Atti 5
1 (1) Ma (1) un certo uomo di nome Anania, con Saffira sua moglie, vendette un possedimento,
(1) Luca mostra con esempi contrari quanto grande sia il peccato dell'ipocrisia, specialmente in coloro che, sotto una falsa pretesa e un velo di zelo, sembrano brillare e avere grande importanza nella Chiesa.
2 E (a) sottrasse parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie, e portò una parte e la depose ai piedi degli apostoli.
(a) Tolse astutamente.
3 Ma Pietro disse: Anania, perché (b) Satana ha riempito il tuo cuore (c) per mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del terreno?
(b) Completamente posseduto.
(c) Poiché avevano destinato quella proprietà alla Chiesa, fu stolto trattenere una parte del prezzo, come se trattassero con uomini e non con Dio, e perciò egli dice dopo che hanno tentato Dio.
4 Mentre rimaneva, non era forse tua? E dopo essere stata venduta, non era in tuo potere? Perché hai (d) concepito questa cosa nel tuo cuore? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio.
(d) Con ciò si intende un inganno deliberato e intenzionale, e la colpa dell'uomo nell'aver ascoltato i suggerimenti del diavolo.
9 Allora Pietro le disse: Come mai vi siete accordati insieme per (e) tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di coloro che hanno seppellito tuo marito sono (f) alla porta, e ti porteranno via.
(e) Così spesso gli uomini agiscono con cattiva coscienza; e così pronunciano sentenza contro se stessi, e per quanto è in loro, provocano Dio all'ira, come se volessero provare se egli sia giusto e onnipotente oppure no.
(f) Sono vicini.
11 (2) E grande timore venne su tutta la Chiesa, e su quanti udirono queste cose.
(2) Il Signore, con la sua meravigliosa potenza, frena alcuni affinché non danneggino la Chiesa: altri li mantiene nel timore e nel rispetto di lui: e altri ancora li attira a sé.
13 E degli altri nessuno osava unirsi a loro; ma il popolo li (g) magnificava.
(g) Li lodava grandemente.
17 (3) Allora si alzò il sommo sacerdote, e tutti quelli che erano con lui (cioè della (h) setta dei sadducei), e furono pieni d'indignazione,
(3) Più la Chiesa cresce, più cresce la furia di Satana, e perciò passano dalle minacce alla prigionia.
(h) La parola qui usata è "eresia", che significa una scelta, e quindi è presa per una forma corretta di dottrina, o una fazione, o uno studio e corso di vita, che i latini chiamano setta: inizialmente questa parola era usata indifferentemente, ma col tempo venne ad essere usata solo in riferimento al male, da cui deriva il termine "eretico", cioè colui che si allontana dalla sana e salutare dottrina in modo tale da non tener conto del giudizio di Dio e della sua Chiesa, e persiste nella sua opinione, rompendo la pace della Chiesa.
19 (4) Ma l'angelo del Signore di notte aprì le porte della prigione, li condusse fuori e disse:
(4) Gli angeli sono fatti servitori dei servitori di Dio.
20 (5) Andate, presentatevi nel tempio, e parlate al popolo tutte le (i) parole di questa vita.
(5) Dio quindi libera i suoi, affinché possano provocare con maggiore vigore i suoi nemici.
(i) Parole con le quali è mostrata la via verso la vita.
21 (6) E, avendo udito ciò, entrarono nel tempio di buon mattino e insegnavano. Ma il sommo sacerdote venne, e quelli che erano con lui, e convocarono il consiglio e tutti gli anziani dei figli d'Israele, e mandarono alla prigione per farli condurre.
(6) Dio deride dall'alto i tentativi dei suoi nemici.
25 (7) Allora venne uno e disse loro: Ecco, gli uomini che avete messo in prigione stanno nel tempio e insegnano al popolo.
(7) Più apertamente si manifesta la potenza di Cristo, più aumenta la follia dei suoi nemici che tramano contro di lui.
26 (8) Allora andò il capitano con gli ufficiali e li portò via senza violenza, perché temevano il popolo, che non fossero lapidati.
(8) I tiranni che non temono Dio sono costretti a temere i suoi servitori.
28 (9) Dicendo: Non vi abbiamo espressamente comandato di non insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina, e volete (k) far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo.
(9) È proprio dei tiranni stabilire i propri comandi come giusti e appropriati, per quanto malvagi siano.
(k) Farci colpevoli dell'uccisione di quell'uomo che tuttavia non vogliono neppure nominare.
29 (10) Allora Pietro e gli altri apostoli risposero e dissero: Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini.
(10) Dobbiamo obbedire all'uomo solo nella misura in cui, obbedendogli, obbediamo anche a Dio.
30 (11) Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste appendendolo al legno.
(11) Cristo è stabilito e infatti dichiarato Principe e conservatore della sua Chiesa, malgrado i suoi nemici.
32 (12) E di queste cose siamo testimoni noi, e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono.
(12) Non basta che vi sia un giusto fine, ma dobbiamo anche, secondo la nostra vocazione, proseguire fino a raggiungerlo.
33 Udito ciò, (l) furono trafitti nei cuori, e deliberarono di ucciderli.
(l) Questo mostra che erano in una rabbia violentissima, e grandemente turbati nella mente, poiché è una forma di linguaggio presa da coloro che sono brutalmente segati in pezzi.
34 (13) Allora si alzò nel consiglio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, onorato da tutto il popolo, e comandò di far uscire gli apostoli per un po'.
(13) Cristo trova difensori della sua causa, anche nella stessa compagnia dei suoi nemici, ogni volta che lo ritiene necessario.
36 (14) Perché prima di questi giorni si alzò Teuda, (m) vantandosi di essere qualcuno; a cui si unirono circa quattrocento uomini: il quale fu ucciso; e tutti quelli che gli ubbidivano furono dispersi e ridotti a nulla.
(14) Nelle questioni religiose bisogna badare bene a non intraprendere nulla sotto pretesto di zelo senza esserne stati chiamati.
(m) Di essere un personaggio di qualche fama.
38 Ora dunque vi dico: (n) Astenetevi da questi uomini, e lasciateli stare: perché se questo consiglio o questa opera è da (o) uomini, sarà distrutta;
(n) Egli dissuade i suoi compagni dall'uccidere gli apostoli, né ritiene opportuno riferire la questione al magistrato romano, poiché i Giudei non potevano tollerare nulla di peggio che vedere confermata la tirannia dei Romani.
(o) Se è falso e inventato.
41 (15) Ed essi se ne andarono dal cospetto del consiglio, rallegrandosi d'essere stati reputati degni di soffrire vergogna per il suo nome.
(15) Gli apostoli, abituati a sopportare e a tollerare parole, alla fine si abituano anche a sopportare percosse, e in modo tale che per mezzo di esse diventano più forti.
42 E ogni giorno, nel (p) tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di predicare Gesù Cristo.
(p) Sia pubblicamente che privatamente.
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