Atti 26
2 (1) Mi considero fortunato, o re Agrippa, di poter oggi difendermi davanti a te riguardo a tutte le cose di cui sono accusato dai Giudei,
(1) Avere un giudice esperto è un dono grande e singolare di Dio.
4 (2) La mia vita, fin dalla giovinezza, che dall'inizio trascorsi tra la mia nazione in Gerusalemme, la conoscono tutti i Giudei;
(2) Paolo divide la storia della sua vita in due tempi: per la prima parte chiama i suoi avversari come testimoni; per la seconda, i padri e i Profeti.
5 I quali (a) mi conoscono fin da (b) principio, se vogliono renderne testimonianza, che secondo la (c) setta più rigida della nostra religione vissi da fariseo.
(a) Che io ero, dove, e come vivevo.
(b) Che i miei genitori erano farisei.
(c) La setta dei farisei era la più rigorosa tra tutte le sette dei Giudei, poiché era superiore a tutte le altre.
6 (3) E ora sto qui a essere giudicato per la speranza della promessa fatta da Dio ai nostri padri,
(3) Vi sono tre testimoni principali della vera dottrina: Dio, i veri padri, e il consenso della vera Chiesa di Dio.
8 (4) Perché vi pare cosa incredibile che Dio risusciti i morti?
(4) Egli prova la resurrezione dei morti, prima mediante la potenza di Dio, poi mediante la resurrezione di Cristo, della quale egli è testimone sufficiente.
10 Cosa che feci anche a Gerusalemme: e molti dei santi rinchiusi in prigione, avendo ricevuto autorità dai capi sacerdoti; e quando erano messi a morte, io davo (d) il mio voto contro di loro.
(d) Acconsentivo e approvavo le loro azioni: poiché egli non era giudice.
11 E spesso, punendoli in tutte le sinagoghe, li (e) costrinsi a bestemmiare; e infuriando oltremodo contro di loro, li perseguitai fin nelle città straniere.
(e) Mediante punizione estrema.
18 (5) Per aprire i loro occhi, per convertirli dalle tenebre alla luce, e dal potere di Satana a Dio, affinché ricevano perdono dei peccati e una eredità tra coloro che sono santificati mediante la fede in me.
(5) Il fine del Vangelo è salvare coloro che sono condotti alla conoscenza di Cristo, e sono giustificati e santificati in lui, per mezzo della fede.
19 (6) Per questo, o re Agrippa, non fui disubbidiente alla visione celeste:
(6) Paolo afferma che Dio è l'autore del suo apostolato, e che la grazia di Dio ne è testimone.
22 (7) Avendo dunque ottenuto aiuto da Dio, fino a questo giorno sto in piedi, rendendo testimonianza a (f) piccoli e grandi, non dicendo altro che ciò che i profeti e Mosè dissero che sarebbe avvenuto:
(7) Cristo è il compimento della Legge e dei Profeti.
(f) A tutti.
23 Che il Cristo doveva (g) soffrire, e che doveva essere il (h) primo a risuscitare dai morti, per annunciare (i) luce al popolo e ai Gentili.
(g) Che Cristo non sarebbe stato un re come i Giudei immaginavano, ma uno destinato a portare le nostre miserie e il castigo dei nostri peccati.
(h) Il primo di quelli che sono risuscitati dai morti.
(i) Vita, e una vita beata ed eterna: contrapposta alle tenebre, che in quasi tutte le lingue significano talvolta morte, talvolta miseria e calamità.
24 (8) E mentre egli diceva queste cose in sua difesa, Festo disse a gran voce: Paolo, tu sei pazzo! Le molte lettere ti fanno impazzire.
(8) La sapienza di Dio è pazzia per gli stolti, ma dobbiamo comunque confermare con coraggio la verità.
26 Poiché il re conosce queste cose, davanti al quale parlo liberamente: poiché sono persuaso che nulla di tutto ciò gli è nascosto; perché questo non è stato fatto in (k) un angolo.
(k) Segretamente e in privato.
27 (9) O re Agrippa, credi tu ai profeti? Io so che tu credi.
(9) Paolo, come dimenticandosi d'essere prigioniero per difendere la sua causa, non dimentica il suo ufficio d'apostolo.
29 E Paolo disse: (l) Vorrei a Dio che, non solo tu, ma anche tutti coloro che oggi mi ascoltano, diventassero tali e quali sono io, eccetto questi legami.
(l) Vorrei che non solo quasi, ma pienamente e del tutto, sia tu che tutti coloro che mi ascoltano oggi, foste come sono io, solo eccettuati questi legami.
30 (10) E quando ebbe detto queste cose, il re si alzò, e anche il governatore, e Bernice, e coloro che sedevano con loro.
(10) Paolo è solennemente assolto, e tuttavia non rilasciato.
Dimensione testo:
Indirizzo di questa pagina:
https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Atti26&versioni[]=CommentarioGinevra
Indirizzo del testo continuo:
https://www.laparola.net/app/?w1=commentary&t1=local%3Acommginevra&v1=AC26_1