Nuova Riveduta:

Atti 3

Guarigione di uno zoppo
1 Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell'ora nona, 2 mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta «Bella» per chiedere l'elemosina a quelli che entravano nel tempio. 3 Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli chiese loro l'elemosina. 4 Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» 5 Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. 6 Ma Pietro disse: «Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina!» 7 Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell'istante i piedi e le caviglie gli si rafforzarono. 8 E con un balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.
9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; 10 e lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto. 11 Mentre costui teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto «di Salomone».

Discorso di Pietro nel tempio
12 Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest'uomo? 13 Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri, ha glorificato il suo servo Gesù, che voi consegnaste a Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo. 14 Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto, e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; 15 e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni. 16 E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti.
17 Ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, come pure i vostri capi. 18 Ma ciò che Dio aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, cioè che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli lo ha adempiuto in questa maniera.
19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati 20 e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro, e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù, 21 che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, di cui Dio ha parlato fin dall'antichità per bocca dei suoi santi profeti. 22 Mosè, infatti, disse: "Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. 23 E avverrà che chiunque non avrà ascoltato quel profeta sarà estirpato di mezzo al popolo". 24 Tutti i profeti che hanno parlato da Samuele in poi hanno anch'essi annunciato questi giorni. 25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: "Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette". 26 A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità».

C.E.I.:

Atti 3

1 Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. 2 Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta «Bella» a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. 4 Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: «Guarda verso di noi». 5 Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. 6 Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!». 7 E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono 8 e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. 9 Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio 10 e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.
11 Mentr'egli si teneva accanto a Pietro e Giovanni, tutto il popolo fuor di sé per lo stupore accorse verso di loro al portico detto di Salomone. 12 Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo e continuate a fissarci come se per nostro potere e nostra pietà avessimo fatto camminare quest'uomo? 13 Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; 14 voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, avete chiesto che vi fosse graziato un assassino 15 e avete ucciso l'autore della vita. Ma Dio l'ha risuscitato dai morti e di questo noi siamo testimoni. 16 Proprio per la fede riposta in lui il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi vedete e conoscete; la fede in lui ha dato a quest'uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi.
17 Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, così come i vostri capi; 18 Dio però ha adempiuto così ciò che aveva annunziato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo sarebbe morto. 19 Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati 20 e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. 21 Egli dev'esser accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall'antichità, per bocca dei suoi santi profeti. 22 Mosè infatti disse: Il Signore vostro Dio vi farà sorgere un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. 23 E chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo. 24 Tutti i profeti, a cominciare da Samuele e da quanti parlarono in seguito, annunziarono questi giorni.
25 Voi siete i figli dei profeti e dell'alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: Nella tua discendenza saranno benedette tutte le famiglie della terra. 26 Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l'ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione e perché ciascuno si converta dalle sue iniquità».

Nuova Diodati:

Atti 3

Lo zoppo guarito; discorso di Pietro nel tempio
1 Or Pietro e Giovanni salivano insieme al tempio verso l'ora nona, l'ora della preghiera. 2 E vi era un uomo zoppo fin dalla nascita, che veniva ogni giorno portato e deposto presso la porta del tempio, detta Bella, per chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Costui, avendo visto Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, chiese loro l'elemosina. 4 Allora Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guarda noi». 5 Ed egli li guardava attentamente, sperando di ricevere qualche cosa da loro. 6 Ma Pietro disse: «Io non ho né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, alzati e cammina!». 7 E, presolo per la mano destra, lo sollevò; e in quell'istante i suoi piedi e le caviglie si rafforzarono. 8 E con un balzo si rizzò in piedi e si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio, camminando, saltando e lodando Dio. 9 E tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio, 10 e lo riconobbero per quel tale che sedeva alla porta Bella del tempio a chiedere l'elemosina; e furono ripieni di sbigottimento e di stupore per ciò che gli era accaduto. 11 Ora, mentre quello zoppo che era stato guarito si teneva stretto a Pietro e a Giovanni, tutto il popolo attònito accorse verso loro al portico, detto di Salomone. 12 E Pietro, vedendo ciò, parlò al popolo dicendo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? O perché fissate su di noi gli occhi come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare costui? 13 Il Dio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo Figlio Gesù che voi consegnaste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, nonostante egli avesse deciso di liberarlo. 14 Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto, e chiedeste che vi fosse dato un assassino, 15 e uccideste l'autore della vita, che Dio ha risuscitato dai morti e del quale noi siamo testimoni! 16 E per la fede nel nome di Gesù, quest'uomo che voi vedete e conoscete è stato fortificato dal suo nome; e la fede, che si ha per mezzo suo, gli ha dato la completa guarigione delle membra, in presenza di tutti voi. 17 Ma ora, fratelli, io so che lo avete fatto per ignoranza, come hanno fatto pure i vostri capi. 18 Ma Dio ha così adempiuto le cose che egli aveva predetto per bocca di tutti i suoi profeti, e cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto. 19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore, 20 ed egli mandi Gesù Cristo che è stato predicato prima a voi, 21 che il cielo deve ritenere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, dei quali Dio ha parlato per bocca di tutti i suoi santi profeti fin dal principio del mondo. 22 Mosè stesso infatti disse ai padri: "Il Signore Dio vostro susciterà per voi un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli; ascoltatelo in tutte le cose che egli vi dirà. 23 E avverrà che chiunque non ascolterà quel profeta, sarà distrutto tra il popolo". 24 E parimenti tutti i profeti, tutti quelli che hanno parlato da Samuele in poi; hanno in realtà annunziato questi giorni. 25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio stabilì con i nostri padri, dicendo ad Abrahamo: "E nella tua progenie tutte le nazioni della terra saranno benedette". 26 A voi per primi Dio, dopo aver risuscitato il suo Figlio Gesù, lo ha mandato per benedirvi, allontanando ciascuno di voi dalle sue iniquità».

Riveduta 2020:

Atti 3

Guarigione di uno zoppo
1 Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell'ora nona. 2 E si portava un certo uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano alla porta del tempio detta “Bella”, per chiedere l'elemosina a quelli che entravano nel tempio. 3 Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. 4 Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: “Guarda noi!”. 5 Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. 6 Ma Pietro disse: “Dell'argento e dell'oro io non ne ho, ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno cammina!”. 7 Lo prese per la mano destra e lo sollevò; in quell'istante le piante e le caviglie dei piedi gli si rafforzarono. 8 E con un balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio, camminando, saltando e lodando Dio.
9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; 10 e lo riconoscevano per quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta “Bella” del tempio; e furono ripieni di meraviglia e di stupore per ciò che gli era accaduto. 11 E mentre egli teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, attonito, accorse a loro al portico detto di Salomone.

Discorso di Pietro nel portico di Salomone
12 E Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo: “Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? O perché fissate gli occhi su noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest'uomo? 13 Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo Servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di doverlo liberare. 14 Ma voi rinnegaste il Santo e il Giusto, chiedeste che vi fosse concesso un omicida 15 e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti; di ciò noi siamo testimoni. 16 E per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione alla presenza di voi tutti.
17 Ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, al pari dei vostri capi. 18 Ma quello che Dio aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, cioè che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli l'ha adempiuto in questa maniera.
19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati, 20 affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di refrigerio ed egli vi mandi il Cristo che vi è stato designato, 21 cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, tempi dei quali Dio parlò per bocca dei suoi santi profeti che sono stati fin dal principio. 22 Mosè, infatti, disse: 'Il Signore Dio vi susciterà di fra i vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. 23 E avverrà che ogni anima la quale non avrà ascoltato questo profeta, sarà del tutto distrutta tra il popolo'. 24 Tutti i profeti, da Samuele in poi, quanti hanno parlato, hanno anch'essi annunciato questi giorni. 25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: 'E nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette'. 26 A voi per i primi Dio, dopo aver suscitato il suo Servo, l'ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità”.

La Parola è Vita:

Atti 3

Lo zoppo guarito.
1 Un giorno, Pietro e Giovanni si recarono al tempio. Erano le tre del pomeriggio, l'ora della preghiera. 2 Mentre si avvicinavano, videro un uomo zoppo dalla nascita, che ogni giorno si faceva portare fino alla porta del tempio detta «la Bella», per chiedere l'elemosina. 3 Mentre Pietro e Giovanni passavano, lo zoppo tese la mano.
4 Allora i due lo guardarono fissamente, poi Pietro disse: «Guardaci!» 5 Il poveretto li guardò, sperando di ricevere qualcosa.
6 Pietro invece disse: «Non ho denaro, ma ti do quello che ho! Nel nome di Gesù di Nazaret, alzati e cammina!»
7 Poi lo prese per la mano destra e l'aiutò ad alzarsi. In quel momento le piante dei piedi e le caviglie gli si rinforzarono, tanto che l'uomo balzò in piedi con un salto e si mise a camminare! Poi, camminando, saltando e lodando Dio, entrò con loro nel tempio.
8  9 Tutti quanti lo riconobbero: era proprio lui, lo zoppo che avevano visto tante volte alla «Porta Bella»; e quando lo videro camminare e lodare Dio rimasero di stucco. 10  11 Meravigliati e sorpresi, corsero tutti al portico di Salomone, dove c'era l'uomo guarito che teneva per mano Pietro e Giovanni.
12 Pietro colse allora l'occasione per rivolgersi alla folla: «Uomini di Israele», disse, «che c'è da meravigliarsi? Perché ci guardate in quel modo, come se fosse per merito nostro o della nostra bontà che questo uomo cammina? 13 Invece, è stato il Dio d'Abramo, d'Isacco, di Giacobbe e di tutti i nostri antenati a fare questo miracolo per glorificare il suo servo Gesù. Parlo di quel Gesù, che voi avete rinnegato e accusato ingiustamente davanti a Pilato, nonostante Pilato stesso volesse liberarlo. 14 Ma voi lo avete fatto condannare, questo Santo e Giusto, e al suo posto avete chiesto che fosse liberato un assassino. 15 Così voi uccideste Colui che dà la vita a tutti, ma Dio lo ha risuscitato! E noi stessi siamo testimoni di questo fatto, perché, dopo che voi lo avete ucciso, noi lo abbiamo rivisto vivo!
16 Ed è stato per la fede in Gesù che ho guarito quest'uomo; e voi ben sapete che prima era zoppo! È la fede nel nome di Gesù, la fede che Dio ci ha dato, che l'ha guarito perfettamente!
17 Cari fratelli, so bene che quello che avete fatto a Gesù, lo avete fatto per ignoranza; e questo vale anche per i vostri capi. 18 Ma così Dio ha fatto in modo che si avverassero le profezie in base alle quali il Messia doveva subire tutte queste cose. 19 Ora però pentitevi, convertitevi e rivolgetevi a Dio, perché i vostri peccati possano essere cancellati! 20 Allora il Signore farà giungere a voi i tempi della sua consolazione e vi manderà Gesù, il Messia che vi aveva destinato.
21 Per ora Gesù deve rimanere in cielo, finché non verrà il tempo in cui tutte le cose saranno rinnovate, come Dio stesso ha detto, tramite i suoi santi profeti, fin dai tempi dei tempi. Ad esempio, Mosè tanto tempo fa disse: "Il Signore Dio sorgere fra di voi un profeta come me! Ascoltatelo attentamente in tutto e per tutto. 22  23 Chi fra il popolo non ascolterà questo profeta sarà distrutto".
24 Tutti i profeti che hanno parlato, da Samuele in poi, hanno predetto ciò che sta accadendo in questi giorni. 25 Voi, proprio voi, siete gli eredi di questi profeti e della promessa che Dio fece ai vostri antenati, quando promise ad Abramo di benedire tutto il mondo per mezzo della razza ebraica. 26 Dopo avere resuscitato il suo Servo, Dio lo ha mandato a voi Israeliti prima che agli altri, per benedirvi e perché ciascuno di voi si converta dai propri peccati».

La Parola è Vita
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Riveduta:

Atti 3

Lo zoppo guarito. Discorso di Pietro nel tempio
1 Or Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell'ora nona. 2 E si portava un certo uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano alla porta del tempio detta 'Bella', per chieder l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Costui, veduto Pietro e Giovanni che stavan per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. 4 E Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su lui, disse: Guarda noi! 5 Ed egli li guardava intentamente, aspettando di ricever qualcosa da loro. 6 Ma Pietro disse: Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho te lo do: Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno; cammina! 7 E presolo per la man destra, lo sollevò; e in quell'istante le piante e le caviglie de' piedi gli si raffermarono. 8 E d'un salto si rizzò in piè e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio, camminando, e saltando, e lodando Iddio. 9 E tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Iddio; 10 e lo riconoscevano per quello che sedeva a chieder l'elemosina alla porta 'Bella' del tempio; e furono ripieni di sbigottimento e di stupore per quel che gli era avvenuto. 11 E mentre colui teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, attonito, accorse a loro al portico detto di Salomone. 12 E Pietro, veduto ciò, parlò al popolo, dicendo: Uomini israeliti, perché vi maravigliate di questo? O perché fissate gli occhi su noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminar quest'uomo? 13 L'Iddio d'Abramo, d'Isacco e di Giacobbe, l'Iddio de' nostri padri ha glorificato il suo Servitore Gesù, che voi metteste in man di Pilato e rinnegaste dinanzi a lui, mentre egli avea giudicato di doverlo liberare. 14 Ma voi rinnegaste il Santo ed il Giusto, e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; 15 e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti; del che noi siamo testimoni. 16 E per la fede nel suo nome, il suo nome ha raffermato quest'uomo che vedete e conoscete; ed è la fede che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti. 17 Ed ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, al pari dei vostri rettori. 18 Ma quello che Dio aveva preannunziato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo soffrirebbe, Egli l'ha adempiuto in questa maniera. 19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, onde i vostri peccati siano cancellati, 20 affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di rifrigerio e ch'Egli vi mandi il Cristo che v'è stato destinato, 21 cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; tempi dei quali Iddio parlò per bocca dei suoi santi profeti, che sono stati fin dal principio. 22 Mosè, infatti, disse: Il Signore Iddio vi susciterà di fra i vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. 23 E avverrà che ogni anima la quale non avrà ascoltato codesto profeta, sarà del tutto distrutta di fra il popolo. 24 E tutti i profeti, da Samuele in poi, quanti hanno parlato, hanno anch'essi annunziato questi giorni. 25 Voi siete i figliuoli de' profeti, e del patto che Dio fece coi vostri padri, dicendo ad Abramo: E nella tua progenie tutte le nazioni della terra saranno benedette. 26 A voi per i primi Iddio, dopo aver suscitato il suo Servitore, l'ha mandato per benedirvi, convertendo ciascun di voi dalle sue malvagità.

Ricciotti:

Atti 3

Guarigione d'uno storpio
1 Or Pietro e Giovanni salivano al tempio sull'ora della preghiera, a nona. 2 E veniva pertanto un cert'uomo, storpio dalla nascita, che posavano ogni giorno alla porta del tempio detta la Bella, per chieder limosina a quelli ch'entravano nel tempio. 3 Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare, chiese loro la limosina. 4 E Pietro con Giovanni, fissandolo disse: «Guardaci!». 5 E quello li guardava attentamente, aspettando di ricevere da essi qualche cosa. 6 Ma Pietro disse: «Non ho nè argento nè oro; ma quello che ho, te lo dò: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, àlzati e cammina». 7 E, presolo per la man destra, l'aiutò ad alzarsi; e in quell'istante, le piante e le caviglie de' piedi gli diventaron forti. 8 D'un salto, fu in piedi, e si mise a camminare; ed entrò con essi nel tempio, camminando, saltando e lodando Dio. 9 E tutto il popolo lo vide camminare e lodar Dio. 10 E siccome lo conoscevano per quello che sedeva alla Porta Bella del tempio a chieder limosina, erano stupefatti e fuor di sè per quel che gli era avvenuto. 11 Mentre colui teneva ancora stretti Pietro e Giovanni, tutto il popolo accorse verso di loro al portico detto di Salomone.

Discorso di Pietro
12 E Pietro, vedendo la gran folla, parlò e disse: «Uomini Israeliti, perchè vi meravigliate di questo? Perchè tenete gli occhi su di noi, come se di potenza e bontà nostra avessimo fatto sì che costui cammini? 13 Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio de' padri nostri ha glorificato il suo figliuolo Gesù, che voi metteste in man di Pilato e rinnegaste in faccia a lui, mentr'egli aveva deciso di liberarlo. 14 Sì, voi rinnegaste il Santo e il Giusto, e chiedeste vi fosse graziato un omicida. 15 Voi uccideste l'autore della vita; ma Dio l'ha risuscitato da' morti, e noi ne siamo testimoni. 16 Ond'è che per la fede nel nome di Lui, un tal nome ha rafforzato quest'uomo, che vedete e conoscete: e la fede che vien da Lui, gli ha dato, in presenza di tutti voi, questa perfetta guarigione. 17 Or io so, fratelli, che il male fatto da voi e da' vostri capi, fu per ignoranza. 18 Ma Dio ha così compiuto quel che per bocca di tutti i profeti aveva predetto: dover patire il suo Cristo. 19 Ravvedetevi, dunque, e convertitevi, affinchè sian rimessi i vostri peccati; 20 e possan venire da parte del Signore i tempi del refrigerio, ch'egli vi mandi Gesù Cristo a voi predicato, 21 che il cielo terrà accolto fino a' tempi della restaurazione di tutte le cose, dei quali Dio ha parlato fin dalle più antiche età per bocca de' suoi santi profeti. 22 Infatti, Mosè, disse: - Il Signore Iddio vostro susciterà tra i vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutto quel che vi dirà. 23 Perchè, chiunque non darà orecchio a quel profeta, sarà sterminato di tra il popolo. - 24 E tutti i profeti, da Samuele in poi, quanti han parlato, anch'essi annunziarono questi giorni. 25 Voi, proprio voi, siete i figli de' profeti e dell'alleanza che Dio fece co' vostri padri, quando disse ad Abramo: - E nella tua progenie saranno benedette tutte le famiglie della terra. - 26 A voi per i primi Iddio, dopo aver suscitato il suo Figliuolo, lo ha mandato per benedirvi, facendo sì che ciascun di voi si converta dalle sue iniquità».

Tintori:

Atti 3

Guarigione dello storpio
1 Or Pietro e Giovanni salivano al tempio sull'ora della preghiera di nona. 2 E veniva portato un cert'uomo, storpio dalla nascita, che posavan tutti i giorni alla porta del tempio, detta Bella, per chiedere limosina a quelli che entravano nel tempio. 3 Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, si raccomandava per avere dell'elemosina. 4 E Pietro, miratolo fissamente con Giovanni, disse: Guardaci. 5 E quello li guardava attentamente sperando di ricevere da essi qualche cosa. 6 Ma Pietro disse: Non ho nè oro nè argento; ma quello che ho te lo dò: In nome di Gesù Cristo Nazareno alzati e cammina. 7 E presolo per la destra, lo alzò e sull'istante le piante e gli stinchi gli si consolidarono: 8 e d'un salto si rizzò e cominciò a camminare: ed entrò con essi nel tempio, camminando, saltando e lodando Dio. 9 E tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio. 10 E riconoscendolo per quello che sedeva per l'elemosina alla porta Bella del tempio, eran pieni di stupore e fuori di se per quanto era avvenuto. 11 E mentre egli teneva stretto Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupefatto, corse verso di loro nel portico detto di Salomone.

Discorso di Pietro
12 Veduto ciò, Pietro rispose al popolo: Israeliti, perchè vi maravigliate di questo? e perchè tenete gli occhi su di noi, come se per nostra potenza o virtù lo avessimo fatto camminare? 13 Il Dio d'Abramo, d'Isacco e di Giacobbe, il Dio dei padri nostri ha glorificato il suo Figlio Gesù, che voi avete tradito e rinnegato davanti a Pilato, mentre lui aveva deciso di liberarlo. 14 Ma voi rinnegaste il Santo e il Giusto, e chiedeste che vi fosse graziato un omicida; 15 voi uccideste l'autore della vita, che Dio però ha risuscitato dai morti, del che noi siamo testimoni. 16 E per la fede nel nome di lui, il suo nome ha rafforzato costui che vedete e conoscete, e la fede che viene da lui gli ha dato davanti agli occhi vostri questa perfetta sanità. 17 Or io so, o fratelli, che lo faceste per ignoranza, come i vostri capi. 18 Ma Dio ha così adempito quello che aveva predetto per bocca di tutti i profeti: dover patire il suo Cristo. 19 Fate adunque penitenza e convertitevi, affinché siano cancellati i vostri peccati, 20 e possa venire il tempo della consolazione dalla faccia del Signore ed egli mandi quel Gesù Cristo che vi fu predicato, 21 il quale deve essere accolto dai cieli fino al tempo della restaurazione di tutte le cose, di cui già da secoli Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti. 22 Mosè disse infatti: Il Signore Dio vostro vi susciterà tra i vostri fratelli un profeta come me, ascoltatelo in tutto quanto vi dirà. 23 Ogni anima poi che non presterà fede a questo profeta sarà sterminata dal popolo. 24 Anche tutti i profeti da Samuele in poi, quanti hanno parlato, hanno predetto questi giorni. 25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio strinse coi vostri padri, quando disse ad Abramo: E nella tua progenie saran benedette tutte le famiglie della terra. 26 A voi per i primi Dio avendo risuscitato il suo Figlio, l'ha mandato a benedirvi, affinchè ciascuno di voi si converta dalle sue iniquità.

Martini:

Atti 3

Pietro con Giovanni risana un zoppo dall'utero della madre; e dichiara, che ciò essi han fatto in virtù della fede nel nome di Cristo. Dimostra, che questi è il Messia promesso da Mosè, e da' profeti, e fino ad Abramo.
1 Pietro, e Giovanni salivano al tempio sulla nona, ora di orazione. 2 E veniva portato un certo uomo stroppiato dalla nascita: il quale posavano ogni giorno alla porta del tempio chiamata la Speciosa, perché chiedesse limosina a que', che entravan nel tempio. 3 Questi avendo veduto Pietro, e Giovanni, che stavan per entrare nel tempio, si raccomandava ad essi per aver limosina. 4 E Pietro fissamente miratolo con Giovanni, disse: Volgiti a noi. 5 E quegli guardavagli attentamente, sperando di ricevere da essi qualche cosa. 6 Ma Pietro disse: Io non ho nè argento, nè oro: ma quello, che ho, te lo do: Nel nome di Gesù Cristo Nazareno alzati, e cammina. 7 E presolo per la man destra, lo alzò, e in un attimo se gli consolidarono gli stinchi, e le piante de' piedi. 8 E si rizzo d'un salto, e camminava: ed entrò con essi nel tempio, camminando, e saltando, e lodando Dio. 9 E tutto il popolo lo vide, che camminava, e lodava Dio. 10 E lo conoscevano, che era quello, che si stava sedendo, e chiedendo la limosina alla porta Speciosa del tempio: e furono ripieni di stupore, ed erano fuori di se per quello, che era in lui avvenuto. 11 E mentre egli teneva stretti Pietro, e Giovanni, tutto il popolo stupefatto corse verso di loro nel portico detto di Salomone. 12 Lo che avendo veduto Pietro, rispose al popolo: Uomini Israeliti, perché vi maravigliate voi di questo, o perché tenete gli occhi sopra di noi, quasiché per virtù, o per potestà nostra abbiam fatto si, che costui cammini? 13 Il Dio di Abramo, e di Isacco, e di Giacobbe, il Dio de' padri nostri ha glorificato il suo Figliuolo Gesù, il quale voi avete tradito, e rinnegato davanti a Pilato, quando questi avea giudicato di liberarlo. 14 Ma voi rinnegaste il santo, e il giusto, e chiedeste, che fossevi dato per grazia un omicida: 15 Ma l'autore della vita voi lo uccideste, cui Dio risuscitò da morte, di che siamo noi testimoni. 16 E mediante la fede nel di lui nome quest'uomo, che voi vedete, e conoscete, lo ha fortificato il di lui nome: e la fede, che vien da lui, ha dato a costui questa perfetta salute a vista di tutti voi. 17 Or io so, fratelli, che lo avete fatto per ignoranza, come anche i vostri capi. 18 Ma Dio così ha adempito quello, che per bocca di tutti i profeti avea predetto, dover patire il suo Cristo. 19 Fate adunque penitenza, e convertitevi, perché siano cancellati i vostri peccati. 20 Onde venga il tempo della consolazione dalla faccia del Signore, ed egli mandi quel Gesù Cristo, il quale fu a voi predicato, 21 Il quale conviene, che ricevuto sia nel cielo sino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, del che ha Dio parlato pia tempo per bocca de' suoi santi profeti; 22 Imperocché Mosè disse: il Signore Dio vostro farà a voi sorgere uno trai vostri fratelli, profeta come me, a lui presterete fede in tutto quel, che vi dirà. 23 Chiunque poi non ascolterà questo profeta, sarà scancellato dal popolo. 24 E tutti i profeti, che hanno parlato da Samuele in poi, hanno predetti questi giorni. 25 Voi siete i figliuoli de' profeti, e del testamento stabilito da Dio co' padri nostri, allorché disse ad Abramo: E nel tuo seme saran benedette tutte le famiglie della terra. 26 Per voi primariamente Dio risuscitato avendo il suo Figliuolo, lo ha mandato a benedirvi: affinchè si converta ciascheduno dalle sue iniquità.

Diodati:

Atti 3

1 OR Pietro e Giovanni salivano insieme al tempio, in su l'ora nona, che è l'ora dell'orazione. 2 E si portava un certo uomo, zoppo dal seno di sua madre, il quale ogni giorno era posto alla porta del tempio detta Bella, per chieder limosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Costui, avendo veduto Pietro e Giovanni, che erano per entrar nel tempio, domandò loro la limosina. 4 E Pietro, con Giovanni, affissati in lui gli occhi, disse: Riguarda a noi. 5 Ed egli li riguardava intentamente, aspettando di ricever qualche cosa da loro. 6 Ma Pietro disse: Io non ho nè argento, nè oro; ma quel ch'io ho io tel dono: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareo, levati, e cammina. 7 E presolo per la man destra, lo levò; ed in quello stante, le sue piante e caviglie si raffermarono. 8 Ed egli d'un salto si rizzò in piè, e camminava; ed entrò con loro nel tempio, camminando, e saltando, e lodando Iddio. 9 E tutto il popolo lo vide camminare, e lodare Iddio. 10 E lo riconoscevano, che egli era quel che sedeva in su la Bella porta del tempio, per chieder limosina; e furono ripieni di sbigottimento, e di stupore, per ciò che gli era avvenuto. 11 E mentre quello zoppo ch'era stato sanato teneva abbracciato Pietro e Giovanni; tutto il popolo attonito concorse a loro al portico detto di Salomone.
12 E Pietro, veduto ciò, parlò al popolo, dicendo: Uomini Israeliti, perchè vi maravigliate di questo? ovvero, che fissate in noi gli occhi, come se per la nostra propria virtù, o santità, avessimo fatto che costui cammini? 13 L'Iddio di Abrahamo, e d'Isacco, e di Giacobbe, l'Iddio dei nostri padri, ha glorificato il suo Figliuol Gesù, il qual voi metteste in man di Pilato, e rinnegaste davanti a lui, benchè egli giudicasse ch'egli dovesse esser liberato. 14 Ma voi rinnegaste il Santo, e il Giusto, e chiedeste che vi fosse donato un micidiale. 15 Ed uccideste il Principe della vita, il quale Iddio ha suscitato da' morti; di che noi siam testimoni. 16 E per la fede nel nome d'esso, il nome suo ha raffermato costui il qual voi vedete, e conoscete; e la fede ch'è per esso gli ha data questa intiera disposizion di membra, in presenza di tutti voi. 17 Ma ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, come anche i vostri rettori. 18 Ma Iddio ha adempiute in questa maniera le cose ch'egli avea innanzi annunziate per la bocca di tutti i suoi profeti, cioè: che il suo Cristo sofferirebbe. 19 Ravvedetevi adunque, e convertitevi; acciocchè i vostri peccati sien cancellati, e tempi di refrigerio vengano dalla presenza del Signore, 20 ed egli vi mandi Gesù Cristo, che vi è stato destinato; 21 il qual conviene che il cielo tenga accolto, fino a' tempi del ristoramento di tutte le cose; de' quali Iddio ha parlato per la bocca di tutti i suoi santi profeti, fin dal principio del mondo. 22 Perciocchè Mosè stesso disse a' padri: Il Signore Iddio vostro vi susciterà un profeta, d'infra i vostri fratelli, come me; ascoltatelo in tutte le cose ch'egli vi dirà. 23 Ed avverrà che ogni anima, che non avrà ascoltato quel profeta, sarà distrutta d'infra il popolo. 24 Ed anche tutti i profeti, fin da Samuele, e ne' tempi seguenti, quanti hanno parlato hanno eziandio annunziati questi giorni. 25 Voi siete i figliuoli de' profeti, e del patto che Iddio fece co' nostri padri, dicendo ad Abrahamo: E nella tua progenie tutte le nazioni della terra saranno benedette. 26 A voi per i primi, Iddio, dopo aver suscitato Gesù suo Servitore, l'ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità.

Commentario completo di Matthew Henry:

Atti 3

1 INTRODUZIONE AGLI ATTI CAPITOLO 3

In questo capitolo abbiamo un miracolo e un sermone: il miracolo operò per far posto al sermone, per confermare la dottrina che doveva essere predicata, e per farle strada nella mente del popolo; e poi il sermone per spiegare il miracolo e seminare il terreno che per mezzo di esso era stato dissodato.

Il miracolo fu la guarigione di un uomo che era zoppo dalla nascita, con una parola pronunciata (Atti 3:1-8), e l'impressione che questo fece sul popolo Atti 3:9-11.

II. Lo scopo del sermone che fu predicato qui era quello di portare le persone a Cristo, di pentirsi del loro peccato nel crocifiggerlo (Atti 3:12-19), di credere in lui ora che è stato glorificato e di conformarsi al disegno del Padre nel glorificarlo (Atti 3:20-26). La prima parte del discorso apre la ferita, la seconda applica il rimedio.

Ver. 1 fino a Ver. 11. Ci è stato detto in generale (Atti 2:43) che molti segni e prodigi sono stati fatti dagli apostoli, che non sono scritti in questo libro; ma qui ce ne abbiamo uno dato come esempio. Come operavano miracoli, non su ogni corpo come ogni corpo aveva occasione per loro, ma come lo Spirito Santo dava la direzione, in modo da rispondere al fine del loro incarico; così tutti i miracoli che hanno compiuto non sono scritti in questo libro, ma solo quelli che lo Spirito Santo ha ritenuto opportuni, per rispondere alla fine di questa storia sacra.

Le persone per il cui ministero fu operato questo miracolo furono Pietro e Giovanni, due uomini principali tra gli apostoli; lo erano al tempo di Cristo, uno che parlava per la maggior parte della casa, l'altro che era il favorito del Maestro; E continuano così. Quando, dopo la conversione di migliaia di persone, la chiesa fu divisa in diverse società, forse Pietro e Giovanni presiedettero a ciò che Luca frequentava, e quindi egli è più particolare nel registrare ciò che essi dissero e fecero, come in seguito ciò che Paolo disse e fece quando lo assistette, essendo sia l'uno che l'altro destinati a essere esemplari di ciò che fecero gli altri apostoli.

Pietro e Giovanni avevano ciascuno un fratello tra i dodici, con il quale erano uniti quando furono mandati; ma ora sembra che siano legati più strettamente di loro al fratello, perché il legame di amicizia è talvolta più forte di quello di relazione: c'è un amico che sta più vicino di un fratello. Sembra che Pietro e Giovanni abbiano avuto un'intimità particolare dopo la risurrezione di Cristo più di prima, Giovanni 20:2. La ragione di ciò (se posso permettermi di congetturare) potrebbe essere questa, che Giovanni, un discepolo fatto d'amore, fu più compassionevole verso Pietro dopo la sua caduta e il suo pentimento, e più tenero verso di lui nel suo amaro pianto per il suo peccato, di qualsiasi altro degli apostoli, e più sollecito a ristabilirlo in spirito di mansuetudine, il che lo rese molto caro a Pietro da allora in poi; e fu una buona prova dell'accettazione di Pietro da parte di Dio, dopo il suo pentimento, che il prediletto di Cristo fu fatto suo amico del cuore. Davide pregò, dopo la sua caduta: " Quelli che ti temono si volgano a me", Salmi 119:79.

II. Il tempo e il luogo sono qui stabiliti.

1. Era nel tempio, dove Pietro e Giovanni salirono insieme, perché era il luogo delle schiere; c'erano i banchi di pesci tra i quali doveva essere gettata la rete del vangelo, specialmente durante i giorni di pentecoste, nell'ambito del quale possiamo supporre che ciò sia avvenuto. Nota: È bene salire al tempio, per assistere alle ordinanze pubbliche; ed è comodo salire insieme al tempio: Mi rallegrai quando mi dissero: Andiamo. La società migliore è la società nell'adorazione di Dio.

2. Era nell'ora della preghiera, una delle ore di culto pubblico comunemente stabilite e osservate tra gli ebrei. Il tempo e il luogo sono due circostanze necessarie di ogni azione, che devono essere determinate dal consenso, come è più conveniente per l'edificazione. Per quanto riguarda il culto pubblico, ci deve essere una casa di preghiera e un'ora di preghiera: l'ora nona, cioè le tre del pomeriggio, era una delle ore di preghiera tra gli ebrei; le nove del mattino e le dodici a mezzogiorno erano le altre due. Vedere Salmi 55:17 ; Da 6:10. Finora è utile per i cristiani privati avere le loro ore di preghiera che possono servire, anche se non a legare, ma a ricordare, la coscienza: ogni cosa è bella a suo tempo.

III. Il paziente su cui fu operata questa guarigione miracolosa è qui descritto, Atti 3:2. Era un povero mendicante zoppo alla porta del tempio.

1. Era storpio, non per caso, ma nato così; era zoppo fin dal grembo di sua madre, come dovrebbe sembrare, a causa di un cimurro paralitico, che gli indeboliva le membra; poiché nella descrizione della sua guarigione si dice che i suoi piedi e le ossa delle caviglie ricevettero forza. Di tanto in tanto ci sono alcuni casi pietosi di questo tipo, che dovremmo essere colpiti e guardare con compassione, e che sono progettati per mostrarci ciò che tutti noi siamo per natura spiritualmente: senza forza, zoppi dalla nascita, incapaci di lavorare o camminare al servizio di Dio.

2. Era un mendicante. Non potendo lavorare per vivere, deve vivere di elemosina; tali sono i poveri di Dio. Ogni giorno veniva deposto dai suoi amici a una delle porte del tempio, uno spettacolo miserabile, incapace di fare nulla per se stesso se non di chiedere l'elemosina a coloro che entravano o uscivano dal tempio. C'era una folla, una folla di brave persone devote, da cui ci si poteva aspettare carità, e una folla di tali persone quando si poteva sperare che fossero nella migliore condizione; e lì fu deposto. Coloro che hanno bisogno e non possono lavorare, non devono vergognarsi di mendicare. Non sarebbe stato deposto lì, e deposto lì ogni giorno, se non fosse stato abituato a trovare provviste, provviste quotidiane lì. Nota: Le nostre preghiere e le nostre elemosine devono andare insieme; Cornelio lo fece, Atti 10:4. Gli oggetti di carità devono essere in modo particolare i benvenuti quando saliamo al tempio per pregare; È un peccato che i mendicanti comuni alle porte delle chiese siano di carattere tale da scoraggiare la carità; ma non dovrebbero essere sempre trascurati: ce ne sono sicuramente alcuni che meritano considerazione, e danno da mangiare a dieci fuchi, sì, e a qualche vespa, piuttosto che lasciare che un'ape muoia di fame. La porta del tempio presso la quale fu deposto è qui nominata: era chiamata Bella, per il suo straordinario splendore e magnificenza. Il Dr. Lightfoot osserva che questa era la porta che conduceva dal cortile dei Gentili a quello degli Ebrei, e suppone che lo storpio avrebbe chiesto l'elemosina solo agli Ebrei, come disdegnare di chiedere qualsiasi cosa ai Gentili. Ma il dottor Whitby lo ritiene essere al primo ingresso del tempio, e abbellito sontuosamente, come si addice al frontespizio di quel luogo in cui la divina Maestà si degnava di dimorare; e non era una diminuzione della bellezza di questa porta che un pover'uomo giacesse lì a mendicare.

3. Chiese l'elemosina a Pietro e Giovanni (Atti 3:3), chiese l'elemosina; questo era il massimo che si aspettava da loro, che avevano fama di essere uomini caritatevoli e che, sebbene non avessero molto, tuttavia facevano del bene con ciò che avevano. Non sono passate molte settimane da quando i ciechi e gli zoppi sono venuti a Cristo nel tempio, e lì sono stati guariti, Matteo 21:14. E perché non avrebbe potuto chiedere più di un'elemosina, se avesse saputo che Pietro e Giovanni erano messaggeri di Cristo, e predicavano e operavano miracoli nel suo nome? Ma fece fare per lui ciò che non cercava; Chiese l'elemosina ed ebbe una cura.

IV. Abbiamo qui il metodo della cura.

1. Le sue aspettative sono aumentate. Pietro, invece di distogliere lo sguardo da lui, come molti fanno per gli oggetti di carità, rivolse gli occhi a lui, anzi, fissò gli occhi su di lui, affinché il suo occhio colpisse il suo cuore con compassione verso di lui, Atti 3:4. Anche Giovanni fece lo stesso, poiché entrambi erano guidati da un solo e medesimo Spirito, e concorsero a questo miracolo; Dissero: " Guardateci!". Il nostro occhio deve essere sempre rivolto verso il Signore (l'occhio della nostra mente) e, in segno di ciò, l'occhio del corpo può essere giustamente fissato su coloro che egli impiega come ministri della sua grazia. Non c'era bisogno che quest'uomo gli si invitasse due volte a guardare gli apostoli; poiché egli pensava giustamente che ciò gli desse motivo di aspettarsi di ricevere qualcosa da loro, e perciò diede loro ascolto, Atti 3:5. Nota: Dobbiamo venire a Dio sia per prestare attenzione alla sua parola sia per applicarci a lui nella preghiera, con il cuore fisso e le aspettative elevate. Dobbiamo alzare gli occhi al cielo e aspettarci di ricevere beneficio da ciò che Dio dice da lì, e una risposta di pace alle preghiere inviate lassù. Io rivolgerò la mia preghiera a te e alzerò gli occhi.

2. La sua aspettativa di un'elemosina è stata delusa. Pietro disse:

"Non ho né argento né oro, e quindi nessuno per

darti te";

eppure egli fece intendere che, se ne avesse avuto, gli avrebbe dato un'elemosina, non di rame, ma d'argento o d'oro. Nota

(1.) Non capita spesso che gli amici e i prediletti di Cristo abbiano abbondanza delle ricchezze di questo mondo. Gli apostoli erano molto poveri, avevano appena il necessario per se stessi e non eccedenza. Pietro e Giovanni avevano ai loro piedi un'abbondanza di denaro, ma questo era destinato al sostentamento dei poveri della chiesa, ed essi non ne avrebbero convertito nulla per il loro proprio uso, né ne avrebbero disfatto se non secondo l'intenzione dei donatori. Le confidenze pubbliche devono essere rigorosamente e fedelmente osservate.

(2.) Molti che sono ben inclini alle opere di carità non sono ancora in grado di fare nulla di considerevole, mentre altri, che hanno i mezzi per fare molto, non hanno cuore per fare nulla.

3. Le sue aspettative, nonostante ciò, sono state del tutto superate. Pietro non aveva denaro da dargli; ma

(1.) Aveva ciò che era migliore, un tale interesse per il cielo, un tale potere dal cielo, da poter curare la sua malattia. Nota: Coloro che sono poveri nel mondo possono ancora essere ricchi, molto ricchi, di doni spirituali, grazie e conforti; Certamente c'è ciò che siamo in grado di possedere che è infinitamente migliore dell'argento e dell'oro; la merce e il guadagno di essa sono migliori, Giobbe 28:12, ecc.; Proverbi 3:14, ecc.

(2.) Gli diede ciò che era migliore: la cura della sua malattia, per la quale avrebbe dato volentieri una grande quantità di argento e oro, se l'avesse avuta, e la cura avrebbe potuto essere ottenuta così. Questo gli avrebbe permesso di lavorare per vivere, in modo da non dover più mendicare; anzi, avrebbe dovuto dare a coloro che ne avevano bisogno, ed è più benedetto dare che ricevere. Una guarigione miracolosa sarebbe un esempio più grande del favore di Dio, e gli darebbe un onore più grande di quello che potrebbero fare migliaia di oro e argento. Osserva che quando Pietro non aveva né argento né oro da dare, tuttavia (dice) quello che ho io, lo do a te. Nota: Coloro che possono essere, e dovrebbero essere, altrimenti caritatevoli e utili ai poveri, che non hanno mezzi per dare in carità; coloro che non hanno argento e oro hanno le loro membra e i loro sensi, e con questi possono essere utili ai ciechi, agli zoppi e ai malati, e se non lo sono, come c'è occasione, né darebbero loro se avessero argento e oro. Come ognuno ha ricevuto il dono, così lo serbi. Vediamo ora come è stata fatta la cura.

[1.] Cristo ha mandato la sua parola e lo ha guarito (Salmi 107:20); perché la grazia di guarigione è data dalla parola di Cristo; questo è il veicolo della virtù di guarigione derivata da Cristo. Cristo ha parlato di guarigioni da solo; Gli apostoli le pronunciarono nel suo nome. Pietro ordina a uno zoppo di alzarsi e camminare, il che sarebbe stato uno scherzo nei suoi confronti se non avesse fatto la premessa nel nome di Gesù Cristo di Nazaret:

"Lo dico per suo mandato, e sarà fatto per sua potenza, e tutta la gloria e la lode di ciò saranno attribuite a lui".

Egli chiama Cristo Gesù di Nazaret, che era un nome di biasimo, per far intendere che le indegnità che gli furono fatte sulla terra servirono solo come contrasto alle sue glorie ora che era in cielo.

"Dategli il nome che volete, chiamatelo se volete

disprezza Gesù di Nazareth, in quel nome vedrai

meraviglie fatte; poiché, poiché si è umiliato, così

Egli fu altamente esaltato".

Egli ordina allo storpio di alzarsi e camminare, il che non prova che egli avesse in sé il potere di farlo, ma che se tenta di alzarsi e camminare, e, in un senso della sua impotenza, dipende da un potere divino che gli permette di farlo, sarà in grado di farlo; e alzandosi e camminando deve dimostrare che quel potere ha operato su di lui; e poi lascia che prenda il conforto, e lascia che Dio abbia la lode. Così è nella guarigione delle nostre anime, che sono spiritualmente impotenti.

[2.] Pietro gli diede la mano e lo aiutò (Atti 3:7): lo prese per la mano destra, nello stesso nome con cui gli aveva detto di alzarsi e camminare, e lo sollevò. Non che questo potesse contribuire in qualche modo alla sua guarigione, ma era un segno, che indicava chiaramente l'aiuto che avrebbe ricevuto da Dio, se si fosse sforzato come gli era stato ordinato. Quando Dio, con la sua parola, ci comanda di alzarci e di camminare nella via dei suoi comandamenti, se mescoliamo la fede con quella parola e poniamo le nostre anime sotto il potere di essa, egli darà il suo Spirito per prenderci per mano e ci innalzerà. Se ci prefiggiamo di fare ciò che possiamo, Dio ha promesso la sua grazia per permetterci di fare ciò che non possiamo; e a questa promessa partecipiamo di una nuova natura, e quella grazia non sarà vana; non era qui: i suoi piedi e le sue caviglie ricevettero forza, cosa che non avrebbero fatto se egli non avesse tentato di alzarsi e non fosse stato aiutato a rialzarsi; lui fa la sua parte, e Pietro fa la sua, eppure è Cristo che fa tutto: è lui che mette forza in lui. Come il pane si moltiplicava nella spezzatura e l'acqua si trasformava in vino nel versare, così fu data forza ai piedi dello storpio nel mescolarli e nell'usarli.

V. Ecco l'impressione che questa guarigione fece sul paziente stesso, che potremmo concepire meglio se mettessimo la nostra anima al posto della sua anima.

1. Balzò in piedi, obbedendo al comando: Alzati. Trovò in sé un tale grado di forza nei piedi e nelle caviglie che non si alzò dolcemente, con paura e tremore, come fanno i deboli quando cominciano a recuperare le forze; ma si alzò, come uno ristorato dal sonno, audacemente e con grande agilità, e come uno che non dubitava delle proprie forze. Le entrate di forza erano improvvise, e lui non era meno improvviso nel mostrarle. Sobbalzò, come se volesse lasciare il letto o il pagliericcio su cui era rimasto così a lungo zoppo.

2. Si alzò e camminò. Si alzò in piedi senza chinarsi né tremare, si alzò dritto e camminò senza bastone. Camminava con forza e si muoveva con fermezza; e questo doveva manifestare la cura, e che era una cura completa. Nota: Coloro che hanno avuto esperienza dell'opera della grazia divina su di loro dovrebbero dimostrare ciò che hanno sperimentato. Dio ha forse messo forza in noi? Mettiamoci davanti a lui negli esercizi di devozione; Camminiamo davanti a Lui in tutti i casi di una conversazione religiosa. Alziamoci risolutamente per lui e camminiamo allegramente con lui, sia nella forza che gli deriva che in quella che gli è stata ricevuta.

3. Teneva Pietro e Giovanni, Atti 3:11. Non c'è bisogno di chiederci perché li tenne. Credo che conoscesse a malapena se stesso: ma fu in un trasporto di gioia che li abbracciò come i migliori benefattori che avesse mai incontrato, e si aggrappò a loro fino a un certo grado di maleducazione; non li lasciava andare, ma li lasciava con lui, mentre annunciava a tutti intorno a lui ciò che Dio aveva fatto per lui per mezzo loro. Così testimoniò loro il suo affetto; Li teneva stretti e non li lasciava andare. Alcuni sostengono che si aggrappò a loro per timore che, se lo avessero lasciato, la sua zoppia sarebbe tornata. Coloro che Dio ha guarito amano coloro che ha reso strumenti della loro guarigione e vedono il bisogno del loro ulteriore aiuto.

4. Entrò con loro nel tempio. Il suo forte affetto per loro li sosteneva, ma non poteva trattenerli così saldamente da tenerli fuori dal tempio, dove stavano andando a predicare Cristo. Non dovremmo mai permetterci di essere distolti dalle più affettuose gentilezze dei nostri amici dall'intralciare il nostro dovere. Ma, se non vogliono rimanere con lui, egli è deciso ad andare con loro, e tanto più perché stanno entrando nel tempio, da dove era stato così a lungo trattenuto dalla sua debolezza e dalla sua mendica: come l'uomo impotente che Cristo guarì, fu subito trovato nel tempio, Giovanni 5:14. Entrò nel tempio, non solo per offrire le sue lodi e i suoi ringraziamenti a Dio, ma per ascoltare di più dagli apostoli di quel Gesù nel cui nome era stato guarito. Coloro che hanno sperimentato la potenza di Cristo dovrebbero desiderare sinceramente di crescere nella loro conoscenza di Cristo.

5. Era lì che camminava, e saltava, e lodava Dio. Nota: La forza che Dio ci ha dato, sia nella mente che nel corpo, dovrebbe essere fatta di noi per la sua lode, e dovremmo studiare come onorarlo con essa. Coloro che sono guariti nel suo nome devono camminare su e giù nel suo nome e nella sua forza, Zaccaria 10:12. Quest'uomo, appena poté saltare, saltò di gioia in Dio e lo lodò. Ecco si adempì quella Scrittura (Isaia 35:6): Allora lo zoppo sussulterà come un cervo. Ora che quest'uomo era appena guarito, era in questo eccesso di gioia e di gratitudine. Tutti i veri convertiti camminano e lodano Dio; Ma forse i giovani convertiti saltano di più nelle sue lodi.

VI. Come le persone che furono testimoni oculari di questo miracolo ne furono influenzate ci viene poi detto.

1. Erano completamente soddisfatti della verità del miracolo e non avevano nulla da obiettare. Sapevano che era lui che sedeva a mendicare alla bella porta del tempio, Atti 3:10. Era rimasto seduto lì così a lungo che tutti lo conoscevano; E per questo è stato scelto per essere il vaso di questa misericordia. Ora, essi non erano così perversi da dubitare che egli fosse lo stesso uomo, come i farisei avevano interrogato riguardo al cieco che Cristo aveva guarito, Giovanni 9:9,18. Ora lo videro camminare e lodare Dio (Atti 3:9), e forse notarono un cambiamento nella sua mente, perché ora era così forte nel lodare Dio come lo era stato prima nel chiedere sollievo. La migliore prova che si trattava di una guarigione completa era che ora lodava Dio per questo. Le misericordie sono poi perfezionate, quando sono santificate.

2. Ne erano stupiti: erano pieni di stupore e di stupore (Atti 3:10); molto meravigliato, Atti 3:11. Erano in estasi. Sembra che ci sia stato questo effetto dell'effusione dello Spirito, che il popolo, almeno quelli di Gerusalemme, furono molto più colpiti dai miracoli operati dagli apostoli che da quelli dello stesso tipo che erano stati operati da Cristo stesso; e questo era in ordine affinché i miracoli rispondessero al loro fine.

3. Si radunarono intorno a Pietro e Giovanni: Tutto il popolo accorse a loro nel portico di Salomone: alcuni solo per soddisfare la loro curiosità con la vista di uomini che avevano un tale potere; altri con il desiderio di sentirli predicare, concludendo che la loro dottrina doveva necessariamente essere di origine divina, che quindi aveva una ratifica divina. Accorrevano da loro nel portico di Salomone, una parte del recinto dei Gentili, dove Salomone aveva costruito il portico esterno del tempio; o, alcuni chiostri o piazze che Erode fece erigere sulle stesse fondamenta su cui Salomone aveva costruito il maestoso portico che portava il suo nome, essendo Erode ambizioso di essere un secondo Salomone. Qui la gente si riuniva, per vedere questo grande spettacolo.

12 Ver. 12 fino a Ver. 26.

Abbiamo qui il sermone che Pietro predicò dopo aver guarito lo zoppo. Quando Pietro lo vide.

1. Quando vide il popolo radunato in una folla, colse l'occasione per predicare loro Cristo, specialmente il tempio che era il luogo delle loro schiere, e lì il portico di Salomone: vengano e ascoltino una sapienza più eccellente di quella di Salomone, perché, ecco, qui viene predicato uno più grande di Salomone.

2. Quando vide il popolo colpito dal miracolo e pieno di ammirazione, seminò il seme del Vangelo nel terreno che era stato così dissodato e si preparò a riceverlo.

3. Quando vide il popolo pronto ad adorare lui e Giovanni, subito intervenne e tolse da loro il loro rispetto, perché fosse rivolto solo a Cristo; a ciò rispose subito, come Paolo e Barnaba a Listra. Vedere Atti 14:14-15. Nel sermone,

Egli umilmente nega l'onore del miracolo come non dovuto a loro, che erano solo i ministri di Cristo, o strumenti nelle sue mani per compierlo. Le dottrine che predicavano non erano di loro invenzione, né i suoi sigilli erano loro, ma di colui di cui le dottrine erano. Egli si rivolge a loro come a uomini d'Israele, uomini ai quali appartenevano non solo la legge e le promesse, ma anche il Vangelo e le rappresentazioni, e che erano quasi interessati alla presente dispensazione. Due cose chiede loro:

1. Perché sono rimasti così sorpresi dal miracolo stesso: Perché meravigliarti di questo? Era davvero meraviglioso, ed essi giustamente se ne meravigliavano, ma non era più di quello che Cristo aveva fatto molte volte, e non l'avevano debitamente considerato, né ne erano stati influenzati. Poco prima Cristo aveva risuscitato Lazzaro dai morti; E perché allora questo dovrebbe sembrare così strano? Notate, le persone stupide pensano che ora sia strano ciò che avrebbe potuto essere familiare a loro se non fosse stata colpa loro. Cristo era recentemente risorto dai morti; Perché non si meravigliarono di ciò? Perché non ne sono stati convinti?

2. Perché ne hanno lodato così tanto a loro, che ne erano solo gli strumenti: Perché ci guardi con tanto attenzione?

(1.) Era certo che avevano fatto camminare quest'uomo, da cui risultava che gli apostoli non solo erano stati inviati da Dio, ma erano stati inviati per essere benedizioni per il mondo, benefattori per l'umanità, e erano stati inviati per guarire anime malate e intemperanti, che erano spiritualmente zoppe e impotenti, per mettere ossa rotte, e farli rallegrare.

(2.) Eppure non lo fecero con alcun potere o santità propria. Non è stato fatto con alcuna forza propria, alcuna abilità che avevano in fisica o chirurgia, né alcuna virtù nella loro parola: la potenza con cui lo hanno fatto è derivata interamente da Cristo. Né è stato fatto per loro merito; il potere che Cristo diede loro di farlo non lo avevano meritato: non era per la loro santità; poiché, come erano cose deboli, così erano cose stolte, che Cristo scelse di impiegare; Pietro era un uomo peccatore. Quale santità aveva Giuda? Eppure ha operato miracoli nel nome di Cristo. La santità che ognuno di loro aveva, era opera in loro, e non potevano pretendere di meritarla per questo.

(3.) Era colpa del popolo che lo attribuiva al suo potere e alla sua santità, e di conseguenza li guardava. Nota: Gli strumenti del favore di Dio verso di noi, sebbene debbano essere rispettati, non devono essere idolatrati; dobbiamo stare attenti a considerare ciò che deve essere fatto dallo strumento di cui Dio è l'autore.

(4.) Fu lode di Pietro e Giovanni che non si sarebbero presi l'onore di questo miracolo, ma lo avrebbero trasmesso con cura a Cristo. Gli uomini utili devono fare in modo di essere molto umili. Non a noi, o Signore, non a noi, ma al tuo nome dona gloria. Ogni corona deve essere gettata ai piedi di Cristo; non io, ma la grazia di Dio con me.

II. Egli predica loro Cristo; questo era il suo lavoro, per condurli all'obbedienza a Cristo.

1. Egli predica Cristo, come il vero Messia promesso ai padri (At 3,13); per

(1.) Egli è Gesù, il Figlio di Dio; sebbene avessero recentemente condannato Cristo come bestemmiatore per aver detto di essere il Figlio di Dio, tuttavia Pietro lo confessa: egli è suo Figlio Gesù; a lui caro come un Figlio; a noi, Gesù, un Salvatore.

(2.) Dio lo ha glorificato, innalzandolo per essere re, sacerdote e profeta della sua chiesa; Lo ha glorificato nella sua vita e nella sua morte, così come nella sua risurrezione e ascensione.

(3.) Egli lo ha glorificato come il Dio dei nostri padri, che egli nomina con rispetto (poiché erano grandi nomi presso gli uomini d'Israele, e giustamente), il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Dio lo mandò nel mondo, in conformità alle promesse fatte a quei patriarchi, che nella loro discendenza sarebbero state benedette le famiglie della terra, e fu fatto con loro il patto, che Dio sarebbe stato un Dio per loro, e per la loro progenie. Gli apostoli chiamano i patriarchi loro padri, e Dio il Dio di quei patriarchi da cui discendono gli Ebrei, per far capire loro che non avevano alcun disegno malvagio sulla nazione ebraica (che li avrebbero guardati con occhio geloso), ma avevano un valore e una preoccupazione per essa, e per questo erano benefattori ad essa; e il vangelo che predicavano era la rivelazione della mente e della volontà del Dio di Abramo. Vedi Atti 26:7,22; Luca 1:72-73.

2. Li accusa categoricamente e chiaramente dell'omicidio di questo Gesù, come aveva fatto prima.

(1.) "Tu l'hai consegnato ai tuoi capi sacerdoti e ai tuoi anziani,

l'organo rappresentativo della nazione; e tu di

La gente comune fu influenzata da loro a gridare

contro di lui, come se fosse stato un pubblico risentimento".

(2.) "Lo hai rinnegato, e lo hai rinnegato, non l'avresti

lui allora per essere il tuo re, non poteva considerarlo come

Messia, perché non è venuto in pompa esteriore e

potenza; lo hai rinnegato davanti a Pilato,

ha rinunciato a tutte le attese della tua Chiesa,

presenza del governatore romano, che giustamente rideva

tu per questo; lo hai rinnegato contro il volto di

Pilato"

(così il dottor Hammond),

"A dispetto dei suoi ragionamenti con te"

(Pilato aveva deciso di lasciarlo andare, ma il popolo si oppose e lo respinse).

"Tu eri peggio di Pilato, perché lui avrebbe voluto

liberato, se tu gli avessi permesso di seguire i suoi

giudizio. Tu hai rinnegato il Santo e il Giusto,

che si era così approvato, e tutta la malizia di

i suoi persecutori non poterono confutarlo".

La santità e la giustizia del Signore Gesù, che sono qualcosa di più della sua innocenza, sono state un grande aggravamento del peccato di coloro che lo hanno messo a morte.

(3.) "Tu hai voluto che fosse liberato un omicida, e Cristo

crocifisso; come se Barabba avesse meritato di meglio

le vostre mani che il Signore Gesù, di cui un

non si poteva fare un affronto a lui".

(4.) Hai ucciso il principe della vita. Osserva l'antitesi:

"Hai preservato un omicida, un distruttore di vita; e

ha distrutto il Salvatore, l'autore della vita. Hai ucciso

colui che è stato mandato per essere per te il principe della vita, e

così non solo abbandonarono, ma si ribellarono contro i tuoi

Misericordie. Hai fatto una cosa ingrata nel toglierti

la sua vita che sarebbe stata la tua vita. Hai fatto un

Una cosa sciocca pensare di poter conquistare il principe

della vita, che ha la vita in sé, e presto

riprendere la vita da cui si è dimesso".

3. Egli attesta la sua risurrezione come prima, Atti 2:32.

"Pensavi che il principe della vita potesse essere privato di

la sua vita, come qualsiasi altro principe potrebbe essere privato

la sua dignità e il suo dominio, ma vi siete ritrovati

si sbagliava, perché Dio lo aveva risuscitato dai morti; In modo che

facendolo morire hai combattuto contro Dio, e

erano sconcertati. Dio lo ha risuscitato dai morti, e così

ratificarono le sue richieste e confermarono la sua dottrina, e

tolse via tutto il biasimo delle sue sofferenze, e per

della verità della sua risurrezione siamo tutti testimoni".

4. Egli attribuisce la guarigione di quest'uomo impotente alla potenza di Cristo, (Atti 3:16): Il suo nome, attraverso la fede nel suo nome, in quella scoperta che ha fatto di se stesso, ha reso quest'uomo forte. Lo ripete di nuovo: La fede che è per mezzo di lui gli ha dato questa saldezza. Qui

(1.) Egli si appella a se stessi riguardo alla verità del miracolo; l'uomo su cui è stato compiuto è uno che voi vedete, conoscete e avete conosciuto; non conosceva prima Pietro e Giovanni, così che non c'era motivo di sospettare un patto tra loro:

«Sai che è stato uno storpio fin da bambino. Il miracolo è stato compiuto pubblicamente, alla presenza di tutti voi; Non in un angolo, ma alla porta del tempio; hai visto in che modo è stato fatto, così che non ci poteva essere alcun gioco; hai avuto la libertà di esaminarlo immediatamente, e puoi ancora farlo. La cura è completa; è una solidità perfetta; vedi l'uomo camminare e saltare, come uno che non ha più alcun residuo né di debolezza né di dolore".

(2.) Li fa conoscere la potenza con cui è stato realizzato.

[1.] È fatto con il nome di Cristo, non semplicemente nominandolo come un incantesimo o un incantesimo, ma è fatto da noi come professori e insegnanti del suo nome, in virtù di un incarico e di istruzioni che abbiamo ricevuto da lui, e di un potere di cui ci ha investito, quel nome che Cristo ha al di sopra di ogni nome; la sua autorità, il suo comando l'ha fatto; poiché i mandati vengono eseguiti in nome del re, sebbene sia un ufficiale inferiore che li esegue.

[2.] La potenza di Cristo si ottiene attraverso la fede nel suo nome, la fiducia in lui, la dipendenza da lui, l'applicazione credente a lui e l'aspettativa da lui, anche quella fede che è, δι ̓ αυτου - da lui, che è della sua opera; non viene da noi, è il dono di Cristo; ed è per amor suo, affinché possa averne la gloria, poiché egli è l'autore e il perfezionatore della nostra fede. Il Dr. Lightfoot suggerisce che la fede è nominata due volte in questo versetto, a causa della fede degli apostoli nel fare questo miracolo e della fede dello storpio nel riceverlo; ma suppongo che si riferisca principalmente, se non solo, al primo. Coloro che operarono questo miracolo per fede ricevettero da Cristo il potere di operarlo, e quindi gli restituirono tutta la gloria. Con questo racconto vero e giusto del miracolo, Pietro confermò la grande verità del Vangelo che dovevano predicare al mondo - che Gesù Cristo è la fonte di ogni potenza e grazia, e il grande guaritore e Salvatore - e raccomandò il grande dovere evangelico della fede in lui come l'unico modo per ricevere beneficio da lui. Spiega anche il grande mistero evangelico della nostra salvezza per mezzo di Cristo; è il suo nome che ci giustifica, quel suo nome glorioso, il Signore nostra giustizia; Ma noi, in particolare, siamo giustificati da quel nome, mediante la fede in esso, applicandolo a noi stessi. Così Pietro predica loro Gesù, e lui crocifisso, come un fedele amico dello sposo, al cui servizio e onore ha dedicato tutto il suo interesse.

III. Li incoraggia a sperare che, anche se si sono resi colpevoli di aver messo a morte Cristo, possano trovare misericordia; Fa tutto il possibile per convincerli, ma sta attento a non spingerli alla disperazione. Il senso di colpa era molto grande, ma,

1. Egli placa il loro crimine con una candida imputazione di esso alla loro ignoranza. Forse si accorse dal volto dei suoi ascoltatori che furono colpiti da grande orrore quando disse loro che avevano ucciso il principe della vita, ed erano pronti a cadere o a fuggire, e quindi ritenne necessario mitigare il rigore dell'accusa chiamandoli fratelli; e ben poteva chiamarli così, perché egli stesso era stato un fratello con loro in questa iniquità: aveva rinnegato il Santo e il Giusto, e aveva giurato di non conoscerlo; lo fece di sorpresa;

"e, da parte vostra, lo so per ignoranza

l'avete fatto voi, come hanno fatto anche i vostri governanti".

Atti 3:17. Questo era il linguaggio della carità di Pietro, e ci insegna a fare il meglio di coloro che desideriamo rendere migliori. Pietro aveva cercato la ferita fino in fondo, e ora comincia a pensare di guarirla, per cui è necessario generare in loro una buona opinione del loro medico; E cosa c'è di più vincente di questo? Ciò che lo sostiene in esso è che ha l'esempio del suo Maestro che prega per i suoi crocifissori, e supplica in loro favore che non sapevano quello che facevano. E si dice dei governanti che se avessero saputo non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Vedere 1Corinzi 2:8. Forse alcuni dei governanti, e del popolo, si ribellarono contro la luce e le convinzioni della loro coscienza, e lo fecero con malizia; ma la maggior parte è scesa lungo la corrente, e lo ha fatto per ignoranza; come Paolo perseguitò la chiesa, per ignoranza e incredulità, 1Timoteo 1:13.

2. Egli attenua gli effetti del loro crimine: la morte del principe della vita; questo suona molto terribile, ma era secondo le Scritture (Atti 3:18), le cui predizioni, sebbene non necessitassero del loro peccato, tuttavia richiedevano le sue sofferenze; così egli stesso dice: Così è scritto, e così doveva Cristo soffrire. Lo hai fatto per ignoranza può essere preso in questo senso:

"Voi avete adempiuto la Scrittura e non l'avete conosciuta; Dio

per le vostre mani ha adempiuto ciò che ha mostrato per mezzo del

bocca di tutti i suoi profeti, affinché Cristo soffrisse;

Questo era il suo disegno nel consegnarlo a te, ma

avevi opinioni tue ed eri del tutto ignorante

di questo design; non volevi così, né lo faceva il tuo

il cuore pensa di sì. Dio stava adempiendo la Scrittura quando

stavi gratificando le tue passioni".

Osservate: Non solo è stato deciso nel segreto consiglio di Dio, ma è stato dichiarato al mondo molti secoli prima, per bocca e penna dei profeti, che Cristo avrebbe sofferto, per il compimento della sua impresa; ed è stato Dio stesso che lo ha mostrato per mezzo di loro, che vedranno che le sue parole siano adempiute; ciò che ha mostrato lo ha adempiuto, Egli ha adempiuto come aveva dimostrato, puntualmente ed esattamente, senza alcuna variazione. Ora, sebbene questa non sia affatto un'attenuante del loro peccato nell'odiare e perseguitare Cristo fino alla morte (questo sembra ancora estremamente peccaminoso), tuttavia era un incoraggiamento per loro a pentirsi e a sperare in misericordia sul loro pentimento, non solo perché in generale i disegni di grazia di Dio furono portati avanti da esso e quindi concorda con l'incoraggiamento che Giuseppe diede ai suoi fratelli, quando pensavano che la loro offesa contro di lui fosse quasi imperdonabile: "Non temere", dice, tu hai pensato il male contro di me, ma Dio lo ha voluto per il bene, (Genesi 50:15,20), ma perché in particolare la morte e le sofferenze di Cristo erano per la remissione dei peccati, e il fondamento di quella manifestazione di misericordia per la quale ora li incoraggiava a sperare.

IV. Li esorta tutti a diventare cristiani, e li assicura che sarebbe indicibilmente vantaggioso per loro farlo; sarebbe stata la loro creazione per sempre. Questa è l'applicazione del suo sermone.

1. Dice loro ciò che devono credere.

(1.) Devono credere che Gesù Cristo è il seme promesso, quel seme in cui Dio aveva detto ad Abramo che tutte le tribù della terra dovevano essere benedette, Atti 3:25. Questo si riferisce a quella promessa fatta ad Abramo (Genesi 12:3), promessa che era molto tempo prima che si adempisse, ma ora finalmente aveva il suo compimento in questo Gesù, che era della stirpe di Abramo, secondo la carne, e in lui sono benedette tutte le famiglie della terra, e non solo le famiglie di Israele; tutte hanno alcuni benefici da lui, e alcuni hanno tutti i vantaggi.

(2.) Devono credere che Gesù Cristo è un profeta, quel profeta simile a Mosè che Dio aveva promesso di suscitare per loro tra i loro fratelli, Atti 3:22. Questo si riferisce a quella promessa, Deuteronomio 18:18. Cristo è un profeta, perché per mezzo di lui Dio ci parla; in lui si concentra tutta la rivelazione divina, e da lui ci viene tramandata; egli è un profeta come Mosè, un favorito del Cielo; più intimamente familiare con il consiglio divino e con cui si conversa più familiarmente di qualsiasi altro profeta. Egli fu liberatore del suo popolo dalla schiavitù e suo guida attraverso il deserto, come Mosè; un principe e un legislatore, come Mosè; il costruttore del vero tabernacolo, come Mosè lo fu di quello tipico. Mosè fu fedele come servo, Cristo come Figlio. Mosè fu mormorato contro Israele, sfidato dal Faraone, eppure Dio lo possedeva e ratificò il suo incarico. Mosè era un modello di mansuetudine e pazienza, così come lo è Cristo. Mosè morì per la parola del Signore, così fece Cristo. Non c'era un profeta come Mosè (Numeri 12:6-7; Deuteronomio 34:10), ma qui dove c'è Cristo c'è uno più grande di Mosè. Egli è un profeta della risurrezione di Dio, poiché non ha preso da sé questo onore, ma è stato chiamato da Dio ad esso. Egli è stato innalzato a Israele, in primo luogo. Egli svolse questo ufficio di persona solo tra loro. Furono loro fatta la prima offerta della grazia divina; e perciò fu destato di mezzo a loro, da loro, riguardo alla carne, venne Cristo, il che, essendo stato un grande onore fatto loro, così fu sia un obbligo per loro che un incoraggiamento per loro ad abbracciarlo. Se tornasse da sé, si potrebbe pensare, dovrebbero riceverlo. La chiesa dell'Antico Testamento fu benedetta da molti profeti, da scuole di profeti, per molte epoche da una costante successione di profeti (di cui si prende qui nota, da Samuele, e da quelli che seguirono, Atti 3:24, perché da Samuele iniziò l'era profetica); ma, essendo stati oltraggiati questi servi, Dio li mandò per ultimo il suo Figlio, che era stato nel suo seno.

(3.) Devono credere che i tempi di ristoro verranno dalla presenza del Signore (Atti 3:19), e che saranno i tempi della restaurazione di tutte le cose, Atti 3:21. C'è uno stato futuro, un'altra vita dopo questa; quei tempi verranno dalla presenza del Signore, dalla sua apparizione gloriosa in quel giorno, dalla sua venuta alla fine dei tempi. L'assenza del Signore provoca molte delle sicurezze dei peccatori e delle diffidenze dei santi; ma la sua presenza si sta affrettando, il che farà tacere per sempre entrambi. Ecco, il giudice sta davanti alla porta. La presenza del Signore introdurrà,

[1.] La restaurazione di tutte le cose (Atti 3:21); i nuovi cieli e la nuova terra, che saranno il prodotto della dissoluzione di tutte le cose (Apocalisse 1:1), il rinnovamento dell'intera creazione, che è ciò per cui si affligge, poiché il suo attuale fardello sotto il peccato dell'uomo è ciò sotto cui geme. Alcuni lo comprendono di uno stato da questa parte, la fine dei tempi; ma si tratta piuttosto di comprendere quel fine di tutte le cose di cui Dio ha parlato per bocca di tutti i suoi santi profeti sin dall'inizio del mondo; poiché questo è ciò di cui Enoc, il settimo da Adamo, profetizzò (Giuda 1:14), e i giudizi temporali che gli altri profeti predissero erano tipici di ciò che l'apostolo chiama il giudizio eterno. Questo è rivelato più chiaramente e chiaramente nel Nuovo Testamento di quanto non lo fosse stato prima, e tutti coloro che ricevono il vangelo hanno un'aspettativa di esso.

[2.] Con questo verranno i tempi di ristoro (At 3,19), di consolazione per il popolo del Signore, come un'ombra fresca per coloro che hanno portato il peso e il calore del giorno. Tutti i cristiani cercano un riposo che rimanga per il popolo di Dio, dopo i travagli e le fatiche del loro stato attuale, e, con la prospettiva di ciò, sono sostenuti dalle loro attuali sofferenze e portati avanti nei loro servizi attuali. Il ristoro che viene dalla presenza del Signore continuerà eternamente alla Sua presenza.

2. Dice loro cosa devono fare.

(1.) Devono pentirsi, devono ripensare a ciò che hanno fatto di sbagliato, devono tornare alla loro mente sana, ammettere un secondo pensiero e sottomettersi alle convinzioni di esso; devono ricominciare da capo. Pietro, che aveva egli stesso rinnegato Cristo, si pentì, e volle che lo facessero anche loro.

(2.) Devono convertirsi, devono voltarsi e dirigere sia il viso che i passi nella direzione opposta a quella che erano stati; devono tornare al Signore loro Dio, dal quale si erano ribellati. Non è sufficiente pentirsi del peccato, ma dobbiamo essere convertiti da esso, e non ritornare ad esso di nuovo. Essi devono non solo scambiare la professione del giudaismo con quella del cristianesimo, ma il potere e il dominio di una mente carnale, mondana, sensuale, con quella dei principi e degli affetti santi, celesti e divini.

(3.) Devono ascoltare Cristo, il grande profeta:

"Lo udrete in ogni cosa, qualunque cosa egli debba

Ti dico. Ascolta i suoi dettami, ricevi la sua dottrina,

sottomettersi al suo governo. Ascoltalo con un divino

fede, come vanno ascoltati i profeti, che vengono con un

mandato divino. A lui ascolterete e a lui risponderete

Ti iscrivi con una fede e un'obbedienza implicite. Sentire

lui in ogni cosa; le sue leggi governino tutte le tue azioni,

e i suoi consigli determinano tutte le tue sottomissioni. Ogni volta

Lui ha una bocca per parlare, tu devi avere un orecchio per sentire.

qualunque cosa egli vi dica, anche se così dispiaciuta

carne e sangue, dategli il benvenuto".

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta. Qui viene data una buona ragione per cui dovremmo essere osservanti e obbedienti alla parola di Cristo, perché è a nostro rischio se facciamo orecchie da mercante alla sua chiamata e collo duro al suo giogo (Atti 3:23): ogni anima che non ascolta quel profeta e non si lascia guidare da ciò che dice, sarà distrutto di fra il popolo. La distruzione della città e della nazione, con la guerra e la carestia, era minacciata per aver disprezzato i profeti dell'Antico Testamento; ma la distruzione dell'anima, una distruzione spirituale ed eterna, è minacciata per aver disprezzato Cristo, questo grande profeta. Coloro che non saranno consigliati dal Salvatore non possono aspettarsi altro che di cadere nelle mani del distruttore.

3. Dice loro cosa potrebbero aspettarsi.

(1.) Che abbiano il perdono dei loro peccati; questo è sempre detto come il grande privilegio di tutti coloro che abbracciano il vangelo (Atti 3:19): Pentitevi e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati. Ciò implica,

[1.] Che la remissione del peccato è la sua cancellazione, come una nuvola è cancellata dai raggi del sole (Isaia 44:22), come un debito è cancellato e cancellato quando è rimesso . Suggerisce che quando Dio perdona il peccato non se ne ricorda più contro il peccatore; è dimenticato, come ciò che è cancellato; tutte le cose amare scritte contro il peccatore (Giobbe 13:26) sono spazzate via per così dire con una spugna; È l'annullamento di un vincolo, l'annullamento di una sentenza.

[2.] Che non possiamo aspettarci che i nostri peccati siano perdonati a meno che non ci pentiamo di essi e ci volgiamo da essi a Dio. Sebbene Cristo sia morto per acquistare la remissione dei peccati, tuttavia, affinché possiamo avere il beneficio di quell'acquisto nel perdono dei nostri peccati, dobbiamo pentirci ed essere convertiti: se non c'è pentimento, non c'è remissione.

[3.] Le speranze del perdono dei peccati dopo il pentimento dovrebbero essere un potente incentivo per noi a pentirci. Pentitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e che il pentimento sia evangelico e scaturisca dall'apprensione della misericordia di Dio in Cristo e dalla speranza del perdono. Questo fu il primo e grande argomento: Pentitevi, perché il regno dei cieli è vicino.

[4.] Il frutto più confortevole del perdono dei nostri peccati sarà quando verranno i tempi del ristoro; se i nostri peccati ci saranno perdonati, abbiamo ora motivo di essere di buon animo; ma il conforto sarà completo quando il perdono sarà permesso in pubblico tribunale, e la nostra giustificazione sarà pubblicata davanti agli angeli e agli uomini, quando glorificherà coloro che egli ha giustificato, Romani 8:30. Come ora siamo figli di Dio (1Giovanni 3:2), così ora abbiamo i nostri peccati cancellati; ma non appare ancora quali siano i frutti benedetti di esso, finché non verranno i tempi del ristoro. Durante questi tempi di fatica e di conflitto (dubbi e paure all'interno, problemi e pericoli all'esterno) non possiamo avere quella piena soddisfazione del nostro perdono, e in esso, che avremo quando verranno i tempi di ristoro, che asciugheranno tutte le lacrime.

(2.) Che abbiano il conforto della venuta di Cristo (Atti 3:20-21):

"Egli manderà Gesù Cristo, lo stesso Gesù, il

lo stesso che prima vi è stato predicato; perché devi

non aspettatevi un'altra dispensazione, un altro vangelo, ma

la continuazione e il completamento di ciò; non devi

aspettatevi un altro profeta come Gesù, come Mosè

ti aspettavi un altro simile a lui, perché, sebbene il

I cieli lo devono ricevere fino al momento della restaurazione

di tutte le cose; eppure, se ti penti e ti converti,

non troverà alcuna mancanza di lui; in un modo o nell'altro

fatti vedere da te".

[1.] Non dobbiamo aspettarci la presenza personale di Cristo con noi in questo mondo, perché i cieli, che lo hanno accolto lontano dalla vista dei discepoli, devono trattenerlo fino alla fine dei tempi. A quel seggio dei beati è confinata la sua presenza corporea, e sarà fino alla fine dei tempi, il compimento di tutte le cose (così si può leggere); E perciò lo disonorano, e si ingannano, coloro che sognano la sua presenza corporale nell'Eucaristia. È gradito a uno stato di prova e di prova che il glorificato Redentore sia lontano dalla vista, perché dobbiamo vivere secondo quella fede in lui che è l'evidenza delle cose che non si vedono; Poiché nel mondo bisogna credere in lui, bisogna essere ricevuti nella gloria. Il Dr. Hammond lo legge, Chi deve ricevere i cieli, cioè, chi deve ricevere la gloria e la potenza del mondo superiore; deve regnare fino a quando tutti siano resi soggetti a lui, 1Corinzi 15:25; Salmi 75:2.

[2.] Eppure è promesso che egli sarà inviato a tutti coloro che si pentono e si convertono (At 3,20):

"Egli manderà Gesù Cristo, che vi è stato predicato per mezzo di

i suoi discepoli, prima e dopo la sua risurrezione,

ed è, e sarà, tutto in tutti per loro".

Primo

"Avrai la sua presenza spirituale. Colui che è inviato

ti sarà mandato nel mondo; avrai il

conforto del suo mandato; egli sarà mandato in mezzo a voi

il suo vangelo, che sarà il suo tabernacolo, il suo carro

della guerra".

Secondariamente

"Egli manderà Gesù Cristo a distruggere Gerusalemme, e

la nazione degli ebrei increduli, che sono nemici

Cristo e il cristianesimo, e di liberare i suoi ministri e

persone da loro, e dare loro la pace nella professione di

il Vangelo, e che sarà un tempo di ristoro, in

che condividerai".

Allora le chiese si riposarono; così il dottor Hammond.

Terzo

"L'invio di Cristo per giudicare il mondo, alla fine

del tempo, sarà per te una benedizione; allora solleverai

Alzate il capo di gioia, sapendo che la vostra redenzione

si avvicina."

Sembra che si riferisca a questo, poiché fino ad allora i cieli devono accoglierlo, Atti 3:21. Come i consigli di Dio dall'eternità, così le sue predizioni dall'inizio dei tempi, si riferivano alle operazioni dell'ultimo giorno, quando il mistero di Dio sarà compiuto, come egli aveva dichiarato ai suoi servi i profeti, Apocalisse 10:7. L'istituzione di tutte le cose nella chiesa aveva un occhio di riguardo per la restaurazione di tutte le cose alla fine dei tempi.

4. Dice loro quale motivo dovevano aspettarsi queste cose, se si fossero convertiti a Cristo. Benché lo avessero rinnegato e messo a morte, potevano sperare di trovare favore per mezzo di lui, a causa del fatto che erano Israeliti. Per

(1.) Come Israeliti, essi avevano il monopolio della grazia dell'Antico Testamento; erano, più di ogni altra, la nazione prediletta di Dio, e i favori che Dio concesse loro erano tali da avere un riferimento al Messia e al suo regno: Voi siete i figli dei profeti e dell'alleanza. Un doppio privilegio.

[1.] Erano i bambini, cioè i discepoli, dei profeti, come i bambini a scuola; non figli dei profeti, nel senso che leggiamo di coloro che nell'Antico Testamento, da Samuele in giù, che sono stati o sono addestrati per essere rivestiti dello spirito di profezia; ma voi siete di quel popolo in mezzo al quale sono stati suscitati i profeti e al quale i profeti sono stati mandati. Si parla di un grande favore a Israele che Dio abbia suscitato dei loro figli come profeti, Amos 2:11. Tutti gli scrittori ispirati, sia dell'Antico che del Nuovo Testamento, erano della stirpe di Abramo; e fu loro onore e vantaggio che furono affidati gli oracoli di Dio, Romani 3:2. Il loro governo fu costituito dalla profezia, cioè dalla rivelazione divina; e per mezzo di esso i loro affari furono per molti secoli molto gestiti. Vedere Osea 12:13. Per mezzo di un profeta il Signore fece uscire Israele dall'Egitto, e per mezzo di un profeta fu preservato. Quelli degli ultimi tempi della chiesa, quando la profezia era cessata, potevano ancora essere giustamente chiamati i figli dei profeti, perché udivano, sebbene non sapessero, le voci dei profeti, che venivano lette nelle loro sinagoghe ogni giorno di sabato, Atti 13:27. Ora questo dovrebbe stimolarli ad abbracciare Cristo, e potrebbero sperare di essere accettati da lui; poiché i loro stessi profeti avevano predetto che questa grazia sarebbe stata loro portata alla rivelazione di Gesù Cristo (1Pietro 1:13), e quindi non doveva essere trascurata da loro, né doveva essere loro negata. Coloro che sono benedetti con i profeti e le profezie (come lo sono tutti coloro che hanno le Scritture) si preoccupano di non ricevere la grazia di Dio in essi invano. Possiamo applicarlo in particolare ai figli dei ministri, i quali, se invocano efficacemente la loro discendenza con se stessi, come incentivo ad essere fedeli e avanti nella religione, possono comodamente supplicare Dio e sperare che i figli dei servi di Dio continuino.

[2.] Essi erano i figli, cioè gli eredi, dell'alleanza che Dio ha fatto con i nostri Padri, come figli nella famiglia. Il patto di Dio fu fatto con Abramo e la sua progenie, ed essi furono quella progenie con la quale fu fatto il patto, e sui quali furono implicate le benedizioni del patto:

"A voi è stata fatta la promessa del Messia, e

perciò, se non abbandoni la tua misericordia, e

non mettere con un'ostinata infedeltà una sbarra nel tuo

puoi sperare che ti sarà fatto bene".

Quella promessa qui menzionata, come l'articolo principale del patto, Nella tua discendenza saranno benedette tutte le tribù della terra, sebbene si riferisca principalmente a Cristo (Galati 3:16), ma può includere anche la chiesa, che è il suo corpo, tutti i credenti, che sono la progenie spirituale di Abramo. Tutte le tribù della terra furono benedette nell' avere una chiesa per Cristo in mezzo a loro; e coloro che erano la progenie di Abramo secondo la carne furono i più belli per questo privilegio. Se tutte le tribù della terra fossero benedette in Cristo, molto di più quelle tribù, i suoi parenti secondo la carne.

(2.) Come Israeliti, ebbero la prima offerta della grazia del Nuovo Testamento. Poiché erano i figli dei profeti e dell'alleanza, quindi a loro fu inviato per primo il Redentore, il che fu un incoraggiamento per loro a sperare che, se si fossero pentiti e si fossero convertiti, sarebbe stato inviato ancora di più per il loro conforto (Atti 3:20): Egli manderà Gesù Cristo, perché a voi per primo l'ha mandato, Atti 3:26. A voi prima di tutto, voi Giudei, ma non solo a voi, Dio, avendo risuscitato il suo Figlio Gesù, lo costituì e lo autorizzò ad essere un principe e un Salvatore, e, a conferma di ciò, lo risuscitò dai morti, lo mandò a benedirvi, per farvi un'offerta della sua benedizione, specialmente quella grande benedizione di convertire ciascuno di voi dalle sue iniquità; e perciò ti interessa ricevere questa benedizione, e convertirti dalle tue iniquità, e puoi essere incoraggiato a sperare che lo farai.

[1.] Qui ci viene detto da dove Cristo ebbe la sua missione: Dio risuscitò suo Figlio Gesù e lo mandò . Dio lo ha risuscitato quando lo ha costituito profeta, lo ha riconosciuto con una voce dal cielo, lo ha ricolmato del suo Spirito senza misura e poi lo ha mandato, perché a questo scopo lo ha risuscitato, perché fosse il suo commissario per trattare la pace. Lo mandò a rendere testimonianza alla verità, lo mandò a cercare e salvare le anime perdute, lo mandò contro i suoi nemici per conquistarli. Alcuni riferiscono la sua risurrezione alla risurrezione, che fu il primo passo verso la sua esaltazione; questa fu, per così dire, il rinnovamento del suo incarico; e sebbene, dopo averlo risuscitato, sembrò che egli lo prendesse presto da noi, tuttavia in realtà lo mandò di nuovo a noi nel suo vangelo e nel suo Spirito.

[2.] A chi fu mandato:

"A te prima. Tu della stirpe di Abramo, tu che sei

i figli dei profeti e dell'alleanza, a voi

è la tenerezza fatta di grazia evangelica".

Il ministero personale di Cristo, come quello dei profeti, era limitato agli Ebrei; egli non fu allora mandato ma alle pecore perdute della casa d'Israele, e proibì ai discepoli che allora mandava di andare oltre. Dopo la sua risurrezione, egli doveva essere predicato a tutte le nazioni, ma esse dovevano cominciare da Gerusalemme, Luca 24:47. E, quando andavano in altre nazioni, predicavano prima ai Giudei che vi trovavano. Erano i primogeniti e, come tali, avevano il privilegio della prima offerta. Erano così lontani dall'essere esclusi per aver messo a morte Cristo, che, quando è risorto, è prima mandato a loro, e sono principalmente destinati ad avere beneficio dalla sua morte.

[3.] Per quale incarico fu mandato:

"Egli è stato mandato a voi per primo, per benedirvi; questo è il suo

compito primario, non di condannarvi, come meritate,

ma per giustificarti, se accetterai il

giustificazione che vi viene offerta, nel modo in cui è

Offerto; ma colui che lo manda per primo a benedirti, se

Tu rifiuti e rifiuti quella benedizione, manderà

lui che ti maledica con una maledizione", Malachia 4:6. Nota

Primo, l'incarico di Cristo nel mondo era di benedirci, di portare con sé una benedizione, perché il Sole di giustizia sorgeva con la guarigione sotto le sue ali; e, quando lasciò il mondo, lasciò dietro di sé una benedizione, perché si separò dai discepoli come li benedisse, Luca 24:51. Egli mandò il suo Spirito per essere la grande benedizione, la benedizione delle benedizioni, Isaia 44:3. È per mezzo di Cristo che Dio ci manda le benedizioni, e solo attraverso di Lui possiamo aspettarci di riceverle. In secondo luogo, la grande benedizione con la quale Cristo è venuto a benedirci è stata l'allontanamento da noi dalle nostre iniquità, la nostra salvezza dai nostri peccati (Matteo 1:21), per convertirci dal peccato, affinché possiamo essere qualificati per ricevere tutte le altre benedizioni. Il peccato è ciò a cui ci aggrappiamo naturalmente; Il disegno della grazia divina è di allontanarci da essa, anzi, di volgerci contro di essa, affinché possiamo non solo abbandonarla, ma odiarla. Il vangelo ha una tendenza diretta a fare questo, non solo perché richiede a noi, ognuno di noi, di convertirci dalle nostre iniquità, ma quando ci promette la grazia per permetterci di farlo.

"Perciò, fai la tua parte; ravvedetevi e convertitevi,

perché Cristo è pronto a fare il suo, allontanandovi

le vostre iniquità, e così vi benedica".

Commentario del Nuovo Testamento:

Atti 3

1 3. LA CHIESA IN GERUSALEMME (Atti 3:1-6:7)

La terza sezione ha otto parti:

1. LO ZOPPO SANATO (Atti 3:1-10);

2. IL DISCORSO DI PIETRO ALLA FOLLA (Atti 3:11-26);

3. L'ARRESTO DI PIETRO E GIOVANNI; IL LORO INTERROGATORIO ED IL LORO RILASCIO (Atti 4:1-22);

4. UN'ALTRA EFFUSIONE DELLO SPIRITO SANTO (Atti 4:23-31);

5. LA CARITÀ DELLA CHIESA E L'IPOCRISIA DI ANANIA E SAFFIRA (Atti 4:32-5:11);

6. SEGNI E PRODIGI (Atti 5:12-16);

7. L'ARRESTO DEGLI APOSTOLI, LA LORO LIBERAZIONE MIRACOLOSA, L'ATTO D'ACCUSA DINNANZI AL CONCISTORO, IL DISCORSO DI GAMALIELE ED IL LORO DEFINITIVO RILASCIO (Atti 5:17-42);

8. IL DIACONATO (Atti 6:1-7).

1. Lo zoppo sanato (Atti 3:1-10)

Molti segni e miracoli si facevano dagli apostoli, ci ha detto lo storico Atti 2:43. Di cotesti segni e di cotesti miracoli ecco qui un esempio, che ci condurrà di faccia al primo conflitto tra la Chiesa ed il potere ufficiale.

Al tempio.

Per tempio qui non s'ha da intendere l'edificio sacro, il santuario ( ναος), ove soltanto i sacerdoti potevano entrare; qui si tratta dei cortili che circondavano il santuario, coi portici, con le sale ecc. ( ἱερον), ove il popolo si adunava, sia per assistere agli atti del culto, sia per le sue divozioni private.

L'ora nona corrisponde, presso a poco, alle nostre tre pom. (Vedi nota Atti 2:15).

2 Dal seno di sua madre,

è modo ebraico, che equivale al nostro "zoppo" nato, o: fin dalla nascita.

Era posto (dai suoi amici, s'intende) alla porta del tempio detta Bella.

Mancano i dati per dire con certezza di che porta si trattasse. Giuseppe Flavio (Guerra Giudaica V. 5. 3) parla di una porta di Nicanor, che sarebbe stata di grande ricchezza e magnificenza; ed alcuno pensa che, nel nostro passo, si tratti di questa. Altri preferiscono credere si tratti d'un'altra, chiamata Susan; altri ancora parlano d'una terza, detta Huldah; ma è inutile fantasticare; senza dati sicuri, non si può concluder nulla di certo.

Per chieder l'elemosina.

Allora non c'erano né ospedali, né ricoveri per gli sventurati; il povero non potea fare assegnamento che sulla carità di chi si trovava in migliori acque di lui, ed era cosa importante, si capisce, che, a sollecitare con frutto la carità dei passanti, egli scegliesse, o si scegliessero per lui, i posti più frequentati, come l'ingresso del tempio, lo stradone maestro Marco 10:46; Luca 18:35; Giovanni 9:1-8, od i posti per altre ragioni più promettenti, come le porte dei ricchi Luca 16:20.

4 Riguarda a noi!

Pietro non dice così per vedere se cotest'uomo fosse proprio storpio o fosse un impostore; dice così per prepararlo a ricevere con attenzione il beneficio che gli sarà concesso, e per fargli ascoltare con raccoglimento il nome del Salvatore.

6 Nel nome di Gesù Cristo il Nazareo...

Questa espressione significa: per la potenza e per la volontà di Gesù. Non si tratta d'un effetto magico prodotto da un nome pronunciato con solennità Atti 19:13; ma si tratta dell'azione di una personalità che opera con coscienza e libertà, e che conferisce il suo potere a quelli ch'ella ha scelti come suoi istrumenti.

7 Le sue piante e caviglie si raffermarono

Piante ( βασεις) e caviglie ( σφυρδα lo stesso che σφυρα, ossa di cui si compone il piede e specialmente: calcagno, tallone) sono due termini scientifici. Si vede in quest'accenno la penna d'un medico; e si può desumere da questa terminologia scientifica un argomento per assicurarci che l'autore dei "Fatti" e proprio Luca, il medico Colossesi 4:13.

8 Ed egli d'un salto si rizzò in piè e camminava ecc.

Questo verso. 8 è pieno di vita; è la rappresentazione più grafica che si possa dare, del fatto dello storpio sanato; e si sente subito che, nella narrazione, c'è l'opera d'uno che fu presente alla scena. È Luca, senza dubbio, che scrive; ma Luca non fa qui che mettere in iscritto i viventi e freschi ricordi comunicatigli da Pietro.

Ed entrò con loro nel tempio... lodando Iddio.

In mezzo alla gioia che gli arreca il beneficio, ei non dimentica il benefattore; e va nel tempio a ringraziarlo.

10 Riflessioni

1. Avviene, ahimè, purtroppo spesso che incontriamo per le vie le comitive d'amici, che "di pari consentimento" vanno a prostituire i doni che hanno da Dio, per le bettole, per le case di giuoco, per i luoghi infami. Ci edifichi qui il santo quadro di due amici del cuore che tanti ricordi e tante esperienze hanno in comune, i quali, in perfetta comunione di spirito, salgono assieme alla casa di Dio all'ora convenuta per la preghiera.

2. Riguarda a noi!... E lo storpio riguarda intentamente e s'aspetta di ricever qualcosa da loro. "Riguardate a noi!..." gridiamo sovente alla folla per via di manifesti per le cantonate, per via di avvisi distribuiti a mano per le strade, o mandati per la posta. E quando le folle vengono a noi, nelle nostre chiese, e "ci guardano intentamente" e "s'aspettano di ricever qualcosa", oh quante volte son costrette a tornarsene a vuoto! Hanno udito delle parole, e delle belle parole, forse; ma non sono state trascinate ai piedi della croce dal soffio onnipotente dello Spirito, che noi non abbiam saputo né voluto invocare.

3. Io non ho né, argento né oro; ma quello che ho... Il patrimonio di San Pietro non consisteva né in argento né in oro, consisteva in quella fede "a cui tutto è possibile" Marco 9:23. La Chiesa romana, che pur si vanta d'aver Pietro a capo e maestro, ha cambiato d'idea; al patrimonio spirituale della fede in Cristo per mezzo del Vangelo, ella preferisce il "patrimonio tangibile dell'argento e dell'oro".

4. "Poveri, eppure arricchendo molti" 2Corinzi 6:10; è il motto apostolico, e dev'essere anche il nostro motto. Pietro è povero; eppure è, nelle mani di Dio, il mezzo per comunicare ad uno storpio nato la gran ricchezza della guarigione del corpo. Chi di noi, per quanto povero e meschinello egli sia, non può additare alle anime con cui viene ogni giorno in contatto quel Gesù in cui egli ha creduto? E se per la sua testimonianza qualche peccatore fosse tratto "dalla morte alla vita" non avremmo noi malgrado la nostra povertà fatto a quei peccatori un beneficio maggiore di quello che Pietro stesso fece allo storpio? Senza dubbio; perché, "che giova egli all'uomo se guadagna tutto il mondo e fa perdita dell'anima sua?" Matteo 16:26.

5. Una lezione importante ci dà qui lo storpio. Egli è felice, e si capisce che lo sia; ma la sua felicità non lo inebria al punto da fargli dimenticare il debito di gratitudine che ha verso chi lo ha beneficato. Egli tiene abbracciato (ver. 11) Pietro e Giovanni; è tanta la gratitudine che sente per i due apostoli, che pare non possa più staccarsi da loro; ma mentre è così grato agli apostoli, ei si ricorda che ogni "buon dono viene dall'alto" Giacomo 1:17 e si reca al tempio ad esprimere la sua riconoscenza a Dio.

11 2. Il discorso di Pietro alla folla (Atti 3:11-26)

Teneva, abbracciato;

esprime la riconoscenza dello storpio. È così grato, che pare non possa più staccarsi dai suoi benefattori.

Il portico di Salomone

era un passaggio coperto della parte orientale del tempio; un portico formato da un magnifico colonnato, che portava il nome di Salomone, perché era il solo residuo del tempio costruito da cotesto re. Era la sola parte del tempio salomonico rimasta in piè dopo la tremenda distruzione ordinata da Nebuchadnezzar. Quivi era il "gran cortile" di cui in 2Cronache 4:9; 6:13 (vedi Gius. Flavio Antich. 20:9:7).

12 Perché vi maravigliate di questo?

Pietro non rimprovera qui alla gente quel sentimento di stupore ond'ella si sente occupata; le rimprovera l'attribuire che fa il miracolo agli apostoli anzi che a Dio.

13 L'Iddio d'Abrahamo e d'Isacco...

Siamo nel tempio; e Pietro rievoca nel sacro recinto i nomi, dei quali ciascuno è tutto un poema nella storia della pietà israelitica. Non siamo noi gli autori del miracolo, ma è l'Iddio del "Patto" coi padri nostri!

Ha glorificato il suo Figliuolo Gesù.

La parola Figliuolo ( παις θεου) io rendo, col Bengel e coi migliori e più autorevoli interpreti, per Servitore. Gesù è il Servitore di Jahveh Matteo 12:18; in Lui l'ideale del gran profeta Isaia 40-66 prende forma e corpo come mai aveva fatto per lo innanzi nella storia della umanità. Voi, dice Pietro, L'avete rinnegato, sprezzato ed ucciso; ma Dio lo ha glorificato; l'ha onorato ed esaltato. E nel nome di Lui che questo miracolo è stato da Dio compiuto; e così facendo, Egli ha mostrato d'approvare l'opera del suo Figliuolo ed ha circondato d'un'aureola di gloria il suo Servitore.

Benchè egli (Pilato) giudicasse ecc. Vedi Matteo 27:17-25; Luca 23:16; Giovanni 19:4.

14 Voi rinnegaste Atti 3:13-14. Vedi Giovanni 19:15.

Il micidiale è Barabba Marco 15:7; Luca 23:19.

15 Il Principe della vita ( αρχηγος της ζωης).

La stessa espressione è in Atti 5:31; Ebrei 2:10; 12:2. La parola Principe ( αρχηγος) vuol dire veramente: duce, condottiero, in senso militare Uno che conduce i suoi alla vittoria, si può dire l'autore della vittoria stessa. E qui la parola autore renderebbe meglio il senso del testo. Il Martini, infatti, dice, meglio del Diodati: l'autore della vita. L'idea di Pietro è questa: "a Cristo che dà la vita, voi avete preferito uno (Barabba) che ad altri tolse la vita: e stolti che siete! spegnendo Gesù, voi tentaste di spegnere addirittura la sorgente della vita!"

16 Il nome di Gesù, sta qui per Gesù stesso. È modo tutto ebraico. Il nome, come in Atti 4:12, sta per la persona. Il miracolo non fu operato per qualche virtù magica che fosse nel nome di Gesù; ma per l'autorità e per la potenza di Gesù stesso. E da osservarsi, a scanso d'equivoci, che in tutto il verso. 16 non si parla di fede dello storpio, ma sempre della fede che Pietro e Giovanni avevano in Cristo.

17 Fratelli.

Col verso. 17 l'apostolo cangia di tono. Dopo avere scosse le coscienze, ei comincia a parlare al cuore. Chiama fratelli, quelli che dianzi ha chiamati omicidi; e ricordando la ignoranza in cui essi erano, relativamente alla volontà di Dio, quando commisero il delitto, apre dinnanzi a loro gli orizzonti della speranza Luca 23:34; 1Timoteo 1:13; 1Pietro 1:14.

19 Ravvedetevi dunque e convertitevi.

Il ravvedetevi ( μετανοεω) accenna ad un fatto interno; al cambiamento di quel pensiero, che dirige le azioni della vita. Il convertitevi ( επιστρεφω) accenna ad un fatto esterno; al cambiamento della condotta; e corrisponde all'ebraico tornare, incamminarsi in direzione opposta a quella nella quale siamo andati durante il tempo in cui siamo stati lontani da Dio.

20 Tempi di refrigerio.

Questi tempi di refrigerio, a mente di Pietro, saranno inaugurati dalla seconda apparizione di Gesù sulla terra. È un fatto però, che chi si ravvede e si converte e giunge così ad aver dalla misericordia di Dio cancellati tutti i propri peccati, è un fatto, dico, che è condotto al gaudio di un refrigerio morale e spirituale, che è un pregustamento di quel gaudio perfetto ch'egli avrà, quando "sarà sempre col Signore".

Dalla presenza del Signore, cioè, da Dio stesso, che è L'autore, la sorgente di cotesto "refrigerio".

Ed Egli, vale a dire, Iddio...

Gesù Cristo, che vi è stato destinato, dicono i codici maggiori e più autorevoli (A. B. C. D. E); altri codici minuscoli (e il Textus Receptus) hanno: che vi è stato predicato; e così la Vulgata e, quindi, il Martini.

21 Per il tempo del ristoramento di tutte le cose vedi Matteo 17:11; Romani 8:21,23; 1Corinzi 15:13-28.

Fino dal principio del mondo;

fino dal Protoevangelo; dal primo buon annunzio del trionfo del bene sul male, che Dio fece nell'Eden Genesi 3:15.

22 Mosè stesso disse ai padri.

Quell'ai padri è omesso dai codici più autorevoli. È, senza dubbio, una aggiunta posteriore. La citazione di Deuteronomio 18:15-18, come le altre due di Genesi 12:3; 22:18 sono fatte a memoria e s'accordano più con la versione greca dei LXX che col testo ebraico. Il come me del passo profetico non tende a stabilire una perfetta somiglianza, fra Mosè e Cristo; il punto di somiglianza fra Mosè e Cristo è soltanto nel fatto che ambedue furono suscitati da Dio a rivelare al popolo della promessa tutto il consiglio e tutta la volontà dell'Eterno. Quindi è che così all'uno come all'altro il popolo dovrebbe dare ascolto.

D'infra i vostri fratelli.

Il Messia doveva essere suscitato d'infra il popolo d'Israele.

24 Da Samuele.

Non si tratta di profezie messianiche, che Samuele avrebbe pronunciate; perché di coteste profezie non ce ne sono; si tratta forse, di quelle che si sono poi trovate nei libri che portano il suo nome; o, forse, la menzione di Samuele è qui dovuta al fatto, che dai rabbini egli era considerato come il fondatore delle scuole dei profeti. Il Barde dice: "Il nostro apostolo fa risalire fino a Samuele la imponente serie dei predicatori dei tempi andati, i di cui oracoli hanno in vista i tempi felici dei trionfi messianici. Il profetismo propriamente detto non ebbe egli per padre cotest'uomo illustre? Samuele ebbe L'onore d'unger Davide; e per cotest'atto, diventò uno degli antenati spirituali del Messia."

25 Voi siete i figliuoli dei profeti e del patto.

Voi siete i discepoli, i seguaci dei profeti. I maestri tra i giudei, si chiamavano spesso padri; e i loro discepoli, figli Matteo 12:27. Il Barde preferisce prendere questo ὑιοι (figliuoli) nel senso proprio di figliuoli e non accetta il senso traslato di discepoli. Ma il senso traslato bisogna ammetterlo, perché non tutti gl'israeliti avrebbero potuto produrre un certificato di diretta derivazione da un profeta! Voi siete la posterità d'Abrahamo, col quale il patto fu stretto. (Confr. con Galati 3:8-10). Questo versetto 25 è come una citazione condensata di Genesi 12:3; 18:18, 22:18.

26 A voi, per i primi.

L'Evangelo doveva, prima che ad altri, esser predicato ai giudei. Luca 24:47; Matteo 10:5-6; 15:24; Atti 13:46; Romani 1:16.

Dopo aver suscitato.

Il participio αναστησας (avendo suscitato) usato così in modo assoluto senza l' εκ νεκρων (dai morti) va tradotto avendo suscitato o dopo aver suscitato, piuttosto che avendo risuscitato. L'apostolo non ha qui in mira il fatto speciale della risurrezione, ma piuttosto la promessa di Mosè citata al verso. 22: Il Signore Iddio vostro vi susciterà un profeta ecc.

Suo servitore.

Qui, come al verso. 13, la parola παις traduciamo Servitore invece che Figliuolo.

Convertendo ciascuno ecc.

Il Barde nota che nel Nuovo T. l' αποστρεφειν (convertire) ha sempre il senso attivo di convertire qualcuno e non quello riflessivo di convertirsi; quindi bisogna tradurre: convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità, e non affinché o purchè ciascheduno si converta dalle sue iniquità, come fanno il Martini ed il Diodati (ediz. non rived.).

Riflessioni

1. Chi direbbe mai che il Pietro divinamente sublime di questo discorso è lo stesso Pietro codardamente meschino, che nella corte del sommo sacerdote rinnega il suo maestro? Eppure è lo stesso Pietro, ma santificato dalla virtù dello Spirito. Il Dott. Parker chiama a ragione questo discorso di Pietro un miracolo maggiore di quello della guarigione dello storpio. Pietro, che avea rinnegato il suo maestro, qui, pieno dello Spirito, getta accusa sopra accusa, in faccia ai giudei, che avevano fatto crocifiggere Gesù; e lo fa in quel medesimo luogo, dov'essi aveano tentato di lapidare il Cristo Giovanni 10:23-31. "Un uomo come Pietro, dice il Dott. Parker, deve trionfare nel suo ministerio, o deve finire col lasciarci la vita."

2. Gli apostoli benchè abbiano realmente operato essi il miracolo, non se ne attribuiscono affatto la gloria. Se l'opinione del volgo attribuiva alla loro santità il privilegio di cui godevano, essi, da fedeli discepoli del Cristo, sapevano che la santità d'un uomo, qualunque nome egli porti, non è mai tale che possa meritargli delle prerogative negate al comune dei mortali. Il dono dei miracoli 1Corinzi 12:9 non è il prezzo di un merito, ma un effetto della grazia: e l'onore ne ridonda solamente a Colui, che solo domina tutte le cose. Io vorrei che sotto ogni immagine, sotto ogni statua, dinnanzi alle quali la superstiziosa pietà del volgo brucia l'incenso di tanta inutile adorazione, si scrivessero queste parole: "Perché fissate in noi gli occhi, come se per la nostra virtù o santità potessimo fare qualcosa per voi (verso. 12)...?"

3. L'ignoranza può attenuare, ma non cancellare la colpa. Quante volte l'ignoranza dell'unico mezzo di salvezza non è ella stessa il risultato della colposa attitudine che dinnanzi all'Evangelo prendono coloro ai quali "noi facciamo l'ambasciata per Cristo?" 2Corinzi 5:20. Niuno può cancellare la colpa fuori di Dio, che la cancella a coloro che si ravvedono e si convertono; a coloro, cioè, che rientrando nel santuario della loro coscienza riconoscono d'avere errato, quando non hanno dato alla loro vita morale il solo fondamento durevole che è, Cristo 1Corinzi 3:11: e che, gettandosi con effusione nelle braccia del Redentore, non cercano più d'allontanarsi da Dio Luca 15:13, ma tornano indietro e non sono felici finché non respirino di nuovo la santa atmosfera della casa del Padre Luca 15:20,24.

4. Chi è Gesù? Riassumiamo tutte le risposte che Pietro dà nel suo discorso a questa importante domanda. Gesù è il Servitore di Dio Atti 3:13,16. Non un servitore di Dio nel senso ordinario della espressione biblica; ma il Servitore di Dio; la realtà di quella grande ombra, che Isaia salutò nel suo lontano orizzonte profetico Isaia 40-66. Egli è il Profeta Atti 3:22; il profeta per eccellenza; non soltanto nel senso monco e volgare di uno che predice l'avvenire; ma nel senso biblico e comprensivo di colui che esorta, che conforta, che riprende, che insegna le lezioni che dà il passato; che rivela il vero e solenne senso del presente, e che, per via di ispirate e divine intuizioni, preannunzia il futuro. Egli è il Santo Atti 3:14; colui, cioè, che in senso assoluto e perfetto è separato dal male e consacrato a Dio. Egli è il Giusto Atti 3:14; colui, che neppure un uomo come Pilato Atti 3:13 trovò degno di peccato; e che neppure i suoi più accaniti nemici poterono trovar macchiato d'ombra di fallo Giovanni 8:46. Egli è l'autore della vita Atti 3:15; colui che mostra ai mortali il vero sentiero della vita, e che conduce per cotesto sentiero coloro che son disposti a seguirlo.

5. L'ultima parola dell'apostolo e una parola di speranza che si fonda sopra un dovere. Egli ha ricordato, in modo energico, ai suoi lettori il loro peccato. Gesù, tuttavia, non è stato suscitato da Dio per condannarli Giovanni 3:17, ma per benedirli; ad una condizione: che si ravvedano e si convertano Atti 3:19: che diano, cioè, un nuovo indirizzo al proprio pensiero ed alla propria condotta.

6. Una triplice testimonianza dà del Cristo questo discorso di Pietro:

1) Il Cristo è la ragione ultima d'ogni miracolo (Atti 3:12-17);

2) il Cristo è il redentore delle anime (Atti 3:18-21);

3) il Cristo è il e l'Amen 2Corinzi 1:20 di tutte le profezie (Atti 3:22-26).

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Atti 3

1 Capitolo 3

Un uomo zoppo guarito da Pietro e Giovanni At 3:1-11

Il discorso di Pietro ai Giudei At 3:12-26

Versetti 1-11

Gli apostoli e i primi credenti frequentavano il culto del tempio nelle ore di preghiera. Pietro e Giovanni sembrano essere stati guidati da una direzione divina, per operare un miracolo su un uomo di oltre quarant'anni, che era stato storpio fin dalla nascita. Pietro, nel nome di Gesù di Nazaret, lo fece alzare e camminare. Così, se vogliamo tentare a buon fine la guarigione delle anime degli uomini, dobbiamo andare avanti nel nome e nella potenza di Gesù Cristo, chiamando i peccatori indifesi ad alzarsi e a camminare sulla via della santità, per fede in Lui. Quanto è dolce per le nostre anime il pensiero che, per quanto riguarda tutte le facoltà paralizzate della nostra natura decaduta, il nome di Gesù Cristo di Nazaret può renderci integri! Con quale santa gioia ed esultanza calpesteremo le corti sante, quando Dio Spirito ci farà entrare con la sua forza!

12 Versetti 12-18

Osservate la differenza nel modo di operare i miracoli. Nostro Signore parlava sempre come se avesse un potere onnipotente, non esitava mai a ricevere i maggiori onori che gli venivano tributati a causa dei suoi miracoli divini. Gli apostoli, invece, riferivano tutto al loro Signore e rifiutavano di ricevere qualsiasi onore, se non come suoi strumenti immeritevoli. Questo dimostra che Gesù era uno con il Padre e co-uguale a Lui, mentre gli apostoli sapevano di essere uomini deboli e peccatori, e di dipendere in tutto e per tutto da Gesù, la cui potenza aveva prodotto la guarigione. Gli uomini utili devono essere molto umili. Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome dai gloria. Ogni corona deve essere gettata ai piedi di Cristo. L'apostolo mostra ai Giudei la grandezza del loro crimine, ma non li fa arrabbiare né li spinge alla disperazione. Certo, chi rifiuta o rinnega Cristo lo fa per ignoranza, ma questa non può essere una scusa.

19 Versetti 19-21

L'assoluta necessità del pentimento deve essere solennemente addebitata alle coscienze di tutti coloro che desiderano che i loro peccati siano cancellati e che possano partecipare al ristoro che solo il senso dell'amore perdonante di Cristo può offrire. Beati coloro che hanno provato questo sentimento. Non era necessario che lo Spirito Santo facesse conoscere i tempi e le stagioni di queste dispensazioni. Questi argomenti sono ancora oscuri. Ma quando i peccatori saranno convinti dei loro peccati, grideranno al Signore per ottenere il perdono; e per i penitenti, i convertiti e i credenti arriveranno tempi di ristoro dalla presenza del Signore. In uno stato di prova e di prospezione, il Redentore glorificato sarà fuori dalla nostra vista, perché dobbiamo vivere per fede in lui.

22 Versetti 22-26

Ecco un potente discorso per avvertire i Giudei delle terribili conseguenze della loro incredulità, con le parole stesse di Mosè, il loro profeta preferito, per il quale, per finto zelo, erano pronti a rifiutare il cristianesimo e a cercare di distruggerlo. Cristo è venuto nel mondo per portare con sé una benedizione. E ha mandato il suo Spirito per essere la grande benedizione. Cristo è venuto per benedirci, facendoci uscire dalle nostre iniquità e salvandoci dai nostri peccati. Noi, per natura, siamo legati al peccato; il disegno della grazia divina è di allontanarci da esso, affinché non solo lo abbandoniamo, ma lo odiamo. Nessuno pensi di poter essere felice continuando a peccare, quando Dio dichiara che la benedizione consiste nell'essere allontanati da ogni iniquità. Nessuno pensi di comprendere o credere al Vangelo, se cerca solo la liberazione dalla punizione del peccato, ma non si aspetta la felicità di essere liberato dal peccato stesso. E nessuno si aspetti di essere liberato dal suo peccato se non credendo e ricevendo Cristo, il Figlio di Dio, come sua sapienza, giustizia, santificazione e redenzione.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Atti 3

1 Pietro e Giovanni salirono... - In Luca 24:53 , si dice che gli apostoli stavano continuamente nel tempio, lodando e benedicendo Dio. Da Atti degli Apostoli 2:46 , è chiaro che tutti i discepoli erano abituati a ricorrere quotidianamente al tempio per la devozione.

Non è detto se si unissero ai sacrifici del servizio del tempio; ma la cosa non è improbabile. Questo era il luogo e il modo in cui loro ei loro padri avevano adorato. Giunsero lentamente alla conclusione che dovevano lasciare il tempio, e naturalmente vi sarebbero ricorsi con i loro compatrioti per adorare il Dio dei loro padri. Nel capitolo precedente Atti degli Apostoli 2:43 ci viene detto in generale che molti prodigi e segni furono fatti dalle mani degli apostoli.

Tra i tanti miracoli compiuti, Luca ne sceglie uno di cui dà un resoconto più completo, e soprattutto perché gli dà occasione di registrare un altro dei discorsi di Pietro ai giudei. Un impostore sarebbe stato soddisfatto con l'affermazione generale che sono stati compiuti molti miracoli. Gli scrittori sacri scendono ai particolari, e ci dicono dove, e in relazione a chi, sono stati eseguiti. Questa è una prova che erano persone oneste e non intendevano ingannare.

Nel tempio - Non nell'edificio propriamente chiamato tempio, ma nel cortile del tempio, dove si usava pregare. Vedi le note su Matteo 21:12.

Nell'ora della preghiera... - La giornata ebraica era divisa in dodici parti uguali; naturalmente, la nona ora sarebbe verso le tre del pomeriggio. Questa era l'ora della preghiera della sera. La preghiera del mattino è stata offerta alle nove. Confronta Salmi 55:17; Daniele 6:10.

2 Zoppo dal grembo di sua madre - La menzione di questo mostra che non c'era inganno nel caso. L'uomo era sempre stato zoppo; era obbligato a essere portato; ed era ben noto agli ebrei.

Chi hanno messo ogni giorno - Cioè, i suoi amici lo hanno messo lì ogni giorno. Sarebbe quindi ben noto a coloro che avevano l'abitudine di entrare nel tempio. Tra gli antichi non c'erano ospedali per i malati, né ospizi per i poveri. I poveri dipendevano, quindi, dalla Carità di coloro che si trovavano in condizioni migliori. Divenne una questione importante per loro essere collocati dove avrebbero visto molte persone.

Quindi, era consuetudine metterli alle porte dei ricchi Luca 16:20; e si sedettero anche lungo la strada a mendicare dove sarebbero passate molte persone, Marco 10:46; Luca 18:35; Giovanni 9:1. L'ingresso al tempio sarebbe un luogo favorevole per l'elemosina; per:

(1)Grandi moltitudini erano solite entrarvi; e,

(2) Quando salgono per motivi di religione, sarebbero più inclini a fare l'elemosina che in altri momenti; e questo era particolarmente vero per i farisei, che erano particolarmente desiderosi di pubblicità nel fare la carità. È riportato da Marziale (I. 112) che prevaleva l'usanza tra i Romani di collocare i poveri presso le porte dei templi; e l'usanza fu osservata anche a lungo nelle chiese cristiane.

Alla porta del tempio che è detta Bella - Riguardo a questa porta ci sono state due opinioni, una delle quali suppone che fosse la porta comunemente chiamata Nicànore, che conduceva dalla corte dei Gentili alla corte delle donne ( vedi Piano nelle note a Matteo 21:12 ), e l'altro che era la porta all'ingresso orientale del tempio, comunemente chiamata Susanna.

Non è facile determinare quale sia l'intenzione; anche se dal fatto che quanto qui riportato avvenne nei pressi del portico di Salomone ( Atti degli Apostoli 3:11; confrontare la Pianta del Tempio, Matteo 21:12 ), sembra probabile che quest'ultimo fosse inteso. Questa porta era grande e splendida. Era fatto di ottone corinzio, un metallo preziosissimo, e aveva un aspetto magnifico (Giuseppe, Guerre ebraiche, libro 5, capitolo 5, sezione 3).

Per chiedere l'elemosina - Carità.

3 Chi, vedendo Peter... - Non ci sono prove che li conoscesse o sapesse chi fossero. Domandò loro come era solito fare alla moltitudine che entrava nel tempio.

4 Fissare gli occhi - La parola usata qui denota "guardare intensamente o con attenzione fissa". È una delle parole speciali che Luca usa ( Luca 4:20; Luca 22:56; Atti degli Apostoli 1:10; Atti degli Apostoli 3:12; Atti degli Apostoli 6:15; Atti degli Apostoli 7:55; Atti degli Apostoli 10:4; ecc.

) 12 volte in tutto. Non è usato da nessun altro scrittore nel Nuovo Testamento, eccetto due volte da Paolo, 2 Corinzi 3:7 , 2 Corinzi 3:13.

Guardaci - Tutto questo è stato fatto per fissare l'attenzione. Voleva richiamare distintamente l'attenzione dell'uomo su di sé e su ciò che stava per fare. Fu anche fatto che l'uomo potesse essere pienamente informato che il suo ripristino della salute proveniva da lui.

6 Argento e oro non ne ho - L'uomo aveva chiesto soldi; Pietro gli assicura che non aveva quello da dare; ciò che fece fu fatto, però, in modo tale da mostrare la sua disponibilità ad aiutarlo se avesse posseduto del denaro.

Come ho - Come è in mio potere. Non si deve supporre che intendesse dire che egli stesso ha originato questo potere, ma solo che gli è stato affidato. Aggiunge subito che era derivato unicamente dal Signore Gesù Cristo.

Nel nome - Confronta Atti degli Apostoli 4:10. In Marco 16:17 , è detto: "Questi segni seguiranno quelli che sono malati e guariranno". L'espressione significa "per sua autorità" o "in virtù del potere derivato da lui.

Siamo qui colpiti da una notevole differenza tra il modo in cui il Signore Gesù fece i miracoli e quello in cui lo fecero i suoi apostoli. Lo ha fatto in nome proprio e in virtù del proprio potere. Gli apostoli non hanno mai tentato di compiere un miracolo con il proprio potere. Era solo nel nome di Gesù; e questa circostanza da sola mostra che c'era una differenza radicale tra Cristo e tutti gli altri profeti e maestri.

Di Nazareth - Questo era il nome con cui era comunemente conosciuto. Con il nome era stato designato tra i giudei e sulla croce. Non è affatto improbabile che l'uomo avesse sentito parlare di lui con questo nome, ed era importante che capisse che era per l'autorità di colui che era stato crocifisso come impostore.

Alzati e cammina - Fare questo sarebbe una prova di potenza del segnale. È notevole che in casi come questo sia stato loro comandato di fare la cosa subito. Vedi casi simili in Giovanni 5:8; Matteo 9:6; Matteo 12:13.

Sarebbe stato facile sostenere che non avevano potere; che erano zoppi, o malati, o paralitici, e non potevano far nulla finché Dio non avesse dato loro la forza. Ma il comando era di fare la cosa; né il Salvatore né gli apostoli si fermarono per convincerli che non potevano far nulla. Non dubitavano che se fosse stato fatto avrebbero attribuito il potere a Dio. Proprio così è la condizione del peccatore.

Dio gli comanda di fare la cosa; pentirsi, credere e condurre una vita santa. Non si tratta semplicemente di tentare di farlo, di utilizzare i mezzi o di servirlo, ma in realtà si tratta di pentirsi e credere al Vangelo. Dove possa ottenere il potere di farlo è un'altra questione. È facile per lui mettersi in difficoltà, come sarebbe stato in questi casi. Ma il comando di Dio è positivo e deve essere obbedito.

Se non si obbedisce, la gente deve perire, proprio come quest'uomo sarebbe stato sempre zoppo se non avesse compiuto alcuno sforzo da parte sua. Al termine, un peccatore condannato farà proprio come fece quest'uomo, istintivamente darà tutte le lodi a Dio, Atti degli Apostoli 3:8.

7 E lo prese - Gli prese la mano. Afferrare la mano con tanta facilità era un'offerta di aiuto, un'indicazione che Pietro era sincero, ed era per lui un incentivo a fare uno sforzo. Questo può essere impiegato come una bella illustrazione della maniera di Dio quando comanda alle persone di pentirsi e credere. Non li lascia soli; estende aiuto e aiuta i loro sforzi. Se tremano e si sentono deboli, bisognosi e indifesi, la sua mano è tesa e il suo potere esercitato per impartire forza e grazia.

I suoi piedi e le sue caviglie - Il fatto che la forza fosse immediatamente impartita; che i piedi, lunghi zoppi, fossero ora resi forti, era una prova piena e chiara di un potere miracoloso.

8 E lui, balzando in piedi - Questa era una naturale espressione di gioia, ed era un sorprendente adempimento della profezia in Isaia 35:6; “Allora lo zoppo salterà come un cervo”. Il resoconto qui riportato è perfettamente naturale. L'uomo sarebbe pieno di gioia e la esprimerebbe in questo modo. Era stato zoppo da bambino; non aveva mai camminato; e c'era di più nel miracolo che semplicemente dare forza.

L'arte del “camminare” è quella che si acquisisce con una lunga pratica. I bambini imparano lentamente. Caspar Hauser, scoperto in una delle città della Germania, che era stato confinato in prigione da bambino, non era in grado di camminare facilmente quando veniva rilasciato, ma inciampò in modo molto goffo (vedi la sua Vita). Quando, dunque, quest'uomo poté subito camminare, fu la prova evidente di un miracolo.

Lodare Dio - Questa è stata l'espressione naturale e appropriata dei suoi sentimenti in questa occasione. Il suo cuore sarebbe pieno; e non poteva dubitare che questa benedizione fosse venuta da Dio solo. È notevole che non abbia nemmeno espresso la sua gratitudine a Pietro e Giovanni. Non avevano preteso di restaurarlo a proprio nome, e lui avrebbe sentito che l'uomo non poteva farlo. È notevole che abbia lodato Dio senza che gli fosse insegnato o supplicato di farlo.

Era istintivo, il sentimento naturale del cuore. Quindi un peccatore. I suoi primi sentimenti, quando si convertirà, saranno attribuire la lode a Dio. Sebbene possa e sentirà rispetto per il ministero per mezzo del quale ha ricevuto la benedizione, tuttavia la sua principale espressione di gratitudine sarà verso Dio. E questo lo farà istintivamente. Non ha bisogno di suggeritore; sa che nessun potere dell'uomo è uguale all'opera di convertire l'anima, e si rallegrerà e darà tutte le lodi al Dio della grazia.

9 E tutta la gente... - La gente che era abituata a vederlo sedere in un luogo pubblico.

E sapevano... - In questo non potevano essere ingannati; lo avevano visto da molto tempo, e ora vedevano lo stesso uomo esprimere la sua lode a Dio per la completa guarigione. I particolari di questo miracolo sono i seguenti, e sono il più lontano possibile da ogni apparenza di impostura:

1. L'uomo era stato afflitto da un bambino. Questo era noto a tutte le persone. A quel tempo aveva 40 anni, Atti degli Apostoli 4:22.

2. Non era un impostore. Se aveva finto zoppia, è meraviglioso che non sia stato scoperto prima, e non gli sia stato permesso di occupare un posto così nel tempio.

3. Gli apostoli non avevano alcun mezzo per metterlo lì. Non lo avevano visto prima. Evidentemente non c'era collusione o accordo con lui per tentare di imporre alla gente.

4. L'uomo stesso era convinto del miracolo, e non dubitava che la potenza da cui era stato guarito fosse di Dio.

5. La gente era convinta della stessa cosa. Hanno visto gli effetti; lo avevano conosciuto bene; avevano avuto ogni opportunità di sapere che era malato, e ora erano convinti che fosse guarito. Non c'era possibilità di inganno nel caso. Non furono solo gli amici di Gesù a vederlo; non quelli che avevano interesse al miracolo, ma quelli che erano stati suoi nemici, e che poco prima si erano impegnati a metterlo a morte.

Si confronti questo miracolo, in questi particolari, con quei pretesi miracoli che si è affermato essere stati compiuti in difesa di altri sistemi di religione, e si vedrà subito che in questi vi è ogni apparenza di sincerità, onestà e verità; in esse ogni segno di inganno, frode e imposizione. (Vedi "Evidences of Christianity" di Paley, proposizione ii. capitolo ii.)

11 Held Peter e John - La parola "tenuto" significa che "ha aderito" a loro; si “univa” a loro; desiderava “rimanere” con loro e “partecipare” con loro. “Si aggrappava ai suoi benefattori, e non si separava da loro” (Prof. Hackett).

Tutta la gente... - Eccitati dalla curiosità, si unirono. Il fatto della guarigione e la condotta dell'uomo avrebbero presto riunito una folla, fornendo così un'occasione favorevole per predicare loro il vangelo.

Nel portico ... - Questo "portico" era un passaggio o un passaggio coperto sul lato est del tempio. Si distingueva per la sua magnificenza. Vedi pianta e descrizione del tempio, note su Matteo 21:12.

12 Quando Pietro lo vide, vide la gente riunirsi in tali moltitudini e meravigliarsi del miracolo.

Rispose - La parola “risposta”, con noi, implica che era stata posta una domanda, o che qualche argomento era stato proposto per essere preso in considerazione. Ma la parola è usata in un senso diverso nella Bibbia. Viene spesso utilizzato quando non è stata posta alcuna domanda, ma quando è stata offerta l'occasione per un commento o quando è stata presentata l'opportunità di fare una dichiarazione. È lo stesso che rispondere a una cosa, o fare una dichiarazione riguardo a qualche argomento, Daniele 2:26; Atti degli Apostoli 5:8.

Voi uomini d'Israele - Ebrei. Confronta Atti degli Apostoli 2:14.

Perché ti meravigli di questo? - La cosa particolare che qui intendeva rimproverare non era che si chiedessero, perché era giusto; ma che consideravano se stesso e Giovanni come se fossero stati gli autori di questa guarigione. Avrebbero dovuto capirlo. I Giudei conoscevano abbastanza i miracoli per interpretarli e per sapere da dove provenissero; e non dovrebbero, quindi, attribuirli all'uomo, ma chiedere perché erano stati eseguiti da Dio.

Perché guardi... - Perché fissi gli occhi con stupore su di noi, come se potessimo farlo? Perché non guardare subito a Dio?

Con il nostro stesso potere - Con qualsiasi arte di guarigione o con qualsiasi medicina lo avevamo fatto.

O santità - Pietà. Come se Dio ci avesse concesso questo per la nostra pietà personale ed eminente. Si può notare che qui c'era un'ampia opportunità per loro di stabilire una propria reputazione. Il popolo era disposto a rendergli onore; avrebbero potuto subito rivendicare su di loro una vasta autorità; ma essi rifiutarono ogni tale onore personale e attribuirono tutto al Signore Gesù. Qualunque sia il successo che può avere i ministri del Vangelo, o quanto il mondo possa essere disposto a onorarli, essi dovrebbero rinnegare ogni potere in se stessi e attribuirlo al Signore Gesù Cristo.

Non è grazie ai talenti o alla santità personale dei ministri, per quanto preziosi, che le persone vengono salvate; è solo per il potere di Dio, progettato per onorare suo Figlio. Vedi 2 Corinzi 3:5.

13 Il Dio di Abramo - È chiamato il Dio di Abramo perché Abramo lo ha riconosciuto come suo Dio, e perché Dio si è mostrato suo amico. Confronta Matteo 22:32; Esodo 3:6 , Esodo 3:15; Genesi 28:13; Genesi 26:24.

Era importante mostrare che era lo stesso Dio che aveva fatto questo che era stato riconosciuto dai loro padri, e che non stavano per introdurre il culto di nessun altro Dio. Ed era particolarmente importante, perché ad Abramo era stata fatta la promessa che nella sua discendenza sarebbero state benedette tutte le famiglie della terra, Genesi 12:3. Confronta Galati 3:16.

Ha glorificato - Ha onorato. Tu lo hai rinnegato, disprezzato e ucciso, ma Dio lo ha esaltato e onorato. Questo miracolo è stato fatto nel "nome" di Gesù, Atti degli Apostoli 3:6. Era la “potenza di Dio” che aveva restaurato l'uomo; ed esercitando questo potere, Dio aveva mostrato di approvare l'opera di suo Figlio, ed era disposto ad onorarlo davanti alla gente.

Confronta Giovanni 17:1; Efesini 1:20; Filippesi 2:9; Ebrei 2:9; Apocalisse 1:5.

Ye consegnato - Cioè, lo hai consegnato agli oman per essere messo a morte. Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:23.

E lo rinnegò alla presenza di Pilato - Negò che fosse il Messia. Non eri disposto a possederlo come il tuo Re tanto atteso, Giovanni 19:15.

Quando fu determinato... - Matteo 27:17; Luca 23:16. Pilato era soddisfatto della sua innocenza; ma era debole, timido e irresoluto, e cedette ai loro desideri. Il fatto che Pilato lo considerasse innocente era un forte aggravamento del loro crimine.

Avrebbero dovuto considerarlo innocente; ma incitarono alla sua condanna contro il deliberato giudizio di colui davanti al quale lo avevano chiamato in giudizio, e così mostrarono come ostinatamente fossero risoluti sulla sua morte.

14 Il Santo... - Vedi Salmi 16:10. Confronta le note su Atti degli Apostoli 2:27.

E il giusto - La parola "giusto" qui indica "innocente" o "uno che era libero dal crimine". È usato correttamente in riferimento alla legge e denota "uno che sta in piedi davanti alla legge, o che non è imputabile di crimine". In questo senso, il Signore Gesù non solo era personalmente innocente, ma anche davanti ai suoi giudici non era condannato per alcun crimine. Il delitto a lui addebitato in un primo momento era la blasfemia Matteo 26:65 , e per questa accusa il Sinedrio lo aveva condannato senza prove.

Ma di questa accusa Pilato non volle prendere atto, e quindi, prima di lui lo accusarono di sedizione, Luca 23:2. Nessuna di queste accuse è stata formulata e, naturalmente, agli occhi della legge, era innocente e giusto. Aggravò grandemente il loro crimine il fatto che ne chiedessero ancora la morte, anche dopo che fu accertato che non potevano provare nulla contro di lui, dimostrando così che era solo odio e malizia che li portava a cercare la sua morte.

E desiderava un assassino - Matteo 27:21.

15 E uccise il Principe della vita - La parola tradotta "principe" denota propriamente "un capo o un comandante militare". Quindi, in Ebrei 2:10 , è tradotto "capitano:" "Gli è diventato ... per rendere perfetto il "Capitano della loro salvezza" attraverso le sofferenze". Come un capitano o un comandante conduce alla vittoria e si dice che la ottenga, così la parola viene a denotare colui che è la "causa", l'"autore", il "procuratore", ecc.

In questo senso è usato, Atti degli Apostoli 5:31 , "L'ha esaltato Dio per essere un principe e un salvatore, per dare ravvedimento a Israele", ecc. In Ebrei 12:2 è propriamente reso autore, "Guardando a Gesù, autore e perfezionatore della nostra fede.

La parola "autore" o "donatore" esprimerebbe il significato della parola qui. Implica anche che ha dominio sulla vita; un'idea, infatti, che è essenzialmente connessa con quella di esserne l'autore. La parola "vita" qui è usata in un senso ampio, per indicare "ogni tipo di vita". In questo senso è usato in riferimento a Cristo in Giovanni 1:4 , “In lui era la vita.

“Confronta Giovanni 5:26; 1 Giovanni 5:11; 1 Corinzi 15:45. Gesù è qui chiamato il Principe della vita in contrasto con colui che i giudei chiedevano al suo posto, Barabba.

Era un assassino Luca 23:19; Marco 15:7 , uno che aveva distrutto la vita, eppure esigevano che fosse liberato colui il cui carattere era quello di distruggere la vita, e che l'Autore della vita fosse messo a morte.

Che Dio ha risuscitato... - Atti degli Apostoli 2:24 , Atti degli Apostoli 2:32.

16 E il suo nome - Il "nome" di Gesù è qui messo per Gesù stesso, ed è come dire "e lui", ecc. In questo modo la parola nome è spesso usata dagli ebrei, specialmente quando si parla di Dio, Atti degli Apostoli 1:15; Atti degli Apostoli 4:12; Efesini 1:21; Apocalisse 3:4. Non significa che ci fosse qualche efficacia nel solo nome di Gesù che avrebbe guarito l'uomo, ma che è stato fatto dalla sua autorità e potere.

Per fede nel suo nome - Per fede in lui; cioè dalla fede che Pietro e Giovanni avevano in Gesù. Non si riferisce ad alcuna fede che l'uomo aveva se stesso, poiché non ci sono prove che credesse in lui. Ma fu per mezzo della fede che gli apostoli esercitarono in lui che avvenne il miracolo, e fu così il compimento della dichiarazione di Matteo 17:20 : “Se avete fede... andrete a questo monte, allontanatevi di qua ”, ecc. Questa verità Pietro ripete due o tre volte nel versetto per imprimerla più distintamente nelle menti dei suoi ascoltatori.

Chi vedete e conoscete - Non ci potrebbe quindi essere alcun errore. Era ben noto a loro. Non c'erano dubbi sulla verità del miracolo Atti degli Apostoli 4:16 , e l'unica indagine era in che modo fosse stato fatto. Questo Pietro afferma di essere stato compiuto solo dalla potenza del Signore Gesù.

Perfetta solidità - ὁλοκληρίαν holoklērian. Questa parola non è usata altrove nel Nuovo Testamento. Denota “integrità delle parti, assenza di ogni difetto”; e qui significa che la guarigione fu perfetta e integra, o che fu completamente rimesso all'uso delle sue membra.

Alla presenza di tutti voi, ne siete tutti testimoni e potete giudicare voi stessi. Questo mostra quanto gli apostoli fossero sicuri che fosse stato compiuto un vero miracolo. Erano disposti che fosse esaminato; e questa è la prova conclusiva che non vi fu alcun tentativo di impostura. Un ingannatore, o uno che fingeva di fare miracoli, sarebbe stato prudente nell'esporre il soggetto al pericolo di essere scoperto.

17 E ora, fratelli - Sebbene fossero stati colpevoli di un crimine così enorme, Pietro mostra la tenerezza del suo cuore nel rivolgersi ancora a loro come ai suoi fratelli. Li considerava come della stessa nazione con se stesso; come aventi le stesse speranze e come aventi diritto agli stessi privilegi. L'espressione mostra anche che non era disposto ad esaltarsi come essendo per natura più santo di loro. Questo versetto è un notevole esempio di tenerezza nell'appellarsi ai peccatori.

Sarebbe stato facile rimproverarli per i loro enormi crimini; ma non era quello il modo per raggiungere il cuore. Aveva infatti affermato e dimostrato la loro malvagità. L'obiettivo ora era di portarli al pentimento per questo; e questo doveva essere fatto con tenerezza, gentilezza e amore. La gente si scioglie alla contrizione, non per i rimproveri, ma per l'amore.

Lo so - lo so; ne sono ben informato. So che lo affermerai, e ammetto che è stato così. Eppure l'impresa enorme è stata compiuta. Non può essere richiamato e non può essere innocente. Resta, quindi, che dovresti pentirtene e chiedere perdono.

Che per ignoranza... - Pietro non intende affermare che fossero innocenti nell'averlo messo a morte, poiché aveva appena dimostrato il contrario, e subito procede esortandoli al pentimento. Ma intende dire che la loro offesa era mitigata dal fatto che ignoravano che fosse il Messia. La stessa cosa affermò lo stesso Salvatore morendo, Luca 23:34; “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno.

” Confronta Atti degli Apostoli 13:27; 1 Corinzi 2:8. La stessa cosa affermava l'apostolo Paolo riguardo a se stesso, come uno dei motivi per cui ottenne il perdono dall'enorme delitto di persecuzione, 1 Timoteo 1:13.

In casi come questi, sebbene il crimine potesse essere mitigato, tuttavia non fu eliminato del tutto. Erano colpevoli di aver chiesto che fosse messo a morte un uomo dichiarato innocente; furono incalzati con furia ingovernabile; lo fecero per disprezzo e malizia; e il crimine dell'omicidio rimase, sebbene ignorassero che era il Messia. È chiaramente implicito che se lo avessero messo a morte sapendo che era il Messia, e come il Messia, non ci sarebbe stato perdono.

Confronta Ebrei 10:26. L'ignoranza, quindi, è una circostanza che deve essere sempre presa in considerazione nella stima del crimine. È allo stesso tempo vero che avevano l'opportunità di sapere che era il Messia, ma il solo fatto che lo ignorassero era ancora un'attenuante nella stima del loro crimine. Non c'è dubbio che la massa del popolo non credesse fermamente che lui fosse il Messia.

Come fecero anche i tuoi capi - Confronta 1 Corinzi 2:8 , dove l'apostolo dice che nessuno dei capi di questo mondo conosceva la sapienza del Vangelo, perché se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. È certo che i principali scribi e farisei furono spinti dalla furia e dalla rabbia più ingovernabili a mettere a morte Gesù, anche quando avevano abbondanti opportunità di conoscere il suo vero carattere.

Questo era particolarmente il caso del sommo sacerdote. Eppure era vero che non credevano che fosse il Messia. Le loro menti erano state prevenute. Si aspettavano un principe e un conquistatore. Tutte le loro opinioni sul Messia erano diverse dal carattere manifestato da Gesù. E sebbene potessero sapere che era il Messia; sebbene avesse dato abbondanti prove del fatto, tuttavia è chiaro che non ci credevano.

Non è credibile che avrebbero messo a morte colui che credevano veramente essere il Cristo. Era la speranza, l'unica speranza della loro nazione; e non avrebbero osato inzupparsi le mani nel sangue di colui che credevano veramente essere l'illustre personaggio tanto a lungo promesso e atteso dai loro padri. Probabilmente era anche vero che non poca parte del Sinedrio era sollecitata dallo zelo e dalla furia dei capi dei sacerdoti.

Non avevano il coraggio di resistergli; e tuttavia potrebbero non essere entrati di cuore in quest'opera di persecuzione e di morte. Confronta Giovanni 7:50. Il discorso di Pietro, tuttavia, non intende liberarli del tutto dalla colpa; né si dovrebbe insistere per dimostrare che erano innocenti. È un'attenuante introdotta per mostrare loro che c'era ancora speranza di misericordia.

18 Ma quelle cose - Vale a dire, quelle cose che sono realmente accadute, relative alla vita e alla morte del Messia.

Aveva mostrato - Aveva annunciato, o predetto.

Per bocca di tutti i suoi profeti - Cioè per i profeti in generale, senza affermare che ogni singolo profeta aveva pronunciato una previsione distinta al riguardo. Lo avevano dichiarato i profeti «presi insieme», o le profezie «nel loro insieme». La parola "tutti" è usata non di rado in questo senso un po' limitato, Marco 1:37; Giovanni 3:26. Per quanto riguarda le profezie su Cristo, si vedano le note su Luca 24:27.

Ha così adempiuto - Ha fatto sì che si adempisse in questo modo; cioè, dal rifiuto, dalla negazione e dalla malvagità dei governanti. Si è rivelato in stretta conformità con la profezia. Pietro usa questo fatto per esortarli al pentimento; ma non è da considerarsi una scusa per i loro peccati. Il solo fatto che tutto questo fosse stato predetto; che fosse conforme ai propositi e alle predizioni di Dio, non ne toglie la trapunta, né ne costituisce una scusa.

A questo proposito possiamo osservare:

La previsione non ha cambiato la natura dell'atto. Il solo fatto che fosse predetto, o preconosciuto, non ne cambiava il carattere. Vedi note su Atti degli Apostoli 1:23.

Peter li considerava ancora colpevoli. Non ha insistito sul fatto che questo fosse preconosciuto come una scusa per il loro peccato, ma per mostrare loro che poiché tutto questo è avvenuto secondo la predizione e il proposito di Dio, possono sperare nella sua misericordia. Il piano era che il Messia morisse per fare strada al perdono e, quindi, potessero sperare nella sua misericordia.

(3)Questo è stato un esempio significativo del potere e della misericordia di Dio nel prevalere sulla condotta malvagia delle persone per promuovere i propri scopi e piani.

(4)Tutti gli altri peccati delle persone possono così essere annullati, e così l'ira dell'uomo può essere fatta per lodarlo. Ma,

Questo non costituirà una scusa per il peccatore. Non fa parte della sua intenzione onorare Dio o promuovere i suoi propositi; e non c'è alcuna tendenza diretta nei suoi crimini a promuovere la sua gloria. La tendenza diretta delle sue azioni è contrastata e superata, e Dio trae il bene dal male. Ma questo sicuramente non costituisce una scusa per il peccatore.

Se si chiedesse perché Pietro insistesse su questo se non intendeva dire che doveva essere considerato una scusa per il loro peccato, io rispondo che era suo disegno provare "che Gesù era il Messia", e dopo averlo dimostrato, egli poteva assicurare loro che c'era misericordia. Non che non fossero stati colpevoli; non che meritassero il favore; ma quel fatto stanco che il Messia era venuto era un argomento che provava che qualsiasi peccatore poteva ottenere misericordia, come egli immediatamente procede a mostrargli.

19 Pentitevi - Vedi le note su Matteo 3:2.

Quindi - Per il tuo peccato nel mettere a morte Gesù, e “perché” lui è il Messia, e Dio attraverso di lui è disposto a mostrare misericordia al capo dei peccatori.

Ed essere convertito - Questa espressione trasmette un'idea che non si trova affatto nell'originale. Trasmette l'idea di "passività", di essere "convertiti", come se dovessero cedere a qualche influenza straniera a cui ora stavano resistendo. Ma l'idea di essere “passivi” in questo non è veicolata dalla parola originale. La parola significa propriamente “volgersi; ritornare su un sentiero da cui ci si è smarriti; e poi allontanarsi dai peccati, o abbandonarli.

È una parola usata in senso generale per denotare “l'intero volgersi a Dio”. Che la forma della parola qui ἐπιστρέψατε epistrepsate non denoti passività può essere visto chiaramente facendo riferimento ai seguenti luoghi dove è usata la stessa forma della parola: Matteo 24:18; Marco 13:16; Luca 17:31; 1 Tessalonicesi 1:9.

L'espressione, dunque, sarebbe stata resa più appropriatamente “pentitevi e convertitevi, che i vostri peccati”, ecc. “Convertirsi” non può essere questione di obbligo, ma “volgersi a Dio” è dovere di ogni peccatore. I crimini di cui li esortò a pentirsi furono quelli relativi alla morte del Signore Gesù, così come tutti i peccati passati della loro vita. Dovevano abbandonare il corso di malvagità in cui loro e la nazione avevano camminato così a lungo.

Che i tuoi peccati, ecc. Affinché i tuoi peccati siano perdonati. Il peccato non può essere perdonato prima che l'uomo se ne penta. Nell'ordine dell'opera della grazia, il pentimento deve sempre precedere il perdono. Naturalmente, nessun uomo può avere la prova che il suo peccato è perdonato finché non si pente. Confronta Isaia 1:16; Gioele 2:13.

Può essere cancellato - Può essere perdonato o perdonato. L'espressione “cancellare i peccati” ricorre anche in Isaia 43:25; Salmi 51:1 , Salmi 51:9; Geremia 18:23; Nehemia 4:5; Isaia 44:22.

L'espressione "cancellare un nome" è applicata per cancellarlo da un "rotolo", o "catalogo", o "lista", come di un esercito, ecc. Esodo 32:32; Deuteronomio 9:14; Deuteronomio 25:19; Deuteronomio 29:29 , ecc.

L'espressione “cancellare i peccati” è presa dalla pratica dei creditori che addebitano ai loro debitori, e quando il debito è pagato, cancellandolo, o rimuovendo completamente il record. La parola qui usata si riferisce propriamente alla pratica di scrivere su tavole ricoperte di cera, e quindi capovolgendo lo stilo, o strumento di scrittura, lisciando nuovamente la cera, e rimuovendo così ogni traccia della registrazione. Questo esprime più interamente l'idea del perdono di quanto non faccia il blotting. Significa eliminare totalmente il verbale, l'addebito e ogni traccia dell'account nei nostri confronti. In questo modo Dio perdona i peccati.

Quando i tempi... - La parola ὅπως hopōs, resa “quando”, è comunemente resa così, e denota la “causa finale”, o la “ragione” per cui si fa una cosa, Matteo 2:23; Matteo 5:16 , Matteo 5:45 , ecc.

Da molti è stato supposto che avesse questo senso qui, e che significasse "pentiti ... affinché vengano i tempi del ristoro", ecc. Così, Kuinoel, Grotius, Lightfoot, la versione siriaca, ecc. Se usati in questo senso, significa che il loro pentimento e perdono sarebbero i mezzi per introdurre pace e gioia. Altri lo hanno reso, secondo la nostra traduzione, "quando", nel senso che avrebbero potuto trovare pace nel giorno in cui Cristo sarebbe tornato in giudizio, il quale sarebbe stato per loro un giorno di riposo, ma di terrore per i malvagi. Così, Calvino, Beza, la Vulgata latina, Schleusner, ecc. La costruzione grammaticale ammette l'una o l'altra, sebbene la prima sia più conforme all'uso abituale della parola.

L'obiezione al primo è che non è facile vedere come il loro pentimento, ecc., sarebbe il mezzo per introdurre i tempi del ristoro. E anche questo corrisponde ben poco al disegno di Pietro in questo discorso. Questo era per incoraggiarli al pentimento; per addurre argomenti perché dovrebbero pentirsi e perché potrebbero sperare nella sua misericordia. Per fare questo, era necessario solo assicurarli che vivevano sotto i tempi gentilmente promessi da Dio, i tempi del ristoro, quando si poteva ottenere il perdono.

La domanda principale, quindi, è: a cosa si riferiva Pietro per i tempi del ristoro e per la restituzione di tutte le cose? Si riferiva a qualche manifestazione particolare da fare allora, o all'influenza del vangelo sulla terra, o allo stato futuro, quando il Signore Gesù verrà in giudizio? L'idea che suppongo che Pietro intendesse trasmettere era questa: “Pentiti e convertiti. Siete stati grandi peccatori e siete in pericolo. Allontanati dalle tue vie, affinché i tuoi peccati siano perdonati».

Ma allora, che incoraggiamento ci sarebbe per questo? o perché dovrebbe essere fatto? Risposta: “Vivi ai tempi del vangelo, il regno del Messia, i tempi del ristoro. Questo periodo felice e glorioso è stato a lungo atteso e continuerà fino alla fine del mondo. Il periodo che includerà la restituzione di tutte le cose, e il ritorno di Cristo in giudizio, è arrivato, ed è, quindi, il periodo in cui puoi trovare misericordia, e quando dovresti cercarla, per essere preparati per il suo ritorno.

In questo senso il passaggio si riferisce al fatto che questa volta, questa dispensazione, questa economia, compreso tutto questo, era venuta, e vivevano sotto di essa, e potevano e dovevano chiedere misericordia. Esprime, quindi, la credenza comune dei tassi che tale tempo sarebbe arrivato, e il commento di Pietro sulla sua natura e continuazione. La convinzione degli ebrei era che quei tempi sarebbero arrivati.

Pietro afferma che la credenza di un tale periodo era ben fondata un tempo in cui si può ottenere la misericordia. Quel momento è arrivato. La dottrina che sarebbe venuta era ben fondata ed è stata adempiuta. Questa era una ragione per cui avrebbero dovuto pentirsi e sperare nella misericordia di Dio. Pietro prosegue, poi, precisando ulteriori caratteristiche di quel periodo. Includerebbe la restituzione di tutte le cose, il ritorno di Cristo in giudizio, ecc.

E tutto questo era un'ulteriore considerazione per cui avrebbero dovuto pentirsi, e allontanarsi dai loro peccati, e cercare il perdono. Il senso del brano si può quindi riassumere così: «Pentitevi, poiché è vera dottrina che tali tempi verranno: sono chiaramente predetti; c'erano da aspettarselo; e ora vivi sotto di loro. In questi tempi; anche in questa dispensazione Dio manderà di nuovo suo Figlio per giudicare il mondo, e tutte le cose saranno chiuse e stabilite per sempre. Poiché vivi in ​​questo periodo, puoi cercare misericordia, e dovresti cercare di evitare la vendetta dovuta ai malvagi e di essere ammesso in cielo quando il Signore Gesù ritornerà”.

Tempi di ristoro - La parola resa "rinfrescante", ἀνάψυξις anapsuxis, significa propriamente "respirazione" o "rinfresco", dopo essere stata riscaldata dal lavoro, dalla corsa, ecc. Denota quindi "qualsiasi tipo di ristoro, come riposo o liberazione da mali di ogni genere”. Non è usato da nessun'altra parte nel Nuovo Testamento, tranne che il verbo è usato in 2 Timoteo 1:16 , "Onesiforo.

..spesso mi ha rinfrescato e non si è vergognato della mia catena.” Mi ha dato conforto nelle mie prove. È usato dalla Settanta nell'Antico Testamento nove volte: Esodo 8:15 , "Ma quando il Faraone vide che c'era tregua"; cioè, cessazione o riposo dalle piaghe, Osea 12:8; Geremia 49:31; Salmi 69:11 , ecc.

In nessun luogo dell'Antico Testamento la parola è applicata ai termini del Vangelo. L'idea, tuttavia, che i tempi del Messia sarebbero stati tempi di riposo, benessere e prosperità, era una delle preferite dagli ebrei ed era sostenuta nell'Antico Testamento. Vedi Isaia 28:12 , “A chi disse: Questo è il riposo con cui potete far riposare lo stanco; e questo è il ristoro”, ecc. Anticipavano i tempi del Vangelo come un periodo in cui avrebbero avuto riposo dai loro nemici, una tregua dai mali dell'oppressione e della guerra, e una grande prosperità e pace nazionale. Nell'idea che fossero giunti i tempi felici del Messia, Pietro ora si rivolge a loro, e li assicura che possano ottenere il perdono e la pace.

Verrà - Questo non significa che questo periodo fosse ancora futuro, perché era arrivato; ma che l'aspettativa degli ebrei che un tale Messia sarebbe venuto era ben fondata. Una costruzione notevolmente simile abbiamo riguardo a Elia Matteo 17:11 , "E Gesù rispose e disse: Elia veramente verrà per primo e ristabilirà", ecc.

; cioè, la dottrina che Elia sarebbe venuto era vera, sebbene aggiunga subito che era già avvenuta, Atti degli Apostoli 3:12. Vedi le note su quel luogo.

Dalla presenza del Signore - Greco: "Dal volto del Signore". L'espressione significa che Dio era "il suo autore". Dal volto del Signore significa "dal Signore stesso:" Marco 1:2 , "Mando il tuo messaggero davanti a te", cioè davanti a te. Confronta Malachia 3:1; Luca 1:76; Luca 2:31.

20 E manderà... - Atti degli Apostoli 1:1 l. Sotto questa economia di cose, manderà Gesù Cristo, cioè il Messia, ad insegnare alla gente; per riscattarli; per salvarli; giudicare il mondo; radunare a sé il suo popolo; e condannare i malvagi. Sotto questa economia lo erano allora. Questo, quindi, era un argomento per cui avrebbero dovuto pentirsi e rivolgersi a Dio, per poter fuggire nel giorno del giudizio.

Che prima era predicato... - Chi è stato proclamato come il Messia. Il nome "Gesù Cristo" è qui equivalente a "il Messia". Il Messia era stato annunciato agli ebrei che stava per venire. A suo tempo doveva essere il periodo di ristoro. Era venuto; ed erano sotto l'economia in cui si dovevano godere le benedizioni del Messia. Questo non si riferisce al suo ministero personale, o alla predicazione degli apostoli, ma al fatto che il Messia era stato loro annunciato da tempo dai profeti come prossimo a venire.

Tutti i profeti lo avevano predicato come la speranza della nazione. Si può notare, tuttavia, che qui c'è una differenza nei manoscritti. La grande maggioranza di loro leggeva προκεχειρισμενον prokecheirismenon, che era designato o nominato, invece di chi era predicato. Questa lettura è approvata da Griesbach, Knapp, Bengel, ecc. È stata seguita nell'antico siriaco, arabo, ecc., ed è senza dubbio la lettura vera.

21 Chi devono ricevere i cieli - La credenza comune degli ebrei era che il Messia avrebbe regnato sulla terra per sempre, Giovanni 12:34. Per questo motivo obietterebbero che Gesù non poteva essere il Messia, e quindi divenne così importante per gli apostoli stabilire il fatto che era asceso al cielo.

L'evidenza che addussero fu il fatto che lo videro ascendere, Atti degli Apostoli 1:9. Il significato dell'espressione "che i cieli devono ricevere" è che era "adatto" o "corretto" δεῖ dei che doveva ascendere.

Una ragione di quella idoneità o decenza egli stesso affermò in Giovanni 16:7; confronta Giovanni 17:2. Era anche opportuno o opportuno che lo facesse, per dirigere gli affari dell'universo per il bene della chiesa Efesini 1:20 , e che vi esercitasse il suo ufficio di sacerdote intercedendo per il suo popolo, 1 Giovanni 2:1; Ebrei 7:25; Ebrei 9:24; Romani 8:34 , ecc.

È notevole che Pietro non abbia addotto alcun passaggio della Scrittura su questo argomento; ma era uno dei punti sui quali non c'era una chiara rivelazione. Oscuri accenni di ciò si possono trovare in Salmi 110:1; Salmi 16:1; eccetera.

, ma il fatto che sarebbe asceso al cielo non è stato messo in evidenza nell'Antico Testamento. “Le parole “che il cielo deve ricevere” trasmettono anche l'idea di “esaltazione” e “potenza”; e Pietro senza dubbio intendeva dire che era rivestito di potenza ed esaltato alla presenza di Dio. Vedi Salmi 115:3.

Confronta 1 Pietro 3:22 , “Chi è andato in cielo, ed è alla destra di Dio banale; angeli, autorità e potenze gli sono state assoggettate». Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:33.

Fino a - Questa parola implica che sarebbe poi tornato sulla terra, ma non implica che non sarebbe più salito al cielo.

I tempi della restituzione di tutte le cose - Il sostantivo reso restituzione ἀποκαταστάσεως apokatastaseōs, non ricorre altrove nel Nuovo Testamento. Il verbo da cui deriva ricorre otto volte. Significa propriamente "ripristinare una cosa alla sua precedente situazione", come ripristinare un arto "teso" o "dislocato" alla sua precedente solidità.

Quindi, è usato per restaurare, o guarire, nel Nuovo Testamento: Matteo 12:13 , "E (la mano) fu restaurata intera come l'altra"; Marco 3:5; Luca 6:10.

E quindi, si applica alla preparazione o idoneità per la venuta del Messia che doveva assistere alla predicazione di Giovanni nel personaggio di Elia, Matteo 17:11; Marco 9:12. Così, in Giuseppe Flavio (Antiq., Marco 2:3 , Marco 2:8 ), la parola è usata per indicare il ritorno degli ebrei dalla cattività di Babilonia e il loro ripristino al loro precedente stato e privilegi.

La parola ha anche l'idea di "consumo, completamento o riempimento". Quindi, è usato in Filone, Esichio, Favorino e dai classici greci. (Vedi Lightfoot e Kuinoel). Pertanto, è usato qui dal siriaco: “Fino al completamento o riempimento dei tempi”; cioè, di tutti gli eventi predetti dai profeti, ecc. Così, l'arabo: "Fino ai tempi che stabiliranno la perfezione o il completamento di tutte le predizioni dei profeti", ecc.

In questo senso il brano significa che i cieli devono accogliere il Signore Gesù fino a quando si saranno adempiute tutte le grida dette dai profeti in relazione alla sua opera, al suo regno, alla diffusione del vangelo, al trionfo della religione, ecc. Trasmette anche l'idea della prevista guarigione del mondo dal peccato e il ripristino della pace e dell'ordine; il con. riassunto dell'opera del Messia, ora iniziata, ma non ancora completata; lento può essere nei suoi avanzamenti, ma trionfante e sicuro nel suo progresso e nel suo chiudersi.

Tutte le cose - Tutte le cose che sono state predette dai profeti. L'espressione è limitata dalla connessione con questo; e naturalmente non significa che tutte le persone saranno salvate, o che tutti i mali del peccato possono essere riparati o rimediati. Questo non può mai essere, perché il male è fatto e non può essere annullato; ma tutto ciò che i profeti hanno predetto riceverà il suo completamento e compimento.

Che Dio ha detto - Che sono stati rivelati e sono registrati nell'Antico Testamento.

Di tutti i suoi santi profeti - Ciò non significa che ciascuno dei profeti avesse parlato di queste cose, ma che tutto ciò che era stato detto si sarebbe adempiuto.

Fin dall'inizio del mondo - Questa è un'espressione che denota la stessa cosa dall'inizio, nel senso di affermare con enfasi che tutte le profezie si sarebbero avverate. Gli apostoli desideravano mostrare che loro, come gli ebrei, si attenevano interamente ai profeti e non insegnavano alcuna dottrina che non avessero insegnato prima di loro.

22 Perché Mosè disse veramente: L'autorità di Mosè tra gli ebrei era assoluta e definitiva. Era di grande importanza, quindi, mostrare non solo che non si allontanavano dalla sua Legge, ma che egli aveva effettivamente predetto queste stesse cose. Lo scopo del passaggio non è dimostrare che i cieli devono riceverlo, ma che era veramente il Messia.

Ai padri - Ai loro antenati, o ai fondatori della nazione. Vedi Deuteronomio 18:15.

A Prophet - Letteralmente, uno che predice eventi futuri. Ma è anche usato per indicare un insegnante di religione in generale. Vedi Romani 12:6. Nel passo del Deuteronomio è evidentemente usato in senso ampio, per denotare colui che guiderebbe e dirigerebbe infallibilmente la nazione nei suoi affari religiosi; uno che sarebbe stato incaricato da Dio di farlo, in opposizione agli indovini Atti degli Apostoli 3:14 su cui si basavano altre nazioni.

Il significato di questo passaggio del Deuteronomio è evidente dalla connessione. Mosè sta affermando agli Ebrei Atti degli Apostoli 3:1 il dovere e l'ufficio dei sacerdoti e dei Leviti. Quindi li mette in guardia dal conformarsi alle nazioni circostanti, in particolare in materia di istruzione e guida religiosa.

Essi, disse, si consultano, nei momenti di perplessità, con incantatori, e ammaliatori, e negromanti, e maghi, ecc. Atti degli Apostoli 3:11 , ma non sarà così per te. Non sarete lasciati a questa guida falsa e incerta nei momenti di perplessità e di pericolo, perché il Signore susciterà, di tanto in tanto, un profeta, un uomo direttamente incaricato in modo straordinario dal cielo, come me, che dirigerà e ti consiglio.

La promessa, quindi, riguarda i serges o profeti che Dio susciterà; oppure è una promessa che Dio manderà i suoi profeti, secondo l'occasione, per istruire e consigliare la nazione. Il disegno era di impedire loro di consultarsi con indovini, ecc., e di preservarli dal seguire i pretesi e falsi maestri religiosi delle persone idolatre circostanti. In questa interpretazione la maggior parte dei commentatori concorda.

Vedi in particolare "Calvin" su questo posto. Così spiegata, la profezia non aveva alcun riferimento "esclusivo" o anche "diretto" al Messia, e non ci sono prove che gli ebrei intendessero che avesse un tale riferimento, tranne che come uno della serie di profeti che Dio avrebbe suscitato e mandare a istruire la nazione. Se dunque ci si chiede in base a quale principio Pietro si appella a questo, possiamo rispondere:

(1) Che il Messia doveva sostenere il carattere di profeta, e la profezia si riferiva a lui come a uno degli insegnanti che Dio avrebbe suscitato per istruire la nazione.

(2) Si applicherebbe a lui in via di eminenza, come il più grande dei messaggeri che Dio manderebbe per istruire il popolo. In questo senso è probabile che lo capirebbero gli ebrei.

(3) Questa è stata una di quelle emergenze nella storia della nazione in cui ci si poteva aspettare un tale intervento. La profezia implicava che in tempi di perplessità e pericolo Dio avrebbe suscitato un tale profeta. Allora esisteva un tempo simile. La nazione era corrotta, distratta, soggetta a una potenza straniera e aveva bisogno di un tale maestro e guida. Se ci si chiede perché Pietro si sia appellato a questo piuttosto che alle profezie esplicite del Messia, possiamo osservare:

(1) Che il suo scopo principale fosse mostrare la loro colpa nell'averlo respinto e messo a morte, Atti degli Apostoli 3:14.

(2) Che per fare ciò, pone loro chiaramente l'obbligo di obbedirgli; e nel fare ciò si appella all'espresso comando di Mosè. Egli mostra loro che, secondo Mosè, chi non avrebbe obbedito a un simile profeta dovrebbe essere eliminato di mezzo al popolo. Rifiutandosi, quindi, di ascoltare questo grande profeta e mettendolo a morte, avevano violato l'espresso comando del proprio Legislatore.

Ma era ancora possibile obbedirgli, perché viveva ancora in paradiso; e tutta l'autorità di Mosè, quindi, ha reso loro un obbligo per loro ancora di ascoltarlo e obbedirgli. Gli Ebrei erano soliti attribuire al Messia Giovanni 1:21 il nome di profeta ; Giovanni 6:14; Giovanni 7:40; Matteo 21:11; Luca 4:24 , ed è stato dimostrato dagli scritti dei rabbini ebrei che credevano che il Messia sarebbe stato il più grande dei profeti, anche più grande di Mosè. Vedi le note su Giovanni 1:21.

Il Signore tuo Dio - In ebraico, "Yahweh, tuo Dio. "Alzati a te". Nomina o commissiona di venire da te.

Dei vostri fratelli - Tra di voi; dei tuoi connazionali; per non dipendere da stranieri, né da maestri di altre nazioni. Tutti i profeti erano ebrei nativi. Ed era particolarmente vero per il Messia che doveva essere un ebreo, discendente da Abramo e risuscitato in mezzo ai suoi fratelli, Ebrei 2:11 , Ebrei 2:16. Per questo si doveva presumere che avrebbero sentito un più profondo interesse per lui e avrebbero ascoltato più attentamente le sue istruzioni.

Come a me - Non in tutte le cose, ma solo nel punto che era in discussione. Doveva somigliargli nel poter far conoscere loro la volontà di Dio, ed evitare così la necessità di rivolgersi ad altri maestri. L'idea di somiglianza tra Mosè e il profeta non è espressa molto rigorosamente in greco, se non nella semplice circostanza di essere innalzato. Dio susciterà a te un profeta come ha suscitato me - ὡς hōs ἐμέ eme.

La somiglianza tra Mosè e il Messia non dovrebbe essere spinta troppo oltre. Le Scritture non lo hanno fatto risalire oltre al fatto che entrambi sono stati suscitati da Dio per comunicare la sua volontà al popolo ebraico, e quindi l'uno dovrebbe essere ascoltato come l'altro.

Lo ascolterai - Cioè, gli obbedirai, o riceverai le sue istruzioni come una comunicazione da Dio.

In ogni cosa, qualunque cosa... - Queste parole non sono citate letteralmente dall'ebraico, ma esprimono il senso di quanto detto in Deuteronomio 18:15 , Deuteronomio 18:18.

23 E avverrà - Sarà, o accadrà. Questa non è la solita parola tradotta "accadrà". È una parola che comunemente esprime "futurità", ma qui trasmette la nozione di "obbligo". In questo versetto Pietro non ha citato letteralmente il passo del Deuteronomio, ma ne ha dato il senso.

Ogni anima - Ogni "persona" o "individuo". L'anima è spesso messa per l'uomo intero dagli Ebrei, Atti degli Apostoli 7:14; Giosuè 10:28.

Ascolta quel Profeta - Cioè, obbedisci alle sue istruzioni. Avrà l'autorità di dichiarare la volontà di Dio; e chi non gli obbedisce rifiuta di obbedire a Dio. Confronta Luca 10:16; Giovanni 13:20.

Sarà distrutto - Questa citazione è fatta secondo il senso, e non letteralmente. In ebraico l'espressione è Deuteronomio 18:19 , "lo richiederò da lui", cioè, lo riterrò responsabile o responsabile di ciò; Lo punirò. Questa espressione la Settanta ha reso con "Mi vendicherò di lui.

L'idea del brano è, quindi, che Dio pubblichi l'uomo che non ascolterà il profeta, senza specificare il modo particolare in cui dovrebbe essere fatto. Il modo usuale di punire tali offese era Esodo 30:33 l'autore del reato dal popolo, Esodo 30:33; Esodo 12:15; Esodo 9:15; Numeri 15:31; Numeri 19:13; Levitico 7:20 , Levitico 7:25 , Levitico 7:27 , ecc.

Il senso è che dovrebbe essere punito nel modo consueto; cioè, per escissione, o per essere distrutto tra il popolo. La parola tradotta "sarà distrutto" significa propriamente "sterminare, votare interamente alla rovina", come di un popolo malvagio, un uomo malvagio a cui è stata tolta la vita, ecc.

Essere distrutti di mezzo al popolo significa però essere scomunicati, o essere privati ​​dei privilegi di un popolo. Tra gli ebrei questa era probabilmente la punizione più severa che potesse essere inflitta. Comportava l'idea di essere tagliato fuori dai privilegi del sacrificio e del culto nel tempio e nella sinagoga, ecc., e di essere considerato un pagano e un emarginato. L'idea che Pietro espresse qui era che gli ebrei si erano esposti alla punizione più severa nel rigettare e crocifiggere il Signore Gesù, e che avrebbero dovuto, quindi, pentirsi di questo grande peccato e cercare misericordia.

La stessa osservazione è applicabile ancora alle persone. Le Scritture dichiarano abbondantemente la verità, che se i peccatori non ascolteranno il Signore Gesù, saranno distrutti. E diventa ogni individuo chiedersi con onestà se ascolta le sue istruzioni e obbedisce alla sua Legge, o se lo sta rifiutando e segue i dispositivi e i desideri del proprio cuore. Sarà un giorno solenne in cui il peccatore sarà chiamato a rendere ragione per cui ha rifiutato gli insegnamenti e le leggi del Figlio di Dio!

24 Tutti i profeti - Cioè i profeti in generale. Si può dire dei profeti in generale, o di tutti loro, che hanno predetto queste cose. Questa espressione non è da premere come se dovessimo cercare predizioni distinte del Messia in ciascuno dei profeti. L'uso del linguaggio non richiede un'interpretazione così rigida.

Da Samuele - Nel versetto precedente (22) Mosè è stato menzionato come il primo in ordine. Il prossimo in ordine fu Samuele. La stessa menzione di Mosè e Samuele si trova in Salmi 99:6. Il motivo per cui Samuele è menzionato qui è probabilmente che fu il primo profeta dopo Mosè che registrò una predizione riguardante i tempi del Messia.

Gli ebrei, nelle loro divisioni dei libri dell'Antico Testamento, consideravano il libro di Giosuè come il primo dei profeti. Ma in Giosuè e Giudici non si verifica alcuna predizione distinta del Messia. La profezia di Samuele, alla quale probabilmente si 2 Samuele 7:16 Pietro, è in 2 Samuele 7:16. Dal tempo di Mosè a Samuele, inoltre, è probabile che non sia sorto alcun profeta.

Dio fu consultato da Urim e Thummim Esodo 28:30; Numeri 27:21 , e di conseguenza nessun messaggero straordinario fu inviato per istruire la nazione.

Quanti hanno parlato - Chiunque abbia dichiarato la volontà di Dio. Questo va preso in senso generale. Il significato è che i profeti avevano convenuto nel predire questi giorni. Non solo concorsero a predire un felice periodo futuro, ma predissero distintamente le stesse cose che erano effettivamente accadute riguardo a Gesù di Nazareth; ei Giudei, quindi, dovrebbero ascoltare la voce dei loro propri profeti.

25 Voi siete i figli dei profeti - Greco: "Voi siete i figli dei profeti". Il significato è che non erano letteralmente i "discendenti" dei profeti, ma che erano i loro "discepoli", "allievi", "seguaci". Hanno professato di seguire i profeti come loro insegnanti e guide. Si parlava spesso di maestri tra gli ebrei sotto l'appellativo di padri e di discepoli come figli, Matteo 12:27.

Vedi note su Matteo 1:1. Poiché erano i professi discepoli dei profeti, dovrebbero ascoltarli. Poiché vivevano tra le persone a cui erano stati inviati i profeti ea cui erano state fatte le promesse, avrebbero dovuto avvalersi dell'offerta di misericordia e abbracciare il Messia.

E del patto - Voi siete i figli del patto; cioè, tu appartieni alla posterità di Abramo, con il quale fu stipulata l'alleanza. La parola "figli" era quindi spesso usata per indicare coloro ai quali spettava un qualsiasi favore. sia per eredità che in altro modo. Così, Matteo 8:12 , “I figli (figli) del regno”; Giovanni 17:12 , “il figlio della perdizione.

La parola "patto" denota propriamente "un patto o accordo tra eguali, o coloro che hanno il diritto di stipulare un tale patto, e di scegliere o rifiutare i termini". Applicato a Dio e all'uomo, denota una ferma promessa da parte di Dio; un impegno da considerare con tutta la sacralità di un patto, che farà certe cose a certe condizioni. Si chiama alleanza solo per designare la sua sacralità e la certezza del suo adempimento, non che l'uomo avesse il diritto di rifiutare alcuno dei termini o delle clausole.

Come l'uomo non ha tale diritto, poiché è tenuto a ricevere tutto ciò che il suo Creatore propone, così, rigorosamente e letteralmente, non c'è stato alcun patto o alleanza tra Dio e l'uomo. La promessa a cui si riferisce Pietro nel passaggio davanti a noi è in Genesi 22:18; Genesi 12:3.

Nel tuo seme - La tua posterità. Vedere Romani 4:13 , Romani 4:16. Questa promessa, afferma l'apostolo Paolo, si riferiva espressamente al Messia, Galati 3:16.

La parola "seme" è usata a volte per indicare un individuo Genesi 4:25; e l'apostolo Galati 3:16 afferma che c'era un riferimento speciale a Cristo nella promessa fatta ad Abramo.

Tutte le famiglie - La parola tradotta " parenti " πατριαὶ patriai denota "coloro che hanno un padre o un antenato comune" e si applica alle famiglie. Si riferisce anche a quelle comunità più grandi che discendono dallo stesso antenato, e quindi si riferisce alle nazioni, Efesini 3:15. Qui si riferisce evidentemente a “tutte le nazioni”.

Sii benedetto - Sii felice.

26 A te per primo - A te che sei Ebreo. Questa era la direzione, che il Vangelo doveva essere predicato prima ai Giudei, cominciando da Gerusalemme, Luca 24:47. Anche Gesù stesso limitò interamente il suo ministero agli ebrei.

Risuscitato - Questa espressione non si riferisce all'averlo risuscitato dai morti, ma è usata nello stesso senso di Atti degli Apostoli 3:22 , dove Dio promise che avrebbe risuscitato un profeta e lo avrebbe mandato ad insegnare persone. Pietro significa che Dio aveva nominato suo Figlio Gesù, o lo aveva incaricato di andare a predicare al popolo per allontanarlo dai suoi peccati.

Per benedirti - Per renderti felice; per adempiere la promessa fatta ad Abramo.

Nell'allontanarsi - Cioè, con la sua predicazione, l'esempio, la morte, ecc. La più alta benedizione che può essere conferita alle persone è quella di essere allontanati dal peccato. Il peccato è la fonte di tutti i mali, e se le persone si allontanano da questo, saranno felici. Cristo non benedice nessuno nel peccato, o amando il peccato, ma distogliendolo dal peccato. Questo era l'obiettivo che aveva in vista nel venire, Isaia 59:20; Matteo 1:21.

Il disegno di Pietro in queste osservazioni era di mostrare loro che il Messia era venuto e che ora potevano cercare la felicità, il perdono e la misericordia attraverso di lui. Come potrebbero gli ebrei, così potrebbero tutti; e come Gesù, mentre era in vita, cercò di allontanare le persone dai loro peccati, così fa ancora, e ancora progetta di benedire tutte le nazioni mediante il vangelo che egli stesso aveva predicato, e di stabilire quale morì. Tutti possono quindi venire ed essere benedetti; e tutti possono rallegrarsi alla prospettiva che queste benedizioni saranno ancora concesse a tutte le tribù della terra. Possa il giorno felice arrivare presto!

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Atti 3

1 Versetto 1. Pietro e Giovanni salirono insieme al tempio,

Questi due discepoli erano compagni intimi e grandi amanti l'uno dell'altro; erano spesso insieme: si pensa, secondo alcuni, che fossero stati insieme nel palazzo del sommo sacerdote al processo di Cristo; e corsero insieme al suo sepolcro, Giovanni 18:15,16; 20:2-4 e ora andarono insieme al tempio, non per assistere al sacrificio quotidiano, che ora era stato abolito dal sacrificio di Cristo, ma per attendere al dovere della preghiera, che era ancora in vigore, e per poter avere l'opportunità di predicare Cristo, dove c'era un certo numero di persone insieme:

all'ora della preghiera, essendo l'ora nona, o le tre del pomeriggio. Questa era una delle loro ore di preghiera; era consuetudine presso gli ebrei pregare tre volte al giorno, Daniele 6:10 che, secondo il Salmista in Salmi 55:17 erano sera, mattina e a mezzogiorno; a cui sembra rispondere le tre volte che Luca prende in considerazione in questa storia: che la mattina era all'ora terza, come in Atti 2:15 o le nove del mattino; che a mezzogiorno era all'ora sesta, come in Atti 10:9 o alle dodici a mezzogiorno; e ciò la sera all'ora nona, come qui, o le tre del pomeriggio. Non che questi fossero tempi di nomina divina. Gli stessi Giudei dicono:

"Non c'è un numero di preghiere dalla legge, e non c'è ripetizione di questa o quella preghiera dalla legge, e non c'è זמן קבוע, "tempo fisso" per la preghiera dalla legge".

Ma secondo le tradizioni degli anziani,

"La preghiera del mattino era fino alla fine della quarta ora, che è la terza parte della giornata: la preghiera della "Minchah" (o preghiera della sera), ne fissavano l'ora per rispondere al sacrificio quotidiano della sera; e poiché il sacrificio quotidiano veniva offerto ogni giorno a partire dall'ora e nona e mezza, ordinarono che il tempo fosse a partire dall'ora e mezza nona, ed è chiamato "Minchah" minore; e poiché la sera della Pasqua, che cade la sera del sabato, si immondisce il sacrificio quotidiano all'ora e mezza sesta, si dice che chi prega dopo l'ora e mezza sei è scusato; e dopo che questo tempo è venuto, è giunto il tempo a cui è obbligato, e questo è chiamato il grande "Minchah" ... ecco, tu impari che il tempo della grande "Minchah" va dalla sesta ora e mezza, alla nona ora e mezza; e il tempo della "Minchah" minore va dalla nona ora e mezza, fino a quando rimane del giorno un'ora e un quarto; ed è lecito pregarlo fino al tramonto".

Così che fu al tempo della "Minchah" minore che Pietro e Giovanni salirono al tempio; che sembra non essere lo stesso giorno di Pentecoste, ma in qualche giorno, o giorni dopo; Potrebbe essere il sabato successivo, quando c'era un gran numero di persone riunite

2 Versetto 2. E un uomo, zoppo fin dal grembo di sua madre,

Era nato così; la sua zoppia non derivava da una malattia o da una caduta, o da una ferita esterna, ma da un difetto di natura, in uno o più dei suoi arti; il che rese il miracolo successivo il più straordinario: ed era così zoppo che

fu trasportato; non poteva camminare da solo, né andarsene, essendo guidato, ma erano costretti a portarlo in braccio.

che deponevano ogni giorno alla porta del tempio; Era usanza comune, forse, negli anni passati, portarlo ogni giorno, all'ora della preghiera, e deporlo alla porta del tempio dove entrava il popolo; quindi era ben conosciuto dal popolo, e da molto tempo era zoppo, fin da quando era nato; in modo che non ci potesse essere impostura in questo caso: e fu alla porta del tempio che giaceva,

che si chiama bello; che alcuni pensano fosse la porta di Susa, che era la porta orientale della montagna della casa, o il muro più esterno, ed era così chiamata, perché Susa, la metropoli della Persia, vi fu versata sopra [q], il che la faceva sembrare molto bella. La ragione comunemente addotta dai commentatori giudei per cui ciò fu fatto è questa: quando i Giudei tornarono dalla cattività, il re di Persia ordinò loro di fare una figura del palazzo di Susa su una delle porte del tempio, affinché temessero il re e non si ribellassero contro di lui; e di conseguenza ne disegnarono una sulla porta orientale. ma alcuni dicono, che i figli della cattività fecero questo (al loro ritorno) per poter ricordare il prodigio di Purim, (la loro liberazione da Haman), che fu fatto a Shushan; inoltre, potrebbe essere chiamato così dalla parola Shushan, che significa gioia e letizia: ma questo non è così bello da essere la porta qui intesa, poiché era inferiore a tutti gli altri; poiché il muro orientale era più basso del resto delle mura, affinché quando il sommo sacerdote bruciava la giovenca rossa sulla cima del monte Oliveto, potesse vedere la porta del tempio al momento dell'aspersione del sangue; Così la porta stessa era quattro cubiti più bassa delle altre, e quindi non poteva sembrare così grande e bella come le altre. Infatti, riguardo a questa porta orientale del monte della casa, si dice, che

"Nel tempo in cui sorgeva il santuario, quando pregavano sul monte della casa, entravano per la via della porta orientale".

E poiché era ora l'ora della preghiera e il popolo andava al tempio a pregare, il cui ingresso era dalla porta orientale, qui si potrebbe pensare, con ogni probabilità, che fosse deposto lo zoppo, anche se sembra piuttosto che fosse la porta orientale del cortile delle donne, che era fatta di rame corinzio, e sembrava più luminoso dell'oro stesso; di cui Giuseppe Flavio così parla:

"Nove delle porte erano ricoperte dappertutto d'oro e d'argento, così come gli stipiti laterali e gli architravi; ma ce n'era uno, senza il tempio, di rame corinzio, che in dignità superava di gran lunga quelli d'argento e d'oro".

E poiché da questa porta c'era la maggior frequenza di persone, uomini e donne, è molto probabile che qui giacesse lo zoppo a mendicare: alcuni ritengono che questa sia la porta più alta della casa del Signore, che si dice sia stata costruita da Iotam, figlio di Uzzia, re di Giuda, 2Re 15:35 su questo versetto, un commentatore giudeo di grande rilievo fa questa osservazione:

"osservate che è detto di Iotam, che lo costruì, perché vi fece un edificio, נכבד וגדול "più glorioso e grande" di quanto non fosse stato":

e questa è anche chiamata la nuova porta della casa del Signore, Geremia 26:10 e che sia il Targum che il Kimchi sul luogo dicono essere la porta orientale

per chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio; i quali, andando agli esercizi religiosi, si poteva pensare che fossero più disposti ad atti di liberalità e di carità: e inoltre, questi erano noti per essere Giudei, ai quali non si doveva chiedere e prendere solo l'elemosina; poiché così corrono i loro canoni,

"è proibito prendere pubblicamente l'elemosina dei Gentili, a meno che uno non possa vivere dell'elemosina degli Israeliti; e se un re, o un principe dei Gentili, mandasse denaro a un Israelita per l'elemosina, non lo restituisca, a causa della pace del regno, ma glielo prendesse, e lo desse segretamente ai poveri dei Gentili, affinché il re non ascoltasse".

3 Versetto 3. Che vedendo Pietro e Giovanni in procinto di entrare nel tempio,

Proprio mentre entravano per la porta presso la quale giaceva, egli li guardò; E benché gli fossero estranei, egli concluse che erano Israeliti dal fatto che in quel tempo entrarono nel tempio:

chiese l'elemosina; di loro; li pregarono di dargli qualcosa per il suo sollievo e sostegno

4 Versetto 4. E Pietro fissò gli occhi su di lui,

O guardandolo con molta nostalgia e attenzione, essendo, senza dubbio, sotto un impulso non comune dello Spirito di Dio a prenderlo in considerazione e a guarirlo dalla sua malattia:

con John; che era anche lui sotto un impulso simile allo stesso tempo; e che era ugualmente interessato a questa cura, come appare dall'avviso che l'uomo, quando guarì, prese dell'uno, così come dell'altro; e dalla dichiarazione di Pietro, Atti 3:11,12 come anche dalle seguenti parole:

disse: Guardaci; il che si diceva che attirasse la sua attenzione su di loro, per indurlo a osservare che tipo di uomini fossero, e quanto fosse improbabile che eseguissero la cura successiva, e a prendere nota del modo in cui sarebbe stato fatto. Gli ebrei parlano di una guarigione soprannaturale effettuata in questo modo, usando queste parole; e che forse viene raccontato, allo scopo di diminuire la gloria di questo

"Elias apparve a uno nelle sembianze di R. Chiyah Rabbah; egli gli disse: Come va il mio Signore? Gli rispose: "Un certo dente mi angoscia; Gli disse: חמי לי, "guardami"; ed egli lo guardò, vi mise sopra il dito, e fu guarito".

5 Versetto 5. Ed egli diede loro ascolto,

O "li guardò", come rende la versione siriaca, come gli ordinano: non solo era attento a loro nella sua mente, ma rivolgeva i suoi occhi verso di loro, e li guardava con nostalgia. Questa frase è omessa nella versione etiopica

Aspettandosi di ricevere qualcosa di loro; non una cura per la sua zoppia, a cui pensava poco, ma un po' di denaro, come elemosina

6 Versetto 6. Allora Pietro disse: "Non ho né argento né oro,

La versione etiopica dice: "non ne abbiamo"; e così si legge la proposizione successiva nella prima persona plurale; cioè, non avevano denaro né d'oro né d'argento; non ne avevano con sé, né alcuno dei loro possedimenti, forse da nessuna parte; nessuno tranne ciò che era stato portato a loro, e messo nelle loro mani come un ceppo comune per tutta la chiesa, né i poveri di esso: né si poteva portare denaro in una borsa nel tempio; Vedi Gill su "Matteo 10:9", vedi Gill su "Marco 11:16" anche se senza dubbio potrebbero portarlo nelle loro mani, o in altro modo, per le offerte, o per i poveri, o quest'uomo non sarebbe rimasto qui per l'elemosina

Ma quello che ho io, te lo do; che significa il dono della guarigione; non che glielo abbia comunicato, ma abbia esercitato il dono su di lui, guarindolo dalla sua zoppia; e che sarebbe stato di gran lunga preferibile alle grandi quantità di oro e argento, se li avesse avuti da dargli:

nel nome di Gesù Cristo di Nazaret, a significare che per comando di Cristo egli ha detto ciò che segue, e con la sua potenza ha operato la guarigione che aveva avuto inizio su di esso, anche per l'autorità e la virtù di colui che era stato trattato con tanto disprezzo dai Giudei ed era stato recentemente crocifisso da loro. nel suo nome lo invitò

alzati e cammina; senza fare uso di alcun medicinale, né applicare nulla su di lui; ma credendo che la potenza avrebbe accompagnato le parole, e la forza gli sarebbe stata comunicata, da colui nel cui nome egli parlava, disse queste parole: e qui sta la differenza tra i miracoli operati da Cristo e dai suoi discepoli; quelle che sono state fatte da lui, sono state fatte in suo nome e con la sua potenza; quelle che furono compiute dai suoi discepoli, furono fatte nel nome di Cristo, e solo per la sua potenza; e gli stessi Giudei ammettono che i discepoli compirono guarigioni בשׁמיה ישׁו, "nel nome di Gesù"

7 Versetto 7. Ed egli lo prese per la destra,

A imitazione di Cristo, che aveva spesso visto usare la stessa azione in tali occasioni:

e sollevalo; credendo di essere guarito, e che potesse essere manifesto. La parola lui è espressa nella copia alessandrina, e in alcune altre, e nelle versioni orientali, che è un supplemento nella nostra traduzione:

e subito i suoi piedi e le ossa delle caviglie ricevettero forza; dove, a quanto pare, risiedeva la sua zoppia. La Vulgata latina lo rende le sue basi e le suole, che possono includere le gambe e le cosce, così come i piedi; e la versione siriaca, i suoi piedi e le suole; e la versione araba, le suole e i muscoli adiacenti ai talloni; e la versione etiopica più lontana di tutte, era rafforzato nei suoi piedi e nei suoi lombi; Il suo disturbo potrebbe essere di tipo paralitico

8 Versetto 8. E lui balzando in piedi,

Dal letto o dal divano, o dal terreno su cui giaceva:

si fermò e camminò; si fermò in piedi e si mise in piedi, e camminò; per cui era abbondantemente manifesto a se stesso e agli altri che aveva una guarigione perfetta. La versione etiope è molto ridicola, "e andava con loro a pescare"; Come se a questo punto, prima di entrare nel tempio, lui e gli apostoli andassero insieme a pescare, il che non ha il minimo fondamento nel testo:

ed entrò con loro nel tempio; di unirsi a loro nel culto divino, di riconoscere la bontà di Dio verso di lui e di mostrare rispetto agli strumenti di cui si è servito nella sua guarigione:

e saltare; per la gioia della misericordia, e affinché potesse sembrare a tutti che egli fosse completamente guarito dalla sua zoppia: e così la profezia in Isaia 35:6 "allora lo zoppo salterà come un cervo", si adempì letteralmente:

e lodare Dio; e non gli apostoli; poiché sapeva che ciò era dovuto alla potenza di Dio, e che non avrebbe mai potuto essere fatto dall'uomo; anche se potrebbe non essere ingrato verso gli strumenti

9 Versetto 9. E tutto il popolo,

che erano nel tempio,

lo vidi camminare; che prima giaceva su un giaciglio, o per terra, ed era così zoppo, che era costretto ad essere portato;

e lodare Dio; per questa guarigione miracolosa. La versione araba lo rende "lo vide camminare per lodare Dio": cioè, entrare nel tempio con gli apostoli, per offrirvi il sacrificio di lode a Dio

10 Versetto 10. E sapevano che era lui che andava a chiedere l'elemosina,

La versione siriaca lo rende "sapevano che era quel mendicante che sedeva ogni giorno e chiedeva l'elemosina". Poiché vi veniva portato ogni giorno, e per molti anni, è molto probabile, si era seduto lì per chiedere l'elemosina al popolo mentre entrava nel tempio; Era ben conosciuto da loro, ed essi lo avevano appena superato, e lo avevano osservato nello stesso stato in cui era stato per molto tempo, e sapevano che era lo stesso. Era un punto chiaro e indiscutibile con loro

Al bellissimo cancello del tempio vedi Gill su " Atti 3:2 "

E tutti furono pieni di meraviglia e di stupore per ciò che gli era accaduto; che avesse una guarigione così improvvisa e in modo così straordinario; si meravigliavano della potenza di Dio, che si vedeva in essa, e che egli si servisse di persone così meschine e spregevoli come lo erano gli apostoli

11 Versetto 11. E come lo zoppo che fu guarito,

Questo è tralasciato nella Vulgata latina, in siriaca e nelle versioni etiopiche, e nella copia alessandrina, che si legge solo, e come egli

trattenne Pietro e Giovanni; per le loro vesti o per le armi, o per paura, che la sua zoppia non tornasse quando lo lasciavano; o piuttosto per affetto verso di loro per il favore che aveva ricevuto, e perciò si aggirava intorno a loro, ed era riluttante a separarsi da loro; a meno che non fosse per farli conoscere e indicarli come gli autori della sua guarigione, affinché potessero essere notati da altri, e il miracolo fosse loro attribuito,

tutto il popolo accorse verso di loro; all'uomo che era stato guarito, e a Pietro e Giovanni, quando lo videro stare in piedi, camminare, saltare e aggrapparsi agli apostoli; che erano

nel portico che è chiamato di Salomone; Vedi Gill su "Giovanni 10:23"

molto meravigliato; all'uomo che è stato guarito; alla cura che gli fu operata; e ancor più alle persone che lo hanno fatto, e al modo in cui è stato fatto

12 Versetto 12. E quando Pietro lo vide,

Che il popolo corse verso di loro, e li guardò malinconicamente, e si meravigliò di ciò che era accaduto.

egli rispose al popolo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo?». o a quest'uomo, che è stato guarito dalla sua zoppia, o alla guarigione stessa:

o perché ci guardate con tanta attenzione; suggerendo che dovessero guardare a Dio e osservare la sua potenza divina e il Signore Gesù Cristo, che avevano crocifisso, di cui erano gli apostoli, e nel cui nome e con la cui potenza avevano operato questo miracolo; il che dimostra che non erano egoisti e vanitosi uomini gloriosi, ma scopre grande sincerità e integrità, molto amore per Cristo e grande riguardo per il suo onore e per la gloria di Dio:

come se con la nostra potenza e santità avessimo fatto camminare quest'uomo? come se fosse una loro forza naturale; o per qualche loro merito, a causa della loro rigida religione e pietà; o una conversazione lodevole, come la versione araba, perché erano più potenti in se stessi e più santi degli altri, che avevano una tale facoltà di guarire gli zoppi, tutte cose che rifiutano completamente, e ne fanno il giusto conto nel versetto successivo. Invece di santità, la versione siriaca legge autorità; e allo stesso, o in senso simile, la Vulgata latina, che sembra molto gradevole

13 Versetto 13. Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe,

Questi titoli ed epiteti di Dio, che sono usati nell'Antico Testamento, Esodo 3:6,15,16; 4:5 l'apostolo sceglie di conservare, in parte per distinguerlo dagli dèi dei Gentili, e in parte per mostrare il suo rispetto per il Dio d'Israele, l'unico, vero e vivente Dio; e che, sebbene egli e i suoi compagni apostoli fossero predicatori di Cristo, tuttavia non erano figli di un altro Dio, o di un Dio estraneo, ma credevano nello stesso Dio che avevano fatto i loro antenati, e al quale attribuiscono la gloria di questo miracolo:

il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo Figlio Gesù; risuscitandolo dai morti, ponendolo alla sua destra e dandogli i doni dello Spirito per gli uomini; che egli aveva concesso agli apostoli, in virtù di ciò essi operarono questo miracolo, che era un mezzo per manifestare la gloria di Cristo, e per mettere gli uomini a glorificarlo, o ad attribuirgli onore e gloria. E per risvegliare le loro menti, per convincerli del loro peccato, ingratitudine e follia, l'apostolo aggiunge:

che voi avete consegnato; a Pilato, governatore romano; dopo averlo prima catturato come un ladro, legato come un malfattore, e accusato, e condannato a morte nel palazzo del sommo sacerdote come bestemmiatore,

e lo rinnegò in presenza di Pilato; o "a" o "contro la faccia di Pilato"; contrariamente al suo senso delle cose, il quale più di una volta lo chiamò il Re dei Giudei, e scrisse questo come soprascritta su di lui, quando gli negarono di essere il loro Re, il Messia e il Figlio di Dio, dicendo: Non avevano altro re che Cesare.

quando era deciso a lasciarlo andare; o rilasciarlo; cioè "quando giudicò giusto essere rilasciato", come rende la versione siriaca; perché non è mai arrivato a un punto, alla risoluzione di lasciarlo andare; sebbene pensasse che fosse giusto ed equo essere licenziato, essendo, nella sua apprensione, un uomo innocente; e quindi insistette sul popolo perché accettasse di liberarlo, cosa a cui egli stesso era fortemente incline

14 Versetto 14. Ma voi avete rinnegato il Santo e i giusti,

Che è "santo" sia nella sua natura divina che umana, e fonte di santità per il suo popolo; vedi Salmi 16:10 e che è "giusto" o "giusto", sia nella sua persona, sia nell'adempimento del suo ufficio, e ha operato una giustizia per il suo popolo, che è imputata a loro. Questi personaggi possono avere un particolare riguardo per la purezza di Cristo, come uomo, e per l'innocenza della sua vita, e l'innocuità delle sue azioni, in opposizione alle accuse ingiuste dei suoi nemici, e il vile trattamento che ha incontrato da coloro che gli hanno negato di essere il Cristo, il Redentore e il Salvatore:

e ha chiesto che vi fosse concesso un omicida; quando fu messo in discussione chi avrebbero liberato, Cristo o Barabba; lo chiesero come favore e desiderarono di essere contenti di avere Barabba, un ladro e un brigante, che con altri aveva suscitato un'insurrezione e commesso un omicidio in essa, e Cristo crocifisso. Desideravano per lui un atto di grazia e una sentenza di condanna a una morte vergognosissima e dolorosa su Cristo

15 Versetto 15. E uccise il Principe della vita,

O autore di vita, naturale, spirituale ed eterna; che non solo è il Dio vivente, ma ha la vita in se stesso; e come uomo, aveva un tale potere sulla propria vita, come nessun uomo ha mai avuto; Ma egli è l'autore di una risurrezione spirituale dalla morte del peccato, a una vita di grazia, e ha procurato la vita eterna al suo popolo, e gliela dona. Ora questo Signore della vita e della gloria lo crocifissero. La sua morte è data a loro perché è stato su loro richiesta, per loro istigazione e per le loro insistenti sollecitazioni, che Pilato lo condannò e lo consegnò ai suoi soldati per crocifiggerlo

che Dio ha risuscitato dai morti; nonostante tutto il loro dispetto e la loro malizia; così che non avevano tutta la loro volontà e tutto il loro fine, non potendo trattenerlo sotto il potere della morte, e sotto la vergogna e l'obbrobrio della croce; E questo l'Apostolo piuttosto menziona, come la ragione per cui tali doni, e tale potere furono concessi loro per fare i miracoli che facevano

Di cui noi siamo testimoni; l'uno o l'altro di Cristo, poiché si può tradurre: "di cui siamo testimoni"; essi testimoniano della sua persona, del suo ufficio, della sua grazia e della sua giustizia; o della risurrezione di Cristo, di cui furono testimoni oculari; e di cui avevano la prova più completa, ed erano in grado di portare una testimonianza sufficiente, e per i quali erano stati scelti e nominati

16 Versetto 16. E il suo nome, per la fede nel suo nome,

Cioè, il nome di Cristo, o la potenza di Cristo, attraverso la fede degli apostoli in lui, mentre facevano uso del suo nome, e dicevano: "Nel nome di Gesù Cristo di Nazaret", ecc. At 3:6 o Cristo, per la fede dello zoppo in lui; e quando il suo nome fu usato in questo modo dagli apostoli; non che la loro fede, o la sua, abbiano avuto un'influenza causale sulla guarigione, ma era il modo e il mezzo in cui essi, glorificando Cristo, egli si compiaceva di effettuare questa guarigione:

ha reso forte quest'uomo; che prima era estremamente debole; rafforzò le parti inferme, i piedi e le caviglie, e le consolidò, così che potesse usarle e camminare con esse.

che voi vedete e conoscete; Lo conoscevano prima, quando era zoppo, e ora sapevano che era lo stesso uomo, e che ora vedevano perfettamente bene; in modo che si potesse fare appello che non c'era frode o impostura nel caso:

sì, la fede che è per lui; da Cristo, di cui egli è l'oggetto, l'autore e il finitore: ciò viene ripetuto per affetto a Cristo e per un'appassionata preoccupazione per la gloria del suo nome; o perché quella fede, in una frase, può riguardare la fede degli apostoli e, nell'altra, la fede dell'uomo che è stato guarito:

gli ha dato questa perfetta sanità in presenza di tutti voi, egli aveva una perfetta sanità nel corpo e nella mente, sebbene la prima possa essere principalmente intenzionale, essendo ciò che era visibile solo a queste persone, e che è stato fatto non in un angolo, ma pubblicamente, davanti a tutti, alla porta del tempio, dove la folla passava avanti e indietro

17 Versetto 17. E ora, fratelli,

Li chiama fratelli, perché lo erano secondo la carne; e di testimoniare il suo cordiale amore e affetto per loro

Io sapevo, o "Lo so",

che l'avete fatto per ignoranza; consegnò Gesù nelle mani di Pilato; gli negarono di essere il Messia davanti a lui; gli preferì un assassino e lo mise a morte

Come hanno fatto anche i vostri governanti; i membri del Sinedrio, alcuni di loro; vedi 1Corinzi 2:8 poiché altri di loro sapevano che era il Messia, che doveva essere mandato da Dio, dai miracoli che faceva, eppure li attribuivano blasfemamente a Satana; e così peccando contro la luce e la conoscenza, in modo così malizioso, peccò il peccato contro lo Spirito Santo, al quale l'ignoranza è qui opposta; e che non scusava dal peccato, né era esso stesso senza peccato; né si oppone ad alcun peccato, ma a questo ora menzionato

18 Versetto 18. Ma le cose che Dio aveva già mostrato,

Nelle Scritture dell'Antico Testamento, riguardanti il tradimento del Messia, le sue sofferenze e la sua morte, con le varie cause, concomitanti e circostanze di esse:

per bocca di tutti i suoi profeti; che erano da quando il mondo ha avuto inizio; alcuni sottolineando una cosa o una circostanza, e altri un'altra:

che Cristo soffrisse. La Vulgata latina e le versioni siriache dicono: che il suo Cristo dovrebbe soffrire; ma poi omettono la parola his nella frase precedente, che hanno messo in questa; e questa intera clausola è omessa nella copia alessandrina:

egli ha adempiuto così; nel modo in cui egli ha, così esattamente, così perfettamente conforme alle loro predizioni, eppure erano sconosciute alle persone da cui si erano adempiute. Così saggiamente e sorprendentemente le cose sono ordinate e annullate dalla saggia provvidenza di Dio, che è un Dio di conoscenza, e dal quale tutte le azioni sono soppesate

19 Versetto 19. Pentitevi dunque,

La versione etiopica aggiunge: "e sii battezzato", Vedi Gill su "Atti 2:38",

e convertirsi. Il senso dell'apostolo è: pentitevi del peccato di aver crocifisso Cristo, che è ciò di cui egli li aveva accusati, e volgetevi a lui, e riconoscetelo come il Messia; ricevere le sue dottrine e sottomettersi alle sue ordinanze; riformare esteriormente la vita e la condotta, e produrre frutti adatti al pentimento, tali da dimostrarlo vero e genuino:

affinché i vostri peccati siano cancellati; o perdonato, vedi Salmi 51:9 Isaia 43:25, 44:22. Non che il pentimento e la riforma procurino il perdono dei peccati, o ne siano le cause, perché il perdono è interamente dovuto alla grazia gratuita di Dio e al sangue di Cristo; ma nella misura in cui ciò si manifesta e si applica solo ai peccatori pentiti e convertiti; e che sono incoraggiati a pentirsi e a volgersi al Signore dalla promessa di perdono; è loro dovere, ed è loro interesse farlo, che possano avere una scoperta della remissione dei loro peccati mediante il sangue di Cristo. Sebbene qui non si possa intendere altro pentimento e conversione se non esteriore; e l'annullamento del peccato, e il suo perdono, non possono avere altro significato che l'eliminazione di una calamità presente, o l'evitare un giudizio minacciato, o la liberazione di persone dalla rovina nazionale, Esodo 32:32, 1Re 8:34-39. Questi Giudei avevano crocifisso il Signore della gloria, e per questo peccato erano minacciati di miserabile distruzione; l'apostolo quindi li esorta al pentimento per questo, e alla conversione al Messia, affinché quando la rovina dovesse abbattersi sulla loro nazione, possano essere liberati dalla calamità generale; quando sarebbero stati tempi terribili per gli ebrei increduli e impenitenti, ma tempi di ristoro, di sollievo, di pace e di riposo dalla persecuzione per i credenti, come è stato espresso in seguito

quando verranno i tempi di ristoro dalla presenza del Signore, o "affinché vengano i tempi del ristoro", come la versione siriaca; o stagioni di ristoro spirituale, gioia e pace, attraverso le grandi e preziose promesse del Vangelo, e mediante l'applicazione del sangue e della giustizia di Cristo, a tali peccatori penitenti e convertiti; il quale ristoro e conforto vengono dal Signore, e sono accompagnati dalla sua graziosa presenza: oppure stagioni di riposo e di liberazione dal violento calore della persecuzione; che fu il caso dei santi alla distruzione di Gerusalemme; Non solo furono salvati da quella rovina, ma liberati dall'ira dei loro nemici più implacabili. La versione etiopica lo rende "e il giorno della misericordia verrà dalla presenza del Signore", i peccatori pentiti trovano misericordia; e la scoperta del perdono è un tempo di misericordia; e quando Dio concede questo, offre la sua presenza. Gli ebrei chiamano il mondo a venire un tempo di ristoro; e dire,

"Meglio un'ora שׁל קורת רוח, "di ristoro", nel mondo a venire, che l'intera vita di questo mondo."

20 Versetto 20. Ed egli manderà Gesù Cristo,

O "affinché mandi Gesù Cristo", come lo rendono le versioni siriaca e araba: non di persona, poiché ciò non riguarda né la sua prima né la sua seconda venuta, che potrebbero essere terribili per gli ebrei risvegliati; il primo, perché era stato mandato, ed era venuto, e se n'era andato di nuovo; e quindi poteva temere che non ci fosse speranza per coloro che lo avevano rinnegato e crocifisso; i secondi, perché potessero concludere che sarebbe stato mandato e venire a vendicarsi di loro, quando avrebbero guardato colui che avevano trafitto con orrore e tremore; ma qui si riferisce al suo essere mandato, e alla sua venuta nel ministero della parola, e per mezzo del suo Spirito, per il conforto delle loro anime:

che prima vi era stato predicato; negli scritti dell'Antico Testamento, nei libri di Mosè e dei Profeti, Atti 3:22,24 o, come si legge nella copia alessandrina, e in altre copie, e nell'edizione Complutense, e nelle versioni siriaca e araba, chi era "predeterminato" o "preparato per voi"; cioè, nei propositi, nel consiglio e nell'alleanza di Dio. La versione etiope dice: "che prima aveva unto"; essere profeta, sacerdote e re; e da ciascuna di queste considerazioni si potrebbe trarre molto conforto dai peccatori assennati

21 Versetto 21. che il cielo deve ricevere,

Trattenere e trattenere nella sua natura umana; e che non ostacola o affronta affatto la sua missione, e che viene al suo popolo, nel frattempo, in modo e in modo spirituale, alla sua gioia e al suo conforto: o, "che deve ricevere il cielo"; il regno, la gloria e il regno in là.

fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose: non di tutti gli esseri creati al loro stato originale, che non c'è motivo di credere che mai esisterà; o delle chiese di Cristo alla purezza di dottrina, di disciplina e di condotta, che è da sperare e che sarà nel regno spirituale di Cristo, ma dell'adempimento di tutte le promesse e profezie riguardanti l'attuazione della pienezza dei Gentili, e la conversione dei Giudei, e quindi il raduno di tutti gli eletti di Dio; e riguardo a tutte le cose gloriose dette della chiesa di Cristo negli ultimi giorni; il che senso è confermato da quanto segue:

che Dio ha proferito per bocca di tutti i suoi santi profeti, fin dall'inizio del mondo: fin da quando fu il mondo, Dio ha avuto uomini più o meno santi, appartati e santificati da lui, e ai quali ha dato lo spirito di profezia; e per bocca di ciascuno di questi ha detto una cosa o l'altra riguardo alla sua chiesa e al suo popolo, e il riempimento del loro numero, o il raduno di tutti loro; e finché ciò non sia fatto, Cristo rimarrà in cielo e vi regnerà: e questo senso è ulteriormente confermato dalle versioni siriaca e araba, la prima delle quali rende le parole, fino al riempimento o adempimento dei tempi di tutte le cose; e il secondo, fino ai tempi che confermeranno la perfezione di tutte le parole che Dio ha pronunciato, ecc. e dal senso della parola usata, che alcuni lessicografi spiegano con τελειωσις, perfezione o adempimento

22 Versetto 22. Mosè infatti disse ai padri:

I padri ebrei, gli Israeliti ai tempi di Mosè. La versione etiope recita: "i nostri padri". Questa frase, "ai padri", è omessa nella versione latina della Vulgata e della versione siriaca, e nella copia alessandrina: i passaggi a cui si fa riferimento sono in Deuteronomio 18:15,19

il Signore tuo Dio susciterà per te un profeta, il che non si deve intendere come una successione di profeti, come pensano alcuni scrittori giudei , perché i Giudei non hanno mai avuto una successione costante di profeti, e quelli che avevano non erano come Mosè, ma di un solo profeta, e così lo capirono i Targumim o Onkelos e Gionathan, ma non si deve applicare a Giosuè, come alcuni, o a Geremia come altri, o a Davide; ma al Messia, e che è il Signore Gesù Cristo, che risponde a tutti i caratteri: egli era un profeta in tutti i sensi, che ha portato una rivelazione della volontà divina, ha insegnato la via, e ha spiegato perfettamente le Scritture della verità, e ha predetto le cose a venire; è stato risuscitato dal Signore Dio d'Israele, e fu unto dal suo Spirito, e mandato da lui, e ciò al popolo dei Giudei, alle pecore perdute della casa d'Israele; era il ministro della circoncisione:

dei tuoi fratelli; nel testo ebraico in Deuteronomio 18:15 è anche detto: "di mezzo a te"; ma poiché queste frasi sono sinonimi, l'apostolo qui ne conserva solo una, il che suggerisce che questo profeta, il Messia, dovrebbe essere di origine ebraica; come Gesù, della stirpe di Davide, figlio di Abramo,

come me; cioè, a Mosè, che è, la persona che parla, tra il quale e Cristo c'è un accordo; la legge è stata data per mezzo di Mosè e il Vangelo è venuto per mezzo di Cristo; Mosè fu un mediatore tra Dio e il popolo d'Israele, e Cristo è il Mediatore tra Dio e gli uomini; Mosè, sotto Dio, fu uno strumento per redimere il popolo d'Israele dall'Egitto, e Cristo, egli è il Redentore del suo popolo dal peccato, da Satana e dalla legge, e da tutti i suoi nemici: gli Ebrei hanno un detto comune:

"come fu il primo Redentore, così sarà l'ultimo Redentore";

e inoltre osservano, che,

"come Israele fu redento nel mese di Nisan, così saranno riscattati nel mese di Nisan";

nella futura redenzione per mezzo del Messia: i Giudei si attengano a questo; il Messia Gesù soffrì nel mese di Nisan, e ottenne la redenzione eterna per il suo popolo: uno dei loro scrittori ha un'idea, che quando il Messia verrà, ci sarà la stessa disposizione delle costellazioni, come quando Mosè fece uscire il popolo dall'Egitto, e diede loro la legge; e che la congiunzione sarà di Giove e Saturno, nella costellazione dei Pesci: c'era similmente tra Mosè e Cristo, un accordo nei miracoli che operavano, e in altre cose:

Lo ascolterete in ogni cosa, qualunque cosa vi dirà: tutte le sue dottrine devono essere credute, abbracciate e professate, e tutti i suoi comandamenti devono essere obbediti, e tutte le sue ordinanze devono essere sottomesse; e questo è ascoltarlo, o ascoltarlo, in tutte le cose, da lui consegnate o comandate

23 Versetto 23. E avverrà che ogni anima,

Ogni persona, uomo o donna:

che non ascolterà quel profeta; non credere a ciò che dice, né fare ciò che comanda; o come è in Deuteronomio 18:19 "non darà ascolto alle parole che pronuncerà nel mio nome": perché chi non ascolta lui, non dà ascolto a Dio, nel cui nome parla e di cui pronuncia la parola,

sarà distrutto di fra il popolo; nel testo ebraico è: "Glielo chiederò"; la parola ebraica, מעמו, lì usata, avendo punti diversi, può essere resa "da lui", o "dal suo popolo", che sembra essere la ragione di questa differenza: e richiedere spesso significa punizione, o uno sterminio; o come Aben Esdra lo spiega qui,

"morte per mano del cielo";

E così Maimonide dice che colui che trasgredisce le parole di quel profeta, è colpevole di morte per mano del cielo, e che si è notevolmente adempiuta nella nazione ebraica, per il loro rifiuto di Gesù come il vero Messia, e quel profeta

24 Versetto 24. sì, e tutti i profeti da Samuele,

Che era, come lo chiamano gli ebrei, רבן שׁל נביאים, "il maestro dei profeti"; e dicono, che Samuele il profeta è הנביא הראשׁון, "il primo profeta" nella catena della Cabala; e quindi è qui particolarmente menzionato, come alla testa dei profeti, e accanto a Mosè; non essendoci che pochissimi profeti tra lui e Mosè, quando molti furono dopo di lui; e ai suoi giorni furono istituite le scuole dei profeti: ora non solo Mosè parlava di Cristo, ma tutti i profeti dal tempo di Samuele; nei libri che portano il suo nome, c'è una famosa profezia riguardo a Cristo, 2Samuele 7:13,14,16

E quelli che seguiranno; nell'ordine, come Davide, Salomone, Isaia, Geremia, Ezechiele, ecc

e tutti quelli che hanno parlato; qualsiasi cosa a titolo di profezia:

hanno similmente predetto di questi giorni; dei giorni del Messia, della sua persona, del suo ufficio, della sua incarnazione, dell'obbedienza, delle sofferenze, della morte, della risurrezione, dell'ascensione, dell'effusione dello Spirito, dei tempi di ristoro, della dispensazione del Vangelo, della conversione degli Ebrei, della chiamata dei Gentili e del raduno in tutti gli eletti di Dio

25 Versetto 25. Voi siete i figli dei profeti,

Di Abramo, Isacco e Giacobbe, che sono chiamati profeti, Salmi 105:15 essendo discendente da loro in linea retta e naturalmente; a loro appartenevano le profezie dell'Antico Testamento riguardanti il Messia e le sue promesse; ne erano eredi;

e del patto che Dio ha fatto con i nostri padri; così l'espressione בני ברית, "figli del patto", è usata dagli ebrei, come peculiare di se stessi; Vedi Gill su "Romani 9:8" e così בר אוריין, "un figlio della legge", è anche usato da loro in un senso simile; la legge, il patto e le promesse, appartengono esternamente a loro:

dicendo ad Abramo, Genesi 22:18

e nella tua discendenza saranno benedette tutte le tribù della terra; cioè il Messia, che è scaturito da lui, ed è chiamato figlio di Abramo; nel quale non solo tutta la progenie spirituale di Abramo fra i Giudei, o gli eletti di Dio in quella nazione, e che furono veramente figli di Abramo e della promessa, ma anche tutti gli eletti di Dio fra i Gentili, in ogni nazione, di ogni tribù e famiglia tra loro, sono benedetti in Cristo, con tutte le benedizioni spirituali; con la pace, il perdono, la giustizia, la redenzione e la salvezza: perché questa non è una forma di benedizione che i Gentili userebbero quando benedicevano se stessi o gli altri; dicendo: Iddio ti benedica, come ha benedetto la discendenza di Abramo; poiché non si può produrre un solo esempio, quando i Gentili abbiano mai usato una tale forma di benedizione come questa; ma una profezia della chiamata dei Gentili per mezzo del Messia, e della loro benedizione in lui; vedi Galati 3:16 e sebbene questo senso sia deviato dagli ebrei moderni, era ciò che l'antica sinagoga cedeva a

26 Versetto 26. A voi per primo, Dio ha risuscitato il suo Figlio Gesù,

Che si può comprendere, sia dell'incarnazione di Cristo, sia della sua esibizione nella carne; che a volte si esprime con la sua elevazione, e non è altro che la missione, o manifestazione di lui nella natura umana, come in Luca 1:69, Atti 13:23. o della sua risurrezione dai morti e della sua esaltazione alla destra di Dio,

l'ha mandato a benedirvi; di persona, secondo il primo senso; poiché in verità egli fu mandato solo al popolo d'Israele, e ad esso predicò; molti dei quali sono stati benedetti con la grazia di conversione sotto il suo ministero; ma secondo quest'ultimo senso, e che sembra molto gradito, fu inviato nel ministero della parola, e venne con il suo Spirito, prima dai Giudei, tra i quali il Vangelo fu predicato per la prima volta per un po' di tempo, e fu benedetto per la conversione di molte migliaia di loro, sia in Giudea, sia nelle nazioni del mondo, dove sono stati dispersi:

allontanando ciascuno di voi dalle sue iniquità; in questo risiede la benedizione, ed è giustamente nella nostra versione attribuita a Cristo, e alla potenza della sua grazia, nel ministero del Vangelo e non a se stessi, come in molte altre versioni; come la versione siriaca, "se vi convertite e vi convertite dai vostri mali"; facendone sia il loro atto proprio, sia la condizione della loro beatitudine; e la versione araba allo stesso modo, "affinché ciascuno di voi si allontani dalla sua malvagità"; ma quell'opera è di Cristo, e questa è la benedizione della grazia che egli stesso concede, ed è un frutto della redenzione mediante il suo sangue, Tito 2:14

Commentario del Pulpito:

Atti 3

1 Stavano salendo per salire insieme, A.V. e T.R. Pietro e Giovanni. La stretta amicizia di questi due apostoli è notevole. Sembra che l'origine di ciò sia stata la loro collaborazione nelle barche da pesca con le quali esercitavano il loro mestiere di pescatori sul Mar di Galilea. Poiché San Luca ci dice che i figli di Zebedeo erano "soci di Simone" e lo aiutarono a prendere la miracolosa pesca Luca 5:10 Troviamo i due figli di Zebedeo associati a Pietro nella cerchia ristretta degli apostoli del Signore, alla Trasfigurazione, alla risurrezione della figlia di Giairo e all'agonia nel Giardino del Getsemani, vedi anche Marco 13:3 Ma l'amicizia ancora più stretta di Pietro e Giovanni appare prima nel loro andare insieme al palazzo di Caifa la notte del tradimento, Giovanni 18:15 e poi nella memorabile visita al santo sepolcro la mattina della Resurrezione, Giovanni 20:2-4 e ancora in Giovanni 21:7.20.21. È in stretta e naturale sequenza a queste indicazioni del Vangelo che, all'inizio dei primi capitoli degli Atti, troviamo Pietro e Giovanni che agiscono costantemente insieme nell'avanguardia stessa dell'esercito cristiano: vedi Atti 3:1,3,11; 4:13,19; 8:14,25 L'ora della preghiera; chiamata in Luca 1:10, "l'ora dell'incenso", cioè: l'ora del sacrificio della sera, quando il popolo stava fuori in preghiera, mentre il sacerdote all'interno offriva il sacrificio e bruciava l'incenso vedi Atti 2:46 -- , nota Da qui il paragone in Salmi 141:2 : "La mia preghiera sia posta davanti a te come l'incenso, e l'alzata delle mie mani come il sacrificio della sera".

Versetti 1-11.- Il regalo inaspettato

In uno di quei passaggi estatici in cui San Paolo cerca di far sì che il linguaggio umano esprima pensieri adeguati di Dio, parla di Dio come "capace di fare molto più di tutto ciò che chiediamo o pensiamo" Efesini 3:20 Dicendo questo, egli non fa che segnare, in un aspetto, la distanza tra il finito e l'infinito, e mostra fino a che punto la munificenza del Donatore infinito supera i desideri di coloro che ricevono i suoi doni. L'intera rivelazione dei rapporti di Dio con l'umanità è un'illustrazione continua di questa verità. Come avrebbe mai potuto entrare nella mente di Abramo di chiedere di essere fatto padre di molte nazioni, di essere il padre dei fedeli in tutte le epoche e in tutti i paesi, di essere il capo del popolo eletto di Dio, e di vedere la sua vita, le sue parole e le sue opere tramandate ai posteri attraverso il tempo infinito? Come avrebbe mai potuto entrare nella mente di Israele in Egitto di chiedere di essere condotto a piedi asciutti attraverso il Mar Rosso, di essere nutrito nel deserto con pane dal cielo, di ricevere la Legge dal Sinai e di essere messo in possesso del paese di Canaan? O come avrebbe mai potuto entrare nei pensieri di un mondo ribelle e decaduto chiedere che l'unigenito Figlio di Dio, il loro Creatore e Signore, si incarnasse ed espiasse la loro colpa morendo per i loro peccati sulla croce? La sezione che precede fornisce un altro esempio di questa immensa grazia di Dio. Un povero storpio, zoppo fin dal grembo materno, aveva vissuto per più di quarant'anni in un'infermità senza speranza e senza difetti. Nei giorni allegri della giovinezza, mentre i suoi compagni e i suoi pari in età si divertivano e giocavano in tutta la libertà degli spiriti gioiosi e delle membra flessuose ed elastiche, lui era legato al suo giaciglio, come un uccello confinato in una gabbia, o un cane incatenato nella sua cuccia. Nella prima età adulta, mentre gli altri andavano al loro lavoro e alla loro fatica, guadagnandosi il pane quotidiano con un'onorevole operosità, lui era ridotto ad essere un mendicante, che viveva in un'inattività limitata alla precaria generosità degli altri

E così è stato al momento attuale. Ogni giorno veniva portato da mani gentili e deposto alla Bella Porta del tempio, nella speranza che coloro che passavano avanti e indietro per la casa di Dio guardassero con pietà la sua miseria e provvedessero ai suoi bisogni. Devono essere state ore tristi e tristi trascorse nell'attesa e nelle frequenti delusioni; osservando i volti dei passanti; trascurato da alcuni, allontanato con orgoglioso disprezzo da altri; rifiutato bruscamente da questo Sadduceo ben vestito ma dal cuore duro, e di tanto in tanto ricevendo un obolo o un soldo da quell'ostentato Fariseo; dubbioso se avrebbe portato a casa abbastanza per provvedere al suo pasto quotidiano e al suo vestiario necessario. In questa occasione vide due uomini che stavano per entrare nel tempio. Forse il loro aspetto risvegliò la speranza che sotto i loro umili abiti ci fossero cuori gentili e amorevoli. O, forse, si limitò a pronunciare la solita preghiera monotona come quella dei mendicanti italiani: "Date qualque coea per l'amor di Dio". In ogni caso, possiamo essere certi che le sue speranze più grandi non andavano oltre il ricevere qualche piccola moneta alle loro bande. Ma quando, in risposta alle parole uscite dalle labbra di Pietro: "Guardateci", egli alzò gli occhi e probabilmente stese le mani per ricevere l'elemosina attesa, invece udì le parole: "Nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, alzatevi e camminate". E in un istante fu guarito. Non più storpio, non più incatenato al letto, non più prigioniero, balzò in piedi, camminò, saltò, danzò di gioia e, cantando lodi mentre andava, entrò nei sacri cortili. Qui c'era un esempio di Dio che faceva agli uomini in abbondanza più di tutto ciò che essi chiedono o pensano. Qui abbiamo un tipo delle straordinarie ricchezze della grazia di Dio, che si traducono in misericordie inaspettate verso i figlioli degli uomini. Prendiamone nota e formuliamo di conseguenza la nostra valutazione del carattere di Dio. Nulla eleva il tono della religione di un uomo più di una degna concezione della bontà di Dio. Stimola il suo amore, accende la sua adorazione, suscita le sue speranze, intensifica tutte le sue emozioni spirituali. Le concezioni basse della natura di Dio generano un basso livello di amore e di servizio. Non c'è niente di meglio di una vera visione dell'infinità dell'amore di Dio e delle imperscrutabili ricchezze della sua grazia in Gesù Cristo, per trasformare tutte le pigre emozioni del cuore in un santo e sano entusiasmo. "Spalanca la tua bocca e io la riempirò", è un altro modo di esprimere la stessa benedetta verità; e "Siano rese grazie a Dio per il suo dono ineffabile", è il linguaggio di coloro la cui esperienza coincide con la rivelazione che Dio ha dato di se stesso nella sua santa Parola

OMELIE DI W. CLARKSON. Versetti 1-10.- Impotenza e guarigione

In questo interessante episodio abbiamo un'illustrazione delle urgenti necessità spirituali della nostra razza, e della sufficienza del Vangelo per soddisfarle. Abbiamo...

IO UN GRANDE E TRISTE CONTRASTO. Ogni giorno portavano alla porta Bella del tempio un mendicante zoppo, che chiedeva l'elemosina a tutti quelli che entravano Versetti 2, 3. Che contrasto impressionante c'è qui! - il cancello grande, forte e bello, realizzato dai più abili operai, intendeva aggiungere bellezza e attrattiva al magnifico tempio, oggetto di acuta ammirazione universale; e, sdraiato ai suoi piedi, un povero mendicante malvestito, deforme, indifeso, volle trovare un'esistenza miserabile chiedendo la pietà di tutti quelli che passavano. Tali contrasti hanno introdotto il peccato in questo mondo. Se consideriamo l'intero tessuto della natura come un tempio in cui Dio manifesta la sua presenza, e sulla nostra terra, con tutta la sua bellezza e grandezza, come una delle sue bellissime porte, allora vediamo, in forte e più triste contrasto con essa, la natura umana colpita, impotente, deforme, l'uomo abbassato al suolo, incapace di sostenere se stesso, il pietoso oggetto della compassione: contempliamo la bella opera di Dio con tutta la sua squisita bellezza, e vediamo l'uomo peccatore, errante, sofferente, caduto al suo fianco

II UN'IMMAGINE DEL PECCATO NELLA SUA FORZA. Quale esempio più forte di ciò si può trovare se non in un uomo zoppo dalla nascita Versetto 2? Uno nato per l'eredità dell'umanità, cioè quella dell'attività volontaria e felice; di camminare, correre, muoversi, ovunque volesse, con libera forza di movimento, in tutti gli atti del dovere, del piacere, dell'affetto; -quest'uomo condannato alla totale impotenza, la sua deformità o malattia diventa più rigida e incurabile con il passare dei mesi e degli anni! Che immagine, questa, del nostro spirito umano, creato per godere dell'eredità di un'intelligenza santa, cioè quella di un'attività libera e felice in tutte le vie della giustizia, della pietà, dell'utilità; di muoversi gioiosamente lungo tutti i sentieri su cui Dio invita i suoi figli a camminare; eppure, fin dall'inizio, essendo del tutto incapace di camminare nella via dei suoi comandamenti, di correre sui sentieri della saggezza e della pace, incapace di fare ciò per cui era stato chiamato all'esistenza, e diventando più rigidamente e irrimediabilmente fissato nella sua incapacità spirituale anno dopo anno

III L'INTERVENTO DEL VANGELO DI DIO

1. Richiede attenzione. "Pietro... con Giovanni, disse: Guardaci" Versetto 4. Il vangelo di Cristo ha il diritto di rivolgere questo stesso appello a tutti gli uomini. Nessuna anima che cerca, che lotta, ha il diritto di esistere indipendentemente dalle sue offerte. Le opere benefiche e potenti di Gesù Cristo; le profonde verità spirituali che ha pronunciato; la vita bella ed esaltata che ha vissuto; la morte strana e meravigliosa in cui morì; il messaggio d'amore che ha lasciato dietro di sé; l'adattamento, provato da diciotto secoli di storia umana, del suo sistema ai bisogni più profondi della natura umana; -tutti questi cospirano per dare al vangelo di Dio il diritto di esigere attenzione, di dire: "Guardami"; vedi se non c'è in me l'aiuto e la guarigione di cui hai bisogno

2. Rinuncia a determinati uffici. "Argento e oro non ne ho", ecc. Versetto 6. Il Vangelo non offre di fare per l'uomo tutto ciò che potrebbe essere desiderabile che, in qualche modo, fosse fatto. Esso non propone

1 per effettuare il rinnovamento mediante cambiamenti sociali rivoluzionari, o

2 per apportare un miglioramento immediato delle condizioni esteriori della vita di un uomo, o

3 per garantire la salute fisica o l'immunità da problemi temporali e perdite domestiche. Tende a migliorare la condizione dell'umanità in ogni modo, e alla fine lo fa; ma la sua prima promessa, e quella in base alla quale deve essere esaminata e giudicata, non è di quest'ordine

3. Offre un servizio essenziale. "Nel nome di Gesù Cristo alzati e cammina" Versetto 6. Dice all'anima colpita e ferita: "Vuoi essere guarito?" All'anima gravata dal senso del peccato, offre l'amore perdonante e la pace spirituale; al cuore oppresso dalla preoccupazione e dalla paura, offre un rifugio divino in cui nascondersi; all'anima che lotta contro la tentazione, un Amico onnipotente; per il viaggiatore stanco, una casa di riposo e gioia. Qualunque sia l'unica cosa imperativa che il vangelo di Cristo presenta, ma la sua offerta è interiore, spirituale, celeste

IV LA BENEDETTA DISCENDENZA. Versetti 7-10. Questo era:

1. Guarigione per colui che era stato indifeso

2. La gratitudine si manifesta nella lode

3. Attenzione interessata da parte di quelli di fuori: "Erano pieni di meraviglia e stupore"; erano in uno stato molto favorevole per ricevere la verità. Quando facciamo appello a Cristo, non dobbiamo essere soddisfatti finché non abbiamo trovato la guarigione spirituale; finché le nostre anime non saranno riempite con lo spirito di ringraziamento; finché la nostra restaurazione non abbia influito sul nostro prossimo come su noi stessi. - C

OMELIE di E. JOHNSON Versetti 1-10.- La guarigione dello zoppo

I GLI ANTECEDENTI DELLA CURA. Pietro e Giovanni salivano in compagnia al tempio all'ora della preghiera della sera. Qui vediamo:

1. La comunione di diversi ordini di menti in Cristo. Nessuno più vario per carattere e temperamento dell'impulsivo Pietro e del contemplativo Giovanni

2. La preghiera è uno dei vincoli di questa comunione, come espresso nel bellissimo inno: "Come è benedetto il legame che lega!"

3. Un esempio del profitto di tempi e stagioni prestabiliti per l'adorazione. Vedi sui tre tempi della preghiera quotidiana - la terza, la sesta e la nona ora - Daniele 6:10 e Salmi 55:18 E il bene anche di un luogo fisso di preghiera. Il tempio, la sinagoga, la chiesa o la casa di riunione; Ognuno ha le sue associazioni sante e felici. Quanto la devozione sia aiutata dall'immaginazione, e quanto l'immaginazione dipenda dall'associazione, deve essere evidente a tutti

4. Il sentiero della vera devozione si trova spesso ad essere il sentiero che conduce a un servizio utile agli altri

II IL SOFFERENTE. Zoppo fin dalla nascita, privato di quella capacità di attività indipendente in cui consiste tanta parte del godimento della vita, è il tipo di una classe profondamente pietosa. Avere la salute è una benedizione così grande, perché porta con sé quella del dominio sui propri poteri, e quindi della libertà e dell'indipendenza. Era impotentemente dipendente, sopportato dagli altri. Tali sofferenze ci ricordano la presenza del male morale, che non può essere né spiegato né spiegato. Ma ci sono compensazioni. Lo zoppo aveva degli amici. Raramente tale miseria manca di suscitare pietà e di chiedere aiuto. I mali esteriori sono sempre bilanciati nella sapienza divina dal bene interiore. Non conosciamo mai la gentilezza dell'uomo verso l'uomo fino a quando la malattia e il dolore non la rivelano. Lo portarono a una delle splendide porte del tempio, perché fosse d'intralcio alle elemosine caritatevoli di coloro che entravano. Il dovere religioso dell'elemosina era predicato dai rabbini incessantemente e nel modo più forte, anche all'eccesso, come possiamo vedere da Lightfoot e da altri autori. Un detto noto era che Dio permise che i poveri esistessero affinché i ricchi potessero guadagnare il paradiso. Le nostre visioni teologiche e pratiche dell'argomento sono cambiate. Ma almeno abbiamo un buon esempio: dobbiamo sforzarci di mettere il sofferente a portata di aiuto. Il grande problema della vera carità è quello di mettere in pratica l'offerta e il bisogno. Se l'intenzione è amorevole e buona, spesso ne viene fuori qualcosa di meglio di quanto si spera, come in questo caso. Il sofferente, intento al piccolo dono, riceve la benedizione più alta. Cantici fa uno scopo divino vivente a modellare le nostre azioni per fini più nobili di quelli che abbiamo progettato

III LA CURA. Ci sono mezzi umani con l'azione divina

1. I mezzi umani. Gli apostoli fissano i loro occhi con fervore su chi soffre. Così la sua attenzione è destata; i suoi pensieri sono raccolti; è portato a una concentrazione di pensiero e di sentimento. Non è alla mente errante che Dio rivela né il suo pensiero né la sua potenza. Gli occhi devono essere alzati fino al quartiere da cui proviene l'aiuto. Colui che è consapevole di portare il messaggio di Dio alle anime degli uomini può gridare: "Guardami; Ascoltami!" La fede non è passiva; È un'energia, che si esprime guardando, ascoltando, venendo, facendo. Così solo la catena elettrica può essere completata; Il guaritore e il guarito siano messi in contatto vitale. Le indicazioni devono essere rispettate come prima condizione della guarigione fisica e della salvezza spirituale. Il miglior dono che abbiamo per i nostri simili è il dono della testa e del cuore. Questo è duraturo; altri muoiono nell'uso. Non possiamo perdere la memoria né la benedizione delle buone parole. Se non abbiamo denaro da dare in elemosina, possiamo arricchire di cuore il nostro prossimo. L'intelligenza e la simpatia sono ciò che tutti gli uomini vogliono, e per cui nessuno è ingrato. Raccogliamo ingratitudine dove non abbiamo veramente mostrato il nostro cuore. I migliori doni spirituali riconoscono il valore di chi li riceve. Trattiamo gli uomini come nostri pari, esseri dotati di volontà. Ci sono possibilità davanti a loro; Contiamo su di loro e crediamo in loro, ispirandoli così nella loro debolezza con una fede così sana

2. La potenza divina nei mezzi umani. Non possiamo comandare ai nostri simili se non in nome di un'autorità a cui sia lui che noi siamo soggetti. Colui che può basare i suoi appelli sulle parole ferme: "Per ordine", o "In nome della regina", o simili, ha un potere sulle volontà vacillanti. Governare significa prima di tutto aver obbedito. Il "Nome" qui significava una vasta realtà. "Gesù Cristo di Nazareth!" È il simbolo di ogni potere in cielo e in terra; Supremo, senza rivali, puramente amorevole e benefico. Come ministri di Cristo, siamo servitori dell'Onnipotente, canali di carità, agenti di un regno che deve prevalere. Questo potere sarà avvertito sia con le parole che con i fatti. Il tono della voce di Peter fremeva; i suoi ordini risvegliarono la potenza assopita della volontà; infine la sua mano, unita a quella del sofferente, completò l'unione dell'agente divino di salvare con la volontà del sofferente di essere salvato. I piedi e le articolazioni deboli divennero solidi; quello prostrato balzò in piedi e si alzò; da qui si mise a camminare; infine andarono con i guaritori nel tempio, esultanti per rendere lode a Dio. Il cuore grato è il miglior sacrificio che possiamo offrire a Dio. Senza di essa, la migliore corona della benedizione che egli intende conferire non è raggiunta. Se gli uomini vedono cambiare il nostro stato, ma non il nostro cuore, Dio è defraudato della sua gloria e del suo debito in noi. La gioia del cuore consolato è la migliore prova dell'amore del Consolatore. Significa la nostra libertà e la nostra gioia; E se deludiamo il suo pensiero, in modo che non fiorisca e non porti frutto?

IV LE CONSEGUENZE DELLA CURA

1. Osservazione popolare. Hanno identificato l'uomo. Hanno confrontato la sua condizione presente e passata. Il confronto è il fondamento della nostra conoscenza della verità

1. Ragionamento popolare. Essi sostenevano che il cambiamento poteva procedere solo da una causa, e che quella Divina. La qualità dei cambiamenti indica la qualità della causa. Estendete questo ragionamento, e il migliore, come il più popolare, argomento a favore del cristianesimo è questo: i cambiamenti prodotti da esso nella condizione dell'uomo dimostrano che esso è di origine divina

2. Stupore ed estasi popolare. Queste sono le parole dello storico. La meraviglia è il riflesso dell'insolito e dell'inaspettato nella mente. E questo passa all'estasi o al trasporto quando attraverso il sensuale appare il soprasensuale, quando attraverso il naturale il soprannaturale. Se tutto il corso della vita fosse comune e familiare, Dio sarebbe dimenticato. Se le meraviglie si ripetessero incessantemente, non diventerebbero più prodigi e il loro potere andrebbe perduto. Dio mostra la sua mano di tanto in tanto affinché l'incantesimo della consuetudine possa essere spezzato; lo nasconde affinché possiamo riflettere su ciò che abbiamo visto. Paura e gioia mescolate accompagnano sempre le rivelazioni divine; paura al pensiero della nostra totale dipendenza, gioia al pensiero che proprio in quella dipendenza risiede la nostra speranza e la nostra liberazione.

OMELIE di R.A. Redford Versetti 1-10.- Gli apostoli operatori di miracoli

Introduzione generale. La vocazione di testimone degli apostoli richiedeva miracoli, come segni del regno di Cristo; come attestazioni dell'autorità apostolica; come appello al mondo, e al popolo ebraico in particolare, ad accettare la nuova dottrina; come corrispondente in qualche misura ai miracoli del nostro Signore, e così perpetuando la benedizione del suo ministero che egli stesso ha promesso nei suoi ultimi discorsi: "Un altro Consolatore, affinché rimanga con voi per sempre" Giovanni 14:16 Considerate il miracolo stesso

I IL SUO CARATTERE

1. Puramente benevolo. Eseguito su un mendicante, indifeso, miserabile, del tutto estraneo alla nuova società, incapace di ricompensare i suoi benefattori

2. Vistosamente reale. Atti un luogo pubblico, il tempio, all'ora nona, quando gli adoratori si affollavano in quel luogo, in un luogo ben noto a tutta la città, posto ogni giorno come oggetto pubblico di pietà, non aiutato da nessuno prima, ma ora aiutato da Cristo, nato zoppo, quindi non afflitto da un'infermità solo temporanea, nemmeno chiesto dal sofferente, ma offerto gratuitamente dagli apostoli, come per un improvviso impulso dello Spirito

II I SUOI EFFETTI

1. Sull 'uomo stesso. Lo ha sollevato fisicamente e spiritualmente nello stesso momento. Dio parla spesso all'anima attraverso il corpo, sia con le afflizioni che con le visite di misericordia. Ha trasformato il suo lamento di miseria in canti di gioia. Prendete la descrizione dell'opera sull'uomo come tipica del corso del lavoro di grazia, il conferimento di una nuova vita e di nuova forza, mettendoci prima in piedi con un improvviso sussulto di gioia sincera, di fede; poi "cominciare, camminare", sentire le nuove membra come un bambino; poi camminare in avanti nel tempio; poi camminare e saltare e lodare Dio", la partecipazione consapevole alle benedizioni che ci rende ministri della gioia per gli altri, riempiendo il tempio di lode

2. Sugli apostoli e, per mezzo loro, sulla Chiesa e sul mondo. Il luogo importante del miracolo come prova della missione divina dei messaggeri. Essi stessi avrebbero potuto a malapena sapere ciò che potevano fare fino a quando, per impulso dello Spirito, non misero fuori l'energia. I credenti che erano partecipi con gli apostoli dei doni dello Spirito si sarebbero aspettati d'ora in poi grandi cose. Gerusalemme deve essere stata colta di sorpresa dall'attenzione e dalla fede incipiente. "Il popolo lo vide", ecc. Versetti, 9, 10. Sebbene i miracoli considerati da soli non convertirebbero mai il mondo, tuttavia in connessione con la Parola di Dio essi risvegliano potentemente le menti degli uomini. "Meraviglia e stupore" sono gli agenti di Dio nel risvegliare l'anima e preparare il terreno per il seme della vita eterna. Un altro grande effetto del miracolo fu correttivo e didattico. Nessuno poteva dubitare che gli apostoli non fossero egoisti, fanatici, ambiziosi fondatori di una nuova setta, ma semplicemente araldi del vangelo. Ciò che fecero fu "nel nome di Gesù Cristo di Nazaret". Cominciarono la loro opera sui poveri, si appellarono agli impotenti e agli indifesi, proclamarono la loro povertà, eppure invitarono gli uomini a ricchezze tali che il mondo non conosceva. Si mostrarono i fratelli simpatizzanti di tutto il genere umano, pronti a dare ciò che dovevano dare, senza denaro e senza prezzo, un modello di semplicità e spiritualità.

OMELIE DI P.C. BARKER

Atti 4:4 - Il secondo sermone di Pietro e i suoi risultati: il buon lavoro di una sera

La storia contenuta negli Atti degli Apostoli continua ad essere un resoconto della guida di Pietro. Questo grande onore è conferito al discepolo attivo, serio, impetuoso dei giorni della carne di Gesù. E deve essere accettato come una prova certa che il suo pentimento era stato profondo e sincero. Viene ora introdotto il nome del suo amorevole compagno e vecchio fratello discepolo Giovanni. Ma nulla di ciò che egli possa aver detto o fatto è ancora notato con qualche particolarità. Che egli abbia contribuito in entrambi i modi, tuttavia, è evidente dal linguaggio dei Versetti, 3 e 11 in questo capitolo, e dei Versetti, 1, 13 e 19 degli Atti 4. La continua felice e cordiale cooperazione dei due è nel frattempo degna di nota, e racconta la sua storia; e se si deve azzardare una congettura, non c'è bisogno di rimediare a nessuna, tranne la più naturale: che Giovanni sentiva la via tranquilla e riverente per un servizio che amava con tutto il cuore, e cedeva volentieri la precedenza a un altro, Pietro, che vedeva, fin dalla questione della corsa al sacro sepolcro, se non prima, essere un pioniere nato. Il fatto veramente centrale di questa parte della Scrittura è un altro sermone di Pietro, con la sua occasione così significativa e i suoi risultati così gioiosi. Notiamo...

IL SUO TESTO È MOLTO FORTE: UN MIRACOLO. I giorni in cui si discuteva sulla descrizione di ciò che era stato non erano ancora arrivati. Pietro fonda il suo discorso su qualcosa a cui letteralmente indirizzò i suoi ascoltatori, dicendo: "Voi vedete e lo conoscete". Né ora Pietro ha il difficile compito di suscitare attenzione e interesse. Questi sono abbondantemente eccitati. I fatti hanno preceduto le parole, certe pratiche hanno preceduto la dottrina. Il soggetto è investito di vita e di realtà a tutto tondo, e Pietro ha senza dubbio il grande vantaggio di parlare a orecchie che vogliono ascoltare, perché la mente e il cuore sono indagatori. Sì, Pietro parla del testo di un miracolo. Ed è uno

1 che è verificato nell'ambito dell'effettiva conoscenza di coloro a cui si rivolge;

2 che è di un tipo innegabilmente benefico;

3 che è operato non sulla natura inanimata o inconscia, ma sulla natura sia animata che cosciente, e tuttavia in aggiunta dotata di ragione;

4 che, evidentemente, rivendica una qualche connessione con l'occhio, la voce e la mano umani, cioè quelli di Pietro Versetti. 4-7;

5 che tuttavia sembra attingere per la sua potenza all'ispirazione di un Nome invocato da quello stesso Pietro;

6 che si traduce non solo in qualche effetto fisico sorprendente e molto gradito, ma anche in certe manifestazioni spirituali Versetti. 8, 9;

7 che derivava un ulteriore interesse e significato dal luogo stesso in cui fu lavorato: presso una porta del tempio;

8 che trovava la sua occasione in una preghiera di aiuto, ma nel frattempo dava aiuto sproporzionato rispetto a quello che era stato chiesto. Dovrebbero essere fatte quattro osservazioni generali riguardo al miracolo nel suo insieme

1. Questo miracolo è il primo di cui si abbia notizia che gli apostoli hanno operato nella nuova Chiesa

2. Professa molto distintamente di essere stato operato "nel nome di Gesù Cristo di Nazaret".

3. Ha creato un interesse diffuso e ha risvegliato un esame rapido e attento

4. È caratterizzato da alcuni tra l'intero numero di coloro che lo consideravano e lo indagavano come "un miracolo notevole", e uno che "non potevano negare", sebbene con i migliori auguri di negarlo

II L'UDITORIO A CUI È STATO PREDICATO IL SERMONE

1. Si tratta di un assemblaggio ampio ed evidentemente del tutto eterogeneo

2. È un'assemblea che sembra immediatamente attribuire il miracolo alla "potenza" o alla "santità", o a entrambe

3. È un'assemblea che, nella sua meraviglia, eccitazione e probabilmente anche genuina gratitudine, è pronta ad attribuire quella "potenza" e quella "santità" a due uomini simili

4. È un'assemblea sorvegliata e corretta su questa questione senza un inutile momento di ritardo

III IL SERMONE STESSO. Nessun quadro ha mai messo in risalto più fedelmente o con forza una figura nel paesaggio, nessun ritratto un tratto del volto, di quanto questo sermone una volta pronunciato, ora scritto, faccia emergere con forza e fedeltà certe verità. Nota:

1. Il grande argomento di esso. "Gesù Cristo" Versetti. 13, 18, 20. E

1 la relazione trascendente appartenente a Gesù è ora affermata con enfasi incondizionata. Egli è il "Figlio del Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe". Egli è il "Figlio del Dio dei nostri padri". Prima della morte di Gesù, Pietro aveva reso con coraggio la testimonianza più inequivocabile della sua fede nel "Cristo, il Figlio del Dio vivente" Matteo 16:17; Giovanni 6:69 e, si può supporre, a quello dei suoi condiscepoli allo stesso tempo. E Pietro era stato benedetto in quell'atto con la grande ricompensa di udire la stima del suo Signore della grazia speciale che gli era stata concessa. "Benedetto sei tu, Simone Bar-Jona, perché non la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli." Comunque sia, è altrettanto certo che questa "generazione" del "Figlio Gesù" non solo non era stata predicata pubblicamente al popolo, ma era stata in un certo senso soppressa. Tutt'altro ora. Gesù ha sofferto, è risorto, è asceso. E il suo diritto e la sua dignità in questo cardinalissimo rispetto devono essere proclamati

2 I nomi a cui Gesù si è attribuito, per carattere, per le sofferenze e per le conquiste sono pronunciati con franchezza. Egli è "il Santo e il Giusto, il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti", ed è "quel Profeta".

3 Il suo trattamento per mano degli uomini, e anche di coloro che erano in quel momento gli ascoltatori di Pietro, con tutte le aggravamenti di esso, è ampliato. Non è solo l'intrepida fedeltà di Pietro ad essere degna di nota qui. Al di là e al di sotto di questo, è da notare il metodo stesso, che consiste nell'andare alla radice stessa della malattia, sondandola fino al midollo. Così Pietro, guardandoti in faccia colpevole, dice: "Voi lo avete consegnato e lo avete rinnegato in presenza di Pilato, quando egli era deciso a lasciarlo andare. Ma voi avete rifiutato il Santo e il Giusto, avete chiesto che vi fosse concesso un omicida, e avete ucciso il Principe della vita". Eppure è "il suo Nome che ha reso forte quest'uomo, che voi vedete e conoscete, e gli ha dato questa perfetta sanità alla presenza di tutti voi". In tutto questo non c'è alcun biasimo sulla colpa, sulle aggravamenti di essa, o sul fatto che coloro che erano lì e poi ascoltatori ne erano i complici o complici

4 Il suo trattamento molto contrario per mano di suo Padre, Dio, viene messo in risalto. "Dio ha glorificato suo Figlio Gesù, Dio lo ha risuscitato dai morti e a voi per primo lo ha mandato per benedirvi". Tutto questo, coinvolgeva il punto vitale. L'ebreo che avesse potuto arrivare a credere che Dio era così "compiaciuto" in Gesù, sarebbe stato il primo a condannare se stesso; e con forza rapida, quindi, questo si abbatte su di lui, in quanto incontestabilmente avrebbe dovuto credere e vedere molto tempo fa. L'ebreo è responsabile della sua colpa e della sua follia, che siano mescolate in qualsiasi proporzione. Che la sua "ignoranza" abbia la proporzione con la somma totale della sua colpa, la sua ignoranza era la sua stessa sorveglianza, non era necessaria, era imperdonabile, e l'intelligenza delle conseguenze di essa doveva ora familiarizzarsi e doveva sussultare sotto di essa. Pietro vede la porta aperta per lui ed entra. Ora ha i suoi ascoltatori. L'anello che spesso sembrava mancare a loro, che non avevano occhi per vedere altro che una negazione, viene ritrovato, e Pietro è deciso a far sì che gli occhi non fingano più di essere chiusi ad esso. Con un effetto così schiacciante, le circostanze dimostrano che le provvidenze si rivelano incerte, e l'improvvisa e gloriosa crisi alla Porta della Bella quella sera alle nove affolla con convinzione, umiliazione e vergogna molte coscienze, molti cuori. Le cose si stanno rapidamente invertendo ora. Questa è l'ora di Gesù. Pietro ora si mette sul capo una corona di gloria, la corona di spine del passato!

5 Infine, viene affermata la forza intrinseca di Gesù. Il Suo è un Nome, non ci può essere alcuna negazione, non ci sarà alcun errore al riguardo, al di sopra di ogni nome. Con un certo potere di ripetizione, che non è "vana ripetizione", Pietro lo dichiara: "E il suo Nome mediante il metodo della fede nel suo Nome sì, la fede che è per mezzo di lui", è ciò che ha dato a quest'uomo "questa perfetta sanità alla presenza di tutti voi". In questa affermazione grandiosa ed enfatica si possono trovare questi due assiomi evangelici:

a che Cristo è l'unico Oggetto su cui la fede può mettere alla prova la sua virtù: "La mia fede porrebbe la sua mano su quel tuo caro capo:" e,

b che Cristo è l'unico Oggetto la cui virtù, "poiché la virtù è uscita da lui", vale la pena di provarci con la fede. C'è una virtù insuperabile in Cristo, e l'accesso a quella virtù, il metodo per attingere ad essa, è per mezzo della fede. Cantici c'è una virtù insuperabile anche nella fede. Cristo, e Cristo solo, va incontro e soddisfa abbondantemente la mancanza dell'uomo, di ogni uomo. La fede, e solo la fede, unisce Cristo e l'uomo in modo che l'uno impartisce e l'altro riceve tutto ciò di cui c'è bisogno, che si chiede, che si desidera. Questo deve essere chiamato il nocciolo del sermone dell'apostolo ora. Ed è il nocciolo del cristianesimo. Questa è l'essenza e la particolarità del cristianesimo. E senza dubbio è questo che costituisce la sua sgraditezza al cuore di un mondo orgoglioso, la sua inesprimibile accoglienza a un cuore umile e affranto, che chiede solo una cosa: se ora finalmente la sua profondità insondabile e il suo desiderio incessante possono essere degnamente e sufficientemente soddisfatti

2. Gli appelli che ne conseguono. Pietro, in verità, si rivolge sempre con fervore al popolo; ma questo appello non è una semplice declamazione, vaga o appassionata. Si fonda, su altri ricorsi

1 Il primo appello è agli eventi abbastanza recenti, a una storia che è a conoscenza di tutta la nazione, ma soprattutto della città di Gerusalemme. Il carattere "santo" di Gesù, la sua condotta "giusta", il suo tradimento e ripudio da parte dei "suoi", la sua sofferenza, risurrezione e glorificazione, almeno per quanto riguarda l'Ascensione

2 Il secondo appello è ai loro "oracoli" e ai preziosi depositi delle loro preziose profezie. Pietro conosceva bene il giusto acquisto che aveva guadagnato confrontando il suo uditorio con citazioni dei loro profeti Versetti. 18, 21, 22, 24, 25

3 Il terzo appello è quello fatto alla loro coscienza. Ciò consisteva non solo nel modo chiaro e intransigente in cui Pietro ricordò loro le più recenti offese contro la loro coscienza, in parte sotto la copertura dell'ignoranza nella loro crocifissione di Cristo, ma anche nel fatto che li definì direttamente peccatori. Egli li esorta non come "i novantanove" "che non avevano bisogno di pentimento", ma enfaticamente come coloro che avevano bisogno di "pentirsi", avevano bisogno di "essere convertiti", avevano bisogno di "cancellare i loro peccati", avevano bisogno dell'"invio di quello stesso Gesù Cristo" che era stato "predicato loro", sebbene fino ad allora invano; aveva bisogno dell'avvertimento di quella terribile profezia, che diceva: "L 'anima che non ascolta sarà distrutta di mezzo al popolo", bisognava ricordare che erano i "figli dei profeti e di un venerabilissimo patto"; e bisognava ricordare, inoltre, l'ultimo tocco più alto aggiunto al loro privilegio e alla loro responsabilità, in quanto a loro "Dio aveva mandato per primo il suo Figlio risorto, " per offrire loro per primi la pienezza di quella più ricca "benedizione", che consisteva nell'"essere allontanati ciascuno dalle sue iniquità" - un glorioso diversivo! Non c'è una frase ma era un messaggio alla coscienza. Non una frase, ma ciò che deve aver "punto il cuore". E non una frase, ma quella che sarebbe stata una freccia acuminata alata, se non fosse stato per la pietà che ogni volta prendeva la mira, e la cui pietà era tanto "intenzionale" quanto la mira della freccia era deliberata. Un tale schieramento di accuse contro i cuori e le coscienze, e contro gli uomini viventi a cui appartenevano, raramente è esistito, raramente è esistito. Ma quando lo ha fatto, è vero che è in parte materiale che è accaduto, per quanto riguarda il trattamento che gli uomini hanno riservato a Cristo e alle loro anime. Withal Pietro non diffidava dell'influenza di

4 L'appello alla speranza. Attraverso tutta la fedeltà del parlare chiaro e la severità della nuda verità, la gentilezza sembra tradire se stessa, e desiderare di far sentire la sua esistenza più profonda. La pronta negazione di qualsiasi potere o santità speciale e superiore in se stesso e nel fratello apostolo fu un felice inizio da parte di Pietro, e tendeva a mettere a tacere l'invidia e lo spirito di un paragone che avrebbe tutto accresciuto l'astuzia del rimprovero per aver fatto consapevolmente il male. Ancora, Pietro stesso mitiga in qualche misura il loro peccato, con l'insinuazione della loro "ignoranza" e di quella dei loro "governanti"; e nello stesso respiro si rivolge a loro come "fratelli". La sua allusione all'adempimento della profezia in mezzo a tutti i duri fatti della "sofferenza" di Cristo aveva anche in sé il germe della speranza. la "cancellazione dei loro peccati" e il sussurro dei "tempi di ristoro dalla presenza del Signore"; la citazione ispiratrice del "Profeta per essere destato di fra i loro fratelli, come a" Mosè; e la fissazione del fatto che era in questi giorni stessi che l'intera schiera dei "profeti da Samuele" in giù aveva concentrato l'attenzione profetica; e, infine, la ripetizione dell'antica promessa fatta ad Abramo, stretta dall'affermazione che essa è ora in corso e in atto di adempimento; -Certamente tutto questo è stato macinato fittamente seminato con i semi della speranza. Cantici era assente il tono di denigrazione e di disprezzo, quando le labbra di Pietro pronunciavano la verità più pungente! Grande è l' energia di recupero delle anime, quando c'è ancora spazio per la speranza. Ma il deprezzamento è un nemico crudele per la speranza, se ha effetto; e se non avrà effetto, è sicuro che renderà più irrimediabilmente attivo lo spirito di autodifesa e di opposizione. Né possiamo dubitare, né vorremmo dubitare, che il sermone di Pietro abbia mostrato un grande adempimento della promessa, che "in quella stessa ora sarebbe stato dato ciò che avrebbero dovuto dire" a coloro che erano stati chiamati dallo Spirito a parlare per Gesù

IV I PRIMI EFFETTI DEL SERMONE. I primi effetti furono un chiaro presagio di ciò che accadde molto spesso in tempi successivi. Questi primi effetti non sono tutti sconfortanti. Né sono risultati che contano a metà e a metà, senza un chiaro equilibrio né tra guadagno né tra perdita. Per non contare nulla su ciò che potrebbe succedere loro, i primi risultati mostrano i predicatori Pietro e Giovanni legati, la Parola che predicavano non legata

1. Gli apostoli, che predicavano, sono imprigionati: per quanto tempo la sentenza è rimasta discretamente non detta. Gli apostoli furono messi alle mani da ecclesiastici, impegnati per interesse personale a cercare di mantenere lo status quo nella Chiesa e nel mondo, da un funzionario e da pochi sedicenti teologi, i più aridi e i più errati dell'errante Marco 12:24,27

2. La dottrina che avevano predicato non era imprigionata. "Molti di quelli che l'avevano udito "credettero". Gli furono date ali fresche per volare all'estero. O il numero aggiuntivo, o più probabilmente il totale, dei credenti era ora di "cinquemila" E l'imprigionamento di Pietro e Giovanni ha certamente avuto queste due conseguenze su di loro, cioè che in ognuno di loro si sarebbe suscitato un nuovo pensiero, e che sarebbe stata provocata una nuova espressione dalla bocca di ciascuno di loro. Quindi è ben lungi dall'essere un caso di tutte le perdite. Il "Nome di Gesù Cristo di Nazaret 'ha operato oggi grandi cose, e la verità ha fatto grande progresso. - B

OMELIE di R. Tuck versetto 1.- Abitudini della preghiera pubblica

Il Signore Gesù diede l'esempio della regolare frequenza alle funzioni della sinagoga; e sembra che sia lui che i suoi apostoli andassero quotidianamente al tempio alle "ore di preghiera" stabilite, quando risiedevano nella "città santa". Si possono fare alcune illustrazioni delle abitudini di preghiera sia degli ebrei che dei maomettani; e si può indicare il valore, ma anche il pericolo, delle usanze della preghiera pubblica. "Leggiamo nella Scrittura di tre ore specifiche di preghiera, secondo le quali il salmista parla della sua propria usanza Salmi 55:17 Allo stesso modo Daniele pregava 'tre volte al giorno' Daniele 6:10 L'ora della preghiera mattutina era l'ora terza; e Pietro salì sul tetto della casa per pregare Atti 10:9 verso l'ora sesta, che era mezzogiorno; e la preghiera della sera era quella alla quale Pietro e Giovanni salivano". Poniamo l'attenzione sul fatto che, sebbene gli apostoli avessero la nuova "vita in Cristo" personale, trovarono che il servizio religioso pubblico e i doveri richiedevano ancora la loro attenzione. La vita dell'anima, la vita spirituale, ha ancora bisogno per la sua cultura della "preghiera pubblica" e del "culto unito".

I DUE LATI DELLA VITA DEVOZIONALE. Il privato e il pubblico. Entrambe le cose sono necessarie. Ognuno aiuta l'altro. Poiché gli uomini non sono individui isolati, le loro devozioni personali e private non possono soddisfare tutti i loro bisogni e le loro pretese. E poiché l'individuo non può mai perdersi nella folla, le devozioni pubbliche non possono mai esprimere adeguatamente i precisi bisogni personali. Nostro Signore ci ha insegnato il dovere e il valore della preghiera privata Matteo 6:6

II IL RAPPORTO DELLA PREGHIERA PUBBLICA CON LA CULTURA PERSONALE E CON IL DOVERE DI TESTIMONIARE PER DIO. Prendiamo prima di tutto la "cultura personale". Nella devozione privata c'è il pericolo di un'introspezione morbosa; la preghiera pubblica riempie il nostro pensiero di zolle piuttosto che di uomo. Quando è sola, la sfera del sé può diventare troppo prominente; Quando ci uniamo agli altri, siamo aiutati a dimenticare noi stessi nelle simpatie, nei desideri e nelle preghiere comuni. Gli atti, la comunione domestica e la supplica sono in primo piano nelle nostre preghiere; nell'assemblea del popolo di Dio la cosa più importante è l'intercessione. Oltre a ciò, nel culto pubblico siamo influenzati da un sentimento santo e influenzati da emozioni elevate, e realizziamo la gioia della vita divina. Queste cose hanno un impatto più diretto su una sana cultura dell'anima. Inoltre, è nostro preciso dovere fare solenne dichiarazione pubblica della nostra fede in Dio e della nostra sottomissione alla sua autorità e al suo governo. Una tale dichiarazione la facciamo nell'atto di andare e di unirsi alla preghiera e al culto pubblico. Le nostre "case di preghiera", le nostre "ore di preghiera" e i nostri "milioni di adoratori" attestano ancora la fede dell'Inghilterra in Dio; e ognuno dovrebbe sentirsi geloso per timore che la pienezza e la chiarezza di quella testimonianza siano minimamente compromesse. Affrontare la moderna negligenza del culto e l'usanza del culto di mezza giornata

III L'IMPORTANZA DELLE BUONE ABITUDINI IN RELAZIONE ALLA PREGHIERA PUBBLICA. Qui abbiamo l'esempio del nostro Signore, dei suoi apostoli e dei santi di tutti i secoli. Sarebbe difficile trovare il caso di un uomo o di una donna eminentemente santa, in tutta la storia cristiana, che abbia preso alla leggera o trascurato il culto pubblico e le ordinanze della Chiesa. Tali abitudini dovrebbero essere formate e custodite nei primi anni di vita. Coloro che sono uniti come amici, come mariti e mogli, dovrebbero aiutarsi a vicenda a mantenere le abitudini. Perché hanno una buona influenza sulla vita familiare, sulla vita sociale e sulla vita nazionale. L'associazione costante con le cose divine ha un'influenza benevola e santificante, e rinnova ogni serio proposito di vivere la vita devota. La formazione e il mantenimento di tali buone abitudini è, inoltre, un segno di padronanza di sé in spirito di lealtà e obbedienza a Dio. E tale padronanza di sé è il vero inizio e il fondamento necessario di tutta l'alta moralità e virtù. Garantisce che si farà uno sforzo per intronizzare Dio e il dovere al di sopra delle passioni corporali e di tutte le associazioni della vita

IV I PERICOLI DELLA FORMALITÀ NELLE DEVOZIONI PUBBLICHE. Potremmo partecipare all'adorazione "per essere visti dagli uomini". Possiamo mettere il sensuale o sensuale al di sopra dello spirituale. Potremmo trovare i nostri cuori soddisfatti con il cerimoniale. Possiamo vantarci della nostra regolarità. La nostra stessa familiarità con le forme di culto può portare alla ripetizione senza pensiero o sentimento. L'ebraismo del tempo di nostro Signore presenta un esempio doloroso di come la vita possa tristemente uscire da una religione nazionale, lasciando solo l'osservanza formale di riti e cerimonie che si moltiplicano continuamente. E il maomettano, prostrandosi al suono del muezzin, e mormorando incoerentemente parole di preghiera, ci avverte del pericolo insidioso e fatale del formalismo nella religione pubblica

In conclusione, spiega e imprimi il rapporto stretto e diretto che esiste tra la devozione privata e la devozione pubblica. La vita che possiamo mettere nel culto pubblico deve essere la vita che è stata toccata, vivificata e coltivata da Dio per farla diventare forte, nella nostra camera di preghiera a casa. Non possiamo, con certezza, ottenere la vita al culto pubblico, ma possiamo sempre portarla con noi al culto. La legge opera in senso lato, e si può così brevemente affermare: L'anima nutrita e custodita ha la vita per l'adorazione. Allora "non abbandonate la vostra comune adunanza, come è la maniera di alcuni", e badate di portare al santuario di Dio cuori che battono alti d'amore, riverenza e fiducia. - R.T

2 Era zoppo per zoppo, A.V.; porta per cancello, porta A.V. Se qui si intende una distinzione tra la qura e la pulh del Versetto 10 che non è certa, poiché qura è spesso usata per una porta, dobbiamo capire la qura delle doppie porte della porta descritta da Giuseppe Flavio. Forse lo zoppo si appoggiò a una delle porte aperte. Che si chiama Beautiful. Non è certo di quale cancello si trattasse. Nel 'Dizionario della Bibbia' è descritta come "la grande porta orientale che conduce dal cortile delle donne al cortile superiore", seguendo apparentemente Giuseppe Flavio, ' Deuteronomio Bell. Giuda:,' 5:5:3. Ma è impossibile conciliare i due racconti di Giuseppe Flavio - quello della Campana. Giud:,' 5:5. e ciò in 'Ant. Jud:,' 15:11. Nel primo dice chiaramente che c'erano dieci porte: quattro a nord, quattro a sud e due a est. In quest'ultimo egli dice che c'erano tre porte a nord, tre a sud e una a est. Nel primo dice che quindici gradini conducevano dal recinto delle donne al grande cancello, esattamente di fronte al cancello del tempio stesso antikru thv tou naou pulhv; nel secondo dice molto chiaramente che alle donne era permesso entrare attraverso il grande cancello a est. Con tali discrepanze nella descrizione dell'unico testimone oculare di cui si è conservata la testimonianza, è impossibile parlarne con certezza. Ma sembra probabile che ci fossero due porte a est: una la bella e costosa porta di bronzo corinzio, descritta in modo elaborato da Giuseppe Flavio, attraverso la quale passavano le donne; l'altra la porta maggiore, proprio di fronte e sopra la bella porta hJ uJper than, che conduce dal cortile delle donne al cortile interno; e che Giuseppe Flavio ha confuso l'uno con l'altro nelle sue descrizioni. In ogni caso, la bella porta era probabilmente a est. Si dice che il suo nome corretto sia la porta di Nicanore. Il tempio. Bisogna ricordare che tutto il palco, compresi i portici, e i cortili dei Gentili e delle donne, e il cortile esterno e il cortile dei sacerdoti, era chiamato ton; la casa vera e propria si chiamava oJ naov; quella parte dell'iJeron in cui solo gli Israeliti erano ammessi, fu chiamata all'agion. Giuseppe Flavio divide anche i recinti in primo, secondo e terzo iJeron. La descrizione di questo zoppo deposto alla porta del tempio per chiedere l'elemosina è molto simile a quella inblhto, Luca 16:20 di Lazzaro deposto alla porta del ricco; solo che la parola per posato è in San Luca ejpe e qui è ejtiqoun

La parentela tra religione e carità

Dalla parte esegetica del Commentario si possono ottenere materiali per l' introduzione . Tale introduzione dovrebbe trattare dei poveri sofferenti dell'Oriente, mostrando quanto fossero necessariamente dipendenti dalla carità promiscua. Alla loro condizione si può contrapporre la cura dei poveri in tutti i paesi cristiani, e la fornitura di ospedali e istituzioni per il loro soccorso. Si può anche dare qualche riferimento al tempio di Erode e alla posizione della porta chiamata Bella. Giuseppe Flavio dice che le altre porte erano rivestite d'oro e d'argento, ma questa, che probabilmente era la porta a est, che conduceva dal cortile delle donne, era "fatta di bronzo corinzio, e di gran lunga superava in valore quelle arricchite d'argento e d'oro". Si può inoltre mostrare come questo miracolo, operato dall'agente di San Pietro, assomigli ai graziosi miracoli di guarigione operati da nostro Signore stesso. L'immagine di quest'uomo povero e irrimediabilmente sofferente suggerisce i seguenti argomenti per la meditazione:

LE DISPENSAZIONI DELLA DIVINA PROVVIDENZA PORTANO DISABILITÀ FISICHE AD ALCUNI MEMBRI DELLA FAMIGLIA UMANA. Questo, come fatto, può essere variamente illustrato, e può essere dimostrato, dagli insegnamenti di nostro Signore, che né le infermità e le menomazioni fisiche, né le calamità terrene, sono necessariamente il risultato diretto di un peccato o di una colpa personale. Sono spesso conseguenze ereditarie del peccato ancestrale. Sono spesso il prodotto di circostanze e condizioni di vita, sulle quali il malato non aveva alcun controllo. Possono essere considerati come il grande fardello del peccato che grava sulla razza, e portati più evidentemente da alcuni membri per il bene di tutti. Cantici Finché la razza è peccatrice, deve avere il carattere della sua peccaminosità segnato e impresso da forme manifeste, dolorose, sgradevoli, rivoltanti e apparentemente senza speranza di "sofferenza" tutt'intorno a sé. I "sofferenti" così come i "poveri" li abbiamo sempre con noi

II TALI INFERMITÀ PONGONO ALCUNI MEMBRI DELLA FAMIGLIA UMANA ALLA FRATELLANZA E ALLA CARITÀ DI ALTRI. Perché, se li guardiamo bene, li consideriamo come portatori del fardello comune, e così portano il nostro fardello. Avremmo potuto essere tra i ciechi, o i muti, o gli zoppi, o gli idioti, o i paralizzati; e non è mai abbastanza che ringraziamo Dio per la nostra libertà da speciali disabilità; La nostra gratitudine trova la sua espressione naturale e appropriata solo nel prenderci cura, nell'aiutare e nel soccorrere i disabili e gli afflitti. Chi ne soffre, ovunque si trovi, deve toccare il nostro cuore con tenera emozione. Dovremmo avere un cuore così aperto e sensibile da poterli accogliere tutti. È bene che mostriamo particolare interesse per una particolare classe di sofferenti: orfani, incurabili, zoppi, bambini malati, sordomuti, ecc. Per prendere un posto più alto, nostro Signore è il grande Sofferente, e quindi il capo di tutti i sofferenti. Perciò, per amor suo, e per mostrare la nostra tenera simpatia e il nostro amore per lui, dovremmo prendere i suoi fratelli sofferenti nel nostro amore e nella nostra cura. "Farlo al più piccolo dei fratelli, è farlo a lui". "Chi ama Dio suo Padre, ami anche il suo fratello ".

III UN'ASPETTATIVA NATURALE PORTA GLI UOMINI A CERCARE NEI RELIGIOSI TALE CARITÀ VERSO I DISABILI. È un fatto che gli sforzi sistematici per il benessere dei disabili naturali si trovano solo nei paesi dove prevalgono il pensiero e il sentimento cristiano. Può essere illustrato e applicato:

1. Che questo legame tra religione e carità fraterna è naturale È l'impulso proprio della "bontà umana" che ci porta a prenderci cura degli altri, ma è l'impulso speciale di quel nuovo sentimento che viene dalle relazioni personali e salvifiche con Cristo

2. Che questa connessione sia giusta. Sollecitati come tali dal comando divino e dall'esempio divino, così come dall'esempio di tutti gli uomini nobili e santi

3. Questa connessione è stata, nelle terre cristiane, abbastanza ben soddisfatta. Mostrate in quali ambiti variegati possono ora operare la benevolenza e la carità cristiana. Chiedete con fervore, e con applicazioni dirette: È vero, individualmente per noi, che la nostra pietà ha trasformato in santo vigore la nostra carità? In caso contrario, è di scarso valore per noi o per gli altri.

3 Per ricevere un'elemosina per un'elemosina, A.V. e T.R. Il R.T. ha ejlehmosunhn labein

4 San Luca 4:20, "Gli occhi di tutti erano fissi su di lui h ajtenizontev; " e Atti 22:5-6, "guardando con fermezza". San Luca usa anche la frase in Atti 1:10; 3:12; 6:15; 7:55 ; ma non si trova da nessun'altra parte nel Nuovo Testamento tranne 2Corinzi 3:7,13

5 Da per di, A.V

6 Ma per allora, A.V.; quello che ho per quello che ho, A.V.; camminare per alzarsi e camminare, A.V. e T.R. Nel nome di Gesù Cristo di Nazareth. Che cosa Pietro intendesse con "nel Nome", lo spiega chiaramente in Versetti. 12 e 16, dove mostra che non hanno operato il miracolo con la loro propria potenza o pietà, ma che lo zoppo è stato guarito dal Nome di Gesù, nel quale ha creduto. Cantici nostro Signore disse di se stesso: "Io son venuto nel nome del Padre mio" Giovanni 5:43 -- ; comp. Giovanni 10:25 Osserva la piena designazione di nostro Signore come "Gesù Cristo di Nazareth" tou Nazwraiou, Atti 4:10, e comp. Matteo 11:23. La fede che era la condizione della guarigione ejpistei, Versetto 16 comprendeva l'umiliazione e la croce del Cristo come espresso nella parola il Nazareno così come la sua potenza e gloria

Ricchezze spirituali

"Allora Pietro disse," ecc. Introduzione. L'intera scena suggestiva sul tema dello stato dell'uomo. Il contrasto tra l'uomo che giace in squallida miseria al cancello del tempio e gli splendori dell'edificio religioso. Che cos'era quella religione che poteva sopportare di vedere ogni giorno simili spettacoli e non aveva alcun messaggio per i poveri? Tutti i vangeli devono essere provati da questa prova: predicateli ai poveri. Gli uomini che avevano operato il miracolo avevano imparato a ripiegarsi su Dio per le cose di questo mondo. Erano poveri come i mendicanti, eppure ricchi dei doni di Dio. Avevano accesso alle offerte della Chiesa, eppure, con un'abnegazione molto poco sacerdotale, potevano dire di non avere nulla. Atti la porta del tempio, nell'ora della preghiera, impara questa grande lezione della dotazione e della prosperità divina

I Un grande esempio di RICCHEZZA, PERSONALE. «Come quelli che ho». Che cosa è stato? Lo Spirito Santo riempie tutta la natura. Prendete i due uomini, Pietro e Giovanni. Quanta ricchezza di conoscenza, di intuizione, di potere sulle anime degli altri! Anche negli aspetti esteriori, i risultati sulla vita del mondo riconducibili a questi due nomi, sono incommensurabili; eppure erano entrambi pescatori di Galilea. Ciò che avevano era stato dato loro da Dio. L'investitura che ha permesso loro di guarire una persona che il mondo non poteva sollevare. Sicuramente è un dono infinitamente più grande essere in grado di lavorare a tali opere di una qualsiasi di quelle distinzioni di genio letterario o di abilità artistica che il mondo premia in modo così stravagante. Tale ricchezza è nostra come credenti, in grado maggiore o minore, una ricchezza che nessun uomo può toglierci, che cresce con la preghiera e lo sforzo, che non può morire con noi; "Le loro opere li seguono". La Chiesa dovrebbe cercare questa ricchezza dello Spirito, non, come ha fatto la falsa Chiesa, la ricchezza che perisce, per timore che il denaro perisca con essa

II Un'impressionante illustrazione del METODO DI DIO PER SOLLEVARE LA FERITA dalla sua rovina. Dimostrare che sia la Chiesa che lo Stato hanno fallito. Il tempio può avere belle porte, ma essere pieno di orribile idolatria e vergogna. Lo Stato può abbondare d'argento e d'oro, e tuttavia presentare agli occhi immagini così deplorevoli di impotenza, che rivelano la propria impotenza, come il povero mendicante, che passava ogni giorno nel luogo più pubblico e nel luogo più sacro della città. L'aspetto attuale del mondo che si professa religioso e la condizione sociale delle nostre grandi popolazioni esigono una confessione dell'incapacità dell'uomo di produrre una società veramente felice. Qui c'è:

1. Il Nome di Gesù Cristo proclamato come la nuova potenza che si vuole, come redenzione del mondo dal peccato, ponendo la vita spirituale alla radice di ogni altra vita, guarendo le miserie degli uomini con la compassione e con opere meravigliose, promettendo l'intero rinnovamento sia del corpo che dell'anima in un altro mondo

2. La vera Chiesa tiene in mano la leva per mezzo della quale il mondo sarà innalzato. Vogliamo i due apostoli, lo spirito petrino di fede, lo spirito giovanneo di amore. Dobbiamo parlare chiaramente e senza riserve, nel Nome di Cristo, non in nome del potere ecclesiastico e dell'esibizione rituale, ai più poveri, e senza avidità di sporco guadagno; e dobbiamo prepararci a mettere in campo l'energia e i doni che abbiamo, tutti allo stesso modo, e in spirito di fratellanza; allora riempiremo il mondo di lodi, e lo zoppo salterà come un cervo, e la lingua del muto canterà vedi Isaia 35., come predizione del potere della Chiesa sul mondo. Il messaggio è individuale, per i ricchi e per i poveri: "Alzatevi e camminate". Nessuna vita è vera vita se non è benedetta da Dio.

Versetti 6, 16.- Il potere del Nome di Cristo

La Versione Riveduta, nella sua traduzione del Versetto 16, pone il Nome in modo ancora più prominente della Versione Autorizzata. Dice: "E per mezzo di o, 'a causa' della fede nel suo Nome il suo Nome ha reso forte quest'uomo". Questo rappresenta l'ordine effettivo delle parole greche. L'incidente è descritto in modo così vivido da Luca, che un'immagine suggestiva della scena può essere fornita come introduzione. Il punto di differenza tra questo e i miracoli di nostro Signore che richiede attenzione è questo: nostro Signore ha richiesto segni di fede prima di compiere i suoi miracoli, San Pietro non ha aspettato tali segni in questo oggetto del potere di guarigione. Due ragioni possono aiutare a spiegare la differenza. San Pietro doveva mostrare la fede che lui e gli altri apostoli avevano in Cristo. I segni della loro fede erano proprio allora la cosa importante, piuttosto che i segni della fede dell'uomo. Poiché il nostro Signore agiva direttamente, e non come un agente, poteva prestare tutta l'attenzione alla ricettività, o ricettività, degli oggetti del suo potere. E possiamo anche dire che il miracolo è stato compiuto piuttosto per il bene del popolo che per quello dell'uomo. Era un invito per loro a prestare attenzione alla testimonianza degli apostoli; e quindi San Pietro era, giustamente, più preoccupato dell'influenza del miracolo sulla gente che della condizione morale dello zoppo. San Pietro agì su un improvviso impulso dello Spirito Santo che dimorava in lui, ed era giusto che lui e il resto dei discepoli si mantenessero aperti alla guida dello Spirito. pronto a seguire e obbedire alle ispirazioni e ai moniti interiori. Confronta la risposta di Paolo alla guida divina, in Atti 16:6-10. Abbiamo bisogno, in questi giorni, di recuperare la fede perduta nella presenza e nella guida di Dio, lo Spirito Santo, e di vincere l'atteggiamento di vegliare per la Sua guida benevola. "Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. La spiegazione di San Pietro del miracolo è che è stato compiuto nella "potenza del Nome di Cristo". Questo ci sforziamo di capire

IL NOME DI CRISTO RACCOGLIE I SUOI DIRITTI E I SUOI ATTRIBUTI. Un nome dovrebbe essere l'espressione di ciò che una cosa è, o di ciò che un uomo è. Al giorno d'oggi i nomi di persone sono convenzionali e privi di significato; sono fissati per caso o per sentimento. Nei tempi antichi avevano un significato ed erano appropriati per gli individui; quindi un nome era una spiegazione o una rivelazione. In simpatia con ciò si dice che i redenti devono avere un "nuovo nome" sulla fronte. Raccoglierà in un'espressione il loro privilegio e la loro gioia di pienamente redenti. F. W. Robertson, nel suo sermone su 'Jacob wrestling' First Series, p. 41, dice: "Nella storia ebraica sono distinguibili tre periodi distintamente marcati, in cui nomi e parole avevano caratteri molto diversi. Nel primo di questi periodi i nomi significavano verità, e le parole erano i simboli delle realtà. Le caratteristiche dei nomi dati allora erano la semplicità e la sincerità. Il secondo periodo inizia all'incirca nel periodo della partenza dall'Egitto, ed è caratterizzato da una semplicità senza sosta, con l'aggiunta di un pensiero più sublime e di un sentimento più intensamente religioso. Il terzo periodo era al suo apice al tempo di Cristo: le parole avevano perso il loro significato e condividevano lo stato vuoto e irreale di tutte le cose. Giacobbe visse nella prima età, quando gli uomini sono sinceri, veritieri e seri, e i nomi mostrano carattere. Dire a Giacobbe il Nome di Dio significava rivelargli ciò che Dio è e chi". "L'uso del Nome come equivalente del potere è molto ebraico. È nato da passaggi come Salmi 106:8 : 'Li ha salvati per amore del suo nome'. Nella letteratura degli ebrei si attribuiva grande potere al Nome di Dio, anche quando era solo inciso, ad esempio come si diceva nella tradizione che fosse stato sulla verga di Mosè. Il Nome di "Gesù di Nazareth" rappresenta, quindi, la sua messianicità, la sua missione, la sua infinita dignità, la sua opera accettata e il suo potere presente. O, potremmo dire, lo rappresenta e lo presenta come l'attuale Redentore, "capace di guarire e di salvare fino all'estremo".

II IL NOME DI CRISTO IMPLICA LA SUA PRESENZA SPIRITUALE. Questa sarebbe un'associazione familiare all'ebreo. Dio era nel roveto, ma Mosè aveva solo il suo nome. Dio liberò Israele dall'Egitto, ma Israele lo conobbe presente con loro solo nel suo Nome. Adoravano un Dio che non avevano mai visto, e che solo potevano "esaltare con il suo grande Nome, Iah". E così Gesù Cristo uscì dalla sfera dei sensi. In realtà, però, ancora presente, spiritualmente presente, e operante opere di grazia e potenti mediante la fede nel suo Nome. Questo è tutto ciò che abbiamo di Cristo, il suo Nome. Eppure anche per noi è l'afferrare la realtà spirituale della sua presenza

III IL NOME DI CRISTO PUÒ GUARIRE I MALATI. Perché Egli è presente nel Nome. "Il Nome non ha funzionato come formula di incantesimo; richiedeva, sia da parte di chi lavorava che da chi riceveva, la fede in ciò che il Nome rappresentava: la manifestazione del Padre attraverso il Figlio". L'illustrazione più sorprendente della fede dell'apostolo nel Nome di Cristo, cioè la presenza reale di Cristo e il potere di guarire, si trova nel recupero di Enea Atti 9:34 San Pietro parlò come se avesse visto Cristo lì, dicendo: "Evena, Gesù Cristo ti guarisce".

IV IL NOME DI CRISTO PUÒ GUARIRE L'ANIMA MALATA DI PECCATO. Perché tutte le guarigioni esteriori e materiali non sono altro che illustrazioni di ciò che Cristo sta facendo ora nelle sfere morali, nei nostri cuori e nelle nostre vite, se vogliamo, mediante la fede, aprirci a lui. E ciò che viene chiamato fede è semplicemente questo: l'apertura dell'anima al Salvatore vivente, che, nella sua potenza e grazia divina, può entrare, guarire, purificare e salvare. "Ecco, io sto alla porta e busso", ecc. Fate appello per sapere se c'è ancora stata questa apertura a Cristo. Fate capire che, in tutta l'opera di guarigione e di salvezza, l'uomo può essere l' agente, ma il potere risiede nel Nome, che raduna per noi un Salvatore vivente presente.-R.T

La responsabilità nel possesso del potere

I viaggiatori ci dicono che una delle cose più tristi che si vedono nei paesi orientali è l'affollamento di mendicanti nei pressi delle moschee maomettane, e alle porte delle città e delle grandi case; molti di essi presentano le immagini più dolorose e rivoltanti della sofferenza umana. "La collocazione di mendicanti, specialmente mendicanti mutilati, alla porta del tempio, era evidentemente suggerita dalla persuasione che i sentimenti di coloro che stavano procedendo o erano stati impegnati in un atto di culto solenne, sarebbero stati più inclini alla carità e alla benevolenza che in tempi ordinari" vedi 'Bible Lands and Customs,' Van Lennep, vol. 2. p. 754. Fissate l'attenzione sulle parole effettivamente dette al mendicante da San Pietro, e considerate

1 La coscienza del potere, e

2 La responsabilità del potere cosciente

IO LA COSCIENZA DEL POTERE. "Quello che ho te lo do". San Pietro sentiva di avere qualcosa. Sapeva che poteva beneficiare e benedire il sofferente, se non nel modo preciso che l'uomo si aspettava. San Pietro non aveva il potere comune di "argento e oro"; il potere di gran lunga migliore, di guarire, che aveva San Pietro. Ciò di cui abbiamo tanto bisogno è di risvegliarci alla coscienza del potere che abbiamo in Cristo Gesù; a credere negli abbondanti e variegati poteri di cui sono dotati la Chiesa di Cristo e il singolo cristiano. Dovremmo aspettarci di vedere segni di potere l'uno nell'altro, come fratelli cristiani. Dio non rinnova mai alcun uomo mediante il suo Spirito senza anche dotarlo di un dono, o talento, nella fiducia. I poteri differiscono nei diversi uomini. Ogni uomo ha il suo. La ricchezza è un potere, un potere terribile, se non è stato prima deposto sull'altare di Cristo, e poi preso e usato come suo; un potere glorioso se, all'inizio della vita, l'anima ha fatto un grande patto con Cristo, e ha solennemente giurato che tutto ciò che può essere guadagnato sarà consacrato a lui. L'intelletto è un potere. Ogni uomo che sa un po' più del suo prossimo ha un potere. Egli può insegnare, può illuminare, può guidare. Ma un uomo può avere poco denaro e poca mente, e tuttavia avere la fiducia di quella cosa molto più alta: il potere spirituale. Egli può essere in grado di afferrare la "grande potenza di Dio" e di usarla per la benedizione di altri. Quel "potere spirituale" giace dormiente troppo spesso in noi. Abbiamo bisogno di qualcosa che agisca in noi, come in San Pietro, e risvegli la coscienza della nostra fiducia; qualcosa che susciti in noi impulsi potenti, che ci scuota dalla nostra apatia e dal nostro egoismo, che ci spinga a dire: "Bisogna rendere testimonianza a Cristo, e io devo contribuire a farlo; un'opera per Cristo deve essere fatta, e io devo aiutare a farlo; il mondo deve essere conquistato per Cristo, e io devo mettermi al lavoro per conquistare quel piccolo pezzo di mondo in cui Dio si è compiaciuto di mettermi".

II LA RESPONSABILITÀ DEL POTERE COSCIENTE. Tutti i doni che Dio ci fa sono per il nostro dono agli altri. Tutta la forza di Dio è per l'uso. Se rende forte un braccio, è per lavoro. Se rende forte una voce, è perché interceda gli altri per lui. Se rende forte un cuore, è perché ispiri altri a cose più nobili. Non c'è nessuna benedizione divina che sia destinata a riposare con noi. Tutte le benedizioni che fluiscono verso di noi devono fluire attraverso di noi, ottenere forza da noi e fluire in ristoro al di là di noi. Se sei costretto a riconoscere il fatto che potresti-potresti dare, potresti insegnare, potresti simpatizzare, potresti rallegrare-allora su di te grava una solenne responsabilità. Ciò che potete fare per Cristo e per i suoi fratelli, siete tenuti, da tutte le sante persuasioni e considerazioni, a farlo. Come voi, per la graziosa fiducia di Dio, dovete essere sempre pronti a dare , a spendere e a usare per il servizio e la benedizione degli altri.-R.T

7 Sollevato per sollevato, A.V.; le sue ossa della caviglia per le ossa dell'anca, la conoscenza medica di A.V. St. Luca discerne la causa della zoppia, una debolezza nelle ossa della caviglia

8 E balzando in piedi, si alzò e cominciò a camminare, perché egli, balzando in piedi, si fermò e camminò, A.V.; entrò per entrare, A.V. Nel tempio ton. Attraversò il cancello e salì i quindici gradini che conducevano all'agion vedi nota al Versetto 2

10 Ha preso conoscenza di lui per sapere, A.V. Meraviglia e stupore qambov; qualsiasi emozione molto forte di timore reverenziale, ammirazione o stupore. Si trova altrove solo in Luca 4:36, dove descrive il timore e lo stupore che si abbatterono su coloro che assistettero alla cacciata dello spirito impuro dall'uomo nella sinagoga di Cafarnao. Il verbo qambe ricorre in Atti 9:6 nella R.T., ed è reso "stupito" nella R.V., ma è omesso nel testo della R.V.; altrove solo in Marco 1:27 10:24,32

Ekqambov ricorre una volta nel Versetto 11 di questo capitolo; e ejkqambeomai inkstasiv, Marco 9:15; 14:33; 16:5,6 ; e un'estasi, usata per lo più in uno stato di trasporto, come Atti 10:10; 11:5; 22:17. Ma nella LXX, Genesi 27:33; Marco 5:42; 16:8 ; e Luca 5:26, è usato, come qui, per una violenta emozione di stupore e stupore

Versetti 19, 21.- Tempi di ristoro e di restituzione

Queste due parole si riferiscono allo stesso tempo. "Senza dubbio l'apostolo Pietro, così come tutti i discepoli e tutta la Chiesa apostolica, consideravano la venuta di Cristo come vicina, ma sempre come qualcosa di futuro. Questa "venuta di Cristo" deve essere concepita come coincidente con i "tempi di ristoro", e il suo soggiorno nel mondo celeste si conclude con il suo ritorno sulla terra per il completamento della sua opera. La conversione degli uomini, quindi, e la diffusione della fede in Cristo, sono le condizioni del rapido avvicinarsi di quel tempo benedetto" comp. 2Pietro 3:9-13 "Riguardo al senso dell'espressione 'restaurazione di tutte le cose', senza dubbio può sorgere se teniamo costantemente presente la relazione del Redentore con questo mondo peccaminoso: Cristo è il Restauratore della creazione decaduta, e quindi la parola 'restituzione' deriva dal suo potere redentore il suo significato peculiare, cioè quello di riportare a una condizione originariamente pura". La Versione Riveduta migliora materialmente la lettura di questi versetti: "Pentitevi, affinché vengano stagioni di ristoro dalla presenza del Signore". "Questi tempi o stagioni di ristoro, e quei 'tempi di restaurazione o restaurazione di tutte le cose di cui Dio ha parlato', sembrano entrambi riferirsi alla stessa grande speranza della Chiesa, e sono connessi con il secondo invio di Gesù Cristo dal cielo sulla terra". Pietro aveva le idee più chiare sul regno messianico, ma era ancora ostacolato dalle figure nazionali e temporali sotto le quali era stato profetizzato. Il suo scopo è evidentemente quello di esortare l'uditorio ad accettare immediatamente Cristo, come il modo per instaurare il tempo messianico da lungo tempo promesso e glorioso. E il punto di impressione per noi è questo: la penitenza, l'obbedienza e la fede dell'uomo preparano la via per la venuta del regno di Cristo e l'adempimento di tutte le promesse divine. "Quanto più velocemente Israele si sarebbe rivolto a Gesù, tanto prima Gesù sarebbe tornato in Israele". Da questa considerazione siamo ancora esortati a predicare il Vangelo e a persuadere gli uomini a pentirsi, in patria e all'estero

I MOMENTI DI REFRIGERIO CHE SONO SEMPRE A PORTATA DI MANO. Dio è sempre "in attesa d'essere misericordioso", come se stesse aspettando le opportunità di dare agli uomini la sua ricca benedizione spirituale. I risvegli sono sempre vicini, quando i cuori degli uomini sono resi umili, aperti e in ricerca. Un'anima individuale si pone forse nell'umiliazione e nella preghiera? I "tempi di ristoro" sono vicini per essa. Una Chiesa si unisce nella confessione e nella supplica? I "tempi di ristoro" verranno in risposta al suo grido. E questa certezza dovrebbe fungere da persuasione morale e spingere gli uomini a cercare cose più alte e migliori. "Non siamo stretti in Dio". Egli ci benedirebbe più abbondantemente se fossimo più veramente pronti per la benedizione. "Egli è in grado di far abbondare ogni grazia", ecc. Prendendo i "tempi di ristoro" come stagioni che devono essere realizzate ora dall' anima e dalla Chiesa, possiamo ottenere illustrazioni dalla storia dell'Antico Testamento, specialmente esempi che si verificano negli ultimi anni del declino nazionale, come le riforme sotto Ezechia e Giosia. O dal Nuovo Testamento, in particolare a proposito della Pentecoste. O dall'epoca cristiana, notando che tali "tempi" assumono una varietà di forme e caratteri. A volte sono prominentemente intellettuali, come illustrato nel risveglio sotto Lutero e i realisti di Port; a volte sono prominentemente pratici, come illustrato nel risveglio sotto San Bernardo; a volte sono prominentemente emotivi, come illustrato nel risveglio sotto Whitefield, e nei risvegli scozzesi e irlandesi dei tempi recenti. Tali "tempi di ristoro" sono necessari per la giusta cultura della nostra vita spirituale. Nelle condizioni attuali, il mantenimento del bene è così difficile. Spesso anche lo scopo santo si affievolisce, e ci stanchiamo di fare il bene. Cantici in tutti i settori della vita abbiamo bisogno di tempi di risveglio. Tali sono i nostri riposi estivi, i nostri sabati, compleanni, ecc. Se solo ci metteremo in giusti atteggiamenti di umiltà e di ricerca, troveremo i "tempi di ristoro" di Dio sempre vicini. Applicatela in modo particolare alla chiamata degli uomini al pentimento e alla fede. Mostra quale potere acquisiamo su di loro quando, con San Pietro, possiamo dire: "La grazia è pronta, ti aspetta se ti convertirai . Il perdono è pronto. La porta del nuovo regno è aperta. La vita eterna è pronta. Dio aspetta solo il tuo sguardo per entrare e salvare anche te. Pentitevi, affinché vengano per voi i tempi buoni ".

II I TEMPI DELLA RESTAURAZIONE CHE STANNO ARRIVANDO DI LÌ A POCO. Dovremmo farci qualche idea appropriata del grande piano per il recupero della razza umana decaduta. Indiscutibilmente il mondo è un mondo caduto, disordinato, in rovina. Ma Dio ha misericordiosi propositi riguardo alla "restaurazione", o messa a posto, "di tutte le cose". E la morte di nostro Signore per la redenzione umana diede inizio alla restaurazione di tutte le cose. L'attuale opera spirituale di nostro Signore nei "luoghi celesti" - le sfere morali e spirituali - è la presidenza dell'opera di restaurazione. Allora dobbiamo concepire un glorioso giorno di restaurazione a venire, quando il piano e lo scopo divino saranno pienamente realizzati. Possiamo solo farci un'idea molto imperfetta e indegna di ciò che sarà quel giorno; ma possiamo avere profonde impressioni del nostro rapporto con la sua venuta e del nostro dovere di affrettare il tempo glorioso, facendo in modo che l'opera di restaurazione della grazia sia pienamente compiuta nel nostro cuore, nella nostra vita e nelle nostre sfere, e che il vangelo del Salvatore vivente sia predicato così ampiamente che "ogni ginocchio possa essere portato a piegarsi davanti a lui". C'è un vero senso in cui possiamo affrettare il giorno in cui il Redentore "vedrà il travaglio della sua anima, sarà soddisfatto" e "consegnerà il regno a Dio, sì, al Padre". Possiamo donarci a Cristo, e fare in modo che un altro peccatore sia vinto. Possiamo parlare di Cristo agli altri, persuaderli a pentirsi e a credere, e così contribuire a moltiplicare il numero dei salvati, che saranno riconosciuti in quel grande giorno.

11 Egli per lo zoppo che è stato guarito, A.V. e T.R. Si pensa che le parole della T.R. si siano insinuate nel testo dalle parti lette in chiesa a partire da qui, il che ha reso necessario fornirle. Tenuto, per mano o in altro modo, non è necessario in senso spirituale. Il portico che si chiama di Salomone. Giuseppe Flavio ci dice che il re Salomone costruì con muratura solo il lato orientale del recinto del tempio, e che sulle fondamenta artificiali così formate fu costruita una stoa, o colonnato coperto, mentre gli altri lati del tempio al tempo di Salomone erano nudi e privi di edifici, ma che nel corso del tempo, e con un enorme dispendio di tesori, Il terreno fu riempito, livellato e reso solido dalla muratura di enormi mura tutt'intorno, e poi il circuito degli edifici fu completato. Questa stoa orientale, o colonnato, era chiamata il portico di Salomone, vedi Giovanni 10:23 Grandemente meravigliato; ekqamboi, vedi nota su Versetto 10

Versetti 11-21.- L'umano e il divino

Gli elementi umani e divini sono qui ammassati insieme, come in effetti lo sono nella maggior parte, se non in tutti, gli eventi della nostra vita. Guardiamo...

I L'ELEMENTO UMANO

1. Eccitazione. L'uomo che era stato zoppo, in preda all'eccitazione della gioia e della gratitudine, "strinse Pietro e Giovanni" Versetto 11, e "tutto il popolo corse insieme con grande meraviglia" Versetto 11. Nella regione del Divino c'è calma, serenità, pace; in quello dell'umano c'è agitazione, turbamento, eccitazione

2. Strumentalità. Versetto 12. Noi non facciamo nulla di noi stessi; siamo collaboratori di Dio. Dipendiamo dalla sua assistenza divina, dalla cooperazione delle forze che agiscono intorno e dentro di noi, in virtù del suo potere energizzante, per il compimento delle nostre imprese più umili. Quanto più enfaticamente è questo il caso nell'ambito dell'utilità sacra, nella comunicazione della vita spirituale! Ci dovrebbe essere, ci deve essere, come nel caso di Pietro e Giovanni, l'idoneità per l'opera e l'obbedienza alla parola e alla volontà di Cristo; ma dopo tutto non è "la nostra propria potenza o santità" che "fa camminare alcuno uomo" nelle vie di Dio

1. Senso di colpa, qualificato dall'ignoranza. Pietro accusa i suoi ascoltatori di un crimine positivo e terribile Versetti. 13-15; egli compie, infatti, la riduzione che è dovuta all'ignoranza Versetto 17: non hanno "ucciso il Principe della vita", sapendo che era lui che stavano crocifiggendo. Ma essi rimasero nell'ignoranza colpevole della sua origine, del suo carattere e della sua missione; e la loro ignoranza, se si attenuava, non scusava il loro crimine. Spesso "non sappiamo quello che facciamo" anche quando facciamo un torto agli innocenti, quando pecchiamo contro noi stessi, quando derubiamo Dio della gloria dovuta al suo Nome. La nostra ignoranza non è esclusa dal racconto del Santo e del Giusto; Nondimeno Egli ci giudica veramente colpevoli, e ci condanna

2. Penitenza. Versetto 19. Dobbiamo essere cambiati nella nostra mente, ed essere convertiti o convertiti dalle nostre vie malvagie a quelle che sono giuste, pure, pie

3. Fede. versetto 16. Pietro dice che la "fede nel Nome" di Gesù Cristo aveva dato allo zoppo quella "perfetta integrità" che tutti videro. Egli non dice, né è riportato che abbia detto, che questi "uomini d'Israele" dovessero credere in colui che avevano colpevolmente ucciso, ma ciò era implicito o espresso nel suo discorso a loro. "Ravvedimento verso Dio e fede verso il Signore nostro Gesù Cristo", è la testimonianza resa dagli apostoli "sia ai Giudei che ai Greci" Atti 20:21

II L'ELEMENTO DIVINO

1. Annullare la saggezza. versetto 18. Ciò che Dio aveva mostrato in precedenza doveva essere fatto, egli, nell'ordine della sua santa provvidenza, aveva fatto avverare. Attraverso tutte queste cose che accaddero a Gerusalemme, in cui la mano dell'uomo ebbe una parte così grande, c'era un filo dell'azione divina; così che i propositi dell'amore e della sapienza celesti furono infine adempiuti. Egli ancora "fa l'ira dell'uomo per lodarlo".

2. Glorificare il Giusto e il Santo. Versetti 13, 15. Dio sta portando molti figli alla gloria, così come il "Capitano della nostra salvezza". Garantirà l'assoluzione finale e l'onore di coloro che sono oltraggiati e offesi. "Per i retti sorge la luce nelle tenebre".

3. Restauro. Versetti 12, 19-21. È stata la mano divina, e non la magia umana, a guarire questo mendicante zoppo Versetto 12 È la mano di Dio che dà un tale benedetto potere di guarigione al nostro sistema corporeo, e che solleva l'uomo malato dal letto della sofferenza, della debolezza, della malattia acuta, alla novità della vita fisica. È Dio che concede allo spirito condannato ma penitente la restaurazione del suo amorevole favore "affinché i vostri peccati siano cancellati", ed è lui che un giorno concederà a un mondo rinnovato "tempi di ristoro", la riapparizione di Gesù Cristo nella sua potenza e gloria celeste Versetti 20, 21. C'è un senso in cui

1 c'è molto di meraviglioso nell'opera e nell'adempimento di Dio; è così al di là della nostra comprensione finita. Ma c'è anche un senso in cui

2 Non c'è nulla di sorprendente in qualsiasi atto di restauro o rinnovamento a cui assistiamo. È solo ciò che dobbiamo chiedere e aspettarci da lui. "Perché ci meravigliamo" di ciò? - C

Versetti 11-26.- Testimonianza di Pietro a Gesù

Una grande congregazione, in stato d'animo di meraviglia e pronta ad ascoltare, è davanti a lui. Colui che una volta aveva rinnegato il suo Maestro in un momento di debolezza, ora è in grado con grande potere di dare testimonianza di lui

I UNA RINUNCIA AL POTERE INDIPENDENTE O AL MERITO NEGLI APOSTOLI. La nota di una vera missione. Il falso profeta e il mago non trascurano nulla che possa accrescere il loro presunto carattere soprannaturale. Gli apostoli insistono sul fatto che non sono altro che uomini, non hanno alcun potere da se stessi, sono semplicemente gli agenti di una volontà superiore. Allo stesso modo, viene negata la loro particolare pietà. Non miravano alla reputazione dei santi; Rifiutavano di incoraggiare l'illusione naturale di dover essere migliori degli altri uomini. Questa non era la via per la popolarità, ma la semplice condotta di onesti testimoni di Dio

II L'EVENTO RECENTE RINTRACCIATO ALLA SUA ORIGINE

1. Dio è il Dio fedele, Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, Dio dei loro padri; questi erano appellativi cari e onorati dal tempo. A questi è ora collegato quello di Padre di Gesù. Così il recente si unisce al passato più antico. Un legame inesauribile della costanza e dell'amore divini unisce le epoche e fa della storia il dispiegarsi di un proposito crescente

2. Il suo amore è illustrato dal contrasto con l'odio umano. Avevano ripudiato il Santo e il Giusto e avevano implorato la vita di un assassino al suo posto. Ciecamente avevano affrettato l'"Autore della vita" verso una condanna ignominiosa. Ma chi può contendere contro Dio, la sua potenza, anzi, il suo amore? Lo scopo della vita è vittorioso sulla passione umana, e Dio non permetterà che gli uomini realizzino pienamente i loro intenti suicidi. La Risurrezione, si insista, dunque, è la prova suprema dell'inalienabile costanza e volontà di salvare gli uomini nel loro dispetto

3. L'energia per guarire fluisce sempre dal Cristo risorto. La fede è la condizione per essere benedetti. È il movimento di tutta l'anima verso il Divino Benefattore. È la giunzione dell'umano con la volontà divina, ed è l'unico principio di salvezza

III DEDUZIONI DAL PASSATO. La storia, e ogni sua parte, contiene una logica divina. Ogni studio su di esso è ozioso e non finisce con la domanda: Qual è il significato per il presente? Quale decisione si deve prendere? Quale dovere deve essere assolto ora? I percorsi dell'esperienza convergono verso un unico obiettivo

1. La crocifissione di Gesù era stata un atto di ignoranza. Essi "non sapevano quello che facevano", né il popolo né i governanti. Era una mitigazione del crimine, e divinamente riconosciuto. Gli atti d'ira sono ciechi, e il giusto giudizio distingue tra le prove della passione e le prove della perversità radicata negli atti dell'uomo

2. Era allo stesso tempo un adempimento della profezia. Dio permette che i mezzi malvagi realizzino fini santi. Le rivoluzioni più felici sono spesso scaturite da un momentaneo accenno di rabbia e di risentimento. Il debole cuore umano spende la sua piccola forza esplosiva e silenziosamente apre un'apertura per la marcia di uno scopo più alto. Era necessario che Cristo soffrisse. Ogni piacere è la reazione da... un dolore; ogni nascita procede dal travaglio; Non c'è liberazione senza lotta spirituale. La personalità più spirituale, la più vivente, deve agonizzare e soffrire di più. Questa è la legge. Nella sofferenza del "Capo della vita" essa trova la sua espressione più alta. Così la volontà divina si confrontò con la libertà umana, e si dimostrò l'inutilità della resistenza. Gli stessi sforzi della passione cieca per sconfiggerlo serviranno solo a suscitare il suo significato. Come colpi su una sostanza vibrante, i peccati umani attingono una musica più profonda dal cuore di Dio

IV INDICAZIONI PRATICHE. "Cambia idea e girati." Se non possiamo influenzare il corso fisso delle cose, è saggezza esserne influenzati. Se il proposito divino non deve essere messo da parte per noi, dobbiamo inchinarci davanti ad esso. Non possiamo cambiare il corso del destino, ma possiamo cambiare il corso dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Persistere nell'errore scoperto è come combattere contro le stelle nel loro corso. Il peccato è imperdonabile solo quando è persistente come peccato. La promessa costante del vangelo è che il peccato non sarà più attribuito all'uomo, cioè visto come un fatto della sua vita, quando sarà stato corretto dalla volontà. Il nostro pensiero più profondo ci insegna che non c'è tempo per Dio. Il nostro "adesso" e la sua autodeterminazione è la questione. Un momento solenne di decisione converte l'errore della via nella direzione della verità e del diritto

V PROMESSE DI BENE FUTURO

1. Sono di indefinibile grandezza e attrattiva. Non possiamo analizzare completamente il contenuto di qualsiasi promessa divina. Le sue ricchezze superano la definizione e il pensiero. Agisce nello stesso momento, ogni promessa ha indizi che guidano la fede e l'aspettativa. Qui "tempi di ristoro" e "invio di Gesù" formano tali indizi

2. Puntano a un obiettivo della storia. "I tempi della restaurazione di tutte le cose". L'età d'oro del paganesimo risale a un passato remoto; quello di Israele e del Vangelo si trova in un futuro lontano. Essa si basa, come tutto il nostro bene, su niente di meno sicuro della volontà divina, ed è oggetto di oracoli profetici. Definire significa limitare, restringere e impoverire i nostri ideali più nobili. Accontentiamoci, come insegna Pietro altrove, di accettare la profezia come una "luce che risplende in luogo tenebroso, fino all'alba del giorno".

3. Sono progettati per guidare la condotta, non per spiegare completamente il futuro. La predizione della Legge citata da Pietro ricevette molte interpretazioni mutevoli nel lungo corso della sua esistenza. L'effettivo adempimento più alto non è stato riconosciuto quando è arrivato. Dio si realizza sempre in modo inaspettato. Nel frattempo il ritardo dell'adempimento tiene svegli il pensiero e la speranza

4. La crescita e l'enfasi crescente della profezia. Il suono non muore, ma si accumula di volume man mano che procede, riempiendo la terra. Facciamo ora attenzione al suo suono? Non c'è forse una voce di Dio per noi nell'istruzione e negli avvertimenti dei più grandi spiriti del nostro tempo? Ogni maestro che ci invita a sforzarci e ad aspirare all'ideale, il regno di Dio nello spirito, è un profeta ed è investito di una certa potenza oracolare per la sua generazione

VI L'EREDITÀ DEL PRESENTE. Anche noi siamo "figli dei profeti". Dio ci ha parlato. Dietro di noi giace il passato, con le sue meravigliose tradizioni, i suoi desideri ancora insoddisfatti. Anche noi siamo inclusi nell'alleanza divina di benedizione. Il processo degli eventi messo in moto dalla Causa eterna continua in noi. Il seme dei suoi pensieri amorevoli diventa di nuovo fertile negli spiriti di ogni generazione successiva e appare in nuovi fiori e frutti. Fino a quando "tutti i paesi della terra" saranno così seminati e impregnati dei pensieri di Dio, il processo continuerà. Via, dunque, una teologia morta che cerca ispirazione solo nel compiuto, non anche nel compimento e nel da compiere. Crediamo in Dio, non solo perché sappiamo che egli si è agitato nelle anime degli uomini nei tempi antichi, ma perché lo sentiamo agitarsi nelle nostre anime ora

VII ORDINE NEL PROPOSITO DIVINO. Israele prima e poi attraverso Israele le nazioni devono essere benedette. La forza spirituale, come le altre forze, deve essere concentrata per poter essere diffusa. Altre nazioni hanno avuto la luce, ma Israele la più intensa. È la coscienza morale che fa l'umanità; e nel convertirsi dal peccato, gli uomini sono sulla via di ogni bene, di crescere bene; la negazione del male è l'affermazione del principio dello spirito.

Versetti 11-26.- Un grande sermone a una moltitudine stupita

I IL PUBBLICO

1. Diverso da quello precedentemente riunito, che era composto principalmente da uomini devoti, che erano interessati allo strano fenomeno delle lingue. Si trattava di una folla mista, in parte di adoratori del tempio, in parte di passanti, tra cui, quindi, molti che erano presenti, alla Crocifissione, che avevano gridato: "Crocifiggilo!"

2. Il loro stato d'animo. Molto stupiti, pronti per essere istruiti, guardando interrogativamente gli apostoli, quasi adorandoli. Strano che fossero così colpiti dopo aver visto i miracoli del Signore. Probabilmente già profondamente toccati e pieni di rimorsi dalla Crocifissione, cominciarono a credere nella Resurrezione, e così pieni di allarme per timore di essere incorsi nella giusta ira di Dio. Pietro "lo vide", cioè i segni di una mente risvegliata e di un cuore intenerito. Egli «rispose», forse grida di stupore e di domanda

II L'OGGETTO DEL DISCORSO. Non il miracolo in quanto miracolo, ma la messianicità di Gesù, come è dimostrato da esso, e la sua relazione pratica con i presenti

1. I fatti del Vangelo sono messi faccia a faccia con le parole della Scrittura. Si dimostra che l'arbitrio dell'uomo è interamente sotto il controllo di una Provvidenza dominante, "il consiglio determinato di Dio". Così la grandezza e la grazia della fede si rivelano subito chiaramente. Il miracolo cade al suo posto come segno dell'opera divina. È il Nome di Cristo al quale tutto deve essere ascritto. Come la moltitudine fu agente incosciente nell'adempimento delle profezie, così gli apostoli sono semplicemente ministri che proclamano il vangelo, incitando i loro fratelli a credere

2. La vicinanza del regno di Dio è fatta il fondamento di una fervida chiamata al pentimento e alla fede. L'enorme responsabilità di un tale tempo è dichiarata. Se Dio ha operato, come può passare oltre la disubbidienza volontaria e la negligenza di coloro ai quali viene inviato un tale messaggio?

3. Il giorno della grazia è annunciato. Mentre la colpa della crocifissione di un Salvatore è pronunciata con franchezza, la porta della vita è spalancata. Peter usa bene la sua chiave. Verranno tempi di ristoro e di gioia se l'impenitenza non li ostacola. Gesù è stato mandato per benedirvi, non per maledirvi; per offrire il sangue che avete versato per voi, non per invocarlo sul vostro capo, come avete fatto nella vostra cieca passione. Era un appello dalla paura alla fede. Contemplate il potere, ma comprendete che il potere non è la morte, ma la vita. Credere e vivere. Un messaggio veramente evangelico

III UN ESEMPIO DI FERVORE APOSTOLICA

1. Completamente pervaso dallo spirito di fede. Guardate non a noi, né all'uomo guarito, ma a Cristo. La potenza e la santità o "pietà", Versione Riveduta, non sono nostre, ma di Dio. Siamo semplici vasi di terra. L'eccellenza del potere è di Dio. La ferma persuasione che dava audacia al predicatore non era la mera eloquenza naturale, o la forza fisica, o l'elevazione temporanea agli occhi della moltitudine; ma una fede scritturale, che si basava sulle promesse adempiute di Dio, che vedeva i fatti alla luce della verità eterna, che afferrava la speranza del futuro: "la restaurazione di tutte le cose".

2. Immediatezza dell'appello. Non avevano paura dei loro volti. Parlavano alle loro coscienze. La colpa dei crocifissori è imputata a loro. Abbiamo successo meglio con gli uomini quando sentono la nostra mano stringere la loro coscienza; se solo credessero nella nostra sincerità e fedeltà. Eppure gli apostoli non potevano sapere come sarebbe stata accolta una simile accusa. La meraviglia potrebbe essere mutata in una moltitudine volubile in autogiustificazione e rabbia contro il profeta che disse: "Voi siete gli uomini". Confrontate sotto questo aspetto i profeti del Nuovo Testamento con quelli dell'Antico Testamento

3. Simpatia e amore per le anime. Niente come l'inumano denunciare o denunciare. Essi sono ancora "fratelli". Lo hanno fatto "per ignoranza". Possono ancora essere benedetti e salvati. C'è una "perfetta solidità" per loro se l'avranno

4. Saggezza ispirata e abilità celeste. Furono "ammaestrate da Dio" come parlare. Il messaggio sorprendente viene prima: "Voi siete colpevoli", poi l'esposizione delle Scritture che porta all'amorevole appello alla conclusione. La nostra ultima nota dovrebbe essere sempre l'amore. Tuttavia, il filo d'oro della fedeltà al Vangelo deve attraversare tutti. Un modello di predicazione. Fa il principio, la metà e la fine, Cristo. Ma sia Cristo, il Salvatore dal peccato, non Cristo, il semplice Maestro, o Esempio, o Mistero di Dio, ma il Messaggero di pace per le anime morenti. Il sermone, senza dubbio, è dato solo in modo approssimativo, perché probabilmente occupò un po' di tempo, poiché il miracolo si compì verso le tre del pomeriggio e il sermone fu interrotto la sera. C'era tempo per un discorso di più di un'ora, così che possiamo supporre che i fatti e gli argomenti si siano notevolmente amplificati nel discorso. Sembra che circa duemila si siano convertiti tra il giorno di Pentecoste e la fine del sermone di Pietro nel portico di Salomone. È quindi probabile che una gran parte di quel numero debba la propria conversione a questo sermone; ed erano molti di loro del popolo. La loro identificazione con la Chiesa darebbe, quindi, grande peso al messaggio, che sarebbe ricordato e ripetuto nella sostanza in tutta la città, e quindi tramandato all'autore degli Atti. Non possiamo fare di meglio che studiare questi modelli di semplicità e serietà, se vogliamo essere benedetti con un simile successo tra la gente.

12 A quest'uomo per a questo, A.V.; fissate gli occhi perché guardate così seriamente, A.V.; pietà per la santità, A.V; lui per quest'uomo, A.V. Il lui alla fine del versetto richiede che l'uomo sia stato precedentemente menzionato. L'A.V. lo sentì, e così, avendo preso ejpitw come a questo, tradussero aujton da quest'uomo, come se Pietro avesse supplito alla mancanza della menzione verbale indicandolo. Fissate i vostri occhi. Per l'uso di ajtenizein, vedere la nota al Versetto 4.

Versetti 12-26.- Le due sentenze

"Il Signore non vede come vede l'uomo; poiché l'uomo guarda all'apparenza esteriore, ma il Signore guarda al cuore". 1Samuele 16:7 Ciò che è stimato tra gli uomini è un abominio agli occhi di Dio" Luca 16:15 "La pietra che i costruttori hanno scartata, è diventata la testata dell'angolo Luca 20:17 I passaggi di cui sopra, insieme a molti altri, richiamano la nostra particolare attenzione sulla frequente contrapposizione tra il giudizio degli uomini e il giudizio di Dio. La sezione che precede fornisce due esempi lampanti di questa contrarietà

Il primo è la contrapposizione tra il giudizio degli uomini d'Israele sulla causa della guarigione dello zoppo e la verità dichiarata dagli apostoli. Gli uomini d'Israele pensavano che Pietro e Giovanni lo avessero guarito con la loro potenza o santità. La loro mente cieca e carnale non riusciva a vedere oltre ciò che si trovava proprio davanti a loro. Hanno scambiato lo strumento per la causa. Non riuscivano a vedere il potere di Gesù Cristo in cielo all'opera per mano dei suoi servitori sulla terra. E questo è un tipo di errore umano ampiamente esteso o di falso giudizio. A giudizio degli uomini carnali, per quanto acuta possa essere la loro vista intellettuale, tutto è materiale, e la materia visibile non ha dietro di sé alcuno spirito invisibile. Carestie, pestilenze, terremoti, sono a loro avviso fenomeni naturali con i quali la mano di Dio non ha nulla a che fare. Il successo o la sconfitta in guerra, la prosperità o l'avversità dell'individuo o della nazione, sono dovuti esclusivamente alla saggezza e al valore degli uomini, non alla benedizione o al castigo di Dio. Ed è così anche nella Chiesa. Vedono solo i segni visibili esteriori e ignorano la grazia spirituale interiore. Il santo battesimo è un segno, una cerimonia, un rito. Ha forse un certo significato, un certo potere ammonitore o di insegnamento ai loro occhi, ma ignorano l'energia attiva e vivificante dello Spirito Santo nel sacramento. Il pane e il vino nella Cena del Signore sono emblemi, simboli, pegni, ma non comprendono il corpo e il sangue di Gesù Cristo "che sono veramente e realmente presi e ricevuti dai fedeli" alla mensa del Signore. I sermoni, se eloquenti, capaci e stimolanti, sono cose di potenza naturale a loro avviso, ma non tengono conto dell'efficace opera dello Spirito Santo che accompagna la Parola predicata e che la rende la potenza di Dio per la salvezza. E così è dappertutto, sia nel mondo che nella Chiesa. Il giudizio carnale degli uomini tiene conto solo del naturale e del materiale; coloro che hanno la mente e il giudizio di Cristo riconoscono l'azione soprannaturale e spirituale di Dio

II L'altro esempio fornito da questa sezione della contrarietà tra il giudizio dell'uomo e il giudizio di Dio è quello che è così acutamente posto da San Luca, sia qui che nel suo Vangelo: la preferenza data dagli ebrei a Barabba rispetto a Gesù Cristo. "Voi avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse concesso un omicida, e avete ucciso il Principe della vita; che Dio ha risuscitato dai morti". Qui, dunque, abbiamo il Signore Gesù, l'amato Figlio di Dio; nei quali si compiaceva; che faceva sempre quelle cose che gli piacevano; al quale disse: "Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi", che Dio ha esaltato molto al di sopra di ogni regola, autorità, potenza, dominio e ogni nome che viene nominato, non solo in questo mondo, ma anche in quello futuro; ai quali ha dato "un nome che è al di sopra di ogni nome; che nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi e che ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre". Questo era il giudizio di Dio. Vediamo ora il giudizio degli uomini riguardo a questo stesso Gesù. Egli era nel mondo, in tutta la semplicità della sua giustizia immacolata, in tutta la dignità della sua umanità senza peccato, nella maestà del Figlio di Dio; La pienezza della sapienza, dell'amore e della pura bontà risplendeva in ogni sua parola e opera, ma "fu disprezzato e rigettato dagli uomini". Egli fu insultato come un bestemmiatore, come uno che aveva un diavolo, come un uomo ingordo e un bevitore di vino, come un amico dei peccatori, come un uomo sedizioso e turbolento, come uno che non era degno di vivere. Cantici fu portato davanti ai giudici della terra, accusato, processato come un criminale; percosse, schiaffeggiate, flagellate, sputate addosso, condannate; condotto al supplio, annoverato tra i trasgressori, inchiodato alla croce, lasciato morire tra gli scherni e gli scherni dei suoi assassini. E quando Pilato stesso si offrì di liberarlo, l'offerta fu accolta con il grido: "Non costui ma Barabba", e Barabba era un ladro. Questo era il giudizio dell'uomo. E non abbiamo qui un tipo della frequente contrarietà tra il giudizio degli uomini e il giudizio di Dio? Le cose, le persone, i caratteri, che Dio approva, non trovano favore in un mondo corrotto e perverso; le cose, le persone, i sentimenti, che Dio disapprova, ricevono la lode degli uomini. Le opinioni del giorno, la voce della moltitudine, il tono di pensiero prevalente tra gli uomini, non sono criteri sicuri di valore e di verità. Dobbiamo sempre ricordare che ci sono due giudizi, il giudizio dell'uomo e il giudizio di Dio, e che questi sono spesso diversi l'uno dall'altro. Dovremmo pregare costantemente che lo Spirito Santo di Dio possa darci "un giusto giudizio in ogni cosa", in modo che, sulle varie questioni di interesse che impegnano i pensieri della nostra generazione, possiamo trovarci in armonia, non con le presunzioni degli uomini, ma con la mente onniveggente di Dio

13 Servo per il Figlio, A.V.; davanti al volto per in presenza, A.V.; aveva per era, A.V.; liberalo per lasciarlo andare, A.V. Il Dio di Abramo, ecc. La continuità del Nuovo Testamento con l'Antico Testamento risalta notevolmente nel discorso di San Pietro. Egli parla agli "uomini d'Israele" e collega il presente miracolo con tutto ciò che Dio aveva solitario per i loro padri nei giorni passati. Non sembra cosciente di alcuna interruzione o transizione, o di alcun cambiamento di postura o posizione. Solo un nuovo episodio, da tempo promesso dai profeti, è stato aggiunto. "L'inchiodo si impone ai padri dell'antichità, per timore che sembri introdurre una nuova dottrina" Crisostomo. Dio... ha glorificato il suo servo Gesù. Il servo ha manifestamente ragione così San Crisostomo. È il significato costante di paiv nella LXX; il figlio è sempre uiJov vedi Versetto 26; Atti 4:27,30 Matteo 12:18 l'A.V. ha "servo". Per l'uso dell'Antico Testamento, vedi Isaia 42:1 52:13 53:11 Consegnato in piedi; paredwkate, diverso dall'ekdoton di Atti 2:23. dove vedi nota La parola è applicata all'azione di Giuda nel consegnare Gesù nelle mani dei sommi sacerdoti, Giovanni 19:11 e all'azione di Pilato nel mandare Gesù al supplizio Luca 23:25; Giovanni 19:16 Qui si parla di tutta l'azione dei Giudei nel procurare la morte di Gesù. Negato davanti al volto di Pilato. Il riferimento è esatto a Luca 23:13-23. Per liberarlo. C'è un accordo verbale con Luca 23:16,17,20

Versetti 13-15.- La testimonianza apostolica di Cristo

Nostro Signore nominò chiaramente gli apostoli come suoi testimoni Atti 1:8 In questi loro primi sermoni o discorsi, possiamo trovare i punti che essi consideravano fossero stati appositamente affidati a loro da dichiarare. Essi sarebbero stati sicuri di dare prima la base o i fatti fondanti su cui si basava il sistema cristiano, e poi gradualmente spiegare le varie dottrine che erano incorporate in quei fatti. Il loro fatto centrale e fondamentale fu la risurrezione del loro Signore. Sembra addirittura che, all'inizio, la risurrezione si presentasse agli occhi degli apostoli in modo più evidente della morte sacrificale. Le precise proporzioni e relazioni delle verità cristiane divennero materia di aggiustamento successivo; E, in effetti, stiamo ancora cercando di renderli completi e soddisfacenti. Molte delle moderne controversie dottrinali e delle dispute settarie sono causate da un senso mancante delle proporzioni e delle relazioni nell'intera verità; alcune cose sono esagerate e altre sottovalutate; gli uomini lottano duramente per pezzi di verità, come se fossero il tutto. Il vero lavoro, degno di impegnare tutto il nostro pensiero e tutto il nostro cuore, è la giusta stima di tutti i vari pezzi, e la sapiente collocazione di ciascuno al suo posto. Nella prima predicazione degli apostoli si può anche notare come sembrino stare in disparte, in modo che solo Cristo, il loro Signore e Maestro, possa essere visto e onorato. In questo seguire l'esempio di quel Maestro, perché sembrava che egli si facesse sempre da parte affinché gli uomini potessero vedere pienamente il Padre. E in questo ci mostra anche qual è lo spirito essenziale di tutta la predicazione cristiana. L'io del predicatore non deve mai essere in primo piano; possiamo solo esporre "Cristo Gesù, il Signore". Si può descrivere la scena del "portico di Salomone". Si trovava sul lato orientale del tempio, e "consisteva in una doppia fila di colonne corinzie, alte circa trentasette piedi. Era, come i portici di tutte le città greche, un luogo di villeggiatura prediletto, soprattutto perché di fronte al sole del mattino d'inverno" Giovanni 10:23 In questo stesso portico Gesù stesso aveva insegnato. I punti principali riguardanti il Signore Gesù presentati da San Pietro sono:

IO, GEOVA, LO MANDAI E LO RICONOBBI. Versetto 13. La parola Figlio sarebbe un Servo migliore, e allora viene subito in mente il passaggio, Isaia 42:1 "Ecco il mio Servo, che io sostengo". Rivolgendosi agli Ebrei, era necessario mostrare che non si pretendeva che Gesù Cristo fosse un Dio nuovo e indipendente; l'insegnamento della sua divinità era coerente sia con l'insegnamento dell'Unità Divina, che era la grande verità degli Ebrei, sia con l'insegnamento della Divina Trinità, che è la grande verità cristiana. Per l'ebreo un nuovo Dio dev'essere un falso Dio, poiché Geova è uno. Potevano ricevere messaggeri di Geova. Potevano accettare le manifestazioni di Geova. Il concepimento del "Figlio di Dio" non era per loro impossibile. E perciò il nostro Signore insistette così intensamente che il Padre Dio lo aveva mandato; e gli apostoli esortano a far sì che il suggello dell'accettazione di Geova riposi su di lui e sulla sua opera. Questa verità è ancora necessaria. Non possiamo riposare nella salvezza operata da Cristo a meno che non possiamo vedere pienamente che è la salvezza di Dio vedi Giovanni 3:16

GLI UOMINI RINNEGARONO LA SUA MISSIONE E LO CROCIFISSERO. Versetto 13. San Pietro dà il fatto che Gesù fu "consegnato" e l'aggravamento del fatto - i clamori della malizia superarono effettivamente il naturale senso di giustizia nel governatore romano. Ricordando al popolo questo, San Pietro dichiara il carattere morale del loro atto, e attribuisce al popolo la colpa dell'omicidio giudiziario di nientemeno che del Messia nazionale. Per l'effettivo rinnegamento di Cristo, vedi Giovanni 19:15 ; e allo scopo di Pilato di liberare Cristo, Giovanni 19:4. Il fatto del rifiuto è posto alla base dell'appello al pentimento. Il fatto della crocifissione è invocato come garanzia della sua morte effettiva. Nemici come erano non avrebbero mai lasciato il loro lavoro imperfetto

III ERA LIBERO DAL CRIMINE, E GIUSTO DAVANTI AGLI UOMINI E A DIO. Versetto 14. L'innocenza personale di Gesù aggrava l'iniquità di coloro che hanno assicurato la sua morte; ma ha anche a che fare direttamente con l'opera di redenzione che egli ha compiuto. Se avesse dovuto portare il vero fardello della punizione per i suoi peccati, non avrebbe potuto essere l'efficiente Portatore di Fardello per gli altri. Se avesse una macchia, una macchia o una macchia, non potrebbe essere il sacrificio accettevole per l'umanità, che deve essere l'"Agnello senza macchia". Mostrate quanto si fa molto dell'innocenza personale e della perfetta virtù del Salvatore, nelle epistole. "Santo, innocuo, immacolato", ecc

IV EGLI ERA IL PRINCIPE E L'AUTORE DELLA SALVEZZA E DELLA VITA. Versetto 15. Per il termine "Principe della vita", vedi Atti 5:31; Ebrei 2:10; 12:2. Significa: "Colui che è la fonte da cui fluiscono la vita e la salvezza". Il pensiero principale nella mente di San Pietro è quello della Resurrezione. Colui che ha vinto la morte è il "Principe della vita" e ha il potere di dare la vita. San Giovanni dice anche: "In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini". Nostro Signore stesso ha detto: "Io sono la Via, la Verità e la Vita; "Io sono venuto perché abbiano la vita"; "Io do loro la vita eterna". La degna comprensione di ciò che Cristo è, e può fare, fa sì che il rinnegamento e la crocifissione degli ebrei di lui sembrino un crimine odioso, e la nostra lunga negligenza verso di lui la nostra indicibile vergogna Ebrei 2:3,4

V LA SUA MESSIANICITÀ, LA SUA MISSIONE E IL SUO POTERE DI SALVARE SONO, UNA VOLTA PER TUTTE, E SUFFICIENTEMENTE, DICHIARATI NELLA SUA RISURREZIONE. Versetto 15. Se quella risurrezione è un fatto - e ad essa tutti gli apostoli e i discepoli danno testimonianza, e sulla sua verità letterale San Paolo è persino disposto a mettere in gioco il sistema cristiano - allora ci sono importanti deduzioni da trarre da questo fatto, e specialmente questa: Gesù è il Cristo. Perciò a lui si piegherà ogni ginocchio, e a lui dovrà rivolgersi ogni cuore oppresso dal peccato. Cantici si vede che gli apostoli erano veri predicatori, predicatori modello; fecero uscire Gesù, e dissero a tutti gli occhi di guardarlo.

14 Santo e Giusto per il Santo e il Giusto, A.V.; chiesto per desiderato, A.V

15 Sollevato per bagno sollevato, A.V.. Il Principe della vita; un titolo notevole qui dato a nostro Signore, per far emergere il contrasto tra colui che preferivano e colui che rifiutavano. Barabba era un omicida, uno che ha tolto la vita umana per i suoi vili fini; l'altro era il Principe e Autore della vita, che era venuto al mondo, non per distruggere la vita degli uomini, ma per salvarla. Questo titolo, preso in connessione con la precedente dichiarazione, "Dio ha glorificato il suo servo Gesù", sembra quasi essere una reminiscenza della preghiera del nostro Salvatore: "Padre, glorifica tuo Figlio, affinché anche tuo Figlio glorifichi te, come tu gli hai dato potere sopra ogni carne, perché dia la vita eterna a quanti tu gli hai dato" Giovanni 17:1,2 Gesù stesso in moltissimi luoghi si sofferma sulla sua grande prerogativa di dare la vita: "Io sono venuto perché abbiano la vita e...l'abbiano in abbondanza"; Giovanni 10:10 "Io sono il pane della vita"; "Io sono il Pane vivo... se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno; " "Io do la mia carne per la vita del mondo"; "Voi non verrete a me per avere la vita; " "Coloro che odono vivranno"; "Come il Padre ha la vita in se stesso, così ha dato al Figlio perché abbia la vita in se stesso"; "Sia innalzato il Figlio dell'uomo, affinché chiunque crede in lui abbia la vita eterna; " "L'acqua che io gli darò sarà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna". La parola ajrchgov applicata a Cristo si trova anche in Atti 5:31, e in Ebrei 2:10; 12:2, reso "Autore o Capitano della loro salvezza", "della nostra fede". Di cui siamo testimoni , vedi Atti 2:22 -- , nota La traduzione marginale di cui è ugualmente letterale, e può essere difesa facendo riferimento ad Atti 1:8; 13:31 ; ma la traduzione di cui è in accordo con le frasi più frequenti Atti 5:32; 10:39 -- , ecc. Il significato è praticamente lo stesso

16 Per la fede nel suo Nome ha questo per il suo Nome attraverso la fede nel suo Nome, A.V: l'ordine delle parole è cambiato da quello dell'A.V, per portarlo in accordo con l'ordine del Greco, ma con una grande perdita di forza in Italiano; guarda per vedere, A.V.; attraverso per da, A.V. sì, la fede; piuttosto, e la fede. Le due proposizioni non sono la stessa cosa. La prima afferma che è il Nome di Gesù che gli ha dato forza, oggettivamente; il secondo che la fede soggettiva che è attraverso di lui o per mezzo di lui gli ha dato perfetta solidità. C'è una certa oscurità nel significato esatto di hJ pistiv hJ di aujtou. Alcuni vedi Alford, 1:1 paragonano 1Pietro 1:21 e fanno di Dio l'oggetto della fede dei suoi testimoni, Pietro e Giovanni. Altri Meyer capiscono che la fede nel Nome di Cristo è stata realizzata in Pietro e Giovanni da o attraverso il ministero e la risurrezione di Cristo. Ma è molto più consono ad altri passi: Atti 14:9, 16:31 -- , ecc.; Matteo 15:28 -- , ecc. per capire che la fede è quella dell'uomo che è stato guarito; e poi la frase, "che è per mezzo di lui", denoterà naturalmente che è stato attraverso Gesù Cristo che la fede dell'uomo lo ha portato in contatto, per così dire, con Dio che lo ha guarito. Nello stesso spirito leggiamo che lo zoppo "lodò Dio" Versetti 8, 9 per la guarigione operata attraverso il Nome di Gesù Cristo; e Pietro dice Versetto 15: "Colui che Dio ha risuscitato dai morti". L'interpretazione della frase hJ di aujtou dipende dal fatto che forniamo una parola attiva o passiva. La fede che agisce, o opera, o si muove attraverso di lui è un modo di comprenderlo; la fede che è fatta o prodotta per mezzo di lui è l'altro. Il primo è preferibile. Questa perfetta solidità; indicando ciò che videro con i loro stessi occhi mentre l'uomo saltava e danzava davanti a loro oJloklhria, perfetta solidità, usata solo qui nel Nuovo Testamento; è un termine medico

Il potere della fede

"E il suo nome", ecc

IO , IL NOME DI CRISTO, LA FONTE DELLA POTENZA

1. Il suo merito personale come Redentore. Egli stesso ha operato miracoli; non come un mero strumento nelle mani di Dio, ma come Divino. Quando lasciò il mondo, nominò i suoi apostoli come suoi rappresentanti, dando loro ogni potere in cielo e sulla terra nel suo nome. Egli è asceso alla destra di Dio come un Salvatore accettato, e da lì manda i doni

2. La sua regalità come Capo del regno divino. Le sofferenze del mondo appartengono al suo stato di rovina, anche se non causate dal peccato dell'individuo. Il regno di Cristo è stabilito in mezzo alla razza decaduta per realizzare "la restaurazione di tutte le cose". I cieli si sono aperti. La luce scende nelle tenebre

3. Il suo Nome come oggetto di fede. Lo spirituale attira in sé il mondo inferiore. Credere è afferrare la mano che ci esalta. Come Pietro afferrò lo zoppo con la destra e lo innalzò, così i rappresentanti di Cristo afferrarono un mondo morente; e chiunque crede in lui non perirà, ma risorgerà con lui a vita nuova

II IL POTERE DELLA FEDE

1. Dalla Chiesa sul mondo. Ascoltando le grida del mondo e indirizzando le anime degli uomini al vero Aiuto. Prendendo per mano i sofferenti e invocando su di loro la benedizione di Dio. Proclamando ovunque il vangelo della "perfetta solidità", al posto dei falsi vangeli del mondo dei rimedi imperfetti, e come un dono gratuito di Dio all'uomo

2. Dall'anima individuale sulla vita. Gli apostoli rappresentano la fede; l'uomo zoppo, lo stato rovinato della nostra natura. Il principio vivente impiantato dalla grazia opera una guarigione completa di tutta l'umanità. Mostrate che tutti i mali che appartengono alla nostra vita sono in qualche modo riconducibili alla mancanza di fede; cioè di armonia con Dio. La religione vitale, pratica, eleva una parte della natura dopo l'altra. Il cristiano è lo stile più elevato dell'uomo. Il vangelo della Resurrezione predica un rinnovamento che inizia da questo lato della tomba. La potenza di Cristo risorto opera attraverso tutto l'uomo; finalmente gli dà una perfetta solidità. L'effetto benedetto del Nome di Gesù nel nostro cuore, nelle nostre circostanze, nella nostra famiglia, nelle nostre prospettive per il futuro. Non possiamo ricevere i doni speciali riversati sulla Chiesa primitiva, che, nella forma che avevano allora, erano destinati a servire uno scopo temporaneo, ma possiamo ricevere quel "dono eccelso della fede". La Chiesa non dovrebbe accontentarsi finché c'è poca manifestazione della forza della fede nelle opere compiute. Perché ci accontentiamo di andare avanti e indietro per il tempio, e vedere la miseria dei nostri simili, senza tentare di rimuoverla? Perché un'impresa è considerata impossibile? Non c'è limite ai successi della Chiesa quando è piena di fede. Vogliamo condurre il mondo "saltando e lodando Dio" nel tempio della sua verità. Lo faremo, non con argomenti, non con rituali, non con eccitazione, ma con l'emanazione del potere dello Spirito Santo.

17 In per attraverso, A.V. Lo so per ignoranza, ecc. Marco l'inimitabile abilità e tenerezza con cui colui che aveva appena ferito con il suo aspro rimprovero ora fascia la ferita. Tutta severità e severità intransigente prima, ora è tutta gentilezza e indulgenza. Erano solo "uomini d'Israele" nel Versetto 12, ora sono "fratelli". Ha una scusa per il loro grave peccato. Luca 23:33; 1Timoteo 1:13 Vedano solo il loro errore e si pentano di ciò che hanno fatto, e il loro perdono sarà sicuro

Versetti 17, 18.- Il dominio dell'uomo e il dominio di Dio

S. Pietro ammette che il rifiuto di Cristo è stato fatto per ignoranza, ma non ammette che questa sia una scusa sufficiente. L'ignoranza ha molti gradi e può derivare da molte cause. Potrebbe essere intenzionale. Può essere una conseguenza di pregiudizi cari, e allora è colpevole ignoranza. "La moltitudine giudaica era ignorante per mancanza d'insegnamento, i suoi governanti per perversità mentale nel considerare solo una parte delle profezie relative al Messia". Per il trattamento della relazione tra "ignoranza" e "colpa", confronta gli insegnamenti di San Paolo in Atti 17:30; 1Timoteo 6:13. Il punto su cui si sofferma San Pietro in questi versetti è che nel rifiuto e nella crocifissione di Gesù di Nazareth, il Messia, gli uomini sembravano agire di propria volontà e realizzare i propri piani; ma il fatto più profondo fu che essi realizzarono i propositi divini e adempirono le profezie divinamente date. Gli scrittori delle Scritture non discutono l'armonia tra la sovranità divina e il libero arbitrio dell'uomo; ma ci mostrano l'uomo che agisce liberamente, e poi tolgono il velo e ci mostrano il proposito di Dio compiuto da quella stessa azione che sembrava essere così libera. E la spiegazione è questa: che tutti i piani di Dio sono formati sulla perfetta considerazione di tutto ciò che accadrà; e questo include la conoscenza divina di come gli uomini agiranno, nel loro libero arbitrio, in circostanze particolari. Per colui che conosce l'uomo nel suo complesso, il modo preciso in cui ogni uomo agirà, in ogni serie di circostanze possibili, deve essere pienamente anticipato. Su questo possiamo soffermarci ulteriormente e ottenere una certa apprensione dell'ordine divino

L'UOMO È LIBERO DI AGIRE PER VARI MOTIVI. Agisce in base al movente. Può essere mosso da motivi diversi. Egli agirà in base a ciò che sembra essere il più forte. La forza di un movente dipende in gran parte dalla disposizione e dal carattere che esso sollecita. Sembra che ci sia una vasta moltitudine di motivi. Probabilmente potrebbero essere notevolmente ridotti dalla classificazione. La complessità e la difficoltà di sapere come un uomo agirà in determinate circostanze non derivano dalla nostra incapacità di valutare le sue motivazioni, ma dalla nostra incapacità di giudicare come particolari motivazioni lo influenzeranno. Possiamo capire da quali considerazioni i sadducei, i farisei e i sacerdoti furono spinti ad assicurare la morte di Gesù. È questo agire degli uomini in base a un movente che conferisce carattere morale ai loro atti, e quindi porta su di loro la possibilità di colpevolezza

II TUTTI I MOTIVI, LE CIRCOSTANZE E I CARATTERI UMANI SONO NOTI A DIO. Il cerchio dei motivi che possono eventualmente fare appello alla natura morale dell'uomo, Dio si estende completamente. Egli conosce perfettamente le circostanze precise in cui i motivi spingono in un dato caso, e le soppesa accuratamente. Egli stima perfettamente la forza che, in ogni serie di circostanze, ogni motivo acquisterà su ogni particolare carattere e disposizione. E, sebbene sia un concetto quasi impossibile, dobbiamo concepire Dio come se guardasse lungo il lungo "corso del tempo", lasciando le sue creature libere di agire in tutte le situazioni, e tuttavia conoscendo in anticipo la decisione di ogni libero arbitrio in ogni caso concepibile. Questa è la meraviglia della prescienza divina

III TUTTI I PIANI DIVINI SI FORMANO SU QUESTA STIMA PERFETTA. Applica in particolare al piano di redenzione. In vista di ciò che sarebbe accaduto e di ciò che gli uomini avrebbero fatto, il piano di redenzione nell'Agnello immolato fu formato prima della fondazione del mondo. L'uomo ha attuato il suo pregiudizio e la sua passione nella crocifissione di Gesù di Nazaret, e Dio ha elaborato il suo piano di salvare la razza mediante il sacrificio del suo unigenito Figlio. Affinché potessimo sapere di questo sovrannome, furono date le profezie del Messia. Vediamo come la colpa dell'uomo rimanga nella sua libertà di agire in base a un motivo; e tuttavia i propositi di Dio rimangono immutati dalla volontà di tutti gli uomini, poiché la volontà è svanita di tutto ciò che è preconosciuto e stimato.-R.T

18 Le cose per quelle cose, A.V.; previsionato o prima aveva mostrato, A.V.; i profeti per i suoi profeti, A.V. e T.R.; il suo Cristo per Cristo, A.V. e T.R.; egli così adempì perché così ha adempiuto, A.V. Egli scusa persino la loro ignoranza mostrando come il determinato consiglio e la prescienza di Dio siano stati realizzati per mezzo di esso comp. Genesi 45:5 -- , e vedi sopra, Atti 1:23

19 Girati di nuovo per essere convertito, A.V., senza differenza di senso; affinché vengano stagioni di ristoro per quando verranno i tempi di ristoro, A.V. Girare di nuovo. Il volgersi a Dio è la conseguenza del cambiamento di mente metanoia. Che così possa avvenire; giustamente per l'A.V. "quando", ecc., che il greco non può significare. Ciò che Pietro concepisce è che se Israele si rivolge subito a Dio nella fede del Signore Gesù Cristo, allora verranno immediatamente quei tempi di ristoro, quei giorni benedetti di giustizia, e pace, e riposo, e gioia universale, che sono le caratteristiche del regno di Cristo come predetto dai profeti. Quei giorni sono ritardati dall'incredulità di Israele. Stagioni di refrigerio. L'A.V. "tempi di ristoro" è manifestamente giusto, sebbene non ci sia alcun articolo in greco. "Stagioni di ristoro" sembra molto vago e insulso vedi Alford, 1:1, che cita in modo molto appropriato e conclusivo la frase kairoin, "i tempi dei Gentili" Luca 21:24 Meyer paragona anche il paraklhsin a jIsrahl di Luca 2:25, e così in Versetto 21, cronwn ajpokatastasewv è reso "i tempi della restaurazione".

Conversione

"Pentitevi dunque", ecc. Il requisito universale. Governanti e popolo. Ignorante e istruito. Vicino al regno, o lontano. Il fine a cui tendere ogni sforzo e iniziativa cristiana. L'applicazione di tutte le potenti manifestazioni del potere divino. Il vero inizio della vita spirituale individuale e di una vera Chiesa

I LA NATURA DELLA VERA CONVERSIONE

1. Cambiamento spirituale. Non una mera sensazione ritualistica, o uno sviluppo educativo del personaggio, ma l'essere "nati di nuovo". Pentimento, cambiamento di opinione, sulla base di fatti riconosciuti e promesse ricevute. L'annuncio del dono di Dio ha preparato la strada per la chiamata al pentimento. Il regno dei cieli è vicino, perciò pentitevi, passate attraverso la porta della vita

2. La cooperazione dell'uomo con Dio. "Pentitevi e convertitevi" Revised Version, "affinché i vostri peccati siano cancellati", ecc. Nessuna quantità di sentimento è conversione; Nessuna illuminazione della mente, e nemmeno la devozione dello spirito, sostituisce il cambiamento di vita. I peccati sono cancellati dal sangue di Cristo come colpa, il loro peso è rimosso dalla coscienza, dal cuore e dalla vita, quando il pentimento e la fede introducono il peccatore nello stato di grazia. Ciò a cui l'apostolo si appellava era un vero e proprio uscire dal vecchio stato per entrare nel nuovo. Non dobbiamo accontentarci della mera religiosità, invece che della decisa confessione di Cristo davanti agli uomini. Rivolgi la Parola all'individuo: " Pentitevi". La partecipazione del privilegio come figli di Abramo, come membri della nazione favorita, nessuna liberazione dall'obbligo di pentirsi. La Chiesa stessa ha bisogno di un risveglio e di un cambiamento

II INCORAGGIAMENTI

1. Il grande fatto. La conversione è una realtà, già vista

Lo Spirito di Dio è già sparso. L'inizio della nuova vita è davanti ai nostri occhi. Altri sono cambiati, perché non voi? Distinguere tra l'uso giusto e sbagliato di un tale fatto. Non c'è bisogno di aspettare grandi risvegli. Pericolo di aspettarsi che l'eccitazione compia l'opera di Dio per noi. L'esistenza effettiva di una Chiesa di Cristo viva e funzionante nel nostro quartiere è la grande chiamata per noi

1. La benedizione offerta: l'eliminazione dei peccati. Senso del perdono, la primavera della nuova vita. La funzione della gratitudine nel cristianesimo pratico. L'impossibilità di progredire senza un senso di libertà. Da qui il cristianesimo difettoso delle nostre Chiese. Nessun senso di vittoria sul peccato

2. Il futuro promesso. "Stagioni di refrigerio." Il ritorno di Gesù Cristo. Restituzione di tutte le cose. La nota chiave della rivelazione. L'orizzonte dorato del mondo. Il potere della speranza nel risvegliare l'energia. "Il cammino del pellegrino " è verso "la città celeste". Volgi il tuo volto dalla città della Distruzione alla città di Dio. L'invito al pentimento non dovrebbe mai essere un semplice grido di denuncia contro il peccato, un semplice indicare il sovrastante Monte Sinai, che genera schiavitù; ma come l'invito amorevole a gioire della "presenza del Signore", da cui la benedizione è pronta a scaturire. Rivolgiti agli uomini non così lontano, ma vicino - dentro i cortili del tempio, sotto le ali spiegate.

20 E affinché egli possa mandare il Cristo, sì, Gesù, per e manderà Gesù Cristo, A.V.; che è stato nominato prokeceirismenon, Atti 22:14; 26:16 -- per te per prokekhrugmenon che prima ti era stato predicato, A.V. e T.R. Chi è stato costituito, ecc. Gesù è già designato e nominato e reso Atti 2:36 Signore e Cristo, ma la sua gloriosa presenza con la sua Chiesa è differita per un tempo, durante il quale è in cielo Versetto 21. Tim R.V. è sicuramente molto infelice qui, come se ci fossero diversi Cristi, uno dei quali è stato nominato per Israele

21 Restauro per restituzione, A.V.; di cui, per cui, A.V.; parlò per ha parlato, A.V.; il suo per tutti i suoi, A.V. e T.R. Che il cielo deve ricevere. Questo è chiaramente giusto, non come alcuni lo dicono, chi deve occupare il cielo. L'aoristo dexasqai sembra indicare il momento in cui, all'Ascensione, fu portato in cielo Luca 24:51 La restaurazione di tutte le cose ajpokatastasewv pantwn. Questa deve essere la stessa operazione di cui nostro Signore parla insei Matteo 17:11 : "In verità Elia verrà per primo e ristabilirà tutte le cose ajpokatasth panta; " e dalle parole di Malachia Malachia 4:5,6 sembrerebbe essere una restaurazione morale o spirituale preparatoria alla venuta del Signore. In tal caso, il tempo della restaurazione non è esattamente sincrono con i tempi del ristoro, ma preparatorio ad essi; preparatorio, anche, a quella restaurazione del regno d'Israele di cui gli apostoli parlarono al Signore Atti 1:6 Probabilmente, però, San Pietro include nella sua visione i tempi immediatamente successivi della "presenza del Signore", proprio come in San Marco Marco 1:1 la missione preparatoria di Giovanni Battista è inclusa nella frase: "L'inizio del vangelo di Gesù Cristo". Di ciò Dio parlò. L'antecedente di "di cui" è "i tempi" Versetto 24

22 Mosè disse in verità, poiché Mosè disse veramente ai padri, A.V. e T.R.; il Signore Dio per il Signore tuo Dio, A.V. e T.R.; tra per di, A.V.; a lui darete ascolto, perché voi darete ascolto, A.V.; parlate per dire, A.V. Mosè disse davvero. Pietro ora verifica la sua affermazione sui profeti nel versetto precedente citando Mosè e riferendosi a Samuele e a quelli che vennero dopo. Un profeta, ecc. La citazione è tratta da Deuteronomio 18:15-18. Che questo fosse inteso dai Giudei come riferito a un grande profeta che non era ancora venuto, appare dalla domanda "Sei tu quel profeta?", Giovanni 1:21 e dal detto dei Giudei dopo il miracolo dei pani e dei pesci: "Questo è in verità quel profeta che doveva venire nel mondo" Giovanni 6:14 7:40 San Pietro qui insegna che quel profeta non era altri che Cristo stesso, che era simile a Mosè nella pienezza della rivelazione che gli era stata data, nel suo essere un Mediatore tra Dio e il popolo, nell'essere l'Autore di una nuova legge, la legge della fede e dell'amore, nella costruzione di un nuovo tabernacolo perché Dio lo abitasse, anche la Chiesa nella quale abiterà per sempre e eVersetto vedi Ebrei 1:1,2

Versetti 22-26.- La grandezza di Gesù Cristo

Questi versetti possono essere considerati come attestanti l'inavvicinabile grandezza del Signore Gesù Cristo; Ci invitano a pensare...

IO CHE EGLI ERA SIMILE AL PIÙ GRANDE DI TUTTI QUELLI CHE LO AVEVANO PRECEDUTO, MA ERA PIÙ GRANDE DI LUI. Versetto 22. Un legislatore più grande di Mosè, perché le sue leggi dovrebbero durare quanto il tempo stesso; un Uomo migliore, perché era assolutamente senza peccato; un Capo più degno, che conduceva da una schiavitù più dura a una libertà più vera, verso una terra di più grande promessa

II CHE IL SUO RAPPORTO CON L'UMANITÀ È TALE CHE IL SUO RIFLESSO È LA ROVINA DI NOI STESSI. Versetto 23. Ignorare alcuni maestri umani significa perdere un'eredità preziosa, un tesoro prezioso, un godimento eccellente ed elevante; ma rifiutare la sua amicizia, rifiutare il suo servizio, è separarsi dalla fonte della verità eterna, è abbandonarsi al corso che termina con la morte spirituale

III CHE EGLI È L'UNICO GRANDE EROE DELLA SACRA SCRITTURA. Per. 24. "La testimonianza di Gesù è lo spirito di profezia". Letto correttamente, "tutti i profeti" testimoniarono di lui e additarono quei giorni in cui visse, soffrì, morì e risuscitò

IV CHE BENEDICA CHI SERVE CON LA BENEDIZIONE SUPREMA. versetto 26. Che cosa daremmo a coloro che vorremmo servire? Salute, fortuna, potere, fama, amore umano? Gesù Cristo benedice "allontanando ciascuno dalle sue iniquità". Che benedizione trascendente è questa! Considerare:

1. Quanto comporta, cioè la rimozione della pena e del potere del peccato da ogni singola anima

2. Quanto implica; vale a dire la restaurazione di ogni anima a Dio poiché temerlo, amarlo e sforzarsi di piacergli, è l'unico modo per sfuggire a uno stato di peccato, e l'ingresso nella vita eterna poiché la sfera del peccato è la regione della morte, ed essere liberati dalla prima è entrare nel regno della vita, la vita che è spirituale ed eterna

3. Con quali mezzi viene effettuato, vale a dire

1 con il sacrificio di se stesso, Ebrei 9:26 e

2 attirandoci a sé e al suo servizio Giovanni 12:32 1Giovanni 3:5,6

V CHE, VENENDO A RISCATTARE LA RAZZA, OFFRE LA SUA SALVEZZA PRIMA A COLORO CHE LO AVEVANO RIGETTATO. Versetti 25, 26. Coloro ai quali Pietro parlò erano "i figli dei profeti", ma avevano "rinnegato il Santo e il Giusto" e "ucciso il Principe della vita". Eppure a coloro che avevano così vergognosamente abusato dei loro privilegi l'apostolo disse: "A voi prima", ecc. Gesù venne per "chiamare i peccatori al pentimento", per risanare coloro che erano caduti più lontano, per purificare i più lebbrosi, per risuscitare i morti spiritualmente, per guadagnare quelli che erano più completamente estranei e più amaramente opposti a lui. Cantici è un grande Conquistatore. - C

Versetti 22, 24.- La testimonianza di Mosè al Cristo

Il primo riferimento a Mosè nelle parole usate in Deuteronomio 18:15 dovrebbe essere notato attentamente. "I riferimenti messianici superiori dell'Antico Testamento di solito sono alla base di una relazione immediata con eventi storici o individui. "Così come sono le parole, prese con il loro contesto, sembrano indicare l'apparizione di una successione di veri profeti, in contrasto con gli indovini di Deuteronomio 18:14 ; e, anche con l'interpretazione di San Pietro davanti a noi, possiamo ben ammettere quei profeti come adempimenti primari e parziali di essi". Sembra che agli ebrei piacesse paragonare il Messia promesso con il loro grande profeta e legislatore, Mosè. Di questo un esemplare può essere dato dagli scritti rabbinici. "Rabbi Berakhiah dice: 'Come fu il primo redentore, così sarà il secondo redentore'. Mentre del primo redentore è detto, Esodo 4:20 'E Mosè prese sua moglie e i suoi figli e li mise su un asino; ' così del secondo, per esso, Zaccaria 9:9 'Egli è umile e cavalca un asino.' E mentre il primo redentore fece scendere la manna, come dice, Esodo 16:4 "Ecco, io farò piovere per voi del pane dal cielo", così il secondo redentore farà scendere la manna, poiché dice, Salmi 72:16 "Ci sarà abbondanza di grano nel paese". E come il precedente redentore fece germogliare il pozzo; vedi Numeri 21:17 così anche quest'ultimo redentore farà sgorgare le acque, poiché dice: Gioele 3:18 'Una fonte sgorgherà dalla casa del Signore e irrigherà la valle di Shittim'". Mosè si sofferma sul fatto che il Messia che verrà dovrebbe essere come lui. Questo confronto può essere aperto nei seguenti particolari:

IL MESSIA DOVEVA ESSERE "DEI FRATELLI". Nostro Signore è nato di razza ebraica. Ed era, come un suo simile, in grado di capire e di simpatizzare con coloro che guidava. Era un "uomo dalle passioni simili"; "in ogni punto tentati come siamo; in grado di soccorrere quelli che sono tentati". L'importanza dell' effettiva umanità di nostro Signore nei sistemi teologici di San Paolo e San Giovanni dovrebbe essere pienamente spiegata. E si può far notare l'ulteriore interesse del suo essere ebreo . La storia degli ebrei mostra che essi hanno un singolare potere di adattarsi a tutti i climi, le lingue, le nazioni e le società; e ciò che è vero per loro è vero per il vangelo di nostro Signore, che porta, in modo così marcato, l' impronta ebraica. Può adattarsi a tutte le condizioni dell'umanità ed essere predicato ad ogni creatura

II IL MESSIA DOVEVA ESSERE UN REDENTORE. Come Mosè in questo, egli doveva far uscire un popolo dalla schiavitù, liberarlo in modo glorioso e divino e guidarlo fino a quando la loro piena redenzione fosse completa nel possesso di Canaan. Questo confronto può essere reso più minuzioso. E si può insistere sul fatto che, come Redentore, nostro Signore gli chieda la stessa resa, nella fiducia, che Mosè chiese

III IL MESSIA DOVEVA ESSERE UN LEGISLATORE. Questa fu la grande opera di Mosè. Ha preso in considerazione l' intera persona, la vita e le relazioni del popolo nei suoi regolamenti, stabilendo regole per le loro condizioni morali, sociali, nazionali ed ecclesiastiche. E così veniamo "sotto la Legge a Cristo", che copre con i suoi "nuovi comandamenti" la balena della nostra vita e delle nostre compagnie. "Uno solo è il nostro Maestro, cioè Cristo".

IV IL MESSIA DOVEVA ESSERE UN INSEGNANTE. Questa è l'idea permanente del termine "profeta": uno che si frappone tra Dio e il popolo, come se lo istruisse nella volontà divina. Sia Mosè che il Signore Gesù insegnarono al popolo riguardo a Dio, al peccato, al dovere, alla salvezza, al carattere, ecc

V MESSIA DOVEVA ESSERE UN GIUDICE. Questo Mosè presiedeva il principale tribunale nazionale. E Dio ha "affidato ogni giudizio al Figlio". Egli "giudicherà i vivi e i morti". "Dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo". Da Ebrei 10:28,29, "Colui che disprezzò la Legge di Mosè morì senza misericordia sotto due o tre testimoni: di quanto più grave castigo, supponete, sarà ritenuto degno colui che ha calpestato il Figlio di Dio?" -R.T

23 Sarà per avverarsi, A.V.; non darà ascolto a perché non ascolterà, A.V.; completamente distrutto per distrutto, A.V. Completamente distrutto. Il greco ejxoloqreuw ricorre frequentemente nella LXX per la frase ebraica "tagliato fuori dal suo popolo"; Genesi 17:14 ma in Deuteronomio 18:19, la frase è molto diversa: "Glielo chiederò". San Pietro eroe dà il senso, non l' ipsissima verba, e quindi segna l'estrema gravità del peccato di incredulità vedi Giovanni 3:18

24 Quelli che seguirono per quelli che seguirono, A.V.: anche loro hanno detto per aver predetto allo stesso modo, A.V. Da Samuele, ecc. Samuele e oiJ kaqexhv sembrano denotare quelli che gli ebrei chiamavano "i profeti precedenti" - gli autori dei libri storici. L'intera frase, quindi, comprende "tutti i profeti" dei quali Samuele e oiJ kaqexhv furono i primi, alla cui testimonianza riguardo a se stesso nostro Signore si appella Luca 24:27,44

25 Figli per i figli, A.V.; il tuo per il nostro, A.V. e T.R.; famiglie per parenti, A.V. Voi siete i figli dei profeti, il che significa che essi ereditarono tutte le promesse fatte dai profeti ai loro padri. Proprio come in Atti 2:39 ha detto: "La promessa è per voi e per i vostri figli" Romani 9:4; 15:8 Egli rafforza così l'obbligo solenne di prestare attenzione a ciò che i profeti avevano detto riguardo a Cristo e al suo regno. Nella tua discendenza vedi Galati 3:16 Questo patto, in cui Dio entrò con Abramo, con un giuramento, Genesi 22:16,18 e che era una ripetizione e un'amplificazione del patto e della promessa già registrati in Genesi 12:1-3; 15:17:1-8, fu fatto prov tourav, in vista, sotto la direzione dei padri, in modo da includere loro e i loro figli dopo di loro. Era ora adempiuta a coloro ai quali San Pietro si rivolgeva, come è esposto nel versetto successivo

La vera importanza degli antenati: che cos'è

Queste parole furono alcune di quelle rivolte da Pietro a una folla di spettatori stupiti e ammirati, e anche di ascoltatori attenti. Questi furono raccolti per lui dall'angoscia dell'uomo che aveva liberato dalla sua zoppia, risoluto di aggrapparsi il più a lungo possibile al fianco del suo liberatore. In questa occasione la "gente comune" ascoltò volentieri Pietro, come in precedenza era solita udire volentieri il suo Maestro e i propri. Siamo grati di poter ricordare queste circostanze e questa connessione del testo; perché in certe altre occasioni Pietro, Stefano e Paolo, e molte volte Gesù stesso, dovettero fare riferimento alla discendenza degli ebrei per indicare il più severo rimprovero e la condanna senza sollievo. Ma ora non è più così. Il rimprovero e la condanna sono qui solo in parte mirati. Abbiamo qui...

UNA PAROLA DI RAMPROVERO A TEMPO DEBITO. L'ufficio di ricordare può sembrare umile. Ma quanto è vero l'amico che a volte lo intraprende, che non aspetta una grande occasione per istruirti, per informarti di ciò che non sapevi, o per affascinarti con le ultime scoperte della scienza o delle applicazioni dell'arte, ma che semplicemente riporta di nuovo al tuo pensiero ciò che avevi saputo da tempo! La coscienza è tale amica quando la ascolteremo. Non insegna ciò che è nuovo, ma ricorda e protesta. Lo Spirito Santo di Dio è un tale Amico quando lo ascolterete. Egli rivela il nuovo e fa memoria dell'antico, specialmente di quelle care vecchie parole, di inestimabile valore, di Gesù. La Parola di Dio scritta e parlata è un'amica di questo tipo. Quanti dei suoi messaggi non sono altro che le ripetizioni pronunciate della vostra stessa ragione, della vostra esperienza! Sono il vostro giudizio e la vostra osservazione, ora introdotti con tutta l'ulteriore imponenza che deriva dall'"approvazione" della pagina e della penna divine. E ora Pietro non dice nulla di nuovo ai suoi ascoltatori. Lo sapevano da molto tempo, e avevano costruito molto su di esso. Essi costruirono, anche se troppo ignoranti, gran parte delle loro speranze di salvezza sul fatto di essere figli di Abramo, Isacco e Giacobbe. La loro fiducia era nell'alleanza che Dio aveva fatto con Abramo. La loro grande carta era "Mosè e i profeti". Ma non era forse giunto spesso a questo punto, che ricordavano avidamente i loro diritti vantati, ma conservavano una scarsa memoria per i loro doveri? Avrebbero fatto valere le loro pretese, ignorato le richieste correlative su se stessi, molto più del dovuto! "Abbiamo Abramo per nostro padre", era il loro grido sempre pronto; eppure avevano "ucciso i profeti", "lapidato quelli che erano stati mandati a loro" e avevano "crocifisso il Principe della vita". «Di lui», dice Pietro, «parlarono tutti i profeti», da Mosè il più grande e Samuele il secondo. E sicuramente non dimenticherete che "voi siete i figli di quei profeti" e non acconsentirete ad agire indegnamente di quella relazione! Non era questa una parola di rammarico a suo tempo? E non fu forse fatto molto gentilmente da Pietro alla sua congregazione? Forse lo stesso tono di pensiero, la stessa suggestione di ricordi, abbastanza svegli al momento dei diritti e delle pretese, ma che svaniscono al momento del dovere e della responsabilità, caratterizza in larga misura il giorno d'oggi. Gli uomini non dimenticano di essere inglesi; Non dimenticano di vantarsi della loro libertà. Se sono toccati in uno di questi o simili aspetti, se ne risentono come se fosse stata toccata la pupilla dei loro occhi. Ma dimenticano di essere i figli di coloro che hanno ottenuto queste cose per loro "attraverso molta tribolazione", che hanno combattuto, sofferto, sono morti, per i loro privilegi. Dimenticano di essere figli di riformatori e protestanti, che "hanno resistito fino al sangue", e per amore della coscienza sono stati bruciati sul rogo; che sono figli di coloro che hanno amato, parlato e fatto la verità, costi quel che costi. Fu un punto molto efficace quello che Pietro fece quando, considerandolo un gentile rammemoratore, disse: "Voi siete i figli dei profeti".

II UNA PAROLA CONCEPITA NELLA VENA DEL RIMPROVERO. Anche se non è affatto necessario interpretare il testo come il linguaggio di un severo rimprovero, tuttavia può implicare un certo rimprovero. E questo merita di essere rimproverato, quando gli uomini sono così disposti a toccare la vita umana in tutti i suoi punti di contatto con il piacere, l'interesse personale, l'onore, il privilegio, ma sono così timidi nei suoi punti di contatto con il dovere, lo sforzo, il sacrificio. Con i molti, l'inclinazione più forte e più profonda della loro vita è ancora ciò che possono ottenere e avere, ciò che possono dire o pensare a vantaggio di se stessi. La scelta è tristemente triste, se si considera a ciò che viene. Per la sua unilateralità si guadagna il rimprovero. Per la sua codardia si guadagna il rimprovero. Per la sua certa inutilità si guadagna il rimprovero. E non da ultimo si guadagna il rimprovero a causa delle sue maggiori opportunità perdute, e delle passioni e dei principi più nobili sprecati e alienati. Il raccolto è troppo sicuramente mietuto, di delusione, vanità e vessazione dello spirito, o delle stesse tenebre colpite da se stessi. Ma che qualcuno cominci la vita da un punto di vista diametralmente opposto. Accetti la teoria che la vita è per il dovere, che è responsabile dei vantaggi più vasti con cui è iniziata rispetto a quelli con cui è stata iniziata dalle generazioni precedenti, che richiede un lavoro più faticoso, e un sacrificio più volenteroso, e una resa di sé più completa in virtù dell'onore e del vantaggio che ha tratto dai suoi antenati; e che la vita è modellata per le alte vette. Non mancherà di vera fecondità; Non scadrà, un dolore e una vergogna. Il gentile e suggestivo rimprovero espresso nel testo tocca la differenza essenziale tra due vite del genere. Voi non siete i figli del possesso, dell'agio e della scuola del "riposo e gratitudine"; Voi siete i discendenti di una razza più nobile, strenua e solenne. Avevano cervelli grandi, ossa e muscoli, tendini e nervi sodi e saldamente legati, e il loro cuore era capiente. Sì, per altri tipi gli uomini spesso preferiscono tracciare la loro discendenza; ma a questo proposito, il benevolo rimprovero di Pietro, della Parola e dello Spirito di Dio, della sua provvidenza e della nostra stessa coscienza, dovrebbe rivolgere più spesso noi e la nostra ambizione

III UNA PAROLA EQUIVALENTE A UN APPELLO COMMOVENTE PER UN POPOLO DI STRAORDINARIA DIGNITÀ E PRIVILEGIO. Si ammetterà che gli ebrei erano un tale popolo. Eppure, con tutto il loro onore e splendore, i loro straordinari privilegi religiosi e il loro preminente prestigio politico, bisogna ammettere che essi mostrano solo un debole tipo di noi stessi. Essi salirono all'apice della grandezza nazionale, e grande fu la loro caduta; Ma non era un mistero. L'inizio era chiaro, il corso era chiaro. Era spesso additato da preti, profeti, predicatori e da quell'uomo del popolo stesso, che "era veramente israelita". Eppure essi operarono la loro rovina e minarono crudelmente la loro posizione di orgoglio, perché persero l'orecchio, il cuore e l'orgoglio per quella che era la loro gloria, e al suo annuncio preferirono di gran lunga suonare la loro tromba. Ma ci sono mai stati eredi come noi? C'è mai stato un patrimonio come il nostro? Di quali profeti siamo noi figli, quando pensiamo agli accumuli di conoscenza, di convinzione, di attestazioni dell'esistenza di Dio, della provvidenza, del governo, della rivelazione, che il corso del tempo ha portato il fiume del tempo e le più ricche merci fino alle nostre coste? In questo senso siamo figli di genitori non oscuri, "cittadini di una città non da poco, che possiedono una storia di significato insuperabile. Ere e secoli del passato ci fissano con lo sguardo sorpreso; Ci circondano con nuvole di testimoni. E quando il gentile richiamo viene passato, e il rimprovero suggerito sembra fallire, rimane solo una cosa: un appello appassionato, un appello che deve svegliare tutti, tranne coloro che sono morti al sicuro. Viviamo, quindi, in modo degno dei nostri antecedenti, consapevoli delle nostre responsabilità come eredi di un tale passato. Fuggiamo l'infedeltà e disprezziamo le seduzioni dell'agio e del lusso. Purifichiamoci dalla vanità, dalla versità e dalla servitù della gleba. Preghiamo per un occhio, una mente e un cuore divinamente aperti. E mostrate con la grazia di Dio che non abbiamo dimenticato, ma al contrario ci impegniamo a ricordare di chi siamo "figli". -B

26 Servo del Figlio Gesù, A.V. e T.R.; il tuo per il suo, A.V. A te prima di tutto. In virtù del patto, la prima offerta di salvezza fu fatta agli ebrei: vedi Atti 1:8; 13:26,46; Luca 24:47; Romani 2:10 -- , ecc.; Comp. Matteo 15:24 il suo servo come in Versetto 13. Per quanto riguarda l'espressione "risuscitato", per quanto a prima vista sia naturale intenderla come risurrezione dai morti, i tempi verbali rendono impossibile farlo. Né si può dire che Dio abbia mandato Gesù a benedirli dopo la sua risurrezione. Dobbiamo, quindi, intendere ajnasthsav come equivalente a ejxageirav, e nel senso di "aver nominato", stabilito, innalzato come è usata la parola italiana, Luca 1:69; Romani 9:17 In questo senso Dio ha risuscitato il suo Servo mediante l'incarnazione, la nascita, l'unzione e la missione per essere il Salvatore. Per benedirti; per adempiere a te la benedizione promessa alla discendenza di Abramo. Nell'allontanarsi, ecc., essendo la liberazione dal peccato la benedizione principale che Cristo concede al suo popolo , così Atti 5:31 -- , si parla del pentimento come del grande dono di Cristo a Israele Cantici chiuse il secondo grande sermone apostolico

La missione di Gesù Cristo

"A te prima", ecc. Versione riveduta, "Servo", vedi a margine. La Bibbia è l'interprete di se stessa. Tutti riconoscono la grandezza, la meraviglia, la perfezione del ritratto del Vangelo. Errata interpretazione dei fatti da parte dell'ebreo, del filosofo non credente, del semplice moralista, del razionalista. L'ultimo versetto del sermone dell'apostolo è un riassunto della Scrittura e dei fatti della storia. Cantici sempre rivelazione e storia si spiegano a vicenda. La visione veramente evangelica di Cristo, l'unica che attrae il cuore umano universale

I IL FONDAMENTO INFINITO SU CUI POGGIA IL VANGELO. Dio ha risuscitato suo Figlio Servo; Dio lo ha mandato

1. Il duplice aspetto del carattere divino che ci si presenta così. L'amore che desidera benedire; giustizia che richiede l'eliminazione delle iniquità. Tutto viene dal Padre

2. La persona e l'opera di Cristo rivelate nella loro intima unione. "Risuscitato", comprendendo l'intera concezione dell'esaltazione mediatrice di Gesù Cristo. La differenza tra la sua storia e quella di qualsiasi semplice agente umano suscitato per l'azione, la necessità di tutto ciò che troviamo nel racconto delle Scritture. Dio lo sa, anche se potremmo non vederlo

3. La Scrittura non è data per essere trasformata da espedienti degli uomini in mero cibo per l'orgoglio umano; è un Libro pratico, il cui fondamento è stato gettato, su cui costruire. Cristo è stato mandato per benedirci, e possiamo trovare la benedizione solo se la cerchiamo praticamente

II IL MESSAGGIO UNIVERSALE AL MONDO

1. Lo stato morale di tutti gli uomini mostra la necessità di un tale annuncio. "Le vostre iniquità". La storia del vangelo ci ricorda che i più istruiti religiosamente erano ben lungi dall'essere i più devoti. Le superstizioni e le opposizioni del mondo moltiplicano le sue iniquità, l'uomo non può volgersi a Dio

2. L 'intero vangelo deve essere predicato, altrimenti il suo vero successo non può essere realizzato. Il cristianesimo mutilato del nostro tempo si sta dimostrando impotente. Dobbiamo condurre i cuori degli uomini a una persona; dobbiamo insegnare loro la dipendenza da un potere; dobbiamo chiamarli alla novità di vita, una vita già manifestata attraverso Cristo, sia nella sua storia che nella storia del suo popolo. Allora:

3. La benedizione dovrebbe essere messa al primo posto. Benedizione che il mondo attendeva fin dall'inizio, per la quale è stato preparato dalle dispensazioni, che ha ricevuto in germe in Abramo e nella sua discendenza, ma che è per tutte le famiglie della terra. Quindi era "prima all'ebreo", come messaggero consacrato; ma come i patriarchi furono portati nella più vasta sfera dell'Egitto per poterne uscire preparati ad essere messaggeri di Dio, così il cristianesimo deve essere preso dal suo punto di vista giudaico, e messo nella posizione centrale della vita del mondo, per poter attirare a sé la Grecia e Roma, l'Oriente e l'Occidente, l'intera natura ed esistenza dell'umanità. Cantici ora il progresso dell'uomo va dall'emancipazione dell'individuo, attraverso quella della nazione, alla beatitudine cosmopolita dell'umanità come razza. La missione di Cristo è per ciascuno e per tutti.

La missione di Cristo agli ebrei

S. Pietro aveva parlato della risurrezione di nostro Signore, ed è naturale collegare l'espressione del testo, "avendo risuscitato suo Figlio Gesù", con quella risurrezione. L'idea, tuttavia, sembra essere più generale: Dio ha provveduto, preparato, dato, stabilito. Matteo Enrico esprime il pensiero completo: "Dio, avendo suscitato suo Figlio Gesù, lo costituì e lo autorizzò ad essere un Principe e un Salvatore; e, a conferma di ciò, lo ha risuscitato dai morti, l'ha mandato a benedirti, facendo offerta per te la sua benedizione. Dio ha risuscitato Gesù quando lo ha costituito profeta. Alcuni riferiscono la sua risurrezione fino alla sua risurrezione, che fu il rinnovo del suo incarico". Questo è l'appello diretto di San Pietro agli ebrei, e la dichiarazione della particolare missione di Cristo agli ebrei. A loro il vangelo doveva essere predicato per primo. La loro precedente rivelazione divina era una loro graziosa preparazione per ricevere la nuova rivelazione. Ma la nuova benedizione non sarebbe giunta a loro semplicemente come nazione; Essa verrebbe a ciascun individuo, e al tutto solo attraverso l'individuo, e dipenderebbe dall'apertura e dall'accettazione della fede. Gli apostoli dovevano 'cominciare da Gerusalemme'. I punti evidenziati da questo semplice appello sono:

1 Dio è il Salvatore

2 salva per mezzo di suo Figlio Gesù;

3 L'essenza di quella salvezza è l'allontanamento degli uomini dalle loro iniquità

IO, DIO, È IL SALVATORE. Gli apostoli si sono sempre attenuti all'idea che Cristo è il Medium della salvezza e Dio la fonte. A volte le esigenze dei sistemi teologici hanno portato a trascurare praticamente questa importante distinzione. Dio salva gli uomini. L'amore di Dio è la fonte della redenzione. La sapienza di Dio modella il piano di redenzione. Il Figlio di Dio adempie il proposito di redenzione. Dio è in tutti, e Dio deve essere glorificato in tutti. Nessun apostolo lo dice più chiaramente di San Pietro. Confronta il suo linguaggio molto energico in 1Pietro 1:21 : "Il quale crede in Dio per mezzo di lui che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria; affinché la vostra fede e la vostra speranza siano in Dio".

II DIO SALVA PER MEZZO DEL SUO FIGLIO GESÙ CRISTO. colui che egli mandò sulla terra e che risuscitò dai morti. Questa è la via di salvezza di Dio. È l'unico modo. Con entrambe le considerazioni siamo esortati ad accettarlo

III L'ESSENZA DI QUESTA SALVEZZA È L'"ALLONTANAMENTO DEGLI UOMINI DALLE LORO INIQUITÀ. L'iniquità speciale di cui si tratta qui è il rifiuto e la crocifissione del Signore Gesù; ma ciò è sempre considerato come la dimostrazione e la prova, in modo molto impressionante, della condizione decaduta e rovinata degli uomini. Fu una tale dimostrazione di malizia, pregiudizio e ostinazione dal cuore duro, che rivelò l'assoluta malvagità e corruzione dell'umanità. Mostrate che la causa principale del male nell'uomo è l'amore, l'egoismo e la caparbietà. In queste cose sta la nostra iniquità. Da essi possiamo essere allontanati solo dall'amore di un altro, dalla ricerca del bene di un altro e dall'intronizzazione dell'avvizzimento di un altro. Perciò Gesù Cristo è stato presentato, ci è stato chiesto di guardarlo, di conoscerlo, di riporre in lui il nostro amore e di intronizzarlo. Egli può operare una potente opera di salvezza in ogni cuore e in ogni vita che si rivolge a lui e si apre a lui. E la penitenza e la fede possono aprire le porte del nostro cuore. Il modo e i mezzi per ottenere il "perdono divino", "l'annullamento dei peccati" e i "tempi di ristoro, sono quel pentimento e il ritorno di volgersi" a cui l'apostolo ha esortato il popolo. Questo è sollecitato in primo luogo dagli Ebrei, ma è la condizione della salvezza sia per gli Ebrei che per i Gentili.

Illustratore biblico:

Atti 3

1 CAPITOLO 3

Atti 3:1-11

Ora Pietro e Giovanni.- Pietro e Giovanni: - L'unione dei due porta le narrazioni dei Vangeli in un interessante collegamento con gli Atti. Probabilmente avevano all'incirca la stessa età (l'idea che Pietro fosse di qualche anno più vecchio di Giovanni si basa principalmente sui dipinti che gli artisti hanno tratto dalla loro immaginazione, e non ha prove nelle Scritture), ed erano stati amici fin dalla loro giovinezza. Erano stati soci come pescatori sul Mar di Galilea (Luca 5:10). Avevano partecipato alla ricerca della consolazione d'Israele, e insieme avevano ricevuto il battesimo di Giovanni (Giovanni 1:41). Giovanni e Andrea avevano cercato chi dovesse essere il primo a dire a Pietro che avevano trovato il Cristo (Giovanni 1:41). I due erano stati mandati insieme a prepararsi per la Pasqua (Luca 22, 8). Giovanni porta Pietro nel palazzo del sommo sacerdote (CAPITOLO Giovanni 18:16), e sebbene debba aver assistito ai suoi rinnegamenti, non si allontana da lui. È a Giovanni che Pietro si rivolge per trovare conforto dopo la sua caduta, e con lui si reca al sepolcro la mattina della risurrezione (Giovanni 20, 6). L'affetto ardente che, ora più forte che mai, legava i due si vede nella domanda di Pietro: "Signore, e che cosa farà quest'uomo?" (Giovanni 21:21); E ora sono di nuovo partecipi dell'azione e del cuore, dell'insegnamento e dell'adorazione. Rivalità passeggere possono esserci state, dispute su chi era il più grande, preghiere per i posti a destra e a sinistra (Matteo 20:20 ; Marco 10:35); ma l'idea sostenuta da Renan, che San Giovanni abbia scritto il suo Vangelo per esaltarsi a spese di Pietro, deve prendere il suo posto tra i delirantium somnia, le immaginazioni morbose, dell'interpretazione inventiva. Appaiono di nuovo in compagnia nella missione in Samaria (viii. 14), e nel riconoscere l'opera che era stata compiuta da Paolo e Barnaba tra i Gentili Galati 2. 9. Quando fu che si separarono per non incontrarsi mai più, non abbiamo alcuna testimonianza. (Dean Plumptre. Pietro e Giovanni: - Nella disposizione naturale, Pietro e Giovanni non corrispondevano molto esattamente l'uno con l'altro; ma il diamante lucida il diamante, e queste due pietre preziose possono essersi vantaggiosamente lucidate a vicenda. (Rieger.Salì insieme al tempio.-Culto pubblico:-Il cristiano deve considerare questo...

(I.) Negativamente

(1.) Non come un giogo legale

(2.) Non come un'opera meritoria

(II.) Positivamente.1. Come disciplina buona e utile

(2.) Come una riconoscente opportunità per aumentare la bontà. (Lechler."Ho nella mia congregazione", disse un ministro del Vangelo, "una degna donna anziana, che per molti anni è stata così sorda da non distinguere il suono più forte; eppure è sempre una delle prime nella riunione. Alla domanda sul perché della sua costante presenza, poiché le era impossibile udire la mia voce, rispose: 'Anche se non posso sentirti, vengo alla casa di Dio perché l'amo e vorrei essere trovata nelle sue vie; ed Ebrei mi dà molti dolci pensieri sul testo quando mi viene indicato: un'altra ragione è che sono nella migliore compagnia, alla presenza più immediata di Dio, e tra i suoi santi, l'onorevole della terra. Non mi accontento di servire Dio in privato: è mio dovere e privilegio onorarlo regolarmente e costantemente in pubblico'".Avremmo dovuto stabilire dei luoghi per l'adorazione di Dio: gli uccelli canori nei nostri campi hanno un ramo scelto sul quale si appollaiano continuamente per i loro canti mattutini e serali. In tempo di accampamento Washington si riservò un boschetto dove poteva pregare indisturbato. Il vescovo Leighton frequentava un boschetto in un parco pubblico che alla fine gli fu lasciato come sua proprietà. Nella storia de "Il sentiero per la boscaglia" c'è un resoconto del sentiero battuto attraverso la foresta fino alle capanne di preghiera dei nativi convertiti, e della ragazza fedele che suggerisce a sua sorella che "l'erba cresceva sul suo sentiero".La casa di Dio: - Un nuovo studente era venuto all'università e aveva chiamato il professor Tholuck. Quest'ultimo gli chiese dove andasse in chiesa. «Oh», disse, «non vado a predicare. Invece di confinarmi tra le quattro mura di un edificio, esco nei campi verdi, e sotto gli alti archi degli alberi della foresta ascolto il canto degli uccelli e le innumerevoli melodie delle creature di Dio, dove tutto ciò che ha respiro loda il Signore". Allora il professore gli chiese: "Ma cosa fai quando piove?" La conformità al piano di Dio è la cosa migliore. Perché i cristiani vanno in chiesa? - È principalmente per poter dare o ricevere, attraverso i servizi e la loro parte in essi? A queste domande si risponderebbe in modo molto diverso da persone diverse. Alcuni vanno, con cuore lieto e grato, per mostrare ed esprimere la loro gratitudine a Dio, e per prendere parte al Suo culto pubblico. Altri vanno per ottenere un vantaggio personale attraverso ciò che vedono, sentono e sentono mentre sono lì. I primi sono abbastanza sicuri di realizzare ciò per cui vogliono. Essi gonfiano il servizio della preghiera e della lode, e con il loro volto e l'evidente apprezzamento rallegrano il cuore del predicatore e danno ulteriore forza alla sua predicazione. L'altro tipo spesso trova che la loro chiesa sia un fallimento. Il canto non è quello che speravano; le preghiere non riescono a soddisfare i loro bisogni; le selezioni bibliche sono scarsamente sincronizzate rispetto alle loro esigenze; e in quanto al sermone, "non nutre" le loro anime. È un grande peccato che ci siano relativamente pochi della prima classe di adoratori cristiani, e che ci siano così tanti della seconda classe. Ed è un fatto degno di nota che coloro che vanno in chiesa per fare ciò che possono per rendere il servizio ecclesiastico un successo, crescono costantemente nel carattere e nella potenza intellettuale; mentre coloro che vi vanno con il desiderio principale di essere i guadagni personali con il loro andare, si restringono e diminuiscono nella loro personalità. Gli esemplari più poveri di frequentatori di chiesa sono quelli che si lamentano costantemente che la predicazione "non li nutre". Uditori di questo tipo sono come le vacche magre del Faraone; Più ingoiano, più sembrano magri. In questo campo, così come in ogni altro, sono vere le parole del nostro Signore Gesù, che "c'è più gioia nel dare che nel ricevere". (H. C. Trumbull, D.D.Atti l'ora della preghiera, essendo l'ora nona. - Ore della preghiera: - L'ora nona era le 3 del pomeriggio, l'ora del sacrificio della sera (Gs. Ant. xiv. 4, § 3). Le tradizioni del giudaismo successivo avevano fissato la terza, la sesta e la nona ora di ogni giorno come momenti per la preghiera privata. La pratica di Daniele di pregare tre volte al giorno sembra implicare una regola dello stesso tipo, e il versetto Salmi 55:17 ("Pregherò la sera e la mattina e a mezzogiorno") porta la pratica fino al tempo di Davide. "Sette volte al giorno" era, forse, la regola di coloro che miravano a una vita di devozione superiore (Salmi 119:164). Entrambe le pratiche passarono nell'uso della Chiesa cristiana certamente già nel II secolo, e probabilmente quindi nel primo. Le tre ore furono osservate da molti ad Alessandria al tempo di Clemente (Strom. VII. p. 722). Le sette divennero le "ore canoniche" della cristianità occidentale, il termine apparve per la prima volta nella regola di San Benedetto (ob. 542 d.C.) e utilizzato da Beda (701 d.C.). (Dean Plumptre.L'ora appropriata per l'adorazione: Rowland Hill sapeva bene cogliere l'occasione migliore per rimproverare le abitudini colpevoli nei suoi ascoltatori. Uno di loro, il quale, con suo grande fastidio, evitò di arrivare in cappella in tempo per le preghiere e arrivò appena il tempo necessario per ascoltare il sermone, si lamentò con lui della parzialità di un magistrato. Gli Ebrei gli rivolsero uno dei suoi sguardi più indagatori e gli dissero con un'enfasi e un modo di fare che gli erano peculiari: "Perché dunque non vieni al culto pubblico a tempo debito per pregare che Dio conceda a tutti i magistrati la grazia di eseguire la giustizia e di mantenere la verità?"L'ora della preghiera:

1.) I compagni. Questo rivela per la prima volta, come alla luce di una torcia, lo spirito di questi compagni. Pietro e Giovanni insieme. Che antipodi! Peter, impulsivo, audace, energico, audace; Giovanni meditativo, timido, amorevole, fiducioso. Quale fondamento in natura per la comunione tra loro? Eppure, come Lutero e Melantone nella crisi di un'epoca successiva, erano uniti nella forza e nella bellezza di un'amicizia in Cristo che dava a ciascuno grazia ed energia supplementari

(2.) "Salire al tempio", anche se il velo era stato squarciato e la lezione della spiritualità e dell'universalità dell'adorazione era stata insegnata loro! Pietro e Giovanni avevano una venerazione per i luoghi sacri, quella riverenza che è un segno di profondità e spiritualità nella vita religiosa. Questi primi discepoli non disdegnavano l'usanza religiosa, sebbene fosse un'usanza di una Chiesa ebraica decadente. Per le loro anime devote la storia e le sacre associazioni significavano qualcosa. Il carattere forte ha radici. Questi crescono in profondità e si impadroniscono di istituzioni che rappresentano il pensiero, la vita e la storia. Lutero era riluttante a lasciare la vecchia Chiesa cattolica, romanizzata e corrotta com'era. Wesley si è sempre aggrappato alla Chiesa d'Inghilterra. Superstizione si può chiamare questo aggrapparsi al venerabile e allo storico. Ebbene, se la scelta è tra l'irriverenza e la superstizione, datemi la superstizione. L'irriverenza indebolisce la coscienza e smussa il margine spirituale del carattere. La superstizione, come ha ben detto il devoto Neander, spesso apre la strada alla fede. Il piano di Dio non era quello di cancellare l'ebraismo in un colpo solo, ma di trasformarlo

(3.) "Nell'ora della preghiera" andarono questi uomini devoti. Ma che bisogno avevano essi di pregare, appena usciti dall'aperta rivelazione e dall'eccitazione spirituale della Pentecoste? Con questo atto insegnano che la preghiera è apostolica; che le stagioni speciali di illuminazione e santificazione sono una chiamata speciale alla preghiera. Anche se gli uomini non hanno bisogno di più fuoco, hanno bisogno di più grazia. Religione significa dovere quotidiano, non estasi occasionale. "Sospetta qualsiasi ispirazione che ti renda sprezzante dei normali doveri religiosi". Dopo la vostra Pentecoste fatevi trovare "salendo al tempio nell'ora della preghiera". (W. P. Thirkkield.E un certo uomo zoppo fin dal grembo di sua madre fu portato in grembo. - Zoppia spirituale: - Mi rivolgo alla storia perché ci porta davanti molto vividamente l'intero problema che sta davanti a voi e a me; l'intero problema che sta davanti alla Chiesa; l'intero problema che sta davanti al nostro Maestro. Quando si vede quell'uomo zoppo portato ogni giorno e deposto in tutta la sua impotenza alla porta del tempio, si ottiene un'immagine molto vivida dell'intero problema. Non stringiamoci attorno a quest'uomo impotente in modo interrogativo e filosofico, e chiediamoci: "Come è diventato così?" Non iniziamo domande vane, apparentemente sagge, ma in fondo sciocche. Il vero problema non è: come siamo arrivati qui? Perché noi (a parte la grazia di Dio) siamo creature così miserabili? Perché c'è a Londra e dappertutto una tale impotenza morale e spirituale? Perché c'è nell'East End, e non meno nell'West End - solo che è meglio vestito e coperto - ciò che è rappresentato in modo così potente da quest'uomo indifeso, da quella miseria che si contorceva, da quella ripugnanza, da quella miseria, da quell'empietà che nessun potere dell'arte o dell'estetica può minimamente alleviare? Con tutta la nostra cultura, con tutta la nostra filosofia, con tutti i nostri bei discorsi e tutte le nostre belle parole, a quest'ora c'è la situazione delle cose: la natura umana stanca, abietta, abbattuta, stanca di se stessa, completamente ripugnante, inutile e impotente; e il problema non è, come ho detto, "Come è arrivato lì?" ma "Come si farà a far alzare quell'uomo?" non "Come sei caduto in mare?" ma "Come faremo a tirarti fuori?" Rivolgiamoci a questa storia, allora, per vedere come il grande problema che sconcerta la saggezza e l'amore dell'uomo anche nel suo meglio, come il grande problema viene risolto da Gesù Cristo e dai Suoi umili servitori nel Suo nome, che lavorano a contatto immediato con un Signore assente e senza corona. L'uomo o la donna qui presenti che obiettano a questa descrizione della natura umana, confutano ciò che sto dicendo; innalzati nella potenza della tua bontà, innalzati nella potenza della tua moralità, sollevati nella forza e nella dignità della natura umana, contro la quale pensi che io stia parlando, e mostralo in questo modo: cammina con le tue forze alla presenza di Dio. Vieni, non puoi. Più ci provi, più dimostri di essere un uomo impotente. Quest'uomo vide Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio e chiese aiuto. "E Pietro, fissando gli occhi su di lui, con Giovanni disse: Guardaci". Vorrei che noi predicatori potessimo imparare più a fondo a fare dopo di loro, perché non troviamo che gli impotenti li guardassero per primi, ma certamente è sorprendentemente curioso che Pietro e Giovanni fissassero i loro occhi su di lui. Gli ebrei 51 videro. Potrebbero essere passati. Gli ebrei 51 guardavano in cerca di aiuto ordinario proprio come guardava tutti gli altri, ma il punto è che Pietro e Giovanni non passarono oltre quell'uomo. Lo sfidarono. Sfidiamo i bisogni del mondo. Siamo incolpati - è la parte più profonda dell'accusa contro di noi negli articoli di giornali e riviste, e c'è troppa verità in essa, e il pungiglione sta nella sua verità - che stiamo superando il problema. Pietro e Giovanni potrebbero essere stati così occupati a parlare - a parlare, forse, di Gesù Cristo e della risurrezione - che avrebbero travolto quest'uomo. Ebrei non era uno spettacolo molto attraente da guardare, e sarebbe stato molto conveniente, se non fosse stato così, per loro raccogliere le loro vesti e passare nel tempio davanti a lui per impegnarsi nell'adorazione di Dio, e per impegnarsi in un'alta e santa conversazione sulle cose potenti che erano, Certo, alla loro portata? Non c'è forse una buona dose di andare in chiesa che è proprio questo oggi? Lasciate che vi chieda, a bruciapelo, faccia a faccia, qual è la vostra chiesa, che va molto spesso, ma solo che ci passa accanto, e chiudete il vostro occhio sulla miseria che si contorce intorno a voi? Quando hai allungato la mano per alleviarlo? Quando avete pronunciato su di esso l'onnipotente nome di Cristo? Sì, questo è fin troppo vero, che l'adorazione di Dio con molti di noi è una negazione di Dio; È una cosa inutile, cieca, formalistica, stupida, senza cuore. Non ha alcun potere verso Dio o verso l'uomo. È in noi stessi e appartiene a noi stessi: una mera cosa di vestire, e di sfilare la domenica al tempio e di nuovo a casa. E la miseria dell'East End, e del grasso, ben nutrito, ma ancora miserabile West End, non è toccata dal nostro cristianesimo. Non è così per Pietro e Giovanni. Crediamo che, dopo tutto, in fondo la conclusione di tutta la faccenda è questa: il peccato non è qui per sconfiggerci, ma per essere sconfitto da noi, per essere trasformato in vita e santità dalla potenza di Colui che siede in trono sopra le stelle di Dio, cioè Gesù Cristo. È il tempo che abbiamo fatto, che lo facciamo o no, più del tempo. Pietro e Giovanni fissarono gli occhi su di lui e lo guardarono. Non lo superarono. Che lezione per i predicatori! Ci sono insegnanti all'estero, lasciatemelo dire, che non vogliono vedervi; Sei un osso duro da rompere per loro. Ebbene, quando stavi meglio potevano parlarti, e tu andavi da loro, ma da quando sei arrivato su questi giorni difficili, hai smesso di andare lì. Quando c'era bisogno di conforto, avevano troppo freddo. Ora, tu sei giusto per il Vangelo. Cristo Gesù è qui per amore di quest'uomo impotente, ed Ebrei ha innalzato voi ed io, se siamo innalzati, per andare a prendere gli altri che non sono ancora stati portati. Questo è in realtà l'intero scopo e l'intera potente opera che Dio ha compiuto su di te, e temo piuttosto che tu lo stia dimenticando. Pensate a Pietro e Giovanni che si fanno avanti lì. Cercate di cogliere la luce nei loro volti mentre i loro occhi bruciavano come lampade gemelle, quando, non solo loro, ma Cristo, l'amorevole Salvatore, in loro e attraverso di loro, si chinò e stese una mano e guardò nell'anima molto disperata di quella creatura indifesa. E poi fa' che io capisca, e fa' che tu, o lavoratore cristiano, comprenda quanto ci sia bisogno per essere, in questo mondo miserabile, un servo di Gesù Cristo. Oh, se siamo in grado di portare noi stessi e il nostro Cristo in un contatto nudo e palpitante, facciamolo. Mettiamoci sopra i periti come se volessimo afferrarli con due mani e, con la nostra forza, sollevarli dal letto fradicio su cui il peccato li ha distenduti. Ah, abbiamo bisogno di un occhio nella nostra testa, e di una lingua nella nostra bocca, e di una mano all'estremità del nostro braccio che abbia in sé un brivido di amore eterno, e abbiamo bisogno di un cuore che operi dietro tutti e tre che sia stato acceso dal cuore di Gesù Cristo, che per noi uomini e per la nostra salvezza ha preso carne ed è morto sulla Croce. "Ed egli diede loro ascolto, aspettandosi di ricevere qualcosa da loro". Questo è già qualcosa. L'uomo prestò ascolto. Non mi piace che un uomo si nasconda dietro le sue dita e mi sbirci. Non ho molte speranze in questo. Quando il pubblico guarda in modo ampio e franco il volto del predicatore, le cose sembrano speranzose. "Gli ebrei diedero loro ascolto". Cosa seguì? "Allora Pietro disse: "Non ho né argento né oro". Che parola insignificante, deludente! Che anti-climax a tutto ciò che era accaduto prima! "Argento e oro non ne ho". Riuscite a immaginare gli occhi del pover'uomo? Tutta la gioia che usciva da loro, e il suo lungo viso diventava ancora più lungo e più nero, e forse la sua lingua pronunciava parole indignate, come avrebbe potuto dire: "Signori, se non avete né argento né oro, non aggiungete insulto alla mia miseria. Avresti potuto passare oltre, e lasciarmi inosservato e incontrastato." Sì, ci sono uomini che ce lo dicono e basta. Non molto tempo fa ho letto un libro dal titolo molto bello scritto da un uomo molto colto. Non metto in dubbio il suo apprendimento. Gli ebrei hanno detto in generale questo: che noi predicatori non possiamo fare nulla per questa impotenza che è rappresentata qui, che stiamo solo parlando. Essi rivolgono contro di noi l'obiezione che fu mossa contro Gesù Cristo, quando un altro uomo indifeso fu deposto ai Suoi piedi, e invece di curare la sua miseria fisica, gli Ebrei si rivolsero prima a ciò che era più importante: la sua miseria spirituale, e dissero: "Ti siano perdonati i tuoi peccati". È praticamente la stessa cosa ancora. È una grande benedizione per quel povero uomo stesso non esserne rimasto impressionato quando Pietro e Giovanni dissero: "Non ho né argento né oro". Non so se ci manteniamo fedeli alle nostre merci come fecero Pietro e Giovanni. Non sono sicuro che non saremo troppo impressionati dal pensiero che ciò di cui l'East End ha bisogno sono carboni e coperte, e stivali e scarpe, e calze per sé, per sua moglie e per i suoi bambini. Ma supponiamo di aver nutrito la miseria dell'East End, e di averli vestiti; Dopotutto, cosa abbiamo fatto? Atti 49 più e il meglio che abbiamo solo lenito il loro passaggio alla tomba. L'argento e l'oro possono fare molto, e molto di più dell'argento e dell'oro che appartengono a coloro che si definiscono cristiani dovrebbero essere spesi in questo modo benedetto. Ma c'è una fine al potere dell'argento e dell'oro, e la Chiesa non è mai stata in possesso della sua vera ricchezza meglio di quando era rappresentata da una coppia di pescatori squattrinati, dalle fessure delle cui mani non sono del tutto sicuro che le squame di pesce fossero ancora state essiccate. Voi che avete argento e oro, che siete venuti a Gesù Cristo, venite il più umilmente possibile. Dimentica l'argento e l'oro. "Argento e oro non ne ho". Come ho detto, in apparenza quanto è stato deludente! Eppure era ben detto, ed era meglio fatto. "Te lo do quello che ho. Nel nome di Gesù Cristo di Nazaret, alzati e cammina". Ora, ecco che in un attimo, ma in modo molto vero e anche molto improvviso, quel poveretto fu messo a risolvere un problema molto difficile. Quelli di noi che sono stati all'università conoscono le giornate faticose che abbiamo trascorso in quello che viene chiamato summum bonum: "Qual è il bene più alto?" Non si tratta di una semplice e vaga questione di scuole filosofiche. È una questione molto pratica, e quel pover'uomo che giaceva lì quel giorno dovette risolversi da solo molto rapidamente. Gli fu posta praticamente questa domanda: "Qual è il bene supremo? È argento e oro?" E più in fretta di quanto la mia lingua possa dire, giunse alla rapida conclusione: "C'è qualcosa qui che può venire a me che è migliore di qualsiasi cosa possano fare l'argento e l'oro". Abbiamo quella lunghezza? Giovanotto, tu stai faticando, stai cercando di raggiungere il summum bonum. Mettiamola filosoficamente o non filosoficamente, questo è ciò che tutti noi stiamo cercando di fare. Ora, qual è il tuo bene più alto? Non sta forse nella direzione dell'argento e dell'oro, nella direzione di tutto ciò che è coperto da questi termini dorati, molto comprensivi, sia nella loro notazione che nella loro denotazione? Attraverso la grazia e l'opera della Parola di Dio e dello Spirito di Dio - sì, e attraverso le difficoltà della vita - alcuni di noi non stanno forse cominciando ad avere un'idea di ciò che balenò in quel pover'uomo: "Ecco la più grande benedizione che io possa avere, una benedizione che sento di essere in grado di ricevere, una benedizione di cui sento di aver grandemente bisogno. L'ho cercato in una direzione sbagliata, il mondo non può darglielo". Quelli di voi che ne hanno in abbondanza hanno detto a se stessi: "Anima, hai molti beni accumulati per molti anni. Tu hai il summum bonum; riposati, mangia, bevi e sii allegro". E non puoi. L'argento e l'oro stanno fallendo completamente. Stanno barando; Dio conceda che tu possa scoprire l'imbroglio in tempo. Ora ascolta. È per gli uomini e le donne, quando giungono a quel passo, che il predicatore del vangelo è qui. Non è perché siamo poveri predicatori; È perché siete una povera roba a cui predicare. Quando entriamo in contatto con coloro che sono maturi per la benedizione spirituale, quando sono portati a quella condizione dallo stress e dalla delusione della vita, allora il predicatore del vangelo diventa meravigliosamente eloquente, semplicemente perché le vostre orecchie si stanno annoiando e il vostro cuore si sta adattando al messaggio che viene pronunciato. "Non ho né argento né oro; ma quello che ho te lo do. Avendo detto questo, lo prese per la destra". Ci deve essere un contatto immediato tra Cristo e te e, soprattutto, tra il predicatore e te. Questa è una delle ragioni per cui mi oppongo a questo pulpito storico, semplicemente perché qui si perde gran parte di quel magnetismo che era presente con Pietro e Giovanni. Come Pietro si chinò e pronunciò quel nome potente! Non andate mai senza aver pronunciato quel potente nome di Gesù di Nazareth. Pietro si chinò per afferrare quell'uomo per mano, e lo vedo cedere alla forza dell'onnipotenza. Venne su. Alleluia! Cristo è la potenza che Pietro si aspettava che fosse. Il cielo ha vinto, l'inferno è sconcertato. La marea ha iniziato a cambiare. Da questo Uno impara tutto. C'è Uno che ha potere su ogni forma di trionfo maligno del nemico che si estende in tutta la sua vastità. Non vedi che è necessario compiere tutta quell'opera soprannaturale sulla tua anima impotente prima che tu possa entrare nel tempio per comparire davanti a Dio in un modo proficuo per te stesso o in un modo che porti lode e gloria al Suo nome? Ora, cosa sapete dell'adorazione? Questa è la strada per la chiesa, questa è la strada per il tempio. Questo vangelo non può essere predicato, e non ci sono segni che lo seguono. Pietro e Giovanni non rimasero in piedi davanti a quell'uomo per mezza giornata, dicendo, finché non divenne una parola noiosa, stantia, piatta, inutile, stanca: "Nel nome di Gesù di Nazaret, alzati e cammina! Alzati e cammina! Alzati e cammina"mentre giaceva e giaceva inerme e supino come eVersetto. Hanno rischiato tutto, e in ciò erano giustificati. E i tempi sono maturi per noi per fare ancora la stessa cosa. Peccatore, traviato, nel nome di Gesù di Nazareth, alzati! (J. McNeill.) Un'immagine del peccato e della salvezza:

(I.) Trova un'immagine del peccatore. Il mondo esterno è un riflesso dello spirituale. Quell'uomo zoppo accovacciato al cancello e incapace di entrarvi è un tipo della condizione del peccatore

(1.) Ebrei era uno storpio, non un uomo sano e completo. Così è ogni peccatore. In lui c'è una miserabile distorsione del carattere

(2.) Ebrei era un mendicante. Il peccato è bisogno

(3.) Quest'uomo fu chiuso fuori dal tempio. Da certi testi dell'Antico Testamento e da certi passi degli antichi scritti ebraici si è dedotto che alle persone deformi non era permesso entrare nel tempio. Anche se non è certo, questa era probabilmente la legge ebraica. Questa è la condizione di ogni peccatore. Ebrei non è semplicemente al di fuori della chiesa visibile, ma non ha alcuna parte nella comunione spirituale del popolo di Dio

(II.) Trovate anche in contrasto con quanto sopra un'immagine dei discepoli. Ci sono due uomini in piedi davanti allo zoppo. Ci mostrano il privilegio dei seguaci di Cristo

(1.) Hanno comunione l'uno con l'altro. Notate quanto fosse stretta l'intimità tra Pietro e Giovanni e quanto spesso vengono nominati insieme. Erano molto diversi, eppure godevano della comunione dei santi tra loro

(2.) Hanno un amore per la casa di Dio. Essi salgono al tempio, non come adoratori formali, ma pieni dello Spirito Santo, e godono di un'intima comunione con Dio. Per loro tutto il servizio ha un significato nuovo, poiché hanno conosciuto Cristo. Ebrei è l'Agnello deposto sull'altare; Ebrei è il Tema del Salmo; Ebrei è mostrato nei paramenti del sommo sacerdote. Adorano Cristo mentre gli altri guardano lo spettacolo

(3.) Hanno simpatia per i bisognosi. L'amore di Cristo suscita nel cuore cristiano l'amore per ogni uomo. Altri passarono accanto allo storpio con uno sguardo di disprezzo o con un brivido di disgusto. Questi uomini lo guardavano con amore, perché in quella forma deformata c'era un'anima per la quale Cristo morì

(4.) Hanno il potere di aiutare. Mentre Pietro guarda l'uomo, sente la consapevolezza del potere divino di guarirlo. Non è in se stesso, ma per mezzo di Cristo, che può elevarlo alla salute e alla forza. Non possiamo portare la guarigione al corpo degli uomini, ma possiamo portare la salvezza alle anime degli uomini

(III.) Trova in questa scena un'immagine della salvezza

(1.) Nella salvezza di ogni anima c'è uno strumento umano. Dio non salva gli uomini da solo e direttamente, né per mezzo degli angeli. C'è sempre un Pietro attraverso il quale la potenza di Dio giunge a un'anima bisognosa

(2.) C'è in ogni vita un momento di opportunità speciale. Nessuno sa da quanto tempo lo zoppo giacesse al cancello; Ma un giorno trovò la sua occasione. Così la Samaritana incontrò la sua al pozzo, così Matteo incontrò la sua alla sua tavola, così l'Etiope incontrò la sua nel deserto. Il successo consiste nell'afferrare l'opportunità; fallire è lasciarlo passare

(3.) In questo miracolo il potere non risiedeva nelle mani di Pietro, ma nel nome di Gesù, cioè in Gesù stesso, invocato per nome. Solo un potere divino poteva guarire lo storpio, e solo un potere divino poteva guarire il peccatore

(4.) C'era uno sforzo richiesto da parte dell'uomo stesso. Se non avesse risposto alla forte stretta di mano di Pietro con uno sforzo personale, sarebbe rimasto ancora storpio. Quello sforzo era fede

(IV.) Trova in questa scena un'immagine dell'uomo salvato. Vedete come egli rappresenta in modo appropriato l'anima subito dopo la rinascita a immagine di Cristo Gesù

(1.) Osserviamo la trasformazione. Un momento prima era uno storpio accovacciato; Ora si alza e salta sul pavimento di marmo. Guardate un cambiamento più grande in ogni peccatore convertito

(2.) Notiamo il suo privilegio. Il suo primo atto è quello di entrare nel tempio attraverso la Porta Bella

(3.) Notiamo la sua gratitudine. Ogni anima salvata dovrebbe confessare ciò che Dio ha fatto per lei

(4.) Notiamo la sua importanza. Agisce una volta che l'evento straordinario ha attirato l'attenzione. Ogni uomo convertito diventa allo stesso tempo oggetto di interesse e prova della potenza di Gesù. (C. H. Spurgeon.Il primo miracolo apostolico: - La data di questo miracolo non è del tutto certa. Sembra essere riportato come un esemplare di quei prodigi e segni a cui si riferisce il CAPITOLO II. 43. Nota-

(I.) Che è stato fatto su un uomo vivo. In tutti i miracoli di nostro Signore c'era una dimostrazione di benevolenza. Questo fu il caso qui, perché il miracolo fu compiuto

1.) Su un uomo afflitto. Gli ebrei erano zoppi fin dalla sua nascita. Ogni uomo è afflitto fin dalla nascita da un male che solo la grazia di Dio può rimuovere

(2.) Su un pover'uomo. Come si poteva trovare un impiego in una circostanza del genere? Ebrei era allora irrimediabilmente povero; ma "l'estremità dell'uomo era l'opportunità di Dio". 3. Su un uomo dipendente dai suoi amici. Questo seguì la sua afflizione e povertà. E sembra che quegli amici non potessero che metterlo in condizione di ricevere aiuto da estranei. Così le necessità della natura hanno portato alla manifestazione della misericordia di Dio. Per quanti l'afflizione è stata un mezzo di salvezza! 4. Su un uomo noto a molti per il fatto che era stato portato lì per anni. Ciò accrebbe il significato del miracolo e promosse il suo scopo probatorio. Allo stesso modo la conversione di coloro che notoriamente peccatori testimonia il cristianesimo

(II.) Che era un'esibizione di cristianesimo attivo. Era giusto che, essendo il primo, avesse questa qualità. Mostra... l. Il desiderio di fare il bene da parte degli uomini cristiani. Se gli uomini non hanno tali desideri, e tuttavia si chiamano cristiani, le loro parole e i loro caratteri non concordano

(2.) Lo sforzo che nasce dal giusto desiderio di fare il bene. Pietro non "considerò il caso", "promise di fare il meglio che poteva per lui", lo prese per mano e lo sollevò. Il vero cristianesimo trasforma il desiderio in azione e fa di un missionario, di un predicatore o di un generoso contribuente l'uomo che desidera la conversione dei pagani in patria o all'estero

(3.) Il corso dell'opera del vangelo nell'individuo che lo riceve.

(1) Un'attenzione particolare è stata risvegliata. "Guardateci." L'uomo aveva già guardato in modo ordinario. Quindi gli ascoltatori del vangelo devono dargli più della loro solita attenzione se vogliono essere salvati.

(2) La speranza si è risvegliata. Gli ebrei "si aspettavano di ricevere qualcosa", quello che lui non sapeva. Così, coloro in cui il Vangelo è "mescolato con la fede" quando lo ascoltano, sono resi speranzosi prima di avere una visione molto chiara delle gioie della salvezza personale, e la loro fede è rafforzata fino a quando non possono comprendere le benedizioni che sono state loro offerte.

(3) La guarigione è stata somministrata. È venuto nel nome di Gesù Cristo, e immediatamente: così fa la salvezza.

(4) Lo storpio guarito divenne un testimone. I cambiamenti nella condotta dell'uomo dissero agli osservatori che aveva ricevuto una grande benedizione da Dio, e fu costretto a dichiararla. Perciò i cristiani sono costretti a dare testimonianza con le labbra e con la vita. (W. Hudson.) Il miracolo alla Porta Bella: - Le lezioni spirituali che dovremmo imparare sono...

(I.) È bene che i cristiani conoscano ciò che avviene "alla porta", oltre i confini della nostra vita serena e confortevole; Dobbiamo prenderci cura di coloro che abitano all'esterno

(II.) Le opportunità di fare del bene si trovano sulla nostra strada ogni giorno e ogni ora, se veramente desideriamo migliorarle. Un leggero giro dell'occhio attraverso l'area del tempio, dove passiamo per andare a pregare, ci introdurrà in due mondi completamente diversi e totalmente distinti di sentimenti, pensieri e storia

(III.) I cristiani non dovrebbero perdere tempo a sospirare per nuove sfere di sacrificio cospicuo. Come Pietro e Giovanni, anche noi, figli dell'alleanza, siamo inclini ad essere spinti contro coloro che sono ignoranti, poveri, deboli e sofferenti. Ma non ne consegue che tutti loro siano certamente viziosi e indegni di aiuto; Alcuni di loro possono effettivamente avere "fede per essere guariti".

(IV.) Le mani che lavorano e le voci volenterose dovrebbero andare con gli occhi che piangono quando conosciamo i bisogni dei poveri del Signore. La povertà a portata di mano, la debolezza vicino a noi, sono piuttosto poco romantiche; È la distanza che conferisce incanto alla vista in molti casi quando conversiamo di paganesimo. Ma la nostra casa, i pagani, non deve essere assolutamente trascurata perché sono così vicini. Molti uomini, e alcune donne, verseranno lacrime sul quadro dipinto di un ragazzo napoletano che chiede l'elemosina, che parlerebbe molto selvaggiamente allo stesso ragazzo se lo incontrassero vivo per le strade di New York; citavano con vigore la prima parte del breve discorso di Pietro, e ne tralasciavano il resto; e non vollero stendere le mani affatto. (C. S. Robinson, D.D.Il miracolo alla Porta della Bellezza, come un fatto. Se c'è storia in ogni scritto, questi versi nella loro semplicità e nei minimi dettagli sono una storia. Non c'è nulla che si avvicini al parabolico o al mitico. Vedi qui-

(I.) I poveri uomini diventano gli organi dell'onnipotenza. Quante volte è successo. Mosè, Elia e gli apostoli sono esempi

(II.) Un miserabile storpio ha fatto l'occasione di un grande bene. Gli uomini riflessivi si sono spesso chiesti: Perché, sotto il governo di un Dio benevolo, dovrebbero verificarsi casi del genere? Perché gli uomini sono stati mandati al mondo senza l'uso delle membra, degli occhi o della ragione? Ma nota

1.) Che coloro che vengono al mondo in questo stato, essendo inconsapevoli della perfezione fisica, non sentano la loro condizione come gli altri. Gli uomini che non hanno mai visto non sanno nulla della beatitudine della visione. Perciò le persone con difetto costituzionale nella forma o nell'organo mostrano spesso una gioia o una pace di cui gli altri si meravigliano

(2.) Che tali casi servano per contrasto a rivelare la meravigliosa bontà di Dio. In natura, le parti che sono state distrutte dai terremoti, o che giacciono in una nera desolazione, servono a mettere in risalto la bellezza e l'ordine che generalmente regnano. E così uno storpio qui, o un cieco là, non fa altro che mettere in risalto la bontà di Dio che si manifesta nei milioni di persone perfette. Questi sono alcuni tratti scuri che il Grande Artista impiega per mettere in risalto nell'immagine del mondo gli aspetti più sorprendenti della bellezza; alcune delle note più ruvide che il Grande Musicista usa per ingrossare il coro dell'ordine universale

(3.) Che servano a ispirare la gratitudine al cielo per i fisicamente perfetti. Nel povero idiota, Dio ci dice: "Siate grati per la ragione", ecc

(4.) Che offrano spazio e stimolo per l'esercizio della benevolenza. Se tutti gli uomini fossero uguali sotto ogni aspetto, non ci sarebbe motivo di risvegliare la carità

(III.) Il cristianesimo che trascende le aspirazioni umane. Quest'uomo voleva l'elemosina, "argento e oro"; ma nel nome di Cristo ricevette il potere fisico, una benedizione che non aveva mai osato aspettarsi. Così è sempre: il cristianesimo dà all'uomo "più di quanto possa chiedere o pensare"". L'occhio non ha visto", ecc. (D. Thomas, D.D.) Fede miracolosa: "Un miracolo è il figlio più caro della fede".

(I.) La fede compie il miracolo: Pietro e Giovanni

(II.) La fede sperimenta il miracolo: lo zoppo, che, sebbene non prima del miracolo, ma dopo di esso, appare come credente

(III.) La fede comprende il miracolo: gli ascoltatori credenti. (C. Gerok.L'uomo impotente:

(I.) La persona guarita

(1.) Ebrei era impotente, portato da altri; e dove lo avevano lasciato, erano sicuri di trovarlo. Ebrei non lo era per caso, come Mefiboset, ma fin dal grembo materno; e quindi il suo caso era il più deplorevole, e una cura più improbabile. Questo è un emblema appropriato per i non rigenerati, che non sono solo spiritualmente ciechi, sordi e muti, ma anche zoppi; così che non possono percorrere i sentieri della saggezza, né muovere un piede sulla via del cielo. Gli uomini buoni possono essere pronti a fermarsi, e i loro piedi quasi scivolano; ma questi si fermano e scivolano sempre; perché le loro gambe, come quelle degli zoppi, non sono uguali. Non sono le gambe e i piedi che vogliono, ma il loro giusto uso; E questo è stato il loro caso fin dalla nascita. Sia benedetto Dio per le promesse fatte a costoro! "Radunerò quella che si ferma e radunerò quella che è stata cacciata. Lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto canterà". 2. La sua povertà si aggiunse alla sua angoscia. Se l'aiuto doveva essere ottenuto con la medicina, non aveva i mezzi per procurarselo, perché doveva mendicare il suo pane. E così è per i peccatori. I santi vogliono molte cose nella vita presente; ma gli uomini malvagi vogliono tutto ciò che vale la pena di avere; e la mancanza di un senso di questo è forse il loro più grande bisogno. Mi permetto di aggiungere che coloro ai quali Dio mostra misericordia sono spesso anche come l'uomo impotente, povero di temporali. Ai poveri, dice Cristo, è predicato il vangelo. Coloro che sono privi di ornamenti e comodità esteriori sono interiormente abbelliti dalla grazia divina e riempiti di consolazioni divine

(3.) Gli ebrei erano rimasti a lungo sotto il suo disordine, il che rendeva il suo caso ancora più deplorevole. Che questo offra incoraggiamento ai peccatori vecchi e abituati, se hanno un senso del male della loro via, e stanno seriamente cercando sollievo, che non disperino di ottenerlo. Gli ebrei che hanno curato vecchie malattie possono salvare i vecchi peccatori

(4.) Ebrei era comunque sulla via di una guarigione; perché giaceva alla Bella Porta del tempio, dove i caritatevoli potevano soccorrerlo, i pii pregare per lui e gli intelligenti dargli i loro migliori consigli. Così il peccatore impotente dovrebbe vegliare ogni giorno alle porte della sapienza, ricordando che Dio comanda la liberazione da Sion, e che lì è conosciuto come rifugio per il Suo popolo

(II.) La natura della cura

(1.) È stato inaspettato, e quindi il più gradito. E così è nella conversione dei peccatori. La misericordia viene come a Zaccheo, a Saulo e a quest'uomo: non cercata e non implorata! 2. È stato istantaneo. Pietro non lo mette su un lungo corso di medicina; ma lo prende per mano e lo solleva. Così, per quanto graduale possa apparire l'opera della grazia in alcuni convertiti, tuttavia l'impianto della grazia è istantaneo. Dio crea di nuovo l'anima, come gli ebrei crearono il mondo. Ebrei dice: Sia la luce; e c'è luce; Che ci sia vita! e c'è vita

(3.) Come l'Onnipotenza lo prese in mano, fu una cura facile. Non furono usati metodi violenti: le sue membra deformate non furono ridotte al loro posto da alcuna operazione dolorosa. E così gli atti della grazia divina sull'anima sono tanto miti e gentili quanto potenti ed efficaci

(4.) Era una cura reale e permanente. Così è quando Dio guarisce il cuore spezzato, o cura l'anima intemperante. L'uno è un miracolo di potenza, l'altro di grazia: e come il primo, così il secondo non è un inganno

(III.) Gli effetti della cura

(1.) "Gli ebrei balzarono in piedi". Così è per il peccatore recuperato dalla grazia divina. La parola del Signore, la via del Signore, la gioia del Signore, e soprattutto il Cristo di Dio, è la sua forza; e questa forza egli impiega per gli scopi per i quali è stata elargita. "Andrò con la forza del Signore Dio". Anche la serietà e l'intenzione della mente sono implicite. Gli ebrei non solo si sforzarono, ma lo fecero al massimo delle loro forze. Così, quando un peccatore è capace di agire, specialmente nel calore del suo primo amore, agirà con tutte le sue forze

(2.) "Gli ebrei si alzarono". Prima non poteva stare in piedi senza chinarsi e tremare. Gli ebrei erano pronti all'azione, come uno che da allora in poi avrebbe ottenuto il suo sostentamento lavorando e non mendicando. Anche gli Ebrei si alzarono per mostrarsi al popolo

(3.) "Gli ebrei camminarono". Questo era un esercizio nuovo per lui. Così, per il potere della grazia divina, coloro che sono spiritualmente zoppi sono fatti camminare con Dio e davanti a Lui; onestamente e rettamente, in novità di vita; nella luce, nella verità e nella libertà. Lo Spirito è la loro guida, la Parola la loro regola, gli eccellenti della terra i loro compagni, la gloria il loro fine e Cristo la loro via

(4.) "Gli Ebrei entrarono nel tempio con gli apostoli". Alla sua porta aveva ricevuto molte elemosine da un uomo: ora vi sarebbe entrato per ottenere l'elemosina da Dio. Da questa parte della sua condotta possiamo apprendere: (l) Quale luogo i santi fanno della loro residenza prescelta, la casa di Dio. "I miei piedi staranno entro le tue porte, o Gerusalemme!" Soprattutto quando si riprendeva dal disordine e veniva liberato dalla reclusione. Il primo luogo che visiteranno è il tempio, per adempiere quei voti che hanno fatto nel momento della loro angoscia e presentare a Dio i loro umili e grati riconoscimenti.

(2) Quali persone scelgono come loro compagni. Coloro che Dio ha reso loro utili, sperano ancora di ricevere il beneficio delle loro preghiere e istruzioni. Così il carceriere condusse Paolo e Sila in casa sua, e Lidia li costrinse a rimanere in casa sua

(5.) Ancora "camminava e saltava", come uno in estasi e trasportato, e "lodava Dio". Da qui possiamo osservare che, sebbene amasse gli strumenti, tuttavia non li lodava. Gli ebrei diedero la lode dove era dovuta. Miglioramento:1. Lasciate che i peccatori risvegliati traggano incoraggiamento da questo meraviglioso esempio della grazia divina

(2.) Che i santi imitino l'esempio qui posto davanti a loro, con la più calorosa gratitudine e le lodi più affettuose. (B. Beddome, M.A.) Lo zoppo alla porta del tempio (sermone ospedaliero) :-

(I.) Lo zoppo

(1.) Molti diventano zoppi a causa di incidenti o malattie; Ma quest'uomo è nato storpio. Luca, che era un medico, ci fa capire che la sua zoppia era dovuta a una debolezza, e forse a una malformazione, delle caviglie. Ma questo non basta a descrivere la sua condizione di impotenza. Molti zoppi sono in grado di muoversi con l'aiuto di sostegni artificiali. Ma quest'uomo era così completamente indifeso che fu costretto a farsi trasportare. Non che ci fosse qualche debolezza nel suo corpo, tutta la debolezza era nelle caviglie. Sembra che Raffaello si sia impadronito di questa caratteristica. Ebrei ha attirato a poca distanza da lui un altro uomo deforme, che però riesce a zoppicare con l'aiuto di una stampella. Ma credo che Raffaello si sbagliasse a disegnare le gambe in una forma rigida e rigida; Non era la rigidità delle caviglie di cui soffriva, ma l'estrema debolezza. "Immediatamente i suoi piedi e le sue caviglie divennero solidi". 2. E non solo era zoppo, era anche uno storpio e un mendicante. È difficile concepire una condizione più pietosa

(3.) C'erano diverse ragioni per cui la porta del tempio era stata scelta come luogo propizio per l'accattonaggio. Folle di persone andavano e venivano almeno tre volte al giorno. Inoltre, le persone che entravano e uscivano erano gli uomini e le donne migliori di Gerusalemme. È la crema della società che frequenta i luoghi di culto. Inoltre, gli uomini che vanno e tornano dalla chiesa sono di umore migliore per considerare i poveri e soddisfare i loro bisogni piuttosto che nel tumultuoso vortice degli affari. Ed è un fatto che quasi tutte le elemosine del mondo sono amministrate alle porte del tempio, che le istituzioni caritatevoli dipendono per il loro sostegno e il loro successo da coloro che salgono al tempio nell'ora della preghiera. Non sono mai stato onorato con una lettera del Lord Mayor di Londra fino a quando non ha pensato che ci fosse bisogno di denaro per realizzare il suo obiettivo umano. Forse anche ogni uomo di scienza e di affari ha ricevuto una lettera da lui, cosa di cui dubito; ma sono sicuro che ogni ministro lo ha fatto. Trovo un difetto? No; Lo considero un grande complimento al cristianesimo. Qualche tempo fa un quotidiano ha sostenuto con forza i contributi privati per alleviare la carestia in India. Fin qui, bene. Questi giornali che stanno per sostituire il pulpito e farla finita con la predicazione, dovrebbero fare questo. Ma i soldi non arrivarono. Come ultima risorsa, il giornale con la sua "più grande tiratura del mondo" propose di avere una colletta nelle chiese, per fortuna. Ma dov'erano i lettori del giornale? Dove si trova la "più grande tiratura al mondo"? La "stampa onnipotente" non potrebbe spremere un po' di soldi dai suoi numerosi lettori? Trovo un difetto? Oh no; è un grande complimento al cristianesimo e ai ministri che insegnano ai loro ascoltatori ciò che i giornali non riescono a insegnare ai loro lettori. Ma il cristianesimo sta morendo in fretta, il mondo può fare a meno delle chiese? No, amici miei, non finché ci sono zoppi da aiutare e affamati da sfamare. I mendicanti a volte si siedono alle porte del commercio, ma viene loro severamente detto di "andare avanti"; e alle porte del Piacere e della Moda, ma nessuno, tranne i cani, si degna di notarli. I mendicanti sanno che il tempio è il grande ospizio del mondo

(4.) C'erano una decina di porte per il tempio, tutte molto costose e superbe. Gli Ebrei di regola non si lamentavano delle spese più sontuose per gli ornamenti del tempio. Ma c'era una porta che superava di gran lunga tutte le altre per materiale e design. La casa di Dio dovrebbe essere sempre la casa più bella del vicinato, e il popolo di Dio dovrebbe contribuire al suo ornamento. Se le nostre congregazioni aumentano di ricchezza, Dio si aspetta che una parte di essa affluisca al santuario. Il commercio deve rendere omaggio alla religione e "offrirle doni: oro, incenso e mirra". Quando la Chiesa era in uno stato di relativa povertà, un cumulo di terra serviva da altare ed era accettevole agli occhi di Dio. Ma quando la Chiesa crebbe in numero e raffinatezza, l'altare di terra fu giustamente sostituito da un altare di legno d'acacia, rivestito di rame; Invece del rude tumulo, ci sarebbe stato un po' di lavoro artistico. Infine, quando la Chiesa fu cresciuta in numero e possedimenti, Dio richiese un altare rivestito d'oro fino. I cristiani aumentano la ricchezza? Che una parte di esso fluisca verso il santuario dell'Altissimo; si costruisca una porta chiamata la Bella. E alla porta ci sia una suora della misericordia che dica l'elemosina agli indifesi e agli abbandonati. Per quanto bella fosse la porta del tempio, più belle agli occhi di Dio erano le mani che facevano l'elemosina allo storpio. La bellezza della pietra e del metallo non è paragonabile alla bellezza dell'indole e del carattere

(II.) La guarigione dello zoppo.1. Pietro e Giovanni salirono al tempio. Gli apostoli non si separarono bruscamente dalla vecchia dispensazione; le rotture improvvise non hanno mai luogo nel regno di Dio. Prima c'è una divisione nella Chiesa, poi una divisionedalla Chiesa. Questo era il caso all'istituzione del cristianesimo; in primo luogo, una divisione nell'ebraismo, poi una divisione dall'ebraismo. Questo era il caso al tempo della Riforma protestante. Questo è stato il caso della storia dell'establishment nel nostro paese. I pagani che adottarono il cristianesimo furono chiamati a rompere immediatamente il loro legame con gli idoli; ma gli ebrei che adottarono il cristianesimo furono solo gradualmente svezzati dall'ebraismo. Non si poteva essere idolatri e cristiani; ma uno potrebbe essere un ebreo e un cristiano

(2.) Mentre stavano per entrare, la loro attenzione fu richiamata dall'uomo impotente che chiedeva l'elemosina. Gli ebrei avevano smesso da tempo di sperare in qualcos'altro. Quarant'anni di impotenza e di mendicanza uccideranno l'ambizione nel cuore più ottimista. Abbiamo conosciuto persone che da anni giacevano su un letto di sofferenza. Se parlavi con loro alla fine del primo anno, scoprivi un'ombra di malcontento: avevano un forte desiderio di alzarsi e camminare. Ma alla fine dei dieci anni lo spirito più ardente è del tutto domato

(3.) Fissarono gli occhi su di lui. Un tratto caratteristico del cristianesimo è che fissa i suoi occhi sugli indigenti e sui malati. La scienza fissa i suoi occhi sulla materia inanimata; l'arte sulla "porta detta Bella"; ma il cristianesimo sul povero storpio. La scienza cerca i segreti del mondo; l'arte le sue bellezze; ma il cristianesimo i suoi mali. C'è molto in uno sguardo. Gli occhi compassionevoli di Pietro catturarono gli occhi stupiti del mendicante, e quest'ultimo provò una strana sensazione, come una corrente di elettricità, che faceva tremare tutto il suo sistema

(4.) L'uomo chiese l'elemosina, ma gli apostoli gli diedero ciò che era meglio: la salute. La salute senza denaro è infinitamente migliore del denaro senza salute. Inoltre, dotandolo di salute, gli conferivano la capacità di guadagnare denaro. In questo il miracolo era un "segno". Il vangelo non mira direttamente a migliorare le condizioni degli uomini; Mira a migliorare gli uomini stessi. Ma non appena lo fa, si nota un notevole miglioramento nell'ambiente circostante. Il vangelo converte l'uomo; L'uomo converte la casa. Il vangelo non mira direttamente ad aumentare le ricchezze materiali di una nazione; mira ad aumentare i suoi fondi di salute spirituale; Ma non appena la nazione sente palpitare sangue nuovo in ogni membro e in ogni membro, si scrolla di dosso il letargo dei secoli e marcia senza paura in avanti nel sentiero ascendente della scoperta e dell'impresa e, come conseguenza naturale, le ricchezze affluiscono in abbondanza al suo erario. Il vangelo giunse in un mondo storpio. Gli disse: "Nel nome di Gesù Cristo di Nazaret, alzati e cammina", e subito iniziò una carriera verso l'alto e in avanti, e il cristianesimo ha indirettamente accresciuto enormemente le sue ricchezze materiali. Quali sono le nazioni più fiorenti dei nostri giorni? L'Inghilterra, l'America e la Germania, i paesi che hanno ricevuto più abbondantemente la vita e la salute che sono alloggiate nel nome di Gesù di Nazareth. L'utilitarismo dice: "Date agli uomini case migliori, salari più alti, aria più pura, acqua più salubre", e migliorando le loro condizioni migliorerete la loro costituzione. Ma cosa dice il cristianesimo? Mi sforzerò di migliorare gli uomini, perché so che non appena gli uomini sentiranno pulsare dentro di loro nuove e potenti energie, si metteranno all'opera per migliorare la loro condizione esterna. Gli uomini hanno bisogno di case migliori, di aria più pura e di acqua più salubre; ma il grande bisogno degli uomini è la vita, più vita; e io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. L'utilitarismo fa bene agli uomini, il cristianesimo li rende buoni

(5.) La Chiesa Apostolica non aveva né argento né oro, aveva solo la salute da impartire. Ma è in potere della Chiesa moderna dare sia denaro che salute. Ci sono in questa enorme città più di ottanta ospedali, e si scopre che ogni ospedale è quasi pieno di persone che non hanno i mezzi per pagare l'assistenza professionale a casa; Ed è un dovere che incombe sulle Chiese mantenere queste istituzioni in uno stato di alta efficienza. Gli ospedali, in un senso speciale, sono il frutto più precoce e più dolce della nostra santa religione. Dove è stato fondato il primo ospedale? A Efeso, la casa di Giovanni, il discepolo prediletto che insegnò che "Dio è amore". E con quale nome erano conosciuti gli ospedali per la prima volta? Lazzaretti; il nome stesso porta sul suo fronte l'impronta del Vangelo, dalla commovente storia di Lazzaro seduto alla porta del ricco. E chi ha fondato e dotato i grandi ospedali di questa metropoli? Cristiani. San Bartolomeo, San Luca, San Giorgio, con poche eccezioni gli ospedali sono tutti santi! Sono la preziosa eredità del cristianesimo del passato; hanno una forte pretesa sul cristianesimo del presente

(6) Ma confido anche che nell'acquistare denaro non abbiamo perso ciò che è di valore incomparabilmente più grande, la fede e il coraggio di dire alla povera umanità: "Nel nome di Gesù Cristo di Nazaret, alzati e cammina". Centinaia di persone che entrano negli ospedali fondati dalla filantropia cristiana e sostenuti dalla carità cristiana ne escono "capaci di stare in piedi e di camminare". Ma confido che in un senso ancora più profondo sia vero. Non siamo forse stati testimoni del potere del Vangelo in mezzo a noi, che dà forza ai deboli e vita ai morti? Gli uomini morti nei falli e nei peccati sono risuscitati in novità di vita; gli uomini storpi nella natura spirituale hanno ricevuto forza; gli uomini deboli nei piedi e nelle caviglie hanno ricevuto nuova forza, ora entrano nel tempio, corrono sulla via dei comandamenti divini, saltano di gioia come cervi sui monti degli aromi. La Chiesa sta rapidamente crescendo in ricchezze; Preghiamo affinché aumenti anche il potere di impartire salute agli uomini "zoppi fin dal grembo materno". (J. Cynddylan Jones, D.D.) Lo storpio e i suoi guaritori:

(I.) I compagni: "Pietro e Giovanni". 1. La loro destinazione: "il tempio". Coloro che sono stati la più grande benedizione per l'umanità in tutte le epoche hanno amato Dio e frequentato il Suo tempio. La teoria che un uomo che è in grado di andare in chiesa può servire Dio a casa, e non andarci mai, è contraria all'insegnamento del Nuovo Testamento

(2.) La loro armonia: "salì insieme". Niente come il potere pentecostale di armonizzare temperamenti opposti e tenere sotto controllo possibili discordanze e tendenze egoistiche nella natura umana

(3.) Il loro aspetto. Il cristianesimo è l'unico sistema al mondo che sa come "fissare i suoi occhi su" gli afflitti e gli indigenti, i colpevoli e i perduti

(4.) La loro devozione: "nell'ora della preghiera". Se c'era qualche uomo che poteva supporre di poter fare a meno dell'ordinaria routine del culto religioso, "Pietro e Giovanni" erano sicuramente quegli uomini. Ma nessun uomo a Gerusalemme era più consapevolmente debitore dei mezzi della grazia, o più totalmente dipendente da Dio. Più un uomo ha religione, più amerà "il tempio" e "l'ora della preghiera". 5. La loro povertà: "non ho né argento né oro". Allora un figlio di Dio può essere povero. Allora Dio può onorare in modo speciale gli uomini e prepararli a straordinarie carriere di utilità, che sono privi di mezzi o influenze mondane. In quest'epoca materialistica, in cui gli uomini sono giudicati in base al loro denaro, e non in base al loro carattere, per quello che hanno e non per quello che sono, è bene sottolineare il fatto che virilità e denaro non sono termini intercambiabili. Il potere che solleva e guarisce un mondo paralizzato non è portato dagli uomini nei loro portafogli, né nasce dai loro conti bancari o dalla loro posizione sociale. Essa avviene attraverso la retta relazione dell'anima con Gesù Cristo, e assolutamente senza riguardo per la condizione mondana dell'uomo

(6.) Il loro potere: "Alzati e cammina". Questo è il potere principale che manca alla Chiesa in questo momento per prepararla alla conquista del mondo; e questo è il potere per l'esercizio del quale un mondo storpio fissa i suoi occhi su di noi. Né la ricchezza, né l'istruzione, né l'influenza sociale possono espiare la mancanza di questo afflato divino

(II.) Lo storpio: "Un uomo zoppo fin dal grembo di sua madre". 1. La sua posizione: "Alla porta del tempio". Allora questo storpio non era uno sciocco. Gli ebrei comprendevano la filosofia della benevolenza. Le persone più gentili e comprensive del mondo sono le persone che pregano. Le persone che obbediscono alla prima tavola della legge sono più propense a obbedire alla seconda. I nove decimi di tutto il denaro raccolto per scopi di beneficenza e per il sostegno delle nostre istituzioni caritatevoli proviene dalle tasche di coloro che salgono "al tempio nell'ora della preghiera". 2. Il suo atteggiamento: "Giacere alla porta". Abbiamo visto migliaia di zoppi che potevano andare quasi ovunque, con l'aiuto di sostegni artificiali. Ma quest'uomo fu costretto a farsi portare

(3.) La sua vocazione: "Chiedere l'elemosina". Sia il luogo che il momento scelti da questo storpio per esercitare la sua vocazione indicano che era un uomo scaltro e riflessivo

(4.) La sua cura.

(1) È stato istantaneo.

(2) Era completo: "Camminava e saltava". 5. La sua gratitudine. L'acquisizione di forze fu improvvisa, e la sua manifestazione fu altrettanto improvvisa. Non ci fu un timido ritrarsi, per timore che egli sovraccaricasse le sue nuove forze. L'uomo che Dio benedice e salva non deve aver paura di esagerare e di provocare una ricaduta, con qualsiasi cosa il suo cuore lo spinga a fare, sotto forma di far sapere agli altri ciò che è accaduto. La mancanza dei tempi è un cristianesimo gioioso, felice, trionfante

(III.) La folla: "Tutto il popolo". 1. La loro testimonianza: "Lo vide". 2. Il loro riconoscimento (Versetto 10). Gli Ebrei erano rimasti seduti alla porta così a lungo che tutti lo conoscevano, e questa potrebbe essere la ragione per cui fu favorito con questa guarigione miracolosa

(3.) La loro eccitazione. Essi sostenevano saggiamente che il cambiamento poteva essere effettuato solo da una causa divina. Estendete questo ragionamento, e avrete uno degli argomenti più inconfutabili a favore del cristianesimo. Le trasformazioni da essa operate nella società dimostrano che essa è divina nella sua origine

(4.) Le loro emozioni: "Meraviglia e stupore". Strano che siano stati così colpiti da questo miracolo, dopo averne visti tanti dal Maestro. Applicazione:1. Imitiamo Pietro e Giovanni nel nostro apprezzamento dei mezzi della grazia

(2.) Non disturbiamo le funzioni arrivando in ritardo; ma, come loro, cerchiamo di essere puntuali; "All'ora." 3. Le benedizioni pentecostali di ieri non possono supplire al nostro bisogno dell'ispirazione e della benedizione di Dio oggi

(4.) È dovere dei non convertiti "fissare i loro occhi" sulle questioni spirituali, cedere alle giuste influenze, lasciarsi trasportare ogni giorno alla porta del giusto sentimento e della giusta condotta. Se quell'uomo zoppo si fosse ribellato quella mattina per essere portato "alla porta del tempio", forse non sarebbe mai stato guarito

(5.) Impara che, anche se gli occhi del peccatore possono essere fissi sul servo, solo il Padrone può guarire. (T. Kelly.Lo zoppo guarito: - Non vedrai tutta la bellezza di questo paragrafo a meno che non lo colleghi con il capitolo precedente

(1.) Ricordi l'infinita eccitazione di quel capitolo. Non c'era mai stato un giorno simile nella Chiesa prima d'ora. La vita era stata elevata a un livello più alto di quanto non avesse mai raggiunto, e la gente lodava Dio dalla mattina alla sera. Sicuramente il millennio era arrivato! Dopo questo non ci sarà più luogo comune. Chi uscirebbe volentieri dal cielo per camminare di nuovo sui sentieri della vita ordinaria? Ma leggete le parole iniziali del terzo capitolo. Dopo l'eccitazione della Pentecoste, non è questo della natura di un anti-climax? Due uomini, ex soci nel mestiere della pesca, "salirono insieme nel tempio nell'ora della preghiera". Badate poi che alle ore estatiche della vita dovrebbe succedere un'adorazione silenziosa, perché solo questa può sostenere il cuore con il vero nutrimento. Dio concede alla Sua Chiesa ore di entusiasmo, giorni in cui tutto l'orizzonte si apre come una porta infinita nei luoghi superiori dell'universo; ma dopo tali manifestazioni particolarmente solenni di potenza e grazia, Ebrei si aspetta che saliamo al tempio per pregare, come Ebrei sa che tali visioni rendono ordinaria e comune ogni altra vita. Qualunque sia il lusso di cui puoi godere di tanto in tanto, devi avere il pane in modo permanente. Non possiamo vivere sempre nello straordinario; perché per il fatto stesso di essere sempre straordinario, cesserebbe di essere diverso dal solito

(2.) Ma gli uomini non erano ispirati? Sì; Eppure i due uomini "salirono insieme nel tempio all'ora della preghiera". L'orologio non è stato modificato; la grande tempesta pentecostale si era precipitata attraverso i cieli e aveva lasciato dietro di sé piogge di benedizioni. L'orologio ticchettava ancora e viaggiava fino all'ora dell'offerta del sacrificio della sera, e Pietro e Giovanni non erano così trasportati da estasi speciali da dimenticare i loro impegni quotidiani e consueti con Dio. Sospetta qualsiasi ispirazione che ti renda sprezzante del normale dovere religioso. L'ispirazione non diminuisce mai il dovere. Qualsiasi presunta ispirazione che abbia allontanato gli uomini dal tempio e li abbia avvelenati con l'illusione di poter leggere a sufficienza la Bibbia a casa, è un'ispirazione che viene da qualche altra parte che dal cielo. Non sei stato fatto per vivere sempre a casa. C'è in te ciò che trova il suo completamento nella comunione pubblica. Fa bene a tutti essere di tanto in tanto in mezzo alla folla; L'assemblea pubblica ha un'influenza educativa e sociale sulla vita individuale. Da solo, un uomo può sembrare molto grande, importante, completo di sé; È quando entra in mezzo alla folla che si rende conto della sua umanità, della sua piccolezza, e tuttavia della grandezza stessa che deriva da quella contrazione dell'individualità. "Non abbandonate la vostra comune adunanza". Pietro e Giovanni no. Non ci sbagliamo forse a supporre che la preghiera possa mai essere di luogo comune? Che cos'è la preghiera? Non è forse la comunione con Dio? Gli apostoli non avevano perso la loro ispirazione, come è evidente da ciò che fecero. In verità, quegli uomini non avevano perso la loro ispirazione, altrimenti non avrebbero mai intrapreso questa condotta con il supplicante alla Bella Porta del Tempio. Potrebbero fare questo miracolo. Che ciò sia preso come una prova della continuazione della loro ispirazione; Eppure vediamo che, nonostante ciò, essi salgono come normali umili adoratori per pregare nel tempio. Guardatevi da qualsiasi ispirazione che vi allontani dalla pratica apostolica. La tua ambizione può essere facilmente eccitata, e potresti non aver bisogno di un tentatore molto esperto della mente umana per dirti che forse puoi essere un genio, che non hai bisogno di sottometterti per prendere su di te il giogo dell'usanza religiosa. Quando tale tentazione ti seduce, smettila. La legge sembrerebbe essere che ogni grande sforzo della vita umana debba essere seguito da un esercizio religioso; ogni uscita dell'anima dovrebbe avere il suo movimento compensatorio in silenziosa comunione con Dio. Dopo che ti sei sforzato arduamente e valorosamente nella lotta, tuffati nel bagno, per così dire, della meditazione divina e della comunione celeste, e in esso lascia la tua debolezza e recupera le tue forze

(3.) Questa conversazione casuale con il povero mendicante zoppo alla Bella Porta del Tempio ci fornisce alcuni particolari sugli apostoli stessi, e questi particolari sono tanto più preziosi a causa del modo in cui vengono introdotti nella narrazione

(I.) È perfettamente evidente che l'avere tutte le cose in comune non aveva arricchito Pietro e Giovanni. La comunione apostolica non era un trucco da preti; non era un tentativo di arricchire l'apostolato a spese del pubblico cristiano. "Argento e oro non ne abbiamo". Tanto meglio per loro! Guai all'apostolo che spende metà della sua vita a procurarsi argento e oro, e l'altra metà a vegliare affinché non scappino da lui. Che cosa avevano allora? L'energia divina, la vita spirituale, la simpatia sociale e i cuori per benedire coloro che avevano bisogno di benedizione e assistenza. La povertà degli apostoli era solo nella sostanza materiale; e quindi non era affatto povertà. Ebrei è il povero che non ha altro che denaro. Ebrei è ricco, ha alti ideali e nobili simpatie, e vive alla presenza di Dio e al servizio della verità. Abbiate le vostre ricchezze nella vostra mente, nel vostro cuore, nei vostri pensieri, nei vostri propositi, nei vostri piani benefici

(II.) Questa azione mostra quanto sia possibile dare meno degli altri, e allo stesso tempo dare di più. "Non ho né argento né oro"". Allora non poteva dare nulla" sarebbe il ragionamento rapido e superficiale di chi legge solo la superficie. "Ma quello che ho te lo do". Questo è il dare che non impoverisce; Più è dato, più è a sinistra. Il sole ha dato la sua luce per migliaia di anni, eppure egli è luminoso come quando per la prima volta guardò l'oscurità che dissipò. Dai meccanicamente e ti stancherai dell'esercizio; ma dona spiritualmente, e aumenterai i tuoi beni con la stessa elemosina

(III.) Un uomo può pregare nondimeno in preghiera perché ha aiutato una povera creatura prima di entrare nel luogo sacro. Avremmo goduto molte volte del servizio molto più intensamente se, prima di venirvi, avessimo rallegrato un cuore addolorato. Questa è la preparazione alla preghiera. Se volete alzarvi al momento dell'offerta del sacrificio della sera con il cuore ardente e grato, pronti a ricevere qualsiasi comunicazione Dio possa fare loro, trascorrete le ore intermedie facendo del bene a coloro che siedono in luoghi solitari. Allora verrete, non in uno spirito di critica, ma in uno spirito di simpatia, e dalla prima all'ultima nota ci sarà un risplendere e rivelare la presenza divina

(IV.) Il cristianesimo oggi, come allora, deve dimostrare la sua divinità con la sua beneficenza. "Nel nome di Gesù Cristo di Nazaret, alzati e cammina". Pietro non predicò un sermone all'uomo. Alla folla eccitata egli espose le Scritture; ma quando si trovò faccia a faccia con quell'uomo, non predicò alcun sermone, tranne quello che si fa menzione del nome di Gesù Cristo di Nazaret è sempre un sermone, ma gli ordinò di alzarsi e di camminare. Ecco la sfera in cui l'argomentazione cristiana può ancora ottenere il suo più alto trionfo. Alle parole si può rispondere con le parole, le frasi generano frasi, e il facile trucco della recriminazione è il divertimento preferito dei semplici controversisti; ma una Chiesa che cerca gli umili, aiuta gli indifesi, guarisce i malati, insegna agli ignoranti, sostiene la causa della giustizia, sfida l'oppressore, soffre e lavora per il giusto, è una Chiesa la cui beneficenza è il suo attributo più nobile, e il cui carattere è l'unica rivendicazione di cui ha bisogno. (J. Parker, D.D.La guarigione dello zoppo: - Guardate il miracolo alla luce di ciò che è appena avvenuto. C'è un grande entusiasmo nella Chiesa. La vita divina è, per così dire, al suo punto più alto. Dovremmo considerare, limitandoci ai limiti della Chiesa, che l'età dell'unità umana e dell'amore è giunta in tutta la sua gloria dorata. Ora siamo invitati ad andare oltre la linea della Chiesa, e al nostro primo passo troviamo un uomo che fa appello alla nostra simpatia nel suo dolore e nella sua impotenza. Vedete come il mondo si trova nel mondo, e quanto siano fuorvianti tutte le deduzioni tratte da un insieme limitato di fatti

(1.) L'uomo che ha accesso a tutti i mezzi della cultura mentale e spirituale può pensare che tutto il mondo sia altamente privilegiato come lui

(2.) La famiglia sana e prospera può dimenticare che le altre famiglie sono afflitte e depresse. Guarda oltre la tua sfera. Non devi guardare lontano; Non c'è che un gradino tra te e il mondo che sia più alto o più basso del tuo. La lezione ha una duplice applicazione; l'uomo prospero deve guardare in basso per poter aiutare; L'uomo che non ha successo deve alzare lo sguardo per poter sperare

(I.) Il lato sociale di questo incidente

(1.) Potremmo essere in grado di portare lo storpio quando non siamo in grado di guarirlo. Fai quello che puoi. L'impotenza umana è un appello continuo al potere umano. Ci sono servizi secondari nella vita. Non possiamo sempre fare la grande impresa; né possiamo stare sempre in piena luce, per poter essere visti dagli uomini. A volte possiamo solo portare. Non possiamo ripristinare

(2.) Le menti più comuni, così come le più elevate, hanno sempre associato l'idea della carità a quella della religione. Questo è giusto. Questo è un grande complimento per qualsiasi forma di religione. Guardate come è stato pagato soprattutto al cristianesimo! La teologia che non ha filantropia è il suo stesso dio vano

(3.) Guardate le compensazioni della vita più povera. L'uomo veniva trasportato ogni giorno da mani amiche, e aveva il tempio come sua speranza quotidiana. Il sole splende anche sulla parte più povera

(II.) Il lato apostolico

(1.) Gli apostoli non hanno mai tentato di fare a meno dell'adorazione pubblica. Tale adorazione ha i suoi distinti vantaggi.

(1) Provocazione del pensiero.

(2) Sviluppo della simpatia

(2.) Non hanno mai trascurato il bisogno umano nella loro ansia di rendere il culto divino. Alcune persone sono unilateralmente religiose

(3.) Non si sono mai occupati nemmeno delle necessità fisiche in loro nome. Conclusione: l'incidente suggerisce due domande

(1.) Siamo troppo pii per essere filantropici? 2. Il nome di Gesù ha perso il suo potere? Il primo miracolo: - Considerando gli Atti come un tipo di ciò che tutta la storia della Chiesa doveva essere, e un'esposizione divina dei principi che dovrebbero guidare la Chiesa in tempi di sofferenza così come di azione, possiamo vedere buone ragioni per l'inserimento di questa particolare narrazione

(I.) Questo miracolo era tipico dell'opera della Chiesa, perché era un mendicante che veniva guarito, e questo mendicante giaceva indifeso e senza speranza proprio alle porte del tempio. Il mendicante rappresentava l'umanità in generale. Ebrei era posto, in verità, in una splendida posizione: davanti a lui si estendeva il magnifico panorama di colline che si ergeva intorno a Gerusalemme; sopra di lui si ergevano gli splendori dell'edificio su cui gli Erode avevano profuso le ricchezze e le meraviglie delle loro splendide concezioni-ma egli non era nulla di meglio per tutta questa grandezza materiale finché non fu toccato dal potere che giaceva nel nome di Gesù di Nazaret. E il mendicante della Porta Bella era sotto tutti questi aspetti l'oggetto più adatto per il primo miracolo di San Pietro, perché era esattamente tipico dello stato dell'umanità. L'umanità, Giudea e Gentile allo stesso modo, giaceva proprio alla porta del tempio di Dio dell'universo. Anche gli uomini potevano parlare con erudizione di quel santuario e potevano ammirarne le splendide proporzioni. Poeti, filosofi e saggi avevano trattato del tempio dell'universo in opere che non potranno mai essere superate, ma per tutto il tempo si trovavano al di fuori dei suoi sacri recinti. Non avevano il potere di alzarsi ed entrare, saltando, camminando e lodando Dio. Questo miracolo di guarigione del mendicante era di nuovo tipico dell'opera della Chiesa, perché era un mendicante che riceveva così una benedizione quando la Chiesa si risvegliava per l'adempimento della sua grande missione. Il cristianesimo è essenzialmente la religione delle masse. Il suo Fondatore era un falegname, e la sua prima benedizione pronunciò la beatitudine di coloro che sono poveri in spirito, e da allora i più grandi trionfi del cristianesimo sono stati ottenuti tra i poveri. Qui, tuttavia, si nasconde un pericolo. Il suo lavoro in questa direzione non deve essere fatto con spirito unilaterale. Il cristianesimo non deve mai adottare il linguaggio o il tono del semplice agitatore. Un cristianesimo che trionfa facendo appello ai pregiudizi popolari e cerca un mero vantaggio temporaneo cavalcando la cresta dell'ignoranza popolare, non è la religione insegnata da Cristo e dai suoi apostoli. Ma ancora, ancora una volta, la conversione di questo mendicante avvenne attraverso la sua guarigione; e qui vediamo un tipo dell'opera futura della Chiesa. La Chiesa, dunque, rappresentata dagli apostoli, non disprezzava il corpo, né considerava gli sforzi della benedizione corporale al di sotto della sua dignità. Le scuole, gli ospedali, la scienza sanitaria e medica, le abitazioni e i divertimenti del popolo, il commercio, tutto dovrebbe essere sotto la cura della Chiesa, e dovrebbe essere basato sulla legge di Cristo, e svolto secondo i principi cristiani

(II.) Questo miracolo fu l'occasione della testimonianza di San Pietro sia al popolo che ai suoi governanti. Il suo discorso ha due divisioni distinte. Espone, in primo luogo, le rivendicazioni, la dignità e la natura di Cristo, e poi fa un appello personale agli uomini di Gerusalemme. San Pietro inizia il suo sermone con un atto di profonda rinuncia a se stesso. Quando vide la gente correre insieme, disse (Versetto 12). Lo stesso spirito di rinuncia appare in una fase precedente del miracolo (Versetto 6). Un punto è subito evidente quando la condotta di San Pietro viene confrontata con quella del suo Maestro in circostanze simili. San Pietro agisce come delegato e servitore; Gesù Cristo agì come un principale, un padrone-il Principe della Vita. Le parole di San Pietro insegnano un'altra lezione. Esse sono tipiche dello spirito che dovrebbe sempre animare il predicatore o l'insegnante cristiano. Distolgono completamente da sé l'attenzione dei suoi ascoltatori ed esaltano Cristo Gesù solo. I motivi terreni si insinuano facilmente nel cuore di ogni uomo, e quando un uomo si sente spinto a dichiarare qualche verità spiacevole, o a sollevare un'opposizione violenta e determinata, dovrebbe cercare diligentemente, per timore che, mentre immagina di seguire una visione celeste e obbedire a un comando divino, non stia cedendo solo a semplici suggerimenti umani di orgoglio, o partigianeria, o mancanza di carità. (G. T. Stokes, D.D.Gli apostoli e il mendicante, modello di cura cristiana dei poveri:

(I.) La giusta disposizione da cui dovrebbe scaturire la cura cristiana per i poveri

(1.) Amore a Dio. Gli apostoli erano in cammino verso il tempio

(2.) L'amore per il prossimo. Guardano il pover'uomo con simpatia: Giovanni si sentisce, Pietro aiuta

(II.) I mezzi appropriati che la cura cristiana dei poveri dovrebbe impiegare. L'argento e l'oro non sono la preoccupazione principale. L'elemosina gettata in fretta ai poveri costa poco, e porta poco frutto. Ma

1.) Rapporti personali e vivi con i poveri. "Pietro guardò", ecc

(2.) Il consiglio evangelico e il conforto della Parola di Dio. "Come quello che ho", ecc

(III.) Il giusto risultato di cui dovrebbe deliziarsi la cura cristiana per i poveri

(1.) Ristoro del corpo: poteva alzarsi e camminare

(2.) Salute spirituale: lodava Dio. (C. Gerok.) Cooperazione spirituale: - È raro che la cooperazione di entrambe le parti - l'agente e il ricevente - sia vista così chiaramente come qui

(I.) Negli sguardi di entrambe le parti. Pietro guarda lo zoppo con amore compassionevole, pronto ad aiutare e a guarire; e lo zoppo, per ordine dell'apostolo, che guardava lui e Giovanni con fermezza con spirito di supplica e di speranza

(II.) Nella loro credente apprensione di Gesù. Pietro che parla e comanda nel nome di Gesù; e lo zoppo, anch'egli speranzoso e suscettibile, con tutta l'anima che si attacca a Gesù

III.In i loro sforzi spirituali e corporei. Pietro si protende e prende l'uomo per la destra; e l'uomo, con miracolosa forza di volontà e di muscoli, si sollevò. Il nome di Gesù, la persona di Gesù, la Sua grazia e il potere salvifico divino sono il centro; in Lui le anime si incontrano, gli uomini tendono le mani e trovano forza spirituale e corporea nel dare e nel ricevere. (G.

(V.) Lechler, D.D.Non sarebbe giusto dire che anche questo mendicante zoppicante non aveva alcuna alleviamento per la sua sorte. Ebrei non era cieco; poteva vedere la Porta Bella, con le sue meravigliose colonne di bronzo rivestite da vaste lastre d'oro e di argento. poteva sentire le trombe dei sacerdoti nei giorni di festa; Poteva persino ascoltare il canto dei salmi quotidiani e il canto delle preghiere della sera nei cortili dell'edificio più bello sotto il sole. Ebrei non era muto; Poteva chiedere l'elemosina come un mendicante, poteva invocare misericordia come un peccatore. Ebrei non fu abbandonato; Aveva una cerchia di amici pazienti che lo portavano al suo solito posto ogni pomeriggio. I poveri scontenti potrebbero anche contare le loro manifeste misericordie di tanto in tanto. (C. S. Robinson, D.D.)

Versetto 2. La porta del tempio che si chiama Bella.Nella nostra ignoranza della topografia di Gerusalemme e del tempio, non è possibile determinare con assoluta certezza quale delle molte porte del tempio fosse distinta da questo nome. Secondo Giuseppe Flavio, "C'erano nove porte che erano ricoperte d'argento e d'oro. Ma chi era senza il tempio, o santuario, fatto di rame corinzio, superava di gran lunga quelli d'oro o d'argento". Si suppone che questa porta fosse l'ingresso orientale al cortile delle donne, ed era talvolta chiamata Porta Corinzia, con il materiale di cui era fatta. Era anche conosciuta con il nome di porta di Nicanore. Altri, tuttavia, suppongono che la Porta Bella sia quella chiamata Shushan dai Rabbini, probabilmente dal bassorilievo del giglio in ottone intorno ai capitelli delle colonne (1 Re vii. 19). Deriva da una radice inutilizzata che significa "bianco", essendo bianco e bello convertibile come in Shushan (Ester 1:2), la città bianca o bella (come Beogrady-Belgrade-in slavo). Questa porta era sul lato orientale del recinto dei Gentili e vicino al portico di Salomone. (W. Denton, M.A. Il tempio della religione ha una bella porta in esso; ma in un aspetto importante differisce dalla bella porta del tempio ebraico. Sui pilastri ai lati di quella porta erano incise in lettere greche le parole: "Nessuno straniero passi oltre questo, pena la morte". Ma attraverso la bella porta del Vangelo ognuno è libero di entrare nel luogo più santo. E questo in ogni momento. In ognuna delle grandi chiese di Roma c'è quella che viene chiamata Porta Santa, o Porta Santa. È fatto di un marmo particolare, ed è sigillato per cinquant'anni, in modo che nessuno durante tutto questo tempo possa ottenere l'ammissione attraverso di esso all'altare maggiore. Nell'anno giubilare il Papa regnante bussa a questa porta con un martello d'argento; e subito viene abbattuto e si apre una breccia attraverso la quale il Papa, seguito da una splendida processione, può passare e ministrare nel luogo più sacro. Ma non così, Ports Santa è la bellissima porta del Vangelo. Non viene aperto a lunghi intervalli. A chiunque bussa, per quanto debolmente e in qualsiasi momento, si ritrae immediatamente e dà l'ingresso. Tutto ciò che è necessario per dare diritto all'ammissione è la fede e l'amore. È una bellissima porta attraverso la quale si entra nel regno di Dio. Le porte eterne sono state innalzate affinché possiate passare, e la salvezza operata per voi è una grande salvezza degna della grandezza della vostra natura. Gli antichi romani avevano una strana legge che richiedeva che quando un uomo tornava dalla prigionia in una terra straniera non doveva entrare in casa sua dalla porta. Gli ebrei non potevano recuperare il loro diritto di possesso e cittadinanza a meno che non entrassero nella loro casa attraverso il tetto; e poi si supponeva che non ne fosse mai uscito. Non è così che si può entrare nel regno dei cieli. Non ci può essere alcuna finzione che il peccatore redento sia sempre stato nella casa del Padre. Il prigioniero, l'errante, morto nei falli e nei peccati, deve tornare per l'unica Via vivente ed entrare per l'unica Porta vivente aperta a tutti, vale a dire, una semplice fede nel sacrificio espiatorio di Cristo. Ma, mentre la porta del tempio della religione di Cristo è così bella per tutti, è particolarmente bella per i giovani. Dovete entrare nel tempio della religione attraverso la porta dell'innocenza, prima di aver avuto qualsiasi esperienza dei peccati oscuri e delle prove del mondo. La giovinezza è la porta più bella per entrare nel Regno dei Cieli. Voi avete le qualità della fede, della speranza e dell'amore richieste a coloro che vi entrano. Sono facili e naturali, per così dire, per te; e tu devi solo esercitarli, non verso le cose terrene, ma verso quelle celesti. E com'è bella questa porta della pietà giovanile, bella come tutte le prime cose, il primo amore, la prima luce del mattino, i primi fiori della primavera, l'alba della storia umana nell'Eden, l'età d'oro del mondo; belle come tutte le cose pure che non hanno in sé alcuna lega o miscela vile di male! Voi chiedete come farete ad ottenere questa bellissima religione? In un modo molto bello! Non solo il tempio in sé è bello, ma anche la porta da cui si entra è bellissima. È come il bel frutto dell'arancio che si ottiene attraverso il bellissimo e profumato fiore d'arancio. Gesù dice: "Io sono la Porta", ecc. Com'è bella e costosa quella Porta vivente! Che meravigliosa morte morirono gli ebrei che si sacrificarono! E Gesù diventa per te una porta come la tua natura richiede. Ebrei adatta il Suo passo lungo al tuo passo corto e restringe la Sua ottava alla tensione delle tue piccole dita. (H. Macmillan L.L.D.È difficile dire che nella nostra vita umana ci siano porte che possiamo ben chiamare "belle", che ci aprono e ci invitano sempre ad entrare in nuove esperienze e doveri. Ma il pensiero speciale che voglio sottolineare è che ad ognuna di queste porte abbiamo bisogno di una mano che ci aiuti, umana o divina, a rimetterci in piedi e a prepararci per il nuovo piacere della vita in cui la porta si apre

(1.) Per cominciare con la prima porta, la porta dell'infanzia e della fanciullezza. È davvero una bella porta. Quali speranze affettuose avvolgono ogni culla! Quali possibilità sono racchiuse in quel piccolo fagotto di impotenza e desiderio chiamato bambino? Questo fascio di debolezze e di miseria si posava alla bella porta della vita, chiedendo l'elemosina a tutti, non avendo altro che capacità, avendo bisogno di tutto: cura, veglia, simpatia, amore, saggezza, tutto per nutrire e vestire il corpo, per ravvivare e nutrire la mente, e per addestrare un giovane immortale alla vita mortale e immortale. E che cosa può fare questo, come un misto di affetto e di fede simile nello spirito a quello che guardò attraverso gli occhi illuminati di Pietro e Giovanni lo zoppo alla porta del tempio? E ciò di cui questo trovatello alla porta della vita ha bisogno è il tocco di una mano amorevole e la fede di un cuore amorevole. Questo porterà sicuramente con sé guarigione e forza. E non è meno Divino su quello che è chiamato il piano naturale di quello che è chiamato soprannaturale. L'affetto e la fede mescolati con cui una vera madre cristiana medita su suo figlio, nutrendo la vita nel corpo e nella mente in quello che chiamiamo l'ordine naturale, non sono forse veramente di Dio come lo era la potenza che guarì lo zoppo alla porta del tempio? Guarda come si mette in un rapporto affettuoso con suo figlio. Ella lo guarda negli occhi, trova la sua anima, parla con lui nella lingua dell'anima, che sia la madre che il bambino conoscono, gli sorride, dà forza alle sue caviglie tenendole tra le sue mani calde e materne e, infine, tenta il bambino ad alzarsi e a camminare secondo la fiducia che traspare dai suoi occhi, e con la mano tesa pronta a salvare dalla caduta o a rialzarsi ancora e ancora e ancora, finché alla fine il bambino cammina e salta e loda Dio, in modo infantile, con la sua innocente gioia. Tutto questo affetto può fare, sta continuamente facendo, in tutte le vere case. Ma c'è un lavoro più alto da fare per il bambino, una natura più profonda da raggiungere, una vita nella vita da risvegliare; e questo richiede non solo affetto, ma fede: fede nella realtà di questa vita interiore, fede in Dio come Bene Infinito e nella realtà dell'influsso del Suo Santo Spirito, fede in Lui come costante ispirazione e vita dell'anima. Questa fede deve coronare l'affetto, altrimenti i desideri più profondi dell'anima del bambino non potranno mai essere soddisfatti. È questa dolce, calma, sacra influenza che riempie la casa, come gli odori balsamici delle pinete riempiono l'aria circostante, che dà all'atmosfera domestica un potere curativo, fortificante, vivificante. È meglio dell'argento o dell'oro. Ma a poco a poco il bambino è cresciuto, e la casa è lasciata per il "vasto, vasto mondo". 2. Qui si apre un'altra porta: la porta della prima virilità. Anche questa è una bella porta, specialmente quando la porta dell'infanzia è stata una preparazione appropriata per essa. Se mai sembra riposare nell'ombra, è perché la natura superiore non è stata svegliata, ma dorme, mentre la natura inferiore è viva e attiva. Che cosa c'è di più bello in tutto questo mondo di un giovane uomo, e uomo significa donna, ben arredato mentalmente, moralmente, spiritualmente, che esce attraverso il bel cancello per la grande opera della vita! Quali speranze si concentrano in lui! Ma tutte queste speranze non si sono realizzate. Perché? Ma una ragione per il fallimento può essere tranquillamente attribuita a questo: un eccessivo senso di autosufficienza. Nell'orgoglio e nella forza della giovinezza, si è lenti a percepire di essere zoppi o poco sviluppati, o deboli in qualsiasi parte della propria natura. Ebrei non è storpio alla porta, per chiedere aiuto a nessuno. Non c'è zoppia, debolezza, non c'è bisogno del tocco di una mano che aiuta? Anche se il bisogno non è sentito, non ne consegue che non sia reale. Non si fa sentire, perché la grandezza della vita non si sente. Dove la vita è considerata solo come una vigorosa corsa per l'occasione principale, per il successo negli affari o per il piacere, senza aspirare a nulla al di sopra dei sentieri battuti di polvere e cenere, allora, in verità, qualsiasi uomo con buone gambe e braccia e un ditale di cervello può sentirsi del tutto all'altezza dell'impresa. Ma per uno che guarda alla vita dal punto di vista delle possibilità spirituali, costui confronta il suo ideale con il suo reale, la gloriosa possibilità con il suo senso di incapacità, non avrà bisogno di argomenti per convincersi che, per quanto forti siano le sue caviglie, il suo spirito ha urgente bisogno del tocco guaritore e fortificante di una fede e di una speranza che rendano le cose più profonde e più vere della vita le più reali. Ebrei che mi aiutano a credere nelle realtà eterne, nell'onore, nel diritto, nell'integrità, nel sacrificio di sé, e mi elevano a un piano di vita in cui la differenza tra una vita nobile e ignobile è più chiaramente visibile, è il mio più grande benefattore. È questo spirito che eleva, guida e libera l'anima per una vita più nobile. È l'ispirazione per la vita eterna qui e ora. "Argento e oro"Gesù non ne aveva. Come Ebrei aveva dato Ebrei: Lui stesso, un'anima infiammata dall'amore di Dio e dell'uomo

(3.) Ma la virilità si affretta verso la vecchiaia. Possiamo chiamare anche questo un bel cancello? Sì, se la fede e la speranza, come Pietro e Giovanni, stanno alla porta per guardarci negli occhi e prenderci la mano al nostro passaggio. Atti per primi, la porta della vecchiaia sembra tutt'altro che bella. Uno dei più brillanti e allegri poeti americani lo chiama "Iron Gate". All'inizio, si vergognavano quasi di essere trovati abbastanza all'interno del cancello e incapaci di tornare indietro. Ma a poco a poco, man mano che si abituano alla nuova condizione e si trovano ancora in buona compagnia, piuttosto selettivi, il cancello non sembra più così terribile. Avvicinandosi, sembrava di ferro; ma vista dall'interno, con la fede e la speranza che risplendono su di essa, diventa bella, tanto bella quanto le porte dell'infanzia e dell'età adulta. La porta dell'infanzia è rivolta verso l'alba La porta della virilità si trova sotto il sole di mezzogiorno. La porta della vecchiaia "guarda verso il tramonto", davvero; ma è un tramonto che tarda con sé la promessa di un giorno immortale. Sono tutti bellissimi cancelli della vita. Quale sia la più bella, non oseremo dirlo finché non le vedremo tutte dal punto di vista più elevato che speriamo di raggiungere un giorno e l'altro. Ma, anche qui e ora, la vecchiaia, con tutte le sue infermità, ha le sue benedizioni, che la giovinezza e la virilità non possono conoscere finché non varcano la porta: la benedizione del riposo dopo il rintocco, la benedizione della dolce compagnia con coloro con i quali abbiamo attraversato tutte le belle porte, il rivivere con loro le scene del passato, a cui "la distanza conferisce incanto"; che attende con gloriosa speranza una comunione più elevata, dove la giovinezza si rinnova come quella dell'aquila. Questi e simili sollevano l'ombra dalla vecchiaia e lasciano entrare il sole di Dio per illuminare e riscaldare. Ma questo implica un tocco della mano che guarisce. E ora, specialmente, come al mattino della vita, l'aiuto non è per questo meno, ma tanto più Divino, se viene attraverso l'occhio, il cuore, la mano dell'affetto e della fede mescolati, aiutandoci teneramente e amorevolmente a sollevarci al di sopra delle nebbie e delle ombre che si addensano, e a passare fiduciosi attraverso un'altra bella porta verso le altre dimore

(4.) E anche la morte è una bella porta? Non lo si direbbe dai duri nomi che gli vengono dati: "Tetro Tiranno", "Grande Distruttore", "Re dei Terrori" e simili. Ma Dio non diede mai al Suo angelo dalle ali bianche tali nomi. Queste, dunque, sono alcune delle belle porte della vita. Tutti bellissimi cancelli! costruito non dalle ricchezze o dagli operai di Erode, ma dal Bellissimo, che creò l'uomo a sua immagine, per la bellezza della santità. E ad ogni porta i messaggeri di Dio, in qualche forma, aspettano di darci il tocco guaritore e di rimetterci in piedi. Oh! se fossimo sempre consapevoli dello spirito meditabondo dell'Amore Divino che stava ad ogni porta, che ci guardava negli occhi, che cercava di trovare la nostra anima e di suscitare un amore reattivo, non avremmo dovuto tutti lasciare i nostri peccati, la nostra debolezza, i nostri dubbi, e stare in piedi, camminando e saltando e lodando Dio con una vita in armonia con la volontà divina? (W. P. Tilden.) La grazia della bellezza: - Osserva -

(I.) La stretta relazione tra religione e bellezza. La porta Bella era la porta di un tempio. I puritani deprezzavano la bellezza. Nella loro eccessiva spiritualità ignoravano i veri e propri usi del visibile e denigravano il corpo. Gesù Cristo ha manifestato nella carne umana la gloria divina, e con la risurrezione del suo corpo ha dato un tipo e un pegno dell'esaltazione dell'uomo e della natura. Tutte le cose materiali possono essere trasformate dallo spirito dell'uomo. La bellezza della forma, del colore e del suono è stata creata dall'amore, dal patriottismo e dal genio. Ma l'ispirazione più alta della bellezza è nella religione, che tocca con dito più fermo le facoltà da cui sorge la grazia. L'arte, la poesia, l'architettura e la musica devono i loro prodotti migliori al cristianesimo. Come la religione ha ispirato le creazioni estetiche, così la via verso la religione dovrebbe passare per i sentieri della bellezza. L'adorazione di Dio non dovrebbe essere una semplice offerta di utilità, ma dovrebbe essere associata ai più perfetti nell'architettura, nella musica e nell'oratoria. I modi attraverso i quali i giovani sono attratti a Cristo dovrebbero essere addobbati di bellezza, e non essere una via dolorosa. Tutte le qualità del carattere cristiano possono essere rese in forme attraenti. Quando la religione e la bellezza si uniscono, anche la scienza, l'industria e la cittadinanza saranno coinvolte nella buona comunione

(II.) Ma la bellezza più alta, e la più grande porta d'accesso al cielo, è la bellezza spirituale, la bellezza del Signore rivelato in Cristo. Lo storpio non fu guarito dalla bellezza della porta del tempio, ma dalla bellezza di Cristo, la gloria del Suo amore, della Sua simpatia e della Sua disponibilità. La bellezza visibile ci porta solo alla soglia; Dobbiamo entrare per contemplare la bellezza increata. È questo che trasforma l'uomo e lo trasforma di gloria in gloria a sua immagine. Quando è posseduto, non deve essere nascosto, ma, a imitazione di ciò che è del tutto bello, deve manifestarsi in belle parole, atti, vita. Come Cristo vuole che riproduciamo la sua bellezza, così noi dobbiamo mirare a far risplendere della stessa bellezza le persone spiritualmente zoppe e brutte. (J. Matthews.La bellezza della religione: il tempio rappresentava la religione ebraica e la porta da cui si entrava era chiamata Bella. La via del bello è la via d'ingresso nel santuario, se solo comprendiamo cosa si intende per bellezza

(1.) Con una o due eccezioni la parola bellezza non è menzionata in tutto il Nuovo Testamento. D'altra parte, è menzionato spesso nell'Antico. Il contrasto più notevole tra le nazioni nell'antichità era quello tra l'ebreo e il greco. I Greci sono sempre citati come la nazione che aveva il genio della bellezza e l'amore per essa; ma presso i Greci era essenzialmente fisico; e sebbene le qualità morali fossero talvolta abbassate e rappresentate in esso, era semplicemente per migliorare la bellezza fisica. Esattamente dall'altra parte stava l'ebreo, al quale era proibito avere molto di ciò che era fisico nel suo culto. E così l'arte non ha mai messo radici né è fiorita in Palestina. Ma, d'altra parte, sorse nella mente degli antichi veggenti e liristi ebrei un senso della bellezza della condotta, del carattere e della qualità morale che non si rappresentava mai in forma sensuale. Penso che se dovessimo esaminare le moderne scuole di bellezza, troveremmo che esse seguono il greco e non l'ebraico. Ora, nel Nuovo Testamento, sebbene non menzioni la bellezza come fa l'Antico Testamento, tuttavia abbiamo una specificazione delle qualità del pensiero, del sentimento e delle esortazioni a una condotta piacevole. Ad una ad una, Cristo prende le cose che sono trascendentalmente belle nel loro genere, anche se non lo sono per gli uomini. Quando un diamante viene trovato per la prima volta è come una pietra grezza, senza forma né bellezza, e solo quando è stato macinato diventa scintillante; e così quasi tutte le pietre preziose si trovano, nelle giunture e nelle sporgenze, e in circostanze in cui la loro bellezza non appare finché non sono state affrontate. "Beati voi, quando sarete perseguitati". Sia benedetta la pietra che scorre veloce che macina le gemme, forse non nel processo, ma nel risultato

(2.) In tutta la terra nessuna guglia, né cattedrale, né tempio è così bello come la forma dell'uomo e della donna quando viene messa in risalto in tutte le linee e i lineamenti della cultura cristiana. E il Nuovo Testamento dice: "Così risplenda la vostra luce". Alcuni l'hanno interpretata: "Risplenda la tua tristezza a tal punto che gli uomini pensino che tu sia molto serio". No, ma fate risplendere la vostra luce. Le cose che risplendono siano, come dice l'apostolo altrove riguardo ad esse: "Tutto ciò che è puro, tutto ciò che è vero, tutto ciò che è di buona fama, riflettete su queste cose". Queste sono le qualità che devono risplendere di tale attrattiva, che la religione non respingerà gli uomini, ma li conquisterà, li attirerà-"affinché gli uomini, vedendo la vostra buona opera, glorifichino il Padre vostro che è nei cieli". 3. Ogni singola qualità che appartiene al carattere cristiano deve essere portata alla condizione di bellezza. Questo è lo scopo, non per un lampo, raro - usato solo come medicina - ma una bellezza che sorge come una stella e continua a brillare di un raggio costante. La luce che ha in sé tutti i colori primari li trasporta sempre senza alcuna discontinuità. E così le grandi qualità che la grazia ispira devono essere portate verso la linea della bellezza; lo sono intrinsecamente. Ora, quando viene seminato un seme di pianta sconosciuto, ne osserviamo il dispiegarsi, chiedendoci ad ogni passo quale sarà il risultato. Il fusto può essere grossolano, la foglia può essere irsuta e, come il cactus, non ci si può mai sognare che questa grande foglia piatta, grassa e spinosa possa mai essere la madre della bellezza fino a quando non arriva il fiore, e allora in tutta la terra c'è qualcosa di più squisito e splendido del fiore del cactus? Lo stesso vale per le qualità acerbe e non sviluppate del sentimento morale nell'anima. Gli uomini possono, durante il processo in cui si stanno svolgendo, non vedere nulla di molto bello; ma quando sono stati portati fino alla loro fioritura, o alla loro fruttezione, sono invariabilmente belli. Le qualità morali, come le eccellenze fisiche, hanno un inizio. Alcuni raggiungono più rapidamente e facilmente di altri il gusto del bello; alcuni sono il risultato solo di un lungo sforzo; alcuni crescono come fiori autunnali, solo quando sentono l'arrivo del soffio del gelo stesso; ma ogni qualità che va a fare del vero cristiano come Cristo anela a vederlo è un elemento, che, se portato fino in fondo, tocca la linea del bello. Lo stesso vale per la condotta. Tutto ciò che è grazioso, nobile, libero, grande, virile, signorile nel coraggio, è bello; e poiché è bella appartiene alla perfezione religiosa dell'uomo. E tutta la condotta che ha in sé l'elemento dell'eroismo, com'è bella. La fedeltà che costa! L'abnegazione che trova la sua ricompensa nella fruizione di ciò che viene servito! Gli angeli della culla e della culla, quelle sante protestanti, quelle fanciulle, che, non avendo famiglia, adottano i bambini e la casa di coloro con cui dimorano, e trascorrono l'amore, e il tempo, e tutto il servizio, e anche il dolore, e la vigilanza per il bene degli altri, quanto è bella questa qualità di condotta! Se rileggo le qualità che costituiscono la religione, come descritte nel quinto capitolo di Galati, vi suoneranno come lo schiocco di tante corde d'arpa, e tutte insieme vivono il colpo della mano di un vecchio arpista. La gioia della religione! - non la gioia di leggere inni, o di andare alle riunioni, necessariamente, o di ascoltare sermoni; ma la gioia interiore che si ha dalla comunione con Dio attraverso la speranza, l'ispirazione e la fede; il temperamento della gioia, della pace, l'assoluta concordanza di ogni qualità in noi, senza opposizioni da nessuna parte; La perfetta armonizzazione di ogni elemento dell'anima. "Longanimità, gentilezza, bontà, fede, padronanza di sé": queste sono le caratteristiche. Il ritratto ognuno deve comporlo con la propria immaginazione. Questa è la religione. Chiunque, dunque, vive in modo da non produrre in un modo o nell'altro l'impressione della bellezza della religione, non è all'altezza del genio del Nuovo Testamento. (H. W. Beecher.) Il bello:

(I.) Una cosa bellissima. "Il cancello è bellissimo." 1. Era giusto che l'approccio a un posto bello come il tempio fosse bello. Molte cose belle sono rovinate dalla sgraziatezza dell'ambiente circostante. Una cattedrale in un quartiere squallido, una villa con l'ingresso diroccato, un quadro in una cornice rotta, una donna disordinata, sono incongruenze offensive. La cosa più bella del mondo è la religione di Cristo, ma quanti sono offesi da ciò che vedono davanti ad essa: condizioni di ingresso che Cristo non ha mai stabilito, esemplari di cristianesimo che Cristo non ha mai prodotto. Riproducete in voi stessi la bellezza della religione e rendete attraente il sentiero verso di essa, e non ci sarà alcuna difficoltà a fare convertiti

(2.) Il cancello conduceva a un posto bellissimo. Non è sempre così. Le cose migliori sono solo messe in alcune finestre. Il mondo presenta un esterno attraente, ma dentro c'è la morte. Una volta varcata la porta della casa di Dio, l'adoratore dovrebbe trovare ogni cosa in armonia con la bella opera che deve compiervi; La struttura, il servizio in tutte le sue parti deve favorire la bellezza della santità. Una chiesa brutta e mal tenuta, un servizio docile e spoglio: quanto è dannoso per la devozione, quanto è disonorevole per Dio

(II.) Bellissimi personaggi

(1.) Pietro. C'erano brutte cuciture nel carattere di Peter. Ebrei era impulsivo, rinnegò il suo Signore, scese a compromessi ad Antiochia. Ma dobbiamo prendere questo carattere nel suo insieme, e come una vasta regione montuosa, anche se qui ci può essere una palude, e là una vegetazione stentata, e voragini spalancate laggiù, tuttavia quanto è grandioso il tutto! Nella sua profonda penitenza, nel suo ardente entusiasmo, nel suo insegnamento con la parola e con la penna, ci sono stati pochi uomini più ammirevoli di Pietro

(2.) Giovanni. Se Pietro rappresenta il rude, Giovanni esibisce il tipo più simmetrico di carattere cristiano. Gli Ebrei dovevano avere qualità squisite che Gesù amava così tanto, e che era stato scelto in modo speciale per un compito così bello come la cura della madre di Gesù. E tutte queste qualità, la tenerezza, l'amore, la lealtà, vengono fuori nelle sue lettere

(3.) Pietro e Giovanni una combinazione che fa quasi perfezione di bellezza, potenza e dolcezza, zelo e affetto. E alla fine una buona parte di Pietro venne fuori in Giovanni e una buona parte di Giovanni in Pietro

(III.) Un atto bellissimo

(1.) È stato fatto magnificamente. "Fissando gli occhi su di lui". Gli ebrei lo presero per la destra". Quanto si può ottenere con uno sguardo. Il solo sguardo di Pietro e Giovanni ispirava vita a una speranza morta da lunghi anni. C'è tanto nel modo in cui una cosa viene fatta quanto nella cosa stessa. Puoi fare l'elemosina in modo da privarli della metà del loro valore, a malincuore, con tristezza e persino con vendetta. Puoi aiutare un uomo in modo da far tremare ogni nervo e da provocare una certa riluttanza a farsi aiutare. Potresti asciugare una lacrima e lasciare una ferita nel processo. L'azione dovrebbe essere adeguata all'atto. E se non puoi fare nulla puoi sempre guardare qualcosa, che a volte risponderà ugualmente, e se non puoi dare nient'altro puoi dare la tua mano, che spesso sarà più accettabile

(2.) L'atto è stato bellissimo. Era il lavoro di un medico, e cosa c'è di più bello - il ripristino della salute - per il quale nel suo senso letterale potremmo non essere qualificati; ma ci sono corpi malati ai quali possiamo ministrare con benevola attenzione: "Malati e mi avete visitato"; cuori malati ai quali possiamo dare conforto; le menti malate per poter alleviare con saggi consigli; anime malate per condurre al Grande Medico

(IV.) Un metodo bellissimo

(1.) Un franco riconoscimento dell'impossibile. "Argento e oro non ne ho". Ci sono poche cose più spiacevoli che tentare ciò che è al di là delle nostre forze. Eccitiamo aspettative che sono destinate alla delusione e ci disprezziamo. Prima di promettere di fare una cosa, assicurati di avere i mezzi. Non lasciare che la gente pensi che tu sia un filosofo se non hai saggezza, un filantropo se non hai soldi, un medico se non hai competenze mediche, un predicatore se non sai predicare. Le deformità morali sono ciò che un uomo finge di avere ma non ha

(2.) Abnegazione di sé a favore del capace. "Nel nome di Gesù di Nazareth". Mettersi tra l'indifeso e l'aiutante, cosa c'è di più brutto. Chi è più spregevole del ciarlatano che si frappone tra il malato e il medico? Solo colui che si frappone tra il peccatore e il Salvatore. Se non puoi aiutare un uomo, non interferire con coloro che possono. Questo è il minimo che tu possa fare; Ma l'azione bella è quella di riunire le due cose e poi farsi da parte. Questo è ciò che fecero Pietro e Giovanni; e questo è ciò che tutti gli uomini fanno nel trattare con le anime malate, portarle a Cristo e poi togliersi di mezzo

(V.) Una bellissima esperienza. "Immediatamente i suoi piedi e le ossa delle caviglie ricevettero forza". 1. La forza è stata data ai deboli. La forza aggiunta alla forza è anormale, e quindi non bella. Non c'è grazia nell'opulento che riceve denaro, o nel competente che riceve aiuto, ma spesso il contrario. Ma se un uomo affamato viene nutrito, e un uomo indifeso viene aiutato a svolgere un compito altrimenti impossibile, si produce un bellissimo effetto. "Il tutto non ha bisogno di un medico", e dare medicine ai sani non fa altro che portare a un'esperienza spiacevole. Va', dunque, dai peccatori e guidali attraverso gli stadi del pentimento e della fede fino a quando i morti nei falli e nei peccati diventano vivi per Dio attraverso Cristo, e la più bella delle esperienze ne è il risultato

(2.) Il debole è stato reso forte. Quale esperienza è paragonabile alla coscienza della forza - forza del corpo, dell'intelletto, soprattutto dell'anima - per resistere alla tentazione, per vivere per Dio e lavorare per lui

(VI.) Un bellissimo risultato

(1.) Da parte dell'uomo. "Camminando e saltando e lodando Dio". (1) Progressione.

(2) Elevazione.

(3) Adorazione: le tre grandi caratteristiche di una vita cristiana personale

(2.) Da parte della moltitudine.

(1) "Videro e seppero". (2) "Erano pieni di meraviglia e stupore". (3) Chi può dubitare che molti si siano convinti e convertiti? 3. Da parte di Pietro. Ha portato a due dei sermoni più belli di tutta la letteratura cristiana. (J. W. Burn.Bellezza, designazioni di: - Socrate chiamava la bellezza una tirannia di breve durata; Platone, privilegio della natura; Teofrasto, un imbroglione silenzioso; Teocrito, un delizioso pregiudizio; Carneade, un regno solitario; Omero, glorioso dono della natura; Ovidio, un favore concesso dagli dei. L'amore di Dio per il bello: è tra i muschi delle mura che si può raccogliere il raccolto più ricco di bellezza e di interesse. Ricordo bene il luminoso pomeriggio di luglio in cui la loro meravigliosa struttura e le loro peculiarità mi furono svelate per la prima volta da un defunto da tempo, il cui occhio colto vedeva una strana bellezza nelle cose che altri passavano pigramente, e il cui cuore semplice e caldo era sempre vivo ai muti appelli del più umile fiore selvatico o del più piccolo muschio. Quel giorno mi si aprì un nuovo mondo di bellezza e di piacere intellettuale fino ad allora inimmaginabili; nei dettagli strutturali del muschio che illustravano la lezione ebbi un assaggio di qualche aspetto più profondo del carattere divino della semplice intelligenza. Mi sembrava di vederlo non come un semplice inventore o progettista, ma nella sua natura amorevole, che aveva la Sua tenera misericordia su tutte le Sue opere, mostrando cura per l'impotenza e la minuzia, cura per la bellezza nelle opere della natura. Per quanto piccolo fosse l'oggetto che avevo davanti, rimasi impressionato dalla meraviglia della sua struttura, allo stesso tempo un mezzo e un fine, bello in se stesso e che svolgeva i suoi meravigliosi usi in natura, non dall'ingegnosità limitata del finito, ma dalla saggezza e dall'amore di uno Spirito Infinito. A quell'unica lezione non dimenticata, arricchita da molto studio di questi piccoli oggetti sia nell'armadio che nel campo, devo molti momenti di pura felicità. (H. Macmillan, LL.D.Bellezza, vera e falsa: - Sentendo una giovane donna molto lodata per la sua bellezza, Gotthold chiese: "Che tipo di bellezza intendi? Semplicemente quello del corpo, o anche quello della mente? Vedo bene che non avete guardato oltre il segno che la Natura espone fuori dalla casa, ma non avete mai chiesto dell'ospite che vi abita dentro. La bellezza è un dono eccellente di Dio, né la penna dello Spirito Santo ha dimenticato di pronunciare la sua lode; ma è solo la virtuosa e la santa bellezza che la Scrittura onora, dichiarando espressamente, d'altra parte, che una donna bella che è senza discernimento è come un gioiello d'oro nel muso di un porco (Versetto Versetto Proverbi 11:22). Molte belle ragazze sono come il fiore chiamato corona imperiale, che è ammirato, senza dubbio, per il suo aspetto appariscente, ma disprezzato per il suo odore sgradevole. Se la sua mente fosse libera dall'orgoglio, dall'egoismo, dal lusso e dalla leggerezza, come il suo volto dalle macchie e dalle rughe, e potesse governare le sue inclinazioni interiori come fa con il suo portamento esteriore, non avrebbe nulla che le possa competere. Ma chi ama il bruco e tali insetti, per quanto appariscenti siano e vivaci e variegati i colori che li adornano, visto che feriscono e contaminano gli alberi e le piante su cui si posano? Cosa c'è di meglio di una mela per la sua buccia rosea, se il verme è penetrato e ha divorato il suo cuore? Che m'importa del bel marrone della noce, se è mangiata dai vermi, e riempie la bocca di corruzione? Anche così, la bellezza esteriore della persona non merita lode, se non è accompagnata dalla bellezza interiore della virtù e della santità. È quindi molto meglio acquisire la bellezza che nascere con essa. La migliore è quella che non appassisce al tocco della febbre, come un fiore, ma dura e resiste su un letto di malattia, nella vecchiaia e persino fino alla morte".Bellezza e virtù: - Un gentiluomo aveva due figli: uno una figlia, che era considerata semplice nella sua persona; l'altro un figlio, che era considerato bello. Un giorno, mentre giocavano insieme, videro le loro facce in uno specchio. Il ragazzo fu affascinato dalla sua bellezza e ne parlò con la sorella, che considerava le sue osservazioni come altrettante riflessioni sulla sua mancanza. Raccontò al padre della relazione, lamentandosi della maleducazione del fratello nei suoi confronti. Il padre, invece di sembrare arrabbiato, li prese entrambi in ginocchio e con molto affetto diede loro il seguente consiglio: "Vorrei che tutti e due vi guardaste allo specchio ogni giorno: tu, figlio mio, affinché ti ricordino di non disonorare mai la bellezza del tuo viso con la deformità delle tue azioni; e tu, figlia mia, affinché tu abbia cura di nascondere il difetto di bellezza nella tua persona con il superiore lustro della tua condotta virtuosa e amabile".Bellezza e virtù: la bellezza non accompagnata dalla virtù è un fiore senza profumo. Bellezza di un cristiano vivente: - Un vero uomo dopo Cristo sarà la cosa più nobile e bella sulla terra, la più libera, la più gioiosa, la più feconda in ogni bontà. Non c'è quadro che sia mai stato dipinto, non c'è statua che sia mai stata scolpita, non c'è stata opera d'arte mai concepita, che fosse bella la metà dell'uomo vivente, completamente sviluppata sul modello di Cristo Gesù. (H. W. Beecher.Bellezza della coscienza: C'è una grande bellezza nella coscienza. Quando tempera il discorso e lo rende vero e giusto; quando tempera le azioni e le rende nobili e giuste; quando produce equità, onore e giudizi giusti, quanto sono belle tutte le influenze dirette e indirette di una coscienza cristiana in un uomo! Ma a volte conduce gli uomini cristiani a una sfera di giudizio poco caritatevole. Essa ispira un'alta concezione di ciò che è giusto, e gli uomini prendono questa concezione come una regola con cui misurare la condotta dei loro simili, senza considerare le loro organizzazioni, senza tener conto delle loro debolezze, senza simpatizzare per loro. Ci sono molti uomini che, aderendo strettamente all'ideale di rettitudine di Dio, non riescono a provare simpatia per la natura umana povera, storpia e distrutta; e si allontanano e si allontanano da Dio proprio nella misura in cui fanno questo. Fu questa crudeltà che fece scendere dal nostro Salvatore le sue denunce più veementi; poiché il vizio e il delitto non erano considerati da Cristo come colpevoli quanto la purezza morale senza cuore, senza simpatia, senza giudizio caritatevole. La bellezza educatrice: se devo usare cose belle, devo ricordare che la bellezza è un'istruttrice morale; Devo educarmi con esso, per poter diventare un uomo più potente, e per poter prendere quel potere e impiegarlo per la causa del mio Maestro. Se uso la bellezza come mezzo di educazione, sarò riscattato dall'accusa di egoismo che è in essa. E se gli uomini mi chiedono: "Come puoi sborsare così tanto per le opere d'arte quando c'è una tale richiesta di denaro per sostenere i missionari e le scuole missionarie?" Io rispondo che mi preparo con queste cose a predicare il vangelo. Mi aiutano. Le cose che riempiono la mia casa di bellezza non sono oggetti per la gratificazione del mio egoismo, ma strumenti mediante i quali sono qualificato a compiere l'opera di Dio in questo mondo. Bellezza: la sua utilità: - Sembra che la gente pensi che Dio debba essere un grande utilitarista, e che gli Ebrei facciano sempre le cose per gli usi. Ora, ci sono molti uomini che, estraendo una spada la cui lama è avvolta da ogni sorta di trafori, che devono aver richiesto giorni e giorni di lavoro squisito, diranno: "Com'è sciocco per un uomo spendere così tanto tempo prezioso per così poco scopo pratico! Queste cose non rendono la spada più affilata. A chi importa nel giorno della battaglia se c'è o no un'immagine sulla lama della sua spada?" Ma quando Dio creò le rocce, gli Ebrei non le lasciarono in pace finché gli Ebrei non le ebbero incise dappertutto con linee e figure di ogni tipo. Gli Ebrei sorrisero sulla terra e ogni sorta di erbe, fiori e viti cominciarono a crescere sulla superficie. E dovunque si vede che Dio ha camminato nel mondo, si vede che gli Ebrei hanno avuto un occhio per la bellezza. Gli effetti inconsci della benevolenza divina sgorgano dappertutto dal terreno, da ogni albero, da ogni bastone morto e da ogni pietra. C'è qualcosa sul globo oltre a ciò che gli uomini possono mangiare, bere e indossare. "A cosa serve questo fiore?" dice un uomo; "Non posso mangiarlo". A che cosa sei buono, che nulla ti fa bene se non quello che puoi mangiare? Non hai appetito se non in bocca? Ho un appetito nell'orecchio, e le cose che danno cibo a quell'appetito - i suoni dolci - sono qualcosa per me. Ho un appetito negli occhi, e le cose che danno cibo a quell'appetito - la forma, la simmetria e la bellezza - sono qualcosa per me. Queste cose sono molto più cibo per me del pane. Ho pietà di un uomo i cui appetiti sono confinati alle cose fisiche, e mi piace un uomo i cui appetiti si elevano a cose più nobili. Da ogni parte di noi ci sono testimoni che Dio non ha fatto il mondo solo per il ferro, l'oro, le pietre, la carne, le bevande e i vestiti; ma anche per la mente e l'anima. Bellezza, pericolo di: non guardare troppo la bellezza, per non colpirti, né troppo a lungo, per non accecarti, né troppo vicino, per non bruciarti. Se ti piace, ti inganna; se lo ami, ti disturba; se gli dai la caccia, essa ti distrugge. Se la virtù l'accompagna, è il paradiso del cuore; Se il vizio lo associa, è il purgatorio dell'anima. È il falò del saggio e la fornace dello stolto. (F. Quarles.)

4.) E Pietro, fissando gli occhi su di lui con Giovanni, disse: Guardaci.Lo sguardo reciproco: Lo sguardo era quello che leggeva il carattere nell'espressione del volto dell'uomo e discerneva che aveva fede per essere guarito (Versetto 16). Ed egli, a sua volta, doveva guardarli per poter leggere nei loro sguardi di pietà non solo il desiderio di guarire, ma la coscienza del potere di mettere in atto il desiderio. (Dean Plumtre.Gli effetti propri della vista della miseria: - Quando vedi la miseria sul volto del tuo fratello, lascia che veda la misericordia nei tuoi occhi; quanto più l'olio della misericordia è versato su di lui dalla tua pietà, tanto più l'olio nel tuo orcio sarà accresciuto dalla tua pietà. (F. Quarles.Influenza magnetica sui nostri simili: - Puoi prendere un giglio e disegnarlo attraverso la sabbia, e ne esce pulito. Niente lo regge. Puoi prendere un magnete e tirarlo attraverso, e con esso ne escono i limatura di ferro. Il magnete conosce e cattura ciò che gli appartiene, ciò che è suscettibile alla sua attrazione. Ci sono alcune nature che sono come calamite e che toccano la lussuria in te. Non sai cos'è che ti influenza. Ti senti non lavato dopo che se ne sono andati. Non è stato detto nulla e non è stato fatto nulla di preciso. È quel sottile potere magnetico che il sentimento ha sul sentimento. Se su uno strumento nella stanza si suona un dato accordo, ogni altro strumento in quella stanza ha la tendenza a suonare la sua ottava. Se vai tra uomini di natura forte, c'è in loro una certa vibrazione, di un sentimento che è forte in te. Quando sei stato con alcune persone ti senti meglio, ti senti sollevato. Eppure non ti hanno esortato. Non vi è stata data alcuna istruzione magisteriale. Tu hai bevuto il vino dell'essere, e per mezzo di esso sei elevato e rafforzato. (H. W. Beecher.)

6.) Allora Pietro disse: Non ho né argento né oro, ma quello che ho te lo do. - Ricchezza nella povertà: - Che straordinaria combinazione di povertà che non può dare nulla, con potenza che può fare quasi tutto! "Non ho né argento né oro": allora siamo subito pronti a classificarlo tra gli uomini dai quali non ci si deve aspettare alcun aiuto, tra quelli che si aggrappano agli altri. Il discorso, però, non finisce qui. "Alzati e cammina", dice l'uomo squattrinato. Ebbene, Pilato, che era il grande uomo a Gerusalemme, o Cesare, che era ancora più grande a Roma, non avrebbero mai osato pronunciare qualcosa di così audace. Pietro, tuttavia, si avventurò nel nome di Cristo, e il risultato fu la perfetta solidità data immediatamente dal grande Autore della vita, che ha fatto le nostre cornici in modo così curioso e può ripararle così facilmente. San Pietro camminò per le strade di Gerusalemme in quella memorabile mattina, un uomo inosservato e indistinto. Molti gli passavano accanto, probabilmente, che avevano addosso gli ornamenti delle ricchezze mondane, o erano gonfi di orgoglio per l'ufficio, e se avessero guardato in faccia l'oscuro Galileo, lo avrebbero scambiato per uno dei molti migliaia di faticatori che riempivano le strade di Gerusalemme. Eppure c'era un potere nascosto all'interno del quale lo rendeva realmente più grande dei governanti del mondo. E il contrasto era altrettanto sorprendente tra la condizione assolutamente indifesa di Pietro e Giovanni e l'audacia con cui essi portavano la loro semplice ed enfatica testimonianza di testimoni di Cristo. Esattamente dello stesso carattere fu la difesa dell'apostolo del giorno dopo prima del concilio. La storia dell'umanità non mostra nulla di più grandioso di queste due apparizioni del primo predicatore del vangelo davanti a due tali uditori. Ma desidero che notiate che nel testo non abbiamo solo un semplice resoconto storico di qualcosa detto e fatto da un eminente santo, ma...

(I.) Un resoconto simbolico dell'opera della Chiesa in molte epoche. Era particolarmente vero per gli apostoli, considerando il posto che occupavano, l'opera che svolgevano, la testimonianza che portavano, le benedizioni che dispensavano, che essendo "poveri", "arricchirono molti"; ma molti, che la pensano allo stesso modo di loro, hanno seguito le loro orme e si sono guadagnati le loro lodi. La Chiesa che hanno fondato è stata spesso povera come loro. Eppure, proprio in quei momenti, più che nei suoi giorni più prosperi, ha detto a molte anime storpie: "Alzati e servi il tuo Dio". Proprio quando non aveva nulla con cui corrompere gli uomini, quando la sua vita sarebbe stata distrutta se non fosse stata "nascosta con Cristo in Dio", allora è stata rafforzata con forza da Colui di cui è serva e testimone, e i suoi toni sono stati più forti di prima, il suo porto più alto, il suo messaggio più chiaro, i suoi trionfi più benedetti. Ella è andata di città in città, o di villaggio in villaggio, proclamando ad alta voce: "'Non ho né argento né oro'. Gli uomini che bramano vadano altrove e li cerchino; Sono spesso esche per intrappolare le anime degli uomini. Ma porto con me tesori migliori. Insegno all'uomo dal passo incerto e dalle membra storpie a correre nelle vie della giustizia". Così spesso la Chiesa ha profetizzato vestita di sacco, e mentre molti l'hanno chiamata traditrice perché non si sarebbe inchinata davanti a immagini d'oro, e alcuni l'hanno bollata come eresia, perché il suo messaggio non quadrava con i credi che erano più favorevoli a corte, altri sono venuti affollandosi dalle loro case per darle il loro saluto e la loro benedizione. Guardate, ad esempio, il sedicesimo secolo, e l'uomo che più di ogni altro ha fatto per distinguerlo dalle ere di oscurità nera che lo hanno preceduto. Chi è stato a dire all'Europa prostrata: "Alzati e cammina"? Era il figlio di un minatore sassone, che cantava canti natalizi a quattordici anni, per poter guadagnare qualche soldo per soddisfare le voglie della fame, il compagno dei poveri fino a quando la fama delle sue gesta lo portò alla compagnia dei principi. C'erano potenti principi a quel tempo, uno dei quali governava una parte più grande dell'Europa e ne influenzava i destini più assolutamente di qualsiasi singolo potentato del nostro tempo. In un'occasione il monaco e l'imperatore si incontrarono faccia a faccia, e chi legge la scena non deve vedere che l'uomo di potere si è fatto poco accanto all'intrepido e retto campione della verità? Erano di nuovo Pietro e il concilio giudaico

(II.) Ma arriveremo a scene più umili e a personaggi più quotidiani

(1.) Guarda uno dei santi di Dio. Ebrei ha vissuto una vita di fede e nel suo modo umile ha onorato Dio, servito la Chiesa, benedetto la sua generazione. Ed ora è giunto il giorno in cui egli deve andarsene di qui. Non c'è bisogno di fare l'inventario dei suoi beni; Non si vuole alcuna volontà. Costui potrebbe dire ai suoi figli che piangono: "Non ho né argento né oro; ma quello che ho te lo do". E chi disprezzerà l'eredità? È meglio dell'oro dell'avaro. Non sono poveri, ma ricchi, coloro che ereditano la sua benedizione e le sue preghiere; Ma quante volte la parte degli avari si volge alla povertà! Si presenta come un albero diffuso ricco di fogliame e frutti; ma un verme è alla radice, ed ecco! un ramo si secca, e poi un altro, finché alla fine non rimane altro che un tronco nudo

(2.) Prendi esempi tra i vivi. Guardate la donna sola, la cui miseria settimanale compra solo il pane della sua settimana, che rivolge sguardi gentili, parole gentili, mezz'ore libere, a qualche amico malato o afflitto. Guardate il bambino, che forse non ha mai avuto un soldo, rispettoso a casa, gentile e paziente all'estero, che corre a fare commissioni per i malati, che rallegra con il suo sguardo innocente e il suo allegro chiacchiericcio di un desolato caminetto dove un tempo si udivano voci infantili, ma ora non si sentono più. Guardate un uomo di Dio anziano, che trova difficile far resistere le sue membra indebolite da una domenica all'altra, che cura gli infermi, offre una parola a tempo debito agli sconsiderati, indirizza il peccatore morente all'Agnello di Dio, conforta molti fratelli provati e tentati con cordiali dal magazzino delle promesse di Dio. Non dite tutti questi a turno: "Non ho né argento né oro; ma quello che ho te lo do"? Non è forse un'opera benedetta, quella di ministrare dal nostro piccolo a coloro che hanno di meno? Non è forse più dolce il tuo scarso cibo quando torni a casa dopo aver reso più luminose alcune camere buie e più speranzosi alcuni cuori pesanti? Molto preziose sono elemosine come queste, che valgono cento volte di più dei doni in denaro dei ricchi, che si collocano più in alto nel conto di Dio, elargite a un costo maggiore, prove più benedette della potenza della fede. Oh! se i poveri, tutti quanti, fossero una fratellanza di cristiani viventi e amorevoli, potrebbero quasi fare a meno dell'aiuto degli altri, l'aiuto reciproco sarebbe dispensato così saggiamente e così opportunamente, e la generosità di grande cuore troverebbe una tale risposta nella calorosa gratitudine

(3.) Dio non voglia, tuttavia, che, poiché potrebbero essere più amici dei loro pari, noi dovremmo essere meno amici di qualcuno di loro! Dio non voglia che la misura miseramente limitata di tutte le nostre opere di beneficenza scenda a un livello ancora più basso!

(1) Molti hanno tempo libero. Quante ore in un mese vengono dedicate da molti a qualsiasi oggetto pubblico? Qual è il mondo migliore per il fatto che non siano costretti a faticare in un compito assegnato?

(2) Potremmo approfondire l'argomento e parlare di conoscenza, influenza mondana, talenti di qualsiasi tipo speciale. Di chi sono? Chi li ha dati? Di chi sei? Chi ti ha redento e ti ha detto che non eri tuo?

(3) E se parliamo di ciò che l'uomo può fare per suo fratello, le nostre preghiere, certamente, non devono essere dimenticate. Chi può dire a un prossimo: "Quello che ho te lo do", se non uno che si ricorda di tutti a turno, quando implora la propria misericordia davanti al trono della grazia? (J. Hampden Gurney. Laurea Magistrale) Cosa si può fare senza l'argento e l'oro:

(I.) L'argento e l'oro possono fare molte cose. Parlare di loro come di nessun valore sarebbe una follia. Denaro

1.) Può salvare le nostre menti dall'ansia, soddisfare i nostri bisogni, educare i nostri figli, riempire la nostra vita di comfort. Parlare di tali benedizioni come di una cosa banale era sia sciocco che ingrato

(2.) Come strumento di commercio è un elemento essenziale nell'attività e nell'interesse della vita. Senza di essa i nostri mercati sprofonderebbero di nuovo nel sistema del baratto, e saremmo in una condizione più rozza di quelli che vivevano secoli fa

(3.) Può essere usato per alleviare l'angoscia, per rallegrare i desolati, per aiutare coloro che lottano

(4.) Può essere impiegato nel perseguimento diretto di fini religiosi

(5.) Dà un'influenza che può essere usata nella promozione dei suoi scopi più alti, e quando è consacrata dalla vita cristiana del suo possessore diventa una delle offerte più nobili per l'onore di Dio e la benedizione del mondo

(II.) Ci sono alcune cose che l'argento e l'oro non possono fare

(1.) Puoi comprare il lavoro di un uomo, ma non puoi comprare il suo affetto. Pagandogli il suo salario, non per questo vi assicurate il suo rispetto; mentre con l'elemosina indiscriminata non è certo che guadagnerai o meriterai una vera gratitudine

(2.) Il possesso della ricchezza non migliora, ma a volte rovina il carattere di un uomo. Raramente lo rende più generoso. Ma coloro che sono molto poveri possono essere ricchi di cose migliori: nel rispetto e nella gratitudine degli altri, nel carattere dolce, nel cuore generoso. Quanto sono ricchi a volte i poveri, nella gentilezza d'animo che dà felicità a se stessi e a coloro che li circondano! 3. Il denaro non può comprare la salute, né per noi stessi né per coloro che amiamo. Il tesoro di Davide era ben pieno quando Natan gli disse che suo figlio doveva morire. Ezechia pensò con orgoglio alla ricchezza quando Isaia gli comandò di 'mettere in ordine la sua casa'. 4. Il denaro non può comprare la grazia. Simon Magus pensava di sì; ma Pietro disse: «Il tuo denaro perda con te». (Dean Howson.) Povertà e potere:

(I.) Dio non ha riguardo alle persone, ma in realtà i poveri sono i primi nella grande linea umana. Soppesate ciò che Dives ha fatto per il mondo, e ciò che è senza un soldo. Poiché Pietro e Giovanni, sebbene non avessero un soldo nelle loro borse, avevano qualcosa da dare a quel pover'uomo, e a tutti i poveri, e lo hanno dato, noi siamo qui oggi, e il grande mondo vive. Ebrei era il più povero tra i poveri che ci ha portato quel dono. "Le volpi hanno i buchi", ecc.; e da mani come poveri il dono è stato distribuito. Forse gli uomini e le donne più celesti che vivono sono tra i più poveri. Gli uomini che hanno tratto le grandi invenzioni, le poesie, i pensieri che hanno benedetto l'umanità raramente si sono arricchiti con le loro fatiche. Hanno amato troppo il loro lavoro per questo. Il mondo non è generoso di genio e di amore. E grazie a Dio non è così: il genio vive di un nutrimento più nobile, e l'amore ha un salario più nobile. Socrate, Paolo, Epitteto, Dante, Lutero, Milton lo trovarono così. Eppure, per non idolatrare la povertà, i salmi più gloriosi del mondo sono usciti da una delle monarchie più splendide e prospere del mondo. Ma Davide conosceva il bisogno prima di arrivare alla ricchezza, e forse il suo lavoro migliore è stato fatto nei suoi giorni più difficili. Eppure ci sono esempi eminenti del più nobile servizio all'umanità da parte di coloro che si trovano nella posizione più elevata per rimproverare la supposizione che una classe abbia il monopolio dei ministeri più elevati. Sokya-Mouni era un principe, e pochi al di fuori del cristianesimo hanno fatto per l'uomo un lavoro simile al suo; e il nostro grande Alfredo ha fatto, forse, l'opera più nobile di una vita che sia mai stata compiuta da un uomo per la sua generazione dall'alto di un trono. I poveri possono essere bigotti così come i ricchi. Sant'Egidio è sprezzante come San Giacomo, e Dio li rimprovera entrambi

(II.) Che cosa sono l'argento e l'oro in confronto alla ricca dotazione di facoltà con cui Dio ha benedetto la nostra razza? Chi di voi ora, lamentandosi della propria povertà, scambierebbe con la ricchezza dei Dives, la vista, l'udito o la sanità delle membra? Ci farebbe bene, quando facciamo il nostro lamento contro la provvidenza, se Dio ci costringesse a fare un po' di scambio, e a provare come ci piace una splendida paralisi, una cecità o una sordità dorate, un parco abbastanza grande per una provincia e un arto raggrinzito. Quali grida si alzerebbero di nuovo al cielo per la povertà! Prendete quest'uomo guarito, mentre si aggrappa a Pietro e Giovanni quasi per paura di una ricaduta, e suggeritegli di tornare nella sua tana di storpio con una montagna d'oro per il suo deposito. La facoltà è la vera ricchezza dell'uomo. Ci sono molti poveri operai che arrancano al loro lavoro all'alba e che provano gioia nel contemplare lo sfarzo e il bagliore dei cieli orientali, nell'udire il canto gioioso dell'allodola e nel bagnare la fronte nell'aria limpida come Dives darebbe qualsiasi prezzo per goderne

(III.) Se è un dono divino quello di donare la salute a un corpo storpio, cosa deve essere dare la salute a un'anima storpia? La guarigione delle malattie fisiche non era che la mera marginalità dell'opera di Cristo e dei Suoi apostoli. Alla base di tutto ciò c'è la vera malattia che paralizza l'uomo. Il peccato fa della malattia la prima forma di morte in ogni organo del corpo. Sai perché ci sono così tanti occhi spenti, facce gonfie, mani che tremano e piedi zoppicanti; e anche Cristo sa, e anche gli Ebrei sanno che l'unico modo, a lungo termine e su larga scala, per guarire i corpi malati è quello di salvare le anime malate. E gli Ebrei, che possono fare questo per voi, vi danno una benedizione, di cui l'oro e la scheggia non danno alcuna misura. (J. B. Brown, B.A.Una volta, quando Tommaso d'Aquino visitò la Roma medievale, gli fu mostrato attraverso tutte le stanze sontuosamente arredate del Palazzo Papale, divenne quasi tanto stanco e stordito quanto lo era la regina di Saba, quando era stata abbagliata dalle ricchezze del regno di Salomone; e allora è raccontato come un bel convenevole del Pontefice stesso: che gli disse: "La Chiesa non può dire ai nostri tempi: Argento e oro non ne ho!" E Tommaso d'Aquino rispose prontamente: "No, davvero! né la Chiesa può dire ora: Nel nome di Gesù Cristo di Nazaret, alzati e cammina!" (C. S. Robinson, D.D. ) La povertà dei ricchi: - Un vecchio signore scaltro disse una volta a sua figlia: "Stai certa, mia cara, che non sposerai mai un pover'uomo; Ma ricordate che l'uomo più povero del mondo è quello che ha denaro e nient'altro". (Età cristiana.Un nobile che dipingeva straordinariamente bene per un dilettante, mostrando uno dei suoi quadri a Poussin, quest'ultimo esclamò: "Vostra signoria ha bisogno solo di un po' di povertà per fare di voi un artista completo". (Orazio Smith.Una povera donna convertita dell'India disse: "Non ho denaro da dare alle missioni, ma sono in grado di parlare del Salvatore al mio prossimo". Potrebbe un volume dire di più sul dovere del popolo di questo paese che ha trovato Cristo? Un giovane disse a una riunione: "Ho lavorato per il signor ..., un noto cristiano, per otto anni, e non mi ha mai parlato di religione". La donna in India aveva imparato cosa c'è di meglio del denaro: il potere dell'influenza personale. Il denaro non è onnipotente: a volte pensiamo che il denaro sia onnipotente, che possa comprare per noi ogni cosa buona. Questo è un grande errore. Il denaro non può comprare l'amore. Spesso vince la sua parvenza. Gli amici estivi brulicano intorno a colui che si rotola in ricchezze, ma l'amore di una madre, la fedeltà di un padre, l'affetto di una sorella, la simpatia di un fratello, la fiducia di un amico, non si comprano mai con l'oro. Il denaro non può portare soddisfazione, e "Il nostro contenuto è il nostro migliore avere". Il denaro da solo non ci garantirà una buona istruzione. Un uomo ricco, che aveva trascurato le sue prime opportunità, fu udito dire tristemente: "Darei tutte le mie ricchezze per un'istruzione completa e una mente ben addestrata". Ma il suo denaro e le sue ricchezze erano ugualmente inutili. L'abbondanza di denaro non assicurerà di per sé la cultura e la gentilezza, ma accanto alle grazie cristiane e alla robusta salute nulla è più desiderabile della raffinatezza e delle maniere piacevoli e padrone di sé. La ricchezza di un Creso non poteva dare una coscienza tranquilla. Il peccato flagella l'anima dei ricchi come dei poveri. Il ragazzo o la ragazza più povero che ha "sempre una coscienza priva di offesa verso Dio e verso gli uomini", è più ricco del più ricco con una "coscienza segnata da un ferro rovente". Un buon carattere è più prezioso dell'oro. Eppure il denaro non è da disprezzare. Se lo abbiamo, accettiamolo come dono di Dio e usiamolo, non tanto per il nostro piacere, quanto per il beneficio degli altri. Se non ce l'abbiamo, crediamo che per il nostro bene ci è stato negato. Ma che lo abbiamo o no, ricordiamoci che non può comprare l'amore, la contentezza, l'educazione, la cultura, la raffinatezza, né una buona coscienza, e che non ci assicurerà né la pace, né la purezza, né la santità, né il cielo. (Età cristiana.) Che cos'è il denaro?"Che cos'è il denaro, padre?" chiese un bambino malato e orfano di madre. «Ebbene, oro, argento e rame, ragazzo mio». Sì; Non intendo questo; Voglio dire, cosa sono i soldi, dopo tutto? Cosa può fare?"" Oh,» rispose il padre orgoglioso della borsa, «il denaro può fare tutto!» Qualsiasi cosa! Allora perché il denaro non mi ha salvato mia madre?" Il padre si sentì perplesso e il ragazzo continuò: «Non può nemmeno rendermi forte e nemmeno sano, padre». E la domanda: "Che cos'è il denaro, dopo tutto?" è lasciato a produrre la sua impressione per il bene su molte menti e cuori. Un anno o due fa un missionario in una delle isole dei Mari del Sud desiderava molto che una traduzione dei Vangeli fosse stampata in una delle lingue dell'isola in cui lavorava. Non è nei mari del sud come lo è da noi. Abbiamo una lingua che può essere compresa quasi ovunque in tutto il Regno Unito. Nelle Nuove Ebridi e in altri gruppi di isole, non solo ogni isola ha una lingua diversa, ma spesso diverse parti della stessa isola parlano lingue diverse. Questo missionario aveva tradotto i Vangeli. Hebrews stava andando a Sydney con un po' di arrowroot e sago, che la sua povera gente aveva offerto con le loro scarse scorte, in modo da poter avere i Vangeli da leggere nella loro lingua e nelle loro case. Gli Ebrei avevano messo da parte anche un po' del suo per aggiungerlo alle offerte. Ma a bordo del piroscafo per Sydney incontrò un tipografo, e il tipografo gli dimostrò che non aveva un quarto di denaro sufficiente per pagare la stampa. Così il missionario era molto abbattuto e pensava che avrebbe avuto tutti i suoi problemi e il suo lungo viaggio per niente. Quando fu sbarcato sul molo di Sydney, un ragazzino, il figlio del signore con cui doveva stare in città, gli andò incontro e, porgendo mezza sovrana al missionario, disse: "Questo è per aiutare a stampare la tua Bibbia. Mio padre mi disse che avevi fatto tutta questa strada per far stampare la Bibbia per i poveri indigeni. Non avevo soldi, ma papà disse che potevo mandare messaggi e portare pacchi al magazzino. Così ho fatto, ed ecco la mia paga settimanale". Ragazzo coraggioso e missionario felice! La mezza sovrana, naturalmente, non stampò la Bibbia, ma ciò aiutò, e incoraggiò il missionario a confidare in Dio, che può suscitare aiuto per i Suoi servi tra i ragazzini e i re dei grandi imperi. La storia del ragazzino, che il missionario raccontò in molte riunioni, suscitò così tanto interesse a Sydney che non solo furono stampati i Vangeli, ma si raccolse anche il denaro per stampare l'intera Bibbia non appena il missionario ebbe il tempo di tradurla. Così il missionario tornò alla sua casa sull'isola, contento e grato. (S. R. Crockett.La vera simpatia: - La ricchezza di qualsiasi materiale diminuisce la necessità di ornamenti. Le gemme più belle sono l'incastonatura più semplice, perché nessun ambiente può aggiungere né bellezza né valore. La storia della Porta Bella è di per sé una gemma di tale valore intrinseco che, come la Repubblica di Platone, non ha bisogno di alcuna impostazione retorica. Difficilmente possiamo immaginare l'introduzione di una grande verità raccontata con maggiore semplicità di questa: "Ora Pietro e Giovanni salirono insieme al tempio nell'ora della preghiera, essendo l'ora nona". Eppure queste parole ci portano a considerare una verità che abbraccia l'intera portata del cristianesimo pratico. La nostra prima lezione è questa

1.) I discepoli di Cristo, nell'adempimento regolare dei loro doveri quotidiani, hanno ampie opportunità di carità, e quindi la necessità di un aiuto reciproco. Gli oggetti di carità si dividono naturalmente in due classi: in primo luogo, coloro che sono abbastanza forti da avvicinarsi a noi per chiedere aiuto; e, in secondo luogo, coloro che sono così deboli che dobbiamo avvicinarci a loro per dare aiuto. Pietro si occupò di quest'ultima classe. Mentre l'energia è alla base delle azioni benevole, tuttavia non è necessario alcuno sforzo straordinario per scoprire gli uomini impotenti di questo mondo. Dio di solito li trova per noi da qualche parte lungo la linea del nostro dovere quotidiano. Dio possa scoprire l'oggetto della carità di un uomo nel paganesimo della Cina; un altro è alle frontiere della nostra civiltà; e la tua tra la tua abitazione e la chiesa del villaggio

(2.) Ovunque ci sia la capacità di fare il bene, c'è sempre a portata di mano qualche oggetto che ne ha bisogno. Il sistema cristiano è così molteplice nel suo organismo che viene offerto un posto per ogni varietà e grado di talenti. Nessun cristiano è completamente privo di capacità. Siamo tutti creature del bisogno e dipendiamo l'uno dall'altro. In pratica, come in teoria, il soggettivo e l'oggettivo sono in giustapposizione. A volte siamo fuorviati dall'impressione che solo le grandi opere contino nel regno di Dio

(3.) Ogni cristiano può impartire molto di più di quanto l'uomo impotente si aspetti. L'oggetto della carità di Pietro era uno spettacolo molto lugubre. Posto davanti a un tempio il cui costo e magnificenza riempirono tutto il mondo della sua fama. E' la vecchia, vecchia storia ripetuta più e più volte con bruciante vergogna dei secoli, che si possono costruire templi costosi mentre il tempio più prezioso dell'umanità deve mendicare sotto i suoi archi scolpiti per il pane. Potremmo soffermarci a chiederci cosa Pietro aveva da dare di più prezioso dell'argento e dell'oro. Gli Ebrei avevano da impartire il Cristo della storia, il Cristo della sua ricca esperienza, che era infinitamente più prezioso di tutto il tesoro materiale del mondo. "Cristo, Cristo", sento ripetere l'uomo impotente, "che bisogno ho di Cristo? Voglio solo i mezzi per scacciare i morsi della fame". Allora Pietro dice, con tutta l'autorità accordata a un apostolo ispirato: "Nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, alzati e cammina". Noterete che l'uomo aveva semplicemente chiesto i mezzi per comprare il pane; riceve il potere di guadagnarsi il pane, che era molto meglio. Non riceviamo tutti da Dio più di quanto chiediamo e infinitamente più di quanto meritiamo? Due deduzioni da quanto sopra. Gli uomini sono dappertutto intorno a noi in impotenza spirituale, e non lo riconoscono. Noi, come discepoli di Cristo, abbiamo il potere di aiutarli più di quanto essi si aspettino, o noi stessi immaginiamo, fino a quando non viene messo in mostra. Se la religione è di importanza suprema per l'anima umana, come è possibile l'impotenza spirituale? Semplicemente perché il libero arbitrio del peccatore rifiuta positivamente l'antidoto spirituale. Abbiamo visto che il desiderio e la capacità di alleviarlo vanno di pari passo. E' vero nel mondo vegetale dove accanto ad ogni veleno cresce il suo antidoto? È vero nel mondo animale dove la creatura morsa sa dove andare per ottenere un'efficacia riparativa? Chi dice agli uccelli dei tropici che una certa foglia posta sopra il nido protegge i loro piccoli dai rettili predatori? È probabile che "l'uomo, il modello degli animali", quando viene morso dal peccato debba ignorare l'antidoto? Lasciate che l'impotente spirituale "fissi i suoi occhi" sulla Verità, e riceverà una benedizione più grande di quanto si aspetti

(4) Attraverso i mezzi umani si compie un'opera completa, portando Cristo in contatto effettivo con i bisogni umani. C'è un grande potere nella simpatia umana. Ma la simpatia in astratto non ha senso. Ha contenuto solo quando viene applicato a un oggetto. Ci sono due modi in cui possiamo esprimere la nostra simpatia per i peccatori. In primo luogo mescolandoci con loro per mera compagnia, che ci abbassa sempre al loro livello; e, in secondo luogo, mescolandosi con loro al solo scopo di fare loro del bene, il che tende ad elevarli al nostro livello. Non dobbiamo mai vergognarci né aver paura di andare dove possiamo portare Cristo con noi. È solo attraverso il contatto personale e comprensivo che è probabile che gli uomini impotenti di questo mondo conoscano Dio e la potenza della Sua salvezza. Supponiamo che Pietro avesse inviato un messaggio scritto da casa sua all'uomo impotente, dicendo: "Nel nome di Gesù Cristo di Nazaret alzati e cammina", la presunzione è che l'uomo sarebbe morto come aveva vissuto, impotente. No, i due devono entrare in contatto vitale e comprensivo. La debolezza dell'uno deve risvegliare le energie curative dell'altro mentre si associano

(5.) Il luogo in cui gli uomini impotenti trovano per la prima volta il loro Signore è sempre una bella porta per loro. Il luogo della nostra nascita naturale ci è caro. Ma il luogo della nostra rinascita spirituale non può essere da meno. È una bellezza che prevale su ogni considerazione materiale. Così, attraverso la vita, facendo e ricevendo il bene, si fanno belle porte. Facendo il bene secondo le linee tranquille dei nostri doveri quotidiani non solo confermiamo il nostro carattere cristiano, ma rafforziamo il carattere e aumentiamo le gioie dei nostri seguaci. (C. H. Ricketts.L'energia pentecostale comincia ora a trovare una delle sue sfere. La potenza della predicazione di Cristo, crocifisso e risorto, era già stata provata. Il potere della guarigione era ora messo in campo. Il potere di testimoniare davanti a governanti e principi sarebbe stato presto dimostrato. Il potere di faticare, soffrire e morire per Cristo avrebbe presto trovato la sua espressione. Osservare-

(I.) La coscienza del potere. "Te lo do quello che ho". Deve essere stato un momento molto alto e stimolante per Pietro quando sentì l'energia guaritrice di Cristo pronta ad operare attraverso di lui. Siamo stati spesso inclini a invidiare l'abile medico che, quando visita un malato, è così consapevole di dominare la malattia da essere in grado di dire: "Posso guarirti". Tanti dei dolori della nostra vita ci dominano che sentiamo di diventare grandi quando siamo consapevoli del potere di crearne e dominarli. Una semplice illustrazione tratta dalla vita di M'Cheyne chiarisce questo punto: "La sua abitudine nel prepararsi per il pulpito era di imprimere nella sua memoria la sostanza di ciò che aveva precedentemente accuratamente scritto, e poi di parlare quando trovava la libertà. Una mattina, mentre cavalcava rapidamente verso Dunipace, i suoi sermoni scritti furono lasciati cadere sul ciglio della strada. Questo incidente gli impedì di avere l'opportunità di prepararsi nel suo solito modo, ma fu in grado di predicare con più libertà del solito. Per la prima volta nella sua vita scoprì di possedere il dono della composizione estemporanea e apprese, con sua sorpresa, che aveva più compostezza di mente e padronanza del linguaggio di quanto avesse creduto. Vale a dire, attraverso questa circostanza provvidenziale egli fu risvegliato alla coscienza del potere. Ciò di cui abbiamo bisogno in questo nostro tempo è una fede più alta nei vari e abbondanti doni di cui la Chiesa e il singolo cristiano sono dotati, e una più acuta capacità di discernimento per trovare questi doni in noi stessi e negli altri. Ma i poteri differiscono nelle diverse persone, sia per natura che per grado. Nessuno è privo di un qualche tipo di facoltà e capacità che possono deporre sull'altare del servizio di Dio

(1.) Ciò che viene chiamato "ricchezza" è potere. Tutto, al di là delle spese necessarie, è la ricchezza di un uomo. La ricchezza è ciò che posso salvare e guadagnare con l'abnegazione per il servizio degli altri e la gloria di Dio. In questo senso siamo tutti più o meno ricchi, e potremmo essere molto più ricchi di quello che siamo. Tale ricchezza è potere sacro. Una povera vedova poteva glorificare Dio con la ricchezza dei suoi due spiccioli. Ma alcuni hanno ricchezze nel senso più comune. E la tua ricchezza è potere, un potere terribile se prima non è stato presentato a Dio per essere usato per Lui; un potere glorioso, se ha

(2.) L'intelletto è potere. Ogni uomo che sa un po' più del suo prossimo ha la fiducia di un potere. È evidente che egli può insegnare e guidare gli altri. Sicuramente questi tempi stanno facendo richieste ogni giorno più grandi all'intelligenza cristiana in questi giorni scettici. La battaglia della verità cristiana è come la grande battaglia di Inkerman, una battaglia di soldati, una battaglia di popolo: ognuno di noi, nelle sue varie sfere, fa in modo che la conoscenza e l'esperienza cristiana parlino della conservazione delle verità cristiane

(3.) L'arte è potere. Pittori come Holman Hunt e Sir Noel Paton non sono che gli alti esempi di doti che giungono a misura di alcuni di noi. Nelle sfere della scuola domenicale e tra i bambini c'è spazio per la consacrazione dell'abilità del disegnatore. E ancora è dato agli uomini e alle donne il dono divino del canto, ed essi possono "cantare per Gesù". Nessuna porta sarà chiusa contro la tua canzone

(4.) Ma ogni cristiano ha un potere spirituale. In questo è simile a Pietro. Gli Ebrei possono, se vogliono, afferrare e usare la grande potenza di Dio. Ma questo giace dormiente in molti di noi. Potremmo dare qualcosa agli uomini, qualcosa di curativo, di vitalizzante, proprio quello che il mondo morente vuole. E cosa vogliamo di più? Solo ciò che Pietro aveva quel giorno: la coscienza del potere. Questo susciterebbe in noi impulsi santi, ci scuoterebbe dall'egoismo e dall'apatia. Ricordate che le parole "io non posso" non hanno posto sulla bocca di un cristiano, se sono applicate a qualsiasi opera giusta, buona e santa. Tu hai potere presso Dio e con gli uomini, e tu puoi prevalere

(II.) La responsabilità del potere cosciente. Tutti i doni che Dio ci fa sono per il nostro dono agli altri. Tenete per voi i doni di Dio e marciranno rapidamente. Non si può accumulare l'attuale manna di Dio più di quanto gli antichi Israeliti potessero accumulare il pane disceso dal cielo. Se Ebrei rende forte un braccio, è per il lavoro. Se gli ebrei rendono forte una gamba, è per camminare alla ricerca di qualcuno da aiutare. Se Ebrei fa una voce forte, è perché possiamo supplicare ardentemente i nostri simili per Lui, o perché possiamo guadagnare gli uomini con il canto del Vangelo. Se Ebrei rende forte un cuore, è perché possiamo ispirare gli altri a una vita più nobile. Cercate di arginare i corsi d'acqua viventi di benedizione di Dio, e fate uno stagno nel vostro terreno, ed essi cesseranno di essere corsi d'acqua vivi, diventeranno presto riproduttori di malattie, acque stagnanti, e dovrete accontentarvi dello stagno, perché Dio taglierà le acque alla sorgente. "Agli Ebrei che non hanno (non fanno un uso degno di ciò che hanno), sarà tolto ciò che sembra avere". (R. Tuck, B.A.Nel nome di Gesù Cristo di Nazareth alzati e cammina. - La potenza del nome di Gesù: - Considera-

(I.) L'uomo moralmente storpio, indifeso e miserabile. Le infermità corporee sono l'ombra dei peccati e delle debolezze dell'anima. Tutto il peccato opera per privazione. Chiude i sensi e gli organi che Dio ha voluto fossero insenature di gioia e canali di vita. Ma c'è qualcosa di molto suggestivo nel caso di questo storpio: non ha mai conosciuto la gioia del movimento, "zoppo fin dal grembo di sua madre". Riuscite a ricordare il tempo in cui il peccato non era fonte di sofferenza e debolezza? Per quanto tempo sei stato portato dalla tempesta della passione negli eccessi e nelle follie quando hai bramato il sussidio del mendicante? Dovresti prendere la tua parte con gli angeli nella grande officina di Dio; Ma tu dove sei? Nel diavolo, dove si lavora e si è al riparo e si dorme come un bruto per lunghi anni monotoni. Un cambiamento a volte rompe la monotonia: litigi, bevute e tutto il resto, e ho sentito uomini parlare di questo come della vita! Quale colpo ti ha paralizzato a sopportare una vita come questa, senza Dio, senza gioia, senza speranza, come le bestie che periscono? Sei innamorato di una vita così, povero storpio? O ne siete profondamente stufi, come quest'uomo lo era per i suoi?

(II.) C'è un Nome che può renderti di nuovo integro, sano, felice e libero. La tua anima vuole ciò che il corpo di quel povero storpio voleva: il potere, e quel potere è solo in Cristo. Un uomo il cui sistema è logorato può essere rattoppato per un po' dai medici, ma un nuovo slancio di vita in esso è ciò di cui ha bisogno. A volte cercano di fare qualcosa di simile, versano un po' di sangue fresco e giovane nelle vene esauste. Ma questo è ciò che Cristo può veramente fare per la tua anima. La sua vita passerà in ogni facoltà storpia e la scioglierà, e aprirà ai tuoi poteri un campo della più gloriosa attività. Non mentire più lamentandosi: "O miserabile uomo che sono!" Il dono di Dio è la vita eterna".

(III.) Questo è il momento di credere in quel Nome e di alzarsi e camminare. Sei stato lì per troppo tempo. Quanto del vostro tempo è stato speso stancamente al servizio del diavolo? Quanta facoltà, quanta vita è rimasta a Dio? Ma Dio accoglierà un naufragio come me? Che quel povero storpio e le opere di misericordia di Cristo rispondano. "I ciechi riacquistano la vista. gli zoppi camminano". Erano per lo più frammenti spezzati di umanità che gli ebrei raccoglievano. Come voi Ebrei ha bisogno. Avete fatto molti sforzi per riformarvi, ma le povere membra paralizzate si sono raddoppiate di nuovo. Ora rialzati ancora una volta; C'è una mano tesa verso di te, afferrala. Rifiutatelo, e domani tutto il potere di fare lo sforzo potrebbe essere esaurito. (J. B. Brown, B.A.La differenza tra i miracoli di Cristo e quelli degli apostoli: - Questa differenza è qui osservabile. Essi li hanno compiuti per mezzo di Cristo, in virtù del Suo nome e della Sua autorità. Erano semplici strumenti; Ebrei era l'agente efficiente. Cristo, d'altra parte, compì i Suoi miracoli nel Suo nome e con la Sua autorità. Gli ebrei operarono in modo indipendente. Il suo linguaggio era quello dell'onnipotenza, il loro era quello della fede in Lui. Gli Ebrei dissero: "Io ti dico: Alzati"; Dissero: "Nel nome di Gesù, alzati e cammina". Ebrei era il Messia, il Figlio; Erano i servi della casa. (P. J. Gloag, D.D.)

8 CAPITOLO 3

Atti 3:8

Ed egli, balzando in piedi, si alzò.L'attività e la gratitudine dell'uomo guarito: L'evangelista descrive minuziosamente le azioni dello zoppo non appena cominciò a credere di essere guarito. Prima balzò fuori, liberandosi dalla presa di Pietro, o balzò in piedi, come se stesse provando la forza dei suoi muscoli; Poi si alzò in piedi per la prima volta in vita sua e camminò per vedere se gli appartenesse la stessa forza di camminare che tutti quelli che gli stavano intorno. Ma la penna dello scrittore, non contenta di ciò, aggiunge graficamente: "Ed entrò con loro", non volendo essere separato dagli strumenti della sua guarigione, "nel tempio", esercitando i suoi poteri appena acquisiti senza la capacità di trattenersi, ora camminando, ora saltando, e lodando Dio per tutto il tempo. "Allora lo zoppo saltò come un cervo". Ebrei era di un altro tipo dei nove lebbrosi, che non si guardavano mai indietro per rendere grazie al Signore Gesù. (Pres. Woolsey.Gratitudine pratica: - Coloro che hanno assistito alle nostre fragilità dovrebbero anche attestare la nostra conversione e gratitudine. La nostra gratitudine è falsa e non serve a nulla se non accompagnata da novità di vita; E questo non può durare a lungo se il nostro senso di gratitudine della grazia a cui dobbiamo la nostra liberazione diminuisce. (Quesnel.Le responsabilità dei salvati: - Il peccato ha ridotto l'anima in uno stato di impotenza. Non ha distrutto i poteri dell'anima, ma li ha solo disabilitati. Quando un uomo è salvato, quindi, le sue forze storpie sono raddrizzate e rafforzate, e la sua nuova vocazione è quella di usarle

I. Quali facoltà sono paralizzate dal peccato e restaurate da Cristo? 1. Fede. Questo esiste in ogni anima, ma è dormiente o pervertito. Cristo lo raddrizza e lo potenzia come un occhio per vedere, una mano per afferrare Lui e le cose celesti

(2.) Amore. Nessun uomo ne è privo, ma è strappato via dal suo Oggetto più alto, che è la sua vera vita, e si adagia spesso su oggetti indegni, nel migliore dei casi su oggetti secondari che non può amare pienamente, perché non reclutati dall'amore di Dio. "Noi amiamo (R.V.) perché gli ebrei 101 hanno amato per primi". La salvezza consiste in gran parte nella conversione del cuore, nel volgere tutti gli affetti a Cristo, dal quale sono rinvigoriti e santificati, e fatti fluire in canali degni

(3.) La volontà. Paolo ci ha dato un'immagine vivida di ciò che è nell'uomo naturale (Romani vii.) e di ciò che Cristo lo fa (Romani viii. e la sua stessa vita)

(4.) I poteri attivi. Questi sono ancora paralizzati per tutti gli scopi spirituali, ma abbastanza energici per la causa del male: la lingua, quanto è silenziosa per Dio, quanto è disinvolta per se stessa, per la follia o per il peccato! le mani, come sono oziose per Dio, come sono attive in altre cause! Cristo li riporta ai loro veri usi e li consacra al servizio di Dio

(II.) Le facoltà ripristinate devono essere impiegate. Altrimenti cadranno nella loro vecchia decrepitezza. Se lo zoppo fosse tornato al suo ritrovo e avesse trascurato di usare le sue membra, quelle membra sarebbero presto diventate di nuovo indifese. Trascurare la fede, l'amore, la risoluzione e il lavoro per Dio significa perderli. L'azione dell'uomo guarito può illustrare il modo in cui devono essere impiegate le nostre facoltà restaurate

(1.) Con alacrità, "saltando in alto". 2. Progressivamente, "camminava". 3. In unione con la Chiesa, "entrò con loro nel tempio". 4. Per fortuna, "lodare Dio". (J. W. Burn.Ovunque si discerne la grazia di Dio e si accoglie il Suo amore, là si prorompe la lode, con la stessa certezza con cui i ruscelli sgorgano dalla caverna del ghiacciaio quando il sole dell'estate la scioglie, o la terra risponde al tocco della primavera con i fiori. (A. Maclaren.) Il cancello Beautiful:

(I.) La stretta vicinanza della deformità fisica alla bellezza naturale

(II.) La strana associazione delle ricchezze spirituali con la povertà temporale

(III.) L'improvvisa trasformazione dell'indifferenza popolare in abbondante stupore. Il vangelo era stato applicato, messo alla prova e aveva avuto successo in modo sovrumano

(1.) Era entrato in contatto positivo con la povertà e la sofferenza

(2.) Aveva esaltato l'intera natura dell'uomo

(3.) Aveva messo l'uomo su un nuovo corso di vita. (F. W. Brown.) Lodi: - Un cristiano dovrebbe essere come un cavallo che ha i campanacci in testa, così che non può andare da nessuna parte senza suonarli e fare rumore. Tutta la sua vita dovrebbe essere un salmo, ogni passo dovrebbe essere in armonia, ogni pensiero dovrebbe costituire una nota, ogni parola che pronuncia dovrebbe essere parte integrante del salmo gioioso. È una cosa benedetta vedere un cristiano che si occupa dei suoi affari come il sommo sacerdote di un tempo, che ovunque andasse suonava con le campane d'oro. (C. H. Spurgeon.Si dice di un benefattore di un college occidentale degli Stati Uniti, recentemente scomparso, che, un recente giorno di laurea, una signora gli si avvicinò e gli disse: "Governatore Hardin, desidero ringraziarti per questo splendido college e dire che le mie figlie, che si laureano oggi, hanno un debito di gratitudine che non potranno mai ripagare". Il vecchio dai capelli bianchi crollò e, mentre le lacrime gli riempivano gli occhi, esclamò: "Signora, lei è la prima persona a esprimermi un simile sentimento". Quanti uomini che si assicurano borse di studio e borse di studio, o ricevono altri benefici, pensano mai o ringraziano i generosi donatori? Il ringraziamento esprimeva: "Quando ero ragazzo", disse un membro eminente di una chiesa, "sono stato molto aiutato dal vescovo Hamline, che è venuto a trovarmi in una casa dove mi trovavo. Prendendomi in disparte, il vescovo disse: 'Quando sei in difficoltà, ragazzo mio, inginocchiati e chiedi l'aiuto di Dio; Ma non scavalcare mai la recinzione per entrare nel terreno del diavolo e poi inginocchiarsi e chiedere aiuto. Pregate dalla parte di Dio della barricata". A questo", disse, "ho pensato ogni giorno della mia vita da allora". Continuando, osservò: "Sanford Cobb, il missionario in Persia, mi ha aiutato in un altro modo. Disse: "Ti senti mai grato quando Dio ti benedice?" Sempre". Gliel'hai mai detto?'' Beh, non so se l'ho fatto". Ebbene, provaci, mio giovane amico, provaci, provaci. Diglielo; diglielo ad alta voce; diglielo in modo che tu sia sicuro di ascoltarlo tu stesso'. Quella fu una nuova rivelazione. Mi accorsi che ero stato solo contento, non grato. Da allora glielo dico con sentimenti di gratitudine, per l'aiuto e il conforto della mia anima".

11 CAPITOLO 3

Atti 3:11-26

Tutto il popolo accorse verso di loro nel portico che è chiamato di Salomone, grandemente meravigliato. - Il portico - o meglio, il portico o chiostro - era fuori del tempio, sul lato orientale. Consisteva nel Tempio di Erode, costituito da una doppia fila di colonne corinzie, alte circa trentasette piedi, e ricevette il suo nome come se fosse stato in parte costruito, quando il tempio fu ricostruito da Zorobabele, con i frammenti dell'edificio più antico. Il popolo cercò di persuadere Erode Agrippa

(I.) per abbatterlo e ricostruirlo, ma si ritrasse dal rischio e dal costo di una tale impresa (Jos., "Ant." xx. 9, § 7). Era, come i portici di tutte le città greche, un luogo di villeggiatura prediletto, soprattutto perché esposto al sole del mattino in inverno. (Vedi Giovanni 10:23). Il ricordo di quello che allora era stato il risultato dell'insegnamento del loro Maestro doveva essere fresco nella mente dei due discepoli. Allora il popolo si era lamentato di essere tenuto con il fiato sospeso sul fatto che Gesù affermasse di essere il Cristo, e, quando gli Ebrei parlavano di essere Uno con il Padre, aveva preso delle pietre per lapidarlo (Giovanni 10:31-33). Ora dovevano udire il Suo nome come Santo e Giusto, come il Servo di Geova, "come il Cristo stesso" (13, 14, 18). (Dean Plumptre.Il portico di Salomone, un luogo sacro per Pietro: deve essere stato un luogo pieno di cari ricordi per l'apostolo. Ogni ebreo naturalmente venerava questo chiostro, perché era di Salomone; Proprio come gli uomini nella più grande cattedrale moderna amano ancora indicare la più piccola reliquia della struttura originale da cui è sorto l'edificio moderno. Atti di San Clemente, a Roma, i sacerdoti si dilettano a mostrare la struttura primitiva dove dicono che San Clemente svolse il suo ministero intorno al 100 d.C. York indicherà in fondo alla cripta i frammenti della prima chiesa sassone, che un tempo sorgeva dove quella splendida cattedrale ora innalza i suoi alti archi. Allo stesso modo, anche gli ebrei naturalmente apprezzavano questo lembo di continuità tra i templi antichi e quelli moderni. Ma per San Pietro questo portico di Salomone deve aver avuto un ricordo speciale al di là delle idee patriottiche che vi erano legate. Gli Ebrei non potevano dimenticare che proprio l'ultima festa della Dedicazione che il Maestro aveva visto sulla terra, gli Ebrei camminarono in questo portico, e lì, nella Sua conversazione con gli Ebrei, rivendicarono un'uguaglianza con il Padre che li portò a fare un attentato alla Sua vita. Ecco, dunque, che nel giro di dodici mesi l'apostolo Pietro avanza una pretesa simile a favore del suo Signore. (G. T. Stokes, D.D.Rimossi i malintesi: - Ecco una congregazione degna di un apostolo; e Pietro era pronto per l'occasione. La gente era eccitata. "Correvano insieme". Ciò ha reso possibile affrontarli tutti in una volta. Erano stupiti ed erano, quindi, di umore indagatore. Pietro...

(I.) Chiamava i suoi ascoltatori a una quieta riflessione. Gli Ebrei chiesero loro il motivo del loro stupore. Faceva una pausa dopo le sue domande per lasciare che la mente dell'ascoltatore si equilibrasse? Il miracolo aveva suscitato un'attenzione che ora doveva essere stabilizzata, affinché il giudizio potesse essere esercitato con calma

(II.) Corretta la supposizione che il miracolo fosse stato compiuto dall'abilità umana. Alcuni supponevano che la causa fosse nel loro potere magico o nella loro straordinaria divinità. Ma questa era un'ipotesi superficiale e disonorevole per Dio, come lo è quella che attribuisce i risultati della predicazione all'eloquenza, alla logica o al "magnetismo" del predicatore. Pietro lo ha corretto, e noi diciamo che la convinzione, la penitenza, la conversione e il potere di vivere santo sono tutta la grazia di Dio

(III.) Ha spianato la strada alla verità. Se le false supposizioni non fossero state rimosse, la vera visione del miracolo sarebbe stata impedita; ma contraddicendo l'errore Pietro fece sì che le menti degli ascoltatori avessero bisogno di una vera spiegazione. Finché gli astronomi credettero che la Terra fosse il centro del sistema solare, si dovettero fare molte false supposizioni e molti fenomeni furono male interpretati. L'errore tolemaico bloccò la verità copernicana. Ma quando l'errore fondamentale fu rovesciato, il carro della conoscenza poté procedere. Guarda i magnifici risultati nella precisione e nella pienezza della moderna scienza astronomica. Conclusione: Impariamo a rimuovere l'errore affinché la via della verità sia aperta. Facciamo questo per i penitenti che qualche errore può tenere in schiavitù, per coloro che indagano per timore che qualche falsa nozione li accechi. (W. Hudson.E quando Pietro lo vide, rispose. - Un miracolo più grande:

1.) Questo discorso è un miracolo più grande della cura. I grandi miracoli sono tutti compiuti all'interno. Confrontate Pietro prima della risurrezione con il Pietro di questo discorso, e ditemi che cosa è successo. Sicuramente una grande cura è stata operata su di lui. Non potete fare miracoli, perché voi stessi non siete miracoli. Affrontiamo l'intero caso dall'esterno, e con molte proposte zoppicanti cerchiamo di rimediare alla triste condizione del mondo. Dobbiamo essere noi stessi più grandi di qualsiasi opera che ci sia possibile fare

(2.) In questo discorso Pietro rivendicò il suo primato apostolico. Forse avete già fatto domande sulla superiorità di Pietro, ma dopo questo tutti gli uomini sentono che il primo posto appartiene a lui. Qualsiasi primato che non sia basato sul merito deve essere eliminato. Per un po' di tempo puoi sostenere un uomo; Ma una superiorità di posizione che non si basa su meriti fondamentali e vitali cade di fronte al tocco di prova delle circostanze e del tempo. Lasciate dunque che questo libro di Dio si alzi o cada. I preti non possono continuare così. I parlamenti e i troni non possono dare alla Bibbia il suo primato duraturo. Se l'ispirazione non è nel libro stesso, non puoi comunicarla; E se l'ispirazione è davvero nel libro stesso, non puoi mai parlarne. Con la forza puoi calmarlo per un po', ma la verità è eterna, ritorna

(3.) Il pericolo è che non siamo solo per uomini come Pietro. Possiamo prendere questo discorso come una cosa ovvia. Sentiamo un uomo eloquente pronunciare una frase dopo l'altra di singolare bellezza, e pensare che lo faccia semplicemente come una cosa naturale. In ogni frase del genere c'è una goccia di sangue sacrificale. La vera eloquenza è forzata dagli uomini. Questo discorso non era un'orazione preparata che egli prese e lesse; È stato estemporaneo come lo è stato l'evento stesso. Le persone che guardano fanno il predicatore eloquente. Tutto il popolo fissò gli occhi su Pietro e Giovanni; e, come lo zoppo aveva tratto da Pietro la potenza spirituale con il suo sguardo magnetico, così il popolo trasse da Pietro una potenza ancora più alta con la sua meraviglia

(4.) In risposta a questo prodigio, Pietro rifiuta ogni primato basato su considerazioni puramente personali. "Questo non è opera nostra. È opera del Signore; ed è meraviglioso ai nostri occhi". E, con ispirata sapienza, magnificò l'occasione attribuendo il miracolo all'onnipotenza di un Dio sulla cui esistenza l'ebreo non aveva dubbi. "Il Dio di Abramo", ecc. Gli apostoli non si accaparravano la lode per se stessi. Essi mantennero la loro supremazia regale operando alla presenza del popolo semplicemente come servitori e strumenti di Dio. Dobbiamo tornare a quella fedeltà al nome e al trono divini

(5.) Non solo Pietro rifiuta l'elogio implicito, ma si assume la responsabilità di fare a pezzi il popolo. Non si può fare un grande progresso nella riforma morale fino a quando i nostri apostoli non ci uccidono. L'adulazione non farà nulla per noi, al massimo ci ingannerà o ci confonderà. Ascoltate il suo discorso: "Colui che avete consegnato", ecc. Quell'uomo deve riuscire nel suo ministero, o deve essere ucciso! Un tale oratore di un tale discorso non può occupare una posizione intermedia. Quand'è che gli apostoli parlarono con il fiato sospeso e con umiltà sussurrata? Quando hanno cercato di trarre il meglio dal caso placando lo spirito del popolo e cercando di placare la sensibilità che era stata fortemente eccitata? Torniamo così a una verità con cui questo messaggio ci ha reso familiari. Non dobbiamo mettere da parte la Crocifissione come una circostanza storica, vecchia di diciannove secoli. La Crocifissione avviene ogni giorno. Rendetevi conto di questa circostanza, e là si alzerà il vecchio grido, e dopo di esso verranno tempi di ristoro dalla presenza del Signore

(6.) Nel verso di Versetto ver 17 il tono cambia con meravigliosa abilità. Il vangelo non è solo un impeachment, è un'offerta, ed egli introduce questa nuova fase dell'argomento con una parola che si unì al popolo: "fratelli". Questo ripete la preghiera stessa di Cristo stesso sulla Croce. Così apre una grande porta di speranza. La Chiesa dovrebbe essere fertile nella sua invenzione di opportunità per il ritorno degli uomini peggiori. Dite all'uomo peggiore che la porta della speranza, se non è spalancata, è ancora socchiusa, e che il minimo tocco delle sue dita la farà ricadere contro il muro

(7.) Poi viene la parola chiave della predicazione apostolica e il segreto del successo apostolico: "pentirsi"(19). È come la spada di cui Davide disse: "Dammi quella; non ce n'è uno simile". Questa parola "pentirsi" va alla radice e alla realtà del caso. Chi si è pentito? Non chiedo chi si è allarmato per le conseguenze minacciate, e chi quindi ha professato un cambiamento di abitudini e di propositi. La mia domanda è più profonda. Chi ha sentito il cuore spezzato a causa del peccato, come un'offesa spirituale contro Dio? Non abbiamo dimenticato quella vecchia parola? La Chiesa è diventata troppo delicata per usarla? 8. C'è un'altra parola nel versetto 19 di altrettanta importanza - "quindi" - che si riferisce all'argomento storico e logico su cui si fonda il cristianesimo. Essendo Pietro tornato al "Dio di Abramo", ecc., e avendo tracciato la storia della Crocifissione, e dopo aver spiegato il segreto per mezzo del quale lo zoppo era stato guarito, ecc., si raccoglie in questo unico sforzo supremo, e dice: "Pentitevi, dunque", senza ragioni sentimentali, ma sulla base storica degli antichi rapporti di Dio con il Suo popolo, e a causa del culmine di quei rapporti nella guarigione dell'uomo che sta lì. 9. Poi il discorso di Pietro procede come un fiume profondo e largo, e termina con "A voi per primo Dio, dopo aver suscitato il suo Figlio Gesù, lo ha mandato per benedirvi". La predicazione apostolica era tenera, ma si atteneva a questo tema. E proprio perché lo ha fatto, ha capovolto il mondo. Predicatore, torna da tutti i capricci intellettuali, le storie d'amore e i sogni, e affronta la tua unica opera di accusare gli uomini di peccati, e poi di rivelare il Figlio di Dio vivente, che venne con il solo scopo di benedire gli uomini. La benedizione e l'iniquità non possono mai coesistere nello stesso cuore. L'iniquità deve sparire e la benedizione verrà. La malvagità deve andarsene, e allora gli angeli si affretteranno ad entrare nell'anima da cui è uscita. (J. Parker, D.D. Il miracolo alla Porta della Bella come testo: - È una legge della mente guardare attraverso i suoi sentimenti dominanti, e subordinare tutte le cose esteriori ai suoi scopi dominanti. Gli apostoli erano pieni di pensieri relativi a Cristo, e guardavano tutti gli eventi attraverso questo mezzo

I.Pietro fa risalire il miracolo al suo vero Autore

(1.) Negativamente. Ebrei ne nega la paternità, una notevole dimostrazione della sua onestà. Se si fosse preso il merito, il suo potere sociale sarebbe stato immediatamente regnante e avrebbe avuto un seguito immenso. E il popolo era disposto a darglielo

(2.) Positivamente. Ebrei spettacoli

(1) che il loro Dio aveva operato il miracolo. "Il Dio di Abramo". (2) Che il loro Dio l'aveva operato per glorificare Suo Figlio, non semplicemente per ristabilire l'invalido, e per attestare la messianicità di Colui che avevano messo a morte

(II.) Ebrei collega il miracolo con il nome di Cristo. Gli Ebrei avevano una fede illimitata in Gesù, e avevano quindi il potere di compiere opere che avrebbero dovuto dimostrare la Sua autorità divina; e gli effetti prodotti sui corpi degli uomini erano solo deboli tipi dei risultati che la fede in Cristo produrrà sulle anime. Gesù è qui presentato

1.) Nei titoli che gli appartengono.

(1) "Santo e Giusto". (2) "Principe della vita". 2. Nella storia della loro condotta.

(1) Lo consegnarono.

(2) Hanno rinnegato Lui, il loro Messia, in presenza di uno schernitore pagano.

(3) Questo è stato fatto in opposizione al desiderio del tiranno.

(4) Preferivano un assassino.

(5) Lo uccisero

(3.) Nella Sua relazione con Dio. Dio aveva

(1) Lo glorificò.

(2) Lo ha risuscitato dai morti.

(3) hanno annullato la loro condotta verso di Lui. Osservate: (a) Era il proposito del Padre che Cristo soffrisse come annunciato nella profezia (Salmi 22 ; Isaia 53:3-10 ; Daniele 9:26). (b) Che la condotta degli ebrei è stata fatta per servire a questo scopo. Il controllo che il Monarca dell'universo ha sulle Sue creature è così perfetto che egli fa sì che i più grandi ribelli realizzino i Suoi piani più grandiosi. (c) Gli ebrei ignoravano quello che stavano facendo. Si diceva che questo non attenuava la loro colpa, ma li convinceva della loro follia e impotenza

(III.) Ebrei sviluppa il piano cristiano di restituzione (Versetto Versetti 19-26). Che

1.) Mira a una profonda riforma spirituale come condizione necessaria. Ciò include

(1) Un cambiamento di cuore. "Pentitevi", ecc.

(2) Perdono dei peccati. "Affinché i vostri peccati siano cancellati". (3) Rinvigorimento dell'essere. "Quando verranno i tempi del ristoro". 2. È sempre sotto la direzione di Dio. "Dalla presenza del Signore", cioè dalla Sua provvidenza. Osservare

(1) Che l'influenza corroborante del piano viene da Dio. I momenti di ristoro provengono dalla Sua presenza.

(2) Che l'Agente principale di questo schema viene da Dio. "Gli Ebrei manderanno Gesù." (3) Che la rivelazione di questo schema viene da Dio. "Che Dio ha detto". &c

(3.) Realizzerà la sua fine prima dell'avvento finale di Cristo. "Che i cieli devono ricevere", ecc. Cristo è ora in cielo, ma la Sua opera procede sulla terra, e quando la Sua opera sarà compiuta, gli Ebrei torneranno, e non prima. Il pre-millenarismo è un'illusione

(4.) È il grande fardello della verità profetica. Osservare

(1) I casi di riferimento profetico a Cristo. (a) Mosè (Versetti 22; Confronta Versetto Deuteronomio 18:15-19, (LXX.) ). (b) Samuele (24). Mosè e Samuele sono i nomi più illustri della storia ebraica; ma sono citati come esempi. (c) Tutti i profeti. Potremmo non essere in grado di rintracciare riferimenti a Cristo in ciascuno di essi, eppure nella maggior parte dei libri profetici ci sono note di speranza suonate dall'arpa delle età future, lampi di luce da quel giorno luminoso che Abramo vide da lontano,

2) Sul motivo di tali riferimenti (Versetto 25)

(5.) Fu il primo ad essere presentato agli ebrei (Versetto 26). Cristo è stato inviato

(1) Benedire, non maledire. Giustamente ci saremmo potuti aspettare una maledizione.

(2) Benedire con la massima benedizione. L'iniquità è la maledizione più grande; per gli uomini da ciò è il più grande vantaggio.

(3) Benedire prima i più grandi peccatori. (D. Thomas, D.D.Il sermone di Pietro: - Come denuncia (Versetto 14, 15), come conforta e diventa mite (Versetti 17, 18), come supplica (19), come promette (Versetto 20), come dimostra (Versetto 21). Viene da pensare che un altro Giuseppe sia venuto al pulpito (Genesi 45:4, 5). (C. S. Robinson, D.D.) Discorso di Pietro:

(I.) Gesù ha presentato

(II.) Peccatori condannati

(III.) Proclamato il perdono. (J. T. McCrory.) Indirizzo di Pietro: -Egli-

(I.) Inizia (Versetti 12-16) negando il miracolo come suo e attribuendolo a Cristo

(II.) Prosegue (Versetti 13-16), per esporre al popolo il loro peccato

(III.) Continua (Versetti 19, 21) offrendo la speranza della misericordia

(IV.) Incorona tutti (Versetti 19, 21) con un appello al pentimento e a una vita cambiata. (Club del lunedì.) Discorso di Pietro:

(I.) L'exordium è impresso con umiltà (Versetto 12)

(II.) Il corpo è segnato dalla fedeltà (Versetti 13-18)

(III.) L'applicazione sa di misericordia (vers 19-26). (J. Bennett, D.D.Il discorso di Pietro: - Questo era in completa consonanza con il miracolo. La gente era eccitata, gli apostoli erano calmi; il popolo gridava nelle tenebre, gli apostoli parlavano dall'elevazione serena di un'altezza senza nuvole; Il popolo fu sorpreso da uno spettacolo, gli apostoli erano controllati dalla legge. Non era quasi una beffa chiedere al popolo perché si meravigliava? Le grandi opere devono essere considerate senza sorpresa? Gli uomini devono familiarizzare con il braccio teso di Dio e stare calmi? Il potere che può ripristinare è quello che può distruggere; E se quella terribile potenza si stesse preparando a colpire? Avrebbe colpito una sola volta, il suo colpo sarebbe stato la morte. Si può considerare che il discorso di Pietro mostri:

(I.) Il falso metodo di guardare le cose umane: "Come se fosse di nostra forza", ecc

(1.) Il visibile non è l'ultimo 2. Le cause seconde non spiegano la vita. C'è un metodo falso per guardare i risultati di

(1) Predicazione.

(2) Affari.

(3) Pensare. L'uomo che non guarda oltre le cause seconde vive nella distrazione, nel caos!

(II.) Il vero metodo per considerare gli eventi straordinari: "Dio ha glorificato Suo Figlio Gesù". La fede nel Suo nome ha reso forte quest'uomo". Questa è la sublime spiegazione di tutto il recupero, il progresso, la forza costante e il conforto. Dimenticando Dio, la società in ogni sua fase e movimento diventa un enigma senza risposta; la sua felicità non è che un caso fortunato, la sua miseria una nuvola inaspettata. Considerate la vita come controllata e benedetta dalla mediazione di Cristo, allora

1.) C'è disciplina in ogni evento, nel design, nel significato, per quanto spiacevole e ingestibile sia l'evento

(2.) Uno scopo di restaurazione attraversa tutta la formazione umana. Vedete come sarebbe nuova, come sarebbe bella la vita, se dopo tutte le sue felici esperienze potessimo dire: "Dio ha glorificato Suo Figlio Gesù"! Recupero fisico; il perdono spirituale; interposizioni speciali; anche la morte stessa

(III.) L'unico metodo per mettere l'uomo a posto con Dio. "Pentitevi dunque", ecc. Gli uomini che operavano miracoli dicevano parole chiare sulle anime degli uomini. Non c'è ambiguità qui. Le vecchie parole "Pentitevi", "Convertitevi" sono forse lasciate scivolare via dall'insegnamento cristiano, e stiamo ora scherzando con il carattere e il destino degli uomini? 1. Ogni uomo deve pentirsi, perché ogni uomo ha peccato

(2.) Ogni uomo deve essere convertito, perché ogni uomo è in una falsa condizione morale

(IV.) L'obiettivo sublime dell'incarnazione di Cristo: "Per benedirti", ecc

(1.) Dove c'è iniquità non c'è benedizione

(2.) La restaurazione fisica è il tipo di completezza spirituale. Conclusione:1. Dall'argomento emergono due lezioni pratiche.

(1) Non è sufficiente meravigliarsi delle potenti opere di Dio.

(2) La gloria di Dio è persino identificata con il benessere dell'uomo. "Restituzione", "Ristoro", "Benedizione". 2. L'appello di Pietro poggiava su una solida base biblica; Mosè, Samuele e tutti i profeti. Il messaggio di Dio è la sintesi di tutte le voci della storia santa. (J. Parker, D.D.La triplice testimonianza di Pietro riguardo a Cristo:

1.) La sostanza di tutti i miracoli (Versetti Versetti 12, 17)

(2.) Il Redentore di tutte le anime (18-21)

(3.) Colui che compie tutte le profezie (Versetti 22-26). (Lisco.Se vedi un uomo sui binari della ferrovia prima di un treno in avvicinamento, o se vedi un bambino sulla carreggiata che rischia di essere investito da un cavallo, non hai il diritto di rimanere in silenzio e inattivo. È un peccato non parlare. Se si vede il primo scoppio di fiamme nella casa di un vicino, sarebbe criminale non gridare "Fuoco". La verità non può essere tenuta per te senza peccato. Il silenzio sulle forme popolari di trasgressione è un silenzio criminale. Il silenzio riguardo al dovere del pentimento e alle possibilità di salvezza in presenza degli impenitenti e dei non salvati non deve essere pensato dal vero discepolo di Gesù. (H. C. Trumbull, D.D.Perché ci guardate con tanta serietà come se con la nostra forza e santità avessimo fatto camminare quest'uomo?Un uomo, cieco dalla nascita, un uomo di grande vigore intellettuale e con molte interessanti qualità sociali, trovò una donna che, apprezzando il suo valore, era disposta a unirsi a lui e a diventare sua moglie. Diversi bambini brillanti e belli divennero loro, che amavano teneramente e ugualmente entrambi i genitori. Un eminente chirurgo francese, mentre si trovava in questo paese, li visitò e, esaminando il cieco con molto interesse e cura, gli disse: "La tua cecità è del tutto artificiale; i tuoi occhi sono buoni per natura, e se avessi potuto operarli vent'anni fa, penso che avrei potuto darti la vista. È a malapena possibile che io possa farlo ora, anche se ti causerà molto dolore."" Posso sopportarlo", fu la risposta, "quindi tu mi permetti di vedere". Il chirurgo lo operò e a poco a poco ebbe successo. Dapprima ci furono deboli bagliori di luce; poi una visione più distinta. Al padre cieco fu consegnata una rosa; Ne aveva già annusato uno, ma non ne aveva mai visto uno. Poi guardò il viso di sua moglie, che gli era stata così leale e fedele; e poi furono portati i suoi figli, che aveva così spesso accarezzato, e le cui chiacchiere affascinanti erano così spesso giunte alle sue orecchie. Allora gli Ebrei esclamarono: "Oh, perché ho visto tutte queste cose prima di interrogare dell'uomo dalla cui abilità sono stato reso capace di vederle! Mostrami il dottore". E quando glielo fecero notare, lo abbracciò con lacrime di gratitudine e di gioia. Così, quando raggiungeremo il cielo e guarderemo con occhi senza nuvole le sue glorie, non ci accontenteremo di vederle. No; diremo: "Dov'è Cristo, gli Ebrei, ai quali sono debitore di ciò che è il cielo? Mostramelo, affinché io possa adorarlo e lodarlo con tutta l'anima per i secoli eterni".Credito dovuto a Cristo: - Il macchinista di un treno espresso vede, proprio davanti a sé, uno scambio girato male, e sa che se non riesce a fermare il treno andrà oltre l'argine e sarà distrutto. Il fuochista salta fuori, ma il coraggioso ingegnere decide di condividere il destino del motore. Rapidamente inverte l'azione e con tutte le sue forze fa rotolare indietro le ruote. Non appena viene raggiunto il punto fatale, smettono di muoversi e il treno è salvo! Che meschinità sarebbe, una volta che giungono illesi in città, se il fuochista dica: "Eravamo in grave pericolo, ma con la mia presenza di spirito ho salvato il treno". Eppure, quale meschinità più grande è per noi prenderci il merito quando appartiene a Cristo? L'influenza di Dio viene su di te con potenti maree, e tu non hai il diritto di rivendicare per te la gloria che appartiene a Cristo. (H. W. Beecher.Gloria da dare a Dio: - Se io fossi un allievo di Tiziano, ed egli disegnasse il mio quadro e lo disegnasse per me, e controllasse il mio lavoro ogni giorno, e desse suggerimenti, e poi, quando ho esaurito la mia abilità, prendesse il pennello e desse gli ultimi ritocchi, tirando fuori una parte qua e là, e facendo risplendere tutto di bellezza, e poi lo appenderei al muro, e lo chiamerei mio, che meschinità sarebbe! Quando la vita è il quadro e Cristo ne è l'ideatore e il padrone, quale meschinità più grande è permettere che tutta l'eccellenza sia attribuita a noi stessi? () Gloria dovuta a Cristo: - Quell'operaio dovrebbe fare del male che, avendo costruito una casa con la borsa di un altro uomo, andasse in giro a erigere le proprie armi sulla parte anteriore. Nella legge di Giustiniano era decretato che nessun operaio doveva porre il proprio nome all'interno del corpo di quell'edificio che aveva fatto a spese di un altro uomo. Così Cristo ci mette tutti all'opera, sono gli Ebrei che ci invitano a digiunare, a pregare, a ascoltare, a fare l'elemosina, ecc. Ma chi è a scapito di tutti? Di chi sono tutte queste opere? sicuramente la povertà dell'uomo di Dio è così grande che egli non può giungere a un buon pensiero, tanto meno a una buona azione; tutti i materiali provengono da Dio, l'edificio è Suo, è la Sua borsa che lo ha pagato; dona dunque a Dio la gloria e l'onore che ne derivano, e prendine per te tutto il profitto. (J. Spencer.L'opera dello Spirito Santo nella conversione degli uomini: La disposizione della folla a fare degli apostoli degli eroi, quando avrebbe dovuto riconoscere nel miracolo la potenza di Dio, è l'esempio di un istinto comune e non del tutto malizioso. Quando a causa di un'invasione straniera o di una rivoluzione interna le istituzioni della società sono distrutte, la cieca sottomissione che un'intera nazione cede talvolta a un capo popolare, o all'erede di un nome illustre, a volte rende possibile ristabilire la legge e l'ordine. La supremazia intellettuale dei grandi uomini ha anche i suoi usi; Conserva qualcosa di simile all'ordine nella nostra vita intellettuale. Lo stesso vale per quella cospicua eccellenza morale che ottiene un omaggio più reverenziale. L'esempio dei grandi santi è stato una legge per le generazioni successive

(2.) Ma c'è l'adorazione dell'eroe nella Bibbia. Gli ebrei avevano i loro combattenti, poeti, oratori, uomini di stato, santi; ma non si trova alcuna disposizione nell'Antico Testamento a circondarli di gloria. L'eroismo di Wallace è commemorato nelle canzoni nazionali della Scozia, ma non c'è un Salmo per celebrare l'eroismo di Davide. Né la storia ebraica esalta Mosè come la storia dell'Europa esalta Carlo Magno, come la storia dell'Inghilterra esalta Alfredo o Elisabetta. Il genio di Isaia non riceve lo stesso tipo di omaggio che noi concediamo al genio di Dante o di Shakespeare. C'è la stessa assenza di adorazione dell'eroe nel Nuovo Testamento. Luca non analizza mai il potere degli apostoli né si sofferma sulle loro qualità personali. Che fossero in qualche modo notevoli non è mai stato suggerito intenzionalmente. I santi dell'Antico Testamento e i santi del Nuovo sono trasparenti; Dio risplende attraverso di loro

(3.) Questa è la legge cristiana. Gli uomini sono forse saldi nella giustizia, ferventi nella carità, temperanti, intrepidi? Non glorificarli; glorificate Dio che li ha fatti così buoni. Sono saggi? Glorificate Dio che è il Datore della sapienza. Hanno essi operato grandi liberazioni per l'umanità? Perché li guardate come se con la loro potenza o santità avessero operato queste liberazioni? Giosuè combatté bene; ma quando gli uomini dei giorni successivi guardano indietro alle sue vittorie, dicono: "Abbiamo udito con le nostre orecchie, o Dio", ecc. E troviamo il più grande degli apostoli che dice: "Io ho piantato, Apollo ha irrigato, e Dio ha dato la crescita". Questo discorso di San Pietro sul miracolo è una vivida illustrazione dello spirito di entrambi i Testamenti

(4) In tempi recenti non siamo riusciti a mantenere lo spirito tradizionale dell'ebraismo e del cristianesimo. Ci soffermiamo sulla bontà, sul temperamento e sul potere intellettuale di Pietro, Paolo e Giovanni; e trattarli come gli storici ordinari trattano sovrani come Elisabetta e Cromwell, statisti come Burghley e Walpole e Chatham. Ci chiediamo cosa c'era negli uomini che spiegava il successo del loro lavoro. Senza dubbio il loro carattere e le loro doti avevano una relazione diretta con il loro lavoro. Ma i doni venivano da Dio; il loro potere era il Suo. Nella vita spirituale, come nella vita naturale, quando i ciechi ricevono la vista, Cristo la dona; quando gli zoppi camminano, è Cristo che li rende forti. "Il suo nome, per mezzo della fede nel suo nome, ha reso forte quest'uomo" è la spiegazione di tutte le meraviglie

(5.) Wycliffe, Lutero, Calvino, Baxter, Wesley e Whitefield, che cosa erano tutti se non ministri di Dio per mezzo dei quali l'Inghilterra o l'Europa giunsero a conoscere e a credere in un vangelo più vero? Dovrebbero essere trasparenti per noi come i profeti ed eroi ebrei, e come lo erano gli apostoli cristiani. Le loro nobili qualità possono essere onorate come doni di Dio; ma ancora non fu il loro potere o la loro santità che prima sciolse e poi spezzò le catene con cui era legata la vita spirituale delle nazioni; è stato Dio a fare tutto. Questo vale per tutto il lavoro spirituale efficace nel nostro tempo. Quando gli uomini sono persuasi a sottomettersi all'autorità di Cristo, la loro grande decisione non deve essere attribuita all'eloquenza appassionata, all'argomento vigoroso, alla patetica supplica del predicatore, né alla sua santità personale, né al suo fervente zelo, ma all'appello diretto dello Spirito di Dio alla coscienza e al cuore

(I.) Tutto ciò che non è l'effettiva conversione degli uomini a Dio possiamo compierlo senza l'aiuto di Dio; ma per questo dipendiamo interamente da Lui

(1.) Fate propaganda in città per i bambini e potrete riempire le vostre scuole domenicali. Rendete l'insegnamento interessante, fate in modo che le stanze siano piacevoli, cantate allegramente, lasciate che l'insegnante sia gentile e serio, e potrete tenere i bambini quando li avete, e permettere loro di superare eccellenti esami nelle Scritture, e potrete ammorbidire le loro maniere, raffinare i loro gusti ed elevare la loro morale. E se sei soddisfatto di questo, non c'è bisogno di pregare. Ma se volete che i bambini amino e servano Cristo, lo Spirito di Dio deve essere con voi e deve operare direttamente sul pensiero interiore e sulla vita dei vostri scolari

(2.) Costruite una chiesa attraente, procuratevi un buon organo e un coro, lasciate che ci sia un uomo istruito, serio ed eloquente sul pulpito, e potrete far sì che una folla di persone lo ascolti, e lui possa produrre una profonda impressione. Ma se gli uomini devono essere mossi a una vera penitenza e devono essere ispirati da una vera fede, la luce e la potenza dello Spirito Santo devono raggiungere i cuori individuali

(3.) Molti di noi sanno cosa significa. Per anni abbiamo avuto familiarità con verità che avrebbero dovuto esercitare su di noi un controllo irresistibile; noi gli abbiamo creduto; A volte sentivamo la loro potenza. Ma possiamo ricordare quando queste stesse verità ci sono arrivate come se non le avessimo mai conosciute prima. Forse stavamo ascoltando un sermone; ma avevamo già ascoltato sermoni in precedenza, e sermoni non meno impressionanti, e avevamo ascoltato impassibili; Altri hanno ascoltato lo stesso sermone e non li ha toccati. Forse stavamo leggendo un libro; Ma noi avevamo già letto il libro in precedenza, e non ci aveva mai insegnato quello che ora abbiamo imparato, e altri hanno letto lo stesso libro e non ne hanno imparato nulla. A fare la differenza è stata una voce silenziosa che poi, per la prima volta, abbiamo acconsentito ad ascoltare. Lo Spirito di Dio è venuto verso di noi e noi abbiamo permesso che Lui ci guidasse nella verità

(II.) La nostra perversa riluttanza a credere che tutta la vita e la luce vengano da Dio è inspiegabile. Dobbiamo imparare la stessa lezione più e più volte in molte forme; E guardiamo indietro agli anni sprecati, e rimpiangiamo di non aver appreso prima il segreto di Pulcinella che avrebbe reso tutti quegli anni luminosi, nobili e gloriosi successi

(1.) La lezione deve essere appresa all'inizio della vita religiosa. Vogliamo il perdono dei peccati e quel cambiamento che ci renderà possibile fare la volontà di Dio. E cerchiamo per mesi, forse per anni, di rendere più dolorosa la nostra penitenza per il peccato e più acuta la nostra fame e sete di giustizia, sperando che alla fine avremo certezza e forza. È tutto vano; e poi scopriamo ciò che sapevamo fin dall'inizio: che possiamo confidare che Dio ci perdonerà e ci ispirerà con la vita e il potere dello Spirito Santo: confidiamo in Lui e passiamo in un nuovo mondo

(2.) Ma la lezione deve essere imparata di nuovo. Ora siamo liberati dall'angoscia per la nostra colpa passata e sappiamo di essere i figli di Dio; ma scopriamo di essere inadeguati a molti doveri e di essere sopraffatti da molte tentazioni. Ci sottoponiamo alla disciplina; preghiamo; Pensiamo ai motivi trascendenti della rettitudine. È tutto inutile. E poi, di nuovo, scopriamo ciò che un bambino potrebbe averci insegnato, ciò che abbiamo sempre saputo, che le passioni malvagie devono essere bruciate fino alle radici dal fuoco di Dio; che dobbiamo essere forti per vivere santamente nella forza di Dio: confidiamo in Lui ancora una volta, e finché confidiamo siamo mantenuti in perfetta pace

(3.) Ma non abbiamo imparato la lezione nemmeno ora. Ci impegniamo nel lavoro cristiano. Facciamo del nostro meglio e non ne viene fuori quasi nulla. Poi, ancora una volta, scopriamo ciò che abbiamo sempre saputo; Dio, e solo Dio, può portare a casa all'uomo la verità che è sulle nostre labbra; confidiamo in Lui, e allora la nostra opera inizia a prosperare

(III.) L'intera dipendenza da Dio è il segreto del potere ministeriale

(1.) Per l'opera del ministero cristiano è necessario assicurare uomini di potenza intellettuale e uomini che abbiano ricevuto la più completa formazione intellettuale. C'è un antinomismo in relazione all'opera cristiana non meno fatale e molto più sottile dell'antinomismo della vita cristiana. Gli uomini hanno sostenuto che, poiché non possono fare nulla per la loro salvezza senza Dio, non tenteranno nulla. Potrebbero anche dire che non possono ottenere alcun raccolto senza la pioggia del cielo e il calore e la luce del sole, e che quindi non areranno né semineranno. E gli uomini hanno sostenuto che, poiché l'opera cristiana non potrà mai raggiungere i suoi risultati più alti senza l'appello diretto dello Spirito di Dio alle anime degli uomini, che l'erudizione e l'eloquenza sono inutili e che dobbiamo lasciare tutto a Dio. Che follia c'è in questo! 2. Ma tra noi non ci sono molti che possono essere infettati da questa eresia. Il nostro pericolo sta nella direzione opposta

(1.) Guardiamo indietro ai grandi evangelisti del passato e pensiamo che se solo potessimo averli di nuovo con noi, tornerebbero i giorni più gloriosi della Chiesa. Se San Bernardo con la sua ardente passione, Lutero con la sua audacia e la sua immensa forza morale, Whitefield con il suo spirito affettuoso e la sua affascinante eloquenza, Wesley con la sua forza calma e risoluta e la sua acuta sagacia fossero qui, allora potremmo sperare di vedere una grande riforma religiosa in Inghilterra. Ma cosa possiamo fare? Questa sfiducia in se stessi è solo la copertura speciosa di una mancanza di fede in Dio. Gli illustri predicatori dei tempi passati non sono più con noi; ma il grande Predicatore di tutti è ancora con noi, l'unico Predicatore la cui voce può risuscitare i morti, la cui potenza ha realizzato tutti i trionfi che colleghiamo ai nomi famosi e sacri della storia della cristianità. Se questi grandi santi potessero tornare di nuovo, non sarebbe per toglierci l'opera dalle mani perché non siamo all'altezza di essa, ma per dirci che lo stesso Spirito che era con loro può ancora raggiungere i cuori e le coscienze degli uomini

(2.) Anche quando preghiamo, a volte dimentichiamo che la nostra fiducia dovrebbe essere nello Spirito di Dio. Chiediamo che, per il successo del nostro lavoro, possiamo avere una maggiore conoscenza del pensiero di Dio, una passione più fervente per l'onore di Cristo, una sollecitudine più profonda per la salvezza degli uomini: preghiere sagge e necessarie, ma incomplete, fatalmente incomplete. Perché le preghiere implicano che se noi stessi avessimo una maggiore "potenza", una maggiore "santità", avremmo successo. Questo non era ciò che pensavano gli apostoli: "Paolo piantò, Apollo innaffiò, Dio diede la crescita". 3. Ciò che è vero per gli uomini è vero anche per i sistemi ecclesiastici. Non è la perfezione della sua organizzazione che permette a una Chiesa di redimere gli uomini. Ci sono stati predicatori nella Chiesa di Roma, nonostante la sua mostruosa politica, che hanno compiuto un'opera gloriosa per l'umanità e per Dio. Non c'è "potere", non c'è "santità" nel Presbiterianesimo, nel Metodismo, nel Congregazionalismo, nell'Episcopato per operare miracoli spirituali. Il merito principale di un sistema ecclesiastico risiede nella misura in cui è trasparente e lascia risplendere la gloria di Cristo

(4) La stessa prova deve essere applicata a tutte le teologie e a tutti i metodi di disciplina spirituale. Abbattono tutto ciò che si frappone tra l'anima e Colui che è la fonte della misericordia e della potenza?

(1) Dimmi che le mie buone opere sono necessarie prima che Cristo perdoni i miei peccati, e metti mesi, e forse anni, di dolorosa lotta morale tra me e Cristo; dimmi che gli Ebrei mi perdoneranno subito, non appena arriverò a Lui, e Cristo è già al mio fianco proprio all'inizio della mia nuova vita. La dottrina della giustificazione per le opere sembra meno probabile che sia vera della dottrina della giustificazione per fede.

(2) Dimmi che per assicurarmi del perdono divino devo confessare i miei peccati a un sacerdote, e c'è pericolo che il sacerdote non si metta tra me e Cristo. Dimmi che posso confessarmi a Cristo, e poi, di nuovo, Cristo è vicino a me mentre sono nell'agonia del mio pentimento. La dottrina che afferma che il sacerdote ha il potere di assolvere sembra meno probabile che sia vera della dottrina che lo nega.

(3) Dimmi che il sacerdote deve consacrare il pane e il vino prima che la Chiesa possa avere la presenza reale di Cristo nella Cena del Signore, e poi la Chiesa deve aspettare che il sacerdote abbia pronunciato le parole del mistero e della potenza. Dimmi che dovunque due o tre sono riuniti insieme alla mensa di Cristo, Cristo è in mezzo a loro, e allora non c'è alcun ritardo, né nel Suo accesso a noi, né nel nostro accesso a Lui. Coloro che sostengono la teoria del sacramentalismo sembrano avere meno probabilità di essere nel giusto rispetto a coloro che la rifiutano.

(4) Ma anche qui dobbiamo ricordare che la dottrina più vera e semplice può diventare un feticcio, e può frapporsi tra l'anima e Cristo. Se pensi che una dottrina sia così vera e così semplice che con la sua "potenza" o "santità" rigenererà e salverà gli uomini, sarai separato da Cristo così completamente dalla fede più sana come gli altri uomini lo sono dai più corrotti

(IV.) Le verità che abbiamo considerato dovrebbero insegnarci ad essere di buon cuore riguardo all'opera, che è di Cristo piuttosto che nostra. Siamo consapevoli, tutti noi, di avere poca forza per rendere un nobile servizio a Dio e all'umanità. La consapevolezza si approfondisce man mano che invecchiamo. Ma né la nostra debolezza né la nostra indegnità sono motivo di sconforto. Se dovessimo misurare la nostra forza e la nostra serietà con le difficoltà del nostro lavoro, potremmo disperare; ma la nostra fiducia è nella forza e nella grazia del Signore Gesù Cristo. I risultati del nostro lavoro trascenderanno tutto ciò che ci si potrebbe aspettare dal lavoro stesso. Questo accende il nostro entusiasmo ed è motivo di strenuo sforzo. Se solo siamo perfettamente leali a Cristo, possiamo fare molto per la salvezza degli uomini. Il vero ministro di Cristo non è solo; è in alleanza con Cristo stesso; Questo è il segreto del potere del ministro. Ma molto dipende dalla simpatia che riceve dalla sua Chiesa. Ricordate la famosa descrizione di un oratore. Non era solo la sua voce a parlare; I suoi occhi, il suo viso, le sue mani, i suoi piedi: erano tutti eloquenti. E una Chiesa è un corpo vivo. Il ministro è la sua voce; ma, se deve parlare a qualsiasi scopo, la voce non deve provenire da un corpo colpito dalla morte, con lineamenti fissi, occhi vitrei e membra rigide; Ci sarebbe qualcosa di orribile in questo. Gli occhi, le mani, il viso, i piedi, tutti devono avere in sé la vita e la passione, e tutti devono parlare; devono condividere il dolore e l'allarme con cui il ministro parla agli uomini dell'infinito male del peccato, e l'estasi con cui trionfa nell'infinito amore di Dio. (R. W. Dale, LL.D.)

13 CAPITOLO 3

Atti 3:13-16

Il Dio di Abramo. ha glorificato Suo Figlio Gesù; che avete consegnato. - Testimonianza di San Pietro:

(I.) La rivendicazione del cristianesimo da un punto di vista ebraico. "Il Dio di Abramo", ecc., non Dio generalmente considerato, ma Dio nelle relazioni riconosciute dagli Ebrei: il Dio di Abramo, in quanto tale, aveva glorificato Gesù. Se questo era il caso, allora l'ebraismo era logicamente alla fine. Il Dio di Abramo, in un certo senso, aveva glorificato Mosè, e aveva così posto fine alla dispensazione patriarcale, che ogni buon Ebreo avrebbe riconosciuto essere in tal modo legittimamente chiusa, e la religione era così avanzata di un gradino. Ora lo stesso Dio aveva glorificato il grande Maestro che Mosè aveva predetto [Versetto 22], sotto il quale la dispensa legale deve passare al cristiano. Quando quel Maestro arrivò, gli Ebrei dissero, come avrebbe potuto dire Mosè: "Io non vengo per distruggere, ma per dare compimento", e quando gli Ebrei morirono, gli Ebrei esclamarono: "È compiuto". Glorificando Gesù, perciò, Dio pose il Suo sigillo sull'ulteriore progresso che la religione aveva fatto dal giudaismo al cristianesimo. Un vero servitore dell'Iddio di Abramo era quindi logicamente un cristiano

(II.) La glorificazione di Cristo umiliato

(1.) Nessuna profondità della degradazione di Cristo è qui lasciata inesplorata.

(1) Gli ebrei che pretendevano di comandare legioni di angeli furono "consegnati". (2) Gli ebrei che chiedevano il più profondo omaggio e la completa fedeltà erano "destinati". (3) Questa negazione proveniva dai "Suoi" per i quali gli Ebrei avevano fatto così tanto, e alla cui lealtà gli Ebrei avevano ogni diritto.

(4) Ebbe luogo alla presenza di un governatore pagano, la cui giurisdizione era così riconosciuta, e nonostante anche le sue proteste.

(5) E per coronare tutto si chiedeva la liberazione di un omicida, mentre il Principe della Vita veniva consegnato alla Croce

(2.) La glorificazione ha invertito tutto questo. Mentre Cristo scendeva in profondità, era più in alto che gli ebrei salivano.

(1) Gesù fu liberato da una tirannia più terribile di quella romana dopo che agli ebrei e ai romani fu permesso di fare del loro peggio.

(2) La fede e la confessione degli apostoli allora, e dei cristiani adoranti da allora, compensa ampiamente il rinnegamento davanti a Pilato, il rifiuto inveterato che da allora ha caratterizzato la razza ostinata. La grande testimonianza di Paolo davanti a Felice, Festo e Nerone fa espiazione per la vergognosa negazione di Caifa e della sua plebaglia davanti al giudice romano, per non parlare delle innumerevoli testimonianze in tutta la storia cristiana che, "davanti a principi e governatori", sono state rese a Cristo.

(3) Quella Croce alla quale Cristo fu inchiodato Gli diede il potere di dare la vita all'umanità morta, e quel potere che gli Ebrei ora esercitano dal trono del cielo

(III.) L'inveterata depravazione del cuore umano: la negazione del Santo e la preferenza di un assassino. Qui il peccato è visto nel suo sviluppo più orribile, ma l'orrore sta nelle circostanze. Siamo inorriditi dalla Crocifissione, ma la Crocifissione era solo un dettaglio, la negazione era l'essenza dell'atto. E questa negazione di Cristo, e la preferenza di uno che è "omicida fin dal principio" è normale. Il peccatore sta facendo oggi ciò che l'unico risultato logico di ciò è la crocifissione, e il lasciare libero il diavolo nella sua vita. Questo è ciò che viene fatto su larga scala, e lo stesso viene fatto su una scala più piccola. Che cos'è la storia se non la testimonianza della preferenza degli assassini rispetto ai liberatori? Qual era la ricompensa di Socrate, di Savonarola, di Cromwell, dei primi martiri cristiani e dei successivi confessori protestanti?

(IV.) L'impotenza dell'apparente potenza e il potere dell'apparente debolezza. Il potere di Roma era al suo massimo, e la malignità e l'astuzia del Giudaismo erano più intense e concentrate, ed entrambe furono esercitate per schiacciare il Profeta di Nazaret. Ed entrambi dissero che Ebrei fu schiacciato, ucciso su una croce e rinchiuso in una tomba accuratamente custodita. E allora potrebbe sembrare che fosse quel povero, debole Profeta nel Suo momento più debole e più povero. Chi potrebbe aiutarLo ora? Si. "Il Principe della Vita", "non poteva essere trattenuto dalla morte"; e che "la pietra tagliata senza mani" ha schiacciato in successione i più potenti dispotismi che hanno dominato la razza. E che la debolezza di Dio sia più forte della potenza dell'uomo, lo testimonia la storia di tutti i monumenti grandi e benefici. "Il sangue dei martiri è il seme della Chiesa". Il leader viene ucciso, ma la causa fiorisce. Il pensatore muore di fame; ma i suoi pensieri diventano le potenti forze del mondo. L'inventore muore di crepacuore con i prodotti del suo genio che giacciono in rovina intorno a lui; ma la sua invenzione vive, e contribuisce a rendere la civiltà ciò che è

(V.) La potenza della fede, tra tutte le cose la più debole secondo la stima del mondo. Non ci sono circoli in cui fede e follia sono termini convertibili? E su che cosa poggia questa fede? Su quello che il mondo chiamerebbe un fallimento compiuto. "Cruda imbecillità" - dice allora il mondo. Ma qui, di nuovo, Dio sceglie le cose deboli per confondere le potenti; perché in questo primo esempio del suo esercizio ha compiuto ciò che tutta la scienza del mondo prima e dopo non è riuscita a fare; dava all'uomo una perfetta solidità fisica. E qui, e qui solo, c'è la cura per l'instabilità personale, sociale, letteraria, commerciale, nazionale. Tutto il resto ha fallito. Lasciate che questo sia provato su larga scala, e la fede in Cristo darà "perfetta solidità" a un mondo storpio. (J. W. Burn.) Uomini che negano il Giusto:

(I.) La persona contro la quale è stato perpetrato l'oltraggio. Gli uomini lo consideravano un semplice ebreo; eppure gli Ebrei possedevano un'universalità e un fervore d'amore incompatibili con il carattere ebraico in generale. Gli uomini lo consideravano solo un falegname; eppure gli Ebrei dimostrarono una forza d'animo e di anima che gli permise di cimentarsi con le cose divine del tutto al di là della portata dei dottori ebrei. Gli uomini lo consideravano un semplice uomo; eppure c'erano profondità profonde e altezze maestose nella Sua natura, che lo separavano completamente dal gregge comune

(1.) Gli ebrei sembravano un uomo; ma le Sue parole lo dimostrarono di più

(2.) Gli ebrei sembravano un uomo; ma le sue opere lo provarono di più

(3.) Gli ebrei sembravano un uomo; ma la sua vita lo dimostrò di più

(II.) La natura dell'oltraggio che è stato messo in atto

(1.) È stato l'atto culminante della trasgressione umana

(2.) Era il peccato contro il loro bene supremo

(III.) Il risultato di tutto questo. Dio ha trasformato la maledizione in una benedizione. "Gli Ebrei hanno fatto l'ira dell'uomo per lodarlo". 1. Dalla morte di Cristo venne la liberazione dalla maledizione

(2.) Dalla morte di Cristo venne la forza magica che vinse la ribellione dell'uomo. I terrori del Sinai e la legge levitica non riuscirono a suscitare il profondo affetto e la fervente devozione degli uomini. Ma la Croce di Cristo è riuscita. (Omileta.Il rifiuto di Cristo: - Quanto terribile fu questo male che Pietro mostrò -

(I.) Dalla testimonianza di un pagano. Il sentimento dell'umanità comune era contrario a questo trattamento. Quante volte la condotta dei professori ha scioccato coloro che non pregavano

(II.) Per la natura della cosa stessa. Questo è esposto in una gradazione terribile. Il respinto era

1.) Immacolato

(2.) Giusti

(3.) Il Principe della Vita, senza la cui interposizione nessun uomo avrebbe potuto avere la vita

(4.) Il Servitore scelto da Dio. Coloro che, rifiutandolo, avevano ripudiato la purezza, la giustizia, la grazia necessaria e l'indispensabile servizio divino, potrebbero benissimo preferire un omicida. Che cosa è riservato a coloro che ora rifiutano Cristo con una luce più chiara e una conoscenza più approfondita?

(III.) Mediante la manifesta opposizione di Dio ad esso

(1.) Gli uomini hanno messo a morte Gesù, ma Dio lo ha risuscitato dai morti

(2.) Gli uomini lo cacciarono fuori, ma Dio lo dichiarò Suo servo accettato dalla Risurrezione. Gli uomini pensavano che la Crocifissione avrebbe posto fine alla Sua influenza, ma Dio aumentò quell'influenza con l'energia dello Spirito Santo che diede potere agli apostoli. L'argomento mostrava che avevano combattuto contro Dio e che Dio aveva completamente superato la loro condotta malvagia

(IV.) Con l'acuto rimprovero che gli apostoli furono diretti a mantenere". Di cui noi siamo testimoni". (W. Hudson.Voi avete ucciso il Principe della Vita. - Il Principe della Vita: - Il titolo suggerisce-

(I.) Che Gesù è la fonte della vita

(1.) Della vita naturale. "In Lui viviamo e ci muoviamo", ecc. Sta solo a Lui dire al morto Lazzaro: "Vieni fuori", ed Ebrei dimostra di essere la fonte della vita. Non neghiamogli, dunque, l'uso delle facoltà che Ebrei ha dato

(2.) Della vita spirituale. Se ammettiamo che non possiamo darci la vita fisica, quanto è assurdo pensare di poterci dare la vita spirituale. Eppure moltitudini sono sotto questa illusione. È solo per l'onnipotente fiat di Cristo che i "morti nei falli e nei peccati" possono "udire la voce del Figlio di Dio e vivere". 3. Della vita eterna. Gesù è la vita di tutta la gioia, la gloria e l'amore del cielo

(II.) Che la vita si concentra in Lui per quanto riguarda il godimento sensibile di essa. Le comodità comuni di Cristo senza Cristo sono monotone e miserabili; ma se Cristo è goduto in loro, se gli Ebrei sono mangiati con il nostro pane, ricevuti con la nostra acqua, respirati con la nostra aria, allora la vita ha una beatitudine e una dignità che il mondo non conosce

(III.) Che Ebrei sostiene la vita che Ebrei dà. "Ebrei dà forza ai deboli", così come la vita ai morti. La vita di fede, di speranza, di amore, si affievolisce a causa delle prove, delle perdite e delle delusioni? Cristo ha risorse inesauribili di vitalità per il loro rinvigorimento. Hai paura di perdere la tua piccola vita nel feroce conflitto con il mondo, la carne e il diavolo? Ascoltate la Sua promessa: "Non periranno mai".

(IV.) Che Ebrei porta la vita a compimento. "Sii fedele fino alla morte", ecc

(V.) Che gli Ebrei fanno tutto questo in modo principesco. "Sono venuto perché abbiano la vita. abbondantemente". (J. Ferri da stiro.Ai tempi di George Stephenson alcuni scienziati dimostrarono in modo conclusivo che un treno ferroviario non avrebbe mai potuto essere azionato dalla forza del vapore; ma gli espressi impetuosi hanno reso tutto il mondo testimone della splendida impresa. Fu dimostrato in modo conclusivo che un piroscafo non avrebbe mai potuto attraversare l'Atlantico; ma il lavoro era finito, e i passeggeri della Cunard e della Inman Lines ne sono testimoni. Alcuni saggi scoppiarono a ridere alla proposta del professor Morse di fare del fulmine il suo fattorino, e fu definitivamente dimostrato che la cosa non si sarebbe mai potuta fare; Ma ora le notizie del vasto mondo, messe nelle vostre mani ogni mattina e ogni sera, hanno reso testimoni tutte le nazioni. Al tempo di Cristo fu dimostrato in modo conclusivo che era impossibile per un uomo risuscitare dai morti. I discepoli presero il banco dei testimoni per dimostrare che era vero ciò che i sapientoni del giorno si erano dimostrati impossibile. Ora permettetemi di fare lo scettico per un momento. Non c'è Dio, perché non l'ho mai visto con la mia vista fisica. La vostra Bibbia è un mucchio di contraddizioni. Non c'è mai stato un miracolo. La vostra religione è un'imposizione alla credulità dei secoli. C'è un sentimento represso che vorrebbe gridare in favore della verità del nostro glorioso cristianesimo. "Noi siamo testimoni!" Se questo mondo sarà mai portato a Dio, non sarà attraverso la discussione, ma attraverso la testimonianza. Potreste coprire l'intera terra con dotti trattati in difesa della religione: non convertireste un'anima. Per avere fede dobbiamo avere una testimonianza, e se cinquecento uomini si alzano e mi dicono che hanno sentito la religione di Gesù Cristo una gioia, un'ispirazione, io sono obbligato come uomo di mente equa ad accettare la loro testimonianza. Voglio esporvi tre proposizioni, la cui verità penso che attesterete con schiacciante unanimità

(I.) "Noi siamo testimoni" che la religione di Cristo è in grado di convertire un'anima. Dici che la conversione è solo una cosa immaginaria. Noi lo sappiamo meglio. La gente rideva dei missionari in Madagascar perché predicavano dieci anni senza un convertito; ma oggi ci sono trentatremila convertiti in Madagascar. La gente rideva del dottor Judson perché continuava a predicare per cinque anni senza un solo convertito; ma oggi ci sono ventimila cristiani battisti in Birmania. La gente rideva del dottor Morrison per aver predicato sette anni senza una sola conversione; ma oggi ci sono quindicimila cristiani in Cina. La gente rideva dei missionari per aver predicato a Tahiti e negli anni del Bengala senza una sola conversione; eppure in tutti quei paesi ci sono moltitudini di cristiani oggi. Ma perché spingersi così lontano per trovare prove? "Siamo testimoni". Eravamo così orgogliosi che nessun uomo avrebbe potuto umiliarci; Eravamo così duri che nessuna potenza terrena avrebbe potuto scioglierci. Ma un giorno ci prese una forza, dalla quale cercammo di strapparci, ma non ci riuscimmo. Ci gettò in ginocchio, e quando ci alzammo eravamo cambiati tanto quanto Gourgis il pagano. Gli Ebrei andarono in preghiera, incontrandosi con un pugnale e un fucile, ma il giorno dopo furono trovati a gridare: "Oh, miei grandi peccati! Oh, mio grande Salvatore!" Per undici anni predicò il vangelo di Cristo ai suoi compagni alpinisti, e le ultime parole sulle sue labbra morenti furono: "Grazia gratuita! Oh, era grazia gratuita!" C'è un uomo che è stato per dieci anni un forte bevitore. L'appetito spaventoso aveva fatto affondare le sue radici fino a concatenarle con gli organi vitali del corpo, della mente e dell'anima; Ma non ha assunto stimolanti per due anni. Che cosa ha fatto? Non le società della temperanza. Non le leggi proibizioniste. Non la persuasione morale. La conversione lo ha fatto. «Ebbene», disse uno a cui era avvenuto il grande cambiamento, «signore, mi sento proprio come se fossi un altro!» C'è un capitano di mare che ha bestemmiato per tutto il tragitto da New York a L'Avana, e dall'Avana a San Francisco, e quando era in porto stava peggio di quando era in mare. Quale potenza fu quella che lavò la sua lingua dalle parolacce e lo fece cantare alla gloria di Dio? Conversione. Ci sono migliaia di persone che non sono più di quanto una ninfea sia la belladonna, o l'allodola mattutina un avvoltoio, o il giorno notte

(II.) "Noi siamo testimoni" che il Vangelo ha il potere di confortare. Quando un uomo ha dei guai, il mondo dice: "Ora distogliti dalla mente da questo; Esci e respira l'aria fresca! immergersi più a fondo nel business". Che pessimo consiglio. Togliti la mente da lì! quando tutto ti ricorda ciò che hai perso. Potrebbero anche consigliarti di smettere di pensare. Fate una passeggiata all'aria aperta! Ebbene, proprio per quella strada una volta ti accompagnò tua moglie morta. Approfondisci il business! Ebbene, lei era associata a tutta la tua ambizione, e da quando se n'è andata non ti rimane più alcuna ambizione. Eppure sei stato consolato. Come è stato fatto? Cristo è venuto da voi e vi ha detto: "Distogliete la mente da questo", ecc. No. Ci fu un minuto in cui gli Ebrei vennero da te, ed gli Ebrei soffiarono qualcosa nella tua anima che diede pace, così che tu potessi tirare fuori la fotografia del defunto e dire: "Va tutto bene; sta meglio; Non la richiamerei". Ci sono genitori cristiani che sono disposti a testimoniare il potere di questo Vangelo di conforto. Tuo figlio si era appena laureato e stava entrando in affari, e il Signore lo ha preso. Oppure tua figlia aveva appena lasciato la scuola e pensavi che sarebbe diventata una donna utile e di lunga vita, ma il Signore l'ha presa. Oppure il bambino tornava a casa con la febbre calda che non si fermava per la preghiera agonizzante, o per l'abile medico. Cosa ti ha permesso di resistere a tutte le prove? "Oh", dici, "mi sono gettato ai piedi di un Salvatore compassionevole, e quando ero troppo debole per pregare o per alzare lo sguardo, gli Ebrei hanno infuso in me una pace che penso debba essere l'anticipo di quel cielo dove non c'è né lacrima, né addio, né tomba". C'è il potere in questo vangelo di lenire il cuore? Giunge una risposta dalla vedovanza consolata, dall'orfanotrofio e dalla mancanza di figli, dicendo:

(III.) "Noi siamo testimoni" che la religione ha il potere di dare compostezza all'ultimo momento. Siamo molto propensi quando vogliamo portare illustrazioni del trionfo morente a risalire a qualche personaggio illustre, a Giovanni Knox o a Harriett Newell. Tali illustrazioni sono di grande attualità stasera. Ti voglio come testimone. Voglio sapere se avete visto o sentito qualcosa che vi faccia credere che la religione di Cristo dia compostezza nell'ultima ora. "Oh sì", dici; "Ho visto mio padre e mia madre partire". Come sembravano agire? Erano molto spaventati? Hanno afferrato questo mondo con entrambe le mani come se non volessero rinunciarvi? "Oh, no", dici tu; Aveva una parola gentile per tutti noi, e c'erano alcuni ricordi distribuiti tra i bambini, e poi ci disse quanto dobbiamo essere gentili con nostro padre nella sua solitudine, e poi ci diede un bacio d'addio e si addormentò con la calma di un bambino in una culla. "Cosa l'ha resa così composta? Coraggio naturale? "No", direte voi, "la mamma era molto nervosa; era perché era così brava". Qui ci sono persone che dicono: "Ho visto morire un fratello cristiano, ed egli ha trionfato". E qualcun altro: "Ho visto morire una sorella cristiana, ed essa ha trionfato". Conclusione: Vedete, stasera non vi ho presentato nulla di simile a congetture, ma dichiarazioni giurate degli uomini e delle donne migliori, vivi e morti. Due testimoni in tribunale stabiliranno un fatto. Qui non ci sono due testimoni, ma milioni. Se dieci uomini venissero da te quando sei malato e ti dicessero di aver avuto la stessa malattia, e di aver preso una certa medicina che li ha curati, probabilmente la prenderesti. Ora, supponiamo che altri dieci uomini si avvicinino e dicano: "Noi non crediamo che ci sia nulla in quella medicina". Beh", dico, "l'hai mai provato?" No, non l'ho mai provato, ma non credo che ci sia nulla dentro". Naturalmente si scredita la loro testimonianza. Lo scettico può venire e dire: "Non c'è potere nella tua religione". L'hai mai provato?" No, no."" Allora vattene!" (T. Deuteronomio Witt Talmage, D.D.)

16 CAPITOLO 3

Atti 3:16-17

E il suo nome, mediante la fede nel suo nome, ha reso forte quest'uomo.La fede nel nome di Gesù è fede in se stesso. Il risultato del suo esercizio qui fu una manifesta continuazione di ciò che Gesù "cominciava a fare" in via di guarigione, e alla stessa condizione

(I.) La fede spinse Pietro a cercare il bene del povero. La fede aveva unito l'apostolo al Salvatore e lo aveva portato in simpatia con i suoi disegni benevoli. L'amore di "Cristo costringe ancora quelli che lo godono mediante la fede" con risultati simili

(II.) La fede permise a Pietro di pronunciare la guarigione dell'uomo. Pietro credette alla promessa: "Le opere che io faccio, le farete anche voi"; che Gesù, anche se lontano dalla vista, era in grado e disposto a guarire lo storpio; e, agendo sotto un impulso benevolo che quella fede assicurava, ordinò all'uomo di essere guarito. È stata la fede a rendere coerente questa condotta; ma senza fede sarebbe stato un atto di presunzione, e anche di bestemmia. Quando Dio è preso in parola e ci si fida pienamente, si esercita una fiducia che permette a chi lo possiede di sfidare ogni potere avverso. Questa è la fede che vince

(III.) La fede fornì una prova del cristianesimo che anche i suoi avversari furono costretti ad ammettere. Lo storpio era stato visto e conosciuto, e la sua guarigione era avvenuta in presenza di tutti. Si sarebbe potuto parlare a lungo della fede esercitata, essendo invisibile, senza diventare il mezzo della piena persuasione di nessuno; ma qui c'era un segno esteriore e visibile della grazia interiore e spirituale. Cosa si potrebbe dire contro una simile evidenza? E cosa si può dire oggi contro l'evidenza presentata nelle conversioni e nelle vite sante? Ma per alcuni anche questa prova non è nulla. Essi non amano il Signore; non hanno alcuna simpatia per i Suoi propositi di grazia; e mancano di quel discernimento spirituale che può venire solo in connessione con la fede che è l'evidenza di cose che non si vedono. (W. Hudson.Anche se l'infedeltà è vanagloriosa, è confortante notare fatti come questi: Ottant'anni fa, William Carey scrisse dal Bengala: "La gente qui odia il nome stesso di Cristo, e non ascolta quando viene menzionato il Suo nome". Oggi l'Apocalisse W. R. James scrive da Serampore: "Fate in modo che il nome di Cristo sia chiaramente stampato sul frontespizio di ogni libro o trattato che stampiamo. Siamo ora arrivati a quel punto della storia delle missioni cristiane in Bengala, in cui il nome di Cristo è più una raccomandazione per un libro che altro. Molto spesso ho sentito i nativi chiedere una 'Vita di Gesù Cristo' preferendola a qualsiasi altro libro".L'influenza della fede: - Due uomini vagano sulle montagne del Nevada. Trovano curiose vene che scorrono tra le rocce. Uno di loro studia queste vene con l'interesse di un geologo e ne cesella alcuni esemplari per il suo gabinetto. L'altro, che è un esperto di minerali, crede di aver trovato una miniera d'argento di grande ricchezza. Quando il suo compagno è passato con i suoi esemplari in tasca, torna e rivendica un diritto. Ebrei perfeziona il suo titolo a tale affermazione. Ebrei 101 lavora, e diventa milionario. Ora, era la miniera che arricchiva quest'uomo o la sua fede nella miniera? Evidentemente la sua fede. E così è il mondo di Versetto Non basta conoscere una cosa buona e saperla cogliere. Dobbiamo crederci e prenderne possesso. Non c'è, naturalmente, alcun valore nella fede, se ciò in cui crediamo è privo di valore. Un pazzo, che conoscevamo anni fa, immaginava di essere un milionario. Gli ebrei ti portavano nella sua cameretta e, dopo aver chiuso con cura la porta, aprivano cassetti pieni di pezzi di carta su cui aveva scritto cifre di varie somme. Gli ebrei direbbero: "Qui ci sono banconote e obbligazioni che valgono milioni di dollari". Quando gli chiedevano perché non li usasse per comprare ciò di cui aveva bisogno, rispondeva: "No, no, sono troppo preziosi". La fede di quell'uomo era grande, ma era infondata. Era come la fede degli uomini mondani nelle cose materiali. Stanno accumulando ricchezze che sono prive di valore per l'anima come lo erano i suoi pezzi di carta per i bisogni di questa vita. "Gesù": Gli antichi oratori greci, quando vedevano il loro uditorio distratto e addormentato, avevano una parola con cui li suscitavano al massimo entusiasmo. Nel bel mezzo delle loro orazioni si fermavano e gridavano: "Maratona!" e l'entusiasmo del popolo sarebbe illimitato. Miei ascoltatori, anche se voi siete stati oppressi dal peccato, e anche se le difficoltà, le prove e le tentazioni possono essere venute su di voi, e avete a malapena voglia di guardare in alto, penso che ci sia una parola grande, regale, imperiale che dovrebbe suscitare la vostra anima a una gioia infinita, e quella parola è Gesù. Fede in un nome: Quando Giovanni Howard volle visitare le prigioni della Russia, cercò un colloquio con lo zar. Gli ebrei spiegarono il suo scopo e lo zar gli diede il permesso di visitare qualsiasi prigione del suo impero. Fu un viaggio lungo e faticoso; Sapeva con quanta gelosia fossero custoditi i prigionieri e quanto i carcerieri fossero contrari a permettere a chiunque di visitarli. Ma partì in perfetta fiducia. Quando arrivava in prigione, faceva la sua domanda ed era preparato al rifiuto che inevitabilmente arrivava. Poi produsse il mandato dello zar e gli si aprirono subito le porte della prigione. Gli ebrei avevano fede in quel nome, e ciò era giustificato dai risultati. Ma ora, fratelli, so che l'avete fatto per ignoranza. - Rassicurazione apostolica per gli scoraggiati: - Sembra che l'apostolo dica: "Voi avete rigettato Cristo, e questo è un grande male; voi non conoscete il privilegio della fede in Lui, e perciò la vostra perdita è grande; ma ancora non disperare". Per rassicurare i suoi ascoltatori, egli...

(I.) Ricordava loro l'origine divina delle profezie dell'Antico Testamento. Dio aveva mostrato ciò che i profeti avevano esposto; i profeti, come con una sola bocca, avevano dichiarato la mente di Dio; e di ogni parte della verità rivelata si doveva ricordare che "la bocca del Signore aveva proferito parola". Questo, a giudizio di un ebreo, era un fondamento solido, e questo fondamento rimane fino ad oggi. Ma che cosa si doveva ora costruire su di esso?

II. Indicava la nota chiave su cui erano state accordate tutte le armonie profetiche. Era "che Cristo soffrisse". Allora sarebbe diventato evidente che la salvezza attraverso la morte di Gesù non era una nuova dottrina inventata dai Suoi discepoli. Chi cominciasse a capire questo discernerebbe rapidamente un nuovo significato negli eventi principali degli ultimi mesi

(III.) Affermò che Dio aveva adempiuto la Sua parola riguardo a Gesù per mezzo di agenti inconsci. Lo avevano inseguito per ignoranza fino alla Croce. Questo era un po' un attenuante della loro colpa, anche se non una scusa per il loro peccato. Ma in tutti i loro errori e nella loro cattiva condotta Dio stava facendo avverare il Suo proprio proposito. Il Capitano della nostra salvezza è stato reso perfetto attraverso la sofferenza, e la Sua morte e risurrezione hanno reso e dichiarato la via della vita aperta a tutti coloro che si sarebbero pentiti e avrebbero creduto. Gli uomini malvagi non avevano intenzione di realizzare questo, ma Dio aveva operato la Sua volontà sovrana. Gli ascoltatori di Pietro devono ora sentire che Dio era stato infinitamente migliore per loro di quanto lo fossero stati per loro stessi

(IV.) Ha teneramente accennato al fatto che coloro che, pur agendo malvagiamente, avevano inconsciamente adempiuto la volontà di Dio erano ancora oggetto di benevola preoccupazione. Essendo della stirpe di Abramo, essi erano i figli del patto. L'affettuosa parola di Pietro "fratelli" conteneva il suggerimento di una grande benedizione. C'è ancora chi ha bisogno di incoraggiamento, e questo può essere ottenuto al meglio dalla Parola di Dio, che presenta il Salvatore degli uomini accessibile a tutti i ricercatori penitenti. (W. Hudson.) La trapunta dell'incredulità:

1.) Un atto di crudeltà suscita sia la compassione per il sofferente che l'indignazione per l'attore, e forse quest'ultimo sentimento è il più forte. La tua simpatia per il martire si perde quasi nella tua rabbia contro il persecutore, perché, forse, non gli fai abbastanza concessione. Forse gli ebrei agivano in base a un errato senso del dovere. "Chiunque", dice il nostro Signore, "ucciderà voi penserà di rendere servizio a Dio". Molto, inoltre, può essere attribuito al temperamento dei tempi. Molti uomini che ora argomentano solo contro l'eresia sarebbero stati per il rogo quando i diritti di coscienza erano meno compresi. Gli uomini sono inclini a condannare gli ebrei - e molto giustamente - per i loro crimini, ma Gesù disse: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno", e qui San Pietro lo conferma. Gli Ebrei non esitarono ad accusarli del crimine di aver "ucciso il Principe della Vita", ma, come se temesse di spingerli alla disperazione, usò parole che sembravano in una certa misura attenuare il loro crimine. Ma troveremo che questa scusa dell'ignoranza non si applica all'incredulità moderna

(2.) Che diritto aveva Pietro di fare questa concessione? Ebrei deve essere inteso nel senso che gli ebrei non conoscevano il carattere e la dignità di Cristo. Non lo crocifissero come il Messia, il Figlio di Dio, ma come un pretendente blasfemo. Ma erano innocenti in quanto la loro ignoranza era involontaria e inevitabile, derivante dall'insufficienza delle prove o dalla debolezza dell'intelletto? San Pietro non lo sottintendeva, altrimenti avrebbe messo sotto accusa l'intero ministero di Cristo, e avrebbe rappresentato i Suoi miracoli come credenziali difettose. Indubbiamente l'ignoranza era biasimevole. Avrebbero potuto e dovuto sapere che Gesù era il Cristo, e l'ignoranza è scusabile solo quando non trascuriamo volontariamente i mezzi per ottenere informazioni o nutriamo pregiudizi che escludono la verità. Eppure è probabile che usiamo gli ebrei troppo duramente per quanto riguarda la crocifissione. Non fu in questo, ma nel rigettare l'ultima prova offerta dalla discesa e dai miracoli dello Spirito Santo, che commisero il peccato imperdonabile

(3.) Può essere strano per noi che, sebbene gli Ebrei abbiano compiuto così tante opere potenti, Gesù sia stato respinto dai Suoi connazionali. Ma non consideriamo a sufficienza il loro potente pregiudizio a favore di un Messia accompagnato da tutta la pompa del dominio terreno. È vero che erano colpevoli di nutrire questo pregiudizio, poiché la debita ricerca nella profezia lo avrebbe disperso; ma è anche vero che essa è stata contratta non chiudendo del tutto i loro occhi contro la profezia, ma fissandoli così intensamente su una parte che hanno trascurato tutte le altre. Essi associavano alla prima venuta di Cristo le caratteristiche della seconda. Così, dunque, l'Ebreo non aveva peccato contro tutte le prove che Cristo intendeva fornire: aveva peccato contro un Redentore sofferente, ma non contro un trionfante; E così il peccato era qualcosa che ammetteva un'attenuante, un peccato contro l'evidenza ancora incompleta. L'ignoranza non era scusabile; solo che non era imperdonabile

(4.) Qui entra in gioco l'ignoranza e l'incredulità moderne, il peccato di coloro che, rifiutando Cristo, "crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio". Si può forse alzare l'appello di Pietro a favore degli infedeli moderni e di coloro che credono nominalmente in Cristo senza il consenso del cuore? Ricordate che l'ebreo non aveva davanti a sé tutte le prove; ma abbiamo tutto davanti a noi. L'ebreo crocifisse Cristo mentre il Suo aspetto era quello di un uomo comune; lo crocifiggiamo di nuovo ora che Ebrei ha assunto la Sua gloria divina. Cristo non aveva allora dato la prova più commovente del suo amore, né gli apostoli capivano nemmeno che la sua morte fosse una propiziazione; ma ora l'intero piano di redenzione è esposto, e noi che Lo rifiutiamo crocifiggiamo di nuovo un Salvatore amorevole, e uno che manda il Suo Spirito per persuaderci ad essere riconciliati. Che cosa fece l'ebreo in confronto a questo? E com'è assurdo invocare un'ignoranza attenuante! Come si può sapere qualcosa se non lo è? Oppure, se l'ignoranza non è impossibile - infatuati come sono gli uomini dalle preoccupazioni del mondo, o dai piaceri del peccato - gli uomini potrebbero, se volessero, sapere quello che fanno. Ignoranti possono essere, ma inevitabilmente e innocentemente ignoranti non possono esserlo. Perciò "chi non crederà sarà dannato". (H. Melvill, B.D.Nel Suo nome: - Nel Nuovo Testamento si attribuisce una potenza speciale all'enunciazione di un nome, specialmente del nome di Gesù. Elencherò alcuni di questi. Gesù promette che gli Ebrei saranno con ogni due o tre persone che si riuniranno nel Suo nome (Versetti Matteo 18:20). Ebrei promette di aiutare coloro che pregano nel Suo nome (Giovanni 14:13, 14; xv. 16; xvi. 23, 24, 26). Sembra, inoltre, che i diavoli siano stati scacciati con l'uso del nome di Cristo. Questo, a prima vista, sembra una magia. Perché la magia è essenzialmente questo, un potere ottenuto sul mondo soprannaturale mediante l'uso di incantesimi e talismani. Nella storia dei "Quaranta Ladroni", la porta della caverna si apriva per incantesimo a chiunque usasse la parola giusta, e dicesse: "Apri Sesamo", sia che fosse detta dai ladri o dal brav'uomo. Se, quindi, crediamo che semplicemente mettendo la parola "Cristo" all'inizio o alla fine della nostra preghiera, otterremo da Dio una benedizione che gli Ebrei non darebbero altrimenti, degradiamo il cristianesimo al livello di un processo magico e lo demoralizziamo. Ora, penso che sia abbastanza chiaro che l'intero spirito del cristianesimo e l'insegnamento di Gesù sono completamente opposti a tali nozioni magiche. Secondo Gesù, gli uomini furono salvati non usando il Suo nome come formula esteriore, ma obbedendo ai Suoi precetti e compiendo buone azioni. Nel Discorso della Montagna Ebrei rifiuta categoricamente qualsiasi uso meramente esteriore del Suo nome (Matteo 7:22, 23). Altrove Ebrei dice: "Molti seduttori verranno nel mio nome". Non tutti quelli che mi dicono: Signore, Signore! entrerà", ecc. Che cosa intende dunque Ebrei quando dice che Dio ci ascolterà e ci aiuterà se preghiamo "nel Suo nome"? Per rispondere a questa domanda dobbiamo capire il modo particolare in cui gli ebrei consideravano il nome di qualsiasi persona. Un nome da noi è un'appendice arbitraria, che non ha alcuna relazione con il carattere di un uomo. Ma per l'ebreo un nome aveva un potere misterioso, espressivo di ciò che c'era di più profondo nel cuore del genitore, e capace di influenzare il destino del figlio. Se l'uomo o la donna sembravano sviluppare nuove qualità, il nome veniva cambiato. Così Gesù aggiunse al nome di Simone quello di Pietro, una roccia: e il nome di Saulo, che significava "un distruttore", fu cambiato in Paolo, che significa "un operaio". Così accadde che venire in nome di qualcuno significava venire nel suo spirito. Così Giovanni Battista fu detto da Gesù che era l'Elia che doveva venire, perché venne nello spirito e nella potenza di Elia. Quando il Signore disse a Mosè: «Tu hai trovato grazia ai miei occhi e io ti conosco per nome», significa che il Signore conosceva il suo carattere e che era all'altezza della sua opera. Ogni volta che si parla di fiducia "nel nome di Dio", significa confidare nella Sua sapienza, o nel Suo amore, o nella Sua provvidenza. Quando si dice che "un buon nome vale più della ricchezza", significa un buon carattere. Quando Gesù dice che "chi riceve un profeta nel nome di un profeta riceverà la ricompensa di un profeta", significa che colui che è in simpatia con lo spirito del profeta, e aiuta il profeta per questo motivo, avrà la ricompensa di essere egli stesso riempito dello stesso spirito profetico. E così, quando Ebrei dice loro di "pregare nel Suo nome", Ebrei intende dire loro di pregare nel Suo Spirito; "scacciare i demoni nel Suo nome" significa scacciarli con la potenza di uno spirito cristiano. Ci sono molti diavoli nel mondo: diavoli dell'orgoglio, della vanità, della lussuria, della disonestà, della falsità, della crudeltà. Ora, se attacchiamo questi diavoli in nome del diavolo, non possiamo fare nulla. Se incontriamo l'orgoglio con l'orgoglio, la menzogna con l'astuzia, l'egoismo con l'ostinazione, se cerchiamo di reprimere il male con il male, non ci riusciremo mai. Dobbiamo scacciare i demoni nel nome di Cristo, cioè "vincere il male con il bene". C'è una forza meravigliosa che appartiene a colui che si allea con la verità e il diritto. Quando "vinciamo il male con il bene", allora scacceremo i demoni solo nel nome di Cristo. E così, pregare "nel nome di Cristo" non significa mettere il nome di Cristo alla fine della nostra preghiera, e dire: "Chiediamo questo per Gesù Cristo, nostro Signore"; ma significa quando preghiamo di essere nello Spirito di Cristo; dimenticare la nostra vanità, il nostro egoismo, il nostro egoismo; desiderare il bene degli altri; l'avvento del regno d'amore di Dio. Se preghiamo così, possiamo chiedere ciò che vogliamo ed esso ci sarà fatto, poiché chiederemo solo ciò che Dio vuole. Riunirsi "nel nome di Cristo" significa incontrarsi allo scopo di fare il bene e di ottenere il bene. Dove c'è lo spirito del cristianesimo c'è la venuta di Cristo. Perciò, quando Pietro disse allo zoppo: «Nel nome di Gesù il Nazareno, alzati e cammina», non pronunciò queste parole come un incantesimo. Ma in tal modo dichiarò apertamente la sua fede nel Maestro che aveva rinnegato poche settimane prima, e l'uomo fu guarito non dalla magia delle parole, ma dalla meravigliosa potenza che accompagna una fede sincera in Dio. Non la parola di Gesù, ma la fede in Gesù lo ha guarito. Non la parola, ma la cosa, fa la forza del cristianesimo. Quando vedo un uomo che percorre la strada del dovere, fedele ad ogni obbligo; vero e giusto, quando coloro che lo circondano sono falsi; quando lo vedo mantenere i suoi principi di onestà, anche se il mondo diventa disonesto, stando dalla sua purezza, qualunque cosa accada; poi dico che quest'uomo sta scacciando i demoni "nel nome di Cristo". E quando vedo un giovane, assediato da tentazioni dall'esterno e dall'interno, che fa una lotta coraggiosa per essere fedele ai consigli di sua madre e all'onore di suo padre, e dice a Satana che lo tenta a smarrirsi: "Vattene via da me", dico che anche questo ragazzo combatte i diavoli "nel nome di Cristo". E quando vedo una giovane ragazza, in mezzo a una casa felice, circondata dall'amore, chiamata a lasciare la vita e tutte le sue speranze, e ad andare incontro al grande mistero, e andare tranquillamente, pacificamente, fiduciosa, confortando tutti intorno a lei con il conforto con cui lei stessa è stata consolata da Dio, dico che va in cielo nella forza "del nome di Cristo". Il nome di Cristo rappresenta l'immortalità, perché Ebrei è la Risurrezione e la Vita. Il nome di Gesù Cristo significa Salvatore e Re. Gesù significa Salvatore, Cristo significa Re, e tutto significa che Ebrei che salva gli uomini è il Re degli uomini. Significa che l'amore è vincere l'odio, che la verità è più potente della menzogna, la vita della morte, l'eternità del tempo. (J. Freeman Clarke.)

19-21. Pentitevi dunque e convertitevi.-Esortazione apostolica:

(I.) L'apostolo ordinò agli uomini di pentirsi e di convertirsi

(1.) Pentirsi significa, nel suo significato letterale, cambiare idea. È stato tradotto "dopo l'ingegno" o "dopo la saggezza"; È l'uomo che scopre di aver torto e rettifica il suo giudizio. Ma sebbene questo sia il significato della radice, la parola è venuta nell'uso scritturale per significare una scoperta del male del peccato, un lutto per averlo commesso, una risoluzione per abbandonarlo, l'amore per ciò che una volta odiavamo e l'odio per ciò che una volta amavamo. Conversione significa un allontanamento e un passaggio dal peccato alla santità, dalla negligenza al pensiero, dal mondo al cielo, da se stessi a Gesù. Le parole in greco sono "Pentitevi e convertitevi", o, piuttosto, "Pentitevi e convertitevi". È un verbo attivo, proprio come lo era l'altro. Quando l'indemoniato aveva i demoni scacciati da lui, quello era pentimento; Ma quando era vestito e sano di mente, quella era la conversione. Quando il figliol prodigo pascolava il suo porco, e all'improvviso cominciava a riflettere e a tornare in sé, quello era pentimento. Quando partì, lasciò il paese lontano e andò a casa di suo padre, quella fu la conversione

(2.) Il pentimento e la conversione sono opera dello Spirito Santo. Eppure Pietro dice: "Ravvedetevi e convertitevi"! «Come riconciliate queste due cose?» Diciamo agli uomini di pentirsi e di credere, non perché confidiamo in loro in qualche potere per farlo, non perché dipendiamo da qualche potere nella nostra serietà o nel nostro parlare, ma perché il vangelo è il misterioso motore mediante il quale Dio converte i cuori degli uomini, e scopriamo che, se parliamo con fede, Dio, lo Spirito Santo, opera con noi, e mentre noi diciamo alle ossa secche di vivere, lo Spirito le fa vivere, mentre diciamo allo zoppo di stare in piedi, l'energia misteriosa fa sì che le sue caviglie ricevano forza, mentre diciamo all'uomo impotente di stendere la mano, una potenza divina accompagna il comando: e la mano è stesa e l'uomo è ristabilito. Il potere non risiede nel peccatore, non nel predicatore, ma nello Spirito Santo

(II.) C'era una buona ragione per questo comando. "Pentitevi dunque". L'apostolo era logico. Non era una semplice declamazione. Qual era, allora, l'argomento? 1. Gli ebrei misero a morte Cristo. E questo è spiritualmente vero per voi. Ogni peccato nella sua essenza è un'uccisione di Dio. Ogni volta che fai ciò che Dio non vuole che tu faccia, in effetti, per quanto puoi, lo fai fuori dal Suo trono e rinneghi l'autorità che appartiene alla Sua Divinità. Quando Cristo fu inchiodato all'albero, il peccato fece solo allora letteralmente e apertamente ciò che tutti i peccati realmente fanno in senso spirituale. Non vi pentireste se fosse così? Mentre pensavate che i vostri peccati fossero semplici sciocchezze, non vi pentireste; ma ora vi ho mostrato che ogni peccato è in realtà un tentativo di cacciare Dio dal mondo. Che fare, allora, se l'autorità di Dio non fosse più posseduta nell'universo, dove saremmo tutti noi? Che inferno in superficie sarebbe diventato questo mondo! Non vedi dunque quale cosa dannosa è stata la tua iniquità? Allora, in verità, c'è un'abbondante ragione per cui dovresti pentirti e allontanarti da essa

(2.) Gli Ebrei che avevano ucciso erano una persona molto benedetta, una persona così benedetta che Dio Padre Lo aveva esaltato. Gesù Cristo non è venuto in questo mondo per motivi egoistici, ma interamente per filantropia, pieno d'amore per gli uomini; eppure gli uomini lo hanno messo a morte! Ora, Dio non merita che noi ci ribelliamo contro di Lui. Se gli Ebrei fossero un grande tiranno che domina su di noi, mettendoci in miseria, ci potrebbe essere qualche scusa, ma, quando gli Ebrei agiscono come un tenero padre per noi, è una vergogna crudele che noi viviamo in rivolta quotidiana contro di Lui. Voi che non avete creduto in Cristo avete un potente motivo per pentirvi di non aver creduto in Lui, vedere Ebrei è così buono e gentile

(3.) Mentre avevano rigettato il Cristo benedetto, avevano scelto un omicida. Peccatore, tu hai disprezzato Cristo, e che cosa hai scelto? È stata la coppa dell'ubriacone? La tua lussuria? Che cose diaboliche mettere al posto di Cristo! Che cosa ti hanno fatto i tuoi peccati perché tu li preferisca a Gesù? Che stipendio hai avuto? Oh, allora, questa è una cosa di cui pentirsi

(4.) Cristo, che essi avevano disprezzato, ha potuto fare grandi cose per loro. "Il suo nome mediante la fede nel suo nome", ecc. Se oggi crederete in Gesù, tutte le vostre iniquità saranno cancellate. Credendo in Lui, gli Ebrei possono renderti benedetto. E non è questo motivo di pentimento? Con le mani cariche d'amore, Ebrei sta fuori dalla porta del tuo cuore. Non è questa una buona ragione per aprire la porta e lasciarlo entrare? 5. "Sapevo che per ignoranza l'hai fatto". Come se gli Ebrei dicessero: "Ora che avete più luce, pentitevi di quello che avete fatto nelle tenebre". Non avevate udito il vangelo, non sapevate che il peccato era una cosa così brutta, non capivate che Gesù era in grado di salvare fino all'estremo. Ora lo capisci. Dio ha strizzato l'occhio ai tempi della vostra ignoranza, ma ora "comanda a tutti gli uomini, in ogni luogo, di pentirsi". Una luce più grande porta con sé una maggiore responsabilità. Non tornare al tuo peccato, perché non diventi per te un peccato decuplicato. "Ora non avete alcun mantello per il vostro peccato". Perciò, poiché il mantello è stato tolto e voi peccate contro la luce, io dico come Pietro: "Ravvedetevi e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati".

(III.) Senza pentimento e conversione il peccato non può essere perdonato. Molti mercanti orientali tenevano i loro conti su piccole tavolette di cera. Su queste tavolette incidevano i segni che registravano i debiti, e quando questi debiti venivano pagati, prendevano l'estremità smussata dello stilo o della matita, e semplicemente appiattivano la cera, e il conto scompariva completamente. Ora, colui che si pente ed è perdonato è, attraverso il prezioso sangue di Cristo, così interamente perdonato che non è rimasta alcuna testimonianza del suo peccato. Se cancelliamo un conto dai nostri libri, il registro è sparito, ma c'è la macchia; ma sulla tavoletta di cera non c'era alcuna macchia. Ma il peccato non può essere rimosso se non c'è pentimento e conversione. Deve essere così, perché

1.) È molto decoroso. Vi aspettereste che un grande re perdoni un cortigiano che ha sbagliato a meno che l'offensore non abbia prima confessato la sua colpa? 2. Non sarebbe morale; Sarebbe come estirpare le chiuse dell'immoralità dire agli uomini che potevano essere perdonati mentre continuavano nei loro peccati e li amavano. Non ce lo dice forse la coscienza? Non c'è una coscienza qui che dirà a un uomo: "Puoi sperare di essere salvato e tuttavia vivere come vuoi". Ma che la vostra coscienza lo dica o no, Dio dice: "Gli Ebrei che confessano e abbandonano il loro peccato troveranno misericordia", ma non c'è alcuna promessa per chi non si pente. "Gli Ebrei che perseverano nella loro iniquità e induriscono il loro collo saranno improvvisamente distrutti, e ciò senza rimedio."

(IV.) Il pentimento e la conversione saranno considerati particolarmente preziosi in futuro, poiché il mio testo dice: "Quando verranno i tempi di ristoro dalla presenza del Signore". 1. Gli ebrei che si pentono e si convertono godranno della cancellazione del peccato in quella stagione di dolce pace che segue sempre il perdono. Quando il prigioniero esce di prigione per la prima volta, quando le catene per la prima volta tintinnano mentre cadono a terra! Quando il malato lascia la camera del malato delle sue convinzioni per respirare l'aria della libertà e sentire la salute di un peccatore perdonato! Oh, se tu sapessi che beatitudine è essere perdonati, non staresti mai lontano da Cristo! Ma tu non lo sai, e non puoi. Oh, "pentiti e convertiti", allora, e lo farai

(2.) Forse questi "tempi di ristoro" possono anche riferirsi a tempi di risveglio nella Chiesa cristiana. L'unico modo in cui puoi partecipare al ristoro di un risveglio è il tuo pentimento e la tua conversione. A che serve un risveglio per un peccatore non perdonato? È come il vento leggero del sud che soffia su un cadavere

(3.) Il testo significa, a seconda del contesto, il secondo avvento. Gesù deve ancora venire una seconda volta, e la Sua venuta sarà come una pioggia potente che inonda un deserto. La Sua Chiesa rivivrà e sarà ristorata. Ma guai a voi che non sarete salvati quando Cristo verrà, perché il giorno del Signore sarà per voi tenebra e non luce. (C. H. Spurgeon.) Pentimento, un cambiamento di mente: l'originale "un cambiamento di mente" o "un ripensamento". Ora, questo è esattamente ciò che lo Spirito Santo produce nell'anima convinta. "C'è", dice il saggio, "una via che all'uomo sembra diritta, ma la sua fine sono le vie della morte". Ora è l'opera dello Spirito Santo dissipare questa falsa visione della nostra via e portarci a vedere le cose come sono realmente; e quando cediamo alle Sue influenze convincenti, la luce della verità lampeggia nella nostra anima, e torniamo a noi stessi. Ora vediamo le cose da un punto di vista completamente diverso, e gridiamo contro noi stessi, contro la nostra follia e il nostro peccato. "Che sciocco sono stato!" grida l'anima risvegliata e pentita. "Ho vissuto così tanti anni in questo mondo, eppure non ho mai veramente cominciato a vivere! Tutto il mio passato è stato un'esistenza sprecata. Ho semplicemente esercitato le mie facoltà per favorire la mia distruzione!" Il primo passo verso un vero pentimento è fatto quando apriamo i nostri occhi per vedere le cose come alla luce dello Spirito Santo, quando fuggiamo dal lungo delirio di una vita vissuta sotto l'influenza del grande ingannatore, e quindi subiamo un cambiamento di mente rispetto a Dio e al peccato, e il valore delle cose viste e delle cose eterne. (W. Hay Aitken.È una cosa comune trovare persone che si confondono tra il pentimento e il dolore per il peccato, e questo porta a volte a risultati molto dolorosi. Ricordo che una volta ho insistito molto sull'importanza di fare questa distinzione. Il giorno dopo un uomo cristiano intelligente disse: "Ah, signor Aitken, se avessi ascoltato quel suo sermone ieri sera, mentre cercavo la salvezza, credo che mi avrebbe risparmiato lunghi e faticosi anni di miseria, durante i quali ero veramente e sinceramente desideroso di donarmi a Dio, e tuttavia immaginavo di non avere il diritto di venire a Cristo, perché non potevo sentire il dolore per il peccato che pensavo di dover provare". Ora è del tutto possibile sperimentare una buona dose di dolore per il peccato senza alcun vero pentimento, ed è altrettanto possibile avere un pentimento sincero, e tuttavia essere pronti a gridare contro noi stessi perché non proviamo tanto dolore per il peccato quanto pensiamo che dovremmo. In effetti, questa impazienza per la nostra durezza di cuore e la mancanza di vera sensibilità spirituale è spesso una caratteristica del vero pentimento. Ma notate che in non meno di dieci occasioni gli uomini sono invitati a pentirsi, essendo la parola per la maggior parte impiegata nel modo imperativo. Ora, è ovviamente assurdo supporre che ci venga comandato in questo modo di produrre in noi stessi un certo stato di sentimenti; perché è evidente che i nostri sentimenti costituiscono proprio quell'elemento della nostra natura sul quale abbiamo il minimo controllo. Non possiamo comandare i nostri sentimenti a volontà, e quindi è semplicemente ridicolo comandare alle persone di farlo. Sarebbe una follia se vi dicessi: "Sentitevi molto felici" o "Sentitevi molto addolorati". Ancora una volta, troviamo che il pentimento è espressamente distinto dalla tristezza secondo Dio. "La tristezza secondo Dio produce il pentimento. di cui non pentirsi". Ora, se può essere la causa del pentimento, deve essere distinta dal pentimento, perché un effetto deve sempre essere distinto dalla sua causa. Tuttavia, non sempre si colloca in questa relazione. La tristezza secondo Dio può a volte scaturire da un vero pentimento, proprio come in un altro caso può procedere e condurre ad esso. Di questo vediamo un esempio in Davide, che versò la sua anima nel linguaggio doloroso del cinquantunesimo Salmo molto tempo dopo essersi pentito ed essere stato perdonato. Il pentimento e i suoi risultati: Pietro aveva ora dimostrato che il popolo si trovava in una situazione malvagia e aveva sottolineato che l'unica via di scampo era il pentimento e la conversione. Ma l'apostolo esortò a questo dovere per tre motivi speciali

(1.) Affinché possano raggiungere le giuste relazioni con Dio. "Affinché i vostri peccati siano cancellati". C'era contro di loro un conto al quale erano vincolati, e quel conto non poteva essere cancellato se non attraverso il pentimento. Allora Dio non li avrebbe trattati come peccatori. La ragione di questa condizione è ovvia, poiché Dio non può fare nulla che sia moralmente inadatto. Raggiungere questa giusta relazione con Dio significa entrare nella via della perfezione personale ultima

(II.) Affinché cessino di ostacolare la via della benedizione destinata ai loro simili. "Che i tempi del ristoro", ecc. Il mondo era pieno di peccato e di stanchezza. Dio sapeva tutto al riguardo e aveva promesso stagioni di ristoro. Dovevano essere concessi "dalla Sua presenza", mediante il Suo decreto. Ma gli Ebrei avrebbero benedetto gli uomini per mezzo degli uomini. Erano quindi necessari il pentimento e la conversione. Quindi ora. La pietà domestica sarà promossa da coloro che si rivolgono penitentemente a Dio. La purificazione e l'attualizzazione delle Chiese particolari saranno aiutate da coloro che piangono il peccato e lo abbandonano. E la moltiplicazione delle chiese purificate e vivificate avrebbe presto operato potenti cambiamenti nella cristianità

(III.) Affinché possano promuovere la venuta della grande manifestazione finale del Redentore. "E gli Ebrei manderanno Gesù." (W. Hudson) Che cos'è il pentimento? Penso che questi soldati capiscano questa espressione. Qualcuno ha detto che ognuno nasce con le spalle a Dio, e che la conversione lo fa tornare indietro. Se vuoi essere convertito e vuoi pentirti, ti dirò cosa dovresti fare. Smettete semplicemente di essere al servizio di Satana e di entrare in quello del Signore. Lascia i tuoi vecchi amici e unisciti al popolo di Dio. A breve partirò per un viaggio. Se, quando sono in treno, un amico mi dice: "Moody, stai andando sul treno sbagliato"". Amico mio,» direi, «hai commesso un grave errore; La guardia mi ha detto che questo è il treno giusto. Ti sbagli, sono sicuro che ti sbagli. La guardia mi ha detto che questo è il treno giusto". Allora il mio amico diceva: "Moody, vivo qui da quarant'anni e so tutto sui treni. Quel treno è quello sbagliato". Alla fine Ebrei mi convince, e scendo da quel treno e salgo su quello giusto. Il pentimento è scendere da un treno e salire sull'altro. Sei sul treno sbagliato; Tu sei nell'ampio sentiero che ti porta giù alla fossa dell'inferno. Uscitene stanotte. Proprio in faccia! Chi volgerà i suoi piedi verso Dio? "Convertitevi, perché volete morire?" Nell'Antico Testamento la parola è "volgersi". Nel Nuovo Testamento la parola è "pentirsi". (D. L. Moody.Il vero pentimento è pratico: ho sentito uno dire: "È una cosa terribile essere schiavo della coppa di vino; Vorrei non averlo mai assaggiato. Alla prima occasione che avrò volterò pagina". Gli Ebrei non dissero quale sarebbe stata la nuova foglia, ma avrebbe fatto qualsiasi quantità di lavoro di riforma. Ahimé! Non fece mai nulla, perché il giorno dopo era di nuovo ubriaco. Una bella penitente da guardare; ma a tempo debito fu un miserabile ipocrita, perché tornò come il cane al suo vomito, e la scrofa che era stata lavata a lei sguazzava nel fango. Se ti penti del peccato, abbasso il peccato! In nome di Dio, abbasso il peccato! Quando il pentimento è sincero, è pratico. Quando un uomo si rivolge veramente a Dio, si allontana dal peccato. (C. H. Spurgeon. Anni fa, in un pomeriggio d'estate, mi trovai su un muretto del porto e vidi due navi che cercavano di entrare. Erano sdraiati in uno stretto canale e, poiché non c'era abbastanza acqua per tenerli su, erano sdraiati su un fianco. Ma la marea cominciò a cambiare da lontano, e un'onda dopo l'altra passava sotto di loro, e ogni onda nel canale rendeva l'acqua più profonda; e in poco tempo vidi che l'acqua era profonda dodici piedi nel porto, e le onde verdi e spumeggianti si precipitavano come un mulino. Guardai di nuovo verso lo stretto passaggio e vidi su un vascello che avevano approfittato del vento al momento giusto, e su quel primo vascello galleggiavano con la piena marea. Sull'altro vascello non erano in allerta, anche se i marinai non commettono spesso questo errore, e quando cercarono di raggiungere il porto la marea era cambiata, e non ci riuscirono. L'acqua diventava meno profonda; Rinunciarono al tentativo; e a poco a poco il vascello sbandò e giaceva proprio come prima sul banco di sabbia. Atti, scesi di nuovo e nell'oscurità vidi il vaso abbandonato, e pregai di non perdere la marea che Dio dà alle nostre anime, né di spegnere il Suo Spirito nel mio cuore. (J. Watson, M.A.Il pentimento implica l'abbandono totale del peccato: - Ogni volta che un uomo si allontana da casa per affari, non diciamo che ha abbandonato la sua casa, perché intendeva, quando usciva, tornarvi di nuovo. No; Ma quando vediamo un uomo lasciare la sua casa, portare via con sé tutti i suoi beni, chiudere a chiave le sue porte e prendere dimora in un altro luogo, per non dimorarvi mai più, si può ben dire che quest'uomo ha abbandonato la sua casa. È così che ognuno di noi deve abbandonare il peccato in modo da lasciarlo senza alcun pensiero di ritornarvi di nuovo. Sarebbe strano trovare un ubriacone così costante nell'esercizio di quel peccato, ma a volte si può trovare sobrio, eppure è un ubriacone, come se allora fosse ubriaco. Ognuno non ha abbandonato il suo mestiere che vediamo, di tanto in tanto, nel loro abito da festa; È allora che si dice che un uomo abbandona il suo peccato, quando lo getta via da sé, e vi sbarra la porta, con l'intenzione di non aprirsi mai più. Efraim dirà: «Che c'è ancora da fare con gli idoli?». (Osea 14:8). (J. Spencer.) Convertiti: - Facciamo...

(I.) Considera lo stato dell'anima prima della conversione 1. La Bibbia ne parla come di uno stato di morte. La morte è così offensiva per natura fisica che siamo costretti a seppellire anche i nostri amati amici; E se avessimo occhi e cuori per vedere e sentire le realtà del mondo spirituale, un'anima morta a causa del peccato sarebbe più offensiva di un corpo in decomposizione. Seppelliamo i morti fisici, ma è impossibile allontanare un'anima morta dalla società. Il mondo sarebbe stato migliore senza di te, perché come un cadavere putrefa l'aria che respiriamo, così un'anima morta è una corruzione che produce il male e impedisce il bene. Un'anima morta può

(1) Avere una grande influenza. La vostra influenza potrebbe essere stata esercitata per il bene della società, ma avete vissuto solo per gioire di voi stessi, e così, invece di aiutare i più alti interessi dell'umanità, attingete linfa dall'albero umano e non producete alcun frutto.

(2) Sii una persona morale. Non hai commesso alcun crimine, ma sei pericoloso per la società. La tua bontà è un argomento per un uomo cattivo contro l'essere "religioso", e i figli della tua famiglia dicono: "Perché, mio padre non va mai in chiesa, né legge la Bibbia, né prega, perché dovrei farlo io?" Le persone seguiranno uno scettico morale perché desiderano avere una scusa per il peccato.

(3) Sii un uomo apertamente malvagio

(2.) Come si può sapere se sono in questo stato di morte o no? Se ti trovi in questo stato, ci sarà

(1) Nessuna crescita di bontà nel tuo carattere. Alcune persone sembrano diventare più belle ogni anno, ma altre diventano più malvagie man mano che invecchiano.

(2) Nessuna forza per fare cose sante. Puoi fare come vuoi con un cadavere; non può opporre resistenza, e allo stesso modo un'anima morta è impotente nelle mani di Satana.

(3) Problemi e ostacoli che ti faranno disperare. In tal caso gli uomini, ma soprattutto le donne, si precipitano all'alcol inebriante, e il loro ultimo stato è peggiore del primo. Un'anima morta è una persona "che non ha speranza e che è senza Dio nel mondo".

(II.) Chiedi, Che cos'è la conversione?1. È una nuova vita. Potresti vedere annunci pubblicitari che offrono in vendita un ingrediente che migliora l'alito. Ora, la conversione non migliora il vecchio soffio peccaminoso, ma dà un nuovo soffio santo nell'anima. Proprio come Dio, con la Sua Provvidenza, ci dà alla nascita polmoni fisici con cui respirare l'aria intorno a noi, così il Suo Spirito Santo crea polmoni spirituali nella nostra anima con i quali respiriamo nell'atmosfera del regno di Dio

(2.) Una seconda incarnazione di Dio. Il primo era in Cristo, il secondo nell'anima del suo discepolo. Dio non si limita al corpo di Gesù. Ebrei riempirà ogni credente di tutta la Sua pienezza. Socrate, parlando della vera amicizia, la descrive come un solo spirito in due corpi. Ora, la conversione è un solo Spirito in Dio e anche in voi

(3.) Una trasformazione morale. È quel cambiamento che fa sì che un uomo che ha amato il peccato lo eviti come farebbe con un serpente velenoso

(4.) Una nascita per l'umanità. È rendersi conto che sei nato per essere il fratello o la sorella di tutti, e dimostrarlo con la tua bontà attiva. È questa unione con Dio che ci unisce al nostro prossimo

(III.) Vi esorto a convertirvi: perché

1.) A meno che non ti converta, sei in guerra con Dio. Com'è vergognoso essere in guerra con un Padre amorevole! 2. Il Vangelo vi assicura il perdono

(3.) Il Signore ti ama

(4.) Dio può convertirti. (W. Birch.) Conversione:

I. Che cos'è la conversione e in che cosa consiste. La conversione da trattare non è

1.) Una esterna, o ciò che risiede solo in una riforma esteriore della vita e dei costumi, come quella dei Niniviti, perché questo può avvenire dove non c'è conversione interna, come negli Scribi e nei Farisei

(2.) Né è una mera dottrina, né una conversione da false nozioni precedentemente assorbite a un insieme di dottrine e verità che sono secondo le Scritture; così gli uomini dell'antichità si convertirono dal giudaismo e dal paganesimo al cristianesimo

(3.) Né la restaurazione del popolo di Dio dall'inversione quando è chiamato in modo molto affettuoso e importuno a tornare al Signore (CAPITOLO Geremia 3:12, 14, 22; Osea 14:1-4); così Pietro, quando cadde per la tentazione e rinnegò il suo Signore, e ne fu riscattato da uno sguardo di Cristo, è chiamato la sua conversione (Luca 22, 32). Ma... 4. La conversione in esame è una vera, reale, opera interiore di Dio sulle anime degli uomini.

(1) Nel volgersi del cuore a Dio, dei pensieri del cuore.

(2) La conversione sta nell'essere trasformato da un uomo dalle tenebre alla luce; L'apostolo fu inviato per convertirli dalle tenebre alla luce (XXVI. 18), cioè per essere lo strumento o il mezzo della loro conversione predicando il Vangelo.

(3) Dal potere di Satana a Dio come nel luogo sopra (CAPITOLO xxvi. 18). Satana ha un grande potere sugli uomini in uno stato non convertito.

(4) La conversione consiste nel convertire gli uomini dagli idoli per servire il Dio vivente; non solo dagli idoli d'argento e d'oro, di legno e di pietra, come un tempo, ma dagli idoli del cuore dell'uomo.

(5) La conversione consiste nel convertire gli uomini dalla loro giustizia alla giustizia di Cristo.

(6) La conversione consiste nel volgersi attivamente al Signore sotto l'influenza della grazia divina; e con questa frase è spesso espressa nella Scrittura come in Isaia 10:21 ; Atti 11:21 ; 2; Corinzi iii. 16

(II.) Le cause della conversione

(1.) Non per il potere dell'uomo; ciò che si dice della conversione o della conversione degli ebrei dalla loro cattività è vero per la conversione di un peccatore che non è per forza né per potenza, cioè non per uomo, ma per mezzo del Mio Spirito, dice il Signore degli eserciti (Zaccaria 4:6)

(2.) Né la conversione è dovuta alla volontà dell'uomo; la volontà dell'uomo prima della conversione è in cattivo stato; sceglie le sue vie e si compiace delle sue abominazioni, è alla ricerca dei desideri della carne e della mente

(3.) Dio solo è l'autore e la causa efficiente della conversione

(4.) La causa motrice o impulsiva della conversione è l'amore, la grazia, la misericordia, il favore e la buona volontà di Dio, e non i meriti degli uomini

(5.) La causa strumentale o il mezzo di conversione è di solito il ministero della Parola

(III.) I soggetti della conversione. I peccatori perduti redenti da Cristo sono i sudditi. (Quaderno di schizzi teologici.) Conversione: l. In tutto il Nuovo Testamento un grande cambiamento salvifico, che implica relazioni completamente nuove con Dio da una parte, e con il peccato dall'altra, è rappresentato come indispensabilmente necessario, e uno solo, ed è a questo grande cambiamento che diamo il nome di "conversione". La parola, in particolare nell'originale, sembra essere adatta per indicarla, guardandola dal punto di vista dell'uomo, perché connota un girare intorno e un volgersi verso, in vista del riposo. Anche la parola, nell'uso comune, suggerisce proprio un cambiamento così radicale. Si parla di "converter" che trasformano il ferro in acciaio; di trasformare un veliero in un piroscafo, o un vecchio cannone in un fucile a retrocarica

(2.) Questo grande cambiamento salvifico è rappresentato come il vero punto di partenza della vita spirituale. Non si tratta quindi di un lavoro che dura tutta la vita, perché se tutte le nostre giornate sono consumate per cominciare, quanto tempo rimane a questo viaggio? La locomotiva deve essere posizionata sulla piattaforma girevole e avere la sua posizione invertita, prima di poter procedere nel suo viaggio di ritorno. Ma se tutte le ventiquattro ore sono impiegate per far girare il motore, che ne sarà di quel viaggio? E dov'è il capostazione che si accontenterebbe di andare avanti tutto il giorno a chiedere: "Quel motore viene acceso?" O si sentirebbe contento nel sentire che il processo sta andando avanti?

(I.) La conversione è strettamente connessa, ma distinta dal pentimento. Il pentimento rappresenta l'elemento negativo, la conversione l'elemento positivo. Il pentimento consiste nell'onesto ripudio dei vecchi, con i sentimenti di rimpianto e di umiliazione che lo accompagnano; ma la conversione consiste nell'accoglienza del nuovo, con tutta l'esultanza naturale e spirituale in Dio. Il pentimento è la scoperta della malattia mortale e la sua triste confessione. La conversione è l'appropriazione del rimedio, il toccare con fede l'orlo della Sua veste, con la ferma persuasione: "Se potessi solo toccare, sarò guarito". Il pentimento ci riduce alla polvere; La conversione ci pone tra i principi e ci fa ereditare una corona di gloria

(II.) La conversione implica un atteggiamento originale di avversione. "Un cuore malvagio di incredulità che si allontana dal Dio vivente." Ed è la presenza di questo atteggiamento, più o meno pienamente sviluppato, che rende necessaria la conversione. Ora, questo atteggiamento è ereditato dai nostri progenitori. Quindi la nostra posizione differisce dalla loro in questo, che essi dovettero cadere al di sotto della loro natura creata per allontanarsi da Dio, mentre noi dobbiamo elevarci al di sopra della nostra natura ereditata per volgerci a Dio. Allora, come è stato con un atto morale determinato, un atto della volontà, che l'uomo si è allontanato da Dio, così è solo con un atto morale definito che l'uomo può essere convertito a Dio. E quindi è evidente che nessuna ordinanza può rendere superflua o non necessaria la conversione a Dio. Questa è sicuramente una risposta sufficiente a coloro che sostengono che la conversione non può essere necessaria nel caso di coloro che sono stati battezzati da bambini, a meno che non siano caduti nel peccato aperto. D'altra parte, però, si deve francamente ammettere che ci sono molti della cui conversione non ci può essere alcun ragionevole dubbio, che tuttavia non riescono a ricordare in passato alcuna avversione, e quindi non possono indicare alcuna conversione distinta. Sembra che abbiano amato e creduto nel loro Salvatore per tutto il tempo in cui potevano ricordare qualcosa. Ancora, ci sono altri che, pur ricordando una condizione di avversione, non riescono a indicare l'ora della conversione. Questa apparente indeterminatezza per alcuni, senza dubbio, deriva dal temperamento, o forse da un insegnamento difettoso. Alle anime ansiose, che desiderano venire a Cristo invece di essere indirizzate subito alla Croce, viene detto che devono aspettare certe esperienze. Ma qualunque sia la vera spiegazione, faremo saggiamente pensando meno agli accidenti e più all'essenza di questo grande cambiamento. La domanda non è quando e come è avvenuta la tua conversione? ma, è avvenuto?

(III.) Le conversioni devono essere sempre improvvise? Non pochi affermano con sufficiente dogmatismo che non credono nelle conversioni improvvise, tranne quelle sul letto di morte. Devo dire, da parte mia, che queste sono le uniche conversioni improvvise su cui sono scettico. Ma la mia risposta non è che tutte le conversioni siano necessariamente improvvise nelle loro apparenze esteriori, ma che non c'è motivo per cui non dovrebbero esserlo. Se questa questione del tornare indietro dal peccato e dall'io a Dio può essere risolta prontamente, nessuno desidererebbe vederla prolungata; perché è solo dopo che questo punto è stato superato che inizia la vera esperienza religiosa. Se la conversione può essere immediata, non ha certo senso desiderare che il processo si protragga. "Ecco, ora è il tempo accettevole", ecc. Se la conversione fosse la stessa cosa della riforma, ciò potrebbe richiedere tempo; ma se si tratta di una potente rivoluzione spirituale operata nell'uomo dallo Spirito Santo, allora non è affatto sorprendente che debba essere completata così rapidamente come la guarigione di Naaman. Passiamo al nostro testo

(IV.) La conversione è un dovere imperativo. Il testo è una direzione espressa sotto forma di comando. "Convertitevi". Potrebbe venirvi in mente di obiettare: Chi può convertirsi? Se devo convertirmi, è Dio che deve convertirmi. Ora, c'è un certo senso in cui questo è del tutto vero. La forza rigeneratrice può venire solo da Dio; ma, d'altra parte, l'uomo come Dio ha la sua parte nel produrre questo grande cambiamento, ed è al ruolo dell'uomo in esso che la parola conversione si riferisce quasi invariabilmente. Solo una volta viene usata la parola nella Voce Passiva: "Se non vi convertite e non diventate come i bambini", ecc. In quel passaggio si fa riferimento all'effettivo cambiamento morale. Ed è bene che la parola sia usata una sola volta, per non perdere del tutto di vista la connessione necessariamente stretta che deve esistere tra la svolta da parte nostra e il cambiamento operato da Dio da parte sua. Ma nel presente passaggio è attiva la parola: "convertiti di nuovo". Molte anime risvegliate sono tenute lontane da Cristo perché non riescono a far sentire a se stesse il grande cambiamento che pensano di dover sperimentare. Essi aspettano, sperano e pregano di potersi convertire, invece di voltarsi per affrontare il Dio da cui si sono allontanati. Ora, a tutti costoro la voce di Dio attraverso passi simili sembrerebbe dire: "Volgetevi a me, dice il Signore".

(V.) La conversione è il correlativo dell'avversione. Ora, in questa avversione si possono distinguere tre passi distinti. Il primo è preso nell'avversione dell'occhio interiore, lo sguardo lontano da Dio; il successivo nell'avversione alla volontà quando diciamo: "Non vogliamo che quest'uomo regni su di noi". Preferiamo affermare la nostra indipendenza; e poi segue l'avversione dei desideri e degli affetti. Ora ci sono tre passaggi corrispondenti nella conversione. Cominciamo a volgerci verso Dio quando permettiamo a noi stessi di riconoscere i nostri bisogni interiori, e ci allontaniamo dalle cisterne vuote che non possono contenere acqua, e confessiamo: "L'anima mia ha sete di Dio, sì, proprio del Dio vivente". Questa può essere chiamata la conversione dei desideri. Facciamo il nostro secondo passo nella sottomissione della nostra volontà e nella nostra decisione di arrenderci a Dio, e qui di solito la lotta è la più dura, e quando questo punto viene raggiunto la parte più difficile della battaglia è vinta. Ma c'è un terzo passo, la conversione della nostra visione interiore. Infatti, anche quando i nostri desideri sono fissi in Dio e le nostre volontà sono consegnate a Dio, le anime in cerca sono ancora tenute nelle tenebre solo perché volgono i loro occhi a qualsiasi altra cosa piuttosto che a Dio. Guarderanno a se stessi, ai loro sentimenti, ai loro mali deserti, alla loro fede, o piuttosto alla loro mancanza di essa, agli altri e alle loro esperienze piuttosto che a Dio. Ora, quando San Pietro ci invita a voltarci e a guardare verso Dio, è per poter fissare il nostro sguardo su Dio in modo da scoprire ciò che c'è in Dio per noi, e riposare in pace nella gioia di quella scoperta. Ma sarebbe di scarsa utilità invitarci a voltarci a meno che non ci si presentasse un oggetto tale da attirare e trattenere il nostro sguardo una volta che dirigiamo il nostro sguardo verso di esso. Il pensiero di Dio e della Sua santità respinge e persino spaventa l'anima risvegliata. Ma è qui che impariamo il valore del Vangelo. Non era sufficiente che Cristo ci ordinasse di tornare al Padre nostro; era necessario che Ebrei si costituisse per la via

(VI.) Così vediamo la connessione tra l'opera espiatoria di Cristo e la conversione. Il risultato di quest'opera è che il peccatore trova in Dio proprio ciò che ha disperato di trovare in se stesso. Guardando la Croce, fa la sorprendente scoperta: "Ecco, Dio è la mia salvezza; Mi fiderò e non avrò paura". In effetti, possiamo dire che nella visione meravigliosa troviamo ciò che converte tutti i nostri pensieri di Dio. Gli Ebrei che hanno dato Suo Figlio per me devono necessariamente essere degni della mia fiducia e del mio amore. "Guardate a me", lo sento dire, "e siate salvati", e a lui guardo e trovo che c'è davvero "vita per guardare il Crocifisso". E questo sguardo è conversione; poiché tutto ciò che riguarda quella Croce sembra produrre un cambiamento di pensiero e di sentimento che potrebbe essere chiamato una conversione. Amo i miei peccati, ma guardo quella Croce, e vedo nell'agonia e nella morte di colui che porta il peccato che cos'è veramente il peccato, e a cosa deve portarmi se mi aggrappo ad esso; E così la mia visione del peccato è cambiata. Consideravo molti dei miei peccati come semplici sciocchezze; ora vedo quanto deve essere eccessivo il peccato agli occhi di Colui che ne è il Giudice, e così la mia valutazione della gravità del peccato è cambiata. Una volta pensavo a Dio come se gli ebrei fossero duri, austeri e insensibili; ora vedo quanto sia tenero, oltre che infinito, il Suo amore. Così il mio giudizio su Dio è cambiato. Mi piaceva pensare a me stesso come al padrone di me stesso, ma ora vedo che cos'è l'uomo senza Dio, e così la mia visione di me stesso e dei miei rapporti con Dio è cambiata. Così, volgendomi a Dio, volto le spalle al mio vecchio io. Il vecchio è passato, è stato crocifisso su quella Croce, e tutte le cose sono diventate nuove. Ma più di questo. Non solo sono cambiato in tutte le mie opinioni e in tutti i miei sentimenti, ma mi sono convertito a Dio; vale a dire, sono restituito ai miei giusti rapporti con Dio. Tra Lui e me ora non c'è altro che amore, e così ora sono in grado di godere della Sua comunione e di essere forte nella Sua potenza. (W. Hay Aitken, M.A.) La conversione è:

(I.) Un cambiamento. Una ragazza scozzese, che sentì predicare il signor Whitefield, fu così colpita che cambiò idea. Quando si presentò davanti alla Chiesa per essere ammessa come membro, il diacono le disse: «Figlia mia, il tuo cuore è cambiato?». Ella rispose: "Signore, non so se è il mio cuore che è cambiato o il mondo, ma sento che qualcosa è cambiato; Le cose sono diverse ora". Quando un uomo è "convertito" subisce un cambiamento. Invece di essere un servo di Satana, o di vivere semplicemente per compiacere se stesso, diventa un servo di Dio, e vive d'ora in poi per cercare di piacere a Dio

(II.) Un cambiamento sostanziale; non solo di nome, ma nella realtà. Un certo ecclesiastico stava predicando ai neri. Uno degli uomini sembrò molto impressionato e disse che sarebbe diventato cristiano. Così l'ecclesiastico lo battezzò, fece il segno della croce sulla sua fronte e lo chiamò con un nuovo nome: "Adamo". Una o due settimane dopo l'ecclesiastico ebbe motivo di credere che quell'uomo non stesse facendo come avrebbe dovuto e, tra le altre cose, che non digiunasse il venerdì. Di conseguenza, un venerdì, andò nella cabina dell'uomo e, come si aspettava, sentì l'odore saporito della carne di manzo arrostita. L'ecclesiastico disse: "Adamo, stai infrangendo la legge della Chiesa; dovresti digiunare; Questo è manzo, non pesce". L'uomo rispose: "Ebbene, predicatore di massa, tu mi fai il contraddittorio e mi chiami con un nuovo nome, e dici che sono cristiano. Così, massa, prendo il manzo e lo incrocio, lo metto nell'acqua e lo chiamo pesce". Questo è il cambiamento o la conversione più grande che un uomo può dare a un altro. Nessun rito può convertire un'anima vivente. La conversione è un atto personale tra l'anima e Dio

(III.) Un cambiamento all'interno del quale trasforma la vita esteriore

(IV.) Un cambiamento duraturo. Un uomo può ottenere un nuovo "rig-out" per circa mezza corona a Petticoat Lane. Si può avere un cappotto e un gilet per uno scellino, un paio di "innominabili" per sei pence, una camicia per quattro pence e mezzo penny, un colletto e una cravatta - come sono, per un penny, un cappello - quello che si chiama un "pentola", per tre pence, un paio di calze anche per tre pence, e si può ottenere un bastone e un anello per un penny! E se sei bravo a contrattare, potresti avere una spilla da petto simile all'oro con una cosa come un diamante gettata nel lotto per buona fortuna. Mentre sei nel negozio al buio, l'intera faccenda sembra moderatamente "rispettabile". Gli articoli non sono certamente nuovi, né di seconda mano; sono circa di decima mano. Ma quando esci con i tuoi acquisti sulle spalle, beh, faresti meglio ad avere un foglio di carta marrone di buone dimensioni in cui avvolgerti, perché sospetto che una discreta raffica di vento potrebbe spazzarli via del tutto, o uno scroscio di pioggia potrebbe dissolverli. Il fatto è che le cose non sono sostanziali; Non sopportano l'usura. Le conversioni fatte dall'uomo sono come quei vestiti abbandonati: sono inconsistenti, non si indossano bene. (W. Birch.Affinché i tuoi peccati possano essere cancellati. - La cancellazione del peccato: - Questo è l'unico passaggio in cui il verbo è direttamente connesso con i peccati. L'immagine che sta alla base delle parole (come in Colossesi 2. 14 è quella di un atto d'accusa che cataloga i peccati del penitente, e che l'amore perdonante del Padre cancella. La parola e il pensiero si trovano in Salmi 51:10 ; Isaia 43:25. (Dean Plumptre.Una volta un ragazzino era molto perplesso riguardo ai peccati che venivano cancellati, e disse: "Non riesco a pensare a cosa ne sarà dei peccati che Dio perdona, madre". «Perché, Charlie, puoi dirmi dove sono le cifre che hai scritto ieri sulla tua lavagna?» Li ho lavati via tutti, mamma". E dove sono, allora?" Ebbene, non sono da nessuna parte; se ne sono andati", ha detto Charlie. "Proprio così è con i peccati del credente: sono spariti; Cancellato; 'Non ricordati più'". Quanto l'oriente è lontano dall'occidente, così gli Ebrei hanno allontanato da noi le nostre trasgressioni".Cancellazione più che perdono: ho versato l'inchiostro su una banconota e così l'ho asciugata fino a quando non può essere letta a malapena, ma questa è tutt'altra cosa rispetto all'avere il debito cancellato, perché ciò non può avvenire fino a quando il pagamento non è stato effettuato. Così un uomo può cancellare i suoi peccati dalla sua memoria e acquietare la sua mente con false speranze, ma la pace che questo gli porterà è molto diversa da quella che sorge dal perdono dei peccati da parte di Dio attraverso la soddisfazione che Gesù ha fatto nella Sua espiazione. Il nostro tamponamento è una cosa, il cancellare di Dio è qualcosa di molto più alto. (C. H. Spurgeon.Quando verranno i tempi del ristoro.-Tempi di ristoro:-Quei tempi-

(I.) Sono necessari. La vita spirituale dipende dall'azione diretta del Divino. Ma come ci può essere vita senza salute né vigore, così nel credente e nella Chiesa può esserci vera vita ma grande languore, e quando questo è il caso sono necessari tempi di ristoro. Questa influenza divina è spesso paragonata alla pioggia, ecc. (Isaia 35:1; 44:3 ; Ezechiele 34:26 ; Isaia 61:11), e il risultato del suo sforzo è la fertilità e la crescita

(1.) La pietà personale sarà profonda e l'attività personale energica. Questi sono qui collegati perché non dovrebbero mai essere separati. La pietà senza attività degenererà in egoismo spirituale; L'attività senza pietà sarà formale e meccanica. Poiché la vita spirituale generalmente inizia nell'armadio, è lì che sarà rinvigorita e ravvivata. Come l'uomo sano ha bisogno di più sostentamento e ha un appetito maggiore dell'invalido, così ci sarà un desiderio ardente di cibo spirituale. Come nella salute aneliamo ardentemente all'aria fresca del cielo, così saliremo spesso sulla cima del monte della comunione con Dio. E questa pietà ravvivata, prendendo coscienza delle realtà eterne, spingerà a una corrispondente attività per la causa di Cristo. Poiché tali tempi sono il risultato di un'influenza spirituale, per mezzo di tale influenza l'amore di Cristo si limiterà alla santa e individuale devozione

(2.) La pietà domestica sarà più manifesta. Se la fiamma della devozione nell'armadio è fioca, quella dell'altare di famiglia non può essere luminosa; Ma quando giunge il momento del ristoro, i membri della famiglia colgono lo spirito di devozione, e coloro per i quali i genitori hanno pregato a lungo danno prova di vita spirituale. Qui, forse, più che altrove questi tempi sono da desiderare. I divertimenti mondani, la letteratura, i principi, il conformismo, hanno in troppi casi minato le fondamenta della religione familiare

(3.) La pietà sociale sarà ravvivata. Quanta stupidità e formalità c'è spesso nelle nostre organizzazioni e riunioni ecclesiali, e quale caduta di conseguenza. Ma prendetevi un periodo di ristoro, e il pastore parlerà direttamente dal monte della comunione un messaggio di Dio, e i funzionari e i membri della Chiesa, invece di avvalersi di qualsiasi scusa insignificante, si affolleranno con entusiasmo ai servizi e lavoreranno con zelo in tutti i dipartimenti. Altrettanto grande sarà il cambiamento nella conversanza abituale dei cristiani. Dalla pienezza del cuore la bocca renderà testimonianza delle cose spirituali

(4.) I peccatori saranno convertiti e aggiunti alla Chiesa. Questa è sempre stata una caratteristica di queste stagioni. Testimone della Pentecoste, ad es

(II.) Ci si può aspettare. Non siamo lasciati in dubbio sul trionfo finale della verità. Cristo attirerà ancora tutti gli uomini a Lui. Ma Cristo opera per mezzo di agenti, e poiché il successo del vangelo è proporzionale al vigore degli agenti, siamo portati sia dalla natura delle cose che dalle promesse divine ad aspettarci un rinnovamento del rinvigorimento spirituale di tanto in tanto. E come le piogge fruttuose di un anno non saranno sufficienti per il successivo, ma ciascuna ha la sua propria scorta, così siamo portati ad aspettarci per ogni generazione, e per ogni credente nelle sue successive fasi di esperienza e di lavoro, nuove provviste di grazia vivificante. E il ripetersi di tali stagioni può essere previsto dall'analogia del passato. Essi sono sempre stati inviati quando il bisogno della Chiesa è stato grande. Fu così dopo l'Esilio (Aggeo 1:14), ai giorni del Battista, a Pentecoste, in Italia sotto Savonarola, in Germania e in Svizzera, al tempo della Riforma, in America sotto Jonathan Edwards, ecc. (Isaia 51:9)

(III.) Deve essere cercato. Mentre ci riferiamo alla loro ricorrenza alla sovranità di Dio, tuttavia Ebrei ha indicato la linea di condotta che dobbiamo seguire. "Per questo sarò ancora interrogato dalla Casa d'Israele di farlo per loro". Ma se consideriamo l'iniquità nei nostri cuori, il Signore non ci ascolterà: «Pentitevi dunque!». affinché vengano i tempi del ristoro". Questa esortazione è necessaria sia ai cristiani morti che ai peccatori morti

(IV.) Cambierà l'intero aspetto della Chiesa. Ci saranno

1.) Conoscenza più chiara della verità divina

(2.) Spiritualità più manifesta

(3.) Gioia più grande. (R. C. Pritchett.) Tempi di ristoro dalla presenza del Signore:

(I.) Cosa sono. La frase potrebbe essere letta

1.) "Tempi di raffreddamento", in allusione all'usanza degli operai, specialmente nei paesi dell'Est, di ritirarsi all'ombra durante il caldo del giorno per reclutare le loro forze esauste. E che cosa sono queste ore sacre, sia nei giorni feriali che nel sabato, se non momenti di ristoro, che offrono una piacevole pausa in mezzo alle scene indaffarate della vita, permettendoci di ritirarci dal peso e dal calore del giorno all'"ombra di una grande roccia in una terra stanca"? Qui cresce l'"albero della vita", di cui la Chiesa riconoscente esclama: "Mi sono seduto con gioia alla sua ombra e il suo frutto era dolce al mio palato". Qui scorre dolcemente "il fiume delle acque della vita", "i cui ruscelli rallegrano la città di Dio". Qui, come Natanaele sotto il fico, possiamo rivedere tutto "il modo in cui il Signore nostro Dio ci ha guidati", e questo è ristoratore. Qui possiamo contemplare i misteri svelati dell'amore redentore, e questo è rinfrescante. Possiamo esaminare l'opera della grazia nel cuore, e questo è ristoratore. Possiamo esaminare le promesse ed esaminare il patto che è "ordinato in ogni cosa e certo", e questo è ristoratore. Possiamo pensare al paradiso, e questo è "rinfrescante". 2. Tempi di riflessione. L'anima rinnovata ha un appetito così come il corpo, e le benedizioni della salvezza sono adattate alle nostre necessità. "Su questo monte il Signore degli eserciti farà a tutti i popoli un banchetto di cose grasse", ecc. A queste ricche disposizioni abbiamo accesso costante. Qui c'è cibo per tutti, e il tutto in una piacevole varietà. Ecco "il latte sincero della Parola" per "i bambini in Cristo", ecc

(3) Periodi di umidità, rammollimento e umidità, quando le piogge geniali o le rugiade rinfrescanti saturano e ravvivano il seno assetato della vegetazione. Emblema appropriato delle influenze ristoratrici dello Spirito Santo, che "scendono come pioggia sull'erba appena falciata e come le piogge che irrigano la terra". E come sono gradite queste docce paradisiache! Come ristorano l'anima del ministro, che, avendo seminato il buon seme della parola, è ansioso di vedere "la lama, la spiga e il grano pieno nella spiga!" Come risvegliano lo spirito del popolo le cui grazie si aprono e si espandono come "alberi piantati presso i fiumi d'acqua!" Che felice effetto hanno sulle nostre istituzioni religiose! Che profumo soave, come "sapore di vita per la vita", producono, come si trova in un giardino dopo una doccia rinfrescante! E quale bellissimo inchino sulla "nube delle nostre misericordie come nel giorno della pioggia", quando scendono insieme al Sole di Giustizia, come "l'arco della promessa in mezzo alla tempesta".

(II.) La fonte da cui scaturiscono: "La presenza del Signore". Questo li rende doppiamente preziosi. Il dono è accresciuto dall'amore che portiamo al Donatore, specialmente quando ricordiamo il Suo motivo, il modo in cui le nostre provviste sono state procurate, il mezzo attraverso il quale discendono, l'impossibilità di procurarci altri di pari valore, la nostra indegnità e "la pienezza della gioia e del piacere per sempre" di cui essi sono il pegno e la caparra. Essi provengono "dalla presenza del Signore", come la piscina di Betesda fu resa medicinale dalla presenza dell'angelo; come le acque amare di Mara divennero dolci per l'influenza dell'albero che vi fu gettato; o come i discepoli addolorati furono rallegrati dalla presenza del Redentore. Che il Dio benedetto sia presente con il Suo popolo ogni volta e ovunque si riuniscano nel Suo nome, non richiede alcuna prova. Ebrei ha promesso: "In tutti i luoghi in cui registrerò il mio nome, verrò a voi e vi benedirò".

(III.) La loro importanza. Che cosa sarebbe la terra senza le piogge geniali che la irrigano se non un deserto, qualunque sia la nostra abilità o il nostro lavoro? Così sarebbe nelle nostre Chiese senza influenze Divine. I ministri potevano "dissodare il terreno incolto e spargere il seme prezioso", ma esso non germogliava. "Dovremmo lavorare invano e spendere le nostre forze per nulla". Ma quando lo Spirito sarà sparso dall'alto, "il deserto germoglierà e fiorirà come la rosa". Lo Spirito Santo è la fonte feconda della religione vitale. Senza le Sue grazie fruttifere, le istruzioni, gli inviti, gli avvertimenti, i giudizi, le misericordie, i miracoli sono tutti improduttivi. Ma quando Ebrei scende, "come piogge celesti", il mezzo più semplice produce gli effetti più nobili. E come lo Spirito Santo produce una religione vitale dove non è mai esistita prima, così Ebrei la ravviva dove si è inaridita, la rafforza dove è debole, e abbellisce, espande e fa sì che si dispieghi dove è stata contratta e confinata

(IV.) Come devono essere ottenuti

(1.) Da una convinzione del loro valore. Questo è necessario per dare un giusto impulso alla nostra sollecitudine

(2.) Con la preghiera fervente e perseverante. Dobbiamo chiedere per poter ricevere. Poiché il Signore cercherà le benedizioni di cui abbiamo bisogno. E "se siete malvagi", ecc

(3.) La preghiera deve essere seguita dall'evitare quelle incongruenze e declinazioni che "rattristano lo Spirito Santo di Dio". (W. B. Leach.) Risvegli religiosi tempi di ristoro (testo, e Salmi 85:6) : - Ho scelto queste parole -

(I.) Come le profonde espressioni dei nostri desideri per un risveglio nella nostra terra

(1.) Non ne sentiamo il bisogno in noi stessi individualmente? La religione inizia con il sé di un uomo e opera verso l'esterno. "Quando sarai convertito, conferma i tuoi fratelli". Invece di dire: "Che cosa mi manca ancora?" o "ringraziando Dio che non siete come gli altri uomini", ma grida: "L'anima mia si è attaccata alla polvere. Oh, vivificami, secondo la Tua Parola". Alcuni si lusingano segretamente di non aver vissuto in aperta empietà? "Ah, ma dov'è la beatitudine di cui una volta parlavi?" Quale rapporto dal tuo armadio? la tua scena di lavoro quotidiano? la casa di Dio, la scuola domenicale? La camera dei malati e dei moribondi? "Non vuoi rianimarmi di nuovo?" 2. Non c'è bisogno di un risveglio nelle nostre famiglie? Hai messo in ordine la tua casa? Cammini nella tua casa con un cuore perfetto? Non c'è qui un Eli troppo indulgente? Non c'è forse nessun genitore che abbia problemi con un Assalonne? Come Giacobbe, soffri di idoli nascosti? Le difficoltà sono avvertite in questi tempi moderni da molti genitori; ma "la terra faccia cordoglio, ogni famiglia in disparte", e "la voce di gioia e di salvezza sia nei tabernacoli dei giusti". Lasciate che la Bibbia di famiglia, l'altare di famiglia e il banco di famiglia assicurino la benedizione della famiglia

(3.) Non c'è bisogno di un risveglio nelle nostre Chiese? Ma guardiamoci da quella censura che non riesce a vedere altro che i difetti, e persino a provare piacere nell'esporli. Le orecchie del mondo sono aperte a queste calunnie, e dalla loro bocca ci condannano. Marco è l'esempio di Cristo nei discorsi alle Chiese in Asia: dove è possibile, la lode si mescola alla censura, e la lode ha la precedenza

(4.) I nostri occhi si rivolgono naturalmente alla nostra nazione in generale, e ci chiediamo se non sia necessario un risveglio. Qual è il nostro carattere nazionale, le nostre abitudini e la nostra reputazione all'estero? Guardate il vostro senato, le università, i mercati, le fabbriche, la stampa, i teatri, le prigioni, i peccati e le miserie delle vostre strade, di notte come di giorno, e non "sospirerete e griderete per tutte le abominazioni che si commettono in mezzo ad esse"? La profonda convinzione dei peccati nazionali precede un risveglio

(II.) La fonte di un risveglio religioso. Da dove viene? "Dal cielo o dagli uomini?" Che cosa rende più perplesso il filosofo mondano che vedere folle di uomini, donne e bambini accorrere alla riunione di preghiera. Il giorno di Pentecoste «tutti erano stupiti e dubbiosi, e si dicevano l'un l'altro: Che vuol dire questo? Altri, beffonandosi, dicevano: "Questi uomini sono pieni di vino nuovo". Ma tutto ciò lascia inspiegabile il fenomeno di un autentico risveglio religioso. Che un vero risveglio, messo alla prova dai frutti del pentimento e di una vita santa, sia l'opera dello Spirito, noi sosteniamo coraggiosamente questo dal cambiamento effettuato. Mi appello alla storia della Chiesa. Sia che vi riferiate alla conversione dei tremila, sia che vi riferisciate agli individui, come al malfattore, a Zaccheo, a Saulo di Tarso o al carceriere, sia che in ogni caso non fosse come nel caso di Lidia: "Il Signore aprì il cuore". Se ci fosse un fatto necessario per confermare questo punto di vista, non sarebbero solo i famigerati peccatori ad essere stati convertiti, ma anche gli umili e disprezzati agenti e agenti impiegati. Ma facciamo appello alla Scrittura stessa. Cosa dicono gli apostoli del loro successo? "Non che siamo sufficienti a noi stessi". Così dunque né colui che pianta alcuna cosa, né colui che innaffia, ma Dio che dà il prodotto". Non con la forza, né con la potenza; ma per il mio Spirito, dice il Signore degli eserciti". E si ode la stessa Voce che dice: "E farò di loro e dei luoghi intorno al Mio monte una benedizione", ecc

(III.) La gioiosità del suo carattere

(1.) Questo è un tempo di "ristoro" dai suoi effetti sulla nostra mente. Alcuni di voi potrebbero essere risvegliati per scoprire l'estrema peccaminosità del peccato e per essere allarmati per le sue conseguenze. Guardate il penitente ai piedi dello sgabello della misericordia che implora il perdono regale; segna la proclamazione del favore del Sovrano, e osserva il cambiamento sul volto del supplicante! "Io, proprio io, sono un Ebrei che cancella le tue trasgressioni per amor di Me stesso, e non mi ricorderò dei tuoi peccati." Quanto è diverso ora il cuore del supplicante dal tremore con cui si avvicinava per presentare la preghiera: "Nascondi il tuo volto dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità!" Non fu così per il carceriere quando "si rallegrò con tutta la sua casa"? Non è stato così per gli uomini "punti nel loro cuore"? "Ricevettero volentieri la sua parola". 2. Non è un momento di ristoro quando assistiamo a grandi adesioni alla Chiesa cristiana? Risvegliata da un sentimento di compassione per il mondo che perisce, la Chiesa unisce la sua gioia sulla terra con la "gioia in cielo per un solo peccatore che si converte". Ma se la liberazione di un peccatore è tale gioia, quale allegrezza quando in queste stagioni l'impero di Satana è scosso fino al suo centro, ed egli stesso trema per il suo regno? 3. Allora le Chiese stesse sono così purificate e separate dal mondo, che non solo credono, ma sperimentano la comunione dei santi. La carità di ciascuno di loro abbonda gli uni verso gli altri. Invece di essere oziosi, sono in "lavori più abbondanti"; invece di essere disturbatori, sono operatori di pace di Sion

(4.) Ma non abbiamo raggiunto l'apice della gioia finché non abbiamo associato i risvegli religiosi con la gloria manifesta di Dio. (J. S. Pearsall.Un risveglio è la sorgente della religione, il rinnovamento della vita e della gioia. È la stagione in cui i giovani convertiti irrompono nell'esistenza e nella bella attività. La Chiesa riprende la fatica, il lavoro e la cura con freschezza ed energia. L'aria tutt'intorno è balsamica e diffonde gli odori più dolci. L'intero paesaggio pullula di promesse viventi di abbondante raccolto di giustizia e pace. E' il giubileo della santità. Un calore geniale pervade e ristora tutta la Chiesa. Piogge di "delizia e gioia primaverile" scendono dolcemente e copiosamente. Deliziose influenze sono diffuse da ogni brezza. Dove le foglie morte dell'inverno indugiano ancora, la primula e la margherita spuntano in modesta bellezza. Alberi a lungo sterili producono i germogli della bellezza e del potere. Tutta la valle è coronata da fiori profumati e variegati. Forme di bellezza fioriscono da ogni parte, e Sion è la gioia di tutta la terra. Se lo spirito che rinnova la faccia della terra è uno spirito di bellezza nell'eleganza dei germi, nelle tinte dei boccioli, nel verde del fogliame, nello splendore dei fiori e nelle glorie streghe dei frutti maturi della Natura, "quanto è grande la Sua bellezza" quando mette in atto le Sue amabili e sante perfezioni nei risvegli della religione. (T. W. Jenkyn, D.D. La divinità dei risvegli può essere messa alla prova dal loro effetto sulla famiglia. Se volgono il cuore dei genitori verso i loro figli, e il cuore dei figli verso i loro genitori, sono da Dio. Se aumentano l'amore della famiglia; se fanno sì che i viticci dell'amore attirino i membri della famiglia sempre più vicini l'uno all'altro; Se sotto la loro influenza sbocciano e grappoli d'amore pendono in abbondanza sull'albero genealogico, allora potete essere certi che è la vera religione che viene rianimata. Ma se la famiglia non ha alcuna benedizione, e la rugiada è sulla Chiesa, potreste essere in dubbio se si tratti di una benedizione divina, o di qualsiasi altra benedizione. Se le eccitazioni religiose rendono la casa noiosa, e i doveri e i rapporti dei genitori e dei rami docili o insipidi, si può sospettare che siano spuri, carnali, mondani. E quando comincia ad esserci il desiderio di un risveglio dell'opera di Dio, non è sbagliato desiderare che la congregazione si infiammi, e che ci sia una moltiplicazione di riunioni, in cui i cristiani, riunendosi, possano scambiare i loro pensieri e mescolare i loro sentimenti; ma è sbagliato supporre che un risveglio debba iniziare nella Chiesa. La famiglia è un focolare rastrellato e il fuoco deve essere spento lì. E ognuno deve portare il suo marchio di casa e deporlo sull'altare della Chiesa. Allora il risveglio nella Chiesa sarà autentico. A volte i risvegli iniziano nelle chiese e da lì arrivano nelle famiglie. Atti in ogni caso, primi o ultimi, ogni vero risveglio della religione deve raggiungere la famiglia. Un risveglio che non raggiunge la famiglia è imperfetto, se non spurio. (H. W. Beecher.Una delle benedizioni dei risvegli della religione è che circondano gli uomini di simpatie che lavorano per la crescita religiosa. Le ore di convinzione sono benefiche in questo, che escludono gli uomini dal mondo, e li danno a se stessi per il momento, e offrono loro l'opportunità di dimorare nei loro pensieri sulle cose divine e spirituali. C'è tutto ciò che tende a compensare quel flusso di azione comprensiva con cui la mente è distolta dal rapporto con Cristo e con Dio. Risvegli: Effetti di: - Nel risveglio adombrato nella visione della valle delle ossa secche, ci fu prima un rumore, e poi uno scuotimento, in tutta la pianura. I risvegli producono sempre vigorosi fermenti in una chiesa e eccitazione in un quartiere. Il ghiaccio liscio e gelido delle gelide latitudini della formalità è disturbato e spezzato; e tutte le barche e le navi che vi erano congelate sono state liberate. Le nevi dell'inverno si sciolgono dalla faccia della terra e tutti gli uomini si risvegliano all'attività e al lavoro. I revival disturbano i formalisti, gli indolenti, i tiepidi e i malvagi. Producono una turbolenza nella coscienza, un'agitazione nella mente, un tumulto nelle emozioni, una commozione nelle simpatie e un'animazione vigorosa in tutte le facoltà. (T. W. Jenkyn, D.D.Ricordi che una settimana New York era come una seconda Gerusalemme a Pentecoste. I mercanti fuggivano dalle case di conteggio e i banchieri da Wall Street e da South Street, affamati e assetati di un'ora di preghiera a mezzogiorno; e l'atmosfera sembrava carica dei profumi dello Spirito, quando vidi poco tempo fa i frutteti d'Inghilterra carichi dei dolci fiori di melo. Delle migliaia di persone che allora si misero in cammino verso Sion, con canti di gioia e di letizia, quanti hanno resistito e chi ha resistito? Solo coloro che si sono donati pienamente a Cristo, e da allora hanno seguito pienamente Cristo; i veramente rigenerati con lo Spirito, che hanno imparato a non conoscere altro che Cristo, e a non seguire altro che Lui. La Chiesa si riempie nelle stagioni dei risvegli, ma viene vagliata nelle stagioni di freddezza e indifferenza. Solo la sana pietà resiste e si mantiene fresca nei momenti in cui la mondanità abbonda, e i peccati popolari e alla moda si riversano come un diluvio. (T. L. Cuyler.Lontano, nei boschi del Maine, in questi mesi invernali, ci sono centinaia di accampamenti, e decine di uomini con l'ascia sono occupati ad abbattere gli enormi alberi e a misurare i tronchi e a selezionarli, e a gettarli in profondi burroni, dove rimarranno asciutti e indisturbati fino a quando la neve si scioglierà e arriveranno le inondazioni primaverili; e poi saranno portati fuori dai burroni nel fiume che scorre sempre profondo, e da lì a qualche Penobscot o Kennebec, e lì raccolti insieme e legati in possenti zattere, galleggeranno fino alle acque della marea. Così gli uomini stanno posando tronchi secchi lungo canali vuoti, sperando che arrivi un po' di freschezza di risveglio e li spazzi giù nelle profonde acque della pietà. (H. W. Beecher.) Tempi di restituzione e restaurazione: - Nel testo abbiamo

(1) le condizioni della salvezza per mezzo di Cristo: pentimento e conversione; cambiamento di mente e cambiamento di vita; rivedendo il passato con vera contrizione e volgendosi a Dio con il pieno proposito di correggersi:

(2) il risultato immediato, il perdono; la cancellazione del peccato; la cancellazione della fedina penale; il "gettare tutti i nostri peccati negli abissi del mare"; i peccati di coloro che veramente si pentono, che gli Ebrei non li ricordano più.

(3) il risultato futuro; "affinché dalla presenza di Dio vengano stagioni di ristoro"; affinché, essendo finalmente compiuto il numero dei Suoi eletti, gli Ebrei possano inviare Gesù Cristo, il Salvatore, che è ora in cielo in attesa dell'arrivo di quei tempi di restaurazione, restaurazione, riparazione di tutte le cose che sono state il grande soggetto della predizione divina fin dall'inizio. L'arrivo dei tempi così descritti è fatto dipendere dal pentimento e dalla conversione dell'uomo

(I.) Il periodo di refrigerio. La parola così tradotta è propriamente un risveglio all'aria aperta; la conseguenza di far entrare una brezza d'aria fresca e tonificante su uno che è stato a lungo svenuto sotto un'atmosfera afosa e opprimente. Non vogliamo noi tempi così? Non siamo tutti consapevoli del peso opprimente dell'atmosfera di questo mondo? Non ci sentiamo tutti spesso svenire per la vicinanza e l'afa dell'aria che siamo costretti a respirare? L'oppressione della persecuzione è piuttosto "un vento tempestoso e tempestoso" che ha in sé una certa severità salutare, che risveglia tutto il nostro essere a una vitalità più risoluta e vigorosa. Ma il testo parla di quel caldo soffocante che allo stesso tempo indispone e incapace allo sforzo; di quel senso di respirare un'aria esausta, o di vivere in una capanna affollata, che paralizza ogni energia, e alla fine proibisce il riposo stesso. Quanto raramente il soffio ristoratore dello Spirito Santo di Dio ravviva i cristiani nella vivacità della vita e della salute coscienti! Quanto raramente la dolce influenza della presenza divina li solleva in quell'aria superiore dove nessuna nuvola nata sulla terra oscura il loro cielo, e nessun vapore nocivo smorza o avvelena la loro atmosfera! Possono raccontare i momenti in cui questa è stata la loro brillante esperienza. Ma molto più spesso sospirano per la luce e per l'aria, hanno fame di cibo, sete di acqua. Nella prosperità l'aria della terra è carica di un profumo lussureggiante, che ci culla in uno stupore che non è riposo. Nelle avversità ci sembra di essere confinati tra le mura di una stanza di malato, da cui il piacere mondano è bandito, senza l'ammissione di un visitatore celeste

(II.) Il tempo della restituzione. Che cosa aggrovigliata, disordinata, capovolta è il mondo come lo vediamo! Che deterioramento da qualsiasi condizione in cui Dio avrebbe mai potuto dichiarare che era molto buona. "Tutta la creazione geme e partorisce", ecc. Guardate, per esempio, come i rapporti della vita sono disorganizzati! Guardate quali disgrazie, quali dolori, sgorgano dagli affetti! Guardate il cuore dei padri allontanati dai loro figli e il cuore dei figli dai loro padri. Vedete, la metà più debole e più fiduciosa dell'umanità fatta per lo sport e la vittima del più forte e del meno sensibile. Guardate la distinzione dei ranghi ora crudelmente aggravata, e ora violentemente cancellata. E sotto il governo di un Dio giusto e santo si può concepire che questo stato di cose debba essere perpetuo? L'estensione stessa della rovina non è forse una profezia della restaurazione? Può essere che Dio abbia fatto tutte le cose invano, e abbia permesso che la Sua stessa bella opera fosse infine deturpata e desolata? E' stato il linguaggio di tutte le profezie che ci sarà un tempo di restaurazione. "Noi", scrive lo stesso apostolo, "secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abita la giustizia". E non sarà di conforto per il vero cristiano attendere con ansia l'arrivo di quel tempo in cui le vie di Dio saranno infine giustificate per l'universo? Come ci conviene vedere che noi stessi non stiamo aumentando la confusione? Sebbene la restaurazione di tutte le cose non sia ancora, tuttavia ricordiamoci che c'è una restituzione, una riparazione, una ricostruzione, che appartiene a tutti i tempi; un pentimento e una conversione che, se non si realizzano qui, non possono essere realizzati da nessuna parte; un rinnovamento dell'anima e un emendamento della vita sotto l'influenza dello Spirito Santo, che è la condizione per essere sempre ammessi nel mondo in cui abita solo la giustizia. Se mai vogliamo entrare in cielo, dobbiamo iniziare da qui. Se mai volessimo vedere la restaurazione di tutte le cose, dovremmo lottare giorno dopo giorno qui per le nostre. (Dean Vaughan.Il pensiero è quello espresso sia da San Pietro (Versetto Versetto 2Pietro 3:12) che da San Paolo (Romani 11:25-27), che la conversione dei peccatori, specialmente la conversione di Israele, avrà il potere di accelerare l'adempimento dei propositi di Dio e, quindi, la venuta del Suo regno nella sua completezza. La parola per "ristorare" non si trova altrove nel Nuovo Testamento, ma il verbo affine ci incontra in 2Timoteo 1:16. Nella versione greca di Esodo 8:15, sta dove abbiamo "tregua". I "tempi di ristoro" si distinguono dalla "restaurazione di tutte le cose" di 21, e sembrerebbero essere, per così dire, i graziosi preludi di quel grande compimento. Le anime degli stanchi sarebbero state vivificate come dalla fresca brezza del mattino; il fuoco della persecuzione si placò come da "un vento umido e sibilante" ("Il canto dei tre fanciulli", versetto 24). Israele, come nazione, non si pentì, e perciò l'odio e la contesa andarono avanti fino alla fine senza ristoro. Per ogni chiesa, nazione o famiglia, quei "tempi di ristoro" giungono come il seguito di una vera conversione e preparano la strada per una restaurazione più completa. (Dean Plumptre.)

20. E gli Ebrei manderanno Gesù.-Il Cristo missionario: -Un missionario è "un mandato". Gesù era un missionario quando gli Ebrei vennero a salvare; Ebrei sarà un missionario quando Ebrei verrà a giudicare. Queste missioni sono state genericamente denominate Primo e Secondo Avvento, come se non ce ne fossero altre. Ma se le teofanie dell'Antico Testamento erano manifestazioni di Cristo, allora Cristo venne in una missione pre-incarnata. D'altra parte, gli Ebrei ebbero una missione importante dopo la Resurrezione; e inoltre, vediamo dal testo in congiunzione con 26 e la Sua promessa: "Ecco, io sono con te", che Ebrei è stato impegnato in una missione sin dall'Ascensione. Quattro sono dunque gli avventi che caratterizzano le fasi successive della missione del Figlio di Dio. Il testo si riferisce a ciò in cui Ebrei è ora impegnato. Nota-

(I.) Il missionario

(1) Il nome "Gesù" è generalmente usato per indicare il Salvatore nella Sua capacità umana; e non è senza il più profondo interesse che il Grande Ambasciatore dall'alto è quello "stesso Gesù" che ha assunto la nostra umanità per qualificarsi per una vera fratellanza con la nostra razza. Abbiamo suggerito, quindi, nel nome simpatia, disponibilità, accessibilità, compagnia. Mentre ricordiamo attentamente la Sua augusta posizione sul trono dell'universo, non dimentichiamo che quel trono è occupato dal nostro Fratello, e che quindi possiamo "accostarci con fiducia al trono della grazia!" 2. Cristo è il titolo ufficiale che rappresenta il nostro Signore come incarnazione di tutto ciò che intendevano i personaggi "unti" dell'Antico Testamento. Ebrei è la realtà di cui erano il tipo: il Messia.

(1) Cristo, quindi, assolve ancora le Sue funzioni di insegnamento e dice molte cose che gli Ebrei non potevano dire ai Suoi antichi discepoli, non tanto rivelando nuove verità quanto rivelando nuovi sviluppi, esibendo nuovi aspetti e portandola a casa in modi inaspettati.

(2) Cristo è il Sacerdote della Sua Chiesa. L'espiazione era solo una delle funzioni. Ebrei vive sempre per applicare i benefici del Suo sacrificio, per intercedere, per riversare le Sue incessanti benedizioni.

(3) Cristo è il Re per legiferare, governare e condurre alla vittoria

(II.) Il mittente. Dio (Versetto 19). Che Gesù fosse l'Inviato di Dio lo dimostra

1.) L'armonia delle missioni di Cristo incarnato e di Cristo glorificato. Nella mente di nostro Signore non c'era pensiero più frequente di quello che gli Ebrei venivano da Dio, tranne il pensiero affine che gli Ebrei erano lieti di venire. Così il nostro testo considera Cristo come ancora inviato, e, poiché gli effetti della sua missione sono così benedetti (Versetto 26), con la stessa gioia. Quale dignità e beatitudine dà questo a coloro che lo ricevono! Siamo stupiti dalla condiscendenza e dall'amore che hanno contraddistinto l'avvento a Betlemme; ma sotto gli stessi grandiosi auspici Cristo viene alla nostra anima, alla nostra casa, alla nostra chiesa

(2.) La relazione di Cristo.

(1) Al Padre. (a) Subordinazione. "Invia." (b) Uguaglianza. Dio solo poteva fare ciò per cui Cristo è stato mandato (Versetto 26).

(2) Allo Spirito Santo. I "tempi di ristoro" sono considerati enfaticamente dello Spirito, ma il nostro testo mostra che sono anche quelli di Cristo. Questa armonia di operazioni si vede in tutto il Nuovo Testamento. E l'uomo non separi ciò che Dio ha congiunto.

(III.) Il tempo. "Tempi di ristoro". Cristo è sempre qui, ma Ebrei non è sempre manifesto. Ma Ebrei è supremamente manifesto durante i periodi di risveglio spirituale

(1.) Nel risveglio della religione personale è la vivida realizzazione di Cristo che porta ristoro. I nostri tempi morti, aridi e sterili sono quelli in cui Cristo è parzialmente o totalmente nascosto. Ma quando le nuvole si rompono, cadono gli acquazzoni e risplende il Sole della Giustizia, e tutto è lieto e fruttuoso

(2.) Nel risveglio della vita della Chiesa è Cristo portato a casa dal peccatore, magnificato dal santo e onorato in ogni sforzo che è la causa principale

(IV.) I mezzi. "Predicato a voi". 1. La predicazione senza Cristo non è mai contrassegnata da un periodo di ristoro. C'erano rabbini eruditi che profetizzavano in una valle di ossa secche; Ma è stato un pescatore maleducato lo strumento per farli rivivere. Pietro lo fece semplicemente predicando Cristo. I filosofi scolastici spargevano i loro ponderosi tomi su un'epoca che non era solo oscura ma morta; ma fu il rude figlio di un minatore a risvegliare l'Europa alla vita. Lutero lo fece semplicemente predicando Cristo. Saggi maestosi furono letti da pensatori colti in quel diciottesimo secolo arido e sterile; ma gli evangelisti non istruiti semplicemente sostennero Cristo e vennero tempi di ristoro

(2.) Come mezzo di risveglio, quindi, la predicazione di Cristo è il principale. Altre cose sono importanti: l'architettura, la musica, le visite, le scuole, le serate piacevoli, ecc. Ma una Chiesa può avere tutto, eppure mancare dell'unica cosa necessaria. Ma il Soggetto da predicare è un Cristo intero: non la Sua tenera umanità separata dalla Sua dignità sovrana; non le Sue preziose promesse a parte il Suo sacrificio espiatorio. Che tutto il Cristo sia predicato accompagnato dalla potenza dello Spirito Santo, con e attraverso il quale Ebrei opera, e verranno "tempi di ristoro dalla presenza del Signore". (J. W. Burn.)

21 CAPITOLO 3

Atti 3:21

Che i cieli devono accogliere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose.- Tempi di restaurazione di tutte le cose: - I "tempi" sembrano distinti dalle "stagioni" come più permanenti. Questo è l'unico passo in cui la parola tradotta "restituzione" si trova nel Nuovo Testamento; né si trova nella (LXX. versione dell'Antico). Etimologicamente, trasmette l'idea di una restaurazione a uno stato precedente e migliore, piuttosto che quella di semplice consumazione o completamento, che il contesto immediato sembra, in una certa misura, suggerire. Trova un interessante parallelo nei "nuovi cieli e nuova terra" - che comportano, come essi lo fanno, una restaurazione di tutte le cose al loro vero ordine - di 2Pietro 3:13. Non implica necessariamente, come alcuni hanno pensato, la salvezza finale di tutti gli uomini, ma esprime l'idea di uno stato in cui la "giustizia", e non il "peccato", avrà il dominio su un mondo redento e appena creato. Il verbo corrispondente si trova nelle parole: "In verità Elia verrà prima e ristabilirà tutte le cose" (Matteo 17:11); e le parole di San Pietro possono ben essere considerate come un'eco di quell'insegnamento, e quindi come una coincidenza non intenzionale che testimonia la verità del racconto di San Matteo. (Dean Plumptre.L'età dell'oro, la restaurazione di tutte le cose: l. Restituzione significa la ricostituzione di ciò che è stato abbattuto. Quando un pilastro caduto viene ripristinato nella sua posizione; o una pianta, abbattuta o schiacciata, riacquista il suo atteggiamento eretto; Quando un edificio, rovesciato, viene ricostruito, c'è una restituzione

(2.) Nell'universo c'è stato un grande capovolgimento. Il corso della storia sembra essere una successione di fallimenti: Dio si è insediato, qualche altro potere ha abbattuto. E, a parte la rivelazione, non potevamo dire quale sarebbe stata la fine di tutte le cose. Nella Parola di Dio abbiamo l'assicurazione di una restaurazione, di una ricostituzione di tutte le cose, di una restaurazione dal vecchio, ma più alto del vecchio, uguale eppure diverso. "La città sarà edificata sul suo proprio mucchio, e il palazzo rimarrà alla maniera."

(I.) La restituzione della natura. In principio Dio creò i cieli e la terra, adorni di sapienza; benedetti dall'amore; e, esaminando il tutto, gli Ebrei lo giudicarono molto buono. Ma con l'introduzione del male, ben presto cadde una maledizione sulla creazione, e la terra subì qualche cambiamento, per quanto riguarda la sua bellezza e fertilità. Il mondo è considerato pieno di bellezza, nonostante i suoi deserti aridi, ecc.; ma se il peccato non fosse mai entrato, sarebbe stato uno scenario di ordine e di pace che superava di gran lunga la nostra concezione. Il Cosmo che contempliamo porta ovunque tracce di grandi convulsioni; E a questo riguardo la natura è stata chiamata "una rovina nata". Ci sono forze rivoluzionarie che, se lasciate libere, farebbero a pezzi la creazione. Nel frattempo queste forze si controllano a vicenda; Solo occasionalmente ci viene ricordato il loro potere da un tremito della terra o da uno scoppio di tuono. Ma verrà il giorno in cui queste forze oltrepasseranno i loro limiti attuali e coinvolgeranno la natura universale in una catastrofe. I due agenti nominati da Dio per operare grandi rivoluzioni fisiche e morali sono l'acqua e il fuoco. Dio ha già impiegato l'acqua per cambiare la faccia della terra e la corrente della storia. L'altro agente da impiegare nella distruzione del mondo è il fuoco (2Pietro 3:10-14). Una parte, dunque, della restituzione di tutte le cose consiste nella restituzione della natura. All'inizio della rivelazione vediamo la prima opera di Dio stabilita, ma presto gettata giù, o rovinata. Alla fine leggiamo che fu ristabilito in forma superiore: "Vidi un nuovo cielo e una nuova terra", ecc. La prima creazione fu maledetta, ma nella seconda creazione "non ci sarà più maledizione". La prima creazione ha spine e triboli, ma riguardo alla seconda: "Al posto della spina salirà l'abete", ecc. La restituzione non sarà semplicemente un ritorno alla bellezza primordiale, ma l'introduzione di una bellezza molto più elevata. Perché allora "la luce della luna sarà come la luce del sole", ecc. Implicata nella restituzione della natura è la restituzione del Paradiso, "Il Signore Dio piantò un giardino", ecc. In questo c'era una perfetta combinazione di utile e bello. Aveva alberi "piacevoli alla vista e buoni da mangiare". Un fiume, inoltre, usciva dall'Eden per irrigare il giardino. E così in mezzo al Paradiso restaurato c'è "l'albero della vita, con dodici specie di frutti", ecc., e "un puro fiume d'acqua di vita", ecc

(II.) La restituzione dell'uomo. Questo è intimamente connesso con la restituzione della natura, come Paolo mostra in Romani 8 1. Guardate l'uomo nel suo primo stato. Ebrei è stato creato a immagine di Dio nella natura e nella volontà. Gli ebrei possedevano il dono glorioso ma pericoloso della libertà. E come ha dimostrato la sua libertà? Non come Dio aveva fatto nella produzione del bene, ma come aveva fatto Satana nella produzione del male. Ebrei si mostrò libero con un atto che distrusse la sua libertà. Ebrei era una creatura spezzata, colpita dalla morte. Essendo spiritualmente morti, la morte temporale ed eterna era il risultato necessario. Inoltre, quando l'uomo ha perso l'immagine di Dio, ha perso la sovranità della natura, e avendo questo dominio, deve aver avuto poteri molto più grandi di quelli che gli sono rimasti dopo la caduta. Ma l'uomo, l'immagine spezzata di Dio, deve essere restaurato. L'uomo, il monarca detronizzato e prostrato della natura, deve essere reintegrato nella sua sovranità. Questa restituzione inizia nel tempo, come un rinnovamento dello spirito. Atti della risurrezione il corpo viene ricostituito in una forma molto più alta, come il corpo glorificato del Redentore. Allora, inoltre, essendo l'immagine di Dio perfettamente restaurata, l'uomo entrerà di nuovo nella sua vera sovranità. Il credente sarà fatto re e sacerdote di Dio

(2.) Tutto questo si è visto compiersi in Cristo, come uomo rappresentativo. Gli Ebrei intrapresero l'opera nel punto di rovina in cui l'uomo l'aveva condotta, e da ciò riguadagnarono tutto ciò che l'uomo aveva perduto. Gli Ebrei magnificarono la legge che l'uomo aveva disprezzato; e adempì ogni giustizia. Gli ebrei incontrarono il tentatore e lo sconfissero . La prima tentazione ebbe luogo in un giardino, e il risultato fu che l'uomo fu cacciato nel deserto. Gesù riprende il conflitto nel deserto per restaurare il giardino. Ebrei stessi è l'immagine di Dio, e mostra che Ebrei è in possesso della sovranità perduta sulla natura. Quando Ebrei era nel deserto, è scritto che Ebrei era con le bestie selvagge, che persero la loro ferocia e ribellione alla Sua presenza. In questo abbiamo un fugace assaggio del ritorno del dominio dell'uomo sulla creazione inferiore; del tempo in cui "il lupo abiterà con l'agnello", ecc.; così come i Suoi miracoli, che manifestavano il Suo potere sulla natura inanimata e sul corpo dell'uomo, furono un adempimento profetico della grande aspirazione e dello sforzo della mente umana di riconquistare il dominio della natura

(III.) La restituzione della società. Troviamo qui che si vuole molta riforma. Accanto alla grande domanda - Come l'uomo sarà giusto con Dio? - c'è la domanda: A quali condizioni vivrà con i suoi simili? È il problema del governo. Accanto alla salvezza dell'individuo c'è la costruzione della società. L'elemento perturbatore nell'umanità non risiede principalmente nelle forme di governo, ma nell'anima individuale; e, quindi, tutti i tentativi di rigenerare l'uomo dall'esterno, migliorando semplicemente le sue circostanze, o ponendolo sotto un nuovo ordinamento politico, sono falliti; perché la radice di ogni ribellione è il cuore non rinnovato. Perché una macchina funzioni perfettamente, anche supponendo che la macchina stessa sia perfetta, ci sono necessari uomini onesti e competenti per farla funzionare; e, quindi, il cristianesimo inizia con l'individuo, e da quel punto rigenera la società

(1) La prima forma di società è quella della famiglia. Qui abbiamo il vivaio di tutte le altre forme. Se le famiglie sono atee, la Chiesa non può essere prospera. Se sono immorali, la città non può essere sicura. Se sono disorganizzati, lo Stato non può essere forte. Ma quale oscura tragedia ha spezzato la prima società di questo genere! Mentre scendiamo lungo il fiume della storia sacra, vediamo che Dio rimette sempre in piedi la Sua opera in mezzo a una particolare famiglia. Nella famiglia di Noè la corsa ricomincia. Nelle famiglie di Abramo, Isacco e Giacobbe viene stabilita una nuova alleanza di grazia. Nella famiglia di Davide è confermato il regno dei Giudei. Nella casa di Nazaret sono poste le fondamenta della cristianità. Ma le famiglie esistenti vengono sempre disgregate e disperse. L'istituzione stessa, tuttavia, è un'idea divina che non può perire, e nella restituzione di tutte le cose riappare la famiglia. Dio si rivela come il Padre di Cristo, "dal quale prende nome l'intera famiglia in cielo e sulla terra". 2. Accanto alla famiglia c'è la città. Caino, che distrusse la prima famiglia, fu il fondatore della prima città; il riconoscimento che l'uomo non era più a suo agio con la natura; una città è un luogo fortificato, circondato da mura, per tenere lontani gli intrusi. Ora, ciò che l'uomo ha fondato, Dio lo ha adottato. Dopo che il Suo popolo ebbe vagato nel deserto, gli Ebrei 51 condussero alla terra promessa, e lì costruirono la famosa capitale dell'antica teocrazia, Gerusalemme. Era chiamata la Città di Dio, la Città Santa. Ma alla fine fu colpita da un terribile rovesciamento. "Ma la città sarà costruita sul suo proprio mucchio". Nella restaurazione di tutte le cose sorge una nuova Gerusalemme, "una città che ha fondamenta, il cui costruttore e costruttore è Dio". Cristo è andato nel mondo invisibile per preparare molte dimore per il Suo popolo; e nella rivelazione data a Giovanni si intravede "Quella grande città, la santa Gerusalemme". 3. Accanto alla città c'è l'impero, o unione di città e stati. Molto presto l'idea dell'impero universale si impadronì della mente umana, e nell'immensa torre eretta nella pianura di Shinar abbiamo la prima incarnazione di quell'idea. Nel tentativo stesso di creare una confederazione così grande, erano più divisi di prima. Il loro empio tentativo fece scendere su di loro un giudizio che rivelò le loro incongruenze reali, ma originariamente nascoste. Così la prima Babele profetizzò la sorte e diede il suo stesso nome ai sistemi successivi, politici e religiosi, che hanno tentato l'impresa impossibile di fondare un impero universale, o una Chiesa, su un principio falso e senza Dio. Di per sé, tuttavia, l'idea di un impero universale non è falsa ma vera. La vera tendenza del mondo è quella di raggiungere una confederazione di uomini, o parlamento del mondo, nonostante le differenze nazionali. Le scoperte della scienza e le reciprocità del commercio mirano, consciamente o inconsciamente, a questo stupendo risultato; che, tuttavia, non possono guadagnare da soli. Il fine più alto della scienza e del commercio è quello di annunciare il regno di Cristo, che porta nel suo seno la legge più alta: la legge di Dio e la carta della libertà universale. L'idea della Chiesa è quella di una fraternità universale sotto la paternità di Dio; E la realizzazione di questo è lo splendido obiettivo dell'umanità. Cristo è il Re dei re e il Signore dei signori, e ovunque è predetto che il Suo regno sarà universale ed eterno. (F. Ferguson, D.D.) Restauro:

(I.) "La restituzione di tutte le cose" sarà una radura dalla sofferenza. Questo è il punto speciale di quel misterioso passo di Romani viii. in cui Paolo parla della "fervida aspettazione della creatura". Vediamo "la creatura", razionale e irrazionale, "soggetta alla vanità"; a una condizione di ansia e fatica, inquietudine, malattia, morte; "non volontariamente" - senza alcun atto o scelta propria - la generazione eredita dalla generazione il suo cimelio e comporta angoscia; e questo, aggiunge San Paolo, per l'appartamento di Colui che lo ha posto sotto questa soggezione - supponiamo che intendesse come la pena del peccato; Eppure quel peccato non è il suo, quella punizione non può essere eliminata dall'obbedienza presente, ma deve essere sopportata, fino alla fine, anche dagli innocenti. Il pensiero premeva sull'apostolo, come preme su di noi. E ha una sola e una sola via di fuga dal "caricare Dio stoltamente". Ebrei aggiunge, con un'enfasi che nessuna forza di voce e nessuna abilità di enunciazione possono soddisfare, le due brevi parole, "nella speranza"; e prosegue spiegando che anche prima di questa "creatura" angosciata e sconsolata c'è un futuro di emancipazione. Allora "non si ricorderà più dell'angoscia", nella gioia di una consegna e del trasporto di una nuova vita. Trattenevamo l'apostolo e lo interrogavamo riguardo a queste oscure parole. Ci chiederemo: è la terra come la scena di un futuro, un'abitazione eterna; è di una razza di natura, da ripulire dalla sterilità e dall'infecondità; È forse delle creature irrazionali, dall'uomo troppo spesso contraccambiato con negligenza o crudeltà, che sono scritte le parole: "L'ardente attesa della creatura attende la rivelazione dei figli di Dio"? O "restituzione" significa forse che le nazioni, ignoranti di Cristo, prive del vangelo, devono allora, in qualche modo meraviglioso, "camminare alla luce di esso"? Ma non c'è voce né nessuna che ci risponda in queste domande forse presuntuose. Tu hai Mosè e i profeti, Cristo e gli apostoli: ascoltali. Presto tu, fedele fino alla morte, leggerai questi misteri proprio alla luce del sole del sorriso di Dio. Nel frattempo, "che te ne importa?" Cristo dice: "Seguimi". La terra sarà riportata alla sua bellezza originale; il suo volto sarà asciugato dalle lacrime, il suo volto sfregiato e segnato sarà di nuovo radioso di una bellezza più che Eden: perché è una di quelle "tutte le cose" che devono ricevere "restituzione" quando il cielo che lo ha "ricevuto" rimanderà indietro Gesù

(II.) L'uomo, la sua anima e il suo corpo, il suo stesso essere e la sua vita, è tra queste "tutte le cose" che attendono una restaurazione. Metti davanti agli occhi della mente il carattere che ammiri di più, la persona che ami di più: può qualcosa di diverso dalla cieca idolatria dipingere anche lui per te come perfetto? Ma supponendo che le stesse qualità che ami nella loro imperfezione non fossero che intensificate e glorificate; Che l'unico cambiamento fosse nell'estirpazione delle scorie e della lega della cosa amata, il perfezionamento non sarebbe forse un guadagno non mescolato, la "restaurazione" una gioia indicibile e piena di gloria? E se a qualcuno è capitato di vedere il graduale offuscamento di magnifiche facoltà, la crescita di piccole imperfezioni, fino a che il risultato è stato quasi la sgradevolezza dell'amabile; se è stato tuo stare finalmente vicino alla tomba, e seppellire fuori dalla tua vista, un volto e una forma un tempo quasi divini per te, sicuramente hai sentito allora che l'unico conforto per gli amanti deve essere il pensiero della restaurazione, nell'anima e nel corpo, degli amati. Ma se questo è vero nei casi di eccezionale bellezza, come sarà nelle esperienze medie del carattere e della realizzazione umana? Dove non è l'uomo sporcato e viziato dalle imperfezioni? Che diremo dei difetti e delle imperfezioni, delle follie e delle meschinità, dei fallimenti e delle risoluzioni e dei voti infranti, così come ne siamo consapevoli interiormente? Chi ha seriamente tentato la lotta per essere santo non si è trovato irritato e irritato, se non ridotto alla disperazione, da un perpetuo fallimento? Ma se è così, che io, quest'uomo difettoso, sempre fallito, incerto, vinto, sembrando non fare alcuna via nella corsa del dovere, della purezza e della vita eterna, sarò certamente ancora, se continuo a combattere, più che vincitore quando morirò; sarà puro, santificato interamente, ricolmo di pace e di amore, rinnovato in più di tutta la completezza della prima perfezione, quando Dio guardò tutta l'opera delle Sue mani e la vide "molto buona"; allora mi rialzerò, se sarà necessario, da mille cadute in un solo giorno, "abbattuto ma non distrutto", per dire: "Non rallegrarti di me, o mio nemico, perché gli Ebrei sono più grandi di quelli che possono essere contro di me".

(III.) Quella "restaurazione di tutte le cose" che colpisce così la terra e l'uomo ha un aspetto verso Dio. Se c'è una cosa chiara nel racconto delle Scritture, è la vicinanza di Dio ad Adamo, ancora senza peccato. Il nascondersi da Dio, l'espulsione dal Paradiso, il successivo avvicinarsi attraverso il sacrificio, la prima "invocazione del nome del Signore", che è menzionata come una caratteristica dell'esilio, sono tutti altrettanti indizi di un cambiamento nella facilità, nella vicinanza e nella costanza dell'accesso a Dio. Tutta la storia della razza, tutta l'esperienza della vita, è stata il commento a questa parabola. Il peccatore si è nascosto dal volto di Dio. Invocarlo è stato uno sforzo. Il peccato l'ha reso tale. Ora è una delle rivelazioni esplicite dei "tempi di ristoro", che allora la presenza cosciente, la Shechinah spirituale, la compagnia divina, saranno restaurate. "Udii una gran voce dal cielo, che diceva: Ecco il tabernacolo di Dio", ecc. La più grande delle restituzioni sarà la restaurazione della presenza di Dio. Nella prospettiva dell'ammissione alla presenza stessa di Dio, cerchiamo di essere disposti a sopportare ora la difficoltà della ricerca e il ritardo della realizzazione. Ogni momento ora speso nella ricerca di Dio è una caparra del tempo in cui avremo trovato. (Dean Vaughan.)

22 CAPITOLO 3

Atti 3:22-26

Mosè infatti disse ai vostri padri: Il Signore vostro Dio vi susciterà un profeta. come me.-Il profeta promesso:-Nota-

(I.) L'adeguatezza di Dio che si rivela attraverso un essere umano. Perché l'uomo è l'immagine divina, e quindi Dio si rivela all'uomo attraverso un uomo, altrimenti non avremmo alcuna conoscenza di Dio. L'ufficio di profeta è il modo più appropriato per rivelare la volontà di Dio. Quando portiamo avanti questa linea di pensiero, siamo atterrati nell'idea che solo un'incarnazione di Dio potrebbe trasmettere adeguatamente all'uomo la mente e la natura di Dio

(II.) Un singolo profeta a somiglianza di Mosè deve essere il mediatore per i secoli. Ora, solo una Persona risponde a questa descrizione, ed è Cristo. Ebrei è Dio incarnato. Solo gli Ebrei potevano prendere lo Spirito di Dio, e attraverso il suo dono agli uomini nelle diverse epoche farne il canale della rivelazione divina (Versetto 24). Infatti, «la testimonianza di Gesù è lo spirito di profezia», e i profeti furono i Suoi strumenti nella storia della Chiesa. Dio ha parlato in questi ultimi giorni per mezzo di Suo Figlio; e i profeti fra Mosè e Cristo erano in realtà i messaggeri ispirati dell'unico grande Profeta. Questa è l'idea di Pietro 1Pietro 1,11

(III.) La vita e la morte di Gesù, quindi, diventano il culmine della rivelazione divina. Le rivelazioni precedenti non erano che ombre di questo. Una storia umana è diventata l'incarnazione dei pensieri divini, della misericordia e del sacrificio di sé. La fiamma della Divinità che era intollerabile al Sinai diventa non solo sopportabile, ma incantevole di fronte a Gesù Cristo. "Contemplammo la sua gloria", ma essa non spaventò gli uomini come sul monte santo

(IV.) Il disprezzo delle parole di Gesù è punibile con la morte (Versetto 23). "Se qualcuno non ama il Signore Gesù Cristo, sia anatema". Se la disobbedienza a Mosè è stata visitata in molti casi dalla morte, quanto più la slealtà verso Cristo (Ebrei 10:28-31). Il vangelo ha punizioni del tipo più severo per il suo rifiuto, così come una beatitudine senza paragoni per la sua ricezione. L'alternativa è quindi chiaramente posta davanti a noi. (R. M. Edgar, M.A.Il Profeta simile a Mosè: Cristo e Mosè erano simili,

(I.) Come fondatori di dispensazioni. Fu la grandezza di Mosè che fu impiegato da Dio per inaugurare una nuova era nella storia del Suo regno. Sotto questo aspetto egli si trovava a capo della linea dei profeti dell'Antico Testamento, e in un certo senso separato da loro Giovanni 1, 17. Gli Ebrei avevano l'ordine e l'insediamento della "casa" di Dio nella forma in cui doveva durare fino alla venuta di Cristo, che "come Figlio sopra la Sua propria casa" avrebbe rivisto le sue disposizioni e ricostituito su una base migliore (Ebrei 3:2-7). I profeti successivi a Mosè si trovarono all'interno delle linee dell'economia già stabilite. Potevano imporre e mantenere, ma pur prevedendo l'avvento di una nuova era in cui sarebbero stati operati grandi cambiamenti, non avevano l'autorità per introdurre tali cambiamenti. Fu riservato a Cristo di rimodellare le istituzioni mosaiche, o di abolirle e sostituirle, in modo da porre la Chiesa su una base permanente e adattarla alla ricezione dei Gentili

(II.) Nella libertà e nei rapporti con Dio. Mosè godeva, come era necessario, dei rapporti più liberi con il cielo. Dio parlò con lui, non in una visione, o in un sogno, o in discorsi oscuri, ma "bocca a bocca" (Numeri 12:6-9), "faccia a faccia" (Deuteronomio 34:10). Questo è una caratteristica della distinzione tra Mosè e i profeti successivi. In Cristo questa peculiarità si manifesta in una forma più elevata. Il rapporto con il Padre raggiunge il grado più alto di vicinanza e intimità (Giovanni 14:10). L'intuizione di Cristo nella volontà del Padre era perfetta (Giovanni 5:20, 21), la Sua comunione abituale e ininterrotta

(III.) Come mediatore tra il popolo e Dio. Questi punti ne coinvolgono altri. C'era una somiglianza

1.) Nel grado di autorità di cui erano rivestiti e nei potenti segni che autenticavano la loro missione

(2.) Nella pienezza e nella grandezza delle loro rivelazioni

(3.) Nelle severe pene connesse alla disobbedienza alle loro parole (Deuteronomio 18:19 ; Ebrei 2:1-5, x. 28,29). (J. Orr, B.D.La somiglianza tra Cristo e Mosè: - Come Mosè nacque in una terra straniera, così Cristo nacque in un mondo e in un paese che non lo conoscevano, in una città che lo rigettava. Per preservare la sua vita, Mosè fu deposto in un'arca di giunchi, come la vita di Cristo fu preservata dall'umiltà della mangiatoia in cui giacevano gli ebrei. Entrambi erano della casa d'Israele, e figli, l'uno di un sacerdote e l'altro della stirpe reale. La gelosia del faraone mise in pericolo la vita di Mosè non appena nacquero gli ebrei, poiché Erode cercava la vita di Cristo a causa della stessa paura gelosa, mentre entrambi i re ordinavano che i figli maschi fossero uccisi per preservare la stabilità dei rispettivi troni. Entrambi erano mediatori tra Dio e un popolo peccatore, e come Mosè implorò per i figli di Israele, così fa Cristo per l'umanità. Sia Mosè che Cristo erano legislatori del popolo di Dio, il primo per quelli sotto il vecchio patto, il secondo per quelli sotto il nuovo. Come Mosè condusse il popolo dalla schiavitù alla terra promessa ai suoi padri, così Cristo liberò il Suo popolo dal potere di Satana e lo precedette in cielo. Sia Mosè che Cristo hanno dimostrato la verità della loro missione con miracoli e segni. Come Mosè mandò i dodici a ispezionare il paese e incoraggiò il popolo a perseverare e ad entrare in Canaan, così Cristo mandò i dodici ad insegnare al popolo con quali mezzi avrebbero potuto prendere possesso della Canaan spirituale. (W. Denton, M.A.Ragioni del pentimento: Pietro esortò gli ebrei a pentirsi perché...

(I.) Credono ai profeti. Quei profeti avevano parlato del Messia e delle Sue pretese, e in quei profeti professavano di credere. Ma essi avevano rigettato Cristo, e da qui la necessità secondo le loro convinzioni del pentimento. Questo appello è pertinente oggi

(II.) Già rivendicavano privilegi religiosi (Versetto 25). Da qui la loro colpa nel rifiutare Cristo. Abramo, i patriarchi e i profeti erano stati tutti credenti e le benedizioni dell'alleanza potevano essere ottenute solo mediante la fede. Ma la fede implicava il pentimento. Quanti apprezzano i loro privilegi sotto la dispensazione cristiana, eppure vivono nel peccato! Ma questi privilegi li chiamano al pentimento

(III.) Dio aveva coronato tutti i loro precedenti privilegi mandando Gesù. Eppure lo avevano respinto. Così ora...

(IV.) Senza pentimento devono rimanere in uno stato di depravazione. Non sarebbero stati "convertiti dalle loro iniquità". Coloro che non si pentono e non ricevono Cristo rimangono tra i nemici di Dio e nel vincolo dell'iniquità

(V.) Senza pentimento devono essere esclusi dal popolo di Dio (Versetto Versetti 23). (W. Hudson.)

25, 26. Voi siete i figli dei profeti e dell'alleanza.-I figli dell'alleanza, la prima cura del Salvatore:-

(I.) Tutti coloro che sono stati consacrati a Dio da genitori credenti, sono figli del patto che Dio ha fatto con i loro genitori, e specialmente con Abramo, il grande padre dei fedeli

(1.) Le benedizioni del patto con Abramo erano tutte incluse in tre grandi promesse. La prima era: "Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra"; la seconda: "A te e alla tua discendenza darò questa terra"; il terzo: "Io sarò un Dio per te e per la tua discendenza dopo di te". Di queste promesse, la prima fu fatta ad Abramo come individuo, e come antenato del Messia, e noi non abbiamo nulla a che fare con essa, se non ricevere il Salvatore di cui essa rivela la venuta. La seconda fu fatta ad Abramo, considerato come il capostipite della nazione ebraica; e anche questa promessa si è adempiuta, e non ci interessa affatto, solo nella misura in cui ha un tipico riferimento alla celeste Canaan. La terza promessa fu fatta ad Abramo, considerato come credente, in alleanza con Dio; come il grande padre dei fedeli, o di tutti coloro che dovessero credere con una fede simile alla sua. Di questo patto la circoncisione è stato il sigillo che risponde al nostro battesimo

(2.) E ora la domanda è: I figli battezzati di credenti professanti, come gli ebrei, sono nati in patto, e si trovano nella stessa relazione con Dio? Avviso

(1) È spesso predetto che i Gentili dovrebbero essere portati in alleanza con Dio. Così, in Osea, Dio dice: "Chiamerò mio popolo quelli che non erano mio popolo". Questo passaggio è citato da San Paolo, per dimostrare il nostro punto, e in Isaia la Chiesa ebraica è assicurata che i Gentili verranno alla sua luce, che verranno portando i suoi figli tra le loro braccia, e che questi sostituiranno i figli che aveva perduto.

(2) Apprendiamo da molti passaggi del Nuovo Testamento che tutte queste promesse si sono avverate. Ci viene detto che Abramo è il padre di tutti coloro che credono, che la benedizione di Abramo è scesa sui Gentili; che tutti quelli che appartengono a Cristo sono progenie di Abramo ed eredi secondo la promessa. Ora, uno dei privilegi di cui Abramo godeva era la libertà di portare i suoi figli in alleanza con Dio, e una delle promesse che gli fu fatta fu: "Io sarò un Dio per la tua discendenza dopo di te". Se, dunque, i cristiani sono eredi di Abramo, hanno anche lo stesso privilegio; e il linguaggio di Dio per ogni genitore cristiano è lo stesso. Sembra, quindi, che i cristiani si trovino nello stesso luogo, che prima era occupato dagli ebrei; noi assumiamo ciò che hanno stabilito; riceviamo i privilegi e le benedizioni che essi hanno perso; e quindi se i loro figli erano in alleanza con Dio, così, miei amici cristiani, sono i nostri. Questa conclusione è confermata da San Paolo quando dice: "Se la primizia è santa, anche la massa è santa; e se la radice è santa, lo sono anche i rami", cioè relativamente, santi come l'essere dedicati a Dio nell'ordinanza del battesimo

(II.) Se queste verità sono state stabilite, ne consegue che siamo autorizzati a rivolgerci a ogni bambino battezzato di genitori credenti nella lingua del nostro testo. A tutti costoro dico: A voi per primo Dio, dopo aver risuscitato Suo Figlio Gesù, lo ha mandato a benedirvi, ecc.

(1.) Uno dei privilegi di cui godevano gli ebrei in conseguenza dell'essere figli del patto era il godimento della prima offerta di salvezza. Così, quando Cristo incaricò i Suoi discepoli di predicare il Vangelo, li incaricò di cominciare da Gerusalemme. Gli apostoli osservarono rigorosamente questo comando. All'inizio predicavano il vangelo, ci viene detto, solo agli ebrei; e San Paolo, rivolgendosi ai Giudei ad Antiochia, dice: Era necessario che il vangelo di Cristo fosse prima annunziato a voi. Così ora Dio manda l'offerta di salvezza prima ai figli di genitori credenti. Sotto questo aspetto Ebrei agisce come farebbe un saggio principe terreno. Se un tale principe fosse disposto a conferire favori distintivi, senza dubbio li offrirebbe ai figli dei suoi sudditi obbedienti, che gli avevano giurato fedeltà prima di offrirli ai figli dei ribelli o degli stranieri. Ora i tuoi genitori hanno giurato fedeltà a Dio e si sono impegnati a usare tutta la loro influenza per indurti a fare lo stesso. In segno della loro disponibilità a fare questo, vi hanno solennemente e pubblicamente dedicato a Dio; ed Ebrei ha accettato così tanto questa dedicazione, che Ebrei ora vi manda la prima offerta di perdono e di salvezza per mezzo di Suo Figlio. Atti nello stesso tempo in cui gli Ebrei possono conferirti queste benedizioni solo allontanandoti dalle tue iniquità; finché vi aggrappate a loro, è impossibile che Cristo vi benedica o si dimostri una benedizione per voi. Agisce nello stesso tempo: non puoi essere distolto dalle tue iniquità, ma con il tuo consenso. Le parole di Cristo per voi sono: "Volgetevi alla mia riprensione, e io spanderò il mio Spirito su di voi, vi farò conoscere le mie parole. Uscite dal mondo empio, separatevi e non toccate la cosa impura, e io vi accoglierò, e sarò per voi un Padre, e voi sarete i miei figli e le mie figlie, dice il Signore degli eserciti". 2. Ed ora chiedo ad ogni battezzato: quale risposta risponderete a questi inviti? Quando eravate bambini, Dio permise ai vostri genitori di agire per voi; Ma ora dovete agire da soli, e stare in piedi o cadere a vostra scelta. E qual è questa scelta? Prenderai il Dio dei tuoi genitori come il tuo Dio? Prenderete su di voi l'alleanza che essi hanno fatto in vostro favore e adempirete i suoi doveri, affinché possiate godere delle sue benedizioni? Riceverete Cristo come devono fare tutti coloro che vorrebbero ricevere da Lui il potere di diventare figli di Dio? e come prova della tua volontà di riceverLo, ti convertirai dalle tue iniquità e rinuncerai a tutti i piaceri e le ricerche peccaminose? 3. Permettetemi di suggerirvi alcune considerazioni che potrebbero indurvi a rispondere come il vostro dovere e la vostra felicità richiedono.

(1) Tu sei oggi per determinare se Dio o il mondo sarà la tua parte, se Cristo o Satana saranno il tuo re. Uno di questi padroni devi servire, ma non entrambi.

(2) La scelta che farai farà una scoperta completa dei tuoi veri caratteri. Se scegliete di persistere nel perseguire gli oggetti mondani, ciò dimostrerà che siete amanti del piacere più che amanti di Dio; anzi, che siete inconciliabilmente nemici di Dio, e che le lacrime, le suppliche e l'esempio dei vostri genitori non possono indurvi ad amarLo.

(3) La tua scelta deve essere fatta per l'eternità. Non devi scegliere se servirai il peccato e Satana in questo mondo, e Dio nell'altro; ma se sarete schiavi del peccato e, naturalmente, nemici di Dio per l'eVersetto

(4) La tua scelta deciderà non solo il tuo carattere, ma anche il tuo destino. Devi ricevere il salario di quel padrone che scegli di servire

(4.) Con la tua condotta dirai a tutti di te: Sono un miserabile così totalmente privo di bontà, che preferisco il mondo a Dio, l'inferno al cielo?

(1) Se è così, sicuramente la tua colpa non sarà una colpa comune; perché non puoi trovare scuse. Non si può nemmeno invocare l'ignoranza; perché avete vissuto in famiglie pie e avete avuto un'educazione religiosa. Rifiutate un Dio conosciuto, e non uno sconosciuto. Dopo aver visto la differenza tra una vita di religione e una vita di peccato, scegli deliberatamente quest'ultima. Anzi, di più, tu rifiuti non solo Dio, ma il Dio dei tuoi genitori; voi violate non solo gli obblighi che tutte le Sue creature hanno di amarLo e di servirLo, ma anche gli obblighi peculiari che derivano dalla vostra dedizione battesimale a Dio. Oltre a questo, sarete colpevoli della più imperdonabile ingratitudine. Dandovi genitori pii, Dio vi ha conferito una delle più grandi benedizioni che gli Ebrei potessero concedere. E gli ripagherete di questo favore dicendo: Mi dispiace che i miei genitori siano stati pii o che mi abbiano dedicato a Dio?

(2) Se è così, ricorda che come la tua colpa non sarà una colpa comune, così la tua punizione non sarà una punizione comune. Quanto terribilmente aggravato sarà, potete apprenderlo dalle terribili minacce denunciate contro gli ebrei increduli che, come voi, erano figli del patto. Cristo dichiara che i pagani si leveranno contro di loro nel giorno del giudizio e li condanneranno. Coloro che conoscono la volontà del loro Signore e non la mettono in pratica, saranno percossi con molte percosse. E allora, rifiutando di convertirvi dalle vostre iniquità, attirerete su di voi questo terribile destino? Tutte le preghiere e gli sforzi dei tuoi genitori serviranno solo ad aumentare la tua condanna? L'acqua battesimale, con la quale siete stati aspersi, si trasformerà in gocce di fuoco liquido? Tu sei come Cafarnao, innalzato, per così dire, al cielo dai tuoi privilegi. Maltrattandole o trascurandole, sarete gettati voi stessi all'inferno, all'inferno più basso? E ora aspetto la tua risposta

(III.) Quale risposta risponderò a Colui che mi ha mandato, a Colui che manda Suo Figlio per benedirvi allontanando ciascuno di voi dalle vostre iniquità? Ho il sospetto che la maggior parte di voi non risponderà direttamente, ma implorerà di avere tempo per deliberare, di ritardare un po' di più. Ma questo non può essere concesso. Hai già ritardato troppo a lungo. I bambini ebrei erano tenuti a partecipare alla pasqua e a comparire davanti a Dio alle feste solenni, non appena arrivavano all'età giusta; e questo, come apprendiamo dall'esempio del nostro Salvatore, era l'età di dodici anni. Se si rifiutavano o ritardavano a obbedire, erano condannati ad essere tagliati fuori dal popolo; di perdere per sempre i privilegi che essi disprezzavano. Ora, una gran parte di coloro ai quali mi rivolgo non solo ha raggiunto, ma ha superato questo periodo della vita. Dovreste quindi aver abbracciato da tempo il Salvatore, e così esservi preparati ad apparire alla mensa di Cristo, il quale, ci dice l'Apostolo, è la nostra pasqua che è stata sacrificata per noi. Già sei suscettibile di essere sterminato per sempre dal Suo popolo, in conseguenza del ritardo a riceverLo; E allora parlerà di un ritardo più lungo? Il linguaggio di Dio per te è: "Ora è il tempo accettevole, ora è il giorno della salvezza"". Oggi, se udrete la mia voce", ecc. Non posso fare a meno di temere che alcuni stiano ancora ritardando una risposta, e dicano al predicatore come Felice fece con Paolo: "Va' per questa volta, quando avrò un momento conveniente ti chiamerò". Ma, amici miei, non posso andarmene senza una risposta diretta e decisa. In verità, se persistete nel ritardare, io ne ho uno; perché, in questo caso, ritardare è rifiutare. Guardatevi dal fatto che non ci sia tra voi alcun profano, come Esaù, che per un solo boccone di carne vendette la sua primogenitura; Voi sapete infatti che in seguito, quando avrebbe ereditato la benedizione, fu rigettato e non trovò posto per il pentimento, sebbene lo cercasse con cura con lacrime. Conclusione: Era mio dovere offrire Cristo agli altri. Ho adempiuto a questo dovere, e ora sono libero di fare la stessa offerta a voi. Il vostro Padre celeste si preoccupa della vostra felicità più dei vostri genitori terreni. Essi si sono rifiutati o hanno trascurato di darvi a Lui nella vostra infanzia, ma Ebrei ha provveduto un Salvatore, attraverso il quale potete presentarvi a Lui ed essere accettati. I Gentili accettarono Cristo, quando i figli dell'alleanza Lo rigettarono. Imiterete dunque il loro esempio? Volete donarvi a quel Dio che i figli dell'alleanza trascurano? Accetterai i privilegi che essi disprezzano? In tal caso, la benedizione di Abramo scenderà su di voi e sulle vostre famiglie, come ha fatto su migliaia di Gentili; e Dio farà con voi un patto eterno, come gli Ebrei fecero con lui, per essere Dio per voi. (E. Payson, D.D.Samuele: - La vita di Samuele manifesta-

(I.) Un'infanzia santa. Quattro cose hanno portato a questo

(1.) Le preghiere di una madre

(2.) Dedicazione a Dio

(3.) Un messaggio divino

(4.) Accettazione della chiamata celeste

(II.) Una nobile virilità

(1.) Ebrei era un campione per Dio. Il servizio di Dio è nobilitante

(2.) Ebrei era uno strumento di Dio.

(1) Uno strumento di difesa del popolo.

(2) Uno strumento di vendetta, anima, ecc.

(3) Uno strumento di istruzione

(3.) Ebrei fu un re e un governatore

(III.) Un fine utile. Il grande uomo spesso fa tanto nella sua morte quanto nella sua vita. Samuele, nei momenti solenni della sua fine

1.) Ha rivendicato la sua vita. Non per egoismo, ma come esempio

(2.) Ragionò con il popolo e lo ammonì. Gli Ebrei 51 esortarono a servire il Signore

(IV.) Una morte felice. Gli ebrei avevano servito Dio in vita. Dio lo onorò nella morte, ed egli andò alla sua ricompensa. Qui vediamo i passi verso la felicità. Madri, gran parte del futuro di vostro figlio dipende da voi. Infanzia, quanto è importante la tua formazione! Seguono una vita utile e una morte felice. (Omileta.)

26 CAPITOLO 3

Atti 3:26

A voi per primo Dio, dopo aver risuscitato il suo Figlio Gesù, lo ha mandato a benedirvi. Inviato per benedirti:

(I.) Dio ha mandato Gesù per benedirci. Avremmo dovuto pensare che dopo che gli ebrei avessero ucciso i profeti, Dio non avrebbe più avuto a che fare con loro; o che se gli Ebrei avessero mandato il Suo proprio Figlio, sarebbe stato per vendicarsi di loro. Ma quando gli ebrei uccisero Gesù, cosa vi aspettereste che Dio facesse? Un padre umano difficilmente potrebbe perdonare tali assassini; ha bisogno di un Dio per farlo. Cosa fecero gli ebrei? Questo: gli ebrei risuscitarono Gesù, e non per punire i malfattori, ma per benedire. Molti considerano la religione come una cosa triste; ma è l'ispirazione più gioiosa della vita. Gesù non è un sorvegliante; Ebrei dà riposo a chi è affaticato e aiuto a chi è oppresso. Ebrei incanta la vita più noiosa, addolcisce il calice più amaro, lenisce la ferita più profonda, guarisce il cuore più colpito, dà gioia agli afflitti, pace agli afflitti, speranza ai disperati, perdono dei peccati ai penitenti, salvezza dal potere del peccato al credente, felicità eterna a tutti coloro che confidano in Lui

(II.) Dio ha mandato Gesù per benedirci allontanando ognuno di noi dalle nostre iniquità. Senza il peccato la vita sarebbe molto gioiosa; ma quando cediamo a qualcosa che sappiamo essere malvagio, la gioia se ne va immediatamente. Un uomo può gratificare la sua propensione malvagia, e così facendo soddisfare, per il momento, il suo appetito fisico, ma la fame della sua anima di pace non è soddisfatta. Il ragazzo avido, che si nasconde dietro la porta, lontano dai suoi fratelli, per mangiare tutta la sua grande mela da solo, sta saziando pienamente il suo appetito, eppure è infelice, e torna dal suo banchetto irritato, imbronciato e senza spirito. Se avesse diviso la mela tra i suoi fratelli, che ragazzo gioioso sarebbe stato! L'avidità, o qualsiasi altro peccato, porta dolore all'anima

(1.) La più grande benedizione, quindi, che Dio può darci è quella di allontanarci dai nostri peccati. Possiamo allontanarci dal peccato nella nostra vita esteriore e, allo stesso tempo, amarlo e indulgere nei nostri cuori; ma Gesù ci avrebbe distolti completamente dal peccato; e per fare ciò, Ebrei inizia prima con il cuore. Purifica la fontana, e la corrente sarà pura. La filosofia dell'incredulo cerca di guidare la nave umana con la pressione esterna; ma Gesù vi mette un timone e gli dà una calamita d'amore per mostrare il suo cammino nell'abisso senza sentieri. Ebrei non si accontenta delle mezze misure. Dobbiamo essere allontanati dai nostri peccati. C'è stata, sfortunatamente per il mondo, un'organizzazione ecclesiastica che ha permesso ai suoi sacerdoti di vendere indulgenze per il peccato. Ma Gesù sa che il peccato è così dannoso, che gli ebrei non potevano, a nessun costo, dare la licenza di permetterlo. Gli Ebrei vennero a togliere il peccato. Un uomo dice: "Se non imbroglione, dovrò andare all'ospizio". Gesù ci insegna a rispondere: "In tali circostanze sareste più felici se camminaste per un sentiero onesto verso l'ospizio, piuttosto che per la strada dell'imbroglio verso un palazzo". Come passereste frettolosamente davanti a una casa in cui sapete che si trova il vaiolo, così Gesù vorrebbe che ci allontanassimo dal peccato. Possa il Signore, allo stesso modo, allontanare ognuno di noi dai nostri peccati! 2. Il testo prosegue dicendo che Dio ha mandato Gesù per benedirci, allontanando ognuno di noi dalle nostre iniquità. Allora l'uomo peggiore del mondo è in grado di essere salvato. Ecco un uomo che si è reso colpevole di molti crimini, e ora è in piedi al bar per ricevere la sentenza. Il giudice può dire dentro di sé: "Non si può fare nulla di buono con quest'uomo; È stato due volte ai lavori forzati, e ora dobbiamo sbarazzarci di lui del tutto". Servitù penale a vita!" Ma Dio non condanna nessuno alla vita, la servitù al peccato. Gesù viene ad aprire le porte del carcere nell'anima di ognuno di noi; e l'uomo che è il principale peccatore di questa età può essere salvato. La tua vita può essere come un filo aggrovigliato, che hai cercato di sbrogliare, ma non ci sei riuscito, l'hai gettato tra le ceneri. Quel filo aggrovigliato ha stancato la tua pazienza, e tu l'hai abbandonata; ma anche se la tua vita in questo momento è come un filo aggrovigliato, Gesù non si stanca di benedirti, e in questo mondo gli Ebrei non ti abbandoneranno mai. Come ogni corda aggrovigliata può essere sciolta, così ogni vita peccaminosa può essere convertita. Dio ha mandato Gesù a benedire quelli come te; e le Sue abili dita, il Suo cuore amorevole e il Suo Spirito paziente opereranno in te finché sarai come Lui

(III.) Gesù ci converte dalle nostre iniquità

1.) Il potente incentivo a piacere a Dio. Invitare un uomo a convertirsi dall'iniquità perché sarà una buona cosa per lui è fare appello al suo motivo più basso, e non è il modo più efficace per conquistare anime. Corrompere un uomo promettendogli qualcosa di buono se servirà il Signore, o intimidirlo con la minaccia del tormento dell'inferno, è un modo popolare di conquistare uomini, ma è il meno riuscito. La forza più potente nel cuore di un bambino è l'amore che lo costringe all'obbedienza, perché se avesse fatto del male sapeva che avrebbe rattristato sua madre. Gesù ci trae efficacemente dal peccato ricordandoci il cuore amorevole di Dio; il nostro peccato Lo rattrista, e dovrebbe farci soffrire rattristare il Suo cuore amorevole

(2.) Rivelare la bontà di Dio. La Sua bontà nell'amarci per primo dovrebbe attirarci a Sé. Dopo che Gesù fu risorto dai morti, gli Ebrei dissero: "Andate e predicate il vangelo ad ogni creatura, cominciando da Gerusalemme". Ebrei non si arrabbiò perché gli Ebrei Lo avevano rigettato e crocifisso; e nel suo cuore non c'era altro che amore per loro. (W. Birch.) Il servo del Signore e la sua benedizione: - Nota -

(I.) L'audacia e l'altezza della pretesa che qui viene fatta per Gesù Cristo

(1.) Molto tempo fa Pietro aveva detto: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". E finché Gesù Cristo era stato con loro, nessuno di loro aveva vacillato in quella convinzione; ma la Croce ha frantumato tutto questo per un po'. "Confidavamo che fossero stati gli ebrei a redimere Israele". C'erano stati molti pretendenti alla messianicità (Versetto CAPITOLO v. 36), e la morte aveva liquidato tutte le loro pretese. E così sarebbe stato con Cristo, se gli Ebrei non fossero risuscitati dai morti. Ma la fede e la speranza nella Sua messianicità, che era morta con Lui sulla Croce, salirono con Lui a novità di vita, come vediamo da parole come queste

(2.) Ora, la caratteristica di questi primi discorsi contenuti nei capitoli II, III, IV, è la chiara risolutezza con cui essi presentano Cristo come il compimento della profezia ebraica. La Croce e la Risurrezione hanno inondato di luce l'Antico Testamento. Quasi ogni parola qui si riferisce a qualche grande espressione del passato, che ora per la prima volta Pietro sta cominciando a capire.

(1) "Dio, avendo risuscitato il suo Figlio Gesù". Il riferimento non è alla risurrezione, ma alla predizione del 22. Ora, questa predizione, senza dubbio, si riferisce all'ordine profetico, e la parola "un profeta" è un collettivo, che significa una classe. Ma l'ordine non è all'altezza dell'ideale della profezia. Infatti l'appendice del Libro del Deuteronomio si riferisce chiaramente alla profezia, quando dice tristemente: "E non è sorto in Israele un profeta simile a Mosè". L'ordine profetico, quindi, era una profezia a causa della stessa incompletezza degli uomini nobili che lo componevano; non solo con le loro parole, ma con il loro ufficio e con i loro limiti, essi indicavano Colui che non solo, come il grande legislatore, vide Dio faccia a faccia, ma fin dal principio dimorò nel seno del Padre e perciò lo annuncia perfettamente agli uomini. I molteplici metodi e le parti frammentarie delle rivelazioni all'ordine profetico sono superati dall'unica e completa espressione nel Figlio, come il mezzogiorno supera l'alba del crepuscolo.

(2) "Suo Figlio Gesù" significa, letteralmente, un "ragazzo" o un "bambino" e, come il nostro equivalente inglese, è talvolta usato con il significato di "un servo". Per esempio, parliamo di "un ragazzo", o "una cameriera", o "un uomo", intendendo con ciò esprimere il fatto del servizio in modo grazioso e gentile; per coprire i tratti più duri dell'autorità. Così il centurione nel Vangelo di Matteo, quando chiede a Cristo di guarire il suo piccolo paggio, lo chiama "il suo ragazzo", che la nostra Bibbia traduce correttamente come "servo". Le ragioni per adottare "servo" qui piuttosto che "figlio" sono queste: che il Nuovo Testamento ha un'espressione distinta per il "Figlio di Dio", che non è la parola impiegata qui: e che la Settanta ha la stessa espressione che è impiegata qui come la traduzione di Isaia, "il Servo del Signore". (a) Ora è interessante notare che questa espressione applicata a Gesù Cristo ricorre solo in questo periodo. Complessivamente ricorre quattro volte in questi due capitoli, e mai più. Non sembra forse la ripetizione frequente di un nuovo pensiero che era appena venuto in mente a un uomo e che per quel momento occupava tutta la sua mente? La Croce e la risurrezione gli avevano aperto gli occhi per vedere che la figura fioca e maestosa che lo guardava dalla profezia aveva avuto un'esistenza storica nel caro Maestro al quale aveva vissuto; e possiamo quasi percepire la gioia e la sorpresa che gli gonfiano il cuore mentre pensa: "Ah! allora Ebrei è 'il mio servo che io ho sostenuto'. Di chi parla questo il profeta? Meraviglia delle meraviglie, è di Gesù di Nazaret, e noi ne siamo testimoni". Se vi rivolgete alla seconda metà delle profezie di Isaia, troverete che potrebbero quasi essere chiamate la biografia del Servo del Signore. E mentre ammetto che l'Israele collettivo è spesso inteso con il titolo di "il Servo del Signore", rimangono altre parti della profezia che hanno distintamente una persona per loro soggetto, e che non possono applicarsi a nessuno se non a Colui che è morto e rivissuto. Per esempio, c'è qualcosa che può corrispondere alle parole: "Quando l'anima sua offrirà un sacrificio per il peccato, gli Ebrei vedranno la sua discendenza"? Chi è la cui morte è la nascita dei Suoi figli, che gli Ebrei vedranno dopo la Sua morte? Chi è la cui morte è il Suo atto volontario? Chi è la cui morte è un sacrificio per il peccato degli altri? Chi è colui i cui giorni si protraggono dopo la morte, e che adempie più prosperamente il beneplacito del Signore dopo la morte degli Ebrei? (b) Ma quel nome sulle labbra di Pietro non è solo un riferimento alla profezia, ma è una bellissima rivelazione dell'impressione di assoluta perfezione che il carattere di Cristo ha fatto. Ecco un uomo che conosceva Cristo fino in fondo; e l'impressione che gli fu fatta fu questa: "Per tutto il tempo che lo vidi non c'era mai traccia di nient'altro che di una perfetta sottomissione alla volontà divina". Gesù affermò la stessa cosa per Se stesso. "Faccio sempre le cose che gli piacciono": "Chi di voi mi convince del peccato?" Strane pretese da parte di uno che è mite e umile di cuore! Ancora più strano, il mondo, di solito non tollerante nei confronti delle pretese di santità, ha permesso e approvato la pretesa. (c) Così la pretesa sale in regioni ancora più elevate; Perché, abbastanza chiaramente, un uomo perfetto e immacolato è un mostro impossibile o qualcosa di più. E coloro che credono pienamente che la volontà di Dio è stata assolutamente ed esclusivamente fatta da Gesù Cristo, in tutta coerenza devono fare un passo avanti e dire: "Gli ebrei che hanno fatto perfettamente la volontà del Padre erano più di uno di noi, uomini macchiati e peccatori".

(II.) L'alba della visione di un regno di benedizioni in tutto il mondo

(1.) Pietro e tutti i suoi fratelli avevano avuto la loro parte piena di pregiudizi ebraici. Ma suppongo che quando si trovarono le lingue di fuoco sedute sulle loro teste, cominciarono a capire che era stato loro affidato un vangelo mondiale. Le parole che abbiamo davanti segnano molto chiaramente la crescita di questa consapevolezza, mentre la prerogativa ebraica della precedenza è ancora saldamente mantenuta. "A te prima": questa era la legge del lavoro apostolico. Ma cominciavano a capire che se c'era un "primo", doveva esserci anche un "secondo"; e che le stesse parole di promessa al padre della nazione che egli aveva appena citato indicavano che "tutte le nazioni della terra" erano benedette nella progenie di Abraamo. Se Israele fu il primo a ricevere la benedizione, fu solo perché attraverso Israele essa potesse fluire in tutto il mondo dei Gentili. Questo è il vero spirito dell'"ebraismo", di cui si parla così spesso come di "ristretto" ed "esclusivo". Non c'è nulla di più chiaro nell'Antico Testamento del fatto che la candela viene accesa in Israele per illuminare tutte le stanze del mondo. Questo era il genio del "giudaismo", e questa è la fede di Pietro qui

(2.) Allora, di nuovo, che grande fiducia c'è qui! Che splendida audacia di fede è per l'apostolo con il suo pugno di amici alzarsi in faccia alla sua nazione per dire: "Quest'uomo, che tu hai appeso a un legno, sarà la benedizione del mondo intero". Ebbene, è come l'antica storia romana di mettere all'asta nel Foro proprio il pezzo di terra su cui era stato accampato l'accampamento del nemico, mentre le loro tende erano visibili oltre il muro. E come è venuto fuori tutto questo? Tutto quell'eroismo e quell'entusiasmo sono nati dalla tomba di un uomo morto? La risurrezione ne è stato il fondamento, e lo spiega, come nient'altro può fare

(III.) La concezione puramente spirituale di ciò che è la benedizione di Cristo. Che ne è stato di tutte le nozioni ebraiche sulle benedizioni del regno del Messia? Non era stato quello il tipo di regno che avevano sognato quando avevano cercato di entrarvi per primi. Ma ora la Croce aveva insegnato a Pietro che Dio ha suscitato un Principe e un Salvatore per darglielo, strano dono per un principe da avere in mano, "per dare ravvedimento a Israele e remissione dei peccati". 1. Il cuore, dunque, dell'opera di Cristo per il mondo è la liberazione dal peccato. Questo è ciò di cui l'uomo ha più bisogno. Ci sono molti altri rimedi offerti per i mali del mondo: cultura, arte, nuovi accordi sociali, progresso della scienza e simili, ma la malattia è più profonda di quanto queste cose possano curare. Tanto vale cercare di spegnere il Vesuvio con un cucchiaino di acqua fredda per curare la malattia dell'umanità con qualsiasi cosa che non affronti il male fondamentale, e cioè un cuore malvagio. C'è solo un Uomo che abbia mai preteso che gli Ebrei potessero occuparsene, e ci volle tutto il Suo potere per affrontarlo; ma gli Ebrei lo fecero! E c'è solo un modo in cui gli Ebrei potevano affrontarlo, ed era quello di morire per esso, e gli Ebrei lo fecero! Così Ebrei ha vinto. "Puoi estrarre il leviatano con un uncino?" Quando riuscirai a condurre un coccodrillo fuori dal Nilo con un po' di filo di seta intorno al collo, sarai in grado di vincere la piaga del mondo, e quella del tuo cuore, con qualsiasi cosa che non sia il grande sacrificio compiuto da Gesù Cristo

(2.) Il segreto della maggior parte delle visioni errate e parziali della verità cristiana sta qui, che le persone non hanno avuto nei loro cuori e nelle loro coscienze un senso della loro peccaminosità. E così si ottiene un cristianesimo tiepido, autosufficiente e superficiale; e si ottengono cerimoniali, e una moralità alta e arida, mascherata sotto le sembianze della religione: e si ottengono tendenze unitarie e semi-unitarie nelle chiese. Ma se una volta arrivasse una coscienza sana e vivente del peccato, tutto questo cristianesimo mutilato crollerebbe

(3.) Perciò vi supplico di mettervi nel posto giusto per comprendere il vangelo riconoscendo questo fatto. Ma non fermatevi qui: è una questione di vita o di morte per voi mettervi nel posto giusto per ricevere la più ricca benedizione di Cristo. Potete farlo solo sentendo il vostro peccato personale, e quindi venendo a Lui per fare per voi ciò che non potete fare per voi stessi, e nessuno tranne gli Ebrei può fare per voi

(4.) E notate con quanta forza il testo mette in evidenza l'individualità di questo processo. "Tutti", o piuttosto "ciascuno". Le inadeguate concezioni del cristianesimo di cui ho parlato sono tutte caratterizzate, tra l'altro, da questo: dal fatto che lo considerano come un sistema sociale che diffonde benedizioni sociali e opera sulle comunità elevando il tono generale e stimolando la coscienza pubblica, e così via. Il cristianesimo lo fa. Ma inizia con il trattare con gli uomini uno per uno. Cristo è simile a un grande Re, che passando per le strade della sua capitale sparge la sua generosità sulla moltitudine, ma Ebrei riserva i suoi doni più ricchi agli uomini che entrano nella sua camera di presenza. Anche quelli di noi che non hanno una stretta unione personale con Lui ricevono i Suoi doni. Ma per i loro bisogni più profondi e le loro più alte benedizioni devono andare a Cristo con la loro fede personale-la fuga dell'anima solitaria verso l'unico Cristo. (A. Maclaren, D.D.) Cristo e la Sua benedizione:

(I.) Le parti interessate. Perché fu fatta la prima offerta di Cristo agli ebrei? 1. Perché erano l'unica Chiesa di Dio per quel tempo. E Dio ha così tanto rispetto per la Chiesa, che essi avranno il rifiuto e il mercato mattutino del vangelo

(2.) Erano i figli dell'alleanza (Versetto CAPITOLO 25). Dio segue un popolo dell'alleanza con più offerte di grazia degli altri

(3.) Cristo venne da loro secondo la carne, e fu dalla loro discendenza (Romani 9:5), per insegnarci a cercare prima la salvezza dei nostri parenti

(4.) Affinché gli Ebrei potessero magnificare la Sua grazia e fedeltà, non solo in materia di vangelo, ma anche nella prima offerta di esso (Romani 15:8 ; 1Tessalonicesi 2:14, 15)

(5.) Questo era necessario anche per la conferma del vangelo. Cristo non entrò nel mondo privatamente, ma gli Ebrei volevano che la Sua legge fosse stabilita dove, se in essa c'era qualche falsità, poteva essere facilmente confutata; e poiché il principio della dottrina ebraica fu adottato nel cristiano, e fu confermato dalle profezie dell'Antico Testamento, essi erano i soli giudici competenti alla cui conoscenza queste cose dovevano essere offerte per la prima volta

(6.) Affinché la rovina di quella nazione potesse essere un documento appropriato e una prova della severità di Dio contro i trasgressori del nuovo vangelo (xiii. 45-47)

(7.) Affinché i primi ministri possano essere un modello di obbedienza, per predicare dove Dio vuole che lo vogliano, per predicare di fronte e con i denti dell'opposizione

(II.) Il beneficio offerto: in cui è esposto il grande amore di Dio per il popolo a cui giunge il vangelo

(1.) Nel progettare una persona così gloriosa come Gesù Cristo: "avendo risuscitato Suo Figlio Gesù". 2. In quanto gli Ebrei diedero avviso, e lo indirizzarono e lo mandarono a loro: "ha mandato suo Figlio". 3. Perché gli Ebrei sono venuti in mezzo a loro nella Sua Parola: era "per benedirli".

(III.) La benedizione interpretata. Si aspettavano un Messia pomposo, che avrebbe fatto di loro una nazione opulenta e potente. Ma Cristo è venuto per convertire le anime a Dio

(IV.) Che cosa significa essere convertiti dal peccato. Prendi queste considerazioni:1. L'uomo caduto, giaceva sotto il potere e la colpa del peccato (Versetto CAPITOLO, Cap. Efesini, ii. 1-3). Quindi l'uomo era sia empio che colpevole

(2.) Cristo è venuto per liberarci da entrambi.

(1) La colpa (Efesini 1:7);

(2) e il potere (Tito 3:5)

(3.) Essere convertiti dal peccato implica la nostra intera conversione. Sebbene una parte sia menzionata soltanto, il termine "da cui", tuttavia il termine "a cui" è implicito (xxvi. 18)

(4.) Che la remissione dei peccati è inclusa nella nostra conversione a Dio (19, v. 31)

(V.) È una cosa benedetta essere resi partecipi di questo beneficio. La beatitudine importa due cose

1.) Un'immunità da, o una rimozione, il grande male, che è il peccato.

(1) La grande causa di offesa tra Dio e noi è tolta di mezzo (Isaia 59:2) .

(2) Siamo liberati dalla grande macchia della nostra natura (Romani 3:23).

(3) Siamo liberati dal grande fardello del peccato.

(4) Essendo convertiti dai nostri peccati, siamo liberati dalla grande rovina delle nostre persone e da tutta la nostra felicità (Salmi 32:1, 2; Romani 8:1)

(2.) Il godimento del bene positivo. È una cosa benedetta essere convertiti dai nostri peccati perché... (l) Questa è la questione della nostra serenità, comodità e pace qui (Isaia 32:17).

(2) È il pegno della nostra eterna felicità nell'aldilà; poiché il cielo è la perfezione della santità, o la piena fruizione di Dio nella gloria (Ebrei 12:14 ; Efesini 1:13, 14). (T. Manton.) Cristo e la Sua benedizione:

(I.) Dio ha suscitato Suo Figlio Gesù per essere un profeta (Versetto 22, Deuteronomio 18:15)

(1.) Insegnare la volontà di Dio (Isaia 61:1)

(2.) Per esporcelo (Giovanni 14:2, xv. 15) .

(1) Per mezzo dei suoi profeti (1Pietro 3:19 ; Neemia 9:30) .

(2) Se stesso (Ebrei 1:1, 2, ii. 2, 3) .

(3) I suoi apostoli (2Corinzi 5:19, 20) .

(4) I suoi ministri (Efesini 4:11, 12)

(II.) Dio lo ha mandato

(1.) Per promessa nell'Antico Testamento (CAPITOLO 1Pietro 1:10, 11, iii. 19; Genesi 3:15)

(2.) Di persona nel Nuovo (Galati 4:4, 5) .

(1) Prima agli ebrei (ii. 39; CAPITOLO Giovanni 4:22). (a) Ebrei fu promesso loro per la prima volta. (b) Nato da loro. (c) Si è manifestato per primo tra loro (Matteo 4:12, 17).

(2) Anche ai Gentili (ii. 39, xi. 18, xv. 7-9; Galati 3:14 ; Genesi 22:17, 18)

(III.) Ebrei fu mandato a benedirci (Genesi 22:17, 18)

(1.) Per acquistare una benedizione per noi (Galati 3:13, 14)

(2.) Per applicarlo a noi

(IV.) La sua grande benedizione è la conversione dal peccato (Salmi 1:1, xxxii. 1, 2). Non è una cosa benedetta sapere

1.) I nostri peccati perdonati (Matteo 9:2)

(2.) Dio riconciliato (Romani 5:1)

(3.) Che abbiamo un interesse in Cristo (1 Giovanni 3:24)

(4.) Avere una coscienza pacificata (2Corinzi 1:12)

(5.) Per deliziarci nelle cose migliori (Salmi 1:2)

(6.) Essere in relazione con Dio (Galati 4:6)

(7.) Che tutte le cose siano benedette per noi (Romani 8:28). 8. Avere una prova infallibile del nostro diritto al cielo (Romani 8:1 ; Matteo 25:46)

(V.) Cristo ha acquistato questa benedizione per noi (CAPITOLO Matteo 1:21 ; 1Pietro 1:18 ; Tito 2:14 ; 1Giovanni 3:8)

(1.) Cosa?

(1) Perdono; quindi conversione (Ezechiele 18:30; 2:38) .

(2) Pace con Dio; quindi la conversione.

(3) Redenzione dalla miseria; quindi conversione (Luca 13:3) .

(4) Cielo; quindi la conversione (Giovanni 3:16 ; Ebrei 13:14)

(2.) Come? Nota

(1) Tutti gli uomini sono peccatori.

(2) Cristo si è impegnato a purificarci dai nostri peccati.

(3) Questo non poteva essere se non acquistando la stessa grazia che abbiamo perso con il peccato.

(4) Non c'è modo di ottenere la grazia se non per mezzo dello Spirito di Dio (Ezechiele 36:27 ; Numeri 14:24) .

(5) Dio non avrebbe mandato il Suo Spirito fino a quando i peccati dell'uomo non fossero stati soddisfatti, e così Dio non si fosse riconciliato.

(6) Cristo con la sua morte sazia per il peccato (1 Giovanni 2:2) .

(7) E così acquistò la donazione dello Spirito (Giovanni 16:7) .

(8) Lo Spirito mandato nei nostri cuori, ci converte dal peccato (2Tessalonicesi 2:13). (Bp. Beveridge.) La missione benedetta:

(I.) L'atto di grazia di Dio, "Ha risuscitato Gesù".

(II.) Il misericordioso proposito di Dio, "Per benedirvi".

(III.) La via benedetta di Dio, "Volgendo ciascuno di voi", ecc

(IV.) Il grande incoraggiamento di Dio: "A te prima". (H. Allon, D.D.) La benedizione del vangelo:

1.) L'opera non è descritta solo come quella di Cristo, ma piuttosto come l'opera di Dio in Cristo. Siamo troppo pronti a fare la differenza; pensare a Dio come a tutta la giustizia e a Cristo come a tutto l'amore. Nei giorni passati gli uomini avevano usato un linguaggio sciolto e non scritturale riguardo al fatto che Cristo calmava l'ira di Dio. Il linguaggio della Scrittura è sempre questo: "Dio ha tanto amato il mondo", ecc. Tutte le cose che il Figlio fa, queste le fa anche il Padre allo stesso modo. C'è una sola volontà, una sola opera. Non fuggite mai da Dio, ma cercatelo sempre e vedetelo nel Figlio

(II.) Cristo ha una missione per noi. Non c'è pensiero più dilettevole di quello della missione di Cristo come lo è ora Ebrei in cielo; di avere un incarico, e di essere ancora apostolato verso di noi (Ebrei 3:1). Siamo tutti chiamati dal cielo: questo è il significato di "partecipi di una chiamata celeste". Siamo tutti come Saulo di Tarso quando Gesù Cristo gli parlò all'improvviso dal cielo. Cristo ci sta chiamando. Nella Sua Parola, nel Suo ministro, nella coscienza, anche nel Suo Spirito. E poi, riconoscendo questa verità, ci viene detto anche di fissare i nostri pensieri su di Lui come "l'apostolo della nostra professione" (o confessione). Dio ce lo ha mandato, lo sta mandando, con un messaggio, rivolto a ciascuno di noi separatamente, "ognuno di voi", non una missione vaga, generale, promiscua, ma diretta e unica a ciascuno. Non ti perdi in mezzo alla folla. Se è così, "come scamperemo se trascuriamo così grande", perché così minuto e così personale, "una salvezza"?

(III.) Una missione di che tipo? È quello di Colui che viene dai morti per spaventare e terrorizzare? L'apparizione di un rimprovero e di un profeta del male? Ascolta il testo: "per benedirti"; di parlare bene di te; per dichiararvi il bene; e nell'atto stesso di farlo, di comunicare il bene di cui parla Ebrei. Non è questa la nozione stessa di Vangelo? Non è una minaccia, un rimprovero, non è nemmeno una condizione di accoglienza, o una regola del dovere: non dice, come la Legge: "Fa' questo e vivrai": il suo carattere essenziale è quello di un annuncio; notizie di qualcosa di già fatto; la buona notizia di qualche cambiamento che Dio ha operato nel nostro stato e nelle nostre prospettive. E che cos'è? Sicuramente Dio ci perdona, qualunque cosa siamo. Dio lo ha mandato non per maledire, ma per benedire; non per giudicare il mondo, ma per salvare

(IV.) In che modo questa missione di benedizione è resa efficace? 1. È forse lusinga la vanità umana, il cullare l'indolenza umana, l'intelligenza che Dio ha perdonato, e che quindi l'uomo può giacere addormentato nei suoi peccati, che, dove abbondava il peccato, abbondava molto di più la grazia, e che quindi possiamo continuare nel peccato se non altro per gonfiare i trionfi della grazia divina? Nessuna di queste cose. "Lo ha mandato a benedirvi, allontanando ciascuno di voi dalle sue iniquità". 2. Sembra che questa descrizione dell'opera di Cristo militi contro la prima? Qualcuno dice: Allora, dopo tutto, il vangelo è una legge: è solo la vecchia storia ancora una volta: Devi essere santo e poi Dio salverà? Oh l'ignoranza e la durezza di questi nostri cuori! Non c'è differenza tra l'operare per il perdono e l'operare per il perdono, tra l'essere santi perché siamo amati e l'essere santi per poter essere amati, tra l'essere comandato di convertirci dai nostri peccati e l'essere benedetti per il fatto di essere stati allontanati da essi da un altro? Il vostro cuore vi dice che c'è tutta la differenza! Chi di noi non conosce qualcosa della forza della gratitudine? Chi di noi non ha sentito che una cosa è piacere a una persona per dovere, e un'altra è piacere a una persona per amore? Chi di noi non ha conosciuto lo strano effetto di una parola o di un atto d'affetto, da parte di qualcuno che siamo consapevoli di aver offeso? Come a volte fa rotolare via l'intera barriera che ci separa, ci fa vergognare del nostro cattivo umore e ci accumula carboni ardenti sul capo? Così è anche per l'uomo che Dio ha perdonato. In che modo Davide cominciò a chiedere: «Quale ricompensa posso dare al Signore per tutti i benefici che Ebrei mi hanno fatto?» e risponde a se stesso, dicendo: "Riceverò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore": sì, amerò molto, essendo stato molto perdonato! 3. Ma ci possono essere alcuni qui presenti che non riescono a capire la connessione delle parole. Potrebbero dire: So che i miei peccati sono sbagliati; e posso capire che sia necessario separarmi da loro: ma come può essere una benedizione rinunciare a questa cosa piacevole che è per me il peccato? Ma il tuo peccato ti rende felice? Avete trovato il piacere di peccare tanto grande quanto la sua anticipazione? Hai trovato la mattina dopo aver peccato un risveglio luminoso e piacevole? Non hai mai saputo che cosa significasse maledire la catena che ti legava, e desiderare (anche senza sperare) di essere libero? Non avete forse a volte guardato indietro a un peccato passato e ora poco attraente con amaro rimorso, con stupore per la vostra infatuazione? Allora quell'esperienza ti ha mostrato cosa significherebbe guardare indietro a una vita di peccato, da un mondo in cui sarà troppo tardi per pentirsi. Una cosa che ha tutti questi segni di miseria su di sé non può essere la felicità. Se c'è un potere o una persona, sulla terra o in cielo, che può liberarci da questa influenza, si può davvero dire che la venuta di quel potere o di quella persona sia una benedizione. Costi quel che costi, sarà una benedizione se avrà successo. E quando quella vittoria sarà ottenuta interamente attraverso il potere dell'amore; attraverso l'assicurazione del perdono gratuito; attraverso l'azione di un'influenza interiore tanto dolce quanto costrittiva; quanto più può essere considerato così! Voglia Dio che ciascuno di noi lo sappia da sé! (Dean Vaughan.La benedizione di Cristo nel cuore: Lady Somerset a Chicago disse che in una capanna di pescatori nell'estremo nord-est della Scozia, vide un'immagine del nostro Salvatore, e mentre stava a guardarla il pescatore le raccontò la sua storia: "Ero giù con la bevanda", disse, "quando una sera entrai in un 'pubblico, "E lì era appeso questo quadro. Ero sobrio allora, e dissi al barista: 'Vendimi quel quadro, questo non è un posto per il Salvatore'. Gli diedi tutto il denaro che avevo per questo, e lo portai a casa. Poi, mentre lo guardavo, mi tornarono in mente le parole di mia madre, caddi in ginocchio e gridai: 'O Signore Gesù, vuoi rialzarmi e togliermi da tutto il mio peccato?'" Nessuna preghiera del genere rimane mai senza risposta. Oggi quel pescatore è l'uomo più grande di quel piccolo villaggio scozzese. "Gli chiesi se non aveva difficoltà a smettere di bere alcolici; Un tale sguardo di esultanza apparve sul suo volto quando rispose: 'Oh, signora, quando un tale Salvatore entra nel cuore, Ebrei ne toglie l'amore per la bevanda'. Questo Salvatore è pronto a togliere ogni peccato dal tuo cuore se solo glielo permetterai".L'incarico di misericordia di Cristo: - Dopo il lungo e rigido inverno, una giornata luminosa e bella arriva come una benedizione. Mentre guardavo in alto verso il sole di benvenuto, mi venne in mente questo pensiero: laggiù il sole è a novantasei milioni di miglia di distanza. Questi raggi di luce hanno percorso tutta quella stupenda distanza, eppure devo solo abbassare la cortina della mia palpebra e rimango nel buio totale. Sarebbe stato meglio che non ci fosse il sole e che i suoi raggi fossero chiusi fuori all'ultimo istante da quella piccola porta del mio occhio. Così pure il Signore Gesù Cristo è venuto dal Suo trono infinito e lontano, per il Suo incarico di misericordia, all'anima di un peccatore. Quel peccatore deve solo chiudere la porta del suo cuore e tenerla sprangata, e per lui non ci sarebbe stata alcuna redenzione e nessun Redentore. La vita eterna è rifiutata, la morte eterna è scelta proprio in quel luogo, la porta del cuore umano. (T. L. Cuyler.Quando Madame Sontag iniziò la sua carriera musicale, fu fischiata giù dal palco di Vienna dagli amici della sua rivale Amelia Steininger, che aveva già cominciato a declinare a causa della sua dissipazione. Passarono gli anni e un giorno la signora Sontag, nella sua gloria, stava cavalcando per le strade di Berlino, quando vide un bambino che conduceva una donna cieca e disse: "Vieni qui, bambina mia, vieni qui. Chi è che tu stai conducendo per mano?" E il bambino rispose: "Quella è mia madre; questa è Amelia Steininger. Era una grande cantante, ma ha perso la voce e ha pianto così tanto che ha perso la vista". Datele il mio affetto,» disse la signora Sontag, «e ditele che una vecchia conoscenza verrà a trovarla questo pomeriggio.» La settimana successiva a Berlino si riunì una grande folla per una festa di beneficenza per quella povera cieca, e si disse che la signora Sontag avesse cantato quella sera come non aveva mai cantato prima. E prese un abile oculista, che invano cercò di ridare la vista alla povera cieca. Fino al giorno della morte di Amelia Steininger, Madame Sontag si prese cura di lei, e di sua figlia dopo di lei. Questo era ciò che la regina del canto faceva per il suo nemico. Ma, oh, ascolta una storia ancora più emozionante. Cieco, immortale, povero e perduto, tu che, quando il mondo e Cristo erano rivali per il tuo cuore, hai scacciato il tuo Signore, Cristo viene ora per darti la vista, per darti una casa, per darti il cielo. Con più della generosità di un Sontag, Ebrei viene ora a soddisfare il vostro bisogno. Con più di una musica di Sontag, gli Ebrei vengono a implorare per la tua liberazione. (T. Deuteronomio Witt Talmage.Il piano di Dio per renderci felici: - Ci viene detto, in una semplice allegoria, che quando l'uomo fu creato a immagine di Dio, uno degli angeli luminosi intorno al trono fu nominato per servirlo e per essere il suo compagno costante. Dopo che questa bella immagine fu rovinata dal peccato, la Felicità non riuscì più a riconoscere le sembianze del Padre Celeste sulla terra e si struggeva per tornare alla sua dimora felice in alto. L'uomo caduto e sventurato ora vagava alla ricerca di un amico per rimediare alla sua perdita. Gli Ebrei guardarono il bel viso della Natura, e la videro allegra e allegra; ma la natura gli assicurò che non poteva offrire alcun sollievo alla sua miseria. L'amore appariva così luminoso e gioioso, che l'uomo, nella sua delusione, si voltò accanto a lei; ma lei si ritrasse timidamente al suo avvicinarsi, mentre i suoi teneri occhi traboccavano di lacrime di compassione. Gli Ebrei ora cercavano l'amicizia, ed essa sospirò e rispose: "Il capriccio, l'ansia e la paura del cambiamento sono sempre davanti a me". Deluso da questi ripetuti fallimenti, l'uomo seguì il Vizio, che si vantava ad alta voce e prometteva grandi cose; ma anche mentre parlava con lui, le rose prese in prestito cadevano dalla sua fronte avvizzita e rivelavano le rughe del dolore e i profondi solchi solcati dal dolore. Ritiratosi in fretta dai ritrovi della vile incantatrice, ora cercava la virtù, sperando che il segreto della felicità potesse essere appreso da lei; ma lei gli assicurò che Penitenza era il suo vero nome e che non era in grado di concedere il dono che lui desiderava. Gettato infine sull'orlo della disperazione, l'uomo si rivolse alla cupa Morte, che allentò il suo aspetto minaccioso, mentre rispondeva con un sorriso: "La felicità non si può più trovare sulla terra. Io sono veramente l'amico dell'uomo e la guida alla beatitudine a cui anela il suo cuore. Ascolta la voce di Colui che è morto sulla croce del Calvario, e io, alla fine, condurrò l'uomo attraverso le ombre della valle oscura fino alle deliziose montagne, dove la felicità fa la sua dimora perpetua". L'allegoria che ho così cercato di ripetere, è una mera espansione del testo. Dio non assicura la felicità al Suo popolo...

(I.) Rendendoli tutti ricchi. Invece di dire: "Beati voi ricchi", Ebrei dice: "Beati i poveri". L'unico ricco veramente felice è colui che agisce come amministratore di Dio, pagando le sue decime legittime alla Chiesa e trattando con gentilezza i poveri sofferenti. Il dottor Guthrie dice: "Il denaro comprerà l'abbondanza, ma non la pace; il denaro fornirà la tua tavola di lussi, ma non tu l'appetito di goderne; il denaro circonderà il tuo letto di medici, ma non ridarà salute al tuo corpo malato: ti avvolgerà con una folla di adulatori, ma non ti prometterà mai un vero amico; corromperà al silenzio le lingue degli uomini accusatori, ma non una coscienza accusatrice; pagherà alcuni debiti, ma non uno, il minimo, dei tuoi debiti verso la legge di Dio; Allevierà molte paure, ma non quelle della colpa, i terrori che coronano l'ora della morte".

(II.) Concedendoci i vuoti onori del mondo. È vero, moltitudini immaginano che la felicità si trovi in loro; ma l'esperienza dimostra sempre quanto gravemente si sbagliassero. Sembra che il diavolo si sia persuaso che anche il Figlio di Dio potesse essere tentato da un simile regalo. Un mandarino gonfio per la percezione della sua alta posizione amava apparire nelle strade pubbliche, scintillanti di gioielli. Un giorno Ebrei fu infastidito da un personaggio rozzo che lo seguiva, inchinandosi spesso a terra e ringraziandolo per i suoi gioielli. «Che cosa vuol dire quell'uomo?» gridò il mandarino; "Non ti ho mai dato nessuno dei miei gioielli". No,» rispose l'altro; «ma tu mi hai lasciato guardare, e questo è tutto l'uso che puoi farne tu stesso. L'unica differenza tra noi è che tu hai la difficoltà di guardarli".

(III.) Offrendo loro una grande parte del piacere mondano. La maggior parte delle cose che vengono chiamate "piaceri mondani" non solo non riescono a rendere felici le persone, ma lasciano dietro di sé un'infelicità positiva. E poi, il terribile fantasma, che, nei momenti di solitudine e di silenzio, deve turbare gli animi dei più frivoli: la fine; quando Dio porterà tutte queste cose in giudizio. Quando il cavaliere Gérard Deuteronomio Kampis, un uomo ricco e orgoglioso, ebbe terminato il suo magnifico castello, diede un grande spettacolo a tutti i suoi ricchi vicini. Atti alla fine del sontuoso banchetto, gli ospiti fecero un discorso dopo l'altro, lodando il loro ospite al cielo e dichiarandolo il più felice degli uomini. Poiché il cavaliere amava l'adulazione, questo incenso profumato era il più gradito; e nulla turbò la sua equanimità, finché uno degli ospiti che fino a quel momento aveva taciuto, osservò gravemente: "Signor Cavaliere, affinché la vostra felicità sia completa, avete bisogno di una sola cosa, ma questa è una cosa molto importante". E che cosa è quello?" domandò il nobile stupito. «Una delle vostre porte deve essere murata», rispose l'ospite. Atti questa strana replica parecchi degli ospiti risero ad alta voce, e mentre Gerardo stesso cominciava a pensare che l'uomo fosse pazzo, conservò abbastanza autocontrollo da chiedere: "A quale porta ti riferisci?" Intendo ciò attraverso il quale un giorno sarai portato alla tua tomba". Le parole colpirono sia gli ospiti che il padrone di casa, e l'uomo orgoglioso vide la vanità di tutte le cose terrene, e da quel momento cominciò ad accumulare tesori in cielo

(IV.) Ma mandando Suo Figlio Gesù, "per allontanare ciascuno di loro dalle Sue iniquità". Non ci può essere salvezza per noi, a meno che non siamo liberati dai nostri peccati. Dio rende felici gli uomini solo rendendoli santi (Matteo 1:21). Licurgo non permise che nessuna delle sue leggi fosse scritta, insistendo sul fatto che i principi del governo dovevano essere intrecciati con la vita e i costumi del popolo, come l'unico modo sicuro per promuovere la sua felicità. Gli ebrei che vogliono attenersi ai comandamenti di Dio devono essere in grado di dire con Davide: "Ho nascosto la tua parola nel mio cuore". Gli ebrei che saranno ricevuti alla presenza di Dio e godranno della benedizione del cielo, sono "l'uomo nuovo, che dopo Dio è creato in giustizia e vera santità". (Efesini 4:24). Siamo resi eredi della gloria solo rivestendoci di Cristo; ma noi siamo "resi adatti per l'eredità dei santi" attraverso una studiata e attenta conformità al precetto divino: "Siate santi, perché io sono santo". Non dite di nessun peccato, per quanto banale possa sembrare: "Non è forse un piccolo?" ma seguendo la santità, lascia che il male sotto ogni possibile travestimento sia il tuo orrore. (J. N. Norton, D.D. Il vangelo allontana gli uomini dal peccato: - Se un medico fosse chiamato a visitare un paziente che ha un cancro al seno, l'unica cosa da fare sarebbe tagliarlo dalle radici. Il medico poteva dare palliativi, in modo che il paziente avesse meno dolore, o poteva far credere al suo paziente che non si trattasse di cancro, o dimenticare di avere un cancro vicino ai suoi organi vitali; Ma se il medico facesse questo invece di eliminare il male, sarebbe un uomo malvagio e nemico del suo paziente. Il caso dell'uomo era tale che l'unico favore che gli si poteva concedere sarebbe stato quello di asportare il cancro. Ora tutti sono d'accordo che il peccato è il grande male dell'anima dell'uomo. Nulla può rendere l'uomo spiritualmente più felice qui, o renderlo adatto alla felicità futura, se non la rimozione del peccato dalla sua natura. Il peccato è la macchia di peste sull'anima che distrugge la sua pace e minaccia la sua distruzione se non viene rimossa. È quindi certo che se l'amore di Dio si manifestasse verso l'uomo, lo farebbe nel convertire l'uomo dal peccato che produce miseria alla santità che produce felicità. (J. B. Walker.) Allontanando ciascuno di voi dalle sue iniquità.-La beatitudine della conversione:-

(I.) Che l'indulgenza al peccato è la grande fonte della miseria umana. Aumentiamo con le nostre trasgressioni le malattie a cui siamo naturalmente esposti: le nostre intelligenze diventano più confuse; i nostri affetti più depravati; le nostre passioni, i nostri appetiti e i nostri temperamenti più sfrenati e virulenti; le nostre delusioni più amare e acute; e tutto questo progressivo progresso nel male e nella miseria è la conseguenza dell'aumento dell'indulgenza nel peccato

(II.) Che Cristo benedice in modo particolare il Suo popolo allontanando ognuno di loro dalle loro iniquità

(1.) In quanto, come profeta, gli Ebrei illuminano la loro comprensione per percepire il male, la miseria e le conseguenze rovinose del peccato, sia per quanto riguarda lo stato presente che quello futuro

(2.) Questo allontanarsi dalle iniquità è progressivo; all'inizio gli atti grossolani ed esteriori del peccato vengono eliminati, seguono piaceri illeciti e opportuni e indulgenze, molte cose di natura dubbia e indifferente vengono poi abbandonate. La lingua, l'irascibilità, i pensieri, sono gradualmente portati sempre più sotto controllo e moderazione; si coltivano i principi sacri; lo spirito di fervente carità si impossessa dell'anima; e la pietà, la mansuetudine, la tolleranza, la compassione, la pazienza, la santa rassegnazione, la viva speranza e la gioia celeste aumentano e abbondano. (T. Webster, B.D.La storia dell'uomo da questa parte della tomba è come la storia del mondo naturale: le stagioni cambiano; se l'inverno si raffredda, l'estate si riscalda; se l'oscurità avvolge la sua ombra, la luce rallegra con il suo splendore. Così si mescolano gioia e dolore, speranza e paura, soddisfazione e perplessità. In queste circostanze è molto importante sapere se c'è un modo per difenderci da un tale aumento di dolore, e per assicurarci un tale aumento di comfort. Qui nel testo c'è una carta per il viandante, una luce per l'ottenebbro, un rifugio per l'abbandonato, una certezza per il dubbioso! La miseria dell'uomo risiede principalmente nelle circostanze della sua condizione morale; Egli è infelice sotto gli effetti delle sue iniquità. Il suo rimedio deve essere trovato nel ritorno dei suoi affetti a Dio; Dio ha mandato Cristo per benedirvi allontanandovi dalle vostre iniquità. I dolori dell'uomo derivano principalmente dalla depravazione dei suoi affetti. Ebrei è colpevole davanti a Dio. Certamente le sue passioni, terrene ed egoistiche, disprezzano ogni barriera quando le occasioni ne esasperano i movimenti. Trattenerli sotto tali eccitazioni è altrettanto impraticabile, quanto, con il peso della rugiada del cielo, incatenare la materia infuocata che un vulcano sta per emettere. Ma veniamo all'esperienza individuale. Da dove proviene la maggior parte delle sofferenze dell'uomo? Non è forse a causa dello stato disordinato dei suoi affetti? Non c'è forse una malattia del cuore, che è largamente diffusa, e che nessuna abilità può guarire? Per riprodurre la felicità in un essere peccatore è necessario, quindi, un rimedio applicabile alla malattia interiore della sua mente; un rimedio che rispetta non solo una nuova e favorevole relazione da parte di Dio, ma anche un nuovo e santo stato degli affetti da parte dell'uomo. In altre parole, la felicità di un peccatore dipenderà in primo luogo dalla convinzione che Dio lo ha perdonato e, in secondo luogo, dalla consapevolezza di amare l'Essere che lo ha trattato con tanta tenerezza. Ora, il rimedio che il cristianesimo propone al punto di vista di chi lo crede è proprio di questo tipo. "Gesù Cristo è venuto a benedirvi allontanando ciascuno di voi dalle sue iniquità". Ebrei 101 offre il perdono e la pace, ed Ebrei 101 dà la disposizione ad amare la natura e il cuore da cui scaturisce quel perdono! In questa complessa operazione si dispiegano i mezzi della felicità umana. Il perdono dei peccati è completo e gratuito, libero da qualsiasi condizione o qualificazione. "Non c'è più condanna", ma riconciliazione perfetta e pace. Ora, la fede in questa verità, sotto l'azione dello Spirito, trasmette guarigione al cuore. Il peccato diventa ripugnante quando le sue conseguenze sono rese visibili nelle sofferenze personali di Gesù Cristo, e l'obbedienza alla volontà e alla mente di Dio diventa allora identica alla pace e alla felicità. Così Cristo benedice allontanandosi dall'iniquità, procurando subito il perdono dei peccati e guarendo la malattia del peccato; ristabilendo la pace nelle relazioni tra Dio e l'uomo, e facendo del carattere di Dio l'oggetto luminoso di un'attraente imitazione. (G. T. Noel, M.A.)

Riferimenti incrociati:

Atti 3

1 At 4:13; 8:14; Mat 17:1; 26:37; Giov 13:23-25; 20:2-9; 21:7,18-22; Ga 2:9
At 2:46; 5:25; Lu 24:53
At 10:3,30; Eso 29:39; Nu 28:4; 1Re 18:36; Sal 55:17; Dan 6:10; 9:21; Lu 1:10; 23:44-46

2 At 4:22; 14:8; Giov 1:9-30
Lu 16:20
At 3:10
At 10:4,31; Lu 18:35; Giov 9:8

4 At 11:6; 14:9,10; Lu 4:20
At 3:12; Giov 5:6; 11:40

6 Mat 10:9; 1Co 4:11; 2Co 6:10; 8:9; Giac 2:5
Mar 14:8; 2Co 8:12; 1P 4:10
At 3:16; 4:7; 9:34; 16:18; 19:13-16; Mat 7:22; Mar 16:17
At 2:22,36; 4:10; 10:38; Giov 19:19

7 At 9:41; Mar 1:31; 5:41; 9:27; Lu 13:13

8 At 14:10; Is 35:6; Lu 6:23; Giov 5:8,9,14
Sal 103:1,2; 107:20-22; Lu 17:15-18; 18:43

9 At 14:11; Mar 2:11,12; Lu 13:17

10 At 3:2; 4:14-16,21,22; Giov 9:3,18-21
At 2:7,12; Lu 4:36; 9:43; Giov 5:20

11 Lu 8:38
At 2:6
At 5:12; Giov 10:23

12 At 2:22; 13:26; Rom 9:4; 11:1
At 10:25,26; 14:11-15; Ge 40:8; 41:16; Dan 2:28-30; Giov 3:27,28; 7:18
2Co 3:5

13 At 5:30; 7:32; Eso 3:6; Sal 105:6-10; Mat 22:32; Eb 11:9-16
At 2:33-36; 5:31; Sal 2:6-12; 110:1,2; Mat 11:27; 28:18; Giov 3:35,36; 5:22,23; 7:39; 12:16; 13:31,32; 16:14,15; 17:1-5; Ef 1:20-23; Fili 2:9-11; Eb 2:9; Ap 1:5,18
At 2:23,24; 5:30; 13:27,28; Mat 27:2,17-25; Mar 15:11; Lu 23:16-23; Giov 18:40; 19:15

14 At 2:27; 4:27; 7:52; 22:14; Sal 16:10; Zac 9:9; Mar 1:24; Lu 1:35; Giac 5:6; 1P 3:18; 1G 2:1; Ap 3:7
Mar 15:7; Lu 23:19

15 Giov 1:4; 4:10,14; 5:26; 10:28; 11:25,26; 14:6; 17:2; Rom 8:1,2; 1Co 15:45; Col 3:3,4; Eb 2:10; 5:9; 1G 5:11,12,20; Ap 21:6; 22:1,17
At 2:24,32; Mat 28:2-5; Ef 1:20
At 1:22; 2:32; 10:40,41; 13:30-32

16 At 3:6; 4:7,10,30; 16:18; Mat 9:22
At 14:9; 19:13-17; Mat 17:19,20; 21:21,22; Mar 11:22,23; 16:17,18; Lu 17:5,6; Giov 14:12; 1Co 13:2
At 3:8; 8:14-16; De 32:4; Giov 7:23

17 At 7:40; Ge 21:26; 39:8; 44:15; Eso 32:1; Nu 22:6; Rom 11:2; Fili 1:22
At 13:27; Nu 15:24-31; Lu 23:34; Giov 7:26,27,52; 16:3; 1Co 2:8; 2Co 3:14; 1Ti 1:13

18 At 17:2,3; 26:22,23; 28:23; Lu 24:26,27,44; 1Co 15:3,4; 1P 1:10,11; Ap 19:10
Ge 3:15; Sal 22:1-30; 69:1-36; Is 50:6; 53:1-12; Dan 9:26; Zac 12:10; 13:7

19 At 2:38; 11:18; 2Ti 2:25
At 11:21; 15:3; 26:18-20; 28:27; Sal 51:13; Is 1:16-20; 6:10; 55:6,7; Ger 31:18-20; Lam 3:40; 5:21; Ez 18:30-32; Dan 9:13; Os 14:2; Gioe 2:13; Mat 13:15; 18:3; Lu 1:16; Giac 4:7-10; 5:19,20; 1P 2:25
De 4:29-31; 1Re 8:48-50; Sal 32:1-5; 51:1-3,9; 103:12; Is 1:16-18; 43:25; 44:22; Ger 31:33,34; 50:20; Mic 7:18,19; Ap 21:4
At 3:21; 1:6; 17:26; Sal 72:6-19; 98:1-9; Is 2:1-3; 49:10-22; 51:11; 52:1-10; 54:1-14; 60:1-22; 61:3,9-11; 62:1-5; 65:17-25; 66:10-14,18-22; Ger 31:22-26; 32:37-41; 33:15-26; Ez 34:23-31; 37:21-28; 39:25-29; Os 2:19-23; Gioe 3:16-21; Am 9:13-15; Mic 7:14,15; Sof 3:14-20; Zac 8:20-23; Rom 11:25; 2Te 1:7,10; 2P 3:8

20 At 17:31; Mat 16:27; 24:3,30-36; Mar 13:26,30-37; Lu 19:11; 21:27; 2Te 2:2,8; Eb 9:28; Ap 1:7; 19:11-16

21 At 1:11
At 3:19; Is 1:26; Mal 3:3,4; 4:5,6; Mat 17:11,12; Mar 9:11-13
At 10:43; Lu 1:70; 2P 1:21; 3:2; Ap 18:20; 22:6

22 At 7:37; De 18:15-19
Lu 13:33; 24:19; Giov 8:12; 12:46; Ap 1:1
Rom 8:3; 9:5; Ga 4:4; Eb 2:9-17
De 18:18
Is 55:3,4; Mat 17:4,5; Mar 9:4-7; Lu 9:30-35; Giov 1:17; 5:24,39-47; Eb 1:1,2; 2:1; 5:9

23 At 13:38-41; De 18:19; Mar 16:16; Giov 3:18-20; 8:24; 12:48; 2Te 1:7-9; Eb 2:3; 10:28-30,39; 12:25; Ap 13:8; 20:15

24 At 3:19,21; Rom 3:21
At 13:20; 1Sa 2:18; 3:1,20; Sal 99:6; Ger 15:1

25 At 2:39; 13:26; Ge 20:7; 27:36-40; 48:14-20; 49:1-33; Sal 105:8-15; Mat 3:9,10
Ge 17:9,10,19; 1Cron 16:17; Ne 9:8; Lu 1:72; Rom 9:4,5; 15:8; Ga 3:29
Ge 12:3; 18:18; 22:18; 26:4; 28:14; Rom 4:13; Ga 3:8,16
Sal 22:27; 96:7; Ap 5:9; 7:9; 14:6

26 At 1:8; 13:26,32,33,46,47; 18:4-6; 26:20; 28:23-28; Mat 10:5,6; Lu 24:47; Rom 2:9,10; Ap 7:4-9
At 3:15,22
At 3:20,25; Sal 67:6,7; 72:17; Lu 2:10,11; Rom 15:29; Ga 3:9-14; Ef 1:3; 1P 1:3; 3:9
Is 59:20,21; Ger 32:38-41; 33:8,9; Ez 11:19,20; 36:25-29; Mat 1:21; Ef 5:26,27; Tit 2:11-14; 1G 3:5-8; Giuda 1:24

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