Nuova Riveduta:

Atti 4

Arresto di Pietro e di Giovanni
1 Mentre essi parlavano al popolo, giunsero i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei, 2 indignati perché essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti. 3 Misero loro le mani addosso e li gettarono in prigione fino al giorno seguente, perché era già sera. 4 Ma molti di coloro che avevano udito la Parola credettero; e il numero degli uomini salì a circa cinquemila.
5 Il giorno seguente i loro capi, con gli anziani e gli scribi, si riunirono a Gerusalemme 6 con Anna, il sommo sacerdote, Caiafa, Giovanni, Alessandro e tutti quelli che facevano parte della famiglia dei sommi sacerdoti. 7 E, fatti condurre in mezzo a loro Pietro e Giovanni, domandarono: «Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?»
8 Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, 9 se oggi siamo esaminati a proposito di un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com'è che quest'uomo è stato guarito, 10 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele che questo è stato fatto nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la sua virtù che quest'uomo compare guarito in presenza vostra. 11 Egli è "la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare".
12 In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati».
13 Essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni, si meravigliavano, avendo capito che erano popolani senza istruzione; riconoscevano che erano stati con Gesù e, 14 vedendo l'uomo che era stato guarito, lì presente con loro, non potevano dire niente in contrario. 15 Ma, dopo aver ordinato loro di uscire dal sinedrio, si consultarono gli uni gli altri dicendo: 16 «Che faremo a questi uomini? Che un evidente segno miracoloso sia stato fatto per mezzo di loro è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non possiamo negarlo. 17 Ma, affinché ciò non si diffonda maggiormente tra il popolo, ordiniamo loro con minacce di non parlare più a nessuno nel nome di costui». 18 E, avendoli chiamati, imposero loro di non parlare né insegnare affatto nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro e Giovanni risposero loro: «Giudicate voi se è giusto, davanti a Dio, ubbidire a voi anziché a Dio. 20 Quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo viste e udite». 21 Ed essi, minacciatili di nuovo, li lasciarono andare, non trovando assolutamente come poterli punire, a causa del popolo; perché tutti glorificavano Dio per quello che era accaduto. 22 Infatti l'uomo in cui questo segno miracoloso della guarigione era stato compiuto aveva più di quarant'anni.

La chiesa riunita in preghiera
23 Rimessi quindi in libertà, vennero ai loro e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano dette. 24 Udito ciò, essi alzarono concordi la voce a Dio e dissero: «Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; 25 colui che mediante lo Spirito Santo ha detto per bocca del tuo servo Davide, nostro padre: "Perché si sono agitate le nazioni, e i popoli hanno meditato cose vane?
26 I re della terra si sono sollevati, i prìncipi si sono riuniti insieme contro il Signore e contro il suo Cristo".
27 Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d'Israele, 28 per fare tutte le cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. 29 Adesso, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunciare la tua Parola in tutta franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù».
31 Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti tremò; e tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunciavano la Parola di Dio con franchezza.

I credenti di Gerusalemme mettono in comune i loro beni
32 La moltitudine di quelli che avevano creduto era d'un sol cuore e di un'anima sola; non vi era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era in comune tra di loro. 33 Gli apostoli, con grande potenza, rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. 34 Infatti non c'era nessun bisognoso tra di loro; perché tutti quelli che possedevano poderi o case li vendevano, portavano l'importo delle cose vendute 35 e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno, secondo il bisogno.
36 Ora Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che tradotto vuol dire: «figlio di consolazione»), Levita, cipriota di nascita, 37 avendo un campo, lo vendette e ne consegnò il ricavato, deponendolo ai piedi degli apostoli.

C.E.I.:

Atti 4

1 Stavano ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei, 2 irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dai morti. 3 Li arrestarono e li portarono in prigione fino al giorno dopo, dato che era ormai sera. 4 Molti però di quelli che avevano ascoltato il discorso credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila.
5 Il giorno dopo si radunarono in Gerusalemme i capi, gli anziani e gli scribi, 6 il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. 7 Fattili comparire davanti a loro, li interrogavano: «Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?». 8 Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, 9 visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, 10 la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. 11 Questo Gesù è
la pietra che, scartata da voi, costruttori,
è diventata testata d'angolo
.
12 In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati».
13 Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e considerando che erano senza istruzione e popolani, rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro che erano stati con Gesù; 14 quando poi videro in piedi vicino a loro l'uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa rispondere. 15 Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: 16 «Che dobbiamo fare a questi uomini? Un miracolo evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. 17 Ma perché la cosa non si divulghi di più tra il popolo, diffidiamoli dal parlare più ad alcuno in nome di lui». 18 E, richiamatili, ordinarono loro di non parlare assolutamente né di insegnare nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; 20 noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». 21 Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando motivi per punirli, li rilasciarono a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l'accaduto. 22 L'uomo infatti sul quale era avvenuto il miracolo della guarigione aveva più di quarant'anni.
23 Appena rimessi in libertà, andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto i sommi sacerdoti e gli anziani. 24 All'udire ciò, tutti insieme levarono la loro voce a Dio dicendo: «Signore, tu che hai creato il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, 25 tu che per mezzo dello Spirito Santo dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo Davide:
Perché si agitarono le genti
e i popoli tramarono cose vane?
26 Si sollevarono i re della terra
e i principi si radunarono insieme,
contro il Signore e contro il suo Cristo
;
27 davvero in questa città si radunarono insieme contro il tuo santo servo Gesù, che hai unto come Cristo, Erode e Ponzio Pilato con le genti e i popoli d'Israele, 28 per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano preordinato che avvenisse. 29 Ed ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta franchezza la tua parola. 30 Stendi la mano perché si compiano guarigioni, miracoli e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù».
31 Quand'ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono pieni di Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con franchezza.
32 La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. 33 Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. 34 Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto 35 e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.
36 Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba, che significa «figlio dell'esortazione», un levita originario di Cipro, 37 che era padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò l'importo deponendolo ai piedi degli apostoli.

Nuova Diodati:

Atti 4

Pietro e Giovanni davanti al sinedrio
1 Ora, mentre essi parlavano al popolo, i sacerdoti, il comandante del tempio e i sadducei piombarono su di loro, 2 indignati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dai morti. 3 E misero loro le mani addosso e li gettarono in prigione fino al giorno seguente, perché era già sera. 4 Or molti di coloro che avevano udito la parola credettero; e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila. 5 Il giorno dopo i capi, gli anziani e gli scribi si radunarono in Gerusalemme, 6 insieme con Anna, sommo sacerdote, e con Caiafa, Giovanni, Alessandro e tutti quelli che appartenevano alla parentela dei sommi sacerdoti. 7 E, fatti comparire là in mezzo Pietro e Giovanni, domandarono loro: «Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?». 8 Allora Pietro, ripieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani d'Israele, 9 se oggi noi siamo giudicati intorno ad un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere come egli è stato guarito, 10 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù di lui compare davanti a voi quest'uomo completamente guarito. 11 Questi è la pietra che è stata da voi edificatori rigettata e che è divenuta la testata d'angolo. 12 E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati». 13 Or essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni e avendo capito che erano uomini illetterati e senza istruzione, si meravigliavano e riconoscevano che erano stati con Gesù. 14 Vedendo poi in piedi accanto a loro l'uomo che era stato guarito, non potevano dire nulla contro. 15 E, dopo aver comandato loro di uscire dal sinedrio, si consultarono fra loro, 16 dicendo: «Che faremo a questi uomini? Perché è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che un evidente miracolo è stato fatto da loro, e noi non lo possiamo negare; 17 ma affinché questo non si divulghi maggiormente fra il popolo, imponiamo loro con severe minacce di non parlare più a nessun uomo in questo nome». 18 E, chiamatili, comandarono loro di non parlare affatto, né di insegnare nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro e Giovanni, rispondendo loro, dissero: «Giudicate voi, se è giusto davanti a Dio ubbidire a voi, piuttosto che a Dio. 20 Poiché, quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo visto e udito». 21 Ed essi, minacciatili di nuovo, li lasciarono andare, non trovando alcun modo per poterli punire, a motivo del popolo, poiché tutti glorificavano Dio per ciò che era accaduto. 22 Infatti l'uomo, in cui si era prodotta quella guarigione miracolosa, aveva più di quarant'anni. 23 Quando furono rilasciati, ritornarono dai loro e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano loro detto. 24 All'udire ciò, alzarono all'unanimità la voce a Dio e dissero: «Signore, tu sei il Dio che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi, 25 e che mediante lo Spirito Santo hai detto, per bocca di Davide tuo servo: "Perché si sono adirate le genti e i popoli hanno macchinato cose vane? 26 I re della terra si sono sollevati e i principi si sono radunati insieme contro il Signore e contro il suo Cristo". 27 Poiché proprio contro il tuo santo Figlio, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato con i gentili e il popolo d'Israele, 28 per fare tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. 29 Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù». 31 E, dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti ripieni di Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza.

Comunanza volontaria di beni fra i primi cristiani; Anania e Saffira
32 E il gran numero di coloro che avevano creduto era di un sol cuore e di una sola anima; nessuno diceva esser suo quello che aveva, ma tutte le cose erano in comune fra di loro. 33 E gli apostoli con grande potenza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. 34 Infatti non vi era alcun bisognoso fra di loro, perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano e portavano il ricavato delle cose vendute, 35 e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno, secondo il suo particolare bisogno. 36 Or Iose, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che significa: "figlio di consolazione"), levita, originario di Cipro, 37 avendo un campo, lo vendette e portò il ricavato e lo depose ai piedi degli apostoli.

Riveduta 2020:

Atti 4

Pietro e Giovanni davanti al Sinedrio
1 Mentre essi parlavano al popolo, i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei sopraggiunsero, 2 indignati perché essi ammaestravano il popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dei morti. 3 Misero loro le mani addosso e li gettarono in prigione fino al giorno seguente, perché già era sera. 4 Ma molti di quelli che avevano udito la Parola credettero e il numero degli uomini salì a circa cinquemila.
5 Il giorno seguente i loro capi, con gli anziani e gli scribi, si radunarono in Gerusalemme, 6 con Anna, il sommo sacerdote, Caiafa, Giovanni, Alessandro e tutti quelli che erano della famiglia dei sommi sacerdoti. 7 E fatti comparire in mezzo a loro Pietro e Giovanni, domandarono: “Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?”.
8 Allora Pietro, ripieno dello Spirito Santo, disse loro: “Capi del popolo e anziani, 9 se oggi siamo interrogati riguardo a un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com'è che quest'uomo è stato guarito, 10 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti; è grazie a lui che quest'uomo compare guarito in vostra presenza. 11 Egli è 'la pietra che è stata rigettata da voi costruttori, ed è diventata la pietra angolare'.
12 In nessun altro è la salvezza, poiché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati”.
13 Essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni e avendo capito che erano popolani senza istruzione, si meravigliavano e riconoscevano che erano stati con Gesù 14 e, vedendo l'uomo che era stato guarito, lì presente con loro, non potevano dire nulla in contrario. 15 Ma quando ebbero comandato loro di uscire dal Sinedrio, conferirono fra loro dicendo: 16 “Che faremo a questi uomini? Che un evidente miracolo sia stato fatto per mezzo di loro, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme e noi non lo possiamo negare. 17 Ma, affinché ciò non si sparga maggiormente fra il popolo, ordiniamo loro con minacce di non parlare più a nessuno di questo nome”. 18 E, avendoli chiamati, imposero loro di non parlare né insegnare affatto nel nome di Gesù.
19 Ma Pietro e Giovanni, rispondendo, dissero loro: “Giudicate voi se è giusto, davanti a Dio, ubbidire a voi anziché a Dio. 20 Poiché, quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo viste e udite”. 21 Ed essi, minacciatili di nuovo, li lasciarono andare, non trovando nulla per poterli castigare, a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per ciò che era accaduto. 22 Poiché l'uomo in cui questo miracolo della guarigione era stato compiuto aveva più di quarant'anni.

La chiesa riunita in preghiera
23 Rimessi quindi in libertà, vennero ai loro e riferirono tutte le cose che i capi sacerdoti e gli anziani avevano detto loro. 24 Ed essi, uditele, alzarono concordi la voce a Dio e dissero: “Signore, tu sei colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; 25 colui che mediante lo Spirito Santo, per bocca del padre nostro e tuo servitore Davide, ha detto:
'Perché si sono adirate le genti, e i popoli hanno tramato cose vane? 26 I re della terra si sono fatti avanti, e i prìncipi si sono riuniti insieme contro il Signore, e contro il suo Unto'.
27 Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con i Gentili e con tutto il popolo d'Israele, 28 per fare tutte le cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. 29 Adesso, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servitori di annunciare la tua parola con ogni franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire, perché si facciano segni e prodigi mediante il nome del tuo santo servitore Gesù”.
31 Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti tremò; e furono tutti ripieni dello Spirito Santo, e annunciavano la parola di Dio con franchezza.

I credenti mettono in comune i loro beni
32 La moltitudine di quelli che avevano creduto era di un solo cuore e di un'anima sola; non vi era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era in comune tra loro. 33 Gli apostoli, con grande potenza, rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e grande grazia era sopra tutti loro.
34 Infatti non c'era nessun bisognoso fra loro, perché tutti quelli che possedevano poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, 35 e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno.
36 Ora Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (il che, interpretato, vuol dire “figlio di consolazione”), levita, cipriota di nascita, 37 avendo un campo, lo vendette e portò il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.

La Parola è Vita:

Atti 4

L'arresto di Pietro e Giovanni.
1 Stavano ancora parlando al popolo, quando sopraggiunsero i capi sacerdoti, i capitani della polizia del tempio ed alcuni Sadducei. 2 Erano indignati dal fatto che Pietro e Giovanni insegnassero al popolo, ma soprattutto perché proclamavano ai quattro venti che, grazie a Gesù, era possibile risorgere dalla morte. 3 Perciò li arrestarono e, poiché era già sera, li gettarono in prigione fino al giorno dopo. 4 Tuttavia molte persone che avevano udito le parole degli apostoli credettero, e a questo punto il numero dei credenti aumentò fino a cinquemila uomini.
5 Il giorno dopo, i capi del popolo, gli anziani e tutti i capi giudei si riunirono a Gerusalemme. 6 C'era Anna, il sommo sacerdote Caifa, Giovanni, Alessandro ed altri parenti del sommo sacerdote. 7 I due discepoli furono portati alla loro presenza. «Chi vi ha autorizzato a fare queste cose?» gli chiesero.
8 Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi e anziani del nostro popolo, ascoltate! 9 Se vi riferite alla buona azione fatta allo storpio ed al modo in cui è stato guarito, 10 sia ben chiaro a voi e a tutto il popolo d'Israele che questo è avvenuto nel nome e per merito di Gesù di Nazaret, il Messia, l'uomo che voi avete crocifisso, ma che Dio ha resuscitato! È per merito suo che quest'uomo si presenta a voi completamente guarito! 11 Perché Gesù, il Messia, è quello a cui si riferiscono le Scritture, quando dicono:
"È lui la pietra che voi costruttori avete scartato
e che è diventata la pietra angolare".
12 Gesù Cristo e nessun altro può darci salvezza! Non esiste altro nome sotto il cielo che gli uomini possano invocare, per essere salvati!».
13 Davanti alla sicurezza di Pietro e di Giovanni, noti a tutti come popolani senza cultura, i presenti restarono stupiti riconoscendoli come coloro che erano stati con Gesù. 14 Vedendo poi, lì in piedi, vicino a loro quell'uomo che era stato guarito, non sapevano proprio che cosa rispondere. 15 Allora fecero uscire Pietro e Giovanni dalla camera del consiglio e si misero a discutere tra loro.
16 «Che ne facciamo di questi uomini?» si chiedevano. «Non possiamo certo negare che abbiano compiuto un grande miracolo, tutta Gerusalemme ne è al corrente! 17 Forse, possiamo vietare loro di fare propaganda. Dobbiamo proibire loro con severe minacce, di parlare ancora di Gesù, così la cosa non si diffonderà ancora di più». 18 Perciò, dopo averli richiamati, ordinarono loro di non parlare più di Gesù, e tanto meno di insegnare nel suo nome.
19 Ma Pietro e Giovanni risposero: «Decidete voi stessi che cos'è più giusto davanti a Dio: obbedire a voi, oppure a Lui? 20 Come facciamo a non parlare delle cose meravigliose che abbiamo visto e udito da Gesù?»
21 Allora quelli li minacciarono di nuovo poi finalmente li lasciarono andare, perché non sapevano come punirli senza provocare una rivolta. Tutti, infatti, glorificavano Dio per il miracolo avvenuto: 22 la guarigione di un uomo zoppo da quarant'anni.
23 Appena liberi, Pietro e Giovanni ritornarono dagli altri discepoli, a cui riferirono ciò che avevano detto i capi sacerdoti e gli anziani.
24 Dopo averli ascoltati, tutti i credenti pregarono insieme:
«O Signore, sei tu che hai creato il cielo e la terra, il mare e tutte le cose che essi contengono. 25 Sei tu, che per mezzo dello Spirito Santo parlasti per bocca di Davide, nostro antenato e tuo servo. Tu stesso gli hai fatto dire:
"Perché si agitano le nazioni?
Perché i popoli perdono tempo in progetti inutili?
I re della terra si preparano alla battaglia;
i governanti complottano contro il Signore
e contro il suo Consacrato." Ecco,
26  27 questo è ciò che sta succedendo oggi in questa città! Infatti Erode, Ponzio Pilato, tutti i Romani e il popolo d'Israele si sono uniti contro Gesù, il tuo Santo Servo. 28 Hanno fatto ciò che tu, o Signore, nella tua saggezza e potenza, avevi stabilito che avvenisse. 29 Ma ora, o Signore, considera le loro minacce e concedi a noi, tuoi servi, di annunciare la tua parola con grande coraggio. 30 Stendi la tua mano per guarire e perché si facciano miracoli e prodigi nel nome del tuo Santo Servo: Gesù!»
31 Appena ebbero finito questa preghiera, l'edificio dove si erano riuniti tremò: tutti furono pieni di Spirito Santo e, sicuri più che mai, cominciarono a predicare il messaggio di Dio.

Due modi per impiegare il denaro.
32 Tutti i credenti vivevano d'amore e d'accordo; nessuno considerava suo ciò che possedeva, ma tenevano tutto in comune. 33 Gli apostoli predicavano in modo davvero convincente che il Signore Gesù era resuscitato, e i credenti erano guidati dalla grazia di Dio. 34 Fra loro, infatti, non c'era nessun povero, perché tutti quelli che possedevano case o terreni li vendevano, e consegnavano agli apostoli il denaro da distribuire a ciascuno secondo le necessità.
35  36 Così fece, ad esempio un certo Giuseppe soprannominato Barnaba, il predicatore, della tribù di Levi, oriundo di Cipro. Barnaba aveva un campo, 37 lo vendette e portò il ricavato agli apostoli da distribuire fra i più bisognosi.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Atti 4

Pietro e Giovanni davanti al Sinedrio
1 Or mentr'essi parlavano al popolo, i sacerdoti e il capitano del tempio e i Sadducei sopraggiunsero, 2 essendo molto crucciati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dei morti. 3 E misero loro le mani addosso, e li posero in prigione fino al giorno seguente, perché già era sera. 4 Ma molti di coloro che aveano udito la Parola credettero; e il numero degli uomini salì a circa cinquemila. 5 E il dì seguente, i loro capi, con gli anziani e gli scribi, si radunarono in Gerusalemme, 6 con Anna, il sommo sacerdote, e Caiàfa, e Giovanni, e Alessandro e tutti quelli che erano della famiglia dei sommi sacerdoti. 7 E fatti comparir quivi in mezzo Pietro e Giovanni, domandarono: Con qual potestà, o in nome di chi avete voi fatto questo? 8 Allora Pietro, ripieno dello Spirito Santo, disse loro: Rettori del popolo ed anziani, 9 se siamo oggi esaminati circa un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere com'è che quest'uomo è stato guarito, 10 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù d'esso quest'uomo comparisce guarito, in presenza vostra. 11 Egli è la pietra che è stata da voi edificatori sprezzata, ed è divenuta la pietra angolare. 12 E in nessun altro è la salvezza; poiché non v'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati. 13 Or essi, veduta la franchezza di Pietro e di Giovanni, e avendo capito che erano popolani senza istruzione, si maravigliarono e riconoscevano che erano stati con Gesù. 14 E vedendo l'uomo, ch'era stato guarito, quivi presente con loro, non potevano dir nulla contro. 15 Ma quand'ebbero comandato loro di uscire dal concistoro, conferiron fra loro dicendo: 16 Che faremo a questi uomini? Che un evidente miracolo sia stato fatto per loro mezzo, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non lo possiamo negare. 17 Ma affinché ciò non si sparga maggiormente fra il popolo, divietiam loro con minacce che non parlino più ad alcuno in questo nome. 18 E avendoli chiamati, ingiunsero loro di non parlare né insegnare affatto nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro e Giovanni, rispondendo, dissero loro: Giudicate voi se è giusto nel cospetto di Dio, di ubbidire a voi anzi che a Dio. 20 Poiché, quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiam vedute e udite. 21 Ed essi, minacciatili di nuovo, li lasciarono andare, non trovando nulla da poterli castigare, per cagion del popolo; perché tutti glorificavano Iddio per quel ch'era stato fatto. 22 Poiché l'uomo, in cui questo miracolo della guarigione era stato compiuto, avea più di quarant'anni. 23 Or essi, essendo stati rimandati, vennero ai loro, e riferirono tutte le cose che i capi sacerdoti e gli anziani aveano loro dette. 24 Ed essi, uditele, alzaron di pari consentimento la voce a Dio, e dissero: Signore, tu sei Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; 25 Colui che mediante lo Spirito Santo, per bocca del padre nostro e tuo servitore Davide, ha detto: Perché hanno fremuto le genti, e hanno i popoli divisate cose vane? 26 I re della terra si son fatti avanti, e i principi si son raunati assieme contro al Signore, e contro al suo Unto. 27 E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si sono raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d'Israele, 28 per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero. 29 E adesso, Signore, considera le loro minacce, e concedi ai tuoi servitori di annunziar la tua parola con ogni franchezza, 30 stendendo la tua mano per guarire, e perché si faccian segni e prodigî mediante il nome del tuo santo Servitore Gesù. 31 E dopo ch'ebbero pregato, il luogo dov'erano raunati tremò; e furon tutti ripieni dello Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza.

Comunanza volontaria de' beni. Anania e Saffira
32 E la moltitudine di coloro che aveano creduto, era d'un sol cuore e d'un'anima sola; né v'era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva, ma tutto era comune tra loro. 33 E gli apostoli con gran potenza rendevan testimonianza della risurrezione del Signor Gesù; e gran grazia era sopra tutti loro. 34 Poiché non v'era alcun bisognoso fra loro; perché tutti coloro che possedevan poderi o case li vendevano, portavano il prezzo delle cose vendute, 35 e lo mettevano ai piedi degli apostoli; poi, era distribuito a ciascuno, secondo il bisogno. 36 Or Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (il che, interpretato, vuol dire: Figliuol di consolazione), levita, cipriota di nascita, 37 avendo un campo, lo vendé e portò i danari e li mise ai piedi degli apostoli.

Ricciotti:

Atti 4

Pietro e Giovanni al Sinedrio
1 Mentre che essi parlavano al popolo, i sacerdoti, il capitano del tempio e i Sadducei sopraggiunsero, 2 sdegnati che ammaestrassero il popolo e annunziassero in Gesù la risurrezione da' morti; 3 e misero loro le mani addosso, e li gettarono in prigione per il dì appresso; perchè era già sera. 4 Ma molti di coloro che avevano udito il discorso di Pietro, credettero; e il numero degli uomini aumentò a circa cinquemila. 5 Venuto poi il dì appresso, i capi del popolo, gli anziani e gli scribi si radunarono in Gerusalemme 6 con Anna, il sommo sacerdote, Caifa, Giovanni, Alessandro, e tutti che erano di stirpe sacerdotale. 7 Essi, fatti comparire in mezzo Pietro e Giovanni, li interrogarono: «Con qual potere e in nome di chi avete fatto ciò?». 8 Allora Pietro, ripieno di Spirito Santo, rispose loro: «Capi del popolo e anziani, vogliate ascoltare. 9 Poichè oggi ci s'interroga su d'un benefizio a un uomo infermo, per sapere in qual modo si sia guarito, 10 sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele, che in nome del nostro Signore Gesù Cristo Nazareno, crocifisso da voi e risuscitato da Dio, per lui questo è innanzi a voi sano. 11 Questa è la pietra, da voi edificatori sprezzata, che è divenuta pietra angolare. 12 E in nessun altro è salute; perchè non c'è sotto il cielo alcun altro nome dato agli uomini, dal quale possiamo aspettarci d'esser salvati». 13 Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni, riconosciuti per uomini del popolo illetterati, quelli si meravigliavano, mentre sapevano ch'erano stati con Gesù. 14 Ma, vedendo ritto con loro l'uomo guarito, non potevano contraddire. 15 Perciò, fattili uscir dal Sinedrio, cominciarono a consultarsi tra loro, 16 dicendo: «Che faremo di questi uomini? Che un evidente miracolo sia avvenuto per opera loro, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non lo possiamo negare; 17 ma, perchè la cosa non si diffonda anche più nel popolo, imponiamo loro con minacce di non parlare più in quel nome a persona alcuna». 18 E, dopo averli richiamati, intimaron loro di assolutamente non parlare e non insegnare nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro e Giovanni risposero loro: «Giudicate voi stessi se sia giusto, dinanzi a Dio, l'ubbidire a voi anzi che a Dio! 20 Quanto a noi, non possiamo non parlare di quel ch'abbiamo visto e udito». 21 I giudici, minacciatili, li lasciarono andare, non trovando come punirli, a cagion del popolo che tutto glorificava Dio per l'accaduto. 22 L'uomo in cui s'era operato il miracolo della guarigione, aveva più di quarant'anni. 23 Intanto i rilasciati vennero ai propri fratelli, e riferirono tutto quel che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano detto. 24 E quelli, udito ciò, alzarono d'un sol cuore la voce a Dio, e dissero: «Signore, tu sei colui che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi, 25 tu, mediante lo Spirito Santo, per bocca del padre nostro e tuo servo David, hai detto: - Perchè fremettero le genti, e i popoli han meditate cose vane? 26 I re della terra si presentarono, e i principi si son radunati insieme contro al Signore e contro al suo Cristo. - 27 E veramente, in questa città si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme co' Gentili e con tutto il popolo d'Israele, contro il santo tuo Figliuolo Gesù, che tu hai consacrato! 28 Essi han fatto quel che la tua mano e il tuo consiglio decretò si facesse. 29 E adesso, Signore, tieni presente le loro minacce, e concedi a' tuoi servi d'annunziar la tua parola con tutta franchezza, 30 mentre tu stendi la mano a risanare e operar segni e prodigi per mezzo del nome del santo tuo Figlio Gesù». 31 E dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano adunati tremò; e furon tutti ripieni di Spirito Santo, e con fermezza annunziavano la parola di Dio.

Amore cristiano
32 E la moltitudine de' credenti era un cuor solo e un'anima sola; nè alcuno c'era che considerasse come suo quel che possedeva, ma avevan tutto in comune. 33 E gli apostoli con grande efficacia rendevan testimonianza della risurrezione di Gesù Cristo Signor nostro; e grazia abbondante era in tutti loro. 34 Or non c'era alcun indigente tra essi, perchè tutti quelli che possedevan poderi e case, li vendevano, e portavano il prezzo delle cose vendute, 35 e lo mettevano a' piedi degli apostoli; poi si distribuiva a ciascuno, secondo il bisogno. 36 Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che vuol dir figlio di consolazione), levita, oriundo di Cipro, 37 aveva un campo: lo vendè, portò i denari, e li depose a' piedi degli apostoli.

Tintori:

Atti 4

Pietro e Giovanni davanti al Sinedrio
1 Or mentre essi parlavano al popolo, sopraggiunsero i sacerdoti, il magistrato del tempio ed i Sadducei, 2 crucciati che istruissero il popolo ed annunziassero in Gesù la risurrezione da morte: 3 misero loro le mani addosso e li gettarono in prigione fino al giorno seguente, perchè era già sera. 4 Ma molti di quelli che avevano udito il discorso, credettero, e il numero dei fedeli crebbe fino a cinque mila. 5 Ed ecco, il giorno seguente, adunarsi in Gerusalemme i capi del popolo, gli anziani e gli scribi, 6 e Anna sommo sacerdote, e Caifa, Giovanni, Alessandro, e quanti eran della casta sacerdotale: 7 e fattili comparire in mezzo a loro, li interrogarono: Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo? 8 Allora Pietro ripieno di Spirito Santo, rispose loro: Capi del popolo, ed anziani, ascoltate: 9 Giacché oggi siam interrogati sul beneficio fatto ad un malato, affin di sapere in qual modo questo sia guarito, 10 sia noto a voi tutti, e a tutto il popolo d'Israele, come in nome del Signore nostro Gesù Cristo Nazareno che voi crocifiggeste e Dio risuscitò da morte, in virtù di questo nome costui è sano dinanzi a voi. 11 Questa è la pietra riprovata da voi, costruttori, la quale è divenuta la pietra angolare. 12 Nè c'è in altro salvezza. E non v'è altro nome sotto il cielo dato agli uomini in virtù del quale possiamo salvarci. 13 Ed essi, udendo la costanza di Pietro e di Giovanni, saputo che erano illetterati, si maravigliarono; e riconoscevano che erano stati con Gesù; 14 vedendo poi lì ritto quell'uomo che era stato guarito, non potevano dir nulla in contrario. 15 Ordinarono quindi ad essi di ritirarsi fuori dell'adunanza, e poi cominciarono a consultarsi tra loro: 16 Che potremo fare a costoro? L'evidente prodigio fatto per opera loro è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e non possiamo negarlo. 17 Ma affinchè non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minaccia di non parlare mai più in questo nome ad alcuno. 18 E, richiamatili, ingiunsero loro assolutamente di non parlare o insegnare nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro e Giovanni risposero loro: Se sia giusto dinanzi a Dio l'ubbidire a voi piuttosto che a Dio, giudicatelo voi stessi, 20 noi poi non possiamo non parlare di quello che abbiamo visto e udito. 21 Ma quelli dopo averli minacciati, li rimandarono, non trovando come castigarli, a cagion del popolo, tutti celebrando quel che era stato fatto, 22 perché l'uomo su cui era stato operato il prodigio della guarigione aveva più di quarant'anni. 23 Rilasciati che furono, se ne andaron dai loro, e riferirono quanto avevan detto i capi dei sacerdoti e degli anziani.

Preghiera dei fedeli
24 E quelli, ciò udito, alzarono unanimi la voce a Dio, e dissero: Signore, tu che hai creato il cielo e la terra e il mare e tutto quanto è in essi, 25 tu che per mezzo dello Spirito Santo, e per bocca di David padre nostro e tuo servo hai detto: Perchè tumultuarono lo genti e i popoli han macchinati vani disegni? 26 Si fecero innanzi i re della terra e i principi si adunarono insieme contro il Signore e contro il suo Cristo. 27 Difatti in questa città, contro il tuo santo Figlio Gesù, da te unto, si son collegati Erode e Ponzio Pilato con i Gentili e col popolo d'Israele, 28 per far quello che la tua mano e la tua volontà preordinò che si facesse. 29 Ed ora, Signore, guarda le loro minacce, e concedi ai tuoi servi d'annunziare con tutta franchezza la tua parola,

Unione fraterna dei primi cristiani
30 stendendo la tua mano a risanare ed operare segni e miracoli per virtù del nome del tuo santo Figlio Gesù. 31 E appena ebbero pregato, tremò il luogo dove stavano adunati e furono tutti pieni di Spirito Santo, e presero ad annunziare coraggiosamente la parola di Dio. 32 E la moltitudine dei credenti formava un solo cuore ed un'anima sola, nè c'era chi dicesse suo quello che possedeva, ma tutto era tra loro comune. 33 E gli Apostoli con grande efficacia rendevan testimonianza della risurrezione di Gesù Cristo Signor nostro, e grazia grande era in tutti loro, 34 e non c'era alcun bisognoso tra essi: perchè tutti quelli che possedevan terreni o case li vendevano e ne portavano il prezzo, 35 deponendolo ai piedi degli Apostoli, che si distribuiva a ciascuno, secondo il suo bisogno. 36 Così Giuseppe, dagli Apostoli soprannominato Barnaba che vuol dire figlio di consolazione, levita, oriundo di Cipro, 37 avendo un podere, lo vendette e portò il prezzo ai piedi degli Apostoli.

Martini:

Atti 4

Gli Apostoli arrestati, e disaminati sopra la guarigione del zoppo, dimostrano, che nel solo Gesù Cristo pietra angolare è salute, ne ubbidiscono ai principi contro il comando di Dio, ne cessano di predicare il nome di Cristo. Liberati stando in orazione ricevono nuovi segni dello Spirito santo. Niuno de' Cristiani avea cosa alcuna in proprio, ma, venduto il suo, metteva tutto in comune, come fece Barnaba, venduto un podere.
1 Ma mentre essi parlavano al popolo, sopraggiunsero i sacerdoti, e il magistrato del tempio, e i Sadducei, 2 I quali non potevan patire, che istruissero il popolo, e annunziassero in Gesù la risurrezione da morte. 3 E misero loro le mani addosso, e li fecero custodire pel dì seguente: perché era già sera. 4 Molti però di coloro, che udito avevano quel sermone, credettero; e furono in numero di circa cinquemila uomini. 5 Il dì seguente si adunarono i loro caporioni, e i seniori, e gli scribi in Gerusalemme; 6 E Anna principe de' sacerdoti, e Caifa, e Giovanni, e Alessandro, e quanti erano della stirpe sacerdotale. 7 E fattili venire alla loro presenza, gli interrogavano: Con qual podestà, o in nome di chi avete voi fatto questo? 8 Allor Pietro ripieno di Spirito santo, disse loro: Principi del popolo, e seniori, udite: 9 Giacché noi in quest'oggi sopra l'aver fatto bene ad un uomo ammalato siamo disaminati, in qual modo questi sia stato risanato, 10 Sia noto a tutti voi, e a tutto il popolo d'Israele, come nel nome del Signor nostro Gesù Cristo Nazareno da voi Crocifisso, cui Dio risuscitò da morte in questo nome costui si sta dinanzi a voi sano. 11 Questa è la pietra rigettata da voi, che fabbricate, la quale è divenuta testata dell'angolo: 12 Né in alcun altro è salute. Imperocché non havvi sotto del cielo altro nome dato agli uomini, mercé di cui abbiam noi ad essere salvati. 13 Vedendo quegli la costanza di Pietro, e di Giovanni, sapendo per certo, che erano uomini senza lettere, e idioti, si meravigliavano, e li riconoscevano, che erano quei, che erano stati con Gesù: 14 E osservando stante in piedi con essi quell'uomo, che era stato guarito, non potevan dire nulla in contrario. 15 Ordinaron però, che si ritirassero fuori dell'adunanza: e facevan consulta tra di loro, 16 Dicendo: che farem noi di costoro? Conciossiaché un miracolo illustre è stato fatto da essi, noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme: nè possiamo noi negarlo. 17 Ma affinchè non si divolghi maggiormente tra il popolo, con gravi minacce proibiamo loro che non parlino più di questo nome con alcun nome. 18 E chiamatigli, intimaron loro, che in nissun modo parlassero, né insegnassero nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro, e Giovanni risposero, e disser loro: se sia giusto dinanzi a Dio l'ubbidire piuttosto a voi, che a Dio, giudicatelo voi: 20 Imperocché non possiamo non parlare di quelle cose, che abbiamo vedute, e udite. 21 Ma quelli minacciatili, gli rimandarono, non trovando il modo di castigarli rispetto al popolo, perché tutti celebravano quello, che era avvenuto. 22 Imperocché aveva più di quarant'anni quell'uomo, sopra di cui era stata operata quella miracolosa guarigione. 23 Ed eglino posti in libertà se v'andarono da' suoi: e fecer loro parte di quanto aveangli detto i principi de' sacerdoti, ed i seniori. 24 E quelli udito ciò, alzarono concordemente la voce a Dio, e dissero: Signore tu sei, che facesti il cielo, e la terra, il mare, e tutte le cose che sono in essi: 25 Il quale, parlando lo Spirito santo per bocca di Davidde padre nostro, tuo servo, dicesti: per qual motivo tumultuaron le genti, e i popoli si sono prese inutili cure? 26 Si fecer innanzi i regi della terra, e i principi si adunarono insieme contro il Signore, e contro il suo Cristo? 27 Imperocché veramente si unirono in questa città contro il santo tuo figliuolo Gesù Cristo, unto da te, ed Erode, e Ponzio Pilato con le genti, e con i popoli d'Israele. 28 Per fare quello, che la tua mano, e il tuo consiglio preordinò, che si facesse. 29 E adesso, o Signore, rifletti alle loro minacce, e concedi a' servi tuoi di parlare con tutta fidanza la tua parola, 30 Stendendo la tua mano a risanare, e ad operar segni, e miracoli per mezzo del nome del suo santo figliuolo Gesù. 31 E fatta che ebber questa orazione, si scosse il luogo, dove stavano adunati: e furon tutti ripieni di Spirito santo, e parlavano con fidanza la parola di Dio. 32 E la moltitudine de' credenti era un sol cuore, e un'anima sola: né v'era chi delle cose, che possedeva, alcuna dicesse esser sua, ma tutto era tra essi comune. 33 E con efficacia grande rendevano gli Apostoli testimonianza della risurrezione di Gesù Cristo Signor nostro: grande era in tutti loro la grazia. 34 E non vi era alcun bisognoso tra loro; mentre tutti coloro, che possedevano terreni, o case, li vendevano, e portavano il prezzo delle cose vendute, 35 E lo deponevano a' piedi degli Apostoli. E si distribuiva a ciascheduno secondo il suo bisogno. 36 E Giuseppe soprannominato Barnaba dagli Apostoli (che si interpreta Figliuolo di consolazione) Levita, nativo di Cipro, 37 Avendo un podere, lo vendè, e portò il prezzo, e lo posò a' piedi degli Apostoli.

Diodati:

Atti 4

1 ORA, mentre essi parlavano al popolo, i sacerdoti, e il capo del tempio, e i Sadducei, sopraggiunsero loro; 2 essendo molto crucciosi, perchè ammaestravano il popolo, ed annunziavano in Gesù la risurrezione de' morti. 3 E misero loro le mani addosso, e li posero in prigione, fino al giorno seguente, perciocchè già era sera. 4 Or molti di coloro che aveano udita la parola credettero; e il numero degli uomini divenne intorno a cinquemila.
5 E il dì seguente, i rettori, anziani, e Scribi, si raunarono in Gerusalemme; 6 insieme con Anna, sommo sacerdote; e Caiafa, e Giovanni, ed Alessandro, e tutti quelli che erano del legnaggio sacerdotale. 7 E fatti comparir quivi in mezzo Pietro e Giovanni, domandaron loro: Con qual podestà, o in nome di chi avete voi fatto questo? 8 Allora Pietro, ripieno dello Spirito Santo, disse loro: Rettori del popolo, ed anziani d'Israele; 9 poichè oggi noi siamo esaminati intorno ad un beneficio fatto ad un uomo infermo, per saper come egli è stato sanato; 10 sia noto a tutti voi, ed a tutto il popolo d'Israele, che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareo, che voi avete crocifisso, e il quale Iddio ha suscitato da' morti; in virtù d'esso comparisce quest'uomo in piena sanità in presenza vostra. 11 Esso è quella pietra, che è stata da voi edificatori sprezzata, la quale è divenuta il capo del cantone. 12 E in niun altro è la salute; poichè non vi è alcun altro nome sotto il cielo, che sia dato agli uomini, per lo quale ci convenga esser salvati. 13 Or essi, veduta la franchezza di Pietro e di Giovanni; ed avendo inteso ch'erano uomini senza lettere, e idioti, si maravigliavano, e riconoscevan bene che erano stati con Gesù. 14 E veggendo quell'uomo ch'era stato guarito quivi presente con loro, non potevano dir nulla incontro.
15 Ed avendo lor comandato di uscire dal concistoro, conferivan fra loro, dicendo: 16 Che faremo a questi uomini? poichè egli è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che un evidente miracolo è da loro stato fatto; e noi nol possiamo negare. 17 Ma, acciocchè questo non si spanda maggiormente fra il popolo, divietiam loro con severe minacce, che non parlino più ad alcun uomo in questo nome. 18 Ed avendoli chiamati, ingiunser loro che del tutto non parlassero, e non insegnassero nel nome di Gesù. 19 Ma Pietro, e Giovanni, rispondendo, dissero loro: Giudicate voi, s'egli è giusto nel cospetto di Dio, di ubbidire a voi, anzi che a Dio. 20 Poichè, quant'è a noi, non possiam non parlare le cose che abbiam vedute, ed udite. 21 Ed essi, minacciatili di nuovo, li lasciarono andare, non trovando nulla da poterli castigare, per cagion del popolo; poichè tutti glorificavano Iddio di ciò ch'era stato fatto. 22 Perciocchè l'uomo, in cui era stato fatto quel miracolo della guarigione, era d'età di più di quarant'anni.
23 Or essi, essendo stati rimandati, vennero a' loro, e rapportaron loro tutte le cose che i principali sacerdoti, e gli anziani avean lor dette. 24 Ed essi, uditele, alzaron di pari consentimento la voce a Dio, e dissero: Signore, tu sei l'Iddio che hai fatto il cielo, e la terra, e il mare, e tutte le cose che sono in essi; 25 che hai, per lo Spirito Santo, detto per la bocca di Davide, tuo servitore: Perchè hanno fremuto le genti, ed hanno i popoli divisate cose vane? 26 I re della terra son compariti, e i principi si son raunati insieme contro al Signore, e contro al suo Cristo. 27 Poichè veramente, contro al tuo santo Figliuolo, il quale tu hai unto, si sono raunati Erode, e Ponzio Pilato, insiem co' Gentili, e co' popoli d'Israele; 28 per far tutte le cose, che la tua mano, e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che fosser fatte. 29 Or al presente, Signore, riguarda alle lor minacce, e concedi ai tuoi servitori di parlar la tua parola con ogni franchezza; 30 porgendo la tua mano, acciocchè si faccian guarigioni, e segni, e prodigi, per lo nome del tuo santo Figliuolo Gesù. 31 E dopo ch'ebbero orato, il luogo ove erano raunati tremò; e furon tutti ripieni dello Spirito Santo, e parlavano la parola di Dio con franchezza.
32 E LA moltitudine di coloro che aveano creduto avea uno stesso cuore, ed una stessa anima; e niuno diceva alcuna cosa, di ciò ch'egli avea, esser sua; ma tutte le cose erano loro comuni. 33 E gli apostoli con gran forza rendevan testimonianza della risurrezion del Signor Gesù; e gran grazia era sopra tutti loro. 34 Poichè non vi era alcun bisognoso fra loro; perciocchè tutti coloro che possedevan poderi, o case, vendendole, portavano il prezzo delle cose vendute, 35 e lo mettevano a' piedi degli apostoli; e poi era distribuito a ciascuno, secondo ch'egli avea bisogno. 36 Or Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (il che, interpretato, vuol dire: Figliuol di consolazione), Levita, Cipriota di nazione, 37 avendo un campo, lo vendè, e portò i danari, e li pose a' piedi degli apostoli.

Commentario completo di Matthew Henry:

Atti 4

1 INTRODUZIONE AGLI ATTI CAPITOLO 4

Esaminando gli ultimi due capitoli, dove abbiamo incontrato tante cose buone che gli apostoli hanno fatto, mi sono chiesto che cosa fosse accaduto agli scribi, ai farisei e ai sommi sacerdoti, perché non sembrassero contraddirli e opporsi, come erano soliti trattare Cristo stesso; Sicuramente all'inizio furono così confusi dall'effusione dello Spirito che per un certo tempo rimasero muti! Ma trovo che non li abbiamo perduti; Le loro forze si radunano di nuovo, e qui abbiamo un incontro tra loro e gli apostoli; Fin dall'inizio, infatti, il Vangelo incontrò opposizione. Qui

Pietro e Giovanni vengono presi su un mandato dei sacerdoti e messi in prigione, Atti 4:1-4.

II. Vengono esaminati da un comitato del grande sinedrio, Atti 4:5-7.

III. Essi coraggiosamente confessano ciò che hanno fatto, e predicano Cristo ai loro persecutori, Atti 4:8-12.

IV. I loro persecutori, non essendo in grado di rispondere, ordinano loro il silenzio, minacciandoli se continuano a predicare il vangelo, e così li congedano, Atti 4:13-22.

V. Si rivolgono a Dio con la preghiera, per le ulteriori operazioni di quella grazia che avevano già sperimentato, Atti 4:23-30.

VI. Dio li possiede, sia esteriormente che interiormente, con segni manifesti della sua presenza con loro, Atti 4:31-33.

VII. I credenti avevano i loro cuori legati insieme in santo amore, e allargarono la loro carità verso i poveri, e la chiesa fiorì più che mai, alla gloria di Cristo, Atti 4:33-37.

Ver. 1 fino a Ver. 4.

Qui abbiamo gli interessi del regno dei cieli portati avanti con successo, e le potenze delle tenebre che appaiono contro di loro per porvi fine. Che i servitori di Cristo siano sempre così risoluti, gli agenti di Satana saranno dispettosi; e quindi, per quanto gli agenti di Satana siano sempre così dispettosi, i servitori di Cristo dovrebbero essere risoluti.

Gli apostoli, Pietro e Giovanni, continuarono il loro lavoro e non lavorarono invano. Lo Spirito ha permesso ai ministri di fare la loro parte, e al popolo la loro.

1. I predicatori trasmettono fedelmente la dottrina di Cristo: Parlavano al popolo, a tutti coloro che erano in ascolto, Atti 4:1. Ciò che dicevano li riguardava tutti, e lo dicevano apertamente e pubblicamente. Hanno insegnato al popolo, hanno ancora insegnato al popolo la conoscenza; insegnava a coloro che ancora non credevano, per la loro convinzione e conversione; e insegnava a coloro che credevano, per il loro conforto e la loro istituzione. Essi predicarono per mezzo di Gesù la risurrezione dai morti. La dottrina della risurrezione dei morti,

(1.) È stato verificato in Gesù; Provarono questo, che Gesù Cristo era risorto dai morti, come il primo, il capo, che doveva risorgere dai morti, Atti 26:23. Predicavano la risurrezione di Cristo come garanzia per quello che facevano. O

(2.) È assicurato da lui a tutti i credenti. La risurrezione dei morti include tutta la felicità dello stato futuro. Questo predicavano per mezzo di Gesù Cristo, raggiungibile per mezzo di lui (Filippesi 3:10-11), e solo per mezzo di lui. Non si immischiavano nelle questioni di stato, ma si attenevano ai loro affari e predicavano al popolo il cielo come il loro fine e Cristo come la loro via. Vedere Atti 17:18.

2. Gli ascoltatori lo accolgono con gioia (Atti 4:4): Molti di coloro che udirono la parola credettero; Non tutti, forse non la maggior parte, ma molti, fino al numero di circa cinquemila, oltre i tremila di cui abbiamo letto prima. Vedete come il Vangelo ha preso piede, ed è stato l'effetto del versamento dello Spirito. Sebbene i predicatori fossero perseguitati, la parola prevalse; A volte, infatti, i giorni di sofferenza della Chiesa sono stati i suoi giorni di crescita: così sono stati i giorni della sua infanzia.

II. I capi dei sacerdoti e il loro partito si scontrarono con loro e fecero il possibile per schiacciarli; Le loro mani rimasero legate per un po', ma i loro cuori non cambiarono minimamente. Ora qui osservate:

1. Chi erano coloro che comparvero contro gli apostoli. Erano i preti; potete star certi che, in primo luogo, essi sono sempre stati nemici giurati di Cristo e del suo vangelo; erano gelosi del loro sacerdozio come Cesare della sua monarchia, e non ne avrebbero sopportato uno che ora consideravano il loro rivale, quando veniva predicato come sacerdote, tanto quanto quando egli stesso predicava come profeta. Con loro si unì il capitano del tempio, il quale, si suppone, fosse un ufficiale romano, governatore della guarnigione posta nella torre Antonia, per la guardia del tempio: così che ancora qui erano sia Giudei che Gentili confederati contro Cristo. Anche i Sadducei , che negavano l'esistenza degli spiriti e lo stato futuro, erano zelanti contro di loro.

"Ci si potrebbe chiedere"

(dice il signor Baxter)

"che cosa avrebbe dovuto rendere brutisti come i Sadducei

Siate tali furiosi silenziatori e persecutori. Se c'è

nessuna vita a venire, che male possono fare le speranze degli altri uomini su di essa

li fanno? Ma nelle anime depravate tutte le facoltà sono viziate.

Un cieco ha un cuore maligno e una mano crudele,

fino ad oggi".

2. Come furono colpiti dalla predicazione degli apostoli: Erano addolorati di aver insegnato al popolo, Atti 4:2. Erano addolorati sia che la dottrina del Vangelo fosse predicata (era predicata così, così pubblicamente, con tanta franchezza), sia che il popolo fosse così pronto ad ascoltarla. Pensavano che, quando avessero sottoposto Cristo a una morte così ignominiosa, i suoi discepoli si sarebbero vergognati e avrebbero avuto paura di possederlo, e il popolo avrebbe avuto pregiudizi invincibili contro la sua dottrina; E ora li irritava vedersi delusi, e che il suo vangelo avesse preso piede, invece di perderlo. Gli empi lo vedranno e ne saranno rattristati, Salmi 112:10. Erano addolorati per ciò di cui avrebbero dovuto rallegrarsi, per ciò di cui si rallegrano gli angeli. Miserabile è il loro caso, per i quali la gloria del regno di Cristo è un dolore; Poiché, poiché la gloria di quel regno è eterna, ne consegue naturalmente che anche il loro dolore sarà eterno. Erano addolorati che gli apostoli predicassero per mezzo di Gesù la risurrezione dai morti. I Sadducei erano addolorati che fosse stata predicata la risurrezione dai morti, perché si opponevano a quella dottrina, e non potevano sopportare di sentir parlare di uno stato futuro, di sentirla così ben attestata. I capi dei sacerdoti erano addolorati perché predicavano la risurrezione dei morti per mezzo di Gesù, perché egli ne avesse l'onore; e, sebbene professassero di credere alla risurrezione dei morti contro i Sadducei, tuttavia preferirebbero rinunciare a quell'importante articolo piuttosto che averlo predicato e dimostrato essere per mezzo di Gesù.

3. Fino a che punto procedettero contro gli apostoli (Atti 4:3): Posero loro le mani addosso (cioè, i loro servi e ufficiali fecero al loro comando), li presero in custodia, li affidarono alla custodia dell'ufficiale competente fino al giorno successivo; non potevano esaminarli ora, perché era la marea regolare, e tuttavia non avrebbero differito più a lungo del giorno successivo. Guardate come Dio prepara i suoi servi alle sofferenze a poco a poco, e con meno prove li prepara a quelle più grandi; ora essi resistono solo ai legami, ma poi al sangue.

5 Ver. 5 fino a Ver. 14.

Abbiamo qui il processo di Pietro e Giovanni davanti ai giudici del tribunale ecclesiastico, per aver predicato un sermone riguardo a Gesù Cristo, e aver operato un miracolo nel suo nome. Questo è loro addebitato come un crimine, che era il miglior servizio che potessero rendere a Dio o agli uomini.

I. Ecco il set del tribunale. In questa occasione fu convocato di proposito un tribunale straordinario, a quanto pare. Osservare

1. L'ora in cui la corte si riuniva (Atti 4:5) - l'indomani; non di notte, come quando Cristo doveva essere processato davanti a loro, perché sembra che non fossero così entusiasti di questo processo come lo furono di quello; era bene che cominciassero a cedere. Ma lo rinviarono all'indomani, e non più; perché erano impazienti di farli tacere e non volevano perdere tempo.

2. Il luogo dove-a Gerusalemme (Atti 4:6); Fu lì che disse ai suoi discepoli che dovevano aspettarsi di soffrire cose dure, come aveva fatto prima di loro in quel luogo. Questo sembra entrare qui come un aggravamento del loro peccato, che a Gerusalemme, dove c'erano così tanti che aspettavano la redenzione prima che arrivasse, ce n'erano ancora di più che non l'avrebbero guardata quando essa arrivò. Com'è possibile che quella città fedele si prostituisca! Matteo 23:37. Fu in previsione della posizione di Gerusalemme nella sua luce che Cristo vide la città e pianse su di essa.

3. I giudici del tribunale.

(1.) Il loro carattere generale: erano governanti, anziani e scribi, Atti 4:5. Gli scribi erano uomini di cultura, che venivano a disputare con gli apostoli e speravano di confutarli. I governanti e gli anziani erano uomini al potere, i quali, se non potevano rispondere, pensavano di poter trovare una causa o l'altra per farli tacere. Se il vangelo di Cristo non fosse stato da Dio, non avrebbe potuto farsi strada, perché aveva contro di sé sia la scienza che la potenza del mondo, sia i collegi degli scribi che i cortili degli anziani.

(2.) I nomi di alcuni di loro, che erano i più considerevoli. Ecco Anna e Caifa, capi di questa persecuzione; Anna, presidente del sinedrio, e Caifa, sommo sacerdote (anche se qui si chiama così Anna) e padre della casa di giudizio. Dovrebbe sembrare che Anna e Caifa eseguissero l'ufficio del sommo sacerdote alternativamente, anno dopo anno. Questi due furono molto attivi contro Cristo; poi Caifa era sommo sacerdote, ora Anna lo era; tuttavia, entrambi erano ugualmente maligni contro Cristo e il suo vangelo. Si suppone che Giovanni sia il figlio di Anna; e Alessandro è menzionato da Giuseppe Flavio come un uomo che fece una figura in quel periodo. C'erano anche altri che erano della stirpe del sommo sacerdote, i quali, dipendendo da lui e aspettandosi da lui, avrebbero sicuramente detto come aveva detto e avrebbero votato con lui contro gli apostoli. Le buone relazioni, e non buone, sono state una trappola per molti.

II. I prigionieri vengono chiamati in giudizio, Atti 4:1.

1. Vengono portati alla sbarra; li mettono in mezzo, perché il sinedrio sedeva in cerchio, e coloro che avevano qualcosa da fare nel cortile stavano o sedevano in mezzo a loro (Luca 2:46), così il dottor Lightfoot. Così si adempì la Scrittura: La chiesa degli empi mi ha racchiuso, Salmi 22:16. Mi circondavano come api, Salmi 118:12. Erano seduti da ogni parte.

2. La domanda che hanno posto loro è stata:

"Con quale potere, o con quale nome, hai fatto questo?

Con quale autorità fate queste cose?"

(la stessa domanda che avevano fatto al loro Maestro, Matteo 21:23):

"Chi ti ha incaricato di predicare una dottrina come

questo, e ti ha dato il potere di operare un miracolo come

questo? L'utente non ha alcun mandato o licenza da parte nostra, e

perciò sono responsabili nei nostri confronti da dove avete

il tuo mandato".

Alcuni pensano che questa domanda fosse basata sull'affettuosa presunzione che il solo fatto di nominare alcuni nomi potesse fare miracoli, come Atti 19:13. Gli esorcisti ebrei facevano uso del nome di Gesù. Ora saprebbero quale nome hanno usato nella loro cura, e di conseguenza quale nome si sono prefissati di promuovere nella loro predicazione. Sapevano molto bene che predicavano Gesù, e la risurrezione dei morti, e la guarigione dei malati, attraverso Gesù (Atti 4:2), eppure chiesero loro di prenderli in giro, e di provare se potevano ottenere qualcosa da loro che sembrasse criminale.

III. La supplica che presentarono, il cui scopo non era tanto quello di purificarsi e di assicurarsi quanto di promuovere il nome e l'onore del loro Maestro, il quale aveva detto loro che il loro essere portati davanti a governatori e re avrebbe dato loro l'opportunità di predicare il Vangelo a coloro ai quali altrimenti non avrebbero avuto accesso, e dovrebbe essere una testimonianza contro di loro. Marco 13:19. Osservare

1. Da chi è stata redatta questa supplica: è stata dettata dallo Spirito Santo, che ha adattato Pietro più di prima per questa occasione. Gli apostoli, con una santa negligenza della loro stessa conservazione, si misero a predicare Cristo come egli aveva comandato loro di fare in un caso del genere, e poi Cristo adempì loro la sua promessa, che lo Spirito Santo avrebbe dato loro in quella stessa ora ciò che avrebbero dovuto parlare. I fedeli avvocati di Cristo non vorranno mai istruzioni, Marco 13:11.

2. A chi fu dato: Pietro, che è ancora l'oratore principale, si rivolge ai giudici del tribunale, come ai capi del popolo e agli anziani d'Israele, perché la malvagità di coloro che sono al potere non li spoglia del loro potere, ma la considerazione del potere che è loro affidato dovrebbe prevalere per spogliarli della loro malvagità.

"Voi siete governanti e anziani, e dovreste sapere più di quanto non lo sappiate.

altri dei segni dei tempi, e non opporsi a quello

che sei vincolato dal dovere del tuo luogo di abbracciare

e avanzare, cioè, il regno del Messia; Tu sei

governanti e anziani d'Israele, il popolo di Dio, e se

fuorviarli e farli sbagliare, avrai un

c'è molto di cui rispondere".

3. Che cos'è il motivo: è una dichiarazione solenne,

(1.) Che ciò che fecero fu nel nome di Gesù Cristo, che era una risposta diretta alla domanda che la corte pose loro (Atti 4:9-10):

"Se oggi siamo esaminati, siamo chiamati a rendere conto come criminali, così significa la parola, per una buona azione (come ognuno ammetterà che sia) fatta all'uomo impotente, - se questo è il motivo dell'impegno, questa è la questione dell'accusa - se siamo posti alla domanda, con quali mezzi, o per mezzo del quale, egli è stato guarito, abbiamo pronta una risposta, ed è la stessa che abbiamo dato al popolo (Atti 3:16), ve la ripeteremo, come quella che staremo a seguire. Sappiate voi tutti quelli che fingono di ignorare questa cosa, e non solo a voi, ma a tutto il popolo d'Israele, perché tutti si preoccupano di saperlo, che per il nome di Gesù Cristo, nome prezioso, potente, prevalente, che è al di sopra di ogni nome, per colui che voi avete chiamato Gesù il Nazareno, che voi avete crocifisso, governanti e popolo, e che Dio ha risuscitato dai morti ed elevato alla più alta dignità e dominio, per mezzo di lui quest'uomo sta qui davanti a voi integro, un monumento della potenza del Signore Gesù".

Qui

[1.] Giustifica ciò che lui e il suo collega avevano fatto per guarire lo zoppo. È stata una buona azione; Era una gentilezza verso l'uomo che aveva chiesto l'elemosina, ma non poteva lavorare per vivere; una gentilezza verso il tempio e verso coloro che andavano ad adorare, che ora erano liberati dal rumore e dal clamore di quel comune mendicante.

"Ora, se siamo presi in considerazione per questa buona azione, non abbiamo motivo di vergognarci, 1Pietro 2:20; Atti 4:14,16. Si vergognino quelli che ci mettono nei guai per questo".

Nota: Non è una novità che gli uomini buoni soffrano male per aver fatto bene. Bene agere et male pati vere Christianum est - Fare il bene e subire la punizione è la sorte del cristiano.

[2.] Egli trasferisce tutta la lode e la gloria di questa buona azione a Gesù Cristo.

"È per mezzo di lui, e non per mezzo di un nostro potere, che quest'uomo è guarito".

Gli apostoli non cercano di suscitare un interesse per se stessi, né di raccomandarsi con questo miracolo alla buona opinione della corte; ma

"Che il Signore solo sia esaltato, qualunque cosa accada

diventa di noi".

[3.] Egli attribuisce ai giudici stessi di essere stati gli assassini di questo Gesù.

"È colui che hai crocifisso, guarda come gli risponderai";

per portarli a credere in Cristo (poiché egli mira a non meno di questo) egli si sforza di convincerli del peccato, di quel peccato che, si potrebbe pensare, tra tutti gli altri, era più probabile che spaventasse la coscienza: la loro messa a morte di Cristo. Che la prendano come vogliono, Pietro non perderà occasione per dirglielo.

[4.] Egli attesta la risurrezione di Cristo come la testimonianza più forte per lui e contro i suoi persecutori.

"Lo crocifissero, ma Dio lo risuscitò dai morti;

gli hanno tolto la vita, ma Dio gliel'ha data di nuovo,

e la tua ulteriore opposizione al suo interesse sarà

la velocità non è migliore".

Dice loro che Dio lo ha risuscitato dai morti, ed essi non poterono per vergogna rispondergli con quella sciocca insinuazione che avevano fatto al popolo, che i suoi discepoli erano venuti di notte e lo avevano portato via.

[5.] Egli predica questo a tutti gli astanti, perché sia da loro ripetuto a tutti i loro vicini, e comanda a tutti i tipi di persone, dal più alto al più basso, di prenderne nota a loro rischio e pericolo:

"Sia noto a tutti voi che siete qui presenti, e

sarà fatto conoscere a tutto il popolo d'Israele, dovunque

sono dispersi, nonostante tutti i vostri sforzi per

soffocare e sopprimere l'attenzione di esso: come il Signore

Dio degli dèi lo sa, così Israele lo saprà, tutto Israele

sapranno che le meraviglie si compiono nel nome di

Gesù, non ripetendolo come un incantesimo, ma credendo in

come una rivelazione divina di grazia e di buona volontà per gli uomini".

(2.) Che il nome di questo Gesù, con l'autorità del quale essi hanno agito, è quel solo nome mediante il quale possiamo essere salvati. Egli passa da questo particolare esempio per mostrare che non è una particolare setta o un partito che è destinato ad essere istituito dalla dottrina che predicavano, e dal miracolo che operavano, al quale le persone potevano unirsi o tenersi lontane a loro piacimento, come era con le sette dei filosofi e quelle tra gli ebrei; ma che si tratta di un'istituzione sacra e divina che è qui ratificata e confermata, e che tutti gli uomini sono altamente preoccupati di sottomettersi e di entrare nelle misure. Non è una cosa indifferente, ma assolutamente necessaria, che la gente creda in questo nome e lo invochi.

[1.] Noi siamo obbligati ad esso in dovere verso Dio e in conformità con i suoi disegni (Atti 4:11):

"Questa è la pietra che è stata posta in nulla di voi

costruttori, voi che siete i governanti del popolo, e

gli anziani d'Israele, che dovrebbero essere i costruttori di

la Chiesa, che pretende di esserlo, perché la Chiesa è

L'edificio di Dio. Ecco una pietra che ti è stata offerta, per essere

posto nel posto principale dell'edificio, per essere il

pilastro principale su cui il tessuto può poggiare interamente;

ma tu l'hai messo a nulla, l'hai rifiutato, non hai voluto fare

usarlo, ma lo gettò via come buono per nient'altro che per

farne un trampolino di lancio, ma questa pietra è ora diventata

la testa dell'angolo; Dio ha suscitato questo Gesù

che tu hai rigettato e, ponendolo alla sua destra

mano, ne ha fatto sia la pietra angolare che la testa

pietra, centro dell'unità e fonte del potere".

Probabilmente Pietro qui scelse di fare uso di questa citazione perché Cristo stesso ne aveva fatto uso, in risposta alla richiesta dei capi sacerdoti e degli anziani riguardo alla sua autorità, non molto tempo prima di questo, Matteo 21:42. La Scrittura è un'arma provata nei nostri conflitti spirituali: atteniamoci quindi ad essa.

[2.] Siamo obbligati a farlo per il nostro interesse. Siamo distrutti se non ci rifugiamo in questo nome e ne facciamo il nostro rifugio e la nostra forte torre; poiché non possiamo essere salvati se non per mezzo di Gesù Cristo, e, se non siamo eternamente salvati, siamo eternamente distrutti (Atti 4:12): Né c'è salvezza in nessun altro. Come non c'è altro nome con cui i corpi malati possano essere curati, così non c'è altro con cui le anime peccatrici possano essere salvate.

"Per lui, e solo per lui, ricevendo e abbracciando il suo

dottrina, la salvezza deve ora essere auspicata da tutti.

Perché non c'è nessun'altra religione al mondo, no, non

quella consegnata da Mosè, per mezzo della quale si può avere la salvezza

per coloro che ora non entrano in questo, al

predicandolo".

Allora, dottor Hammond. Osserva qui,

Primo, la Nostra salvezza è la nostra principale preoccupazione, e ciò che dovrebbe stare più vicino ai nostri cuori: la nostra salvezza dall'ira e dalla maledizione, e la nostra restaurazione nel favore e nella benedizione di Dio.

In secondo luogo, la Nostra salvezza non è in noi stessi, né può essere ottenuta con alcun merito o forza nostra; possiamo distruggerci, ma non possiamo salvarci.

In terzo luogo, ci sono tra gli uomini molti nomi che pretendono di essere nomi salvifici, ma in realtà non è così; molte istituzioni religiose che pretendono di stabilire una riconciliazione e una corrispondenza tra Dio e l'uomo, ma non ci riescono.

In quarto luogo, è solo per Cristo e per il suo nome che ci si può aspettare da Dio quei favori che sono necessari per la nostra salvezza, e che i nostri servizi possono essere accettati da Dio. Questo è l'onore del nome di Cristo, che è l'unico nome con cui dobbiamo essere salvati, l'unico nome che dobbiamo invocare in tutti i nostri discorsi a Dio. Questo nome è dato. Dio l'ha stabilita, ed è un beneficio inestimabile che ci viene conferito gratuitamente. È dato sotto il cielo. Cristo non ha solo un grande nome in cielo, ma anche un grande nome sotto il cielo, perché egli ha ogni potere sia nel mondo superiore che in quello inferiore. È data tra gli uomini, che hanno bisogno di salvezza, uomini che sono pronti a perire. Possiamo essere salvati mediante il suo nome, il suo nome, il Signore nostra giustizia; e non possiamo essere salvati da nessun altro. Fino a che punto possano trovare grazia presso Dio coloro che non hanno la conoscenza di Cristo, né alcuna vera fede in lui, ma vivono all'altezza della luce che hanno, non è nostro compito determinarlo. Ma questo lo sappiamo, che qualunque favore salvifico possano riceverlo è a causa di Cristo, e per amore suo solo; così che non c'è salvezza in nessun altro. Io ti ho soprannominato, anche se tu non mi hai conosciuto, Isaia 45:4.

IV. La posizione a cui la corte è stata sottoposta nell'accusa, con questa dichiarazione, Atti 4:13-14. Ora si adempì la promessa fatta da Cristo, che avrebbe dato loro una bocca e una sapienza tali che tutti i loro avversari non avrebbero potuto contraddire né resistere.

1. Non potevano negare che la guarigione dello zoppo fosse sia una buona azione che un miracolo. Era lì in piedi con Pietro e Giovanni, pronto ad attestare la guarigione, se ce ne fosse stata l'occasione, ed essi non avevano nulla da dire contro di essa (At 4,14), né per confutarla né per denigrarla. Era un bene che non fosse il giorno di sabato, altrimenti avrebbero avuto questo da dire contro.

2. Non potevano, con tutta la loro pompa e potenza, affrontare Pietro e Giovanni. Questo fu un miracolo non inferiore alla guarigione dello zoppo, considerando sia quali crudeli e sanguinari nemici erano stati questi sacerdoti nel nome di Cristo (abbastanza da far tremare chiunque apparisse per lui), sia considerando quali vili e pusillanimi di cuore erano stati ultimamente quei discepoli per lui, in particolare Pietro, che lo rinnegò per paura di una sciocca fanciulla; eppure ora vedono l'audacia di Pietro e Giovanni, Atti 4:13. Probabilmente c'era qualcosa di straordinario e molto sorprendente nei loro sguardi; Apparivano non solo imperterriti dai governanti, ma audaci e scoraggianti nei loro confronti; avevano qualcosa di maestoso sulla fronte, scintillante negli occhi e di imperioso, se non terrificante, nella voce. Hanno la faccia come una selce, come il profeta, Isaia 50:7; Ezechiele 3:9. Il coraggio dei fedeli confessori di Cristo è stato spesso la confusione dei loro crudeli persecutori. Ora

(1.) Ci viene qui detto cosa accrebbe la loro meraviglia: si accorsero di essere uomini ignoranti e ignoranti. Chiesero agli apostoli o a se stessi o ad altri, e scoprirono che erano di umili origini, nati in Galilea, che erano allevati come pescatori, che non avevano mai ricevuto un'istruzione, che non erano mai stati in alcuna università, che non erano stati allevati ai piedi di alcuno dei rabbini, che non avevano mai avuto dimestichezza con i tribunali, campi o collegi; anzi, forse, parlate con loro in questo momento di qualsiasi punto della filosofia naturale, della matematica o della politica, e troverete che non sanno nulla della questione; eppure parlano loro del Messia e del suo regno, ed essi parlano con tanta chiarezza, evidenza e sicurezza, in modo così pertinente e così fluente, e sono così pronti nelle Scritture dell'Antico Testamento che lo riguardano, che il giudice più dotto in cattedra non è in grado di rispondere, né di entrare nelle liste con loro. Erano uomini ignoranti, uomini semplici, uomini che non avevano alcun carattere pubblico né impiego, e perciò si meravigliavano di avere pretese così alte. Erano idioti (così significa la parola): li guardavano con tanto disprezzo come se fossero stati semplici naturali, e non si aspettavano altro da loro, il che li faceva meravigliare di vedere quale libertà si prendevano.

(2.) Ci viene detto cosa fece cessare in gran parte il loro prodigio: presero conoscenza da loro che erano stati con Gesù; Essi stessi, probabilmente, li avevano visti con lui nel tempio, e ora si ricordavano di averli visti; o qualcuno dei loro servi o di coloro che li circondavano li avevano informati di ciò, perché non si sarebbe creduto che si fossero accorti di persone così inferiori. Ma quando compresero che erano stati con Gesù, che avevano avuto confidenza con lui, che lo avevano assistito e che si erano formati sotto di lui, sapevano a che cosa imputare la loro audacia; anzi, la loro audacia nelle cose divine era sufficiente a mostrare con chi avevano avuto la loro educazione. Notate: Coloro che sono stati con Gesù, in conversazione e comunione con lui, hanno assistito alla sua parola, pregando nel suo nome e celebrando i memoriali della sua morte e risurrezione, dovrebbero comportarsi, in ogni cosa, in modo che coloro che conversano con loro possano prendere conoscenza di loro che sono stati con Gesù; E questo li rende così santi, celesti, spirituali e allegri; questo li ha innalzati così al di sopra di questo mondo, e li ha riempiti di un altro. Si può capire che sono stati sul monte dallo splendore dei loro volti.

15 Ver. 15. fino alla Ver. 22. Abbiamo qui la questione del processo di Pietro e Giovanni davanti al concilio. Ne uscirono ora a pieni voti, perché devono essere addestrati alle sofferenze per gradi, e con meno prove essere preparati a più grandi. Ora corrono solo con i fanti; d'ora in poi li vedremo contendere con i cavalli, Geremia 12:5.

Ecco la consultazione e la risoluzione della corte su questa questione, e il loro procedimento su di essa.

1. Ai prigionieri fu ordinato di ritirarsi (Atti 4:15): Ordinarono loro di uscire dal sinedrio, disposti abbastanza a liberarsene (parlarono così a casa alle loro coscienze), e non volendo ascoltare i riconoscimenti che erano stati loro estorti; ma, anche se potrebbero non ascoltarli, li abbiamo qui per iscritto. I disegni dei nemici di Cristo sono portati avanti in congreghe strette, ed essi scavano in profondità, come se volessero nascondere i loro consigli al Signore.

2. Sorse un dibattito su questo argomento: si consultarono tra loro; Ognuno è pregato di esprimere liberamente il proprio pensiero e di dare consigli su questa importante questione. Ora si adempì la Scrittura affinché i capi prendessero consiglio contro l'Eterno e contro il suo unto, Salmi 2:2. La domanda che si poneva era: Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Atti 4:16. Se avessero ceduto al potere convincente della verità, sarebbe stato facile dire che cosa avrebbero dovuto fare a quegli uomini. Avrebbero dovuto metterli a capo del loro sinedrio, e ricevere la loro dottrina, ed essere battezzati da loro nel nome del Signore Gesù, e unirsi in comunione con loro. Ma, quando gli uomini non si lasciano convincere a fare ciò che devono fare, non c'è da meravigliarsi se non sanno più che cosa fare. Le verità di Cristo, se gli uomini le intrattenessero come dovrebbero, non darebbero loro alcun tipo di disturbo o disagio; ma, se li trattengono o li imprigionano nell'ingiustizia (Romani 1:18), li troveranno una pietra da carico di cui non sapranno cosa farne, Zaccaria 12:3.

3. Alla fine giunsero a una risoluzione, in due cose:

(1.) Che non era sicuro punire gli apostoli per quello che avevano fatto. L'avrebbero fatto molto volentieri, ma non ebbero il coraggio di farlo, perché il popolo sposò la sua causa e gridò al miracolo; e ora avevano tanto timore di loro quanto avevano fatto in precedenza, quando non osavano imporre le mani di Cristo per paura del popolo. Da ciò sembra che il grido della folla contro il nostro Salvatore fosse una cosa forzata o gestita, il torrente tornò presto al suo antico canale. Ora non riuscivano a trovare come punire Pietro e Giovanni, di che colore potevano essere a causa del popolo. Sapevano che sarebbe stata una cosa ingiusta punirli, e quindi avrebbero dovuto essere trattenuti dal timore di Dio; ma la consideravano solo una cosa pericolosa, e quindi ne erano trattenuti solo dal timore del popolo. Per

[1.] Il popolo era convinto della verità del miracolo; era un miracolo notevole, γνωστον σημειον - un miracolo conosciuto; si sapeva che lo facevano nel nome di Cristo, e che Cristo stesso aveva spesso avuto cose simili in precedenza. Questo era un esempio noto della potenza di Cristo, e una prova della sua dottrina. Che fosse un grande miracolo, e operato per confermare la dottrina che predicavano (perché era un segno), era evidente a tutti coloro che abitavano in Gerusalemme: era un'opinione universalmente accettata, e, essendo il miracolo compiuto alla porta del tempio, ne fu presa nota da tutti; ed essi stessi, con tutta l'astuzia e tutta la sfrontatezza che avevano, Non poteva negare che si trattasse di un vero miracolo; se l'avessero fatto, tutti avrebbero fischiato contro di loro. Potrebbero facilmente negarlo alla propria coscienza, ma non al mondo. Le prove del Vangelo erano innegabili.

[2.] Andarono oltre, e non solo furono convinti della verità del miracolo, ma tutti gli uomini glorificarono Dio per ciò che era stato fatto. Anche coloro che non erano stati persuasi da essa a credere in Cristo, ne erano tuttavia così colpiti, come una misericordia per un povero e un onore per la loro patria, che non potevano non lodare Dio per questo; anche la religione naturale insegnava loro a farlo. E se i sacerdoti avessero punito Pietro e Giovanni per ciò per cui tutti gli uomini glorificavano Dio, avrebbero perso ogni loro interesse per il popolo e sarebbero stati abbandonati come nemici di Dio e degli uomini. Così dunque la loro ira sarà resa lodare Dio, e il resto sarà trattenuto.

(2.) Che era comunque necessario metterli a tacere per il futuro, Atti 4:17-18. Non potevano provare di aver detto o fatto qualcosa di sbagliato, eppure non dovevano più dire né fare ciò che hanno fatto. Tutta la loro cura è che la dottrina di Cristo non si diffonda più tra il popolo; Come se quell'istituto di guarigione fosse una pestilenza iniziata, il cui contagio doveva essere fermato. Guarda come la malizia dell'inferno combatte contro i consigli del cielo; Dio vuole che la conoscenza di Cristo si diffonda in tutto il mondo, ma i capi dei sacerdoti non vogliono che si diffonda ulteriormente, cosa di cui ride colui che siede in cielo. Ora, per prevenire l'ulteriore diffusione di questa dottrina,

[1.] Ordinano agli apostoli di non predicarlo mai più. Sia promulgato dalla loro autorità (a cui pensano che ogni Israelita sia tenuto in coscienza a sottomettersi) che nessuno parli né insegni nel nome di Gesù, Atti 4:18. Non troviamo che diano loro alcuna ragione per cui la dottrina di Cristo debba essere soppressa; Non possono dire che è falsa o pericolosa, o di qualche cattiva tendenza, e si vergognano di riconoscere la vera ragione, che testimonia contro la loro ipocrisia e malvagità, e sconvolge la loro tirannia. Ma, Stat pro ratione voluntas, non possono assegnare alcuna ragione se non la loro volontà.

"Vi ordiniamo e vi ordiniamo rigorosamente, non solo di non predicare pubblicamente questa dottrina, ma di non parlare d'ora in poi a nessuno, non a nessuna persona in particolare, in privato, in questo nome".

Atti 4:17. Non c'è servizio più grande reso al regno del diavolo che mettere a tacere i ministri fedeli e mettere sotto il moggio quelli che sono le luci del mondo.

[2.] Li minacciano se lo fanno, li minacciano severamente: è a loro rischio e pericolo. Questa corte si considererà molto offesa se lo farà, e cadrà sotto il suo dispiacere. Cristo non solo aveva ordinato loro di predicare il vangelo ad ogni creatura, ma aveva promesso di portarli in esso e di ricompensarli per questo. Ora questi sacerdoti non solo proibiscono la predicazione del vangelo, ma minacciano di punirla come un crimine odioso; ma coloro che sanno dare un giusto valore alle promesse di Cristo sanno come mettere un giusto disprezzo sulle minacce del mondo, anche se sono minacce di strage che esso esala, Atti 9:1.

II. Ecco la coraggiosa risoluzione dei prigionieri di continuare il loro lavoro, nonostante le risoluzioni di questa corte, e la loro dichiarazione di questa risoluzione, Atti 4:19-20. Pietro e Giovanni non ebbero bisogno di consultarsi per conoscere le menti l'uno dell'altro (poiché entrambi furono mossi da un solo e medesimo Spirito), ma concordarono subito negli stessi sentimenti, e insieme diedero la risposta:

"Sia che sia giusto agli occhi di Dio, al quale voi e noi siamo responsabili, di darvi ascolto più che a Dio, noi ci appelliamo a voi stessi, giudicandovi; poiché non possiamo fare a meno di parlare a tutti delle cose che abbiamo visto e udito, e di cui siamo sazi, e siamo incaricati di pubblicare".

La prudenza del serpente li avrebbe spinti a tacere e, sebbene non potessero promettere con buona coscienza che non avrebbero più predicato il Vangelo, tuttavia non avevano bisogno di dire ai governanti che lo avrebbero fatto. Ma l'audacia del leone li spinse a sfidare sia l'autorità che la malignità dei loro persecutori. In effetti, dicono loro che sono decisi a continuare a predicare, e si giustificano in essa con due cose:

1. Il comando di Dio:

"Tu ci ordini di non predicare il Vangelo; ha accusato

noi a predicarlo, ce lo ha affidato come un deposito,

richiedendoci fedelmente di dispensare

esso; ora a chi dobbiamo obbedire, a Dio o a te?"

Qui si appellano a una delle communes notitiae, a una massima stabilita e riconosciuta nella legge di natura, secondo la quale se i comandi degli uomini e quelli di Dio interferiscono, i comandi di Dio devono essere eseguiti. È una regola del diritto consuetudinario dell'Inghilterra che se una legge è fatta contro la legge di Dio, è nulla e non valida. Nulla può essere più assurdo che dare ascolto a uomini deboli e fallibili, che sono creature e sudditi, più che a un Dio che è infinitamente saggio e santo, il nostro Creatore e Signore sovrano, e il Giudice al quale tutti dobbiamo rendere conto. Il caso è così chiaro, così indiscusso ed evidente, che ci azzarderemo a lasciare a voi stessi il giudizio, anche se siete prevenuti e prevenuti. Riuscite a pensare che sia giusto agli occhi di Dio infrangere un comandamento divino in obbedienza a un'ingiunzione umana? Questo è veramente giusto ciò che è giusto agli occhi di Dio; poiché il suo giudizio, ne siamo certi, è secondo la verità, e quindi con questo dobbiamo governarci.

2. Le convinzioni della loro coscienza. Anche se non avessero avuto un tale esplicito comando dal cielo di predicare la dottrina di Cristo, tuttavia non potevano fare a meno di parlare, e di parlare pubblicamente, di quelle cose che avevano visto e udito. Come Elihu, erano pieni di questa materia, e lo Spirito dentro di loro li costringeva, dovevano parlare, affinché potessero essere ristorati, Giobbe 32:18,20.

(1.) Ne sentirono l'influenza su di sé, quale benedetto cambiamento aveva operato su di loro, li aveva portati in un nuovo mondo, e quindi non potevano fare a meno di parlarne: e coloro che ne hanno sentito la potenza, e gustato la dolcezza di essa, ne hanno gustato la dolcezza, e ne sono stati profondamente colpiti; è come un fuoco nelle loro ossa, Geremia 20:9.

(2.) Sapevano l'importanza di esso per gli altri. Essi guardano con preoccupazione le anime che periscono, e sanno che non possono sfuggire alla rovina eterna se non per mezzo di Gesù Cristo, e quindi saranno fedeli a loro nel dare loro avvertimento, e mostrare loro la retta via. Sono cose che abbiamo visto e udito, e quindi siamo pienamente sicure di noi stessi, e cose che abbiamo solo visto e udito, e quindi, se non le pubblichiamo, chi lo farà? Chi può? Conoscendo il favore e il terrore del Signore, persuadiamo gli uomini, perché l'amore di Cristo e l'amore delle anime ci costringono, 2Corinzi 5:11,14.

III. Ecco il rilascio dei prigionieri (Atti 4:21): Essi li minacciarono ancora, pensarono di spaventarli e poi li lasciarono andare. C'erano molti che terrorizzarono fino a indurli a obbedire ai loro decreti ingiusti; sapevano come tenere gli uomini in timore con la loro scomunica (Giovanni 9:22), e pensavano di poter avere sugli apostoli la stessa influenza che avevano sugli altri uomini; ma furono ingannati, perché erano stati con Gesù. Li minacciarono, e questo fu tutto ciò che fecero: quando ebbero fatto questo, li lasciarono andare,

1. Perché non osavano contraddire il popolo, che glorificava Dio per ciò che era stato fatto, e sarebbero stati pronti (almeno così pensavano) a tirarli fuori dai loro seggi, se avessero punito gli apostoli per averlo fatto. Come i governanti per l'ordinanza di Dio sono resi un terrore e un freno per i malvagi, così a volte per la provvidenza di Dio le persone sono rese un terrore e si limitano per i governanti malvagi.

2. Perché non potevano contraddire il miracolo: Poiché (Atti 4:22) l'uomo aveva più di quarant'anni su cui fu mostrato questo miracolo di guarigione. E quindi,

(1.) Il miracolo fu tanto più grande, essendo stato zoppo fin dal grembo di sua madre, Atti 3:2. Più cresceva, più la malattia era inveterata e più difficilmente curava. Se coloro che sono cresciuti negli anni e sono stati a lungo abituati al male, sono guariti dalla loro impotenza spirituale al bene, e quindi dai loro cattivi costumi, la potenza della grazia divina è in ciò tanto più magnificata.

(2.) La verità di ciò era tanto meglio attestata; poiché l'uomo aveva più di quarant'anni, era in grado, come il cieco che Cristo guarì, quando gli fu chiesto, di parlare per se stesso, Giovanni 9:21.

23 Ver. 23. fino alla Ver. 31. Al momento non sentiamo più parlare dei sommi sacerdoti di ciò che fecero quando ebbero congedato Pietro e Giovanni, ma dobbiamo assistere a quei due testimoni. E qui abbiamo,

Il loro ritorno dai loro fratelli, gli apostoli e i ministri, e forse alcuni cristiani privati (Atti 4:23): Lasciati andare, andarono alla loro compagnia, che forse in questo momento erano stati accolti insieme nel dolore per loro, e pregavano per loro; come Atti 12:12. Appena furono liberi, andarono dai loro vecchi amici e tornarono alla loro chiesa comune.

1. Sebbene Dio li avesse altamente onorati, chiamandoli ad essere suoi testimoni e permettendo loro di assolversi così bene, tuttavia non si gonfiarono dell'onore fatto loro, né si sentirono così esaltati al di sopra dei loro fratelli, ma andarono in loro compagnia. Nessun progresso nei doni o nell'utilità dovrebbe farci pensare di essere al di sopra dei doveri o dei privilegi della comunione dei santi.

2. Sebbene i loro nemici li avessero severamente minacciati e avessero cercato di spezzare il loro nodo e di spaventarli dal lavoro in cui erano impegnati insieme, tuttavia se ne andarono in compagnia loro e non temettero l'ira dei loro governanti. Avrebbero potuto avere conforto, se, lasciati andare, si fossero ritirati nei loro armadi e vi avessero trascorso un po' di tempo in devozione. Ma erano uomini di rango pubblico, e dovevano cercare non tanto la propria soddisfazione personale quanto il bene pubblico. I seguaci di Cristo danno il meglio di sé in compagnia, purché sia in loro compagnia.

II. Riferirono tutto ciò che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano detto loro, aggiungendo, senza dubbio, ciò che erano stati in grado di rispondere loro dalla grazia di Dio e come si era svolto il loro processo. Lo hanno raccontato a loro,

1. Affinché sappiano cosa aspettarsi sia dagli uomini che da Dio nel progresso della loro opera. Dagli uomini potevano aspettarsi ogni cosa che era terrificante, ma da Dio ogni cosa che era incoraggiante; gli uomini avrebbero fatto del loro meglio per abbatterli, ma Dio avrebbe avuto cura di sostenerli. Così i fratelli nel Signore sarebbero diventati fiduciosi attraverso i loro legami e le loro esperienze, come Filippesi 1:14.

2. Che possano farlo registrare nella storia della chiesa, a beneficio dei posteri, in particolare per la conferma della nostra fede riguardo alla risurrezione di Cristo. Il silenzio di un avversario, in alcuni casi, è vicino al consenso e alla testimonianza di un avversario. Questi apostoli dissero ai capi dei sacerdoti che Dio aveva risuscitato Gesù dai morti, e, sebbene fossero un corpo di loro insieme, non ebbero la fiducia di negarlo, ma, nel modo più sciocco e subdolo che si possa immaginare, ordinarono agli apostoli di non parlarne a nessuno.

3. Affinché ora si uniscano a loro nelle preghiere e nelle lodi; e con un concerto come questo Dio sarebbe stato più glorificato e la chiesa più edificata. Dovremmo quindi comunicare ai nostri fratelli le provvidenze di Dio che si riferiscono a noi, e la nostra esperienza della sua presenza con noi, affinché possano aiutarci nel nostro riconoscimento di Dio in essa.

III. Il loro discorso a Dio in questa occasione: Quando udirono dell'impotente malizia dei sacerdoti e del potente coraggio dei sofferenti, radunarono la loro compagnia e andarono a pregare: alzarono la voce a Dio di comune accordo, Atti 4:24. Non che si possa supporre che tutti abbiano detto le stesse parole nello stesso momento (anche se era possibile che lo facessero, essendo tutti ispirati da un solo e medesimo Spirito), ma uno in nome degli altri ha alzato la sua voce a Dio e gli altri si sono uniti a lui, ομοθυμαδον - con una sola mente (così significa la parola); i loro cuori sono andati con lui, e così, sebbene uno solo parlasse, tutti pregarono; uno alzò la voce e, in accordo con lui, tutti alzarono il cuore, il che era, in effetti, alzare la voce a Dio; perché i pensieri sono come parole a Dio. Mosè gridò a Dio, quando non troviamo una parola detta. Ora, in questo solenne discorso a Dio, abbiamo:

1. La loro adorazione di Dio come Creatore del mondo (Atti 4:24): Con una sola mente, e così, in effetti, con una sola bocca, glorificavano Dio, Romani 15:6. Hanno detto:

"O Signore, tu sei Dio, Dio solo; δεσποτα,

tu sei il nostro Maestro e sovrano Sovrano"

(così significa la parola),

"Tu sei Dio; Dio, e non l'uomo; Dio, e non l'opera

delle mani degli uomini; il Creatore di tutto, e non la creatura

delle fantasie degli uomini. Tu sei il Dio che hai fatto il cielo,

e la terra, e il mare, il mondo superiore e inferiore, e

tutte le creature che sono in entrambi".

Così noi cristiani ci distinguiamo dai pagani, che, mentre loro adorano gli dèi che hanno creato, noi adoriamo il Dio che ha fatto noi e tutto il mondo. Ed è molto appropriato iniziare le nostre preghiere, così come il nostro credo, con il riconoscimento di ciò, che Dio è il Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e di tutte le cose visibili e invisibili. Benché gli apostoli fossero in quel momento pieni del mistero della redenzione del mondo, tuttavia non dimenticarono né trascurarono la storia della creazione del mondo, perché la religione cristiana aveva lo scopo di confermare e migliorare, non di eclissare o di scacciare, le verità e i dettami della religione naturale. È un grande incoraggiamento per i servitori di Dio, sia nel compiere l'opera che nel soffrire, il fatto che servano il Dio che ha fatto tutte le cose, e quindi ha a disposizione i loro tempi e tutti gli eventi che li riguardano, ed è in grado di rafforzarli in tutte le loro difficoltà. E, se gli diamo la gloria di questo, possiamo trarne conforto.

2. La loro riconciliazione con le attuali dispensazioni della Provvidenza, riflettendo su quelle scritture dell'Antico Testamento che predicevano che il regno del Messia avrebbe incontrato un'opposizione come questa alla sua prima istituzione nel mondo, Atti 4:25-26. Dio, che ha fatto il cielo e la terra, non può incontrare alcuna opposizione [efficace] ai suoi disegni, poiché nessuno osa [almeno, può prevalentemente] disputare o contestare con lui. Sì, così fu scritto, così parlò per bocca, così scrisse per penna, del suo servo Davide, il quale, come appare da ciò, era lo scrittore del secondo salmo, e quindi, molto probabilmente, del primo, e di altri salmi che non sono attribuiti a nessun altro, sebbene non abbiano il suo nome nel titolo. Non sia dunque una sorpresa per loro, né per alcuno scoraggiare l'abbracciare la loro dottrina, poiché la Scrittura deve essere adempiuta. Fu predetto, Salmi 2:1-2,

(1.) Che i pagani si sarebbero infuriati contro Cristo e il suo regno, e si sarebbero arrabbiati per i tentativi di stabilirlo, perché ciò sarebbe stato l'abbattimento degli dèi dei pagani, e il dare un freno alla malvagità dei pagani.

(2.) Che il popolo immaginasse tutte le cose che potevano essere contro di esso, per mettere a tacere i suoi maestri, per sminuire i suoi soggetti e per schiacciare tutti i suoi interessi. Se si rivelano cose vane nella questione, no grazie a chi le ha immaginate.

(3.) Che i re della terra, in particolare, si sarebbero opposti al regno di Cristo, come se fossero gelosi (anche se non c'è motivo per cui lo fossero) che avrebbe interferito con i loro poteri e si sarebbe trincerato nelle loro prerogative. I re della terra che sono i più favoriti e onorati dalla divina Provvidenza, e che dovrebbero fare di più per Dio, sono estranei e nemici della grazia divina, e fanno di più contro Dio.

(4.) Che i governanti si riuniscano contro Dio e Cristo; non solo i monarchi, che hanno il potere nelle loro singole persone, ma dove il potere è in molti governanti, consigli e senati, si riuniscono insieme, per consultarsi e decretare contro il Signore e contro il suo Cristo, sia contro la religione naturale che contro quella rivelata. Ciò che viene fatto contro Cristo, Dio lo prende come fatto contro se stesso. Il cristianesimo non solo era privo del vantaggio del sostegno e dell'appoggio dei re e dei governanti (non aveva né il loro potere né le loro borse), ma era osteggiato e combattuto da loro, e si unirono per abbatterlo e tuttavia si fece strada.

3. La loro rappresentazione dell'attuale adempimento di quelle predizioni nell'inimicizia e nella malizia dei governanti contro Cristo. Ciò che era stato predetto lo vediamo adempiuto, Atti 4:27-28. È una verità - è certamente così, è troppo chiaro per essere negato, e in esso appare la verità della predizione che Erode e Pilato, i due governatori romani, con i Gentili (i soldati romani sotto il loro comando), e con il popolo d'Israele (i governanti dei Giudei e la folla che è sotto la loro influenza), sono stati radunati in una confederazione contro il tuo santo bambino Gesù, che tu hai unto. Alcune copie aggiungono un'altra circostanza, εν τη πολει σου ταυτη - in questa tua città santa, dove, più di ogni luogo, avrebbe dovuto essere accolto. Ma in questo fanno ciò che la tua mano e il tuo consiglio hanno deciso prima che fosse fatto. Vedi qui,

(1.) I disegni saggi e santi che Dio aveva riguardo a Cristo. Egli è qui chiamato il bambino Gesù, come fu chiamato (Luca 2:27,43) nella sua infanzia, per indicare che anche nel suo stato elevato non si vergogna della sua condiscendenza per noi, e che rimane mite e umile di cuore. Nel culmine della sua gloria egli è l'Agnello di Dio e il bambino Gesù. Ma egli è il santo bambino Gesù (così fu chiamato, Luca 1:35, quella cosa santa), e il tuo santo figlio; la parola significa sia un figlio che un servo, παιδα σου. Egli era il Figlio di Dio; eppure nell'opera di redenzione egli agì come servo del Padre suo (Isaia 42:1), il mio servo che io sostengo. Fu lui che Dio unse, qualificato per l'impresa e chiamato ad essa; e da lì fu chiamato il Cristo del Signore, Atti 4:26. E questo è il motivo per cui si sono rivolti a lui con tanto furore e violenza, perché Dio lo aveva unto, ed erano decisi a non rassegnarsi, tanto meno a sottomettersi a lui. Davide era invidiato da Saul, perché era l'unto del Signore. E i Filistei salirono a cercare Davide quando udirono che era unto, 2Samuele 5:17. Ora l'Iddio che unse Cristo determinò ciò che gli si doveva fare, in conformità a quell'unzione. Egli fu unto per essere un Salvatore, e perciò fu deciso che doveva essere un sacrificio per fare espiazione per il peccato. Deve morire, quindi deve essere ucciso; ma non con le sue proprie mani, perciò Dio saggiamente decise prima con quali mani dovesse essere fatto. Deve essere per mano di coloro che lo tratteranno come un criminale e un malfattore, e quindi non può essere fatto per mano né di angeli né di uomini buoni; deve quindi essere consegnato nelle mani dei peccatori come lo fu Giobbe, Atti 16:11. E come Davide fu consegnato a Simei per essere maledetto (2Samuele 16:11): Il Signore glielo ha ordinato. La mano di Dio e il suo consiglio lo determinarono: la sua volontà e la sua saggezza. La mano di Dio, che denota appropriatamente il suo potere esecutivo, è qui messa per il suo proposito e decreto, perché per lui il dire e l'agire non sono due cose, come lo sono per noi. La sua mano e il suo consiglio sono sempre d'accordo; poiché tutto ciò che il Signore ha voluto che facesse. Il Dr. Hammon fa questa frase della mano di Dio determinando che è un'allusione al fatto che il sommo sacerdote tirò a sorte i due capri nel giorno dell'espiazione (Levitico 16:8), in cui alzò la mano in cui gli era capitato di avere la sorte per il Signore, e quel capro su cui cadde fu immediatamente sacrificato; e la disposizione di questa sorte fu dal Signore, Proverbi 16:33. Così la mano di Dio determinò ciò che doveva essere fatto, che Cristo sarebbe stato il sacrificio immolato. O, se posso fare una congettura, quando qui si dice che la mano di Dio determina, si può intendere, non della mano di Dio che agisce, ma della sua mano che scrive, come Giobbe 13:26, Tu scrivi cose amare contro di noi; e si dice che il decreto di Dio è quello che è scritto nelle Scritture della verità (Daniele 10:21), e nel volume del libro è stato scritto di Cristo, Salmi 40:7. Fu la mano di Dio a scriverlo, la sua mano secondo il suo consiglio. L'incarico fu dato di sua mano.

(2.) Gli strumenti malvagi e empi che furono impiegati nell'esecuzione di questo disegno, sebbene non lo volessero, né i loro cuori lo pensavano. Erode e Pilato, Gentili e Giudei, che erano stati in disaccordo l'uno con l'altro, si unirono contro Cristo. E il fatto che Dio servisse i suoi propri propositi con ciò che essi fecero non fu affatto una scusa per la loro malizia e malvagità nel farlo, non più di quanto il fatto che Dio abbia fatto del sangue dei martiri il seme della chiesa abbia attenuato la colpa dei loro sanguinari persecutori. Il peccato non è il meno male per il fatto che Dio ne trae il bene, ma per questo egli è il più glorificato, e sembrerà tale quando il mistero di Dio sarà compiuto.

4. La loro petizione con riferimento al caso in questo momento. I nemici si erano radunati contro Cristo, e allora non c'è da meravigliarsi che lo fossero contro i suoi ministri: il discepolo non è migliore del suo Maestro, né deve aspettarsi un trattamento migliore; ma, essendo così insultati, pregano:

(1.) Che Dio prendesse coscienza della malizia dei loro nemici: Ora, Signore, guarda le loro minacce, Atti 4:29. Guardali, come è detto che li vedi nel salmo prima citato (Salmi 2:4), quando pensavano di spezzare i suoi legami e di gettare via le sue corde; colui che siede in cielo ride di loro e li ha in scherno; e allora la vergine, la figlia di Sion, può disprezzare le minacce impotenti anche del grande re, il re d'Assiria, Isaia 37:22. E ora, Signore, c'è un'enfasi sull' adesso, per suggerire che allora è il tempo di Dio di apparire per il suo popolo, quando il potere dei loro nemici è più audace e minaccioso. Essi non dettano a Dio ciò che egli deve fare, ma si riferiscono a lui, come Ezechia (Isaia 37:17):

"Apri i tuoi occhi, o Signore, e vedi; Tu sai cosa sanno

di': Tu vedi malizia e dispetto (Salmi 10:14);

A te ci appelliamo, guarda le loro minacce, e o

legare le loro mani o volgere i loro cuori; sfociano la loro ira,

per quanto è lasciato libero, per lodare te, e il

il resto di esso trattieni,"

Salmi 76:10. È un conforto per noi che, se siamo ingiustamente minacciati e lo sopportiamo con pazienza, possiamo tranquillizzarci esponendo il caso davanti al Signore e lasciandolo a Lui.

(2.) Che Dio, con la sua grazia, sostenga il loro spirito e li animi a continuare allegramente con il loro lavoro: concedi ai tuoi servi che con tutta franchezza possano annunciare la tua parola, sebbene i sacerdoti e i governanti abbiano ordinato loro il silenzio. Nota: In tempi minacciosi, la nostra preoccupazione non dovrebbe essere tanto quella di prevenire i problemi, quanto quella di poter essere messi in grado di andare avanti con allegria e risolutezza nel nostro lavoro e dovere, qualunque problema possiamo incontrare. La loro preghiera non è:

"Signore, guarda le loro minacce, spaventali, chiudi le loro bocche e riempi i loro volti di vergogna";

ma

"Guardate le loro minacce, animateci, aprite la nostra bocca e riempite i nostri cuori di coraggio".

Non pregano,

"Signore, dacci una giusta opportunità di ritirarci dal nostro lavoro,

ora che è diventato pericoloso";

ma

"Signore, dacci la grazia di continuare il nostro lavoro e di non essere

paura del volto dell'uomo".

Osservare

[1.] Coloro che sono inviati per le missioni di Dio devono trasmettere il loro messaggio con franchezza, con ogni franchezza, con ogni libertà di parola, non evitando di dichiarare l'intero consiglio di Dio, chiunque sia offeso; senza dubitare di ciò che dicono, né di essere sostenuti nel dirlo.

[2.] Si deve cercare Dio per la capacità di pronunciare la sua parola con franchezza, e coloro che desiderano l'aiuto e l'incoraggiamento divino possono contare su di loro, e devono andare avanti e andare avanti nella forza del Signore Dio.

Le minacce dei nostri nemici, che hanno lo scopo di indebolire le nostre mani e di distoglierci dal nostro lavoro, dovrebbero piuttosto spingerci a tanto più coraggio e risolutezza nel nostro lavoro. Stanno osando combattere contro Cristo? Per vergogna, non ci arrampichiamo di nascosto quelli che sono per lui.

(3.) Che Dio avrebbe ancora dato loro il potere di operare miracoli per la conferma della dottrina che predicavano, che, attraverso la guarigione dello zoppo, trovarono contribuire molto al loro successo, e avrebbe contribuito abbondantemente al loro ulteriore progresso: Signore, concedici franchezza, stendendo la tua mano per guarire. Nota: Nulla incoraggia di più i ministri fedeli nel loro lavoro dei segni della presenza di Dio con loro, e di una potenza divina che li accompagna. Pregano,

[1.] Che Dio stendesse la sua mano per guarire sia i corpi che le anime degli uomini; altrimenti invano stendono le loro mani, sia nella predicazione (Isaia 65:2), sia nella guarigione , Atti 9:17.

[2.] Affinché si facessero segni e prodigi nel nome del santo bambino Gesù, il che sarebbe stato convincente per il popolo e confuso per i nemici. Cristo aveva promesso loro il potere di fare miracoli, come prova del loro incarico (Marco 16:17-18); eppure devono pregare per questo; e, sebbene l'avessero, devono pregare per la continuazione di esso. Cristo stesso deve chiedere, e gli sarà dato. Osservate, è l'onore di Cristo a cui mirano in questa richiesta, che le meraviglie possano essere fatte nel nome di Gesù, il santo bambino Gesù, e il suo nome avrà tutta la gloria.

IV. La benevola risposta che Dio diede a questo discorso, non a parole, ma in potenza.

1. Dio diede loro un segno dell'accettazione delle loro preghiere (Atti 4:31): Quando ebbero pregato (forse molti di loro pregarono in successione), uno per uno, secondo la regola (1Corinzi 14:31), e quando ebbero terminato il lavoro del giorno, fu scosso il luogo in cui erano radunati insieme; ci fu un vento forte e potente, come quello quando lo Spirito fu sparso su di loro (At 2,1-2), che scosse la casa, che ora era la loro casa di preghiera. Questo scuotimento del luogo aveva lo scopo di incutere un timore reverenziale su di loro, di risvegliare e aumentare le loro aspettative, e di dare loro un segno sensibile che Dio era con loro di una verità: e forse era per farli ricordare quella profezia (Aggeo 2:7): Scuoterò tutte le nazioni e riempirò questa casa di gloria. Questo per mostrare loro quale motivo avevano per temere di più Dio, e allora avrebbero temuto di meno l'uomo. Colui che scuoteva questo luogo poteva far tremare i cuori di coloro che minacciavano i suoi servi, perché stronca lo spirito dei principi ed è terribile per i re della terra. Il luogo fu scosso, affinché la loro fede potesse essere stabilita e incrollabile.

2. Dio diede loro gradi maggiori del suo Spirito, che era ciò per cui pregavano. La loro preghiera, senza dubbio, fu accolta, perché fu esaudita: Erano tutti pieni di Spirito Santo, più che mai, per mezzo del quale non solo furono incoraggiati, ma resi capaci di annunciare la parola di Dio con franchezza, e di non aver paura degli sguardi orgogliosi e superbi degli uomini. Lo Spirito Santo insegnò loro non solo cosa parlare, ma anche come parlare. Coloro che erano abitualmente dotati dei poteri dello Spirito Santo avevano ancora occasione di ricevere nuove provviste dello Spirito, secondo i vari avvenimenti del loro servizio. Essi furono riempiti con lo Spirito Santo alla sbarra (Atti 4:8), e ora pieni dello Spirito Santo sul pulpito, che ci insegna a vivere in una reale dipendenza dalla grazia di Dio, secondo quanto richiede il dovere di ogni giorno; abbiamo bisogno di essere unti con olio fresco in ogni nuova occasione. Come nella provvidenza di Dio, così nella grazia di Dio, non solo viviamo in generale , e abbiamo il nostro essere, ma ci muoviamo in ogni azione particolare, Atti 17:28. Abbiamo qui un esempio dell'adempimento di quella promessa, che Dio darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono (Luca 11:13), perché fu in risposta alla preghiera che furono riempiti di Spirito Santo: e abbiamo anche un esempio del miglioramento di quel dono, che è richiesto a tutti coloro ai quali è concesso; avetelo e usatelo, Usalo e prendine di più. Quando furono riempiti dello Spirito Santo, annunciarono la parola con ogni franchezza; poiché ad ogni uomo è dato il ministero dello Spirito, per il suo profitto. I talenti devono essere scambiati, non sepolti. Quando trovano il Signore Dio che li aiuti mediante il suo Spirito, sanno che non saranno confusi, Isaia 50:7.

32 Ver. 32. Abbiamo un'idea generale che ci è stata data in questi versetti, ed è molto bella, dello spirito e dello stato di questa chiesa veramente primitiva; è conspectus saeculi, una visione di quell'età dell'infanzia e dell'innocenza.

I discepoli si amavano teneramente l'un l'altro. Ecco, quanto era buono e quanto era piacevole vedere come la moltitudine di coloro che credevano fosse di un solo cuore e di una sola anima (Atti 4:32), e non c'era nulla di simile alla discordia né alla divisione tra loro. Osserva qui,

1. C'erano moltitudini che credevano; anche a Gerusalemme, dove l'influenza maligna dei sommi sacerdoti era più forte, c' erano tremila convertiti un giorno e cinquemila un altro, e, oltre a questi, si aggiungevano ogni giorno alla chiesa; E senza dubbio tutti furono battezzati e fecero professione di fede, perché lo stesso Spirito che diede agli apostoli il coraggio di predicare la fede di Cristo, li dotò di coraggio per confessarla. Nota: L'aumento della chiesa è la sua gloria, e la moltitudine di coloro che credono, più della loro qualità. Ora la chiesa risplende, e la sua luce è venuta, quando le anime volano come una nuvola nel suo seno, e come colombe alle loro finestre, Isaia 60:1,8.

2. Erano tutti di un solo cuore e di una sola anima. Sebbene ci fossero molti, moltissimi, di età, di temperamento e di condizioni diverse nel mondo, che forse, prima di credere, erano perfetti estranei l'uno all'altro, tuttavia, quando si incontrarono in Cristo, si conoscevano intimamente come se si conoscessero da molti anni. Forse erano stati di diverse sette tra i Giudei, prima della loro conversione, o avevano avuto discordie sui conti civili; ma ora questi erano tutti dimenticati e messi da parte, ed erano unanimi nella fede di Cristo, e, essendo tutti uniti al Signore, erano uniti gli uni agli altri in santo amore. Questo fu il frutto benedetto del precetto morente di Cristo ai suoi discepoli, di amarsi gli uni gli altri, e della sua preghiera morente per loro, affinché tutti potessero essere uno. Abbiamo ragione di pensare che si dividessero in diverse congregazioni, o assemblee di adorazione, secondo che le loro abitazioni erano, sotto i loro rispettivi ministri; eppure ciò non causò gelosia o disagio, perché nonostante ciò erano tutti di un solo cuore e di una sola anima, e amavano quelli delle altre congregazioni tanto sinceramente quanto quelli della loro. Così avvenne allora, e non possiamo disperare di vederlo di nuovo, quando lo Spirito sarà sparso su di noi dall'alto.

II. I ministri continuarono il loro lavoro con grande vigore e successo (At 4,33): con grande potenza diedero agli apostoli la testimonianza della risurrezione del Signore Gesù. La dottrina che predicavano era la risurrezione di Cristo: un dato di fatto, che serviva non solo per confermare la verità della santa religione di Cristo, ma che era debitamente spiegato e illustrato, con le dovute deduzioni da essa, serviva per un riassunto di tutti i doveri, i privilegi e le comodità dei cristiani. La risurrezione di Cristo, rettamente compresa e perfezionata, ci farà entrare nei grandi misteri della religione. Con la grande potenza con cui gli apostoli attestarono che la risurrezione può essere intesa,

1. Il grande vigore, spirito e coraggio, con cui pubblicarono e dichiararono questa dottrina; Lo facevano non dolcemente e diffidentemente, ma con vivacità e risolutezza, come coloro che erano essi stessi abbondantemente soddisfatti della verità di essa, e desideravano ardentemente che anche gli altri lo fossero. O

2. I miracoli che hanno operato per confermare la loro dottrina. Con opere di grande potenza, hanno testimoniato la risurrezione di Cristo, Dio stesso, in loro, rendendo testimonianza anche loro.

III. La bellezza del Signore nostro Dio risplendeva su di loro, e su tutte le loro opere: una grande grazia era su tutti loro, non solo su tutti gli apostoli, ma su tutti i credenti, χαρις μεγαλη - la grazia che aveva in sé qualcosa di grande (magnifico e molto straordinario) era su tutti loro.

1. Cristo ha riversato su di loro l'abbondanza della grazia, tale da renderli idonei a grandi servigi, dotandoli di grande potenza; Venne su di loro dall'alto, dall'alto.

2. C'erano frutti evidenti di questa grazia in tutto ciò che dicevano e facevano, come ad essi dare loro onore e raccomandarli al favore di Dio, come se fossero ai suoi occhi di grande valore.

3. Alcuni pensano che includa il favore che avevano con il popolo. Tutti vedevano in loro una bellezza e un'eccellenza, e li rispettavano.

IV. Erano molto generosi con i poveri e morti con questo mondo. Questa era una grande prova della grazia di Dio in loro come in qualsiasi altra, e li raccomandava tanto alla stima del popolo.

1. Non insistevano sulla proprietà, di cui anche i bambini sembrano avere un senso e una gelosia, e in cui trionfano le persone del mondo, come Labano (Genesi 31:43): Tutto ciò che vedi è mio; e Nabal (1Samuele 25:11): il mio pane e la mia acqua. Questi credenti erano così presi dalla speranza di un'eredità nell'altro mondo che questo non era nulla per loro. Nessuno disse che nulla delle cose che possedeva fosse suo, Atti 4:32. Non hanno portato via la proprietà, ma sono rimasti indifferenti ad essa. Non chiamavano ciò che avevano proprio, in modo di orgoglio e vanagloria, vantandosene, o confidando in esso. Non lo chiamavano proprio, perché avevano, nell'affetto, abbandonato tutto per Cristo, e si aspettavano continuamente di essere spogliati di tutto per la loro adesione a lui. Non dicevano che nulla era loro; perché non possiamo chiamare nulla nostro se non peccato. Ciò che abbiamo nel mondo è più di Dio che nostro; Noi l'abbiamo da lui, dobbiamo usarla per lui, e ne siamo responsabili verso di lui. Nessuno diceva che ciò che aveva fosse suo, ιδιον, il suo peculiare; perché era pronto a distribuire, disposto a comunicare, e non desiderava mangiare solo il suo boccone, ma ciò che aveva da risparmiare a se stesso e alla famiglia a cui i suoi poveri vicini erano i benvenuti. Coloro che avevano proprietà non erano solleciti nell'accumulare, ma molto disposti a mettere da parte, e si sarebbero limitati ad aiutare i loro fratelli. Non c'è da meravigliarsi che fossero di un solo cuore e di un'anima sola, quando sedevano così liberi di godere delle ricchezze di questo mondo, perché i meum, i miei, e tuum, i tuoi, sono i grandi makebates. Gli uomini che tengono testa e si aggrappano a qualcosa di più del proprio sono l'ascesa delle guerre e dei combattimenti.

2. Abbondavano in carità, tanto che, in effetti, avevano ogni cosa in comune; poiché (Atti 4:34) non c'era nessuno tra loro che mancasse, ma si badava alla loro provvista. Coloro che erano stati mantenuti grazie alla carità pubblica furono probabilmente esclusi quando divennero cristiani, e quindi era opportuno che la chiesa si prendesse cura di loro. Come c'erano molti poveri che ricevettero il vangelo, così ci furono alcuni ricchi che furono in grado di mantenerli, e la grazia di Dio li rese disponibili. Coloro che raccolgono molto non hanno nulla, perché quello che hanno per quelli che raccolgono poco, affinché non manchino loro, 2Corinzi 8:14-15. Il vangelo ha posto tutte le cose in comune, non perché ai poveri sia permesso di derubare i ricchi, ma perché i ricchi siano nominati per soccorrere i poveri.

3. Molti di loro vendettero le loro proprietà, per raccogliere un fondo per la carità: Tutti quelli che avevano possesso di terre o case le vendettero, Atti 4:34. Il Dr. Lightfoot calcola che questo fu l'anno del giubileo nella nazione ebraica, il cinquantesimo anno (il ventottesimo da quando si stabilirono in Canaan millequattrocento anni fa), cosicché, poiché ciò che era stato venduto quell'anno non sarebbe tornato fino al giubileo successivo, le terre presero allora un buon prezzo, e così la vendita di quelle terre avrebbe raccolto più denaro. Ora

(1.) Ci viene qui detto cosa fecero con il denaro che era stato così raccolto: lo deposero ai piedi degli apostoli, lo lasciarono a loro perché fosse smaltito come ritenevano opportuno; probabilmente ne traevano il loro sostegno; poiché da dove altro avrebbero potuto averlo? Osservate: Gli apostoli lo volevano deposto ai loro piedi, in segno del loro santo disprezzo per le ricchezze del mondo; Pensavano che fosse più opportuno che fosse deposto ai loro piedi piuttosto che conficcato nelle loro mani o nei loro petti. Essendo stato deposto lì, non fu accumulato, ma fu fatto la distribuzione, da persone appropriate, a ciascuno secondo il suo bisogno. Si deve avere molta cura nella distribuzione della carità pubblica,

[1.] Che sia dato a coloro che hanno bisogno, che non sono in grado di procurarsi un sostentamento competente, a causa dell'età, dell'infanzia, della malattia, o dell'infermità fisica, o dell'incapacità di mente, della mancanza di ingegno o di attività, delle provvidenze contrarie, delle perdite, delle oppressioni o di un onere elevato. Coloro che, per uno di questi motivi, o per qualsiasi altro, hanno un vero bisogno e non hanno parenti propri che li aiutino, ma, soprattutto, coloro che sono ridotti a desiderare di fare il bene e di testimoniare una buona coscienza, dovrebbero essere curati e provveduti e, con una così prudente applicazione di ciò che viene dato, come può essere più a loro vantaggio.

[2.] Che sia dato ad ogni uomo a cui è destinato, secondo il suo bisogno, senza parzialità o rispetto di persone. È una regola nel dispensare la carità, così come nell'amministrare la giustizia, ut parium par sit ratio, che coloro che sono ugualmente bisognosi e ugualmente meritevoli siano ugualmente aiutati, e che la carità sia adatta e adattata alla necessità, come si dice.

(2) Ecco una persona in particolare che si è distinta per questa generosa carità: si trattava di Barnaba, poi collega di Paolo. Osservare

[1.] Il racconto qui dato su di lui, Atti 4:36. Il suo nome era Joses; egli era della tribù di Levi, perché c'erano Leviti tra i Giudei della dispersione, i quali, probabilmente, presiedevano al loro culto nella sinagoga e, secondo il dovere di quella tribù, insegnavano loro la buona conoscenza del Signore. Nacque a Cipro, molto lontano da Gerusalemme, e i suoi genitori, benché ebrei, vi si stabilirono. Si nota che gli apostoli cambiarono il suo nome dopo che si era associato a loro. È probabile che fosse uno dei settanta discepoli e, man mano che cresceva in doni e grazie, diventava eminente e rispettato dagli apostoli, i quali, in segno del loro valore per lui, gli diedero un nome, Barnaba, il figlio della profezia (così significa propriamente), essendo lui dotato di straordinari doni di profezia. Ma gli ebrei ellenisti (dice Grozio) chiamavano pregare παρακλησις, e quindi con quella parola è resa qui: Un figlio di esortazione (così alcuni), uno che aveva un'eccellente facoltà di guarire e persuadere; ne abbiamo un esempio, Atti 11:22-24. Un figlio della consolazione (così lo leggiamo), uno che camminava molto nelle comodità dello Spirito Santo, un cristiano allegro, e questo allargava il suo cuore nella carità verso i poveri, o uno che era eminente per confortare il popolo del Signore e per parlare di pace alle coscienze ferite e turbate. C'erano due tra gli apostoli che si chiamavano Boanerges, figli del tuono (Marco 3:17); ma qui c'era un figlio di consolazione con loro. Ognuno aveva i suoi diversi doni. Nessuno dei due deve biasimare l'altro, ma entrambi si addolciscono a vicenda; Che l'uno scruti la ferita, e poi che l'altro la guarisca e la fasci.

[2.] Ecco un resoconto della sua carità e della sua grande generosità verso il bisogno pubblico. Questo è particolarmente notato, a causa dell'eminenza dei suoi servizi in seguito nella chiesa di Dio, specialmente nel portare il vangelo ai Gentili; e, affinché ciò non sembri derivare da alcuna cattiva volontà verso la sua nazione, abbiamo qui la sua benevolenza verso gli ebrei convertiti. O forse questo è menzionato perché era una carta principale, e un esempio per gli altri: non è certo che avesse della terra, sia a Cipro, dove era nato, sia in Giudea, dove ora abitava, o altrove, ma l'ha venduta, non per comprarla altrove a proprio vantaggio, ma, come un vero levita, che sapeva di avere il Signore Dio d'Israele per sua eredità, Disprezzava le eredità terrene, non ne era più gravato, ma portò il denaro e lo depose ai piedi degli apostoli, perché lo desse in carità. Così, come uno che era stato progettato per essere un predicatore del vangelo, egli si districava dagli affari di questa vita, e non perse nulla sul saldo del conto, deponendo il denaro dell'acquisto ai piedi degli apostoli, quando egli stesso era, in effetti, annoverato tra gli apostoli, da quella parola dello Spirito Santo, Separami Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati, Atti 13:2. Così, per il rispetto che mostrò agli apostoli come apostoli, ebbe una ricompensa da apostolo.

Commentario del Nuovo Testamento:

Atti 4

1 3. L'arresto di Pietro e Giovanni; il loro interrogatorio ed il loro rilascio (Atti 4:1-22)

I sacerdoti.

I sacerdoti si dividevano in ventiquattro mute, ognuna delle quali, a turno, stava di servizio per una settimana nel tempio.

Il capo del tempio

è il capo della guardia del tempio. Cotesto capo di cui è menzione in 1Cronache 9:11; 2Cronache 31:13; Neemia 11:11, doveva esser sempre israelita e levita; il suo ufficio era quello di comandare la guardia dei leviti che stava al tempio. Egli metteva le sentinelle per la guardia di notte e manteneva l'ordine pubblico durante il giorno. Qui ei si fa innanzi appunto perché prevede che L'insegnamento degli apostoli e la folla raunatasi in seguito alla guarigione dello storpio finiranno col suscitare qualche tumulto. Ei si fa, innanzi, come diremmo oggi, "per motivi d'ordine pubblico".

I sadducei

Per quel che riguarda il partito dei sadducei in generale, rimando il lettore al Commentario del Dott. Stewart (Sette giudaiche: Sadducei). È da notarsi il fatto che, nella persecuzione contro Gesù, sono i farisei che occupano il posto principale; e ciò, perché erano stati da lui accusati d'"ipocriti" Matteo 23:13, di "guide cieche di ciechi" Luca 6:39 ecc., e queste accuse scemavano di molto la loro autorità fra il popolo; gli apostoli, invece, che hanno a testo costante della loro predicazione il fatto della risurrezione di Gesù e la dottrina della risurrezione in genere, si trovano attaccati specialmente dai sadducei, ai quali la dottrina della risurrezione non va punto a genio Matteo 22:23. Mentre nel caso di Gesù i farisei sono più accaniti dei sadducei, nel caso degli apostoli sono i sadducei i più furiosi. I farisei sono più tolleranti con gli apostoli Atti 5:34; 23:6; e l'odio loro non si scatena che quando sembra a cotesti legali fanatici che i nuovi predicatori attentino alla intangibilità della legge mosaica Atti 6:13; 8:3.

2 Essendo molto crucciosi.

I sacerdoti, perché non poteano sopportare che gli apostoli ammaestrassero il popolo senz'aver ottenuto legittima autorità di farlo da loro, che monopolizzavano la religione, appunto come fa oggi tra noi la gerarchia sacerdotale di Roma; il capo della guardia del, tempio, pel timore che avea di possibili disordini; i Sadducei, per ire dottrinali.

Annunziavano in Gesù la risurrezione dei morti.

In Gesù: εν τω Ιησου; vale a dire: annunziavano quella risurrezione dei morti, che ha in Cristo la sua prova ed il suo autore; perché il Cristo risorto la dimostra un fatto reale; e quelli che risuscitano, non risuscitano che per la potenza del Cristo 1Corinzi 15:22. Della risurrezione che gli apostoli annunziano, Cristo, insomma, è la prova e l'autore.

3 Perciocchè già era sera.

Il giorno israelitico finiva con la dodicesima ora; al momento del tramonto. Lo storpio era stato guarito verso le tre; altre tre ore erano scorse mentre avvenivano le cose narrate nel resto del capitolo terzo e in questi primi versetti del quarto. Adesso erano le sei, ed era l'ora delle preci e del sacrifizio; quindi, non conveniva convocare il sinedrio a cotest'ora. Gli scribi citavano a questo proposito Geremia 21:12.

4 Il numero degli uomini divenne intorno a cinquemila.

Si parla degli uomini; le donne non sono incluse nel numero di cinquemila. Più tardi vedremo che c'erano anche delle donne, e in buon numero, che il Signore aggiungeva alla Chiesa Atti 5:14. Alla Pentecoste, i convertiti furono tremila Atti 2:41; poi, è detto che ogni giorno il numero cresceva Atti 2:47; qui, dopo il discorso di Pietro, il numero totale dei convertiti uomini, sale a cinquemila.

5 I rettori, anziani e scribi.

Lo scrittore vuol qui accennare ad una riunione solenne del Sinedrio, o della Corte suprema, che dovea giudicare d'ogni causa religiosa o ecclesiastica. Ei vi accenna da straniero ch'egli è, e secondo il modo popolare; che, invece di rettori o magistrati, anziani e scribi, avrebbe dovuto dire, propriamente: sacerdoti, anziani e dottori. Il Sinedrio era composto dei rappresentanti dei tre ordini di cittadini: clero, laici e legisti: I sacerdoti rappresentavano il clero; gli anziani erano scelti fra il popolo, e rappresentavano il laicato; gli scribi si chiamavano così (scrittori) perché erano stati i primi a trascrivere la legge in copie esatte per uso della sinagoga; ed ai tempi di Gesù si comprendeano in cotesto appellativo tutti coloro che si davano in modo esclusivo allo studio della legge, e che spiegavano ai loro connazionali il modo di metterla in pratica.

6 Anna, sommo sacerdote.

Era stato sommo sacerdote; ma non lo era più adesso; adesso, il sommo sacerdote era il suo genero Caiafa Giovanni 18:13. Anna era stato nominato sommo sacerdote l'anno 7, ed era stato deposto il 14 (dopo Cristo) per capriccio di Valerio Grato, procuratore romano; malgrado la deposizione, tutti lo consideravano come il capo della giudaica aristocrazia sadducea. Era uomo astutissimo; nel fatto, guida politica del popolo, e tremendo avversario dei farisei.

Caiafa si chiamava Giuseppe; era un sadduceo come il suocero Anna: e come lui, astuto, di coscienza iniqua, e d'amor patrio molto sospetto. Aveva accettato la carica di sommo sacerdote con tutte le restrizioni e condizioni, che i romani gli aveano dettate.

Giovanni ed Alessandro ci sono completamente ignoti.

E tutti quelli che erano del legnaggio sacerdotale.

I membri ecclesiastici del Sinedrio erano scelti nelle famiglie più ragguardevoli della nazione. Forse si vuol qui parlare dei capi delle 24 classi dei leviti, istituite da Davide 1Cronache 24

7 Quivi in mezzo...

Il Sinedrio si componeva di settantun membri, che si disponevano, in seduta, a semicerchio. Gli accusati stavano ritti, nel centro del semicerchio, con la faccia volta verso il presidente

11 Esso è quella pietra...

La citazione è dai Salmi 118:22 e Gesù stesso l'aveva usata contro di loro nel tempio Marco 12:10.

12 In niun altro è la salute.

La salute, o meglio, salvezza o salvazione, in senso assoluto com'è usata in questo testo, significa la partecipazione al regno messianico, il godimento di tutti i privilegi tanto spirituali che esterni, a cui l'apostolo ha fatto accenno nell'altro suo discorso Atti 3:19; vale a dire: perdono, pace, refrigerio, santificazione.

Non v'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini.

Altro nome; non c'è altra persona, dalla cui mano, potenza o parola noi possiamo aspettarci salvazione. L'agli uomini non è traduzione esatta; bisogna dire fra gli uomini ( εν ανθρωποις).

13 Avendo inteso che erano uomini senza lettere e idioti.

Essi s'erano accorti durante l'interrogatorio, o aveano saputo per altre vie, che gli apostoli erano uomini senza lettere ( αγραμματοι); quindi la loro meraviglia nell'udirli citare e spiegare le Scritture, come facevano. Le lettere, per gli israeliti, si riducevano alla conoscenza ed alla interpretazione dei testi sacri; privilegio di quelli soli, che aveano ricevuto una istruzione regolare e lunga sui banchi della scuola. Idioti ( ιδιωται). Idiota, non vale qui imbecille nel senso medico; vale non colto; uomo non istruito; del popolo; e sarebbe meglio tradurre, a scanso d'equivoci popolani.

Che erano stati con Gesù.

"Essere stati e star con Gesù" ecco la vera caratteristica d'ogni predicatore del Vangelo e, d'ogni credente.

17 Ma acciocchè questo non si spanda.

Quel questo non si riferisce alla fama del miracolo, che niun potere al mondo riusciva più a soffocare; ma si riferisce alla predicazione degli apostoli, a queste "idee nuove", che tanto urtavano le autorità giudaiche.

18 Che del tutto non parlassero e non insegnassero nel nome di Gesù.

In una parola: che il nome di Gesù non uscisse più dalle loro labbra.

19 Nel cospetto di Dio;

dinnanzi a Dio. E il gran principio regolatore della vita cristiana: Questo ch'io sto per fare piacerà egli a Dio? Se sì, facciamolo; se no, non lo facciamo.

20 Noi non possiamo non parlare...

Erano così convinti che Gesù era il Messia mandato da Dio; aveano ricevuto da Gesù un ordine così diretto e solenne di annunziare l'Evangelo Matteo 28:19-20; aveano già fatta, per l'azione dello Spirito, così intima e personale esperienza della bontà e della virtù trasformatrice delle verità evangeliche, che non poteano fare a meno di parlarne.

21 Per cagione del popolo.

"Non trovando nulla da poterli castigare" senza correre il rischio di compromettere la loro autorità e di suscitare un tumulto popolare, "li lasciarono andare, dopo averli minacciati". Il Sinedrio subiva spesso l'influenza di questi timori Luca 20:6,19; e questo mostra quanto i suoi giudici dipendessero dal capriccio della folla.

Glorificavano Iddio:

lodavano Iddio per il miracolo di cui erano stati testimoni; il che implica:

1) ch'essi credevano alla genuinità del miracolo;

2) ch'essi erano grati a Dio del beneficio ch'Egli avea fatto allo storpio.

22 Di più di quarant'anni.

Questa noterella finale è intesa a stabilire la certezza e la grandezza del miracolo; impossibile negare la veracità e la grandezza del fatto, quando si trattava d'un uomo noto a tutti i frequentatori del tempio, e che per più di quarant'anni era stato storpio!

Riflessioni

1. Gli Apostoli erano andati al tempio per pregare Atti 3:1, ed eccoli che si trovano in prigione Atti 4:3. Così il Signore educa i suoi alla scuola del dolore; non a sbalzi; non per via di spaventevoli sorprese; gradualmente; qui, la prigione; poi, le minacce Atti 4:17,21; poi, di nuovo il carcere Atti 5:18; poi, i colpi di verga Atti 5:40; e questi eroi così educati a non temere il carcere, né le minacce, né i colpi, saranno pronti, se occorra, a subire il martirio per amore di Colui nel quale hanno creduto.

2. Pietro è chiamato a rispondere solennemente dinnanzi al concistoro, della sua fede e della missione che ha ricevuta. E nel momento supremo lo Spirito Santo gl'ispira una difesa, che diventa ella stessa una eloquente predicazione evangelica. Il Signore avea detto: "Quando vi metteranno nelle loro mani, non siate in sollecitudine circa il modo con cui parlerete, né circa quello che direte; quello che dovete dire vi sarà ispirato in quel momento, non siete voi che parlate; è lo Spirito del Padre vostro, che parla in voi" Matteo 10:19-20. E il Signore è fedele.

3. Atti 4:12 pone in evidenza, nel modo più chiaro che si possa immaginare, una delle verità fondamentali dell'Evangelo. Cristo è il Salvatore. Ma non basta; la parola di Pietro accentua un altro fatto, che si può così riassumere: Cristo è l'unico Salvatore. Tutti quanti ci chiamiamo "cristiani", evangelici o cattolici romani, abbiamo a comune la prima verità; tutti, cioè, crediamo che Cristo è il Salvatore; ma i cattolici romani credono essi veramente ch'Egli sia l'unico Salvatore?...

4. Atti 4:13 è prezioso per le lezioni che possiamo ricavarne.

1) Il più o meno buon successo della nostra testimonianza cristiana dipende dalla più o meno profonda convinzione che abbiamo delle cose di cui testimoniamo.

2) Se vogliamo essere nel mondo dei "testimoni" efficaci, dobbiamo essere stati, e stare con Gesù; dobbiamo, cioè, averlo conosciuto personalmente, e dobbiamo vivere in continua comunione con lui; dobbiamo seguirlo da vicino; essere animati dallo spirito di lui, e respirare a pieni polmoni la santa atmosfera in cui egli stesso vive.

3) La testimonianza cristiana sarà, senza dubbio, testimonianza ideale, se alla profondità della convinzione del cuore potrà aggiungere il divino ornamento della scienza e dell'arte; ma è un fatto, che la sua efficacia ed il suo buon successo non dipendono né dalla scienza, né dall'arte, ma unicamente dalla convinzione del cuore.

5. Il fatto che abbiamo studiato è il commento più chiaro che si possa dare di queste parole di San Paolo ai Corinti: "Iddio ha scelto le cose pazze del mondo, per isvergognare le savie; Egli ha scelto le cose deboli del mondo, per isvergognare le forti; Egli ha scelte le cose ignobili del mondo e le cose spregiate e le cose che non sono, per ridurre al niente quelle che sono, affinché niuno si glorii nel cospetto di Lui" 1Corinzi 1:27-29.

6. Ubbidire a Dio! ecco il gran motto della vita di colui, che vuol essere un cristiano a fatti e non a parole soltanto. Niuno ha il diritto di frapporsi tra la nostra coscienza e Dio. Gli apostoli rivendicano qui a sè stessi quella libertà di coscienza, che la tirannia giudaica cercava in ogni modo di conculcare. "Il nostro dovere, essi dicono, non è di non fare quel che dispiace a voi; è di fare quello che piace a Dio!" Quanto volte, sul punto di compiere un atto geloso, delicato, noi ci diciamo: - "Vediamo un po': questo, mi conviene, o no?..." "E che ne sarà della mia riputazione?..." "E che ne diranno i miei amici?..." "E la società che frequento, che ne penserà?..." "E i miei interessi privati non ne soffriranno essi forse?..." Un mondo di cose ci chiediamo; e spesso dimentichiamo la cosa più solenne, e la sola veramente importante: - "Quest'atto è egli o no secondo la volontà di Dio?" Beato colui, che dopo aver risposto: "Sì, Iddio lo vuole!" caccia in bando ogni altra considerazione, ed opra, pronto a subire da eroe tutte le conseguenze del suo cristiano operare!

7. C'è, nel mondo dello spirito, una vera e reale "forza irresistibile". Chi ha creduto per davvero, non può non parlare delle cose, che tanta gioia gli hanno recata all'anima. Sant'Agostino diceva: "Chi ama veramente non può nascondere il proprio amore".

23 4. Un'altra effusione dello Spirito Santo (4:23-31)

Ai loro;

ai fratelli in fede, in genere. Non si tratta degli apostoli soltanto, come qualcuno intende; e il luogo ove si recarono potrebbe benissimo essere stato la casa di Maria, madre di Marco Atti 12:12.

I principali sacerdoti sono quelli, che aveano in passato occupata la carica di sommo sacerdote, e che ora, benchè non fossero che dei semplici sacerdoti perché il sommo era, come abbiam visto, Caiafa, pur godevano di grande considerazione; e fra il comune dei sacerdoti, erano considerati i principali. L'ombra della passata autorità si proiettava ancora sulla loro presente condizione.

24 Ed essi alzarono... la voce a Dio e dissero

È la prima preghiera della Chiesa che noi conosciamo; ed ella merita tutta la nostra considerazione da un duplice punto di vista: dal punto di vista della forma, e da quello della sostanza. Della forma, dico. In qual modo alzarono essi tutti insieme, unanimemente, la voce a Dio? Il Bengel, ed altri con lui, pensano che Pietro pronunciasse le parole, e che l'assemblea le ripetesse. Il Baumgarten opina invece che tutta l'assemblea cantò prima il Salmo 2; e che Pietro poi l'applicò al caso presente con le parole ricordate da Luca. Il Meyer crede che si trattasse addirittura di una vera e propria preghiera liturgica, ripetuta assieme da tutti. I più dicono invece così: - "Pietro pronunciò la preghiera; e tutti i presenti s'unirono a lui; ora, tacitamente, in ispirito; ora, ad alta voce, quando Pietro citava le parole del Salmista. Io credo che abbiamo qui l'esempio più antico di quelle melodie sacre, che erano degli inni di rendimento di grazie e delle preci ad un tempo, le quali la Chiesa primitiva, composta di cristiani convertiti dal giudaismo, aveva eredate dalla Sinagoga. A chi sia vago di studiare questo soggetto più a fondo e voglia avere un'idea di quello che si è già scoperto e di quello che rimanga ancora a scoprirsi in questa regione così poco esplorata di cose antiche, io raccomando il libro del Prof. Federico Consolo: Cenni sull'origine e sul progresso della Musica liturgica (Firenze, Successori Le Monnier 1897). Tanto, per la forma. Quanto alla sostanza della preghiera, eccola tutta qui in questi tre punti:

1) la morte di Cristo è il compimento d'una profezia;

2) la morte di Cristo è la prova che il mondo è nemico di Dio;

3) la forza dei testimoni di Cristo è in quel soccorso spirituale, che Dio non nega a chi glielo chiede con sincerità e fervore.

Signore:

La parola originale qui è δεσποτα, despota, assoluto padrone. È parola che implica l'idea di autorità suprema, di potere assoluto. Non è modo frequente d'invocazione a Dio, nel N. T. 2Pietro 2:1, Giuda 4; Apocalisse 6:10. Che cotesto modo sia usato in questa circostanza non deve recar meraviglia a chi rifletta che erano le autorità del tempio che si erano scatenate contro la Chiesa. A proteggerla dalle ire di coteste autorità molto relative, la Chiesa invoca l'autorità assoluta di Dio.

25 Per la bocca di Davide.

Il Salmo 2, da cui è tratta la citazione, nell'originale è anonimo; ma qui è attribuito a Davide, perché allora (come fa anche oggi), l'uso comune e popolare attribuiva a cotesto re tutti quanti i Salmi.

Cose vane:

vani progetti.

26 Sono compariti:

sono insorti.

I principi:

meglio qui: i magistrati. Io credo che l' επι το αυτο debba esser tradotto così: e i magistrati si sono nel medesimo luogo stretti in lega (o raunati) contro al Signore ed al suo Cristo. E quest'idea del medesimo luogo era importante qui per gli apostoli; tant'è vero che al verso. 27 essi la spiegano e l'applicano con quell'in questa città, che i copisti e gli editori hanno poi a torto cancellato.

Contro il suo Cristo.

Contro il suo Unto. La parola del testo ebraico è Messia, che significa: Unto; la parola greca, che traduce L'ebraico Messia, è, Cristo. Un'idea è qui da tesoreggiare: opporsi al Messia, al Cristo, all'Unto di Dio, è lo stesso che opporsi a Dio. (Confr. Matteo 10:40; Giovanni 12:44-45; Luca 10:16). È necessario qui di mantenere non tradotta la parola Messia dell'ebraico e Cristo del greco e dire al suo Unto perché risulti l'enfasi voluta nella frase che Pietro usa nell'applicazione del Salmo (verso. 27... il quale tu hai unto...).

27 Al tuo santo Figliuolo.

Anche qui invece di Figliuolo (come in Atti 3:13,26) traduciamo Servitore.

Si sono raunati.

I codici migliori (A. B. D. E.) aggiungono: in questa città... ecc. L'apostolo applica il Salmo

1) Le genti o "i gentili", i soldati romani;

2) I popoli, i vari popoli dei Giudei;

3) I re della terra, Erode, Ponzio Pilato;

4) I principi, o meglio i magistrati (di cui Pietro non dà l'applicazione) sono i membri del Sinedrio.

Erode è Erode Antipa, uno dei figli di Erode il Grande. E l'Erode che uccise il Battista, che minacciò, schernì e consegnò Gesù a Ponzio Pilato Marco 6:14-29, 3:6; Luca 13:31; 23:6-11. Erode fu deposto e cacciato il 40 (D. C.)

Ponzio Pilato fu il sesto dei procuratori romani della Giudea e della Samaria. Ebbe il potere da Tiberio per influenza di Seiano. Salì al potere nel 26 e lo tenne fino al 36. Fu uomo rapace e crudele Luca 13:1-2.

30 Per lo nome del tuo Santo Figliuolo;

anche qui traduciamo: Per lo nome del tuo santo Servitore Gesù (Cfr. Atti 3:13, 26; 4:27).

31 E dopo che ebbero orato...

L'ultimo inciso del vers. 31: e parlavano la parola di Dio con franchezza debbono, a parer mio cominciare il vers. 32. Il testo ha un cangiamento di tempo, che va notato. Egli lascia il passato e torna all'imperfetto, ciò vuol dire ch'ei rientra in quelle generalità, che da per tutto gli servono di transizione fra un incidente e l'altro. II mio parere è basato sull'autorità del Reuss. È una seconda Pentecoste: ecco lo scotìo miracoloso dell'edificio, che è la manifestazione fisica della presenza di Dio Atti 2:2; 16:26; ecco la effusione dello Spirito Santo, che è la manifestazione dell'azione dello Spirito di Dio sugli spiriti dei credenti (alla Pentecoste, "il parlare in altre lingue"; qui, "il parlare con franchezza la parola di Dio). L'idea comune secondo la quale la effusione dello Spirito Santo del giorno di Pentecoste sarebbe stata la sola di quel genere, è idea dimostrata erronea dai fatti. (Cfr. Atti 8:17-18; 10:44,46).

Riflessioni

Quattro cose importanti dobbiamo considerare in questa preghiera, che è la prima preghiera della Chiesa cristiana che ci sia nota: l'occasione della preghiera; lo spirito, che la dettò; il suo contenuto; la risposta, che ebbe da Dio.

1. L'occasione. Questa preghiera nacque in tempo di afflizione e di pericolo; fu dunque, com'è stata ben definita, "un bel fiore nato appiè della croce".

2. Lo spirito che la dettò, è il puro e santo spirito di Cristo. In tutta la preghiera non c'è traccia né di desiderio di vendetta, né di zelo carnale, né di brama di veder confusi e distrutti i nemici. Per quanto ardente sia lo zelo che anima questi cristiani per la gran causa di Dio, tutto quello che questi credenti da Lui domandano si è, ch'Egli "riguardi alle loro minacce, e dia loro di parlar la sua parola con ogni franchezza". Questi apostoli e questi cristiani non sono animati dallo spirito d'Elia 1Re 18:40, ma dallo spirito di Cristo. Essi amano d'un fervido amore le anime, che possono esser salvate mediante la parola e l'opera dell'Evangelo; e sanno che quando Cristo sia predicato liberamente e con potenza, il suo trionfo è sicuro.

3. Il contenuto della preghiera, ossia le cose per cui essi pregano, sono tutte riassunte in queste tre:

a) coraggio di poter testimoniare del loro Signore;

b) nuove, guarigioni, fisiche e morali:

c) che Dio, il Creatore di tutte le cose li appoggi, manifestando la sua presenza.

4. La risposta a questa preghiera è pur degna di nota. Offerta in nome e nello spirito di Cristo, ella non poteva non essere esaudita Giovanni 15:7. E l'esaudimento è immediato, e supera di gran lunga quello che l'assemblea aveva chiesto e s'aspettava Efesini 3:20.

Sono queste le preghiere che elevano lo spirito, che fortificano e santificano l'anima, e che preparano i credenti a compiere cose grandi nel mondo.

32 5. La carità della Chiesa e l'ipocrisia di Anania e Saffira (Atti 4:32-5:11)

Aveva uno stesso cuore ed una stessa anima.

Erano un cuore ed un'anima sola, dice letteralmente il testo, a descrivere in un modo scultorio lo spirito fraterno dei primi cristiani.

Niuno diceva alcuna cosa di ciò ch'egli aveva esser sua.

Si parla degli abbienti; di quelli che possedevano qualcosa. Essi sentivano che tutto quello che avevano apparteneva non a loro esclusivamente, ma anche ai loro fratelli più poveri; e questo sentimento nasceva in loro dal fatto, di cui aveano piena coscienza, che di tutto quello che avevano e di tutto quello che li rendea così felici pel tempo e così sicuri per l'eternità, erano debitori a Dio ed a Cristo. Notisi bene: non era il povero che diceva al ricco: "quello che è tuo è mio!" era il ricco che diceva al povero, in uno slancio d'amor fraterno: "quello che è mio è tuo!"

Tutte le cose erano loro comuni.

Non bisogna leggere questa frase, come molti fanno, staccata dal contesto. Questo comunismo non era determinato da alcuna legge relativa alla divisione della proprietà, che la Chiesa avesse promulgata; ma era il risultato di quell'amor fraterno, per il quale i ricchi amavano sul serio, per davvero, i poveri, "come sè stessi" Matteo 22:39.

33 Rendean testimonianza.

La predicazione cristiana è spesso nel Nuovo Testamento chiamata una testimonianza; e tale ella dev'essere realmente: un attestare dinnanzi agli altri quello che della grandezza e della potenza delle verità cristiane sappiamo, abbiamo veduto nel corso della nostra vita, ed abbiamo toccato con le mani della nostra esperienza morale Giovanni 3:11; 1Giovanni 1:1-3.

Della risurrezione del Signor Gesù.

L'oggetto della testimonianza apostolica si riassume tutto nel fatto della risurrezione di Gesù, che è la base del cristianesimo 1Corinzi 15:14-19.

E gran grazia...

Non si tratta qui come in 47, del favor popolare; qui si tratta della grazia divina. La comunità cristiana si trovava in ogni senso prospera, ed aveva in cotesta prosperità un segno evidente della grazia di Dio.

35 Ai piedi degli apostoli.

Erano gli apostoli che distribuivano i soccorsi. Di questo incarico, più tardi, come vedremo, si esonereranno quando sarà istituita la diaconia Atti 6:2.

Secondo che egli aveva bisogno.

Allora, come del resto anche ai dì nostri, un giudeo che si convertiva al cristianesimo, perdeva ogni cosa Giovanni 9:22.

36 Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba (il che interpretato vuol dire: Figliuol di consolazione)

In ebraico, il termine figlio serve a significare gli attributi d'un soggetto, e soprattutto delle qualità morali. Figliuol di consolazione, o qui, meglio, di predicazione o di esortazione, vale colui al quale si riconosce un dono speciale di esortare o di predicare in pubblica adunanza. Barnaba occupa, nella storia apostolica, un posto importante. Ecco riassunta in breve dal Prof. Lindsay la sua biografia. Era nipote di Maria o Miriam, madre di Giovanni Marco Colossesi 4:9; Atti 12:12. Fu lui che presentò Saulo, convertito, agli apostoli, in Gerusalemme Atti 9:27; e questo è riferito in modo da lasciar supporre che ci fosse fra i due una qualche precedente conoscenza. V'ha chi osserva che la colonia giudaica di Cipro, alla quale Barnaba apparteneva, aveva intime relazioni coi giudei di Cilicia e di Tarso; onde chi sa che Barnaba non fosse stato mandato a scuola nella città che aveva dato i natali a Saulo. Egli seppe fin da principio acquistarsi una influente posizione nella chiesa in Gerusalemme. Quando i fedeli ciprioti e cirenei, fuggiti da Gerusalemme in seguito alla persecuzione che tenne dietro alla morte di Stefano, raccolsero dei convertiti fra i gentili d'Antiochia, Barnaba fu mandato a fare un'inchiesta Atti 11:19-26. Andò a Tarso e ne ricondusse Saulo a lavorar seco in Antiochia Atti 11:25-26: insieme con Saulo portò le contribuzioni dei cristiani antiocheni alla Chiesa di Gerusalemme colpita dalla fame Atti 11:28-30. Con Saulo ebbe lo speciale incarico di occuparsi dell'opera fra i pagani Atti 13:2; accompagnò Saulo nel primo viaggio missionario Atti 13-14 e con lui perorò la causa dei pagani alla conferenza di Gerusalemme Atti 15. Si separò da Paolo o Saulo al principio del terzo viaggio missionario e con Marco se ne andò a Cipro, sua isola nativa. La Scrittura non dice più nulla del rimanente della vita di lui. S'inferisce solo da 1Corinzi 9:5-6, ch'ei dovesse essere ammogliato. La tradizione dice ch'ei fu uno dei settanta Luca 10:1-24; che predicò a Milano ed a Roma, e che fu l'autore della così detta Epistola stola di Barnaba.

Levita.

Discendente da Levi, non da Aaron. I leviti nel giudaismo dei tempi del Nuovo Testamento erano tenuti in secondaria considerazione. Se mai venivano chiamati a qualche servizio nel Tempio, cotesto servizio non era che un servizio di polizia.

Cipriota.

Cipro, dai tempi dei Maccabei 1Maccabei 15:23, aveva una larga colonia di giudei Atti 11:19; 13:4; 15:39.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Atti 4

1 Capitolo 4

Pietro e Giovanni imprigionati At 4:1-4

Gli apostoli testimoniano con coraggio il Cristo At 4:5-14

Pietro e Giovanni rifiutano di essere messi a tacere At 4:15-22

I credenti si uniscono nella preghiera e nella lode At 4:23-31

La santa carità dei cristiani At 4:32-37

Versetti 1-4

Gli apostoli hanno predicato attraverso Gesù la risurrezione dai morti. Essa comprende tutta la felicità dello stato futuro; questa l'hanno predicata attraverso Gesù Cristo, per averla solo attraverso di lui. Miserabile è il loro caso, per il quale la gloria del regno di Cristo è un dolore; poiché la gloria di quel regno è eterna, anche il loro dolore sarà eterno. Gli innocui e utili servitori di Cristo, come gli apostoli, sono stati spesso tormentati per la loro opera di fede e il loro lavoro d'amore, quando gli uomini malvagi sono fuggiti. E ancora oggi non mancano casi in cui la lettura delle Scritture, la preghiera sociale e la conversazione religiosa incontrano disapprovazioni e controlli. Ma se obbediamo ai precetti di Cristo, egli ci sosterrà.

5 Versetti 5-14

Pietro, essendo pieno di Spirito Santo, voleva che tutti capissero che il miracolo era stato compiuto dal nome o dalla potenza di Gesù di Nazaret, il Messia, che essi avevano crocifisso; e questo confermava la loro testimonianza della sua risurrezione dai morti, che provava che egli era il Messia. Questi governanti dovevano essere salvati da quel Gesù che avevano crocifisso, oppure dovevano perire per sempre. Il nome di Gesù è dato agli uomini di ogni epoca e nazione, come il solo che salva i credenti dall'ira futura. Ma quando la cupidigia, l'orgoglio o qualsiasi altra passione corrotta regnano all'interno, gli uomini chiudono gli occhi e il cuore inimicandosi la luce, considerando tutti come ignoranti e sprovveduti, che non vogliono sapere nulla in confronto a Cristo crocifisso. I seguaci di Cristo dovrebbero agire in modo che tutti coloro che conversano con loro prendano coscienza di essere stati con Gesù. Questo li rende santi, celesti, spirituali e allegri, e li eleva al di sopra di questo mondo.

15 Versetti 15-22

Tutti i governanti si preoccupano che la dottrina di Cristo non si diffonda tra il popolo, ma non possono dire che sia falsa o pericolosa, o che abbia una qualche tendenza negativa; e si vergognano di ammettere la vera ragione: che essa testimonia contro la loro ipocrisia, malvagità e tirannia. Chi sa dare il giusto valore alle promesse di Cristo, sa anche disprezzare le minacce del mondo. Gli apostoli guardano con preoccupazione alle anime in via di estinzione e sanno che non possono sfuggire alla rovina eterna se non grazie a Gesù Cristo, perciò sono fedeli nell'ammonire e nell'indicare la retta via. Nessuno godrà della pace mentale, né agirà rettamente, finché non avrà imparato a guidare la propria condotta secondo lo standard fisso della verità, e non secondo le mutevoli opinioni e fantasie degli uomini. In particolare, guardatevi dal vano tentativo di servire due padroni, Dio e il mondo; il risultato sarà che non riuscirete a servire pienamente nessuno dei due.

23 Versetti 23-31

I seguaci di Cristo stanno meglio in compagnia, purché sia la loro compagnia. I servitori di Dio sono incoraggiati, sia nel lavoro che nella sofferenza, dal fatto che servono il Dio che ha fatto tutte le cose e che quindi dispone di tutti gli eventi; e le Scritture devono essere adempiute. Gesù è stato unto per essere un Salvatore, quindi è stato deciso che dovesse essere un sacrificio, per espiare il peccato. Ma il peccato non è meno malvagio perché Dio ne trae un bene. In tempi minacciosi, la nostra preoccupazione non dovrebbe essere tanto quella di evitare i problemi, quanto quella di andare avanti con allegria e coraggio nel nostro lavoro e nel nostro dovere. Non si prega: "Signore, lascia che ci allontaniamo dal nostro lavoro, ora che è diventato pericoloso", ma: "Signore, dacci la grazia di andare avanti con fermezza nel nostro lavoro e di non temere la faccia dell'uomo". Coloro che desiderano l'aiuto e l'incoraggiamento divino, possono contare di ottenerli e devono andare avanti, nella forza del Signore Dio. Dio diede un segno di accettazione delle loro preghiere. Il luogo fu scosso, affinché la loro fede fosse consolidata e incrollabile. Dio diede loro maggiori gradi del suo Spirito e tutti furono riempiti più che mai di Spirito Santo, grazie al quale non solo furono incoraggiati, ma furono anche in grado di pronunciare la parola di Dio con audacia. Quando si accorgono che il Signore Dio li aiuta con il suo Spirito, sanno che non saranno confusi, Is 17.

32 Versetti 32-37

I discepoli si amavano l'un l'altro. Questo fu il frutto benedetto del precetto di Cristo in punto di morte ai suoi discepoli e della sua preghiera in punto di morte per loro. Così fu allora e così sarà di nuovo, quando lo Spirito sarà riversato su di noi dall'alto. La dottrina predicata era la risurrezione di Cristo; un fatto che, debitamente spiegato, costituiva una sintesi di tutti i doveri, i privilegi e le comodità dei cristiani. C'erano evidenti frutti della grazia di Cristo in tutto ciò che dicevano e facevano. Erano morti a questo mondo. Questa era una grande prova della grazia di Dio in loro. Non toglievano i beni altrui, ma ne erano indifferenti. Non li chiamavano propri, perché, per affetto, avevano abbandonato tutto per Cristo e si aspettavano di essere spogliati di tutto per essergli fedeli. Non c'è da meravigliarsi che fossero di un cuore solo e di un'anima sola, quando erano così liberi dalle ricchezze di questo mondo. In effetti, avevano tutte le cose in comune: non c'era nessuno tra loro che mancasse, e si provvedeva a rifornirli. Il denaro fu deposto ai piedi degli apostoli. Nella distribuzione della carità pubblica si deve fare molta attenzione che venga data a coloro che hanno bisogno, a coloro che non sono in grado di procurarsi da soli il sostentamento; si deve provvedere a coloro che sono ridotti al bisogno per il bene e per la testimonianza di una buona coscienza. Qui viene menzionato uno in particolare, notevole per questa generosa carità: si tratta di Barnaba. Essendo destinato a essere un predicatore del Vangelo, si era distaccato dagli affari di questa vita. Quando queste disposizioni prevalgono e vengono esercitate secondo le circostanze del tempo, la testimonianza avrà un grande potere sugli altri.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Atti 4

1 I sacerdoti - È probabile che questi sacerdoti facessero parte del Sinedrio, o Gran Consiglio della nazione. È evidente che rivendicavano una qualche autorità per impedire la predicazione degli apostoli.

Il capitano del tempio - Cfr Matteo 26:47; Luca 22:4 nota. Costui era il comandante della guardia stazionato principalmente nella torre Antonia, specialmente durante le grandi feste; ed era suo dovere mantenere l'ordine e prevenire ogni tumulto. Venne in questo momento per impedire un tumulto o sopprimere una sommossa, poiché si supponeva che l'insegnamento degli apostoli e la folla radunata dalla guarigione dello zoppo avrebbero portato a un tumulto.

E i sadducei - Vedi le note su Matteo 3:7. Una delle dottrine che sostenevano i sadducei era che non c'era la risurrezione dei morti. Perciò erano particolarmente contrari alla predicazione degli apostoli, perché davano prova così chiara che Gesù era risorto, e così diffondevano tra il popolo la dottrina della risurrezione.

Sono venuti su di loro - Questa espressione implica che sono venuti in modo improvviso e violento. Vedi Luca 20:1.

2 Essere addolorati - La parola così tradotta ricorre solo in un altro luogo negli Atti degli Apostoli 16:18 del Nuovo Testamento . Implica più del semplice dolore; era un'emozione mista di indignazione e rabbia. Non si addoloravano perché la ritenevano una calamità pubblica, ma perché interferiva con la loro autorità e si opponeva alla loro dottrina.

Significa che è stato doloroso per loro, o che non potevano sopportarlo. Accade spesso che i bigotti, e le persone autorevoli, abbiano questo tipo di dolore, per lo zelo delle persone nel diffondere la verità, minando così la loro influenza e autorità.

Che insegnassero alla gente - Il motivo del loro dolore era tanto il fatto che avrebbero dovuto presumere di istruire la gente quanto la materia che insegnavano loro. Si offendevano che Galilei ignoranti, in nessun modo legati all'ufficio sacerdotale, e da loro non autorizzati, avessero la presunzione di erigersi a maestri religiosi. Rivendicavano il diritto di vigilare sugli interessi del popolo e di dichiarare chi era autorizzato a istruire la nazione.

Non è cosa insolita per gli uomini nelle stazioni ecclesiastiche prendere eccezioni al ministero di coloro che non sono stati commissionati da loro stessi. Tali uomini immaginano facilmente che tutto il potere di istruire gli altri sia depositato nelle loro mani, e si oppongono agli altri semplicemente per il fatto che non hanno derivato la loro autorità da loro. La vera domanda in questo caso era se questi galilei avessero dato prova di essere stati inviati da Dio.

L'operato del miracolo in questo caso avrebbe dovuto essere soddisfacente. Abbiamo anche qui un esempio lampante del fatto che gli uomini possono allontanarsi dall'evidenza, e dai punti più importanti, e fissare la loro attenzione su qualcosa che si oppone ai loro pregiudizi, e che può essere questione di pochissimo momento. Non fu fatta nessuna inchiesta se il miracolo fosse stato realmente compiuto; ma l'unica domanda era se si fossero conformati ai loro punti di vista sulla dottrina e sull'ordine.

E predicava per mezzo di Gesù... - I sadducei sarebbero particolarmente contrari a questo. Negavano la dottrina della risurrezione ed erano turbati dal fatto che gli apostoli ne fornissero una prova così forte come la risurrezione di Gesù. Si percepiva che questa dottrina si stava affermando tra la gente; moltitudini credevano che fosse risorto; e se era stato risuscitato, ne seguiva anche che altri sarebbero risuscitati.

I sadducei, quindi, sentivano che la loro causa era in pericolo e si unirono ai sacerdoti nel tentativo di arrestarne la diffusione tra il popolo. Questo è il racconto della prima opposizione che fu fatta al vangelo predicato dagli apostoli. È degno di nota che suscitò così tanto e così rapidamente l'inimicizia di coloro che erano al potere, e che gli apostoli furono così presto chiamati a mettere alla prova la sincerità del loro attaccamento al loro Maestro.

Coloro che solo pochi giorni prima erano fuggiti all'avvicinarsi del pericolo, erano ora chiamati a incontrare questa opposizione e a mostrare il loro attaccamento a un Redentore risorto; e lo hanno fatto senza restringersi. Hanno mostrato ora che erano davvero i veri amici del Salvatore crocifisso, e questo notevole cambiamento nella loro condotta è una delle tante prove che sono stati influenzati dall'alto.

3 Mettili in attesa - Cioè, li hanno portati in "custodia" o in custodia. Probabilmente li hanno affidati alle cure di una guardia.

Eventide - Sera. Non era conveniente riunire il consiglio di notte. Questo era, inoltre, l'ora della preghiera della sera o del sacrificio, e non era consuetudine radunare il Sinedrio a quell'ora.

4 Tuttavia - Ma; nonostante.

Molti di loro... - Questo è stato uno dei casi, che da allora è stato così spesso ripetuto, in cui si vede che la persecuzione ha la tendenza a estendere e stabilire la fede che è stata progettata per distruggere. Alla fine è diventato un proverbio che "il sangue dei martiri è il seme della chiesa"; e non c'è lezione che gli uomini siano stati così lenti nell'apprendere quanto quella di opporsi e perseguitare gli uomini è il modo stesso di confermarli nelle loro opinioni e di diffondere le loro dottrine.

Qui si supponeva che i discepoli fossero pochi; che erano senza potere, ricchezza e influenza; e che era facile schiacciarli subito. Ma Dio ha fatto della loro persecuzione il mezzo per estendere in maniera significativa le verità del vangelo ei trionfi della sua parola. E così è stato in tutte le epoche, e così sarà sempre.

E il numero... - Sembra probabile che in questo numero di 5.000 fossero comprese le 120 persone menzionate in Atti degli Apostoli 1:15 , e le 3.000 persone che si convertirono il giorno di Pentecoste, Atti degli Apostoli 2:41.

Non sembra probabile che 5.000 sarebbero stati radunati e convertiti nel portico di Salomone Atti degli Apostoli 3:11 in occasione della guarigione dello zoppo. Luca intende senza dubbio dire che, fino a quel momento, il numero delle persone che si erano unite agli apostoli era di circa 5.000.

Su questa supposizione, l'opera della religione deve aver fatto un rapidissimo progresso. Quanto tempo fosse questo dopo il giorno di Pentecoste non è detto, ma è chiaro che non era molto lontano; e l'adesione di quasi duemila al numero dei credenti fu una prova molto impressionante della potenza e della presenza dello Spirito Santo.

Degli uomini - Delle “persone”. La parola "uomini" è spesso usata senza riferimento al sesso, Luca 11:31; Romani 4:8; Romani 11:4.

5 I loro governanti - I governanti degli ebrei; senza dubbio i membri del Sinedrio, o Gran Consiglio della nazione. Confronta Atti degli Apostoli 4:15. Vedi le note su Matteo 2:4; Matteo 5:22. L'espressione dei loro governanti sembra che questo libro sia stato scritto per i Gentili, o Luca avrebbe detto i nostri governanti.

Anziani - Presbiteri, ovvero coloro che venivano scelti tra il popolo per sedere nel Sinedrio. È probabile che i regnanti fossero coloro che ricoprivano anche qualche altra carica, ma erano anche autorizzati a sedere nel Maggior Consiglio.

Scribi - Vedi le note su Matteo 2:4.

E Annas... - Vedi le note su Giovanni 18:13. Non è affatto certo che Anna fosse a quel tempo il sommo sacerdote, ma lo era stato e senza dubbio mantenne il titolo. Era suocero di Caifa, il sommo sacerdote; e da questo fatto, insieme alla sua antica dignità, è menzionato per primo.

Caifa - Genero di Anna, e ora esercita l'ufficio del sommo sacerdote, Giovanni 18:13.

Giovanni, e Alessandro... - Di queste persone non si sa più nulla. È chiaro che erano membri del Gran Consiglio, e la menzione dei loro nomi mostra che gli uomini di maggiore autorità e influenza erano radunati per mettere a tacere gli apostoli. Anna e Caifa si erano preoccupati della condanna di Gesù, e ora avrebbero sentito un interesse speciale nell'arrestare il progresso del Vangelo tra la gente.

Tutto il successo del Vangelo si rifletteva in controluce sulla malvagità dell'atto di condannare il Signore Gesù. E questo fatto può servire, in parte, a spiegare il loro forte desiderio di far tacere gli apostoli.

A Gerusalemme - εἰς eis. Questo era il luogo abituale di riunione del Sinedrio. Ma gli scrittori ebrei (vedi Lightfoot su questo luogo) dicono che 40 anni prima della distruzione della città, a causa del grande aumento della criminalità, ecc., il Sinedrio fu spostato da un luogo all'altro. La dichiarazione di Luca che ora erano riuniti a Gerusalemme, sembra implicare che a volte si incontrassero in altri luoghi.

È probabile che i membri del Sinedrio non fossero in città all'epoca menzionata in Atti degli Apostoli 4:3 , e questo fu il motivo per cui il processo fu rinviato al giorno successivo.

7 In mezzo - Alla presenza del Maggior Consiglio.

Per quale potenza... - Una domanda simile fu posta a Cristo nel tempio, Matteo 21:23.

Con quale nome - Cioè, con l'autorità di chi. È molto probabile che si aspettassero di intimidire gli apostoli con questa domanda. Rivendicavano il diritto di regolare gli affari religiosi della nazione. Avevano un enorme potere con la gente. Presumono che da loro provenga tutto il potere di istruire il popolo; e si aspettavano che gli apostoli sarebbero stati confusi, per aver violato l'uso stabilito della nazione.

Non sembrava loro venire in mente di intraprendere un'indagine sulla questione se questo miracolo riconosciuto non provasse che erano stati inviati da Dio, ma credevano che fossero degli impostori e cercavano di metterli a tacere con l'autorità. È consuetudine tra i nemici della religione tentare di intimidire i suoi amici e, quando la discussione fallisce, tentare di mettere a tacere i cristiani facendo appello alle loro paure.

8 Ripieni di Spirito Santo - Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:4.

Voi governanti... - Pietro si rivolse al Sinedrio con perfetto rispetto. Non ha messo in discussione la loro autorità per proporre questa domanda. Sembrava considerare questa come un'opportunità favorevole per dichiarare la verità e affermare l'evidenza della religione cristiana. In ciò agiva secondo il principio dell'ingiunzione che egli stesso poi diede 1 Pietro 3:15 : «Siate sempre pronti a rispondere con mitezza e timore ad ogni uomo che vi domanda ragione della speranza che è in voi.

“L'innocenza è disposta a essere messa in discussione; e un credente nella verità si rallegrerà di ogni opportunità di affermare l'evidenza di ciò che si crede. È notevole, inoltre, che questo fosse prima del Gran Consiglio della nazione - il corpo che era rivestito della più alta autorità. Pietro non poteva dimenticare che davanti a questo stesso concilio ea quegli stessi uomini il suo Maestro era stato accusato e condannato; né avrebbe potuto dimenticare che nella stessa stanza in cui questo stesso concilio fu convocato per processare il suo Signore, si era ritracciato da un'onesta confessione di attaccamento a lui, e lo rinnegò vergognosamente e profanamente.

Il fatto che potesse ora presentarsi con coraggio davanti a questo stesso tribunale dimostrò un notevole cambiamento nei suoi sentimenti, e fu una prova più chiara e impressionante della genuinità del suo pentimento quando uscì e pianse amaramente. Confronta Luca 22:54. E possiamo notare qui, che una delle prove più chiare della sincerità del pentimento è quando porta a un risultato come questo.

Il cuore di Pietro fu così profondamente colpito dal suo peccato Luca 22:62 , e così genuino era il suo dolore, che senza dubbio ricordò il suo crimine in questa occasione, e il ricordo di esso lo ispirò con audacia. Si può inoltre notare che una prova della genuinità del pentimento è il desiderio di riparare il male che è fatto dal crimine.

Pietro aveva disonorato il suo Maestro e la sua causa alla presenza del gran consiglio della nazione. Nulla, in un'occasione del genere, avrebbe più probabilità di arrecare danno alla causa che uno dei discepoli del Salvatore che lo rinnegasse - uno dei suoi seguaci fosse colpevole di profanità e falsità. Ma qui c'era un'opportunità, almeno in una certa misura, di riparare al male. Davanti allo stesso consiglio, nella stessa città, e in presenza.

delle stesse persone, non è una supposizione innaturale che Pietro si rallegrasse di poter avere l'opportunità di rendere testimonianza alla missione divina del Salvatore che aveva prima negato. Usando il linguaggio consueto del rispetto applicato al Maggior Consiglio, Pietro ci ha anche mostrato che è doveroso manifestare rispetto per l'ufficio e per chi è al potere. La religione ci richiede di rendere questo omaggio e di trattare gli uomini in carica con deferenza, Matteo 22:21; Rm 13:7 ; 1 Pietro 2:13.

9 Se noi questo giorno - Se come è il fatto; o poiché siamo così esaminati.

Esaminato - Interrogato; se lo scopo è avviare un'inchiesta su questo caso, o poiché è lo scopo di avviare tale inchiesta.

La buona azione - L'atto di benevolenza; il beneficio conferito a un infermo. Egli presume che fosse innegabile che l'atto fosse stato compiuto.

All'uomo impotente - A quest'uomo che era infermo o zoppo. L'uomo era allora presente, Atti degli Apostoli 4:10 , Atti degli Apostoli 4:14. Potrebbe essere stato arrestato con gli apostoli; o potrebbe essere stato presente come spettatore; o, come suppone Neander, potrebbe essere stato chiamato a testimoniare.

Con quali mezzi - Questo era il vero punto dell'inchiesta. Il fatto che fosse stato guarito non fu negato. L'unica domanda era se fosse stato fatto dall'autorità e dal potere di Gesù di Nazareth, come dichiarò Pietro, Atti degli Apostoli 3:6 , Atti degli Apostoli 3:16.

10 Sia noto... - Peter avrebbe potuto eludere la domanda, oppure avrebbe potuto ricorrere a molte scuse e sotterfugi (Calvin), se avesse voluto evitare questa inchiesta. Ma era una nobile opportunità per rivendicare l'onore del suo Signore e Maestro. Era una nobile opportunità anche per riparare il male che aveva fatto con la sua colpevole negazione del suo Signore. Sebbene, quindi, questa franca e aperta confessione fosse accompagnata dal pericolo, e sebbene fosse alla presenza dei grandi e dei potenti, tuttavia scelse di affermare pienamente e chiaramente la sua convinzione della verità.

Mai vi fu un caso di maggiore audacia, e mai vi poté essere un'illustrazione più sorprendente dell'adeguatezza del nome che il Signore Gesù gli diede, quello di una roccia, Giovanni 1:42; Matteo 16:17. Il timido, tremante, arrendevole e vacillante Simone; colui che poco prima era terrorizzato da una serva, e che sul lago temeva di affondare, ora si trasforma nel virile, deciso e fermo Cefa, impavido davanti al Gran Consiglio della nazione, e in tono fermo affermando l'autorità di colui che poco prima aveva negato e che avevano appena messo a morte.

Non è possibile spiegare questo cambiamento se non supponendo che questa religione sia vera. Peter non aveva alcun motivo mondano per azionarlo. Non aveva alcuna prospettiva di ricchezza o fama da questo. Perfino le speranze di onore e di privilegio che gli apostoli avevano nutrito prima della morte di Gesù, e che avrebbero dovuto influenzarli allora, furono ora da loro abbandonate. Il loro Maestro era morto e tutte le loro speranze di onore e potere umani erano state sepolte nella sua tomba. Nient'altro che la convinzione della verità avrebbe potuto fare questo cambiamento e trasformare questo timido discepolo in un apostolo audace e intransigente.

Con il nome - Con l'autorità o il potere, Atti degli Apostoli 3:6.

Di Gesù Cristo - L'unione di questi due nomi sarebbe particolarmente offensiva per il Sinedrio. Negavano che Gesù fosse il Cristo, o il Messia; Pietro, usando la parola “Cristo”, affermava di esserlo. Nel linguaggio allora usato, sarebbe: "Nel nome di Gesù, il Messia".

Di Nazareth - Per timore che ci fosse alcun errore sul suo significato, ha specificato che si riferiva al disprezzato Nazareno; a colui che era stato appena messo a morte, come supponevano, coperto d'infamia. I cristiani considerano poco gli epiteti di obbrobrio che possono essere affissi a se stessi o alla loro religione.

Chi avete crocifisso - C'è enfasi in tutte le espressioni che usa Pietro. Aveva prima accusato il popolo del delitto di averlo messo a morte, Atti degli Apostoli 2:23; Atti degli Apostoli 3:14.

Ma ora aveva l'opportunità, contrariamente a ogni aspettativa, di sollevare l'accusa con ancora maggiore forza contro i capi stessi, contro lo stesso consiglio che lo aveva condannato e consegnato a Pilato. Fu una notevole provvidenza che si offrisse così l'opportunità di sollecitare questa accusa alla presenza del Sinedrio e di proclamare loro la necessità del pentimento. Non immaginavano, quando condannarono il Signore Gesù, che questa accusa sarebbe stata sollecitata così presto.

Questo è uno dei casi in cui Dio prende i saggi nella loro stessa astuzia, Giobbe 5:13. Avevano chiamato in giudizio gli apostoli; chiedevano la loro autorità per ciò che avevano fatto; e così avevano subito aperto la via, e li avevano invitati all'accusa grave e solenne che qui Pietro muove contro di loro.

11 Questa è la pietra - Questo passaggio si trova in Salmi 118:22. È citato, inoltre, dal nostro Salvatore come applicabile a se stesso. Vedi le note su Matteo 21:42. Gli antichi ebrei applicavano questo a David. Nel Targum su Salmi 118:22 , questo passaggio è reso, "Il bambino che era tra i figli di Iesse e degno di essere costituito re, i costruttori rigettarono.

Gli scrittori del Nuovo Testamento, invece, lo applicano senza alcun dubbio al Messia. Confronta Isaia 28:16; Romani 9:33; Efesini 2:20. E da questo passaggio possiamo apprendere che Dio annullerà i dispositivi e i piani degli uomini malvagi per realizzare i suoi scopi.

Ciò che la gente disprezza e disprezza, stima di inestimabile valore nel suo regno. Ciò che il grande e il potente disprezzano, egli considera il fondamento stesso e la pietra angolare dell'edificio che intende erigere. Niente è stato più straordinario di questo nella storia dell'uomo; e in niente è più disprezzo gettato sui progetti orgogliosi delle persone, che ciò che hanno rifiutato Dio ha fatto la base stessa dei suoi progetti.

12 Né c'è salvezza - La parola "salvezza" denota correttamente qualsiasi "conservazione" o mantenere qualcosa in uno stato "sicuro"; una preservazione dal male. Significa anche la liberazione da ogni male del corpo o della mente; da dolore, malattia, pericolo, ecc., Atti degli Apostoli 7:25.

Ma è nel Nuovo Testamento applicato in modo particolare all'opera che il Messia è venuto a fare, "per cercare e salvare ciò che era perduto", Luca 19:10. Quest'opera si riferisce principalmente ad una liberazione dell'anima dal peccato Matteo 1:21; Atti degli Apostoli 5:31; Luca 4:18; Romani 8:21; Galati 5:1.

Denota quindi, come conseguenza della libertà dal peccato, la libertà da tutti i mali a cui il peccato espone l'uomo, e il raggiungimento di quella perfetta pace e gioia che sarà conferita ai figli di Dio nei cieli. Le ragioni per cui Pietro introduce questo argomento qui sembrano essere queste:

(1) Stava discutendo sulla liberazione dell'uomo che era stato guarito, la sua salvezza da una lunga e dolorosa calamità. Questa liberazione era stata compiuta dal potere di Gesù. La menzione di ciò suggeriva quella salvezza più grande e più importante dal peccato e dalla morte che era lo scopo del Signore Gesù di effettuare. Come era grazie al suo potere che quest'uomo era stato guarito, così era solo grazie al suo potere che le persone potevano essere salvate dalla morte e dall'inferno. La liberazione da ogni calamità temporale dovrebbe condurre i pensieri a quella più alta redenzione che il Signore Gesù contempla a proposito dell'anima.

(2) Questa è stata un'occasione favorevole per introdurre le dottrine del Vangelo all'attenzione del Gran Consiglio della nazione. L'occasione lo invitava; la menzione di una parte dell'opera di Gesù invitava alla contemplazione di tutta la sua opera. Pietro non avrebbe reso giustizia al carattere e all'opera di Cristo se non avesse introdotto quel grande disegno che aveva in vista di salvare gli uomini dalla morte e dall'inferno.

È probabile, inoltre, che abbia avanzato un sentimento in cui si aspettava che sarebbero stati immediatamente d'accordo, e che si accordava con le loro ben note opinioni, che la salvezza doveva essere ottenuta solo dal Messia. Così, Paolo Atti degli Apostoli 26:22 dice che non insegnò nient'altro che ciò che fu consegnato da Mosè e dai profeti, ecc.

Confronta Atti degli Apostoli 23:6; Atti degli Apostoli 26:6. Gli apostoli non pretendevano di proclamare alcuna dottrina che non fosse stata trasmessa da Mosè e dai profeti e che, di fatto, non facesse parte del credo della nazione ebraica.

In qualsiasi altro - Qualsiasi altra persona. Non intende dire che Dio non è in grado di salvare, ma che la salvezza della famiglia umana è affidata alle mani di Gesù il Messia.

Perché non c'è nessun altro nome - Questa è una spiegazione di ciò che aveva detto nella parte precedente del versetto. La parola "nome" qui è usata per denotare "la persona stessa" (cioè, non c'è nessun altro essere o persona). Come diremmo, non c'è nessuno che può salvare se non Gesù Cristo. La parola "nome" è spesso usata in questo senso. Vedi le note su Atti degli Apostoli 3:6 , Atti degli Apostoli 3:16.

Che non ci sia altro Salvatore, o mediatore tra Dio e l'uomo, è abbondantemente insegnato nel Nuovo Testamento; ed è, infatti, il disegno principale della rivelazione dimostrarlo. Vedi 1 Timoteo 2:5; Atti degli Apostoli 10:43.

Sotto il cielo - Questa espressione non differisce materialmente da quella immediatamente successiva, "tra gli uomini". Sono progettati per esprimere con enfasi il sentimento che la salvezza deve essere ottenuta in "Cristo solo", e non in alcun patriarca, o profeta, o maestro, o re, o in qualsiasi falso Messia.

Dato - In questa parola è implicito che la “salvezza” ha la sua origine in Dio; che un Salvatore per le persone deve essere dato da lui; e che la salvezza non può essere originata da alcun potere tra le persone. Il Signore Gesù è così uniformemente rappresentato come dato o nominato da Dio per questo grande scopo Giovanni 3:16; Giovanni 17:4; 1 Corinzi 3:5; Galati 1:4; Galati 2:20; Efesini 1:22; Efesini 5:25; 1 Timoteo 2:6; Romani 5:15 , Romani 5:21; e quindi, Cristo è chiamato il "dono indicibile" di Dio, 2 Corinzi 9:15.

Per cui dobbiamo essere salvati - Per cui è opportuno, o appropriato δεῖ dei, che dovremmo essere salvati. Non c'è altra via di salvezza che si adatti al grande oggetto contemplato, e perciò, se salvata, deve essere così e mediante questo piano. Gli schemi dei dispositivi delle persone non sono adattati allo scopo e quindi non possono salvare. La dottrina che le persone possono essere salvate solo da Gesù Cristo è abbondantemente insegnata nelle Scritture.

Mostrare il fallimento di tutti gli altri schemi religiosi era il grande disegno della prima parte dell'Epistola ai Romani. Con un ragionamento laborioso Paolo mostra Romani 1 che i Gentili avevano fallito nel loro tentativo di giustificarsi; e in Rom. 2-3 che la stessa cosa era vera anche per gli ebrei. Se entrambi questi schemi fallivano, allora c'era bisogno di qualche altro piano, e quel piano era quello di Gesù Cristo.

Se ci si chiede, allora, se questa affermazione di Pietro sia da intendersi rispetto ai bambini e al pagano, possiamo osservare:

Che il suo progetto fosse principalmente quello di rivolgersi agli ebrei: "Per cui dobbiamo essere salvati". Ma,

La stessa cosa è senza dubbio vera per gli altri. Se, come generalmente credono i cristiani, i bambini vengono salvati, non è assurdo supporre che ciò avvenga grazie ai meriti dell'espiazione.

Se non fosse stato per questo non ci sarebbe stata alcuna promessa di salvezza per nessuno della razza umana. Nessuna offerta è stata fatta se non dal Mediatore; ea lui, senza dubbio, è da attribuire tutta la gloria di suscitare anche quelli nell'infanzia alla vita eterna. Se qualcuno dei pagani deve essere salvato, come suppone la maggior parte dei cristiani, e come sembra in accordo con la misericordia di Dio, non è meno certo che sarà in conseguenza dell'intervento di Cristo.

Coloro che saranno portati in cielo canteranno una canzone Apocalisse 5:9 e saranno preparati per l'unione eterna al servizio di Dio nei cieli. Tuttavia, le Scritture non hanno dichiarato che sarà salvato un gran numero di pagani che non hanno il Vangelo. Il contrario è più che implicito nel Nuovo Testamento, Romani 2:12.

Né la Scrittura ha affermato che tutto il pagano sarà certamente stroncato. È stato scoperto dai missionari tra i pagani che gli individui hanno, in modo notevole; erano convinti della follia dell'idolatria e cercavano una religione migliore; che le loro menti erano in uno stato serio, pensieroso, indagatore; e che abbracciarono subito il Vangelo quando fu loro offerto come esattamente adatto al loro stato d'animo e come rispondente alle loro domande.

Tale è stato ampiamente il caso delle Isole Sandwich; e il seguente esempio si è verificato di recente in questo paese: “Gli indiani Flathead, che vivono a ovest delle Montagne Rocciose, hanno recentemente inviato una delegazione agli insediamenti bianchi per chiedere informazioni sulla Bibbia. La circostanza che ha portato a questo singolare movimento è la seguente: sembra che un uomo bianco (il signor Catlin) sia penetrato nel loro paese e sia stato spettatore di una delle loro cerimonie religiose.

Li informò che il loro modo di adorare l'Essere Supremo era radicalmente sbagliato e che le persone lontane verso il sorgere del sole erano state messe in possesso del vero modo di adorare il Grande Spirito. Ricevute queste informazioni, hanno chiamato un consiglio nazionale per prendere in considerazione questo argomento. Alcuni hanno detto, se questo è vero, è certamente giunto il momento di metterci in possesso di questa modalità. Di conseguenza incaricarono quattro dei capi di recarsi da Louis per vedere il loro grande padre, il generale Clark, per chiedergli la verità su questa faccenda.

Furono ricevuti cordialmente dal generale, che diede loro una succinta storia della rivelazione, e le necessarie istruzioni relative alla loro importante missione. Due di loro affondarono sotto le dure fatiche di un viaggio di 3.000 miglia. Gli altri due, dopo aver acquisito la conoscenza che potevano della Bibbia, delle sue istituzioni e dei suoi precetti, tornarono, per riportare quei pochi raggi di luce divina ai loro ottenebrati concittadini.

Non possiamo dire in che modo le loro menti furono portate a questo stato, o come questa preparazione al Vangelo fosse connessa con l'azione e i meriti di Cristo forse non possiamo capire; ma sappiamo che gli affari di questo mondo intero sono posti sotto il controllo di Cristo Giovanni 17:2; Efesini 1:21 , e che le disposizioni degli eventi per cui tali persone sono state portate a questo stato d'animo sono nelle sue mani. Si può qui fare un'altra osservazione. È che spesso accade che le benedizioni giungano su di noi da benefattori che non vediamo e da fonti che non possiamo rintracciare.

Su questo principio riceviamo molte delle misericordie della vita; e da tutto ciò che appare, in questo modo possono essere conferite al mondo molte benedizioni di salvezza, e forse molti pagani possono essere salvati. Tuttavia, questo punto di vista non interferisce con il comando di Cristo di predicare il Vangelo, Marco 16:15. La grande massa dei pagani non è in questo stato; ma il fatto qui segnalato, per quanto riguarda, è un incoraggiamento a predicare il vangelo al mondo intero.

Se Cristo prepara così la via; se si adatta ampiamente alle menti del pagano per la ricezione del vangelo; se mostra loro la malvagità e la follia del proprio sistema, e li porta a desiderarne uno migliore, allora questo dovrebbe operare non per produrre indolenza, ma attività, zelo e incoraggiamento a entrare nel campo bianco per la mietitura, e a fatica affinché tutti coloro che cercano la verità e sono preparati ad abbracciare il Vangelo possano essere portati alla luce del Sole di giustizia.

13 Audacia - Questa parola denota correttamente "apertura" o "fiducia nel parlare". Si oppone all'“esitazione” e all'“equivoco” nel dichiarare i nostri sentimenti. Qui significa che, nonostante il pericolo e l'opposizione, hanno confessato le loro dottrine senza alcun tentativo di nasconderle o mascherarle.

Pietro e Giovanni - Solo loro si erano occupati della guarigione dello zoppo, Atti degli Apostoli 3:1.

E percepito - Quando sapevano che erano disimparati. Questo potrebbe essere stato accertato o dal rapporto o dal modo in cui parlano.

Incolto - Questa parola denota propriamente "coloro che non conoscevano le lettere, o che non avevano avuto il beneficio di un'istruzione".

Uomini ignoranti - ἰδιῶται idiōtai. Questa parola propriamente denota «coloro che vivono nel privato, in contrapposizione a coloro che sono impegnati nella vita pubblica o nell'ufficio». Poiché comunemente si ritiene che questa classe di persone sia anche meno istruita, dotata di talento e raffinata rispetto a quelle in carica, viene a denotare "coloro che sono maleducati e analfabeti.

” L'idea che si intende trasmettere qui è che questi uomini non avevano avuto opportunità di istruzione (cfr. Matteo 4:18 ) e non erano stati abituati a parlare in pubblico, e quindi furono sorpresi della loro audacia. Questo stesso carattere è uniformemente attribuito ai primi predicatori del cristianesimo. Confronta 1 Corinzi 1:27; Matteo 11:25.

I Galilei erano considerati dagli ebrei particolarmente rozzi e incolti, Matteo 26:73; Marco 14:17.

Si meravigliavano - Si meravigliavano che uomini che non erano stati educati nelle scuole dei rabbini, e abituati a parlare in pubblico, dichiarassero i loro sentimenti con tanta audacia.

E hanno preso conoscenza - Questa espressione significa semplicemente che Riley sapeva, o che hanno ottenuto la prova che erano stati con Gesù. Non è detto in che modo abbiano ottenuto questa prova, ma il collegamento ci porta a supporre che sia stato per il miracolo che avevano compiuto, per la loro ferma e audace dichiarazione delle dottrine di Gesù, e forse per l'irresistibile convinzione che nessuno avrebbe sii così audace chi non era stato personalmente con lui, e chi non aveva la più ferma convinzione che fosse il Messia.

Non erano stati formati nelle loro scuole, e la loro audacia non poteva essere attribuita alle arti della retorica, ma era l'esibizione nativa, ingenua e virile di una profonda convinzione della verità di ciò che dicevano, e quella convinzione avrebbe potuto essere ottenuto solo dal loro essere stati con lui, ed essendo stati soddisfatti che era il Messia. Tale convinzione ha nella predicazione molto più valore di tutti i meri insegnamenti delle scuole; e senza tale convinzione, ogni predicazione sarà frigida, ipocrita e inutile.

Era stato con Gesù - Era stato suoi seguaci, e aveva assistito personalmente alleato nel suo ministero. Dichiararono di averlo visto, di essere stati con lui, di averlo sentito ed erano convinti che fosse il Messia. Potremmo imparare qui:

(1) Che se gli uomini desiderano avere successo nella predicazione, ciò deve essere basato sulla convinzione profonda e completa della verità di ciò che consegnano.

(2) Coloro che predicano dovrebbero dare prova di conoscere il Signore Gesù Cristo; che hanno assorbito il suo spirito, meditato sulle sue istruzioni, studiato le prove della sua missione divina e sono completamente convinti che provenisse da Dio.

(3) L'audacia e il successo nel ministero, così come in ogni altra cosa, dipenderanno molto più dalla convinzione onesta, genuina e completa della verità che dalle doti di talento e cultura, e dalle arti e dall'abilità dell'eloquenza. Nessun uomo dovrebbe tentare di predicare senza una tale completa convinzione della verità; e nessuno che lo possiede predicherà invano.

(4) Dio spesso impiega gli ignoranti e gli ignoranti per confondere i saggi, 1 Corinzi 1:27. Ma non è per la loro ignoranza. Non è stata l'ignoranza di Pietro e Giovanni a convincere il Sinedrio. È stato fatto nonostante la loro ignoranza. Era la loro audacia e la loro onesta convinzione della verità. D'altronde, benché non appresi nelle scuole dei giudei, erano stati per tre anni sotto una formazione ben più importante, sotto la direzione personale di Cristo stesso; Io e ora sono stati direttamente dotati dallo Spirito Santo del potere di parlare in lingue.

Sebbene non fossero insegnati nelle scuole, tuttavia c'era un senso importante in cui non erano uomini ignoranti e ignoranti. Il loro esempio non dovrebbe, quindi, essere invocato a favore di un ministero incolto. Cristo stesso ha espresso la sua opposizione a un ministero incolto insegnando loro lui stesso, e poi conferendo loro doti miracolose che nessuna cultura al momento può fornire. Si può notare, inoltre, che nell'unica scelta che fece di un apostolo dopo la sua ascensione al cielo, quando arrivò a sceglierne uno che non era stato sotto il suo insegnamento personale, scelse un uomo istruito, l'apostolo Paolo, e manifestò così il suo proposito che ci fosse addestramento o istruzione in coloro che sono investiti del sacro ufficio.

(5) Tuttavia, nel caso in esame c'è una prova lampante della verità e del potere della religione. Questi uomini non avevano acquistato la loro audacia nelle scuole; non erano addestrati alla discussione tra gli ebrei; non li incontrarono con astuti sofismi; ma arrivarono con l'onesta convinzione che ciò che dicevano fosse vero. Sono stati ingannati? Non erano competenti per testimoniare? Avevano qualche motivo per tentare di spalmare una menzogna sulle persone? L'infedeltà deve rispondere a molte domande come queste prima che gli apostoli possano essere condannati per impostura.

14 Non potevano dire nulla... - La presenza dell'uomo guarito era un fatto incontestabile a riprova della verità di quanto asserivano gli apostoli. Il miracolo fu così pubblico, chiaro e decisivo; l'uomo che fu guarito era così ben noto, che non c'era evasione o sotterfugio con cui potevano sfuggire alla conclusione a cui li conducevano gli apostoli. L'essere presente in questa occasione mostrava non poca gratitudine nell'uomo guarito, e mostrava che era profondamente interessato a ciò che accadde ai suoi benefattori.

I miracoli di Gesù e dei suoi apostoli erano tali che non potevano essere negati, e quindi gli ebrei non tentarono di negare di averli compiuti. Confronta Matteo 12:24; Giovanni 11:45; Atti degli Apostoli 19:36.

15 Cosa faremo a questi uomini? - Lo scopo che avevano in vista era evidentemente quello di impedire la loro predicazione. Il miracolo fu compiuto e la gente credette che fosse stato compiuto. Questo non potevano aspettarsi di poter negare con successo. Il loro unico scopo, quindi, era impedire agli apostoli di fare l'uso che pensavano avrebbero fatto per convincere la gente che Gesù era il Messia.

La domanda era, in che modo avrebbero dovuto impedirlo; sia mettendoli a morte, imprigionandoli o flagellandoli; o semplicemente esercitando l'autorità di furto e vietandoli. Dal primo furono senza dubbio trattenuti dalla paura della moltitudine; e quindi adottarono quest'ultimo, e sembravano supporre che il semplice esercizio della loro autorità sarebbe stato sufficiente per distoglierli da ciò in futuro.

Il Concilio - Greco: Il “Sinedrio”. Questo corpo era composto da 71 o 72 persone, ed era incaricato dei principali affari della nazione. Era un corpo di vasta influenza e potere, e quindi supponevano che il loro comando potesse essere sufficiente a trattenere i galilei ignoranti dal parlare. Davanti a questo stesso corpo, e probabilmente agli stessi uomini, fu Matteo 26:59 nostro Salvatore, e da loro condannato prima di essere consegnato al governatore romano, Matteo 26:59 , ecc.

E davanti a questo stesso corpo, e alla presenza degli stessi uomini, Pietro aveva poco prima rinnegato il suo Signore, Matteo 26:70 , ecc. Il fatto che i discepoli fossero fuggiti in un'occasione precedente, e che Pietro avesse rinnegato il suo Salvatore, possono odiare operato per indurli a credere che sarebbero stati terrorizzati dalle loro minacce e dissuasi dal predicare pubblicamente nel nome di Gesù.

Un miracolo notevole - Un miracolo noto e innegabile.

Che si diffonda - Che la sua conoscenza non si diffonda ulteriormente tra di loro.

Minacciamoli strettamente - Greco: "Minacciamoli con una minaccia". Questo è un "ebraismo" che esprime intensità, certezza, ecc. La minaccia era un comando Atti degli Apostoli 4:18 non insegnare, implicando il loro dispiacere se lo avessero fatto. Questa minaccia, tuttavia, non fu efficace.

Nella successiva occasione, avvenuta subito dopo Atti degli Apostoli 5:40 , aggiunsero alle loro minacce di percosse per dissuaderli dal predicare nel nome di Gesù.

19 Che sia giusto... - Gli apostoli non hanno perso nulla della loro audacia quando sono stati minacciati. Si appellarono apertamente ai loro giudici se il loro comando potesse essere giusto. E nel fare questo, hanno espresso la loro piena convinzione della verità di ciò che avevano detto, e il loro proposito deliberato di non considerare il loro comando, ma ancora di proclamare alla gente la verità che Gesù era il Messia.

Al cospetto di Dio - Cioè, se Dio lo giudicherà giusto. La grande domanda era come Dio l'avrebbe considerata. Se lo disapprovava, era sbagliato. Non era solo una questione relativa alla loro reputazione, sicurezza o vita; era una questione di coscienza davanti a Dio. Abbiamo qui un esempio lampante del principio in base al quale agiscono i cristiani. Significa mettere da parte la loro sicurezza, reputazione e vita e mettere alla prova tutto se piacerà a Dio. Se lo farà, è giusto; se non lo fa, è sbagliato.

Ascoltare - "ascoltare" e "ascoltare" sono spesso usati per indicare "obbedire", Giovanni 5:24; Giovanni 8:47 , ecc.

Giudicate voi - Questo era un appello a loro direttamente come giudici e come uomini. E si può presumere che si trattasse di un appello al quale non potevano resistere. Il Sinedrio riconosceva di essere stato nominato da Dio e di non avere alcuna autorità che non fosse derivata dalla sua nomina. Naturalmente, Dio potrebbe modificare, sostituire o revocare la loro autorità; e il principio astratto che era meglio obbedire a Dio che all'uomo non potevano mettere in discussione.

L'unica indagine era se avessero prove che Dio avesse emesso qualche comando nel caso. Di ciò gli apostoli erano soddisfatti, e i governanti non potevano negare. Si può notare che questo è uno dei primi e più arditi appelli registrati a favore del diritto di giudizio privato e della libertà di coscienza. Quella libertà era supposta in tutta la religione ebraica. Si ammetteva che l'autorità di Dio in tutte le questioni fosse superiore a quella dell'uomo.

E lo stesso spirito si manifestò così presto nella chiesa cristiana contro ogni dominio sulla coscienza, e in favore del diritto di seguire i dettami della coscienza e della volontà di Dio. Come mero fatto storico, quindi, è interessante contemplare questo, e ancor più interessante nei suoi importanti rapporti con la libertà umana e la felicità umana. La dottrina è ancora più esplicitamente affermata in Atti degli Apostoli 5:29 , "Dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che all'uomo".

20 Perché ... - Questo è dato come motivo per cui dovrebbero obbedire a Dio piuttosto che all'uomo. Avevano avuto prove così chiare che Dio aveva mandato il Messia, e avevano ricevuto un comando diretto e solenne Marco 16:15 di predicare il Vangelo, che non potevano essere trattenuti. Era loro imposta la necessità di predicare. Vedi 1 Corinzi 9:16.

Confronta Geremia 20:9; Atti degli Apostoli 18:5; Giobbe 32:18; Salmi 39:1.

È già stato osservato che questi due versetti contengono un importante principio a favore della libertà religiosa, la libertà di coscienza e di giudizio privato. Contengono il grande principio del cristianesimo e della religione protestante, che la responsabilità degli uomini per le loro opinioni religiose è diretta a Dio e che gli altri uomini non hanno potere di controllo. L'opposto di questo è la tirannia e l'oppressione. Può essere opportuno, inoltre, presentare alcune ulteriori osservazioni, implicate nel principio qui enunciato:

(1) La religione, fin dall'inizio, è stata favorevole alla libertà. Non c'era principio più sacro tra gli ebrei di quello di essere indipendenti dalle altre nazioni. Forse nessun popolo è mai stato così irrequieto sotto un giogo straniero, così incline alla ribellione e così difficile da abbattere dall'oppressione e dalle armi, come lo furono gli ebrei. Questo era così vero che alle altre nazioni parve mera ostinazione.

Spesso furono sottomessi, ma si ribellarono ai loro oppressori e si liberarono del giogo. Non sono state trovate persone così difficili da ridurre in schiavitù. È ben noto che i Romani erano soliti sottoporre a perpetua servitù i prigionieri presi in guerra; e comunemente lo spirito del prigioniero veniva spezzato, ed egli rimaneva tranquillamente in schiavitù. Ma non così l'ebreo. Niente ha mai domato il suo spirito.

Nessuna tangente, minaccia o catena poteva indurlo a violare le leggi della sua religione. Anche in cattività, ci viene detto che gli schiavi ebrei a Roma osservavano il sabato; avrebbero tenuto le feste della loro nazione, e non si sarebbero mai conformati ai costumi di un popolo idolatra. Ai romani questa sembrava essere mera ostinazione. Ma era il genio della loro religione. Il diritto alla libertà di pensiero era uno a cui non avrebbero rinunciato.

Lo spirito dei patriarchi era favorevole alla libertà e implicava responsabilità solo verso Dio. La familiarità con i libri sacri aveva insegnato loro queste lezioni, e né il tempo né la distanza potevano cancellarle. Al tempo di Cristo la gran massa della nazione era evidentemente contraria alla tassa pagata alla nazione romana, e sospirava sotto questo peso, finché si levarono e cercarono di far valere i loro diritti; e la loro città, il tempio e la terra furono sacrificati piuttosto che cedere questo grande principio.

(2) Questo stesso principio fu dimostrato dagli apostoli e dai primi cristiani. Con questa dottrina fresca nei loro cuori, andarono in altre terre. Lo mantennero a spese del loro sangue, e migliaia caddero come martiri per la causa della libertà e del giudizio privato nella religione. Nessuno ha mai difeso la libertà più fermamente dei primi martiri; e ognuno che è morto, è morto in difesa di un principio che è ormai diritto riconosciuto di tutti gli uomini.

(3) I disegni della tirannia e della superstizione sono stati di distruggere questo principio. Questo era lo scopo del Sinedrio; eppure, quando Pietro e Giovanni si appellavano alle loro coscienze, non osavano confessare il loro proposito. Questo è stato lo scopo di tutti i tiranni, e questo l'effetto di ogni superstizione. Quindi, la Chiesa di Roma ha tolto le Scritture al popolo, e ha così fornito una prova incontestabile che a suo avviso la Bibbia è favorevole alla libertà. Per secoli, la tirannia ha regnato in un'unica fuga nera sull'Europa; né le tenebre furono dissipate finché la Bibbia, che insegnava alle persone i principi della libertà, non fu loro restituita.

(4) L'effetto del principio dichiarato dagli apostoli era stato uniforme. Lutero iniziò la riforma trovando in un monastero una copia della Bibbia, libro che fino a quel momento - quando aveva più di vent'anni - non aveva mai visto. L'effetto sulle libertà dell'Europa è stato subito visto. Hume ammise che qualunque libertà possedesse l'Inghilterra doveva essere fatta risalire ai puritani. La nostra stessa terra (l'America) è un esempio lampante dell'effetto di questo grande principio e della sua influenza sui diritti dell'uomo.

E proprio nella misura in cui il Nuovo Testamento si diffonderà, le persone cercheranno la libertà e spezzeranno le catene dell'oppressione. Il modo migliore per promuovere la libertà universale è diffondere la Bibbia fino ai confini della terra. Non c'è in essa un precetto che non sia favorevole alla libertà. Tende ad allargare e liberalizzare la mente; insegnare alle persone i loro diritti; porre fine all'ignoranza, roccaforte universale della superstizione e della tirannia; e diffondere l'amore per la giustizia, la verità e l'ordine. Mostra all'uomo che è responsabile verso Dio e che nessuno ha il diritto di ordinare qualcosa che contravvenga alla libertà del suo simile.

Se qui si chiede qual è il principio, rispondo:

(1) Che le persone hanno diritto al loro giudizio privato in materia di religione, soggetto solo a Dio. L'unico vincolo che, è ormai stabilito, può essere imposto a questo, è che nessun uomo ha il diritto, sotto il pretesto della coscienza, di ferire o molestare i suoi simili, o di disturbare la pace e l'armonia della società.

(2) Nessun magistrato, chiesa, consiglio o genitore ha il diritto di imporre un credo ad altri e di richiederne la sottoscrizione per semplice autorità.

(3) Nessun magistrato, chiesa o genitore ha diritto di controllo. il libero esercizio del giudizio privato in questo caso. Il potere di un genitore è insegnare, consigliare e supplicare. Il dovere di un bambino è ascoltare con rispetto; esaminare con candore; pregare sull'argomento, ed essere deliberato e calmo, non avventato, frettoloso, impetuoso e ostinato. Ma quando il bambino è così convinto che il suo dovere verso Dio richiede una condotta particolare, allora ecco un obbligo più alto di qualsiasi legge terrena, e deve obbedire a Dio piuttosto che all'uomo, sempre un padre o una madre, Matteo 10:37.

(4) Ogni uomo è responsabile verso Dio delle sue opinioni e della sua condotta. L'uomo potrebbe non controllarlo, ma Dio potrebbe farlo e lo farà. La grande domanda davanti a ogni uomo è: cosa è giusto agli occhi di Dio? Non è, che cosa è opportuno, o sicuro, o piacevole, o onorevole tra le persone? ma, cosa è giusto agli occhi di Dio? Né nelle loro opinioni né nella loro condotta le persone sono libere da responsabilità. Da tutto questo tema emerge il dovere di diffondere la Bibbia.

Se amiamo la libertà; se odiamo la tirannia e la superstizione; se vogliamo estendere la conoscenza dei diritti dell'uomo, e spezzare ogni braccio di oppressione, diffondiamo in lungo e in largo il Libro di Dio, e poniamo in ogni palazzo e in ogni capanna del globo una copia delle Sacre Scritture.

21 Non trovando nulla... - Cioè, non poter escogitare alcun modo per punirli senza suscitare un tumulto tra la gente, e mettere in pericolo la loro stessa autorità. Il Sinedrio fu spesso influenzato da questo timore; e mostra che la loro propria autorità dipendeva molto dal capriccio della moltitudine. Confronta Matteo 21:26.

Tutti gli uomini - Cioè, la grande massa o corpo del popolo.

Dio glorificato - Dio lodato per il miracolo. Ciò implica:

Che credevano che il miracolo fosse autentico.

(2)Che erano grati a Dio per aver così segnalato una misericordia nel conferire salute e conforto a un uomo che era stato a lungo afflitto. Possiamo aggiungere ulteriormente che qui c'è la prova più alta della realtà del miracolo. Anche il Sinedrio, con tutti i suoi pregiudizi e contrarietà, non lo mise in discussione; e la gente comune, che senza dubbio conosceva quest'uomo da anni, era convinta che fosse vero. Sarebbe stato impossibile imporsi in questo modo agli avversari perspicaci e gelosi se questa fosse stata un'impostura.

22 Per l'uomo... - L'età dell'uomo è menzionata per mostrare la certezza e la grandezza del miracolo. Se fosse stato un uomo zoppo da pochi anni, o se fosse stato un bambino o un uomo molto giovane, il caso non sarebbe stato così straordinario. Ma dopo una continuazione di 40 anni, ogni speranza di guarirlo con qualsiasi mezzo ordinario deve essere stata abbandonata e ogni pretesa che si tratti di giocoleria o inganno deve essere stata assurda.

23 La loro compagnia - Si unirono agli altri apostoli e cristiani, Atti degli Apostoli 2:44.

E ha riferito... - Senza dubbio è diventato un argomento di indagine interessante cosa dovrebbero fare in questo caso. Erano stati minacciati dalla più alta autorità della nazione e avevano comandato di non predicare più nel nome di Gesù. Se dovessero obbedire loro e tacere, o se dovessero lasciare Gerusalemme e predicare altrove, non poteva che essere un interessante argomento di indagine, e molto giustamente cercavano il consiglio dei loro fratelli e si rivolgevano a Dio per avere una guida, un esempio che dovrebbero seguire tutti coloro che sono esposti alla persecuzione o che sono in qualche perplessità sulla via del dovere.

24 Alzavano la voce - Alzare la voce, presso gli Ebrei, era una frase che denotava o un "indirizzo" al popolo Giudici 9:7 , o una frase espressiva di "pianto" Genesi 29:11; Giudici 2:4; Rut 1:9; 1 Samuele 24:16 , o di “preghiera”. Alzare la voce a Dio significa semplicemente che Lo hanno pregato.

D' accordo - Uniti. Correttamente, con una mente o uno scopo. Vedi note su Atti degli Apostoli 1:14. L'unione dei primi cristiani si nota spesso negli Atti degli Apostoli. Finora, nella loro società, non c'è stato né clamore né dissenso, e tutto ha l'aspetto del più completo affetto e fiducia.

Signore - greco: Δέσποτα Despota - "Despota". Da questa parola deriva la parola "despota". Questa non è la solita parola usata per rivolgersi a Dio. La parola comunemente tradotta "Signore" è Κυρίος Kurios. La parola usata qui denota "colui che governa sugli altri" ed è stata applicata al più alto magistrato o ufficiale.

Denota “autorità; potenza; assolutezza nel governare”. È una parola che denota più autorità nel governare rispetto all'altra. Ciò denota più comunemente una proprietà in una cosa; questo denota "regola assoluta". È applicato a Dio in Luca 2:29; Apocalisse 6:10; Giuda 1:4; a Gesù Cristo, 2 Pietro 2:1; ai maestri, 1 Timoteo 6:1; Tit 2:9 ; 1 Pietro 2:18; ai mariti, 1 Pietro 3:6; e a un possessore o proprietario, 2 Timoteo 2:21.

Tu sei Dio - Questa attribuzione di lode sembra essere stata progettata per denotare il loro senso del suo potere di liberarli e del suo diritto di disporne. Erano impiegati al suo servizio; erano circondati da pericoli; e lo riconobbero come loro Dio, che aveva fatto tutte le cose e che aveva tutto il diritto di dirigerle e di disporre di esse per la sua propria gloria. Nei momenti di pericolo e perplessità dovremmo ricordare che Dio ha il diritto di fare di noi ciò che vuole; e dovremmo andare allegramente e affidarci alle sue mani.

Che hai fatto... - Genesi 1 : Questo brano è tratto direttamente da Salmi 146:6. Confronta Apocalisse 14:7.

25 Chi per bocca... -, Salmi 2:1. Questa è una testimonianza forte e solenne dell'ispirazione di Davide. È una dichiarazione degli apostoli, fatta in una preghiera solenne, che Dio stesso ha parlato per bocca di Davide. Questa è la seconda parte della loro preghiera. Nella prima riconoscono il diritto di Dio di governare; in questo fanno appello a una profezia; supplicano che questa fosse una cosa predetta; e come Dio l'aveva previsto e predetto, si appellarono a lui perché li proteggesse.

I tempi di tumulto e di opposizione che erano stati previsti, per assistere all'introduzione del vangelo, erano ormai giunti. Hanno dedotto, quindi, che Gesù era il Messia; e poiché Dio aveva progettato di stabilire il suo regno, si appellarono a lui per aiutarli e proteggerli in questa grande opera. Questo passaggio è tratto da Salmi 2:1 , ed è una citazione esatta dalla Settanta.

Questo prova che il Salmo si riferiva al Messia. Così, fu chiaramente compreso dagli ebrei; e l'autorità degli apostoli risolve la questione. Il Salmo fu composto da Davide, ma in quale occasione non si sa; né è materiale per il nostro scopo attuale. È stato oggetto di indagine se si riferisse al Messia principalmente, o solo in un senso secondario. Grozio suppone che sia stato composto da Davide quando fu esposto all'ostilità degli Assiri, dei Moabiti, dei Filistei, degli Amaleciti, ecc.

; e che, in mezzo ai suoi pericoli, cercava consolazione nel proposito di Dio di stabilire se stesso e il suo regno. Ma l'opinione più probabile è che si riferisse direttamente ed esclusivamente al Messia.

Perché i pagani - Le nazioni che non erano ebrei. Ciò si riferisce, senza dubbio, all'opposizione che si sarebbe fatta alla diffusione del cristianesimo, e non solo all'opposizione fatta al Messia stesso, e all'atto di metterlo a morte.

Rabbia - Questa parola si riferisce all'eccitazione e al tumulto di una moltitudine; non un piano stabilito, ma piuttosto la condotta accesa e disordinata di una folla. Significa che il progresso del vangelo incontrerebbe una tumultuosa opposizione e che le nazioni eccitate si precipiterebbero violentemente per abbatterlo e distruggerlo.

E il popolo - L'espressione “il popolo” non si riferisce a una classe di persone sostanzialmente diversa da quella pagana. Il "pagano", l'ebraico e il greco, "le nazioni", si riferiscono alle persone organizzate in comunità; l'espressione il popolo è usata per denotare le stesse persone senza riguardo al loro essere così organizzati. Gli Ebrei avevano l'abitudine, nella loro poesia, di esprimere la stessa idea essenzialmente in membri paralleli di una frase; cioè, l'ultimo membro di una frase o di un verso esprimeva la stessa idea, con qualche leggera variazione, del primo. (Vedi Lowth sulla poesia sacra degli Ebrei.)

Immagina - La parola "immagina" non esprime esattamente la forza dell'originale. Sia l'ebraico che il greco trasmettono l'idea di meditare, pensare, proporre. Significa che hanno impiegato "pensiero", "piano", "scopo", per opporsi al Messia.

Cose vane - La parola usata qui κενά kena è una traduzione letterale dell'ebraico רק rēyq, e di solito significa "vuoto", come vaso. che non è riempito; poi “inutile”, o che equivale a nulla, ecc. Qui significa che hanno escogitato un piano che si è rivelato vano o inefficace. Tentarono un'opposizione al Messia che non poté avere successo.

Dio avrebbe stabilito il suo regno nonostante i loro piani per opporvisi. I loro sforzi furono vani perché non erano abbastanza forti per opporsi a Dio; perché si era proposto di stabilire il regno di suo Figlio; e perché poteva prevalere anche sulla loro opposizione per portare avanti la sua causa.

26 I re della terra - Il Salmista specifica più in particolare che re e governanti si sarebbero opposti al Messia. Ciò era già avvenuto per l'opposizione fatta al Messia dai capi del popolo ebraico, e sarebbe stato ancor più evidenziato dall'opposizione di principi e re man mano che il vangelo si diffondeva tra le nazioni.

Si alzò - La parola usata qui παρίστημι paristēmi significa comunemente "presentarsi, o farsi avanti, allo scopo di aiutare, consigliare", ecc. Ma qui significa che "si alzarono" o "si presentarono", per evidenziare loro opposizione. Si opposero al Messia e gli opposero resistenza.

I governanti - Questo è un altro esempio del parallelismo ebraico. La parola non denota un'altra classe di persone dai re, ma esprime la stessa idea in un'altra forma, o in un modo più generale, nel senso che tutte le classi di persone in autorità sarebbero contrarie al Vangelo.

Erano riuniti insieme - ebrei, consultati insieme; erano uniti in una consultazione. Il greco implica che sono stati assemblati a scopo di consultazione.

Contro il Signore - In ebraico, "contro Yahweh". Questo è il nome speciale che nelle Scritture viene dato a Dio. Si sollevarono contro il suo progetto di nominare un Messia e contro il Messia che aveva scelto.

Contro il suo Cristo - Ebreo, contro il suo Messia, o il suo Unto. Vedi le note su Matteo 1:1. Questo è uno dei luoghi in cui la parola "Messia" è usata nell'Antico Testamento. La parola ricorre in circa 40 luoghi ed è comunemente tradotta "il suo unto" e viene applicata ai re. Il riferimento diretto della parola al Messia nell'Antico Testamento non è frequente.

Questo passaggio implica che l'opposizione al Messia è opposizione a Yahweh. E questo si suppone uniformemente nelle Sacre Scritture. Chi si oppone a Cristo si oppone a Dio. Chi lo trascura, trascura Dio. Chi lo disprezza disprezza Dio, Matteo 10:40; Matteo 18:5; Giovanni 12:44; Luca 10:16 : “Chi mi disprezza, disprezza colui che mi ha mandato.

Le ragioni di ciò sono:

Che il Messia è “lo splendore della gloria del Padre e l'espressa immagine della sua persona”, Ebrei 1:3.

(2)Egli è uguale al Padre, possiede gli stessi attributi e la stessa potenza, Giovanni 1:1; Filippesi 2:6.

(3)Egli è stato nominato da Dio per questa grande opera di salvare le persone. Disprezzarlo o opporsi a lui è disprezzare e opporsi a colui che lo ha incaricato di quest'opera, disprezzare i suoi consigli e annullarlo.

(4) La sua opera è cara a Dio. Ha impegnato i suoi pensieri. È stato approvato da lui. La sua missione è stata confermata dalla potenza miracolosa del Padre, e da ogni possibile manifestazione della sua approvazione e del suo amore. Opporsi al Messia è, dunque, opporsi a ciò che è caro al cuore di Dio, e che è stato a lungo oggetto della sua tenera sollecitudine. Ne consegue che coloro che trascurano la religione cristiana si espongono al dispiacere di Dio e mettono in pericolo i loro interessi eterni. Nessun uomo è al sicuro chi si oppone a Dio; e nessun uomo può avere la prova che Dio approverà colui che non abbraccia il Messia, che Egli ha nominato per redimere il mondo.

27 In verità - Veramente; in realtà.

Il tuo santo bambino Gesù - La parola "bambino" è comunemente applicata ai neonati, o ai figli e alle figlie nei primissimi anni di vita. La parola qui usata παῖς pais è diversa da quella comunemente applicata al Signore Gesù υἱός huios. Quest'ultimo esprime filiazione senza rispetto per l'età.

La parola qui usata talvolta esprime anche la filiazione senza alcun riguardo all'età, e la parola "figlio" sarebbe stata una traduzione più felice. Così, la stessa parola è tradotta in Atti degli Apostoli 3:13 , Atti degli Apostoli 3:26. In Atti degli Apostoli 20:12 , è tradotto "giovane".

Entrambi Erode... - Luca 23:1.

Con i Gentili - I Romani, ai quali fu consegnato per essere crocifisso.

Il popolo d'Israele - Gli ebrei, che erano eccitati a questo dai governanti, Matteo 27:20.

28 Per fare... - Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:23; Atti degli Apostoli 3:18. I fatti che vengono portati alla vista in questi versi sono tra i più notevoli mai registrati. Sono brevemente questi:

Che i governanti ebrei si opposero al Messia e lo uccisero.

(2) Che le stesse persone a cui è venuto, e per il cui beneficio ha lavorato, si sono unite all'opposizione, così che è diventato l'atto di un popolo unito.

(3) Che i Romani, che erano lì come una sorta di rappresentazione di tutte le nazioni pagane, furono facilmente indotti a unirsi alla persecuzione e a diventare i carnefici.

(4)Che così fazioni opposte, e persone dissimili e prevenute, si unirono nell'opporsi al Messia.

(5)Che i governanti del popolo romano, gli imperatori, gli statisti, i filosofi e i governanti di altre nazioni, si unirono per opporsi al Vangelo, e portarono tutto il potere della persecuzione per fermarne il progresso.

(6) Che il popolo dell'impero, la massa del popolo, fosse facilmente indotto a unirsi alla persecuzione e a tentare di arrestarne il progresso. Si può aggiungere,

Che il Vangelo ha incontrato difficoltà e opposizioni simili ovunque sia stato presentato fedelmente all'attenzione delle persone. È diventata una domanda molto seria perché questo è stato; con quale pretesto questa opposizione è stata rivendicata, o come può essere spiegata - una questione che è tanto importante per l'infedele risolvere quanto per il cristiano.

Sappiamo che le accuse delle vite corrotte dei primi cristiani erano circolate liberamente e che i resoconti più grossolani della loro condotta scandalosa furono propagati da coloro che scelsero di perseguitarli. (Vedi "Credibilità" di Lardner). Ma tali resoconti non sono ora creduti, e non è certo che siano mai stati seriamente creduti dai governanti del popolo pagano. È certo che non fu per le cose che sorse la prima opposizione a Cristo e alla sua religione.

Non è opportuno qui addentrarsi nell'esame delle cause di questa opposizione. Possiamo enunciare i contorni, tuttavia, in poche parole:

(1) I governanti ebrei erano mortificati, umiliati e mossi dall'invidia, che uno così povero e disprezzato potesse affermare di essere il Messia. Si aspettavano un Messia di rango e carattere diverso; e tutti i loro pregiudizi sorsero subito contro le sue pretese a questo alto ufficio, Matteo 27:18; Marco 15:10.

(2) La gente comune, ampiamente disposta a riconoscere le sue affermazioni, fu sollecitata dai sacerdoti infuriati e vendicativi a chiedere la sua morte, Matteo 27:20.

(3) Pilato fu spinto contro la sua volontà dalla moltitudine impetuosa e infuriata a liberare uno che considerava innocente.

(4) La religione cristiana, nei suoi progressi, colpì subito l'intero tessuto della superstizione nell'impero romano e in tutto il mondo. Non chiedeva, come le altre religioni, un posto tra le religioni già esistenti. Era esclusivo nelle sue affermazioni. Ha denunciato tutti gli altri sistemi come idolatria o superstizione e ha cercato di rovesciarli. Quelle religioni erano intrecciate con tutte le abitudini del popolo; erano collegati con tutti i dipartimenti dello stato; diedero occupazione a un vasto numero di preti e di altri ufficiali che ottennero il loro sostentamento dalle superstizioni esistenti e che portarono, naturalmente, tutta la presunta sacralità del loro carattere per sostenerli.

Una religione che tentasse di rovesciare l'intero tessuto, quindi, suscitò subito tutta la loro malizia. I monarchi i cui troni erano basati sullo stato di cose esistente e le persone che veneravano la religione dei loro antenati, si sarebbero opposti al nuovo sistema.

(5) Il cristianesimo era disprezzato. Era considerata una forma di superstizione degli ebrei, e non c'erano persone che fossero considerate con tanto disprezzo dalle altre nazioni come gli ebrei. Gli scritti dei romani su questo punto ne sono piena prova.

(6) La nuova religione si opponeva a tutti i crimini del mondo. Ha iniziato la sua carriera in un momento di eminente malvagità. Si tuffò subito in mezzo a quella malvagità; cercò le grandi città dove si concentravano delitti e inquinamenti, e arditamente rimproverava ogni forma di empietà prevalente. Ad Atene, a Corinto, a Efeso, a Roma stessa, denunciò il giudizio di Dio contro ogni forma di colpa.

Qualunque cosa si possa addebitare agli apostoli, non si dirà che furono timidi nel denunciare i peccati del mondo. Per tutte queste cause non è meraviglioso che i primi cristiani fossero perseguitati. Se viene chiesto.

(7) Perché la stessa religione incontra oggi opposizione in paesi che sono nominalmente cristiani, si può notare:

(a) Che il cuore umano è lo stesso di sempre, opposto alla verità e alla rettitudine;

(b) Che la religione incontra ancora una moltitudine di peccati che le si oppongono: orgoglio, invidia, malizia, passione e amore per il mondo;

(c) Che c'è sempre stata una speciale opposizione nel cuore umano a ricevere la salvezza come dono di Dio attraverso un Redentore crocifisso; e,

(d) Che tutte le forme di vizio, lussuria e profano che esistono nel mondo, si oppongono, e sempre lo saranno, a una religione di purezza, abnegazione e amore.

Nel complesso, possiamo osservare qui:

Che il fatto che il cristianesimo sia stato così contrastato, e abbia trionfato, non è una prova da poco della sua origine divina. È stato abbastanza provato e sopravvive ancora. Era bene metterlo al resto, e far valere su di esso tutto ciò che tendeva a schiacciarlo, e così fornire la prova più alta che è da Dio.

(2) Questa religione non può essere distrutta; trionferà; l'opposizione ad essa è vana; si farà strada in tutto il mondo; e la via della salvezza non è opporsi a ciò che Dio intende stabilire sulla terra. I peccatori che si oppongono al Vangelo dovrebbero tremare e temere, perché prima o poi dovranno cadere davanti ai suoi trionfali avanzamenti. Non è sicuro opporsi a ciò che è già stato osteggiato da re e governanti in ogni forma, eppure ha trionfato.

Non è saggio rischiare il proprio benessere eterno sulla questione di una vittoriosa opposizione a ciò che Dio, in così tante epoche e modi, si è impegnato a proteggere; e quando Dio ha solennemente dichiarato che il Figlio, il Messia, che avrebbe posto sul suo santo monte di Sion, avrebbe dovuto "spezzare" i suoi nemici "con una verga di ferro, e frantumarli come un vaso di vasaio", Salmi 2:9.

29 Guarda le loro minacce - Quindi guardali come per concederci la liberazione. Non avevano intenzione di abbandonare la loro impresa; decisero di perseverare; e si aspettavano che questo scopo li avrebbe messi in pericolo. Con questo scopo imploravano la protezione di Dio; chiesero che non avrebbe permesso loro di essere dissuasi dal parlare con coraggio; e cercavano che fosse garantita una costante ulteriore prova della presenza e del potere di Dio per confermare la verità del loro messaggio.

E concedi... - Questo è un esempio di eroica audacia, e una determinazione a perseverare nel fare il loro dovere verso Dio. Quando siamo assaliti da chi è al potere; quando siamo perseguitati e in pericolo, dovremmo affidare la nostra via a Dio e cercare il suo aiuto, per non essere dissuasi dal sentiero del dovere.

30 Stendendo la mano... - Gli apostoli non solo desideravano l'audacia di parlare, ma chiedevano che Dio continuasse a fare miracoli, e così fornisse a loro, e al popolo, la prova della verità di ciò che consegnavano. Non hanno nemmeno chiesto che avrebbe preservato le loro vite o che le avrebbe tenute lontane dal pericolo. Erano intenti al loro lavoro e affidarono con fiducia la loro via a Dio, facendo del loro grande obiettivo promuovere la conoscenza della verità e cercando che Dio si glorificasse stabilendo il suo regno tra gli uomini.

Segni e prodigi - Miracoli. (Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:43.

31 E quando ebbero pregato - L'evento che seguì fu considerato da loro come una prova che Dio aveva ascoltato la loro preghiera.

Il luogo fu scosso - La parola che viene tradotta “fu scosso” denota comunemente “agitazione violenta”, come la furia del mare, la convulsione di un terremoto, o gli alberi scossi dal vento, Matteo 11:7; Atti degli Apostoli 16:26; Ebrei 12:26.

Il linguaggio qui è adatto ad esprimere l'idea di un terremoto. Non è detto se la mozione fosse confinata alla casa dove si trovavano. Probabilmente lo consideravano una risposta alla loro preghiera, o una prova che Dio sarebbe stato con loro:

Perché fu improvviso e violento, e non fu prodotto da alcuna causa naturale;

Perché avvenne subito, mentre cercavano la direzione divina;

Perché era un'esibizione di grande potenza, ed era una prova che Dio poteva proteggerli; e,

Perché una convulsione così grande, improvvisa e potente era adatta in quel momento a intimorirli con una prova della presenza e della potenza di Dio.

Un caso simile di risposta alla preghiera da parte di un terremoto è registrato in Atti degli Apostoli 16:25. Confronta Atti degli Apostoli 2:1. Si può aggiungere che tra gli ebrei un terremoto era giustamente considerato una prova impressionante e impressionante della presenza di Yahweh, Isaia 29:6; Salmi 68:8 , “La terra tremò, anche i cieli crollarono alla presenza di Dio; anche lo stesso Sinai fu commosso alla presenza di Dio, il Dio d'Israele.

Vedi anche la sublime descrizione in Habacuc 3 , in particolare Atti degli Apostoli 4:6 Atti degli Apostoli 4:6.

Confronta Matteo 27:54. Tra i pagani, un terremoto era considerato una prova della presenza e del favore della Divinità. (Vedi Virgilio, Eneide, 3:89).

Erano tutti pieni... - Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:4. Il loro essere ripieni di Spirito Santo qui denota piuttosto il loro essere ispirati con fiducia o audacia che essere dotati di nuovi poteri, come in Atti degli Apostoli 2:4.

32 E la moltitudine - Il numero dei credenti in quel momento era diventato grande. In Atti degli Apostoli 4:4 , si dice che fosse cinquemila, e il numero era in costante aumento.

Un cuore - Questa espressione denota "tenera unione". Si sentivano simili, o erano attaccati alle stesse cose, e questo li preservava da anfore e dissensi.

Un'anima - Questa frase denota anche "unione stretta e tenera". Nessuna espressione potrebbe denotarlo in modo più sorprendente che dire degli amici che hanno un'anima. Plutarco cita un antico verso nella sua vita di Catone di Utica con questa stessa espressione: "Due amici, un'anima" (Grozio). Così, anche Diogene Laerzio (5, Atti degli Apostoli 1:11 ) dice riguardo ad Aristotele, che "domandato che cosa fosse un amico, rispose che era un'anima che dimorava in due corpi" (Kuinoel).

Gli Ebrei parlavano di due amici come di “un solo uomo”. Non c'è dimostrazione più impressionante di unione e amore che dire di più di cinquemila improvvisamente riuniti insieme che avevano un'anima! E questa unione l'hanno manifestata in ogni modo possibile: nella loro condotta, nelle loro preghiere e nelle loro proprietà. Quanto diverso sarebbe stato l'aspetto della chiesa se l'unione fosse continuata fino ai giorni nostri!

Nessuno dei due ha detto... - Cioè, io non lo consideravo proprio, ma da utilizzare a beneficio di tutta la società. Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:44.

33 E con grande potenza - Vedi Atti degli Apostoli 1:8. La parola "potere" qui denota "efficacia" e significa che avevano "capacità" data loro di rendere testimonianza della risurrezione del Salvatore. si riferisce, quindi, piuttosto alla loro predicazione che ai loro miracoli.

Ha dato testimonianza agli apostoli - Gli apostoli hanno reso testimonianza.

La risurrezione del Signore Gesù - Questo era il punto principale da stabilire. Se provava che il Signore Gesù è tornato in vita dopo essere stato messo a morte, confermava tutto ciò che insegnava, ed era una dimostrazione che era stato mandato da Dio. Esercitarono, quindi, tutti i loro poteri per dimostrarlo, e il loro successo fu tale che ci si sarebbe potuto aspettare. Moltitudini si sono convertite alla fede cristiana.

E grande grazia ... - La parola "grazia" significa "favore". Vedi le note su Giovanni 1:16. L'espressione qui può significare o che il favore di Dio è stato mostrato loro notevolmente, o che hanno avuto un grande favore agli occhi del popolo. Non si riferisce, come fa comunemente l'espressione ora, alle benedizioni interne della religione sull'anima di un uomo, al suo avanzamento personale nelle grazie cristiane, ma al favore o al successo che ha accompagnato la loro predicazione.

Il significato probabilmente è che il "favore" del "popolo" verso di loro è stato grande, o che un grande successo ha avuto il loro ministero tra di loro. Così, la stessa parola grazia (greca) è usata in Atti degli Apostoli 2:47. Se questo è il suo significato, allora ecco un esempio del potere della testimonianza della risurrezione del Signore Gesù di impressionare le menti delle persone.

Ma questo non è tutto, né probabilmente è l'idea principale. È che la loro unione, la loro benevolenza, la loro liberalità nel provvedere ai bisogni dei bisognosi, era un mezzo per aprire i cuori delle persone e per conquistarle al Salvatore. Se desideriamo inclinare gli altri alle nostre opinioni, niente è più adatto ad esso che mostrare loro gentilezza, e anche servire ai loro bisogni temporali.

La benevolenza verso di loro addolcisce il cuore, e li inclina ad ascoltarci. Disarma i loro pregiudizi, e li dispone all'esercizio dei miti ed amabili sentimenti della religione. Quindi, il nostro Salvatore era impegnato nella guarigione delle malattie e nel provvedere ai bisogni delle persone. Attirò intorno a sé i poveri, i bisognosi e i malati, e provvide alle loro necessità, e così li preparò a ricevere il suo messaggio di verità.

Quindi, Dio è amore e fa costantemente del bene, affinché la sua bontà possa portare le persone al pentimento, Romani 2:4. E quindi nessuna persona ha migliori opportunità di diffondere i veri sentimenti della religione, o è rivestita di maggiori responsabilità, di coloro che hanno il potere di fare il bene, o di coloro che sono abitualmente impegnati a elargire favori.

Così, i medici hanno accesso al cuore delle persone che altre persone non hanno. Pertanto, i genitori hanno un facile accesso alle menti dei bambini. perché gli fanno costantemente del bene. E così gli insegnanti della scuola domenicale, la cui intera opera è un'opera di benevolenza, hanno accesso diretto ed efficacissimo al cuore dei bambini affidati alle loro cure.

34 Quello mancava - Quello era nel bisogno, oi cui bisogni non sono stati forniti dagli altri.

Tanto quanto... - La parola qui usata è impiegata in un senso ampio e indefinito; ma sarebbe improprio insistere in modo da supporre che ogni individuo divenuto cristiano vendesse subito tutti i suoi beni. Il senso è senza dubbio, che questo è stato fatto "quando era necessario:" si separarono da qualsiasi proprietà fosse necessaria per soddisfare le necessità dei loro poveri fratelli. Che non fosse affatto considerato una questione di "obblighi", o ingiunto dagli apostoli, è evidente dal caso di Anania, Atti degli Apostoli 5:4.

Il fatto che "Joses" sia particolarmente menzionato Atti degli Apostoli 4:36 mostra che non era affatto una pratica universale separarsi così da tutti i loro beni. Era "un" caso in cui è stato fatto. Forse c'erano molti altri casi simili; ma tutto ciò che il brano ci chiede di credere è che si separarono da tutto ciò che era "necessario" per provvedere ai bisogni dei poveri.

Questo fu un esempio eminente e istruttivo della liberalità cristiana e del potere del Vangelo nel superare una delle passioni più forti che siano mai esistite nel seno umano: l'amore per il denaro. Molti dei primi cristiani erano poveri. Sono stati raccolti dagli ordini inferiori della gente. Ma "tutti" non erano così. Alcuni di loro, a quanto pare, erano persone agiate; ma l'effetto della religione fu di portarli tutti, per quanto riguarda il sentimento, almeno a un livello.

Sentivano di essere membri di un'unica famiglia, e quindi impartivano allegramente i loro beni ai loro fratelli. Inoltre, stavano per andare in altri paesi a predicare il Vangelo, e si separarono allegramente dai loro beni per poter andare a proclamare le insondabili ricchezze di Cristo. Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:44.

35 E li deposero... - Cioè affidarono il denaro ricevuto per i loro beni a disposizione degli apostoli, per distribuirlo come era necessario tra i poveri. Questo divenne ben presto un ufficio gravoso e scomodo, e perciò nominarono uomini che ne avevano un incarico speciale, Atti degli Apostoli 6:1 , ecc.

36 E Joses - Molti manoscritti, invece di "Joses", qui leggono "Joseph". Le ragioni per cui questo individuo è selezionato e specificato in modo particolare erano, senza dubbio, perché era uno straniero; perché era un esempio notevole di liberalità; e perché in seguito si distinse nell'opera del ministero. Ha dato se stesso, la sua proprietà, il suo tutto, al servizio del Signore Gesù, ed è andato avanti per le fatiche di abnegazione del Vangelo.

È menzionato altrove con onore nel Nuovo Testamento Atti degli Apostoli 11:24 , Atti degli Apostoli 11:30 , e di solito come compagno dell'apostolo Paolo. L'occasione in cui si legò a Paolo nel ministero fu quando lui stesso fu mandato dalla chiesa di Gerusalemme ad Antiochia.

Lì, sembra, udì la fama di Paolo e andò a cercarlo a Tarso, e lo portò con sé ad Antiochia, Atti degli Apostoli 11:22. Prima di questo lo aveva conosciuto e lo aveva presentato agli altri apostoli in un momento in cui avevano paura di Paolo e non volevano riconoscerlo come apostolo, Atti degli Apostoli 9:26.

Ad Antiochia, Barnaba fu indotto a dissimulare da Pietro riguardo ai Gentili, e fu ripreso dal suo amico e compagno, Paolo, Galati 2:13. Lui e Paolo continuarono a viaggiare in compagnia finché ad Antiochia sorse una disputa su Marco, e si separarono, Paolo andando con Sila attraverso la Siria e la Cilicia, e Barnaba, con Marco, salpando per il suo luogo natale, Cipro, Atti degli Apostoli 15:35.

Vedere i seguenti luoghi per i particolari della sua storia: Atti degli Apostoli 11:22 , Atti degli Apostoli 11:25 , Atti degli Apostoli 11:30; Atti degli Apostoli 12:25; Atti degli Apostoli 13:1 , Atti degli Apostoli 13:50; Atti degli Apostoli 14:12; At 15:12 ; 1 Corinzi 9:6; Galati 2:1 , Galati 2:9.

Chi dagli apostoli fu soprannominato... - La pratica di dare cognomi, in quanto espressivi di carattere, non era rara. Così, Simone fu chiamato Pietro, o Cefa, Giovanni 1:44; e così Giacomo e Giovanni furono soprannominati Boanerges, Marco 3:17.

Barnaba, che è... - Questa parola denota propriamente “il figlio della profezia”. È composto da due parole siriache, una che significa "figlio" e l'altra "profezia". La parola greca che si usa per interpretare questo παράκλησις paraklēsis , tradotto “consolazione”, significa propriamente esortazione, supplica, supplica o difesa.

Significa anche "consolazione o conforto"; e da questo significato si è data l'interpretazione della parola “Barnaba”, ma con evidente sconvenienza. Non sembra che il nome sia stato conferito per questo, sebbene sia probabile che possedesse la qualifica per amministrare conforto o consolazione in grado eminente, ma per il suo talento nel "parlare" o "esortare" il popolo alla santità, e il suo successo nella predicazione. Confronta Atti degli Apostoli 11:23.

Un levita - Uno dei discendenti di Levi impiegato nei servizi inferiori del tempio. L'intera tribù di Levi fu riservata al servizio della religione. Era diviso in sacerdoti e leviti. I tre figli di Levi furono Gherson, Cheat e Merari. Dalla famiglia di "Kahath" discendeva Aaronne, che fu il primo sommo sacerdote. Gli succedette il figlio maggiore, e il resto dei suoi figli erano "sacerdoti".

Tutti gli altri della tribù di Levi erano chiamati “Leviti”, ed erano impiegati nei lavori del tempio, nell'assistere i sacerdoti nell'esecuzione della musica sacra, ecc., Numeri 3; Deuteronomio 12:18; Deuteronomio 18:6; 1 Cronache 23:24.

Del paese di Cipro - Cipro è l'isola più grande del Mediterraneo; un'isola estremamente fertile, ricca di vino, miele, olio, lana, ecc. È menzionata in Atti degli Apostoli 13:4; Atti degli Apostoli 15:39.

L'isola è vicina a Cicilia, e non è lontana dalla costa ebraica. Si dice da Dion Caccius (lib. 68, 69) che gli ebrei erano molto numerosi in quell'isola - Clark. Barnaba divenne in seguito, con Paolo, un illustre predicatore dei Gentili. È degno di nota che “entrambi” nacquero in paesi pagani, sebbene di discendenza giudea; e poiché venivano addestrati in terre pagane, erano più adatti per il loro lavoro speciale.

Il caso di Barnaba è quello di un uomo che aveva proprietà quando è entrato nel ministero e che ha rinunciato a tutto per il Signore Gesù. La grande massa dei ministri, come tantissimi che si sono distinti in altre professioni, sono stati presi tra i poveri, e tra gli umili ranghi della vita. Ma non tutti lo sono stati. Molti sono stati ricchi e hanno votato tutti a Cristo; e per quanto riguarda gli altri, va notato, che una proporzione molto considerevole di loro avrebbe potuto guadagnare più "ricchezza" in qualche altra professione che non nel ministero. Il ministero è un'opera di abnegazione, e non vi dovrebbe entrare nessuno che non sia disposto a dedicare tutti al servizio del Signore Gesù Cristo.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Atti 4

1 Versetto 1. E mentre parlavano al popolo,

Infatti, sebbene nel capitolo precedente si faccia solo menzione della predicazione di Pietro, tuttavia senza dubbio Giovanni predicò bene come lui; o a sua volta, o a una parte del popolo a una certa distanza: e questo mostra la loro diligenza, fedeltà e integrità, nel ministero della parola; ed è registrato in loro onore, che mentre erano occupati negli affari del loro padrone, e adempivano al dovere del loro ufficio,

i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei si avventarono su di loro; per accordo, con grande violenza e inconsapevolmente: i "sacerdoti" potevano essere quelli che facevano la guardia nel tempio; per

"In tre luoghi i sacerdoti facevano la guardia, nella casa del santuario; nella casa di Abtine, nella casa di Nitsots, nella casa di Moked, e i Leviti in ventuno luoghi."

Ed essendo ormai sera, potevano essere sul punto di prendere posizione; "E il capitano del tempio" potrebbe essere colui che essi chiamano, אישׁ הר בית, "l'uomo della montagna della casa"; che era שׁר, un governante, o governatore, e ממונה, un presidente di tutti i rioni; a volte è chiamato ראשׁ משׁמר, "il capo del rione"; e di lui è detto,

"L'uomo del monte della casa fa il suo giro per ogni reparto, con le torce accese davanti a sé; E ogni guardia che non sta in piedi (non sta in piedi), l'uomo del monte della casa, gli dice: Pace a te; e se si accorge che dorme, lo colpisce con il suo bastone, ed egli ha il potere di bruciare le sue vesti".

La Vulgata latina e le versioni orientali si leggono al plurale, come in vedi Gill su "Luca 22:4", vedi Gill su "Luca 22:52". I Sadducei erano una setta tra i Giudei, che negava la risurrezione dei morti; della loro ascesa, nome e principi, Vedi Gill su "Matteo 3:7"

2 Versetto 2. Essendo addolorati per aver insegnato al popolo,

Qualsiasi dottrina, e specialmente quella che segue, e che particolarmente dava disagio ai Sadducei, ne erano estremamente angosciati; Ne furono addolorati fino al cuore, e furono pieni d'ira e di sdegno.

e predicarono per mezzo della risurrezione dei morti, o in Gesù; essi non solo predicarono la dottrina della risurrezione dei morti in generale, ma ne diedero un esempio e una prova nella risurrezione di Cristo, affermando che egli era risorto dai morti; e predicarono anche la risurrezione dei morti nel suo nome, e affermarono che egli ne sarebbe stato l'autore, e che sarebbe stata eretta con la sua potenza: così che la loro dottrina era egualmente sgradita ai Farisei e ai Sadducei; ai Sadducei, che negavano che ci fosse o ci sarebbe stata alcuna risurrezione dei morti; e ai farisei, i quali, pur credendoci, si scandalizzavano molto che si dicesse che Gesù era risorto dai morti; e che a lui si attribuisse la risurrezione generale dei morti

3 Versetto 3. E imposero loro le mani,

La versione araba lo rende "su entrambi"; su Pietro e Giovanni; li afferrò con la forza e li trasse fuori dal tempio.

e li mise in attesa per il giorno dopo; non nella comune prigione pubblica, come in Atti 5:18, ma li misero nelle mani, e sotto la cura e la custodia di un gruppo di uomini, per custodirli e custodirli; affinché non se ne andassero, finché non avessero avuto l'opportunità di condurli davanti al sinedrio, per essere da essi esaminati e puniti.

perché era ormai sera; era all'ora nona, cioè verso le tre del pomeriggio, quando Pietro e Giovanni salirono al tempio, dove guarirono lo zoppo; dopo di che, entrambi predicarono al popolo; così che ora deve essere sera; almeno, come rende la versione siriaca, "la sera era vicina", o stava attingendo

4 Versetto 4. Ma molti di quelli che udirono la parola,

La dottrina del Vangelo, predicata da Pietro e Giovanni:

creduto; la notizia di esso, e in Cristo, risorto dai morti, che ne era la somma e la sostanza: e questo fecero, nonostante l'opposizione fatta dai sacerdoti, dal capitano del tempio e dai Sadduce, e la violenza che usavano contro gli apostoli; Poiché, pur tenendo in ostaggio le loro persone, non potevano fermare il libero corso della parola, che correva e veniva glorificata.

e il numero degli uomini era di circa cinquemila; o era di cinquemila, come recitano la copia alessandrina, la Vulgata latina e le versioni etiopiche; cioè il numero, non degli ascoltatori, ma di quelli che credettero, era così numero; e così si leggono le versioni arabe ed etiopiche: c'erano così tante persone convertite in questo tempo; perché questo numero non include le tremila che si convertirono sotto il primo sermone, ma riguarda coloro che ora sono diventati veri credenti e sono stati aggiunti alla chiesa; così che ora vi si aggiunsero ottomila persone; Un grande aumento davvero! ora Cristo aveva la rugiada della sua giovinezza, e ora questi pescatori erano veramente pescatori di uomini: che il fatto che nostro Signore abbia nutrito cinquemila uomini con cinque pani d'orzo e due pesci, abbia avuto alcun riguardo per la conversione di questi cinquemila uomini, non è che una presunzione

5 Versetto 5. E avvenne il giorno dopo,

I discepoli furono tenuti in prigione tutta la notte.

che i loro capi, anziani e scribi; cioè, i loro governanti ecclesiastici; i sommi sacerdoti, che, con gli scribi e gli anziani del popolo, formavano il grande sinedrio di Gerusalemme, composto di settantuno persone, così sono chiamati in Matteo 26:3,57 27:1 Marco 14:53 15:1

6 Versetto 6. E Anna il sommo sacerdote,

Così chiamato, o perché era stato sommo sacerdote, anche se ora non lo era, ma Caifa suo genero, o perché era il Sagan del sommo sacerdote, e aveva tutti gli altri sacerdoti sotto il suo governo, ed è menzionato per primo, perché era suocero di Caifa; vedi Gill su "Luca 3:2" non poteva essere chiamato così, perché era נשׁיא, "principe", o presidente del concilio; perché non lui, ma Gamaliele, era presidente in quel momento. E

Caifa; che era propriamente sommo sacerdote, e vi rimase per tre anni dopo la morte di Cristo:

e Giovanni; che il dottor Lightfoot pensa sia lo stesso di Jochanan, o Giovanni ben Zaccai; un famoso rabbino ebreo, che visse in questo tempo, e fino a quando, e dopo la distruzione di Gerusalemme: questo rabbino era כהן, "un sacerdote", come lo era questo Giovanni, della stirpe del sommo sacerdote; viveva anche lui a Gerusalemme; poiché è detto di lui, che sedeva all'ombra del tempio, e spiegarono tutto il giorno; e di lui si racconta una storia molto notevole, che accadde proprio in questo periodo; cioè, che

"Quarant'anni prima della distruzione del tempio, le porte del tempio si aprirono da sole, quando Rabban Jochanan ben Zaccai li rimproverò dicendo: O tempio, tempio, perché ti spaventi? Io ti conosco, che la tua fine sarà quella di essere distrutta; poiché così profetizzò di te Zaccaria, figlio di Iddo, Zaccaria 11:1. "Apri le tue porte, o Libano", ecc."

L'obiezione principale nei suoi confronti, come osserva quel dotto scrittore, è che visse e morì come Fariseo, mentre questo Giovanni sembra essere stato un Sadduceo; vedi Atti 5:17. Questo mi fa venire in mente Giovanni il sommo sacerdote, che svolse il suo ministero nel sommo sacerdozio per ottant'anni, e alla fine divenne un Sadduceo: l'antica copia di Beza recita "Gionathan: e Alessandro"; il cui cognome era Lisimaco, e aveva il titolo di "Alabarcha"; era un uomo molto ricco: dopo che Alessandro Magno era stato a Gerusalemme, questo nome divenne frequente tra gli ebrei; e si dice che gli fu promesso, e si adempì, che ogni figlio che nasceva ai sacerdoti quell'anno in cui entrava a Gerusalemme, doveva essere chiamato Alessandro; e quindi non c'è da meravigliarsi di sentire parlare di un Alessandro tra i parenti del sommo sacerdote; si fa frequente menzione di רבי אלכסנדרי, "Rabbi Alessandro, " negli scritti ebraici:

e tutti quelli che erano della stirpe del sommo sacerdote; per mezzo del quale divennero membri del Sinedrio:

furono radunati a Gerusalemme; dove il grande concilio si riuniva solo, fino alla sua distruzione; Da ciò sembra che alcuni dei suoi membri vivessero in campagna; può essere in qualcuno dei villaggi adiacenti, dove potrebbero essere facilmente e rapidamente mandati a chiamare, in qualsiasi occasione, come è molto probabile che lo siano ora; la versione siriaca omette le parole "a Gerusalemme"

7 Versetto 7. E quando li ebbero posti in mezzo,

Dell'assemblea, come aggiunge la versione etiopica, nel mezzo del sinedrio, che sedeva in forma semicircolare, o come lo dicono gli ebrei, come la metà di un pavimento rotondo di grano, o come una mezza luna, e non in un cerchio perfetto, perché era necessario che le parti contendenti, e i testimoni, potessero entrare e parlare davanti a tutti; così che quelli che erano posti davanti a loro, furono posti in mezzo a loro: e qui Pietro e Giovanni furono seduti; così la versione araba lo rende: "quando misero entrambi": li mandarono a chiamare fuori dalla stiva, o custodia, dove erano stati tutta la notte, e ordinò che fossero condotti davanti a loro, per essere esaminati sulla loro dottrina e pratica.

Chiesero: Con quale potere o in nome avete fatto questo? Chiesero loro se fosse stato per un potere naturale, divino o diabolico, che avevano operato la guarigione sullo zoppo. se con l'uso della medicina, o con l'aiuto dell'arte magica, e con l'assistenza del diavolo, che erano prontissimi ad affidare a Cristo e ai suoi discepoli? O se pretendessero un aiuto divino e soprannaturale? e anche di quale nome si erano serviti, e con l'autorità di chi avevano agito?

8 Versetto 8. Allora Pietro, pieno di Spirito Santo,

Agisce in quello stesso istante, avendo ricevuto una nuova misura dei doni e delle grazie dello Spirito, oltre a ciò che aveva riversato su di lui il giorno di Pentecoste; così che ebbe grande coraggio e presenza di spirito e libertà di parola, come Cristo aveva promesso ai suoi discepoli che avrebbero avuto, quando furono portati davanti a governatori e magistrati, Matteo 10:18,19,30, Luca 21:14,15. La situazione fu molto cambiata con Pietro, lui che solo poco tempo prima era stato spaventato da una serva, ora si trova davanti al sinedrio ebraico, con coraggio e risoluzione intrepidi:

e disse loro: Capi del popolo e anziani d'Israele; si rivolge a loro in modo molto bello e dà loro il titolo proprio di magistrati; che dovrebbe essere fatto dagli uomini e dai cristiani; si renda onore a chi è dovuto: le versioni latina della Vulgata, del siriaco e dell'etiope, e alcune copie, aggiungono l'udito, che sembra molto necessario; egli chiamò udienza, o volle essere ascoltato alcune parole, in difesa di se stesso e del compagno apostolo, e in risposta alle loro domande

9 Versetto 9. Se oggi veniamo esaminati per la buona azione,

O "vedendo" siamo; perché non era questione di dubbio, ma un caso chiaro, che erano stati portati in tribunale, e stavano passando sotto un esame, sulla guarigione dello zoppo; che l'apostolo giustamente chiama un

buona azione, essendo fatta nella fede, e per la gloria di Dio, e per il bene dell'uomo; e con ciò suggerisce tacitamente, che sono stati trattati molto duramente, per essere catturati e tenuti in custodia, ed essere chiamati in causa, per aver fatto un'azione così benefica e gentile, come questa, che è stata

fatto all'uomo impotente; il quale non poteva trattenersi, né procurarsi il pane in altro modo, se non mendicando:

con quali mezzi egli è guarito; ristabilito in perfetta salute e nel corretto uso delle sue membra; cioè, con quale potere e in quale nome ciò è stato fatto; La risposta è pronta, ed è la seguente

10 Versetto 10. Sia noto a tutti voi,

I membri del sinedrio:

e a tutto il popolo d'Israele; chi potrebbe sentir parlare di questa faccenda; L'Apostolo infatti non si vergognò di quello che aveva fatto, né di colui nel nome del quale l'aveva fatto.

quello nel nome di Gesù Cristo di Nazaret; invocando quel nome, e facendone uso, e per la potenza e l'autorità di Gesù Cristo, che a titolo di disprezzo fu chiamato il

Nazareno, che voi avete crocifisso; poiché sebbene Pilato lo avesse consegnato per essere crocifisso, e i soldati romani lo crocifiggessero, ciò avvenne su richiesta e istigazione dei sommi sacerdoti, degli scribi e degli anziani; e quindi è attribuito a coloro che erano decisi a morire; e nessun altro li avrebbe soddisfatti, se non la morte vergognosa e dolorosa della croce:

che Dio ha risuscitato dai morti; di cui gli apostoli furono testimoni, avendolo visto e conversando con lui dopo la sua risurrezione; e questa era la dottrina che erano stati mandati a pubblicare, e per la quale erano stati arrestati e tenuti in custodia; Ma questo non li trattenne dal predicarlo, no, non davanti al Sinedrio; il che fu un esempio di grande coraggio e fedeltà: e questo è il piuttosto menzionato; per mostrare che non era con il nome di uno che era morto, ma di uno che era vivo, che questa guarigione era stata eseguita; e anche per osservare loro che i loro sforzi contro Cristo erano vani e infruttuosi:

proprio per mezzo di lui quest'uomo sta qui davanti a voi integri; da cui risulta, così come da Atti 4:18 che l'uomo che era stato guarito, era ora presente: e o veniva afferrato e tenuto in prigione con gli apostoli, nella speranza di scoprire la frode se avessero potuto; o udendo che gli apostoli erano davanti al sinedrio, ed esaminando per suo conto, potrebbe venire da sé, per attestare e provare la questione dei fatti, e per rivendicarli

11 Versetto 11. Questa è la pietra,

Cioè, questo Gesù di Nazareth, con il cui nome lo zoppo fu guarito, è quella pietra di cui si parla in Salmi 118:22 con il quale si intende il vero Messia, paragonabile a una pietra, per la sua forza e durata, e utilità, come fondamento e pietra angolare, nell'edificazione spirituale della chiesa; eppure nonostante la pietra è

che è stato annullato da voi, i sacerdoti, gli anziani e gli scribi, che amavano essere chiamati costruttori, ma ne hanno fatto un lavoro miserabile, disprezzando e rigettando la pietra d'Israele, e invece di lui come fondamento, hanno edificato se stessi e gli altri sulle tradizioni degli anziani e sulla loro giustizia, ma anche se Cristo è stato rigettato da loro, sia nella persona che nella dottrina, e fu trattato ignominiosamente, e infine messo a morte, eppure fu risuscitato dai morti, ed esaltato alla destra di Dio; ed è la pietra,

che è diventato la testa dell'angolo; o la pietra angolare principale, che adorna, rafforza, tesse e tiene insieme l'intero edificio; in cui Giudei e Gentili, santi di ogni epoca e luogo, persino tutti gli eletti di Dio, sono uniti insieme; Vedi Gill su "Matteo 21:42"

12 Versetto 12. Né c'è salvezza in nessun altro,

Significa non guarigione corporale, ma salvezza spirituale ed eterna; la versione siriaca lo rende, né c'è פורקנא, "redenzione in nessun altro": Cristo è l'unico Salvatore e Redentore, che è stato promesso e profetizzato come tale; che ha salvato e redento il suo popolo dalla legge, dal peccato e da Satana; né la salvezza deve essere cercata e sperata da nessun altro; non in un sé umano, né in nessun'altra creatura, angeli o uomini; non nelle sue opere e per mezzo delle sue opere e della giustizia legale; non per obbedienza alla legge di Mosè, morale o cerimoniale; né dalla luce della natura, tanto meno dall'osservanza delle tradizioni degli anziani:

perché non c'è altro nome; cosa o persona, sia essa così grande, o qualunque sia la dimostrazione di potere e di forza, di santità e di religione, che fa; come il nome dei re, dei principi e dei grandi uomini del mondo; o di ministri e predicatori nella chiesa; o anche di cristiani e credenti, che può essere solo un nome da vivere; nessuno se non il nome di Gesù, la sua persona, il suo sangue e la sua giustizia.

sotto il cielo, in tutta la terra, in tutte le nazioni e in tutti i suoi regni, e neppure nel cielo stesso, fra tutti gli angeli potenti che vi si trovano, troni, domini, principati e potestà; nessuno se non il Padre e lo Spirito, che sono uno con Cristo.

dato tra gli uomini; ed egli è stato gratuitamente dato dal Padre suo, come esempio del suo incomparabile amore per il mondo; e anche dato gratuitamente da se stesso, per essere un sacrificio per i peccati del suo popolo; ed è liberamente predicato tra gli uomini, come l'unico Salvatore di essi; perché non ce n'è un altro,

per cui dobbiamo essere salvati: Dio ha deciso nei suoi propositi e decreti, nel suo consiglio e patto, sulla salvezza del suo popolo eletto; e ha costituito suo Figlio per essere la salvezza di loro, e ha deciso che li avrebbe salvati per mezzo di lui, e per nessun altro, e in nessun altro modo; pertanto, chiunque è salvato, deve essere salvato da lui, vedi Osea 1:7 la versione araba aggiunge, "se non da lui solo"

13 Versetto 13. Quando videro l'audacia di Pietro e Giovanni

Con quale coraggio e intrepidezza si trovavano di fronte a loro, la presenza di spirito che avevano, e la libertà di parola che usavano, come la parola propriamente significa: osservavano la loro elocuzione, la giustezza della loro dizione, la proprietà del loro linguaggio, la forza e il nervosismo del loro ragionamento; così come la loro grande risoluzione, costanza e fermezza d'animo; non aver paura di professare il nome di Cristo, o di accusarli dell'omicidio di lui; e che sembravano decisi a rispettarlo, in ogni caso; per affermare che è il vero Messia, anche se rifiutato dai costruttori ebrei; e che era risuscitato dai morti; e non solo per attribuirgli il miracolo ora compiuto, ma la salvezza degli uomini; e per dichiarare, che non c'era nessuno in nessun altro tranne lui: la versione siriaca lo rende, "quando udirono la parola di Simeone e Giovanni che pronunziarono apertamente": e liberamente, senza alcuna riserva: risposero prontamente alla domanda, che era per il nome di Gesù di Nazaret che avevano fatto questo miracolo; trattarono liberamente con il sinedrio giudaico, e dissero loro con tante parole, che erano i crocifissori di Cristo, e i rigettatori di quella pietra, che Dio aveva posta la testa dell'angolo, e che non c'era salvezza per loro in nessun'altra: da qui, sembra che Giovanni parlasse bene come Pietro, anche se le sue parole non sono registrate:

e si accorsero che erano uomini ignoranti e ignoranti; non da ciò che dicevano ora, ma da ciò che avevano udito e compreso di loro prima: furono informati che erano uomini "ignoranti", o che non capivano le lettere; non se non che avessero imparato la loro lingua madre e sapessero leggere le Scritture; ma non avevano avuto un'educazione liberale; non erano stati allevati ai piedi di nessuno dei dottori, in nessuna delle scuole e università degli ebrei; non erano addestrati e non conoscevano le belle distinzioni, le sottili argomentazioni e le decisioni dei dottori eruditi, nell'interpretazione della legge di Mosè e delle tradizioni degli anziani: e capivano che erano anche uomini "ignoranti", ιδιωται, "idioti" o uomini privati; perché gli uomini potrebbero essere ignoranti, eppure non essere tali; Sembra che gli stessi sommi sacerdoti fossero a volte uomini non istruiti: quindi, nel giorno dell'espiazione,

"Leggevano davanti a lui, nell'ordine del giorno, e gli dicevano: Signore sommo sacerdote, leggi tu con la tua propria bocca; Forse hai dimenticato, o forse sì, לא למדת, "Tu non hai imparato"."

Gli ebrei hanno adottato la parola qui usata nella loro lingua, ed esprimono con essa, a volte, un uomo meschino, abietto e spregevole: così, invece di "figli di uomini vili", o "senza nome", il Targumist in Giobbe 30:8 legge, בני הדיוטין, "i figli degli idioti", o "uomini privati": e nel Targum in 1Samuele 18:23; 24:14 è usato per uno che è poco stimato, e paragonabile a una pulce: a volte disegna persone nella vita privata, sebbene uomini di cultura e conoscenza, distinguendoli da quelli che sono in carica; Quindi leggiamo, che

"Tre re e quattro הדיוטות, persone "private", non hanno parte nel mondo a venire; i tre re sono Geroboamo, Acab e Manasse; i quattro "idioti", o privati, sono Balaam, Doeg, Ahitofel e Gheazi".

E così un collegio di idioti, o di privati, si distingue da un collegio di giudici autorizzati e approvati; e talvolta si usa la parola per indicare coloro che si distinguono dai dottori o dai saggi; così quando si dice:

"l'ordine di strappare la scarpa, è fatto davanti a tre giudici, e sebbene i tre siano "idioti"";

la nota di Maimonide su di essa è:

"Non uomini saggi, ma che sanno leggere la lingua",

la lingua ebraica: e tali erano i discepoli, in ogni senso della parola; erano meschini e abietti, poveri pescatori, uomini senza nome e senza figura, che non avevano alcun ufficio, e di alto rango di vita, né versati nella cultura ebraica, ma comuni uomini privati: così che

si meravigliavano; I Sinedri rimasero stupiti nel sentirli parlare con tanta scioltezza e pertinenza:

ed essi seppero da loro, che erano stati con Gesù; Guardandoli con nostalgia, li riconobbero e se ne ricordarono; erano persone che erano discepoli di Gesù, e che avevano visto in compagnia di lui; non nel palazzo del sommo sacerdote, quando Gesù fu accusato, esaminato e condannato; sebbene Pietro, e alcuni pensano che Giovanni fosse lì in quel momento, tuttavia non doveva essere osservato e preso in considerazione dal sinedrio; ma nel tempio dove Gesù insegnava, e dove venivano i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani, e discutevano con lui sulla sua autorità, e cavillavano contro di lui, Matteo 21:15,23

14 Versetto 14. e guardando l'uomo che era stato guarito,

che fu preso in custodia e portato davanti al sinedrio, insieme con gli apostoli; o meglio, che è venuto qui di sua spontanea volontà per essere testimone per loro, perché era

stare con loro; in compagnia di loro, e vicino a loro, e al loro fianco; e così potevano, e lo fecero additare, e si appellarono a lui, che era pronto a giustificare, che non era con l'uso della medicina, o dell'arte magica, o nel nome di Satana o di Belzebù, ma nel nome di Gesù Cristo di Nazaret, che la sua guarigione era operata:

non potevano dire nulla in contrario; Non potevano contestare il fatto, perché davanti a loro c'era l'uomo perfettamente sano, che conoscevano personalmente, per il fatto che era rimasto così a lungo alla porta del tempio; Sapevano che era zoppo fin dal grembo di sua madre, che ora aveva più di quarant'anni; e non poterono dire nulla contro il modo in cui la sua guarigione, che era presente per attestarla; né potevano dire nulla contro di loro; gli apostoli, come recitano le versioni siriaca, araba ed etiopica; Non potevano biasimarli per averlo fatto, essendo una buona azione, né accusarli di frode e impostura

15 Versetto 15. Ma quando ebbero loro comandato,

Cioè, quando il sinedrio aveva ordinato agli apostoli; o "comandò che entrambi", come dice la versione araba, sia Pietro che Giovanni; e, forse, anche l'uomo che è stato guarito:

di uscire dal consiglio; o luogo dove si riuniva il consiglio, o sinedrio; il che, se fosse nella camera "Gazith", nel tempio dove erano soliti sedersi, o nelle botteghe, o nella città, dove si trasferivano, non è certo. Ci viene detto, che

"il sinedrio si trasferì dalla camera di Gazith alle botteghe, e dalle botteghe a Gerusalemme, e da Gerusalemme a Iabne";

cioè, dopo la distruzione della città. E la prima rimozione fu più o meno in questo periodo; poiché si dice, che

"Quarant'anni prima della distruzione del tempio, il Sinedrio fu rimosso e si sedette nelle botteghe".

Non nelle botteghe dove si vendevano le cose ad uso del tempio, ma in un cortile attiguo, che da esse prese il nome

Conferivano tra loro; ciò che era giusto fare, essendo gli apostoli ritirati

16 Versetto 16. Dicendo: Che cosa dobbiamo fare a questi uomini?

Sia che li puniscano con la flagellazione, o li trattengano più a lungo in carcere, o li mandino in prigione, o li congedino:

perché in verità un miracolo notevole è stato fatto da loro: erano convinti che un miracolo era stato compiuto, che era un caso chiaro, una cosa ben nota, di cui non c'era motivo di dubitare, e che era stato fatto dagli apostoli; ma questa non era tutta la difficoltà, se fosse stata una cosa solo a loro conoscenza, e che avrebbero potuto nascondere, non avrebbe dato loro alcun disagio; ma, come osservano,

è evidente a tutti quelli che abitano in Gerusalemme: poiché l'uomo era stato così a lungo zoppo e aveva giaciuto così a lungo nel tempio, dove tutti gli abitanti andavano spesso, era conosciuto e notato da loro; e poiché la sua guarigione era compiuta così apertamente e in modo così miracoloso, era la voce comune della città. in modo che non ci fosse modo di soffocarlo:

e non possiamo negarlo; Il fatto è così certo ed evidente; né nasconderlo, come lo rende la versione etiope, tanto noto e pubblico

17 Versetto 17. ma che non si diffondesse più tra il popolo,

Non significa a Gerusalemme; poiché la fama di questo miracolo si diffuse tra tutti gli abitanti di quella città; ma in altre parti della nazione:

Minacciamoli severamente; o "minacciandoli"; cioè, minacciarli severamente di prigione, o di flagellazione di quaranta colpi tranne uno, o della morte stessa

Che d'ora in poi non parlino a nessuno in questo nome; che per indignazione e disprezzo non menzionano, ma intendono il nome di Gesù: e il loro senso è che gli apostoli, da questo momento in poi, non dovrebbero insegnare, o predicare la dottrina della risurrezione dei morti, o qualsiasi altra dottrina del Vangelo, nel nome di Gesù, a nessun uomo, Giudeo o Gentile; o compiere qualsiasi miracolo nel suo nome, o invocare il suo nome, e farne uso, per la guarigione di qualsiasi persona, o compiere qualsiasi opera miracolosa. La versione etiopica è molto strana, e del tutto contraria al senso del sinedrio, "che non dovrebbero più parlare se non nel nome dell'uomo Gesù"

18 Versetto 18. Ed essi li chiamarono:

Dall'appartamento in cui si trovavano; o ordinavano ai loro servi di chiamarli a loro.

e comandò loro di non parlare affatto; sia privatamente che pubblicamente, nel ministero della parola o nell'opera di miracoli, nella città o nella campagna;

né insegnare nel nome di Gesù; qualsiasi dottrina; o "il nome di Gesù", come recita la versione araba; cioè la dottrina di Gesù, quella che rispetta la sua persona, il suo garofano, i suoi uffici, le sue sofferenze, la morte e la risurrezione dai morti

19 Versetto 19. Ma Pietro e Giovanni, rispondendo, dissero loro:

Con grande audacia e coraggio, e senza alcun timore dell'uomo, ma nel vero timore di Dio

se è giusto agli occhi di Dio; che è onnisciente, e vede e conosce tutte le cose, tutte le azioni degli uomini, e le loro sorgenti; che è santo, giusto e veritiero, e siede e giudica tra gli dèi, ciò che è giusto,

giudicate voi più che per dare ascolto a voi. Non si nega che i magistrati debbano essere ascoltati e obbediti, ma non più di Dio, o in cose contrarie alla sua natura, volontà, legge, onore e gloria: tutto ciò che è conforme alla legge e alla volontà di Dio, comandata dai magistrati, deve essere ascoltata, e obbediva allegramente; ma ciò che non lo è dovrebbe essere trascurato, qualunque cosa ne consegua: e questo era così giusto e ragionevole, che gli apostoli si appellarono al Sinedrio, o concilio stesso, per determinare

20 Versetto 20. Perché non possiamo fare a meno di parlare,

Non era fisicamente, ma moralmente impossibile; o non era lecito, e quindi non volevano parlare nient'altro, e non potevano evitare di parlare, dicono,

le cose che abbiamo visto e udito; come i miracoli e le dottrine di Cristo, la sua risurrezione dai morti, di cui furono testimoni oculari e uditivi. Questo dimostra la loro grande fedeltà e integrità, il loro attaccamento inviolabile a Cristo e la loro impavidità di fronte al dispiacere e all'ira degli uomini

21 Versetto 21. Così, quando li ebbero minacciati ulteriormente,

O ripeteva lo stesso, come prima; o ne aggiunsero di più gravi, per terrorizzarli, se possibile; non essere in grado di rispondere alle loro argomentazioni, o invalidare il loro ragionamento:

li hanno lasciati andare; Non li hanno assolti come innocenti, ma li hanno dimessi dalla prigione:

non trovando nulla su come punirli; non essendo in grado, sebbene lo cercassero con la massima diligenza, di fissare su di loro alcunché che potesse essere una causa, o un'occasione, o un pretesto di infliggere loro una punizione:

a causa del popolo, non si sarebbero attenuti all'ingiustizia che ne derivava, né si sarebbero preoccupati di offendere Dio, ma avevano paura del popolo, di perdere la loro reputazione fra loro, e che non si sollevassero contro di loro e dalla parte degli apostoli.

poiché tutti gli uomini hanno glorificato Dio per ciò che è stato fatto; videro in essa la mano di Dio e la attribuirono alla sua misericordia, bontà e potenza, e gliene diedero la gloria; e quindi punire gli strumenti di un'opera così grande e buona, sarebbe stato stimato barbaro e malvagio, e sarebbe stato da essi molto risentito; poiché, al contrario, li giudicavano degni di grande onore e rispetto

22 Versetto 22. L'uomo aveva più di quarant'anni,

Così che il miracolo era più grande, che un uomo nato zoppo, e che aveva avuto così più di quarant'anni, avesse una guarigione; ed egli era il più noto al popolo, e la sua testimonianza ottenne maggior credito:

su cui è stato mostrato questo miracolo di guarigione; sia per il bene degli uomini, sia per la gloria di Dio, sia per la conferma del Vangelo di Cristo

23 Versetto 23. Ed essere lasciato andare,

O destituiti dalla custodia, per ordine del sinedrio:

andarono nella loro compagnia; o "ai propri uomini", come recita la versione etiope; o "ai propri fratelli", come il siriaco; o agli altri dieci apostoli; o ai centoventi, che si sono incontrati per la prima volta; cioè tutta la moltitudine di quelli che credettero, Atti 4:32 gli ottomila che si erano aggiunti a loro, tutta la chiesa. I santi amano stare insieme e si dilettano in compagnia l'uno dell'altro; e specialmente quando hanno qualcosa da comunicare, che sia per il loro reciproco bene, o per l'onore di Dio:

e riferirono tutto ciò che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano detto loro; quali comandi e ingiunzioni avevano imposto su di loro, e quali minacce avevano dato loro, e, senza dubbio allo stesso modo, quali risposte avevano dato loro

24 Versetto 24. E quando udirono ciò,

L'intero rapporto fatto dagli apostoli; e che ascoltarono con pazienza, e senza fare alcuna riflessione indegna sul sinedrio; ed essendo, da una parte, non molto terrorizzato e abbattuto, e, dall'altra, non pigro, negligente e sicuro; non si dedicano a complotti, cospirazioni e sedizioni; né alle armi per difendersi e vendicarsi, sebbene il loro numero fosse grande; ma alla preghiera, affinché non siano dissuasi dalle minacce, dall'annunciare con franchezza la parola del Signore:

alzano la voce a Dio di comune accordo; essendo ispirati dallo Spirito Santo, non solo erano d'accordo nella questione delle loro richieste, accordo che è di grande utilità per Dio; poiché tutto ciò che due o più si accordano per chiedere a Dio, sarà dato loro; ma anche nelle stesse parole che sono state espresse vocalmente da loro, e ciò in modo molto forte e sonoro, per significare la veemenza e l'ardore delle loro menti e dei loro affetti:

e disse: Signore, tu sei Dio; o, come in una delle copie di Beza, "Signore nostro Dio"; o, come nella versione etiopica, "Signore, tu sei il nostro Dio"; rivolgendosi a Dio, il Padre di Cristo, come appare da Atti 4:27 come il loro proprio Dio, il loro Dio del patto e Padre in Cristo, dal quale potevano sperare aiuto, e nel quale potevano aspettarsi sicurezza, e ogni provvista di grazia:

il quale ha fatto il cielo e la terra, il mare e tutto ciò che è in essi; e che è una piena prova dell'onnipotenza di Dio; un attributo di singolare utilità per i santi in circostanze difficili; Che cosa infatti non può fare colui che ha fatto tutte le cose che sono? e che cosa non farà egli per i suoi santi, per l'adempimento dei suoi propositi, per l'adempimento del suo patto e delle sue promesse, per l'adempimento delle profezie; il bene del suo popolo e la gloria del suo nome?

25 Versetto 25. che per bocca del tuo servo Davide ha detto:

In Salmi 2:1,2 da cui apprendiamo che quel salmo, sebbene sia senza titolo e non porti il nome di Davide, tuttavia è uno dei suoi e così Kimchi dice che Davide lo compose all'inizio del suo regno, sebbene Aben Esdra pensi che sia stato composto da uno dei cantori per lui, il giorno in cui fu unto; eppure in seguito sembra dubitarne, e su Salmi 2:7 dice: Sono le parole di Davide, o le parole del cantore. Ed è certo che al tempo degli apostoli questo salmo era considerato dai Giudei come quello di Davide in comune; e perciò ne parlano così: ed era senso degli antichi dottori della sinagoga, che questo salmo dovesse essere compreso del Messia. Jarchi dice: "I nostri rabbini espongono l'affare (di questo salmo) riguardo al Re Messia; e Kimchi osserva che ci sono alcuni che interpretano questo salmo di Gog e Magog, e il Messia, o unto, che è il Re Messia; sebbene uno di questi scrittori fosse dell'opinione, che sia meglio intenderlo da Davide stesso; e Aben Esdra dice, che fu composto o per Davide, o per il Messia, e per capirlo del Messia, la cosa è più chiara. I versetti Salmi 2:7,8 sono particolarmente applicati al Messia in alcuni dei loro scritti più antichi, e anche in quelli moderni, come Salmi 2:2 al Messiah ben Joseph (n): e infatti l'intero salmo appartiene al Messia, come appare dall'espressa menzione di lui, e dai vani tentativi dei re della terra contro di lui; dal decreto e dalla risoluzione di Dio di farlo e dichiararlo re di Sion, nonostante i loro massimi sforzi; dall'avere i Gentili come sua eredità, il che non è vero per nessun altro; e specialmente da quella riverenza, adorazione e adorazione, che dovevano essere date a lui, e quella fiducia e fiducia da riporre in lui, che non possono in alcun modo essere d'accordo con Davide, né con alcuna semplice creatura. La versione siriaca dice: "che nello Spirito Santo, per la bocca", ecc. e così lesse la copia più antica di Beza, e altri cinque suoi manoscritti; e la Vulgata latina, e le versioni etiopiche, leggono: "che nello Spirito Santo, per bocca del nostro padre Davide", ecc. e la copia alessandrina, ma non sembra essere una lettura autentica; poiché non erano soliti chiamare Davide i Giudei, ma Abramo, loro padre; né è espresso, con proprietà, che Dio Padre abbia detto nello Spirito, o per mezzo dello Spirito, ciò che segue:

perché i pagani si infuriavano e il popolo immaginava cose vane? cioè, i Gentili, e il popolo dei Giudei, Pilato, e il suo sinedrio, con i soldati romani, e il sinedrio giudaico, con il popolo comune; che si infuriò contro Cristo, lo afferrò furiosamente, lo condusse come un malfattore, e lo spinse da un bar all'altro, in modo tumultuoso, e con grande rumore e clamore lo esortò alla crocifissione; né il loro furore cessò finché non lo ebbero messo a morte: eppure era una cosa vana in loro immaginare che dovesse essere tenuto sotto il potere della morte; o che questo avrebbe posto fine alla diffusione della sua dottrina e all'allargamento del suo regno e dei suoi interessi; poiché è risorto dai morti, come vincitore trionfante, su tutti i suoi nemici, e ha effuso il suo Spirito, in modo straordinario, ha diffuso il suo Vangelo e la sua gloria su tutta la terra

26 Versetto 26. I re della terra si alzarono,

Erode Antipa, tetrarca di Galilea, a volte chiamato re, Marco 6:14 e Pilato governatore romano, che rappresentava il suo padrone Cesare; costoro si alzarono, o si levarono in modo ostile, si opposero e si opposero al Messia, Gesù di Nazaret.

e i governanti si radunarono; i governanti ebrei, Anna, Caifa e il resto dei membri del sinedrio, che si riunirono più di una volta; e in particolare al palazzo del sommo sacerdote, per consultarsi sul modo in cui avrebbero dovuto prendere Gesù e metterlo a morte; e che si riunirono anche nello stesso luogo, quando fu preso, per accusarlo, esaminarlo e condannarlo. E questa opposizione, e queste cospirazioni e consultazioni, erano

contro il Signore, il Signore, il Padre di Cristo, che lo ha mandato e lo ha unto, così che ciò che è stato fatto contro Cristo, è stato fatto contro il Signore, e le loro opinioni e i loro disegni, il loro interesse e la loro gloria, sono gli stessi.

e contro il suo Cristo; o unto, che fu unto da lui, con lo Spirito Santo, dalla sua nascita e al suo battesimo, per essere profeta, sacerdote e re

27 Versetto 27. Perché in verità, contro il tuo santo bambino Gesù,

Questa è l'interpretazione dei passaggi di cui sopra in Salmi 2:1,2 e la loro applicazione a Gesù; che è chiamato il "figlio" di Dio, perché la natura umana di Cristo è stata presa in unione con la seconda persona, che è il Figlio di Dio: a meno che la parola non sia piuttosto resa "servo", come è in At 4:25 e che è un carattere che appartiene a Cristo, e gli è spesso dato come Mediatore, che, in quanto tale, è il giusto servitore di Dio; ed è chiamato "santo", perché lo era nel suo concepimento e nella sua nascita, e nella sua vita e nella sua condotta, essendo libero sia dal peccato originale, sia dalla trasgressione attuale; e che è un aggravamento del peccato e della colpa di questi uomini, che si alzino e si radunino contro di lui; eppure era un caso chiaro, un fatto noto, una verità certa, che non poteva essere negata: e per l'ulteriore aggravamento del loro crimine, così come per spiegare la frase "suo, Cristo", si aggiunge:

che tu hai unto; con l'olio della letizia, al di sopra dei suoi simili. Cristo fu, in un certo senso, unto per essere profeta, sacerdote e Re, dall'eternità, essendo così presto istituito come Mediatore, o chiamato e investito di quell'ufficio; vedi Proverbi 8:22, 2:6 e fu unto a suo tempo, sia alla sua incarnazione che al battesimo, avendo lo Spirito senza misura che gli era stato dato, che è l'unzione che insegna ogni cosa

Erode e Ponzio Pilato con le genti e il popolo d'Israele erano radunati. Questo Erode era Erode Antipa, figlio di Erode il Grande, che fece decapitare Giovanni Battista; e Ponzio Pilato era il governatore romano della Giudea, al tempo della morte di Cristo; i Gentili erano quelli del sinedrio di Pilato e i soldati romani;

E il popolo d'Israele era costituito dai Giudei, i capi e il popolo comune, secondo la versione siriaca, la sinagoga d'Israele, e questi, benché fossero di diverse nazioni e di diversi interessi, anzi nemici gli uni degli altri, come lo erano i Giudei e i Gentili in generale, e come Erode e Ponzio Pilato in particolare, eppure tutti si riunirono, acconsentì, e concordò insieme di deridere, flagellare e crocifiggere questa persona innocente e santa. Le versioni latina della Vulgata, del siriaco e dell'etiope aggiungono, in questa città; e così le suddette copie di Beza, e altre; cioè, nella città di Gerusalemme, dove ora si trovavano gli apostoli, e dove le persone di cui sopra si riunivano insieme, e da dove un profeta poteva solo perire. La copia alessandrina dice: In questa tua città, che era chiamata la città di Dio e la città santa, eppure in questo si è verificato questo congresso malvagio e tutta questa malvagità

28 Versetto 28. per fare tutto ciò che hai messo in mano,

Non era il fine del loro raduno contro Cristo, o non era la loro intenzione e il loro disegno, di adempiere i propositi e i decreti di Dio, ma di soddisfare le loro proprie concupiscenze, e saziare la loro rabbia e malizia contro di lui; ma fu così nel caso, secondo la saggia disposizione della provvidenza, che con il loro raduno, con le loro consultazioni e cospirazioni, realizzarono ciò che Dio nel suo eterno consiglio aveva decretato. Per "mano" del Signore qui non si intende la grazia e il favore di Dio; o la potenza e la provvidenza di Dio; o la sua parola di precetto, la sua volontà rivelata; ma la sua volontà segreta, il consiglio della sua volontà, il proposito nascosto del suo cuore, la saggia consultazione della sua mente, che è formata secondo la sua infinita sapienza: così in 2Samuele 14:19 è detto: "La mano di Ioab non è con te in tutto questo?" cioè, la testa di Ioab, il saggio consiglio di Ioab; e così gli scrittori ebrei lo interpretano, עצתו, "il suo consiglio": e così la parola è spiegata qui immediatamente; poiché segue:

e il tuo consiglio ha deciso prima che fosse fatto: i decreti di Dio sono dall'eternità; non c'è nulla che accada nel tempo che non ciò che egli ha precedentemente stabilito che dovesse essere fatto, o eseguendolo lui stesso, o facendolo da altri, o permettendo che fosse fatto, come nel caso qui. Tutto ciò che è stato fatto a Cristo, sia dai Giudei che dai Gentili, da Erode o da Ponzio Pilato, è stato fatto secondo la segreta volontà di Dio, il patto che egli ha fatto con Cristo e il concilio di pace che era tra i due: ciò che hanno fatto malvagiamente, Dio lo ha progettato per il bene, e in questo modo ha operato la redenzione e la salvezza del suo popolo. ciò non fa di Dio l'autore del peccato, né scusa le azioni peccaminose degli uomini, né viola la libertà della loro volontà nell'agire

29 Versetto 29. E ora, Signore, guarda le loro minacce,

Intendendo non con il suo occhio di onniscienza, cosa che non poteva fare a meno di fare; ma che egli li prendesse in considerazione, come nella sua provvidenza per rimproverarli per loro, o trattenerli, o renderli senza paura di loro:

e concedi ai tuoi servi; gli apostoli e tutti i ministri della parola, che sono i servi dell'Iddio altissimo e che lo servono nell'evangelo del suo Figlio, con grande allegrezza e fedeltà,

affinché possano annunciare la tua parola con ogni franchezza; e non i propri, o quelli di un altro; il Vangelo, che è la parola di Dio, o una parola, un messaggio di grazia e misericordia da parte sua alle creature peccatrici. La richiesta di tutta la chiesa è che i ministri della parola non siano intimiditi dalle minacce del sinedrio; ma continuate a dichiararlo con tutta la libertà di espressione, con tutta l'audacia, il coraggio e l'intrepidezza della mente, e con tutta la franchezza e la fedeltà, e nel modo più pubblico. E una tale richiesta mostra che, come è dono di Dio pronunciare la sua parola, o predicare il suo Vangelo, così lo è anche dirlo liberamente, con franchezza e fedeltà, come dovrebbe essere pronunciato

30 Versetto 30. stendendo la tua mano per guarire,

Cioè, esercitando il suo potere nel guarire infermità, infermità e zoppia, come nell'esempio sopracitato, per mano degli apostoli; il che, in quanto sarebbe contrario agli schemi del sinedrio ebraico, e confermerebbe le dottrine del Vangelo; così avrebbe animato i predicatori della parola a predicarla con più prontezza, allegria e fermezza di mente;

e affinché si facciano segni e prodigi nel nome del tuo santo bambino Gesù; come era già stato fatto, e per il cui nome in particolare lo zoppo nel tempio aveva ricevuto una guarigione, e nel cui nome il Sinedrio aveva proibito agli apostoli di predicare, o di farne uso, per fare qualsiasi altro miracolo

31 Versetto 31. E dopo aver pregato,

O mentre pregavano, o appena avevano finito; Talvolta, infatti, come qui, la preghiera viene immediatamente esaudita e viene data risposta, mentre i santi parlano, o appena terminata la preghiera:

Il luogo in cui erano riuniti fu scosso e fu scosso; il che, se fosse una casa privata, o il tempio, non è certo: quest'ultimo sembra più probabile, perché il loro numero era così grande, che nessuna casa privata poteva contenerli; e poiché questo era il luogo dove erano soliti riunirsi; questo era ora scosso da un vento impetuoso e impetuoso, come nel giorno di Pentecoste, ed era un simbolo della presenza divina, e un segno che le loro preghiere erano state ascoltate, e un emblema dello scuotimento del mondo per il ministero degli apostoli.

e tutti furono ripieni di Spirito Santo; con i doni dello Spirito Santo, anche con doni straordinari, come parlare in diverse lingue, come prima nel giorno di Pentecoste; vedi Atti 2:4 e questo era il caso non solo degli apostoli, ma degli altri ministri della parola, e può essere di tutta la chiesa:

ed essi annunziarono la parola di Dio con ogni franchezza; cioè, gli apostoli, e i predicatori del Vangelo, lo parlavano con grande libertà, e senza paura, non solo privatamente, nella loro comunità, ma pubblicamente, nel tempio: questo era ciò per cui si pregava particolarmente, e in cui avevano una risposta notevole

32 Versetto 32. e la moltitudine di quelli che credettero,

Il Vangelo e, in Cristo, la sua sostanza; ed erano una moltitudine, perché ora erano circa ottomila persone. E sebbene il loro numero fosse così grande,

erano di un solo cuore e di una sola anima; c'era un totale consenso e accordo nella dottrina, in materia di fede erano tutti d'accordo e di giudizio, e c'era una perfetta armonia nella loro pratica, tutti svolgevano gli stessi doveri e osservavano gli stessi comandamenti e ordinanze; e tutti perseguivano lo stesso interesse, e avevano gli stessi fini e le stesse opinioni; e c'era una stretta unione dei loro affetti l'uno per l'altro; le loro anime erano legate l'una all'altra; così che c'era, per così dire, una sola anima in questo grande corpo di cristiani. Aristotele, interrogato su cosa fosse un amico, rispose: "Un'anima sola dimora in due corpi": e così dicono gli ebrei, è giusto e appropriato che gli amanti o gli amici siano בלב אחד כאישׁ אחד, "di un solo cuore, come un solo uomo"; e tali amici e amanti cordiali erano questi

Nessuno di loro disse che nulla delle cose che possedeva era suo; Sebbene avesse un diritto particolare su di loro, tuttavia non rivendicava quel diritto, né insisteva su di esso, né ne parlava affatto, né faceva uso della sua sostanza come se fosse sua, riservandola per sé, o addirittura disponendone lui stesso; ma lo esponeva al libero uso di tutto il corpo, per goderne alla pari con se stesso:

ma avevano ogni cosa in comune; che era ciò a cui non erano obbligati, ma era un'azione libera e volontaria di loro, e quindi non è vincolante per gli altri; Né in verità la loro pratica deve essere imitata, nel modo diretto in cui lo facevano, perché il loro caso era particolare. Non solo erano ogni giorno soggetti a persecuzioni e al sequestro dei loro beni e alla confisca dei loro beni; ma sapevano anche che, con il passare del tempo, Gerusalemme sarebbe stata distrutta, e non potevano dire quanto presto; e quindi giudicarono giusto vendere i loro possedimenti e gettare il denaro in un unico capitale comune, per il loro reciproco sostegno e per portare avanti la causa comune di Cristo

33 Versetto 33. E con grande potenza,

O in modo molto potente, con grande fervore di spirito, e ardore di mente, e zelo non comune; o con grande efficacia sulle anime degli uomini; o con molti miracoli e potenti operazioni di guarigione dei malati, di scacciamento dei demoni, ecc

diede agli apostoli testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; di cui sono stati scelti per essere testimoni, e di cui sono stati testimoni oculari; e che è un articolo fondamentale del Vangelo, ed era ciò che turbava particolarmente i Sadducei, e a causa del quale proibivano loro di predicare ancora nel nome di Cristo

E grande grazia era su tutti loro; non solo sugli apostoli e sui ministri, ma su tutta la chiesa: e che può essere compreso sia uno dei grandi doni dello Spirito di Dio, che furono sparsi su di loro, e abbondantemente elargiti su di loro; o della graziosa protezione di Dio su di loro, preservandoli dalla rabbia e dalla malizia degli uomini; o di quella grazia e di quel favore che avevano in comune tra te; o di quella carità, liberalità e beneficenza, che erano tra loro, il cui senso è confermato da ciò che segue; anche se può darsi che tutti questi sensi possano essere assorbiti

34 Versetto 34. E non c'era nessuno tra loro che mancasse,

Pane da mangiare, o vestiti da indossare, o qualsiasi altro del necessario per vivere; il che dimostra la loro grande carità, e dà ragione per cui erano tanto in favore presso il popolo, perché si prendevano tanta cura dei loro poveri; e questo scaturì dalla grazia di Dio concessa loro.

per tutti coloro che possedevano terre e case; o "vigne", come dice la versione etiope, sia a Gerusalemme che altrove;

li vendettero e portarono i prezzi delle cose che erano state vendute; che si tratti di terreni, case o vigneti

35 Versetto 35. e li deposero ai piedi degli apostoli,

Mostrando grande venerazione e rispetto per gli apostoli, e una sorta di negligenza e disprezzo per la loro sostanza mondana; e significando che li consegnarono interamente agli apostoli e li sottoposero alla loro disposizione.

e la distribuzione fu fatta a ciascuno, secondo il suo bisogno; Sebbene avessero tutte le cose in comune, tuttavia c'era un ordine osservato; un uomo non potrebbe andare al ceppola comune e prenderne ciò che vuole; ma poiché tutto era affidato alla cura degli apostoli, ed era in loro potere; la distribuzione era fatta da loro, a tutti, ai proprietari originali, così come ad altri, e ciò non tanto quanto un uomo avrebbe avuto, o avrebbe potuto desiderare; ma quanto gli serviva, per il momento, di cui gli apostoli erano i giudici

36 Versetto 36. E Joses,

Le versioni latina della Vulgata, siriaca ed etiopica leggono "Giuseppe", e così la copia più antica di Beza, e due dei suoi manoscritti, e la copia alessandrina, e altri; poiché "Jose", o "Joses", è solo un'abbreviazione o contrazione di "Joseph"; anche se secondo altri è lo stesso con "Giosia": ce n'è uno con questo nome, che era una specie di Alfeo, e fratello di due degli apostoli, Giacomo e Giuda Matteo 13:55 e un altro chiamato "Joses Barsabas"; e può darsi che per distinguere l'uno dall'altro, questo si chiami "Joses Barnabas"; poiché così segue:

che dagli apostoli era soprannominato Barnaba: il suo nome prima della sua conversione era "Giuseppe", o "Giuseppe", o "Giosia"; e in seguito, o almeno dopo che egli venne a conoscere gli apostoli, e a stare in loro compagnia, lo chiamarono "Barnaba", Le versioni araba ed etiope dicono, "che era degli apostoli"; e così si parla di Barnaba come se fosse un apostolo, 1Corinzi 9:5,6

che è, interpretato, il figlio della consolazione; o "di esortazione"; dall'eccellente dono e talento che aveva nell'esortare; vedi Atti 11:23; 14:22 e dall'uso che faceva per confortare le menti afflitte; poiché נבא, "Naba, profetizzare", include sia l'esortazione che il conforto; e colui che aveva il dono della profezia o della predicazione del Vangelo, era chiamato ברנבא, "Barnaba", un figlio di conforto, o un consolatore, o un esortatore: e così lo interpreta Girolamo , "il figlio di un profeta". Drusio congetturò che il suo vero nome fosse בר נחמא, "Bar Nachama", e per contrazione "Barnama", e con una terminazione greca "Barnamas", che significa propriamente, nelle lingue caldea e siriaca, "il figlio della consolazione", come è qui interpretato; e osserva che le lettere "M" e "B" sono talvolta usate l'una per l'altra: così uno stesso uomo è chiamato "Berodac" e "Merodac", " 2Re 20:12, Isaia 39:1 e lo stesso fiume è chiamato "Abana", 2Re 5:12 e nel margent "Amana"; ma altri pensano che abbia avuto il suo nome dalla stessa parola che Noè aveva il suo, e che significa riposo e conforto, come appare dalla ragione del suo nome. "Questo stesso ci consolerà", ecc. E così il nome di quest'uomo in lingua caldea o siriaca era בר נח אבא, che può essere tradotto letteralmente "il figlio del riposo dei padri", o "conforto". E si dice che quest'uomo sia

un levita; della tribù di Levi e della stirpe sacerdotale,

e del paese di Cipro; o "per nascita", o "nazione, un cipriano"; perché, sebbene fosse ebreo, come risulta dal fatto che apparteneva alla tribù di Levi, e fosse nato da genitori ebrei, tuttavia era a Cipro, e quindi era nativo di quel luogo. La versione etiopica lo rende "della città di Cipro"; ma Cipro non era una città, ma un paese; per cui la versione siriaca lo rende "del luogo, o paese di Cipro", come facciamo noi: era un'isola nell'altra parte del Mar Mediterraneo; Ha preso il nome dalla pianta di Cipro, ed è ora chiamata dai turchi "Kibris". Secondo Plinio, si trovava a est e a ovest della Cilicia, ed era di fronte alla Siria, ed era precedentemente la sede di nove regni; la sua circonferenza era di trecentosettanta miglia, ed era stata chiamata con vari nomi, come Acamantis, Cerastis, Aspella, Amathusia, Macaria, Crypton e Colinia; in essa c'erano quindici paesi o città, che comprende Paphos, Palsepaphos, Curias, Citium, Corineum, Salamina, Ameto, Lapethos, Solce, Tamaseus, Epidarum, Chytri, Arsinoe, Carpasium e Golgi. Secondo lo stesso scrittore, fu a causa di un terremoto divisa dalla Siria; e si dice che quella parte di essa che si trovava a est della Siria, fosse distante meno di cento miglia da essa. E secondo Mela, le sue città principali erano Salamina e Pafo, menzionate in Atti 13:5,6. E secondo Tolomeo, aveva a ovest la Panfilia, a sud i mari egiziano e siriano, e a est il mare siriano, e a nord gli stretti di Cilicia: era abitata da gente di varie nazioni, e, tra il resto, da ebrei; e R. Benjamin fa menzione dei Rubban ebrei a Cipro, Ai suoi tempi

37 Versetto 37. Avendo un terreno, l'ho venduto,

Non si sa con certezza se ciò avvenne a Cipro o in Giudea, né come vi si arrivò, se l'avesse comprato, come avrebbero potuto fare i sacerdoti e i Leviti, e come Geremia, che era uno dei sacerdoti, comprò un campo ad Anatot, Geremia 32:9 o se fosse la dote di sua moglie, poiché i Leviti non avevano nulla in eredità. Avevano quarantadue città, e le sei città di rifugio in cui abitare, e il campo dei sobborghi di queste città; il quale campo o terra non doveva mai essere venduto, ma doveva essere un possesso perpetuo, Levitico 25:34 ma ora la legge cerimoniale era abolita, e questo precetto non era rispettato, se la terra era di questo tipo. Inoltre, i medici ebrei interpretano diversamente la legge di cui sopra; e lo comprendono solo per cambiare, e non per vendere, cosa che permettono; uno dei loro canoni recita così,

"i sacerdoti e i Leviti, מוכרים, "vendono" sempre, e riscattano sempre, come è detto, Levitico 25:32, "i Leviti possono riscattare in qualsiasi momento"."

Su quale canone, uno dei loro commentatori dice:

"Vendono sempre; e non come un israelita, che non può vendere meno di due anni prima del giubileo; -ma questi "vendono" anche in prossimità del Giubileo; "e riscattano sempre": se vendono case nelle città murate, non sono confermate alla fine dell'anno, come le case nelle città murate degli Israeliti; e se "vendono i campi", non è necessario che rimangano nelle mani del compratore due anni, ma possono riscattarli immediatamente, se vogliono".

E un altro di loro ha questa osservazione:

"tutti sono d'accordo che i Leviti non possono cambiare una città, o un sobborgo, o un campo, che sono loro, perché è detto, Levitico 25:34 "ma il campo dei sobborghi delle loro città non può essere venduto"; e i saggi di beata memoria dicono: il significato di ciò è che non sarà cambiato, perché non cambiano nulla di ciò che era prima".

E in accordo con questo è ciò che Maimonide dice altrove:

"non fanno nelle città dei Leviti una città un sobborgo, né un sobborgo una città, né un sobborgo un campo, né un campo un sobborgo, come è detto, Levitico 25:34 "ma il campo dei sobborghi delle loro città non sarà venduto"; Dalla Voce (o Tradizione) apprendiamo che ciò che si dice: "Non sarà venduto", significa, non sarà cambiato; ma il campo, il sobborgo e la città, ognuno di questi tre sarà come sarà per sempre. I sacerdoti e i leviti che "vendono" un campo, dei campi delle loro città, o una casa di una qualsiasi delle case delle loro città murate, non riscattano secondo questo ordine (cioè come gli altri Israeliti), ma "vendono campi"; e anche vicino al giubileo, e riscattali immediatamente".

Affinché, se questo paese di Barnaba si trovasse in Giudea, come è molto probabile, potrebbe essere venduto, e molto di più, se si trovasse a Cipro. Ma, qualunque cosa e dove voglia, l'ha venduta:

e portò il denaro; da Cipro o dalla Giudea, o dalla parte del paese di Canaan dove si trovava e dove l'aveva venduto.

e lo depose ai piedi degli apostoli; forse potrebbe essere la prima persona a farlo, e a dare un esempio che è stato seguito da tutti; tuttavia, è particolarmente menzionato, essendo un uomo noto tra gli apostoli, e di grande utilità nei tempi successivi, e di cui si fa frequente menzione in altri luoghi

Commentario del Pulpito:

Atti 4

1 Il capitano del tempio. Solo qui e Atti 5:24, e Luca 22:4,52 al plurale alcuni hanno pensato che qui si intendesse il comandante della guarnigione romana del castello di Antonia. Ma poiché la scena è ambientata nel cortile del tempio, questo è molto improbabile. Giuseppe Flavio 20,6:2 parla di un ufficiale apparentemente del tempio, che si chiamava oJ strathgov, ed era certamente un Giudeo con il suo nome Anano, ed era, come Giuseppe Flavio riferisce più avanti, Giuda campana, 2,12:6 figlio del sommo sacerdote Anania. Menziona anche il capitano del tempio "Bell. Giud., 6,5, 3 al momento della distruzione del tempio. Non c'è dubbio, quindi, che il capitano del tempio di cui si parla qui fosse un sacerdote che aveva sotto di sé la guardia levitica, e il cui dovere era quello di mantenere l'ordine nei cortili del tempio in questi tempi turbolenti, la menzogna appare da Atti 5:25 ; Luca 22:4,52, e i passaggi di Giuseppe Flavio, per essere stato un ufficiale di alto rango

Versetti 1-31.- La prima persecuzione

Osservando i fenomeni che accompagnano l'introduzione e la diffusione del cristianesimo nel mondo, salta all'occhio la persecuzione che in tempi diversi i suoi discepoli hanno incontrato dal mondo. Il Signore Gesù stesso, "l'Autore e Perfezionatore della nostra fede", fu rigettato dagli uomini e crocifisso. E quando, dopo la sua gloriosa risurrezione, gli apostoli predicarono la fede e verificarono la verità di ciò che predicavano con miracoli così significativi come quello riportato in Atti 3; Atti 4, e di conseguenza attirarono un gran numero di persone alla fede di Gesù Cristo, vediamo la mano della potenza immediatamente tesa per arrestare il progresso del vangelo, e di mettere a tacere i suoi predicatori con minacce, imprigionamento e morte. Quali furono le sorgenti segrete di questa prima persecuzione, così come sono esposte alla vista nella narrazione che abbiamo davanti?

C 'ERA LA GELOSIA GENERALE DA PARTE DEL POTERE UMANO PER OGNI GRANDE MOVIMENTO CHE NON EMANASSE DA ESSO. «Con quale potere, o in quale nome, avete fatto questo?» fu la loro domanda rabbiosa. "Qualcuno dei governanti ha forse creduto in lui?", era la domanda simile che si facevano i Farisei durante la vita del nostro Signore. La stessa gelosia per ogni libera circolazione, i cui risultati potrebbero essere pericolosi per il potere esistente, e che implicava uno spirito indipendente da parte di coloro che vi erano coinvolti, è evidente anche nelle persecuzioni romane del cristianesimo, e nella cruciale prova di lealtà richiesta ai seguaci delle nuove dottrine. che avrebbero dovuto sacrificare all'imperatore. Le persecuzioni dei Lollardi e dei Protestanti da parte dei nostri monarchi prima della Riforma, e dei Romanisti e dei Puritani dopo la Riforma, erano dovute in una certa misura alla stessa impazienza di qualsiasi rivale o di qualsiasi potere non dipendente

NEL CASO DI ANNA E DEI SUOI CO-REGNANTI C'ERA UNA FEROCE OSTILITÀ VERSO PIETRO E GIOVANNI E IL RESTO DEGLI APOSTOLI, SULLA BASE DELLA DOTTRINA DA LORO PREDICATA. La dottrina di coloro che erano al potere era il sadduceismo. Erano i laici di quel tempo. Il loro credo era questo mondo, e nient'altro al di là di esso. Nessun angelo, nessuno spirito, nessuna resurrezione, nessuna vita a venire. E questo credo lo sostennero con una ferocia non insolita per coloro che sostengono dottrine negative e ripudiano il fanatismo del dogmatismo. Quando, dunque, gli apostoli con meravigliosa franchezza e fiducia, e con una semplicità di intenti e una forza di eloquenza che portavano tutti davanti a loro, non solo predicarono in generale la dottrina della risurrezione, ma affermarono che Gesù Cristo, che Anna e Caifa avevano dato per essere crocifisso, era effettivamente risorto dai morti, che lo avevano visto e avevano conversato con lui dopo la sua risurrezione, e che per la sua potenza e nel suo Nome lo zoppo era stato guarito, la loro indignazione non conosceva limiti. Non potevano negare il miracolo, non potevano mettere a tacere i predicatori con le discussioni. Ma potevano gettarli in prigione, potevano, pensavano, metterli a tacere con minacce; e così fecero l'uno e tentarono l'altro. E così è stato da allora. Le dottrine pure e sante del vangelo di Cristo sono state opposte, allo stesso modo, al politeismo della Grecia e di Roma, alla poligamia di Maometto, alle dottrine di Roma. E così coloro che erano al potere e che sostenevano queste varie dottrine, hanno a loro volta sguainato la spada persecutoria contro i fedeli che le sostenevano. È sempre stato l'errore e la spada contro la verità di Dio

III Ma possiamo vedere un'altra ragione per la violenza dei governanti contro gli apostoli di Cristo. Possiamo essere certi che il crimine di consegnare Gesù ai Romani per essere crocifisso non era stato compiuto senza molti e dolorosi rimproveri di coscienza. Essi conoscevano l'irreprensibile vita di Cristo di attiva bontà e beneficenza; devono aver udito da molte labbra della sua guarigione e della sua gentilezza verso i malati e i poveri; essi stessi avevano udito il suo insegnamento, o ne avevano sentito parlare da altri, per quanto fossero istruttivi, quanto fosse divino. Eppure, nella loro invidia e malizia, lo avevano consegnato alla morte. Almeno speravano che nessuna voce potesse venire dalla tomba per rimproverarli, e che la loro vittima fosse messa a tacere prima di Versetto. Ma ora fu detto loro che colui che avevano ucciso era di nuovo vivo; che colui che avevano visto appeso alla croce era alla destra di Dio; che colui la cui testa si era abbassata impotente nella morte era in possesso di ogni potere in cielo; che aveva mandato il suo Spirito Santo con doni straordinari per riposare sui suoi discepoli; che egli ha guarito e reso vivificante, che la meravigliosa potenza che videro nei poveri pescatori della Galilea era la sua potenza; e che sarebbe tornato nella gloria per regnare come Cristo del Signore. Possiamo dubitare che la loro coscienza assopita sia stata risvegliata da un'attività molto fastidiosa, che la colpa abbia risvegliato paura e allarme, e che le anticipazioni più sgradite si siano affollate nelle loro menti? "Voi avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina e intendete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo", fu la loro rabbiosa denuncia e l'espressione dei loro timori. È chiaro che, a meno che questi timori non li portassero al pentimento, li avrebbero incitati all'odio e all'indignazione. Fecero quest'ultimo, e questa persecuzione ne fu il risultato. E senza dubbio questa coscienza disturbata ma non convertita è alla base di gran parte dell'odio del mondo per la verità di Cristo. Gli uomini hanno abbastanza buon senso da sapere che se la Parola di Dio è vera, sono condannati. Le dottrine del Vangelo sono in disaccordo con un cuore pieno di adulterio e che non può cessare dal peccato. La stessa parola che mostra la grazia e l'amore di Dio mostra la sporcizia e l'odiosità del peccato. Gli uomini che si sono stabiliti in una condotta di peccato e di ostinata empietà non desiderano essere disturbati. Vogliono continuare a peccare in pace. Non hanno alcun pensiero di rinunciare a tutti i loro vecchi modi di pensare, sentire e agire. Chiunque li disturbi e violi la loro sicurezza è un nemico. Le dottrine inquietanti sono odiose, e lo sono tanto più se la ragione o la coscienza si schierano con esse. E così l'ira, il disprezzo e la vendetta gridano la debole voce della coscienza e spingono la mano alla violenza e alla persecuzione. Ma...

IV NOTA I SANTI DI DIO SOTTO PERSECUZIONE. Non si tirano indietro, ma hanno il coraggio di predicare la verità fino ai legami e alla morte. Non si vendicano, ma affidano la loro causa a Dio. Si radunano non per combattere, ma per pregare, esortarsi e confortarsi a vicenda. E alla fine, invece di essere sgomenti, si rafforzano. La loro fede è accresciuta nella fornace dell'afflizione; il Consolatore viene a loro; e il sangue dei martiri è il seme della Chiesa

OMELIE DI W. CLARKSON. Versetti 1-21.- Verità dal tribunale

I principi che sono illustrati o suggeriti qui sono:

CHE GLI UOMINI NELLA PIÙ ALTA POSIZIONE RELIGIOSA POSSONO SBAGLIARE TUTTI NELLA LORO TEOLOGIA. I sacerdoti erano addolorati che gli apostoli insegnassero al popolo quella che sappiamo essere stata la verità di Dio Versetto 2. Da allora, in ogni epoca, l'insegnamento della dottrina pura è stato un vero dolore per coloro che sono stati considerati da molti come le autorità religiose del paese

II CHE GLI UOMINI NELLE PIÙ ALTE POSIZIONI POLITICHE POSSONO USARE IL LORO POTERE CONTRO IL BENESSERE DELLO STATO. I funzionari statali "si avvicinarono" agli apostoli di nostro Signore Versetto 1, e "imponevano loro le mani e li tenevano in pugno" Versetto 3. Quante volte questa scena è stata rievocata da allora; Gli uomini in carica usano la loro autorità per frenare e mettere a tacere i maestri della verità, i riformatori della vita nazionale!

III CHE GLI UOMINI FEDELI ABBIANO LE LORO CONSOLAZIONI QUANDO SI OPPONGONO E SONO MESSI A TACERE DAI FORTI. Quella non fu una serata molto infelice quella che Pietro e Giovanni trascorsero nella fortezza del tempio. Mentre camminavano entro gli stretti confini della loro prigionia, pensarono con gioia ai "cinquemila uomini" che avevano udito la parola che avevano pronunciato, e vi avevano creduto ed erano stati salvati da essa. I successi spirituali sono un'ampia compensazione per gli scoraggiamenti materiali At 16:25

IV CHE AGLI UOMINI FEDELI DIO CONCEDE CORAGGIO E COSTANZA SECONDO IL LORO TEMPO. Versetti 5-13. Davanti al Sinedrio, Pietro e Giovanni si mostrano coraggiosi e impavidi. Non c'è nulla di scusante nel loro comportamento, nulla di supplicante nel loro tono. Stanno eretti e 'parlano diritto', come uomini che stanno dinanzi a Dio e che parlano per lui. In verità, sono uomini in cui abita Versetto 8; da qui il loro atteggiamento nobile e il loro spirito virile. Dio dà loro la grazia secondo il loro giorno. Cantici lo farà anche a noi. Cerchiamo di essere ricettivi della sua verità quando ci parla; siamo fedeli al nostro posto quando parliamo per Lui; e poi, quando verrà l'ora della prova, Egli ci innervosirà per le scene attraverso le quali dovremo passare, e saremo "forti nel Signore e nella potenza della sua potenza".

V CHE C'È UNA, E UNA SOLA, STRADA PER IL CIELO. Versetto 12. Molti sentieri conducono in esso; ci sono molti solchi sulla strada; tanti pellegrini molto diversi tra loro lungo il percorso; molte vedute mentre guardiamo su entrambi i lati di esso e in diverse fasi su di esso. Ma c'è una sola via: questa si trova in colui che dice: "Io sono la Via".

VI CHE I TRIONFI SPIRITUALI DELLA VERITÀ CRISTIANA SONO I TESTIMONI PIÙ CONVINCENTI IN SUO FAVORE. Versetto 14. Di fronte all'ubriachezza riscattata, alla profanità messa a tacere, all'impurità purificata ed elevata, all'egoismo rigenerato, all'orgoglio umiliato, che cosa possono fare l'infedeltà o l'irriverenza? È stupido; è indifeso

VII CHE L'ERRORE UMANO 18 È IMPOTENTE NELLA SUA LOTTA CON LA VERITÀ DIVINA. Versetti 16-21. L'autorità, nella persona di questo Sinedrio ebraico, è abbastanza malintenzionata; è abbastanza disposto a colpire; considera pazientemente e seriamente fino a che punto osa spingersi; Minaccia, proibisce, minaccia ancora di più, e poi rilascia impotente e ignominiosa. L'errore è spesso ferocemente antagonista, industriosamente ostile, attivamente opposto alla verità di Dio; ma facciamoci coraggio nelle ore buie: è tenuto sotto controllo; c'è un punto oltre il quale non può andare; sarà costretta ad allentare la sua presa, e la verità verrà fuori, tra non molto, rallegrandosi della sua libertà.

OMELIE DI E. JOHNSON. Versetti 1-22.- I servi di Cristo davanti al tribunale

I LORO APPRENSIONE. Le sue cause

1. La gelosia di chi detiene il potere ecclesiastico. La casta, il privilegio e le professioni consolidate sono sempre gelosi dell'influenza popolare. È un male per l'apprendimento e per la religione quando si arriva ad essere identificati con gli interessi di una classe. Ma nessuno dei due può essere chiuso a pochi. La luce e la verità sono proprietà comune di tutti, come non c'è funzione più alta di quella del vero maestro di religione, così non c'è nessuna che attiri più sospetto e gelosia. L'essenza del fanatismo è esemplificata dai Sadducei. Non credendo nella risurrezione, avrebbero soppresso con la forza qualsiasi insegnamento su di essa. La forza della persecuzione non viene mai dall'amore per la verità, ma sempre da una qualche forma di interesse. Il temperamento dell'amante della verità è sempre per la libertà di parola e di pensiero. Egli sa che la verità, essendo un raggio di Dio, non può essere spenta, e si riflette con tanto più gloria dalle nebbie dell'errore. Spesso gli uomini intendono per "verità" le proprie opinioni e i propri pregiudizi. La storia dimostra, e la passione la ignora costantemente, che reprimere le opinioni è impossibile. Lo spirito dell'uomo acquista forza sia nel bene che nel male attraverso la resistenza. Lasciate che ciò che considerate falso venga ignorato o, molto meglio, esaminato e discusso onestamente. Ma, in realtà, nessuna menzogna assoluta può vivere un'ora; e quando si manifesta il desiderio di sopprimere la libera parola, si tradisce il timore della verità, non l'amore per essa.

2. Un'altra causa fu l'accettazione popolare del Vangelo. Le migliaia di persone possono essere disprezzate come individui, ma il loro sentimento collettivo impone rispetto. Quando la moltitudine attende un predicatore, e la loro vita viene cambiata dalla sua influenza, possiamo essere certi che c'è un'azione più profonda all'opera di quanto sembri. Le stesse stravaganze che accompagnano i movimenti religiosi popolari sono a loro modo la prova che gli uomini sono influenzati da un potere spirituale insolito

II IL LORO ESAME. Si trovavano alla presenza del Sinedrio, il grande tribunale ecclesiastico e l'organo di governo della nazione. È un contrasto sublime tra il potere che è e il potere che non è del mondo. Le parti dei prigionieri e dei giudici sono davvero invertite. La sincerità è sempre il giudice; Le apparenze non valgono nulla nella sfera spirituale

1. La domanda. Il fatto non è in discussione; la questione è: come si deve spiegare? Quale potere, il cui Nome, era stato all'opera qui? L'ascesa di un nuovo potere nella Chiesa o nello Stato è una cosa formidabile. Qual è la sua natura? Come dobbiamo affrontarlo? è la cura dei poteri costituiti

2. La risposta. In primo luogo, è vero che è stata fatta una buona cosa. Dalla prostrazione e dalla debolezza un sofferente è stato restituito alla salute e alla libertà. I fatti sono cose ostinate. Le nostre azioni parlano più forte delle parole e parlano a nostro favore o contro di noi in modo irresistibile. Cantici ci lascia vivere affinché i fatti della nostra vita possano perorare per noi dalla lingua di tromba. In secondo luogo, l'interpretazione del fatto. Il nome e la potenza di Gesù sono dietro di esso. Così la forza spirituale si solleva e reagisce contro coloro che hanno combattuto pigramente contro di essa. Ecco il Crocifisso che lanciava un raggio della sua gloria sulla sofferenza. La Resurrezione: non era una fantasia; Era illustrato nella persona dell'uomo ristabilito alla presenza della corte. Qual altro era o poteva essere il significato del fatto? Non si tenta nessun'altra spiegazione. Accusatori e accusati stanno all'ombra di un potere di cui gli uni sono deboli nemici, gli altri potenti agenti. La vita è piena di questi contrasti, di queste coincidenze di estremi opposti; il potere si riduce all'impotenza, la debolezza si eleva al potere. La pietra gettata via sulla strada principale si rivela essere la pietra angolare di un nuovo edificio. Il rigettato degli uomini, che non ha potuto salvare se stesso, diventa rivelato l'Eletto di Dio, e l'unica Fonte di salvezza. Il disprezzo della bontà è vendicato dal disprezzo manifestato di Dio

III L'EMOZIONE DELLA CORTE. I giudici sono sopraffatti, loro malgrado, dallo straordinario contrasto che hanno davanti. È raro che i dotti non provino un profondo e segreto disprezzo per gli ignoranti e gli illetterati

Una sopravvalutazione delle parole e della logica rende ciechi alla realtà. Ma qui la calma eloquenza di quegli uomini semplici irrompe come il raggio di una gemma pura nascosta in una matrice grezza, e abbaglia l'intelligenza. La memoria viene stimolata e Pietro e Giovanni vengono identificati come discepoli di Gesù. C'era una combinazione di prove che riduceva i giudici a un silenzio stupefatto. Lì c'era la ben nota figura del paralitico; fianco a fianco i suoi guaritori confessi; la chiara dichiarazione dell'agente divino nel caso è stata data da loro in modo audace e impressionante; finalmente si riconosce il loro precedente legame con Gesù. L'intera catena di antecedenti e conseguenti è saldamente unita. Il recesso logico nei fatti e nel pensiero è completo: infinitamente migliore il silenzio che si inchina davanti a ragioni irresistibili che il silenzio che si ottiene con la forza. Qui di nuovo gli estremi si incontrano. Mute sono le labbra degli ingiusti, che hanno suscitato l'eloquenza degli innocenti; I silenziatori si sono ridotti al mutismo. È sempre così. Quando la violenza sembra aver fatto sì che la verità si ritirasse per un po', in realtà l'ha mandata su un terreno più grande, da cui sicuramente tornerà a colpire la menzogna propulsiva

IV LA CONSULTAZIONE. La politica viene consultata quando la coscienza è assente. E' dubbio, e vola verso i compromessi. C'erano tre strade aperte: punire gli apostoli - questo, nello stato del sentimento popolare, non poteva essere azzardato su questo; approvare la loro condotta: questo era il dettame della coscienza, ma qui la coscienza era soffocata da una potente cospirazione di interessi; Il miserabile compromesso rimaneva: rilasciare i prigionieri per paura della moltitudine, metterli in guardia contro ulteriori insegnamenti per paura per se stessi. C'è un pericolo in tutte le società e in tutti i comitati di uomini per la coscienza. Sono più timidi che nell'isolamento, e la timidezza è meschina e traditrice dei più nobili istinti del cuore. Gli uomini si sostengono l'un l'altro nel fare le cose o nell'astenersi dal fare le cose, quando sarebbero stati più veri se fossero stati lasciati a se stessi. Sotto questi aspetti è una prova morale agire con gli altri. Il rifugio per la nostra vigliaccheria, lo stimolo per le nostre passioni attive, si trova nella comunione di interessi intimi

V LA PROIBIZIONE E LA LIBERAZIONE. Gli apostoli non dovevano più 'parlare in questo Nome', che si era rivelato un incantesimo così potente da sciogliere. Più precisamente, l'enunciazione e l'insegnamento del Nome sono proibiti. Il Nome rappresenta come al solito tutto ciò che sta dietro di esso, l'intero contenuto della verità cristiana

1. Il divieto finalizzato ad un'impossibilità. La mente non può essere incatenata, i movimenti spontanei dello spirito non possono essere fermati con la forza, la Parola di Dio non può essere legata. La forza può agire solo all'interno delle leggi della natura; Non entra nel regno dello Spirito

2. L'alternativa del martire. Obbedirà a Dio o all'uomo? Il tiranno deve tremare quando sente la domanda posta. La necessità fisica è dalla sua parte; la necessità morale, rivelata nella coscienza, dall'altro. L'uno dice al testimone: Non devi; l'altro risponde dal suo petto... non può che esserlo. L'obbedienza a Dio dà fiducia e sicurezza. Il tiranno e la sua vittima si scambiano di posto quando si vede che quest'ultima si è posta contro la roccia dell'eterno diritto

3. La decisione del martire. Egli non obbedirà all'uomo piuttosto che a Dio. Egli ha un solo principio chiaro: obbedire alla voce della sua anima. Le conseguenze immediate non costituiscono alcun elemento di calcolo. Essi possano essere a lui favorevoli, come ora in senso fisico, perché i molti possono essere per il momento dalla sua parte; o possono essere fatali. Con l'occhio ben fisso sull'eternità e l'orecchio attento alla voce divina, egli avanza. Si fida di Dio e non ha paura. Il suo essere è al sicuro solo nella devozione al dovere.

OMELIE DI R.A. REDFORD. Versetti 1-4.- La prima persecuzione

IO IL TERRENO DI ESSO

1. Intolleranza religiosa: " i preti".

2. Animosità politica: "il capitano del tempio". Un rappresentante di Roma, allarmato dalla folla e timoroso del tumulto popolare

3. Incredulità razionalistica: "i Sadducei". Si prefigurano così i guai della Chiesa, che procedono dalle tre diverse fonti che si uniranno sempre contro la verità. Contro due fatti insorsero: il popolo fu istruito; la risurrezione era la sostanza dell'insegnamento. La religione popolare non è mai piaciuta ai preti, ai governanti e agli infedeli. Essi sono "molto turbati" quando il Vangelo manifesta la sua potenza. Cantici era nella Riforma. La Chiesa vecchia e corrotta ha conquistato lo Stato per i suoi scopi. E ben presto ci fu una grande sollevazione dell'orgoglioso intelletto dell'uomo contro la semplicità del messaggio. Atti Il fondo di questo movimento combinato era una coscienza colpita. La risurrezione li ha condannati tutti. Lo sapevano. Cantici ancora la Risurrezione condanna le corruzioni della Chiesa, il dispotismo del mondo e l'orgoglio dell'incredulità. Non dobbiamo mai contare su una vittoria pacifica. Le persone non sono veramente curate dagli alti di questo mondo. Non imparano lezioni dal passato. Il progresso deve avvenire nonostante essi

II IL MODO IN CUI SI SVOLGE

1. Cauto. "Metteteli in custodia fino a domani" Revised Version. Paura del popolo; il riconoscimento della potenza degli apostoli; smarrimento nel senso della loro parte colpevole nella Crocifissione; pretendeva di rispettare le forme della giustizia e di auto-ingannevole convenzionalismo. Sotto la puntigliosità c'è spesso una grande profondità di orgoglio e di vuoto di cuore

2. Provvisorio. Non si trattò di un pieno impeto di rabbia contro gli apostoli, ma di un esperimento per vedere fino a che punto si sarebbero spinti nella loro sfida alle autorità. Si supponeva che una notte in prigione avrebbe placato il loro coraggio, che un'apparizione davanti al Sinedrio avrebbe probabilmente spezzato la pianta nascente alla radice, perché si vedeva che non c'era grande sfoggio di forza fisica tra la setta

3. Ignorante e perplesso in politica, perché non ci potrebbero essere movimenti decisi e deliberati contro la nuova dottrina per tali motivi. Né gli elementi della cospirazione erano congeniali. Ai sacerdoti non importava nulla dei sadducei, e i governanti romani li disprezzavano entrambi. Essi non avrebbero potuto studiare né i fatti della comodità né il carattere degli apostoli. Si precipitarono su di loro nella provocazione del momento, sperando di spegnere subito la luce. La loro ignoranza della Scrittura e la mondanità di spirito li resero capaci di tale follia, e il frutto di ciò fu un rifiuto molto significativo

III L'EFFETTO DI ESSO

1. Sulla Chiesa stessa. Vedi il resto del capitolo. Approfondire la vita spirituale; promuovere l'amore fraterno, la devozione e la simpatia; preparazione per le prove future; rivelando l'assoluta debolezza dell'opposizione; adempiendo la promessa di Cristo riguardo alla loro investitura in presenza di nemici; magnificare il Vangelo ai loro occhi; aiutandoli a sentire che devono dare ascolto a Dio e non agli uomini; approfondendo la loro comprensione della Scrittura e ampliando la loro prospettiva dei futuri trionfi del vangelo, a cui pensavano nello spirito di profezia

2. Sul mondo. Attirando su di loro la simpatia popolare, facendoli parlare di Gerusalemme, e inducendo così molti a indagare, mettendo alla prova gli ascoltatori per capire se erano preparati ad affrontare tali pericoli per Cristo. I cinquemila sarebbero stati d'ora in poi riuniti e il mondo avrebbe visto la Chiesa più distintamente. Era bene che la nuova dottrina fosse manifestamente contrapposta alla vecchia. Molti saranno rimasti perplessi dalla riverenza che gli apostoli mostrarono per il tempio e la sua adorazione. Mentre si rivolgevano ancora agli ebrei, era ormai chiaro che essere un discepolo di Cristo significava staccarsi dall'ebraismo. L'effetto del miracolo sarebbe stato accentuato; perché ci si chiederebbe, naturalmente, perché gli operatori di una tale cura dovrebbero essere trattati in questo modo. Non è mai stato un successo perseguitare. Mostra debolezza nel persecutore; rivela il potere nei perseguitati; diffonde all'estero fatti che altrimenti potrebbero essere ignorati. Questo inizio della lotta della Chiesa contro la falsa religione e l'orgoglio mondano getta grande luce lungo i secoli, e ci insegna molte lezioni riguardo alla storia della Chiesa.

2 Dolorante turbato per addolorato, A.V.; perché per questo, A.V.; proclamato in Gesù per essere predicato per mezzo di Gesù, A.V. La predicazione della risurrezione del Signore Gesù come "Primizia di quelli che dormono" sarebbe particolarmente odiosa per i Sadducei, "che negano che ci sia alcuna risurrezione" Luca 20:27 I Sadducei erano in quel momento al potere; Atti 5:17 -- ; e comp. Atti 23:6-8 e apprendiamo da Giuseppe Flavio 'Ant. Giud:', 20:9:1 che il figlio di questo Anna o Anauus passò alla setta dei Sadducei, essendo egli stesso sommo sacerdote come lo era stato suo padre

3 Ward for hold, A.V. vedi Versetto 18; domani per il giorno dopo, A.V. Hanno imposto loro le mani addosso. L'aspra persecuzione dei discepoli a Gerusalemme in questo tempo in cui i Sadducei erano al potere è in esatto accordo con l'affermazione di Giuseppe Flavio nel passaggio appena citato, che i Sadducei erano più severi e crudeli nella loro amministrazione della giustizia di qualsiasi altro Ebrei. Il loro principio di non avere una vita a venire li ha portati a guardare a punizioni severe in questa vita

OMELIE DI R. TUCK

I primi prigionieri per Cristo

Sembra che in questo periodo i movimenti degli apostoli cominciassero ad essere oggetto di seria preoccupazione per le autorità religiose di Gerusalemme. Probabilmente il partito dei Sadducei, che riuscì ad assicurare la morte di nostro Signore, era ancora predominante nel grande concilio; ciò è indicato dal rilievo dato alla "Risurrezione" dai nemici dei discepoli. Oltre al fastidio generale per la predicazione pubblica degli apostoli, i funzionari del tempio erano addolorati per l'affollamento della gente intorno ai nuovi insegnanti nei cortili del tempio. Cantici in nome dell'ordine, ma in realtà per gelosia, furono arrestati, in tarda serata, e messi al sicuro fino al giorno successivo. Le regole ebraiche non permettevano di emettere giudizi di notte. La reclusione era solo una misura precauzionale; gli ebrei non punivano con la prigione. Dove se ne fa menzione, come usato per punizione, nei racconti delle Scritture, le autorità che l'hanno inflitta non erano ebree. Il punto su cui ora rivolgiamo l'attenzione è che una confessione di impotenza morale viene fatta in tutti i tentativi fisici di fermare e schiacciare gli insegnanti. L'errore intellettuale e morale può essere affrontato in modo equo solo con l'insegnamento della verità correttiva. Solo quando gli uomini non riescono a vincere con il ragionamento, possono desiderare di imbracciare armi materiali di qualsiasi tipo. Quando la ragione viene meno, gli uomini imprigionano, picchiano, torturano e uccidono. E le forze fisiche non possono mai riuscire a schiacciare quelle morali. È stato vero per ogni epoca, ed è vero come sempre oggi, che "il sangue dei martiri è il seme della Chiesa". Le restrizioni fisiche sono appropriate solo in relazione ai torti che disturbano l'ordine sociale. Sono del tutto fuori luogo in relazione a questioni di opinione

IO , QUESTI PRIGIONIERI ERANO SOLO INSEGNANTI. Parlavano solo con la gente. Facevano appello solo alla mente e al giudizio. Hanno solo annunciato alcune nuove verità. Hanno solo invitato la fede della gente. Parte dell'offesa contro di loro derivava dal fatto noto che erano uomini ignoranti e ignoranti; rabbini non particolarmente preparati, e quindi non considerati idonei a predicare. Un esempio del pregiudizio di classe che purtroppo prevale ancora. Illustra la storia dei grandi missionari. Sono stati solo insegnanti, eppure quante volte, in diversi paesi, hanno suscitato pregiudizi e sofferto persecuzioni! Lo stesso vale ancora, in misura, per tutti i grandi leader di pensiero; Tutti gli uomini che sono "in anticipo sul tempo" devono aspettarsi di essere fraintesi e perseguitati

QUESTI PRIGIONIERI NON INSEGNAVANO NULLA CHE RIGUARDASSE L'ORDINE SOCIALE. Non incoraggiavano il vizio o l'illegalità. Non interferivano con la vita familiare, il governo locale, i costumi sociali o la politica. Come il loro Maestro, si occupavano di principi ampi e generali, aspettandosi che questi, una volta impiantati, acquisissero la loro crescita e le loro espressioni. Anche la loro piccola eccitazione nei cortili del tempio, e l'interferenza temporanea con l'ordine del tempio, era una questione di poco conto. Non c'era motivo per la polizia del tempio di interferire con loro

III QUESTI PRIGIONIERI NON INSEGNAVANO NULLA CHE RIGUARDASSE I RITI CERIMONIALI. C'erano, infatti, esempi personali di mosaismo diligente e devoto; severo in tutte le questioni di dovere cerimoniale. Non hanno mai pronunciato una parola che potesse essere considerata irrispettosa nei confronti del tempio o del sistema ebraico. Non hanno mai cercato di sottrarre una sola persona ai suoi doveri cerimoniali. I loro insegnamenti erano all'interno dell'ebraismo, e i conservatori più gelosi del vecchio sistema non avevano alcuna buona ragione per temere la loro influenza. Questo, tuttavia, si applica al vero mosaismo, e non al gravoso rituale aggiunto dai rabbini, contro il quale sia nostro Signore che i suoi discepoli si opposero vigorosamente. Ma in questa particolare occasione gli apostoli non avevano nemmeno attaccato il sistema rabbinico

GLI INSEGNAMENTI DI QUESTI PRIGIONIERI TENDEVANO EFFETTIVAMENTE A PRESERVARE L'ORDINE SOCIALE E A RENDERE MIGLIORI I CITTADINI. Tali sono dappertutto i risultati naturali della predicazione di Cristo e dell'insegnamento del cristianesimo. La lealtà a Cristo aiuta ad assicurare la lealtà al sovrano terreno, e le virtù che il cristianesimo coltiva trovano la loro espressione nella sfera sociale e nazionale. Allora perché questi uomini sono stati arrestati? Perché gli uomini al potere erano gelosi dell'influenza che stavano guadagnando e temevano di perdere la propria autorità e influenza sul popolo. L'egoismo è alla radice di tutte le persecuzioni religiose. E poiché gli uomini che si opponevano a loro non potevano incontrarli e rispondere in discussione, dovettero ripiegare sulle indegne armi della minaccia e della forza vedi Versetti 16, 17. Fate capire che non sono mai stati forgiati legami fisici che possano legare nella verità.-R.T

4 Ma per questo, A.V.; quello per cui, A.V; è venuto ad essere per era, A.V. Il numero degli uomini; in senso stretto, dei maschi ajndrwn, Atti 5:14 ma probabilmente qui usato più liberamente per uomini e donne. Non è chiaro se i cinquemila siano esclusi o includano i tremila convertiti alla festa di Pentecoste; ma la grammatica favorisce piuttosto la prima, poiché non c'è nulla nella parola ajndrwn, che significhi di per sé "discepoli" o "credenti", e quindi è più naturalmente riferito a coloro di cui era stato appena predicato che, avendo udito la Parola, vi credettero

OMELIE DI P.C. BARKER

Versetti 4-22.- Il primo processo di predicatori cristiani in un tribunale di giudizio, e la loro vittoria

Poche parole di carattere storico hanno posto per noi il palcoscenico di questo processo, ci hanno messo in possesso della questione in questione e delle parti, tra le quali, se non lo è realmente, è da risolvere. Siamo, tuttavia, giustamente liberi di prendere nota di un certo silenzio, così come di certe espressioni e preparativi per l'enunciazione. Coloro che "hanno messo le mani" su Pietro e Giovanni, "e li hanno messi in custodia" la scorsa notte, hanno taciuto allora sul perché. Non si accennò a una cosa come un tumulto civile, come questione di apprensione; e nessuna ragione ecclesiastica sufficiente, è evidente, potrebbe essere formulata in una proposizione capace di rappresentare né la morale né la legge. "Essere addolorato ! che hanno insegnato al popolo e predicato per mezzo di Gesù la risurrezione dai morti", è tutto ciò che hanno dimostrato ieri sera. E questa mattina il Sinedrio - che tanto per ragioni morali quanto per ragioni civili avrebbe dovuto essere un esempio di qualcosa di diverso da questo - si rende collettivamente disponibile alle stesse osservazioni. Era un bene per tutti loro che Pietro e Giovanni non fossero Romani, né per acquisto né per nascita Atti 16:37; 22:28 D'altra parte, il silenzio di Pietro e Giovanni stessi su questo argomento è degno di nota. Ricordavano qualcosa di quel grande dono, della grazia più grande del loro Maestro, e ora imparavano in pratica alcune lezioni su di lui. A volte le conquiste stesse del silenzio sono grandi, e spesso grandi saranno le ricompense che ne derivano. Rimasero in silenzio, perché l'ingiustizia della loro prigionia era stata un inconveniente personale per loro, ma altrettanto probabilmente un vantaggio per la causa del loro Maestro. Tacevano, piuttosto che perdere tempo e risvegliare nei loro aspiranti giudici l'umore e il pregiudizio nei loro confronti. E tacevano, in base al principio molto saggio di lasciar stare "questi uomini", per esaurire più rapidamente e autocondannarsi la loro carriera umiliata. E non passò molto tempo prima che si vedesse a quali indegni turni fossero portati, Notate...

IO L'ACCUSA MOLTO MAL FORMATA versetto 7; Era davvero solo per cortesia che poteva essere nobilitata con il nome di un atto d'accusa. Il Sinedrio aveva un grande bisogno di una parola da parte del governatore Porcio Festo di appena trent'anni dopo, quando disse al re Agrippa, riferendosi a Paolo: "Poiché mi sembra irragionevole mandare un prigioniero, e non significare insieme i crimini che gli sono stati commessi" Atti 25:27 Il Sinedrio è colpevole di questa stessa irragionevolezza

1. Interrogano invece di incriminare. Stanno andando in giro per rendersi in debito con i loro stessi prigionieri per alcune informazioni e istruzioni

2. C'è questa debolezza prima facto nell'interrogatorio stesso, che non è diretto al carattere di ciò che è stato fatto, ma semplicemente a come qualcosa è stato fatto, che è per tutto il tempo tacitamente ammesso essere incontestabile nella sua natura

3. Tuttavia, sebbene il loro corso sia sempre così in difetto per l'informalità e per ragioni peggiori, ha un'eccellenza dominante in esso. Va subito al punto. Torna a casa a ciò che era nel loro cuore. Non possono, nella natura delle cose, trovare da ridire su Pietro e Giovanni per aver liberato dalla sua zoppia un uomo ora "oltre i quarant'anni", e che non era mai stato altro che zoppo. E non possono trovare da ridire su di loro per aver fatto questo in un giorno di sabato, perché non era sabato. A Cantici non resta che cercare di trovare qualcosa a cui aggrapparsi, nel "tipo di potere" o "nel tipo di nome" con cui avevano "fatto questa cosa", che, si nota, non scelgono di chiamare qui con il suo giusto nome, "un miracolo notevole" come fanno subito dopo nel loro conclave segreto Versetto 16. E, inoltre, possono sperare di trovare qualcosa a cui aggrapparsi nel " tipo" di risposta che i due apostoli possono dare. Ma non è così; perché la loro discrezione, il loro silenzio, la loro temperanza, non possono essere superati. Se dunque l'immagine di questo processo mostra la corte messa in una posizione insensata, mostra l'imputato o i prigionieri in una posizione intrinsecamente orgogliosa. Sono padroni della posizione, strano a dirsi

II LA DIFESA. Versetti 8-12. Avviso in questa difesa:

1. Affinché il metodo di esso possa essere giustamente assegnato alla presenza dello Spirito Santo. Pietro è enfaticamente descritto come "pieno di Spirito Santo".

2. Che, tuttavia, è del carattere più semplice. Si potrebbe dire che sia dello stile più semplice della natura

1 Consiste in una mera esposizione di fatti. «Tu chiedi», dice Pietro, «di un'azione, di una "buona azione, fatta a un uomo impotente". Tu chiedi con che cosa, con quale virtù, chiamalo "potere" o chiamalo "nome" come vuoi, che l'uomo impotente ha tratto vantaggio da ciò che è contenuto in quella buona azione». E Pietro continua, senza una parola, né un tono, né un segno di scusa: "Sappiate voi, e tutta la nazione che vi è vicina, che è per virtù di Colui che voi ed essi conoscete troppo bene-Gesù di Nazaret, che voi ed essi avete crocifisso, e-meraviglioso contrasto di rimprovero-che Dio ha risuscitato dai morti. Qui, in piedi davanti a voi, e accanto a noi, vostri prigionieri, c'è un uomo, che deve essere notato più per il fatto che è stato guarito da quel Nome, che semplicemente per il fatto stesso, che come nessuno può negare è stato guarito - genuinamente guarito".

2 Consiste, inoltre, in una citazione dall'Antico Testamento, di parole molto personali per la corte che ascoltava Pietro, e la cui applicazione ad esse Pietro non usa affatto le minzioni. Pietro parla proprio come se fosse uno di quei casi in cui la verità deve e vuole emergere. Non ci può essere stata alcuna sfrontatezza nel modo in cui Pietro pronunciò, né alcuna apparenza di affronto intenzionale, altrimenti non possiamo immaginare che la sua condanna sarebbe stata lasciata finire. Spesso, poiché le cattive maniere pregiudicano l'interesse della verità benvenuta, il presente era un esempio del conversetto di come la verità del tipo più sgradito avesse la sua giusta forza, non essendo pregiudicata da alcun sapore di amarezza, dispetto, scherno o malignità

3 Consisteva anche in una parola di genuino vangelo universale. Ora, anche Pietro parla di un vangelo più cattolico di quanto non sia attualmente consapevole. Egli anticipa d'un fiato l'apostolo delle genti, che doveva ancora venire. Ma indipendentemente da ciò, e fermandosi prima di esso, lo scopo di Pietro è quello di parlare di quel Nome di Cristo come del Nome dell'unico Salvatore, piuttosto che parlare dell'ampiezza universale del suo dominio e della sua virtù. Ha messo il piede dentro; vede l'estremità stretta del grande cuneo; Coglie l'opportunità inestimabile e la usa. La difesa aveva in sé i semi del trionfo, e ha trionfato

III L'IMBARAZZO DEL CONTE. Versetti 13-18. Questo era, in effetti, un imbarazzo molto pronunciato. Lo storico lo dice in cinque affermazioni abbastanza chiare. I segni di ciò, inoltre, erano probabilmente troppo chiari, o altrimenti il caso era una grande eccezione a una regola molto generale

1. Coloro che sedevano al seggio dell'autorità erano, purtroppo per la posizione che occupavano, colpiti dallo stupore. «Si meravigliavano» dell'imperturbabile flusso di parole e dell'uso risoluto dell'argomentazione che proveniva da due uomini che, essendo uomini «ignoranti» e non professionali, avrebbero dovuto piuttosto essere intimoriti in presenza di tali come loro, come pensavano. In mezzo al loro stupore, tuttavia, o si ricordavano del fatto, o vedevano nel portamento stesso degli uomini il fatto, che erano vecchi compagni di Gesù

2. Erano abbastanza colpiti dal silenzio. Lì, presente davanti a loro, lì, proprio accanto ai prigionieri, che si offriva come un monumento vivente del loro lavoro dell'ultima sera, c'era il vero uomo guarito in persona. Una tale giustapposizione di fatti lega al silenzio lingue molto perverse. "Non possono dire nulla contro di esso".

3. Sono colpiti dall'idea che un colloquio privato tra loro possa suggerire una via d'uscita dalla loro difficoltà indegna. C'è sempre qualcosa di molto sospetto, di minaccioso di un disastro imminente, se gli uomini che amano la più ampia luce del giorno del bagliore pubblico vogliono improvvisamente ritirarsi nell'ombra non amata

4. Ritirati dallo sguardo del pubblico, si trovano ancora colpiti da una perplessità che non migliora per la deliberazione e la conferenza segreta. Per una sola cosa, ci sembra di poter ammirare in qualche senso questi uomini. Hanno occhi per vedere, e non sono arrivati al punto di vedere i fatti per negarli. Non si arrischieranno nella posizione di negare un "notevole miracolo manifesto" a tutto il resto del mondo che vive a Gerusalemme. Ma la loro perplessità è più grande, quello che faranno

5. Poiché hanno paura dell'unica cosa, la verità, che avrebbe dovuto renderli intrepidi, sono colpiti dall'amore per un espediente semplicemente così folle nel suo funzionamento certo che ha immediatamente peggiorato tutto il loro caso e la loro situazione. Essi proibiranno la marea. Essi comanderanno: «Fin qui verrai, ma non oltre». Faranno un tentativo di far rifluire un fiume che mostri una forza inconfondibile, l'ampiezza e la profondità della corrente. Minacceranno e proibiranno. Che siano considerati legislatori, statisti o giudici, sono infantili e incompetenti

IV LA DECISIONE E LA SUCCESSIVA AZIONE DEL TRIBUNALE. versetto 18. "Essi comandano" agli apostoli "di non parlare affatto e di non insegnare nel nome di Gesù". Così iniziò la lotta tra il comando civile e la coscienza umana, non certo nella storia del mondo, ma nella storia che l'ha sempre mostrata nella forma più intensa, della Chiesa cristiana. Avviso:

1. Le parti in questa lotta. Rintracciati a casa, si risolvono nel desiderio di alcuni contro la coscienza di altri

2. La disuguaglianza intrinseca e persino nota di questi. Quel desiderio, è vero, si dirà fondato sull'opinione, sul giudizio, sull'esperienza, sul consenso di molti. Ma ciò equivale a un palese tradimento dell'accesso proporzionalmente facile ad esso, di cause disturbanti, cause che lo espongono effettivamente al sospetto e lo rendono inaffidabile. Il desiderio pecca notoriamente nell'essere vittima del sentimento, e nessuno può essere "ignorante dei suoi stratagemmi". Un centinaio di elementi, ognuno dei quali è una possibile via di errore, vanno a formare quel desiderio o volontà degli uni che poi presume o si sforza di imporre alla coscienza degli altri alcuni. D'altra parte, la coscienza, sia che si riconosca più o meno una facoltà o un principio originario della natura umana, possiede e giustamente rivendica una prerogativa nativa, prerogativa del giudice. E potrebbe sbagliare. Sarà soggetta a sbagliare, e in realtà si è spesso dimostrata soggetta a sbagliare, da un lato, perché non era informata o male informata. Eppure, chiunque la disprezzi che ne sia il proprietario stesso o un altro per lui, è colpevole di disprezzamento della libertà di parola. "Le potenze che sono", e quelle potenze, potenze che "siano da Dio". Diciamo tutto ciò che si può dire alla deroga della coscienza individuale, che l'uomo si trova davvero su un terreno pericoloso chi rischia ciò che comporta trascurare la propria coscienza, o che prende in mano per sostituire quella degli altri, con il proprio fiat, sotto qualsiasi nome o termine improprio possa tentare di passare. A zone morali dell'essere molto diverse appartengono le voci del comando esterno e del comando interno. Come una volta un mondo intero era da una parte, e Noè e il comando divino dall'altra, così è del tutto possibile che il mondo intero possa essere da una parte, e un singolo uomo e la sua coscienza siano dall'altra parte, e questi siano nel giusto. Ed era qualcosa del genere, anche se non questo, che si vedeva ora. Tutte le autorità di una nazione erano in questo cortile da una parte, e Pietro e Giovanni dall'altra; e questi erano nel giusto, e la vera forza della posizione stava in loro

3. I fatti profondi invincibili della natura umana e della vita a cui questi fenomeni conducono. Perché qui abbiamo un suggerimento e un barlume dell'idea secondo la quale Dio ha provveduto alla sicurezza della sua potente presa sulla potente massa dell'umanità. Non c'è dubbio su chi sia il più potente. Questo metodo per assicurare la certezza e la facilità di presa sulla più vasta massa dell'umanità, per disintegrarla se una massa corrotta, o per reintegrarla gradualmente, senza ricorrere a inondazioni o diluvi o a qualsiasi forza fisica, invita allo studio più grato e riverente. Le analogie della natura fisica, messe sempre più a nudo alla luce dalla scienza, offrono a molti un'armonia inferiore con essa. La presa morale di Dio sulla grande massa dipende ed è regolata dalla sua presa sull'individuo e sulla coscienza individuale; e spesso si manifesta in questa forma: che una coscienza toccata prevarrà contro diecimila uomini, basterà a formare "una casa divisa" e a mettere una tendenza meravigliosamente centrifuga nelle parti costitutive di quello che sembrava un tutto molto compatto. Mentre, d'altra parte, migliaia e tutta l'influenza che potrebbero esercitare, e tutta la tortura che potrebbero applicare al martirio stesso, lasceranno la coscienza illesa e impassibile. "Comando", quindi, e "minaccia", variati solo da "minaccia" e "comando", sono le armi singolarmente deboli a cui questa corte imbarazzata e indegna ricorre ora. E questi abbastanza presto si sgretolano al loro tocco

V IL RIFIUTO SOSTENUTO DAL CONTE. Versetti 19-22. Questo rifiuto contiene non pochi punti che lo rendono notevole

1. È senza dubbio pronunciato con un tono e un modo rispettosi, ma per decisione di linguaggio e fermezza di fronte non vuole nulla. Sottolinea distintamente il carattere subordinato della giurisdizione del Sinedrio; sottolinea distintamente la conoscenza che ne hanno i loro prigionieri; e altrettanto distintamente sottolinea l'intenzione dei prigionieri di continuare a fare le cose che gli era stato comandato di non fare, e riguardo alle quali erano minacciati

2. Il rifiuto inflitto da Pietro e Giovanni contiene una reiterazione di ciò che era così spesso la forza non celata del messaggio apostolico-la dottrina e l'impulso di "Dio", le questioni di fatto, quali essi stessi avevano "visto e udito". Tre forze sostenevano e dovrebbero ancora sostenere i predicatori cristiani: che parlavano di cose di loro propria conoscenza, che si sentivano irresistibilmente spinti a parlare di queste cose e che la loro eterna convinzione era che quelle cose erano le cose di Dio. Su quale piattaforma di forza inattaccabile si trovano ora coloro che sostengono questa risposta solo alla proibizione e alla minaccia: "Se è giusto davanti a Dio dare ascolto a voi più che a Dio, giudicate, poiché non possiamo fare a meno di dire le cose che abbiamo visto e udito"! Le implicazioni sono evidenti. Che gli apostoli devono fare ciò che è giusto; che per diritto intendono ciò che è così agli occhi di Dio; che ciò possa completamente attraversare e contravvenire al criterio del diritto con il Sinedrio; e che siano consapevoli di una chiamata a parlare alla quale non possono e non vogliono disobbedire

3. Il rifiuto si adatta così tanto alla verità, al tempo e alle circostanze, che non rimane nulla a coloro che ne sono più colpiti se non sedersi tranquillamente sotto di esso. A parte l'inanità di "minacciare ulteriormente" Pietro e Giovanni, coloro che ora sono intelligenti sono anche come certi altri, "senza parole" Matteo 22:12 Cantici a volte Dio copre con lo scudo della sua meravigliosa protezione i suoi servi. Sono privi di un briciolo di posizione mondana, di influenza, di ricchezza. Non siedono su nessun trono, non possono evocare legioni, né brandire un'arma. Eppure essi stessi sono tenuti al sicuro come "la pupilla dei suoi occhi". Guardano anche, con la luce dell'occhio divino, i cuori umani, ottenebrati dal tumulto colpevole perché infedeli alla verità. Ed è affidato a loro il compito di brandire l'arma del rimprovero inconfutabile. Molte vittorie sono ben lontane da ciò che sembra. Più grande di tutte, si mostrò, fu la vittoria di Pietro e Giovanni, quando il Sinedrio, dopo aver sopportato un aspro rimprovero e un secco rifiuto, tuttavia "li lasciò andare, non trovando alcun modo per punirli, a causa del popolo: poiché tutti hanno glorificato Dio per ciò che era stato fatto". È così, Dio protegge ed esalta e tutto in uno onora i suoi servitori con il più alto servizio nel suo Nome. - B

5 Erano radunati a Gerusalemme per [Versetto 6, A.V.; o, come piuttosto dovrebbe essere reso, a-alcuni di loro probabilmente vivevano in campagna. Questa proposizione è posta nell'A.V alla fine del Versetto 6 perché, nel T.R., Anna, Caifa, Giovanni e Alessandro sono nella facilità accusativa, mentre, nella R.T., sono nel caso nominativo; per cui il R.V. fornisce le parole "c'era" nel Versetto 6. Vediamo qui le diverse classi che componevano il Sinedrio

Versetti 5-12.- I servi sulle orme del loro Signore

Confronto le CIRCOSTANZE di questa testimonianza con quelle in cui si trovava Gesù. Alcuni degli stessi erano presenti. Spinto da sentimenti simili contro la verità. Ma attenzione:

1. Convocati sulla base di un fatto specifico: il miracolo compiuto Versetto 7 è innegabilmente reale

2. Senza alcuna accusa come nel caso del Signore. Nessun falso testimone chiamato

3. In apparenza, almeno, ordinato e candido; chiedendo: "Con quale potenza, o in quale nome, avete fatto questo?" certamente provocando, come il seguito, una notevole reazione alla furia della Crocifissione. La coscienza era all'opera. Un segno che il Vangelo stava già cominciando a prendere piede su Gerusalemme

II Considera la TESTIMONIANZA resa dall'apostolo

1. La sostanza . Indicava i segni del potere divino presenti; collegava quei segni con il Nome e l'autorità di Gesù Cristo; annunciava chiaramente l'adempimento delle Scritture e invitava tutti a gioire delle benedizioni del Vangelo

2. L' ispirazione di esso; visto nella sua semplicità, audacia, saggezza, e tuttavia suprema gentilezza e amore. Un perfetto rispetto per il vecchio, eppure una completa accettazione del nuovo con tutte le sue conseguenze. Non era l'indirizzo di un criminale che si scusava, o di un uomo sospetto che si lasciava ingannare dalle errate interpretazioni dei nemici; era l'appello di un araldo e di un ambasciatore ispirato, che adempiva al suo ufficio divino di essere un testimone di Gesù. C'era in esso una sublime indifferenza all'opposizione umana, e tuttavia una fiducia nella sufficienza del Vangelo che non poteva essere di origine meramente umana. Pietro parlò come uno "ripieno di Spirito Santo", lo Spirito di verità, di vita e di amore; come un vero Israelita, senza una sola parola di denigrazione di ciò che era rappresentato in quel Sinedrio; eppure come un vero apostolo di Cristo; come sacerdote di quel tempio restaurato, di cui Gesù era d'ora in poi la Pietra angolare; e come un vero profeta, capace di collegare il presente con il passato e il futuro, e di dire: "Così dice il Signore". -R

6 Anna, il sommo sacerdote, era lì per Anna, il sommo sacerdote, A.V. Questo è lo stesso Anna menzionato in Luca 3:2 e Giovanni 18:13, ed è descritto come "suocero di Caifa". È chiamato da Giuseppe Flavio, Anano. La successione dei sommi sacerdoti fu così irregolare, e la loro permanenza nell'ufficio così incerta, in questi ultimi anni della repubblica ebraica, dipendendo dal capriccio dei governanti civili che li nominarono e li deposero a loro piacimento, che non ci sorprende trovare sommi sacerdoti di Anna e Caifa all'inizio del ministero di Giovanni Battista. poi Caifa al tempo della passione di nostro Signore, e ora di nuovo Anna. È possibile, tuttavia, che Anna abbia continuato a essere presidente del Sinedrio e ad essere chiamato sommo sacerdote, anche quando in realtà non era così. Sembra che abbia vissuto fino alla vecchiaia. Giuseppe Flavio menziona che Giuseppe Flavio 20,60:1 ha avuto la singolare felicità non solo di godere egli stesso del sommo sacerdozio per un lungo periodo di tempo, ma anche di avere cinque figli promossi alla dignità di sommo sacerdote, cioè Eleazaro, Gionata, Teofilo, Mat-Thins e Anano o Anna. Caifa Giovanni 18:13 Di Giovanni e Alessandro non si sa nient'altro, ma Farrar ipotizza che Giovanni possa essere "il celebre Johanan Ben Zakkai, e Alessandro forse il fratello ricco di Filone" 'Life of St. Paul,' 1. p. 107. della stirpe del sommo sacerdote; piuttosto, della razza dei sommi sacerdoti. I sommi sacerdoti erano presi solo da certe famiglie; i membri delle quali erano chiamati ajrciereiv, o sommi sacerdoti, A.V., Matteo 16:21; 26:47 -- , ecc. Molti di questi sarebbero naturalmente i parenti stretti del sommo sacerdote

7 Ha chiesto per chiesto, A.V.; in per da, A.V. In quale nome; poiov, cosa, significa esattamente, "che tipo". Il miracolo potrebbe essere stato compiuto, come sembrava loro, da Belzebù, o dalla magia Luca 15:15 -- , ecc.; Atti 13:6, 19:19 -- , ecc., così come per il potere divino e nel Nome di Dio. Hanno chiesto quale fosse. In greco c'è un'enfasi sul "voi", che è posto per ultimo, uguale a "come voi", uomini incolti e spregevoli

8 Anziani per gli anziani di Israele, A.V. e T.R. Ripieni di Spirito Santo; in diretto adempimento della promessa Marco 13:11; Luca 12:12 21:14,15 -- ; Comp. Atti 7:55 San Pietro si rivolge a loro con ogni rispetto, vedi Matteo 23:2

9 Sono per essere, A.V.; riguardante una buona azione per del, A.V.; un impotente per il, A.V.; quest'uomo per lui, A.V. Noi; erafatico, probabilmente in risposta all'enfatico "tu" alla fine del Versetto 7. Un uomo impotente. L'ultimo risultato, quest'uomo, rende necessario fornire l'articolo determinativo, come ha fatto l'A.V. San Pietro allude alla buona azione, cioè al beneficio fatto allo zoppo, essendo oggetto di un'inchiesta penale, come una tacita condanna dell'ingiustizia di una tale condotta

10 In il nome per da, A.V., e ancora, in lui per da, A.V.; ma se ejn tini è reso correttamente con quali mezzi, ejn tw ojnomati e ejn toutw dovrebbero essere resi come nell'A.V., da. -- Sia noto a tutti voi, ecc. San Pietro si scusa abilmente da ogni presunzione nel predicare ai governanti, facendo delle sue parole la risposta diretta e necessaria alla loro domanda. Gesù Cristo di Nazareth vedi Atti 3:6 -- , nota -- Chi avete crocifisso, che Dio ha risuscitato. Con quale meravigliosa concisione e forza sono condensate in poche parole le grandi dottrine del Vangelo! La natura umana, la gloria mediatrice, la morte umiliante ma espiatoria, la gloriosa risurrezione un punto cardinale in tutta la predicazione apostolica e l'attuale potenza di Cristo per salvare il suo popolo sulla terra, sono tutti esposti in una dozzina di parole pregnanti. Anche in lui. L'apostolo passa così dal Nome a colui di cui era il Nome. Prima di te. Come potevano negare ciò che era effettivamente davanti ai loro occhi?

11 Lui per questo, A.V.; i costruttori per i costruttori, A.V.; è stato fatto per è diventato, A.V. Lui è la pietra. Aveva appena fatto appello ai loro sensi; Ora aggiunge la testimonianza dei loro profeti. Questi avevano dichiarato che la pietra che era stata disfatta dai costruttori sarebbe diventata la pietra angolare principale; proprio come era avvenuto. La citazione è tratta da zein, Salmi 118:22 -- ; solo San Luca qui sostituisce la parola ejxouqenein, mettere a nulla, a quella usata dai LXX, ajpodokima rifiutare , o rifiutare come inadatto. La parola ejxouqenein è applicata direttamente al nostro Salvatore in Luca 23:11, e la parola simile, ejxoudenoein, in Marco 9:11

La pietra disprezzata, un fondamento sicuro

Per la figura della Scrittura qui utilizzata si possono confrontare i seguenti passaggi: - Isaia 28:16; Efesini 2:20-22; 1Pietro 2:7. La costruzione dei nostri edifici moderni non permette di dare particolare importanza a una fondazione, la pietra. Ora abbiamo messo delle pietre commemorative. Molto probabilmente la figura della Scrittura è tratta dall'immensa opera di muratura, trovata necessaria in un angolo dell'area del tempio, al fine di completare i sacri recinti. Questo fondamento d'angolo, sollevato proprio dalla valle, fece una profonda impressione sulla mente ebraica, e fu considerato il fondamento del tempio. Alcuni preferiscono pensare che il riferimento possa essere alla roccia vergine che probabilmente era coperta dal Santo dei Santi. Un fondamento, nel senso di una verità o di un principio di base, è necessario per un sistema religioso o una fede personale. Qui le parole di San Pietro sono rivolte a certe persone, e noi consideriamo:

I I COSTRUTTORI. Tale il Sinedrio si considerava tale, perché era a capo del governo ecclesiastico del popolo; Stabilivano l'ordine delle cerimonie, dei doveri e degli obblighi, e richiedevano agli uomini di prendere virtualmente da loro la loro religione. Essi consiglierebbero e dirigeranno, e il popolo non dovrebbe avere una volontà propria in materia religiosa. Spiega che un nuovo sistema rabbinico era cresciuto intorno al Mosaico e ne aveva distrutto la vita. Per questo sistema rabbinico, che portava il popolo completamente sotto il suo dominio, i membri del Sinedrio erano così gelosi. Fissate l'attenzione sull'immenso pericolo e sulla stupefacente follia degli uomini nel cercare di formulare e imporre un sistema religioso, quando uno era stato pienamente rivelato e i suoi principi adeguatamente dettagliati. Non c'è da stupirsi che si siano smarriti, legando fardelli sulle spalle degli uomini che sono stati difficili da portare. Non c'è da stupirsi che si sbagliassero completamente, sia nelle loro fondamenta che nella loro sovrastruttura

II LA LORO PRIMA PIETRA. Che cosa può mai essere il fondamento dell'uomo, per qualsiasi sistema religioso che egli possa costruire, se non opere, opere dell'uomo? Non c'è nient'altro che possano selezionare. Se vogliono qualcosa di meglio, devono smettere di cercare di trovarlo o di metterlo, e lasciare che Dio lo trovi e lo metta a posto. Mascherandolo come possiamo, chiamandolo con i nomi abili che vogliamo, le fondamenta degli uomini per i sistemi religiosi o le speranze personali sono sempre se stesse; qualcosa che possiamo fare da soli. Illustra da sistemi diversi dal cristianesimo, mostrando che il sé, il servizio personale e le opere sono i fondamenti del brahmanesimo, dell'islamismo, del paganesimo e del cattolicesimo. Coloro che cercano di provare fiducia nella pietra di fondazione dell'io sono sicuri di passare oltre, e non riescono a trovare interesse o attrazione nella pietra che Dio offre di porre in Gesù Cristo, il fondamento sicuro. Questo punto può essere sollecitato nella sua applicazione alla ricerca e all'esperienza religiosa personale. Molti uomini hanno dovuto vedere la completa rovina dei loro edifici risorgere su se stessi, prima di poter trovare interesse o preoccuparsi di costruire sulla Roccia delle Ere

III LA CORREZIONE DEL LORO ERRORE. Il grande capomastro si intromise, scegliendo il suo tempo buono e saggio. I sinedri e i rabbini non potevano che essere sottocostruttori. A causa dei loro errori volontari egli li mette da parte, e mette gli apostoli al loro posto - proprio come, nei tempi antichi, faceva prendere ai profeti il posto di sacerdoti incapaci - e comandò a quegli apostoli di deporre fermamente la Pietra disprezzata, cioè Gesù, il Nazareno. Deve essere il vero Capo di colui che viene, e l'intera erezione della Chiesa Cristiana è di appoggiarsi al sicuro contro di essa e su di essa. Fate capire che ci sono ancora costruttori sbagliati, che passano accanto a Cristo, e si arrogano l'autorità di porre altre fondamenta. Eppure è vero come non lo è mai stato, che Dio fa di Gesù Cristo, per la salvezza e la vita di ogni anima, la "Pietra provata, la preziosa Pietra angolare, il sicuro Fondamento; e chi crede in lui non sarà confuso". -R.T

12 E in nessun altro c'è salvezza, perché non c'è salvezza in nessun altro, A.V.; né ce n'è un altro, ecc., perché non ce n'è nessun altro, A.V.; che è dato per dato, A.V.; in cui per cui, A.V. Il diciottesimo articolo di Religione si riferisce direttamente a questo versetto come prova che la salvezza eterna può essere ottenuta solo con il Nome di Cristo

Lo stendardo spiegato della salvezza

"Né c'è salvezza in nessun altro", ecc. Il contrasto tra la posizione di Cristo ti annuncia e ora. Essi indicavano un miracolo appena compiuto; noi indichiamo l'intera successione di meraviglie lungo la linea della storia cristiana. Già il Nome di Gesù è "al di sopra di ogni nome".

1 Un proclama;

2 un avvertimento;

3 un invito

I UN PROCLAMA. "Nessun altro nome."

1. La proclamazione dei testimoni. Conoscevano la persona, vedevano il potere, erano sudditi della grazia. Il Nome era una storia, testimoniata da chi lo pubblicava. Altri potevano sapere di essere stati con Gesù. I cristiani Cantici possono ancora parlare del Nome come nel loro cuore e nella loro vita "al di sopra di ogni nome".

2. La proclamazione di insegnanti ispirati. Il nome è frainteso tra gli ebrei, perché la salvezza in sé non è nulla per loro, non è considerata spiritualmente. Il Nome del "Messia" rappresentava la promessa dell'espiazione, della liberazione spirituale. Gli apostoli stessi insegnavano di Dio, altrimenti non avrebbero mai conosciuto i segreti del Nome. Proclamavano la salvezza necessaria a tutti, denunciando l'ipocrisia degli ebrei

3. La proclamazione di sinceri filantropi. "Sotto il cielo dato agli uomini". Lo stendardo era stato stabilito a Gerusalemme, ma significava la conquista del mondo intero. Nessun nome reggerà a questa prova se non quello di Cristo. Altri nomi, Buddha, Confucio, Maometto, hanno una portata limitata di simpatia: dividere il mondo, non unirlo. La storia dell'uomo è una preparazione progressiva della razza a riconoscere un Nome che sarà adattato per il riconoscimento e l'omaggio universale. Lo spirito missionario, la prova di una vera Chiesa

II UN AVVERTIMENTO. Ci sono altri nomi tra gli uomini. Ricordate i principali pericoli del nostro tempo presente. I costruttori del tempio del progresso umano stanno disponendo la pietra angolare. Un cristianesimo castrato, derubato del suo più profondo adattamento ai bisogni degli uomini; un mero fascio di principi morali ed esempi. L'orgoglio dell'intelletto umano posto sul trono; nella critica razionalistica; le ossa secche della Bibbia offerte al posto della realtà vivente; nelle teorie socialiste messe in atto, del cambiamento spirituale, che solo può produrre i frutti della rettitudine; nelle argomentazioni sofistiche contro le dottrine principali del Vangelo; e la finta filantropia, che non significa altro che scherzare con le terribili realtà del peccato, e l'indebita esaltazione del materiale al di sopra degli interessi spirituali degli uomini. Altri nomi nella Chiesa. Il sacerdote che nasconde il Salvatore; il rituale che esclude la verità; il settarismo che disonora Cristo; i nomi dei capi e degli insegnanti trasformati in tentazioni all'orgoglio spirituale, e il semplice culto dell'eroe sostituito all'obbedienza ingenua ai comandamenti di Cristo. Eppure il Nome al di sopra di ogni nome, infatti , deve essere visto come tale. Il Nome del Giudice che viene, il quale, pur non trovando la fede sulla terra, distruggerà comunque tutto ciò che si innalza contro di lui, "affinché Dio sia tutto in tutti".

III UN INVITO

1. All'accettazione di un dono gratuito. "Dato tra gli uomini". Contrasto tra il metodo di Cristo di aiutare gli uomini e quello degli insegnanti del mondo

2. Alla separazione da una causa persa. I nomi del mondo rappresentano le cose vecchie che stanno passando. Esci e sii separato. Nomina il Nome di Cristo per realizzare la salvezza. Religione a metà, nessuna gioia

3. All'anticipazione di una vittoria finale. Come il Nome che onoriamo rappresenta una vita che è salita dai luoghi più umili della terra fino ai più alti in cielo, così coloro che sono chiamati con il Nome salgono al trono per regnare con Cristo. Venderete un tale diritto di nascita per vano piacere? Rinuncerete a una simile prospettiva per mancanza di fede?

L'unico che salva il nome

Essendo una delle prime predicazioni del vangelo, questo sermone contiene un'illustrazione sorprendente della semplicità del messaggio evangelico. Da esso possiamo apprendere quali cose sono state esposte come i fatti primari ed essenziali del cristianesimo, prima dello sviluppo della dottrina cristiana. La teologia è una scienza formulata dal genio umano; per questo siamo principalmente debitori ad Agostino, ad Anselmo e a Calvino. Ma sarebbe davvero una cosa triste, per le migliaia di "uomini viandanti", se un'adeguata comprensione di una teologia umana fosse essenziale per la religione personale. Questo sermone tratta dei fatti, dei fatti storici noti della vita, morte e risurrezione di nostro Signore, e dei fatti sconosciuti, dichiarati sull'autorità apostolica, dell'ufficio, dell'incarico e dell'autorità di Cristo, come risorto ed esaltato. Su questi fatti il sermone fa deduzioni e applicazioni, come nel nostro testo

I SALVEZZA. Alcuni hanno stranamente suggerito che con questa parola San Pietro si riferisca solo alla guarigione del corpo, e affermi semplicemente che in Gesù Cristo c'è la vera potenza miracolosa. Ma non possiamo così perdere i significati e le applicazioni più profonde della verità. Il peccato è il grande male umano, e la salvezza, per essere una qualsiasi salvezza per l'uomo, deve affrontarlo e comprenderlo . Per questo peccato che ha operato e sta operando in noi abbiamo bisogno di "salvezza", ed è solo per prenderci in giro dicendo che Cristo non è il Salvatore dal peccato. Mostrate che cosa sia una parola grande e comprensiva "salvezza"; confrontatela con guarigione, insegnamento, riforma, ecc. È la parola che esprime il bisogno più profondo a cui ogni anima possa mai risvegliarsi. Agisce sull'orlo della morte, il carceriere risvegliato grida: "Che cosa devo fare per essere salvato?" Chiedete se ci sia ancora stata una visione aperta alla scoperta di questo bisogno principale. Che giova, infatti, a ciascuno di noi guadagnare il mondo intero, e avere la nostra anima non salvata?

II LA SALVEZZA PER NOME

1. Un nome sta per una persona e include tutti i diritti che possono appartenergli. Illustrato dall'ambasciatore che agisce in nome della regina; viaggiatori che trovano sicurezza nell'usare il nome di inglesi; Mosè che si fa avanti nel Nome di Geova. Gli apostoli Cantici uscirono, parlarono e operarono, nel nome di Cristo. E la salvezza è per il Nome, cioè per i diritti e la potenza presenti del Salvatore vivente, che gli apostoli hanno presentato agli uomini

2. Un nome sta per una supplica. Come San Paolo usò il suo nome come cittadino romano. Il Nome di Gesù è una supplica sufficiente per ottenere l'assoluzione, poiché tutte le dovute soddisfazioni sono state operate da Cristo. Il Nome di Gesù diventa una supplica sufficiente per assicurarsi l'accettazione, perché tutta la giustizia richiesta è stata conquistata da Cristo; e noi, mediante la fede uniti a lui e portando il suo Nome, veniamo in suo potere e condividiamo i suoi diritti

III SALVEZZA CON UN SOLO NOME. "Nessun altro nome" è progettato per essere esclusivo. Quindi vedi cosa esclude. Pochi, forse, ora sostituiranno effettivamente qualcosa a Cristo, e diranno deliberatamente: "Non sarò salvato da Cristo". Ma c'era, nei tempi più antichi, una sottile sostituzione di idee fantasiose sulla misericordia di Dio; E ora c'è il pericolo che la nostra conoscenza e la nostra scienza sostituiscano. Molti cercheranno di mettere qualcosa insieme a Cristo. Gli uomini cercano di unire il proprio nome a quello di Cristo; o hanno messo insieme la Vergine Maria e Cristo; o la Chiesa e Cristo; o anche, in forme sottili, la Bibbia e Cristo; o sentimenti e Cristo. Tutte sono cose sbagliate se sono poste in primo luogo con Cristo; Tutto può andare bene se tenuto al suo giusto secondo posto. Per la salvezza dell'anima c'è un solo Nome; l'essenziale è che ci troviamo in relazioni vive di fede e di amore con colui il cui "Nome è al di sopra di ogni nome".

IV SALVEZZA IN UN SOLO NOME PER TUTTI. Altrimenti non potrebbe essere esclusiva. Se deve essere l'unico Nome, allora deve essere il Nome più che sufficiente, altrimenti Dio ci ingannerebbe permettendo che ci vengano fatti inviti così ampi e gentili. I veri bisogni degli uomini sono comuni a tutti gli uomini. Tutti vogliamo salute, amore, conoscenza e verità; Ed è altrettanto vero che tutti noi vogliamo il perdono delle nostre trasgressioni, la libertà dalla schiavitù di noi stessi e del peccato, la vita di rettitudine e la speranza della gloria eterna. La "salvezza" raduna tutte queste cose, e tutte queste si trovano solo in Cristo Gesù e per mezzo di esse

CONCLUSIONE. La via della salvezza conserva la sua semplicità. E "a voi è stata mandata la parola di questa salvezza". C'è un solo Nome, un solo Nome; Credete e sarete salvati. Cerca in tutto il mondo e nei secoli, non ce n'è un altro; eppure un giorno a questo Nome "ogni ginocchio si piegherà e ogni lingua confesserà". -R.T

13 Visto per la sega, A.V.; aveva percepito per percepito, A.V. L'audacia; letteralmente, libero o schietto parjrJhsia, e usato correttamente con parole che significano parlare, vedi Atti 2:29; 4:29,31; 28:31; Giovanni 7:13 -- , ecc. e così il verbo parrhsiazesqai significa "parlare liberamente e con franchezza" Atti 9:27,29; 13:46; 14:3; 18:26; 19:8; 26:26 -- ; altrove nel Nuovo Testamento solo in Efesini 6:20; 1Tessalonicesi 2:2 ; San Pietro aveva mostrato la sua libertà di parola proclamando così audacemente la risurrezione e la potenza di colui che i governanti a cui si rivolgeva avevano crocifisso. L'audacia di parlare, quando si combina con la carità e la moderazione, è una grazia importantissima per un ministro di Cristo. Uomini ignoranti e ignoranti. Il termine ignorante ajgrammatov significa che non avevano alcuna "conoscenza della cultura ebraica" al di là delle Scritture. Uomini ignoranti ijdiwtai era un termine tecnico per coloro che non avevano studiato nelle scuole rabbiniche. La parola "idiota" ricorre frequentemente nel Talmud Farrar's 'Life of St. Paul,' vol. 1. p. 106. Presero conoscenza, ecc. Anna e Caifa o qualcuno del loro popolo, probabilmente, li avevano visti nel palazzo del sommo sacerdote Giovanni 18:15-18

Associazione con Cristo

Da queste parole si deduce:

IO CHE L'APPRENDIMENTO NON È NECESSARIO PER IL BENE. I persecutori di Pietro e Giovanni "si accorsero che erano uomini incolti e ignoranti", non uomini incolti, nel senso peggiore del termine, ma privi della cultura superiore del loro tempo. Ma benché così relativamente incolti, erano uomini di forte fede, di vera pietà, di santo zelo, ammirabili agli occhi degli uomini, accettevoli servitori di Gesù Cristo. L'erudizione umana è una cosa desiderabile, ma ben lungi dall'essere necessaria, per l'eccellenza del carattere o la nobiltà di vita

II CHE IL CORAGGIO NELLA CONDOTTA DEL BENE ATTIRERÀ L'ATTENZIONE DI COLORO CHE SONO NEL TORTO. "Quando videro la baldanza di Pietro e Giovanni, si meravigliarono". Quali che siano le virtù che non sono apprezzate dagli empi, il coraggio attira sempre l'attenzione e suscita ammirazione. Sii coraggioso e sarai ascoltato; Resta fedele ai tuoi colori con spirito imperterrito, e gli uomini, per quanto riluttanti, ti rilasceranno il loro rispetto

III CHE L'ASSOCIAZIONE CON GESÙ CRISTO SPIEGHERÀ QUALSIASI ECCELLENZA DI CARATTERE. Quando i sacerdoti e gli anziani vollero rendere conto a se stessi dell'audacia di questi due uomini, si ricordarono del loro legame con Cristo e non furono più in colpa. Questo spiegherà tutto ciò che è buono. Molta intimità con colui che "non ha guardato alla persona dell'uomo" renderà sempre gli uomini coraggiosi; la comunione frequente con quel Santo di Dio renderà sempre gli uomini puri di cuore; L'intima amicizia con colui che è venuto a dare la sua vita per le pecore renderà sempre gli uomini altruisti, ecc

IV CHE LE ALTRE COSE RIGUARDANTI IL CARATTERE UMANO SONO QUELLE CHE SUGGERISCONO GESÙ CRISTO. Non c'è nulla che sia un tributo al valore umano come il fatto che gli uomini siano così ricordati di Cristo. Quale impressione siamo più ansiosi di trasmettere su noi stessi? La risposta a questa domanda sarà un criterio sicuro della nostra posizione spirituale. Se ci stiamo avvicinando alla meta che ci è posta dinanzi, se stiamo raggiungendo una qualche vera altezza di eccellenza cristiana, ci preoccuperemo veramente e sinceramente che il nostro costante spirito e il nostro comportamento quotidiano suggeriscano il temperamento e i princìpi di Gesù Cristo nostro Signore. - C

Versetti 13-22.- L'impotenza dell'incredulità

I In presenza di FATTI. L'evidenza storica del Vangelo deve essere impressa nella coscienza degli uomini. Fa' che riconoscano: "Non possiamo negarlo". I fatti della vita e del carattere cristiano davanti ai loro occhi. Da qui la forza di grandi movimenti come quelli dei risvegli evangelici

II In contrasto con la FORZA MORALE DELLA PROFONDA CONVINZIONE E DELLA DIRETTA FEDELTÀ ALLA VERITÀ. Lo spostamento del terreno, i sofismi, la bestemmia, la disonestà, la malizia, e tuttavia la vigliaccheria dell'incredulità moderna. "Che cosa dobbiamo fare a questi uomini?" La domanda non era: "Che cosa dobbiamo fare con i fatti?", ma "Come possiamo evitare di trattarli in modo equo?" La personalità è il ricorso di menti deboli e disoneste. Se non credono, perseguitano

III IN MINACCE INSENSATE E PRESUNZIONE in presenza dei misteri e delle glorie della fede che avanza. "Che non si diffonda ulteriormente tra il popolo". Follia di una tale politica. Il popolo vede attraverso gli stratagemmi di una falsa Chiesa, non è ingannato a lungo dalle vane vanterie dell'infedeltà. Un metodo audace e aggressivo deve essere la speranza della Chiesa cristiana nel culmine dell'opposizione ora raggiunta. Dobbiamo piantarci saldamente sulla roccia dei fatti innegabili e dare ascolto a Dio piuttosto che agli uomini. "Tutti gli uomini allora glorificheranno Dio per ciò che è fatto". -R

Testimoniare per Cristo

" Presero conoscenza da loro, che erano stati con Gesù". Adempimento della promessa: "Mi sarete testimoni". La ricompensa per l'obbedienza al precetto, dipende dallo Spirito. Non mere risorse umane applicate; gli uomini semplicemente uomini spirituali, che testimoniano i fatti divini

HO UN GRANDE CAMBIAMENTO RESO MANIFESTO. Pescatori, ebrei, un tempo pieni di paura, ora audaci, eloquenti, pieni dello Spirito Santo, che proclamano una dottrina un tempo odiosa per loro, elevati a un'alta concezione del regno di Dio. L'intera spiegazione sta nel fatto che essi erano stati con Gesù, come discepoli, come scelti da lui per la loro missione, come qualificati per essa dai suoi doni dello Spirito

II UN GRANDE EFFETTO PRODOTTO

1. Con l'espressione chiara e decisa della fede cristiana. Il mondo è molto più impressionato dal vedere un meraviglioso contrasto con se stesso, che dal vedere i cristiani scendere a compromessi con i principi per il bene di allargare la Chiesa

2. Con la condanna intrepida del male e l'annuncio del regno di Cristo. Dovremmo ricordare che ogni malvagità è debolezza. Dobbiamo parlare come Pietro e Giovanni. Dobbiamo tenere d'occhio la testa della curva

3. Dalla meraviglia del lavoro e della vita spirituale. Gli uomini ignoranti e ignoranti possono rendere un servizio incalcolabile alla causa di Cristo, facendo meravigliare gli altri, quando esprimono con franchezza la loro umile testimonianza. Ma tutti quelli che lo ascoltano dicano: "Sono stati con Gesù".

III UNA GRANDE LEZIONE INSEGNATA

1. Agli apostoli stessi. Il potere della fede; la presenza protettrice di Dio; la sicurezza dell'audacia; persecuzione che crea opportunità; il servo sofferente che onora il Padrone

2. Al consiglio. Per giudicare i giudizi giusti, per imparare il metodo della grazia, per vedere gli errori del passato. Ma dovremmo essere avvertiti; poiché tali lezioni erano vane, sebbene imposte con tanta forza

3. A noi stessi. L'intero episodio insegna la forza della vita spirituale, il metodo del lavoro cristiano, la gloria delle prospettive del credente. Coloro che sono stati con Gesù condivideranno le sue vittorie. - R

Segni di essere stato con Gesù

Dovremmo sempre tenere vicino a noi il pensiero che il nostro spirito, la nostra parola e la nostra condotta, come professanti discepoli del Signore Gesù, sono osservati ogni giorno; a volte gentilmente, a volte scortesemente, sempre acutamente. Gli uomini 'prendono conoscenza di noi'. Ci deve essere qualcosa che non va se la nostra vita di cristiani non è così tonica e caratterizzata da attirare l'attenzione. C'era qualcosa negli apostoli che lasciava perplesso il Sinedrio: c'era più di quanto fossero in grado di discernere. Possiamo vedere cosa li ha effettivamente impressionati, e anche cosa potrebbe averli ragionevolmente impressionati

I Sinedri furono colpiti dalla POTENZA, dal CORAGGIO, che gli apostoli avevano guadagnato da Cristo. Il potere, l'alta influenza personale, il coraggio morale erano state le caratteristiche del Signore Gesù. Negli apostoli la potenza si manifestava nella ferma e nobile testimonianza dei fatti che conoscevano e delle verità che erano state loro affidate, per quanto offensivi potessero essere i fatti e le verità per i governanti che ascoltavano. In noi il potere simile, dato da Cristo, può manifestarsi nella fermezza ai principi, anche quando ciò può metterci in una situazione di invalidità sociale, e nella coerenza pratica, qualunque sia il nostro ambiente. Illustrate osservando fermamente la legge del sabato; e con passaggi come "Dopo aver fatto tutto, state in piedi"; "Smettetela come uomini, siate forti"; "Sopporta le durezze, come un buon soldato di Gesù Cristo". C'è grande bisogno di un'opposizione più ferma alle massime e alle abitudini mondane accettate. I cristiani dovrebbero avere il coraggio di essere singolari quando i principi cristici e lo spirito cristiano sono in pericolo

II Il Sinedrio potrebbe essere stato colpito dai caratteri degli apostoli, come modellati da Cristo. Il carattere del Signore Gesù era stato la sua forza particolare, e questi apostoli erano caduti così pienamente sotto la sua influenza che ne erano venuti, sia consciamente che inconsciamente, plasmati. Avevano imparato, come discepoli di Cristo, a cercare "tutte le cose vere", ecc. Filippesi 4:8 Il loro carattere naturale veniva santificato e, in misura, esercitavano l'influenza dell'eccellenza morale personale e della virtù, proprio come aveva fatto il loro Signore. Questo può essere illustrato in San Pietro. Il carattere puro e amabile è ancora il potere più alto sugli uomini di tutto il mondo. Nessuno può resistere completamente all'influenza di una vita dolce e santa

III Il Sinedrio potrebbe essere stato colpito dal PRINCIPIO DOMINANTE della CONDOTTA degli apostoli, che essi avevano appreso da Cristo. Era il principio dell' amore costrittivo. Amare Cristo , dal quale siamo redenti. Amore ai fratelli che partecipano con noi alla comune redenzione. E l'amore per i non salvati, per i quali possiamo ben desiderare le indicibili benedizioni che noi stessi abbiamo ricevuto. L'amore cerca sempre di trovare espressione e non si accontenterà di misure di sacrificio di sé che non siano quelle di Cristo per la nostra salvezza

Non possiamo sperare di esercitare su coloro che ci circondano la stessa influenza che fu esercitata dagli apostoli sul Sinedrio, finché non impareremo a stare più spesso con Gesù. E che possiamo essere in due modi

1. Nella comunione esteriore dei Vangeli. Potremmo studiarli meglio. Possiamo meditare su di essi più frequentemente. Possiamo realizzare più perfettamente il Cristo che rivelano, e così "conoscerlo", e sentire la potenza della sua presenza

2. Possiamo essere con Gesù nella comunione interiore dei pensieri cari. Accogliendolo nei nostri cuori come prendiamo il nostro più caro amico, e spesso tenendo con lui una segreta comunione dell'anima. Allora gli uomini vedrebbero chiaramente su di noi, giorno dopo giorno, i segni che "siamo stati con Gesù". -R.T

14 Contemplare per vedere, A.V

16 Lavorato attraverso di loro per fatto da loro, A.V.; a tutti per a tutti loro, A.V. Solo qui e al Versetto 22 e in Luca 23:8 il miracolo è stato trattenuto nella R.V. come la resa di shmeia: ovunque è segno. -- Lavorato attraverso di loro; più letteralmente, è venuto a passare attraverso di loro

17 Minaccia per minaccia stretta, A.V. e T.R. L'argomento di ciò che si è diffuso sembra essere "un notevole miracolo". Non potevano negare che ciò fosse avvenuto, ma potevano impedire che la conoscenza di ciò si diffondesse, proibendo agli apostoli di parlare del Nome di Gesù in cui era stato compiuto

18 Addebitato per comandato, A.V

19 Piuttosto per di più, A.V

Versetti 19, 20.- La verità più semplice e più profonda

Qui abbiamo...

UNA VERITÀ CHE È PALPABILE A TUTTI: che quando il Divino e l'umano sono in conflitto, l'umano deve cedere al Divino. "Se è giusto, giudicatelo." Il giudizio richiesto era tale che qualsiasi uomo potesse pronunciare; Alla domanda si può rispondere con la più umile comprensione

1. Ordinariamente, i comandamenti di Dio e dell'uomo sono all'unisono; è, di regola, nostro dovere verso Dio obbedire al genitore, maestro, magistrato, ministro umano

2. Ma occasionalmente, siamo costretti a credere che Dio ci ordini di agire in un modo direttamente in contrasto con i comandi dell'uomo. Gli apostoli si trovarono ora in questa posizione. Da allora i martiri, i confessori, coloro che sono stati perseguitati per amore di Cristo, in ogni epoca e in ogni paese, si sono trovati in questa situazione. E questi hanno incluso non solo gli uomini i cui nomi la storia ha preservato e le cui lodi la poesia ha cantato, ma molte migliaia di persone che hanno lottato e sopportato in case tranquille e sfere ristrette, il cui eroismo non è stato raccontato né da nessuna lingua, né da nessuna penna registrata

3. Allora l'autorità umana non è nulla per il Divino. Dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che all'uomo; dobbiamo dare la nostra prima fedeltà, la nostra più doverosa sottomissione, all'Eterno Padre, al Divino Maestro, al Re dei re, al Capo della Chiesa stesso

II UNA VERITÀ CHE È APPREZZABILE SOLO DAGLI ALTRI: che siamo sotto una santa costrizione a testimoniare la verità che conosciamo: "Non possiamo fare a meno di dire le cose che abbiamo visto e udito". Tutti possono capire che gli uomini diranno la verità che conoscono quando, così facendo, otterranno qualcosa che soddisfi la loro natura inferiore: una ricompensa pecuniaria, o preminenza personale, o la gratificazione di ricevere l'attenzione interessata degli altri. Ma non tutti possono capire che gli uomini si sentono sotto una santa costrizione a dichiarare ciò che Dio ha rivelato loro per alleviare un cuore pieno e oppresso. Questo è un caso in cui "solo i buoni discernono i buoni". Ma coloro che sono in simpatia con Dio e con la sapienza celeste capiranno che i cuori umani possono essere così impressionati dall'eccellenza, dalla bellezza, dalla fecondità, dalla divinità della verità, da essere positivamente oppressi mentre rimangono in silenzio, fino a quando non hanno "detto le cose che hanno visto e udito". La parola è nel cuore come "un fuoco ardente chiuso nelle ossa", ecc. Giobbe 32:18,20; Salmi 39:3; 1Corinzi 9:16 Il fatto che non solo gli apostoli del nostro Signore, ma migliaia di anime da allora, si siano sentite così limitate riguardo alla verità cristiana, suggerisce:

1. Che è una verità di valore trascendente con la quale è sciocco e sbagliato scherzare

2. Che non ci siamo elevati al massimo dell'apprezzamento per essa se non ci sentiamo irresistibilmente spinti a farla conoscere ad altri. - C

20 Ho visto e sentito per aver visto e sentito, A.V. Non possiamo fare a meno di parlare, ecc. Abbiamo qui un altro esempio dell'audacia di Pietro nel parlare sotto l'influenza dello Spirito Santo

L'aggressività del vangelo

"Non possiamo fare a meno di dire le cose che abbiamo visto e udito". La storia antica del cristianesimo è una prova lampante della sua origine divina. Il metodo dell'uomo è quello di aspettare le opportunità, Dio le crea. L'uomo prepara la sua forza prima di metterla in campo; Dio rende perfetta la sua forza nella debolezza. La "stoltezza della predicazione. Atanasio contra mundum. Non dobbiamo prestare attenzione al disprezzo e alla diffidenza del mondo nei confronti dell'entusiasmo

LA RELIGIONE DI CRISTO È AGGRESSIVA PERCHÉ È REALE. "Le cose che abbiamo visto e udito".

1. Non speculative, ma semplicemente pratiche; cose della vita morale degli uomini, cose che riguardano tutti, cose di infinita importanza, che hanno le loro radici nell'eternità

2. Non cose di sistemi umani e dogmi ecclesiastici. Gli apostoli non predicarono né contro la Chiesa del Giudaismo né contro il governo della Chiesa del Cristianesimo, ma riguardo ai fatti evangelici che sono alla base di tutti i sistemi e devono costituire la sostanza di tutti i credi

3. Cose dell' esperienza: " viste e udite". Hanno parlato come testimoni; E più riusciamo a predicare semplicemente come testimonianza del Vangelo, più potere abbiamo. Le varie false religioni del mondo sono impotenti ad aiutare perché fanno poco appello ai fatti e all'esperienza

II L'OBBLIGO UNIVERSALE DI PARLARE PER CRISTO

1. Parlare davanti agli uomini. La nozione di discepolato segreto è completamente falsa. Valore speciale della fede dichiarata, sia per il credente stesso, nel confermare, maturare, guidare, chiarire le convinzioni spirituali stesse, sia nel sostenere la pratica con l'aiuto di un voto solenne e registrato di servizio. Più profondo e reale è il sentimento, maggiore è la necessità di esprimerlo davanti agli altri

2. Parlare agli uomini nel nome di Cristo. Noi diamo ascolto a Dio ed Egli ci ordina di parlare. È un potere che cresce con l'esercizio. Il mondo lo richiede sempre di più. I libri non potranno mai prendere il posto della predicazione. In tutte le epoche gli uomini hanno cercato e si sono fidati dei loro leader spirituali. Le cose del Vangelo non sono state fatte in un angolo, e devono essere portate alla luce della vita pubblica. Leggete la Bibbia alla luce del mezzogiorno del pensiero moderno e dell'impresa commerciale; Si adatta ad ogni stadio del progresso umano. "Difendi Gesù". -R

21 E loro quando loro, ecc., li lasciano andare per così quando loro, ecc., li lasciano andare, A.V

22 Più che per sopra, A.V.; lavorato per mostrato, A.V. Lavorato; letteralmente, come nel Versetto 16, è avvenuto, o è accaduto, o è avvenuto

Inflessibilità spirituale: un sermone a coloro che sono nel bel mezzo della vita

Le parole del testo indicano che c'era un fatto che contribuì grandemente a sostenere il carattere miracoloso dell'atto di guarigione che era stato compiuto. Potremmo interpolare tra questo versetto e il precedente: non ci potrebbe essere alcun dubbio che quest'opera fosse di Dio, "per l'uomo", ecc. Riconosciamo immediatamente la forza del ragionamento. Quando un uomo ha sofferto per quarant'anni di deformità o rigidità fisica e viene ristabilito in un attimo, c'è ovviamente un potere soprannaturale messo in esercizio. Una lunga continuazione in un caso del genere aggrava enormemente la difficoltà e aumenta la virtù della cura. In questo, come in tanti altri aspetti, il mondo morale risponde alla domanda materiale

Nei primi anni l'anima rispondeva al tocco della verità

Come Dio ci ha creati, e prima di essere influenzati e feriti dalle forze del male, siamo impressionabili e flessibili di anima. La mente è desiderosa di imparare e pronta a ricevere; la coscienza è pronta ad approvare o a rimproverare; il cuore è tenero e affettuoso, pronto a rispondere alla bontà e all'amore; l'anima apprezza ciò che è spiritualmente giusto e bello; La volontà è aperta al cambiamento se viene mostrato un motivo per la riforma e il ritorno. Questo è il momento in cui le malattie morali possono essere curate al meglio, in cui possiamo ben sperare che il cuore sarà guarito dalle sue malattie e che lo spirito sarà "guarito" dal grande Medico

II CONTINUAZIONE. NEL PECCATO INDUCE L'ANIMA. Quando un'anima umana è rimasta per quarant'anni in una cattiva abitudine o in uno stato di peccato, si è indurita nel suo cammino. La trasgressione cosciente agisce in modo dannoso su ogni facoltà della nostra natura

1. Acceca "gli occhi dell'intelletto".

2. Indurisce il cuore

3. Indebolisce e ottunde la coscienza in modo che il suo colpo sia sempre meno efficace

4. Irrigidisce e fissa la volontà nel corso che ha scelto. Così rende l'uomo stesso inavvicinabile, inimpressionabile, incurabile. Coloro che passano dalla giovinezza e dalla giovinezza all'età adulta, non essendo entrati nel regno di Dio, hanno urgente bisogno di "considerare le loro vie". Essi stanno raggiungendo la condizione morale in cui la loro conversione a Dio è una cosa di massima difficoltà e di grave improbabilità. Nel Libro della Vita, se il loro nome dovesse essere registrato, non sarà aggiunto, come prova del potere prodigioso dello Spirito di Dio, "poiché l'uomo aveva quarant'anni", ecc.? Ricorda che

1 la salvezza non è mai impossibile: a due volte a quarant'anni è alla portata della penitenza e della fede; ma

2 Diventa sempre più improbabile con il passare dei periodi della vita umana. Lo Spirito Santo dice: "Oggi". -C

23 Venne per andare, A.V.; gli anziani per gli anziani, A.V. Malachia 3:16 I sommi sacerdoti oiJ ajrceireiv; evidentemente gli stessi di quelli che sono stati descritti come "della stirpe del sommo sacerdote", in Versetto 6 dove vedi nota

L'uso della libertà

"Essendo stati lasciati andare, sono andati nella loro stessa azienda". Abbiamo qui un'illustrazione appropriata di...

I UN ATTO ACCESSORIO ALLA LIBERTÀ. "Lasciati andare" - la mano del freno fu loro tolta di dosso - "andarono alla loro compagnia"; seguirono l'inclinazione della loro inclinazione e andarono da coloro con i quali erano in simpatia. Questo è l'accompagnamento costante della libertà umana. Non appena la mano dei genitori si rilassa, non appena l'occhio dell'insegnante si distoglie da loro, non appena le restrizioni della casa e la tutela degli anziani vengono rimosse, i giovani seguono la loro strada, seguono la loro inclinazione, scelgono la loro compagnia. Non sappiamo mai cosa sono veramente gli uomini finché non togliamo i legami con cui li teniamo sotto controllo, ed essi vanno "dove vogliono", dove i loro stessi principi lo permettono, e dove i loro gusti li dirigono

II LA SAGGEZZA DI COLORO CHE SONO RESPONSABILI DEGLI ALTRI. È di scarsa utilità tenere le redini così strette che, finché sono tenute da una mano ferma, non ci può essere alcun vagabondaggio. Quale sarà l'evento in cui le redini dovranno essere alzate? Quale sarà la condotta scelta quando coloro che proteggiamo saranno "lasciati andare"? Se non facciamo nulla di semplice e migliore che imprigionarci accuratamente tra le mura di un comportamento corretto, rimarremo amaramente delusi dal risultato. È nostra saggezza e nostro dovere provvedere all'ora in cui coloro di cui siamo responsabili saranno "lasciati andare" e in cui sicuramente andranno alla loro compagnia, cercheranno quelle persone e quelle cose con cui simpatizzano. Possiamo fare solo questo

1 impiantando giusti principi, e

2 coltivare sapori puri

Questi, e solo questi, condurranno i giovani, nei giorni in cui agiscono da soli, a fuggire ciò che è sbagliato e a perseguire ciò che è santo, saggio, utile

III LE RESPONSABILITÀ DELLA LIBERTÀ. Giovani!

1. Presto sarai al punto in cui deciderai il tuo percorso

2. Se, dunque, hai il cuore retto, camminerai per la via della vita, scegliendo la compagnia del bene, le vie della sapienza

3. Se, dunque, il tuo cuore non è retto con Dio, sarai tentato di seguire un'inclinazione malvagia. Sarà un'ora molto pericolosa con te

1 Cedere il passo alle pendenze inferiori significa entrare nella strada della rovina

2 Se ami la vita e odi la morte, non andare dove vuoi , ma dove la convinzione ti dice che dovresti. Ascoltate la voce celeste che dice: "Questa è la via; camminate in esso". -C

Versetti 23-37.- La risorsa del devoto, ecc.

Liberati dal vincolo della legge, gli apostoli tornarono alla "loro propria compagnia", e lì raccontarono ciò che avevano passato. Possiamo essere certi che l'intera comunità di fratelli entrò, con profonda e forte simpatia, nei sentimenti dei loro due capi; Tutti sentivano che era giunta un'ora molto critica per quella nuova causa che rappresentavano. In queste circostanze pensarono di...

IO LA RISORSA DEL DEVOTO. "Alzarono la voce a Dio di comune accordo" Versetto 24. Sentivano, come indicava la loro preghiera, che:

1. Tutto il potere era nella sua potente mano: "Tu sei Dio, che hai fatto il cielo", ecc. Invano i pagani si infuriavano, e re e governanti cospiravano contro il "santo Bambino Gesù", il Figlio del Dio vivente

2. Un proposito di grazia era nella sua volontà sovrana. Per quanto i potentati terreni potessero immaginare di portare tutto a modo loro, non facevano altro che "fare ciò che la sua mano e il suo consiglio avevano deciso prima che fosse fatto" Versetto 28

3. Poteva impartire un potere che li avrebbe resi superiori a ogni timore dell'uomo. Chiedevano audacia di parola Versetto 29 e, a questo scopo, segni della sua presenza Versetto 30. La preghiera è il ricorso costante e infallibile di tutte le anime sante. Quando abbiamo paura dobbiamo confidare in lui; Dobbiamo fuggire da lui per nasconderci

II L'INCORAGGIAMENTO DIVINO. Versetti 31-33. Il Signore rispose alla preghiera del suo popolo e gli concesse di:

1 un segno manifesto della sua presenza e del suo favore Versetto 31;

2 l'intrepidezza dello spirito che tanto desideravano Versetto 31;

3 il potere di testimoniare di Cristo Versetto 33; e

4 la fiducia interiore, spirituale e la gioia: "Una grande grazia era su tutti loro" Versetto 33

Dio ora concede ai suoi figli in attesa le benedizioni che cercano da lui: la certezza della sua presenza, il potere di agire come suoi testimoni, il successo nelle loro fatiche, il riposo e la gioia del cuore in lui e nel suo servizio

III LA COMUNITÀ DEI FEDELI. Versetti 32, 34-37. La parte essenziale di questo brano è la frase iniziale: "La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola" Versetto 32. La misura che adottarono, cioè una comunione di beni, era particolare, eccezionale, transitoria. Non è un metodo pratico, adatto a condizioni come quelle in cui ci troviamo. Non è prescritta dalla parola apostolica, né è sostenuta dalla successiva pratica apostolica. Era evidentemente speciale, locale, temporaneo. Ma è essenziale che coloro che appartengono allo stesso regno dei cieli, e specialmente coloro che sono membri della stessa Chiesa cristiana,

1 coltivare una vera e profonda simpatia, "unità di cuore", e

2 prendere alcune misure pratiche per soddisfare i bisogni dei bisognosi con il tesoro di coloro che hanno più del necessario.

Versetti 23-31.- La gioia della fede confermata

La Chiesa, all'udire i recenti avvenimenti, prorompe in espressioni di gioia. Come di consueto in tali occasioni, la voce dell'antico canto sacro diventa la loro voce

IL NOSTRO AIUTO È NEL CREATORE. Il bisogno e la debolezza dell'uomo lo portano ora a fuggire e ora a cercare il potere onnipotente. Ci sono momenti terribili in cui il peccato dell'anima sembra aver chiamato il lampo e il tuono dal cielo, per aver risvegliato la minaccia del terremoto, della tempesta e del mare. Altri momenti di esultanza, quando i suoni solenni del cuore profondo della natura sono come il cannone di una forza amica che avanza in aiuto di una città assediata. Il conquistatore più potente, come Napoleone in mezzo alle nevi della Russia, può essere a sua volta conquistato dalle forze fisiche della natura. Non si può resistere con successo alle forze morali rappresentate nella volontà dell'Onnipotente e del Santissimo. Questa è la profonda verità nel salmo davidico

II DEBOLEZZA FISICA CON POTENZA MORALE

1. Nel caso di Davide e del suo regno. Studia le circostanze storiche riflesse nel salmo. Guardate il minuscolo regno di Giuda, posto in mezzo a grandi nemici da ogni parte. Ha condotto una vita minacciata per secoli; Sembrava impossibile che potesse sopravvivere. Eppure il piccolo divenne mille, la vite crebbe nonostante ogni volpe che spuntava o ogni cinghiale deperito, la piccola capanna nel giardino non fu rovesciata finché non ebbe emesso un raggio di luce sulle terre. In lei c'era la vita morale, derivata dall'ispirazione immediata di Dio. L'inimicizia del mondo non servì che a suscitare e maturare quella vita

2. Nel caso di Cristo e del suo regno. La relazione simile si ripete in un'altra forma. L'Israele corrotto si unisce alla Roma pagana nel tentativo di sopprimere la verità e resistere alla volontà di Dio. Davide, l'unto re scelto da Geova, è il tipo, in una relazione inferiore, di Gesù, l'unto Principe nella relazione superiore e puramente spirituale. Su questa analogia si costruisce saldamente la speranza. Come il grande principe dell'antichità si era innalzato nella potenza di Geova superiore a tutti i suoi nemici, così ci si poteva aspettare che il suo Antitipo ponesse prostrato l'infedele Israele e l'orgogliosa potenza di Roma sotto il suo trono di maestà morale

III LA PREGHIERA STRUMENTO DI DEBOLEZZA E DI FORZA. Di debolezza, perché implica dipendenza; e se i nostri desideri fossero convertibili in fatti, non ci sarebbe preghiera. Una qualche forma di impotenza da sola mette in ginocchio gli uomini. Eppure è l'espressione della forza; perché la forza nella debolezza è il segreto stesso e il cuore dell'energia morale e della pietà cristiana

1. Lo scopo della preghiera. È perché lo spirito umano possa essere unito al Divino, sia nell'azione che nella sofferenza. L'azione era ora davanti ai supplicanti, l'azione principalmente o interamente con la parola, che è sempre l'azione speciale della testimonianza cristiana. L'audacia in quell'espressione - la stessa cosa che aveva impressionato il Sinedrio in Pietro e Giovanni - era la cosa necessaria. Il rinnovamento della forza deve avvenire nella preghiera. Dio concede in una sola volta solo quanto basta per quel tempo. Non permette l'accumulazione di capitale. Egli presta perché noi spendiamo e torniamo a lui. Ma l'audacia deve basarsi sulla conoscenza dei fatti. Cantici si lega strettamente al coraggio con la conoscenza che il filosofo greco disse addirittura che erano identici. Senza qualche prova che Dio è dalla nostra parte, non possiamo avere il cuore di andare avanti. Dove, allora, possiamo cercare tali prove? Gli apostoli lo cercarono nella manifestazione dell'energia divina per curare. Questo era il simbolo significativo della sua presenza e dell'intenzione del Vangelo in quei giorni. Erano giustificati sulla base dell'esperienza, chiari, ripetuti e definitivi, nell'aspettarsi questo tipo di incoraggiamento. Noi, sulla base della nostra esperienza, abbiamo il diritto di aspettarci qualcosa di diverso, ma ugualmente reale a suo modo. Energia divina per guarire attraverso vie e mezzi non meno divini perché naturali, siamo da cercare e fare oggetto della nostra preghiera

2. La risposta alla preghiera. In questo caso si trattava di un modo che non poteva essere ingannato, da un'impressione immediata sui sensi e sulla coscienza interiore di tutti. La casa tremò, i loro spiriti vibrarono al tocco interiore di Dio, le loro lingue si sciolsero e furono date la scioltezza e la fiducia ricercate. Come possiamo applicare questo ai tempi moderni? Nessun insegnante cristiano sobrio osa incoraggiare l'attesa di tali "segni e prodigi" ora. Appartengono a un modo passato di coscienza religiosa, un modo di rivelazione in disuso. Perché "Dio si adempie in molti modi". Com'è importante sapere in quale direzione cercare Dio, il punto del nostro orizzonte in cui ci si può aspettare che appaia. Molto, la maggior parte, deve essere lasciata all'esperienza individuale. Che ogni adoratore cerchi la Shechinah nel suo cuore. E in generale, insegniamo che non ci si deve aspettare alcuna manifestazione speciale di Dio al di fuori delle linee di chiara esperienza intelligente. L'esperienza è essa stessa la rivelazione ordinaria e più preziosa della volontà di Dio. E l'esperienza di ogni anima, letta devotamente, contiene le meraviglie del passato e profetizza il loro ritorno.

Versetti 23-31.- La Chiesa grata, incoraggiata e devota, e la testimonianza dello Spirito

Con tutta la naturalezza della verità più semplice, ci viene detto come gli apostoli, nel loro nuovo carattere di prigionieri congedati, fuggirono subito dai loro fratelli della Chiesa. E in questo passaggio ci viene insegnato come...

LA CHIESA DOVREBBE ESSERE UNA CASA DELLE PIÙ TENERE E FEDELI SIMPATIE E DEI SANTI RAPPORTI SOCIALI. ORA è troppo spesso il luogo del sospetto, della diffidenza, delle infelici emulazioni. O è il luogo dell'indifferenza più fredda. Nessuno accoglie l'arrivo, accelera la separazione, ospite. O è solo il luogo di una ricerca quasi egoistica dell'istruzione religiosa offerta, o dell'esortazione, o del godimento che, in quelle condizioni, può difficilmente essere realizzato. Il germe della Chiesa mostrava molto il contrario. Si può calcolare con fiducia sul più alto tipo di vita della Chiesa possibile sulla terra per mostrare qualcosa di molto diverso. E fino a quando tale differenza non diventa chiara in qualsiasi parte della Chiesa cristiana, essa riflette debolmente la gloriosa realtà di sopra

II LA CHIESA DOVREBBE ESSERE "LO SCAMBIO REALE" DELLE NOTIZIE CRISTIANE, DELLE IMPRESE CRISTIANE E DEGLI AFFARI CRISTIANI. Il mondo può conoscere, e tanto meglio dovrebbe conoscere, le conquiste di Cristo e la sua verità. Ma la Chiesa dovrebbe conoscerli ancora meglio, e spesso sotto aspetti molto diversi. Né la Chiesa ha nulla da nascondere sui suoi scopi o sui suoi metodi; tuttavia possano questi essere più spesso santificati, ed essere più abbondanti e più ricchi di grazia e di elementi di successo, quando considerati e maturati nella Chiesa. Se solo potessimo immaginare il racconto dettagliato che Pietro e Giovanni diedero ora "alla loro propria compagnia" della loro esperienza, e di ciò che i loro occhi avevano visto e le loro orecchie avevano udito, e delle impressioni irresistibili del carattere degli altri che erano state fatte nelle loro menti, dagli eventi del passato, diciamo, quindici ore, da quando erano stati messi in reparto! Ora ogni orecchio era attento, il pensiero lieto sorrideva su ogni volto e il proposito incoraggiato scuoteva ogni cuore. Mentre le "minacce" Versetto 29, che erano state tra le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano detto loro" Versetto 23, ricevettero anche la dovuta considerazione. C'è da supporre che nessuno di quella "compagnia si sia trovato più forte per la gioia di quell'ora, e più vigilante e armato per ciò che di premonitore aveva in sé".

III LA CHIESA DOVREBBE TROVARE IL POSTO NELLA PIÙ PIENA GRANDEZZA DI ADORAZIONE, LODE RICONOSCENTE, APPELLO E PREGHIERA, RIUNITI INSIEME IN UN UNICO SERVIZIO. Tutto fa pensare che la scena che abbiamo davanti era di grande ispirazione. Una grande moltitudine di anime solidali ascolta la notizia più semplice su un certo argomento dei due apostoli liberati; e sebbene senza dubbio qualcuno dovesse aver guidato il coro, immediatamente l'intera compagnia "alzò la voce a Dio di comune accordo". E mentre ascoltiamo quella vera orchestra, cos'è che la sentiamo cantare? Essi elevano prima l'esplosione di adorazione; è il frammento di una canzone cantata dai loro antenati mille anni prima Versetti. 2426, e simula anche il responso. Cita infatti la parola confermatrice e la dichiarazione di Dio, enunciandola come se fosse in risposta all'attribuzione umana fatta per prima a lui: "Signore, tu sei Dio e hai detto: Perché le nazioni si infuriano e il popolo immagina cose vane?" Ascoltiamo ancora, e segue il recitativo, alcune battute che raccontano la storia recente del Messia, l'unto Gesù. Ma queste tensioni non si estinguono senza pronunciare con maestà il consiglio sovrano che appartiene a Dio in modo preveggente, predeterminante. Poi seguono l'appello Versetto 29 e la preghiera Versetto 30, ed entrambi furono accettati e accettati. In questo appello e in questa preghiera, con il riverente suggerimento che essi intraprendono - "stendendo la mano per guarire" - c'è qualcosa di commovente e patetico. Era come se coloro che pregavano su misura del loro sovrano Amico non trascurassero le "minacce" con cui erano minacciati, ma che egli desse loro divino scacco matto " stendendo di nuovo la mano che guarisce", e operando ripetutamente "segni e prodigi nel Nome di Gesù", così che, insieme alla fedeltà concessa ai suoi servi di annunciare la parola, A loro si potrebbe aggiungere "audacia" nel parlarlo. Niente di meno infastidisce il carattere della Parola di Dio, quasi nulla la disonora di più, che pronunciarla con paura, con un po' di scusa, o con accenti incerti e suoni incerti. È degno di essere pronunciato con quell'audacia che le è tutta propria, e che le è meno dovuta. Nulla al mondo può eguagliare la grandezza di un servizio come questo. Un tale servizio non può trovare il suo habitat se non nella Chiesa. Ma l'ha trovato lì tutte le volte che poteva?

IV LA CHIESA DOVREBBE LAVORARE PER UNA COSA: L'ENFATICA TESTIMONIANZA DELLO SPIRITO SANTO. Il cristianesimo è la dispensazione dello Spirito. È certissimo che il profilo più perfetto della verità cristiana non è che uno scheletro, e il corpo più completo, armonioso e scritturale della dottrina cristiana non è che un cadavere, a meno che lo Spirito non soffi in essi la vita e la potenza. Lo scheletro può essere una meraviglia di adattamento e simmetria messa a nudo all'occhio di chiunque voglia guardare, e il corpo modellato e riempito può essere un modello squisito per grazia e proporzione; ma essi sono morti finché lo Spirito non dia la vita. Non si deve supporre che questo abbia bisogno di alcuna prova ora; ma se lo fece, la parola di Gesù stesso circa la sua propria verità, prima della sua morte e dopo la sua risurrezione, e la condotta e le istruzioni di Gesù prima della sua ascensione e del giorno di Pentecoste, lo provano ampiamente. Ma anche se non ha bisogno di prove, potrebbe aver bisogno di essere applicato. Probabilmente nulla trattiene l'avvento dei più grandi effetti del cristianesimo quanto l'oblio da parte dei suoi professori della forza necessaria, perché divinamente costituita, per dargli effetto. Lo Spirito non è onorato come dovrebbe essere nella Chiesa. La Chiesa non "aspetta" la sua venuta, né lo attende, con tanto anelito e con fiduciosa preghiera. Atti proprio in questo periodo e per alcuni anni passati c'è stata un'attività meravigliosa entro i confini della Chiesa - quasi soprannaturale - ma, ahimè! per niente relativamente evidenziando il soprannaturale. «Ecco, qui!» e "Ecco, là!" è stato a lungo il grido; sono stati proclamati i cosiddetti "risvegli", e il loro fermento, in ogni caso, si è visto nella maggior parte delle varie sezioni della Chiesa; innegabilmente un'insolita industria di testa, mani e piedi ha prevalso nella regione dello strumento umano. E coloro che hanno fatto in questo modo sono stati fin troppo pronti a "suonare la tromba e proclamare" un trionfo fatto da sé e solo auto-trovato. Ma dove è stata testimoniata la vita reale? Dove si sono visti veri frutti abbondanti? Questa è una cosa non meno notevole di quanto sembri, ma molto di più, e implora di essere affrontata, non con spiegazioni disinvolte, ma con un esame estremamente riverente. Che molti uomini di vita incorrotta e di insospettata semplicità di intenti abbiano lavorato con estremo zelo per aggrapparsi ai loro simili per Cristo, e i frutti del loro lavoro siano stati una dolorosa spigolatura invece di un indubbio raccolto! Le spiegazioni collaterali e le considerazioni attenuanti devono cedere il passo all'unico solenne resoconto di esso. Lo Spirito Santo non è stato nel mezzo di quell'opera, non è stato l'inizio e la fine di quell'attività. Ma che cos'è questo che abbiamo qui?

È una crisi ristoratrice per la quale davvero tutto aveva preparato la strada. Sì, ma senza di essa, se non fosse arrivata, tutto ciò che era accaduto prima sarebbe stato prosciugato fino all'aridità del deserto sabbioso. "Quando ebbero finito di pregare, il luogo stesso in cui erano radunati fu scosso". Significava l'ingresso dello Spirito di ogni potere e potenza. "E i credenti radunati furono tutti ripieni di Spirito Santo" - ripete la Pentecoste - "e annunziarono la parola di Dio con franchezza". Quale pensiero, quale sacra riflessione, quale preghiera della Chiesa, dovrebbe cercare sia per se stessa che per il mondo un'altra visita dello stesso genere!

Versetti 23-31.- Lode per la sicurezza e preghiera per il potere

"Dall'aula del tribunale gli apostoli si ritirarono in Chiesa. I confessori cristiani ottengono le loro vittorie di fronte al giorno; ma la forza con cui si ottengono tali vittorie si ottiene solo dove Gesù ha preso la sua, in segreto. Ricordate le grida spezzate di Lutero mentre giaceva sul pavimento della sua camera la mattina presto del 18 aprile 1521; D'Aubigne, 'History of the Reformation' bk. 7: Atti 8. In ogni crisi di tensione e di pericolo attraverso la quale le nostre vite devono passare, in ogni momento di suprema difficoltà, minacce del Sinedrio, diete dei vermi, o qualsiasi altra cosa di fronte alla quale la nostra fede e il nostro coraggio vacillano, non c'è per noi luogo di aiuto come lo sgabello segreto di Dio Onnipotente, né alcuna arma come il grido della fede" Dr. Dykes. Si noti che la preghiera dei discepoli è rivolta a Dio, non a Cristo. Anche che nell'adorazione e nella preghiera una voce guidava, trovando espressione per il sentimento comune, e il resto della compagnia probabilmente rispondeva con "Amens" pronunciato ad alta voce. Dalla parte esegetica di questo Commentario si possono apprendere il significato preciso e le allusioni della preghiera. Ci soffermiamo su due cose

LA LODE E LA PREGHIERA DELL'UOMO. Confronta altri canti e preghiere registrati. Soprattutto si scopre che la lode ha preso la forma di un salmo. Confronta i cosiddetti "Salmi di Davide". Fu un'allegrezza pubblica a motivo di una liberazione divina che era di interesse pubblico. Confronta il canto di Miriam al Mar Rosso. Imprimete il dovere di riconoscere la mano di Dio nella nostra vita e di lodarlo per le sue "benignità misericordiose". La preghiera ha preso la forma di una richiesta precisamente per le cose di cui c'è bisogno in quel momento, vale a dire. potere di testimoniare e potere di operare miracoli, ad attestazione della verità testimoniata. Un esempio di immediatezza nella preghiera

II LA RISPOSTA DI DIO. ALLA LODE E ALLA PREGHIERA DELL'UOMO. Un rinnovamento della grazia e dell'investitura speciali con cui gli apostoli erano stati iniziati nel loro lavoro. I rinnovamenti della grazia sono ancora le migliori risposte di Dio alle nostre preghiere. - R.T 2Corinzi 12:9

24 Essi, quando udirono ciò, sollevarono perché quando udirono che sollevavano, A.V.; O Signore, tu che hai fatto, o come margine, tu sei colui che ha fatto, perché Signore, tu sei Dio, che hai fatto, T.R. e A.V.; il cielo e la terra per il cielo e la terra, A.V. Di comune accordo oJmoqumadon ricorre undici volte negli Atti dieci volte nella RT e solo una volta altrove nel Nuovo Testamento, cioè inthv, Romani 15:6. O Signore, ecc. Sia il margine che l'A.V sono preferibili al R.V, che dà un pendente vocativo privo di significato. La parola qui usata per "Signore" è despo da cui deriva la nostra parola italiana "despota". Significa "padrone, proprietario", in relazione agli schiavi, e "signore" o "re", il cui potere sui suoi sudditi è simile a quello di un padrone sugli schiavi. Qui, in riferimento alla creazione e alla potenza illimitata di Dio su tutto il suo operato, la Chiesa in pericolo trova sostegno e conforto nel pensiero dell'assoluta sovranità di Dio. Il termine è applicato a Dio nel Nuovo Testamento altrove solo in; Luca 2:29 -- dove si osserva la sua relazione con il doulon 2Pietro 2:1; Giuda 1:4 -- , R.T. del nostro Salvatore e Apocalisse 6:10, dove segue immediatamente sundouloi aujtwn, come qui nel Versetto 29 fa "i tuoi servi". Nella LXX risponde a volte a Elohim, e a volte ad Adonai. Per quanto riguarda la questione di come tutta l'assemblea si sia unita a questa preghiera, sia per un'ispirazione comune, sia ripetendo le parole dopo colui che le ha recitate ad alta voce Alford, o semplicemente cantando il secondo salmo Baumgarten, o usando tutti ciò che era già un formulario preparato per le necessità della Chiesa Meyer, è difficile parlare positivamente: né è di alcuna importanza. Un'altra possibile spiegazione è che diversi membri della congregazione, sotto l'influenza dello Spirito Santo, pronunciarono brevi preghiere e lodi, la questione consenziente di cui Luca così ricompone

25 Colui che per lo Spirito Santo, per bocca di Davide, tuo servo, tuo padre, ha detto, per chi per bocca del tuo servo Davide ha detto: T.R. e A.V.; Gentili per pagani, A.V.; popoli per persone, A.V. Chi per mezzo dello Spirito Santo, ecc. La R.T. qui è impossibile, ma la R.T. è perfettamente facile e naturale. La confusione nei manoscritti da cui è formato il R.T. sembra essere nata dal fatto che stomatov è stato accidentalmente scambiato per pneumatov, il che ha portato ad altri cambiamenti. Ne risultarono tre letture che sembrano essere combinate: oJ diav hJmwn Dabin: o, oJ diamatov aJgiou eijpwn: o l'originale, oJ diamatov Dabiv sou eijpwn, che è conservato nel T.R

26 Si schierarono per alzarsi, A.V.; Unto per Cristo, A.V. Schierarsi, Paristhmi non significa specificamente "schierarsi", il che implica una battaglia, di cui non si discute a casa, ma significa semplicemente "presentarsi" o "mostrarsi" Atti 1:3 "essere pronti", o, come nel Versetto 10, "stare in piedi". Unto. Il testo dell'intera citazione segue esattamente la LXX

27 Di una verità in questa città per di una verità, A.V. Servo per il bambino, come Atti 3:26 A.V.; ha unto per hast unto, A.V.; popoli per persone, A.V. Per di una verità, ecc. Il detto appena citato è dimostrato essere la parola di Dio dal suo esatto adempimento nei governanti e nei popoli pagani ed ebrei che erano coinvolti nella crocifissione del Signore Cristo. In questa città. Questo è omesso nell'A.V. e nel T.R., ma si trova nella maggior parte degli onciali e dei Padri, e adottato da Wordsworth, Alford, Meyer, Bengel. and so on. Erode. San Luca Luca 23:1-12 è l'unico degli evangelisti che registra la parte assunta da Erode insieme a Ponzio Pilato nella condanna di Cristo. Forse la deduzione può essere che San Luca sia stato indotto a registrarlo nella sua facciata evangelica sapendo di questa applicazione del Salmo. a lui e a Pilato. Popoli, al plurale, sia a causa delle "molte nazioni" Atti 2:5 da cui gli ebrei della dispersione giunsero a Gerusalemme, sia in riferimento alle dodici tribù vedi Genesi 28:3 -- , "Tu sarai una moltitudine di popoli", ebraico

28 To do for for to do, A.V.; preordinato a verificarsi per determinato prima che fosse fatto, A.V. Atti 2:23; 3:18 Essi furono radunati allo scopo di eseguire la loro volontà, come pensavano, ma realmente per adempiere il disegno di Dio, vedi anche Isaia 10:5-15; 37:26,27 Vedi qui il conforto per la Chiesa di considerare Dio come il despota di tutta la terra

Versetti 28-31.- I due regni schierati l'uno contro l'altro

IO LA RAPPRESENTAZIONE SCRITTURALE RICONOSCIUTA. Lo Spirito Santo lo pronunciò. Il punto di vista dato nel Salmo 2. corrisponde a ciò che pervade la Bibbia. Il potere di Babele contro il regno di Dio. Dio ha creato tutte le cose per cooperare ai suoi scopi. La storia di Gesù Cristo è una meravigliosa conferma di questa visione. I discepoli nella loro fede e comunione seguono il loro Maestro e accettano le responsabilità della posizione

II LA SUPREMAZIA SPIRITUALE AFFERMATA

1. Con la preghiera. Appellatevi a Dio perché giustifichi la fede del suo popolo. Martin Lutero, "Dio deve salvare la sua Chiesa". Come Signore del cielo e della terra, Rivelatore della sua verità e della sua volontà, Dio della storia, che mostra la sua fedeltà

2. Con una rinnovata auto-consacrazione. "Concedi ai tuoi servi franchezza". Non si tirarono indietro di fronte al conflitto, ma si aggrapparono alla forza divina

3. Dall'aspettativa della manifestazione del potere. Il miracolo già compiuto non era che l'inizio di grandi cose. Non dobbiamo accontentarci del mero ordine morale come testimonianza del cristianesimo. Dovremmo pregare e aspettarci miracoli morali; non una ripetizione di antichi segni e prodigi, ma meraviglie di vita spirituale: anime guarite, morti risuscitati alla vita

III IL RE INCORAGGIA I SERVI DEL SUO REGNO. Prima che la battaglia si concluda, il comandante pronuncia la parola di appello e di incoraggiamento lungo la linea del suo esercito. Quando Dio ci ha incaricati di compiere un'opera reale, ci prepara per essa mediante i doni speciali del suo Spirito. Segno esterno: "Il luogo tremò", per ricordare loro che i poteri terreni erano nelle mani di Dio. La grazia spirituale ha garantito: "Tutto riempito". Questi sensi di fratellanza, di un esercito che va a combattere, si approfondivano con l'effusione di doni su tutti. La parola pronunciata "con franchezza". La forza si manifesta; perfetto, l'amore scaccia la paura. Iniziamo da questo momento una nuova fase della storia. La persecuzione sta facendo il suo lavoro: invocare le grazie della fratellanza, trasformare gli uomini deboli in eroi. La semplice, devota dipendenza di quei credenti primitivi è un grande esempio per noi

La Chiesa manca di audacia. Dobbiamo essere pronti a lottare con il nemico. Dobbiamo portare le loro minacce a Dio e pregare che Egli le guardi. Soprattutto, dobbiamo chiedere di essere riempiti con lo Spirito Santo.

29 Guarda perché, ecco, A.V., per proclamare la tua parola con ogni franchezza, affinché con ogni franchezza possano annunciare la tua parola, A.V. Signore. Questa volta Kurie Kyrie, la parola nella LXX per Geova, e la designazione speciale di Gesù Cristo, Atti 2:36 -- , ecc. ma qui si applica a Dio Padre. Guarda; un rendering più forzato rispetto all'A.V. Guardate, allo scopo di frustrare e punire. L'unico altro punto nel Nuovo Testamento in cui la parola eJpeidein ricorre è in Luca 1:25, dove il Signore "guardò" Elisabetta per conferirle una benedizione, in 2Cronache 24:22, "Il Signore lo guardi e lo richieda", i LXX hanno il semplice verbo idoi invece di ejpidoi. È bello notare come, nel fervore delle persecuzioni ingiuste, la Chiesa consegni la sua lite al suo Signore, e stia solo attenta a non essere fermata nella sua opera dalle minacce dei suoi nemici. Per dichiarare la tua parola con ogni franchezza per la parola "franchezza", vedi Versetto 13, nota

30 Mentre tu ti allunghi per allungandoti, A.V.; il tuo per il tuo, A.V.; attraverso per da , A.V.; Servo per il bambino, A.V., come in Versetto 27 e Atti 3:13,26. Mentre ti stiracchi, ecc. L'A.V sembra preferibile. È stato il fatto che, mentre predicavano la Parola di Dio, il Signore ha confermato la Parola con i segni successivi, che ha dato loro un coraggio sovrumano per perseverare di fronte alla morte e alle catene. E questo era il metodo e il mezzo di Dio per incoraggiarli. E che si facciano segni e prodigi. Ma questa clausola è resa meglio, come la rendono Beza e Bengel, in dipendenza da ejn tw, e dal fatto che si compiono segni e prodigi, come conseguenza dell'allungamento della mano di Gesù. Gli altri modi di interpretare la frase sono o di far dipendere la proposizione, "che segni e prodigi possano essere fatti", da "concedere", che sembra essere il significato dell'A.V., oppure di prenderla, come fa Meyer, come una proposizione indipendente, che esprime lo scopo di stendere la mano

31 In cui furono radunati per quando furono radunati, A.V. Quando ebbero pregato. Quando ebbero finito la preghiera precedente. Il luogo fu scosso, forse da un vento impetuoso, come in Atti 2:2. La parola saleuesqai è propriamente usata per indicare le navi o il mare agitato e sballottato dal vento; così Matteo 11:7, "Una canna scossa dal vento". Ma si applica anche allo scuotimento causato da un terremoto, Atti 16:26 che forse il tipo di scossa qui significava. In questa nuova effusione o Spirito, per mezzo del quale furono resi capaci di annunciare la parola di Dio con franchezza, ebbero una risposta diretta e immediata alla loro preghiera, vedi Isaia 65:24

32 Anima per di una sola anima, A.V.; e nessuno di loro ha detto perché nessuno di loro ha detto, A.V. Il grande aumento del numero dei fedeli era stato registrato nel Versetto 4. E lo stato d'animo pubblico a cui si allude il Versetto 21 rende probabile che ancora più persone possano essersi convertite alla fede. Questo era molto importante, senza dubbio; ma non era meno vero che questa grande moltitudine era una sola nel cuore e nell'anima, strettamente unita nei vincoli della fratellanza e dell'amore cristiani

Versetti 32-37.- Unità della Chiesa

Parliamo in questi giorni bui dell'unità in Cristo, dell'amore fraterno, della comunione dei santi. Ma cosa vediamo quando guardiamo intorno alla moltitudine di coloro che credono? Vediamo circa quaranta o cinquanta denominazioni di cristiani, che si tengono tutti separati l'uno dall'altro, non disposti a riunirsi, a pregare insieme o a ricevere la Santa Comunione insieme. Questi diversi corpi sono costantemente in diversi gradi di conflitto tra loro; a volte conducendo una vera e propria guerra l'uno contro l'altro, a volte impegnati in aspre controversie e conducendo una lotta di lingue e penne. Anche tra coloro che appartengono allo stesso corpo religioso, quali divergenze di opinione, quali denunce non fraterne, quali scismi, quali movimenti di partito, scoppiano costantemente! Eppure guardiamo con compiacimento a questa superficie rotta della cristianità, e non facciamo grandi sforzi per correggerla. Forse, se riusciamo a intravedere la vera unità in Cristo, come si è vista per un po' nella Chiesa di Gerusalemme, saremo svergognati e cercheremo di ottenere qualcosa di meglio

NELLA CHIESA DI GERUSALEMME, DUNQUE, TUTTA LA MOLTITUDINE DEI CREDENTI AVEVA UN CUORE SOLO E UN'ANIMA SOLA. Ricchi e poveri, dotti e semplici, farisei e sadducei, leviti ed ebrei, erano così uniti in Cristo che tutte le altre distinzioni andarono perdute. L'egoismo era scomparso, perché ognuno amava il proprio fratello come se stesso. Ciò che ciascuno possedeva non lo teneva come suo, ma come amministratore di Cristo per il bene di tutti

L'amore del denaro è stato inghiottito dall'amore di Cristo. La vita mondana ordinaria sembrava essersi fusa con la vita di fede e di pietà. I loro bisogni erano spirituali, le loro occupazioni erano spirituali, le loro gioie erano spirituali. In questo stato felice, in questa chiara atmosfera d'amore, le grandi verità del Vangelo risplendevano con meraviglioso splendore; la risurrezione di Cristo risaltava specialmente nei lineamenti di una realtà distinta; e c'era un ricco bagliore di grazia su tutta la Chiesa. Tutto il corpo ricevette la dottrina degli apostoli, si sottomise al loro governo, Impegnarono tutto per il loro ordine. Era difficile dire se l'autorità apostolica nella Chiesa derivasse più vigore dalla nomina di Cristo, o dall'amore e dalla riverenza del popolo. Le due forze erano concentrate sulle teste dei dodici, e davano loro un rematore invincibile. Tale era l'unità della Chiesa in quei giorni d'oro. Non è questa la sede per considerare le cause che hanno fatto tremare quella cornice di celeste bellezza. Ma può essere un'occasione non inopportuna per supplicare tutti coloro che leggono queste righe di soffermarsi sulla bellezza della scena dell'eroe raffigurata da San Luca, di contrapporla all'aspetto miserabile dei nostri scismi e delle divisioni di partito, e di fare ogni sforzo nella loro sfera per promuovere l'unità e l'amore divino. di mettere da parte tutte le pietre d'inciampo e gli ostacoli all'armonia cristiana, e di lavorare per quell'unità di cuore e di anima che dovrebbe derivare dalla comunione nell'amore redentore di Gesù Cristo, e dall'avere una sola e medesima speranza di condividere la risurrezione della vita attraverso la risurrezione di Gesù dai morti

Versetti 32-37.- Uno scorcio della vita sociale ideale

Della vita, cioè, nell'idea del Dio dell'amore. Tali scorci sono dati senza dubbio per stimolare la nostra fede e la nostra aspirazione; e ritirati perché la lotta, non il raggiungimento perfetto, è la condizione della vita reale

I UNITÀ SOCIALE. Si basava su una fede comune, un ideale comune, un sentimento comune. L'unione con Dio è l'unica base dell'unione sociale umana. Qui, dalle profondità della vita spirituale, questo principio fu per un breve periodo portato alla luce. Ciò che è stato poi reso fatto visibile è costantemente il fatto e il fondamento invisibile del regno spirituale

II LA SUA ESPRESSIONE. L'abolizione della proprietà. La proprietà è la più tenace delle istituzioni, perché è il prodotto e l'assicurazione della persona, dell'individuo, del sé di ogni uomo. Se l'auto-vita, il cui istinto è centrifugo e ci separa dalla comunanza, fosse sospesa, in quel momento la proprietà deve cessare. Perché allora l'istinto centripeto, o amore, deve esercitare la sua forza senza restrizioni. Questo fu ciò che avvenne sotto l'alta marea della vita dello Spirito a Gerusalemme. Gli uomini dimenticavano il peculiare in se stessi, conoscevano e sentivano solo l'universale. Un cuore solo , un 'anima sola; l'ideale degli eroi, dei patrioti, dei filantropi, si realizzò per un breve periodo. Il magnete del Nome che riconcilia attirava a sé tutte le volontà. Necessariamente c'era uno straordinario accesso al potere per gli individui, perché essi bevevano alla fonte centrale di tutto il potere; poiché siamo deboli a pensare in modo egoistico e insensibile. E la gioia deve accompagnare tutta questa emancipazione dello spirito dalle catene dell'io. Né potrebbe esserci quel senso di indigenza che ci fa vergognare e ci limita le energie. Tutto è per ciascuno, come ognuno è per tutti. Il sacrificio di sé è l'ultima prova dell'amore, la sua unica prova infrangibile. Quando il dolore del sacrificio di sé cessa, lì il trionfo dell'amore è completo. E nel versamento della proprietà un tempo privata degli uomini ai piedi degli apostoli, c'era l'illustre prova della conquista del Principe della vita sul cuore umano. Come per stringere l'argomento, viene dato l'esempio speciale della vendita del suo campo da parte di Giuseppe. C'è arte in questo. Uno di questi fatti precisi suggerisce all'immaginazione una moltitudine di altri. L'etica cristiana insegna semplicemente che l'incentivo a lavorare per la ricchezza è il potere per il bene sociale. Ogni volta che si vedrà che questa è la teoria della ricchezza messa in pratica nella nostra società, sarà la prova di un nuovo risveglio dell'amore divino nel suo cuore.

Versetti 32-35.- L'esercito di Dio che si raduna pronto all'azione

UNO SPIRITO COMUNE nella moltitudine credente

1. Lo spirito di fede

2. Del sacrificio di sé

3. Di comunione

4. Di servizio

Erano di un solo cuore e di una sola anima per parlare e lavorare per il nuovo regno

II UNA COMUNITÀ DI VITA E DI PROPRIETÀ. L'espressione semplice e naturale dello spirito comune. Non il comunismo moderno, o qualcosa di simile, perché questo è l'esperimento dell'uomo per migliorare se stesso; ma il comunismo cristiano era l'espediente dei credenti per compiere la volontà di Dio

III Un meraviglioso segno della PRESENZA E POTENZA DELLO SPIRITO. "Grande grazia su tutti". Grande potere negli apostoli; grande testimonianza data a Cristo. Una Chiesa attiva, che si abnega e che parla e che sfida il mondo.

Comunismo cristiano

"E la moltitudine di quelli che credettero", ecc. La Bibbia non è un libro di politica o di legislazione terrena. Pericolo di applicare male il suo insegnamento, dimenticando che non detta regole e credi formali, ma descrive l'attuazione di grandi principi. Il problema sociale della storia umana: conciliazione del progresso individuale con il progresso sociale e organico; fallimento di tutti i tentativi meramente umani; pericolo di esperimenti da parte degli uomini; scoraggiamento; rivoluzione; l'egoismo delle classi superiori; miseria dei poveri; necessità di cambiamento delle condizioni materiali della società; riconoscimento del diritto primario, dei fatti esterni che scaturiscono dalla vita interna

I Il FATTO SPIRITUALE esposto. "Un cuor solo e un'anima sola" nella moltitudine

1. Non può essere prodotto con mezzi meccanici

2. È la radice di tutta la vera forza e prosperità nella società

3. È il dono dello Spirito Santo

Dovremmo pregare per questo. I grandi risvegli spirituali della storia hanno portato grandi cambiamenti morali e sociali. Riforma; rinascita di Wesleys e Whitefield, ecc.; spirito missionario del secolo attuale

II Il MIRACOLO MORALE compiuto. L'abnegazione universale. La fiducia in un nuovo stato di cose, anche se solo al momento è sulla soglia. L'assorbimento dell'individualità nella fratellanza. Un fatto nuovo a Gerusalemme; testimonianza della potenza di Cristo e della sua dottrina

III L'INSEGNAMENTO PRATICO INCARNATO nei fatti

1. Dipendere dalle forze spirituali, non dagli espedienti politici

2. Che la moltitudine realizzi la propria forma di fratellanza, da un solo cuore e una sola anima; non fidarsi di mere teorizzazioni filosofiche e sogni di entusiasti

3. Predicate il cristianesimo come la grande potenza elevatrice e rinnovatrice del mondo; non rivoluzionario, non con guerre e lotte, ma con la santificazione della moltitudine delle volontà

4. Presentate la profezia del vangelo ai poveri, non per suscitare in loro l'invidia dei ricchi, non per ingannarli con predizioni di una rapida liberazione dai pesi necessari, ma per incitarli alla prospettiva di una maggiore partecipazione alla progressiva prosperità dell'umanità, e a cooperare nell'opera di elevazione dei loro simili. Dovremmo essere di un cuore solo e di un'anima sola, ricchi e poveri allo stesso modo.

Versetti 32-35.- Una nuova unanimità

Si può dire con certezza che questo versetto segna uno dei più grandi passi morali di progresso del mondo. È un punto di riferimento in sé, di più ampio significato. È un punto di riferimento morale del più profondo e grato presagio. Viaggiando attraverso l'intera storia dell'Antico Testamento, non si arriva a nessun luogo che possa mostrare uno spettacolo come questo. Il più vicino ad esso è profetico, profetico di nient'altro che questo. Da questo punto di riferimento il mondo ha confessato di aver viaggiato ancora lontano. Ma non è né "tolto" né "rimosso". Si trova dov'era, ed è quello che era. Ed è diventato anche un faro. Alcuni fari servono per avvertire, ma questo per incoraggiare e ispirare al massimo grado. Nell'unanimità così nuova e sorprendente che si trova in questo passaggio della storia sacra, non c'è grande difficoltà a distinguere l'essenziale dal permanente in ciò che era accidentale e probabilmente temporaneo. Diciotto secoli sono fuggiti dal mondo e la storia della Chiesa non ha mancato di gettare sul tema tutta la luce necessaria. Hanno dimostrato che non era del genio del cristianesimo ridurre la complessità della vita umana e degli affari a una semplicità che non mostrasse alcun problema. Il cristianesimo ha troppo genio per questo, il suo senso e le sue risorse sono giustamente più ambiziose, quasi in quantità infinita. E hanno dimostrato che in mezzo a una moltitudine e a una varietà di elementi e interessi, di relazioni e doveri, i principi, i motivi e l'amore cristiani sono sempre stati impegnati, si stanno ancora impegnando nell'eliminare una sola comunione, una sola famiglia. Il bisogno non sarà più comune della risorsa, né la domanda più dell'offerta, né la preghiera dell'amorevole benignità che ascolta e risponde, pronta e generosa. E queste cose non sono un miracolo fisico, ma la comunità di "menti affini". Nel frattempo ci è permesso di esaminare le condizioni di una comunione che ammontava a un'unanimità molto sorprendente. Ci è permesso di studiarlo non in teoria, ma nei fatti. Avviso-

LA VERA NATURA DI QUESTA UNANIMITÀ È COSÌ NUOVA. È di tipo morale. Non è di tipo intellettuale, né di nessun altro forse più aperto alla vista, ma meno profondo e di vasta portata di questo. "Erano di un solo cuore e di una sola anima". Si sentivano uno, desideravano, speravano, si proponevano e cercavano, come se, invece di essere una "moltitudine", fossero "tutti uno".

II LA FONTE DI QUESTA UNANIMITÀ COSÌ NUOVA. Una cosa, una sola cosa, lo spiega. Proviene da cause spirituali ed è di nascita spirituale. Risponde all'opera delle impressioni e delle influenze più profonde fatte su ciò che si trovava di più profondo in certi uomini. È vero che alcuni di loro, che non avevano "profondità" in loro, e non avevano sperimentato influenze profonde, sembravano presi dal contagio di esso; ma ciò che li aveva realmente catturati era il contagio della sua apparizione. Molto prima che il sole sorgesse al suo "caldo torrido" erano "appassiti". Nessuna affascinante dottrina utopica affascinava la "moltitudine". Lo Spirito Santo operò nel profondo del loro cuore. Nessun calcolo delle dottrine della società umana, della scienza, dell'economia, ha indicato la via a questa unanimità, ma solo l'incalcolabilità delle "anime" mosse da quello stesso Spirito Santo. Il dottrinario e il non credente professante possono avere la loro versione da dare di questa unanimità, ma per il credente nella Scrittura è tanto importante notare, quanto è impossibile non crederci, che questo grande fenomeno è stato il frutto di un Essere soprannaturale che opera nei cuori degli uomini. Di tutte le filosofie zoppicanti della vita umana e delle vicende umane, questa è la più debole che lascia fuori la teologia della versione più semplice del cristianesimo

GLI EFFETTI VISIBILI DI QUESTA UNANIMITÀ ERANO NUOVI. Questi effetti visibili erano pratici per loro natura. Erano tali da pervadere e penetrare, dominavano la vita di coloro in cui si manifestavano. Consistevano in buone azioni. Erano le buone azioni di autentica "carità". Essi annunciavano l'estinzione in ogni caso per l'epoca dell'egoismo, e fornivano un esempio letterale dell'adempimento del "secondo grande comandamento", cioè l'amare il prossimo come se stessi. Erano effetti che non mostravano alcun tentativo faticoso, e nemmeno la coscienza dello sforzo, e proprio in queste loro caratteristiche sembravano ancora più "i frutti dello Spirito". Né potevano essere confusi con semplici buone azioni distaccate e individuali. Erano sistematici, e se si poteva dire che lasciavano il donatore più povero, lo lasciavano anche più povero per tutta la vita. Ha dato e dato tutto ciò che aveva da dare in molti casi, e in questo si è notevolmente differenziato dall'uomo che può darsi da fare o essere lavorato fino al punto di dare una grande sottoscrizione, ma che non è mai stato all'altezza dell'occasione di dare, in una che è più grande e minima, se stesso. prima al "Signore e poi al suo popolo". Ma è questo che è stato il risultato attestato dell'unanimità di questi discepoli, che si sono dati l'uno all'altro. E di questo non si offre alcun resoconto, se non quello che porta con sé l'inevitabile conclusione, che essi si erano prima dati al Signore. Tuttavia, è la cosa patente con cui abbiamo a che fare qui, e cioè non la professione di un Divino, ma la prova di un amore reciproco. Additandoci a questa insolita "moltitudine", possiamo dire - anzi, tutte le volte successive hanno detto - "Le opere che fecero ne resero testimonianza". Perché i ricchi e coloro che l'avevano fatto, con un volontario livellamento verso il basso e con l'organizzazione più semplice e naturale, messo in fuga la povertà, il bisogno e i mali che li accompagnavano. La distinzione artificiale da una parte, e l'invidia dall'altra, sprofondarono rapidamente sotto l'orizzonte. Meravigliosa trasformazione operata solo dallo "Spirito Santo" Finché durò, mostrò una dispensazione per se stessa, unica, "eletta, preziosa". Finché durò, mostrò il popolo di Dio come "una generazione eletta, un regal sacerdozio, una nazione santa, un popolo particolare", mostrando con successo "le lodi di lui" che lo aveva chiamato "dalle tenebre" in quella che certamente era "luce meravigliosa".

IV TUTTO CIÒ CHE ERA NOTEVOLE IN QUESTA UNANIMITÀ SI INTENSIFICÒ COSÌ TANTO NELLA MOLTITUDINE DI COLORO TRA I QUALI FU DIMOSTRATO: La più grande moltitudine di qualsiasi popolo deve portare una varietà molto più grande. Varietà di età e di carattere, di posizione e di vita passata, devono essere state rappresentate in modo sorprendente in questa moltitudine. Ma tutti questi, qualunque essi fossero, fecero "quell'unico e medesimo Spirito per un'armonia e un'unione sconosciute prima. Pensare alla grande varietà di opinioni, di temperamento, di gusto e di sentimenti, tutti docilmente, obbedienti, lieti, abbassando il loro orgoglio! Essi si lanciano in un riposo di pace che "il mondo non conosce". E questo è davvero degno di osservazione. Chiude la bocca alla provocazione che il cristianesimo è la religione di una cricca, dei deboli, di pochi. È l'aperto auspicio di una religione che deve convincere, unire e governare tutto; ma la sua regola, la regola che è più vincolante di tutte le regole: quella dell'amore.

Niente di nostro

"Il modo principale in cui a quel tempo un membro della Chiesa poteva esprimere la sua incrollabile devozione alla causa comune, o la sua disponibilità a sacrificare fino all'ultimo centesimo per il bene comune, era quello di mettere il suo capitale realizzato a disposizione della fratellanza. La posizione in pericolo della piccola comunità a causa dell'inimicizia del partito sadduceo tendeva così ad infiammare il fervore della sua carità, e diede un nuovo impulso a quel fondo comune di soccorso che era stato avviato a Pentecoste. "Non c'è dubbio che l'attesa dell'immediato ritorno di Cristo dal cielo, che agiva insieme all'unità dei pensieri e dei sentimenti, ha reso questi uomini disposti a separarsi dai loro beni e dai loro beni". Tale comunione dei beni ha sempre fatto parte delle teorie delle repubbliche perfette. In questo caso ogni membro della Chiesa deteneva i suoi possedimenti solo come un deposito, ed era pronto a cederli, se le esigenze della fratellanza richiedevano una tale resa. Abbiamo, quindi, in questa immagine della Chiesa primitiva, un modello dello spirito che dovrebbe animare i membri della Chiesa di Cristo in tutte le epoche. Non parliamo di modelli di condotta, perché l'applicazione di tali modelli nel passaggio generazionale diventa incerta. I modelli dei principi essenziali e dello spirito, che dovremmo custodire, sono sia più utili che di applicazione più costante. La Chiesa primitiva esprimeva il sentimento cristiano in forme esteriori, proprio come l'infanzia ottiene un'espressione impulsiva e sfrenata per i suoi sentimenti. La loro nuova fede in Cristo li avvicinò improvvisamente e li rese consapevoli di nuove e vincolanti simpatie. All'inizio ci fu un grande slancio di fratellanza impulsiva. Confrontate gli intensi sentimenti che animarono, e gli straordinari sacrifici fatti, quando si avvicinò l'anno 1000 d.C., a causa dell'attesa che Gesù sarebbe tornato il primo giorno di quell'anno. Il sentimento era così giusto, ma il modo della sua espressione non acquisì permanenza. Confrontate l'impulso alla missione così spesso sentito dai giovani cristiani. Quello che questi uomini hanno effettivamente fatto potremmo non farne un modello. Lo spirito che li ha spinti a farlo, e lo spirito con cui lo hanno fatto, sono un modello per tutti noi. Ci sono tre sentimenti che si possono nutrire riguardo ai nostri possedimenti terreni

NOI POSSIAMO CONSIDERARLI COME NOSTRI. Illustrate con la parabola del ricco stolto, che dice che costruirà granai più grandi, "dove potrò dare tutto il mio frutto e i miei beni". Questo è un sentimento sia falso che indegno; poiché "che cosa abbiamo che non abbiamo ricevuto?"

II POSSIAMO CONSIDERARLI COME DI CRISTO. Confrontate il sentimento di San Paolo, che potrebbe dire: "Per me il vivere è Cristo".

III POSSIAMO CONSIDERARLI COME NOSTRI NELLA FIDUCIA. Allora diventano talenti del cui uso siamo responsabili. E impariamo a sentire che non devono essere spesi per noi stessi, ma usati per gli altri; e l'abnegazione, la carità e il sacrificio di sé sono riconosciuti come la prima delle virtù. Mettete accanto a questo sentimento dei primi discepoli riguardo alla loro proprietà, il sentimento degli apostoli riguardo ai discepoli stessi: "Voi non appartenete a voi stessi"; e poi abbiamo il duplice sentimento che i cristiani dovrebbero sempre nutrire; e la nostra preoccupazione

1 sostenendoci per il Signore, e

2 tenere la nostra proprietà al servizio degli altri per amore di Cristo

"Non siamo i nostri". Nulla di ciò che abbiamo è nostro. Tutto è di Cristo. Noi siamo di Cristo. E poi San Paolo ribatte che 'le cose della ferrovia sono' veramente "nostre" in Cristo. -R.T 1Corinzi 3:21-23

33 Il loro testimone per testimone, A.V. torion. La loro testimonianza. Era una delle loro principali funzioni come apostoli rendere testimonianza alla risurrezione del Signore Gesù , vedi Atti 1:22 -- , nota -- Grande grazia, ecc. Alcuni capiscono questo del singolare favore con cui il popolo li considerava. Ma è meglio prenderlo dalla grazia di Dio che ha abbondato verso di loro in doni spirituali e in abbondante unzione e ricca benedizione, coronando le loro fatiche con successo

"Grande grazia."

Questa espressione può riferirsi alla misura del favore divino che si posava sui primi discepoli, o al favore che essi trovavano tra gli uomini, i quali non potevano fare a meno di vedere e ammirare lo spirito di "sacrificio di sé" che era manifestato da ciò che stavano facendo. Ci soffermiamo sul primo di questi riferimenti. Più grazia, nuova grazia, più grazia, più grazia, si posò su di loro dopo l'imprigionamento e la liberazione dei loro capi. Dobbiamo capire che il santo fervore manifestato da loro in questo momento non era dovuto a cose come l'arrivo di membri ricchi o la moltiplicazione del loro numero, ma all'aumento e all'ampliamento della "grazia" che riposava su di loro. "La grande grazia è sempre l'unico segreto di una grande potenza spirituale. Esaminando gli episodi connessi con il testo, osserviamo:

IO, QUESTA NON ERA LA PRIMA CONCESSIONE DI GRAZIA. Ricordate la scena della Pentecoste. Mostrate in che senso si può parlare di ciò che è la prima venuta dello Spirito. Spiega perché quella venuta fu accompagnata da segni esteriori e perché la presenza dello Spirito non è ora manifesta in tali doni miracolosi. La "grazia" in noi può essere altrettanto grande, può essere più grande, anche se i segni e le espressioni che vi accompagnano differiscono. Mostrate quali sono i primi segni della "grazia" che opera in noi. Segni nel pensiero, nel sentimento, nella condotta e nelle relazioni. Illustrate ciò che è detto di Saulo di Tarso: "Ecco, egli prega".

II QUEL PRIMO DONO DELLO SPIRITO FU BEN ACCOLTO E USATO. Ciò può essere illustrato dalla serietà e dallo zelo degli apostoli, come pure dalla vita attiva, devota e zelante di coloro che si sono convertiti sotto gli insegnamenti apostolici

III POICHÉ BEN ACCOLTO E USATO, È STATA DATA PIÙ GRAZIA. L'ulteriore grazia ha permesso loro di soffrire nobilmente e bene, di testimoniare per Cristo anche davanti ai governanti e ai re, e di pregare insieme, vivere insieme e lavorare insieme, in unione amorosa e tolleranza reciproca, e carità. E così arriviamo ad apprendere di nuovo la grande e sempre operante legge di Dio, espressa nelle parole familiari: "A chi ha sarà dato di più"; "Noi non siamo stretti in Dio"; "Allora saprete, se seguirete a conoscere il Signore", ecc. La grazia di Dio è davvero "libera", sovranamente libera, ma Egli si è compiaciuto di porla sotto condizioni; e una delle condizioni principali è che avremo usato saggiamente e bene la grazia già ricevuta. A coloro che sono fedeli nell 'uso della grazia si applica la promessa: "Eglipiù grazia". Allora, se sentiamo il bisogno e desideriamo ardentemente la "grande grazia", facciamo in modo di comportarci correttamente in risposta alle direttive e ai movimenti della grazia che abbiamo. Svuotate il vaso che serve ad altri, e Dio sarà sicuro di riempirlo di nuovo. Taglia la lampada e lascia che la sua luce risplenda tutt'intorno, e Dio sarà sicuro di riempirla con abbondanza di olio fresco.

34 Per nessuno dei due, per nessuno dei due, A.V.; tra loro qualsiasi per qualsiasi tra loro, A.V. Una prova lampante della grandezza della grazia divina che era sulla Chiesa in quel tempo era che non c'era nulla come la miseria o la povertà tra loro. L'uguaglianza tipica nella raccolta quotidiana della manna si realizzò letteralmente tra loro; 2Corinzi 8:14,15 Poiché i ricchi vendettero le loro case e le loro terre e ne posero il prezzo ai piedi degli apostoli, perché fossero usati per i bisogni comuni. Il participio presente in greco pwlountev ... pipraskomenwn indica che il processo continua Meyer

35 Li ha posati per posati A.V.; a ciascuno come uno per a ogni uomo come lui, A.V., un cambiamento senza miglioramento. Li deposero ai piedi degli apostoli. Un segno significativo del posto occupato dagli apostoli come più tardi dai vescovi della Chiesa come fiduciari e dispensatori dei fondi della Chiesa così come delle dottrine della Chiesa. Cfr. "Ante pedes praetoris in fore expensum est auri pondo centum" Cie. pp. Flacco, citato da Alford. Abbiamo anche qui un esempio del modo in cui le istituzioni della Chiesa sorsero gradualmente man mano che le occasioni le generavano. Cantici l'istituzione dei diaconi, Atti 6:2,3 dei presbiteri o sacerdoti, Atti 14:23 dei vescovi, 1Timoteo 1-3 della Confermazione, Atti 8:14-17 sembrano essersi verificati in ogni caso pro re nata

36 Giuseppe per Giuseppe, A.V., come Atti 1:23 ; Figlio dell'esortazione per Il figlio della consolazione, A.V.; un uomo di Cipro per razza per e del paese di Cipro, A.V. Joseph. Nella variazione dei manoscritti è difficile dire quale sia quello giusto. Alcuni Grozio, Alford, ecc. considerano le due forme come semplici variazioni nella scrittura del nome Giuseppe. Ma sembra più probabile che Joses sia lo stesso nome di Giosia, solo senza l'aggiunta del Nome Divino Jab alla fine vedi Simon, 'Onomast.'. Si trova come nome proprio nel T.R. di Matteo 13:55; 27:56; Marco 6:3; 15:40,47; Luca 3:29 Jose e non è probabile che sia stato sostituito al nome comune di Giuseppe. Il Codex Sinaiticus ha Joses solo in Marco 15:40. La R.V. ha Giuseppe in Matteo 13:55 e Giuseppe in Matteo 27:56; Marco 6:3; 15:40,47. in Luca 3:29 la R.V. ha Gesù. Ma Joses ha probabilmente ragione sia qui che nei passaggi sopra citati. Barnaba; letteralmente, figlio della profezia; cioè un profeta, come è chiamato in Atti 18:1. Probabilmente le sue esortazioni, sotto l'influsso dello Spirito Santo, nelle assemblee della Chiesa furono particolarmente stimolanti ed edificanti. La versione greca del nome, uiJosewv, dovrebbe essere resa, come in R.V, Figlio dell'esortazione, per "figlio della consolazione"? è un significato che difficilmente si può ricavare dall'ebraico. Sembra che qui gli apostoli abbiano seguito l'esempio di nostro Signore nel nominare i figli di Zebedeo, figli del tuono. Un uomo di Cipro di razza. L'A.V. è meno accurato, ma dà meglio il senso. Cipro era il paese in cui era nato e vissuto, come, probabilmente, avevano fatto i suoi padri prima di lui. Ma non era affatto, nel nostro senso delle parole, un cipriota di razza. Sappiamo che un gran numero di ebrei si stabilì a Cipro; Filone, 'Leg. ad Caium.', §36; Giuseppe Flavio, 'Ant.', 13:4; Alford, su Atti 11:19 e apprendiamo da Atti 13:5 che solo a Salamina c'erano diverse sinagoghe

Versetti 36, 37.- Un grande esempio di eccellenza spirituale

L'intenzione dello scrittore è di mettere in contrasto l'opera dello Spirito in Barnaba e l'opera del diavolo nei cuori di Anania e Saffira, come anche di mostrarci la relazione tra il carattere e la vita l'uno con l'altro; la benedizione su coloro che obbediscono allo Spirito, la maledizione su coloro che giacciono contro lo Spirito Santo e resistono alla volontà di Dio nella Sua Chiesa. La differenza di significato in "paraklesis", secondo alcuni "esortazione", secondo altri "consolazione", ci aiuta a tenere presente che l'esortazione era consolazione; che coloro che predicavano apparivano tra gli uomini non come semplici aridi esortatori e insegnanti, ma come proclamatori di un regno che è "giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo".

I IL CAMBIAMENTO OPERATO in Giuseppe Barnaba

1. Un levita, ma non passando accanto all'umanità caduta e morente. Notate il contrasto tra il sacerdozio dell'antica alleanza e il sacerdozio della nuova; tra l'uomo di un sistema corrotto e decadente e l'uomo nuovo in Cristo

2. Un cipriota di un paese noto per il suo lusso e la sua sensualità autoindulgenti, ma liberato dall'egoismo dallo Spirito di Cristo

3. Un uomo di una certa ricchezza, che diventa povero per amore di Cristo e del vangelo, e si sottomette alla nuova legge degli apostoli. Le meraviglie del Medioevo anticipate. Tuttavia, il nostro scopo non dovrebbe essere quello di riempire i tesori della Chiesa, ma di benedire il mondo con lo spirito di sacrificio. Gli abusi degli ecclesiastici sono sempre stati il loro non essere veri figli di esortazione e di consolazione, ma "avidi di sporco guadagno".

II L'ILLUSTRAZIONE DEI PRINCIPI DEL VANGELO

1. Contando tutte le cose perdute per Cristo. Perdere la vita per trovarla. La Chiesa, così come l'individuo, è più ricca e più felice quando considera se stessa dedita all'opera di aiutare gli altri

2. I figli dell'esortazione e della consolazione, cioè i messaggeri della misericordia, devono essere esempi di sacrificio di sé e far rispettare i loro precetti con atti pubblici di generosità e manifestazione dell'opera dello Spirito nella loro vita. La predicazione della Chiesa non influenzerà mai molto il mondo finché non deporrà le sue ricchezze ai piedi di Cristo

3. La vera legge del Regno di Cristo non è "Ciascuno per sé e per se stesso", ma tutti fedeli alla vocazione della Chiesa. "Ai piedi degli apostoli". Era un uomo ricco, e probabilmente un uomo molto istruito, ma non fondò una Chiesa per se stesso. Riconobbe il governo di Cristo. Egli era disposto ad essere un servo per poter adempiere il suo ministero di consolazione per il mondo, e così fu immediatamente riconosciuto da coloro che rappresentavano il Maestro-"soprannominato dagli apostoli".

4. Il timbro di speciale e solenne approvazione è posto sulla fedeltà alla coscienza nelle questioni finanziarie della Chiesa. C'è un occhio che osserva la nostra mano. Il denaro portato non dovrebbe essere semplicemente ciò che il mondo si aspetta che venga portato, o ciò che soddisferà le esigenze del tempo e manterrà la nostra reputazione presso i conservi cristiani, ma ciò che detta la "legge di Cristo", che è la legge dell'assoluta abnegazione e dell'affetto fraterno traboccante. Possiamo non essere un Paolo, o un Apollo, o un Pietro, o un Giovanni, privi di qualifiche per tale eminenza, ma possiamo emulare l'esempio di Giuseppe Barnaba, ed essere figli di consolazione, canali di benedizione e conforto per il mondo. Se vogliamo essere così, deponiamo ciò che abbiamo ai piedi degli apostoli, evitando il capriccio, l'ostinazione, il disordine, l'eresia, la contesa, l'autoesaltazione. C'è una vera dottrina apostolica e la comunione nel mondo. Aggrappatevi ad esso, e gettate tutto su di esso. - R

Atti 5:11 - La prima delle zizzanie, nel campo della Chiesa

L'età della Chiesa contava ancora solo i suoi giorni. Il "buon seme" era stato seminato nel campo dal "Figlio dell'uomo" solo poche ore, eppure "il nemico il diavolo" aveva trovato una preziosa opportunità di 'seminare zizzania', e non la usava invano. I nomi e la storia di Anania e Saffira sono tra i più noti di tutti quelli incorporati nelle Scritture. Quando l'episodio sorprendente, tuttavia, viene staccato dal suo giusto posto, perde molto del suo significato e della sua forza. Ma, tenendo conto del tempo e del luogo, l'episodio è al massimo grado drammatico. E la realtà della storia che racconta, è che la esalta a quell'altezza. È uno di quei prodotti sgraditi della natura umana che significano, in proporzioni uguali, tre cose: il doloroso, lo stupefacente e il troppo vero. Una vera crisi di gloria è interrotta da un incidente di oscurità, peccato e vergogna. Tuttavia, è tratteggiato così, nel caso presente, solo per "circa tre ore", quando la maestà e l'integrità della verità sono terribilmente rivendicate. Consideriamo...

IO IL PECCATO QUI REGISTRATO. Anche se può sembrare desiderabile integrare le parole della narrazione, il pensiero e l'intento di essa non mancano di nulla. Così, sebbene non sia formulato in questo modo nel caso di Anania, è chiaro che quando portò quello che in qualche modo faceva presagire essere l'intero prezzo del suo "possesso" venduto e "lo depose ai piedi degli apostoli", interrogato o senza interrogatorio, diede per intendere che era realmente l'intero prezzo. Il motivo del sospetto di Pietro sulla questione non è dichiarato. Ma una scelta di spiegazioni può essere facilmente offerta. Qualcosa nella maniera dell'uomo, forse anche qualche inutile asseverazione dell'intero prezzo, o qualcosa di sproporzionatamente piccolo nel prezzo portato come equivalente del "possesso" da cui ci si separa, o il discernimento dell'apostolo ispirato e spiritualmente sensibile, non messo in moto da alcuna causa esterna, possono spiegarlo perfettamente. In quest'ultima supposizione Pietro ci ricorderà, non indegnamente, l'amato Maestro di Pietro, nell'esercizio di una certa scoperta spontanea, e nel prevenire qualsiasi danno maggiore con una certa prontezza di anticipazione. Comunque sia, nell'analisi del peccato in esame deve essere che:

1. Il primo elemento costitutivo di esso è una menzogna capitale, e questo non ha bisogno di ulteriori commenti

2. La menzogna il cui scopo ingannevole subisce non poco aggravamento per il crudele affronto che offre a una piccola società appena nata, amorevole e santa, e agli augusti rappresentanti e leader di essa, ora noti per la loro ispirazione e per i miracoli che avevano operato

3. La falsità in materia di servizio religioso e di volontariato

4. La menzogna che aveva lo scopo di guadagnare a coloro che ne erano colpevoli una reputazione di zelo verso Dio e di entusiasmo di amore liberale verso l'uomo, quando né l'uno né l'altro c'erano

5. La menzogna che nel frattempo non copriva, o cercava di coprire, uno stile di carattere più elevato di questo, vale a dire salvare furtivamente qualcosa da ciò che è interiormente considerato come il naufragio per se stessi, e tuttavia condividere la beneficenza degli altri. Il caso era presumibilmente questo: un uomo, sotto la copertura di motivi e risolutezza religiose, professa di vendere tutto e dare tutto, pur di poterne immagazzinare segretamente un po', ed essere avvantaggiato per ottenere di più. Il giovane ricco sovrano era sincerità, onestà ed entusiasmo, tutto alla perfezione, in confronto a questa esibizione

6. Falsità intenzionale. Non era il risultato di un'improvvisa folata di tentazione. Era intenzionale al punto da essere concertato tra i due. L'immaginazione, il pensiero, la determinazione sacrilari di un solo cuore si trasformano presto nell'alleanza profana di due cuori. Ahimè, per l'immagine suggerita, per il triste ritratto della natura umana, per l'interno oscuro , troppo fedelmente disegnato, di quella casa! Per riassumere, quindi, ciò che è accaduto prima, la menzogna diretta di Anania e Saffira per chiamarli per il momento uno non era l'intero peccato, ma, per quanto fosse cattivo in se stesso, non era che l'involucro esterno dei peccati, tuttavia troppo forte per essere trattenuto da esso. "I peccati di alcuni uomini sono aperti in anticipo, andando prima del giudizio; e alcuni li seguono" 1Timoteo 5:24 La delicatezza e la squisitezza di tutta la comunione delle circostanze in mezzo alle quali il peccato di Anania e di Saffira vide la luce, misurano l'estensione dell'affronto che ha osato offrire alla verità, e preannunciano la paura della condanna che avrebbe dovuto colpire quell'affronto. Da qui deriva che comprendiamo istintivamente la stima ispirata che ne fa Pietro, che si tratta di una "menzogna allo Spirito Santo a Dio" e di un "tentativo dello Spirito del Signore". E nel valutare così il peccato, alla "luce della luce di Dio", Pietro ci ricorda Davide, il quale, prostrato nella più profonda angoscia per i peccati di omicidio e adulterio, tuttavia grida a Dio: "Ho peccato contro di te, contro di te solo!"

II LA DIAGNOSI DI PIETRO DI QUESTO PECCATO CHE ORA SI PRESENTAVA ALLA VISTA. C'è manifestamente una trattazione più profonda di una tale presentazione della natura umana che ci si apre; ma specialmente era aperto all'apostolo ispirato. Seguiamo la sua guida in modo più esclusivo. Gli è stato dato di condurci più in profondità nei ritiri dei cuori umani, e noi facciamo bene a sfruttare la nostra opportunità per seguirlo. Pietro trova indiscutibilmente queste tre cose. Trova:

1. Un'interferenza offerta da Satana

2. Un'interferenza accettata da parte di Anania

3. Il problema: una "menzogna allo Spirito Santo".

Qui tocchiamo distintamente le cose caratteristiche della rivelazione. Sono, bisogna notarlo, le cose di cui si risentono non solo gli schernitori, ma i razionalisti, e la scienza, semplicemente la scienza quoad. Gli ambiti della rivelazione e della scienza nella vita umana, tuttavia, non sono né contraddittori né si escludono a vicenda, ma sono complementari. E il cristiano è il ricco perché li sente e li conosce così. Abbiamo quindi qui, dalle labbra di Pietro, la prima introduzione, dopo l'ascensione di Cristo e la discesa dello Spirito Santo, della personalità di Satana come antagonista dello Spirito Santo. La Sua opera è immediatamente ciò che si riproduce attraverso il cuore umano, non semplicemente come "una menzogna", ma come una "menzogna allo Spirito Santo". Cantici molto per l'opera intrinseca e presumibilmente l'oggetto più prezioso di Satana. Ma, ancora una volta, non è Satana, ma Anania, che sta alla sbarra di Pietro, Pietro, un apostolo ispirato, e carico della significativa attestazione del miracolo. E la domanda cruciale su cui Pietro accusa Anania, e che troverà molto presto la sua severa condanna nei suoi confronti, è questa anche se un po' oscurata nella Versione Autorizzata: "Come mai Satana ha conquistato quella che dovrebbe essere la fortezza del tuo cuore, così che tu hai 'mentito allo Spirito Santo'? Nessuna necessità fisica, nessuna necessità morale, nessuna necessità di sorta, ti è stata imposta per vendere i tuoi beni. Eppure hai preso in mano per fare questo, e hai 'preso in cuore' per farlo, con tale sovraggiunta suggestione di Satana, che hai fatto della tua azione il veicolo di una 'menzogna allo Spirito Santo' e di morte acuta per te stesso". L'evento supremo segue per Anania, vicino alla parola di Pietro. E una certa conclusione irresistibile anche per noi segue da vicino la parola di Pietro: che o stiamo leggendo una favola e una menzogna, o che Anania era lo strumento di Satana, ed è stato ritenuto responsabile di esserlo! Questa è una delle primissime lezioni, in materia di relazioni spirituali e di fatti del cuore umano, insegnate sotto l'enfatica "dispensazione dello Spirito". E non può essere invidiato colui che rischia la propria opinione contro una simile lezione. Non possiamo permettere di supporre anche se alcuni lo hanno supposto che il significato di Pietro fosse semplicemente questo, che Anania mentì allo Spirito Santo perché mentì a colui che era stato ispirato dallo Spirito Santo. No; Anania mentì allo Spirito Santo in tre gradi. Gli mentì per essere stato falso nei confronti di qualsiasi impulso genuino che avesse inizialmente sperimentato da lui; per essere stato falso ancora quando sapeva di aver abbandonato la sua guida e tuttavia fingeva di essere spinto praticamente a unirsi alla nuova società vendendo e dando; e, infine, e questo consuma ed esprime sufficientemente tutto, scegliendo di unirsi a Satana, nella sua qualità di arci-antagonista dello Spirito Santo. Sulla base dell'intera considerazione del peccato di Anania, si deve concludere che, dall'analisi umana di esso, essi devono davvero essere "stolti" che "si fanno beffe del peccato". Eppure, sotto l'indagine e il profondo taglio dell'analisi divina come espressa nella Scrittura, la stessa conclusione non è forse raggiunta con una forza dieci volte impressionante?

III LA TESTIMONIANZA DIVINA CONTRO QUESTO PECCATO

1. È stata "una rapida testimonianza". Alle zizzanie non è permesso di crescere con il grano e di sottostare a un giudizio successivo. Il motivo del ritardo Matteo 13:29 qui non esisteva

1 Un occhio infallibile individua il seme cattivo

2 Una mano ferma e infallibile può sradicare la crescita malata senza sradicare anche la crescita buona

1. Fu una testimonianza così rapida che non è concesso alcun tempo "per il ravvedimento", nessun intervallo di grazia, forse perché non c'era letteralmente alcun luogo di pentimento Ebrei 12:17 Fu ora che si trovò un vero esempio del "peccato contro lo Spirito Santo", da "perdonare né in questo mondo, né nel mondo futuro"? Matteo 12:32

2. Era un testimone raddoppiato. Il secondo esempio che si avvicinava così tanto al primo e nella sua esatta traiettoria rendeva l'imponenza stessa ancora più impressionante, poiché il rapido e raddoppiato rombo del tuono incuteva un terrore dieci volte nel cuore

3. La testimonianza è stata cronometrata con una precisione che dimostra quanto l'occhio, l'orecchio, la mano stessa del supremo Sovrano dell'umanità possano essere sempre sulle tracce della vita individuale umana. Quell'occhio vede tutto e al tempo. Quell'orecchio sente tutto e al tempo. Quella mano è vicina a tutti e al momento della perpetrazione, e potrebbe fermare l'atto, o allo stesso tempo ricompensarlo o visitarlo con una rapida punizione. Questo non è ciò che si crede generalmente e per uno scopo pratico. La prova assoluta, fisica, di ciò toglierebbe manifestamente ogni tensione dalla fede e ridurrebbe a nulla il governo morale del mondo. È sufficiente che si dia l'esempio, e che il velo di tanto in tanto venga scostato, o, come in questo caso, improvvisamente squarciato per rivelare ciò che è dietro

IV LA SPECIALITÀ OSSERVABILE NEL TRATTAMENTO DI QUESTO SERVO DELLA GLEBA. La visita rapida e conclusiva di questo peccato, con l'accusa, la punizione e il giudizio tutto in uno, era un metodo nuovo per qualsiasi cosa fatta sotto lo Spirito di Cristo. Durante il ministero personale di Cristo sulla terra non si può pensare che nulla gli assomigli, eccetto l'appassimento del fico, e questo non gli assomiglia. Cristo rifiutò di invocare il fuoco dal cielo o di permettere che una spada fosse in mano a un discepolo. E quando l'irruenza non rigenerata di Pietro usò la spada, Cristo arrivò al punto di disfare ciò che aveva fatto. Pazienza e longanimità erano le parole d'ordine infallibili di Gesù. Osserviamo che:

1. Una cosa giustifica questa trattazione sommaria, e cioè che l'agente in essa non è senza dubbio altro che lo Spirito della scoperta, della convinzione, del discernimento infallibile, della conoscenza perfetta. Sia che questo Spirito sovrano, lo Spirito Santo, guidasse rapidamente la via attraverso la strumentalità di Pietro, o che alla fine, senza l'uso nemmeno del labbro di Pietro stesso, eseguisse una sentenza rapida, l'intera responsabilità ricadeva su quello stesso Spirito eterno

2. Una cosa può essere contata con un po' meno esitazione per spiegare la ragione di questo insolito "corso dello Spirito", vale a dire, l'esatta crisi in cui la tenera giovane società era arrivata sotto certi aspetti morali. Il "corso dello Spirito" pronto e perentorio in questa occasione non era per una difesa esterna del corpo della Chiesa nascente, ma per la difesa interiore di esso, del suo stesso cuore, di se stesso. In questa rapida visita, qualunque fosse la gentilezza che c'era, che la comunione del vero non fosse avvelenata dalla presenza del falso, e qualunque esempio severo ci fosse da operare come controfattore e deterrente immediato, allo stesso modo l'uno e l'altro significavano misericordia e considerazione verso un cuore di bambino. Gli elementi che hanno reso quel cuore quello che era ora sono già stati passati in rassegna. Sappiamo bene che alla Chiesa non è stato permesso di dipendere a lungo per la sua purezza da una testimonianza come questa. Ciononostante, la memoria di essa e del principio in essa contenuto è sempre vissuta, vive ancora una potente testimonianza in se stessa, sia per la Chiesa che per il mondo

V , INFINE, L'IMPRESSIONE PRODOTTA DAL GIUDIZIO DI QUESTO PECCATO. "Tutti quelli che udivano queste cose furono presi da grande timore" Versetto 5; "Grande timore si impadronì di tutta la Chiesa e di tutti quelli che udivano queste cose" Versetto 11

1. L'impressione che si produsse fu di tipo salutare. Molte volte, come la paura trova false occasioni, questa era un'occasione giustissima. I cuori umani hanno bisogno di tale stimolo. "Da quando i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione del mondo" 2Pietro 3:4 è il languido lamento della vita di molto più di coloro dalle cui labbra si ode. Quando Dio è "severo nel marcare l'iniquità" ora, gli uomini cominciano a temere, e pensano, e credono, almeno per un'ora, nella realtà delle distinzioni morali. Pietà anale vergogna è che gli uomini non capiscono e non credono che ci sia un senso in cui Dio è sicuramente e sarà sempre "severo nel marcare l'iniquità", in modo che dovrebbero "temere davanti a lui tutto il giorno". È la misericordia di Dio che risveglia la paura di tanto in tanto con metodi come quello in esame; Perché quella paura è utile per ricordare, e per arrestare l' attenzione, e per suggerire di pensare in avanti. E non è meno misericordiosa di Dio che egli non usa questo metodo molto spesso. Perché renderebbe più difficili coloro che saranno duri. E priverebbe i volenterosi e gli obbedienti dell'opportunità

1 di testimoniare la fede che hanno, e

2 di mettere alla prova quella fede, e

3 di dargli maggiore forza

2. L'impressione fu quella che suscitò sul santo e sul peccatore, sulla Chiesa e su "tutti coloro che udirono" ciò che era accaduto. Il giudizio divino si rivolse senza dubbio a questo duplice ministero, in una sola e medesima provvidenza

1 Sebbene la "paura" avesse la natura di uno shock per i discepoli che formavano quella società allegra e santa, tuttavia tendeva nel modo più diretto possibile a riprenderli dal più grande shock di una vista come questa, la menzogna e l'ipocrisia e l'irrealtà che trionfavano, o addirittura permettevano di respirare tra loro. E

2 Poiché la "paura" era della natura di uno shock, produceva cautela e timore reverenziale da parte di coloro che erano al di fuori della Chiesa. A questi fu ricordato con forza che essere veri discepoli significava qualcosa di più e di più profondo che unirsi in un'ora di entusiasmo a una compagnia felice, la cui stessa serietà aveva in sé di suscitare una naturale simpatia. La simpatia che unisce ogni uomo alla Chiesa di Gesù Cristo deve essere qualcosa di diverso da una simpatia naturale. Dev'essere una simpatia interiore, la più profonda, operata dallo Spirito.

Versetti 36, 37.- Il potere di un alto esempio

Quella di Giuseppe, o Barnaba. Quest'uomo fu il compagno di San Paolo nel suo primo viaggio missionario Atti 13:2 Per il suo carattere, la sua posizione e la sua influenza nella Chiesa, ecc., vedi il Commentario. Il suo non fu affatto l'unico caso di sacrificio di sé, ma fu, per alcune ragioni inspiegabili, il caso più eclatante, e fu considerato un caso tipico. Forse l'influenza successiva acquisita da Barnaba portò alla conservazione di questa narrazione della sua nobile abnegazione. E possiamo imparare da lui quale missione apre a coloro che possono fare grandi sacrifici per Cristo

LE RICCHEZZE SONO SPESSO UN OSTACOLO RELIGIOSO. Illustrate l'insegnamento del nostro Signore riguardo al "cammello e alla cruna dell'ago". "Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!" "Non sono chiamati molti potenti, non molti nobili". I poveri in questo mondo sono spesso i "ricchi nella fede". La proprietà di Barnaba avrebbe potuto tenerlo lontano da Cristo, o renderlo solo un discepolo timido e debole come lo erano il ricco Nicodemo e il ricco Giuseppe d'Arimatea

LE RICCHEZZE DIVENTANO SPESSO UNA PROVA DI SENTIMENTO RELIGIOSO. Illustriamo il caso del "giovane ricco governante", che aveva alcuni sentimenti e desideri, ma non riusciva a seguirli completamente. L'amore per la posizione e per la ricchezza era più forte anche del desiderio della "vita eterna". Confronta Demas

LE RICCHEZZE POSSONO DIVENTARE UN MEZZO DI ESPRESSIONE RELIGIOSA, E QUINDI UN MEZZO DI CULTURA RELIGIOSA. Lo fece nel caso di Barnaba. Usò i suoi talenti e i suoi doni per il servizio di Cristo e per il bene della sua Chiesa, e scoprì inoltre come poteva, per gli stessi scopi, usare il suo denaro e le sue terre. Egli era benedetto in se stesso e un mezzo per benedire gli altri nel farlo. Tuttavia, coloro che hanno la fiducia delle ricchezze hanno bisogno dell'impulso dell'esempio di Barnaba, e possono anche tendere verso la completezza del suo sacrificio di servo. Spiega che a volte c'è un'esagerazione nella rinuncia a tutte le proprietà e nell'assunzione di povertà volontaria, che non è in alcun modo lodata da questo esempio. Usare saggiamente e bene la nostra proprietà al servizio di Cristo è una cosa molto più nobile che sottrarsi alla nostra responsabilità personale consegnandola tutta agli altri. La lezione da imparare dagli annali riguardanti Barnaba è che dobbiamo tenere tutto ciò che abbiamo - ricchezze, talenti, posizione, influenza, ogni cosa - alla chiamata e al servizio del nostro Salvatore vivente, ed essere pronti persino a sacrificare tutto, se in quella forma ci viene richiesto di testimoniare il nostro "zelo per il Signore". Ma l'imitazione di un alto esempio ha questo pericolo. Può essere semplicemente l'imitazione dell'atto, e non un atto dettato dagli stessi motivi e fatto nello stesso spirito. I seguaci di "coloro che mediante la fede e la pazienza ereditano le promesse" sono quelli, e solo quelli, che agiscono sotto l'influenza santificante e nobilitante dello stesso "amore costrittivo". Dobbiamo cedere e dare solo per amore di Cristo.-R.T

37 Un campo per terra, A.V

Illustratore biblico:

Atti 4

1 CAPITOLO 4

Atti 4:1-22

E mentre parlavano al popolo, i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei si avventarono su di loro.- Il capitano del tempio era un ufficiale di una specie che Luca menziona al plurale nel suo Vangelo (Luca 22:4), ed è menzionato più volte nell'Antico Testamento, come in Geremia 20

(1.) Questo ufficiale, con i suoi subordinati, aveva la responsabilità dei Leviti, specialmente di quelli che facevano la guardia notturna nel tempio. Un accenno alle forme e alle cerimonie che accompagnavano i suoi doveri può essere ottenuto, forse, dai Salmi 134, in cui 1 e 2 si suppone siano l'indirizzo di questi strategoi, o capitani o arconti del tempio, e 3 la risposta dei guardiani leviti. Il nome talmudico di questo capitano sembra essere stato "l'uomo del monte della casa [del Signore]", ed è spesso menzionato negli antichi scritti ebraici. Una piccola citazione mostrerà una parte dei suoi doveri: "L'uomo del monte della casa [o tempio] era solito fare il suo giro tra le diverse guardie, con le torce accese davanti a lui. Se trovava qualcuno della guardia che non stava in piedi, gli diceva: «Pace a te!». Ma se ne vedeva uno addormentato, lo colpiva con il bastone e allora era libero di dare fuoco alle sue vesti. E quando gli altri gli chiesero: 'Qual è il rumore in tribunale?' egli rispose: 'Il grido di un levita pigro, le cui vesti sono state bruciate, perché dormiva di guardia'. Rabbi Eliezer ben Jacob disse: 'Una volta trovarono il fratello di mia madre addormentato e gli bruciarono la veste'". È molto probabile che questa usanza sia allusa in Apocalisse 16:15 : "Ecco, io vengo come un ladro. Beato colui che veglia e custodisce le sue vesti, affinché non cammini nudo"ecc. Un funzionario di pari potere, ma, naturalmente, di compiti diversi, ha oggi l'incarico del recinto del tempio di Gerusalemme. Ebrei è lo "Sceicco del Santuario"; e nel rivolgersi a lui la forma corretta è "Ya Sheikh", o "O Anziano". (Prof.

(I.) H. Hall.) Pietro e Giovanni davanti al concilio:

1.) Il nome di Gesù fu la potenza che operò il miracolo; o, per usare l'incomparabile linguaggio del predicatore stesso, "nel nome di Gesù Cristo di Nazaret, che voi avete crocifisso, che Dio ha risuscitato dai morti, per mezzo di Lui quest'uomo sta qui davanti a voi integro". Con il nome dobbiamo intendere tutti i poteri e le prerogative che si concentrano nella Persona. Un ambasciatore prende in prestito tutta la sua autorità dal nome del suo sovrano. Paolo, nel tribunale provinciale di Filippi, si salvò invocando il nome di Cesare. Gli inquisitori davanti ai quali Pietro si trovava in questa occasione supponevano che Gesù fosse morto. Era, infatti, vero che gli ebrei corporali erano scomparsi dalla vista degli uomini; ma gli Ebrei avevano lasciato dietro di sé un nome in cui risiedeva l'immensa potenza della sua presenza spirituale, che era destinata ad essere in seguito la forza operante nella storia fino a quando il mondo intero non fosse stato soggiogato a Dio. Per mancanza di capacità di discernere questo fatto, Hume e Gibbon e tutti gli altri storici non devoti sono stati alla fine del loro ingegno. Hanno segnato le operazioni di una forza misteriosa, che lavora come una calamita e guida le nazioni verso un giorno più luminoso e migliore; ma per la maggior parte hanno francamente riconosciuto la loro incapacità di localizzarlo o caratterizzarlo. Il nome di Gesù è questo fattore senza nome nella storia universale

(2.) Il nome di Gesù, sebbene disprezzato da questi inquisitori, ha avuto la precedenza su tutti gli altri in cielo o sulla terra. O, per citare ancora il predicatore: "Questa è la pietra che è stata distesa da voi costruttori, che è diventata la testa dell'angolo". Cristo è morto? Ah, no! Se questi ecclesiastici avessero guardato avanti attraverso i secoli, avrebbero visto il Suo nome scritto su tutti i rotoli d'onore, la Sua Croce risplendere su innumerevoli guglie che dovevano indicare, come indici, il Suo trono in cielo, e il Suo regno estendersi come un vasto tabernacolo per avvolgere il mondo. Invano si pongono i re della terra e i governanti si consultano insieme contro questo Gesù

(3.) Solo il nome di Gesù ha il potere di salvare; nelle parole di Pietro: "Né c'è salvezza in nessun altro; poiché non c'è sotto il cielo nessun altro nome, dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati". Tra coloro che ascoltarono l'apostolo quel giorno probabilmente non ce n'era uno che non nutrisse una sorta di speranza di salvezza; ma se queste parole erano vere, erano tutte appoggiate a canne spezzate.

(1) Senza dubbio c'erano rabbini che si congratulavano con se stessi per la loro conoscenza della teologia corrente. Conoscevano le tecniche della disputa tra le scuole di Shammai e Hillel, ed erano completamente esperti nelle tradizioni degli anziani. Ma, senza voler sminuire l'importanza del dogma, è giusto dire che il cervello è ben lontano dal cuore, e c'è una grande differenza tra teologia e religione. Molti uomini hanno, intellettualmente, un credo irreprensibile e tuttavia sono completamente estranei alla pietà vitale. Ma le anime non si salvano in questo modo. Un uomo può sapere tutto sui padri niceni e ante-niceni, e tutto sui credi, i simboli e i sistemi teologici, ma se non ha fatto la conoscenza di Gesù Cristo come un salvatore personale, non entrerà nella vita.

(2) Allora, senza dubbio, c'erano altri nell'uditorio di Pietro che speravano di essere salvati per la loro devozione alla Chiesa. Non possiamo fare a meno della Chiesa; né osiamo gettare su di essa biasimo, poiché è la sposa di Gesù Cristo; Ciononostante, fare affidamento sull'esterno per la salvezza significa affrontare una terribile delusione nel grande giorno. Questo era il problema con i farisei.

(3) Senza dubbio c'erano anche dei moralisti in questa compagnia, e, se così fosse, la parola di Pietro li cacciò dal cielo. Perché la morale, in quanto tale, per quanto ammirevole, non ha in sé alcuna virtù salvifica. Emerson obietta all'uso del termine "mera moralità", ma come altro chiameremo quel tipo di legalismo che non tiene conto del Legislatore? Il problema con la "mera moralità" è che lascia non cancellato il passato mal vissuto; non ha il potere di espiare un solo peccato, mentre ignora le pretese di Geova. Dicendo questo, non diciamo nulla contro la morale, perché la legge è buona; Ma il potere espiatorio deve essere cercato altrove. Il sermone di Pietro ebbe un notevole effetto sulla mente dei suoi illustri ascoltatori. (a) Si meravigliavano che "uomini ignoranti e ignoranti" avessero un tale potere forense. Ma essi non sapevano nulla dell'influenza dello Spirito Santo che riposava su di loro. (b) "Essi presero conoscenza da questi uomini che erano stati con Gesù". Il fondamento di questa conclusione risiedeva nel fatto che essi avevano manifestamente catturato il Suo Spirito. (D. J. Burrell, D.D. Pietro e Giovanni davanti al concilio: - Un notevole miracolo era stato compiuto alla porta del tempio, e un notevole sermone era stato predicato alla folla riunita, che era piena di meraviglia e stupore. È il seguito di ciò che è stato fatto e detto in questo modo che fornisce il nostro tema attuale. Notiamo...

(I.) L'offesa degli apostoli. Non era che fossero stati il mezzo per portare guarigione e salute a un uomo disabile. La maggior parte delle anime comprensive erano senza dubbio contente. Altri, probabilmente (non ce ne sono sempre?), dopo un po', cominciarono a mettere in discussione questo modo di arrivare alla sua salute. Non era secondo la pratica regolare. Era una riflessione sui praticanti professanti dell'arte della guarigione. Ma questa non era la lamentela per coloro con i quali i due discepoli di Gesù sono portati in rapido conflitto. Questi erano la classe dirigente, i Sadducei, di cui facevano parte anche i funzionari, sia ecclesiastici che civili, che arrestarono Pietro e Giovanni e li rinchiusero per un esame più approfondito. Questi erano i governanti della Chiesa in quel tempo; ma non erano affatto la classe religiosa. L'offesa degli apostoli non era quella di aver guarito lo zoppo, e nemmeno di essere stati discepoli di Gesù, ma di "ammaestrare il popolo e annunziare in Gesù la risurrezione dai morti". Fu un'offesa di dottrina piuttosto che di azione che suscitò l'opposizione di questi governanti sadducei. Era il reato di soprannaturalismo. Ma c'era qualcosa di più di questo. Gli uomini si oppongono spesso agli insegnamenti perché questi sono in conflitto con la vita che preferiscono vivere. Il soprannaturalismo ha sempre i suoi nemici, perché implica un Dio presente, un Dio che opera, che vede e giudicherà. La nostra è un'epoca sadducea. Le scienze naturali hanno assorbito in larga misura l'attenzione della classe erudita. Accetteranno la cura mentale o l'ipnotismo, ma non il tocco guaritore di Dio. Permetteranno l'ispirazione del poeta, ma non del profeta. L'offesa della Croce non è l'unica che suscita ostilità. L'offesa del soprannaturalismo è ora causa di ira e derisione come lo era ai giorni di Pietro e Giovanni

(II.) La difesa degli apostoli. Così accusati e così accusati, i due discepoli sono messi in prigione fino all'indomani. Questo era proprio il tempo per il quale erano stati preparati, il tempo stesso per esercitare il loro dono di essere testimoni qui nella stessa corte d'Israele. E così erano: non difensori di se stessi, ma testimoni forti, veritieri, intransigenti di Gesù e della risurrezione. Così ripetono i fatti. "Ci chiedi chi ha fatto questa buona azione all'uomo indifeso? Gesù l'ha fatto; Gesù il Cristo, il Messia che Israele ha atteso e desiderato. No, tu lo conosci bene, Gesù di Nazaret, l'Uomo che hai recentemente condannato a morte, sì, "che voi avete crocifisso": Ebrei è l'Autore di questa guarigione. Poiché Dio ha disfatto il tuo omicidio e lo ha risuscitato dai morti". E resero testimonianza di ciò che era stato fatto. Ma ora essi testimoniano le cose più grandi che gli Ebrei possono fare. "Ebrei è l'unico per mezzo del quale possiamo essere salvati. Noi discepoli, o i vostri sacerdoti e sadducei, possiamo essere al sicuro ed essere salvati da soli da Colui il cui nome e la cui potenza hanno operato questa guarigione". La difesa di coloro che credono nel soprannaturalismo non è un argomento. Non si può ragionare sui particolari in una sfera che gli uomini rifiutano di riconoscere. Cosa potete fare? Puoi opporre la tua fede alla loro incredulità, la tua fiducia alla loro incredulità. Puoi dare la tua testimonianza squillante di ciò che sai. La testimonianza farà vincere la giornata a Cristo prima e più sicuramente del ragionamento; poiché essa sarà ascoltata a motivo della fede che è nei discepoli. I testimoni sono più importanti degli avvocati. Cento ragioni per cui dovrebbe essere così non sono forti la metà di un "È così".

(III.) L'accusa dei giudici. Dopo questa forma di processo, l'accusa e la difesa, il tribunale si ritira per consultarsi. Non possono negare i fatti. I fatti sono purtroppo cose ostinate. Che cosa devono fare? "Mettiamoli a tacere", dicono; e così portano davanti a loro i due uomini non istruiti, e li incaricano, con tutta l'autorità che hanno, e con tutta la dignità che possono, di "non parlare affatto e di non insegnare nel nome di Gesù". Quanto bene siano stati in grado di far rispettare il loro comando, lo dice la documentazione più recente. Non è l'ultima volta nella storia del mondo che uomini di profonde convinzioni si trovano di fronte a un simile comando. Giusto o sbagliato che sia, è impossibile correggere il pensiero degli uomini, o, per molto tempo, il loro parlare, con il semplice comando o la costrizione a tacere. Il comandamento stesso è una confessione di debolezza. Chiedere al tuo nemico di non colpire di nuovo significa riconoscere la tua paura di lui. Non si possono mettere a tacere i testimoni. Il fuoco che è nel cuore degli uomini non può essere soffocato dall'autorità dei tribunali, civili o ecclesiastici. La verità di Dio vincerà finalmente tutte le menzogne nel regno della verità. Nei fuochi caldi dell'esperienza le scorie scorreranno via e l'argento puro rifletterà l'immagine del suo Creatore. In tutto questo passaggio il nome di Gesù è presentato come la fonte del potere, della salvezza e dell'insegnamento divino. (Geo. M. Boynton.Una volta fui guidato su un'auto irlandese con un bambino di quattro anni. Cominciò a piovere e fu messo un cappuccio sulla testa del bambino. La sentii mormorare: "Che bella vista". Ho detto: "Come può essere quando la tua testa è coperta?" Oh," rispose lei, "vedo le mie ginocchia, il mio scialle e i miei graziosi piedini." Un buon esempio di persone che non riescono a vedere oltre l'estremità del loro stesso bellissimo io. (J. Alexander, D.D.Il clericalismo non ha diritti esclusivi: - La Chiesa ecclesiastica è come una vasta compagnia idrica incaricata di rifornire la Chiesa spirituale dal grande fiume dell'acqua della vita. Ma quanto sarebbe assurdo per una compagnia idrica rivendicare il diritto di interdire la pioggia dal cielo, o di dire agli abitanti di un determinato distretto: "Non riceverete acqua se non passerà attraverso la macchina idraulica che ho costruito". (Generale Gordon. La prima persecuzione degli apostoli: - Al tentatore Dio disse: "Io porrò inimicizia tra te e la donna, e tra la tua discendenza e la progenie di lei". Ma l'odio regna nel petto dei figli del diavolo, "chi è nato secondo la carne perseguita chi è nato secondo lo Spirito", mentre a coloro che sono "considerati al Salvatore come un seme" viene detto di amare i loro nemici. Il primo frutto dell'inimicizia fu l'assassinio di Abele. Il primo frutto di questa inimicizia verso la Chiesa apostolica fu l'imprigionamento di Pietro e Giovanni. Ma spetta ai discepoli di un Salvatore crocifisso fare il bene e ricevere il male

(I.) La prigionia degli apostoli (Versetti 1-4). Pietro aveva detto a Cristo: "Andrò con te in prigione", ecc., e nostro Signore aveva detto ai figli di Zebedeo: "In verità, berrete del calice da cui bevo io". E ora vediamo

1.) Il primo atto di violenza, che è stato l'arresto di Pietro e Giovanni. "Mentre parlavano al popolo", ci fu un impeto nell'assemblea, e un pugno di ferro fu imposto ai predicatori, non da "tipi maleducati della specie più vile", ma dai sacerdoti, dei quali Osea disse: "Come schiere di ladri aspettano un uomo, così la compagnia dei sacerdoti uccide per via per consenso". I Sadducei erano allora in possesso dell'autorità, che impiegavano per indulgere nel godimento di questa vita, poiché non credevano in nessun'altra, ed erano crudeli con tutti coloro che disturbavano il loro agio. Erano perciò "irritati che gli apostoli predicassero, per mezzo di Gesù, la risurrezione dai morti". Infatti, se Ebrei che si sapeva essere stati messi a morte era di nuovo in vita, Ebrei era quell'"Uomo per mezzo del quale venne la risurrezione dei morti". Che cosa c'era in questo per affliggere qualcuno? La vita presente è così lunga che non dovremmo desiderarne un'altra? O questi governanti erano così malvagi da sospettare che una vita futura dovesse essere per loro uno stato di punizione? Desiderare di morire come un cane appartiene a chi desidera vivere come un cane. Ma, qualunque cosa gli uomini potessero pensare o dire della Risurrezione, la domanda dei magistrati avrebbe dovuto essere: Quale danno farà questo alla società? Gli uomini saranno forse peggio vicini, o sudditi, per aver creduto che, dopo questa vita, risorgeranno e saranno giudicati per le opere compiute nel corpo? Eppure, quanti hanno sentito la mano rude della violenza per nessun altro crimine se non quello di predicare, attraverso Gesù, la risurrezione dai morti! 2. La prima notte che gli apostoli trascorsero in carcere è piena di interesse. Guardateli condotti dove sono alloggiati i criminali, mentre l'uomo guarito li segue, non saltando di gioia, ma chiedendo con dolore: "È dunque un delitto che mi abbiano fatto camminare?" Arrivati in prigione, le autorità chiedono l'ingresso a due prigionieri, che hanno fatto... cosa? Buono al corpo e all'anima. Dovremmo compatirli? No; Risparmia la tua pietà per i loro persecutori. Infatti, se dici: "Ma che cosa deve essere per gli uomini pii passare una prima notte in una prigione?" Rispondo, ma sono per una buona causa, con una buona coscienza e in buona compagnia; e con questi tre servitori un uomo può sdraiarsi tranquillamente su un pavimento di pietra freddo e duro; e in una tetra prigione passare una piacevole notte. Ora infatti Pietro benedice il suo Signore, affinché, invece di rinnegarlo, possa soffrire per Lui; e Giovanni sente di essere davvero il discepolo che Gesù amava tanto, da porgere dalle sue labbra il calice della sofferenza, "perché beva anche il suo diletto". Non chiamateli prigionieri; I loro spiriti non sono imprigionati, ma salgono insieme al propiziatorio, in preghiera per la grazia di soffrire bene. E sapevano che "la Parola di Dio non era vincolata", che la Chiesa ora contava cinquemila. Se gli apostoli furono trattenuti dal sonno, fu per la gioia di tali trionfi. Ma "Ebrei dà il sonno al suo diletto", che spesso rifiuta di versare il suo balsamo sulle palpebre regali, mentre si posa dolcemente sulle loro che, esauste dalle fatiche e dalle devozioni, sprofondano e, come Giacobbe, sebbene abbiano una pietra come cuscino, vedono visioni di Dio, il cielo aperto, e gli angeli di Dio che salgono e scendono, al servizio degli eredi della salvezza. Così Bunyan, passando attraverso il deserto, si fermò su una tana, dove dormiva, e vide ciò che miriadi di persone si sono volentieri tenute sveglie per leggere

(II.) La loro venuta e la loro prova (Versetto Versetti vers 5-22)

(1.) La corte è particolarmente descritta, come di importanza per la narrazione. I grandi uomini vivevano nei sobborghi e ora convocavano un'assemblea generale in città. I governanti erano probabilmente il presidente e il vicepresidente del Sinedrio; gli anziani, il corpo del consiglio; e gli scribi, le persone che fungevano da consulenti e i cancellieri del tribunale. Anna era il sommo sacerdote, come lo era stato Caifa. Il nome di Alessandro fa pensare a un ebreo pagano, ma allora era un uomo di rilievo. Si pensa che Giovanni sia stato il Ben Zacchai, celebrato nel Talmud, che, quarant'anni prima della distruzione del tempio, vide le porte aprirsi spontaneamente, e disse: "Conosco la tua fine"; poiché Zaccaria profetizzò: "Apri le tue porte, o Libano, affinché il fuoco divori i tuoi cedri"". Tutti i parenti del sommo sacerdote, che erano una specie di nobili, erano ora riuniti, come se le loro dignità fossero in gioco. Ascoltate l'interrogatorio: "Con quale potere, o con quale nome, avete fatto questo? Perché l'ultima parola è come se fosse stata pronunciata con disprezzo: "Voi, compagni, per aver fatto questo!" Vedete come "Dio prende i saggi nella loro astuzia e volge a capofitto il consiglio degli empi". Perché non osano negare il fatto. Quanto più sprezzantemente trattano gli apostoli, come inadeguati a tale opera, tanto più glorificano Cristo. Ma chi ha mai sentito parlare di processare uomini per il crimine di guarire in un momento? A chi verrebbe in mente di accusare un medico di guarire a fondo e rapidamente? Chiedono, quale nome lo ha fatto; come se alludesse alla nozione degli ebrei di una virtù magica nel nome di Geova, che gli ebrei moderni hanno affermato che Gesù ha appreso e con essa ha operato i suoi miracoli. Se gli apostoli stessi avessero dettato l'esame, difficilmente avrebbero potuto farlo venire loro in mente; poiché ha suscitato-2. La difesa che hanno fatto (8-12). "È stato fatto nel nome di Gesù, il Messia di Nazaret, il cui nome abbiamo pronunciato prima di operare la guarigione. Tu, infatti, lo hai condannato a morire sulla Croce; ma Dio lo ha risuscitato dai morti, di cui la prova è davanti a voi". I governanti avevano chiesto del nome che operava prodigi, e ora sanno più di quanto desiderassero; perché quale pugnalata deve essere stata questa al loro orgoglio! Che fulmine a ciel sereno per le loro coscienze! Essi, consapevoli che Gesù aveva promesso di risuscitare, avevano posto una guardia per impedirlo, e ora gli viene detto che un miracolo ha dimostrato che era vero. Ma guardate come Pietro rivolge la loro attenzione dalla guarigione dei corpi alla salvezza per l'anima. Chi non vede qui l'adempimento della promessa di Cristo ai Suoi apostoli: "Non preoccupatevi di ciò che direte, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quell'istante ciò che dovrete dire"? 3. L'imbarazzo del sinedrio nacque dalla vista degli apostoli e dell'uomo che avevano guarito. "Vedendo la libertà di Pietro e Giovanni "che parlavano come uomini a loro agio, e "li concepivano analfabeti e privati", i governanti non potevano spiegare la loro aria senza imbarazzo. Non erano tra i letterati, né in alcun ufficio pubblico; ma nella vita privata secolare; e si sapeva che erano stati con Gesù, che non era né in alto rango, né assistito da coloro che lo erano; poiché fu chiesto: «Qualcuno dei capi o dei farisei ha creduto in lui?». Ma l'uomo che fu guarito fu un altro spettacolo imbarazzante, al quale il consiglio non ebbe nulla da rispondere. Questo imbarazzo li indusse a ordinare a tutti gli altri di uscire dalla sala, vergognandosi di dire davanti a loro: "Che cosa faremo a questi uomini?" È davvero difficile sapere cosa fare con gli uomini che sono processati per le loro buone azioni; e ancor più con uomini che possono fare miracoli. Spesso i persecutori hanno catturato le loro vittime e poi non sapevano cosa fare di loro. Quindi, con una freddezza confusa, complottano per soffocare un miracolo, affinché non si diffonda ulteriormente, come se fosse una piaga infettiva. Iniziò così un lungo corso di minacce e ordini, non meno empi che vani. Questo fu annullato, per far emergere il grande principio della libertà religiosa. Da questo momento Cristo è dichiarato il Sovrano supremo nella religione. "È impossibile per noi non dire ciò che abbiamo visto e udito". Non parlare affatto a nessun uomo nel nome di Gesù! Diteci, non respirate né pensate! Una religione di cerimonia può essere repressa con la forza bruta; ma nascondere l'amore di Gesù è impossibile come "nascondere l'unguento della tua destra". Avendo dunque minacciato di nuovo, lasciarono andare gli apostoli; Il popolo ha reso pericoloso punire (21). Così finì il primo atto di persecuzione, e così iniziò il trionfo della libertà religiosa

(III.) La libertà degli apostoli fu migliorata in modo degno degli uomini e della loro causa. La terra e il cielo mostrano scene piene di istruzioni

(1.) Sulla terra, i due confessori, "lasciati andare, tornarono alla loro compagnia" (Versetti 23-30). La notte in prigione e le feroci minacce non avevano prodotto alcun cambiamento, se non per aumentare il loro attaccamento a una causa che non poteva essere contraddetta; e quando fu tolto il freno, come l'uccello a cui è stata tagliata la corda vola via verso il suo nido, tornarono alla loro compagnia. Delle sofferenze di una notte in prigione, dicono, pensano, nulla. Le minacce, tuttavia, suscitano una preghiera unita a Dio, esprimendo la loro sottomissione al Suo compiacimento sovrano e la loro fiducia in Lui come Creatore Onnipotente. Avevano stupito il nemico con il loro stesso coraggio; ma si conoscevano troppo bene per fidarsi di questo; perché colui che è stato un eroe nell'ultima battaglia può diventare codardo nell'altra; E perciò chiedono audacia. "Gli Ebrei danno più grazia", e coloro che la chiedono sono gli uomini che perseverano fino alla fine. Gli apostoli chiedono che "la mano di Dio sia ancora tesa per guarire", anche se una di queste dimostrazioni di potenza era costata loro una notte in prigione. L'attenzione a una preghiera apostolica diventa noi. Marco 49 suo carattere scritturale; una grande parte è la Parola di Dio; la sua elevata razionalità; poiché il Salmo citato non è applicato erroneamente; la sua profonda umiltà, con il suo alto portamento; la sua superiorità a se stesso, con la sua consacrazione all'onore divino; e poi dire se questi uomini erano o ingannatori o ingannati? Se preghiamo come apostoli, non adatteremo saggiamente le nostre preghiere alle occasioni che si presentano? 2. Il cielo ha risposto alla terra; poiché, avendo pregato così, seguì una seconda Pentecoste. Come nel primo, un suono potente, come un vento ruggente, richiamò l'attenzione; così ora, un terremoto, che scosse il luogo dove erano radunati, parlò il Dio discendente. Erano tutti pieni di Spirito Santo, in misure nuove e più abbondanti. Ricca ricompensa per le obbligazioni e le prigioni. Conclusione: l. Lasciate che la loro testimonianza penetri nel vostro cuore che «in nessun altro nome c'è salvezza se non in quello di Gesù il Crocifisso». 2. Quando avrai creduto e avrai trovato la salvezza in esso, mostrerai l'attrazione dell'affinità come fecero loro, i quali, "lasciati andare, tornarono in loro compagnia". 3. Il trionfo è la testimonianza di Gesù contro tutti i terrori della persecuzione; che è un'arma spuntata, che ha sempre fallito nel suo scopo, dal momento in cui questi apostoli furono lasciati andare, fino a questo momento. (J. Bennett.) La prima persecuzione della Chiesa: - Le autorità si sentirono offese perché...

(I.) Gli apostoli insegnavano. Questo è enfaticamente vero per i sacerdoti, che si consideravano gli unici insegnanti legittimamente costituiti. l. Essi ritenevano che gli apostoli non fossero personalmente qualificati (Versetto 13). "Non istruiti" significa che non erano stati addestrati nella tradizione rabbinica, non erano stati educati alle lettere, eranoagrammatoi. Gli uomini di ogni epoca davano un'enfasi eccessiva alla "grammatica". Non essere stato addestrato nelle scuole pubbliche è di per sé quasi fatale per qualsiasi uomo che aspiri all'ufficio di insegnante. Ma i preti non avevano ragione? È necessario distinguere tra erudizione e apprendimento. L'erudizione è competenza in parole, forme e opinioni; L'apprendimento è una grande simpatia per la vita e una profonda comprensione della verità eterna delle cose. Nel sacerdote vediamo l'erudizione; nell'apprendimento degli apostoli; e l'apprendimento di quest'ultimo è infinitamente preferibile all'erudizione del primo. Ma gli eruditi guardavano con disprezzo gli eruditi. Questo ti sorprende? E' stato ripetuto più e più volte nella storia del nostro paese. Il clero non si faceva beffe dei ministri del dissenso, Bunyan e i suoi contemporanei, che ora si emulano a vicenda per onorare? La cosa migliore è onorare i profeti viventi, la prossima cosa migliore è rispettare e perpetuare la memoria dei morti. Un fatto che la storia della Chiesa ha indiscutibilmente dimostrato: che l'erudizione da sola, per quanto preziosa possa essere come accessorio, non è una qualifica sufficiente per insegnare al popolo. Ma sebbene l'erudizione da sola non sia una qualifica sufficiente, tuttavia l'apprendimento lo è; e meglio ancora avere sia la borsa di studio che l'apprendimento. Il ministero degli apostoli era caratterizzato dall'apprendimento, il ministero del medioevo dall'erudizione; Speriamo che il ministero del futuro si distingua per la felice combinazione dei due

(2.) Essi ritenevano che gli apostoli non avessero alcun diritto ufficiale di insegnare. Erano idioti, uomini senza professione, privati, in una parola, laici. E i professionisti erano molto indignati che partiti al di fuori del sacro ambito dell'ordine sacerdotale, e non incaricati, si ergessero a insegnanti. I laici erano considerati uomini molto ignoranti; L' idiota suggeriva degli idioti. I sacerdoti rivendicavano il diritto esclusivo di insegnare. Questo, tuttavia, non era sempre stato il caso dell'ebraismo. Le cerimonie della religione erano state affidate ai sacerdoti, l'insegnamento del popolo ai profeti. Ma la profezia si era spenta da tempo e il sacerdozio era subentrato al suo posto; e una volta impossessato del potere, lo custodirono gelosamente. Ti sembra strano? La stessa cosa si è ripetuta più e più volte. L'ormai famoso venditore ambulante di Elstow fu accusato di insolenza, irriverenza e slealtà per aver osato alzarsi in piedi per liberarsi delle verità che bruciavano nella sua anima. La polizia lo raggiunse all'improvviso e lo rinchiuse nella prigione di Bedford per dodici lunghi anni. Perché? Che male aveva fatto? Questo: che lui, un laico, uno degli idioti, si arrischiasse a violare le riserve proibite dei preti! Questo spirito malizioso sta ancora covando

(II.) Gli apostoli insegnarono al popolo

(1.) Alcuni si sentivano contrariati per considerazioni personali, perché gli apostoli, lavorando per illuminare e convertire il popolo, minavano indirettamente il potere dei sacerdoti. Il periodo di massimo splendore del clericalismo sono generalmente i "tempi dell'ignoranza", e naturalmente desidera il prolungamento di quei tempi. Pietro e Giovanni tennero la lampada della conoscenza, e le autorità si precipitarono sui portatori di lampada e cercarono di rompere la lampada. Con quale risultato? Con il semplice risultato di rompere il vetro e lasciare che la fiamma bruci più intensamente di prima, e accendere altre cinquemila lampade

(2.) Altri si sentivano infastiditi per motivi ecclesiastici. I sacerdoti sapevano, attraverso l'istinto di autoconservazione, che l'illuminazione del popolo significava praticamente la loro deposizione. Il popolo doveva ricevere implicitamente e incondizionatamente la parola dei sacerdoti e dei rabbini su quale fosse la volontà di Dio; O peggio ancora, la loro interpretazione di esso. Questo monopolio fece precipitare il popolo in un elaborato sistema di tradizioni senza vita e di gravose superstizioni. E quando gli apostoli chiesero indietro la chiave della conoscenza e desiderarono condurre il popolo nella dimora nascosta della verità, con quale ricompensa andarono incontro? Furono gettati in prigione. Questo ti sorprende? No; poiché questa storia è stata ripetuta più volte nella cristianità. La chiave della conoscenza è stata tolta all'Europa e le Scritture sono state lasciate in una lingua sconosciuta. Lutero sul continente e Wycliffe in Inghilterra si sforzarono di svelare i tesori, di tradurre le Scritture nella lingua popolare e di diffondere la conoscenza della volontà divina; e furono vilipesati, scomunicati e braccati per le loro pene. Ciò nonostante, la traduzione della Bibbia causò il crollo della gerarchia papale in Germania e in Inghilterra. Marco che bene. I sacerdoti proibiscono ancora ai laici di leggere ed esporre le Scritture: devono credere in base all'autorità. L'essenza del romanesimo è credere nell'autorità. L'essenza del protestantesimo per credere sulla prova

(3.) Altri si sentivano infastiditi per motivi civili. Direbbero, come tutti i despoti hanno in effetti detto: "La conoscenza è potere. Se educhi il popolo, metti nelle loro mani un'arma che non hanno la saggezza di usare. E se lo usassero per la rivoluzione? Per scongiurare il male, rifiuteremo il bene". Questo è sempre stato il linguaggio del dispotismo; e immediatamente procede a incatenare e, se necessario, a uccidere i campioni dell'educazione popolare. Senza dubbio la conoscenza è un potere enorme, specialmente la conoscenza religiosa; e spesso, ahimè! è stato convertito a fini meschini e volgari. Ma dobbiamo rifiutare l'uso di una cosa a causa del suo abuso? Non avere incendi e non avrai conflagrazioni. La luce, senza dubbio, moltiplica le ombre; Declameremo per questo contro il sole?

(III.) Insegnarono al popolo, per mezzo di Gesù, la risurrezione dai morti

(1.) L'insegnamento rifletteva un profondo discredito sui tribunali della nazione. I principali membri di quei tribunali avevano crocifisso Cristo; eppure Dio lo aveva risuscitato dai morti. Ora, la risurrezione è stata una completa rivendicazione del carattere di Cristo; ma rivendicare il Suo carattere significava marchiare il carattere dei Suoi giudici. Perciò quei giudici erano irritati oltre misura. Nella loro furiosa follia la Chiesa nascente vide il compimento della profezia (Versetto 25). Avete visto un cavallo vivace e ingovernabile sbuffare selvaggiamente e precipitare disperatamente, con gli occhi che brillavano di fuoco, le narici che respiravano tuoni. Questa è la figura usata in questo capitolo per descrivere l'accanimento delle autorità ebraiche contro il vangelo: erano come bestie feroci, piene di furia sciocca e irragionevole

(2.) L'insegnamento era nuovo. I farisei erano molto innamorati dei vecchi ed erano ritenuti più saggi dei loro discendenti. I farisei erano i campioni dell'ortodossia e, in alleanza con le altre sezioni della Chiesa ebraica, misero gli apostoli sotto processo per aver guarito lo zoppo. Il Sinedrio si riunì: la corte dovette decidere tra ortodossia ed eterodossia. Il miracolo non potevano negarlo. La domanda era: "Con quale potere o con quale nome avete fatto questo?" L'intero processo si è girato intorno a quel cardine. Gli apostoli erano ortodossi, sì o no? Conoscete la conclusione a cui giunsero: gli apostoli furono bollati come eretici e fu loro proibito di guarire o di predicare nel nome di Gesù. Non dovremmo mai dimenticare che gli apostoli e il Salvatore stesso, furono accusati di eresia e perseguitati a morte a causa di essa. Questo ci insegna due lezioni. (l) Che dovremmo stare attenti a non respingere alcuna dottrina a causa della sua novità, né chiamare i sostenitori di nuove opinioni con nomi cattivi e impopolari. Ogni verità, sia della scienza che della teologia, è stata considerata un'eresia alla sua prima promulgazione. L'eterodossia di un'epoca è l'ortodossia dell'altra. La verità è prima crocifissa, poi risuscitata dai morti, poi esaltata al trono e adorata.

(2) Non confutare ciò che consideriamo eresia con la prigione. Gesù Cristo discusse con il popolo di Gerusalemme, ed essi presero delle pietre per scagliarle contro di Lui. È un modo molto semplice ma molto sciocco per rispondere a una discussione con una pietra. Eppure è stata la pratica universale fino a poco tempo fa. I cristiani hanno certe vedute riguardo alla vita e alla morte, e gli ebrei 51 perseguitano. Anche tra i cristiani, alcuni partiti hanno opinioni diverse dalla maggioranza e vengono scottati. L'umanità è lenta ad imparare che è una cosa vigliacca uccidere un uomo per un'opinione

(3.) Il loro insegnamento, inoltre, contraddiceva nettamente una parte influente della gerarchia. I sadducei probabilmente si vantavano di quanto poco credessero. Senza dubbio si definirebbero pensatori larghi; ma certamente non erano in larga fedeVersetti L'ampiezza del pensiero è anche nel nostro tempo preferita all'ampiezza della fede. Ma c'è qualcosa di fondamentalmente sbagliato nell'uomo il cui pensiero ampio porta a una credenza ristretta. Il pensiero ampio dovrebbe sempre portare a una credenza ampia, e dove la fede è debole, è per me una prova positiva che il pensiero non è ampio, ma lassista. In ogni caso, i sadducei cospirarono per sopprimere l'insegnamento degli apostoli. Nei Vangeli è in primo piano l'ostilità spietata dei farisei; ma negli Atti la feroce inimicizia dei Sadducei; perché lì il fatto e la dottrina della risurrezione trovano un posto più prominente. Lo scetticismo sa come imprigionare e decapitare i suoi oppositori così come la superstizione. L'incredulità, non la fede, è la vera fonte della persecuzione. Che gli uomini credano in Dio, e che Ebrei è più forte del diavolo; nella verità, e che è più potente dell'errore; nel diritto, e che essa trionferà e dovrà trionfare sulla forza, e possono permettersi di essere pazienti, vedranno l'inutilità di ricorrere alla forza fisica. La verità della libertà si fonda sulla religione. Che cosa ha fatto l'incredulità a favore della libertà? Ha scritto. Che cosa ha fatto il cristianesimo? Ha sanguinato. Gli infedeli l'hanno invocata, ma i cristiani sono morti per essa. La loro prigionia ha forse ostacolato il possente progresso del Vangelo? No, "molti di quelli che udirono la Parola credettero". I periodi di persecuzione sono generalmente periodi di grande prosperità spirituale. Alcuni dei primi martiri avevano come simbolo mistico una candela circondata da una folla di uomini arrabbiati che sbuffavano più forte che potevano per spegnerla; ma più sbuffavano forte, più la candela ardeva vivacemente. I riformatori inglesi furono duramente tormentati, ma abbandonarono la causa del protestantesimo? No; alcuni di loro hanno ideato un'incudine per il loro stemma con il motto sorprendente: "Questa incudine ha spezzato molti martelli". Il sangue dei martiri è il seme della Chiesa". (J. Cynddylan Jones, D.D.) Tipica persecuzione religiosa:

(I.) I persecutori erano tipici: i "sacerdoti, e il capitano del tempio, e i sadducei". Qui abbiamo... l. Uomini le cui dottrine erano screditate: i Sadducei

(2.) Uomini la cui prerogativa è stata invasa: i sacerdoti

(3.) Il subordinato, notoriamente disponibile alle tangenti: "il capitano del tempio", il servo dei sacerdoti e dei sadducei, che desiderava ciò che gli piaceva. Non c'è qui un tipo di agenzia impiegata in tutte le persecuzioni religiose? L'ortodossia oltraggiata, il privilegio disprezzato e la vile servilità si sono distinti in molti modi e in varie combinazioni negli attacchi fatti ai fedeli riformatori ed evangelisti di epoca in epoca

(II.) Il terreno era tipico. I persecutori erano "infastiditi". Dio non li stava impiegando. Non sono stati in grado di dare alcuna spiegazione. E le loro stesse care idee stavano cessando di suscitare il rispetto del popolo. Non è mai stato così, quando gli insegnanti "non autorizzati" sono stati più benvenuti e hanno avuto più successo dei rappresentanti ufficiali della Chiesa? Ma sia fatta la volontà del Signore

(III.) Il trattamento era tipico. Erano

1.) Fermati nella loro predicazione. Ma "la Parola" era stata pronunciata efficacemente. Coloro che desideravano e avevano deciso di ostacolare furono trattenuti fino al momento stabilito da Dio

(2.) Arrestato. Le loro ragioni non sono state accolte con contro-ragioni. Affrontare la verità con la forza fisica! Che confessione di ignoranza e di debolezza! 3. Imprigionato. Che potevano fare; ma non potevano imprigionare o legare la verità, né impedire che diventasse lo strumento della libertà spirituale per coloro che la ricevevano

(IV.) Gli incoraggiamenti erano tipici. I predicatori

1.) Era rimasto al posto di servizio fino a quando non era stato costretto ad andarsene. Non avevano nulla da rimproverarsi per questo motivo

(2.) Ho avuto il piacere di sapere che il buon lavoro era progredito

(3.) Ho trascorso un'intera notte per la meditazione e la preghiera. Allo stesso modo i servitori perseguitati del Signore sono stati confortati e sostenuti da allora. (W. Hudson.Due uomini che negano ogni potere originale eccitarono la società ebraica con il compimento di un atto miracoloso. L'eccitazione si trasformò a lungo andare in sconcerto. I capi ebrei erano completamente sconcertati. I fatti del cristianesimo sono stati goffi inciampi sulla via dell'incredulità. Gli oppositori possono vedere due lati di una teoria, ma a un fatto è vano opporsi a un suggerimento di fantasia o a uno scherno di cattiva volontà

(I.) Dalla parte dei capi ebrei 100 'era... l. Illiberalità. "Essendo addolorato per aver insegnato al popolo". La più alta cultura pre-cristiana! Solo Cristo si è mostrato amico dell'uomo universale, schiavo o re. Il cristianesimo ha un fascino universale. Non è un rastremarsi, è il sole

(2.) Miopia. Hanno messo in prigione gli apostoli! Sciocchi! Non potevano mettere Dio in prigione! Se gli apostoli fossero stati gli operai originali, la prigionia avrebbe potuto risolvere il caso. Gli apostoli furono messi in prigione perché facevano del bene ai malati e istruivano gli ignoranti. Il cristianesimo è ancora il rigeneratore fisico e morale del mondo. L'unica accusa che può essere mossa contro di essa è che cerca continuamente di fare del bene

(3.) Impotenza. "Che cosa dobbiamo fare?" ecc. Essi "minacciarono" gli apostoli: cioè, agitarono i pugni verso il sole per oscurare il mondo! Hanno calpestato la riva del mare per respingere la marea! Mandarono un messaggio al vento affermando che d'ora in poi sarebbero stati indipendenti dall'aria! Vediamo quanto sono piccoli gli uomini quando si pongono contro la verità

(II.) Dalla parte degli apostoli c'era

1.) Completa l'intelligenza nell'ambito del loro ministero. Benché fossero uomini ignoranti e ignoranti, nell'ambito del loro lavoro erano saggi ed efficienti. Questo è il segreto del successo. Sappi quello che sai. Non avventurarti oltre la linea della tua vocazione. Ogni predicatore è forte quando si basa sui fatti e sull'esperienza. I cristiani non devono accettare l'esca che li attirerebbe su un terreno sconosciuto o proibito

(2.) Coraggio invincibile nel narrare e applicare i fatti. Guardare

(1) La dignità dell'indirizzo.

(2) L'affermazione calma ed enfatica del nome di Cristo.

(3) L'accusa diretta e speciale degli ascoltatori. "Voi avete crocifisso colui che avete crocifisso"". Mettete a nulla da voi costruttori". La dignità è propria dei predicatori della verità. Cristo è la vita del cristianesimo: guardatevi dal lodare il sistema e dal dimenticare l'Uomo. L'accusa è l'opera di ogni evangelista cristiano. Dimostra il crimine del mondo

(3.) Magnanimità cristiana nella predicazione del vangelo (Versetto Versetti, versetto 12).

(1) L'uomo ha bisogno di essere salvato.

(2) Tutti gli uomini, anche gli assassini di Cristo, possono essere salvati.

(3) C'è solo un modo per salvarli

(4.) Lealtà incorruttibile a Dio e alla Sua verità (Versetto 19). "Cose che abbiamo visto e sentito". Che campo! Missioni in patria e all'estero: scuole, fatiche, sacrifici, letti di morte. (J. Parker, D.D.) Insegnamento e persecuzione: l. Pietro e Giovanni non solo guarirono lo zoppo, ma 'ammaestrarono il popolo'. Questo era il loro più grande difetto. Il cristianesimo è una religione che insegna. Cerca tutto il popolo e parla la lingua popolare. È proprio qui che i predicatori possono imparare la loro lezione più utile. Il nostro pericolo è che parliamo alle classi; Gli apostoli insegnavano alle masse. Non potremo mai tornare a quel discorso universale a meno che quelli di voi che sono istruiti e altamente raffinati non ci sosterranno. Dovete accontentarvi di essere parzialmente trascurati per quanto riguarda i lussi intellettuali, e dovete aiutarci a fornire un buon pane sano alla gente comune. Questa è precisamente la differenza tra il cristianesimo e ogni altra religione. Altri dicono: "Tenete il popolo all'oscuro"; questo: "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura". Altri disegnano uno schermo, come Pitagora teneva una lezione ai suoi discepoli da dietro una tenda, e da dietro mormorano i loro incantesimi inintelligibili; questo alza la sua bandiera rossa, la getta al vento volenteroso, e su di essa è scritto: "Questa cosa non è stata fatta in un angolo". Le altre religioni sono solo filosofie; Anche il cristianesimo è un vangelo

(2.) Qui accade una cosa molto meravigliosa, in una specie di parentesi. I governanti li hanno messi in prigione. "Comunque"! Dio ha il Suo dito in questo! Ebrei passa attraverso spazi molto ristretti, e coglie opportunità molto transitorie. "Tuttavia" - aspettate un po' per avere la piena rapidità di questo glorioso annuncio - "molti di quelli che udirono la Parola credettero". Perché non dovrebbe essere così ora, in modo che qualunque cosa accada al predicatore entro la prossima ora, egli possa sapere, mentre va a rendere conto, di aver lasciato dietro di sé un raccolto prima del tempo? 3. Venne il mattino e giustizia doveva essere fatta. Questa domanda li colpì: "Con quale potere, o con quale nome, avete fatto questo?" Attenzione a non trasformare la vostra religione in un pezzo di indagine metafisica. È a quel punto che il cristianesimo viene spesso sconfitto nei suoi scopi più benefici. I dotti volevano analizzare quello che oggi chiamiamo il modus operandi. Invece di accettare l'uomo, il fatto concreto, positivo, indiscutibile, volevano attirare gli apostoli, e coloro che li seguivano, in pantani e difficoltà metafisiche. I predicatori non rispondono al "perché" e al "come" delle menti meramente curiose. Abbi con te l'uomo stesso e lascia che sia lui il tuo argomento. Il cristianesimo si basa sui fatti, non sulle opinioni. Se la Chiesa di Cristo non ha l'Uomo con sé, qualsiasi quantità di mera teorizzazione filosofica e speculazione farà del male piuttosto che del bene. Dov'è l'uomo che hai salvato? Producetelo. Dove sono gli affamati che hai nutrito, gli ignoranti che hai istruito, gli schiavi che hai emancipato? Producili. Questo è un dato di fatto, non un cavillo. Qualunque sia il mezzo con cui lo si fa, l'effetto è certo, e la causa di tale effetto deve essere essa stessa buona

(4.) Pietro e Giovanni balbetteranno sicuramente davanti a questa scintillante assemblea! La fanciulla che scherniva il Galileo dalla voce rude era troppo per Pietro; quando vedrà Anna, ecc., non ci sarà più spirito in lui. Come si legge la narrazione? «Allora Pietro, ripieno di Spirito Santo». Sono mille Pietro: Pietro moltiplicato dalla stessa Divinità. Peter?... una pagliuzza spazzata via dal vento beffardo, da solo. Ma Pietro "pieno di Spirito Santo" era un uomo di guerra rivestito della panoplia celeste, eloquente del tuono del cielo, grazioso dell'amore del cielo. Abbiamo ricevuto lo Spirito Santo? La domanda non è: "Siamo ben addestrati intellettualmente?" Abbiamo letto molti libri?"" Siamo in grado di condurre argomentazioni molto sottili?" Sapremo se abbiamo ricevuto lo Spirito per mezzo del fuoco che è in noi. Abbiamo ricevuto il primo battesimo, siamo stati "battezzati", chiamati con il nome di Cristo, cristianizzati nel senso di essere stati portati in chiesa, e l'acqua iniziale è stata spruzzata sulla nostra fronte; ma abbiamo ricevuto lo Spirito Santo? Non c'è dubbio su di Lui

(5.) Essendo Pietro stato sfidato a dare un resoconto della circostanza, diede l'eloquente risposta che si trova tra 9 e 12 inclusi. Ogni volta che Pietro parlava all'improvviso, su grandi argomenti, parlava al cuore stesso di Dio. Quanto fa di Cristo nella 10ª! Sembra che non abbiamo mai sentito l'intero stile e il titolo di Gesù prima d'ora. Li abbiamo qui. Abbiamo chiamato il Salvatore "Gesù", a volte lo abbiamo chiamato "Gesù Cristo". Con qualche breve indicazione di questo tipo abbiamo fatto riferimento al Redentore. Ma quanto raramente gli abbiamo dato il Suo pieno stile e titolo! - "Gesù Cristo di Nazaret, che voi avete crocifisso, che Dio ha risuscitato dai morti, sì, per mezzo di Lui". Non c'è dubbio su questo indirizzo. Quale Cristo predichi? Abbiamo sentito parlare del Cristo del pittore, una figura teneramente colorata, incastonata in luci e ombre meravigliose. Ci siamo trovati di fronte ad essa, e a volte ci siamo emozionati alla sua presenza, e abbiamo sentito le acque entrare nei nostri occhi. Ma che Cristo non ha mai salvato l'anima, è solo una creazione dell'arte. Abbiamo sentito parlare del Cristo del poeta. Si è parlato di Cristo in rime fluenti e in maestosi versi vuoti; ma che Cristo non è mai uscito dall'intelletto nel profondo del cuore nel suo più mortale rimorso a causa del peccato. Dobbiamo tornare al Cristo apostolico se dobbiamo realizzare le concezioni apostoliche e ottenere successi apostolici nel ministero. Pietro avrebbe potuto benissimo concludere con l'affermazione contenuta nel versetto 10, ma spesso trovava difficile concludere quando Cristo era il tema. Come può finire un fiume se non in mare? La piccola pozza, il ruscello che fa le fusa, sprofonda presto nella sabbia; ma il fiume, profondo, largo, fluente, prosegue attraverso rocce canalizzate e boschi ombrosi, fino al mare solenne. Peter proseguì. Disse: "Questa è la pietra che è stata distesa da voi costruttori, che è diventata la testata dell'angolo". Il luogo tremava sotto la vibrazione di quella voce viva! Gli Ebrei potrebbero essere finiti lì; ma era difficile, ripetiamolo, che Pietro finisse sempre quando Cristo era il tema. Così continuò: "Né c'è salvezza in nessun altro", ecc. La questione originaria non era quella della salvezza, ma solo quella di guarire uno zoppo. Ma non si trovano mai gli apostoli che si limitano al semplice incidente. Ogni miracolo è solo un testo. Che un apostolo guarisca le caviglie di un uomo, e da quelle caviglie si diriga verso la Croce di Cristo che salva il mondo. «Se abbiamo guarito le tue caviglie, volevamo che fosse il simbolo della guarigione più grande della tua anima». 6. Ora, fu il turno del Sinedrio di essere rinchiuso e messo "in attesa fino al giorno dopo", e ogni giorno dopo. Quando videro l'audacia di Pietro e Giovanni "si meravigliarono". Qualsiasi uomo che possa essere considerato non influenzerà mai la sua età. Gli ebrei faranno un tuffo in piscina; ma le bolle si vedranno un attimo, poi affonderanno per eVersetto Non si riesce mai a capire il segreto di un Whitefield. Non si riesce mai a capire il potere segreto di un uomo che si fa sentire da un mondo intero. Se potessi spiegarlo saresti grande come lui. Che cosa fecero allora gli ebrei saggi e influenti? "Minacciateli". Si avverte la differenza di temperatura tra 11,12 e Versetti 16-18. Gli apostoli non devono più parlare! Bisogna porre fine a questo fastidio. La società non deve essere disturbata da tali propagandisti. Pietro, udite le minacce, disse loro: «Se sia giusto »Questa è la parola che fa la storia, che fa vibrare i secoli. E gli apostoli, avendo ricevuto questa minaccia, "andarono alla loro propria compagnia, e riferirono", ecc. Che chiacchiere hanno avuto! Come si ricordavano l'un l'altro l'occasione del movimento! E quando la folla ebbe udito tutto, "alzarono la voce a Dio di comune accordo e dissero". Anche loro divennero eloquenti. E quando ebbero pregato, "il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti riempiti dello Spirito Santo". Pentecoste dopo Pentecoste! Povera Chiesa! Tu sei caduto in tempi vuoti. Non sono che sfide meschine che ci vengono rivolte ora. Se potessimo essere ancora una volta minacciati con la prigione e il rogo, la verga di ferro e l'affilata arma a doppio taglio, alcuni di noi potrebbero essere eroi. Atti presenti potremmo essere solo argilla comune. () Pietro e Giovanni esaminarono:

(I.) Quando Dio sta portando avanti un disegno per la manifestazione della Sua gloria, si farà una grande opposizione ad esso. Satana non rimarrà uno spettatore silenzioso, e i suoi servitori saranno incitati in suo aiuto. In questa combinazione non dovrebbe sorprenderci trovare non solo persone di principi profani e di vita malvagia, ma anche alcune che, in conseguenza del loro apparente attaccamento alla religione, ci si sarebbe aspettati di schierarsi dalla parte opposta. Quando Dio poneva Suo Figlio sul Suo santo colle di Sion, non solo i "pagani" infuriati, che ignoravano le profezie e non avevano visto i miracoli di Gesù, ma anche il "popolo" favorito, al quale erano stati affidati gli oracoli di Dio e tra i quali era apparso il Messia, "immaginarono una cosa vana".

(II.) Dio può esporre il Suo popolo a molto scoraggiamento quando cammina nella Sua via. Gli apostoli predicarono Cristo per espresso mandato dal cielo, e dal loro successo dipendeva la conversione del mondo. Eppure, all'inizio, l'autorità suprema della nazione si oppose a loro. Nel corso del loro ministero furono sottoposti a pericoli e sofferenze, e la maggior parte di loro perse la vita per la causa. I ragionatori superficiali possono concludere che Dio è in disaccordo con Se Stesso, ritardando l'esecuzione dei Suoi piani, e possono lamentarsi del fatto che, invece di premiare, Ebrei punisce gli uomini per il loro zelo e la loro fedeltà. "Ma la stoltezza di Dio è più saggia degli uomini". Con tali dispensazioni Ebrei esercita la fede dei Suoi servi e fa conoscere la Sua potenza nel portare avanti i Suoi disegni nonostante i massimi sforzi dei Suoi avversari; mentre nel comportamento del Suo popolo si manifestano esempi di coraggio, pazienza e amore, che offrono non poca testimonianza della verità della religione. I convertiti sono fatti dalle sofferenze dei santi così come dalla loro dottrina

(III.) Cristo non richiede alcun servizio per il quale gli Ebrei non forniscano loro l'aiuto necessario. Ebrei non è un duro sorvegliante. Poiché i Suoi comandamenti sono ragionevoli, così la grazia di HHH ci rafforza per obbedire ad essi. Quando Pietro e Giovanni furono chiamati a perorare la Sua causa davanti al concilio giudaico, furono "riempiti dello Spirito Santo". Perciò i pescatori codardi divennero apostoli intrepidi; per questo uomini semplici e incolti hanno messo a tacere l'erudizione; da qui le donne deboli e delicate hanno sopportato con incrollabile fermezza, crudeli torture e la morte nelle sue forme più terribili. "Come il tuo giorno, così sarà la tua forza."

(IV.) Grande è la verità, e prevarrà. Confondeva e metteva a tacere il concilio ebraico; ha reso stolta la sapienza del mondo, sconfiggendo la sua vana filosofia e la sua eloquenza sofistica con la chiara dottrina della Croce; allo stesso modo, trionferà sull'infedeltà, la superstizione, l'eresia e la licenziosità. Da ciò che ha già fatto possiamo calcolare gli effetti che ci si deve ancora aspettare da esso (Salmi 110:2, 3)

(V.) Stiamo attenti a mantenere una buona coscienza nella nostra professione religiosa. Questo era lo studio costante degli apostoli, e quindi essi consideravano non ciò che era onorevole agli occhi del mondo, ciò che era vantaggioso o sicuro, ma solo ciò che era giusto. Erano decisi a obbedire solo a Dio, e non badavano ai comandi e alle minacce contrarie degli uomini. Non godrete mai della pace della mente, non agirete mai in modo retto e coerente finché non imparerete a regolare la vostra condotta secondo il criterio fisso della verità e della rettitudine, e non secondo le mutevoli opinioni e fantasie degli uomini. Attenzione al vano tentativo di servire due padroni. Il risultato di un tale tentativo sarà che non servirai nessuno dei due completamente, e perderai la ricompensa promessa da entrambi. (J. Dick, A.M.Giusta audacia: - Il coraggio è di vari tipi. Il coraggio sfrontato è semplicemente un affare esterno, nato dall'impudenza. Molte anime timide si rannicchiano davanti ad essa, ma essa stessa si rannicchia sempre quando viene incontrata correttamente. Il coraggio fisico è un affare del corpo, nato dalla mera forza bruta. C'è il coraggio dell'amore, della coscienza, della convinzione, dell'azione, del riposo. Che cos'è il coraggio cristiano? Guardiamo oggi indietro al tempo in cui i discepoli di Cristo furono per la prima volta sotto il fuoco della persecuzione e vediamo:

(I.) La sua occasione. Pietro e Giovanni avevano guarito uno zoppo e alla folla stupita predicarono Gesù e la sua risurrezione. A causa della pazienza con questo continuo parlare di Gesù - i sacerdoti, perché Gesù aveva denunciato la loro ipocrisia e formalismo; i Sadducei, poiché in Gesù era stata stabilita la risurrezione, che essi avevano esplorato e negato, avevano fatto citare gli apostoli davanti al Sinedrio. Alla presenza di questo augusto corpo dimostrarono di che stoffa erano fatti. Non avevano amici a questo tribunale. La ricchezza, l'erudizione, la moda, l'orgoglio, il numero, e persino la pietà e la fede nazionale, e gli stessi oracoli di Dio, erano schierati contro questi poveri discepoli. Pietro si fermò davanti a tutti loro, calmo e fiducioso, una splendida illustrazione della verità che "i giusti sono audaci come un leone" (Proverbi 28:1), e fece la sua risposta

(II.) Il suo segreto. "Ripieni dello Spirito Santo". Questo ha fatto la differenza tra Pietro prima dell'ascensione e Pietro dopo di essa. Non era un coraggio naturale, "alla maniera di essere nato". L'ardore impetuoso di Pietro lo metteva spesso nei guai, ma il suo coraggio gli venne meno quando fu messo alla prova. Gli ebrei potevano usare la sua spada sotto un impulso improvviso, ma la sua temporanea audacia è seguita da una vuota codardia. Gli Ebrei potevano saltare giù dalla nave in obbedienza impulsiva, ma egli sfiora appena le acque prima di gridare di paura. Questo è Pietro per natura. Ma dopo la Pentecoste quale fermezza granitica egli mostra! Che coraggio di convinzione! Che incrollabile lealtà alla verità! Che audacia nel rimprovero del torto! Questo è Pietro per grazia. Il banco di sabbia si trasforma in una roccia di compattezza. L'impulso ha ceduto il passo al principio. Il timore dell'uomo viene scambiato con il timore di Dio

(III.) Le sue caratteristiche

(1.) Cortesia. Pietro dà agli uomini della corte i loro titoli appropriati, riconosce il loro ufficio e la loro autorità e si rivolge a loro con deferenza e rispetto. Il coraggio non consiste nella bruschezza, nella spavalderia e nella spacconata. Per dire la verità con coraggio non c'è bisogno di essere un rozzo o un orso. C'è un cosiddetto mantenimento del rispetto di sé, che è semplicemente una manifestazione della propria impudenza. Ma la cortesia non aveva in sé alcun punto debole. Dove la grazia sale il coraggio, il coraggio non è rumoroso o ostinato o provocatorio, ma contrassegnato da una tranquilla cortesia nel riposo stesso del potere cosciente

(2.) Prudenza. L'azione fu "buona", e Pietro gliela ricorda. È bene fare che debbano essere esaminati, non fare il male. Pietro prima sposta l'attenzione dal metodo alla cosa. L'opera stessa poteva sfidare solo la gratitudine e la gioia. Di per sé non poteva provocare alcuna opposizione. Si potrebbe pensare che la guarigione di uno storpio per tutta la vita sia una questione su cui non ci possono essere due opinioni. Come può un albero corrotto produrre frutti così buoni? Gli ebrei sfruttarono al meglio le sue circostanze. Così farà sempre il più alto coraggio. Mentre disprezza il compromesso di principio, mette al servizio ogni circostanza attenuante. Non corteggia un'inclinazione né invita a un conflitto

(3.) Sincerità. Il consiglio chiese con quale autorità o nome avessero fatto questo. Essi ricevettero per immediata risposta: "Per il nome di Gesù Cristo di Nazaret". Qui Pietro potrebbe essersi fermato. Questa era la verità, e nient'altro che la verità. Ma non era questa la verità che mise Pietro in catene. Gli Ebrei sapevano che era prigioniero a causa di qualche altra parola che aveva avuto il coraggio di pronunciare in presenza del popolo, e con la franchezza della giusta franchezza quella parola doveva essere pronunciata ora alla presenza del tribunale. "Voi lo avete crocifisso", perché questo aveva suscitato i sacerdoti contro di lui; e, "che Dio ha risuscitato dai morti"; perché questo aveva sollevato i Sadducei contro di lui (Versetti 1, 2). Questo è semplicemente un altro Daniele (vedi Daniele 6:10). Non era necessario pregare con "le finestre aperte"; ma, essendo stati aperti quando pregava in sicurezza, non devono essere chiusi quando il decreto del re minaccia con una fossa di leoni chiunque preghi. Il coraggio cristiano non indosserà maschere. La tentazione di essere politici compromettenti nel momento del pericolo reale è plausibilmente insidiosa e sottile, e uno spirito coraggioso ha qui la sua prova più dolorosa. L'uomo di vero coraggio cristiano morirà piuttosto che essere protetto dietro una verità nascosta

(4.) Fedeltà. Pietro aveva esposto pienamente i fatti. Ma qui c'era una rara occasione per far emergere anche il senso dei fatti. Peter potrebbe non avere mai più un'udienza del genere. Così egli fa del Cristo rigettato la gloriosa e principale pietra angolare di Sion (Salmi 118:22 ; Efesini 2:20). A questi fiduciari in Abramo e nelle buone opere viene così detto che non c'è altro nome sotto il cielo dato agli uomini per mezzo del quale devono essere salvati. Questo è stato il culmine e la corona del coraggio cristiano. Stava trasformando la sbarra dei prigionieri in un pulpito. Questo è un altro Giovanni Battista pronto a perdere la testa piuttosto che non testimoniare che i suoi ascoltatori hanno torto. Un'anima coraggiosa predicherà il vangelo al Sinedrio con la stessa intrepidezza con cui si tiene una riunione di massa. L'opportunità è obbligo

(IV.) I suoi effetti. "Si sono meravigliati". Il primo effetto fu una profonda sorpresa. Poi giunsero a riconoscerli come uomini che avevano già visto in compagnia di Gesù. E vedendo lo storpio, un testimone guarito e vivente della verità, "non avevano nulla contro cui parlare". Furono messi a tacere completamente, proprio come Gesù aveva detto che sarebbero stati Luca 21, 15. Quindi ora

1.) Gli uomini si meravigliano prima di tutto dell'audacia. Non vedono nulla dietro, nulla che lo sostenga - né armi, né governo, né risorse materiali - e sono sbalorditi. Il mondo non conosce il suo segreto. L'uomo naturale non è entrato nel suo nascondiglio

(2.) Allora non hanno nulla contro cui parlare. Il coraggio cristiano ha un modo meraviglioso di disarmare l'opposizione. L'opposizione può ancora infuriare, come ha fatto qui, ma non ha alcun caso, come non lo è stato qui. Conclusione:1. Lo Spirito di Dio può rendere audace il santo più debole

(2.) Possiamo permetterci di confidare in Cristo

(3.) La verità a volte colpisce fino al silenzio quando non colpisce per guarire. (Herrick Johnson, D.D.) Cristo la potenza di Dio:

(I.) In tempi di difficoltà e persecuzioni (Versetti 1-4) aggiungendo ancora di più alla Chiesa

(II.) Nel dare aiuto ai Suoi discepoli (Versetti 5-8). Adempiendo la promessa fatta a Pietro di coraggio e di parole giuste

(III.) Nella salvezza degli uomini (Versetti 9-12). L'unico nome con cui gli uomini possono essere salvati è il Suo

(IV.) Nel mutare carattere (Versetti 13, 14). Rendere i Suoi discepoli come Lui. (Età cristiana.Il miracolo alla Porta Bella come epoca: il discorso di Pietro pronunciato su questo testo risvegliò impulsi e diede inizio a sforzi sia tra i seguaci che tra gli oppositori della vera religione che introdusse un nuovo ordine di cose. Avviso-

(I.) Un nuovo impulso all'antagonismo del mondo nei confronti del cristianesimo. Osservare

1.) I rappresentanti di questo antagonismo: il mondo contro la Chiesa, i difensori del falso in teoria e dei corrotti in pratica. La religione, "i preti"; la politica, "il capitano del tempio"; scetticismo, "i Sadducei" cospirarono per schiacciare la giovane Chiesa. Le sezioni ostili di un mondo malvagio sono sempre pronte a fondere le loro differenze in un attacco contro il Divinamente puro e buono. Pilato ed Erode divennero amici in un'occasione simile

(2.) La ragione di questo antagonismo. I sacerdoti erano "addolorati" perché gli apostoli si erano arrogati il loro ufficio di insegnamento; il capitano perché la tranquillità sociale era disturbata; i Sadducei perché la risurrezione era stata proclamata. Gli uomini malvagi odiano la verità per diverse ragioni e secondo le loro passioni e interessi

(3.) Il suo sviluppo. I persecutori

(1) Imprigionarono gli apostoli.

(2) Li ha citati in giudizio.

(3) Li ha minacciati. Quindi l'antagonismo era forte nello spirito, ma inutile negli sforzi. In verità, tutti i tentativi di schiacciare la verità sono infruttuosi e autoconfondenti

(II.) Una nuova dimostrazione della Potenza di Dio nel Cristianesimo

(1.) Nel moltiplicare i suoi aderenti (Versetto Versetto Versetti 4). Anche se le nuvole si addensano, il sole sorge. Le maree scorrono attraverso la forza della più potente tempesta che si abbatte su di loro; e la verità di Dio passa all'impero universale, sebbene la terra e l'inferno si coalizzino contro di essa. «Comunque», sì, e non solo nonostante ciò, ma proprio a causa di esso. La persecuzione fa due cose che danno impulso al corso del martire cristiano. Presenta da un lato una manifestazione così orribile del male che produce un contraccolpo sociale, e dall'altro una tale esibizione di bontà cristiana che suscita simpatia e ammirazione. Come la pianta aromatica emette i suoi odori più dolci per pressione, così il carattere cristiano acquista fascino soffrendo. Come le stelle brillano solo di notte, così le virtù più luminose possono brillare solo nella prova

(2.) Nel rafforzare i suoi sostenitori. Guarda come espongono eroicamente la loro causa.

(1) Il miracolo è stato operato da Colui che avevano crocifisso.

(2) Gli Ebrei che avevano crocifisso erano diventati preminenti nell'universo. Ciò che avevano rifiutato Dio lo aveva onorato. Osservate: (a) Che gli uomini nelle loro imprese spesso rifiutano il Divino. (b) Che sebbene respingano il Divino, il Divino sarà infine onorato fino alla loro confusione. (c) Che gli Ebrei che avevano crocifisso erano i soli che potevano salvarli 3. Nel confondere i suoi nemici.

(1) Erano stupiti, e due cose potevano aumentare lo stupore. (a) La posizione intellettuale e sociale degli uomini. I pedanti di ogni epoca considerano analfabeti quegli analfabeti che non conoscono esattamente quel ramo del sapere di cui vanno fiieri. Il linguista, ad esempio, disprezza l'uomo che non capisce le lingue, anche se può conoscere molto meglio le meraviglie dell'universo di Dio. Quindi Pietro e Giovanni non erano al corrente della tradizione rabbinica, ma conoscevano bene le questioni più importanti. (b) La loro relazione con Cristo, il figlio del falegname, e il malfattore crocifisso.

(2) Furono messi a tacere. I fatti sono cose ostinate. Il modo per mettere a tacere i nemici di Cristo è mostrare loro degli zoppi che camminano

(3.) Erano perplessi. Sentivano che qualcosa doveva essere fatto, ma quello che non sapevano. Settanta magnati di una nazione furono confusi da due contadini. È legge del cielo che gli oppositori della verità si lascino coinvolgere in un inestricabile smarrimento

(4.) Furono sconfitti (Versetto 19, 20). Nota qui

(1) Che la volontà di Dio è la regola imperiale della vita, sia di monarca che di schiavo.

(2) Che la coscienza universale sancisce la legge suprema. «Giudicatelo.» (3) Che la verità del Vangelo, quando è pienamente sentita, è una forza incontenibile. "Non possiamo fare a meno di parlare". La necessità è imposta su di me". Conclusione. Marco la differenza nell'effetto del discorso di Pietro e quello sulla Pentecoste. Sembra che qui nessuno sia stato punzecchiato nel cuore, sebbene siano state predicate le stesse verità. Perché? Senza dubbio a causa del diverso carattere del pubblico. (D. Thomas, D.D.I quattro principali puntelli dell'apologetica: - Prova da... l. Miracoli... lo zoppo

(2.) Profezie e Scritture (11)

(3.) Storia (Versetto 21)

(4.) Il cuore e l'esperienza (Versetto 13). (O. Smith, D.D.)

2.) Insegnavano al popolo e predicavano per mezzo di Gesù la risurrezione.- Insegnamento apostolico: - Un resoconto abbastanza completo di due o tre sermoni di San Pietro ci viene dato negli Atti, e possiamo presumere che siano esempi giusti della sua predicazione ordinaria. Una somiglianza sorprendente li attraversa

(1.) Per quanto riguarda lo stile, egli si occupa in gran parte di citazioni dall'Antico Testamento, e mostra come quelle citazioni si siano adempiute in Cristo, adducendo questa corrispondenza come prova della messianicità. Per quanto riguarda la materia, può essere riassunta in una frase: "Colui che avete ucciso, ma che Dio ha risuscitato". Non era necessario che gli apostoli testimoniassero la Sua morte, perché nessuno contestava il fatto. Ma la Sua risurrezione non fu un trionfo "aperto". Si risolse quindi in una questione di testimonianza, la quale testimonianza costituiva il peso principale dell'insegnamento apostolico. Leggendo le Epistole non possiamo fare a meno di notare una leggera differenza di tono. L'espiazione riceve più attenzione e il significato dottrinale della risurrezione è più importante del fatto. Rivolgendosi ai non credenti si soffermano sui semplici fatti. Rivolgendosi ai credenti, danno per scontati i fatti nudi e crudi e si dilungano sul loro significato dottrinale

(I.) Insegnavano. L'insegnamento consiste in

(1) estrarre la mente e farla lavorare sull'oggetto-materia che le viene presentato;

(2) presentare l'oggetto-materia alla mente e portare nella sua comprensione i materiali appropriati della conoscenza. Il primo è rappresentato nell'"educazione", il secondo nell'"istruzione". Ci deve essere nella forza dell'occhio di vedere, e ci deve essere luce fuori dall'occhio nella quale la vista può esercitarsi. Gli occhi senza luce sono senza scopo; la luce senza occhi è inutile; Buoni occhi e buona luce sono necessari per una visione chiara

(1.) Il cristianesimo educa gli uomini insegnando loro a pensare. Conduce fuori la mente e sviluppa le sue facoltà dormienti. Le masse degli uomini si dedicano più alla religione che a qualsiasi altro argomento. Il poco che pensano è principalmente in relazione con la religione di Gesù Cristo. E stimola il pensiero non solo nel volgo, ma anche nel dotto. Vai al British Museum; quattro libri su cinque discutono i problemi del cristianesimo. C'è una qualità sottile, indescrivibile, nel cristianesimo, che è eminentemente calcolata per provocare il pensiero. Proprio come il sorgere del sole scaccia il sonno, i raggi solleticano silenziosamente ma efficacemente l'occhio addormentato fino alla veglia, così il cristianesimo riversa un tale flusso di radiosità bianca sugli occhi che si sente costretto ad aprirli. La presentazione del cristianesimo alla mente limita il pensiero; e nell'esercizio del pensiero il mondo impara a pensare. L'angelo Uriel scese nell'Eden in cerca del diavolo e, notando un rospo accovacciato all'orecchio di Eva, lo toccò con la sua bacchetta mistica e ne uscì un angelo. Un caduto, è vero, ma ancora un angelo. Il cristianesimo possiede analoghi poteri di trasformazione. Se solo sfiora il rozzo e illetterato, a poco a poco si dispiega un angelo santo, incandescente di entusiasmo per tutto ciò che è nobile e divino. Le nazioni più importanti sono quelle che sono venute più largamente sotto l'influenza del cristianesimo. Le religioni dei pagani sono il più grande ostacolo al loro progresso. La filosofia ha insegnato ai dotti a pensare, ma il cristianesimo mira a fare di ogni uomo un pensatore, e l'uomo, per essere un uomo, deve essere un pensatore

(2.) Il cristianesimo insegna agli uomini a conoscere. Questo è il significato della parola "istruire": accumulare nella mente i materiali appropriati della conoscenza. Nessuna quantità di pensiero duro risponde al suo scopo, a meno che non porti alla conoscenza. Ora, il cristianesimo porta all'interno della nostra visione intellettuale verità che prima erano inaccessibili. Questo ci conferisce un grande vantaggio rispetto alle menti potenti che si trovano al di fuori della sfera della rivelazione. I filosofi sono rinomati solo per il loro pensiero, anzi, hanno evoluto e formulato le leggi del pensiero per tutte le generazioni successive. Tuttavia, la loro conoscenza era scarsa in quantità e di scarsa qualità. Avevano occhi eccellenti; Eppure non vedevano molto lontano, e quel poco che vedevano era avvolto nell'oscurità. La colpa era degli occhi? No; mancava loro la luce. Ma questa luce tanto necessaria il Vangelo la fornisce abbondantemente. I nostri occhi, forse, non sono forti come i loro, ma il mezzo attraverso il quale vediamo è più chiaro, e gli oggetti sono stati avvicinati

(3.) Il pensiero non risponde al suo scopo supremo se non nella misura in cui conduce alla conoscenza; e il cristianesimo unisce il pensare e il sapere, realizzando così perfettamente la nostra idea di insegnamento. C'è una scuola filosofica che denigra il pensiero e sminuisce la metafisica degli antichi. Questa scuola, a volte chiamata Positiva, a volte utilitarista, giudica il pensiero dai suoi risultati materiali. Il cristianesimo evita questo estremo: incoraggia a pensare più o meno per se stesso; i pensatori cristiani più profondi si sentono spinti da una sorta di istinto naturale a cimentarsi con le questioni che sconcertavano i giganti dei tempi antichi. Un'altra scuola oscilla verso l'estremo opposto e denigra la conoscenza. "Se Dio", dice Lessing, "tenesse la Verità in una mano e la Ricerca della Verità nell'altra, e mi offrisse la mia scelta, io sceglierei con tutta deferenza la Ricerca della Verità piuttosto che la Verità stessa". Questo è un errore. Pensare è bene, ma sapere è meglio. Andare a caccia della verità è lodevole, ma cogliere la verità è più soddisfacente. I filosofi greci cacciavano bene, ma erano ben pochi quelli che prendevano. Non cacciamo così bene, tuttavia ne catturiamo di più. I nostri figli sanno di più su Dio, sull'anima e sull'eternità degli scrittori più affermati dei tempi classici. Il cristianesimo pone più enfasi sul pensiero rispetto ai positivisti; pone più enfasi sulla conoscenza rispetto ai trascendentalisti; e quindi è la riconciliazione delle opposte scuole filosofiche

(II.) Hanno insegnato al popolo. Ci sono due stadi nella religione. Il primo è quello in cui si risveglia in noi la riverenza per l'Alto, l'adorazione di ciò che è al di sopra di noi. Il primo elemento essenziale nell'educazione della razza, come dell'individuo, è coltivare questo senso, e la religione dell'Antico Testamento era eminentemente calcolata per farlo. Dio è raramente menzionato, ma viene aggiunto qualche epiteto sublime. Le religioni della natura servivano a generare paura; ma una religione di rivelazione era necessaria per generare riverenza

(2.) Ma il cristianesimo segna una seconda fase: ci insegna anche a riverire ciò che è sotto di noi; non solo per adorare Dio, ma per compassionere e soccorrere le grandi masse di uomini. Nella Repubblica di Platone la popolazione è divisa in filosofi che governano, soldati che combattono e persone che servono; e il popolo è murato nella schiavitù più abietta e indifesa. Platone non ha mai avuto l'idea che la stragrande maggioranza dell'umanità sia in grado di essere illuminata, elevata, resa pura e saggia. Ma Gesù Cristo nutriva una speranza più grande della razza umana, la "gente comune lo ascoltava lietamente". Giovanni Battista mandò a chiedergli le prove della sua messianicità. "I ciechi riacquistano la vista", ecc.", rispose Egli, e, come prova finale, "ai poveri è predicato il vangelo". Il Salvatore adduce questo come una prova più convincente persino dei Suoi miracoli. Era più facile sospendere le leggi della natura che invertire gli usi della società

(3.) Ma il cristianesimo coltiva il rispetto per l'alto e il rispetto per il basso. Se insegnasse solo il primo, stabilirebbe giganteschi dispotismi e l'autorità schiaccerebbe la libertà. Se insegnasse solo il secondo, stabilirebbe l'anarchia e la libertà distruggerebbe ogni autorità. Ma ponendo la dovuta enfasi su entrambi, serve come il sostegno dell'autorità e la sicura garanzia della libertà. Ai soggetti dice: Sottomettetevi a coloro che sono al di sopra di voi. Ai governanti dice: Rispettate la libertà di coloro che sono sotto di voi. E così toccando i due estremi del governo e riempiendo tutto lo spazio in mezzo, è la religione stessa che copre tutti i bisogni del mondo

(III.) Insegnarono al popolo e predicarono per mezzo di Gesù la risurrezione dai morti. l. Predicavano il fatto della risurrezione con l'esempio di Gesù. "Questo Gesù Dio l'ha risuscitato, del quale noi tutti siamo testimoni". Lo predicavano. Non hanno discusso e soppesato le probabilità. I saggi avevano riflettuto e discusso molto, ma avevano lasciato l'argomento in uno stato di caotica incertezza. Ciò che professa di essere un fatto storico deve essere giudicato in base a prove storiche, e le prove che gli apostoli portarono avanti furono la testimonianza indubbia dei loro sensi corporei. Non abbiamo bisogno di teorie per confermarlo o confutarlo. Ma i razionalisti rispondono: "L'evidenza sarebbe sufficiente per stabilire al di là di ogni controversia qualsiasi evento nella storia della Grecia o di Roma; ma nessuna quantità di prove può servire a stabilire il miracolo". Questo è davvero teorizzare con una vendetta! Ma noterete che tale ragionamento sposta il terreno dell'argomento dal regno della storia al campo della scienza. Ancora una volta dobbiamo ricordare agli scettici che la risurrezione del Salvatore è principalmente una questione storica. Nessuna quantità di prove può stabilire il miracolo! Allora videro miracoli con i loro occhi, ma non vollero crederci. Ma ogni ricercatore sincero può vedere che tale ragionamento non è ragione, ma incredulità. «L'uomo che nega che Dio possa compiere miracoli», dice Rousseau, non essendo in termini di amicizia con la religione cristiana, «non è degno di essere rimproverato: dovrebbe essere mandato in prigione». 2. Predicavano la dottrina della risurrezione. Il cristianesimo è prima di tutto una religione di fatti; e dai fatti nascono le dottrine. Prima i Vangeli, poi le Epistole. Prima il fondamento della storia, poi lo sviluppo della dottrina. Gesù Cristo è risorto dai morti. Qual è, allora, la conclusione legittima? Che c'è vita dopo la morte

(3.) "Predicando per mezzo di Gesù la risurrezione dai morti", la dottrina degli apostoli era molto più avanzata del più alto insegnamento dei Gentili. La filosofia è tornata incessantemente su questo affascinante problema; ma le sue affermazioni erano vaghe, vacillanti e contraddittorie. L'anima dell'uomo è immortale? Passarono secoli prima che la mente umana fosse sufficientemente istruita per porre la questione, e allora la filosofia non poteva dare una risposta decisiva, poteva solo sperare. Riuscirà il corpo a sopravvivere alla morte? L'antica speculazione non si preoccupava di questo. Il cristianesimo ha elevato le masse degli uomini a un'altezza di conoscenza più elevata di quella che i più sublimi filosofi del vecchio mondo abbiano mai raggiunto, nonostante i loro strenui sforzi per tutta la vita

(4.) Il loro insegnamento è anche molto più avanzato dell'ebraismo. L'uomo è immortale? Nei libri di Mosè si parla molto poco dell'argomento. Senza dubbio è implicito, perché Cristo lo percepì e lo sviluppò magnificamente nella Sua conversazione con i Sadducei; e noi, leggendo il Pentateuco alla luce del Vangelo, possiamo scorgere in esso certi altri passi. Man mano che si passa ai Salmi, la coscienza dell'immortalità diventa più definita; Lo Sceol diventa una parola importante negli scritti di Davide e dei Profeti. Tuttavia, quando apparve il Salvatore, l'opinione ebraica era divisa riguardo all'insegnamento preciso del giudaismo. (J. Cynddylan Jones, D.D

3 CAPITOLO 4

Atti 4:1-4

E imposero loro le mani, ma molti di quelli che udirono la Parola credettero. - L'impotenza e il beneficio della persecuzione.

Pietro si era vantato: "Sono pronto ad andare con Te in prigione". Ebrei non era pronto allora, e da qui la follia del suo vanto. Ebrei era pronto ora, e così non si vantava, ma senza dubbio rifletteva sulle parole del suo Maestro: "Tu mi seguirai dopo". 2. Il metodo consacrato dal tempo degli oppositori della verità era qui praticato: "Nessun caso; abusare dell'avvocato dell'imputato". Non si può confutare il predicatore; Rinchiudetelo. L'unica risposta che la Roma pagana aveva per i cristiani era la prigione e la morte; l'unica risposta che ha la Roma papale è la stessa

(3.) Ma la politica non risponde. I predicatori accettano allegramente la prigione come il pulpito quando il loro Maestro glielo ordina, e possono prendere come loro lo stemma: un bue con l'aratro da una parte e l'altare dall'altra, con la legenda: "Pronti per l'uno e l'altro". Pronti al lavoro o al sacrificio. Né la politica risponde in un altro senso. Puoi mettere a tacere l'insegnante, ma non puoi mettere a tacere la verità. Nel caso in esame "molti credettero".

(I.) Nonostante la prigionia degli apostoli. L'opera di Dio continua sia che i Suoi agenti siano legati o liberi, vivi o morti. È indipendente dai suoi migliori e più degni sostenitori. Pietro e Giovanni sono in carcere, ma il fatto che molti abbiano creduto dimostra che anche i primi tra gli apostoli non sono indispensabili. Com'è stolta, dunque, l'ansia incredula espressa nella domanda su questo o quel illustre ministro: "Chi può prendere il suo posto?" Abbondanza, se Dio vuole; in caso contrario, lo Spirito Santo prenderà il suo posto

(1.) Il predicatore è imprigionato o morto, ma la Parola che compie l'opera non lo è. I frammenti della Bibbia lasciati dai missionari in Madagascar hanno fatto per il cristianesimo più del loro insegnamento vocale

(2.) Il predicatore è imprigionato o morto, ma il suo insegnamento e il suo esempio non lo sono. Rimangono nella memoria per influenzare la vita. La pietra affonda nell'acqua, ma le increspature del lago si estendono fino a raggiungere entrambe le sponde

(II.) A causa della prigionia degli apostoli. La loro sopportazione della persecuzione per la verità era una garanzia della loro sincerità e una dimostrazione della potenza del Vangelo su di loro. È facile predicare quando il cristianesimo è popolare, ma quando è impopolare, e quando gli uomini sono disposti a sopportare le catene o la morte piuttosto che tacere su di esso: questo dimostra che credono e godono del grande potere che predicano. Così nelle forme più lievi di afflizione. Quanti potenti sermoni vengono predicati silenziosamente dai letti dei malati! (J. W. Burn.Una certa quantità di persecuzione suscita la sfida di un uomo, stimola il suo sangue per una magnifica battaglia e lo rende cinquanta volte più uomo di quanto sarebbe stato senza la persecuzione. Così fu per il grande riformatore quando disse: "Non sarò abbattuto; Sarò ascoltato". E così fu con Millard, il predicatore, al tempo di Luigi XI. Quando Luigi XI. Gli mandò a dire che, se non avesse smesso di predicare in quel modo, lo avrebbe gettato nel fiume, egli rispose: "Di' al re che raggiungerò il cielo prima per acqua di quanto lui lo raggiungerà con cavalli veloci". (T. Deuteronomio Witt Talmage, D.D.) Persecuzione per aver fatto il bene: - Triste, che una così buona notizia trovi così cattivo intrattenimento! ma felice per alcuni, che come è stata suscitata per una Parola così buona (Matteo 13:21), così causata da un'azione così buona fatta a un uomo impotente. Tali possono essere sempre le nostre sofferenze, che se un'ombra nera deve necessariamente seguirci, può essere solo perché camminiamo nella luce; e che se dimostra la nostra sorte di ascoltare e fare male, può essere per aver fatto bene (1Pietro 3:17, iv. 16; Giovanni 10:32). (A. Tuckney, D.D.Pietro e Giovanni davanti al concilio:

(I.) L'arresto è stato effettuato

1.) Durante la funzione (Versetto 1). Il diavolo ha una forte avversione per la proclamazione del vangelo, e la fermerà se può 2. Da parte di funzionari ecclesiastici. Nella misura in cui Cristo viene esaltato, l'idea ebraica di un sacerdozio ufficiale deve perdere la sua presa sulla mente degli uomini

(3.) Da uomini che si sentivano profondamente addolorati. La predicazione del Vangelo fa gioire il cielo e porta gioia a coloro che lo ricevono, ma questi uomini ne furono addolorati. Come possono essere completamente persi anche gli uomini religiosi dalle simpatie che emanano da Dio! Che peccato che ci siano tanti sentimenti profondi diretti in modo errato! C'è stato un bel Niagara di emozioni umane, che, durante le epoche cristiane, si sono spese invano a sbattere contro l'inespugnabile roccia delle verità cristiane

(II.) La detenzione. Gli apostoli avevano cominciato a visitare il tempio all'ora del sacrificio della sera, ma alla fine di quella sera essi stessi offrirono un sacrificio di cui il Signore si sarebbe compiaciuto. Le sbarre e i catenacci della porta forte avrebbero potuto trattenerli dentro, ma non avrebbero potuto tenere fuori Gesù. Anche sulla terra i santi sofferenti hanno spesso trovato quello che Thomas Cooper chiama "il paradiso dei martiri".

(III.) Il processo

(1.) Cristo è stato onorato

(2.) C'era una parola per i governanti

(3.) C'era una parola per tutti

(IV.) Il risultato

(1.) I governanti furono impressionati

(2.) Gli apostoli furono minacciati

(3.) Gli apostoli furono liberati

(4.) Dio è stato glorificato. Per Pietro e Giovanni questa sarebbe stata una ricompensa più che sufficiente. (H. Thorne.)

5 CAPITOLO 4

Atti 4:5-6

E avvenne il giorno dopo, che i loro governanti. furono radunati. - Il Sinedrio al tempo degli apostoli:

1.) Di tutte le antiche istituzioni ebraiche non c'è nessuna che sia di maggiore interesse di quella del Sinedrio. Sebbene il nome non si trovi nella Versione Autorizzata, tuttavia ricorre nell'originale non meno di ventidue volte nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli, dove è uniformemente ma inadeguatamente rappresentato dall'espressione "concilio". 2. C'erano due tipi di Sinedri

(I.) Il Grande Sinedrio o Supremo era composto da settanta membri e da un presidente. Perciò a volte si parla di esso come del Sinedrio dei settantuno membri, e talvolta come del Sinedrio dei settanta, esclusivo di questo patriarca. Per capire i collegi elettorali da cui questi furono scelti, è necessario notare che da tempo immemorabile la comunità ebraica fu divisa nelle tre seguenti classi: in primo luogo, i sacerdoti. Questi, in virtù del loro essere discendenti di Aronne, erano i ministri del santuario, e godevano di certi privilegi derivanti dai servizi che rendevano nella vita privata dei laici. In secondo luogo, gli Israeliti, il popolo in generale che si distingueva per i suoi principi o capi delle diverse tribù, e per i capi delle famiglie chiamati "gli anziani del popolo", o, semplicemente, "gli anziani" o "governanti", perché gestivano gli affari dei loro rispettivi clan. La terza classe era costituita dai laici letterati, i custodi e i trascrittori del Testo Sacro, per questo chiamati "avvocati" o "scribi". La prima classe era rappresentata nel Sinedrio dai suoi ventiquattro capi, "i sommi sacerdoti". La seconda classe era rappresentata dai suoi ventiquattro anziani, mentre gli scribi avevano ventidue membri

(1.) Appartenere a una di queste tre classi era semplicemente una necessità preliminare, ma era anche necessario avere una reputazione morale senza macchia e senza alcuna macchia fisica. La cecità di un occhio, o anche lo strabismo, o la zoppia di un piede, o anche l'aspetto ripugnante, erano una squalifica. Il richiedente doveva essere la progenie legittima di genitori ebrei, nel fiore degli anni e ricco. Chi giocava a dadi, prestava denaro a usura o faceva volare piccioni per adescare gli altri, era squalificato. Gli ebrei dovevano essere padri di famiglia, in modo da poter simpatizzare con gli affari domestici. Gli ebrei dovevano essere istruiti nella legge divina e nella conoscenza secolare, e nelle lingue straniere, in modo che il Sinedrio non dipendesse da un interprete. Ebrei, inoltre, doveva essere stato giudice nella sua città natale, e da lì essere promosso al Piccolo Sinedrio che sedeva all'ingresso della sala del tempio

(2.) Il membro neoeletto non doveva passare attraverso alcuna cerimonia speciale, poiché l'ordinazione che aveva ricevuto dal suo insegnante al momento della sua nomina a giudice nella sua città natale era ritenuta sufficiente. Circa trent'anni prima di Cristo, tuttavia, il potere di ordinare, che fino a quel momento era stato conferito a ogni insegnante, fu conferito a Hillel I, il presidente del Sinedrio. Con il permesso di questo funzionario, ogni membro di questa assemblea di notabili, assistito da due persone non ordinate, eseguiva questa cerimonia chiamandolo Rabbino e dicendo: "Ecco, tu sei ordinato e hai l'autorità di giudicare anche i casi che comportano multe pecuniarie". La catena nella successione dell'ordinazione, tuttavia, fu spezzata durante la presidenza di Hillel II, 330-365 d.C.

(3.) Nei primi tempi della repubblica ebraica i settantuno membri eleggevano il più illustre del loro numero come presidente, e il successivo come vicepresidente. Il primo era chiamato nasi (cioè principe, patriarca), perché rappresentava gli interessi civili e religiosi della nazione ebraica davanti al governo all'estero, e davanti alle diverse congregazioni ebraiche in patria; mentre il secondo era chiamato "il padre della casa di giudizio", perché conduceva e controllava le discussioni sui punti controversi. L'unico non eleggibile alla presidenza era il re, perché, secondo la legge ebraica, ai sudditi non era permesso contraddire o differire dal monarca. Oltre a questi due alti funzionari c'era un arbitro, che esaminava i casi prima che fossero portati davanti al Sinedrio. C'erano, inoltre, due notai, e diversi servi funzionari corrispondenti ai littori, che nel Nuovo Testamento sono alternativamente chiamati "servi", "ufficiali" e "ministri" (Matteo 5:25; 26:58 ; Marco 14:54, 65, ecc.)

(4.) Il Sinedrio teneva le sue sedute nella sala delle piazze che era situata al centro del lato sud del cortile del tempio, tra i cortili dei sacerdoti e degli Israeliti, e aveva porte in entrambi. Con l'eccezione del sabato e delle feste, queste sessioni si tenevano ogni giorno, dalla fine del sacrificio mattutino quotidiano fino al sacrificio della sera. In queste occasioni il presidente sedeva su un sedile rialzato; alla sua destra sedeva il vicepresidente, e alla sua sinistra l'arbitro, mentre i membri erano seduti su bassi cuscini, con le ginocchia piegate e incrociate alla moda orientale in semicerchio, secondo la loro rispettiva età e i loro rispettivi risultati. Potevano così vedersi, ed essere visti anche dal presidente e dal vicepresidente. Ventitré, o un terzo dell'intero numero dei membri, formavano il quorum

(5.) Oltre ad essere i depositari delle promulgazioni legislative che furono suscitate dallo sviluppo delle istituzioni interne e delle relazioni estere della confederazione ebraica, il Sinedrio doveva sia interpretare che amministrare la legge divina nei suoi rapporti ecclesiastici e civili sulla vita quotidiana della comunità. Tutte le questioni di ortodossia o eterodossia, di moralità e immoralità, ogni pretesa di profezia o di doni miracolosi, la legittimità di adempiere i doveri del sacerdozio, la necessità di estendere i recinti del tempio o i confini della città, l'opportunità di andare in guerra, e persino la condotta del re, tutto questo rientrava nella giurisdizione del Sinedrio. Pur essendo situata a Gerusalemme, la sua giurisdizione era riconosciuta dagli ebrei di tutto il mondo, in modo che le loro decisioni assicurassero l'unità di fede e l'uniformità di pratica

(6.) Nei processi per reati capitali era necessaria una maggioranza di almeno due per la condanna, e il verdetto di colpevolezza poteva essere emesso solo il giorno successivo al processo, per consentire al Sinedrio di riesaminare attentamente tutte le prove. Il Sinedrio che pronunciò il verdetto dovette digiunare tutto il giorno, e il criminale fu giustiziato il giorno dopo la sentenza. Questa clemenza, tuttavia, non fu estesa a colui che si presentò come il Messia, o che fu dimostrato essere un falso profeta, o che promulgò false dottrine. Il processo di un tale trasgressore era generalmente riservato alla festa successiva, quando tutti gli Israeliti salivano a Gerusalemme. L'imputato veniva poi legato alla presenza dei pellegrini; fu condannato e giustiziato lo stesso giorno della festa (Deuteronomio 17:13). Ma anche a un tale criminale veniva misericordiosamente somministrata una bevanda stupefacente prima della sua esecuzione, per privarlo della coscienza e diminuire il suo dolore. Negli ultimi giorni, tuttavia, la sentenza di morte emessa dal Sinedrio dovette essere confermata dal procuratore romano

(7.) Qualunque cosa possiamo pensare della tradizione ebraica, che afferma che il Sinedrio è un'istituzione mosaica basata su Esodo 18:24-26 ; Numeri 11:16-24, ancora oggi nelle Scritture dell'Antico Testamento si allude sia alle diverse classi che al numero dei membri che costituivano questa assemblea di notabili (Geremia 26:8, 16; Ezechiele 8:11, ecc.; Esdra 6:8 ; 2Cronache 19:8, 11). La catena dei presidenti, tuttavia, può essere fatta risalire ininterrottamente solo al 170 a.C. circa. Per circa centoquarant'anni i membri elessero il presidente tra loro. Trent'anni prima di Cristo, tuttavia, la presidenza del Sinedrio divenne ereditaria nella famiglia di Hillel

(I.) per quindici generazioni; cioè dal 30 a.C. al 425 d.C. 8. Per permettere allo studente di vedere con quale dei patriarchi ebrei si sincronizzano gli eventi importanti nella vita di Cristo, degli apostoli e dei padri apostolici, aggiungiamo un elenco di questi quindici presidenti del Sinedrio con le loro date di ufficio:

1.) Hillel I a.C. 30-10 d.C.

2.) Simone

(I.) b. Hillel I D.C. 10-30 d.C.

3.) Gamaliele

Simone I, maestro di San Paolo dal 30 al 50 d.C.

4.) Simone

(II.) b. Gamaliele I.A.D. 50-70

5, Gamaliele

(II.) b. Simone II d.C. 80-116

6.) Simone

(III.) b. Gamaliele II. 140-163 d.C.

7.) Jehudah

(I.) il Santo b. Simone III . 163-193 d.C.

8.) Gamaliele

(III.) b. Jehudah I D.C. 193-220

9.) Jehudah

(II.) b. Simone III. 220-270 d.C.

10.) Gamaliele

(IV.) b. Jehudah II D.C. 270-300

11.) Jehudah

(III.) b. Gamaliele IV d.C. 300-330 d.C.

12.) Hillel

(II.) b. Jehudah III D.C. 330-365

13.) Gamaliele

(V.) b. Hillel II D.C. 365-385 d.C.

14.) Jehudah

(IV.) b. Gamaliele V D.C. 385-400

15.) Gamaliele VI b. Jehudah IV 400-425 d.C.

Dalla distruzione di Gerusalemme, tuttavia, alla morte dell'ultimo presidente, il Sinedrio tenne le sue sessioni in diverse città della Palestina

(II.) C'erano anche Piccoli Sinedri, composti da ventitré membri, che erano nominati dal Grande Sinedrio. Ogni città o villaggio della Palestina, che aveva non meno di centoventi uomini rappresentativi, aveva un tribunale più piccolo, che teneva le sue sedute il lunedì e il giovedì nella piazza del mercato, o in una stanza attigua alla sinagoga. C'erano due tribunali di questo tipo nella stessa Gerusalemme; Uno sedeva all'ingresso del Monte del Tempio e l'altro all'ingresso della sala del tempio. Con l'eccezione di alcuni reati capitali che appartenevano esclusivamente alla giurisdizione del Grande Sinedrio, il Piccolo Sinedrio aveva il potere di giudicare sia le cause civili che quelle penali, e non c'era appello contro la loro decisione al Grande Sinedrio. Fu solo quando i giudici furono divisi nella loro opinione che essi stessi consultarono il Grande Sinedrio. In tal caso, la decisione emessa dalla corte suprema era assolutamente vincolante per i giudici del Piccolo Sinedrio. Di norma, i membri del Piccolo Sinedrio venivano eletti per riempire i posti periodici vacanti nel Grande Sinedrio. (G. D. Ginsburg, LL.D.)

7 CAPITOLO 4

Atti 4:7-10

Con quale potere o con quale nome avete fatto questo?Il potere nei miracoli apostolici: Il fatto della guarigione fu riconosciuto, e la conclusione logica, che era un segno della presenza e dell'azione di un qualche potere soprannaturale, non fu elusa, ma la domanda rimase: "Qual è il tuo potere e la tua autorità?" La parola "potenza" è quella usata per i miracoli di nostro Signore, e tradotta "opere potenti". Il termine "nome" qui sta per "autorità". Il Sinedrio chiese questo perché si consideravano la più alta autorità religiosa del paese e non potevano approvare nulla che non fosse stato sottoposto alla loro sanzione. Hanno dovuto imparare che Dio non permetterà mai che la Sua grazia sia legata a legami ufficiali. Mosè diede l'alto esempio dello spirito nobile. "Volesse Dio che tutto il popolo del Signore fosse profeti e che gli Ebrei mettessero su di loro il Suo Spirito!" Siamo portati a considerare i miracoli apostolici, e ciò che si pensava di essi

(I.) Il pensiero della gente su di loro. I miracoli suscitavano l'interesse della "gente comune". Questo è vero sia per i miracoli di nostro Signore che per quelli operati dagli apostoli. La grande distinzione tra le due serie è questa: nostro Signore permise ai Suoi miracoli di testimoniare a Sé; Ma gli apostoli distolsero la mente del popolo da se stessi. La "gente comune" è più suscettibile al soprannaturale dei dotti; in parte perché sono più semplici, più liberi da pregiudizi; e in parte perché il sentimento e l'immaginazione sono tonificati e repressi dalla conoscenza. La semplicità della "gente comune" ha sia il suo lato buono che quello cattivo. Sapevano a malapena cosa pensare del miracolo di San Pietro. Non era nel loro modo di riflettere sulla questione. Abbastanza per loro che fosse un segno di potere grazioso. Devono essere uomini buoni quelli che sono stati gli agenti di tale buon lavoro; e così erano pronti ad ascoltare con l'aspettativa che la loro parola sarebbe stata buona quanto il loro lavoro. È un principio sicuro che se le opere di un uomo sono gentili e buone, possiamo aspettarci gentilezza e bontà nelle sue parole; E possiamo anche supporre che ci sarà della verità in essi. Nostro Signore ci ha insegnato che dalle loro opere possiamo giudicare i nostri maestri

(II.) Il pensiero dei sacerdoti su di loro. I sacerdoti stanno per la sezione dei Sadducei. Non erano ingenui e quindi non erano preparati a considerare il miracolo apostolico. Avevano assunto forti pregiudizi contro nostro Signore che si sono trasformati in inimicizia attiva e hanno assicurato la morte di nostro Signore. Ma la loro soddisfazione si trasformò in intensa ansietà quando la guardia fece rapporto, e i discepoli del Crocifisso dichiararono apertamente che Ebrei era risorto. Se questo era vero, erano stati condannati per il crimine quasi inconcepibile per un ebreo, di aver ucciso giudizialmente il Messia a lungo promesso. Nelle loro ristrettezze decisero di fare buon viso a cattivo gioco e di fare in modo che la violenza servisse al loro fine. Forse sono anche riusciti a illudersi; e quando giunse la notizia di questo miracolo di guarigione, dichiararono che doveva essere stato operato da qualche potere maligno, da qualche strano gioco di parole; ed era loro dovere trattare con quegli uomini come maghi e montatori. A questi sacerdoti prevenuti può essere applicata la stessa regola che basta per il popolo, e si dovrebbe permettere al carattere e alla qualità delle opere dell'apostolo di dichiarare la loro veridicità e spiegare la fonte della loro autorità

(III.) Il pensiero degli apostoli su di loro (Versetti 9-12). Essi dichiarano fermamente di aver operato il miracolo con il potere divino loro affidato; e che avevano esercitato quel potere con l'autorità di quello stesso Nazareno che avevano crocifisso, ma che era risorto, e che mandava quella grazia di cui il miracolo della guarigione era un segno esteriore. Gli apostoli ci insegnano a considerare il miracolo - e tutto il ciclo dei miracoli apostolici - come segni di

1.) La presenza divina: il Signore era presente per guarire

(2.) Il testimone divino, che dà pubblica attestazione ai loro insegnamenti e alle loro prediche; e - 3. L'opera divina, che è quella di risanare gli uomini da tutti i mali e i guai portati dal peccato, redimerli sia dal peccato che dagli effetti del peccato. Conclusione: I miracoli sono modi di persuasione adatti solo per le epoche e i popoli non scientifici. Sono testimoni dell'occhio e del tatto per coloro che sono principalmente influenzati dai sensi piuttosto che dalla mente. Perciò l'età dei miracoli è cessata; e il miracolo sempre operante della grazia di Dio che converte e rinnova nei cuori e nelle vite degli uomini è sufficiente a convincere tutte le anime aperte che Gesù il Risorto è l'Unico, unico, onnisufficiente Salvatore ancora. (R. Tuck, B.A.) La preminenza e la potenza del nome di Gesù Cristo di Nazareth: - Questi sono manifesti -

(I.) Nella necessità del vangelo, e nella sua natura corrispondente. Due parole correlate riassumono l'intera Bibbia: il peccato e la salvezza. Ma la nostra conoscenza di questi non deriva dalla stessa fonte. C'è una distinzione tra ciò che viene rivelato e ciò che è solo registrato nelle Scritture. La salvezza è rivelata. Ma il peccato è solo registrato. Era già nel mondo, e la coscienza di esso si intrecciava con l'esperienza umana prima che la salvezza fosse proclamata Romani 3,20. Le Scritture presuppongono questo fatto terribile. Tutti i loro avvertimenti, inviti e promesse si basano su di esso. Tutti i riti prescritti nell'Antico Testamento e tutte le forme di culto riconosciute nel Nuovo lo danno per scontato. Essa è alla base di ogni preghiera. Anche le Scritture lo affermano direttamente. "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio". L'argomento più formale ed elaborato della Bibbia (l'Epistola a Roma) sostiene queste affermazioni. Sullo sfondo oscuro della religione naturale, per mezzo della quale tutti gli uomini sono processati e giudicati colpevoli, il glorioso vangelo risplende splendente. Gesù Cristo non è una luce, ma la Luce del mondo, senza la quale non c'è liberazione dal potere delle tenebre. Dio ha posto alla base di tutta la teologia rivelata, e di ogni sforzo cristiano, quella Pietra che gli stolti costruttori hanno rigettato, e ha inciso su di essa questa iscrizione indelebile: "Né c'è salvezza in nessun altro, perché c'è sotto il cielo un altro nome dato agli uomini per mezzo del quale dobbiamo essere salvati".

(II.) Nella storia biblica di quel nome. Non è una mera raccolta di titoli arbitrari, ma l'incarnazione della natura e del proposito divini. Gli Elohim crearono i cieli e la terra; ma Jehovah Elohim entrò in alleanza con l'uomo. Questo nuovo nome (Esodo 6:3) attraversa e caratterizza l'economia dell'Antico Testamento, fino a quando il suo ultimo profeta proclama la promessa: "Il Signore che voi cercate verrà all'improvviso nel suo tempio; sì, l'Angelo dell'Alleanza, nel quale vi dilettate" (Malachia 3:1). Le rivelazioni del Nuovo Testamento iniziano con il compimento della promessa che chiude l'Antico. Gesù è il nome umano dell'Angelo dell'Alleanza. Nella sinagoga di Nazaret Ebrei afferma di essere l'Unto di Dio, e da quel momento le sue parole evocano il riconoscimento della sua natura e della sua missione. Andrea dichiara: "Abbiamo trovato il Messia", e Filippo conferma la testimonianza. Natanaele si prostrò al suo cospetto e disse: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele». La donna di Samaria esclama: «Non è costui il Cristo?». Pietro si prostrò ai suoi piedi, gridando: «Allontanati da me, perché io sono un peccatore, Signore!». e "Nessuno può chiamare Gesù Signore, se non mediante lo Spirito Santo". Ora, Ebrei non è solo Gesù, Ebrei è Gesù il Cristo, e "Nostro Signore Gesù Cristo". Quel nome è al di sopra di ogni nome. Traduce l'ineffabile nome di Geova in linguaggio umano, e lo interpreta nei cuori umani. Attraversa e unifica tutta la Scrittura. Incarna l'essenza espressa di mille titoli, per mezzo dei quali tutto ciò che è glorioso e amabile in Dio e nell'uomo, in cielo o in terra, è appropriato a Lui

(III.) Nella costituzione della sua persona. L'Incarnazione del Figlio di Dio è il fatto più stupendo nella storia dell'universo. È questo che rende il Suo nome meraviglioso. Questo è il fondamento che Dio ha posto in Sion, e chiama gli uomini e gli angeli a contemplare: la pietra eletta, provata e preziosa, rigettata dagli uomini, ma fatta nel piano divino e nell'esperienza umana, la testata dell'angolo. E ciò che dimostra questo fatto stupendo come potenza di Dio per la salvezza è il proposito rivelato che Gesù Cristo dovrebbe venire nella carne per essere "la propiziazione per i nostri peccati, e non solo per i nostri, ma anche per i peccati di tutto il mondo". Tra i costruttori umani non c'è nessuno il cui linguaggio sia così completamente confuso, e la cui saggezza sia presa più manifestamente nella propria astuzia, di coloro che si impegnano a riscrivere la vita di Gesù Cristo di Nazaret, a spiegare la Sua missione, e il potere confessato del Suo nome, omettendo il riconoscimento della Sua Deità e il potere purificatore del Suo sangue espiatorio. Considerato semplicemente come un uomo e un maestro, Ebrei è un fascio di contraddizioni. Perché, anche se non siamo competenti per porre limiti all'Onnipotente, sappiamo ciò che l'uomo può fare; e sappiamo che nessun uomo privo di ispirazione e inganno avrebbe potuto tracciare questo ritratto coerente del Dio incarnato. È solo quando aggiungiamo al nome umano e alla natura di Gesù - gli attributi e i propositi divini di cui gli angeli cantarono quando dichiararono che Egli era "un Salvatore che è Cristo il Signore" Luca 2, 11 - che possiamo comprendere la verità e la grazia che risplendono in tutto il Suo ministero registrato, o la potenza con cui la storia della Sua vita arriva al cuore universale

(IV.) Negli uffici che quel nome descrive, e per l'esecuzione dei quali Ebrei è qualificato dalla costituzione della Sua meravigliosa persona. Ebrei è quel Profeta la cui venuta Mosè predisse e per il cui insegnamento sfidò una fede assoluta. Le Sue istruzioni preparano la via per l'efficace applicazione del Suo sacrificio

(2.) Questo Profeta è anche il grande Sommo Sacerdote, e con l'unica offerta di Se Stesso Ebrei ha soddisfatto la giustizia divina e ha perfezionato per sempre coloro che sono santificati

(3.) Inoltre, il nostro Signore Gesù Cristo è Re. La Sua potenza regale è alla base e dà efficacia ai Suoi uffici profetici e sacerdotali

(4.) Questi uffici conferiscono un'efficacia divina ai fatti della Sua morte e risurrezione. Ebrei morì come profeta e martire, per confermare la sua testimonianza. Ebrei è morto come un re, per vincere la morte, e colui che ne ha il potere. Ebrei morì come Sacerdote, affinché con il Suo prezioso sangue Ebrei potesse redimere e purificare per Sé un popolo particolare

(V.) In tutta la vera predicazione del vangelo. La potenza di Dio per la salvezza risiede nel vangelo, cioè nell'aperta proclamazione della verità così come è in Gesù, e si manifesta in coloro che credono. "Ogni potere", dice il Salvatore ascendente, "mi è stato dato; andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni". Così gli apostoli lo compresero e, poiché credettero, per questo hanno parlato. Quando il concilio giudaico ordinò loro di non parlare più a nessuno in questo nome, essi risposero: «Non possiamo tacere le cose che abbiamo visto e udito». In che consisteva la loro incapacità di tacere? Senza dubbio erano limitati dalla lealtà a Cristo. Ma la loro lealtà era molto più profonda del comandamento esterno. Non era che un altro nome per la simpatia e l'unità divina con Lui. (H. J. Van Dyke, D.D.) Se oggi veniamo esaminati per la buona azione. - Dare la ragione: - Vediamo che possiamo dare una buona ragione per il nostro lavoro, sia a noi stessi che anche agli altri. È bene per noi interrogarci sempre di nuovo sui veri motivi e, per quanto possiamo prevederli, sui probabili risultati delle nostre azioni. Vediamo di poter dare risposte pienamente soddisfacenti alle domande sul cui vero significato non ci possono essere dubbi. Domande come queste: Perché insegno alla scuola domenicale? Perché dovrei insegnare? Quale dovrebbe essere il motivo e l'oggetto della mia istruzione? Non accontentiamoci di risposte generiche e indefinite, come: "Perché è giusto" o "Perché si sa e si ammette che è un'opera buona". La vera risposta dovrebbe essere di questo tipo: "È molto importante che questi bambini e questi giovani abbiano una conoscenza approfondita della vita e delle parole, dell'esempio e dell'insegnamento del Signore Gesù Cristo. Bisogna insegnare loro a cercare il Suo Spirito e a lasciarsi guidare da Esso, bisogna essere preparati per le molte tentazioni che incontreranno nel mondo. La coscienza deve essere resa tenera e capace di discernere tra il bene e il male. La volontà deve essere rafforzata in modo che possano essere in grado di perseverare in quel corso di vita che percepiscono e sanno essere giusto. Inoltre, poiché il conflitto in cui entreranno durerà per tutta la vita, è molto importante che siano addestrati a vivere una vita disciplinata; che si insegni loro che la Chiesa, oltre ad essere una scuola, è anche un esercito, i cui membri devono condurre una vita disciplinata; che imparino che per mezzo di questa disciplina viene fornito un mezzo, un metodo e una salvaguardia contro tutte le forme di tentazione". Anche il visitatore del distretto dovrebbe essere in grado di rispondere alle stesse domande. Devono rispondere sia a se stessi che agli altri. Per la natura del loro lavoro è più probabile che vengano criticati rispetto all'insegnante della scuola domenicale; poiché hanno a che fare con quelli in età matura, con coloro che possono formarsi un'opinione e che non tardano a scoprire e giudicare i loro motivi. Lasciate che la gente veda, quindi, che il nostro scopo è l'utilità. Insegnate loro quanti, per triste esperienza, si sono dimostrati impotenti a portare avanti la lotta della vita; Di' loro come li istruiremmo sulle leggi della vita e li aiuteremmo e li rafforzeremmo a vivere una vita più felice e più sana. San Pietro indicava gli effetti prodotti; noi dobbiamo fare lo stesso; dobbiamo mostrare agli uomini e alle donne come coloro che sono veramente obbedienti all'insegnamento di Cristo e alla disciplina della Chiesa siano più capaci di adempiere il dovere a cui Dio li ha chiamati. (W. E. Chadwick, M.A.Possa io non essere mai disposto a scusarmi per qualsiasi "buona azione" che posso aver compiuto nel nome di Gesù, indipendentemente da chi possa esserne offeso. Possa io non essere mai tentato di dare a me stesso alcuna gloria per qualsiasi cosa sia stata operata attraverso di me dallo Spirito Santo. Che io non sia spinto da alcun riguardo per le opinioni di quella che viene chiamata società colta o per le opinioni degli scienziati materialisti a tentare di spiegare, o spiegare in base a qualche principio naturale, ciò che è stato operato dalla grazia soprannaturale di Dio, dal potere della fede in Gesù. Che io non mi vergogni mai di Gesù a causa dell'obbrobrio gettato su di Lui dai Suoi nemici. Gesù di Nazareth: chiamatelo così, uomini di chiesa bigotti; chiamatelo così, potenti mondani; chiamatelo così, scettici colti; ma Ebrei è Gesù, e sia di Nazaret, o di Betlemme, o di Gerusalemme, o della terra, o del cielo, la fede nel Suo nome ha guarito milioni di persone, e non una sola anima è mai stata guarita dalla fede in un altro nome. (C. F. Deems, LL.D.Questa è la Pietra che è stata posta a nulla di voi costruttori, che è diventata la Testa dell'angolo.La pietra angolare è la pietra superiore ad un angolo dell'edificio, di grande peso e importanza nei loro tetti, costruiti con solide pietre piatte, per ammettere di essere calpestati. Cristo come pietra angolare unì ebrei e gentili, come gli ebrei unirono le due nature, la divinità e l'umanità. Il suo stesso nome deve aver contribuito a rendere caro questo Salmo all'apostolo (1Pietro 2:4-7) . (Bp. Jacobson.Queste parole, prese in prestito da Salmi 118:22, sono citate anche da tutti gli evangelisti tranne Giovanni e sono applicate ai capi ebrei che professavano di essere i costruttori del tempio della religione. Tutti gli uomini sono costruttori in una forma o nell'altra. L'uomo è una creatura costruttiva. Alcuni stanno costruendo sistemi scientifici, altri schemi mercantili, alcuni istituzioni sociali. Tutti stanno costruendo il proprio carattere. Il testo suggerisce:

(I.) Il grande bisogno dell'uomo come costruttore morale, una pietra angolare. Una buona base è essenziale per un buon edificio

(1.) È un sistema che l'uomo sta costruendo? Gli ebrei devono avere un principio fondamentale che darà forza e unità a tutte le parti

(2.) È un'istituzione, sociale, politica o ecclesiastica? Deve essere basato su una buona ragione

(3.) È il carattere? Qualunque sia l'indole dominante di un uomo, che si tratti di sensualità, avarizia, ambizione, egoismo o benevolenza e religione, questo è il fondamento del suo carattere

(II.) Il grande errore dell'uomo come costruttore morale. Gli uomini rifiutano il Divino

1.) Nel loro sistema di pensiero. Il mondo pullula di edifici intellettuali, alcuni di carattere grandioso e imponente; ma non hanno alcuna verità divina per loro fondamento. Questi, come case sulla sabbia, crollano costantemente. Il fiume sempre più in piena della storia porta sul suo seno i relitti di molti di questi

(2.) Nei loro accordi istituzionali. Un espediente truculento, una falsa filantropia, un sentimento religioso perverso, costituiscono la base di molte istituzioni politiche, sociali e religiose. Questi non possono stare in piedi; molti sono caduti; Alcuni stanno crollando ora; tutto deve andare

(3.) Nelle loro imprese pratiche. Vengono lanciati schemi di affari, vengono costruite grandi aziende, le cui basi sono l'imbroglio e la frode, e prima o poi falliscono

(4.) Nel loro carattere morale. Il carattere dell'uomo è fatto di abitudini, le abitudini sono fatte di atti, e gli atti partono da principi che stanno alla base. Ma i principi non sono divini. Sono egoisti, non benevoli; carnale, non spirituale; ateo, non devoto. Tutti questi sono "legno, fieno, stoppia", e non possono durare

(III.) L'ultima scoperta dell'uomo come costruttore morale. Un giorno troverà il Divino, che ha rifiutato, supremo

(1.) Questo si adempie spesso nei caratteri individuali degli uomini, nella storia di tutti coloro che sono stati autenticamente convertiti. La pietra che una volta avevano messo a nulla, attraverso la grazia rinnovatrice di Dio, diventa la testa dell'angolo. Cristo, che un tempo disprezzavano, diventa il loro tutto in tutti

(2) Questo si sta gradualmente realizzando nella vita della società. Mentre i vecchi sistemi, le istituzioni e le imprese della società, che sono state fondate su principi sbagliati, vacillano e cadono, la società comincia a cercare un fondamento più solido - per il Divino - e la pietra scartata in molti casi sta diventando la testa dell'angolo. I vari edifici della vita sociale stanno diventando cose più divinatorie

(3.) Questo sarà pienamente realizzato nella storia finale del mondo. Cristo, che il mondo aveva rigettato, sarà il soggetto di ogni pensiero, lo spirito di ogni sistema, la sorgente di ogni attività, la dolcezza di ogni piacere, la gloria di ogni distinzione. Ebrei sarà tutto in tutti. Che terribile scoperta per coloro che rifiutano Cristo! (D. Thomas, D.D.Cristo il Capo dell'Angolo: - Cristo agisce in una duplice capacità nell'edificazione della vita umana. Ebrei è il fondamento (1Corinzi 3:2 ; 1Pietro 2:4-7); e la pietra che corona l'edificio e gli dà completezza, unità e forza. Ebrei è quindi l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo. Il testo presenta Cristo nell'ultima di queste due capacità. L'uomo senza Cristo è incompleto, disorganizzato e debole; in Lui ha la perfezione, l'unità e la potenza. Vediamo questo...

(I.) Nella storia delle gare. Prima della venuta di Cristo, l'umanità mancava del suo pieno sviluppo. Mai prima dell'Avvento c'era stata una mostra anche nell'ideale di ciò che l'uomo poteva essere. Proprio come l'uomo è stato la corona e la perfezione dell'opera di Dio nella creazione, così Cristo è la corona e la perfezione dell'uomo. E ovunque Cristo non è accettato e posto nella Sua vera posizione, il difetto fatale dell'incompletezza è evidente. Si noti, inoltre, la disintegrazione dell'umanità prima della venuta di Cristo, e dove la supremazia di Cristo non è riconosciuta. "Uno solo è il vostro Maestro", ecc., è il segreto dell'unità del genere umano. Anche la debolezza è impressa su tutte le antiche nazionalità, nonostante l'alta civiltà e gli armamenti gonfi, "in parte di ferro e in parte di argilla". Da qui la loro non sopravvivenza. La debolezza interna, profetica di sicura decadenza, è il destino di ogni nazione che rifiuta il Capo dell'Angolo

(II.) Nell'esperienza dell'individuo. Questi principi valgono per l'uomo

1.) Vita intellettuale. La filosofia anticristiana antica e moderna era e sono difettosa, mancava di coerenza, non aveva e non ha alcun potere di vivificare. La verità, così com'è in Gesù solo, può sopravvivere, perché ha in sé tutto ciò che l'uomo ha bisogno di conoscere, fa appello a tutte le sue facoltà, ragione, immaginazione, ecc., e soddisfa completamente la mente. Allora è un'unità completa e a tutto tondo, e accettandola la natura intellettuale dell'uomo diventa una cosa sola con se stessa e con le altre facoltà. E infine le parole di Gesù "sono spirito e sono vita". 2. La vita morale. "Una cosa che ti manca" è l'accusa contro tutti i sistemi e gli uomini fuori da Cristo, e quanto sia vero Romani viii. è di tutti i non rigenerati! "Morti nei falli e nei peccati" completa la categoria fatale

(3.) Vita aziendale. La mancanza fatale qui è quella del motivo nobilitante: "Fate tutto alla gloria di Dio". Gli uomini sono "distratti" a causa della mancanza di un principio commerciale coerente come "Voi servite il Signore Cristo". E tutte le imprese sono impotenti a fare di più che provvedere ai bisogni fisici dell'uomo che non sono animati dallo Spirito di Cristo

(III.) Nel governo della famiglia. (J. W. Burn.)

12 CAPITOLO 4

Atti 4:12

Né c'è salvezza in nessun altro.- Salvezza in nessun altro. Questo è

1.) La sostanza di ogni annuncio apostolico

(2.) L'esperienza di ogni peccatore perdonato

(3.) La forza di ogni confessione coraggiosa

(4.) Il fondamento di tutta la predicazione missionaria della Chiesa. (J. P. Lange, D.D.) Salvezza in Cristo solo:

(I.) La salvezza è un argomento di interesse mondiale, perché tutti ne hanno bisogno

(1.) Il bambino alla nascita ha bisogno di salvezza, e a meno che mani gentili non lo "salvino" e provvedano alle sue necessità, deve perire. Durante l'infanzia è necessaria l'interposizione salvifica degli altri. Anche nell'età adulta c'è una costante esposizione ai pericoli, dai quali è richiesta la salvezza. Nell'età, nella malattia e nel dolore, quanto è grande il bisogno di soccorso e di salvezza materiale! 2. L'infelice caduta dei nostri progenitori ha coinvolto tutti i loro discendenti nella rovina. Per mezzo di esso la razza umana è stata messa in imminente pericolo (Romani 3:10, 23; Ezechiele 18:4). Né il pericolo dei peccatori è meno reale perché lo ignorano, o si preoccupano di prenderlo alla leggera. Badate di non trascurare una salvezza così grande. Prendere in considerazione a priori qualsiasi considerazione terrena, per quanto pressante, è un terribile errore

(II.) Salvezza in Cristo

(1.) Con le linee generali del piano di salvezza in Cristo siamo tutti felicemente familiari. Sappiamo come la pietà divina si estese all'uomo nella sua condizione decaduta (CAPITOLO Giobbe 33:24). Cristo ha intrapreso la nostra causa e ha acquistato la nostra salvezza con la Sua morte (Isaia 53:5 ; Romani 5:6, 8; 1Pietro 2:24, iii. 18). Ora, poiché Cristo era realmente Dio, le sue sofferenze avevano un valore infinito, e la sua vita potrebbe ben essere considerata come qualcosa di più di un equivalente per la vita dell'uomo colpevole; e poiché Ebrei era perfettamente uomo, era possibile e appropriato per Lui prendere il posto dell'uomo, sopportare la sua punizione e procurare la sua salvezza, in modo che Dio potesse essere, ed è, "giusto e giustificatore di colui che crede in Gesù" (Romani 3:26)

(2.) Le condizioni alle quali viene concessa questa salvezza sono anch'esse familiari, cioè il pentimento e la fede (xx. 21). Il rispetto di queste condizioni è necessario. Né si può giustamente lamentarsi di questo. Il marinaio, provvisto di carta e bussola e di istruzioni sul loro uso, che rifiuta di seguire le sue istruzioni e muore, ha solo se stesso da biasimare. L'uomo che ha preso il veleno e rifiuta l'antidoto non avrà che poca pietà

(3.) E quanto include l'espressione "salvezza in Cristo"?

(1) Per mezzo di esso la mente è messa in contatto con l'intera gamma della storia umana. Siamo portati a pensare alla caduta dei nostri progenitori, alla promessa di un Liberatore nella discendenza della donna, ai tipi e alle ombre delle dispensazioni patriarcali e mosaiche, all'incarnazione del Messia, alla Sua morte espiatoria, alla Sua trionfante risurrezione e ascensione, alla missione dello Spirito Santo come Suo rappresentante e amministratore fino al ritorno degli Ebrei, La Sua intercessione sacerdotale e il suo regno mediatore, l'imminente giudizio dei vivi e dei morti.

(2) Né i pensieri connessi con la salvezza dell'individuo sono meno pieni di interesse. La salvezza in Cristo comprende la prima alba della convinzione di peccato, l'apprensione del piano di salvezza, l'esercizio del pentimento e della fede, la gioia del perdono, dell'adozione e del rinnovamento, una vita di santità e di utilità, con le sue vicissitudini, i suoi conflitti e i suoi trionfi, la conquista della morte, l'ingresso in cielo, la vita eterna alla presenza di Dio, dove c'è pienezza di gioia, la luce della perfetta conoscenza, il bagliore dell'amore perfetto, l'estasi della perfetta felicità, e tutto questo per eVersetto 4. Questa salvezza, poiché è necessaria a tutti, è adatta a tutti. Di tutte le cosiddette fedi, solo il Vangelo è ugualmente adatto a tutte le latitudini e a tutte le vite. Alcune religioni possono fiorire solo in certi paesi, così come alcuni tipi di cibo sono peculiari di certi climi; Ma questo seme del regno è come il grano: ovunque l'uomo viva, crescerà

(5.) E questa più grande di tutte le benedizioni, sebbene adatta a tutti, è destinata a tutti. È motivo di gratitudine che le principali benedizioni anche di questo mondo non siano proprietà esclusiva dei grandi e dei ricchi. E la salvezza può essere la parte dei poveri così come dei ricchi. Inoltre, può essere abbracciato sia dagli analfabeti che dai dotti

(6.) Questa salvezza è nel nome di Cristo. Tra gli ebrei si supponeva che una virtù mistica fosse attribuita a certi nomi (CAPITOLO XIX, 14-16). E ci rallegriamo nel sapere che il nome di Gesù è ancora il più potente degli incantesimi, ed è investito di gloriose proprietà mistiche e salvifiche

(III.) Salvezza solo in Cristo

(1.) Riguardo alla salvezza della razza, di nessun altro essere all'infuori di Cristo è mai stato affermato: "Ebrei è la propiziazione per i peccati di tutto il mondo" (1 Giovanni 2, 2. Cristo, però, avendo redento tutti, reclama l'omaggio e il cuore di tutti (1Timoteo 4:10)

(2.) Per quanto riguarda la salvezza dell'individuo, anche questa si può avere in Cristo solo.

(1) Non possiamo salvare noi stessi. Il povero peccatore sotto convinzione decide, forse, di "voltare pagina", ma la prima cosa che fa è fare una macchia all'inizio della pagina successiva. Ma anche supponendo che ci riuscisse, a che cosa gioverebbe mentre i suoi peccati precedenti gridavano ancora vendetta? Per un peccatore impegnarsi a condurre una vita morale d'ora in poi è semplicemente come un fallito che promette ai suoi creditori che per l'avvenire pagherà sempre in contanti. Né possiamo salvarci per il merito della nostra penitenza e della nostra fede. L'impenitenza è una perpetuazione e un aggravamento del peccato; ma la penitenza non ha in sé alcuna efficacia espiatoria. E l'incredulità, il rifiuto di accettare Cristo, è un peccato; Ma la fede non è un atto meritorio che guadagna la salvezza.

(2) E come noi non possiamo salvare noi stessi, così nessun altro essere umano può salvarci. Non sottovaluteremmo gli sforzi amorevoli degli altri per la nostra salvezza. Chi può dire quanto quelli di noi che ora sono salvati devono all'esempio, ai consigli, alle preghiere e alla fede dei genitori pii e degli amici devoti? Le condizioni della salvezza non possono essere soddisfatte per procura.

(3) Né alcun sistema umano può salvarci. (a) Guardate i vari sistemi di paganesimo. Com'è degradante e demoralizzante il loro insegnamento e la loro tendenza! (b) A volte un clero empio ha professato di dispensare la salvezza attraverso riti religiosi esterni e l'efficacia sacramentale; Ma tale affermazione è una pura bestemmia. (c) La filosofia ha spesso fatto orgogliose pretese riguardo all'elevazione e alla salvezza dell'umanità; ma le sue prestazioni effettive non sono state tali da giustificare un vanto. L'educazione e la civiltà possono fare molto per l'uomo; ma di fronte al suo più grande bisogno sono impotenti. I più grandi benefici che è in loro potere elargire possono essere goduti, e goduti pienamente, dai peccatori il cui fine è la distruzione eterna. Nella grande opera della redenzione umana Cristo è assolutamente solo (Isaia 63:1-3, xlv. 22; Matteo 1:21 ; Ebrei 7:25). (A. O. Smith, B.A.) Salvezza per mezzo di Cristo solo:

(I.) Cosa è implicito. Che ci sia salvezza per noi in Cristo, ci appelliamo

1.) Alle rappresentazioni tipiche di Cristo. C'era una grande varietà di sacrifici sotto la legge che simboleggiava il Signore Gesù Cristo

(2.) Alle dichiarazioni positive che Lo riguardano. Nulla può essere concepito in modo più chiaro e forte delle dichiarazioni della Scrittura sulla sufficienza di Cristo per salvare. Con quanta forza il profeta ha segnato l'estensione (Isaia 45:22), la pienezza (Isaia 1:18) e la gratuità (Isaia 55:1, 2) della Sua salvezza! 3. Alla questione dei fatti. Possiamo scostare il velo del cielo e indicare alcuni davanti al trono di Dio che sono tali monumenti di grazia che non lasciano alcun dubbio riguardo alla sufficienza di Cristo per salvare qualsiasi altro. Rivolgiamo ora la nostra attenzione a...

(II.) Ciò che viene espresso. È di infinita importanza per ognuno di noi sapere che, come c'è salvezza per noi in Cristo, così "non c'è salvezza in nessun altro". 1. Non c'è.

(1) In chi altri possiamo trovare i requisiti di un Salvatore? In chi possiamo trovare una sufficienza, sia di merito per giustificare, sia di potere per rinnovare, un peccatore? Se ci rivolgessimo all'angelo più alto del cielo per darci il suo merito, egli ci direbbe che "egli stesso non è che un servo inutile; per questo non fa più di quanto sia suo dovere fare" (CAPITOLO Luca 17:10). Se lo supplicassimo di cambiare i nostri cuori, confesserebbe la sua totale incapacità di compiere un'opera così grande. Guardiamo allora a noi stessi? Siamo pieni di peccato (2). Se ci fosse stato un altro Salvatore, il più eminente dei servitori di Dio ne avrebbe avuto qualche indizio. Abramo (Romani 4:3-5); Davide sarebbe stato probabilmente a conoscenza di un fatto così importante per la propria salvezza; ma non cercò rifugio in nessuno se non in Cristo (Salmi 51:7). Potremmo almeno sperare che qualche informazione di questo tipo sarebbe stata data all'apostolo Paolo (Filippesi 3:9 ; 1Corinzi 2:2)

(2.) Non ci può essere. Le Scritture ci autorizzano a dire che, coerentemente con il Suo onore, come Governatore Morale dell'universo, l'uomo non avrebbe potuto essere salvato senza un Mediatore: né si sarebbe potuto trovare alcun Mediatore all'infuori di Gesù per eseguire tutto ciò che era necessario per la nostra salvezza. Ma c'è ancora un altro motivo per cui possiamo negare che qualcun altro potrebbe salvarci, vale a dire, che se fossimo in debito con qualcun altro, sia per la giustizia che per la forza, non potremmo unirci ai canti dei redenti in cielo, ma dobbiamo separarci dal coro celeste (Apocalisse 7:9, 10), e attribuire a noi stessi, o a qualcun altro, l'onore della nostra salvezza. E come si concilierebbe questo con la dignità di Geova, che ha stabilito "che nessuna carne si glori alla Sua presenza"? Indirizzo

1.) Gli incuranti. Perché gli uomini sono così indifferenti alle loro preoccupazioni spirituali? È che non corrono alcun pericolo di perire? Sicuramente la circostanza stessa che Cristo sia stato mandato dal cielo a morire per noi è sufficiente ad allarmare tutti i nostri timori e a convincerci che, se la salvezza che ci viene offerta non può essere procurata da nessuno se non da Lui, il pericolo di coloro che non sono interessati a Lui deve essere indicibilmente grande

(2.) I presuntuosi. È difficile convincere coloro che guardano a Cristo in parte che in realtà stanno rinunciando completamente a Cristo

(3.) Lo scoraggiamento. Per natura e per pratica. Nessuno si lamenti come se fosse al di fuori della portata della misericordia, perché non c'è nulla di impossibile in Gesù: "Presso di lui c'è misericordia; presso di Lui c'è l'abbondanza della redenzione; ed Ebrei redimeranno Israele da tutti i suoi peccati" (iii. 16, iv. 10). (Quaderno di schizzi teologici.In Germania c'era una prigione di squisita bellezza, i suoi pavimenti e le sue pareti erano lucidissimi, era senza tetto e il prigioniero poteva guardare il bel cielo. Vi fu messo un prigioniero, e per un momento si congratulò con se stesso per la lucentezza e lo splendore dei suoi appartamenti; poteva respirare liberamente l'aria fresca e vedere le stelle che adornavano la fronte della notte, o il sole che sorgeva in gloria; ma dopo un po' di tempo si accorse che le mura si avvicinavano a poco a poco, dolcemente come la caduta della rugiada dalla mano della notte; Senza rumore, come per la forza di gravità, quelle mura si avvicinavano, palmo a palmo, e man mano che si avvicinavano il sudore freddo gli saliva sulla fronte, perché vedeva che quelle mura lo avrebbero presto abbracciato tra le braccia della morte. C'era una sola via di fuga, ed era dall'alto; Una mano amica poteva forse essere posata, ma non c'era una mano amica simile per lui. Questo rappresenta la condizione dell'umanità; Le mura si avvicinano, c'è una sola via di fuga, e il sollievo viene dall'alto. Il Figlio dell'Altissimo dal trono di Suo Padre sta stendendo la Sua mano potente nella nostra prigione; La nostra speranza è di afferrarlo, o le mura della nostra prigione ci schiacceranno a morte. "Non c'è nessun altro nome dato sotto il cielo per mezzo del quale dobbiamo essere salvati". (J. P. Newman, LL.D.La salvezza solo in Cristo: "Sei stato un buon figlio per i tuoi genitori", disse il venerabile Giorgio

(III.) a sua figlia, la principessa Amelia; "Non abbiamo nulla da rimproverarvi; ma non c'è bisogno che ti dica che non è solo da te stesso che puoi essere salvato, e che la tua accettazione presso Dio deve dipendere dalla tua fede e dalla tua fiducia nei meriti del Redentore". "Adesso lo faccio," rispose la principessa morente, con gentile rassegnazione, "e non potrei desiderare una fiducia migliore."Cristo, l'unico Salvatore: "Credi a un uomo morente", disse il dottor Johnson nei suoi ultimi giorni al suo medico. "Non c'è salvezza se non nel sacrificio dell'Agnello di Dio".Cristo, l'unico Salvatore, lo scoprì troppo tardi: - Non è passato molto tempo da quando un eminente uomo d'affari, pressato dal suo pastore, che era venuto da poco in chiesa, rispose con una forza calma che aveva lo scopo di porre fine a ulteriori pertinaci: "Mi interesso di tutte le questioni religiose; Sono sempre contento di vedere i ministri quando vengono; ma negli anni passati ho riflettuto a lungo e attentamente sull'argomento, e sono giunto deliberatamente alla decisione di non avere alcun bisogno personale di Gesù Cristo come Salvatore nel senso che voi predicate". A sole due settimane da questo colloquio, lo stesso uomo si è improvvisamente prostrato per la malattia; La malattia era di natura tale da impedirgli di conversare con chiunque, e l'interdetto di parlare fu prolungato fino a quando non fu a meno di un'ora dalla morte. Un momento solenne fu quello in cui gli fu posta una domanda, lasciando intendere che ora avrebbe potuto parlare se avesse potuto... nulla gli avrebbe fatto del male. L'ultima cosa, e l'unica cosa, che disse fu in un sussurro malinconico e spaventato: "Chi mi porterà oltre il fiume?" (C. S. Robinson, D.D.Un giovane nobile francese, particolarmente amico di Napoleone III, diventato inspiegabilmente cupo di mente e minacciato di pazzia, fu esortato dall'Imperatore a chiedere consiglio e cure al celebre dottor Forbes Winslow. Gli Ebrei giunsero a Londra, e il grande medico, dopo un attento interrogatorio, scoprì il carattere della sua malattia. Ebrei era tormentato da un pensiero, e il pensiero era: "L'eternità! dove lo spenderò?" Questo lo perseguitava giorno e notte. Il dottor Winslow gli disse che non poteva aiutarlo. Gli ebrei avevano cercato nella parte sbagliata la sua guarigione. «Non c'è speranza, allora!» esclamò il nobile disperato. «Sì; ascoltami e ti dirò come sono stato aiutato e guarito", ha detto il dottor Winslow. "Quando ero più giovane ho avuto la tua lamentela; e ho provato tutte le risorse tranne quella giusta. Atti degli Apostoli per ultimi Ho portato il mio caso al Signore Gesù Cristo in preghiera, ed Ebrei mi ha dato salute e pace. Va' tu e fa' lo stesso". Il nobile era stupito, ma rimase mentre il dottore gli leggeva le parti della Scrittura che gli erano state benedette e, dopo la preghiera, gli giungevano luce e conforto. La nuova medicina lo aveva curato. La via della salvezza: la salvezza è la totale restaurazione dell'uomo dalla sua condizione decaduta; eppure è qualcosa di più, perché la salvezza di Dio fissa la nostra posizione più sicura di quanto non fosse prima di cadere. Prima guarisce le nostre ferite, toglie le nostre malattie, toglie la nostra maledizione, pone i nostri piedi sulla roccia Cristo Gesù e, fatto questo, alla fine alza il nostro capo per essere incoronati con il Re del cielo. Alcune persone, quando usano la parola "salvezza", non intendono nulla di più della liberazione dall'inferno e dell'ammissione in paradiso. Ora, quella non è salvezza: queste due cose sono gli effetti della salvezza. Siamo redenti dall'inferno ed entriamo in paradiso perché siamo stati salvati. Osserva qui:

(I.) Un fatto negativo. "Né c'è salvezza in nessun altro". 1. Avete mai notato l'intolleranza nei confronti della religione di Dio? Nei tempi antichi i pagani rispettavano gli dèi dei loro vicini, ma Geova lo pose come uno dei suoi primi comandamenti: "Non avrai altri dèi all'infuori di me". La religione cristiana è altrettanto intollerante. Il bramino può ammettere che c'è salvezza in cinquanta religioni oltre alla sua; Ma noi non ammettiamo nulla del genere. Non c'è vera salvezza da Gesù

(2.) Qual è la ragione di questa intolleranza?

(1) Perché c'è la verità tra l'ebreo e il cristiano. Mille errori possono vivere in pace gli uni con gli altri, ma la verità è il martello che li fa a pezzi. Un centinaio di religioni bugiarde possono dormire pacificamente in un letto, ma ovunque la religione cristiana vada come verità, è come un tizzone di fuoco. La verità non può permettersi di essere aggiogata con l'errore: dà all'errore ciò che le è dovuto, dichiarando di non avere salvezza.

(2) Perché qui abbiamo la sanzione di Dio. Sarebbe improprio da parte di un uomo che avesse inventato un proprio credo affermare che tutti gli altri che non ci credono devono essere dannati; ma poiché questa religione è rivelata dal cielo, Dio, che è l'autore di tutta la verità, ha il diritto di aggiungere a questa verità la terribile condizione. Noi non siamo veramente intolleranti, perché non facciamo altro che fare eco alle parole di Colui che parla dal cielo, che non c'è salvezza da Lui

(3.) Ora le persone dicono: "Credete dunque che nessuno sia salvato all'infuori di Cristo?" Rispondo, non me lo immagino, ma ce l'ho qui nel mio testo. «Ebbene, ma che ne è della morte dei neonati? Sono salvati? E se sì, come?" Io rispondo: Salvati sono fuori dubbio; ma non indipendentemente dalla morte di Cristo. Un altro dice: "E i pagani?" La Sacra Scrittura dice molto poco riguardo a loro; ma ci sono testi che ci portano a credere che ci siano alcuni che, guidati dallo Spirito di Dio, lo cercano; e può darsi che l'Iddio di infinita misericordia si compiaccia di fare loro rivelazioni, affinché possano essere resi partecipi del sangue di Gesù Cristo, senza avere una visione così aperta come quella che abbiamo ricevuto noi. Ma una cosa è certa: nessun pagano, per quanto morale, sia ai tempi della loro antica filosofia, sia nel tempo presente della loro barbarie, è mai entrato o avrebbe mai potuto entrare nel regno dei cieli senza il nome di Gesù Cristo

(4.) Ma è molto meglio non parlare di questioni speculative, ma tornare personalmente a casa di noi stessi. E ora lasciate che vi faccia questa domanda: avete mai provato con l'esperienza la verità di questo grande fatto negativo? Una volta pensavo che ci fosse salvezza nelle buone opere, e lavoravo duramente per conservare un carattere di integrità e rettitudine; ma quando lo Spirito di Dio entrò nel mio cuore, "il peccato si ravvivò e io morii"; in cui pensavo di essere stato santo, mi sono ritrovato ad essere empio. Dopo di che pensai, sicuramente la salvezza si sarebbe potuta ottenere, in parte con la riforma e in parte confidando in Cristo; così lavorai di nuovo duramente. Ma dopo aver faticato per molti giorni faticosi, come un povero cavallo cieco che fatica intorno al mulino, mi accorsi che non ero andato oltre, perché "Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica". Forse ho in mia presenza alcuni che stanno cercando di ottenere la salvezza mediante cerimonie. Tu sei stato battezzato; prendi la Cena del Signore; si frequenta la chiesa; e se conoscevi altre cerimonie, vi assistevi. Tanto voi potreste affaticarvi per costruire la vostra casa con l'acqua, quanto per costruire la salvezza con cose povere come queste. Questi sono abbastanza buoni per te quando sei salvato, ma se cerchi la salvezza in essi, saranno per la tua anima come pozzi senz'acqua, nuvole senza pioggia e alberi secchi, due volte morti, strappati dalle radici

(II.) Un fatto positivo, vale a dire, che c'è salvezza in Gesù Cristo. Da molto tempo cerchi di trovare la strada per il cielo, e l'hai persa. La colpa, come un pesante fardello, è sulle tue spalle, e tu non osi ancora gridare perdono. Satana sussurra: "Per te è finita; non c'è pietà per quelli come te: Cristo può salvare molti, ma non te". Povera anima! Vieni alla croce di Cristo, e lì vedrai qualcosa che eliminerà la tua incredulità

(1.) Vieni ora con la tua contaminazione e guarda la purezza di Cristo; e mentre guardi quella purezza, come il giglio, e vedi il cremisi del Suo sangue che la trabocca, lascia che questo sussurro sia udito nel tuo orecchio: Ebrei è in grado di salvarti, peccatore, in quanto sebbene Ebrei fosse "tentato in ogni cosa come noi", eppure Ebrei era "senza peccato"; quindi il merito del Suo sangue deve essere grande. Oh, possa Dio aiutarti a credere in Lui! 2. Ma questa non è la cosa grandiosa che dovrebbe raccomandarlo a te. Ricordate, gli Ebrei che morirono sulla Croce non furono altro che l'eterno Figlio di Dio. Se gli Ebrei fossero un semplice uomo, un Cristo di Sociniano o di un Ariano, non ti direi di confidare in Lui, ma poiché Ebrei non è altro che Dio Stesso incarnato in carne umana, ti supplico di gettarti su di Lui: "Ebrei è in grado di farlo, Ebrei è disposto, non dubitare più". Ebrei è in grado di salvare fino all'estremo coloro che vengono a Dio per mezzo di Lui". 3. Ricordatevi ancora, come ulteriore consolazione della vostra fede, che Dio Padre ha accettato il sacrificio di Cristo. È l'ira del Padre che avete più motivo di temere. Ora, Gesù è stato punito al posto di ogni peccatore che si è pentito, e Dio Padre ha accettato Cristo al posto dei peccatori. Questo non dovrebbe portarti ad accettarLo? Se il Giudice ha accettato il sacrificio, certo che potete accettarlo anche voi; e se gli ebrei sono soddisfatti, certo che anche tu puoi essere contento. Se il creditore ha scritto una liberatoria piena e gratuita, tu, il povero debitore, puoi rallegrarti e credere che quella liberazione sia soddisfacente per te, perché è soddisfacente per Dio. Ma mi chiedete come faccio a sapere che Dio ha accettato l'espiazione di Cristo? Vi ricordo che Cristo è risorto dai morti

(4.) Un altro argomento è questo: molti sono stati salvati che erano vili come te, e quindi c'è la salvezza. Il capo dei peccatori è stato salvato anni fa; quello era l'apostolo Paolo: ma anche se tu dovessi superarlo, tuttavia quella parola "massimo" va un po' oltre te. Potrei rivolgermi a te stesso e dirti che sicuramente ci deve essere salvezza in Cristo per te, poiché ho trovato la salvezza in Cristo per me stesso. Spesso ho detto: non dubiterò mai della salvezza di nessuno, finché potrò solo sapere che Cristo mi ha accettato

(5.) Per ravvivare la tua diligenza, tuttavia, concluderò osservando che se non trovi la salvezza in Cristo, ricorda che non la troverai mai altrove. Che cosa terribile sarà per voi se doveste perdere la salvezza provveduta da Cristo! Perché "come scamperai se trascuri una salvezza così grande?" (C. H. Spurgeon.) Un'unica via di salvezza:

Non ci può essere un'altra via di salvezza, perché quell'unica via è la via di Dio; la sua divinità richiede la sua esclusività. È chiaro che quando l'uomo cadde, giaceva alla mercé del suo Sovrano. A Lui solo spettava determinare questi due punti: se l'offensore dovesse avere i mezzi di salvezza; e poi, quali dovrebbero essere questi mezzi. Se, nell'esercizio della misericordia di cui si dilettano gli Ebrei, Geova determinò la salvezza dell'uomo, e stabilì e rivelò la via, come si può resistere alla conclusione che quella via è l'unica via? Il nome con il quale dobbiamo essere salvati deve essere "dato"; cioè, deve avere una nomina divina. Se 'Gesù' è il nome "dato", allora deve essere l'unico nome che può fornire una valida e soddisfacente supplica al trono dell'eterno Dio? Se gli uomini avessero potuto essere salvati nei loro modi, Dio non avrebbe ideato uno dei Suoi; e il fatto stesso che lo abbia fatto è sufficiente a dimostrare che gli uomini non possono essere salvati per vie proprie. Si narra di Alfonso, di Castiglia, che quando gli fu spiegato il sistema tolemaico dell'astronomia, disse beffardamente che se fosse vissuto a quel tempo, per dare consigli all'Onnipotente, avrebbe potuto istruirlo a rendere migliore un universo. Ora sappiamo che la derisione delle parolacce presuntuose è stata fondata sulla pura ignoranza. E così è in chiunque creda di poter dettare a Dio la via per salvarlo. Uomini che si definiscono filosofi hanno speculato se Dio avrebbe potuto salvare gli uomini in un modo diverso da quello che il cristianesimo rivela, in modo da dimenticare la necessità di un interesse per il modo che Ebrei ha compiuto. La domanda che ci poniamo dovrebbe essere: che cosa Dio ha effettivamente fatto, e se ammettiamo che Dio ha fatto ciò che era meglio, ammettiamo che gli Ebrei hanno fatto ciò che solo gli Ebrei potevano fare senza cessare di essere Dio

(II.) Sosteniamo la stessa cosa dalla Divinità dell'Esecutore del piano; cioè, dalla persona del Redentore. Ebrei è "Dio manifestato nella carne". Ora, se questo è vero, allora che non ci può essere nessun altro Salvatore deve necessariamente essere altrettanto vero. O un tale Mediatore e tali mezzi di salvezza erano necessari, o non lo erano. Se non lo fossero, Dio non avrebbe mai potuto ricorrere a loro, perché Ebrei è infinitamente saggio, non fa nulla invano, non usa mai grandi mezzi per fini insignificanti; E se lo erano, allora tutti gli altri devono essere stati non solo inadeguati, ma infinitamente inadeguati. Il Mediatore tra Dio e l'uomo deve essere stato creato o Divino. Allora, se una creatura era sufficiente, per quanto elevata, un Mediatore Divino era infinitamente al di sopra dell'esigenza del caso; e se, al contrario, era necessario un Mediatore Divino, allora era stato creato infinitamente al di sotto dell'esigenza del caso. Potremmo basare il nostro argomento, con uguale conclusività, sulla saggezza o sulla bontà o sulla giustizia di Dio. Prendiamo, in connessione con la Divinità della Persona del Salvatore, le sofferenze che gli Ebrei sopportarono. Allora, se tutto ciò non era necessario, l'adozione di un tale piano era in contrasto con la giustizia e la bontà divina

(III.) Sosteniamo l'esclusività, sulla base del fatto che il piano rivelato è l'unico che deve essere testato dal principio di adattamento a ciò che il caso esistente richiede. Questo principio di adattamento è largamente invocato come esibizione della prova della perfezione divina nelle opere della creazione. Questo principio è applicabile anche nel mondo morale

(1.) Il piano evangelico di salvezza è adattato alle circostanze dell'uomo come parte da salvare, sia nel suo principio essenziale ed elementare, che è adattato alle circostanze dell'uomo come parte da salvare. Come colpevole e condannato, aveva bisogno di perdono e giustificazione; e questi sono provveduti dall'obbedienza propiziatoria mediatrice fino alla morte del divino Salvatore divinamente costituito. Essendo depravato e peccatore, aveva bisogno di rinnovamento nello spirito della sua mente, la santificazione; e questo gli è provveduto dall'opera dello Spirito Santo in associazione con l'opera di Cristo

(2.) È l'unico schema adattato al carattere di Colui che salva. Non c'è salvezza in nessun altro, perché Ebrei è l'unico Salvatore per mezzo del quale, e il Suo è l'unico nome per mezzo del quale, nel salvare i perduti, la gloria di Dio è assicurata in ogni punto

(IV.) L'ultimo terreno su cui poggiamo l'esclusività del metodo di salvezza evangelico è la completezza della salvezza stessa. È una salvezza degna sotto tutti gli aspetti di Dio, e che soddisfa pienamente i bisogni dell'uomo. È una salvezza dalla colpa, dal peccato, dalla sofferenza, dalla morte, dall'inferno, a uno stato di perdono, di accettazione e di favore, all'esercizio dei santi principi e dei santi affetti, alla vita, alla felicità, all'utilità, al cielo e a tutto per l'eternità. Tutte le opere di Dio sono perfette, e questo non meno di altre. (R. Wardlaw, D.D. Gesù l'unico Salvatore: - Questo passaggio è notevole perché fa parte di un sermone di Pietro - che per tre volte ha negato proprio questo Gesù - e perché è stato pronunciato per la prima volta all'udienza dei giudici e degli assassini di Gesù. Quando Gesù si presentò davanti al loro tribunale, gli Ebrei dissero loro che "d'ora in poi avrebbero visto il Figlio dell'uomo in piedi alla destra della potenza", e quando lo scrittore sacro parla della Sua seconda venuta, dice: "Ogni occhio lo vedrà, e anche quelli che lo hanno trafitto". Ora, deve essere stato un assaggio di questa spaventosa verità quando i Suoi apostoli si trovarono in loro presenza. Nell'illustrare questo argomento, lasciamo...

(I.) Rimuovi un'obiezione. Nella mente di alcuni sorge una difficoltà, come se la dottrina sapesse di intolleranza. Essi si accontentano dell'idea generale che il cristianesimo è educato e importante, ma non sentono che è l'unica religione divina. Ora, queste opinioni sono precisamente quelle degli antichi pagani, che avrebbero permesso un'immagine di Gesù come uno tra i tanti idoli. Ciò che trovavano da ridire era la richiesta universale che ogni idolo fosse distrutto e che solo Gesù fosse considerato l'oggetto di adorazione e l'autore della salvezza. Ma questo è evidentemente lo spirito stesso del cristianesimo. Nessun sangue può purificare il peccato se non quello che è stato versato sul Calvario; nessun potere può aprire la porta del cielo se non quella di Colui che "ha la chiave di Davide, che apre in modo che nessuno possa chiudere, e chiude in modo che nessuno possa aprire"; nessun potere può sopraffare "l'uomo forte armato", ma il potere di Colui che lega Satana in catene e lo schiaccia sotto i piedi del Suo popolo. Se gli uomini meditassero solo sulla solenne verità, che "Dio non risparmiò il suo unigenito Figlio", che "morì il giusto per gli ingiusti, affinché gli Ebrei 101 conducessero a Dio", egli capirebbe che è una bestemmia immaginare che la salvezza dell'uomo possa essere assicurata in qualsiasi altro modo. Se così fosse, Dio avrebbe risparmiato il Suo unigenito Figlio. Né c'è alcun motivo per immaginare che la dottrina del testo sia affatto incoerente con le giuste visioni della benevolenza di Dio. Supponiamo che un gruppo di uomini sbarchi su un'isola deserta, colpiti da malattie e affamati, e che in tali circostanze si veda una nave solitaria dirigersi verso l'isola, carica di pane, ma con a bordo un medico infallibile, che si offre di provvedere e guarire le malattie del popolo e di portarlo in una terra dove non avrebbe più avuto fame, e dove non ci sarebbe più la morte, che cosa pensereste voi degli uomini che periscono, se si opponessero a tutto questo, perché c'era una sola nave con cui fuggire, un solo medico, una sola scorta di pane, perché non erano state inviate navi da tutte le parti dell'isola, e pane di vario genere, e medici di varie qualità? Non li pensereste pazzi e profondamente ingrati? Ora, questo è proprio il caso che abbiamo davanti, solo che non è così forte. E che cosa dobbiamo pensare di coloro che obiettano solo per il fatto che Dio non ha mandato molti liberatori invece di uno; E invece di salutare la gloriosa offerta, state a guardare insensibili e indifferenti, e immaginate che in un modo o nell'altro scamperanno, anche se la morte e la carestia infuriano intorno

(II.) Spiega la verità

(1.) Qui si dice che siamo salvati dal "nome" di Cristo. Questo è un modo di espressione a volte usato nelle Scritture; come, ad esempio, "Il nome del Signore è una forte torre"; dove con il nome del Signore si intende Dio stesso. Parliamo dei "più grandi nomi" dell'antichità e di uomini che riempiono il mondo del "terrore dei loro nomi", quando in entrambi i casi non intendiamo i nomi, ma le persone. E così siamo salvati da Cristo stesso, anche se nella Scrittura si dice che confidiamo nel Suo nome. "Nel suo nome conffideranno i Gentili". 2. Anche la forma di espressione, nella prima parte del verso, è peculiare. L'apostolo non rappresenta Cristo come colui che dà la salvezza come una cosa scollegata da Lui, ma come una cosa esistente in Lui, come un grande tesoro di benedizioni spirituali in Cristo, da cui tutte le membra unite a Lui dalla fede traggono forza, nutrimento e salvezza. La dottrina generale qui è che Cristo è l'unico Redentore come gli Ebrei erano l'unico Creatore; e che solo Ebrei è in grado di crearci di nuovo, come Ebrei 101 avrebbe creati all'inizio. La dottrina speciale è che questa pienezza di potere mediatore è riposta in Cristo come Capo della Sua Chiesa, e che discende da Lui su tutti i Suoi membri, come il santo olio d'unzione dal capo di Aaronne, che scorreva fino ai lembi delle Sue vesti. La verità generale è che Cristo solo ha rimosso la maledizione della legge e ha messo a tacere l'accusatore dei fratelli. Ebrei è morto, il giusto per gli ingiusti, affinché Ebrei 101 conduca a Dio, ed è il fine della legge, per la giustizia di chiunque crede. La verità speciale è che è piaciuto al Padre che in Lui dimoriasse tutta la pienezza, e che noi diventiamo partecipi di tutte le benedizioni che Ebrei ha acquistato solo quando per fede diventiamo tralci della vera vite, pietre viventi nell'edificio spirituale di cui Cristo è la pietra angolare principale. E queste benedizioni non sono in nessun altro. I meriti dei santi esistono solo nell'immaginazione degli idolatri accecati; poiché ogni santo è per natura figlio dell'ira, come gli altri. Se desideriamo benedizioni, dobbiamo andare direttamente dal padrone di casa, perché nessuno dei servi può soddisfare i nostri bisogni

(III.) Mostra il concorso della Scrittura in questa verità. L'intero flusso di rivelazione, fin dall'inizio, punta a Gesù e alla Sua opera compiuta. La legge che fu data da Mosè indicava quella grazia e quella verità che dovevano venire per mezzo di Gesù Cristo. I profeti profetizzarono in anticipo la Sua venuta e le Sue sofferenze. Gli angeli del cielo riempirono l'aria di melodia alla Sua nascita e annunciarono che il grande Liberatore era finalmente arrivato. Lo Spirito di Dio discese come una colomba e si posò sul Suo capo, e una voce dal cielo disse: "Questo è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo". Giovanni, che lo battezzò, disse: "Ecco l'Agnello di Dio", ecc. Il vecchio Simeone disse: "Signore, ora lascia che il tuo servo vada in pace", ecc. Filippo disse a Natanaele: "Abbiamo trovato", ecc. E qual era la dottrina uniforme degli apostoli? "Nessuno può porre altro fondamento di quello che è stato posto, che è Gesù Cristo". E il canto del cielo è pieno dell'espiazione di Cristo. (J. Begg, D.D.) Salvezza esclusiva ma completa:

(I.) La natura di questa salvezza. San Pietro potrebbe aver voluto dire

1.) Salvezza dal disagio fisico e dal dolore. La circostanza era la guarigione dello storpio che i giudici pensavano fosse stata effettuata con la magia, ma che gli apostoli attribuivano al nome di Gesù, che li aveva semplicemente impiegati. Il dolore e il disagio, anche se possono essere trasfigurati dalla rassegnazione, possono tuttavia schiacciare il cuore e la speranza, e il nostro compito nell'imitare Dio è di curarli se possiamo. Nostro Signore ha fatto per mezzo dei Suoi apostoli ciò che gli Ebrei fanno ancora per mezzo di cuori generosi. La forza ispiratrice del nostro sistema ospedaliero è la grazia e la carità di Cristo

(2.) Salvezza nazionale. Questo era il punto del riferimento ai Salmi 118 : il modo in cui Cristo ha liberato la nazione è stato quello di diventare la pietra angolare della sua speranza. Perché Israele era il vero storpio. Come corpo politico, il potere romano l'aveva spezzata. Ancora di più era moralmente menomata. La devozione dei profeti e dei salmisti era scomparsa, e al suo posto c'erano Farisei, Sadducei ed Erodiani. Il vecchio cuore era stato mangiato. Ciò che Israele voleva era una nuova vita, e il suo unico Salvatore erano gli Ebrei che avevano guarito gli storpi

(3.) Salvezza spirituale. Questo era implicito nel senso nazionale, e la salvezza spirituale della nazione implicava quella della maggioranza dei suoi membri. Una nazione non è altro che un aggregato di individui visti come tali da Dio. Per salvare gli uomini devono essere presi uno per uno. Il Redentore, che ha dato se stesso in riscatto per tutti, non mi ha forse amato e ha dato se stesso per me? Lo Spirito, dal quale tutta la Chiesa è governata e santificata, non abita forse in ogni singola anima? La madre non tratta personalmente i suoi figli? Così Cristo trattò Pietro, Tommaso, Maria Maddalena, come se non esistessero altre anime

(II.) La salvezza in questo senso non è monopolio di Israele. Che cos'era Israele per rivendicare il monopolio esclusivo del nome salvifico? La religione assoluta finale non poteva che essere universale. La questione dei Gentili non era stata sollevata, ma dietro gli apostoli c'era l'ampio mandato. L'antica infezione della natura rimane ancora nel mondo. Chi lo salverà? Ora, come diciotto secoli fa, Gesù lava via le macchie di un passato colpevole, e dona nuovi desideri, scopi, speranze, entusiasmi, e rinnova con il Suo Spirito eterno ciò che i Suoi nemici hanno distrutto

(III.) La salvezza era esclusivamente limitata al potere del Signore Gesù. Cristo non era uno tra i tanti possibili salvatori; Ebrei era l'unico Salvatore. E il fondamento della fiducia di Pietro era che non aveva una speculazione o una teoria umana, ma, come credeva fermamente, l'ultima, assoluta, unica verità. L'errore può fare i suoi insinceri e splendidi complimenti a ciò che lo contraddice. La verità può solo dire con fermezza, tenerezza, invariabilmente : "Sono io che salvo; né c'è salvezza in nessun altro". Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". Gli apostoli parlano come uomini che avevano trovato il segreto della vita, della speranza, della felicità, della salvezza, e la loro massima ambizione era che gli altri potessero condividere il loro privilegio

(1.) Quando affermiamo che non c'è salvezza se non in Gesù, non neghiamo che altre religioni oltre al cristianesimo abbiano in sé certi elementi di verità. Non esisterebbero se non esistessero. L'elemento di verità in essi permette loro di resistere alla dissoluzione. Ma non possono salvare

(2.) Quando affermiamo che solo Cristo può salvare gli uomini, non neghiamo che altri agenti possano migliorare l'umanità. Istruzione, &c

(3.) Ma influenze come queste sono limitate dall'orizzonte del tempo; non hanno effetti nel grande aldilà. Non sono avversari né rivali; Si muovono in una sfera diversa

(4) Non c'è dubbio che questa convinzione era nei primi tempi del cristianesimo, ed è stata da allora una grande forza motrice nell'esortare gli uomini devoti a diffondere la religione del loro Maestro. (Cannone Liddon. Cristo nostra unica speranza: - Su un'enorme croce sul ciglio di una strada italiana era appesa un'orribile caricatura dell'Amato delle nostre anime, che ha versato la Sua vita per la nostra redenzione. Per riverenza al Cristo vivente ci allontanammo, disgustati, dall'immagine rivoltante, ma non prima di aver visto le parole Spes unica, in maiuscolo sopra la sua testa. Qui c'era la verità incisa su un idolo. Sì, in verità, Gesù, il nostro Signore ora eccelso, ma una volta crocifisso, è l'unica e sola speranza dell'uomo. In verità, o Signore Gesù, Tu sei la specie unica per la nostra anima

"Non abbiamo altro rifugio,

Ti appende la nostra anima indifesa".

Abbiamo trovato questo diamante nel fango della superstizione: brilla di meno? (C. H. Spurgeon.Non c'è altro nome: - Alcune persone si erano radunate intorno a un cieco, che aveva preso posto su un ponte nella strada della città, e stava leggendo da una Bibbia in rilievo. Ricevendo dai passanti le loro cose carnali, egli serviva loro le cose spirituali. Un signore, che tornava a casa dalla città, fu condotto dalla curiosità alla periferia della folla. Proprio in quel momento il pover'uomo, che leggeva Atti 4, perse il posto e, mentre cercava di trovarlo con le dita, continuava a ripetere l'ultima frase che aveva letto: "Nessun altro nome, nessun altro nome, nessuno". Alcune persone sorrisero all'imbarazzo del cieco, ma il signore proseguì per la sua strada meditando. Di recente gli ebrei si erano convinti che egli era un peccatore e avevano cercato in molti modi di ottenere la pace della mente. Ma gli esercizi religiosi, i buoni propositi, le abitudini modificate, tutto era inefficace per sollevare la sua coscienza dal suo peso e permettergli di rallegrarsi in Dio. Le parole che aveva udito dal cieco, tuttavia, risuonarono nella sua anima con la loro musica solenne: «Nessun altro nome». Quando raggiunse la sua casa e si ritirò a riposare, si udivano ancora le parole, come rintocchi serali dalle torri del villaggio annidate tra gli alberi: "Nessun altro nome, nessun altro nome". E quando si svegliò, in misura più gioiosa, come una campana matutino che saluta il mattino, la tensione continuò: "Nessun altro nome, nessun altro nome". La musica entrò nella sua anima e si risvegliò a nuova vita. "Vedo tutto; Vedo tutto! Ho cercato di essere salvato con le mie opere: il mio pentimento, le mie preghiere, la mia riforma. Capisco il mio errore. È Gesù che solo può salvarmi. A Lui guarderò. E non c'è salvezza in nessun altro, perché non c'è nessun altro nome, nessun altro nome, nessun altro nome sotto il cielo dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati".Il potere del nome di Gesù: - Un coraggioso ufficiale di cavalleria stava morendo per le sue ferite. Gli Ebrei si credettero sul campo, alla testa dei suoi valorosi uomini, e immaginarono che un cannone pesante fosse proprio di fronte a loro, pronto per essere sparato. La sua angoscia era grande. A distanza di atti pensò che il cannone fosse stato sparato e che i suoi uomini, gravemente feriti, si stessero ritirando. A questo punto mi intromisi, dicendo: "Non c'è nessun fucile lì; sei al sicuro tra amici."" Lasciatemi stare", rispose severamente; "Devo recuperare il mio comando e rinnovare l'attacco." No,» dissi, «non pensiamo a scene di battaglia. Presto morirai. Parliamo di Gesù". La menzione di quel nome sembrava esercitare la potente influenza che avevo spesso sentito attribuirgli. La sua agitazione cessò subito; il suo delirio passò; Un sorriso illuminò i suoi lineamenti pallidi. Dopo un momento di silenzio, disse a bassa voce: "Gesù, Gesù! Sono gli Ebrei che hanno detto: 'Venite a me', ecc. Voglio riposarmi, sono stanco". Poco dopo entrò nel glorioso riposo del cielo. (W. Baxendale.Il testo dichiara che quello di Cristo è l'unico nome salvifico sulla terra. Altri termini sono usati altrove per indicare il valore supremo della Sua religione rispetto a tutti gli altri strumenti per il benessere dell'uomo in questo mondo e in quello a venire. Ma, sia per un'idea inadeguata del male morale, sia per l'incapacità di vedere la perfetta adeguatezza del rimedio di Dio per esso, questa verità è ancora ampiamente inavvertita o negata. Gli uomini ricorrono altrove e si rivolgono a questo o a quel pretendente, invece che all'unico Medico infallibile. Con qualche espediente insufficiente e temporaneo, essi riparano i mali che il tocco miracoloso del Figlio di Dio è necessario per curare. Le lanterne e le lampade non sono di poca utilità, ma non sarebbe considerato saggio chi proponesse di sostituirle al sole. Consideriamo alcuni dei sostituti che sono stati proposti da alcuni uomini per il grande strumento del sommo bene dell'uomo

(I.) Libertà: la dea, come Mammona è il dio, della civiltà attuale. Convocata sul teatro d'Europa dall'intrepida voce di Lutero, che irruppe nei tremendi spasimi delle successive rivoluzioni francesi e ottenne il suo più completo trionfo nel Nuovo Mondo, la libertà è una delle passioni più forti della storia moderna. E non c'è da stupirsi. Quando sei entrato nella casa della schiavitù umana e hai ricordato i suoi terribili segreti, non c'è da stupirsi che il tuo sangue ribolle. I Bastiles della tirannia sono caduti di fronte a questa potente indignazione. Lasciali cadere. Ogni onore è dovuto a coloro che hanno tolto il giogo dal collo dell'umanità e hanno detto a miriadi: "Voi siete uomini, andate liberi". Ma allora basta dare un'occhiata alla condizione delle nazioni più libere per vedere che la libertà non può essere un sostituto del vangelo. Sotto il suo dominio gli uomini possono conoscere i loro diritti, ma hanno bisogno di un altro padrone che insegni loro i loro doveri. La libertà deve portare la legge nella sua società, o non è che un altro nome per la licenza. E quando i rapporti generali della società sono equamente regolati e la giustizia è fatta tra uomo e uomo, quale vasto impero di carattere è al di là della sua portata! La libertà nazionale, per quanto gloriosa sia una benedizione, è esterna. Ma la libertà con cui Cristo rende libero il Suo popolo è portata nei recessi più reconditi della mente. Dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà: libertà dall'ira, dalla malizia, dalla lussuria e dall'ubriachezza, e dall'intera legione di spiriti maligni di cui la società è posseduta

(II.) Civiltà moderna. La richiesta stridente di una rigenerazione spirituale è rimandata per l'agio e il lusso esteriore. Quando lo scrittore sacro volle descrivere la crescente degenerazione del popolo eletto, disse: "Jeshurur, [un vezzeggiativo per Israele] ingrassò e scalciò". Questa frase descrive le due grandi ere della crescita di una nazione: la prima, della prosperità; e in secondo luogo, del potere insolente, dimenticando il diritto. Così la civiltà moderna ha tessuto un velo così spesso, che molti sembrano essere incapaci o indisposti a vedere sotto la trama vivente delle leggi divine, e la nostra responsabilità verso la volontà del Supremo. Risultato strano e deplorevole, se la casa diventa così attraente da dimostrarsi una rivale del cielo! Triste errore, se il fascino dell'amicizia terrena e della vita comoda dovesse offuscare la nostra sensibilità verso la nostra santa relazione con Dio e Cristo! Abbiamo bisogno di sapere che ciò che c'è di meglio e di più sicuro in questa civiltà moderna è scaturito dal cristianesimo; ma che, nella misura in cui è scollegata da Cristo, come suo principio di controllo e motivo santificante, è vile, senz'anima e pericolosa; che c'è il rischio di seppellire le nostre anime in questo magnifico bene terreno. Lo splendido dono della vita non è stato concesso perché potessimo vestirci di porpora o di lino fino, o mangiare sontuosamente ogni giorno, e nemmeno perché potessimo cavalcare un miglio al minuto, attraversare l'oceano in dieci giorni, o mandare un dispaccio in giro per il globo in un batter d'occhio. Gli ebrei che viaggiano un miglio al minuto dovrebbero usare quel grande mezzo di trasporto per una missione non sciocca. Gli ebrei che possono attraversare l'Atlantico in dieci giorni dovrebbero sentirsi incaricati di fare un lavoro grande e buono per l'uomo, quando l'Onnipotente ha così messo nelle sue mani lo scettro dei venti e delle onde, ed essi gli obbediscono. Gli ebrei che possono inviare messaggi più veloci del volo del sole da un clima all'altro dovrebbero noleggiare il telegrafo con alcune buone notizie. La civiltà moderna è buona e sicura, quando è mantenuta al giusto livello secondario; ma se sorge, e assume titoli più orgogliosi, e il privilegio di monopolizzare le capacità immortali per gli usi mortali, le sentinelle devono gridare ad alta voce, e non risparmiare. Perché nessuno può guardare all'esterno, e non vedere che il mondo, così chiamato, ha una spaventosa presa sulle menti degli uomini. Tutto, anche la virtù, deve essere trasformata in profitto. Ciò che non porta denaro non è, in generale, pensato per valere qualcosa. Allora non c'è da temere di avere un altro Dio che non sia il Signore del cielo e della terra, cioè Mammona, come vera divinità della nostra adorazione! Provata da ogni regola e pesata su ogni bilancia, la civiltà moderna, in quanto tale, si trova carente. Non può bastare per i propri bisogni temporali e tenersi lontano dal fuoco e dall'acqua; Quanto meno soddisfare il grande bisogno dell'uomo immortale! Non può stare al posto di Cristo per la guarigione delle nazioni. Il suo dio è l'oro, il suo scopo è se stesso; troppi dei suoi governi sono tirannie; troppe delle sue città Sodoma; i suoi più alti onori sono le macellerie militari; e i suoi unici meriti tollerabili sono i riflessi scoloriti della Sua gloria che morì sulla Croce

(III.) Riforma, filantropia, una nuova organizzazione della società. L'appello è ingegnoso, perché ha una parte di verità che gli dà il benvenuto, che, nonostante il cristianesimo sia esistito per tanti secoli, i terribili mali della società non sono stati riformati. È vero, ma è perché è stato corrotto, sia sotto forma greca, cattolica e protestante. Ma eccolo lì, nella vita di Cristo, nei libri del Nuovo Testamento, e non permetterà mai all'uomo di dare sonno ai suoi occhi fino a quando non avrà fatto nuove tutte le cose. Il riformatore dice anche che, sebbene gli uomini facciano le istituzioni, le istituzioni a loro volta fanno gli uomini. Per esempio, che possiate predicare la mentalità celeste, ma come potete aspettarvi una notevole quantità di spiritualità nel campo brutale, o nelle umide e fredde cantine del pauperismo cittadino? Confessiamo che non possiamo. Di conseguenza, diventa una questione di ultima conseguenza che le istituzioni permanenti della società, e i costumi del tempo, debbano tutti quadrare con il modello cristiano. Cristo deve sedere come unico e definitivo arbitro su tutte le grandi questioni che ora agitano la società. E in questo giusto giudizio, tutto ciò che Cristo, mediante la Sua Parola, rigetta, noi, che siamo Suoi seguaci, dobbiamo rigettare; e qualunque cosa Ebrei 101 comanda di fare, chi dirà di no. Tanto cediamo alla riforma. Ma ciò contro cui protestiamo è, semplicemente, che la riforma morale, o qualsiasi nuova organizzazione della società, può prendere il posto della religione di Cristo. Perché, all'inizio, come avrebbero potuto iniziare questi grandi movimenti morali, se non ci fossero state dietro le influenze onnipotenti e derivate dal cielo delle idee cristiane? Questo è il fiume che scorre senza sosta e che mette in moto tutte le ruote e i complicati meccanismi della filantropia pratica. Questo è il serbatoio e il lago inesauribile che riempie tutte le tubature, gli acquedotti e le fontane, e disseta una città, e purifica l'impurità di una città. Cristo è la saggezza, la guida e la forza del riformatore, e senza di Lui non potrebbe fare nulla. Poi, di nuovo, concedete che possiate con la possibilità di riformare il mondo, di rimettere in moto l'orologio e di funzionare bene, di essere adeguatamente più egualitario, di rendere l'istruzione e la felicità universali. Quanto durerebbe il millennio senza Cristo? L'io è ancora lì, e la passione è indaffarata, e il vecchio tornerà in vita anche se una volta è stato crocifisso con le sue concupiscenze; E poi il mondo è brutto come prima, e tu hai tutto il tuo lavoro da rifare. No; Cristo è l'unico Sovrano e legittimo Riformatore, come Ebrei è il Salvatore dell'anima individuale, e solo coloro che vanno avanti nel Suo nome e nel Suo spirito sono potenti per abbattere le fortezze

(IV.) Istruzione. Ammettiamo, infatti, che se il mondo deve essere migliore e più felice, deve essere in non piccola misura grazie a una migliore famiglia e a una comune educazione scolastica. Ma l'educazione, come tutti gli altri grandi movimenti di benevolenza, è impotente di bene quando è disgiunta da Cristo. La cultura della mente diventa esclusivamente un bene dubbio, se l'educazione morale non tiene un passo regolare con essa. Gesù, come perfetto rappresentante della nostra natura spirituale, incoraggia la prima formazione morale. Gli Ebrei chiamavano a sé i bambini e pronunziavano su di loro la Sua benedizione. Atti degli Apostoli una volta gli Ebrei posero un bambino in mezzo a un bambino e ordinarono ai Suoi discepoli di convertirsi e di diventare come i bambini, altrimenti non sarebbero potuti entrare nel Suo regno. Ed Ebrei lasciò ai Suoi apostoli il comando: "Pasci i miei agnelli". L'educazione, quindi, nelle sue forme più elevate, ha l'incoraggiamento esplicito di Colui che sapeva cosa c'era nell'uomo. (A. B. Livermore.Un nome salvifico: possiamo distruggere noi stessi e gli altri, ma non possiamo salvare noi stessi o gli altri. Ci sono alcuni pericoli e mali dai quali possiamo salvare noi stessi e i nostri simili, ma dal peggio non possiamo salvare né noi stessi né gli altri. Tutto ciò che in questo caso possiamo fare per noi stessi è guardare a un Salvatore, e agli altri per indirizzarli a un Redentore. Raramente siamo soddisfatti di ciò che abbiamo. Eva desiderava il frutto proibito, e i Giudei desideravano un Salvatore completamente diverso da Colui al quale i profeti avevano dato testimonianza e che Dio aveva mandato. Su questo fatto Pietro richiama l'attenzione, e poi aggiunge: "Né c'è salvezza in nessun altro", ecc. Nota qui:

(I.) Salvezza

(1.) L'ignoranza rispetto ai soggetti più elevati è paragonata all'oscurità; Essere chiamati dalle tenebre a una luce meravigliosa, è in parte salvezza

(2.) La stoltezza accompagna sempre la peccaminosità. Ricevere sapienza dall'alto, ed essere fatti, riguardo ai fini più alti e ai mezzi migliori, veramente saggio, è in parte salvezza

(3.) L'immaginazione è una facoltà sempre impegnata nel bene o nel male. A meno che non siano collegate con la conoscenza e la sapienza, le sue invenzioni sono vane e malvagie. Avere tutte queste immaginazioni abbattute, è in parte la salvezza

(4.) Il cuore dell'uomo è un albero che produce frutti corrotti e una fonte che sgorga acqua amara. Aver creato in noi un cuore puro e uno spirito retto, è in parte salvezza

(5.) La volontà dell'uomo è stata creata per corrispondere alla volontà di Dio, come una ruota nella ruota, ma è caduta dal suo posto e gira fuori dalla sua sfera. Come il timone di una nave, la volontà aveva lo scopo di mantenere gli uomini fedeli alla gloria di Dio mentre percorrevano l'ampia via dei comandamenti di Dio. Ma il timone è nelle mani dei pirati, e la prua della nave è rivolta verso la roccia, o le sabbie mobili, o l'iceberg. Essere liberati da una volontà ribelle e ribelle, ed essere preparati a fare la volontà di Dio come un figlio obbediente, è in parte salvezza

(6.) La coscienza è una facoltà che molti suppongono non possa mai diventare corrotta. Ma un uomo può fare il male quando agisce coscienziosamente, perché ci sono coscienze cattive. Avere la coscienza purificata e guarita dal prezioso sangue di Cristo, e rettificata dallo Spirito Santo, è in parte salvezza

(7.) Dio creò l'uomo a Sua immagine (Genesi 1:27). Come il dipinto o la statua per il suo soggetto, come lo specchio per lo spettatore, così il primo uomo, in principio, lo era per il suo Dio. Ma lo specchio è rotto, e la statua è deturpata, e il dipinto è strappato, e il bambino è caduto, è sfigurato e mutilato. Avere lo specchio sostituito, l'immagine rinnovata, il bambino guarito e la somiglianza divina restaurata, è in parte la salvezza. 8. Con una natura peccaminosa siamo nati. Avere la nostra peccaminosità crocifissa e il suo dominio distrutto, è in parte salvezza. 9. La posizione dell'uomo era, nel suo primo stato, retta e filiale. Ma noi siamo decaduti dalla nostra posizione a causa del peccato, e siamo considerati colpevoli ed empi. Essere giustificati, è in parte salvezza. 10. C'è uno spirito maligno che opera nei figli della disubbidienza. Essere liberati dalla sua presenza e dal suo potere è in parte salvezza. 11. C'è il male in tutte le istituzioni e le disposizioni umane. Il mondo di Dio è buono, ma quello dell'uomo ha molto male. Essere fatti vincere il mondo, è in parte salvezza. 12. La morte si è insinuata nella nostra natura umana, la morte spirituale. Essere vivificati moralmente e religiosamente è in parte salvezza. 13. La punizione incombe sulle nostre teste colpevoli come una nuvola di tuono gravida di tempesta, e la tempesta incombente mormora nei nostri dolori presenti. Il salario del peccato è la morte, e tutti i mali di cui la carne e l'anima sono eredi sono come rate del salario del peccato. Avere il firmamento della vita sgombrato da queste nubi mediante il perdono dei peccati, è in parte salvezza. 14. Tali sono gli squilibri del male, che i perdonati e i rigenerati sono esposti all'afflizione, ed è stabilito che anch'essi debbano morire. Per essere sostenuti nell'ora della tribolazione, per scendere nella nostra tomba e risorgere, gridando: "O morte, dov'è il tuo pungiglione? O tomba, dov'è la tua vittoria?" è in parte salvezza. 15. Il paradiso è stato perduto da Adamo, ma il paradiso è stato riconquistato da Gesù Cristo. Entrare in quel giardino come nostro, e godere delle sue innumerevoli delizie, e realizzare in esso la vita eterna, questo è il compimento della salvezza. Questa salvezza Dio l'ha promessa all'inizio, questa Dio l'ha provveduta, e noi vi offriamo questa nella predicazione del vangelo

(II.) La salvezza in una persona

(1.) Le liberazioni a volte sono operate dalle cose. Il naufrago si salva aggrappandosi a un longherone galleggiante, l'inquilino di una casa in fiamme vicino alla botola nel tetto. E le liberazioni sono effettuate da cose impiegate da persone, come l'equipaggio di una scialuppa di salvataggio, un pompiere e la scala antincendio, un medico e le sue medicine. Ci sono, inoltre, persone la cui professione è un'opera di salvezza, come il medico, il pompiere e l'equipaggio della scialuppa di salvataggio

(2.) La salvezza di cui abbiamo parlato non è nel proposito divino, o nel fiat divino, o in qualsiasi altra cosa, ma in un Salvatore vivente

(3.) Essere salvati da un Salvatore.

(1) Questo mostra la nostra debolezza, e nella nostra debolezza vediamo la nostra miseria. Siamo come uno che sta annegando, legato mani e piedi. Siamo come esposti alle fiamme e paralizzati in ogni arto. Siamo come un avvelenato, sul quale il sonno della morte sta già strisciando.

(2) Questa disposizione rimuove ogni motivo di vanto dai salvati.

(3) Pone i riscattati sotto obblighi speciali. Essi sono debitori verso il loro Salvatore come verso nessun altro. Padre, madre, marito, moglie, non hanno fatto nulla per noi in confronto a Colui che ci salva.

(4) Rende l'opera effettiva della salvezza un servizio di simpatia e amore. La salvezza non proviene da un mero potere o forza, ma è connessa con l'intelligenza, l'affetto e la volizione, e quindi non è soggetta a fallimento.

(5) Crea una nuova relazione e connessione. Con la nostra esistenza diventiamo la progenie di Dio. Con il nostro ingresso nella vita abbiamo genitori della carne. E queste e altre connessioni sono naturali. Abbiamo il Creatore, la madre, il padre, forse fratelli, sorelle, nel corso ordinario della provvidenza. Ma un Salvatore è distinto da tutte le altre relazioni. Beato l'uomo che, guardando a un potente da salvare, può dire: "Mio Salvatore". Un uomo può essere orfano e senza amici, ma con un Salvatore tutt'altro che desolato, mentre colui che, in mezzo alla cerchia più grande e amorevole, non ha un Redentore non è solo un uomo abbandonato, ma un uomo perduto

(III.) Salvezza in una persona il cui nome è reso noto

(1.) Seimila anni fa il Salvatore degli uomini era semplicemente chiamato il seme della donna. Allora Ebrei fu chiamato Silo, il Profeta, il Meraviglioso, la Radice di Iesse, il Ramo Giusto, Geova la nostra Giustizia. E l'angelo che annunciò il concepimento disse: "Tu gli porrai nome Gesù", ecc

(2.) Gesù è il nome dato agli uomini come il nome del Salvatore. A questo Gesù dà testimonianza a tutti i profeti come il Cristo di Dio. Questo Gesù fu proclamato Salvatore dall'angelo Gabriele, da un altro angelo e da una moltitudine dell'esercito celeste. Questo Gesù fu presentato da uno dei più grandi profeti che la terra abbia mai conosciuto. Le opere compiute dagli Ebrei hanno reso testimonianza di Lui. I cieli si squarciarono tre volte e dall'eccellente gloria uscì una voce che diceva: "Questi è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto". L'eclissi e il terremoto Lo salutarono come il Salvatore quando gli Ebrei morirono; la risurrezione ravvivò la Sua fama, e l'ascensione la stabilì per sempre: "Che nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi". È un fatto interessante che il nome Gesù ricorra quasi settecento volte nei quattro Vangeli, Cristo solo una sessantina di volte nei Vangeli e negli Atti, Gesù Cristo solo cinque volte nei Vangeli, e Cristo Gesù non una sola volta in quei libri. Possiamo quindi considerare Gesù come il nome dato agli uomini

(3.) Giosuè, al cui nome corrisponde Gesù, è composto da una parte del nome Geova, e da una parola che significa salvezza. In modo che l'etimo significasse la salvezza del Signore, o Signore della salvezza. Questo nome fu dato al Figlio dell'uomo, a un Betscemita al tempo di Samuele, a un governatore delle città di Giuda ai giorni di Giosia e a un sommo sacerdote ai giorni di Aggeo. Il nome, anche se in uso, non era comune, e fu dato al Figlio di Maria con un significato speciale

(4.) Ma chi è questo Gesù? Ebrei è Dio manifestato nella carne. Ebrei ha tutti gli attributi e le proprietà di Dio, ma mentre era sulla terra Ebrei "si fece senza reputazione", ecc. Ebrei ha tutti gli attributi e le proprietà dell'umanità, ma senza peccato. In Lui è tutto ciò che è necessario per la completa redenzione. Dio ha dato questo nome: per iscritto per essere letto, predicando per essere ascoltato; l'ha data Lui stesso perché non sia mai dimenticata e sia al di sopra di ogni nome; data agli uomini, affinché gli uomini possano leggerla e ascoltarla, impararla e ripeterla, incorporarla nelle loro preghiere e nei loro canti, e che possa diventare familiare nelle loro bocche come qualsiasi parola familiare

(IV.) La salvezza è limitata a questa persona

(1.) Ci sono stati altri nomi sotto il cielo dati tra gli uomini. I farisei diedero il nome di Abramo e dissero: «Abbiamo Abramo per padre» e il nome di Mosè, dicendo: «Noi siamo discepoli di Mosè». Il falso profeta del sesto secolo diede il suo proprio nome. La Chiesa di Roma dà il nome della Santa Chiesa Cattolica, i nomi degli angeli, dei santi e dei martiri e, soprattutto, il nome di Maria. Ma Abramo era l'antenato del Salvatore, non il Salvatore; Mosè era un profeta del Salvatore, non il Salvatore, Maometto era un ingannatore di se stesso e un ingannatore; la Chiesa è composta di salvati, non di salvatori; gli angeli servono gli eredi della salvezza, non possono salvarli; e Maria è debitrice della propria salvezza al proprio figlio Gesù

(2.) Ma non solo sono stati proposti altri nomi, ma le cose sono state presentate come salvatrici. Così, i sacramenti sono dati tra gli uomini come mezzi di salvezza, e credi creati dagli uomini, e l'appartenenza a chiese particolari, e buone opere. Ma questi sono dati agli uomini dagli uomini e non da Dio

(3.) Sarebbe interessante indagare sulle cause di altri nomi e cose che vengono proposte. Forse la causa principale è l'orgoglio. Rifuggiamo dal riconoscimento pratico di una totale e assoluta dipendenza dalla grazia di Dio per la nostra redenzione; Disprezziamo la semplicità della fede, o non siamo disposti a seguire la santità. Ma, comunque, questo può essere, "non c'è salvezza in nessun altro". 4. C'è molto mistero intorno a questo nome, il mistero della santa incarnazione, dell'unione della natura divina e umana, dell'unità con il Padre, coesistente con la sottomissione al Padre, della tentazione e dell'agonia, e dell'"Eloi, Eloi", della tomba, della risurrezione e dell'ascensione; ma non possiamo permetterci di trascurare il nome di Gesù a causa del mistero che lo circonda, perché "in nessun altro c'è salvezza". 5. Ci sono differenze di opinione riguardo a Colui che porta questo nome Gesù. Alcuni negano la Sua Divinità, altri la Sua vera umanità. Alcuni rifiutano di riconoscerlo come vittima e sacerdote, e gli rendono omaggio solo come maestro, altri lo lasciano nel sepolcro tra tutti i morti potenti. L'Ebreo incredulo lo considera ancora un impostore, il Gentile credente lo incorona Signore di tutto. Ma in mezzo a questa diversità di opinioni non possiamo dire: "Sospendo il mio giudizio". Su questo argomento dobbiamo prendere una decisione. Né possiamo ritenere l'errore senza spaventoso pericolo, perché "in nessun altro c'è salvezza". 6. Molti che dicono di essere salvati da Cristo non mostrano segni di redenzione. Mentre li guardiamo diciamo: "Salvati da cosa?" Se sono stati salvati, cosa devono essere stati prima? Ci sono uomini che si vantano di essere salvati, che sono così figli del diavolo che molti hanno detto: "Se questa è la salvezza, che il Cielo me la tenga lontana!" Ma poi? Sebbene molti di coloro che dicono di essere salvati non mostrino alcun segno di salvezza, sì, di più, anche se pochi sono salvati, sì, di più, se finora non c'è un'anima salvata, il mio testo rimane vero: "Né c'è salvezza in nessun altro". 7. Molti uomini pensano che i loro casi siano troppo singolari per essere salvati da Cristo Gesù. Un uomo è scettico, e i suoi dubbi sono, a suo giudizio, del carattere più straordinario. Ci sono stati molti scettici, ma nessuno come lui. Un secondo era un tempo un ateo o un deista, e nella negazione della verità religiosa procedeva più lontano di quanto potesse concepire che fosse possibile per un infedele. Un terzo è stato un bestemmiatore. Un quarto è stato un licenzioso dissoluto. Un quinto è stato più crudele di una bestia da preda. Un sesto una volta indossava la forma della pietà mentre era privo del potere. Un settimo una volta ascoltò la Parola con gioia, ma resistette solo per un po'; Ci fu tribolazione ed egli si offese. L'ottavo è stato un accanito persecutore. Ora, ognuno di questi dice: Gesù può salvare gli altri, ma gli Ebrei non possono salvare me. Ma qualunque eminenza un uomo possa avere in ciò che è peccaminoso, se mai è salvato, deve essere salvato dal Redentore del più piccolo dei peccatori. C'è un sole che governa il nostro giorno, una luna che governa la nostra notte, un'atmosfera intorno al nostro globo in cui respirare e muoversi, e non un'altra. "Né c'è salvezza in nessun altro". Conclusione:1. E ci sono qui persone che non credono in Gesù? Se ci sono, chi possono essere? Non i figli di genitori credenti? Non quelli che sono ora, o che sono stati, nelle nostre scuole cristiane? Non sono i possessori di un Nuovo Testamento? Non coloro che ascoltano regolarmente o anche occasionalmente il Vangelo? Non quelli che conoscono questo nome Gesù? O è forse così, che i non credenti qui consistono proprio di queste classi! Non credere! Perché non credete? Questo nome, per fede in questo nome, salva. Gli ignoranti per fede giungono a questo Gesù come a un maestro; gli stolti per fede vengono a questo Gesù come fonte della sapienza; gli stolti edificatori mediante la fede vengono al Creatore della terra; gli impuri per fede vengono a questo Gesù, come a una fonte aperta per il peccato e per ogni impurità, la creatura ferita dalla coscienza viene per fede da questo medico delle anime, affinché gli Ebrei possano guarirlo; i caduti vengono mediante la fede a questo Gesù, potente nel salvare, affinché gli Ebrei 51 rialzino; e se crederete nel Signore Gesù Cristo sarete salvati

(2.) Fratelli miei, credete. Ti sento dire: "Va' per questa volta"? Per questa volta! Perché per questa volta? Ah, so perché: che tu possa bere più liberamente dei piaceri di questo mondo

(3.) Credenti in questo nome, fate tutto il possibile per farlo conoscere. Quando la vedi, non brilla sotto i tuoi occhi come la gemma delle gemme? Quando la senti, non suona come la musica più dolce del cielo nel tuo orecchio? e nel profondo del vostro cuore, non sentite che è la potenza di Dio per la vostra salvezza? Allora fai del tuo meglio per sostenere gli uomini dai quali e per sostenere i luoghi in cui viene predicato questo nome di nomi. (S. Martin.Solo per entrare: in piedi di fronte a Fort William, un missionario sentì i musulmani e i cinesi dire: "Ci sono molte porte per Fort William: c'è una porta dell'ospedale, una porta dell'acqua e altre. Ora, Sahib, è proprio lo stesso per quanto riguarda il cielo. I cinesi entrano da una porta, i musulmani da un'altra e gli indù da un'altra!"" Sì", disse il missionario, "è vero; Ma c'è una sentinella ad ogni cancello, e ogni sentinella ha la stessa parola d'ordine, e non ci si può entrare senza quella parola d'ordine. 'Non c'è altro nome sotto il cielo dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati', se non Gesù Cristo e Lui crocifisso".Il cristianesimo l'unica forza riformatrice:

1.) Quattro grandi fatti ci confrontano ad ogni angolo.

(1) C'è qualcosa al mondo che gli uomini hanno accettato di chiamare vizio.

(2) C'è qualcosa al mondo che gli uomini hanno acconsentito a chiamare virtù.

(3) Questo vizio e questa virtù non hanno la loro residenza nel fisico o nell'intelletto umano, ma in ciò che tu ed io abbiamo acconsentito a chiamare carattere.

(4) Il potere di sopprimere il vizio e di sviluppare la virtù non è nell'uomo né dell'uomo, ma da Dio

(2.) Questi sono quattro fatti, confermati da tutta la razza, che stasera rimangono incontestati. E noi siamo qui per sostenere il grande pensiero del testo che l'unico potere attraverso il quale il vizio può essere soppresso e la virtù può essere sviluppata è il potere del cristianesimo, manifestato attraverso un Cristo personale, residente nel cuore umano

(I.) Il liberalismo di oggi si oppone a questo modo di pensare e ci indica altre fonti di potere riformatore

(1.) La nostra attenzione è rivolta alla Cina, dove un nome è considerato sacro come il nome di Cristo da noi. Una volta all'anno l'imperatore, circondato dalla sua corte, entra in un tempio ed esclama: "Confucio, Confucio, quanto è grande Confucio; prima di Confucio non c'è stato Confucio, e dopo Confucio non c'è stato Confucio; Confucio, Confucio, quanto è grande Confucio!" Ora, qual era la concezione radicale dell'umanità da parte di Confucio? Era che l'umanità è radicalmente buona, che è capace della più alta forma di virtù, indipendente da qualsiasi forza esterna; quindi dà ai suoi compatrioti i cinque parenti. La grande forza riformatrice di Confucio era la subordinazione; l'obbedienza della moglie al marito; del figlio al genitore; dal fratello minore al fratello maggiore; dall'amico più giovane all'amico più anziano; e del suddito all'Imperatore. Onoriamo Confucio per i principi morali che ha dato ai suoi connazionali; Ma questi principi sono stati messi alla prova nelle circostanze più favorevoli, e quali sono i risultati? Attraversa l'impero cinese e cosa trovi? Menzogna e furto, e tutte le forme di dissipazione; la degradazione delle donne; e una spesa di 33.400.000 sterline all'anno in un ramo dell'idolatria

(2.) Poi in Oriente c'è un altro nome rivale, il nome di un uomo che ondeggia il suo scettro su più di 100.000.000 di persone in Cina, Giappone, nelle Isole del Mare. Sakya-Muni proseguì con le due grandi idee: che il vizio è il risultato del cambiamento che è evidente intorno a noi, e che per garantire la virtù la mente deve elevarsi a quella legge in base alla quale le cose non cambiano. Da qui il nome Buddha è dato a colui che accerta quella legge immutabile. Non ho alcun interesse a travisare questo grande uomo. Lo considererei un uomo provvidenziale, come Socrate e Platone. Ma quando egli viene portato come rivale contro il mio Maestro, io sono costretto a giudicare le sue proposte per rendere l'umanità migliore. Gli Ebrei diedero nobili precetti al suo popolo, e questo seicento anni prima che Cristo venisse al mondo. Gli Ebrei emanarono i Suoi comandamenti: "Non uccidere", "Non rubare", "Non commettere adulterio", tutti i quali, tuttavia, possono essere fatti risalire a Mosè. Ma ora ripercorri tutto il punto in cui Sakya-Muni ha fatto oscillare il suo scettro religioso. Qui non solo vengono violati i suoi precetti, ma tutti i precetti dei nostri Dieci Comandamenti

(3.) In India troviamo un altro rivale del nostro Maestro nella forma di Brahma. La grande teoria del Brahmanesimo per l'elevazione dell'umanità è che, poiché il peccato dimora nella carne, e la virtù nell'intelletto, dobbiamo ridurre il fisico al minimo, ed esaltare l'intelletto al massimo, e poi sopprimere il vizio e sviluppare la virtù. Ebbene, giudichiamo il Brahminismo dai suoi risultati. Andiamo in quella bella terra, dove tutta la natura è bella e solo l'uomo è vile. Guardate l'idolatria: 360.000.000 di dèi! La donna è degradata; l'infanzia, specialmente l'infanzia femminile, è sacrificata; Il teppismo prevale e lì i vizi sono dominanti. E tutto questo è il risultato dell'insufficiente forza riformatrice del Brahminismo

(4.) Non menziono il maomettanesimo, perché il maomettanesimo non è originale; è plagio

(II.) Ora rivolgiti al cristianesimo. Qual è l'idea radicale di Cristo della condizione dell'umanità? È che la natura umana è cattiva, e che questa cattiveria è nella condizione della volontà, della coscienza e degli affetti, e che da questa condizione morale scaturisce il vizio, e che dal vizio viene la miseria del mondo. Ora, cosa si propone di fare Ebrei? Trasformare con un potere soprannaturale

(1.) Non dobbiamo considerarlo come un semplice filantropo; La filantropia di Cristo è subordinata al Suo potere soprannaturale. Cristo non è venuto per migliorare la condizione fisica dell'uomo. Mi dite che gli Ebrei hanno fatto miracoli? Vero; ma non come filantropo. Gli Ebrei non risuscitarono tutti i morti, né guarirono tutti i malati; ma solo dove gli ebrei potevano scrivere una credenziale per la Sua grande missione di rinnovare il cuore umano. Il significato dei miracoli di Gesù Cristo è questo, che in tutto l'Oriente prevaleva l'idea che il peccato fosse nella materia, e che non ci fosse alcun potere nell'universo con cui la materia stessa potesse essere controllata. Quindi gli Ebrei compirono i Suoi miracoli semplicemente per dimostrare che gli Ebrei erano superiori alla natura e che la materia era a Lui sottomessa. Hebrews non era un filantropo nel senso ordinario del termine. Gli orfani gridavano per le strade di Gerusalemme, ma gli Ebrei non eressero alcun asilo per orfani; Gli ebrei non fondarono mai un collegio. Gli ebrei avrebbero potuto dare al mondo un sistema scientifico perfetto e una Materia Medica che avrebbe alleviato le sofferenze dell'umanità. Ma gli Ebrei non fecero nulla del genere. Gli ebrei potrebbero aver anticipato grandi inventori; qualunque cosa oggi sembri essere la gloria della nostra civiltà deve aver fluttuato attraverso la Sua divina immaginazione. Ma questo non era lo scopo della Sua venuta. Né gli ebrei vennero come uomini di stato. Due volte Ebrei fu invitato a fare da giudice, ma Ebrei rifiutò; una volta a Ebrei fu chiesto di essere re, ma Ebrei rifiutò. Gli ebrei non espressero alcuna preferenza per questa o quella forma di governo. Gli ebrei sapevano che il governo era oppressivo e la schiavitù spaventosa, ma gli ebrei non emanarono alcun proclama di emancipazione. Il male sociale prevalse, ma gli Ebrei non organizzarono riunioni per la rivendicazione. L'intemperanza prevalse, ma egli non offrì mai a nessuno l'impegno di astinenza totale. La guerra prevalse, ma gli ebrei non organizzarono società di pace. Persino l'idolatria maledisse ogni collina e valle, eppure gli Ebrei non organizzarono alcuna crociata contro l'idolatria. Ciò che gli ebrei non fecero è notevole quanto ciò che fecero gli ebrei. Gli infedeli di oggi lo accusano perché gli Ebrei non hanno fatto queste cose

(2.) Ma ascolta! Il suo occhio guardò indietro nei secoli e, passando sopra la Cina, vide ciò che la subordinazione o la sottomissione non erano riuscite a fare; sulla regione influenzata da Buddha, e vide ciò che il suo insegnamento non era riuscito a fare; sull'India, e vide che la cultura intellettuale si era rivelata un fallimento; su Roma, e vide che la legge non era riuscita a sopprimere il vizio o a sviluppare la virtù; sulla Grecia, dove l'arte era al suo splendore; e lì gli ebrei videro che l'estetica della civiltà era venuta meno, e che l'arte non era una forza riformatrice. Allora gli Ebrei dissero: "Ora entrerò nella cittadella dell'uomo; Verrò da ogni individuo e gli chiederò di permetterMi di incarnarmi in lui; incatenare la sua coscienza alla mia severa moralità, armonizzare la sua volontà con la mia, intronizzarmi nei suoi affetti; Farò di ciascuno un Cristo vivente, che cammina e parla". 3. Gli ebrei decisero di non fare ciò che gli uomini potevano fare. Gli Ebrei sapevano che l'uomo, senza l'aiuto di Lui, poteva educare la mente, benedire l'orfano e confortare la vedova; ma gli Ebrei decisero di toccare la fonte della vita affinché tutti i corsi d'acqua potessero essere puri, e proprio nella misura in cui gli Ebrei sono ricevuti come il rigeneratore del cuore umano, in quella proporzione le opere di carità pubbliche diventano fatti, e la benevolenza è una verità sublime nel mondo. Un dotto cinese di Filadelfia scrisse una serie di articoli in questo senso: che nel suo paese c'erano case di carità per l'accoglienza delle vedove e degli anziani, ma avrebbe dovuto avere l'onestà di raccontare due fatti: primo, che nel suo paese non c'è nessuna casa di carità che sia antecedente all'introduzione del cristianesimo; e, in secondo luogo, che sulle rive dello Yang-tse-kiang c'è una casa di carità per gli animali che precede il cristianesimo. Quei cinesi sono in anticipo su Darwin, perché dicono che questi animali saranno uomini nell'altro mondo. Nella stessa città ho partecipato al semicentenario della Società Biblica. Per primo giunse sul banco un muto che, con il suo linguaggio garbato, ci recitò la Beatitudine: "Beati coloro che piangono, perché saranno consolati". Poi venne una bella ragazza nata sorda, ma la scienza cristiana aveva insegnato alle labbra mute a parlare, e sussurrò: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio". Poi venne una signora cinese che era nata cieca, portata in questo paese e convertita, e la scienza cristiana aveva insegnato alle sue dita a leggere abilmente nella lingua dei ciechi: "Il Signore è il mio pastore, non mancherò di nulla". La scienza cristiana sta facendo oggi ciò che Cristo ha fatto nella Sua persona. Il genio del cristianesimo che opera attraverso cuori rinnovati sta scrivendo le sue credenziali a favore del nostro Divino Signore. È vero che gli ebrei non hanno fondato un collegio o un'università? Gli ebrei hanno fatto qualcosa di meglio; Gli Ebrei misero nelle mani di ogni uomo un libro che avrebbe dovuto parlare agli uomini del carattere e delle pretese di Dio Onnipotente; che dovrebbe informare l'uomo della propria origine, che egli è immortale e responsabile verso i secoli come lo è verso Dio; un libro che dovrebbe presentargli il più nobile esempio di virtù e le più grandi leggi della morale, e ovunque questo Libro abbia diffuso la sua bandiera di saggezza e di amore, la conoscenza è stata diffusa, le università fondate e la scienza è progredita. Cristo non è venuto come uomo di Stato? Gli Ebrei dichiararono la fratellanza dell'umanità; Gli Ebrei annunciavano i principi eterni della verità e della giustizia, ed essi sapevano che ovunque questi principi fossero stati accettati, da un cuore che era stato rinnovato da Lui, lì il governo sarebbe stato modificato, l'oppressione sarebbe cessata e la libertà sarebbe stata goduta. È vero che gli ebrei non organizzavano missioni per recuperare la povera cortigiana? Gli Ebrei sapevano che era necessario creare un nuovo affetto nel cuore degli uomini e delle donne, perché Lui fosse accolto nel cuore umano, per frenare la passione; e gli Ebrei sapevano che, essendo stati ricevuti in questo modo, ci sarebbe stata una riforma di questa classe spaventosa nella società. Solo in una terra cristiana, e quando il cristianesimo diventa una forza vivente nella società, il male sociale viene marchiato e bandito. È vero che gli Ebrei non hanno offerto a nessuno il pegno della totale astinenza? Gli ebrei sapevano che le influenze antecedenti sarebbero state all'opera all'inizio, e che grandi forze morali dovevano operare. È vero che gli ebrei non hanno organizzato società di pace? Gli Ebrei sussurravano che la Beatitudine: "Beati gli operatori di pace", ed Ebrei sapevano molto bene che solo quando l'umanità fosse stata trasformata dalla Sua potenza le passioni della guerra sarebbero cessate e gli uomini avrebbero vissuto insieme in dolce armonia. Gli uomini cristiani hanno organizzato le uniche società di pace al mondo. (J. P. Newman, LL.D.)

13 CAPITOLO 4

Atti 4:13

Quando videro l'audacia di Pietro e di Giovanni.La grazia di Dio, che il carattere e la storia di San Pietro ci costringono in modo particolare alla nostra attenzione, è il vero coraggio che viene dalla fede. C'è un coraggio che non viene dalla fede, ma dalla durezza di cuore, dall'ostinazione, dall'ira o dalla stupidità, che non vede il pericolo e non prova dolore. Questo è il coraggio del bruto. Non lo si biasima. È buono al suo posto, come tutte le cose che Dio ha fatto. È abbastanza buono per il bruto; ma non è abbastanza buono per l'uomo. Non ci si può fidare dell'uomo. E più un uomo è ciò che un uomo dovrebbe essere, meno può fidarsi. Più un uomo ha la mente per essere in grado di prevedere il pericolo e misurarlo, più possibilità c'è che il suo coraggio bruto ceda. Più un uomo ha sentimento, più possibilità c'è che il suo coraggio bruto si rompa, proprio quando lo desidera di più per tenerlo in piedi, e lasciarlo fare il codardo e venire in vergogna. Sì; Per portare a termine un'impresa difficile o pericolosa un uomo vuole qualcosa di più del coraggio bruto. Gli ebrei hanno bisogno di avere fede in ciò che stanno facendo per essere certi di essere nel giusto. Guardate la classe di uomini che in tempo di pace subiscono i pericoli più spaventosi. Non passa settimana senza che uno o più di loro, nel tentativo di salvare la vita e la proprietà, facciano cose del tutto eroiche. Cosa li tiene al passo con il loro lavoro? Paga alta? Il divertimento e l'eccitazione dei fuochi? La vanità di essere elogiati per il loro coraggio? Questi sono motivi che non manterrebbero il cuore calmo e la mente lucida di un uomo di fronte a una responsabilità e a un pericolo come i loro. No; è il senso del dovere. La consapevolezza che stanno compiendo un'opera buona e nobile, che sono nelle mani di Dio e che nessun male può accadere a colui che sta facendo il bene. Sì; è il coraggio che viene dalla fede che rende gli uomini come San Pietro e San Giovanni. "Non temere", disse Davide, "quand'anche la terra fosse mossa e i monti portati in mezzo al mare". L'uomo giusto che si attiene fermamente al suo dovere, dice un vecchio scrittore saggio, "non sarà scosso dalla sua mente solida dalla rabbia della folla che gli ordina di fare cose vili, o dal cipiglio del tiranno che lo perseguita. Quand'anche il mondo dovesse crollare in pezzi intorno a lui, le sue rovine lo colpirebbero senza farlo tremare". Tale coraggio ha fatto sì che gli uomini, rinchiusi in prigione per lunghi e faticosi anni per aver fatto ciò che era giusto, resistessero virilmente per amore di una grande causa, e dicessero:

"I muri di pietra non fanno una prigione, né le sbarre di ferro una gabbia."

C'è solo una cosa che devi temere in cielo o in terra: essere infedele a te stesso e quindi infedele a Dio. Se non farai la cosa che sai essere giusta, e dirai la cosa che sai essere vera, allora sei davvero debole. Tu sei un codardo e pecchi contro Dio. E subirai la punizione della tua vigliaccheria. Abbandoni Dio, e quindi non puoi aspettarti che Lui ti stia accanto. Ma chi vi farà del male se siete seguaci di ciò che è giusto? (Salmi 15:1-5). C'è un tabernacolo di Dio nel quale, anche in questa vita, gli Ebrei 101 nasconderanno dalle lotte. C'è un monte di Dio nel quale, anche in mezzo al pericolo, alla fatica e all'ansia, possiamo riposare giorno e notte, Gesù Cristo, la Roccia dei Secoli, Ebrei che è la giustizia stessa, la verità stessa. E chiunque pratica la giustizia e dice la verità, dimora in Cristo in questa vita, così come nella vita futura. E Cristo gli darà il coraggio di rafforzarlo mediante il Suo Santo Spirito, di stare nel giorno malvagio, il giorno del pericolo, e di aver fatto tutto per resistere. (C. Kingsley, M.A.La Chiesa è nata e nutrita in mezzo alle tempeste. I sostenitori del cristianesimo hanno spesso incontrato un'opposizione inaspettata e una crudele persecuzione. Gli uomini il cui ufficio era quello di promuovere il progresso della verità si sono sforzati di ostacolarne il corso. La persecuzione intimidisce i deboli, ma nobilita e purifica i veri. Il testo ci insegna tre cose sul vero discepolo

(I.) Che gli uomini cristiani sono ispirati dal coraggio divino in tempi di persecuzione. "Videro la baldanza di Pietro e Giovanni". C'è una grande differenza tra un cristiano e un uomo del mondo in tempi di difficoltà. L'uomo mondano è timido, irritabile e irrequieto; l'uomo cristiano è calmo, coraggioso e speranzoso. Nulla può calmare e rafforzare un uomo più della piena certezza della protezione di Dio. Tre cose mostrano che i discepoli erano dotati di fortezza divina

(1.) Guardate la loro nobile difesa. Pietro parla con coraggio ed eloquenza per Cristo

(2.) Guardate il loro audace attacco. Pietro accusò i suoi accusatori di ignoranza, avevano rigettato Cristo; li ha accusati di peccato, avevano crocifisso Cristo

(3.) Guarda il loro spirito imperterrito. Fu comandato loro di smettere di predicare; ma rimasero saldi nella verità. Dio può ispirare i Suoi figli con coraggio ad affrontare i conflitti più feroci della vita, a sopportare il dolore, a soffrire la povertà, a sopportare il lutto, ad affrontare la persecuzione

(II.) Che gli uomini cristiani sono ispirati dalla sapienza divina in tempi di persecuzione. "E si accorsero che erano uomini ignoranti e ignoranti". Cristo aveva promesso di impartire saggezza ai Suoi discepoli nei momenti di pericolo. "Quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come e di che cosa dovrete parlare, poiché in quell'ora stessa vi sarà dato ciò che dovrete dire". Ti darò una bocca e una sapienza che tutti i tuoi avversari non potranno contraddire e resistere". Tre cose mostrano che i discepoli furono istruiti da Dio

(1.) Furono messi in grado di fare una dichiarazione speciale della potenza di Cristo. L'esame fu particolare: "con quale nome" avevano compiuto il miracolo. La risposta fu particolare: "nel nome di Gesù". Era un'opera misericordiosa, un'opera riuscita, un'opera divina

(2.) Essi furono in grado di fare un'adeguata dichiarazione di salvezza in Cristo: "né c'è salvezza in nessun altro". 3. Essi furono in grado di fare una dichiarazione pubblica della loro fede in Cristo: "Non c'è altro nome sotto il cielo dato agli uomini per mezzo del quale dobbiamo essere salvati". Credevano nella supremazia di Cristo. Sapevano che Ebrei era sia il Figlio che l'Inviato di Dio. La sua parola era vera. Il suo lavoro era completo. "Se qualcuno manca di sapienza, la chieda a Dio". Gli uomini cristiani dovrebbero parlare con coraggio in difesa della verità. Parlate per Cristo dappertutto, nei negozi e nei mercati, nei digiuni e nelle feste. Parla della Sua vita, della Sua espiazione, della Sua risurrezione, della Sua intercessione

(III.) Che gli uomini cristiani sono ispirati da un'influenza divina in tempi di persecuzione. "Ed essi seppero da loro che erano stati con Gesù". L'uomo che ha frequenti rapporti con Gesù rifletterà lo spirito del suo Maestro. La comunione con Cristo rende l'uomo mite, paziente, coraggioso, devoto e zelante. Quando Mosè scese dal monte Sinai, il suo volto risplendeva di un tale splendore divino che i figli d'Israele "ebbero paura di avvicinarsi a lui". L'influenza che i discepoli possedevano è evidente per tre cose

(1.) È stata un'influenza visibile. "Li hanno visti, percepiti, ne hanno preso conoscenza". C'è qualcosa nella condotta, nell'indole e nell'aspetto di un brav'uomo che si fa rapporto; la sua influenza si fa sentire nel mondo, nella Chiesa, nella cerchia familiare. Una vita divina non può essere nascosta; La luce deve brillare

(2.) È stata un'influenza potente. Hanno messo a tacere i loro accusatori, hanno convinto i loro ascoltatori, hanno convertito cinquemila uomini

(3.) È stata un'influenza spirituale. Il miracolo suscitò solo l'attenzione, la parola produsse conversione. (Giuseppe Woodhouse.Eroismo cristiano: - A volte sentiamo affermare che il coraggio è una qualità che sta diminuendo; che gli uomini sono saggi, intraprendenti e raffinati, ma non coraggiosi. Questa opinione non è vera nemmeno per il coraggio fisico. Ignora anche le condizioni alterate della vita. Se guardiamo nella vita e vediamo ciò che è necessario per realizzare un grande scopo in essa, concluderemo che non mancano opportunità per l'esibizione di un alto eroismo. L'antico coraggio non si è estinto, si è trasformato e diretto a fini migliori. È la forza d'animo che deriva dalla fede, dall'amore e dal dovere che è necessaria in questi tempi. Il cristianesimo è la religione dell'eroismo, in opposizione ai credi della convenienza e della prudenza. Genera in noi quel temperamento mentale da cui scaturiscono naturalmente alte realizzazioni. Rivela un conflitto universale tra verità ed errore in cui deve essere mostrata la vera cavalleria. L'audacia del marinaio o dell'avventuriero non tutti siamo chiamati a rivaleggiare, ma l'audacia di Pietro e Giovanni dobbiamo tutti possedere, se vogliamo combattere fedelmente la nostra battaglia e raggiungere la corona della vita. Pietro e Giovanni sono esempi del nuovo coraggio: l'eroismo dei cuori animati dall'amore e che vivono per il bene degli altri. Il cristianesimo ha dovuto combattere. Come si è comportato nel conflitto? Ha preso consigli di sicurezza, compromesso, politica? No! Ciò che colpisce nell'azione degli apostoli è l'audacia che è prudenza, la calma che è potere e l'amore che impressiona amici e nemici. Pietro dichiara che è per la potenza del Cristo risorto che l'uomo guarito si presentò davanti a loro. Questa è la vera spiegazione di tutto il progresso. La fiducia, il disprezzo della sofferenza, la santa elevazione dell'animo con cui Pietro pronunciò quella dichiarazione riempirono tutti di sorpresa; essi sapevano che erano stati con Gesù. Questo fu il risultato dell'audacia di Pietro. Ha trasformato i giudici in criminali e gli apostoli in giudici. Portò alla loro assoluzione e al progresso ancora maggiore della loro causa. Se Pietro aveva vacillato, tutto era perduto. Di una devozione simile abbiamo bisogno oggi, non solo per il conflitto della verità cristiana con l'errore, ma per la distruzione del male nelle leggi, nelle istituzioni e nelle abitudini, e per la battaglia quotidiana della vita

(I.) L'eroismo cristiano è il risultato della comunione con Cristo. Il senso dell'eroico è in tutti gli uomini; la disposizione ad ammirare il grande e l'eccezionale nella vita e nelle azioni degli uomini. La vita sarebbe molto monotona se tutti gli uomini occupassero un unico livello di potere. L'uniformità della natura è spezzata dalle montagne, dai torrenti, dalle cataratte e dalle crisi. Così il torpore della vita sociale è spezzato, e un nuovo senso di potere raggiunto, dalla presenza degli eroi, e dell'eroico. L'eroe è colui le cui facoltà sono elevate a un livello di potere superiore a quello raggiunto dagli uomini comuni. Prima della venuta di Cristo c'erano stati personaggi del genere. In vari paesi e in tempi diversi erano apparsi: eroi militari come Alessandro; eroi politici come Pericle; eroi intellettuali come Platone e Socrate; eroi artistici come Fidia; eroi riformatori come Elia, Buddha, Confucio; eroi patriottici come Mosè e Davide. Ma, per quanto meravigliose fossero le azioni di questi uomini, esse non soddisfano pienamente il senso dell'eroico. La loro padronanza della natura non era completa; la loro conoscenza era limitata; Le loro simpatie non erano universali; La loro grandezza era misurabile. Il mondo aveva bisogno dell'espressione di un entusiasmo più alto. Gesù Cristo ha realizzato e trasceso tutte queste condizioni. Le qualità speciali di tutti gli altri eroi si incontrano in Lui. Considerate la Sua personalità, la Sua conoscenza, le Sue fatiche, i Suoi conflitti, le Sue sofferenze e i Suoi trionfi. E ora che Ebrei è esaltato al trono dell'universo, e lodato e adorato come il glorificato Figlio di Dio, qual è il Suo proposito verso i Suoi discepoli? per impartire loro il Suo entusiasmo, il Suo coraggio, la Sua potenza e la Sua gloria. In che modo Gesù Cristo infonde il Suo spirito nei Suoi discepoli? 1. Ebrei rivela loro le alte possibilità della loro natura. La mente non eroica vede il reale come la misura del possibile. La mente eroica dice: "Tutte le cose sono possibili". Gesù Cristo è la misura delle possibilità umane. Ebrei vede e risveglia le capacità degli uomini. Gli ebrei videro le possibilità di Pietro, di Paolo, di Agostino, di Lutero, di Giovanni Howard, di Carey, e educarono le loro facoltà a realizzarle

(2.) Gesù Cristo dà assoluta certezza circa la verità insegnata da Ebrei. Se Pietro avesse dubitato, l'audacia sarebbe fuggita

(3.) Gesù dà coraggio esigendo l'abbandono di sé. Ogni vigliaccheria deriva dall'autocoscienza. Lascia che l'io sia consacrato a un fine degno, la paura muore

(4.) Gesù Cristo ci insegna che l'eroismo è la legge universale del cielo. Gli eroismi della terra sono i luoghi comuni del cielo

(5.) Gesù Cristo concentra i nostri poteri su un unico grande obiettivo. La distrazione distrugge l'eroismo. Il pallone deve essere guidato

(6.) Gesù Cristo sostiene i Suoi seguaci con la Sua presenza. Pietro rinnegò Gesù quando fu accusato. Il Padrone non rinnega il servo, ma gli sta accanto

(II.) L'eroismo cristiano dovrebbe manifestarsi in varie sfere

(1.) Nella testimonianza a Cristo nella vita comune

(2.) Nella fedeltà nella tentazione

(3.) Nei nuovi metodi di servizio cristiano

(4.) Nella lealtà alla convinzione personale

(5.) In risposta a speciali chiamate al dovere

(6.) Con l'audacia delle nostre preghiere

(III.) L'eroismo cristiano produce grandi risultati

(IV.) L'eroismo cristiano è possibile a tutti. Pietro il negatore si trasformò in Pietro il testimone eroico. Non scoraggiatevi, unitevi a Gesù e fortificatevi in Lui. (J. Matthews.) L'audacia della predicazione apostolica:

(I.) La posizione e il carattere di questi uomini che erano addolorati per l'insegnamento degli apostoli sulla risurrezione. La maggior parte di loro erano sadducei, ricchi, cortesi, influenti, che disprezzavano i farisei come i farisei la gente comune. Una crisi era ormai imminente. L'impressione del grande Insegnante era troppo grande per essere negata. Il tono, l'aspetto, i modi, mettono la formazione degli apostoli al di sopra di ogni sospetto. Tutti avevano ammesso l'originalità di Gesù come maestro, e si erano opposti a Lui per questo motivo. Ecco! Questa originalità è riapparsa. La vecchia polemica era improvvisamente tornata. Gerusalemme era in uno sconvolgimento morale. In questo appare in modo sorprendente la mano di Dio. Affrontare i sadducei fu l'opera iniziale del cristianesimo. La questione di "Gesù e la risurrezione" deve essere risolta immediatamente. Altre questioni potrebbero essere rimandate fino a quando il sadduceismo non avesse ricevuto il suo colpo mortale. Così Cristo risorto li affrontò dappertutto e li "turbò amaramente"

(II.) La coscienza dei Sadducei riguardo al potere del Cristianesimo. "Non possiamo negarlo". Se il miracolo è innegabile, allora la fonte, in Cristo risorto, è innegabile. Rimane solo una risorsa: mettere a tacere i predicatori! Ma possono essere messi a tacere? Il capo del momento era un uomo debole, che tremava davanti a una serva. Ora si trova con Giovanni senza battere ciglio davanti al tribunale più formidabile del paese. Com'è? Il segreto sfugge dalle loro stesse labbra. "L'audacia" li stupisce, ed essi la attribuiscono al fatto di essere stati con Gesù. Era questa la coscienza? No. Non c'era alcun senso di colpa qui. Era la paura. Nell'audacia di Pietro e Giovanni videro la risposta: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli".

(III.) Nessuno può essere stato con Gesù come discepolo e non mostrarlo in seguito nel suo spirito e nella sua azione. Il cuore umano è stato fatto per Lui, e quando si rinnova riceve la Sua pienezza. Questo è il segreto dell'influenza cristiana. (A. A. Lipscomb, LL.D.Il coraggio viene dalla fede: il coraggio viene dalla fede! La fede ci porta sempre fuori da noi stessi e ci insegna a credere nelle possibilità degli altri. Nessuna natura può essere forte se non è entusiasta, e nessuna natura può essere entusiasta se non ha fede. L'uomo che ha fede in altri uomini e in altre cose, e in altre manifestazioni di vita e di carattere diverse dalle proprie, avrà sempre coraggio. E questa fede di cui sentiamo tanto parlare in materia di religione non è solo una qualità biblica; È una qualità che si trova nei mercati più frequentati della vita e tra gli eroi terreni di maggior successo. Colombo rinchiuso nella sua prigione era, dopo tutto, una natura più forte di Ferdinando incoronato sul suo trono, perché la sua fede realizzava un continente sconosciuto. Di William Pitt, il più giovane, primo ministro d'Inghilterra a ventitré anni, si diceva che nessuno entrava mai nel suo gabinetto, anche se solo per cinque minuti, che non ne uscisse più forte e più coraggioso di quando era entrato. Al conte Cavour, quando fece dell'Italia il regno libero che è, fu una volta chiesto come mai fosse stato così fidato da tutti, e rispose che era semplicemente perché credeva negli uomini e si fidava di loro. Non ci può essere coraggio senza fede; perché è la fede che porta la nostra natura tremante lontano dai loro ormeggi terreni verso una realtà sconosciuta e invisibile, che esiste perché l'anima crede nella sua esistenza. Servire Dio con intrepidezza: il signor Moody ha raccontato di un giovane che assisteva alle sue riunioni all'Ippodromo di New York. Ebrei era molto prima che confessasse questa fede in Cristo, e quando alla fine lo fece, il signor Moody gli chiese che cosa lo avesse trattenuto. Ebrei rispose che sapeva di dover fare un passo avanti della sua professione con il suo compagno di stanza, e fu scoraggiato dal timore di essere deriso. Alla fine raccolse il coraggio. Ebrei sedeva nella sua stanza a leggere la Bibbia, e subito udì il suo compagno salire le scale. Il suo primo impulso fu quello di chiudere la Bibbia e metterla nel bagagliaio. Il suo secondo pensiero, tuttavia, lo trattenne e continuò la lettura. Il suo compagno di letto entrò e lo vide con la Bibbia davanti a sé e, avvicinatosi, gli disse: "Ti interessano queste cose?"" Sì, lo sono."" Da quanto tempo lo sei?"" Da quando il signor Moody ha predicato su questo o quel testo all'Ippodromo". Ebbene, è strano, sono rimasto colpito dallo stesso indirizzo, e tutte queste sere ho cercato di farmi coraggio di leggere la mia Bibbia davanti a voi". E solo stanotte sono riuscito a trovare il coraggio di leggere il mio davanti a voi». Il signor Moody osservò: "Vogliamo uomini che abbiano audacia e coraggio. Se è giusto servire Dio, allora lo servano con franchezza, senza riguardo per ciò che l'uomo penserà".E si accorsero che erano uomini ignoranti e ignoranti, si meravigliarono. - La vera religione, la meraviglia degli uomini: - Questo stupore era l'effetto naturale dell'apparizione di un vero cristianesimo così diverso da tutto il suo ambiente, di un effetto sproporzionato rispetto alla causa apparente. Strana coincidenza che nel momento del loro stupore i governanti diano la vera spiegazione: "Sono stati con Gesù". Questo dovrebbe ricordarci, di fronte a quei poteri ora coalizzati contro di noi, che anche noi possediamo un potere soprannaturale, sempre vittorioso, qualunque sia il combattimento. Questo stupore

1.) Era la manifestazione dello spirito del mondo che crede solo nel visibile, sia per quanto riguarda il potere, le ricchezze o la scienza

(1.) Nessuna di queste caratteristiche è stata trovata in questi uomini, quindi quando il potere dell'invisibile e del divino appare in loro, è al di là della comprensione del mondo che ignora che il visibile è il Figlio dell'invisibile, e vive della sua ispirazione

(2.) È notevole che questo stupore sia stato provato dai rappresentanti di una religione santa. Si potevano capire i Romani, uomini di guerra, o i Greci, amanti dell'arte, o adoratori di dèi che erano solo personificazioni del sentimento naturale o umano, provando tanto stupore. Ma qui siamo nella terra dei profeti, sì, ma la religione era in uno stato di decadenza, impregnata dello spirito del mondo. Perciò il suo orgoglio fu punito e la sua saggezza confusa

(II.) Sorse dall'analfabetismo dei discepoli

(1.) Non esiste opposizione tra religione e scienza in sé, ma tra falsa conoscenza e religione. Due condizioni della conoscenza religiosa derivano dalla natura del suo oggetto, che è Dio.

(1) L'intuizione morale del cuore e della coscienza.

(2) La comunicazione dello Spirito di Dio. Imparare privi di queste condizioni è ignoranza, ma avendole gli apostoli potevano permettersi di essere analfabeti. Guarda quell'uomo istruito con i suoi filatteri. Ebrei legge le Scritture, ma non capisce nulla; Confrontatelo con l'uomo che è nato cieco. Sì, questi apostoli, aprendo la loro mente all'insegnamento del Maestro, hanno imparato più di tutti i saggi di Gerusalemme

(2.) Applicazione al tempo presente.

(1) L'uomo si oppone al cristianesimo analfabeta rispetto all'anticristianesimo. Ma l'obiezione deve essere respinta, perché il cristianesimo ha una conoscenza ricca e feconda. Non temere nulla, quindi.

(2) Dio vuole, forse, ricondurci alle intuizioni del cuore e della coscienza.

(3) Soprattutto, dovremmo imparare le lezioni del cenacolo, per far sì che i nostri contemporanei riconoscano che "siamo stati con Gesù". (E. Deuteronomio Pressensé, D.D.) Influenza di una pietà ignorante ma vera: - Poi venne un servo. Ebrei fu il mio prossimo evangelista. Ero solito osservarlo nei campi, e in casa, e ancora oggi, con la mia matura riflessione, non riesco a ricordare di averlo mai visto compiere un'azione sbagliata. Mentre lavoravo al suo fianco nei campi, mi raccontava la sua esperienza e dove aveva imparato questo e quell'inno; e poi cantava come solo l'africano sa cantare, e io desideravo poter avere una religione come quella di cui godeva quel. Quando andavamo a letto, io e lui dormivamo nella stessa soffitta, lui in un angolo e io nell'altro; Qualcuno penserebbe che sia una cosa terribile dover dividere una soffitta con un: quando andavamo a letto, era solito ammucchiare i cuscini dietro di sé in modo da potersi sdraiare seduto, prendere il suo libro di inni e appendere la candela da qualche parte in modo da poter vedere. Gli ebrei cantavano un inno dopo l'altro con tale gusto e gioia, le grosse lacrime che spesso scendevano sul suo volto scuro, che ero solito essere trafitto nel cuore dal rimorso, che io, figlio di un ministro, allevato con ogni vantaggio, dovessi essere molto peggio di un povero. Me ne stavo sdraiato lì e facevo finta di dormire, mentre tutto il tempo... cantava proprio alla mia coscienza, e piangevo di cuore per sentirlo. Oh, come sarei stato contento se avessi scambiato posto con quel povero servo, se non fosse stato per averlo ingannato! Penso che la religione vissuta e messa in pratica faccia più bene ai bambini di tutte le chiacchiere che si possono fare, anche se certamente non si dovrebbe omettere di parlare. Quell'africano mi ha fatto più bene di tutti i ministri che sono venuti a casa di mio padre. (H. W. Beecher.Ci sono due serie di problemi che eccitano l'attenzione dell'incredulità di ogni epoca: intellettuali e pratici. Il primo provoca antagonismo, il secondo, per lo più, meraviglia. E' con il secondo che abbiamo a che fare qui. Nota-

(I.) Il coraggio dei deboli in presenza di una forza irresistibile. Quali fossero le potenzialità e le debolezze si erano avvertite otto settimane fa. Né l'uno si era indebolito o l'altro più forte con il passare del tempo. Eppure, di fronte al potere che poteva costringerli alla prigione, alla flagellazione e alla croce, questi due uomini indifesi si misero deliberatamente in collisione con le autorità. Simili sono stati testimoniati in ogni epoca, quando il tenero bambino, la dolce fanciulla, gli anziani hanno sfidato il fuoco del martirio per la causa di Cristo. Lo stesso si vede ancora nel conflitto con le potenze delle tenebre, nella resistenza alle sollecitazioni mondane, nella sopportazione del disprezzo, della povertà e dell'afflizione anche con la gioia. Da dove viene questo coraggio? chiede l'infedele. Ah! Lo sappiamo. "Siamo stati con Gesù".

(II.) La vittoria dell'ignorante di fronte alla saggezza di questo mondo. Che possibilità avevano questi pescatori ignoranti in presenza di un intero collegio di rabbini eruditi? Eppure i rabbini furono fatti apparire molto sciocchi, e i pescatori ottennero un trionfo tale che un filosofo avrebbe potuto invidiare. Così è sempre stato. Era così con Gesù da bambino, era così con Lui come uomo. "Da dove viene quest'uomo le lettere?" Da allora è stato così per i Suoi seguaci. Quante volte il cristianesimo è stato ucciso secondo l'opinione dei suoi oppositori! L'erudizione non ha lasciato nessuna arma inutilizzata. Ma la vittoria del cristianesimo è su tutta la linea. E questo non a causa delle fatiche dei suoi dotti "apologeti". I discepoli di Celso non furono sconfitti dai trattati di Origene, ma dalla testimonianza di oscuri schiavi e artigiani. L'ondata di infedeltà nel secolo scorso non è stata arginata dall'"Analogia" di Butler, ma dalla testimonianza dei minatori di Kingswood e dei lavoratori del Lincolnshire. La buona battaglia della fede oggi non è vinta da uomini accademici in chiostri appartati, ma da successori "ignoranti e ignoranti" di uomini che non potevano fare a meno di dire le cose che avevano visto e udito. E gli scettici si meravigliano. Non ne hanno bisogno, perché è un segreto di Pulcinella: "Siamo stati con Gesù".

(III.) La persistenza con cui i cristiani aderiscono a una causa screditata. Qui c'erano uomini che si dichiaravano tranquillamente discepoli di un malfattore crocifisso, e si preparavano ad essere crocifissi a loro volta piuttosto che abbandonare non solo la Sua causa, ma la Sua stessa croce. Fu questo che stupì il greco colto e il romano pratico; Da allora è questo che ha sbalordito sia i persecutori che gli spettatori. L'offesa della croce non è cessata, eppure milioni di persone si gloriano ancora in essa. È meraviglioso, dice il mondano, che questi fanatici rinuncino ai nostri piaceri e ai nostri profitti, e preferiscano deliberatamente una vita di sacrificio di sé e di servizio agli altri. È meraviglioso, dice il pensatore moderno, che gli uomini del diciannovesimo secolo si attengano a un credo formulato nel primo. Non è affatto meraviglioso, dice il cristiano, "sono stato con Gesù".

(IV.) La ragione di tutto ciò, che è la meraviglia più grande. Come può esserci comunione con Gesù? E se ciò fosse possibile, come potrebbe questa compagnia rendere gli uomini audaci nella persecuzione, invincibili nelle discussioni, entusiasti nell'attaccamento, e così tenere il campo per tutti i secoli? Ah, forse noi stessi non possiamo dirlo. Tutto quello che possiamo dire è: "Noi siamo stati con Gesù, ed Ebrei 101 ha battezzati con la potenza che viene dall'alto, che ci ha resi arditi. Noi siamo stati con Gesù, e abbiamo imparato da Lui, e con la Sua sapienza siamo stati resi saggi. Siamo stati con Gesù, e il Suo amore ha creato un'unione che la morte, la vita, gli angeli, i principati, le potestà, ecc. non possono spezzare". Non possiamo dire altro a un mondo che si meraviglia se non "Vieni e vedi"; Allora saprai quello che sappiamo noi, ma non potrai parlare. (J. W. Burn.) Essi seppero da loro, che erano stati con Gesù.Gli apostoli sono chiamati ignoranti e ignoranti, o uomini privati, cioè uomini di istruzione privata. Non erano uomini che allora apparivano ignoranti e ignoranti. La libertà con cui parlavano, la loro conoscenza delle Scritture e la forza del loro ragionamento, convinsero i governanti che a quel tempo erano uomini di capacità e acquisizioni superiori. Ma c'era da meravigliarsi come potessero parlare così quegli uomini che avevano avuto solo un'istruzione privata e non erano mai stati istruiti nelle scuole ebraiche; ma il fatto che "erano stati con Gesù" era sufficiente a spiegare tutto. È qui osservabile che, sebbene Cristo abbia scelto uomini di istruzione privata, tuttavia gli Ebrei non li mandarono a predicare prima che fossero stati per qualche tempo sotto la Sua immediata istruzione. Paolo, la cui prima educazione era stata superiore, era stato precedentemente istruito nelle dottrine del Vangelo da Anania. Anche a quel tempo, quando lo Spirito conferiva doni non comuni, era ordinariamente richiesta un'istruzione preparatoria per il ministero del Vangelo. I novizi non dovevano essere introdotti in un ufficio così grande e importante. Com'è assurdo, dunque, in quest'epoca in cui i doni soprannaturali sono cessati, che gli ignoranti e gli ignoranti assumano senza un'istruzione preliminare il lavoro di istruzione pubblica!

(I.) L'espressione "essere con Gesù" può essere applicata a

1.) Tutti coloro che apprezzano il Vangelo. Pietro e Giovanni e i loro condiscepoli, furono ammessi a conversare familiarmente con il loro Signore. Voi avete il Suo vangelo, che comunica le istruzioni che hanno ascoltato, le opere che hanno visto, l'esempio che hanno seguito e le devozioni a cui si sono uniti. Per quanto riguarda dunque tutti i propositi della fede, della scienza e della virtù, tu puoi essere con Lui con la stessa verità con cui lo erano loro. Se una voce viva toccherà il cuore in modo più sensato, la parola scritta è più adatta ad arricchire la tua memoria e a migliorare la tua conoscenza

(2.) Il vero credereVersetto Ebrei ha ricevuto l'influenza rinnovatrice dello Spirito di Cristo, e ha sperimentato il potere santificante del suo vangelo. Questo ebbero i primi discepoli. A malapena contemplare le opere di Cristo e ricevere le Sue istruzioni, non era che una piccola cosa in confronto a questo. Ma ci sono momenti in cui i veri credenti hanno rapporti speciali con Cristo.

(1) Nelle loro devozioni private.

(2) Nel culto sociale. "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". (3) Nella Santa Comunione

(II.) Coloro che sono stati con Gesù. Dovere

1.) Siate vigilanti contro ogni peccato. Voi avete visto colui che ha sofferto la morte per redimervi dall'iniquità; Come si può continuare ancora in esso? 2. Essendo stati addestrati secondo le Sue istruzioni, eccellono nella conoscenza religiosa

(3.) Mostrarsi come Lui. Impara da Lui ad essere mite e umile, paziente e contento, pio e celeste

(4.) Rivolgi i loro affetti alle cose del cielo, perché lì c'è Gesù

(5.) Come gli apostoli, scoprite lo zelo e la fortezza nella causa di Cristo

(6.) Sii amorevole. (J. Lathrop, D.D.) Comunione con Gesù:

(I.) La fratellanza più vera della vita. È con Gesù

(1.) È reale. "Enoc camminò con Dio". 2. È spirituale (Romani viii.)

(3.) È sentito (Luca 24:32)

(4.) Sostiene (2Corinzi 12:9, 10)

(5.) È efficace (Romani 8:37 ; Filippesi 4:13)

(6.) È costante (Matteo 28:20)

(II.) I segni della più vera comunione della vita

(1.) Fede semplice (CAPITOLO IV. 7-12)

(2.) Coraggio virile (CAPITOLO IV. 20)

(3.) La sapienza santificata (CAPITOLO iv. 19)

(4.) Scelta decisiva delle associazioni (CAPITOLO IV, 23)

(5.) Fedele coerenza di carattere in tutte le cose (Luca 1:6)

(III.) L'influenza della più vera comunione della vita

(1.) Suscita sorpresa. "Si sono meravigliati". 2. Produce convinzione. "Presero conoscenza di quelli che erano stati con Gesù". 3. Disarma il nemico (CAPITOLO IV, 21). (Recensione omiletica.) Sono stato con Gesù:

(I.) Dobbiamo stare molto con Lui meditando sul Suo grande amore per noi, manifestato nelle Sue sofferenze per noi

(II.) Dobbiamo essere molto con Gesù nello studiare l'esempio che Ebrei 101 ha dato

(III.) Dobbiamo essere molto con Gesù nel mantenere la comunione con Lui. (Omileta.) Stare in compagnia di Gesù:

(I.) È possibile stare in compagnia di Gesù

(1.) Nella Sua Parola

(2.) Nel santuario

(3.) Nell'armadio

(4.) Atti La Sua tavola

(5.) In ogni sentiero del servizio

(II.) Stare in compagnia di Gesù porterà a una certa assimilazione del carattere

(1.) In proporzione al grado di intimità

(2.) La costanza del rapporto

(3.) La considerazione che abbiamo per il nostro Compagno

(III.) La somiglianza con Cristo, nell'abito e nel carattere, sarà manifesta al mondo. Il discepolo può essere inconsapevole di ciò, ma

1.) Dio lo vedrà e lo ricompenserà

(2.) Gli angeli lo noteranno e gioiranno

(3.) I fratelli lo discerneranno e saranno incoraggiati o rimproverati

(4.) Gli empi saranno costretti a confessarlo, ad onore della religione. (Recensione omiletica.) Comunione con Gesù:

(I.) Come possibilità spirituale. Da molti poco stimati, da alcuni ignorati e da altri negati, la comunione con Lui nella Sua opera, parola, adorazione, è reale (1 Giovanni 1:3). Reale ora come per i discepoli di Emmaus, come per i giovani nel fuoco, come per Paolo, Giovanni o Pietro

(II.) Come esperienza essenziale. Per quanto ignorata o negata, è una necessità della vita spirituale. Cristo non può essere conosciuto se non attraverso la comunione

(1.) È l'atto iniziale di fede vivente. Consciamente o inconsciamente, ogni anima che cerca ha comunione. La donna toccò l'orlo della veste, e ne risultò amicizia, sebbene non ne conoscesse il significato. Così nella preghiera contrita come nella comunione più sublime

(2.) È il conforto costante degli spiriti sinceri. I problemi sconcertanti e i pesanti dolori della mezza età, questo è il sostegno. È indispensabile. Il corpo dimenticherebbe presto di respirare come il cuore con cui parlare e appoggiarsi a Lui. "Ecco, io sono con te tutti i giorni", è la promessa di Cristo: "Io sono sempre con te", è la risposta del cuore

(III.) Come ispirazione morale. Gli apostoli possedevano il segreto del vero coraggio. Essi, tra tutti gli uomini, potevano essere trattenuti

1.) Perché hanno creduto e hanno fatto il bene. Sapevano che la loro missione e il loro messaggio erano Divini; Questo li ha resi invincibili. "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" Chi vi farà del male, se siete seguaci di ciò che è buono?" 2. Perché hanno creduto e fatto il bene per un giusto motivo. Non c'era tempo, serVersetti Molti possono fare la cosa giusta quando questo fare è popolare. Chiedendosi troppo spesso cosa piacerà, cosa andrà bene, non cosa è giusto, cosa gioverà

(3.) Perché hanno creduto e fatto il bene per un giusto motivo sotto l'ispirazione immediata di Cristo. Ecco il vero segreto del coraggio. "Non temere, perché io sono con te"; "Va' con questa tua forza."

(IV.) Come il segreto della vera influenza. "Presero conoscenza di loro", ecc. I sacerdoti, gli scribi e i governanti sentivano la forza con cui questi uomini parlavano. Essi esercitarono un'influenza che

1.) Distinzioni sociali trascese; non erano altro che pescatori

(2.) Risultati educativi superati. "Erano uomini ignoranti e ignoranti". 3. Si trova alla nostra portata. Fu quando Giacobbe fu solo con Dio che gli fu permesso di incontrare e vincere suo fratello. Siate molto con Cristo e sarete principe tra gli uomini. (W. H. Burton.La comunione con Cristo è essenziale per una coraggiosa testimonianza per Lui:

(I.) Al cospetto del mondo. Aver sentito o letto di Lui non basta: dobbiamo stare con Lui; camminate con Lui in una volontà consenziente, amatelo come ci avete amati per primo, unitevi a Lui in un solo Spirito. Coloro che sono stati con Gesù non temono la pompa, né gli scherni, né le minacce degli uomini. La religione di un uomo davanti al mondo è una di quelle cose con le quali la sua genuinità di cristiano viene più facilmente messa alla prova. Per testimonianza di Cristo non intendo un'introduzione invadente del Suo nome e delle Sue dottrine in ogni momento; ma una prudente e intransigente affermazione dei Suoi diritti e la difesa dei Suoi precetti e servitori quando l'occasione lo richiede

(II.) Davanti al nemico interno, un'impresa più formidabile. Molti uomini potrebbero rendere testimonianza a Cristo davanti a un mondo in armi, che tuttavia è ignominiosamente silenzioso nella sala del consiglio del suo cuore. Là - dove egli spera, o teme, o ama - il nome del suo Redentore non viene udito, i precetti del suo Salvatore non vengono presi, l'esempio del suo Maestro non viene ascoltato. Potreste trovare un rimedio a questo ed elevare lo spirito in modo che possa affermare i motivi cristiani, insistere sulle regole cristiane di azione, proporre Cristo come suo modello? Cristo deve abitare nel tuo cuore per mezzo della fede

(III.) Nel momento del dolore. Prima che la vita sia andata avanti a lungo, le speranze tradite, le paure realizzate, le gioie infrante dall'amarezza, sono le compagne di ogni uomo. E il dolore è un severo suggeritore di dubbi e incredulità. Portereste una testimonianza coerente in presenza di dolore? Qui, soprattutto, avete bisogno della presenza del Salvatore. Ascoltarlo e leggerlo può avvenire mentre il tempo è bello, le vele spiegate e il mare è calmo; ma quando il cielo è nuvoloso, e i venti sono svegli, e la vela è strappata, e le onde infuriano, vogliamo che Egli sia sulla barca per governare

(IV.) Nel periodo di prosperità. Se i dolori sono nemici aperti, i successi sono per noi nemici sotto mentite spoglie. Molti uomini hanno reso nobile testimonianza al loro Salvatore nelle avversità, ma quanti pochi Lo hanno glorificato nel grande sole della prosperità! Era abitudine dei persecutori tentare non solo le torture per scuotere la costanza dei martiri - queste solo poche vili disposizioni ascoltavano - ma anche tentarli con l'offerta di avanzamenti, di terre e case, di rango e di onori. E il padre dei persecutori segue lo stesso piano. "Ti darò tutte queste cose, se ti prostrerai e mi adorerai". Come potrà l'uomo ricco, il magistrato, l'uomo di Stato, rendere una testimonianza intrepida al Maestro dei suoi talenti e del suo tempo? Solo in un modo, solo a una condizione. Quella via è la via della realtà, quella condizione, la comunione con il suo Signore per se stesso. "Presero conoscenza da loro, che erano stati con Gesù". Quanto è diversa la decente tolleranza della religione, il rispettabile patrocinio di Dio, del Suo servizio e del Suo popolo, la cura mondana e prudente di afferrare il mondo in una mano e di toccare il rifugio con l'altra; dal genuino carattere cristiano, le cui fonti sgorgano sempre più dentro, che si trova sempre intrepido dalla parte del

Dio e il bene, sottomettendosi all'obbrobrio se necessario, sopportando la durezza come un buon soldato di Cristo. E non c'è niente di meno che essere con Gesù che creerà un tale carattere. Non potete indossarlo: deve essere il risultato dell'accrescimento graduale di molte esperienze, prove, fallimenti, preghiere, anni trascorsi sotto gli occhi e al suono della voce del Salvatore. Non si può costruire sulle sabbie mobili della moda, o sul terreno soffice e allettante dell'autoindulgenza: le sue fondamenta devono essere sulle colline sante, o non reggerà mai

(V.) Nell'ora della morte. Verrà un giorno in cui ciascuno sarà chiamato a lottare con l'ultimo nemico: a portare, alla presenza della sua vita passata, e alla presenza di coloro che gli sopravviveranno, la sua testimonianza a Cristo. Affronteremmo la morte senza paura e con l'umile certezza di avere una parte in Colui che lo ha derubato dei suoi terrori? C'è un solo modo, ed è quello di essere stati con Gesù durante la nostra vita. Non c'è altro che la realtà della vita cristiana, che può assicurare la pace della morte del cristiano

(VI.) Nel giorno del giudizio. Chi sono dunque coloro che sfuggiranno all'ira del Giudice, che il fragore dei mondi in caduta colpirà impassibile e intrepido? Là si troverà una folla che nessuno può contare, che ha lavato le sue vesti e le ha rese bianche nel sangue dell'Agnello. Gli angeli e gli uomini conosceranno da loro che sono stati con Gesù. (Dean Alford.L'esemplificazione cristiana della religione:

I.By quali segni gli uomini dovrebbero prendere conoscenza del cristiano che è stato con Gesù

(1.) Per l'esclusiva dipendenza con cui lo considera come suo Salvatore

(2.) Con la semplicità con cui lo riconosce come Maestro

(3.) Con la fedeltà con cui lo segue come suo esempio

(II.) A quale scopo gli è richiesta questa manifestazione

(1.) Sarebbe un motivo di irresistibile urgenza (se non ne esisteva un altro), per uno che conosce i suoi obblighi verso la bontà redentrice, che gli Ebrei che lo hanno riscattato dalla condanna della morte senza fine, siano qui onorati nella stima degli uomini

(2.) A questo potente impulso aggiungerei la considerazione animante, che la condotta risultante da una comunione spirituale e salvifica con Gesù Cristo per fede, possa essere vantaggiosa per gli altri; e indurli a glorificare Dio nel giorno della loro visitazione. Lezioni:1. Ricordate, voi che professate di cercare Gesù, che come i Giudei presero conoscenza degli apostoli che erano stati con lui, così il mondo prende conoscenza di voi

(2.) Se qualcuno qui, come i sommi sacerdoti e i sadducei, sta prendendo conoscenza di coloro che sono stati con Gesù, per biasimare la parte buona che hanno scelto, per cavillare sui principi che professano, sulle gioie che provano, sull'abnegazione che praticano o sulla fede in cui si dilettano, che tali osservatori ingenerosi tengano a mente Colui che ha detto: "Beato chi non si scandalizza in me". (R. P. Buddicom, M.A.) La comunione con Cristo è stata scoperta:

(I.) Quando si può dire che siamo stati con Gesù? 1. Quando siamo stati impegnati nella devozione privata

(2.) Quando abbiamo partecipato al culto pubblico

(3.) Quando abbiamo partecipato alla Santa Comunione. Lì "noi abitiamo in Cristo, e gli Ebrei in noi".

(II.) Da quali prove gli uomini dovrebbero prendere conoscenza di noi che siamo stati con Gesù? 1. Con la nostra umiltà

(2.) Per il nostro zelo

(3.) Per la nostra mentalità celeste

(4.) Con la nostra santità: l'odio per il peccato e la determinazione ad evitarlo. (R. Davies, M.A.L'assimilazione del carattere: è una legge della nostra natura che diventiamo come coloro che abitualmente ammiriamo e amiamo. Questo è il principio secondo il quale le religioni, vere o false che siano, reagiscono sulla mente e sul cuore degli uomini per il bene o per il male. Con il culto, gli uomini sono assimilati al carattere morale degli oggetti che adorano. In Cina, i sacerdoti buddisti sono stati sentiti dire: "Pensa a Buddha, e sarai trasformato in Buddha. Se preghi Buddha e non diventi Buddha, è perché è la bocca a pregare, e non la mente". Lo stesso vale per il grado più alto del cristianesimo: la comunione con Dio in Cristo, nella potenza dello Spirito Santo, deve avere un effetto assimilante, molto graduale, certo, ma sicuro. "Ci sono - è stato ben detto - alcuni uomini e donne in compagnia dei quali siamo sempre al meglio. Mentre siamo con loro, non possiamo pensare in modo meschino o pronunciare parole ingenerose. La loro sola presenza è elevazione, purificazione, santità. Tutte le migliori tappe della nostra natura vengono attirate dal loro rapporto, e troviamo nella nostra anima una musica che prima non c'era. Supponiamo che anche quell'influenza si protragga per un mese, un anno, una vita, e che cosa non diventerebbe la vita? L'aver vissuto con Cristo deve averci resi simili a Cristo, cioè cristiani". (W. Burnet, M.A.L'odore della grazia: gli uomini portano intorno a sé segni inconsci della loro vita. Quelli che vengono dalla fucina, quelli dalla calce e dalla malta, quelli dal terreno umido e quelli dai viaggi polverosi, portano i segni dell'essere operai e del loro lavoro. Non c'è bisogno di chiedere a un volto allegro o triste se è venuto fuori dalla gioia o dal dolore. Le lacrime e le risate raccontano la loro storia. Se uno torna a casa con dei frutti, diciamo: "Tu sei venuto dal frutteto"; se con le mani piene di fiori selvatici, "Tu vieni dai campi"; se le vesti di una persona odorano di odori mescolati, diciamo: "Hai camminato in un giardino". Ma quanto più, se uno ha visto Dio, ha parlato di speranza e di amore, e ha camminato in cielo, dovrebbe portare nei suoi occhi le sue parole e le sue vesti profumate, i sacri segni dell'amplesso divino! (H. W. Beecher.Comunione con Cristo: i suoi effetti visibili: - Spesso, quando sono sulla spiaggia, o anche dalla mia finestra, guardo attraverso la baia; e riesco appena a vedere un puntino che brilla contro la sabbia grigia, o le scogliere battute dalle onde e dall'aspetto cupo di Howth al di là; e capisco subito che cos'è il puntino dal suo candore. Agisce altre volte quando è arrivata la tempesta, e le onde spazzano le rocce, vedo un puntino leggero sulla cortina di nuvole scure; e so che è un coraggioso gabbiano nel suo mantello bianco. Così, quando ci siamo dati a Gesù, dovrebbe essere facile per coloro che ci circondano vedere che l'abbiamo fatto. Quando, come l'uccello sulla sabbia, stiamo facendo il nostro umile lavoro, la veste bianca dovrebbe essere visibile; e nel dolore e nell'angoscia il candore dovrebbe brillare come nella vita di quegli uomini di cui ci viene detto nel Nuovo Testamento che altri "presero conoscenza da loro che erano stati con Gesù". (J. Bowker.La comunicazione con Cristo, il segreto del potere di benedire gli uomini: - Giovedì sera, 29 marzo 1883, per più di un'ora, tutti coloro che ebbero occasione di usare il telefono a Chicago lo trovarono vibrare a toni musicali. I telefoni privati e pubblici, e persino la polizia e gli strumenti di allarme antincendio, furono colpiti allo stesso modo. L'origine della musica rimase un mistero fino al giorno seguente, quando si seppe che un filo del telegrafo, che passa vicino alla maggior parte dei fili telefonici, era collegato al sistema armonico; che su di esso venivano riprodotte delle melodie e che i fili del telefono assorbivano i suoni per induzione. Se un filo che trasporta suoni dolci da un luogo all'altro potrebbe influenzare un altro filo semplicemente stando vicino ad esso, come dovrebbero i cristiani in comunicazione con Cristo in cielo influenzare tutti coloro con cui vengono in contatto nel mondo? La musica divina dell'amore e della gentilezza nelle loro vite dovrebbe essere una benedizione per la società. (Mensile omiletico.Si narra che uno dei suoi ascoltatori una volta chiese: "Com'è possibile che il signor Bramwell abbia sempre qualcosa di nuovo da dirci quando predica?" Vedete, il fratello Bramwell vive così vicino alle porte del cielo che sente molte cose che noi non ci avviciniamo abbastanza per sentirne parlare. (C. H. Spurgeon.Il popolo di Cristo, i Suoi imitatori:

(I.) Ciò che un credente dovrebbe essere: una sorprendente somiglianza di Cristo. Avete letto vite di Cristo scritte in modo bello ed eloquente, ma la migliore vita di Cristo è la Sua biografia vivente, scritta nelle parole e nelle azioni del Suo popolo. Un cristiano dovrebbe imitare Cristo in

1.) La sua audacia. Questa è una virtù oggi chiamata impudenza, ma la grazia è ugualmente preziosa con qualsiasi nome possa essere chiamata. Cristo ha distribuito l'onesta verità; Gli ebrei non hanno mai conosciuto il timore dell'uomo; Gli ebrei si distinguevano come eletti di Dio, incuranti della stima dell'uomo. Siate come Cristo in questo. Non avete nulla della religione che serve al tempo dei giorni nostri, che fiorisce solo in un'atmosfera calda, una religione che può essere percepita solo in buona compagnia. No; se siete servi di Dio, siate come Gesù Cristo; non arrossire mai di possedere la tua religione; La tua professione non ti disonorerà mai, bada di non disonorare mai

(2.) La sua bellezza. L'unica virtù dell'audacia non ti renderà mai come Cristo. C'è stato chi ha esagerato con il suo coraggio, essendo stato caricatura di Cristo e non ritratti. Che il coraggio sia l'ottone; Lascia che l'amore sia l'oro. Mescoliamo insieme le due cose, così produrremo un ricco metallo corinzio, adatto per essere fabbricato nella bella porta del tempio. L'uomo che è audace può compiere meraviglie. Giovanni Knox ha fatto molto, ma avrebbe potuto fare di più se avesse avuto un po' d'amore. Lutero era un conquistatore, ma se, pur avendo avuto il fortiter in re, fosse stato anche suaviter in modo, avrebbe potuto fare ancora più bene di quanto non abbia fatto. Perciò, anche se anche noi siamo coraggiosi, imitiamo sempre l'amorevole Gesù

(3.) La sua umiltà. In Inghilterra un sovrano non parlerà a uno scellino, e uno scellino non noterà un sei pence, e un sei pence sberlenderà un penny. Ma non dovrebbe essere così per i cristiani. Dovremmo dimenticare la casta, il grado e il rango, quando entriamo nella chiesa di Cristo. Ricorda, Cristiano, chi era il tuo Maestro, un uomo dei poveri

(4.) La sua santità

(II.) Quando i cristiani dovrebbero essere questo? Perché c'è un'idea nel mondo che le persone dovrebbero essere molto religiose la domenica, ma che non importa cosa siano il lunedì. C'è un momento in cui il guerriero può slacciarsi l'armatura e diventare come gli altri uomini? No; in ogni tempo e in ogni luogo il cristiano sia ciò che professa di essere. Ricordo di aver parlato con una persona che mi ha detto: "Non mi piacciono i visitatori che vengono a casa mia e introducono la religione; Penso che dovremmo avere la religione quando andiamo alla casa di Dio, ma non in salotto". Ho suggerito che in quel caso ci sarebbe stato molto lavoro per i tappezzieri. "Com'è possibile?" era la domanda. «Ebbene», risposi, «avremmo bisogno di avere dei letti allestiti in tutti i nostri luoghi di culto, perché sicuramente abbiamo bisogno della religione per morire, e di conseguenza tutti vorrebbero morire lì». Sì, tutti abbiamo finalmente bisogno delle consolazioni di Dio; Ma come possiamo aspettarci di goderne se non obbediamo ai precetti della religione durante la vita? Imitare Cristo

1.) In pubblico. La maggior parte di noi vive in una sorta di pubblicità. Il mondo con gli occhi d'aquila e gli occhi d'argo osserva tutto ciò che facciamo; e le critiche acute sono su di noi. Viviamo la vita di Cristo in pubblico. Mostriamo il nostro Maestro, e non noi stessi, in modo da poter dire: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me". 2. Nella Chiesa. Quanti ce ne sono come Diotrefe, che cercano la preminenza, invece di ricordare che lì tutti gli uomini sono uguali, fratelli uguali. Lasciate che i vostri compagni dicano di voi: "Ebrei è stato con Gesù". 3. Nelle vostre case. Rowland Hill una volta disse che non avrebbe creduto che un uomo fosse un vero cristiano, se sua moglie, i suoi figli, i servi e persino il cane e il gatto non fossero stati migliori per questo

(4.) In segreto. Quando occhio non vi vede se non l'occhio di Dio, siate come Gesù Cristo. Ricordate la Sua devozione segreta: come, dopo aver predicato faticosamente tutto il giorno, gli Ebrei si allontanarono furtivamente all'ombra della notte per invocare l'aiuto del Suo Dio. Prenditi cura della tua vita segreta

(III.) Perché i cristiani dovrebbero essere così? 1. Per il loro bene. Per amore della loro onestà, per amore del loro credito, per amore della loro felicità; imitino Cristo

(2.) Per amore della religione. Il professore che non è stato all'altezza della sua professione; L'uomo che entra nell'ovile, non essendo altro che un lupo travestito da agnello, tali uomini feriscono il Vangelo più dell'infedele che ride o del critico beffardo

(3.) Per amore di Cristo. "Se mi amate, osservate i miei comandamenti". Siate come Cristo, poiché la gratitudine esige obbedienza; così il mondo saprà che siete stati con Gesù

(IV.) Come può esserlo

(1.) Devi conoscere Cristo come tuo Redentore prima di poterlo seguire come tuo Esempio

(2.) Devi studiare il carattere di Cristo. C'è un potere meraviglioso in questo, perché più lo consideri, più ti conformerai ad esso. Mi guardo nello specchio, me ne vado, e dimentico quello che ero. Vedo Cristo e divento simile a Cristo

(3.) "Ma", dite, "abbiamo fatto questo, e siamo andati un po' più avanti". Quindi correggi la tua copia scadente ogni giorno. Gli Atti notturni raccontano tutte le azioni delle ventiquattro ore, passandole scrupolosamente in esame. Quando mi vengono inviati fogli di prova di uno qualsiasi dei miei scritti, devo apportare le correzioni a margine. Potrei leggerli più di cinquanta volte, e i tipografi inserirebbero comunque gli errori se non li segnassi

(4.) Cerca di più lo Spirito di Dio. Prendi il ferro freddo e prova a saldarlo se puoi in una certa forma. Come è stato infruttuoso lo sforzo! Appoggialo sull'incudine, afferra il martello del fabbro con tutte le tue forze; Lasciate che un colpo dopo l'altro cada su di esso, e non avrete fatto nulla. Ma mettilo nel fuoco, lascia che sia ammorbidito e reso malleabile, poi mettilo sull'incudine, e ogni colpo avrà un effetto potente, così che tu possa modellarlo in qualsiasi forma tu possa desiderare. Prendi dunque il tuo cuore, mettilo nella fornace; là sia fuso, e dopo ciò possa essere trasformato come cera nel sigillo, e modellato a immagine di Gesù Cristo. Conclusione: Essere come Cristo significa entrare in cielo; ma essere diversi da Cristo significa scendere all'inferno. Alla fine si raduneranno i simili, zizzanie con zizzanie, grano con grano. La vera gioia di un testimone per Dio:

(I.) Su cosa si fonda

(1.) L'esperienza della grazia nel cuore

(2.) La pura Parola di Dio sulle labbra

(3.) Il cammino esemplare nella vita

II.Come si mostra

(1.) Sul pulpito per l'apertura gioiosa della bocca

(2.) Nel mondo mediante l'intrepida testimonianza della verità

(3.) Sotto la croce per la pace e la gioia nello Spirito Santo

(III.) Come funziona

(1.) Alla confusione degli avversari

(2.) All'edificazione della Chiesa

(3.) Alla gloria di Dio. (C. Gerok.) I mezzi per mettere a tacere i bestemmiatori:

(I.) Gioiosa perseveranza nella testimonianza

(II.) Esposizione dei frutti del lavoro

14 CAPITOLO 4

Atti 4:14

e contemplando l'uomo che era stato guarito. Non potevano dire nulla contro di esso.-Testimonianza pratica del cristianesimo: -"Hai mai sentito il Vangelo prima?" chiese a un inglese a Ningpo di un rispettabile cinese, che non aveva mai visto prima nella sua stanza della missione. «No», rispose lui, «ma l'ho visto. Conosco un uomo che era il terrore del suo quartiere. Se gli dicevi una parola dura, ti urlava contro e ti malediceva per due giorni e due notti senza sosta. Ebrei era pericoloso come una bestia feroce e un cattivo fumatore di oppio; ma quando la religione di Gesù si impadronì di lui, egli cambiò completamente. Ebrei è gentile, morale, non si arrabbia subito, e ha smesso di fare l'oppio. Davvero l'insegnamento è buono!" (Mensile omiletico) Le bocche si chiusero e si aprirono:

(I.) Le bocche dei governanti erano chiuse. Non potevano dire nulla contro il miracolo

1.) Come un dato di fatto. C'era l'uomo; Che fosse zoppo, che ora camminasse, lo sapevano tutti. Oggi ci sono fatti altrettanto incontrovertibili. Sono sobri gli uomini che una volta erano ubriaconi, onesti quelli che una volta erano ladri, e il nemico non può negarlo

(2.) Come un fatto benedetto. Nessuno tra loro avrebbe confessato che la zoppia era una disgrazia e la cura una benedizione. Allo stesso modo, quando gli scettici vedono vite, case, circostanze trasformate dal potere del vangelo, non possono dire nulla contro la benedizione della trasformazione

(II.) Le bocche dei governanti avrebbero dovuto essere aperte. Se non potevano dire nulla contro il fatto, avrebbero dovuto dire qualcosa a favore

(1.) Avrebbero dovuto renderne conto. Se avessero rifiutato l'ipotesi degli apostoli della guarigione, avrebbero dovuto formularne una più soddisfacente. E così ora. I fatti benedetti della guarigione morale devono essere presi in considerazione, e gli scettici sono tenuti logicamente a renderne conto. Il processo richiede una ricerca scrupolosa e onesta e franchezza quando si raggiunge la conclusione. Ma nessuno è mai giunto a una sola conclusione che soddisfi tutte le condizioni del caso: il nome di Gesù di Nazareth

(2.) Avrebbero dovuto esserne grati e incoraggiarne la ripetizione. Per quanto ciò possa essere andato contro le loro convinzioni, almeno la somma della miseria umana è stata di tanto ridotta e la somma della felicità umana aumentata... perché, allora, non di più? Il marchese di Queensberry confessò candidamente la sua incredulità nel cristianesimo, ma non poteva ignorare la beatitudine dei suoi risultati, e così, in logica coerenza con la conoscenza che avrebbe dovuto sconvolgere la sua illogica incredulità, contribuì al piano del generale Booth

(III.) La bocca dei governanti fu aperta

(1.) Nella confessione segreta della verità del fatto (Versetto Versetti 16). E c'è molto di questo al giorno d'oggi. Non tutto è così: davanti a noi, ipocrita. Molti scettici sono privatamente convinti dell'infondatezza della loro posizione, e molti pagani sono segretamente convinti della verità del cristianesimo. Speriamo che entrambi possano venire alla luce del pubblico. Ma questi governanti, come altri oggi, "amano le tenebre piuttosto che la luce", ecc

(2.) In aperta proibizione della sua ripetizione (Versetto 18). Che risultato! Qui c'erano uomini che si opponevano al fatto che altri uomini fossero resi sani e felici. Perché? Perché è stato fatto in modo discutibile. Non sorprendiamoci, perché ci sono medici che vietano l'uso di qualsiasi rimedio che non sia nella loro farmacopea, sebbene l'uso di questi rimedi si sia dimostrato benefico, e ci sono anche cristiani che vietano un certo stile di predicazione e predicatori sebbene convertano le anime

(3.) Inefficacemente. La bocca dei governanti fu aperta per chiudere quelle degli apostoli, invece delle quali si spalancarono le bocche che erano sempre state aperte.

(1) In testimonianza enfatica e persistente (Versetto 19, 20).

(2) Nella preghiera potente e prevalente (24, ecc.). (J. W. Burn.) Il muso d'oro:

1.) Non è una novità che il vangelo sia contrastato

(2.) Né è strano che i grandi, i funzionari, i potenti e gli influenti siano i primi in tale opposizione. L'opposizione degli uomini empi è

(1) Naturale, visto che il cuore dell'uomo è depravato.

(2) Sopportabile, poiché il nostro Signore e i Suoi apostoli lo hanno sofferto.

(3) Innocuo, se affidiamo il caso a Dio.

(4) Annullato per sempre dalla grazia divina e dalla saggia provvidenza

(3.) Il modo migliore e forse l'unico per mettere a tacere l'opposizione è esibire i risultati benedetti che derivano dal vangelo

(4.) Coloro che direbbero qualsiasi cosa se potessero, non possono dire nulla di ciò che vorrebbero, quando vedono davanti ai loro occhi le guarigioni operate dalla parola del Signore Gesù. "L'uomo che è stato guarito" è il nostro miglior apologeta. Meglio delle "Prove" di Paley o dell'"Analogia" di Butler, è la prova data dai risultati

(I.) Il Vangelo è confermato dai suoi risultati

(1.) Su larga scala nelle nazioni. L'Inghilterra, le isole del Pacifico, la Giamaica, il Madagascar, ecc.

(2.) Nelle conversioni individuali dal peccato aperto. Alcuni dei peggiori uomini sono diventati chiari esempi del potere purificatore del Vangelo

(3.) Nel restituire alla speranza gli sconfortati e i disperati. Molto meravigliosa è la sua efficacia nella direzione della guarigione delle malattie mentali

(4.) Nell'elevare i santi al di sopra di scopi e disegni egoistici e nell'indurre consacrazioni eroiche. Le biografie di uomini e donne gentili sono dimostrazioni del potere divino della Parola

(5.) Nel sostenere il carattere sotto una feroce tentazione. Meraviglioso è il sale conservatore della grazia in mezzo alla putrefazione circostante

(6.) In santi e felici letti di morte. Questi sono abbondanti nel corso della storia, tra tutti i ranghi; E non mancano mai di convincere i sinceri. Si potrebbero fare molti altri cataloghi di risultati. Molti uomini non sono in grado di essere infedeli a causa di ciò che hanno visto in loro madre, moglie o figlio

(II.) Le opere del Vangelo e gli operai devono cercare una simile rivendicazione. Oggi gli uomini chiedono risultati: l'albero deve dare frutto, altrimenti il grido è: "Taglialo". Non ci sottraiamo a questo test

(1.) Il ministro deve trovare nei suoi convertiti una prova della sua chiamata e una difesa delle sue dottrine, metodi, peculiarità, ecc

(2.) Una società, un college o un'istituzione deve stare in piedi o cadere per i suoi frutti

(3.) Il singolo professore deve seguire lo stesso test

(4.) La Chiesa in qualsiasi luogo, e la Chiesa su larga scala, deve essere giudicata con metodi simili

(5.) Anche il nostro Signore stesso perde o guadagna onore tra gli uomini secondo come si comportano i Suoi seguaci

(III.) Il vangelo e i suoi operai meritano una rivendicazione da parte nostra. Coloro che sono guariti dovrebbero stare coraggiosamente dalla parte di Pietro e Giovanni come testimoni e collaboratori. Questo suggerisce una serie di domande pratiche:

1.) Ha prodotto in noi risultati benedetti? 2. Ci siamo fatti avanti per stare con i suoi predicatori a riprova che ha operato la nostra cura? Stiamo continuamente testimoniando la verità e il valore del vangelo di Cristo? 3. L'influenza del Vangelo su di noi continua e aumenta fino alla santità di vita in modo tale da essere un onore per la sua influenza? 4. Non ci sono forse punti nel nostro carattere che danneggiano la reputazione del vangelo? Non dovrebbero essere modificati immediatamente? 5. Non potremmo d'ora in poi vivere in modo da mettere a tacere più efficacemente gli oppositori della Parola? Che la Chiesa veda chiaramente che i suoi convertiti sono la sua migliore difesa: sono, infatti, la sua ragione di esistere. Facciamo in modo che i convertiti vedano il motivo per cui dovrebbero farsi avanti e dichiarare la loro fede, e unirsi al popolo di Dio. (C. H. Spurgeon.Il comportamento di alcuni professori ha spesso dato ai malvagi l'opportunità di rimproverare la religione. Lattanzio riferisce che i pagani erano soliti dire: "Il Maestro non poteva essere buono, quando i suoi discepoli erano così cattivi". La malizia dei peccatori è tale che essi rimprovereranno la rettitudine della legge, per l'obliquità della loro vita coloro che si allontanano da essa. Oh, se la tua vita pura non facesse altro che appendere un lucchetto alle loro labbra impure! (William Secker. Le conversioni sono la prova di un buon ministero: - Certi gentiluomini aspettavano che Apocalisse Matthew Wilks si lamentasse delle eccentricità dei suoi discorsi. Wilks li ascoltò e poi produsse una lunga lista di nomi. «Ecco», disse il bizzarro divino, «tutte quelle preziose anime professano di aver trovato la salvezza attraverso quelli che ti piace chiamare i miei capricci e le mie stranezze. Puoi produrre un elenco simile da tutti i fratelli sobri che hai tanto esaltato?" Questo fu decisivo: si ritirarono in silenzio

15 CAPITOLO 4

Atti 4:15

Che cosa faremo a questi uomini, perché in verità è stato fatto un miracolo notevole. Non possiamo negarlo.Uomini guariti (1) Il miracolo: Poche cose sono più sorprendenti della continuazione e della crescita del cristianesimo; in primo luogo, nelle circostanze di difficoltà e persecuzione; e poi, nelle condizioni di mantenimento a cui è limitato, vale a dire, la persuasione e l'impressione morale. La Chiesa è la testimonianza sufficiente di se stessa. È da Dio, perché ha trionfato in tal modo. Le condizioni in cui sono stati ottenuti i suoi trionfi più significativi sono state ben lontane da quelle che la sagacia umana avrebbe potuto escogitare. Quante volte le cose che minacciavano la sua distruzione si sono dimostrate il mezzo segnale della sua salvezza! I Giudei prevalgono su Pilato per crocifiggere Gesù; che la morte stessa adempie i Suoi propositi di redenzione. Il Sinedrio perseguita la piccola Chiesa e la distrugge; ma spargeva semplicemente carboni di fuoco vivo, che incendiavano tutto ciò che toccavano. Così è stato mille volte da allora. Le tempeste della passione persecutrice non hanno fatto altro che portare in ogni direzione il polline del fiore cristiano, che ha fruttificato e prodotto il centuplo. Proprio questo risultato fu prodotto da questa persecuzione: involontariamente fornì l'occasione per uno dei trionfi più significativi del cristianesimo primitivo. L'intera questione verteva sul carattere del presunto miracolo e sul potere con cui era stato compiuto. Se si poteva stabilire che un tale miracolo era stato compiuto nel nome e per la potenza di Gesù, la dottrina cristiana era indubbiamente attestata. La questione quindi era in realtà il rapporto tra i miracoli e il cristianesimo, la questione di cui lo scetticismo sta ancora discutendo. Solo il Sinedrio non ha mai pensato di prendere le basi dello scetticismo moderno, il quale, non così da vicino di fronte ai fatti contemporanei, afferma che il miracolo è impossibile. La loro insinuazione era l'antica blasfemia farisaica: "Gli Ebrei scacciano i demoni per mezzo di Belzebù, il principe dei diavoli". Non è sempre la mancanza di prove che induce gli uomini a rifiutare il cristianesimo

(I.) La guarigione di questo storpio è un esempio lampante della peculiare benevolenza e grazia del cristianesimo. Tra le migliaia di persone che avevano bisogno di guarigione, questo mendicante era l'oggetto prescelto. Sacerdoti signorili e ricchi nobili affollavano il tempio, alcuni probabilmente vittime di dolorose malattie, ma a nessuno di loro furono inviati gli apostoli. Era sicuramente in armonia con il carattere del Vangelo che né il nostro Signore né i Suoi apostoli cercavano pazienti illustri. Naturalmente non escludevano i ricchi. Nostro Signore andò volentieri alla casa di Giairo e a quella del centurione. Ai poveri, in modo caratteristico, il Vangelo veniva predicato. Essi risvegliarono specialmente la compassione del Maestro, a causa della loro maggiore miseria. C'è un senso in cui le sollecitudini speciali dell'operaio cristiano si stringeranno intorno ai ricchi, il cui particolare pericolo spirituale il Maestro indicò quando gli Ebrei disse: "Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno dei cieli!" Non è facile rendere Dives cosciente della sua povertà spirituale. Gli uomini che ricevono le loro "cose buone" in questa vita corrono il pericolo di trascurare la vita nell'aldilà. Ma è la grazia distintiva del vangelo di Cristo che le sue benedizioni possano giungere ai più poveri. Salva il rispettabile fariseo, ma ha il suo più grande trionfo e la sua gioia nel salvare il pubblicano reietto. Si tratta di "cercare e salvare ciò che è perduto"; per "chiamare non i giusti, ma i peccatori al pentimento". Le sue agenzie caratteristiche sono i riformatori e le scuole sgangherate, le predicazioni teatrali e le riunioni notturne, le missioni cittadine e le missioni ai pagani. Quando i suoi operai cercano i palazzi dei nobili o un posto tra i ricchi? La sua gloria è quella di riempire le sue chiese di "uomini guariti".

(II.) I suggerimenti della gratitudine dell'uomo guarito

(1.) La sua pietà.

(1) Il suo primo movimento fu all'interno del tempio. Il primo uso delle sue membra recuperate fu in lode di Dio. La guarigione del suo corpo aveva toccato profonde sorgenti di sentimento religioso. Forse la sua disabilità gli aveva insegnato da tempo a pregare. Questa è spesso la severa ma graziosa lezione dell'afflizione. La cosa più rara è che la sua guarigione lo ha spinto a lodare. Dei dieci lebbrosi purificati, solo uno tornò per rendere grazie a Dio.

(2) Tutte le grandi esperienze della vita fanno appello alle emozioni religiose: nei grandi dolori siamo appassionati nella preghiera, nelle grandi gioie estatici nella lode; Solo il sentimento religioso eccitato è spesso tanto transitorio quanto fervente. Non ci è detto se questo fosse o meno il caso di questo storpio guarito. Ma il suo fervore, e il coraggio con cui si schierò dalla parte degli apostoli incriminati, sono forte presunzione di una pietà radicale e permanente.

(3) Qualunque sia lo strumento della nostra benedizione, è Dio che la rende efficiente. Ebrei quindi rivendica il nostro supremo riconoscimento. Se, dunque, ho ricevuto la guarigione temporale, fa' che io gli renda prima i "voti che ho fatto quando ero in difficoltà". Se la mia anima è stata guarita, fa' che io "entri alle sue porte con rendimento di grazie, ai suoi cortili con lode". Quale emozione può essere così forte, quale gioia così squisita, come quelle dell'uomo che per la prima volta dopo la sua guarigione entra nella casa di Dio? 2. La sua fedeltà umana.

(1) Gli ebrei "strinsero Pietro e Giovanni" in un abbraccio riconoscente. Accanto a Colui che ci salva la nostra gratitudine è dovuta a Colui che ci conduce al Salvatore.

(2) Grato ai suoi benefattori, l'uomo guarito rimase al loro fianco quando furono catturati dal Sinedrio; lieti di condividere il loro biasimo e il loro pericolo. E povera e indegna sarà la nostra gratitudine se, quando Cristo sarà rigettato o i Suoi servi saranno disprezzati, sgattaioleremo via per la vergogna o per la paura

(III.) In questa pericolosa crisi della Chiesa nascente, essa fu salvata dalla presenza e dalla testimonianza di questo storpio guarito. Che cosa avrebbero potuto fare questi pochi contadini e pescatori contro la forza e l'ostilità del Sinedrio? Se, come talvolta si afferma, il cristianesimo è solo umano, il miracolo della sua fondazione e propagazione da parte di tali apostoli, e in tali circostanze, è sicuramente grande quanto il miracolo dell'Incarnazione. Cinquemila convertiti in pochi giorni, come risultato di un semplice insegnamento religioso, sono sicuramente difficili da accreditare come la guarigione dello zoppo. Non era la prima volta che Pietro si trovava davanti ad Anna e Caifa, che esultavano di avere di nuovo nelle loro mani i capi della setta. Cosa c'è di più facile che schiacciare questa cosa maledetta? La difficoltà risiedeva in certi fatti incorreggibili. La vitalità di questa pestilenziale eresia derivava da questi fatti. In primo luogo, c'erano i famigerati miracoli che Cristo stesso aveva operato, coronati dalla Sua indubitabile risurrezione. E ora sembra che i Suoi seguaci stiano compiendo meraviglie simili. Un fatto come questo valeva più di mille argomenti. Il Sinedrio rimase completamente sconcertato. Li costrinse ad ammettere il miracolo e, con esso, le sue innegabili deduzioni. L'uomo guarito, non l'eloquenza dei suoi apostoli, salvò la Chiesa nascente. Questa è stata spesso la rivendicazione della Chiesa; non l'erudizione dei suoi dottori, o gli argomenti dei suoi apologeti, ma la vita spirituale di qualche discepolo umile e dal cuore semplice, che ha giustificato il suo lavoro dimostrando lui stesso il suo potere guaritore. (H. Allon, D.D.Uomini guariti (2) - L'argomento: - Nei sistemi religiosi la prova finale della validità deve sempre essere l'efficienza pratica. Applichiamo quindi questo test al cristianesimo. Ponendo l'argomento nel modo più ampio, si pone così: il fatto della peccaminosità umana è provato dall'universalità della coscienza dell'imperfezione morale e dall'affermazione delle Scritture cristiane. Ora, i filosofi, i teologi e i moralisti si sono proposti di correggere questo male e di esercitare tali influenze che possano ravvivare negli uomini i santi affetti e schierare la loro volontà risolutamente ed efficacemente dalla parte della purezza e della pietà. Il mondo ha una lunga storia. In esso sono stati fatti esperimenti di ogni genere. Sappiamo qual era la fede e che tipo di vita produceva in Assiria, in Egitto, in Grecia, a Roma, in India, in Cina e in altre nazioni non cristiane. Sappiamo come le varie forme di cristianesimo hanno funzionato in Europa. Conosciamo gli effetti dell'infedeltà. E le affermazioni comparative di questi vari sistemi sono sottoposte al nostro verdetto. Quale di tutte le teologie, filosofie o morali propagate tra gli uomini è stata la più efficace nel rendere gli uomini buoni? Potremmo basare l'argomento in primo luogo su un'ampia visione storica delle nazioni e dei popoli; potremmo paragonare le nazioni cristiane con le nazioni idolatriche o maomettane; e sottolineare quanto poco le fedi non cristiane abbiano fatto per correggere il male morale negli uomini. Ammettiamo volentieri che hanno fatto qualcosa, e non possono mettere in discussione i veri e nobili elementi del Buddismo, ecc., e la peggiore superstizione è meglio dell'empietà e del vizio incontrollati. Ci possono essere tradizioni religiose di una conoscenza primitiva di Dio che nemmeno un bechuana ha perduto. Ma chi esiterebbe a riconoscere la superiorità morale del cristianesimo e il maggiore potere pratico delle sue verità? Una linea di argomentazione simile, in secondo luogo, potrebbe essere mantenuta riguardo alle diverse forme di cristianesimo. Proprio nella misura in cui è stato spirituale, biblico, le nazioni che l'hanno ricevuta sono state virtuose, nobili, industriose e potenti. Il legame tra il papato e lo stato di nazioni come la Spagna, l'Austria, l'Italia e l'Irlanda, per non parlare della Francia; e tra il protestantesimo e lo stato di nazioni come la Germania, l'Inghilterra e gli Stati Uniti, è troppo ovvio per aver bisogno di essere spiegato. E basta pensare ai principi, religiosi, sociali e politici, dei due sistemi, per vedere che il risultato è inevitabile. Il sacerdotalismo, in tutte le sue forme, è antagonista alla vita più nobile delle nazioni o degli uomini. Ma queste linee di argomentazione richiedono volumi per la loro adeguata illustrazione. Permettetemi di prendere uno o due degli elementi fondamentali del cristianesimo e di esaminare il loro adattamento per rendere gli uomini santi

(I.) La Bibbia. È il nostro autorevole libro religioso, che pretende di essere una rivelazione soprannaturale del pensiero e del cuore di Dio. È dunque la Bibbia, come è stata provata dalla sua storia e dalla sua pratica potenza morale, lo strumento efficace per risanare gli uomini? Da molte parti le sue richieste sono respinte. Si nega che sia ispirato, solo come lo sono Platone, Bacone, Shakespeare e Milton. Non è, ci viene detto, nemmeno vero come storia. La sua cronologia, le statistiche, la scienza sono false, i suoi miracoli impossibili violazioni della legge naturale, le sue profezie non sono altro che notevoli coincidenze o sagaci pronostici. Non c'è nulla nel Libro che non possa essere spiegato in base a principi naturali. Come si possono dunque rivendicare le sue pretese divine? Il cristianesimo ha studiosi abbondantemente competenti per rispondere agli studiosi dell'infedeltà. Anzi, il sapere e la scienza, la critica e la filosofia principali del mondo sono cristiani. Finora, inoltre, ogni assalto di critica ostile non ha fatto altro che suscitare nuovi campioni, i quali, con nuove ricerche e argomentazioni, hanno dimostrato quanto siano inespugnabili e molteplici le sue difese. Ma la rivendicazione della Bibbia non deve essere lasciata alle argomentazioni dotte. Possiamo fare appello al carattere religioso e alle conquiste della Bibbia. Unico tra i libri religiosi del mondo è un libro di storia; e inoltre, ha una storia. La Bibbia non è come lo Zendavesta, un libro di liturgie; né come gli Inni vedici, un libro di leggende impossibili; né come gli scritti di Confucio e Platone, un libro di filosofia morale; né come il Corano, un libro di mera dottrina e precetto. Fondamentalmente e caratteristicamente è storia. Qual è, allora, il carattere morale della Bibbia? E quali sono stati i suoi effetti morali? Prendete come prova dell'Antico Testamento il Libro della Genesi. È storia o è leggenda, da Dio o degli uomini? Abbiamo bisogno di un Niebuhr che ci dia una risposta? No, in verità. Per quanto si possa rimediare a difficoltà storiche o scientifiche, rimangono indiscutibili le caratteristiche religiose

(1.) Come dobbiamo spiegare i suoi personaggi, Abele, Enoc, Abraamo? Come mai Abramo, l'"amico di Dio", non è, come Ercole, un semidio o un eroe? Sempre in intimità con Geova, egli è tuttavia sempre umano in tutti i suoi pensieri e azioni come gli uomini di oggi. Com'è possibile, ancora, che il Geova che egli adora non sia come Zeus, una concezione incongrua degli attributi soprannaturali, delle imperfezioni umane e persino delle vili passioni? Mentre l'adoratore non ha un singolo tratto della divinità, il Geova che adora non ha un solo tratto dell'umanità. Com'è possibile che queste concezioni dell'umano e del divino, e dei loro rapporti, trascendono così incomparabilmente tutte le mitologie del mondo, che da allora non le abbiamo né superate né alterate nelle idee fondamentali? 2. Com'è possibile, ancora, che la morale insegnata nel Libro della Genesi trascenda così singolarmente anche quella di Platone; anzi, che sia così meravigliosamente in accordo con le concezioni e i sentimenti morali dei nostri giorni? Abramo, Giacobbe, Giuseppe, sono completamente delineati e le loro colpe sono esposte. Il torto non viene mai confuso con il giusto. Come è accaduto che, quando la filosofia di un Platone e la morale di un Aristotele erano così clamorosamente difettose, questo vecchio libro di tremila anni fa ha anticipato la teologia e la morale fondamentali del nostro diciannovesimo secolo cristiano? L'unica risposta possibile non è: questi erano uomini che Dio aveva guarito, e questo è il racconto di Dio riguardo a loro? Le difficoltà della scienza o della storia non hanno alcun peso contro queste prove morali, basate come sono le prime sull'ignoranza o sull'interpretazione errata, che una maggiore informazione potrebbe rimuovere. Ma non ci possono essere errori su queste caratteristiche positive, e prima che le affermazioni del record possano essere respinte devono essere prese in considerazione

(II.) Passando al Nuovo Testamento, ci vengono presentate delineazioni morali ancora più grandi. Incomparabile e Divino si erge il ritratto morale di Gesù Cristo. Da dove viene? dell'uomo o di Dio? Qualunque cosa possiamo pensare del cristianesimo, Cristo stesso è il più grande miracolo morale della storia umana. Se Gesù non fosse mai vissuto, si sarebbe potuto immaginare il Suo carattere? Da allora c'è stata qualche concezione del romanticismo? Pensa a

1.) La Sua forza calma e maestosa, la Sua perfetta padronanza di sé e dignità, eppure la Sua natura intensa fino alla passione nelle sue emozioni. Ebrei denuncia i farisei, ma senza un vestigio di passione empia; Ebrei scaccia i cambiavalute, ma senza una scintilla di fanatismo religioso

(2.) La saggezza della Sua santità. La sua non è l'innocenza che ignora la vita umana, è la forza che sta al di sopra di essa

(3.) La sua autocoscienza e autoaffermazione. Quando Ebrei parla di Se Stesso, è per dichiarare la Sua umana infezione, per affermare la Sua perfezione e le Sue prerogative Divine. Il suo carattere, afferma Hebrew, è stato sottoposto a prove senza precedenti, e senza la scoperta di un solo difetto

(4.) La singolare proporzione e l'adattamento del Suo carattere. Che meravigliosa armonia di grandezza e gentilezza, santità e pietà, forza e simpatia; la grandezza della virilità più elevata, la tenerezza della femminilità più gentile. Lo riveriamo tanto quanto Lo amiamo, Lo amiamo tanto quanto Lo adoriamo

(5.) Le Sue eccellenze morali in combinazione con la Sua grandezza intellettuale

(6.) La Sua concezione del Suo regno. Egli, un contadino del villaggio montano di Nazaret, concepisce un regno di pura vita spirituale, adattato allo stesso modo all'antico asiatico e all'europeo moderno, agli Esquimali tremanti e ai torridi Indù; un regno di fratellanza universale, in cui tutti gli uomini devono essere legati insieme nella santità e nell'amore. Non possiamo, quindi, appellarci giustamente alla ritrattistica morale del Nuovo Testamento come prova che è di Dio? Non solo ai suoi uomini guariti, ma anche al loro Guaritore. Lo scetticismo ha avuto i suoi uomini di genio: perché non ha mai prodotto un altro vangelo? Sull'integrità morale del suo Cristo si basa il cristianesimo. Gli ebrei sostenevano che gli ebrei operavano miracoli. Ma se gli Ebrei non le hanno mai fatte, la verità più elevata, la morale più pura del mondo è figlia di una menzogna, di un solecismo morale così grande che tutta la nostra coscienza lo rifiuta

(III.) Né gli effetti del vangelo di Cristo o della storia religiosa della Bibbia sono meno conclusivi. Sappiamo cosa ha fatto il cristianesimo nei tempi apostolici, quando è entrato in contatto con le indicibili depravazioni della Grecia e di Roma, cosa ha trovato i suoi convertiti e cosa li ha creati. Sappiamo cosa ha fatto in ogni paese in cui è venuto da allora; ciò che in questo momento l'Europa è in contrasto con l'Asia, l'America in contrasto con l'Africa. Sappiamo che cosa erano cinquant'anni fa le isole dei Mari del Sud, e che cosa sono ora - ne sono testimoni gli ufficiali della nostra marina e i rapporti delle nostre navi mercantili. E i suoi ultimi trionfi sono stati il segnale più grande. Alcuni capitoli della Bibbia, a volte una sola pagina, hanno sostenuto e propagato il cristianesimo del Madagascar; ispirando i suoi convertiti con la virtù dei santi e con l'eroismo dei martiri. Nessun altro libro lo fa. Mettetevi su un pulpito e leggete agli uomini Platone o Milton o Bacone: dove sono i loro convertiti? Di chi cambiano i cuori? Di chi sono le vite che santificano? Leggete loro la Bibbia, e gli uomini guariti spuntano dappertutto, "camminando, saltando e lodando Dio".

(IV.) Potremmo prendere le dottrine distintive del cristianesimo e ragionare su di esse allo stesso modo

(1.) Nessuna dottrina, ad esempio, è stata più obiettata della dottrina dell'espiazione. È stato presentato come ingiusto e immorale. E' sufficiente rispondere

(1) Che questa, per milleottocento anni, è stata la dottrina fondamentale della cristianità. La coscienza morale degli uomini cristiani, lungi dall'inciampare di fronte alle sue presunte incongruenze morali, non si è gloriata in nulla così grandemente.

(2) Che se si tratta di una falsa dottrina, gli uomini sono ingannati più gravemente dove pensano di essere guidati più esplicitamente; e invece di essere il più lucido, il Nuovo Testamento è il più ambiguo dei libri.

(3) Che nella sua influenza pratica sui cuori e sulle vite degli uomini, questo presunto errore è stato più potente e fruttuoso di ogni verità ammessa. Ogni volta che questa idea viene perduta, qualsiasi altra cosa viene conservata, la vita religiosa si raffredda e l'amore grato si attenua. Possiamo allora immaginare che tutto questo sia un'illusione? che questa gratitudine è stata falsamente generata? Questa santità illegittimamente operata? Non può essere; l'errore dell'uomo non potrà mai essere più potente della verità di Dio

(2.) Così con la dottrina dello Spirito Santo. Si obietta che allenta i legami della responsabilità, che incoraggia un pericoloso lassismo nella morale; in quanto gli uomini a cui viene insegnato che tutta la loro bontà viene da Dio, e che una potenza divina esterna a loro deve "creare in loro un cuore puro" e "rinnovarli giorno per giorno", non è probabile che si sforzino di essere buoni. Ancora una volta ci appelliamo alla logica inesorabile dei fatti, agli uomini guariti. Chi nella vita religiosa è il più sensibile al peccato, il più scrupoloso nella santità, il più consacrato nel servizio, il più benefico nell'aiuto? Al di là di ogni discussione, coloro che teoricamente credono, e che praticamente illustrano la nuova nascita dello Spirito. In una parola, sottoponiamo coraggiosamente tutte le dottrine fondamentali del cristianesimo a questa prova di risultati. Conclusione: Ogni ministro cristiano, ogni missionario cittadino, quasi ogni membro di una Chiesa Cristiana, potrebbe addurre esempi, alcuni dei quali decine e centinaia, che resisterebbero alla prova di qualsiasi indagine giudiziaria. Nessuno rifiuta il cristianesimo perché le sue influenze sono perniciose, o Cristo, perché il suo insegnamento è immorale. Quando gli uomini cristiani sono accusati di incoerenza, l'accusa stessa implica uno standard molto più alto di qualsiasi altro nella nostra vita sociale. Ragiona con un obiettore scettico, potresti essere ignominiosamente sconfitto. Ma l'argomento del risultato morale è inconfutabile. Il più ignorante può dire: "Se questo è da Dio o no, non posso dirlo; questo lo so, che mentre una volta ero cieco, ora vedo". Se l'obiettore ti dice qual è la sua filosofia, tu gli mostri ciò che il tuo cristianesimo ha fatto. Ebrei sfida la filosofia del tuo credo, tu sfidi gli effetti morali della sua infedeltà. Dove sono i suoi penitenti religiosi, i suoi reprobi salvati, i suoi Magdaleni e i suoi prodighi? E se non ha trovato un tale potere morale per rendere santi gli uomini, se è un vero uomo, ti dirà con cuore addolorato con quanta riluttanza rifiuta il tuo cristianesimo. Gli ebrei che non provano tale angoscia, o che ridono di qualsiasi discredito di un cristianesimo benigno e santo, sono semplicemente un demone e non un uomo. In questo modo, quindi, anche i contrari possono essere indotti a confessare: "Che un notevole miracolo sia stato fatto da questi maestri cristiani, è manifesto a tutti coloro che abitano nel paese, e noi non possiamo negarlo".

18 CAPITOLO 4

Atti 4:18-31

Ed essi li chiamarono, e comandarono loro di non parlare affatto e di non insegnare nel nome di Gesù.

(I.) La sua prova. Gli apostoli non vollero separarsi dalla Chiesa giudaica, perché fu entrando nel tempio che Pietro e Giovanni restaurarono lo zoppo. Vedete questi uomini, dunque, di fronte a un comando positivo del più alto tribunale della nazione di tacere, un tribunale che aveva condannato il loro Maestro. L'amore nazionale, il rispetto per la legge, l'orgoglio per la razza, la riverenza per le istituzioni canute dall'età, la forza dei legami sociali, le amicizie personali, il rifiuto di diventare disturbatori della pace, il timore per la sicurezza personale: tutto questo cospirava per intensificare il comandamento "di non parlare affatto e di non insegnare nel nome di Gesù". Cosa permette loro ora di opporsi all'ordine del Sinedrio? Il loro amore personale per Gesù. Tacere è impossibile. Legati alla loro nazione da legami duraturi, una corda più forte li lega a Gesù. "Non possiamo fare a meno di parlare". E parlavano, con maggiore audacia. Ci sono correnti nel mare che, nonostante i venti e le maree contrarie, si muovono senza ostacoli, sospinte da una forza possente nascosta nelle profondità. Una tale forza nel cuore di questi discepoli era l'amore per Cristo

(II.) Le sue manifestazioni. Gli uomini sono talvolta chiamati coraggiosi quando sono solo spericolati. L'uomo di vero coraggio sarà abbastanza audace e abbastanza calmo da agire con saggezza. Nella condotta degli apostoli si manifesta ogni segno di vero coraggio

(1.) Mostrano che il loro corso non è spinto dall'impulso o dalla passione. Sono mossi da profonde convinzioni. Si piantano sul terreno più alto che si possa concepire, il senso del diritto. Non hanno fini ambiziosi da perseguire, nessuna vendetta da gratificare, nessun applauso popolare da guadagnare. "Tre volte armato è colui che ha la sua lite giusta". Quando l'imperatrice Eudossia inviò messaggi minacciosi a Crisostomo a Costantinopoli per desistere dai suoi pungenti rimproveri, il predicatore dalla lingua d'oro rispose: "Di' all'imperatrice che Crisostomo non teme altro che il peccato". Notate, come prova di saggezza, con quanta sagacia gli apostoli si appellano a questo stesso principio di diritto nella mente dei loro accusatori. «Giudicatelo.» Questo senso che è giusto dare ascolto a Dio più che agli uomini, sia che sia adottato nella vita pratica o meno, deve raccomandarsi e si raccomanda alla coscienza di ogni uomo. Coloro che vi aderiscono guadagnano la fiducia di tutti. «Che cosa», chiese un mercante a un povero ragazzo che si candidava per una situazione, «direbbe se le dicessi di lavorare domenica?» Non dovrei venire; poiché Dio ha detto: 'Ricordati del giorno di sabato per santificarlo', e io farò come Dio mi ha detto". Allora,» disse il datore di lavoro, «tu sei il ragazzo che cerco.» 2. Il coraggio degli apostoli si vede nella compagnia che frequentano. "Essendo stati lasciati andare, andarono nella loro compagnia", ecc. Com'è cambiato l'aspetto! Nel Sinedrio l'aria era densa di sospetto e malizia: qui c'è l'amore, la purezza e la pace del cielo. Il coraggio è del tipo giusto quando cerca di sostenersi respirando un'atmosfera come questa

(III.) La sua fonte (Versetto 31). Il soffio dello Spirito di Dio sui loro spiriti. Cristo non ha mandato gli apostoli in giudizio senza fornire loro una forza adeguata ad ogni bisogno. I cristiani dovrebbero imparare a guardare allo Spirito Santo perché operi in loro e per loro qualunque cosa richiedano i loro bisogni. Se il coraggio è la virtù necessaria qui, allora il coraggio sarà il prodotto dello Spirito. Davanti al Sinedrio lo Spirito rende Pietro ardito; ma in seguito lo stesso Spirito lo rese profondamente umile. Giovanni, originariamente un "figlio del tuono", fu trasformato per opera dello Spirito in modo tale da diventare un rinomato esempio di dolcezza cristiana. (Sermoni del club del lunedì.La fiducia degli apostoli in Dio: - Nel petto di ogni uomo serio questo conflitto si risolve in una questione di dovere contro convenienza. La cosa più facile è soddisfare la propria convenienza; La cosa difficile è fare bene. Nel caso di Pietro e Giovanni 100 'era un disaccordo tra la legge superiore e quella inferiore. I poteri esistenti sono ordinati da Dio; perciò è giusto essere soggetti ai principati e alle potestà, obbedire ai magistrati ed essere pronti ad ogni opera buona (Tito 3:1). Ma se arriva un momento in cui l'anima è stretta tra il mandato di un governante terreno e la parola di Geova, la via è chiara: Dio deve sempre occupare il primo posto nell'anima di un vero uomo. Siamo decisi a fare il nostro dovere anche se i cieli cadono! Nel giungere a questa decisione essi furono mossi da due argomenti

1.) Era giusto. Tutte le considerazioni di mera prudenza devono stare da parte per principio. La coscienza ha sempre il diritto di precedenza. L'uomo più meschino della terra sa che il servizio di Dio è al di sopra del tempo: il servizio. Era perfettamente sicuro per i due discepoli sottoporre quella proposta ai loro inquisitori, come fecero quando dissero: "Giudicate". 2. Era in linea con il motivo dominante della loro vita. Qualche tempo fa avevano deciso deliberatamente di seguire Cristo. In quella decisione non c'era alcuna riserva; Avevano ceduto tutto. Ora la questione deve essere messa alla prova; saranno fedeli al loro Maestro o no? Non c'è motivo di esitare. Perciò Pietro e Giovanni rimasero fedeli ai loro princìpi. Deve essere sembrato loro di andare incontro alla morte, ma non importa. Ora segna il risultato immediato. Questi discepoli aspettavano la prigione, la frusta, forse la morte, per la loro temerarietà; ma Dio aveva i suoi piani

(1.) I loro giudici "si meravigliarono" del loro coraggio e "li lasciarono andare"! L'angelo del Signore venne e chiuse la bocca di quei leoni perché non potessero far loro del male

(2.) Il popolo "glorificò Dio per ciò che era stato fatto". Quel termine, "il popolo", rappresenta un fattore incostante e inaffidabile; ma in questo caso l'opera buona compiuta sull'uomo impotente fu così evidente, e il successivo comportamento di Pietro e Giovanni in tribunale così eroico, che essi furono necessariamente convinti e spinti a glorificare Dio

(3.) I due discepoli furono essi stessi incoraggiati per un ulteriore servizio. Avevano messo alla prova Dio e lo avevano trovato fedele, ed erano pronti a metterlo alla prova di nuovo. Il giovane Davide fu incoraggiato ad andare contro Golia dal fatto che Dio lo aveva già liberato una volta da un leone e da un orso che avevano preso un agnello dal suo gregge. Il coraggio di un uomo è come il muscolo bicipite; Cresce con l'uso

(4.) Tutta la Chiesa fu rafforzata e incoraggiata da questo evento. Il coraggio è contagioso. Gli eroi fanno eroi. (D. J. Burrell, D.D.Il signor Martini, spagnolo, dice: "Ho avuto il privilegio di soffrire un po', molto poco, per il caro Signore, ma in un certo senso è stata colpa mia, perché ho infranto la legge del mio paese. In Spagna era contro la legge che un protestante predicasse a una congregazione di più di venti persone, e quella legge la infrappi rivolgendomi a un uditorio di più di duecentocinquanta persone all'aperto. Stavo tenendo una riunione di dodici persone in una piccola stanza, quando alcune persone entrarono e mi dissero che c'era un gran numero di persone che desideravano che io predicassi loro all'aperto. Ho pensato: 'Questa è una chiamata di Dio! Devo obbedire a Dio o all'uomo?' Ho obbedito a Dio e ho infranto la legge dell'uomo; la conseguenza fu che fui mandato in prigione per quarantasei giorni. Sono stato trattato bene da tutti. Il sindaco e tutti i notabili vennero a trovarmi, e io diedi loro trattati e Vangeli, oltre a predicare dentro la prigione a più di cinquanta persone alla volta, sebbene la legge mi proibisse di predicare a più di venti persone alla volta fuori della prigione".Dio prima dell'uomo: - Un re pagano fece portare davanti a sé un vescovo cristiano e gli ordinò di abiurare la sua fede e di sacrificare agli idoli pagani. "Mio signore e re", disse il vescovo, "non lo farò". Allora il re si infuriò e disse: "Sai che la tua vita è nelle mie mani e che se volessi potrei ucciderti? Devo solo fare un segno ai miei servi, e tu sei un uomo morto". Lo so,» rispose il vescovo; "Ma prima che tu mi uccida, lascia che ti racconti una storia. Potrai decidere il mio destino quando avrò finito. Supponiamo che uno dei tuoi servitori più fedeli cada nelle mani dei tuoi nemici, ed essi cerchino di eccitarlo a ribellarsi contro di te, di renderlo un traditore. Egli, tuttavia, rimane fedele, e i tuoi nemici lo spogliano e lo ricacciano nel suo paese. Di': O re, quando è venuto da te così, insultato e oltraggiato per il tuo onore, non gli daresti le tue vesti migliori e copriresti la sua vergogna con l'onore?"" Fin qui tutto bene," disse il re, "ma che cosa c'entra tutto questo con il caso in questione? Una storia abbastanza bella, e ben raccontata, ma non vedo il legame che ha con te. Allora il pio vescovo rispose: "Ascoltate, sire. Tu puoi spogliarmi delle mie vesti terrene, ma io ho un Maestro che mi rivestirà di splendore e mi renderà adatto alla Sua presenza nella gloria. Devo barattare la mia fede per salvare le mie vesti?" Allora il re pagano rispose: "Tu hai vinto; va' in pace".Coraggio cristiano:

(I.) Manifestato (Versetti 18-22)

(II.) Sostenuto (Versetti 23-28)

(III.) Accresciuto (Versetti 29-31). (Età cristiana. ) Non smettere perché disprezzato: - Che cosa importerebbe all'usignolo se il rospo disprezzasse il suo canto? Continuava a cantare e lasciava il rospo alle sue ombre oscure. E che m'importa delle minacce degli uomini che strisciano sulla terra? Continuerò a cantare nel seno e nell'orecchio del mio Dio. (H. W. Beecher.Coraggio cristiano: - Il coraggio è una delle virtù della Bibbia. Fu una delle ultime parole che Mosè rivolse a Giosuè: "Sii forte e fatti coraggio". Fu quasi la prima parola del Signore quando gli diede il benvenuto nel suo nuovo ufficio: «Sii forte e fatti animo». Era il consiglio dato ai dodici esploratori ebrei. Davide ricordò l'energizzante parola che aveva ricevuto nel suo incarico a Salomone, e nei Salmi risuonò la stessa voce a tutti i santi: "Fatevi animo, e gli Ebrei rafforzeranno il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore". La parola corrispondente "audacia" è usata spesso nel Nuovo Testamento. Si applicava a Cristo stesso nella Sua predicazione; era ciò per cui Paolo voleva che la Chiesa pregasse come un dono per lui; e, come vediamo in questo libro degli Atti, era uno dei tratti distintivi degli altri apostoli e della Chiesa primitiva. Marco, dunque, questo esempio di coraggio cristiano...

(I.) Come appartenenti a uomini privati e non professionisti. Questo fu il problema che esercitò per la prima volta il Sinedrio: la fiducia dove essi cercavano diffidenza. Non erano stati addestrati nelle scuole come retori che ci si poteva aspettare che comandassero la loro parola e la padronanza di sé davanti al tribunale o a un'assemblea popolare. Sarebbe stato un duro calvario per alcuni uomini di istruzione ed esperienza. Da dove dunque la calma di questi oscuri discepoli? Derivava da Cristo stesso. E così il Sinedrio se ne accorse presto. Cristo, pur non professando un retore, parlava con calma, con conoscenza e con autorità, e questi due discepoli avevano preso il loro stile dal loro Maestro. Ho visto uomini semplici, che erano stati allevati lontano dalla scuola, ma portati così vicino a Cristo che non potevano fare a meno di parlare di Lui, e con tale conoscenza e calma che si facevano sempre ascoltare

(II.) Come sostenuto di fronte all'ordine e all'autorità mondana. "Cosa dirà il mondo di noi?" è una domanda che molti si pongono con grande sollecitudine. Alcuni uomini molto forti (come Napoleone) sono stati molto deboli qui. Ciò che il mondo ci farà è ancora più sorprendente, se ha una verga nelle sue mani e la volontà di usarla. Sembrava che il mondo intero fosse contro questi due Galilei, e che probabilmente avrebbe fatto in fretta a lavorare con loro. Il Pastore era stato colpito; Come poteva il gregge non essere disperso? Il popolo, piuttosto che i governanti, era il pubblico della Pentecoste. Si parla dei "vostri governanti" come se fossero assenti. Ma ora i grandi uomini cominciavano a essere in fermento. Come fu stupito il Sinedrio quando questi due uomini semplici, invece di chiedere umilmente perdono, si misero tranquillamente in loro difesa! Hanno ripassato la storia del Vangelo senza imbarazzo come se la stessero raccontando a un pubblico di amici

(III.) Come sostenuto dal senso di una presenza divina. "Se è giusto agli occhi di Dio". Essendoci qui due a giudicarci, chi avrà la precedenza? I governanti non erano stati con Gesù e non avevano imparato questa lezione. Se Gesù era al loro fianco, che cosa accadrebbe se l'intera schiera del Sinedrio si trovasse di fronte a loro? Esattamente questo era ciò che il Salvatore aveva promesso: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni".

(IV.) Come avente il supporto di fatti pertinenti e palpabili. Quando lo zoppo seppe dell'arresto degli apostoli, si presentò davanti al tribunale, pronto a dare la sua testimonianza e a condividere la loro sorte. Che cosa poteva dire il Sinedrio, stando lì in piedi, in piedi? In quale altro modo gli apostoli non potevano sentirsi a quella vista se non gioiosi e grati che un tale miracolo di misericordia fosse stato compiuto dalle loro mani? Questo è sempre stato un forte sostegno nell'opera per Dio, i buoni risultati che l'hanno accompagnata. Paolo sentiva questo: "Io non mi vergogno del vangelo di Cristo", ecc

(V.) Come incoraggiato dalla compagnia di uomini cristiani. "Sono andati nella loro stessa azienda". Nella santa gioia essi alzarono insieme le loro voci nelle parole trionfanti del Salmo dell'Antico Testamento: "Perché i pagani si adirano e il popolo immagina una cosa vana?" La loro preghiera si elevava per una maggiore audacia nella causa del loro Maestro, e per nuove meraviglie di grazia come frutto di essa. (W. E. Knox, D.D. La fiducia degli apostoli in Dio: - I suggerimenti e le verità che si possono trarre da questa lezione sono molti e vari, per esempio - La vanità delle combinazioni e delle cospirazioni contro Dio come affermate nella Scrittura e illustrate nella storia. Il carattere benefico del vangelo di Gesù Cristo. La necessità e il valore della simpatia reciproca. Il potere della preghiera unita e credente come insegnato nel Nuovo Testamento. La cura di Dio sui suoi. I discepoli erano stati in una certa misura preparati all'afflizione dal preannuncio di Cristo: "Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi". Ma ora era in vista, e sotto la minaccia di pene e punizioni furono incaricati di tacere. Ma, come i tre bambini ebrei dei giorni di Daniele, non ebbero bisogno di tempo per considerare la questione. Non troviamo alcun accenno o ombra di uno che indichi da parte loro un qualche vacillare di proposito. Cerchiamo le basi di questa fiducia e di questo coraggio, e le troviamo incorporate nel testo della lezione. Questa fiducia si basava sull'onnipotenza di Dio, che era

1.) Un elemento fondamentale della fede irreligiosa. L'economia mosaica aveva insegnato loro questo. La storia del loro popolo, che ancora amavano, e i cui ricordi erano a loro cari, era piena di illustri prove della potenza e della gloria di Geova. Non avevano cambiato, diventando seguaci di Cristo, questa fede fondamentale nel Dio della loro infanzia e della loro prima virilità. Questo elemento della loro fede religiosa era ulteriormente rafforzato da: 2. Gli eventi convincenti della vita, della morte, della risurrezione e dell'ascensione di Gesù Cristo. I fatti erano allora, come dovrebbero essere ora, i fattori inconfutabili nella propagazione del vangelo. Quando videro "l'uomo che era stato guarito che stava con loro, non poterono dire nulla contro di esso". 3. Inoltre, lo Spirito Santo dentro di loro permise loro di rendere forte e persuasiva la verità che sostenevano. È vero che non erano né abili nelle armi né addestrati nelle scuole; non avevano né ricchezze né posizione sociale, ma Dio era con loro ed erano invincibili. La Pentecoste li aveva resi onnipotenti. Emuliamo il loro intrepido coraggio, tocchiamo le fonti, come hanno fatto loro, del potere superno, rendiamo regnanti nella nostra vita i principi che hanno enunciato, e allora il mondo sarà ai nostri piedi come lo era ai loro, e noi andremo avanti, come fece il cavaliere apocalittico, sul cavallo bianco, "vincendo e per vincere". (Giovanni D. Sottaceti.) Audacia:

(I.) Comandato

1.) Contro i nemici di Dio (Deuteronomio 31:6 ; Giosuè 1:6, 9, 18)

(2.) Osservare la legge di Dio (Giosuè 1:7, xxiii. 6; 1Cronache 22:13)

(3.) Nel testimoniare per Cristo (Matteo 10:28 ; 1Corinzi 16:13 ; Efesini 6:10)

(4.) Nel rimproverare il peccato (Isaia 58:1 ; Michea 3:8)

(II.) La fonte di

1.) La sapienza (Versetto CAPITOLO Ecclesiaste 7:19)

(2.) Grazia in Cristo (2Timoteo 2:1)

(3.) Diffidenza di sé (2Corinzi 12:10)

(4.) Giustizia (Proverbi 28:1)

(5.) La fede in Cristo (Efesini 3:12 ; Ebrei 10:19)

(6.) Fiducia in Dio (Isaia 50:7)

(7.) Timore di Dio (v. 29). 8. Fedeltà a Dio (1Timoteo 3:13). 9. Preghiera (29; Efesini 3:12 ; Ebrei 4:16)

(III.) Motivi per

(1.) Dio solo da temere (Versetto Isaia 8:12-14, li. 12, 13; Matteo 10:28 ; Ebrei 10:31, xii. 28, 29)

(2.) Coloro che confidano in Dio sono al sicuro (Proverbi 29:25)

(3.) Dio è con i Suoi servi (Isaia 41:10)

(4.) Dio può liberare (Daniele 3:17 ; Geremia 1:8)

(5.) Il Signore libera (Salmi 34:7)

(6.) Il diritto richiede (19)

(7.) Dio ricompenserà (Apocalisse 2:10). (S. S. Times.Testimonianza da non soffocare: - Supponiamo che alcuni selvaggi abbiano visto un cannone caricare e scaricare. Supponiamo che, quando lo videro caricare una seconda volta, temendo le conseguenze, raccogliessero pietre e argilla e con ciò speronassero il cannone fino alla volata, per chiudere il colpo e garantire la sicurezza del vicinato. Non conoscono il potere della polvere da sparo quando viene toccata da una scintilla. Questo è il tipo di errore in cui è caduto il Sinedrio. Pensavano di poter soffocare la testimonianza degli apostoli infilando loro in gola una minaccia di punizione. Non conoscevano il potere della fede quando viene accesa da una scintilla dal cielo. (W. Arnot, D.D.Se è giusto agli occhi di Dio dare ascolto a voi più che a Dio, giudicatelo.- Eroismo apostolico: - Si avvicinava un grande e prolungato conflitto. Come dovevano affrontarla i cristiani? Abbiamo la risposta qui. L'eroismo degli apostoli...

(I.) Era basato sulla giustizia. "Se fosse giusto agli occhi di Dio" era un rimprovero a coloro che stavano solo consultando gli interessi del giudaismo o i propri. Ma ciò che è basato sulla rettitudine non trova il favore della natura umana non rigenerata, e molto del cosiddetto eroismo si è basato sul male

(II.) Era sostenuto dal riferimento a Dio. Tutto ciò che è giusto è giusto ai Suoi occhi. Gli apostoli si riferivano allora all'unica vera autorità, senza dubbio con devozione e fede. Non c'è da meravigliarsi che fossero eroici, perché la storia della loro nazione ha dimostrato che tale riferimento a Dio aveva chiuso le bocche dei leoni, spento la violenza del fuoco, ecc. Come potevano fallire con l'Onnipotenza dalla loro parte? Che cosa poteva essere il Sinedrio per tali uomini? La fede produce eroi simili ovunque

(III.) Si è manifestato nell'obbedienza a Dio. Gli apostoli "diedero ascolto a Dio" che aveva parlato per mezzo di Gesù, e ora parlava per mezzo dello Spirito, da qui la guarigione dello storpio, e questa difesa. L'uomo che è stato esortato a fare il suo dovere sul campo di battaglia perché gli sembrava di sentire la voce del suo paese era un eroe; ma quanto più gli apostoli. Essi ascoltavano Dio Stesso, e finché si obbediva a Ebrei, che cosa importava se gli uomini erano scontenti

(IV.) Ha superato la prova della comune intelligenza umana. «Giudicatelo.» Il principio era indicato come un assioma che poteva essere eluso e praticamente disobbedito, ma che non poteva essere contestato intellettualmente; e qualsiasi posizione fondata su di essa è inespugnabile. Quando le nostre vie piacciono a Dio, possiamo sottoporle in sicurezza all'arbitrato del giudizio umano

(V.) Era l'espressione costante della costrizione della coscienza. "Poiché non possiamo fare a meno di parlare", ecc. Agire diversamente avrebbe significato violare la loro coscienza con l'infedeltà volontaria e la negligenza del dovere. Abbiamo visto le opere di Cristo nella salvezza dei peccatori: allora come osiamo tacere? (W. Hudson.Quando Giovanni Knox seppe del progetto di matrimonio della regina Maria con il principe cattolico romano di Spagna, si alzò sul pulpito di St. Giles, a Edimburgo, e disse alla congregazione che ogni volta che, professando il Signore Gesù, acconsentivano che un papista fosse il capo del loro sovrano, lo facevano, per quanto era in loro, bandisci Cristo dal regno. Maria riconobbe il suo nemico. Su lui solo non era riuscita a lavorare. Lo mandò a chiamare, e con la voce che tremava tra le lacrime e la passione, disse che mai un principe era stato trattato come lei: aveva sopportato la sua amarezza, lo aveva ammesso alla sua presenza, aveva sopportato di essere rimproverata, eppure non poteva liberarsi da lui; "giurò a Dio che sarebbe stata vendicata". La regina singhiozzò violentemente. Knox rimase in silenzio finché non si riprese. Allora gli Ebrei dissero: "Signora, alla presenza di Dio io parlo: non mi sono mai compiaciuto del pianto delle creature di Dio; ma visto che ho detto la verità come la mia vocazione brama da me, devo trattenere le lacrime di Vostra Maestà piuttosto che ferire la mia coscienza. (H. O. Mackey) Il dovere verso Dio prima di tutto: - I grandi drammi classici (l'Antigoné di Sofocle, ad esempio) trattano spesso delle complicazioni implicate nel conflitto tra il dovere verso Dio e il dovere verso le autorità terrene

(I.) Le pretese dell'uomo sono ammesse. La vita familiare e l'ordine sociale esigono che alcuni governino e altri servano. La Scrittura richiede la dovuta sottomissione alle autorità governative sulla base del fatto che esse sono ordinate da Dio, e che la resistenza ad esse è resistenza all'ordinanza di Dio. Tutte le giuste e ragionevoli richieste della magistratura umana devono quindi essere lealmente soddisfatte come indirettamente le richieste di Dio. Ma nessuna autorità umana può interferire con la religione spirituale di un uomo. Le pretese dell'uomo si limitano alla condotta. Solo Dio può governare il movente, il pensiero, l'opinione e il sentimento. Nemmeno gli apostoli avevano alcun dominio sulla fede dei discepoli

(II.) Le pretese di Dio sono ammesse

(1.) Gli Ebrei possono, come piace agli Ebrei, comunicare la Sua volontà, direttamente o indirettamente

(1) Le sue disposizioni provvidenziali.

(2) La sua Parola scritta.

(3) Suo Figlio.

(4) Il Suo Spirito

(2.) Queste pretese devono essere assolutamente supreme. Essi, infatti, offrono la prova di tutte le altre pretese, che devono essere in armonia con queste, se devono essere in qualche senso vincolanti per gli uomini. Il rapporto in cui l'uomo si pone con Dio è quello del figlio che non riconosce alcuna autorità al di sopra di quella di suo padre

(III.) Se le pretese dell'uomo e le pretese di Dio dovessero entrare in conflitto, non ci può essere dubbio su chi debba cedere. Qui c'era un tale conflitto, e ce n'erano molti ai tempi dei profeti. Il conflitto riguarda le cose

1.) Assolutamente sbagliato, come quando ai primi cristiani fu richiesto di giurare per il genio dell'Imperatore. Smettere di testimoniare per Cristo, o cedere dove le consuetudini, le mode e le caste richiedono ciò che è incoerente rientra in questa categoria

(2.) Dubbioso. Il conflitto in questo caso è la più grave perplessità della vita, e ci rimanda ai primi principi. Nessuno, tuttavia, deve trovare molte difficoltà se accetta un consiglio come questo: "Non conformatevi a questo mondo", ecc. (R. Tuck, B.A.) Dovere verso Dio la Legge suprema: - La Parola di Dio non è la mia parola; Io, quindi, non posso abbandonarlo; ma in tutte le cose che non sono in questo, sono pronto ad essere docile e obbediente. Avrai il mio sangue, la mia vita, piuttosto che una sola parola di ritrattazione; perché è meglio obbedire a Dio che all'uomo. Non è colpa mia se questa faccenda crea confusione tra di voi. Non posso impedire che la Parola di Cristo diventi una pietra d'inciampo per gli uomini. So bene che dobbiamo obbedire al magistrato civile, anche se non è un uomo secondo il cuore di Dio; Sono pronto a prestare quell'obbedienza in qualsiasi questione che non escluda la Parola di Dio. (M. Lutero.) L'unica questione nella condotta: - Abbiamo qui...

(I.) Un criterio di libertà. I due uomini sono prigionieri; Ma chi dirà che non sono liberi? Ci si possono aspettare grandi cose da qualsiasi uomo quando ha ottenuto la libertà morale di porre questa questione al primo posto. La libertà di un cittadino romano a quel tempo era costosa, ma, come ogni semplice indipendenza politica, si fermava molto prima di questo. Garantiva i diritti dei mortali; ma non potrebbe mai conferire la coscienza che indaga, o il potere di compiere, ciò che è giusto. Questa distinzione tra diritti rivendicati e diritti fatti è molto profonda, dividendo il mondo in due ordini di anime. Può essere il puro egoismo che insiste sui suoi diritti. Dev'essere un dovere altruistico scegliere ciò che è giusto e farlo con semplicità di cuore. Una nuova repubblica era appena risorta dalla tomba di Cristo, e questa era la sua parola d'ordine

(II.) Una prova della società cristiana

(1.) Abbiamo una testimonianza esteriore della religione di Gesù: la correttezza cristiana delle abitudini domestiche; i discorsi cristiani sulla ferrovia e sul salotto; il tono cristiano della letteratura; la moda cristiana della domenica e della cerimonia. Ma come gli occhi di Dio corrono sul mondo cristiano, gli Ebrei non cercano forse qualche altra prova? 2. Questo ci porta al punto vitale. Il cristianesimo delle origini è una religione di giustizia. Ecco l'Uomo Divino! Osservate le proporzioni della Sua dottrina: quanto riguarda il dovere, il carattere, la gloria del diritto, la miseria del torto; Quanto poco di qualsiasi altra cosa! Notate che tipo di persone Lo odiavano: funzionari corrotti, ipocriti divoratori di case di vedove, mercanti di virtù e sangue, ecc. Notate che tipo di persone Lo amavano: uomini che volevano essere onesti e veri, donne che volevano essere forti nella carità e pure di cuore. Deduci da queste passioni che gli Ebrei hanno incrociato, e dalle nobili aspirazioni che gli Ebrei hanno rinvigorito, che cosa è stato, dopo tre anni di lavoro amorevole, che ha piantato i chiodi nelle Sue mani e nei Suoi piedi. Risolvi la questione con te stesso in questo modo, qual era il nucleo vitale del Suo ministero? Non era forse la giustizia nell'uomo? Non si trattava forse di instaurare un regno di "diritto"? Cristo non è venuto e non è morto per generare con una nuova fede una razza di uomini che pensavano rettamente, che sentivano rettamente, che restavano riverendo, che lavoravano rettamente? Gli Ebrei erano ormai appena scomparsi dalla vista. La potenza del Suo Spirito aveva illuminato i Suoi messaggeri. A due apostoli che si trovano lì, che lo conoscono a fondo, sicuri del Suo significato, viene detto di chiudere le labbra su di Lui. Il sangue appena asciutto al Calvario dimostra che le minacce di questi magistrati non sono vuote. Ma non viene loro in mente altro che una risposta aperta, non se sia prudente, politica, sicura, redditizia o anche "necessaria", ma "se sia giusta". Ritengo che questo sia il fondamento fondamentale del cristianesimo pratico. Molte altre cose sono state ammassate al suo posto; cose di alto pretese e di notevole valore. Ma è meglio tornare all'inizio. Per ciò che è cattolico, evangelico, ecclesiastico, ragionevole, vero come Cristo è vero, faremmo meglio ad andare da nessun'altra parte se non lì. Questo è ciò che intendiamo con l'appello all'antichità primitiva e all'autorità apostolica. Fanno della sostanza del cristianesimo personale un personaggio di cui ci si può fidare. Dogmi, formulari, simboli, sermoni, esistono per il carattere. È la prova decisiva, per quanto riguarda ogni particolare azione, per quanto riguarda il fatto che sia compiuta o lasciata da parte - "che sia" - non lucrativa, alla moda, popolare, comoda, ma "giusta". Chiamate il cristianesimo un tempio: questo è il suo fondamento; un regno: questa è la sua legge; un albero: questa è la radice; un ruscello: questa è la sorgente; un credo: questa è la conclusione di tutti i suoi articoli

(3.) Il mondo lo vuole meno ora che mai? Prendete due dei grandi settori della condotta umana come criterio.

(1) Vita aziendale. Sembrerebbe che la legge più alta qui, la condizione mercantile ideale, sarebbe che i produttori, i venditori e i compratori dovrebbero fidarsi l'uno dell'altro, e non essere delusi da quella fiducia; che il denaro, l'interesse, il buon nome di ciascuno fossero al sicuro nelle mani del suo prossimo. Ma gli uomini d'affari non si guardano l'un l'altro con diffidente ansietà? I processi del commercio e i metodi commerciali non sono forse quelli di proteggere un uomo dalla rapacità di un altro? Quali sono tutte le complicate funzioni dell'avvocato, del tribunale, della polizia, se non la presunzione che gli uomini imbroglieranno se possono? Ogni tanto arriva un crollo. Una reputazione fino ad allora indiscussa crolla in disgrazia. Un mercante, un banchiere, un imprenditore, un fiduciario di eredità di orfani, fallisce; Manca così tanto che l'integrità, la verità verso i suoi creditori, la gratitudine verso i suoi amici, vengono meno in lui e con lui. Il crollo di tutte le torri e i campanili della città dovrebbe mandare meno shock e tristezza nell'aria. Poi, d'altra parte, appare tra voi, di tanto in tanto, un uomo di solida virtù, così vero, così incorruttibile, che tutti si fidano di lui, e non viene mai tradito. La stessa rarità e il ristoro della vista dicono alla stessa conclusione. C'è una diffusa mancanza di semplice rispetto per la destra. C'è qualche difetto nel nostro allenamento. Il diritto non è al primo posto; Viene dopo il profitto, l'ufficio, la posizione. Nel riassunto della morale dell'Antico Testamento c'erano tre requisiti di Dio: "Agisci con giustizia" era il primo dei tre. Nella prova del nuovo vangelo ci sono due condizioni di accettazione per ogni nazione; e operare la "giustizia" è una delle due.

(2) Dal business si passa all'intrattenimento sociale. Il cristianesimo è nel mondo della vita sociale comune non per proibirla o per chiedere il permesso di guardare, ma per regolarla con la sua regola, aiutandola ad addolcirla con la sua carità e ad elevarla con la sua casta nobiltà. Eppure, quando si vede ciò che passa e si ascolta ciò che si dice, ci si chiede quante volte i partecipanti chiedano a questo o a quel aspetto dello spettacolo "Se è giusto". Sono l'andare o restare, l'indulgenza o il rifiuto, la spesa, lo stile, il parlare, il vestire, il bere,

portato a questo criterio cristiano di giusto e sbagliato? Non parlo di alcuna norma o regola artificiale; Ma la questione del dovere, secondo qualche regola, del peccato secondo qualsiasi criterio, ottiene un ascolto equo e chiaro da parte di tutti? 4. Nel vangelo ci sono proporzioni. In un certo senso la corteccia di un albero da frutto è necessaria quanto la radice o la linfa, le membra del corpo quanto il cuore. Ma dopo tutto costruiamo male, e cresciamo male, a meno che non mettiamo le cose nel loro ordine, sempre in vista di un unico fine, e manteniamo l'essenziale supremo. Nella religione di Cristo l'unico fine è il carattere. Nel regno di Dio gli onori sono per coloro che sono buoni e veritieri; la rettitudine è la nobiltà; e il compito dei cittadini non è solo quello di prendere il nome del loro Re, e di inchinarsi alla Sua presenza, ma di essere come Lui. La fede apostolica non si tramanda, ma viene meno per strada se non porta con sé una coscienza apostolica. Davanti a Mammona, davanti allo spirito della società, davanti al guadagno e alla moda, davanti a tutti i governanti e gli anziani e gli scribi del mondo, rispondi per Dio, ognuno solo, e poi alzati. In un modo che non avrà bisogno di sottile immaginazione per essere spiegato, la grandiosa contesa di quel vecchio processo a Gerusalemme sarà anche la vostra: "Tutti gli uomini hanno glorificato Dio per ciò che è stato fatto". (Bp. Huntington.Non la voce dell'uomo, ma quella di Dio da ascoltare: - Lo spirito di questa risposta è quella calma ma irremovibile risoluzione nel perseguire il corso del dovere che una coscienza illuminata segnerà. La risposta degli apostoli sottolinea:

(I.) La regola della condotta personale; e ciò come consistente nel riconoscimento dell'autorità della legge di Cristo, che regola tutti i principi e le azioni della vita. E qui si apre un campo molto vasto, se dovessimo seguire a lungo questa testa. Essa abbraccia in lungo e in largo il carattere cristiano: contempla il servo del Signore in tutte le circostanze concepibili del dovere in cui può essere posto nel mondo. Basti dunque dire in generale che, in un tale uomo, Cristo siede come un Re sul trono del cuore. Essendo la linea del dovere chiaramente delineata nella legge di Cristo, Ebrei la segue di fronte a tutte le conseguenze che ne possono derivare. Gli Ebrei non giudicheranno l'estensione del suo dovere in base a ciò che è accettevole, o meno, per coloro che lo circondano, ma in base al chiaro comando di Cristo. Cosa penserà il mondo di me? è una suggestione che allontana "l'uomo timoroso e incredulo" dal seguire quella via che la voce di Dio in lui dichiara giusta. Il timore di essere considerato ciò che si dice "troppo giusto", o di essere ritenuto troppo rigido nei suoi principi, lo riconcilia con pratiche che la sua coscienza condanna. Come quei vili adulatori che affollano le corti dei re, e non conoscono altro criterio del bene e del male che l'umorismo del loro principe, così, in qualunque cuore regni il timore dell'uomo, quel cuore non confesserà né dottrina, né sentimento, né pratica, ma quelli che sono di buon odore tra gli uomini, per quanto fortemente possa essere applicato nella Parola di Dio come verità, e per quanto interiormente possa essere sentito come tale. Ma mentre la discrezione regola la condotta del cristiano coraggioso e gli indica il momento e il modo di agire adatti, tuttavia egli non mancherà di scoprire il suo vero carattere. Ricordando sempre la "contraddizione dei peccatori contro di Lui", che il suo Signore ha subito, e con un senso delle cose eterne fissato nella sua mente; ricordando anche il pungiglione che ha sentito nella sua coscienza quando gli è sembrato, almeno con il suo silenzio, di applaudire sentimenti e pratiche contrarie allo spirito della legge di Cristo, egli è in grado, per l'influenza congiunta di tutte queste considerazioni, di essere pronto a rischiare la perdita di tutte le cose, piuttosto che abbandonare la causa di Dio. Un tale uomo, un tale cristiano, sentirà che quanto più empi sono coloro con cui conversa, tanto più imperativa sarà la chiamata che gli viene rivolta ad onorare Dio in una vita irreprensibile: più grande è l'oscurità che lo circonda, più forte è l'obbligo che grava su di lui di risplendere nella bellezza della santità. Con ciò furono mossi quegli eminenti servi di Dio che, di fronte a una fornace di fuoco ardente, riscaldata sette volte più di quanto fosse solito essere riscaldata, poterono dire al re in cui erano in potere: "Non ci preoccupiamo di risponderti in questa faccenda". Questo era lo spirito di Davide, che disse: "Parlerò della tua testimonianza anche davanti ai re, e non ne avrò vergogna".

(II) La risposta degli apostoli esprime, con altrettanta risolutezza, i principi guida della fede personale. Se c'è una parte della Sua verità che è chiara che "Dio ha altamente esaltato"; Se c'è un annuncio su cui viene posta una forte enfasi per la sua costante ripetizione, e perché soddisfa il punto di vista in tutti i punti, questo dovrebbe trovare un rango proporzionalmente alto nelle nostre menti. Il cristiano deve imparare ad apprezzare caramente questa verità, e per questo lottare strenuamente. Tale verità, in modo preminente, è quella che insegna che "siamo considerati giusti davanti a Dio solo per i meriti del Signore nostro Gesù Cristo, mediante la fede". Ma è possibile sostenere un tale sistema di dottrina, che passerà per un'accettazione scritturale di questa verità, mentre è o una corruzione di quella verità, o anche nella sua tendenza sovversiva di essa. Gli Ebrei devono avere poca dimestichezza con il proprio cuore chi non è consapevole di quanto l'uomo sia naturalmente riluttante ad essere in debito con un altro per la sua redenzione, anche se fosse a Dio stesso; e quanto è sgradevole al gusto che la grazia divina non ha raffinato quella religione la cui prima pretesa è che si rinunci a ogni idea di merito personale. Il cristiano coraggioso trova qui un esercizio per la sua fermezza

(III.) L'occasione in cui i due apostoli annunciarono questo grande principio ci suggerisce ancora un'altra applicazione di esso: fu quando avevano predicato la verità di Cristo che la proibizione a cui si opponevano uscì dal concilio. La loro risposta, pertanto, ci ricorda naturalmente il fondamento su cui deve essere costruita la regola della fede. Anche qui, come nel caso precedente, la condotta di un risoluto seguace di Cristo deve essere fondata su un principio. Può non essere ostinata, ma deve essere coscienziosa: non il capriccio, che è irresponsabile, ma la ragione, che è coerente, deve essere la sua guida. E il principio, su cui è costruita la regola della sua "fede", è ovvio e distinto. In una questione così peculiare, e che lo riguarda così da vicino, come la religione, egli rifiuta di ascoltare qualsiasi voce tranne quella che gli parla immediatamente dal cielo. Mentre riconosce, come uno che ha scritto sulle prove del cristianesimo, e contro gli infedeli, che, considerando le circostanze in cui l'uomo si trova, è anche altamente probabile che una rivelazione debba essere fatta all'uomo; eppure, proprio per questa ragione, poiché si tratta di una rivelazione - qualcosa di finora inaudito che Dio debba parlare all'uomo - egli richiede che la voce che parla sia una voce che sia immediatamente riconosciuta come la voce di Dio. Se un poeta romano, a tutti noi noto, potesse dire: "È quando tuona dal cielo che crediamo che Giove sia veramente re", il cristiano potrebbe, con molta più ragione, esigere che la voce alla quale è chiamato a prestare attenzione nelle cose che lo riguardano eternamente sia accompagnata da credenziali altrettanto divine. Quelli di noi che ammettono questa ragione, come conseguenza necessaria, prenderanno le Scritture come nostra unica regola di fede. Se lo Spirito Santo ci avesse detto solo poche parole enigmatiche, sarebbe stato necessario scriverle e scorrerle con la più curiosa serietà, e ricavare da qualche altra fonte un supplemento a una comunicazione così scarsa. Ma, quando abbiamo un volume di tale molle, che inizia con la fondazione del mondo e termina con l'ultima dispensazione, non è facile capire in base a quale principio dobbiamo cercare qualsiasi altra comunicazione (come da Dio) da qualsiasi altra parte. Né, nel sostenere in tal modo la pretesa indivisa delle Scritture di essere la regola della fede, C'è bisogno che un sostenitore della verità dalla mente semplice sia perplesso di fronte a domande che hanno sorpreso alcuni. Se qualcuno si chiedesse come la Chiesa possa estrarre da un corpo di verità sparso su una superficie così vasta la propria confessione di fede, la risposta è che può farlo solo attraverso lo studio di quella Scrittura stessa. Per aiutarla ad accertarne il significato, non disdegnerà gli scritti dei pii e dotti di tutti i tempi passati; Li prenderà, tuttavia, come guide per il suo giudizio, non come sostitutivi. La Parola di Dio sarà così resa l'autorità suprema; e se qualcuno dovesse proporre di modificare la chiara affermazione della Scrittura su qualsiasi punto, il servo di Cristo, tenace del principio che ha adottato, risponderà: "Se è giusto agli occhi di Dio dare ascolto a voi più che a Dio, giudicatelo". Eppure è notevole che, nell'affermare in tal modo il dovere supremo di non ascoltare nessun'altra voce che quella di Dio, egli non abbia bisogno di chiudere l'orecchio a quella della Chiesa; e questo sotto due aspetti: primo, perché la Chiesa ha insegnato in modo conforme agli insegnamenti di Dio; e, molto di più, perché tale è la condotta seguita dalla nostra Chiesa stessa. Qual era infatti la procedura di quegli uomini che redassero le nostre norme dottrinali? Hanno fatto delle Scritture l'unica corte d'appello. Presso di loro la tradizione non è un assessore con la Scrittura sul trono del giudizio, ma siede in un posto inferiore. Può essere non poca soddisfazione per un ricercatore della retta via, avere così chiaro a lui, che può essere allo stesso tempo geloso dell'onore di Dio, e non presuntuosamente negligente delle opinioni degli uomini. Ma, affinché l'equilibrio della verità in questa materia possa essere debitamente preservato, è bene insistere sul fatto che la regola della fede non è la voce confusa di Dio e dell'uomo, ma quella di Dio solo. Fu solo quando "Eli si accorse che il Signore aveva chiamato il bambino Samuele", che gli ordinò di dare alla voce questa risposta: "Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta".

(IV.) C'è ancora un altro caso che rientra nell'ambito di quell'ampio principio che gli apostoli Pietro e Giovanni hanno stabilito. Questo principio fornirà una regola per mantenere la purezza della verità di Dio. Prendendo la Chiesa dal suo inizio, si vedrà che in essa è stato trovato un errore di natura più o meno dannosa. Ogni periodo ha assistito alle sue peculiari corruzioni. E così agli uomini di ogni epoca è stato imposto un corrispondente dovere, di essere molto gelosi del Signore degli Eserciti. Gli Israeliti, quando tutta la generazione che si era ribellata nel deserto fu sterminata, entrarono in Canaan e caddero presto nell'idolatria dei loro nuovi vicini. Altri cristiani, ancora, erano a favore dell'innesto di essa della filosofia pagana, del rifiuto dell'Antico Testamento e della legge morale: un'eresia speciosa e insinuante. La sentinella vigile gridava a coloro che erano in pericolo a causa di questo subdolo nemico: "Badate che alcuno non vi rovini con la filosofia e con vani inganni, secondo le tradizioni degli uomini, e non secondo Cristo". Ma, quando si sarà sostenuto con successo che è "giusto dare ascolto a Dio piuttosto che all'uomo" sotto tutti questi aspetti, l'intero uso pratico della dimostrazione potrebbe ancora essere perduto. Qualcuno potrebbe dire: "Avete bisogno di una chiave che sia quella di aprire a ogni individuo il senso della Scrittura, un freno alla vagabondità dell'interpretazione privata di ogni uomo di quella stessa voce alla quale gli ordinate di ascoltare. A meno che non si apra una porta all'ingresso di tante varietà di opinioni quanti sono gli uomini per formulare fantasie, un'altra voce deve essere ascoltata". Chiunque non cederà la cittadella stessa della libertà cristiana, dovrà difendere virilmente la verità in questa materia. È nella religione come nella nostra condotta quotidiana. Ci sono certe leggi della morale che sono definite; e la coscienza di ogni uomo deve fare la propria applicazione di essi al proprio caso. Questa è la disciplina sotto la quale siamo tutti tenuti e dalla quale nessuno di noi può sfuggire. Il mantenersi di ora in ora non è dovuto a una regola specifica per ogni caso che può presentarsi, ma al ritorno a qualche grande principio che abbiamo il compito di applicare. Se c'è qualcosa di vero nelle osservazioni precedenti, allora ognuno deve cingersi con l'armatura della risolutezza; perché un nemico ancora più subdolo potrebbe essere nelle retrovie. Quando la natura inconfutabile dei nostri argomenti avrà messo a tacere l'avversario, egli potrà impiegare un altro espediente per strappare dalle nostre mani le armi che impugna. La voce di Dio può essere stata udita così chiaramente da orecchie riluttanti da non poter essere negata; ma ci può essere una richiesta di non parlare di queste cose, e di astenersi dal caratterizzare gli errori opposti con i titoli che probabilmente appartengono a loro. Sotto la speciosa supplica della carità e l'astinenza dal parlare male, molti, sui quali può essere caduto il mantello di Pietro e Giovanni, saranno "direttamente incaricati di non parlare più" di ciò di cui sono interiormente convinti. "Non possiamo fare a meno di dire le cose che abbiamo udito e visto". La verità, se è tale, deve trovare la sua enunciazione; proprio come l'amore si esprimerà, o qualsiasi altra emozione: "La sapienza è giustificata dai suoi figli", non per la loro soppressione, ma per il fatto che dichiarano le sue pretese: "Io ti dico, se questi tacessero le stesse pietre, griderebbero le stesse pietre". Perché questo forte linguaggio del Signore non sarà sempre adatto come prima? Le osservazioni che sono state fatte, se devono essere applicate praticamente, implicano uno stato di cose nella Chiesa tale che non è mai gioioso contemplare. Il coraggio implica pericolo, la fermezza incrollabile è un atteggiamento che rivela l'usurpazione. Si presenta come un'altra riflessione di questo argomento, quanto dolorosa è la sensazione e gli effetti di un periodo di dissenso religioso! L'occasione che richiede fermezza non è quella della serenità. (R. Eden, M.A. A meno che io non sia confutato e convinto dalla testimonianza della Scrittura, o da motivi e ragioni aperte e chiare, e anche quelle parole, addotto e portate avanti da me, siano confutate, e la mia coscienza non sia affascinata dalla Parola di Dio, non posso e non voglio ricordare nulla, perché non è né sicuro né consigliabile fare qualcosa contro la coscienza. Eccomi qui, non posso fare altrimenti. Allora Dio mi aiuti. (M. Lutero.Giovanni Nelson, lo scalpellino metodista, fu una volta desiderato dal caposquadra del suo padrone di lavorare nel giorno del Signore, sulla base del fatto che gli affari del Re richiedevano una spedizione, e che era comune lavorare il sabato per Sua Maestà quando si richiedeva qualcosa in particolare fretta, Nelson dichiarò coraggiosamente: "Che non avrebbe lavorato di sabato per nessun uomo nel regno, se non per spegnere il fuoco, o qualcosa che richiedesse aiuto immediato". La religione", dice il caposquadra, "ha fatto di te un ribelle contro il re". No, signore,» rispose lui, «questo mi ha reso un suddito migliore di quanto non fossi mai stato. I più grandi nemici che il Re ha sono i trasgressori del sabato, i bestemmiatori, gli ubriaconi e i fornicatori, perché questi abbattono

i giudizi di Dio sul Re e sul paese". Agli Ebrei fu detto che avrebbe perso il lavoro se non avesse obbedito ai suoi ordini; la sua risposta fu: "Gli ebrei preferirebbero volere il pane piuttosto che offendere volontariamente Dio". Il caposquadra giurò che sarebbe stato pazzo come Whitefield se avesse continuato. «Che cosa hai fatto», disse, «perché tu debba fare tanto rumore per la salvezza? Ti ho sempre considerato un uomo onesto come me ne sono occupato e ti avrei dato 500 sterline."" Così potresti», rispose Nelson, «e non aver perso un soldo per me». Adesso ho un'opinione peggiore di te," disse il caposquadra. «Maestro,» replicò lui, «ho delle probabilità su di te, perché ho di me stesso un'opinione peggiore di quella che tu puoi avere.» Il problema, tuttavia, era che il lavoro non veniva svolto di sabato, e Nelson si sollevò nella buona opinione del suo datore di lavoro per aver mostrato il senso del suo dovere di cristiano. (Vita di Wesley di Southey.Il protestantesimo era il rifiuto di vivere più a lungo nella menzogna. Era un ripiegamento sulle regole indefinite e non teoriche della verità e della pietà che giacevano sulla superficie della Bibbia, e una determinazione piuttosto a morire piuttosto che a deridere con l'irrealtà l'Onnipotente Creatore del mondo. (J. A. Froude.Non possiamo fare a meno di dire le cose che abbiamo visto e udito. -Discorso cristiano onesto:-

(I.) Ciò che il cristiano ha udito merita di essere ripetuto. Gli Ebrei non conoscevano Dio: le parole dal cielo gli hanno rivelato Dio. Ebrei era lontano da Dio: le parole del cielo sono state il mezzo per condurlo vicino a Dio. Il suo cuore era in inimicizia verso Dio: le parole del cielo sono state il mezzo per riconciliarlo con Dio. Gli Ebrei non sapevano come avrebbe potuto essere perdonato: le parole del cielo lo hanno indirizzato all'Agnello di Dio. Il cristiano era così timido prima di udire queste parole, che era come un soldato che trema al battere della propria bandiera e sussulta al tintinnio della propria tromba: le parole del cielo hanno così risvegliato il suo coraggio latente, che ora, vestito di armatura e spada in mano, si glorifica nella battaglia di una vera vita, e invece di sottrarsi vigliaccamente al conflitto, ora, nella guerra più dura e aspra, resiste. In verità, degne di essere accettate dal mondo sono le parole che sono la potenza di Dio per la salvezza. E, pensate, i venti soffieranno queste parole di Dio? Le acque diffonderanno queste voci divine? Non i vostri venti, o agricoltori, non le vostre acque, o mercanti; ma le correnti che sospinsero Pietro quando disse: "Non posso tacere di parlare", e il respiro che commosse Giovanni quando gli Ebrei testimoniarono: "Non possiamo tacere le cose che abbiamo visto e udito".

(II.) Lo spirito di fede inclina il cristiano a ripetere ciò che ha udito

(1.) Osservate l'ordine in cui sono collocati qui il credo religioso e la parola. Abbiamo sentito; e non possiamo non parlare. Questo è come il linguaggio di Paolo, ed è in armonia con quello di Davide: "Ho creduto, e perciò ho parlato. Anche noi crediamo, e quindi parliamo". Questo ordine è stato invertito, e il risultato è stato molto dannoso. Non è forse spesso fatto dire ai bambini: "Noi siamo membra di Cristo, crediamo in Dio Padre Onnipotente e in Suo Figlio", mentre mancano tutte le prove di tale unione e di tale fede? E ai convertiti, prima di entrare nella comunione cristiana, è spesso richiesto di confessare la loro fede in tutte le dottrine che quella comunità sostiene. In alcuni casi gli uomini insegnano e predicano pubblicamente prima di credere, e la malizia di questo falso discorso è terribile. Appena un ragazzo ha acquisito alcune idee religiose, è spesso introdotto in una scuola del sabato per parlare. Non appena un adulto è religiosamente impressionato, deve confessarsi pubblicamente cristiano e parlare. E quando ha fatto una professione, deve essere affrettato a entrare in qualche sfera di istruzione cristiana per parlare. Ora, dov'è la Nazaret in cui i discepoli di Cristo sono cresciuti? Dove è il deserto che precede la manifestazione a Israele? Dove sono gli uomini che, come Paolo, soggiornano in Arabia prima di riconoscere Cristo a Gerusalemme? Lo sforzo prematuro rende deboli i cristiani, e se volete avere nella Chiesa di Cristo cristiani forti, uomini che possono lavorare, certamente manterrete tutti i giovani convertiti per un certo tempo a Nazaret; e anche dopo di ciò, a volte li manderete nel deserto. Non abbiamo fiducia nel numero; La nostra fiducia è negli uomini giusti per fare certe cose. La fede viene dall'ascolto, la fede cresce dall'ascolto, i dubbi si disperdono dall'attesa e dall'indagine. Inoltre, l'ascolto, mentre permette all'onesto e intenzionale dubbioso di sospendere la sua confessione, è il mezzo migliore per guidarlo in quell'integrità di fede in cui, come Tommaso, possono rivolgersi come vivente al Salvatore che credevano morto, e gridare: "Mio Signore e mio Dio". Non possiamo stare sempre in silenzio, sarebbe un nascondimento; e non osiamo essere sempre riservati, ciò trarrebbe in inganno; Noi parliamo. C'è qualcosa nel principio stesso della fede che muove verso l'espressione

(2.) Ma mentre è nella natura della fede inclinarsi alla parola, quella testimonianza che è l'oggetto della fede cristiana, esercita la stessa influenza. Che cosa infatti il cristiano ha udito? Detti fedeli, degni di ogni accettazione. E se il suo cuore è retto, sensibile, vivo, non può essere per lui una questione di indifferenza se gli uomini ascoltano e credono o no ciò che egli ha udito e creduto. La parola che egli ha udito è una parola divina; e voleva che gli altri udissero, affinché Dio fosse glorificato. È il messaggio della riconciliazione; e vorrebbe che gli altri sentissero, affinché anch'essi si riconciliassero. L'origine, il valore e la verità del vangelo spingono il credente a parlare. La sua utilità, la sua meraviglia, la buona volontà verso l'uomo che induce, la coscienza stessa del credente, l'obbligo verso il vangelo, tutto lo spinge a parlare. Se la storia cristiana gli apparisse una favola, la serietà potrebbe ordinargli di tacere; se la dottrina cristiana fosse dubbia, l'integrità comanderebbe il silenzio, ma la tendenza della fede del credente nel vangelo è di spingerlo a parlare

(3.) E accanto all'impulso interiore, c'è una richiesta esterna di un discorso onesto e cristiano. Il discepolo di Cristo crede ciò che le moltitudini intorno a lui non hanno udito; e poiché egli scoperta, con molti sintomi, la loro ignoranza, lo spirito di fede dice: "Informateli, parlate". Ebrei lega al suo cuore ciò che molti rifiutano; e lo spirito di fede dice: "Ripeti ciò che hai udito, persuadi, ammonisci, parla". Ebrei vede molti perire per mancanza di quel rimedio, di quel provvedimento per mezzo del quale egli è salvato; e lo spirito di fede dice: "Parla dell'antidoto al peccato: parlare". Il cristiano in mezzo a una comunità ignorante è come una fontana nel deserto; un faro su una costa pericolosa; come il suo Maestro quando era circondato da una moltitudine di malati e bisognosi in Palestina. I lebbrosi sono davanti a lui, egli sa che cosa purificherà il lebbroso. I paralizzati e i paralizzati sono intorno a lui: lui sa cosa rianimerà i nervi avvizziti. Gli vengono mostrate diverse malattie: sa cosa le eliminerà tutte. Per il peccato in tutte le sue forme, per il male in tutte le sue opere e risultati, il cristiano conosce un rimedio, e ha un rimedio. Allora non tacete su di esso, ma su di esso, con intelligenza, amorevolezza, serietà, incessantemente, ma in modo opportuno, parlate

(III.) Considerazioni utili per un discorso cristiano onesto

(1.) Moltitudini, con la voce e con la penna, si fanno beffe della fede e della parola religiosa. Non lasciarti scacciare dall'uno e dall'altro dagli scherni degli uomini; Ma impariamo da loro. C'è qualche scusa per loro. Il mondo ha sentito la Chiesa dire che crede in ciò che la Chiesa non può provare di aver mai sentito; e il mondo ha avuto motivo di sospettare che alcuni cristiani dicano ciò in cui non credono. Paolo disse a Tito: "Ci sono molti indisciplinati e vanitosi chiacchieratori e ingannatori, la cui bocca deve essere chiusa". Quindi, vedete, non si tratta semplicemente di parlare della religione che il mondo vuole e che la Chiesa richiede, ma è un parlare opportuno, parlare della cosa giusta

(2.) Accresciamo la nostra fede ascoltando. La semplice preghiera per l'aumento della fede non è sufficiente. Quanti momenti preziosi della giornata si perdono, durante i quali potreste rivolgere il vostro orecchio a Cristo! Non dite che c'è qualche incongruenza tra il vostro ascolto della voce di Cristo e il vostro stare davanti a una panchina o dietro il bancone. Ovunque sia giusto per te essere, è giusto che tu parli al tuo Salvatore. E se pensi di onorarlo immaginando di dover essere nel luogo di culto per pensare a Lui, o di dover avere la Bibbia sempre aperta davanti a te, commetti un gravissimo errore; perché voi volete Cristo con voi dappertutto. Thomas Carlyle raccomanda, come rimedio per il falso linguaggio dell'epoca, che le lingue di una generazione dovrebbero essere tagliate. Ma la cura per le affermazioni non veritiere della Chiesa si troverà nel porre l'ascolto di Cristo prima del credere, nella meditazione sull'oggetto della fede e nel porre la parola dopo questa meditazione. Tale imbrigliamento della lingua renderà gli uomini perfetti; mentre il taglio della lingua, come dimentica Carlyle, renderebbe solo gli uomini mutilati; e il modo di Dio di redimere un uomo non è quello di mutilarlo, ma di renderlo sano

(3.) Come non è la semplice fede che ci salva, ma la fede in Cristo, così non è il discorso religioso di cui il mondo ha bisogno, ma il discorso della vera religione. Poiché le nostre interpretazioni della Bibbia non sono necessariamente la Bibbia, così nessun sistema cristiano è Cristo, e alcuni sistemi chiamati con il Suo nome non hanno alcuna connessione con Lui. Non lasciate che gli uomini sentano tanto parlare delle mie opinioni (perché di che importanza sono?), dei nostri principi, della nostra Chiesa, della nostra denominazione, dei nostri padri, della nostra tradizione, della nostra teologia; perché in mezzo a questi suoni gli uomini perdono l'unico Nome mediante il quale un peccatore può essere salvato. (S. Martin.) La connessione tra credere nel vangelo e farlo conoscere:

(I.) Cosa concepiamo come credere nel Vangelo

(1.) Intrattenerlo nella mente, in modo che il giudizio approvi, da una convinzione della sua importanza

(2.) Arrendersi ad esso, come metodo di accettazione di Dio

(3.) Sentendo così la sua influenza che il carattere sarà cambiato. Questa fede, in generale, nasce dall'ascolto della verità divina. "La fede viene dall'udire e l'udire dalla Parola di Dio."

(II.) Cosa includiamo nel far conoscere il Vangelo

(1.) Impartire la conoscenza spirituale a coloro che conosciamo: mariti, mogli, sorelle, fratelli, ecc

(2.) Dare educazione cristiana. Lodiamo la coltivazione della mente, ma non trascuriamo la santificazione del cuore

(3.) Distribuzione di trattati religiosi, di libri, come "Baxter's Call", "Walk of Faith" di Romaine, ecc., ma soprattutto delle Sacre Scritture, che sono in grado di rendere saggi la salvezza, attraverso la fede in Gesù Cristo

(4.) La predicazione del Vangelo

(5.) Il portamento diventa il vangelo

(III.) La connessione tra i due. Dove c'è una vera ricezione spirituale del vangelo, ci sarà una pubblicazione di esso che scaturisce dalle seguenti considerazioni

(1.) Simpatia per gli afflitti

(2.) L'amore per il Redentore

(3.) L'ansia per la causa indurrà questo

(4.) La felicità di essere posseduti qui e nell'aldilà

(5.) La gloria che sarà assicurata a Dio. (W. Lucy. Il vangelo non può essere nascosto: - Ho sentito dire che nelle antiche rivolte del pane, quando gli uomini erano effettivamente affamati di pane, nessuna parola aveva un potere così terribilmente minaccioso e allarmante come la parola "Pane!" quando è stato gridato da una folla affamata. Ho letto la descrizione di uno che una volta udì questo grido: disse di essere stato sorpreso di notte da un grido di "Fuoco!" ma quando udì il grido di "Pane! pane!" da coloro che erano affamati, sembrava tagliarlo come una spada. Qualunque pane fosse stato in suo possesso, doveva averlo subito distribuito. Così è con il vangelo; Quando gli uomini sono consapevoli del loro bisogno di esso, non c'è più monopolio. Nessuno può fare "un anello" o "un angolo" sopra la preziosa merce della verità celeste. Né si può mettere questa candela sotto il moggio in modo da nasconderne la luce. Non può essere nascosto, perché ci sono così tanti che lo vogliono. Si struggono, queste miriadi di Londra, queste miriadi in tutto il mondo; e sebbene a malapena lo sappiano, tuttavia da loro sale sempre un grido per qualcosa che non potranno mai trovare, se non in Cristo. Potete contare su di esso, non potete impedire che il Vangelo venga predicato mentre c'è questa terribile fame di esso nelle anime degli uomini. (C. H. Spurgeon.Pronunciare la Parola di Dio: - Se studi veramente la Parola di Dio, credo che ne sarai così pieno che non potrai fare a meno di parlarne apertamente. La ragione per cui così tanti non si preoccupano di lavorare per Dio è che sono così vuoti da non trovare nulla da dire. Non puoi portare l'acqua fuori da un pozzo asciutto. Ci sono due modi per procurarsi l'acqua; Uno è il pompaggio. Ora, molti cristiani sono come queste pompe, devi pompare molto tempo prima di ottenere qualcosa. L'altro tipo di pozzo è quello che chiamano artesiano; Scavano fino a quando non arrivano alla fontana stessa, centinaia di metri più in basso, poi sgorgano l'acqua nell'aria, non hanno bisogno di alcun pompaggio. Vorrei che i cristiani fossero come pozzi artesiani che sgorgano sempre alla vita eterna. (D. L. Moody.Rendere Cristo noto agli altri: - Gedeone Ousely fu colpito dal pensiero che avrebbe dovuto predicare Gesù Cristo al popolo; esitò per un po' finché non gli giunse una voce, come se gli chiedesse: "Gedeone, conosci la natura del male?" Gli Ebrei dissero: "Sì, lo so. Conosco la natura del peccato". Conosci il rimedio?" Sì, lo faccio". Allora vai a dirlo". Conosciamo la natura della malattia, e sappiamo che l'unico rimedio è il rimedio di Dio in Gesù Cristo, e dobbiamo andare e far conoscere il rimedio a coloro che sono nelle valli oscure dell'ombra del peccato. Mi viene in mente la storia di uno dei nostri missionari in Galles che, quando si convertì, era così pieno di gioia che corse fuori dalla riunione gridando. Un ragazzo gli si avvicinò e gli disse: "Che fare? Che fare?" Allora l'uomo, Griffith Griffiths, ben noto a molti di noi, tirò fuori dalla tasca sei pence e disse al ragazzo: "Ecco, vai a dire alla gente che Dio ha salvato Griffith Griffiths". Gli ebrei diedero al ragazzo sei pence per farlo. Gli ebrei sentivano che, non appena avesse conosciuto Gesù Cristo, era suo compito far conoscere Gesù Cristo agli altri. (J. S. Balmer.Un signore, seduto in un pergolato in mezzo a un bosco, vide una formica che correva lungo la superficie di un tavolo rustico che era di fronte a lui. Sapendo che le formiche amano lo zucchero e avendo in tasca una piccola zolletta di zucchero a forma di pagnotta, la mise sul tavolo e si mise a osservare i movimenti della formica. Come si aspettava, la formica lo scoprì presto e cominciò a sorseggiare. Ma ne aveva appena mangiato quando, con sua grande sorpresa, scappò via e scomparve. Poco dopo, tuttavia, ritornò, seguito da circa due o trecento dei suoi amici; da cui risultò che la formica aveva appena assaggiato il dolce boccone, che andò a invitare le sue amiche a diventare partecipi della sua gioia. E così è per tutti coloro che hanno gustato la gioia della salvezza. Non appena Cristo diventa prezioso per le loro anime, come Pietro e Giovanni, essi "non possono non parlare di Lui agli altri". Costretto a parlare di Gesù: - Un evangelista in una riunione di inchiesta chiese a una donna: "Ti riposi in Gesù?" Ella rispose molto indignata: "Non ti importa nulla che io lo sia o no; inoltre, non parlerei di un simile argomento a nessuno se non a Dio!" Dopo circa quindici giorni l'evangelista era in un'altra riunione di indagine, e vide questa stessa persona che parlava

molto seriamente con un'altra donna. Avvicinandosi a loro, la sentì raccontare allo straniero della propria conversione a Cristo e spingere la donna a seguire subito Gesù. Molto soddisfatto, l'evangelista, pensando di metterla alla prova, disse: "Signora, signora, tenete la bocca chiusa su questo argomento!" Tenete la bocca chiusa!" rispose con entusiasmo: "Non posso farlo, signore; Devo parlare di Gesù".Così, dopo averli minacciati ancora, li lasciarono andare. - Una liberazione riluttante:

(I.) È stato accompagnato da un grande torto. "Li hanno ulteriormente minacciati". Il linguaggio orribile che fino a quel momento era stato al posto della discussione era ora reso più terribile. Vediamo qui prove di iniquità, di un pregiudizio consolidato contro Gesù e la Sua opera, e di assoluta riluttanza a cedere all'evidenza dei fatti. Ma queste minacce avrebbero sicuramente ricevuto risposta come le precedenti

(II.) Era una confessione che la corte era sconcertata. "Non trovando nulla su come punirli." Avevano intenzione di punire, avevano fatto del loro meglio per farlo, ma separatamente e insieme avevano fallito; e ora la prudenza li spingeva a fare ciò che non faceva parte del loro piacere. Abbaiavano e ringhiavano, ma avevano paura di mordere. Spesso i persecutori si sono trovati in un caso del genere

(III.) Era in ossequio a un sentimento popolare prevalente. "A causa della gente". Il popolo era più saggio dei suoi governanti e più religioso. (W. Hudson

23 CAPITOLO 4

Atti 4:23-37

Ed essendo stati lasciati andare, se ne andarono alla loro compagnia. - Essendo lasciati andare: - Non sappiamo chi siamo noi o gli altri finché non ci togliamo la restrizione. Noi ci definiamo liberi, ma non c'è un uomo assolutamente libero nell'universo. Abbiamo la libertà della legge. Abbiamo la libertà di una teocrazia. "Il Signore regna", e gli Ebrei regnerebbero inutilmente se gli Ebrei non trattenessero ogni creatura, e non trattenessero con singolare significato e grazia la creatura che porta la Sua immagine

(I.) Buone restrizioni

(1.) Socialmente, al livello più basso. Ebrei è un uomo poco galante e del tutto indesiderabile che non è trattenuto dalla presenza delle donne. Ma per questo non si poteva dire quale lingua avrebbe usato. Ebrei non poteva essere nel suo vero io, non perché ci fossero dieci grandi comandamenti infuocati davanti a lui, ma a causa di un sentimento di raffinatezza che pervadeva tutto. Ma se questi uomini vengono lasciati andare, e si uniscono al loro cattivo gruppo, si vede la loro qualità

(2.) O prendere i limiti dell'ospitalità. Un uomo dice: "Non posso vendicare questo insulto ora, perché sono obbligato a mostrare ospitalità; ma essendo lasciato andare, mi sentirò in diritto di dire o fare cose che al momento non posso". 3. O, sempre rimanendo nell'ambito della questione, l'occasione fa l'uomo. Diciamo che è un'occasione solenne, un funerale, persone che piangono a causa dei morti e dei morti. L'uomo modesto, in ogni caso, si ferma, è silenzioso se non compiacente. Gli ebrei non osano dire ciò che avrebbe detto in altri momenti; ma essendo stato lasciato andare via dalla tomba e dall'ombra del cipresso, vedrai ciò che egli è veramente

(4.) Guardate l'argomento religiosamente. Qui abbiamo le restrizioni più sottili. I teneri ricordi, i vecchi, i vecchi, molto tempo fa, in qualche modo, uccidere quel tempo antico sarebbe stato come strangolare un angelo. La vecchia sensazione di casa, i suoni infantili, le vecchie usanze familiari, sembrano trattenerci con "Attento! Faresti meglio a non farlo! Stai fermo!" Chi può stimare il valore di un'educazione religiosa? Le prime preghiere, i primi piccoli versi imparati e cantati con le labbra di un uccello: chi può dire come queste cose andranno con il bambino quando diventerà un uomo, pieno di preoccupazioni e tentato di peccare? Le piccole cose che ora sono materia di divertimento, un giorno potrebbero alzarsi e dire all'uomo: "Tu eri un bambino dalle labbra pure, una creatura amata e amorevole; Mille preghiere sono state offerte per la tua salvezza". Quando si uccide se stessi, si uccide un'intera generazione di mentori e supplicanti

(II.) Cattiva moderazione

(1.) Un uomo è rinchiuso in una cattiva società, in un'atmosfera corrotta. Ebrei non sente mai una parola che tocchi la sua natura migliore; anela agli spazi più alti e più puri; per la libertà morale; è un uomo migliore di quanto possa essere nelle sue circostanze. Dio farà la differenza, perché gli ebrei avranno compassione di alcuni. Ebrei sa esattamente quali restrizioni ci sono addosso, e cosa saremmo se potessimo spezzare la catena e volare verso l'alto nel cielo azzurro

(2.) Altri sono storpi per mancanza di mezzi. Li consideriamo privi di buone azioni e di alti sentimenti, e ne parliamo con il nostro giudizio errato. Dio discriminerà. Ebrei sa cosa sarà la povera anima. C'è una via d'uscita dall'altra parte! Grande libertà morale, libertà di dare all'anima spazi in cui volare e templi in cui cantare non fatti con le mani. Dio solo sa quale munificenza mostreresti se ne avessi la libertà

(3.) Molti uomini sono fraintesi per mancanza di libertà. Ebrei sta aspettando. Ho conosciuto spesso splendidi talenti che aspettano a lungo un'occasione. Ho conosciuto uomini mal giudicati, disprezzati, che risorgono al loro vero io quando vengono lasciati andare. Il loro momento è arrivato; Poi senti la musica della loro voce, e conosci la lunghezza del loro braccio, e loro stavano aspettando, grandi uomini per tutto il tempo. Conclusione:1. Ognuno di noi appartiene a un'azienda e, finché non abbiamo trovato la nostra azienda, siamo irrequieti. Parliamo dell'essere "un pesce fuor d'acqua", come espressione pienamente della condizione degli uomini che non sono in loro compagnia. Alcuni di noi sono solo a metà nella nostra società giusta. Siamo nati per la fogna ed eravamo destinati a una compagnia bassa, e per una singolare forza di gravitazione ci rivolgiamo a ciò che è indegno. Altri, ancora, sono il contrario. Sono costretti a fare le cose che odiano. Dicono: "Non è la nostra natura; non è il posto in cui sono nato. Questo non è l'ambiente che Dio voleva che io godessi". Così, con questo malcontento dell'anima, Dio ci chiama alla nostra compagnia

(2.) Ma possiamo essere convertiti! La natura più bassa può essere convertita! La natura più bassa può essere trasformata nella più alta. L'uomo che ha iniziato con desideri bassi può arrivare a godere del desiderio della preghiera. La conversione è lo Stato che siamo chiamati a realizzare e a rappresentare personalmente. La mera moderazione non è conversione. Ci viene impedito di metterci in moto nel bel mezzo del servizio e di uscire. Sembra che siamo all'altezza del grande spirito dell'occasione, mentre in realtà stiamo comprando e vendendo, negoziando i nostri affari. Quindi non possiamo dire chi siamo fino a quando le restrizioni non saranno tolte, quando saremo lasciati alla nostra compagnia, ed essere lasciati andare, non faremo altro che andare verso il basso. Ci sono gradi nel regno del diavolo, e ce n'è ancora uno sempre più basso, fino a raggiungere la fossa che non finisce mai

(3.) Siamo sotto la giusta influenza? Non possiamo metterlo alla prova con semplici leggi, con disposizioni e imposizioni meccaniche. Solo l'amore può trattenerci, e l'amore ci proteggerà. E anche se avremo sempre la libertà di fare il male, avremo dentro di noi l'amore che rende impossibile l'uso di quella libertà. Ora sto per lasciarti andare. Andrai nella tua azienda? Ma, ricordati, giovanotto, saggiamente addestrato a casa, che non hai nulla a che fare con quel brutto set. (J. Parker, D.D.) La nostra azienda:

(I.) Tutti noi soffriamo una sorta di prigionia a causa delle nostre circostanze. C'è

1.) La catena di lavoro. Noi e i nostri figli dobbiamo vivere. E per mantenere questa vita, doniamo volontariamente ogni giorno una parte della nostra libertà personale. Questa necessità è nel complesso benefica, ed è perfettamente coerente con la libertà personale nel vero senso della parola. Ma c'è ancora l'imprigionamento di alcune delle facoltà più elevate. La fede, la speranza, l'amore, la gioia, possono sì avere esercizio nel lavoro, ma non il loro esercizio più perfetto. Che prigione è una grande città, e quanti vi sono dentro con i "lavori forzati"! Sorge una bella mattina. Vorresti allontanarti, sentire il gorgoglio del ruscello di campagna, vedere la fioritura sugli alberi, l'uccello in volo, le nuvole che fluttuano così riposanti nel cielo. Ma tu sei un prigioniero. Puoi guardare attraverso i tuoi bar verso il posto grande e ricco, ma è solo uno sguardo. Presto dovrai dedicarti al tuo lavoro

(2.) La catena dell'abitudine. Non tanto delle abitudini proprie di un uomo, quanto di quelle della società in cui vive, delle convenzioni della vita, in cui ogni uomo è più o meno vincolato. Non si tratta affatto di insincerità, di ipocrisie. Sono generalmente un prodotto equo dello stato della società in quel momento. Se le nostre convenzioni fossero tutte eliminate, alcune sarebbero migliori e altre peggiori. Così che tutti sono in prigione da loro. A volte si prova un grande risentimento contro coloro che sfondano; e tali tentativi generalmente finiscono con la sottomissione. Prendiamo, ad esempio, i nostri incontri sociali. Con tutta la loro libertà e genialità, c'è una notevole restrizione imposta dalle mere forme di società. Ci si sforza di essere naturali e quasi ci si riesce; ma non può del tutto. Un altro cerca di conoscere un po' meglio il suo prossimo, ma il vero uomo gli sfugge e torna a casa per essere conosciuto molto più perfettamente dai suoi bambini. Un altro si sforza di esprimere i suoi veri sentimenti; ma lo stupore, il dolore o la disapprovazione lo fanno quasi rimpiangere di aver parlato, e certamente un po' meno probabile che parli di nuovo

(3.) La grande e forte catena della legge. Si tratta senza dubbio di una grande salvaguardia della società. Ma mentre protegge, trattiene. Protegge in parte trattenendo. Rende alcuni uomini più virtuosi di quanto vorrebbero, e altri un po' meno. Un uomo potrebbe fare un gran bene e lo farebbe, ma la legge lo proibisce. Gli ebrei avrebbero solo coinvolto se stesso e gli altri nelle difficoltà e nelle perdite facendo il tentativo. O potrebbe fare del male. Ebrei ha pensieri impuri che potrebbero diventare azioni; ingiusti desideri che potrebbero diventare frode, se non ci fosse la legge che acciglia la sfida e sospende la pena

(II.) In queste circostanze ambientali, ci sono, di tanto in tanto, chiare aperture provvidenziali, attraverso le quali l'uomo reale stesso viene fuori, visto dagli altri, o visto solo da se stesso e da Dio! Un momento che cambia è sempre un momento critico

(1.) Quando il giovane lascia la casa per salire nella grande città, quanto è intenso il genitore e l'amichevole sollecitudine! " Ebrei era al sicuro qui; ma sarà al sicuro laggiù? Non scivolerà o forse cadrà? O il cambiamento rafforzerà la sua volontà di bontà, e lo attirerà più chiaramente nelle file dei fedeli di Cristo?" Queste sono le domande solenni che si pongono in modo approfondito, ma perché sorgono? Perché si sente che anche a casa quella giovinezza non era pienamente conosciuta, perché ci sono possibilità di sonno che altre circostanze potrebbero trasformare in realtà, e non sono del tutto sicuri di come la bilancia potrebbe cambiare

(2.) Un cambiamento di residenza in età avanzata a volte funziona allo stesso modo. C'è quindi una completa rottura in una classe di associazioni. Vivere nel nuovo quartiere sembra far emergere un uomo nuovo. Potrebbe essere un uomo migliore, o potrebbe essere un uomo peggiore. I cancelli di quella prigione sociale dove prima era tenuto in carcere, forse preservato dalla rovina, sono stati aperti, ed egli si mostrerà più com'è

(3.) Il viaggio continentale è un'altra apertura del muro. Le persone allora vanno in luoghi simili che non avrebbero mai pensato di visitare a casa, e sentono del tutto una libertà che cercherebbero invano con le circostanze ordinarie della vita che li circondano. La libertà può essere giustamente usata per mettere da parte le catene dell'opinione, del pregiudizio e della consuetudine; o può essere molto abusato. Ma è libertà, e quindi sviluppa un po' di più della realtà delle persone di quanto si veda di solito nei percorsi della loro vita domestica

(4.) D'altra parte, la vita, così come procede, porta molte opportunità per un'azione più libera e una più piena manifestazione del vero uomo interiore di quanto le circostanze ordinarie permettano. Sono opportunità per il bene e per il male. Per alcuni sono "le porte della giustizia", nelle quali "entrano e lodano il Signore". Per altri non sono che la porta che conduce a una "prigione interna", dove i loro "piedi sono saldi nei ceppi".

(III.) Quando siamo stati rilasciati, andiamo nella nostra azienda. Ogni notte quante moltitudini si affrettano a varcare la porta dell'opportunità per la propria compagnia! Il giorno li tiene in prigione, la notte porta la liberazione. Seguiamone alcuni, e vediamo che compagnia hanno! 1. Prendi quel giovane per il quale si è sentita tanta ansia quando è uscito di casa. Entrate con lui: non c'è compagnia lì. C'è il tavolino per il ristoro che è presto finito; Poi tira giù i libri al cui studio dedicherà queste ore serali, e questa è la compagnia che tiene. Ebrei è colpito dall'amore della conoscenza e, ciò che è molto meglio, dall'amore di Cristo. Ebrei è sicuro che dovrà servirlo in qualche sfera, ed è deciso con lo studio e la preghiera a prepararsi

(2.) Oppure osserviamo questa giovane donna che è stata occupata tutto il giorno con il suo ago. Benedizioni per il suo settore! Onore alla sua virtù! pace alla sua casa! Stasera andrà in compagnia sua prima di raggiungere quella casa. Ci deve essere un incontro per la preghiera, ci si aspetta una grande benedizione, e lei deve essere lì a chiedere tra gli altri

(3.) Prendi un altro, un uomo. Ebrei ha avuto quella che viene definita una giornata pesante; ma, oh, che accoglienza leggera ora che è a casa! Piccole mani sono presto nelle sue, e piccole lingue raccontano le cose meravigliose che sono accadute durante il giorno; e i sorrisi scendono da un altro volto, e c'è un piacevole mescolarsi di pensiero, e amore, e simpatia, e cuore con cuore. Il giorno gli apriva il teatro del dovere, la notte lo porta così alla "sua compagnia". 4. Un altro; Dove sta andando? Verso ovest, ma non fuori dalla città. Prosegue lungo le strade trafficate sotto i lampioni a gas, finché giunge all'ingresso svasato del luogo in cui si troverà la sua compagnia. Con forse un solo rimorso di coscienza entra, e lì, in mezzo alla folla sgargiante e vertiginosa, siede per ore ad ascoltare la musica, o a guardare lo spettacolo. E queste, dice, sono le ore più felici della sua vita. Quell'uomo ha ridotto la sua anima in una condizione pietosa quando, avendo tutto questo mondo da scegliere, quell'anima "lasciata andare", trova la sua compagnia più selezionata in una folla frivola come quella

(5.) E altri vanno in luoghi ancora peggiori, che non possiamo descrivere, dove i fuochi di Tofet sono già accesi, dove gli ospiti sono nelle profondità dell'inferno, e lì trovano "la loro compagnia". 6. Ma basta! Dove troviamo il nostro? Non parleremo più di luoghi ora, ma parleremo solo di persone. Chi sono le persone nella cui presenza e società le nostre anime trovano la loro migliore compagnia? Qual è il loro carattere? Qual è il loro scopo nella vita? Quale sarà la loro fine? Supponiamo di essere stati imprigionati con gli apostoli e di essere stati liberati con loro, saremmo dovuti andare con loro in loro compagnia? Quando veniamo liberati, di tanto in tanto nel corso della nostra vita, desideriamo ardentemente e cerchiamo la comunione con anime fedeli e cuori puri? Ci sono solo due compagnie nell'universo. Anche ora ce ne sono solo due, anche se in questo mondo sono per noi inseparabilmente mescolati. La divisione e la separazione avvengono per gradi. Il vangelo ce la fa. Noi stessi facciamo quei momenti selettivi della nostra vita a cui ci siamo riferiti. Ma alla fine sarà reso infallibile e visibile dal Signore stesso, quando le pecore saranno alla Sua destra e i capri alla Sua sinistra. (A. Raleigh, D.D.) La propria azienda: il potere cristallizzante in natura. Ciò che chiamiamo forza di gravitazione è una forza molto misteriosa e costante. Ma la forza di gravitazione è semplice in confronto a questa forza ramificata multiforme della cristallizzazione. La ragione: le particelle ultime della materia stanno cercando la loro compagnia; Queste particelle ultime di materia sono dotate di poli attrattivi e repellenti; e poiché questi poli atomici si attraggono o si respingono, la forma del cristallo è determinata. C'è anche un certo potere sovrano che si cristallizza nella società. Uomini e donne hanno pali attraenti e repellenti. Per mezzo di questo potere di cristallizzazione sociale si stanno formando molte e varie forme sociali, non sempre belle e nobili, a volte malvagie, brutte, disastrose. Riguardo a questo fatto e a questa forza cristallizzante nella società, alla luce di questa narrazione, si consideri

1.) Ostacolo. Guarda l'intera narrazione su come a Pietro e Giovanni fu impedito di andare nella loro compagnia. Così, spesso, ci viene in qualche modo impedito di cercare l'azienda davvero a noi più congeniale. Il lavoro, le esigenze sociali, il rispetto della reputazione, la mancanza di denaro, ostacolano. Applicare ai giovani uomini, ecc

(2.) Autorizzazione. "E l'essere lasciati andare": il lavoro cessa, le esigenze sociali lo permettono, passa un pericolo speciale per la reputazione, i salari vengono pagati. Gli uomini sono liberi

(3.) Il simile va al simile. Il carattere si afferma. Questi apostoli andavano in compagnia dei puri perché erano puri

(4.) Lezioni.

(1) È la compagnia di un uomo che nutre ciò che è predominante in lui.

(2) La compagnia di un uomo lo rivela agli altri.

(3) La stessa compagnia di un uomo lo rivela a se stesso.

(4) La compagnia di un uomo è la prova della vita rigenerata. Sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita se amiamo i fratelli.

(5) La compagnia di un uomo stabilisce il suo destino. (Recensione omiletica.) Essere lasciati andare: "Essendo stati lasciati andare, sono andati alla loro compagnia". Ciò significa, per prima cosa, che non sappiamo fino a quando non vengono le difficoltà quali siano il cuore e la vera disposizione di un uomo. Avete i vostri figli con voi a casa, e pensate che i vostri figli abbiano un amore per questo, e una simpatia per quello, e un forte desiderio per l'altro, ma "lasciateli andare", e allora vedrete; Finché sono sotto la restrizione dei genitori, non sai davvero cosa siano. Devono essere messi alla prova lasciandoli andare. Vanno nel loro resort e nel loro set. Oh, quali cose dolorose accadono nella vita familiare quando i figli sono abbastanza grandi, e tu devi lasciarli andare, quando le restrizioni domestiche vengono tolte! Allora pensavi che amassero tutte le cose onorevoli e di buona reputazione, e forse lo pensavano anche loro. Non è tanto l'ipocrisia quanto un'illustrazione della solenne verità che il cuore è ingannevole e pieno di cose malvagie. Lasciati andare, il vero cuore in loro prende il comando, il vero pilota prende il timone e guida la nave secondo i suoi gusti. "Essendo stati lasciati andare, sono andati nella loro stessa azienda". Vedi, ad esempio, le restrizioni della religione. Io penso di essere un uomo religioso, voi pensate di essere persone religiose, ma se in qualche modo potessi essere lasciato andare dal ministero, e se voi poteste essere lasciati andare dagli occhi che sono su di voi in questo luogo, dalle associazioni e dalla routine che vi porta qui, dove andreste? Ciò che c'è nel cuore determina la vita. Stasera sei liberato dagli affari, e in un certo senso sei lasciato andare dall'ufficio, ma sei, il tuo cuore è davvero lasciato andare? Stasera vi accingete al sacro lavoro che ci sta davanti, o non è forse vero che anche mentre siete seduti qui, che essendo lasciati andare, il vostro cuore è tornato alle azioni e alle azioni, all'acquisto e alla vendita, che anche qui il vostro cuore sta cercando la sua vera casa, la sua vera felicità? Non è in questa cosa, non è vero? Ci sono ragioni per cui veniamo, perché in un certo senso ci piace, ma siamo onesti con noi stessi. È ciò che ci piace che è il vero uomo o la vera donna. Come va il cuore quando ci viene lasciato andare? Ma se ho parlato così del lato oscuro, benedetto Dio, c'è un lato più luminoso, e confido che potremo persino, quando ci incontreremo qui stasera, sperimentare la felicità e lo splendore del lato migliore. Quando veniamo alla Casa di Dio, all'incontro di preghiera, da tutta la vita esteriore, perché ci piace farlo, ci piace venire, come una bairnie con sua madre, un uccellino al suo nido, voliamo a casa da Dio, dalla Bibbia, da Dio e dal Libro di Dio, e dalla Casa di Dio, quando siamo lasciati andare. Ci rallegriamo quando le corde vengono spezzate e quando possiamo entrare nella Casa di Dio. Solo durante il giorno c'è una sorta di irritante irrequietezza dentro di noi. Oh, se venisse la sera in cui potessi andare in mia compagnia! "Essendo stati lasciati andare, sono andati nella loro stessa azienda". Proprio come a scuola, suppongo che sembrasse che ci piacesse la nostra scuola, sembrava che fossimo diligenti, dovevamo esserlo esteriormente, ma quando arrivavano le quattro e le porte erano aperte, avete mai visto gli scolari che se ne andavano con riluttanza, come se potessero a malapena varcare la soglia e andarsene dal luogo benedetto? Siamo quasi caduti l'uno sull'altro correndo via. Lasciati andare, siamo tornati a casa. Eppure non eravamo ipocriti. È che il nostro cuore era in esso e noi eravamo trattenuti; Eravamo legati, trattenuti, ma quando siamo stati lasciati andare, tutto lo slancio e l'oscillazione della nostra disposizione sono usciti. Grazie a Dio, quindi, per il lato positivo, e direi che siete incoraggiati a sfruttare molto il lato positivo. Se conoscete Dio, allora ringraziateLo, perché quella è una pianta feconda che non è mai cresciuta nella sabbia arida e desolata del nostro cuore mondano. E se parlo a qualcuno per il quale questa parola è triste, voi dite: "Ebbene, fratello, vorrei essere così, vorrei poter correre alla comunione del popolo di Dio, come quegli apostoli si precipitarono alla loro compagnia, e come i bambini si precipitarono a casa da scuola, e gli stanchi uomini d'affari che volano a casa in autobus e in treno verso la dolcezza e l'isolamento delle loro case nei sobborghi. Vorrei avere quel desiderio per la Casa di Dio". C'è più gioia del cuore qui che se fossi a teatro o in una sala da musica, o in una danza vertiginosa o in un banchetto, con la sua cosiddetta "festa della ragione e del flusso dell'anima". Qui i pensieri migliori e più profondi, più veri che sono in te vengono fuori, e si aggrappano al Dio profondo, vero, vivente, soddisfacente. "Essendo stati lasciati andare, sono andati nella loro stessa azienda". È che, permettetemi di esortarlo, dovremmo coltivare ancora di più questa compagnia e questa fratellanza. Non lasciare che un po' ci trattenga. Come sarebbero rimasti delusi gli apostoli se fossero andati nella loro compagnia e avessero trovato una piccola riunione quando erano coinvolti interessi così grandi. Mio padre diceva che, quando era un ragazzo che andava a scuola, dovevano portare con sé il proprio fuoco, i carboni non erano più quelli di adesso e ogni ragazzo portava la torba sotto il braccio. Questo è stato il suo contributo di calore. Porta la tua torba sotto il braccio, e come uno che viene lasciato andare, come una freccia scoccata dalla corda, vieni lieto e luminoso, e io cercherò di venire con il mio, e "ogni piccolo fa un mickle", ed è meraviglioso quanto scoppiettante fuoco aperto possiamo avere, anche in questo noioso quartiere di Regent's Square, che luce e calore davanti a Dio, e alla Sua lode. Veniamo come fecero gli apostoli, quando, lasciati andare, andarono in loro compagnia. Mi piace pensare al testo nella sua applicazione finale. Verrà un giorno in cui saremo lasciati andare. Il lato oscuro e il lato luminoso del mio testo riceveranno allora la loro illustrazione finale e più vera, perché ogni uomo va al proprio posto. E quando il colpo della morte taglierà tutte le nostre corde, e lasceremo cadere questa veste fangosa di argilla, e siamo, alla fine, lasciati andare, non avremo certo bisogno del giorno del giudizio e del verdetto di Dio. Alcuni sorgeranno come gloriosi, camminando sulla via verso il trono di Dio, e alcuni andranno nelle tenebre di fuori, perché hanno sempre amato le tenebre piuttosto che la luce, e la otterranno. Essendo stato lasciato andare, Dio alla fine dirà: "Non ti tratterrò più, non discuterò più con te, sarai libero, sarai libero. Ebrei che è impuro, sia ancora impuro, chi è santo, sia ancora santo. Lasciati andare e trova la tua compagnia". Questa è l'elezione del Signore. Questa è la legge naturale che attraversa il mondo spirituale, anche quello degli Ebrei, che opera in tutte le nostre comunioni e amicizie, nelle nostre simpatie e antipatie, nelle nostre attitudini e nei nostri pentimenti. È l'essere lasciati andare che un uomo trova il suo livello, e cerca e ottiene la propria compagnia. Atti 49 grande giorno in cui alcuni di noi passeranno davanti al tribunale sulla via di casa, e udranno la parola: "Venite benedetti", sarà solo un'eco di questo, perché voi siete sempre venuti da quando siete stati convertiti. Era la fine e la tendenza, un punto focale di tutto il tuo modo e lavoro. Solo quando alcuni di noi sentiranno la maledizione tonante: "Vattene!" Capiremo allora che siamo sempre stati maledetti. "Non ti ho mai conosciuto", che parola solenne! Com'è luminoso! Come nero! Grazie a Dio la grazia può renderlo luminoso per te e per me. L'etiope può cambiare la sua pelle, il leopardo può cambiare le sue macchie, il più vile può essere cambiato, e cambiato dall'abbondante grazia di Cristo, ricevuta attraverso la semplice fede in Cristo. Ancora pochi minuti e vieni lasciato andare, e vai a casa tua, e avrà luogo un rimbalzo. Il cuore scivolerà intorno alla sua vera base. Guardatelo, per l'amor di Dio, e per il vostro. Essendo lasciati andare quando la voce del predicatore è calma, le parole sante non sono più pronunciate, il luogo santo con le sue associazioni non è più presente qui, Dio conceda che possa essere tutto luminoso. (J. McNeill. Società:

(I.) Ogni uomo ha la sua compagnia

(II.) A volte gli uomini sono trattenuti dal tenere compagnia ai loro amici

(III.) Quando queste restrizioni vengono ritirate, gli uomini tornano alla compagnia di loro scelta. La vita stessa è un freno, che ci separa dai compagni che abbiamo scelto, ma quando cessa, cessa anche il suo potere di contenimento, e noi andremo alla "nostra compagnia" in cielo o all'inferno. (W. M. Taylor, D.D.) Ognuno al suo posto:

(I.) I discepoli andarono nella loro compagnia. Naturalmente desideravano la compagnia di coloro che avevano simpatia per loro

(II.) Ogni persona appartiene a qualche azienda. Ci sono due classi: santi e peccatori. Affinità, inclinazioni, ecc., sono solo suddivisioni di queste

(III.) Le restrizioni della vita possono impedirci di entrare apertamente a far parte della nostra azienda

(1.) Il nostro lavoro

(2.) Opinione pubblica

(3.) Politica

(4.) Interesse

(5.) Mancanza di coraggio

(IV.) Quando questi saranno rimossi, ognuno andrà al proprio posto. Quale cambiamento seguirebbe se a questo mondo non fosse imposta una legge sociale, civile o morale, ognuno una legge per sé! Il diavolo nell'uomo avrebbe devastato la storia umana. Ciò è stato dimostrato ovunque le restrizioni siano state allentate

(V.) La prova di carattere che si trova qui

(1.) Qual è la nostra azienda? 2. Siamo trattenuti dal lavoro, dalle circostanze o dalla politica dall'aderirvi? 3. È un'azienda che Dio può approvare? 4. Qual è la nostra influenza su di esso e la sua influenza su di noi? 5. Alla fine andremo al nostro posto. (G. F. Humphreys.) Felici solo in "nostra compagnia": - Il seguente episodio è stato raccontato in uno dei villaggi del Canada per illustrare la verità, che tanti ignorano al giorno d'oggi, che ci deve essere un cambiamento di cuore se ci è permesso di godere "del riposo che rimane per il popolo di

Dio". Alcuni anni fa ci sarebbe stato un combattimento a premi in un certo luogo dell'Inghilterra, e un gruppo di uomini noleggiò un battello a vapore per portarli al luogo all'ora stabilita. Un altro piroscafo fu ingaggiato per portare un gruppo di cristiani a un diverso tipo di combattimento, una lotta contro le cattive azioni, che ogni soldato di Cristo è chiamato a intraprendere sotto il "Capitano della sua salvezza". Il luogo dell'ultimo conflitto era un accampamento metodista. Proprio mentre l'ultima campana suonava su ogni piroscafo (entrambi erano stati noleggiati per partire alla stessa ora, le due e mezzo del pomeriggio), due uomini furono visti correre verso i piroscafi mentre uscivano dal molo, ed entrambi si lanciarono in quella che ognuno pensava fosse la propria compagnia. Ma, oh! Che errore! il metodista vide che era tra i combattenti, e il combattente scoprì che era tra i cristiani. Credete che quegli uomini fossero contenti e felici in loro diversa compagnia? Un pesce è felice fuori dall'acqua? "No, non felice, ma infelice", dici. Quindi ognuno di quegli uomini era infelice perché era fuori dal suo elemento. Il metodista andò dal capitano e disse: "Capitano, sono salito sul piroscafo sbagliato e non ho intenzione di restare qui; È come l'inferno essere in mezzo a questi uomini che imprecano e bestemmiano; Riprendete il piroscafo e lasciatemi uscire. Avevo intenzione di andare a una riunione del campo; laggiù c'è il piroscafo su cui dovrei stare." Ma il suo tentativo di rimettersi in sesto dopo aver visto che aveva torto fu infruttuoso. Beh, che dire dell'altro uomo? "Oh", dite, "stava bene ed era felice in mezzo a quella brava gente metodista". Ma vi sbagliate, perché si trovava in un dilemma peggiore dell'uomo cristiano. Gli Ebrei andarono dal capitano e gli chiesero di riprendere il piroscafo, poiché aveva detto che doveva andare al combattimento. Ma il capitano disse: "No: i nostri ordini sono di continuare la nostra rotta finché non ci sarà nulla di sbagliato nel piroscafo, e dobbiamo obbedire." Allora l'uomo offrì al capitano del denaro se fosse tornato indietro, ma il capitano era altrettanto deciso a partire per il suo viaggio. A questo punto i metodisti pensavano che avrebbero "mostrato la loro fede con le loro opere", parlando al combattente della sua anima; ma il combattente non poteva sopportarlo, così andò di nuovo dal capitano e lo pregò di portare il piroscafo un po' più vicino alla riva e lui si sarebbe tuffato in acqua e avrebbe nuotato fino a terra. (Giovanni Currie.Ogni creatura secondo la sua specie: - Un'attrazione misteriosa e reciproca attirava Pietro e Giovanni, sebbene non fossero affatto simili. Forse le loro differenze li rendevano più adatti l'uno all'altro; come la forza di un uomo e la gentilezza di una donna legano due in uno nella vita coniugale. Questa nobile coppia era uno dei tre discepoli scelti, era stata compagna al sepolcro e fu insieme in tutte le fasi di questo incidente. Ora, essendo liberi, vanno da soli. Il simile attira il simile. Quando c'era da fare del male, i governanti mettevano insieme le loro teste. "Gli uccelli di una piuma si radunano insieme"; e se un uccello è stato imprigionato per un certo tempo, quando la gabbia viene aperta volerà dritto e veloce verso il luogo dove ha lasciato i suoi compagni. Su questo principio procede il telegrafo del piccione. Gli istinti degli animali sono perfetti nel loro genere. Quando un agnello in cattività viene rimesso in libertà, non si ferma mai finché non si è riunito al gregge. Con uguale esattezza la scrofa lavata torna a sguazzare con i suoi simili nel fango. Così, all'improvviso e inesorabilmente, un mondano, che per un certo tempo era stato arrestato dai discorsi di Gesù, balzò di nuovo nel suo elemento di sudicio guadagno. Appena c'era una pausa nel sermone, andava da sé: "Maestro, di' a mio fratello che divida l'eredità con me". Un esempio della tendenza opposta in un cuore rinnovato si vede nell'uomo posseduto che nostro Signore ha liberato a Gadara. Essendo stato lasciato andare da Satana, andò dai suoi, dal suo Salvatore e dagli altri discepoli. Quante volte, quando i cristiani professanti vanno all'estero, si lasciano alle spalle la loro religione. Non è mai stato altro che una cosa esterna, una schiavitù, e quindi, quando viene rimossa, l'anima irreligiosa va alla sua irreligione. Un giovane è stato abituato all'ordine di una famiglia cristiana. Poiché le linee di contenzione gli sono state poste addosso quando era un bambino, non ne è molto consapevole. Ma parte per la grande metropoli. Se la sua religione è stata solo una corda intorno al collo, come il morso e le briglie che tengono il cavallo, ora è libero; andrà da solo e cercherà la compagnia degli sbadati o dei profani. Corde di questo tipo erano legate a Giuda, ma quando alla fine fu lasciato andare, quale salto fece al suo posto! Dema fu portato per un certo tempo sotto la potente influenza di Paolo, che, tuttavia, un giorno cedette il passo, e al mondo presente, la sua parte eletta, gravitava Demos, come una pietra affonda quando la lasci andare. Ma la nuova creatura agisce secondo la sua specie così come la vecchia; quando le catene della schiavitù sono spezzate, il prigioniero ritorna alla casa di suo Padre. Un giovane che ha un cuore nuovo diventa apprendista in uno stabilimento di ingegneria dove la sua sorte è gettata tra i profani. Nella prima ora scoprono che tra loro c'è un santo, e fanno tutto ciò che l'ingegno diabolico può suggerire per renderlo uno di loro. Se la sua religione fosse stata una doratura convenzionale, sarebbe stata cancellata nella prima settimana; ma poiché era tutto d'oro, più veniva strofinato, più diventava luminoso. Venne la prima sera, e ciascuno andò alla propria compagnia: l'apprendista, legato da un patto eterno al Salvatore, andò nei campi, nei fiori, negli uccelli, con i quali era solito stare in compagnia a casa; poi al suo cibo, che gustava con il gusto fresco di un operaio, e il gusto più fresco di un figlio di Dio che riceve costantemente il pane quotidiano dalla mano di un Padre; poi alla sua Bibbia, al suo Libro; poi al suo Salvatore, nella preghiera fiduciosa della fede. Un'intera legione di uomini malvagi non vincerà questo giovane, forse egli sottometterà alcuni di loro e li condurrà prigionieri a Cristo. Ancora un'altra lezione. La tomba ha un appetito avido e tutti vi vanno. Un posto strano per i membri di Cristo! Ma un giorno dovranno essere lasciati andare, e allora andranno nella loro compagnia. Un atomo d'aria può essere stato imprigionato per secoli in un potente recipiente sul fondo del mare. Gli atti durano il vaso, e l'atomo d'aria, sebbene sia stato a lungo esiliato, non ha dimenticato la sua casa e non perderà la sua strada. Si alza in linea retta attraverso le acque dense e pesanti, senza fermarsi finché con uno scoppio gioioso non raggiunge le proprie. Siate di buon animo, discepoli di Gesù. Voi valete più di molti atomi d'aria. (W. Arnot, D.D.Gli uomini andranno finalmente dove sono degni di andare: - Si narra dell'illustre Apocalisse Dr. Bellamy che ebbe periodi di profondo sconforto, quando era sicuro di andare all'inferno. I suoi fratelli spesso lavoravano con lui invano. Un giorno, dopo che tutti i ragionamenti erano falliti, uno dei ministri disse: "Ebbene, fratello, tu sai di te più di noi. A noi sembri molto bene: ma, dopo tutto, potresti essere un sepolcro imbiancato, bello fuori, ma interiormente pieno di corruzione. Se è così, andrai all'inferno. Vorrei, però, sapere che cosa farai quando arriverai là?» E lo fa?" esclamò il dottore, con grande animazione ed enfasi; "cosa farò? Rivendicherò la legge di Dio e organizzerò riunioni di preghiera". Va bene!" disse il fratello; "Ma in tal caso il diavolo non ti tratterrà lì; presto ti rivelerà inadatto al suo posto e alla sua compagnia". Il dottore era felice. Gli uomini andranno finalmente dove sono adatti ad andare; e coloro che passano la loro vita al servizio di Dio sarebbero una cattiva compagnia per il diavolo e i suoi angeli, mentre coloro che odiano Dio e disprezzano i cristiani qui devono avere strane nozioni se si aspettano di essere per sempre felici con loro in futuro. I discepoli, "lasciati andare, se ne andarono in loro compagnia". Così tutto andrà alla fine. (J. L. Nye.Caratteristiche della Chiesa apostolica: con un termine così semplice si chiama la Chiesa nascente: "una compagnia". Appena Gesù fu asceso, troviamo che c'era un'assemblea dei Suoi seguaci, che continuavano di comune accordo nella preghiera, ricorrendo a una stanza al piano superiore (CAPITOLO 1. 13, 14). Questa piccola assemblea fu rapidamente accresciuta da nuovi aderenti. Il nostro Salvatore non ha mai organizzato formalmente la Sua Chiesa: gli Ebrei 50 'hanno lasciata all'operazione della mente umana assistita dall'influenza divina. Gli uomini trovano necessario associarsi insieme per tutti gli interessi importanti, e sarebbero sicuri di farlo per scopi religiosi

(I.) La natura della Chiesa

(1.) È una compagnia volontaria: una società alla quale gli uomini non sono nati, ma alla quale si attaccano per scelta e per convinzione. Tali assemblee furono inizialmente formate in vari luoghi, e ciascuna fu chiamata chiesa. Il termine non era allora usato, come è stato in seguito, per indicare l'intero corpo dei cristiani in nessun distretto; ma sempre o per tutta la Chiesa o per qualche società particolare. Nel primo senso, leggiamo che "Cristo è capo di tutte le cose per la Chiesa". In quest'ultimo si sente parlare delle Chiese di Acaia e di Macedonia; della Chiesa che è a Corinto, o ad Efeso, o anche nell'abitazione di una sola famiglia

(2.) È una società separata; una società santa; I suoi membri sono chiamati a uscire tra i popoli del mondo

(3.) È una società spirituale, in contrapposizione a un'associazione meramente civile. Nulla di ciò che è secolare appartiene propriamente alla Chiesa. Così come non possiamo, con abbellimenti artificiali, aggiungere nulla alla vera bellezza della natura; così tutto ciò che l'uomo ha cercato di aggiungere, in termini di pompa e di circostanza, alla Chiesa di Cristo invece di adornarla, piuttosto la deturpa

(4.) Sebbene gli strumenti umani siano impiegati in questa società, tuttavia è interamente di istituzione divina. Tutti i suoi vari uffici e amministrazioni sono di origine divina: "Gli Ebrei diedero alcuni apostoli. per l'edificazione del corpo di Cristo". 5. È un'azienda immortale. I singoli membri muoiono; Ma nuove generazioni di santi sorgono continuamente in successione. La lampada sacra può essere tolta da un luogo, ma è solo perché possa ardere più intensamente in un altro

(II.) Il disegno con cui è formata la Chiesa

(1.) A beneficio di ogni individuo che ne fa parte. Il Buon Pastore, mentre Ebrei nutre tutto il Suo gregge, ha un rispetto particolare per lo stato e i bisogni di ogni membro. Come nella prima era tutti avevano tutte le cose in comune, così i veri cristiani saranno ora pronti a condividere le loro gioie e i loro dolori; aiutare i bisognosi nelle necessità temporali; e soprattutto di coltivare un'unione spirituale e una simpatia. I rapporti cristiani uniscono i cuori dei santi, "quelli che temevano il Signore parlavano spesso insieme". 2. Per la salvezza degli altri

(III.) Il modo in cui si governa. Come ogni società, per essere ben ordinata, ha bisogno di regole; quindi ci sono regole di governo della Chiesa. Questi infatti sono molto pochi e molto semplici: i veri cristiani hanno bisogno di pochissime leggi; La legge è per gli iniqui e i disubbidienti, ma di essi è la legge dell'amore; L'amore è compimento della legge. (R. Hall, M.A.Gli apostoli in libertà:

(I.) Tutta la Chiesa è interessata alle attività dei suoi singoli membri. Pietro e Giovanni diedero il loro rapporto a tutta la compagnia. Era un rapporto di

1.) Grazioso successo. Un uomo era stato guarito e in esso era stato glorificato il nome di Gesù

(2.) Opposizione, sofferenza, minaccia. Questo è il tipo di rapporto che la Chiesa farà fino alla fine del suo corso benefico. Le due parti dovrebbero essere guardate insieme: l'una stimolerà, l'altra darà nuovi aspetti del peccato e richiederà una crescente devozione

(II.) Il giusto metodo di trattare l'opposizione al regno di Cristo

(1.) Guardate cosa avrebbero potuto fare gli apostoli.

(1) Potrebbero essere fuggiti prima delle difficoltà. "Se siamo esposti a tutto questo, rinunceremo al nostro lavoro: non siamo uguali ad esso; Sarà una battaglia persa, i nostri nemici sono così tanti e così forti". (2) Potrebbero essersi costituiti in una società segreta per la loro edificazione e comodità. La contemplazione avrebbe preso il posto del servizio

(2.) Cosa fecero. "Alzarono la voce a Dio di comune accordo" e si affidarono a Lui come a un Creatore fedele. Una preghiera pronunciata in circostanze così particolari mostrerà la forza e lo scopo della Chiesa. Si vedeva

(1) La profonda religiosità della Chiesa. Immediatamente i discepoli fuggono al Santo. Non c'è da tergiversare con le cause seconde; Non si parla di difficoltà. L'opposizione portò la Chiesa faccia a faccia con Dio.

(2) La chiara intelligenza dottrinale della Chiesa. Ripiegarono sulle grandi storie e profezie su cui poggia il regno di Cristo. Più e più volte si vede quanto la Chiesa primitiva conoscesse a fondo gli scritti sacri. Questa è la forza della vita spirituale. "La parola di Dio abiti in voi riccamente". (3) Un desiderio supremo per la gloria di Cristo. Gli apostoli erano chiamati "servitori". Era per "il Santo Bambino Gesù" che i supplicanti erano preoccupati.

(4) Preparazione per il proseguimento del servizio (Versetto 29)

(III.) I risultati spirituali e sociali che seguono la giusta accettazione del servizio e della sofferenza

(1.) Una vasta adesione di grazia spirituale. I discepoli "furono tutti riempiti dello Spirito Santo". 2. Una vasta adesione di potere spirituale. Essi "annunciarono la Parola di Dio con baldanza". 3. Il compimento dell'unione spirituale. Erano "di un solo cuore e di una sola anima". 4. L'ideale della beneficenza sociale. Non rivendicavano nulla come proprio, ma avevano tutte le cose in comune. In tal caso l'opposizione divenne l'occasione di un bene infinito. Non ci fu una polemica verbale, ma una rinnovata dedizione a Cristo. Tutte le opposizioni dovrebbero essere affrontate allo stesso modo. (J. Parker, D.D.Socialismo cristiano: - La narrazione ci dà una visione di ciò tale da gettare la cosa secolare nel disprezzo e rivelare la deplorevole imperfezione della moderna comunione spirituale. Da esso apprendiamo che il primo socialismo cristiano era...

(I.) Attraente. Appena gli apostoli furono liberi, essi ritornarono, come attratti da una forza magnetica verso la società che avevano scelto. C'erano due cose che lo rendevano attraente

(1.) Ascolto reattivo. C'è una legge della mente che spinge un uomo a comunicare ciò che ritiene di grande importanza. È anche una legge cercare gli ascoltatori più reattivi. A chi ci darà ascolto cordiale andiamo, piuttosto che agli ostili o agli indifferenti. Il vero socialismo cristiano implica questo. Lì il fratello che parla troverà un pubblico tutto candore e amore. Questo non è il caso del socialismo cavillante, capzioso, secolare, e ahimè! non sempre nella Chiesa dove troppo spesso c'è il pregiudizio che assorda l'orecchio e chiude il cuore

(2.) Cooperazione comprensiva. Per questo lo desideriamo istintivamente, e senza di esso i più forti sono deboli. Senza la brezza della simpatia sociale, le vele dei nostri spiriti crollerebbero nel viaggio del dovere. Pietro e Giovanni sapevano di avere questo, e quindi erano forti in prigione e davanti al sinedrio, e quando "lasciati andare" trovavano istintivamente la strada verso i loro fratelli simpatici. Così il socialismo cristiano era attraente. Anime affini affluivano ad essa come fiumi verso il mare. Quale cerchio è così attraente come quello che ha

(1) Un oggetto comune di affetto supremo.

(2) Una classe comune di pensieri dominanti.

(3) Una causa comune che assorbe le principali attività dell'essere. Questo è l'ideale della fratellanza cristiana. Magari si realizzasse dappertutto

(II.) Religioso. Questo viene fuori in

1.) Attribuzione. Qui abbiamo un riconoscimento della volontà di Dio

(1) Autorità. "Signore, tu sei Dio." La parola è quella da cui è tratto il termine "despota". L'azienda sentiva profondamente l'assolutezza del controllo divino.

(2) Creazione. "Che hai fatto", ecc.

(3) Rivelazione. "Per bocca del tuo servo Davide". (4) Predestinazione. Essi consideravano tutti i nemici di Cristo come inconsciamente in attuazione dei piani eterni del cielo

(2.) Supplica. Nota

(1) La sostanza della loro preghiera. Hanno invocato (a) la protezione personale. "Ecco le loro minacce", cioè quelle di Versetto Versetti 17 e 21. Il significato è: "Proteggici e frustraci i malvagi disegni dei nostri nemici". (b) Il potere dell'utilità spirituale. "Questo con tutta franchezza", ecc. La protezione è desiderata per il servizio, non perché temevano il martirio. (c) Interposizione miracolosa. "Che segni e prodigi", ecc., "Rendici capaci di operare miracoli affinché possiamo avere più successo nel diffondere la conoscenza di Cristo". Questo potere Cristo aveva promesso; avevano quindi l'autorità di cercarlo.

(2) Il successo della loro preghiera (31). In risposta c'era: (a) Un segno miracoloso, familiare ai santi dell'Antico Testamento (Esodo 19:18 ; Salmi 68:8). (b) Un'impartire il potere divino: predicare il vangelo

(III.) Amalgamazione (Versetto Versetti 32). Si noti a proposito di questa forza amalgamante che

1.) Era molto cordiale e pratico (Versetto 34). La completa unità dell'anima si è espressa nella rinuncia ai beni terreni. Aristotele definisce l'amicizia come "un'anima che risiede in due corpi". Era così qui. La marea montante dell'affetto fraterno portò via dai loro cuori ogni amore per il guadagno

(2.) Consisteva in una diversità di posizione e di servizio (35, 36). Gli apostoli erano i capi spirituali ed economici della comunità. I corpi materiali possono fondersi così completamente da perdere tutte le loro peculiarità individuali; ma le menti, per quanto strettamente saldate insieme dall'amore sociale, conserveranno per sempre la loro individualità di essere, posizione e missione. L'unità sociale non è l'uniformità di un reggimento che si muove con un passo e nella stessa veste, ma piuttosto come la varietà del paesaggio, ogni oggetto vestito con il proprio costume e piegato al vento secondo la propria struttura e il proprio stile. Non è il suono di una nota monotona, ma tutte le note variabili che vengono portate nella più dolce armonia

(3.) È stato prodotto dal grazioso favore del cielo. "Grande grazia era su tutti loro". (1) L'amore di Dio era il genitore della loro liberalità.

(2) Questa liberalità ha portato la stima degli uomini. (D. Thomas, D.D.Hanno alzato la loro voce a Dio di comune accordo. - Risorsa in difficoltà: -

(I.) Dio Onnipotente (Versetto 24). A volte è bene pensare all'abbondanza del potere divino. Prendiamo, ad esempio, l'oggetto centrale nei cieli che Dio ha creato: il sole: il diametro, 112 volte quello della nostra terra; la superficie, 12.611 volte quello della nostra terra; il volume, 1.400.000 volte quello della nostra terra. La luce del sole è 800.000 volte più grande di quella della luna piena, 22.000 milioni di volte più grande di quella della stella più brillante. Il sole: la fonte di luce, calore, vita. Eppure, tutta la molteplice azione su questa nostra terra è svolta dalla duemillesitrecentomilionesima parte della radiazione di forza del sole. Poiché questo è tutto ciò che la terra può afferrare dei raggi del sole emessi in tutte le direzioni. È da questa miserabile frazione della potente potenza del sole che tutto il lavoro della terra è compiuto. Ora, Dio è un Sole, quanto è illimitato il Suo potere, ecc

(II.) Un Dio onnisciente. Davide, mille anni prima, aveva cantato, eppure profetizzato: «Perché i pagani si infuriano?» (Versetti 25-27). Vale a dire, ciò che è stato predetto sta ora accadendo. Tu non sei, o Dio, colto di sorpresa e deluso. Per quanto disastroso ci sembri, risplende chiaro a Te

(III.) Un Dio che controlla tutto. "Per fare qualsiasi cosa", ecc. (Versetto 28). Mistero qui, ma conforto. Ecco la grande utile verità che Dio controlla

(IV.) Questo Dio onnipotente, onnisciente, onnipotente, afferrato con la preghiera (Versetto 24). Non pensavano che un tale Dio non potesse rispondere

(V.) Questo Dio onnipotente, infinitamente saggio, onnipotente, si è aggrappato con la preghiera, affinché in loro si compisse la volontà divina. Essi non chiedono di essere liberati dalla persecuzione, ma di poter essere messi in grado di compiere il loro dovere cristiano nelle loro circostanze attuali (Versetto 29). Chiedono un magnifico abbandono di sé. Così si schierano dalla parte di Dio. Sono tutt'uno con la natura delle cose. La sconfitta è impossibile. A loro deve essere la liberazione della vittoria. Applicazione. Non lasciare che i tuoi problemi si frappongano tra te e Dio. Lascia che i tuoi problemi ti chiudano davanti a Dio. (Wayland Hoyt, D.D.La preghiera e le promesse sono doppiamente care in termini estremi: - Quando andai per la prima volta in mare, quando i venti si alzarono e le onde si fecero agitate, trovai difficoltà a tenere le gambe sul ponte, perché ruzzolai e mi rigirai come una focena sull'acqua. Atti ultimi Mi aggrappai a una corda che rotolava e allora potei stare in piedi. Così, quando le difficoltà ci invadono, ci aggrappiamo alla fedeltà di Dio alle Sue promesse e, tenendoci saldi, possiamo stare in piedi con sicurezza. (H. G. Salter.Senza dubbio c'era qualcosa in esso di un carattere speciale. Si è tenuto in un momento di pericolo. C'è stato, dunque, nelle circostanze da cui la misericordia di Dio ci ha risparmiato. Dovremmo essere qui, se non fosse altrimenti? Quelli di noi che anche in tempi tranquilli, quando è rispettabile essere cristiani, non riescono a vincere l'indolenza, a rinunciare all'inclinazione, a osare un sorriso o un ghigno, in favore di Cristo; che cosa farebbero se la voce del mondo si rivolgesse completamente contro Cristo? Certamente, quindi, i nostri ringraziamenti devono salire a Dio per averci permesso di vivere in tempi tranquilli. E poi dovremmo metterci in condizione di rendere la nostra adorazione il più simile possibile alla loro per grazia di Dio

(I.) Il modo di questo culto. "Alzarono la voce a Dio di comune accordo". Non solo il loro cuore, ma la loro voce

(1.) Alcuni hanno definito questo il primo esempio di credo, una di quelle espressioni congiunte di una fede comune che la nostra Chiesa ci ha prescritto, ad esempio, in "Credo in Dio Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra". Signore, tu sei Dio, che hai fatto il cielo e la terra",

(2.) Altri hanno visto in questo la prova dell'esistenza di una Liturgia. Hanno detto che, per alzare la voce a Dio con queste parole, devono prima averli conosciuti. Non entreremo in questi argomenti: vogliono almeno certezze

(3.) Ci basterà osservare che, mentre uno parlava, tutti lo seguivano; la ben nota voce di san Giovanni o di san Pietro guidava, e coloro che udivano non trovavano difficoltà ad aggiungere alle parole di supplica una voce umile, oltre che un cuore puro, accompagnando l'oratore al trono della grazia celeste e dicendo la preghiera dopo di lui. In questo punto elementare cerchiamo di essere seri per assomigliare a loro. Se il cuore è impegnato, la voce non sarà trattenuta

(II.) La sua natura. Era... l. Reverente. Quanto è profonda l'adorazione di Dio come l'unico Grande, Buono e Santo! Com'è solenne il senso di quella legittima sovranità su tutte le cose! Il minimo che si possa cercare in questa Casa di Preghiera è la riverenza; la sensazione del peccatore che si avvicina a chi è senza peccato, la creatura è il Creatore

(2.) Scritturale. "Chi ha detto per bocca del tuo servo Davide". Non è essenziale per la preghiera che sia espressa con le parole della Scrittura, ma è essenziale che sia fondata sulla dottrina della Scrittura; che le nostre richieste siano rivolte a Dio come lo sono gli Ebrei, e non a Dio come lo immaginiamo. E noi possiamo conoscere Dio come lo sono gli Ebrei solo conoscendolo nella Sua Parola

(3.) Credere. Gli uomini non credenti avrebbero visto solo Erode, ecc., coalizzati contro Dio e contro il Suo Cristo, e avrebbero detto: Che cosa siamo noi contro il mondo? Ma il loro occhio non era così limitato. Al di sopra di ogni azione umana per il male, videro la mano di Dio che operava interamente per il bene. L'omicidio di Gesù, che cos'è stato? Di per sé, un atto satanico, diabolico; nelle sue conseguenze, l'attuazione del consiglio di Dio; Il riscatto di un mondo

(4.) Pratico. Siamo troppo pronti a lasciare che le nostre preghiere si fermino a se stesse; di essere soddisfatti se un raggio di conforto, se un passeggero pensiero di pace viene lasciato dietro di loro. Abbiamo la nostra ricompensa, proprio come l'abbiamo prescritta. Ma questi adoratori guardavano alla condotta, al dovere, alle prove future della loro fede e costanza, e chiedevano una grazia sufficiente. Per ravvivare questo zelo, per rafforzare questa devozione, pregavano che la mano di Dio fosse ancora tesa per guarire; che gli Ebrei non li lasceranno mai senza testimonianza, ma daranno loro la prova quotidiana che il Suo santo Servo Gesù è davvero forte nell'aiutare, potente nel salvare. Dovremmo in preghiera pensare a noi stessi della prossima prova; e mentre ci fidiamo implicitamente di Dio con l'imprevisto, per chiedere espressamente il Suo aiuto per ciò che possiamo vedere davanti a noi. Una parola di richiesta definitiva vale volumi di vaghe aspirazioni generali.

(1) In sé; perché è reale e significa qualcosa; perché è il discorso di un uomo vivente a un Dio vivente su un tema che riguarda la vita.

(2) Nei suoi effetti; perché una cosa effettivamente concessa è la prova di essere ascoltati; è la testimonianza di Dio stesso della Sua grazia; è un segno di bene, mostrato e provato, incoraggiando la fiducia in Colui che non è solo il Datore di singole benedizioni, ma la Fonte di ogni bontà e la fonte stessa della vita

(III.) I suoi effetti. Un segno immediato lo seguì. Il posto era scosso. Queste cose appartengono al passato. Gli uomini allora cercavano i segni esteriori, e li volevano, mentre la fede era giovane. In quest'epoca non c'è segno esteriore che lo scetticismo non possa spiegare: i segni non convincerebbero l'infedele, e il credente non li chiederebbe. Ma Dio non ha forse alcun segno per il Suo popolo? Il culto non ha alcun segno della sua accettazione? Non c'è nulla che corrisponda ora alla fiamma dell'altare che attestava la considerazione di Dio per l'offerta dell'uomo? Sì, c'è una pace interiore che segue la comunione divina: un bagliore di fede, un conforto d'amore e una gioia di speranza, per mezzo della quale "lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che siamo figli di Dio". Gli Ebrei che cercano Dio con tutto il loro cuore, in qualsiasi occasione di culto, lo troveranno, e sapranno che trova: sentiranno bene per lui di essere qui, e saranno mandati per la sua via pieni di gioia. Ripieno di Spirito Santo, mediante una comunicazione consapevole tra la sua anima e Dio, egli andrà avanti per rendere una testimonianza più virile e più coerente al Vangelo. Conclusione:1. Aspettatevi grandi cose dall'adorazione. L'adorazione sarà, in larga misura, ciò che farai nel tuo uso e nelle tue aspettative. Se cerchi molto, riceverai anche molto; Se ti aspetti poco, raccoglierai anche poco

(2.) Porta con te i tuoi pensieri di adorazione. Non si disperdano con parole oziose, con stolta leggerezza, appena fuori o anche dentro queste mura. Il grande nemico vi guarderà dopo questo servizio, per portare via il seme seminato. (Dean Vaughan.) La preghiera della Chiesa di Gerusalemme sotto la persecuzione:

(I.) La preghiera

(1.) Contiene un distinto riconoscimento dell'onnipotente potenza di Dio. "Signore, tu sei Dio", ecc. Le nostre concezioni più elevate del potere di Dio derivano dall'atto della creazione. Il potere finito può plasmare e modellare, ma non può mai creare.

(1) Dio ha creato il cielo dei cieli: il luogo dove Ebrei ha eretto il Suo trono, e dove Ebrei si compiace specialmente di manifestarsi alle potenze celesti. Lì si vede l'umanità di Cristo. Quel mondo che il nostro Salvatore ha descritto come la "casa di Suo Padre". Se la regina di Saba svenne alla vista dello splendore della corte di Salomone, che cosa si penserà del tempio del gran re? Gli ebrei crearono tutti gli abitanti di quel mondo. Di questi ci sono vari ordini. "Troni, domini", ecc. I loro numeri sono grandi. Tutti derivano la loro esistenza da Dio, la loro immortalità, il loro potente intelletto, la loro conoscenza profonda e comprensiva, il loro amore ardente, i loro godimenti ricchi ed elevati.

(2) Gli ebrei crearono i cieli visibili. Il sole, la luna, le stelle e i pianeti. Le loro grandezze; la regolarità e la rapidità dei loro movimenti; la vasta estensione delle loro orbite; tutti dichiarano la grandezza della Sua potenza.

(3) Gli ebrei crearono la terra. Le sue pianure e le sue valli, i suoi deserti, le sue colline, le sue sostanze minerali, le sue sorgenti rinfrescanti, il suo movimento quotidiano e annuale, con il mutare delle stagioni, le nuvole che gli forniscono la pioggia feconda, i venti che spazzano la sua superficie, l'atmosfera in cui si muove, tutto attesta la grandezza della sua potenza. Gli ebrei hanno creato tutto ciò che la terra contiene. Le varietà del regno vegetale; gli uccelli dell'aria, con l'infinito corteo di creature senzienti. L'uomo, la sua struttura esteriore, così "spaventosamente e meravigliosamente fatta", la sua mente, dalla cui sagacia vengono penetrati i segreti della natura, e gli elementi indisciplinati e gli animali resi asserviti; e per mezzo del quale si acquisisce la conoscenza di Dio e si presenta un culto spirituale. La lezione è che la mano potente che ha fabbricato tutto questo si è impegnata a difendere il cristiano dal male. Da qui questa preghiera. La tempesta della persecuzione infuriava intorno. Il pericolo è spaventoso; ma Dio è vicino; e il Suo popolo si rifugia nella Sua onnipotenza. Qual è il potere dei governanti davanti al grande Signore della terra e del cielo? "Il nome del Signore è una forte torre: il giusto vi corre dentro, ed è al sicuro!" Ecco, dunque, un esempio degno di essere imitato. In ogni perplessità e pericolo, invochiamo Dio nella preghiera e copriamoci con la sua onnipotenza. "Dio è il nostro rifugio e la nostra forza, un aiuto molto presente nelle difficoltà. Perciò non avremo paura". 2. Un distinto riconoscimento della sapienza governante di Dio (Versetti, CAPITOLO 25-28; Confronta Salmi ii.) .

(1) Poiché gli uomini che misero a morte il nostro Signore fecero ciò che Dio aveva "prima deciso che fosse fatto", alcuni hanno concluso che furono costretti. Ma per quanto riguarda la sua perpetrazione, questa opinione è disonorevole per Dio e dannosa per la pietà. Dimostreremo che non è la dottrina della Sacra Scrittura. (a) Era proposito di Dio che Suo Figlio morisse. Questo era il metodo stabilito per la salvezza umana. L'uomo aveva peccato e non poteva essere giustificato senza un'espiazione. Quell'espiazione fu quindi determinata nei consigli della Mente Divina prima dell'inizio dei tempi; poiché Ebrei "in verità fu preordinato prima della fondazione del mondo". La morte di Cristo, quindi, è stata in effetti dichiarata nella prima promessa: è stata prefigurata dai sacrifici delle antiche dispensazioni, ed è stata attestata dai profeti. Ma ora notate che, per quanto riguardava gli ebrei, la crocifissione comportava una criminale disattenzione verso le predizioni delle loro stesse Scritture. Essi chiudono volontariamente gli occhi alla luce della più chiara evidenza del Suo vero carattere, derivante dai Suoi miracoli e dai Suoi insegnamenti. Supporre che Dio proibisca solennemente tutta questa malvagità e riveli la Sua ira contro di essa, e tuttavia spinga una qualsiasi delle Sue creature a commetterla, è una disgustosa calunnia sulla Sua verità e santità, così come sulla Sua giustizia e sul Suo amore. (b) Si è avventatamente concluso che se le autorità avessero creduto in Gesù e si fossero astenute dall'imporre le mani violente su di Lui, il piano divino di redenzione sarebbe fallito; ma tali apprensioni derivano da vedute molto imperfette della profondità dei consigli di Dio. La Sua saggezza avrebbe potuto escogitare mille mezzi per assicurare la morte di Suo Figlio indipendentemente da ogni agente peccaminoso. Se Ebrei "non ha bisogno del lavoro dell'uomo" per realizzare i Suoi piani, Ebrei certamente non ha bisogno della malvagità dell'uomo per un tale scopo, ma su un tale argomento è inutile speculare. La morte di Cristo è stata compiuta, e con essa la redenzione del mondo. (c) Alcuni hanno pensato che le profezie imponessero al popolo ebraico la necessità di mettere a morte Gesù; ma di questo non c'è alcuna prova. La profezia, in questo caso, era semplicemente un'espressione della prescienza di Dio. Se la condotta delle autorità ebraiche e romane verso nostro Signore fosse stata amichevole, la Mente Divina l'avrebbe vista tale; e la profezia avrebbe corrisposto ad essa. La semplice prescienza non influenza un fatto più di quanto la conoscenza a posteriori; e le azioni di un agente morale non sono determinate da una mera previsione più di quanto non lo siano dalla storia.

(2) In tutte le circostanze che accompagnano la crocifissione abbiamo una sorprendente dimostrazione della saggezza di Dio. Gli ebrei intendevano indiscutibilmente: (a) coprire il Suo nome con odio indelebile, ma Dio ne ha fatto un'occasione della massima gloria. (b) Sovvertire il Suo regno spirituale. Uomini vanitosi! I mezzi che adottarono lo portarono al possesso di un dominio ampio come l'universo e duraturo come l'eternità. (c) Con la morte spaventosa e tormentosa a cui nostro Signore è stato sottoposto, per terrorizzare e disperdere i Suoi discepoli. Anche qui vediamo la miopia dell'uomo; la Croce era il mezzo per legare a sé i discepoli di Cristo per l'Versetto

(3) Ecco, dunque, un altro fondamento di fiducia verso Dio. Gli ebrei che hanno così tratto il bene dal male sono sempre gli stessi. Gli uomini sono spesso colti di sorpresa; ma Ebrei vede la fine dal principio, ed è quindi preparato per tutti gli eventi

(3.) Un'applicazione diretta a Dio per la Sua immediata interposizione. Essi chiedono che sia data agli apostoli un'audacia soprannaturale nell'esercizio del loro ministero. Questa è una richiesta molto notevole, e pone in una luce sorprendente l'unità di cuore dei primi cristiani. L'agio, l'onore, la libertà, gli amici, la vita stessa, devono essere sacrificati, piuttosto che la parola di Dio deve essere vincolata. Come mezzo per ispirare gli apostoli con la necessaria "audacia", la Chiesa prega affinché i miracoli possano essere continuati e accresciuti. Qui si presume che i miracoli siano l'opera peculiare di Dio: perché se il potere miracoloso fosse stato intrinseco, la preghiera sarebbe stata assurda. I miracoli furono in verità operati per mezzo degli apostoli, perché avevano lo scopo di autenticare il sistema di verità che erano stati incaricati di insegnare; ma i miracoli stessi erano effetti prodotti dall'esercizio immediato della potenza di Dio; e in ogni caso dipendevano dalla Sua volontà

(4.) La preghiera è caratterizzata dall'assenza di ogni sentimento di ira. Predicando Cristo gli apostoli non hanno violato alcuna legge; non ferito nessuno; Essi conferivano il massimo bene possibile alle moltitudini. Mentre liberavano in tal modo le loro coscienze, e beneficiavano l'umanità, furono censurati, imprigionati, picchiati e severamente minacciati. Eppure l'unica allusione fatta a questa condotta crudele e irragionevole è: "E ora, Signore, guarda le loro minacce". Come il loro Signore che, quando gli Ebrei "furono oltraggiati, gli Ebrei non lo insultarono più"; e "quando gli ebrei soffrirono ingiustamente", gli ebrei si astenevano "dal minacciare". Con lo stesso spirito Stephen soffrì. Ci fu un tempo in cui i discepoli proposero di punire le persone inospitali con il fuoco dal cielo. Ma ora erano spinti da sentimenti più santi. Lo spirito del cristianesimo è uno spirito d'amore

(5.) La preghiera presenta un bell'esempio di unanimità cristiana. La folla radunata "alzò le voci di comune accordo". Com'è diverso dalle congregazioni di uomini empi, riuniti per qualche oggetto mondano e mossi dall'egoismo,

rabbia, o curiosità (xix. 32). Qui c'è una completa unità di intenti e desideri. Non un occhio vagante, nessuna svogliatezza, disattenzione o formalità; nessuna labbra silenziosa; perché qui non c'è un cuore freddo e insensibile. Lo Spirito Santo ha prodotto in tutti loro un intenso desiderio per la preservazione e l'estensione della causa di Cristo. Oh, quando le nostre assemblee saranno simili a queste! Quando smetteremo di lamentarci del ritardo con cui assistiamo alle nostre ordinanze religiose? di adoratori non devoti?

(II.) La risposta che Dio ha benignamente concesso. l. Ricevettero un segno sensibile della presenza divina. "Il posto è stato scosso". L'intera struttura fu mossa dalla potenza di Dio; ma non sembra che una pietra sia stata spostata. L'effetto deve essere stato in qualche modo simile a quello prodotto su Giacobbe ed Elia (Versetto Versetto Genesi 28:16, 17; 1; Re xix. 12, 13). Solo che in questo caso non c'era nessuna colpa da terrorizzare; perché il loro peccato è stato purificato; e il più debole tra loro era più grande nella conoscenza divina e nel godimento celeste del profeta più illustre. Per loro, quindi, la presenza di Dio era causa di santa gioia. I miracoli non sono più necessari, e quindi sono interrotti; ma Dio è realmente presente nelle assemblee del Suo popolo in questo giorno come lo erano gli Ebrei quando si riunivano a Gerusalemme; e tutto il nostro spirito e il nostro comportamento nella Sua casa dovrebbero corrispondere a questa convinzione

(2.) Furono favoriti da una ricca effusione di influenza divina. "Erano tutti riempiti dello Spirito Santo". Stando così le cose: (l) Erano, naturalmente, svuotati di tutto ciò che si opponeva alla Sua mente e alla Sua natura; e tutto ciò che mancava nella pietà di uno di loro veniva ora supplito. Coloro che erano deboli nella fede erano ora ispirati da una forte fiducia. Ognuno di loro è stato interamente santificato a Dio e reso perfetto in ogni grazia cristiana. Non solo furono salvati da ogni peccato, ma furono riempiti della pienezza di Dio. Essi dimoravano in Dio, con continui atti di fede e di amore; ed Ebrei dimorarono in essi in tutta la pienezza della potenza del Suo Spirito. Ci si può giustamente chiedere se la potenza del cristianesimo si sia mai manifestata in modo più sorprendente che in questa occasione. Chi erano queste persone? La maggior parte di loro erano Giudei sui quali l'immacolata purezza dell'esempio del nostro Salvatore, e persino la risurrezione di Lazzaro, non erano riuscite a fare alcuna salutare impressione. In realtà erano stati "i suoi traditori e assassini". Eppure, non appena credono in Gesù, e sono portati sotto la piena potenza dello Spirito Santo, diventano esempi per la Chiesa in tutti i tempi fino alla fine dei tempi. Chi, allora, può disperare della conversione di qualcuno? Perché non dovremmo assistere al giorno d'oggi a manifestazioni della potenza e della grazia di Cristo altrettanto sorprendenti? Persino i nostri missionari non incontrano mai persone più profondamente depravate.

(2) Essi "annunciarono la parola di Dio" con rinnovata "franchezza". Avevano la piena certezza del trionfo della causa cristiana, qualunque opposizione avessero incontrato. Perciò predicavano Cristo in ogni occasione con intrepido ardore; perché sentivano che Dio era con loro, conferendo al mondo le più ricche benedizioni.

(3) "La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuor solo e un'anima sola". Il "piccolo gregge" era ora diventato una "moltitudine"; eppure erano perfettamente uno nello spirito. Nessuna rabbiosa polemica li agitava; perché non avevano imparato a tentare di risolvere questioni che nessuna sagacia umana può risolvere. L'autorità del Figlio di Dio era sufficiente a fissare l'assenso della loro intelligenza, come lo era a influenzare la loro volontà e a comandare la loro obbedienza. C'era in loro una tale identità di sentimenti, e una tenerezza di simpatia e di affetto, come il mondo non aveva mai visto prima. I più ricchi condividevano le benedizioni della Divina Provvidenza con i poveri; E i cuori di tutti erano così rivolti al tesoro celeste, che nessuno di loro chiamava sue le cose terrene che gli appartenevano. Non vivevano sotto un basso grado di influenza divina; Né tale influenza era limitata a pochi individui. "Grande grazia era su di loro"; e fu su di loro "tutti". Così fu esaudita la richiesta morente del Salvatore (Giovanni 17:20-23)

(3.) La causa del cristianesimo è stata notevolmente estesa. La Chiesa pregava che Dio "stendesse la sua mano"; E ora lo storico prosegue affermando che "per mano degli apostoli furono compiuti molti segni e prodigi in mezzo al popolo". Conclusione: L'argomento ci ricorda

1.) Dei nostri obblighi verso la misericordiosa provvidenza di Dio, per la nostra esenzione da quelle persecuzioni moleste da cui la Chiesa era precedentemente oppressa

(2.) Nei momenti di difficoltà cercare sollievo nella preghiera. Benché siamo esenti dalla persecuzione legale, siamo soggetti a varie altre calamità, dalle quali non abbiamo mezzi di fuga

(3.) Del vero segreto del potere della Chiesa. Per quanto debole sia la Chiesa in se stessa, è armata della verità di Dio. Questa è l'arma a cui nessuna forma di male può resistere efficacemente, quando è correttamente applicata, la Chiesa è anche favorita dalla presenza e dall'azione dello Spirito Santo. E dove c'è lo Spirito del Signore, c'è zelo. Ritorniamo, dunque, ai primi principi della nostra santa religione. Studiamo il cristianesimo come è incarnato nei libri del Nuovo Testamento, e come è stato esemplificato dalla Chiesa sotto il battesimo pentecostale dello Spirito Santo. (Thomas Jackson.La preghiera della Chiesa primitiva: - La preghiera non è l'origine di un movimento, ma il risultato di esso. Ti trovi sul bordo di un lago e senti un suono misterioso provenire dal muro morto di un castello grigio in rovina che si erge su un'isola vicino alla riva. Il suono, però, non è stato generato in quella rovina. Le parole di un uomo vivo, aleggiate sull'acqua immobile, colpirono il vecchio torrione silenzioso, e il suo muro restituì l'eco. La preghiera, il grido dell'uomo a Dio, è la seconda di una serie di vibrazioni, un'eco risvegliata nell'umanità muta e rovinata, dalla dolce promessa di Dio che scende dal cielo. Possiamo scoprire la promessa specifica a cui questa preghiera risponde (Isaia 40:26, 27). Che posizione sublime occupano questi supplicanti! Essi sono ammessi nel consiglio divino. "Il segreto del Signore è con quelli che lo temono". Furono in grado di segnare nelle Scritture il punto preciso che avevano raggiunto nel piano della provvidenza, come un capitano di nave segna la sua latitudine sulla sua carta. Nella tranquilla fiducia della fede si rendono conto che le combinazioni ostili realizzano solo il grazioso proposito di Dio. Nel 29 arriva la più importante di tutte le loro richieste. Le petizioni parlamentari sono talvolta di grande lunghezza. Ci può essere una narrazione di fatti, lunga e intricata; ci può essere la citazione di precedenti; ci possono essere discussioni e piani; Ma è comune sorvolare su tutti questi quando viene presentato il documento, e leggere solo ciò che è chiamato "la preghiera della petizione", cioè la clausola alla fine che dichiara ciò che i firmatari vogliono. 29 contiene la preghiera di questa petizione. E di cosa si trattava? Non la vendetta, non l'immunità dal pericolo, ma la grazia di essere fedeli nella persecuzione. Questo mostra una bella sfiducia in se stessi e fiducia in Dio. La loro unica preoccupazione era che il naturale ritrarsi dalla sofferenza li tentasse a nascondere le parti pungenti della loro testimonianza. Le nostre circostanze sono diverse dalle loro; Tuttavia, la pressione che tenta la timida infedeltà non può che essere rimossa da una parte all'altra. "Il timore dell'uomo è un laccio", ma le trappole non sono tutte di una stessa forma o materiale. Una forza diffusa e morbida può avere una pressione maggiore di una forza acuta e dura, poiché l'atmosfera sopra il corpo di un uomo è più pesante su di lui di qualsiasi altro fardello che abbia mai portato. Minacciare un testimone di Cristo con il carcere o con il patibolo è un modo per distoglierlo dalla sua fedeltà, un altro è mettergli davanti il favore di un circolo raffinato ma mondano. Se due navi si perdono in mare per la falsa punta delle loro bussole, non farà alcuna differenza per quanto riguarda la perdita di proprietà o di vite umane il fatto che la bussola di una nave sia stata impedita da un chiodo che la fissava al ponte, e che la bussola dell'altra sia stata segretamente scostata da una massa di ferro nascosta nella stiva. Così un antico predicatore che tratteneva la verità per paura della prigione, e un ministro moderno che ammorbidisce e maschera la verità, perché una congregazione allegra, mondana e critica ascolta, devono stare fianco a fianco. (W. Arnot, D.D.) L'olocausto di una vera preghiera della Chiesa:

I. L'altare su cui deve essere posto: la comunione dei credenti

(II.) Il fuoco in cui dovrebbe ardere: il bagliore dell'amore fraterno

(III.) Il vento che deve soffiare su di esso: la tempesta della persecuzione

(IV.) La legna con cui dovrebbe essere nutrita: le promesse divine prese dalla foresta sempre verde della Scrittura

(V.) Il Dio al quale ascende: l'Onnipotente Creatore e Signore del cielo e della terra

(VI.) L'amen che gli tocca in sorte: il rinnovamento e il rafforzamento dello Spirito Santo. (K. Gerok.)

25 CAPITOLO 4

Atti 4:25-28

Perché i pagani si infuriano.-Opposizione al vangelo:-

(I.) Le sue caratteristiche. l. Furiousness, "rabbia", una parola che significa il nitrito o lo sbuffo di cavalli altamente eccitati, come il cavallo da guerra rampante nel libro di Giobbe. È metaforicamente usato per rappresentare il rumore e la furia di uomini insolenti e prepotenti, e ben rappresenta l'atteggiamento dei nemici di Cristo

(2.) Vanità. Essi "immaginano cose vane". Coloro che aspirano a ostacolare i piani di Cristo, a schiacciare il cristianesimo, vivono in una regione di sogni folli. Sono agenti di consumata follia e devono cadere vittime delle loro stesse illusioni

(3.) Combinazione. "Re e governanti" erano uniti. Gli uomini empi che differiscono molto in altre cose, sono uniti nel loro antagonismo con Cristo

(II.) La sua frustrazione. Tutto ciò che Erode, Ponzio Pilato, ecc., potevano fare era proprio quanto Dio aveva stabilito che dovessero fare. Quanto è grande Dio! Ebrei crea i Suoi nemici per compiere la Sua opera. (D. Thomas, D.D.) Qualunque cosa la Tua mano e il Tuo consiglio abbiano deciso prima di essere eseguita.La mano di Dio: "Perché fare", o essere il mezzo per fare, ciò per mezzo del quale Cristo è diventato il Salvatore del mondo. Questo fu l'effetto, anche se gli agenti secondari lo ignoravano. Nella loro cecità e peccaminosità hanno fatto solo tanto e niente di più di quanto Dio aveva deciso che fosse fatto. Dio decretò la salvezza del mondo mediante la morte di Cristo, ma gli Ebrei non decretarono i mezzi-il peccato dell'uomo; ma lo respinse per il compimento del Suo proposito. Questo è attribuito alla "mano" di Dio, che nella Scrittura implica:

(I.) Potenza. Questo è stato dimostrato nell'opera della nostra liberazione dalla schiavitù di Satana, l'uomo forte; e questa liberazione fu effettuata dalla sofferenza e dalla morte di Cristo, in cui si manifestò la grande potenza di Dio

(II.) Provvidenza o direzione. Non è stata la malizia ebraica a procurare la nostra redenzione, ma la malizia annullata dalla Divina Provvidenza

(III.) Operazione. Dio, con la morte di Cristo, ha operato la nostra redenzione e ha stabilito la Sua Chiesa come canale di salvezza

(IV.) Misericordia e grazia. L'opera della nostra salvezza è stata compiuta attraverso la misericordia che Dio porta verso di noi

(V.) La Sapienza (Versetti Giobbe, xxviii. 11; Esdra 8:18 ; Neemia 2:8, 18). (W. Denton, M.A.)

29, 30. Ed ora, Signore, guarda le loro minacce.-Come un cristiano dovrebbe pregare per i suoi nemici:

(I.) Senza ansietà e senza paura, perché prega il Re dei re. "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?"

(II.) Senza odio e malizia; perché egli prega contro la malvagità, non contro gli empi

(III.) Senza orgoglio e disprezzo, perché non prega per se stesso, ma per la causa di Dio. (K. Gerok.Concedi ai Tuoi servi di annunciare la Tua Parola con tutta franchezza. - La preghiera dei testimoni di Cristo:

(I.) Che parlino e non siano muti

(1.) La parola è un dono principale di Dio e una prerogativa dell'uomo. Dove c'è una sorgente vivente trova un canale, e dove un'anima vivente una via d'uscita. Nessuno dei due può essere imprigionato. D'altra parte, dove non c'è sorgente, non è necessario alcun canale e non se ne trova. Di conseguenza, tra le creature viventi, dove non c'è anima non c'è parola; ma in quell'unica creatura in cui Dio ha soffiato un'anima vivente, c'è la parola. Riverire la parola umana. È il marchio di un essere che è stato fatto, e può essere rifatto, un figlio di Dio; è una capacità divinamente formata per un uso divinamente prescritto. Temete i discorsi falsi, i discorsi orgogliosi, impuri, profani, perché queste sono le armi usate dal Re contro Se Stesso

(2.) Perché dovrebbero tacere coloro che hanno gustato che il Signore è misericordioso? Raccontino a tutti ciò che Dio ha fatto per le loro anime. Lasciate che l'amore compresso che risplende nei cuori rinnovati trovi espressione nella lode pronunciata

(3.) Il silenzio è un peccato, se il tuo grido può salvare un prossimo dall'inciampare in un precipizio; se i tuoi vicini sono sul sentiero largo e la tua parola li conduce in quello stretto, se un fratello trascende e la tua riprensione lo spinge ad andare avanti; se un credente è oppresso da dubbi e paure, mentre le tue labbra riversano le consolazioni di Dio nel suo cuore stanco

(4.) La preghiera si riferisce principalmente a un ministero pubblico, eppure non si parla di sermoni e nemmeno di predicazioni. "Che possano parlare."Sia che il discorso sia lungo o breve, che l'uditorio sia scarso o numeroso, che lo stile sia eloquente o balbettante, il nocciolo della questione è che un uomo che spera in Cristo e ama il suo prossimo, parla a quel prossimo dell'amore redentore di Cristo. Da questo, come germe, scaturisce tutta la vera predicazione. Se tutta la sua massa fosse ridotta ai suoi elementi da un processo chimico, questo sarebbe il residuo essenziale che rimane indistruttibile dopo che tutti gli ornamenti e gli accessori sono stati fusi

(II.) Affinché possano pronunciare la Tua Parola. Questo fornisce allo stesso modo l'autorità e il materiale della predicazione. Il seme è la Parola; il seminatore non ha bisogno di spargere nessun altro nel suo campo. Questo da solo è vitale; solo questo crescerà

(III.) Con audacia. Nessuno presuma troppo facilmente di aver raggiunto questa qualifica. Qui non tutto è oro quello che luccica. Attenzione alle contraffazioni. Strillare come una lima sui punti teneri degli altri, perché non ne hai di tuoi, non è l'audacia per cui qui si prega, ma quella di alcune delle creature inferiori. Un costituente essenziale del coraggio è la tenerezza. In epoca feudale il coraggio in battaglia era solo una metà del portamento cavalleresco; l'altra metà consisteva in una tenerezza quasi femminile. L'audacia del discorso che non costa nulla a chi parla non è né bella né riuscita. Paolo era un uomo coraggioso, che accusava le persone di essere nemiche della Croce, ma piangeva mentre lo faceva; e le lacrime fecero più della parola di rimprovero

(IV.) Con ogni audacia. Anche il coraggio può essere unilaterale. Questo non è il vero coraggio, che è severo con i poveri, ma trema davanti ai ricchi. Come l'acqua di un bacino idrico andrà perduta a meno che il cerchio del suo labbro non sia mantenuto integro da tutte le parti, tutta la dignità e la potenza dell'audacia svaniscono quando viene meno su un punto. Forse il punto più debole di tutto il cerchio per ogni uomo è se stesso. Un chirurgo ha bisogno di un cuore robusto quando deve operare gli altri, ha bisogno di un cuore robusto per operare se stesso. (W. Arnot, D.D.Alcuni predicatori sono commercianti da un porto all'altro, seguendo la condotta consueta e approvata; altri si avventurano su tutto l'oceano delle preoccupazioni umane. I primi sono salutati dalla voce comune della moltitudine, di cui sostengono la causa, i secondi accusati di essere oziosi, spesso sospettati di nascondere profondi disegni, sempre derisi come se avessero perso ogni ipotesi sul giusto corso. Eppure, di quest'ultima classe di predicatori c'era Paolo l'apostolo Tali avventurieri, sotto Dio, ci sembra particolarmente carenti in quest'epoca del mondo. Ci sono ora ministri per tenere il gregge al pascolo e al sicuro, ma dove possono fare incursioni nello straniero, per attirare i devoti della moda, della letteratura, del sentimento, della politica e del rango? Dove possono alzare la voce contro la simonia, gli atti di politica, la servile dipendenza dai grandi di questa terra, la vergognosa ricerca di agi e piaceri, l'ansioso accumulo di denaro e l'intera schiera di cattive usanze che si stanno diffondendo nella Chiesa? In verità non sono gli stagisti che assumono la forma consueta del loro ufficio e fanno il giro del dovere, per poi sdraiarsi contenti; Ma sono gli audaci avventurieri, che guarderanno dalla grande eminenza di una mente santa e celeste a tutti i rancori che la religione è alla base, e a tutti gli ostacoli che ne bloccano il corso, e poi scenderanno con l'abnegazione e la fede di un apostolo per schierare la battaglia contro di loro. (Edward Irving.Il servo e lo schiavo: "Il tuo servo Davide". Il tuo santo servo Gesù". I tuoi servi" (CAPITOLO IV. 25, 27, 29). Una o due parole di spiegazione possono essere necessarie per quanto riguarda la lingua dei nostri testi. Noterete che, nella seconda di esse, ho seguito la Versione Riveduta, che, invece di "Il Tuo santo figlio", come nella Versione Autorizzata, recita "Il tuo santo servo". La modifica è chiaramente corretta. La parola, infatti, significa letteralmente "un bambino", ma, come il nostro inglese "ragazzo", o anche "uomo", o "cameriera", è usata per esprimere la relazione di servo, quando il desiderio è quello di coprire i tratti più duri della servitù, e di rappresentare il servo come parte della famiglia. Così il centurione benigno, che supplicò Gesù di venire a guarire il suo servo, parla di lui come del suo "ragazzo". E che la parola sia qui usata in questo senso secondario di "servo" è inequivocabile. Perché non c'è alcuna ragione discernibile per cui, se si fosse voluto porre l'accento su Cristo come Figlio di Dio, l'espressione riconosciuta per quella relazione non avrebbe dovuto essere impiegata. Ancora una volta, la traduzione greca dell'Antico Testamento, con la quale gli Apostoli avevano familiarità, impiega la stessa frase che è qui usata come traduzione della ben nota designazione dell'Antico Testamento del Messia, "il servo del Signore", e le parole qui sono in realtà una citazione dalle grandi profezie della seconda parte del Libro di Isaia. Così, dunque, abbiamo qui tre figure, il Salmista-re, il Messia, i discepoli. Cristo in mezzo, da una parte un servo con il quale Ebrei acconsente ad essere classificato, dall'altra gli schiavi che, per mezzo di Lui, sono diventati figli. E penso che metterò meglio in evidenza le lezioni intenzionali di queste clausole in relazione a loro se vi chiederò di notare questi due contrasti, i servi e il servo, il servo e gli schiavi. "Davide tuo servo"; "Il tuo santo servo Gesù"; noi "Tuoi servi".

(I.) Prima, quindi, notate i servi e il Servo. La ragione dell'applicazione del nome al Salmista risiede non tanto nel suo carattere personale, né nella sua elevazione religiosa, quanto nel fatto di essere stato scelto da Dio per uno scopo specifico, per portare avanti i piani divini alcuni passi verso la loro realizzazione. I re, i sacerdoti, i profeti, l'Israele collettivo, in quanto aventi una funzione specifica nel mondo, ed essendo, in un certo senso, gli strumenti e le incarnazioni della volontà di Dio tra gli uomini, hanno in grado eminente la designazione dei Suoi "servi". Ma poi, mentre questo è vero, e mentre Gesù Cristo entra in questa categoria, ed è uno di questi uomini speciali elevati per un servizio speciale in connessione con l'adempimento del proposito divino, notate con quanta enfasi viene tracciata qui la linea tra Lui e gli altri membri della classe alla quale, in un certo senso, Ebrei appartiene. Pietro dice: "Il tuo servo Davide", ma dice: "Il tuo santo servo Gesù". Ci sono molti strumenti imperfetti della volontà divina; pensatori ed eroi e santi e statisti e guerrieri, così come profeti e sacerdoti e re; ma tra tutti loro c'è Uno che sta in mezzo a loro e tuttavia è separato da loro, perché Egli, e solo gli Ebrei, possono dire: "Ho fatto tutto il Tuo beneplacito", e nel Mio fare il Tuo compiacimento non è mai entrato, in minima parte, alcun lievito amaro di autostima o di fine secondaria. "Tuo santo servo Gesù", è l'unica designazione del Servo del Signore. E qual è il significato di santo? La parola non si riferisce principalmente al carattere quanto alla relazione con Dio. L'idea fondamentale della santità non è la rettitudine né la perfezione morale, ma qualcosa che sta al di là di questo, vale a dire, la separazione per il servizio e l'uso di Dio. La prima nozione della parola è la consacrazione, e su di essa si basa e ne deriva, la perfezione morale. Allora questi uomini, alcuni dei quali avevano vissuto accanto a Gesù Cristo per tutti quegli anni, e avevano visto tutto ciò che Ebrei facevano, e Lo avevano studiato fino in fondo, uscirono dall'attenta ispezione del Suo carattere con questo pensiero: Ebrei è totalmente e interamente dedito al servizio di Dio, e in Lui non c'è né macchia né ruga né macchia come si trova in tutti gli altri uomini. Non c'è bisogno che vi ricordi con quale strana persistenza di affermazione, e tuttavia con quale umiltà di autocoscienza, nostro Signore stesso ha sempre preteso di essere in possesso di tutta questa consacrazione, e di completa obbedienza, e della conseguente perfezione. Pensate alle labbra umane che dicono: "Faccio sempre le cose che Gli piacciono"! Seguì in Gesù la perfezione morale che deriva da tale ininterrotta e completa consacrazione di sé a Dio. "E il tuo servo Davide, Davide? E molte altre cose nella tua vita? Il re poeta, con la sua natura così sensibile a tutte le delizie dei sensi, e così facilmente commosso in materia di piacere, non è che il tipo di tutti gli altri servi nel fatto dell'imperfezione. In ogni macchina la potenza viene persa per attrito; e in ogni uomo, il più nobile e il più puro, c'è una resistenza da superare prima che il movimento, in conformità con l'impulso divino, possa essere assicurato. Passiamo in rassegna davanti alla nostra mente santi e martiri e personaggi amabili a centinaia, e tra tutti loro non c'è un gioiello senza un difetto, non uno specchio senza qualche dente in esso dove i raggi sono distorti, o qualche luogo oscuro dove la superficie riflettente è stata strofinata via dall'attrito del peccato, e non c'è riflesso della luce divina. E allora ci rivolgiamo a quella figura mite che sta lì con la domanda che attende una risposta da diciotto secoli sulle Sue labbra, e che ancora non ha risposta: "Chi di voi mi convince del peccato?" Il santo Servo, "la cui consacrazione e il cui carattere lo distinguono da tutta la classe a cui appartengono gli Ebrei, come l'unico di tutti coloro che, nella Sua pienezza, ha eseguito il proposito del Padre, e non ha mai tentato nulla di più! Ora c'è un altro passo da compiere, ed è questo. Il servo che si erge di fronte a tutto il gruppo - anche se vi sono inclusi i nomi più nobili della storia del mondo - non potrebbe essere il Servo se gli Ebrei non fossero il Figlio. Questa designazione, applicata a Gesù Cristo, è peculiare di questi tre o quattro capitoli precedenti degli Atti degli Apostoli. Non c'è alcun segno che la corretta Filiazione e Divinità di nostro Signore fosse chiara davanti a loro in questo periodo. Conoscevano i fatti, ma non erano ancora giunti alla chiara apprensione di quanto vi fosse implicato. Ma se sapessero che Gesù Cristo è morto ed è risorto, e se fossero certi che nel Suo carattere di Messia c'è stata irreprensibilità e perfezione assoluta, allora non passerebbe molto tempo prima che facessero il passo successivo e dicessero, come ho detto: "Gli Ebrei non possono essere il Servo a meno che gli Ebrei non siano più che un uomo". E possiamo ben porci la domanda: se ammettiamo, come il mondo ammette, la perfezione morale di Gesù Cristo, come mai quest'Uomo solo è riuscito a sfuggire al fallimento, alle deviazioni dal giusto e ai peccati, e che gli Ebrei hanno portato per tutta la vita solo un abito immacolato, e sono scesi nella tomba senza averne mai avuto bisogno, e non aver bisogno, allora, dell'esercizio del perdono divino? Mi permetto di dire che è inutile spiegare Gesù Cristo in base a principi naturalistici; e che tu debba abbandonare la tua fede nella Sua assenza di peccato, o avanzare, come la Chiesa Cristiana nel suo insieme, verso l'altra credenza, sulla quale solo quella perfezione è spiegabile: "Tu sei il Re della Gloria, o Cristo. Tu sei il Figlio eterno del Padre".

(II.) E così, in secondo luogo, passiamo all'altro contrasto qui: il Servo e i servi. Dissi che l'umile gruppo dei credenti oranti e perseguitati sembrava aver voluto occupare un posto inferiore a quello del loro Maestro, anche se si azzardavano a presumere che, in un certo senso, anche loro, come Lui, facessero la volontà del Padre. Così scelsero, per un sottile istinto di umiltà, piuttosto che per pretese dogmatiche, il nome che esprime, nella sua forma più assoluta e più rozza, la nozione di schiavitù e servitù. Ebrei è il Servo; Noi qui siamo schiavi. Il vero posto, quindi, per l'aman è quello di essere schiavo di Dio. I tratti duri e repellenti di quella malvagia istituzione assumono un carattere completamente diverso quando diventano i tratti del mio rapporto con Lui. Sottomissione assoluta, obbedienza incondizionata, da parte dello schiavo; e da parte del Padrone la completa proprietà; il diritto alla vita e alla morte; il diritto di disporre di tutti i beni e beni mobili; il diritto di separare marito e moglie, genitori e figli; il diritto di emanare comandamenti senza motivo; il diritto di aspettarsi che quei comandamenti siano eseguiti rapidamente, senza esitazione, puntigliosamente e completamente; queste cose sono inerenti alla nostra relazione con Dio. Beato l'uomo che ha imparato che lo fanno, e li ha accettati come la sua più alta gloria e la sicurezza della sua vita più beata! Ricordate, tuttavia, che nel Nuovo Testamento questi nomi di schiavo e proprietario sono trasferiti ai cristiani e a Gesù Cristo. "Il Servo" ha i Suoi schiavi; ed Ebrei che "è di Dio" e non fa la Sua volontà, ma la volontà del Padre, ci ha per Suoi, ci impone la Sua volontà, e noi siamo tenuti a renderGli lo stesso reddito di completa obbedienza che Ebrei ha deposto ai piedi di Suo Padre. Tale schiavitù è l'unica libertà. Libertà non significa fare ciò che si vuole, significa amare ciò che si deve, e fare quello. Solo Ebrei è libero chi si sottomette a Dio in Cristo, e così supera se stesso e il mondo e ogni antagonismo, ed è in grado di fare ciò che è la Sua vita di fare. La prigione dalla quale non vogliamo uscire non è un freno, e la volontà che coincide con la legge è l'unica volontà veramente libera. Tu parli della schiavitù dell'obbedienza. Ah! "il peso di troppa libertà" è una schiavitù molto più dolorosa. Sono gli schiavi che dicono: "Spegniamo i suoi legami e gettiamo via da noi le sue corde". Nei malvagi vecchi imperi, come in alcune delle loro sopravvivenze moderne di oggi, i visir e i primi ministri erano per lo più tratti dalle classi servili. È così nel regno di Dio. Coloro che si fanno schiavi di Dio sono costituiti da Lui re e sacerdoti, e regneranno con Lui sulla terra. "Se schiavo, figlio ed erede di Dio per mezzo di Gesù Cristo". Ricorda l'alternativa. Non potete essere padroni di voi stessi senza essere schiavi di voi stessi. Meglio servire Dio che il diavolo; che il mondo; che la carne. Il Servo-Figlio ci rende schiavi e figli. Non mi importa nulla che Gesù Cristo abbia adempiuto perfettamente la legge di Dio. Tanto meglio per Lui, ma di nessun valore per me, a meno che Ebrei non abbia il potere di rendermi simile a Lui. (A. Maclaren, D.D. Stendendo la Tua mano per guarire. Il Vangelo di Pentecoste:

(I.) La mano guaritrice di Dio è tesa. La mano è un emblema di potere, e il Vangelo è la mano o "potenza di Dio per la salvezza". La mano di Dio si vede in

(1) Le opere della creazione; Sopra, intorno, sotto... ovunque.

(2) Il corso della Provvidenza; attraverso tutti i tempi, tra tutte le nazioni: governa, guida, sostiene, difende.

(3) L'opera di redenzione. A quest'ultimo gli apostoli si riferiscono: "La mano di Dio tesa per guarire". Il Vangelo: non una spada per distruggere, non una verga per rimproverare, ma una mano benevola per guarire. Abbiamo bisogno di essere guariti, perché siamo tutti feriti dalle preoccupazioni della vita: i suoi problemi sconcertanti, il suo lavoro impegnativo, i suoi fardelli e i suoi lutti, i suoi peccati e i suoi dolori. (a) La gentile amministrazione della bellezza e della generosità del mondo. (b) La simpatia e il cordoglio dell'amore sociale. Ebrei 101 guarisce assicurandoci che Ebrei 101 ama; con l'esibizione della Sua mano guaritrice nella vita del Suo caro Figlio; mediante aiuti effettivi; superando le grandi e preziose promesse. Nel vangelo la mano di Dio è tesa per guarire

(II.) L'attenzione ponderata dell'uomo è arrestata. Gli apostoli pregarono affinché si compissero segni e prodigi. Sapevano quanto gli uomini fossero inclini ad essere sconsiderati e disattenti, e che c'era bisogno di una campana forte per essere suonata nelle orecchie del mondo. Sotto la dispensazione dell'Antico Testamento erano stati operati segni e prodigi per attirare l'attenzione sulla promulgazione della Legge e sulle proclamazioni dei Profeti. Gli apostoli ebbero il privilegio di esercitare un potere miracoloso, attirando così l'attenzione dei loro ascoltatori. Queste cose erano

(1) credenziali di apostolato e

(2) prove del soprannaturale nel cristianesimo

(III.) L'incomparabile nome di Cristo è esaltato. Gli apostoli caddero in secondo piano e si nascosero all'ombra della Croce. Nel nome di Gesù trovarono il segreto di una fede incrollabile. Per la gloriosa moltitudine degli apostoli il nome di Gesù era al di sopra di ogni nome; quel nome, come "Servitore", come l'Inviato, il vero Messia, supera tutti gli altri nomi dei tempi antichi o moderni. Al di sopra dei nomi di Pietro e Paolo, Agostino e Lutero, Whitfield e Wesley, sorge - come il sole nel suo splendore - il nome del grande Redentore del mondo, l'Essenza della luce e della dolcezza, il Simbolo della purezza e della potenza, la Fonte della vita e della salvezza. (F. W. Brown.Affinché i segni e i prodigi siano fatti nel nome del Tuo Santo Bambino Gesù. L'Eterno Bambino:

(I.) Questa descrizione - Bambino - sembra essere una caratterizzazione eternamente appropriata del nostro Signore Gesù Cristo

(1.) Non è appropriato per Lui mentre ci soffermiamo sul passato infinito? Per quanto grande sia il mistero della Sua vita preesistente, non possiamo accettare l'autorità della Scrittura e negare quella preesistenza. Ebrei è sempre stato il santo figlio di Dio

(2.) Non è appropriato che Lui studi la Sua vita incarnata sulla terra? Ci sono sempre nella Sua condotta e nel Suo carattere le semplici bellezze che ammiriamo in un bambino: freschezza, sensibilità, meraviglia, semplicità, fino al punto di squisita ingenuità, che è la gloria del bambino. Gli Ebrei volevano che tutti gli altri fossero bambini, proprio come gli Ebrei sentivano che gli Ebrei erano bambini, e così gli Ebrei dissero: "Se non diventate come i bambini, non potete entrare nel regno di Dio". 3. Non è appropriato da parte sua contemplare la vita che Ebrei sta vivendo ora? Ebrei vive ancora, e vive per prendersi cura di noi, per aiutarci, per benedirci. "Ebrei è in grado di salvare fino all'estremo coloro che si avvicinano a Dio per mezzo di Lui, poiché Ebrei vive sempre per intercedere per noi; poiché tale Sommo Sacerdote è divenuto noi, che siamo santi, innocenti, immacolati". Questa ingenuità è la virtù distintiva del santo figlio di Dio, Gesù

(II.) La storia di questo Cristo bambino illustra molto nella vita di molti che sono anche figli di Dio. Come abbiamo visto, Gesù Cristo è in un certo senso unico come figlio di Dio, il Suo unigenito Figlio. Ma per molti aspetti Ebrei è il Fratello, il Tipo di ogni figlio di Dio. "Ebrei non si vergogna di chiamarci fratelli". Ricordando ciò, notiamo

1.) Il figlio di Dio può nascere in circostanze molto umili

(2.) Il figlio di Dio è spesso allevato in mezzo alle circostanze più avverse. Ricordiamo Nazareth, dove fu allevato Ebrei, che era "il santo figlio di Dio, Gesù". 3. Il figlio di Dio dovrebbe abituarsi presto ai mezzi della grazia. A proposito del santo figlio di Dio, Gesù, si dice che la Sua abitudine era di andare alla sinagoga di Nazaret

(4.) Il figlio di Dio sarà il soggetto della più alta coscienza spirituale

(5.) Il figlio di Dio mostrerà di essere il soggetto di questa coscienza suprema con la sua vita quotidiana

(6.) Il figlio di Dio deve svilupparsi in un futuro di bellezza e forza. La crescita è la legge della vita. (D. Thomas, D.D.Il Santo Bambino Gesù:

(I.) La vera umanità di Gesù

(1.) Mentre sosteniamo sempre che Cristo è Dio, non perdiamo mai la ferma convinzione che Ebrei è veramente uomo. La sua umanità era reale, perché era nato Ebrei. La porta attraverso la quale entriamo nella prima vita, passò anche gli ebrei. Nelle circostanze della Sua nascita, Ebrei è completamente umano; Ebrei è debole e debole come qualsiasi altro bambino. Man mano che Ebrei cresce, la crescita stessa mostra quanto Ebrei siano completamente umani. "Ebrei cresce in statura e in grazia sia davanti a Dio che agli uomini". Quando Ebrei raggiunge la condizione dell'uomo, Ebrei ottiene il marchio comune della virilità sulla Sua fronte. "Con il sudore della tua fronte mangerai il pane". La bottega del falegname deve testimoniare le fatiche di un Salvatore, e quando Ebrei diventa il predicatore leggiamo ancora parole significative come queste: "Gesù, essendo stanco, sedette così sul pozzo". Lo troviamo che ha bisogno di prendersi il riposo nel sonno, e se il dolore è il segno della vera virilità, certamente Gesù ha la prova più vera di essere un uomo. Se la fame e la sete sono segni che la Sua virilità non è una finzione, tu hai questi. Dal giorno in cui il principe della potenza dell'aria ottenne il dominio in questo mondo, gli uomini sono tentati, ed Egli, sebbene nato puro e santo, non deve essere liberato dalla tentazione. Se, poiché siamo caduti e dobbiamo sopportare la tentazione, abbiamo bisogno di pregare, così ha fatto Lui. Lasciate fuori il peccato, e Cristo è l'immagine perfetta dell'umanità. E infine, come l'intera razza umana deve cedere il collo al grande monarca dalla corona di ferro, così Cristo deve rinunciare allo spirito

(2) Avendo così insistito sull'umanità di Cristo, ne ricaviamo alcune riflessioni

(1.) Meravigliamoci della Sua condiscendenza. Giustamente Cipriano disse: "Non mi meraviglio di alcun miracolo, ma mi meraviglio di questo, che è un miracolo tra i miracoli, che Dio si faccia uomo". Che Dio abbia fatto dal nulla una creatura è certamente una meravigliosa manifestazione di potenza, ma che Dio abbia preso quella creatura in intima unione con la Sua stessa natura: questo è il più strano di tutti gli atti di amore condiscendente. Un principe che mette da parte la sua corona e si veste di stracci da mendicante per indagare sulle miserie del suo paese, non è che un verme accondiscendente verso il suo simile. Un angelo che avrebbe messo da parte la sua bellezza, e sarebbe diventato decrepito, e avrebbe camminato per le strade nel dolore e nella povertà per benedire la razza umana, non era che una creatura che si umiliava a creature un po' inferiori a lui

(2.) Vedi l'idoneità di Cristo per la Sua opera! Ebrei è un uomo perfetto, e quindi "può essere toccato dal sentimento delle nostre infermità, vedendo che Ebrei è stato tentato in ogni punto come lo siamo noi". Non vergognandosi di chiamarci fratelli, gli ebrei possono compatire gli ignoranti e coloro che sono fuori strada

(3.) Osservate la Sua stretta relazione e unione con il Suo popolo. Ebrei non è un estraneo, Ebrei è nostro Fratello; anzi, il nostro Capo. Non una testa d'oro, né piedi d'argilla, né membra di metallo più vile; ma come noi siamo, così era lui, affinché, come lo sono gli Ebrei, così possiamo essere noi

(4.) Guarda la gloria della virilità ora restaurata! L'uomo era solo un po' inferiore agli angeli e dominava sugli uccelli del cielo e sui pesci del mare. Quella regalità l'ha persa. Ma tutto questo ci viene restituito. Vediamo Gesù, che è stato fatto un po' inferiore agli angeli, per la sofferenza della morte, coronato di gloria e di onore. È la nostra natura, Gesù nella nostra virilità, che ora è il Signore della provvidenza, che siede sul trono di Dio in questo stesso giorno

(5.) Rallegratevi che si sia aperto un canale benedetto attraverso il quale la misericordia di Dio può venire a noi! 6. Guardate quale porta d'accesso si apre così tra noi e Dio! 7. Guarda quanto siamo al sicuro! Il patrimonio della nostra anima fu una volta messo nelle mani di Adamo; era un uomo fallibile; Com'era insicura la nostra salvezza allora! La salvezza di ogni credente ora è nelle mani di un uomo; è l'uomo Cristo Gesù! Ma che uomo! Gli ebrei possono fallire? Gli ebrei possono peccare? Gli ebrei possono cadere? 8. Ecco la tua adozione! Voi diventate figli di Dio, perché Cristo diventa figlio dell'uomo. 9. Ecco la tua accettazione! L'uomo, Cristo, è accetto, e tu, poiché Ebrei sta per te, sei accettato in Lui

(II.) L'umanità come è qui descritta: "Santo Bambino". 1. L'umanità di Cristo era perfettamente santa. Su questa dottrina siete ben stabiliti; ma potreste ben meravigliarvi che Gesù sia sempre stato santo. Ebrei è concepito da una donna, eppure nessun tipo di peccato proviene dalla Sua nascita. Ebrei viene educato in mezzo a persone peccaminose. Non potrebbe essere altrimenti. Ebrei va nel mondo, e come un medico deve mescolarsi con i malati, così Ebrei si trova nel peggio della società. La meretrice può parlargli, e dal pubblicano gli Ebrei non si allontanano, eppure da nessuno di questi gli Ebrei ricevettero alcuna influenza corrotta. Ebrei è tentato, ma il principe di questo mondo è venuto e non ha avuto nulla in Cristo. L'imputazione del peccato sarebbe l'approccio più vicino per rendere nostro Signore un peccatore; ma ricordiamoci sempre che, sebbene Jahvè lo abbia fatto per essere peccato per noi, tuttavia gli Ebrei non conobbero il peccato, e nemmeno nel conflitto, quando tutte le potenze dell'inferno furono scatenate contro di Lui, e quando Dio stesso si ritirò, il che avrebbe indurito i nostri cuori, ma non indurirono i Suoi

(2.) Cristo è chiamato un "Santo Bambino" perché il Suo carattere è più appropriatamente raffigurato da quello di un bambino che da quello di un uomo. Se concepisci un bambino perfettamente santo, hai davanti a te una rappresentazione di Cristo. C'è qualcosa nella santa infanzia che non si può trovare nemmeno nella santa virilità. Si nota nell'infanzia

(1) La semplicità, l'assenza di ogni astuzia. Di solito non osiamo in età adulta portare il nostro cuore sulla manica come fanno i bambini.

(2) Umiltà. C'è la figlia di un re, e qui c'è una bambina zingara. Lasciali in una stanza e vedi se non saranno a giocare insieme entro cinque minuti. Se si fosse trattato della regina e della zingara, si sarebbero sedute il più lontano possibile. Cristo è il Re dei re. Eppure Ebrei è sempre con i poveri e i bisognosi. Non si trovano bambini piccoli seduti a pianificare come vincere le corone, la popolarità o gli applausi. Sono abbastanza soddisfatti di fare la volontà del padre e vivono del suo sorriso. È così con Cristo. Quando volevano farlo re, gli Ebrei andarono e si nascosero.

(3) Obbedienza. Non è stato così per Gesù per tutta la sua vita?

(4) Un temperamento indulgente. Sappiamo che a volte il sangue sale dal piccolo viso, e ne segue un piccolo litigio rabbioso, ma è presto fuori luogo. Ebbene, con Gesù questa caratteristica dell'infanzia si realizza al massimo, perché le sue ultime parole sono: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno". (5) C'è qualcosa di molto dolce in questa immagine dell'umanità di Cristo, perché nessuno di noi ha paura di avvicinarsi a un bambino. Vieni dunque e racconta tutto a Gesù. Qualunque sia il tuo problema o la tua difficoltà, non tirarti indietro per la vergogna o la paura. (C. H. Spurgeon.) Il santo Servo di Dio (vedi Versetto CAPITOLO iii. 26) : - Il termine tradotto qui nella Versione Autorizzata, e in 21, "bambino" è reso più correttamente in Versetto 25, riguardo a Davide, "servo". La parola è così data in Matteo 12:18, dove Isaia 13:1 - parte della grande profezia del Servo del Signore - è applicata a Cristo. Questa profezia e il suo adempimento in Gesù erano evidentemente presenti nella mente degli apostoli durante questi discorsi. Il termine "santo" in combinazione con "servo" suggerisce che Dio ha servitori che sono:

(I.) Senza santità, creature che Dio non ha dotato di un essere morale, e quindi non possono rendere né un servizio santo né un servizio profano. Questo vale per le leggi, le forze, le sostanze della natura, per il sole, la luna, le stelle, la terra e tutti i suoi abitanti tranne l'uomo. Questi svolgono un servizio inconscio

(II.) Empi: creature in antagonismo con la volontà divina; diavoli e uomini malvagi. Questi sono servi di diritto, poiché Dio li ha fatti per il servizio, li ha preparati per il servizio, li ha posti in sfere per il servizio e ha dato loro un'opera da compiere. Ma i loro poteri e le loro opportunità sono occupati nel tentativo di ostacolare il proposito divino. Ci riescono? Anzi, sono servi di fatto e di diritto. Lasciate che la condotta dei governanti, tipi adatti alla loro classe, mostri questo, e anche Giuda e i suoi alleati nella Crocifissione. Il loro servizio è un servizio involontario

(III.) Imperfettamente santo. Questi sono i veri cristiani, la cui esperienza per tutta la vita è la graduale separazione dal peccato e la crescente approssimazione alla completa consacrazione a Dio. In entrambi i lati di questa esperienza il Divino e l'umano cooperano. Il sangue di Gesù Cristo li purifica dal peccato, ed essi si purificano "da ogni sozzura di carne e di spirito", "perfezionando così la santità nel timore di Dio". Lo Spirito Santo li santifica, li mette a parte per Dio. Essi "si presentano sacrifici viventi, santi, accettevoli a Dio". Il loro servizio è un servizio consapevole e lieto

(IV.) Santo. Tale era Adamo; tali sono gli angeli. Ma la santità non era insita nel primo, perché cadde; né nel secondo, perché alcuni del loro ordine caddero. La purezza angelica è divinamente impartita, e per la loro opera divina sono divinamente sostenuti

(V.) Divinamente santa. Questo e quest'altro solo è Gesù

(1.) Ebrei è santo per natura, essenzialmente, eternamente

(2.) La Sua opera è perfettamente santa senza alcun difetto, e tale che Dio può accettare senza la minima riserva

(3.) I suoi meriti rendono santo il più santo. (J. W. Burn.)

31 CAPITOLO 4

Atti 4:31

E quando ebbero pregato, il luogo tremò. e furono tutti riempiti dello Spirito Santo.-La preghiera fa miracoli:-

(I.) Interno.1. I cuori sono influenzati in modo salvifico

(2.) Gli spiriti sono potentemente rafforzati

(II.) Esterno

(1.) Le case vengono spostate

(2.) Le chiese si sono risvegliate

(3.) Nemici spaventati

(4.) Montagne spostate

(5.) Il mondo era in preda alle convulsioni. (K. Gerok.) Le benedizioni dell'adorazione spirituale:

I. La supplica devozionale offerta a Dio. "Hanno pregato". Era

1.) Corporazione

(2.) Uniti

(3.) Credere

(4.) Sincero

(5.) Specifico

(II.) La prova visibile della presenza del Signore. "Il luogo in cui si erano riuniti è stato scosso". 1. La prova inconfondibile della potenza divina

(2.) Il segno affidabile della vicinanza divina

(3.) La piena certezza della protezione divina

(III.) La discesa invisibile dello Spirito. "Erano tutti riempiti dello Spirito Santo". 1. Il dono dello Spirito Santo è stato conferito

(2.) La provvista dello Spirito Santo era abbondante

(3.) Ogni fedele ha ricevuto il battesimo dello Spirito

(IV.) Il coraggio cristiano dei discepoli. "Essi annunciavano la Parola di Dio con franchezza". 1. L'argomento dei loro discorsi

(2.) L'impavidità della loro condotta

(3.) L'attività dei loro lavori. Lezioni

1.) Supplicare Dio dovrebbe essere il nostro primo pensiero quando siamo circondati da difficoltà

(2.) Dio concederà alla nostra richiesta un segno della Sua presenza e dell'aiuto dello Spirito

(3.) Le preghiere dei veri adoratori portano benedizioni se attendiamo pazientemente al trono della grazia

(4.) Possiamo noi cercare con santa comunione di dire le verità divine senza la paura del mondo. (Alfred Buckley.Il dono dello Spirito dipende dalla preghiera: - Come ricordo bene un sermone che ho predicato in una grande riunione all'aperto nella parte superiore di questo Stato! Per diversi giorni in quel luogo era stata offerta la preghiera per il successo del servizio, e io stesso ero stato insolitamente devoto, e abbiamo avuto una benedizione pentecostale mentre la predicavo. Quel pomeriggio ho preso il treno per una fantastica riunione all'aperto in Ohio. Dissi a me stesso: «Questo sermone è stato benedetto oggi, ed è fresco nella mia mente, e lo predicherò domani nell'Ohio». E io lo predicai, ma non con lo stesso spirito di preghiera, e credo che nessun altro avesse pregato al riguardo, e si trasformò nel discorso più stupido e inutile che io abbia mai pronunciato. Era praticamente lo stesso sermone, ma il mercoledì aveva su di sé un potere che proviene dal luogo segreto del tuono, e il giovedì non aveva alcun potere del genere. Oh! Pregate per noi! I poveri sermoni sul pulpito sono la maledizione di Dio su una parrocchia senza preghiera. Noi ministri e predicatori vogliamo il potere che un uomo ottiene quando è solo, con la porta chiusa a chiave; in ginocchio a mezzanotte; con un tale carico di anime addosso che lo fa gridare, prima in lamento e poi in estasi. Che tutti gli insegnanti della scuola del sabato, e gli insegnanti delle classi bibliche, e tutti i riformatori, e tutti gli evangelisti, e tutti i ministri, sappiano che i diplomi, e i dizionari, e le enciclopedie, e i trattati, e le biblioteche non sono la fonte della realizzazione morale e spirituale, ma che la sala della preghiera, dove nessuno all'infuori di Dio è presente e nessuno tranne Dio ascolta, è il luogo segreto del tuono. Segreto? Ah, sì! Così segreto che relativamente pochi lo trovano. Atti Boscobel, Inghilterra, abbiamo visitato una casa dove un tempo era nascosto un re. Nessuno, a meno che non gliela si facesse notare, riusciva a trovare la porta nel pavimento attraverso la quale il re era entrato nel suo nascondiglio. Quando si nascose lì, gli inseguitori armati lo cercarono invano, e poi, attraverso un passaggio sotterraneo, lontano nei campi, uscì all'aria aperta. Così questo potere imperiale di influenza spirituale ha un nascondiglio, un luogo segreto che pochi conoscono, e si manifesta a volte in modi strani e misteriosi, e lontano dal luogo in cui era nascosto. Puoi trovarlo solo con una ricerca diligente. Ma potreste trovarlo, e alcuni di voi lo troveranno, e spero che tutti voi possiate trovarlo, il luogo segreto del tuono. (T. Deuteronomio Witt Talmage.) La seconda Pentecoste: - Avviso -

(I.) L'orante

(1.) L'esuberanza della gioia, i desideri di compassione, i lamenti di dolore cercano, molto comunemente, un'espressione vocale forte. Allora i discepoli alzarono la voce (Versetto 24)

(2.) Pregavano insieme. L'anima ama la simpatia nella gioia così come nel dolore

(II.) Lo scuotimento. La preghiera e il tremore sono stati spesso trovati insieme. Le fondamenta della prigione di Filippi furono scosse. Il Signore dell'antichità promise di scuotere i cieli e non solo la terra. Le ossa furono scosse quando Ezechiele profetizzò nella valle della visione. In possente preghiera la corrente elettrica scuote le nuvole della benedizione, così che forti piogge scendono su di noi. I cuori sono scossi, le ginocchia scosse, i peccatori scossi

(III.) Il ripieno. Non riempito a metà, non in tre parti, ma completamente. Non pieni di dubbi e paure, come troppo spesso accade ora quando pregano, ma con lo Spirito Santo. Questo è il tipo di riempimento di cui i predicatori o le persone, gli insegnanti o gli studiosi, hanno bisogno oggi. Essere riempiti con lo Spirito Santo significa essere riempiti di fede, di potenza, di unzione, di cielo

(IV.) Il parlare

(1.) Cosa hanno detto? Non la lode dell'uomo, ma tanto meno la calunnia e il rimprovero. Non le semplici sciocchezze del partito, non le parole oziose o maliziose, ma la Parola di Dio. Quanto poco parlano molti professori della Parola di Dio. Ma come disse Davide della spada di Golia, "non ce n'è nessuna di simile". 2. Lo hanno detto, come? Coraggiosamente. Naturalmente, quando erano pieni dello Spirito Santo, non badavano molto a ciò che gli uomini pensavano di loro, a ciò che dicevano di loro o a ciò che facevano di loro. Molti attacchi di nervosismo sono stati curati in questo modo. (W. Antliff, D.D.) Vita della Chiesa primitiva: - Consideriamo -

(I.) La preghiera

(1.) La sua occasione. La persecuzione degli apostoli

(2.) La sua sostanza. Era opportuna, adatta, breve, come lo sono tutte le preghiere riportate nelle Scritture; e sebbene fossero stati così maltrattati, supplicano Dio di stendere la Sua mano, non per colpire e punire, ma per guarire

(3.) Il suo successo. Dio non disse mai alla discendenza di Giacobbe: "Cercate invano la mia faccia". Il segno dell'accettazione della loro preghiera sembrava molto più suscettibile di produrre terrore che speranza di genere; ma così Dio ci insegnerebbe che Ebrei è da temere grandemente nell'assemblea dei Suoi santi; che gli Ebrei saranno santificati da tutti coloro che si avvicineranno a Lui; che c'è qualcosa di terribile anche nelle dispensazioni della Sua grazia; che Ebrei a volte risponde al Suo popolo come il Dio della loro salvezza, con cose terribili in giustizia

(4.) Il suo effetto. "Erano tutti riempiti dello Spirito Santo". Erano ora chiamati a nuovi doveri, difficoltà, pericoli; e perciò avevano bisogno di nuove provviste dello Spirito di Gesù Cristo. La loro forza fu resa pari al loro tempo, ed essi ottennero accessioni di illuminazione, di fiducia, di coraggio, di pace e di gioia, ed erano pronti a rimanere completi in tutta la volontà di Dio

(II.) La predicazione. "Ed essi annunziarono la Parola di Dio con franchezza". Proprio la cosa per cui avevano pregato. La stessa cosa che Paolo implora agli Efesini di implorare per lui: "affinché mi sia data parola, affinché io apra la mia bocca con franchezza". Vedete quanto poco fossero governati dalle opinioni delle persone che li circondavano; che non hanno camminato con astuzia, né hanno maneggiato la Parola di Dio con inganno, né si sono appellati alle fantasie e ai desideri degli individui davanti a loro; ma con la manifestazione della verità si raccomandavano alla coscienza di ogni uomo agli occhi di Dio. Supponiamo che un certo numero di persone vada a trovare un ministro in una mattina di sabato, e che una di loro dica: "Spero, signore, che oggi non intendiate essere severo contro l'avarizia, perché il mio cuore va dietro alla mia cupidigia"; e un altro: "Confido che non sarai severo contro la morsicatura della schiena, perché la mia lingua cammina con i calunniatori"; e un altro: "Non rappresentare l'implacabilità come incompatibile con il perdono divino, perché non ho mai perdonato a costoro e non lo farò mai". Che cosa direbbe questo ministro a questi uomini? Perché, se fosse stato in uno stato d'animo adeguato, avrebbe detto: "Oh, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia! quando non cesserai di pervertire le giuste vie del Signore?" È improbabile che il nostro popolo si rivolga a noi in questo modo, ma questo è il desiderio e il significato di molti. "Tre cose equivalgono", dice il vescovo Hall, "la tomba, la sbarra del giudizio e il pulpito: la tomba non fa differenza, la sbarra del giudizio non ne fa e il pulpito non dovrebbe farne nessuna". Daniele si rivolse a Baldassarre come se fosse stato un uomo comune. Giovanni Battista era per Erode rude come l'abito che indossava. Giacomo 1 disse di uno dei suoi cappellani: "Ebbene, quest'uomo predica sempre davanti a me come se la morte fosse al suo fianco". Ebbene, la morte sta sempre al fianco del predicatore, ed egli dovrebbe essere in grado di dire con Baxter: "Predico come se non dovessi mai più predicare; e come un moribondo verso i moribondi".

(III.) Il popolo (Versetto 32). In verità, se questa è "l'età d'oro del cristianesimo", potremmo ben esclamare: "Come mai l'oro si è affievolito?". Nota

1.) Il loro numero, "una moltitudine". Questo si accorda con la rappresentazione che il nostro Salvatore fa del Suo regno come all'inizio, come un po' di lievito nella farina e come un granello di senape nella terra. Ma poi questo poco lievito doveva far lievitare tutta la massa, e questo granello di senape doveva diventare un albero. Il nostro Salvatore aprì prima la Sua mente a dodici, e poi a settanta, e poi leggiamo di cinquecento fratelli in Galilea e centoventi a Gerusalemme; poi tremila a Pentecoste. Poi, come risultato delle aggiunte quotidiane alla Chiesa, cinquemila. Ammettiamo che il successo di per sé non è la prova della divinità di una causa. Se lo facessimo, cosa dovremmo fare allora con l'islamismo e il papato? Ma qui sosteniamo che il caso è indicibilmente particolare, e che gli strumenti impiegati erano così perfettamente in se stessi inadeguati al risultato, che l'effetto deve indurci ad esclamare: "Questo è il dito di Dio". 2. Il loro carattere. "La folla credette". L'argomento riportato dagli apostoli era stato sconosciuto, o disprezzato, prima; ma ora il popolo l'ha accolta, non come parola di uomo, ma come era in verità, la parola di Dio; e la credenza divenne produttiva di pietà nell'anima, e l'influenza di essa operò efficacemente in coloro che credevano. È sempre così per la fede? Tu ci credi! così fanno i diavoli, e tremano, e rimangono ancora diavoli; e gli uomini malvagi possono ritenere la verità nell'ingiustizia. Badate, dunque; è un uomo vanitoso, dice Giacomo, che dice di avere fede e di non avere opere

(3.) La loro unità. Essi "erano di un solo cuore e di una sola anima": un solo oggetto li influenzava; una causa li ha impegnati; Un principio li influenzava. Deve essere ovvio che i punti di vista, i temperamenti e le inclinazioni degli uomini sono molto vari; E quindi devono essere portati in uno stato di connessione sociale solo da un oggetto che è importante e interessante per tutti: e si trova un oggetto come questo nel Vangelo. Perciò, nel linguaggio della profezia, è detto: "Tutte le nazioni affluiranno ad esso", come tanti corsi d'acqua che scorrono da fonti diverse verso la stessa pienezza: il mare. Quando il serpente di bronzo fu eretto in mezzo all'accampamento, divenne il centro dell'attrazione e della considerazione. Il nostro Salvatore, alludendo a ciò, dice: "Io, se sarò innalzato, attirerò tutti gli uomini a Me". Se ci fosse un solo pozzo per gli abitanti di un villaggio o di una città, perché tutti devono ripararsi o perire. Il vecchio Giacobbe, quindi, quando stava per morire, disse: "A Lui sarà il raduno del popolo". Isaia disse: "A lui verranno gli uomini". Erano di un solo cuore e di una sola anima; uno nel loro bisogno della benedizione, uno nel loro desiderio di ottenerla, uno nella loro valutazione di essa, uno nella loro preoccupazione di diffonderla e di estenderla a tutti i loro simili. Erano come una sola famiglia, come un solo corpo, dove se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui, e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono. Noterete qui, poiché ora erano così numerosi a Gerusalemme, che devono aver adorato in varie stanze, e devono essere stati indirizzati da vari predicatori; ma sebbene fossero divisi in tante parti, non c'erano partiti tra loro. Non avevano ancora imparato ad essere carnali e a camminare come gli uomini, dicendo: «Io sono di Paolo e io di Apollo». 4. La loro liberalità. Avete sentito parlare spesso della comunione dei santi, e qui l'avete presa letteralmente. La loro proprietà, per un dare e ricevere conventuale, essendo mescolata, divenne una specie di ceppo, da cui ogni uomo attingeva secondo il suo bisogno. (W. Jay.Quando i fiumi di marea incontrano il mare, spesso si può assistere a uno spettacolo molto strano per lo spettatore disinformato. La giornata è bella, la brezza è costante e favorevole, le acque increspate danzano alla luce del sole; e mentre l'ansioso osservatore attende l'amico da lungo tempo assente che è atteso da una terra lontana, si rallegra delle condizioni favorevoli che affretteranno l'ora felice dell'incontro. Scruta avidamente l'orizzonte alla ricerca della nave attesa. Di lì a poco appare, si avvicina rapidamente, e il cuore che sobbalza mostra la sua irrequieta impazienza con cento sospiri. Ma ecco! Il grande vascello rallenta la velocità e getta subito l'ancora. Poi dall'orizzonte ne arriva un'altra, una nave maestosa, le cui vele innevate sono riempite dalla brezza. Anche lei si avvicina, e si allontana, o ammaina le vele e aspetta. E poi ne arrivano un altro e un altro ancora, e vengono fermati sulla loro strada da una barriera invisibile. Perplesso e impaziente, l'osservatore si appella a un marinaio e ottiene come risposta: "Oh, è la marea; stanno aspettando la marea". Ed ecco, proprio mentre parlano, c'è un cambiamento nell'aspetto della riva. Le acque impetuose, che scorrevano così rapidamente verso il mare, sono state fermate; Si insinuano di nuovo sopra la spiaggia. Da lontano, nell'oceano meridionale, un'onda possente scorre invisibile. Si alza e scorre e riempie i canali, e si lava contro la diga, e arriva quasi fino ai davanzali del molo, e le porte si aprono, e la flotta in attesa si sveglia a nuova vita; le ancore vengono sollevate; le vele sono spiegate; il vapore è di nuovo al lavoro; e la maestosa processione risale la corrente ed entra nel porto: il piroscafo oceanico con il suo carico vivente di mille anime, il mercantile dell'Est con il prezioso carico di sete e spezie, e imbarcazioni minori dai loro vari viaggi, e con le loro varie scorte di merci. (Rapporto della Società Missionaria di Londra.Condizioni del battesimo dello Spirito: - Alcuni degli Stati più antichi della grande Repubblica al di là dell'Atlantico si lamentano tristemente dell'eccessiva siccità. Negli anni passati la pioggia era solita scendere in copiosi rovesci fertilizzanti, ma ora le nuvole si librano alte nell'aria e fluttuano verso altre regioni. E perché? Perché gli Stati di vecchia costituzione sono stati completamente spogliati delle loro antiche foreste, e come punizione ora non riescono ad attirare le nuvole; o, se li attirano, non riescono ad attingere da loro "l'acqua della vita". Che cosa fanno allora gli abitanti in queste circostanze di rovina? Piantano cannoni nelle alture della terra, e quando vedono una nuvola che naviga alta a mezz'aria, sparano con la loro artiglieria; L'aria trema, e nell'urto la nuvola squarcia e riversa il suo prezioso contenuto sul suolo assetato - la pioggia scende spesso il giorno dopo la battaglia. Questo è il modo moderno di ottenere la pioggia; Ma i coloni dai capelli grigi dichiarano che la vecchia via era migliore, e ora si danno da fare a piantare alberi nelle regioni denudate: gli alberi attingono l'acqua dalle nuvole più facilmente dell'artiglieria. Allo stesso modo l'Israele di Dio lamenta l'eccessiva siccità dei giorni nostri: alcuni di voi desiderano ardentemente un "periodo di ristoro dalla presenza del Signore", pregano con fervore per il "giorno della visitazione". Vediamo le nuvole delle promesse divine, cariche d'acqua; ma navigano in alto nell'empireo, non scendono acquazzoni. Cosa fanno le Chiese? Vanno a prendere i revivalisti americani, mandano qua e là a prendere i pezzi grossi del ministero cristiano. I cannoni sparano, l'aria trema, le nuvole scoppiano, il torrente cade. Ma è un torrente, e come tutti i torrenti inzuppa la superficie e presto passa, e la terra è riarsa come l'Versetto. Non dico nulla contro il vostro ricorso a mezzi straordinari per forzare una rinascita: forzare è ora un'arte complicata, non solo in orticoltura, ma in tutti i settori dell'attività, temporale e spirituale. Ma io vi mostro un modo più eccellente: coltivate più assiduamente gli "alberi della giustizia", crescete più vigorosamente nella grazia e nella conoscenza, adempite più fedelmente i vostri doveri verso gli uomini e adempite più prontamente i vostri obblighi verso Dio e verso il vostro Redentore, e le nuvole delle promesse divine, grandi di misericordia, si apriranno in piogge sul vostro capo. Alzatevi, cingetevi i fianchi, vivete una vita di santità e consacrazione, e presto sentirete il "suono dell'abbondanza della pioggia". (J. Cynddylan Jones, D.D.Il segreto del potere:

(I.) L'effusione della preghiera. "Quando udirono, alzarono la voce a Dio". Sembra che non ci si dicesse una parola l'un l'altro. Sappiamo che fu una preghiera fervida e fervente, a motivo degli uomini da cui fu offerta, a causa della fonte speciale che diede l'ispirazione da cui scaturì, e a causa del risultato che ne seguì. La preghiera è l'unica preparazione con cui possiamo essere accolti per l'opera e l'unico potere con cui l'opera può essere benedetta. Non la semplice ripetizione di forme, sia da pagine stampate che da ricordi stereotipati, ma l'alzarsi e l'effusione della preghiera come una potenza vivente da un'anima vivente, in cui Dio lo Spirito implorerà Dio Padre i meriti di Dio Figlio, e allora l'opera di Dio sarà sostenuta dalla Sua grazia, e sarà davvero prosperata dalla Sua potenza divina. La preghiera senza lavoro è una beffa; Il lavoro senza preghiera è vanità e deve portare alla disperazione, alla vessazione e al dolore. Se Israele vuole radunare le sue file spezzate al conflitto, portando il suo glorioso stendardo, per marciare con intrepida potenza e forza vittoriosa contro gli Amalechiti e tutti coloro che la assalgono, ciò deve essere preceduto dall'innalzamento delle armi sul monte sopra la pianura. Deve essere una preghiera speciale, una preghiera con un senso, con uno scopo, per i vostri ministri, per tutti i vostri strumenti. Raccoglili tutti come un covone d'oro tra le tue braccia e portali tutti alla presenza del Dio di ogni grazia e dello Spirito di ogni potenza. Preghiera che scaturisca dal senso della nostra responsabilità verso Dio per tutto, l'assoluta incapacità di qualsiasi cosa di noi stessi; preghiera che farà scendere il potere divino per farci dire: "Io posso fare ogni cosa".

(II.) Furono tutti riempiti con lo Spirito Santo

(1.) Tutti ne erano pieni, non solo Pietro, Giovanni e Giacomo. E così deve essere per ogni servo di Dio. Sarà cercata non solo per il ministro, o per l'ufficiale della chiesa, o per l'insegnante della scuola domenicale, ma per tutti, affinché possa dare la tenerezza della voce dolce e sommessa; che possa essere udito nel tuono di ogni Boanerges; che possa dare vitalità e potenza divina alla musica dolce e soave di ogni Barnaba; che sia come una spada vivente a doppio taglio uscita dalla bocca di ogni Apollo; affinché sia come il fuoco divino che risplenderà in tutti i ragionamenti di tutti i Paolo; affinché la Chiesa diventi l'incarnazione della vita e del potere divini

(2.) Erano tutti pieni, non solo gocce e rivoli. Venne come un fiume che procedeva dal trono di Dio; o piuttosto l'ampia e profonda marea dall'oceano insondabile della pienezza della grazia e della gloria divina lassù. Venne e li riempì, e traboccò, e riversò la sua marea vivente in tutto il mondo intorno a loro. E così deve essere. "Mettimi alla prova ora con questo, e vedi se non riverserò la benedizione finché non ci sarà più posto per riceverla". Vogliamo più profondità, più ampiezza e più potere dell'emozione religiosa, della vita, della fede e del servizio. La nostra vita troppo spesso è così ristretta nelle sue dimensioni, così debole nel suo spirito, così bassa nella sua vitalità e così circoscritta nel modo in cui opera. Noi, come uomini di Dio, vogliamo essere riempiti della pienezza di Dio

(3.) Erano pieni dello Spirito Santo, non solo di eccitazione, vigore mentale e determinazione, indignazione, compassione, dolore, disperazione, ma anche dello Spirito Santo. C'è il potere che dobbiamo avere

(III.) Cosa seguì. Tutti si lanciarono all'opera in cui i due fratelli erano stati precedentemente impegnati. "Annunciarono la parola di Dio con franchezza" è detto di tutti i fratelli. Non c'è nessuno che abbia una voce che non possa parlare e cantare di altre cose; e non ci deve essere nessuno che non parli di Gesù. Deve essere pronunciato in tutti i tempi che si conformano e con ogni prontezza, perché presto le nostre voci saranno messe a tacere nel silenzio della tomba. (J. P. Chown.) Potere di testimoniare:

1.) Questi deboli cristiani hanno mosso la Mano che muove il mondo. Il luogo era scosso, ma non la gente. La terra tremava, ma avevano trovato rifugio in Dio. È dopo e in risposta alla preghiera che il Signore sorge per scuotere la terra. Vibrazioni rapide e forti si avvertono nella sfera politica. I santi di Dio gemono. Dio ascolta e risponde a suo tempo, e allora le tirannie nazionali, sociali e religiose più saldamente radicate, vacillano e cadono. La scossa era un segno che la preghiera era stata ascoltata. Avevano riconosciuto Dio come il Fattore del cielo e della terra. In risposta Ebrei dà un segno che l'Onnipotente è vicina per la loro protezione. I tumulti dei nostri giorni sono incoraggianti per il cristiano. Le ipocrisie vuote vengono scosse affinché rimangano le cose che non possono essere scosse (Versetto Ebrei, xii. 27)

(2.) Ma oltre a questo simbolo di potere, è stata data una risposta più specifica. "Furono riempiti di Spirito Santo e annunciarono la Parola con franchezza". Non temevano i loro nemici, diffidavano di se stessi per timore che il pericolo li scuotesse dalla loro fermezza. Ora che hanno ottenuto ciò che chiedevano, sono a loro agio, come lo è la calamita sul mare in tempesta, fissata al suo polo perché allentata dalle prese. La cosa più salda in un mondo che trema è un discepolo la cui vita, sciolta dalla polvere, è nascosta con Cristo in Dio

(3.) Così dotati di potere, tutto ciò che era richiesto loro era di rendere testimonianza a un fatto: "La risurrezione del Signore Gesù". Cristo aveva promesso loro il potere per questo scopo, e ora la promessa si era adempiuta.

(1) La caratteristica principale della loro testimonianza non era la "grande" eloquenza o erudizione, ma la "potenza". Quando si viaggia di notte attraverso un distretto minerario, si vedono possenti volumi di fiamme che fuoriescono dalle fornaci. Questo è l'accompagnamento ordinario del potere, ma non è il potere. Il calore nel cuore del forno sta fondendo il metallo. Non disprezzate gli abbaglianti accompagnamenti della predicazione, ma non confidate in essi, perché potrebbero essere il lampo implacabile della paglia ardente.

(2) Questo potere sembra essere stato un dono speciale concesso agli apostoli, ma una porzione adeguata fu impartita a tutta la compagnia - "grande grazia era su tutti" - un esempio specifico di ciò fu la liberalità e l'amore fraterno. E così il mondo aveva due cose da dire su di loro: "Guardate come ci sfidano; guarda come si amano l'un l'altro". Guai alla Chiesa dei nostri giorni, perché noi siamo deboli dove loro erano forti; cioè, nel coraggio di rendere testimonianza a Cristo e nella fervente carità tra di noi. (W. Arnot, D.D.Lavora per coloro che sono ripieni di Spirito: - Non c'è nulla da fare ora per gli uomini che sono ripieni dello Spirito di Dio? Non ci sono ancora vili iniquità in corso, sostenute da ricchezze immorali e imbrogli politici che possono coesistere molto bene con tutte le pomposità di una religiosità alla moda; ma oggi, se ci fosse un solo risveglio dello Spirito nei nostri cuori morti, sarebbero respinti all'inferno da cui sono venuti? Guardate le strade di Londra, spudorate con la prostituzione; guardate gli evidenti e moltiplicati incentivi all'ubriachezza che si riversano nelle casse di qualcuno, un fiume di ricchezza, contaminato dalle lacrime delle donne e dal sangue degli uomini; guardate le nefaste tane dei maglioni, dove avidi ebrei e cristiani fanno i loro vili soldi con la miseria umana. Guardate la mondanità universale che ci circonda, guardate l'appassionata adorazione di mammona, la competizione sconsiderata, la profanazione delle domeniche nella mera voluttuosa sfrenatezza del piacere. Guardate il pericoloso aumento della follia colpevole del gioco d'azzardo in ogni scuola, ufficio, strada tra ricchi e poveri. Guardate il rapido degrado del nostro giornalismo a causa del meschino ciuffo del pettegolezzo e della malvagia malizia della calunnia; Guardate lo spirito cattivo e falso dei nostri cosiddetti giornali religiosi. O Dio, dacci dei santi; O Dio, effondi lo Spirito della Tua potenza. Se fosse nel cuore di uno o due uccidere questi draghi e non temere il loro alito velenoso! O Cristo, mandaci solo due o tre eroi per queste nuove Termopili. O Spirito Santo, riempi uno o due cuori con il Tuo vento impetuoso e impetuoso e mitra una o due sopracciglia con la Tua fiamma pentecostale! Abbiamo sacerdoti in abbondanza, e uomini di Chiesa, ma oh, mandateci uomini ripieni di Spirito Santo! (Arcidiacono Farrar.)

32. E la moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuor solo e un'anima sola.Melantone piangeva ai suoi tempi le divisioni tra i protestanti e cercava di riunire i protestanti con la parabola della guerra tra i lupi e i cani. I lupi avevano un po' paura, perché i cani erano molti e forti, e perciò mandarono una spia a sorvegliarli. Al suo ritorno, l'esploratore disse: "È vero che i cani sono molti, ma non ci sono molti mastini tra loro. Ci sono cani di così tanti tipi che si riesce a malapena a contarli; E quanto ai peggiori di loro", disse, "sono cagnolini che abbaiano rumorosamente, ma non possono mordere". Comunque, questo non mi rallegrò tanto," disse il lupo, "quanto questo, che mentre venivano in marcia, ho notato che si scontravano tutti a destra e a sinistra l'uno contro l'altro, e ho potuto vedere chiaramente che, sebbene tutti odino il lupo, tuttavia ogni cane odia ogni altro cane con tutto il cuore." Temo che sia ancora vero; perché ci sono molti professori che si scagliano a destra e a sinistra contro i propri fratelli, quando farebbero meglio a conservare i denti per i lupi. Se i nostri nemici devono essere messi in confusione, deve essere grazie agli sforzi congiunti di tutto il popolo di Dio: l'unione fa la forza. (C. H. Spurgeon.L'unità richiede dissomiglianza: l'unità sussiste tra cose non simili e simili, ma cose dissimili o dissimili. Non c'è unità negli atomi separati di una cava di sabbia; Sono cose simili; c'è un aggregato o una raccolta di essi. Anche se sono indurite in massa, non sono una cosa sola, non formano un'unità; sono semplicemente una massa. Non c'è unità in un gregge di pecore; è semplicemente una ripetizione di una serie di cose simili tra loro. Ma nell'unità dei cristiani troviamo qualcosa di molto diverso, perché la Chiesa cristiana è composta di membri dissimili, senza i quali non ci potrebbe essere unità. Ognuno di essi è imperfetto in se stesso, ma ciascuno supplisce alle deficienze degli altri membri del corpo spirituale, come fanno i membri fisici del corpo fisico. Ora, se si taglia fuori dal corpo spirituale un membro qualsiasi, come nel corpo fisico, si distrugge l'unità di tutto il corpo. (T. H. Leary, D.C.L.C'era una volta un fabbro che aveva due pezzi di ferro che voleva saldare in uno, e li prese così come erano, tutti freddi e duri, e li mise sull'incudine, e cominciò a martellare con tutte le sue forze, ma erano ancora due pezzi e non volevano unirsi. Atti per ultimi ricordava ciò che non avrebbe mai dovuto dimenticare; Li gettò entrambi nel fuoco, li tirò fuori incandescenti, li mise l'uno sull'altro e con uno o due colpi di martello divennero ben presto una cosa sola. (C. H. Spurgeon.) L'istinto sociale:

(I.) La Voce di Dio ci assicura che "non è bene che l'uomo sia solo": e nella sostanza stessa della nostra personalità c'è il terrore istintivo della solitudine e il desiderio di rapporti sessuali con i nostri simili. Sappiamo che è solo nella comunione con gli altri che la vita che ci appartiene come uomini può trovare il suo esercizio e il suo sviluppo essenziali. Coscienza, giustizia, simpatia, onore, pietà, amore: queste sono solo alcune delle parole la cui ricchezza di significato risiede nel modo in cui un uomo tratta i suoi simili. Ogni principio di moralità, ogni salvaguardia della ragione, ogni canone di gusto, dipende per il suo significato, se non per la sua sanzione, dalla nostra posizione di membri di una grande comunità: e fu per una vera e profonda intuizione che i Greci dichiararono che colui che voleva vivere in solitudine doveva essere o più o meno dell'uomo. L'istinto sociale si manifesta nell'atto stesso dell'autocoscienza: e vorrei mostrare qualcosa della realtà della soddisfazione che gli viene offerta nella Chiesa di Cristo, la risposta di Dio ai bisogni dell'uomo

(II.) Ci sono due modi in cui possiamo misurare l'adeguatezza di qualsiasi comunione e comunione a cui siamo invitati. La simpatia vive, per così dire, in due dimensioni: l'ampiezza e la profondità: e possiamo chiamarla grande sia per l'estensione che può coprire, sia per le profondità interiori che può raggiungere. Allo stesso modo, può essere angusto e stretto, sia perché si muove entro un raggio d'azione limitato, sia perché la sua attività diffusa difficilmente scende sotto la superficie della vita. E in corrispondenza di queste due misure di simpatia, ci sono due modi distinti in cui il desiderio di comunione può cercare e sembrare di trovare la sua soddisfazione senza riferimento al cristianesimo

(1.) Da un lato possiamo trovare uno spazio quasi infinito per la simpatia e la fratellanza, se condividiamo o comprendiamo i bisogni, le speranze e gli scopi della nostra generazione, e quindi facciamo la nostra parte nella sua azione collettiva. Probabilmente non c'è mai stata un'epoca che offrisse una gamma più ampia, opportunità più variegate, schemi più promettenti per un tale esercizio e sviluppo dell'istinto sociale. Qualunque aiuto abbiamo da dare, possiamo passare subito al commercio con centinaia di nostri simili. Sia che i sentimenti con cui andiamo nel mondo siano principalmente benevoli, politici o scientifici, siamo subito ammessi a un campo di interesse e di lavoro in cui l'istinto sociale si muove senza il timore di limitazioni

(2) È quando ci viene imposta l'altra misura che sentiamo il difetto pratico di una comunione puramente naturale, per quanto ampia e intelligente, con i nostri concittadini o con l'umanità. Ogni anima umana ha energie, misteriose e profonde, che non trovano esercizio o risposta in quell'interesse diffusivo che perde sempre più in intensità ciò che guadagna in ampiezza. Infatti, mentre la nostra vita interiore non guarda verso l'orizzonte, nelle nostre relazioni sociali siamo circondati da ogni parte: in ogni più ampia gamma di comunione, una parte maggiore dei nostri sentimenti e delle nostre convinzioni personali deve essere repressa o fraintesa: mentre passiamo dall'amore all'amicizia, dall'amicizia alla conoscenza, dalla conoscenza all'associazione, ad ogni fase sentiamo che meno del nostro vero io è attivo e soddisfatto. che stiamo scambiando la piena e benedetta simpatia "dove i cuori sono sicuri gli uni degli altri", con l'eccitazione e l'efficacia di vivere in una folla. E dalla comunione parziale e superficiale che così attira e delude in campi sempre più ampi di sentimenti sempre più ristretti, la maggior parte degli uomini si rivolge a cercare nell'amicizia o nella casa una simpatia che ha meno da temere dalla seconda misura di cui ho parlato. Probabilmente tutti conosciamo l'intenso sollievo di passare dal barattolo o dal compromesso della società in generale a una sfera interiore dell'amore in cui "intendiamo quello che diciamo e quello che vorremmo sapere". 3. E avendo trovato il ristoro e la fiducia di tale simpatia, la maggior parte degli uomini arriva a vivere una doppia vita: passando giorno dopo giorno dalla diffusa e superficiale comunione del vasto mondo alla tranquilla fiducia e ai rapidi rapporti dei pochi eletti: cercando di integrare l'estensione di una comunione con la profondità dell'altra: proprio come il grande poeta dei nostri giorni grida...

"Sia ringraziato Dio, la più meschina delle Sue creature

Vanta due lati dell'anima, uno con cui affrontare il mondo,

Uno da mostrare a una donna quando la ama".

Ma dobbiamo mettere da parte per sempre ogni pensiero e ogni speranza di una comunione che sia allo stesso tempo ampia e profonda? C'è forse un potere che possa riunire le anime degli uomini in una simpatia senza esclusione né riserva?

(III.) "Credo nella Comunione dei Santi". Questa è la risposta della Chiesa cristiana: essa, e lei sola, si aggrappa ancora alla speranza e alla promessa di una fratellanza e di una simpatia che saranno allo stesso tempo più profonde di qualsiasi profondità che un uomo possa scandagliare nella propria anima, e più ampie del mondo stesso: una fratellanza in cui i più ignoranti, emarginati e peccatori possono trovare ingresso attraverso la penitenza, una fratellanza in cui l'anima più sensibile, riflessiva ed esigente non sentirà mai né temerà mai il tocco della crudeltà o della stupidità, ma sarà sempre condotta da un'altezza all'altra, da una forza all'altra, da una gloria all'altra, dalla risposta di un amore che non è mai fuori di vista, eppure non può mai essere superato. Con quali mezzi dunque la Chiesa si propone di mantenere la sua promessa di una simpatia ampia e profonda? Dobbiamo guardare indietro, per trovare la risposta più chiara a queste domande, ai giorni in cui "la moltitudine di quelli che credettero aveva un solo cuore e una sola anima"? È, nei fatti e nella verità, una necessità umiliante. Ma ancora non possiamo dubitare che lo spirito divino di quella comunione è con noi ora: sappiamo che, nonostante tutte le liti rumorose e invadenti che sono la vergogna e la piaga della cristianità, il forte amore che teneva insieme le anime dei martiri e degli evangelisti, l'amore che era più forte della morte, è ancora tra noi: che nelle case pure, nella comunione dell'opera di Cristo tra i poveri e i sofferenti, possiamo ancora vedere, nella perfetta armonia del lavoro dimenticato di sé, il segreto ereditato dell'unità dei cristiani e la caparra del suo conseguimento nella Chiesa trionfante. Ma c'è un terreno di comunione che si trova così vicino all'esperienza della nostra vita quotidiana, che è facile per tutti vederlo e misurarlo. Infatti, all'inizio, il cristianesimo, e solo il cristianesimo, pone davanti a tutti noi un solo Signore. Allo stesso modo, sia in terra che in cielo, dobbiamo essere portati alla vera comunione gli uni con gli altri da un servizio e da una devozione che non sono reciproci, ma comuni: cercando prima lo stesso Signore e Salvatore. Il vero segreto della simpatia è amare in primo luogo non il proprio amico, ma ciò che egli ama più di se stesso: e la realizzazione dell'istinto sociale si trova nella concentrazione di tutti i cuori sull'unico vero Dio. Comprenderemo meglio che cosa può essere la comunione dei santi, nella misura in cui possiamo dare i nostri cuori, le nostre forze, la nostra vita, a Colui che ha dato se stesso per noi, a Colui che, da quando Ebrei è stato innalzato dalla terra, solo può attirare tutti a sé, e unirli nell'unica e sufficiente simpatia di un unico Amore senza fine. Poiché "se camminiamo nella luce come lo è nella luce Ebrei; siamo in comunione gli uni con gli altri". (F. Paget, D.D.Nessuno di loro disse che ciò che possedeva era suo, ma avevano ogni cosa in comune.La loro condotta era responsabile di un cambiamento così grande come quello che era stato portato nei loro spiriti. Sotto molti aspetti era singolare; tali che si addicevano alla loro condizione speciale, ma non era in alcun modo applicabile a nessun'altra comunità o a nessuna generazione successiva. Tra questi c'era la comunione dei beni, un uso in cui cadevano per una conseguenza naturale del rapporto in cui si trovavano l'uno con l'altro e con il resto dell'umanità, e anche per la loro posizione e aspettativa sulla terra. Erano pochi ed erano fratelli. Se fossero stati numerosi, o se fossero stati divisi, l'idea sarebbe stata fin dall'inizio tanto impraticabile quanto presto lo diventò. Ma all'inizio quasi si impose alla loro osservanza. Che cos'era per loro la ricchezza? Erano decisi a fare una professione di abnegazione. Non c'era nulla che si preoccupassero di acquistare o ereditare nei luoghi che sarebbero stati così presto, come immaginavano, distrutti. Le loro menti erano attratte solo da tesori incorruttibili e dimore durature. Per questa ragione nessuno di loro disse "che nulla delle cose che possedeva fosse suo; ma avevano tutte le cose in comune". Tracciamo alcune linee di riflessione su un argomento così vasto. Cosa possiamo considerare nostro? Relativamente, in certi ambiti, e in una certa misura, tutto ciò che possiamo concepire. Tutti gli oggetti che deliziano i sensi, tutte le attività che interessano l'attenzione, tutte le verità che occupano e nutrono la mente, sono nostre. Non abbiamo bisogno di diventare proprietari di nulla, in senso commerciale, per farla appartenere a noi. Il povero che confina con un dominio ricco può usarlo e goderne più del suo vero occupante e signore. Gli ebrei che prendono in prestito un libro da una ricca biblioteca possono renderlo più veramente suo di quanto non lo sia del collezionista, il cui nome è scritto in esso, ma il cui intendimento non ha mai acquisito familiarità con il suo contenuto. Tutto ciò di cui possiamo avvalerci allo scopo della nostra istruzione, del nostro profitto, della nostra felicità, è nostro. Tutto ciò che possiamo mettere via a una distanza calma da noi, facendone a meno e sentendoci al di sopra di esso, è più che nostro. I frutti dei nostri sforzi sono i nostri, i giorni del nostro essere, le circostanze della nostra condizione, le immagini della nostra fantasia, i compagni dei nostri cuori. L'universo si offre agli occhi che sanno amarne la bellezza, non solo come spettacolo, ma come dono; e il Signore stesso di quel tutto illimitato si manifesta come la porzione delle anime obbedienti. Poiché tutto ciò che sappiamo è immaginato nella mente, e la mente è noi stessi, possiamo chiamare i poteri della natura e le lezioni di saggezza nostri affluenti, ovunque quei poteri siano esaminati o quelle lezioni abbracciate. Ma se siamo pronti ad esaltarci con una tale descrizione dell'estensione dell'autorità che è stata affidata agli uomini, non dobbiamo far altro che prendere in considerazione quella verità opposta che si accorda meglio con l'espressione del testo, e considerare che nessuna delle cose che essi possiedono sono loro, in senso assoluto. Possiamo dire, con l'apostolo ai suoi Corinzi: "Tutte le cose sono vostre". Ma poi dobbiamo aggiungere, con le parole dello stesso grande testimone: "Voi stessi non appartenete a voi stessi; voi siete di Cristo, e Cristo è di Dio". Passiamo a questo lato del nostro tema e notiamo alcuni dei principali particolari che gli appartengono. Nessuna delle cose che possediamo è assolutamente nostra

(1.) Non i nostri beni terreni. Chi li ha creati? Ebrei che li hanno resi transitori. Chi li ha donati? Ebrei che ha il diritto di riprenderseli. Per quale scopo sono stati depositati nelle mani di uomini ricchi? Per il loro beneficio e gratificazione speciale? Sì. Ma per la loro occupazione, il loro esercizio, la loro prova e anche altro ancora. In primo luogo, i cambiamenti degli eventi ci dimostrano che non manteniamo per alcun possesso assoluto ciò che sembriamo avere; perché quante volte ci viene strappato all'improvviso, o prosciugato a poco a poco! Alla faccia delle occasioni. E poi arrivano i decreti stabiliti della nostra condizione e le esigenze della nostra coscienza. Considerateli entrambi, e vedrete quanto ampiamente rivendicano le espressioni del testo come applicabili a tutti gli uomini, a tutti i tempi e a tutti i luoghi. Non avrete comunione di beni; e in verità possiamo a malapena concepire un progetto sociale così innaturale, così ingiusto, così impraticabile. Eppure, i beni dei più ricchi non possono scegliere se non affluire nella comunità. Gli ebrei devono separarsi da loro, che lo vogliano o no, e separarsi regolarmente da loro. Gli Ebrei non possono goderne se non per il loro uso, e il loro uso è la loro perizione. Non sono suoi, ma come passano, e quando se ne sono andati chi sono? Devono essere spesi e distribuiti, e rientrare nel patrimonio comune da cui sono stati accumulati. Riflettete ulteriormente su ciò che i vari obblighi della vita ci raccomandano di essere. Non siamo forse amministratori e debitori, piuttosto che proprietari e signori, nella parte che ci è stata assegnata? Molto è dovuto al servizio dei nostri fratelli; e tutto è in pegno a Lui, al quale il tutto deve essere reso conto. La benevolenza, la giustizia e la verità sono apostoli più grandi di Pietro, Giacomo e Giovanni; e le contribuzioni oneste devono essere portate e deposte ai loro piedi

(2.) I nostri amici e gli oggetti del nostro affetto non sono i nostri. Guardi i volti di coloro che ami e li prendi per le loro mani cordiali, e sembrano essere i tuoi, perché i loro volti sono sempre stati luminosi verso di te, e sei ben certo che il loro aiuto è pronto nel momento del tuo bisogno. Ma quante di queste circostanze si sono separate, e le incomprensioni allontanate! E quante volte la morte ha reciso il legame che nessuna prova della vita poteva indebolire! I bambini sono in un certo senso le vostre creature. Nessuno può condividere con te i tuoi diritti genitoriali. Non dirò che possano deludere la tua speranza al punto da lasciare poca disposizione a rallegrarsi della loro appartenenza a te; affinché possano affliggere e appesantire la vostra vita a tal punto da indurvi a desiderare di essere stati senza figli. Ma almeno tu sei ben consapevole che ciò che nessuna tentazione dei giorni successivi potrebbe rendere indegno della tua considerazione, il decreto del cielo può rimuovere dal tuo fianco. Il bambino e il giovane sono soggetti ad essere richiamati nella loro immacolata freschezza, come l'uomo adulto nella pienezza della sua forza e in mezzo alle sue fatiche; E come puoi rivendicare come tuo ciò che è così mutevole e così fragile? Rallegratevi, piuttosto, di essere in mani migliori e a una disposizione più saggia; che la loro parte è negli incarichi di un'eterna Provvidenza; e che il loro vero Proprietario è il Santo Padre, i cui angeli hanno un incarico su di loro qui, e che non licenzierà mai quei benedetti ministri dal loro ufficio d'amore. (N. L. Frothingham.) L'unità della Chiesa primitiva:

(I.) L'unità. "La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola". La Chiesa di quel tempo era in grande contrasto con il mondo, dove c'erano "guerre e rumori di guerre", odi invidiosi e gelosi. L'unità è sempre stata esposta nel Nuovo Testamento come una concezione fondamentale della Chiesa. Cristo pregò per questo. Gli apostoli si sforzarono di preservarlo. L'ideale che dovremmo sempre tenere davanti a noi

(II.) La manifestazione. "Nessuno di loro disse che nulla delle cose che possedeva fosse suo, ma avevano ogni cosa in comune". Questa è una prova convincente della loro unità. Insegna l'amore incomparabile di quella fratellanza di Cristo. Il principio è altrettanto vero oggi. La Chiesa è una collaborazione nella predicazione del Vangelo e nelle buone opere

(III.) Le cause. Esaminando il contesto possiamo scoprire alcune delle cause o delle condizioni

(1.) Fedeltà. A loro era stato affidato il Vangelo. Avevano capi fedeli (Versetto Versetti CAPITOLO CAPITOLI ii. 14; iii. 12; iv. 3-8; xiii. 19). Avevano un popolo fedele (24-30)

(2.) Preghiera (Versetti 24-30)

(3.) Riconoscimento della provvidenza di Dio (28)

(4.) Spirito Santo (Versetto 31). Notate che è arrivato in risposta alla preghiera. Ai credenti (Confronta ii. 4). Le chiese hanno bisogno di rinnovamenti (Confronta cap. ii. 4 e iv. 31) dello Spirito Santo

(IV.) I risultati

(1.) Grande spiritualità. Disperdi le braci di un fuoco morente ed esso si spegne. Rastrellali insieme e avrai calore e luminosità. Quindi con una Chiesa divisa e unita

(2.) Grande potere. "Una città posta su una collina", ecc. Una Chiesa del genere può far tremare le potenze delle tenebre. Tenete questo ideale davanti a noi e saremo una Chiesa unita, spirituale e aggressiva. (E. E. Curry.) Socialismo apostolico:

(I.) Le ragioni che spinsero i primi cristiani a costituirsi in una comunità che aveva tutto in comune

(1) Dal momento della fondazione del cristianesimo si è insistito sul dovere di vivere per gli altri. Giovanni Battista disse: "Agli ebrei che hanno due tuniche, impartiscano a chi non ne ha", ecc. Né Gesù era meno esplicito. "Vendete quello che avete e date l'elemosina"". È più benedetto dare che ricevere", e molti altri passaggi che incarnano il principio del vero socialismo

(2.) Senza dubbio alcuni insisterebbero sul fatto che Gesù avrebbe dato l'esempio di fondare una tale società comunista-non che gli Ebrei richiedessero che tutti si separassero dai loro possedimenti, ma sembrerebbe che gli Ebrei richiedessero questo alla cerchia ristretta degli apostoli. "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e Ti abbiamo seguito"". Va' a vendere ciò che hai. e vieni e seguimi". Di questa comunità Giuda era il tesoriere

(3) Ricordate ancora che ciò avvenne immediatamente dopo l'effusione dello Spirito, il cui effetto naturale sarebbe stato l'accensione di un entusiasmo che li avrebbe resi capaci di un sacrificio di sé impossibile per l'uomo naturale. È anche evidente che la povertà era molto diffusa, e gli affetti appena rinvigoriti rendevano impossibile per un cristiano banchettare mentre gli altri morivano di fame

(II.) Perché questo schema socialista è stato abbandonato? Perché è evidente che non durò a lungo, dal momento che non lo troviamo da nessun'altra parte, e nemmeno qui pochi anni dopo. La verità è che l'esperienza ha insegnato loro che nello stato attuale della società il socialismo non funzionerebbe. Perché? Solo la peccaminosità e l'egoismo degli uomini. Perché la società può prosperare solo se le facoltà degli uomini sono affinate e la loro energia e la loro operosità sono esercitate al massimo. E si scopre che solo la concorrenza può fornire il motivo che indurrà gli uomini a fare del loro meglio. Senza dubbio se gli uomini fossero perfettamente altruisti sarebbe diversamente, ma non lo sono. Quando il benessere di un uomo non dipendeva più dai suoi sforzi, così che anche se lavorava più duramente degli altri non se la passava meglio, lo stimolo allo sforzo svaniva, ed egli faceva meno, o addirittura nulla, e migliaia di persone depredavano gli altri. Persino la dura legge sotto la quale viviamo, "Se l'uomo non vuole lavorare, non mangerà", viene elusa dagli oziosi impostori e dai mendicanti, ma quanto indefinitamente il numero di questi parassiti sociali aumenterebbe se tutti avessero un diritto comune alla ricchezza della comunità. E poi di nuovo il socialismo darebbe spazio alla frode e alla disonestà. La base di qualsiasi schema di questo tipo è che ricchi e poveri diano allo stesso modo tutto ciò che possiedono nel fondo comune. Uomini egoisti, come Anania, avrebbero cercato di eludere questo e di vivere a spese pubbliche conservando ciò a cui altri avevano rinunciato. Fu questo che probabilmente ruppe il piano

(III.) Perché questi fatti vengono registrati? Non solo per insegnare che il socialismo è un errore, ma che è vero come ideale, ma falso come sistema pratico. Le sue idee essenziali di fondo sono vere. È un istinto divino che ci fa desiderare di dare ai poveri le stesse benedizioni che i ricchi possiedono. È giusto che ciascuno lavori non solo per se stesso, ma per tutti. E anche se non possiamo portare tutta l'umanità in una società comunista, dobbiamo tuttavia tenere sempre davanti a noi l'ideale della rigenerazione sociale sulla base dell'amore fraterno. (A. M. Mackay, B.A.La signorina Margaret Winning Leitch, una delle due sorelle di Ryegate, Vermont, U.S.A., di origine scozzese, già della Chiesa Presbiteriana Unita, ora missionarie dell'American Board a Ceylon, ha recentemente raccontato ai suoi studiosi il seguente episodio: "Un uomo, convertito, stava per unirsi alla Chiesa Battista. Quando stava scendendo in acqua per essere battezzato, dopo aver professato la sua fede in Cristo, consegnò il fazzoletto da tasca a un amico perché lo tenesse in mano. Così facendo, la sua borsa è caduta. L'amico disse: "Terrò anche quello; non vorrai che si bagni'. Ma l'uomo rispose: 'No, quando scenderò nell'acqua, voglio che la mia borsa sia battezzata con me, perché anche questo, come me stesso, deve essere consacrato al servizio del Signore'". Possiamo ben essere d'accordo con la missionaria nel suo desiderio che ci fossero più lavoratori cristiani con borse battezzate. Forse non c'è mai stato un uomo più caritatevole di Giovanni Wesley. La sua liberalità non conosceva limiti se non una tasca vuota. Gli ebrei davano via non solo una certa parte del suo reddito, ma tutto ciò che aveva; Provveduto ai propri bisogni, dedicò tutto il resto alle necessità degli altri. Gli Ebrei intrapresero questa buona opera in un periodo molto precoce. Ci viene detto che quando aveva trenta sterline all'anno, viveva con ventotto e dava via quaranta scellini. L'anno successivo, ricevendo sessanta sterline, viveva ancora con ventotto sterline, e ne diede ventiduecentotrenta. Il terzo anno ricevette novanta sterline e ne diede via sessantadue. Il quarto anno ricevette centoventi sterline. Eppure viveva a ventotto e dava ai poveri novantadue. Durante il resto della sua vita visse economicamente; e nel corso di cinquant'anni, si suppone, egli diede via più di trentamila sterline. Se andate alla Cattedrale di St. Paul a Londra, vi chiedo di scoprire il monumento a Giovanni Howard il filantropo, e leggerete su di esso che l'uomo che si dedica al bene dell'umanità "percorre un sentiero aperto ma poco frequentato verso l'immortalità". Grazie a Dio, quel sentiero non è ormai infrequentato, e molti capitalisti si rendono conto delle loro responsabilità. Sono stato cappellano in Svizzera nel mese di agosto. Una mattina stavo risalendo una bella valle lungo le rive di un fiume e attraverso un ricco pascolo, smaltato di fiori, quando fui raggiunto da un giovane svizzero. Gli Ebrei indicarono una possente montagna in fondo alla valle, coperta di neve perenne, e dissero in francese: "Perché il buon Dio avrebbe dovuto fare nevai e ghiacciai?" Indicai il ruscello e l'erba ricca sotto i nostri piedi e gli dissi che i ruscelli che arricchivano le valli tutt'intorno provenivano da questa montagna di neve. Così ci sono uomini che si elevano al di sopra dei loro simili come montagne al di sopra delle valli; le ricchezze si sono accumulate su di loro come la neve sulle alte altezze; ma il sole dell'amore divino ha sciolto la neve, che è scivolata giù in ruscelli fertilizzanti, diffondendo gioia e prosperità intorno. (Canonico Bardsley.)

33 CAPITOLO 4

Atti 4:33

Con grande potenza diede agli apostoli testimonianza della risurrezione del Signore Gesù.- La potenza della testimonianza apostolica della risurrezione: - In che cosa consisteva questa grande potenza?

(I.) Nel gran numero di testimoni. Qui c'erano più di quanto fosse necessario per fabbricare un imbroglio, e troppi per tenerlo segreto a lungo (1Corinzi 15:5, 6)

(II.) Nel noto carattere degli apostoli. Erano poveri, timidi e senza amici; e, quindi, è improbabile che escogiti, e non è in grado di eseguire, un piano per imporre una falsità di questa natura al mondo. Soprattutto, erano proverbiali per l'integrità nei principi e nella condotta. Tali qualità renderebbero rispettabile qualsiasi prova. Si dirà che la loro semplicità li ha esposti all'illusione? C'erano tra loro Pietro, abbastanza acuto, e Tommaso abbastanza scrupoloso. Si dirà che, come seguaci di Cristo, erano interessati al successo di questa storia. Ahimé! in che modo la storia potrebbe suscitare l'interesse di qualcuno di loro, se Gesù non fosse risorto? Sarebbe stato molto più naturale, oltre che ragionevole, per loro, come in effetti fecero dopo la crocifissione, ritirarsi dalla vista del pubblico

(III.) In ciò c'era tra loro la coerenza, l'audacia e il comportamento corrispondente

(1.) Erano perfettamente coerenti. Per quanto numerosi fossero i testimoni, non c'erano divisioni, contraddizioni o interessi separati: e se c'erano alcune piccole variazioni nelle loro narrazioni, riguardo a questioni minute, queste sono conciliabili, e tendono piuttosto a confermare i loro racconti, evidenziando che non c'era stata alcuna combinazione 2. Erano imperterriti. Sebbene prima, mortificati dalla delusione e tremanti di terrore, evitassero persino la luce, ora proclamavano apertamente e con entusiasmo che gli Ebrei che erano stati crocifissi erano risuscitati dai morti

(3.) C'era anche un comportamento corrispondente. Essi mostravano quella vita che la risurrezione necessariamente imponeva. Erano animati da quella gioia che si calcolava di ispirare. Essi manifestarono quell'ansia e quella diligenza nel mantenere e propagare la religione del loro Signore che essa non poteva mancare di produrre

(IV.) In quanto portarono a loro sostegno i tipi e le profezie della Parola di Dio. L'argomento era di meravigliosa potenza con quegli ebrei che avevano amato le rivelazioni che l'Altissimo aveva loro concesso; ed è di sorprendente importanza, di forza irresistibile per ogni uomo, che considera sobriamente la natura meravigliosa, soprannaturale, connessa, singolarmente significativa, dell'economia ebraica

(V.) In quanto ha lasciato i Suoi avversari privi di qualsiasi replica soddisfacente o ragionevole. Era molto necessario che i governanti degli ebrei dimostrassero al popolo, che molti di loro erano colpiti dai miracoli di Cristo, che non avevano "crocifisso il Signore della gloria". Nella loro cura di mettere in sicurezza il sepolcro, hanno tradito la loro ansia di farlo. E, benedetto Signore, se avessero prodotto il Tuo sacro corpo dopo il terzo giorno, con quale trionfo sarebbe stato mostrato! Ma non c'è stata una tale confutazione della risurrezione

(VI.) In quanto è stato accompagnato dalla conferma e dalla benedizione di Dio, e ha prodotto una grande ed estesa convinzione. L'instaurazione e il rapido progresso di una religione, il cui Autore fu crocifisso, e i suoi propagatori dodici degli uomini più disprezzati; di una religione così contraria alle più forti propensioni della natura, così diversa da tutto ciò a cui l'uomo era stato abituato, e così distruttiva per sistemi antichi, venerati e congeniali; E anche questo, con mezzi così semplici e apparentemente inadeguati allo scopo, è di per sé una dimostrazione della saggezza e della potenza con cui i suoi testimoni parlavano al popolo. (Bp. Dehon.) Predicare la risurrezione di Gesù: - Nota -

(I.) Il grande fatto di cui hanno dato testimonianza

(1.) Questo fatto era di fondamentale importanza nello schema cristiano. Tutti i grandi eventi della storia di nostro Signore sono di grande importanza, sia in se stessi che nelle loro relazioni reciproche. A che cosa sarebbe valsa la morte di Cristo se anche gli Ebrei non fossero risorti? 2. Gli apostoli ne furono testimoni. Perciò erano preparati dappertutto a rivendicare la dottrina della risurrezione

(II.) Il carattere della loro testimonianza. "Potenza" può riferirsi a:

1.) Il miracolo che hanno operato

(2.) L'unzione, l'energia, l'influenza straordinaria del loro ministero

(3.) Il loro meraviglioso successo

(III.) L'abbondante grazia di cui furono dotati. "Grande grazia." Applicazione:1. Impariamo a dare grande risalto alle dottrine e ai fatti fondamentali del cristianesimo

(2.) Ricordiamoci che il successo delle nostre fatiche dipende non solo da ciò che viene predicato, ma molto da come viene predicato

(3.) Cerchiamo tutti, e sempre, di avere una grande grazia - la grazia dell'umiltà, della pazienza, della carità, della fede - se vogliamo avere un grande successo. (W. Antliff, D.D.) La resurrezione di Cristo storica:

1.) La risurrezione di Cristo è l'evento più importante di tutta la storia. Esso esprime in sé l'intero vangelo di Dio all'uomo. Quando un nuovo apostolo veniva eletto, era perché ne fosse "testimone".

(1) Questo fatto è la dimostrazione di tutte le altre cose vitali nel vangelo che lo ha preceduto. Con essa Gesù fu dichiarato Figlio di Dio con potenza. Con essa Dio Lo possedeva pubblicamente di fronte alla terra e al cielo, e testimoniava tutte le cose vitali nella Sua vita e nella Sua missione, l'assenza di peccato del Suo carattere, la verità divina del Suo insegnamento e la sufficienza della Sua espiazione.

(2) È anche il pegno e la promessa di tutto ciò che deve ancora venire. Apre la porta di una vita futura; è il modello e la certezza della nostra risurrezione; la Chiesa è risorta in Cristo, e ogni singolo membro di essa ha il potere e il privilegio di dire: "Poiché Ebrei vive, vivrò anch'io!" 2. Con verità, quindi, questo fatto è posto nelle Scritture, e nei sistemi derivati del pensiero teologico, come la chiave di volta dell'arco del cristianesimo. Toglilo e l'intero sistema si sbriciola in pezzi. La nostra predicazione è vana; vana è la vostra fede; siamo ancora nei nostri peccati; non abbiamo più speranza in Cristo per questa vita, né per qualsiasi altra vita.

(3) Un tale fatto, per la sua stessa importanza, richiede la più forte conferma e, essendo un fatto storico, una conferma di tipo strettamente storico

(I.) Il fatto stesso

(1.) È un fatto perfettamente dimostrabile. Non c'è difficoltà a immaginare che sia accaduto. Non ci sono leggi invincibili contro di esso. Non ci sono principi naturali o istinti della mente umana che la rifiutino. Tutto ciò che si può affermare è che non è nella linea delle nostre esperienze

(2.) Quali sono le prove sufficienti? Tutte le leggi umane presuppongono che la testimonianza di due testimoni, quando tale testimonianza è incontestata e quando è confermata da prove collaterali, sia sufficiente. Questo non vuol dire che due uomini sarebbero creduti in qualsiasi cosa scegliessero di dire. Devono essere uomini onesti degni di fede, e devono essere in grado di dimostrare di aver avuto adeguate opportunità di accertare o osservare ciò di cui danno testimonianza, e di non essere stati ingannati da nessuna illusione, e di essere in pieno possesso delle loro facoltà. Allora, la mente umana è costituita in modo tale da dover ricevere la loro testimonianza. Se così non fosse, la società umana non sarebbe più possibile; nessun caso importante poteva essere deciso in un tribunale; infatti, nessuna legge poteva essere amministrata

(II.) I testimoni

(1.) Quanti sono? La prima a vedere il Signore risorto fu Maria; Poi le sue compagne, le altre donne, condivisero con lei il privilegio. Allora Giovanni e Pietro lo videro. Più tardi, nello stesso giorno, gli Ebrei incontrarono i due discepoli sulla via di Emmaus. La sera gli Ebrei apparvero ai fratelli mentre sedevano a tavola; e di nuovo, una settimana dopo, a loro in presenza di Tommaso. Gli Ebrei giunsero alla compagnia apostolica presso il lago; sul monte più di cinquecento fratelli lo videro subito. È probabile che almeno sei o settecento persone abbiano visto Cristo dopo che Ebrei era risorto. È vero, non abbiamo una testimonianza scritta separata da parte di tutti coloro che Lo hanno visto. Scrivere a quei tempi non era una cosa facile. Abbiamo la testimonianza dei quattro Evangelisti e di Giacomo, Pietro e Paolo: di che cosa? Non solo per ciò che essi stessi videro e udirono, ma per il fatto che molti altri videro e udirono con loro; E non c'è smentita da nessuna di queste. Ecco, per esempio, una lettera che Paolo scrive ai Corinzi, che egli deve aver saputo che non sarebbe stata tenuta segreta; e in essa afferma che Cristo fu visto dopo la Sua risurrezione da più di cinquecento uomini, la maggior parte dei quali, dice, erano allora in vita; eppure non c'è contraddizione. Corinto era piena di obiettori, e alcuni di loro non sarebbero stati affatto restii a minare la sua autorità. L'osservazione casuale: "Alcuni si sono addormentati", indica che egli conosceva molte delle persone menzionate e che, se fosse stato necessario, avrebbe potuto fornire ulteriori dettagli al riguardo

(2.) Sono uomini onesti? Chiunque legga i Vangeli e veda. Sono veri, onesti e semplici di cuore, se mai ci sono stati uomini simili al mondo

(3.) Per quanto riguarda la loro sanità di mente. Dove c'è qualche segno di debolezza o di allucinazione in questi Vangeli, o nelle Epistole, dal primo all'ultimo? Sembrano quasi troppo calmi. È impossibile concepire prove fornite in modo più perfetto. Erano oggetto di profonda emozione; ma sapevano che il mondo non poteva avere alcun interesse per lo stato dei loro sentimenti, e che ciò che dovevano fare era raccontare fedelmente e sinceramente i grandi fatti che avevano suscitato tali sentimenti

(4.) Per quanto riguarda le loro opportunità di accertare la verità. Hanno visto il loro Signore risorto molte volte e in molti luoghi. Lo sentirono parlare; parlavano con Lui; lo toccarono; lo videro mangiare; sentivano il Suo respiro; lo videro salire al cielo

(5.) Ma non avevano forse qualcosa da guadagnare da questa storia? Sì; Essi si guadagnarono discredito, persecuzione, saccheggio dei beni, come prezzo della loro fedeltà. Ottennero legami e martirio. Se non ci hanno creduto, la loro linea di condotta li rende i più grandi pazzi che il mondo abbia mai visto

(6.) La loro testimonianza è stata indubbiamente accolta dagli uomini della loro stessa generazione. È stato detto che diciotto secoli sono un tempo lungo attraverso il quale verificare un'importante verità storica. Ma era afferrato e trattenuto da coloro ai quali era vicino, che potevano giudicare della sua verità come noi giudichiamo degli avvenimenti del nostro tempo, e che non potevano essere ingannati. Ricordate i meravigliosi effetti che questa credenza produsse allora; e ora la cristianità, con tutta la luce, l'amore e la tenerezza che contiene, è il frutto della fede che c'è un Cristo risorto. Conclusione: Ottant'anni prima della resurrezione Cesare sbarcò sulla costa del Kent. Chi pensa di dubitare di questo? Suppongo che, se la salvezza eterna dipendesse dal crederci, non c'è un inglese sano di mente in vita che fallirebbe in cielo; e tuttavia l'effettiva prova storica di ciò è molto meno completa, convincente, convincente, della prova che Cristo è morto, risorto e risuscitato, affinché gli Ebrei potessero essere il Signore sia dei morti che dei vivi. Gli uomini credono senza alcun dubbio o difficoltà nella fattoria sabina di Orazio, dove i suoi amici bevevano il vino Falerno. Crediamo che Virgilio sia morto durante un viaggio, e che giaccia sepolto, su sua richiesta, alla seconda pietra miliare da Napoli sulla via Puteolana. Noi crediamo nell'aratro di Cincinnato e nella coppa avvelenata di Socrate; ma ogni sorta di scrupoli di coscienza e di dubbi onesti, che devono essere trattati con grande tenerezza e delicatezza, sorgono in alcune menti quando viene chiesto loro di credere nella risurrezione e nell'ascensione del Signore Gesù Cristo. Ci sentiamo portati a dire di questo, ogni cosa al suo posto. Non spezzeremmo nessuna canna ammaccata, né spegneremmo alcun lino fumante; Ma se qualcuno non si prende la briga di esaminare le prove della risurrezione, e tuttavia si lamenta di non essere in grado di crederci, la simpatia per una tale persona può essere infedeltà alla verità, e anche un affronto alla razionalità, perché chiede conforto mentre rifiuta la luce. Che gli uomini siano onesti e seri in questa grande questione. (A. Raleigh, D.D.Il vangelo della risurrezione: - Consideriamo alcune delle ragioni per cui gli apostoli attribuirono tanta importanza alla risurrezione. Ha dimostrato:

(I.) Che Cristo era ancora vivo ed era tornato alla Sua Chiesa. La sua morte li aveva colpiti con confusione e sgomento, e il loro primo sentimento fu di profonda perdita. La risurrezione fu il ritorno del loro amato Maestro. Quindi non adoriamo un Cristo morto. Ebrei non è un ricordo, ma una presenza

(II.) Che Cristo non aveva fallito nella Sua opera. Questa era una volta la loro impressione (Luca 24:21). Ma dopo la risurrezione tutto è cambiato. Ecco

1.) Trionfo sulla morte

(2.) La prova che Dio aveva accettato il grande sacrificio

(3.) La prova che ciò che sembrava un ostacolo era il mezzo stesso con cui il Salvatore compì la Sua opera di redenzione

(III.) Che Cristo era più che uomo. Era una confutazione trionfante dell'errore ebraico. Avevano deriso le Sue pretese (CAPITOLO Luca 23:35). Ecco la loro rivendicazione. Di conseguenza gli apostoli insistettero su questo fatto con grande insistenza (iii. 15). Gli ebrei non potevano essere un semplice uomo in grado di rompere le sbarre della tomba

(IV.) Il carattere soprannaturale del cristianesimo. Se questo è concesso, è vano cavillare di fronte a miracoli minori. Ammettetelo, e ogni obiezione anti-cristiana si sbriciola in polvere

(V.) Che è possibile per l'uomo essere risuscitato dai morti (1Corinzi 15:20). (W. F. Adeney, M.A.Una grande grazia era su tutti loro.Manifestazioni della grazia divina: La grazia a volte denota la piena e immeritata compassione che il nostro Padre Celeste manifesta a un mondo perduto. Altre volte, il termine è impiegato per descrivere gli effetti soggioganti e santificanti di questo meraviglioso amore. Nel testo è da intendersi come riferito ad entrambi. Una grande grazia era manifesta...

(I.) Nelle loro preghiere sincere e unite. Essi erano in comunione frequente con il Dio di ogni grazia. Questa pratica era abituale (CAPITOLO i. 14). In ogni occasione insolita di prova, la preghiera era la loro prima e ultima risorsa (CAPITOLO IV. 31; xii. 5; xxi. 5). Se "una grande grazia" riposerà sui credenti del nostro tempo, sarà quando realizzeranno la promessa incoraggiante del loro Signore (Matteo 18, 20). Non importa quanto piccolo o grande sia il numero, né da quale parte, né il luogo dell'assemblea, Egli, il Profeta, Sacerdote e Re della Sua Chiesa, sarà presente per benedire

(II.) Nella loro costante devozione alla dottrina delle Scritture. L'indifferenza alla verità divina è sempre il segno che la scintilla della grazia nel cuore è vicina all'estinzione. Le primizie del giorno di Pentecoste, invece di dividersi in fazioni rivali, secondo il loro capriccio individuale, "rimasero salde nella dottrina degli apostoli" (CAPITOLO II, 42)

(III.) Nel loro amore reciproco (Versetto 32). Quando un gruppo di cristiani in Numidia fu fatto prigioniero dai barbari e le chiese a cui appartenevano non furono in grado di pagare il loro riscatto, mandarono alla Chiesa di Cartagine. Il vescovo Cipriano, appena lo seppe, si mise all'opera e non allentò mai i suoi sforzi finché non ebbe raccolto la somma necessaria. Questo sostanziale segno di fraterna gentilezza non fu più gratificante della lettera di simpatia e di tenerezza cristiana che lo accompagnò. «In casi come questi», scrisse il vescovo, «chi non proverebbe dolore e chi non considererebbe le sofferenze di un fratello come proprie?». Come dice l'apostolo: "Quando un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui" (1Corinzi 12, 26). Pertanto, dobbiamo considerare la cattività dei nostri fratelli come la nostra prigionia. Dobbiamo vedere Cristo nei nostri fratelli prigionieri e redimere dalla schiavitù Colui che ci ha redenti dalla morte

(IV.) Nella santa gioia e pace nel credere con cui hanno trionfato in ogni luogo

(V.) Nello spirito e nel portamento con cui raccomandavano la loro religione al mondo (Versetti, CAPITOLO II, 47). A un giovane cristiano fu chiesto che cosa lo avesse spinto ad abbandonare la sua carriera selvaggia e sconsiderata per diventare un seguace di Gesù. Era stato un sermone o un libro a migliorarlo? Gli Ebrei risposero molto enfaticamente: No. Qualcuno gli aveva parlato in modo speciale sul tema della religione? «No. Era un cristiano, che si era imbarcato nella stessa casa con me". Ti ha mai parlato della tua anima?"" No, mai, finché non ho cercato un colloquio con lui; ma c'era una dolcezza nel suo carattere, una mentalità celeste in lui, che mi faceva sentire che aveva una fonte di conforto e di pace, alla quale ero estraneo. Tutta la sua vita è stata un sermone. Ho cercato un colloquio con lui. Gli ebrei mi hanno indicato Gesù Cristo, hanno pregato con me e mi hanno consigliato". In questo, e in tutti questi casi, la religione è predicata nel modo più eloquente al mondo. Circa vent'anni fa, a una donna cristiana di Londra fu chiesto di occuparsi di una classe biblica di tre giovani donne. Benché si trattasse di un lavoro molto umile, ella si sottrasse alle sue responsabilità e, con molte perplessità, acconsentì al processo. L'esperienza del primo mese fu così incoraggiante che lei acconsentì a continuare il lavoro, e la classe aumentava costantemente di numero. Da cinquanta, crebbe presto a ottanta, e fu fornita una stanza più grande. Nel corso di pochi anni la classe biblica divenne composta da cinquecento persone; e ora, all'età di sessantanove anni, la fedele insegnante (la signora Bartlett) si è addormentata in Gesù. Non era una donna di spiccate capacità, ma semplicemente una donna che ha dato tutta se stessa al servizio del Signore. Questo è stato il segreto del suo successo. Conosceva i membri della sua numerosa classe e li chiamava per nome. Andava a trovarli a casa loro e scriveva lettere agli assenti. Per ciascuno, e per tutti loro, pregava incessantemente. I suoi allievi sono sparsi su tutta la terra e molti di loro annunciano agli altri la buona novella che ha portato loro. (J. N. Norton, D.D.) Stato felice della Chiesa primitiva: - Cercheremo ora un'illustrazione del testo, indagando in che luogo tale eminente grazia sia apparsa in queste primitive credenze. Una grande grazia apparve nelle loro suppliche sincere e unite

(2.) Apparve nella loro ferma adesione alla dottrina degli apostoli

(3.) In una costante adesione al culto e al servizio di Dio

(4.) Nel loro grande amore reciproco

(5.) Questi cristiani primitivi erano pieni di santa gioia e pace nel credere, e trionfarono in ogni luogo

(6.) Il loro spirito e il loro portamento erano tali da raccomandare la loro religione alla parola (CAPITOLO II. 47). Abbondavano di quelle grazie cristiane che sono amate anche agli occhi degli uomini in generale. (Quaderno di schizzi teologici.)

36, 37. Giuseppe, che dagli apostoli era soprannominato Barnaba: Barnaba: I cognomi diventano necessari non appena gli uomini si formano in società. Non sono quindi più adeguatamente distinti con il semplice "Giacomo" o "Giovanni" perché anche altri portano lo stesso nome. Qualche caratteristica personale, quindi, deve essere scelta: il mestiere, la statura, la carnagione o l'indole dell'uomo suggeriranno un titolo per lui; divenne noto come Giacomo 49 Fabbro, o come Giovanni 49 Nero, e probabilmente trasmise il cognome ai suoi posteri. Quando nostro Signore sceglie i Suoi apostoli, essi devono essere distinti in questo modo. C'è Giuda Iscariota e Giuda, fratello di Giacomo. C'è Simone Zelota, e Simone soprannominato Pietro, ecc. Gli apostoli a loro volta danno i cognomi, e nel caso presente il secondo nome toglie il primo dal ricordo. "Joses" è da questo momento conosciuto come "Barnabas" solo. La nostra traduzione inglese interpreta il nome come "il figlio della consolazione". Prendete la "consolazione" in senso forte, ed è giusto. La parola è tradotta altrove "esortazione". Risponde all'antico uso inglese di "conforto", nel senso di rafforzare, oltre che lenire, come abbiamo nella frase "il Consolatore, che è lo Spirito Santo".

(I.) Capiremo meglio il nome esaminando la storia. Sappiamo poco degli antecedenti di Barnaba. Ebrei era nativo di Cipro, il primo passo attraverso il grande mare verso le terre dei Gentili. La sua popolazione era in parte greca, in parte orientale; e il tipo di educazione che una tale società avrebbe offerto può aver contribuito a fare di Barnaba un uomo più ampio dei suoi fratelli che erano nati e cresciuti nell'atmosfera più intima di Gerusalemme. La tradizione lo annovera tra i settanta inviati da Cristo. O forse è stato uno dei frutti della Pentecoste. Alcuni di quei convertiti, lo sappiamo, erano "uomini di Cipro e di Cirene". La sua prima apparizione ha più di azione che di parola. Era il momento in cui, sotto i nuovi impulsi del loro risveglio, i discepoli che avevano "case o terreni" si separavano da loro per il sollievo dei loro fratelli più poveri. Tra loro spiccava Barnaba. Era un buon inizio per un ministero cristiano. "Non amiamo a parole, né con la lingua, ma con i fatti e nella verità". L'interesse si approfondisce man mano che procediamo. Passano sei o sette anni e si presenta un proselito inaspettato e quasi sgradito. È Saul, che si ritrova oggetto di allarme e di diffidenza palese. Si apre la strada per uno scisma tra loro e questo "ultimo degli apostoli", che cerca la loro simpatia, ma che può farne a meno, forte della sua autorità indipendente e della presenza promessa del Signore. C'era bisogno in quel momento di un capo ben noto e fidato, abbastanza generoso da farsi garante dell'ex persecutore e da sostenere il suo amico. Questo amico è stato trovato a Barnaba. Fu lui che unì le mani di Pietro a quelle di Paolo, e che raccontò la storia della meravigliosa conversione in modo tale da sciogliere ogni dubbio. Il "figlio della consolazione" appare qui nel suo lavoro appropriato, riconciliando quelle forze opposte con la dolce ragionevolezza del suo spirito più gentile. Ebrei fu scelto, poco dopo, per una missione in cui lo stesso spirito avrebbe trovato spazio. Agli apostoli erano giunte notizie di strani successi che avevano seguito il vangelo ad Antiochia, ed essi non erano preparati per un tale evento. Il battesimo di Cornelio fu in obbedienza a una rivelazione diretta dal cielo, ma questo movimento più ampio sembrava non autorizzato e poteva rivelarsi ingiustificato. Di conseguenza Barnaba fu scelto per visitare il luogo e fare ricerche. Ora, non è del tutto facile per un uomo lodare senza riserve un'opera alla quale egli stesso non ha avuto alcuna parte. Ebrei è incline a indicare ciò che si sarebbe potuto fare meglio, piuttosto che ciò che è stato fatto bene. Finemente in contrasto con questa tendenza spicca il comportamento schietto e generoso di Barnaba. Gli ebrei "videro la grazia di Dio", "si rallegrarono" e si espressero in termini di calorosa congratulazione e approvazione. Anzi, gettò le sue energie nella gloriosa impresa, e "li esortò tutti affinché, con intenzione di cuore, si attenessero al Signore". Quando se ne andò, lasciò molti altri convertiti aggiunti alla Chiesa nascente, e l'impressione che "era un uomo buono, pieno di Spirito Santo e di fede". Successivamente troviamo che per la sua urgenza Paolo fu portato fuori dalla solitudine di Tarso, e introdotto nel campo di lavoro che era pronto per lui ad Antiochia. Fu grazie alla sua generosa collaborazione che il ministero dell'Apostolo delle genti trovò occasioni favorevoli di esercizio. Ma da quel momento lo splendore del suo nome comincia a impallidire di fronte all'energia fervida e avanti del suo incomparabile compagno. Non troviamo nella storia alcuna traccia di gelosia; ma piuttosto segni di una nobile modestia, simile a quella del Battista quando si ritirò nell'ombra davanti alla luce perfetta di Cristo. Quest'uomo, che, quando gli altri evitavano Paolo, è diventato il suo patrono e protettore, non ponendogli alcun obbligo comune, è ora contento di cedere la precedenza e di camminare lealmente e amorevolmente al suo fianco. Quando i missionari erano in disaccordo - se dobbiamo scegliere tra i due - sicuramente fu Barnaba a sbagliare dalla parte della generosità; perché ciò che fece fu prendere un fratello pusillanime che Paolo era troppo impaziente di sopportare, e dargli quella nuova possibilità di servizio onorevole che rese Marco "profittevole" da allora in poi a Cristo e alla Sua Chiesa

(II.) Tutti riconosceranno il fascino particolare che si attribuisce al vero "figlio della consolazione". Ci sono uomini che dappertutto lasciano dietro di sé un senso di irritazione, come venti che soffiano polvere sul viso e sugli occhi. Sono l'opposto di Barnaba. C'era il sole dove è venuto. Atti, il suo avvicinamento, i deboli raccolsero le forze, e le anime tremanti strisciarono fuori dal loro nascondiglio verso la luce. Parole dure furono messe a tacere in sua compagnia; Il più severo diventava gentile, e lo stesso burlone cercava di essere liberale. Eppure sarebbe un errore sospettare che egli sia moralmente debole e irresoluto. Il sole ha la sua forza, così come il vento, anche se fa molto meno rumore. Barnaba una volta, con grande meraviglia di Paolo, fu "trascinato dalla dissimulazione" degli altri; ma la sua stessa meraviglia: "Anche Barnaba!" , mostra quanto fosse insolito il sintomo. Perché i "figli della consolazione" sono anche figli di forte incoraggiamento, che possono essi stessi ardere contro l'ingiustizia o l'ipocrisia, e ispirare agli altri uno zelo affine. È significativo che gli uomini pagani "chiamassero Barnaba Giove", il nome che incarnava le loro povere concezioni di ciò che era più grande e migliore, più paterno e più benigno. Riconosciamo la presenza di tali uomini nella nostra generazione. Il temperamento del momento può non tendere a esaltarli, o a imporre il loro esempio alla nostra imitazione. I regali più severi possono essere per lo più richiesti. Osserviamo con un misto di timore reverenziale e di ammirazione un po' di impetuoso spirito missionario, che spinge la Chiesa ottusa a una certa misura della sua stessa attività. Plaudiamo ai controversisti, che lottano per lati separati della verità, o per principi che ritengono trascurati. Senza dubbio ce n'è un grande bisogno. Non c'è bisogno anche del "figlio della consolazione", e non potrebbe egli fare un'opera buona come loro? Certamente non è al di sotto dell'ambizione del più forte recitare la parte di Barnaba tra le Chiese di oggi. Finché resteranno tante anime timide e indecise, che avranno bisogno del tocco più tenero e di una pazienza quasi materna per portarle alla decisione; finché ci saranno bambini piccoli da attirare tra le braccia del Salvatore; finché la Chiesa avrà i suoi traviati da rivendicare e i suoi scettici da dirigere e incoraggiare; Finché ci sarà un'ampia occupazione per un uomo del genere, e un'abbondante ricompensa. Né vivrà invano, ma piuttosto per lo scopo più alto, se sarà reso strumento, come Barnaba, nel dissipare i sospetti e nel confermare le amicizie tra fratelli cristiani. (W. Brock.Un figlio della consolazione: - Mentre alcune brave persone sono sovralodate, ce ne sono altre che a malapena ottengono ciò che è dovuto. Uno di questi dignitari troppo trascurati è Barnaba, il "figlio della consolazione", o "figlio dell'esortazione", come preferiscono dire alcuni studiosi della Bibbia. Quanto raramente sentiamo menzionare il suo nome sul pulpito o nell'aula magna o in qualsiasi altro luogo! Eppure, per quanto mi riguarda, egli è uno dei più nobili eroi del Nuovo Testamento. Come un cieco può rilevare la presenza di una rosa dalla sua fragranza, così il carattere di questo brav'uomo esala un profumo particolarmente dolce di pietà a coloro che lo studiano. Ebrei era proprio il tipo di Cristiano di cui c'era bisogno in tutte le nostre Chiese in questi giorni. La Bibbia è molto cauta nei confronti degli elogi; ma non esita a definirlo "un uomo buono e pieno di Spirito Santo". In alcuni punti vitali è un cristiano da imitare. Ebrei era nativo dell'isola di Cipro, che era rinomata per il culto di Venere, e il nome stesso "Cipriano" è ancora sinonimo di impurità. Ma, come la luce più brillante è accesa su un punto che esce da un letto di carbone, così questo portatore di luce del vangelo è uscito da una regione molto oscura di dissolutezza e idolatria. Il suo nome originale era Giuseppe; ma un altro nome gli fu dato dopo la sua conversione a Cristo. Lo battezzarono Barnaba, il figlio della consolazione. Questo è un nome di cui essere orgogliosi, e comprende una vasta cosa; Significa un aiuto per i deboli, una guida per il vagabondo, un consolatore per i tristi, un soccorritore per i periti, con un occhio per scoprire la miseria e una mano per alleviarla. Il mio vecchio amico William Arnot ha ben detto che questo nome rivela un bel carattere. "Possedere consolazione è dola; non darla è non possederla. Più ne hai, più puoi dare; E più dai agli altri, più conservi per il tuo uso personale. Questo cerchio, quando è messo in moto, si muove perpetuamente, come il mare che cede le sue acque al cielo, e il cielo che rimanda indietro il dono con la pioggia e i fiumi di nuovo al mare. Il potere di quest'uomo risiedeva nella stessa qualità che caratterizzava quasi tutti quei primi convertiti al cristianesimo, e cioè la loro sovrabbondante simpatia. Barnaba, se fosse a New York o a Brooklyn o a Londra, probabilmente si troverebbe in una chiesa di missione per metà o per tutto il sabato. Ebrei 101 mostrerebbe come colmare l'abisso tra ricchezza e povertà, e tra la cultura cristiana e il paganesimo cittadino. Molte sere durante la settimana lo si trovava accanto allo squallido letto della malattia, o in mezzo ai brulicanti emarginati dei bassifondi. Quando i membri delle nostre Chiese diventeranno "figli della consolazione" nel senso più ampio della parola, donando non solo i loro dollari, ma il loro tempo, la loro presenza e la simpatia dei loro cuori alle masse non cristianizzate, avremo un risveglio primitivo e pentecostale. La simpatia personale vale di più per i poveri, i sofferenti e gli emarginati dell'argento e dell'oro. I pulpiti parlano solo per un'ora o due, e poi solo a coloro che riempiono i banchi davanti a loro; È con i sermoni con le scarpe da ginnastica - e in abbondanza - che si possono raggiungere solo i sofferenti e i peccatori. La maledizione di troppo di ciò che passa per cristianesimo è di per sé egoismo

(2.) C'è un altro pennacchio nella corona di Barnaba. Ebrei fu il padre della beneficenza sistematica. Ci viene detto che, avendo un terreno, lo vendette e portò il denaro e lo depose ai piedi degli apostoli. Avendo dato il suo cuore a Cristo, consacrò una buona parte dei suoi beni al servizio del suo Maestro. Alcuni altri dei nuovi convertiti potrebbero aver fatto questo non appena lui; Ma è il primo ad essere menzionato. Ebrei deve quindi essere considerato come il pioniere di quella lunga processione di donatori sistematici che si estende fino ai nostri tempi, e annovera nelle sue file Nathaniel Ripley Cobbs e James Lenoxes e William E. Dodges, e molti altri generosi amministratori del Signore; e non solo coloro che hanno dato della loro abbondanza, ma ogni cristiano coscienzioso che dà secondo i suoi mezzi, per quanto umili, e dona spontaneamente. Barnaba fece di più che gettare denaro sciolto nel tesoro di Cristo. Gli ebrei vendettero beni immobili e contribuirono con il ricavato. Sembra che ci fosse una vera e propria abnegazione nella transazione, e che l'uomo avrebbe resistito a un pizzico per amore di Cristo. Quando si convertì, l'opera raggiunse non solo il fondo del suo cuore, ma anche il fondo delle sue tasche. (T. L. Cuyler. ) Un figlio della consolazione: - Chi è l'uomo che, nel suo lutto o dolore, ricevendo conforto da Dio, lo irradia, in modo che il mondo sia più ricco per l'aiuto che il Signore gli ha dato? È l'uomo riverente, l'altruista e l'umile. La luce del sole cade su una zolla, e la zolla la beve, ne viene riscaldata da sola, ma giace nera come sempre e non emette luce. Ma il sole tocca un diamante, e il diamante quasi si raffredda mentre emette in radiosità da ogni parte la luce che è caduta su di esso. Così Dio aiuta un uomo a sopportare il suo dolore, e nessuno, tranne quell'uomo, è un po' più ricco. Dio viene a un altro sofferente, riverente, altruista, umile, e lo zoppo salta e lo stupido parla, e i miserabili sono confortati tutt'intorno dal conforto irradiato di quell'anima felice. Un figlio di consolazione:

(I.) Barnaba era un levita, eppure possedeva una terra, che era contraria all'antica legge di Israele, ma probabilmente a causa di grandi e frequenti cambiamenti si trovò impossibile mantenere l'antica costituzione nella sua integrità. Barnaba era un buon nome; ma quanto è diffuso il suo opposto: il figlio della lamentela, della tristezza. A un uomo simile tutto appare nei suoi colori più scuri. Gli Ebrei non vedono il verde sulla terra, e nei cieli l'azzurro: tutto è visto attraverso l'occhio itterico. Barnaba aveva molto conforto perché aveva molto da dare agli altri. Se vediamo ruscelli che scorrono per rinfrescare un quartiere, sosteniamo che la sorgente è piena. Le sue grandi contribuzioni non amareggiarono il suo spirito. Il flusso di generosità dalla mano di quell'uomo agiva come il flusso d'acqua dal canale di scolo di un campo arato: addolciva e rendeva fertile l'intera larghezza della sua vita. È l'abbuffarsi d'acqua per mancanza di sbocco che rende la terra acida e la rende sterile. Barnaba era un uomo ricco, e quindi capace di elargire consolazione pratica; ma spendendo così le sue ricchezze acquisì le ricchezze migliori e più durature

(II.) Barnaba era un levita, eppure era un figlio di consolazione, quanto diverso da molti della classe a cui apparteneva, che "disprezzavano gli altri". Vedi, ad esempio, la parabola del Buon Samaritano. Ma questa nota non è forse aggiunta per dimostrare che un ordine non deve essere incolpato per i vizi dei singoli membri? Levi aveva un discendente remoto chiamato Caifa; ne aveva un altro soprannominato Barnaba. Ricordino questo coloro che attaccano il ministero e le altre professioni

(III.) Barnaba era un levita, un insegnante di religione. Gli ebrei potevano dare conforto dalle sue labbra così come dalla sua borsa. Molti possono solo dare conforto alle labbra; Quello che abbiamo, dunque, diamolo di buon grado. (W. Arnot.) Del paese di Cipro.Cipro: Un'isola nel Mediterraneo, lunga centosessanta miglia e larga cinquanta. Una catena montuosa corre per tutta la sua lunghezza, chiamata Olimpo dagli antichi, ma ora conosciuta con diversi nomi. Salamina, in seguito chiamata Costanza, era una delle città principali, e Pafo un'altra. L'isola fu colonizzata dai Fenici in un periodo remoto, e in seguito divisa tra piccoli tiranni quando divenne soggetta al giogo persiano. In seguito cadde sotto il dominio di Alessandro, alla cui morte cadde, con l'Egitto, nella parte di Tolomeo Lagos. Nel corso del tempo passò a Roma, nelle cui mani fu durante il periodo neotestamentario. Paolo e Barnaba visitarono l'isola e predicarono a Salamina e Pafo, dove lasciarono le chiese cristiane. Quando l'impero fu diviso, Cipro entrò a far parte della parte orientale. Richard

(I.) la prese nel 1191 e la vendette ai Templari, la cui oppressione spinse il popolo alla rivolta. Riccardo riprese la sovranità e la diede a Guido di Lusignano, il re espulso di Gerusalemme, nel 1192. I Lusignano la conservarono per quasi tre secoli, che fu un periodo fiorente per Cipro. I Veneziani furono i suoi successivi padroni, ma nel 1470; Selim

(II.) se ne impadronì. "Non cresce erba dove il turco mette lo zoccolo", e da allora il dispotismo spietato ha devastato la bella isola, così che da 1.000.000 di abitanti ai tempi di Barnaba, la popolazione si è ridotta a 100.000. Ora sotto la protezione britannica, e con l'intraprendenza, il capitale e lo zelo missionario britannici, Cipro può tornare a prosperare. (F. A. Warrington.Avendo un terreno, lo vendemmo, portò il denaro e lo depose ai piedi degli apostoli.La buona duchessa di Gordon si preoccupò dell'erezione di una scuola e di una cappella in un quartiere bisognoso del suo quartiere. Le proprietà dei Gordon all'epoca erano così gravate che non sapeva dove trovare i fondi necessari. In una lettera alla sua amica Miss Howe, descrisse alcuni dei suoi sforzi e le conseguenze. "Ho portato a Londra", dice, "un vaso d'oro che costava circa 1.200 sterline nella speranza di venderlo, ma non sono riuscita a trovare un acquirente nemmeno a metà prezzo. L'ho ancora lasciato da smaltire. La duchessa di Beaufort, sentendo parlare del mio vaso, pensò ai suoi orecchini di diamanti, che mi fece vendere per una cappella nel Galles, e i suoi diamanti mi fecero pensare ai miei gioielli; e poiché il Duca è sempre stato molto ansioso per la cappella, fu d'accordo con me che le pietre erano molto più belle nel muro di una cappella che intorno al collo, e così mi permise di vendere 600 sterline, o, piuttosto, ciò che portava quello, perché mi costavano più del doppio. La cappella sta procedendo bene, e mi sono rimasti ancora abbastanza gioielli per aiutare a dotarla, se non si dovesse aprire un'altra strada. Penso di poter sperare con fiducia in una benedizione su questo. Non è un sacrificio per me, se non per il duca, che ama molto vedermi bene, ed è stato educato a pensare che fosse giusto. La cappella costò un po' più del previsto, e il duca, seguendo l'esempio della moglie, si offrì di sua spontanea volontà di vendere alcuni dei suoi cavalli per compensare la mancanza. (A. Moody Stuart, D.D.Il profitto e la regola della beneficenza cristiana: "Da quando ho cominciato a obbedire alla legge", mi disse un fiorente mercante, "non solo ho avuto una grande prosperità, ma ho trovato la mia capacità di dare un po' di più il lusso della mia vita. Il denaro è messo da parte; la chiamata arriva, e non sono tentato dalla bassezza di inventare scuse; In genere ho qualcosa, non sempre abbastanza, per ogni appello che si merita; Ne faccio un lavoro breve, perché non posso risparmiare tempo, e non appena vengo a conoscenza dei fatti, e sono sicuro del ricorrente, gli do allegramente ciò che penso di dover alla sua causa. Conosco un altro uomo, più ricco, che ha detto che lui e sua moglie avevano un'intesa. Quando sua moglie pensò che fossero abbastanza ricchi da sistemare la loro carrozza, la risposta fu: "Sì, mia cara; costerà solo un certo numero all'anno; Possiamo permettercelo, e tu te lo meriti se approvi il mio aumento delle mie opere di beneficenza di una somma uguale. Non è questa la legge del lusso cristiano? Posso comprare un'immagine del genere, o dare un tale intrattenimento, solo quando do l'equivalente ai poveri di Cristo e alla gloria della Sua croce e della Sua corona. (Bp. Cleveland Coxe.)

Riferimenti incrociati:

Atti 4

1 At 4:6; 6:7,12; Mat 26:3,4; 27:1,2,20,41; Giov 15:20; 18:3
At 5:24,26; 2Cron 23:4-9; Lu 22:4
At 23:6-9; Mat 16:12; 22:16,23,24

2 At 5:17; 13:45; 19:23; Ne 2:10; Giov 11:47,48
At 10:40-43; 17:18,31,32; 24:14,15,21; 26:8,23; Rom 8:11; 1Co 15:12-20; 15:23; 2Co 4:13,14; 1Te 4:13,14

3 At 5:18; 6:12; 8:3; 9:2; 12:1-3; 16:19-24; Mat 10:16,17; Lu 22:52,54; Giov 18:12

4 At 28:24; 2Co 2:14-17; Fili 1:12-18; 2Ti 2:9,10
At 2:41; Ge 49:10; Is 45:24; 53:12; Giov 12:24

5 At 5:20,21; Mic 2:1; Mat 27:1,2
At 4:8; 5:34; 6:12; Is 1:10; Mar 15:1; Lu 20:1; 22:66; 24:20

6 Lu 3:2; Giov 11:49; 18:13,14,24

7 At 5:27; 1Re 21:12-14; Giov 8:3,9
Eso 2:14; Mat 21:23; Mar 11:28; Giov 2:18
At 4:10; 5:28,40

8 At 4:31; 2:4; 7:55; Mat 10:19,20; Lu 12:11,12; 21:14,15

9 At 3:7; Giov 7:23; 10:32; 1P 3:15-17; 4:14

10 At 13:38; 28:28; Ger 42:19,20; Dan 3:18
At 2:22-24,36; 3:6,13-16; 5:29-32
At 2:24; 10:40-42; 13:29-41; Mat 27:63-66; 28:11-15; Rom 1:4

11 Sal 118:22,23; Is 28:16; Mat 21:42-45; Mar 12:10-12; Lu 20:16-18; 1P 2:6-8
At 7:52; 20:26,27; Prov 28:1; Is 58:1,2; Ez 2:6,7; 3:7-11,18,19; 33:7-9; 2Co 3:12; 4:1
Zac 3:9; 4:6,7; Ef 2:20-22

12 At 10:42,43; Mat 1:21; Mar 16:15,16; Giov 3:36; 14:6; 1Co 3:11; 1Ti 2:5,6; Eb 2:3; 12:25; 1G 5:11,12; Ap 7:9,10; 20:15
At 2:5; Ge 7:19; Giob 41:11; Sal 45:17; Col 1:23

13 At 2:7-12; Mat 4:18-22; 11:25; Giov 7:15,49; 1Co 1:27
Mat 26:57,58,71,73; Lu 22:52-54,56-60; Giov 18:16,17; 19:26

14 At 4:10; 3:8-12
At 4:16,21; 19:36

15 At 5:34-42; 26:30-32

16 Giov 11:47,48; 12:18
At 3:9,10; Dan 8:5,8; Mat 27:16
At 6:10; Lu 6:10,11; 21:15

17 At 5:39; Sal 2:1-4; Dan 2:34,35; Rom 10:16-18; 15:18-22; 1Te 1:8
At 4:21,29,30; 5:24,28,40; 2Cron 25:15,16; Is 30:8-11; Ger 20:1-3; 29:25-32; 38:4; Am 2:12; 7:12-17; Mic 2:6,7; Mat 27:64; Giov 11:47,48; 1Te 2:15,16

18 At 5:40
At 1:8; 5:20; Lu 24:46-48

19 2Co 4:2; Ef 6:1; 1Ti 2:3
At 5:29; Eso 1:17; 1Re 12:30; 14:16; 21:11; 22:14; 2Re 16:15; 2Cron 26:16-20; Dan 3:18; 6:10; Os 5:11; Am 7:16; Mic 6:16; Mat 22:21; Eb 11:23; Ap 13:3-10; 14:9-12
Sal 58:1; Giov 7:24; 1Co 10:15; Giac 2:4

20 At 2:4,32; 17:16,17; 18:5; Nu 22:38; 23:20; 2Sa 23:2; Giob 32:18-20; Ger 1:7,17-19; 4:19; 6:11; 20:9; Ez 3:11,14-21; Mic 3:8; 1Co 9:16,17
At 1:8,22; 3:15; 5:32; 10:39-41; 22:15; Lu 1:2; Eb 2:3,4; 1G 1:1-3

21 At 4:17; 5:40
At 5:26; Mat 21:46; 26:5; Lu 19:47,48; 20:6,19; 22:2
At 3:6-9; Mat 9:33; 15:31; Lu 5:26; 13:17; Giov 12:18,19

22 At 3:2; 9:33; Mat 9:20; Lu 13:11; Giov 5:5; 9:1

23 At 1:13,14; 2:44-46; 12:11,12; 16:40; Sal 16:3; 42:4; 119:63; Prov 13:20; Mal 3:16; 2Co 6:14-17

24 At 16:25; Sal 55:16-18; 62:5-8; 69:29,30; 109:29-31; Ger 20:13; Lu 6:11,12; 2Co 1:8-11; 1Te 5:16-18; 2Ti 4:17,18
2Re 19:15,19; Ne 9:6; Sal 146:5; Is 51:12; Ger 10:10-12; 32:17

25 At 1:16; 2:30
Sal 2:1-6

26 Sal 83:2-8; Gioe 3:9-14; Ap 17:12-14,17; 19:16-21
Ap 11:15; 12:10

27 Mat 26:3; Lu 22:1; 23:1,8-12
At 4:30; 2:27; 3:14; Giob 14:4; 15:14; 25:4; Lu 1:35; Eb 7:26
At 10:38; Sal 2:2,6; 45:7; Is 61:1; Lu 4:18; Giov 10:36
Mat 2:13-16; Lu 13:31-33; 23:7-12
At 3:13; Mat 27:2,11-36; Mar 15:1-28; Lu 18:31-33; 23:13-38; Giov 19:1-24,34
Is 49:7; 53:3; Zac 11:7,8; Mat 20:18,19; 21:28; 23:37; 26:3,4,59-68; 27:25,40-43; Mar 10:33; 14:1,2,43-65; 15:1-3,31; Lu 9:22; 20:13-19; 22:2-6,47-52,63-71; 23:1-5; Giov 1:11; 18:1-14,19-24; 18:28-40; 19:15

28 At 2:23; 3:18; 13:27-29; Ge 50:20; Sal 76:10; Mat 26:24,54; Lu 22:22; 24:44-46; 1P 2:7,8
Giob 12:13; Prov 21:30; Is 5:19; 28:29; 40:13; 46:10; 53:10; Ef 1:11; Eb 6:17

29 At 4:17,18,21; Is 37:17-20; 63:15; Lam 3:50; 5:1; Dan 9:18
At 4:13,31; 9:27; 13:46; 14:3; 19:8; 20:26,27; 26:26; 28:31; Is 58:1; Ez 2:6; Mic 3:8; Ef 6:18-20; Fili 1:14; 1Te 2:2; 2Ti 1:7,8; 4:17

30 Eso 6:6; De 4:34; Ger 15:15; 20:11,12; Lu 9:54-56; 22:49-51
At 2:22,43; 5:12,15,16; 6:8; 9:34,35,40-42
At 4:10,27; 3:6,16

31 At 2:2; 16:25,26
At 2:4
At 4:29; Is 65:24; Mat 18:19,20; 21:22; Giov 14:12; 15:7,16; 16:23,24; Giac 1:5

32 At 1:14; 2:1; 5:12; 2Cron 30:12; Ger 32:39; Ez 11:19,20; Giov 17:11,21-23; Rom 12:5; 15:5,6; 1Co 1:10; 12:12-14; 2Co 13:11; Ef 4:2-6; Fili 1:27; 2:1,2; 1P 3:8
At 2:44-46; 1Cron 29:14-16; Lu 16:10-12; 1P 4:11

33 At 4:30; 1:8,22; 2:32,33; 3:15,16; 5:12-16; Mar 16:20; Lu 24:48,49; Rom 15:18,19; 1Te 1:5; Eb 2:4
At 2:47; Lu 2:52; Giov 1:16

34 De 2:7; Sal 34:9,10; Lu 22:35; 1Te 4:12
At 4:37; 2:45; 5:1-3; Mar 10:21; Lu 12:33; 16:9; 1Ti 6:19; Giac 1:27

35 At 3:6; 5:2; 6:1-6; 2Co 8:20,21
At 2:45; 6:1

36 At 11:22-25,30; 12:25; 13:1; 15:2,12,37; 1Co 9:6; Ga 2:1,9,13
Mar 3:17
At 11:19,20; 15:39; 21:16

37 At 4:34,35; 5:1,2; Mat 19:29

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