinazione, se la sua divinazione sosteneva il giudaismo, o il paganesimo, o il cristianesimo, era tutto per loro, così che i loro guadagni erano grandi. Erano buoni amici e sostenitori di Paolo e Sila finché i loro profitti erano coerenti con la diffusione del Vangelo. Ma quando la fanciulla fu messa a tacere e la corrente d'argento delle ricompense della divinazione si prosciugò, la loro ira non conobbe limiti. Con l'acuta furia dell'avarizia delusa si rivoltano contro coloro che prima sembravano onorare e rispettare. Ma come faranno vendetta contro questi "servitori dell'Iddio altissimo"? Non sarebbe opportuno dire la semplice verità e dire: «Questi uomini che ci mostrano la via della salvezza ci hanno derubato dei nostri guadagni nel nome di Gesù Cristo. Aiutaci a punirli". Non sarebbe il caso di dire: "L'unico difetto che dobbiamo trovare in loro e nel loro insegnamento è che non siamo più in grado di illudere la gente semplice e di defraudarla del loro denaro". E così cercano qualche supplica più nobile, e quindi più efficace. "Non siamo noi Romani? Roma non è forse la padrona del mondo? Filippi non è forse una colonia romana? È giusto che la maestà imperiale della città sia disprezzata e insultata qui in mezzo ai fasci littori e alla presenza stessa del pretore? O ancora: la legge non è forse il legame stesso che lega insieme il mondo? Non è forse la legge quella che tutti gli uomini buoni onorano e obbediscono? Il nobile popolo romano non è forse un popolo rispettoso della legge? E alcuni ebrei ignobili e spregevoli oseranno insegnare i costumi e persuadere gli uomini a osservare leggi contrarie alle leggi di Roma e contrarie ai doveri dei cittadini romani? Fuori una tale insolenza illegale! In nome della maestà di Roma, levatevi e abbattete questi intrusi. In nome della santa legge, levatevi, o magistrati, e castigate questi presuntuosi trasgressori della legge! Rivendica la bella fama di Filippi e metti a tacere questi bestemmiatori contro la verità!" Cantici parlava a questi menzogneri campioni dei loro sordidi interessi; e con le armi della giustizia brandite dalle loro mani ingiuste, ottennero una vittoria di breve durata. E ora per i campioni della verità. Paolo e Sila, come sono ritratti nella semplice e lucida narrazione degli Atti degli Apostoli, stanno davanti a noi come due uomini di trasparente integrità, che vivono per un unico obiettivo: la presentazione della verità alla mente degli uomini per il loro bene presente ed eterno. Non possiamo scorgere in essi un solo scopo egoistico: né l'amore per il guadagno, né l'amore per il potere, né l'amore per la lode, né l'amore per l'agio. Ciò che possiamo percepire - ci guarda in faccia - è un intenso amore per Dio, un'intera devozione al Signore Gesù Cristo, un'inestinguibile carità per le anime dei loro simili, sia Giudei che Gentili, e una calma e costante speranza dell'apparizione e del regno del loro Signore invisibile. Vediamo anche un senso del dovere che li spinge a fare ogni passo che fanno, e che spinge ogni parola che dicono. Ebbene, predicano il vangelo di Gesù Cristo. Essi convincono, si convertono, accolgono i loro convertiti nella Chiesa di Dio, conducendo nel frattempo una vita di purezza, tranquillità e ordine irreprensibili. Poi vengono catturati, vengono ignominiosamente percossi con molte frustate, vengono trascinati in prigione, i loro piedi vengono incastrati nei ceppi e vengono lasciati soli al buio

Ma per loro non era buio. Negli esercizi di preghiera e di lode la luce del Cielo illuminava le loro anime. Il vangelo che essi credettero e predicarono non era meno prezioso nelle sue promesse, nelle sue speranze, nella sua potenza, nella sua luce e nella sua gioia presenti, in quella prigione interna, di quanto non lo fosse stato in riva al mare o nelle affollate sinagoghe di Antiochia. Il Maestro che essi servivano non era meno glorioso, non meno degno di tutto il loro amore e di tutto il loro servizio, di quanto non fosse mai stato. Sapevano che la sua verità sarebbe durata di generazione in generazione. Non furono smossi dalla loro fermezza. Poi venne la loro meravigliosa liberazione. E come lo usavano? Predicando la stessa verità al loro carceriere, ripetendola alla casa di Lidia, portandola di città in città, e non tacendo mai, ma continuando a rendere testimonianza alla verità finché durò la loro vita. E ora tacciono? Non lo so. La verità non è cambiata; ma in cielo si vede più pienamente, con una lucentezza più limpida, in proporzioni più piene di larghezza, lunghezza, altezza e profondità; e coloro che lo conoscono lì hanno più pieni poteri di pensiero e di parola con cui magnificarlo di quelli che i più dotati di loro possedevano sulla terra

Versetti 16-25.- Cinque verità da Filippi

Impariamo...

CHE LA SACRA VERITÀ SI TROVA A VOLTE SU LABBRA IRRIVERENTI. Versetto 17.

1. A volte per scherno, come con questo povero schiavo di Filippi. Probabilmente captò le parole che aveva sentito pronunciare da Paolo e, in spirito di baldanza, le pronunciò di nuovo. Gli uomini Cantici hanno talvolta predicato o cantato in uno spirito di mera ironia e allegria indecente

2. A volte in insincerità; quando coloro che non si preoccupano di assicurarsi un sostentamento con mezzi onorevoli ricorrono alla religione come fonte di reddito. È malinconico pensare alle migliaia di persone che hanno adottato la funzione del predicatore come una chiamata mondana, sulle cui labbra le sacre verità del Vangelo sarebbero mal riposte come su quelle di questa damigella di Filippi

3. A volte con entusiasmo sconsiderato; Quando coloro che sono animati dal desiderio di fare il bene, ma si permettono di agire senza pensarci troppo, usano i termini più sacri con una libertà che è molto vicina alla leggerezza. In tutti i casi l'uso irriverente dei nomi divini e delle verità celesti deve essere fortemente se non severamente deprecato

II CHE L'EGOISMO NON VORRÀ MAI UN ABITO CON CUI NASCONDERE LA SUA BRUTTEZZA. Versetti 18-21. I padroni di questa povera donna, quando si accorsero che "la speranza dei loro guadagni era svanita", decisero di liberarsi degli uomini che in realtà sacrificavano i loro interessi temporali alla causa della verità e dell'umanità! Cantici istigarono la folla e portarono Paolo e Sila davanti ai magistrati, e fecero la parte dei cittadini indignati, la cui equanimità religiosa veniva spudoratamente disturbata Versetti. 20, 21. Non si sarebbero arrischiati a mostrarsi così com'erano, nella nudità e nella bruttezza dell'egoismo più assoluto; Così presero in prestito la bandiera del patriottismo per coprirsi. Il peggio di questo tipo di sofismi è che gli uomini in nessun momento ingannano se stessi, anche se non ingannano i loro vicini. Il peccato si impone presto; si crede benevolo e umano quando è mercenario e crudele

III CHE L'ERRORE IMMAGINA IGNORANTEMENTE DI POTER ESTINGUERE LA VERITÀ CON LA FORZA. La magistratura di Filippi, ben sostenuta dalla violenza della folla Versetto 22, fece battere e imprigionare la verità, nella persona dei suoi avvocati. Senza dubbio immaginava che ci sarebbe stata la fine di questa nuova e "pestilenziale" dottrina. Ma come i nomi di questi prigionieri dovevano essere onorati molto tempo dopo che quelli dei loro giudici erano stati dimenticati, così le verità che essi proclamavano dovevano essere predicate e cantate molti secoli dopo che quei legami erano stati spezzati e quelle mura sotterranee erano crollate. Quanto vano il tribunale dei magistrati, il flagello, la prigione, il patibolo, quando è la verità vivente del Divino Redentore dell'umanità che gli uomini cercano di soffocare o di uccidere Filippesi 1:12-14

IV CHE IL FEDELE SERVIZIO DI CRISTO È CANORO OVUNQUE. I canti nel santuario sono tanto naturali quanto comuni; vale a dire, quando adoriamo quel Dio che è il nostro Dio, sì, il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo. I loro devoti non potevano lodare gli "dèi delle nazioni", perché non c'era nulla nel loro carattere che suscitasse riverenza, fiducia, gratitudine. Ma i seguaci di Gesù Cristo trovano in lui tutto ciò per cui rendere omaggio e rendere grazie; Ma non è solo nell'atto del culto divino, ma in ogni momento, che "la sua lode è sulla nostra bocca". Anche in prigione, in una prigione come quella di Filippi, e dopo i colpi laceranti che avevano subito, Paolo e Sila "cantarono lodi a Dio". Si rallegrarono di essere "ritenuti degni di essere infatuati per il suo nome" Atti 5:41 -- ; vedi Matteo 5:10-12 E se i fedeli servitori di Cristo potessero "elevare a Dio voce di lode" nella prigione, coloro che ora sono impegnati nel suo servizio dovrebbero portare con sé ovunque lo spirito del canto sacro. Dobbiamo, possiamo, custodire lo spirito di gratitudine e di santa gioia in casa, nel luogo di lavoro, nella cerchia sociale, in ogni sfera della nostra attività. Infatti, come non c'è impegno in cui non dovremmo onorare Cristo, in cui non dovremmo renderci conto della sua presenza e godere del senso del suo favore divino, così non ce n'è nessuno in cui non possiamo trovare una fonte di soddisfazione, in cui non possiamo trovare una ragione per cantare santo

V CHE L'ABBONDANTE VITA CRISTIANA TRABOCCA A BENEFICIO DI TUTTI. "E i prigionieri li ascoltarono" Versetto 25. Non che Paolo e Sila cantassero per il loro beneficio, ma che l'abbondante felicità nel soffrire per Cristo traboccava e si faceva sentire da tutti intorno. Come questi uomini, le cui bocche, se mai aperte, pronunciavano senza dubbio giuramenti e maledizioni, dovettero essere colpiti dalla sorpresa, e forse dalla vergogna, nel sentire quei due prigionieri cantare salmi di lode! Se la nostra vita cristiana non sarà il povero, mal nutrito, poco profondo ruscello che può essere, ma il fiume ben nutrito, forte, veloce, che scorre sempre , allora vivremo per benedire gli altri anche quando agiamo solo per esprimere la nostra propria anima.

Versetti 16-18.- La testimonianza del male al bene

IO LA DAMIGELLA DIVINATRICE. Ecco una ragazza che viveva di impostura e guadagnava ai suoi padroni dal traffico di fantasie e menzogne. La magia e la divinazione fanno leva sull'immaginazione e sui desideri della mente popolare. Invece di condurre la mente alla verità, porta la mente all'abitudine di rimandare la verità all'espediente e all'interesse. Iris è il temperamento opposto a quello del vero cristianesimo

II LA SUA TESTIMONIANZA ALLA VERITÀ. Senza dubbio fu involontario, estorto a lei con una convinzione schiacciante. Cantici fa la verità non di rado viene da labbra strane. La ragazza sentiva il contrasto tra questi uomini e se stessa. Qui c'erano servi di Dio; era la serva del guadagno e dell'interesse personale. Essi con la verità sulle labbra e la vita nelle mani; lei con astute menzogne e inganni, orditi per defraudare gli uomini delle loro sostanze e dannosi per le loro anime. Essi conducono sulla via della salvezza e della beatitudine; lei, alla delusione e alla rovina

III LA CONDOTTA DEGLI APOSTOLI. Ci dà una regola. Non ci può essere comunione, e quindi nessun patto, e nemmeno un compromesso momentaneo, tra la luce e le tenebre. La verità non ha bisogno di tale aiuto, e non si è mai saputo che tali espedienti ne facciano avanzare il corso. I complimenti devono essere diffidati da chi lavora per Dio. L'esca della vanità è sempre pronta ad essere infiammata. La tentazione è quella di attribuire ai nostri meriti ciò che è opera della grazia divina. La gelosia contro il male è disarmata, la vigilanza rilassata. Gli uomini buoni possono così essere sedotti dal servizio di Dio a quello degli uomini, o peggio. Davanti alla fermezza e alla lealtà alla coscienza fuggono gli spiriti malvagi e seduttori.

Versetti 16-18.- Il regno della luce che si rivela

Ai confini dell'Europa dove molti falsi spiriti erano all'opera. La divinazione e la divinazione, il ricorso degli uomini nella loro cecità, una testimonianza allo stesso tempo della loro impotenza morale e del loro riconoscimento di un potere superiore. La credulità degli uomini è stata resa fonte di sordido traffico sia dalla filosofia che dalla falsa religione. Da qui il turbamento nella mente di Paolo. Non era per il suo bene, ma per il vangelo

LA VERITÀ NON HA BISOGNO DI FALSITÀ PER AIUTARLA. La Chiesa di Roma ha agito in modo molto diverso. Se non fosse stato fermato, il vangelo sarebbe stato considerato a Filippi come un'altra forma di divinazione. La semplicità è il punto di forza

II COLORO CHE STANNO RIPOSANDO SULLA ROCCIA POSSONO PERMETTERSI DI WALT. "Dopo molti giorni" lo spirito fu scacciato

III Il regno di Cristo, messo in collisione con il regno di Satana, rivela la sua potenza vittoriosa. Cantici nel corso della storia. «Proprio a quell'ora.» Il Nome di Gesù Cristo fu esaltato, tanto più per il malvagio disegno contro di esso. Pietà per gli illusi e i miserabili. Giudizi per gli ingannatori. I porci e gli spiriti periscono insieme. - R

Versetti 16-39.- Un illustre triplice trionfo del cristianesimo

Morbido come il passo con cui il cristianesimo entrò nei bei campi d'Europa, e gentile come l'accoglienza che gli fu riservata allora, la sua sorte uniforme non tardò a fare la sua comparsa. Presto suscita un'attenzione ravvicinata, suscita una forte opposizione, rivendica il suo genio e i suoi diritti, e il lustro della sua vittoria morale deve essere stato spesso avvertito dai fedeli apostoli abbastanza da compensare le persecuzioni e le sofferenze che incontrarono. Raramente c'è stato un esempio più consumato del genere di quello qui registrato. Notiamo...

I L'ASCESA DELL'OPPOSIZIONE, E LA VITTORIA LA PRIMA. La prima nota di discordia fu suonata da un agente insolito ma non del tutto sconosciuto, e fu involontariamente provocata da quell'attore in tutta la scena

1. La fanciulla posseduta dallo spirito di divinazione, forse responsabile in prima istanza di essere stata così vittima di poteri malvagi, può essere ritenuta non responsabile nella sua condotta attuale

2. Non si deve supporre che le parole degli spiriti del male per mezzo dei suoi organi corporei della parola siano necessariamente espressioni di scherno, o di qualsiasi disegno malvagio per pregiudicare coloro che avrebbero potuto ascoltare Paolo, se lui e i suoi compagni non fossero stati annunciati da un agente di un tipo così sgradito. È detto che Cristo "non permise ai demoni di parlare perché lo conoscevano". E la schiava posseduta diceva quello che diceva perché era sotto l'influenza di quelli che realmente discernevano e sapevano di che specie erano Paolo e Sila

3. L'obiezione di Paolo potrebbe essere stata dovuta

1 a una ripetizione, che di per sé potrebbe trasformare la serietà in derisione;

2 con profondo dolore, che avrebbe inevitabilmente sentito che le parole della verità dovevano essere ora, non l'espressione di esseri umani intelligenti e convertiti, in quanto tali, ma di poteri umani usurpati, e sebbene sotto il dominio della Torre superiore , non sotto il governo di una bontà superiore, ma il contrario

4. Paolo ha il potere di pronunciare il comando dell'espropriazione, con il quale il grido di "molti giorni" cessò, e lo spirito maligno se ne andò, e la sua "mente sana" tornò allo schiavo. E dai fatti più nudi e crudi del doloroso ma meraviglioso incidente apprendiamo quanto sia tirannica l'usurpazione delle potenze del male; come, tuttavia, le potenze del male a volte si spingono al servizio della verità; come il loro aiuto non cercato se di aiuto si tratta è rifiutato dallo Spirito di verità e dai veri stessi, che non incoraggiano il male affinché il bene possa venire; dall'altro, come la loro lesione progettata viene respinta; ma infine come, da tutta l'umiliante scena di lutto, Paolo ottenne una vittoria "nel Nome del Signore Gesù". Qualunque cosa fosse di più offensiva in ciò che stava accadendo fu sommariamente terminata, le potenze umane furono disincantate, un intero mercato di iniquità umana fu presto chiuso, se non in bancarotta, e il vero potere fu esaltato e ingigantito

II L'OPPOSIZIONE STESSA, E LA VITTORIA LA SECONDA

1. L'opposizione non era dovuta alle vedute religiose o alla predicazione e all'insegnamento di Paolo e Sila. Erano i Gentili e i Romani che erano gli oppositori di oggi, non, come spesso fatto fino ad allora, gli Ebrei. La causa dell'opposizione era la più radicale per il cuore umano. La miserabile schiava era stata guadagnata da padroni crudeli, mai così crudele come quando era crudele con l'umanità, e quando il suo guadagno era scomparso, la loro opposizione era soppressa, ed era decisa, determinata, amara e allo stesso tempo in malafede. Hanno dichiarato di essere romani, e hanno dimenticato di assicurarsi che non ci fosse un senso in cui Paolo e Silos erano romani ai quali era ancora più necessario mostrare rispetto. Ma si diceva che la causa consisteva in ciò che Paolo insegnava come "Giudeo".

2. L'opposizione è stata condotta in ogni sorta di disprezzo della giustizia e dell'ordine. Gente arrabbiata e governanti, e magistrati e moltitudini, si mescolano insieme contro una coppia di uomini che aveva riportato una schiava posseduta alla sua mente sana; e le percosse e la prigione, e la prigione più intima e i ceppi, sono la loro punizione, e, si suppone, il loro silenzio

3. L'opposizione, invece di metterli a tacere, aveva preso i mezzi per tenerli svegli anche a mezzanotte, quando forse tutti i loro nemici dormivano. Che cosa possono fare se non pregare? Ma la preghiera a volte porta un aiuto molto pronto, molto presente, e cantavano lodi, e sebbene il carceriere non li ascoltasse, altri prigionieri sofferenti lo facevano. E Dio lassù udì, e portò una rapida e completa liberazione. Non c'era pietra dell'edificio della prigione che si muoveva, non c'era la porta chiusa a chiave che si apriva e non si era sciolta. E subito la seconda grande vittoria cominciò ad essere evidente

1 La causa di Paolo e di Silos è quella per la quale appariranno il miracolo, il terremoto e il Cielo

2 La vita del carceriere è salvata dai prigionieri che hanno fatto legare così saldamente e così frettolosamente poche ore prima

3 Una vita più grande e migliore è risvegliata in quel carceriere, così che le sue mani per lavare le percosse, e la sua casa e il suo cibo e il suo stesso cuore, sono tutti ai piedi dei suoi prigionieri, e "lui e tutti i suoi" annoverati tra i seguaci di Cristo! Meraviglie come queste passarono tutto ciò che Filippi aveva mai sognato prima

III IL CROLLO TOTALE DELL'OPPOSIZIONE, E LA VITTORIA LA TERZA,

1. Quando i giudizi di Dio sono sparsi sulla terra, l'aria stessa è piena di dicerie. I magistrati, prima ancora che spuntasse il giorno, avevano sentito, anche se solo un sussurro, ciò che li commuoveva più del terremoto. Inviano l'ordine più semplice che gli uomini siano "lasciati andare". Non sono solo i cuori umili mossi alla salvezza, che appartengono all'interposizione del Dio e Salvatore di Paolo; I cuori fieri, immutati e forse immutabili tremano al loro centro, e cercheranno la via più breve e la via meno osservata, o qualsiasi altra via, se si sentiranno di nuovo liberi di respirare e liberi da quello che per loro è l'incubo più spaventoso

2. Ma l'ora del trionfo supremo dei servi di Cristo era giunta. Non mostrano fretta di andare. Sono rimasti in silenzio quando il mercato ha ululato intorno a loro. Ma quando quell'alba prevalse una quiete quasi mortale, e coloro che erano nei dintorni parlarono con il fiato sospeso e sospeso, pochissime parole delle labbra di Paolo, molto tranquille, ma molto autorevoli, completarono finalmente la trasformazione della scena. Che contrasto, e che ora orgogliosa per la verità, quando Paolo pronuncia su certi magistrati una sentenza di maggiore grandezza morale e di più vasta portata, di tutte le sentenze che essi hanno pronunciato per secoli! Potete udire quelle parole, e il culmine di esse: "No, in verità!" Certamente tutti gli altri "andarono davvero dicendo". Né possiamo dubitare che a Dio Paolo e Sila abbiano dato la gloria; a Gesù, Maestro, Re, Capitano, hanno dato la gloria; all'energico Spirito di luce, potenza e conversione, hanno dato la gloria; né si presero un atomo dell'orgogliosa soddisfazione quando i "magistrati" vennero" in persona, "e li cercarono" e li condussero fuori, e chiesero che se ne andassero dalla città". Quale triplice trionfo ottenne Gesù a Filippi d'Europa, quando sciolse il corpo e la mente dello schiavo, quando fece suo il cuore e la vita del carceriere, e quando mandò i magistrati in ginocchio ai flagellati, imprigionati, ma che ora dettavano legge a Paolo e Sila!

17 A seguire... gridò, seguito e gridò, A.V.; servi per i servi, A.V.; proclama a te perché ci mostri, A.V. e T.R. Questa testimonianza dello spirito di divinazione alla dottrina di San Paolo è analoga a quella degli spiriti impuri che gridarono a Gesù: "Tu sei il Figlio di Dio" Marco 1:23-26; 3:11; Luca 4:34,35 e il modo in cui San Paolo si occupava dello spirito di divinazione era simile a quello di nostro Signore con gli spiriti maligni nei casi citati. Quale fosse il motivo della fanciulla, o lo spirito da cui era posseduta, per gridare così, o San Paolo per averla messa a tacere, non ci è stato detto. Forse lo interruppe e distrusse le menti di coloro ai quali stava predicando. E non gli piaceva la mescolanza di menzogne e verità. Il motivo della segretezza che fu una delle cause del rimprovero di nostro Signore agli spiriti non si applicherebbe nel caso di San Paolo

La testimonianza degli spiriti maligni a Cristo

Questa povera schiava era soggetta a qualche tipo di crisi convulsive o epilettiche. Le malattie cerebrali e le varie forme di isteria erano comprese in modo molto imperfetto nei tempi antichi. "Nulla era meno compreso nell'antichità di queste oscure fasi di eccitazione mentale, e gli strani lampi di senso, e talvolta anche di genio, scaturiti dall'oscurità di un intelletto turbato, erano considerati come espressioni ispirate e profetiche". L'opinione generale associava tali forme di malattia al possesso di qualche spirito, buono o cattivo; ed è curioso notare che il grande medico Ippocrate attribuiva le malattie epilettiche alla possessione di Apollo, Cibele, Poseidone, ecc. "In questo periodo, e molto prima, le persone di questa classe - di solito donne - erano considerate profetesse, ispirate dall'Apollo Pitico". "Come indovina e indovina, questa povera ragazza era tenuta in grande considerazione dal volgo credulone della città". "Il fatto che San Luca, che nel suo Vangelo descrive fenomeni simili come provenienti da doemonia, spiriti maligni, spiriti impuri, debba qui usare questa eccezionale descrizione, sembra implicare che o questo fosse il modo in cui il popolo di Filippi parlava della fanciulla, oppure che egli riconoscesse in lei fenomeni identici a quelli delle sacerdotesse di Delfi, le distorsioni selvagge, le grida stridule, la follia di un'ispirazione malvagia. Alla maniera delle sibille, delle maghe e dei chiaroveggenti di altri tempi, la ragazza era considerata dotata del potere di divinare e predire, e le sue grida selvagge venivano raccolte e accolte come oracoli. Ricordando la dottrina ben consolidata che la Bibbia non è data come una rivelazione della scienza, medica o di altro tipo, siamo in grado di riconoscere in questa narrazione semplicemente l'opinione generale dell'epoca riguardo alle possessioni spiritiche, e non abbiamo bisogno di affermare che né nostro Signore, né gli apostoli, nel trattare tali casi, suggellano per noi la verità di questa spiegazione di essi. Visto il sentimento comune, non era bene che a queste persone fosse permesso di dare testimonianza agli insegnanti cristiani. La loro testimonianza poteva essere abbastanza vera, ma era certamente suscettibile di essere fraintesa. non è stata ancora data una spiegazione del tutto soddisfacente delle possessioni demoniache registrate nel Nuovo Testamento, ma possiamo ammettere pienamente questo: c'è stato un notevole aumento della forza spirituale malvagia nell'era cristiana primitiva

IL TRATTAMENTO DI NOSTRO SIGNORE DI QUESTI FENOMENI. Gli apostoli infatti seguirono l'esempio del loro Signore. Un esempio eclatante può essere riferito a Matteo 8:28-34 Nostro Signore

1 liberò le vittime dal potere del male, facendo di ciò un'illustrazione della sua missione morale e spirituale; e

2 Resisteva all'associazione del suo lavoro con la testimonianza di malattia, mania, isteria o possessione malvagia. Era necessario che ogni associazione del prestigiatore fosse dissociata dal cristianesimo. Il suo appello è ai sobri ragionamenti della mente e alle esigenze normali e naturali del cuore. Il vangelo è per gli uomini nei loro sensi; e giustamente rifiutava allora, e rifiuta ancora, ogni testimonianza dell'estasi, dello spiritismo, della giocoleria, dell'oracolo o di qualsiasi forma innaturale di eccitazione. Una verità può essere tristemente disonorata e travisata e prevenuta dai suoi sostenitori, anche se non per questo cessa di essere la verità. Anche la testimonianza degli spiriti maligni ha certamente per gli uomini un tono malvagio, così Cristo rifiutò di permetterla

II IL TRATTAMENTO DI QUESTI FENOMENI DA PARTE DEGLI APOSTOLI. Qualcosa può essere dovuto al fastidio personale di San Paolo per il continuo ripetersi di queste grida clamorose, che ostacolavano il suo lavoro, e molto probabilmente lo disturbavano quando parlava nella proseucha. Può anche aver provato grande pietà per la povera ragazza sofferente, ma senza dubbio la ragione principale per cui ha esercitato il potere miracoloso che gli era stato affidato era l'incomprensione del suo carattere e del suo lavoro che la sua testimonianza avrebbe probabilmente prodotto. Gli uomini potevano essere indotti da lei a pensare che egli fosse posseduto da alcuni degli dèi, o che fosse un messaggero di alcuni idoli, e così la sua opera sarebbe stata ostacolata, come lo era stata a Listra. Dobbiamo ricordare che il messaggio degli apostoli era direttamente antagonista al paganesimo e all'idolatria, ed essi avevano ragione a proteggerlo gelosamente da una così pericolosa associazione con esso. Imprimere, in conclusione, che il cristianesimo fa appello all'intelligenza, alla coscienza e agli affetti; e, allora come oggi, non ha bisogno, e non sopporterà, di aiuti accidentali o discutibili.

18 Lo ha fatto per lei, A.V.; per molti per molti, A.V.; dolorosamente turbato per addolorato, A.V.; carica per il comando, A.V.; per lui, A.V.; che molto per lo stesso, A.V. Comando paraggellw, come in Atti 1:4; 5:28 ; e Versetto 23 di questo capitolo, ecc.. Gli unici altri esempi di esorcismo di San Paolo sono quelli registrati in Atti 19:12 e 15. La questione della possessione da parte degli spiriti è troppo vasta per essere discussa qui. Basti notare che San Paolo nella sua azione come aveva fatto Nostro Signore prima di lui, e San Luca nella sua narrazione, trattano distintamente il possesso e l'espulsione per la potenza di Cristo, come reali

19 Ma per e, A.V.; guadagno per guadagno, A.V. ejrgasia, come Versetto 16; calvo aggrapparsi per essere catturato, A.V.; trascinato per drew, A.V.; prima per unto, A.V. I governanti oiJ arcontev; gli Arconti. Meyer pensa che questi fossero i giudici della città, o magistrati che avevano sempre la loro corte nell'ajgora, o foro, da cui Paolo e Sila venivano inviati ai pretori strathgoi per il giudizio. Cantici in Luca 12:58, le parti in causa vanno prima all'ajrcw, ed egli li manda al krithv, o giudice, che li ordina per la punizione. Questa sembra una spiegazione più probabile di quella comunemente adottata Howson, Alford, Renan, Lewin, ecc., che l'arcontev e lo strathgoi significano gli stessi ufficiali. Non si può concepire alcuna ragione per cui Luca li chiamasse arcontev se intendeva strathgoi, o per nominare l'ufficio due volte quando una volta era sufficiente. Né è probabile che ufficiali di così alto rango come i duumviri, o procuratori, come erano stati chiamati, dovessero essere sempre nel foro, per giudicare ogni piccolo caso vedi gli articoli "Colonia, Duumviri" e "Pretore", in "Dict. of Greek and Roman Antiquities". Sembra, quindi, che la spiegazione di Meyer sia giusta. Atti Atene il termine generale arcontev era applicato ai magistrati inferiori, così come ai nove arconti 'Dict. of Greek and Roman Antiquities' "Archon"

Versetti 19-34.- Gioia nella tribolazione

"Tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù devono subire persecuzione". "Dobbiamo entrare nel regno attraverso molte tribolazioni". La verità di queste parole paoline era stata spesso messa alla prova da esperienze, di cui quella di Filippi fu una delle più significative. Anche qui fu uno dei luoghi in cui imparò a dire: "Grazie a Dio, che ci fa sempre trionfare!

IO SONO INTERESSATO ALLE ARMI CONTRO LA VERITÀ. I cantici spesso, specialmente ai nostri giorni, sono gli interessi e i profitti degli uomini dalla stessa parte del cristianesimo; Abbiamo bisogno che ci venga ricordato che la pietà e il guadagno nel senso immediato e inferiore non sono identici

1. La radice dell'opposizione alla verità. Videro che la loro speranza di guadagno era svanita. Ovunque gli uomini sferrino un colpo contro la pura moralità, i sani e inconfutabili principi dell'insegnamento, possiamo contare su di esso: alla base di esso c'è un "interesse acquisito". Il progresso del Vangelo ha posto fine a molte false chiamate e, speriamo, ne porrà fine a molte altre

2. Le armi della menzogna. False accuse, false dichiarazioni. La malizia sa che il modo più efficace di attacco è quello indiretto. Se non si riesce a confutare le argomentazioni di un uomo, si può infangare il suo carattere. Se la sua vita privata è irreprensibile, cercate di dimostrare che i suoi princìpi sono pericolosi per la società. Se dice verità sgradite, accusatelo di infrangere la pace generale e i buoni sentimenti 1Re 18:17; Amos 7:10 Il lupo nella favola! L'uso astuto delle grida è un altro strumento di passione e malizia. Il grande nome e il grande potere romano sono assaliti, e ciò da ebrei odiati e spregevoli! Questa è la prima volta che la legge romana viene invocata contro il cristiano. Osservate la mezza verità negli argomenti della malizia. Il cristianesimo rende gli uomini irrequieti, spaventa il male a causa del falso riposo. Scardina le vecchie usanze, ed era destinata a rovesciare l'orgoglio romano. Così la folla era eccitata, come spesso in tali circostanze, e, tra urla di rabbia e raffiche di indignazione, gli apostoli sono maltrattati, le loro vesti strappate; Vengono picchiati e gettati in stretta reclusione. I cantici fanno spesso l'impressione che la malizia e la passione prendano il sopravvento sulla loro volontà, mentre si preparano alla sconfitta

II GIOIA INTERIORE IN MEZZO ALLE TENEBRE ESTERIORI; LA LIBERTÀ INTERIORE NELLE OBBLIGAZIONI E NELLA PRIGIONE. Atti a mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni. Quella che sembra essere la porta della morte e dell'inferno può essere trasformata con la preghiera e il canto nella porta del cielo, la via del Paradiso. Non è il luogo che santifica lo spirito, ma lo spirito che santifica il luogo. Grande il trionfo dello spirito, per cantare, non tra le mura sicure della chiesa, ma dietro le porte sbarrate della prigione! Dolci sono le "canzoni nella notte"! È la sofferenza che strappa dal cuore l'anima stessa della musica; e alle preghiere così pronunciate, un profondo Amen riecheggia nel cielo

III IL POTERE DIVINO RESO MANIFESTO AI SENSI E ALLO SPIRITO

1. Il terremoto. Questa fu la risposta esteriore alla preghiera e al canto. Il cielo e la terra si commuovono alla preghiera del santo. Mentre tremava terribilmente attraverso la prigione, aprendo le porte e allentando i legami, anche i cuori furono colpiti e si spalancarono al tocco di Dio

2. L'agitazione dell'anima. Il carceriere si sveglia, all'inizio in preda all'angoscia e alla disperazione. I prigionieri sono fuggiti; È un uomo perduto! C'è un'improvvisa tentazione al suicidio, e all'ultimo momento il crimine viene scongiurato e la salvezza ricevuta. " Non farti del male, perché siamo tutti qui!" Coloro che amano il trattamento allegorico dei testi possono trovare materia qui. Il dovere e la volontà di Dio sono legami più saldi delle manette e dei ceppi. "Tutti siamo qui" gridano i servi di Dio, con la testimonianza della nostra parola, modello della nostra vita, preghiera di intercessione del nostro amore. Ma un nuovo timore, più terribile del primo, si impadronisce dell'anima del carceriere: "Che cosa devo fare per essere salvato?" Quando si tratta seriamente di questa domanda, l'anima è matura per la salvezza. Uno di questi gridi fa scendere tutta la misericordia del Cielo

3. La grande domanda. Non è impreparato. Aveva udito gli apostoli pregare. Senza dubbio semi di sporcizia, caduti nella sua mente in qualche occasione precedente, ora germogliavano e rapidamente irrompevano nella vita. Come la terra si tinge di verde dopo un temporale, così l'anima dell'uomo nacque una nuova vita nel mezzo del terribile terremoto

4. La grande risposta. Credere! "La 'fede' è tutta la tua saggezza", disse lo scettico imperatore Giuliano. Vero! e atteniamoci ad esso. Affidazione nel Santissimo e nel Divise, per il tempo e per l'eternità; Questo e solo questo è saggezza. La fede nel sempre benedetto rende beati. In Lui otteniamo un Amico Divino nella casa; un sacro ordine domestico; dolce pace domestica; stabilità interna garantita; Una porzione nella dimora celeste

5. La grande decisione. È piuttosto implicito che espresso; dimostrato dai risultati pratici che dalle parole. La fede opera nel cuore del carceriere per mezzo dell'amore. La sua gratitudine a Cristo è dimostrata da attenzioni di premurosa gentilezza verso i suoi servitori. Il severo custode dei ceppi viene trasformato dalla magia dell'amore nel medico e nell'ospite. Il carceriere è diventato un "prigioniero di Gesù Cristo". Dopo aver lavato i suoi ospiti ora onorati dalle macchie della contaminazione esteriore, egli riceve dalle loro mani il battesimo della purezza spirituale. La scena si chiude in mezzo alla ghiandaia più pura. In tal modo i luoghi più oscuri e le associazioni più ripugnanti vengono glorificati e idealizzati dallo Spirito del Dio vivente e amorevole. La prigione diventa una cappella; un terribile luogo di giudizio; una scuola di penitenza e di fede; una casa di amore e gentilezza; un luogo di nuova nascita e di nuova vita.

Versetti 19-40.- La prima persecuzione europea

Non è stato in alcun modo istigato dagli ebrei, ma è venuto da governanti e magistrati, sotto l'istigazione dell'errore pagano. Una distinzione importante. Il cristianesimo, quando ha allargato la sua sfera d'azione, ha dovuto incontrare l'opposizione di:

1. Lo Stato

2. La falsa filosofia che lo considera una follia

3. Il clero pagano, temendo di perdere le sue redditizie superstizioni

II Il metodo di persecuzione era generalmente attraverso l'illegalità e il tumulto. Non c'è stato alcun processo, nessuna accusa adeguata. Solo la folla contro di loro

III Il vangelo ha portato alla luce ciò che era buono è l'antico volere, e lo ha attirato a sé. L'ordine e la disciplina romana sono qui nettamente dalla parte dei perseguitati, e i persecutori hanno paura. Cantici d'ora in poi, quando il vangelo sarà visto all'opera in Europa, troveremo la legge romana al servizio

IV Dio parla tra i pagani con la voce della sua PROVVIDENZA e della NATURA. Il terremoto aiutò la causa della verità. Una meravigliosa testimonianza a tutta la città e al quartiere

V La conversione del carceriere di Filippi, una GLORIOSA CONSUMAZIONE DELLA PERSECUZIONE. Cantici sempre: l'ira dell'uomo loda Dio

VI Il contrasto tra i prigionieri che pregano e cantano e le autorità terrorizzate è una testimonianza impressionante della verità. Anche Lidia e le sue compagne pregarono. La piccola chiesa di Filippi, accresciuta da tutto l'avvenimento, "li confortò e se ne andò". "Riempiendo ciò che è dietro delle sofferenze di Cristo a causa del suo corpo, che è la Chiesa". -R

20 Quando ebbero portato per portato, A.V.; fino a per a, A.V.; hanno detto per aver detto, A.V. I magistrati; strathgoi, cioè i pretori. Filippi, essendo una colonia, era governata da magistrati romani chiamati duumviri, corrispondenti ai due consoli a Roma. Ma apprendiamo da Cicerone che ai suoi tempi i duuraviri nelle colonie cominciavano ad essere chiamati pretori, un po' precedentemente usati solo a Roma Deuteronomio Leg. Agrar., 34, e ad essere preceduti da littori rJabdoucaoi di Versetto 35. Sono state trovate due iscrizioni in cui sono menzionati i duumviri di Filippi Lewin, p. 26

21 Pronto per l'insegnamento, A.V.; è per are, A.V.; o per nessuno dei due, A.V. Romani; in un senso speciale, come membri di una colonia

22 Strappa loro le vesti per strappare le loro vesti, A.V.; batterli con le verghe per batterli, A.V. Batterli; rJabdizein, che indica che furono battuti dai littori, o rJabdoucoi vedi Versetto 35. La frase affitto ... off perirjrJhxantev si trova qui solo nel Nuovo Testamento, ma è frequentemente usato per spogliarsi delle vesti, nel greco classico e in RAPC 2Ma 4:38; e da Giuseppe Flavio 'Ant. Giud.', 6:14:6 di Davide che si stracciava le vesti, una circostanza non menzionata nel racconto biblico 1Samuele 30:4

24 Gesso per la spinta, A.V. Nelle scorte; Greco tolon, a volte chiamato xulopedh. Lo xulon era di forme diverse e veniva usato come punizione. A volte era una specie di pesante collare di legno messo al collo di un prigioniero, da cui la frase, Xulw fimoun than Aristoph., 'Nubes', 592' Per rendere il suo collo stretto alla gogna. A volte era quello che Aristofane chiama pentesuriggon xulon, "ceppi con cinque fori", due per i piedi, due per le mani e uno per il collo. Qui, come inmati, Giobbe 13:27 dove la parola LXX è ejn kulu ebraico dse, un palo, o tronco, è semplicemente "i ceppi". Così Paolo e Sila, prima spogliati e catturati, poi messi nella prigione interna, e ulteriormente resi saldi nei ceppi, furono trattati con il massimo rigore e severità possibile. Vedi la vivida reminiscenza di San Paolo dell'oltraggio ntev 1Tessalonicesi 2:2 -- , uJbrisqe

25 Ma circa per e a, A.V.; pregavano e cantavano inni per pregavano e cantavano lodi, A.V.; stavano ascoltando imperfetto per sentito, A.V. Pregato, ecc. Il loro proseuche era ora il dungeon e gli eleganti. Ma, sebbene fossero solo due, il Signore era in mezzo a loro, secondo la sua promessa, e manifestò la sua graziosa presenza nella sorprendente liberazione che seguì. Li ascoltavano, ejpakroaomai, che si trova solo qui nel Nuovo Testamento. Ma il sostantivo, ejpakroasiv, ascoltare "ascoltare", A.V., ricorre nella LXX di 1Samuele 15:22. Che scena I L'oscuro sotterraneo interno; i prigionieri stretti nei ceppi, con la schiena ancora sanguinante e bruciante per le percosse; la compagnia di criminali e reietti della società; l'ora di mezzanotte; e non gemiti, o maledizioni, o lamenti, ma gioiosi e fiduciosi canti di lode che risuonano nella cripta! mentre i loro compagni in prigione ascoltavano con stupore il suono celeste in quel luogo di vergogna e di dolore

Luce nell'oscurità

"Ma verso mezzanotte", ecc. Potere dei fatti di parlare per Cristo. I miracoli di Cristo accompagnarono il suo messaggio. "Credi alle opere." Dobbiamo spingere questa evidenza dei fatti sui non credenti, perché non sono preparati ad aprire i loro cuori alla verità

UN LUMINOSO ESEMPIO DI FEDE

1. Ha superato la paura, la vergogna, la sofferenza

2. Si aggrappava al futuro, pregando e lodando, sotto l'influenza della speranza. Era mezzanotte, ma c'era il mattino nelle loro anime

3. Era la fede che era stata provata dall'esperienza; essi ricordavano le liberazioni passate. "Il suo amore nel tempo passato", ecc

II DIO OPERA CON IL SUO POPOLO

1. Apre le loro labbra, quando il mondo le avrebbe chiuse. La prigione interiore e i ceppi non possono mettere a tacere la verità. Il pubblico è lì: i prigionieri e il carceriere romano

2. Colleghi di lavoro chiamati. "La terra aiutò la donna" Apocalisse 12:16 Dio sta facendo molto sotto la superficie degli eventi. Le correnti del governo provvidenziale si uniscono alle correnti dell'influenza spirituale. La rinascita dell'intelligenza e dell'umanesimo che precede la Riforma. Le due grandi correnti del XVIII secolo, spirituale e politica; e ora la scienza aiuta l'avanzamento del cristianesimo

3. Lascia che Dio trovi un'opportunità per noi. Sii paziente e spera fino alla fine. L'afflizione del cristianesimo per il mondo produce la pace.

Il trionfo cristiano sulle circostanze

È quasi impossibile esagerare nel descrivere le sofferenze di San Paolo e del suo compagno in questa occasione. Bisogna tener conto della fragilità del corpo di San Paolo e della sensibilità della sua costituzione nervosa. Inoltre, sembra che si sia appena ripreso da una malattia molto grave. Il canonico Farrar dice: "Fu la prima di tre flagellazioni di questo tipo con le verghe dei littori romani che Paolo subì, ed è inutile soffermarsi anche solo per un momento sulla sua pericolosa e lacerante angoscia. Noi, in questi giorni moderni, non possiamo leggere senza un brivido nemmeno la fustigazione di qualche brutale garotter, e il nostro sangue si gelerebbe per l'orrore indicibile se un incidente del genere, o qualsiasi cosa che gli assomigli lontanamente, fosse accaduto nella vita di un Henry Martyn o di un Coleridge Patteson. Ma tali orrori si sono verificati almeno otto volte nella storia di uno il cui corpo era più fragile per anni di sofferenza di quello dei nostri missionari inglesi". Con le ferite non curate, San Paolo e Sila furono brutalmente spinti nella prigione interna, una prigione ripugnante e ripugnante, lì a sedersi per ore con le membra strette, tremando nell'umidità e nel freddo. Tutto, nelle loro circostanze, era contro di loro, eppure "con eroica allegria consolavano le lunghe ore nere della mezzanotte con preghiere e inni". Senza dubbio canterebbero salmi ben noti, e si possono facilmente fare selezioni di quelli che si adattano esattamente al loro scopo. È un incidente notevole. È un trionfo del carattere; un trionfo di grazia; una sublime dichiarazione di ciò che la presenza realizzata di Cristo può essere per i sofferenti che credono. Facendo degli incidenti l'oggetto della meditazione, osserviamo:

IO L'UNITÀ DEL CORPO E DELL'ANIMA. Un'unità così completa che l'uno non potrà mai soffrire senza la sofferenza comprensiva dell'altro. Se l'anima è depressa o angosciata, la condizione nervosa del corpo risponderà sicuramente. Una vigorosa salute fisica non può mai essere conosciuta quando la mente è malata o l'anima troppo logorata e turbata. E, d'altra parte, la depressione dell'anima viene spesso dal dolore del corpo; E finché il dolore è limitato, la depressione continua. È singolare notare che una piccola fragilità prolungata è più impegnativa per lo spirito di un'angoscia o di un dolore improvviso e intenso. L'anima sembra fare un grande sforzo per soddisfare una grande occasione, ma non riesce a resistere a una continua e stancante influenza. L'esempio può essere preso da varie classi di malati fisici e mentali. Si può mostrare quanto spesso si scopra che il dubbio e l'angoscia spirituali sono dovuti alla simpatia tra il corpo e l'anima. E, in vista di ciò, si può sollecitare l'infinita tenerezza del modo in cui Dio ci comporta. Dio misericordioso, "egli conosce la nostra forma, si ricorda che siamo polvere!"

II IL DIVORZIO TRA CORPO E ANIMA. Si può dire che "come l'uomo esteriore perisce, l'uomo interiore si rinnova di giorno in giorno". I registri degli afflitti confermeranno l'affermazione che, in due circostanze o condizioni, l'anima può liberarsi dal corpo e elevarsi al di sopra della portata del corpo nel potere della propria vita

1. Quando il dolore è estremo. Illustra dal martirologio o dai registri di grandi sofferenti. Sembra che ci sia la possibilità che il dolore raggiunga un tale estremo da liberare il corpo dall'anima e lasciare l'anima libera di cantare. Questo possiamo, forse, vederlo nella facilità di San Paolo; L'intensità stessa della sua sofferenza spiega in parte il suo trionfo

2. Quando la vita dell'anima è forte. Gonfiarsi al potere sotto un impulso improvviso, come nei martiri; nutrito in una santa pienezza di vigore, come negli afflitti e nei malati, e come in San Paolo

III L'ADEMPIMENTO DELLE PROMESSE DIVINE IN QUESTA PADRONANZA DELL'ANIMA SUL CORPO. Promesse nell'Antico Testamento come: "Quando passerai per le acque, io sarò con te", ecc. E nel Nuovo Testamento come: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Fate capire quale santa testimonianza viene resa a Dio da tutti i cristiani che soffrono e che possono ottenere calma, sottomissione e pace, e persino cantare i loro "canti notturni". -R.T

26 Prigione per prigione, A.V., come Atti 5:21,23. Tutte le porte sono state aperte. Questo sarebbe l'effetto naturale del terremoto. Bande desma San Luca segue sempre l'uso attico di desmon, nella composizione neutra Atti 20:23; Luca 8:29 San Paolo segue l'uso ellenistico di desmov, nel maschile Filippesi 1:13 -- ; vedi Geremia 2:20; 5:5 -- ; Habacuc 3:13 In molti casi genitivo e dativo è, naturalmente, impossibile determinare se la parola sia maschile o neutra

Versetti 26-34.- Dio nel terremoto

Dio non sempre si manifesta "con la voce dolce e sommessa"; 19 ci sono momenti in cui si fa conoscere in altre forme. Impariamo dal nostro testo...

IO CHE DIO È A VOLTE, SE NON SPESSO, NEL TERRIBILE. versetto 26. "Con cose terribili nella giustizia", così come con cose di grazia nella misericordia e nell'amore, egli ci risponde. Egli è nel terremoto, nel fuoco e nel vento grande e forte, a volte. Lui era, qui. Il terremoto era il movimento della sua mano, l'espressione della sua voce, l'espressione della sua mente. Era la sua condanna dell'ingiustizia e della crudeltà umana; Era la sua dichiarazione a nome dell'innocenza e del valore umano. Come nella natura abbiamo il solenne e il piacevole, il terribile e il delizioso, la tempesta come il sole, così nei provvidenziali rapporti di Dio con noi, e anche nella sua rivelazione di se stesso in Gesù Cristo, abbiamo il terribile e il severo, così come il benigno e il misericordioso, il rimprovero come l'invito, la punizione come la ricompensa, la morte come la vita

II CHE LO SCOPO DI DIO, NEL TERRIBILE, È QUELLO DI RISVEGLIARE L'ANIMA ADDORMENTATA. "Il guardiano del carcere si sveglia dal suo sonno" Versetto 27. Era il sonno del peccato da cui questo terremoto lo chiamava, piuttosto che dal sonno fisico. Dio destò così il suo spirito; e da una colpevole e mortale incoscienza di tutto ciò che c'è di più prezioso nel cuore umano, si risvegliò alla "novità di vita". "Dio fa ciò affinché gli uomini abbiano timore davanti a lui" Ecclesiaste 3:14 Dio manda il terremoto, scuote la terra sotto i piedi degli uomini, fa vacillare e fremere le loro prospettive di vita, minaccia di perdere o permette terribili lutti per costringere gli uomini a pensare a quelle cose che altrimenti continuerebbero a trascurare, per far vedere agli uomini le solenni realtà che li circondano, per porre il giudizio e l'eternità in piena vista davanti ai loro occhi

III CHE L'AGITAZIONE SPIRITUALE PONE ANCORA LA VECCHIA DOMANDA E RICEVE LA VECCHIA RISPOSTA. Che gli uomini dicano quello che vogliono sull'"egoismo raffinato", rimarrà sempre vero che il primo dovere di un uomo verso Dio è il dovere che ha verso se stesso; che la prima cosa che un uomo risvegliato da Dio deve fare è considerare come può entrare in una relazione giusta e felice con il Dio con cui ha a che fare; in altre parole, per chiedergli come può "essere salvato", come il suo peccato può essere per sempre e lui stesso essere ripreso nel favore e nel servizio del Dio vivente. E la risposta di Paolo sarà sempre la risposta dell'insegnante cristiano. Il sincero ricercatore della salvezza deve essere indirizzato a un Divino Salvatore, nel quale può "credere". Per noi credere nel Signore Gesù Cristo significa accettarlo, per tutto ciò che Egli offre per noi, per accettarlo

1 come il Salvatore in cui confidiamo per la misericordia divina;

2 come l'Amico a cui doniamo il nostro cuore;

3 come il Signore a cui dedichiamo la nostra vita

IV CHE L'ACCETTAZIONE DI GESÙ CRISTO DEVE ESSERE SEGUITA DAL DISCEPOLATO E DALLA PROFESSIONE. Il carceriere convertito, lungi dall'essere soddisfatto del suo primo cambiamento, diede la sua mente all'ulteriore e più piena comprensione della verità Versetto 32; inoltre, dimostrò la sincerità della sua conversione facendosi battezzare nella fede cristiana Versetto 33, portando con sé tutti i membri della sua famiglia e offrendo ospitalità a coloro che aveva trattato come malfattori e ora accolti come amici. Anche noi, se la nostra fede è genuina,

1 siate ansiosi di conoscere meglio Cristo e la sua santa volontà;

2 fare professione del nostro cambiamento di cuore e di vita;

3 fare tutto il possibile per essere amici e promuovere coloro che sono gli ambasciatori di Cristo

V CHE LA FEDE IN CRISTO TRASFORMA IL PIACERE PASSEGGERO IN GIOIA DURATURA. "Si rallegrò" Versetto 34. Prima aveva riso spesso ed era stato allegro; Ora la gioia prende dimora nel suo cuore. “. Beati tutti coloro che confidano in lui". -C

27 Il carceriere viene svegliato per il guardiano della prigione che si sveglia, A.V.; sonno per il suo sonno, A.V.; ha tirato fuori perché ha tirato fuori, A.V.; stava per uccidere perché avrebbe ucciso, A.V.; fuggito per essere fuggito, A.V.. Questa prontezza a uccidersi piuttosto che incorrere nell'onta del fallimento nel suo incarico è caratteristica del soldato romano comp. Atti 27:43

29 E chiamò le luci perché poi chiamò una luce, A.V. fwta è l'accusativo plurale, anche se non è una forma molto comune; fwv è spesso usato nel senso di "una lampada", o, come diciamo noi, "una luce"; tremante per la paura per venne tremante e, A.V

Versetti 29, 30.- Una conversione notevole

"Poi chiamò un lume", ecc. Il significato del caso del carceriere, come romano e convertito quasi istantaneamente, illustra la relativa libertà religiosa di una colonia romana, l'apertura della mente gentile all'impressione, il desiderio del cuore di una vera religione prevalente a quel tempo nella classe migliore delle persone

HO RISVEGLIATO L'ANSIA

1. La consapevolezza dei pericoli e dei bisogni personali

2. L'abbandono di tutti gli altri rifugi

3. Un appello di aiuto a coloro che, con la loro fiducia e pace, hanno dimostrato di avere una speranza migliore

II INDAGINE UNIVOCA

1. Diverso dalla mera curiosità o speculazione

2. Pronti ad aspettare umilmente la simpatia e la guida fraterna

3. Gettare la volontà e la mente sulla verità. "Che cosa devo fare?"

III LA FEDE IN ASCESA

1. Salvezza possibile, quindi ricercata

2. Abbandono di sé ai piedi del messaggero, come espressione del desiderio per il messaggio

3. Senza dubbio "la via della salvezza", di cui la città aveva mal udito, era sicuramente qualcosa che gli stava davanti alla mente come qualcosa da trovare. Perché tale serietà non è universale?

30 La domanda del carceriere

Mette in una sola frase il grande grido dell'animo umano. Eppure vedete quanto sia difficile far sì che l'anima si renda conto di questo suo più grande bisogno, e che questo emetta il suo più grande grido

MOLTI DI VOI NON SONO ANCORA DEL TUTTO SICURI DI AVER BISOGNO DI ESSERE SALVATI. Questo è l'ostacolo più grave alla predicazione di Cristo a voi. Attribuisci pochissimo significato all'espressione. Voi dite: "Salvati! Salvato da cosa?" Hai bisogno di essere salvato da due cose:

1 le conseguenze penali del tuo peccato; e

2 Il potere morale della tua peccaminosità

Cioè, avete bisogno di essere salvati da tutto ciò che è raccolto nella parola inferno, e da tutto ciò che è raccolto nella parola sé. Tu non sei tuo; tu sei una creatura di Dio. Il tuo primo dovere è quello di amare, confidare e obbedire a Dio. Per aiutarvi Dio ha fatto conoscere la sua volontà con sanzioni. Pensa che non riuscirà a mantenere le sue sanzioni? La sua "Legge è santa, il suo comandamento è santo, giusto e buono; e l'anima che pecca morirà. Inoltre, tu sei come colpito da una malattia ripugnante, la lebbra del peccato, hai bisogno di essere salvato da una sporcizia che ti contamina, dalle illusioni che cercano invano di frantumarti e dalle schiavitù che non sei in grado di spezzare. Come può un uomo essere giusto davanti a Dio, un uomo peccatore essere puro alla presenza del suo Creatore? In verità hai bisogno di essere salvato

II ANCHE QUANDO SONO IN PREDA ALL'ANSIA, MOLTI SI RIVOLGONO OVUNQUE PER RIFUGIARSI PIUTTOSTO CHE A CRISTO. Molti sono come Lot: non faranno proprio ciò che l'angelo-messaggero comanda, cercheranno una piccola città vicino alla quale fuggire; ma ora non ci sono Zone per cercare i peccatori, devono fuggire verso la montagna. Mostra alcuni dei sottili rifugi in cui le anime risvegliate cercano di trovare rifugio e riposo; Ad esempio, l 'attesa di una convinzione più profonda, uno sforzo più intenso per rendersi buoni, la devozione alle esteriorità della religione, l'aspettativa di ottenere più sentimenti, ecc

III ANCHE QUANDO SONO SPINTI DA ALTRE CONFIDENZE E CONDOTTI A CRISTO, MOLTI DI NOI POSSONO A MALAPENA ESSERE SODDISFATTI CON "SOLO LA FEDE". La semplicità stessa dei termini evangelici di salvezza la trasformiamo in un ostacolo. Eppure questo è il vangelo: Dio, della sua misericordia gratuita, è disposto a perdonare, liberare e ricevere tutti coloro che lo cercano, esclusivamente sulla base di ciò che suo Figlio ha fatto per loro, ed è in relazione a loro. E Dio si compiace di far dipendere la loro giustificazione dalla loro fede in suo Figlio. "Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio ha la vita", ecc. "Da quest'uomo ci è predicato il perdono dei peccati". C'è qualcuno che ora chiede: "Che cosa devo fare per essere salvato?" La vecchia risposta è sempre nuova: "Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato". -R.T

31 Gesù per Gesù Cristo, A.V. e T.R.; tu e la tua casa per e la tua casa, A.V

La fede che salva

Introdurre con una rassegna degli incidenti connessi con il testo. Sia i prigionieri che il carceriere udirono i canti e le preghiere degli apostoli; e il carceriere aveva con ogni probabilità sentito parlare della testimonianza della Pitonessa Versetto 17, quindi era in una certa misura preparato per un'improvvisa condanna. Ci sono indizi storici di un grave terremoto che si è verificato in questo distretto in questo periodo, e gli effetti descritti, che hanno allentato le porte dai loro stipiti e le graffette dai muri, sono del tutto tali da poter essere causati dal terremoto. L'ansia del carceriere era suscitata dalla certezza che la sua stessa vita sarebbe stata perduta se qualcuno dei suoi prigionieri fosse fuggito. Non si terrebbe conto della causa straordinaria di tale fuga. Il suicidio era il modo in cui il romano fuggiva da quella che stimava essere una disgrazia. Le parole di San Paolo, "Siamo tutti qui", furono all'altezza dell'occasione e rimossero le paure dell'uomo. Poi è arrivato un tumulto di emozioni. L'uomo sembrava sentire che Dio era lì, e che quegli uomini erano i suoi servitori. Con un impulso improvviso chiamò un lume, balzò dentro, venne tremante, si gettò davanti a Paolo e Sila, li fece uscire e disse: "Signori, che cosa devo fare per essere salvato?" San Paolo gli mette davanti Gesù e dice: "Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato". Che cos'è questa fede che salva? Osserviamo che il Signore lo chiedeva sempre, o si aspettava di trovarlo, o rimproverava gli uomini per la sua mancanza. Al cieco disse: "Credi tu nel Figlio di Dio?" Alla donna siro-fenicia disse: "O donna, grande è la tua fede". Del centurione disse: « Non ho trovato una fede così grande, no, non in Israele». Degli uomini che calarono il sofferente attraverso il tetto, si dice: "Quando Gesù vide la loro fede". Della gente di Cafarnao si fa la triste osservazione: "Non ha fatto, molte opere potenti a causa della loro incredulità". E anche gli apostoli richiedevano la fede. "Tutti coloro che credevano... aveva tutte le cose in comune". "Se credi con tutto il tuo cuore, puoi." "La fede viene dall'udire". "Con il cuore l'uomo crede alla giustizia". "I giusti vivranno per fede". "Comprendendo che aveva fede per essere guarito". La fede è raramente conquistata da semplici descrizioni di ciò che è la fede. Troppo spesso tali descrizioni non fanno altro che ostacolare e confondere. La fede si ottiene sicuramente esponendo il grande Oggetto della fede, Gesù Cristo, crocifisso e risorto, e capace di salvare fino all'estremo. Dal testo si notano due punti

LA FEDE CHE SALVA È LA FEDE IN UNA PERSONA. Fate un esempio con l'appello della Pentecoste. "Quello stesso Gesù... Signore e Cristo" Atti 2:36 L'applicazione del sermone connessa con la guarigione dello zoppo è: "Dio, dopo aver risuscitato suo Figlio Gesù, lo mandò a benedire Atti 3:26 Filippo si avvicinò all'eunuco e "gli annunziò Gesù". Pietro disse ad Enea, malato: «Gesù Cristo ti guarisce». A Paolo di Tarso apparve e parlò Gesù. Atti degli Apostoli Atene Paolo dichiarò che Dio avrebbe giudicato il mondo per mezzo di un solo Uomo che Egli aveva costituito. L'obiettivo della fede salvifica è

1 non uno schema di dottrina;

2 non alcuna documentazione storica;

3 nessun lavoro finito,

concepito come distinto da una persona vivente con un potere presente. Una salvezza che fosse un'apprensione mentale di una forma di verità non poteva andare bene a tutti. La fiducia in una persona è possibile per tutti. La via di salvezza di Cristo è questa: "Chi ha il Figlio di Dio ha la vita". E il modo degli apostoli è: "Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato". Ma si può insistere sul fatto che dobbiamo sapere qualcosa di Gesù se vogliamo confidare in lui. Si può rispondere che gli elementi essenziali di una conoscenza salvifica sono molto pochi e molto semplici. Essi sono questi: Gesù era il Messia promesso; Gesù ha vissuto una vita di innocenza e di abnegazione; Gesù morì sulla croce, sacrificio per il peccato; Gesù è risorto dalla tomba per avere il potere di redimerlo; e Gesù vive, capace di salvarci ora. È Cristo stesso innalzato che attira tutti gli uomini a sé

II LA FEDE CHE SALVA È LA FEDE CON IL CUORE. Le menti credono alle dottrine, i cuori si fidano delle persone. È necessario distinguere attentamente tra la fede in una cosa e la fede in una persona. Crediamo alle cose per ragioni che possono essere sottoposte all'intelletto. Crediamo alle persone perché ne sentiamo la bontà, il carattere. Illustrare con la fiducia di un figlio in un padre; di un paziente nel suo medico; di una moglie nel marito. È quel tipo di fede o di fiducia che il Signore Gesù cerca di conquistare come condizione in noi alla quale Egli può rispondere con la Sua grazia salvifica. Se lo "conosciamo" bene, troveremo in lui proprio la bontà che renderà facile la nostra fede in lui. Voi dite: "Il Signore Gesù è davvero uno di cui io possa fidarmi pienamente"? Guardatelo mentre prende i bambini tra le braccia. Guardatelo parlare con tanta tenerezza alla donna che gli bagnava i piedi con le sue lacrime. Guardatelo mentre parla con Maria nella casa di Betania, i cui "occhi erano case di preghiera silenziosa". Guardatelo alzarsi nel gran giorno della festa, e anelare alla folla, e chiamarla a venire a lui, a bere e a vivere in anticipoVersetto Guardatelo sulla sua stessa croce a pregare per i suoi omicidi. Sicuramente possiamo fidarci di lui. Il nostro cuore risponde a tanta bontà. Egli è degno del nostro amore. Fate appello perché Gesù è veramente Dio manifesto, Dio che si rivela alla vostra anima. Avrebbe conquistato il tuo amore. Quale sarà la vostra reazione nei suoi confronti? - B.T

32 Essi gli dissero la Parola, ecc., perché gli parlarono la Parola, ecc., A.V.; con il per e il per, A.V. Osservate che Paolo e Sila predicarono la Parola della salute salvifica di Dio al penitente e al carceriere contrito prima di pensare di far lavare e medicare le proprie ferite brucianti. Osservate anche che essi annunciarono la Parola di vita per illuminare la sua anima prima di amministrare il sacramento del battesimo

33 Subito per rettilineo, A.V. Hanno lavato le loro strisce. La fede di Marco il carceriere che opera per amore. Lui e tutti i suoi. La frase sembra volutamente adattata per includere la famiglia, gli schiavi e tutto ciò che si trova sotto il suo tetto. Se la conversione del carceriere e della sua casa fu improvvisa, le circostanze che vi portarono furono di una forza insolita: il terremoto, lo scioglimento delle bande dei prigionieri, l'ora di mezzanotte, le parole di grazia e d'amore e il lifo dalla bocca dell'apostolo

34 Li portò su e li mise su perché quando li ebbe portati si mise in cammino, A.V.; si rallegrò grandemente perché si rallegrò, A.V. ajgalliaomai, una parola più forte di quella di cairein Matteo 5:12; 1Pietro 1:6 con tutta la sua casa, avendo creduto in Dio per aver creduto in Dio con tutta la sua casa, A.V.. La parola panoiki tradotta "con tutta la sua casa", ricorre solo qui nel Nuovo Testamento. Ma è usato dalla LXX in Esodo 1:1 e altrove, e da Giuseppe Flavio, ecc. La forma più classica è panoikesi o panoikhsia. La V.A. dà il significato meglio della R.V. La fede e la gioia erano entrambe comuni al carceriere e alla sua casa

Salvezza domestica

"Ed egli li portò", ecc. La famiglia è molto onorata nella Bibbia. La religione patriarcale, la religione delle famiglie. La famiglia, l'unità della nazione ebraica. Ogni vera redenzione della società deve avvenire attraverso la conversione individuale, ma attraverso la relazione naturale

IO LA GIOIA DELLA CASA

1. Un nuovo inizio. Contrasto con il vecchio

2. Una nuova sicurezza, sia contro i mali di una terra disordinata che contro le infermità e i peccati della vita umana

3. Una nuova amicizia. Una famiglia può essere una Chiesa; culto quotidiano, servizio comune; gioia reciproca, sviluppo dell'individualità alla luce della fede

II LA SPERANZA DEL MONDO

1. Rapida diffusione della religione quando viene mantenuta la fedeltà domestica

2. L'educazione è la base dell'insegnamento cristiano

3. I giovani, speranza della Chiesa

4. Il carattere rappresentativo della professione cristiana. Non possiamo assumerci la responsabilità dei bambini, ma possiamo circondarli con un cerchio di luce. Il nostro battesimo dovrebbe essere il loro battesimo, non invece del battesimo dello Spirito Santo, ma in vista di esso.

35 Ma per e, A.V. I magistrati; cioè gli stampatori o duumviri, come nel Versetto 22 dove vedi nota. I sergenti; cioè i littori Versetto 22, nota

Versetti 35-40.- Rimostranza cristiana

Potremmo imparare...

I LA PIETOSA FINE DELLA PRECIPITAZIONE. Versetti 35, 38, 39. Questi magistrati di Filippi avevano frettolosamente adottato l'opinione della folla chiassosa; non avevano fatto indagini sufficienti; non avevano accertato la cittadinanza dei prigionieri alla sbarra; E ora devono pagare per le loro precipitazioni. Inviano un messaggio furtivo alla prigione: "Lasciate andare quegli uomini", confessando così virtualmente di aver sbagliato. Poi, quando Paolo rifiutò di essere congedato in questo modo, e si mise nella posizione di uno i cui diritti legali erano stati violati, furono disposti a venire di persona, e a pregare i loro prigionieri di andare per la loro strada! A tale disonore portò questi uomini un uso frettoloso e infedele del loro potere. Coloro che ricoprono un qualsiasi ufficio, sia negli affari sacri che in quelli secolari, dovrebbero ricordare che l'avventatezza alla fine ne risentirà, che la precipitazione nel giudizio porta a vergogna di colui che giudica, che dovremmo prenderci tutto il tempo necessario e fare un'indagine completa prima di condannare e punire. Altrimenti, giudicando gli altri, condanniamo noi stessi e abbattiamo il colpo sulla nostra testa

II IL DOVERE CRISTIANO DELLA RIMOSTRANZA. Paolo rifiutò di essere ignominiosamente licenziato, essendo stato prima punito illegalmente. Pronunciò un'indignazione, una fervente rimostranza per. 37. Rifiutò, essendo innocente e offeso, di essere trattato come se fosse colpevole e come se non avesse nulla di cui lamentarsi giustamente. Spesso è nostro dovere cristiano agire allo stesso modo. In questa materia ci sono:

1. Due leggi alle quali possiamo appellarci: o la legge dell'uomo, che i magistrati di Filippi avevano ora infranto, e che Paolo sosteneva avrebbero dovuto rispettare; o la legge di Dio, la legge che esige da ogni coscienza umana, esigendo verità, equità, rispetto, ecc. Quando questo è palesemente violato, possiamo fare il nostro appello ad esso contro l'iniquità e il cattivo uso dei nostri simili

2. Tre leggi da cui dobbiamo essere colpiti

1 La legge della purezza. Non siamo liberi di indulgere in rimostranze se non c'è nulla nella nostra mente se non l'autoaffermazione; Lo spirito da cui dobbiamo essere animati è la sensazione che sia stato fatto un torto, e un giusto risentimento per quel torto. Non è degna di questo nome una rimostranza che non è altro che un tentativo di recuperare qualcosa per noi stessi, in cui non entra in gran parte il sentimento di pura indignazione contro il male; Questa è solo una contesa

2 La legge dell'innocenza. Dobbiamo fare attenzione ad avere le mani pulite, altrimenti non saremo in grado di rimproverare gli altri. Troppo spesso ci sono colpe da entrambe le parti, e coloro che usano il linguaggio delle rimostranze sono esposti a repliche dannose. Solo gli innocenti sono liberi di "riprendere, rimproverare ed esortare" vedi Romani 2:17-23

3 La legge della considerazione. Dobbiamo considerare qual è l'effetto probabile delle proteste. Se lo sfogo della nostra indignazione, anche se desse sollievo alla nostra mente, mettesse in pericolo il benessere, la libertà o anche come è possibile la vita degli altri, allora dovremmo trattenerci e tacere. Se la rimostranza, anche se dovrebbe far scendere l'amarezza o addirittura soffiare su di noi, è probabile che rechi beneficio ad altri, allora diventa nostro dovere cristiano sciogliere la lingua e dare sfogo alla nostra indignazione. La domanda da considerare è: L'espressione onorerà Cristo e beneficerà i nostri simili? Secondo quel verdetto, lasciamo che il nostro comportamento sia

III LA DIGNITÀ DELL'INNOCENZA. Questi magistrati presenteranno sempre all'occhio cristiano l'immagine di un burocrazia indegno; prima condannando frettolosamente, e poi ignominiosamente ritirandosi. Paolo e Sila saranno sempre per noi i simboli della vera dignità; Prima soffrendo pazientemente, poi rifiutando altezzosamente di essere congedati in segreto, poi riunendo e confortando i discepoli con calma, e poi andandosene tranquillamente. Coloro che hanno Dio dalla loro parte sono in grado di essere al di sopra dell'agitazione e dell'ira del mondo, di possedere la loro anima in pazienza e calma. - C

Versetti 35-40.- Liberazione inaspettata

I IL LAVORO SEGRETO DEL CUORE SOTTO IL POTERE DIVINO. La decisione dei magistrati di lasciare liberi gli apostoli non si spiega. Paolo e Sila non avevano reso conto di sé. Ma la coscienza dei magistrati era stata colpita. Mentre i suoi servi soffrono in silenzio, Dio conduce i loro affari. La coincidenza deve aver colpito il carceriere e gli ha riempito il cuore di gioia. Sarebbe stata una prova per la nuova fede del carceriere se avesse ricevuto l'ordine di gettare i suoi ospiti ora onorati in una reclusione più severa. Tali coincidenze, anche se non si può dimostrare nulla da esse, possono tuttavia trasmettere al cuore credente il senso di un amore divino sempre operante

II LA PROTESTA DEGLI APOSTOLI. Sgattaiolare fuori di prigione per ordine del carceriere, come se fossero detenuti evasi, non era in accordo con il senso del diritto di Paolo. Erano cittadini romani. Cicerone, con parole eloquenti, aveva detto che era un crimine fustigare un romano. In questo caso erano stati picchiati, imprigionati, gettati nei ceppi, trattati con ogni durezza e indegnità. Paolo si basa sui suoi diritti di cittadino romano: "Lascino che ... Veniteci a prenderci!" La mansuetudine cristiana ci chiede di riservare le nostre forze, di domare la nostra rabbia e di preferire il bene dell'altro al nostro piacere; ma non per essere conniventi con l'ingiustizia e sottomettersi al torto. Il cristiano deve mantenere il suo onore e insistere sui suoi diritti, quando la sua ragione non è l'amor proprio ferito, ma il senso del diritto ferito e lo zelo per l'onore di Dio; quando la sua condotta non è quella di una rude indipendenza, ma quella della giusta e calma auto-rivendicazione; e se il suo obiettivo non è il rovesciamento dell'oppressore, ma la sua convinzione e il suo miglioramento

III IL CONGEDO ONOREVOLE. Allarmati dall'atteggiamento di Paolo, i magistrati mandano a supplicare gli apostoli di andarsene. Così ricevono il loro congedo, "Andate in pace!" dalle labbra di amici e nemici allo stesso modo, dagli amici ai quali hanno portato pace e salvezza; dai nemici che non osano toccare l'unto di Dio; dal Maestro stesso, che è stato con loro nelle loro avversità, le cui promesse hanno sostenuto e la cui provvidenza ha vegliato su di loro e li ha liberati.

36 Carceriere per il custode del carcere, A.V., come Versetto 27; ha riportato le parole dicendo per ha detto questo detto, A.V. e T.R.; vieni avanti per partire, A.V

37 Pubblicamente per apertamente A.V. dhmosia,; Atti 18:28; 20:20 -- uomini che sono per essere, A.V.; ora gettano per ora spingono, A.V.; portare a prendere, A.V. Uomini che sono romani. Abbiamo esattamente la stessa frase inkritov, Atti 22:25, in un'occasione simile, dove è anche l'unico altro esempio della parola ajkata non condannato

Akritov con un significato simile "non provato", "senza processo", è comune nel greco classico. La frase latina è indicta causa. Con la Lex Valeria A.U.C. 254, "No quis magistratus civem Romanum adversus provocationem necaret neve verberaret", ogni cittadino romano aveva il diritto di appellarsi provocare al popolo contro qualsiasi sentenza di morte o percosse pronunciate dai consoli o da qualsiasi altro magistrato; e con la Lex Porcia A.U.C. 506, nessun cittadino romano poteva essere flagellato. Sila, sembra dalla frase "noi uomini che siamo Romani", era anche un civis Romanus. Ma non si sa più nulla al riguardo. Non si vede perché la loro esenzione come cittadini romani non sia stata compensata prima; ma probabilmente i magistrati si rifiutarono di ascoltare qualsiasi supplica nella loro fretta e violenza

38 Segnalato per detto, A.V

39 Quando li ebbero portati fuori, chiesero, li portarono fuori e chiesero, A.V.; per andare via da per partire da, A.V

40 Partito; cioè da Filippi, secondo la richiesta dei magistrati in Versetto 39. Questo è molto più chiaro nella Traduzione Ufficiale e nella V.A. che nel Testo e nella Versione Riveduti, perché la stessa parola, ejxelqein, è usata in entrambi i luoghi. Il R.T. in Versetto 39 - ajpelqein ajpo distrugge il riferimento, e suggerisce piuttosto che essi "uscirono" semplicemente dalla casa di Lydia, in cui erano "entrati". Appare dal primo versetto di Atti 17. " erano passati", ecc. che San Luca si fermò a Filippi, e probabilmente ne fece il suo quartier generale fino all'ultimo viaggio di San Paolo dalla Macedonia a Gerusalemme, circa sei o sette anni dopo Atti 20:6 -- Che cosa accadde a Timoteo non ci è detto espressamente, solo lo troviamo a Berea in Atti 17:14 e 1Tessalonicesi 3:5 ; e a Corinto 1Tessalonicesi 1:1; 2Tessalonicesi 1:1; 1Tessalonicesi 3:6 Probabilmente accompagnò San Paolo, ma non viene nominato, essendo ancora solo una persona subordinata nella missione

Illustratore biblico:

Atti 16

1 CAPITOLO 16

Atti 16:1-8

E attraversò la Siria e la Cilicia confermando le Chiese.-Paolo come modello per tutti i ministri del vangelo:- Ebrei riconosce l'importanza di...

(I.) Stabilire nuovi convertiti nella fede

(1.) In questa visita egli non apre nuovi orizzonti, ma ripercorre le vecchie scene. Chi ricorda il trattamento che incontrò a Listra può non ammirare la sua magnanimità e il suo intrepido eroismo nell'entrare di nuovo in questo luogo? Nota in relazione al suo lavoro di conferma: l. Il metodo (Versetto CAPITOLO 4). Gli Ebrei portavano con sé ovunque andasse, e gli esponevano la lettera apostolica da Gerusalemme (Versetto xv. 23-29)

(2.) Il successo (5). Ecco

(1) Aumento morale: "stabilito nella fede". Le loro opinioni divennero più chiare; i loro principi hanno messo radici più profonde; il loro attaccamento a Cristo raggiunse una forza maggiore. La loro religione passò dalla regione delle teorie e dei sentimenti al loro cuore e alla loro vita

(2) Aumento numerico: "aumenta di numero ogni giorno". Lasciate che i cristiani migliorino nel carattere, e i convertiti si moltiplicheranno ogni giorno. Quest'opera di confermazione è preminentemente l'opera dei cristiani in questa epoca e nella nostra terra. Una Chiesa riconvertita è essenziale per la conversione del mondo

(II.) Arruolando veri coadiutori nel lavoro. Sulla pagina della storia c'è un uomo più coraggioso, potente, sicuro di sé di Paolo. Eppure ha bisogno di un compagno. Gli Ebrei persero Barnaba, che "scelse Sila" e prese con sé Timoteo. Cristo conosceva i nostri bisogni sociali, e quindi, nell'inviare i Suoi discepoli e apostoli, gli Ebrei 51 mandarono a due a due. L'uno integra le carenze dell'altro; Nel petto dell'uno c'è una scintilla che riaccende il fuoco calante dello zelo dell'altro. Gli ebrei sceglievano l'uomo migliore come suo aiutante sociale. In una grande opera, non legatevi a uomini spiritualmente comuni quando potreste avere pari e principi morali

(III.) Adattarsi al sentimento pubblico. Gli ebrei credevano nella circoncisione. Sebbene il rito non fosse più vincolante, non era ancora un torto morale; e quindi Paolo, assecondando il sentimento popolare, circoncide Timoteo. La sua linea di procedura era quella di agire sulle città attraverso le sinagoghe. Ma una tale condotta sarebbe stata impossibile se Timoteo non fosse stato circonciso (CAPITOLO xxi. 29). I rapporti stessi della vita sociale sarebbero stati quasi impossibili, perché era ancora "un abominio" per i circoncisi mangiare con gli incirconcisi. In tutto questo Paolo era coerente con se stesso, con il suo grande assioma: "Io sono tutto a tutti, per salvare alcuni".

(IV.) Cedere ai dettami dello Spirito Divino (Versetti 6-8). l. C'è uno Spirito Divino, e quello Spirito ha accesso allo spirito umano.

(2.) Se siamo i veri ministri di Cristo, il Suo Spirito, secondo la Sua promessa, è con noi: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni". (1) La volontà di quello Spirito deve essere obbedita: opporsi a ciò è peccato, debolezza, rovina

(2) La volontà di quello Spirito è conoscibile: Ebrei dà indicazioni da impressioni all'interno e da eventi esterni. (D. Thomas, D.D.)

2 CAPITOLO 16

Atti 16:1-3

1.) Il primo dei viaggi missionari di Paolo raggiunse il suo limite più estremo a Listra, il luogo più incivile che egli abbia mai visitato. Anche qui, tuttavia, lasciò una Chiesa che ora trovava salda, e tra i suoi membri un giovane di particolare promessa, che portava l'ormai famoso nome di Timoteo

(2.) Da parte di madre Timoteo era ebreo. Sia la madre che la nonna erano devote, ed è quindi sorprendente che "suo padre fosse un greco", e probabilmente un pagano. I matrimoni misti erano tenuti con orrore dagli ebrei ortodossi. Atti Lystra, tuttavia, gli ebrei erano pochi, e il rigore della consuetudine doveva essere allentato. Timoteo non era mai stato circonciso. Ma ciò che potrebbe sfuggire all'osservazione in Licaonia, si rivelerebbe uno scandalo altrove; e con il suo consueto giudizio pratico, Paolo "lo prese e lo circoncise" prima di condurlo all'opera

(3.) L'ascendenza spirituale di Timoteo è chiaramente marcata quanto quella naturale. Preparato per la ricezione volontaria del Vangelo mediante l'educazione divina della sua infanzia, divenne il "proprio figlio nella fede" di Paolo. Nell'intervallo tra le due visite era diventato un personaggio di spiccata abilità e utilità. Paolo, sempre in cerca di soccorritori, vide il materiale pronto per una nobile vita missionaria. "Avrebbe voluto che Paolo andasse avanti con lui". E con questo periodo colleghiamo le numerose allusioni al suo servizio di ordinazione. La Chiesa appare riunita in solenne assemblea. Ebrei fa "una buona professione davanti a molti testimoni". Poi l'apostolo spiega le fatiche e i rischi della guerra cristiana, e ordina a suo "figlio" di essere coraggioso, paziente e credente. L'imposizione delle mani riesce; e la preghiera della Chiesa sale al cielo in suo favore. Né invano; A quel momento, infatti, si riferisce la speciale unzione dello Spirito che preparò il giovane per il suo futuro ministero. E, tra sorrisi e lacrime, lo vediamo andare nel grande mondo, sulle orme del Capitano che lo aveva scelto come soldato

(4.) L'opera di Timoteo si allargò costantemente in portata e importanza. Molto giovane quando uscì con Paolo, era giusto che all'inizio rimanesse in disparte. Ma, dai riferimenti nelle epistole, scopriamo quanto utilmente e laboriosamente fosse impiegato. Da Corinto viene inviato ai Tessalonicesi, "per confermarli e confortarli nella loro fede". Da Efeso è inviato ai Corinti "per riportarli alla memoria" della verità che sembravano aver dimenticato. Gli Ebrei passarono il suo apprendistato con spirito leale e amorevole; e ben presto divenne un padrone, con imprese proprie. Ancora relativamente giovane, viene lasciato a Efeso con un compito erculeo tra le mani. Ebrei diventa il successore riconosciuto del grande apostolo, investito di un'autorità appena inferiore alla sua. Quando la fine di quell'apostolo si avvicina, ed egli cerca qualcuno che sia il suo consolatore ed esecutore, è a Timoteo che viene inviata la convocazione; e apprendiamo dall'Epistola agli Ebrei che fu imprigionato per Cristo e, se si deve credere alla tradizione, alla fine morì martire per le strade della sua turbolenta Efeso

(5.) Con poco oltre alle allusioni a guidarci, è difficile decidere sulle qualità di Timoteo. La sua salute fisica era debole e aveva bisogno di stimolanti; sembra che la sua disposizione naturale fosse sensibile quanto quella di Paolo, e forse carente di prontezza e coraggio. La situazione degli affari a Efeso era a quel tempo estremamente difficile e persino pericolosa. I più coraggiosi si sarebbero facilmente persi d'animo in un'atmosfera del genere, e avrebbero avuto bisogno di sostenerlo con ogni motivo che un apostolo potesse fornire. Paolo non aveva una cattiva opinione del suo seguace. Al contrario, egli parla della sua fede non finta, del suo servizio instancabile, della sua stretta fedeltà. Ebrei dichiara che in tutta la schiera scelta dei suoi compagni di lavoro non c'è nessuno così disinteressato, così pieno di simpatia, così caro al suo cuore. Nomi più abbaglianti del suo si possono vedere nel firmamento della Chiesa primitiva; Apollo divampa nel cielo, lasciando dietro di sé le brillanti scintille della sua retorica alessandrina: ma la stella di Timoteo risplende di una lucentezza gentile, graziosa e immutabile, offrendo la parola della vita

(6.) Qualunque sia il contrasto tra la missione di Timoteo e la nostra, il suo carattere è tale che, nella sua forza, nella sua modestia e nella sua devozione, può essere il nostro. Il carattere è un edificio di cui Dio è l'architetto, e tutti i disegni sono Suoi. Ma l'edificio sorge pietra su pietra, ed è opera di molte mani diverse; ed è utile indagare quali influenze possiamo rintracciare come hanno contribuito a rendere quest'uomo quello che era

(1) Una era la Bibbia. "Fin da bambino" era stato il suo grande libro di lezioni. E ora, in questa grande epoca di produzione di libri, dov'è, per confessione comune, un libro che farà per il personaggio ciò che fa la Bibbia?

(2) Non meno utili furono le influenze personali. La Bibbia è il migliore dei libri; Ma il carattere di coloro che lo insegnano aggiunge immensamente al suo potere. Ora, le prime lezioni delle Scritture di Timoteo erano mescolate con le felici associazioni delle ore trascorse ai piedi di sua nonna Loide e di sua madre Eunice. Quando loro e lui si separarono, la stessa buona opera fu compiuta da mani apostoliche. Quanto si può fare per impartire interesse e solennità alla Parola di Dio! Il desiderio di vedere il proprio figlio diventare un altro Timoteo vive nel cuore di molte madri cristiane: il potere di renderlo tale, sotto la benedizione divina, non è forse in gran parte nelle sue mani? La classe biblica, condotta saggiamente, diventa il giardino stesso del Signore, dove le giovani piante sono nutrite fino alla piena statura e forza

(3) Eppure, dopo tutto, la principale forza umana all'opera nella formazione del carattere di Timoteo era Timoteo stesso: perché la volontà determinante era la sua. (W. Brock, jun.) Timoteo; o bontà materna:

(I.) La bellezza del carattere di Timothy è rintracciabile in tutta la sua vita. Ebrei non si convertì dal peccato e dalla vergogna nella vita matura. Fin da bambino conobbe sperimentalmente le Sacre Scritture, oltre ad essere le fonti della dottrina e le regole di condotta. Un giovane, appena sbocciato nella forza e nella libertà, divenne un cristiano, il cui carattere lo rese caro alla comunità di cui sia sua nonna che sua madre erano ornamenti distinti, e i cui doni, esercitati e provati, suscitavano l'ammirazione della Chiesa. In ogni modo è importante che i giovani sentano che la loro giovinezza appartiene a Cristo. È contrario allo spirito e all'intenzione della nostra santa religione trattarli come soggetti di una depravazione che deve avere la sua strada, e consegnarli ad anni di separazione da Dio. Un'anima giovane può essere resa priva di speranza del bene spirituale attraverso il travisamento dei fatti reali della vita. I bambini cadono naturalmente in ciò che dici che sono. Il Salvatore degli uomini è il Salvatore dei giovani. Gli ebrei che li presero tra le sue braccia e li benedissero, desiderano sempre l'omaggio e l'affetto di cuori freschi e giovani. Ebrei depreca un'ora spesa al servizio del male. La storia di Timoteo dimostra la possibilità e mostra la bellezza della vita divina nella giovinezza

(II.) L'influenza sacra della pietà di una madre. Eunice era un'ebrea, e alla "fede non finta che dimorava in lei" si deve far risalire lo sviluppo spirituale di Timoteo. Quanti dei più illustri eroi della Chiesa sono rinati grazie alle preghiere e all'esempio di pie madri! Pensiamo a Iochebed, Anna, Maria, Salomè, ecc. Poiché una madre è il mondo di suo figlio, è evidente che da lei devono dipendere le sue prime impressioni. Come lei è gentile e gentile, aggraziata e dolce, pura e devota, o il contrario, così sarà la vita di suo figlio. Come dovrebbero coltivare il proprio cuore le madri e vigilare sulle proprie azioni!

(III.) Gli ostacoli domestici della vita spirituale di Timoteo. "Suo padre era greco", il che indica non solo la diversità tra lui e la moglie, come di razze diverse, ma che sua moglie credeva, ed egli rimase un idolatra. Questa divergenza doveva necessariamente essere manifestata al bambino. La madre gli insegnò le verità della religione che suo padre disprezzava. E' un quadro sul quale, anche in questi giorni, siamo spesso chiamati a guardare. A volte c'era dolore in casa, perché non c'era simpatia spirituale. La forza della fede e dell'amore di sua madre sono stati sufficienti per superare questo ostacolo. Ma non è sempre così. A volte il peso morto di un marito o di una moglie atei è sufficiente a trascinare verso il basso e a schiacciare la bontà che è alleata con esso. Le acque consumano le pietre, e a volte le campane del matrimonio suonano la campana della vita spirituale e della professione. (W. H. Davison.) Paolo e Timoteo:

Paolo prese con sé Sila, ma non poteva rinunciare a un uomo come Barnaba e non pensare più a lui. Gli ebrei che riescono a dimenticare i vecchi amici non sono apostoli di Gesù Cristo. Inoltre, Paolo stava andando "di nuovo" nelle chiese. Il popolo chiedeva di Barnaba. Facciamo domande che aprono tombe e ferite al cuore. L'uomo che non ti vede da anni ti chiede come sta quel tuo dolce ragazzino, e ti sembra incredibile che un dolore che riempiva la tua casa di oscurità non si sia fatto conoscere al tuo amico. Quale deve essere stata la risposta di Paolo? Ebrei era un uomo fedele, vero come l'acciaio: non conosceva il genio dell'equivoco e la raffinata arte di dire menzogne. Dobbiamo rendere conto delle vecchie associazioni che si rompono, dobbiamo spiegare nuovi volti e nuove relazioni

(II.) Paolo venne a Derbe e a Listra, e trovò "un certo discepolo di nome Timoteo". Molto tempo fa abbiamo letto di un giovane che si chiamava Saulo. Iniziamo nell'oscurità, ci viene indicato come difficile da identificare. Se l'albero stolto potesse risollevarsi per mostrare i suoi antecedenti, sarebbe presto ucciso. Tutto quello che dobbiamo fare è elevarci alla luce e alla pioggia di Dio, per portare frutto. Ora potremmo essere nient'altro che "certi discepoli", ma potremmo ancora essere discepoli

(III.) Timoteo era figlio di un'ebrea e di un greco. Uomo felice, di stare tra due civiltà! Che cosa deve essere stato il ragazzo? Due di questi fuochi si incontrano nel suo sangue; Due storie del genere che si raccontano nella sua memoria! Quanto capace di guardarsi bene intorno e di comprendere il mistero della Legge e il mistero della Bellezza! La sua religione poteva diventare superstizione, la sua filosofia poteva trasformarsi in scetticismo e sberleffo; se ha toccato Cristo, ha toccato Colui che per il Giudeo era una pietra d'inciampo e per il greco stoltezza, ma per il credente Timoteo la potenza di Dio e la sapienza di Dio. Noi stessi vediamo questa doppia relazione a volte nella vita. Tua madre pregava, tuo padre non pregava mai. Tu sei un figlio della notte e del giorno, e lo senti, e a volte sei immerso nell'oscurità di una stirpe, e a volte sei lontano sulle larghe ali luminose dell'altra verso la luce. Ma è possibile che un'ebrea possa sposare un greco? Avrei dovuto dire: No, ma per quello che hai fatto

(IV.) Timoteo "era ben noto di lui". Il carattere è molto sottile. Timoteo non chiese mai a nessuno di parlare bene di lui, eppure nessuno poteva parlare male del giovane. Non appellatevi al giudizio caritatevole l'uno dell'altro per un personaggio, ma vivete in modo che il carattere verrà. Vivi il tuo carattere; Non fatevi dipingere come uomini buoni, ma dipingete il vostro carattere con il vostro sangue

(V.) "Paolo avrebbe voluto che andasse con lui". Paolo non poteva fare a meno della giovinezza. Un giovane può correre e non è gravato dal senso della propria rispettabilità. Dio benedica la giovane vita! Ci sono quelli che snobberebbero l'anima giovane e non permetterebbero mai che fosse visto o ascoltato. Paolo amava i giovani e non avrebbe mai rinunciato a loro finché fossero stati sinceri; ma se mai cominciavano a mostrarsi volubili, egli li abbandonava e con loro lo zio Barnaba. Un soldato non poteva avere a che fare con un codardo; solo essere veritiero, e Paolo sarebbe stato il tuo amico per tutta la vita

(VI.) Gli ebrei presero e circoncisero Timoteo. Questo da parte di Paolo, che non avrebbe circonciso Tito! Ma la ragione è data (Versetto 3). Non era quindi una violazione della severa politica dell'apostolo che, in circostanze così particolari, egli dovesse rispettare un pregiudizio temporaneo. Ora cominciano, Paolo, Sila e Timoteo (Versetto 4). Non abbiate paura della parola "Decreti"; erano decreti di libertà. Ciò che firmarono fu la Magna Charta della Chiesa; libertà centrata in Dio e nella Croce. I seguaci di Cristo non sono illegali; Hanno decreti da osservare. Lo spirito dell'autorità è lo spirito del riposo quando porta con sé la certezza che l'autorità non è arbitraria ma razionale, non locale ma universale, non imperfetta ma divina

(VII.) "Così furono istituite le chiese", ecc. Questi sono i veri risultati che accompagnano ogni vera missione: prima l'edificazione e poi l'evangelizzazione. (J. Parker, D.D.Come Alessandro Magno raggiunse l'avere un esercito così potente, con il quale conquistò il mondo, facendo nascere e allevare figli nel suo campo, per mezzo del quale divennero così ben familiari ed esercitati con le armi dalle loro fasce, che non cercarono altra ricchezza o patria se non combattere; anche così, se vuoi che i tuoi figli facciano grandi cose o vivano onestamente secondo i loro sforzi virtuosi, devi farli conoscere le scrupolosità della loro giovinezza, e così allevarli nella disciplina e nell'ammonimento del Signore. (Cawdray.Un inglese in visita in Svezia, notando la loro cura per l'educazione dei bambini, che vengono tolti dalle strade e dalle autostrade e collocati in scuole speciali, ha chiesto se non fosse costoso. Gli ebrei ricevettero la suggestiva risposta: "Sì, è costoso, ma non caro. Noi svedesi non siamo abbastanza ricchi da lasciare che un bambino cresca nell'ignoranza, nella miseria e nel crimine, per diventare un flagello per la società e una vergogna per se stesso". (La lanterna.) Prime impressioni permanenti: - Non molto tempo fa, mi trovavo in una casa in uno dei villaggi di Long Island, e vidi un bellissimo albero, e dissi al proprietario: "Questo è un albero molto bello; ma che curioso imbroglio c'è dentro."" Sì,» disse; «Ho piantato quell'albero, e quando aveva un anno, sono andato a New York, e ho lavorato come meccanico per un anno o due, e quando sono tornato ho scoperto che avevano permesso che qualcosa si mettesse contro l'albero, e così ha sempre avuto quel bastone». E così, pensavo, era con l'influenza sui bambini. Se permettete a qualcosa di ostacolare l'influenza morale contro un bambino da una parte o dall'altra, fino all'ultimo giorno della sua vita sulla terra e per tutta l'eternità, mostrerà la pressione. Non c'è da stupirsi che Lord Byron fosse cattivo. Sai che sua madre, quando un giorno lo vide zoppicare sul pavimento con il piede non sano, gli disse: "Togliti di mezzo, zoppo moccioso!" Che possibilità c'è per un ragazzo così? (T. Deuteronomio W. Talmage, D.D.I dieci anni più importanti della vita umana vanno dai cinque ai quindici anni. La stragrande maggioranza di coloro che superano i vent'anni non sono mai stati convertiti. Il Dr. Spencer ci dice che, su duecentotrentacinque convertiti speranzosi nella sua chiesa, centotrentotto avevano meno di vent'anni, solo quattro avevano superato il loro cinquantesimo anno. Durante il mio ministero mi è stato permesso di accogliere quasi mille persone nella Chiesa dopo aver confessato la loro fede, e non una dozzina di queste aveva superato il loro cinquantesimo anno. Una volta ho battezzato un veterano di ottantacinque anni, ma il caso era così notevole che ha suscitato il discorso e la meraviglia della città. Questi pentimenti tardivi sono troppo simili a ciò che il soldato schietto e morente chiamava "gettare la fine della propria vita in faccia all'Onnipotente". (T. L. Cuyler, D.D.I bambini insegnarono presto l'idolatria: - La madre pagana porta il suo bambino al tempio degli idoli, e gli insegna a stringere le sue piccole mani davanti alla fronte, in atteggiamento di preghiera, molto prima che possa pronunciare una parola. Appena è in grado di camminare, gli viene insegnato a raccogliere alcuni fiori o frutti, o a mettere un po' di riso su una foglia di banano, e a deporli sull'altare davanti al dio idolo. Non appena può pronunciare i nomi dei suoi genitori, gli viene insegnato a presentare le sue suppliche davanti alle immagini. Chi ha mai visto un bambino pagano che potesse parlare e non pregare? Madri cristiane, perché tanti bambini crescono in questa terra illuminata senza imparare a pregare? La madre dei Beecher pregò durante la vita e nella morte, "che i suoi figli potessero essere educati per Dio". Uno dei suoi diari contiene questo semplice racconto: «Questa mattina mi sono alzata molto presto per pregare per i miei figli, e specialmente perché i miei figli possano essere ministri e missionari di Gesù Cristo». Qual è stato il risultato? Che per tutti i suoi figli le sue preghiere siano state esaudite. I suoi cinque figli sono tutti ministri e missionari di Cristo. Uno di loro lo ha accolto in cielo; un altro è ora il predicatore più potente d'America; e sua figlia, la signora Beecher Stowe, è, per i suoi scritti, non meno ampiamente o favorevolmente conosciuta. (W. Landels, D.D.Madre, influenza di: - Qualcuno ha chiesto a un uomo di saggezza quando dovrebbe essere iniziata l'educazione di un bambino? «Vent'anni prima della sua nascita, educando sua madre», fu la risposta. (Avvocato cristiano.) Madre, influenza di: - Su una lapide eretta da una famiglia di bambini c'era l'iscrizione "Nostra madre; Ha sempre reso la casa felice". Quando Madame Campan chiese a Napoleone quale fosse il grande bisogno della nazione francese, la sua risposta fu: "Madri".Madre, preghiere di un: - Samuel Budgett aveva circa nove anni quando, un giorno, passando davanti alla porta di sua madre, la sentì impegnata in una fervida preghiera per la sua famiglia, e per se stesso per nome. Ebrei pensava: "Mia madre è più zelante che io sia salvato di quanto non lo sia per la mia salvezza". In quell'ora si decise di servire Dio, e l'impressione che ne fece non fu mai cancellata. (W. Arthur.)

3 CAPITOLO 16

Atti 16:3-5

Paolo avrebbe dovuto andare avanti con lui. - Usare nuovi convertiti: - È bene che i giovani convertiti siano messi all'opera; è bene per loro. È bene che ogni Chiesa metta all'opera i suoi giovani convertiti; è un bene per la Chiesa. «Tutti, e sempre al lavoro», era il vecchio grido wesleyano. E fu in questo modo che la Chiesa Metodista guadagnò e crebbe così meravigliosamente. Molto tempo fa si è detto della Chiesa Valdese, che la sua particolare vitalità era spiegata dal fatto che non appena un nuovo convertito era credente da sette giorni, era posto a insegnare a qualcuno che non era così avanti come lui. E questo è il modo in cui una Chiesa può avere la massima attività e la più ampia efficienza da parte dei suoi membri. Naturalmente, quando si tratta di assegnare compiti speciali ai giovani convertiti, ci deve essere saggezza nella loro scelta. Se un uomo deve essere mandato in un altro campo, dovrebbe essere uno che ha una buona reputazione nel suo campo. Gli ebrei che non hanno la fiducia di coloro che lo conoscono, non dovrebbero essere aiutati a fare nuove conoscenze da una chiesa locale o da una società missionaria straniera. (H. C. Trumbull.) Colleghi di Paolo e Timoteo:

(I.) Il ministero ideale è quello della collaborazione. "Due sono meglio di uno", sia come pastori che come missionari

(1.) Nessun uomo è completamente equipaggiato per tutti i doveri del suo ufficio, anche se due possono esserlo. L'uno spesso supplisce a ciò che manca all'altro; e gli interessi comuni sono promossi dallo scambio di pensieri e di affetti, e dalla divisione del lavoro. Ciò che uno può non avere adattabilità per l'altro può avere in abbondanza. I predicatori capaci non sono sempre buoni pastori. Felice la Chiesa che ha due ministri: uno che può visitare, l'altro che può predicare

(2.) La collaborazione era il piano del Maestro che mandò i Suoi discepoli "a due a due". Era il piano degli apostoli. Quante volte troviamo Pietro e Giovanni insieme. Era il piano di Paolo, che non lavorava mai da solo se poteva evitarlo

(II.) Questa partnership deve essere basata su qualità armoniose. Non necessariamente qualità identiche. Persone con idee e temperamenti simili non sono sempre stati buoni colleghi. Gli opposti non sono necessariamente antagonisti: spesso sono complementari. Le persone più spigolose hanno spesso lavorato bene insieme, perché gli angoli sono stati fatti per adattarsi lateralmente invece di premere sulle punte. Paolo non avrebbe potuto, date le circostanze attuali, lavorare con Marco, e fino a quel momento fu saggio nel rifiutare la sua compagnia; ed è dubbio che avrebbe potuto lavorare permanentemente con Barnaba. Possiamo vedere una saggia Provvidenza nella loro separazione, se non nei mezzi con cui è stata realizzata. Paolo poteva andare più d'accordo con Timoteo, che poteva addestrare nei suoi metodi e nei suoi scopi

(III.) Questa partnership si realizzò nel caso di Paolo e Timoteo. Ciò che mancava all'uno lo possedeva l'altro: l'inesperienza e l'esperienza; il desiderio di imparare e la capacità di insegnare; calma ed energia; genio evangelistico e doni pastorali e governativi. (J. W. Burn.E mentre attraversavano le città, consegnarono loro i decreti perché li osservassero. I decreti della Chiesa di Gerusalemme:

(I.) I messaggeri che hanno consegnato questi decreti

(II.) A chi sono stati consegnati

(III.) Il fine per il quale sono stati consegnati

(IV.) I risultati di questa consegna

(1.) Conferma

(2.) Potenziamento. (W. Burkitt. E così furono istituite le Chiese. - L'istituzione e l'aumento della Chiesa: - Il successo finale di qualsiasi sistema deve dipendere dalla sua verità. Una bugia può avere parzialmente successo; Ma il suo destino finale è certo. Porta in sé gli elementi della propria distruzione. La verità, al contrario, è imperitura. Per quanto perseguitato e travisato, rivendicherà infallibilmente la sua nascita e la sua grandezza. È quindi una questione della massima importanza che le verità del Vangelo siano mantenute nella loro interezza e purezza. Perché, nella misura in cui l'errore si mescola con la verità, la sua influenza sarà contrastata. E quando alla dottrina evangelica si sostituiscono riti antiquati o presunzioni moderne, i risultati perniciosi dell'errore diventano ancora più evidenti. I fatti su cui si basano queste osservazioni possono essere trovati in questo capitolo e in quello precedente. Nota qui:

(I.) L'instaurazione dei cristiani nella fede. Il termine "fede" è spesso impiegato per indicare il cristianesimo come sistema religioso; senza dubbio, perché credendo diventiamo partecipi dei suoi beni (Versetto CAPITOLO Atti 6:7 ; Galati 1:23 ; 1Timoteo, v. 8; Tito 1:13). Questa istituzione dei cristiani nella fede include

1.) La loro conferma nella verità dottrinale. Gli scrittori evangelici presumono costantemente che esista una cosa come un criterio autorevole di verità, al quale la ragione e l'opinione sono obbligate a inchinarsi (Romani 6:17 ; 2Timoteo 1:13 ; 1Timoteo 6:3 ; Tito 1:9 ; 1Giovanni 2:21, 24). E in tutte le Scritture si presume che queste verità siano in grado di essere comprese da ogni ordine di mente in modo da esercitare la loro influenza su tutto l'uomo (Giovanni 8, 32; 1Timoteo, 2, 4). Ora che gli apostoli non sono più sulla terra per spiegare il loro significato, conviene a noi essere più attenti nell'uso dei mezzi che possediamo, per evitare l'errore e arrivare alla "conoscenza della verità". Dobbiamo "scrutare le Scritture", chiedendo lo "Spirito di verità che ci guidi in tutta la verità". 2. La loro istituzione nella pietà verso Dio e nell'amore reciproco. La "fede" alla quale erano impegnati, e della cui verità erano ora rassicurati, era una fede che abbracciava nei suoi confronti l'intera economia dello spirito umano ed esercitava un'influenza sovrana su tutte le sue facoltà. Quando la verità evangelica è accolta con fede umile, ne derivano immediatamente certi risultati salvifici. Tutte le grazie spirituali si susseguirono a tempo debito, sostenute dalla fede, animate d'amore e coronate dalla speranza della vita immortale. Ora, questa connessione tra le dottrine in cui credere e le benedizioni di cui si deve godere è illustrata e confermata dal passo in esame. Un credo instabile è sempre sfavorevole a una pietà stabile. Il "dissenso e la disputa" (xv. 2) devono essere stati dannosi per il loro benessere spirituale. Erano «turbati» e le loro «anime sovvertite»(24). Di conseguenza, quando la forza perturbatrice fu rimossa, essi "si rallegrarono per la consolazione" (Versetto 31)

(3.) Dalla nostra istituzione nella fede e nella santità sorgerà una pratica stabile e una costante devozione al servizio di Cristo. Dove i principi del cristianesimo sono tenuti in modo approssimativo, e le sue benedizioni sono conosciute solo per mezzo di rapporti, lì ci si può aspettare un lassismo dei costumi o un'aperta violazione della legge divina

(II.) Il legame tra l'instaurazione dei cristiani nella fede e la prosperità dell'opera di Dio

(1) L'instaurazione dei cristiani nella fede li dispone a trascurare i punti di controversia minori e a dedicarsi alla propagazione della verità vitale. Fu su questo principio che l'apostolo Paolo rifiutò di disputare su punti non essenziali per la salvezza, ed esortò i cristiani alla liberalità dei sentimenti. Perciò il vero cristiano dice: "Se dobbiamo discutere, che sia su questioni degne del nostro carattere e del nostro intelletto. Se dobbiamo lavorare, che sia in un campo dove la nostra fatica non sarà sprecata". 2. Una pietà stabile permette che la nostra attenzione sia distolta dalle nostre ansie personali e che si fissi sulla conversione degli altri. Non possiamo accontentarci della nostra felicità; Vogliamo rendere felici anche gli altri

(3.) La coerenza e l'armonia nella Chiesa hanno la loro influenza sulle menti degli indecisi e li inducono ad unirsi ai discepoli. Se la religione di Cristo fosse adeguatamente rappresentata nello spirito e nella condotta della Chiesa professante, il mondo difficilmente potrebbe resistere alla sua attrattiva

(4.) Dio ha stabilito la connessione tra pietà e utilità, e quindi conferisce la Sua benedizione speciale sulle fatiche dei cristiani stabiliti e sulle imprese delle Chiese pure e devote. Ebrei non dipende da alcun particolare insieme di strumenti. Ma c'è una regola che gli Ebrei non violano mai: gli Ebrei non impiegano mai uomini empi o Chiese decadute per rappresentarLo nel mondo, o per adempiere gli obiettivi salvifici del Suo piano di redenzione. (W. Williams.) L'istituzione e l'incremento della Chiesa:

I. Le Chiese sono state stabilite nella fede. La frase è usata come descrizione completa del cristianesimo

(1.) Le Chiese cristiane primitive erano composte esclusivamente da coloro che professavano di credere in Cristo e di conformare la loro vita alle sante esigenze del vangelo. I loro membri erano di conseguenza cristiani, non in quel senso vago del termine in cui è ora così comunemente usato, ma come discepoli di Cristo che erano stati "nati d'acqua e di Spirito", e sui quali si posava "l'unzione del Santo". Perciò essi sono variamente denominati dagli apostoli come i "diletti di Dio, i santi, i fratelli fedeli", coloro che sono "santificati da Dio Padre, preservati in Cristo Gesù e chiamati"; e sono sempre indirizzati come persone in grado di comprendere i sentimenti e il linguaggio della religione dottrinale, vitale e sperimentale. Ed essendo la loro pietà così sincera e vitale, era capace di crescere. Di conseguenza, sotto le istruzioni di questi uomini ispirati, essi fecero un progresso molto osservabile nella vita divina. C'è stata una crescita manifesta nella grazia

(2.) Il cristianesimo come sistema è eminentemente sociale. Perciò i suoi convertiti sono stati formati fin dall'inizio in Chiese. Questo fu fatto radunandoli insieme e unendoli nell'osservanza congiunta delle leggi e delle ordinanze di Gesù Cristo. Tali società hanno continuato ad esistere da quel momento fino ad oggi, e sembrano essere il mezzo destinato, sotto lo Spirito Santo, a perpetuare ed estendere il regno del Redentore

(II.) Aumentavano di numero ogni giorno; O cioè queste diverse Chiese già stabilite aumentarono di numero dei loro membri, o si moltiplicarono le Chiese stesse, o entrambe le cose. Si dice che l'aumento, sia dei membri che delle Chiese, fosse "quotidiano". L'espressione sembra indicare sia la rapidità che la costanza dell'aumento. Non è stato un aumento come siamo abituati a testimoniare, quando a intervalli lontani alcuni individui entrano nella comunione della Chiesa. Sembra che gli evangelisti non abbiano mai predicato, ma le anime si sono convertite; e le Chiese non si sono mai riunite, ma hanno avuto l'alto privilegio di ricevere molti nuovi discepoli nella comunione dei santi. Né questo durò solo pochi giorni. Poiché l'aumento era rapido, così era costante

(III.) La causa da cui è derivato questo prospero stato di cose. Lo Spirito Santo assistette in modo più evidente alle fatiche degli apostoli. Senza la Sua benevola influenza, l'eloquenza e lo zelo apostolico non avrebbero portato a nulla. Non meno necessaria allora di oggi era quell'energia vivificante che procede solo da Lui. C'erano, tuttavia, alcune cause subordinate e sussidiarie alle quali, nell'ordine dei mezzi, questa prosperità può essere ricondotta

(1.) La soluzione apostolica della questione, che i convertiti tra i Gentili non dovevano essere soggetti alle istituzioni di Mosè (Versetti CAPITOLO xv. 31). Liberati da un giogo di schiavitù che avrebbe fatalmente depresso il loro zelo crescente, furono liberi di gettare tutte le loro energie appena risvegliate nella causa del Redentore. I predicatori, anch'essi liberati da tutti i blocchi, potrebbero ora farsi avanti semplicemente con la dottrina della croce. Nulla è così calcolato per produrre un vigoroso stato di pietà personale, o uno stato prospero di comunione ecclesiale, come una semplice, chiara e scritturale esibizione della "verità così com'è in Gesù". 2. Lo spirito devozionale dei primi cristiani, unito al loro fervente zelo

(3.) Non c'era nulla di quella timida neutralità riguardo alla professione del Vangelo tra i primi cristiani per la quale il cristianesimo moderno si distingue così deplorevolmente. Quando un uomo si convertiva, la cosa successiva era unirsi alla Chiesa. C'era quindi una linea di demarcazione, ampia e profonda, tra la Chiesa e il mondo. Nessuno si vergognava di Cristo, o si vergognava di confessare il proprio attaccamento ai Suoi seguaci e alla Sua causa

(4.) Lo spirito di unione e l'amore cristiano. I credenti erano "di un solo cuore e di una sola via". C'erano Chiese separate, come adesso, ma non c'erano denominazioni separate. "La comunione dei santi" non era allora ciò che è diventata da allora: un freddo articolo di un credo formale, ma l'esperienza pratica e dolce di ogni giorno. Il legame unificante non era un'esatta coincidenza di opinioni in ogni punto della dottrina, o una perfetta uniformità di pratica in materia di governo e disciplina; Ma era amore. Che i cristiani di tutte le parti dimentichino le loro differenze, e si avvicinino tra loro a qualcosa di simile all'unione esistente tra Cristo e Suo Padre; Lasciate che siano uno, come sono uno, e l'influenza sarà irresistibile. (E. Steane, D.D.)

Versetti 6-10. Ora, quando ebbero attraversato la Frigia e la regione della Galazia. - La prima visita di Paolo in Galazia, d.C.51 o 52: - La forma dell'espressione greca implica che la Frigia e la Galazia non devono essere considerate come distretti separati, ma come la terra originariamente abitata dai Frigi, ma successivamente occupata dai Galli. Sembra che Paolo non avesse alcuna intenzione di predicare il vangelo qui. Ebrei era forse ansioso di portare subito il suo messaggio al distretto più importante e promettente dell'Asia proconsolare. Ma fu trattenuto dal ritorno della sua vecchia malattia, "la spina nella carne", da un attacco acuto e violento che lo umiliò e prostrò le sue forze fisiche. A questo i Galati dovevano la loro conoscenza di Cristo. Sebbene un vagabondo senza casa e colpito potesse sembrare solo un debole sostenitore di una causa così importante, tuttavia l'ordine divino era che nella predicazione del Vangelo la forza dovesse essere resa perfetta nella debolezza. Lo zelo del predicatore e l'entusiasmo dei suoi ascoltatori trionfarono su tutti gli impedimenti. "Non disprezzarono la tentazione nella sua carne. Lo ricevettero come un angelo di Dio, come Cristo Gesù. Se avessero potuto, si sarebbero cavati gli occhi e glieli avrebbero dati". Non può essere stata una simpatia religiosa predisponente ad attrarli così potentemente. Il vangelo come messaggio di misericordia e di fede spirituale era in diretto contrasto con le religioni grossolane e materiali in cui la razza era stata allevata. Ma se ci immaginiamo l'apostolo, come apparve davanti ai Galati, un emarginato senza amici, che si contorceva sotto le torture di una dolorosa malattia, eppure istante in ogni occasione opportuna e non opportuna, di volta in volta denunciava e supplicava, forse anche, come a Listra, facendo rispettare i suoi appelli con qualche miracolo sorprendente, non ci perderemo di concepire come il fervido temperamento della Gallia possa essere stato risvegliato. In assenza di ogni testimonianza diretta, possiamo congetturare che fosse ad Ancyra, ora capitale della provincia romana, come in precedenza dell'insediamento gallico, "la metropoli più illustre", come viene chiamata nei documenti formali; a Pessinus all'ombra del monte Dindimus, culla del culto di Cibele, e una delle principali città commerciali del distretto; a Tavium, una forte fortezza e un grande emporio, situato nel punto di convergenza di diverse importanti strade; forse anche a Giuiopoli, l'antica Gordio, già capitale della Frigia, quasi equidistante dai tre mari, e dalla sua posizione centrale un trafficato mercato; in questi, o in alcuni di questi luoghi, Paolo fondò le prime Chiese della Galazia. (Bp. Lightfoot. E fu proibito dallo Spirito Santo di predicare la Parola in Asia. - La guida dello Spirito: - Chi può leggere questo racconto senza essere tentato di chiedere - Perché lo Spirito Santo dovrebbe proibire agli apostoli di predicare in Asia? Perché non permettere loro di andare in Bitinia? Gli abitanti non sedevano forse nelle tenebre e nell'ombra della morte? E Cristo non è forse morto per loro? Ora, come Dio non rende conto delle Sue cose, e poiché il Signore della messe può mandare operai in qualsiasi parte della Sua messe piaccia agli Ebrei, potrebbe essere sufficiente rispondere che non spetta a noi ficcare il naso in quelle ragioni che gli è piaciuto di tenere segrete. Ma la questione ammette una spiegazione molto soddisfacente. Senza dubbio le anime dell'Asia e della Bitinia erano care a Dio; ma Paolo e Sila non potevano lavorare contemporaneamente in Asia e in Macedonia; ed Egli, che conosceva i cuori di tutti, sapeva in quale paese le menti degli uomini erano più preparate a ricevere il Vangelo. Che ci fosse una tale preparazione in Macedonia è suggerito dalla natura stessa della visione. Il tutto può essere illustrato da un'immagine familiare. Un contadino percepisce i suoi campi bianchi per il raccolto e assume operai per mietere il grano. Entrano in un campo e si preparano a tagliarlo, ma egli glielo proibisce: guardano un altro e tentano di entrarvi; ma egli non li sopporta, li conduce a un terzo che è più maturo, e dice: "Questo è il campo, lavora qui". Qualcuno direbbe che non si curava del grano negli altri campi perché li passava accanto? Non sarebbero stati tutti sicuri di aver preso solo il terzo prima di loro perché era più pronto per la falce, e che avrebbe preso gli altri a tempo debito? Così, quando il Signore proibì ai Suoi servi di predicare in Asia e in Bitinia, non fu perché gli Ebrei non si prendessero cura delle anime di quei luoghi, ma che la Macedonia era la più preparata. Quanto fosse ben preparato appare dalle epistole di Paolo alle Chiese di quel paese, a Filippi e a Tessalonica. Ma l'Asia e la Bitinia sono state quindi trascurate? No. In seguito Paolo predica a Troas, proprio il porto dell'Asia da cui salpò per la Macedonia. Anche a Efeso, la città principale di quell'Asia dove gli era stato proibito di predicare la Parola, egli rimase due anni interi, così che tutti gli Ebrei, e Greci, che abitavano in Asia, udissero la Parola del Signore Gesù. Possiamo anche osservare che la prima lettera di Pietro è indirizzata agli stranieri sparsi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, in Asia e in Bitinia. Sì! lo stesso Signore è ricco su tutti quelli che lo invocano. La Sua tenera misericordia è su tutte le Sue opere, e noi abbiamo l'autorità di Paolo per dire: che gli Ebrei vogliono che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. (J. Fawcett, M.A.Guida divina: - Vuoi sapere cosa fare, come agire, dove andare. C'è un metodo sicuro e sicuro, e uno solo. È di Paolo. Ebrei pensava, usava la sua ragione naturale; il suo istinto era quello di continuare a viaggiare, la sua inclinazione era quella di visitare l'Asia, poi la Bitinia. Avendo fatto del suo meglio per scegliere, egli sottomette la sua scelta a una guida superiore. Ebrei porta la domanda in preghiera a Dio, poi sente che non deve andare, non sa dove andare, obbedisce a questa intuizione che si oppone ai suoi desideri, aspetta, ma non aspetta a lungo. La visione e la voce seguono rapidamente. Alla fine è da questi che egli "raccoglie con certezza", deduce veramente il suo prossimo passo. È proprio così. Usate le vostre facoltà, sottomettete il vostro giudizio all'altissimo, siate fedeli a ciò che vi sembra la guida più alta, e il messaggio divino diventerà sempre più chiaro-l'intuizione, la visione, la voce-ma, badate bene, più chiaro solo per il prossimo passo. L'intero viaggio di Paolo non era stato tracciato. Gli ebrei non riuscivano a vedere lontano, ma non era lasciato nel dubbio. Gli ebrei "certamente radunarono" la mossa successiva. Forse pensava di essere ora diretto a Roma: Roma lo attraeva molto più potentemente di Atene. Eppure quella volta non doveva andare a Roma, né avrebbe potuto immaginare, quando partì per Filippi, che sarebbe andato ad Atene a predicare lì ai beffardi e subdoli Greci. (H. R. Haweis, M.A.Paolo chiamò l'Europa: L'Asia ottusa aveva udito il vangelo. Ora è stato portato in quell'Europa che ha fornito al mondo la sua energia civile. Probabilmente, nella mente di Paolo, il passaggio europeo non era che uno dei tanti viaggi. Ma per l'occhio della storia, che vedeva il prima e il dopo, era la sfida del cristianesimo alla civiltà, all'intelletto, all'energia che controlla il mondo, a venire ed essere governato da Cristo. Prima di questo viaggio, tuttavia, c'era...

(I.) Il tempo dell'attesa. L'Asia e la Bitinia proconsolari erano prima di Paolo e dei suoi compagni; Erano senza il Vangelo; ne avevano bisogno; Paolo era pronto a darglielo. Eppure il Vangelo non è stato predicato. Non era un tempo per lavorare, ma un tempo per aspettare

(1.) Eppure era un momento di sforzo per lavorare. Paolo non ha scelto di aspettare per sé. Gli ebrei cercarono onestamente e seriamente di predicare il vangelo. Gli Ebrei si recarono alla frontiera della provincia dell'Asia Minore con l'intenzione di entrare a predicare. Impedito, tentò poi la Bitinia. Predicare era l'unica parola che riassumeva tutta la vita di Paolo. Ogni cristiano è chiamato a lavorare. La sua missione nella vita è proclamare Gesù Cristo

(2.) Il tentativo di Paolo di compiere la sua opera fu ostacolato. Gli ebrei volevano lavorare per Cristo, e gli fu impedito di farlo. Gli ebrei andavano in molti luoghi solo per essere cacciati via con le pietre. Gli ebrei progettarono grandi viaggi e si ritrovò in prigione. Sarebbe una cosa molto istruttiva esaminare i racconti scritturali della vita di Paolo e elencare i piani sventati messi per iscritto. Nessun uomo fa di ogni impresa cristiana che intraprende un successo. Come Dio fa sì che il fiore getti molti semi a terra affinché una o due piante possano germogliare, così Ebrei dà come legge di realizzazione spirituale che a volte ci saranno molti fallimenti per un solo successo. E Paolo, come un uomo saggio, non litigò con la legge

(3.) La parte strana dell'esperienza di Paolo a questo punto fu che il fallimento del suo proposito di predicare il vangelo nell'Asia proconsolare e nella Bitinia era direttamente dovuto a Dio. Alcuni dei fallimenti di Paolo furono dovuti all'interferenza di Satana (vedi 1Tessalonicesi, ii. 18), che possiamo credere vada in giro cercando di ostacolare il popolo di Dio nell'opera di Dio. Che cosa dobbiamo pensare di questo?

(1) Dio stava guidando Paolo lontano dalla conversione dell'Asia Minore alla conversione dell'Europa. Paolo, avendo una sola vita umana e la potenza naturale di un solo uomo, non poteva fare entrambe le cose. Dio gli pose davanti l'opera più grande. Per realizzarlo è stata necessaria l'esclusione dei più piccoli

(2) L'Asia Minore fu senza dubbio avvicinata in modo più vantaggioso dal vangelo proveniente dall'ovest, quando il peso del successo europeo aggiunse una nuova lode all'insegnamento di Paolo, che mancava quando proveniva dall'oriente. Se si vuole conquistare un uomo a qualcosa, è meglio aspettare il momento favorevole piuttosto che precipitarsi a prima vista. Era meglio per l'Asia Minore e la Bitinia non avere ancora predicato il vangelo.

(3) Il fatto che Dio abbia ostacolato i piani di Paolo sarebbe stato giusto anche se non avessimo potuto vedere alcuna ragione in esso

(4.) Lo Spirito Santo era presente con Paolo, guidandolo ed equipaggiandolo, sia nel tempo dell'attesa che in quello del lavoro

(II.) La chiamata. Paolo aveva visto le sue intenzioni sventate; L'Asia Minore e la Bitinia gli erano chiuse; L'Europa è rimasta. Avrebbe dovuto cercare quelle coste? Gli ebrei avevano bisogno di una guida, e fu data. La visione del Macedone, forse autenticata come proveniente da Dio in qualche modo a noi sconosciuto, mostrò a Paolo dove stava la sua fatica

(1.) La visione fu quella di un uomo che supplica. Il vangelo è per il mondo, e per il mondo intero

(2.) La figura nella visione esprimeva il bisogno di aiuto; Non definiva solo ciò di cui c'era bisogno. La chiamata che sale dal genere umano è un grido di aiuto, qualunque esso sia. Non è sempre un grido per il vangelo; Perché molte volte, quando il Vangelo viene offerto, viene ciecamente rifiutato. A volte la funzione del vangelo è quella di creare il desiderio e di soddisfarlo. Quando Paolo sbarcò in Macedonia non trovò nessuna folla che stava con le mani tese ad accoglierlo. No, egli "attese certi giorni" prima che ci fosse alcun segno che il vangelo fosse desiderato, e poi il segno venne solo quando Paolo lo cercò

(3.) Il macedone era un rappresentante. Gli Ebrei non dissero: "Vieni ad aiutarmi", ma "Vieni ad aiutarci". Tutti avevano bisogno di Cristo, e non solo le poche anime che erano già vicine al regno, come Lidia, la prima convertita

(4.) La richiesta fatta dall'uomo che supplicava la visione era in potere di Paolo di esaudirla. Gli ebrei potevano andare ad aiutarli, se volevano. Possiamo quindi aiutare le nazioni che sembrano stare davanti a noi in visione implorandoci di aiutarle

(III.) La risposta

(1.) Paolo fu indotto a dare una risposta usando la mente che Dio gli aveva dato. Ebrei e i suoi compagni si consultarono e "conclusero che Dio li aveva chiamati a predicare loro il vangelo". La visione soprannaturale sembra separare l'esperienza di Paolo dalla nostra. Non siamo così guidati nel nostro lavoro. Ma il fatto che si consulti con i suoi amici e ragioni nel miglior modo possibile sulla conclusione che Dio voleva che facesse, riporta il suo modo di essere ricondotto alla somiglianza con il nostro

(2.) Avendo deciso che doveva andare in Macedonia, Paolo "cercò" di adempiere tale proposito. La certezza del successo e il raggiungimento del successo sono nelle mani di Dio, ma possiamo almeno provarci. Se Dio è disposto a benedire, e noi siamo in grado almeno di provarci, se l'opera cristiana a volte non prospera molto, qual è la ragione? 3. La risposta di Paolo al significato della visione fu immediata. «Cercammo subito di andare». La reazione dell'anima convertita di Paolo in presenza di un bisogno spirituale fu immediata. Se lui ha risposto istantaneamente alla chiamata del bisogno possiamo rispondere anche noi, se vogliamo

(4.) La chiamata di Dio fu ciò che rese la risposta di Paolo così rapida. L'obbedienza era un elemento fondamentale nella vita religiosa di Paolo, e quindi si vede che egli è veramente della compagnia di Colui che era "un Figlio obbediente".

(IV.) Il risultato

(1.) Non era visibile subito. A Troade ci fu l'emozionante visione del Macedone implorante. Ma in Macedonia non c'era altro che indifferenza. Paolo fu accolto, come quasi sempre viene accolto il missionario della croce, con perfetta indifferenza

(2.) Paolo usò i mezzi per ottenere un risultato. Gli Ebrei non si sedettero con le mani giunte, dicendo a se stesso: "La Macedonia ha gridato a me per chiedere aiuto; Ho fatto molta strada in grande difficoltà per dare aiuto: ora, se i Macedoni mi vogliono, parlino apertamente". Paolo pensò che i macedoni avessero bisogno di tutto e si comportarono come se non desiderassero nulla. Gli Ebrei non aspettavano che lo cercassero, ma lui li cercava. Il lavoro è una condizione spirituale e naturale per il successo

(3.) È stato fatto un piccolo inizio. Paolo non era scoraggiato per la sua piccolezza, ma contento che fosse un inizio. Nessun pagano era affatto attratto dal vangelo. Nessun uomo è stato raggiunto. Una donna, che si era quasi convertita già prima dell'apparizione di Paolo, era il frutto dello sforzo di Paolo. L'inizio non è ancora la fine, ma sicuramente ha la fine nascosta in sé, per quanto piccola sia la circonferenza

(4.) La fratellanza è stata stabilita. Lidia portò la sua famiglia nella fede e portò Paolo e i suoi amici nella dolce comunione di questa nuova casa cristiana. Quando si formò quella comunità cristiana, il successo della missione di Paolo in Filippi fu assicurato. Un gruppo di veri amici cristiani può far lievitare una città

(V.) Lezioni riguardanti l'opera missionaria

(1.) La relazione tra Dio e l'uomo nel vangelo. Dio chiama; L'imperativo e il dovere immediato dell'uomo è quello di obbedire. Dio manda lo Spirito Santo per dirigere e potenziare l'opera cristiana. "Poiché è Dio che opera in voi". Dio ci manda a provare tutti i piani del mondo con il Suo vangelo. Ebrei solo sa dove riusciremo a piantarlo

(2.) Le leggi del vangelo. Persuadere per Cristo è come persuadere gli altri. Paolo non predicò quando fece il suo primo convertito europeo. Che spettacolo avrebbe fatto se si fosse messo a pronunciare un'orazione fragorosa come quella sul Colle di Marte a quella mezza dozzina di donne! Gli Ebrei si sedettero e parlarono con loro. Il Vangelo inizia la sua opera in piccoli modi. La conquista di Cristo da parte dell'Europa è annunciata nella salvezza di una donna. Il vangelo usa le relazioni della vita umana create da Dio per la sua propagazione. Lidia portò la sua casa a Cristo. La famiglia è riconosciuta e utilizzata dal Vangelo. (D. J. Burrell, D.D.L'Apocalisse Giovanni Thomas, che può essere considerato come il fondatore della missione delle Isole Amiche, aveva lavorato per qualche tempo a Hihifo, nelle Tonga, con pochi frutti, venendo continuamente ostacolato e perseguitato dal capo pagano Ata: quando, avendo udito che il capo supremo di Haabai aveva rinunciato all'idolatria, ed era ansioso di avere un missionario, decise di trasferirsi lì. Ma poiché l'inizio di una nuova missione in un altro gruppo di isole avrebbe comportato una spesa considerevole, desiderava prima sentire il comitato missionario di Londra, al quale era stato scritto qualche tempo prima sull'argomento. Mentre aspettavamo a Nukualofa, in uno stato di notevole ansia e suspense, nel mese di gennaio del 1830, accadde un incidente che mostra chiaramente la sovrintendente provvidenza di Dio negli affari dell'impresa missionaria. Una piccola scatola fu lavata a riva e portata al signor Turner da uno degli indigeni. Al momento dell'apertura, si scoprì che conteneva una lettera dei segretari missionari, che dava l'approvazione del comitato per l'estensione della missione nelle Isole Amiche, e la nomina di un missionario ad Haabai senza ulteriori indugi. Il vascello con cui era stata inviata questa comunicazione, una goletta proveniente da Sydney, era affondato in mare e tutti a bordo erano andati perduti. Si dice che né la nave, né l'equipaggio, né alcuna delle merci con cui era stata caricata furono mai più viste o sentite. Il pacco che conteneva solo quella lettera, messaggero di misericordia per un popolo che aspettava la legge del Signore, guidato da Colui "al quale obbediscono il vento e i mari", sfuggì al naufragio generale e fu gettato a riva nel luogo giusto e al momento giusto per dare sollievo alle menti dei missionari ansiosi e per consentire loro di avanzare ed entrare nelle aperture che apparivano davanti a loro per la proclamazione del "glorioso vangelo del benedetto Dio".La guida dello Spirito: Affinché tu possa conoscere il piano divino per te, vai da Dio stesso e chiedilo; poiché con la certezza che gli Ebrei hanno un piano o una chiamata per te, gli Ebrei ti guideranno in qualche modo in esso. E questo è l'ufficio e l'opera appropriati del Suo Spirito. Con questo insegnamento privato gli Ebrei possono mostrarci, e lo faranno, nel piano stesso che è stato stabilito per noi. E questo è il significato di ciò che è prescritto come nostro dovere, vale a dire, vivere e camminare nello Spirito; poiché lo Spirito di Dio è una sorta di presenza universale, o ispirazione, nel seno del mondo; una luce interiore inesauribile, che se accettiamo e viviamo, ne siamo guidati a una scelta consenziente, così che ciò che Dio vuole per noi, lo vogliamo anche per noi stessi, fissandosi in essa come l'ago del palo. Da questa unione nascosta con Dio, o rapporto con Lui, otteniamo una saggezza o un'intuizione più profonda di quanto conosciamo noi stessi; una simpatia, un'unità con la volontà e l'amore divini. Entriamo nel piano stesso di Dio per noi, e siamo guidati in esso da Lui, acconsentendo, cooperando, rispondendo a Lui non sappiamo come, e operando, con la massima esattezza, quel buon fine per il quale il Suo consiglio invisibile ci ha cinto e ci ha mandato nel mondo. In questo modo, non trascurando altri metodi, ma raccogliendo in tutte le loro luci separate, per essere interpretati nella luce superiore dello Spirito, non possiamo mai essere molto in difficoltà nel trovare la nostra strada nel consiglio e nel piano di Dio. I doveri del momento presente li incontreremo man mano che si presentano, e questi apriranno una porta nel prossimo, e così passeremo oltre, fiduciosi e sicuri, quasi mai in dubbio su ciò che Dio ci chiama a fare.) L'elemento soprannaturale nel lavoro:

1.) Ecco l'azione diretta dello Spirito Santo. I primi cristiani si resero conto che stavano vivendo nell'epoca dello Spirito Santo. Perché dovrebbe essere difficile credere che lo spirito possa influire sullo spirito? Crediamo che la materia influenzi la materia. È abbastanza scientifico credere che; Eppure credere che la mente possa influenzare la mente, che lo spirito possa toccare lo spirito, è fanatismo! Non ho imparato così tanto la vita. È facile per me, avendo visto l'azione del metallo sul metallo, credere che ci possa essere un'azione affine dell'anima sull'anima, Dio sull'uomo

(2.) L'azione dello Spirito è tanto moralmente misteriosa quanto personalmente diretta. Perché lo Spirito Santo dovrebbe proibire agli apostoli di predicare la Parola in qualsiasi luogo? Questo non possiamo spiegarlo; Ma poi non puoi spiegarti. Ci è proibito fare certe cose. Le cose in sé sono buone, ma il tempo è sbagliato, o il luogo è mal scelto, o un'altra opportunità è più grande e dovrebbe essere assorbente. Non è sufficiente che tu sia in un buon posto, che tu stia facendo un buon lavoro; il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di vivere, muoverti e avere il tuo essere nello Spirito di Dio, in modo che ovunque Ebrei possa indicare, il tuo cuore possa correre più veloce dei tuoi piedi per raggiungere la destinazione. Dove la vita è limitata da programmi e schemi, e gli scopi sono solo umani, la vita sarà un susseguirsi di errori e di cocenti delusioni

(3.) Per la nostra degenerata pietà è abbastanza difficile credere che i primi apostoli - sì, i profeti secoli prima di loro - potessero vivere così familiarmente alla presenza del soprannaturale. Tutto dipende dal livello della tua vita. È possibile vivere così in alto nella compagnia intellettuale e spirituale da ricevere con grata facilità e amichevole riconoscimento apparizioni e comunicazioni che un tempo ci avrebbero colpito con la sorpresa di un miracolo

(4.) Cosa vide dunque Paolo nella sua visione?

(1) Un uomo. Gli ebrei che vedono veramente un uomo devono sempre essere commossi da quella vista patetica. Non ci vediamo mentre siamo in mezzo alla folla a fare i giocolieri della giornata. Noi non vediamo l'uomo, ma avendolo visto una volta sotto le luci favorevoli, dobbiamo sentire che l'uomo è un nome in alto nel registro della vita

(2) Un uomo in fervida preghiera, che prega un prossimo. Era tutto, forse, che il supplicante macedone poteva allora fare. Ci è permesso di pregare sugli altari che riusciamo a trovare. Se cadessi davanti al più piccolo fiore, davanti alla vecchia poltrona di tua madre, sarebbe un santuario sufficiente. E a poco a poco vorrai un intero cielo per una chiesa e un altare. Inizia dove puoi

(3) Un uomo serio e un uomo in cerca di aiuto. Ci sono vigliacchi che scappano quando le persone povere e maltrattate chiedono "aiuto". Il cristianesimo è "aiuto" o non è nulla. Questo è un esempio tipico. Se la Chiesa potesse avere gli occhi aperti oggi, vedrebbe ogni paese non evangelizzato e ogni terra in grave difficoltà o difficoltà rappresentata in quest'uomo macedone

(5.) "E dopo che ebbe avuto la visione, cercammo immediatamente..." Luca si unisce qui alla compagnia. Fino a questo momento la narrazione è stata scritta in terza persona; Ora sarà scritto nel primo. I missionari vennero "a Filippi". C'è un piano urbanistico di evangelizzazione; Gli apostoli seguirono quel piano. Non si nascondevano in luoghi oscuri; Troviamo grandi nomi nel loro record. Qual è la giustificazione di questi nomi metropolitani? Questo - e più in alto non ce n'è - "Comincia da Gerusalemme". Così troveremo in questi documenti missionari Gerusalemme, Antiochia, Corinto, Filippi, Atene, Efeso, nomi su nomi di eminenza e dignità locale, ma tutti i nomi messi insieme non sono uguali a Londra! Dateci Londra, e noi avremo la chiave del mondo. Londra convertita sembrerebbe significare l'Inghilterra convertita; e l'Inghilterra convertita sarebbe quasi uguale a un mondo convertito! (J. Parker, D.D.)

8 CAPITOLO 16

Atti 16:8-12

Ed essi, passando per la Misia, scesero a Troas, e una visione apparve a Paolo nella notte.- La visione di Paolo a Troas:

(I.) La sua benevolenza. Che cos'è il Vangelo? Aiuto per l'uomo. Aiuta l'uomo

1.) Conoscere Dio

(2.) Predicare Cristo

(3.) Promuovere la civiltà

(II.) La sua influenza. Riconosce

1.) La capacità indipendente dell'uomo come agente morale

(2.) La debolezza dell'uomo

(III.) La sua amministrazione. Gli appelli dell'umanità al cristianesimo sono vari

(1.) Dalle informazioni della storia

(2.) Con l'applicazione generale dei principi cristiani

(3.) Dalle impressioni interiori. (Caleb Morris.Cosa sarebbe potuto accadere se la visione non si fosse verificata: - Quella figura rappresentava l'Europa, e il suo grido di aiuto per l'Europa aveva bisogno di Cristo. Paolo riconobbe in esso un appello divino; e il tramonto successivo, che inondò l'Ellesponto nella sua luce dorata, brillò sulla sua figura seduta sul ponte di una nave la cui prua si stava muovendo verso la costa della Macedonia. In questo passaggio di Paolo, dall'Asia all'Europa, stava prendendo piede una grande decisione provvidenziale, alla quale, come figli dell'Occidente, non possiamo pensare senza la più profonda gratitudine. Il cristianesimo sorse in Asia e tra un popolo orientale; e ci si sarebbe potuto aspettare che si diffondesse prima tra quelle razze a cui gli ebrei erano più affini. Invece di venire a ovest, potrebbe essere andato verso est. Potrebbe essere penetrato in Arabia e aver preso possesso di quelle regioni dove la fede del Falso Profeta ora domina. Potrebbe aver visitato le tribù erranti dell'Asia centrale e, scendendo attraverso i passi dell'Himalaya, eresse i suoi templi sulle rive del Gange, dell'Indo e del Godavery. Avrebbe potuto spingersi più a est per liberare i milioni di cinesi dal freddo secolarismo di Confucio. Se lo avesse fatto, i missionari dall'India e dal Giappone sarebbero venuti in Inghilterra ai giorni nostri per raccontare la storia della croce. Ma la Provvidenza ha conferito all'Europa una benedetta priorità, e le sorti del nostro Continente sono state decise quando Paolo ha attraversato l'Ellesponto. (J. Stalker, D.D.Lì si fermò un macedone e lo pregò, dicendo: Vieni in Macedonia e aiutaci. - Lo spettro macedone: - A volte gli uomini sentono meglio con gli occhi che con le orecchie. La verità entrerà attraverso l'immaginazione quando non farà alcuna impressione attraverso l'intelletto. Quindi Bunyan era tanto filosofico quanto ingegnoso nel rappresentare l'Anima Umana come avente la Porta del Tatto, la Porta del Naso, la Porta della Bocca, così come la principale tra tutte, la Porta dell'Orecchio e la Porta dell'Occhio. Ma quando fu sferrato il grande attacco di Diabolos, si scoprì che il Capitano Resistenza era stato stabilito sopra Ear-gate; ma Ear-gate era molto più poco difeso. Nella Scrittura c'è un costante riconoscimento di questa relativa facilità di entrare nell'anima umana per la via degli occhi. Quindi siamo sicuri di trovare una splendida visione ogni volta che un nuovo messaggero viene nominato da Dio agli uomini. Osservare:

(I.) Che questa visione era rivolta a un uomo ispirato. Lo trovò scosso dalla più profonda perplessità, e fu l'unica cosa che valse a dargli una direzione nel suo attuale dovere. Per due volte di seguito le loro intenzioni furono improvvisamente tenute a freno da un potere superiore al loro. L'uomo di quelle regioni approfondisce l'imponenza di una disciplina così strana. Infatti, mentre l'apostolo gli spingeva verso est, lo Spirito Santo lo costringeva ad andare verso ovest. "Verso occidente la stella dell'impero prende la sua strada", sembra essere la regola divina per la storia umana. Imparare:1. Che il grande Capo della Chiesa conservi la guida di ogni forma di impresa cristiana. Fu lo "Spirito di Gesù" che fermò Paolo ora, proprio come fecero gli ebrei sulla via di Damasco. Che dobbiamo chiedere la decisione di Dio, quando ci accingiamo a compiere uno sforzo religioso. Dobbiamo invitare la cooperazione divina nella scelta dei metodi, così come nella scelta dei fini, e così discernere nel fallimento uno stimolante alla fede, e nel successo una ragione per dare nuova gloria a Dio

(II.) Questa storia getta luce sulle "chiamate" al servizio

(1.) Ogni vera dichiarazione di volontà è una chiamata. Tutto ciò che ha una voce può emettere un richiamo. Gli adattamenti all'utilità sono richiami diretti all'utilità

(2.) La suprema necessità di un'anima umana perduta. Le parole che il mondo in generale sta pronunciando sono: "Vieni e aiutaci". Non sembra che sia accaduto che lo spettro potesse avere un significato diverso da quello religioso. Tutti gli uomini del mondo hanno un punto in comune per il quale hanno bisogno di aiuto: devono avere il perdono per il peccato

(3.) Le "chiamate" al dovere che si hanno offrono un'esposizione sicura del proprio cuore. Un politico avrebbe immaginato che un popolo in lotta stesse inviando soldati per combattere per la sua causa. Un filantropo troverebbe alcuni segni di carestia. Così ognuno scoprirà il proprio

(III.) Con quanta prontezza questi messaggeri di Cristo partirono per una missione all'estero

(1.) Si noti l'intensa forma di espressione: "immediatamente", ecc

(2.) L'immagine più bella di questo mondo è quella di una volontà umana arresa in sublime obbedienza alla volontà di Dio. La bellezza della Troade è famosa: si pensi al monte Ida, alla città di Priamo, alla tomba di Achille. Ma la fama principale di quella regione si trova ora nel ricordo che lì quattro uomini presero il mare per conquistare l'Europa a Cristo. (C. S. Robinson, D.D.Il fantasma macedone:

(I.) Il bisogno di fede e di guida divina di San Paolo. Gli apostoli differivano da noi in quanto erano dotati di doni straordinari

(1.) Si sarebbe potuto pensare che, posseduti com'erano da una potenza sovrumana, ci sarebbero state ben poche opportunità o richieste per quella fiducia che è richiesta a noi stessi. Ma il fatto che gli apostoli fossero in grado di fare miracoli non assicurava loro nemmeno il soddisfacimento dei loro bisogni quotidiani. Era uno spettacolo strano, ma istruttivo, quello di un uomo che poteva risuscitare i morti, costretto a lavorare come un comune artigiano per procurarsi un pasto. Ma Dio, per mantenere il suo servo dipendente da se stesso, non gli permise di esercitare, per proprio conto, le potenze che erano così potenti nel soggiogare il mondo

(2.) Gli apostoli avevano il dono della profezia e, privilegiati dalla rivelazione immediata, conoscevano molto più degli uomini comuni la volontà e i propositi dell'Onnipotente. Ma questo non era permesso più del loro potere di operare miracoli, per diminuire la necessità dell'esercizio della fede. Avreste potuto pensare che tali uomini non sarebbero mai stati in perdita per quanto riguarda i loro piani. Eppure questo era ben lungi dall'essere il caso. Sembra che gli Apostoli abbiano avuto proprio le nostre prove di fede; erano chiamati per lo stesso paziente che aspettava Dio, lo stesso che osservava le direttive della Sua Provvidenza, lo stesso che studiava le minime indicazioni della Sua volontà. Se guardate i versetti che precedono immediatamente il nostro testo, troverete abbondanti prove che San Paolo e i suoi compagni erano tenuti, come noi, ad andare avanti nella fede, non informati sul preciso corso che Dio voleva che prendessero, ma agendo sulla certezza che Ebrei dirige i passi di tutti coloro che si affidano alla Sua guida

(3.) Infine, è concessa a Paolo la visione riportata nel nostro testo, dalla quale egli è in grado di dedurre con certezza che il Signore lo ha designato per predicare in Macedonia. Sentiamo molto delle direttive della provvidenza di Dio; ed è nostro compito essere sempre all'erta per le direttive; certi che, come Dio insegnò al Suo popolo nell'antichità presso la nuvola sul tabernacolo, gli Ebrei non mancheranno ora di dare una guida a coloro che in tutte le loro vie Lo riconoscono. Ma non dobbiamo aspettarci che le direttive della Provvidenza saranno sempre, o anche spesso, marcate e distinte. Questo significherebbe cambiare il carattere della nostra dispensazione; perché se la colonna di fuoco e di nuvola passasse visibilmente davanti a noi, sarebbe per la vista, e non più per la fede, che i cristiani sarebbero tenuti a camminare. È la cosa più facile del mondo immaginare le direttive della Provvidenza, dove noi abbiamo già le direttive dell'inclinazione. E possiamo imparare dall'esempio di San Paolo che, anche dove c'è devozione e totale sottomissione, può essere solo con oscure allusioni, e dopo molte frustrazioni, che la provvidenza di Dio segnerà il nostro corso

(II.) La visione di San Paolo. Non c'è nessuno che non consideri che il sonno è una sorta di immagine della morte. I pagani parlavano della morte come di un sonno; e la Scrittura, fin dall'inizio, ha fatto uso della figura. Ma la metafora non è stata portata nella sua giusta misura

(1.) Penso davvero che Dio abbia progettato il sonno come immagine permanente della morte. Ma penso anche che Dio con questo intendesse fissare i loro pensieri, non solo sulla loro morte, ma sulla loro risurrezione dai morti. Perché, quando ogni mattina ci chiama ad alzarci dai nostri letti, infilati in una nuova energia e, per così dire, rinfrescati in una nuova vita, perché dobbiamo parlare del sonno come se raffigurasse la nostra morte, ma non anche la nostra risurrezione? 2. Ma la nostra condizione mentre dormiamo fornisce avvisi della nostra condizione mentre giaciamo tra i morti

(1) Nel sonno non è l'uomo intero, è solo la parte terrena che si addormenta. I sensi e le facoltà corporee sono sospesi dal loro esercizio abituale; Ma la mente è più che comunemente attiva. Quali voli farà l'anima durante il sonno. Si può ben dubitare che l'anima sia mai inattiva: non sempre ricordiamo i nostri sogni; Ma, probabilmente, sogniamo sempre. E che cosa dobbiamo dedurre da questo? Certo, che l'anima sarà attiva mentre il corpo giace morto

(2) E questo non è tutto. I passaggi della Scrittura come il nostro testo ci insegnano che mentre il corpo dorme, l'anima può ricevere istruzione. È in ogni modo osservabile che Dio abbia fatto un uso così frequente di visioni o sogni nelle comunicazioni delle indicazioni della Sua volontà. Gli ebrei potrebbero aver dato queste indicazioni in molti altri modi; perché nulla può essere più vago o incerto di un sogno. E può darsi che impiegando così frequentemente i sogni, e impiegandoli più frequentemente quando c'erano meno informazioni distinte sullo stato dell'uomo dopo la morte, il proposito di Dio fosse quello di dirigere l'attenzione sulla capacità dell'anima di ricevere istruzione, ma non attraverso gli organi del corpo, ma mentre quegli organi potevano essere chiusi e incapaci di adempiere ai loro uffici ordinari. Lo stato separato non deve essere uno stato di ottusa inattività o di bassa realizzazione: quello stato è immaginato dal sonno; e come per dirmi che cosa possono aspettarsi i giusti in quello stato, Dio è venuto dai Suoi servi in visioni notturne, e ha insegnato loro nel sonno ciò che si erano invano sforzati di scoprire quando erano svegli. E ora non devo dare spazio ad alcun timore che, mentre la carne giace addormentata nella tomba, l'anima non sarà ammessa a conoscere parti della volontà di Dio che può aver cercato invano di accertare mentre era sulla terra; Era sufficiente che San Paolo, mentre era sveglio, avesse meditato di predicare in Asia, e avesse cercato di andare in Bitinia, cercando inutilmente di determinare quale potesse essere la volontà di Dio, e tuttavia che San Paolo, nel sonno, che è l'immagine della morte, fu accuratamente istruito riguardo a quella volontà: Gli fu accanto in visione: "Un uomo della Macedonia, e lo pregò, dicendo: Passa in Macedonia e aiutaci".

(III.) L'interpretazione di San Paolo della visione. Non c'è motivo di pensare che siano state aggiunte ulteriori rivelazioni; l'espressione "certamente radunandosi" implica che i discepoli furono lasciati a trarre la conclusione che "il Signore li aveva chiamati a predicare loro il Vangelo". Sembra che non abbiano mai immaginato che ci potesse essere un altro modo in cui avrebbero potuto aiutare i Macedoni, che i Macedoni avrebbero potuto desiderare qualsiasi altro tipo di aiuto. Non vedete, dunque, che San Paolo e i suoi compagni vivevano per un solo scopo? che essi riconoscevano una sola provvista per tutti i bisogni del mondo? Ah, come sarebbe molto diverso tra noi! Che il fantasma sia inviato a uno dei nostri uomini di stato; lasciate che la figura dell'indiano selvaggio, o dell'africano, stia al suo capezzale nella quiete della mezzanotte, e respiri, con accenti che attirano la sua attenzione, la semplice supplica: "Venite ad aiutarci", e come interpreterebbe il politico la chiamata? Gli ebrei avrebbero probabilmente concluso che nemici spietati stavano invadendo il paese lontano; e il suo primo, unico pensiero, potrebbe essere quello di inviare un esercito in suo soccorso. Oppure lasciasse che lo spettro andasse a parlare con uno dei nostri mercanti: avrebbe subito pensato a imbarazzi commerciali o a aperture commerciali, e se avesse "sicuramente raccolto" qualcosa, sarebbe stato che avrebbe dovuto caricare una nave e inviare uno stabilimento mercantile. O se il fantasma si rivolgesse a uno dei nostri uomini benevoli e filantropi, è probabile che penserebbe alla carestia o alla pestilenza, e comiterebbe su quale aiuto si possa dare, finché non avesse individuato qualche male particolare e temporale sotto il quale stavano lavorando. Eppure, qualunque sia la nostra occupazione, noi siamo servitori professi di Cristo, e tutti siamo tenuti, in virtù dei voti della nostra professione, a prendere come nostro obiettivo principale l'avanzamento del regno di Cristo. Non fu solo perché l'attività di San Paolo era quella di un predicatore che egli interpretò un grido di aiuto in un grido per il vangelo; San Paolo era anche un fabbricante di tende; San Luca era un medico; ma all'uno o all'altro non venne mai in mente che l'aiuto potesse essere necessario per insegnare un mestiere o guarire una malattia: il loro desiderio dominante era quello di glorificare Cristo; non potevano, quindi, essere invitati in un paese e non cogliere l'invito come un'apertura per il cristianesimo. Credevano che, portando il cristianesimo in un paese, portassero ciò che meglio avrebbe rettificato i disordini, alleviato le angosce, alleviato i dolori e moltiplicato la felicità. E, quindi, non si fermavano mai a considerare se avevano a loro disposizione il particolare motore che, secondo un calcolo umano, poteva essere adatto a contrastare un particolare male, abbastanza da avere il vangelo da predicare; e sentivano di avere un motore che non poteva in nessun caso essere inappropriato e in nulla inefficiente. Impariamo, dall'esempio di san Paolo, a dare un valore più alto al Vangelo: sia come nazione che come individui che siamo chiamati dal Macedone per aiuto; sia che il grido, proveniente da terre pagane, sia un grido specificamente per l'istruzione religiosa, o il grido generale di un'umanità sofferente e degradata

(IV.) L'obbedienza di San Paolo alla visione. Osservate quanto erano pronti a obbedire alla volontà di Dio nel momento in cui l'avevano accertata. "Immediatamente." Non era stato in Macedonia che avevano desiderato o proposto di andare, e l'incredulità avrebbe potuto suggerire: Lasciamo che un fantasma ci guidi? Non dovremmo almeno aspettare qualche indizio meno dubbio? Ma no; c'erano ragioni sufficienti per pensare che la volontà di Dio fosse ora scoperta, e non c'era altro da fare che affrettarsi verso il mare e cercare il modo di imbarcarsi. Ahimé! siamo tutti abbastanza pronti a seguire le indicazioni della provvidenza di Dio quando sono d'accordo con il nostro desiderio; ma quanto siamo riluttanti quando Dio indica in una direzione e inclina in un'altra! Questa è la prova: partire per la Macedonia, alla quale il dovere ci chiama, invece di rimanere a Troas, alla quale ci vincolano i nostri stessi desideri. Ma un cristiano non dovrebbe avere una volontà propria: è il servo di un Padrone in cielo, e l'unica cosa che deve accertare è dove quel Padrone vorrebbe che lavorasse, e che cosa gli Ebrei vorrebbero che facesse. Il fantasma è stato al suo capezzale? Allora non dovrebbe conferire con la carne e con il sangue. Ebrei deve infatti prendere ogni mezzo giusto per assicurarsi di non essere ingannato, che il fantasma non è stato tessuto dall'immaginazione del suo cervello, ma gli è stato realmente inviato dal suo Maestro. Ma fatto questo, non c'è spazio per esitazioni. E non siamo forse convocati in Macedonia? e la voce di aiuto non è forse più emozionante e più lamentosa di quella che cadde, nelle visioni notturne, all'orecchio di San Paolo? È la voce, non solo del macedone, dello straniero, del pagano; è la voce dei nostri connazionali. (H. Melvill, B.D.Il grido del Macedone a Paolo: Il grido...

(I.) Era umano

(1.) Un uomo

(1) Non un'intelligenza angelica

(2) Non un membro di una classe, ma di una razza. Non era un filosofo, un artista, un prete, un guerriero, un re; ma un uomo

(2.) È l'umanità nel paganesimo che è in difficoltà morale. L'aiuto di cui c'è così tanto bisogno non è secolare, politico, educativo, militare, ma morale. Aiuto alla coscienza, anima; aiutare l'uomo in quanto uomo nelle sue relazioni spirituali ed eterne

(II.) Era significativo. "Vieni ad aiutarci." Implica

1.) Un senso di bisogno. L'uomo sente dappertutto che c'è qualcosa che vuole sistemare le cose tra lui e il suo Dio. "Con che cosa verrò dinanzi al Signore?" 2. Incapacità consapevole di soddisfare il bisogno. I Macedoni sentivano che i Macedoni, con tutte le loro ricchezze e intelligenza, non potevano provvedere al bisogno. Il paganesimo non ha alcun potere di auto-redenzione

(3.) La fede è il potere dei cristiani di aiutare. Il macedone dava per scontato che Paolo potesse aiutare. La Macedonia rappresenta il mondo occidentale. Una volta risuonò questa richiesta di aiuto dall'Occidente pagano all'Oriente cristiano; ora risuona dall'Oriente pagano all'Occidente cristiano

(III.) È stato obbedito. Paolo risponde subito alla chiamata. (D. Thomas, D.D.) Il grido dei pagani: - Considerate...

(I.) I bisogni dei pagani. Pensate ai milioni di indiani che ignorano Dio, Cristo e la via della salvezza; Privi di speranza, vittime della superstizione più degradante. Dei loro riti possiamo ben dire con San Paolo (Efes. v. 12; Romani 1:29-32)

(II.) Il carattere della benedizione

(1.) Offre un'espiazione divina

(2.) Lo Spirito Santo lo applica e impartisce lo stato d'animo essenzialmente necessario (Marco 16:16)

(III.) I nostri obblighi

(1.) È il comandamento di Cristo: "Andate", ecc. (Marco 16:15)

(2.) Lo richiede l'umanità comune

(IV.) I motivi che ci spingono. l. Le strutture offerte per la propagazione del vangelo. Moltitudini sono preparate per questo. La Bibbia è tradotta nelle loro lingue, c'è la tendenza a leggerla, il pregiudizio sta svanendo. Dio sta riversando la Sua benedizione sui mezzi già impiegati

(2.) I nostri mezzi abbondanti. Abbiamo ricchezza, pietà, influenza, talento, tutto ai nostri ordini

(3.) La grandezza dell'opera suscita i nostri sforzi

(V.) Miglioramento. l. La gloria del Redentore è coinvolta nell'estensione della Sua Chiesa. Dio non gli ha dato i pagani per la Sua eredità, ecc. Ogni anima salvata aggiunge una gemma alla corona del Redentore. Non è forse questo l'oggetto della nostra preghiera quotidiana: "Venga il tuo regno", e possiamo usare costantemente queste parole senza impiegarne i mezzi? 2. La gratitudine, come Gentili illuminati. Qui un tempo Dio era sconosciuto. Tutte le benedizioni di cui godiamo le dobbiamo alle fatiche di quei santi uomini che lasciarono le loro pacifiche case per predicare tra noi "le imperscrutabili ricchezze di Cristo". 3. Compassione per il loro stato deplorevole. La salvezza temporale di milioni di uomini non è uguale a quella di un'anima. (Pulpito.) La visione e la chiamata:

(I.) La visione. "Scesero a Troade", cioè a, una città moderna che porta il nome e che segna la regione, se non il sito, della di Priamo, la città dell'Iliade e del canto immortale del cantore cieco. Tali luoghi sono di per sé fonti di ispirazione. La collina e il boschetto, il ruscello e la pianura, sono vocali di grandi ricordi; e l'anima che è degna di una simile scena sente, come Agostino udì voci nell'aria che dicevano: "Conquistiamo anche noi qualcosa". Ma dipende più dall'anima che dalla scena; Qualunque cosa guardi, l'occhio non può vedere che ciò che l'occhio porta con sé, il mezzo per vedere, perché tutto indossa il colore dello spirito. Serse, Alessandro di Macedonia, Giulio Cesare e molti altri giunsero in questa famosa regione, e ciascuno vide e udì secondo lo spirito che era in lui visioni di battaglie. Ma l'uomo che era giunto a aveva portato con sé un altro spirito e un occhio capace di visioni più nobili. Gli Ebrei portarono con sé una grande anima, vasta nella gamma delle sue simpatie, sensibile, impressionabile e ardente dell'inestinguibile passione d'amore per Dio e per l'uomo. Mai in tutta la sua movimentata storia aveva avuto un occhio così ricco di mezzi per vedere tutto ciò che poteva mostrare. E che cosa vide Paolo sulla pianura di? Ecco dunque la nuova che Dio avrebbe assediato e conquistato, come la primavera assedia, e come l'estate conquista la terra! Isaia vide il Signore alto ed elevato, e il messaggio che plasmò la sua vita gli giunse dalle labbra stesse di Dio, parlando di persona. Questa era la visione più alta di cui era capace l'uomo migliore in quella fase dello sviluppo spirituale del mondo. Ma Paolo in quel grande momento, non solo della sua vita, vide non il Signore alto ed innalzato, ma un uomo d'Europa, uno di noi, e udì una voce umana che implorava nelle tenebre l'aiuto che poteva dare. Era la visione resa possibile dall'Incarnazione del Figlio di Dio e necessaria dallo stato del mondo. Gli ebrei videro un uomo! Questa è la visione di cui abbiamo bisogno oggi. In tutte le nostre difficoltà in Inghilterra, politiche, economiche, sociali ed ecclesiastiche, la politica del diavolo è ancora quella di sollevare una tale polvere di controversie da nascondere l'uomo dall'uomo. Penetra nel cuore di qualsiasi domanda del giorno, e lì trovi un uomo, un uomo che chiede aiuto. Al cuore della Questione del Bere e del Lavoro, ci sono uomini, non mostri, ma uomini, carne della nostra carne, uomini con difficoltà, che ci gridano, ci chiamano, ci supplicano. E la nostra unica speranza di risolvere queste questioni risiede nel deporre la nube della polvere del diavolo della passione e del pregiudizio fino a quando non saremo in grado di vedere l'uomo e sentire ciò che sta dicendo. E che cos'è questa grande questione delle missioni? Qualcuno di voi giovani pensa che, in fondo, non sia altro che una guerra di religioni? che è semplicemente una crociata di un credo contro un altro? Niente del genere. È il ministero dell'uomo verso l'uomo. Come faremo a capire il paganesimo a noi stessi stasera? Richiameremo una visione di idoli e di idoli sacri e di templi e di sacerdoti mitrati e di vittime inghirlandate? No; Tutto questo è solo un dettaglio. Se volete vedere il paganesimo nel più pieno pathos e tragedia del suo destino, pensatelo sotto le sembianze di un uomo con un'anima sufficiente a concepire le sublimi idee del Brahmanesimo, con una coscienza sufficiente ad apprezzare i grandi precetti morali di Buddha, con un cervello sufficiente a formulare il meraviglioso schema di Confucio e una spiritualità sufficiente in lui a vedere con Zoroastro che la differenza tra il bene e il male non è una distanza misurabile. ma una distanza come tra il giorno e la notte. Dobbiamo avvicinarci a loro piuttosto in spirito di fratellanza; perché un uomo sta davanti a noi, eppure in uno spirito di compassione per quest'uomo, così nobile, così sottile, così potente di intelletto, è oppresso, è angusto, è stanco di cercare e non riesce a trovare, è un uomo sconcertato, e ci chiede di aiutarlo proprio con quella cosa in cui solo siamo superiori a lui, la cosa che, forse, quando gliel'avremo consegnata, egli sarà in grado di farne un uso molto migliore di quello che abbiamo fatto noi

(II.) La chiamata. Il bisogno umano è sempre sacro e sempre oracolare, perché attraverso di esso Dio parla. La volontà di Dio è l'unica cosa chiara in questo universo, l'unica cosa che è assolutamente conosciuta. Tutto il resto ha oscurità e nebbia, ma la volontà di Dio è assolutamente chiara. La volontà di Dio è la gioia, il sole, la musica, la vita. È ovunque. Andate per le strade secondarie e le autostrade di Londra con gli occhi aperti e il cuore riverente; e lo vedrai scritto su ogni bisogno umano, e lo sentirai parlare a te in ogni grido umano. È volontà di Dio che gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità; e sia fatta la volontà di Dio! La chiamata di Dio è una chiamata all'unità. "Quando ebbe avuto la visione, cercammo di uscire". Si nota che la parola "noi" entra qui per la prima volta. Gli uomini sentivano che si trattava di un invito non solo all'azione, ma all'azione unita. C'erano stati litigi e separazioni ad Antiochia. Paolo e Barnaba si erano separati; Ma questa rivelazione del bisogno del mondo è venuta a dare compressione, compattezza e unità a questo piccolo gruppo. Se volete vedere la disputa di Antiochia nella sua vera natura, guardatela alla luce delle necessità dell'Europa; e se volete vedere le divisioni e le gelosie che dividono i cristiani in patria, guardatele contro il bisogno del mondo di oggi. Dio non ci chiama semplicemente all'azione, ma all'azione unita, alla cooperazione, all'unità dei cristiani. Due volte un uomo non è semplicemente due, ma due più la loro unità. Non importa quanti siano. Non è il numero degli uomini che lavorano; è lo spirito in cui ogni numero lavora; la loro unità racconta

(III.) L'opera. "Dio ci aveva chiamati a predicare loro il Vangelo". Il Dr. Owen, nel suo sermone su questo testo, dice: "Nessun uomo vuole aiuto come gli uomini che vogliono il Vangelo". Ma che cos'è il vangelo? l. Predicare il Vangelo; Cos'è? Sta chiamando i giusti al pentimento. C'era gente buona a Filippi, e Paolo la trovò impegnata in un buon lavoro in un buon giorno. Bene, allora, lasciamo stare? No, perché non va affatto bene. In nessun luogo di Filippi Paolo era più necessario che tra questa brava gente che pregava il giorno di sabato sull'orlo del fiume; e non c'è nessuno in tutta l'Inghilterra che abbia bisogno di una missione più di molti uomini buoni, irreprensibili, irreprensibili. Ma ci sono dei buoni fra i pagani? Oh! Sì. Non mi preoccupo di negare la bontà all'India e alla Cina più di quanto San Luca a Filippi. C'è bontà tra i pagani, coscienziosità, aspirazione, orazione. Perché, allora, inviare missioni per andare gente? Perché? Perché la bontà del mondo, quasi più della sua cattiveria, dimostra l'assoluta necessità del vangelo. Se la malvagità del mondo dimostra quanto in basso l'uomo possa cadere lasciato a se stesso, la bontà del mondo dimostra quale piccolissima via, lasciata a se stesso, può sollevarsi da dove è caduto

(2.) Predicare il vangelo, che cos'è? Liberazione dei prigionieri. Mentre Paolo passava e ripassava per le strade per recarsi al luogo della preghiera, per predicare alla gente buona e gentile, vide un'altra fase della vita europea: una povera ragazza, con i cui presunti poteri di divinazione uomini avidi si guadagnavano da vivere. Ebbene, anche lei, come Lydia, dovrebbe essere aiutata. Paolo le aveva affidato un vangelo. Oh! Sì: ma pensate alle difficoltà e ai pericoli di farlo! Perché gli amici timidi dicono a Paolo, che non era mai stato in Europa prima; mai prima d'ora si è mai trovata faccia a faccia con il paganesimo: "Lei è una proprietà, un bene umano; Appartiene agli uomini che vivono dei suoi poteri". La salvezza per lei significa la rovina per loro: il buon denaro è buono in Europa, e cosa potrebbe significare in definitiva per Paolo nessuno potrebbe dirlo. Poi pensate allo scandalo, alle interruzioni dell'opera buona così ben iniziata, tutto questo da fermare e da far sorgere un grande scandalo, e forse il cristianesimo stesso. Sì, c'erano valide ragioni per non toccare l'argomento, e sembra che Paolo si sia tirato indietro dal farlo. Ma Dio gli forzò la mano. La ragazza lo seguiva giorno dopo giorno, annunciando la missione per la quale era stato mandato, finché, alla fine, non potendo più sopportarla, egli si fermò sulla strada e, in nome di Cristo, aprì il fuoco sul diavolo che è in lei e sul diavolo più maligno dei suoi padroni. Sì, ci fu uno scandalo e un tumulto, e ne vennero molti guai. Ma bisognava farlo, perché in questa faccenda la pace è con il diavolo e la lotta è con Dio

(3.) Predicare il vangelo ai pagani è predicare Cristo come il Salvatore degli uomini perduti. Filippi non aveva solo Lidia, non ragazze come quella povera perduta e selvaggia; ma uomini come questo carceriere, rozzo, indurito, scettico. Cosa può fare Paolo per aiutare quell'uomo? Che cosa vuole quell'uomo? Ebbene, vuole tutto; Vuole la cosa principale. E così, obbedendo alla visione che videro e seguendo la chiamata che udirono, Dio condusse queste persone in un'opera che toccò la città europea in ogni momento della sua vita, e la scosse fino alle sue profondità più basse. L'hanno lasciata in pochi giorni in un posto diverso da come l'avevano trovata. (J. M. Gibbon.Il grido dei pagani: - Questa fu senza dubbio una visione speciale inviata da Dio per la direzione dell'apostolo. Eppure la visione può essere facilmente spiegata da cause naturali. Gli uomini di solito sognano ciò che è più nella loro mente. Chi si meraviglia che l'avaro sogni l'oro, la madre del suo bambino, il soldato di battaglia? Non c'è da meravigliarsi che Paolo, la cui anima era tutta piena della causa del suo Maestro, avesse una visione riguardo a un nuovo campo di lavoro. A volte Dio dice agli uomini nel sonno il segreto che non potevano scoprire quando erano svegli. Abbiamo sentito parlare del predicatore che sognò il suo sermone e poi lo predicò. Il testo suggerisce che:

(I.) L'aiuto più grande che si possa dare a qualsiasi popolo è la predicazione del vangelo. Coloro che non hanno il Vangelo hanno il più grande bisogno di aiuto; Ma quando il Vangelo è portato, si porta tutto dentro di sé

(1.) Molte terre sono ancora soggette ai despoti. Come si può stabilire la libertà in questi paesi? Abbiamo bisogno di qualcosa di più potente dell'acciaio per ritagliarci la libertà dell'umanità. Se la libertà, l'uguaglianza e la fraternità, le tre grandi parole che sono il cimelio del mondo, devono mai essere pienamente conosciute, deve essere attraverso la predicazione della Parola di Gesù

(2.) Guardate come le nazioni giacciono sotto una cupa superstizione. Quanti hanno rovinato il loro intelletto, distrutte le loro speranze, fermato il loro progresso dal maledetto dominio dei preti. Ma la predicazione del vangelo, che insegna che i credenti sono tutti sacerdoti e re, questa, e solo questa, è la speranza del mondo di essere liberato dalla schiavitù del corpo e dalla schiavitù ancora più maledetta dell'anima

(3.) Ci sono molti luoghi in cui tutte le comodità e i piaceri sociali sono ancora totalmente sconosciuti. Nient'altro può fare del barbaro un uomo civile se non la croce

(4.) Ci sono distretti dove il terreno è rosso di sangue. Che cosa dobbiamo fare per porre fine alla guerra? Il vangelo di Gesù spezzerà ancora l'arco di battaglia in frantumi

(5.) Tuttavia, l'aiuto più grande che il vangelo porta è l'aiuto all'anima. Il tuo cuore non desidera forse che gli occhi ciechi siano aperti, che gli sviati siano diretti, che i viziosi siano condotti alla virtù e che i virtuosi siano condotti alla giustizia? Voi dovete mandare il Vangelo in lungo e in largo. Come possono credere senza un predicatore? Come possono predicare se non sono inviati?

(II.) Ogni giorno e ogni ora le nazioni dicono: "Vieni e aiutaci". Non chiedono aiuto a voce vocale; anzi, se lo mandi, molti di loro lo rifiuteranno. I missionari sono stati uccisi; ma le nazioni continuano a gridare in silenzio: "Vieni ad aiutarci". Se vedessi per strada una persona svenuta e morente, anche se non mi parla, penserei che la debolezza del suo silenzio sia più potente di tutta la forza delle parole. Sì, e se lo vedessi come un pazzo che mi spinge via da sé, proprio per questo gli darei il mio aiuto; e così devi fare tu. Sta a noi imporre la nostra gentilezza agli uomini riluttanti, perché crediamo che la loro riluttanza derivi dalla follia della loro malattia. Le generazioni non nate benediranno gli uomini che hanno mandato il Vangelo che all'inizio i loro padri hanno rigettato

(III.) Cosa intendi fare in risposta al grido dei pagani? Ho un uomo che ha in mente di andare a predicare il Vangelo in altri paesi? Perché se l'ho fatto, e se ne ho altri dieci che hanno in mente di dargli dieci sterline all'anno, ho un'opportunità per mandarlo via subito. Chi può dirlo?... potrebbe essere un altro Livingstone. Non abbiamo qui giovani uomini pronti a fare volontariato? E che cosa sei deciso a fare tu che non puoi predicare? Uno dice: "Pregherò". Fallo pure; ma nel fare ciò, ricordate che è ciò che il prete romano fece per il mendicante. Il prete disse che non gli avrebbe dato una sovrana, né una mezza corona, né un soldo. "Padre santo", disse il mendicante, "mi daresti le tue preghiere?" Sì", disse il prete; "Inginocchiati". No," disse il mendicante; "perché se le tue preghiere fossero valse un soldo, non me le avresti date". Se non avete nient'altro da dare a Cristo, non dovete vergognarvi; ma se sei benedetto nella tua sostanza, giacerai davanti a Lui se Gli chiederai di benedire la Sua causa e non darai i tuoi mezzi per il suo sostentamento. (C. H. Spurgeon.Una sera di sole, al ritorno del signor Mason da un'escursione di predicazione tra i birmani, il primo oggetto che attirò la sua attenzione fu la bella figura di un capo Sgare che, seduto come un bambino ai piedi della signora Mason, la implorava ardentemente di visitare i karen del suo villaggio e del suo quartiere. "Abbiamo sentito parlare del cristianesimo, e ci sembra qualcosa di meraviglioso. Non lo capiamo, eppure sembra proprio quello che vogliamo. Vieni nelle nostre case nella giungla e predicaci sui nostri corsi d'acqua nativi. Molti ci crederanno. Ho una moglie birmana, e ho figlie, e generi, e fratelli, e nipoti, i quali diventeranno tutti cristiani, come me, non appena lo capiremo veramente". In pochi anni quest'uomo divenne uno dei lavoratori più efficienti di Merqui e Tavoy, e sotto la sua influenza molti furono battezzati. (J. F. B. Tinling, B.A. Un grido d'aiuto: - La forma della petizione, che possiamo dichiarare senza esagerazione essere indirizzata a tutti noi nella chiamata periodica delle missioni cristiane, pone in una luce molto attraente l'opera a cui si riferisce. Il vangelo è stato progettato dal suo Autore ed è sentito dai suoi veri discepoli come l'aiuto dell'uomo. La Bibbia è piena di questo aspetto del vangelo. L'uomo vuole aiuto, e Dio solo gli offre aiuto

(I.) L'istruzione è aiuto. Tutti noi parliamo dell'impotenza dei ciechi. Guarda un cieco che brancola per la sua strada: nota l'esitazione del suo passo, l'incertezza della sua mano; Guardate come un bambino, un animale muto, un bastone senza vita, viene accolto come guida e aiutante. Ora, ciò che questa luce del sole è per colui che deve muoversi tra le cose di questo mondo, quella conoscenza lo è per un uomo che deve trovare la sua strada attraverso i misteri, i pericoli e gli ostacoli di questa vita verso uno stato eterno. Riuscite a immaginarvi mentre piangete, con le parole del testo: "Vieni ad aiutarmi! Aiutami dicendomi con certezza cosa sono e dove; chi è Ebrei al di sopra di me, e quale vita al di là; come posso passare attraverso le cose temporali in modo da non perdere infine le cose eterne".

(II.) Il comfort è aiuto. Guarda come il Salmista invoca aiuto nelle sue ore di angoscia. "Mostrami un segno di bene, perché quelli che mi odiano lo vedano e ne siano confusi, perché tu, Signore, mi hai rinnegato e mi hai consolato". Holpen, e confortato. Le due cose sono una. Se solo potessi sentire che qualcuno si è preso cura della mia anima, sarebbe un aiuto immediato. È l'abbandono, l'indifferenza, l'alienazione che mi scoraggia e mi fa sentire impotente. Fa' che io sappia che Dio che ho dispiaciuto e che amo, che Dio che ho trascurato mi aspetta con il braccio teso, e io posso sopportare tutto, posso tutto. È così quando per la prima volta il vangelo viene compreso come un messaggio di pace da parte di Dio. Ed è di nuovo così giorno dopo giorno. Il vangelo è davvero aiuto per gli indifesi e vita dai morti

(III.) Ma ci sono cuori di cui il pensiero interiore è: "L'aiuto di cui ho più bisogno è, nel senso più semplice, l'assistenza, l'aiuto contro le difficoltà, i nemici, le tentazioni". Sì, qui tocchiamo il punto vitale. Ciò che fa sì che un vero cristiano ami il suo vangelo è che trova forza in esso. (Dean Vaughan.Una richiesta di aiuto: - Orientale nella sua stirpe e nella sua nascita, il cristianesimo era destinato a diventare europeo nei suoi trionfi. Alcuni secoli lo videro appassire in quelle terre che gli diedero i natali. Pur essendo trapiantato in Europa, qui ha messo radici durature e ha dato ampi frutti. Nutrita dal terreno più forte della vita occidentale, sta ora cominciando a ripagare l'Oriente dei suoi primi obblighi. Il momento a cui si riferisce il testo è stato uno dei punti di svolta supremi della storia. Era un momento che sarebbe sicuramente arrivato. Presto o tardi il vangelo era destinato a passare dal continente della sua infanzia a quel continente più robusto che doveva dimostrarsi la patria della sua virilità. Eppure ci volle una serie di indicazioni provvidenziali insolite per portare quella banda missionaria fino a Troas. Più e più volte la Guida invisibile di quell'impresa si era fermata, come l'angelo di Balaam, a impedire il progresso. Letto ampiamente l'appello dei macedoni suggerisce...

(I.) Che tutte le religioni umane, i governi, la letteratura, la civiltà, sono finiti in una confessione di fallimento

(1.) Che cosa sono le religioni umane se non tentativi di trovare Dio? Ma si sforzano di inseguire l'irraggiungibile. Il risultato netto di tutte queste verità ai tempi di Paolo fu uno scetticismo generale riguardo alle verità religiose e una disperazione riguardo al loro bene supremo

(2.) Il fine del governo e di tutti i sistemi sociali è la rigenerazione della società e un regno di giustizia, pace e felicità; e a questo problema gli uomini lavoravano da tempo. Governo di uno, di pochi, di molti, dei migliori: il mondo li ha processati tutti, e sotto tutti loro è passato alla corruzione

(3.) Questo fallimento si ripete nell'anima individuale. La storia interiore di ogni uomo, quando si arriva ad esaminare il risultato netto di tutti gli sforzi della vita, non soddisfa nemmeno l'uomo stesso. Non è quello che dovrebbe o doveva essere

(II.) A tutto questo incessante, profondo, patetico lamento dell'umanità, la risposta di Dio è stata il vangelo di Suo Figlio, o piuttosto il Figlio di Dio stesso. Ebrei è l'Aiutante che è venuto da noi. Ebrei ha portato la luce, rivelando il Padre che noi avevamo ignorantemente adorato; la pace che cancella la colpa e l'espiazione della trasgressione; il potere di spezzare i legami dell'abitudine malvagia, di rinnovare l'energia morale sprecata e di edificare un carattere santo. Crediamo in questo Aiutante; ricevere Cristo è essere un cristiano. Venite a vedere se gli Ebrei non sono il Cristo di Dio

(III.) Essendo Cristo la risposta di Dio al grido di aiuto, ne consegue che i cristiani a loro volta devono ascoltare il grido e rispondervi. Se il Vangelo non ha dimenticato la propria origine, non potrà mai ascoltare impassibile l'appello macedone. Il cristianesimo non è altro che una missione; E la lealtà della Chiesa è messa alla prova dal grado della sua sensibilità all'acchiappa e dalla sua prontezza nel rispondere al grido degli uomini che periscono. Non che la Chiesa debba attendere un invito formale. Paolo non aspettò quello. La Macedonia non conosceva e non si curava del cristianesimo. Il grido non veniva dall'Europa, ma da Dio. Ciò che la visione significava era che la Macedonia aveva bisogno ed era pronta per il Vangelo. E non c'è bisogno di nessun'altra provocazione per lo sforzo missionario della Chiesa di oggi. Nota poi

1.) Il bisogno. Lo studio della religione comparata produce due risultati

(1) Esso porta alla luce i semi della verità spirituale che giacciono sepolti sotto le grandi religioni antiche, e che testimoniano le brame inestinguibili di Dio a cui Cristo è la risposta di Dio

(2) Mostra la necessità della rivelazione cristiana. Conoscere a fondo il paganesimo significa conoscere non solo i suoi frammenti di verità parziale, ma anche la loro insufficienza e la loro testimonianza delle lotte spirituali abortite dell'uomo. C'è un grande bisogno di una conoscenza più completa delle fedi pagane, e del loro esito nella vita pagana. È molto difficile per gli uomini il cui senso morale è stato raffinato dal cristianesimo scandagliare gli abissi della peccaminosità e della crudeltà in cui gli uomini sono stati immersi da innumerevoli secoli di paganesimo. Se i cristiani avessero solo una conoscenza più precisa di queste cose, la compassione per i pagani sarebbe molto più acuta e attiva di quanto non sia

(2.) La prontezza. La Chiesa barcolla letteralmente sotto le richieste di aiuto. Si può a malapena nominare una regione che è inaccessibile al Vangelo. Questo è il privilegio e la perplessità di tutte le nostre Chiese. (J. Oswald Dykes, D.D. Il bisogno del mondo, il grido del mondo: - Sono solo i cuori oppressi dalla pietà divina e mossi dall'amore divino che vedono tali visioni o odono tali voci come quelle che Paolo vide e udì. Il freddo e l'indifferente continuano a dormire; Non sentire e mai vedere il grande mondo degli spiriti che ci avvolge da vicino. Ma non dobbiamo supporre che i Macedoni fossero davvero affamati del Vangelo. Sappiamo che non accolsero Paolo. Il suo primo sermone fu predicato solo a poche donne, e fu picchiato e disprezzato dai Filippesi in generale, e cacciato dalla loro città; e quando si spinse più a sud verso Tessalonica, lo assalirono così furiosamente che dovette fuggire dalla città di notte. E più a sud, di nuovo ad Atene, lo schernirono e gli dissero: "Che cosa dirà questo ciarlatano?". Ahimé! I pagani, di regola, non vedono le loro tenebre né sentono la loro miseria. Le pecore nel deserto, sebbene completamente perdute e in estremo pericolo, non cercano mai il pastore; È il pastore che deve cercare le pecore. C'era una volta un vecchio, malato e logorato e letteralmente vestito di stracci, che sedeva sul ciglio della strada a chiedere l'elemosina, oggetto di pietà: eppure non pronunciò mai una parola, ma semplicemente rimase seduto lì. Un giorno un signore che passava di lì fu colpito dalla sua abietta miseria, ma poiché non fu fatto alcun appello, passò oltre. Eppure, ossessionato dall'aspetto sventurato dell'uomo, tornò indietro e disse: "Sei nel bisogno?" E il vecchio rispose: "Oh, signore! Sono malato, ho freddo e ho fame". Allora il signore disse: "Perché non chiedi l'elemosina?" E il vecchio, stendendo le mani logore e consumate, e guardando il suo corpo coperto di stracci, disse: "Signore, sto chiedendo l'elemosina con mille lingue". Sì, la sua miseria chiedeva l'elemosina in modo più eloquente delle parole. Ed è così che il mondo pagano chiede l'elemosina alle porte della Chiesa. È la sua miseria che implora; perché le nazioni sono senza Dio e senza speranza nel mondo. Ma è solo l'occhio di un cristiano che può vedere quella miseria, e solo l'orecchio di un cristiano che può sentire il grido. Ma che tipo di aiuto volevano i macedoni da Paolo? e che tipo di aiuto doveva dare loro Paolo? Era

1.) Aiutate le loro degradanti idolatrie e superstizioni a conoscere il solo vero e vivente Dio

(2.) Aiutare a uscire dalla loro degradazione morale per una vita più alta e più nobile

(3.) Aiuto a Cristo e alla vita dalle tenebre e dalla morte. (G. Owen.) L'inizio delle missioni europee:

(I.) Il sogno. Sembra una cosa di poco conto essere l'inizio di qualsiasi impresa, perché un sogno può derivare da un leggero squilibrio del corpo, da una postura inquieta, da una preoccupazione della mente. A volte, però, può essere l'effluvio di un'altra vita. Proprio come un filo del telegrafo trasmetterà un'influenza che raggiungerà un altro filo molto staccato da esso a miglia di distanza - come, nessuno lo sa - così ci sono anime, forse, con tanta vitalità e potere da propagare un'impressione da poter diffondere il loro desiderio in altri cuori attraverso il respiro sottile e il desiderio dell'anima. In tal caso, un sogno può avere un significato. Dio "si compie in molti modi", e a volte, quando gli Ebrei non riescono ad entrare nella nostra mente di veglia, gli Ebrei entreranno nella mente mentre dorme, e vi trasmetteranno il Suo messaggio. Dal risultato vediamo che questo sogno era un angelo ministrante. Marco alcune delle cose strane su di lui

(1.) È molto strano che Ebrei vada al cuore come fa Ebrei. C'era veramente bisogno di un angelo che fosse il portavoce della creazione che gemeva. Perché la disperazione si diffondeva sul volto del popolo. Il potere di Roma era oppressivo; la libertà era estinta; Le leggi erano amare e crudeli in un grado che non possiamo facilmente immaginare. Ma sicuramente quell'angelo è andato nella casa sbagliata. Che vada dall'imperatore, dal Senato romano, da qualcuno che avesse il potere di provvedere al benessere del popolo. Ma lui è andato a viaggiare, uomini macchiati che non sono in grado di svolgere un compito come questo. Angel, sei arrivato alla porta sbagliata. Ma oh! i guai sanno sempre in quale direzione cercare aiuto; Ha un istinto infallibile come quello del bambino per il seno della madre. E l'angelo dei sogni, che è l'imploratore dell'aiuto umano, viene sempre nei cuori dei cristiani. Possono essere pochi e poveri; ma in qualche modo il grido di angoscia giunge sempre alla Chiesa di Cristo, come se avesse un segreto con cui sanare le afflizioni degli uomini. Può darsi che sia la povera gente di Londra; l'ignoranza dei bambini piccoli; Orfani; l'ospedale; una nazione che lotta per la libertà; femminilità. Tutti gli afflitti del mondo che passa accanto a tutti gli altri ci dicono: "Vieni ad aiutarci". A Tokio, in Giappone, una povera donna ha chiesto di essere condotta dal popolo cristiano. Le chiesero cosa voleva. Ha detto di aver capito che sapevano come guarire il cuore spezzato, e il suo cuore era spezzato, e voleva trovarli. Non puoi uscire da questa posizione. È una prova del cristianesimo poco notata; l'aspettativa che il mondo ha da noi. Renditene conto. Potresti imparare cosa fare imparando ciò che il mondo si aspetta che tu faccia. La prima meraviglia di questo angelo-sogno è il popolo a cui va

(2.) La prossima cosa strana di questo angelo-sogno è che entra nel cuore a cui va. Non era in tutti i cuori che entrava. Ci sono pensieri e sentimenti che non possono essere fatti entrare nella nostra mente e nel nostro cuore, perché non sono abbastanza grandi per loro. Ci sono alcuni che possono guardare il dolore e non vedervi mai un diritto; che possono avere il Vangelo e non sentire mai di avere qualcosa che possa guarire i guai degli uomini. Se un tale angelo fosse venuto da loro, sarebbe rimasto alla porta e avrebbe bussato tutta la notte, e non avrebbe disturbato il loro sonno. Gli avremmo detto che il ricco abitava nella strada accanto, o che qualcuno che era particolarmente interessato a questo tipo di lavoro si trovava da qualche altra parte, o del numero di chiamate che avevamo, o ci saremmo girati per chiedere notizie dalla Macedonia: e i raccolti e gli affari? E lo stato della frontiera? L'angelo-sogno ha cercato di entrare in alcuni dei nostri cuori per anni, e noi non gli diamo ascolto, e lo mandiamo via. Beate le anime che sono aperte a lasciarlo entrare. Tutti i cuori simili a Cristo ascoltano tali appelli. San Patrizio udì la voce del sogno, e i grandi missionari del Medioevo - Bonifacio, il missionario dell'Europa centrale; Raymond Lully, che si recò in Nord Africa; Saverio, che si spinse fino all'India più lontana e ai confini della Cina. Gli ebrei sono venuti nella nostra Carey. Ci sono alcune persone che non hanno mai visto questo angelo-sogno. Dio ha pietà di loro! Beati coloro che hanno

(II.) Cosa hanno fatto con il sogno? Cosa avresti fatto? Probabilmente l'avreste raccontato come un sogno piuttosto strano e curioso, e l'avreste dimenticato. E supponiamo che tu sia stato con Paolo; Avreste ceduto a lui e sareste andati in Macedonia con la sola forza di questo sogno? Immagino che Sila sarebbe molto tentato di dire: "Ebbene, Paolo, sei tu dappertutto; Il tuo sogno nasce dalle tue compassione. Quando si era ad Antiochia si pensava a Cipro, e quando si arrivava a Cipro si pensava all'Asia Minore; quando eri in Siria volevi andare a Roma, e quando arrivi a Roma vorrai andare in Spagna, sempre "le regioni al di là". Il tuo sogno di notte nasce dal tuo pensiero di giorno". Immagino che Luca sia stato tentato di dire: "Paolo, un mese o due fa hai avuto una malattia molto grave in Galazia, dovresti andare laggiù?" Oh, se fossimo stati tu o io, avremmo avuto bisogno di un mese o due per pensarci, e avremmo avuto l'opinione di tutti fino a farci confondere dalla moltitudine di opinioni che abbiamo preso, e rinfrescarci dall'acqua fredda che abbiamo invitato. Cosa hanno fatto? (Versetto 10). Quanto tempo ci vuole per convincerci di qualsiasi dovere! Chiediamo luce, e quando arriva la luce la guardiamo come se fosse stata mandata con l'approvazione, e la rimandiamo indietro, o aspettiamo che Dio cambi idea e ci mostri qualcos'altro; o ci consultiamo con la carne e il sangue, con i libri, e ci chiediamo se dobbiamo farlo, o forse diciamo: "È necessario? Non c'è qualcun altro che può farlo?" Beati quei cuori che sono facilmente convincenti dell'amore di Dio e del proprio dovere. Questi uomini erano di quella stazza. Essi "certamente radunarono che il Signore aveva chiamato", e la cosa ebbe fine. Quattro bambini grandi, non abbastanza stupidi da filosofare, né abbastanza prudenti da attendere la luce, ma eroi oltre che bambini. "Immediatamente hanno cercato di andare". Non indugiare. Quanto hanno guadagnato con la loro prontezza! Ebbene, se avessero aspettato fino a domani, la nave sarebbe partita e nessuno sa quanto tempo sarebbe passato prima che un altro vascello navigasse in quella direzione. Inoltre, quando sei guidato dall'occhio di Dio, l'occhio che ti guida ti sorride e cammini nella luce. E partirono con la sua fioritura su di loro, e il viaggio fu piacevole, e non passarono tre giorni prima che fossero nella capitale della Macedonia al loro lavoro. Fratelli, questo mondo è troppo breve perché possiamo praticare il ritardo. Darai un sacco di soldi alle missioni quando la tua fortuna sarà fatta. "Subito cercarono di entrare in Macedonia": questo era l'esempio di Paolo. Il domani non è né tuo né mio; oggi è nostro. Siate come le stelle, come diceva Goethe; non affrettarsi, non indugiare, aspettare che la luce sia chiara; nel momento in cui è chiaro, vai avanti

(III.) Il risultato di questa azione. Che cosa è stato? Forse all'inizio non è stato molto incoraggiante. Nessuno li sta aspettando. Escono al piccolo oratorio in riva al fiume; Non c'è un uomo, solo poche donne. È vero che uno di loro si è convertito; È vero che un altro si converte. E poi, quando sono entrati in prigione, agli altri due si aggiunge un altro uomo di bassa indole che ci è voluto un terremoto per risvegliare; e quindi ce ne sono tre per iniziare il culto cristiano in Europa. Si tratta di uno strano trio: un cercatore di Dio, una povera donna demoniaca e una grande peccatrice. Voi sapete che questo è il modo in cui la Chiesa è riunita: ricercatori, sofferenti, peccatori. Era tutto? Non proprio tutti. Perché queste tre, con due donne a capo, divennero la più nobile di tutte le Chiese Apostoliche. Poi, dopo Filippi, andarono a Tessalonica, Berea, Atene, Corinto; e la Chiesa crebbe e crebbe fino a che oggi il cristianesimo europeo si è sviluppato da essa. Fratelli, fate rotolare la palla e qualcun altro continuerà ad esserlo. Semina un seme, e tra mille anni qualche frutto di esso potrebbe ondeggiare. Sono stati ripagati? Cosa dice il tuo cuore? Che cosa daresti per avere la loro ricompensa in cielo? Oh! Quale gioia travolgente sarebbe per ognuno di noi avere la diecimillesima parte della ricompensa che gli è pervenuta! Così tutti coloro che ubbidiscono a queste visioni celesti sono ricompensati. (R. Glover.) La carta del Massachusetts concessa da Carlo

(I.) contiene un'espressione della speranza che i coloni a cui è concesso "possano vincere e incitare i nativi del paese alla conoscenza e all'obbedienza dell'unico vero Dio e Salvatore dell'umanità e della fede cristiana, che, nella nostra regale intenzione, e nella libera professione dell'avventuriero, è il fine principale di questa piantagione". Il primo sigillo dello Stato rappresenta un indiano che pronuncia le parole: "Vieni e aiutaci". (W. F. Rae.)

12 CAPITOLO 16

Atti 16:12

E di là a Filippi.L'apostolo non si era fermato a Samotracia, un'isola celebrata per la sua santità e i suoi amuleti, i suoi dèi e le sue orge, la sua Cibele e Cobira, una scena in cui i misteri della superstizione orientale e occidentale sembrano essersi incontrati e mescolati. Né si fermò a Neapolis, il porto del golfo di Thymonis, ma proseguì fino a Filippi; e il motivo della sua preferenza era che era "la città principale", ecc. Questo non può significare la città principale o la capitale, perché quella era Tessalonica; e se in quel periodo esisteva una suddivisione più minuta, la città principale era Anfipoli. Probabilmente significa che fu la prima città della provincia che si trovava sul suo viaggio. Era la città principale di quella parte, e c'erano tutti gli incentivi per fissarla come centro di operazioni. Poiché era una città e una colonia, la sua importanza in se stessa, e in relazione ad altre città e distretti, la rendeva un luogo adatto per il lavoro presente e per le successive iniziative. Si può dire che Paolo andò a Filippi come prima città sul suo cammino, perché era stato convocato in Macedonia, e non poteva mai pensare di passare per la prima città in cui giunse; o che scelse formalmente Filippi per il suo rango e i suoi privilegi di colonia romana. Filippi era anticamente chiamata Krenides, o le "Sorgenti", a causa delle sue numerose fontane, in cui il Gangite ha le sue sorgenti. Filippo, verso il 358 a.C., ampliò la città vecchia e la fortificò, al fine di proteggere le frontiere contro gli invasori della Tracia, e le diede il suo nome, per commemorare l'aggiunta di una nuova provincia al suo impero. Dopo la famosa battaglia combattuta e vinta nei suoi dintorni dai Triumviri, Augusto conferì speciali onorificenze alla città e ne fece una colonia romana. Vi era stato fatto un insediamento militare, principalmente di soldati che erano stati schierati sotto lo stendardo di Antonio, in modo che fosse una guarnigione di protezione ai confini della Macedonia. Una colonia era una riproduzione in miniatura della città madre Roma. La legge romana governava e le insegne romane si vedevano ovunque. Gli affari municipali erano gestiti da duumviri, o pretori. Filippi aveva anche lo Jus Italicum, o proprietà quaritaria del suolo, le sue terre godevano della stessa libertà dalle tasse del suolo d'Italia. Per quanto Filippi fosse stata molto favorita, aveva bisogno di "aiuto". Il diritto politico e i diritti romani, i gusti e gli studi greci, il commercio vasto e variegato, non potevano dargli l'aiuto necessario. Era sprofondata in un'oscurità spirituale, che aveva bisogno di una luce più alta di quella che la giurisprudenza italiana o la cultura ellenica potevano portare. Era impotente in se stessa, e l'"uomo" che la rappresentava aveva fatto appello alle simpatie di uno straniero ebreo, la cui storia della Croce poteva sollevare le tenebre dalla sua posizione e dal suo destino. La lancia e la falange della Macedonia erano state famose, e avevano portato la conquista e la civiltà in gran parte del mondo orientale; il sole della Grecia non era ancora del tutto tramontato, e gli epicurei e gli stoici si mescolavano ancora alla speculazione e cercavano la "saggezza"; la sovranità di Roma aveva assicurato la pace in tutte le sue province, e le sue grandi strade servivano non solo per la marcia del soldato, ma per il corteo del commerciante; l'arte e il diritto, la bellezza e il potere, il canto e la ricchezza, la statua e il dramma, sono sopravvissuti e sono stati adorati; ma c'era in molti cuori un senso di bisogno e di impotenza, un desiderio indefinito di un bene e di una porzione più alti, un'agitazione indolore e irrequieta, che solo lui di Tarso poteva lenire e soddisfare con la sua predicazione del Dio-uomo, la vita, la speranza e il centro dell'umanità. (Prof. Eadie.I primi tre convertiti di Filippi:

1.) Sono rappresentanti di tre razze diverse: l'una asiatica, l'altra greca, la terza romana

(2.) Nei rapporti della vita quotidiana non hanno nulla in comune: il primo è impegnato in un ramo importante e redditizio del traffico; la seconda, trattata dalla legge come un semplice bene mobile senza alcun diritto sociale o politico, è impiegata dai suoi padroni per commerciare sulla credula superstizione degli ignoranti; il terzo, egualmente distante da entrambi, detiene un ufficio subordinato sotto il governo

(3.) Nella loro formazione religiosa non sono meno distanti. Nell'uno, il temperamento mistico speculativo della devozione orientale ha finalmente trovato una soddisfazione più profonda nelle verità rivelate dell'Antico Testamento; la seconda, che porta il nome del dio Pitico, ritenuta fonte di ispirazione greca, rappresenta una religione artistica e immaginativa, sebbene manifestata in una forma molto bassa e degradante; mentre il terzo, se conservava i tratti caratteristici della sua razza, doveva esibire un tipo di culto essenzialmente politico nel tono. Il mercante di porpora e proselito di Tiatira, la schiava nativa dallo spirito divinatore, il carceriere romano, tutti riconoscono allo stesso modo la supremazia della nuova fede. Nella storia del vangelo di Filippi, come nella storia della Chiesa in generale, si riflette la grande massima del cristianesimo, la verità centrale della predicazione dell'apostolo: che qui "non c'è né giudeo né greco", ecc. (Galati 3, 28)

(4.) L'ordine di queste conversioni è significativo: prima i proseliti, poi i greci, infine i romani. Così gli incidenti nella loro sequenza, non meno che nella loro varietà, simboleggiano il progresso del cristianesimo in tutto il mondo. Attraverso la dispersione israelita, attraverso i proseliti sia del patto che della porta, il messaggio del vangelo raggiunse per la prima volta i greci. Per lo strumento della lingua greca e la diffusione della razza greca, essa si stabilì infine a Roma, cittadella del potere e della civiltà, da dove direttamente o indirettamente era destinata a diffondersi in tutto il mondo. (Bp. Lightfoot.) Il cristianesimo in Europa:

(I.) Accogliere Cristo (Versetti 14, 15). È bene notare che

1.) Chi era questo convertito

(1) Era una donna d'affari. Le sue percezioni erano state affinate dal commercio. Era libera dalla schiavitù del pregiudizio locale

(2) Era di Tiatira, una città dell'"Asia", nel cui distretto era stato proibito ai missionari di annunciare la Parola. Quando lo Spirito Santo chiude la porta in un luogo, può darsi che gli ebrei intendano raggiungerla per la via di un altro

(3) Era una proselita ebrea. Aveva imparato ad adorare il vero Dio. Avendo fatto così tanti progressi, era pronta ad andare ancora oltre, molto più preparata degli stessi ebrei

(2.) Come si è convertita. "Il Signore ha aperto il suo cuore", ecc. Paolo pronunciò la Parola, ma il Signore diede alla Parola fecondità. "Io ho piantato, Apollo ha annaffiato; Dio ha dato l'aumento". 3. Come è stata mostrata la sua conversione

(1) Tutta la sua famiglia si convertì con lei. Mediante la sua fede, i suoi servi e i suoi figli, se ebbe figli, furono introdotti nel regno di Cristo

(2) Costrinse i missionari a rimanere con lei, il che non era un peso da poco. Paolo, Timoteo, Sila e Luca hanno fatto una bella festa di cui prendersi cura. E nota come fa la sua richiesta. Fa sembrare che siano loro a fare un favore a lei, piuttosto che a lei. Avevano fatto così tanto per la sua anima che lei voleva fare qualcosa per i loro corpi

(II.) Salvati attraverso Cristo. Ci trasformiamo da uno che era pronto ad accettare Cristo a uno che era in potere di Satana. Ma la potenza di Cristo si è manifestata in un caso come nell'altro. Il Signore aprì il cuore dell'uno, scacciò lo spirito maligno dall'altro

(1.) Lo spirito maligno in possesso

(1) Portare guadagno. La sfortunata ragazza era di proprietà di una società per azioni. I suoi proprietari speculavano sulla credulità degli uomini. I suoi folli deliri furono presi come la rivelazione di un oracolo

(2) Recare biasimo. "Lo stesso, dopo Paolo e noi, gridò", ecc. Lo fece per molti giorni. La testimonianza che rese era la stessa che gli spiriti maligni diedero al Salvatore. La testimonianza era vera, ma non proveniva da una buona fonte

(2.) Lo spirito maligno scacciato

(1) Perché? "Paolo è molto turbato", ecc. Atti cosa? Presumibilmente per il carattere dell'approvazione che lui e i suoi amici stavano ricevendo. Con questo, tuttavia, poteva esserci stata una grande simpatia per la povera ragazza

(2) Come? "Ti scongiuro nel nome di Gesù Cristo di uscire da essa". L'atto fu fatto in modo tale da mostrare la fede di Paolo in Cristo, la sua dipendenza da Cristo, e da onorare Cristo. Coloro che assistettero al miracolo non poterono avere alcun dubbio sulla potenza attraverso la quale il prodigio fu compiuto

(III.) Sofferenza per Cristo

(1.) La rabbia dei padroni

(1) Come è nato. "I suoi padroni videro che la speranza del loro guadagno era svanita". La cameriera ora parlava razionalmente, invece di delirare o fare espressioni strane e selvagge che facevano pensare alla gente che stessero ascoltando qualcosa di soprannaturale. Ora nessuno avrebbe pagato nulla per sentire la ragazza parlare di buon senso. A loro non importava che la fanciulla fosse liberata da una schiavitù crudele. Lasciate che un ubriacone rompa i suoi legami, e quale venditore di rum si rallegrerà della sua liberazione? Lascia che un giocatore d'azzardo si liberi del terribile fascino, e di quanto sono arrabbiati coloro che ha arricchito

(2) Come si è manifestato. (a) "Presero Paolo e Sila", ecc. Il trascinamento, possiamo esserne certi, non è stato fatto delicatamente. (b) "Hanno detto: Questi uomini, essendo ebrei, danno grande fastidio alla nostra città", ecc. La denuncia formale non corrispondeva al reato. Sapevano che i magistrati non potevano prendere in considerazione un'offesa come quella che avevano ricevuto. Formulano astutamente le loro lamentele. Si appellano al pregiudizio romano contro gli ebrei

(2.) L'ira dei magistrati. La folla divenne una folla e i magistrati non furono molto meglio. Nessuna forma di processo è stata nemmeno pretesa. Contro questi ebrei, l'accusa di tali rispettabili cittadini che ricevevano dividendi fu presa come prova conclusiva. Il giudizio e la sentenza erano istantanei

(1) I missionari furono picchiati "con molte frustate", più crudelmente che se avessero commesso un crimine

(2) Furono gettati nella "prigione interna" e i loro piedi furono saldati nei ceppi. Quale terra c'è dove non è stato fatto un simile record eroico? (M. C. Hazard.)

13 CAPITOLO 16

Atti 16:13

E il sabato uscimmo dalla città lungo la riva del fiume, dove si era soliti pregare.- Il dovere dei servitori di Cristo quando sono da casa: - Questo si può dedurre da ciò che gli apostoli non fecero e da ciò che fecero quando giunsero a Filippi

(I.) Negativamente. Non lo hanno fatto

1.) Rinunciate ad andare alla riunione di preghiera perché erano lontani dalla loro chiesa di casa

(2.) Vai alla riunione di preghiera e aspetta e aspetta che qualcun altro dica qualcosa

(3.) Hanno bisogno di una chiesa da cinquantamila dollari e della presenza di una congregazione alla moda per richiamare i loro migliori sforzi

(II.) Positivamente

(1.) Trovarono alcune donne riunite in una piccola cappella sulla riva del fiume, lì per lì videro che il lavoro per Cristo doveva essere fatto

(2.) Essi fecero l'opera di Cristo, e subito almeno un'anima fu guadagnata per il Maestro

(3.) Quando tutti i servitori di Cristo faranno il loro dovere con altrettanta esitazione, quale gioia ci sarà fra gli angeli di Dio, per le anime pentite che volgono verso il cielo! (S. S. Times.Il luogo della preghiera: il luogo della preghiera è un luogo di potere. In essa si fanno miracoli. Mentre i discepoli pregavano, lo Spirito Santo discese. Mentre la Chiesa pregava a casa di Giovanni Marco, Pietro fu fatto uscire di prigione da un angelo. Quando la Chiesa prega ora, c'è risposta in India, in Cina e in Africa. Mentre i cristiani pregano, c'è una nuova unzione dall'alto; diventano "forti nel Signore e nella potenza della sua potenza". L'ora che trascorriamo in comunione con Dio è la più fortificante della settimana. Più preghiere e meno parole. Meno con gli uomini, e più con Dio. Otteniamo la vittoria nella sala di preghiera dove nessun occhio vede se non quello di Dio, e tutti i cuori sono uno davanti a Lui. Il cerchio di preghiera è un luogo di istruzione. La preghiera è una grande maestra. La parola della verità è spiegata lì; i misteri vengono spiegati; le promesse sono mantenute; Le liberazioni sono compiute. Ciò che Dio insegna nella preghiera è pura verità; Ciò che impariamo in ginocchio non lo disimpariamo mai. Il luogo della preghiera è un luogo di riposo dopo la fatica, di conforto nella perplessità e nell'affanno. È bello avvicinarsi a Dio. "Avvicinatevi a me e io mi avvicinerò a voi". Le porte del propiziatorio sono molte e, come quelle della città d'oro, sono aperte giorno e notte, affinché ogni anima possa entrarvi. È un luogo di fratellanza. Accanto alla gioia del cielo c'è la letizia dei cuori riuniti in preghiera. È un luogo di conversione delle anime. Di quanti sarà scritto: "Vi nacquero". È un luogo per ricostituire le perdite quotidiane del cuore e intronizzare nuovamente Dio nella sede dell'anima. Il cristiano è sempre aiutato nella sua associazione con altri cristiani. I carboni singoli non trattengono il fuoco, ma riuniti insieme c'è bagliore. I nomi proseuche e sinagoga erano talvolta confusi, sebbene altre volte si osservasse la distinzione tra loro. Questa distinzione consiste nel fatto che si usa la prima parola del luogo di assemblea, e la seconda della riunione stessa. Ma per quanto frequentemente questi nomi siano stati scambiati, sembra che nel complesso siano stati usati per designare diversi edifici, il primo un luogo di culto temporaneo e provvisorio, il secondo un edificio regolare e riconosciuto, proprio come tra noi una cappella di missione si distingue da una chiesa parrocchiale. Ogniqualvolta, a causa della scarsità del loro numero, gli ebrei non furono in grado di fondare una sinagoga, che richiedeva un certo numero di uomini competenti per svolgere gli uffici necessari per costituire una sinagoga, lì vicino a un ruscello, come sembra essere stata la pratica quasi invariabile nei paesi pagani, fu istituita una proseuche, un'umile dimora parzialmente coperta, in parte aperta verso il cielo, che in tempi successivi avrebbe potuto lasciare il posto a un edificio più grande, e non era esclusivamente dedicata al culto come lo era la sinagoga. Così a Tessalonica e ad Antiochia e altrove troviamo menzionate sinagoghe; a Filippi, dove non c'è alcuna apparenza di colonia ebraica, c'è solo "un luogo per la preghiera". (W. Denton, M.A.) Il vangelo in Europa:

I. La prima predicazione del Vangelo in Europa

(1.) La stagione: il "sabato". In questo giorno il sentimento religioso sarebbe stato più attivo che negli altri giorni. I ministri dovrebbero studiare gli stati d'animo mentali. Ci sono giorni e circostanze adatte alle impressioni religiose. Ci sono maree negli affari spirituali così come nelle preoccupazioni secolari

(2.) La scena. Si ritirarono dal brusio e dalla frenesia della città nelle solitudini e nelle sublimità della natura. «Sulla riva di un fiume.» Pochi oggetti in natura sono più belli e suggestivi di un riVersetto Emblema della vita, sempre mutevole; emblema dell'universo, che scorre per eVersetto Gli ebrei avevano l'abitudine di far costruire le loro proseuche vicino all'acqua, per poter assistere alle varie abluzioni connesse con i loro riti religiosi. Per il cristianesimo tutti i luoghi sono ugualmente sacri. "Dio è uno Spirito". 3. Lo stile. Non stavano eretti nell'atteggiamento degli oratori, si sedevano "a tavola", si mescolavano al popolo. Non pronunciavano discorsi prestabiliti, ma "parlavano", parlavano. Di cosa hanno parlato? Le bellezze della natura? L'immortalità dell'anima? la provvidenza dell'Eterno? Se si riferivano a questi, Cristo e la Sua Croce erano, possiamo esserne certi, il loro grande tema

(II.) I primi ascoltatori del vangelo in Europa. Chi erano? Poeti, statisti, filosofi, eroi, re? No! "Donne". Perché le donne e non gli uomini? Forse perché gli uomini arrivavano a un'altra ora, o perché le donne avevano un servizio speciale per se stesse. Le mogli si riunivano lì per pregare per i loro mariti, e le sorelle per i loro fratelli, ecc.? Tutto quello che sappiamo è che le donne sono sempre più religiose degli uomini. Nota

1.) Che il vangelo è universalmente apprezzabile. Se gli apostoli avessero sentito che la verità richiedeva cultura, logica, acume filosofico, sarebbero andati per primi non solo agli uomini, ma anche agli uomini del tipo superiore. Ma sentivano che il vangelo, essendo una rivelazione di fatti, di carattere, di amore, tutto ciò che era richiesto erano le intuizioni e le simpatie comuni della natura di una donna

(2.) Che il Vangelo onora il carattere femminile. Tutte le religioni, tranne quella della Bibbia, degradano le donne; e sebbene, come nelle parti più civili del mondo, possa essere accarezzata, è pur sempre schiava dell'uomo. Il Vangelo onora la donna. Il Salvatore è nato da una donna. Le donne erano tra i Suoi seguaci. Ebrei si mostrò alle donne dopo la Sua risurrezione, e gli apostoli predicarono ora in Europa prima alle donne. La donna ha un obbligo speciale verso il Vangelo

(3.) Che il vangelo ha a riguardo l'influenza sociale. La donna ha un'influenza maggiore sulla razza rispetto all'uomo. Quando agisce degnamente della sua natura, la sua influenza come sorella, moglie, madre, è regale

(III.) Il primo convertito al vangelo in Europa. "Una certa donna di nome Lidia", ecc. Osservare

1.) La sua vocazione secolare. "Un venditore di porpora." Il porpora era un colore ricavato da un crostaceo, e di grande costo e ricchezza. Era indossato principalmente dai ricchi e dai grandi. Questa donna era in commercio

(2.) Il suo carattere religioso. "Che adorava Dio", cioè era una proselita, un'adoratrice formale del Dio di Abramo

(3.) Il suo cambiamento spirituale

(1) Il suo oggetto. Il "cuore". Questo, nonostante la sua professione religiosa, era stato chiuso. Lo spirito della verità non vi era entrato. L'avarizia, il pregiudizio, l'abitudine, zittiscono il cuore

(2) La sua causa. "Il Signore l'ha aperta". Non per miracolo, non indipendentemente dai mezzi, ma da certe influenze. Le associazioni del sabato, i paesaggi naturali, la presenza e i discorsi degli apostoli, ecc., la disponevano ad ascoltare ciò che Paolo aveva da dire

(3) La sua prova. (a) Insegnabilità. "Ella badava alle cose che si dicevano di Paolo". Come un'anima assetata, beveva le nuove verità. (b) Professione. Dichiarò simbolicamente la necessità di un'influenza purificatrice per se stessa e per la famiglia. (c) Gratitudine. "Se mi avete giudicato", ecc. (D. Thomas, D.D.) Il Vangelo in Europa:

1.) Qui il Signore della salvezza è in cammino verso di noi, piegando i Suoi passi verso ovest. Supponiamo che Paolo e Sila abbiano ricevuto l'ordine contrario. Allora molto probabilmente queste nostre terre sarebbero state l'Asia e l'Africa che sono ora

(2.) Erano rimasti a Filippi per certi giorni, come potresti essere in soggiorno a Londra. Paolo non era un devoto adoratore di Gerusalemme, ma un filippino di Filippi. Se Paolo fosse stato così libero nell'osservare il sabato come alcune persone, questa storia non sarebbe stata scritta. Non dimenticate le vie di culto in cui siete stati allevati quando soggiornate a Londra. Ricordati che forse sei stato portato qui per aprire qualche porta che, se non fosse stato per il tuo arrivo, sarebbe rimasta chiusa

(3.) "Signore", dice il Salmista, "ho amato la dimora della Tua casa", ecc. Possiamo dirlo? L'amore per l'adorazione è così forte in noi che quando arriva il giorno il nostro cuore si risveglia con un forte desiderio di impegnarsi nel giro caro e familiare? Che scena ci viene presentata! La città laggiù, con il suo peccato, il suo trambusto e la sua allegria. Voltano le spalle alla città e vanno qui in questo posto tranquillo sulla riva del fiume. Che immagine dopo tutte le congregazioni! A che punto siamo oggi? "Scivoliamo lungo il fiume del tempo", ma di sabato raggiungiamo un piccolo torrente tranquillo, e la mano stessa di Dio spinge qui la nostra barca; e mentre il fiume si allontana a tutta velocità verso il mare, sbarcamo, e tranquillamente, per un po' di tempo, mentre la nostra barca dondola pigramente in questa piccola baia, ci riposiamo. Atterriamo, ci sediamo ed ecco! Il servo di Dio viene in mezzo a noi e parla di cose che appartengono al regno di Gesù Cristo; e i nostri cuori si aprono per noi, così che prestiamo attenzione alle cose che ci vengono dette, e riceviamo così benedizioni

(4.) Quanto sono diversi i movimenti "in avanti" del Signore per alcuni dei quali sentiamo. Niente grosse bollette, niente battito di tamburi. Forse il Signore vorrebbe che prendessimo spunto dal Suo libro e, sia che facciamo le cose in silenzio o in pubblico, per assicurarci di mirare alle persone. Se l'Europa vuole essere salvata, deve essere salvata uomo da uomo, donna da donna, famiglia da famiglia. Questo è il programma di Dio. Che silenzio. La gente, forse, facendo una passeggiata lungo la riva del fiume, getterebbe uno sguardo meravigliato su quel gruppetto, senza sapere cosa ci fosse. "Chi ha disprezzato il giorno delle piccole cose?" Nessun uomo saggio; ma gli sciocchi lo fanno continuamente, e questa è una follia di cui noi ministri e operai londinesi siamo inclini ad essere colpevoli. Arriviamo a una riunione, e ci sono solo poche donne, e lo stesso sguardo sul nostro viso dice: "La riunione è un fallimento. Nessuno degli uomini del distretto! Questa non è la classe di persone a cui volevamo arrivare". Qualcuno avrebbe potuto dire: "Paul, sei fuori strada. Tu stai oscillando senza meta". Paolo non la pensava così, ma si mise a sedere e parlò alle donne che vi si recavano lì. Non sto dicendo una parola contro le grandi folle. È impossibile convertire le panchine vuote e non voglio mai vedere legno morto. Spesso si fa un cattivo uso di Cristo che parla alla donna al pozzo, perché gli Ebrei parlavano così che ella andò e sollevò la città intorno a Lui. "Dio ha molta gente in questa città", ma Ebrei arriva alla moltitudine attraverso individui vivificati. Dio benedica le donne che ci danno incontri! perché a volte, se non fosse stato per Lidia, non avremmo avuto alcun incontro. Lo capite, voi uomini? Non è che sei fidanzato. È semplicemente che non verrai. Non è che stai a casa. Tu esci, ma non vieni da questa parte. Tuttavia, accettando la situazione così com'è, se ci sono solo poche donne, diciamo, come Paolo, a noi stessi: "Questa è l'opportunità di Dio, e questa è la mia opera". 5. Notate la condizione del cuore di questo adoratore. Era una donna devota secondo la sua luce. Ella conosceva, in modo oscuro e distante, il Dio d'Israele. Non è sufficiente essere religiosi secondo la moda ordinaria. Anche Lydia ha bisogno di avere il suo cuore chiuso. Ma dobbiamo ancora notare che lei era lì, e stava usando la luce che aveva; e usando la luce che aveva, arrivava a qualcosa di più. Notate come il predicatore viene soppresso, e il sermone, e come l'ascoltatore viene elevato alla ribalta

(6.) L'attenzione, umanamente parlando, è la via attraverso la quale Cristo entra nell'anima umana. È una piccola cosa, ma temo una cosa rara. Anche supponendo che tu abbia quel grande apostolo, le conversioni sarebbero comunque scarse se il pubblico non vi partecipasse. E non è così facile come siamo portati a immaginare. Ha bisogno della potenza dello Spirito Santo per permettere a Paolo di predicare, e ha bisogno della stessa potenza per permettere all'ascoltatore di ascoltare. Anche se il tuo volto è per me, dov'è la tua mente in questo momento? Pensando allo stato delle cose a casa, a qualcosa che c'era nei tuoi affari ieri, a qualcosa che sarà nei tuoi affari domani? Ah, quanti di noi sono come gli ascoltatori lungo la strada! Voi non siete convertiti, non a causa di un povero predicatore qui, ma a causa di un potente e povero ascoltatore laggiù. "Ascolta", dice il profeta, "e l'anima tua vivrà". 7. Allora guarda come questa semplice narrazione fa emergere il mistero della conversione. Il suo cuore è stato aperto dal Signore. Non riesco a spiegarlo. Posso solo indicarvi il fatto, ma che fatto benedetto è! Se il mio cuore si è aperto, è stato fatto da Dio. Oh, che cosa strana è il cuore dell'uomo! Non molto tempo fa, durante uno sport, un uomo mi ha dato una borsa con dentro dei soldi, e l'ho sentita, e l'ho sentita tintinnare. Gli Ebrei dissero: "Apritelo"; e nonostante io facessi del mio meglio, non potevo, era troppo astutamente escogitato. Questo è il cuore dell'uomo. Vale la pena aprire. Porgilo a Dio e digli: "O Dio, fa' per me quello che hai fatto per Lidia". Gli Ebrei lo faranno. Mi sembra di vedere il Signore Gesù fare quello che un giorno ho fatto io in campagna. Arrivai a una casetta, e feci il giro, ma le imposte erano alzate, e girai intorno alla porta, ma la porta era chiusa. Tuttavia, si aprì; E tu conosci il modo incerto e cauto con cui spalanchi la porta di una casa vuota e scruti nell'oscurità. Ma sono entrato. Così Cristo oggi viene al vostro cuore, ed Ebrei conosce tutte le sorgenti e le serrature che sono in esso, ed Ebrei lo sta aprendo, ed Ebrei sta guardando dentro. Che posto! tutto oscuro, desolato e sporco, perché è stato abbandonato da Dio fin da quando sei nato. Che entrino gli Ebrei, alla cui cintura pendono le chiavi di tutti i cuori. 8. "E quando fu battezzata, e la sua casa", ecc. Prima il cuore, e poi la casa. Li teneva; li nutriva; Ella si assunse tutte le spese per loro fin dall'inizio. Ricordate che Lydia divenne subito una contribuente del Fondo di Sostentamento! (J. McNeill. Sermone missionario: - Questo semplice racconto è la prima testimonianza della predicazione del Vangelo in Europa. Siamo alla testa di un grande riversetto Il piccolo filo d'argento, sul quale un pastore potrebbe calpestare senza chiedergli di fermarsi il suo cammino, si allarga in una grande distesa, e la cristianità di un mondo civile si sviluppa da quelle semplici parole pronunciate quel sabato mattina. Così, gentilmente e discretamente, introdusse in Europa le grandi parole che dovevano frantumare e rimodellare le sue istituzioni, e che sarebbero state il punto di partenza delle sue libertà

(I.) L'apparente insignificanza e la reale grandezza dell'opera cristiana. Fu la cosa più grande che fu fatta al mondo quel giorno in cui Paolo parlò a quel pugno di donne. Ebbene, la stessa tentazione di giudicare gli atti dal loro aspetto esteriore e di sottovalutarne il valore, ci assale tutti nel nostro lavoro cristiano. La grandezza di un'azione dipende da tre cose: il suo movente, la sua sfera e le sue conseguenze. Tutto ciò che viene fatto per Dio è grande. Prendi un sassolino e lo immergi in un ruscello e diventano visibili tutte le vene che non sei riuscito a rilevare mentre giaceva sulla riva, e così è con l'opera cristiana, gettalo nel flusso del santo motivo - lascia che sia fatto per Dio e sarà santificato e nobilitato. E così è per quanto riguarda la grandezza relativa della sfera delle nostre azioni; Ciò che viene fatto per il benessere materiale e la vita fisica è nettamente in fondo. Ciò che viene fatto per l'intelletto è più elevato, e se la parola più leggera di un grande pensatore è più di ogni magnificenza materiale, allora decisamente, con lo stesso ragionamento, dobbiamo esaltare al di sopra delle semplici parole del pensatore le parole e le azioni che toccano il cuore e che influenzano la volontà, che purificano e rinvigoriscono e istruiscono. e investire di potere sovrano la vita e la coscienza; e la predicazione del nome di Cristo è ciò che fa tutte queste cose. Perciò al di sopra di tutte le altre forme di benevolenza e munificenza cristiana c'è questa esposizione del nome che Paolo pronunciò lungo la riva del fiume quella mattina. Ma le azioni sono classificate in base alle loro conseguenze. Più a lungo durano, più si allargano, più vanno in profondità, più grande è l'atto che li mette in movimento. Andate a chiedere per quanto tempo dureranno le conseguenze di quel sublime discorso mattutino. Quando tutte le lampade a gas e i lampioni saranno spenti, "quelli che saranno saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento, e quelli che convertono molti alla giustizia come le stelle nei secoli dei secoli".

(II.) La legge della crescita nel regno di Cristo. Il seme seminato all'inizio era poco, e sebbene siano trascorsi diciotto secoli e sia cresciuto fino a diventare un regno, è ovviamente molto lontano dal termine della sua crescita. Così potrei trarre una o due lezioni che toccherei per un momento o due. Primo: Che la legge del regno di Cristo si trova in inizi minuti e discreti: il rumore e l'importanza non fanno parte del suo potere, e hanno poca parte nel compiere le grandi cose che vengono fatte per Lui. Le cose più rumorose sono generalmente le piccole cose, e le cose tranquille sono quelle forti. Guardate come Gesù Cristo entrò furtivamente nel mondo, in un angolo di una piccola provincia remota, e andò in giro silenziosamente facendo del bene, e ne uscì di nuovo, e "il mondo non lo conobbe". E quindi non vergogniamoci dei piccoli inizi. Essi sono nella linea del modo di operare di Dio, e accanto a questo c'è l'altro pensiero, il progresso lento è discreto e costante. La lunghezza che ogni organismo impiega per giungere alla sua maturità è la misura della sua durata, e l'uomo sopravvive a un milione di generazioni di falene, e la quercia agita i suoi rami immutabili sopra molte, molte generazioni di canne che spuntano e appassiscono ai suoi piedi incuranti; e se diciotto secoli hanno appena iniziato lo sviluppo delle forze che si sono scatenate in Europa per la prima volta quella mattina, quanto tempo ci vorrà prima che la decadenza si abbatta su ciò che ha impiegato così tanto tempo a crescere? A quel regno deve appartenere una lunga, lunga durata, il cui consolidamento è stato l'opera di tutti questi secoli, e quello deve essere un giorno intramontabile, di cui questi anni non sono che come una veglia nel crepuscolo mattutino. Dio opera in modo tranquillo e invisibile. Seguendo più da vicino le orme di Colui che attese più di mille anni per mandare Suo Figlio con quel piccolo inizio e quel lento avanzamento, essi iniziarono la loro opera di fondazione e di edificazione del regno di Cristo

(III.) La semplicità delle forze a cui Cristo affida il progresso del suo regno. Sembrava una lotta molto impari quella in cui l'apostolo e il suo piccolo gruppo si erano cacciati, guidati dalla visione che interpretarono come il monito divino. Pensate all'opposizione, agli antagonismi che erano pronti contro di loro. C'era la Grecia oltre le colline con le sue orgogliose filosofie. C'era Roma tutta attiva, pronta a cambiare la sua tolleranza per la persecuzione attiva. Dovettero affrontare tempeste di idolatria pagana, attorno alle quali si raccolse il terrore superstizioso di secoli incalcolabili, e che era sempre minaccioso con consumata ostinazione. Dovettero confrontarsi con sistemi ordinati di abili insegnanti filosofici con il loro messaggio illetterato. Cartes, sbarcando su una spiaggia sconosciuta, con una spiaggia arida e soffusa di fronte e le sue navi in fiamme alle spalle, si imbarcò in un'impresa apparentemente più disperata di questi uomini? E quali sono state le armi che li hanno resi vittoriosi? Prima di tutto il messaggio che essi predicarono, il vangelo chiaro - al quale il cuore e la coscienza degli uomini risponderanno, quando sarà posto davanti a loro come Cristo voleva che fosse - il messaggio: "Che Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, non imputando loro le loro colpe". Quello era il vangelo di Paolo, come egli ci dice, e quella era l'arma con cui egli combatté, che era "la potenza di Dio per la salvezza". Con questa benefica intenzione hanno affrontato l'universo con una sola parola, e con quella parola hanno preso il mondo; e tu ed io lo abbiamo, e se saremo fedeli e lo useremo, avremo gli stessi problemi e risultati di loro. La loro potenza in secondo luogo derivava dalla serietà con cui predicavano la verità. Le convinzioni sono contagiose. Puoi ragionare con un uomo fino al Giorno del Giudizio, e se riduci in polvere un iceberg sarà ancora ghiaccio, ma scioglilo, come puoi facendo ardere la tua anima d'amore e di lealtà a Gesù Cristo, e puoi trasformarla da ghiaccio in acqua dolce. L'ultimo elemento del potere è la presenza del Cristo che dimora e dimora in lui. La Parola, per quanto potente, è vana senza la potente potenza e l'ispirazione dello Spirito. Leggendo quel versetto più in basso, che cosa troviamo? "Il Signore ha aperto il suo cuore, perché prestasse attenzione alle cose dette di Paolo". Nella misura in cui siamo fedeli a Lui, e ci arrendiamo in lieto abbandono alla Sua potenza e presenza, portiamo Gesù Cristo con noi, ed Ebrei opera attraverso di noi, come leggiamo negli Atti degli Apostoli, che sono davvero gli atti del Cristo risorto negli apostoli. Il Vangelo è oggi la potenza di Dio per la salvezza come lo è sempre stata, e la serietà della nostra convinzione personale è più profonda che mai, e la presenza e la potenza dello Spirito interiore di Cristo sono più reali che mai, e più ci teniamo vicini a Cristo e più confidiamo in Lui in modo esclusivo e senza riserve, più sicuri saranno i nostri risultati. La Chiesa di Dio non ha bisogno di ricchezze. I gioielli sull'elsa di una spada sono spesso d'intralcio per afferrarla bene, e il fodero dorato non aggiunge nulla all'acutezza del suo filo. La Chiesa non ha bisogno dell'aiuto del mondo. Davide era quasi soffocato nell'armatura di Saul, stava meglio senza. Prendiamo allora le vecchie armi collaudate che sono state provate per molte generazioni; abbiamo più motivi per fidarci di loro di quanto ne avesse Paolo, poiché abbiamo diciotto secoli di esperienza su cui contare, che lui non aveva; e se ci aggrappiamo ad esse, come prego Dio che possiamo fare, troveremo che le armi della nostra guerra, non essendo carnali, ma spirituali, sono potenti per mezzo di Dio per abbattere le fortezze del peccato e di Satana. E così mi permetto di raccomandare alle vostre simpatie le rivendicazioni dell'impresa missionaria straniera. Ne sono certo, che non c'è Chiesa in una condizione di salute che non dia una mano nella grande opera delle missioni estere. La lampada che viene posta nella finestra non dà meno luce nella stanza perché i suoi raggi illuminano l'oscurità esterna. (A. Maclaren, D.D.) Il Vangelo in Europa:

1.) Nel Versetto 12 leggiamo di "certi giorni" - giorni che non avevano bisogno di essere nominati - il processo ordinario del tempo. Ma nel Versetto 13 leggiamo del "sabato", il giorno che ha un nome; l'unico giorno in cui tutti gli altri giorni scorrono come ruscelli e fiumi sfociano nel mare. Non ce n'è uno simile. Non c'è bisogno di rafforzare il sabato con le discussioni. La sua autorità divina è scritta nel cuore, e vedremo che lo sarà una volta risvegliata e ispirata dallo Spirito Santo. Il sabato deve essere un argomento a sé stante

(2.) "E di sabato uscimmo dalla città sulla riva del fiume". A caccia di chiese! Un viaggio che è stato permesso. Lasciare la propria casa in questo modo la domenica significa cercare la casa più grande. Non ci si può fermare a casa nel giorno del Signore. Sarebbe un insulto alla stessa casa che professi di amare. Lasciarla è cercarla; Partire da esso significa arrivarci. Dobbiamo uscire il giorno del Signore, se lo Spirito di Cristo è in noi, per contribuire a completare la riunione di famiglia. Non lasciamoci ingannare dalla sciocca fantasia che un uomo possa leggere la Bibbia a casa, o avere una Chiesa a casa, in un certo senso che dispensa dalla gioia comune della simpatia e dell'anima affini. Il cristianesimo non isola gli uomini, ma li riunisce in una fratellanza sacra e solidale. Sappiamo cosa significa in luoghi strani cercare la Chiesa particolare che conosciamo e amiamo nel giorno di sabato

(3.) "Dove si era soliti pregare". Quanto è singolare la causa della reputazione o della fama! Ci sono famosi campi di battaglia in cui gli uomini si recano in pellegrinaggio. Come può un uomo essere in Belgio senza sentirsi in qualche modo vincolato nei confronti di Waterloo? Questo è naturale. Ci sono uomini che farebbero lunghi pellegrinaggi per vedere dove è nato Giovanni Bunyan. Il paese attraverso il quale passarono gli apostoli era pieno di interesse storico, ma a loro importava poco delle storie che hanno un inizio e una fine; Hanno vissuto nella storia più nobile che continua per tutta la durata eterna. Cercarono il luogo dove erano state combattute battaglie d'anima. Avreste potuto sapere dove si stavano muovendo gli uomini; Pregavano mentre andavano. Dobbiamo mantenere la struttura spirituale

(4.) "Le donne che vi si rifugiarono". Gli uomini hanno forse abbandonato la religione e hanno lasciato che fossero le donne a mantenerla? "Le donne tengono la Chiesa"? Può essere; ma è una sciocchezza! La donna tiene in piedi la Chiesa, Dio la benedica! Ma tiene il passo di più. Oh, tu sfacciato e beffardo sciocco, per schernire il vero salvatore della società! Ci sono quelli che dicono che gli uomini hanno rinunciato alla Chiesa. Sì, ma solo nella stessa proporzione in cui hanno rinunciato all'amore, alla purezza, alla pazienza, alla casa! 5. "E una certa donna di nome Lidia..." Questo è come i "giorni" e "il sabato". Quante piccole armonie sottili ci sono in questo libro ispirato! Come una parte bilancia un'altra! Come ci sono giorni che possono essere menzionati al plurale, così ci sono uomini e donne che possono essere menzionati nella loro pluralità; ma come c'è un giorno che è sempre nominato da solo, così ci sono individui che guidano ogni catalogo; nomi che hanno intere righe per se stessi. Guardate il caso di Lidia

(I.) Era una donna d'affari, "una venditrice di porpora". Così, dunque, le donne d'affari possono essere donne di preghiera. Dovremmo avere più donne nel mondo degli affari. Una cosa è che una donna sia schiava, un'altra è che lavori e ami il suo lavoro. Colui o colei che ama il lavoro, fa di tutta la settimana una sorta di sabato introduttivo al grande riposo religioso. Vorrei che tutte le donne fossero Lidia sotto questo aspetto di avere qualcosa di preciso da fare ogni giorno e di farlo, e di trovare nell'industria un equilibrio con la pietà

(II.) Era una donna religiosa; "adorava Dio". Una cosa è essere religiosi e un'altra essere cristianizzati. Religione è un termine generico; Il cristianesimo è una forma specifica di religione. Non è sufficiente che tu ed io siamo religiosi, dobbiamo assumere su di noi mediante il potente ministero dello Spirito Santo una forma particolare, e quella forma particolare è il cristianesimo. A questo riguardo il cristianesimo è un'apertura per il cuore; un ingrandimento del cuore

(III.) Quando divenne oggetto dell'influenza cristiana, avrebbe subito avuto una Chiesa in casa: "Se mi avete giudicato", ecc. In questa suggestione c'è tutta una filosofia. Quello era un impulso divino. Quando i due viaggiatori sentirono ardere il cuore dentro di loro, a causa della conversazione del terzo uomo, dissero: "Resta con noi". Lydia avrebbe avuto subito una borsa di studio. Le anime che sono affini non devono mai lasciarsi l'una con l'altra. I cristiani devono dimorare insieme. Nei tempi antichi "coloro che temevano Dio si incontravano spesso gli uni con gli altri", ecc. (J. Parker, D.D.) E parlò alle donne che vi si rivolsero.-Paolo e le donne di Filippi:

(I.) Le circostanze

(1.) Era il giorno di sabato

(2.) Era sulla riva del fiume. Un fiume può ricordarci lo Spirito, grazie alla cui influenza siamo in grado di bere i "ruscelli che rallegrano la città di Dio". 3. Era un luogo in cui si era soliti fare la preghiera

(II.) La posizione. "Si sono seduti".

(III.) L'operazione (Versetto 14)

(1.) Qualcosa di implicito

(1) Ignoranza

2) Pregiudizio

(2.) Qualcosa di descritto

(1) Prima della conversione. (a) Condanna. (b) Percezione. c) Disponibilità

(2) Dopo la conversione. (a) Coscienza. (b) Desideri. c) Allargamento. (Dott. Andrews.) E una certa donna di nome Lidia, una venditrice di porpora.-La conversione di Lidia:-

I. Il carattere di Lidia, prima dell'arrivo dell'apostolo. Questo, in misura considerevole, spiegherà l'assenza di sentimenti intensi per cui si distinse la sua conversione. Non siete ora invitati a guardare il rozzo soldato romano, o il vagabondo dissoluto. Ma Lidia sta davanti a te, segnata dalla mitezza del suo sesso, dall'innata docilità del carattere asiatico e dalla rispettabilità della sua posizione nella società. Scoprite infatti che era una donna di Tiatira, una città della Lidia, e una rispettabile padrona di casa di Filippi. E il suo impiego, come venditore di porpora, era calcolato per produrre un certo grado di moralità e gentilezza; perché il commercio ha la tendenza a reprimere l'aperta dissolutezza e a rimuovere la cupezza del temperamento. E il particolare ramo del commercio, che attirava l'attenzione di Lidia, tendeva a favorire, mettendola in contatto con i suoi superiori, una disposizione sottomessa e servizievole. Ma il fatto più importante della sua storia giovanile è il suo proselitismo verso la fede ebraica: "adorava Dio". Non si può quindi dedurre che fosse veramente pia, poiché nel capitolo XIII. troviamo che quegli individui ad Antiochia, caratterizzati dallo stesso termine, e chiamati nelle nostre Bibbie "donne devote", erano tra i violenti persecutori di Paolo e Barnaba. Molti di questi proseliti erano, senza dubbio, come gli ebrei stessi, ma professori dei principi dell'ebraismo. Tuttavia la professione religiosa di Lidia proverà che fu in una certa misura istruita negli scritti dell'Antico Testamento; e la narrazione mostra che era una frequentatrice delle assemblee per il culto divino. E questa conoscenza, e questa attenzione ai riti della religione, avrebbero dato alla sua mente un aspetto molto diverso da quello dei suoi vicini depravati. L'asprezza del carattere pagano sarebbe stata così consumata, e la legge, come precursore del vangelo, avrebbe "preparato la via del Signore e fatto diritta nel deserto una strada maestra per il nostro Dio". La Lidia quindi, in questo periodo, sebbene non cambiata dallo Spirito Santo, può essere descritta come morale, amabile, laboriosa, domestica e istruita nei principi guida della religione

(II.) La scena della sua conversione. E in questo c'è molto da armonizzare con la caratteristica della sua stessa conversione. Lidia non è svegliata sotto le robuste arcate di una prigione, da un terremoto, come il selvaggio carceriere. Ma il tempo, il luogo e il lavoro, tutto parla di tranquillità

(III.) Il modo dell'operazione divina. Non abbiamo ora il tempo di dilungarmi sul sentimento che un'immediata influenza divina è necessaria per la conversione di un'anima, sebbene ciò sia sufficientemente stabilito dalla storia attuale. "È Dio che opera in noi, sia per volere che per fare secondo il suo beneplacito"; e poi ascolta il linguaggio di Gesù Cristo: "Se uno non nasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio". Ma qui dobbiamo fare particolare attenzione al modo gentile in cui lo Spirito influevano sulla mente di Lidia. Questo è implicito nella parola "aperto". Gli ascoltatori di Pietro, il giorno di Pentecoste, furono colpiti nel "cuore". I cuori degli altri sono rappresentati come "spezzati". In effetti, l'anima convinta a volte ci ricorda una città presa d'assalto: le sbarre di ferro sono squarciate, le porte sono abbattute, gli assalitori si riversano come un torrente. Ma il cuore di Lidia si aprì come la porta della prigione di Pietro. Ora, ci sono due circostanze riportate nel racconto che illustreranno la mitezza del libero arbitrio divino

(1.) La prima è che la predicazione del Vangelo fu lo strumento della conversione di Lidia. Lo Spirito nelle Sue influenze salvifiche influenza sempre la mente mettendola in contatto con la verità; e, in verità, con quella parte di verità che Ebrei si è compiaciuto di comunicare all'uomo nelle Scritture. "Dalla sua volontà ci ha generati Ebrei mediante la parola di verità." Questo è il sole del mondo morale. "La legge del Signore è pura, illumina gli occhi." Ma la luce non colpisce sempre l'occhio dallo stesso punto: a volte il sole riversa su di esso il suo fulgore diretto; altre volte, i raggi lo raggiungono attraverso tutte le varietà di riflessione. E così la verità non è sempre comunicata alla mente nello stesso modo. Impressiona un uomo in mezzo al silenzio della meditazione; un altro, mentre sfogliava la Bibbia; ne colpisce un terzo nel rimprovero di un nemico; giunse a Paolo con voce dal cielo. Ma il modo più comune di trasmettere alla mente le verità della rivelazione è la predicazione del vangelo

(2.) L'altra circostanza a cui alludiamo è che le operazioni dello Spirito non interferirono con l'esercizio calmo dei poteri mentali di Lidia. Gli influssi dello Spirito, infatti, non sostituiscono mai l'impiego delle facoltà intellettuali; perché allora l'uomo cesserebbe di essere responsabile. Ma nelle prime fasi di alcune conversioni, c'è ben poca calma nell'impiego di queste. I sentimenti sono troppo agitati per permettere una grande attenzione ai vari aspetti della verità. Il pericolo imminente occupa uno spazio troppo ampio nel campo visivo per consentire la presenza di altri oggetti. Ma questo non era il caso di Lidia. "Ella badava alle cose che erano state dette da Paolo". Il suo cuore era impegnato nel suo discorso. Mentre Lidia sentiva che Cristo era "schiacciato per le nostre trasgressioni", sentiva di essere una trasgressore. È vero, era stata laboriosa, amabile, morale. Ma ora si rendeva conto che la religione richiedeva molto di più della decenza esteriore. Cominciò a sentire il senso della preghiera del Salmista; "Crea in me, o Dio, un cuore puro". Vide che le ansietà degli affari e le preoccupazioni di una famiglia avevano interferito con l'amore supremo per Dio. E Lidia ricevette la testimonianza di Dio. Ne vide l'estensione, abbracciando il tempo e l'eternità; il carattere dell'uomo e la natura di Dio, e lei ricevette tutto

(IV.) La successiva condotta di Lidia, in accordo con la gentilezza che abbiamo notato come predominante nella sua storia. Non era chiamata, come l'apostolo la cui lingua aveva ascoltato, ad alzare la voce nell'assemblea pubblica, o a esporre la sua vita in pericolosi viaggi. Ma c'era una piccola congregazione alla quale poteva presentare la parola di verità: la sua casa. È evidente che Lidia assolse il suo dovere verso la sua famiglia, poiché anche loro furono battezzati. E per quanto Lidia appaia mite al centro della sua famiglia, considerata dai suoi membri come lo strumento della propria conversione, non è vista in una luce meno amabile, quando compie verso gli apostoli i riti dell'ospitalità cristiana. Marco con quale urgenza supplica Paolo, suo padre in Cristo, di venire con i suoi compagni sotto il suo tetto; finché, costretta dalla sua grata importunità, questi santi uomini perché suoi ospiti. E l'amicizia cristiana fu così cementata dal loro breve rapporto, che troviamo Paolo e Sila, appena usciti di prigione, affrettarsi a casa di Lidia, per condividere con la loro ansiosa padrona di casa la gioia della loro liberazione. E la sua considerazione premurosa per i bisogni temporali degli apostoli non si limitava alle attenzioni transitorie dell'ospitalità. Leggete l'Epistola alla Chiesa di Filippi e troverete che, all'introduzione del Vangelo in Macedonia, questa società cristiana da sola provvedeva alle necessità dell'apostolo. Due volte a Tessalonica e una volta a Corinto questa Chiesa ha aiutato, con le sue contribuzioni pecuniarie, la missione di Paolo tra i pagani, e da chi credete che questa liberalità abbia avuto origine, se non dalla Lidia, la primizia e il centro della Chiesa di Filippi? Questo è un rapido schizzo della conversione di Lidia. E certamente non è meno illustre per essersi distinta per una placidità che tra gli uomini sarebbe stimata incompatibile con la produzione di un effetto potente. Le operazioni di Dio non devono essere valutate secondo un criterio umano. La debolezza è irrequietezza, l'onnipotenza è calma. Guarda le sue opere più nobili. Quando si formò il sole, c'era l'accumulo di materiali, o la fatica degli operai, o il clangore delle macchine? No, "Dio disse: Sia la luce", e il globo glorioso esisteva, divampava e gettava i suoi raggi infantili tra i canti dei figli di Dio. E come è stata prodotta quell'opera più meravigliosa, lo spirito dell'uomo? Dio "soffiò" nell'argilla meravigliosa "l'alito della vita, e l'uomo divenne un'anima vivente"; e l'occhio raggiante di intelligenza si aprì sulla tranquillità del Paradiso. E poi, pensate all'incarnazione del Figlio di Dio. Nessun terremoto scuote le montagne, nessuna tromba chiama le nazioni, nessun carro di fuoco fende l'aria; ma la gloria di un singolo messaggero angelico risplende attorno a un gruppo di pastori nei campi di Betlemme. Nell'applicazione di questo argomento potremmo osservare

1.) Che la conversione del morale e dell'amabile è spesso accompagnata da gradi relativamente piccoli di eccitazione mentale. Questa considerazione può consolare coloro che assomigliano a Lidia nel carattere e nel modo in cui si sono convertiti

(2.) Che un ingresso tranquillo nella vita cristiana non interferirà necessariamente con la decisione e l'attività nella Chiesa di Dio. Nella piena prospettiva della persecuzione, Lidia professò la sua fede e si identificò con la causa del cristianesimo

(3) Che l'attenzione alle ordinanze pubbliche della religione dovrebbe sempre accompagnare la dipendenza dallo Spirito di Dio; né dovremmo assentarci da un servizio perché scarsamente frequentati, o inferiori agli altri per eccitazione

(4.) Infine, osserviamo, che l'eccellenza naturale del carattere non renderà superflua la conversione. Se così fosse, perché era necessario che il Signore aprisse il cuore di Lidia? (T. C. Everett. Lidia: - Le benedizioni ordinarie della vita sono distribuite con grande disuguaglianza; anzi, spesso troviamo che i caratteri peggiori ne godono la maggior parte. La ragione è questa: non sono essenziali per la felicità dell'uomo. Tutto ciò che è necessario per la felicità di tutti è posto alla portata di tutti. La vera religione è, tuttavia, necessaria alla nostra dignità e alla nostra felicità; e, quindi, è posta alla portata di ogni persona, e, specialmente, alla portata dei poveri. Ci sono molte illustrazioni sorprendenti di questo, Uno è ora davanti a noi. Lo storico sacro non fa menzione di Filippo o del suo figlio guerriero, non dice nulla di Augusto o di Bruto; ma egli menziona con particolare onore un umile individuo di Tiatira. Notiamo...

(I.) L'industria di Lidia... era "una venditrice di porpora". 1. Un cane che aveva mangiato un Conchilis o una Porpora, e le cui labbra erano state profondamente tinte di un colore violaceo, diede occasione alla scoperta di questa tintura elegante e costosa. Un tempo era più prezioso dell'oro, e gli articoli di abbigliamento tinti da esso erano indossati solo dai principi sovrani; ma ai tempi del lusso romano erano usati dai nobili e dai ricchi in generale; Perciò si dice del ricco che "era vestito di porpora e di lino fino". 2. Lydia è stata impiegata nella preparazione e nella vendita di questo. Poiché l'ozio è del tutto contrario alla virtù e alla felicità dell'uomo, è necessario che tutte le persone seguano un qualche lavoro. Anche coloro che si trovano in circostanze indipendenti non dovrebbero essere oziosi, ma dovrebbero impiegare il loro tempo, i loro talenti e la loro influenza per fare del bene agli altri. Che nobile esempio fornisce la vita del benevolo Howard a persone che si trovano in circostanze come queste! Coloro che, tuttavia, hanno provveduto con i propri sforzi ai propri bisogni personali e familiari, dovrebbero essere diligenti nella loro chiamata, qualunque essa sia

(3.) E qualsiasi altra cosa di cui ci occupiamo o trascuriamo, dovremmo occuparci dell'anima. "Per quale profitto è l'uomo", ecc. Ci sono molte persone che sostengono di essere messe in circostanze tali che è fuori dal loro potere occuparsi dell'unica cosa necessaria, ma questa è una scusa vana; poiché troveremo che ci sono state persone in tutte le epoche che si sono distinte per pietà, che sono state poste nelle circostanze più sfavorevoli alla religione

(II.) La pietà di Lidia

(1.) "Adorava Dio"; cioè, il vero Dio, secondo la pratica degli ebrei 2. Tale era la forza dei principi in Lidia, che né il timore dell'uomo, né l'amore del lucro l'avrebbero portata a profanare il giorno che il Signore aveva santificato. Fino a che punto la sua condotta supera quella di coloro che godono di vantaggi superiori! Quanto vergognosamente viene profanata la domenica. Se, in riferimento a un individuo, l'ubriachezza è un'insenatura per ogni altro delitto, in riferimento a una comunità, la violazione del sabato è un'insenatura per ogni altro male

(3.) Testimoniate i vantaggi che derivarono a Lidia dalla condotta che perseguì. Andò alla casa di preghiera e lì ricevette il fine della sua fede, la salvezza della sua anima. È un grande principio nell'amministrazione divina che Dio onori coloro che Lo onorano

(III.) Il cambiamento che Lidia sperimentò

(1.) Gli ebrei usavano il termine "cuore" per descrivere l'intelletto, la volontà e gli affetti. Ora Lidia ascoltava le dichiarazioni dottrinali di San Paolo, e le ascoltava in modo da comprenderle; Quando si compresi, si raccomandavano, così che lei li abbracciava con la sua volontà e li amava nei suoi affetti. Così il suo cuore si aprì: credette e ricevette il Salvatore con tutta la Sua pienezza di benedizione evangelica

(2.) Ora, non è alla predicazione di San Paolo, ma all'influenza dello Spirito, che questo grande cambiamento è attribuito. Paolo avrebbe potuto predicare fino a quest'ora, e Lidia sarebbe rimasta ciò che era se lo Spirito non avesse accompagnato il ministero dell'apostolo e reso efficace la parola

(3.) È più difficile realizzare la redenzione di uno spirito umano decaduto di quanto non lo sia stato creare questo vasto universo. Poiché quando Dio cominciò ad impiegare i Suoi alti attributi nell'opera della creazione, non c'era nulla che impedisse le operazioni della Sua mano. Ma quando Dio procede a compiere la grande opera di rigenerazione spirituale nel cuore dell'uomo, il suo orgoglio, le sue passioni, i suoi pregiudizi, la depravazione nascosta e profondamente radicata, si oppongono a quell'influenza. Quanto è necessario, dunque, che preghiamo per lo Spirito Santo, senza il quale tutti i mezzi umani sono vani!

(IV.) Le prove fornite da Lidia della realtà e dell'entità di questo grazioso cambiamento

(1.) "Fu battezzata". L'uomo è un essere senziente e, quindi, è necessario che riceva un'istruzione per mezzo dei suoi sensi. Sotto ogni dispensazione Dio si è adattato a questo. Sebbene le cerimonie della legge siano state abrogate, tuttavia Dio accondiscende alla nostra debolezza nei due sacramenti. Ora, il battesimo è un'ordinanza iniziatica e dedicatoria. Per mezzo di ciò veniamo introdotti nella Chiesa cristiana e dediti al servizio di Dio. È anche emblematico della rigenerazione, e come possiamo entrare nella Chiesa visibile solo attraverso il sacramento del battesimo, così possiamo entrare nella Chiesa reale solo attraverso la rigenerazione. Ora, Lidia, avendo abbracciato la fede cristiana, manifestò non solo la fiducia in Cristo come suo Salvatore, non solo il rispetto per Lui come suo Profeta, ma la sottomissione alla Sua autorità come suo Re, sottomettendosi al rito del battesimo

(2.) "Lei fu battezzata e la sua casa", cioè, a quanto ci risulta, tutti i membri della sua famiglia che avevano meno di quattordici anni; poiché questa sembra essere stata la pratica ebraica in riferimento all'ammissione di proseliti nella Chiesa ebraica

(3.) Ricevette anche i messaggeri di misericordia nella sua dimora. Questa era una prova della sua gratitudine. Ma era anche una prova della sua sincerità. Atti che a quel tempo una professione del cristianesimo esponeva chi ce la faceva a varie privazioni e sofferenze. (R. Alder, D.D.Lidia :-

(I.) Il suo impiego. Non era "oziosa, vagando di casa in casa; e non solo oziosi, ma anche chiacchieroni e ficcanaso, che dicono cose che non dovrebbero". Il commercio è rispettabile, e nulla è così vergognoso come l'accattonaggio e la squallida gentilezza. Gli ebrei danno sempre una vocazione ai loro figli; e disse che "chi alleva un figlio senza mestiere gli insegna a rubare". Seneca dichiarò: "Preferirei essere malato piuttosto che essere ozioso". E veramente il Dr. Watts ha detto: "Satana trova ancora qualche guaio da fare per le mani oziose".

(II.) Il luogo della sua estrazione. Tiatira era molto lontana da Filippi. Quanti pochi muoiono dove sono nati; o addirittura stabilirsi dove sono stati allevati. Gli eventi che hanno portato alla loro rimozione sembrano spesso molto casuali; e lo sono per quanto riguarda gli individui stessi; ma sono divinamente conosciuti e predisposti. Il Signore fissa "i confini della loro dimora" e, per quanto riguarda il Suo popolo, le disposizioni della Sua Provvidenza sono subordinate ai disegni della Sua grazia. L'uomo dice: "Andrò in una città del genere, comprerò, venderò e guadagnerò"; e se ne va; e vi trova, anche se non l'ha mai curata, "la perla di gran prezzo". Molti, quando guarderanno indietro alla vita, sapranno che, se non fosse stato per questo o quell'evento, sarebbero rimasti in luoghi dove avrebbero potuto essere corrotti e distrutti

(III.) Il suo carattere. Ella "adorava Dio". È, quindi, molto distinguibile dal carceriere. La grazia di Dio è infinitamente gratuita: e di conseguenza, a volte troviamo che essa operi sugli individui nel modo più improbabile; e anche i pubblicani e le meretrici entrano nel regno di Dio davanti agli scribi e ai farisei. Così, quando l'apostolo, scrivendo ai Corinzi, enumera un terribile catalogo di peccatori, aggiunge: "E tali eravate alcuni di voi"; "Alcuni, ma non tutti". Alcuni parlano come se avessero una sorta di vantaggio nell'essere stati convertiti da uno stato di dissolutezza. Ma il peccato è un cattivo affare, ed è una misericordia essere stati preservati da esso: e un vantaggio particolare deriva dall'essere stati morali prima di diventare spirituali, vale a dire, evitare le ingiurie che il peccato fa agli altri, con l'influenza e l'esempio

(IV.) La sua presenza. Lei "ci ha sentito". Che cosa l'abbia indotta a stare lì non lo sappiamo; ma poteva dire: "Essendo io sulla via che il Signore mi ha guidato". È bene stare in piscina, "aspettando che l'acqua si metta in agitazione". Qualunque cosa porti le persone sotto la predicazione della Parola deve essere considerata con gratitudine, poiché "la fede viene dall'udire, e l'udire viene dalla Parola di Dio". Il peccato è entrato per l'orecchio, e così anche la grazia. Ascoltando il diavolo siamo caduti, ascoltando Dio ci alziamo. "Ascolta e l'anima tua vivrà".

(V.) Il cambiamento che ha vissuto. "Il Signore ha aperto il suo cuore". 1. Il suo cuore dunque era stato chiuso. Chiusa, come il ghiaccio chiude l'acqua che non può scorrere, come l'avaro nasconde la sua compassione ai poveri, come si chiude una porta per impedire alla casa di entrare dal padrone. Questa è l'immagine del nostro Salvatore: "Ecco, io sto alla porta e busso", ecc

(2.) Il Signore le aprì il cuore. Il nostro stato è tale da richiedere all'Onnipotente di "operare in noi, sia per volere che per agire". Ogni peccatore salvato è "opera sua, creato in Cristo Gesù per le opere buone". È necessaria un'operazione che sia al di sopra del potere dell'educazione, dell'esempio e della moral suasion. Ma nulla è troppo difficile per il Signore. Il cuore è sotto il Suo dominio e il Suo libero arbitrio; e "ciò che Ebrei ha promesso, Ebrei è anche in grado di adempierlo".

(VI.) Le prove che ha dato della realtà della sua conversione

(1.) Il suo rispetto per gli insegnamenti divini. "Ha partecipato", ecc

(2.) La sua prontezza a dedicarsi interamente al Signore in una professione del Suo nome, "Ella fu battezzata e la sua casa". Una professione di religione, senza la realtà, non è nulla; ma non dobbiamo solo essere cristiani, ma apparire tali. "Con il cuore", infatti, "l'uomo crede alla giustizia"; ma "col mese si fa la confessione per la salvezza". L'esperienza è necessaria; ma la nostra "luce risplenderà davanti agli uomini", ecc. E noterete che lo ha fatto immediatamente, senza riserve, e relativamente oltre che personalmente; dedicando tutta la sua famiglia allo stesso rito; e così dicendo, con Giosuè: "Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore". 3. La pressante sollecitazione che rivolse agli apostoli. Attesta

(1) Il desiderio di un miglioramento spirituale e di avere la sua casa ulteriormente benedetta

(2) Liberalità. Era disposta a "provvedere alle necessità dei santi"; e "dedito all'ospitalità". (3) Affetto per i servi di Dio. Il simile genera il simile e attrae il simile. "Da questo sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli". (4) Pia fortezza. Per rendersene conto bisogna ricordare che a quel tempo i cristiani erano una "setta contro cui si parlava dappertutto". (W. Jay.Lidia :-

(I.) Il suo stato e il suo carattere prima della conversione

(1.) Una proselita che mantenne nella città idolatrica della sua adozione un devoto attaccamento all'adorazione di Dio. Non ci può essere alcun dubbio sulla realtà della sua devozione, perché non solo osservava il sabato, ma, non avendo altra opportunità di partecipare alle ordinanze del culto pubblico, "usciva dalla città", ecc. Mentre ero impegnati in preghiera, giunse la benedizione, una prova lampante della sua efficacia. A volte Dio sorprende davvero un peccatore senza preghiera, come nel caso del carceriere, ma non c'è promessa se non quella di pregare, e quella promessa è illimitata e sicura. "Chiedete e vi sarà dato", ecc

(2.) Benché pia secondo la sua luce, il suo cuore era tuttavia chiuso contro la verità come lo è in Gesù

(1) Questo è lo stato naturale di ogni uomo. (a) L'intelletto è chiuso alla luce del vangelo. (b) La coscienza è segnata come con un ferro rovente. (c) Il cuore è indurito

(2) Ci sono molti ostacoli all'ingresso della verità. C'è la barra della... (a) Ignoranza. Molti ascoltano la Parola ma non la capiscono. (b) Incredulità, che rifiuta la testimonianza di Dio. (c) Inimicizia, poiché "la mente carnale è inimicizia contro Dio". (d) Presunzione o orgoglio. "L'empio per l'orgoglio del suo volto non cercherà Dio". (e) Scoraggiamento e disperazione. "Tu hai detto: Non c'è speranza; perché ho amato gli estranei, e dietro a loro andrò". (f) Riluttanza. "Voi non verrete a me per avere la vita". (g) Mentalità mondana. "Le preoccupazioni del mondo. soffocare la Parola". (h) Accidia. (i) Passioni viziose e abitudini depravate

(3.) Ma come potrebbe essere chiuso il cuore di una donna del genere? La risposta è che il caso di Lydia non è un caso isolato. Donne devote e onorevoli si opposero a Paolo, e Paolo stesso e Nicodemo furono in un primo momento a prova di vangelo

(II.) I mezzi con cui è stata effettuata la sua conversione

(1.) C'era un'operazione divina diretta nel suo cuore, che consisteva nell'aprire

(1) L'intelligenza per discernere la luce della verità di Dio

(2) La coscienza, per sentire la sua forza di convincimento

(3) Gli affetti per ricevere la sua influenza santificante

(2.) Sono stati impiegati i mezzi. "Il Signore ha aperto il suo cuore per assistere", ecc. È per la verità che si compie il grande cambiamento; e quindi siamo "nati dallo Spirito", ma anche "non da seme corruttibile, ma da incorruttibile, sì, mediante la Parola di Dio".

(III.) Lezioni. Nota-l. La cura con cui Dio provvide all'istruzione dei sinceri ricercatori ebrei

(2.) L'efficacia della preghiera come mezzo di avanzamento spirituale

(3.) La necessità di un cambiamento spirituale in molti sinceri professori religiosi

(4.) Le funzioni relative della Parola e dello Spirito e il dovere di combinare l'uso dei mezzi con la dipendenza dalla benedizione divina

(5.) I diversi sentimenti di coloro il cui cuore il Signore apre verso i Suoi ministri, e quelli della moltitudine empia. (J. Buchanan, D.D.) La conversione di Lidia:

1.) Filippi è famosa per essere il luogo in cui il futuro del mondo è stato in bilico quando Ottaviano ha incontrato Bruto e Cassio in un terribile conflitto. I due generali repubblicani qui terminarono la loro burrascosa carriera, e l'impero universale si accovacciò ai piedi di Cesare. Finché durerà il tempo, Filippi sarà ricordato come uno dei più grandi nomi della storia. Ma quando il tempo sarà passato, Filippi avrà ancora un nome come il luogo in cui il primo araldo della Croce gridò: "L'Europa per Gesù" e ottenne la sua prima vittoria nella nostra parte del mondo. Più carica di benedizioni per la razza umana fu quella conquista del cuore di una donna, di tutti gli allori che Ottaviano aveva raccolto sul campo insanguinato

(2.) L'introduzione del cristianesimo in Europa è una faccenda molto umile. Era un servizio all'aperto lungo la riva del fiume. Buon auspicio dei risultati della predicazione all'aria aperta nei tempi successivi! Diamo un'occhiata alla conversione di Lidia:

(I.) In sé

(1.) È stato causato da circostanze provvidenziali

(1) Era una venditrice di porpora, della città di Tiatira, famosa per il suo commercio di tintoria, che vi era fiorita fin dai tempi di Omero, e situata in quella parte del paese in cui a Paolo era proibito predicare; quindi, se Lydia fosse stata in casa, non avrebbe potuto sentire la verità. Ma la provvidenza la porta a Filippi al momento giusto. Ecco il primo anello della catena

(2) Ma come si può portare Paolo lì? Gli Ebrei devono essere esclusi dalla Bitinia, e lui deve essere messo a tacere nel suo viaggio attraverso la Misia, ecc. In questo caso Dio governa e domina tutte le cose per portare quella donna e quell'apostolo nello stesso luogo, e tutto nella provvidenza di Dio sta lavorando insieme per la salvezza degli eletti

(2.) Non c'era solo la provvidenza, ma c'era anche la grazia che preparava l'anima. La donna conosceva molte verità che erano ottimi trampolini di lancio per la conoscenza di Gesù. Era una proselita della porta, e quindi conosceva bene gli oracoli di Dio. Come nel caso dell'eunuco etiope, le Scritture che aveva letto avevano preparato la sua mente: il terreno era stato arato pronto per il buon seme; Non era una roccia dura come nel caso del carceriere

(3.) La sua conversione avvenne nell'uso dei mezzi. Il sabato andava al raduno del suo popolo. Sebbene Dio chiami gli uomini quando non stanno ascoltando la Parola, tuttavia di solito dobbiamo aspettarci che, essendo sulla strada, Dio si incontrerà con loro. È un po' straordinario che il primo convertito in Europa si sia convertito in un incontro di preghiera molto piccolo. Dovunque siamo, non dimentichiamo l'adunanza di noi stessi, come avviene per alcuni. Non dite "solo una riunione di preghiera!" Dio ama onorare la preghiera

(4.) È stata sicuramente un'opera di grazia

(1) Non ha aperto il suo cuore. Le sue preghiere non lo fecero; Paolo non lo fece. Solo Dio può mettere la chiave nella porta e aprirla, e ottenere l'ingresso per Se Stesso. Ebrei è il padrone del cuore come Ebrei è l'artefice del cuore, e la conversione in ogni caso è solo l'opera del Signore

(2) Eppure, poiché una verità deve sempre marciare a braccetto con un'altra, sebbene il Signore abbia aperto il cuore, le parole di Paolo sono state lo strumento della sua conversione. Il cuore può essere aperto e disposto a ricevere, ma se la verità non entra, a che servirebbe una porta aperta? 5. Era distintamente percepibile dai segni che seguirono. Appena ebbe creduto in Gesù, indossò, insieme alla sua famiglia, la professione della sua fede in Cristo Gesù

(II.) A titolo di contrasto

(1.) Nel caso del carceriere, non vediamo nulla di simile a una preparazione preliminare per la ricezione della Parola; Era rozzo, rude, brutale. Arriva il terremoto, ecc. Nel caso di Lidia c'erano molte cose che servivano a preparare la via per la grazia di Dio

(2.) Era sulla strada in cui la grazia di Dio avrebbe probabilmente incontrato lei. Ma il carceriere non si trova in un luogo in cui è probabile che il Vangelo venga. La sua occupazione non era quella che avrebbe favorito alcuna idea religiosa. Ma in un attimo, alla voce di Dio, la corrente dei suoi pensieri cambia direzione, e scorre dove non era mai arrivata prima

(3.) Nel caso di Lidia non ci fu alcun terremoto; Era una "voce calma e sommessa". Il carceriere balzò dentro e venne tremante; ma non troviamo nulla del fatto che Lidia fosse sopraffatta dai terrori della coscienza; era dolcemente condotta dal dito dell'eterno Padre. La grazia venne a lei come la pioggia che prima inizia come una nebbia, e poi si addensa in una pesante rugiada, e poi diventa una leggera spruzzatura, e poi svuota le nuvole sul suolo. Per il carceriere era come una tempesta d'aprile che cominciava con grosse gocce e si precipitava in un torrente in pochi istanti: per il carceriere era come se il sole dovesse sorgere in un istante e trasformare la notte più densa in un pieno bagliore di mezzogiorno. Non aspettatevi che tutti si convertano allo stesso modo. Il nostro Dio è il Dio della varietà

(III.) Il confronto tra i due. In entrambi i casi

1.) La Provvidenza ha collaborato con la grazia. La Provvidenza porta Lidia a Filippi e scuote la prigione

(2.) C'è stata un'opera distinta di Dio

(3.) La Parola di Dio è essenziale per il carceriere come per Lidia, "Essi annunziarono la Parola del Signore", ecc

(4.) Seguirono gli stessi segni. Lo stesso amore per i fratelli, la consacrazione delle sostanze, l'obbedienza al comando divino: "Alzati e sii battezzato".

(IV.) Come modello di moltitudini di conversioni. Qui abbiamo un riassunto dell'opera dello Spirito Santo. l. Il Signore ha rimosso il pregiudizio

(2.) I suoi desideri si risvegliarono

(3.) La sua comprensione fu illuminata

(4.) I suoi affetti erano eccitati

(5.) E poi venne la fede; Credeva a tutto il record

(6.) Essendo stata data la fede, tutte le grazie seguirono. (C. H. Spurgeon.) La conversione di Lidia:

(I.) La conversione è un lavoro di cuore

(1.) L'argomento. "Il cuore" è la sede del sentimento spirituale, della convinzione e del desiderio (CAPITOLO II, 27). È la vera prova del carattere, di ciò che un uomo è nella stima di Dio (Proverbi 23:7). È quella parte di noi in cui sono cresciute tutte le qualità morali e immorali che ci rendono buoni o cattivi agli occhi di Dio (Proverbi 3:33). Ha il potere di esercitare la fede (Romani 16:10)

(2.) L'agente: "Il Signore". Era l'adempimento della promessa (Ezechiele 36:25-27). Dio è il principale, e in larga misura l'unico, Agente attivo in quest'opera. Insieme a questo c'è una verità opposta (Salmi 27:8). L'opera di conversione è completata dall'opera di Dio e dall'opera dell'uomo; ma nessuno dei due lavora efficacemente separatamente dall'altro

(3.) Il mezzo strumentale: mentre Paolo proferiva la Parola, il Signore aprì il cuore di Lidia

(II.) I risultati immediati e permanenti della conversione

(1.) C'era una bella umiltà che si manifestava nel desiderio di sottoporre la sua conversione alla prova del giudizio degli altri. "Se mi avete giudicato fedele". L'eccessiva fiducia in un giovane convertito non è né piacevole né speranzosa (1Corinzi 10:12)

(2.) Ha mostrato la sua gratitudine a Dio nella gentilezza verso i Suoi servitori. "Entra in casa mia e dimora lì". 3. Ha fatto una professione pubblica della sua fede. "Lei e la sua casa furono battezzate". La famiglia di un credente dovrebbe essere una famiglia cristiana. La decisione personale è una grande questione, ma la testa deve essere sola. (A. B. Gardiner. Il primo convertito europeo: - Le persone oneste e industriose, quando si convertono, diventano cristiani nobili e utili. Questo primo convertito europeo era di un carattere tale da essere particolarmente suscettibile alle influenze del vangelo

(I.) Il suo carattere. Era laboriosa, affidabile, coscienziosa, generosa, devota. Osservare

(1) Il suo nome: "Lydia". Poiché non si fa menzione del marito, probabilmente era vedova. Scopri come la giusta relazione con Gesù Cristo dà l'immortalità al nome più umile

(2.) Il suo luogo natale - "Tiatira", in Asia Minore, situato circa a metà strada tra Pergamo e Sardia; è ancora una città di una certa dimensione, anche se ora nelle mani dei turchi. Non era una Giudea ma una proselita Gentile, avendo rinunciato all'adorazione degli idoli per quella del vero Dio. Scopri quali grandi benedizioni possono scaturire da un piccolo incontro di preghiera e dalla saggezza di posare il metro e chiudere il negozio per essere presenti

(II.) La sua conversione. È stato realizzato

1.) Per mezzo umano, "noi"-Paolo e Sila. Probabilmente, un incontro informale, e che entrambi i predicatori non solo pregavano, ma conversavano pubblicamente e personalmente con i presenti

(2.) Contatto con la verità: "Ci ha uditi". È la verità che salva: "La verità vi farà liberi". La rivelazione porta la vita. Il predicatore può comunicare il potere solo attraverso il suo messaggio. Discorsi e saggi sull'etica, la scienza e la politica possono interessare e istruire, ma è solo il messaggio divino che può salvare dalla colpa, dal dominio e dalle conseguenze del peccato. "Ci ha sentito." Un tempo era quasi letteralmente vero che la fede viene solo "mediante l'ascolto". I libri e la capacità di leggerli erano molto scarsi nei tempi antichi, così che gran parte della conoscenza degli uomini di questo mondo, e specialmente del mondo a venire, veniva raccolta attraverso l'orecchio. "Ci ha sentito." Anche ora la fede viene principalmente dall'udire. Ma nel caso di Lidia il messaggio è arrivato attraverso l'orecchio. "Ci ha sentito." 3. Con un'azione pronta: "Ella badava alle cose che venivano dette". Era un'ascoltatrice ammirevole. Si aggrappò alla verità, e così la verità si impadronì di lei. Allora cominciò subito a mettere in pratica la verità che aveva appena udito. Non l'ha modificata teorizzando né ha sprecato la sua forza con il ritardo. "Ha prestato attenzione alle cose dette". 4. Attraverso l'interposizione divina. "Il Signore ha aperto il suo cuore". Perché Ebrei non le aprì la testa? Dio voleva che questa donna sentisse oltre che capisse. Ci sono alcune verità che prima entrano nell'intelletto e poi sprofondano nel cuore, ma le verità profonde e vivificanti del cristianesimo entrano prima nel cuore e poi salgono all'intelletto. Esse danno prima la vita e poi la luce. "In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini". Non la luce era la vita, ma la vita era la luce degli uomini. Un uomo deve nascere prima di poter vedere; Deve essere vivo prima di poterlo sapere. Prima la vita, poi la luce. L'apertura del cuore è stata

(1) Graduale. Graduale nel senso che seguiva così onestamente la luce che aveva. Dio aveva così aperto il suo cuore prima di questo che tutti gli idoli del paganesimo hanno lasciato in esso un grande "vuoto doloroso". Come i migliori spiriti della sua epoca, sentiva il paganesimo come un fallimento e una finzione, e desiderava qualcosa di più solido e soddisfacente. Ha quindi abbracciato l'ebraismo, e così la troviamo in preghiera-riunione, ancora in corso per conoscere il Signore

(2) Completo, in quanto Dio l'ha aiutata personalmente ad apprendere e ad appropriarsi personalmente delle verità più ampie, più grandiose e vivificanti del Vangelo. (Thomas Kelly.La conversione di Lidia:

(I.) Lydia stava ascoltando. Nella Bibbia si dà grande importanza all'udire. "La fede viene dall'udire". I libri e i lettori erano rari. La fede è poi arrivata alla maggioranza solo con l'ascolto. Ora, la fede viene dalla lettura oltre che dall'ascolto

(II.) Lidia ascoltava attentamente. Alcune persone non applicano mai ciò che sentono, lo lasciano al predicatore. Altri si applicano ad altre persone, mai a se stessi. Se ti aggrappi alla verità, la verità si impadronirà di te. Perciò le Sacre Scritture danno molta importanza alla massima attenzione. "Porgi l'orecchio", "ascolta e l'anima tua vivrà". Quando ti senti profondamente interessato a un argomento, allunghi il collo e inclini l'orecchio in modo da poter cogliere ogni sillaba. Senza questa attenzione ansiosa non sarete in grado di discernere chiaramente la Voce Divina. Quando Elia si nascondeva nella caverna venne un "vento forte e forte", ecc.; "ma l'Eterno non era al vento", ecc. E dopo il fuoco "una voce", così calma e sommessa che Elia fu costretto a uscire dalla caverna e ad ascoltare con tutte le sue forze. E che cos'è il vangelo? Una tempesta? Un terremoto? Fuoco? No. La "voce dolce e sommessa" dell'Amore Divino. L'amore non parla mai ad alta voce

(III.) Ascoltava attentamente con il cuore. La mente è generalmente divisa in intelletto e cuore. Ci sono verità che fanno appello solo all'intelletto, le verità della matematica, ad es. Ma le verità religiose devono essere interpretate con il cuore piuttosto che con la testa. Leggiamo dei "pensieri del cuore". Nella creazione vediamo i pensieri dell'intelletto di Dio; nel vangelo i pensieri del Suo cuore. E per comprendere correttamente il grande cuore di Dio dobbiamo portare all'opera il piccolo cuore dell'uomo. C'è una classe di verità che prima entrano nell'intelletto e poi sprofondano nel cuore; ma le verità del cristianesimo entrano prima nel cuore e gradualmente salgono nell'intelletto

(IV.) Lydia ascoltava attentamente con il cuore aperto. Due cose sono necessarie per la salvezza

(1.) Una Bibbia aperta. Paolo "spiegò il Regno di Dio". Le profezie erano strettamente chiuse contro la percezione spirituale dei discepoli; ma Cristo "aprì loro le Scritture", ed essi rimasero stupiti della ricchezza del loro significato. E questa è la funzione propria del ministero

(2.) Un cuore aperto per ricevere la Bibbia aperta. San Paolo seminava buon seme; Ma per assicurarsi un raccolto abbondante era necessario aprire i cuori per ricevere il seme. Le parole dell'Antico Testamento che sono più spesso citate nel Nuovo sono: "Ascoltando udrete, e non comprenderete; e vedendo vedrete, e non vedrete, perché il cuore di questo popolo è diventato grossolano", ecc. Sono citati sei volte nei primi sei libri del Nuovo Testamento. Perché? Per insegnarci l'estremo pericolo di chiudere il nostro cuore contro le "cose dette di Paolo" e di altri scrittori ispirati. I medici parlano spesso di "degenerazione grassa del cuore", un accumulo malsano di grasso che interferisce con le sue funzioni vitali e spesso termina con la morte improvvisa. E gli ebrei soffrivano di una simile malattia spirituale. Avevano perduto ogni sensibilità per le cose spirituali; e in questa deplorevole grossolanità del cuore si trova la causa ultima del loro rifiuto del Salvatore. E così ora "Lo stolto ha detto in cuor suo: Non c'è Dio"». O stolti e lenti di cuore a credere". È di moda oggi offrire graziose scuse per l'infedele; ma la Bibbia lo chiama sempre stolto. La sua infedeltà ha origine in un cuore chiuso

(V.) Lydia ascoltava attentamente con il cuore spalancato, che, a quanto pare, è la traduzione letterale, e implica... Che c'era un bisogno profondo. Il giovane uccello nel nido all'inizio della primavera, quando la fame si fa sentire, spalanca il suo piccolo becco. E quando l'anima diviene vividamente consapevole del suo grande bisogno, apre il becco come meglio può: ogni facoltà spalanca la bocca e grida ardentemente al cielo per il cibo. "Un macedone si presentò davanti a Paolo e lo pregò, dicendo: Vieni ad aiutarci". C'è nel grido una dolorosa consapevolezza di profondo bisogno. Paolo venne; ed ecco! La prima anima che incontrò era spalancata e gridava al cielo per la soddisfazione

(2.) Che il Signore aveva provveduto ampiamente per provvedere al bisogno. Gli Ebrei non avrebbero mai spalancato il cuore di Lidia se non avessero avuto qualcosa da metterci dentro. "Spalanca la tua bocca e io la riempirò". Ho portato i miei bambini piccoli al Canale della Manica. Erano molto diligenti nel riempire i loro piccoli secchi; Ma dopo averli riempiti più e più volte, l'oceano rimaneva ancora, pronto a riempire un altro milione di secchi. E siete invitati a portare le coppe della vostra natura e a riempirle fino a traboccare con l'"Acqua della Vita"; ma dopo avervi riempito più e più volte, l'oceano sconfinato della Divinità Infinita rimarrà ancora, pronto a riempire altri milioni di persone

(VI.) Lidia ascoltava attentamente con il cuore spalancato dal Signore. Questa apertura fu... l. Graduale. Non era una conseguenza della predicazione, ma qualcosa di precedente e simultaneo ad essa. Lidia fu con ogni probabilità allevata nel paganesimo. Ma come molti dei migliori dell'epoca, desiderava qualcosa di più soddisfacente. Mentre era ancora nel paganesimo, il Signore aprì il suo cuore troppo grande perché gli idoli dei Gentili potessero riempirlo. Ha quindi abbracciato l'ebraismo. L'ebraismo di quell'epoca, è vero, era molto formale e corrotto; ma l'ebraismo al suo peggio era incommensurabilmente superiore al paganesimo al suo meglio. E nel giudaismo Lidia trovò una sorta di riposo per la sua anima stanca. Ma il Signore continuava a lavorare in lei. Lei, a quanto pare, era vedova. Si fa menzione della sua famiglia e dei suoi affari, ma non di suo marito. Profondamente sentita per la sua perdita, spesso geme sotto l'ansia degli affari, ed è contenta quando arriva il sabato di poter partecipare all'incontro di preghiera sulla riva del fiume. Ciò nonostante, essa è acutamente consapevole di un grande vuoto, e quando Paolo si voltò e cominciò a parlare di Gesù, della Sua tenera simpatia e del Suo aiuto inesauribile, ella percepì subito che Ebrei era ciò di cui aveva bisogno-un Marito dell'anima. Il cuore, prima aperto, era ora occupato, il grande vuoto era ora riempito

(2.) Gentile. Più avanti, leggiamo della conversione del carceriere. La sua conversione fu l'opera di una breve ora; ma fu un'ora molto terribile. Ma fu adottato un metodo più delicato per convertire Lidia. Questa mattina, verso le sei, in questo quartiere si è combattuta una grande battaglia, di gran lunga più importante di Waterloo o di Sedan: una battaglia tra le forze della Luce e le potenze delle Tenebre. Ma il fragore delle armi ha svegliato qualcuno di voi? No; Nemmeno uno. La vittoria fu ottenuta dolcemente e silenziosamente. Questo è precisamente il modo in cui Lidia si convertì, fu una vittoria non di lampi ma di luce. Il profeta paragona la Parola di Dio a un martello che frantuma la roccia. Questo era il caso del carceriere. Ma lo stesso profeta paragona la Parola Divina al fuoco che scioglie la cera. È così che Lidia si convertì, con il calore, non con la forza. Era giusto che il carceriere bruno fosse un po' picchiato: ne aveva martellati molti ai suoi tempi; ma sarebbe un gran peccato terrorizzare la piccola vedova. E questi due metodi continuano ancora

(3.) Approfondito, come dimostra la sua successiva condotta

(1) "Ella fu battezzata". Il cristianesimo era la terza religione che aveva professato; I suoi vicini potrebbero accusarli di incoerenza. Ma il dovere supremo dell'uomo non è quello di essere coerente con se stesso, ma coerente con il suo Dio, non di essere coerente con il suo passato, ma coerente con la luce di cui gode in quel momento. Lidia cambiò ripetutamente la sua religione; ma ogni cambiamento era nella direzione della luce

(2) "Lei fu battezzata e la sua casa". Questo, credo, è il primo caso in cui si registra che il battesimo del genitore era seguito dal battesimo della famiglia. Perché? Perché la religione familiare è una caratteristica del cristianesimo europeo rispetto a quello asiatico. E c'è qualcosa di notevole nel fatto che il cristianesimo, al momento della sua introduzione in Europa, sia stato offerto per la prima volta, e creduto da una donna, una profezia della successiva carriera del vangelo nel nostro continente. "Un uomo" prima lo cercò, ma prima lo ricevette una donna. Come aiutare gli uomini della Macedonia? Migliorando e raffinando le donne della Macedonia. (J. Cynddylan Jones, D.D. La conversione di Lidia: - Sebbene il popolo del Signore sia sparpagliato in modo sottile, e talvolta in grandi città, tuttavia ha un modo per scoprirsi l'un l'altro. La vera religione è una calamita per unire i loro cuori. Considerando il testo come descrittivo della vera conversione, è:

(I.) Un'opera divina. Si dice dell'abilità dell'agricoltore nell'aprire le zolle, ecc., che "il suo Dio lo istruisce". Quanto più nel dissodare il terreno incolto del cuore del peccatore e nel seminare il seme del regno! Il cuore è naturalmente chiuso: il peccato è chiuso dentro e Cristo è fuori fuori. Il pregiudizio, la perversità e l'inimicizia sono le sbarre e i catenacci che la tengono chiusa. I ministri possono bussare alla porta, ma è Dio solo che può aprirla

(II.) La prima opera di Dio. Le impressioni e le convinzioni sono comuni, ma l'apertura del cuore è l'effetto della grazia speciale e l'inizio della vera religione. Prima di ciò l'anima è morta nei falli e nei peccati; ed è ora che il Signore passa e dice: Vivi! Cristo nel vangelo pone le fondamenta della speranza di un peccatore; ma deve essere Cristo in te che dà l'esistenza alla speranza della gloria

(III.) Un'opera istantanea. Nella nostra apprensione può essere graduale, come Cristo che aprì gli occhi al cieco, che prima vide gli uomini come alberi che camminavano, e poi, al tocco fresco della Sua mano, tutte le cose chiaramente; ma di per sé il cambiamento è rapido

(IV.) Un'opera compiuta in modo perfettamente compatibile con la libertà umana. Dio apre il cuore coinvolgendolo e inclinandolo a ciò che è buono. Il potere è Suo, ma l'atto è nostro. Gli uomini non sono spinti, ma disegnati. L'influenza divina non è compulsiva, ma attraente. Dio non apre il cuore come l'uomo aprirebbe un passaggio in un luogo fortemente fortificato, piantando una batteria contro di esso; ma "mettendogli la mano per il buco della porta", e allora "le nostre viscere si muovono per lui" (Cantici 1:4, v. 5; Osea 2:14 ; Romani 3:20)

(V.) Un lavoro interno. È vero, gli orecchi sono aperti all'istruzione, la bocca in preghiera e in lode, le mani in atti di giustizia e benevolenza, e gli occhi per vedere la natura odiosa del peccato e la gloria trascendente del Salvatore; Ma l'apertura del cuore precede tutto questo, ed è la causa di tutte queste aperture. La prima e principale opera di Dio è quella di conquistare il cuore: la prima e principale opera del peccatore è quella di dare il cuore a Lui

(VI.) Sebbene l'opera stessa sia invisibile, tuttavia i suoi effetti non lo sono. La grazia non si vede se non dai suoi frutti. Dove il cuore è cambiato, la condotta sarà cambiata. Nuovi doveri deriveranno da nuovi principi. Tre effetti benedetti dell'apertura del cuore di Lidia da parte di Dio sono qui menzionati

(1.) "Ella badava alle cose che erano state dette di Paolo". 2. Ha manifestato il suo rispetto per i comandamenti del nostro Salvatore facendosi battezzare immediatamente

(3.) Non appena ebbe ricevuto Cristo nel suo cuore, ricevette i Suoi amici nella sua casa; una porta si aprì, l'altra non rimase chiusa

(VII.) Un'opera duratura. Quando il cuore è aperto, Cristo ne prende possesso, e dice in effetti: Questo è il mio riposo: qui abiterò per sempre, perché l'ho voluto (Ebrei 13:5)

(VIII.) Un lavoro necessario. Come non possiamo essere salvati senza la morte di Cristo, così non possiamo nemmeno essere salvati senza l'opera dello Spirito. Più in particolare

1.) Satana; Quello spirito impuro aveva usurpato il dominio dei nostri cuori, ed è necessario privarlo del suo potere

(2.) Le nostre anime devono essere purificate, e questo viene fatto mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo

(3.) Il cuore deve essere aperto per essere abbellito e adornato di ogni grazia

(4.) Con tutti questi mezzi il Signore ci rende una dimora adatta per Lui. (B. Beddome, M.A.Gli ostacoli a una cordiale ricezione della verità evangelica: - Dobbiamo indagare...

(I.) Quali furono le cose che furono dette di Paolo? Non sarà privo di interesse, e spero non di istruttivo, fare un esame della dottrina del Vangelo, che può essere compresa sotto questi tre capi: la rovina di tutta l'umanità; la redenzione e la salvezza mediante Cristo Gesù; e la rigenerazione mediante lo Spirito Santo

(II.) Quali sono gli ostacoli a una cordiale ricezione delle verità del Vangelo? l. L'orgoglio nel cuore umano è un grande ostacolo. Questa disposizione malvagia opera non solo nei più vili degli uomini, ma in coloro che sono irreprensibili nella loro condotta esteriore, nella morale e nella decenza.

(2.) Il pregiudizio è un altro potente ostacolo. Non avreste pensato che gli Ebrei dell'antichità avrebbero creduto nel Salvatore e sarebbero stati da Lui istruiti sulla via del cielo, vedendo gli Ebrei compiere tanti miracoli come prova della Sua missione davanti ai loro occhi? Ma essi non ricevettero le Sue parole. E perché non l'hanno fatto? Si aspettavano un Messia trionfante

(3.) L'amore del peccato è un altro grandissimo ostacolo sulla via del ricevere cordialmente le verità del vangelo

(4.) Infine, l'amore del mondo è un altro grande ostacolo. Non diciamo che Lidia fosse amante del peccato e del mondo; perché è detto "adorava Dio"; ma non c'è dubbio che il suo cuore era pieno di pregiudizi ebraici contro la religione di Cristo; e in quello stato avrebbe continuato se il suo cuore non si fosse aperto così da prestare attenzione alle cose che erano state dette di Paolo

(III) Questo mi porta a chiedere, in terzo luogo, da chi e con quali mezzi questi ostacoli vengono rimossi, e quali conseguenze della loro rimozione? Può l'uomo rimuoverli da se stesso? No; poiché le Scritture, da un capo all'altro, dichiarano che egli non ha il potere di farlo. "Il Signore gli aprì il cuore, perché prestasse attenzione alle cose dette di Paolo". I mezzi di cui si serve il Signore sono molti. Ebrei apre il cuore; cioè, Ebrei infonde in esso un desiderio ardente di essere istruito in quelle verità divine e salvifiche del vangelo. C'è una verità che il nostro testo ci pone davanti e che vorrei imprimere nella vostra mente: è questa: che non dovremmo abbandonare la nostra adunanza nella casa di Dio, con l'idea di poter ottenere altrettanto bene a casa. Se Lidia non fosse andata alla casa di preghiera il giorno in cui si convertì, non avrebbe sentito allora, e forse mai affatto; e quindi avrebbe perduto l'inestimabile benedizione che il Signore le ha concesso nell'uso dei mezzi della grazia. (W. J. Kirkness, M.A.La potenza dello Spirito Santo esemplificata nella conversione di Lidia:

(I.) Da queste parole possiamo dedurre questa verità: che il cuore dell'uomo è naturalmente chiuso contro il vangelo. Non solo l'intelletto è ottenebrato, non solo la volontà si oppone alla verità, ma il cuore è chiuso contro di essa. "L'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio", ecc. Il Vangelo è rivolto alle nostre orecchie anno dopo anno; le verità, nella cui ricezione è implicata la nostra felicità sia per il tempo che per l'eternità, ci vengono presentate continuamente di nuovo; Possiamo, forse, arrivare al punto di dare loro il nostro assenso; informano la nostra intelligenza, ma non vanno oltre; Il cuore non ne è influenzato, e tutto il potere o il ragionamento degli uomini è assolutamente incapace di far sì che producano l'effetto desiderato. Se così non fosse, quanto sarebbe diverso l'effetto prodotto anche da un solo sermone! Una sola considerazione dell'amore di Cristo nel morire per noi avrebbe un'influenza così limitante sulla nostra vita, che d'ora in poi dovremmo arrenderci più facilmente al Suo servizio. Ma, sebbene il cuore dell'uomo sia naturalmente chiuso contro il vangelo, e sebbene nessun potere umano possa aprirlo, tuttavia possiamo osservare...

(II.) Che un potere divino è in grado di aprirlo. Era quello che si era esercitato per aprire il cuore della Lidia, o che San Paolo aveva predicato invano. L'opera di conversione non dipende dall'eloquenza umana, ma è tutta l'effetto di un'operazione divina sull'anima. Anche i mezzi che lo Spirito Santo usa per influenzare il cuore sono tanto vari quanto i modi in cui Ebrei lo apre: Dio non è mai a corto di strumenti per portare avanti i suoi disegni sia di provvidenza che di grazia. Gli Ebrei possono rendere efficaci gli strumenti più improbabili per la realizzazione dei Suoi piani, e dal male stesso può scaturire il bene. Ma, sebbene Ebrei non si limiti all'uso dei mezzi, tuttavia ci sono alcune ordinanze che Ebrei ha designato come canali speciali per trasmettere la Sua grazia all'anima. La preghiera, sia pubblica che privata, è una di queste ordinanze. Ma, sebbene questo potere sia solo di Dio, esso si esercita in modo perfettamente compatibile con la libertà umana; gli uomini non sono spinti, ma attirati; non forzati contro la loro volontà, ma resi volontari. L'influenza divina non è compulsiva, ma attraente

(III.) Gli effetti prodotti su Lidia quando il Signore le aveva aperto il cuore. "Ella badava alle cose che erano dette di Paolo". Non solo assistette alla sua predicazione, ma vi prestò attenzione. A coloro i cui cuori sono stati aperti dalla grazia divina per occuparsi delle cose che appartengono alla loro pace eterna, vorrei rivolgere una parola di esortazione. Considerate quanto grande è il debito di gratitudine che avete nei confronti della grazia che si distingue! (E. C. Wells, M.A.) Ci ha sentito.-Ascoltare e osservare la Parola di Dio:-

(I.) Come dovremmo sentirlo

(1.) Raccolta, lontana dalle distrazioni del mondo, Lidia uscì dalla città

(2.) Con il cuore consacrato dalla preghiera: Lidia andò a pregare

(3.) Con l'ansiosa attesa di ciò che il Signore darà: il Signore le aprì il cuore

(II.) Come dovremmo mantenerlo

(1.) Non accontentandosi di una mera impressione temporanea, ma camminando con il Signore in vera comunione di vita: Lidia fu battezzata

(2.) Sforzandoci di trasmettere agli altri la nostra fede appena acquisita: con Lidia, la sua casa è battezzata

(3.) Lavorare per pagare il nostro debito di gratitudine verso il Signore con l'amore altruistico verso il nostro prossimo: Lidia costrinse i suoi benefattori a venire a casa sua. (Lisco.) Al quale il Signore ha aperto il cuore.Una sera dell'estate scorsa mi trovavo a guardare i fiori bianchi e puri su una vite che circondava la veranda. Mi era stato detto che i boccioli che pendevano con petali chiusi tutto il giorno, ogni sera verso il tramonto si aprivano e mandavano una fragranza particolare. Il miracolo è stato più di quanto mi aspettassi. Una sensazione di silenzioso stupore mi possedeva quando vedevo un germoglio dopo l'altro, come sotto il tocco di una mano invisibile, ripiegare lentamente le foglie fino a riempire la vite di fiori perfetti, più belli e dolci. E dissi: "Se il dito di Dio posato su questi, i Suoi fiori, può fare questo in un modo che va oltre il potere dello studio umano di spiegare, lo stesso tocco divino, in modi che non conosciamo, non può fare altrettanto per i cuori umani? Fu nella quiete della sera, quando la luce sgargiante del sole estivo si era addolcita fino al crepuscolo, quando i canti degli uccelli erano cessati e le ombre si insinuavano sui campi, che si compì questo miracolo dei fiori. Chi può dire perché non hanno aperto prima della giornata? La pioggia del mattino e il sole del pomeriggio avevano nutrito la vite e reso tutto pronto per la consumazione, ma non apparve fino alla sera, e chi può descrivere allora la bellezza e la fragranza della rivelazione? I fiori ci insegneranno una lezione di paziente attesa e di santa fiducia per la benedizione imminente? Ci sono cuori per i quali abbiamo pregato a lungo, apparentemente chiusi ancora ad ogni influenza dello Spirito benedetto. Ma cerchiamo di avere pazienza. Forse dobbiamo aspettare fino a sera. Può darsi che questi cuori per il cui dispiegarsi preghiamo si aprano tardi; oppure possono aprirsi nel crepuscolo del dolore e della delusione, quando i canti cessano e le ombre si estendono sul sentiero molto prima che il giorno della vita sia finito. È vero, il parallelo non è perfetto. I fiori non hanno mai resistito alle dolci influenze dell'aria, del sole e della pioggia; i cuori possono resistere allo Spirito Santo e rimanere, forse, chiusi contro di Lui. Eppure, da questi dolci fiori possiamo certamente imparare una lezione di fede paziente. Le forze silenziose sono all'opera; il Dio che si prende cura dei fiori del campo si sta sicuramente prendendo cura di coloro per la cui vita perfetta in Lui preghiamo. Aspettiamo e vegliamo con Lui, senza sorprenderci né essere impazienti se ci vogliono anni di disciplina per portare un'anima peccatrice, dove per il tocco divino può essere trasformata in uno spirito glorioso e riscattato". (Giovanni Hall, D.D.Il cuore di Lidia si aprì:

(I.) La facoltà centrale su cui si realizza il grande cambiamento

(1.) Il cuore è il termine generico in cui includiamo l'intero fenomeno dell'uomo animale e spirituale. Metafisicamente concentra tutto ciò che appartiene alla natura fisica, emotiva e intellettuale. Nella sua accezione scritturale, il cuore è lo stato normale che condiziona le relazioni dell'uomo con Dio. Che cos'è che l'uomo è. "Come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è". 2. Il cuore, quindi, è la forza dell'uomo che più ha bisogno di essere cambiata

(1) Le tendenze, le idiosincrasie e persino le aberrazioni morali possono essere arrestate e dominate dalla cultura. Il cuore non supera mai la sua intrinseca depravazione. Il selvaggio dipinto e il saggio erudito sono rampolli della stessa stirpe. "Nati nel peccato", dobbiamo nascere di nuovo

(2) Allora, inoltre, per un motivo momentaneo o egoistico l'uomo cederà a Dio i suoi beni più costosi, mentre trattiene il suo cuore. "Israele ha dimenticato il suo Creatore e costruisce templi". (3) Cambiare il cuore, quindi, non è semplicemente emendare la vita; perché la vita, come nel caso del giovane governante ricco, può essere superficialmente corretta mentre il cuore è completamente falso. Per la stessa ragione non può trattarsi di un mero cambiamento intellettuale, come un nuovo modo di pensare a Dio, o alle Sue pretese; né ancora nella sensibilità vivificata della coscienza nella sua esteriore riverenza per la verità; tutte cose perfettamente congrue con l'alienazione del cuore da Dio

(3.) La nuova nascita è l'avvento alla vita di ciò che prima non esisteva. La redenzione attraverso Cristo è, potenzialmente, la ricreazione dell'ordine divino perduto nell'anima, il ri-ingresso di Dio nell'uomo, e la Sua intronizzazione sulla volontà e negli affetti come l'unico Signore supremo

(4.) Tutti gli uomini hanno bisogno di questo cambiamento e devono sperimentarlo solo perché sono uomini. Non c'è differenza nel peccato che vizia e condanna, e l'uomo non deve invocare alcuna esenzione sulla base della nascita o della formazione, per non chiudersi fuori dal regno di Dio

(II.) Il metodo di questo cambiamento. Nota

1.) La sua fonte soprannaturale. La rigenerazione è un'opera operata dal potere divino sull'anima individuale. Può essere simulato, ma non può essere fabbricato da nessuna arte dell'uomo

(1) Ci sono due teorie contro le quali questa dottrina è una dignitosa protesta, vale a dire: (a) Che l'uomo è un santo embrionale per cominciare. Un germe di ogni bontà è ripiegato dentro di noi, aspettando solo circostanze favorevoli per fiorire in una vita devota. (b) Che la vita religiosa dipende dall'educazione. C'è in tutti noi la capacità di diventare buoni, e il compito dell'educazione è quello di coltivarla: l'albero fruttifero può non produrre mai frutti, ma questo è un incidente; Quindi un uomo può essere virtualmente buono, ma mai effettivamente a causa di un addestramento difettoso

(2) Ma queste teorie hanno a che fare con la natura umana ideale e non con la natura umana così com'è. (a) Lungi dall'avere il germe di natura santa, le Scritture dichiarano che siamo nati nel peccato, una dichiarazione corroborata dalla coscienza. Ogni crescita, quindi, è una crescita nel male. Sotto le influenze parentali più benigne, questa erbaccia nociva è spuntata come se fosse originaria del suolo. (b) L'educazione è un grande potere, ma non può essere correlata con le forze dell'Onnipotenza. Tutto il semplice dispiegarsi delle facoltà latenti riguarda solo l'animale e l'intellettuale; non crea né facoltà né disposizione

(2.) I suoi vari metodi. Il Signore ha "aperto" il cuore di Lidia. Il lavoro è stato svolto in silenzio mentre il giovane germoglio primaverile viene aperto dal sole del mattino. Nel caso del carceriere, lo stesso lavoro viene svolto in tumulto. Avere a che fare con la sua sensibilità pietrificata come con la dolce serenità della natura femminile di Lidia sarebbe stato cercare di scalpellare il marmo con i raggi del sole. Alla mente maschile il vangelo si rivolge con successo soprattutto come si rivolge all'intelletto, e così elabora i suoi risultati attraverso la logica. Alla mente femminile e più fine piacerà con successo soprattutto come fa appello alle simpatie, alle suscettibilità morali, alla delicata estetica della natura umana

(3.) I suoi frutti immediati. Lydia

(1) "Assistito", ecc. Se prima era svogliata, o solo curiosa, ora è sveglia

(2) Ha preso su di sé e sulla sua casa la professione della fede cristiana. Uno spreco di energia ci viene incontro qui. Non sono poche le persone stimabili che rifiutano di incarnare la loro fede nella fratellanza cristiana. Se Lidia fosse tornata da Tiatira, decisa a mantenere segreta la faccenda, confidando nella lealtà della coscienza e nell'integrità dei suoi sentimenti, è probabile che avrebbe fallito. Non possiamo stare soli nella pericolosa lotta di una carriera religiosa; e se potessimo, non potremmo onorare Cristo se rifiutassimo di prendere la Croce. E meno di tutto possiamo aiutare a sostenere il fardello che Dio ha posto sui nostri simili come fiduciari per la salvezza del mondo, se neghiamo loro la simpatia e il patrocinio del nostro sostegno professionale. La Chiesa viene meno, non perché è in grado di fallire nelle sue risorse, ma perché gli uomini rifiutano di consacrare al suo servizio ciò che è già suo. (J. Burton.) La riforma ideale:

(I.) Questa è una riforma attuata nel centro dell'esistenza. Non si trattava di una riforma su pergamena, ma di una riforma delle sorgenti dell'attività. Se il cuore viene cambiato, tutte le emozioni, gli scopi e le attività della vita saranno cambiati

(II.) Questa è una riforma che ha avuto origine nell'arbitrio divino. "Il Signore ha aperto".

(III.) Questa è una riforma che ha portato l'anima al più alto discepolato. "Ella badava alle cose che si dicevano di Paolo". Divenne allieva alla scuola di Cristo. (Omileta. Supponete ora che sia mezzanotte, e il sole agli antipodi: egli non sale subito all'altezza del nostro cielo, e non lo fa a mezzogiorno; ma prima è il crepuscolo, poi sorge il giorno, e il sole sorge, e tuttavia guarda con occhi più deboli prima di risplendere in tutta la sua gloria. Oggi non sudiamo con l'estate, e domani non siamo scossi dalla furia dell'inverno; ma si presenta con ritmi morbidi. Ora, è verissimo che Cristo è in grado, in un attimo, dei peccatori sulla terra di rendere santi gli uomini in cielo, come gli Ebrei operarono sul malfattore morente. Alcuni possono fare salti improvvisi, e i peccatori furiosi diventano in un batter d'occhio zelanti professori. Di costoro possiamo essere caritatevolmente gelosi; la santità non spunta, come la zucca di Giona, in una notte. Dio è il Dio dell'ordine, non della confusione; e la natura non è tollerata per esaurire un estremo nell'altro, ma da un medium. Quel modo ordinario per cui gli uomini camminano dallo stato di peccato allo stato di gloria è lo stato di grazia. Così la nostra conversione avviene per inizi morbidi e poco sensati, anche se non parte dopo parte, grado dopo grado in ogni parte, per dolce immersione nella bontà in ogni grado, per crescere fino alla maturità e alla maturità. (T. Adams. Le operazioni impercettibili della grazia: - Le operazioni più grandi, sia nella natura che nella grazia, sono le più silenziose e impercettibili. Il ruscello poco profondo gorgoglia nel suo passaggio ed è udito da tutti, ma l'avvicendarsi delle stagioni è silenzioso e invisibile. La tempesta infuria e allarma, ma la sua furia si esaurisce presto e i suoi effetti sono parziali e presto rimediati; ma la rugiada, sebbene gentile e inudibile, è immensa in quantità e nella vita stessa di grandi porzioni della terra. E queste sono le immagini delle operazioni della grazia nella Chiesa e nell'anima. (R. Cecil.Il cuore di Lidia si aprì: fu aperto come le porte di una chiusa di canale. È con l'acqua che entra segretamente sotto, e che gradualmente si gonfia all'interno, che alla fine le porte a soffietto si lasciano aprire; Finché l'acqua preme dall'alto e dall'esterno, la pressione tende a chiudere più saldamente i cancelli, piuttosto che ad aprirli. Lo sguardo si mantiene vuoto, e resiste all'offerta dell'acqua per entrare. Ma quando l'interno è quasi riempito da canali segreti, allora la resistenza cessa e le porte si spalancano. Ah, molti cuori vuoti resistono all'offerta di misericordia di Dio; L'offerta di quella misericordia chiude piuttosto la porta più saldamente! Ma quando, segretamente, una grazia si fa strada e ne segue altre, e lo spazio vuoto si riempie gradualmente, allora l'inimicizia scompare, e tutta l'anima si apre a Cristo. (W. Arnot, D.D.Il cuore di Lidia si aprì:

(I.) Cuore aperto. Il Signore aprì il suo cuore nel modo ordinario, senza dubbio, per l'opera invisibile dello Spirito Santo. Ebrei 50 'aveva aperta per tutto il tempo, mentre lei lo aveva servito tenendosi vicina alla luce con la stessa rapidità con cui le era stata rivelata. Lo Spirito Santo è sempre davanti a noi quando cerchiamo di trovare la nostra via d'uscita verso un chiaro dovere

(II.) Il cuore aperto porta invariabilmente alla mente aperta. L'ingresso della Parola Divina dà luce. Così Lidia "badò" a ciò che l'apostolo le aveva detto. Lo Spirito Santo continuò la Sua opera. Sembra che Lydia abbia rinunciato alle sue convinzioni all'istante senza cavilli

(III.) La mente aperta ha portato la bocca aperta. Dall'abbondanza del suo cuore la sua bocca parlò. Lidia riconobbe pubblicamente senza esitazione la fede che ora accettava. Non perse tempo in una sciocca ricerca di sé alla ricerca di quelle che alcuni chiamano prove speciali. Sapeva di credere in Gesù Cristo ed era pronta a dirlo

(IV.) La mano aperta ha portato la casa aperta. La "Figlia di Tiro" era lì "con il suo dono". L'ospitalità era la forma di utilità immediata che Lydia scelse. Forse non era alla sua portata fare cose magnifiche, ma faceva "quello che poteva". Conclusione:1. Queste, dunque, erano le prove della grazia che lo Spirito Santo diede istantaneamente a questa donna di Tiatira. Non c'era nulla di sottile o misterioso in loro; chiunque potrebbe averli; chiunque potrebbe conoscerli se li avesse

(2.) E, con queste cose davanti a noi, è facile imparare che cosa sia la crescita nella grazia, è l'aumento nell'apertura del cuore, della mente, della bocca, della mano e della casa, la crescita nella stessa vita semplice che è iniziata. E più grazia è solo gloria; e più gloria è il cielo. (C. S. Robinson, D.D.Il cuore si aprì: - Benché soffrisse fin dall'infanzia di estrema miopia, Ampère, il celebre filosofo francese, non si rese conto di questo difetto fino a quando non fu risvegliato al senso dalla seguente circostanza. Viaggiando, all'età di diciotto anni, in una delle più belle parti della Francia, gli capitò di prendere in mano l'occhiale di un compagno di viaggio, e scoppiò in lacrime di meraviglia e di gioia alla prima scoperta che gli fu fatta all'improvviso della bellezza e della magnificenza della natura. Prima, quando sentiva gli altri parlare con entusiasmo della bellezza di un particolare scenario, non riusciva a capire cosa significassero, e pensava che dovessero essere in preda a una strana illusione. Ma ora si sentiva come se fosse stato improvvisamente dotato di un nuovo senso e potesse dire, come il cieco nel racconto del Vangelo dopo essere stato restituito alla vista: "Una cosa so: che mentre ero cieco, ora vedo". Questo episodio offre un'illustrazione sorprendente della breve ma enfatica descrizione data della conversione di Lidia, "il cui cuore il Signore aprì".Il grande preliminare: -

(I.) Il cuore di Lidia era chiuso, il che significa che c'è un'indisposizione naturale verso le cose di Dio. l. Un'indisposizione non incompatibile con molte cose belle e di buona reputazione. Ciò non implica, naturalmente, abitudini di peccato o uno spirito di frivolezza. Queste cose possono essere o non essere. Le inclinazioni variano: quello che è il piacere di un uomo sarebbe il dolore di un altro. Sotto la rispettabilità dell'uomo morale, sotto l'affetto dell'uomo amabile, sotto l'adorazione dell'uomo esteriormente religioso, può nascondersi una ripugnanza per Dio; la ferma determinazione di non venire a stretto contatto con quella spada dello Spirito che deve trafiggere e ferire prima che possa guarire in sicurezza. Cristo bussa alla porta, ma essi non si alzano per Lui, né Lo lasciano entrare. Non si aprono a Lui perché sono abbastanza illuminati da conoscere le Sue condizioni, e abbastanza onesti con se stessi da decidere contro di essi

(2.) E senza questa precisa ragione per non amare Cristo, ci sono altre influenze all'opera nel mantenere la porta del cuore chiusa contro di Lui

(1) In uno c'è uno spirito di leggerezza che rende fastidiosa ogni seria riflessione: egli vorrebbe divertirsi finché può: "quando avrò un momento conveniente", in altre parole, quando verrà il dolore, o la malattia, o la prossima prospettiva della morte, allora Ti chiamerò

(2) E senza alcuna risoluzione di questo tipo, c'è nel cuore una forza di procrastinazione pratica che è sufficiente di per sé a mantenere il cuore chiuso contro Cristo: la stessa assenza di risoluzione contro di Lui aiuta l'esclusione pratica. Un uomo è così vicino al cristiano che scrive se stesso non lontano dal regno, capace in qualsiasi momento con un solo passo di attraversarlo. Così anche lui ha il cuore chiuso; un cuore chiuso dall'idea stessa della sua apertura

(3) C'è poi il caso di coloro che "imparano sempre e non possono mai venire alla conoscenza della verità". Ci sono alcuni che, con un vero desiderio di essere salvati, non riescono mai a cogliere la semplicità della salvezza di Cristo. Con un miscuglio di cose vere e false, un'inversione di verità importanti, un miscuglio di condizioni con il vangelo della grazia gratuita, sono stati così perplessi che l'opera della fede è stata impossibile: stanno in disparte, desiderando e aspettando, invece di prendere il regno di Dio, come dice nostro Signore, con la forza, e insistere su di esso con una risoluta convinzione. Oh, se una voce risuonasse nel profondo di quell'anima: il Vangelo è questo: non che se tu farai qualcosa, Dio farà il resto; ma che, così come sei, Dio ti ama, e che l'opera della tua salvezza è già compiuta per te in Cristo. Prendete Dio in parola: credetegli quando Ebrei dice che gli ebrei hanno posto tutti i vostri peccati su Cristo: provate l'esperimento di venire a lui su questa base; E a te si adempirà la promessa nell'atto stesso di stendere la mano, sarà data la forza; nel ricevere il lieto annuncio sarà tolto il cuore di pietra, e un cuore di carne lo sostituirà; dal vangelo, non prima davanti, scaturirà il ravvedimento e la riconciliazione. e il cuore chiuso contro ogni altra cosa cederà all'intima chiamata di un'espiazione già fatta e di una pace già acquistata

(II.) Il cuore di Lidia si aprì. Questa apertura è attribuita al Signore, che agisce per mezzo di Colui che Ebrei aveva promesso di inviare dal Padre. I metodi di questa apertura sono vari come gli agenti di Dio e gli attributi di Dio. Nel caso in esame, la prima udienza è stata sufficiente. Ed è stato così per altri. Più spesso, forse, l'apertura è graduale. Questi cuori sono molto ostinati. Se Dio avesse dato una sola possibilità, chi potrebbe essere salvato? Ma gli Ebrei che faranno qualsiasi cosa per la nostra salvezza, eccetto quell'unica cosa che la vizierebbe del tutto, cioè una costrizione alla conversione; che Dio è paziente con noi, e tenta molti mezzi: a volte un improvviso afflusso di benedizione ha portato con sé un intenerimento del cuore e un volgere di tutto l'uomo a rendere grazie e a glorificare il suo Benefattore: a volte la disciplina della vita nel suo aspetto più severo ha operato riflessione, e dolore per il peccato, e invochi Dio con fervore. Queste cose sono tutte diverse. Ma, in mezzo a tutti, una cosa non cambia. C'è uno Spirito Divino che opera il grande cambiamento ovunque esso venga operato; che da solo tocca la sorgente stessa dell'essere, e vivifica l'anima morta alla novità della vita (Dean Vaughan.) Che si occupasse delle cose che erano state dette di Paolo.-L'attenzione richiesta dal vangelo: -Deve essere...

(I.) Candido. Il predicatore del Vangelo non dovrebbe essere pregiudicato. Sia ascoltato con equità e la sua dottrina sia pesata con imparzialità sulla bilancia del santuario. Il popolo di Berea è lodato per questo motivo

(II.) Serio. La parola presenta alla nostra mente gli argomenti più seri del mondo. La morte e il giudizio, il paradiso e l'inferno, sono cose serie

(III.) Devoto. Troppe persone, nell'udire, non guardano oltre gli uomini e le parole degli uomini; e se sono contente, è con i sentimenti, la voce o i modi del predicatore; ma noi dovremmo ascoltare la Parola di Dio come la Parola di Dio, e se lo facciamo sarà con riverenza dell'anima

(IV.) Diligente. Non è una questione di poco conto quella che rappresenta per noi; è per la nostra vita, e quindi dovrebbe essere considerato con il massimo vigore ed energia della nostra anima

(V.) Credente. È la testimonianza di Geova e richiede il massimo credito. La Parola non può giovare alle nostre anime se non è "mescolata con la fede" (Ebrei 4, 2). Viene proposta "per l'obbedienza della fede" (Romani 16:26) e, quando viene obbedita, diventa la potenza di Dio per la nostra salvezza

(VI.) Gioioso. Il vangelo è la buona novella; proclama il perdono; e se questo è veramente creduto, deve suscitare gioia. Lo fece in tutti i primi convertiti al cristianesimo (CAPITOLO viii. 5-8, xvi. 34; 1; Tessalonicesi i. 6)

(VII.) Pratico. E dove è veramente accolto, non può mancare di operare con l'amore. Un vero credente è un operatore della Parola (Versetto Giacomo 1:22). (G. Burder.)

15.) Ella fu battezzata e la sua casa.-Battesimo dei bambini:-

(I.) Benché il battesimo dei bambini sia stato praticato fin dai primi giorni, ci sono alcuni che ne negano l'autorità scritturale

(1.) Atti a prima vista la loro posizione sembra essere forte, quando dicono: "Dov'è un comando per questo?" In risposta a ciò è sufficiente dire che i cristiani considerano molte cose come molto importanti per il loro sostentamento, per il cui sostegno non si può pretendere una tale autorità. Dove sta scritto: "Così dice il Signore: I cristiani devono osservare il giorno della risurrezione del Salvatore"? oppure: "Così dice il Signore: Le donne devono ricevere la Comunione"? oppure: "Così dice il Signore, il popolo cristiano deve avere la preghiera familiare, e istituire scuole domenicali, e sostenere le società missionarie"? 2. Si insiste anche sul fatto che nessuno dovrebbe essere battezzato se non crede, e che come i bambini sono incapaci di credere, così anche loro sono soggetti impropri del battesimo (versetto Marco 16:16). L'iniquità di una tale conclusione può essere dimostrata in vari modi

(1) Prendete l'ingiunzione dell'apostolo: "Se uno non vuole lavorare, non mangerà" (2; Tessalonicesi iii. 10). San Paolo intende estendere questo ai neonati, o ai malati o agli anziani? Chiaramente no. Ebrei sta parlando solo di coloro che sono in grado di lavorare. E così, anche, il linguaggio del nostro Salvatore riguardo ai soggetti del battesimo non dovrebbe essere applicato a nessuno se non a coloro che possono esercitare la fede e che godono del privilegio di essere istruiti nel loro dovere. Il caso dei neonati non è in alcun modo collegato a questi passaggi

(2) Ancora, se questo prova che i bambini non devono essere battezzati, prova anche che non possono essere salvati. Non c'è bisogno di dire che il senso chiaro e indubbio del passaggio respinge una conclusione così mostruosa. Nostro Signore stava annunciando che la porta d'ingresso al Suo regno era ora spalancata a tutti coloro che sceglievano di entrare; ed Ebrei pone la fede e il battesimo come due condizioni distinte della salvezza. Ci si aspetta che gli adulti, che sono in grado di credere, portino questa qualifica; Ma non si cerca nei bambini, che non possono esercitare la fede. Il battesimo è una forma solenne di adozione nella famiglia di Dio, la Chiesa. Questo per quanto riguarda le obiezioni popolari contro la pratica del battesimo dei bambini

(II.) Vediamo, ora, cosa si può dire al riguardo

(1.) Affermiamo che è giusto e appropriato battezzare i bambini, perché essi sono naturalmente inclusi nell'ampio mandato che il nostro benedetto Signore ha dato ai Suoi apostoli (Versetto Versetti Versetti CAPITOLO Matteo 28:19). Supponiamo che le autorità competenti di questo paese emettano un ordine che venga fatto un censimento: chi vi sarebbe incluso? Avrebbe semplicemente abbracciato gli adulti, o avrebbe dato conto anche del numero dei bambini? E così, quando il nostro Salvatore manda i Suoi servitori a portare tutte le nazioni in alleanza con il loro Creatore e Redentore, la costruzione più naturale dell'incarico fa sì che esso includa sia i vecchi che i giovani. Aspettarsi che nel promulgare il Suo patto gli Ebrei facciano menzione dell'infanzia o degli anni dell'età adulta sarebbe un'assurdità. Il fisico e il personale non hanno nulla a che fare con il patto spirituale

(2.) Che nostro Signore consideri con favore l'introduzione di bambini in alleanza con Lui si vede dal fatto che gli Ebrei mostrarono tale gentilezza verso di loro durante il Suo soggiorno sulla terra (Matteo 19:13 ; Luca 18:15 ; Marco 10:13-16). L'espressione "Regno di Dio" significa la Chiesa. E ogni parola del passo appena citato non va forse a dimostrare che il nostro Salvatore considerava i bambini piccoli come soggetti adatti per il Suo regno? Erma, che scrisse durante l'età apostolica, osserva: "Tutti i bambini sono apprezzati dal Signore, e stimati prima di tutto". 3. Siamo obbligati a credere che i bambini hanno diritto al privilegio del santo battesimo, perché sono chiaramente inclusi nelle promesse (ii. 38, 39). Gli ebrei che udirono queste parole di San Pietro erano sempre stati abituati a far godere ai loro figli i privilegi dell'appartenenza alla Chiesa; E se il suo scopo era quello di dire loro che questa regola doveva essere cambiata, questo era un modo molto curioso di farlo! E il cristianesimo avrebbe progredito lentamente se avesse chiuso le sue porte più completamente di quanto avesse fatto il giudaismo! 4. Gli apostoli battezzarono intere famiglie. Non molto tempo dopo il battesimo della casa di Lidia, fu battezzata quella del carceriere (31, 32). Ecco un articolo del diario di San Paolo: "Battezzai la casa di Stefana" (1Corinzi 1:16). La versione siriaca del Nuovo Testamento, che fu completata all'inizio del II secolo, rende il riguardo a Lidia e alla sua casa come il battesimo di Lidia e dei suoi figli. E così anche nel caso del carceriere e della sua casa, e della casa di Stefana

(5.) Anche coloro che sono più contrari al battesimo dei bambini concordano sul fatto che quando questi piccoli innocenti muoiono sono degni di essere ricevuti in cielo. E se è adatto per la Chiesa trionfante, perché non per la Chiesa militante? 6. Notate la somiglianza che il battesimo dei bambini ha con la circoncisione. Con questo rito, i bambini, all'età di otto giorni, tutti inconsapevoli di ciò che era stato fatto per loro, venivano portati in alleanza con Dio. Quando, nel corso della Divina Provvidenza, il sigillo della circoncisione fu cambiato in quello del battesimo, il sacramento cristiano sanzionò tutto ciò che il rito ebraico avrebbe assicurato, se avesse continuato ad essere osservato. La conclusione segue, quindi, nel modo più naturale, che come i bambini sono stati resi membri della Chiesa di Dio sotto la vecchia dispensazione, hanno diritto allo stesso privilegio sotto la nuova dispensazione.

(7.) Entriamo nella nostra protesta contro coloro che si oppongono al battesimo dei bambini, e insistiamo sul fatto che è una pratica in accordo con la volontà di Dio, perché non è proibita da nessuna parte. La Parola di Dio comanda forse che i figli siano esclusi dal Suo regno? E quando ricordiamo che il diciannovesimo ventesimo del mondo cristiano pratica il battesimo dei bambini, è probabile che il ventesimo possa avere ragione? 8. Fu praticato nella Chiesa dai tempi degli apostoli, per un periodo di quasi millecinquecento anni, senza una voce dissenziente. L'unica questione riguardo al battesimo dei bambini che sia mai sorta nei primi tempi del cristianesimo era se, poiché il battesimo aveva preso il posto della circoncisione, dovesse essere rimandato all'ottavo giorno. (J. N. Norton, D.D.Religione familiare: - Il Vangelo adempie la sua missione più nobile nel santificare le relazioni generali della vita familiare. Alla prima introduzione del cristianesimo in Europa, intere famiglie vengono riunite nell'ovile. Lidia e la sua casa, il carceriere e tutti i suoi appartenenti, sono battezzati in Cristo. D'ora in poi il culto delle case gioca una parte importante nell'economia divina della Chiesa. Come nei primi tempi il patriarca era il sacerdote riconosciuto del suo clan, così nella Chiesa cristiana il padre di casa è il centro divinamente costituito della vita religiosa della sua famiglia. La religione di famiglia è il vero punto di partenza, il fondamento più sicuro della religione delle città, delle nazioni e degli imperi. La Chiesa nella casa di Filemone cresce nella Chiesa di Colossa (Filemone 2); la Chiesa nella casa di Ninfa diventa la Chiesa di Laodicea (Colossesi 4:15); la Chiesa nella casa di Aquila e Priscilla si perde nelle Chiese di Efeso e di Roma (1Corinzi 16:19 ; Romani 16:5). (Bp. Lightfoot.) Entra nella mia casa e dimora lì.- L'origine dell'ospitalità cristiana: - Abbiamo qui il primo esempio di quell'ospitalità cristiana che fu così enfaticamente ingiunta e così amorevolmente praticata nella Chiesa apostolica (Ebrei 13:2 ; 1Timoteo 5:10). La frequente menzione delle "schiere" che diedero rifugio agli apostoli (Romani 23, ecc.) ci ricorda che conducevano una vita di stenti e povertà, ed erano i seguaci di Colui per il quale "non c'era posto nell'albergo". Il Signore aveva detto ai Suoi apostoli che, quando entravano in una città, dovevano cercare "quelli che ne erano degni" e dimorare con loro. La ricerca a Filippi non fu difficile. Lidia li invitò e non ammise alcun rifiuto, e la loro "pace era su quella casa". Così il vangelo ottenne una casa in Europa. (Dean Howson.)

16-25. Una certa damigella possedeva uno spirito di divinazione.Le parole, letteralmente, sono come a margine, uno spirito di Pitone, o, come dicono alcuni Manoscritti, uno spirito di Pitone. Il Pitone era il serpente adorato a Delfi, come simbolo di saggezza, da cui le sacerdotesse Pitiche e Apollo, succedendo al potere oracolare del serpente, presero il loro appellativo distintivo. Il fatto che San Luca, che nel suo Vangelo descrive fenomeni simili come provenienti da d&ae;monia, "spiriti maligni", "spiriti impuri", dovrebbe qui usare questa descrizione eccezionale, sembra implicare o che questo fosse il modo in cui il popolo di Filippi parlava della fanciulla, oppure che egli riconoscesse nel suo stato fenomeni identici a quelli delle sacerdotesse di Delfi, le distorsioni selvagge, le grida stridule, la follia di un'ispirazione malvagia. Alla maniera delle sibille, delle maghe e dei chiaroveggenti di altri tempi, la fanciulla, che Agostino descrive come una f&ae;mina ventriloqua - l'espressione che probabilmente esprime i toni peculiari caratteristici dell'isteria - era considerata come dotata del potere di divinare e predire ("la divinazione", distinta da "profetizzare", esprime esattamente la forza del verbo greco), e le sue grida selvagge furono raccolte e accolte come oracoli. Plutarco ("de Defect. Orac., p. 737) ) parla del nome Python come applicato comunemente, ai suoi tempi, ai "ventriloqui" di questo tipo. Poiché era una schiava, i suoi padroni barattavano la sua presunta ispirazione e facevano in modo che la ragazza, che la preghiera e la quiete avrebbero potuto riportare alla sanità mentale, desse risposte a coloro che cercavano una guida oracolare nelle perplessità della loro vita. (Dean Plumptre.) Paolo e la damigella di Filippi:

1.) Nessuno può portare una tale testimonianza della vera natura del bene come gli spiriti cattivi. Come potevano predicare gli angeli caduti! Potevano parlare della bontà con tutta la vivacità che deriva dal contrasto consapevole. Non potrebbe dire molto dell'amicizia chi l'ha perduta? Non potrebbe parlare con tenerezza di casa chi l'ha abbandonata? Così lo spirito che ha conosciuto Dio e si è allontanato da Lui potrebbe parlare con pathos toccante dell'anima della salvezza. Ma il cristianesimo non avrà tale servizio. La povera fanciulla disse il vero, ma la sua collaborazione fu rifiutata. Il diavolo non può avere parte o sorte nel servizio cristiano. Ebrei non c'entra! Anche se la sua parola è vera, il suo tono è sbagliato. Cosa avrebbe potuto fare Paolo con questo aiuto! Come avrebbe potuto rivolgersi a tutti coloro che tenevano in cattività la ragazza infatuata e dire loro: "È nostra alleata; Ella conosce la verità e non ha paura di proclamarla". Queste tentazioni non sono prive di forza; Ma la verità, essendo detta dal diavolo, non deve essere ricevuta da tale autorità, perché l'autorità non si fermerebbe lì. Non avere nulla a che fare con lui. "Resisti al diavolo, ed egli fuggirà da te". Vediamo da tali episodi la purezza e la nobiltà della mente apostolica e l'indipendenza della verità. Nelle mani degli apostoli la verità non è andata a mendicare il patrocinio. Quando la Chiesa rifiuterà il denaro dell'uomo malvagio? Lo stesso tipo di aiuto fu offerto a Cristo, ma gli Ebrei non lo accettarono mai

(2.) La ragazza aveva padroni che ne traevano profitto. È possibile che alcuni di noi siano sotto l'influenza di "padroni" malvagi. È nella natura dell'egoismo fare schiavi. Gli uomini più anziani e più furbi potrebbero fare esperimenti sulla tua giovinezza verde. Cristo ci vuole tutti liberi. "Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi". 3. "E quando i suoi padroni videro che la speranza dei loro guadagni era svanita-"L'uomo cattivo ha una sfera più ampia in cui fare soldi di quella che ha l'uomo buono. Pensate a quello che stavano facendo! Vivere su questa damigella sconcertata. Tali uomini venderebbero la stessa Chiesa di Dio e contaminerebbero i morti per denaro. Non crediate che si tratti di un caso antico; è l'opera di oggi. Non c'è luogo di arresto nell'egoismo se non la distruzione stessa dell'universo. Cominciate, dunque, presto a resistere al diavolo. "Non è tutto oro quello che luccica". Ci sono alcune monete che le dita oneste non osano toccare. Non chiamatevi poveri se oggi avete la cena che vi aspetta. Questa è una prova che anche voi pranzerete domani. "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte". I padroni astuti, mercanti di superstizione e ciarlataneria, possono vedersi togliere le damigelle che portano via il loro guadagno, ma coloro che fanno banca in cielo hanno effetti inesauribili

(4.) Guardate lo spirito dei padroni della damigella (19, ecc.). Che bugiardi erano! Non hanno detto una parola sui "guadagni". Ecco il crimine di oggi, di lavorare per un motivo e cercare di ottenere credito per un altro. Non odiamo forse a volte un uomo, e gli facciamo ogni sorta di male, e poi diciamo che non abbiamo gelosia personale, ma ci preoccupiamo di qualche grande questione o di un bene pubblico? Eppure ci sono persone che disdegnano completamente l'idea del peccato originale! Il Vangelo non avrà alcuna finzione, riserva mentale o obliquità morale. Insisterà nel tentare tutto il nostro lavoro per la piazza e il piombino del cielo. (J. Parker, D.D.) La damigella indovina a Filippi:

(I.) Testimonianza vera da un ambiente discutibile. Questa testimonianza era vera come se fosse stata pronunciata da un angelo. Ma il testimone era sotto l'influenza di un diavolo, e i servitori di Dio non hanno bisogno della sua lode né a favore di se stessi né per la loro opera. Ma che cosa poteva indurre questa donna a rendere questa vera testimonianza? 1. Forse la speranza di ottenere un guadagno. Potrebbe pensare che Paolo l'avrebbe ricompensata per la sua proclamazione pubblica

(2.) Un desiderio di conciliazione. Lo spirito maligno, temendo l'espulsione, avrebbe potuto indurla a rendere questa testimonianza in modo da ottenere il favore

(3.) Il desiderio di aumentare la sua autorità e aumentare il suo successo. Vide evidenti segni della divinità della loro causa; e proclamando questo può aver sperato di acquistare una reputazione più alta per essere ispirata

(4.) La speranza di portare discredito sulla causa di Dio. Lo stratagemma potrebbe indurre il popolo a concludere che Paolo e Sila fossero in combutta con gli spiriti maligni

(1) Che c'è una via di salvezza. Semplice, sicuro, esclusivo

(2) Che c'è bisogno di mostrare in questo modo

(3) Che l'opera dei servitori di Dio è di mostrarlo

(II.) Efficace esorcizzazione da parte di un apostolo ispirato. Paolo era addolorato

1.) Vedere un essere umano vittima del potere demoniaco. Molti simili luoghi tristi sono ancora da vedere. I demoni avarizia, ambizione, orgoglio, invidia e sensualità possiedono le anime degli uomini e governano nei loro cuori. Chi può vederli e non essere addolorato? 2. Vedere il disegno maligno con cui è stata resa la testimonianza. La ragazza era solo lo strumento del diavolo, il cui disegno poteva essere quello di gettare discredito sul cristianesimo; e che potrebbe anche mirare a eccitare l'autocompiacimento di Paolo

(3.) Per vedere i sordidi motivi dei padroni di questa ragazza. A loro non importava come la sua natura fosse degradata, o come il popolo fosse stato imposto, se solo i loro fini mercenari fossero stati esauditi. Molti sono ancora altrettanto senza scrupoli. Mentiranno, imbroglieranno e venderanno corpo e anima per guadagno

(III.) Persecuzione maligna da parte di mercenari delusi (Versetto 20-22). Se non vuoi far infuriare un uomo egoista, non ostacolare i suoi guadagni, altrimenti ti perseguiterà. La vostra impresa può essere di Dio, e ci possono essere segni evidenti di ciò, ma non si deve permettere che viva se ciò vanifica i suoi egoistici propositi

(IV) Misure illegali da parte delle autorità civili

(V.) Melodia di mezzanotte dei malati incarcerati (Versetto 25)

(1.) "Pregarono"

(1) per se stessi, affinché potessero essere sostenuti e liberati;

(2) per i loro persecutori, affinché possano essere perdonati e salvati; e

(3) per i loro nuovi convertiti, affinché possano essere rafforzati e stabiliti

(2.) "E cantarono lodi a Dio". La consapevolezza di aver fatto il bene rende l'uomo imperterrito nel pericolo, incrollabile nella sofferenza e trionfante nella tribolazione. (Giovanni Elstob.Il diavolo dell'avarizia:

(I.) Nel perseguimento del suo scopo. La mercenarietà, in verità, era il demone che la ispirava. Nel perseguire il suo sordido scopo scopriamo

1.) La prostituzione della mente. Le simpatie e i talenti di questa giovane donna erano consacrati all'avidità dei suoi padroni. Mammona assume sempre il genio del mondo per il suo servizio. Uno spettacolo più terribile di questo può essere a malapena assistito

(2.) La pratica della falsità. Questa donna fingeva di togliere il velo del futuro per denaro. Gli uomini costruiscono le loro fortune con le menzogne. Le bugie sono considerate la vita del commercio

(3.) Professione religiosa. Per imporsi agli spettatori, professava quasi una riverenza per gli apostoli. Forse aveva abbastanza preveggenza per vedere che la loro missione avrebbe avuto successo, e che la sua dichiarazione del loro successo avrebbe accresciuto la sua reputazione e aumentato la sua autorità. Ahimé! L'avarizia usa la religione per i suoi fini, indossa i suoi abiti, usa il suo vocabolario e si inginocchia davanti ai suoi eroi

(II.) Nella frustrazione del suo scopo (Versetto Versetti 18). Questo significa esorcizzare un personale spirito del male che si era impossessato di lei? O significa l'espulsione dello spirito del male da lei? Io propendo per quest'ultima opinione, e considero Paolo come colui che ha effettuato la sua conversione. Egli fece questo, come tutte le conversioni si compiono, "nel nome di Gesù Cristo", e subito, "nella stessa ora". Il cambiamento che Paolo aveva operato in lei ora interferiva con i guadagni dei suoi padroni. Osservare

1.) La vendicatività di questa avarizia frustrata (Versetto 19). Gli uomini egoisti si opporranno a qualsiasi impresa, per quanto divina, che interferisca con i loro guadagni. Gli interessi acquisiti sono i grandi antagonisti della verità ovunque

(2.) La sua ipocrisia. Hanno detto, questi uomini hanno interferito con il nostro traffico? Questa sarebbe stata la verità. No; Preferiscono una falsa accusa. Queste larve ferite sarebbero considerate eroi patriottici

(3.) Il suo potere. Questi ricchi avevano abbastanza potere per muovere la folla a loro favore e per comandare ai magistrati di fare il loro lavoro (22, 23). Tale era il potere che l'avarizia aveva a Filippi diciotto secoli fa, e tale è il potere, ahimè! che ha sempre maneggiato, e ancora maneggia. Può spostare magistrati e monarchi. "Il denaro risponde a ogni cosa", "e il suo amore è la radice di tutti i mali". (D. Thomas, D.D.Il salvataggio di uno schiavo: - Alcuni fatti connessi con-

(I.) Lo schiavo

(1.) Il potere con cui è stata influenzata

(2.) La professione che ha fatto

(3.) La testimonianza che ha reso

(II.) Gli apostoli

(1.) La loro tenerezza di cuore

(2.) Il loro grande potere

(3.) La loro abituale devozione

(III.) I proprietari

(1.) Il degrado della loro natura

(2.) La vendetta dei loro cuori

(3.) Il potere del loro odio. (H. J. Martyn.)

17 CAPITOLO 16

Atti 16:17

Questi uomini sono servitori dell'Iddio Altissimo e ci mostrano la via della salvezza.La confessione della ragazza: «Che cosa strana abbiamo qui! Il diavolo che predica il Vangelo, almeno a confermare la parola di coloro che lo predicavano. Come mai il principe delle tenebre poté sostenere in tal modo gli uomini che lavoravano per distruggere il suo regno? Come avrebbe potuto dare la sua testimonianza della verità di quel Vangelo mediante il quale il suo trono doveva essere sovvertito? Non era forse Satana a scacciare Satana e a contribuire al rovesciamento del suo dominio? No: la sua verità è stata un colpo da maestro di politica diabolica. Gli Ebrei dicevano la verità per contrastarla; per mettere Paolo e Sila e l'indemoniata sullo stesso piano, come se tutti fossero d'accordo: e se Paolo e Sila si fossero compiaciuti di questa testimonianza, e vi si fossero appellati, e avessero osservato al popolo che colei che aveva detto loro così giustamente molte cose che non avrebbero potuto scoprire, li aveva riconosciuti come servi di Dio e predicatori di salvezza, Avrebbe guadagnato un grande punto. Che la Pitonessa si identifichi una volta con gli insegnanti cristiani e possa insegnare, sotto il nome di cristianesimo, quelle cose che il diavolo ha spesso insegnato da allora, e le ha chiamate la via della salvezza. Il diavolo che confessa Cristo è infatti più pericoloso del diavolo che nega Cristo: perché confessa solo di opporsi. Ebrei confessa, e travisa, così che fa della dottrina di Cristo a volte una cosa e a volte un'altra; e tutto tranne quello che è veramente. A volte è la salvezza per merito dell'uomo, il cielo acquistato mediante il compimento di opere esteriori. In tal modo egli costruisce un fatale sistema di ipocrisia. Eppure c'è del vero in ciò che insegna. I lavori sono necessari; ma egli assegna loro un ufficio sbagliato, li mette al posto di Cristo, e così induce gli uomini a rifiutare quella via di salvezza, alla quale, per bocca della Pitonessa, egli ha reso testimonianza. Altre volte prende la via opposta; e con l'ostentazione di onorare Cristo insegna agli uomini a cercare la salvezza mediante una fede che non produce opere. Così la sua dottrina è - ciò che si vorrebbe fosse il suo regno - divisa contro se stessa: a volte è Cristo che richiede ciò che Dio non ha comandato; a volte è Cristo che permette ciò che Dio ha proibito, o ha proibito ciò che Dio ha permesso. Ahimé! questa confessione della Pitonessa, poiché non era del tutto il primo caso in cui Satana riconosceva Cristo, così non fu nemmeno l'ultimo per molti, molti esempi. E gli insegnanti cristiani sono stati troppo spesso ignoranti dei suoi stratagemmi, non avendo ricevuto la saggezza per scoprirlo, quando si trasformò in un angelo di luce. Paolo aveva questa saggezza. (J. Fawcett, M.A.Servire Dio: - In fondo alla navata dell'Abbazia di Westminster c'è un monumento eretto a un giovane filosofo ed ecclesiastico che nel suo breve spazio di vita, che durò solo ventun anni, fece scoperte scientifiche di un tipo sorprendente. Il suo nome era Jeremiah Horrox. C'era una cosa che sentiva avere sempre più diritto su di lui persino della scienza. Era quello di fare il suo dovere nell'umile sfera in cui si trovava; e quando fu alla vigilia di osservare il transito del pianeta Venere attraverso il sole, e attese con la massima acutezza di osservazione questo fenomeno, mise da parte anche tutti questi pensieri e andò, la domenica in cui si doveva osservare questo spettacolo, a svolgere il suo umile dovere parrocchiale nella chiesa di cui era parroco. Ebrei lo menziona nel suo diario, con parole che ora sono scritte sul suo monumento: "Chiamato in disparte a cose più grandi, che non devono essere trascurate a causa di occupazioni subordinate". In un certo senso, subordinate, secondarie, le ricerche non potevano essere, perché erano la scoperta della gloria di Dio nella più grande delle Sue opere; ma subordinati in un altro senso erano, perché si imbattevano, in quel caso, nell'adempimento risoluto del compito che doveva al suo Divino Maestro. (Dean Stanley.Sir Thomas Smith, l'eminente segretario di stato della regina Elisabetta, quando era sul letto di morte, mandò ai suoi amici, i vescovi di Winchester e Worcester, e li supplicò solennemente di trarre dalla Parola di Dio la via più chiara e più esatta di salvezza; aggiungendo: "È motivo di lamento che gli uomini non sappiano a quale scopo sono nati nel mondo finché non sono pronti a ricevere. fuori da esso".La confessione dello schiavo: - La verità è verità, da chiunque l'abbia confessata, per qualsiasi motivo e in qualsiasi modo. Qui fu confessato da una ragazza posseduta dal diavolo. Forse la sua natura migliore era in ascesa in quel momento. Come sappiamo dai Vangeli, la possessione demoniaca era intermittente, e le povere creature avevano i loro intervalli lucidi. Quindi questa fanciulla, cosciente per il momento della sua miseria e degradazione, potrebbe aver inteso questo come una sorta di richiesta di aiuto. Forse, però, potrebbe essere stato uno scherno. Senza dubbio gli apostoli avevano affermato la loro autorità come servitori dell'Iddio altissimo, e certamente "la via della salvezza" era il loro tema costante. E la ragazza dotata di poteri di mimetismo può aver riprodotto il loro accento peculiare allo scopo di creare divertimento. Sulla prima ipotesi si accese la pietà di Paolo, mentre sulla seconda la sua indignazione e la sua preoccupazione per il timore che il vangelo fosse disprezzato. In ogni caso la testimonianza è vera come descrizione di:

(I.) Il carattere dei ministri del Vangelo

(1.) Sono uomini

(1) non angeli; Non aspettatevi quindi da loro attributi angelici. Uno dei maggiori ostacoli all'opera della Chiesa sono le richieste stravaganti che vengono fatte al ministero. Scoraggia gli uomini e induce l'indolenza nel popolo

(2) Sono uomini che conoscono i bisogni umani, investiti di simpatie umane, dotati della facoltà di comunicare il pensiero divino in linguaggio umano

(2.) Sono servi

(1) Un pensiero che mi rende umiliante. Tutte le arie magistrali, tutto lo sfarzo e lo spettacolo, sono del tutto incoerenti con questo personaggio. Un servo è un subordinato e deve semplicemente fare ciò che gli viene detto

(2) Un suggerimento di responsabilità e lavoro. A cosa serve un servo se non al lavoro? E per l'efficiente adempimento di quel lavoro è ritenuto responsabile

(3.) Sono servitori dell'Iddio Altissimo

Il loro ufficio è quindi investito della più alta dignità. Quale onore più grande che essere il servitore di un sovrano. Nostro Signore stesso si gloriò di questo titolo

(2) Le loro persone sono al sicuro. Dio proteggerà i Suoi servi fino a quando potranno dire: "Ho finito la mia corsa". (3) La loro ricompensa è grande; come ci si può aspettare da un tale Maestro. "Sii fedele", ecc

(II.) Il loro lavoro. "Per mostrare la via della salvezza". 1. C'è una via di salvezza

(1) Una via per raggiungerlo, cioè un mezzo per cui può essere assicurato. (a) Pentimento: consapevolezza di essere sulla strada sbagliata, rimpianto per esso, confessione di esso e desiderio di uscirne. (b) Fede. Accettazione della strada giusta; di Colui che è la Via; camminare in quella Via, cioè l'umile dipendenza da Cristo

(2) La salvezza stessa è una via, un progresso dalle tenebre alla luce, dalla miseria alla beatitudine, dal peccato alla santità, dall'inutilità o dal danno all'utilità, dalla terra al cielo, dalla grazia alla gloria. La salvezza è uno stato, ma è uno stato infinitamente progressivo. Non importa quanto alto sia il conseguimento, il salvato è quello di "dimenticare le cose che sono dietro", ecc. Così vista la salvezza è la via giusta, la via felice

(2.) Questa via deve essere mostrata

(1) Quindi la guida deve saperlo, e non teoricamente, dai libri o da ciò che altri gli hanno detto; ma di esserne dentro. La salvezza personale è la qualifica essenziale per un ministro e una garanzia della sua competenza per il suo lavoro

(2) Conoscendolo, la guida deve mostrarlo; con il precetto e l'esempio: semplicemente, chiaramente, potentemente. (J. W. Burn.) La natura del ministero cristiano:

I. L'opera di tutti i ministri del Vangelo

(1.) Devono mostrare la via della salvezza. Questo è il grande obiettivo che dovrebbero sempre avere in vista

(2.) La via della salvezza che devono mostrare è, mediante la fede in Cristo

(3.) Devono mostrare la via, non le vie della salvezza. Non c'è mai stato, e mai ci sarà, se non in un modo. Questo implica il loro lavoro: dovrebbero saperlo da soli

(II.) L'appellativo qui dato loro; con le ragioni per cui sono stati selezionati e impiegati in questo servizio. "Servi di Dio". 1. Denota che sono inviati da Lui a quest'opera

(2.) La dignità del loro ufficio: servitori, non degli uomini, degli uomini più alti, ma di Dio, dell'Iddio altissimo. Sono impiegati come mortali; Perché questo metodo si adatta a ricevere informazioni sull'argomento con compostezza. Imparare:1. La colpa di coloro che trascurano un ministero evangelico

(2.) Siate aiutanti dei ministri. (L'Evangelista.)

19 CAPITOLO 16

Atti 16:19-26

E quando i suoi padroni videro che la speranza dei loro guadagni era svanita.-Doveri apostolici e vicissitudini:

(I.) I servitori di Cristo useranno tutto il potere che possiedono per liberare gli schiavi di Satana. Paolo non agì per semplice impulso, ma in base al principio della compassione di cui tutti i veri cristiani sono animati. Ebrei è stato miracolosamente dotato, è vero, mentre noi abbiamo solo il potere di influenza e di persuasione. Ma quando un paese è invaso, quale patriota si tirerà indietro perché non ha un fucile del modello più approvato? Facciamo dunque ciò che possiamo per esorcizzare i demoni dell'intemperanza, ecc

(II.) I servitori di Cristo non devono aspettarsi che i loro sforzi ottengano ricompense terrene. Questo dovrebbe essere il risultato; ma connessi con tutti i mali sono gli interessi acquisiti che resistono a tutti gli sforzi per diminuire i loro guadagni. I proprietari di questa damigella non guardavano al suo beneficio, ma alla loro perdita. Per la stessa ragione tutti i riformatori sono stati odiati; e non devono esserne sorpresi (Giovanni 15:19-21)

(III.) Cristo assicura ai Suoi servi non l'esenzione dal dolore, ma una gioia sostenitrice. Tutto il potere è dato a Cristo, e gli Ebrei a volte lo usano per deludere i nemici dei Suoi servi; ma più frequentemente Ebrei 51 lascia, come qui, a soffrire per amore del Suo nome. Ma è allora che Ebrei dà loro le più dolci assicurazioni della Sua presenza e del Suo amore; e li rende più che conquistatori (CAPITOLO v. 41)

(IV.) Con la loro condotta verso i loro persecutori, i servi di Cristo dimostrano di essere Suoi. Questa non può essere una religione meramente umana che permette agli uomini di vincere il naturale desiderio di vendetta e di fare del bene a coloro da cui sono stati usati con disprezzo

(V.) Con la loro fedeltà alla convinzione e la bellezza del loro carattere, i servi di Cristo alla fine conquisteranno il rispetto di coloro che hanno fatto loro un torto. Il comportamento di Paolo e Sila impressionò il carceriere tanto quanto il terremoto. Potrebbe essere stato un evento naturale, ma l'allegria e la gentilezza dei missionari in quelle circostanze erano ovviamente soprannaturali. È così che "il sangue dei martiri è il seme della Chiesa".

(VI.) Rivolgendoci al carceriere, apprendiamo

1.) Affinché i peggiori degli uomini diventino servi di Cristo

(2.) Che possano diventarlo istantaneamente. Quanto tempo ci vuole per arruolare una recluta? La determinazione può essere il frutto di una lunga riflessione, e possono essere necessari mesi di esercitazione per renderlo un soldato efficiente; ma l'atto dell'arruolamento è istantaneo

(3.) La prova che gli uomini sono diventati servi di Cristo non consiste nell'emozione, ma nella condotta. (R. A. Bertram.) Paolo a Filippi:

(I.) La preparazione per l'opera spirituale di Dio. Il rimprovero dello spirito maligno nella ragazza, l'ira della folla, l'imprigionamento, sembravano formare una serie di eventi completi in se stessi ed esistenti per se stessi, se così si può dire. Ma queste cose non erano che la preparazione per qualcosa di più importante

(1.) La preparazione per l'opera di Dio avvenne mediante l'afflizione. I discepoli si trovarono abbattuti, ma il seguito mostrò che era per poter essere esaltati, essendo usati come mezzo per gloriare Dio. Il lavoro migliore di un uomo arriva a volte dopo che ha smesso di essere in grado di lavorare. Dio opera attraverso le nostre afflizioni anche quando non lo sappiamo. Possiamo allora considerare la gioia quando siamo onorati di cadere su di loro

(2.) L'afflizione degli apostoli era certa, prima o poi, a causa dell'antagonismo sempre persistente tra il vangelo e il mondo. E non è forse così per sempre fino alla fine dei tempi? Il Vangelo non deve sempre trovare opposizione nel mondo? Sicuramente questo vile mondo non è amico della grazia per aiutarci ad arrivare a Dio

(3.) Il fatto che Paolo ne comprendesse lo fece trascurare dall'essere impopolare. Gli ebrei avevano calcolato il costo del suo servizio ed erano disposti a pagarlo

(4.) L'afflizione degli apostoli fu alleviata dalla fede. Confidavano che Dio avrebbe dato loro la forza di sopportarla, di condurli fuori da essa nella salvezza e, oltre a questi, di usare l'afflizione stessa come strumento dei suoi propositi

(5.) Dio è con i Suoi figli nei momenti di prova

(6.) Tale fede rende premurosi per gli altri. Paolo non era così assorto nella sua estasi da dimenticare il carceriere. "Non farti del male; perché siamo tutti qui". L'oblio degli altri non fa parte della gioia più profonda dell'anima

(7.) Nella gioia di Paolo in Dio c'era il perdono per coloro che lo offendevano

(II.) L'opera di Dio. Dio, con il Suo permesso dell'afflizione degli apostoli, aveva preparato il primo raduno di anime tra i pagani d'Europa

(1.) Il primo elemento che appare nell'esperienza del carceriere di Filippi è la paura. Ebrei tremava quando balzò nella cella (Versetto 29). Giovanni Bunyan ha avuto una terribile esperienza della sua peccaminosità prima di convertirsi. Se tutti hanno peccato, tutti hanno diritto a una coscienza colpevole e timorosa. Il terrore della coscienza di Tessalonica fu immediatamente accompagnato dalla consapevolezza del soprannaturale

(3.) Con la paura se ne andò il desiderio. "Signori, che cosa devo fare per essere salvato?" Che cosa significasse essere salvati, lo sapeva in un modo molto indefinito. I desideri non devono essere definiti per essere autentici. Un bambino sa che si sente male, ma non può sempre dire dove o perché, eppure la sua sofferenza è più reale. E volere il vangelo viene con completa soddisfazione. Ma non viene se non per il bisogno

(4.) Il carceriere era disposto a fare tutto ciò che era necessario per la salvezza. "Signori, che cosa devo fare?" 5. La risposta è stata ben definita classica. Essa riassume una volta per tutte le epoche tutto ciò che è richiesto all'uomo per essere salvato

(1) Non fare nulla. La salvezza non viene dalle opere

(2) Credere

(3) Fare di Cristo l'oggetto della fede

(6.) Questa fede ha il suo peso sociale. Essa è riconosciuta come un elemento influente nella famiglia, che qui si dimostra essere l'unità della vita umana costituita da Dio

(7.) La vera fede non sarà ignorante. Riconosce la sua imperfezione e cerca sempre di imparare di più sulla verità di Dio, per potersene appropriare mediante la fede (Versetto 32). 8. Appena la fede entrò nel cuore del carceriere, riemerse in un atto di bontà; Lavò le piaghe degli apostoli. Così, attraverso una bella chimica spirituale, la fede trasmuta sempre l'amore di Dio che entra nei nostri cuori aperti verso l'alto in amore per i nostri simili (Versetto 1 Giovanni 4:12). 9. Immediatamente ci fu un aperto riconoscimento della fede cristiana nella forma del battesimo. Ovunque ci sia fede, ci dovrebbe essere una franca e virile confessione di essa. 10. Non c'è da stupirsi che il carceriere, quando li ebbe portati in casa sua, si rallegrò (34). Era il periodo più felice che avesse mai conosciuto in vita sua. Non c'è da stupirsi che il carceriere si rallegri. Beati oltre ogni dire tutti coloro che conoscono Cristo e la Sua salvezza

(III.) Lezioni sulla conversione

(1.) La Provvidenza vi si prepara spesso, a volte con la sofferenza e il dolore

(2.) Ci sono molti modi per essere condotti a Cristo, e tutti sono validi. Lydia venne da una parte, il carceriere dall'altra. Nessuno deve cercare di costringersi nell'esperienza di un altro

(3.) La fede è la stessa per tutti. Tutti sono peccatori. Tutti hanno bisogno del sangue espiatorio. Tutti devono fidarsi senza alcun merito proprio

(4.) La salvezza è gratuita per tutti. Quello che Paolo disse al carceriere, lo disse a tutto il mondo. Chiunque lo voglia possa venire. (D. J. Burrell, D.D.) Le conseguenze di fare del bene:

1.) Se distruggi la speranza di guadagno di un uomo, sei molto incline a renderlo tuo nemico

(2.) Quando stai ostacolando gli affari di un uomo, lui ti accuserà di far precipitare un panico generale negli affari

(3.) Quando scacciate la prosperità dalla porta di un uomo malvagio, potreste invitare le avversità a entrare nella vostra

(4.) Quando aiuti un afflitto, quando liberi un oppresso, l'afflizione o l'oppressione possono essere trasferite a te stesso

(5.) Quando fai una buona azione e vieni messo in prigione per questo, aspetta la liberazione di Dio: essa verrà

(6.) La notte non è tutta buia, né i ceppi duri, né la prigionia amara, per coloro che, nella consapevolezza di soffrire per Cristo, aspettano le catene che si spezzano e la scossa del terremoto. (S. S. Times. Antagonismo alla religione: quanto si eccita: finché la predicazione del Vangelo non interferisce con il guadagno degli uomini cattivi, gli uomini cattivi sono disposti a lasciarlo stare, come "non affar loro". Ma quando il lavoro di queste persone della temperanza interferisce con la vendita di liquori; quando l'opera di questi uomini della legge e dell'ordine smetterà di vendere libri e quadri vili e chiuderà i saloon dei concerti domenicali; quando il sentimento religioso della comunità si solleva contro le lotterie e le lotterie; Quando i movimenti di riforma politica si propongono di smettere di rubare nelle istituzioni cittadine, allora è evidente a ogni servo del diavolo, la cui provvista di guadagno è così tagliata, che "questi uomini disturbano enormemente la nostra città", e si suscita in loro lo stesso sentimento contro il Vangelo che si manifestò nei poveri allevatori di porci dei Gadareni. Questo è uno degli ostacoli sicuri sul cammino di tutti gli zelanti lavoratori cristiani. (H. C. Trumbull, D.D. Gli effetti del cristianesimo sulle antiche superstizioni: - Il clero in tutti i suoi rami, Flamens, Augurs, Hornspices, contemplava l'avanzata del cristianesimo con sgomento. Ha svuotato i loro templi, ridotto i loro sacrifici, ridotto i loro profitti, smascherato le loro frodi. (J. J. Blunt, D.D.E dopo aver imposto loro molte percosse, li gettarono in prigione.Le parole implicano una punizione più severa del solito, tale da lasciare le loro schiene lacerate e sanguinanti. Così in 1Tessalonicesi 2:2, San Paolo parla di essere stato "vergognosamente supplicato" a Filippi. Coloro che hanno visto qualcosa delle prigioni dell'impero romano, ad esempio la prigione mamertina di Roma stessa, possono immaginarsi l'oscurità e la sporcizia della tana in cui San Paolo e il suo amico erano ora spinti: la cella buia simile a una caverna, sotto terra, le pareti umide e puzzolenti, la compagnia dei più vili emarginati. E, come se non bastasse, furono fissati nei "ceppi". San Luca usava il termine greco xilon, lo stesso che si usa talvolta per la croce (CAPITOLI v. 30; xiii. 29). La parola latina tecnica era nervus. Come i ceppi inglesi, era un telaio di legno con cinque fori, in cui venivano infilati testa, piedi e braccia, e il prigioniero usciva in un atteggiamento di "poca tranquillità". Qui, però, sembrerebbe, solo i piedi erano legati, mentre il resto del corpo veniva lasciato a terra. Se la versione ricevuta di Giobbe 13:27; 33:11, che segue la LXX. e la Vulgata, sia corretto, la punizione era comune in un periodo molto antico in Oriente (confrontare. Geremia 29:26). (Dean Plumptre. Quando Catherine Evans, un'eroina quacchera del diciassettesimo secolo, fu imprigionata tra le cupe mura dell'Inquisizione, nell'isola di Malta, per aver obbedito a ciò che considerava come una chiamata di Dio a predicare il Vangelo in Oriente, fu messa in una stanza interna dell'Inquisizione, che aveva solo due piccoli fori per la luce e l'aria. e che era così estremamente caldo che sembrava l'intenzione di soffocarla. In un'occasione Fra Malachia le disse che se non avesse abbandonato la sua religione non sarebbe mai uscita viva da quella stanza. A ciò ella rispose intrepidamente: "Il Signore mi basta, ma che gli Ebrei vogliano o no, io non abbandonerò la fonte viva per bere in una cisterna rotta". Allo stesso modo Paolo e Sila, quando furono catturati e gettati nella prigione interna di Filippi, non furono impediti di lodare e predicare Cristo. A tali uomini, infatti,

I muri di pietra non fanno una prigione,

Né sbarre di ferro una gabbia

Alcuni anni fa tre predicatori metodisti primitivi andarono in missione in una città del Worcestershire, e quando iniziarono il servizio, c'erano un magistrato, un ecclesiastico e un poliziotto. Al poliziotto fu ordinato di portare giù il predicatore, e lui lo portò giù e lo mise in prigione; ma ce n'è stato subito un secondo che predicava. Il magistrato ordinò al poliziotto di prendere il secondo, e poi il terzo si alzò a predicare. Gli Ebrei avevano l'ordine di prendere il terzo, ed egli li mise tutti e tre insieme nella prigione e lì fecero rumore. Il magistrato andò dal poliziotto e disse: "Che rumore fanno quegli uomini; Va' a separarli, e non lasciare che facciano un rumore simile". Allora l'uomo entrò e li separò, e mise due di loro in una cella con un ladro, ed essi predicarono l'evangelo al ladro. Essi gli predicarono, pregarono con lui ed egli si convertì. Più rumore che mai ora. Il magistrato disse: "Ti avevo detto di separare quegli uomini". Ebbene", disse, "li ho separati". Separali di nuovo, allora."" Ebbene", disse, "se li separo di nuovo, lo capiranno tutti. Quel ladro è cattivo come lo sono ora".A mezzanotte Paolo e Sila pregarono e cantarono lodi a Dio.-Devozione nelle difficoltà:-

(I.) Gli uomini ingaggiati erano eminentemente bravi. "Paolo e Sila." 1. Erano impiegati nel servizio più alto

(2.) Erano i più veri benefattori della società

(3.) Erano avversari di successo del male

(4.) Furono martiri della fedeltà religiosa

(II.) Il posto era notoriamente malvagio. "Prigione." 1. Le circostanze non sono un criterio di carattere

(2.) Fare del bene non produce necessariamente il suo equivalente

(3.) Il mondo ignora la natura della vera religione

(4.) I buoni non oppongono resistenza nel loro metodo di affrontare la persecuzione

(5.) Agli empi è concessa una grande libertà

(III.) Il tempo era estremamente insolito. "Mezzanotte." Non era nessuna delle solite "ore" di devozione. Il cuore dell'uomo sulla terra e l'orecchio di Dio in cielo non sono regolati dai nostri cronometri. La mezzanotte, così come il mezzogiorno, è l'ora "accettata"

(1.) Era un momento singolare. Il mondo addormentato

(2.) Era il tempo sacro. Davide e altri eminenti servitori di Dio spesso li adoravano

(3.) Era il momento adatto. Regnava il silenzio. La quiete favorisce la devozione

(IV.) Il servizio era meraviglioso per sua natura. Avevano smesso di servire Dio predicando. Date le circostanze, hanno fatto quello che potevano

(1.) Ci fu una supplica

(1) Probabilmente per il perdono dei nemici

(2) Probabilmente per il successo della missione

(3) Probabilmente per guida in difficoltà

(4) Probabilmente per la conservazione dei convertiti

(2.) C'era una canzone

(1) Consapevolezza del favore divino

(2) Riconoscimento del favore divino

(3) Godimento del favore divino

(3.) C'era sublimità. Un comportamento del genere in un posto del genere era unico, meraviglioso.

(V.) I risultati sono stati straordinariamente ottimi

(1.) Scuotimento della prigione

(1) Prova della presenza divina

(2) Illustrazione del potere divino

(3) Segno dell'indignazione divina

(4) Simbolo della bontà divina. Porte aperte e catene spezzate. Libertà morale

(2.) Conversione del carceriere

(1) Paura

(2) Richiesta

(3) Istruzione

(4) Fede

(5) Obbedienza

(6) Cortesia

(7) Gioia

(3.) Liberazione dei prigionieri

(1) Violazione dei diritti

(2) Rivendicazione dei diritti

(3) Riconoscimento di un torto

(4) Libertà. Conclusione:1. Dio si prende cura del bene

(2.) La fedeltà a Dio premiata

(3.) Il trionfo finale del Vangelo

(4.) Adora Dio. (B. D. Johns. Paolo e Sila cantano lodi a mezzanotte: - Come l'usignolo, che gorgheggia le sue belle note durante la notte, e quando gli altri uccelli dormono tranquillamente, così questi due apostoli cantavano lodi a Dio in ore non convenzionali, perché si trovavano in circostanze insolite e in un luogo non convenzionale. Molte persone andranno un po' lontano per ascoltare l'usignolo, e non dimenticheranno presto le sue note; così tutti i prigionieri nella prigione di Filippi udirono gli apostoli cantare quella notte, e, si spera, non lo dimenticarono mai. L'altro giorno, quando il vento faceva ondeggiare furiosamente gli alberi, quando i pesanti chicchi di grandine sbattevano contro i vetri delle finestre e il cielo oscuro riversava la pioggia a torrenti tra lampi, finché i nostri cuori tremavano di paura, un bellissimo uccellino sedeva su uno dei nostri cespugli di rose riparati e cantava le sue note chiare e belle: come se sapesse che Dio non avrebbe permesso che la tempesta lo danneggiasse. Così, quando la tempesta della persecuzione si abbatté sugli apostoli a Filippi, sebbene l'eccitazione della loro situazione e l'indolenzimento delle loro lividure li tenessero svegli, come alcuni pensano, tuttavia cantavano lodi a Dio, credendo non solo che la loro situazione sarebbe stata un passo avanti al vangelo, ma che Dio non avrebbe permesso che fossero feriti. Un meraviglioso servizio notturno:

I. L'ora insolita della preghiera: la mezzanotte

(II.) Il singolare tempio: una prigione

(III.) Gli straordinari conduttori del servizio: Paolo e Sila nei ceppi

(IV.) La strana congregazione, i prigionieri nelle loro celle. (K. Gerok.) L'incontro di preghiera nel carcere di Filippi: - È sempre facile avere un eccellente incontro di preghiera quando il cuore è retto. C'erano tre persone che assistevano a questo lì in prigione. Gli antichi ebrei avevano un detto: "Dove due persone si incontrano, ce n'è sempre una terza". Paolo, Sila e Gesù Cristo passarono la notte insieme (Matteo 18:19, 20). Era un evento molto insolito...

(I.) Tempo: "mezzanotte". Gli ebrei erano severi riguardo ai loro periodi di supplicazione; ma questa non era l'ora né dell'oblazione della sera né quella del mattino. Ma Dio non dorme mai, Ebrei è attento ai bisogni dei Suoi figli anche nel "cuore della notte".

(II.) Luogo. Questa fu la prima volta che la voce della devozione cristiana si udì in quei recinti, i primi sotterranei d'Europa che avevano un propiziatorio, sebbene abbia avuto molti successori

(III.) Postura. Non era né in piedi, né in ginocchio, né sdraiato con la faccia a terra. Che brutto momento avrebbero avuto, se fossero stati costretti a usare una formula o a impegnarsi in un atteggiamento. Dio non si preoccupa degli atteggiamenti quando solo il cuore è retto, lo spirito è vero e il bisogno è pressante

(IV.) Tipo di preghiera: "Pregando, cantavano". Hanno messo in musica le loro suppliche. La vera preghiera è lode, e la vera lode è preghiera

(V.) Espressione della preghiera, con i toni delle antiche melodie ebraiche come quelle che si sentono ora nella sinagoga: selvagge, patetiche, lamentose e affascinanti. Abbinate uno dei salmi di Davide o gli inni di Isaia, e questo smuoverà il cuore come un ceppo dal cielo. Gli ebrei che hanno al comando un salmo dopo l'altro hanno meravigliose risorse di conforto nei suoi momenti di difficoltà

(VI.) Portata della preghiera. Senza dubbio Dio lo udì, ma anche "i prigionieri" lo udirono. Questi erano i "canti notturni" di cui Elihu parlò a Giobbe; forse il salmo era quello in cui Davide raccontava il bene che il suo canto gli faceva (Salmi 42:8). E non possiamo avere alcun dubbio che il carceriere sentì tutto quello che stava succedendo

(VII.) Forza della preghiera. Il Signore mandò il terremoto in risposta e convertì il carceriere

(VIII.) Direzione della preghiera. Immagina un triangolo. La linea perpendicolare rappresenta la direzione della domanda di un cristiano: sale diritta verso Dio. La linea orizzontale rappresenta il livello di pressione della stessa forza, che esce verso coloro che si trovano nel raggio d'azione. Quel carceriere, senza dubbio, udì il canto e la preghiera; Non era rivolta a lui, ma si scagliò verso di lui con forza laterale. Non è sicuro calcolare deliberatamente di influenzare uno spettatore con la nostra supplica; La predicazione nelle preghiere non è mai da lodare; ma una vita di preghiera, e un fervore inconscio di preghiera in un caso individuale, possono essere utili a chi la osserva. (C. S. Robinson, D.D.Il potere del canto: il meraviglioso potere della musica! Quando le preghiere si esauriscono, quando tutto è buio, le onde mistiche della dolce melodia hanno ancora la forza di sollevarci da noi stessi, e sulle loro maree dorate le nostre anime sembrano fluttuare via e lasciare dietro di sé la triste vita di lacrime e lotte. Noto che Gesù è registrato mentre canta solo una volta. Fu quando la Sua anima fu estremamente addolorata, fino alla morte, quando l'oscurità e il presentimento erano più profondi, che i Suoi discepoli non potevano parlare né pregare e a malapena osavano pensare. Poi, dopo cena, dopo aver cantato un inno, uscirono nel Getsemani. Nelle nostre case, nei momenti di profonda tribolazione, dopo la morte o la sepoltura di una persona cara, nel mezzo di un grande dolore o di una perdita, quando i bambini si guardano l'un l'altro con aria assente e si siedono a parlare sussurrando, e il padre e la madre sanno a malapena come parlare senza piangere, una sorella o un'amica si mette al pianoforte o all'armonium. E subito si alzerà un inno così dolce che riunirà le voci della piccola compagnia addolorata, e la nuvola sarà sollevata, qualcosa di simile a una tenera serenità e pace che scenderà sui cuori oppressi e ottenebrati mentre le pulsazioni della musica salgono e scendono. In effetti, ci sono stati momenti nella storia della Chiesa in cui la musica, il canto degli inni, il canto, hanno fatto il loro dovere per quasi tutta la religione. Che ruolo ha avuto il canto degli inni nella vita di Lutero, nel movimento Lollardo, nelle riunioni di preghiera wesleyane, negli Eserciti della Salvezza, passati e presenti. (H. R. Haweis, M.A.Le agonie della Germania nella Guerra dei Trent'anni e in altri conflitti produssero un vasto numero di canzoni patriottiche e cristiane. Alla fine del XVII secolo, l'assessore Faankenau fece una raccolta di 32.712 volumi, che donò in trecento volumi alla biblioteca universitaria di Copenaghen, mentre nel 1718 un altro collezionista, Wetzel, contava 55.000 inni tedeschi stampati. (J. F. B. Tinling, B.A. ) La gioia nei guai, la sua influenza sugli altri: - Una lampada, quando è accesa, può ardere di giorno, ma è solo di notte che viene vista dal vicinato. L'oscurità non accende né causa la luce, ma l'oscurità la rivela e la diffonde tutt'intorno. È così che la gioia costante nel Signore, quando i credenti la raggiungono, in un momento di difficoltà diventa una testimonianza efficace per Cristo. Non pochi devono strumentalmente la loro conversione alla luce che fluiva da un santo nell'ora della sua partenza, al canto che saliva dal pellegrino mentre attraversava la valle dell'ombra della morte. (W. Arnot, D.D.Paolo e Sila in prigione: - Nessun uomo ha più religione di quanta ne possa mostrare in tempo di avversità. La prigione fu una prova del carattere cristiano di Paolo e Sila. Il modo in cui hanno superato la prova, non solo li esalta come eroi cristiani, ma mostra anche quale potenza c'è nella religione di Gesù

(I.) Un grande terremoto

(1.) I prigionieri esultanti (Versetto 25). Stavano pregando, perché avevano bisogno di conforto. Cantavano lodi, perché era stato dato conforto. I loro inni erano solo a Dio; ma "i prigionieri li ascoltavano". Il cristiano esercita spesso un'influenza di cui non è consapevole. Quali devono essere stati i sentimenti degli ascoltatori? Probabilmente

(1) Meraviglia. Le canzoni di quella prigione interiore erano una cosa inaudita. Da lì di solito arrivavano gemiti, maledizioni, lamenti di disperazione

(2) La convinzione che i due uomini erano sostenuti dal Dio che stavano lodando

(3) Il desiderio di partecipare alla stessa pace e gioia. Quando un discepolo ha il sole nella prova, allora gli uomini dicono: "Se la religione può fare questo per noi, allora lo vogliamo". Le canzoni di notte sono meglio dei sermoni di giorno

(2.) I prigionieri liberati. Dio ora approva i cantori. Il terremoto ebbe un carattere naturale; ma accadde in un momento che mostra che Dio era in esso, usandolo, come gli ebrei possono usare qualsiasi forza della natura, per compiere la Sua volontà

(II.) Un grande cambiamento. Il custode disperato (Versetto 27). La sua vita dipendeva dal mantenimento dei prigionieri. Svegliato dallo shock, il suo primo pensiero fu di fedeltà al suo ufficio e, quando vide le porte aperte, la sua conclusione immediata fu che i prigionieri erano fuggiti

(2.) Il custode ha salvato

(1) Dall'autodistruzione (Versetto 28). Ci sono due domande interessanti in relazione a questo. (a) In che modo Paolo sapeva che il custode intendeva suicidarsi? Ebrei era nella prigione "interna", dove non avrebbe potuto vedere nulla. (b) Perché nessuno dei prigionieri tentò di fuggire? Sembrerebbe che i canti dei due missionari, e la meraviglia che ne seguì, li avessero incantati

(2) Dalla distruzione eterna. Perché il portiere tremava? Ebrei non era in pericolo, perché nessun prigioniero era fuggito. Gli ebrei avevano giustamente collegato il terremoto a Dio e alla presenza dei servi di Dio. Il suo timore era di Colui che è il Giudice di tutti. Come è stato salvato? "Credete", ecc. Notate quanto la promessa fosse molto più grande della domanda: "tu e la tua casa". Ebrei aveva chiesto solo per se stesso, ma ottenne la garanzia per coloro la cui salvezza era di importanza tanto importante quanto la sua

(3.) Il custode è cambiato. Come è stato mostrato il cambiamento?

(1) Nel lavare le loro strisce. La sua occupazione lo aveva reso indifferente alle sofferenze degli altri. Ma ora che aveva imparato ad amare il Salvatore, il suo cuore era toccato da pietà

(2) "Fu battezzato, lui e tutti i suoi subito". Così lui ed essi espressero subito la loro fede in Cristo

(3) "Mettete loro davanti la carne". Gli ebrei non dimenticarono nessuno dei loro bisogni fisici nella sua grande gioia. Coloro che sono stati nutriti con il Pane della Vita non dovrebbero dimenticare il fatto che il ministro da cui sono nutriti ha un corpo che ha bisogno di essere nutrito

(4) "Si rallegrò grandemente", ecc. Ora era il possessore della stessa gioia che aveva provocato quei canti nella notte

(III.) Una grande umiliazione

(1.) Autorizzazione del magistrato a partire

(1) Dato (Versetto 35). Si resero conto di aver agito in fretta e senza mandato e desideravano sbarazzarsi degli uomini il più silenziosamente possibile

(2) Rifiutato. Paolo non si fermò su una mozione d'ordine per una questione di orgoglio. Se se ne andassero senza rivendicazione, la loro influenza come predicatori del Vangelo scomparirebbe. Per l'onore del Maestro, si rifiutarono di andare

(2.) L'umiliazione dei magistrati (Versetto 37). E i magistrati furono fatti venire. Non si sentivano al sicuro finché non se ne erano andati, dove non avrebbero più avuto loro notizie. I missionari uscirono di prigione con la loro innocenza dichiarata pubblicamente come punizione. E così rafforzarono la presa del Vangelo a Filippi

(3.) La partenza dei missionari (Versetto 40). Avendo sofferto così tanto, si potrebbe pensare che avessero bisogno di conforto da parte dei fratelli. Ma Dio li aveva confortati con un conforto così grande, che erano ancora più ricchi e potevano permettersi di dare. Se ne andarono, ma lasciarono dietro di sé dei fratelli. La Chiesa si stabilì a Filippi, e non poteva essere cacciata via. (M. C. Hazard. Paolo e Sila in prigione: - Il cristiano guarda al di là di questo mondo per la felicità completa. Eppure, mentre è qui sulla terra, ha qualcosa che il mondo non può né dare né togliere. Privalo di tutto ciò che serve alla felicità degli uomini mondani, ed egli è ancora felice. Ne abbiamo un esempio lampante nel testo. Che cosa può allora renderci felici in qualsiasi condizione, o in qualsiasi circostanza? Rispondiamo: ciò che ha reso Paolo e Sila così felici nella prigione di Filippi. Le stesse fonti di sostegno e di gioia sono aperte ad ogni vero cristiano. Esaminiamoli, dunque,

(I.) La loro stima comparativa di ciò che hanno guadagnato, con ciò che hanno perso. È da tali confronti che formuliamo la nostra stima di quasi tutte le condizioni della vita umana. In questo mondo, questa è ragionevolmente considerata una condizione ammissibile in cui il bene da godere supera di gran lunga il male da sopportare. Qual era allora il caso di questi prigionieri? Erano in prigione, non era la prigione della morte. Erano in catene, possedevano ancora la libertà dei figli di Dio. Hanno sopportato le pene della frusta, hanno avuto una pace che supera ogni intelligenza. Non avevano speranze dal mondo, avevano la speranza della gloria eterna. Chi che possedeva milioni di persone si sarebbe addolorato per la perdita di un centesimo? Quando, perciò, li sentiamo dire: "Come tristi, eppure sempre gioiosi; come se non avessero nulla, eppure possedessero tutte le cose", il loro linguaggio è intelligibile

(II.) La certezza che le loro sofferenze erano il mezzo di un grande bene. Essi consideravano la sofferenza non solo come inseparabilmente connessa con la corona della gloria, ma anche come il mezzo designato per prepararsi a portarla. Essi, quindi, "si gloriarono nella tribolazione perché la tribolazione produce pazienza", ecc. Si rallegravano nell'oscurità della prigione, perché lì ogni grazia cristiana risplendeva più pura e più luminosa

(III.) Amore a Colui per il quale hanno sofferto. L'amore è la passione più forte del cuore umano. È il piacere per l'oggetto amato. Con quale allegria e piacere ci porta ad agire o a soffrire! Essendo intimamente connessi con il loro amore per Cristo, dovrei menzionare il grande obiettivo di questi uomini: l'onore di Cristo. L'agio, il piacere, l'onore, l'interesse, la vita non erano nulla ai loro occhi, e Cristo era tutto in tutti. Conclusione:1. La pietà ha la promessa della vita che ora è. La vera religione, per sua natura, è una ricca fonte di sostegno e di gioia in ogni condizione

(2.) La religione è una cosa buona ora come ai tempi degli apostoli. Le stesse fonti di godimento sono aperte a noi come a loro. Perché allora la religione non dovrebbe benedire il cristiano sotto le piccole croci di quest'epoca tranquilla, così come sotto i terrori che gli annali della persecuzione registrano? Ahimé! Ecco il difetto. Non hanno tutta la religione che dovrebbero avere e potrebbero avere. (N. W. Taylor, D.D.Il potere supremo della vera pietà: - Da questo racconto si deduce

1.) Che gli uomini buoni sono perseguitati nonostante i segni più evidenti che sono servi di Dio. La presunzione dei malfattori

(2.) Che i ministeri benefici degli uomini buoni incorrano nell'odio dei trafficanti ingiusti

(3.) Che le persecuzioni religiose sono generalmente promosse da uomini che hanno il minimo rispetto per la religione

(4.) Che la religione deve spesso sopportare la colpa dei tumulti sollevati dai malfattori

(I.) Il potere della vera pietà di dare gioia agli uomini in mezzo a circostanze di dolore. Paolo e Sila

1.) La loro paziente sopportazione

(2.) La loro fervente devozione

(1) Devozione superiore al dolore fisico. Erano stati picchiati. Canzone più forte del dolore

(2) Devozione superiore alla suggestione dell'associazione mentale. Il carcere un luogo suggestivo

(3) Devozione superiore alle esigenze abituali della vita umana. Mezzanotte: ora di dormire

(3.) La loro condotta unica. I padroni con i guadagni perduti erano disperati; Il carceriere di Earthquake stava per suicidarsi. Paolo e Sila adoravano. La pietà è suprema e si giudica dai risultati

(II.) Il potere della vera pietà di dare agli uomini calma nel disturbo fisico

(1.) Dio si prende cura dei Suoi servi perseguitati

(2.) Il significato morale degli eventi fisici sulla terra. I giornali possono solo registrare il terremoto, non le sue provvidenze nascoste

(III.) Il potere della vera pietà per consentire agli uomini di dare una guida in mezzo alla perplessità morale. Guardate come la provvidenza di Dio ha in vista il risveglio delle anime degli uomini. "Credete", ecc.

(1.) Questo consiglio era disposto

(2.) Saggio

(3.) Praticabile

(4.) Stimolante

(5.) Accettato

(IV) Il potere della vera pietà di dare dignità agli uomini nelle umilianti emergenze della vita. "Lasciateli venire", ecc.

(1.) Non il linguaggio dell'orgogliosa autoaffermazione

(2.) Il linguaggio dell'auto-rivendicazione. (J. S. Exell, M.A.) Predicatori in prigione:

(I.) I predicatori

(1.) La loro punizione

(1) "Molte strisce". (2) "Nella prigione interna". (3) "I loro piedi saldi nei ceppi". Cella senza finestra e umida; azioni irritanti e dolorose

(2.) La loro pietà. "Ha pregato e cantato". Solo gli eroi del tipo più elevato avrebbero potuto pregare in un luogo del genere

(3.) Il loro rumore. "I prigionieri li hanno sentiti". Avranno un pubblico ancora più attento per luogo e tempo. Il rumore non era una novità nella vecchia prigione. Gemiti, imprecazioni, minacce avevano spesso riecheggiato in quei tetri corridoi; ma mai fino ad ora preghiera e lode

(4.) La loro liberazione

(1) Era soprannaturale. "Un grande terremoto". (2) È stato istantaneo. "Immediatamente le porte si sono aperte". (3) Era completo. "I legami di ogni uomo sono stati sciolti".

(II.) Il penitente. Le scene eccitanti del pomeriggio e della sera erano passate, e "a mezzanotte" il carceriere dorme profondamente

(1.) La sua sorpresa ("svegliarsi dal sonno") per l'ondeggiare della prigione, le porte aperte e l'aspetto soprannaturale delle cose in generale

(2.) La sua paura. "Che i prigionieri erano fuggiti." Niente di più ragionevole. I prigionieri non hanno molta coscienza quando l'alternativa della schiavitù o della libertà è davanti a loro

(3.) La sua disperazione. "Si sarebbe ucciso". Credendo che la propria vita fosse perduta, il suo primo pensiero fu quello del suicidio. Quello era il punto più alto a cui la cultura pagana poteva elevarsi. Il consiglio di Seneca era: "Se la vita è piacevole, vivi; in caso contrario, hai il diritto di tornare da dove sei venuto". 4. Le sue istruzioni. "Non farti del male". Come faceva Paolo a sapere che si sarebbe fatto del male? 5. Il suo incoraggiamento. "Siamo tutti qui". In che modo, dunque, Paolo poteva garantire questo? 6. La sua penitenza. "È venuto tremando." Le meraviglie a cui aveva assistito avevano risvegliato la sua coscienza e lo avevano colpito con un terribile senso di colpa e di allarme

(7.) La sua umiltà. "Si prostrò davanti a Paolo". Ci sono crisi sismiche nella vita in cui il popolo disprezzato di Dio è apprezzato, crisi in cui solo possono placare lo spirito turbato e rispondere alle domande importanti che agitano e allarmano il cuore umano. 8. La sua indagine. "Che cosa devo fare per essere salvato?" Il pericolo implicito in questa domanda non è quello che lo ha spinto al suicidio. La presenza di tutti i prigionieri lo salvò da ciò. L'inchiesta comporta una condanna

(1) Di pericolo. "Salvato." (2) Dell'importanza dell'azione o dello sforzo. "Deve." (3) Ansia di fare ciò che può essere richiesto. "Che cosa devo fare?" (4) Responsabilità personale. "Che cosa devo fare?" Ci perdiamo nella folla. La vera penitenza individualizza l'uomo

(III.) La grazia

(1.) La sua condizione: "Credere". 2. Il suo oggetto: "Gesù Cristo". 3. La sua certezza: "Sarai salvato". 4. I suoi effetti

(1) Simpatico: "Lavarono le loro lividure". Un uomo dovrebbe dubitare della sua conversione se non cerca di rimediare ai torti di ieri

(2) Ospitalità: "Nella sua casa". (3) Liberalità: "Mettete loro davanti la carne". (4) Confessione pubblica e immediata: "Battezzato subito". (5) Influenza: "E tutto il suo". Un uomo salvato ha la tendenza a produrne un altro. Il carceriere, sebbene pagano, aveva una certa virilità e carattere, altrimenti la sua famiglia non sarebbe stata così pronta a seguirlo con tanta fiducia. (T. Kelly.È una grande vergogna per l'umanità che i suoi più grandi benefattori siano stati maltrattati. Dopo il Salvatore, il mondo non ha conosciuto un benefattore più vero di Paolo. Eppure fu gettato in prigione. Ci vergogniamo delle nostre lamentele quando pensiamo a questo vero eroe di Dio che canta canti di lode al Signore

(I.) Un brav'uomo irradia la sua influenza. Gli ebrei non possono farci niente

(1.) Sila fu benefico dal suo legame con Paolo. Sila era un uomo di rilievo, ma divenne più notevole per la sua identificazione con Paolo. Forse non otteniamo la grandezza o la ricchezza terrena, ma dobbiamo essere migliori in senso morale lasciandoci toccare dall'influenza di un uomo buono. "Gli ebrei che camminano con i saggi saranno saggi". 2. Paolo e Sila esercitarono insieme una buona influenza

(1) Sui prigionieri, che ascoltavano il dolce canto

(2) Sul carceriere, che hanno salvato dalla morte. Da allora è stato così. "Il sentiero dei giusti è come la luce splendente". Un uccello canterà in una gabbia; Un predicatore ha parlato attraverso la grata della sua cella

(II.) Il carattere di un brav'uomo non è danneggiato dalle condizioni esteriori. La sua reputazione può essere influenzata da essi; perché un uomo può avere un buon carattere e una cattiva reputazione. Paolo e Sila avevano una cattiva reputazione. Ma presto si verifica un cambiamento. Lo stesso carceriere li riconosce come messaggeri di Dio. Oggi il mondo si compiace di onorare quegli uomini che sedevano in quella cella. Se soffriamo come malfattori, abbiamo motivo di vergognarci; ma se soffriamo come cristiani, glorifichiamo Dio per questo

(III.) Gli uomini buoni sono fedeli ai loro principi, anche se sono stati le cause del disastro. Se il mondo fosse moralmente giusto, i principi corretti non metterebbero mai un uomo nei guai. Se gli apostoli fossero stati allevati alla scuola della prudenza mondana e si fossero seduti ai piedi dei professori Flessibili e Saggi del Mondo, quella notte non avrebbero avuto mal di schiena, anche se avrebbero potuto avere il male peggiore di una coscienza inquieta. Ma essi sono stati allevati alla scuola di Cristo. La lezione impressa nella loro mente fu: "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta". Era loro il coraggio di fare la cosa giusta e lasciare le conseguenze. Gettate in prigione il semplice professore, e lui presto ritirerà. Ma quando Paolo e Sila vengono gettati in prigione, pregano e cantano lodi a Dio. Essi non modificano il loro modo di procedere

(IV.) Gli uomini buoni sono sostenuti e incoraggiati nelle loro sofferenze

(1.) La consapevolezza di aver fatto il bene è un potere sostenitore. Paolo e Sila ricevettero dei canti durante la notte della loro prigionia, mentre il povero carceriere era in agonia, e i magistrati che avevano condannato erano tristemente turbati

(2.) La coscienza di un soccorritore in cielo è un potere sostenitore. Paolo senza la preghiera sarebbe stato Paolo senza il suo alto eroismo. La preghiera gli strinse il braccio per il conflitto e fece scendere le benedizioni celesti. (W. Burrows, B.A.Giovanni Bunyan, l'immortale sognatore, parlando in un'occasione della cella del ponte di Bedford, dove fu rinchiuso per dodici lunghi anni, disse: "Così, essendo stato di nuovo consegnato nelle mani del carceriere, sono stato riportato in prigione". Quando Madame Guyon fu imprigionata nel castello di Vincennes, nel 1695, non solo cantò, ma scrisse canzoni di lode al suo Dio. «A volte mi sembrava di essere un uccellino che il Signore aveva messo in gabbia e di non avere altro da fare che cantare. La gioia del mio cuore dava una luminosità agli oggetti intorno a me. Le pietre della mia prigione sembravano nei miei occhi rubini. Li stimavo più di tutti i geniali sgargianti di un mondo vanitoso. Il mio cuore era pieno di quella gioia che Tu dai a coloro che Ti amano in mezzo alle loro croci più grandi", un sentimento che lei incarnò, durante una delle sue prigionie, in una commovente poesia, che inizia così:

"Sono un uccellino,

Chiuso dai campi d'aria;

E nelle mie canzoni mi siedo e canto

A Colui che mi ha posto lì:

Ben contento di essere un prigioniero,

Perché, mio Dio, ti piace".

Bass Rock, una scogliera solitaria nel Firth of Forth, al largo dell'Haddingtonshire, a due miglia dalla terraferma, era un tempo utilizzata dal governo inglese come fortezza e prigione di Stato. Qui, nel XVII secolo, molti buoni ministri, perseguitati per motivi di coscienza, subirono il confino; e uno di loro, il signor Fraser, di Brea, scrisse un resoconto delle loro difficoltà carcerarie. Venivano alternativamente raffreddati dal freddo e mezzi soffocati dal fumo, nutriti con cibo malsano e nutriti a malapena. "Molti contrassero malattie che amareggiarono e accorciarono la loro vita. Ma da dentro quelle mura si udiva spesso la voce della lode e della preghiera, mescolata alle risate, ai giuramenti e ai canti delle sentinelle temerari; e le anime dei prigionieri furono portate, sulle ali della santa meditazione, molto in alto e lontano dalla tetra roccia in cui erano rinchiusi i loro corpi". Ogni giorno", continua Fraser, "leggevo le Scritture, esortavo e insegnavo lì, cantavo salmi e pregavo con quelli della nostra società che i nostri padroni permettevano di adorare insieme, e questo due volte al giorno. Ho studiato l'ebraico e il greco, e ho letto anche un po' di divinità, e ho scritto un Trattato sulla fede".Il miracolo in prigione:

(I.) La preghiera (Versetto 25). È notte. Tutti sono sepolti nel sonno. Un edificio buio, un alloggio per la notte, una prigione. Ma la luce è in una delle celle: la luce interna, la luce della fede. Perciò preghiera e lode

(II.) Lo shock (Versetto Versetti 26-28). Non solo le mura furono scosse, ma il cuore del carceriere. Certamente all'inizio uno shock di angoscia e disperazione. Ma l'amore eterno veglia e prevale. La parola confortante. "Siamo tutti qui". La speranza ritorna; ma vuole vedere la sua fortuna e afferrarla con le sue mani (29)

(III.) La grande questione (Versetti 30-32). Non è del tutto non premeditato. Già gli apostoli oranti hanno fatto sorgere in lui il presentimento di qualcosa di più elevato. Forse anche esperienze precedenti nel suo triste impiego. Il terremoto ha fatto maturare il seme addormentato. Gli apostoli non sono fuggiti. Come devono essere sicuri e felici! Che cosa devo fare per essere lo stesso? La grande domanda sulla vita trova anche una grande risposta sulla vita. C'è una risposta. Senza Cristo nessuno è salvato; per mezzo di Lui tutti possono essere salvati

(IV.) Il primo amore (Versetti 33, 34). Cos'è? Il tentativo di ricambiare ciò che è stato ricevuto, di fare del bene a Cristo nei Suoi servitori. (Lisco.) Che cosa può fare il Signore di una prigione:

(I.) Una tranquilla cappella di preghiera (Versetto 25)

(II.) Un luogo allarmante di giudizio (Versetti 26-29)

(III.) Una sana scuola di pentimento (Versetti 30, 31)

(IV) Una casa fraterna di amore e compassione cristiana (Versetti 32, 33)

(V.) Un luogo benedetto per la nascita della nuova vita (Versetto 34). (K. Gerok.) Svantaggi resi utili:

(I.) Luoghi strani possono essere trasformati in chiese. Se in molti casi c'è stata profanazione, si sono verificati anche molti sorprendenti casi di consacrazione. Potremmo trasformare ogni luogo in un luogo di preghiera. L'insegnamento di questa lezione immediata è che le circostanze angoscianti, dannose e minacciose possono essere trasformate in scale che salgono al cielo. Che cosa stai facendo nelle tue circostanze insolite: gemere, lamentarti, lamentarti? Paolo e Sila "cantavano lodi". Tali uomini, quindi, non potrebbero mai essere in prigione. I cristiani non dovrebbero mai trovarsi in circostanze che non possano trasformare in occasioni sacramentali

(II.) I lavoratori e i fedeli cristiani possono avere osservatori e ascoltatori inaspettati. È sempre esattamente così. l. Non parli senza essere ascoltato; Non si va in chiesa senza essere osservati. Il predicatore parla alla sua congregazione immediata, ma non sa chi sta ascoltando nel vestibolo. "E i prigionieri stavano ascoltando". Non avevano mai sentito una musica del genere prima! Erano abituati al linguaggio profano; a esclamazioni violente e lamentose; Ma qui c'è uno spirito nuovo in casa. È così a casa. Oltrepassando la porta della stanza, ci fermiamo un momento per ascoltare una voce dolce in preghiera o in lode, che segue la vita come un angelo implorante

(2.) Ciò che è vero da un lato è vero dall'altro. Il giudizio ingiusto che avete emesso è stato ascoltato dai vostri figli, ed essi cresceranno per ripetere il vostro cinismo

(III.) È possibile tranquillamente, e anche con gratitudine, accettare tutte le circostanze della vita. Nulla deve interferire con il sacrificio religioso. Siamo in prigione? Potremmo dover modificare l'ora del culto, ma non il culto stesso. Siamo in un'atmosfera poco congeniale? Forse dobbiamo aspettare che la compagnia si sia sciolta prima di comunicare con il Padre; Ma è solo in attesa. Mostrami un cristiano che non si lamenta. Dov'è l'antica gioia? Che i vecchi tempi tornino! Quando verranno, i cristiani accetteranno la povertà o la ricchezza, la vita o la morte, il tetro marzo o il caldo giugno, con gratitudine, dicendo: "Questo è il meglio per me; Io non vivo nelle circostanze, ma nella fede".

(IV.) Questo è un servizio religioso completo. "Ma non c'era la predica", dite. Sì, c'era; perché possiamo predicare cantando. Ma, anche in senso più diretto e letterale, la predicazione si è aggiunta alla preghiera e alla lode. Ci fu il terremoto, e il carceriere, con la sua casa, divenne una congregazione alla quale Paolo e Sila predicarono, nel senso letterale del termine. Così quella sera ebbero un servizio completo: preghiera, lode, predicazione e conversione

(V.) Guardate questa conversione del carceriere

(1.) Si è svolto in circostanze che possono essere descritte come "eccitanti". Non siamo stati ingiusti verso quella che viene chiamata "eccitazione religiosa"? Ma la colpa è delle circostanze o di noi stessi? Ci piace la quiete, la morte; Non ci piace essere "eccitati", perché il diavolo ci ha cloroformizzati in uno stato di insensibilità. Gesù Cristo non rimproverò l'eccitazione che seguì il Suo ministero; quando altri avrebbero voluto che Egli li rimproverasse, gli Ebrei dissero: "Io vi dico che se questi tacessero, le stesse pietre griderebbero". 2. Fortunatamente l'incidente non finisce qui. All'eccitazione si aggiungeva l'elemento necessario dell'istruzione (Versetto 32). Le lacrime negli occhi, che non sono seguite da attività nella mano, induriscono il cuore stesso che per il momento si è intenerito. Saremo i peggiori per ogni risveglio che finisce in se stesso. Ai tempi di risveglio devono seguire i tempi di studio. Potremmo ottenere servizi come questi quasi ogni giorno della settimana. Se pregassimo e lodassimo in ogni prigione in cui la nostra vita è gettata, saremmo ascoltati da strani ascoltatori, saremmo interrogati da strani indagatori, e le porte dell'utilità si aprirebbero proprio nel granito in cui apparentemente ci rinchiudono. (J. Parker, D.D.) L'incomparabile potere del cristianesimo personale: - Qui lo vediamo -

(I.) Elevare lo spirito al di sopra delle prove più grandi (Versetto 25). Cosa dà alla religione questo potere. l. Fede nella sovrintendenza divina. Gli apostoli sapevano che non erano lì per caso o per caso, ma che il tutto era sotto il controllo saggio e benevolo del Padre Eterno. Questo è consolante. Giobbe lo sentiva. "Ebrei conosce la via che prendo", ecc

(2.) Consapevolezza dell'approvazione di Dio. Il "ben fatto" del Cielo risuonava dentro di me, e tutto metteva in musica. "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" Essendo giustificati per fede, siamo in pace con Dio",

(3.) Il pensiero delle prove di Cristo in confronto alle proprie

(4.) Assicurazione di una gloriosa liberazione. "Le nostre lievi afflizioni, che sono solo per un momento", ecc. "Ritengo che le sofferenze di questo tempo presente non siano degne di essere paragonate", ecc. Gli ebrei che hanno questa religione possono trovare un paradiso in una prigione sotterranea

(II.) Assicurare l'interposizione di Dio (Versetto 26). Mentre si prende cura di tutti, Dio si prende cura del bene. la ragione suggerirebbe questo, cioè che lo Spirito Eterno sentirebbe un interesse maggiore per la mente che per la materia; che il Padre Eterno nella Sua progenie piuttosto che nella Sua mera opera; che la Fonte dell'amore e della santità in coloro che partecipano ai Suoi attributi morali piuttosto che in coloro che non lo fanno

(2.) La Bibbia insegna questo

(1) In dichiarazioni esplicite. "A quell'uomo guarderò", ecc. "Come un padre ha pietà dei suoi figli", ecc. "Perciò, se Dio veste così l'erba del campo", ecc

(2) Nella biografia del bene. Non si interposero forse ebrei in modo speciale a favore dei patriarchi, dei profeti e degli apostoli? Se necessario, gli Ebrei faranno piovere pane nei cieli e far uscire la roccia, versando ruscelli ristoratori. Gli Ebrei divideranno il mare e chiuderanno la bocca dei leoni

(III.) Capacitare l'anima per la massima utilità. Il carceriere di Filippi - l. È stato impedito dall'autodistruzione. La voce del cristianesimo all'uomo è: "Non farti del male" di alcun tipo. I buoni sono sempre utili per prevenire il male

(2.) Era diretto alla vera sicurezza. La sua domanda indica uno stato d'animo complesso. Gli ebrei avevano riguardo non solo per la liberazione materiale e civile, ma anche per quella spirituale ed eterna. La domanda implica un senso di pericolo e un senso della necessità dello sforzo individuale. Qualcosa deve essere fatto. Paolo, senza circonlocuzioni e indugi, risponde: "Credete", ecc. Credete in Lui come il Rappresentante dell'amore di Dio per il peccatore, come l'Espiatore del carattere di Dio, come la Guida del cielo di Dio

(3.) Ha sperimentato un delizioso cambiamento (Versetto Versetti 33, 34). Il furfante che "li ha spinti nella prigione interna e ha infilato i loro piedi nei ceppi", ora lava teneramente le loro "piaghe" e li intrattiene con pia ospitalità. L'anima terrorizzata che è balzata dentro, con il massimo orrore, è ora piena di gioia e di fede (34)

(IV.) Investendo l'anima della più vera indipendenza (Versetto Versetto 35, ecc.). Questo è visto

1.) Nella loro superiorità rispetto alla paura dell'uomo. Appena furono miracolosamente liberati dalla prigione, avrebbero potuto allontanarsi in fretta da una simile scena di nemici; ma rimasero, anche se i magistrati diedero loro la libertà di partire. Non avevano paura. Potevano cantare il salmo 46

(2.) Nel rifiutare grandi benefici, perché offerti su basi improprie. Non accetteremo come un favore ciò che chiediamo come un diritto. Un uomo buono rifiuterà la libertà, l'influenza sociale, la ricchezza, a meno che non possano essere ottenute con onore e rettitudine

(3.) Nel trionfare sui loro nemici. I tiranni divennero servili supplici ai piedi dei loro prigionieri. Tale è la pietà cristiana che si manifesta all'inizio in Europa e in una prigione. La pietà non è quella cosa debole e sdolcinata che spesso passa per essa. È la forza più potente della terra. I veri cristiani non hanno ricevuto "lo spirito di timore, ma di amore, potenza e di mente sana". (D. Thomas, D.D.Avendo perso una battaglia in quel quartiere, Cassio, "l'ultimo dei Romani", si nascose nella sua tenda e ordinò ai suoi liberti di colpire, mentre Bruto, nella sua cupa disperazione, cadde sulla sua spada. Ma, lungi dal cadere e mormorare, e dal chiedere conto a Dio, che li aveva chiamati in Europa, e tuttavia aveva permesso che fossero così "vergognosamente trattati"; lungi dal decidere di abbandonare un Maestro che non li aveva protetti, o dal ritenere la visione di Troade un'esca per attirarli in perquisizioni e in una prigione, "Paolo e Sila" pregarono, e non solo aprirono i loro cuori in suppliche, ma "cantarono lodi a Dio", e ciò senza alcuna melodia sussurrata, perché "i prigionieri li ascoltarono". (Prof. Eadie.E i prigionieri li ascoltarono.- Mezzi indiretti per fare il bene: - Sebbene gli oratori fossero legati, la Parola era libera; non solo la Parola che saliva verso il trono di Dio, ma anche l'eco della Parola, che perforava i cupi muri divisori e penetrava nelle orecchie spaventate dei miserabili prigionieri. Sembrava una strada tortuosa quella che il vangelo prendeva per raggiungere questi Gentili; Ma non ha perso la strada. C'era un muro morto tra gli apostoli e il loro pubblico, e quindi non predicarono quella sera. Ma non c'era alcun muro tra loro e il Padre dei loro spiriti: pregando cantavano Dio, e la preghiera rivolta verso l'alto cadde di nuovo dall'altra parte del tramezzo, cadendo lì su orecchie che ascoltavano. Con questo metodo tortuoso il vangelo raggiunse alcune anime bisognose. È così che nella guerra moderna spesso si supera una fortezza che è troppo forte per essere presa con un assalto diretto. Il muro si acciglia fitto e alto tra i difensori e gli assalitori. Nessun missile inviato in linea diretta può toccare la guarnigione protetta. Gli assedianti in tal caso gettano le loro palle in alto nel cielo; Questi rientrano nell'involucro e svolgono il loro lavoro. Quando un buon soldato di Gesù Cristo non può raggiungere gli uomini con la predicazione diretta, può farlo con la preghiera e la lode. I cristiani che viaggiavano in quartieri romani o comunque bui, potevano in questo modo spargere benedizioni sul loro cammino. E lo stesso potrebbero fare coloro che vivono in quartieri arretrati. (W. Arnot, D.D.)

26. E all'improvviso ci fu un grande terremoto.- Il terremoto di Filippi: - Un atto miracoloso di colui che ha spezzato tutti i legami

(I.) Ebrei spezza i legami della tribolazione, quando i Suoi eletti lo chiamano giorno e notte (Paolo e Sila)

(II.) Ebrei strappa le catene del peccato, quando le anime legate sospirano dietro di Lui (il carceriere)

(III.) Ebrei apre un sentiero per la Sua Parola e il Suo Regno anche quando il mondo mette loro delle catene. "La Parola di Dio non è legata."

(IV.) Ebrei apre la prigione della tomba, quando scocca l'ora dell'eterna redenzione. Si dice che quell'ora sia mezzanotte. (K. Gerok.Abbiamo tutti letto del terremoto a Lisbona, a Lima, ad Aleppo e a Caraccas; ma viviamo a una latitudine in cui in tutta la nostra memoria non c'è stata una sola grave perturbazione vulcanica. Eppure abbiamo visto cinquanta terremoti. Ecco un uomo che ha accumulato una grande fortuna. La sua offerta sul mercato monetario si fece sentire in tutte le città. Ebrei pensa di aver superato tutte le fastidiose rivalità nel commercio, e dice a se stesso: "Ora sono libero e al sicuro da ogni possibile perturbazione". Ma nel 1837, o nel 1857, o nel 1873 un panico nazionale colpisce le fondamenta del mondo commerciale, e crolla! va tutto quel magnifico stabilimento commerciale. Ecco un uomo che ha costruito una casa molto bella. Le sue figlie sono appena tornate a casa dal seminario con i diplomi di laurea. I suoi figli hanno iniziato la vita, onesti, temperati e puri. Quando si accendono le luci della sera, si crea una cerchia familiare felice e ininterrotta. Ma c'è stato un incidente a Long Branch. Il giovane si avventurò troppo lontano nella risacca. Il telegrafo lanciò il terrore fino alla città. Un terremoto colpì le fondamenta di quella bellissima casa. Il pianoforte si chiuse; le tende calarono; Le risate si zittirono. Scontro! Sparisci con tutte quelle speranze, prospettive e aspettative interne. Così, amici miei, tutti noi abbiamo sentito la trepidazione di qualche grande affanno, e c'è stato un momento in cui eravamo tanto eccitati quanto quest'uomo del testo, e abbiamo gridato come lui: "Che cosa devo fare?"L'ora di mezzanotte nel carcere di Filippi, immagine della grande ora del Signore:

1.) Il mondo dorme, ma i credenti lo attendono con vigilanza e preghiera

(2.) La terra trema, ma il Signore è vicino

(3.) I servi del peccato tremano davanti al giudizio

(4.) I figli del regno alzano il capo con gioia perché la loro redenzione è vicina. (K. Gerok.Quando Giovanni G. Paton, sulla sua piccola isola di Anyeitum, stava quasi perdendo la speranza di vivere, sebbene cercasse ancora di pacificare gli indigeni assetati di sangue, accadde che sulla lontana linea dell'orizzonte si videro le vele di una nave e una linea di fumo salire nel cielo. «Arriva il piroscafo», gridarono gli indigeni terrorizzati e corsero a nascondersi nella boscaglia. Il capo, che era stato così crudele, venne a implorare Paton per la sua vita. Sembrava l'ultimo giudizio a questi poveri sudditi ignoranti. Ma che cosa importava al missionario? Per lui l'anello di congiunzione con il proprio Paese, l'aiuto e la forza di una nuova vita. Quando la nave arrivò, si rivelò essere uno degli uomini di guerra di Sua Maestà, e la vista del potere della regina di Paton colpì a tal punto l'immaginazione dei nativi che decisero di lasciare illeso l'uomo che aveva amici così potenti per fare il suo lavoro. Così, dietro il cristiano c'è il Dio del cristiano, onnipotente, onnivolenteroso

27 CAPITOLO 16

Atti 16:27-28

E il custode della prigione. si sarebbe ucciso.Il suicidio non è temere la morte, ma avere paura della vita. È un atto coraggioso di valore disprezzare la morte; ma dove la vita è più terribile della morte, allora è il valore più vero osare vivere; e in questo la religione ci ha insegnato un nobile esempio; poiché tutte le azioni valorose di Carzio, Scoevola o Codro non sono parallele o uguali a quelle di Giobbe. (Sir Thomas Browne. Suicidio a Filippi: - Filippi è famosa negli annali del suicidio. Qui Cassio, incapace di sopravvivere alla sconfitta, si coprì il volto nella tenda vuota e ordinò ai suoi liberti di sferrare il colpo. Il suo messaggero, Titinio, riteneva che fosse "una parte di un romano", per seguire il severo esempio. Qui Bruto sgedò i suoi amici, esclamando: "Certamente dobbiamo volare, ma non con i piedi, ma con le mani"; e molti, i cui nomi non ci sono mai giunti, hanno concluso la loro ultima lotta per la repubblica con la morte autoinflitta. Anche qui un altro disperato avrebbe commesso lo stesso crimine, se la sua mano non fosse stata fermata dalla voce di un apostolo. Invece di una morte improvvisa e senza speranza, il carceriere riceveva dalle mani del suo prigioniero il dono della vita sia temporale che spirituale. (J. S. Howson, D.D.) Non farti del male. - La religione è una salvaguardia:

(I.) L'allarme del custode del carcere. I segni della presenza divina erano i terremoti, l'apertura delle porte e la perdita dei legami. In questo modo Dio rese testimonianza ai Suoi servitori fedeli e preparò la via per la conversione del carceriere. Ma il terrore morale è stata la cosa più memorabile della sua storia. Dio usò mezzi terrificanti in vista di un fine pacifico e misericordioso. Ebrei fu prima ridotto alla disperazione di se stesso, e poi condotto alla speranza in Cristo. I gradi di terrore sono diversi nelle diverse menti. Lidia fu portata con mezzi calmi e pacifici; il carceriere da quelli solenni e eccitanti. Alcuni dubitano di convertirsi, perché non sono passati attraverso convinzioni forti, agonie di terrore. Lasciate che guardino Lydia. Quell'uomo ha avuto abbastanza terrore, sia tanto che poco, se è stato portato a Cristo. Il nostro stato deve essere determinato non dalle nostre emozioni passate, ma dalla nostra condotta attuale

(II.) Il linguaggio di San Paolo per lui: "Non farti del male". Il testo suggerisce tre grandi verità: 1. Che è la tendenza del peccato a danneggiare il peccatore. Ebrei non la pensa così all'inizio della sua carriera; ma lo scopre molto presto. Seguiamo il male sotto le forme del bene. Il nemico delle anime prima seduce e poi distrugge. Il peccato ferisce la coscienza; rovina la reputazione; ferisce il peccatore nelle sue circostanze mondane; distrugge la felicità della sua famiglia; accorcia i suoi giorni; gli rovina l'anima. Come l'ombra segue il corpo, così le piaghe seguono il peccato

(2.) Che il disegno della religione è quello di essere una salvaguardia morale e una benedizione. È favorevole a una coscienza pacifica; a un buon nome; alla prosperità mondana; al comfort familiare; alla lunghezza dei giorni; a una morte pacifica; e gioiosa eternità. Il vangelo è un sistema conservatore e riparatore

(3.) Che è ufficio del ministero interferire, con i suoi consigli e avvertimenti, tra l'uomo e la miseria. Paolo gridò a gran voce

(III.) Il miglioramento che suggerisce a noi stessi. Credete e obbedite al Vangelo. È un rimedio adatto a tutti i tempi e a tutte le persone

(1.) A titolo di indagine. Abbiamo fatto il primo passo sulla strada per il cielo? 2. A titolo di cautela. Guardatevi dall'inizio del peccato

(3.) A titolo di invito ai penitenti. "Volgetevi alla fortezza, prigionieri della speranza". 4. L'incoraggiamento ai cristiani derivava dall'accertato nesso tra fede e salvezza. "Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato". (L'Evangelista. Autoconservazione: non farti del male

(I.) Fisicamente. Il corpo è opera di Dio, "fatto in modo tremendo e meraviglioso". È stato redento da Cristo ed è un tempio dello Spirito Santo. Non danneggiarlo dunque... l. Per superlavoro

(2.) Da un eccessivo esercizio fisico

(3.) Da esposizione indebita

(4.) Snervando l'indolenza o il piacere

(5.) Trascurando i mezzi del suo sostentamento in salute o la sua guarigione in malattia. Dovremo rendere conto delle azioni compiute nel corpo in più di un senso

(II.) Mentalmente. Quanto augusto è il dono dell'intelletto con le sue facoltà di memoria, ragione, immaginazione, ecc., e quanto delicato e suscettibile di ingiuria. Ci sono leggi della mente e della materia che non possono essere disobbedite senza una severa punizione. Non fare del male alla tua mente

1.) Per sovraccarico. Alcuni dei più alti nelle liste degli esami hanno ottenuto scarsi risultati nella vita, perché i loro onori accademici rappresentano non tanto una conoscenza utile e salutare, ma un grande lavoro

(2.) Per negligenza. La mente entra in uno stato ozioso e malato per mancanza di esercizio

(III.) Emotivamente. Quanto è ricco il sentimento di un dono, e quanto presto e facilmente il cuore viene ferito o spezzato! Non farti del male... l. Per eccesso di sensibilità

(2.) Per pietrificazione deliberata

(3.) Dall'ansia. Proteggi l'amore dagli oggetti indegni; speranza contro aspettative irragionevoli; gioia contro fonti esauribili. Coltiva le migliori amicizie; "Accontentatevi delle cose che avete"; Non disperare mai

(IV.) Spiritualmente. Qui si può fare il danno più grande. Qui il danno può essere irreparabile

(1.) La comunione con Dio, che è la vita dell'anima, può essere interrotta

(2.) L'anima può morire alla sua eredità più ricca nel tempo e nell'eternità. Non fate alcun male, quindi, trascurando i mezzi della grazia, della preghiera, dello studio della Bibbia, della comunione cristiana, ecc., né concedendo alcun peccato conosciuto

(V.) Socialmente. Sotto questo titolo possono essere raggruppati una varietà di interessi in cui possono essere fatti grandi danni. Un uomo può farsi del male... l. Commercialmente, con speculazioni poco sagge, metodi sbagliati, indolenza, ecc.

(2.) Nelle sue amicizie da cattive compagnie, mancanza di pensiero, tolleranza, ecc

(3.) Politicamente. La regola cristiana e infallibile dell'autoconservazione è: "Amerai il Signore Dio tuo. e il tuo prossimo come te stesso". (J. W. Burn.Un giovane gentiluomo spese la sua fortuna in una vita dissoluta e fu ridotto in povertà. Per un po' i suoi amici lo sostennero; ma alla fine tutti lo abbandonarono. Vagando come un vagabondo, e non avendo alcuna prospettiva di un ulteriore rifornimento, decise di annegare. Trovandosi allora in un luogo straniero, andò sulla riva del fiume; ma aspettando che si facesse buio, vide una luce in una casa e vi si recò dentro. La gente lì cantava; egli ascoltò e, dopo aver ascoltato un capitolo della Bibbia e una preghiera, bussò alla porta e fu ammesso. Nella stupefacente gentilezza della Provvidenza, il passaggio da considerare era quello che ci stava davanti. Dopo che diversi membri ebbero fatto le loro osservazioni, conclusero, come al solito, con una preghiera, dopo di che lo straniero chiese come fossero venuti a conoscenza dei suoi pensieri, poiché non aveva menzionato il suo proposito a nessuna persona sulla terra. Questo sorprese anche il pubblico, che fino a quel momento non lo aveva mai visto né sentito parlare. Al che il giovane gentiluomo raccontò loro il suo piano e come fosse stato impedito. Questa straordinaria provvidenza lo colpì a tal punto che, con la benedizione divina, fu resa il mezzo della sua conversione. Ebrei divenne un eminente cristiano, riconquistò il favore dei suoi amici e visse una vita utile e devota. Quando Napoleone fu sconfitto a Waterloo, verso le sette di sera, esclamò: "Sauve qui peut" e cavalcò fuori dal campo verso Charleroi. Ma questo avvenne dopo che le sue campagne avevano macchiato la sua spada con il sangue e le lacrime di milioni di persone, e quando i tre giorni precedenti erano stati segnati dalla caduta di 40.000 francesi, 16.000 prussiani e 13.000 inglesi e tedeschi. Il consiglio di Paolo: "Non farti del male", fu dato in tempo per prevenire il male, e questo è il consiglio tempestivo e costante del Vangelo per gli uomini di tutte le nazionalità in tutte le epoche. (H. Peach, LL.D.)

29 CAPITOLO 16

Atti 16:29-34

Allora chiamò un lume, balzò dentro e venne tremante.-Il carceriere di Filippi:

(I.) Lo stato d'animo prima della conversione

(1.) Ebrei era un peccatore negligente. Questo appare non tanto dai suoi atti ufficiali; perché la colpa della persecuzione ricadeva sul popolo e sui magistrati: ma dalla sua condotta come raffigurata nel Versetto 26, in cui abbiamo l'immagine di un uomo mondano, negligente, senza Dio, spinto alla disperazione da un'inaspettata calamità temporale. Gli Ebrei non avevano timore di Dio, poiché egli aveva più paura di "coloro che potevano uccidere il corpo", ecc.; non aveva cura della sua anima, poiché era pronto a mettere in pericolo la sua salvezza; era del tutto sconsiderato riguardo all'eternità, poiché per sfuggire alla miseria presente stava per precipitarsi senza essere convocato alla presenza del suo Giudice. L'idea del suicidio non sarebbe potuta venire in mente a nessun uomo se non fosse stato del tutto incurante di Dio e delle Sue prospettive eterne

(2.) Ma un cambiamento è stato operato prima della conversione; da negligente diventa un peccatore convinto. Questo cambiamento preliminare consisteva in forti convinzioni di coscienza e in vive apprensioni per il pericolo; e queste, sebbene prodotte all'improvviso, erano profonde e sincere (Versetto 29). Ecco un grande cambiamento dall'apatia alla preoccupazione, dall'incoscienza all'ansiosa indagine. Questa convinzione può essere spiegata da ciò che aveva visto e udito; la confessione della schiava; la condotta degli apostoli; il terremoto; L'esortazione di Paolo

(3.) Ma mentre un cambiamento marcato era stato operato, non era una conversione. La convinzione, mentre precede la conversione, non sempre è seguita da essa. Gli ebrei avevano rimorso, ma il rimorso non è pentimento; Aveva paura, ma la paura non è fede; Aveva il timore del pericolo, ma il pericolo può essere temuto mentre il metodo di liberazione è sconosciuto. Queste convinzioni erano utili come mezzi preparatori; Erano sintomi di speranza; ma possono essere, e spesso sono, soffocati, contrastati e vinti. Che non fosse convertito è evidente dalla sua domanda, il che implica che egli ignorava ancora il fondamento della speranza di un peccatore, e che era disposto a guardare a qualcosa che egli stesso avrebbe potuto fare, piuttosto che a ciò che poteva essere divinamente fatto per lui

(II.) I mezzi con cui è stata effettuata la sua conversione. Poco importa da quali circostanze un peccatore sia risvegliato per la prima volta a indagare; che sia per il terremoto, o per la voce sommessa. Ma mentre le circostanze sono diverse, i mezzi sono gli stessi in tutti: la verità com'è in Gesù, il vangelo pieno e gratuito della grazia di Dio. Il carceriere non è stato convertito dal terremoto, al contrario, l'effetto di ciò è stato il terrore suicida; Ma ciò che l'evento miracoloso non poté fare fu fatto dal Vangelo. Agli Ebrei fu comandato di guardare da se stesso a Cristo, di abbandonare ogni speranza di salvezza per le opere e di operarla per fede. L'esortazione implica... l. Che egli creda alla verità riguardo a Cristo, che è implicata nei nomi che gli sono stati dati

(1) Gesù, cioè il Salvatore

(2) Cristo, l'unto del Signore

(3) Signore

(2.) Che credendo nella verità riguardo a Cristo, egli dovrebbe riporre la sua fiducia personale e la sua fiducia in Cristo solo come Colui che è in grado di salvare fino all'estremo. Il vangelo così proposto era

(1) Un mezzo adatto, come prescrivere un rimedio sotto tutti gli aspetti adatto ai mali che sentiva o temeva

(2) Sufficiente, in quanto contiene tutto per istruire, incoraggiare o persuadere

(III.) La natura del cambiamento. La sua conversione consistette propriamente nel credere nel Signore Gesù Cristo. Fino a quando non credette di non essere convertito; ma non appena credette, divenne un uomo convertito. La produzione della fede pura non è un semplice cambiamento di opinione, ma un rinnovamento radicale e completo attestato da alcuni frutti. l. Gli ebrei avevano sete di ulteriore istruzione (Versetto 32)

(2.) Ebrei si preoccupava per le anime della sua famiglia

(3.) La sua fede operata dall'amore

(4.) Gli ebrei avevano pace e gioia nel credere

(5.) Ebrei fece un'aperta professione della sua fede. Conclusione: impara

1.) Che gli uomini nel loro stato non convertito sono spesso negligenti e privi di ogni timore di Dio e preoccupazione per le loro anime

(2.) Mentre sono così negligenti, Dio si compiace spesso di servirsi di qualche dispensa solenne e risvegliante per svegliarli e allarmarli

(3.) A volte le prove e le delusioni dei peccatori servono solo ad esasperare la loro naturale inimicizia, come nel caso del carceriere, o del tentato suicidio

(4.) Le convinzioni sono utili solo quando producono un sincero spirito di riflessione e di indagine

(5.) La convinzione termina con la conversione solo quando un vero senso del peccato è combinato con l'apprensione della misericordia di Dio in Cristo. (J. Buchanan, D.D.Il carceriere di Filippi:

(I.) Il risveglio del carceriere. La prima circostanza che sembra aver influenzato potentemente la sua mente fu una grande calamità temporale che minacciava la sua immediata rovina e morte. Grandi, improvvise e pesanti afflizioni sono spesso inviate dalla provvidenza di Dio affinché gli Ebrei possano portare gli uomini al raccoglimento e alla preghiera. C'erano molte cose qui, tutte in concomitanza, che influenzavano potentemente la mente del carceriere. Ma queste erano solo circostanze esteriori; e fu solo per la speciale grazia di Dio che furono resi utili alla sua anima. Molte persone soffrono enormi afflizioni, ma non pensano mai a Dio in esse; e così le loro afflizioni non hanno alcuna benedetta sorte. In verità, solo dopo che il carceriere fu tornato in sé, egli pensò alla sua anima e vide la mano di Dio nelle circostanze circostanti. Nel giorno della condanna di Dio gli uomini sono grati per l'aiuto di coloro che hanno oltraggiato, e nel grande giorno di tutti, quando la porta del pentimento sarà chiusa per sempre, i persecutori della vera Chiesa di Gesù si prostreranno ai loro piedi e saranno come cenere sotto la pianta dei loro piedi

(II.) Le conseguenze del suo risveglio, nella sua seria indagine. Lasciate che vi indichi che cosa significa essere salvati

(1.) Per essere liberati da tutti i nostri peccati

(2.) Per essere liberato da tutta la punizione di tutti questi atti malvagi

(3.) Essere messo in grado di superarli

(4.) Essere salvati dalla pratica del peccato, così come dalla condanna di esso

(5.) Per essere liberati dal diavolo

(6.) Per essere liberato dal mondo

(7.) Per essere salvati dalla maledizione dell'Onnipotente. 8. Per essere liberato dall'inferno. Ma essere salvati è molto più di questo: è essere portati dal peccato alla santità, dalla maledizione alla benedizione, dalla morte alla vita, dall'inquietudine alla pace, da Satana a Dio

(III.) La risposta data a quest'uomo indagatore e in risveglio. Essi distolgono subito la sua attenzione da se stesso a Cristo, all'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Gli Ebrei entrarono in una nuova vita da quel momento stesso. E ora, osservate, il carceriere ha trovato Gesù; e il suo terrore si trasforma in gioia. Come frutti benedetti della sua fede, il suo cuore è pieno di gioia e di amore per i fratelli; e seguì, con pronta obbedienza, alle leggi del Signore, ed entrò, con il battesimo, nel suo corso cristiano. Conclusione: Nella narrazione osservare-l. Un notevole esempio di misericordia gratuita e ricca verso un peccatore disperato ridotto all'estremo

(2.) Un esempio istruttivo della misteriosità delle vie di Dio nel compimento dei Suoi propositi di misericordia

(3.) Che la salvezza di Dio è tanto gratuita quanto vasta

(4.) La semplicità del Vangelo

(5.) Che tutti i figli di Dio non siano risvegliati allo stesso modo

(6.) Un'immagine del mondo. Questa terra è una prigione; Le persone che vi si trovano sono condannate a morte, sì, ogni giorno ne vengono condotte mille a morte. E sebbene l'uomo non convertito non possa estrarre una spada per conficcarla nel proprio cuore, la spada della vendetta divina è sguainata contro di lui, e può trafiggerlo in qualsiasi momento. E mentre, mentre Paolo e Sila lodavano Dio per la redenzione, il terremoto scosse la prigione e i ceppi caddero dai prigionieri, vediamo, per così dire, un'immagine delle benedizioni del vangelo, per cui "il prigioniero salta per sciogliere le sue catene", e coloro che sono in grado di credere sono emancipati dalla schiavitù del peccato, e portato alla gloriosa libertà dei figli di Dio. (T. Snow, A.M.) La conversione del carceriere:

(I.) Le fasi dell'iniziativa verso la conversione. l. Un terribile senso di pericolo. Il terremoto e la strana e sublime condotta dei prigionieri risvegliarono la sua coscienza colpevole

(2.) Un sincero spirito di indagine. "Che cosa devo fare?"

(3.) La prontezza a fare tutto ciò che è richiesto

(II.) Il mezzo esclusivo di conversione. La fede in Cristo è indispensabile per produrre questo cambiamento morale. l. Un cambiamento di carattere richiede un cambiamento di credenze. Siamo controllati e plasmati dai motivi: i motivi sono credenze

(2.) Le nuove credenze necessarie per produrre questo cambiamento devono essere dirette a Cristo. Cristo solo ci dona

(1) Il vero ideale del carattere

(2) Il vero modo per raggiungerlo

(3) I veri aiuti per permetterci di farlo

(III.) La gloriosa questione della conversione. "Sarai salvato". Che cos'è la salvezza? Non è in alcun senso un cambiamento fisico, né semplicemente un cambiamento intellettuale, né necessariamente un cambiamento locale. È una rivoluzione morale. È l'anima che si eleva dal sensualismo alla spiritualità, dall'egoismo alla benevolenza, dal mondo a Dio. Questa conversione

1.) Assicurerà la salvezza delle nostre anime. "Tu devi", ecc

(2.) Porterà alla salvezza degli altri. «E la tua casa» - non, naturalmente, che la sua fede avrebbe salvato la sua famiglia indipendentemente dalla loro; ma che lo avrebbe spinto a fare quegli sforzi che, sotto Dio, avrebbero condotto la sua famiglia a una fede salvifica. (D. Thomas, D.D.) Un uomo in due condizioni:

(I.) Che tipo di uomo prima della conversione? Il carceriere, un esempio notevole della potenza della grazia di Dio. Ebrei era un severo disciplinatore romano. Gli ebrei rispettavano l'autorità. Ebrei era probabilmente un vecchio soldato, che per il buon servizio reso in passato veniva ricompensato con questo incarico. Questo gli è stato accreditato. Dobbiamo essere fedeli nel nostro lavoro quotidiano. Ammetto che c'è un po' di durezza nell'esecuzione dei suoi ordini; Non gli fu comandato di spingere, ma di tenerli al sicuro, e fece del suo meglio per farlo. Ebrei va a letto. Ebrei dorme. Arriva un terremoto. Non è allarmato per sua moglie e la sua famiglia. La sua unica attività era, sotto il sigillo dell'imperatore romano, quella di sorvegliare le porte della prigione. Vorrei che tutti i cristiani fossero fedeli al loro ufficio come quest'uomo non illuminato. Ebrei trova la porta aperta. Ebrei teme il disonore. Gli ebrei non possono combattere l'accusa di dovere trascurato. Gli ebrei si sarebbero uccisi. Ebrei era un uomo severamente retto. Sono sempre contento quando questi uomini vengono salvati. Non sempre si salvano. Essi godono di grande stima pubblica e tendono a dimenticare il loro Maestro in cielo. Il carceriere era un uomo di poche parole. "Che cosa devo fare per essere salvato?" Gli uomini di questo tipo sono spesso freddi. È difficile scaldare i loro cuori. Ebrei era un uomo d'azione e di decisione. Ebrei dice a quest'uomo: "Va' ed egli va"; lui stesso è pronto

(II.) Cosa provocò la sua conversione? Gli ebrei avevano già ricevuto alcune istruzioni. Gli ebrei avevano udito la testimonianza della ragazza, e forse le parole di Paolo. Non lo impressionarono. Gli ebrei si addormentarono dopo. Ebrei non fu fatto tremare perché i prigionieri erano fuggiti; questa paura era stata bandita da Paolo. Che cosa dunque, il miracolo, che le porte si aprirono, eppure nessuno era scampato! Che gioia riempì la sua anima! Nessuna colpa possibile. Ebrei fu avvicinato al mondo invisibile dal pericolo a cui era sfuggito; e mentre la luce brillava tutt'intorno, egli vide la sua vita passata, e lo Spirito Eterno svelò quella vita e gli fece vedere il male di essa. Poi la sua conversione nacque dall'ulteriore istruzione dell'apostolo. Un insegnamento chiaro e un cuore semplice per riceverlo rendono rapido il lavoro sulla questione. Ringraziamo Dio per tutte le circostanze che assicurano la conversione di un'anima. Non lamentatevi perché il terremoto non è nella conversione; non importa quanto sia stato realizzato, o attraverso chi

(III.) Che tipo di convertito ha fatto. l. Ebrei era un convertito credente. Gli ebrei credettero senza indugio né dubbio. Agli Ebrei fu detto di credere, e lui lo fece. Chi non crederà a ciò che l'esperienza di migliaia di persone promette di essere vera? 2. Ebrei era un umile convertito. Gli Ebrei caddero ai piedi dell'apostolo. Gli Ebrei 51 servivano nella sua casa. Un'anima convinta non vuole il seggio più alto della sinagoga. Se le brave persone discutono, che sia per un posto ai piedi di Cristo

(3.) Ebrei era un pronto convertito. Ascoltare, credere, comunione, tutto a mezzanotte. Quando sappiamo cosa Cristo vuole che facciamo, ogni momento di ritardo è peccato

(4.) Ebrei era un convertito pratico. Gli ebrei lavarono le loro lividure. Gli ebrei misero davanti a loro del cibo. Non è facile organizzare un banchetto nel cuore della notte. Gli ebrei 51 portavano meglio. Ebrei è il giusto tipo di convertito che vuole fare qualcosa per Cristo; Presto troverà qualcosa da fare

(5.) Ebrei era un gioioso convertito

(6.) Ebrei fu un convertito influente. Tutti nella sua casa si convertirono

(7.) Ebrei era un convertito assennato. Gli Ebrei continuarono a mantenere la sua posizione. Gli ebrei non rinunciarono a tenere la prigione. Chi è più adatto a fare il carceriere come un uomo che conosce il Signore e vuole essere umano? Ci piace che coloro che si convertono continuino a fare i loro affari e a fare soldi per la causa di Cristo. (C. H. Spurgeon.)

30 CAPITOLO 16

Atti 16:30-31

Che cosa devo fare per essere salvato?. Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato.La grande domanda e la risposta chiara: Il custode di una prigione macedone non era probabilmente una persona molto nervosa o suscettibile. E così lo straordinario stato di agitazione e di panico in cui è stato gettato questo rozzo carceriere ha bisogno di una qualche spiegazione. Ora, pensate che la domanda del carceriere fosse un pezzo di sciocca superstizione? Oserei dire che alcuni di voi lo fanno, o alcuni di voi possono anche supporre, che sia stata una cosa del tutto superflua da parte sua o di chiunque altro. Quindi, in pochissime parole, voglio affrontare queste tre cose: la domanda che tutti dovremmo porci, la risposta che tutti possiamo prendere, la benedizione che tutti possiamo avere

(I.) La domanda che tutti dovremmo porci. So che oggi è molto fuori moda parlare di "salvezza" come di un bisogno dell'uomo. Che cosa deve essere salvato? Due cose; per essere guarito ed essere al sicuro. In entrambi gli aspetti l'espressione è impiegata più e più volte nella Scrittura. Significa o la guarigione dalla malattia o la liberazione dal pericolo. Mi permetto di insistere su tutte queste due considerazioni: tutti abbiamo bisogno di guarigione dalla malattia; Tutti abbiamo bisogno di sicurezza dal pericolo. Badate bene, non sto parlando di vizi. Non ho dubbi che tu sia un uomo perfettamente rispettabile, in tutti i rapporti ordinari della vita. Siate onesti con voi stessi nel porre e rispondere alla domanda se avete o meno questa malattia del peccato, la sua paralisi verso il bene o la sua febbrile inclinazione al male. Se la salvezza significa essere guariti da una malattia, tutti abbiamo la malattia; E che lo vogliamo o no, vogliamo la guarigione. E che dire dell'altro significato della parola? Salvezza significa essere al sicuro? Sei al sicuro? C'è qualcuno al sicuro di fronte a quella terribile legge che governa l'intero universo: "Tutto quello che l'uomo semina, quello pure mieterà"? Da qualche parte e in qualche modo, gli uomini dovranno sdraiarsi sui letti che hanno fatto; da bere come hanno preparato. Se il peccato significa separazione da Dio, e la separazione da Dio significa, come certamente significa, la morte, allora vi chiedo, e non c'è bisogno di parole esagerate al riguardo: Non siamo forse in pericolo? E se la salvezza è uno stato di liberazione dalla malattia e uno stato di liberazione dal pericolo, non ne abbiamo bisogno? Ah, mi permetto di dire che ne abbiamo bisogno più di ogni altra cosa. Non fraintenderete che io esprimo il minimo disprezzo di altri rimedi che vengono ora ampiamente offerti per i vari mali sotto i quali la società e gli individui si lamentano. Abbiamo torto nella nostra relazione con Dio, e questo deve essere corretto prima di essere fondamentalmente e completamente nel giusto. Vale a dire, la salvezza è il nostro bisogno più profondo. Allora come mai gli uomini vanno avanti, come hanno fatto tanti dei miei amici qui presenti questa sera, senza prestare attenzione per tutta la giornata a questo bisogno? La loro follia, in mezzo a tutte le irrazionalità di quell'uomo creatura irrazionale, deve essere abbinata alla follia di rifiutare costantemente di guardare avanti e di accontentarci dell'elemento principale della nostra condizione, cioè della nostra relazione con Dio? Un uomo non è mai così saggio come quando dice a se stesso: "Fammi conoscere onestamente tutti i fatti della mia relazione con il mondo invisibile nella misura in cui possono essere conosciuti qui, e se sono sbagliati, lascia che mi metta a correggerli, se è possibile".

(II.) Questo mi porta al punto successivo, vale a dire, la benedetta e chiara risposta che tutti possiamo prendere. Paolo e Sila non rimasero perplessi da questa domanda, né risposero nel modo in cui molti uomini avrebbero risposto. Prendi un campione. Se qualcuno dovesse rivolgere questa domanda ad alcuni dei nostri saggi e maestri moderni, direbbero: "Salvati? Mio buon amico, non c'è nulla da cui essere salvati. Sbarazzati delle illusioni e libera la tua mente dalle menzogne e dalle superstizioni". Oppure dicevano: "Salvato? Ebbene, se hai sbagliato, fai del tuo meglio nel tempo a venire". Oppure, se andassi da alcuni dei nostri amici, direbbero: "Vieni e fatti battezzare, e ricevi la grazia della rigenerazione nel santo battesimo; e poi venite ai sacramenti, e siate membri fedeli e leali della Chiesa che ha in sé la successione apostolica". E alcuni dicevano: "Mettetevi al lavoro, alla fatica e alla fatica". E alcuni direbbero: "Non preoccupatevi di questi capricci. Una vita breve e allegra; Sfrutta al meglio e salta la vita a venire". Né la fredda moralità, né la filosofia atea, né la dissipazione selvaggia, né il gretto clericalismo spinsero Paolo a rispondere. Gli Ebrei dissero: "Credi nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato". Che cosa sapeva quel povero pagano del Signore Gesù Cristo? Quasi nulla. Come avrebbe potuto credere in Lui se sapeva così poco di Lui? Ebbene, si sente nel contesto che questa risposta sommaria alla domanda era l'inizio e non la fine di una conversazione, conversazione che, senza dubbio, consisteva in gran parte nell'estendere e spiegare il breve formulario con cui era iniziata. Ma è una cosa grandiosa che possiamo mettere la verità essenziale in una mezza dozzina di semplici parole e poi esporle e spiegarle come può essere necessario. Marco, per primo, su chi dobbiamo credere. "Il Signore", questo è il Nome Divino; "Gesù", questo è il nome di un uomo; "Cristo", questo è il nome di un ufficio. E se li mettete tutti insieme, è questo: Ebrei, nei quali noi uomini peccatori possiamo riporre la nostra unica fiducia, e sperare nella nostra guarigione e nella nostra sicurezza, è il Figlio di Dio, che è disceso sulla terra per vivere la nostra vita e morire la nostra morte, affinché gli Ebrei portassero su di Sé i nostri peccati, e adempiere tutto ciò che l'antica profezia e il simbolo avevano proclamato come necessario, e quindi certo che sarebbe stato fatto, per gli uomini. Non è un mezzo Salvatore affamato il cui nome è solo Gesù, e né Signore né Cristo, la fede in chi ti salverà. Dovete afferrare l'intera rivelazione della Sua natura e della Sua potenza, se da Lui deve fluire la vita di cui avete bisogno. E notate che cosa dobbiamo fare con Gesù Cristo. "Credere in Lui" è una cosa molto diversa dal credere in Lui

(III.) Infine, considera la benedizione che tutti noi possiamo ricevere. Questo carceriere di cui abbiamo parlato era un pagano quando il sole tramontava e un cristiano quando sorgeva. Una conversione improvvisa, direte voi, e le conversioni improvvise sono sempre sospette. Non ne sono così sicuro; possono esserlo o non esserlo, a seconda delle circostanze. Ci sono molte cose in questo mondo che devono essere fatte all'improvviso, se si vuole che vengano fatte. E io, da parte mia, avrei molta più fiducia in un uomo che, con un balzo, è balzato dal fondo della degradazione di quel rozzo carceriere alla luce e alla gioia della vita cristiana, che in un uomo che ha cercato di arrivarci a passi lenti. Dovete fare tutto ciò che in questo mondo vale la pena di fare con una risoluzione improvvisa, per quanto lunga possa essere stata la preparazione che ha portato alla risoluzione. L'atto di risolvere è sempre l'atto di un istante. E c'è un immenso pericolo che per alcuni di voi, se questo cambiamento non inizia in un attimo di risoluzione stasera, ne sarete più lontani di quanto non lo siate mai stati. Il carceriere emarginato cambiò nazionalità in un attimo. Voi che avete abitato nei sobborghi del regno di Cristo per tutta la vostra vita, perché non riuscite ad entrare così rapidamente nella porta? Per molti di noi il graduale "crescere nella disciplina e nell'ammonimento del Signore" è stata la via stabilita. Per alcuni di noi, credo davvero che il cambiamento improvviso sia il migliore. Alcuni di noi hanno un'alba come ai tropici, dove un momento è grigio e freddo, e il momento dopo i mari sono illuminati dalla gloria. Altri di noi hanno un'alba come i poli, dove una luce lunga e lenta precede il sorgere, e il sorgere stesso è appena osservabile. Ma poco importa come arriviamo a Cristo, se ci siamo. (A. Maclaren, D.D.La domanda del carceriere:

(I.) Le circostanze in cui è stata posta la questione

(1.) Non in risposta ad alcun insegnamento diretto. Paolo e Sila non gli avevano predicato, per quanto ne sappiamo. Il pulpito è un grande, ma non l'unico, strumento per il bene. Dove il profeta ha predicato invano, Dio può riservare molti a Sé. C'è una voce dolce e sommessa che fa un lavoro che il pulpito potrebbe non riuscire a fare

(2.) Ma dopo un periodo di difficoltà. È abbastanza comune vedere l'interesse religioso risvegliato in un momento di difficoltà. Ma non lo è, ahimè! così comune, che l'interesse continua dopo che il problema è passato. Il carceriere era stato assicurato della sicurezza dei suoi prigionieri prima di porre questa domanda

(3.) Dopo aver osservato il potere del cristianesimo sulla vita degli altri. Gli Ebrei avevano visto Paolo e Sila flagellati e, ciò nonostante, li avevano uditi cantare lodi. Gli ebrei avevano visto che, quando ne avevano l'opportunità, non facevano alcun tentativo di fuga. Avrebbe potuto deridere le loro prediche, ma le loro vite portavano con sé un potere che andava oltre quello delle parole

(II.) La domanda stessa. Che cosa deve essere salvato? 1. Essere liberati dalla punizione del peccato

(2.) Essere liberati dal potere del peccato. Fu "dai loro peccati" che Cristo venne a salvare il Suo popolo

(III.) La risposta. La domanda è: "Che cosa devo fare?" come se si anticipasse una grande esigenza. La risposta, che lascia perplessi molti per la sua semplicità, è: "Credeteci". E a cosa bisogna credere? Beh, dipende da cosa si deve credere. "Gesù Cristo è morto per salvarti". Ci credo? Allora l'emozione e l'azione sono entrambe suscitate, mi rattrista per il peccato e fuggo dal peccato; Il suo amore suscita il mio amore, e la mia fede opera per amore. L'oggetto della fede sia la persona, e la fiducia ne sia l'elemento essenziale. Al banchiere di cui mi fido cedo il mio oro. Al medico di cui mi fido affido la cura del mio corpo malato, e prendo le sue medicine, anche se sono velenose. Al Salvatore nel quale confido affido tutto me stesso. Io pongo i miei peccati su di Lui, ed Ebrei 51 porta; Abbandono il peccato, perché lo comanda Ebrei; Mi aggrappo allegramente alle Sue promesse e Ebrei le adempie

(1.) La fede evangelica è fiduciosa, perché il suo oggetto è una Persona

(2.) È fecondo nelle buone opere, perché quella Persona chiama all'azione. (Studio e pulpito.La grande domanda: - Ci sono molte domande di grande importanza, ma c'è una domanda che viene prima di tutte le altre, ed è: "Che cosa devo fare per essere salvato?" Quando Ester si presentò davanti ad Assuero, la sua richiesta fu: "Mi sia data la mia vita alla mia richiesta e il mio popolo alla mia richiesta". Se avesse chiesto qualcosa di diverso da questo, avrebbe potuto anche non chiederlo affatto. È così anche per l'anima umana. Ci sono molte benedizioni di cui godere e acquisizioni da fare, ma queste sono possibili solo quando questa grande questione è stata messa a tacere

(I.) La domanda. Suggerisce il pensiero del pericolo presente. Se dovessi esclamare con apparente sollecitudine: "Amico mio, permettimi di salvarti!" non vi stupireste e non rispondereste: "Mio caro signore, che cosa intendete dire? Non sono in pericolo". Ma supponiamo che io vi faccia la stessa proposta quando voi siete in pericolo di annegamento, voi capireste la proposta. Il pericolo da cui Cristo si propone di salvare l'anima è triplice

(1.) C'è un pericolo morale. Il peccato è per l'anima ciò che la malattia è per il corpo. Apprezziamo la nostra vita naturale a sufficienza per adottare misure per contrastare la malattia quando ne riconosciamo la presenza. Oh, se gli uomini fossero altrettanto saggi riguardo all'anima! Ma non è sempre la forma più sorprendente di malattia ad essere la più fatale. C'è una malattia che spazza via le sue vittime a centinaia, mentre il vaiolo uccide le sue decine: la consunzione. Alcune forme di peccato sono ripugnanti. Non c'è da meravigliarsi che l'ubriacone debba essere descritto come in pericolo, ma tutto sembra un contrasto tra la sua vita e la vita molto rispettabile che vivete voi. Eppure, sebbene i vostri peccati non suscitino paura, ricordate che sono peccati, e una malattia dell'anima tanto più pericolosa perché suscitano così poca apprensione

(2.) C'è un pericolo spirituale. Ci sono certe misteriose intelligenze del male che ci ostacolano, con l'obiettivo di circondare la nostra rovina. Abbiamo pietà per l'uomo i cui passi sono perseguitati dall'assassino. Non proviamo commiserazione per coloro che sono esposti a un nemico più omicida? Tremeresti se ti svegliassi e trovassi il tuo più grande nemico in piedi sopra il tuo letto, con il pugnale in mano; ma un nemico più terribile di qualsiasi altro essere umano ti ha attualmente in suo potere

(3.) Pericolo giudiziario. Ecco un uomo nella cella del condannato: nessuno dirà di non essere in terribile pericolo. Perché? Perché è già condannato. Anche così, il giudizio è già stato pronunciato su ogni peccatore. Si diceva che lo struzzo quando veniva premuto con forza dall'inseguitore, seppelliva la testa sotto la sabbia e cercava di convincersi di essere al sicuro perché aveva smesso di vedere il pericolo. Ma l'uccello del deserto è troppo saggio per fare qualcosa del genere; Eppure i peccatori non lo sono. Che però lo dimentichino o no, è lì. "Gli ebrei che non credono sono già condannati." Ora, con questi pensieri davanti a noi, saremo in grado di comprendere meglio la storia da cui è tratto il nostro testo. Perché il carceriere tremava? Gli ebrei non erano codardi, né i terremoti erano insoliti in quella parte del mondo. Ebrei aveva dimostrato un attimo prima quanto poco avesse paura della morte. Paolo e Sila avevano suscitato non poco scalpore in quella città, e la fanciulla li aveva resi testimonianza come "servi dell'Iddio altissimo", ecc. Il carceriere doveva sapere tutto di ciò, e ora quando si sveglia nell'oscurità della notte e sente il loro canto in mezzo al terribile rombo della scossa del terremoto, e li vede pieni di sollecitudine per l'uomo che aveva fatto loro un torto così crudele, il pensiero gli corre nella mente: "Sono ciò che professano di essere; e sono venuti a mostrarci la via della salvezza". Un altro momento e questo Dio potente, la cui maestà ho sfidato nelle persone dei Suoi servi, potrà scagliarmi tra le fiamme del Tartaro. "Signori, che cosa devo fare per essere salvato?" Ora capiamo cosa significava l'inchiesta. L'uomo sentiva cosa significava essere nelle mani di un Dio giustamente indignato. È questo che porta una domanda simile alle nostre labbra, e fino a quando non si raggiunge questo punto non si guadagna nulla

(II.) La risposta: "Credete", ecc. Non suona molto, vero? Essa presenta la salvezza come centrata in una Persona. Quella Persona è quindi rappresentata come in grado di liberarci dalle forme di pericolo a cui siamo esposti

(1.) L'ultimo pericolo è il più grande di tutti; perché cosa c'è di più terribile che avere Dio contro di noi? Qui, soprattutto, mi trovo ad aver bisogno di un Salvatore; perché sotto questo aspetto più di ogni altro il mio caso è senza speranza. Quando considero il peccato come una malattia morale, posso lusingarmi con la speranza di poterne avere la meglio; o posso lusingarmi di poter sfuggire all'influenza maligna delle intelligenze delle tenebre con la cura, la vigilanza e la resistenza determinata. Ma come sfuggirò alla sentenza del giusto Giudice? Mi viene ordinato di alzare gli occhi verso la Croce, e lì vedo Colui che ha rivendicato la legge di Suo Padre nella Sua persona soffrendo una punizione tale come il peccato ha meritato, e così facendo non ha reso più necessario che il giudizio di Dio fosse rivendicato dalla mia condanna

(2.) Essendo così salvato dal giudizio di Dio, anch'io sono salvato dal potere di Satana. San Paolo fu mandato ai Gentili "per convertirli dal potere di Satana a Dio". Abbandonando Dio, l'uomo voltò le spalle all'unico potere sufficientemente forte da permettergli di elevarsi al di sopra della tirannia del distruttore; e così siamo caduti sotto il giogo di Apollione. Ma "il Figlio di Dio è stato manifestato affinché gli Ebrei distruggessero le opere del diavolo". Ebrei 101 salva da Satana riportandoci a Dio. Il Figlio ci ha liberati, e ora siamo davvero liberi

(3.) Dal peccato, come malattia morale mortale, Gesù si dimostra nostro Salvatore. Nel guarire le malattie corporali, Ebrei 101 ha illustrato la Sua volontà e la Sua capacità di curare le nostre malattie spirituali. C'è un balsamo a Galaad, c'è un medico lì, e la vostra "ferita" può ancora essere guarita. "Vuoi essere guarito?" Sicuramente Gesù sta passando per questa nostra Betsaida stasera con questa domanda sulle labbra. Chi di noi sarà il primo a reclamare il Suo tocco guaritore?

(III.) La condizione soggettiva da cui dipende il godimento di questi benefici. Che cosa significa credere nel Signore Gesù Cristo? Nel tentativo di comprendere queste parole, dobbiamo guardarci dal pericolo di far sì che significhino troppo poco o troppo. Coloro che cadono nel primo errore rappresenterebbero la fede come la mera accettazione mentale di un certo numero di fatti o dottrine, e coloro che cadono nel secondo la rappresenterebbero come qualcosa di così misterioso e inintelligibile che nessuno può essere sicuro di possederlo veramente. Questa fede è

1.) Una convinzione intellettuale o un'apprensione con la quale accolgo l'oggetto che mi viene proposto, assicurandomi del suo carattere e della sua affidabilità. Molti falliscono qui, perché non comprendono nemmeno intellettualmente il vero carattere del provvedimento preso in Cristo per affrontare il loro caso

(2.) Segue la decisione della volontà, l'atto morale con cui ripongo la mia semplice fiducia sull'oggetto così appreso. Ora è qui che la maggior parte delle persone si trova a mancare. Il bambino che metti su un tavolo e che ti fai balenare tra le braccia è un'illustrazione quanto di più azzeccato tu possa desiderare. Lì sta esitando, non perché abbia qualche dubbio reale nella sua mente sulla capacità del suo genitore di prenderlo, ma piuttosto perché permette che la sua volontà sia influenzata dai suoi sentimenti invece di essere influenzata dalla sua ragionevole convinzione. Ora credi con la tua mente che Gesù è il Salvatore del peccatore, e quindi il tuo. Perché permettere che qualsiasi sentimento di smarrimento ti impedisca di impegnarti con un atto di volontà distinto e decisivo tra le Sue braccia, confidando che Lui ti salverà ora? 3. Ma poi, quando la mente ha appreso l'oggetto, e la volontà decide di affidarsi ad esso, seguirà naturalmente un riposo dell'anima, nella certezza che tutto va bene, e questo può essere descritto come l'elemento emotivo in una vera fede, la cui presenza corona e completa il tutto, e pone fine al disagio e all'inquietudine interiori. Uno di voi sta annegando. Nuoto fuori per salvarti. Mentre mi avvicino, sapete e credete che Io ho il potere e la volontà di salvarvi. Poi arriva l'atto di volontà quando ti affidi a Me. Tuttavia, c'è solo un braccio tra te e la distruzione. Eppure riflettete: "Che cosa ho da temere? egli ha la capacità e la volontà di salvarmi, e io sono affidato nelle sue mani". Subito il tumulto interiore comincia a placarsi, e subentra una meravigliosa reazione di sollievo e persino di calma felicità, anche se non si è ancora raggiunta la riva. (W. Hay-Aitken, M.A. ) Metodo di trattare con i richiedenti: - Ogni cristiano, specialmente ogni ministro, avrà questo lavoro di responsabilità e difficile da svolgere

(I.) Principio generale adatto a tutti i casi. Le indicazioni date saranno determinate dalle opinioni che abbiamo sulla natura della religione

(1.) I razionalisti si sforzano di sopprimere ogni preoccupazione

(2.) I romanisti insegnano agli uomini a sottomettersi alla Chiesa e a praticare i doveri religiosi e la penitenza

(3.) I protestanti indirizzano i ricercatori a rivolgersi direttamente a Dio nel modo stabilito nel vangelo. Ma questa direzione generale è modificata dalle peculiari opinioni di coloro che la danno,

(1) Alcuni pongono l'essenza della religione nella sottomissione a Dio, e da qui le istruzioni generali di sottomettersi

(2) Altri nella scelta di Dio come fonte di felicità, da qui l'indicazione "Scegli Dio come tua parte". (3) Altri nella volontà di fare della felicità dell'universo lo scopo del nostro essere

(4) Altri nel ritorno dell'anima a Dio per mezzo di Cristo e per la fede in Lui. Da qui l'orientamento generale di "credere". Questa è la direzione corretta, perché... (a) La fede è dichiarata essere la condizione della salvezza. I credenti sono salvati, i non credenti sono perduti. (b) Questa è la direzione apostolica. (c) Né il perdono né la santificazione possono essere ottenuti in altro modo. (d) Cristo è l'Alfa e l'Omega del vangelo. Ma cos'è la fede? Qual è la cosa precisa da fare? L'esercizio di questo comporta l'immediata convinzione di peccato

(II.) Indicazioni speciali

(1.) Per quanto riguarda i dubbi scettici

(1) Non fare affidamento principalmente su argomenti speculativi. Il loro vero compito è quello di rimuovere le difficoltà, di mostrare che la verità non è in contrasto con la ragione o con i fatti. Ma non devono essere usati per dimostrare la verità, cioè per fornirne la prova positiva

(2) Confida nell'esibizione della verità e nell'imprimerla nella coscienza, perché: (a) Il fondamento della fede è la testimonianza dello Spirito con la verità. (b) La verità è auto-evidente. (c) Gli argomenti sono umani, mentre la verità è divina

(2.) Per quanto riguarda i fatalisti, che dicono che non si può fare nulla. Essi invocano la dottrina dell'elezione

(1) Anche in questo caso le considerazioni morali dovrebbero orientare il nostro sforzo. La difficoltà intellettuale non deve essere prima rimossa

(2) Il peccatore dovrebbe essere esortato ad agire come fa in altri casi

(3.) Come avere coloro che si affidano alla scusa dell'incapacità, o sentono di non poter fare nulla. Il vero metodo è ammettere il fatto e cadere come il lebbroso ai piedi di Gesù

(4.) Quanto a coloro che invocano la durezza del cuore, la mancanza di convinzione di peccato. Mostra il vero luogo della convinzione. (C. Hodge, D.D.) Peccato e salvezza:

(I.) Per ogni uomo, nei suoi stati d'animo seri, il senso del peccato è un'autentica esperienza umana che nessun ragionamento può sfuggire

(1.) Non è un residuo di barbarie, ma il segno di una natura spirituale; crescendo con il nostro crescente potere di simpatia morale e intuizione

(2.) La rivelazione cristiana vivifica e approfondisce la coscienza del peccato. Alla presenza di Gesù Cristo svaniscono tutte le nostre autocompiacenze

(3) La realtà del peccato è sempre più sentita man mano che ci rendiamo conto delle sue conseguenze; come oscura e disordina la vita umana e la società umana. Il senso del peccato è un dolore, ma in tale dolore c'è speranza; è l'inizio di ogni redenzione e di ogni progresso

(II.) L'idea cristiana della salvezza è molto completa

(1.) È una certa separazione dalla vergogna e dalla colpa della trasgressione. Il senso di insoddisfazione per il peccato non è sano nella sua influenza a meno che non riceva un'interpretazione speranzosa e conduca a uno sforzo speranzoso. Può anche, secondo la nostra formazione, assumere la forma di un timore di Dio e dell'aldilà. Ma la rimozione della nostra angoscia riguardo a noi stessi, e il nostro ignorante e colpevole terrore di Dio e del destino, sta solo spianando il terreno per la grande salvezza di Cristo

(2.) C'è del male che opera dentro di noi, e dalla sua presenza e dominio nel cuore e nella vita abbiamo bisogno di essere liberati. "Che cosa devo fare per essere salvato?" non è che un grido povero e meschino quando significa solo: "Che cosa devo fare per sfuggire al disagio, alla paura, alla punizione naturale del peccato?" Questo è il grido di un uomo che si preoccupa più della sua tranquillità e felicità che della verità e del bene eterni. Non dobbiamo parlare di essere salvati se non siamo salvati dai peccati che siamo tentati di commettere ogni giorno

(3.) La salvezza è il carattere e la perfezione del carattere, la realizzazione della vita ideale per la quale siamo stati creati. Ognuno ha l'obbligo di dare il meglio di sé, e noi siamo chiamati non a reprimere, ma a coltivare tutte le nostre facoltà umane. L'uomo salvato è l'uomo intero, l'uomo adulto, sviluppato in modo sano e armonioso

(4.) Salvezza significa una vita vissuta non per se stessi, ma per Dio. L'egoismo religioso è altrettanto grave di qualsiasi altro tipo di egoismo. Il fine principale dell'uomo è quello di salvare se stesso per poter glorificare Dio, vivere per i fini divini e dare se stesso come il Signore ha fatto per la redenzione dell'umanità

(III.) Come credere in Gesù Cristo permette a un uomo di realizzare questo ideale di salvezza. Cristo salva non con un singolo metodo, ma con qualsiasi cosa Ebrei sia stato ed è, abbia fatto e faccia, con tutte le influenze della Sua vita e della Sua Croce, della Sua verità e del Suo spirito; salva non per alcuna efficacia arbitraria e magica, ma precisamente nella misura in cui Ebrei è conosciuto e compreso, amato e obbedito; salva ispirando giusti pensieri, giusti sentimenti, giusti motivi; salva dando nuovi incarichi, nuove speranze, nuove simpatie, nuovi affetti; salva mediante la Sua rivelazione della Divina Misericordia e portando gli uomini in diretta comunione con la grazia e la potenza eterne

(1.) Credere in Cristo come rivelazione di Dio all'uomo significa credere nella misericordia e nella grazia redentrice, ed essere così liberati dalla paura che indebolisce e dalla disperazione che uccide

(2.) Credere in Cristo significa avere gli affetti malvagi vinti e sostituiti dalla crescita di un amore nuovo, più santo e più padrone

(3) Nella nostra fede cristiana e la lealtà sono tutti gli elementi necessari per lo sviluppo del tipo più completo e compiuto di eccellenza umana. Credere in Cristo è credere in noi stessi, e vedere in Lui l'uomo che ognuno di noi è chiamato ad essere, dovrebbe essere e può essere; La Sua giustizia è, in verità, la nostra giustizia, la nostra da amare e vivere. La fede in Cristo non è un sostituto dell'obbedienza personale, ma è essenziale con il potere vivificante per farci obbedire come obbedirono gli ebrei. Ebrei cambia carattere impartendo il Suo carattere con simpatia a tutti coloro che entrano in vera simpatia con Lui

(4.) Credere in Cristo significa essere portati fuori dal cerchio dei nostri affetti, scopi e interessi egoistici in comunione con l'umanità. Il suo spirito è uno spirito sociale, che attira e lega gli uomini nell'amore reciproco e nell'aiuto e, attraverso l'influenza individuale, produce il suo effetto sulle famiglie e sulle generazioni di uomini, rendendo possibile e attuale, come suggerisce il testo, un'eredità cristiana. È sulla via della diffusione e del trionfo dello spirito cristiano che dobbiamo cercare l'avvento dell'ordine cristiano della società, che è la seconda venuta di Gesù Cristo. (Giovanni Cacciatore.) Ansia per la salvezza: le ragioni che giustificano questa ansia sono...

(I.) Il valore dell'oggetto a cui viene conferito. Ci guardiamo intorno per vedere la sollecitudine che gli uomini provano nei confronti degli oggetti terreni; E giustifichiamo questa sollecitudine fino a un certo punto. Quale dovrebbe essere allora la sollecitudine che dovrebbe essere nutrita nei confronti dell'anima immortale? Oh, se avessi la capacità di descrivere la follia mille volte moltiplicata di quell'uomo che professa di credere di essere immortale, e che può trovare sulla terra qualcosa di più importante per lui come argomento di attenzione della salvezza della sua anima!

(II.) La preoccupazione che gli altri hanno manifestato per le nostre anime. L'intero universo morale è stato coinvolto nella preoccupazione per l'anima immortale dell'uomo. Che cosa ha portato il Figlio di Dio dal trono del cielo alla Croce? Per che cosa sono concessi tutti gli agenti miracolosi dello Spirito Santo? Per quale scopo il dito dell'ispirazione ha scritto la Bibbia e il braccio della Provvidenza l'ha difesa? Perché i patriarchi vivevano, i sacerdoti esercitavano il loro ministero, i profeti predicevano e gli apostoli predicavano? Per la salvezza dell'uomo

(III.) Considera cosa include la salvezza o la dannazione dell'anima. Mi soffermo per un momento su quella vasta parola: "salvezza". Il perdono di tutti i tuoi peccati; la giustificazione della tua persona; la tua adozione nella famiglia di Geova, e uno spirito di filiazione connesso con essa; il rinnovamento della tua natura decaduta; consolazione nell'afflizione; la certezza che tutte le cose cooperano al bene; speranza nella morte; la risurrezione dei giusti; la vita eterna; un cielo beato fatto della presenza di Dio in Cristo. Passa all'opposto di questo. Che cos'è l'inferno? La perdita di ogni felicità; ma è uno stato di esistenza cosciente; È uno stato di morte prolungata. L'inferno significa l'esilio dalla presenza di Dio, la consegna al mondo oscuro dove la speranza non entra mai e la misericordia non si vede mai. Questa è la domanda: Che cosa faremo per essere salvati, in modo da guadagnare il cielo e sfuggire all'inferno?

(IV.) L'anima di ogni uomo, fino a quando non si pente e crede in Cristo, è effettivamente in uno stato perduto, anche se non irrimediabilmente perduto. Non c'è bisogno di chiedersi che cosa porterà l'anima in uno stato di morte e di condanna: è già fatto. "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio". Voi siete sotto il terrore della legge ed esposti all'ira di Dio. Come potrò essere liberato dalla colpa che il peccato ha portato sulla mia coscienza in modo da evitare il dominio del peccato qui e la punizione del peccato nel mondo che deve venire?

(V.) La moltitudine di anime che si perdono irrimediabilmente. Tale è la perdita dell'anima, che se si verificasse una sola volta in un secolo, sarebbe una catastrofe così tremenda che dovrebbe risvegliare la sollecitudine del mondo intero. E quell'uomo deve essere colpevole della più grande follia chi può andare avanti in sicurezza sconsiderata anche con la sola possibilità che possa essere lui in un secolo che potrebbe perire così eternamente

(VI.) La perdita dell'anima può ancora essere evitata e questa salvezza assicurata. Sarebbe perfettamente inutile parlare a uomini di miserie che non possono essere risolte, o eccitarli alla ricerca di benefici che non possono mai essere ottenuti. Ma questo non è il tuo caso; Voi siete in quel mondo dove regna la misericordia; dove tutte le opportunità di salvezza e i mezzi della grazia sono continuati. Voi fate la domanda: "Che cosa devo fare per essere salvato?" E io ho l'incarico di rispondere: "Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato". (J. Angell James.) La via della salvezza:

(I.) L'importanza della domanda. Eppure è deplorevole come pochi lo chiedano! Molti di coloro che sono stati spinti ad essa in questo modo non l'avrebbero mai pensato se Dio non avesse mandato qualche angoscia per svegliarli. Quest'uomo rimase addormentato fino a quando non accadde il terremoto, e poi la sua mente si riempì improvvisamente di un argomento a cui non aveva mai pensato prima. Se gli uomini fossero completamente abbandonati a se stessi, la generalità non si occuperebbe mai di questo argomento. Qual è il motivo per cui gli uomini non fanno la domanda? Perché a loro non piace la risposta. Eppure le stesse persone che sono così pigre riguardo alla loro grande preoccupazione si trovano ad essere molto attente nelle cose minori. Che cosa devo fare per essere ricco? Cosa devo fare per essere alla moda? Qui i lavori quotidiani e le veglie notturne sono sostenuti senza riluttanza. Ed è coerente con il buon senso lavorare per amore di cose che stanno morendo, e trascurare l'unico oggetto che ha un valore reale? Gli uomini si prendono molta più pena di andare avanti nell'ampia via della distruzione di quanto sarebbe necessario per portarli in cielo. Il nostro pericolo sarà più evidente se si considera che in queste circostanze c'è qualcuno che è tanto attento quanto noi siamo incuranti di noi stessi. Mentre noi dormiamo, Satana è sveglio

(II.) La risposta. Questo è breve e allo scopo. La salvezza è ciò che interessa allo stesso modo a tutti gli uomini; e quindi è logico che la via della salvezza sia così chiara che tutti possano comprenderla. Ma per non pensare di credere quando non credono, sarà necessario mostrare

1.) Questa credenza implica necessariamente una conoscenza dell'oggetto in cui crediamo. Questo oggetto è il nostro Signore Gesù Cristo, la cui persona, il cui carattere e i cui uffici devono essere resi noti a noi prima che possiamo credere che Egli sia ciò che è Ebrei

(1) Ebrei è il Signore; e questa parola è espressa da due parole, una delle quali è Geova, e denota la Sua esistenza eterna; l'altro è un termine di autorità e dominio, che lo rende il Sovrano di tutte le cose in cielo e in terra. Come tale Ebrei deve essere adorato da noi; e troviamo, infatti, che Ebrei era frequentemente adorato sulla terra

(2) Ebrei è Gesù. Questo nome esprime quell'ufficio che Ebrei assunse su di Lui per la nostra salvezza, e propone il Suo come l'unico nome dato sotto il cielo per mezzo del quale possiamo essere salvati. E se il Suo ufficio è quello di liberarci dal peccato, allora siamo tutti sotto il dominio del peccato fino a quando Ebrei non ci redime dal potere di Satana a Dio

(3) Ebrei è Cristo, l'unto di Dio; quella Persona che, per la potenza dello Spirito Divino, è ordinata per essere il nostro Profeta, Sacerdote e Re

(2.) La nostra fede implica un'obbedienza ai comandamenti di questa Persona Divina; e questa obbedienza è la prova che gli Ebrei si aspettano dalla nostra fede. Se lo chiamiamo Signore, Signore, dobbiamo fare le cose che Ebrei dice. E quindi... 3. La fede di un cristiano implica una conformità di carattere tra il credente e la persona in cui crede. La somiglianza tra il Maestro e il discepolo è universale in tutte le professioni. Se Gesù fosse stato un grande guerriero, allora certamente i Suoi seguaci avrebbero eccelso nell'arte militare. Se gli ebrei fossero stati maestri delle forme mondane, allora noi saremmo stati tutti per l'eleganza e la gentilezza dell'aspetto esteriore. Ma poiché Ebrei non era nessuno di questi, ma un predicatore di giustizia, un medico delle anime, una guida dei ciechi, un consolatore degli afflitti e un sofferente sulla terra per la gloria di Dio e la salvezza degli uomini, Le qualifiche che ci dimostrano di essere credenti devono essere dello stesso tipo. (W. Jones, M.A.) Condizioni per essere salvati:

(I.) Cosa devono fare i peccatori per essere salvati

(1.) Non devono immaginare di non avere nulla da fare

(2.) Non confondere ciò che devono fare

(3.) Non dire o immaginare che non possono fare ciò che Dio richiede

(4.) Non procrastinare

(5.) Non aspettare che Dio faccia ciò che gli Ebrei comanda loro di fare

(6.) Non aspettare che Dio faccia qualsiasi cosa Dio abbia già fatto tutto da parte Sua, o se rimane qualcosa di più, Ebrei è pronto e aspetta questo momento che tu faccia il tuo dovere affinché Ebrei possa impartire tutta la grazia necessaria

(7.) Non fuggire in alcun rifugio di menzogne. 8. Non cercare alcun metodo di salvezza autoindulgente. 9. Non immaginare che avrai mai un momento più favorevole. 10. Non supporre che troverai un altro momento altrettanto buono e uno in cui puoi pentirti altrettanto bene come ora. 11. Non aspettare di vedere cosa faranno o diranno gli altri. 12. Non indulgere nei pregiudizi contro Dio, i Suoi ministri, i cristiani o qualsiasi cosa religiosa

(II.) Cosa devono fare i peccatori per essere salvati. Devi

1.) Comprendi cosa devi fare

(2.) Ritorna e confessa i tuoi peccati a Dio

(3.) Rinuncia a te stesso. In questo è implicito che si rinuncia

(1) La tua giustizia, per aver sempre scartato l'idea stessa di avere in te stesso alcuna giustizia

(2) L'idea di aver fatto qualcosa di buono che dovrebbe raccomandarti a Dio, o essere mai considerato come un motivo della tua giustificazione

(3) La tua volontà, e sii sempre pronto a dire non solo a parole, ma con il cuore: "Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra". (4) La tua via e lascia che Dio faccia la sua strada in ogni cosa

(4.) Vieni a Cristo. Dovete accettare Cristo realmente e pienamente come vostro Salvatore

(5.) Cerca supremamente di piacere a Cristo, e non a te stesso

(6.) Abbandona tutto ciò che hai, o non potrai essere discepolo di Cristo. Ci deve essere un'abnegazione assoluta e totale

(7.) Credi alla testimonianza che Dio ha dato di Suo Figlio. "Questo è il racconto che Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è in Suo Figlio". (C. G. Finney, D.D.Il metodo di Dio per salvare gli uomini: - Considera la domanda in relazione -

(I.) Al pensiero umano

(1) La storia del pensiero umano è in gran parte una storia delle molteplici forme in cui questa domanda si è tradita, e dei costosi espedienti a cui l'uomo ha fatto ricorso nei suoi tentativi di rispondervi

(1) Quattromila anni fa sussurri confusi e ansiosi di questa domanda ci vengono incontro nella domanda del patriarca: "Come può un uomo essere giusto con Dio?" Esse emergono nella successiva domanda del profeta: "Con che cosa verrò dinanzi al Signore?" ecc. Se consultiamo i cupi registri del paganesimo, incontriamo dappertutto, nei suoi templi e altari, l'oscura eclissi del peccato e i sospetti inquieti che ha gettato sulla razza. Se ascoltiamo le credenze e le litanie dei migliori dei suoi maestri, sentiamo dappertutto il grido di fuggiaschi da una giustizia che hanno provocato, ma che non sanno come placare

(2) Nella nostra epoca la domanda si pone nei quartieri in cui meno ci aspettiamo di trovarla. I pensatori, gli uomini di Stato, gli scienziati, non possono evitare di scivolare nel mistero che appartiene alla questione religiosa. La mente, stanca delle speculazioni astratte, ha fame di riposo. La coscienza, irritata e oltraggiata da inclinazioni impure, chiede la pace. Il cuore dell'uomo più assorto nelle occupazioni mondane avrà le sue ore di risveglio, di doloroso terrore in cui le domande: Che cosa sono io, e dove sto andando? si faranno sentire

(2.) Come studenti cristiani abbiamo una sola risposta da dare, ed è quella del testo. Quando un uomo, andando avanti e indietro in ogni genere di triste speculazione, si allontana e si volge verso il vangelo, il vangelo gli viene incontro con una risposta diretta e piena nella persona di Cristo. Dice che per un uomo essere salvato significa per lui essere ricondizionato nelle sue relazioni morali con l'Infinito Padre, per "essere riconciliato", per "essere in pace". Il peccato è disarmonia. Mette l'uomo fuori dalla sua orbita normale. Essere salvati significa solo entrare in quell'orbita. Gli antecedenti di questo stato sono, in primo luogo, l'intelligente convinzione che ne abbiamo bisogno, che è una saggia conoscenza di sé, generata dalla verità; e in secondo luogo, un ingenuo dolore per il peccato, espresso in una vita emendata. Le condizioni su cui si impernia il suo conseguimento sono la fede nella promessa e la fiducia nella Persona di Cristo. La conseguenza che segue immediatamente è un nuovo stato di vita: la salvezza è il suo atto iniziale

(II.) Al destino dell'uomo

(1.) L'uomo è "un essere che mente laggiù, un incarnato nell'aldilà". Ogni uomo nella vita presente sta costruendo da se stesso e per sé un carattere che appartiene al futuro. Questa piccola vita quotidiana non è che il prologo di un potente dramma, la triste trama da cui si raccoglierà il raccolto del futuro. La grande assise si limita a catalogare i risultati. Gli uomini sono, ora e qui, ciò che il Giorno del Giudizio mostrerà loro di essere. La supposizione di un cambiamento indotto dalla morte nel carattere e nella condizione dell'uomo deve essere respinta. La morte non cambia, si aggiusta soltanto. Pone una finalità al libro della vita, e lo trasmette perché sia aperto al "giudizio del gran giorno". Essa riassume due colonne - pro e contro l'uomo - di giusto e sbagliato, bene e male, e registra il risultato

(2.) E allora? Che cosa deve fare l'uomo in vista della sua esistenza eterna per essere salvato? Se non ci fossero pericoli da incontrare, questa domanda sarebbe inutile e impertinente. O se tutte le anime sono sicure di entrare in cielo, la domanda, come, è una questione di relativa indifferenza. D'altra parte, se c'è un rischio, e se per rendere sicura la possibilità di fuga a tutti coloro che sono sinceri al riguardo, è stata concessa una rivelazione, allora siamo infinitamente preoccupati di sapere come parla quella rivelazione; e rischiamo conseguenze eterne se non lo ascoltiamo e non lo obbediamo immediatamente. Prima, dunque, diciamo che c'è un inizio della vita religiosa nell'uomo che pone l'anima e Dio in una comunione di pace. Quando un tale uomo, liberato dalla sua antica schiavitù al male, si arrende a Dio, e quando, in mezzo ai pericoli del mondo, mantiene la santità della coscienza, ha raggiunto un secondo stadio. Quando, alla fine della vita, l'uomo vince gloriosamente nella morte e poi si erge senza difetto alla presenza della Sua gloria, questa è la fine della sua salvezza: quell'uomo è salvato, salvato perché è al sicuro. Le porte eterne lo chiudono dentro

(III.) All'insegnamento cristiano. Due cose sono degne di nota nella risposta di Paolo: in primo luogo la sua semplicità e in secondo luogo la sua immediatezza. E se ora ci occupassimo di questa questione entro gli stessi limiti, avremmo solo bisogno di riprodurre la stessa risposta. Ma stiamo affrontando la questione nel suo significato più ampio ed esaustivo; E la risposta deve includere il perdono, la santificazione e il cielo. Che cosa si deve fare allora? 1. L'azione sbagliata, su cui si fonda la necessità della salvezza, deve essere eliminata. Dobbiamo "cessare di fare il male" prima di poter diventare buoni. "Lasci che l'empio abbandoni la sua via", ecc. Non ci può essere alcun compromesso tra i due termini che entrano in questo accordo. Dobbiamo smettere di peccare, se Dio vuole perdonarci per aver peccato

(2.) Il rimedio che Dio ha provveduto non solo deve essere accettato come teoricamente vero, ma deve essere applicato personalmente. E questo esclude tutti i diritti pretenziosi della ragione umana di determinare con quale metodo Dio debba trattare il peccatore. Ci porta direttamente all'unico metodo con cui Dio ci tratterà. Il piano di Dio non si alterna tra corsi aperti, due o più

(3.) L'unica cosa che un uomo deve fare è chiaramente indicata. Gli Ebrei devono "credere", ecc. Gli apostoli non avevano nulla di più semplice da mettere davanti a questo rozzo pagano. E non avevano un Cristo simbolico, favoloso o dottrinale, ma il Cristo di Betlemme e del Calvario. E l'atto su cui si impernia la salvezza è tanto semplice quanto il suo oggetto è definito. Non devi pensare a Cristo, o dire grandi sciocchezze su di Lui: devi credere in Lui, sottometterti, confidare in Lui affinché gli Ebrei possano perdonarti e guarirti. E questo atto dell'anima che si espone in un abbandono intelligente di tutta la personalità del suo essere - mente, cuore, volontà - a Cristo è la fiducia dell'uomo per la salvezza

(IV.) Al singolo uomo

(1.) L'importanza di questa domanda è evidente. È l'unica domanda che mette a tacere ogni altra. È la domanda più stupenda che l'uomo nella sua agonia possa porsi, o a cui Dio nella sua misericordia possa rispondere. Ed è nondimeno impressionante in quanto da nessuna parte, al di fuori di questo Libro, si trova una risposta. L'universo non ne ha un sussurro. Quelle leggi calme e grandiose, non sanno nulla di misericordia. Le nostre scuole di filosofia non sanno nulla della salvezza. La scienza non ha una parola di pietà per l'uomo colpevole

(2.) Non stiamo dicendo che questa sia l'unica questione importante, ma che tutte le altre sono insignificanti in confronto. Tra cento anni e cosa ne saprò o mi importerà del mio conto in banca, o di chi è il premier del paese? Ma tra cent'anni, che cosa e dove sarò io stesso? 3. A questa domanda ciascuno deve rispondere per sé, e subito. Non ammette rinvii. "Oggi, se udrete la Sua voce", ecc. Il tempo è in fretta e noi ci stiamo affrettando con esso verso un futuro senza tempo. (Giovanni Burton.Credete e sarete salvati:

I. Che cosa significa credere? Credere in questo caso coinvolto

1.) L'assenso della mente alla testimonianza che Paolo ha dato a nostro Signore. Ora, tutto ciò che è necessario nel caso della testimonianza che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio è che noi dovremmo mentalmente dare il nostro assenso ad essa. Quando l'abbiamo compresa intellettualmente, forse abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare con essa

(2.) Ma c'è un'altra testimonianza che richiede il consenso del cuore: "Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino". La nostra convinzione è che in questo caso Dio testimoniò che gli Ebrei avrebbero provveduto un'espiazione, e che il sangue doveva essere versato come simbolo di quell'espiazione, e in riconoscimento del fatto che era necessaria un'applicazione personale di quell'espiazione. Ora Caino, benché evidentemente comprendesse mentalmente questa testimonianza, la respinse in cuor suo. Gli Ebrei pensarono che fosse sufficiente riconoscere Dio come Creatore: e quindi portarono semplicemente a Dio il frutto della terra, riconoscendo la relazione di Dio con lui come Creatore, e riconoscendo la munificenza della Divina Provvidenza. Ma Abele ricevette la testimonianza, adottò il simbolo, offrì il sacrificio, e quindi per fede offrì un sacrificio più eccellente di quello di Caino

(3.) C'è una testimonianza che richiede non solo l'assenso della mente e il consenso del cuore, ma la risposta della volontà, una testimonianza che, se un uomo riceve, lo mette immediatamente su una certa linea di condotta: e abbiamo due esempi nei casi di Noè e Abramo. Vedrete da queste illustrazioni ciò che l'apostolo intende con "Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato". La prima cosa è, naturalmente, capire il significato delle parole, la prossima è riceverle al cuore (Romani 10:9) e la successiva trarne vantaggio personale. Poiché questo messaggio è stato inviato da Dio a noi personalmente

(II.) L'oggetto di questa convinzione

(1.) Non Dio, come Dio, perché i diavoli credono in Dio. Vanno oltre, per effetto della loro fede tremano. Fanno più di quanto alcuni di voi abbiano fatto

(2.) Né Paolo mostrò la provvidenza di Dio: tanto meno la legge di Dio. A che vantaggio sarebbe predicare la legge di Dio a un trasgressore se non allo scopo di convincerlo del peccato? Se dovessi vedere un altro che sta annegando, dovrei aiutarlo indicandogli il ruscello? Se lui non era consapevole del pericolo, lo avrei fatto io, ma altrimenti sarebbe stato inutile. Proprio così con la legge di Dio. Se scopro che non vi sentite peccatori, vi insegno la legge di Dio. Ma se ti trovo a chiedere: "Che cosa devo fare per essere salvato?" se dovessi predicarvi la legge di Dio, vi prenderei crudelmente in giro. Allora dico non "La legge è santa, giusta e buona"; ma "Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori". 3. Paolo non presentò una semplice dottrina: non c'è una semplice dottrina che salverà alcun uomo. Se dovessi darti una lettera di presentazione a qualche medico noto per la cura di particolari disturbi fisici, potresti essere guarito da quella lettera? A meno che tu non porti la lettera al medico, e lo veda, e non riceva i suoi rimedi, e li applichi, la lettera ti gioverebbe? Proprio così, le dottrine hanno lo scopo di introdurvi a Cristo

(4.) E Paolo era giustificato nel fare questo, per le seguenti ragioni. In primo luogo, l'oggetto è adattato e in grado di salvare. La salvezza è ora l'unica opera di Cristo. E l'atto di credere è stabilito per salvare. Non c'è nulla in esso di efficace, come c'è nell'oggetto. È efficace semplicemente a causa della disposizione di Dio: e quindi nessun merito può essere attribuito alla fede. La fede è una semplice facoltà ricettiva. Ora non è necessario nient'altro. A poco a poco dovrai lasciare che quella fede operi; Ma proprio ora, per la tua introduzione nella salvezza, non è richiesto altro. Ma allora, badate bene, nient'altro basterà. Dovete crederci. Devo ricordarvi perché è così difficile? Perché è così semplice. Tu sei proprio come quell'orgoglioso Naaman siriano. Se io vi dicessi che per essere salvati dovete visitare il Santo Sepolcro, ci sono alcuni di voi che venderebbero tutto per arrivare al Santo Sepolcro; e si partiva subito. Ma invece di questo diciamo: Fiducia. Questo è il primo e l'ultimo provvedimento di Dio; affinché, se non credete nel Signore Gesù Cristo, non possiate mai essere salvati

(III.) Il risultato. "Salvato!" 1. Il corpo salvato-da nuove incursioni del peccato; dal fatto che i suoi membri sono strumenti di ingiustizia; dal pungiglione della morte; dalla vittoria della tomba

(2.) L'anima salvata - da un affetto empio; dalla paura furiosa; dalla colpa; dallo sconforto e dalla disperazione; dalla discordia delle passioni; da impulsi empie; dall'influenza malvagia

(3.) Lo spirito salvato: dall'ignoranza fatale, dalla follia dannata, dalle immaginazioni vane e malvagie, dall'errore rovinoso. Corpo, anima e spirito, tutti salvi! Salvato! Salvati da ogni male, ora in parte, e in seguito salvati nella perfezione assoluta ed eterna. (S. Martin.) Fede salvifica:

I. Cosa presuppone. Distinguendosi dalla fede in Cristo storicamente, e da ciò che la Scrittura afferma di Lui dottrinalmente (Giacomo 2, 17-20), presuppone una certa fede riguardo a noi stessi, vale a dire, che siamo peccatori, e con un sincero dolore a causa di ciò, e un sincero desiderio di abbandonare il peccato

(II.) In che cosa consiste

(1) Assenso intellettuale al fatto che Cristo è il Salvatore degli uomini. Fin qui la fede salvifica è la stessa con cui compriamo, vendiamo, mangiamo, beviamo e viaggiamo. La fede non è un elemento nuovo nella vita dell'anima dell'uomo, aggiunto da Dio, in seguito a un ripensamento della costituzione morale al momento della conversione. Ciò che viene poi dato è la grazia di vedere

(1) Auto-disfatto

(2) Cristo basta

(2.) La fiducia si aggiunge all'assenso intellettuale. La fede del cuore deve accompagnare la fede della testa. Un uomo che sta annegando non può essere salvato da una scialuppa di salvataggio semplicemente credendo nelle sue capacità di salvataggio; deve fidarsi di essa. Così l'io è dato a Cristo in ogni caso di fede salvifica

(3.) Fede in una persona. Alcune persone si fidano di un credo o di un rituale; perché la fiducia in loro lusinga piuttosto che interferire con l'amor proprio. Il mio credo è ortodosso, il mio servizio ornato è l'espressione della fede di alcuni uomini. Inoltre, è la fede in una persona divina. Non è necessario che siamo in grado di teorizzare sull'Incarnazione o di filosofeggiare sull'Espiazione; ma la nostra fiducia deve essere nel Figlio di Dio, in opposizione all'essere in sacerdoti umani, qualunque siano le loro pretese. Ma ricordate che non siamo salvati dalla nostra fede come qualcosa di meritorio, ma da Cristo; Eppure non possiamo essere salvati senza fede, perché rimaniamo nell'incredulità

(1) Facciamo di Dio un bugiardo e non rispettiamo la Sua legge d'amore

(2) Non possiamo assicurarci e sviluppare il carattere necessario per prepararci al cielo, né la capacità per i suoi godimenti

(III.) L'estensione della salvezza che la fede assicura

(1.) Salvezza dalla punizione dovuta alle trasgressioni passate

(2.) Liberazione dal potere e dal principio del peccato. (J. S. Swan.) Salvezza attraverso la fede in Cristo:

(I.) Chi è questo Cristo? 1. Dio; 2. L'uomo; 3. Dio e l'uomo in una sola persona

(II.) Che cosa significa credere in questo Cristo? 1. Conoscerlo (1Corinzi 2:2 ; Giovanni 17:3)

(2.) Assenso a Lui (Giovanni 11:27)

(3.) Confida in Lui (Efesini 1:12)

(1) Per il perdono dei tuoi peccati

(2) L'accettazione delle vostre persone

(3) La salvezza delle vostre anime

(III.) In che modo coloro che credono in Cristo saranno salvati? 1. Da cosa?

(1) La colpa del peccato (Galati 3:13)

(2) La forza del peccato (Atti 3:26 ; Matteo 1:21)

(3) La prevalenza di Satana (Ebrei 2:14)

(4) L'ira di Dio (Efesini 2:3 ; Romani 5:9)

(2.) A che cosa?

(1) Giustificazione (Romani 5:1)

(2) Rigenerazione (2Corinzi 5:17)

(3) Consolazione spirituale (2Corinzi 1:5)

(4) Salvezza eterna (Giovanni 3:16). Consistente in... (a) La nostra libertà da ogni male. (b) Il nostro godimento di ogni bene, come appare dalle promesse (Giovanni 1:12, iii. 15; Atti 13:39); dalla fine della venuta di Cristo (Giovanni 3:16); dalla natura della fede (Ebrei 11:1)

(IV.) Usi per

1.) Istruzione. I miscredenti saranno dannati

(2.) Condanna

(1) Tu non Lo conosci, perché allora non potresti scegliere ma... (a) Ammirarlo (1Timoteo, iii. 16). (b) Amatelo (Efesini 6:24). (c) Pensate spesso a Lui. (d) Fate in modo che il vostro lavoro vi interessi di Lui

(2) Se lo sai, non gli dai il tuo assenso; poiché hai creduto che gli Ebrei morirono per il peccato... (a) Vivresti in esso?(b) Non ve ne pentireste?

(3) Tu non ti affidi a Cristo; perché... (a) Da che cosa hai tratto più conforto sul tuo ultimo letto di malattia?(b) Di che cosa ti diletti ora nell'afflizione? Quanto raramente pensi a Cristo. (c) Come vieni a vivere nel peccato senza piangere per esso e senza allontanartene (2Corinzi 5:17)? 3. Esame. Metti alla prova la tua fede in Cristo

(1) La tua conoscenza di Lui

(2) Il tuo amore per Lui

(3) Il tuo desiderio di Lui

(4) La tua obbedienza al Suo comando

(5) Il tuo agire per Lui (Giacomo 2:18)

(4.) Esortazione. Credere in Cristo; per considerare

(1) Quanto sarai infelice senza di Lui. Satana domina sempre, il peccato infuria sempre e Dio ti disapprova sempre per tutta l'eternità (Salmi 7:11)

(2) Quanto sarai felice con Lui. (a) I tuoi peccati sono perdonati. (b) Satana sottomesso. (c) Corruzioni mortificate. (d) Il cuore santificato (1Corinzi 1:2). (e) Piacque a Dio (Ebrei 11:5). (f) L'anima salvata (Romani 8:1)

(V.) Mezzo

1.) Preghiera; 2. Lettura; 3. L'udito (Romani 10:17)

(4.) Meditazione

(1) L'insufficienza di tutte le altre cose

(2) La sufficienza di Cristo

(3) La sua fine è venuta al mondo. (Bp. Beveridge.) La grande domanda rispose:

(I.) Quali sono gli antecedenti della fede salvifica, cioè ciò che precede l'atto di fede nell'esperienza del peccatore? Non dubito che ci fosse, prima della fede di questo carceriere ed essenziale ad essa, una convinzione prima della sua colpa, in secondo luogo del suo pericolo, e quindi, in terzo luogo, del suo bisogno di salvezza e di un Salvatore. È sulla base di questi fatti che il vangelo viene agli uomini con offerte di perdono e di grazia; E chi non li realizza come fatti della sua storia personale non può ricevere il Vangelo, perché non sente il bisogno del Vangelo

(II.) Diamo un'occhiata all'oggetto della fede. "Credi nel Signore Gesù Cristo". Ciò su cui sei pronto a fare affidamento non è nulla dentro di te, nessun cambiamento operato lì, né dai tuoi sforzi né da qualsiasi altro agente, umano o divino. Cessate, dunque, di esplorare i recessi del vostro spirito alla ricerca di qualcosa che costituisca un terreno di speranza. Puoi cercarlo per sempre e non trovarvi alcun Salvatore, e nulla che ti renda più degno di venire a Cristo

(III.) Consideriamo l'atto di fede. Che cosa fa il peccatore quando crede in Cristo? È degno di nota che la Bibbia, pur dicendo molto della necessità, dell'oggetto e degli effetti della fede, dice molto poco della sua natura. La ragione potrebbe essere che l'atto in sé è così semplice, così facile da capire

(IV.) Diamo un'occhiata ai risultati della fede. Nel testo questi risultati sono tutti riassunti in una sola parola salvata. Scopriamo, scrutando le Scritture, che questi risultati, così riassunti, si risolvono in due classi, una delle quali si svolge nella mente e nei propositi di Dio, e l'altra nella mente e nel destino del peccatore. Dalla parte di Dio c'è la Sua giustificazione del peccatore. È un atto giudiziario, l'atto di Dio come giudice, che libera il peccatore dalla pena della legge in cui è incorso, e lo pone nella posizione, rispetto alla sentenza di condanna, di uno che non è mai incorso nella pena. Dalla parte di Dio c'è anche la Sua accettazione dei peccatori credenti e la Sua adozione di essi nella Sua famiglia. "Ebrei 101 ha fatti accettare nell'Amato." Dalla parte di Dio c'è anche il Suo conferimento del Suo Spirito al peccatore credente. "Poiché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito di Suo Figlio nei vostri cuori". Ma guardiamo i risultati di questa fede nella mente e nel destino del credente. Nel suo cuore, uno dei primi risultati del credere è la pace o la gioia. Un altro risultato della fede è l'obbedienza. Tutti gli atti di santa obbedienza scaturiscono dalla vera fede. Essa porta il credente nella sfera dei nuovi motivi. Riempie il suo cuore di ardente amore. Essa gli assicura l'influenza dello Spirito Divino. Quindi, in proporzione alla sua fedeltà, sarà la sua fedeltà. Il risultato finale della fede è la vita eterna. Chi può dirne il valore? Chi può mostrarci l'eterna differenza tra un'anima perduta e un'anima salvata? In conclusione, osservo: l. I termini della salvezza sono facili e semplici. Non potrebbero esserlo di più. Sono anche esattamente adattati alle nostre esigenze

(2.) Il tempo per l'esercizio di questa fede è adesso. Cristo non è ora in grado e disposto a salvarvi? Gli Ebrei non sono forse degni di fiducia ora come lo saranno mai gli Ebrei? 3. Infine, i risultati della fede sono i motivi più urgenti per il suo esercizio immediato. Desideri essere libero dalla condanna ed essere giustificato davanti a Dio? Allora credeteci. Desideri essere adottato nella famiglia di Dio e diventare così un erede di Dio e un coerede di Cristo? Allora credeteci. Desiderate la pace con Dio? Allora credeteci. Desiderate che lo Spirito di Dio sia un consolatore, una guida, un rafforzatore, un santificatore? Allora credeteci. (W. W. Woodworth.) Credere in Gesù: - Conosco un uomo che, essendo costretto a dormire al piano superiore di un edificio elevato, tiene una scala antincendio nella sua stanza sotto forma di una robusta scala di corda. Ebrei crede in quella scala. Cioè, ha perfetta fiducia nella robustezza della canapa, nella forza dei "tondi" di legno e nella capacità di quella scala di sopportare il suo peso. Ma in una notte buia che il grido di "fuoco" risuoni in quell'edificio, e che egli metta i rampini alla finestra della finestra, e si dondola in aria, e crederà su quella scala di corda. Gli Ebrei si fideranno di esso. Quando avrà fatto questo, avrà esercitato una fede salvifica nella sua scala antincendio. Non prima. Migliaia di persone conservano la verità del Vangelo arrotolata nella loro memoria come il mio amico teneva quella scala di corda arrotolata in un angolo della sua stanza. Hanno sentito e letto di Gesù, l'Epiatore del peccato; lo ammirano, credono nelle sue qualità divine, nel suo amore, ecc., e si aspettano vagamente, in un giorno futuro, di andare in cielo da Lui. Ma non hanno mai affidato per un solo istante le loro anime a Gesù. Non hanno mai nemmeno tentato di sfuggire alla loro colpa e al pericolo, appoggiando tutto il loro peso su ciò che Gesù ha fatto per il peccatore, o sulla Sua grazia onnipotente. Devono perire, se rimangono dove sono. L'atto di riposare su Gesù crocifisso salva. Fede salvifica: - Questa risposta ha tre o quattro proprietà. È stato immediato, e senza indugio. Non c'era tempo necessario, come nel caso dei saggi di Nabucodonosor, per interpretare il sogno del re. Gli apostoli erano ben versati in tali questioni

(2.) Era completo ed esaustivo. Soddisfa subito il punto e contiene un'epitome di tutto il vangelo

(3.) È altamente soddisfacente, offre un sollievo diretto nel momento di angoscia e dà pace

(4.) È la stessa risposta quando tutti i ministri di Dio ritornano alle anime indagatrici, qualunque sia il loro stato o carattere precedente

(I.) L'esortazione. Le Scritture parlano di vari tipi e gradi di fede, ma di uno solo che accompagna la salvezza

(1.) La fonte originale di tutta la vera fede è la grazia gratuita di Dio in Cristo Gesù. È il Suo dono e l'effetto del Suo beneplacito

(2.) Il mezzo per produrre la fede è la testimonianza divina. La fede viene dall'udire, e l'udire dalla Parola di Dio

(3.) L'oggetto immediato della fede è Cristo, come rivelato nel vangelo

(4.) Il fine ultimo della fede è la nostra felicità e la gloria di Dio. "Ricevendo il fine della vostra fede, sì, la salvezza delle vostre anime." Nega ogni suo merito e sufficienza, ed esclude ogni vanto, solo nel Signore

(II.) La promessa. La salvezza comprende una liberazione finale e completa da ogni male, naturale e morale, e il godimento della beatitudine perfetta. Include, in particolare, il perdono dei peccati, la santificazione della nostra natura, una vittoria su tutti i nostri nemici, la risurrezione della carne e la vita eterna. La connessione che questo ha con il credere, si vedrà nei seguenti particolari

(1.) Sebbene la salvezza sia promessa a coloro che credono, non è né fornita né conferita in previsione della loro fede né la fede ha avuto alcuna influenza sulla determinazione divina. Il fondamento di tutte le benedizioni spirituali è il favore gratuito e immeritato di Dio (2; Timoteo i. 9)

(2.) Sebbene la salvezza sia promessa a coloro che credono, non è promessa come ricompensa per la loro fede, ma per amore di Colui in cui credono. Riceve un titolo di vita eterna, ma non ne dà uno. La fede è come l'occhio che guarda e la mano che riceve un dono; ma per quanto necessario al suo godimento, il dono stesso è gratuito e immeritato

(3.) Come la fede riceve un titolo di vita eterna, fondata sulle promesse del Vangelo, così è ciò che ci dà il godimento effettivo di essa. Mediante la fede riceviamo l'espiazione e siamo portati ad accettare Dio sulla via dell'accettazione, come piena di saggezza e adatta alla nostra condizione peccaminosa e impotente. Non è una medicina preparata, ma applicata, che effettua una cura

(4.) La fede produce quelle sante disposizioni che formano il nostro incontro per il cielo, sebbene non il nostro diritto ad esso. Non ci può essere godimento dove non c'è simpatia. Ma la vera fede purifica il cuore e lo impregna di ogni principio di pietà e di bontà. (B. Beddome, M.A.Come essere salvati: la prescrizione del peccatore. Sottolinea:

(I.) Un fatto: la "salvezza".

(II.) Un fatto certo: "sarà".

(III.) Un fatto personale: "Tu".

(IV.) La causa della salvezza: "Cristo", "Gesù", "Signore".

(V.) Lo strumento di salvezza: "Credete". (W. W. Wythe.Ci sono alcuni documenti di così poca importanza che non ti importa di metterci sopra altro che il tuo cognome, e nemmeno le tue iniziali; ma ci sono alcuni documenti di così grande importanza che scrivi il tuo nome completo. Così il Salvatore in alcune parti della Bibbia è chiamato "Signore", e in altre "Gesù", e in altre "Cristo"; ma affinché non ci siano errori in questo passaggio, tutti e tre i nomi vengono insieme

(I.) Chi è questo Essere in cui vuoi che io creda? A volte gli uomini vengono da me con certificati di buon carattere, ma non posso fidarmi di loro. C'è un po' di disonestà nel loro aspetto. Non puoi riporre la fiducia del tuo cuore in un uomo finché non sai di che stoffa è fatto. A nessun uomo verrebbe in mente di avventurarsi su una nave in mare che non è mai stata ispezionata. E non potete aspettarvi che io metta a rischio il carico dei miei interessi immortali a bordo di qualsiasi imbarcazione. Beh... l. Cristo era una persona molto attraente. Cristo non disse ai bambini di andare a Lui. "Lasciate che i bambini vengano a me" non fu detto ai bambini, ma ai discepoli. I bambini arrivarono senza alcun invito. Cristo non chiese a Giovanni di posare la testa sul suo seno; Giovanni non poté fare a meno di mettere la testa lì. Quando la gente vedeva Cristo arrivare, correva nelle loro case e portava fuori i suoi invalidi perché gli ebrei potessero guardarli. Non potevano tenersi lontani da Lui

(2.) Oltre a questa morbidezza di carattere, c'era uno slancio infuocato. Come tremavano davanti a Lui i vecchi ipocriti! Come impallidirono i re della terra! Ebrei era un Cristo amorevole, ma non era effeminatezza. Affinché il mondo non si renda conto della Sua serietà, questo Cristo sale sulla Croce. Oh, un Cristo come quello, così amorevole, così altruista, non puoi credere in Lui?

(II.) Molti dicono: "Confiderò in Lui se solo mi dirai come". Proprio come ti fidi di chiunque. Ti fidi del tuo partner negli affari. Se una casa commerciale ti dà una cambiale pagabile tra tre mesi, ti aspetti il pagamento di quella cambiale. Torni a casa e ti aspetti che ci sia del cibo in tavola. Abbiate la stessa fiducia in Cristo. Ebrei sta solo aspettando di ottenere da te ciò che dai a decine di persone ogni giorno. Fiducia. Se queste persone sono più degne, più fedeli, se hanno fatto più di Cristo, allora date loro la preferenza; ma se Cristo è degno di fiducia come loro, allora trattatelo con la stessa equità. "Oh", dice qualcuno, "credo che Cristo sia nato a Betlemme e che gli Ebrei siano morti sulla croce". Ci credi con la testa o con il cuore? Illustrerò la differenza. Si legge su un giornale come Capitan Braveheart sul mare abbia rischiato la vita per la salvezza dei suoi passeggeri. Voi dite: "Che brav'uomo deve essere stato!" Pieghi il foglio e, forse, non pensi più a quell'incidente. Questa è la fede storica. Ma ora sei sul mare, e dormi, e vieni svegliato dal grido di "Fuoco!" Ti precipiti sul ponte. «Abbasso le scialuppe di salvataggio!» grida il capitano. La gente si precipita dentro di loro. C'è spazio solo per un altro uomo. Chi sarà? Tu o il capitano? Il capitano dice: "Tu". Salti e sei salvato. Ebrei sta lì e muore. Ora, tu credi che il capitano Braveheart si sia sacrificato per i suoi passeggeri, ma ci credi con dolore per la sua perdita e con gioia per la tua liberazione. Questa è la fede salvifica. Spesso si attraversa un ponte di cui non si sa nulla. Non si sa chi ha costruito il ponte, né di che materiale è fatto; ma ci cammini sopra e non fai domande. E qui c'è un ponte ad arco fatto saltare dalla "Roccia delle Ere" e costruito dall'Architetto dell'universo, che attraversa l'oscuro abisso tra il peccato e la giustizia, e tutto ciò che Dio ti chiede è di attraversarlo; E si inizia, e ci si arriva, e ci si ferma, e si va un po' avanti e ci si ferma, e si cade indietro e si sperimenta. Voi dite: "Come faccio a sapere che quel ponte mi sosterrà?" invece di marciare con passo fermo, sentendo che la forza dell'eterno Dio è sotto di te

(III.) Che cosa deve essere salvato? Significa

1.) Una vita felice. È una cosa grandiosa andare a dormire la sera, alzarsi la mattina e fare affari tutto il giorno sentendo che tutto è a posto tra il mio cuore e Dio

(2.) Una morte pacifica. Quasi tutti i poeti hanno detto cose belle sulla morte. Non c'è niente di bello in questo. La morte è ripugnanza, e la mezzanotte, e il torcere il cuore fino a quando i viticci si spezzano e si arricciano nella tortura a meno che Cristo non sia con noi. A meno che non ci sia un'illuminazione soprannaturale, mi ritraggo da essa. Ma ora questa gloriosa lampada è innalzata sopra la tomba, e tutte le tenebre sono scomparse, e la via è spianata. Che potere c'è in qualcosa di gelarmi nell'ultima ora se Cristo mi avvolge il lembo della sua veste? Quali tenebre possono dunque calare sulle mie palpebre, in mezzo all'alba celeste? 3. Un'eternità beata. Essere salvati significa svegliarsi alla presenza di Cristo. Sapete quando Gesù era sulla terra, come gli Ebrei rendevano felici ogni casa in cui gli Ebrei entravano. (T. Deuteronomio Witt Talmage, D.D. Quando i figli d'Israele si stabilirono in Canaan, Dio ordinò che essi mettessero da parte certe Città di Rifugio, affinché l'uccisore di uomini potesse fuggire in cerca di sicurezza. I rabbini ci raccontano che una volta all'anno, o più spesso, i magistrati del distretto ispezionavano le strade che conducevano a queste città: raccoglievano con cura tutte le pietre e prendevano le maggiori precauzioni possibili affinché non ci fossero ostacoli sulla strada. Sentiamo, inoltre, che lungo tutta la strada c'erano dei pali con la parola "Rifugio" scritta in modo leggibile. Ora Dio ha preparato una Città di Rifugio, e la via per raggiungerla è mediante la fede in Cristo. Mi propongo di seguirlo e di rimuovere qualsiasi impedimento che Satana possa aver posto. C'è...

(I.) Il ricordo della vita passata. Ma tutti i tuoi peccati, per quanto tanti, non possono distruggerti, se credi nel Signore Gesù Cristo. "Il sangue di Gesù Cristo, Suo Figlio, ci purifica da ogni peccato". Non è la grandezza del peccatore la difficoltà; È la durezza del cuore del peccatore. Ricorda, inoltre, che mentre non credi in Cristo, stai aggiungendo al tuo peccato

(II.) Consapevolezza della durezza del cuore e della mancanza di quella che si pensa sia la vera penitenza. Ma leggi tu che a coloro che hanno il cuore duro non è comandato di credere? La Scrittura dice: "Chiunque crede in lui non perirà", ecc. Ora, se tu credi, anche se il tuo cuore non è mai stato così indurito, la tua fede ti salva; e per di più, la tua fede intenerirà ancora il tuo cuore. Se non riesci a sentire il tuo bisogno di un Salvatore come vorresti, ricorda che quando avrai un Salvatore, scoprirai presto quanto grande era il tuo bisogno di Lui. Molte persone scoprono i loro bisogni ricevendo la fornitura. Non avete mai guardato la vetrina di un negozio e visto un articolo e detto: "Perché, è proprio quello che voglio"?

(III.) Coscienza di fede debole o scarsa. Ah, eccoti di nuovo a guardare a te stesso. Non è la forza della tua fede che ti salva, ma la sua realtà. Inoltre, non è nemmeno la realtà della tua fede che ti salva, è l'oggetto della tua fede. Un granello di senape è il più piccolo di tutti i semi, eppure se hai solo quella quantità di fede, sei un uomo salvato. Ricordate la povera donna che toccò solo il lembo della veste di Cristo, e fu guarita. Ricordate che un bambino appartiene alla razza umana tanto quanto il più grande gigante; e così un bambino in grazia è veramente un figlio di Dio come lo è il signor Grande Cuore, che può combattere tutti i giganti sulla strada

(IV.) L'esistenza di molti dubbi e paure. La mia risposta è: "Gli ebrei che credono saranno salvati", sia quella fede mescolata a moltitudini di dubbi e paure. Ricordate quella storia del nostro Salvatore nella tempesta, e i poveri discepoli erano pieni di paura: "Signore, salvaci o periremo". Qui c'erano dubbi. Gesù ha forse detto: «O voi che non siete credenti? No; "O voi di poca fede". Quindi ci può essere poca fede dove ci sono grandi dubbi. Atti, anche se c'è molta oscurità, c'è ancora luce. E se la tua fede non dovesse mai arrivare a mezzogiorno, se arrivasse solo al crepuscolo, no, se la tua fede non fosse che la luce delle stelle, anzi, la luce delle candele, anzi, una scintilla, se non fosse che una scintilla di lucciola, tu sei salvato. Pensate a Giovanni Knox, sul letto di morte, preoccupato per il suo interesse per Cristo. Se un uomo simile ha dei dubbi, pensi tu di vivere senza di essi? Se Paolo stesso tiene sotto il suo corpo per non essere un naufrago, come puoi aspettarti di vivere senza nuvole?

(V.) Paura della morte. Ci sono molti benedetti di Dio che, per paura della morte, sono stati per gran parte della loro vita soggetti alla schiavitù. E questo è dovuto al fatto che Dio ha impresso alla natura quella legge, l'amore per la vita e l'autoconservazione. E ancora, è naturale che non vi piaccia lasciare indietro coloro che sono così cari. Ma ti stai mettendo alla prova con una condizione in cui non sei posto. Non vuoi la grazia morente nella vita, ma l'avrai quando la vorrai

(VI.) L'assenza di gioia. Ma ricordate che non è "chi gioisce sarà salvato", ma "chi crede sarà salvato". La tua fede ti renderà gioioso a poco a poco, ma è altrettanto potente salvarti anche quando non ti fa gioire

(VII.) Un doloroso senso di imperfezione. Cosa, non crederai in Cristo finché non sarai perfetto? Allora non crederai mai in Lui. Non crederai nel prezioso Gesù finché non avrai più peccati con cui confidare in Lui? Allora non ti fiderai mai di Lui. (C. H. Spurgeon.)

32 CAPITOLO 16

Atti 16:32-40

Ed essi riferirono a lui la parola dell'Eterno e a tutti quelli che erano in casa sua.-Salvezza domestica: -A volte accade che un uomo buono debba andare da solo in cielo: l'elezione di Dio lo ha separato dal mezzo di una famiglia empia. Ma sebbene la grazia non scorra nel sangue, tuttavia accade spesso che Dio, per mezzo di uno di una famiglia, attiri a sé gli altri. Bunyan, nella prima parte del suo "Pilgrim's Progress", descrive Christian come un viaggiatore solitario. La seconda parte, tuttavia, mostra pietà familiare, e molti spiriti gentili l'hanno trovata più dolce della prima. È del tutto naturale e appropriato che il vostro desiderio per la salvezza degli altri riposi prima di tutto sulla vostra famiglia. Se la carità inizia in casa, lo farà, certamente, la pietà. Che la preghiera di Abramo sia per Ismaele, che Anna preghi per Samuele, che Andrea trovi prima suo fratello Simone ed Eunice che addestri il suo Timoteo. Osservare-

(I.) Un'intera famiglia che ascolta la Parola. Se vogliamo avere una conversione familiare, ci deve essere un ascolto familiare della Parola. Ora, molti padri non ascoltano mai la Parola di Dio, perché considerano il sabato come un giorno di pigrizia.

(2.) Le madri devono ascoltare la Parola così come i padri. Molti di loro lo fanno, ma molti sono detenuti a casa con i bambini. Ora, è dovere di ogni padre, se non mantiene un servitore, fare il suo turno con la moglie e lasciarle la sua giusta parte di opportunità di ascoltare il vangelo

(3.) Allora anche ai bambini bisogna pensare. Desideriamo vederli convertiti come bambini. Non c'è bisogno che aspettino di essere cresciuti e di essere incorsi nel peccato. Che i piccoli siano portati ad ascoltare il Vangelo. Sia detto di voi, come di "Giuda, che stava davanti al Signore, con i loro bambini, le loro mogli e i loro figli". 4. Poi ci sono i servi. Non puoi pregare onestamente Dio di salvare la tua famiglia a meno che tu non dia a tutta la famiglia l'opportunità di essere salvata

(II.) Un'intera famiglia credente (Versetto 34). l. Erano nuovi ascoltatori, eppure tutti credevano. Non è un fatto triste che molti dei miei vecchi ascoltatori non abbiano creduto? Oh! Le responsabilità che vengono accumulate sui peccatori induriti dal Vangelo! 2. Erano ascoltatori molto improbabili. Nella società e nelle associazioni di un carcere c'era ben poco che potesse migliorare la madre, giovare ai bambini o elevare i servi. Eppure, quante volte le persone più improbabili sono condotte al Salvatore. Com'è ancora vero per molti che sono esteriormente religiosi che "i pubblicani e le meretrici entrano nel regno dei cieli dinanzi a loro". Questo è un incoraggiamento per voi che lavorate nelle baraccopoli di questa vasta città

(3.) Eppure si convertirono, lì per lì. Non so quanto sia durato il sermone di Paolo; era un uomo saggio, e non credo che avrebbe predicato un lungo sermone nel cuore della notte, subito dopo un terremoto. Come il lampo può spaccare la quercia dal suo ramo più alto alla terra in un secondo, così il lampo sempre benedetto dello Spirito di Dio può squarciare il cuore dell'uomo in un attimo

(4.) Di tutti loro si dice in particolare che "credettero". Era l'unica cosa? Non si potrebbe dire che tutti pregarono? Oserei dire che potrebbe, e molte altre cose buone; Ma poi la fede era alla radice di tutti

(5.) Sebbene convertiti all'improvviso, tutti loro erano, tuttavia, convertiti molto calorosi. Furono pronti a fare tutto ciò che era in loro per l'apostolo e per la buona causa. È delizioso incontrare il vostro sincero cristiano che, quando diede il suo cuore a Gesù, lo fece sul serio e dedicò tutto il suo corpo, la sua anima e il suo spirito al buon Dio che lo aveva comprato con il suo sangue

(III.) Un'intera famiglia battezzata

(1.) "Egli" fu battezzato: il carceriere. Poi "tutti i suoi" lo seguirono

(2.) Questo è stato fatto immediatamente. Non c'era nessuno che volesse rimandarlo finché non si fosse un po' messo un po' alla prova. A quei tempi nessuno aveva alcuno scrupolo o obiezione a obbedire. Nessun ministro ha il diritto di rifiutare di battezzare una persona che professa la fede in Gesù Cristo, a meno che non ci sia qualche fatto lampante che metta in dubbio la sincerità del candidato

(IV.) Un'intera famiglia che lavora per Dio. Tutti hanno fatto qualcosa. Il padre chiamò un lume, i servi portarono le fiaccole. Qui c'è del lavoro per se stesso, e per le mani gentili: lavare via la sabbia che era arrivata lì attraverso il loro giacimento sulla schiena sul pavimento della prigione, e lenire e fasciare le loro ferite. C'era un'occupazione adatta per la madre e per i servi, perché mettevano la carne davanti ai santi. La cucina era santificata per soddisfare i bisogni dei ministri di Cristo. Anche i nostri figli, quando sono salvati, possono fare qualcosa per il Maestro. La piccola mano che getta il suo mezzo penny nella cassetta delle offerte, per amore di Gesù, è accettata dal Signore. Il bambino che cerca di dire al suo fratello o alla sua sorella del caro Salvatore che lo ha amato è un vero missionario della Croce

(V.) Una famiglia tutta gioiosa

(1.) Se alla famiglia fosse stata lasciata una fortuna, si sarebbero rallegrati, ma avevano trovato più di tutte le ricchezze del mondo in una sola volta trovando un Salvatore, quindi erano contenti

(2.) Sebbene la loro gioia derivasse principalmente dal loro credere, sorse anche dal loro battesimo, poiché l'Etiope, dopo essere stato battezzato, "proseguì per la sua strada rallegrandosi". Nell'osservare i Suoi comandamenti c'è una grande ricompensa". 3. Si rallegrarono, senza dubbio, perché ebbero l'opportunità di servire la Chiesa nell'attesa dell'apostolo. Si sentirono felici di pensare che Paolo era alla loro tavola. E i cristiani non sono mai così felici come quando sono occupati per Gesù

(4.) Non ho dubbi che la loro gioia fosse permanente. Non ci sarebbero più litigi in quella casa, né figli disubbidienti, né padre irascibile, né madre irritabile, né servi ladri, né servitori d'occhi. Conclusione: quella casa è ora in gloria. Con alcuni di voi il padre è nei cieli e la madre è in cammino, ma i figli! Con gli altri, i tuoi piccoli ti hanno preceduto, e anche tuo nonno è nella gloria; ma, ah! Marito e moglie, i vostri volti sono rivolti verso le vie del peccato. Ci saranno famiglie distrutte intorno al trono, e se questo potesse rovinare la loro gioia, se qualcosa potesse farlo, sarebbe il pensiero che un figlio o un marito è assente mentre la moglie e la madre cantano il canto senza fine. Questa è l'ultima domanda: "La mia famiglia sarà lì?" Il tuo ci sarà? (C. H. Spurgeon.Credenza, Battesimo, benedizione: - Il Vangelo, accompagnato dallo Spirito di Dio, è sempre vittorioso, ma è molto piacevole prendere nota delle sue vittorie. Il Vangelo giunse a Lidia, una donna devota, che adorava Dio, anche se non conosceva il Signore Gesù Cristo. Era una donna di cuore tenero, e fu presto conquistata. "Beh", dice uno, "questo è un esempio di ciò che il Vangelo fa con le nature delicate, tenere e gentili". Ora, ecco un vecchio soldato; ha partecipato alle guerre, si è distinto ed è stato nominato carceriere a Filippi, un ufficio di una certa importanza sotto l'imperatore romano. Ebrei è un uomo che conosce la vista del sangue; È di indole rozza, anche se apparentemente onesta. Ebrei tiene i prigionieri, e questo non è un ufficio che porta con sé molta gentilezza; ed è sotto una legge molto severa. Ebrei è duro come un pezzo della macina inferiore. Che cosa farà il Vangelo con lui? Trionfò tanto nel carceriere di Filippi quanto nella dama di Tiatira. Desidero richiamare la vostra attenzione su questo punto; il carceriere di Filippi sta davanti a noi come uno che si è convertito e battezzato, e che ha portato frutti utili tutti nell'arco di un'ora o giù di lì. "Subito", dice il mio testo. Dice anche: "La stessa ora della notte". In moltissimi casi si può dire che la conversione è un lavoro lento. Non credo che sia proprio così; ma sembra che sia così. C'è l'addestramento precoce, c'è il risveglio della coscienza, c'è la ricerca di trovare Cristo. Abbiamo intorno a noi un gran numero di persone che sono molto lente. Perché lo sia, non lo so; perché questa non è un'epoca lenta. Le persone sono abbastanza veloci riguardo alle cose di questo mondo. Non possiamo viaggiare abbastanza velocemente. Non ho dubbi che l'opera della grazia sia molto graduale in alcune persone; È come l'alba in questo paese. Sono sicuro che non si può dire, nelle mattine nebbiose, quando sorge il sole. Un uomo non può essere a metà strada tra la condanna e la giustificazione; Non c'è terra in mezzo. L'uomo o è condannato a causa del peccato, o è giustificato per la giustizia di Cristo; non può stare tra questi due Stati; cosicché, dopo tutto, nella sua essenza, la salvezza deve essere una cosa istantanea

(I.) Nel caso di questo carceriere di Filippi tutto è nitido, chiaro, distinto. Nel considerarlo, richiamerò prima la vostra attenzione sul fatto che qui c'è una persona convertita immediatamente

(1.) Non c'era alcun pensiero precedente. Non c'è nulla che io possa immaginare nella sua vita precedente che abbia portato a questo. Gli Ebrei non erano stati tempestati di sermoni, istruzioni, inviti, suppliche. Nulla potrebbe essere più grande dell'etica di Roma e degli insegnamenti di Cristo. Cosa pensi che abbia impressionato quest'uomo? 2. Penso, in parte, che possa essere stato il comportamento di Paolo e Sila. Non avevano maledizioni sulle labbra quando egli fece loro i piedi stretti nei ceppi. Quella sera gli Ebrei andarono a letto con molti pensieri su un nuovo carattere. Chi erano questi uomini? Chi era questo Gesù di cui parlavano? 3. Poi, nel cuore della notte, si compiva un miracolo singolare. La prigione è stata scossa da un terremoto. L'idea di essere perduto gli è venuta addosso. Non è che abbia paura di morire, perché sta per mettersi a morte; ma ha paura di ciò che seguirà dopo la morte. Ebrei è un uomo perduto, e quindi chiede: "Che cosa devo fare per essere salvato?" 4. Ora è che gli viene chiaramente detta la via della salvezza. Era detto con grande brevità: "Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato, e la tua casa". Probabilmente non l'ha capito quando l'ha sentito; e così "gli annunziarono la parola del Signore e a tutti quelli che erano in casa sua". È una felice circostanza che il Vangelo sia così semplice. Ci sono certi predicatori che sembrano doverla mistificare, come il, che disse: "Fratelli, vi ho letto un capitolo, e ora lo confonderò". Senza dubbio ci sono molti che fanno sempre credere che il Vangelo sia una cosa molto difficile da capire; filosofico, profondo e così via; Ma era destinato alla gente comune, e il Vangelo è adatto per essere predicato ai poveri

(II.) Ecco una persona che confessa subito la sua fede. "Ebrei fu battezzato, lui e tutti i suoi, subito". Una persona dovrebbe essere battezzata non appena crede? Di norma, sì; ma ci possono essere buone ragioni per cui non dovrebbe esserlo

(1.) Non c'era alcuna buona ragione per ritardare il caso di quest'uomo, perché, in primo luogo, la sua conversione era chiara come mezzogiorno

(2.) Anche nel suo caso, non c'era altra ragione per ritardare. Nel caso di molti giovani, ci sono motivi per ritardare

(3.) Nel caso di quest'uomo, si noti anche che non è stato ostacolato da considerazioni egoistiche. Se il carceriere fosse stato come alcune persone che io conosca, avrebbe trovato molte ragioni per ritardare il suo battesimo. Per prima cosa, avrebbe detto: "Beh, è notte fonda. Vuoi che io sia battezzato a quest'ora?" Gli ebrei avrebbero detto che non sapeva che c'erano comodità per il battesimo, perché è così facile trovarlo scomodo quando non ti piace. Gli ebrei potrebbero anche aver detto: "Non so come piacerà ai magistrati". Gli ebrei non si curavano dei magistrati. Forse avrebbe perso la sua situazione. Gli ebrei non presero in considerazione la sua situazione. Allora, cosa avrebbero detto i soldati della colonia di Filippi quando avessero sentito che il carceriere era stato battezzato nel nome di Cristo? Oh, le risate della stanza delle guardie, gli scherzi che ci sarebbero stati dappertutto a Filippi! Quest'uomo coraggioso non prese in considerazione queste cose; e se lo faceva, li congedava in un attimo

(4.) Il fatto era che quest'uomo era assolutamente serio, e quindi non avrebbe ritardato il suo battesimo. Gli ebrei si erano arruolati nell'esercito di Cristo, ed egli avrebbe indossato subito i reggimenti di Cristo

(III.) Ora, ecco una persona utile allo stesso tempo. Utile? Cosa poteva fare? Beh, ha fatto tutto quello che poteva. Gli ebrei compirono un atto di misericordia: "Gli ebrei 51 presero alla stessa ora della notte e lavarono le loro piaghe". Cari, bravi uomini, erano coperti dappertutto dai segni delle verghe romane. Non so se avrebbe potuto fare qualcosa di meglio per mostrare il suo sincero pentimento. Gli ebrei lavarono le loro lividure; E quando ebbe fatto questo, e fu battezzato, leggiamo che li portò in casa sua, e mise loro davanti la carne

(2.) Così esercitò ospitalità. Gli Ebrei usarono le sue mani e il suo bagno per lavare i discepoli; Ora usa il suo tavolo, la sua dispensa e la sua sala da pranzo per intrattenerli. Che cosa poteva fare di più? Visto che era notte fonda, non riesco a pensare a nient'altro che potesse fare. Così, ora, se amate il Signore, se avete appena creduto in Lui, cominciate subito a fare qualcosa per Lui. È un peccato che ci siano così tanti cosiddetti cristiani che non fanno nulla per Cristo, letteralmente nulla. Hanno pagato l'affitto del banco, forse; e questo è tutto ciò che Cristo deve avere da loro! Vogliamo avere una Chiesa in cui tutti i membri facciano qualcosa, in cui tutti facciano tutto ciò che possono, in cui tutti facciano sempre tutto ciò che possono, perché questo è ciò che nostro Signore merita di avere da un popolo vivo e amorevole comprato con il Suo prezioso sangue

(IV.) Ecco una persona perfettamente felice allo stesso tempo. Quando il carceriere ebbe condotto Paolo e Sila in casa sua, "pose loro davanti della carne e si rallegrò, credendo in Dio con tutta la sua casa". Oh, quello è stato un periodo felice, felice! "Gli Ebrei si rallegrarono, credendo in Dio con tutta la sua casa". 1. Gli ebrei si rallegrarono di essere stati salvati. Il suo cuore continuava a battere: "Alleluia! alleluia! Alleluia!" Mentre sedeva a quella tavola con i suoi due strani ospiti, aveva davvero motivo di gioia. Il suo peccato fu perdonato; la sua natura era cambiata; aveva trovato un Salvatore

(2.) E poi si rallegrò che tutta la sua famiglia fosse salva. Che gioia vedere tutta la sua famiglia convertita! C'era sua moglie. Se lei non si fosse convertita, sarebbe stata una cosa molto imbarazzante per lui invitare Paolo e Sila a partecipare a quel pasto di mezzanotte. Non mi piace quando si conta la propria famiglia e si lascia fuori Mary Ann, la piccola serva, l'ultima che si è avuta. La tratti come una sfigata; ma se è entrata nella tua famiglia, considerala parte della tua famiglia; e prega Dio che tutti si convertano

(3.) L'esultanza del carceriere era anche un sigillo dello Spirito sulla sua fedeltà. Guardando ora più specialmente al lato umano di questo esempio di immenso cambiamento morale e spirituale nel carceriere di Filippi, pensiamo, sotto la guida di questo esempio, alla conversione, ai suoi mezzi e alle sue prove. Certamente qui c'è una conversione evidente. Se mai un uomo si è voltato completamente, questo carceriere lo è stato. Ebrei non è un esempio spurio di conversione, come il signor Facing Both-Ways, nel "Pilgrim's Progress" di Bunyan.

(I.) Considerate i mezzi di conversione. Mi sembra che possiamo dividere questi mezzi in due tipi: sussidiari ed essenziali. Mezzi sussidiari

(1.) Le preghiere e i canti di Paolo e Sila. Ciò che voglio dire è che sono sicuro che il coraggioso e bellissimo comportamento di Paolo e Sila, nonostante tutto il suo trattamento inutilmente duro nei loro confronti - poiché egli superava di gran lunga le sue istruzioni - deve aver fatto una certa impressione sul carceriere. E mi sembra che questa debba essere stata una sorta di causa periferica e sussidiaria della conversione del carceriere. È una specie di vangelo che anche occhi stupidi e crudeli come quelli di questo carceriere devono leggere. E qualcosa di benedetto è destinato a venire da esso. È probabile che crei un percorso per la conversione di qualcuno. Facciamo in modo che, anche nelle circostanze più dolorose, ci comportiamo come cristiani

(2.) La scossa del terremoto e le porte aperte e i legami sciolti dei prigionieri, e la bella calma di Paolo della paura del carceriere quando si sarebbe ucciso, poiché, se i prigionieri erano fuggiti, secondo la legge romana la morte doveva essere visitata su di lui. Questo carceriere era agitato da tutta la sua natura. Nella morsa del terremoto era convinto della propria impotenza; nel calmo coraggio di Paolo si sentiva di fronte alla presenza di una strana forza morale; Al servizio dell'apostolo, nell'impedire la fuga dei prigionieri, a colui che era stato così inutilmente crudele, che con durezza aveva oltrepassato di gran lunga le sue istruzioni, il carceriere si trovò colpito da un nuovo senso di vergogna - shock, credo che questa sia la parola giusta. L'uomo fu cacciato dalla sua vecchia cattiva routine in strani e altri pensieri sulla sua crudeltà e sul suo peccato. Ebbene, non credo che la conversione sia possibile se non è preceduta da qualcosa a cui questo shock è parallelo. Può essere un'influenza molto costante e gentile. Può essere il risultato silenzioso dell'educazione di una famiglia cristiana; Ma in qualche modo, in qualche modo, l'uomo doveva essere, come lo era questo carceriere, effettivamente e direttamente di fronte alla necessità di cambiare in se stesso. Significa essenziale: Fede. Il greco per "Signori" nel Versetto 30, e "Signore" nel Versetto 31, è lo stesso. Ebrei si rivolge a loro chiamandoli "Signori"; essi rispondono: "Confida nell'unico e solo 'Sire' o 'Signore' Gesù Cristo". La fede è l'unico e solitario Gesù Cristo: questo è il mezzo essenziale della conversione

(II.) Le prove di conversione

(1.) Gioire nell'udire la parola del Signore (Versetto 32). Un uomo veramente rivolto verso il Signore vorrà sapere tutto ciò che può su di Lui

(2.) Cambiamento immediato di vita (Versetto 33). Il carceriere crudele diventa subito l'uomo misericordioso

(3.) Confessione immediata di Cristo (Versetto 33). "E fu battezzato". Un uomo completamente convertito non cercherà di essere un cristiano segreto

(4.) Disponibilità (Versetto 34). "E quando li ebbe portati in casa sua, pose loro davanti della carne". Vale a dire, c'è in lui un rapido istinto di ministero. 5; La gioia della vita nuova (Versetto 34). "E si rallegrò". Quando un uomo si rivolge a Dio, Dio lo inonda, e questa è la gioia più grande

(6.) La casa dell'uomo è cambiata (Versetto 34). Credere in Dio con tutta la sua casa. Una conversione che non aiuta la casa di un uomo è poco. Marco anche che qui si tratta sicuramente di una conversione improvvisa. Le influenze che portano ad essa possono essere lunghe, come lo sono in molti casi possono essere rapide, come in questo caso; ma la conversione, la svolta, è, nella natura del caso, improvvisa. Non abbiate paura delle conversioni improvvise. (Recensione omiletica.Ed egli li prese con sé alla stessa ora della notte e lavò le loro piaghe.Furono il carceriere e sua moglie, come la suppone Crisostomo, che con il nome di Evodia e Sintiche San Paolo iscrivono nel libro della vita (Filippesi 4:2). Vedete, il più meschino sollievo fatto a Cristo e alle Sue membra ha una patente di eternità. Un po' di manna, ma una meteora che svanisce, deponila nell'arca, non marcisce mai. L'elemosina più economica a Cristo e alla Sua Chiesa, il ricordo di essa non sarà mai abolito. Ai fini delle parole, concepitele come un'azione santa di questo convertito, che segue e quindi manifesta ed esprime la verità della sua conversione. Poche parole, un piccolo gesto in apparenza, eppure una potente prova della sua nuova nascita. Questa piccola opera, intrisa e colorata nel sangue di Paolo, appare come quel filo rosso sulla mano del bambino appena nato, a testimonianza del suo diritto di nascita; e sta qui registrato, e pende, come il filo scarlatto di Raab, attaccato alla sua casa come pegno della sua salvezza. "In verità", come dice Basilio, "è il suo primo sacrificio di ringraziamento che offre per la sua conversione; un sacrificio, un olocausto intero, eppure non mediante fuoco, ma acqua accesa e ardente". Primo, concepisci questa sua azione, rispetto alla sua persona, che la esercita e la compie, come sorge da lui ed è la sua azione. Gli ebrei 51 lavarono. Guardatelo prima come un uomo vivificato e vivificato da un principio di fede, e poi concepite questa sua azione come un frutto della sua fede. Appena credette, poco dopo alla stessa ora lavò le loro strisce. E l'osservazione quindi è brevemente così: che un vero credente è prontamente e immediatamente un lavoratore religioso. La fede non è un frontale per i tuoi occhi solo nell'illuminazione, ma è una tavoletta sulle tue mani per l'impiego e l'azione. L'opera della fede e l'opera dell'amore, San Paolo li unisce, e non sono mai separati, e ciò su un triplice terreno

(I.) La vita stessa e l'essere di fede lo fanno funzionare naturalmente. Come all'inizio il Signore creò alberi con frutti su di essi, non un tronco o un ceppo, ma rigogliosi e abbondanti, così nella nostra nuova creazione, l'albero della fede, è attualmente fornito del frutto della pietà. Vedete come improvvisamente in questo convertire il tempo della semina, e la primavera, e il raccolto si susseguono. Una fede vivace, che desidera lavorare, come i convertiti di San Giovanni, cerca lavoro al momento. "Che cosa devo fare?" Nega che funzioni, lo privi dell'essere; come l'anima, non rimane nel corpo più a lungo di quanto possa agire e vivificarlo; ostacola le azioni della vita, ci abbandona subito. Oh, il tuo cuore per fede sia bagnato e riscaldato nel sangue di Cristo, e tu possa anche impedire che il fuoco arcchi, e il sole splenda, e i cieli non si muovano, come la vera fede dall'operare

(II.) A meno che la tua fede non sia viva e operante, è una fede inutile, del tutto inutile. l. Che San Giacomo ti assicura (CAPITOLO II. 14): "Non può salvarlo". La fede operante, sebbene non acquisti il cielo, tuttavia lo procura efficacemente; Aborre le opere come meriti, le abbraccia come mezzi

(2.) Non è la luce, ma il calore, che purifica e purifica; non una nozione contemplativa che nuota nel cervello, ma un affetto devoto seduto nel cuore. No... 3. È solo la fede operante che ottiene il tuo perdono: in questo caso, sebbene la fede sia effettivamente priva di fede, tuttavia è una fede che sarà industriosa. Dio gli dà grazia come a un povero mendicante, ma non come a un pigro, e la fede lo riceve con mano vuota, ma non con mano oziosa

(III.) A meno che la tua fede non sia attiva e operante, non è in alcun modo accettabile. In questo caso, come i tuoi servizi esteriori senza fede interiore, come il sacrificio dell'imperatore che non aveva cuore in esso, sono prodigiosi e ripugnanti, così l'interno della fede, senza il corpo e la sostanza delle opere, sono frattaglie e rifiuti. «Dio», dice Gregorio, «richiede non solo il petto stretto della fede, ma anche la spalla e il braccio dell'obbedienza. Prima che tu creda, Dio ti perdona liberamente tutte le tue opere malvagie, ma quando credi gli Ebrei esigono rigorosamente l'adempimento del bene". Concepite questa azione di lavare le loro strisce, in secondo luogo, come derivante da un secondo seme di grazia operato nella conversione, il principio del pentimento. L'osservazione da qui è questa: il pentimento, ci fa disfare tutto ciò che abbiamo fatto prima. Ci costringe a ingannare noi stessi, a guardare indietro a tutte le nostre azioni con dolore e tristezza; farci desiderare e desiderare che non li avevamo mai commessi. In che modo questo carceriere si colpì ora sulla coscia, mentre il profeta parla? Come faceva a interrogarsi e a rimproverare la sua follia: "Che cosa ho fatto?" Oh allora! All'inizio della tua vita, quando ti sei messo in cammino per la prima volta, mira con giustizia e saggezza, per non ingannare te stesso a lungo termine. Imparate questa lezione, voi saggi precursori di ciò che intraprendete, che ritenete che la vostra saggezza in tutte le altre faccende sia quella di non sbagliarvi, che giudichiate un punto di follia scusarvi. Felice sia tu che hai la tua azione in mano, e che puoi prendere un vero livello. Questo è il consiglio premonitore del pentimento per te. Persuade e predice, come San Paolo fece con i marinai (CAPITOLO XXVII): "Non intraprendete questo viaggio disperato, sarà un grande danno per i vostri beni e per la vostra vita". Ma se vuoi andare avanti per tutto questo avvertimento, allora arriva il pentimento con un consiglio successivo, come lo stesso San Paolo: "Signori, avreste dovuto essere consigliati da me, e così avreste dovuto guadagnare questo danno e questa perdita". Considerate questa azione del carceriere nel lavare le loro livide come derivante, in terzo luogo, da un terzo principio di grazia operato nella conversione, ed è come scaturisce da un seme e da un principio di rinnovamento. E così è una prova e un frutto del cambiamento e della riforma della sua vita precedente, e ciò in tre diverse considerazioni

(I.) Questo lavare e amare gli apostoli dimostra il rinnovamento e il cambiamento della sua natura e della sua precedente disposizione. E da qui prendete nota di questa osservazione: che la grazia e la religione addolciscono, cambiano e addolciscono le nature più profane e le disposizioni più barbare. Questo carceriere, davanti a un persecutore selvaggio, come l'indemoniato del vangelo, estremamente feroce, nessuno poteva domarlo, ora lo vedo spodestato dalla sua furia, siede ai piedi di Cristo pacifico e gentile. La religione, ci persuade e ci corteggia, nel linguaggio di san Paolo (Colossesi 3:12). L'educazione, le leggi, i magistrati, possono sopprimere per un certo tempo, ma è solo la grazia che può trasformarci completamente ed efficacemente. Così i padri primitivi intrapresero l'esecuzione di quelle cure disperate. Era la voce della religione ai loro tempi: "Hai tu una moglie impura? Portatela alla religione, la renderà temperante. Hai tu un figlio infedele? Portatelo alla religione, lo renderà obbediente. Hai tu un servo infedele? Gli insegnerà la fedeltà". I mostri del peccato per la potenza di questo sono stati convertiti in miracoli di virtù

(II.) Nasce dal seme e dal principio del rinnovamento rispetto alla sua particolare colpa effettiva, di cui era ora in commissione. Ebrei stava già esercitando la sua barbara crudeltà verso gli apostoli; e in questo peccato ora lo trova la mano di Dio, e la colpa di questo peccato la misericordia di Dio ora lo perdona; e quindi di tutti gli altri peccati, si guarderà da questo peccato, si mette subito nella pratica della virtù contraria. Osservate, un vero convertito, anche se decide di una riforma generale, tuttavia, più di tutti gli altri, avrà un occhio speciale per quel peccato che fu la causa della sua più grande rovina, e che Dio fece l'occasione della sua risurrezione e conversione. Come uomo guarito da una malattia pericolosa, usa con cura una buona dieta generale, ma desidera soprattutto conservanti e antidoti contro la malattia da cui è stato recentemente curato. Ho sfiorato di questa carne; Questo si è rivelato la mia rovina, e lui sa che le ricadute sono pericolose e mortali. Un capitano è attento a rinforzare ogni angolo del suo castello, ma quel luogo in cui il nemico ha fatto irruzione prima avrà una doppia guardia, che è particolarmente fortificato

(III.) È un frutto che nasce dal seme del rinnovamento rispetto alla sua vocazione e professione privata. Ebrei è un carceriere, e loro, sapete, di solito sono uomini spietati e dal cuore duro. Ora si è convertito, riforma gli abusi della sua vocazione, usa i suoi prigionieri con misericordia e molta pietà. Ebrei mostra la verità e la potenza della sua conversione nella sua chiamata personale privata e nella sua professione. Ebrei non è solo un buon cristiano, ma un buon carceriere, ha cura dei suoi prigionieri; Buon padre e padrone, tutta la sua casa deve essere istruita e battezzata. Osservate, la verità della conversione si manifesterà nell'ordinamento e nella riforma della nostra chiamata personale. La religione, non è solo una questione di professione pubblica e comune, non abita solo nelle chiese e nei templi, ma entrerà nella tua casa, si dirà a te, come Cristo a Zaccheo: "Vieni, devo alloggiare nella tua casa", avere accesso e dominio in tutte le tue occupazioni. In secondo luogo, prendetene atto, poiché rispetta e trasmette a questi uomini ai quali l'ha eseguita; lavò le loro strisce. E così le diverse considerazioni dell'oggetto specificheranno la natura dell'atto e il frutto della conversione. In primo luogo, quindi, generalmente e brevemente concepiteli come proximi, come uomini, fratelli e prossimi, in quel riferimento comune, così 'tis actus charitatis, un atto di carità. E poi osservate, la verità della conversione si esprimerà nelle opere d'amore verso il prossimo e i fratelli. Questa è la prova principale della nostra nuova nascita

(I.) È il miglior segno e la prova del nostro amore se amiamo i nostri fratelli. Chi non si vanta del suo amore per Dio? È la professione di ogni uomo, e noi non possiamo convertirli. Portateli a questa prova: "Amate Colui che è generato da Dio; dove vedi la sua immagine e somiglianza?"" Da questo siete riconosciuti come miei discepoli, se vi amate gli uni gli altri".

(II.) Dio affida questo amore ai nostri fratelli affinché possano riceverne il frutto e il miglioramento. Il beneficio del nostro amore non può raggiungerLo; La sua autosufficienza non ammette alcuna aggiunta dalla nostra povera carità; Ebrei fa dei nostri fratelli i suoi destinatari

(III.) Questo amore per i nostri fratelli moltiplica, rafforza e accresce il nostro amore per Dio. Questo è l'amore sincero che non si posa sul partito, che noi principalmente colpiamo, ma si allarga ai Suoi figli e seguaci e a tutto ciò che Gli appartiene. E questa è la prima considerazione di ciò, poiché essi sono proximi, e così questo lavaggio, è opus charitatis, egli li ama come fratelli. Ma, in secondo luogo, concepiteli come afflitti, come cristiani nella miseria e nell'afflizione, frustati e imprigionati; e allora 'tis actus misericordi&ae;, un'azione di misericordia. Prima li consideravamo come membra di Cristo, e così gli ebrei 51 amavano; ora guardateli come le membra afflitte di Cristo, e così ora Ebrei 51 compatisce. Osservate, il moto più naturale di un cuore convertito è quello di commiserare i poveri santi di Dio e di mostrare misericordia verso di loro. Le opere di misericordia sono i più gentili ritorni della misericordia ricevuta. Se fossi provvisto di tutte le altre grazie, tuttavia non sarai all'altezza se vuoi questa. Questi frutti di pietà e di sollievo per i poveri santi, Cristo... Più rigorosamente esatto

(2.) Accetta molto gentilmente. 3. Ricompense più generose. Dice Basilio: "La liberalità verso i poveri santi non è liberalità, ma usura verso Dio, e quella del più alto aumento". In terzo luogo, concepiteli come uomini che sono stati offesi e oppressi da lui, e quindi è un atto di soddisfazione. La verità della conversione si manifesta in tutti i doveri di amore e di commiserazione; quindi a coloro che abbiamo ferito si esprimerà in una dovuta soddisfazione. Senza questo, dice Sant'Agostino, tutti gli atti di pentimento si rivelano inefficaci. No, non è un vero pentimento, ma una mera contraffazione. Quarto, concepiteli come ministri e mezzi della Sua chiamata; e quindi è una testimonianza di gratitudine. Questi sono i servi dell'Iddio Altissimo; questi hanno portato la buona novella della grazia e della salvezza; non solo i loro piedi, ma anche le loro ferite, le loro livide e le loro piaghe sono bellissime. Ebrei 51 abbraccia, li ristora e li conforta con gratitudine. E poi cediamo il passo a questa osservazione: che la verità di questa conversione si manifesterà in tutti i frutti di gratitudine ai ministri della salvezza. Ecco, questo carceriere tira fuori gli apostoli, come Ebed-Melec fece con Geremia, dal fondo della prigione; fa della sua prigione, come la caverna di Abdia, per nutrire questi profeti; diventa una Lot e un Abramo per intrattenere questi angeli e messaggeri del cielo. (Bp. Brownrigg.) Il cristianesimo si auto-illustra:

1.) La vecchia causa produce il vecchio effetto. Ecco un uomo convertito, che cerca immediatamente di rimediare al passato. Cosa significava tutto questo? Esattamente ciò che il nostro pentimento deve fare. Gli ebrei hanno cercato di cancellare la ferita di ieri. Il cristianesimo riporta sempre gli uomini al loro ieri. Il cristiano dice: "Devo pagare il denaro che devo. So che la prescrizione mi giustificherebbe, ma non c'è prescrizione nel cuore rigenerato". Il penitente dice: "Devo scoprire la vita che ho ferito una volta, e se quella vita non è più sulla terra, devo trovare dei discendenti, e per amore di Davide amerò Mefiboset". La religione che fa questo dimostra la propria ispirazione. Non ha bisogno della nostra eloquenza, né chiede il nostro patrocinio intellettuale. Qualsiasi argomento a parole può provocare una replica a parole; ma un carceriere che lava le strisce immeritata, nutre la fame immeritata, porterà avanti la giornata

(2.) Il risultato naturale dell'accogliere Cristo nel cuore è la gioia (Versetto 34). Il cristianesimo non porta mai tristezza; È una religione della luce, del mattino, dell'estate. Ci sono tre possibili visioni di Dio. C'è la vista che affligge l'anima con un senso di terrore. C'è la vista che eleva la venerazione senza toccare l'emozione. La terza visione è quella cristiana, e questo porta sempre con sé la gioia. Dovremmo entrare nella gioia ora

(3.) Ci sono risultati del cristianesimo dall'altra parte; Da qui troviamo che i magistrati avevano paura; mandarono ad annunciare la loro volontà che Saul e Sila lasciassero la città. L'uomo cattivo ha un fantasma sulla mano destra e sulla sinistra. Ci sono "terremoti" che rappresentano ogni tipo di difficoltà fisica, allarmi materiali e afflizioni. A queste seguì la scoperta che gli apostoli pretendevano la protezione della legge romana. L'uomo cattivo non ha pace. La stessa legge si rivolse a un serpente nella sua presa e gli punse il braccio. L'uomo cattivo si aggrappa sempre alla fine sbagliata; sbagliando sempre il caso; Perseguendo sempre la parte sbagliata. Poi aggiungi tutti i timori che provengono dalla dottrina spirituale, e l'uomo cattivo se la passa male. Non c'è pace se non nella bontà; non c'è riposo se non nella giustizia. Se ti sei allontanato dal Padre tuo che è nei cieli, «ora familiarizzati con lui e sii in pace». 4. Questo incidente getta un po' di luce sul carattere di Paolo. All'inizio gli ebrei non dissero che era cittadino romano. Gli ebrei la trattenevano finché non poteva usarla con l'effetto più felice. Paolo era probabilmente l'unico cittadino romano della piccola banda, e Paolo era un uomo da scendere e lasciare che gli altri andassero in prigione? Ora che poteva colpire i magistrati come con un pugno di ferro, disse: "Ci hanno battuto. essendo Romani", ecc. Gli ebrei sapevano che quel messaggio avrebbe morso tutta l'anima che quegli uomini avevano lasciato. Questo è il modo in cui dovremmo stare gli uni accanto agli altri. Marco la dignità della sua innocenza. «Quanto ai vostri sergenti, vi siamo molto grati per la vostra cortesia, ma lasciate che i signori stessi si mettano gli stivali questa fredda mattina e scendano». Allora i magistrati, tra terremoti, cittadinanze romane, carcerieri convertiti e una cosa aggiunta all'altra, scesero e dissero in effetti: "Se sarete così gentili, signori, da andare, noi vi saremo profondamente obbligati". Nei giorni precedenti supplicavano Cristo stesso di andarsene dai loro confini; e il mondo cattivo chiede sempre al cristianesimo se sarà così gentile da lasciarlo. Interferirà con i pesi e le misure del mondo; con la vita in casa e la vita nella piazza del mercato; con l'abbigliamento e la parola, e con l'onestà del cuore; così il mondo malvagio gli dice: "Se sei così gentile da andartene". Più presto il sole nascente sarebbe andato al comando di qualche povero insetto, o la marea montante si sarebbe ritirata davanti alla mano ondeggiante di un Canuto impotente

(5.) Essendo stati liberati, gli apostoli non presero la via più breve per uscire da Filippi; "entrarono nella casa di Lidia"; Chiamarono a raccolta i fratelli e "li confortarono". Il sofferente conforta chi non ha sofferto! Poi se ne andarono con l'ineffabile dignità della rettitudine cristiana

(6.) Così la Chiesa di Cristo fu stabilita per la prima volta in Europa; guardate quale presa ha oggi. Sono consapevole della corruzione del cristianesimo, ma sotto tutta l'idea cristiana c'è stata la forza più potente della civiltà e del progresso europeo. Togliete dalle città europee gli edifici che il cristianesimo ha costruito, e queste città perderebbero in molti casi la loro unica struttura. Che cos'è Colonia se non il primo piano della sua infinita cattedrale? Cosa sarebbe Milano se non per la sua chiesa augusta e travolgente? Togliete San Pietro da Roma e Notre Dame da Parigi, ecc., e vedete come verrebbe fatta una spaventosa mutilazione sulla mappa della grandezza europea. Se mi dicessi che le grandi gallerie d'arte sarebbero ancora rimaste, le chiederei di prendere ogni quadro e statua cristiana, e poi chiederle di fare una stima della sconfinata cavità. Se mi dici che i grandi centri della musica rimarranno ancora, ti chiederei di togliere le produzioni dei poeti e dei musicisti cristiani; e dopo che avrete tolto Beethoven e Händel, Mendelssohn e Haydn, vi chiederò di indicare in cifre la stupenda e irreparabile perdita. Quando richiamate alla mente queste cose, e poi ricordate che Paolo fondò la prima Chiesa Cristiana a Filippi, vedrete quanto siano importanti gli incidenti registrati nel capitolo. Non possiamo dire cosa stiamo facendo. Gli ebrei che piantano un albero non possono prevedere l'esito della sua piantagione. Il penny che hai dato al povero ragazzo potrebbe essere il seme di grandi fortune. La stretta d'amore che hai dato alla mano fredda dell'orfano potrebbe essere l'inizio di un'animazione che durerà come l'immortalità. (J. Parker, D.D.)

I. Ci hanno picchiato apertamente senza condannarli, essendo Romani.- L'affermazione o la rivendicazione dei diritti: - Il diritto di Paolo come cittadino romano. Per Paolo questo era inestimabile. Era di per sé un onore, e sarebbe stato considerato ovunque così. Essa dava a chi ne godeva la protezione del miglior sistema di leggi conosciuto tra gli uomini. In ogni parte del mondo, inoltre, dove si estendeva la potenza romana, concedeva questo diritto. Un cittadino romano non poteva essere crocifisso, né flagellato. Il privilegio della cittadinanza romana assicurava anche il diritto a un processo pubblico. Ciò tendeva, in grado eminente, a mantenere la giustizia

(II.) Il modo in cui questi diritti sono stati violati. Il torto fatto era un'ingiustizia palpabile, sotto tutti gli aspetti, in contrasto con le esigenze del diritto romano. Furono condannati senza essere ascoltati; e su richiesta di una folla; furono frustati pubblicamente; Furono gettati in prigione. Ognuna di queste cose era contraria alla legge romana. Subirono, inoltre, ulteriori oltraggi per mano del carceriere

(III.) La correttezza della richiesta così sollecitata. I principi del Vangelo sembrano richiedere che noi dobbiamo sopportare le offese non solo senza malizia, ma anche senza resistenza (CAPITOLO Matteo 5:39-41 ; 1Corinzi 6:6-8). Ma nota

1.) Che la condotta del Salvatore interpreta le Sue stesse parole. Nelle numerose ferite che gli Ebrei subirono per mano di individui, gli Ebrei non opposero resistenza. Eppure, in piena coerenza con tutto ciò, quando gli Ebrei vennero a contatto con la legge, e quando, sotto le forme della legge, stava per essere commessa un'ingiustizia, gli Ebrei chiesero che le disposizioni della legge non dovessero essere violate (Giovanni 18:23)

(2.) Questo ci porta a notare, quindi, il valore del diritto per la tutela dei diritti. Questo valore è stato riconosciuto da Paolo in altre occasioni (xxiii. 2, 3; xxv. 11). La storia del mondo, per quanto riguarda il diritto, è stata poco più di una successione di lotte per garantire i diritti degli individui contro il potere arbitrario; E i punti guadagnati a questo riguardo sono stati l'inizio di nuove ere nella storia del mondo, ognuna delle quali ha inviato la sua influenza nel lontano futuro. La legge stessa, così come l'abbiamo ora, è stata la lenta crescita dei secoli; ed è il risultato dello sforzo di salvare dalla punizione arbitraria. In base a sagge disposizioni, a favore della libertà generale e dei diritti individuali, ci è permesso di vivere; E il compito del mondo ora è quello di proteggere e difendere questi principi come terreno di sicurezza in tutti i tempi a venire. Esse hanno un valore inestimabile, ed è privilegio e dovere di ogni uomo fare appello ad esse e chiedere che siano osservate e applicate. Pym e Hampden sono immortali per aver difeso i grandi principi della libertà; e Paolo si pone quindi tra i grandi benefattori dell'umanità per aver affermato e mantenuto il diritto di appellarsi alla legge

(3.) Resta solo da osservare, a rivendicazione della condotta di Paolo, che il carattere di un uomo buono appartiene al pubblico, alla virtù, alla verità, alla religione. Paolo non solo aveva i suoi diritti individuali da mantenere, ma era un uomo rappresentativo, a cui erano affidati i diritti relativi alla religione cristiana. Tutto ciò che aveva sopportato durante la sua prigionia, poteva sopportarlo e perdonarlo privatamente e personalmente. Ma il torto pubblico che era stato fatto era un torto alla giustizia; e non solo, ma un torto alla religione; un torto nei suoi confronti come ministro della religione; un torto che, se riconosciuto, avrebbe potuto ostacolare notevolmente il successo delle sue future fatiche. (A. Barnes, D.D.C'è una cosa che passa per generosità che, se analizzata, si scopre che non è altro che una politica egoistica. A volte un magistrato dal cuore di pietra focaia dà grande dimostrazione di generosa considerazione per le condizioni del prigioniero, e lo rilascia pomposamente per questo motivo, come dice. Mentre si troverà spesso che l'accusa contro l'uomo era una di quelle di cui la legge non poteva prendere conoscenza, oppure che il magistrato si sentiva incapace di affrontare. Ebrei ha un grande credito per la sua clemenza. La sua manovra, tuttavia, ricorda a coloro che ci vedono attraverso i trucchi del ragno. Sappiamo bene che nel momento in cui una mosca o un altro insetto sfortunato viene a contatto con la rete del ragno, viene assalito con la rapidità di un fulmine, e se l'insetto catturato è di piccola taglia, il ragno lo trasporta subito al luogo del macello, e dopo aver succhiato a suo piacimento tutto il suo succo, getta via la carcassa. Se l'insetto è un po' più grande e lotta per fuggire, il ragno avvolge la sua preda in una rete di filo passato intorno al suo corpo in varie direzioni, e le sue ali e zampe così efficacemente assicurate, viene trasportata nella tana e divorata. Ma quando un'ape o una grossa mosca, troppo potente per essere dominata dal ragno, capita di rimanere impigliata nelle sue fatiche, allora l'animale diffidente, consapevole della sua incapacità di lottare contro tali spaventose avversità, non fa alcun tentativo di afferrare o mettere in imbarazzo la vittima. Al contrario, assiste il prigioniero impigliato nei suoi sforzi per liberarsi, e spesso arriva al punto di rompere quella parte della rete da cui può essere sospeso. Questo atto ha su di sé il colore di un'apparente generosità, ma in realtà non è altro che l'esibizione di un'astuzia egoistica. Il tiranno, sentendosi incapace di fare un torto, decide di non subire molestie. Per ottenere questo fine egli compie un atto di manomissione. In questa politica non è dissimile dal magistrato a cui si fa riferimento. (Illustrazioni scientifiche. Thomas Maynard, console inglese, fu gettato nella prigione dell'Inquisizione a Lisbona, con il pretesto di aver detto o fatto qualcosa contro la religione romana. Il signor Meadows, che era allora residente, informò Cromwell della faccenda e, guidato da lui, chiese al re del Portogallo la liberazione di Maynard. Il re gli disse che non aveva alcuna autorità sull'Inquisizione. Il Residente inviò questa risposta a Cromwell, dal quale ricevette istruzioni per dire al re che, poiché non aveva alcun potere sull'Inquisizione, gli era stato ordinato da Cromwell di dichiarare guerra contro l'Inquisizione stessa. Questo terrorizzò a tal punto il re e l'Inquisizione che aprirono le porte della prigione e diedero al console la libertà di uscire. Egli, tuttavia, rifiutò di uscire privatamente e chiese di essere portato avanti con onore dall'Inquisizione. (W. Baxendale.)

Riferimenti incrociati:

Atti 16

1 At 14:6,21; 2Ti 3:11
At 17:14; 18:5; 19:22; 20:4,5; Rom 16:21; 1Co 4:17; Fili 1:1; 2:19; Col 1:1; 1Te 1:1; 3:2; 2Te 1:1; 1Ti 1:2; 2Ti 1:2; Eb 13:23
2Ti 1:5; 3:15,16
At 14:1; Esd 9:2; 1Co 7:14

2 At 6:3; 1Ti 3:7; 5:10,25; 2Ti 3:15; Eb 11:2
At 14:21; 2Ti 3:11

3 At 15:37,40
At 15:20; 1Co 7:19; 9:20; Ga 2:3,8; 5:1-3,6

4 At 15:6,28,29

5 At 15:41; 2Cron 20:20; Is 7:9; Rom 16:25; 1Co 15:58; Ga 5:1; Ef 4:13-16; Col 2:6; 1Te 3:2,13; 2Te 2:16; Eb 13:9,20,21; 1P 5:10
At 2:47; 4:4; 5:14; 6:7; 9:31; 11:21; 12:24; 13:48,49; 19:18-21

6 At 2:10; 18:23
At 18:23; 1Co 16:1; Ga 1:2; 3:1; 2Ti 4:10; 1P 1:1
At 16:7; 10:19; 11:12; 13:2-4; 20:28; 2Cron 6:7-9; Is 30:21; Am 8:11,12; 1Co 12:11; Eb 11:8
At 19:10,26,27; 20:4,16; 2Co 1:8; 2Ti 1:15; 1P 1:1; Ap 1:4,11

7 1P 1:1

8 At 16:11; 20:5; 2Co 2:12; 2Ti 4:13

9 At 2:17,18; 9:10-12; 10:3,10-17,30; 11:5-12; 18:9,10; 22:17-21; 27:23,24; 2Co 12:1-4,7
At 18:5; 19:21; Rom 15:26; 2Co 7:5; 8:1; 9:2; 11:9; 1Te 1:7,8; 4:10
At 8:26-31; 9:38; 10:32,33; 11:13,14; Rom 10:14,15

10 At 10:29; 26:13; Sal 119:60; Prov 3:27,28; 2Co 2:12,13

12 At 20:6; Fili 1:1; 1Te 2:2
At 16:21

13 At 13:14,42; 17:2; 18:4; 20:7
Lu 13:10
At 16:6; 21:5; Mat 5:1,2; 13:2; Lu 4:20,21; Giov 8:2
Mar 16:15; Ga 3:28; Col 1:23

14 At 16:40
Ap 1:11; 2:18-24
At 8:27; 10:2; 18:7; Giov 12:20
At 11:21; Sal 110:3; CC 5:4; Is 50:5; Lu 24:45; Giov 6:44,45; Rom 9:16; 1Co 3:6,7; 2Co 3:14-16; 4:4-6; Ef 1:17,18; Fili 2:13; Giac 1:16,17; Ap 3:7,20

15 At 16:33; 8:12,38; 11:14; 18:8; 1Co 1:13-16
Ef 1:1; Fili 1:7; File 1:17; 1P 5:12; 3G 1:5
Ge 18:4,5; Giudic 19:19,20; Mat 10:41; Lu 9:4,5; 10:5-7; Rom 16:23; Ga 6:10; Eb 13:2; 2G 1:10; 3G 1:8
Ge 19:3; 33:11; Giudic 19:21; 1Sa 28:23; 2Re 4:8; Lu 14:23; 24:29; 2Co 5:14; 12:11; Eb 13:2

16 At 16:13
At 16:18; 8:9-11; Eso 7:11,12; De 13:1-3; 18:9-11; 1Sa 28:7; 1Cron 10:13; Is 8:19; Ga 5:20; 2Ti 3:8
At 19:24; 1Ti 6:10; 2P 2:3; Ap 18:11-13

17 At 19:13; Mat 8:29; Mar 1:24; Lu 4:34,41
Dan 3:26,28; 6:16,20; Gion 1:9; 1P 2:16
Ge 14:18-22; Sal 57:2; 78:35; Dan 4:2; 5:18,21; Mic 6:6; Mar 5:7; Lu 8:28
At 16:30,31; 18:26; Mat 7:13,14; 22:16; Mar 12:14; Lu 1:77,79; 20:21; Giov 14:6; Eb 10:19-22

18 At 14:13-15; Mar 1:25,26,34
At 3:6; 9:34; 19:12-17; Mar 9:25,26; 16:17; Lu 9:1; 10:17-19; Col 2:15

19 At 19:24-27; 1Ti 6:10
At 9:16; 14:5,19; 15:26; 18:12,13; 21:30; Mat 10:16-18; 24:9; Mar 13:9; 2Co 6:5

20 At 18:2; 19:34; Esd 4:12-15; Est 3:8,9
At 17:6-8; 28:22; 1Re 18:17,18; Mat 2:3; Giov 15:18-20; Rom 12:2; Giac 4:4

21 At 26:3; Ger 10:3

22 At 17:5; 18:12; 19:28-41; 21:30,31; 22:22,23
At 16:37; 5:40; 22:24-26; Mat 10:17; 27:26; 2Co 6:5; 11:23-25; 1Te 2:2; Eb 11:36; 1P 2:24

23 At 5:18; 8:3; 9:2; 12:4; Lu 21:12; Ef 3:1; 4:1; 2Ti 2:9; File 1:9; Ap 1:9; 2:10
At 5:23; 12:18; 1Sa 23:22,23; Mat 26:48; 27:63-66

24 1Re 22:27; Ger 37:15,16; 38:26; Lam 3:53-55
2Cron 16:10; Giob 13:27; 33:11; Sal 105:18; Ger 20:2; 29:26

25 Giob 35:10; Sal 22:2; 42:8; 77:6; 119:55,62; Is 30:29
Sal 50:15; 77:2; 91:15; Mat 26:38,39; Lu 22:44; Eb 5:7; Giac 5:13
At 5:41; Sal 34:1; Mat 5:10,11; Lu 6:22,23; Rom 5:3; 12:12; 2Co 4:8,9,16; 4:17; 6:10; Fili 2:17; 4:4-7; Col 1:24; 3:15-17; 1Te 5:16-18; Giac 1:2; 1P 1:6-8; 4:14
Esd 3:12,13; Sal 71:7; Zac 3:8

26 At 4:31; 5:19; 12:7,10; Mat 28:2; Ap 6:12; 11:13
Sal 79:11; 102:20; 146:7; Is 42:7; 61:1; Zac 9:11,12

27 At 16:23,24
Giudic 9:54; 1Sa 31:4,5; 2Sa 17:23; 1Re 16:18; Mat 27:5

28 Lev 19:18; Sal 7:4; 35:14; Prov 24:11,12; Mat 5:44; Lu 6:27,28; 10:32-37; 22:51; 23:34; 1Te 5:15
Eso 20:13; Prov 8:36; Ec 7:17

29 At 9:5,6; 24:25; Sal 99:1; 119:120; Is 66:2,5; Ger 5:22; 10:10; Dan 6:26
Is 60:14; Ap 3:9

30 At 16:24; Giob 34:32; Is 1:16,17; 58:6,9; Mat 3:8; 5:7; Giac 2:13
At 14:15
At 16:17; 2:37; 9:6; 22:10; Giob 25:4; Lu 3:10; Giov 6:27-29

31 At 2:38,39; 4:12; 8:37; 11:13,14; 13:38,39; 15:11; Is 45:22; Abac 2:4; Mar 16:16; Giov 1:12; 3:15,16,36; 6:40,47; 7:37,38; 11:25,26; 20:31; Rom 5:1,2; 10:9,10; Ga 3:22,26; Ef 2:7,8; 1G 5:10-13
At 16:15,32; 2:39; 18:8; Ge 17:7; 18:19; Ger 32:39; Rom 11:16; Ga 3:14

32 At 10:33-43; Mar 16:15; Ef 3:8; Col 1:27,28; 1Te 2:8; 1Ti 1:13-16
Rom 1:14,16

33 At 16:23; Prov 16:7; Is 11:6-9; Mat 25:35-40; Lu 10:33,34; Ga 5:6,13
At 16:15; Lu 19:9; 1Co 1:16

34 Lu 5:29; 19:6; Fili 4:17; 1Te 4:9,10; File 1:7; Giac 2:14-17; 1G 3:18
At 16:27-29; 2:46; 8:39; Is 12:1-3; 55:12; 57:17,18; 58:7-11; 61:10; Lu 15:22-25,32; Rom 5:2,11; 15:13; Ga 5:22; Fili 4:4; 1P 1:6-8

35 At 4:21; 5:40; Sal 76:10; Ger 5:22

36 At 15:33; Eso 4:18; Giudic 18:6; 1Sa 1:17; 20:42; 25:35; 29:7; 2Re 5:19; Mar 5:34; Giov 14:27

37 At 16:20-24; 22:25-28; Sal 58:1,2; 82:1,2; 94:20; Prov 28:1
Dan 3:25,26; 6:18,19; Mat 10:16

38 At 22:29; Mat 14:5; 21:46

39 Eso 11:8; Is 45:14; 49:23; 60:14; Mic 7:9,10; Ap 3:9
Dan 6:16,23
Mat 8:34; Mar 5:17

40 At 16:14; 4:23; 12:12-17
At 14:22; 2Co 1:3-7; 4:8-12,16-18; 1Te 3:2,3

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