Nuova Riveduta:

Atti 5

Anania e Saffira
1 Ma un uomo di nome Anania, con Saffira sua moglie, vendette una proprietà 2 e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e un'altra parte la consegnò, deponendola ai piedi degli apostoli. 3 Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere? 4 Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio». 5 Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che lo udirono. 6 I giovani, alzatisi, ne avvolsero il corpo e, portatolo fuori, lo seppellirono.
7 Circa tre ore dopo sua moglie, non sapendo ciò che era accaduto, entrò. 8 E Pietro, rivolgendosi a lei: «Dimmi», le disse, «avete venduto il podere per tanto?» Ed ella rispose: «Sì, per tanto». 9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te». 10 Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi e spirò. I giovani, entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono accanto a suo marito. 11 Allora un gran timore venne su tutta la chiesa e su tutti quelli che udivano queste cose.

Numerosi miracoli a Gerusalemme
12 Molti segni e prodigi erano fatti tra il popolo per le mani degli apostoli; e tutti di comune accordo si ritrovavano sotto il portico di Salomone. 13 Ma nessuno degli altri osava unirsi a loro; il popolo però li esaltava. 14 E sempre di più si aggiungevano uomini e donne in gran numero, che credevano nel Signore; 15 tanto che portavano perfino i malati nelle piazze e li mettevano su lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra ne coprisse qualcuno. 16 Anche la folla delle città intorno a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi; e tutti erano guariti.

Arresto degli apostoli
17 Il sommo sacerdote e tutti quelli che erano con lui, cioè la setta dei sadducei, si alzarono, pieni di invidia, 18 e misero le mani sopra gli apostoli e li gettarono nella prigione pubblica. 19 Ma un angelo del Signore, nella notte, aprì le porte della prigione e, condottili fuori, disse: 20 «Andate, presentatevi nel tempio e annunciate al popolo tutte le parole di questa vita». 21 Essi, udito ciò, entrarono sul far del giorno nel tempio, e insegnavano. Ora il sommo sacerdote e quelli che erano con lui vennero, convocarono il sinedrio e tutti gli anziani dei figli d'Israele e mandarono alla prigione per far condurre davanti a loro gli apostoli. 22 Ma le guardie che vi andarono non li trovarono nella prigione; e, tornate, fecero il loro rapporto, 23 dicendo: «La prigione l'abbiamo trovata chiusa con ogni diligenza, e le guardie in piedi davanti alle porte; abbiamo aperto, ma non abbiamo trovato nessuno dentro».
24 Quando il capitano del tempio e i capi dei sacerdoti udirono queste cose, rimasero perplessi sul conto loro, non sapendo cosa ciò potesse significare. 25 Ma sopraggiunse uno che disse loro: «Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione sono nel tempio e stanno insegnando al popolo».
26 Allora il capitano, con le guardie, andò e li condusse via, senza far loro violenza, perché temevano di essere lapidati dal popolo. 27 Dopo averli portati via, li presentarono al sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò, 28 dicendo: «Non vi abbiamo forse espressamente ordinato di non insegnare nel nome di costui? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina e volete far ricadere su di noi il sangue di quell'uomo».
29 Ma Pietro e gli altri apostoli risposero: «Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. 30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste appendendolo al legno, 31 e lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele e perdono dei peccati. 32 Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono».

Il consiglio di Gamaliele convince i capi religiosi
33 Ma essi, udendo queste cose, fremevano d'ira e si proponevano di ucciderli. 34 Ma un fariseo di nome Gamaliele, dottore della legge, onorato da tutto il popolo, alzatosi in piedi nel sinedrio comandò che gli apostoli venissero un momento allontanati. 35 Poi disse loro: «Uomini d'Israele, badate bene a quello che state per fare circa questi uomini. 36 Poiché, prima d'ora, sorse Teuda, dicendo di essere qualcuno; presso di lui si raccolsero circa quattrocento uomini; egli fu ucciso, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi e ridotti a nulla. 37 Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch'egli perì, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi. 38 E ora vi dico: tenetevi lontani questi uomini e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà distrutta; 39 ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio».
40 Essi furono da lui convinti; e chiamati gli apostoli, li batterono, ingiunsero loro di non parlare nel nome di Gesù e li lasciarono andare.
41 Essi dunque se ne andarono via dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di insegnare e di portare il lieto messaggio che Gesù è il Cristo.

C.E.I.:

Atti 5

1 Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere 2 e, tenuta per sé una parte dell'importo d'accordo con la moglie, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli. 3 Ma Pietro gli disse: «Anania, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? 4 Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio». 5 All'udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. E un timore grande prese tutti quelli che ascoltavano. 6 Si alzarono allora i più giovani e, avvoltolo in un lenzuolo, lo portarono fuori e lo seppellirono.
7 Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò anche sua moglie, ignara dell'accaduto. 8 Pietro le chiese: «Dimmi: avete venduto il campo a tal prezzo?». Ed essa: «Sì, a tanto». 9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati per tentare lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te». 10 D'improvviso cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la trovarono morta e, portatala fuori, la seppellirono accanto a suo marito. 11 E un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in quanti venivano a sapere queste cose.
12 Molti miracoli e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; 13 degli altri, nessuno osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. 14 Intanto andava aumentando il numero degli uomini e delle donne che credevano nel Signore 15 fino al punto che portavano gli ammalati nelle piazze, ponendoli su lettucci e giacigli, perché, quando Pietro passava, anche solo la sua ombra coprisse qualcuno di loro. 16 Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi e tutti venivano guariti.
17 Si alzò allora il sommo sacerdote e quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di livore, 18 e fatti arrestare gli apostoli li fecero gettare nella prigione pubblica. 19 Ma durante la notte un angelo del Signore aprì le porte della prigione, li condusse fuori e disse: 20 «Andate, e mettetevi a predicare al popolo nel tempio tutte queste parole di vita». 21 Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare.
Quando arrivò il sommo sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il sinedrio e tutti gli anziani dei figli d'Israele; mandarono quindi a prelevare gli apostoli nella prigione. 22 Ma gli incaricati, giunti sul posto, non li trovarono nella prigione e tornarono a riferire: 23 «Abbiamo trovato il carcere scrupolosamente sbarrato e le guardie ai loro posti davanti alla porta, ma, dopo aver aperto, non abbiamo trovato dentro nessuno». 24 Udite queste parole, il capitano del tempio e i sommi sacerdoti si domandavano perplessi che cosa mai significasse tutto questo, 25 quando arrivò un tale ad annunziare: «Ecco, gli uomini che avete messo in prigione si trovano nel tempio a insegnare al popolo».
26 Allora il capitano uscì con le sue guardie e li condusse via, ma senza violenza, per timore di esser presi a sassate dal popolo. 27 Li condussero e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote cominciò a interrogarli dicendo: 28 «Vi avevamo espressamente ordinato di non insegnare più nel nome di costui, ed ecco voi avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina e volete far ricadere su di noi il sangue di quell'uomo». 29 Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. 30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avevate ucciso appendendolo alla croce. 31 Dio lo ha innalzato con la sua destra facendolo capo e salvatore, per dare a Israele la grazia della conversione e il perdono dei peccati. 32 E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a lui». 33 All'udire queste cose essi si irritarono e volevano metterli a morte.
34 Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, stimato presso tutto il popolo. Dato ordine di far uscire per un momento gli accusati, 35 disse: «Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare contro questi uomini. 36 Qualche tempo fa venne Tèuda, dicendo di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quanti s'erano lasciati persuadere da lui si dispersero e finirono nel nulla. 37 Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse molta gente a seguirlo, ma anch'egli perì e quanti s'erano lasciati persuadere da lui furono dispersi. 38 Per quanto riguarda il caso presente, ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; 39 ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!».
40 Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero fustigare e ordinarono loro di non continuare a parlare nel nome di Gesù; quindi li rimisero in libertà. 41 Ma essi se ne andarono dal sinedrio lieti di essere stati oltraggiati per amore del nome di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e a casa, non cessavano di insegnare e di portare il lieto annunzio che Gesù è il Cristo.

Nuova Diodati:

Atti 5

1 Ma un certo uomo, di nome Anania, con sua moglie Saffira, vendette un podere, 2 e trattenne per sé una parte dell'importo d'accordo con la moglie, e andò a deporre il resto ai piedi degli apostoli. 3 Ma Pietro disse: «Anania, perché ha Satana riempito il tuo cuore per farti mentire allo Spirito Santo e trattenere una parte del prezzo del podere? 4 Se questo restava invenduto, non rimaneva tuo? E il ricavato della vendita non era forse a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio!». 5 All'udire queste cose, Anania cadde e spirò. E una grande paura venne su tutti coloro che udirono queste cose. 6 Allora si alzarono alcuni giovani, lo avvolsero, lo portarono fuori e lo seppellirono. 7 Or circa tre ore più tardi entrò anche sua moglie, ignara dell'accaduto. 8 E Pietro le rivolse la parola, dicendo: «Dimmi avete voi venduto il podere per tanto?». Ed ella rispose: «Sì, per tanto». 9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete messi d'accordo di tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di coloro che hanno sepolto tuo marito sono all'uscio e porteranno via anche te». 10 In quel momento ella cadde ai suoi piedi e spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta, la portarono via e la seppellirono accanto a suo marito. 11 Così una grande paura venne su tutta la chiesa e su tutti coloro che udivano queste cose. 12 Or molti segni e prodigi erano fatti fra il popolo per le mani degli apostoli. Tutti con una sola mente si ritrovavano sotto il portico di Salomone. 13 E nessuno degli altri ardiva unirsi a loro; ma il popolo li magnificava. 14 Così si aggiungeva al Signore un numero sempre maggiore di credenti, moltitudini di uomini e donne, 15 tanto che portavano i malati nelle piazze, li mettevano su letti e giacigli perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro. 16 Anche la folla delle città intorno accorreva a Gerusalemme, portando i malati e quelli che erano tormentati da spiriti immondi, e tutti erano guariti.

Miracolosa liberazoine degli apostoli dal carcere e loro testimonianza al sinedrio; il consiglio di Gamaliele
17 Allora si alzarono il sommo sacerdote e tutti coloro che erano con lui, cioè la setta dei sadducei, ripieni di invidia, 18 e misero le mani addosso agli apostoli e li gettarono nella prigione pubblica. 19 Ma un angelo del Signore di notte aprì le porte della prigione e, condottili fuori, disse: 20 «Andate, presentatevi nel tempio e annunziate al popolo tutte le parole di questa vita». 21 Ed essi, udito ciò, entrarono nel tempio sul far del giorno ed insegnavano. Intanto il sommo sacerdote e coloro che erano con lui vennero e convocarono il sinedrio e tutti gli anziani dei figli d'Israele; quindi mandarono le guardie alla prigione per prelevare gli apostoli. 22 Ma le guardie, giunte alla prigione, non li trovarono; e, ritornate, fecero il loro rapporto, 23 dicendo: «Noi abbiamo trovato la prigione ben chiusa con ogni precauzione e le guardie in piedi davanti alle porte; ma, avendole aperte, non vi abbiamo trovato dentro nessuno». 24 Ora, come il sommo sacerdote, il comandante del tempio e i capi dei sacerdoti udirono queste cose, rimasero perplessi nei loro confronti, non sapendo che cosa significasse tutto questo. 25 Ma sopraggiunse uno che riferì loro dicendo: «Ecco, quegli uomini che metteste in prigione sono nel tempio e stanno ammaestrando il popolo». 26 Allora il comandante del tempio andò con le guardie e li ricondusse, senza far loro violenza, per paura di essere lapidati dal popolo. 27 Così essi li portarono e li presentarono davanti al sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò, 28 dicendo: «Non vi abbiamo severamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, voi avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina e volete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo». 29 Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: «Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. 30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste, appendendolo al legno. 31 Dio lo ha esaltato con la sua destra e lo ha fatto principe e salvatore per dare ad Israele ravvedimento e perdono dei peccati. 32 E di queste cose noi gli siamo testimoni, come pure lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono». 33 All'udire queste cose, essi si infuriarono e deliberarono di ucciderli. 34 Ma un certo fariseo, di nome Gamaliele, un dottore della legge onorato da tutto il popolo, si alzò in piedi nel sinedrio e comandò di far uscire un momento gli apostoli. 35 Poi disse a quelli del sinedrio: «Uomini d'Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini. 36 Poiché un po' di tempo fa sorse Teuda, che diceva di essere qualcuno; accanto a lui si raccolsero circa quattrocento uomini; ma egli fu ucciso, e tutti coloro che l'avevano seguito furono dispersi. 37 Dopo di lui, al tempo del censimento, sorse Giuda il Galileo che trascinò dietro a sé molta gente; anch'egli perì, e tutti coloro che lo seguirono furono dispersi. 38 Ora dunque io vi dico state alla larga da questi uomini e lasciateli stare, perché se questo progetto o quest'opera è dagli uomini sarà distrutta, 39 ma se è da Dio, voi non la potete distruggere, perché vi trovereste a combattere contro Dio stesso!». 40 Ed essi gli diedero ascolto. E, chiamati gli apostoli, li batterono e comandarono loro di non parlare nel nome di Gesù; poi li lasciarono andare. 41 Così essi si allontanarono dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere vituperati per il nome di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di insegnare e di annunziare la buona novella: che Gesù è il Cristo.

Riveduta 2020:

Atti 5

Anania e Saffira
1 Ma un certo uomo chiamato Anania, con Saffira sua moglie, vendette una proprietà, 2 e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie, e, portatane una parte, la pose ai piedi degli apostoli. 3 Ma Pietro disse: “Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere? 4 Se questo rimaneva invenduto, non restava tuo? E, una volta venduto, non ne era il prezzo in tuo potere? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio”. 5 E Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E gran paura prese tutti quelli che udirono queste cose. 6 I giovani, alzatisi, avvolsero il corpo e, portatolo fuori, lo seppellirono.
7 Circa tre ore dopo sua moglie, non sapendo ciò che era avvenuto, entrò. 8 E Pietro, rivolgendosi a lei: “Dimmi”, le disse, “avete venduto il podere per tanto?”. Ed ella rispose: “Sì, per tanto”. 9 Ma Pietro a lei: “Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno sepolto tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te”.
10 E lei, in quell'istante, cadde ai suoi piedi e spirò. I giovani, entrati, la trovarono morta e, portatala via, la seppellirono accanto a suo marito. 11 Allora una gran paura venne sulla chiesa intera e su tutti quelli che udivano queste cose.

Molti segni e prodigi
12 Molti segni e prodigi erano fatti fra il popolo per le mani degli apostoli e tutti di comune accordo si ritrovavano sotto il portico di Salomone. 13 Ma nessuno degli altri osava unirsi a loro, il popolo però li magnificava. 14 E sempre più credenti si aggiungevano al Signore: un gran numero di uomini e donne, 15 tanto che portavano perfino gli infermi per le piazze e li mettevano su lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro passava, l'ombra sua almeno ne coprisse qualcuno. 16 Anche dalle città vicine la folla accorreva a Gerusalemme, portando malati e persone tormentate da spiriti immondi e tutti erano sanati.

Arresto e liberazione degli apostoli
17 Il sommo sacerdote e tutti quelli che erano con lui, cioè la setta dei sadducei, si alzarono, pieni di invidia, 18 e misero le mani sugli apostoli e li gettarono nella prigione pubblica. 19 Ma un angelo del Signore, nella notte, aprì le porte della prigione e, condottili fuori, disse: 20 “Andate, presentatevi nel tempio e annunciate al popolo tutte le parole di questa Vita”. 21 Ed essi, udito ciò, entrarono sullo schiarire del giorno nel tempio e insegnavano. Ora il sommo sacerdote e quanti erano con lui vennero, convocarono il Sinedrio e tutti gli anziani del popolo d'Israele e mandarono alla prigione per far condurre davanti a loro gli apostoli. 22 Ma le guardie che vi andarono non li trovarono nella prigione e, tornate, fecero il loro rapporto, 23 dicendo: “La prigione l'abbiamo trovata chiusa con ogni diligenza e le guardie in piedi davanti alle porte ma, avendo aperto, non abbiamo trovato nessuno dentro”.
24 Quando il capitano del tempio e i capi sacerdoti udirono queste cose, erano perplessi sul conto loro, non sapendo che cosa ciò potesse essere. 25 Ma sopraggiunse uno che disse loro: “Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione sono nel tempio e stanno insegnando al popolo”.
26 Allora il capitano del tempio, con le guardie, andò e li condusse via, però non con violenza, perché temevano di essere lapidati dal popolo. 27 Avendoli portati via, li presentarono al Sinedrio e il sommo sacerdote li interrogò, 28 dicendo: “Non vi abbiamo del tutto vietato di insegnare nel nome di costui? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina e volete far ricadere su di noi il sangue di quell'uomo”.
29 Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: “Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. 30 Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste appendendolo al legno, 31 e lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele e perdono dei peccati. 32 Noi siamo testimoni di queste cose e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono”.

Il consiglio di Gamaliele
33 Ma essi, udendo queste cose, fremevano d'ira e si proponevano d'ucciderli. 34 Ma un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, onorato da tutto il popolo, alzatosi in piedi nel Sinedrio, comandò che gli apostoli venissero allontanati un momento. 35 Poi disse loro: “Uomini d'Israele, badate bene a quello che state per fare circa questi uomini. 36 Poiché, prima d'ora, sorse Teuda, dicendo di essere qualcuno, e presso di lui si raccolsero circa quattrocento uomini; egli fu ucciso e tutti quelli che gli avevano prestato fede furono sbandati e ridotti a nulla. 37 Dopo costui, sorse Giuda il Galileo, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch'egli perì e tutti coloro che gli avevano prestato fede furono dispersi. 38 E ora vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli stare, perché, se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà distrutta, 39 ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio”.
40 Essi furono del suo parere e, chiamati gli apostoli, li batterono, ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù e li lasciarono andare.
41 Ed essi se ne andarono dalla presenza del Sinedrio, rallegrandosi di essere stati reputati degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di insegnare e di annunciare la buona notizia che Gesù è il Cristo.

La Parola è Vita:

Atti 5

1 
Ci fu invece un uomo di nome Ananìa che, d'accordo con sua moglie Saffira, vendette una proprietà, 2 ma portò soltanto una parte del denaro agli apostoli, facendola passare per l'intero ricavato. (Sua moglie, naturalmente, era d'accordo con lui).
3 Ma Pietro gli disse: «Ananìa, come mai Satana si è impadronito a tal punto del tuo cuore, che cerchi di ingannare perfino lo Spirito Santo? 4 La proprietà era tua, potevi venderla o tenertela, come ti pareva; e anche dopo averla venduta, stava a te decidere quanto dare. Come hai potuto fare una cosa simile? Tu non hai mentito a noi, ma a Dio!»
5 Non appena udì queste parole, Ananìa cadde a terra morto stecchito. Una gran paura s'impadronì di tutti. I più giovani lo avvolsero in un lenzuolo e lo portarono via per seppellirlo.
6  7 Circa tre ore dopo, ecco che entrò sua moglie, completamente all'oscuro dell'accaduto. 8 Allora Pietro le chiese: «Dimmi, è vero che avete venduto la vostra terra al tal prezzo?» «Sì proprio a quel prezzo!» rispose la donna.
9 E Pietro a lei: «Come avete potuto, tu e tuo marito, mettervi d'accordo per sfidare lo Spirito del Signore? Senti?... Ecco i passi di quelli che hanno appena seppellito tuo marito. Vengono per portar via anche te!»
10 E all'istante Saffira cadde a terra, morta. I giovani entrarono e, vedendola morta, la portarono fuori e la seppellirono accanto a suo marito. 11 Una gran paura s'impossessò di tutta la Chiesa e di tutti gli altri che venivano a conoscenza di ciò che era successo.
12 Gli apostoli s'incontravano regolarmente al tempio, in quella parte conosciuta come portico di Salomone, e facevano molti miracoli e cose straordinarie fra la gente. 13 Gli altri credenti non osavano unirsi a loro, ma il popolo li teneva in grande considerazione. 14 Ogni giorno aumentava sempre più il numero di uomini e donne che credevano nel Signore, 15 al punto che i malati venivano portati per le strade su barelle e su stuoie, affinché, quando Pietro passava, li potesse sfiorare almeno con la sua ombra. 16 La gente accorreva a frotte anche dalle città vicine a Gerusalemme, per portare i malati e gli indemoniati; e tutti quanti venivano guariti.

Secondo arresto degli apostoli.
17 Il sommo sacerdote e i suoi seguaci, vale a dire il partito dei Sadducei, reagirono con violenta gelosia. 18 Arrestarono gli apostoli e li gettarono nella prigione pubblica. 19 Ma, di notte, un angelo del Signore aprì le porte della prigione e, dopo aver condotto fuori gli apostoli, ordinò loro: 20 «Andate al tempio e predicate al popolo le parole di vita eterna!»
21 Gli apostoli giunsero al tempio che era quasi l'alba, e subito cominciarono a predicare. Quella mattina, più tardi, il sommo sacerdote e i suoi uomini convocarono i capi e gli anziani del popolo, poi mandarono a prendere gli apostoli per il processo. 22 Ma, quando le guardie giunsero alla prigione, non trovarono nessuno. Allora tornarono indietro e dissero:
23 «Le porte della prigione erano sbarrate e le guardie stavano al loro posto a sorvegliare, ma, quando abbiamo aperto, dentro non c'era nessuno!»
24 A questo punto il comandante delle guardie e i capi sacerdoti non sapevano che cosa pensare e si domandavano come sarebbe finito questo affare. 25 In quel momento capitò un tale che disse: «Gli uomini che avevate messo in prigione ora se ne stanno al tempio a predicare alla gente!»
26 Allora il comandante delle guardie si precipitò subito con i suoi uomini ad arrestare gli apostoli, senza violenza, però, perché avevano paura di essere presi a sassate dal popolo se li avessero maltrattati. Li portarono quindi davanti al tribunale ebraico.
27  28 «Non vi avevamo proibito assolutamente di predicare nel nome di Gesù?» disse loro il sommo sacerdote. «Voi, invece, avete riempito tutta Gerusalemme della vostra dottrina, e volete far ricadere su di noi la colpa della morte di quell'uomo!»
29 «È a Dio che dobbiamo ubbidire, non agli uomini!» risposero Pietro e gli apostoli. 30 «Il Dio dei nostri antenati ha resuscitato Gesù, quello che voi avete ucciso inchiodandolo ad una croce. 31 Dio ha innalzato Gesù con grande potenza, come nostro capo e Salvatore, per dare al popolo d'Israele l'occasione di pentirsi e di ricevere il perdono dei peccati. 32 Noi siamo testimoni di queste verità, noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a tutti quelli che gli ubbidiscono».
33 A questa risposta, gli altri fremevano di rabbia e decisero di ucciderli. 34 Ma uno di loro, un fariseo di nome Gamaliele, esperto in leggi religiose, che godeva di una certa stima presso il popolo, si alzò e ordinò che gli apostoli fossero portati fuori dalla camera di consiglio, mentre parlava.
35 Poi Gamaliele si rivolse ai colleghi: «Israeliti, badate bene a quello che state facendo a questi uomini! 36 Tempo fa, c'era quel tale Teuda, che si faceva passare per grand'uomo. A lui si erano uniti altri quattrocento uomini, ma, dopo che fu ucciso, tutti i suoi seguaci furono dispersi, ridotti a nulla.
37 Dopo di lui, al tempo del censimento, ci fu un certo Giuda di Galilea, che si trascinò dietro dei discepoli, ma anche lui morì, e tutti i suoi simpatizzanti furono dispersi.
38 Perciò questo è il mio consiglio: lasciate perdere questi uomini. Se ciò che insegnano è farina del loro sacco, non durerà molto. 39 Se invece, viene da Dio, non sarete certo voi in grado di fermarli, e correte il rischio di trovarvi a combattere contro Dio stesso».
40 Il consiglio di Gamaliele fu accettato. Fecero chiamare gli apostoli, li fecero battere e, dopo aver intimato loro di nuovo di non parlare mai più nel nome di Gesù, finalmente, li lasciarono andare. 41 Gli apostoli uscirono dal tribunale tutti contenti, perché il Signore li aveva considerati degni di essere maltrattati per amore di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, continuavano ad insegnare e a predicare che Gesù è il Messia.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Atti 5

1 Ma un certo uomo, chiamato Anania, con Saffira sua moglie, vendé un possesso, 2 e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e portatane una parte, la pose ai piedi degli apostoli. 3 Ma Pietro disse: Anania, perché ha Satana così riempito il cuor tuo da farti mentire allo Spirito Santo e ritener parte del prezzo del podere? 4 Se questo restava invenduto, non restava tuo? E una volta vendutolo, non ne era il prezzo in tuo potere? Perché ti sei messa in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio. 5 E Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E gran paura prese tutti coloro che udiron queste cose. 6 E i giovani, levatisi, avvolsero il corpo, e portatolo fuori, lo seppellirono. 7 Or avvenne, circa tre ore dopo, che la moglie di lui, non sapendo ciò che era avvenuto, entrò. 8 E Pietro, rivolgendosi a lei: Dimmi, le disse, avete voi venduto il podere per tanto? Ed ella rispose: Sì, per tanto. 9 Ma Pietro a lei: Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito il tuo marito sono all'uscio e ti porteranno via. 10 Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi, e spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta; e portatala via, la seppellirono presso al suo marito. 11 E gran paura ne venne alla chiesa intera e a tutti coloro che udivano queste cose. 12 E molti segni e prodigî eran fatti fra il popolo per le mani degli apostoli; e tutti di pari consentimento si ritrovavano sotto il portico di Salomone. 13 Ma, degli altri, nessuno ardiva unirsi a loro; il popolo però li magnificava. 14 E di più in più si aggiungevano al Signore dei credenti, uomini e donne, in gran numero; 15 tanto che portavano perfino gli infermi per le piazze, e li mettevano su lettucci e giacigli, affinché, quando Pietro passava, l'ombra sua almeno ne adombrasse qualcuno. 16 E anche la moltitudine accorreva dalle città vicine a Gerusalemme, portando dei malati e dei tormentati da spiriti immondi; e tutti quanti eran sanati.

Liberazione degli apostoli dal carcere. Loro testimonianza dinanzi al Sinedrio. Consiglio di Gamaliele
17 Or il sommo sacerdote e tutti quelli che eran con lui, cioè la setta de' Sadducei, si levarono, pieni di invidia, 18 e misero le mani sopra agli apostoli, e li gettarono nella prigione pubblica. 19 Ma un angelo del Signore, nella notte, aprì le porte della prigione; e condottili fuori, disse: 20 Andate, presentatevi nel tempio e quivi annunziate al popolo tutte le parole di questa Vita. 21 Ed essi, avendo ciò udito, entrarono sullo schiarir del giorno nel tempio, e insegnavano. Or il sommo sacerdote e coloro che eran con lui vennero, e convocarono il Sinedrio e tutti gli anziani dei figliuoli d'Israele, e mandarono alla prigione per far menare dinanzi a loro gli apostoli. 22 Ma le guardie che vi andarono non li trovarono nella prigione; e tornate, fecero il loro rapporto dicendo: 23 La prigione l'abbiam trovata serrata con ogni diligenza, e le guardie in piè davanti alle porte; ma, avendo aperto, non abbiam trovato alcuno dentro. 24 Quando il capitano del tempio e i capi sacerdoti udiron queste cose, erano perplessi sul conto loro, non sapendo che cosa ciò potesse essere. 25 Ma sopraggiunse uno che disse loro: Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione sono nel tempio, e stanno quivi ammaestrando il popolo. 26 Allora il capitano del tempio, con le guardie, andò e li menò via, non però con violenza, perché temevano d'esser lapidati dal popolo. 27 E avendoli menati, li presentarono al Sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò, 28 dicendo: Noi vi abbiamo del tutto vietato di insegnare in cotesto nome; ed ecco, avete riempita Gerusalemme della vostra dottrina, e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo. 29 Ma Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. 30 L'Iddio de' nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi uccideste appendendolo al legno. 31 Esso ha Iddio esaltato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e remission dei peccati. 32 E noi siam testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono. 33 Ma essi, udendo queste cose, fremevano d'ira, e facevan proposito d'ucciderli. 34 Ma un certo Fariseo, chiamato per nome Gamaliele, dottor della legge, onorato da tutto il popolo, levatosi in piè nel Sinedrio, comandò che gli apostoli fossero per un po' messi fuori. 35 Poi disse loro: Uomini Israeliti, badate bene, circa questi uomini, a quel che state per fare. 36 Poiché, prima d'ora, sorse Teuda, dicendosi esser qualche gran cosa; e presso a lui si raccolsero intorno a quattrocento uomini; ed egli fu ucciso; e tutti quelli che gli aveano prestata fede, furono sbandati e ridotti a nulla. 37 Dopo costui, sorse Giuda il Galileo, a' dì del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch'egli perì, e tutti coloro che gli aveano prestata fede furon dispersi. 38 E adesso io vi dico: Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà distrutta; 39 ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio. 40 Ed essi furon del suo parere; e chiamati agli apostoli, li batterono, e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù, e li lasciarono andare. 41 Ed essi se ne andarono dalla presenza del Sinedrio, rallegrandosi d'essere stati reputati degni di esser vituperati per il nome di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, non ristavano d'insegnare e di annunziare la buona novella che Gesù è il Cristo.

Ricciotti:

Atti 5

Anania e Saffira
1 Ma un cert'uomo, di nome Anania, d'accordo con Saffira sua moglie, anche lui vendette un campo, 2 e, consapevole la moglie, si tenne per sè una parte del prezzo, portando il resto e deponendolo ai piedi degli apostoli. 3 Allora Pietro disse: «Anania, come mai Satana t'ha così preso il cuore che tu cerchi di mentire allo Spirito Santo con frodare una parte del prezzo del campo? 4 Se non lo vendevi, non restava tuo? E, venduto, non eri tu padrone? Perchè concepire un tal disegno? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio». 5 Anania, a udir queste parole, cadde e spirò. E gran timore entrò in tutti che udirono. 6 E i giovani, levatisi, avvolsero il corpo, e lo portarono a seppellire. 7 Avvenne pertanto che, dopo circa tre ore, entra la moglie di lui, che nulla sapeva di quel che era avvenuto. 8 E Pietro le si rivolse: «Dimmi, donna, è vero che avete venduto il campo per il tal prezzo?». E quella: «Sì, per tal prezzo». 9 E Pietro a lei: «Perchè, dunque, vi siete accordati a tentar lo Spirito del Signore? Ecco stanno sulla porta i piedi di coloro che han sepolto tuo marito, e porteranno via anche te!». 10 In quell'istante ella cadde a' suoi piedi, e spirò. E que' giovani, entrati, la trovaron morta e la portarono a seppellire accanto a suo marito. 11 E gran paura ne venne a tutta la Chiesa, e a tutti quelli che udirono tali cose.

All'ombra di Pietro
12 E si facevano per le mani degli apostoli molti segni e prodigi tra il popolo; e tutti, di pari sollecitudine si ritrovavano sotto il portico di Salomone. 13 Degli altri, poi, nessuno ardiva unirsi a loro; ma il popolo li magnificava. 14 E ogni giorno si vedeva crescere la moltitudine d'uomini e di donne che credevano al Signore: 15 tanto che portavan fuori nelle piazze gl'infermi su lettucci e strapunti, affinchè, quando Pietro passava, almeno l'ombra sua ne coprisse qualcuno, e fossero liberati dalle loro infermità. 16 Accorreva pure molta gente dalle città vicine a Gerusalemme, portando de' malati e de' posseduti da spiriti immondi; e tutti eran guariti.

Prigionia e liberazione
17 Or il sommo sacerdote e tutti i suoi partigiani (ch'erano la setta de' Sadducei), si levaron su, pieni di gelosia, 18 e misero le mani sopra gli apostoli, e li gettarono nella prigione pubblica. 19 Ma un angelo del Signore, di notte, aprì le porte della prigione, e, condottili fuori, disse loro: 20 «Andate, presentatevi nel tempio, annunciando al popolo tutte queste parole di vita». 21 Ed essi, ciò udito, entrarono allo spuntar dell'alba nel tempio, ponendosi a insegnare. Intanto, il sommo sacerdote e quei del suo partito, convocarono il Sinedrio e tutti gli anziani de' figli d'Israele, e mandarono alla prigione per farli condurre. 22 Ma le guardie, entrate nella prigione, non ve li trovarono; tornarono addietro e riferirono, 23 dicendo: «Abbiam trovato la prigione chiusa con tutta diligenza, e le guardie fuori, in piedi, alla porta; ma, quand'abbiamo aperto, dentro non c'era nessuno». 24 A udir tali parole il capitano del tempio e i capi dei sacerdoti rimasero perplessi sul conto di quelli, non sapendo che fosse successo. 25 Ed ecco si presenta uno che dice: «Badate, gli uomini che metteste in prigione, son già nel tempio ad ammaestrare il popolo!».

Ancora nel Sinedrio
26 Allora il capitano del tempio corse con le sue guardie, e li menò via, senza usar violenza perchè temevano d'esser lapidati dal popolo. 27 Avutili dunque a sè, li presentarono al Sinedrio; e il sommo sacerdote li ammonì, 28 dicendo: «Noi vi abbiamo proibito rigorosamente d'insegnare in codesto nome; e, invece, voi avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento; voi mirate a far ricadere su noi il sangue di quell'uomo!». 29 E subito rispose Pietro e gli altri apostoli: «Bisogna ubbidire a Dio più che agli uomini. 30 Il Dio de' padri nostri, ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo a un legno. 31 Dio l'ha esaltato con la sua destra qual principe e salvatore, per dare ad Israele ravvedimento e remission de' peccati. 32 E noi siam testimoni della verità di queste cose, noi e lo Spirito Santo che Iddio ha dato a coloro che gli ubbidiscono». 33 A dir tale risposta, essi fremevano dalla rabbia, e si proponevano di metterli a morte.

Consiglio d'uomo prudente
34 Ma un del consiglio, Gamaliele di nome, fariseo, dottor della legge, onorato da tutto il popolo, levatosi su, ordinò che gli apostoli fossero per un poco messi fuori. 35 Poi disse: «Uomini d'Israele, badate bene a quel che state per fare di questi uomini. 36 Non è molto, e venne su Teoda, che si dava per un gran personaggio, e intorno a lui si raccolsero in quattrocento uomini. Egli fu ucciso, e tutti i suoi partigiani furono sbandati e ridotti a nulla. 37 Dopo costui, al tempo del censimento, venne fuori Giuda il Galileo, e si trascinò dietro molta gente; anch'egli perì, e furon dispersi tutti i suoi seguaci. 38 E adesso vi dico: - Non vi occupate di questi uomini, e lasciateli andare; perchè se il fatto loro è opera di uomo, cadrà da sè. 39 Ma, se è da Dio, voi non potrete distruggerla; e correte il pericolo di combattere contro Dio stesso! -». Gli dettero ascolto. 40 Poi, chiamati gli apostoli, li fecero battere, e, intimato a essi di non parlar mai nel nome di Gesù, li lasciarono andare. 41 E gli apostoli se n'andarono dalla presenza del Sinedrio, lieti dell'esser fatti degni di patir contumelie per il nome di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano d'insegnare e d'annunziare Gesù come il Cristo.

Tintori:

Atti 5

Anania e Saffira
1 Ma un tale chiamato Anania, con Saffira sua moglie, vendette un podere 2 e, lei connivente, ritenne parte del prezzo, e portandone una porzione, la pose ai piedi degli Apostoli. 3 Or Pietro disse: Anania, come mai Satana tentò il tuo cuore da mentire allo Spirito Santo e ritenere parte del prezzo del podere? 4 Se non lo vendevi non era forse tuo? e vendutolo non rimaneva a tua disposizione? Per qual motivo ti sei messo in cuore tale cosa? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio. 5 Anania, all'udir queste parole, cadde e spirò. E gran timore prese quelli che udirono. 6 Allora, mossisi dei giovani, lo tolsero e lo portarono a seppellire. 7 Circa tre ore dopo, ecco entrare la moglie di lui, che nulla sapeva di quanto era accaduto, e Pietro le disse: 8 Dimmi, donna, avete venduto per tal prezzo il podere? Quella rispose: Precisamente. 9 E Pietro a lei: Perchè vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco i piedi di coloro che hanno seppellito il tuo consorte sono all'uscio e ora porteranno anche te. 10 In quell'istante essa cadde ai piedi di Pietro, e spirò. Ed entrati quei giovani, la trovarono morta, e la portarono a seppellire accanto al suo marito. 11 Allora grande paura ne venne a tutta la chiesa e a tutti quelli che udirono tali cose.

Prodigi e conversioni
12 E si facevan per mezzo degli Apostoli molti segni e prodigi nel popolo; e tutti di comune accordo se ne stavano nei portico di Salomone. 13 Degli altri poi nessuno ardiva affratellarsi con essi; ma il popolo li magnificava. 14 E sempre più cresceva la moltitudine di quelli, uomini e donne, che credevano nel Signore: 15 talmente che portavan fuori nelle piazze gli infermi e li mettevan su barelle e strapunti, affinchè quando Pietro passava, almeno l'ombra sua ne coprisse qualcuno, e fossero liberati dalle loro infermità. 16 Accorreva pure a Gerusalemme molta gente dalle città vicine, portando malati e vessati da spiriti immondi, e tutti eran guariti.

Prigionia e prodigiosa liberazione degli Apostoli
17 Ma levatosi su il sommo sacerdote e tutti quelli del suo partito, che era la setta dei Sadducei, pieni di zelo, 18 misero le mani sugli Apostoli e li gettarono nella prigione pubblica. 19 Ma un Angelo del Signore di nottetempo ne apri le porte e condottili fuori disse: 20 Andate, presentatevi al tempio a predicare al popolo tutte le parole di questa vita. 21 Ed essi udito ciò, entrarono allo spuntar del giorno nel tempio e v'insegnavano. Ma il sommo sacerdote e quelli del suo partito convocarono il Sinedrio e tutti gli anziani dei figli d'Israele: e mandarono alla prigione, perchè fossero loro condotti davanti. 22 Ma giunte le guardie alla prigione e non trovandoceli, tornarono indietro a riferire dicendo: 23 Abbiamo trovata la prigione diligentemente chiusa e le guardie fuori, in piedi alle porte; ma avendola aperta, dentro non ci abbiam trovato nessuno. 24 Sentiti questi discorsi, il capitano del tempio ed i capi dei sacerdoti stavano perplessi sul da farsi. 25 Ma in quel momento capitò uno a dire: Ecco, gli uomini che metteste in prigione son nel tempio ad ammaestrare il popolo. 26 Allora andò il capitano colle guardie e li menò via senza violenza, temendo di essere lapidati dal popolo.

Gli Apostoli di nuovo davanti al Sinedrio
27 E menatili via li presentarono al Sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò 28 dicendo: Noi vi abbiamo proibito rigorosamente di insegnare in quel nome, ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina, e volete far ricader su di noi il sangue di quell'uomo. 29 Ma Pietro e gli altri Apostoli risposero: Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. 30 Il Dio dei padri nostri ha risuscitato quel Gesù che voi uccideste appendendolo alla croce. 31 Questo principe e Salvatore, Iddio lo esaltò colla sua destra, per dare a Israele penitenza e remissione dei peccati. 32 E ne siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono. 33 All'udire queste cose, essi fremevano e si proponevano di metterli a morte. 34 Ma levatosi su uno del Sinedrio, chiamato Gamaliele, fariseo, dottore in legge, rispettato da tutto il popolo, comandò che fosse fatta allontanare per un poco quella gente, e poi disse: 35 Israeliti, badate bene a quello che state per fare di questi uomini. 36 Perchè prima di questi giorni, si levò su Teoda, che si dava per un gran personaggio, e intorno a lui si raccolsero circa quattrocento uomini; ma fu ucciso e tutti quelli che credevano in lui furono dispersi e ridotti a niente. 37 Dopo costui al tempo del censimento, sorse Giuda, il galileo e si tirò dietro del popolo, ma anche lui perì e furon dispersi tutti i suoi seguaci. 38 Or adunque vi dico: non vi occupate di questi uomini, e lasciateli fare: se questo disegno e quest'opera è dagli uomini, andrà in rovina da sè; 39 se invece è da Dio non potrete distruggerla e correte rischio di trovarvi contro Dio stesso. E gli diedero ascolto. 40 E chiamati gli Apostoli, dopo averli battuti e dopo aver loro comandato di non parlare in nessun modo del nome di Gesù, li lasciarono andare. 41 Ed essi se ne andarono dal cospetto del consiglio contenti per essere stati fatti degni di essere vituperati pel nome di Gesù. 42 E ogni giorno nel tempio e per le case non restavano d'insegnare e di evangelizzare Gesù Cristo.

Martini:

Atti 5

Anania, e la moglie Saffira, venduto un podere, si ritengono parte del prezzo, e interrogati da Pietro negano il fatto; per la qual cosa alla parola di Pietro il marito, e la moglie sono da repentina morte colpiti. Gli Apostoli, e particolarmente Pietro, fanno molti miracoli, e messi in carcere, sono liberati dall'Angelo, e presi di nuovo non si inducono a tralasciar la predicazione del nome di Cristo. Per consiglio di Gamaliele son licenziati dopo le battiture, lieti di aver meritato di patire oper il nome di Cristo, cui tornan tosto a predicare.
1 Ma un cert'uomo detto Anania con Saffira, sua moglie vendè un podere, 2 E d'accordo con sua moglie ritenne del prezzo: e portandone una tal qual porzione, la pose a' piedi degli Apostoli. 3 E Pietro disse: Anania, come mai satana tentò il cuor tuo a mentire allo Spirito santo, e ritenere del prezzo del podere? 4 Non è egli vero, che conservandolo stava per te, e venduto era in tuo potere? Per qual motivo ti sei messa in cuore tal cosa? Non hai mentito agli uomini, ma a Dio. 5 Udite, che ebbe Anania queste parole, cadde, e spirò. E gran timore entrò in tutti quei, che udirono. 6 E si mosser de' giovani, e quindi lo tolsero, e portaronlo a seppellire. 7 Era trascorso lo spazio di circa tre ore, quando la di lui moglie non informata del successo arrivò. 8 E Pietro le disse: Dimmi o Donna, avete voi venduto il podere per il tal prezzo? Ed ella disse: così appunto. 9 E Pietro a lei: per qual motivo vi siete accordati a tentare lo spirito del Signore? Ecco, sono alla soglia i piedi di coloro, che hanno data sepoltura a tuo marito, e ti porteranno fuori. 10 E immantinenti ella cadde a' suoi piedi, e spirò. Ed entrati que' giovani trovaron la morta, e la portarono a seppellire accanto a suo marito. 11 E gran timore ne nacque in tutta la chiesa, e in tutti coloro, che udirono tali cose. 12 E molti segni, e prodigj faceansi nel popolo per le mani degli Apostoli. E se ne stavano tutti d'accordo nel portico di Salomone. 13 Degli altri poi nissuno ardiva di affratellarsi con essi: ma il popolo li celebrava. 14 E più e più cresceva la moltitudine di que', che credevano nel Signore, uomini, e donne. 15 Talmente che portavano fuori nelle piazze i malati, e li mettevano sopra letti, e strapunti, affinchè, passando Pietro, l'ombra almeno di lui adombrasse alcuno di essi, e fosser liberati dalle loro infermità. 16 Concorreva eziandio a Gerusalemme molta gente dalle vicine città, portando de' malati, e vessati dagli spiriti immondi: i quali erano tutti quanti risanati. 17 Ma esacerbato il principe de' sacerdoti, e tutti quelli del suo partito (che è la setta de' Sadducei) si riempiron di zelo. 18 E messer le mani addosso agli Apostoli, e li poser nella pubblica prigione. 19 Ma l'Angelo del Signore di notte tempo aprì le porte della prigione, e condottili fuora, disse: 20 Andate, e statevi nel tempio a predicare al popolo tutte le parole di questa scienza di vita. 21 Ed essi udito questo entrarono sul far dell'alba nel tempio, ed insegnavano. Ma venuto il principe de' sacerdoti, e quelli del suo partito, convocarono il sinedrio, e tutti i seniori de' figliuoli d'Israele: e mandarono alla prigione, perché gli fosser condotti davanti. 22 E andati i ministri, e aperta la prigione non li trovando, tornarono in dietro a recar questa nuova, 23 Dicendo: quanto alla prigione l'abbiamo trovata chiusa con tutta puntualità, e le guardie fuori in piedi alle porte: ma apertala niuno vi abbiamo trovato dentro. 24 Udite tali parole, il prefetto del tempio, e i principi de' sacerdoti stavan, perplessi, dove queste cose andassero a finire. 25 Ma sopraggiunse chi diede lor questo avviso: ecco che quegli uomini, che furon messi da voi in prigione, stanno arditamente nel tempio, e insegnano al popolo. 26 Allora andò il magistrato con i ministri, e li menò via, non con violenza: imperocché temevan di non esser lapidati dal popolo. 27 E li condussero, e presentarono al consiglio: e il sommo sacerdote gl'interrogò, 28 Dicendo: noi vi abbiamo strettamente ordinato di non insegnare in quel nome: ed ecco, che avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina: e volete renderci responsabili del sangue di quell'uomo. 29 Rispose Pietro, e gli Apostoli, e dissero: bisogna ubbidire a Dio piuttosto, che agli uomini. 30 Il Dio de' padri nostri ha risuscitato Gesù, cui voi uccideste, appesolo ad un legno. 31 Questo principe, e salvatore lo esaltò Iddio colla sua destra per dare ad Israele la penitenza, e la remissione de' peccati. 32 E noi siamo testimoni di queste cose, ed anche lo spirito santo dato da Dio a tutti quelli che a lui ubbidiscono. 33 Quelli, udite tali cose, smaniavano, e trattavan di mettergli a morte. 34 Ma levatosi su uno del consiglio chiamato Gamaliele, Fariseo, dottor della legge, rispettato da tutto il popolo, ordinò di metter fuora per un po' di tempo quegli uomini, 35 E disse loro: uomini Israeliti, badate bene a quel, che siete per fare riguardo a questi uomini. 36 Imperocché prima di questi giorni scappò fuori Teoda, dicente, se essere qualche cosa, col quale si associò un numero di circa quattrocento uomini, il quale fu ucciso: e tutti quelli, che gli credevano, furon dispersi e ridotti a niente. 37 Dopo questo scappò fuori Giuda il Galileo nel tempo della descrizione, e si tirò dietro il popolo, ed egli ancora perì: e furono dissipati tutti quanti i suoi seguaci. 38 E adesso io dico a voi, non toccate questi uomini, e lasciateli fare: conciossiachè se questo pensiero, o questa opera viene dagli uomini, sarà disfatta. 39 Se poi ell'è da Dio, non potrete disfarla: che non sembri che fate guerra anche a Dio. E approvarono il suo parere. 40 E chiamati gli Apostoli, battuti che gli ebbero, intimaron loro di non parlare né punto né poco nel nome di Gesù, e li rilasciarono. 41 Ed essi se ne andavan contenti dal cospetto del consiglio, per essere stati fatti degni di patir contumelia pel nome di Gesù. 42 E ogni di non cessavano e nel tempio, e per le case d'insegnare, e di evangelizzare Gesù Cristo.

Diodati:

Atti 5

1 Ma un certo uomo, chiamato per nome Anania, con Saffira, sua moglie, vendè una possessione; 2 e frodò del prezzo, con saputa della sua moglie; e, portatane una parte, la pose a' piedi degli apostoli. 3 Ma Pietro disse: Anania, perchè ha Satana riempito il cuor tuo, per mentire allo Spirito Santo, e frodar del prezzo della possessione? 4 S'ella restava, non restava ella a te? ed essendo venduta, non era ella in tuo potere? perchè ti sei messo in cuore questa cosa? tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio. 5 Ed Anania, udendo queste parole, cadde, e spirò. E gran paura venne a tutti coloro che udirono queste cose. 6 E i giovani, levatisi, lo tolsero via; e, portatolo fuori, lo seppellirono. 7 Or avvenne intorno a tre ore appresso, che la moglie d'esso, non sapendo ciò che era avvenuto, entrò. 8 E Pietro le fece motto, dicendo: Dimmi, avete voi cotanto venduta la possessione? Ed ella rispose: Sì, cotanto. 9 E Pietro le disse: Perchè vi siete convenuti insieme di tentar lo Spirito del Signore? ecco, i piedi di coloro che hanno seppellito il tuo marito sono all'uscio, ed essi ti porteranno via. 10 Ed ella in quello stante cadde ai piedi d'esso e spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono presso al suo marito. 11 E gran paura ne venne alla chiesa, e a tutti coloro che udivano queste cose.
12 E molti segni e prodigi eran fatti fra il popolo per le mani degli apostoli; ed essi tutti di pari consentimento si ritrovavano nel portico di Salomone. 13 E niuno degli altri ardiva aggiungersi con loro; ma il popolo li magnificava. 14 E di più in più si aggiungevano persone che credevano al Signore, uomini e donne, in gran numero. 15 Talchè portavan gl'infermi per le piazze, e li mettevano sopra letti, e letticelli; acciocchè, quando Pietro venisse, l'ombra sua almeno adombrasse alcun di loro. 16 La moltitudine ancora delle città circonvicine accorreva in Gerusalemme, portando i malati, e coloro ch'erano tormentati dagli spiriti immondi; i quali tutti erano sanati.
17 OR il sommo sacerdote si levò, insieme con tutti coloro ch'erano con lui, ch'era la setta de' Sadducei, essendo ripieni d'invidia; 18 e misero le mani sopra gli apostoli, e li posero nella prigion pubblica. 19 Ma un angelo del Signore di notte aperse le porte della prigione; e, condottili fuori, disse loro: 20 Andate, e presentatevi nel tempio, e ragionate al popolo tutte le parole di questa vita. 21 Ed essi, avendo ciò udito, entrarono in su lo schiarir del dì nel tempio, ed insegnavano. Or il sommo sacerdote, e coloro che erano con lui, vennero e raunarono il concistoro, e tutti gli anziani de' figliuoli d'Israele, e mandarono nella prigione, per far menar davanti a loro gli apostoli. 22 Ma i sergenti, giunti alla prigione, non ve li trovarono; laonde ritornarono, e fecero il lor rapporto, dicendo: 23 Noi abbiam ben trovata la prigione serrata con ogni diligenza, e le guardie in piè avanti le porte; ma, avendole aperte, non vi abbiamo trovato alcuno dentro. 24 Ora, come il sommo sacerdote, e il capo del tempio, e i principali sacerdoti ebbero udite queste cose, erano in dubbio di loro, che cosa ciò potesse essere. 25 Ma un certo uomo sopraggiunse, il qual rapportò, e disse loro: Ecco, quegli uomini che voi metteste in prigione, son nel tempio, e stanno quivi, ammaestrando il popolo.
26 Allora il capo del tempio, co' sergenti, andò , e li menò, non però con violenza; perciocchè temevano il popolo, che non fossero lapidati. 27 E, avendoli menati, li presentarono al concistoro; e il sommo sacerdote li domandò, dicendo: 28 Non vi abbiam noi del tutto vietato d'insegnare in cotesto nome? e pure ecco, voi avete ripiena Gerusalemme della vostra dottrina, e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo. 29 Ma Pietro, e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Conviene ubbidire anzi a Dio che agli uomini. 30 L'Iddio de' padri nostri ha suscitato Gesù, il qual voi uccideste, avendolo appiccato al legno. 31 Ma Iddio l'ha esaltato con la sua destra, e l'ha fatto Principe e Salvatore, per dar ravvedimento ad Israele, e remission de' peccati. 32 E noi gli siam testimoni di queste cose che diciamo; ed anche lo Spirito Santo, il quale Iddio ha dato a coloro che gli ubbidiscono. 33 Ma essi, avendo udite queste cose, scoppiavano d'ira, e consultavano d'ucciderli. 34 Ma un certo Fariseo, chiamato per nome Gamaliele, dottor della legge, onorato presso tutto il popolo, levatosi in piè nel concistoro, comandò che gli apostoli fosser un poco messi fuori. 35 Poi disse a que' del concistoro: Uomini Israeliti, prendete guardia intorno a questi uomini, che cosa voi farete. 36 Perciocchè, avanti questo tempo sorse Teuda, dicendosi esser qualche gran cosa, presso al quale si accolsero intorno a quattrocento uomini; ed egli fu ucciso, e tutti coloro che gli aveano prestata fede furon dissipati, e ridotti a nulla. 37 Dopo lui sorse Giuda il Galileo, a' dì della rassegna, il quale sviò dietro a sè molto popolo; ed egli ancora perì, e tutti coloro che gli aveano prestata fede furon dispersi. 38 Ora dunque, io vi dico, non vi occupate più di questi uomini, e lasciateli; perciocchè, se questo consiglio, o quest'opera è dagli uomini, sarà dissipata; 39 ma, se pure è da Dio, voi non la potete dissipare; e guardatevi che talora non siate ritrovati combattere eziandio con Dio. 40 Ed essi gli acconsentirono. E, chiamati gli apostoli, li batterono, ed ingiunsero loro che non parlassero nel nome di Gesù; poi li lasciarono andare. 41 Ed essi se ne andarono dalla presenza del concistoro, rallegrandosi d'essere stati reputati degni d'esser vituperati per lo nome di Gesù. 42 Ed ogni giorno, nel tempio, e per le case, non restavano d'insegnare, e d'evangelizzar Gesù Cristo.

Commentario completo di Matthew Henry:

Atti 5

1 INTRODUZIONE AGLI ATTI CAPITOLO 5

In questo capitolo abbiamo,

Il peccato e la punizione di Anania e Saffira, che, per aver mentito allo Spirito Santo, furono colpiti a morte dalla parola di Pietro Atti 5:1-11.

II. Lo stato fiorente della chiesa, nel potere che accompagnava la predicazione del vangelo, Atti 5:12-16.

III. L'imprigionamento degli apostoli e la loro miracolosa liberazione dalla prigione, con nuovi ordini di andare a predicare il vangelo, cosa che fecero, con grande vessazione dei loro persecutori, Atti 5:17-26.

IV. La loro accusa davanti al grande sinedrio, e la loro giustificazione di se stessi in ciò che fecero, Atti 5:27-33.

V. Il consiglio di Gamaliele riguardo a loro, che non li perseguitassero, ma li lasciassero in pace, e vedessero cosa ne sarebbe venuto fuori, e il loro concorso, per il momento, con questo consiglio, nel congedo degli apostoli con nient'altro che una flagellazione, Atti 5:34-40.

VI. L'allegro progresso dell'apostolo nella loro opera nonostante la proibizione imposta loro e l'indegnità loro commessa, Atti 5:41-42.

Atti 5:1-11

Il capitolo inizia con un maso malinconico , che mette fine alla piacevole e piacevole prospettiva delle cose che abbiamo avuto nei capitoli precedenti; come ogni uomo, così ogni chiesa, nel suo stato migliore, ha il suo ma.

1. I discepoli erano molto santi e celesti, e sembravano tutti straordinariamente buoni; ma c'erano fra loro degli ipocriti, il cui cuore non era retto agli occhi di Dio, i quali, quando furono battezzati e presero su di sé la forma della pietà, rinnegarono la potenza della pietà e si fermarono davanti a ciò. C'è un miscuglio di male e di bene nelle migliori società di questa parte del cielo; La zizzania crescerà tra il grano fino al raccolto.

2. Fu lode dei discepoli che giunsero a quella perfezione che Cristo raccomandò al giovane ricco: vendettero ciò che avevano e diedero ai poveri; ma anche questo si rivelò un mantello e un velo di ipocrisia che si pensava fosse la più grande prova e prova di sincerità.

3. I segni e i prodigi che gli apostoli operarono furono fino ad allora miracoli di misericordia; ma ora avviene un miracolo di giudizio, e qui c'è un esempio di severità che segue gli esempi di bontà, affinché Dio possa essere amato e temuto. Osserva qui,

Il peccato di Anania e di Saffira sua moglie. È bello vedere marito e moglie unirsi in ciò che è buono, ma essere complici nel male significa essere come Adamo ed Eva, quando accettarono di mangiare il frutto proibito e furono uniti nella loro disubbidienza. Ora il loro peccato fu,

1. Che erano ambiziosi di essere considerati discepoli eminenti, e di primo rango, quando in realtà non erano veri discepoli; sarebbero passati per alcuni degli alberi più fruttuosi della vigna di Cristo, quando in realtà la radice della questione non si trovava in essi. Vendettero un possedimento e portarono il denaro (come fece Barnaba) ai piedi degli apostoli, affinché non sembrassero essere dietro al capo dei credenti, ma potessero essere applauditi e gridati, e stare tanto più in piedi per la preferenza nella chiesa, che forse pensavano avrebbe presto brillato in pompa e grandezza secolari. Nota: È possibile che gli ipocriti rinneghino se stessi in una cosa, ma poi è per servire se stessi in un'altra; In un caso possono rinunciare al loro vantaggio secolare, con la prospettiva di trovare il loro conto in qualcos'altro. Anania e Saffira prendevano su di loro la professione di cristianesimo e ne facevano bella mostra di sé , e così si facevano beffe di Dio e ingannavano gli altri, quando sapevano di non poter portare a termine la professione cristiana. Era lodevole, e fin qui era giusto, in quel giovane ricco, che non pretendesse di seguire Cristo, quando, se fosse venuto il momento, sapeva di non poter venire alle sue condizioni, ma se ne andò addolorato. Anania e Saffira pretendevano di poter venire a buon fine, per poter avere il merito di essere discepoli, quando in realtà non ci riuscivano, e quindi erano un discredito per il discepolato. Si noti che è spesso di conseguenza fatale per le persone andare più lontano nella professione di quanto il loro principio interiore ammetta.

2. Che erano avidi delle ricchezze del mondo, e diffidenti di Dio e della sua provvidenza: vendettero la loro terra, e forse allora, in un morso di zelo, non progettarono altro che di dedicare tutto il denaro dell'acquisto a usi pii, e fecero un voto, o almeno concepirono un pieno proposito, di farlo; ma, quando il denaro fu ricevuto, il loro cuore venne loro meno, e trattennero una parte del prezzo, (Atti 5:2), perché amavano il denaro, e pensavano che fosse troppo per separarsene subito, e confidare nelle mani degli apostoli, e perché non sapevano che avrebbero potuto volerlo essi stessi, anche se ora tutte le cose erano comuni, eppure non sarebbe passato così tanto tempo, e che cosa avrebbero dovuto fare in un momento di bisogno, se non avessero lasciato nulla a se stessi? Non potevano accettare la parola di Dio che si doveva provvedere a loro, ma pensavano che avrebbero avuto una parte più saggia di quella che avevano fatto gli altri, e si sarebbero messi da parte per un giorno di pioggia. Così pensavano di servire sia Dio che mammona: Dio, portando una parte del denaro ai piedi degli apostoli, e mammona, tenendo l'altra parte nelle loro tasche; come se non ci fosse in Dio la massima sufficienza per compensare il tutto per loro, a meno che non ne tenessero un po' nelle loro mani a titolo di cauzione. I loro cuori erano divisi, così furono trovati difettosi, Osea 10:2. Si fermarono tra le due; se fossero stati dei mondani incalliti, non avrebbero venduto i loro beni; e, se fossero stati cristiani incalliti, non avrebbero trattenuto una parte del prezzo.

3. Che pensavano di ingannare gli apostoli e far credere loro di aver portato tutto il denaro dell'acquisto, quando in realtà era solo una parte. Vennero con la stessa sicurezza, e con la più grande dimostrazione di pietà e devozione di chiunque di loro, e deposero il denaro ai piedi degli apostoli, come se fosse tutto loro. Essi dissimulavano con Dio e il suo Spirito, con Cristo e con la sua chiesa e i suoi ministri; e questo fu il loro peccato.

II. L'accusa di Anania, che dimostrò sia la sua condanna che l'esecuzione per questo peccato. Quando portò il denaro, e si aspettava di essere lodato e incoraggiato, come lo erano gli altri, Pietro lo rimproverò al riguardo. Egli, senza alcuna indagine o esame di testimoni al riguardo, lo accusa perentoriamente del crimine, lo aggrava e gli impone un peso per esso, mostrandoglielo nel suo stesso colore, Atti 5:3-4. Lo Spirito di Dio in Pietro non solo scoprì il fatto senza alcuna informazione (quando forse nessun uomo al mondo lo sapeva se non l'uomo e sua moglie stessi), ma scorgì anche il principio dell'infedeltà regnante nel cuore di Anania, che era alla base di esso, e quindi procedette contro di lui così improvvisamente. Se si fosse trattato di un peccato di infermità, per la sorpresa di una tentazione, Pietro avrebbe preso da parte Anania e gli avrebbe ordinato di andare a casa a prendere il resto del denaro e di pentirsi della sua follia nel tentativo di imbrogliare loro; Ma sapeva che il suo cuore era completamente riposto in lui per fare questo male, e quindi non gli lasciava spazio per pentirsi. Qui gli mostrò:

1. L'origine del suo peccato: Satana riempì il suo cuore; Non solo glielo suggerì e glielo mise in testa, ma lo spinse a farlo in fretta e riso. Tutto ciò che è contrario allo Spirito buono procede dallo Spirito cattivo, e quei cuori sono riempiti da Satana in cui regna la mondanità e ha l'ascendente. Alcuni pensano che Anania fosse uno di quelli che avevano ricevuto lo Spirito Santo, ed era stato riempito dei suoi doni, ma, avendo provocato lo Spirito a ritirarsi da lui, ora Satana riempì il suo cuore; come, quando lo Spirito del Signore si allontanò da Saul, uno spirito maligno da parte di Dio lo turbò. Satana è uno spirito bugiardo; era così nella bocca dei profeti di Achab, e così era nella bocca di Anania, e con questo ha fatto sembrare che riempisse il suo cuore.

2. Il peccato stesso: Egli mentì allo Spirito Santo; un peccato di natura così atroce che non avrebbe potuto esserne colpevole se Satana non avesse riempito il suo cuore.

(1.) La frase che noi rendiamo mentire allo Spirito Santo, ψευσασθαι σε το πνευμα το αγιον, alcuni leggono, per smentire lo Spirito Santo, che può essere presa in due modi:

[1.] Che ha smentito lo Spirito Santo in se stesso; così il dottor Lightfoot lo prende, e suppone che Anania non fosse un credente ordinario, ma un ministro, e uno che aveva ricevuto il dono dello Spirito Santo con i centoventi (poiché si fa menzione di lui subito dopo Barnaba); eppure osò così, dissimulando, smentire e svergognare quel dono. O così; Coloro che avevano venduto i loro possedimenti e deposto il denaro ai piedi degli apostoli, lo fecero per speciale impulso dello Spirito Santo, che li rese capaci di compiere un atto così grande e generoso; e Anania finse di essere stato spinto dallo Spirito Santo a fare quello che faceva, come lo erano gli altri; mentre dalla sua bassezza sembrava che non fosse affatto sotto l'influenza del buon Spirito; perché, se fosse stata opera sua, sarebbe stata perfetta.

[2.] Che ha smentito lo Spirito Santo negli apostoli, ai quali ha portato il denaro; ha travisato lo Spirito da cui erano stati spinti, sia con il sospetto che non avrebbero distribuito fedelmente ciò che era stato loro affidato (che era una suggerimento vile, come se fossero falsi rispetto alla fiducia riposta in loro), sia con l'assicurazione che non avrebbero potuto scoprire la frode. Ha smentito lo Spirito Santo quando, con ciò che ha fatto, voleva far credere che coloro che sono dotati dei doni dello Spirito Santo potessero essere facilmente imposti come gli altri uomini; come Gheazi, che il suo padrone convinse del suo errore con quella parola: Il mio cuore non è forse venuto con te? 2Re 5:26. E' stato addebitato alla casa d'Israele e a Giuda, quando, come Anania qui, agirono molto slealmente, che smentirono l'Eterno, dicendo: Non è lui, Geremia 5:11-12. Così Anania pensava che gli apostoli fossero del tutto simili a lui, e questo smentiva lo Spirito Santo in loro, come se egli non fosse in loro un discernitore di spiriti, mentre avevano in sé tutti i doni dello Spirito, che agli altri erano divisi separatamente. 1Corinzi 12:8-11. Coloro che pretendono di essere ispirati dallo Spirito, nell'imporre alla chiesa le loro fantasie, sia nell'opinione che nella pratica, che dicono di essere mossi dall'alto quando sono portati avanti dal loro orgoglio, dalla loro cupidigia o dalla loro affettazione di dominio, smentiscono lo Spirito Santo.

(2.) Ma noi lo leggiamo, per mentire allo Spirito Santo, la cui lettura è confermata da Atti 5:4 : Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio.

[1.] Anania disse una bugia, una menzogna deliberata e con lo scopo di ingannare; disse a Pietro che aveva venduto un possedimento (casa o terreni) e che questo era il denaro per l'acquisto. Forse si esprimeva con parole capaci di un doppio significato, usava qualche equivoco al riguardo, che pensava potesse attenuare un po' la faccenda, e salvarlo dalla colpa di una vera e propria menzogna: o forse non diceva nulla; ma era tutto uno, faceva come facevano gli altri che portavano l'intero prezzo, e si sarebbe creduto che lo facesse, e si aspettava la lode di coloro che lo facevano, e lo stesso privilegio e accesso alle azioni ordinarie che avevano; e quindi era una protesta implicita che portasse l'intero prezzo, come fecero loro; e questa era una menzogna, perché ne tratteneva una parte. Nota: Molti sono portati alla menzogna grossolana dall'orgoglio regnante e dall'affettazione dell'applauso degli uomini, in particolare nelle opere di carità verso i poveri. Affinché dunque non ci si possa trovare a vantarci di un falso dono che ci è stato dato, o che ci è stato dato (Proverbi 25:14), non dobbiamo vantarci nemmeno di un vero dono, che è il significato dell'avvertimento del nostro Salvatore nelle opere di carità: Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra. Coloro che si vantano di buone opere che non hanno mai fatto, o che promettono buone opere che non fanno mai, o che fanno le buone opere che fanno più o meglio di quanto non siano in realtà, cadono sotto la colpa della menzogna di Anania, di cui tutti noi dobbiamo temere il pensiero.

[2.] Disse questa bugia allo Spirito Santo. Non fu tanto agli apostoli quanto allo Spirito Santo in loro che fu portato il denaro, e fu detto ciò che fu detto: At 5:4: Tu non hai mentito agli uomini (non solo agli uomini, non agli uomini principalmente, sebbene gli apostoli non siano che uomini), ma hai mentito a Dio. Quindi si deduce giustamente che lo Spirito Santo è Dio, poiché chi mente allo Spirito Santo mente a Dio.

"Coloro che mentirono agli apostoli, attuati e agendo

Spirito di Dio, si dice che mentono a Dio, perché il

apostoli agivano per la potenza e l'autorità di Dio, da cui

ne consegue (come osserva bene il dottor Whitby) che il potere

e l'autorità dello Spirito deve essere la potenza e

autorità di Dio".

E, come sostiene ulteriormente,

"Si dice che Anania mentì a Dio, perché mentì a ciò

Spirito negli apostoli che ha permesso loro di discernere

segreti del cuore e delle azioni degli uomini, che sono i

proprietà di Dio solo, chi gli mente deve quindi

mentire a Dio, perché mente a uno che ha il

proprietà incomunicabile di Dio, e di conseguenza

essenza divina".

3. Gli aggravamenti del peccato (Atti 5:4): Mentre rimaneva, non era forse tuo? E, dopo che è stato venduto, non era forse in tuo potere? Il che può essere inteso in due modi:

(1.) "Non hai avuto la tentazione di trattenere una parte del

prezzo; prima che fosse venduto era tuo, e non

ipotecata né gravata, né in alcun modo impegnata per

debito; e quando è stato venduto è stato in tuo potere

disporre del denaro a tuo piacimento; affinché tu

anche i più potenti hanno portato il tutto come una parte.

Non avevi debiti da pagare, forse non avevi figli da pagare

provvedere; così che non fossi sotto l'influenza

particolare incentivo a trattenere una parte del

prezzo. Tu sei stato un trasgressore senza motivo".

O

(2.) "Non avevi alcuna necessità di vendere la tua terra,

né portare nulla del denaro ai piedi degli apostoli. Tu

avresti potuto tenere il denaro, se tu avessi voluto, e

anche la terra, e non ho mai preteso di questo pezzo di

perfezione".

L'apostolo dà questa regola di carità, che le persone non siano pressate, e che non sia sollecitata come se fosse necessaria, perché Dio ama chi dona allegramente (2Corinzi 9:7), e Filemone deve fare un'opera buona, non per così dire per necessità, ma volontariamente, Filemone 1:14. Come è meglio non fare voto che giurare e non pagare, così sarebbe stato meglio per lui non aver venduto affatto la sua terra piuttosto che trattenere così una parte del prezzo; non aver preteso di fare il buon lavoro piuttosto che farlo a metà.

"Quando è stato venduto, è stato in tuo potere; ma non era così quando fu fatto il voto: allora avevi aperto la bocca al Signore e non potevi tornare indietro".

Così, nel dare i nostri cuori a Dio, non ci è permesso dividerli. Satana, come la madre di cui il bambino non era il suo, avrebbe preso con una metà; ma Dio avrà tutto o nessuno.

4. Tutta questa colpa, così aggravata, è addebitata su di lui: Perché hai concepito questa cosa nel tuo cuore? Osservate: Sebbene Satana abbia riempito il suo cuore per farlo, si dice che l'abbia concepito nel suo cuore, il che dimostra che non possiamo attenuare i nostri peccati addossando la colpa al diavolo; egli tenta, ma non può costringere; è dalle nostre concupiscenze che siamo attratti e adescati. La cosa cattiva, qualunque essa sia, che si dice o si fa, il peccatore l'ha concepita nel suo cuore; e perciò, se tu bruci, tu solo la sopporterai. La conclusione dell'accusa è molto alta, ma molto giusta: Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio. Quale enfasi dà il profeta a quella di Acaz, che non solo stanca gli uomini, ma stanca anche il mio Dio! Isaia 7:13. E Mosè su quella d'Israele: «I tuoi mormorii non sono contro di noi, ma contro il Signore!». Esodo 16:8. Ecco, Tu hai potuto imporre a noi, che siamo uomini come te; ma, non v'ingannate, Dio non si fa beffe. Se pensiamo di ingannare Dio, alla fine dimostreremo di aver imbrogliato la nostra stessa anima.

III. La morte e la sepoltura di Anania, Atti 5:5-6.

1. Morì sul posto: Anania, udendo queste parole, rimase senza parole, nello stesso senso in cui lo era colui che era stato accusato di essersi intromesso nel banchetto di nozze senza abito nuziale: non aveva nulla da dire per se stesso; ma non era tutto: rimase senza parole davanti a un testimone, perché fu colpito a morte. Cadde a terra e abbandonò il fantasma. Non risulta se Pietro avesse intenzione e si aspettasse che ciò sarebbe seguito a ciò che gli aveva detto; è probabile che lo fece, poiché a Saffira, sua moglie, Pietro parlò in particolare della morte, Atti 5:9. Alcuni pensano che un angelo lo abbia colpito, che sia morto, come Erode, Atti 12:23. Oppure, la sua stessa coscienza lo colpì con un tale orrore e stupore per il senso della sua colpa, che sprofondò e morì sotto il peso di essa. E forse, quando fu condannato per aver mentito allo Spirito Santo, si ricordò dell'imperdonabilità della bestemmia contro lo Spirito Santo, che lo colpì come un pugnale al cuore. Vedete la potenza della parola di Dio nella bocca degli apostoli. Come per alcuni era un sapore di vita per la vita, così per altri era un sapore di morte per la morte. Come ci sono coloro che il Vangelo giustifica, così ci sono coloro che esso condanna. Questa punizione di Anania può sembrare severa, ma siamo sicuri che fosse giusta.

(1.) Era stato progettato per mantenere l'onore dello Spirito Santo come ora recentemente riversato sugli apostoli, al fine di stabilire il regno del vangelo. Fu un grande affronto quello che Anania fece allo Spirito Santo, come se potesse essere imposto: ed ebbe la tendenza diretta a invalidare la testimonianza degli apostoli; poiché, se non poterono per mezzo dello Spirito scoprire questa frode, come poterono per mezzo di questo Spirito scoprire le cose profonde di Dio, che dovevano rivelare ai figlioli degli uomini? Era quindi necessario che il credito dei doni e delle potenze degli apostoli fosse sostenuto, anche se a questo costo.

(2.) Era stato progettato per dissuadere gli altri dalle simili presunzioni, ora all'inizio di questa dispensazione. Simon Mago in seguito non fu punito in questo modo, né Elima; ma ora in un primo momento ad Anania fu dato un esempio, che, dato quanto sia comodo ricevere lo Spirito, ci possano essere anche prove sensate, dato quanto sia pericoloso resistere allo Spirito, e fargli disprezzo. Quanto severamente fu punita l'adorazione del vitello d'oro e la raccolta dei bastoni nel giorno di sabato, quando le leggi del secondo e del quarto comandamento erano ora date di nuovo! Così fu l'offerta di fuoco straniero da parte di Nadab e Abiu, e l'ammutinamento di Cora e della sua compagnia, quando il fuoco dal cielo era ora di nuovo dato, e l'autorità di Mosè e di Aaronne era ora di nuovo stabilita. Il fatto che ciò avvenga per mezzo del ministero di Pietro, che egli stesso con una menzogna rinnegò il suo Maestro solo poco tempo fa, lascia intendere che non si trattava del risentimento per un torto fatto a se stesso; perché allora colui che era stato egli stesso colpevole, avrebbe avuto carità per coloro che avevano offeso; e lui, che si era pentito ed era stato perdonato, avrebbe perdonato questo affronto, e si sarebbe sforzato di portare questo offensore al pentimento; ma fu l'opera dello Spirito di Dio in Pietro: a lui fu fatta l'indegnità e per mezzo di lui fu inflitta la punizione.

2. Fu sepolto immediatamente, perché questa era l'usanza dei Giudei (Atti 5:6): I giovani, che è probabile fossero nominati a quell'ufficio nella chiesa di seppellire i morti, come tra i Romani i libitinarii e polinctores; o i giovani che assistevano gli apostoli e li servivano, avvolgevano il corpo morto in abiti funebri, lo portavano fuori della città e lo seppellivano decentemente, sebbene fosse morto nel peccato, e con un immediato colpo di vendetta divina.

IV. La resa dei conti con Saffira, moglie di Anania, che forse fu la prima a commettere la trasgressione, e tentò il marito a mangiare questo frutto proibito. Entrò nel luogo dove si trovavano gli apostoli, che, come dovrebbe sembrare, era il portico di Salomone, perché lì li troviamo (Atti 5:12), una parte del tempio dove Cristo era solito camminare, Giovanni 10:23. Entrò circa tre ore dopo, sperando di condividere i ringraziamenti della casa per il suo arrivo, e acconsentendo alla vendita del terreno, di cui forse aveva diritto alla sua dote o a terzi, perché non sapeva che cosa fosse stato fatto. Era strano che nessuno corresse a dirle della morte improvvisa del marito, perché si tenesse lontana; forse qualcuno lo fece, e lei non era in casa; e così quando venne a presentarsi davanti agli apostoli, come benefattrice del fondo, incontrò una rottura invece di una benedizione.

1. Fu giudicata colpevole di aver condiviso con suo marito il suo peccato, da una domanda che Pietro le fece (Atti 5:8): Dimmi se hai venduto la terra per tanto? indicando la somma che Anania aveva portato e deposto ai piedi degli apostoli.

"È stato questo tutto ciò che hai ricevuto per la vendita della terra, e

Non avevi più nulla da fare?"

"No,"

Ella dice:

"Non ne avevamo più, ma era tutto l'ultimo centesimo che ricevevamo".

Anania e sua moglie si accordarono per raccontare la stessa storia, ed essendo l'affare privato, e con il consenso tenuto per sé, nessuno poteva confutarli, e quindi pensarono di poter tranquillamente rimanere nella menzogna, e di doverne guadagnare il merito. È triste vedere quei parenti che dovrebbero stimolarsi l'un l'altro a ciò che è bene indurirsi l'un l'altro in ciò che è male.

2. Fu emessa una sentenza su di lei, che avrebbe partecipato alla condanna di suo marito, Atti 5:9.

(1.) Il suo peccato è scoperto: Com'è possibile che vi siate messi d'accordo per tentare insieme lo Spirito del Signore? Prima di emettere la sentenza, le fa conoscere le sue abominazioni e le mostra il male del suo peccato. Osservare

[1.] Che tentarono lo Spirito del Signore, come Israele tentò Dio nel deserto, quando dissero: Il Signore è forse in mezzo a noi, o non è lui? dopo aver visto tante prove miracolose della sua potenza, e non solo la sua presenza, ma la sua presidenza, quando dissero: "Può Dio apparecchiare una tavola?". Quindi qui,

"Può lo Spirito negli apostoli scoprire questa frode? Possono discernere che questa non è che una parte del prezzo, quando diciamo loro che è il tutto?"

Riuscirà a giudicare attraverso questa nuvola scura? Giobbe 22:13. Videro che gli apostoli avevano il dono delle lingue; Ma avevano il dono di discernere gli spiriti? Coloro che presumono la sicurezza e l'impunità nel peccato tentano lo Spirito di Dio; tentano Dio come se fosse del tutto simile a loro.

[2.] Che si accordarono insieme per farlo, facendo sì che il vincolo della loro relazione reciproca (che per istituzione divina è un vincolo sacro) diventasse un vincolo di iniquità. È difficile dire cosa sia peggio tra i compagni di giogo e gli altri parenti: una discordia nel bene o una concordia nel male. Sembra suggerire che il fatto che si accordarono insieme per farlo fu un'ulteriore tentazione dello Spirito; come se, quando si fossero impegnati a seguire il consiglio l'uno dell'altro in questa faccenda, nemmeno lo Spirito del Signore stesso potesse scoprirli. Così scavarono a fondo per nascondere il loro consiglio al Signore, ma si resero conto che era vano.

"Come mai sei così infatuato? Che strano

la stupidità ti ha preso, che ti azzarderesti a fare

processo di ciò che è una disputa passata? Com'è possibile che tu,

che siete cristiani battezzati, non capite voi stessi

migliore? Come hai osato correre un rischio così grande?"

(2.) Si legge il suo giudizio: Ecco, i piedi di coloro che hanno seppellito tuo marito sono alla porta (forse li ha sentiti arrivare, o sapeva che non sarebbero durati a lungo): e ti porteranno fuori. Come Adamo ed Eva, che avevano accettato di mangiare il frutto proibito, furono cacciati insieme dal paradiso, così Anania e Saffira, che avevano accettato di tentare lo Spirito del Signore, furono cacciati insieme dal mondo.

3. La sentenza è stata eseguita da sola. Non c'era bisogno di un carnefice, una forza omicida accompagnava la parola di Pietro, come a volte faceva una forza di guarigione; perché il Dio nel cui nome ha parlato uccide e fa vivere; e dalla sua bocca (e Pietro era ora la sua bocca) escono sia il male che il bene (Atti 5:10): Allora cadde subito ai suoi piedi. Dio lavora prontamente con alcuni peccatori, mentre con altri sopporta a lungo; per questa differenza, senza dubbio, ci sono buone ragioni; ma non è responsabile verso di noi per esse. Fino a quel momento non aveva sentito che suo marito era morto, la notizia del quale, con la scoperta del suo peccato e la sentenza di morte emessa su di lei, la colpì come un fulmine e la portò via come in un turbine. E ci sono molti esempi di morti improvvise che non devono essere considerate come la punizione di qualche peccato grave, come questo. Non dobbiamo pensare che tutti coloro che muoiono improvvisamente siano peccatori più degli altri; Forse è a loro favore, che abbiano un passaggio rapido: è però un avvertimento a tutti di essere sempre pronti. Ma qui è chiaro che era in giudizio. Alcuni pongono la domanda sullo stato eterno di Anania e Saffira, e sono inclini a pensare che la distruzione della carne sia avvenuta affinché lo spirito potesse essere salvato nel giorno del Signore Gesù. E io sarei entrato con quell'opinione caritatevole se ci fosse stato loro lo spazio per pentirsi, come c'era per l'incestuoso Corinzio. Ma le cose segrete non ci appartengono. Si dice: Si prostrò ai piedi di Pietro; Là, dove avrebbe dovuto stabilire l'intero prezzo e non l'ha fatto, è stata deposta lei stessa, per così dire per supplire alla mancanza. I giovani che si occupavano dei funerali in arrivo la trovarono morta; e non è detto: La avvolsero, come avevano fatto con Anania, ma: La portarono via così com'era e la seppellirono presso il marito; e probabilmente un'iscrizione era posta sulle loro tombe, lasciando intendere che erano monumenti congiunti dell'ira divina contro coloro che mentono allo Spirito Santo. Alcuni chiedono se gli apostoli hanno tenuto il denaro che hanno portato e riguardo al quale hanno mentito. Sono incline a pensare che lo abbiano fatto; Non avevano la superstizione di coloro che dicevano: Non ci è lecito metterlo nel tesoro, perché tutte le cose sono pure per i puri. Ciò che portavano non era contaminato da coloro a cui lo portavano; ma ciò che hanno trattenuto è stato inquinato da coloro che lo hanno trattenuto. Si usavano gli incensieri degli ammutinati di Core.

V. L'impressione che questo fece sul popolo. Si fa attenzione a ciò nel mezzo della storia (Atti 5:5): Grande spavento si impadronì di tutti coloro che udivano queste cose, che udivano ciò che Pietro diceva e vedevano ciò che seguiva, o di tutti coloro che udivano la storia di ciò, perché, senza dubbio, era tutto sulla bocca della città. E di nuovo (Atti 5:11), Grande paura si abbatté su tutta la chiesa, e su tutti coloro che udirono queste cose.

1. Coloro che si erano uniti alla chiesa furono quindi colpiti da un timore reverenziale verso Dio e verso i suoi giudizi, e con una maggiore venerazione per questa dispensazione dello Spirito a cui erano ora sottoposti. Non era un freno alla loro santa gioia, ma insegnava loro a essere seri in essa e a rallegrarsi con tremore. Tutti coloro che dopo queste cose deposero il loro denaro ai piedi degli apostoli avevano paura di trattenere una parte del prezzo.

2. Tutti quelli che udirono ciò, ne furono messi in costernazione e furono pronti a dire: Chi può stare davanti a questo santo Signore Dio e al suo Spirito negli apostoli? Come 1Samuele 6:20.

12 Ver. 12. fino alla Ver. 16.

Abbiamo qui un resoconto del progresso del vangelo, nonostante questo terribile giudizio inflitto a due ipocriti.

Ecco un resoconto generale dei miracoli che gli apostoli operarono (Atti 5:12): Per mano degli apostoli furono compiuti molti segni e prodigi tra il popolo, molti miracoli di misericordia per uno di giudizio. Ora il potere del vangelo è tornato al suo giusto canale, che è quello della misericordia e della grazia. Dio era uscito dal suo posto per punire, ma ora ritorna di nuovo al suo posto, al suo propiziatorio. I miracoli che operarono dimostrarono la loro missione divina. Erano non pochi, ma molti, di vario genere e spesso ripetuti; Erano segni e prodigi, prodigi che erano dichiaratamente segni di una presenza e di una potenza divine. Non venivano fatti in un angolo, ma tra la gente, che era libera di indagare su di essi e, se ci fosse stata qualche frode o collusione in loro, l'avrebbe scoperta.

II. Ci viene qui detto quali furono gli effetti di questi miracoli che gli apostoli operarono.

1. La chiesa fu tenuta insieme e confermata nella sua adesione sia agli apostoli che gli uni agli altri: Essi della chiesa erano tutti di comune accordo sotto il portico di Salomone.

(1.) Si riunirono nel tempio, nel luogo aperto che fu chiamato il portico di Salomone. Era strano che i governanti del tempio permettessero loro di tenere lì le loro riunioni. Ma Dio inclinò i loro cuori a tollerarli lì per un po', per la più conveniente diffusione del vangelo; e coloro che permettevano ai compratori e ai venditori non potevano per vergogna proibire tali predicatori e guaritori lì. Si riunivano tutti in pubblico culto; Così presto si osservava nella Chiesa l'istituzione di assemblee religiose, che non dovevano in alcun modo essere abbandonate o lasciate cadere, perché in esse si mantiene una professione di religione.

(2.) Erano lì di comune accordo, unanimi nella loro dottrina, adorazione e disciplina; e non c'era malcontento né mormorio per la morte di Anania e Saffira, come c'era contro Mosè e Aaronne per la morte di Cora e della sua compagnia: Tu hai ucciso il popolo del Signore, Numeri 16:41. La separazione degli ipocriti, distinguendo i giudizi, dovrebbe rendere l'attaccamento sincero tanto più vicino l'uno all'altro e al ministero del vangelo.

2. Ha guadagnato agli apostoli, che erano i primi ministri nel regno di Cristo, un grandissimo rispetto.

(1.) Gli altri ministri si tennero a distanza: Del resto della loro schiera nessuno osò unirsi a loro, come loro pari o associato a loro; sebbene altri di loro fossero rivestiti dello Spirito Santo e parlassero in lingue, tuttavia nessuno di loro in quel momento faceva tali segni e prodigi come facevano gli apostoli: e perciò riconobbero la loro superiorità, e in ogni cosa cedettero a loro.

(2.) Tutto il popolo li magnificava e li venerava molto, parlava di loro con rispetto e li rappresentava come i favoriti del Cielo e benedizioni indicibili per questa terra. Sebbene i sommi sacerdoti li diffamassero e facessero tutto il possibile per renderli spregevoli, ciò non impedì al popolo di magnificarli, che vedevano la cosa sotto una vera luce. Osservate: Gli apostoli erano ben lungi dall'ingrandirsi; trasmettevano a Cristo la gloria di tutto ciò che facevano con molta cura e fedeltà, eppure il popolo li magnificava; perché saranno esaltati coloro che si umilieranno, e onorati coloro che onorano Dio solo.

3. La chiesa crebbe di numero (Atti 5:14): I credenti erano più aggiunti al Signore, e senza dubbio si unirono alla chiesa, quando videro che Dio era in essa di una verità, anche moltitudini di uomini e donne. Erano così lontani dall'essere dissuasi dall'esempio che veniva dato ad Anania e Saffira, che ne furono piuttosto invitati in una società che osservava una disciplina così rigida. Osservare

(1.) I credenti sono aggiunti al Signore Gesù, uniti a lui, e così uniti al suo corpo mistico, dal quale nulla può separarci e stroncarci, se non ciò che ci separa e ci separa da Cristo. Molti sono stati portati al Signore, eppure c'è posto perché altri si aggiungano a lui, si aggiungano al numero di coloro che sono uniti a lui; e le aggiunte continueranno a fare fino a quando il mistero di Dio sarà terminato, e il numero degli eletti compiuto.

(2.) Si prende atto della conversione delle donne e degli uomini; più attenzione di quanto non lo fosse generalmente nella chiesa giudaica, nella quale non ricevevano il segno della circoncisione né erano obbligate a partecipare alle feste solenni; e il cortile delle donne era uno dei cortili esterni del tempio. Ma, come tra coloro che seguirono Cristo mentre era sulla terra, così tra coloro che credettero in lui dopo che andò in cielo, si prestò grande attenzione alle buone donne.

4. Gli apostoli ebbero abbondanza di pazienti e guadagnarono abbondanza di reputazione sia per se stessi che per la loro dottrina mediante la guarigione di tutti loro, Atti 5:15-16. Gli apostoli operarono tanti segni e prodigi che ogni sorta di persone si mise in loro vantaggio, sia in città che in campagna, e lo ottenne.

(1.) In città: Portavano i loro malati per le strade; poiché è probabile che i sacerdoti non avrebbero permesso loro di portarli nel tempio, sotto il portico di Salomone, e gli apostoli non ebbero tempo di andare nelle case di tutti loro. E li deposero su letti e divani (perché erano così deboli che non potevano né andare né stare in piedi), affinché almeno l'ombra di Pietro, passando, potesse coprire con la sua ombra alcuni di loro, anche se non poteva raggiungerli tutti; e, a quanto pare, ebbe l'effetto desiderato, come il tocco della donna del lembo della veste di Cristo; e in questo: fra l'altro si adempì quella parola di Cristo: Voi farete opere più grandi di queste. Dio esprime la sua cura per il suo popolo, essendo la sua ombra alla sua destra; e le influenze benigne di Cristo come re sono paragonate all' ombra di una grande roccia. Pietro si frappone tra loro e il sole, e così li guarisce, li taglia fuori da una dipendenza dalla sufficienza delle creature come insufficiente, affinché possano aspettarsi aiuto solo da quello Spirito di grazia di cui è stato riempito. E, se tali miracoli furono operati dall'ombra di Pietro, abbiamo ragione di pensare che lo furono dagli altri apostoli, come dai fazzoletti del corpo di Paolo (Atti 19:12), senza dubbio entrambi con l'intenzione reale nella mente degli apostoli di guarire così; così che è assurdo dedurre una virtù guaritrice nelle reliquie dei santi che sono morti e scomparsi; non leggiamo di nessuno guarito dalle reliquie di Cristo stesso, dopo che se ne fu andato, come certamente avremmo fatto se ci fosse stata una cosa del genere.

(2.) Nelle città di campagna: Moltitudini vennero a Gerusalemme dalle città circostanti, portando malati che erano afflitti nel corpo, e coloro che erano afflitti da spiriti impuri, che erano turbati nella mente, e furono guariti tutti; I corpi e le menti sconvolte furono rimessi a posto. Così fu data agli apostoli l'opportunità sia di convincere i giudizi della gente con questi miracoli dell'origine celeste della dottrina che predicavano, sia di coinvolgere l'affetto della gente sia verso di loro che verso di essa, dando loro un esempio della sua benefica tendenza al benessere di questo mondo inferiore.

17 Ver. 17. fino alla Ver. 25. Mai un buon lavoro andò avanti con alcuna speranza di successo, ma incontrò opposizione; Coloro che sono inclini a fare del male non possono essere riconciliati con coloro che si impegnano a fare del bene. Satana, il distruttore dell'umanità, è sempre stato, e sarà, un avversario per coloro che sono i benefattori dell'umanità; E sarebbe stato strano se gli apostoli avessero continuato a insegnare e a guarire e non avessero avuto alcun controllo. In questi versetti abbiamo la malizia dell'inferno e la grazia del cielo che lottano intorno a loro, l'uno per scacciarli da questa buona opera, l'altro per animarli in essa,

I sacerdoti si adirarono contro di loro e li rinchiusero in prigione, Atti 5:17-18. Osservare

1. Chi erano i loro nemici e persecutori. Il sommo sacerdote era il capobanda, Anna o Caifa, che vedeva in gioco la loro ricchezza e dignità, la loro potenza e la loro tirannia, cioè il loro tutto, e inevitabilmente perdute, se la dottrina spirituale e celeste di Cristo avesse preso piede e prevalesse tra il popolo. Coloro che erano più propensi ad unirsi al sommo sacerdote in questo erano la setta dei Sadducei, che avevano una particolare inimicizia verso il vangelo di Cristo, perché confermava e stabiliva la dottrina del mondo invisibile, della risurrezione dei morti e dello stato futuro, che essi negavano. Non c'è da stupirsi se gli uomini di nessuna religione sono bigotti nella loro opposizione alla vera e pura religione.

2. Come sono stati colpiti nei loro confronti, mal colpiti ed esasperati fino all'ultimo grado. Quando udirono e videro quale affluenza c'era per gli apostoli e quanto fossero diventati considerevoli, si levarono in una rabbia, come uomini che non potevano più sopportarla, ed erano decisi a ribellarsi, essendo pieni di indignazione contro gli apostoli che predicavano la dottrina di Cristo e guarivano gli infermi. al popolo per averli ascoltati e per aver portato loro i malati perché fossero guariti, e a se stessi e al proprio partito per aver tollerato che questa faccenda andasse così lontano, e non averla colpita in testa all'inizio. Così i nemici di Cristo e del suo vangelo sono un tormento per se stessi. L'invidia uccide lo sciocco.

3. Come procedettero contro di loro (Atti 5:18): Imposero loro le mani, forse le loro stesse mani (tanto la loro malizia li fece abbassare), o, piuttosto, le mani dei loro ufficiali, e li misero nella prigione comune, tra i peggiori malfattori. Con la presente hanno progettato,

(1.) Per porre un freno su di loro; Sebbene non potessero imputare loro nulla di criminale degno di morte o di catene, tuttavia, mentre li tenevano in prigione, impedivano loro di continuare il loro lavoro, e questo lo consideravano un buon punto guadagnato. Così presto gli ambasciatori di Cristo erano in catene.

(2.) Metterli in terrore, e così allontanarli dal loro lavoro. L'ultima volta che li hanno avuti davanti a loro, li hanno solo minacciati (Atti 4:21); ma ora, vedendo che ciò non serviva, li imprigionarono per farli temere.

(3.) Per gettare loro una disgrazia, e quindi scelsero di applaudirli nella prigione comune, affinché, essendo così diffamati, il popolo non potesse, come aveva fatto, magnificarli. Satana ha portato avanti il suo disegno contro il vangelo facendo apparire spregevoli i predicatori e i professori di esso.

II. Dio mandò il suo angelo per liberarli dalla prigione e per rinnovare il loro incarico di predicare il vangelo. Le potenze delle tenebre combattono contro di loro, ma il Padre della luce combatte per loro e manda un angelo di luce a perorare la loro causa. Il Signore non abbandonerà mai i suoi testimoni, i suoi avvocati, ma certamente starà al loro fianco e li sosterrà.

1. Gli apostoli sono liberati, legalmente liberati, dalla loro prigionia (Atti 5:19): L'angelo del Signore di notte, nonostante tutte le serrature e le sbarre che erano su di loro, aprì le porte della prigione e, nonostante tutta la vigilanza e la risoluzione dei guardiani che stavano fuori davanti alle porte, portò fuori i prigionieri (vedi Atti 5:23), diede loro l'autorità di uscire senza crimine e li guidò attraverso ogni opposizione. Questa liberazione non è così particolarmente legata come quella di Pietro (Atti 12:7 ecc.); Ma il miracolo qui era lo stesso. Notate, Non c'è prigione così buia, così forte, che Dio possa visitare il suo popolo in essa, e, se vuole, tirarlo fuori da essa. Questa liberazione degli apostoli dalla prigione da parte di un angelo era una somiglianza con la risurrezione di Cristo, e la sua liberazione dalla prigione della tomba, e avrebbe contribuito a confermare la predicazione degli apostoli su di essa.

2. Hanno l'incarico, e l'ordine legale, di continuare il loro lavoro, in modo da essere liberati dal divieto a cui il sommo sacerdote li ha sottoposti; l'angelo ordinò loro: Andate, fermatevi e dite al popolo nel tempio tutte le parole di questa vita, Atti 5:20. Quando furono miracolosamente liberati, non dovevano pensare che avrebbero potuto salvare la loro vita scampando dalle mani dei loro nemici. No; era perché potessero continuare il loro lavoro con tanto più audacia. Le guarigioni dalla malattia, le liberazioni dai guai, ci sono concesse, e devono essere considerate da noi come scontate, non perché possiamo godere delle comodità della nostra vita, ma perché Dio possa essere onorato con i servizi della nostra vita. Lascia vivere l'anima mia, ed essa ti loderà, Salmi 119:175. Scatena la mia anima fuori di prigione (come gli apostoli qui), affinché io possa lodare il tuo nome, Salmi 143:7 Vedi Isaia 38:22. Ora, in questo incarico loro affidato, osservate:

(1.) Dove devono predicare: Parla nel tempio. Si potrebbe pensare, anche se non hanno lasciato il loro lavoro, che sia stato prudente continuare a svolgerlo in un luogo più privato, dove avrebbe recato meno offesa ai sacerdoti che nel tempio, e così li avrebbe esposti meno. No;

"Parlate nel tempio, perché questo è il luogo delle schiere,

questa è la casa del Padre vostro, e non deve ancora essere

del tutto desolato".

Non spetta ai predicatori del vangelo di Cristo ritirarsi in un angolo, finché possono avere qualche opportunità di predicare nella grande congregazione.

(2.) A chi devono predicare:

"Parla al popolo; non ai principi e ai governanti, perché

non ascolteranno; ma al popolo, che è disposto

e desiderosi di essere istruiti, e le cui anime sono altrettanto preziose

a Cristo, e così deve essere per voi, come le anime della

maggiore. Parlate al popolo, a tutti in generale, per

tutti sono preoccupati".

(3.) Come devono predicare: Andate, alzatevi e parlate, il che suggerisce che non solo devono parlare pubblicamente, alzarsi e parlare, affinché tutti possano sentire; ma che devono parlare con coraggio e risolutezza: Alzatevi e parlate; Cioè

"Parlate come coloro che decidono di tenervi fede, di vivere

e morire per esso".

(4.) Cosa devono dire: Tutte le parole di questa vita. Questa vita di cui avete parlato tra voi, riferendovi forse alle conferenze riguardanti il cielo che essi avevano tra loro per incoraggiare i loro e gli uni gli altri in prigione:

"Va' e predica la stessa cosa al mondo, affinché gli altri

essere confortato con gli stessi comfort con cui si

voi stessi siete confortati da Dio".

O

"di questa vita che i sadducei negano, e perciò

perseguitarti; predica questo, anche se sai che è questo

per cui si indignano".

O

"di questa vita enfaticamente; questa vita celeste e divina,

in confronto al quale l'attuale vita terrena non

non meritano questo nome".

O

"Queste parole di vita, le stesse che hai predicato,

queste parole che lo Spirito Santo ti mette in bocca".

Nota: Le parole del Vangelo sono parole di vita, parole vivificanti; sono spirito e sono vita; parole per mezzo delle quali possiamo essere salvati, che è lo stesso con questo qui, Atti 11:14. Il Vangelo è la parola di questa vita, perché ci assicura i privilegi della nostra via così come quelli della nostra casa, e le promesse della vita che è ora e di quella a venire. Eppure anche la vita spirituale ed eterna sono messe in luce così tanto nel Vangelo che possono essere chiamate questa vita; perché la parola è vicina a te. Nota: Il vangelo riguarda questioni di vita e di morte, e i ministri devono predicarlo e la gente lo ascolta di conseguenza. Devono pronunciare tutte le parole di questa vita, e non nasconderne nessuna per paura di offendere, o nella speranza di ingraziarsi i loro governanti. I testimoni di Cristo hanno giurato di dire tutta la verità.

III. Continuarono il loro lavoro (Atti 5:21): Quando udirono ciò, quando udirono che era volontà di Dio che continuassero a predicare nel tempio, tornarono al portico di Salomone, Atti 5:12.

1. È stata una grande soddisfazione per loro avere questi nuovi ordini. Forse cominciarono a chiedersi se, se avessero avuto la loro libertà, avrebbero dovuto predicare pubblicamente nel tempio come avevano fatto, perché era stato detto loro, quando erano perseguitati in una città, di fuggire in un'altra. Ma ora che l'angelo ordinò loro di andare a predicare nel tempio, la loro via era piana e si avventurarono senza alcuna difficoltà, entrarono nel tempio e non temettero la faccia dell'uomo. Nota: se possiamo essere soddisfatti del nostro dovere, il nostro compito è di tenerci stretti a questo, e allora possiamo confidare allegramente in Dio per la nostra sicurezza.

(2.) Si mettono immediatamente in pratica, senza contestazioni o ritardi. Entrarono nel tempio la mattina presto (appena le porte furono aperte e la gente cominciò a radunarsi) e insegnarono loro il Vangelo del regno, e non temettero affatto ciò che l'uomo avrebbe potuto fare loro. Il caso qui era straordinario: l'intero tesoro del Vangelo è alloggiato nelle loro mani; Se ora tacciono, le sorgenti si chiudono, e tutta l'opera cade a terra e si fa cessare, il che non è il caso dei ministri ordinari, che quindi non sono costretti con questo esempio a gettarsi nella bocca del pericolo; eppure, quando Dio ci dà l'opportunità di fare del bene, anche se siamo sotto la restrizione e il terrore delle forze umane, dovremmo avventurarci lontano piuttosto che lasciarci sfuggire tale opportunità.

IV. Il sommo sacerdote e il suo gruppo continuarono con la loro accusa, Atti 5:21. Essi, supponendo di avere gli apostoli abbastanza sicuri, convocarono il sinedrio, un grande e straordinario sinedrio, perché convocarono tutto il senato dei figli d'Israele. Vedi qui,

1. Come furono preparati, e quanto grandi nell'aspettativa, per schiacciare il vangelo di Cristo e i suoi predicatori, poiché hanno suscitato l'intera banda. L'ultima volta che ebbero gli apostoli in prigione, li convocarono solo davanti a un comitato di quelli che erano della stirpe del sommo sacerdote, che erano obbligati ad agire con cautela; ma ora, per poter procedere oltre e con maggiore sicurezza, convocarono, πασαν την γερουσιαν - tutti gli anziani, cioè (dice il dottor Lightfoot), tutti e tre i tribunali o banchi di giudici a Gerusalemme, non solo il grande sinedrio, composto di settanta anziani, ma gli altri due giudici che furono eretti uno nella porta del cortile esterno del tempio, l'altro nel cancello interno o bello, composto da ventitré giudici ciascuno; cosicché, se c'era una comparizione completa, c'erano centosedici giudici. Così Dio ordinò, affinché la confusione dei nemici, e la testimonianza degli apostoli contro di loro, potesse essere più pubblica, e che potessero udire il vangelo coloro che non lo avrebbero ascoltato se non dalla sbarra. Ma il sommo sacerdote non intendeva così, né il suo cuore la pensava così; ma era nel suo cuore radunare tutte le sue forze contro gli apostoli e, con un consenso universale, sterminarli tutti in una volta.

2. Come furono delusi e con il volto pieno di vergogna: Chi si siede in cielo ride di loro, e così possiamo fare anche noi, per vedere con quanta serietà è allestito il cortile; e possiamo supporre che il sommo sacerdote faccia loro un discorso solenne, esponendo l'occasione della loro riunione, che una fazione molto pericolosa è stata recentemente sollevata a Gerusalemme, con la predicazione della dottrina di Gesù, che era necessaria, per la preservazione della loro chiesa (che non è mai stata in pericolo come ora), sopprimere rapidamente ed efficacemente, che ora era in potere delle loro mani farlo, poiché egli aveva i capi della fazione ora nella prigione comune, da procedere contro, se solo fossero d'accordo, con la massima severità. A tal fine, un ufficiale è inviato immediatamente a prendere i prigionieri alla sbarra. Ma guardate come sono sconcertati.

(1.) Le guardie vengono e dicono loro che non si trovano in prigione, Atti 5:22-23. L'ultima volta che sono venuti quando sono stati chiamati, Atti 4:7. Ma ora se ne erano andati, e il rapporto che gli ufficiali fanno è:

"Le porte della prigione veramente trovate, le abbiamo chiuse con tutta sicurezza"

(nulla era stato fatto per indebolirli);

"I custodi non erano venuti meno al loro dovere; Li abbiamo trovati fuori davanti alle porte, e non sapevamo nulla del contrario se non che i prigionieri erano tutti al sicuro: ma quando siamo entrati non abbiamo trovato nessuno dentro, cioè nessuno degli uomini che eravamo stati mandati a prendere".

È probabile che vi abbiano trovato i prigionieri comuni. Non ci è detto da che parte l'angelo li andasse a prendere, se per qualche via secondaria, o se aprendo la porta e chiudendola di nuovo strettamente (i custodi dormivano per tutto il tempo); Comunque fosse, se ne erano andati. Il Signore sa, anche se noi non lo sappiamo, come liberare i pii dalla tentazione, e come sciogliere quelli che sono in catene per amore del suo nome, e lo farà, come qui, quando ne avrà l'occasione. Ora pensate a quanto appariva confusa la corte, quando le guardie fecero questo ritorno su loro ordine (Atti 5:24): Quando il sommo sacerdote, il capitano del tempio e i sommi sacerdoti udirono queste cose, furono tutti in picchiata e si guardarono l'un l'altro, dubitando di ciò che questa cosa dovesse essere. Erano estremamente perplessi, erano alla fine del loro ingegno, non essendo mai stati così delusi in tutta la loro vita da qualsiasi cosa di cui fossero così sicuri. Ciò ha suscitato varie speculazioni, alcune delle quali suggeriscono che siano stati evocati fuori dalla prigione e siano fuggiti con le arti magiche; altri che i guardiani avevano fatto loro degli scherzi, sapendo quanti amici avevano questi prigionieri, che erano tanto i beniamini del popolo. Alcuni temevano che, avendo fatto una fuga così meravigliosa, sarebbero stati più seguiti; altri che, sebbene forse li avessero spaventati da Gerusalemme, ne avrebbero sentito parlare di nuovo in una parte o nell'altra del paese, dove avrebbero fatto ancora più male, e sarebbe stato ancora più fuori del loro potere fermare la diffusione dell'infezione; E ora cominciano a temere che invece di curare il male lo abbiano peggiorato. Notate, Coloro che spesso si angosciano e si mettono in imbarazzo che pensano di affliggere e mettere in imbarazzo la causa di Cristo.

(2.) Il loro dubbio è, in parte, risolto; eppure la loro irritazione è accresciuta da un altro messaggero, che porta loro la notizia che i loro prigionieri predicano nel tempio (Atti 5:25):

"Ecco gli uomini che hai messo in prigione e che hai mandato

per il tuo bar, sono ora difficili da te qui, in piedi in

il tempio, sotto il tuo naso e in disprezzo di te,

insegnare al popolo".

I prigionieri, che hanno evaso il carcere, di solito fuggono, per paura di essere ripresi; ma questi prigionieri, che qui sono fuggiti, osano mostrare il loro volto anche dove i loro persecutori hanno la massima influenza. Ora questo li confondeva più di ogni altra cosa. I comuni fattori maschili possono avere abbastanza arte da evadere dalla prigione; ma sono quelli rari che hanno abbastanza coraggio da confessarlo quando lo hanno fatto.

26 Ver. 26.

Non ci viene detto che cosa gli apostoli predicarono al popolo; senza dubbio fu secondo la guida dell'angelo, le parole di questa vita; Ma di ciò che accadde tra loro e il Concilio, lo rendiamo qui un resoconto, perché nelle loro sofferenze apparve più potenza ed energia divina che nella loro predicazione. Ora eccoci qui,

I. La cattura degli apostoli una seconda volta. Potremmo pensare, se Dio ha progettato questo,

"Perché sono stati salvati dalla loro prima prigionia?"

Ma questo era stato progettato per umiliare l'orgoglio e frenare la furia dei loro persecutori; e ora avrebbe dimostrato che erano stati congedati, non perché temessero un processo, perché erano pronti ad arrendersi e a comparire davanti al più grande dei loro nemici.

1. Li portarono senza violenza, con tutto il rispetto e la tenerezza che ci si poteva trovare: non li tirarono fuori dal pulpito, né li legarono, né li trascinarono, ma si avvicinarono a loro rispettosamente; e si potrebbe pensare che avessero motivo di farlo, in rispetto al tempio, quel luogo santo, e per timore degli apostoli, per timore che li colpissero, come fecero con Anania, o invocassero fuoco dal cielo su di loro, come fece Elia; Ma tutto ciò che frenava la loro violenza era la paura del popolo, che aveva una tale venerazione per gli apostoli che avrebbero lapidato gli ufficiali se avessero fatto loro qualche insulto.

2. Eppure li condussero da coloro che, sapevano, erano violenti contro di loro, ed erano decisi a comportarsi violentemente con loro (At 5,27): Li condussero per metterli davanti al sinedrio, come delinquenti. Così i poteri che avrebbero dovuto essere un terrore per le opere e gli operai del male lo divennero per i buoni.

II. Il loro esame. Essendo stato condotto davanti a questa augusta assemblea, il sommo sacerdote, come la bocca del tribunale, disse loro che cosa dovevano accusare, Atti 5:28.

1. Che avevano disobbedito ai comandi dell'autorità e non si sarebbero sottomessi alle ingiunzioni e ai divieti dati loro (Atti 5:28),

"Non abbiamo noi, in virtù della nostra autorità, strettamente

e ti comando, sotto pena del nostro più alto dispiacere,

che non dovresti insegnare in questo nome? Ma tu hai

disobbedirono ai nostri comandi e continuarono a predicare non solo

senza la nostra licenza, ma contro il nostro ordine esplicito".

Così, coloro che annullano i comandamenti di Dio sono di solito molto severi nell'attenersi ai propri comandamenti e nell'insistere sul proprio potere: Non te l'abbiamo forse comandato? Sì, lo fecero; ma Pietro non disse loro nello stesso tempo che l'autorità di Dio era superiore alla loro, e che i suoi comandi dovevano essere eseguiti dai loro? E l'avevano dimenticato.

2. Che avevano diffuso tra il popolo una falsa dottrina, o almeno una dottrina singolare, che non era permessa dalla chiesa ebraica, né erano d'accordo con ciò che era stato liberato dalla cattedra di Mosè.

"Tu hai riempito Gerusalemme della tua dottrina, e così hai disturbato la pace pubblica, e hai attirato persone dall'istituzione pubblica."

Alcuni la prendono per una parola altezzosa e sprezzante:

"Questa tua sciocca e insensata dottrina, non è

degno di nota, hai fatto tanto rumore con,

che anche Gerusalemme, la città grande e santa, è diventata

ne sono pieni, ed è tutto sulla bocca di tutti".

Sono arrabbiati perché gli uomini, che considerano spregevoli, si rendano così considerevoli.

3. Che avevano un disegno malvagio contro il governo, e miravano a aizzare il popolo contro di esso, rappresentandolo come malvagio e tirannico, e come se si fosse reso giustamente odioso sia a Dio che agli uomini:

"Intendi portare il sangue di quest'uomo, la colpa di esso

davanti a Dio, la vergogna di essa davanti agli uomini, su di noi".

Così li accusano non solo di contumacia e disprezzo della corte, ma di sedizione e di fazione, e di un complotto per aizzare il popolo contro di loro, per aver perseguitato fino alla morte non solo un uomo così innocente, ma anche così buono e grande come questo Gesù, e anche i Romani, per averli attirati in essa. Guardate qui come coloro che con molta presunzione faranno una cosa malvagia non possono sopportare di sentirne parlare in seguito, né di vedersela addebitare. Quando erano nel fervore della persecuzione potevano gridare abbastanza audacemente:

"Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli; portiamo la colpa per sempre".

Ma ora che hanno il tempo di un pensiero più freddo, prendono come un grande affronto il fatto che il suo sangue venga deposto alla loro porta. Così sono convinti e condannati dalla loro stessa coscienza, e temono di giacere sotto quella colpa in cui non hanno avuto paura di coinvolgersi.

III. Pietro e gli altri apostoli parlarono tutti nello stesso senso, sia che fossero esaminati separatamente o che rispondessero congiuntamente, parlarono come un solo e medesimo Spirito diede loro la parola, a seconda della promessa che il loro Maestro aveva fatto loro, che, quando fossero stati condotti davanti ai sinedri, sarebbe stato dato loro in quella stessa ora ciò che avrebbero dovuto dire, e il coraggio di dirlo.

1. Si giustificarono nella loro disobbedienza ai comandi del grande sinedrio, per quanto grande fosse (Atti 5:29): Dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Non invocano il potere che avevano di fare miracoli (questo parlava abbastanza per loro, e quindi rifiutano umilmente di menzionarlo essi stessi), ma si appellano a una massima universalmente posseduta, che anche la coscienza naturale sottoscrive, e che si ricollega al loro caso. Dio aveva comandato loro di insegnare nel nome di Cristo, e quindi dovevano farlo, sebbene i capi dei sacerdoti glielo proibissero. Notate: Quei governanti che si oppongono a Dio, e di cui hanno molto di cui rispondere, che puniscono gli uomini per la loro disubbidienza in ciò che è il loro dovere verso Dio.

2. Si giustificarono nel fare ciò che potevano per riempire Gerusalemme con la dottrina di Cristo, sebbene, nel predicarlo, riflettessero davvero su coloro che maliziosamente lo abbattevano, e se in tal modo portavano su di loro il suo sangue potevano ringraziare se stessi. È loro addebitato come un crimine il fatto di aver predicato Cristo e il suo vangelo.

"Adesso,"

dicono,

"vi diremo chi è questo Cristo, e qual è il suo

vangelo è, e poi giudichi se dovremmo

non predicarlo; anzi, e coglieremo questa occasione

per predicarvelo, sia che lo ascoltiate, sia che

Tu mi asterrai."

(1.) Ai sommi sacerdoti vengono raccontate in faccia le umiliazioni che hanno fatto a questo Gesù:

"L'hai ucciso e impiccato a un albero, non puoi negarlo".

Gli apostoli, invece di trovare una scusa o di chiedere perdono per aver fatto ricadere su di loro la colpa del sangue di quest'uomo, ripetono l'accusa e vi si attengono:

"Sei stato tu a ucciderlo; è stato il tuo atto e la tua azione".

Notate che il fatto che le persone non siano disposte a sentire parlare dei loro difetti non è una buona ragione per cui non si dovrebbe parlare loro fedelmente. È una scusa comune per non rimproverare il peccato che i tempi non lo sopporteranno. Ma coloro che hanno l'ufficio di rimproverare non devono essere intimoriti da ciò; i tempi devono sopportarlo, e lo sopporteranno. Grida forte e non risparmiare; grida forte e non temere.

(2.) Viene detto loro anche quali onori Dio ha messo su questo Gesù, e poi giudichino chi aveva ragione, i persecutori della sua dottrina o i predicatori di essa. Egli chiama Dio il Dio dei nostri padri, non solo il nostro, ma anche il vostro, per mostrare che predicando Cristo non hanno predicato un dio nuovo, né hanno indotto la gente a venire ad adorare altri dèi, né hanno istituito un'istituzione contraria a quella di Mosè e dei profeti, ma hanno aderito al Dio dei padri giudei, e il nome di Cristo che essi predicavano rispondeva alle promesse fatte ai padri. e il patto che Dio ha stipulato con loro, e i tipi e le figure della legge che ha dato loro. Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe è il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo; guarda quale onore gli ha fatto.

[1.] Lo ha risuscitato; Lo qualificò e lo chiamò alla sua grande impresa. Sembra riferirsi alla promessa fatta da Mosè a Dio: Il Signore tuo Dio susciterà per te un profeta. Dio lo ha risuscitato dall'oscurità e lo ha reso grande. Oppure, potrebbe essere inteso come il fatto che lo risuscitò dalla tomba:

"Tu l'hai messo a morte, ma Dio lo ha risuscitato,

così che Dio e voi state manifestamente disputando su

questo Gesù; E con chi dobbiamo schierarci?"

[2.] Lo ha esaltato con la sua destra, υψωσε, lo ha innalzato.

"Tu l'hai caricato di disonore, ma Dio lo ha coronato

onore; e non dovremmo onorare colui che Dio onora?"

Dio lo ha esaltato, τη δεξια αυτου - con la sua destra, cioè con la sua potenza; Si dice che Cristo viva secondo la potenza di Dio. O, alla sua destra, per sedersi lì, per riposare lì, per governare lì.

"Lo ha investito della più alta dignità e gli ha affidato

con la massima autorità, e quindi dobbiamo insegnare in

il suo nome, poiché Dio gli ha dato un nome al di sopra di ogni nome".

[3.] "Lo ha costituito principe e salvatore, e

perciò dobbiamo predicare nel suo nome e proclamare

le leggi del suo governo in quanto è un principe, e il

offre la sua grazia come Salvatore".

Osservate: Non c'è modo di avere Cristo come nostro Salvatore, a meno che non siamo disposti a prenderlo come nostro principe. Non possiamo aspettarci di essere redenti e guariti da lui, a meno che non rinunciamo a noi stessi per essere governati da lui. I giudici dell'antichità erano salvatori. La sentenza di Cristo è in ordine alla sua salvezza, e la fede richiede un Cristo intero, che è venuto, non per salvarci nei nostri peccati, ma per salvarci dai nostri peccati.

[4.] Egli è costituito, come principe e salvatore, per dare a Israele il pentimento e la remissione dei peccati. Perciò devono predicare nel suo nome al popolo d'Israele, perché i suoi favori sono stati fatti principalmente e principalmente per loro; e nessuno che abbia veramente amato la loro patria potrebbe essere contrario a questo. Perché i governanti e gli anziani d'Israele dovrebbero opporsi a colui che è venuto con a Israele una benedizione non inferiore al pentimento e al perdono? Se egli fosse stato esaltato per liberare Israele dal giogo romano e dominare le nazioni vicine, i capi dei sacerdoti lo avrebbero accolto con tutto il cuore. Ma il pentimento e la remissione dei peccati sono benedizioni di cui non apprezzano né vedono il loro bisogno, e quindi non possono in alcun modo ammettere la sua dottrina. Osservate qui: Primo, il pentimento e la remissione vanno insieme; ovunque il pentimento è compiuto, la remissione è immancabilmente concessa, e il favore è dato a tutti coloro ai quali è data la qualifica per esso. D'altra parte, non c'è remissione senza pentimento; Nessuno è liberato dalla colpa e dalla punizione del peccato, se non coloro che sono liberati dal potere e dal dominio del peccato, che sono distolti da esso e si sono rivoltati contro di esso. In secondo luogo, è Gesù Cristo che dà, ed è autorizzato a dare, sia il pentimento che la remissione. Tutto ciò che è richiesto nel patto del Vangelo è promesso. Siamo nominati per pentirci? Cristo è nominato per dare il pentimento, mediante il suo Spirito che opera con la parola, per risvegliare la coscienza, per operare la contrizione per il peccato e un cambiamento efficace nel cuore e nella vita. Il cuore nuovo è opera sua, e lo spirito spezzato un sacrificio della sua provvidenza; e, quando ha dato il pentimento, se non dovesse dare la remissione abbandonerebbe l'opera delle sue proprie mani. Vedete quanto è necessario che ci pentiamo e che ci applichiamo a Cristo mediante la fede affinché la sua grazia operi in noi il pentimento.

[5.] Tutto ciò è ben attestato, in primo luogo, dagli stessi apostoli; essi sono pronti a testimoniare sotto giuramento, se richiesto, che lo hanno visto vivo dopo la sua risurrezione e lo hanno visto salire al cielo; e anche che hanno sperimentato la potenza della sua grazia sui loro cuori, elevandoli a ciò che era molto al di sopra delle loro capacità naturali.

"Noi siamo i suoi testimoni, nominati da lui per proclamare questo

al mondo; e se dovessimo tacere, come faresti tu

ci abbiamo, tradiremmo un deposito ed essere falsi nei suoi confronti".

Quando una causa è in giudizio, i testimoni, tra tutti gli uomini, non dovrebbero essere messi a tacere, perché la questione della causa dipende dalla loro testimonianza. In secondo luogo, per lo Spirito di Dio:

"Noi siamo testimoni, competenti, e la cui testimonianza è

sufficiente davanti a qualsiasi giudizio umano".

Ma non è tutto: lo Spirito Santo è un testimone, un testimone dal cielo, perché Dio ha dato i suoi doni e le sue grazie a coloro che obbediscono a Cristo. Perciò dobbiamo predicare in questo nome, perché per questo fine ci è stato dato lo Spirito Santo, le cui operazioni non possiamo soffocare. Nota: Il dono dello Spirito Santo ai credenti obbedienti, non solo per portarli all'obbedienza della fede, ma per renderli eminentemente utili in essa, è una prova molto forte della verità del cristianesimo. Dio diede lo Spirito Santo per mezzo di suo Figlio e nel suo nome (Giovanni 14:26), e in risposta alla sua preghiera (Giovanni 14:16), anzi, fu Cristo che lo mandò dal Padre (Giovanni 15:26; 16:7), e questo prova la gloria alla quale il Padre lo ha esaltato. La grande opera dello Spirito non è solo quella di giustificare Cristo (1; Timoteo 3:16), ma di glorificarlo, e tutti i suoi doni che hanno una tendenza diretta ad esaltare il suo nome, provano che la sua dottrina è divina, altrimenti non sarebbe portata avanti così dalla potenza divina. E, infine, il dono dello Spirito Santo a coloro che obbediscono a Cristo, sia per la loro assistenza nella loro obbedienza che come ricompensa presente per la loro obbedienza, è una chiara prova che è la volontà di Dio che Cristo debba essere obbedito;

"Giudica dunque se dobbiamo ubbidire a te nell'opposizione

a lui".

IV. L'impressione che la difesa degli apostoli fece sulla corte. Era il contrario di ciò che ci si sarebbe aspettati da uomini che pretendevano di ragionare, di sapere e di essere santi. Certo un ragionamento così equo non poteva fare a meno di scagionare i prigionieri e convertire i giudici. No, invece di cedere, si accanirono contro di essa e furono saziati,

1. Con indignazione per ciò che gli apostoli dissero: Erano trafitti nel cuore, adirati nel vedere il loro proprio peccato messo in ordine davanti a loro; completamente pazzi nello scoprire che il vangelo di Cristo aveva così tanto da dire per se stesso, e di conseguenza era probabile che prendesse terreno. Quando un sermone veniva predicato al popolo a questo proposito, essi venivano punti al cuore, nel rimorso e nella tristezza secondo Dio, Atti 2:37. Questi qui erano feriti al cuore dalla rabbia e dall'indignazione. Così lo stesso vangelo è per alcuni un sapore di vita per la vita, per altri di morte per la morte. I nemici del vangelo non solo si privano delle sue comodità, ma si riempiono di terrori e sono i loro stessi aguzzini.

2. Con malizia contro gli stessi apostoli. Poiché si rendono conto che non possono chiudere la bocca in nessun altro modo se non fermando il respiro, prendono consiglio di ucciderli, sperando di far cessare l'opera. Mentre gli apostoli continuavano a servire Cristo, con una santa sicurezza e serenità d'animo, perfettamente composti, e in un dolce godimento di se stessi, i loro persecutori continuavano la loro opposizione a Cristo, con una costante perplessità e turbamento d'animo, e vessazione per se stessi.

V. Il severo consiglio che Gamaliele, un uomo di spicco del consiglio, diede in questa occasione, il cui scopo era quello di moderare la furia di quei bigotti e di frenare la violenza dell'accusa. Qui si dice che questo Gamaliele fosse un Fariseo per la sua professione e setta, e per ufficio un dottore della legge, uno che studiava le Scritture dell'Antico Testamento, leggeva lezioni sugli autori sacri e preparava gli allievi alla loro conoscenza. Paolo fu allevato ai suoi piedi (Atti 22:3), e la tradizione dice che lo furono anche Stefano e Barnaba. Alcuni dicono che fosse figlio di quel Simeone che prese Cristo tra le braccia, quando fu presentato al tempio, e nipote del famoso Hillel. Qui si dice che godesse di fama tra tutto il popolo per la sua saggezza e la sua condotta, e da questo passaggio risulta che era un uomo moderato e non incline a prendere misure furiose. Gli uomini di temperamento e di carità hanno giustamente la reputazione di controllare gli incendiari che altrimenti darebbero fuoco al mondo. Ora osserva qui,

1. La necessaria cautela che dà al sinedrio, in riferimento al caso che li sta davanti: comandò di far uscire gli apostoli un po' di tempo, affinché potesse parlare più liberamente e ricevere una risposta più libera (era giusto che i prigionieri si ritirassero quando il loro caso doveva essere discusso); e poi fece ricordare alla casa l'importanza di questa questione, che nel loro calore non erano in grado di considerare come avrebbero dovuto: Voi uomini d'Israele, dice, badate a voi stessi, considerate ciò che fate, o intendete fare, come riguardo a questi uomini, Atti 5:35. Non è un caso comune e quindi non dovrebbe essere determinato in modo affrettato. Li chiama uomini d'Israele, per far rispettare questa cautela:

"Voi siete uomini, che dovrebbero essere governati dalla ragione, non siate

poi come il cavallo e il mulo che non hanno intelligenza;

voi siete uomini d'Israele, che dovrebbero essere governati da

rivelazione, non siate dunque come gli stranieri e i pagani, che

non abbiate riguardo per Dio e per la sua parola. Fate attenzione a voi stessi

Ora che sei arrabbiato con questi uomini, per timore che tu non ti immischi

il tuo stesso dolore".

Notate: I persecutori del popolo di Dio farebbero meglio a guardare a se stessi, per non cadere nella fossa che scavano. Dobbiamo stare attenti a chi diamo fastidio, per non essere trovati a rattristare i cuori dei giusti.

2. I casi che cita, per spianare la strada alla sua opinione. Cita due esempi di uomini sediziosi faziosi (come vorrebbero che gli apostoli pensassero), i cui tentativi non portarono a nulla da soli; da cui deduce che se questi uomini fossero davvero tali come li rappresentavano, la loro causa affonderebbe con il suo stesso peso, e la Provvidenza li infatuerebbe e li sconfiggerebbe, e allora non avrebbero bisogno di perseguitarli.

(1.) C'era un certo Theudas, che fece un gran rumore per un po', come uno inviato da Dio, vantandosi di essere qualcuno, un grande (così è la parola), un maestro o un principe, con l'incarico divino di effettuare una grande rivoluzione nella chiesa o nello stato; e qui osserva (Atti 5:36) riguardo a lui:

[1.] Fino a che punto ha prevalso:

"Un certo numero di uomini, circa quattrocento in tutto, si unirono

a lui, che non sapeva che farsene

se stessi, o speravano di migliorarsi; e loro

sembrava allora un corpo formidabile".

[2.] Quanto presto le sue pretese furono tutte infrante:

"Quando fu ucciso"

(probabilmente in guerra)

"Non c'era più bisogno di indugio, tutti, tutti quelli che gli obbedivano,

si dispersero e si sciolsero come neve davanti al sole.

Ora confrontate questo caso con questo. Tu hai ucciso Gesù,

il capobanda di questa fazione; l'hai tolto.

Ora, se era, come voi dite che era, un impostore e

pretendente, la sua morte, come quella di Theudas, sarà la

morte della sua causa e la dispersione finale della sua

seguaci".

Da ciò che è stato possiamo dedurre ciò che sarà in un caso simile; la percossione del pastore sarà la dispersione delle pecore: e, se il Dio della pace non avesse risuscitato dai morti quel grande Pastore, la dispersione delle pecore, alla sua morte, sarebbe stata totale e definitiva.

(2.) Il caso era lo stesso con Giuda di Galilea, Atti 5:37. Osservare

[1.] Il tentativo che ha fatto. Si dice che sia dopo questo, che alcuni leggono, oltre a questo, o, permettetemi di dirlo, dopo questo, - supponendo che l'insurrezione di Giuda sia stata molto prima di quella di Teuda; poiché fu al tempo della tassazione, cioè che alla nascita del nostro Salvatore Luca 2:1, e quella di Theudas, di cui parla Giuseppe Flavio, che si ammutinò, al tempo di Cuspius Fadus; ma questo avvenne ai giorni di Claudio Cesare, alcuni anni dopo che Gamaliele aveva detto questo, e quindi non poteva essere lo stesso. Non è facile determinare in particolare quando questi eventi accaddero, né se questa tassazione fosse la stessa di quella alla nascita del nostro Salvatore o di una data successiva. Alcuni pensano che questo Giuda di Galilea fosse lo stesso di Giuda Gaulonita, di cui parla Giuseppe Flavio, altri no. È probabile che si trattasse di casi accaduti di recente, e che erano freschi nella memoria. Questo Giuda trascinò dietro di sé molta gente, che dava credito alle sue pretese.

Ma

[2.] Ecco la sconfitta del suo tentativo, e ciò senza alcuna interposizione del grande sinedrio, o alcun loro decreto contro di lui (non ne aveva bisogno); Anche lui perì, e tutti, anche quelli che gli obbedirono o furono persuasi da lui, furono dispersi. Molti hanno stoltamente gettato via la loro vita, e ne hanno gettati altri nelle stesse trappole, per gelosia per le loro libertà, nei giorni della tassazione, che avrebbero fatto meglio ad accontentarsi, quando la Provvidenza aveva così deciso, di servire il re di Babilonia.

3. La sua opinione sull'intera questione.

(1.) Che non perseguitino gli apostoli (Atti 5:38): Ora vi dico, τα νυν - per il momento, allo stato attuale delle cose, il mio consiglio è:

"Astenetevi da questi uomini; né punirli per cosa

non li hanno fatti né li hanno trattenuti per il futuro. Connivente

Che seguano il loro corso; non lasci che la nostra mano

siate su di loro".

Non è certo se abbia detto questo per politica, per paura di offendere il popolo o i Romani e di fare altri danni. Gli apostoli non tentarono nulla con la forza esteriore. Le armi della loro guerra non erano carnali; E quindi perché si dovrebbe usare una forza esterna contro di loro? O, se fosse in qualche convinzione attuale, almeno della probabilità della verità della dottrina cristiana, e pensasse che meritasse un trattamento migliore, almeno un processo equo. O, se fosse solo il linguaggio di uno spirito mite e tranquillo, che era contro la persecuzione per motivi di coscienza. Oppure, se Dio ha messo questa parola nella sua bocca al di là della sua propria intenzione, per la liberazione degli apostoli in questo tempo. Siamo sicuri che in essa c'era una Provvidenza dominante, affinché i servi di Cristo potessero non solo uscire, ma uscirne onorevolmente.

(2.) Che riferiscano la questione alla Provvidenza:

"Aspettate il numero e vedete a cosa andrà incontro. Se si tratta di

degli uomini, non servirà a nulla da sé; se di Dio, esso

resterà in piedi, nonostante tutti i vostri poteri e le vostre politiche".

Ciò che è apparentemente malvagio e immorale deve essere soppresso, altrimenti il magistrato porta la spada invano; ma ciò che ha un'apparenza di bene, ed è dubbio se sia di Dio o degli uomini, è meglio lasciarlo stare, e lasciare che prenda il suo destino, non usare alcuna forza esterna per sopprimerlo. Cristo governa con la forza della verità, non con la spada. Che cosa chiese Cristo riguardo al battesimo di Giovanni: "Veniva dal cielo o dagli uomini"? era una domanda appropriata da porsi riguardo alla dottrina degli apostoli e al battesimo, che seguiva Cristo, come quello di Giovanni Battista lo precedeva. Ora, avendo riconosciuto, riguardo al primo, che non potevano dire se fosse dal cielo o dagli uomini, non dovevano essere troppo fiduciosi riguardo al secondo. Ma, come volete, è una ragione per cui non dovrebbero essere perseguitati.

[1.] "Se questo consiglio, e questa opera, questa formazione di una società, e la sua incorporazione nel nome di Gesù, è degli uomini, non porterà a nulla. Se si tratta del consiglio e dell'opera di uomini stolti e strampalati che non sanno quello che fanno, lasciateli stare per un po', e rimarranno senza fiato, e la loro follia si manifesterà davanti a tutti gli uomini, e si renderanno ridicoli. Se si tratta del consiglio e dell'opera di uomini politici e intenzionali, che sotto il colore della religione stanno creando un interesse secolare, lasciateli stare per un po', e getteranno via la maschera, e la loro astuzia sarà manifesta a tutti gli uomini, e si renderanno odiosi; La Provvidenza non lo permetterà mai. Finirà nel nulla in poco tempo; e, se è così, perseguitarvi e opporvi ad essa è molto inutile; non c'è motivo di darvi tanto fastidio e di attirare su di voi un tale odio per uccidere ciò che, se gli date un po' di tempo, morirà da solo. L'uso non necessario del potere è un abuso di esso. Ma,"

[2.] "Se dovesse dimostrarsi (e uomini saggi come voi lo siete stati

sbagliato) che questo consiglio e quest'opera sono da Dio,

che questi predicatori abbiano le loro commissioni e

istruzioni da lui, che sono veramente sue

messaggeri al mondo come i profeti dell'Antico Testamento

Che ne pensi di perseguitarli,

di questo tuo tentativo (Atti 5:33) di ucciderli? Tu

deve concludere che sia",

Primo

"Un tentativo infruttuoso contro di loro: se è da Dio, non puoi rovesciarlo; perché non c'è sapienza né consiglio contro il Signore; chi siede nei cieli ride di te".

Può essere il conforto di tutti coloro che sono sinceramente dalla parte di Dio, che hanno un solo occhio alla sua volontà come regola e alla sua gloria come loro fine, che tutto ciò che è di Dio non può essere rovesciato totalmente e definitivamente, anche se può essere contrastato molto vigorosamente; Può essere eseguito, ma non può essere esaurito.

Secondariamente

"Un tentativo pericoloso per voi stessi. Pregate lasciatelo stare, per non essere trovati a combattere contro Dio; e non c'è bisogno che vi dica chi avrà la peggio in questa contesa."

Guai a chi combatte con il suo Creatore; perché non solo sarà vinto come un nemico impotente, ma severamente considerato come un ribelle e un traditore contro il suo legittimo principe. Quelli che odiano e maltrattano il fedele popolo di Dio, che frenano e mettono a tacere i suoi fedeli ministri, combattono contro Dio, poiché egli considera ciò che viene fatto contro di loro come fatto contro se stesso. Chi li tocca, tocca la pupilla dei suoi occhi. Ebbene, questo era il consiglio di Gamaliele: vorremmo che fosse debitamente considerato da coloro che perseguitano per amore della coscienza, perché era un buon pensiero, e abbastanza naturale, anche se non siamo sicuri di chi fosse quell'uomo. La tradizione degli scrittori ebrei è che, nonostante tutto questo, egli visse e morì nemico inveterato di Cristo e del suo vangelo; e sebbene (almeno ora) non fosse per perseguitare i seguaci di Cristo, tuttavia fu l'uomo che compose quella preghiera che gli ebrei usano ancora oggi per estirpare i cristiani e il cristianesimo. Al contrario, la tradizione dei papisti vuole che egli divenne cristiano e divenne un eminente patrono del cristianesimo e un seguace di Paolo, che in precedenza si era seduto ai suoi piedi. Se fosse stato così, è molto probabile che avremmo sentito parlare di lui da qualche parte negli Atti o nelle Epistole.

VI. La determinazione del concilio su tutta la questione, Atti 5:40.

1. Fin qui erano d'accordo con Gamaliele di lasciar cadere il disegno di mettere a morte gli apostoli. Videro una grande quantità di ragione in ciò che Gamaliele aveva detto, e, per il momento, ciò diede un certo freno alla loro furia, e un ricordo della loro ira fu trattenuto da esso.

2. Eppure non potevano fare a meno di dare sfogo alla loro rabbia (tanto era oltraggiosa) contraria alle convinzioni dei loro giudizi e delle loro coscienze; perché, sebbene fosse stato consigliato loro di lasciarli in pace, tuttavia,

(1.) Li picchiavano, li flagellavano come malfattori, li spogliavano e li frustavano, come facevano nelle sinagoghe, e si nota (Atti 5:41) dell'ignominia di ciò. Così pensarono di far vergognare loro di predicare, e il popolo di ascoltarli; come Pilato flagellava il nostro Salvatore per smascherarlo, quando tuttavia dichiarava di non trovare in lui alcuna colpa.

(2.) Ordinarono loro di non parlare più nel nome di Gesù, affinché, se non avessero trovato altro difetto nella loro predicazione, avrebbero potuto avere questo motivo di rimproverarlo, che era contro la legge, e non solo senza il permesso, ma contro l'espresso ordine dei loro superiori.

VII. Il meraviglioso coraggio e la costanza degli apostoli in mezzo a tutte queste offese e umiliazioni hanno fatto loro. Quando furono congedati , si allontanarono dal concilio, e non troviamo una sola parola che dissero per riflettere sulla corte e sul trattamento ingiusto che riservarono loro. Quando erano oltraggiati, non insultavano più, e quando soffrivano, non minacciavano, ma affidavano la loro causa a colui al quale Gamaliele l'aveva riferita, a un Dio che giudica con giustizia. Tutto il loro compito era quello di conservare il possesso delle loro anime e di dare piena prova del loro ministero, nonostante l'opposizione che erano stati loro tributati; e tutte queste cose fecero con ammirazione.

1. Sopportavano le loro sofferenze con un'allegria invincibile (Atti 5:41): Quando uscivano, forse con i segni delle frustate date

Apparivano sulle braccia e sulle mani, fischiati dai servi e dalla plebaglia, forse, o veniva data pubblica notizia dell'infame punizione che avevano subito, invece di vergognarsi di Cristo e della loro parentela con lui, si rallegravano di essere ritenuti degni di soffrire vergogna per il suo nome. Erano uomini, e uomini di reputazione, che non avevano mai fatto nulla per rendersi vili, e quindi non potevano fare a meno di avere il senso della vergogna che soffrivano, la quale, a quanto pare, era più grave per loro che per gli intelligenti, come di solito lo è per le menti ingenue; ma consideravano che era per il nome di Cristo che erano stati così abusati, perché gli appartenevano e servivano il suo interesse, e le loro sofferenze dovevano contribuire all'ulteriore progresso del suo nome; e quindi,

(1.) Consideravano un onore, consideravano il fatto di essere ritenuti degni di soffrire la vergogna, κατηξιωθησαν ατιμασθηναι - che erano onorati di essere disonorati per Cristo. Il biasimo per Cristo è un vero privilegio, in quanto ci rende conformi al suo modello e utili al suo interesse.

(2.) Si rallegrarono di ciò, ricordando ciò che il loro Maestro aveva detto loro al loro primo inizio (Matteo 5:11-12): Quando gli uomini vi insulteranno e vi perseguiteranno, rallegratevi e rallegratevi grandemente. Si rallegrarono, non solo anche se soffrivano vergogna (i loro guai non diminuivano la loro gioia), ma che soffrivano vergogna; I loro guai aumentavano la loro gioia, e la aumentavano. Se soffriamo male per aver fatto il bene, purché lo sopportiamo bene, e come dovremmo, dovremmo rallegrarci di quella grazia che ci permette di farlo.

2. Continuarono il loro lavoro con instancabile diligenza (Atti 5:42): furono puniti per aver predicato, e fu comandato loro di non predicare, eppure non cessarono di insegnare e predicare; Non hanno omesso alcuna opportunità, né hanno diminuito nulla del loro zelo o della loro prontezza. Osservare

(1.) Quando predicavano, ogni giorno; non solo nei giorni di sabato, o nei giorni del Signore, ma ogni giorno, debitamente come veniva il giorno, senza interrompere alcun giorno, come faceva il loro Maestro (Matteo 26:55; Luca 19:47), non temendo di uccidersi o di stuccheggiare i loro ascoltatori.

(2.) Dove predicavano, sia pubblicamente nel tempio, sia privatamente in ogni casa; nelle assemblee promiscue, alle quali tutti ricorrevano, e nelle assemblee scelte dei cristiani per ordinanze speciali. Non pensavano che l'uno o l'altro li avrebbe esonerati dall'altro, perché la parola deve essere predicata in ogni occasione opportuna e non opportuna. Benché nel tempio fossero più esposti e sotto gli occhi dei loro nemici, tuttavia non si limitavano ai loro piccoli oratori nelle loro case, ma si avventuravano nel luogo del pericolo; e sebbene avessero la libertà del tempio, un luogo consacrato, tuttavia non avevano difficoltà a predicare nelle case. in ogni casa, anche nel casolare più povero. Visitavano le famiglie di coloro che erano sotto la loro custodia e davano loro istruzioni particolari secondo il loro caso, anche ai bambini e ai servi.

(3.) Qual era l'argomento della loro predicazione: Predicavano Gesù Cristo; Predicavano riguardo a lui, ma non era tutto, lo predicavano, lo proponevano a quelli che li ascoltavano, perché fosse il loro principe e salvatore. Non predicarono se stessi, ma Cristo, come fedeli amici dello sposo, impegnandosi a promuovere il suo interesse. Questa era la predicazione che offendeva di più i preti, che erano disposti a predicare qualsiasi cosa tranne Cristo; ma non avrebbero cambiato il loro argomento per compiacerli. Dovrebbe essere compito costante dei ministri del vangelo predicare Cristo; Cristo, e lui crocifisso; Cristo, e lui glorificato; nient'altro che ciò che è riducibile ad esso.

Commentario del Nuovo Testamento:

Atti 5

1 Anania con Saffira sua moglie

Ambedue erano certo di origine giudaica.

Anania,

è ebraico che si tradurrebbe, in italiano, per Diodato; Saffira è aramaico per la bella, o ebraico per uccello. Dei loro antecedenti, nulla ci è noto.

2 E frodò del prezzo.

La parola greca ( ενοσφισατο) del testo è la parola usata dai Settanta per significare il peccato di Acan Giosuè 5:1. Il fatto è chiaro. Anania, di concerto con sua moglie, vende un possesso; si ritiene una parte del danaro che ricava dalla vendita, e il resto lo deposita, come un dono, ai piedi degli apostoli. Più difficile è cogliere, nell'animo dei due, il movente d'un atto, che la scrittore contrappone all'atto nobile e generoso di Barnaba, e che recò seco le fatali con seguenze, che vedremo. Ci sono due modi di spiegar cotest'atto.

1. Il motivo che li spinge a vendere, è quello d'esser portati in palma di mano. L'entusiasmo della carità, nella Chiesa, era grande. e L'entusiasmo generale li trascina. Vendono; il danaro in mano, L'avarizia li tenta. Che fare?... - "Ebbene! diamo una parte del danaro, e teniamoci il resto per noi!" E fanno così: ma confessare l'atto compiuto in pubblico, è cosa che ripugna loro; quindi: - "Ecco qua quello che abbiamo ricavato dalla vendita!..." esclamano, consegnando la somma agli apostoli. E dànno così ad intendere d'aver dato tutto, mentre hanno in tasca una parte del danaro. Menzogna e ipocrisia, dunque; menzogna e ipocrisia, della forma più obbrobriosa che si possa dare, perché coperte dal santo e immacolato velo della carità fraterna; menzogna e ipocrisia figlie dell'avarizia, che venne in campo, spinta da un disordinato moto di pazza ambizione.

2. Ma un'altra spiegazione è data del fatto, dal Prof. Reuss, che merita pure d'essere accennata. Traduco addirittura. "Anania e sua moglie finsero cotesta abnegazione, senza dubbio, non solo per ipocrisia ed allo scopo di sentirsi fare degli elogi (che un dono qualunque sarebbe stato accettato (con gratitudine); ma anche per vivere alle spalle della cassa comune, sotto protesto di aver dato tutto quello che avevano. Siccome nessuno li avea costretti a vendere e nessuno avea loro domandato qual somma avessero ricavato dalla vendita, cotesto atto, così calcolato ed inteso, era non soltanto una menzogna, ma anche una scroccheria. Se non ce lo figuriamo così, Pietro, invece d'essere nel suo diritto, avrebbe avuto la singolare pretesa di dire ad Anania: - "Noi vogliamo o tutto, o nulla; di così poco, d'un dono parziale, non sappiamo che farci!"

3 Perché ha Satana riempito il cuor tuo...

L'ispiratore della ipocrita menzogna di Anania e Saffira è Satana; l'avversario (come significa la parola) di tutto ciò che è puro, bello, nobile, sincero. Luca 22:3; Giovanni 13:27; Giovanni 8:44-45.

Per mentire allo Spirito Santo.

Anania s'è immaginato d'ingannare degli uomini; ma non è ad uomini soltanto ch'egli mentisce Atti 5:4; è a Dio, ed allo Spirito di Dio; perché in quegli uomini ch'ei cerca d'ingannare, dimora lo Spirito Santo. Lo Spirito è fonte d'ogni verità, è l'autore d'ogni sentimento immacolato ed onesto; è lui che dirige i credenti in ogni ordine di cose divine; Anania, tentando di trarre in inganno i giudici, i sentimenti e gli affetti dei suoi fratelli, getta una nota profana nell'armonia dell'opera dello Spirito e reca quindi oltraggio non ad uomini soltanto, ma allo stesso Spirito di Dio.

4 S'ella restava non restava ella a te?

È un'aggravante del delitto commesso. Se il tuo possesso rimaneva invenduto, non era esso del tutto roba tua? "Chi t'ha costretto a venderlo?..." In queste parole è una prova luminosa, che le vendite, di cui è parlato in Atti 2:45; 4:34, non erano obbligatorie, ma volontarie.

Ed essendo venduta non era ella in tuo potere?

Il che vuol dire: E se tu l'avessi venduta non eri tu padrone di disporre a tuo piacimento del danaro che ne avevi ricavato? Le quali parole corroborano più che mai il fatto, che le vendite erano volontarie e che volontario era pure il quantitativo del dono, che i credenti metteano nella cassa comune. Tutto era ispirato dalla carità fraterna: nulla era imposto da leggi.

5 Cadde e spirò.

Non son mancati neppure in questo fatto quelli che hanno voluto spiegare la morte di Anania di Saffira per mezzo di cause naturali; e chi è ricorso ad un colpo apoplettico; chi, ad una congestione cerebrale; chi, ad un semplice svenimento, seguito dalla precipitata sepoltura di due che, lasciati stare un po' più sarebbero tornati più vivi di prima. Sono le solite fantasie di chi non ha alcun rispetto del testo. Come si fa a negare il miracolo in un fatto come questo, che è tutto avvolto, se posso dir così, in un'atmosfera miracolosa? È un miracolo che Pietro giunga a sapere che Anania mentiva; se no, Luca ci avrebbe senza dubbio detto come fu che l'apostolo venne a saperlo. È un miracolo la morte improvvisa di cotest'uomo. È vero, come osserva il Barnes, per esempio, che si dànno dei casi, in cui un colpevole, scoperto lì per lì, può riceverne un'impressione tale, da rimanere sul colpo; ma è anche vero che i tipi come Anania e Saffira non hanno poi l'animo tanto impressionabile né sono di temperamento così delicato da restar lì stecchiti per una parola che li accusi. È un miracolo la predizione che Pietro fa della morte di Saffira Atti 5:9; e la morte di Saffira prova all'evidenza che Pietro volle la morte di cotesta donna; e prova altresì, per analogia, che anche la morte di Anania non fu l'effetto d'un caso accidentale; ma l'effetto della volontà dell'apostolo che esercitava quei poteri straordinari, di cui aveva qui, come sempre, piena e chiara coscienza.

6 E gran paura venne a tutti...

Una morte subitanea fa sempre grande impressione; ma una punizione così fulminante d'un delitto di menzogna e d'ipocrisia, si capisce quale effetto dovesse avere sulla intera comunità cristiana.

E i giovani,

o meglio: i più giovani ( νεωτεροι; al vers. 10: νεανισκοι). Il Mosheim, l'Olshausen, il Meyer e altri pensano che si tratti qui di una vera e propria istituzione in seno alla Chiesa; di una specie di confraternita; ma una istituzione di cotesto genere mi par difficile potesse già esistere in quei primi tempi della Chiesa, dei quali parliamo. È così semplice e così naturale il figurarsi i più giovani fra i presenti al caso, farsi innanzi pronti e volonterosi, che ogni altra supposizione, poichè per mancanza di dati la si riduce proprio ad una mera supposizione, mi sembra per lo meno superflua.

Lo tolsero via.

La parola dell'originale ( συνεστειλαν) vuol dire: Lo prepararono per la sepoltura; lo avvolsero in un panno, in un qualcosa, a guisa di lenzuolo. Le casse mortuarie non si usavano allora.

E portatolo fuori;

fuori delle mura della città dov'erano sempre i cimiteri Luca 7:12.

Lo seppellirono.

I seppellimenti si faceano presto, presso i giudei: e si fanno in generale presto in tutti i climi caldi che accelerano la decomposizione dei cadaveri. Qui poi la fretta si spiega anche pensando ai sentimenti che il fatto avea suscitati nella Chiesa, ed alla soppressione imposta dal fatto stesso, d'ogni "onoranza funebre", come diremmo noi oggi.

8 Avete voi cotanto...

Pronunciando quel cotanto, Pietro deve aver nominato la somma, o deve averla mostrata con un cenno di mano. Dimmi! avete voi cotanto venduta la possessione? Per quel dimmi! è lo Spirito che cerca di trarre la sciagurata donna al ravvedimento. Oh avess'ella risposto al solenne invito dello Spirito!... Ma non volle.

9 Tentare lo Spirito del Signore.

Il delitto di Anania e Saffira ha l'aggravante della premeditazione. Marito e moglie invece di aiutarsi un l'altro a resistere alla tentazione, s'incitano l'un l'altro al male e mettono ad effetto il piano scellerato, pensando che lo Spirito Santo non avrebbe messa in luce la loro ipocrisia. Tentarono, misero, così, alla prova lo Spirito Santo. "Forse chiuderà gli occhi, e lascerà correre"; pensavano: - "E poi, chi lo sa se, anche volendo, potrebbe scoprirci?..." E via di questo passo.

I piedi di coloro che hanno seppellito... vuol dire: "Ecco!... Senti?... i passi di quelli, che hanno sepolto tuo marito s'avvicinano all'uscio... Vengono a portar via te pure!"

11 Alla Chiesa.

È degno di nota il fatto, che la menzione della Chiesa ( εκκλησια) nel senso di "riunione, società di credenti" nel libro dei Fatti si trova qui per la prima volta. L'abbiamo già trovata, è vero, in Atti 2:47; ma, come ho notato a suo luogo, la parola manca là in parecchi codici autorevoli, e possiamo quindi considerar questa come la prima sicura menzione della parola Chiesa.

Il coloro che udivano queste cose si riferisce a quelli fuori della Chiesa.

Riflessioni

Siccome ho promesso, studiando Atti 2:44-45, di trattare qui il soggetto un po' distesamente, mantengo la promessa.

1. I teologi cattolici hanno concluso su questi passi, che c'è una specie di vita cristiana superiore, vorrei dire quasi ideale, a cui uno giunge soltanto quando rinunzia ad ogni proprietà terrena e fà voto di povertà. La quale idea si basa sulla distinzione che si fà tra una vita cristiana "superiore" che pochi posson vivere, ed una vita cristiana "inferiore" che il più dei credenti è costretta a menare. Il Prof. Lindsay ben nota a questo proposito. Il solo consorzio civile, che mise in pratica il comunismo e durò per un certo tempo, fu il regno di Sparta; e il suo ordinamento durò soltanto perché lo fece durare la classe degli iloti o degli schiavi, che erano i produttori e lavoravano per il capitale, che i liberi si godevano in comune. Così è del voto di povertà che la chiesa cattolica romana e della così detta vita "superiore" comunistica delle sue confraternite monacali. Cotesto genere di vita "superiore" è un parassita che vegeta a spese del gran numero di cristiani ordinari al quale ei s'abbarbica. Di cotesta classe di iloti cristiani non si trova traccia né nella lettera né nello spirito del N. T. La vita cristiana nella sua pura, alta, spirituale espressione non è il privilegio di pochi, ma è il privilegio di tutti quanti i credenti, senza distinzione.

2. Di che si tratta egli in questi passi? Del comunismo nel senso teorico? Niente affatto; non si tratta d'altro, che di una larga applicazione del principio della carità. Si tratta d'una cassa comune, riccamente alimentata da doni volontari e così ben fornita, da bastare a tutti i bisogni e da fare sparire nella comunità ogni traccia d'indigenza individuale. I doni erano facoltativi, non obbligatori; e questo è chiaramente provato:

1. dalle parole di Pietro in Atti 5:4;

2. dalla espressione di Atti 4:32: e niuno diceva alcuna cosa di ciò ch'egli aveva esser sua;

3. dalla impossibilità di prendere alla lettera, su grande scala, quello che è detto della vendita delle case, in una città e in un tempo in cui i locatari erano molto meno numerosi dei proprietari;

4. dal fatto, che nel testo si cita un esempio isolato (quello di Barnaba Atti 4:36-37) di coteste vendite. Perché avrebbe l'autore citata a parte cotesta vendita se la cosa fosse stata d'uso generale e l'effetto d'una legge imposta a tutti?

3. Dal punto di vista economico e dal punto di vista anche della semplice prudenza umana, queste vendite fatte per impulso d'una carità entusiasta, dànno luogo a riflettere. Gesù ha egli proprio comandato il completo sacrificio dell'avvenire sull'altare del presente? Qui sta il nodo della questione. Se è giusto che dagli effetti si giudichi della causa, si deve dire, che coteste vendite, per quanto nobili e generose, non furono del tutto prudenti. Di fatti, che avvenne? Di lì a qualche anno, gli apostoli furono costretti ad andare di qua e di là a chieder l'elemosina per la loro chiesa di Gerusalemme Galati 2:10; e Paolo ordina da per tutto delle collette, a cotesto medesimo scopo 1Corinzi 16:1; 2Corinzi 8-9. Né poteva essere altrimenti; il capitale, alienato dai privati, concentrato nella cassa comune e consumato giorno dopo giorno, doveva esaurirsi; e mancando ormai nella comunità il mezzo di alimentarlo, la miseria diventava inevitabile. Il metodo dunque, può esser discutibile; quello che non è discutibile, e che rimarrà sempre, nelle sacre pagine del testo, oggetto di ammirazione e d'imitazione d'ogni cristiano che non si contenti d'esser tale che di nome soltanto, è lo spirito di sacrificio, d'abnegazione, d'amor fraterno di cotesti credenti.

4. Anania dice d'aver dato tutto, e sa che non è vero; quindi, mentisce "Egli, dice il Dott. Parker, è il rappresentante di quelli che dicono d'aver fatto tutto quello che possono per il Signore e per i loro fratelli, e sanno che mentiscono!"

5. Che pensare della tragica fine di Anania e Saffira? Il loro peccato non e un atto di frode semplice in materia civile; è un delitto teocratico (hanno convenuto insieme di tentare lo Spirito del Signore Atti 5:9), che grida vendetta nel cospetto della oltraggiata maestà divina. E così che l'apostolo, la Chiesa, Luca considerano il fatto. È l'atto criminoso, che è il primo che abbia macchiato la Chiesa, merita una severissima pena. "La Chiesa, dice il Prof. Reuss, doveva esser composta di santi, come quell'Israele ideale dei profeti, al quale il regno di Dio era offerto in prospettiva. A meno di rinunziare a tutte le sue speranze o di relegarne il compimento in un lontano avvenire, bisognava vegliare con ansietà sopra ogni errore, sopra ogni macchia, che potessero compromettere l'onore dell'appena nascente società degli eletti. Si era ai principi e si poteva credere che cotesta purità ideale e strettamente teocratica sarebbe, cosa possibile e diverrebbe cosa stabile. La Chiesa era ancora assai piccola, i suoi membri erano assai ferventi, le sue speranze assai infantili, le sue credenze assai semplici e tutto facea sì che un simile stato di cose sembrasse loro poter rientrare nei limiti del possibile. Con l'andare del tempo, con l'accrescimento del numero, con l'ineguaglianza delle disposizioni religiose, con la divergenza delle opinioni., con la diversità delle condizioni sociali e delle relazioni col mondo, i mezzi di prima diverranno più miti, e la disciplina, già così severa, si farà più rilassata; e in luogo di parole che producono la morte, usciranno dalla bocca degli apostoli delle parole d'esortazione e di rimprovero, secondo il bisogno; e la scomunica temporanea, è anch'ella pronunciata di rado, diverrà l'ultimo e il più tremendo dei castighi".

12 6. Segni e prodigi (Vedi Atti 2:22) (Atti 5:12-16)

Nel portico di Salomone.

Vedi Atti 3:11. Quando gli apostoli e i discepoli salivano al tempio alle ore della preghiera Atti 3:1 si ritrovavano sotto il portico detto di Salomone per incoraggiarsi, esortarsi a vicenda, ed anche per evangelizzarvi il popolo, se la occasione provvidenziale di farlo si presentasse Atti 3:11-26.

13 Niuno degli altri di quelli fuori del movimento cristiano; niuno degli indifferenti o degli avversari.

Ardiva aggiungersi a loro;

ardiva unirsi a loro, entrare in istretta, intima relazione con loro.

15 Letti e letticelli.

I letti sono i letti veri e propri, soffici, di un certo valore, delle persone benestanti; i letticelli sono le coperte, gli stracci, i giacigli, su cui si stendevano i poveri Marco 2:1-12; 6:55; Giovanni 5:8-12; Atti 9:33.

L'ombra sua almeno adombrasse alcun di loro.

Luca non dice che l'ombra di Pietro operasse realmente alcun miracolo; non c'è nulla, nel testo, che ci decida ad ammettere cotesta virtù sanatrice nell'ombra dell'apostolo. Luca cita qui l'opinione popolare, e nulla più; la folla era giunta a tal punto di entusiasmo e di eccitamento da credere che l'ombra stessa di Pietro possedesse un qualcosa di magico. Ma ripeto: Luca non dice che questa opinione popolare fosse giustificata dai fatti. Luca cita la cosa, come farebbe un cronista; non prova, né critica; si limita a citare. Ma io voglio concedere anche più di quello che il testo mi permetta di fare. E che mai e, impedisce di credere che delle guarigioni vere e reali si effettuassero, anche in questa circostanza, fra i malati portati agli apostoli? Se i malati avevano la fede necessaria, Iddio certo non negava loro la guarigione per mezzo dei suoi servitori. Ma insisto su questo: se avevano la fede; che nulla si fa, nel regno di Dio, in modo magico; tutto v'è fatto, per la stromentalità della fede, della mano del cuore, che volontariamente ed energicamente s'appropria la sanatrice virtù dell'Eterno. Questa fede può essere imperfetta, può contenere degli elementi spuri d'ignoranza e di superstizione; non importa; s'ella è sincera e reale, Iddio l'accetta lo stesso". Atti 19:12; Marco 5:28,34.

16 Delle città circonvicine.

Betlehem, Hebron, Gerico, Emmaus, Betania; e forse anche da più lontano; da Lidda, per esempio, ove Pietro, quando ci andò, trovò dei credenti Atti 9:32.

Dagli spiriti immondi;

da spiriti maligni i quali son detti immondi perché spingono l'infelice che ne è posseduto, ad atti impuri ed osceni.

Riflessioni

1. Il tragico fatto di Anania e Saffira non rimane senza effetto né per la Chiesa né per quei di fuori. La Chiesa, invasa da un santo e salutare timore Atti 5:11, impara a sorvegliarsi con diligenza e con cura; "quei di fuori" imparano Atti 5:11,33 che, prima di unirsi alla Chiesa, è bene che ci pensino su due volte per vedere se abbiano o no le disposizioni volute per compiere un atto così importante e solenne.

2. La Chiesa avea pregato Iddio di "porgerle la mano" e di manifestare la sua presenza per via "di guarigioni, o di segni e di prodigi" Atti 4:30. Ecco in questi nostri versetti la risposta alla preghiera. Iddio avea già dato un glorioso principio di esaudimento a cotesta preghiera, con la effusione dello Spirito Atti 4:31; qui, l'esaudimento continua. Iddio è fedele.

3. A proposito dell'ombra di Pietro, ecco l'annotazione di Monsignor A. Martini. "Chi vide mai (mi sia lecito di così parlare) sopra la terra potestà simile a quella conceduta da Cristo al capo dei suoi apostoli? Il toccamento della veste del Salvatore avea guarito qualche malato; la sola ombra di Pietro è feconda di miracoli e di guarigioni. Così adempie Cristo quello che avea già detto: Chi crede in me, le opere che fò io, le farà anch'egli, e ne farà delle maggiori di queste. S. Agostino nel libro De catechizandis rudibus, cap. 22, riferisce come storia indubitata, che l'ombra di Pietro rendette ad un morto la vita". Ora; siccome quest'annotazione, che fa sorridere di pietà ogni studioso della Bibbia, può gettare un po' di polvere negli occhi a chi di studi biblici è digiuno, mi sia lecito di far osservare:

1) che l'insinuazione del commentatore, la quale tende a dare a Pietro una importanza maggiore che a Cristo, è cattiva ed empia;

2) che il commentatore sacrifica in modo troppo evidente la verità del testo all'idea interessata che lo preoccupa, di dar base biblica alla superstizione popolare della virtù sanatrice d'una ombra;

3) che è inesatto il dire che "il toccamento della veste del Salvatore avea guarito qualche malato". Uno soltanto ne guarì; e quel malato, o piuttosto quell'ammalata, perché era l'"emorroissa", la donna dal flusso di sangue, Gesù ha cura di richiamare a sè, mentr'ella se ne va, per dire: "Figliuola, è la tua fede, che t'ha guarita!" Marco 5:34: cioè: "Figliuola, non te ne andare con l'idea che il mio vestito t'abbia guarita; la tua guarigione non è al mio vestito, ma alla tua fede. che tu la devi!";

4) che è falso l'asserire che "la sola ombra di Pietro sia feconda di miracoli e di guarigioni, l'ho mostrato nelle mie note, che il testo non assevera per nulla che l'ombra di Pietro avesse alcun effetto salutare;

5) che il passo di Giovanni 14:12, che il commentatore cita, è citato a sproposito. Gesù non allude ai miracoli delle guarigioni fisiche, in cotesto passo; ma piuttosto alle guarigioni spirituali e morali; tant'è vero, che "le opere maggiori" delle quali egli parla sono messe in relazione di effetti con la causa dell'Ascensione e della discesa dello Spirito, di cui così spesso Gesù parlò nei suoi ultimi discorsi fatti ai discepoli: ne farà delle maggiori, perciocchè io me ne vò al Padre", dice il Maestro. Come esempio della verità di coteste parole di Cristo, non è dunque l'ombra di Pietro che si deve recare; ma piuttosto il discorso pentecostale di Pietro, che è mezzo di conversione di tremila peccatori Atti 2:41. Tremila persone convertite in seguito ad un discorso! Gesù, in tutto il suo ministerio, non arrivò a cotesto numero; ma cotesto numero è solo possibile, perché Gesù è morto, è risuscitato, e dal cielo ha fatto scendere la virtù dello Spirito; è solo possibile, perch'Egli se n'è andato al Padre. Non è dunque che Pietro sia maggiore di Cristo; ma è che Cristo ha compiuta l'opera meno appariscente, ed ha messo in grado i suoi di compiere l'opera più facile e più in vista. Chi guarda il palazzo, chi ammira i grappoli d'uva che sorridono fra il lusso dei pampini, non pensa né al fondamento né alla vite; togliete però il fondamento e la vite, e ditemi che cosa rimanga di tutto il resto!

6) che il parlar di guarigioni d'una ombra senza tener conto né della grazia di Dio che è la sola ragione ultima d'ogni beneficio, né della fede senza cui niuna guarigione è possibile, è un parlare che urta contro tutto quanto l'insegnamento dell'Evangelo

7) che la tradizione, ci venga ella pure per la penna d'un grand'uomo come Sant'Agostino, è buona e attendibile, quando è in armonia con la Parola di Dio; ma non ha valore e non merita fede, quando non fa che aggiungere vani fronzoli ed inutili ricami alla storia evangelica.

17 7. L'arresto degli apostoli, la loro liberazione miracolosa, l'atto d'accusa dinnanzi al concistoro, il discorso di Gamaliele e il loro definitivo rilascio (Atti 5:17-42)

La setta dei sadducei.

(Vedi Atti 4:1). Quando si parla dei sadducei, dei farisei ecc. è meglio e più esatto chiamarli dei partiti anzichè delle sette. Chi dice setta dice separazione e suppone l'esistenza di qualche congegno sociale o di qualche teoria religiosa che uno abbandona, ma che non cessa per questo di sussistere dopo la separazione. Ora i farisei ed i sadducei non si separavano affatto dall'ordinamento sociale, in cui erano nati; ma erano anzi attivissimi e impegnati alacremente in tutte le fasi della vita pubblica. Non diciamo dunque setta; diciamo partito, che non implica l'idea di separazione, ma che significa la unione politica, o religiosa, o politica e religiosa insieme di più persone, che hanno opinioni ed interessi particolari, che si adoperano a tutt'uomo a far prevalere nel luogo e fra le persone in mezzo cui vivono.

Il sommo sacerdote era forse Caiafa, o, più probabilmente, Anna, suo suocero (Vedi Atti 4:6).

19 Un angelo del signore.

Non si tratta d'un sogno, non d'un terremoto, non d'un segreto agente dei cristiani, come qualcuno ha sostenuto; si tratta d'un angelo vero e proprio, se si vuole stare a quello che il testo veramente dice.

20 Tutte le parole di questa vita;

la parola di questa vita è l'Evangelo, dottrina di salvazione e potenza di vita 2Timoteo 1:10; 1Giovanni 5:11; Giovanni 17:3.

21 Il concistoro è il Sinedrio, la suprema corte civile ed ecclesiastica dei Giudei. Era composto di settantun membri. Aveva due presidenti, dei quali uno era il sommo sacerdote e l'altro uno dei rabbini più dotti.

22 I sergenti erano le guardie levitiche agli ordini del sommo sacerdote.

26 Il capitano del tempio

(Vedi Atti 4:1).

Che non fossero lapidati.

Gli apostoli aveano per sè il favore del popolo e i leviti temevano una insurrezione popolare, nella quale, senza, dubbio, le autorità giudaiche, avrebbero avuto la peggio.

28 Non vi abbiamo noi del tutto vietato ecc.

Il sommo sacerdote non chiede come abbiano fatto a scappar di prigione. "È un soggetto che scotta, cotesto, e meglio e lasciarlo da parte", pensa il presidente. Anche il nome di Gesù e nome che gli scotta le labbra; quindi, invece di pronunciarlo, dirà: il sangue di cotest'uomo!

29 Pietro e gli altri apostoli, rispondendo, dissero.

Pietro non risponde direttamente al rimprovero del sommo sacerdote; ei si contenta di difendersi, esponendo la missione che ha ricevuto da Dio, e di riassumere in breve la sua predicazione; ma la sua difesa si cambia in un vero e proprio atto d'accusa, che provoca nell'assemblea un movimento, che chi sa come sarebbe andato a finire, se non fosse sorto l'incidente di Gamaliele.

30 Ha suscitato;

meglio: ha risuscitato.

31 L'ha esaltato con la sua destra;

non alla sua destra, ma con la sua destra; vale a dire, "per un atto della sua onnipotenza e della sua divina volontà".

Principe

( αρχηγος) Capo (Vedi Atti 3:15; Ebrei 2:10; 12:2), Colui che conduce alla vita.

32 E noi gli siamo testimoni di queste cose;

cioè:1) della crocifissione; 2) della risurrezione; 3) dell'ascensione.

La testimonianza dello Spirito Santo consiste in questo: lo Spirito Santo parla per la bocca degli apostoli; conferma nel cuore degli apostoli la verità dei fatti di cui essi testimoniano, e ne rivela loro la profondità del significato.

A coloro che gli ubbidiscono.

Ma lo Spirito Santo non è dato a tutti; è dato a quelli soltanto, che ubbidiscono a Dio; dal che consegue che chi non l'ha o rifiuta d'ascoltarlo, quando gli apostoli parlano mossi da lui, è un ribelle a Dio. Ed e qui specialmente che la difesa di Pietro si trasforma in un vero e proprio atto d'accusa.

33 Scoppiavano d'ira.

L'essi, soggetto del verbo, si riferisce al sommo sacerdote ed ai sadducei nominati nel vers. 17. Il verbo ( διεπριοντο) vuol dire propriamente segare ed accenna qui ad un "laceramento dell'animo", ad una "violenta perturbazione del cuore". Il Diodati dice: "scoppiavano d'ira"; il Martini: "smaniavano ": il Revel "si rodevano"; il Reuss "fremevano di rabbia". Qualunque sia la traduzione che si adotti, questo è da osservare; che non si tratta qui del commovimento del cuore che mena alla conversione Atti 2:37, ma di una disordinata passione che acceca e spinge le sue vittime sulla via del delitto.

34 Gamaliele.

Tre fatti sono qui indicati relativamente a Gamaliele:

1. Egli era un membro del Sinedrio;

2. apparteneva al partito farisaico;

3. era un dottor della legge; un legista; un νομοδιδασκαλος; un uomo di quelli che insegnavano la legge.

Da Atti 22:3 sappiamo ch'egli fu maestro di Saulo di Tarso, che si chiamò poi San Paolo. Il padre di Gamaliele fu Simeone; qual Simeone, secondo alcuni (il Lightfoot p. es.), sarebbe il Simeone, che, nel tempio di Gerusalemme, prese in braccio il neonato Gesù Luca 2:25,28. E Simeone fu figlio dei celebre Hillel; cosicchè Gamaliele sarebbe stato nipote del Rabbino Hillel, che fu veramente grande per carattere, per pietà e per sapere. Il Talmud parla di Gamaliele come d'uno dei dottori più illustri del secolo.

Onorato presso tutto il popolo.

Tanto stimato e onorato, che si venia da lungi a scuola da lui Atti 22:3, e che di lui, morto, la gente diceva: "Quando morì Gamaliele, cessò la gloria della legge".

35 Prendete guardia ecc. è il nostro: "badate bene a quel che fate riguardo a questi uomini" Matteo 6:1; 7:15; 10:17; 1Timoteo 1:4; 4:13; Tito 1:14.

36 Teuda.

Giuseppe Flavio (Antich. 20:8) parla di un falso profeta, per nome Teuda, che fu capo di una insurrezione, e che, assalito dalla cavalleria del procuratore romano Cuspio Fado, fu sopraffatto, preso e decapitato. Il Teuda del testo non può essere però quello di cui parla Giuseppe Flavio; perché ei non apparve che verso il 44; cioè, dopo la morte del re Agrippa, che è narrata in Atti 12:18-23. Si tratta dunque di un altro Teuda, che ci è ignoto. E la cosa è facilmente ammissibile quando si pensi, che nei tempi ai quali allude Gamaliele, coteste insurrezioni erano frequenti. Si conoscono, per esempio, di quei tempi, tre capi d'insorti per nome Giuda, e quattro per nome Simone; che meraviglia c'è se si ammettono due Teuda?

37 Giuda il Galileo.

Sappiamo da Giuseppe Flavio (Antich. 18:1; 20:5; Guerre Giudaiche11. 8, 17) che Giuda, il Gaulonita, detto il Galileo, alzò la bandiera della ribellione l'anno sesto dell'era cristiana, quando, deposto Archelao, l'imperatore Augusto ridusse la Giudea in provincia romana ed ordinò il primo censimento (ai dì della rassegna, dice il nostro vers. 37), che dovea servir di base all'amministrazione finanziaria del paese Luca 2:2. Giuda era uomo di focoso eloquenza e di energia disperata. La sua parola d'ordine era questa: "Il popolo non deve servire ai romani, non deve ai romani pagare alcun tributo, né ha altro padrone che Dio". La lotta fu lunga e sanguinosa; e dal partito di Giuda, che si chiamava degli zelanti, o degli zeloti, o dei Cananiti (che è l'equivalente aramaico di zeloti) uscì quel Simone, che fu dei discepoli del Signore Matteo 10:4; Marco 3:18; Luca 6:15; Atti 1:13.

Egli ancora perì.

Luca ci dice che Giuda perì nella ribellione: Giuseppe Flavio (Antich. 20:5,2) non parla della morte di Giuda, ma di quella del figlio di lui; tutti e due, probabilmente, perirono nella lotta.

Furono dispersi.

Non estinti; che cotesti zelanti non furono completamente sterminati. Dopo le batoste di cui parla il testo, si riordinarono e formarono quel che si potrebbe chiamare l'estrema sinistra del partito farisaico e riapparvero più d'una volta, con le armi alla mano, nel corso del secolo; specialmente durante la guerra contro Vespasiano e Tito.

38 Se questo consiglio ( βουλη) se questa idea, questo disegno o questa intrapresa...

39 Che talora non state ritrovati combattere;

"voi non la potrete dissipare; e correte il rischio di trovarvi nel caso d'aver fatto la guerra a Dio". Le parole di Gamaliele, considerate in sè e fatta astrazione dal momento storico e dalle circostanze in cui furono pronunciate, sono un assioma, che in tutti i tempi ed in tutti i paesi la storia ha circondato e circonda d'un'aureola di verità e di gloria; ma considerate in relazione al contesto ed al momento ed alle circostanze in cui furono dette, coteste le son parole d'uno di quei soliti freddi prudentoni, che, in ogni critico momento, si stanno fra i neutrali; decisi a non compromettersi, finché c'è probabilità che la cosa vada a finir male; pronti a farsi avanti con serotina simpatia, se la cosa finisce bene.

40 Ed essi gli acconsentirono.

I sadducei, senza dubbio, avrebbero preferito un qualcosa di più radicale; ma il partito farisaico era forte nel Sinedrio, e il consiglio di Gamaliele, date le condizioni dell'ambiente e la popolarità di cui godevano gli apostoli, si raccomandava alla maggioranza.

Li batterono.

"Acconsentirono" dunque, ma fino ad un certo punto. Probabilmente, furono i sadducei che insisterono sulla "battitura"; la quale è più che probabile consistesse, "nei quaranta colpi meno uno", di cui si parla in Deuteronomio 25:3; 2Corinzi 11:24.

41 D'esser vituperati per lo nome di Gesù.

I migliori manoscritti (A. B. C. D. H. e N) hanno soltanto per il Nome. Di qual nome si tratta egli? Parecchi commentatori credono si tratti del nome di Gesù. Il Barde, per esempio, dice così: "Nell'antica alleanza, (Nome) era già il nome per eccellenza; quello di Jahveh (Vedi Levitico 24:11 nel testo ebraico); ονομα (Nome) nell'alleanza nuova, sarà pure il nome eccellente, il nome di Gesù. (Vedi 3Giovanni 7 nel testo greco)". Che cotesto ragionamento regga per quel che riguarda l'Antico T., è un fatto innegabile; ma siccome non mi pare che cotest'uso assoluto dell' ονομα da riferirsi a Gesù sia abbastanza provato nel Nuovo T., preferisco attenermi al commento del Reuss, il quale dice: "Nel greco (testo corretto) c'è soltanto: per il Nome. I copisti che non capivano cotesta espressione, vi aggiunsero il pronome (per il suo nome), riferendolo a Gesù, ch'era mentovato nel versetto precedente. Ma si sa che nell'ebraico rabbinico, il nome, così senz'altra aggiunta, è modo usitatissimo a designare Iddio; quell'Iddio, il cui nome proprio (Jahveh) gli ebrei facean di tutto per "non pronunciare". Nella sua traduzione il Reuss rende il passo a questo modo: Questi (gli apostoli) si ritirarono dalla presenza del Sinedrio, felici d'aver avuto l'onore d'esser maltrattati per la causa di Dio.

42 Nel tempio e per le case;

meglio: nel tempio e in ogni casa; nel tempio, e a casa (Vedi note Atti 2:46).

Evangelizzare

significa annunziare "la buona novella"; dare "la tuona notizia"; e "la buona notizia" era questa:

Gesù Cristo;

il che si potrebbe meglio rendere per: che Gesù è il Messia. Abituati come siamo a prendere la parola Cristo per un nome proprio, noi rischiamo di perdere di vista un punto importante della predicazione apostolica. I Giudei credevano in un Cristo, in un Messia; e gli apostoli, basandosi sulle profezie, sul fatto della risurrezione e sulla discesa dello Spirito Santo, insegnavano e davano il buon annunzio che Gesù di Nazaret era appunto quel Messia nel quale essi credevano e che essi aspettavano.

Riflessioni

1. L'angelo apre agli apostoli le porte della prigione, e nello stesso tempo dice: "Andate! presentatevi nel tempio e ragionate al popolo tutte queste parole di vita!" Atti 5:19-20. Il pio Matteo Henry dice molto bene e molto a proposito: "La guarigione dalle nostre infermità, la liberazione dalle nostre difficoltà dobbiamo considerare non come se le ci fossero concesse per godere a nostro talento dei piaceri della vita: elleno ci sono concesse affinché onoriamo il nostro Dio con la consecrazione di tutto quello che siamo e di tutto quello che abbiamo".

2. Le parole del sommo sacerdote agli apostoli Atti 2:28 tradiscono una coscienza punta dall'aculeo del rimorso. È duro al sommo sacerdote il pronunciare il nome di Gesù; e schiverà cotesto nome con ogni sorta di circonlocuzioni. Sono molti quelli che fanno il male a test'alta, sfacciatamente, e che poi non possono sopportare che il male fatto sia loro imputato, o anche soltanto ricordato!

3. Ripetiamola pure l'osservazione già fatta in Atti 4:19. Se possiamo ubbidire a Dio e nello stesso tempo ubbidire coscienziosamente agli uomini, tanto meglio; ma tutte le volte che ci troviamo nel bivio degli apostoli, nel caso, cioè, di dovere scegliere fra l'ubbidienza a Dio e l'ubbidienza agli uomini, la santa ed eroica risposta degli apostoli ci sua viva nel cuore e determini la nostra decisione: "Anzi a Dio che agli uomini!" Atti 5:29.

4. Rinfreschiamo la nostra fede alla limpida sorgente della teologia apostolica Atti 5:30-31. L'onnipotente Iddio, che è l'Iddio delle maravigliose vicende "dei padri" e che "con la destra potente esalta" quel Gesù che gli uomini hanno ucciso, è un Dio d'amore, che vuole non la perdizione ma la salvezza dei peccatori. La salvazione è soltanto possibile per mezzo di Gesù, che Dio ha costituito "Capo e Salvatore". A cotesta salvazione si giunge per "la remissione dei peccati", che è data a tutti quelli che si "ravvedono". Il ravvedimento e la remissione dei peccati non sono il risultato di sforzi umani, non il salario d'opere o di mortificazioni della carne, o di penitenze, ma sono dei doni gratuiti, che Dio fa liberalmente al suo popolo.

5. "E noi gli siamo testimoni di queste cose che diciamo" Atti 5:32. La testimonianza degli apostoli è sempre testimonianza positiva ed ha per oggetto i grandi fatti che stanno a base del cristianesimo:

1. la crocifissione;

2. la risurrezione;

3. l'ascensione di Gesù.

6. La testimonianza apostolica a cui s'appoggia la nostra fede come il debole stelo alla querce secolare, non è soltanto testimonianza d'uomini; ma è una testimonianza umana, illuminata, corroborata e resa divinamente autorevole dallo Spirito Santo Atti 5:32.

7. Lo Spirito Santo non e monopolio d'alcuno; neppure degli apostoli; egli è dato a tutti Luca 11:13; Romani 5:5; 1Corinzi 6:19. La sola condizione imposta a chi lo desidera, è l'ubbidienza alla volontà di Dio Atti 5:32.

8. Per quel che riguarda il carattere di Gamaliele, mi pare che, riassumendo tutto quello che di lui s'è detto e scritto, si possano distinguere tre Gamalieli:

1) il Gamaliele della leggenda;

2) il Gamaliele di quello che io non so chiamare altrimenti che "un benevolo e simpatico probabilismo";

3) il Gamaliele del testo.

1) Del Gamaliele della leggenda s'è impadronito il cattolicismo romano, avido, come sempre, più di fantasticherie e di leggende che della verità storica nuda e serena. Il Martini, difatti, nella sua nota a Atti 5:34, dice: "Gamaliele, ecc. Questi è il maestro dell'Apostolo Paolo Atti 22:3, e morì Cristiano, e le sue reliquie, con quelle del protomartire Stefano, di Nicodemo e di Abiba, figliuolo dello stesso Gamaliele, furono trovate dal santo sacerdote Luciano, l'anno 415, presso al borgo di Cafatgamala, discosto venti miglia da Gerusalemme". La tradizione, a cui allude il Martini, dice che Gamaliele era un discepolo segreto di Gesù (Pseudo-Clemente, Recogn. l. 65); che fu battezzato da Pietro e Paolo assieme ad un figliuolo chiamato Abiba e a Nicodemo, che la stessa tradizione dice nipote di Gamaliele (Fozio Cod. 171, p. 199). Secondo la leggenda di Luciano, prete di Siria (leggenda accettata da Agostino), Gamaliele avrebbe seppellito Stefano ed altri cristiani; e poi sarebbe egli stesso stato sepolto a Cafar-algama, nel luogo stesso ove riposavano i resti mortali di Stefano e di Nicodemo (Agost. De Civitate Dei XVII. 8, Serm. 318). Ma ognuno lo vede; le sono notizie leggendarie da non accettarsi neanche con beneficio d'inventario.

2) Il Gamaliele del benevolo e simpatico probabilismo, eccolo qui. Se non del tutto cristiano, Gamaliele avea respirato a pieni polmoni aure cristiane e parlava nel Sinedrio come uno che avea simpatia per gli apostoli e per le loro idee. Era innanzi negli anni, e potea ricordarsi benissimo "della sapienza e della grazia" del giovanetto Gesù, quando Ei ragionò delle cose di Dio in mezzo ai dottori Luca 2:46. Chi sa che non salutasse con gioia, durante il ministerio di Gesù, quelle dottrine, che in tanta parte suo nonno Hillel avrebbe approvate, se avesse potuto udirle; e chi sa se il suo cuore di fariseo credente nella risurrezione non si rallegrò quando vide che un'altra e stupenda prova di cotesto fatto era messa in vivida luce dalla predicazione apostolica? E poi; egli stesso discendea da Davide; e ci sarebb'egli da far le gran meraviglie se avesse nutrito qualche simpatia per colui che tutti salutavano come "il Figliuolo di Davide"? E ancora; un legista così illustre come Gamaliele dovette necessariamente essere in più o meno stretta relazione col collega Nicodemo: e non si può egli ammettere che la progressiva conversione ed il modo di procedere di Nicodemo (ricordato in Giovanni 7:50-51) avessero qualche influenza sul carattere morale e sul modo di procedere di Gamaliele? E non è egli vero, che, badando bene al tono delle sue parole nel nostro testo, si è tentati di includerlo in quei "molti" dei principali che credevano in Cristo ma non osavano confessare apertamente la loro fede? Giovanni 12:42-43 Ed è probabile che anch'egli, come Giuseppe d'Arimatea, "non acconsentisse al consiglio, ne all'atto del Sinedrio" Luca 23:51 che Caiafa avea convocato per il processo di Gesù. E se Saulo di Tarso era già, a scuola da Gamaliele Atti 22:3, è anche probabile che le parole dei nostri versetti Atti 5:38-39, dirette in modo generale al Sinedrio, fossero più specialmente intese a frenare l'ardente ed impetuoso zelo del discepolo. Probabilismo più ingegnoso, più benevolo e più simpatico di questo, certo, non si può dare.

3) Rimane a studiare il Gamaliele del testo. Il Gamaliele del testo non è un cristiano, né agisce ne parla per impulso di sentimenti cristiani; è un filosofo che s'atteggia a neutrale in una questione religiosa, dinnanzi alla quale avrebbe avuto il dovere di decidersi in un senso o in un altro. L'assioma di Gamaliele è storicamente dimostrato vero e santo; ma ciò non vuol dire che in ogni questione in genere e nelle questioni religiose in ispecie noi dobbiamo aspettare a deciderci a cose fatte e risolute chi aspettasse, per decidersi a diventar cristiano, al giorno del finale trionfo di Cristo e del Vangelo potrebbe parer prudente e savio agli occhi del mondo, ma mostrerebbe col fatto di non aver capito nulla delle cose dello spirito. La politica "dell'aspettare" non è politica del regno di Dio; il regno di Dio ha bisogno di gente generosa, eroica, d'azione. Chi si astiene con cautela dal pericolo di "combattere contro Dio". bisogna che abbia al tempo stesso vivo e profondo il sentimento del dovere che ha di schierarsi dal lato di Dio per lottare con Lui e per Lui, e di tenere alta la bandiera delle proprie convinzioni in mezzo all'infuriare di qualunque tempesta. È bene d'essere avari d'elogi per la prudente politica di Gamaliele; cotesti elogi sono pericolosi; essi tendono a glorificare l'esitazione e indifferenza ed a porre il riserbo filosofico al disopra della franca adesione ad una decisa convinzione religiosa. Ci sono perfino di quelli che fanno di Gamaliele un precursore dei nostri principi moderni di tolleranza e di libertà religiosa. Bella tolleranza quella del Sinedrio, che, "acconsentendo alle idee espresse da Gamaliele" Atti 5:40, bastona gli apostoli ed ingiunge loro di non parlar più nel nome di Gesù! E ancora: com'è possibile fare di Gamaliele un cristiano, o poco meno, quando lo si ode mettere gli apostoli sulla stessa linea di Teuda e di Giuda il Galileo, di due demagoghi, cioè, che avevano dato luogo a dei moti rivoluzionari valendosi del fanatismo religioso e politico delle moltitudini? Chi potea fare dei ravvicinamenti storici di cotesto Nenere, evidentemente, non era un cristiano e giudicava a sproposito della missione e delle dottrine apostoliche. Gamaliele era un fariseo; quindi, un avversario politico e religioso di Anna, di Caiafa e di tutto il partito sadduceo. L'agir suo è in armonia perfetta con la politica del partito farisaico di cui era il capo. L'accusa mossa agli apostoli era questa; ch'essi predicavano la risurrezione di Gesù; e i farisei erano, in opposizione ai sadducei che la negavano, ardenti sostenitori della dottrina della risurrezione del corpo. Più tardi, quando i cristiani, guidati da Stefano, attaccheranno le dottrine farisaiche, Gamaliele uscirà dal suo riserbo, e si schiererà senza dubbio dal lato dei nemici della fede di Cristo. Ciò non è detto nel testo; ma il fatto che il discepolo di Gamaliele, Saulo di Tarso, è il primo a slanciarsi all'assalto ed a guidarvi i persecutori è pur troppo fatto eloquente. Nel caso nostro, Gamaliele agisce da capo politico prudente ed esperto; salva gli apostoli, dei quali i sadducei voleano la vita; e, cogliendo a volo l'occasione della predicazione apostolica, dà uno schiaffo potente al partito teologico avversario.

9. "Voi sarete beati, quando v'avranno vituperati e perseguitati... rallegratevi e giubilate!" avea detto il Maestro Matteo 5:11-12. Era la prima esperienza che gli apostoli faceano di quella "gioia" e di quel "giubilo", di cui Gesù avea loro parlato. Il soffrire per il nome e per la causa di Dio ed il partecipar e ai martiri degli eroi della fede che ci hanno preceduti Matteo 5:11-12 non sono senza lagrime né senz'angosce; ma Dio terge le lagrime e lenisce le angosce del credente che vive in comunione con Cristo, dandoli un ineffabile pregustamento di quella gioia, che diverrà perfetta ed eterna quando ei sarà giunto a godere della gloriosa ed immediata visione del suo Salvatore 1Pietro 4:13. Chi legga questa pagina della storia apostolica alla luce delle predizioni e delle promesse di Matteo 10:17-20 bisognerà che si convinca che le parole di Gesù hanno nei fatti il loro più eloquente commentario.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Atti 5

1 Capitolo 5

La morte di Anania e Saffira At 5:1-11

La potenza che accompagnava la predicazione del Vangelo At 5:12-16

Gli apostoli imprigionati, ma liberati da un angelo At 5:17-25

Gli apostoli testimoniano di Cristo davanti al concilio At 5:26-33

Il consiglio di Gamaliele, Il consiglio lascia andare gli apostoli At 5:34-42

Versetti 1-11

Il peccato di Anania e Saffira fu che ambivano a essere considerati discepoli eminenti, mentre non erano veri discepoli. Gli ipocriti possono rinnegare se stessi, possono rinunciare ai loro vantaggi mondani in un caso, con la prospettiva di trovare il loro tornaconto in un altro. Erano avidi delle ricchezze del mondo e diffidenti nei confronti di Dio e della sua provvidenza. Pensavano di poter servire sia Dio che mammona. Pensavano di ingannare gli apostoli. Lo Spirito di Dio in Pietro discerneva il principio di incredulità che regnava nel cuore di Anania. Ma qualunque cosa Satana possa suggerire, non avrebbe potuto riempire il cuore di Anania con questa malvagità se egli non fosse stato consenziente. La falsità era un tentativo di ingannare lo Spirito di verità, che parlava e agiva così palesemente per mezzo degli apostoli. Il crimine di Anania non è stato quello di aver trattenuto una parte del prezzo del terreno; avrebbe potuto tenerlo tutto, se avesse voluto; ma il suo tentativo di imporre agli apostoli una terribile menzogna, per il desiderio di fare uno spettacolo vano, unito alla cupidigia. Ma se pensiamo di imbrogliare Dio, imbroglieremo le nostre stesse anime. Che tristezza vedere che i rapporti che dovrebbero animarsi l'un l'altro verso il bene, si induriscono l'un l'altro verso il male! E questa punizione era in realtà una misericordia per un gran numero di persone. Avrebbe provocato un severo autoesame, la preghiera e il timore dell'ipocrisia, della cupidigia e della vanagloria, e dovrebbe ancora farlo. Impedirebbe l'aumento dei falsi professori. Impariamo quindi quanto la falsità sia odiosa al Dio della verità e rifuggiamo non solo dalla menzogna diretta, ma anche da ogni vantaggio derivante dall'uso di espressioni dubbie e dal doppio senso nel nostro discorso.

12 Versetti 12-16

La separazione degli ipocriti mediante giudizi distinti dovrebbe far sì che i sinceri si stringano di più tra loro e al ministero del Vangelo. Tutto ciò che tende alla purezza e alla reputazione della Chiesa, ne favorisce l'ampliamento; ma la sola potenza che ha operato tali miracoli da parte degli apostoli, può salvare i peccatori dal potere del peccato e di Satana, e aggiungere credenti ai Suoi adoratori. Cristo opererà per mezzo di tutti i suoi fedeli servitori e chiunque si rivolgerà a lui sarà guarito.

17 Versetti 17-25

Non c'è prigione così buia, così forte, ma Dio può visitare il suo popolo e, se vuole, tirarlo fuori. Le guarigioni dalle malattie, le liberazioni dai problemi, sono concesse non perché possiamo godere degli agi della vita, ma perché Dio sia onorato con i servizi della nostra vita. I predicatori del Vangelo di Cristo non devono ritirarsi in un angolo, finché hanno la possibilità di predicare nella grande congregazione. Devono predicare ai più umili, le cui anime sono preziose per Cristo quanto quelle dei più grandi. Parlate a tutti, perché tutti sono interessati. Parlate come coloro che sono decisi a sostenere il programma, a vivere e a morire in base ad esso. Parlate con tutte le parole di questa vita celeste e divina, al cui confronto l'attuale vita terrena non merita questo nome. Parole di vita che lo Spirito Santo vi mette in bocca. Le parole del Vangelo sono parole di vita, parole che ci permettono di essere salvati. Come sono miserabili coloro che si irritano per il successo del Vangelo! Non possono non vedere che la parola e la potenza del Signore sono contro di loro; e tremano per le conseguenze, eppure vanno avanti.

26 Versetti 26-33

Molti compiono un'azione malvagia con audacia, ma non sopportano di sentirne parlare in seguito o di vedersela addebitare. Non possiamo aspettarci di essere redenti e guariti da Cristo, se non ci arrendiamo ad essere governati da lui. La fede prende il Salvatore in tutte le sue funzioni, che è venuto non per salvarci nei nostri peccati, ma per salvarci dai nostri peccati. Se Cristo fosse stato esaltato per dare il dominio a Israele, i capi dei sacerdoti lo avrebbero accolto. Ma il pentimento e la remissione dei peccati sono benedizioni che non apprezzavano e di cui non vedevano il bisogno; perciò non ammisero affatto la sua dottrina. Ovunque ci sia pentimento, la remissione dei peccati è concessa senza dubbio. Nessuno è liberato dalla colpa e dalla punizione del peccato, se non coloro che sono liberati dal potere e dal dominio del peccato, che sono allontanati da esso e rivolti contro di esso. Cristo dà il pentimento, mediante il suo Spirito che opera con la parola, per risvegliare la coscienza, per operare il dolore per il peccato e un cambiamento effettivo nel cuore e nella vita. Il dono dello Spirito Santo è una prova evidente che la volontà di Dio è quella di obbedire a Cristo. Ed Egli distruggerà sicuramente coloro che non vogliono che Egli regni su di loro.

34 Versetti 34-42

Il Signore ha ancora tutti i cuori nelle sue mani, e a volte dirige la prudenza dei saggi del mondo in modo da frenare i persecutori. Il buon senso ci dice di essere cauti, mentre l'esperienza e l'osservazione dimostrano che il successo delle frodi in materia di religione è stato molto breve. La riprovazione per Cristo è un vero privilegio, perché ci rende conformi al suo modello e utili al suo interesse. Essi se ne rallegrarono. Se soffriamo per aver fatto del bene, purché lo soffriamo bene e come dovremmo, dovremmo rallegrarci della grazia che ci ha permesso di farlo. Gli apostoli non predicavano se stessi, ma Cristo. Questa era la predicazione che più offendeva i sacerdoti. Ma il compito costante dei ministri del Vangelo dovrebbe essere quello di predicare Cristo: Cristo e la sua crocifissione; Cristo e la sua glorificazione; nient'altro che questo, se non ciò che si riferisce ad esso. E qualunque sia la nostra posizione o il nostro rango nella vita, dovremmo cercare di farLo conoscere e di glorificare il Suo nome.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Atti 5

1 Ma un certo uomo - Nel capitolo precedente lo storico aveva dato conto dell'eminente liberalità e sincerità della massa dei primi cristiani, nel voler rinunciare ai propri beni per provvedere ai poveri, e aveva citato il caso di Barnaba come degno di particolare attenzione. In questo capitolo procede a menzionare un caso, altrettanto eclatante, di insincerità, e ipocrisia, e del giusto giudizio di Dio su coloro che ne furono colpevoli.

Il caso è un esempio notevole della natura dell'"ipocrisia" e illustra l'arte e l'astuzia del nemico delle anime nel tentativo di corrompere la chiesa e di pervertire la religione del vangelo. L'ipocrisia consiste nel tentativo di “imitare” il popolo di Dio, o di assumere l'“apparenza” della religione, in qualunque forma essa si manifesti. In questo caso la religione si era manifestata con grande abnegazione e benevolenza. L'ipocrisia di Anania consisteva nel "tentare" di imitarlo in apparenza, e di imporsi in questo modo sui primi cristiani e su Dio.

Con Saffira sua moglie - Con il suo concorso o consenso. Si trattava di "accordo" tra loro, Atti degli Apostoli 5:2 , Atti degli Apostoli 5:9.

Venduto un possedimento - La parola usata qui κτῆμα ktēma non indica se si trattava di “terra” o di qualche altra proprietà. In Atti degli Apostoli 5:3 , invece, apprendiamo che era “terra” che si vendeva; e la parola qui tradotta “possesso” è tradotta in siriaco, arabo e latino Vulgata come “terra.

La pretesa per cui questo è stato venduto doveva senza dubbio avere l'apparenza della religione. Che sia stato "venduto" potrebbe essere facilmente noto alla società cristiana, ma potrebbe non essere così facilmente noto per "quanto" è stato venduto. Da qui il tentativo di imporre agli apostoli. È chiaro che non erano obbligati a vendere la loro proprietà. Ma, “avendolo” venduto per scopi di religione, diventava loro dovere, se professavano di consacrarne i benefici a Dio, di farlo interamente e senza alcuna riserva.

2 E trattenuto - La parola usata qui significa propriamente “separare, dividere:” e poi significa “separare surrettiziamente o clandestinamente per nostro uso” una parte del demanio pubblico, come tasse, ecc. Si usa solo tre volte nel Nuovo Testamento, Atti degli Apostoli 5:3 , e in Tito 2:10 , dove è reso "furto". Qui significa che “segretamente” ne trattengono una parte, mentre “professamente” dedicano tutto a Dio.

Anche sua moglie ne è al corrente - Sua moglie "lo sa" ed evidentemente ne è d'accordo.

E lo depose ai piedi degli apostoli - Questo era evidentemente un atto di dedicare tutto a Dio. Confronta Atti degli Apostoli 4:37; anche Atti degli Apostoli 5:8. Che questa fosse la sua "professione", o "finzione", è ulteriormente implicato dal fatto che Pietro lo accusa di aver "mentito" a Dio, Atti degli Apostoli 5:3.

3 Ma Pietro disse... - Pietro avrebbe potuto saperlo solo per "rivelazione". Era manifesto disegno di Anania d'ingannare; né c'era alcun modo di scoprirlo se non essendogli stato rivelato dallo Spirito di Dio. Poiché si trattava di un caso di enorme malvagità, e poiché era molto importante scoprire e punire il delitto, fu fatto conoscere a Pietro direttamente da Dio.

Perché Satana - Grandi atti di malvagità nella Scrittura sono fatti risalire all'influenza di Satana. Confronta Luca 23:3; Giovanni 13:27. In particolare Satana è chiamato il "padre della menzogna", Giovanni 8:44.

Confronta Genesi 3:1. Poiché questo era un atto di "falsità" o un tentativo di ingannare, è stato fatto risalire con grande proprietà all'influenza di Satana. Il peccato di Anania consistette nel suo “cedere” alla tentazione. Da nessuna parte nella Bibbia si suppone che le persone siano libere dal senso di colpa per il semplice fatto di essere state "tentate" a commetterlo. Dio richiede loro di "resistere" alla tentazione; e se "cedono" ad esso, devono essere puniti.

Riempi il tuo cuore - Il "cuore" o la "mente" di un uomo è "pieno" di una cosa quando è "intenzionato a farlo"; quando è fortemente “sospinto ad essa”; o quando ne è completamente occupato. L'espressione qui significa che è stato "fortemente spinto" o "eccitato" da Satana a questo crimine.

Mentire a - Tentare di ingannare. L'inganno che intendeva praticare era di trattenere una “parte” del prezzo, mentre “fingeva” di portarselo per intero; così “tentando” Dio, e supponendo che non potesse scoprire la frode.

Lo Spirito Santo - τὸ πνεῦμα τὸ ἅγιον to pneuma to hagion. La domanda principale qui è se l'apostolo Pietro intendesse designare in questo luogo la "terza persona" della Trinità; o se intendesse parlare di Dio “come Dio”, senza alcun riferimento alla distinzione delle persone; o se si riferisse all'“influsso divino” che ispirava gli apostoli, senza fare riferimento agli uffici speciali che comunemente sono attribuiti allo Spirito Santo. O, in altre parole, c'è qui riconosciuta una “distinzione” tra il Padre e lo Spirito Santo? Che "c'è", risulterà evidente dalle seguenti considerazioni:

(1) Se tale distinzione non è "voluta", è notevole che Pietro non abbia usato il solito e consueto "nome" di Dio. Non sembra perché lo custodisse così attentamente da indicare che questa offesa fu commessa contro lo "Spirito Santo" e "lo Spirito del Signore", Atti degli Apostoli 5:9.

(2) Il nome qui usato è quello impiegato nelle Scritture per designare la terza persona della Trinità, come implicante una distinzione dal Padre. Vedi Matteo 3:16; Matteo 1:18 , Matteo 1:20; Matteo 3:11; Matteo 12:32; Matteo 28:19; Marco 1:8; Marco 3:29; Marco 12:36; Luca 12:10; Giovanni 14:26; Giovanni 7:39; Giovanni 20:22; Atti degli Apostoli 4:8; Atti degli Apostoli 5:32 , ecc.

(3) Pietro intendeva, senza dubbio, designare un'offesa come commessa in particolare contro la persona, o l'influenza, dalla quale lui e gli altri apostoli erano ispirati. Anania supponeva di poter sfuggire alla scoperta, e l'offesa fu, quindi, una contro l'Ispiratrice degli apostoli. Eppure quello era lo Spirito Santo come "distinto dal Padre". Vedi Giovanni 14:16 , Giovanni 14:26; Giovanni 15:26; Giovanni 16:7; Giovanni 20:22.

Confronta Atti degli Apostoli 5:32. L'offesa, quindi, essendo contro colui che è stato “inviato” dal Padre, e che è stato incaricato di un'opera particolare, presuppone chiaramente che lo Spirito Santo è distinto dal Padre.

(4) Un'ulteriore prova incidentale di ciò può essere trovata nel fatto che il peccato qui commesso era di una grandezza speciale, così grande da essere ritenuto degno dell'immediata e segnaletica vendetta di Dio. Eppure il peccato contro lo Spirito Santo è uniformemente rappresentato come di questa descrizione. Confronta Matteo 12:31; Marco 3:28.

Poiché questi peccati evidentemente coincidono in enormità, è chiaro che in entrambi i luoghi si fa riferimento alla stessa classe di peccati; o, in altre parole, il peccato di Anania fu contro la terza persona della Trinità. Qui si possono fare due osservazioni:

(1) Lo Spirito Santo è una Persona distinta dal Padre e dal Figlio; o, in altre parole, c'è una sorta di distinzione nella natura divina che può essere designata con la parola "persona". Questo è chiaro dal fatto che si dice che il peccato sia stato commesso contro di lui - un peccato che si supponeva non potesse essere rilevato. Il "peccato" non può essere commesso contro un "attributo" di Dio, o contro un'"influenza" di Dio.

Non possiamo “mentire” a un attributo, o contro la saggezza, o il potere, o la bontà; né possiamo "mentire a" un "influsso", semplicemente, dell'Altissimo. Il peccato è commesso contro un “Essere”, non contro un “attributo”; e poiché qui viene addebitato ad Anania un peccato contro “lo Spirito Santo”, ne consegue che lo Spirito Santo ha un'esistenza “personale”, ovvero che c'è una tale distinzione nell'essenza divina che può essere appropriato “specificare” un peccato commesso specialmente contro di lui.

Allo stesso modo il peccato può essere rappresentato come commesso specialmente contro il “Padre” quando il suo “nome” è bestemmiato; quando gli viene negato il “dominio”; quando viene messa in discussione la sua misericordia nell'inviare suo Figlio. Il peccato può essere rappresentato come commesso contro “il Figlio” quando la sua espiazione è negata; la sua divinità assalì; il suo carattere deriso, oi suoi inviti disprezzati. E così il peccato può essere rappresentato come commesso contro “lo Spirito Santo” quando viene messo in discussione il suo ufficio di rinnovare il cuore, o santificare l'anima, o quando la “sua” opera è attribuita a qualche influenza maligna o di altro tipo.

Vedi Marco 3:22. E come il peccato contro il Figlio dimostra che egli è in un certo senso distinto dal Padre, così il peccato contro lo Spirito Santo dimostra che in un certo senso è distinto dal Padre e dal Figlio.

(2) Lo Spirito Santo è divino. Questo è provato, perché qui è rappresentato come capace di scrutare il cuore e di scoprire l'insincerità e l'ipocrisia. Confronta Geremia 17:10; 1Cr 28:9 ; 1 Corinzi 2:10 , "Lo Spirito scruta ogni cosa, sì, le cose profonde di Dio"; Apocalisse 2:23. Ed è espressamente “chiamato” Dio. Vedi le note su Atti degli Apostoli 5:4.

4 Mentre è rimasto - Finché è rimasto invenduto. Questo luogo dimostra che non vi era alcun “obbligo” imposto ai discepoli di vendere la loro proprietà. Coloro che l'hanno fatto, l'hanno fatto volontariamente; e non sembra che sia stato fatto da tutti, o che si aspettasse che fosse fatto da tutti.

E dopo che fu venduta... - Anche dopo che la proprietà fu venduta, e Anania ebbe i soldi, non c'era ancora per lui l'obbligo di dedicarla in questo modo. Ne aveva ancora la disposizione. L'apostolo lo menziona per mostrargli che la sua offesa era particolarmente aggravata. Non era "costretto" a vendere la sua proprietà - non aveva nemmeno la povera pretesa di essere "obbligato" a disporne, ed era "tentato" di trattenerla per uso proprio. Era "tutto" suo, e avrebbe potuto essere mantenuto se avesse scelto.

Non hai mentito agli uomini - Alle persone "solo" o, non è la tua offesa "principale" e "principale" che hai tentato di ingannare le persone. È vero che Anania “aveva” tentato di ingannare gli apostoli, ed è anche vero che questo era un delitto; ma ancora, la principale entità dell'offesa era che aveva tentato di ingannare "Dio". Così piccolo era il suo crimine commesso contro gli "uomini" che fu perso di vista dagli apostoli, e il grande peccato che coronava il tentativo di ingannare "Dio" fu portato pienamente in vista.

Così, anche Davide vide che il suo peccato commesso contro "Dio" era così enorme che lo perse di vista come un'offesa per l'uomo, e disse: "Contro te, solo te, ho peccato e ho fatto questo male ai tuoi occhi. ”, Salmi 51:4.

Ma a Dio - È stato "particolarmente" ed "eminentemente" contro Dio. Questo è vero, perché:

Lo aveva dichiarato "dedicato" a Dio. L'atto, quindi, aveva a lui espresso e diretto riferimento.

(2) Era un tentativo di ingannarlo. Implicava la convinzione di Anania che Dio non avrebbe scoperto il crimine, o visto i motivi del cuore.

(3) È prerogativa di Dio giudicare della sincerità e dell'ipocrisia; e questo era un caso, quindi, che venne sotto la sua speciale attenzione. Confronta Salmi 139:1. La parola "Dio" qui è evidentemente usata nel suo senso chiaro e ovvio come denotante la "divinità suprema" e l'uso della parola qui mostra che lo Spirito Santo è "divino". L'intero brano dimostra, quindi, una delle dottrine importanti della religione cristiana, che lo Spirito Santo è distinto dal Padre e dal Figlio, e tuttavia è divino.

5 E Anania, udendo queste parole... - Vedendo che la sua colpa era nota, ed essendo accusato dell'enorme crimine di aver tentato di ingannare Dio. Non si aspettava di essere così esposto; ed è chiaro che l'esposizione e l'accusa si abbatterono su di lui inaspettatamente e terribilmente, come un fulmine a ciel sereno.

Cadde - Greco: Essendo caduto.

Abbandona il fantasma - Questa è una traduzione infelice. L'originale significa semplicemente "è scaduto" o "è morto". Confronta gli appunti su Matteo 27:50. Questo fatto straordinario può essere spiegato in questo modo:

È evidentemente da considerare come un “giudizio” di Dio per il peccato di Anania e di sua moglie.

Non è stato l'atto di Pietro, ma di Dio, ed è stato chiaramente progettato per mostrare la sua ripugnanza per questo peccato. Vedi osservazioni su Atti degli Apostoli 5:11.

(2)Sebbene fosse l'atto di Dio, tuttavia non ne consegue che non fosse in connessione con le leggi abituali con cui governa le persone, o che non si avvalesse di mezzi naturali per farlo. Il peccato fu di grande aggravamento. È stato rilevato all'improvviso e inaspettatamente. Il digiuno che si sapeva, e la solenne accusa di aver "mentito a Dio", lo colpì con orrore. La sua coscienza lo avrebbe rimproverato per l'enormità del suo crimine e lo avrebbe sopraffatto al ricordo della sua malvagità.

Queste circostanze possono essere sufficienti per spiegare questo evento straordinario. È accaduto in altri casi che la coscienza del delitto, o il fatto di essere improvvisamente scoperti, abbia dato un tale shock al telaio che non se ne è mai più ripreso. L'effetto “comunemente” è che il ricordo della colpa preda segretamente e silenziosamente sulla cornice, finché, sfinito dalla mancanza di riposo e di pace, sprofonda esausto nella tomba.

Ma non sono mancati casi in cui lo shock è stato così grande da distruggere immediatamente le forze vitali e far precipitare il miserabile, come Anania, nell'eternità. Non è affatto improbabile che lo shock nel caso di Anania sia stato così grande da togliergli subito la vita.

Venne una grande paura... - Un giudizio così impressionante e terribile sull'insincerità e sull'ipocrisia era adatto a suscitare terribili emozioni tra la gente. La morte improvvisa lo fa sempre; ma la morte improvvisa in connessione immediata con il crimine si adatta molto più profondamente ad influenzare la mente.

6 E i giovani - I giovani della congregazione; molto probabilmente i giovani che erano presenti come "servi", o quelli il cui compito era di partecipare alla congregazione e svolgere vari uffici quando i cristiani celebravano il loro culto (Mosheim). La parola usata qui a volte denota un "servo". È usato anche, Atti degli Apostoli 5:10 , per denotare "soldati", poiché erano comunemente arruolati tra i vigorosi e i giovani. Il fatto che abbiano assunto Anania volontariamente implica che erano abituati a svolgere uffici di servitù alla congregazione.

Ferito - Era consuetudine presso gli ebrei avvolgere il corpo in molte pieghe di lino prima che fosse sepolto; comunemente anche con spezie, per preservarlo dalla putrefazione. Vedi le note su Giovanni 11:44. Ci si può chiedere "perché" fu sepolto così presto; e soprattutto perché è stato portato via di corsa senza dare informazioni a sua moglie. In risposta a ciò, si può osservare:

1. Che non risulta dalla narrazione che fosse “noto” che Saffira fosse al corrente della transazione, o fosse vicina, o addirittura che avesse una moglie. Anania venne “in persona” e offrì il denaro, e il giudizio cadde subito su di lui.

2. Era consuetudine tra gli antichi Persiani seppellire il corpo quasi subito dopo la morte (Jahn); e sembra probabile che i Giudei, quando il corpo non era imbalsamato, imitassero l'usanza. Sembrerebbe anche che questa fosse un'antica usanza tra gli ebrei. Vedi Genesi 23:19; Genesi 25:9; Genesi 35:29; Gen 48:7 ; 1 Re 13:30. Diverse nazioni differiscono nelle loro usanze nel seppellire i morti; e non è scorretto affidare un corpo subito dopo la morte alla tomba.

3. Potrebbe esserci stato qualche pericolo di eccitazione e tumulto riguardo a questa scena se il cadavere non fosse stato rimosso presto; e poiché non si poteva rispondere a nessun scopo prezioso ritardando la sepoltura, il corpo fu decentemente affidato alla polvere.

7 E si trattava dello spazio... - Come Saffira non era stata meno colpevole di suo marito, così era stato ordinato nella provvidenza di Dio che lo stesso giudizio fosse imposto su entrambi.

8 Per tanto - Cioè per la somma che Anania aveva presentato. Questo era vero, che questa somma era stata ricevuta per essa; ma era anche vero che era stata ricevuta una somma maggiore. È davvero una falsità ingannare in questo modo, come sarebbe stato affermare che hanno ricevuto molto "più" di quanto non abbiano effettivamente fatto per la terra. La menzogna consiste nel fare in qualsiasi modo una rappresentazione erronea di una cosa allo scopo di ingannare. E "questa" specie è molto più comune di una menzogna aperta e audace, che afferma ciò che non è in alcun modo vero.

9 Concordato insieme - Cospirato, o predisposto un piano. Da ciò sembra che Saffira fosse colpevole quanto suo marito,

Tentare - Provare; tentare di imporre o ingannare; cioè agire come se lo Spirito del Signore non potesse scoprire il delitto. Lo hanno fatto cercando di vedere se lo Spirito di Dio poteva scoprire l'ipocrisia.

Alla porta - Sono a portata di mano. Non erano ancora tornati. I morti venivano sepolti fuori dalle mura delle città; e sembra che lo spazio di tre ore fosse trascorso prima che tornassero dalla sepoltura.

Ti porterà fuori - Questo passaggio mostra che è stato per interposizione divina o giudizio che le loro vite sono state prese. Il giudizio era in connessione immediata con il delitto, ed è stato concepito come espressione del dispiacere divino.

Se qui ci si chiede “perché” Anania e Saffira furono puniti in modo così severo e terribile, si può trovare una risposta nelle seguenti considerazioni:

(1) Questo è stato un crimine atroce - un atto di iniquità profondo e terribile. Fu commesso consapevolmente, e senza scuse, Atti degli Apostoli 5:4. Era importante che seguisse una punizione improvvisa ed esemplare, perché la società dei cristiani era stata proprio allora organizzata, ed era stata progettata che doveva essere una società "pura", e doveva essere considerata come un corpo di uomini santi. Molto dipendeva dal fare “impressione” alla gente che il peccato non poteva essere permesso in questa nuova comunità, ma sarebbe stato scoperto e punito.

(2) Dio ha spesso, nel modo più solenne, mostrato la sua ripugnanza per l'ipocrisia e l'insincerità. Con dichiarazioni orribili e giudizi paurosi ha dichiarato il suo disappunto per questo. In modo particolare, non poca parte della predicazione del Salvatore fu impiegata per scoprire l'ipocrisia degli scribi e dei farisei e denunciare pesanti giudizi su di loro. Vedi Matteo 23 tutto per la più sublime e terribile denuncia dell'ipocrisia che si possa trovare.

Confronta Marco 12:15; Luca 12:1; 1 Timoteo 4:2; Giobbe 8:13; Giobbe 13:16; Giobbe 15:34; Giobbe 20:5; Giobbe 36:13; Matteo 7:5; Luca 11:44.

All'inizio della chiesa cristiana era importante, con un atto deciso e terribile, imprimere nella chiesa e nel mondo il pericolo e la colpa dell'ipocrisia. Ben sapeva il Salvatore che sarebbe stato uno dei nemici più insidiosi e mortali per la purezza della chiesa; e proprio alla sua "soglia", quindi, ha istituito questo solenne avvertimento per custodirlo, e ha posto i corpi di Anania e Saffira sulla strada di ogni ipocrita che sarebbe entrato nella chiesa.

Se entrano e vengono distrutti, non possono sostenere di non essere stati completamente avvertiti. Se praticano l'iniquità “nella” chiesa, non possono invocare l'ignoranza del fatto che Dio intende individuarli e punirli.

(3) Gli apostoli stavano proprio allora stabilendo la loro autorità. Hanno affermato di essere sotto l'influenza dell'ispirazione. Per stabilirlo, era necessario mostrare che potevano conoscere le opinioni e le motivazioni di coloro che si erano uniti alla chiesa. Se facilmente imposto, andrebbe lontano per distruggere la loro autorità e la loro pretesa di infallibilità. Se mostrassero di poter rilevare l'ipocrisia, anche dove più abilmente nascosta, stabilirebbe l'autorità divina del loro messaggio. All'“inizio” del loro lavoro, dunque, diedero questa prova decisiva e tremenda di essere sotto la guida di un Maestro infallibile.

(4) Questo caso non sta da solo nel Nuovo Testamento. È chiaro da altri casi che gli apostoli avevano il potere di punire i peccatori e che una violazione dei comandi di Cristo era accompagnata da giudizi improvvisi e paurosi. Vedi 1 Corinzi 11:30 , e il caso di Elima lo stregone in Atti degli Apostoli 13:8.

(5) Né questo evento è unico nella storia del mondo. Gli atti di giudizio a volte si verificano così improvvisi e decisi, nella provvidenza di Dio, come in questo caso. L'uomo profano, l'ubriacone, il delinquente dissoluto a volte viene improvvisamente colpito, come in questo caso. Non sono stati rari i casi in cui il bestemmiatore è stato percosso a morte con la maledizione sulle labbra; e così spesso Dio esce in giudizio per uccidere i malvagi e per mostrare che c'è un Dio che regna sulla terra.

Questa narrazione non può essere considerata improbabile fino a quando "tutti" questi casi non saranno stati eliminati, né questa inflizione può essere considerata ingiusta fino a quando non saranno "provati" tutti i casi in cui le persone muoiono per rimorso di coscienza o per diretto giudizio del cielo. essere anche ingiusto.

Alla luce di questa narrazione, possiamo osservare:

(1) Che Dio scruti il ​​cuore e conosce gli scopi dell'anima. Confronta Salmi 139.

(2) Dio giudica i "motivi" delle persone. Non è tanto l'atto “esterno”, quanto sono le opinioni ei sentimenti da cui è stimolato, che determinano il carattere dell'atto.

(3) Dio produrrà il peccato che l'uomo potrebbe non essere in grado di rilevare o che potrebbe eludere la giustizia umana. Verrà il giorno in cui i segreti di tutti i cuori saranno rivelati e Dio ricompenserà ogni uomo secondo le sue opere.

(4) Verranno individuate frodi e ipocrisie. Vengono spesso rilevati in questa vita. La provvidenza di Dio spesso li espone alla vista umana e travolge l'anima con vergogna per la colpa che è stata a lungo nascosta. Ma se non in questa vita, tuttavia verrà il giorno in cui saranno rivelati, e il peccatore sarà "rivelato" a un universo riunito.

(5) Abbiamo qui un'illustrazione del potere della coscienza. Se "tale" era il suo effetto travolgente "qui", quale sarà quando tutti i crimini della vita saranno svelati nel giorno del giudizio, e quando l'anima sprofonderà nei guai dell'inferno? Attraverso l'“eternità” la coscienza farà il suo ufficio; e queste terribili inflizioni continueranno di epoca in epoca, per sempre e per sempre, nel mondo oscuro dell'inferno.

(6) Vediamo qui la colpa di tentare di imporre a Dio riguardo alla "proprietà". Non c'è argomento in cui le persone siano più soggette all'ipocrisia; nessuna in cui siano più propensi a trattenere una “parte”. I cristiani dichiarano di dedicare tutto ciò che hanno a Dio. Dichiarano di credere che abbia un "diritto" all'argento e all'oro, e al bestiame su mille colline, Salmi 1:1.

10. La loro "proprietà", così come i loro corpi e i loro spiriti, gli hanno dedicato, e professano di desiderare di usarla come "lui" dirigerà e piacerà. Eppure, non è chiaro che il peccato di Anania non è cessato nella chiesa? Quanti si professano cristiani che non danno “nulla” veramente a Dio; che non danno nulla per i poveri ei bisognosi; che non dedicano nulla, o quasi, ad alcuno scopo di benevolenza; che impiegherebbero "milioni" per la propria gratificazione e le loro famiglie, "ma non un centesimo per il tributo" a Dio.

Il caso di Anania è, per tutti questi, un caso di spaventosissimo avvertimento. E in nessun punto i cristiani dovrebbero esaminare se stessi più fedelmente che in merito alla professata devozione della loro "proprietà" a Dio. Se Dio ha punito questo peccato all'inizio della chiesa cristiana, lo farà ancora nel suo progresso; e in nulla i cristiani hanno dichiarato di temere più la sua ira che su questo stesso argomento.

(7) I peccatori dovrebbero temere e tremare davanti a Dio. Trattiene il respiro tra le mani. Può tagliarli in un istante. L'audace bestemmiatore, l'ingiusto, il bugiardo, lo schernitore, li può distruggere in un attimo, e sprofondarli in tutti i mali dell'inferno. Né hanno alcuna sicurezza che non lo farà. L'uomo profano non ha alcuna prova che vivrà per portare a termine la maledizione che ha iniziato; né l'ubriacone che tornerà sobrio; né il seduttore che Dio non lo arresterà nel suo atto di malvagità e non lo manderà all'inferno! Il peccatore cammina sulla tomba e sull'inferno! In un istante potrebbe morire ed essere convocato al tribunale di Dio! Com'è terribile peccare in un mondo come questo; e quanto pauroso il destino che "deve" presto raggiungere gli empi!

12 E per mano... - Per gli apostoli. Questo versetto va letto in connessione con il 15°, a cui appartiene.

Segni e prodigi - Miracoli. Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:43.

Con un accordo - Con una "mente" o intenzione. Vedi le note su Atti degli Apostoli 1:14.

Nel portico di Salomone - Vedi la nota di Matteo 21:12; Giovanni 10:23 nota. Erano senza dubbio lì a scopo di culto. Ciò non significa che fossero lì costantemente, ma nei periodi regolari di culto. Probabilmente avevano due disegni in questo; uno era, unirsi al culto pubblico di Dio nel modo consueto con il popolo, poiché non avevano intenzione di lasciare il servizio del tempio; l'altro, perché avessero l'opportunità di predicare al popolo lì radunato.

Alla presenza delle grandi folle che si avvicinavano al culto, avevano occasione di far conoscere le dottrine di Gesù, e di confermarle con miracoli, la cui realtà non si poteva negare, e ai quali non si poteva resistere, come prove che Gesù era il Messia.

13 E del resto - Di questa espressione sono state date diverse interpretazioni. Lightfoot suppone che per “il resto” si intenda il resto dei 120 discepoli di cui Anania era stato uno; e che temevano di mettersi alla pari con gli apostoli. Ma questa interpretazione sembra inverosimile. Kuinoel suppone che per “altri” si intendano coloro che non si erano già uniti agli apostoli, siano essi cristiani o ebrei, e che furono dissuasi dal destino di Anania.

Priceo, Morus, Rosenmueller, Schleusner e altri, suppongono che per "il resto" si intendano gli uomini "ricchi", o le persone con autorità e influenza tra gli ebrei, di cui Anania era uno, e che ne furono dissuasi dal destino di Anania. Questa è di gran lunga l'opinione più probabile, perché:

C'è un contrasto evidente tra loro e la gente; “gli altri”, cioè gli altri ricchi e grandi, temevano di unirsi a loro; ma "la gente", la gente comune, li ingrandiva.

(2) Il destino di Anania era adatto ad avere questo effetto sui ricchi e sui grandi.

Casi simili si erano verificati prima, che i grandi, sebbene credessero in Gesù, avevano paura di farsi avanti pubblicamente e professarlo davanti alla gente. Vedi Giovanni 12:42; Giovanni 5:44.

(4) La frase “il resto” denota talvolta ciò che è più eccellente, o che è superiore per valore o importanza a qualcos'altro. Vedi Luca 12:26.

Unisciti a se stesso - Diventa unito o associato a. I ricchi e i grandi allora, come adesso, si tenevano in disparte da loro, ed erano dissuasi dalla paura o dalla vergogna dal professare attaccamento al Signore Gesù.

Ma il popolo - La massa del popolo; il corpo della nazione.

Li ingranditi - Li onorati; li guardava con riverenza e timore.

14 E credenti - Questo è il nome con cui venivano designati i cristiani, perché una delle cose principali che li distingueva era che "credevano" che Gesù fosse il Cristo. È anche una prova incidentale che nessuno dovrebbe unirsi alla chiesa se non è “credente”; cioè che non si professano cristiani nel cuore e nella vita.

Sono stati aggiunti i più - L'effetto di tutte queste cose è stato quello di aumentare il numero di convertiti. Le loro persecuzioni, la loro predicazione e il giudizio di Dio, "tutti" tendevano a impressionare le menti delle persone ea condurle al Signore Gesù Cristo. Confronta Atti degli Apostoli 4:4. Sebbene il giudizio di Dio avesse l'effetto di dissuadere gli ipocriti dall'entrare nella chiesa, sebbene producesse timore e cautela, tuttavia il numero dei veri convertiti era aumentato.

Uno sforzo per mantenere la chiesa pura mediante una sana disciplina e tagliando i membri indegni, per quanto ricchi o onorati, lungi dall'indebolire la sua vera forza, ha la tendenza ad aumentare notevolmente il suo numero così come la sua purezza. La gente non cercherà di entrare in una chiesa corrotta, né considererà degno di alcuno sforzo essere collegata a una società che non si sforza di essere pura.

Moltitudini - Confronta Atti degli Apostoli 4:4.

15 Insomuch - Così quello. Questo dovrebbe essere collegato con Atti degli Apostoli 5:12. Molti miracoli furono compiuti dagli apostoli, "tanto, ecc."

Hanno partorito - Le persone, o gli amici dei malati, li hanno partoriti.

Letti - κλινῶν klinōn. Questa parola denota solitamente i letti "morbidi" e "preziosi" su cui comunemente si sdraiano i ricchi. E significa che i ricchi, così come i poveri, si sono posti sulla strada di Pietro e degli altri apostoli.

Divani - κραββάτων krabatōn. I divani ruvidi e duri sui quali i poveri giacevano, Marco 2:4 , Marco 2:9 , Marco 2:11; Marco 6:55; Giovanni 5:8; Atti degli Apostoli 9:33.

L'ombra di Pietro - Cioè, furono posti sul sentiero affinché l'ombra di Pietro, mentre camminava, passasse su di loro. Forse il sole stava per tramontare e l'ombra allungata di Pietro poteva essere proiettata lontano lungo la strada. Non potevano avvicinarsi a lui a causa della folla, e “immaginavano” che se fossero “comunque” sotto la sua influenza sarebbero stati guariti. Lo scrittore sacro non dice, però, che qualcuno “fosse” guarito in questo modo, né che gli fosse comandato di farlo.

Afferma semplicemente "l'impressione" che era nella mente delle persone che "potrebbe essere". Se sono stati guariti da questo, ci resta solo da congetturare. Un esempio alquanto simile è riportato in Atti degli Apostoli 19:12 , dove si dice espressamente però che i malati venivano guariti dal contatto con “fazzoletti” e “grembiuli” che venivano portati dal corpo di Paolo.

Confronta anche Matteo 9:21 , dove la donna disse riguardo a Gesù "Se posso solo toccare la sua veste, sarò sana".

Potrebbe oscurare - Che la sua ombra possa passare su di loro. Sebbene non ci siano prove certe che qualcuno sia stato guarito in questo modo, tuttavia mostra la piena convinzione della gente che Pietro avesse il potere di operare miracoli. “Pietro” doveva essere da loro eminentemente dotato di questo potere, perché era da lui che lo zoppo nel tempio era stato guarito Atti degli Apostoli 3:4 , e perché era stato molto prominente nei suoi discorsi a persone. Le persone specificate in questo versetto erano coloro che abitavano a Gerusalemme.

16 Venne anche... - Attratto dalla fama dei miracoli di Pietro, come prima era stato il popolo dai miracoli del Signore Gesù.

Vexed - Turbato, afflitto o tormentato.

Spiriti immondi - Posseduti dai diavoli; chiamati “impuri” perché spinti al peccato e all'impurità della vita. Vedi le note su Matteo 4:23.

E furono guarite - Di queste persone si afferma espressamente che furono guarite. Di coloro che furono posti in modo che l'ombra di Pietro potesse passare su di loro, non c'è una tale affermazione diretta.

17 Poi il sommo sacerdote - Probabilmente "Caiafa". Confronta Giovanni 11:49. Sembra da questo luogo che appartenesse alla setta dei sadducei. È certo che si era segnalato per opposizione costante al Signore Gesù e alla sua causa.

Alzati - Questa espressione a volte è "ridondante" e altre volte significa semplicemente "iniziare" a fare una cosa o decidere di farla. Confronta Luca 15:18.

E tutti quelli che erano con lui - Cioè, tutti quelli che coincidevano con lui in dottrina o opinione; o, in altre parole, quella porzione del Sinedrio che era composta da “Sadducei”. C'era un forte partito di sadducei nel Sinedrio; e forse in quel momento era una maggioranza così forte da poterne controllare le decisioni. Confronta Atti degli Apostoli 23:6.

Qual è la setta - La parola tradotta "setta" qui è quella da cui abbiamo derivato la nostra parola "eresia". Significa semplicemente "setta" o "partito" e non è usato in senso negativo per implicare rimprovero o persino errore. L'idea che “noi” gli attribuiamo dell'errore, e della negazione delle dottrine fondamentali nella religione, è una che non ricorre nel Nuovo Testamento.

Sadducei - Vedi le note su Matteo 3:7. La dottrina principale di questa setta era la negazione della risurrezione dei morti. Il motivo per cui "loro" erano particolarmente contrari agli apostoli piuttosto che ai farisei era che gli apostoli si soffermavano molto sulla "risurrezione del Signore Gesù", che, se vera, rovesciò completamente la loro dottrina.

Tutti i convertiti, quindi, che si fecero al cristianesimo, tendevano a diminuire il loro numero e la loro influenza, e anche a stabilire la fede dei “farisei” nella dottrina della risurrezione. Quindi, finché l'effetto delle fatiche degli apostoli fu quello di stabilire una delle principali dottrine dei "farisei", e di confutare i "sadducei", così a lungo possiamo supporre che i "farisei" li avrebbero favoriti o tacere; e così a lungo i "sadducei" si sarebbero opposti a loro e si sarebbero infuriati contro di loro.

Una setta vedrà spesso con calma i progressi di un'altra che odia davvero, se umilia un rivale. Anche l'opposizione al Vangelo a volte tacerà, purché la diffusione della religione tenda a umiliare e mortificare coloro contro i quali possiamo opporci.

Erano pieni di indignazione - greco: "zelo". La parola denota qualsiasi tipo di "fervore" o "calore", e può essere applicata a qualsiasi affetto caldo o violento della mente, sia "invidia, ira, zelo" o "amore", Atti degli Apostoli 13:45; Giovanni 2:17; Romani 10:2; 2 Corinzi 7:7; 2 Corinzi 11:2.

Qui probabilmente "include invidia" e "ira". Erano "invidiosi" del successo degli apostoli - del numero di convertiti a una dottrina che odiavano, ed erano invidiosi che i "farisei" stessero derivando una tale adesione di forza alla loro dottrina della risurrezione; ed erano "indignati" che gli apostoli considerassero così poco la loro autorità e disobbedissero alla solenne ingiunzione del Sinedrio. Confronta Atti degli Apostoli 4:18.

18 Il carcere comune - Il carcere pubblico; o il carcere per la custodia dei delinquenti comuni e famigerati.

19 Ma l'angelo del Signore - Questo non denota nessun angelo "particolare", ma semplicemente un angelo. L'"articolo" non è utilizzato nell'originale. La parola "angelo" denota propriamente un "messaggero", e in particolare si applica agli spiriti puri che sono inviati in questo mondo per incarichi di misericordia. Vedi le note su Matteo 1:20.

Il caso qui era evidentemente "un miracolo". Un angelo è stato impiegato per questo scopo speciale, e il progetto avrebbe potuto essere:

Rimproverare i governanti ebrei e convincerli della loro colpa nel resistere al vangelo di Dio;

Convincere più fermamente gli apostoli della protezione e dell'approvazione di Dio;

Incoraggiarli sempre più nel loro lavoro e nel fedele adempimento del loro alto dovere; e,

Per dare alla gente una nuova e impressionante prova della verità del messaggio che portava.

Che fossero "imprigionate" sarebbe noto alla gente. Si sapeva anche che erano stati resi il più sicuri possibile. Quando, quindi, la mattina dopo, prima che potessero essere processati o assolti, furono ritrovati nel tempio, portando ancora lo stesso messaggio, fu una nuova e sorprendente prova che erano stati inviati da Dio.

20 Nel tempio - In un luogo pubblico e ben visibile. In questo modo ci sarebbe una mostra più sorprendente della loro audacia; una prova che "Dio" li aveva liberati e una manifestazione del loro proposito di obbedire a Dio piuttosto che all'uomo.

Tutte le parole - Tutte le dottrine. Confronta Giovanni 6:68 , "Tu hai parole di vita eterna".

Di questa vita - Appartenente alla vita, alla vita eterna che insegnarono mediante la risurrezione di Gesù. La parola "vita" è usata a volte per esprimere "tutta la religione", in opposizione alla "morte" spirituale del peccato. Vedi Giovanni 1:4; Giovanni 3:36.

La loro liberazione dalla prigione non fu che potessero essere oziosi e fuggire in un luogo sicuro. Di nuovo dovevano impegnarsi nelle fatiche e nei pericoli che avevano appena incontrato. Dio a volte ci libera dai pericoli affinché possiamo tuffarci “in” nuovi pericoli; ci preserva da una forma di calamità affinché possiamo essere provati in qualche nuova fornace di afflizione; ci chiama ad affrontare le prove semplicemente “perché” lo esige, e come espressione di gratitudine nei suoi confronti per la sua benevola interposizione.

21 Al mattino presto - Greco: all'alba. Confronta Luca 24:1; Giovanni 8:2.

Convocò il consiglio - Il Sinedrio, o il Gran Consiglio della nazione. Questo era chiaramente allo scopo di "provare" gli apostoli a ignorare i loro comandamenti.

E tutto il senato - greco: "anzianità". Probabilmente questi non facevano parte del Sinedrio, ma erano persone di età ed esperienza, che in Atti degli Apostoli 4:8; Atti degli Apostoli 25:15 , sono chiamati "anziani dei Giudei", e che erano presenti per il consiglio di Canal consiglio in un caso di emergenza.

23 Abbiamo scoperto che abbiamo chiuso - Non era stato rotto; e c'era quindi una chiara prova che erano stati consegnati per l'interposizione di Dio. Né avrebbero potuto essere rilasciati dalla guardia, perché stavano di guardia, come se non fossero consapevoli che fosse successo qualcosa, e gli ufficiali avevano l'unico modo per entrare nella prigione.

24 Il capitano del tempio - Vedi le note su Atti degli Apostoli 4:1.

Dubitato di loro - Erano "perplessi" su queste cose. La parola resa "dubbio" denota "quello stato di ansia che sorge quando una persona ha smarrito la strada, o quando non sa cosa fare per sfuggire a una difficoltà". Vedi Luca 9:7.

Per quale motivo questo sarebbe cresciuto - Che cosa questo "sarebbe"; o, quale sarebbe il risultato o la fine di questi eventi. Per:

La loro autorità è stata ignorata.

Dio li aveva contrastati per miracolo.

(3)Le dottrine degli apostoli stavano guadagnando terreno.

(4)I loro sforzi per resistergli erano stati vani. Hanno bisogno di "non" aver dubitato; ma i peccatori non sono disposti a convincersi della verità della religione.

26 Senza violenza - Non con la forza; non "legandoli". Confronta Matteo 27:2. Il comando del Sinedrio era sufficiente a garantire la loro presenza, poiché non intendevano rifiutarsi di rispondere di qualsiasi presunta violazione delle leggi. Inoltre, la loro presenza al concilio darebbe loro un'altra nobile opportunità di rendere testimonianza alla verità del Vangelo.

I cristiani, quando accusati di una violazione delle leggi del paese, non dovrebbero rifiutarsi di rispondere, Atti degli Apostoli 25:11 , "Se sono un offensore, o ho commesso qualcosa degno di morte, mi rifiuto di non morire". Fa parte della nostra religione obbedire a tutte le giuste leggi del paese e mostrare rispetto per tutti coloro che sono in autorità, Romani 13:1.

Perché temevano il popolo - Il popolo era favorevole agli apostoli. Se si fosse tentata la violenza, o se fossero stati presi in modo crudele e con la forza, la conseguenza sarebbero stati tumulti e spargimenti di sangue. Anche in questo modo gli apostoli mostravano di non essere disposti a suscitare tumulto. L'opposizione da parte loro avrebbe suscitato commozione; e sebbene "loro" sarebbero stati salvati, tuttavia decisero di mostrare che non erano ostinati, contumaci o ribelli, ma erano disposti, per quanto si poteva con una chiara coscienza, a cedere obbedienza alle leggi del terra,

28 Comandarti rigorosamente - Non ti abbiamo comandato con una "minaccia?" Atti degli Apostoli 4:17 , Atti degli Apostoli 4:21.

In questo nome - Nel nome di Gesù.

Avete riempito Gerusalemme - Questo, sebbene non così desiderato, era un tributo onorevole allo zelo e alla fedeltà degli apostoli. Quando i Chastens vengono chiamati in giudizio o perseguitati, è bene che l'unica accusa che i loro nemici possono muovere contro di loro è che si sono distinti per lo zelo e il successo nel propagare la loro religione. Vedi 1 Pietro 4:16 , "Se uno soffre come cristiano, non si vergogni, ma si glori a Dio per questo motivo"; anche Atti degli Apostoli 5:13.

Intenzione di portare il sangue di quest'uomo su di noi - Portare "il proprio sangue" su un altro è una frase che significa ritenerlo o dimostrarlo colpevole di aver ucciso un innocente. L'espressione qui li accusa di voler provare di aver messo a morte Gesù quando era innocente; convincere “il popolo” di ciò, e così adirarlo contro il Sinedrio; e anche per dimostrare che erano colpevoli, ed erano esposti alla vendetta divina per aver messo a morte il Messia.

Confronta Atti degli Apostoli 2:23 , Atti degli Apostoli 2:36; Atti degli Apostoli 3:15; Atti degli Apostoli 7:52.

È chiaro che gli apostoli “volessero” accusarli di essere colpevoli di omicidio; ma è osservabile che in "questa occasione" non avevano detto nulla di ciò, ed è inoltre osservabile che non glielo addebitavano "se non in loro presenza". Vedi i luoghi appena citati. Non si preoccuparono di diffondere questo tra il popolo, "salvo che il popolo fosse complice del crimine dei governanti", Atti degli Apostoli 2:23 , Atti degli Apostoli 2:36. Le loro coscienze non erano tranquille e il ricordo della morte di Gesù sarebbe subito venuto loro in mente alla vista degli apostoli.

29 Dobbiamo obbedire... - Vedi le note su Atti degli Apostoli 4:19.

30 Risuscitato Gesù - Questo si riferisce alla sua risurrezione.

Appeso a un albero - Cioè, sulla "croce", Galati 3:13; 1 Pietro 2:24; Atti degli Apostoli 10:39; Atti degli Apostoli 13:29.

Questo è l'ammontare della difesa di Peter. Comincia con il grande principio Atti degli Apostoli 5:29 , al quale non potevano negare, che si deve obbedire a Dio piuttosto che all'uomo. Quindi procede affermando che erano convinti che Dio avesse risuscitato Gesù dai morti, e poiché avevano una prova così decisiva di ciò, ed erano stati comandati dall'autorità del Signore Gesù di essere "testimoni di ciò", non erano “in libertà” di tacere.

Erano tenuti ad obbedire a Dio piuttosto che al Sinedrio, ea far conoscere ovunque il fatto che il Signore Gesù era risorto. L'osservazione che Dio aveva risuscitato Gesù che avevano “ucciso”, non sembra essere stata fatta per irritarli o per rimproverarli, ma semplicemente per “identificarlo” come la persona che era stata risuscitata. Fu anche una conferma della verità e della realtà del miracolo. Della sua “morte” non avevano dubbi, poiché si erano premurati di certificarla, Giovanni 19:31.

È certo, tuttavia, che Pietro non esitò ad addebitare loro la loro colpa; né si preoccupava di "ammorbidire" o "attenuare" la severa accusa di aver ucciso il proprio Messia.

31 Lui ha esaltato Dio - Vedi le note su Atti degli Apostoli 2:33.

Essere un principe - ἀρχηγὸν archēgon. Vedi le note su Atti degli Apostoli 3:15. In quel luogo è chiamato il “Principe della vita”. Qui significa che egli è effettivamente nell'“esercizio” dell'ufficio di principe o di re, alla destra del Padre.

Il titolo "Principe" o "Re" era ben noto per essere applicato al Messia. Denota che ha "dominio" e "potere", specialmente il potere necessario per dare il pentimento e il perdono dei peccati.

Un Salvatore - Vedi le note su Matteo 1:21.

Per dare pentimento - La parola "pentimento" qui è equivalente a "riforma" e "cambiamento di vita". Il sentimento non differisce da quanto detto in Atti degli Apostoli 3:26.

A Israele - Questa parola denota propriamente gli “Ebrei”; ma il suo ufficio non doveva essere limitato agli ebrei. Altri passaggi mostrano che sarebbe stato esteso anche ai "gentili". Le ragioni per cui gli “ebrei” sono qui particolarmente specificati sono, probabilmente:

Perché il Messia è stato promesso a lungo al popolo ebraico, e la sua prima opera era lì; e,

Perché Pietro si rivolgeva agli ebrei, ed era particolarmente desideroso di condurre “loro” al pentimento.

Perdono dei peccati - Perdono dei peccati; l'atto che può essere compiuto da Dio solo, Marco 2:7.

Se ci si chiede in che senso il Signore Gesù «dà il pentimento» o in che modo vi è connessa la sua «esaltazione», possiamo rispondere:

(1) La sua esaltazione è la prova che la sua opera è stata accettata e che in tal modo è posto un fondamento mediante il quale è disponibile il pentimento e può essere collegato al perdono. A meno che non ci fosse un modo di "perdono", il dolore per il peccato non avrebbe alcun valore, anche se esercitato. A nulla serviranno le concessioni di un colpevole condannato per omicidio, a meno che l'esecutivo non lo perdoni “coerentemente”; né cedere all'inferno sarebbe utile, perché non c'è alcuna promessa di perdono. Ma Gesù Cristo con la sua morte ha posto un fondamento mediante il quale il pentimento "può essere" accettato.

(2) Gli è affidato ogni potere in cielo e in terra con “riferimento” a questo, per applicare la sua opera alle persone; o, in altre parole, portarli al pentimento. Vedi Giovanni 17:2; Matteo 28:18.

(3) La sua esaltazione è immediatamente connessa con il conferimento dello Spirito Santo, per la cui influenza le persone sono portate al pentimento, Giovanni 16:7. Lo Spirito è rappresentato come "inviato" da lui e dal Padre, Giovanni 15:26; Giovanni 16:7.

(4) Gesù ha potere in questo stato di esaltazione su tutte le cose che possono influenzare la mente. manda i suoi ministri; dirige gli eventi di malattia o delusione, di salute o di prosperità, che influenzeranno il cuore. Non c'è dubbio che può richiamare così tanto i peccati della vita passata, e rinfrescare la memoria, da sopraffare l'anima nella coscienza della colpa. Così pure può fare appello all'uomo per la sua «bontà» e per il senso delle sue misericordie; e specialmente può presentare una visione della “sua” vita e morte da colpire il cuore, e mostrare il male della vita passata del peccatore. Conoscendo il cuore, conosce tutte le vie per cui può essere avvicinato, e in un istante può sopraffare l'anima con il ricordo del crimine.

Era “proprio” che il potere del perdono fosse affidato allo stesso essere che ha il potere di produrre il pentimento, perché:

L'uno segue opportunamente l'altro.

Sono parti della stessa grande opera: l'opera che il Salvatore venne a fare; “togliere il peccato, con tutti i suoi effetti, dall'anima umana”. Questo potere di "perdono" Gesù esercitò quando era sulla terra, e questo può ora dispensare nei cieli, Marco 2:9.

E da questo possiamo imparare:

(1) Che Cristo è "divino". È un dettame della religione naturale che nessuno può perdonare i peccati contro Dio se non Dio stesso. Nessuno può perdonare se non l'Essere che è stato offeso. E questo è anche il dettato della Bibbia. Il potere di “perdonare” il peccato è quello che Dio rivendica come “sua” prerogativa, ed è chiaro che non può appartenere a nessun altro. Vedi Isaia 43:25; Daniele 9:9; Salmi 130:4.

Eppure Gesù Cristo esercitò questo potere quando era sulla terra; dava “prova” che l'esercizio di quel potere era gradito a Dio operando un miracolo, e rimuovendo le “conseguenze” del peccato con cui Dio si era recato sul peccatore Matteo 9:6 , e lo esercita ancora in cielo. Deve, quindi, essere divino.

(2) Il peccatore dipende da lui per l'esercizio del pentimento e per il perdono.

(3) L'orgoglioso peccatore deve essere umiliato ai suoi piedi. Deve essere disposto a venire e ricevere la vita eterna dalle “sue” mani. Nessun passo è più umiliante di questo per le persone orgogliose e indurite; e non c'è niente che siano più riluttanti a fare. Evitiamo sempre di presentarci alla presenza di chi abbiamo offeso; siamo estremamente riluttanti a confessare una colpa; ma "deve essere fatto", o l'anima deve essere persa per sempre.

(4) Cristo ha il potere di perdonare il più grande offensore. È esaltato per questo scopo; ed è adatto al suo lavoro. Persino i suoi assassini poteva perdonare; e nessun peccatore deve temere che colui che è “un principe e un salvatore alla destra di Dio” non sia in grado di perdonare i suoi peccati. A lui possiamo venire con fiducia; e quando premuti dalla coscienza dei crimini più neri, e quando sentiamo di meritare la morte eterna, possiamo rotolare con fiducia tutti sul suo braccio.

32 E noi siamo suoi testimoni - A tal fine erano stati nominati, Atti degli Apostoli 1:8 , Atti degli Apostoli 1:21; Atti degli Apostoli 2:32; Atti degli Apostoli 3:15; Luca 24:48.

Di queste cose - In particolare della risurrezione del Signore Gesù, e degli eventi che l'avevano seguita. Forse, tuttavia, intendeva includere tutto ciò che riguarda la vita, gli insegnamenti e la morte del Signore Gesù.

E così è anche... - La discesa dello Spirito Santo per dotarli di notevoli doni Atti degli Apostoli 2:1 , per risvegliare e convertire una tale moltitudine Atti degli Apostoli 2:41; Atti degli Apostoli 4:4; Atti degli Apostoli 5:14 , era un'attestazione incontestabile della verità di queste dottrine e della religione cristiana.

Così manifesta e decisa era la presenza di Dio che li assisteva, che “loro” non potevano avere dubbi che ciò che dicevano fosse vero; e così aperta e pubblica era questa attestazione, che era una prova per tutto il popolo della verità della loro dottrina.

33 Quando udirono ciò - Ciò che l'apostolo Pietro aveva detto, cioè che erano colpevoli di omicidio; che Gesù è stato risuscitato; e che viveva ancora come il Messia.

Furono tagliati al cuore - La parola usata qui denota propriamente “tagliare con la sega”; e applicato alla "mente", significa essere agitato con "rabbia" e "indignazione", come se l'ira dovesse impadronirsi della mente come una sega fa sul legno, e strapparla violentemente, o agitarla severamente. Se usato in connessione con "il cuore", significa che il cuore è violentemente agitato e lacerato dalla rabbia.

Vedi Atti degli Apostoli 7:54. Non è usato altrove nel Nuovo Testamento. Le "ragioni" per cui erano così indignati erano senza dubbio:

Perché gli apostoli avevano disatteso il loro comando;

Perché li hanno accusati di omicidio;

Perché affermavano la dottrina della risurrezione di Gesù, e tendevano così a rovesciare la setta dei sadducei. L'effetto delle dottrine del Vangelo è spesso quello di far infuriare le persone.

Ha preso consiglio - La parola tradotta "ha preso consiglio" denota comunemente "volere"; poi, “deliberare”; e talvolta "decretare" o "determinare". Senza dubbio implica qui che "le loro menti "erano decise" per farlo; ma probabilmente non fu emanato il decreto formale di metterli a morte.

34 Poi si alzò uno - Si alzò, come è consuetudine nelle assemblee deliberative, per parlare.

In concilio - Nel Sinedrio, Atti degli Apostoli 4:15.

Un fariseo - Il sommo sacerdote e coloro che erano stati più attivi nell'opporsi agli apostoli erano sadducei. I farisei si opposero a loro, in particolare sulla dottrina per la quale gli apostoli erano così strenui, la risurrezione dei morti. Vedi le note su Matteo 3:7. Confronta Atti degli Apostoli 23:6.

Gamaliel - Questo nome era molto comune tra gli ebrei. Il Dr. Lightfoot dice che quest'uomo era il maestro di Paolo Atti degli Apostoli 22:3 , figlio del "Simone" che prese in braccio il Salvatore Luca 2 , e nipote del famoso "Hillel", ed era conosciuto tra gli ebrei con il titolo di “Rabban Gamaliel il Vecchio.

C'erano altre persone con questo nome, che erano anche eminenti tra gli ebrei. Si dice che quest'uomo sia morto 18 anni dopo la distruzione di Gerusalemme, ed è morto come era vissuto, un fariseo. Non c'è la minima prova che fosse amico della religione cristiana; ma era evidentemente un uomo di vedute molto più liberali degli altri membri del Sinedrio.

Un dottore della legge - Cioè, "un maestro" della Legge ebraica; uno il cui compito era “interpretare” le leggi di Mosè, e probabilmente preservare e trasmettere le leggi “tradizionali” degli ebrei. Vedi le note su Matteo 15:3. Era così famoso che Saulo di Tarso andò a Gerusalemme per ricevere il beneficio delle sue istruzioni, Atti degli Apostoli 22:3.

Aveva una reputazione tra tutte le persone - "Onorato" da tutte le persone. Il suo consiglio era quindi probabile che venisse rispettato.

Proporre gli apostoli - Questo fu fatto, senza dubbio, perché, se gli apostoli fossero stati lasciati rimanere, si temeva che avrebbero preso nuovo coraggio e sarebbero stati confermati nei loro propositi. Era consuetudine, inoltre, quando deliberavano, comandare agli accusati di ritirarsi, Atti degli Apostoli 4:15.

Un po' di spazio - Un po' di “tempo”, Luca 22:58.

36 Perché prima di quei giorni - Il "consiglio" di Gamaliele era di permettere a questi uomini di andare avanti. Gli "argomenti" con cui ha fatto valere il suo consiglio sono stati:

Che ci fossero casi o precedenti al punto Atti degli Apostoli 5:36; e,

Che se dovesse rivelarsi veramente da Dio, sarebbe una cosa solenne essere coinvolti nelle conseguenze dell'opposizione a lui. Quanto tempo prima di "questi giorni" si è verificata questa transazione, non può ora essere determinato, poiché non è certo a quale caso si riferisca Gamaliele.

Si alzò - Cioè, iniziò o eccitò un'insurrezione.

Theudas - Questo era un nome abbastanza comune tra gli ebrei. Di quest'uomo non si sa nulla di più di quanto qui riportato. Giuseppe Flavio (Antiq., libro 20, capitolo 5) menziona un "Theudas", al tempo di "Fado", il procuratore della Giudea, durante il regno dell'imperatore Claudio (45 o 46 d.C.), che persuase gran parte di il popolo a portare con sé i propri effetti personali e a seguirlo fino al fiume Giordano.

Disse loro che era un profeta e che avrebbe diviso il fiume e li avrebbe condotti oltre. Fadus, tuttavia, venne improvvisamente su di loro e ne uccise molti. Teuda fu preso vivo e condotto a Gerusalemme, dove fu decapitato. Ma questo avvenne almeno dieci o quindici anni dopo questo discorso di Gamaliele. Molti sforzi sono stati fatti per riconciliare Luca e Giuseppe Flavio, supponendo che si riferissero allo stesso uomo.

Lightfoot supponeva che Josephus avesse commesso un errore cronologico. Ma non c'è ragione di supporre che ci sia un riferimento allo stesso evento; e il fatto che Giuseppe Flavio non abbia registrato l'insurrezione a cui fa riferimento Gamaliele non milita affatto contro il racconto negli Atti. Per:

Luca, per quanto appaia il contrario, è uno storico altrettanto credibile di Giuseppe Flavio.

(2) Il nome "Theudas" era un nome comune tra gli ebrei; e non è improbabile che ci fossero "due" capi di un'insurrezione con questo nome. Se "è" improbabile, l'improbabilità influenzerebbe il credito di Giuseppe Flavio tanto quanto quello di Luca.

(3) È del tutto improbabile che “Gamaliele” si riferisca a un caso che non è stato ben autenticato, e che Luca registri un discorso di questo tipo a meno che non sia stato pronunciato, quando sarebbe così facile scoprire l'errore.

Giuseppe Flavio ha registrato molti casi di insurrezione e rivolta. Ha rappresentato il paese come in uno stato instabile, e non pretende affatto di rendere conto di "tutto" ciò che è accaduto.

Così, dice (Antiq., XVII. 10, sezione 4) che c'erano "a quel tempo diecimila altri disordini in Giudea"; e (sezione 8) che "la Giudea era piena di rapine". Non è possibile accertare quando visse questo “Theudas”; ma poiché Gamaliele lo menziona davanti a Giuda di Galilea, è probabile che visse non lontano dal tempo in cui nacque il nostro Salvatore; in un momento in cui apparvero molti falsi profeti, affermando di essere il Messia.

Vantandosi di essere qualcuno - Affermando di essere probabilmente un eminente profeta, o il Messia.

Gli obbedii - La parola usata qui è quella comunemente usata per indicare "credenza". Quanti credevano in lui, o davano credito alle sue pretese.

37 Giuda di Galilea - Giuseppe Flavio ha dato un resoconto di quest'uomo (Antiq., XVII. 10, sezione 5), e lo chiama un "Galileo". In seguito lo chiama "gaulonita" e dice che era della città di "Gamala" (Antiq., 18:1:1). Dice che la rivolta ebbe luogo sotto "Cirenio", un senatore romano, che venne in "Siria per essere giudice di quella nazione e per tener conto della loro sostanza". “Inoltre”, dice, “Cirenio stesso venne in Giudea, che ora era aggiunta alla provincia di Siria, per tenere conto delle loro sostanze e per disporre del denaro di Archelao.

"Eppure Giuda, prendendo con sé Saddouk, un fariseo, divenne zelante per attirarli a una rivolta, i quali dissero che questa tassa non era migliore di un'introduzione alla schiavitù, ed esortarono la nazione a rivendicare la loro libertà, ecc." "Questa" rivolta, dice, fu l'inizio della serie di rivolte e calamità che terminò con la distruzione della città, del tempio e della nazione.

Ai tempi della tassazione - O meglio, della “iscrizione” o “del censimento”. Josephus dice che è stato progettato per tenere conto della loro sostanza. Confronta Luca 2:1.

38 Astenersi da questi uomini - Smettere di opporsi a loro o di minacciarli. Il “motivo” per cui ha consigliato questo aggiunge subito, che se fosse di origine umana, non sarebbe servito a nulla; se di Dio, non potrebbero rovesciarlo.

Questo consiglio o quest'opera sia degli uomini - Questo piano o scopo. Se gli apostoli l'avessero originata a scopo di impostura.

Non andrà a buon fine - Gamaliele lo "deduce" dai due casi che ha specificato. Erano stati soppressi senza l'interferenza del Sinedrio; e ha dedotto che anche "questo" sarebbe morto se fosse stato un dispositivo umano. Si ricorderà che questo è il mero consiglio di Gamaliele, che non fu ispirato, e che questa opinione non deve essere addotta per guidarci, se non come esempio di grande accortezza e prudenza.

È senz'altro giusto opporsi all'errore nel modo giusto e con il giusto carattere, non con le armi, né con la vituperazione, né con il potere civile, ma con l'argomentazione e la gentile supplica. Ma il sentimento di Gamaliele è pieno di saggezza riguardo all'errore. Per:

(1) Il modo stesso per esaltare l'errore e per confermare le persone in esso, è opporvisi in modo duro, autorevole e scortese.

(2) L'errore, se lasciato solo, spesso morirà da solo. L'interesse delle persone in essa spesso cesserà non appena smetterà di essere osteggiato; e, non avendo nulla per alimentare la fiamma, svanirà. Non è così con la verità.

(3) A questo proposito l'osservazione può essere applicata alla religione cristiana. È rimasto troppo a lungo, e in troppe circostanze di prosperità e avversità, per essere di origine umana. È stato sottoposto a tutte le prove dei suoi presunti amici e veri nemici; e vive ancora vigorosa e rigogliosa come sempre. I regni sono cambiati; imperi sono sorti e caduti da quando Gamaliele ha detto questo; i sistemi di opinione e di credenza hanno fatto il loro tempo e sono scaduti; ma la conservazione della religione cristiana, immutata in tante rivoluzioni e in tante prove di fuoco, mostra che non è degli uomini, ma di Dio.

L'argomento per l'origine divina della religione cristiana dalla sua perpetuità è uno che non può essere applicato a nessun altro sistema che è stato, o che ora esiste. Perché il cristianesimo è stato osteggiato in ogni forma. Non conferisce conquiste temporali e non fa appello a basse e forti passioni indigene. La fede musulmana è sostenuta dalla spada e dallo stato; il paganesimo si appoggia al braccio del potere civile e ai terrori della superstizione, ed è sostenuto da tutte le passioni corrotte degli uomini; l'ateismo e l'infedeltà hanno avuto vita breve, variando nelle loro forme, morendo oggi, e domani ricominciando in una nuova forma; mai organizzato, consolidato o puro; e non tende mai a promuovere la pace o la felicità delle persone.

Il cristianesimo, senza armi né potere umano, è vissuto, continuando il suo movimento costante e trionfante tra la gente, incurante sia dell'opposizione dei suoi nemici, sia del tradimento dei suoi presunti amici. Se l'opinione di Gamaliele era giusta, è di Dio; e gli ebrei in particolare dovrebbero considerare importante un argomento derivato dall'opinione di uno dei più saggi dei loro antichi rabbini.

39 Ma se è di Dio - Se Dio è "l'autore" di questa religione. Da ciò sembra che Gamaliele supponesse che fosse almeno possibile che questa religione fosse divina. Dimostrò una mente molto più candida del resto degli ebrei; ma ancora non sembra che fosse del tutto convinto. Gli argomenti che non potevano che sconcertare il Sinedrio ebraico erano quelli tratti dalla risurrezione di Gesù, dal miracolo del giorno di Pentecoste, dalla guarigione dello zoppo nel tempio, e dalla liberazione degli apostoli dal carcere.

Non puoi rovesciarlo - Perché:

Dio ha un potere onnipotente e può eseguire i suoi propositi;

Perché è immutabile e non sarà deviato dai suoi piani, Giobbe 23:13.

Il progetto che Dio forma “deve” realizzarsi. Tutti i dispositivi dell'uomo sono debolezza quando gli si oppongono, e può farli a pezzi in un istante. La predizione di Gamaliele si è avverata. La gente si è opposta al cristianesimo in tutti i modi, ma invano. L'hanno insultato; l'hanno perseguitato; hanno fatto ricorso alla discussione e al ridicolo; al fuoco, alla sigaretta e alla spada; hanno invocato l'aiuto della scienza; ma tutto è stato vano.

Più è stato schiacciato, più è risorto, ed esiste ancora con la stessa vita e potenza di sempre. La “conservazione” di questa religione in mezzo a tante e così variegate opposizioni dimostra che è di Dio. Nessuna prova più severa “può” attenderla di quella che ha già sperimentato; e poiché è sopravvissuto a tante tempeste e prove, abbiamo tutte le prove che, secondo le previsioni, è destinato a vivere ea riempire il mondo.

Vedi il Matteo 16:18; Isaia 54:17; Note di Isaia 55:11; Daniele 4:35 nota.

Per paura - Cioè, se continui ad opporti, potresti essere trovato ad esserti opposto a Dio.

Haply - Forse. In greco questo è "perché in qualsiasi momento"; cioè, in un momento futuro, quando è troppo tardi per ritrattare le tue azioni, ecc.

Fatti trovare - Apparirà che ti sei opposto a Dio.

Anche per combattere contro Dio - greco Θεομάχοι Theomachoi, "coloro che contendono con Dio". La parola non si trova da nessun'altra parte nel Nuovo Testamento. Combattere contro Dio è opporsi a lui, o mantenere un atteggiamento di ostilità nei suoi confronti. È un atteggiamento che è molto temibile nel suo carattere, e certamente sarà accompagnato da un rovesciamento.

Nessuna condizione può essere più terribile di una tale opposizione all'Onnipotente; nessun rovesciamento più terribile di quello che deve seguire tale opposizione. Confronta Atti degli Apostoli 9:5; Atti degli Apostoli 23:9.

L'opposizione al “vangelo” nelle Scritture è considerata uniformemente come opposizione a Dio, Matteo 12:30; Luca 11:23. Si può dire che le persone "combattono contro" Dio nei seguenti modi o sui seguenti argomenti:

(1) Quando si oppongono al suo “vangelo”, alla sua predicazione, ai suoi piani, alla sua influenza tra le persone; quando si sforzano di impedirne la diffusione, o di sottrarre i loro familiari e amici alla sua influenza.

(2) Quando si oppongono alle “dottrine” della Bibbia. Quando si arrabbiano perché vengono predicate le vere verità della religione, e si lasciano irritare ed eccitare dalla "riluttanza" che quelle dottrine siano vere e debbano essere presentate alla gente. Eppure questa non è una cosa rara. Le persone per natura non amano quelle dottrine e spesso sono indignate che vengano predicate.

Alcuni dei sentimenti più rabbiosi che le persone abbiano mai avuto derivano da questa fonte; e l'uomo non può mai trovare pace finché non “desidera” che la verità di Dio eserciti la sua influenza sulla propria anima, e si rallegri che sia creduta e amata dagli altri.

(3) Le persone si oppongono alla “Legge” di Dio. Sembra loro troppo "severo" e "duro". Li condanna; e non vogliono che venga loro applicato. Non c'è niente che a un peccatore piaccia “meno” di quanto gli piaccia la pura e santa Legge di Dio.

(4) I peccatori combattono contro la “provvidenza” di Dio. Quando li affligge si ribellano. Quando toglie loro la salute, o le proprietà, o gli amici, si lamentano. Lo stimano duro e crudele; e invece di trovare pace mediante la "sottomissione", aggravano grandemente le loro sofferenze e infondono una miscela di assenzio e fiele nella coppa lamentandosi e lamentandosi. Non c'è pace nell'afflizione ma nel sentire che Dio è “giusto.

"E finché questa credenza non sarà apprezzata, i malvagi saranno come il mare agitato che non può riposare, le cui acque sollevano fango e sporcizia, Isaia 57:20. Tale opposizione a Dio è tanto malvagia quanto stolta. Il Signore ha dato e ha il diritto di togliere le nostre comodità; e dovremmo essere calmi e sapere che è Dio.

(5) I peccatori combattono contro Dio quando resistono alle influenze del suo Spirito; quando “si oppongono” a pensieri seri; quando cercano compagni e piaceri malvagi o frivoli piuttosto che sottomettersi a Dio; e quando disprezzano tutte le suppliche dei loro amici di diventare cristiani. Tutti questi possono essere gli appelli che Dio rivolge alle persone affinché si preparino ad incontrarlo. Eppure è comune per i peccatori soffocare così la convinzione e rifiutarsi persino di pensare al loro benessere eterno.

Niente può essere un atto di malvagità e follia più diretto e deliberato di questo. Senza l'aiuto dello Spirito Santo nessuno può essere salvato; e resistere alle sue influenze significa mettere da parte l'unica prospettiva della vita eterna. Farlo è farlo sulla tomba; non sapendo che un'altra ora di vita può essere concessa; e non sapendo che “se” la vita si prolunga, lo Spirito lotterà ancora con il cuore.

In considerazione di questo versetto, possiamo osservare:

Che la via della saggezza è sottomettersi subito alle esigenze di Dio. Senza questo, dobbiamo aspettarci conflitti con lui, pericolo e rovina. Nessun uomo può essere “opportuno” a Dio senza mettersi in pericolo ogni minuto.

La sottomissione a Dio dovrebbe essere totale. Dovrebbe estendersi ad ogni dottrina ed esigenza; ogni legge e ogni atto dell'Onnipotente.

In tutte le sue esigenze e in tutte le afflizioni, dovremmo sottometterci a lui, perché solo così troveremo la pace.

Gli infedeli e gli schernitori non guadagneranno nulla opponendosi a Dio. Finora sono stati ostacolati e senza successo; e saranno ancora. Nessuno dei loro piani ha avuto successo; e la speranza di distruggere la religione Cristiana, dopo gli sforzi di quasi duemila anni, deve essere vana, e si ritrarrà con tremenda vendetta su coloro che li fanno.

40 E con lui furono d'accordo - Greco: furono "persuasi" da lui; o si fidavano di lui. Erano d'accordo solo per quanto riguardava il loro progetto di metterli a morte. Hanno abbandonato quel disegno. Ma "non" hanno rispettato il suo consiglio di lasciarli completamente soli.

E li 2 Corinzi 11:24- La solita quantità di “frusta” che venivano inflitte ai colpevoli era 39, 2 Corinzi 11:24. Il "battere" o "frustare" era un modo comune di punire i reati minori tra gli ebrei. Fu espressamente predetto dal Salvatore che gli apostoli sarebbero stati soggetti a questo, Matteo 10:17.

Il motivo per cui non adottarono del tutto il consiglio di Gamaliele fu senza dubbio che, se lo avessero fatto, temevano che la loro "autorità" sarebbe stata disprezzata dal popolo. Avevano comandato loro di non predicare; li avevano minacciati Atti degli Apostoli 4:18; Atti degli Apostoli 5:28; li avevano imprigionati Atti degli Apostoli 5:18; e ora, se li avessero lasciati andare senza nemmeno "l'apparenza" della punizione, la loro autorità, temevano, sarebbe stata disprezzata dalla nazione, e si sarebbe supposto che gli apostoli avessero trionfato sul Sinedrio.

È probabile, inoltre, che fossero così indignati, che non potevano permettere loro di andarsene senza la gratificazione di sottoporli al pubblico odio di una "frusta". Le persone, se non sono in grado di realizzare pienamente i loro scopi di malignità contro il Vangelo, accetteranno anche qualche piccola seccatura e malignità piuttosto che lasciar perdere.

41 Gioia - Niente alla maggior parte delle persone sembrerebbe più vergognoso di una fustigazione pubblica. È una punizione inflitta di solito non tanto perché dà “dolore”, quanto perché si stima che sia accompagnata da disonore. I governanti ebrei senza dubbio desideravano che gli apostoli fossero così colpiti dal senso di questa disgrazia da non voler più apparire di nuovo in pubblico, o predicare più il Vangelo.

Eppure in questo erano delusi. L'effetto è stato esattamente il contrario. Se ci si chiede perché si rallegrassero in questo modo, possiamo rispondere:

Perché gli è stato permesso di imitare così l'esempio del Signore Gesù. Era stato flagellato e insultato, ed erano contenti di poter essere trattati come lui. Confronta Filippesi 3:10; Col 1:24 ; 1 Pietro 4:13 : "Rallegratevi perché siete partecipi delle sofferenze di Cristo".

(2)Perché, da questo, avevano la prova di essere amici e seguaci di Cristo. Era chiaro che erano impegnati nella stessa causa che era lui. Sopportavano le stesse sofferenze e si sforzavano di promuovere gli stessi interessi. Poiché amavano la "causa", si rallegravano di sopportare anche la vergogna e le sofferenze che la causa, necessariamente, comportava. Il regno del Redentore era un oggetto così trascendentemente importante, che per esso erano disposti a sopportare tutte le afflizioni e le disgrazie che poteva comportare.

(3) Era stato detto loro di "aspettarsi" questo, e ora si rallegravano di avere questa prova di essere impegnati nella causa della verità. Matteo 5:11; Matteo 10:17 , Matteo 10:22; 2 Corinzi 12:10; Filippesi 1:29; Giacomo 1:2.

La religione appare al cristiano così eccellente e amabile, che è disposto, per essa, a sopportare prove, persecuzioni e morte. Con “tutto” questo è un guadagno infinito; e dovremmo essere disposti a sopportare queste prove, se, per mezzo di esse, possiamo ottenere una corona di gloria. Confronta Marco 10:30.

I cristiani sono gli amici professati di Cristo. Mostriamo attaccamento agli amici essendo disposti a soffrire per loro; portare disprezzo e biasimo a causa loro; e condividere le “loro” persecuzioni, dolori e calamità.

(6) Gli apostoli erano impegnati in una causa di innocenza, verità e benevolenza. Non avevano “fatto” nulla di cui vergognarsi; e si rallegravano, quindi, in una coscienza priva di offese, e nella coscienza dell'integrità e della benevolenza. Quando altre persone "si disonorano" con un linguaggio o una condotta aspra, vile o infamante verso di "noi", non dovremmo pensare che la disgrazia appartenga a "noi".

È “loro”; e non dovremmo vergognarci o affliggerci, anche se la loro rabbia cade su di noi. Vedi 1 Pietro 4:14.

Considerato degno - Ritenuto meritevole. Cioè, stimato "adatto" per esso "dal Sinedrio". Ciò non significa che "Dio" li abbia stimati degni, ma che il concilio ebraico li ha giudicati idonei a subire vergogna per questa causa. Dimostrano così tanto zelo e determinazione di intenti che furono giudicati oggetti idonei da trattare come lo era stato il Signore Gesù stesso.

Soffrire vergogna - Essere "disonorato" o "disonorato" nella stima dei governanti ebrei. La "particolare" disgrazia a cui si fa riferimento qui è stata la "frusta". Erano anche esposti a vari altri tipi di vergogna. Furono perseguitati, insultati e infine messi a morte. Qui possiamo osservare che una professione della religione cristiana è stata in tutte le epoche stimata da molti come una “disgrazia.

Le “ragioni” sono:

Che Gesù stesso è disprezzato;

Che i suoi precetti si oppongono all'allegria e alle follie del mondo;

Che attacca ciò di cui si vantano le persone del mondo;

Che richiede uno “spirito” che il mondo stima meschino e umiliante: mansuetudine, umiltà, abnegazione, pazienza, perdono delle offese; e,

Che richiede “doveri”: preghiera, lode, serietà, benevolenza.

Tutte queste cose le persone del mondo considerano degradanti e meschine, e quindi si sforzano di sottoporre a disonore coloro che le praticano. I “tipi” di disonore a cui sono stati sottoposti i cristiani sono troppo numerosi per essere qui menzionati. Anticamente erano soggetti alla perdita dei beni, della reputazione, ea tutta la vergogna della pubblica punizione, e ai terrori della prigione, del rogo o della rastrelliera.

Uno dei principali obiettivi della persecuzione era selezionare un tipo di punizione così "vergognoso" da dissuadere gli altri dal professare la religione. Anche la disgrazia può ancora parteciparvi. Può sottoporre uno al ridicolo degli amici, persino di un padre, di una madre o di un fratello. I cristiani sentono abusare delle loro opinioni; i loro nomi diffamati; la loro Bibbia travisata; profanato il nome del loro Dio e bestemmiato il loro Redentore.

I loro sentimenti sono spesso arbitrariamente e brutalmente lacerati dal sarcasmo tagliente o dal ghigno amaro. Libri e canzoni li insultano; le loro specialità sono rese occasione di allegria indecente sul palcoscenico e nei romanzi; e in questo modo sono ancora soggetti alla vergogna per il nome di Gesù. Chiunque diventi cristiano dovrebbe ricordare che questa è una parte della sua eredità, e non dovrebbe considerare disonorevole essere trattato come il suo Maestro era prima di lui, Giovanni 15:18; Matteo 10:25.

Per il suo nome - Per l'attaccamento a lui.

42 E ogni giorno... - Confronta 2 Timoteo 4:2. Vedi anche note su Atti degli Apostoli 2:46.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Atti 5

1 Versetto 1. Ma un uomo di nome Anania,

Un nome comune tra gli ebrei, lo stesso di Hanania, Geremia 28:1, Atti 9:10, 23:2 non significa l'umiltà del Signore, o l'afflizione del Signore, o la risposta del Signore, come dicono alcuni, come se derivasse da ענה; ma la grazia del Signore, o la grazia del Signore, proveniente da חנן: non c'è dipendenza dai nomi; sebbene il nome di quest'uomo significasse uno che era nella grazia e nel favore di Dio; non era così, ma una persona senza grazia, come appare da ciò che segue. È molto probabile che fosse un ministro della parola, poiché il racconto di lui segue quello di Barnaba, e vi si oppone; può darsi che fosse uno dei centoventi, sui quali lo Spirito Santo scese il giorno di Pentecoste; eppure, sebbene avesse grandi doni, non aveva grazia. Questo dimostra che ci sono ipocriti tra gli uomini dei più grandi nomi e caratteri, e nelle chiese più pure; Questa prima e pura Chiesa, che, nel capitolo precedente, ha avuto encomi così grandi, non ne era esente:

con Saffira sua moglie; che questo sia lo stesso nome di "Sifra", Esodo 1:15 o "Sefora", Esodo 2:21, entrambi chiamati dalla Settanta "Sephora", o che un altro, e possa significare "bello", non è molto rilevante. Girolamo dice , nella lingua siriaca questo nome significa "bello", anche se prima ne dà altre spiegazioni, come "narrantem, literatam, sive librariam", come se derivasse dalla parola ebraica ספר. La pietra preziosa chiamata zaffiro sembra provenire dalla stessa radice di questa, e di essere così chiamata per il suo bel colore azzurro. Si dice che il nome "Saffo", che era il nome di una famosa poetessa, l'inventrice di un tipo di verso chiamato "Saffico", sia il diminutivo di questo nome "Saffira". Drusio osserva, si può leggere צפירא, "Tzephira", che si avvicina a "Sefora", e tra le altre cose significa "capro"; ed era consuetudine dare alle donne nomi presi da tali creature. Quindi "Rachele", una "pecora", e "Tabita", o "Gazzella", una "cerva". Ma qualunque fosse il suo nome o la sua persona, le sue azioni erano sgradevoli:

venduto un possedimento; che era il loro. Così le versioni araba e siriaca leggono "il loro proprio campo" o "fattoria"; trovare la versione etiopica, "la propria vigna": potrebbe essere la dote o l'unione di sua moglie, e quindi era necessario il suo consenso; o potrebbero essere coinvolti congiuntamente in questa vendita, per mostrare non solo la loro concordia e armonia tra di loro; ma che erano d'accordo nella loro devozione e nelle loro azioni religiose, e che, essendo entrambi pieni di zelo per Dio e di amore per i fratelli, vendettero i loro beni per sostenere la causa comune

2 Versetto 2. E tratteneva parte del prezzo,

Atti in cui il possesso è stato venduto; Lo riservò per uso personale, dopo aver dato per la vendita per il servizio della chiesa:

anche sua moglie ne era al corrente; a questa riserva privata:

e ne portò una certa parte; se la parte maggiore, o una parte uguale, la metà o una parte minore; Una piccola parte di esso, così sembra significare la frase, non è certa:

e lo depose ai piedi degli apostoli; come facevano gli altri, per fare così una dimostrazione di carità e coprire l'inganno

3 Versetto 3. Ma Pietro disse: Anania,

Pietro, per rivelazione divina o per spirito di discernimento, come Eliseo, il quale conosceva ciò che aveva fatto il suo servo Ghehazi, sapendo quale riserva aveva fatto Anania, lo chiama per nome e gli dice:

perché Satana ha riempito il tuo cuore? o ti ha incoraggiato, ti ha dato tanto spirito e coraggio per agire in modo così impudente e audace; quindi la frase è usata in Ester 7:5 Ecclesiaste 8:11 vedi la Settanta lì, e spesso negli scritti talmudici

"Dice R. Joshua, non ho mai מלאני לבי, "riempito il mio cuore"; o il mio cuore non mi ha mai riempito per dire a un uomo: Va' e prendi il resto di queste tre cose, ecc.."

E dice un altro rabbino,

"anche se lo dico, לא מלאני לבי, "non ho mai riempito il mio cuore", o il mio cuore non mi ha mai riempito per trasgredire le parole dei compagni";

cioè, non ho mai osato farlo. E di nuovo, essendo stato osservato, che Isaia avrebbe detto: "Ascoltate, o cieli!" è detto:

"Chi, o che cosa è questo, chi מלאו לבו, "ha riempito il suo cuore", o il cui cuore lo ha riempito per invocare i cieli per ascoltare".

Ma questo esempio di Anania era tale, che nessuno se non Satana avrebbe potuto metterlo su di lui, o incoraggiarlo a farlo; il quale da qui sembrava avere il potere su di lui, e di averlo posseduto, di avere grande accesso a lui, fino al suo cuore, e grande influenza su di esso, in modo da spingerlo

mentire allo Spirito Santo; che era negli apostoli, e per mezzo del quale essi erano stati agiti, e al quale aveva dato il discernimento degli spiriti; così che era un'azione audace, e una vera e propria follia, andare in giro per ingannarli: o fingeva di avere un impulso dallo Spirito di Dio di vendere la sua proprietà, e di darne l'intero prezzo agli apostoli, e tuttavia ne tratteneva una parte; che agiva in contrasto con quello Spirito da cui fingeva di essere influenzato

E per trattenere una parte del prezzo della terra, cioè mentì contro lo Spirito Santo, trattenendo una parte del prezzo a cui la terra era stata venduta; quando dichiarò di averla venduta con questa visione, per dare tutto per usi caritatevoli, e affermò che ciò che aveva portato era tutto

4 Versetto 4. Finché è rimasto, non fosse forse tuo,

Prima che fosse venduta, era una sua proprietà; ne aveva l'unica proprietà, e avrebbe potuto tenerlo, o disporne a suo piacimento: non era obbligato a venderlo, avrebbe potuto tenerlo come sua proprietà; perché la vendita dei beni in quel momento era una cosa volontaria; era ciò a cui nessun uomo era costretto; era un puro atto di liberalità, e ciò che non era stato imposto dagli apostoli; ogni uomo era lasciato alla sua libertà

E dopo che è stato venduto, non era forse in tuo potere? cioè, il prezzo al quale era stato venduto: prima di dichiarare di averlo venduto, per darne tutto alla Chiesa, lo aveva portato agli apostoli nel suo insieme; Era in suo potere disporre, a suo piacimento, se dare il tutto, o una parte di esso, o esso. Avrebbe potuto tenerlo tutto se lo avesse ritenuto opportuno, o se avesse dato la parte che gli piaceva

Perché hai concepito questa cosa nel tuo cuore? poiché, sebbene Satana vi avesse messo lo zampo, e lo avesse grandemente sollecitato a farlo, e lo avesse incoraggiato a farlo, tuttavia in congiunzione con il suo cuore; e forse cominciò da lì, cosa che Satana aiutò a portare avanti. Non fu così da Satana da giustificare la malvagità del suo cuore. Fu in parte a causa del peccato di cupidigia, che regnava in lui, e in parte per un desiderio di vana gloria, ed essendo considerato un uomo molto religioso, che comportò tale parte, e fu così notoriamente colpevole di menzogna e ipocrisia

Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio; cioè, non solo agli uomini, perché aveva mentito agli apostoli; ma anche a Dio, allo Spirito Santo, che è veramente e propriamente Dio, di cui questo passo è una piena prova; E fu a causa della sua onniscienza, che è un attributo peculiare della divinità, che quest'uomo malvagio, e questa sua frode, furono scoperti

5 Versetto 5. E Anania, udendo queste parole,

Di Pietro; con il quale ha scoperto che il suo peccato era stato scoperto, e con il quale ne era stato convinto: e che ne ha esposto la natura malvagia, con le sue circostanze aggravanti; e una tale potenza li accompagnò, e tagliarono così in profondità, che immediatamente

cadde e abbandonò il fantasma; che è un esempio di ciò che gli ebrei chiamano morte per mano del cielo: e questo fu fatto o da un angelo; o piuttosto con un dono straordinario concesso a Pietro, essendo uno come quello che l'apostolo Paolo aveva, e usò, quando colpì di cecità Elima lo stregone, e consegnò la persona incestuosa, e Alessandro e Imeneo a Satana

E un gran timore si impadronì di tutti quelli che udirono queste cose; sia sui membri della chiesa, e quindi era utile renderli attenti alle loro parole e azioni, e cauti e circospetti nella loro vita e nelle loro conversazioni; e su quelli che erano fuori, e poteva essere un mezzo per farli temere di parlare contro di loro, o di deriderli, o di unirsi a loro, senza essere completamente soddisfatti che dovessero, e ne avessero diritto, e fossero adatti per questo

6 Versetto 6. E i giovani si alzarono,

I fratelli più giovani della chiesa, che erano robusti, forti e adatti al seguente servizio, si alzarono subito dai loro posti, non volendo che uno spettacolo così terribile si trovasse a lungo davanti a loro:

e lo avvolse; in abiti di lino, secondo l'usanza dei Giudei:

e lo portarono fuori dalla casa dov'erano e dalla città, perché i luoghi di sepoltura dei Giudei erano fuori della città.

e lo seppellì; il che è stato fatto tutto in un tempo molto breve, come risulta da quanto segue

7 Versetto 7. E fu circa lo spazio di tre ore dopo,

La morte di Anania. Ci è voluto tanto tempo per seppellirlo; e in meno tempo non poteva benissimo essere, poiché i luoghi di sepoltura degli ebrei erano fuori della città, come osservato prima: e se erano così distanti dalle altre città, come lo erano dalle città dei Leviti, erano, come mostra il dottor Lightfoot da Maimonide, a più di un miglio e mezzo di distanza: sebbene ci sia un canone ebraico che recita così;

"Hanno messo cadaveri, tombe e conciatori, cinquanta cubiti da una città".

Così che per andarci, aprire la tomba, seppellire i morti e tornare, deve richiedere tanto tempo; e così tanto tempo sua moglie dovette riflettere su ciò che lei e suo marito avevano fatto, ma sembra che non ci abbia mai pensato, almeno non alcun rimorso di coscienza per questo:

quando sua moglie, non sapendo ciò che era stato fatto; sapeva che suo marito tratteneva una parte del prezzo del terreno, e quanto era, e quello che portava agli apostoli; ma non sapeva che la frode era stata scoperta, né ciò che ne era seguito; come che suo marito fu immediatamente colpito a morte, e fu portato via e sepolto; il che è proprio che non dovrebbe in questo momento, quando la cosa è stata terribile e sconvolgente, la cui notizia deve volare rapidamente in tutta la città: ma sembra che la compagnia dei santi non sia stata sciolta per tutto questo tempo, e che nessuno sia uscito per portarla fuori, ma i giovani che andarono a seppellirlo. Saffira dunque, ignorando tutta la faccenda,

è entrato; al tempio o alla casa dove si trovavano gli apostoli, aspettandosi di vedere suo marito tra gli apostoli e gli uomini principali, in grande onore e stima per ciò che aveva fatto; e che sarebbe stato sullo stesso piano di Barnaba e di altri, che avevano venduto tutto ciò che avevano, e portato l'intero prezzo dei loro possedimenti in azioni comuni

8 Versetto 8. E Pietro le rispose:

Chi potrebbe chiedere di suo marito; sebbene un tale modo di parlare fosse comune tra gli ebrei, quando non c'è nulla di precedente a cui si dà la risposta; di cui si trovano frequenti esempi nelle sacre scritture:

ditemi se avete venduto la terra per tanto; indicando la somma di denaro che Anania aveva portato; anche se lo storico non lo menziona. La Vulgata latina e le versioni etiopica dicono: "Dimmi, o donna", ecc. di non chiamarla per nome, come fece con suo marito, Atti 5:3

Sì, ha detto per tanto; solo quella somma, e non di più

9 Versetto 9. Allora Pietro le disse: «Come mai vi siete messi d'accordo?

Che marito e moglie siano d'accordo insieme in ciò che è buono, nelle cose civili, oneste e lecite, e nelle questioni religiose, è molto lodevole; ma accettare una frode, una menzogna, è molto terribile:

per tentare lo Spirito del Signore; per provare se gli apostoli avevano o no lo Spirito del Signore; e se lo Spirito del Signore che era in loro era onnisciente e onnipotente, se ne sarebbe accorto e ne avrebbe inflitto la punizione.

ecco, i piedi di coloro che hanno seppellito tuo marito sono alla porta; che Pietro riconobbe o udindo il rumore dei loro passi, come il profeta Ahija udì il rumore dei piedi della moglie di Geroboamo, quando entrò dalla porta, 1Re 14:6 o con lo stesso spirito in cui Eliseo sapeva che Gheazi corse dietro a Naaman, e ricevette da lui denaro e vesti, 2Re 5:26 e ti porterà fuori; di questa casa morto, e seppellisciti, come hanno fatto con tuo marito

10 Versetto 10. Poi cadde subito ai suoi piedi,

Allo stesso modo, e per la stessa mano di Dio come suo marito prima:

e cedette il fantasma; è morto direttamente:

e i giovani entrarono e la trovarono morta; i giovani che erano andati a seppellire suo marito entrarono in casa in quell'istante e la trovarono morta sul pavimento, ai piedi dell'apostolo Pietro.

e portandola fuori, la seppellì presso il marito; come era consuetudine fare con gli ebrei. Così dicono, che nella caverna di Macpela furono sepolti Adamo ed Eva, Abramo e Sara, Isacco e Rebecca, e Giacobbe e Lea

11 Versetto 11. E un grande spavento si impadronì di tutta la chiesa,

Che fu ancora più accresciuto da questo episodio della morte di Saffira:

e su tutti quelli che udivano queste cose; che non erano della chiesa; Vedi Gill in " Atti 5:5"

12 Versetto 12. E per mano degli apostoli furono compiuti molti segni e prodigi,

Cioè, per mezzo loro, o per mezzo di essi come strumenti, o per l'imposizione delle loro mani sulle persone, furono compiute molte guarigioni miracolose e meravigliose, così come altre azioni straordinarie:

tra la gente; la gente comune, che assisteva in gran numero al suo ministero, quando i principali uomini e governanti della nazione la disprezzavano

E tutti erano di comune accordo sotto il portico di Salomone; il che deve essere compreso non di tutta la chiesa, né dei centoventi discepoli, ma dei dodici apostoli, che si riunirono in questo luogo per predicare il Vangelo al popolo; ed erano d'accordo nella loro dottrina e nella loro pratica, ed erano uniti nei loro affetti l'uno per l'altro. Del portico di Salomone, vedi Gill su "Giovanni 10:23". Queste parole, con quanto segue al versetto 15, devono essere lette tra parentesi

13 Versetto 13. E degli altri nessuno osò unirsi a loro,

Per gli altri si intendono sia quelli che erano fuori della chiesa, sia quelli del tipo profano e persecutorio, che non osavano avvicinarsi agli apostoli per toccarli, o dire loro una parola, per paura di essere colpiti a morte; e così la versione etiopica lo rende: "e allora non ci fu più alcun uomo che osasse trattenerli", o andare in giro per impedirgli di predicare: o la specie migliore, tali che assistevano alla parola, ed erano o veri credenti o ipocriti, che non osavano, né l'uno né l'altro, unirsi a loro, a causa di ciò che accadde ad Anania e Saffira; il che non solo dissuadeva gli ipocriti dall'entrare in chiesa, ma teneva lontani anche quelli che erano veramente persone convertite; Ma questo senso sembra essere contraddetto nel versetto seguente. Piuttosto, con essi si intendono coloro che sono all'interno della chiesa, e non solo i membri privati di essa, ma i ministri della parola, di cui potrebbe essere stato il numero di Anania; Questi, gli altri, non osarono avvicinarsi agli apostoli, né conversare familiarmente con loro, né tanto meno mettersi sullo stesso piano di loro delle loro condizioni, ma con grande riverenza per loro si tennero lontani da loro.

ma il popolo li magnificò; sia i ministri della parola, come Barnaba e altri, che mostrarono tanto rispetto agli apostoli, avendo doni straordinari, e anche cose straordinarie furono fatte da loro, sia specialmente i dodici apostoli; Di questi il popolo in generale parlava bene, lodava e gridava come uomini meravigliosi, a causa di ciò che era stato fatto da loro

14 Versetto 14. E i credenti si unirono maggiormente al Signore,

Cioè, alla chiesa, come in Atti 2:47 di cui Cristo era Signore e capo; poiché essi si sono aggiunti al Signore prima, credendo in lui, quando si sono consegnati a lui, per essere salvati da lui; e ora agli apostoli e alla chiesa per volontà di Dio; e questo caso di Anania e Saffira era così lontano dall'impedire alle persone di entrare nella chiesa, che vi furono aggiunte più di prima, anche di coloro che erano veri credenti in Cristo. La versione etiope dice: "e molti furono aggiunti che credettero nel nostro Signore"; la versione araba, "quelli che credettero nel Signore aumentarono"; la versione siriaca, "e aumentavano di più quelli che credevano nel Signore"; e così la versione latina della Vulgata, "ma la moltitudine di coloro che credono nel Signore era più numerosa"; tutti loro leggono la frase "il Signore", non in costruzione con la parola "aggiunto", ma con "credenti: moltitudini di uomini e donne"; Il sesso debole non era intimidito più degli uomini, tale potere andava di pari passo con la parola, e tale grazia veniva loro concessa. Questa chiesa deve ora essere prodigiosamente numerosa, perché prima di queste aggiunte, ottomila erano stati aggiunti ai centoventi; tale successo ebbe il Vangelo, e tale progresso fece nelle mani di persone così meschine e spregevoli, nonostante l'opposizione dei principali uomini della nazione ad esso

15 Versetto 15. Tanto che portavano i malati per le strade,

Queste parole devono essere lette in connessione con la prima parte del dodicesimo versetto. Essendo tali guarigioni miracolose operate dagli apostoli, il popolo che aveva malati nelle loro case, udendo ciò, li fece uscire; o "per le strade", come lo rendiamo noi, e come recita la copia alessandrina; o "in ogni strada" di Gerusalemme, aspettando gli apostoli come erano venuti, per ricevere da loro una guarigione:

e li deponevano su letti e divani; per la migliore comodità di portarli agli apostoli, o per il fatto che si sdraiassero su di loro fino a quando non fossero venuti per quella via:

che almeno, l'ombra di Pietro che passava, potesse oscurare alcuni di loro. La versione latina della Vulgata aggiunge, e sii liberato dalle loro infermità; ma questo non è supportato da alcuna copia, né lo è in nessun'altra versione. Pietro è menzionato solo perché era il più conosciuto, essendo lui l'oratore e l'attore principale. Chi fossero coloro che immaginavano che ci fosse una tale virtù all'ombra di Pietro, e se qualcuno fosse guarito da essa, non è certo. Tuttavia, è una cosa vana nei papisti concludere da qui il primato di Pietro, il culto delle immagini, e che il Papa è l'ombra di Pietro, e ha il suo potere

16 Versetto 16. Venne anche una folla dalle città circostanti,

La fama dei miracoli degli apostoli si diffuse nelle città intorno a Gerusalemme; quelli che erano a una certa distanza e vicini, e di là veniva un gran numero di persone,

a Gerusalemme; dove si trovavano gli apostoli: la versione siriaca aggiunge: "a loro", cioè agli apostoli; e la versione araba, "con loro"; insieme a quelli della città di Gerusalemme, che portavano i loro infermi per le strade per essere guariti,

portando i malati e coloro che erano tormentati da spiriti immondi; con diavoli, dai quali non solo erano posseduti, ma grandemente molestati e afflitti: a volte li sbranavano e li contorcevano, a volte li gettavano a terra e li ferivano; o nel fuoco e nell'acqua, di cui ci sono alcuni esempi negli evangelisti:

e tutti furono guariti; nessuno rimase senza una cura, che servì grandemente a confermare il Vangelo predicato dagli apostoli, e a irritare e provocare i loro nemici, come appare da ciò che segue

17 Versetto 17. Allora il sommo sacerdote si alzò,

Anna, o meglio Caifa; Vedi Gill su "Atti 4:6" egli, avendo udito quali miracoli erano stati compiuti dagli apostoli, e quali aggiunte erano state fatte ad essi, si alzò dal suo seggio e uscì dal sinedrio, in gran fretta, e con molta ira e passione:

e tutti quelli che erano con lui; in consiglio, che erano della sua parentela o del suo partito, come Giovanni e Alessandro, e altri, Atti 4:6

che è la setta dei Sadducei; che ha negato la risurrezione dei morti; la quale dottrina predicarono gli apostoli; e questo mise molto a disagio il sommo sacerdote e il suo partito; da cui sembra che l'allora sommo sacerdote fosse un sadduceo, e anche il sinedrio a quel tempo, e questo era talvolta il caso. In verità si prendeva molta cura di un sommo sacerdote, affinché non fosse un sadduceo; alla vigilia del giorno dell'espiazione giuravano sempre al sommo sacerdote, affinché non fosse un sadduceo, che non avrebbe apportato alcuna innovazione a ciò che gli era stato ordinato; e in particolare che non avrebbe messo l'incenso sul fuoco di fuori, e poi lo avrebbe portato in un censore nel luogo santissimo, come intendevano i Sadducei, Levitico 16:3. Ma nonostante tutte le loro cure, a volte avevano un sadduceo come sommo sacerdote; leggiamo di un certo Giovanni, sommo sacerdote, che svolse in quell'ufficio ottant'anni, e alla fine divenne un Sadduceo. E a volte un sinedrio consisteva solo di sadducei: quindi leggiamo di דין שׁל עדוקי בית, "un sinedrio di sadducei"; e tale era questo; e quindi non c'è da meravigliarsi di ciò che segue:

ed erano pieni di indignazione; o "zelo", per il sadducismo; e che era uno zelo cieco, e non secondo conoscenza: o "con invidia" verso gli apostoli per i miracoli da loro compiuti, e per il successo che li accompagnava; temendo che, se avessero continuato di questo passo, la loro religione e la loro autorità sarebbero finite nel nulla. Il sadducismo sembrava ora prevalere grandemente tra gli uomini al potere; e gli ebrei dicono,

"il figlio di Davide non verrà finché tutto il governo non si sarà convertito all'opinione dei Sadducei".

18 Versetto 18. e imposero le mani sugli apostoli,

Cioè, li afferrò, li prese e li portò via; almeno i loro servi lo fecero, per loro ordine:

e li mise nella prigione comune; dove venivano messi i malfattori; e questo sia per una maggiore sicurezza, sia per una maggiore vergogna

19 Versetto 19. Ma l'angelo del Signore,

O "di Dio", come si legge nelle versioni araba ed etiopica, se Michele, come alcuni hanno pensato, o Gabriele, o quale angelo in particolare, non è materiale da sapere. Tuttavia, era un angelo buono, un angelo eletto, uno di quegli spiriti tutelari mandati da Dio per servire gli eredi della promessa; uno di quegli angeli che eccellono in forza, come appare da ciò che fece:

di notte aprivano le porte della prigione; dove furono messi gli apostoli, e che aveva più di una porta, e queste forti e chiuse, e sorvegliate da guardiani; ma furono facilmente aperti dall'angelo. Fu molto probabile che gli apostoli furono presi o verso sera, e quindi furono messi in prigione, dove giacquero tutta la notte, fino al mattino seguente, quando il sinedrio si sarebbe riunito per consultarsi su cosa fare con loro.

e li ha generati; fuori della prigione e li condusse fuori dalle porte che aveva aperto per loro.

e disse; le versioni siriaca, araba ed etiopica aggiungono, "a loro"; cioè, agli apostoli, come segue

20 Versetto 20. Va', fermati e parla al popolo nel tempio,

Non sono stati liberati dal carcere, per andare a mettersi al sicuro dal pericolo; ma per svolgere l'opera a cui erano chiamati, per predicare il Vangelo "nel tempio", il luogo di culto; e un luogo adatto per incontrarsi con le persone a predicare, essendo un luogo pubblico, dove gli ebrei si rivolsero sempre; e lì dovevano stare e continuare con coraggio e intrepidezza, senza temere il rimprovero e l'ira degli uomini, vedendo che avevano dalla loro parte sia Cristo che la verità; e lì dichiaratelo "al popolo", al popolo comune, alla moltitudine, sì, a tutti quelli che sono venuti ad udire: il Vangelo dev'essere predicato a tutti; lo Spirito di Dio lo rende efficace per alcuni, e altri sono resi inescusabili: la sostanza di ciò che dovevano dire segue:

tutte le parole di questa vita; tutte le dottrine del Vangelo; nessuna di esse deve essere lasciata cadere o nascosta, ma deve essere pronunciata, pienamente, liberamente e fedelmente, con ogni audacia e costanza; sebbene non possano essere compresi dalla ragione e siano respinti dagli uomini dotti e dalla maggioranza del popolo; sebbene cariche di novità e licenziosità, e accompagnate da biasimo e persecuzione: e queste possono essere chiamate "parole di vita", sì, di vita eterna, come in Giovanni 6:68 perché mostrano la natura di essa, e indicano la via verso di essa; non mediante la legge e l'obbedienza ad essa, ma mediante Cristo e la sua giustizia; e sono i mezzi per ravvivare i peccatori morti, per ravvivare i santi cadenti e per nutrirli per la vita eterna, e anche le parole di "questa" vita; non di questa vita presente, fragile, mortale e peccaminosa; ma della vita per mezzo di Cristo, che ha cominciato ad essere goduta ora, e sarà perfettamente goduta in seguito: e in particolare la dottrina della risurrezione alla vita può essere intesa; in opposizione ai Sadducei, che lo negavano, ed erano gli uomini che, pieni di indignazione contro di loro per averlo predicato, li avevano catturati e messi in prigione; ed essendo ora liberati dalla prigione, sono invitati ad andare a predicare di nuovo questa stessa dottrina, nel modo più pubblico: sebbene alcuni pensino che ci sia un'esagerazione nelle parole; e così la versione siriaca le rende "tutte queste parole di vita"; e la versione etiopica, "questa parola di vita"; intendendo il Vangelo, e le dottrine di esso, avevano l'incarico di predicare, e per le quali erano rimproverati e perseguitati

21 Versetto 21. E quando udirono ciò,

O "la sua parola", come fornisce la versione araba; cioè, la parola dell'angelo, gli ordini da lui ordinati, di andare al tempio, e lì predicare il Vangelo; questa clausola è omessa nella versione siriaca:

Entrarono nel tempio la mattina presto; ubbidirono al comando dell'angelo, credendolo un messaggero di Dio, il quale dichiarò la sua volontà, che essi eseguirono prontamente, ed erano davvero ansiosi di metterla in pratica; E perciò la mattina presto, appena le porte del tempio furono aperte e vi fu qualcuno radunato, entrarono.

e insegnato; come aggiunge la versione etiope, "il popolo, questa parola di vita"; la dottrina o le dottrine del Vangelo che l'angelo aveva ordinato loro di insegnare:

Ma il sommo sacerdote e quelli che erano con lui, giunsero come la volta precedente al luogo dove si riuniva il sinedrio, o alla camera di Gazith, o alle botteghe, o in qualche altro luogo di Gerusalemme; Vedi Gill in " Atti 4:15"

e convocarono il consiglio; il Sinedrio, composto da settantuno, che di solito si riuniva al momento del sacrificio quotidiano del mattino; forse in questa occasione avrebbero potuto essere convocati prima, e ognuno di loro convocato a partecipare; perché altrimenti non era necessario che ogni membro in particolare fosse presente, ma quando c'era qualche affare importante che lo richiedeva, si riunivano tutti insieme:

e tutto il senato dei figliuoli d'Israele; o gli anziani, come recitano le versioni latina della Vulgata, del siriaco e dell'arabo, il resto degli anziani della città, oltre a quelli del grande sinedrio. Il dottor Lightfoot pensa che gli altri due sinedri, o tribunali di giustizia a Gerusalemme, che consistevano di ventitré persone ciascuno, siano stati progettati; e che, come egli giustamente osserva da Maimonide, sedeva l'uno alla porta del cortile, l'altro alla porta del monte della casa; così che tutti i tribunali di Gerusalemme erano convocati in quel momento; e se tutti si riunivano, formavano centodiciassette uomini:

e mandati in prigione per farli condurre; cioè "gli apostoli", come dice la versione siriaca. Il senso è che il sommo sacerdote, e quelli che erano con lui nello stesso momento in cui convocarono tutti i tribunali di giustizia a Gerusalemme, mandarono i loro ufficiali in prigione, a prendere gli apostoli; oppure riuniti il Sinedrio e il Senato d'Israele, ordinarono ai loro ufficiali di andare alla prigione comune e di condurre davanti a loro gli apostoli, per essere esaminati, processati e giudicati da loro

22 Versetto 22. Ma quando arrivarono gli ufficiali,

La versione araba aggiunge, "ad esso"; cioè, alla prigione;

e non li trovarono in prigione. La versione latina della Vulgata dice: "Essendo stata aperta la prigione, non li trovarono; Quando giunsero alla prigione, aprirono loro le porte e le custodi, perché, sebbene l'angelo le avesse aperte agli apostoli, le richiuse come le aveva fatte uscire, perché questi uomini trovarono le porte chiuse, come mostra il versetto seguente, e che, dopo averle aperte e perquisite la prigione, poiché gli apostoli non riuscivano a trovarvi alcuno di loro; per cui tornarono; la versione araba recita, a loro; Al Sinedrio:

e raccontato; cioè, loro, come si legge sia nella versione araba che in quella etiopica

23 Versetto 23. Dicendo: "La prigione ha veramente trovato che siamo chiusi con tutta sicurezza,

Bloccato, sbarrato e sprangato;

e i guardiani che stavano fuori davanti alle porte; sia all'interno che all'esterno al loro posto, adempiendo diligentemente il loro ufficio:

ma quando avemmo aperto, non trovammo nessuno dentro; cioè, nessuno degli apostoli, perché vi potevano essere altri prigionieri, che non fossero stati liberati in questo modo

24 Versetto 24. Ora, quando il sommo sacerdote,

O "i preti", come si legge nella maggior parte delle copie; l'edizione complutense recita: "il sommo sacerdote"; ed è certamente designato, poiché è distinto dai sommi sacerdoti dopo menzionati: le versioni latina della Vulgata, siriaca ed etiopica, omettono questa parola; così come la copia alessandrina:

e il capitano del tempio; le stesse versioni si leggono al plurale; Vedi Gill su "Luca 22:4", Vedi Gill su "Luca 22:52", Vedi Gill su "Atti 4:1"

E i capi dei sacerdoti udirono queste cose; le guardie riferirono che le porte della prigione erano chiuse e sicure, e che i guardiani erano di guardia, eppure gli apostoli se ne andarono.

dubitavano di loro, fino a dove questo sarebbe cresciuto; Non dubitavano della verità delle cose che i loro ufficiali dicevano loro, ma ne erano stupiti, esitavano nella loro mente e pensavano ansiosamente; cosa sarebbe, o dovrebbe essere, o come questo dovrebbe essere fatto; che le porte della prigione fossero chiuse, eppure i prigionieri se ne andavano; erano in sospeso e inquieti d'animo, a cosa imputarlo; sia a un potere divino e soprannaturale, sia all'arte magica; ed erano inquieti nelle loro menti quale sarebbe stato l'esito di un evento così strano e sorprendente

25 Versetto 25. Allora venne uno di loro e riferì loro, dicendo:

Chi fosse quest'uomo, non ha alcuna importanza saperlo; difficilmente si può pensare che fosse uno dei numerosi discepoli, o un membro della chiesa, o un professore di religione cristiana; ma piuttosto un nemico, e uno che cercava il proprio interesse, e per ottenere il favore e l'affetto dei sommi sacerdoti e degli anziani, e quindi molto officiosamente si rivolse a loro, e riferì quanto segue:

Ecco gli uomini che avete messo in prigione la scorsa notte,

stanno nel tempio; apertamente e pubblicamente, e senza paura;

e insegnare al popolo; nel nome di Gesù, cosa che il sinedrio aveva proibito loro di fare

26 Versetto 26. Allora il capitano andò con gli ufficiali,

Cioè, il capitano del tempio, che ne aveva il comando; E vi si recò accompagnato con le guardie e i servi dei sommi sacerdoti, quelli che erano stati mandati in prigione, a prendere gli apostoli.

e li condusse senza violenza; non li afferrarono e non li trascinarono via in modo violento; ma rivolse loro buone parole, e li allettò, e li supplicò di andare con loro, e forse promise loro che non sarebbe accaduto loro alcun male, e che avrebbero avuto piena libertà di parlare per se stessi; la versione etiope lo rende "li portarono, comportandosi dolcemente verso di loro"; Non usavano metodi forzati, ma gentili; non li presero con violenza, non li legarono e non li portarono via con la forza.

perché temevano il popolo; i quali li avevano in grande stima, a motivo dei miracoli da loro compiuti e del beneficio che ricevevano da essi, sia per le loro anime che per i loro corpi.

per timore che fossero lapidati; dal popolo, che se li avesse usati in modo severo e crudele, si sarebbe sollevato su di loro e li avrebbe lapidati a morte; la versione etiopica lo rende "perché temevano il popolo, non lo lapidarono"; come se il capitano del tempio e le guardie avessero lapidato gli apostoli, ma avessero paura del popolo

27 Versetto 27. E quando li ebbero portati,

dal tempio, al luogo dove sedeva il sinedrio, il quale, da ciò, sembra che non fosse nella stanza di Gazith, né nelle botteghe, che erano entrambe nel tempio, ma in qualche parte della città di Gerusalemme.

li presentarono al sinedrio; per cui si è adempiuto ciò che Cristo aveva predetto, Matteo 10:17 "vi consegneranno ai consigli"; Li misero davanti a tutto il Sinedrio; in mezzo ad esso, vedi Gill su "Atti 4:7" ; e come la versione etiopica qui dice:

E il sommo sacerdote li interrogò; sebbene non fosse presidente del consiglio, ma Gamaliele, dopo menzionato; tuttavia, essendo in un ufficio così alto e membro principale del consiglio, prese su di sé l'esame degli apostoli

28 Versetto 28. dicendo: Non ti abbiamo severamente comandato,

O ti danno ordini severi, con gravi minacce,

che non dovresti insegnare in questo nome? la versione etiope recita: "nel nome di Gesù"; che è ciò che si intende, ma non è stato espresso dal sinedrio; vedi Atti 4:17

ed ecco, voi avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina; essi ignorarono il Concilio, i suoi ordini, i suoi comandi e le sue minacce, e predicarono le dottrine del Vangelo; e in particolare quello riguardante la risurrezione di Cristo, e per mezzo di lui la risurrezione di tutti i morti; e con tale successo, che gran parte degli abitanti di Gerusalemme lo accolse; Almeno c'era un gran numero in tutte le parti della città che vi si occupavano e lo abbracciavano: e questo lo rappresentano come una nuova dottrina, ideata dagli apostoli, e particolarmente loro; e a cui Mosè e i profeti erano estranei:

e intendiamo portare su di noi il sangue di quest'uomo; accusandoci dell'omicidio di lui, e rappresentandoci come colpevoli di spargimento di sangue innocente, e così aizzando il popolo, e i Romani contro di noi, a vendicarsi di noi per questo: questo, come se dovessero dire, sembra essere l'intenzione e il disegno del vostro ministero, in particolare nell'affermare che Gesù di Nazareth, che è stato crocifisso, ora è risorto dai morti, ed era una persona santa, innocente e giusta, come mostra la sua risurrezione; e quindi, poiché siamo stati colpevoli di spargere il suo sangue, la punizione di esso, un giorno o l'altro, sarà inflitta a noi; come di conseguenza avvenne, e come essi stessi hanno imprecato, in Matteo 27:25. Bisogna notare che non menzionano il nome di Gesù, solo per disprezzo, lo chiamano "quest'uomo", come è consuetudine fare agli ebrei, quando parlano di lui. Così un commentatore su Genesi 27:39 dice di alcuni:

"Credettero in un uomo che avevano costituito per Dio; e Roma credette, ai tempi di Costantino, che rinnovò tutta quella religione, e mise sul suo stendardo la forma האישׁ ההוא, "di quell'uomo"":

E così un altro dei loro scrittori usa la frase più volte in poche parole. Judah ben Tabai fuggì ad Alessandria,

"affinché non lo facessero presidente, e per la via, con un solo discepolo; come accadde a Joshua ben Perachiah, con אותו האישׁ, "quell'uomo"; e voi potete riceverlo per verità, che "quell'uomo" era il suo discepolo - e la verità è che "quell'uomo" nacque nel quarto anno del regno di Jannai II.

Così si dice che un eretico è colui che confessa "quell'uomo"; ed eretici sono i discepoli di "quell'uomo", che ha trasformato in male le parole del Dio vivente. Così blasfemamente e sprezzantemente parlano di Cristo

29 Versetto 29. Allora Pietro e gli altri apostoli risposero e dissero:

Pietro cominciò, come la bocca degli apostoli, essendo l'uomo più anziano, e molto audace e zelante; e gli altri lo seguirono, o si unirono, a lui in ciò che disse:

dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini; questo è detto in risposta all'accusa di disobbedienza agli ordini e ai comandi del concilio: gli uomini, i magistrati civili e i governanti ecclesiastici, devono essere obbediti nelle cose che non sono ripugnanti alla volontà di Dio; ma nelle cose che sono si deve obbedire a Dio, e non agli uomini. Dio aveva comandato per mezzo di un angelo che gli apostoli andassero al tempio e lì predicassero le dottrine del Vangelo; il sinedrio aveva proibito loro di parlare e insegnare nel nome di Cristo; A chi si doveva ora obbedire? Dio, e non gli uomini: da cui risulta che gli apostoli dovevano essere giustificati nel trascurare il concilio e trascurare i suoi ordini; e che non è in alcun modo contrario a quell'obbedienza e sottomissione, che deve essere resa a coloro che sono in autorità, nelle cose civili e lecite

30 Versetto 30. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù,

Non dai morti, anche se questo era vero; ma lo chiamò all'opera e all'ufficio di Salvatore, lo invertì con quell'ufficio e lo mandò a compiere quell'opera; così che questo si riferisce piuttosto all'incarnazione di Cristo, in conseguenza dell'antico concilio e patto di grazia: e questo gli apostoli attribuiscono a Dio Padre, sotto il carattere di "il Dio dei nostri padri, Abramo, Isacco e Giacobbe", come in Atti 3:13, per mostrare che essi non hanno introdotto e adorato alcun Dio straniero; né introdurre alcuna nuova dottrina; o parlare di un Salvatore o Redentore diverso da colui che il Dio dei loro padri aveva costituito e che fu fatto loro conoscere, che essi aspettavano e in cui credevano, e per mezzo del quale furono giustificati e salvati:

che avete ucciso e appeso a un legno; Questo è detto in difesa di se stessi, essendo accusati di voler portare su di loro il sangue di quest'uomo; insistono quindi sul fatto che avevano ucciso Gesù che Dio aveva risuscitato, in quanto lo avevano condannato a morte nel loro sinedrio, e avevano esortato e importunato Pilato a crocifiggerlo, e avevano imprecato, il suo sangue su di loro e sui loro figli; e non si contentarono di metterlo a morte, ma insistettero perché fosse crocifisso o impiccato a un albero; cioè, distesi sulla croce, che era una morte dolorosa e vergognosa, alla quale erano manifestamente accessi, e quindi giustamente incaricati di essa

31 Versetto 31. Dio lo ha esaltato con la sua destra,

Non alla sua destra, benché egli sia esaltato ad essa, e vi si sieda, ma con la sua destra, o per la sua destra; cioè, per la sua potenza: poiché essendo per mezzo di lui risuscitato dai morti, è stato esaltato al più alto dei cieli, e posto nella natura umana alla destra di Dio, sullo stesso trono con lui, coronato di gloria e di onore; e gli sarà stato dato un nome al di sopra di ogni nome, e ogni potestà e potestà in cielo e sulla terra,

per essere un Principe e un Salvatore, essendo stato fatto e dichiarato Signore e Cristo, Signore dei signori e Principe dei re della terra, Principe della vita e della pace, Capo della chiesa e di tutte le cose per essa, e Salvatore del suo corpo, la chiesa, di tutti gli eletti di Dio, non con un termine temporale, ma una salvezza spirituale ed eterna, di cui egli è diventato l'autore con la sua obbedienza, le sue sofferenze e la sua morte; ed è capace e volenteroso, adatto e unico Salvatore: e alcuni dei rami della sua potenza e grazia sono

per dare ravvedimento a Israele; all'Israele che Dio si è scelto, e Cristo ha redento con il suo sangue, e che lo Spirito chiama con il suo sangue: questi peccatori, come gli altri, hanno bisogno di ravvedimento; e che questo non è in potere di alcun uomo, ma è il dono gratuito della grazia di Dio; poiché sebbene egli desse agli uomini tempo e spazio per pentirsi, e dare loro i mezzi per farlo, tuttavia se non dà loro la grazia di pentirsi, essi non lo faranno mai, tale è la durezza del cuore dell'uomo; Cristo è nominato per dare questa grazia agli eletti, cosa che fa mandando il suo Spirito per convincere del peccato, e per togliere il cuore di pietra, e dare un cuore di carne:

e il perdono dei peccati; il perdono libero e pieno di tutti i peccati; il quale, ottenuto mediante il suo sangue, viene applicato dal suo Spirito a tutti coloro che veramente si pentono di loro; perché queste due cose vanno sempre insieme; dove dà l'uno, dà anche l'altro: le manifestazioni e le applicazioni della grazia di perdono sono fatte solo ai peccatori pentiti; e non c'è nessuno che veramente, e in modo evangelico, si penta del peccato, ma che abbia qualche opinione, o, almeno, spera di perdonare la grazia; E nessuno piange mai di più per il peccato, di coloro che lo vedono nello specchio dell'amore che perdona

32 Versetto 32. E noi siamo i suoi testimoni di queste cose,

Dell'incarnazione di Cristo, della sua crocifissione e morte, della sua risurrezione dai morti, della sua esaltazione alla destra di Dio, e dei suoi uffici di Principe e Salvatore, e delle influenze della sua grazia, nel dare il pentimento e la remissione dei peccati al suo popolo; e anche a molti dei Giudei, che erano stati suoi crocifissori, e che ora si erano convertiti sotto il ministero degli apostoli,

e così è anche lo Spirito Santo; nella sua discesa sugli apostoli, attraverso i doni miracolosi concessi loro, e le opere meravigliose da loro compiute, e la grande potenza che accompagna il loro ministero per la conversione dei peccatori,

che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono; che ascoltano il suo Vangelo e credono in Cristo, anche a tutti i cristiani privati, così come ai ministri della parola; se non nelle sue doti straordinarie, almeno nelle misure ordinarie della sua grazia

33 Versetto 33. Quando sentirono ciò,

Questa difesa degli apostoli, nella quale insistevano ancora, che essi erano stati i crocifissori di Cristo, eppure egli era risuscitato dai morti, ed esaltato in cielo, ed era un Salvatore spirituale degli uomini.

furono tagliati al cuore, come se fossero stati tagliati a pezzi con una sega; la versione etiopica lo rende "erano adirati" e "digrignavano i denti", come se una sega fosse tirata avanti e indietro; erano pieni di rabbia e di follia.

e tennero consiglio di ucciderli; non in modo legale e giudiziario, ma in modo privato, o con la forza; istigando gli zeloti a sollevarsi contro di loro, e mandandoli subito a caccia di bestemmiatori ed eretici

34 Versetto 34. Allora si alzò uno nel consiglio,

O "nel sinedrio", che il sommo sacerdote aveva convocato; questa frase è omessa nella versione siriaca: eppure è certo che il grande sinedrio era ora riunito, e i discepoli erano ora davanti a loro, e quest'uomo, che era uno dei membri di esso, vi si alzò; Sembra infatti che fosse consuetudine che, sebbene di solito sedessero, quando qualcuno aveva qualcosa da dire o faceva un discorso, si alzava dal suo posto

Un fariseo di nome Gamaliele; è descritto dalla sua setta religiosa, un fariseo; di cui, Vedi Gill su "Matteo 3:7" e con il suo nome Gamaliele: era il figlio di Rabban Simeone, il figlio di Hillell il grande; che Simeone è, da alcuni, pensato essere lo stesso che prese Cristo tra le sue braccia, Luca 2:25 e questo Gamaliele era anche il maestro dell'Apostolo Paolo, Atti 22:3. Questo era un nome molto antico in Israele; il principe dei figli di Manasse, che offrì alla dedicazione del tabernacolo, era di questo nome, Numeri 7:54 e forse quest'uomo potrebbe essere della stessa tribù. È ulteriormente descritto dalla sua professione,

un dottore in legge; era uno dei dottori misnici, uno dei padri della tradizione, che riceveva la legge orale da quelli prima di lui, e la tramandava ad altri; e fu il trentacinquesimo di questa sorta, come dicono i Giudei, dal dare la legge al monte Sinai; o, come gli altri, il trentunesimo.

aveva fama presso tutto il popolo; e quindi il suo consiglio era più probabile che si realizzasse, senza offendere o esporre al pericolo, visto che era molto stimato, non solo nel sinedrio, ma tra la gente comune; e che non solo perché era un fariseo, e molto severo, la gloria di quella setta, tanto che si dice, che

"quando morì, cessò la gloria della legge e morirono la purezza e il fariseismo";

ma anche a causa dei suoi anni, della sua dignità e del suo luogo, è chiamato comunemente Gamaliele, הזקן, "il vecchio", perché visse fino a tarda età. Morì diciotto anni prima della distruzione di Gerusalemme, e fu venerato fino all'ultimo. Si dice di lui, che

"Ordinò, prima di morire, che lo portassero alla tomba in lino; prima di allora si usava portare i morti in seta; e questo fu più grave per i suoi parenti della sua stessa morte";

perché pensavano che non fosse stato sepolto abbastanza onorevolmente. E si narra anche che Onkelos, il proselito, alla sua morte, bruciò per lui tanto in beni e spezie, quanto arrivava a settanta sterline di Tiro. Era anche comunemente chiamato con il nome di Rabban, che era un titolo più onorevole di quello di Rabbino o Rab; e suo padre Simeone fu il primo ad averla; ed egli era ora presidente del sinedrio: e quindi usò quell'autorità che è espressa nelle parole seguenti:

e comandò che gli apostoli stessero un po' di spazio; Ordinò che gli apostoli fossero espulsi dal Sinedrio per un po' di tempo, affinché non ascoltassero ciò che aveva da dire e ne traessero incoraggiamento; e che potesse esprimere più liberamente il suo pensiero senza dare loro alcuna approvazione. La copia alessandrina recita: gli uomini, invece degli apostoli; e quindi la versione latina della Vulgata

35 Versetto 35. E disse loro: "Uomini d'Israele,

Disse questo dopo che gli apostoli furono esposti, quando il sinedrio era stato fatto da soli, e si rivolse a loro chiamandoli "uomini d'Israele", non per distinguerli dai sacerdoti e dai leviti del sinedrio, ma perché erano tutti della stirpe d'Israele, perché questo sinedrio non era composto solo da Israeliti, come da sacerdoti e leviti. come appare da Atti 5:21,27. Un sinedrio consisteva comunemente di ciascuno di questi; anche se, se non altro per gli Israeliti, era lecito. Maimonide dice,

"Non nominavano alcuno nel Sinedrio, ma sacerdoti, leviti e israeliti, che erano genealogizzati e idonei a sposarsi per entrare nel sacerdozio ... e che era un comando, che nel grande sinedrio ci fossero sacerdoti e leviti; come è detto: "Andrai dai sacerdoti e dai Leviti"; ma se non vengono trovati, se sono tutti Israeliti, ecco, questo è lecito".

o un vero e proprio sinedrio. Segue il suo discorso per loro:

Badate a voi stessi; considerare bene, non agire una parte avventata e precipitante; non cedere alla passione e all'ira, e imporre frettolosamente le mani su questi uomini, e distruggerli; per timore di cadere in disgrazia e in pericolo, e di attirare su di voi la cattiva volontà e il risentimento degli uomini, e l'ira di Dio: prendetevi il tempo di considerare la questione, e consultate deliberatamente

ciò che intendete fare riguardo a questi uomini; quale punizione infliggere loro, se la prigione, la flagellazione o la morte; non fare nulla in modo avventato

36 Versetto 36. Perché prima di questi giorni è sorto Teuda,

. C'è uno di questo nome di cui parla Giuseppe Flavio , che si mise in cerca di un profeta e trascinò dietro di sé un gran numero di persone, fingendo che se lo avessero seguito fino al fiume Giordano e avessero portato con sé i loro beni, egli avrebbe dato solo l'ordine, e le acque si sarebbero divise e avrebbero lasciato loro il passaggio per passare a piedi asciutti; ma Cuspio Fado, il quale allora aveva l'amministrazione della Giudea, mandò alcune truppe di cavalli, prima che se ne accorgessero, e ne uccise molti, ne presero diversi altri, e li condussero in trionfo a Gerusalemme, con la testa di Teuda. Questo racconto concorda con questo esempio di Gamaliele, differisce solo nella cronologia; poiché, secondo il racconto di Gamaliele, questo caso di Theudas risale a qualche tempo fa, e doveva essere già stato prima, altrimenti non avrebbe potuto menzionarlo; mentre la storia di Giuseppe Flavio, come risalente ai tempi di Cuspio Fado, risale a diversi anni dopo. Alcuni pensano che Giuseppe Flavio si sbagli nella sua cronologia, e allora tutto è giusto. Altri, che un altro Theudas è inteso; il quale, come dice Origene, era prima della nascita di Cristo, poiché era prima di Giuda di Galilea, che risuscitò nei giorni della tassazione, in quel tempo Cristo nacque: e la frase, prima di questi giorni, sembra disegnare un bel po' di tempo fa. Questo nome era in uso tra gli Ebrei, ed è lo stesso di תודה, "Thuda" o "Thoda", così recita la versione siriaca; uno dei discepoli di Cristo era così chiamato dagli Ebrei, il cui nome era Taddeo: o con תודוס, "Thudus"; uno di questo nome, detto essere un uomo di Roma, è frequentemente menzionato nel Talmud; e un altro anch'esso che era un medico; ma entrambi diversi da questo "Theodas". La Vulgata latina e le versioni arabe dicono: Teoda; e alcuni lo considerano una contrazione di Teodoto, Teodoro o Teodosio. Proprio come Theucharis è messo per Theocharis, e Theudosia per Theodosia: ma sembra piuttosto essere un nome ebraico; e così Girolamo (i) pensò che fosse colui che lo rende "lode": ma non è certo chi fosse quell'uomo; tuttavia, egli si alzò, come dice Gamaliele, e fece un'insurrezione,

vantandosi di essere un corpo, o "un grande", come si legge nella copia alessandrina, e tre copie di Beza, e due di Stefano, e la dizione Complutense; e come si leggevano anche le versioni siriaca e araba; proprio come fece Simon Mago in seguito, Atti 8:9 e così la Teuda di Giuseppe Flavio diede che egli era un profeta, e promise grandi cose al popolo, come dividere per loro le acque del Giordano, con una parola che lo proferisse e lo conducesse attraverso di esso come sull'asciutto.

ai quali si unì un certo numero di uomini, circa quattrocento; i quali, credendo a ciò che diceva, si misero sotto il suo comando e lo posero alla loro testa.

che fu ucciso Così la testa di Giuseppe Flavio fu tagliata la testa dalle truppe di Cuspio Fado, il governatore romano.

e tutti quelli che gli obbedirono furono dispersi e ridotti a nulla; alcuni uccisi e altri presi; e così la fazione fu sedata e non portò a nulla. Questo esempio Gamaliele lo produce, per dimostrare che gli impostori e le persone sediziose, come si pensava che fossero gli apostoli, raramente riuscivano, ma generalmente fallivano nei loro tentativi, e venivano sconfitti; e con lo stesso punto di vista cita il seguente

37 Versetto 37. Dopo che quest'uomo si alzò, Giuda di Galilea,

Di cui Giuseppe Flavio dice così:

"c'era un uomo di Galilea, di nome Giuda, che condusse i suoi connazionali alla ribellione, dichiarandola un male, se avessero tollerato il tributo da pagare ai Romani, e avessero introdotto governanti mortali dopo Dio".

E non diversamente da questo è ciò che un altro scrittore ebreo dice di Giuda il Galileo, e del suo partito:

"queste furono la causa per cui i Giudei si ribellarono ai Romani, poiché dicevano: Non era conveniente che alcuno governasse sugli uomini se non Dio solo; e che nessuno sia chiamato Signore, se non il Dio benedetto".

E questa insurrezione avvenne "nei giorni della tassazione", che fu fatta quando Cireneo era governatore della Siria; e la ragione di essa era che lui e il suo partito non avrebbero pagato quella tassa, per le ragioni suggerite nelle citazioni precedenti: e questo è ciò a cui Giuseppe Flavio si riferisce, quando dice:

"Cireneo venne in Siria, mandato da Cesare come giudice della nazione e valutatore dei loro possedimenti; al che Giuda, il Gaulonita, (lo stesso con Giuda di Galilea) si ribellò, e Saddochus con lui; dicendo che questa valutazione non portava altro che servitù su di loro; e quindi esortò la nazione a rivendicare la propria libertà".

E le sue esortazioni e i suoi argomenti prevalsero sul popolo, perciò segue qui:

e trascinò dietro di sé molta gente; forse un numero molto più grande di quello dei Theudas, dal momento che non è espressamente menzionato quanti fossero:

anche lui perì; essere uccisi nell'insurrezione, o presi e messi a morte dai Romani. Così Origene dice, che fu punito, e la sua dottrina fu distrutta, e rimase solo tra poche persone spregevoli:

e tutti, anche quelli che gli ubbidivano, furono dispersi; erano costretti a fuggire, chi da una parte, chi dall'altra, e non potevano farci nulla: e poiché questo caso era successivo all'altro prima menzionato; e fu così presto sotto il governo di Cireneo, e al tempo della tassazione sotto di lui; mostra che Theudas non poteva essere il Theudas di Giuseppe Flavio, a meno che le parole non fossero rese come si sceglie di fare, "oltre a quest'uomo sorse Giuda", ecc. E altri osservano che "dopo di lui" è lo stesso che "prima di lui"; e che, tuttavia, a prima vista, può sembrare molto assurdo, ma è giustificato da esempi, come un modo molto appropriato di parlare, visto che, quando un racconto procede dall'ultimo come il più vicino, il primo deve essere l'ultimo, e l'ultimo primo. Alcuni, per conciliare questo passo, pensano che ci sia una trasposizione nelle parole di Luca e che debbano essere lette così: "perché prima di quei giorni sorse Giuda di Galilea", ecc. e poi, "dopo che quest'uomo è risorto Teuda", ecc. rendendo così Giuda di Galilea più antico di Teuda, come deve essere, se è lo stesso di cui parla Teuda Giuseppe Flavio: ma è ancora difficile come possa essere lo stesso, quando quel suo fatto, di cui parla lo storico di cui sopra, era sette, o otto, o dieci, e, come alcuni dicono, dodici anni dopo questo discorso di Gamaliele. Per rimuovere ciò, si propone che ciò che viene detto riguardo a Theudas debba essere messo tra parentesi, e debba essere considerato non come le parole di Gamaliele che le pronunciano nel sinedrio, ma come le parole dello storico Luca, che scrisse dopo che questo fatto fu fatto; e a causa dell'accordo di esso con quello di Giuda, menzionato da Gamaliele, lo inserisce; qui, e lo unisce ad esso. Eppure, dopo tutto, sembra che qui si parli di un altro Theudas, che era prima di Giuda; e che colui di cui parla Giuseppe Flavio, potrebbe essere, come congettura il dottor Lightfoot, uno dei suoi posteri, che era dello stesso nome, e calpestò le sue orme, e fu colpevole di sedizione come lo era il suo antenato, e come lo furono i figli di Giuda, menzionati dallo stesso storico nello stesso luogo

38 Versetto 38. Ed ora io vi dico:

Questa è la somma dei miei consigli sull'osservazione di questi e altri casi:

astieniti da questi uomini e lasciali stare; Tenete le mani lontane da loro, non cercate di togliere loro la vita, ma congedateli tranquillamente, e non andate in giro a ostacolarli, in ciò che li riguarda:

poiché se questo consiglio, o quest'opera è degli uomini, se la dottrina che questi uomini predicano è un espediente umano; o questa attività in cui sono impegnati è solo un affare umano, progettato dagli uomini e portato avanti su principi egoistici e visioni mondane, cercando solo se stessi e i loro interessi secolari, e non la gloria di Dio:

non servirà a nulla; così come i disegni di Teuda e Giuda

39 Versetto 39. Ma se è da Dio,

Se è secondo il consiglio della sua volontà; se si tratta di un piano della sua formazione e di un'opera alla quale ha chiamato questi uomini, ed essi procedono in esso secondo buoni principi e in vista dell'onore e della gloria di Dio,

non potete rovesciarlo; procederà e prenderà terreno, e resisterà, sbaraglierà tutta l'opposizione dell'inferno e della terra; quindi non fare loro nulla, o impediscigli di proseguire. Alcune copie dicono: "Non potete rovesciarli"; e aggiunge: "Né voi, né re, né tiranni; perciò astenetevi da questi uomini"; così la copia di Cambridge di Beza

affinché non vi troviate a combattere contro Dio; cosa che fare è una vera e propria follia, e che nessun uomo sensato può aspettarsi di riuscire. Ci sono alcuni detti dei dottori ebrei che sembrano concordare con questi ragionamenti di Gamaliele

"Dice R. Jochanan, il calzolaio, ogni congregazione che è per il nome del cielo (o Dio) alla fine sarà stabilita, ma ciò che non è per la gloria di Dio non sarà stabilito alla fine."

Quale dei commentatori interpreta con parole ancora più vicine alla lingua di Gamaliele, così:

"Accadrà che quel consiglio che è per Dio sussisterà e prospererà, ma ciò che non è per Dio cesserà".

E in un altro posto si dice,

"Ogni contesa (o disputa) che è per Dio, alla fine sarà stabilita, ma ciò che non è per Dio alla fine non sarà stabilito: che cos'è la contesa che è per Dio? la contesa di Hillell e Shammai, (due famosi dottori tra gli ebrei), ma ciò che non è per Dio è la contesa di Korah, e di tutta la sua compagnia".

Alcuni hanno pensato da questo consiglio di Gamaliele, che egli fosse un cristiano, o molto incline al cristianesimo; ma quando si considera quale rispetto gli fu mostrato alla sua morte dai Giudei, prima osservato in Atti 5:34 sembrerà che morì fariseo; e soprattutto non si può pensare che avesse sentimenti favorevoli verso i cristiani, Poco prima della sua morte ordinò che si facesse una preghiera contro di loro. Maimonide dice, che

"ai giorni di Rabban Gamaliele, gli epicurei (così si legge nell'edizione di Amsterdam, ma nelle edizioni precedenti si legge מינים, "eretici", con i quali si intendono i cristiani) aumentarono in Israele; e angustiarono gli Israeliti, e li indussero ad allontanarsi da Dio; e quando vide che questo era più grande di tutte le necessità dei figlioli degli uomini, si alzò e il suo consiglio o sinedrio, e compose un'altra preghiera, in cui c'era una richiesta a Dio di distruggere gli epicurei.

e sebbene questa preghiera sia talvolta attribuita a Samuele il piccolo, tuttavia fu composta da lui su suggerimento e istigazione di Gamaliele; poiché così è detto, R. Gamaliele disse ai magi:

"Non c'è forse uomo che sappia comporre una preghiera per i Sadducei? (R. Asher legge "eretici"; ) Samuele il piccolo si alzò e ne compose uno".

E si dice anche, che

"Samuele il piccolo compose, ברכת מינין, "la preghiera per gli eretici", davanti, o alla presenza di Gamaliele il vecchio".

Lo faceva quando era presente, assistendo, dettando, dirigendo e approvando. La preghiera era questa,

"Non ci sia speranza per gli apostati, e che tutti gli eretici periscano in un attimo, e tutti i nemici del tuo popolo siano presto sterminati: sradica il regno dell'orgoglio e spezzali, distruggili e sottomettili in fretta nei nostri giorni".

In alcune forme viene aggiunto,

"Benedetto sei tu, o Signore, che frantumi l'empio e umili l'orgoglioso".

Nel complesso, non sembra che Gamaliele fosse un cristiano, o che avesse favorito la religione cristiana, ma, come è detto, era un fariseo: e questo consiglio, o sinedrio, era, per la maggior parte di loro, sadducei, come sembra da Atti 5:17 che, come dicono gli ebrei, erano uomini malvagi e vili, uomini di cattive maniere, mentre i farisei erano רחמנים, "uomini misericordiosi"; e costui era Gamaliele: era un uomo religioso a suo modo; un uomo di umanità, un uomo mite e moderato, che aveva compassione e pietà per i suoi simili; e non poteva cedere a nessun piano di crudeltà e persecuzione, a cui i Sadducei erano proposti; e su questi principi agì, e su questi diede questo consiglio

40 Versetto 40. E con lui furono d'accordo:

Furono convinti e persuasi dai suoi ragionamenti, approvarono il suo consiglio e accettarono di seguirlo:

e quando ebbero chiamato gli apostoli; di nuovo nel sinedrio, dopo aver mandato a prenderli i loro servi o ordinato che fossero condotti dentro;

e li ha picchiati; o li flagellarono e li frustarono con quaranta frustate, tranne una, per cui si adempì ciò che Cristo aveva predetto, Matteo 10:17

comandarono loro di non parlare nel nome di Gesù; come avevano rigorosamente comandato loro in precedenza, Atti 4:18. Forse sia in questo, sia nel portare gli apostoli, non seguirono attentamente il consiglio di Gamaliele, il quale consigliava loro di tenere le mani lontane da loro, e di non ostacolarli, ma di lasciarli soli in ciò che stavano facendo: ma questo potrebbe essere considerato da loro non per la loro reputazione, né per affermare sufficientemente la loro autorità, di licenziarli, senza dire o fare nulla nei loro confronti:

e lasciali andare; dal consiglio alla loro propria compagnia: li liberarono e li sciolsero dai loro legami; li rimisero in libertà e li lasciarono andare dove volevano; e fino a quel momento seguirono il consiglio di Gamaliele

41 Versetto 41. E si allontanarono dalla presenza del sinedrio,

Essendo stato minacciato e picchiato da loro:

rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di soffrire vergogna per il suo nome; l'antica copia di Beza e altre; la Vulgata latina, e le versioni arabe leggono, per il nome di Gesù; nel quale nome fu loro proibito di parlare, e per aver parlato in esso furono battuti; la copia alessandrina e la versione siriaca leggono, per il nome: cioè, per Dio, per la gloria di Dio e per la causa di Dio; השׁם, il nome, è spesso usato negli scritti ebraici per Dio: l'onta che subirono per lui fu quella di essere flagellati con quaranta frustate, tranne una; che fu considerata una punizione infame e ignominiosa, e che fu inflitta a persone colpevoli di crimini molto scandalosi: ma questo non diede alcun disagio alle menti innocenti degli apostoli; consideravano un onore conferito loro essere chiamati a soffrire per amore di Dio e Cristo, e per una causa così buona; fecero ciò a cui Cristo li aveva esortati, Matteo 5:11 che mostra che avevano molta della presenza di Dio, e grandi misure di grazia comunicate a loro, da cui erano sostenuti; e così sopportarono allegramente ogni indegnità e biasimo, per il nome di Cristo, che era per loro estremamente caro e prezioso

42 Versetto 42. e ogni giorno nel tempio e in ogni casa,

Ogni giorno, con grande costanza e assiduità, sia in pubblico che in privato; nel tempio, luogo di culto pubblico, dove gli ebrei vi ricorrevano per questo motivo; e in ciascuna delle loro case private, tutte le volte che ne avevano l'opportunità:

non cessarono di insegnare e di predicare Gesù Cristo, che egli è il Figlio di Dio, veramente e propriamente Dio, l'unico Salvatore dei peccatori; predicarono la dignità della sua persona, la grazia della sua incarnazione, l'obbedienza della sua vita, i benefici delle sue sofferenze e della sua morte; predicarono la sua risurrezione dai morti, e la risurrezione dei morti per mezzo di lui; dichiararono la sua ascensione al cielo, la sua seduta alla destra di Dio e l'intercessione per il suo popolo; Essi predicarono la pace e il perdono mediante il suo sangue, l'espiazione dei peccati mediante il suo sacrificio, la giustificazione mediante la sua giustizia e la completa redenzione e salvezza mediante lui. E lo fecero senza sosta, senza badare agli ordini e alle minacce del sinedrio; Diventavano sempre più audaci nel ministero della Parola, e vi erano più costanti e assidui; i loro biasimi e le loro persecuzioni accrescevano il loro zelo per Cristo e per la sua causa

Commentario del Pulpito:

Atti 5

1 Anania jAnaniav InnA Neemia 3:23 il nome ebraico hyn Dio copre o protegge è reso così nella LXX Ma il nome non ricorre da nessun'altra parte. Il nome molto comune hynnh Hananiah Dio è misericordioso, è reso anche nei LXX Anania jAnaniav, ed è senza dubbio il nome significato qui e in beautiful, Atti 9:10 23:2, ecc. Saffira non si trova altrove. Deriva dall'arameo hrypv o dall'ebraico rypis, uno zaffiro. Un possesso vedi Atti 2:45 Il tipo di possesso non è specificato dalla parola stessa, che si applica alle case, ai campi, ai gioielli e alla ricchezza in generale; ma la natura della proprietà è mostrata dalla parola cwrion, applicata ad essa nei Versetti. 3 e 8, che significa specialmente "un appezzamento di terra", Giovanni 4:5 "un campo" Atti 1:18,19

Versetti 1-11.- La prima ipocrisia

Fino a quel momento tutto era stato luminoso e bello nella Chiesa di Dio appena nata. L'amore fraterno, la gentilezza disinteressata gli uni verso gli altri, il coraggio eroico di fronte al pericolo, la devozione senza esitazione al servizio del Signore Gesù Cristo e un'incrollabile professione di fede nel suo Nome, erano state le caratteristiche comuni della moltitudine di coloro che credevano. La Chiesa era come il giardino del Signore in mezzo al deserto del mondo. Era una luminosa marea primaverile, presto, ahimè! per essere fermati dalle fredde raffiche dell'egoismo e dell'amore di questo mondo. Il tempo della beatitudine millenaria non era ancora arrivato. Satana non era ancora legato. Al contrario, egli era insolitamente occupato, con persecuzioni dall'esterno e tentazioni dall'interno, nei suoi sforzi per ferire e corrompere i figli del regno. In effetti, possiamo notare, come caratteristica universale nell'economia del regno delle tenebre, che ogni grande passo avanti rispetto al regno della luce è seguito da qualche movimento corrispondente destinato a sconfiggerlo. La semina del buon seme è il segnale per la semina della zizzania. La salvezza di Dio si confronta con una qualche contraffazione di Satana. La fede degli eletti di Dio fu contrastata, anche nel primo secolo, da sottili eresie inventate dall'uomo o da Satana. La gloriosa diffusione del Vangelo in tutti i paesi ha avuto un controcomplotto nella straordinaria crescita dell'impostura di Maometto. La grande Riforma del XVI secolo fu ostacolata dalle ipocrisie e dal fanatismo che sorsero al suo fianco. E così era ora. Il grande nemico dell'uomo non poteva guardare la beatitudine della compagnia dei cristiani senza cercare di guastarla. Egli deve avere una parte anche all'interno del recinto della Chiesa di Cristo. Anche lì non tutto deve essere verità ingenua, tutto non deve essere amore disinteressato. Deve avere alcuni che gli rendano servizio anche se hanno chiamato Cristo loro Signore. Ma come avrebbe potuto trovare un ingresso in quei sacri recinti, come salire in quell'ovile celeste? Nel carattere umano il rango più alto è costituito da coloro che amano la giustizia fine a se stessa e con vari gradi di successo la raggiungono effettivamente. Ci sono quelli tra loro che raggiungono le vette più sublimi della virtù e della pietà, e ci sono quelli che, nel migliore dei casi, e in mezzo a molti inciampi e cadute, lottano solo verso l'alto. Ma tutti appartengono a quella classe più alta che realmente desidera fare la volontà di Dio ed essere conformi alla sua immagine. Ma ci sono altri che non appartengono affatto a questa classe. Essi, forse, ammirano la virtù negli altri. Ma soprattutto bramano la lode e l'alta stima che la virtù concilia con se stessa. In una società religiosa essi percepiscono che certe azioni sono lodate dagli uomini e portano certe conseguenze piacevoli a coloro che le compongono. Questi frutti di bontà desiderano possedere. Ma allora non faranno i sacrifici, non subiranno le perdite, non sopporteranno le privazioni, che sono inseparabili da tali azioni. Il doppio cuore si lancia immediatamente per trovare un metodo per ottenere il bene senza fare il sacrificio. Essere considerati giusti, buoni, religiosi, non esserlo veramente, diventa lo scopo e l'oggetto. La frode, l'inganno, la menzogna, le false pretese, sono chiamati in aiuto, e l'ipocrita sta in piedi, si inginocchia, fa l'elemosina, parla religiosamente, al fianco dei veri santi di Dio, finché la sua ipocrisia non viene portata alla luce, e si rivela come un dissimulatore davanti a Dio e all'uomo. Ma nel frattempo, agli occhi del mondo, la vera pietà è screditata da ogni nuova denuncia dell'ipocrita. I diffamatori del popolo di Dio sono incoraggiati a dire che non esiste una cosa come il puro amore di Dio e l'obbedienza disinteressata alla sua volontà; E sostengono che i fegati più consistenti sono solo i migliori dissimulatori. Ci sono, senza dubbio, molte altre lezioni utili da imparare dallo studio di questa prima ipocrisia nella Chiesa di Dio. È bene soffermarsi su questo racconto di esso, sulla sua scoperta e sulla sua terribile punizione, perché è solo un tipo di innumerevoli altri casi che sono accaduti da allora, e stanno accadendo quotidianamente, e che, ogni volta che accadono, danneggiano la causa di Cristo. Possiamo imparare in questo esempio malinconico come l'amore del denaro, o l'amore per la lode degli uomini, o un appetito avido di applausi, o un'empia emulazione della fama degli altri uomini, o l'abitudine di pensare alle apparenze più che alla realtà, e di indossare un abito religioso senza badare che i nostri cuori siano veramente mossi e guidati dallo Spirito Santo di Dio, Potrebbe, quasi prima che ce ne rendiamo conto, condurci sulla via degli ipocriti invece che sulla via dei giusti. E nella spaventosa denuncia e punizione di questi primi ipocriti cristiani, possiamo apprendere quanto sia certo che presto o tardi ogni pensiero nascosto e ogni segreto del cuore saranno portati alla luce; e che nessuno potrà stare davanti all'occhio indagatore di Dio se non coloro che camminano dinanzi a Dio con santa sincerità, mentre confidano con una fede incrollabile nei meriti del loro onnipotente Salvatore. Ma in ogni caso possiamo essere certi che questo esempio di ipocrisia a fianco dell'eminente santità nella Chiesa primitiva, è così esposto nella sua chiarezza dallo storico ispirato, per essere una pietra di paragone con cui tentare azioni future, per essere un tipo di un male che si troverebbe esistere in tutte le epoche successive, e di essere un monito per i figli di Dio a guardarsi contro i primissimi inizi di declinazione dalla semplicità e dalla sincerità nei loro rapporti con Dio Onnipotente

OMELIE DI W. CLARKSON. Versetti 1-10.- Una dimenticanza fatale

Ci sono diverse verità che questo triste incidente ci suggerisce. Possiamo considerarli così:

CHE UNA NUOVA IMPRESA POSSA SOPRAVVIVERE A UN COLPO MOLTO DANNOSO. Fu una disgrazia molto grave per la nuova Chiesa che due dei suoi membri commettessero un peccato degno di morte, e pagassero quella terribile pena agli occhi di tutti. Gli apostoli devono aver sentito che loro e la causa con cui erano identificati avevano ricevuto un duro colpo; ma fu ben lungi dall'essere fatale. Fu uno di quelli da cui la causa di Cristo si riprese presto; anzi, è stato annullato "per promuovere il vangelo". Non lasciate che nessuna Chiesa o alcuna causa sacra si scoraggi troppo per un controllo all'inizio. Con la verità e Dio dalla sua parte, sopravviverà e fiorirà

II CHE UN PECCATO MOLTO GRAVE PUÒ ESSERE COLLEGATO A UN ATTO CHE È ESTERIORMENTE VIRTUOSO E PIO. A coloro che guardarono mentre Anania e Saffira portavano il denaro che portavano e lo deponevano ai piedi degli apostoli, la loro azione deve essere sembrata pia e generosa in grado molto alto. Ma sappiamo che è stato completamente e persino fatalmente difettoso. Conviene a noi scrutare con sguardo intrepido e fedele quelle delle nostre opere che gli uomini approvano come le più lodevoli, per timore che, mentre intorno a noi c'è approvazione e congratulazione, non sia iscritto nel libro dei conti in cielo un peccato di grande enormità contro il nostro nome

III CHE POSSIAMO COMMETTERE UN PECCATO ATROCE IN UN'AZIONE CHE SEMBRA VENIALE A NOI STESSI. Con ogni probabilità, Anania e Saffira immaginarono di compiere un'azione che, sebbene fosse calcolata per ottenere rispetto, non era molto, se non del tutto, riprovevole in sé. Probabilmente l'hanno riconciliato con il loro senso di rettitudine. Gli uomini lo fanno ora. In relazione alla religione e alla filantropia fanno cose colpevoli che accendono l'ira del giusto Signore, supponendo che si stiano allontanando solo di pochi gradi dall'integrità, o che siano persino degni di lode. "Chi può capire i suoi errori? Purificami dalle colpe segrete".

IV CHE È UNA COSA FALSA E MOLTO PERICOLOSA SUPPORRE CHE IL BENE CONNESSO CON QUALSIASI CONDOTTA CONTROBILANCERÀ QUALCHE GRAVE PECCATO IN ESSA. Anania e Saffira possono aver pensato che la pietà e la carità della loro condotta avrebbero più che bilanciato il peccato del loro inganno. Si sbagliavano miseramente e si dispiacevano paurosamente del loro errore. Se infrangiamo volontariamente uno dei chiari comandamenti di Dio, supponendo che le virtù della nostra azione cancelleranno il torto, e quindi permettiamo a noi stessi di cadere nell'inganno come qui, o nella disonestà, o nell'eccesso, o nell'arroganza e nell'orgoglio, avremo un risveglio triste e, forse, brusco e terribile dal nostro grave errore

V CHE C'È UNA DIMENTICANZA CHE NON È ALTRO CHE FATALE. Anania e Saffira commisero un errore che fu semplicemente rovinoso. Trascuravano il fatto che lo Spirito Santo di Dio era in stretta connessione con la Sua Chiesa e agiva attraverso i Suoi servitori. Dimenticarono che quando cercavano di ingannare gli uomini ispirati agivano falsamente di fronte al Divino Ispiratore, così che quando immaginavano di mentire agli uomini, in realtà mentivano a Dio Versetto 4. Per questa colpevole svista hanno pagato l'ultima pena di morte. Il loro peccato non è forse troppo facilmente riproducibile e troppo spesso rievocato? Troppo spesso gli uomini trascurano colpevolmente la presenza e l'azione dello Spirito Divino

1. Una Chiesa lo fa quando riposa nei vantaggi umani e terreni per la sua prosperità; quando il ministro affida alla sua eloquenza, il popolo a quelle arti e influenze che vengono dal basso e non dall'alto; quando entrambi dimenticano che c'è un potere onnipotente che è alla loro portata e al comando della preghiera credente

2. L'anima umana lo fa quando trascura le influenze che sono all'opera su di essa e in essa; quando tratta con leggerezza le suppliche del pulpito, gli avvertimenti di amicizia, i pungimenti di coscienza, le convinzioni e gli impulsi che la chiamano alla novità di vita. Non è questo peccare contro lo Spirito Santo, e la sua punizione non è forse la morte spirituale ed eterna?

OMELIE di E. JOHNSON Versetti 1-11.- Il peccato del cuore: la falsità e la sua punizione

Come l'ombra segue la luce, così il cristianesimo è stato segnato nel suo progresso da un'ombra profonda e sempre più ampia di ipocrisia. Dopo il glorioso quadro dei giorni di sole della vita dello Spirito nel capitolo precedente, viene presentata una visione oscura dell'inganno umano. La radice dell'amarezza spunta tra le delizie divine del tempo, e molti ne sono turbati

I IL PECCATO DI ANANIA E SAFFIRA. Essenzialmente era la recitazione di una bugia. La parte del prodotto della vendita fu presentata agli apostoli come se fosse stata l'intero. Molti agiranno menzogne che eviteranno di articolarle. Ma il valore delle azioni da un punto di vista morale risiede nell'espressione che esse danno al sentimento. Il movente non può essere trascurato. Questa azione era intesa dalla coppia colpevole per passare ad altri come avente una qualità morale che non aveva. L'intesa era che l'intero prodotto senza riserve della vendita della proprietà doveva essere in ogni caso consegnato. L'atto della coppia doveva essere ricevuto in questo significato, mentre quel significato non esisteva. Siamo responsabili delle costruzioni che sappiamo che in certi casi saranno messe sulle nostre azioni. E l'azione di Anania e Saffira è tipica di tutte quelle con cui sprovvediamo disonestamente con la coscienza, o cerchiamo di passare sotto falsi colori. Ci sono momenti in cui è doveroso astenersi dall'agire, se sappiamo che la nostra azione darà un'impressione falsa, avrà un'apparenza a cui non corrisponde alcuna realtà

II LA DENUNCIA DEL PECCATO DA PARTE DI PIETRO. Le sue parole sono profonde e misteriose. Non facciamo finta di immaginarli

1. L'oscura fonte del crimine: " Satana riempie il cuore". Le azioni di peccato sono oscure in tutti i sensi: suscitano vergogna in chi le fa; evitano la luce; Stanno mentendo nella loro origine, processo e consumazione

2. La lotta implicata nel peccato. L'opposizione del bene, l'impegno dello Spirito Santo, si fa sempre sentire. Nessuno mente ai suoi simili finché non ha prima mentito alla verità rivelata dentro di sé. Le discussioni sulla personalità di Satana e dello Spirito Santo sono estranee allo spirito del semplice linguaggio del Nuovo Testamento e distolgono solo la mente dalla solenne verità dell'esperienza interiore immediata. Il significato di queste terribili figure retoriche è sufficientemente chiaro senza alcuna dialettica

3. L'aggravamento peculiare di questo peccato. Non aveva la scusa di una tentazione schiacciante. Non è necessario che abbiano venduto la proprietà. Non c'era nessuna legge o editto apostolico speciale che lo imponesse. Solo lo spirito libero dell'amore ha messo in moto la pratica. Certamente i peccati che gli uomini commettono senza la pressione della necessità o delle improvvise e forti coincidenze di opportunità con il desiderio, sono i peggiori. Il peccato gratuito, per così dire, mostra uno stato morale così malato che deduce che una persona avrà bisogno di una tentazione per fare il bene, se ne andrà senza alcuna tentazione. Era una decisione fissa e deliberata, questo atto di Anania, preso alla luce del sole della coscienza. Con ogni probabilità è stato il coronamento della tua vita, diretto a falsificare la bontà. Quanto è vero infatti il proverbio, che nessuno cade all'improvviso nell'estremo della bassezza! La sua vita nell'ebraismo era stata una contraffazione, la sua conversione una farsa, la sua partecipazione alla gioia e al potere del tempo una presa in giro; l'atto che intendeva sigillare la sua reputazione cristiana fissando su di lui la dannazione dell'impostore guidato dal diavolo. E in tutto o in gran parte di questo scorreva senza dubbio una vena di profondo autoinganno

4. Tutti i reati morali sono irreligiosi. Questo è importante, perché l'arte del cuore spesso separa la moralità dalla religione. Ma una menzogna agli uomini è una menzogna a Dio in ogni circostanza; È Lui la cui luce è nel petto che confonde la menzogna, la sua verità che è praticamente negata. Non c'è autentica morale che non sia fondata sul rispetto per il Dio vivente. E non c'è la certezza che gli uomini parleranno veramente o agiranno rettamente quando la pressione della paura o l'azione meccanica dell'abitudine non saranno sentite, se non nel senso dell'eterno imperativo di Dio

5. La complicità della moglie nella colpa aggiunge un altro elemento di aggravante. L'uno avrebbe dovuto frenare l'altro. La colpa del loro atto congiunto era come un accordo reciproco di infedeltà. La santità del matrimonio si basa sul riconoscimento dell'alleanza tra ogni anima e Dio; è distrutto e contaminato dalla coscienza comune di un crimine

III LA SENTENZA. Fu improvviso, segnando l'interposizione di Dio. In entrambi i casi è stato accolto in silenzio, una tacita confessione della sua giustizia. Così il peccato, a lungo nutrito nel cuore, alla fine uscì, nato in pieno, solo per incontrare la morte. "Il peccato, quando è compiuto, genera la morte". Un grande terrore cadde, come poteva, su tutti coloro che ascoltavano e su tutta la Chiesa. Era come un fulmine a ciel sereno e sereno. E dovremmo imparare le lezioni solenni che si suggeriscono per ogni tempo

1. I pericoli morali si nascondono vicino a ogni scena di manifestazione spirituale

2. Le più alte caratteristiche del carattere e dell'azione spirituale troveranno sempre falsi imitatori, e questo nel seno stesso della Chiesa

3. Di qui la necessità di fare un esame di coscienza per noi stessi perché possiamo essere ipocriti senza saperlo, di costante prudenza e vigilanza. "Il nostro nemico va in giro". "Ecco, ve l'ho già detto". -J

OMELIE di R.A. Redford Versetti 1-6.- La morte di Anania

Il cartone di Raffaello si fondava manifestamente non sulla semplice narrazione degli Atti, ma sulla sua falsificazione da parte della Chiesa corrotta. Gli apostoli rappresentati su un trono, dal quale con decreto dispotico comandano agli uomini di morire. Il nostro obiettivo non è quello di terrorizzare gli uomini alla religione e alla sottomissione ecclesiastica, ma di conquistarli a Cristo; per salvare la vita degli uomini, non per distruggerla. Per quanto solenni e terribili siano i fatti, essi sono tuttavia raggi del Sole di Giustizia

I Una rivelazione del REGNO DI CRISTO

1. Come regno della luce. Sapienza nel discernimento degli spiriti e giudizio del carattere umano. Distinzione tra pura e falsa comunione. Esaltazione del grande principio di luce del sacrificio di sé

2. Come regno di giustizia. L'atto di Anania fu un atto di ribellione contro la prima legge del Vangelo, sia come menzogna che come egoismo

3. Come regno dell' ordine e della pace. La nascente fratellanza era il germe di una nuova società umana, in cui tutti gli uomini dovevano essere benedetti. Anania peccò contro lo Spirito Santo, cioè sfidò e insultò lo Spirito nella sua nuova opera, calpestò la vita che risorge. Come rivendicazione del regno, la sentenza, sebbene a prima vista sembri eccessivamente severa, fu misericordiosa, come un segno, non solo minaccioso, ma invitante. Ha schiarito la luce dalle nuvole

II Un esempio istruttivo di DEBOLEZZA UMANA E PECCAMINOSITÀ. Un Giuda tra gli apostoli, un Anania tra i primi credenti. Dobbiamo aspettarci sempre cose del genere

1. L'opera dello Spirito si dimostra così necessaria. L'inganno del cuore. Il potere della tentazione. L'influenza di una moltitudine nel nasconderci da noi stessi. La possibilità di lasciarsi trasportare da un'ondata di eccitazione. Il richiamo dell'ambizione. Marito e moglie si incoraggiano a vicenda; Macbeth e Lady Macbeth. Il vangelo aveva bisogno di sollevare anche i legami della natura e rinnovarli e rafforzarli nella grazia di Dio

2. La Chiesa cristiana deve essere preparata ad affrontare i fatti della fallibilità umana e del peccato. Dobbiamo riposare sulla guida e sul sostegno soprannaturali. Dobbiamo lasciare il giudizio nelle mani di Dio. Pietro non pronunciò alcuna sentenza. Egli ha semplicemente, con il potere spirituale, proclamato la verità e ha lasciato che la convinzione compisse il proprio lavoro. Una grande lezione sull'esercizio della disciplina. Nel caso della moglie, il fatto divenne una profezia, per ispirazione, nella mente di Pietro. Ha visto l'opera di Dio in anticipo. Nessuna supposizione

III UN'AMMONIZIONE PRATICA

1. Contro l'egoismo e la disonestà. Trattennero per sé una parte del prezzo, con l'intenzione di ingannare

2. Contro la falsità, che era deliberata, spinta da meschinità mista a ambizione e desiderio di ostentazione, osando contro i segni manifesti dello Spirito. Non una semplice menzogna agli uomini, ma una sfida a Dio

3. Contro lo scherzare con le cose sante. Essi, forse, pensavano che ciò che avevano trattenuto non sarebbe stato necessario, ma presero alla leggera l'evidente richiesta dello Spirito. Hanno disonorato la Chiesa nascente e gli apostoli

4. Ribellione contro lo Spirito Santo. Ha messo loro in cuore di vendere le loro proprietà e di unirsi alla Chiesa. Riconobbero il suo comando di dare tutto per Cristo. Videro ciò che aveva fatto e poteva fare. Eppure hanno fatto violenza al suo ordine e avrebbero potuto produrre una confusione senza fine nella Chiesa. Combattere contro Dio è un lavoro pericoloso. - R

3 Tu per te, disse A.V. Pietro. In questa occasione fu dato a Pietro, per mezzo dello Spirito Santo, di leggere i segreti del cuore di Anania, proprio come fu dato a Eliseo di scoprire la menzogna di Gheazi; 2Re 5:25,26 e la rapida punizione inflitta in entrambi i casi dalla parola dell'uomo di Dio - lebbra in un caso e morte improvvisa nell'altro - è un altro punto di forte somiglianza. Mentire allo Spirito Santo. È solo un esempio, tra i tanti, della pura atmosfera spirituale in cui si muoveva allora la Chiesa, che una menzogna all'apostolo era una menzogna allo Spirito Santo sotto la cui guida e con la cui potenza l'apostolo agiva. L'inganno di Anania consisteva nell'ignorare l'intero carattere spirituale del ministero degli apostoli, e di conseguenza fu punito con una punizione immediata. La morte di Anania e Saffira fu un terribile adempimento della promessa: "A chiunque rimetterete i peccati, sarà ritenuto" Giovanni 20:23

OMELIE di R. Tuck Versetti 3, 4.- La condanna di Anania

S. Pietro fu, per disposizione naturale e per consenso generale, portavoce e interprete della Chiesa. Egli non avrebbe potuto pronunciare queste parole ad Anania senza un doloroso ricordo del proprio peccato nel triplice rinnegamento del suo Signore, e della propria convinzione del proprio peccato al suono del canto del gallo. Ma confrontate il peccato di San Pietro con quello di Anania, e mostrate perché la guarigione era possibile nel suo caso, ma solo un giudizio schiacciante nel caso di Anania. Dobbiamo anche capire che lo Spirito Santo ha dato a San Pietro una conoscenza speciale dell'inganno di Anania e lo ha guidato in ciò che è stato detto e fatto. Confronta i rapporti di Giosuè con Acan

I LA CONVINZIONE ESPRESSA DA SAN PIETRO. Egli esorta:

1. Quel male, sotto forma di tentazione, non era stato resistito. La domanda "Perché?" implica che la resistenza alla tentazione era stata possibile. Se avesse resistito al tentatore, sarebbe fuggito da lui Giacomo 4:7

2. Che Anania non era sotto alcun tipo di costrizione. Non era vincolato da alcuna regola della Chiesa. Se avesse portato e chiamato parte, o se non avesse portato nulla, non avrebbe potuto essere biasimato. Se fosse spinto a vendere, dovrebbe onestamente esporre ciò che ha fatto di male con il denaro. L'uomo dal suo prossimo cerca almeno la sincerità e la veridicità

3. E che mentre Anania si era proposto solo di ingannare gli apostoli, in realtà aveva cercato di ingannare Dio, che abitava, per mezzo del suo Spirito, negli apostoli e nella Chiesa. "O, per dire ciò che Pietro disse tre ore dopo alla donna, questa coppia mise alla prova Dio, lo Spirito onnisciente, e lo mise alla prova se voleva lasciarsi ingannare da se stesso e dalla sua Santa Chiesa".

II LA CONVEZIONE COME AVVERTITA DA ANANIA. Per tutto il tempo deve aver avuto una coscienza inquieta, e in risposta alle parole di San Pietro lo colpì duramente. La vergogna e il senso di colpa lo sopraffecero, e forse anche in parte si può permettere di spiegare la sua morte improvvisa. Il Dr. Plumptre dice: "In tal caso possiamo giustamente rintracciare quell'unione di causalità naturale e proposito divino che esprimiamo nella frase familiare che parla della visita di Dio come causa di morte. La vergogna e l'agonia di essere scoperti, l'orrore di una coscienza non ancora morta, erano sufficienti a paralizzare le forze della vita".

III LA CONVINZIONE CONFERMATA DA DIO. Nella morte di Anania, e nella morte avvenuta in modo così improvviso e terribile. "In questo caso è chiaro che la morte di Anania è un evento organizzato in modo soprannaturale da un potere superiore, perché è collegato con la sentenza penale dell'apostolo, che è stata pronunciata nella potenza dello Spirito". Si può far notare che il giudizio divino qui riguarda solo la morte improvvisa, e il velo non viene sollevato per mostrarci il giudizio eterno, i rapporti segreti divini con questo discepolo così tristemente errante. Confronta gli insegnamenti di passi come 1Corinzi 5:5; 1Pietro 4:6

Fate capire che, per quanto il nostro peccato possa essere coperto e nascosto alla nostra vista da auto-illusioni, il momento della convinzione deve arrivare prima o poi. Un uomo deve vedere subito il suo peccato così com'è, e vedere se stesso come è. La convinzione può venire interamente da una guida interiore divina, può venire da circostanze provvidenziali, o può essere iniziata dalla parola di qualche insegnante o amico. Felice, in verità, è colui che è portato alla convinzione in tempo, in tempo per cercare il perdono e la vita eterna in quel Salvatore vivente che è "esaltato per dare pentimento e remissione dei peccati". -R.T

4 Non è rimasto, perché non è vero, A.V.; il tuo per il tuo, A.V.; com'è che tu hai perché hai fatto, A.V.; il tuo cuore per il tuo cuore, A.V. Non è rimasto, ecc.? Il significato esatto è: Non è rimasto a te? cioè invenduto era tuo, e quando venduto il prezzo era tuo. Non c'era alcuna costrizione a darli via. L'atto fu di deliberata ipocrisia, un tentativo di ingannare Dio stesso

5 Su tutti quelli che l'hanno udito perché su tutti quelli che hanno udito queste cose, A.V. e T.R. Ha rinunciato al fantasma ejxeyuxe. La stessa parola di Versetto Atti 12:23, ma che non si trova da nessun'altra parte nel Nuovo Testamento. Grande paura, ecc. Abbiamo qui un esempio di punizione che è riparatrice, non per la persona punita, ma per gli altri, mostrando il giusto giudizio di Dio come un avvertimento contro il peccato

6 E lo avvolse per avvolgerlo, A.V; trasportavano per trasportare, A.V. I giovani newteroi: chiamati in Versetto 10 neaniskoi,. Non sembra esserci motivo sufficiente per supporre, con Meyer, che qui si intenda una classe definita di servitori della Chiesa. I giovani della Chiesa svolgevano, naturalmente, servizi come quello di cui si è parlato qui, quando diretti dai presbuteroi, gli anziani, per età o ufficio

7 E si trattava, ecc., di una resa migliore, con Meyer, e sembra che passi, dopo un intervallo di tre ore, che sua moglie, ecc. È un frammento di idioma ebraico Luca 5:12

Versetti 7-11 o Versetto 11.- Congiura contro Dio

Mentre molto nel paragrafo precedente è stato ripetuto qui, si è presentata una nuova fase del peccato. Fu chiaramente sulla base di un accordo deliberato per tentare lo Spirito del Signore che la morte di Saffira si aggiunse a quella di suo marito

I L'intima connessione della proclamazione della verità e della misericordia evangelica con il rinnovamento della società umana

1. La vita familiare, l'intimità domestica, la radice della vita pubblica. Dobbiamo scegliere tutte le nostre relazioni con la luce di Dio in Cristo

2. La congiura di Anania e Saffira fu un colpo all'opera dello Spirito nel suscitare una nuova vita spirituale sulla base del sacrificio di sé e dell'assoluta veridicità

3. Il terribile giudizio fu una proclamazione di misericordia: vieni a nasconderti sotto questo potere divino e sii al sicuro

II Una meravigliosa manifestazione dello SPIRITO DI PROFEZIA si riversò sugli apostoli. Le parole di Pietro sono un esempio:

1. Dello Spirito di verità e di grazia in lui; procedeva con la massima cura, pubblicità, tenerezza, pietà. La moglie ebbe l'opportunità di pentirsi, mentre veniva fatto l'appello, non per motivi di terrore, perché non sapeva nulla, ma per motivi di semplice verità: Dimmi la verità

2. Dello spirito di discernimento e, nel nome del Signore, della predizione. Se Pietro non avesse predetto la morte della donna, sotto un impulso soprannaturale, non avrebbe osato pronunciare tali parole. In ogni caso, si trattava di una responsabilità che nessuno, se non un uomo ispirato, si sarebbe assunto. Un fatto del genere la dice lunga sullo stato soprannaturale della Chiesa in quel tempo

III UNA GRAZIOSA APPLICAZIONE di fatti straordinari

1. Alla Chiesa stessa. La solennizzazione della comunione. Dio disse così: "Bada a come ti unisci al mio popolo". L'etica posta alla luce dello spirituale. "Siate santi". I peccati di falsità, presunzione, avarizia, fiducia in se stessi, esposti. Il regno divino si rivelò chiaramente. Se Dio è così vicino, e tuttavia vicino a tutti coloro che confidano in Cristo da benedire, quanto è glorioso questo tempo! Cosa non sta facendo? E quanto poco dobbiamo temere l'opposizione del mondo quando egli può colpire a morte i nostri nemici? "Fermatevi e vedete la salvezza". Confrontate gli Israeliti che guardano indietro all'esercito del faraone e avanti verso la terra promessa

2. Al mondo. "Tutti quelli che hanno sentito queste cose". Tali fatti predicavano, ad alta voce e ampiamente, dove la voce del predicatore non arrivava. Dobbiamo ricordare che grazia e provvidenza vanno di pari passo. Terreno incolto interrotto dal vomere di eventi terribili e dispense di avvertimento. "Il giudizio inizia nella casa di Dio; quale sarà la fine ", ecc.? Eppure la "paura era una paura mescolata alla luce della speranza", perché queste morti indicavano la via della vita. La Chiesa si è rivelata in modo più evidente come un rifugio aperto da Dio per tutti. Cantici: nei tempi terribili della storia umana, la religione è andata avanti con un potere speciale. Quale messaggio ha la filosofia in questi momenti? Dove sono i razionalisti e i dubbiosi nelle grandi crisi del mondo? Insistete sui fatti coloro che tentano lo Spirito del Signore con la falsità, la ribellione, l'indifferenza, la mondanità.

Versetti 7-10.- Chi aiuta nel peccato deve essere partecipe del giudizio

La quota presa da Saffira fu manifestamente preminente e attiva . Lei e suo marito erano pienamente d'accordo sulla questione; e il suo peccato è tanto più aggravato in quanto aveva avuto più tempo per pensarci, e aveva evidentemente pianificato ciò che avrebbe detto e fatto se gli apostoli o i fratelli avessero fatto osservazioni sul dono della terra. "La domanda posta da San Pietro le diede un'apertura per il pentimento. Era stato in suo potere salvare il marito con una parola di protesta ammonitrice. Era ora in suo potere ripulire la propria coscienza con la confessione. Perde un'opportunità perché aveva abusato dell'altra. La menzogna su cui si erano accordati esce con disinvoltura dalle sue labbra, e viene pronunciata la parola irrevocabile".

I IL GIUDIZIO COMUNE. La stessa sorte toccò ad entrambi, poiché si erano uniti nel peccato. Confronta i casi di Datan e Abiram. C'era l'unione:

1. Nel lento giudizio dell'anima deteriorata e degradata. E questa è sempre la prima forma del giudizio divino sul peccatore. L'indurimento del cuore, l'intorpidimento della coscienza, l'accanimento di illusioni accecanti e fatali, sono giudizi veramente diretti di Dio, sempre all'opera, come la morte improvvisa. Questa verità ha bisogno di essere vista più chiaramente e impressa più costantemente

2. Nel giudizio rapido e immediato della morte improvvisa, che, nel secondo caso, è stata profeticamente dichiarata testimone di Dio dell'estrema efferatezza del loro peccato. La vita di tutti gli uomini è nelle mani di Dio, e possiamo benissimo "temere colui che può gettare corpo e anima nella geenna". "La vita di tutti gli uomini è nelle sue mani. Ogni giorno li interrompe in un attimo, anche se ardente di lussuria o in flagrante per il crimine. La sua rovina di tanto in tanto precede i processi più lenti della legge umana. Il tempo e la moda di tutte le nostre morti sono con lui. Se un giorno la sua misericordia si volgesse in giudizio e togliesse dalla terra due vite perdute, per l'avvertimento e il miglioramento di molti, chi direbbe che la lezione è stata acquistata a caro prezzo o che la punizione è stata immeritata? È bene che agli uomini venga insegnato una volta per tutte, con una morte improvvisa che cammina rapidamente sulle tracce del peccato scoperto, che il vangelo, che scopre l'illimitata misericordia di Dio, non ha spazzato via gli attributi più severi del giudice" Dr. Dykes

II LA MISSIONE MORALE DEL GIUDIZIO DIVINO. Un solenne timore reverenziale scese nella mente di tutti i presenti. Illustrate dalle impressioni ora fatte da un caso di morte improvvisa in una congregazione, o da un caso come quello di Alessio, colpito da un fulmine al fianco di Lutero. Si dice che "grande paura si impadronì di tutta la Chiesa". I significati scritturali della parola "timore" possono essere dati e illustrati. Qui c'è un senso solenne della severità e della potenza di Dio, e della severità delle sue richieste. I membri ora sentivano, come non avevano mai fatto prima, quanto fosse serio fare una professione cristiana. Soffermarsi su due cose

1. La paura come solennizzare gli altri professori, riempiendoli di nuovi pensieri sulla falsità, l'ipocrisia e la cupidigia. Ricordando loro che nessun uomo dovrebbe entrare nel regno di Cristo senza prima "sedersi e calcolare il costo". "La vera ecclesia deve essere libera da tali professori ipocriti, altrimenti il suo lavoro non potrebbe progredire". "Dio riempie i nostri cuori di spirito di riverenza, di veridicità e di santo timore, affinché un altro spirito non ci riempia di menzogne, di avidità, di vanagloria e di presuntuosa empietà".

2. La paura come deterrente per gli aspiranti professori. Le persone di tutte le età sono troppo pronte ad accettare la semplice professione del Nome di Cristo, e questo deve essere dimostrato che tale professione comporta responsabilità e privilegi. C'è il grave pericolo di prendere troppo alla leggera le nostre responsabilità. I voti di Cristo dovrebbero sempre essere un solenne e santo fardello. "Che tipo di persone dovremmo essere?" Dio è "riconosciuto dai giudizi che esegue". Abbiamo ancora bisogno di riconoscere la sua mano, e dobbiamo stare attenti a non perdere l'impressione della sua personalità nel sentimento moderno riguardo al diritto.

8 E Peter rispose, ecc., La domanda di Point le diede l'opportunità di confessare l'inganno se si fosse pentita. Il terreno vedi nota al Versetto 1

9 Ma per allora, A.V., porteranno per portare, A.V. Per tentare lo Spirito, ecc.; cioè così audacemente mettere alla prova lo Spirito Santo, che sia in grado o no di discernere i pensieri dei vostri cuori malvagi comp. Luca 4:12 I loro piedi, ecc. La sepoltura, compresa la distanza di andata e ritorno, era durata tre ore, e stavano tornando all'assemblea cristiana quando Saffira stava confermando la sua colpevolezza come complice della menzogna del marito

10 E cadde subito perché poi cadde subito, A.V.; rinunciato per arreso, A.V.; La portarono fuori e la seppellirono , perché la portarono avanti, la seppellirono. Cadde immediatamente. Lo Spirito che uccide e rende vivificante ha così rivendicato il suo discernimento e la sua potenza, e ha testimoniato la verità del suo profeta San Pietro, per bocca del quale aveva appena predetto la morte di Saffira. Abbandonò il fantasma Versetto 5, nota. L'ha sepolta da suo marito. Che strano esempio di unità coniugale! Uno nella loro religione ebraica, uno nella loro conversione alla fede di Cristo, uno nella loro ipocrisia, uno nella loro terribile morte, uno nel loro boschetto comune! uno nell'immortale testimonianza della loro colpa nel Libro che viene letto da ogni nazione sotto il cielo!

11 Tutta la Chiesa per tutta la Chiesa, A.V.; tutto ciò che udì per quanti udirono, A.V. La terribile morte dei due bugiardi a Dio non solo incuteva un salutare timore nelle menti di tutta la Chiesa, ma riempiva di timore tutti coloro che ne sentivano parlare al di fuori della Chiesa; e senza dubbio diede un temporaneo freno alle persecuzioni, mentre dispose molti a dare ascolto alla predicazione degli apostoli

Versetti 11-16.- Elementi di influenza

Invece che il peccato e la morte di Anania e Saffira si rivelarono disastrosi per la Chiesa nascente, l'evento malinconico fu seguito da un periodo di straordinario successo: c'era un'alta marea di prosperità; il vangelo si mostrava una grande potenza nella comunità Versetto 14. Ecco alcuni degli elementi di quel potere

IO IL TERRIBILE. "A tutti coloro che udirono queste cose fu preso da grande timore" Versetto 11. "Con cose terribili e giuste" Dio a volte ci risponde e ci impressiona. Il timoroso ha un'opera da fare nell'ispirare timore reverenziale e nel portare alla convinzione e alla conversione. Ci sono verità terribili in connessione con il vangelo, Matteo 21:44; 24:51; 25:46 -- , ecc., così come fatti terribili che accadono nella provvidenza di Dio, che compiono la loro opera nella mente, solennizzando, sottomettendo, preparando al pensiero, alla devozione, alla consacrazione

II IL BENEFICO. Versetti 15, 16. Nei tempi apostolici la beneficenza cristiana prendeva la forma di guarigioni miracolose, ed era molto efficace nell'attrarre e conquistare gli uomini. Ora assume altre forme non meno efficaci. Gli ospedali dei missionari in India e in Cina, e le istituzioni filantropiche dell'Inghilterra, avviate e sostenute dalla simpatia e dall'abnegazione cristiana, sono grandi elementi di potere. La bontà cristiana, che assume mille forme, scorre in mille canali, è un'indicibile, incalcolabile influenza per il bene

III IL SACRO. "Il popolo li magnificò" Versetto 13. A chiunque si applicasse questo, sia agli apostoli che al gruppo di discepoli credenti, è chiaro che una certa riverenza era tributata a coloro che portavano intorno a sé tali segni di stretta associazione con il Divino. A coloro che camminano con Dio, che sono uomini di preghiera e di vera devozione di spirito e di irreprensibilità di vita, si applicherà una certa sacralità che li farà "magnificare dal popolo", e la loro parola sarà con potenza

IV IL SUCCESSO. È chiaro, dal quindicesimo e dal sedicesimo versetto, che la pubblicità guadagnata dai "molti segni e prodigi di un giorno riunì una congregazione ancora più grande di malati e di persone in attesa il giorno seguente. Il successo a Gerusalemme generò successo nelle "città all'intorno". I trionfi morali e spirituali della verità sono stati elementi di influenza di notevole valore. Ciò che Dio ha operato aprendo gli occhi ciechi della mente e purificando le anime lebbrose è stato il mezzo per estendere il potere di guarigione e rinnovamento di Cristo su ogni mano. Quale argomento più forte abbiamo di questo: che cosa Cristo ha fatto per queste anime tristi e peccaminose che può e farà per voi?

V IL SOPRANNATURALE. "Segni e prodigi non sono ora operati dalla mano dei ministri di Cristo". Ma il soprannaturale è ancora con noi, anche se il miracoloso è scomparso. In relazione alla Parola predicata, e in risposta alla preghiera credente, la volontà di ferro è piegata e il cuore di roccia è spezzato, gli occhi ciechi sono aperti, e dalla tomba del peccato escono anime morte per novità di vita. - C

12 Per mano degli apostoli, ecc. Due cose sono qui notevoli. Quella che il cristianesimo ai suoi inizi fu potentemente aiutato e promosso dai miracoli compiuti nel Nome di Gesù Cristo. L'altro che l'autorità degli apostoli come governanti della Chiesa era grandemente rafforzata da questi miracoli operati esclusivamente dalle loro mani. Non possiamo comprendere né le relazioni esterne della Chiesa con il mondo, né le relazioni interne del popolo con i suoi governanti spirituali, a meno che non teniamo debitamente conto di queste due cose. All'unisono, vedi Atti 4:24 -- , nota Nel portico di Salomone vedi Atti 3:11 -- , nota È del tutto fedele alla natura che il portico di Salomone, essendo stato la scena del miracolo, divenne il luogo di frequenti concorsi. C'è una differenza di opinione tra i commentatori sul fatto che il tutto si riferisca all'intero laicato cristiano come in Atti 2:1, o solo agli apostoli. Alford pensa la seconda ipotesi, Meyer la prima. L'opinione che si intenda l'intero corpo dei cristiani sembra molto probabile, sia dall'uso delle parole in Atti 2. I e dalla frase oJmoqumadon specialmente in relazione ad apamtev, che sembra più applicabile a una moltitudine mista che a dodici colleghi come gli apostoli. Difficilmente si potrebbe dire che tutti i ministri della regina si riunissero di comune accordo in un consiglio di gabinetto. Non c'è bisogno della parentesi come nell'A.V

Versetti 12-42.- La marea che avanza

Il vangelo della grazia di Dio in Gesù Cristo crocifisso e risorto era uscito da Gerusalemme per ordine del Signore. Si fermerebbe mai? Avrebbe mai cessato di avanzare? Incontrerebbe mai ostacoli abbastanza forti da far tornare indietro la sua corrente e arrestare il suo progresso? Quando la marea che scorre si sta affrettando verso la riva, un'onda particolare viene fermata da una roccia opposta e viene ridotta in spruzzi prima che possa raggiungere la riva. Ma aspetta un po' e la roccia è affondata sotto le acque e le onde si infrangono incontrollate verso la loro meta. A volte sembra che una tregua temporanea sia scesa sulle languide onde, e tre o quattro in successione non raggiungono i limiti che i loro predecessori avevano raggiunto. Ma ancora un momento e la marea avanza con la sua forza ininterrotta, e non manca mai di compiere il suo corso predestinato. È proprio così con il vangelo di Cristo. Il suo progresso è sicuro. La sua forza è nell'immutabile volontà di Dio. Ha un corso da percorrere; lo eseguirà. Ha un fine da compiere; lo soddisferà. Ostacoli, ostacoli, sfida, incontrerà l'uomo in mille forme diverse. L'opposizione della dura incredulità in coloro che si vantano di avere l'intelletto e la filosofia dalla loro parte; l'opposizione dei credi avversi che cercano di soppiantare la vera fede; le feroci persecuzioni del potere empio che sperano di fermare con la forza il progresso di una verità odiata; le divisioni e i dissensi dei cristiani tra di loro; l'abbondanza dell'iniquità e il raffreddamento dell'amore cristiano; l'improvviso sorgere di qualche eresia o apostasia; questi e simili ostacoli possono occasionalmente sembrare frenare il flusso in avanti delle acque della vita, e a volte di minacciare la sua ulteriore avanzata. Ma, come l'irresistibile marea del possente oceano, il proposito di Dio incalza sicuramente; e al tempo decretato dalla sua eterna sapienza l'intera "terra sarà piena della conoscenza del Signore, come le acque coprono il mare" Isaia 11:9 Il capitolo che abbiamo davanti offre una visione molto sorprendente di questa irresistibile avanzata così come degli ostacoli che vi si oppongono. Centoventi uomini e poche donne povere e deboli sono, per così dire, il seme che la mano del Signore ha seminato in un terreno poco congeniale. Immediatamente intorno a loro c'era tutto il fanatismo del giudaismo farisaico, aggrappato con disperata e appassionata ostinazione alle tradizioni dei loro padri, e pronto a uccidere e ad essere ucciso in nome della Legge di Mosè, da una parte; e il duro, freddo scetticismo dei Sadducei dall'altro, che negano con agnostica incredulità l'esistenza di qualsiasi cosa al di là della comprensione dei loro occhi o della presa delle loro mani. Nella cerchia più ampia del mondo esterno c'era il ferreo paganesimo di Roma. La tirannia imperiale e il potere cesareo; la forza militare e il dispotismo della spada; sensualità della tintura più profonda; idolatria del tipo più aggressivo e totalizzante; filosofie le più avverse al crescione di Cristo. Come e dove il Vangelo potrebbe farsi strada? Non morirebbe forse nella stanza al piano superiore dove è nato? Ma cosa leggiamo? "Si aggiunsero alla Chiesa circa tremila anime"; "Molti credettero, e il numero degli uomini fu di circa cinquemila"; "I credenti erano i più aggiunti al Signore, moltitudini di uomini e donne"; "Il numero dei discepoli si moltiplicò" e così via, segnando il costante progresso della Chiesa di Dio. Eppure, nel frattempo, si faceva ogni sforzo per controllare questa avanzata. C'erano già "prigioni frequenti". C'erano le feroci minacce di coloro che avevano il potere di giustiziarli; sono state inflitte frustate; C'era la maestà della legge e l'autorità dei governanti schierati contro di loro. Ma è stato tutto inutile. I predicatori non potevano essere messi a tacere; la predicazione non poteva essere fermata; I miracoli non potevano essere nascosti; i cuori degli uomini si volgevano a Cristo quando sentivano parlare della sua grazia; Moltitudini avrebbero lasciato il fianco dei persecutori e si sarebbero unite ai perseguitati. La marea continuava. Si precipitò sopra le teste delle rocce opposte. E poi entrò in gioco la sapienza mondana con il suo prudente consiglio: "Lasciate stare questi uomini". E così per un po' l'opera di Dio proseguì silenziosamente, raccogliendo forza e acquisendo solidità di giorno in giorno, in preparazione per le future ostilità del mondo esterno e per i futuri ostacoli derivanti dalla corruzione interna. Ma queste prime fortune del cristianesimo hanno lasciato alla Chiesa in tutti i tempi un modello dei conflitti che l'attendono e dell'unico modo per ottenere la vittoria. Essi ci mostrano che attraverso l'opposizione e la contraddizione, alla luce del sole e nella tempesta, tra gli incoraggiamenti e nella depressione, i servi di Dio devono perseverare costantemente nel proclamare la grazia di Dio e la risurrezione di Gesù Cristo, devono andare avanti in un'obbedienza incrollabile al comandamento di Cristo e in una fiducia incrollabile nella sua onnipotenza potente, E quel successo è sicuro. "Su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa."

Versetti 12-16.- La personalità risanatrice dei servitori di Cristo

SONO VEICOLI DEL POTERE DIVINO. Le labbra e le mani sono consacrate al servizio del bene. Qui soprattutto le mani. È un bellissimo organo, la mano umana, e può stare nel pensiero cristiano come il simbolo stesso della beneficenza. Vengono compiuti segni e prodigi, a indicare che Dio è in connessione diretta con l'azione dell'uomo, che la sua presenza è amorevole e guaritrice, che il cristianesimo introduce un'era di liberazione dal dolore e dalla malattia

II LA FORZA REPELLENTE DELLA PERSONALITÀ SACRA. Le false anime sono spaventate dalla presenza di un vero uomo. Sono in antagonismo polare con lui. Non sopportano il suo sguardo diretto, i suoi toni chiari, la sua influenza indefinibile. Ci sono quelli la cui presenza mette a tacere lo scherzo ribaldo e lo deride. Il sant'uomo risveglia il terrore e l'amore ovunque vada. La società sembra dividersi nei suoi elementi man mano che si avvicina. È magnetico. Quindi la calunnia di alcuni è una testimonianza di grandezza morale uguale all'ammirazione e all'amore di altri

III LA SUA FORZA ATTRATTIVA. La moltitudine ama la bontà e la venera nel profondo del suo cuore. E le simpatie della moltitudine non possono essere mantenute a lungo se non dalla bontà. In questo caso la potenza divina pose il suo sigillo troppo chiaramente sul carattere e sull'opera degli apostoli per potersi opporre. Nella vasta folla di malati e sofferenti nelle strade e nei luoghi aperti di Gerusalemme abbiamo l'immagine degli effetti del cristianesimo. È ed è sempre stata la religione dei poveri e dei sofferenti. Rimane la volontà divina che il ministro cristiano sia il guaritore, il consolatore. Il suo modello si trova nella descrizione che Cristo ha fatto della sua missione nella sinagoga di Nazareth, Luca 4 ed è sicuramente un segno di debolezza da qualche parte quando gli organi pubblici del cristianesimo non riescono a richiamare l'attenzione e a soddisfare i bisogni del cuore degli umili e dei sofferenti. Secondo le leggi ordinarie della mente, lavorare per l'aiuto spirituale di costoro è meglio di tutto il potere di operare segni e prodigi. Ogni ministro cristiano sia come "l'ombra di Pietro", un ristoro e un riposo mediante il suo spirito e l'insegnamento alle anime stanche.

Versetti 12-16.-"Limpido splendore dopo la pioggia."

Gli effetti benedetti di ciò che all'inizio non è pienamente compreso. L'effusione del giudizio può essere una preparazione per l'effusione della misericordia. La Chiesa deve essere fatta e mantenuta pura; allora, più profonda diventa l'opera della grazia tra il popolo di Dio, più grande è l'opera del Vangelo nel mondo. Avviso-

I Un aumento della manifestazione del POTERE DELLO SPIRITO

1. Nell'operare miracoli, che hanno un valore speciale nel destare l'attenzione e nel dimostrare la vicinanza del regno di Dio

2. Nella separazione, e magnificazione agli occhi del popolo, della vera Chiesa. Gli altri non osarono unirsi a loro, il popolo li magnificò

3. Nel consolidamento della Chiesa come società. Portico di Salomone, un accordo

4. Nell'opera di conversione. Moltitudini, uomini e donne, nonostante le orribili morti

5. Nella diffusione della buona novella nel vicinato, non come semplici chiacchiere, ma come un appello pratico che portava i bisognosi e i sofferenti ai piedi di Cristo

II LA GRAZIA DI DIO CHE SI DISPIEGA all'umanità. Il portico di Salomone è ancora il luogo dell'incontro. Il centro della nuova vita in mezzo alla vecchia corruzione. Invito sia agli ebrei che ai gentili. Luogo pubblico, ma collegato con il tempio. La società divina che invitava tutti a una nuova vita, una vita che guariva, che si prendeva cura dei malati e dei moribondi, che attirava le moltitudini, i miracoli che davano fiducia e indicavano la via. La testimonianza manifesta del mondo alla Chiesa, che parla della preparazione dell'uomo per il Vangelo, il meraviglioso progresso della verità nella crescita della Chiesa, un segno che la grazia veniva abbondantemente elargita. Un tempo di grande risveglio e di molte conversioni è un tempo di enorme responsabilità. Atti minimi L'ombra del messaggero cade su di noi, mentre passa. Non è detto che l'ombra abbia guarito, ma può aiutare la fede che è un prerequisito. Il popolo magnifica l'opera, anche se potrebbe non ricevere la benedizione. Dio opera generalmente dagli strati inferiori a quelli superiori della società. Tutti i grandi cambiamenti morali sono iniziati tra la gente. I ricchi resisteranno, perché è difficile per loro entrare nel regno dei cieli. La Chiesa deve guardare bene a se stessa se vuole essere la potenza di Dio nel mondo. Il cerchio della grazia si allargherà se solo la forza continuerà a uscire dal centro. Dobbiamo evitare l'errore fatale di allargare questa cerchia con metodi puramente umani. Lasciate che Dio lo faccia a modo suo. Ciò che vogliamo non sono grandi Chiese come comunità, o società ricche, o grandi segni e prodigi operati nelle nostre città, ma "credenti aggiunti al Signore, moltitudini di uomini e donne"; e saranno "ancora di più" perché gli altri non osano unirsi a loro perché lo Spirito di Dio è manifestamente in mezzo a loro. Il nostro grande pericolo è l'impazienza e l'incredulità. Ricorrendo ai nostri espedienti, perché pensiamo che i metodi di Dio falliscano. Dalla nube oscura del peccato di Anania e Saffira scaturì un nuovo battesimo di zelo, devozione e spiritualità.

OMELIE di P.C. Barker Versetti 12-16.- La seconda estate di Gerusalemme

Mentre leggiamo questi pochi versetti di ciò che stava accadendo a Gerusalemme, e di come "moltitudini dalle città intorno a Gerusalemme" si accalcarono in quella "madre di tutte", per cercare, non invano, la virtù guaritrice, ci sembra di essere allontanati di un diametro del mondo dalla Gerusalemme che fu colpita al cuore e il suo stesso cielo oscurato dalla Crocifissione. E ci sembra anche che siamo lontani da secoli dal tempo in cui certe labbra che non potevano aprirsi se non per dire la verità sia più semplice che più profonda avevano detto: "O Gerusalemme, Gerusalemme, ecco, la tua casa ti è lasciata desolata!" e quando Gesù "pianse su di essa, dicendo: Se tu avessi conosciuto, anche tu, almeno in questo tuo giorno, le cose che appartengono alla tua pace! ma ora sono nascosti ai tuoi occhi". Al contrario, siamo infatti separati solo da settimane dalle terribili solennità della Crocifissione, e appena da mesi dai lamenti di Gesù su Gerusalemme. Eppure il sole splende di nuovo; la tempesta, l'oscurità e niente di meno che il freddo del più rigido inverno sono passati; e le giornate estive, con una sorprendente somiglianza con le migliori di quelle di Gesù stesso, irruppero su Gerusalemme. Sicuramente è la seconda estate con Gerusalemme. Reminiscenze di giorni luminosi, in verità, questi erano, ed erano luminosi nel loro stesso splendore; eppure, ahimè! indugiare solo per un po'. Nel frattempo quale commovente prova erano, per Gerusalemme, dell'invenzione di Gesù, del suo perdono, della stessa malinconia della sua amorevole benignità! Notiamo i tratti distintivi di questi giorni

SONO UNA GLORIOSA RIPRODUZIONE DI ALCUNI DEI PIÙ GRANDIOSI GIORNI DEL MINISTERO DI CRISTO. Che una cosa del genere potesse essere detta con verità letterale faceva parte

1 della condiscendenza di Gesù; di nuovo, venne

2 della realtà genuina contenuta nella professione che egli indossava nella natura umana; e

3 dell'unico che ha assorbito l'interesse del suo cuore nell'opera di salvezza dell'uomo. Il punto è sicuramente degno di attenzione, così bello nei suoi stessi orientamenti morali; così significativo dell'intenzione di Gesù di condividere il suo trionfo e la sua gloria finali con il suo popolo, e i suoi capitani e principi non durano; e un così grande contrasto con i metodi e i "pensieri interiori" del "mondo" e dei "re della terra". Gesù non è di quelli che vorrebbero tagliare fuori dai suoi seguaci quelli che potrebbero essere imitatori di successo della sua carriera, partecipi della sua fama. Lui è esattamente l'opposto di questo. Egli chiama, invita, incita tutti noi a cercare di essere in ogni senso suoi imitatori, e promette che così non mancheremo di una giusta parte della sua fama. La somiglianza tra questi giorni e i giorni nel ministero di Gesù Cristo è evidente per quanto riguarda:

1. I miracoli che hanno trovato posto in essi

2. Il carattere benefico di quegli stessi miracoli

3. L'abbondanza e la varietà di essi, che vanno dalla guarigione dei "malati" alla guarigione di quelli "contrariati da spiriti impuri".

4. Gli stessi metodi con cui gli amici degli afflitti si occupavano di portarli alla portata della "virtù" che in qualche modo "usciva" dagli apostoli. Si deve permettere che il "tocco dell'orlo della veste" sia eguagliato con l'espediente di assicurare a qualche uomo impotente la possibilità dell'"ombra di Pietro che lo copre con la sua ombra".

5. L'appropriazione ansiosa, bramosa, assetata di tali benedizioni da parte delle masse del popolo. Schiacciati dal bisogno, dalla sofferenza, dal peccato; la speranza, la luce, no, quasi la mente schiacciata da loro; -Con quale marea irresistibile, senza cerimonie, questi si spingono in avanti, e spazzano via ogni ostacolo, quando si offre un vero aiuto, una salvezza preziosa, preziosa, preziosa! Che cosa hanno a cuore del Sinedrio e dei Sadducei? Loro sono i governanti, e gli altri sono intimiditi e si rannicchiano davanti a loro

6. Il diffuso successo pratico dei miracoli: "tutti furono guariti".

7. Il trionfo morale che "il popolo" accorda agli autori, o a coloro che appaiono come gli autori, delle loro benedizioni. Ripudiano la sofisticazione e "rendono onore a chi è dovuto". In effetti, non mancano indicazioni molto soddisfacenti e sufficienti ora che "il popolo", da una parte, ha reso agli apostoli la distinzione giustamente dovuta a loro come servitori fidati del loro Signore scomparso, e, dall'altra, ha riconosciuto il fatto che "la potenza era da Dio". L'infedeltà non era del tutto il fatto prevalente o indurito in alcune direzioni allora che in alcune direzioni lo è ora. "Il popolo" aveva una grande idea dell'inespugnabilità della posizione dell'uomo che faceva "opere che nessun altro poteva fare" e "che nessun uomo poteva fare se Dio non fosse con lui".

ESSI DANNO ORA CON AUTORITÀ INCONTESTABILE LA LORO DIGNITÀ E IL LORO STATUS ALLA COMPAGNIA DEGLI APOSTOLI. Pietro e Giovanni sono i due apostoli i cui nomi e la cui opera avevano fino ad allora ricevuto risalto. Di questi Pietro è stato di gran lunga il più evidente e con un disegno giusto. Finché Paolo non entrerà in scena, anch'egli rimarrà similmente cospicuo. Ma in questi giorni sembra che tutto il collegio degli apostoli riceva il battesimo della sua opera, come il giorno di Pentecoste aveva ricevuto il battesimo dello Spirito per essa. Sono "tutti di comune accordo sotto il portico di Salomone". E la prova principale della dignità e dello status, non artificiali ma reali, che ora furono loro dati, può forse essere meglio espressa in un modo di affermazione un po' antitetico, cioè che

1 mentre "il popolo li magnificava" con calorose acclamazioni per un riconoscimento immediato e grato,

2 "Nessuno degli altri" cioè presumibilmente di coloro che non si sarebbero preoccupati di essere classificati del tutto tra "il popolo", e che sarebbero stati del tutto pronti a strappare ogni possibile dignità a cui potevano "osare" di strappare "osò unirsi" a quegli apostoli. Non osavano farlo, perché le loro capacità potevano essere immediatamente messe alla prova. Non osarono farlo, a causa dell'avvertimento, così fresco, della fine di Anania, quando egli aveva manomesso la sacralità della società organizzata dagli apostoli. E molto probabilmente, in molti casi, non osarono farlo per un sincero timore reverenziale e un'intelligente, rispettosa riverenza per gli uomini che facevano le cose che ora facevano gli apostoli. In ogni caso, si ottenne il risultato che intorno a questi apostoli si stendeva il cordone di un rispetto morale e di un sostegno morale, che sarebbe stato di forte conforto per i credenti e di forte condanna per i non credenti. Pochissime ore sarebbero state per trovare l'uso di questo. E pochissime ore dimostrerebbero che non deduceva alcun pericolo di accesso a una vanità superficiale o all'incursione di un orgoglio più profondo

ESSI VANNO OLTRE GLI ALTRI GIORNI PIÙ SACRI DI MIRACOLO NEI RISULTATI SPIRITUALI DIRETTI CHE REGISTRANO. Versetto 14. È molto probabile che, fra le "moltitudini di uomini e donne" che ora furono "aggiunte al Signore", alcuni si siano dimostrati apostati col passar del tempo. D'altra parte, sarebbe molto gratuita la supposizione che un numero sproporzionato di persone si sia allontanato in questo modo. La giusta deduzione da ciò che è detto qui e dal tenore della storia che segue sarebbe, semmai, in una direzione opposta. Supponendo questo o accontentandoci prontamente dell'altra e più bassa stima, in entrambi i casi siamo giustificati nel notare il tipo di uso a cui in quel momento il miracolo era destinato ad essere subordinato. Non c'è da contestare che il fervente attaccamento che legava non pochi alla persona, sì, al carattere e alla verità di Gesù durante i giorni della sua carne, fu risvegliato e fissato da qualche miracolo che egli aveva operato per loro o per loro. Né si deve negare che quell'attaccamento rispondeva a un autentico cambiamento spirituale, un cambiamento del cuore, che si manifestava in un cambiamento di vita. Tuttavia, non si può dire che questa fosse la regola chiara nell'operare i miracoli di Gesù, o che questo fosse il loro scopo. Né, forse, ora era questo l'oggetto principale dei miracoli e dei "molti segni e prodigi operati dalle mani degli apostoli". Ma i miracoli furono distintamente i pionieri di quei risultati spirituali. Sulla via del miracolo si svolse un'opera molto efficace dello Spirito che convinceva e convertiva! Il miracolo riunì molti; si svegliò e mantenne l'attenzione; senza dubbio ebbe questo effetto pratico e così lontano morale, cioè l'effetto di costringere molti a dire: "Ecco, Dio è qui!" e di sentirlo. Negare la possibilità di un miracolo non è altro che negare un Dio personale. Ammettere il fatto di ogni singolo miracolo significa ammettere che Dio offre all'aiuto di una povera memoria, all'aiuto di una lotta sempre abbastanza ardua contro il senso e l'influenza paralizzante dell'abitudine, all'aiuto della convinzione stessa, il tocco vivificante della sua presenza personale. Il sofisma ha una vanità nel tessere la sua tela per intrappolare il miracolo, ma tesse invano. La fede che è insita nel grande cuore del mondo è troppo forte per questo, e spazza via quella vanità con uguale facilità e disprezzo. Nel percorso, quindi, del miracolo visto per un momento in questo modo, è del tutto facoltativo ciò che segue. Il miracolo, come ogni altra misericordia, può essere la condanna, come disse Gesù: "Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero avuto peccato; ma ora non hanno alcun mantello per il loro peccato. Se io non avessi fatto in mezzo a loro le opere che nessun altro uomo ha fatto, non avrebbero avuto peccato Giovanni 15:22,26 Il miracolo può essere quello che è stato così spesso negli esemplari più cari di esso, quelle di Gesù stesso, con grande soddisfazione della curiosità, quella della gente, del sacerdote e del governante, e dopo un po' al loro sonno più profondo e alla loro incredulità più sconsiderata. Ma potrebbe anche essere il benedetto contrario. Nel percorso di cosa o di chi sarebbe l'accelerazione, illuminante. convincere, convertendo lo Spirito stesso piuttosto seguire? E questo è ciò che si è visto ficcanaso. Quando Gesù stesso compì le sue opere più potenti, il corso dello Spirito sembrò limitato. Ma, grazia meravigliosa! quando i suoi discepoli e apostoli affrontano il mondo e incontrano gli inevitabili pericoli che ciò comporta, potenti miracoli vengono portati a casa dallo Spirito più potente, e ne seguono risultati spirituali che possono essere descritti in termini sconosciuti alla vita di Gesù stesso. "I credenti si unirono maggiormente al Signore, moltitudini di uomini e donne". Ciò nonostante, allora si adempirono chiaramente le parole di Gesù ai suoi discepoli: "In verità, in verità vi dico: Chi crede in me, farà anche le opere che io faccio; ed egli farà opere più grandi di queste, perché io vado al Padre mio" Giovanni 14:12 -B

13 Ma per e, A.V.; comunque per ma, A.V. Il resto sembra significare più naturalmente coloro che non erano inclusi nell'apantev, cioè gli ebrei distinti dai discepoli. L'effetto dei miracoli fu che gli ebrei guardavano con timore e riverenza la Chiesa Apostolica, e nessuno osava unirsi a loro per semplice curiosità o con qualsiasi scopo ozioso. Ma, al contrario, il popolo li magnificava, li trattava con il massimo rispetto e parlava di loro con ogni onore. Unisciti a se stesso kollasqai. La parola ricorre nel Nuovo Testamento dieci volte, di cui sette nel Vangelo di San Luca o negli Atti. Gli altri tre sono nelle Epistole di San Paolo, vedi per l'uso di esso nel senso che ha qui, Atti 8:29 9:26 10:28 17:34

Ostacoli alla fede

Questi sono suggeriti dall'espressione: "Degli altri nessuno ha osato unirsi a loro". Sembra che il primo gruppo di convertiti cristiani abbia fatto del portico di Salomone il loro luogo di riunione. Fecero questo, probabilmente, per comodità della sua situazione e della sua disposizione, e forse per amore della sua associazione con gli insegnamenti del loro onorato Maestro. Lo storico riporta che, mentre si temeva l'opposizione del Sinedrio, "nessuna delle altre persone che non si erano ancora unite alla nuova comunità si azzardò ad attaccarsi in modo invadente al corpo cristiano". Qualunque convinzione possa essere stata prodotta dall'insegnamento apostolico e dai miracoli, essa fu repressa, e agli uomini fu impedito di confessare pienamente la loro fede in Cristo. Questa è la spiegazione più semplice dell'espressione, ma alcuni pensano che il riferimento sia inteso alla "moltitudine di coloro che non erano ancora convertiti, ma la cui attenzione era allo stesso tempo catturata dalla forza spirituale del cristianesimo"; o ai "farisei, che ricorrevano al portico, ma non avevano il coraggio di attaccarsi a coloro con i quali simpatizzavano veramente". È evidente che c'erano molti spettatori che, per una causa o per l'altra, erano impediti dalla fede. Il Dr. Dykes dice: "All'atteggiamento amichevole della gente comune si contrapponeva, esattamente come durante il ministero di Gesù, il dispiacere delle classi ufficiali e istruite. Un po' più tardi, un certo numero di membri della base, anche del clero, passarono alla nuova fede. In questo periodo, tuttavia, tutti gli ordini sacri e dominanti sembrano essere stati tenuti lontani dalla Chiesa da una propria opinione pubblica, così forte che nessun singolo membro di questi ordini aveva ancora il coraggio di opporvisi. Il termine "Del resto" può includere:

IO IL PARTITO DEL SINEDRIO. Questo era composto in parte da sadducei e in parte da farisei. Entrambi furono ostacolati dalla fede in Cristo dal pregiudizio

La dottrina accecò i Sadducei; l'orgoglio della santità rituale accecò i Farisei. I sadducei erano offesi dai miracoli e dalle richieste spirituali di nostro Signore, e irrimediabilmente infuriati dalla notizia della sua risurrezione, che consideravano un'assurdità maliziosa e impossibile. Le loro dottrine impedivano loro di essere persuasi. I farisei avevano pregiudizi nei confronti di un sistema rituale nella cui osservanza solo poteva venire la salvezza. Per le loro nozioni la salvezza mediante la fede in una persona, e una persona come l'impostore nazareno, era, a prima vista, indegna di esseri intelligenti. Queste classi non sono che esempi. Tuttavia il pregiudizio delle nozioni dottrinali, e l'illusione che in qualche modo la salvezza debba avvenire per opere, tengono gli uomini lontani da Cristo

II GLI ADERENTI AL PARTITO DEL SINEDRIO. Tutti i grandi partiti in uno stato hanno aderenti, seguaci, persone che guardano e prendono spunto da loro, e sperano di ottenere il proprio beneficio attraverso il partito. Questi uomini sono sempre pronti a evitare ciò che il loro partito evita, e a gridare ciò che il loro partito grida. Tali uomini erano a Gerusalemme al tempo degli apostoli, e, qualunque fosse la forza di convinzione e di persuasione esercitata su di loro, erano ostacolati dall' interesse personale. L'adesione ai cristiani non avrebbe risposto ai loro scopi, ed essi non riuscivano a vedere il modo di offendere il partito che era al potere. I servitori del tempo non riescono mai a credere fino a quando non mettono da parte il loro tempo. L'interesse personale e la fede non possono convivere

III I FUNZIONARI DEL TEMPIO. Sacerdoti, Leviti, portinai, cantori, ecc. Questi erano ostacolati dallo spirito dell' ufficialismo, una delle forze più ristrette e conservatrici che agivano sugli uomini. Il nuovo è sempre sospettato dalla mente ufficiale. La routine e l'ordine non devono essere toccati. C'erano molte cose, sia nell'insegnamento del nostro Signore che in quello dei Suoi apostoli, che non potevano non addolorare e allarmare i funzionari del tempio. Eppure, i credi irrigiditi e le rigide forme ecclesiastiche sono spesso ostacoli fatali per coloro che insegnano i credi e amministrano le forme

IV GLI UOMINI RICCHI DELLA COMUNITÀ. Questi furono ostacolati dall'osservazione di quanto fossero poveri i primi cristiani, e l'orgoglio di classe li tenne lontani da Cristo. Era il costante sogghigno dei nemici della Chiesa primitiva, ed è pienamente espresso da Celso, che i cristiani erano tratti dalla feccia stessa della società, dai pubblicani e dagli schiavi. Eppure ci gloriamo di questo, che "Dio ha fatto i poveri di questo mondo ricchi di fede ed eredi del regno". -R.T

14 Aggiunto al Signore; come inqh, Atti 11:24, non come in margine. Moltitudini; plh non si trova al plurale in nessun'altra parte del Nuovo Testamento

15 Anche effettuato per portato avanti, A.V. e T.R.; che, come Pietro passò, almeno la sua ombra per quella almeno l'ombra di Pietro che passava, A.V.; qualcuno per alcuni, A.V. Tanto; non da riferirsi alla prima parte del Versetto 12, come indicato dalla parentesi nell'A.V., ma a tutta la descrizione della glorificazione della Chiesa nei Versetti. 12-14

Versetti 15, 16.- Le guarigioni corporee possono preparare a quelle spirituali

Confrontando i miracoli apostolici con quelli operati da nostro Signore, si dovrebbe notare che egli mostrò potenza sulla natura placando le tempeste, camminando sulle acque, moltiplicando il cibo e inaridendo gli alberi; ma la potenza degli apostoli era limitata a varie forme di pericolo fisico e di malattia. In ogni caso i miracoli illustravano l'opera superiore di coloro che li compivano. I miracoli di Cristo illustrarono le sue pretese divine e la sua missione come rivelazione agli uomini del Padre. I miracoli apostolici illustravano la loro missione di predicare Cristo agli uomini come il Guaritore della malattia dell'anima, il Redentore dalle pene del peccato e il Salvatore dal peccato. Si discute spesso se il potere della guarigione miracolosa sia andato perduto per la Chiesa. La rivendicazione di tale potere è stata avanzata in ogni epoca, con più o meno fiducia, e tali rivendicazioni vengono avanzate ora. Esempi singolari e interessanti di guarigione corporea in risposta alla fede e alla preghiera sono narrati da testimoni sobri; e si può ammettere che ci sono certe classi di malattie che possono essere colpite e alleviate dalla forte volontà e dalla fede di una creatura simile. Ma è difficile per noi riconoscere il carattere propriamente miracoloso di tali guarigioni. Possiamo considerare...

I GUARISCE DA SOLO. Dio ha provveduto in natura agenti di guarigione sufficienti ed efficaci per tutte le malattie dell'uomo, la menzogna ha dato ad alcuni tra gli uomini l'abilità di guarigione, da usare al servizio degli altri. Nessun ministero più nobile è affidato agli uomini di quello della guarigione. Una massa immensa, quasi schiacciante, di sofferenza umana richiede l'arte del guaritore. Sebbene alcune forme di malattie fisiche siano al di là della cura umana, poche, se non nessuna, sono fuori dalla portata delle agenzie di soccorso. Le guarigioni apostoliche differivano materialmente da quelle del medico ordinario

1. Sono stati immediati

2. Erano senza l'uso di agenzie mediche

3. Erano completi, senza pericolo di alcun ritorno della malattia

4. Essi sono stati operati dalla potenza spirituale - e non quella degli apostoli, operando solo attraverso di loro - raggiungendo le sorgenti stesse della vitalità e dando nuova vita. Come tali guarigioni illustrino l'opera divina nelle anime malate di peccato può essere pienamente mostrato

II GUARIGIONI CON INSEGNAMENTI. Questa è stata la caratteristica peculiare del ministero apostolico. La fine non era raggiunta quando un uomo sofferente veniva guarito; quello non era che il mezzo per un fine ulteriore e più alto, anche quella guarigione dell'anima che viene dal ricevimento di Cristo il Salvatore, che gli apostoli insegnavano. Illustrate come le missioni mediche sono rese l'agenzia per attirare l'attenzione dei pagani sul messaggio del Vangelo. Indica quali sono i punti particolari dell'insegnamento spirituale che ottengono un'efficace illustrazione dalle guarigioni corporee; Ad esempio:

1. L'affermazione di una relazione necessaria tra peccato e sofferenza. La sofferenza non è un incidente, non è una semplice calamità; È il frutto divinamente stabilito e la conseguenza del peccato. Ha lo scopo di fissare il carattere del peccato, di dare agli uomini la convinzione attraverso il sentimento, la visione e la simpatia, del male del peccato. Quando è compresa più chiaramente, la sofferenza è vista come l'agente correttivo attraverso il quale l'uomo può essere liberato dal peccato

2. L'affermazione della relazione divina con la sofferenza. Dio non passa dai malati o dai disabili; Ogni giorno lavora con grazia nelle stanze dei malati e negli ospedali. Di questa sua costante opera Gesù diede piena illustrazione nei suoi miracoli, quando venne per "mostrarci il Padre"; e di ciò gli apostoli rinnovarono la certezza quando guarirono, nel Nome di Cristo, tutti i malati e i sofferenti che erano stati portati a loro

3. La conseguente affermazione della relazione divina con il peccato. Dio non si sarebbe preoccupato dei semplici effetti; Possiamo essere abbastanza sicuri che egli si occupa della causa. Il grande Medico si preoccupa del nostro peccato. menzogna non vorrebbe che alcuno di noi perisse nei suoi peccati. E perciò, quando gli apostoli guarivano un sofferente, gli predicavano Gesù, che è precisamente questo: "Dio salva gli uomini dai loro peccati". -R.T

16 E si radunò anche la folla da perché venne anche una moltitudine da, A.V.; su Gerusalemme per circa su Gerusalemme, A.V.; folk per gente, A.V.; che erano per i quali erano, A.V. E si riunirono anche, ecc. Un grande risultato di questi numerosi miracoli sarebbe quello di manifestare che il Signore Gesù era ancora con la Sua Chiesa con la stessa verità di quando era sulla terra, Matteo 28:20 e questa manifestazione rimane per il conforto del Suo popolo, anche ora che tali miracoli sono cessati. Per quanto riguarda ciò che si dice nel versetto 15 che si pensava che l'ombra di Pietro avesse un potere di guarigione, può essere stato vero che lo aveva, come Cristo poteva guarire con un'ombra così come con una parola o un tocco, ma non possiamo dire con certezza che fosse così; in ogni caso, fu un meraviglioso periodo di ristoro per la Chiesa, che la preparò per l'imminente prova

17 Ma per allora, A.V.; sono stati riempiti per sono stati riempiti, A.V.; gelosia per l'indignazione, A.V. Il sommo sacerdote si alzò. Era giunto il momento per lui e per i suoi amici, i Sadducei, di alzarsi e agire, se volevano fermare la diffusione della fede di Gesù Cristo e della Risurrezione. Che è la setta dei Sadducei Atti 4:1,2 -- , nota Non sembra che Anna stesso fosse un Sadduceo, ma suo figlio lo era, e quindi è molto probabile che i Sadducei si siano uniti ad Anna, e abbiano fatto di lui uno strumento per sopprimere la dottrina della Resurrezione. La setta; airesiv vedi Atti 15:5; 24:5,14; 26:4; 28:22 La parola è stata applicata prima dagli ebrei ai cristiani, e poi dai cristiani alle sette; 1Corinzi 11:19; Galati 5:20; 2Pietro 2:1 La gelosia non esprime qui così bene l'idea di zhlov come l' indignazione . Nella Prima Lettera di Clemente, zhlov è applicato all'ira di Caino, dei fratelli di Giuseppe, degli Israeliti contro Mosè, della persecuzione di San Pietro e San Paolo IV, 5.. È solo occasionalmente che significa quel tipo di rabbia che chiamiamo gelosia. Il sommo sacerdote e il suo partito erano indignati per la sfida alla loro autorità e per il successo della dottrina che si erano prefissati un obiettivo speciale di reprimere

Versetti 17-29.- Tre cose divine

Il successo della causa cristiana ebbe l'effetto che ci si poteva aspettare; suscitò l'intensa ostilità dei nemici del Signore, e la loro aspra opposizione trovò sfogo in un rapido arresto e imprigionamento degli apostoli Versetti 17, 18. Ma l'avversità dell'uomo era l'opportunità di Dio, e noi abbiamo:

I INTERPOSIZIONE DIVINA. Versetto 19. Com'è vano tutti i catenacci e le sbarre per chiudere fuori coloro che Dio avrebbe dovuto entrare, per chiudere dentro coloro che avrebbe voluto sfuggire! Era giunta l'ora della sua mano che si intrometteva, e tutti gli espedienti dell'ira dell'uomo erano stati infranti come se non fossero altro che "il filo più attenuato del ragno". Spesso desideriamo l'interposizione diretta di Dio ora; Lo chiediamo spesso; spesso ci meravigliamo che non arrivi, pensando che l'ora della manifestazione Divina debba essere arrivata. Il dovere e la saggezza della vera pietà sono

1 chiedere a Dio di liberarlo a suo tempo e modo;

2 aspettarsi la sua mano che consegna in un certo momento e in qualche modo;

3 aspettare con paziente sopportazione fino a quando non sia giunta la sua ora;

4 riconoscere la sua mano graziosa in qualsiasi modo possa essere lieto di agire

II UN'ISTRUZIONE DIVINA. "Va', alzati e di' tutte le parole di questa vita" Versetto 20. Senza dubbio gli apostoli capivano bene quale fosse il tenore del loro incarico. Dovevano pronunciare tutte quelle parole che avrebbero illuminato i loro concittadini sul grande tema della nuova vita spirituale che avevano iniziato a vivere. Coloro che si trovano ora in relazione di insegnanti religiosi con gli uomini del loro tempo, possono prendere queste parole del messaggero celeste come un'istruzione divina per se stessi. Devono "pronunciare tutte le parole di questa vita"; cioè

1 spiegare e far rispettare la verità, che al di sotto e al di là della vita che è materiale e temporale c'è la vita che è spirituale ed eterna;

2 far conoscere le condizioni in base alle quali si deve entrare in quella vita al pentimento verso Dio e alla fede in un Salvatore crocifisso e risorto;

3 per chiarire il modo attraverso il quale quella vita deve essere sostenuta, 'dimorando in lui';

4 assicurare a tutti i discepoli che "questa vita" deve essere perpetuata nell'altro mondo

III LA RICHIESTA DIVINA. "Bisogna obbedire a Dio piuttosto che all'uomo" Versetto 29. Dio esige la nostra prima obbedienza: questo è l'insegnamento della sua Parola; è anche la risposta della nostra coscienza. Siamo d'accordo, quando lo consideriamo, che Dio ha un diritto, trascendentalmente e incommensurabilmente superiore a tutti gli altri, sulla nostra fedeltà. Quel Divino che ci ha chiamati noi stessi all'esistenza; dal quale siamo stati dotati di tutte le nostre facoltà; nel quale "viviamo, ci muoviamo ed esistiamo", dal quale abbiamo ricevuto ogni singola benedizione che abbiamo conosciuto; che è il Sovrano giusto e santo di tutte le anime in tutto l'universo dell'essere; dalla cui volontà dipende assolutamente il nostro destino futuro; A lui dobbiamo la nostra fedeltà in misura tale che qualsiasi pretesa che l'uomo possa avere su di noi è "come nulla e meno di nulla". Ci sono molte ragioni per cui dovremmo arrenderci al suo servizio: l'esempio dei più degni e dei migliori della nostra specie; l'eccellenza, la dignità, l'esaltazione di quel servizio; i vantaggi presenti e futuri che ne otteniamo; i terribili problemi della slealtà e del rifiuto persistente, ecc. Ma c'è un pensiero che dovrebbe pesare di più, ed essere di per sé sufficiente: "dovremmo obbedire a Dio". Non possiamo rifiutarci di farlo senza violare il chiaro insegnamento del nostro giudizio morale. Quando ci arrendiamo a lui, ci mettiamo nel giusto e abbiamo la forte e benedetta sanzione della nostra coscienza. Dovremmo sentire la voce interiore, che dice ogni giorno, ogni ora, con toni che non saranno messi a tacere: "Dovresti obbedire a Dio". -C

Versetti 17-26.- Arresto degli apostoli

I IL TEMPERAMENTO DEI POTERI DOMINANTI

1. Zelo. È buono o cattivo nei suoi effetti, a seconda degli scopi a cui è diretto. Non c'è stato uno stato d'animo di cui siano state e possano esserci descrizioni più opposte, che non siano state e non siano state rese giustizia. Nell'eccitazione del sentimento, nel fuoco e nel fervore che lo zelo implica, l'egoismo può essere facilmente scambiato per spirito pubblico. Le nostre passioni possono e devono mescolarsi con quelle di un tipo più puro. Il risentimento contro l'offesa ai nostri interessi o l'indegnità verso il nostro partito, o il disprezzo per le nostre opinioni, viene costantemente scambiato per puro zelo per il regno di Dio e causa di sciocchezza

2. Ogni volta che scoppiano rabbia e violenza, è la prova che la forza pericolosa dello zelo è all'opera. L'unico modo per correggere il suo male è negare qualsiasi interesse personale che sia separato da quello della verità. È lo sguardo limpido e calmo sulla verità che raffredda l'eccessivo calore dello zelo, o dà alla forza la sua vera direzione. Qui la violenza mostrò che l'egoismo era il principio dello zelo sacerdotale e dell'interesse appassionato, separato dalla verità. Gli apostoli vengono catturati e messi in prigione. Lo zelo è un errore, pensa che la forza sia un rimedio alla debolezza morale, crede che la verità e lo spirito possano essere abbattuti

II LA LORO VIOLENZA DIVINAMENTE RIMPROVERATA. L'angelo del Signore viene come un messaggero di libertà, perché la Parola di Dio non può essere legata. E la libertà significa un nuovo spazio per il dovere. Dio non dà libertà alla lingua e alla mano per niente. "Se le nostre virtù non escono da noi, è tutto come se non le avessimo". La libertà impone doveri. Se Dio ci libera dal timore dell'uomo, che imbavaglia la lingua, allora andiamo a dire pubblicamente al popolo "tutte le parole di questa vita". Ancora una volta, con la libertà si dà il coraggio. Gli apostoli vanno all'alba al tempio e, a dispetto della proibizione ecclesiastica, procedono ad insegnare. Quanto è vero il coraggio il dono e la grazia di Dio! Troppo spesso la si pensa come una mera virtù pagana fondata sull'orgoglio. Tutt'altro con il vero coraggio del soldato cristiano. «È stata una grande istruzione», ha detto la signora Hutchinson nelle sue Memorie, «che i migliori e più alti coraggiosi sono i raggi dell'Onnipotente». Come ogni passione ed energia dell'anima contiene il suo opposto, così il coraggio morale contiene il timore di Dio, la codardia morale contiene il falso coraggio di non essere fedeli a Dio. Gli apostoli, avendo scelto il timore di Dio e l'obbedienza come loro guida, non conobbero altro timore

III RINNOVO DELL'OPPOSIZIONE. Versetti 22, ecc. Ecco un altro studio del cuore umano. Quando gli uomini sono accecati dalla passione, gli argomenti e gli avvertimenti più forti di Dio sembrano solo ostacoli sui quali l'ira si infrange con maggiore veemenza. Le notizie dicono che la prigione è vuota, e in circostanze significative. La guardia sta come prima alla porta, ignara della fuga dei prigionieri. La notizia è confermata da un'altra fonte. I prigionieri sono fuggiti e sono di nuovo nel tempio, a insegnare. Non era forse questo il dito di Dio? Gli uomini nei loro sensi, liberi dalla follia della passione, non avrebbero forse sostenuto di aver fatto male a fare violenza a un potere così maestoso e così sprezzante delle catene della forza e delle leggi ordinarie della natura? Ancora una volta si rinnova il tentativo sventato della forza umana contro la volontà di Dio, e gli apostoli vengono condotti davanti al tribunale con una dolcezza dovuta al timore dei loro carcerieri

IV LA COMPETIZIONE DELL'AUTORITÀ MONDANA CON QUELLA SPIRITUALE. I Sinedri sono all'inizio di nuovo confusi e sfidati

1. Autorità debole senza sostegno morale. I giudici possono solo ripetersi impotenti. Fanno riferimento al loro precedente comando e chiedono perché non sia stato obbedito. Come se gli apostoli non li avessero avvertiti, non si doveva obbedire. La forza senza diritto non può che ripetere i suoi esperimenti e i suoi fallimenti; non può competere con il diritto che si basa sulla potenza eterna

2. La debolezza fisica potente è il sostegno morale. Qui c'erano solo pochi uomini disarmati, senza seguito armato, solo temporaneamente sostenuti dall'incerta simpatia della folla. Qual è il segreto del loro portamento inamovibile? È morale. L'obbedienza alla legge superiore è il segreto di ogni comando sulle menti degli altri. Ecco di nuovo la coincidenza degli opposti. Il servo dell'interesse personale è debole, anche se siede su un trono ed è circondato da guardie; mentre una sola volontà morale, una personalità divinamente determinata, bastano a mettere in subbuglio una città e a rovesciare l'ordine stabilito

3. La verità è irresistibile. La verità del luogo, del tempo, delle persone, delle circostanze, lanciata da labbra ferme, è certa di tornare a casa. Questo è infallibile. Se falliamo con la verità, è a causa della mancanza di rispetto per alcune di queste condizioni

1 Si insiste ancora una volta sull'atto di Dio nel risuscitare Gesù. Fatto spaventoso nella sua grandezza, inquietante nella sua testardaggine, illustrato ora dagli eventi di ogni ora

2 La colpa dei crocifissori è stata nuovamente sottolineata. Le loro oscure passioni si riflettono nella croce di legno, e allo stesso tempo nel rimprovero di Dio nei loro confronti e nella loro delusione

3 l'esaltazione e il dominio di Gesù di nuovo esposti. Agisce come mano di Dio che combatte; Al vertice dell'universo morale, egli attira ora gli uomini a sé, cambiando i loro cuori e perdonando i loro peccati

4 Le prove viventi sono state nuovamente invocate. Noi, uomini viventi, che agiscono, operiamo opere che per la confessione di uno di voi Nicodemo nessuno può fare se Dio non è con lui; Noi, non nel nostro nome e nella nostra personalità indipendenti, ma come veicoli e agenti di un potere sacro, siamo la prova che queste cose sono così. E se lo sono, allora il potere del Sinedrio, con tutto il suo sostegno nelle armi romane, è la mera ombra e il fantasma dell'autorità. Essa è sostituita da quella di Gesù, il vero Re d'Israele. Ben possano i preti e i governanti essere colpiti al cuore da una convinzione, tanto più penetrante perché è nella mente di tutti, ma non è adorata da nessuno

1 La radice del coraggio, dell'energia, dell'influenza morale e del comando risiede nella coscienza, o obbedienza a Dio

2 Quando gli uomini si coalizzano contro la coscienza e cospirano contro la verità, minano le fondamenta dell'autorità e preparano la propria rovina.

Versetti 17-42.- Seconda persecuzione della Chiesa

Avviso:

1. È stato il risultato di un successo meraviglioso. Dobbiamo aspettarci una tale opposizione quando Dio ci dà potere tra il popolo. L'orgoglioso e il formale non hanno alcuna simpatia per ciò che può essere contrapposto alla propria inefficienza

2. Procedeva dalla setta dei Sadducei, cioè dalla scuola eretica. La lega tra il sommo sacerdote e gli schernitori era un triste segno di degenerazione religiosa. Cantici lo è. Quando la religione decade, diventa il cibo dell'incredulità. I latitudinari odiano la serietà spirituale

3. Era debole e timida, evidentemente perché sullo sfondo c'era una coscienza di rimprovero e un'apprensione crescente. Gli apostoli furono messi nel reparto pubblico o in prigione, ma probabilmente non furono gelosamente custoditi

4. La vuota forma di giustizia e saggezza fu mantenuta: il concilio fu convocato, affinché il peso dell'autorità ecclesiastica potesse essere usato per schiacciare i deboli apostoli, affinché il popolo potesse essere intimorito dalla paura di grandi dignitari. Spesso lo sono, ma lo Spirito di Dio può vincere tale paura

5. La saggezza divina è più dell'arte umana. Il processo pubblico o l'esame degli apostoli era una proclamazione pubblica della debolezza dei loro nemici e della sanzione celeste data alla loro causa. La liberazione angelica dei prigionieri divenne un fatto noto in tutta Gerusalemme. L'effetto sul consiglio, sul capitano del tempio, sulla popolazione, deve essere stato immenso. Evidentemente c'era grande eccitazione. "Temevano il popolo, per timore di essere lapidati".

6. I due deboli apostoli alla presenza del concilio, sfidando coraggiosamente la contraddizione dei fatti e facendo appello dall'uomo a Dio, una sorprendente manifestazione di potenza spirituale. "Noi siamo testimoni, così come lo Spirito Santo".

7. La divisione nel concilio tra il partito fanatico furioso e il partito temperato di Gamaliele, ci ricorda la divisione nella nazione stessa; alcuni morti alla voce di Dio, altri pronti a seguirla pur non riconoscendola. L'influsso di Gamaliele è un segno di speranza; c'era un residuo ancora secondo l'elezione della grazia, e prometteva una futura restaurazione di Israele

8. L'intero avvenimento è di grande aiuto per la Chiesa, per sentire la sua potenza, per approfondire la sua devozione, per gioire nella speranza della vittoria, per confidare nella graziosa provvidenza di Dio.

Versetti 17-40.- Una grande vittoria per la verità su tutta la linea; tutte le posizioni del nemico prese

Le poche ore che sono state coperte da questa parte della storia devono essere state ore cariche di conferma della fede per gli apostoli. Non si tratta semplicemente del fatto che vengono nuovamente attaccati e ottengono di nuovo alla fine la vittoria, ma che ogni posizione è portata per loro da un braccio forte e invisibile. Non è del tutto la forza della verità, almeno della verità come è stata detta e parlata da loro; Ancor meno è la loro forza che guadagna questo giorno glorioso e memorabile, sebbene senza dubbio entrambi siano coinvolti nelle imprese della giornata. Ma per loro c'era un "combattimento dal cielo", e le stelle nelle loro corse combattevano contro" i loro nemici. E come nulla spaventa tanto un nemico quanto l'impressione di quest'ultimo, così nulla può essere concepito in modo più incoraggiante per la fede e il coraggio dell'esercito o del generale che hanno prove del primo. Mentre, quindi, l'audace e fedele pronuncia di "tutte le parole di questa vita" era ora l'amorevole cura degli apostoli, la vigile provvidenza di Dio e lo Spirito vivente che Cristo mandò fecero il "cielo che combatté per loro". Possiamo considerare l'attuale parte della storia della Chiesa sotto questa luce. È la storia di una successione di incidenti, ognuno dei quali mostra il nemico come il partito nettamente sconfitto. Gli apostoli sono ancora i rappresentanti della Chiesa. Sostengono il peso maggiore di qualsiasi attacco. Ed è degno di nota il fatto che attualmente, per quanto leggiamo, nessun membro privato della Chiesa è esposto a un trattamento simile. Notate, quindi...

I L'INCIDENTE DI UN NUOVO PROCESSO SULL'EFFICACIA DELLA DETENZIONE. Sembra che il sommo sacerdote e coloro che agivano con lui non avessero imparato la lezione che il loro precedente fallimento avrebbe potuto insegnare loro. Era stato accompagnato dalle circostanze e seguito da un seguito che avrebbe dovuto lasciare un'impressione duratura nella loro memoria. Ma i buoni uffici della memoria furono disprezzati e le lezioni della saggezza vanificate e perdute. L'esperimento deve essere riprovato, per capire se certi fatti ai quali la parola degli apostoli dà grande notorietà, con certi commenti su di essi e spiegazioni su di essi, possono essere messi a tacere, e le porte di una prigione sono più potenti dei miracoli. Questo stesso punto fu presto risolto, e nella forma che avrebbe dovuto portare convinzione e rimprovero in egual proporzione. Bisogna ricordare che la politica dell'imprigionamento è condannata, non necessariamente in se stessa, ma enfaticamente, in questo caso, perché i fatti ai quali gli apostoli diedero la notorietà così sgradita alle autorità erano fatti di cui quelle stesse erano a conoscenza, e perché l'intera azione degli apostoli aveva l'abbondante attestazione di miracoli insuperabili. Le bocche possono essere tappate con la prigione, senza dubbio. E il metodo può, senza dubbio, essere un metodo legittimo, anche se si ammette che ci sia prima facie un probabile pericolo morale ad esso collegato. Questo pericolo si è manifestato così ripetutamente e in modo così maligno, in materia di religione per opprimere la coscienza, in materia di scienza per offuscare le prospettive della verità e la crescita della conoscenza. Ma il punto di interesse e allo stesso tempo la disperazione dell'attuale conflitto dipendevano dal fatto che il metodo della prigionia tentava di chiudere la bocca della Parola e della verità di Dio . Il nemico era confuso in modo evidente. Una "porta abbondante" per uscire dalla prigione per gli apostoli costituiva più che mai una "porta d'ingresso abbondante" per la verità, e provocò "grande baldanza" nell'enunciare "tutte le parole di questa vita" nel tempio dei templi, e davanti che il nemico fosse quasi sveglio

II L'EPISODIO DI UN SECONDO PROCESSO DI ACCUSA DAVANTI AL CONSIGLIO

1. In questo procedimento attendeva il sinedrio con imbarazzo, che inciampava proprio sulla soglia. I prigionieri vengono debitamente mandati a chiamare, ma non si trovano. La prigione è lì; i custodi sono lì; le porte erano chiuse con ogni apparenza di sicurezza, e se erano state aperte, non c'è traccia di ciò né di alcuna violenza che possa averle provocate; le chiavi non vengono né perse né ferite; e le serrature non sono disubbidienti alle loro stesse chiavi, come se fossero state manomesse. Ma a che cosa serve tutto questo, quando la prigione stessa si rivela vuota come mai lo è stato un luogo? Gli ufficiali tornano con il racconto e il volto, senza dubbio, altrettanto vuoti; ma la cosa più vuota di tutte era lo stupore di coloro che detenevano l'autorità in queste nuove circostanze. Che "fossero in dubbio riguardo a loro" così gli apostoli non era innaturale, non era un esempio improbabile del caso in cui si trovavano "il sommo sacerdote, il capitano del tempio e i sommi sacerdoti". E forse sarebbe stato altrettanto adatto a loro e alla loro reputazione, se tutto fosse finito qui. Ma non fu così. Si erano immischiati nella contesa, anzi, non avevano "tollerato di immischiarsi con Dio"; 2Cronache 35:21 e non "lasceranno fuori la contesa" prima che essa li abbia sconfitti in modo evidente, decisivo. Per:

2. Un improvviso sollievo dall'indegno smarrimento non lascia loro altra scelta che andare avanti con un procedimento giudiziario, pericoloso molto più per coloro che perseguono che per coloro che sono perseguiti. Che a questo punto hanno iniziato a sentire questo, non mancano certe indicazioni

1 Sebbene la narrazione sia molto concisa, molto condensata, non omette di descrivere il tenero trattamento dei prigionieri trovati a parlare nel tempio, un trattamento tenero tanto più notevole perché erano prigionieri evasi. "Il capitano e gli ufficiali andarono e li portarono senza violenza; perché temevano il popolo, per timore di essere lapidati": una situazione sfavorevole, tutto considerato, certamente

2 Presumibilmente, poiché la narrazione è molto condensata, ci chiede un secondo pensiero su quale sia il significato preciso quando si dice: "Il sommo sacerdote, il capitano del tempio e i sommi sacerdoti dubitavano di loro, cioè degli apostoli, a cui questo sarebbe arrivato". Ne deduciamo che le loro tenebre più interne cominciarono ad essere tormentate con l'alba del giorno; la loro mente più intima con la convinzione nascente di avere a che fare con un tipo di uomini molto nuovo; la loro coscienza con l'alba di una paura molto sconosciuta al loro modo di comportarsi fino ad allora verso quella stessa coscienza. Forse, più che forse in seguito, lo stesso messaggero che portò la notizia di dove si trovavano gli apostoli e di ciò che stavano facendo riferì anche il racconto degli apostoli su come erano usciti dalla prigione. Avrebbe avuto tutto il tempo per farlo mentre il capitano e gli ufficiali andavano a prenderli. Quell'imbarazzante intervallo deve essere stato in qualche modo riempito dalla corte sgomenta. Né ci può essere dubbio che fu riempito da abbondanti discorsi, domande e discussioni. Questo o qualche altro punto di vista simile è, ci sembra, essenzialmente corroborato dall'apparente silenzio della corte, quando gli apostoli furono infine introdotti alla sua presenza, per quanto riguarda la loro fuga, e dalla sua diligente astinenza da qualsiasi interrogatorio sulla questione. Il silenzio assoluto su questo argomento era certamente la loro migliore saggezza quando avevano ascoltato i fatti reali e, sentendoli, li avevano visti con gli occhi spalancati. Il silenzio della narrazione è una cosa, ed è un segno di accuratezza e fedeltà storica. Il silenzio della corte è un'altra cosa, ed è un tocco abbastanza vero per la natura, anzi, una grande dimostrazione della natura, che a volte, nello sforzo supremo di nascondere la sconfitta, poi la maggior parte si convince di sconfitta. Perciò, con un certo rigonfiamento e borbottio di coscienza prima, e poi con l'inquietudine provocata dalla chiara scoperta di come erano andate le cose, si può ragionevolmente immaginare che il sommo sacerdote e coloro che erano associati a lui desiderassero già di essere ben chiari da tutta la faccenda

3. Ma è giunto il momento dell'accusa stessa. In ogni caso, è chiaro, il suo significato e le sue implicazioni non sono oscuri. "Voi avete disobbedito al nostro severo comando, avete riempito Gerusalemme con la dottrina che noi disapproviamo, e state andando lontano per addossare a noi la responsabilità e forse la vendetta del sangue di quest'uomo". Probabilmente uno spirito di disprezzo e l'intenzione di esprimerlo hanno velato un crescente timore, quando hanno usato le parole "questo nome", "la tua dottrina" e "il sangue di quest'uomo", invece di nominare il Nome che era già "al di sopra di ogni nome" e nominare la dottrina che non era certamente "la dottrina né secondo i comandamenti degli uomini", Colossesi 2:22 e nominando "il sangue che proferisce cose migliori di quello di Abele".

4. Ma la sfida è subito accettata dalla schiera apostolica. Ammettono la loro disobbedienza al comando umano. Essi affermano la loro obbedienza al comando divino e ne affermano la necessità, il suo dovere morale . Essi onorano subito, con una pronuncia ferma e ripetuta di esso, il Nome che era stato appena tristemente disprezzato, ma che, in realtà, designava Colui che aveva conosciuto le transizioni senza precedenti della risurrezione e dell'ascensione, e che possedeva i titoli di Principe e Salvatore dell'umanità. Il suo dono principesco è il potere del "pentimento", il suo dono salvifico è la "remissione dei peccati". Occupando una posizione di grande prestigio morale sui loro giudici, gli apostoli non si propongono di proteggerli da un briciolo della loro responsabilità. Essi avevano rifiutato di nominare il Nome di Gesù; gli apostoli non esitano affatto a nominare il nome del loro peccato e della loro colpa, né si astengono dal descriverli come le persone responsabili del sangue di Gesù. "Voi l'avete ucciso e l'avete appeso a un albero". E così fanno il loro testo. Noi "dobbiamo ubbidire a Dio". E come Dio, il Dio dei nostri padri, è stato colui che ha "risuscitato" Gesù e che lo ha "esaltato", noi siamo i suoi "testimoni", in queste meraviglie gloriose, della storia del suo Figlio Gesù. E Pietro aggiunge, in una delle più pronunciate delle affermazioni di ispirazione peculiari della rivelazione, che, dicendo così tanto, intende dire che "lo Spirito Santo" in essi è il vero Testimone, quello Spirito Santo che Dio dà a coloro che gli obbediscono. Che a Dio si debba ubbidire, probabilmente gli attuali giudici degli apostoli non avrebbero la presunzione di negarlo. Pietro e gli apostoli hanno fatto valere le loro ragioni quando hanno dimostrato che questo è tutto ciò a cui ammonta la loro condotta censurata e imprigionata. Cantici la chiusura della loro difesa stringe l'apertura della stessa

III L'INCIDENTE DI UNA NUOVA ESPERIENZA DI INCAPACITÀ IMPOTENTE NEL CONSIGLIO. Questa esperienza fu inaugurata, in effetti, da una di carattere molto più pronunciato. Con una parola che esprime di per sé un'intensità di sofferenza, ci viene detto che quelli del concilio "furono tagliati sul vivo" e nel primo parossismo di agonia non videro altra scelta che uccidere i loro prigionieri. Gli apostoli furono nuovamente invitati a ritirarsi dal tribunale At 4:15, mentre si deliberava sullo stato delle cose. E "nella moltitudine dei consiglieri si trovò sicurezza" almeno di qualche tipo, e di breve durata, grazie alla saggia prudenza che dimorava in uno di loro, e apparentemente in uno solo. Si noti qui a quale questione diversa gli uomini sono stati tagliati al cuore

1. Alcuni alla penitenza profonda, alla contrizione, alla conversione; così Pietro, Luca 22:61,62 e i primi convertiti Atti 2:6-7

2. Ma altri alcuni a una condanna più profonda, e al suicidio sia reale che morale; così Giuda, Matteo 27:4,5 e quelli qui descritti, con molti antenati, molti discendenti. La cecità dell'ira intensa e l'azione maligna dell'intenso dispiacere possono essere annoverate tra i precursori certi dell'incapacità, ma anche qui la rivelano. E il fatto che leggiamo in queste condizioni, "si consigliano di ucciderli", serve poco più che a garantire doppiamente la certezza che l'inerme annaspare è l'ordine attuale delle cose nell'apparente sede della giustizia

IV L'INCIDENTE DI UNA NUOVA FUGA INDEGNA DA UNA POSIZIONE INDEGNA. Un fariseo, salva il bersaglio!, indica la via d'uscita. E la via d'uscita riporta indietro dal modo in cui sono entrati. Che i membri del consiglio si mettano il più lontano possibile esattamente dove si trovavano prima di agitarsi in questa faccenda, è la politica che Gamaliele propone. Arriva a questo, che egli sostiene con forza che sarebbe di gran lunga la cosa migliore mangiare i propri, sia le parole che le azioni. L'astuzia conservatrice e l'insipidezza di questo consiglio, e del modo cortese in cui viene proposto, sono ugualmente inconfondibili e in un certo senso ammirevoli. Sarebbe poco caritatevole, tuttavia, negare che essa si presta anche a lodi intrinseche

1. Gamaliele ha notato e fatto tesoro e ora usa bene le lezioni della storia

2. Evidentemente è in anticipo sui tempi e ha un occhio ampio e aperto per i principi anche della libertà civile

3. Ancora più notevole, egli sembra aver afferrato il principio e il fondamento stesso del principio della libertà religiosa. "Questi uomini" Versetto 35 devono essere guardati, come dovrebbe essere guardata una cosa forse sacra. "Questi uomini" Versetto 38 devono essere "lasciati in pace", come uomini che possibilmente fanno "l'opera di Dio". E i loro attuali aspiranti giudici devono 'astenersi da loro', perché essi stessi dovrebbero rifuggire, per il loro proprio bene, dall'incorrere anche nella lontana responsabilità di 'combattere contro Dio'. Il principio della libertà religiosa postula sempre questi due aspetti: uno, presentando la visione del danno che può essere fatto agli altri ostacolando le loro convinzioni morali o la loro natura; l'altro il danno che può essere fatto a se stessi sfidando le responsabilità più solenni e critiche che anche "gli angeli potrebbero temere".

4. È difficile resistere all'impressione che Gamaliele fosse uno di quelli che erano "non lontani dal regno di Dio". La narrazione ci permette a malapena di dire che egli stesso aveva una predilezione per "questi uomini". Ma questo "dottore della legge, che aveva fama fra tutto il popolo" Versetto 34, sembra che avesse in sé questo della religione, che "temeva Dio", e che osasse dirlo in relazione al prendere una posizione molto impopolare. Al consiglio di Gamaliele, i suoi compagni consiglieri "accettarono", lieti di sfuggire alla posizione in cui si trovavano di nuovo. Si ritirarono da essa per ragioni che Gamaliele si prende il merito di aver messo davanti a loro, ma che avrebbero dovuto essere davanti a loro molto tempo prima, e avrebbero dovuto salvarli dall'essere dove si trovavano ora. Si ritirano, sanno di essere nel torto, vengono di nuovo picchiati moralmente; ma l'unica cosa che avrebbe tolto alla loro ritirata la descrizione indegna è nascosta, perché non confessano il loro errore. Al contrario, notiamo...

V , INFINE, L'EPISODIO DI UN PESTAGGIO GRATUITO DEGLI APOSTOLI E DI UN COMANDO STERILE IMPOSTO LORO. Qualunque cosa si possa pensare o sperare caritatevolmente da Gamaliele, il consigliere in questa crisi, è molto chiaro che coloro che egli aveva influenzato non avevano una profonda simpatia per i motivi del suo consiglio. Contro di loro ora peccano in linea di principio tanto quanto se avessero imposto le mani violente sugli apostoli, secondo i primi dettami della loro rabbia. E così di nuovo questi uomini scompaiono per un po' dalla nostra vista. Cadono nell'ombra ignominiosa, mentre le cose vanno molto diversamente con i loro prigionieri picchiati, comandati, ma comunque rilasciati. La crudeltà è il velo con cui la vigliaccheria sceglie ora di prendere la sua inutile possibilità di nascondere una sconfitta già troppo vergognosa, ma che piuttosto si aggiunge ad essa e alla sua rivelazione. Scompaiono dalla vista, "battendo" gli apostoli e "comandando loro di non parlare nel nome di Gesù". Ma è un segno del fatto letterale che essi stessi sono stati ignominiosamente battuti lungo l'intera linea di battaglia, e gli apostoli e la verità e "il Nome di Gesù" hanno vinto la giornata. - B

18 Hanno imposto le mani come Atti 4:3 -- , A.V. e R.V per hanno imposto le loro mani, A.V. e T.R.; nel reparto pubblico per nel carcere comune, A.V. Mani imposte, ecc. Pose le loro mani è altrettanto giusto, anche quando auJtwn è omesso, come la traduzione di tav ceirav. Non c'è differenza nel senso nelle due versioni, o nei due passaggi, anche se in balon Atti 4:3 la frase è ejpe aujtoiv tav ceirav, e qui ejpebalon tav ceirav aujtwn ejpi toulouv. Nel reparto pubblico. L'A.V. è più idiomatico ed esprime esattamente ciò che si intende con la frase thrhsei dhmosia. Meyer cita le frasi tosion in Tucidide e oijkia dhmosia in Senofonte per il chiodo comune vedi Atti 4:3

19 Un angelo per l'angelo, A.V.; fuori per avanti, A.V. Un angelo, ecc. La frase è una traduzione della frase dell'Antico Testamento hwO; hy Ëalm. Ma in ebraico è impossibile inserire l'articolo determinativo prima di hwO; hy, e quindi la frase è resa correttamente, "l'angelo del Signore". Nel passaggio che abbiamo davanti e in altri passaggi simili, Kuriov sembra stare per hwO; y, e quindi la resa dell'A.V sembrerebbe essere corretta, nonostante ciò che viene detto da eminenti grammatici in senso contrario. Confrontate anche le frasi di Jdonhnv; Luca 1:19 rJhma Qeou; Luca 3:2 fwnh bowntov; Luca 3:4 e si veda in particolare ggelov Luca 2:9, dove, a Kuriou "l'angelo del Signore" e doxa Kuriou "la gloria del Signore" stanno in frasi parallele. La R.V rende incoerentemente il primo "un angelo" e il secondo "la gloria". Allo stesso modo fwnhou Atti 7:31 è "la voce del Signore"; e nel Salmo 29. 28., Septuaginta 3, 4, 5, 7, 8, 9, i LXX hanno uniformemente fwnhou per hwO; hy lwOq vedi Atti 8:26 -- , nota Out comp. Atti 12:7 -- , ecc

Angelo-aiuto

Gli angeli sono costantemente citati nelle Sacre Scritture. L'angelo-Geova, o angelo del patto, che apparve in forma umana ai patriarchi come segno e prefigurazione dell'Incarnazione, deve essere distinto dalle ordinarie apparizioni angeliche. La concezione dell'Antico Testamento degli angeli è che essi fossero agenti o esecutori di missioni divine a singoli uomini o a comunità. Così abbiamo angeli che visitano Sodoma; angelo della pestilenza; angeli a guardia di Giacobbe, ecc. Dal punto di vista poetico e immaginativo precedente, gli angeli erano veri e propri esseri, appartenenti ad altre sfere ma in grado di comunicare con gli uomini nelle sfere terrene. Secondo le nostre nozioni più formali e scientifiche, gli angeli sono considerati come la personificazione degli agenti materiali, utilizzati da Dio per scopi morali e religiosi. "Egli fa dei venti i suoi angeli e delle fiamme di fuoco i suoi ministri". Si può veramente sapere molto poco sugli angeli, e nessuna dottrina dell'angelologia può essere imposta sull'accettazione universale. La concezione degli angeli nel Nuovo Testamento è data in Ebrei 1:14 Revised Version: "Non sono forse tutti spiriti ministri, mandati a prestare servizio per amore di quelli che erediteranno la salvezza?" L'opera precisa del ministero è quella loro affidata, e l'affermazione apostolica del fatto del loro ministero è probabilmente destinata a contrastare l'insegnamento dei Sadducei che "non c'è né angelo né spirito".

IO AIUTO CON GLI ANGELI COME DATO A CRISTO. Le istanze principali sono:

1. Carni e preparazioni per la sua nascita

2. Angeli-conforti nel tempo delle sue tentazioni nel deserto Matteo 4:11

3. Rinforzi angelici nei momenti del suo conflitto e della sua agonia nel Getsemani

4. L'assistenza degli angeli alla sua risurrezione

5. Carni di annunci angelici riguardanti la sua ascensione e la sua venuta di nuovo. Da questi esempi possiamo imparare il tipo di aiuto che ci si può aspettare che gli angeli diano ai discepoli tentati e provati di Cristo

II L 'AIUTO DEGLI ANGELI COME REALIZZATO DAGLI APOSTOLI. Questo ha assunto diverse forme

1. Come liberazione dalla prigione vedi testo, e episodio narrato in Atti 12:7

2. Per comunicare i messaggi divini, vedi Atti 8:26; 10:7

3. Per garantire la sicurezza nei momenti di pericolo, vedi Atti 27:23 Si può osservare che quella che può essere chiamata la materialità dell'angelo cominciò gradualmente a svanire, e la realizzazione visionaria dell'angelo-aiuto prese il suo posto. In questo tracciamo il passaggio alla forma in cui ora possiamo apprendere l'aiuto degli angeli. Nessuno può aspettarsi un lavoro così effettivo nelle sfere fisiche come quello che San Pietro conobbe quando furono aperte le porte della sua prigione. Anche al tempo di San Paolo questo lavoro era svolto dalle scosse naturali del terremoto

III L'AIUTO DEGLI ANGELI COME CI È STATO CONCESSO. E possiamo affermare chiaramente che è concesso. L'unica domanda è: in che modo ci rendiamo conto dell'aiuto? Le forze spirituali sono intorno a noi. Siamo influenzati, nel bene e nel male, da agenti sconosciuti. Questo è ancora quasi un fenomeno cristiano non studiato; uno, tuttavia, che spesso reca conforto come sentimento alle anime pie. Tale aiuto degli angeli è giustamente messo in secondo piano nella nostra considerazione quando abbiamo una piena e forte convinzione che il Signore Gesù Cristo stesso è con noi, l'Ispirazione, la Guardia e la Guida di tutta la nostra vita e dei nostri pensieri. Coloro che si rendono conto coscientemente della presenza del Maestro daranno relativamente poco peso alla presenza dei ministri e dei servitori del Maestro che realizzano i suoi graziosi propositi per lui. Mostrate con quali limitazioni possiamo giustamente nutrire l'idea dell'aiuto degli angeli in tutto ciò che è buono. - R.T

20 Vai, A.V. Nel tempio; non in casa, ma nei tribunali. Le parole di questa Vita; cioè questa vita che è in Cristo, che voi predicate, per mezzo della sua risurrezione dai morti comp. Giovanni 6:68 -- , "Tu hai parole di vita eterna; " vedi anche l'intero capitolo e 1Giovanni 1:1-3

La missione della Chiesa nel mondo

"Vai, alzati e parla", ecc. Gli atti degli apostoli sono sempre il modello per gli atti del popolo di Dio. Lezioni sul rapporto tra la Chiesa e il mondo. Il Vangelo cominciò ad impadronirsi delle masse. Invidia e odio per il partito dei Sadducei, perché una religione che elevava il popolo, pensavano, avrebbe abbassato i ricchi e gli amanti degli agi. Dobbiamo aspettarci difficoltà sociali man mano che il regno della giustizia si diffonde, ma il messaggio dell'angelo è la regola di tutti i tempi; Mentre l'opportunità te la offre, alzati in piedi e pronuncia non il tuo messaggio, ma "tutte le parole di questa vita". Mentre ascoltiamo le parole dell'angelo , dovremmo tenere lo sguardo fisso sul segreto svelato della forza divina che libera e protegge tutti i predicatori sinceri della verità di Cristo

I IL GRANDE MANDATO. "Parla... al popolo".

1. Copia l'esempio del Master. "La gente comune lo ascoltava volentieri".

2. Il migliore sull'adattamento del Vangelo ai bisogni del popolo. Sono ingannati da falsi maestri, corrono dietro a falsi rimedi

3. Fatti coraggio dai fatti della storia antica del cristianesimo. Tutta l'abilità morale del popolo. Illustra il corso del cristianesimo nell'impero romano, dalla casetta al trono. Nella Riforma, soprattutto in Inghilterra. Lollardi. Luther. La predicazione dei revivalisti nel XVIII secolo e nei nostri giorni

4. Annota gli eventi. Il futuro nelle mani del popolo. Parlate loro di Cristo; perché il loro potere è grande, e possono abusarne per distruggere la società. La grandezza di Babele deve finire nella confusione e nella miseria

5. Considera la responsabilità dei cristiani. Credete, e quindi parlate; Il silenzio è vergogna. L'attività è la speranza della Chiesa, la cura delle sue lotte e lo sradicamento dei suoi dubbi

II IL GRANDE MESSAGGIO, "Tutte le parole di questa vita".

1. La realtà-la vita. La lotta quotidiana degli uomini riguarda la vita. Eppure il mondo è pieno di illusioni sulla vita. Questa vita! Quella vita! Invitiamo il popolo a vivere la vera vita, la vita di Cristo, la vita che la morte non può toccare

2. Annuncio. "Parole di questa vita". Noi proclamiamo i fatti, una Persona Divina, una vita che può essere descritta con l'esempio, confermata dalla testimonianza, studiata nelle pagine scritte. La religione non è un sogno di entusiasti, non un semplice sentimento fluttua come una nuvola nell'aria, non un vuoto ritualismo, ma parole di vita tradotte in azione

3. Filantropia. "Tutte le parole". Diversi dai semplici maestri umani con le loro riserve e i loro egoismi. I filosofi insegnavano per soldi. Cristo dice: "Parlate liberamente a tutti gli uomini". La religione nelle mani dei sacerdoti ha reso il popolo nemico, ma questo nuovo messaggio nel tempio avrebbe scosso i lamenti della superstizione, del pregiudizio e dell'orgoglio, e avrebbe edificato una nuova umanità. Nel nostro messaggio dobbiamo mettere tanto cuore che la gente veda che diamo loro tutto ciò che abbiamo, perché amiamo prima di tutto le loro anime e i loro interessi terreni come inclusi nel loro benessere spirituale

4. Aggressività. "Va', fermati nel tempio"; "Non aver paura dei loro volti". La politica audace è sempre la più saggia nelle cose spirituali. Particolare necessità che il tempio profanato, sia testimone della fedeltà dei messaggeri di Cristo. La falsa religione è il grande ostacolo al progresso del vangelo. Le persone fraintendono il messaggio; pensa ai sacerdoti come ai loro nemici; hanno motivo di pensarlo. Il vangelo non rifiuta ciò che è buono in altri sistemi, ma si pianta in mezzo al mondo così com'è; trova nel tempio dell'antica religione un luogo di appoggio da cui predicare la nuova novella. Ogni nuovo esempio di interposizione divina dovrebbe incoraggiarci. Ora sei libero, vai di nuovo al lavoro. In tutti i campi del lavoro lo scoraggiamento deve essere assolutamente escluso. Segui gli angeli di Dio ed essi indicheranno nuove piattaforme. Parleremo con nuova potenza se rifiuteremo di essere ostacolati dall'opposizione o di essere messi in disgrazia dalla sofferenza.

Il tema dei temi: la carica dell'angelo

"Vai, parla, di questa vita." Non ci può essere alcun dubbio su quale sia essenzialmente il riferimento in questa espressione usata dall'angelo. Ma da dove l'angelo, per così dire, l'abbia preso in prestito, ammette un pensiero e una domanda. L'angelo parla della vita implicata nel fatto della Risurrezione, quel fatto così sgradito ai Sadducei pizzicati e poveri, che ora erano i principali persecutori degli apostoli. Per quanto grande sia il singolo fatto della risurrezione di Gesù, la sua grandezza è magnificata da un numero infinito, quando la consideriamo come una caparra e una "primizia" di molte cose che hanno al suo seguito

Se fosse stato un fatto unico, e fosse stato progettato per rimanere tale, sarebbe stato privato della corona della sua gloria. La grandezza e la maestà solitarie devono necessariamente averla privata del suo potere di emozionare innumerevoli milioni di persone con speranza e gioia, e di indicare a tutta l'umanità l'unico quartiere da cui sorge la luce. E probabilmente il più semplice sarà il miglior racconto del fatto che l'angelo la chiamò "questa vita". "Andate, fermatevi e dite al popolo nel tempio tutte le parole di questa vita", cioè la vita che da alcuni giorni è il tema incessante del vostro pensiero, del vostro unico affetto ininterrotto e della vostra testimonianza. Abbiamo qui la carica di un angelo. Notiamo di che cosa è composto. L'angelo esorta...

IO CHE LA VITA CHE DEVE SOSTITUIRE LA VITA PRESENTE DELLA TERRA DEVE ORA RISOLVERE IL PESO DELLA PREDICAZIONE DEGLI APOSTOLI. Alcuni obiettano all'importanza data nella predicazione di ciò che deve avvenire e alla cerchia di soggetti che vi sono coinvolti. Pensano che sia innaturale, artificiale. Tuttavia, non fare questo significa rimandare di nuovo gli indicibili vantaggi della rivelazione. Che il dovere pratico della vita presente debba essere predicato dal predicatore cristiano è un'ovvietà. Che debba essere predicato senza la luce dell'eterno futuro, e ciò che è più distintivo di esso rivelato nelle Scritture, è voltare le spalle al dono inestimabile della rivelazione. Da qui provengono i più potenti impulsi pratici viventi per la vita giusta, elevata e santa sulla terra. La mente si agita con uno sguardo nuovo e stupito; L'immaginazione è divinamente tentata, a non essere né illusa nella natura di ciò che afferra, né defraudata nella misura in cui si impadronisce di essa; e il cuore è raggiunto fino ai suoi bisogni più profondi. L'orizzonte infinitamente allargato che viene dalla rivelazione della vita eterna non intacca né vuole per un momento alterare i fondamenti della verità morale e del dovere. Ma getta una luce, un colore e un interesse proprio in mezzo a loro, e per la massa dell'umanità li porta prima nella classe delle forze pratiche riconosciute. Agisce in qualsiasi momento, la macchina è una cosa, e la forza motrice un'altra. La distruzione da parte di Cristo della visione del confine della morte, e la sua illimitata estensione della visione del confine verso la vita eterna, costituiscono legittimamente l'essenza stessa non affatto dei fondamenti della moralità, ma di una grandissima parte della forza del suo appello all'umanità. L'incarico dell'angelo è morto, contrariamente a qualsiasi cosa guardi nella direzione dell'affetto per poter fare a meno del suo metodo o per gettarlo completamente nell'ombra. E i secoli trascorsi da quando l'angelo liberò gli apostoli dalla prigione all'alba e ordinò loro di andare a predicare "le parole di questa vita", hanno rivendicato il suo incarico. La predicazione che è stata riempita di aforismi morali è stata morta e priva di forza. Ciò che ha affrontato con riverenza ma con fiducia le straordinarie realtà del grande futuro invisibili - non visibili se non alla luce della rivelazione e della fede - è stata la predicazione che è stata fruttuosa di influenza e ha mostrato di cambiare i cuori e le vite cambiate

II CHE "QUESTA VITA" SARÀ OGGETTO DI APPELLO UNIVERSALE AL "POPOLO". I fatti o le dottrine distintive del cristianesimo non conoscono distinzione tra esoteriche ed essoteriche. Sono ciò che può essere compreso dal popolo, e sono ciò di cui si può fidare il popolo. I sadducei e altri, non pochi che si professano esperti di queste questioni superiori della vita e della sua prospettiva, stanno mettendo da parte loro la loro grande opportunità. Ma al "popolo", "al vangelo", "le parole di questa vita" sono predicate. Il vangelo deve mettere alla prova il suo genio e la sua forza in mezzo a loro, e poi ci prova sempre, non del tutto invano. Si deve notare che questa dottrina suprema o fatto della vita futura o della vita eterna è

1 da annunciare in stretta connessione con la storia personale di Gesù Cristo, con la sua risurrezione; e

2 che deve essere annunciato con tutta la pienezza e la varietà di cui può ammettere - "Tutte le parole di questa vita" devono essere ampliate senza risparmio:

a ciò che è nel suo sé intrinseco,

b ciò che è guadagnato per l'uomo da Cristo,

c che cos'è come illustra la risurrezione di Cristo stesso

III CHE L'APPELLO SIA FATTO SENZA PAURA DA UOMINI, SEMPLICI UOMINI, UOMINI NON ASSISTITI DA ALCUN POTERE TERRENO ED ESPOSTI A TUTTI I PERICOLI TERRENI. Gesù Cristo ha compiuto la Sua opera, per quanto riguarda la parte di essa sulla terra. Anche gli angeli, a quanto pare chiaramente, hanno la loro parte nel promuovere l'opera di Cristo sulla terra. Ma la loro parte è di tipo più indiretto. Quando Gesù se ne va, gli uomini, gli uomini deboli, che sbagliano, sono peccatori , sono chiamati a intraprendere l'opera, sono onorati di intraprenderla. Qualunque cosa significhi e si armonizzi con ciò che può o non può, il fatto merita probabilmente più riflessione di tutto ciò che ha finora ricevuto. E se si vuole essere valutati correttamente, si deve prestare uguale attenzione a due fatti:

1 che l'uomo sia l'operaio, e che

2 l' uomo che deve operare in questo modo deve essere uno "chiamato" e qualificato dallo Spirito Santo. Così chiamato e così equipaggiato interiormente, egli deve "andare e stare in piedi", come se fosse in forze senza aiuto, e stare nel luogo dell'osservazione corteggiata e solenne, nella pubblicità del "tempio", e badare a "dire al popolo tutte le parole di questa vita". -B

21 Questo per quello, A.V.; circa giorno. pausa per la mattina presto, A.V.; prigione per prigione, A.V Verso l'alba. Nel caldo clima di Gerusalemme le persone sono quasi all'inizio della meritevole comp. Matteo 26:57,75 Ma il sommo sacerdote, ecc. La narrazione sarebbe più chiara se il passaggio fosse tradotto più letteralmente: Ora, quando il sommo sacerdote e coloro che erano con lui furono venuti alla sala del consiglio il giorno dopo, si riunirono, ecc. La narrazione è ripresa da Versetti. 17, 18. Dopo aver messo in prigione gli apostoli Versetto 18, essi si riunirono la mattina dopo per decidere come punirli. Il consiglio todrion; cioè nell'ebraico-greco, il Sinedrio, il grande consiglio della nazione, composto di settantadue membri, di solito presieduto dal sommo sacerdote. È spesso menzionato nel Nuovo Testamento Matteo 5:22; 26:59; Marco 14:55 -- , ecc.; e Atti 22:30, 23:1 -- , ecc.; sopra Atti 4:15 In questa occasione, oltre ai membri del Sinedrio, si era radunato tutto il senato gerousia dei figli d'Israele, un'espressione che ricorre solo qui, ma che sembra comprendere tutti gli anziani dei Giudei, anche se non erano membri del Sinedrio. Ma alcuni Schleusner, Heinrich, ecc. lo interpretano semplicemente come un'altra frase per il Sinedrio, aggiunta per spiegazione e ampliamento. Il consiglio, naturalmente, ignorava la fuga dei prigionieri. La prigione desmwthrion; "prigione" A.V rappresenta fulakh nel verso successivo

Versetti 21-24.- La disperazione di combattere contro Dio

La narrazione indica che il Sinedrio era pienamente entrato nell'opera di controllare e schiacciare il partito dei discepoli di Cristo. Gamaliele espresse quale sarebbe stata la natura della loro azione: forse anche una "lotta contro Dio". Bisognerebbe fare qualche sforzo per rendersi conto di ciò che pensavano del loro lavoro, e di come si illudessero con l'idea di essere i soli custodi della verità di Dio e, opponendosi al partito cristiano, stessero realmente combattendo per Dio. Uno degli effetti più tristi dell'esclusiva e della fiducia in se stessi è che queste cose in realtà accecano gli uomini e rendono loro impossibile ricevere la verità così come viene loro presentata. Un po' di autocritica, un po' di abilità nel mettere alla prova i propri motivi, avrebbero rivelato a questi uomini le passioni e i pregiudizi bassi e indegni da cui si lasciavano dominare. Spesso abbiamo bisogno di "vederci come ci vedono gli altri" e possiamo accogliere con gratitudine qualsiasi luce che ci riveli a noi stessi. Questi uomini stavano realmente "combattendo contro Dio".

COMBATTENDO CONTRO DIO, L'UOMO PUÒ OTTENERE SUCCESSI APPARENTI E TEMPORANEI. Solo apparentemente, perché inducono sempre gli uomini a tentare ulteriori piani, che li portano alla rovina totale. Solo temporanea, perché Dio ha le lunghe ere in cui assicurare l'adempimento dei suoi propositi. Illustralo con il successo del Sinedrio nella condanna e morte di nostro Signore, e nell'imprigionamento degli apostoli

II NELLA LOTTA CONTRO DIO, L'UOMO HA A CHE FARE CON FORZE AL DI FUORI DELLA SUA PORTATA. E sono sicuri di dominarlo. Confrontate la gamma di potere dell'uomo con quella di Dio. Illustra dal trattamento di Cristo; la morte era il limite dell'uomo, la risurrezione era in potere di Dio. Cantici con gli apostoli; la prigionia era il limite dell'uomo, la liberazione degli angeli era in potere di Dio. I miracoli di Dio allora, le provvidenze e i prepotenti di Dio ora, sicuramente accoppiano e dominano il massimo antagonismo dell'uomo. Questo vale per le persecuzioni, l'infedeltà o altre forme di attacco contro gli uomini cristiani, contro la fede cristiana o contro la diffusione del regno del Redentore.-R.T

22 Gli ufficiali che sono venuti per quando sono arrivati gli agenti e, A.V. e T.R.; e tornarono perché tornarono, A.V

23 Casa di prigionia per carcere, A.V., come in Versetto 21; abbiamo trovato chiuso in tutta la sicurezza per veramente trovato abbiamo chiuso con tutta la sicurezza, A.V. alle porte per fuori davanti alle porte, A.V. e T.R. Ma l' interno alla fine del versetto sembra richiedere il senza del T.R

24 Il capitano del tempio per il sommo sacerdote e il capitano, ecc., A.V e T.R.; parole per le cose, A.V.; erano molto perplessi riguardo a loro perché dubitavano di loro, A.V. Il capitano del tempio, ecc. Meyer, seguito da Alford, conserva il T.R., in cui la parola per il sommo sacerdote è oJ iJereuv. È vero che questa parola non ricorre da nessun'altra parte nel Nuovo Testamento per "il sommo sacerdote". Ma nell'Antico Testamento heko è usato molto frequentemente per designare il sommo sacerdote, come Esodo 29:30; 35:19; Numeri 3:32; 2Cronache 22:11; 2Re 22:10, 1Re 1:8, ecc.; e in tali luoghi è rappresentato da iJereuv nei LXX Cantici che San Luca potrebbe molto probabilmente averlo usato qui, dove il contesto rendeva chiaro il significato, e dove intendeva usare la parola ajrciereiv per "i sommi sacerdoti". Per il capitano, vedi sopra Atti 4:1 -- , nota Era particolarmente interessato perché, probabilmente, era l'ufficiale che aveva arrestato gli apostoli il giorno prima. Erano molto perplessi preoccupati. Il verbo diaporew, che ricorre qui solo nel Nuovo Testamento e in Atti 2:12,10:17, Luca 9:7 e con la voce media Luca 24:4, significa propriamente "essere in dubbio su quale strada prendere", quindi generalmente essere in dubbio, perplessità. Possono applicarsi sia alle parole, alle cose strane appena riferite loro, sia agli apostoli riguardo ai quali le cose furono riferite. Sembra più naturale riferirlo alle parole. Erano nel dubbio e nella perplessità su ciò che tutto sarebbe diventato

25 E ne venne uno, perché poi venne uno, A.V.; ecco per dire: Ecco, A.V. e T.R.; il carcere per il carcere, A.V.; nel tempio in piedi per stare nel tempio, A.V. Stare in piedi implica l'atteggiamento calmo e impavido degli uomini. C'è un apparente riferimento nella mente dello scrittore alle parole dell'angelo nel Versetto 20: "Andate, alzatevi e parlate".

26 Ma senza per fuori , A.V.; per timore che lo fossero, omettendo ina, per timore che sarebbero stati, con ina, A.V. e T.R. Per timore che lo siano, ecc. Il modo migliore di interpretare le parole, sia che si ripeta o meno, è quello di far dipendere la frase "affinché non siano lapidati" da "non con violenza"; mettendo tra parentesi "perché temevano il popolo"; spiegando così perché pensavano che fosse pericoloso usare la violenza

28 Abbiamo caricato severamente, non abbiamo comandato severamente? A.V. e T.R.; non per questo non dovreste, A.V.; insegnamento per la dottrina, A.V. Abbiamo caricato severamente, ecc.; sembra che ejperwtaw richieda una domanda da seguire. Il tuo insegnamento per il comando, vedi Atti 4:18 Intendi portare, ecc. Qui viene fuori il segreto della persecuzione, la coscienza colpevole sussultava ad ogni parola che diceva di Gesù Cristo come vivente. Anche il sommo sacerdote non voleva nemmeno nominare il nome di Gesù. Era "questo nome", "quest'uomo"; come nel Talmud, Gesù è più frequentemente chiamato Teloni, cioè "tale", in spagnolo e portoghese Fulano, o ancora più sprezzantemente come "quell'uomo" Farrar, 'Life of St. Paul,' vol. 1. p. 108. Questo terrore della colpa di sangue è un commento sorprendente al detto riportato Matteo 27:25

29 Ma per allora, A.V.; gli apostoli per gli altri apostoli, A.V; deve per dovere, A.V. Peter è il portavoce, il sentimento è quello dell'apostolato unito. Deve obbedire a Dio, ecc. La regola è d'oro per tutti gli uomini, per tutte le circostanze e per tutti i tempi. Atti 4:19 Pietro non nega di aver ricevuto la proibizione, ma invoca la forza superiore del comando di Dio, come esposto nei versetti seguenti

"Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini"

o, "dobbiamo", Versione Riveduta. Un grande principio richiede di essere visto in pieno giorno prima di poter essere posto a fondamento di una grande azione. Il fanatismo trae la sua forza dalla notte dell'ignoranza, non dal mezzogiorno della verità. La persecuzione può vendicarsi sulla base dell'ubbidienza a Dio, ma dimostra di non avere alcun titolo su tale principio perché distrugge la libertà

I IL GRANDE REQUISITO. Obbedienza a Dio

1. È un'esigenza abbondantemente esposta nelle Scritture, nella coscienza, nell'insegnamento della provvidenza in relazione alla verità rivelata, e specialmente in quella guida ispirata senza la quale nessun uomo vero e sincero è lasciato senza

2. Rafforzato dall'opera della Chiesa, dai pericoli del mondo, dall'inganno del cuore, dalle promesse della Parola di Dio

3. Ricompensati dal senso di forza interiore, dalla superiorità rispetto alle circostanze, dai successi nello sforzo cristiano, se non in questo mondo pienamente, nell'eternità

II IL GRANDE PROCESSO

1. Le leggi umane, le esigenze umane, gli errori umani, le passioni umane, tutti possono dire: "Obbedisci alla voce dell'uomo piuttosto che a quella di Dio".

2. Compromesso il grande pericolo della Chiesa. Sotto il suo nuovo travestimento di sottomissione panteistica all'inevitabile legge dello sviluppo, particolarmente sottile

3. Mancanza di coraggio e convinzione morale, oscurando il principio e amplificando la forza degli ostacoli circostanti. Abbiamo bisogno dello Spirito Santo, che sostenga l'opera di Dio nel nostro cuore, che penetri gli inganni del mondo, che ci armi di preparazione spirituale contro gli inevitabili assalti dall'esterno

4. Individualmente la stessa grande questione da risolvere tra noi e Dio. La sua polemica. "Arrendetevi a Dio". -R

30 Impiccandolo e impiccato, A.V. Il Dio dei nostri padri, ecc. Osservate con quanta cura Pietro preserva la sua fratellanza con gli ebrei ai quali si rivolgeva, e la continuità del Nuovo Testamento con l'Antico Testamento come il seguito degli atti dello stesso Dio d'Israele. Innalzato; cioè dai morti; hgeire, non ajnisth, come 3:22, 26. Alcuni, tuttavia Calvino, Bengel, ecc., prendono hgeire, come qui usato, per significare "innalzato" nel senso più ampio di ajnasthsai, come nel T.R. di Atti 13:23, dove, tuttavia, il R.T. ha h Ucciso; cioè con le tue proprie mani, come significa dieceirisasqe. Si verifica solo in Atti 26:27

Versetti 30-32.- La croce e la corona

In questo discorso che Pietro pronunciò al Sinedrio abbiamo un'altra sintesi del vangelo

IO IL PIÙ BASSO ABISSO DELLA VERGOGNA TERRENA. "Voi lo avete ucciso e appeso a un legno" Versetto 30. Il Figlio di Dio è stato "fatto di poco inferiore agli angeli", anzi un Figlio dell'uomo, "a motivo della sofferenza della morte" Ebrei 2:9 Egli si è abbassato al livello della nostra umanità, per poter "gustare la morte per ogni uomo". E subì quell'esperienza nella sua forma più terribile: nell'oscurità, nel dolore, nella vergogna, nell'abbandono, nell'inesprimibile agonia dell'anima. Scese deliberatamente fino al punto più basso a cui poteva abbassarsi, per poter finire l'opera che il Padre gli aveva dato da fare

II LA VETTA PIÙ ALTA DELL'ONORE CELESTE. "Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù... Dio lo ha innalzato con la sua destra perché sia Principe e Salvatore" Versetti 30, 31. "Dal più alto trono di gloria alla croce del più profondo dolore" era venuto; Ora egli risaliva dalla tomba al trono, al trono del potere e della beatitudine celesti. Egli è diventato un Redentore intronizzato, un sovrano Salvatore,

1 occupando il primo posto nel rango celeste,

2 dispensare la salvezza ai figli perduti degli uomini, e

3 ricevere l'omaggio volontario, il servizio affettuoso della moltitudine che ha redento. Quale posizione più onorevole, invidiabile e benedetta possiamo concepire di quella di Colui che, seduto nel più alto posto d'onore, conferisce il migliore di tutti i doni immaginabili, e riceve, in cambio, l'adorazione e il servizio più liberi, più ricchi e più gioiosi dei suoi redenti, sia di quelli che sono intorno alla sua persona "nei cieli", E anche di quelli che lo servono e si sforzano di seguirlo quaggiù?

III IL METODO DEL SALVATORE REGNANTE. Egli è un Principe e un Salvatore, "per dare il pentimento... e il perdono dei peccati". In che modo l'Eccelso Signore porta avanti la Sua grande opera mentre regna in cielo? Dando pentimento e remissione

1. Egli dà alle anime umane il senso dell'atrocità del loro peccato

2. Egli dispensa loro, attraverso il suo sacrificio espiatorio, il perdono pieno e gratuito del loro peccato. Così egli conduce gli uomini dappertutto lontano dalla loro iniquità, e li riporta al favore e quindi al felice servizio del Supremo

IV LA BENEDETTA CERTEZZA CHE ABBIAMO DEL FATTO DELLA SUA ELEVAZIONE. Versetto 22. Gli apostoli poterono assicurare al concilio che le cose stavano così; Potrebbero collocarlo al di là di ogni dubbio, in quanto

1 essi stessi sono stati testimoni dei fatti, e

2 lo Spirito Santo aveva confermato la loro testimonianza con i segni e i prodigi che aveva permesso loro di operare. Anche noi abbiamo una testimonianza, sia umana che divina

1. La testimonianza umana degli apostoli di nostro Signore, e di tutte le anime cristiane di tutte le generazioni successive, che hanno testimoniato per lui e la potenza della sua grazia, e anche la sicurezza dei nostri contemporanei, che si rallegrano della libertà con cui egli li ha resi liberi

2. La testimonianza divina di quel misericordioso Spirito di Dio, che, sebbene non operi segni e prodigi intorno a noi, opera in noi convinzione, conforto, santità, forza.

31 Dio ha esaltato perché Dio ha esaltato, A.V.; remissione per il perdono, A.V. Con la mano destra; cioè con la sua grande potenza, come strumento dell'esaltazione di Cristo. A Il principe Atti 3:15 -- , nota prima il pentimento , "un cuore nuovo e uno spirito nuovo", Ezechiele 36:26 e il perdono dopo comp. Atti 2:38; 3:19 -- , ecc

Il trono della misericordia

"Dio lo ha esaltato", ecc. Il tempio ebraico è un simbolo materiale del metodo divino della grazia. La camera principale era il luogo della gloria di Dio, la camera interna, nido di presenza del grande Re; la sua caratteristica principale, il propiziatorio, una proclamazione d'amore a tutti. Ma l'accesso alla beatitudine solo per il modo stabilito, attraverso i riti e le persone consacrate; così la volontà e la giustizia di Dio sostenevano allo stesso tempo la sua misericordia. Confrontate le idee pagane dei favori divini: servili, crudeli, degradanti, capricciosi, distruttivi della giustizia sia in Dio che nell'uomo. Inoltre, nessun sistema pagano faceva appello a un'umanità universale

IO IL COMUNE VOGLIO

1. Liberazione dal peccato, sia per remissione che per elevazione morale. Mostrate che la coscienza ritrova soddisfazione, la vita la sicurezza, il cuore la pace

2. Un perdono gratuito e non comprato, per non essere oppressi dalle loro disuguaglianze, distrutti dalla loro disperazione, sedotti dai loro errori, schiavi della loro superstizione

3. Fiducia senza fanatismo, pace mentale senza inerzia e senso di rettitudine senza orgoglio

II LA SALVEZZA DIVINA

1. È costruito su fatti: una storia personale, un accumulo di prove storiche, un'ascesa da Betlemme al trono celeste. Il soprannaturale è assolutamente necessario per sostenere lo spirito umano nella sua massima emergenza. La mano destra di Dio deve essere vista, deve essere evidente. Non possiamo dipendere dalla semplice simpatia, saggezza o forza umana

2. Il duplice carattere di Cristo incontra la duplice esigenza dell'anima, della grandezza del Re e della compassione del Salvatore. L'esaltazione di Cristo era sia umana che divina. Riconosciamo il grande fatto della mediazione e della riconciliazione

3. L'unica prova suprema della sufficienza, il dono dello Spirito Santo. Non ci appelliamo agli uomini sulla base del fatto che Dio può salvarli, o che c'è nel cristianesimo una teoria soddisfacente dell'espiazione, ma sulla base del fatto che lo Spirito di Dio li sta salvando, che il dono è lì: il pentimento e la remissione

APPLICAZIONE. Ciò che era vero per Israele è vero per noi. Lo stato del mondo ebraico era la condanna di tutti gli uomini. Se Dio ha operato così per noi, come scamperemo se trascuriamo una salvezza così grande?" Il dono contiene tutto il cuore di Dio. Ricambia il suo amore. - R

L'attuale regalità e i diritti di Gesù

È interessante notare come la concezione ebraica del Messia, come Re conquistatore della casa di Davide, abbia dato forma e tono alle prime idee che gli apostoli avevano del loro Salvatore risorto e asceso. Si dimostrò, infatti, un re in un senso completamente diverso da quello in cui lo avevano considerato, e in un primo momento provarono molta delusione per il crollo delle loro speranze nazionali; ma sapevano ancora che era un Re, acquisirono a poco a poco nozioni più chiare della spiritualità del suo regno, e affermarono liberamente i suoi attuali diritti reali, esigendo l'immediata sottomissione degli uomini alla sua autorità. La pretesa di sovranità è strettamente legata alla promessa di salvezza. "Se Cristo cerca di governare sugli uomini, è per salvarli". È consuetudine notare i significati della Risurrezione vista nel suo rapporto con lo schema redentivo; ma non è così usuale che gli insegnanti cristiani si soffermino sull'ufficio, la dignità, l'incarico, l'autorità e le operazioni attive del nostro Signore come esaltate alla destra del Padre. Il cerchio della dottrina cristiana non è affatto completo da questo lato, e il mistero dell'Ascensione è dispiegato solo in modo molto imperfetto. È stato permesso di far prevalere il sentimento che Cristo è praticamente assente da noi; gli affari della Chiesa di Cristo sono delegati al ministero dello Spirito Santo, e Cristo verrà un giorno per assumere il posto e il potere, e stabilire un regno eterno qui sulla terra. Gli apostoli dichiarano che il Signore è ora esaltato al suo posto regale e principesco. Essi affermano non solo che ora ha, ma anche che ora rivendica i suoi diritti reali. Non è il loro modo di dire che "Egli prenderà per sé la sua grande potenza e regnerà"; dicono: "Dio lo ha esaltato" o, come nella Revised Version, "Dio lo ha esaltato". Questa è una verità che la Chiesa moderna ha bisogno che le venga presentata più pienamente e frequentemente. La dovuta attenzione ad esso allevierebbe la tendenza a rappresentazioni esagerate della salvezza mediante la fede nell'opera di nostro Signore. La salvezza si rivela nella fede nel Signore Cristo stesso, il Principe e Salvatore. Cristo è realmente ora...

IO IL PRINCIPE, O QUELLO CHE REGGA. Spiegate l'antica teocrazia come il governo diretto di Geova, e mostrate che l'idea si realizza spiritualmente nell'attuale relazione di nostro Signore con la sua Chiesa. Non dovrebbe essere una disabilità per gli uomini rigeneranti e spirituali che egli è invisibile. L'anima vivificata può avere comunicazioni spirituali, e la vita segreta dell'anima dell'uomo cristiano è la sua vera vita. Chi lo controlla controlla anche l'intera vita corporea e le relazioni. Nella riga del testo si può mostrare che, come Principe, la legge e la pretesa di Cristo, portate a casa alle anime degli uomini, le inchinano alla penitenza; e Cristo ha in pieno mandato l'espressione della misericordia divina nel perdono e nella restaurazione

II IL SALVATORE, O COLUI CHE SALVA. La salvezza non è dichiarata come il risultato della fede dell'uomo nell'opera redentrice di Cristo, ma della fede dell'uomo che apre la sua anima e la sua vita alle attuali opere redentrici del Salvatore vivente. Le forze morali che ora lavorano effettivamente per sottomettere, persuadere, rinnovare e santificare gli uomini sono le forze presenti e attive di Cristo, l'esaltato e glorificato Salvatore. Gli apostoli Cantici predicarono agli uomini "Gesù", li invitarono ad aprire i loro cuori al suo amore e alla sua potenza, a portare su di lui il fardello dei loro peccati e dei loro bisogni, e ad aspettarsi che egli li avrebbe trattati realmente, anche se in modo spirituale, come aveva trattato i dolori e i peccati degli uomini mentre era con loro nella carne. Questa è la grande gloria del messaggio del vangelo, e il punto a cui dovrebbe essere data preminenza in questi nostri tempi: "Gesù vive". Egli è esaltato, mantiene il suo incarico. Suo "Padre lavora fino ad ora, ed egli opera". Come Principe , esige la nostra sottomissione e la nostra obbedienza. Come nostro Salvatore, egli prende su di sé tutto il nostro caso, e libera, redime e santifica.

32 Testimoni per i suoi testimoni, A.V. e T.R.; così è lo Spirito Santo, perché così è anche lo Spirito Santo, A.V. e T.R. Noi siamo testimoni. Il riferimento diretto è al comando riportato in Atti 1:8, al quale si sentivano imperativamente obbligati a obbedire. Cantici è lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo rese testimonianza al vangelo predicato dagli apostoli con i poteri che diede loro per guarire e operare miracoli, e con la conversione di molti che udirono la parola: "il vangelo predicato con lo Spirito Santo fatto scendere dal cielo" 1Pietro 1:12 Marco la solennità e l'autorità che Pietro rivendicava per il vangelo affermando così che lo Spirito Santo era il testimone con gli apostoli della verità di la loro testimonianza riguardo a Gesù Cristo

33 Ma essi, quando udirono questo, perché quando udirono quello, essi, A.V.; erano intenzionati per prese consiglio, A.V. e T.R ejboulonto per ejbouleuonto, come anche Atti 15:39 La parola per furono tagliati al cuore dieprionto si trova solo qui e in Atti 7:54, dove è data la frase completa. Significa letteralmente, nella voce attiva, "segare a pezzi", ed è così usato dalla LXX in 1Cronache 20:2. In Ebrei 11:37 è il verbo semplice pri che viene usato; Priw e molti dei suoi composti sono termini chirurgici

Versetti 33-42.- Il nostro atteggiamento verso Dio

Ci sono tre atteggiamenti che possiamo assumere nei confronti del nostro Creatore e Salvatore. Sono quelli di...

I OSTILITÀ. Potremmo "essere trovati anche a combattere contro Dio". È davvero tanto nuovo quanto antico per gli uomini contendere con Dio e opporsi ai fini per i quali egli opera

1. Gli uomini buoni lo fanno inconsapevolmente; come quando i cattolici sinceri e santi hanno perseguitato uomini e donne protestanti; come quando i protestanti devoti hanno gettato ostacoli sulla strada dei loro correligionari più energici che hanno evangelizzato in modi non considerati legali e corretti; come quando fraintendiamo ignorantemente le Sacre Scritture, scoprendo, più avanti, che quelle opinioni che abbiamo combattuto erano in armonia con la verità

2. Gli uomini cattivi lo fanno deliberatamente e colpevolmente:

1 quando si sforzano positivamente di rovesciare le influenze che sanno essere sante e riparatrici;

2 quando praticamente incoraggiano ciò che ritengono sbagliato e dannoso

II NEUTRALITÀ. Possiamo assumere la posizione che Gamaliele consigliò con tanta politica in questa occasione: "Lasciate stare questi uomini" Versetto 38. Quando una causa sacra si presenta davanti a noi, sfidando la nostra approvazione e chiedendo il nostro aiuto, possiamo stare decisamente in disparte, rifiutando di essere suoi amici da un lato o di resistere dall'altro: non benediciamo né malediciamo

1. È impossibile assumere una posizione neutrale, nel complesso, in relazione a Cristo. "Chi non è con lui è contro di lui", come ci ha detto. La nostra influenza o parla a favore del suo santo servizio, della verità cristiana, della vita eterna, oppure contro queste cose sacre

2. È possibile che possiamo assumere una neutralità verso particolari istituzioni, usi, movimenti, abitudini; e questa neutralità può essere

1 necessario, perché non abbiamo affatto i mezzi per arrivare a un giudizio;

2 saggio, perché non abbiamo ancora avuto l'opportunità di giungere a una decisione intelligente;

3 colpevole, perché codardo, egoista, infedele

III COOPERAZIONE. Versetti 40-42. Quando ebbero picchiato gli apostoli, un atto di severa punizione fisica era un metodo truce per "lasciarli soli; Probabilmente si trattava di una concessione al partito di un'azione ostile: li lasciarono andare, con severi divieti all'orecchio. Noi dobbiamo essere "collaboratori di Cristo", "operai insieme a lui"; e lo diventeremo:

1. Parlare per Cristo. "Ogni giorno, nel tempio, non cessavano di insegnare e di predicare Gesù Cristo" Versetto 42. Nella Chiesa, nella scuola, nella casa, ovunque, ovunque, anche noi possiamo parlare per Lui; pronunciando la verità che ci ha insegnato ad apprezzare, più specialmente sostenendolo come l'unico grande Maestro, l'onnipotente Salvatore, l'Amico divino e il legittimo Signore dell'anima umana

2. Soffrire per lui. Gli apostoli sopportarono la sofferenza e la vergogna per il suo Nome, lo fecero con gioia, con gioia. Potremmo essere "ritenuti degni" di fare lo stesso. Molte migliaia di uomini, in cielo o sulla terra, hanno avuto questo alto onore Matteo 5:10-12; 1Pietro 4:13 E se saremo completamente leali e risolutamente fedeli al nostro Signore, servendolo al massimo della nostra opportunità, certamente lo faremo

1 soffrire inconvenienti fisici, stanchezza, esaurimento, se non dolore e malattia, per il suo bene;

2 Sopportate l'avversione e il ridicolo, se non le percosse e la prigionia, degli empi. In tali maltrattamenti troveremo occasione di gioia celeste, come fecero loro. - C

Versetti 33-42.- Il consiglio dei prudenti

Tale era Gamaliele. Vedi la parte espositiva per un resoconto di lui e della scuola rabbinica a cui apparteneva. Lo interessa come maestro di Saulo di Tarso, ma quanto è grande il contrasto fra il calmo e prudente Gamaliele e l'intenso e impulsivo Saul! La scena nel Sinedrio in cui questo onorato maestro si alzò per calmare l'eccitazione prevalente e implorare quella che chiamerebbe una "magistrale inattività" può essere efficacemente raffigurata. La situazione in cui si trovava il Sinedrio era estremamente difficile, e certamente non poteva essere affrontata in modo equo mentre il concilio era sotto l'influenza di pregiudizi e di eccitazione religiosa. Il temperamento cauto dovrebbe essere descritto. Coloro che hanno questa qualità caratteristica hanno il loro posto, la loro influenza e il loro lavoro; sono spesso di valore trascinamenti su ruote guidate troppo frettolosamente; Ma hanno anche la loro disabilità e non hanno la capacità di godere di molte cose che piacciono ad altre nature. Non sanno nulla dell'emozione, dell'entusiasmo, dell'oblio di sé o dell'estasi. Uno di questi era Gamaliele, e il suo consiglio è un bel modello di quello che viene sempre dato dall'uomo prudente

IO , L'UOMO PRUDENTE, RICADE NEI PRECEDENTI. Gamaliele trova alcuni casi che si sono verificati di recente e argomenta a partire da essi, proprio come un avvocato moderno fa con i "casi" che può citare. I precedenti sono spesso molto preziosi. Sono spesso tristi ostacoli all'impresa. Sono sempre molto fastidiosi per coloro che hanno un temperamento impulsivo. Sono un bene molto dubbio per gli uomini di fede in un Dio vivente, che possono essere lieti di operare in modi nuovi e sorprendenti

II L 'UOMO PRUDENTE HA FIDUCIA NELL'AZIONE DELLE FORZE NATURALI. Gamaliele dice: Aspettate e osservate il funzionamento di queste cose. Le eccitazioni religiose tendono ad esaurirsi. I Mountebanks non hanno alcuna capacità di resistenza. I leader delle sette vogliono un sostegno economico, e non appena questo viene reso evidente i loro seguaci diminuiscono. C'è poco bisogno di qualsiasi interferenza, il processo naturale di esaurimento avrà effetto su tutto ciò che vuoi. Così, ancora, l'uomo cauto spesso controlla l'energia che tratterebbe vigorosamente i mali sociali e morali, come l'alcol e il vizio. Gli uomini seri non possono aspettare il lungo lavoro delle forze naturali. Con fede nel Dio di giustizia, devono entrare e affrontare i mali come una nuova forza redentrice

III L'UOMO CAUTO SI AFFIDA AGLI EFFETTI DEL TEMPO. Sebbene affine alla considerazione precedente, questa differisce in qualche modo da essa. Il tempo placa l'eccitazione; Il tempo mette alla prova il valore di tutte le cose. E gli stessi capi del sistema religioso ebraico potrebbero sicuramente essere soddisfatti che il tempo sarebbe dalla loro parte. Ma gli uomini "periscono nei loro peccati" mentre noi aspettiamo; e l'uomo sincero sente Dio ispirarlo a uno sforzo attivo quando dice: "Ora è il tempo accettato".

IV L'UOMO CAUTO TEME DI SUSCITARE O MANTENERE L'ECCITAZIONE PUBBLICA. E senza dubbio molto male accompagna tale eccitazione, ma mali peggiori accompagnano la stagnazione. L'eccitazione pubblica allarma solo coloro che non vogliono che si faccia nulla . I cauti tra noi cercano sempre di reprimere le missioni speciali, i risvegli e le riforme, e temono che le fiamme esplose così in alto si estinguano presto e lascino solo nude cenere fredda. Gli uomini di fede sosterranno sempre che, forse, il fuoco così acceso arderà sul davanti. Gli uomini cauti possono talvolta fare un buon lavoro controllando saggiamente l'eccessiva impulsività e i piani indebitamente ponderati. Ma possono anche controllare l'impresa. Coloro che vogliono fare un lavoro nobile per Dio devono spesso fare come fece il grande generale: sbarcare sulle coste nemiche e bruciare le barche.-R.T

34 Ma ecco, per là, A.V.; in onore di per la reputazione tra, A.V.; gli uomini per gli apostoli, A.V. e T.R.; mentre per lo spazio, A.V. Fariseo di nome Gamaliele. San Luca aveva menzionato Atti 4:1 e Atti 5:17 che c'era un gruppo influente di Sadducei nel Sinedrio

Perciò ora nota in modo speciale che Gamaliele era un fariseo. Non c'è dubbio che questo da solo lo avrebbe piuttosto disposto a resistere ai violenti consigli dei membri sadducei, e tanto più che la dottrina della risurrezione era in discussione, vedi Atti 23:6-8 Inoltre, Gamaliele era noto per la sua moderazione. Quel Gamaliele qui nominato è lo stesso di quello di Atti 22:3, ai cui piedi San Paolo fu allevato a Gerusalemme, e che è conosciuto nel Talmud come Rabban Gamaliele il vecchio per distinguerlo dal suo nipote con lo stesso nome, il più giovane il nipote di Hillel, il capo della scuola di Hillel, e ad un certo punto presidente del Sinedrio, uno dei più famosi medici ebrei come dimostra il titolo di Rabban, portato solo da altri sei, sembra certo, anche se non può essere assolutamente provato. La descrizione di lui come un dottore della legge, aveva in onore di tutto il popolo; l'allusione a lui come a un grande maestro, appreso nel modo perfetto della Legge dei padri, e la cui grandezza sarebbe stata come uno scudo per i suoi allievi, in Atti 22:3 ; l'esatto accordo cronologico; il peso che possedeva nel Sinedrio, nonostante le tendenze sadducee del sommo sacerdote e dei suoi seguaci; e l'accordo tra il suo carattere come scritto nel Talmud e come mostrato nel suo discorso e nei consigli in esso dati, sembrano porre la sua identità al di là di ogni ragionevole dubbio. Non sembra esserci alcun fondamento per la leggenda nei Riconoscimenti Clementini, che egli fosse segretamente un cristiano. Se la preghiera usata nelle sinagoghe, "Non ci sia speranza per quelli che apostate dalla vera religione; e che gli eretici, per quanti ne esistano, periscano tutti come in un momento", sia davvero la sua composizione, come dicono gli ebrei, certamente non aveva alcuna inclinazione al cristianesimo 'Prid. Conn.,' 1:361

Versetti 34-42.- Potenza e debolezza

L 'INNOCENZA È OGGETTO DI ODIO PER GLI INGIUSTI. Nessuna ferita è più mortale di quella inflitta dalle parole di verità ai cuori falsi. Se il cuore non riceve la verità, la verità la trafiggerà. E i consigli omicidi mostrano che la verità è stata negata nel cuore. Invece di rispondere ai testimoni con ragione per ragione, i Sinedri cercano di tappare loro la bocca con la terra e di metterli a morte. Una causa è perduta quando non può più essere discussa nel tribunale della ragione, quando il suo unico argomento è la spada, o il palo, o la verga, o la cella di prigione

II SUGGERIMENTI DI NEUTRALITÀ. Gamaliele è il tipo di buon senso non disturbato dallo zelo, di giudizio chiaro, non condizionato da pregiudizi. È abbastanza evidente che non simpatizzava con gli apostoli; Ancor meno, probabilmente, simpatizzava con i timori o il fanatismo dei suoi colleghi. Forse è "vecchio e freddo". Raramente gli uomini di forte abitudine riflessiva provano molto interesse per le novità della religione. Raramente gli osservatori della vita, gli studiosi di storia umana, si aspettano molto da improvvisi movimenti popolari o da un insegnamento popolare. Questo era il carattere di Gamaliele. Ma dove si parla così poco, c'è molto spazio per la differenza di opinione su ciò che quel personaggio era veramente, fino a che punto era veramente incline alla dottrina di Cristo, possibilmente credendo nella sua missione, o un discepolo in segreto. In mancanza di ulteriori conoscenze su quell'uomo, possiamo considerare il suo consiglio e trarre la seguente lezione:

1. La prudenza e la prudenza sono sempre opportune, specialmente quando c'è la tentazione della violenza e della repressione della libertà altrui. Non dovremmo mai agire senza un chiaro invito a farlo. L'alternanza dell'inazione è migliore nei casi dubbi

2. L'esperienza dimostra che i movimenti che non hanno in sé vitalità cessano se lasciati soli. Muoiono per mancanza di combustibile, mentre la persecuzione fornisce quel combustibile di cui vivono. Questo era stato il caso dell'insurrezione di Giuda e di quella di Teuda

3. Ci vuole tempo perché si veda chiaramente la vera natura di un movimento. Molti semi spuntano che non possono vivere; Molti uomini minacciati vivono a lungo. Una forza nuova non può essere giudicata dalle prime apparizioni e manifestazioni

4. C'è sempre un pericolo nella repressione. La forza che sembra aver represso per il momento esplode solo in una nuova direzione. Potresti, mentre pensi di abbattere il tuo nemico, risvegliarne uno più formidabile, o esporti ad attaccare in qualche quartiere incustodito. Soprattutto, potreste essere in lotta contro il potere e la volontà divini, e invitare la sua vendetta

5. La fede nella verità, il totale disprezzo per la falsità e l'impostura, è il nostro temperamento più sicuro. Questo dà calma in ogni emergenza. La verità non può mai farci del male se siamo dalla sua parte, né può essere sconfitta da nessuna potenza dall'altra parte. Dopo tutto, questo vero atteggiamento era quello di Gamaliele. Era un uomo che capiva e credeva nelle leggi morali. Sarebbe stato bene se il Sinedrio avesse condiviso la sua intelligenza e onestà. E se il suo consiglio fosse stato seguito in simili crisi della storia religiosa, si sarebbero evitati molto spargimento di sangue e ritardo della buona causa. Nella vita privata, quante occasioni in cui c'è un desiderio irrequieto di agire, di ostacolare la libera azione degli altri, di fermare il corso delle leggi morali, quando la semplice domanda è pertinente!

III DEBOLE VIOLENZA. Minacce, prigione, verghe; a ciò il Sinedrio ricorre con la sua forza contro uomini indifesi e disarmati. Le aste sono per la schiena di coloro che non sono inclini alla ragione. Il castigo che è appropriato allo stolto è assurdamente applicato all'uomo che agisce in base a un consiglio deliberato e a una determinazione provata. I colpi non possono competere con le preghiere. Il martire non è mai in potere del tiranno. Si aggrappa alle gonne di Dio, e la malizia non può toccare la sua anima

IV LA GIOIA DEL MARTIRE. La gioia della qualità più pura e del potere più trionfale inizia dal letto di semina del dolore. Il dolore può essere per l'anima l'espressione del dispiacere di Dio o del suo amore. Se è sostenuta in obbedienza a lui, l'anima la indossa come testimonianza della sua bontà. L'onore di soffrire per amore di Dio ha un valore particolare. C'è la sensazione naturale che ogni grande sofferenza dia diritto al paziente a un certo rispetto. La consapevolezza di essere stati scelti per soffrire nella causa più nobile nobilita nobilita l'anima. Sembra incoronato e in trono. La nostra capacità di pensiero e sentimento è ampliata da una tale esperienza. Essa è rafforzata, e ogni nuova prova, sopportata fedelmente, prepara per nuovi sforzi, incita alla perseveranza, e così sconfigge il persecutore con i medesimi mezzi delle sue stesse armi.

35 Ha detto per detto, A.V.; per quanto riguarda questi uomini trasposti dall'ordine dell'A.V.; stanno per fare per intendono fare, A.V

36 Dando se stesso per vantarsi, A.V.; dispersi per dispersi, A.V.; venne per portato, A.V. Si alzò Theudas. Una serissima difficoltà cronologica sorge eroe. L'unico Theudas noto alla storia è quello di cui Giuseppe Flavio scrive, 'Ant. Jud:,' 20:5 citato per intero da Eusebio 'Ecclesiastes Hist., '2:11 per aver finto di essere un profeta, avendo attirato un certo numero di persone a seguirlo sulle rive del Giordano, con l'assicurazione che avrebbe diviso le acque del fiume, e come se fosse stato inseguito per ordine di Cuspio Fado, il procuratore della Giudea, quando un gran numero di suoi seguaci furono uccisi e fatti prigionieri, e a Teuda stesso fu tagliata la testa. Ma Fadus era procuratore durante il regno di Claudio Cesare, subito dopo la morte del re Agrippa, dieci o dodici anni dopo il tempo in cui Gamaliele parlava, e circa trent'anni dopo il tempo in cui Gamaliele pone Teuda. Supponendo che San Luca sia accurato e corretto qui come è stato dimostrato in altri casi in cui la sua accuratezza storica è stata messa in discussione, si presentano tre modi per spiegare la discrepanza. 1. Giuseppe Flavio potrebbe aver smarrito l'avventura di Theudas per qualche errore accidentale. Considerando il gran numero di insurrezioni ebraiche dalla morte di Erode il Grande alla distruzione di Gerusalemme, un tale errore non è molto improbabile. 2. Potrebbero esserci stati due avventurieri di nome Teuda, uno durante il regno di Augusto Cesare e l'altro durante il regno di Claudio; e così entrambi gli storici possono avere ragione, e l'apparente discrepanza può non avere alcuna esistenza reale vedi Wordsworth, in loc.. 3. La persona chiamata Theudas da Gamaliele potrebbe essere la stessa di cui parla Giuseppe Flavio 'Bell. Giudici'. 4:2 con il nome comune di Simone, che raduna intorno a sé una banda di ladri e si fa re alla morte di Erode 'Sonntag', citato da Meyer, ecc.. Ma fu ucciso da Grato e l'insurrezione fu repressa. È stata anche suggerita una varietà in quest'ultimo modo la 'Cyclopaedia' di Kitto, cioè di comprendere Theudas come una forma aramaica di Theodotus, e l'equivalente forma ebraica di Theodotus come hy; ttim, Mattia, e così la persona che con Teuda intendeva essere un certo Mattia che con un certo Giuda fece un'insurrezione, quando Erode il Grande stava morendo, abbattendo l'aquila d'oro che Erode aveva posto sopra la grande porta del tempio, e che fu bruciato vivo con i suoi compagni, dopo aver difeso la sua azione in un discorso di grande audacia e costanza 'Ant. Giuda' 17:6. L'esame di questi metodi per spiegare l'apparente contraddizione tra i due storici mostra che non si può giungere a nessuna certezza senza ulteriore luce. Ma si può osservare che è del tutto impossibile supporre che una persona così ben informata e precisa come San Luca possa immaginare che un evento che deve aver ricordato perfettamente, se è accaduto sotto la procura di Fadus, sia accaduto prima dei disordini causati da Giuda di Galilea, almeno trent'anni prima. Ma è certissimo che il racconto di Giuseppe Flavio su Teuda concorda meglio con l'avviso di Gamaliele di quanto non lo sia di quello di una delle altre persone suggerite, indipendentemente dall'identità del nome. Il primo modo di spiegare la difficoltà sopra proposta ha, quindi, in sé la massima probabilità. Ma un'ulteriore conferma di questa spiegazione può essere trovata in alcuni dettagli del procedimento di Teuda forniti da Giuseppe Flavio. Ci dice che Teude persuase un gran numero di persone a "raccogliere tutti i loro averi" e a seguirlo fino alle rive del Giordano, dove promise, come un secondo Elia, di dividere le acque per farli passare; che lo fecero, ma che Fado mandò dietro di loro una truppa di cavalli, che ne uccise un numero, e tra loro il loro capo

Ora, se questo accadde quando la faccenda del censimento cominciava ad essere agitata, dopo la deposizione di Archelao 6 o 7 d.C., tutto è chiaro. Teuda declamò come un profeta contro la sottomissione al censimento dei loro beni ordinato da Augusto. La gente era della stessa opinione. Teuda li persuase che, se avessero portato tutti i loro beni sulle rive del Giordano, avrebbe diviso il fiume e li avrebbe messi in grado di trasportarli dall'altra parte fuori dalla portata dell'esattore delle tasse. E così fecero il tentativo. Ma questo era un atto di ribellione contro il potere romano e un metodo per vanificare lo scopo del censimento, che doveva essere immediatamente schiacciato. E così il popolo fu inseguito e massacrato. Ma a parte il censimento dei loro beni, non si vede alcun motivo né per il tentativo di portare via i loro beni, né per il massacro di una moltitudine disarmato da parte della cavalleria romana. Cantici che le prove interne sono a favore della collocazione dell'accaduto da parte di San Luca, allo stesso tempo che la sua autorevolezza di storico contemporaneo è molto più alta di quella di Giuseppe Flavio. Tuttavia, si desidera una prova più soddisfacente dell'errore di Giuseppe Flavio, e un resoconto di come vi cadde

37 Iscrizione per tassazione, A.V.; alcuni dei per molto, A.V.; altrettanti per altrettanto, A.V.; dispersi all'estero per dispersi, A.V. Giuda di Galilea, altrimenti chiamato Gaulonita, come nativo di Gamala, in Gaulonitis. Probabilmente fu chiamato Galileo perché la Galilea era la sede della sua insurrezione Giuseppe Flavio, 'Ant.,' 18, 1:1 e 6; anche 'Bell. Giuda, 2:8:1 e 17:8. Fu il grande capo degli ebrei nell'opporsi al censimento ordinato da Augusto, dopo la deposizione di Archelao, ed eseguito da Cirene, o meglio P. Sulpicio Quirino, il propretore di Siria, con l'assistenza di Cumano, il governatore subordinato della Giudea. Giuda, con Zadoc suo coadiutore, fu il fondatore di una quarta setta giudaica, quasi alleata dei Farisei, e la sua sedizione fu fondata sui suoi principi filosofici. Giuseppe Flavio parla di lui come dell'autore di tutte le sedizione, tumulti, massacri, assedi, devastazioni, saccheggi, carestie, fino all'incendio del tempio, che affliggeva il suo infelice paese. Non dà alcun resoconto della sua morte. Ma i suoi due figli, Giacomo e Simone, furono crocifissi da Tiberio Alessandro, successore di Cuspio Fado. Un altro figlio, Menahem, dopo aver radunato e armato una numerosa banda di ladri e altri insorti, dopo un attacco parzialmente riuscito all'accampamento romano di Gerusalemme, fu miseramente ucciso. L'arruolamento hJ ajpografh, come Luca 2:1 Il proposito di Augusto, che era stato ritardato di alcuni anni per cause non accuratamente note, forse in ossequio a qualche rimostranza di Erode il Grande, era ora messo in atto. Quirino fu inviato, a quanto pare per la seconda volta, come Procuratore della Siria, alla quale era ora legata la Giudea, con Cumano sotto di lui come Procuratore della Giudea, per fare una valutazione di tutti i loro beni. Gli ebrei erano stati persuasi per la prima volta dal sommo sacerdote Gioazaro, cioè apparentemente alla fine del regno di Erode, o all'inizio di quello di Archelao, a sottomettersi a ciò che non amavano molto, ma ora erano incitati all'insurrezione da Giuda di Galilea 'Ant.,' 18, 1:1. Anche lui morì. Nulla si sa della sua morte oltre a questa notizia. Sparsi all'estero. Non schiacciata, perché l'insurrezione scoppiò più e più volte, avendo il carattere di una guerra di religione data da Giuda di Galilea

38 Essere rovesciato per essere venuto a nulla, A.V

Versetti 38, 39.- Uno studio sul carattere ebraico: Gamaliele

"Ed ora vi dico", ecc

LO CONSIDERO IL PRODOTTO DELL'EDUCAZIONE EBRAICA

1. Rispetto per la Parola e la volontà di Dio, nella verità e nella provvidenza. Gli ebrei, possedevano nelle loro Scritture una buona filosofia della storia. Insegnato che Dio deve trionfare

2. Il senso di umanità e giustizia che pervade profondamente tutto il sistema ebraico. "Astenetevi da questi uomini".

3. Eppure la prova dello stato corrotto e formale degli insegnanti ebrei: politica temporeggiatrice, debolezza di convinzione, riluttanza ad affrontare la verità, lo spirito ecclesiastico nella sua forma più mite

LO CONSIDERO NEL SUO RAPPORTO CON IL CRISTIANESIMO

1. L'influenza di Gamaliele su Saul di Tarso vedi Conybeare e Howson; Farrar e così via la storia del vangelo

2. Il contrasto tra Gamaliele e i suoi compagni di consiglio nel Sinedrio. Allora erano d'accordo, ma che dire della loro azione precedente e di ciò che ne è seguito? Il personaggio di Gamaliele era allora eccezionale

3. Il contrasto tra Gamaliele e gli apostoli. Lui era prudente, loro erano seri. Considera la necessità di seguire la convinzione. La dolcezza e la luce non sono mezzi ma fini; Devono essere combattuti, non riposati, prima di essere completamente ottenuti

4. Il grande appello: "Che non siate trovati a combattere contro Dio". Tutti devono riconoscerlo. Come si ignora facilmente! La posizione dell'anima è qui indicata; si tratta di combattere con Dio o contro Dio. Anche se Gamaliele non lo vide, non c'è una posizione intermedia. "Una cosa spaventosa cadere nelle sue mani." -R

39 Is for be, A.V.; non sarà in grado di per non può, A.V.; loro per questo, A.V. e T.R.; per essere in lotta per combattere, A.V

40 Chiamati a loro proskalesamenoi per semplicemente chiamati, A.V.; li picchiarono, li caricarono e li picchiarono, comandarono A.V.; per non parlare per quello che non dovrebbero parlare, A.V

41 Essi quindi per e loro, A.V.; disonore per il Nome, vergogna per il suo Nome, A.V. e T.R vedi 1Pietro 4:12-16; Giovanni 15:21

Versetti 41, 42.- Il vero spirito testimone

"E se ne andarono", ecc

IO , IL NOME DI CRISTO, la fonte di esso. Non esiste uno spirito simile al mondo. L'eroismo può sostenere la forza, ma non dà gioia, a meno che non sia come quello degli apostoli. Se il Nome non fosse stato Divino, come avrebbe potuto produrre tali frutti in tali uomini?

II L'INSEGNAMENTO E LA PREDICAZIONE, sia nel tempio che a casa, devono essere nello spirito martire. Dobbiamo aspettarci di subire un po' di disonore. Ma un tale spirito è invincibile e vittorioso

III L'ONORE DELLA CHIESA contro l'onore del mondo. "Considerato degno." La resa dei conti di Dio. Degni spirituali. La gioia non era solo una gioia segreta, era l'assaggio del cielo. Rafforza l'esempio. - R

Gioia nella comunione della vergogna

"E partirono per il suo nome". I grandi tipi di carattere cristiano cominciano a manifestarsi. Le apparizioni che abbiamo qui davanti a noi sono insolite. Significano qualcosa di molto irreale , oppure cominciano a parlare di qualcosa di vero per una natura superiore a quella che si trova comunemente tra gli uomini. È contro la natura rallegrarsi della sofferenza e del dolore; È ancora di più controcorrente di una natura elevata rallegrarsi della "vergogna". Devono esserci state potenti cause all'opera quando si trovano uomini che si rallegrano nel soffrire la vergogna e nell'essere "ritenuti degni di soffrire la vergogna". Trascurando la supposizione, che non potrebbe essere sostenuta in questo caso, che ci fosse qualche affettazione da parte degli apostoli, sarebbe ancora lecito chiedersi se questo atteggiamento fosse giustificabile, se fosse amabile, se non tradisse una tendenza sdegnosa, che tendeva alla superbia, nei confronti dei loro simili. Forse è meglio rispondere a queste considerazioni semplicemente chiedendo su quali basi e mossi da quali influenze gli apostoli si rallegravano ora

ESSI SI RALLEGRAVANO DI UNA CERTA COMUNIONE DI SOFFERENZA. Non sono di quelli che stoicamente si gloriano della "sofferenza". Non sono di quelli che cinicamente o con fiducia in se stessi si gloriano della "vergogna". Non hanno corteggiato l'uno né hanno incontrato l'altro con leggerezza. E questi fatti li mettono al riparo da biasime, che altrimenti avrebbero potuto benissimo essere alla loro porta. È una vergogna che esiste già, e che ha già trascinato con sé e dopo di essa una lunga sofferenza - una vergogna non originata da loro stessi o da qualcosa in loro stessi - che sono disposti, lieti, orgogliosi di condividere. Questo allo stesso tempo conferisce un carattere alla loro gioia e la eleva al di sopra di un tipo comune di gioia. C'è stata, infatti, un'abbondanza di vergogna nel mondo, e di sofferenza che ne è conseguente, che per la natura stessa delle cose non avrebbe potuto spargere alcuna gloria sui principi in esse implicati. Eppure quell'abbondanza di vergogna e sofferenza ha trovato un campo di gloria, nuovi sentieri di gloria non battuti e alte vette di gloria per non pochi che, non avendo parte nella colpa, sono entrati volontariamente in comunione con la sofferenza, e la sofferenza della vergogna, che essa ha comportato. E qui si può dire che balugina uno dei più grandi fatti morali della nostra natura. Offrire per condividere e avere il permesso di condividere la gioia e la prosperità di un altro può produrre poca lode a chi offre, può dare un po' alla persona che lo permette; Ma offrirsi volontari per condividere, pur essendo innocenti, l'ignominia e la sofferenza di un altro è tutto onore per chi si offre volontario, nei casi ordinari per lo più umiliazione per chi riceve il vantaggio di quella comunione. Per lui, tuttavia, di cui gli apostoli si rallegravano ora di soffrire la vergogna, non c'era un'umiliazione di questo tipo

ESSI SI RALLEGRARONO DI UNA COMUNIONE DI VERGOGNA CHE, PER I RICORDI AD ESSA COLLEGATI, SI TRASFORMÒ PER LORO IN ONORE E GLORIA

1. Essa "raccolse attorno" Cristo stesso, Colui che essi sapevano essere sommamente grande, sommamente buono. Il centro di questa comunione era il loro vecchio e incomparabile Amico, che era stato un tale Maestro, un tale Esempio per loro; che avevano visto fare tante opere potenti e graziose per gli altri; che avevano osservato per tre anni, e che sempre più si erano meravigliati, ammirati e amati; che avevano visto processato senza alcuna colpa, condannato senza colpa e crocifisso per peccati che non erano suoi; che una tomba che si abnegava aveva restaurato e un cielo che si apriva da sé aveva ricevuto; e dei quali uno Spirito onnipotente discendente aveva dato abbondante e commovente attestazione che non aveva dimenticato quegli stessi discepoli, né la parola della sua graziosa promessa per loro

2. Essa "radunò attorno" Colui del quale ciascuno di quegli apostoli aveva, senza dubbio, i suoi ricordi personali e più preziosi. Prendiamo un esempio: Pietro. Che ricordi aveva di Gesù. E ora che, al di là di tutto ciò che credeva di Gesù, prima di subire la morte, essendo "il Figlio del Dio vivente", sapeva che era tale, come dovevano essere diventati intensi in significato molti di quei ricordi! - ma non ultimo quello della sua riluttanza, un tempo grande, a condividere la vergogna del suo Padrone sofferente, e il suo rinnegarlo tre volte! Che benedetta rivelazione per Pietro! E quale indulgente condiscendenza del grande Maestro, che egli permette ora a Pietro di prendere la guida dei suoi condiscepoli, e gli dà l'opportunità di mostrare come, se potesse, vorrebbe riparare alla sua vecchia dolorosa trasgressione! L'esperienza personale di Gesù Cristo porta ognuno di noi a una disponibilità molto più cordiale e completa ad abbandonarsi a lui di quanto non serva a fare la semplice descrizione di lui, anche se ad essa si aggiunge una volontaria ammirazione

3. Esso "radunò attorno a Colui la cui sofferenza e vergogna gli apostoli sapevano specialmente essere così immeritate, così assolutamente non causate da se stessi e non sopportate per alcuna necessità di disciplina, miglioramento o punizione per se stessi. Eppure la sofferenza e la vergogna erano state estreme e, lo sapevano bene, erano state sopportate con tanta pazienza, con tanta mitezza e con tanta indulgenza. Come devono aver desiderato cuori riflessivi e riconoscenti, quando ora finalmente erano pienamente illuminati, condividere una parte così piccola della sua immeritata vergogna, anche se lui stesso era passato e salito, se ciò doveva servire alla sua causa! Non ci meravigliamo della vera devozione di quegli apostoli liberati, ma non c'è forse più spazio per meravigliarsi della rara riproduzione tra noi della stessa devozione? Evidentemente lo Spirito aveva operato in quegli apostoli una vera simpatia per il cuore di Gesù, così che essi sentivano questo un onore, non come quello che il mondo dà, che era loro permesso, erano "ritenuti degni", di stare in qualsiasi senso allo stesso livello di sofferenza e di vergogna con lui. Anche se non potrebbero, non potrebbero, soffrire la stessa intensità di sofferenza di Gesù, tuttavia potrebbero soffrire per lo stesso tipo di ragioni

III SI RALLEGRAVANO DELLA COMUNIONE DELLA VERGOGNA CON UNO CHE POSSEDEVA UN NOME NELLA GLORIA FUTURA DI CUI AVEVANO UNA FEDE INCONDIZIONATA. "Per il suo nome". Senza dubbio sono stati questi diciotto secoli la forza e il movente più potente di tutti. Gli apostoli non si rallegrarono di soffrire con Gesù o sulle sue tracce solo a causa dei loro ricordi grati, ma anche a causa della loro fede esultante in lui e della carriera che lo attendeva. Il loro stesso amore per il "suo Nome" non si nutriva solo di misericordie passate e di ricordi pensosi; questi, in verità, erano un pascolo delicato e tenero per esso; ma si è nutrita anche del cibo più forte della fede. "Per il suo nome" equivaleva a un'affermazione di tutto ciò che avrebbe fatto e di tutto ciò che sarebbe stato per il mondo, così come di tutto ciò che aveva fatto e sofferto per esso. E da qui ci viene subito detto con quale energia raddoppiata, con quale coraggio lieto, gli apostoli non cessarono di insegnare e di predicare Cristo "nel tempio e in ogni casa". Gli uomini potrebbero rallegrarsi di essere "ritenuti degni di soffrire vergogna per il suo Nome", quando quel Nome significa tutto ciò che è stato in forma vivente il più amorevole e il più bello, aggiungere tutto ciò che deve essere il più grande e il più potente nella storia del mondo, finché la sua gloria culminerà nel giorno del trionfo in cielo. Gli apostoli amavano il Nome di Gesù; erano giunti ad avere una fede perfetta in esso; erano stati divinamente dotati di una piena simpatia per tutto ciò che potevano comprendere; e ora imparavano, nel lavoro pratico e nella sofferenza, le cose che li avrebbero resi veramente simili a colui che portava quel Nome. Il "Nome" di Cristo ha trasformato la croce da vergogna in gloria. Ora fa ancora di più: trasforma le stime degli uomini viventi dal falso e dall'irreale al reale e al vero. Ciò di cui una volta si gloriavano diventa la loro vergogna e l'obbrobrio di Cristo le loro ricchezze, onore e gloria. Cantici fece sì che questo Maestro dei cuori, delle simpatie e delle vite degli uomini, tra le altre cose che faceva con l'umiliazione e la vergogna a cui si inchinava, assicurasse anche discepoli e servi di fedeltà inflessibile e di devozione e amore inestinguibili.

42 Tutti i giorni per tutti i giorni, A.V.; a casa per ogni ora, A.V.; Atti 2:46 -- nota per predicare Gesù come il Cristo per predicare Gesù Cristo, A.V. e T.R. Il significato è che predicavano quotidianamente Gesù Cristo sia nel tempio che nella casa o nelle case dove i discepoli erano soliti riunirsi , vedi Atti 2:46 -- , nota Lo spirito e la condotta degli apostoli qui riportati sono un prezioso esempio per i loro successori. Gloriarsi della croce, considerare la vergogna sopportata per amore di Cristo il più alto onore, ed essere instancabili e imperterriti nell'insegnare e predicare Gesù Cristo attraverso la buona e la cattiva notizia, è il vero carattere e l'opera di ogni vescovo d'anime

Illustratore biblico:

Atti 5

1 CAPITOLO 5

Atti 5:1-11

Ma un uomo di nome Anania, con Saffira sua moglie, vendette un possedimento.La parola Anania significa "grazia di Dio"; e la parola Saffira significa proprio "uno zaffiro", il familiare gioiello di splendore e bellezza. Dovremmo supporre che queste due persone avessero una prospettiva insolitamente brillante all'inizio. C'era qualcuno che li amava abbastanza da dare loro nomi molto belli quando erano piccoli. Anania mentì; fu allora che "la grazia di Dio" uscì da lui perché eVersetto Saffira mentì; Quando una donna perde la verità, è come se l'ultima luce si spegnesse da uno zaffiro. (C. S. Robinson, D.D.Anania e Saffira: - Finora tutto è stato progresso e trionfo. La fede è diventata entusiasmo. La terra ha colto il colore, sì, la vita stessa del cielo. La proprietà privata è stata inghiottita dalla beneficenza sociale, e le piccole restrizioni e classificazioni sono state spazzate via da una generosità simile all'amore di Dio. Ora veniamo a un altro aspetto delle cose. Troviamo una torsione nel filo d'oro. L'intera faccenda deve fermarsi fino a quando non si porrà rimedio a questa situazione. Pensate alla Chiesa che rimane ferma, anche se ardente dell'entusiasmo dell'amore, fino a quando il giudizio non sarà soddisfatto! Perché non trattare il reato come un reato insignificante? Perché non passarlo senza preavviso? Perché la Chiesa è chiamata alla santità, e il peccato deve sempre abbattere l'ira e il giudizio di Dio. Dalla condotta di queste persone vediamo...

(I.) La differenza vitale tra lo spirito e la moda del cristianesimo. Potremmo dire tra un principio e una mera regola. Anania cercò di essere cristiano dall'esterno. Gli ebrei misero le lancette dell'orologio all'ora giusta, ma lasciarono la molla principale rotta e il pendolo immobile

(1.) Possiamo imitare Cristo, eppure non conoscerlo secondo lo spirito

(2.) Possiamo mescolarci con i cristiani, eppure non sappiamo nulla del potere spirituale del cristianesimo. L'incidente dice: "Voi non potete servire Dio e mammona".

(II.) La tentazione fatale di dare la parte come il tutto. Non osservare la parte invece del tutto: non dare la parte distintamente e dichiaratamente come la parte; ma di darla come se fosse davvero tutto. Questo è illustrato

1.) Nel parlare a malincuore, come se fosse sincero

(2.) Nel dare un piccolo contributo come se esaurisse le nostre risorse. "Non posso permettermi di più", è la menzogna principale della Chiesa

(3.) Nel nascondere le nostre convinzioni usando parole con vari significati

(4.) Nell'avere associazioni esteriori che non esprimono tutta la tendenza e la fiducia del cuore

(5.) Nel modificare i voti secondo i cambiamenti delle circostanze: giovane che si dedica al ministero: giovane commerciante che fa voto di consacrare la sua proprietà: giovane cristiano che fa voto di offrire una solenne testimonianza per Cristo

(III.) Il peccato nascosto così come l'iniquità pubblica saranno seguiti dal giudizio di Dio. "Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio"". Come mai vi siete messi d'accordo per tentare lo Spirito del Signore?". l. C'è ancora da leggere i cuori.

(2.) Non solo ciò che abbiamo fatto, ma anche ciò che abbiamo lasciato incompiuto deve essere giudicato

(3.) I peccati che apparentemente non danneggiano la società devono essere puniti. La voce del giudizio è: "Il salario del peccato è la morte". Applicazione-l. La Chiesa deve essere santa

(2.) Anche se mano in mano, gli empi non rimarranno impuniti

(3.) La disciplina è più importante del numero

(4.) La forza cristiana che guarisce un uomo ne distrugge un altro. Confrontate lo storpio con Anania. (J. Parker, D.D.Anania e Saffira: - La Chiesa apostolica era stata saldata in una notevole unità di esperienza e di propositi. Tutte le ore e tutti i luoghi sembravano pieni della presenza di Dio. Gli uomini avevano dimenticato il loro egoismo e vivevano gli uni per gli altri e per il loro Signore. La Pentecoste e il millennio erano apparentemente solo un po' lontani e poco tempo distanti; e poi all'improvviso, come un lampo da un cielo limpido, venne il crimine di Anania e Saffira. La Chiesa era la Chiesa militante, e non trionfante, dopo tutto. Il Giuda tra gli apostoli aveva, e doveva continuare ad avere, i suoi discendenti. La Chiesa nel mondo doveva essere paralizzata e compromessa dal mondo nella Chiesa. La transazione era tipica e la narrazione suggestiva. Notate, quindi...

(I.) Il carattere del peccato. Non era una semplice falsità. Il travisamento, l'inganno, la menzogna, negli affari ordinari della vita, sono mali di incalcolabile grandezza; ma questo peccato era il tentativo di ingannare e frodare Dio. Nel fervore della loro fede e della loro esperienza appena nate, gli uomini si separavano dai loro beni e ne consacravano il prezzo a Cristo e alla Sua Chiesa. Anania e Saffira avevano visto abbastanza della nuova religione da desiderare di essere annoverati tra i suoi seguaci; Così complottarono per comprare il discepolato a un prezzo più basso rispetto ai loro vicini. In questo pensavano di misurare la loro capacità commerciale con l'ignoranza commerciale di Pietro; In realtà, cercavano di ingannare gli occhi che guardano attraverso l'eternità. Molti uomini da allora si sono avventurati nello stesso esperimento. In ogni comunità ci sono alcuni che sono convinti del valore della religione e si uniscono esteriormente alla Chiesa. Né la loro condotta né la loro negligenza sono tali da sottoporli alla disciplina; eppure sono ben lungi dall'aver fatto un completo abbandono di se stessi a Dio. La loro vita religiosa è un compromesso. La maggior parte del loro tempo e delle loro energie è dedicata a se stessi e al mondo; la polvere e la spazzatura sono offerte a Dio. Le dita che luccicano di diamanti lasciano cadere monetine nella cassetta delle contribuzioni. I lussi sono pagati allegramente; ma la povertà e la prudenza sono invocate come scuse per mere miseria verso la causa di Dio. Anania in abito di stoffa e Saffira in seta siedono nelle chiese ogni sabato, cercando di sminuire l'accordo con Dio, e anche imbrogliando, offrendo una resa non completa

(II.) L'origine del peccato. In generale era dovuto a un cuore malvagio, ma la sua radice specifica era l'amore per il denaro. Anania e Saffira, pur non disdegnando la reputazione di aver fatto grandi sacrifici per il Vangelo, non potevano rinunciare al piacere di sentire di avere proprietà; e così, come persone avari, "trattennero parte del prezzo". 2. Forse desideravano avere i mezzi per acquistare più lussi di quelli di cui godevano coloro che "avevano ogni cosa in comune"; e così, da egoisti, "trattennero parte del prezzo". 3. Non è impossibile, erano incerti circa la permanenza di questa nuova fede, il cui crollo li avrebbe lasciati senza mezzi di sostentamento; e così, da persone prudenti, "trattennero parte del prezzo". Ai nostri giorni, in cui gli uomini sono chiamati a scegliere tra la pietà e la proprietà, sono in molti a tergiversare, e a concludere con un compromesso. Le grandi imprese aggressive della Chiesa sono paralizzate per mancanza di sostegno finanziario, eppure una parte molto considerevole della ricchezza delle terre cristiane è nelle mani di discepoli professi. Sono prodighi nelle loro preghiere, inni ed esortazioni, ma a mani chiuse con il loro denaro. Come l'albero dell'antica leggenda, che emetteva un gemito e sanguinava ogni volta che un ramoscello veniva spezzato, si contorcono quando sono costretti a dare per la gloria di Dio e la salvezza degli uomini. L'antico veleno dell'avarizia è ancora nelle vene della Chiesa; e Cristo è disonorato, e migliaia periscono, perché così tanti, che si chiamano Suoi seguaci, "trattengono parte del prezzo".

(III.) La scoperta del peccato. Sembrava improbabile che la transazione sarebbe stata resa pubblica. Il terreno è stato probabilmente venduto a qualcuno al di fuori dell'azienda. Anania e Saffira non vollero far circolare la storia di ciò che avevano fatto. Ma c'era un fattore non calcolato nell'equazione. Ha influenzato il regno di Dio, così come il mercato immobiliare. Era un trattamento equo tra uomo e uomo; come tra l'uomo e Dio era una frode, e così era sicuro di essere scoperta. È una verità che gli uomini tardano ad apprendere, che c'è un sistema investigativo divino nell'universo. È facile ingannare il mondo. Gli uomini possono considerarci generosi, quando in realtà siamo pizzicati nelle nostre opere di beneficenza; Possono dire che ci sacrifichiamo, quando in realtà l'autocompiacimento è il motivo sovrano della nostra vita; possono stimarci devoti, quando siamo freddi e formali: ma che valore ha il nostro inganno, finché c'è Uno che ci conosce completamente? Dionigi costruì una prigione, in modo da poter ascoltare tutto ciò che veniva detto dai prigionieri, e così li rese autoaccusatori nel giorno del loro processo. Per Dio questo mondo è una vasta galleria di sussurri, e ogni peccato che gli uomini commettono si riferisce a Lui. Che giorno meraviglioso sarà quello in cui i segreti di tutti i cuori saranno resi noti! Gli uomini dovrebbero sempre vivere come alla luce del Grande Trono Bianco

(IV.) La punizione del peccato

(1.) È stato sorprendente e severo. Un momento Anania e Saffira si trovarono davanti all'apostolo nel pieno della vita e della salute, con la menzogna sulle labbra; l'attimo dopo erano nell'eternità, iniziando l'esperienza dei suoi premi immutabili. La pena potrebbe essere giudicata estrema per un solo peccato: ma

(1) Atti all'inizio della Chiesa cristiana era importante sottolineare il fatto che la libertà del Vangelo non era una licenza.

(2) Oltre a ciò, il peccato stesso era significativo. Come il singolo fiore è la prova che il ceppo è un'erbaccia o un fiore, così questa azione era la prova di un cuore alienato da Dio. La grazia è ampia nelle sue disposizioni, ma rigorosa nelle sue condizioni. Il Redentore avrà tutti gli uomini, altrimenti gli Ebrei non avranno nessuno di essi. "Ogni tralcio che non porta frutto, gli Ebrei lo tolgono". 2. Era anticipativo e rappresentativo. La sentenza continua ad essere eseguita. Gli uomini che tentano di frodare Dio non vengono abbattuti come da un colpo di fulmine; ma, tuttavia, muoiono spiritualmente. (Sermoni del club del lunedì.) L'inganno smascherato e punito:

(I.) Empio inganno

(1.) Il possesso devoto. "Anania con Saffira sua moglie vendette un possedimento" (CAPITOLO iii. 4, 5; iv. 34; Levitico 27:28 ; Ecclesiaste 5:4)

(2.) La parte trattenuta (Malachia 3:8 ; Giosuè 7:11 ; Giovanni 12:6 ; 1Timoteo 6:10)

(3.) Falsa benevolenza. Lezioni:

(1) Ha come motivo la lode degli uomini piuttosto che l'approvazione di Dio.

(2) Mira principalmente a fare una grande impressione sulle persone.

(3) Mira a donare in modo tale da pubblicizzare maggiormente il donatore.

(4) Cerca sempre di ottenere il merito di dare più di quanto in realtà faccia

(II.) Rilevamento immediato

(1.) La fonte del peccato (Versetto 3; Versetto Giovanni 13:27 ; Efesini 4:27 ; Giacomo 4:7)

(2.) L'imperdonabilità del peccato (4; Levitico 1:3 ; Esodo 25:2 ; 2; Corinzi ix. 7)

(3.) La natura del peccato. Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio (Salmi 51:4 ; Genesi 39:9 ; Luca 15:21). Lezioni:

(1) Il peccato è suggerito da Satana.

(2) Nessun peccato è inevitabile: "Perché Satana ha riempito il tuo cuore per mentire?"

(3) Il peccato è imperdonabile: nessuno può invocare la costrizione.

(4) Il peccato non è mai nascosto agli occhi di Dio.

(5) Il peccato non è tanto una colpa contro gli uomini, quanto una colpa contro Dio

(III.) Morte istantanea

(1.) Anania.

(1) La sentenza. "Si prostrò e abbandonò il fantasma" (CAPITOLO xiii. 11; Numeri 16:32 ; 2; Re i. 12) .

(2) L'effetto. "Grande paura" (Levitico, x. 3; Numeri 16:34 ; Deuteronomio 13:11) .

(3) La sepoltura (Levitico 10:5 ; 2Samuele 18:17 ; Giovanni 19:40)

(2.) Saffira.

(1) Il suo esame (Apocalisse 2:21 ; 2Pietro 3:9) .

(2) Sottolineato il suo peccato (Proverbi 11:21 ; Esodo 17:7 ; 1Corinzi 10:9) .

(3) La sua sentenza (Proverbi 19:9 ; Salmi 55:23 ; Giobbe 31:3 ; Proverbi 29:1)

(3.) La grande paura (Salmi 111:10 ; Matteo 10:28 ; Filippesi 2:12). Lezioni:

(1) Il giudizio può tardare, ma è sicuro che arriverà alla fine come un colpo di fulmine.

(2) Nel giorno del giudizio tutti gli ipocriti saranno smascherati.

(3) Il giudizio non viene pronunciato fino a quando non viene data l'opportunità di pentirsi.

(4) Il giudizio su uno o due spesso è misericordia per molti.

(5) I giudizi di Dio sull'iniquità dovrebbero causare un sano timore del Signore.

(6) I giudizi di Dio devono essere temuti dagli operatori di iniquità. Ci sono limiti anche alla Sua pazienza. (Orari della Scuola Domenicale.Anania e Saffira:

(I.) Il peccato. Non era di una grandezza comune. Se consideriamo le circostanze, troveremo

1.) Che questa menzogna era un'imposizione sulla società con la quale Anania stesso era collegato

(2.) Che era stato progettato per frodare gli apostoli e tutta la Chiesa

(3.) Che non poteva invocare alcuna apparenza di tentazione esterna

(4.) Che il suo proposito era velato sotto la pretesa di principi religiosi

(5.) Che il suo peccato è stato deliberatamente e presuntuosamente diretto contro lo Spirito Santo di Dio

(II.) La punizione

(1.) Era la morte

(2.) È stato inflitto senza preavviso

(3.) Seguì immediatamente la trasgressione presuntuosa

(4.) Produsse grande paura in tutta la Chiesa, e in tutti coloro che ne sentirono parlare

(III.) Riflessioni

(1.) Affinché gli uomini possano godere di alti vantaggi, possano fare una giusta professione di religione e possano ottenere l'ammissione ai suoi più sacri privilegi esterni, e tuttavia possano rimanere schiavi di disposizioni viziose ed estranei al timore di Dio. Altri esempi li abbiamo in Caino, Esaù e Giuda

(2.) Che gli uomini possano viaggiare lontano nel viaggio della vita prima di incontrare quelle circostanze peculiari che sono adatte a scoprire e mostrare il loro vero carattere. Così fu per Balaam, Azael e Giuda

(3.) Quanto corrupente, schiavizzante, degradante è lo spirito dell'avarizia (Proverbi 21:26 ; 1Timoteo 6:9, 10)

(4.) La natura invadente dei principi e delle disposizioni peccaminose. La cupidigia portava alla menzogna e alla frode deliberate e aggravate, e all'empietà così presuntuosa da provocare l'immediato giudizio di Dio. Una trasgressione della legge divina ne rende altre in una certa misura necessarie, e allo stesso tempo rende la mente cieca alle tristi conseguenze che ne devono derivare

(5.) La natura odiosa e la tendenza perniciosa dei vizi della menzogna, della frode e dell'ipocrisia (Proverbi 6:16, 19; Ab. ii. 9; Geremia 22:13 ; Malachia 1:14). Conclusione: La terribile punizione di questi due falsi discepoli porta a considerare

1.) L'onniscienza di Dio. Nessun occhio umano vide Caino uccidere suo fratello. Gheazi si lusingava di essere perfettamente al sicuro da non essere scoperto. Anania e Saffira avevano senza dubbio preparato il loro piano con tutta la segretezza possibile; ma tutti dimenticarono che "tutte le cose sono nude e aperte agli occhi di Colui con il quale abbiamo a che fare". 2. Quanto è enorme la potenza di Dio sulle Sue creature! Gli Ebrei possono dare la vita, e gli Ebrei possono ritirarla a Suo piacimento (Deuteronomio 32:39). (H. Thomson, D.D. Anania e Saffira: - Il peccato e la punizione di questa coppia di ipocriti presentano la prima traccia di un'ombra sulla forma luminosa della giovane Chiesa. Come nell'Eden il nemico non poteva affermare il suo dominio malvagio nella sua forma corretta, così nei suoi sforzi nella Chiesa assunse una veste adatta a realizzare il suo scopo: la parvenza della bontà. Un nemico all'interno è più da temere che un nemico all'esterno. Ma non appena il male si rivelò all'interno della cerchia cristiana, lo Spirito lo scoprì e lo giudicò. La parola "ma" poneva la condotta di Anania e di sua moglie in netto contrasto con quella di Barnaba. Matthew Henry lo chiama il "ma" malinconico. Passiamo improvvisamente dal caldo sole del "figlio della consolazione" alla tristezza dell'ipocrisia e della frode. Il male è spesso un vicino stretto del bene. "I figli di Dio vennero a presentarsi davanti al Signore, e anche Satana venne in mezzo a loro". Quanto sono vicini l'uno all'altro la pula e il grano! ma la pula non è grano, e alla fine se ne separa. L'insegnamento per opposti è un metodo di istruzione impressionante

(I.) Il peccato di Anania e Saffira. "Mentire allo Spirito Santo". Nel Versetto Versetti, versetti versetti 3 e 4, la personalità e la divinità dello Spirito sono affermate in modo incidentale. Pietro varia l'accusa di mentire allo Spirito nel terzo con mentire a Dio nel quarto. È degno di nota che un simile scambio di espressioni si verifica nei Salmi 78:36 - "gli ha mentito" e 41 "ha tentato Dio". Numeri xi., e xiv. mostrano chiaramente che il giusto giudizio che provocò il "mentire" a Dio e il "tentarlo" di Israele fu del tutto analogo a quello di Anania e Saffira. Il loro caso si aggravò ben oltre quello di Simon Mago o di Elima. Assomiglia più da vicino a quello di Nadab e Abiu, di Acan e di Gheazi (Levitico x.; Giosuè vii.; 2; Re v. 20-27), ma era più criminale, perché commesso contro una luce più grande e intensificato da un'ipocrisia più profonda. Notiamo alcuni dei suoi aggravamenti

(1.) Il loro atto era gratuito

(2.) Era segnato dalla cupidigia

(3.) Anche l'incredulità è entrata nella loro colpa.

(1) Diffidavano di Dio. «Supponiamo che questa comunità di beni si esaurisca, e allora?» (2) C'era la sensazione che non sarebbero stati e non avrebbero potuto essere scoperti nel loro atto

(4.) Il peccato era prestabilito. Essi "si accordarono insieme" per ingannare la Chiesa e lo Spirito che è nella Chiesa. Il piano è stato architettato deliberatamente e spassionatamente

(5.) L'intervento del diavolo nel peccato. La domanda "perché" implica che la resistenza all'influenza di Satana era stata possibile. Anania è chiamato non come una creatura indifesa di cui il nemico aveva fatto il suo strumento, ma come uno che ne aveva fatto il suo compagno e il suo favoreggiatore. "Riempito il tuo cuore" significa qualcosa di più che suggerire o incoraggiare; significa affetti assorbiti e volontà dominata

(II.) La loro punizione. È stato istantaneo. Poiché il loro peccato sfidava sia l'onniscienza che la giustizia di Dio, gli Ebrei rivendicarono immediatamente la santità e la maestà del Suo carattere. Ma perché queste persone furono giudicate così rapidamente e severamente? Da allora gli uomini non hanno forse mentito a Dio? Prendiamo nota di questi punti

1.) Il peccato di Anania e Saffira fu particolarmente atroce e odioso

(2.) Atti la loro morte "grande timore venne su tutti". Produrre questo era senza dubbio uno degli obiettivi prefissati. Era importante anche come testimonianza permanente contro reati simili in ogni epoca della Chiesa

(3.) Questo giudizio si collega alle vie dispensazionali di Dio. Agisce l'apertura di un

Economia Viene stabilito uno standard destinato a caratterizzare l'intero periodo. Agisce all'inizio, ogni grave allontanamento è immediatamente punito. La prima trasgressione del sabato, la trasgressione di Nadab e Abiu alla prima fondazione del sacerdozio, e quella di Acan al primo ingresso in Canaan, furono punite con la morte. Tali inflizioni sono, all'inizio, l'esibizione dei pensieri di Dio su ciò che dovrebbe essere l'economia. In esso non si deve tollerare nulla di falso, ipocrita o presuntuoso

(III.) Le lezioni

(1.) L'orrore divino della prevaricazione. Se la menzogna suscita negli uomini il più profondo risentimento, quali devono essere i sentimenti di Dio verso l'ipocrita? 2. La certezza di smascherare l'ipocrisia. Tutto ciò che serve è un po' di pressione. "Stai certo che il tuo peccato ti scoprirà". 3. L'entusiasmo religioso senza grazia è pericoloso. Le persone corrono rischi spaventosi quando professano più di quanto la loro forza spirituale possa portare. In tempi di grande eccitazione religiosa gli uomini si impegnano a fare ciò che non possono adempiere. Oppure si rivendicano esperienze notevoli; Poi si incontrano le prove e il fallimento ha successo. L'orgoglio vieta di riconoscere il fallimento; Le professioni sono rumorose come l'eVersetto E per tutto questo non c'è alcun fondamento nei fatti: è solo una maschera per nascondere il vero stato del cuore. Quanto è più sicura e più nobile l'onesta confessione di un crollo che proteste così rumorose e vuote! (W. G. Moorehead, D.D.Anania e Saffira: l'enormità della pretesa religiosa:

(I.) Il potere generatore del peccato dell'avarizia. "L'amore per il denaro è la radice di tutti i mali".

(II.) Un'eccessiva attenzione al sentimento pubblico. Anania e Saffira, senza alcuna simpatia per la comunità dei beni, professarono di adottarla perché era popolare. Desideravano apparire bravi come gli altri e facevano esteriormente ciò per cui non avevano vero rispetto

(III.) Una connessione spirituale con il maligno. "Ebrei è un bugiardo e il padre di esso."

(IV.) I contributi religiosi considerati reato (Versetto 4). Non c'era bisogno che glielo davano. Dio non vuole la nostra proprietà se non come esprime la nostra amorevole lealtà. Meglio tenere il denaro come un avaro che darlo se il cuore non lo segue. I doni per pacificare la coscienza o per metterla in mostra, o per riaverla con gli interessi, sono un insulto all'Onniscienza. Grandi contributi possono essere grandi peccati

(V.) Un tentativo deliberato di imporsi a Dio e alla Sua Chiesa (Versetto 9)

(VI.) Una solenne manifestazione di dispiacere divino. Conclusione:1. La benevolenza sociale è la legge del cristianesimo

(2.) La tendenza alla depravazione è quella di contraffare la bontà

(3.) L'influenza di Satana non è un palliativo del crimine dell'uomo

(4.) L'ipocrisia deve un giorno essere smascherata e punita. (D. Thomas, D.D.Il peccato e la condanna di Anania e Saffira: - Nota-

(I.) Uno stato di cose particolare causato da circostanze particolari e temporanee. Molti che erano stranieri a Gerusalemme avrebbero voluto rimanere; molti sarebbero stati detenuti più a lungo del previsto; potrebbero esserci gravi conseguenze per alcuni di loro in relazione alla sinagoga, e potrebbero essere in pericolo di confisca dei loro beni; e forse c'era l'impressione che fosse vicino il tempo in cui Cristo sarebbe venuto e in cui ogni proprietà sarebbe cessata. Ma, insieme a ciò, c'era l'ondata di nuovi sentimenti che riempiva i loro cuori sotto l'influenza della loro nuova fede. E così si strinsero l'uno all'altro come realmente "come membra l'uno dell'altro"; E lo dimostrarono in questo modo. Ma

1.) Non è mai stato stabilito dagli apostoli come principio della Chiesa. Questo è chiaramente affermato da Pietro. Era necessario, tuttavia, che si ottenesse il denaro. La società e i progetti più spirituali non possono andare avanti senza denaro. C'erano molti che in quel momento, e come uomini pubblici, non potevano fare nulla, e molti che rischiavano di essere messi in difficoltà a causa della loro nuova fede; e il modo più facile e semplice, per gli uomini che non erano economisti politici, era semplicemente quello di gettare il denaro in un fondo comune, e di vivere di quello il più a lungo possibile. Ma è evidente dalle Epistole che non è mai stato insegnato come parte del cristianesimo, perché riconoscono le differenze di rango e di circostanze, e non invitano i ricchi a gettare tutto in un fondo comune. Prescrivono doveri appropriati ai ricchi e ai poveri, ma non dicono che queste distinzioni devono essere eliminate. Il cristianesimo non è una cosa così assurda. Se si trattasse di un obbligo positivo per un cristiano di separarsi dalla proprietà privata perché è sbagliata in se stessa, ne seguirebbero terribili conseguenze. Se è sbagliato per me avere una casa o un terreno, è sbagliato per me venderlo a qualcun altro. È vero, infatti, potreste arrivare con l'idea che sia sbagliato per un cristiano avere queste cose, e che un cristiano (o una chiesa) debba vendere casa e terra. Ma condannerete una parte della terra a essere eternamente "il mondo", gli increduli, ai quali venderete queste cose? Ricordiamoci che il Vangelo è destinato ad essere universale, e che non dovete stabilire come un dovere positivo della Chiesa qualcosa che tutti gli uomini non possono fare. E tutti gli uomini non possono farlo. Finché durerà la terra, ci saranno la terra e i campi e le case e i possedimenti privati; e se il cristianesimo deve essere una cosa che riempie la terra, dipende da esso, non potrà mai farlo se tutti gli uomini devono separarsi dai loro beni. Perché, se il cristianesimo deve essere universale, verrà il tempo in cui non ci sarà nessuno da comprare. Non credo, quindi, che ciò sia stabilito come un obbligo, o destinato ad essere permanente, o che implichi in esso un principio fisso che può diventare universale

(2.) Dovrebbe, tuttavia, essere ricordato che una forte fede religiosa porterà le cose divine ed eterne molto vicino all'uomo; e sotto la sua profonda influenza imparerà a tenere a buon mercato i possedimenti del tempo, sentendo di non sapere in quale ora il Figlio dell'Uomo può venire, quando deve passare da queste cose se esse non passano da lui

(3.) I cristiani devono sentirsi membri gli uni degli altri, e che se un membro soffre gli altri devono simpatizzare. Ma allora il principio dovrebbe essere pienamente applicato; Tutti gli uomini dovrebbero ricordare che sono chiamati a fare questo. E in questo modo si deve guardare e considerare l'operato e l'influenza delle istituzioni, delle leggi e delle abitudini, e tutto ciò che opererà con un qualche potere schiacciante su una parte della società; e il principio della pura umanità e del sentimento cristiano dovrebbe condurre gli uomini a togliere di mezzo ciò che danneggerà un fratello, e a trasmettere le loro sostanze e la loro simpatia per la promozione della felicità universale, della tranquillità e del comfort

(4.) Ci sono momenti e circostanze straordinarie in cui possono essere necessarie cose molto straordinarie. Ci possono essere momenti in cui un appello particolare e straordinario sarà fatto alla liberalità della Chiesa. E gli uomini nella Chiesa possono sentirsi chiamati a una vocazione particolare; possono sentire che Dio li spinge con la sua provvidenza al compimento di una missione per la quale devono liberarsi da ogni ingarbuglio. Barnaba possedeva un terreno, e lo vendette e da quel momento in poi rimase un povero, che riposava sulla Chiesa; Ma poi fu libero di andare ovunque, e ci andò, compiendo una missione per l'umanità. Ma non si può renderlo universale rispetto a tutti gli uomini

(II.) Questo stato di cose divenne una trappola per Anania e Saffira, e li portò al peccato. Oserei dire che tra i cristiani si è formata un'opinione pubblica, e forse potrebbero guardare con freddezza coloro che non fanno ciò che fanno gli altri. Oserei dire che c'era una sorta di distinzione tra coloro che si distinguevano per simpatia di questo tipo. E fece sì che Anania e sua moglie desiderassero la distinzione senza essere disposti a pagarne il prezzo. E così si accordarono per vendere la loro proprietà, e per stabilire una parte del prezzo, fingendo che fosse l'intero, e poi rimanere lì come se si fossero spogliati, e pretendere il fondo comune. Questo peccato ha avuto alcuni tremendi aggravamenti. Nota-l. L'ipocrisia dell'intera procedura. Stavano fingendo, naturalmente, di essere mossi da un'influenza divina; per produrre il frutto dello Spirito; fingendo di dare una cosa sacra, "Corban", abbandonata per il servizio di Dio e del Suo popolo, eppure non lo stavano facendo. Ed era per avere un odore di santità

(2.) La sua intenzionalità. Non era una cosa fatta in seguito a una tentazione improvvisa. Avevano il loro scopo; hanno formato il loro piano; decisero di farlo e si accinsero alla sua esecuzione. Quando si incontrarono di nuovo, poterono pregare? Oh! Che estinzione ci deve essere di tutto ciò che è la pietà personale e coniugale quando si sono levati per fare questa cosa! Ah! Quando gli uomini si accordano insieme per commettere un grande peccato, tutti gli esercizi religiosi, i rapporti religiosi sono scomparsi

(3.) La menzione pubblica agli apostoli in presenza di coloro che della Chiesa potrebbero essere presenti, agli apostoli come ministri di Dio, a Dio stesso negli apostoli per mezzo del Suo Spirito Santo. C'era la determinazione di dire così questa menzogna, e c'era l'esecuzione fino all'ultimo punto

(4.) La disonestà che sarebbe implicata nella condotta successiva di quest'uomo, nel prendere (come avrebbe voluto) la sua parte dal fondo comune, come se avesse rinunciato a tutto, e tuttavia avesse nascosto questo qualcosa su cui poteva ripiegare. L'uomo non aveva fede; non poteva fidarsi di Dio, né della Chiesa, né degli apostoli di Dio; eppure faceva finta di farlo

(5.) La fonte del peccato, che era il suo cedere alle suggestioni del diavolo. "Perché Satana ha riempito il tuo cuore?" E c'è stato il compimento della suggestione satanica: il suo presentare il frutto di essa alla Chiesa come se fosse il risultato e l'opera dello Spirito di Dio; poiché egli stava lì, non per compiere un'azione comune, ma per fare una cosa che era preminentemente il frutto dello Spirito, eppure era il frutto e la suggestione del diavolo, come avrebbe potuto sapere

(III.) La punizione

(1.) È stato estremo e istantaneo. Non è stato un atto moderato di disciplina; La pena estrema fu inflitta in un attimo. Ebrei non fu messo da parte, gli fu concesso il tempo per la confessione e la preghiera, il pentimento e il ritorno, ma fu colpito a morte come da un fulmine dal cielo. Deve essere stata una cosa terribile. Pensate solo ai membri della Chiesa radunati intorno agli apostoli e ad Anania che entrava con questo denaro in mano. Forse poteva essere una somma considerevole. Pensate al sentimento con cui era guardato dai membri poveri e afflitti della Chiesa; come lo guardavano, e pensavano quale atto di munificenza fosse, quale trofeo alla grazia divina, quale gloriosa manifestazione del potere della fede, della religione e di Dio sul cuore di quest'uomo; e in un attimo Pietro lo spoglia, e Dio lo colpisce a morte

(2.) Osservate che Pietro lo accusa semplicemente del peccato, lo accusa, lo mette alla sua coscienza, e l'uomo trema e cade. Pietro non inflisse la punizione; Peter non aveva più potere di colpirlo a morte di quanto io ne abbia io per colpire a morte qualcuno di voi. Gli apostoli non erano così messi in possesso dell'onnipotenza. In ogni caso in cui l'onnipotenza è stata messa in mostra, non è stato l'uomo a esercitarla; era Dio. La volontà della Mente Divina attraversò l'uomo, e ciò avvenne. Non era l'uomo Pietro, sì, e non era il prete Pietro (come alcuni sarebbero disposti a pensare). Lasceremo ad altri sacerdoti la pretesa di questo potere; lasceremo al Papa la pretesa che egli fa di impiegare la spada secolare perché Pietro lo ha fatto. Diciamo che non è stato Pietro a farlo; era Dio che impiegava Pietro. Vediamolo fare di nuovo così; e se il Papa con uno sguardo dell'occhio può colpire a morte un uomo, lo faccia se vuole; Ma nessun prete, nessun papa può rivendicare il potere secolare se tutto ciò che può fare è fulminare le sue maledizioni o metterci in prigione. Quando arriva Saffira, Pietro va oltre e le dice che sta per morire, cosa che non aveva detto a suo marito. Penso che la differenza derivi da questo: che Pietro stesso aveva avuto una rivelazione che gli era stata fatta

(3.) Ci sono tutte le ragioni per temere che questa punizione esteriore visibile non fosse altro che il preludio della totale separazione da Dio, la condanna di entrambi. Possiamo a malapena supporre che ci sia stato un atto di perdono nello stesso momento di questo atto di indignazione, e che mentre queste persone sprofondavano morte sotto l'espressione dell'ira divina, le loro anime fossero in quello stato da poter essere ricevute nel seno divino: "si riuniscono per essere partecipi dell'eredità dei santi nella luce". 4. Cose come queste dovrebbero farci stare molto attenti a come spingiamo troppo oltre le affermazioni brevi e generali e ci innalziamo troppo su una particolare affermazione. È detto: "La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un solo cuore e un'anima sola". Anania e Saffira facevano parte di quella moltitudine. Era questo "un solo cuore e una sola anima" che si diffondeva attraverso tutti loro? Dio non voglia. È detto: "Il Signore aggiungeva ogni giorno alla Chiesa quelli che dovevano essere salvati". Gli Ebrei aggiunsero questi; Si tratta di un esemplare? O si sono convertiti, o non lo sono stati. Se sono stati veramente convertiti e aggiunti alla Chiesa, questo è il problema; una caduta terribile. Oppure non si sono convertiti, eppure si sono aggiunti con una professione esteriore; e allora non erano in quello stato in cui avrebbero potuto alla fine salvarsi. Non costruiamoci troppo su una singola espressione. Potrebbero essere nel loro insieme "di un solo cuore e di una sola anima", ma potrebbero esserci molte eccezioni; la massa di coloro che sono stati "aggiunti alla Chiesa" potrebbe essere veramente convertita, ma potrebbero esserci delle eccezioni

(5.) L'intenzione di una punizione come questa.

(1) Era una forte manifestazione della condanna di Dio dell'ipocrisia nella religione - dire una cosa e intenderne un'altra - finzione religiosa, professione, senza religione nel cuore. Dio può fare a meno del tuo denaro, ma gli ebrei non possono fare a meno del tuo cuore. Se professi di essere Suo, devi essere una realtà.

(2) Forse potrebbe essere inteso anche come una sorta di guardia e protezione per la Chiesa, per impedire che la Chiesa venga accresciuta e ampliata sotto l'influenza di motivi che potrebbero sorgere dallo stato temporaneo delle cose in essa, motivi che potrebbero essere connessi con il gettare se stessi sul fondo della Chiesa. Dio preferirebbe mantenere la Chiesa piccola, se potesse essere mantenuta pura, piuttosto che ingrandirla con coloro che potrebbero venire per motivi discutibili e con intenti discutibili.

(3) Un'altra cosa sarebbe produrre un salutare timore reverenziale nelle menti della Chiesa. "Grande paura si è impadronita di tutta la Chiesa". All'inizio di ciò, gli Ebrei si fecero avanti con questa maestosa dimostrazione della Sua presenza per far loro sentire quanto fossero santi gli Ebrei, e quanto gli Ebrei dovessero essere adorati in modo puro e spirituale. Lezioni: l. Anche se i procedimenti straordinari nella Chiesa antica non possono essere letteralmente precedenti per noi, in essi può esserci un principio che vale la pena seguire. La condotta della Chiesa non è un precedente per noi per quanto riguarda la proprietà, ma tuttavia c'è un principio in essa, che mostra come i cristiani dovrebbero sentirsi riguardo all'essere membri gli uni degli altri. Così per quanto riguarda la condotta dell'apostolo, e il modo in cui Dio intervenne per mezzo di lui; che non può essere imitato letteralmente, ma non c'è ragione per cui non ci debba essere disciplina e l'ansia di preservare la comunione dei fedeli come dovrebbe essere una comunione cristiana

(2.) La serietà che c'è riguardo a una professione religiosa. Suppongo che nessuno di voi vorrebbe che gli venisse negato il nome di cristiano. Ora, io non vi chiedo che cosa date o che professate di dare a Dio, ma desidero che vi chiediate che cosa state trattenendo. Alcuni di voi prestano la loro attenzione fisica: il loro orecchio, il vostro occhio, la vostra attenzione. Dov'è il tuo cuore? Lo stai trattenendo? E questo sarà accettabile? Alcuni di voi stanno dando il loro intelletto; Stai trattenendo i tuoi affetti? Alcuni di voi professano pubblicamente, come Anania e Saffira, di rinunciare a tutto per il modo in cui sono associati alla Chiesa Cristiana. Cosa stai trattenendo? Quelli di voi che sono "ricchi in questo mondo": che cosa stanno trattenendo di ciò di cui la Chiesa ha bisogno? In un mondo come questo, nei movimenti della Chiesa, in questa grande istituzione missionaria (e questa è l'idea propria della Chiesa, che va avanti fino ad abbracciare il mondo), i soldi devono essere avuti. Dio deve avere i tuoi soldi. Quanto stai trattenendo? Quali sono le donazioni legate alle società religiose rispetto a quelle che potrebbero essere alcune di esse! E Dio ha il Suo occhio su ciò che è trattenuto così come su ciò che è dato. Ah! ci sono alcuni uomini ricchi nella Chiesa che potrebbero davvero temere se Gesù Cristo dicesse: "Verrò da voi"; Se gli Ebrei venissero con lo scopo di esaminare tutti i loro documenti, e guardare tutti i loro libri, e esaminare tutti i loro conti, e vedere lo stato attuale delle loro cose, e segnare e indicare come l'accumulazione procedesse dopo l'accumulazione, e se gli Ebrei 51 guardassero in faccia, e dicessero: "Ebbene, ora, dopo tutto questo, che cosa fai per me? Ti do tutto questo; è tutto Mio; con un cenno della mia mano potrei privarvene domani, in ogni sua parte; e a te lo affido; tu sei il Mio amministratore; Trattieni qualcosa?" 3. Anche gli onori, le distinzioni, la reputazione, che possono essere posseduti o acquisiti nella Chiesa di Dio sono cose che devono essere gelosamente sorvegliate per timore che diventino tentazioni al peccato

(4.) La perfetta fiducia che Pietro deve aver avuto nella propria onestà quando ha agito in questo modo. Se non avesse creduto completamente nella risurrezione, allora sarebbe stato un "falso testimone di Dio", e l'apostolo, alzandosi e accusando queste persone di mentire allo Spirito Santo, sarebbe stato lui stesso la grande incarnazione di una menzogna molto peggiore. Penso che sia impossibile

(5.) Il diavolo non può riempire il tuo cuore e condurti al peccato a meno che tu non glielo permetta. (T. Binney.Il faro-Anania:

1.) Il caso di Barnaba e quello di Anania sono scaturiti dallo stesso movimento e illustrano gli stessi principi, eppure sono reciprocamente opposti. È tanto necessario ormeggiare una boa su una roccia o un banco di sabbia quanto mostrare una luce in linea con l'ingresso sicuro del porto. Barnaba è una luce alla testa del molo, Anania fa galleggiare una roccia dove molti sono morti, e avverte il marinaio dal luogo del destino. Entrambi gli esempi sono utili. Possiamo trarre profitto sia dalla verità del vero che dalla menzogna del falso. Quando nostro Signore insegnò ai Suoi discepoli a pregare, gli Ebrei misero accanto all'umile supplicante di misericordia un solenne ipocrita. Quando gli Ebrei insegnarono la benedizione di entrare mentre la porta era aperta, gli Ebrei insegnarono anche quanto sia terribile essere troppo tardi, anche solo un po'. Questo duplice metodo è adottato ovunque nella Scrittura per far rispettare le lezioni morali. Nella morale così come nella fisica si esercita un potere maggiore quando si applica un'attrazione da un lato e una pressione dall'altro

(2.) "Ma un certo uomo". La parolina "ma" è il cardine su cui ruotano le grandi questioni, ad esempio: "Il giusto è rigettato nella sua iniquità, ma il giusto spera nella sua morte". La porta che oscilla su questo perno affilato apre e chiude il modo di vivere. A volte, come qui, si passa dalla luce all'oscurità, e a volte dall'oscurità alla luce

(3) La causa profonda e triste della condotta che abbiamo davanti era l'eccitazione delle emozioni religiose senza un corrispondente risveglio del senso morale. Ci può essere molta devozione di un certo tipo in cui l'onestà, la verità o la purezza sono debolmente coperte e soggette a morire. In certi ambienti si dice spesso che un non-professore è più affidabile di un professore, l'errore comune di ingrandire alcuni esempi lampanti in una legge generale. Se coloro che ritengono che ogni pietà sia una maschera indossata per ottenere un fine pensassero soltanto, troverebbero che la loro teoria si distrugge da sola. Poiché gli uomini onesti sembrano essere religiosi, le persone si fidano di loro. Ma se fosse regola comune che gli uomini religiosi sono disonesti, cesserebbero di ottenere credito; Non pagherebbe un furfante per assumere la religione, e quando smetteva di pagare smetteva di assumerla. Quindi l'argomento dimostra che gli uomini pii, di regola, sono onesti; Eppure c'è della verità nella calunnia, e per questo essa vive. A parte i furfanti coscienti, ci sono quelli che, sebbene mossi in un periodo di fervore religioso, non hanno acquisito un giusto senso del carattere vincolante dei Dieci Comandamenti. L'Antinomiano non è un fossile essiccato nei tomi della teologia polemica; È una specie vivente. Ma i veri credenti non devono venir meno. La zizzania cresce con il grano, ma il grano prevale anche qui, e alla fine la separazione sarà completa ed eterna. (W. Arnot, D.D. Anania e Saffira - Lezioni della narrazione:

(I.) È vano aspettarsi che in questo mondo la Chiesa sarà sempre perfettamente pura. Intendo dire non solo che le imperfezioni rimarranno sempre impresse nei membri della Chiesa perché «non c'è sulla terra un uomo giusto che faccia il bene e non pecchi», ma anche che si troveranno degli ipocriti mescolati con i santi. Il grano e la pula giacciono insieme sul pavimento del fienile. Nessuna precauzione, per quanto rigorosa, può impedirne l'ammissione; Nessuna disciplina, per quanto vigorosa, nessuna dottrina, per quanto fedele, potrà espellerli

(II.) Dobbiamo guardarci dal predominio di qualsiasi passione peccaminosa, sia essa avarizia, ambizione, sensualità, invidia, orgoglio o qualsiasi altra concupiscenza della carne o dello spirito. Come "un peccatore distrugge molto bene", così un peccato che regna nel cuore contrasta l'efficacia dei mezzi migliori, e può portarci a un punto molto lontano nella depravazione. Se i freni della provvidenza vengono rimossi e si presenta una forte tentazione in circostanze favorevoli, ciò ci precipiterà in eccessi tali da disonorarci agli occhi degli uomini e provocare Dio a riversare su di noi la furia della Sua ira

(III.) I peccatori impenitenti sono sempre in pericolo di perire per la vendetta del cielo. Il giudizio, in verità, è la "strana opera" di Dio, ma è un'opera che il riguardo alla Sua gloria a volte Lo chiama a compiere. E quando una vittima cade, è impossibile dire chi sarà la prossima. Su tutti gli increduli viene emessa una sentenza di morte, la cui esecuzione è ritardata solo dalla longanimità e dalla pazienza di Dio. Non si presuma la Sua pazienza, perché, sebbene Divina, ha i suoi limiti, oltre i quali non si estenderà (Isaia 33:14)

(IV.) Studiamo, sopra ogni cosa, per essere sinceri nella religione. A che cosa servirà l'ipocrisia? Può il nostro artificio imporsi a Dio? (Ebrei 4:13). Invano Anania e Saffira concertarono segretamente il loro piano e assunsero la fiducia di un'integrità cosciente per reprimere ogni sospetto sulla loro bassezza. Un buon nome, la stima e gli uffici amichevoli dei cristiani, e anche i vantaggi mondani, possono essere la ricompensa della dissimulazione in questo mondo, ma che cosa l'attende nell'altro? (Giobbe 27:8). (J. Dick, A.M.Il primo peccato: C'è un vecchio detto: "La corruzione dei migliori è la cosa peggiore". Migliore è una cosa, peggiore è il suo deterioramento. Maggiore è l'altitudine, maggiore è la caduta. E questo vale sia per la professione che per la realtà. Quando un uomo che ha parlato ad alta voce viene finalmente smascherato come un impostore, la sua esposizione è più terribile che se non avesse mai toccato una grande virtù. E quando un uomo che ha sentito la verità e il potere della religione viene raggiunto dal nemico, si scopre talvolta che si abbandona completamente alla morsa del male più di uno che non ha mai saputo cosa significhi servire un altro padrone. Guardiamo questa scena quasi come guardiamo la caduta originale dell'uomo; Ci sembra di leggere di un paradiso riconquistato, quando siamo improvvisamente scioccati e sorpresi dalla narrazione di un paradiso per la seconda volta perduto. Osserva dalla narrazione...

(I.) Che esiste una cosa come agire una menzogna

(1.) Anania non disse espressamente che la somma era l'intero prezzo. È stata sua moglie a dire un'esplicita falsità. Anania lo diede solo per essere compreso. Abbiamo a che fare con un Dio di verità, e dove non c'è verità, lì ai Suoi occhi c'è menzogna. Spesso pensiamo che, se possiamo evitare di dire l'esatto contrario della verità, è sufficiente. Imparate, dunque, che dove c'è inganno, c'è falsità. E quante delle nostre parole sono "un tentativo di orientarsi abilmente tra la verità e la menzogna"! 2. Ma, anche al di là di questo, ci può essere una falsità recitata. Anania, testimone dell'onesta devozione degli altri. Anche a lui sembrerà di aver contato tutte le cose tranne la perdita per Cristo. Proprio come Barnaba portava i profitti della sua vendita della terra, così Anania porta i suoi. Ognuno gli attribuisce credito, e lui intende che lo facciano, di una devozione che pensa solo alle cose di lassù, e di una dimenticanza di sé che non può godere finché gli altri soffrono. Può darsi che non venga pronunciata alcuna parola, ma l'atto stesso dice tutto questo, e l'agente intende che tutto ciò sia compreso. Ahimé! Quanta parte della condotta di molti di noi non è davvero migliore di una menzogna recitata! Quanto si fa per gettare polvere negli occhi degli altri riguardo al nostro vero motivo, al nostro vero io! Anche a prescindere dal proposito positivo di ingannare, quanto è impossibile dare agli altri un'idea vera e giusta di noi come siamo! In che modo la confessione stessa si trasforma sulle nostre labbra in ostentazione e vanto! È così, forse, per misericordia verso gli altri. Potremmo attirare gli altri verso il basso se vedessero quanto sono bassi i nostri risultati; potremmo tentarli ad accettare le imperfezioni contro le quali Dio vorrebbe che lottassero nella speranza. Dio ci salvi tutti dalla falsità della lingua e dalla falsità della vita, dalla menzogna messa in atto così come dalla menzogna detta!

(II.) Che illustrazione abbiamo qui di "L'amore del denaro è la radice di tutti i mali, che mentre alcuni bramavano, si sono allontanati dalla fede e si sono trafitti con molti dolori". Che cosa spinse Anania e Saffira a mentire allo Spirito Santo? La brama di denaro era forse il desiderio di risparmiare qualcosa dall'abbandono di tutto a Cristo? Fu così che persero entrambi i mondi, anche cercando di ottenerli entrambi! Che cos'è se non l'amore per il denaro che crea alcuni dei mali più caratteristici della società? Non parlo ora di quell'onorevole industria nell'affare di una legittima vocazione, che è tanto dovere quanto può essere l'interesse di un cristiano. Parlo di quei metodi precari, avventurosi, oziosi di guadagno, sui quali non si può chiedere la benedizione di Dio e sui quali si posa quasi visibilmente la maledizione di Dio. Parlo di bisogni creati da una spesa abitualmente superiore alle entrate, e suppliti dai profitti esorbitanti di una sola settimana all'anno. Parlo di esempi dati ai giovani di imprese illegali, con le quali molte vite sono state sviate fin dall'inizio, e molte carriere piene di speranza sono state stroncate dal crimine e dall'infamia. Parlo di un amore per il guadagno, che ha reso i figli indifferenti al comando di un padre e alla felicità di una madre, temerari nel distruggere l'eredità delle sorelle, e alla fine incuranti persino delle leggi di un paese e dei terrori di un'ira a venire. Con fervore e affetto vorrei avvertire i giovani dei terribili rischi che corrono il primo passo nella regione del caso

(III.) Che responsabilità comporta l'essere avvicinati a Dio come membri della Sua Chiesa! Si può ben ricordare che ciò è dovuto alla sorte di Anania, che un grande timore si abbatté su tutta la Chiesa e su tutti coloro che udirono queste cose. Sì, c'è una realtà nella nostra connessione con Cristo che deve parlare su di noi nel bene o nel male. Questi mezzi di grazia, queste opportunità di adorazione, hanno un significato, che lo vogliamo o no, e noi stessi ne siamo timorosamente e meravigliosamente coinvolti. Dobbiamo trascorrere la nostra vita, pensare i nostri pensieri, pronunciare le nostre parole e compiere le nostre azioni, agli occhi e all'ascolto di Dio

(IV.) Come scacciare il timore gli uni degli altri con il timore di Dio più forte e più impressionante. Anania e Saffira commisero questo grande peccato nella speranza di comprarsi la buona opinione della congregazione cristiana a cui appartenevano. E sarebbero riusciti in questa impresa se non fosse stato per una considerazione che hanno lasciato fuori dalla vista. Sarebbero riusciti a conquistare la stima dell'uomo se solo avessero potuto mantenere Dio in silenzio. E anche noi siamo tentati ogni giorno di vivere per l'onore che ci viene gli uni dagli altri, e non per quell'onore che viene solo da Dio. Quando abbandoneremo questa fatale abitudine di chiederci ad ogni piè sospinto: Che cosa dice il mondo? Che cosa fa il mondo?... il mio mondo, intendo... il mondo della mia famiglia, dei miei amici, del mio quartiere, e mi chiedo piuttosto: È giusto? Cristo approva? Permettetemi di guardare a Cristo per avere una guida. Che il sussurro del Suo Spirito sia la mia voce di ammonimento. E fa' che io ringrazi in ogni cosa il Signore per avermi dato l'avvertimento. (Dean Vaughan.) La prima tara tra il grano:

(I.) Come lo semina il malvagio

(II.) Come il Signore del campo lo strappa. (K. Gerok.Gli ipocriti appaiono dopo i risvegli: dopo una doccia rinfrescante che ha fatto sorridere tutti i fiori fino a far spuntare le lacrime di gioia nei loro occhi, vedrai i sentieri del tuo giardino punteggiati di lumache e lumache. Queste creature rimasero nascoste fino a quando la pioggia geniale le chiamò a dirigersi verso qualsiasi cosa potessero divorare. Dopo questo risveglio di moda, per necessità, si sviluppano ipocriti; Eppure chi deplorerebbe la doccia a causa delle lumache, e chi inveirebbe nei "momenti di ristoro" perché i semplici pretendenti sono eccitati a fare una vile professione di una grazia alla quale sono estranei? (C. H. Spurgeon.La Chiesa può sfidare la malizia dei suoi nemici, ma non può permettersi di passare sopra l'infedeltà degli amici professati. Gli ebrei sono sopportati; i pretendenti ipocriti sono visitati con la vendetta divina. Il peccato qui consisteva in false pretese e travisamenti

(I.) La Chiesa non è una società pura, non mescolata, di fede perfetta. I membri della Chiesa Apostolica sono caduti in un grave peccato. La perfezione non si cerca all'asilo o a scuola. La Chiesa è un campo di addestramento per gli immaturi, eppure gli uomini si aspettano irragionevolmente la perfezione

(II.) Non c'è sicurezza assoluta nella Chiesa. C'è necessariamente un pericolo insito nella debolezza di tutta la vita non sviluppata. La Chiesa non è protetta dalla tentazione. L'ostinazione può portare al naufragio della fede. Le nuove condizioni di vita comportano nuovi pericoli. "Chi pensa stia in piedi", ecc

(III.) I pericoli morali possono essere aumentati da coloro che sono più vicini a noi nelle relazioni della vita. Un uomo e sua moglie si unirono in questo peccato. La perversione della vita familiare e sociale verso la degradazione degli spiriti non è sufficientemente considerata. Se il marito induce la moglie o il padrone il servo a violare la coscienza, né l'uno né l'altro devono sorprendersi di raccogliere frutti amari

(IV.) Il peccato volontario perpetrato dai membri della Chiesa li coinvolge in calamità terribili e terribili. "Il cui ventaglio è nella Sua mano." (W. H. Davison.Anania e Saffira: - L'Eden mette appena i suoi fiori prima che il peccato entri a gettare una piaga su tutto. La Chiesa è appena fondata che la punizione cade su due dei suoi membri per i loro crimini. Il destino di Anania e Saffira può sembrare difficile. Il loro peccato non è stato così atroce come altri che sono rimasti impuniti

(I.) Alcune considerazioni che servono a mitigare l'apparente severità della pena

(1.) La Chiesa era nella sua infanzia. Le influenze esercitate su di esso in quel periodo furono più efficaci che in seguito, quando il suo carattere era più fisso. Un peccato era più consequenziale allora. Aver permesso ad Anania e Saffira di fare il male impunemente avrebbe presto provocato la corruzione di tutta la Chiesa. Bisogna dare l'esempio per dissuadere gli altri dal ripetere il peccato

(2.) Il carattere completo del peccato non è descritto. Pietro si riferisce due volte ad esso come a un peccato contro lo Spirito Santo (Versetti 3 e 9). Ciò suggerirebbe che l'elemento principale del peccato non risiede nell'atto esterno, ma nella condizione del cuore dietro di esso. I peccati sono come iceberg: la maggior parte di essi è invisibile. Non dobbiamo valutare la peccaminosità del peccato di Anania in base alla sua impressione esterna su di noi

(3.) L'apostolo Pietro, nelle sue relazioni con queste persone sfortunate, era sotto l'immediata direzione dello Spirito Santo. Non c'era nulla di dispettoso o di malizia nella condotta di Pietro. La volontà a cui obbediva era la volontà di un altro. Il risultato fu quindi dovuto interamente all'immediata interposizione di Dio

(4.) Tutta la vita è di Dio, che l'ha data e che può riprendersela quando e in qualsiasi modo gli Ebrei vogliano senza fare alcuna ingiustizia ai diritti della creatura. Il fatto che gli Ebrei tolsero la vita ad Anania e Saffira non avrebbe comportato alcuna ingiustizia, anche se non avessero peccato

(5.) La perdita di due vite è stato un mezzo per salvarne molte di più. Altri sono stati dissuasi dal peccato

(II.) Il peccato stesso

(1.) L'azione che si è rivelata così sbagliata ha avuto origine da un motivo lodevole. Rinunciare in tutto o in parte alla propria proprietà per aiutare gli altri cristiani era un nobile sacrificio. L'atto è stato lodevole

(2.) Siamo portati a sospettare, tuttavia, che tutto il loro cuore non fosse rivolto a questa visione disinteressata della questione. Sentivano la forza dell'esempio degli altri. L'approvazione della Chiesa che seguiva a tali doni valeva la pena di essere assicurata. C'era un notevole entusiasmo suscitato nei loro cuori. Potevano prevedere la felicità di sentire gli altri lodare il loro nobile dono. Ma i loro cuori non erano veramente nel dono. L'atto trasmetteva l'idea di un tipo di sentimento più elevato di quello che avevano realmente

(3.) La differenza di estensione tra il suo buon sentimento e l'azione più grande fu subito colmata da un altro sentimento, un cattivo sentimento. Quante volte, nel produrre buone azioni, due quantità di specie diverse sono all'opera! 4. Nel cuore di Anania l'egoismo crebbe fino a predominare, e di conseguenza l'altruismo diminuì fino a essere superato. L'atto formale di benevolenza di Anania fu un atto buono, ma fu reso cattivo dalla preponderanza della vanità tra i sentimenti che lo portarono. Gli ebrei volevano sembrare più generosi di quanto non fosse in realtà. C'era più vanità che benevolenza nel suo dono. Gli ebrei peccarono veramente, quindi, facendo ciò che era formalmente buono

(5.) Poiché il suo atto era una menzogna. Le due persone non furono portate a morte per aver detto il falso, ma per aver agito in modo falso. Pretendevano di dare un intero patrimonio quando ne davano solo una parte

(6.) Il loro atto era puramente volontario. È vero, Pietro riconosce l'azione di Satana in questa faccenda (Versetto 3), ma questo deve essere riconosciuto in ogni peccato. Ebrei è il tentatore. Gli ebrei non possono costringerci a peccare; può solo suggerire. Il peccato è nullo fino a quando non vi apponiamo di nostra spontanea volontà il nostro segno-manuale

(7.) Quindi non siamo sorpresi di scoprire che Anania e Saffira erano perfettamente deliberati nelle loro malefatte. Pietro le disse: «Come mai vi siete messi d'accordo per tentare lo Spirito del Signore?». (Versetto 9). Quella parola "concordato" indica un piano. Questo non è un esempio di un uomo che cede a un furioso assalto di tentazione quando si è lasciato prendere impreparato da essa. Anania e Saffira mostrano un'astuzia simile a quella di una volpe nel peccare. L'hanno pianificato deliberatamente e hanno portato avanti il loro piano. Il loro peccato non era così leggero come sembra prima di analizzarlo

(III.) I cuscinetti del loro peccato

(1.) Ha colpito immediatamente gli uomini. Anania defraudò i suoi compagni. Non facendo ciò che dichiarava di voler fare, defraudava gli altri di ciò che, a dire il vero, era stato un tempo suo, ma che ora, con la sua professione volontaria, era uscito dalla sua proprietà. Gli ebrei recitavano praticamente la parte di un ladro

(2.) Il suo peccato era anche contro Dio. Gli Ebrei mentirono allo Spirito Santo (Versetto 3); tentò lo Spirito del Signore (Versetto 9). La sua anima era in una certa relazione con Dio, e ogni peccato di qualsiasi carattere era una violazione di quella relazione. Dobbiamo obbedienza a Dio. Il dovere è obbligo verso il cielo. Il peccato, qualunque esso sia in atto, ha nel cuore il suo elemento determinante. È la ribellione del cuore contro il suo obbligo di fare la volontà di Dio. È un'offesa contro il Signore sovrano

(3.) I due sono identificati; il peccato contro l'uomo è peccato contro Dio. Anania mentì agli apostoli; agivano sotto la guida diretta dello Spirito Santo. Tutto ciò che ha fatto verso di loro, l'ha fatto verso lo Spirito che era in loro. Un uomo che spara a un principe colpisce un regno. Chiunque pecca contro un prossimo sferra un colpo a Dio. La menzogna, il furto, l'adulterio, l'omicidio, sono peccati contro gli uomini, ma nello stesso momento sono peccati contro Dio. Dio si nasconde, per così dire, nell'umanità, affinché ciò che facciamo agli uomini, lo facciamo a Dio

(4.) Il peccato di Anania ha colpito la Chiesa. L'importanza del peccato di Anania è elevata a un potere superiore dal fatto che riguardava il benessere della Chiesa di Cristo. La sua punizione è interpretata da questo particolare portamento del suo peccato. Il peccato è così reduplicato. Ogni uomo ha funzioni e relazioni speciali, e ogni peccato commesso contro di lui si trasmette e ha una portata illimitata in queste relazioni. Un uomo spara a un altro. Ebrei pecca contro quell'uomo. Ma fa di più. Ebrei fa di una moglie una vedova; rende i figli orfani di padre; piange genitori, parenti e amici; rimuove dalla comunità un uomo che ha una funzione speciale in essa; Egli offende l'intera repubblica, anzi tutta l'umanità. Oh, l'orribile portata del peccato! Nessuno vive per se stesso, e nessuno pecca per se stesso

(5.) Il peccato ritornò su Anania e sua moglie, che erano conniventi con lui, in una terribile punizione. I suoi salari erano pagati fino all'ultimo centesimo. Mentre queste persone sfortunate venivano portate alla sepoltura, quanto impressionante fu la risposta alla domanda del cuore: "Il peccato paga?" 6. Eppure questa afflizione è stata fatta portare buoni frutti sotto la provvidenza di Dio. L'effetto sulla Chiesa fu salutare. Non c'erano più Ananias

(IV.) Le deduzioni di questo studio. l. La responsabilità dell'uomo per il peccato. Satana lo suggerisce, ma l'uomo accetta il suo suggerimento ed è responsabile del risultato

(2.) La follia del peccato. Quando guardiamo Anania e sua moglie, con la loro sciocca vanità, sembrano quasi irrazionali. Peccare è veramente, secondo la chiara enunciazione del Libro dei Proverbi, essere stolti. Per sfuggirgli dobbiamo essere resi saggi da Dio

(3.) Il peccato arriva a Dio. "Contro di te, contro di te solo, ho peccato e ho fatto questo male ai tuoi occhi", dice la confessione di peccato più profonda che sia mai stata scritta

(4.) Le conseguenze del peccato sono più di quanto possiamo aspettarci, più man mano che si sviluppano dopo che le abbiamo piantate nel campo della vita del mondo, più quando tornano a noi nel raccolto della retribuzione

(5.) Mentire è un peccato particolarmente grave. È così grave che tra i peccati che escludono specificamente dal cielo la menzogna è particolarmente nominata. Dio è la verità stessa. Siamo fatti per essere come Lui. (D. J. Burrell, D.D.Anania e Saffira: - Ci si può chiedere: non era forse troppo severa questa punizione di Anania e Saffira? Non fu dato tempo per il pentimento; non fu offerta loro alcuna opportunità di considerare la loro trasgressione e di invocare il perdono di Dio. Potremmo trovare risposta a questa domanda, credo, nei seguenti suggerimenti:

1.) Il loro peccato era aggravato. "Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio", furono le parole di Pietro ad Anania. L'enormità peculiare del loro peccato consisteva nell'essere commesso contro lo Spirito Santo. Essi conoscevano il dono pentecostale; ed ora vengono con uno scopo definitivamente stabilito di ingannare lo Spirito di Dio nelle persone degli eletti di Dio, pensando che Egli sia uno come loro. Il Dr. Lightfoot suppone che Anania non fosse un credente ordinario, ma un ministro, e uno che aveva ricevuto il dono dello Spirito Santo con i centoventi. Eppure osò così, dissimulando e svergognando quel dono

(2.) È stato un peccato deliberato. Non è stato commesso a seguito di una tentazione improvvisa; ma questi due si erano consultati insieme al riguardo, e avevano stipulato un accordo reciproco per operare questo inganno sugli apostoli e sulla Chiesa. Era a sangue freddo sotto ogni punto di vista. A quanto pare non c'era alcuna necessità imposta loro dalle circostanze esterne. Anania dimostra di essere stato un ipocrita per scelta deliberata

(3.) Il peccato deve essere diventato lo scopo costante della loro vita. Dio non pronuncia la condanna a morte per un peccato iniziale o per una serie di peccati. È solo quando l'anima si satura di peccato, quando non c'è più speranza che l'uomo porti frutto per la giustizia, che Dio lo rigetta. Deve essere stata una crisi nella loro vita interiore a segnare la determinazione delle loro anime, una crisi non evidente agli uomini, ma aperta e chiara agli occhi di Dio

(4.) La severità di questa punizione può essere stata dovuta, in una certa misura, alle condizioni che circondavano la Chiesa in quel primo periodo. La Chiesa era agli albori. Possiamo imparare ulteriormente da questa lezione

(1) Che coloro che presumono la sicurezza e l'impunità in qualsiasi condotta peccaminosa stanno facendo i conti in modo ignorante e stolto. "Stai certo che il tuo peccato ti scoprirà". (2) È inutile portare metà di sé a Dio nella consacrazione.

(3) Il grano e la zizzania crescono sempre insieme nella Chiesa terrena. (G. C. Osgood.Anania e Saffira:

(I.) I peccati di Anania e Saffira. Nessun peccato è isolato

(1.) C'era amore per la lode

(2.) C'era cupidigia, un amore smodato per il denaro. Si aggrapparono al loro oro

(3.) C'era la menzogna

(4.) C'era l'ipocrisia, la pretesa di pietà dove non esisteva

II. La rivelazione del carattere di Dio. Ogni atto divino è una rivelazione di Dio. Cosa dimostra questo evento? 1. L'onniscienza di Dio. Gli ebrei videro il peccato, anche se era segreto

(2.) L'imparzialità di Dio. Ebrei tratta i Suoi seguaci con la stessa indulgenza con cui tratta i Suoi nemici quando fanno il male

(3.) La giustizia di Dio

(4.) La potenza di Dio

(III.) Gli insegnamenti riguardanti la Chiesa

(1.) Il suo alto standard morale. Il potere della Chiesa è nella sua purezza. La Chiesa deve essere migliore del mondo se vuole salvare il mondo

(2.) La sua imperfezione umana. Non aspettiamoci che tutte le persone nella Chiesa terrena siano perfette

(3.) La sua responsabilità. La Chiesa è tenuta in grande considerazione per i suoi membri, e deve mettere via ogni ramo che si sa essere morto. Anania e Saffira: - Una coppia ben assortita, simile nell'ambizione e nella falsità, Anania e Saffira. Ci sono migliaia di modi per dire una bugia. L'intera vita di un uomo può essere una menzogna, eppure non può mai falsificare con le sue labbra una volta. C'è una falsità per sguardo, per maniera, così come per le labbra. Ci sono persone che si rendono colpevoli di disonestà nel parlare, e poi dicono "può essere", la chiamano una bugia bianca, quando nessuna bugia è di quel colore. La bugia più bianca mai raccontata era nera come la perdizione. Ci sono quelli così dediti alla disonestà di parola che non sanno quando stanno mentendo. Per alcuni è un peccato acquisito, e per altri è un'infermità naturale. Ci sono quelli che riconoscerete come bugiardi nati. Il travisamento e la prevaricazione sono per loro naturali come le malattie infantili, e sono una sorta di groppa morale o scarlattina spirituale. Poi ci sono quelli che nell'aldilà hanno l'opportunità di sviluppare questo male, e passano da un inganno all'altro, e da una classe all'altra, fino a diventare regolarmente bugiardi laureati

(I.) Prima di tutto, parlo di falsità agricole. C'è qualcosa nella presenza di oggetti naturali che ha la tendenza a rendere puri. Gli alberi non emettono mai falsi ceppi. I campi di grano sono sempre onesti. La segale e l'avena non si spostano mai di notte, non pagando per il posto che occupano. Gli shock di mais non fanno mai false assegnazioni. I ruscelli di montagna sono sempre attuali. L'oro dei campi di grano non è mai contraffatto. Ma, mentre la tendenza della vita agricola è quella di rendere onesti, l'onestà non è la caratteristica di tutti coloro che vengono ai mercati cittadini dai quartieri di campagna. Si sente lo scricchiolio del carro agricolo disonesto in quasi tutte le strade delle nostre grandi città, un carro agricolo in cui non c'è un solo parlo onesto o un rivetto veritiero dalla lingua alla pedana. La tendenza in tutti i distretti rurali è quella di supporre che i peccati e le trasgressioni si accumulino nelle nostre grandi città; Ma i cittadini e i mercanti hanno imparato molto tempo fa che non è sicuro calcolare dal carattere delle mele sulla cima del barile del contadino quale sia il carattere delle mele fino in fondo. I barattoli di latte non sono sempre onesti. Il produttore a volte praticamente dice al commerciante: "Prendi i tuoi soldi facilmente, comunque". Lo ottiene facilmente? Lasciate che coloro che si guadagnano da vivere nella tranquilla fattoria e nel fienile prendano il posto di uno dei nostri mercanti di città, e vedete se è così facile. È già abbastanza difficile avere le mani piene di vesciche per il lavoro all'aperto, ma è più difficile per le ansie mentali consumare il cervello. Dio aiuti i mercanti! E non lasciate che coloro che vivono nella vita di campagna giungano alla conclusione che tutte le disonestà appartengono alla vita di città

(II.) Passo a considerare le menzogne commerciali. C'è chi si scusa per la deviazione dal giusto e per l'inganno pratico dicendo che si tratta di un'usanza commerciale. In altre parole, una menzogna per moltiplicazione diventa una virtù. Ci sono grandi fortune accumulate in cui non c'è una goccia del sudore di un lavoro non corrisposto, e non una scintilla di cattivo umore balenerà dalla staffa di bronzo, e non c'è una goccia di sangue del cuore di ricamatrice sul peluche cremisi; mentre ci sono altre fortune di cui si può dire che su ogni maniglia della porta, e su ogni figura del tappeto, e su ogni parete, c'è il marchio del disonore. Ci sono grandi fortune su cui si abbatte il favore di Dio, ed è altrettanto onesto e cristiano essere ricchi quanto poveri. In molte case c'è una benedizione su ogni parete dipinta, e su ogni pergamena, e su ogni finestra traforata, e la gioia che lampeggia nelle luci, e che piove nella musica, e che danza nei piedi veloci dei bambini che scalpitano per la sala ha in sé il favore di Dio e l'approvazione dell'uomo. Ma voi ed io sappiamo che nella vita commerciale ci sono coloro che si sono resi colpevoli di grandi disonestà di parola. Un commerciante dice: "Vendo questi prodotti a un prezzo inferiore". Ottiene forse per questi beni un prezzo inferiore a quello che ha pagato per essi? Allora ha detto la verità. Sta ottenendo di più? Poi mente. Ma ci sono tante falsità davanti al bancone quante ce ne sono dietro il bancone. Un cliente entra e chiede: "Quanto costa questo articolo?" Sono cinque dollari". Posso prenderlo per quattro da qualche altra parte". Può prenderlo per quattro da qualche altra parte o lo ha detto solo allo scopo di ottenerlo a buon mercato deprezzando il valore della merce? Se è così, ha mentito. Chi si prenderebbe la responsabilità di dire quante menzogne sono state dette ieri dai ferramentai, dai sartori, dai boscaioli, dai tabaccai, dai gioiellieri, dagli importatori, dagli spedizionieri, dai commercianti di mobili, dai commercianti di carbone e dai commercianti di generi alimentari?

(III.) Passo a parlare di falsità meccaniche. Tra gli artigiani ci sono quelli da cui dipendiamo per le case in cui viviamo, gli abiti che indossiamo, le auto su cui viaggiamo. La stragrande maggioranza di loro sono, per quanto ne so, uomini che dicono la verità. Sto parlando ora di coloro che promettono di fare ciò che sanno che non saranno in grado di fare. Dicono che verranno lunedì; non vengono fino a mercoledì. Dicono che avranno il lavoro finito in dieci giorni; Non lo fanno prima dei trent'anni. Quindi, in tutti gli stili di lavoro ci sono quelli che non sono degni del loro lavoro

(IV.) Passo a parlare delle menzogne sociali. Quanta parte della società è insincera! A malapena sai a cosa credere. Inviano i loro saluti; Non si sa esattamente se si tratta di un'espressione del cuore o di una civiltà esterna. Ti chiedono di venire a casa loro; Difficilmente sai se vogliono davvero che tu venga. Siamo tutti abituati a prendere uno sconto da quello che sentiamo. La vita sociale è colpita con insincerità. Si scusano per il fatto che la fornace è spenta; Non ci sono stati fuochi per tutto l'inverno. Si scusano per il cibo sul loro tavolo; non vivono mai meglio. Denigrano il loro intrattenimento più lussuoso per ottenere una pioggia di approvazione da parte vostra. Con redditi bassi vogliamo che il mondo creda che siamo ricchi, e la società di oggi è colpita da imbrogli, contraffazioni e falsità. Quante poche persone sono naturali!

(V.) Passo a parlare delle menzogne ecclesiastiche, quelle che vengono raccontate per il progresso o il ritardo di una chiesa o di una setta. Non vale la pena di chiedere a un calvinista estremo in cosa crede un arminiano. Gli Ebrei 6 diranno che un Arminiano crede che un uomo possa salvare se stesso. Un Arminiano non crede a una cosa del genere. Non vale la pena di chiedere a un Arminiano estremo in cosa crede un Calvinista. Gli Ebrei 6 diranno che un Calvinista crede che Dio abbia creato alcuni uomini solo per dannarli. Un calvinista non crede in una cosa del genere. Quante volte accade che ci siano false dichiarazioni da parte delle singole chiese riguardo ad altre chiese, specialmente se una chiesa raggiunge una grande prosperità

(VI.) Facciamo in modo che in tutti i settori della vita ci allontaniamo dall'inganno. "Oh!" Qualcuno dice: "L'inganno che pratico è così piccolo che non equivale a nulla". Ah! Amici miei, si tratta di un ottimo affare. "Oh!" Voi dite: "Quando inganno, si tratta solo di una scatola di aghi, o di una scatola di bottoni, o di una fila di spilli". L'articolo potrebbe essere così piccolo che puoi metterlo nella tasca del tuo gilet; ma il peccato è grande come le Piramidi, e l'eco del tuo disonore risuonerà attraverso le montagne dell'eternità. Non esiste un peccato piccolo. Sono tutti vasti e stupendi, perché dovranno essere sottoposti a ispezione nel giorno del giudizio. Amici miei, facciamo in modo che la nostra vita corrisponda a ciò che siamo. Bandiamo ogni inganno dal nostro comportamento. Ricordiamoci che viene il tempo in cui Dio dimostrerà davanti a un universo riunito ciò che siamo. Il segreto verrà a galla. Possiamo nasconderlo mentre viviamo, ma non possiamo nasconderlo quando moriamo. (T. Deuteronomio Witt Talmage.In una stanza vetrata di vetro giallo il fotografo riceveva calore e luce dalla luce del sole, ma non poteva produrre una fotografia perché il vetro giallo, mentre lasciava entrare la luce e il calore del sole, tiene fuori i raggi chimici o attinici necessari per produrre un ritratto. E così è vero per molti che, mentre vivono nella luce e nel calore gratuiti del giorno del vangelo, mentre la vera Luce che illumina ogni uomo che viene nel mondo risplende su di loro e tutt'intorno a loro, non sono cambiati in modo salvifico, non sono trasformati dalla luce nell'immagine di Dio. Così, nel caso di Gheazi, Giuda e Anania, la concupiscenza impedì che lo splendore dell'esempio di quelli che erano intorno convertisse e benedicesse il cuore. Ipocriti nella Chiesa: - Un ingegnoso tentativo di frode è stato recentemente scoperto presso la Zecca degli Stati Uniti. Un pacco che pretendeva di contenere grani d'oro è stato consegnato lì tramite corriere espresso da Little Rock. L'aspetto generale dei chicchi era molto simile a quello che si riceve quotidianamente, e hanno anche superato con successo la prova dell'acido. Successivamente è stata fatta un'attenta analisi per accertare cosa fosse realmente l'articolo e di cosa fosse composto. Il risultato fu sorprendente, rivelando un ingegnoso espediente per ingannare le parti che commerciavano in lingotti d'oro. Si scoprì che i grani non erano né più né meno che limatura d'acciaio, e per dare loro l'aspetto di grani del metallo prezioso furono ricoperti di oro fino, che veniva fatto aderire mediante l'uso di una composizione di trementina. La Chiesa e il mondo sono spesso imposti in modo simile. Gli ipocriti sono spesso in grado di raccogliere un rivestimento di frasi cant e indossare un aspetto bigotto che sono in realtà metallo vile. Anche se l'inganno può avere successo qui, e per un po', la scoperta finale è inevitabile. Benevolenza fraudolenta: i cristiani dicono che daranno un decimo delle loro entrate, o più, all'opera di Cristo; e poi arriva un duro anno di contrazione del mercato. Ora pensano tra sé e sé con una dolce cautela: "Devo concentrarmi con benevolenza in questa stagione". A volte i cristiani danno prova di contribuzione, ma riescono abilmente a ottenere in cambio una discreta percentuale. La difficoltà dell'ipocrisia: Ora, metà della fatica che molte persone considerano impostori lisci e indegni nella religione li renderebbe veri cristiani. Una bugia è molto più difficile da dire della verità. In realtà è più difficile essere un ipocrita di successo che essere un cristiano di successo. In un caso, Dio ci aiuta continuamente. Nell'altro caso Dio ci sta ostacolando, e tutto il tempo ci sta esponendo alla scoperta e alla disgrazia. È davvero più facile possedere una pietà sincera del cuore, e lasciare che quella luce interiore risplenda naturalmente dal volto e dalla condotta, piuttosto che passare la vita indossando la maschera della falsa professione. Essere un vero cristiano è una gioia costante. Sembrare uno quando non lo siamo significa indossare un odioso giogo irritante di schiavitù. Per mantenere le apparenze, un professore insincero è incessantemente costretto a fare molte cose che sono estremamente sgradevoli e persino ripugnanti. Gli Ebrei devono pronunciare molte menzogne solenni che gli si conficcano in gola. Gli ebrei devono perdere ogni rispetto di sé. Gli Ebrei devono fare molte penitenze, e chiamarle un piacere. Ebrei vive nel costante terrore che la sua maschera possa scivolare via e rivelare il suo vero carattere. Perché nessun uomo ha mai attraversato un'intera falsa vita di professata pietà senza destare occasionalmente il sospetto della sua "santa sincerità". A volte un'emergenza improvvisa scarta la maschera e smaschera il dissimulatore. Oh! Che vita miserabile conduce colui che, nel tentativo di "rimanere a galla" davanti ai suoi simili, si sforza costantemente di sigillare quelle falle fatali che sa che lo mandano a fondo! (H. W. Beecher.Pericoli all'interno della Chiesa primitiva: - Abbiamo qui il primo grande pericolo che sorse dall'interno della Chiesa cristiana. Nel capitolo precedente è sorto un grave pericolo dall'esterno. Due degli apostoli furono gettati in prigione. Questa fu la prima tempesta di rabbia umana che si abbatté sulla Chiesa nascente, e passò, come tante tempeste di vento sulle tenere piante della natura, senza fare gravi danni. Ma i pericoli dall'interno sono più da temere. Un traditore nell'accampamento è più terribile di una schiera di nemici. Un piccolo verme nel cuore di una pianta è più distruttivo della tempesta più selvaggia. Molti giovani nobili e molte giovani congregazioni sono stati tristemente feriti dalla mentalità mondana. Nota-

(I.) Pietro scopre l'ipocrisia. Il peccato di questa gente era il crimine comune di una grande professione con pochi principi e meno pratica. Volevano essere considerati generosi, mentre in realtà erano egoisti; e sembrando preoccuparsi poco del mondo, erano intensamente ambiziosi e ansiosi di ottenere il più possibile dalle lodi umane e dalle lodi mondane. Questo è un male contro il quale dobbiamo stare in guardia. La liberalità è ora di moda nella Chiesa. Un uomo era famoso nei tempi antichi quando pose la sua ascia sui fitti alberi del Libano e li abbatté per costruire il tempio ebraico. Un uomo è famoso al giorno d'oggi quando è in grado di dare dieci, venti, cinquanta, cento, mille sterline, per il sostegno di enti pubblici di beneficenza o per l'estensione del vangelo. Queste sono azioni nobili, che lodiamo cordialmente, ma non è impossibile che, in conformità con le generose mode del nostro tempo, molti grandi doni possano essere deposti sull'altare della benevolenza senza alcun motivo più alto, e con nessuno scopo migliore, che quello di stare bene nella stima pubblica. Quando Anania e Saffira giunsero alla presenza di Pietro con la loro ipocrisia, furono scoperti. Molto probabilmente lo Spirito buono lo dotò del potere di discernere gli spiriti maligni. Certo è che Dio è in grado di leggere il cuore e il motivo di ogni uomo; e anche se possiamo riuscire a imporre agli uomini, dobbiamo ricordare che Dio guarda, con occhio perfetto, in tutte le nostre professioni, e mette alla prova la loro sincerità. "Non lasciarti ingannare; Dio non si prende in giro".

(II.) Pietro smaschera la falsità. "Sappi che il tuo peccato ti troverà", è scritto su una pagina della Bibbia di Dio e su molte pagine della provvidenza di Dio. Gli sforzi compiuti per nascondere una colpa ne aumentano il crimine e ne aggravano le conseguenze. Il peccato è spesso più che raddoppiato prima di essere scoperto, controllato o punito. "Gli ebrei che all'inizio commettono un errore e mentono per nasconderlo, ne fanno due". Le due o le duemila faglie scaturiscono da una. C'era un primo difetto nell'uomo che si lamentava che le sue iniquità erano più dei capelli sul suo capo

(1.) L'apostolo chiama il peccato con il suo nome proprio e lo fa risalire alla sua fonte malvagia. "Perché Satana ha riempito il tuo cuore per mentire?" La menzogna per amore del guadagno mondano è uno dei crimini più brutti e meschini che un uomo sia in grado di commettere. L'uomo sorride, e sorride di nuovo, per fare la sua malvagità. Ebrei non è solo Satana istruito quando il suo cuore è pieno di menzogna, ma simile a Satana, perché ogni movimento è tortuoso e astuto come i movimenti di un serpente. Leggiamo di Satana, ai tempi di Giobbe, che si presenta, come un angelo di luce, con aria di pietà, in mezzo ai figli di Dio. Gli Ebrei raccontarono ai nostri progenitori (Genesi 3:5) grandi menzogne, che hanno la loro controparte in quelle che gli uomini pronunciano, con le parole o con le azioni, quando desiderano che la loro adorazione spietata sia presa per vera devozione; indossare una bella veste di amicizia per coprire il peggio dell'inimicizia; o accondiscendere alla meschinità di una transazione vile, come se fosse una via maestra verso la ricchezza, la fama e la felicità

(2.) Pietro ha anche esposto l'essenza del crimine. Era un'offesa audace contro l'alto Cielo, "a Dio". Queste parole devono aver avuto un effetto sorprendente sul trasgressore. Abbiamo visto un bambino soffuso di vergogna cremisi e lacrime di amaro dolore quando è stato sorpreso e fermato nell'enunciare falsità. Abbiamo visto un uomo impallidire come un lenzuolo avvolto, colpito in silenzio come il muto, e incapace per un po' di tempo di pronunciare una parola di scusa o una preghiera di perdono quando gli è stato mostrato che aveva pronunciato un elenco di falsità. Potete immaginare cosa deve provare una persona in un tribunale aperto, davanti a una folla di persone, quando viene prodotta una lettera scritta di suo pugno per dimostrare che ha parlato e giurato con inganno. Ci si può aspettare che l'uomo che semina manciate di falsità raccolga covoni di vergogna, dolore e sofferenza. "Tutti i bugiardi avranno la loro parte nello stagno che brucia con fuoco e zolfo, che è la morte seconda".

(III.) Pietro condanna i colpevoli. Le sue parole contenevano un severo rimprovero: "Perché hai concepito questa cosa nel tuo cuore?" La domanda è più tagliente di qualsiasi spada a doppio taglio, e deve aver colpito il colpevole più profondamente. Ebrei si aspettava, senza dubbio, grandi lodi per la sua generosità. Era una riunione della Chiesa, dove gli apostoli erano in attesa di ricevere le offerte cristiane per il tesoro comune. Anania si fece avanti con un'aria di particolare importanza, e quando gli raccontò di vendere la tenuta e di versare il denaro, si aspettava un caloroso elogio da Pietro e un applauso dal popolo. Ma cos'è questo? Pietro sembra oppresso dal dolore e dal dispiacere; La gente è silenziosa e immobile. E quando l'apostolo si accingeva a descrivere il peccato e la maledizione della menzogna, la sua condanna si abbatteva sull'anima di Anania come un fulmine. Cadde così, non dalla mano di Pietro, ma dalla mano di Dio, e l'ingannatore fu prostrato nel silenzio della morte. Sua moglie, tre ore dopo, si presentò sul luogo dell'incontro con aspettative simili a quelle del marito. Si aspettava molti saluti teneri e cordiali dai discepoli riuniti; ma quando entrò tutto fu solennità e dolore. La povera donna si guardò intorno invano in cerca di un sorriso o di un segno di approvazione. Anche suo marito era assente: nessuno aveva osato sussurrarle che era andato nella tomba; e quando Pietro le chiese del terreno e del suo prezzo, lei fu pronta a ripetere e confermare la falsità del marito. Temeraria presunzione! Anche se mano nella mano si uniscono, gli empi non rimarranno impuniti. Come Anania, deve essere portata in una tomba disonorevole; e in un attimo cadde e cedette il fantasma. Questo fu il primo grande pericolo all'interno della Chiesa cristiana. La Chiesa primitiva fu liberata da un colpo di giudizio che deve aver rivestito ogni membro di sacco. Leggiamo che quando Acan fu prelevato dalla sua tenda e lapidato per aver rubato il bottino di Gerico, l'impressione fatta sugli Israeliti fu così profonda che la scena dell'esecuzione fu chiamata Valle di Acor; o, la Valle del Dolore. E qui abbiamo l'Achor della Chiesa cristiana; perché certamente gli apostoli e il loro popolo si sarebbero ritirati da questo terribile incontro con lacrime amare e cuori sanguinanti per piangere la terribile condanna di Anania e Saffira. (J. Thompson, A.M.Un voto infranto:

(I.) Il personaggio di Anania e Saffira

(1.) Come noi, appartenevano a una nazione grandemente benedetta da Dio

(2.) Come noi, eredi di memorie e influenze religiose

(3.) Come tutti noi, credenti nelle dottrine del cristianesimo; non infedeli

(4.) Come molti di noi, i membri della Chiesa - membri della Chiesa pentecostale di Gerusalemme - la Chiesa di Giacomo, Barnaba e Filippo, nota per la sua ortodossia, fede e buone opere

(5.) Come molti di noi, non andavano all'incontro di preghiera (confronta il CAPITOLO iv. 31 con il CAPITOLO v. 3). Hanno mancato la benedizione e si sono esposti alla tentazione

(6.) Come la maggior parte di noi, probabilmente né molto ricchi né molto poveri (preghiera di Agur)

(7.) Una coppia armoniosa (CAPITOLO v. 9) .

(1) Stai aiutando tuo marito o tua moglie a raggiungere il paradiso o l'inferno?

(2) Sposati solo nel Signore. 8. Nel complesso erano discepoli molto rispettabili e stimati

(II.) La loro tentazione

(1.) Tentazione comune a tutti. I suoi usi

(2.) La tentazione particolare: il desiderio di guadagnare popolarità senza perdere la propria proprietà

(III.) Il loro peccato

(1.) Mentire senza parlare; dare una parte del culto di Dio per tutto

(2.) La sua essenza è un voto infranto, aggravato da

(1) Mentire;

(2) Irriverenza. La colpa dei nostri voti infranti aggravata da... (3) una luce più grande e... (4) una misericordia più grande

(IV.) La loro punizione

(1.) La morte improvvisa è una misericordia per coloro che sono stati preparati

(2.) Una benedizione per Anania e Saffira, perché li ha salvati da una lunga vita di menzogne e ipocrisia

(3.) Perché, dunque, furono uccisi? non perché la loro colpa fosse più grande, ma... 4. Come esempio per noi: come Nadab e Abihu (Versetto Levitico 10:1-3), e Uzza (2Samuele 6:1-9). Applicazione. I nostri voti infranti

(1.) Abbonamenti non pagati

(2.) Come funzionari della Chiesa

(3.) Come membri della Chiesa

(4.) Atti battesimo

(5.) Atti della Tavola della Comunione

(6.) Agli amici morenti

(7.) In malattia. (J. B. Converse.)

2.) E trattenuto parte del prezzo.Il peccato della finzione e la sua punizione: Desideravano avere tutto il credito che la Chiesa avrebbe dato loro per aver agito generosamente come Barnaba, e tuttavia, pur ottenendo il merito di una liberalità disinteressata e senza riserve, di poter godere in privato di ciò a cui si credeva avessero rinunciato. E i loro calcoli furono terribilmente delusi. Cercarono di recitare la parte dell'ipocrita sul terreno più pericoloso, proprio quando lo spirito divino di purezza, sincerità e verità era stato abbondantemente sparso, e quando lo spirito dell'inganno e dell'ipocrisia fu quindi immediatamente riconosciuto. Era con gli apostoli e la loro natura spirituale allora, come lo è con noi stessi e la nostra natura fisica ancora. Quando viviamo in una città affollata notiamo non strani odori e cattivi odori e gas cattivi; I nostri sensi sono offuscati e le nostre facoltà percettive sono rese ottuse perché l'intera atmosfera è contaminata. Ma quando dimoriamo nell'aria pura della campagna, e le gloriose brezze provenienti dalle montagne e dalla brughiera soffiano intorno a noi fresche e libere, allora percepiamo subito, e a lunga distanza, il minimo cattivo odore o la minima traccia di gas offensivo. La presenza effusa dello Spirito e l'amore abbondante che ne derivava, stimolarono la percezione di San Pietro. Gli Ebrei riconobbero l'ipocrisia, caratterizzarono il peccato di Anania come una menzogna contro lo Spirito Santo; e allora lo Spirito e Datore di vita, assecondando e sostenendo le parole di San Pietro, ritirò il Suo sostegno dalla struttura umana del peccatore, e Anania cessò di vivere, proprio come Saffira, la sua compagna nell'inganno, cessò di vivere poche ore dopo. Può darsi che questo incidente sia stato inserito in questa tipica storia della Chiesa per correggere un'idea falsa che altrimenti si sarebbe sviluppata. Gli apostoli e i loro seguaci stavano ora realizzando la loro libertà nello spirito; e alcuni erano inclini a cadere nella licenziosità come risultato di quella libertà. Essi si stavano anche rendendo conto che la loro relazione con Dio era di puro amore filiale, e correvano il grande pericolo di dimenticare che Dio era anche un Dio di giustizia e di giudizio, finché questa severa dispensazione li richiamò al senso del fatto che l'amore eterno è anche purezza eterna e verità eterna, e non scagionerà in alcun modo i colpevoli. (G. T. Stokes, D.D.La natura del peccato: - Che fosse semplicemente il peccato di mentire, è impossibile da credere. Gli ebrei che con calma avevano raccontato loro la loro sorte istantanea avevano mentito in modo molto turpe ed erano stati perdonati. È più plausibile sostenere che il loro peccato fosse qualcosa di molto peggiore della semplice menzogna, che fosse ipocrisia del tipo più basso, che non potessero sopportare di mancare della lode della più nobile condotta cristiana, o di fare i sacrifici necessari, che tramassero per essere considerati i migliori, mentre erano, e sapevano di essere, molto al di sotto dei migliori. Tutto questo è vero e terribile, ma non ci soddisfa come spiegazione della loro terribile fine. Mi permetto di suggerire che Anania e Saffira subirono l'estrema pena, non come peccatori, ma come criminali; non per vendicarsi di un flagrante insulto offerto all'Onnipotente, ma come la dovuta ricompensa per un terribile torto inflitto ai loro simili; non per accentuare l'orrore di un peccato (per il quale scopo era stato inutile e inefficace), ma per sottolineare l'enormità di un crimine che faceva saltare in aria la più bella prospettiva che si fosse mai aperta davanti ai figli degli uomini. Mi sembra che abbiano subito la morte proprio come dovrebbero soffrire i dinamitardi, perché nell'imprudenza dell'odio politico distruggono la vita di persone innocenti. Il loro crimine era al di là di ogni possibile portata della giustizia umana, perciò Dio stesso intervenne per sottolineare una volta per tutte quanto grande fosse il crimine, quanto grande fosse il torto che avevano commesso agli occhi del Cielo. Di che cosa erano dunque colpevoli? Cosa hanno fatto? Prima dell'inganno di Anania e Saffira, il comunismo era la regola all'interno dell'ovile cristiano. Era praticato liberamente come una parte naturale, anzi, necessaria di una sequela sincera di Cristo. Dopo l'inganno di Anania e Saffira, il comunismo ha cessato di essere la regola, a quanto pare ha cessato di esistere. Nel capitolo successivo troviamo non il comunismo, ma la "carità", con tutte le sue misere avidità e rancori. Perché? Che ne è stato del comunismo? Io dico che Anania e sua moglie l'hanno uccisa. Un tale stato di cose dipende essenzialmente dalla fiducia reciproca, e hanno ucciso quella fiducia. Il colpo mortale era stato inferto: e quello che era stato un vero e proprio sistema di lavoro, perfetto nei suoi principi e sconfinato nelle sue promesse, svanì subito in un bel sogno. La cooperazione nelle fatiche della vita fa molto bene ai castori, perché non si ingannano a vicenda, né si desidera ingrassare a spese del prossimo, Né un altro desidera prendersi il merito di aver fatto ciò che in realtà non ha fatto. Perché gli uomini cristiani non possono essere fedeli gli uni agli altri, e alla società di cui fanno parte, come i castori? Chiedete ad Anania e Saffira. Prima che cominciassero, non c'erano sospetti, rancori, ricchezze e povertà, "e non c'era nessuno tra loro che mancasse". Quando finirono, c'erano ricchi e poveri, c'era "un mormorio" di una classe contro l'altra, c'era l'assaggio di quei mali mostruosi che oggi deploriamo. Essi hanno solo "detto una bugia", ma quella menzogna ha dato un colpo mortale alla fiducia reciproca su cui si basa ogni sistema di comunismo. Se è solo oggi che cominciamo ad affrontare i problemi sociali della civiltà avanzata nella loro nuda bruttezza, se è solo oggi che siamo in grado di valutare i risultati della concorrenza illimitata e del regno dell'avidità universale; se è solo oggi che ci stiamo completamente spaventando per l'orribile contrasto tra i principi professati e i fatti esistenti della società cristiana; È proprio per questa ragione solo oggi che siamo in grado di apprezzare la vera morale di quel giudizio tremendo e senza esempio. Il socialismo dei primi credenti era l'opera più bella dello Spirito Santo, era il più vero seguire Cristo , era la fede più alta e la carità più ampia tradotta in quel linguaggio semplice della vita quotidiana, che deve essere letto e amato da tutti gli uomini. Il "Magnificat" è l'inno ispirato del comunismo evangelico, è la Marsigliese del socialismo cristiano. Colpendo subito il cuore della questione, elevandosi subito al principio del nuovo ordine, prevenendo (come tutte le tensioni ispirate) la fine fin dall'inizio, dichiara senza attenuanti, esulta senza riserve, che "gli Ebrei hanno abbattuto i potenti", ecc. (R. Winterbotham, M.A.Quando Ninive fu bruciata sotto Sardanapalo, si sapeva che grandi quantità di tesori erano cadute nelle rovine infuocate. Belesis, governatore di Babilonia, era stato uno dei cospiratori contro il re morto, ed era al corrente di tutte le circostanze del sacco della città. Gli Ebrei dissero agli altri generali che nel bel mezzo della lotta aveva disperatamente di avere successo, e poi aveva solennemente giurato agli dèi immortali che, se gli fosse stata concessa la vittoria, avrebbe trasportato fisicamente tutte le ceneri dell'incendio a Babilonia, e le avrebbe depositate in un vasto tempio che avrebbe eretto per riceverle in onore delle divinità propizie: Aggiunse che la sua tenera coscienza non gli avrebbe permesso di ritardare l'adempimento del suo voto. Nessuno poteva obiettare a una proposta così pia; così Belesis mise al lavoro tutto l'esercito per raccogliere i resti del fuoco. Quando la preziosa massa raggiunse Babilonia, egli fuse i mucchi in grandi fornaci e si arricchì in quantità favolosa con l'oro e l'argento che ne uscivano. Questo lo aveva sempre capito; ma non è stato né il primo né l'ultimo uomo che ha messo in gioco la sua coscienza per trarre vantaggio dalla pietà con un inganno malvagio. (C. S. Robinson, D.D. Trattenuta il prezzo: - Leggiamo nella storia francese che Luigi XI una volta offrì l'intero dipartimento di Bologna alla "Beata Vergine Maria". Gli Ebrei redassero un atto, firmarono, sigillarono; lo consegnò agli ecclesiastici competenti della Chiesa. Ma con una particolare perversità si tratteneva tutte le entrate e le tasse, nominando ogni anno nuovi esattori che potessero assicurarsi rigidamente le entrate senza alcun pericolo di essere manomesso dai preti

3 CAPITOLO 5

Atti 5:3

Perché Satana ha riempito il tuo cuore per mentire allo Spirito Santo?- Satana è una parola ebraica che significa avversario o avversario, sia in guerra (1 Re v. 4) che in contenzioso (Salmi 109:6), spesso applicata ai nemici umani, ma in un luogo a un angelo (Numeri 26:22), e con l'articolo (2Samuele 24:1), era un nome proprio senza di esso (1Cronache 21:1), allo spirito maligno o principe degli angeli caduti come avversario e accusatore dell'umanità (Giobbe. i. 7, ii. 2; Zaccaria 3:1, 2; Confronta Apocalisse 12:9, 10). In questo senso e applicazione è quasi equivalente a Diabolus (Apocalisse 12:9; 20:2), che significa calunniatore, informatore, falso accusatore; a cui l'inglese devil può essere facilmente ricondotto, attraverso le forme intermedie del francese Diable e dell'italiano Diavolo. Poiché lo stesso essere è il tentatore della nostra razza fin dall'inizio (2Corinzi 11:3), il nome Satana ha talvolta quel significato speciale (Matteo 4:10, xvi. 23; Marco 8:33), e così è usato qui. (J. W. Alexander, D.D.Satana riempie il cuore: - La domanda contiene più di una verità in riferimento a Satana

(I.) L'esistenza e la realtà di Satana, vale a dire dello spirito maligno che è il principe delle tenebre, devono essere innegabilmente comprese. Non può essere qui considerato come una mera allegoria; La questione era troppo seria, e il discorso dell'apostolo è troppo impressionante, severo e diretto per questo

(II.) Il male non esiste e cresce isolato nel petto umano, ma è connettivamente intrecciato con il regno del male nel mondo invisibile. E proprio i peccati peggiori, l'ipocrisia più sottile, dove il male si riveste delle vesti più sante della luce, sono le operazioni di Satana

(III.) Ci sono diversi gradi dell'opera di Satana, dalla più piccola tentazione al riempimento del cuore, cioè al suo pieno e completo possesso, che è il terribile contrasto con la "pienezza dello Spirito Santo".

(IV.) L'uomo è responsabile e la sua volontà libera anche in relazione ai potenti suggerimenti del diavolo. Pietro infatti dice non solo che Satana ha riempito il tuo cuore, ma chiede perché. E la ragione per cui cerca evidentemente non risiede in Satana, ma in Anania. "Perché l'hai permesso?" L'apostolo testimonia indirettamente che l'uomo, se vuole, può resistere al diavolo (1Pietro 5:9 ; Giacomo 4:7). Non esiste un potere irresistibile di Satana. (G.

(V.) Lechler, D.D.Mentire allo Spirito Santo: - La falsità è particolarmente un peccato contro lo Spirito Santo. È un peccato contro...

(I.) La sua natura. Uno dei Suoi titoli è "lo Spirito di Verità". È essenzialmente inerente a Lui. Ebrei non può essere falso, e la menzogna non può dimorare alla Sua presenza

(II.) La sua parola. Cristo pregò: "Santificali mediante la Tua verità; La tua Parola è verità. Questo è lo strumento con cui Ebrei realizza tutti i Suoi propositi; e gli Ebrei non ne useranno altri. Ebrei dice tutta la verità riguardo a Dio, all'uomo, al peccato e alla salvezza, al tempo e all'eternità. Di costoro Gesù dice: "Voi conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". Una menzogna è il rifiuto della verità e una resistenza diretta alla testimonianza e alla parola dello Spirito

(III.) La sua opera nel cuore. "Tu vuoi la verità nelle parti interiori". Quando Dio scrive la Sua legge sul cuore, è come criterio di verità che Ebrei 6 stabilisce. Stabilendolo dentro di noi, Ebrei avvolge intorno a sé tutti i nostri principi, affetti e pratiche, Ebrei 101 rende "veri uomini".

(IV.) Il carattere che Ebrei forma nel Suo popolo. Essi sono "della verità", "fanno la verità", "dicono la verità nel loro cuore" e sono "cinto di verità". (J. Morgan. D.D.La resistibilità del male: la Bibbia è un libro di personalità, non ha nulla a che fare con le personificazioni, le correnti di tendenza, ecc. Qui la personalità dello Spirito Santo è chiaramente riconosciuta, e Satana non è una figura retorica. La resistibilità del male è la più grande morale del testo. L'azione di Satana è pienamente presunta, ma Anania è ritenuto responsabile del risultato: "Perché l'hai permesso?" Ora siamo tutti pronti a incolpare il potere tentatore per la nostra cattiva condotta. Il male soprannaturale arriva come un'inondazione, e pensiamo che ci sia molto da dire su di noi se veniamo spazzati via. Ci viene detto che in Oriente i ladri impiegano la magia per realizzare il loro nefasto scopo, le loro vittime giacciono, con gli occhi aperti, spettatori impotenti della spoliazione delle loro case. Alcuni uomini si convincono di essere altrettanto indifesi in presenza dell'arciladro. Non è così, dice il testo. Puoi resistere al diavolo e lui fuggirà. Non c'è incantesimo nella malvagità che possa prevalere su un'anima sincera e salda

(I.) L'epiteto stesso che usiamo per esprimere l'azione del male implica la resistibilità del male. Satana è il tentatore, l'azione iniziale del male è la tentazione. Questa è solo un'altra parola per esperimento o prova. Era il disegno di Dio (Deuteronomio 8 :2), attraverso una certa disciplina, mostrare a Israele ciò che c'era nel Suo cuore. Satana tenta anche gli uomini, fa esperimenti sulla loro natura morale. Ma c'è sempre questa grande distinzione. Dio mira sempre a realizzare il bene che è in noi e a purificare il male; Satana per realizzare il male e purificare il bene. Ma l'incertezza è la natura stessa della tentazione. Quando Satana fa un esperimento su di noi, può avere successo, può fallire, secondo la qualità della nostra natura. Gli ebrei non possono costringere. Cristo affermò: "Il principe di questo mondo viene e non ha nulla in me", nulla che abbia il suo dominio. Ebrei era oro puro, e come tali gli Ebrei entrarono nel crogiolo, e come tali gli Ebrei ne uscirono di nuovo. L'alchimista cercò di trasmutare i metalli vili in oro; Il diavolo cerca di trasformare l'oro in cenere, cosa che non può mai essere fatta nel mondo fisico, tanto meno in quello etico. Se sei di metallo più vile nel tuo intimo - non mi importa quanto oro metti sulla superficie, né se hai il marchio della Chiesa - se sei al centro del metallo vile quando vieni messo nel crogiolo, ne uscirai di metallo vile. Ma se non c'è nulla del diavolo in noi, egli non può ottenere nulla da noi. Leale alla verità nel tuo pensiero e nella tua simpatia più profondi, la tempesta nera può piegarti, ma dopo aver fatto tutto, rimani in piedi; Marcio nel cuore, quando la tempesta si abbatte su di te, grande è la tua caduta. L'esperimento dimostra: non è necessario

(II.) Il metodo del suo approccio e della sua azione indica la resistibilità del male. Il diavolo usa l'inganno. La tentazione è lusinga. Il male arriva nel dimenarsi del serpente. Tutto ciò è consolatorio in quanto rivela la debolezza che sta alla base di ogni malvagità. Gli uomini forti non ricorrono a questi metodi equivoci; Non indossano maschere, non offrono tangenti, non dicono bugie. Il diavolo viene come un prestigiatore, non come un conquistatore. L'uccellatore che getta la rete dimostra che siamo liberi; il distruttore che offre la sua coppa magica confessa di non avere l'autorità di colpire o legare; e vedendo il serpente che si dimena nell'erba, ci balenò addosso in un attimo quanto facilmente possiamo ferirgli la testa. L'irresistibilità non si inganna in travestimenti eterogenei. Sii sincero nelle parti interiori e sarai più che conquistatore. Le "proprietà" di uno stregone - specchi, vapori, incantesimi, incantesimi - non prevarranno nulla contro l'armatura della luce; il bugiardo di secoli non ingannerà la semplicità di un bambino (2; Tessalonicesi ii. 7-12). La radice di tutta la questione è qui. Ami la verità nel profondo del tuo cuore e sei pronto a seguirla in tutti i sacrifici? Allora nessun mistero di iniquità o prodigi menzogneri, ecc., ti trarrà in travia, ma udrai una voce celeste che dice: "Questa è la via", e camminando in essa sarai al sicuro dal timore del male

(III.) Se il male fosse irresistibile, avrebbe un potere che Dio non si permette di esercitare. Dio rispetta la natura che gli Ebrei 101 hanno dato, e non ci costringe ad agire in alcun modo. "Ecco, io sto alla porta e busso". Il cuore dell'uomo sembra solo una capanna d'argilla, eppure davanti alla sua umile porta si erge la Maestà dei cieli che chiede di essere ammessa. Dio rispetta la libertà che gli Ebrei diedero per la prima volta, e se mai gli Ebrei entreranno dovremo girare la chiave. Ebrei bussa, ma Ebrei non bussa più. Dio ha fatto sì che il cuore umano si aprisse solo dall'interno; e siate certi che ciò che Dio non farà non sarà permesso a nessun'altra potenza. Abbiamo tenuto fuori Dio, e sicuramente possiamo tenere fuori il diavolo. L'ingannatore può porsi davanti alle finestre della nostra anima, e noi non possiamo scacciarlo; ma per quanto siamo uomini egli non potrà mai mettere il suo piede fuligginoso oltre la soglia rossa del nostro cuore a meno che non siamo d'accordo (Luca 22:31). Il proverbio francese ha ragione: "Il diavolo se ne va da una porta chiusa". La porta dell'anima è sacra: tenetela chiusa, chiudetela con cautela, sprangatela con decisione, chiudetela con la preghiera, e tutto l'inferno potrà radunarsi intorno, come fecero i Sodomiti intorno alla porta di Lot, eppure saranno confusi. Ma una volta aperta la porta, comincia a civettare con il male, e il diavolo sarà presto tuo ospite e padrone

IV. Il male viene costantemente sconfitto. Nulla è più terribile del fatto che dovremmo essere convinti dell'invulnerabilità del male. Cortés cercò di far credere ai messicani che uno spagnolo non potesse morire, un'illusione che li innervosì il giorno della battaglia. Non dobbiamo avere una tale convinzione riguardo al male. Gli spiriti della malvagità vengono calpestati ogni giorno. La Bibbia è piena di testimonianze di vittorie sulla tentazione e sul peccato. Qual è la lezione della vittoria di nostro Signore nel deserto se non l'impotenza del diavolo di fronte alla fede e alla purezza? Nella Sua forza la Sua vittoria viene sempre ripetuta: "Ciò che è stato fatto possiamo in parte calcolarlo, ma non sappiamo a cosa si è resistito". Vediamo il lato brutto della vita: se qualcuno va verso il male, lo sappiamo tutti. Ma tutt'intorno a noi si segnano magnifiche vittorie morali: se i nostri occhi si aprissero e potessimo vedere tutto ciò che accade, molti spettacoli sublimi ci ispirerebbero esultanza. Ora un giovane ha la coppa del piacere colpevole premuta sulle labbra, ma nel momento critico, su cui è appesa l'eternità, la getta a terra; ora una giovane fanciulla, per grazia del cielo, si allontana da un gruppo seducente, conservando la sua purezza e il suo paradiso; Ora un commerciante in difficoltà preferisce l'onestà all'oro; Ora un politico perde un'elezione piuttosto che il rispetto di sé. Povera natura umana! Spesso abbiamo la peggio, ma non sempre. Voi avete innumerevoli fratelli e sorelle nella tribolazione, che per la grazia di Dio camminano su sentieri fangosi con vesti immacolate, e la stessa grazia sarà resa perfetta nella vostra debolezza. La tradizione ebraica dice: "Il diavolo non può vincere se prima non vede il tuo volto". Volgi il tuo volto alla luce e le spalle al diavolo, e non perirai mai. Conclusione:1. Se non vuoi che Satana riempia il tuo cuore, fai attenzione che Dio lo riempia per primo. Satana riempì il cuore di Anania perché era vuoto. Dei suoi fratelli leggiamo: "Furono tutti ripieni di Spirito Santo". Satana non poteva farci nulla. Ecco la nostra sicurezza. Quando il diavolo trova un cervello vuoto, lo riempie di false idee, di piani malvagi; quando trova mani vuote, le riempie di malizia; Quando trova un cuore vuoto, lo riempie di vanità, di passioni ardenti, di simpatie viziose e di delizie. Se desideri essere salvato dal potere della tentazione, mantieni il tuo cuore pieno dell'amore di Dio, le tue mani piene di nobile lavoro, la tua mente piena di pensieri e desideri elevati

(2.) Tu dici: "Satana ha riempito il mio cuore; oh disgraziato uomo che sono". C'è speranza. Il potere espropriatore è sufficiente. È difficile per un padrone di casa espropriare un cattivo inquilino. Gli Ebrei non usciranno per essere raccontati, non potete spaventarlo, lusingarlo, farlo morire di fame, è solo quando arriverà l'ufficiale del re che vi libererete della parte discutibile. È davvero un lavoro terribile togliere il diabolismo dal nostro cuore. Il razionalista dice: "Lo persuaderò a uscire", ma l'iniquità non cede alla discussione. L'Ottimista dice: "Lo convincerò a uscire", ma la passione non cede alle lusinghe. Il legalista dice: "Lo spaventerò", ma la lussuria non cederà alla legge. L'asceta dice: "Lo farò morire di fame", ma l'orgoglio, l'egoismo e la sensualità non cedono alla disciplina. Il pessimista dice: "La morte abbatterà il tabernacolo, e così ci darà sollievo dall'orribile dilemma", trovare sollievo solo nella distruzione della casa è confessare noi stessi completamente sconfitti. Appello dalla terra al cielo. L'uomo forte armato legherà l'uomo forte e lo espellerà. Cercate il Cristo che libera, e anche se le vostre catene sono state inchiodate attraverso anni di trasgressione, sarete condotti alla libertà e alla pace. Il male irresistibile! "Tuo è il regno e la potenza", ecc. (W. L. Watkinson.Un brav'uomo di colore disse una volta, in una riunione di classe: "Fratelli, quando ero ragazzo, presi un'accetta e andai nel bosco. Quando ho trovato un albero dritto, grande e solido, non ho toccato quell'albero; ma quando ne trovai uno un po' inclinato e cavo all'interno, lo feci subito scendere. Così, quando de debbil va dietro ai cristiani, non li tocca perché è dritto e leale; ma sono un po' magri e vuoti dentro".L'aliseo del diavolo: - Una delle peculiarità di W. Jay era il modo in cui sorprendeva i suoi ascoltatori con una frase sorprendente. Predicando sul pentimento di Giuda, colse l'occasione per attaccare l'amore del denaro e, alla fine di una delle divisioni del suo suddito, gridò: "Avarizia, l'avarizia è il monsone, l'aliseo del diavolo dalla Chiesa all'inferno". In un'altra occasione, parlando dell'incoerenza di molti professori del Vangelo, dopo aver fatto un vigoroso appello, esclamò: «Alcuni di voi, miei cari fratelli, sono così incoerenti e indecisi che se in questo momento vedessi il diavolo fuggire con voi, non potrei gridare: 'Ferma ladro!'. ... non farebbe altro che portare via i suoi beni!"I vermi dell'avarizia di Satana: - Un giornale dedicato agli interessi dell'orticoltura afferma che un giardiniere alle dipendenze di un gentiluomo a Pittsford, New York, ha recentemente risolto un problema che lo ha a lungo perplesso. Nel giardino sotto la sua cura c'è un grande prato, al quale ha dedicato molto lavoro e che era il suo particolare orgoglio. Da un po' di tempo una piccola macchia su questo prato lo deturpava, perché l'erba che vi cresceva era povera e secca, in netto contrasto con tutto ciò che vi era intorno. Per molto tempo il giardiniere cercò invano di scoprire la causa del suo decadimento. Un giorno, mentre se ne stava a guardarlo meditabondo, vide diversi uccelli posarsi su di esso e infilare il becco nella zolla con molta diligenza e soddisfazione. Il giardiniere ebbe la curiosità di scoprire una parte del tappeto erboso forato e scoprì, con suo stupore, che la terra sottostante era animata da un'avida moltitudine di grosse larve bianche, che avevano completamente consumato le radici dell'erba. Gli Ebrei continuarono il lavoro, e ad ogni nuova rimozione della zolla si presentava lo stesso fenomeno, finché i quarti delle larve furono raccolti e distrutti. C'è da temere che la mancanza di vita vigorosa in alcune parti della vigna di Cristo, la Chiesa, possa avere una causa simile. Il tetto della pietà dei membri viene distrutto dai vermi di Satana dell'avarizia, dell'ambizione e dell'amore per il piacere. (Araldo cristiano.)

4 CAPITOLO 5

Atti 5:4

Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio.-Mentire a Dio:-

(I.) Il peccato. Gli uomini mentono a Dio

1.) Quando usano la loro professione di membri della Chiesa per uno strumento di interesse personale

(2.) Facendo false pretese nella loro routine di adorazione

(3.) Rompendo il loro patto di consacrazione

(4.) Mediante l'offerta di preghiere insincere

(5.) Mediante la ricerca di sé in atti di zelo cristiano

(II.) La punizione

1.) Fu la visita di Dio

(2.) Spesso si presenta sotto forma di una demoralizzazione dell'anima, che rende impossibile la guarigione alla fine. (C. S. Robinson, D.D.La permanenza di una bugia: - Un ragazzino per vendere il suo giornale ha detto una bugia. La questione venne sollevata alla scuola domenicale. «Diresti una bugia per tre centesimi?» chiese un insegnante a uno dei ragazzi. «No, signora,» rispose Dick, molto deciso. "Per dieci centesimi?" No, signora." "Per un dollaro?" No, signora."" Per mille dollari?" Dick era barcollante. Mille dollari sembravano grandi: avrebbero comprato un sacco di cose. Mentre ci pensava, un altro ragazzo gridava: "No, signora, perché quando i mille dollari sono finiti e anche le cose che avete con loro sono sparite, la bugia è lì lo stesso". Ah, sì! È così. Una bugia si attacca. Tutto il resto può andarsene, ma quello rimarrà, e dovrai portarlo con te, che tu lo voglia o no: un carico duro e pesante. (Museo Biblico.Un uomo non inganna mai se stesso tanto quanto quando tenta di ingannare Dio. (J. Caryl.George Eliot, in "Romola", illustra potentemente in quel libro straordinario l'imbarazzo che comporta un vile allontanamento dalla verità. Nel capitolo intitolato "Il dilemma di Tito", si presenta l'occasione per Tito di fabbricare un'ingegnosa bugia. Molti capitoli più avanti lo troviamo sperimentare l'inesorabile legge delle anime umane secondo cui ci prepariamo ad azioni improvvise con la reiterata scelta del bene o del male che determina gradualmente il carattere, e diventa una questione se tutte le risorse della menzogna lo salveranno dall'essere schiacciato. Atti un'altra volta leggiamo: "Tito sentiva sempre più fiducia man mano che procedeva; La menzogna non era così difficile quando fu cominciata, e quando le parole uscivano facilmente dalle sue labbra, gli davano un senso di potere come quello che provano gli uomini quando hanno iniziato con successo un'impresa muscolare. La sanzione viene applicata poche pagine dopo. "Ma egli aveva preso in prestito dal terribile usuraio la Menzogna, e il prestito era salito sempre di più con gli anni, fino a quando egli apparteneva all'usuraio, anima e corpo."

7 CAPITOLO 5

Atti 5:7-10

Erano passate circa tre ore, quando sua moglie, non sapendo che cosa fosse successo, entrò.Credo che uno degli incantesimi maestri, uno degli inganni più evidenti, che pratichiamo su noi stessi, derivi dall'uso del linguaggio. Ci sono parole che impariamo nell'infanzia e che abbandoniamo quando arriviamo all'età adulta. In generale, le nostre parole al caminetto sono vecchie parole sassoni: brevi, nodose, dure e intrise di significati morali e affettivi; ma man mano che invecchiamo queste parole sono troppo sgarbate e semplici per il nostro uso, e così otteniamo termini latini e perifrasi con cui esprimere molti dei nostri pensieri. Quando parliamo di noi stessi usiamo quasi sempre parole latine, e quando parliamo dei nostri vicini usiamo parole sassoni. E una delle cose migliori che un uomo possa fare, credo, è esaminare se stesso in lingua sassone. Se un uomo dice ciò che è contrario alla verità, non dica: "Io equivoco"; che dica: "Mento". Mentire! Ebbene, porta il Giorno del Giudizio direttamente al pensiero di un uomo. Agli uomini non piace, ma è esattamente la cosa che toccherà più efficacemente il senso morale; e più si tocca il senso morale, meglio è. Se un uomo si è allontanato dalla rettitudine nei suoi rapporti con un altro, non dica: "Ho approfittato", che è una frase lunga e indiretta: dica "Ho imbrogliato". Questa è una parola molto diretta. Scatta dritto alla coscienza, come la freccia vola sfrecciando dall'arco al centro del bersaglio. Ti irrita duramente l'orecchio? Tuttavia, è meglio che tu lo utilizzi; e dovreste giungere a questa determinazione: "Chiamerò le cose che rileverò nella mia condotta con quelle parole dalla faccia lucida e dalla lingua ruvida che i miei nemici userebbero se volessero pungermi sul vivo". (H. W. Beecher.Gli scettici dicono che la domanda di San Pietro a Saffira: "Dimmi se hai venduto la terra per tanto?" era una tentazione al peccato di menzogna; ma è chiaro, dal racconto del quinto capitolo dei Versetti degli Atti, che Saffira si era impegnata in un'impresa fraudolenta. Il peccato era già stato commesso quando adottò il suo proposito peccaminoso. La domanda di Pietro era solo quella di rendere noto lo scopo segreto. È un abuso di linguaggio parlare di tentare a fare ciò che ci si è impegnati a fare. Non tentiamo un negoziante quando gli proponiamo di acquistare ciò che desidera vendere. Pietro non tentò più Saffira a diventare bugiarda. Era una bugiarda prima della sua domanda, tanto quanto dopo la sua risposta. Il principio etico è che è lo scopo, non l'atto, che costituisce il peccato essenziale. Il peccato di Saffira più grande di quello di Anania:

1.) Aveva più tempo per riflettere

(2.) Pietro, con una domanda ancora più precisa, le diede un'opportunità molto migliore per riflettere e per dare gloria a Dio

(3.) Rispose ancora più spudoratamente

(4.) Ed è, quindi, obbligata ad ascoltare più attentamente la sua sentenza, e a sentire ciò che è accaduto a suo marito. (Rieger.La perversione del vincolo matrimoniale: - Nelle famiglie in cui il matrimonio non è altro che

1.) Una comunione di beni e una transazione commerciale per diventare ricchi invece di un'unione di cuori nel Signore; oppure, 2. Un'unione al servizio del mondo, della carne e del diavolo, invece di una pia risoluzione. "Io e la mia casa serviremo il Signore". E, 3. Un camminare insieme verso l'inferno, può essere verso un inferno sulla terra, o verso la perdizione eterna, invece di aiutare la coppia sposata l'uno con l'altro alle gioie e alla beatitudine, e sforzarsi di portare l'uno in cielo l'uno. "Come mai vi siete messi d'accordo insieme?" Una domanda seria per ogni coppia sposata. (K. Gerok.Poi cadde subito ai suoi piedi e abbandonò il fantasma.- Morte per la visitazione di Dio: - Non sarebbe difficile trovare alcuni esempi di punizione diretta e rapida anche nei tempi moderni. Nel centro storico di Devizes il turista viene condotto fino a vedere un'interessante iscrizione nella piazza del mercato pubblico. Si legge così: "Il sindaco e la corporazione di Devizes si avvalgono della stabilità di questo edificio per trasmettere ai tempi futuri la testimonianza di un terribile evento accaduto in questa piazza del mercato nell'anno 1753; sperando che un tale racconto possa servire da salutare avvertimento contro il pericolo di invocare empiamente la vendetta divina, o di invocare il santo nome di Dio per nascondere gli stratagemmi della menzogna e della frode. Giovedì 25 gennaio 1753, Ruth Pierce, di Pottera, in questa contea, si accordò con altre tre donne per comprare un sacco di grano al mercato, pagando ciascuna la sua giusta proporzione per lo stesso. Una di queste donne, nel raccogliere le diverse quote di denaro, scoprì una carenza e chiese a Ruth Pierce la somma che mancava per compensare la somma. Ruth Pierce protestò di aver pagato la sua parte e disse che avrebbe voluto cadere morta se non l'avesse fatto. Ella ripeté avventatamente questo terribile desiderio, quando, con costernazione della folla circostante, cadde all'istante e spirò, avendo il denaro nascosto in mano. (C. S. Robinson, D.D.)

11-16. E grande paura si impadronì di tutta la Chiesa.- Dopo il giudizio, la rinascita: - Il caso di Anania servì a diversi scopi importanti

(I.) Portava una testimonianza molto enfatica della verità. La menzogna nel mondo era una grande barriera sulla via della Chiesa. Era difficile costruire anche quell'edificio divino senza fondamenta, senza qualcosa nell'umanità a cui potesse aggrapparsi. A meno che la Chiesa non trovi o generi la verità, non vincerà il mondo; affonderà come in un fango. E così, all'inizio, fu compiuto un miracolo per porre la verità come su una roccia per l'Versetto. La morte di Anania e Saffira è il braccio del Signore rivelato per liberare il corpo della Chiesa nella sua giovinezza da una consunzione che, se non così controllata, avrebbe potuto portarla a una tomba precoce, sebbene nessun alito di persecuzione avesse mai soffiato su di lei. Apprendiamo qui che l'opera di Dio per scacciare dal corpo il veleno che minerebbe la vita è stupenda quanto la Sua opera per proteggere la Chiesa dal potere dei suoi nemici

(II.) Grande paura si impadronì della Chiesa. È un sintomo salutare, una disciplina necessaria. "Signore, sono io?" Chi pensa di stare in piedi", ecc. Fu Cristo che disse: "Ricordati della moglie di Lot". Molti secoli dopo l'evento, gli ebrei ordinarono che fosse tenuto nella memoria. Questi oscuri monumenti hanno ottenuto un posto nella Parola che vive e dimora in eterno, affinché il loro avvertimento possa essere disponibile in tutte le nazioni e in tutti i tempi. La paura si impadronì anche di tutti quelli che sentirono. Come conseguenza naturale, "degli altri nessuno osava unirsi a loro", cioè coloro che non erano di loro non osavano fingere di essere di loro. Il colpo di giudizio spaventò gli ipocriti

(III.) I credenti erano i più aggiunti. Il giudizio sui falsi professori affrettava invece di ostacolare le conversioni. Il terrore del Signore persuase efficacemente gli uomini a rifugiarsi nella Sua misericordia

(1.) I credenti furono aggiunti al Signore; non solo all'albo dei comunicanti. "La tua vita è nascosta con Cristo in Dio". La vita del tralcio dipende dalla presenza nella vite; anche se la sua equità può dipendere dal fatto che è intrecciato in legami d'amore con altri rami

(2.) Si aggiunsero moltitudini. Questa è ancora l'esperienza comune. Un gran numero arrivò in una sola volta con un impeto: e sopravvenne un periodo di relativa sterilità. Di nuovo c'è un risveglio, e di nuovo un momento di freddezza. Chiediti: La marea si è forse alzata ai miei tempi e ha trascinato molti sulla sua onda, e io sono rimasto indietro? Ma anche quando l'agitarsi della marea spirituale nel nostro vicinato è cessata, la porta non è chiusa. Siamo i benvenuti quando veniamo uno per uno come quando entriamo in mezzo alla folla

(3.) "Sia uomini che donne". C'era un motivo per specificarlo. Il Vangelo affranca ed eleva la donna. Essa deve a Cristo non solo la sua casa in cielo, ma il suo giusto posto nel mondo. Né esclusivamente le donne; perché quando la Parola viene al potere, si muove rapidamente con quell'orgoglio signorile in cui si avvolgono gli uomini quando scelgono la filosofia o la politica come loro sfera, e lasciano la religione alle donne. (W. Arnot, D.D.E per mano degli apostoli furono compiuti molti segni e prodigi.L'ira di Dio per bocca degli apostoli aveva consumato due ipocriti, ma il sollievo per mano degli apostoli accadde a un gran numero di miserabili. Il Signore dimostrò in tal modo che il giudizio è la Sua strana opera, ma che gli Ebrei si dilettano nella misericordia. E come Ebrei mostra il Suo zelo contro gli empi, così Ebrei non distoglie il Suo cuore dai miseri. (Pastore Apostolico.) Fasi della giovane Chiesa: - Il testo presenta la giovane Chiesa come:

(I.) Un organo di potere ristoratore Le opere erano miracolose e materiali, ma possono essere considerate come esemplari e simboli di quelle opere spirituali che la vera Chiesa compie costantemente a beneficio dell'umanità. Questo potere ricostituente è stato

1.) Manifestamente Divino. Il popolo considerava così poco le opere come gli effetti delle forze naturali degli apostoli, che considerava sufficiente l'ombra stessa di Pietro. Il potere morale della Chiesa di ristorare le anime è anche incontrovertibilmente Divino. Nessun uomo, per quanto esaltato sia la sua pietà, estese le sue conquiste o brillanti i suoi talenti, può ristabilire un'anima perduta

(2.) Molto esteso. Grande era la folla dei malati e varie le loro malattie; ma tutti sono stati guariti. Quindi il potere di guarigione nella Chiesa è uguale in ogni caso

(II.) Un'istituzione che colpisce in modo diverso uomini diversi

(1.) In alcuni ha prodotto una repulsione. "E degli altri", la classe a cui Anania era appartenuto, "nessuno osò unirsi a loro". Una chiesa la cui disciplina è così severamente pura, che non tollera la falsità, la disonestà o l'egoismo, è sicura di tenersi lontana dai carnali, dai mercenari e dai falsi

(2.) In alcuni ha suscitato ammirazione. "Ma la gente li ha magnificati". L'incorruttibile sincerità e l'alta purezza spirituale comanderanno sempre l'onore e il rispetto delle folle non sofisticate. La gente comune ascoltava Cristo con gioia, perché gli Ebrei parlavano della vera cosa nel vero spirito. E così il popolo onorerà sempre la Chiesa per ciò che c'è di puro e nobile nei suoi membri

(3.) In alcuni ha effettuato una conversione (Versetto 14). (D. Thomas, D.D.La potenza di Dio con gli apostoli:

1. Quando la terra si aprì e inghiottì Datan, Abiram e la loro corte, il popolo fuggì al loro grido e disse: "Che la terra non inghiotta anche noi", così la sorte di Anania e Saffira servì da monito a tutti coloro che erano dello stesso spirito e fece loro temere di tentare Dio con una falsa professione, affinché non vengano colpiti a morte allo stesso modo. Ma sebbene i cuori falsi fossero così trattenuti, coloro la cui coscienza testimoniava loro di essere retti davanti a Dio non si scoraggiarono, anzi furono indotti a unirsi alla compagnia dei discepoli

(2.) Le parole peculiari, "Aggiunto al Signore", non stanno nel testo senza un significato strettamente appropriato. Anania e Saffira erano stati aggiunti alla Chiesa, ma non al Signore. Il giudizio eseguito su di loro preservò la società in crescita dall'essere corrotta nello spirito mentre cresceva di numero. Ahimé! quanto spesso è così. La Chiesa visibile cresce di numero, ma decade di pietà. La vera prosperità della Chiesa, dunque, consiste in due cose: nel suo essere allargata e nel suo essere edificata; in moltitudini che si aggiungevano alla comunità e i credenti si univano al Signore. E sembra che ci siano state due cause di questo felice stato di cose. Gli apostoli avevano pregato che il Signore desse loro l'audacia di annunciare la Parola stendendo la Sua mano per guarire, ecc. Nel testo troviamo che la preghiera è stata esaudita. E poiché il sostegno che essi chiesero fu dato, senza dubbio fu dato per il fine per il quale lo chiesero, cioè per incoraggiarli ad annunciare la Parola. Abbiamo quindi tre cose da considerare

(I.) La Parola predicava. "La fede viene dall'udire e l'udire dalla Parola di Dio." Gli uomini non possono invocare quell'unico nome sotto il cielo dato agli uomini, per cui dobbiamo essere salvati a meno che non lo sappiano; e non possono saperlo se non è loro rivelato. E sebbene sia in potere di Dio rivelarlo senza l'intervento degli uomini, tuttavia questo non è il Suo metodo ordinario. "Dalla sua propria volontà ci ha generati Ebrei mediante la Parola di verità." Se siamo generati di nuovo, non è "da seme corruttibile, ma da incorruttibile, mediante la Parola di Dio che vive e dimora in eterno". anche se chi pianta non è nulla e chi non innaffia nulla, sebbene Dio solo dia l'aumento; Eppure ci devono essere il piantatore e l'abbeveratoio. Aspettarsi il frutto dall'uomo senza la benedizione di Dio sarebbe vana fiducia; aspettarsela da Dio senza i mezzi umani che gli Ebrei hanno stabilito sarebbe presunzione. Il vero sentiero della saggezza - il mezzo aureo - in questo caso è quello di non trascurare i mezzi della grazia, e di non riposare in essi; di usarli diligentemente, ma di guardare oltre. C'è un riguardo agli strumenti che è difettoso, e quando gli uomini si gloriano l'uno dell'altro, in modo da dire: "Io sono di Paolo, e io di Apollo", ecc., questo è per attribuire all'uomo ciò che è l'opera di Dio; tuttavia, la predicazione della Parola è un'ordinanza divina e dovrebbe essere osservata

(II.) La Parola accompagnata da segni che la confermano. Sebbene sia piaciuto a Dio di ritirare la conferma miracolosa, è quindi negata tutta la conferma divina della Parola? Anche se i doni di guarigione sono cessati, non c'è forse un modo in cui il Signore rende testimonianza alla Sua verità? Sì: sicuramente c'è, e questo è il più importante di tutti. Il corpo poteva essere guarito, ma quella guarigione sarebbe stata solo per un po'; alla fine doveva morire, e l'anima poteva essere perduta. L'occhio cieco poteva essere aperto, e la luce naturale si riversava sui suoi organi prima insensibili; ma tra poco deve essere richiuso nella morte: e l'anima potrebbe essere consegnata all'oscurità delle tenebre per l'eVersetto. La conferma più importante, e ciò che è egualmente al di sopra del potere dell'uomo, è ciò che vivifica l'anima che era morta nei falli e nei peccati; che apre gli occhi ai ciechi, affinché chi era cieco spiritualmente possa dire: Io vedo. Ebrei che è stato portato dalle tenebre alla luce, ha la testimonianza in se stesso; e mentre fa risplendere la sua luce davanti agli uomini, può essere testimone anche per gli altri; dimostrando loro che c'è un potere della grazia divina che opera potentemente in coloro che credono, e permettendo loro di fare ciò che nella forza della natura non potrebbero compiere

(III.) I benefici o le guarigioni conferiti in risposta alla fede. Questi "segni e prodigi" erano una prova per tutti gli uomini della potenza di Dio con loro, una prova del loro incarico da parte di Lui, che in tal modo pose il Suo sigillo alla loro predicazione e confermò la verità della dottrina che insegnavano. E la dottrina così trasmessa e confermata fu variamente accolta. Alcuni ci credettero, altri no. Ma moltitudini credettero, e questi dimostrarono la loro fede agendo come fanno sempre gli uomini quando sono pienamente persuasi della verità di qualsiasi notizia. Si affrettarono a rendere partecipi del beneficio i loro amici e parenti malati. E noi stessi dovremmo andare a Cristo per la guarigione delle nostre anime in primo luogo; e poi fare ciò che possiamo per portare i nostri amici a Lui. (J. Fawcett, M.A.Degli altri nessuno osò unirsi a loro.- Gli empi respinti: -

(I.) Che un cristianesimo vivo e spirituale respinge gli empi dalla comunione della Chiesa

(1.) Lo fa risvegliando un sentimento di odio

(1) Di Dio (Romani 1:30) .

(2) Di Cristo (Giovanni 15:24) .

(3) Dei discepoli di Cristo (Giovanni 17:14) .

(4) La Chiesa è odiata dal mondo in proporzione alla sua purezza (Giovanni 15:19). (a) La peccaminosità di cercare di rendere la religione gradita al mondo. b) La condizione della Chiesa, o credente, amata dal mondo

(2.) Lo fa producendo sentimenti di paura e riverenza.

(1) Quando Dio si manifesta nelle manifestazioni più visibili della Sua maestà nella natura, nella provvidenza, nel giudizio, i malvagi tremano.

(2) Quando l'immagine di Dio è visibilmente sul carattere dell'uomo, la riverenza è in tal modo estorta ai malvagi.

(3) Allo stesso modo, quando Dio è nella Chiesa visibile, quando Ebrei ne fa il Suo padiglione, il mondo la guarda con una riverenza limitata (Salmi 14:5).

(4) Questo sentimento non è in contraddizione con la persecuzione.

(5) Un tale sentimento manterrà il mondo fuori dalla Chiesa

(3.) Lo fa agendo sulla coscienza.

(1) L'appartenenza a una chiesa, unita all'irreligione pratica, mostra una coscienza addormentata.

(2) Ciò è incoraggiato da un basso livello generale tra i belieVersetti

(3) Un cristianesimo vivente sarebbe un freno

(II.) Che un cristianesimo vivente e spirituale non è facilmente imitabile

(1.) È fingendo il cristianesimo che gli uomini empi entrano nella comunione della Chiesa

(2.) La natura umana ha un potere meraviglioso nel contraffare la religione, assistita dal diavolo

(3.) Ma più la religione è spirituale, meno facilmente viene contraffatta: è più probabile che venga scoperta

(4.) E l'abnegazione, essendo generalmente maggiore, non è probabile che venga praticata

(5.) Quindi, a una Chiesa spirituale non si uniranno uomini mondani

(III.) Che, essendo in uno stato spirituale, la Chiesa possedeva molto dello spirito di giudizio

(1.) Lo Spirito è promesso alla Chiesa come "spirito di giudizio" (Versetti, Isaia, xxviii, 6)

(2.) L'enunciazione del testo è connessa con il suo esercizio (1-11)

(3.) Questo spirito è ancora necessario, dovrebbe essere chiesto

(4) Il motivo di ammissione nella Chiesa è una professione credibile; quando è dichiarato credibile, vi è una sentenza

(5.) Quando la Chiesa è spirituale, il possesso di questo Spirito di giudizio sarà più evidente.

(1) I motivi di ogni giudizio saranno più ampi (Matteo 18:15-18).

(2) La regola del giudizio sarà più scritturale.

(3) L'applicazione più illuminata.

(4) La decisione presa, più libera dall'influenza della considerazione mondana

(6.) Questa questione spetta ai membri della Chiesa. Un corpo languido non libererà la malattia

(IV.) Quella persecuzione era una prova di discepolato

(1.) Il mondo applica una prova così come la Chiesa, a volte più severa e penetrante

(2.) Ma solo quando la Chiesa è viva

(3.) La Chiesa non è diminuita (Versetto Versetto 14). (Giacomo Stewart. Autorità e fede: - Questa bella immagine degli apostoli che governano la nascente comunità cristiana e che portano una testimonianza incessante al loro Signore risorto, ci mostra i grandi principi su cui si fonda la Chiesa cristiana. Troviamo qui il principio dell'autorità e l'esistenza di un ufficio nella Chiesa, un ufficio e un'autorità allegramente riconosciuti e sottomessi. Del resto del corpo cristiano nessuno osò unirsi agli apostoli. Il loro ufficio era di nomina divina. Non c'era nulla in questa eccessiva riverenza con cui l'ufficio apostolico era considerato incompatibile con la fede personale di ogni cristiano nel Salvatore come suo Salvatore, e nel dono dello Spirito Santo come dato direttamente a lui. Quanto sarebbe diversa la Chiesa di oggi da quella di quei tempi primitivi se ci fosse ora, come alcuni suppongono, un'incoerenza tra autorità e fede, e un uomo deve necessariamente credere tanto meno in Cristo suo Salvatore quanto più crede nella Chiesa di Cristo come un sistema di autorità e di governo divinamente ordinato! Giustamente considerato da coloro che lo usano, e da coloro per il cui beneficio viene usato, non c'è mezzo terreno che dovrebbe aiutare gli uomini a credere nel Signore tanto quanto la Chiesa cristiana, posta davanti agli occhi degli uomini, che testimonia la Sua storia con la sua stessa esistenza, che iniziò con gli apostoli, che gli Ebrei scelsero ed educarono con tutta la loro debolezza per portare avanti la Sua opera sulla terra quando gli Ebrei erano entrati in cielo, per aiutarli da lì con la Sua grazia inesauribile, e per prepararli a un ufficio e a un lavoro che, senza di Lui, non avrebbero mai potuto adempiere. (Dean Travers Smith.)

15) in quanto hanno partorito gli infermi, affinché almeno l'ombra di Pietro che passava li coprisse con la sua ombra.-L'ombra di Pietro: -I miracoli di Cristo e dei Suoi apostoli erano principalmente miracoli di guarigione-un fatto da notare bene. Il potere di lavorarli è stato ritirato; ma lo stesso obiettivo è ancora raggiunto con l'uso orante di mezzi naturali. Il cuore del credente è ancora vivo per i teneri uffici della compassione; tuttavia, all'ombra del cristiano, i dolori degli sventurati ottengono sollievo. La carità può essere definita non a torto l'ombra del cristiano. L'ombra è il riflesso di una sostanza: la carità è un'abitudine di condotta, riflessa da una disposizione cristiana. Un'ombra rappresenta, in una certa misura, la forma e l'aspetto della sostanza; la carità versa, a grandi linee, la figura del figlio di Dio. Un'ombra si muove con la sostanza che rappresenta, la accompagna e la imita in ogni passo e in ogni posizione: la carità si adatta, con uguale vigore, a ogni cambiamento di capacità e di circostanza; nella prosperità, è liberale; nelle avversità, premuroso; umile nella gioia, allegro nell'afflizione. Ma un'ombra può essere riflessa solo da una luce più forte di quella in cui la sostanza si trova o si muove. E cos'è questa luce?

(I.) Troveremo quel raggio dentro di noi? Nella tenerezza e nel fervore dei nostri stessi affetti? Molte sono le azioni di gentilezza spinte da sentimenti istintivi: ma le azioni non sono forse di colore molto diverso come spesso spinte dalle stesse emozioni? Non sono forse "i cattivi pensieri, gli adultèri", ecc., le cose che "contaminano l'uomo", la progenie del cuore? E penseremo di ricavare la nostra luce da una tale fonte? Seguiremo, in sicurezza, una guida così cieca e traditrice? Anzi, ci è stato assicurato che "il cuore", con tutta la sua flessibilità di controllo, "è ingannevole più di ogni altra cosa, e disperatamente malvagio". Lungi dal dirigere il nostro giudizio, esso stesso deve essere portato perpetuamente davanti alla giustizia; Invece di tenere "una luce sul nostro cammino", ha sempre bisogno di "una lanterna per sé".

(II.) Guarderemo intorno a noi per quel raggio? E lo troveremo nell'egoismo e nell'ambizione del mondo, nelle lusinghe dell'ammirazione dell'uomo? E' diventata una pratica un po' troppo diffusa quella di sollecitare le contribuzioni dei ricchi, senza riguardo per la rettitudine dei principi o dei motivi, con il pretesto che, finché le istituzioni caritatevoli sono sostenute, non importa con quale scopo i loro sostenitori, l'oggetto di tale applicazione è sostanzialmente realizzato. Ma c'è un caso del donatore da prendere in considerazione; e l'effetto sulla sua mente è decisamente dannoso. Agli Ebrei viene insegnato a dare un merito ad azioni che, nelle circostanze attuali, assumono un carattere completamente opposto a quello meritorio. Agli Ebrei viene insegnato ad attribuire un valore eccessivo alla ricchezza, come fonte vitale, e non come abito accidentale, di beneficenza: per permettere alla carità la sua importanza plenaria nel rango delle virtù, ma per limitare l'ambito della carità alla mera esecuzione dell'elemosina. E infine, gli viene insegnato a guardare all'uomo, e non a Dio, per la sua ricompensa. Perché altrimenti ci viene ricordata la generosità di coloro che hanno pensato di riappacificarsi con il cielo per i difetti di una vita inutile lasciando in eredità i loro beni ai poveri, quando l'avvicinarsi della morte toglie l'ulteriore prospettiva di gratificazioni che hanno costituito il principale vezzeggiativo della loro vita? I poveri godono della loro miseria, è vero; ma a chi e a quale spesa? a coloro che danno la probabilità di quel mortificante rimprovero in seguito: "Chi ha richiesto questo dalla tua mano?" A coloro che sollecitavano il dono, la ricompensa sicura e certa del cerimonioso fariseo, che predicava il sacrificio e non la misericordia, e poneva sulle anime degli uomini altri pesi che il patto del loro Signore e Maestro

(III.) Se non lo troviamo né dentro di noi, né intorno a noi, non ci resta che alzare gli occhi al di sopra di noi, fino a quel "Sole di Giustizia" che è risorto, l'offerta per la nostra redenzione e l'esempio del nostro dovere, con "la guarigione nelle Sue ali". Da lui abbiamo questo comandamento: che chi ama Dio ami anche il suo fratello". L'amore di Cristo ci costringe". È solo sotto l'influenza di questo motivo prevalente che i nostri princìpi e le nostre abitudini possono essere riscaldati in una generosa sollecitudine per l'intera famiglia di Cristo; è solo sotto lo splendore della Sua presenza che l'ombra del cristiano può essere riflessa. Lo stato d'animo richiesto per un tale esercizio di benevolenza è il riposo ispirato da una ferma e umile fiducia nella provvidenza dell'Onnipotente e nell'efficacia dell'espiazione di Suo Figlio; una pace calma e santa, che lascia la mente libera di faticare, per amore della giustizia, in mezzo agli scherni e alle censure degli empi, e, come il modello della sua pratica quotidiana, di "andare attorno facendo del bene". E quale altro influsso si può nominare, capace di produrre questa beatitudine di tono e di spirito, se non la costrizione dell'amore di Dio? Direte che ci vengono dati incentivi, almeno di pari peso, nel timore di una punizione futura? Ma la paura, dopo tutto, non è che una meteora tremolante e incostante, totalmente incapace di riflettere quell'ombra costante che ora siamo abituati a contemplare. Non crediate che io neghi l'efficacia di una disposizione che converte anche le paure e le apprensioni del peccatore in occasioni e strumenti di bene, e quindi non di rado penetra nella sua anima attraverso l'unica via non soffocata dai rovi della ventosità mondana. Sostengo semplicemente che le sensazioni di paura e di terrore sono incapaci di per sé di generare quella fermezza di principi e di abitudini, quell'abbandono degli interessi egoistici e carnali, quella devozione del cuore e della vita alla volontà e ai propositi del Creatore, che si manifesta in un riguardo e in una preoccupazione per tutte le creature delle Sue mani. Io dico che deve avvenire un processo intermedio; che l'uomo interiore deve essere purificato oltre che risvegliato; deve prima imparare ad amare Dio, e poi, e non prima di allora, amerà anche suo fratello. Non c'è una stella che brilli nel firmamento in alto che non abbia la sua sfera di servizio e di occupazione che gli è stata assegnata: ma dal sole solo vediamo rappresentate le nostre belle proporzioni. Non c'è un motivo, un sentimento, nella costituzione di un essere umano che non possa essere reso favorevole, con la benedizione di Dio, al grande fine della sua prova; ma è solo sotto l'amore di Dio che l'ombra del cristiano si dispiega. (P. Hall, M.A.Tutti noi proiettiamo ombre, cioè esercitiamo influenze inconsce. Alcuni uomini rendono sempre felici gli altri, senza apparente sforzo o pensiero. Ma ce ne sono altri la cui presenza ci deprime e ci rattrista. Questo è così nella sfera secolare; Ma la nostra influenza inconscia si diffonde in aree più ampie. Dio realizza i Suoi propositi più grandiosi per mezzo di agenti non dimostrativi. Il terremoto e i fulmini non sono nulla in confronto all'attrazione e al calore. E così con le influenze umane

(1.) Perché i nostri sforzi volontari sono solo occasionali e interrotti, mentre la nostra energia inconscia è ovunque operativa e costante

(2.) La nostra energia costante e silenziosa esprime al massimo il nostro vero carattere. Considera alcune applicazioni pratiche

(I.) Dovrebbe impressionarci con il senso dell'importanza della vita umana

(II.) Siamo responsabili della nostra influenza inconscia. Potremmo pensare di eludere questo sulla base del fatto che il male che facciamo non è intenzionale. Ma applica questo al male fisico; al caso del pazzo di Salomone che disse: "Sono nello sport"; o all'uomo che, non esercitando alcuna influenza positiva, lascia cadere un cieco in un precipizio. Non fare nulla significa fare un male terribile; ma in un mondo simile nessun uomo può fare nulla. Tutta la nostra vita mortale è forza incarnata

(III.) La morte non distrugge questa influenza inconscia. I Greci erano soliti chiamare lo spirito disincarnato un'ombra, una presenza invisibile, che infestava le scene della sua vita precedente, e sebbene non in questo senso ancora, come influenze permanenti, i morti sono ancora con noi. Da un lato, Lord Byron, Bonaparte, Voltaire, ecc., ancora inseguono la terra e balbettano la loro influenza; dall'altra, Calvino, Lutero, Wesley, Chalmers, vivono ancora. Questa verità è un avvertimento per tutti gli operatori di iniquità, ma un incoraggiamento per ogni vero figlio di Dio. (C. Wadsworth, D.D.) Gettare ombre nella vita: - Il nostro testo mostra-

(I.) Il potere può esserci nelle sciocchezze comparative. Come metafora, poche figure sono usate più frequentemente nelle Scritture di quella dell'"ombra". A volte è allusivo a una benedizione, come "l'ombra di una grande roccia in una terra stanca", o "l'ombra dell'Onnipotente"; a volte il contrario, come "l'ombra della morte". Un'ombra! Cosa c'è di più insignificante? Intangibile e inconsistente, non è forse la più vera sciocchezza? Eppure quanto è solennemente impressionante

(1.) Le forze più irresistibili del mondo in natura sono quelle che non possiamo né vedere né sentire. Il passo del terremoto ci fa tremare, e così anche il rombo dell'uragano. Com'erano spaventosi i tuoni e i lampi; ma quanto sono inferiori nell'influenza benigna o esplosiva alla forza più silenziosa e sottile dell'elettricità, della gravitazione, del calore o della luce

(2.) Nella scienza e nella civiltà le forze più tranquille hanno contato di più. Le scoperte più grandiose sono di solito emerse per caso. Le pagine più emozionanti della storia non sono altro che cronache di eventi che hanno quasi tutti girato intorno al perno di qualche circostanza banale. L'islamismo era il prodotto di una ragnatela tessuta dietro il profeta in fuga e l'inganno dei suoi inseguitori. La battaglia di Waterloo fu sospesa alla collaborazione di Blücher, la cui vita sfuggì alla spada nemica per la semplice circostanza di indossare il berretto di un soldato semplice, e per la ragione che il fermaglio del suo elmo si era rotto

(3.) Proprio così è nella religione. Non ci stupiamo spesso di scoprire che le piccole cose che diciamo e facciamo raccontano in modo più radicale e ampio di alcune delle nostre azioni più dimostrative? E poi, la costanza stessa di quelle sciocchezze lo dimostra. I colpi ripetuti di un piccolo martello possono essere più efficaci della singola caduta della pesante slitta. L'orologio batte a intervalli, il ticchettio è momentaneo; sentiamo l'uno, non notiamo l'altro; Eppure lo scoccare dell'ora non arriva se il ticchettio fallisce

(II.) Poiché nessuna ombra può essere proiettata senza luce, il nostro testo illustra il posto essenziale che Cristo occupa in tutta la vera religione, nel mondo e nell'anima. Se il sole è nuvoloso o l'atmosfera nebbiosa, non si possono proiettare ombre distinte. Il sole deve splendere per fare ombre. Così la distinzione delle ombre della grazia indica il forte o debole splendore del "Sole di Giustizia". 1. Nazionalità come l'Italia, la Russia e il Sud America ci parlano della "giornata nuvolosa e buia". L'Inghilterra e l'America, invece, imbottite di bellezza, raccontano del sole che splende caldo e chiaro da un cielo gospel

(2.) Come nel mondo, così nell'anima. Saulo di Tarso, "che espira minacce e massacri", si trova in stridente contrasto con Paolo, il pellegrino che canta nella prigione di Filippi, e lo stesso uomo vicino al martirio che esclama: "Ora sono pronto per essere offerto", ecc. Da dove viene la differenza? Ah! Cristo cominciò a risplendere su di lui vicino a quella porta di Damasco, e la luce diventava ogni giorno più luminosa, più dolce e più chiara, così che egli gridò: "Io vivo, ma non io, ma Cristo vive in me". Pietro, Giacomo e Giovanni esclamarono su una cima illuminata dalla gloria: "È bello essere qui!" perché "Gesù in mezzo" era il centro della gloria. Le ombre di un'azione nobile e di un sentimento felice possono venire solo da coloro che sono soliti crogiolarsi nella luce di "Uno al di sopra dello splendore del sole".

(III.) Ognuno esercita un'influenza, silenziosa ma reale, inconscia ma un fatto. Ognuno getta un'ombra. Il fantasma di Banquo non si rifiuta più ostinatamente di "scendere all'ordine" di Macbeth di quanto l'ombra spettrale della persona o della cosa su cui il sole sta cadendo si rifiuti di scomparire. Un uomo può semplicemente stare fermo in una strada, troverà presto tutti gli occhi puntati su di lui e tutta l'eccitazione intorno a lui. Ogni atto, parola, sguardo, atteggiamento, è una dinamica morale su coloro che ci circondano. Sono forze con le quali stiamo costruendo o distruggendo. Un sussurro è stato spesso rivestito con l'attributo del tuono. L'inconsapevolezza di esso non è un argomento contro il fatto. Pietro non pensava all'ombra che gettava; tanto meno quanto avidamente i malati lo cercavano. L'influenza è così duratura che rimane dietro di sé quando i vivi sono morti. "Ebrei essendo morti ancora parla". Nessuno vive per se stesso, e nessuno muore per se stesso". Com'è sorprendente l'avvertimento per l'operatore della malvagità, mentre il buono può trarre le sue lezioni di perpetuo incoraggiamento". Il male che gli uomini fanno", e anche il bene, "vive dopo di loro". Questo è vero per le grandi vite; È altrettanto vero per i più umili. L'intonazione del Niagara può essere udita più lontano, ma l'increspatura del ruscello è altrettanto reale e più dolce. Il Monte Bianco testimonia la potenza divina, ma non più efficacemente di quanto la violetta ci parli dell'abilità e della bontà divina con la sua bellezza e fragranza. L'aquila può librarsi più in alto, ma il piccolo canarino ha un canto più dolce. Come noto l'atto banale della povera vedova che lascia cadere i suoi due spiccioli, inconsapevole che un occhio stava guardando, e poi ricordo quale sermone quell'atto umile ha predicato al mondo da quel giorno fino a oggi; allora sono pronto ad esprimere la profonda convinzione che un'ombra di influenza oltre la concezione si aggrappa alla persona più oscura; e spesso l'atto più umile. Come questo fatto dimostra la dignità e l'importanza della vita umana, e di quale enorme responsabilità essa la investe!

(IV.) Il carattere cupo e vuoto di alcuni tipi di religione; solo un'ombra. L'ombra è oscura e intangibile; Ahimè, se la nostra religione fosse "solo quello e niente di più"! Peccato che qualcuno non debba avere che un'impressione cupa, e quindi falsa, della religione dalla rappresentazione che gli diamo. È stato detto che "tutti vivono per un funerale"; Ma non possiamo aspettare il funerale fino a quando la vita è finita? Dobbiamo vederlo ogni giorno? "Incontriamo gente del genere", dice uno scrittore, "ogni giorno, e hanno sempre qualche nuova angoscia per noi. Il loro sorriso più dolce fa pensare alla nevralgia, e il loro saluto più cordiale si abbatte come un vento dell'est. Tornano a casa la sera come un becchino a un funerale, e i bambini smettono di cantare, e le mogli si astengono dal sorridere. Vanno all'estero al mattino come una nebbia scozzese dalle Highlands, per spruzzare malcontento nelle strade e nella piazza del mercato. Entrano nella casa di Dio per rendere i suoi canti di lode requiem, e il suo olio di gioia acqua ghiacciata; e la loro luce religiosa risplende davanti agli uomini come il sole del cielo attraverso le vetrate, e il prete al santuario sembra un fantasma variegato, e i reverendi adoratori come folletti tigrati. Un corvo gracchiante è l'emblema sui loro scudi, una bara con le ossa incrociate come blasone sul loro stendardo. Sicuramente un tale spirito religioso e un tale comportamento depongono in modo completamente errato un'idea di Dio e della verità. I cristiani irritabili, cupi, severi, che trovano difetti e censori sono colpevoli, anche se non lo intendono, di disonorare il loro Signore e di diffamare la Chiesa con l'inganno di un'ombra. La vera religione è dolce come la luce, gioiosa come l'infanzia e benevola come l'amore. Quindi le Scritture lo rappresentano, e i veri cuori lo hanno mai sentito

(V.) La vera benevolenza e allegria c'è, o dovrebbe esserci, nella vera religione. L'ombra di Pietro era ansiosamente cercata dai malati o dai loro amici, non perché fosse un'ombra, ma perché per loro era il simbolo della guarigione e dell'allegria. Così, su qualsiasi soglia cada l'ombra di un cristiano, in qualsiasi compagnia si muova, la sua venuta dovrebbe far suscitare un sorriso di piacere; una benedizione manifesta dovrebbe risplendere sul suo volto. "Buona volontà verso gli uomini" era il canto della culla del Salvatore, e doveva essere perpetuato come un'eco nella vita di ogni figlio di Dio. Il cielo, come ci viene rappresentato, è tutta gioia, e la terra dovrebbe assomigliare al cielo per quanto il peccato e la sofferenza lo permettono, per il prevalere di un'atmosfera di allegria su di esso. Ci sono quelli la cui presenza è come l'increspatura dell'acqua sul ciglio della strada, o l'ombra dei boschi in una giornata calda come un'oasi in un vasto deserto sabbioso, o il canto dell'usignolo nell'oscurità. (J. M. McNulty, D.D.L'ombra guaritrice: Chi ha mai sentito parlare dell'ombra di una persona che recita la parte di un medico? Non avevano il diritto di supporre che un piano così straordinario avrebbe portato qualcosa di buono. E non avevano certo il diritto di far guarire a Pietro i loro amici a modo loro, con un loro stratagemma, senza prima consultarlo per sapere se sarebbe stato gradito o no. Ora, la cosa notevole è che, sebbene quelle persone fossero così ignoranti e superstiziose, né Dio né Pietro trovarono da ridire su di loro. Usarono l'ombra di Pietro come un amuleto, e Dio fece per loro ciò che desideravano che fosse. Ora, perché è successo questo? A causa della semplicità del loro credo. E Dio non getta spesso la Sua potenza nei mezzi che noi stessi escogiiamo, se abbiamo solo la fede di un bambino? I bambini piccoli vengono in chiesa con i genitori e non sempre sono in grado di capire il significato della funzione. Ma la loro presenza non è inutile per questo motivo. Se si pongono nella loro semplice fede all'ombra della casa di Dio, la benedizione non mancherà certamente. Non è una conoscenza intellettuale dei misteri profondi che Dio apprezza, ma una semplice fede in Se stesso. L'ombra di un albero o di una roccia è una cosa molto deliziosa e rinfrescante in una torrida giornata estiva. Raffredda il telaio riscaldato e conferisce vigore e forza al corpo languido. E se una cosa inanimata può fare tanto bene con la sua ombra, ci si aspetterebbe che l'ombra di un essere umano sia ancora più efficace. Non so se l'ombra del nostro corpo aiuterebbe molto a tenere lontano il sole troppo caldo da un amico, ma certamente l'ombra o l'influenza di un buon carattere può aiutare molto gli altri. Leggiamo nella fiaba di un Peter Schlemihl, l'uomo senza ombra, che spaventava tutti gli altri, ed era infelice anche lui. Ma nella vita reale non esiste una persona senza ombra. Tutti noi abbiamo un'ombra nella nostra natura come abbiamo un'ombra nei nostri corpi. Si dice che sia stato dall'ombra proiettata dalla figura di una ragazza su un muro, in una giornata di sole, che si è scoperta per la prima volta l'arte di disegnare un quadro. E così dalle ombre che gli uomini proiettano mentre passano sulla via della vita, possiamo disegnare i loro ritratti nella nostra mente; E questi ritratti sono meravigliosamente simili, molto più realistici delle vecchie sagome che venivano ritagliate dalla carta nera. "Se gli animi delle persone dovessero gettare ombre, quali sarebbero?" disse una volta un ragazzino, mentre camminava accanto a un compagno, e vedeva la sua ombra sulla strada. "L'ombra di Giovanni sarebbe un pugno piegato, perché litiga sempre; e quello di Andrea sarebbe quello di una colomba, perché è sempre amabile e piacevole; e quello di Jane sarebbe quello di una lettera X, perché è croce come due bastoni; e la mia ombra, cosa sarebbe?" Gli ebrei si fermarono di colpo. Ebrei aveva paura del tipo di ombra che il suo temperamento avrebbe gettato. Ora, supponiamo che seguiate l'idea del ragazzino e crediate a ciò che è effettivamente vero, che state emanando impressioni di ciò che siete realmente intorno a voi, e in realtà non potete fare a meno di farlo più di quanto possiate impedire ai vostri corpi di proiettare ombre reali sulla strada mentre camminate; e ognuno di voi dovrebbe chiedersi: Che tipo di ombra sta gettando il mio temperamento? Forse potrebbe sorprendervi vedervi come vi vedono gli altri. (H. Macmillan, LL.D.Questo racconto è l'indicazione di una credenza che ha scosso alcune anime umane nei tempi antichi, e dovrebbe scuoterle ancora: la convinzione che ci sia qualcosa in un'ombra proiettata dall'una sull'altra, di un potere profondo e potente; un'azione compiuta a volte in cui la mano non ha parte; una parola detta che la lingua non pronuncia mai; una virtù che esce da me, o un vizio, a parte la mia determinazione; Un'ombra del mio spirito e della mia vita proiettata nel bene o nel male, certa e inseparabile come la mia ombra sul muro. Per esempio, c'è una forza misteriosa per cui gli uomini, la prima volta che li incontriamo, gettano un'ombra di luce o di oscurità che non possiamo spiegare e non possiamo superare. Quali siano queste influenze sottili nessun uomo ci ha mai detto

"Non mi piaci, dottor Fell;

Il motivo per cui non posso dirlo;

Ma... non mi piaci, dottor Fell."

è il verdetto interiore e istintivo che emettiamo su alcuni uomini; probabilmente, anche, che alcuni uomini ci tralascino. Le loro ombre ci fanno male: le nostre ombre fanno male a loro. La prima di tutte le ombre è l'ombra della casa; dove, quattro volte in un secolo, Dio fa una nuova terra, e di cui popola un nuovo cielo. Mi sono seduto a capo scoperto nella più nobile cattedrale gotica della terra. E per anni sono seduto, nella mia giovinezza, in una semplice chiesa di campagna, unendomi alle vecchie liturgie che, in una forma o nell'altra, erano state dette o cantate fin da quando i sassoni avevano abbracciato la fede cristiana. E una volta, ricordo, mi alzai nella luce grigia e rimasi solo vicino al Niagara, mentre il suono del suo potente tuono si alzava fresco e puro, ancora ininterrotto e non contaminato dal clamore di quei molti cambiavalute che meritano una frusta di corde non molto piccole per aver profanato quel luogo in cui, tra tutti i luoghi, l'anima desidera essere sola con il suo Dio. Erano luoghi sacri. Ma il più sacro di tutti, il luogo la cui ombra si estende su quarantacinquecento miglia di terra e di mare, e quarant'anni di tempo, ed è ancora un'ombra di guarigione, è un piccolo luogo costruito di pietra grigia. Lì, chinandosi sull'immagine della grande Bibbia, o ascoltando salmi o canzoni o storie, il bambino viveva all'ombra di quella casa; e divenne per lui come la porta stessa del cielo, così cara e buona, che nessuna grande cattedrale, nessuna grande scena della natura, nessun luogo di culto in nessun luogo, può essere ciò che era quella casetta di pietra grigia. Mi chiedo se abbiamo una profonda consapevolezza delle ombre che stiamo tessendo sui nostri figli in casa; Se ci chiederemo mai se, in un lontano futuro, quando saremo morti e andati, l'ombra che la nostra casa proietta ora si estenderà su di loro per rovina o benedizione. È possibile che siamo pieni di ansia di fare del nostro meglio e di rendere la nostra casa sacra per i bambini. Vogliamo che vengano bene, che diventino uomini e donne buoni, che siano un onore e una lode per la casa da cui sono nati. Ma questo è il peccato e il pericolo, che, anche se non veniamo meno a nessun vero dovere di padre e di madre, non gettiamo sul figlio alcuna ombra sacramentale e di guarigione. Guardo indietro con meraviglia a quel vecchio tempo, e mi chiedo come sia possibile che la maggior parte delle cose su cui suppongo che mio padre e mia madre abbiano costruito appositamente per plasmarmi verso una giusta virilità siano state dimenticate e perdute dalla mia vita. Ma l'amore tenero e inespresso; i sacrifici fatti, e mai pensati, era così naturale farli; diecimila piccole cose, così semplici da non attirare l'attenzione, eppure così sublimi quando le guardo, riempiono ancora e sempre il mio cuore di tenerezza quando le ricordo, e i miei occhi di lacrime. Tutte queste cose, e tutto ciò che appartiene ad esse, vengono ancora su di me, e gettano l'ombra che quarant'anni, molti di loro vissuti in un nuovo mondo, non possono distruggere. Per chiarire questa domanda, se possiamo, permettetemi di lasciarvi scorgere alcune ombre che vengono proiettate in alcune case ogni giorno, non solo sui bambini, ma anche sugli uomini e sulle donne

(1.) Ecco un uomo che è stato in città tutto il giorno, in piena marea di preoccupazioni, che dalla mattina alla sera inonda i mercati, gli uffici e le strade di tutte le nostre grandi città. Stanco, nervoso, irritabile, forse un po' scoraggiato, si avvia verso casa. Se è inverno, quando entra c'è un po' di fuoco acceso, che fa sembrare un cattivo umore un peccato al contrario; un rumore di bambini che non sia dissonante; e un'evidente cura per il suo conforto, che racconta, più chiaramente di qualsiasi parola, quanto sia stato costantemente nella mente della madre di casa, mentre affrontava lo stress e le lotte della giornata; mentre una voce bassa e dolce, quella cosa eccellente nella donna, lo saluta con parole che si increspano sullo spirito febbricitante come acqua fresca. E l'uomo che può nutrire un brutto carattere dopo questo merita di essere intelligente per questo. Non c'è luogo sulla terra in cui un uomo possa entrare con una certezza così perfetta da sentire l'ombra della guarigione, come in una casa come quella. È la porta stessa del cielo

(2.) Ma aprirò un'altra porta. Ecco una casa in cui l'uomo entra con lo stesso fardello addosso. Quando entra, gli si chiede se ha dimenticato ciò che non avrebbe mai dovuto ricordare. Gli si lamenta lamentosamente della triste settantasettesima disobbedienza dei figli, o della radicale depravazione dei servi; e un intero plotone, fuoco di piccole cose, gli viene sparato addosso, così brusco e inopportuno, che toccano il nervo come tanti piccoli aghi. È in cose come queste che si gettano le ombre, che fanno male, ma non guariscono mai: che spingono migliaia di uomini fuori dalle loro case in qualsiasi luogo che offra una prospettiva di conforto e di pace, anche solo per un'ora

(3.) Ma non permettermi di essere ingiusto. L'ombra malvagia può provenire altrettanto certamente dall'uomo. Ecco un altro uomo dell'umore che ho cercato di toccare. Per tutto il giorno si è preoccupato per il morso; Ma la società lo ha trattenuto. Anche Ebrei va a casa, ma è per sputare fuori il suo temperamento. Il solo suono del suo piede proietta un'ombra che può ferire, ma non può mai guarire. Se la moglie tace, la chiama imbronciata: se parla, la spezza. Se i suoi figli vengono da lui con innocenti prese in giro, un giorno o l'altro darebbe un anno della sua vita per riportarlo indietro, vengono messi da parte, o mandati fuori dalla stanza, o addirittura - Dio lo perdoni - vengono colpiti. Ebrei mangia una cena lunatica: prende un sigaro; amaro, spero, e gli serve bene; prende anche un libro - non Charles Lamb o Charles Dickens, ve lo garantisco - e, in una sera, quell'uomo ha gettato un'ombra che può pregare, un giorno, in una grande agonia, può essere rimosso e non essere ascoltato

(4.) D'altra parte, quali ombre di guarigione cadono, a loro volta, dai bambini! Nessuna afflizione che possa mai venire attraverso i bambini eguaglia mai quella che viene con la loro totale assenza; Mentre l'afflizione più pesante per la maggior parte, la morte del piccolo, getta spesso un'ombra di guarigione che non potrebbe arrivare in nessun altro modo. Un giorno andai a trovare una povera donna tedesca, i cui figli erano stati tutti colpiti dal feVersetto scarlatto Quattro stavano guarendo; uno era morto. Ed era molto commovente vedere come l'ombra di quel bambino morto fosse scesa sulla madre, e avesse inviato la sua benedizione di guarigione attraverso tutte le sorgenti della sua vita. «Questi sono bei bambini», dissi. ma avrei dovuto vedere quello che è morto". Mentre era con lei, era come gli altri. Ma ora, quando se n'era andato, proiettava l'ombra. Il sudario si trasformò in una veste bianca, che luccicava e brillava al sole del Paradiso, tanto che ella fu accecata; il chiacchiericcio spezzato si era trasformato in un canto d'angelo; il volto risplendeva come il volto di un angelo; e, tutto all'insaputa di lei, Dio l'aveva posta dove l'ombra del piccolo lassù in cielo poteva toccarla con la sua guarigione. E nessuna ombra è così piena di guarigione come quell'ombra del bambino che è sempre un bambino in cielo. I più gentili e pazienti a volte proveranno un tocco di irritazione per la ribellione di colui che è con noi; Ma nessun padre o madre in questo mondo ha mai riportato un senso di tale sentimento verso Colui che non c'è più. L'ombra della guarigione lo distrugge per eVersetto (R. Collyer, D.D.Tutte le cose sono impegnate a scrivere la loro storia. La pianta, il sassolino, va assistito dalla sua ombra. La roccia rotolante lascia i suoi graffi sulla montagna; il fiume, il suo canale nel suolo; l'animale, le sue ossa nello strato; la felce e la foglia, il loro modello di epitaffio nel carbone. La goccia che cade fa la sua scultura nella sabbia o nella pietra. Non un piede calpesta la neve o il terreno ma stampa, in caratteri più o meno duraturi, una mappa della sua marcia. Ogni atto dell'uomo si iscrive nella memoria dei suoi simili, nei suoi modi e nel suo volto. L'aria è piena di suoni, il cielo di segni; Il terreno è tutto memorandum e firme, e ogni oggetto è coperto di indizi che parlano all'intelligenza. Influenza inconscia: ecco l'apostolo che era andato avanti con l'intenzione di guarire gli uomini; e uno ad uno, mentre venivano allevati, comandò loro di stare in piedi; ed essi rimasero integri. In tal modo egli esercitò un potere cosciente e volontario. Ma mentre passava per le strade, la sua ombra cadeva su molti, ed essi balzavano dietro di lui, lui ne sapeva poco o nulla; cosicché anche la sua ombra o influenza inconscia agiva allo stesso tempo. Ora, tutti noi abbiamo entrambi i tipi di influenza o potere: quello che comprendiamo e intendiamo, e quello che cade come un'ombra, la cui esistenza non comprendiamo o non riconosciamo

(I.) Influenza inconscia in una cattiva sfera. Gli uomini possono agire inconsciamente nella produzione di guai, molto più di quanto essi stessi sospettino; poiché la loro influenza inconscia opera secondo la qualità di ciò che è in loro. Quando gli uomini seguono corsi volontari, spesso nascondono la realtà e mettono in evidenza ciò che non è reale, ma simulato. Così, forse, ci si rende amichevoli con una persona che non gli piace, per motivi di affari. A volte gli uomini reprimono la rabbia perché la buona natura porterà meglio i loro scopi. Così che la condotta aperta e aperta di un uomo non sia nella linea della natura. Ma c'è un'influenza derivata da ciò che siete realmente

(1.) Un uomo orgoglioso può comportarsi intenzionalmente in modo tale che chiunque incontri sia fatto sentire la sua inferiorità. Ma un uomo può comportarsi in modo tale che, senza la minima intenzione, insulterà i suoi simili e farà un'aggressione perpetua contro di loro. Il tuo orgoglio non si esercita sempre secondo la tua volontà. Ha un magnetismo tutto suo. Un uomo può portare in mano, se vuole, una mignonette, e può portarla perché è dolce. Gli ebrei possono anche mettere odori fetidi nei suoi vestiti. Gli ebrei possono nasconderli, non volendo che gli altri sappiano che sono lì. Ma essi si faranno conoscere, che Egli lo voglia o no. Così un uomo può portarsi nelle forti qualità della sua natura, desiderando il bene; ma se queste qualità sono dannose nella loro tendenza, egli produrrà malizia nonostante le sue buone intenzioni

(2.) L'egoismo di un uomo può agire come fanno i buoni conduttori di calore. Se metti la mano sul legno, sembra relativamente caldo; e se lo metti su ferro sembra eccessivamente freddo. Hanno la stessa temperatura, misurata dal termometro, solo il ferro, essendo un buon conduttore, ha il potere di attingere rapidamente calore dalla mano, mentre il legno, essendo un cattivo conduttore, lo tira con parsimonia. Così è per gli uomini. Alcuni uomini ti esauriscono, ti succhiano e tu non sai che cosa c'è. Un uomo può avere una natura tale che, quando sei in sua presenza, sei perennemente consapevole che la tua simpatia è attirata ed esaurita. Ebrei è un buon direttore d'orchestra. Il Suo effetto su di te è di raggelarti. E non intende fare del male. L'egoismo inconscio funziona sempre in questo modo. Un uomo può essere consapevolmente egoista e non così offensivo come un uomo il cui egoismo non è mai positivamente aggressivo, ma che porta una natura interiore che sempre e ovunque attira gli uomini, rendendo l'intera stanza e la casa scomode

(3.) Così la combattività può assumere forme che sminuiranno la felicità di tutti. Le forme più evidenti, per quanto cattive, probabilmente, se misurate dal male che fanno, non produrrebbero la metà del disagio della società che deriva dalle forme latenti, ciò che chiamiamo cattiva natura. Si libra nell'aria. È nel silenzio tanto quanto nella risposta breve e tagliente. Così gli uomini spesso riempiono i circoli in cui vivono con influenze maligne. Avvelenano l'aria con il sospetto, con l'invidia, con la gelosia. Uno sguardo, un accenno, un'alzata di spalle, possono trasmettere la miserabile insinuazione; o l'atmosfera inconscia della gelosia si fa sentire

(4) Posso anche menzionare il torto inconscio che il dolore commette su coloro che lo circondano. Il dolore non è una cosa da controllare del tutto; Eppure dobbiamo esortare gli uomini a guardarsi dalle tendenze e dalle qualità estremamente egoistiche del dolore. Hai il diritto, per quanto puoi, di appoggiarti ad amici solidali, e così alleviare il tuo dolore: e gli uomini dovrebbero aiutare gli afflitti; ma, dopo tutto, non si ha il diritto di distribuire il proprio dolore. Questo vale anche per la cattiva salute. Gli invalidi sono persone privilegiate; ma non dovrebbero privilegiare se stessi. Poiché uno è malato, non ha il diritto di mettere da parte tutte le leggi dell'amore, del disinteresse e dell'onore

(5.) Le buone qualità degli uomini possono anche agire sfavorevolmente su altri uomini. Per esempio, un uomo può essere perfettamente retto, e tuttavia portare la sua coscienza in modo tale da condannare perpetuamente gli uomini. C'è una sorta di arroganza della bontà. Liberami da una persona che non fa mai del male, e lo sa; da uno la cui lingua non commette mai errori e tiene conto di questo fatto. Se c'è qualcosa che provoca un povero peccatore - e la maggior parte di noi sono poveri peccatori - è una di queste persone perfette che si muovono senza troppe tentazioni, un rimprovero perpetuo per noi tutto il tempo, una sorta di pungente censura per le nostre infelicità e inferiorità

(II.) Influenza inconscia in una buona sfera. Se le facoltà predominanti sono dolci e graziose, allora porterai con te un'atmosfera dolce e graziosa, in modo che, mentre fai del bene di proposito, farai più bene senza scopo. Ci sono uomini che potremmo quasi desiderare di far camminare su e giù per la strada, per liberarsi della loro indole, incoscienti di se stessi. C'è la bontà che significa essere buoni; e c'è una grande quantità di bontà che è migliore, che esce dagli occhi, dalle labbra o dai pori - avevo quasi detto dalla pelle - e che non è cosciente di essere buona. E quando uno dimora in una tale regale munificenza di gentilezza e bontà in se stesso, che la sua stessa ombra, cadendo sugli uomini, li rende felici, quella gentilezza e bontà inconscia è davvero ricchezza. Quando il treno è fermo, il macchinista salta fuori dalla locomotiva e olia il macchinario in ogni punto, in modo che l'olio scorra in tutti i giunti. Guardiamo lui e il motore, e li ammiriamo. Ma non diciamo mai una parola al petrolio, o su di esso. Eppure il motore, e ciò che fa, dipendono in gran parte dalla lubrificazione che l'olio porta. Ora ci sono lubrificatori tra gli uomini che tengono oliato il macchinario della società, in modo da evitare che le sue articolazioni si consumino e i suoi perni si riscaldino

(1.) Un tale uomo è uno che è completamente di buon carattere. Gli uomini sono percepiti come portatori di buona natura nella società tanto quanto il legno delle spezie lo è che porta odori dolci. Non c'è pericolo che ci siano troppi uomini che non si irritano facilmente, che guardano il lato positivo delle cose e che tendono a consolare, uomini su cui ci si può appoggiare e non toccare gli angoli duri di uno spirito esigente e coscienzioso. È di grande conforto anche solo guardare un uomo di buon carattere. Ricordo che una volta ho cavalcato in una notte fredda. Avevo così freddo che quasi temevo di congelare. Dopo un po' mi imbattei nella bottega di un fabbro. Vidi una luce brillante sulla fucina. Volevo scendere e riscaldarmi, ma avevo paura di essere così intorpidita da non poter più salire. Così mi sedetti e guardai un momento il fuoco; e poi dissi: "Beh, mi sento meglio solo a guardarti", e proseguii. Ho visto persone la cui sola presenza, quando la notte era buia, e la via era difficile, e tutte le cose erano gelide, ti riempiva di conforto. Ci sono migliaia di volte in cui gli uomini vogliono essere scongelati. Gli uomini hanno abbastanza potere, ma è congelato; Hanno bisogno di compassione. E ci sono uomini che forniscono questo elemento senza sapere cosa stanno facendo. Molti uomini vengono fucilati lungo la via dell'incoraggiamento, e fatti trionfare, da qualche uomo che non si sogna mai di fare qualcosa per loro. È un buon investimento avere una buona natura, e così tanta da espirarla, come i fiori fanno con i loro odori; perché non sai chi ne trarrà conforto. 2. Allo stesso modo, c'è una grande ispirazione nell'umorismo e nell'arguzia. Tra i doni che sono stati fatti all'umanità, nessuno nella sfera inferiore delle virtù dovrebbe suscitare la nostra gratitudine più di questi. Civilizzano la vita. Portano con sé una benedizione perpetua

(3.) Ancora di più sono la fiducia, la devozione, l'umiltà. Pensiamo più a ciò che Cristo era, che a ciò che gli ebrei dissero o fecero. Ebrei sembra sempre uno con un volto splendente. Nessuno si avvicina a Lui senza sentire la santità della Sua presenza. Nessuno si avvicina a Lui senza sentirsi ispirato verso il bene

(4.) E così, mentre facciamo e insegniamo, il nostro lavoro migliore è quello che svolgiamo senza saperlo. Il silenzio sotto la provocazione è meglio della dottrina per molti e molti uomini. La fortezza nelle difficoltà è una testimonianza della religione che è di gran lunga migliore di mille testi di prova. Nella tua fanciullezza, come ricorderai molto bene, scrivevi con inchiostro invisibile; e per il destinatario non c'era altro da fare che prendere la carta e tenerla sul fuoco, e subito il messaggio usciva. Tu scrivi con lettere invisibili sul cuore di migliaia di bambini; nel cuore dei passanti; nel cuore di coloro che incontrate in ogni cerchio in cui vi muovete. (H. W. Beecher.) Influenza personale:

(I.) Tutti noi esercitiamo un qualche tipo di influenza. Ogni atomo deve obbedire alla legge dell'influenza. Un uccello non può né spargere le sue note canore nell'aria, né librarsi nei cieli, senza mettere in moto pulsazioni che vibrano in tutto lo spazio. Così l'uomo è così strettamente unito ai suoi simili da vari legami che non può vivere per se stesso. Nei nostri incontri sociali incontriamo alcune persone intorno alle quali c'è una sorta di atmosfera carica di elementi accenti e attraenti; E ci incontriamo con altri che hanno qualcosa in loro che è l'inumidimento e lo strappo. Come il lievito influenza il pasto, così in qualche modo influenziamo coloro con cui veniamo in contatto. Ora questo influsso è

1.) Volontario. Nostro Signore dichiarò che gli apostoli dovevano guarire ogni sorta di malattie. In questo capitolo abbiamo un adempimento di questa predizione. Gli apostoli toccarono volontariamente i malati e li guarirono. Quindi, ogni volta che facciamo qualcosa con uno scopo, esercitiamo un'influenza volontaria e consapevole

(2.) Involontario. L'ombra che Pietro gettò sui malati li ristabilì. Involontariamente e inconsciamente una virtù curativa uscì da lui. È questa influenza che tutti possediamo, un'influenza che fluisce da noi e fluttua intorno a noi insensibilmente

(1) Come la nostra ombra, questa influenza involontaria è silenziosa nel suo operare come l'oscurità della notte, o come i raggi della luna che trasfigurano il mare. Ma non immaginiamo che la sua potenza sia inferiore perché funziona in modo così silenzioso. L'ombra di Pietro non si udì, eppure guarì i sofferenti lungo la strada. Il tempo e il sole sono sempre silenziosi, ma ci sono forze più potenti?

(2) Come la nostra ombra è la similitudine della nostra forma, così la nostra influenza involontaria è il tipo del nostro sé reale. Le buone parole e le buone azioni non sempre scaturiscono da una buona disposizione. Young, nei suoi "Pensieri notturni", scrive con disprezzo della gloria mondana, eppure nessun uomo la cercò più ardentemente di lui. L'influenza volontaria non sempre indica ciò che un uomo è veramente, ma l'influenza involontaria sì. Quanti sono quelli che cercano di passare per quello che non sono. Ma nonostante la loro maschera, quando siamo in contatto con loro, abbiamo la sensazione che stiano recitando una parte falsa. La nostra influenza involontaria è il risultato della nostra vera natura tanto quanto il profumo è il risultato della vita della pianta. È qualcosa che non possiamo imprigionare, qualcosa che verrà fuori. La nostra influenza non intenzionale, quindi, è la chiave della qualità del nostro essere.

(3) La nostra influenza involontaria, come la nostra ombra, è sempre con noi. Non è una semplice appendice, una veste di cui possiamo spogliarci. L'influenza volontaria è necessariamente intermittente, ma l'influenza involontaria è incessante. È co-estensiva con la nostra esistenza. Come un sassolino quando viene gettato in un lago provoca increspature sulla sua superficie, così non appena entriamo nel mondo lo influenziamo in una certa misura

(II.) Il segreto dell'influenza benefica. carattere cristiano. Un uomo può avere ben poco dei beni di questo mondo, e può occupare una sfera umile; ma se ha un'indole simile a quella di Cristo, la sua influenza, come lo era l'ombra di Pietro, sarà piena di benedizioni. D'altra parte, un uomo può possedere una vasta conoscenza, un'immensa ricchezza e può muoversi nei circoli più elevati; ma a meno che non abbia lo spirito simile a Cristo, i suoi tesori e il suo prestigio possono riempirlo di orgoglio; Egli può usarli come strumenti al servizio del Dio di questo mondo, e rendere la sua influenza mortale come una pestilenza. Oppure, spinto da alcuni motivi egoistici, può dedicarli in gran parte a scopi benevoli; ma, mancando del vero spirito, produce nelle nostre menti un sentimento della sua vacuità e insincerità. Se una persona del genere vuole veramente giovare ai suoi simili, il suo cuore deve essere rinnovato. Solo la spiritualità del carattere darà peso e valore alle ricchezze, all'apprendimento e alla posizione, quando sarà usata al servizio di Cristo. Se la nostra influenza volontaria deve essere buona, la nostra influenza involontaria deve essere buona, e se la nostra influenza involontaria deve essere buona, dobbiamo essere proprio nel profondo. Dobbiamo essere vivificati prima di poter accelerare. Dobbiamo essere destinatari del Divino prima di poterne essere distributori. Lord Peterborough disse di Fénélon: "Gli ebrei sono una creatura deliziosa; Sono stata costretta ad allontanarmi da lui il più in fretta possibile, altrimenti mi avrebbe resa pia". Così la nostra influenza sarà una forza meravigliosa per il bene in proporzione alla santità della nostra vita

(III.) Alcune ragioni che dovrebbero spingerci ad esercitare un'influenza benefica

(1.) A causa della nostra responsabilità. Siamo responsabili dell'influenza che il nostro carattere riversa indipendentemente dalla nostra volontà, come lo siamo dell'influenza delle parole che pronunciamo intenzionalmente e delle azioni che compiamo intenzionalmente. Certamente, quindi, dovrebbe essere il nostro sforzo supremo modellare il nostro carattere secondo i piani divini. Dovremmo fare in modo che le nostre fondamenta e i nostri materiali siano tali da resistere alle prove del fuoco del Giudizio

(2.) Perché dobbiamo così tanto a tale influenza. Il bene che gli uomini fanno non è sepolto con le loro ossa. Quale sarebbe stato il carattere delle nostre leggi, della nostra letteratura, della nostra arte, del nostro commercio e della nostra morale, se non l'influenza di coloro i cui passi non si sentono più sulla terra! Gli scettici e gli infedeli non devono i loro migliori privilegi all'influenza di coloro che sono stati animati dalla fede che rifiutano! 3. Perché sarà fonte di gioia infinita. Farà sgorgare ora nel cuore una gioia, una gioia che scaturisce dal senso del dovere compiuto, da una coscienza tranquilla, dal rendere gli altri felici e nobili. Ma chi può descrivere la gioia che essa darà origine in futuro? 4. Perché è la volontà di Cristo. "Che la vostra luce risplenda così", ecc. (E. H. Palmer.) Il potere misterioso di un uomo ripieno di Spirito Santo:

1.) Ebrei respinge i malvagi (Versetto Versetti 13) e attira i buoni

(2.) Ebrei è il tormento degli spiriti impuri (Versetto 16), ma dà riposo agli affaticati e agli oppressi (Versetto 18)

(3.) Per i nemici della verità Ebrei è come il profumo della morte per la morte - Anania e Saffira; per i sacerdoti e gli anziani - e per le anime che desiderano la salvezza, un sapore di vita per la vita - i malati e coloro che sono stati aggiunti alla Chiesa. (K. Gerok.)

17-26. Allora il sommo sacerdote si alzò.- Vani tentativi di opporsi al vangelo: -

(I.) Lo sforzo in questo caso; con l'imprigionamento dei capi del Vangelo (Versetti 17, 18). Tutta l'autorità ebraica era in opposizione

(II.) La sua vanità

(1.) Perché Dio era dalla parte del Vangelo (Versetti 19-24) .

(1) Mandare il Suo angelo a liberare.

(2) Infondere coraggio. "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" 2. Perché il popolo voleva e aveva bisogno del Vangelo (Versetti 20, 21, Versetti 25-28). I governanti combattevano contro le esigenze più profonde dell'animo umano. Il Vangelo è per il popolo

(3.) Perché Cristo è un Principe e un Salvatore (29-32). (Età cristiana.I preti e i predicatori:

(I.) Il diavolo a volte si serve degli strumenti migliori per il più vile dei suoi scopi. I Sadducei la setta migliore: il sommo sacerdote il prete della sua nazione

(II.) La persecuzione deve essere considerata come il costo del coraggio cristiano. L'età del martirio non è ancora chiusa

(III.) Le liberazioni di Dio dei Suoi eletti appaiono spesso come interventi miracolosi della Sua stessa mano (Salmi 91:11, 12)

(IV.) Il vero scopo di ogni carriera cristiana è quello di "andare a stare in piedi e dire al popolo tutte le parole di questa vita; con la testimonianza o con le opere".

(V.) I servitori del diavolo sono di solito i primi a spaventarsi quando inizia davvero il combattimento

(VI.) Ciò che Satana teme di più è un buon insegnamento dottrinale (Versetto 28)

(VII.) Il grande principio del Vangelo è l'obbedienza incondizionata a Dio

(VIII.) L'intero vangelo è contenuto nella storia dell'umiliazione e dell'esaltazione di Cristo

IX. Il limite della responsabilità umana si trova nell'affermare la verità e nel vivere all'altezza di essa. (C. S. Robinson, D.D.Il Sinedrio e gli apostoli: - Considerando le lezioni da trarre da questa storia, vediamo...

(I.) Come Dio annulla l'opposizione per il bene della Sua Chiesa. Sembrò davvero un'ora buia per la causa di Cristo quando gli apostoli furono rinchiusi nella prigione comune e, a quanto pare, lasciati in potere dei loro più acerrimi nemici. Cominciavano ora a rendersi conto della verità delle parole del loro Signore: "Ti metteranno le mani addosso e ti perseguiteranno", ecc. Ma non avevano motivo di scoraggiarsi, poiché in quella stessa predizione c'era anche la promessa di aiuto: "E si rivolgerà a te per testimonianza". Nella fede di ciò speravano nel Signore. Né aspettarono invano. Era una risposta trionfante all'insegnamento dei Sadducei, che negavano l'esistenza degli angeli, ed era anche calcolata per istruire ed elevare la fede della Chiesa. Né la lezione fu persa. Come le misericordie concesse ci rendono audaci a chiedere di più, così, possiamo credere, questa liberazione fu ricordata in un'occasione successiva, quando i discepoli si riunirono per pregare per la liberazione di Pietro. Ma più specialmente questo evento fu benedetto dagli apostoli stessi. L'angelo che li aveva liberati disse: «Andate, fermatevi e dite al popolo nel tempio tutte le parole di questa vita». La loro prova e la loro liberazione, dopo tutto, accrescevano le loro qualifiche per predicare. Satana ha sconfitto se stesso. Così è sempre stato nell'esperienza dei fedeli ministri di Dio. Molte prove dolorose o notti oscure di dolore li hanno resi capaci di proclamare più chiaramente e positivamente le parole della vita. Gli apostoli in prigione, Paolo nella prigione sotterranea di Nerone e Giovanni Bunyan nella prigione di Bedford, sono eventi che mostrano come Dio possa far avanzare la Sua gloria nelle prove e nelle persecuzioni dei Suoi servi e rivolgersi a loro "per testimonianza". Non possiamo che ammirare la pronta e fedele obbedienza degli apostoli. Stare in quel luogo pubblico e insegnare nel nome di Gesù significava esporsi di nuovo al pericolo e alla morte. La prudenza carnale potrebbe dire: "Ora sei liberato; Nascondetevi finché non sarà passata questa tempesta di indignazione". Ma no; questi erano uomini che pensavano più a Cristo che alla loro sicurezza personale

(II.) Il razionalismo confuso. Il sommo sacerdote e il suo consiglio dormivano indisturbati dalle visite degli angeli. L'indomani dovevano emettere la sentenza. Ma invece del loro trionfo anticipato venne la loro sconfitta. Il male non è mai così vicino alla sua sconfitta come quando sembra essere nell'ora del suo trionfo. Venne l'indomani; il sommo sacerdote, il suo consiglio e il Sinedrio furono riuniti, e furono mandati degli ufficiali a portare i prigionieri. Gli ufficiali tornano, con le facce che proclamano il loro stupore, dicendo: "La prigione è stata veramente trovata chiusa con ogni sicurezza", ecc. (Versetto 23). Ecco qualcosa che confuse tutti i loro piani e mise una nuova fase sulla questione davanti a loro. Proprio quando il razionalismo pensava di abbattere il soprannaturale, ecco! appare in una nuova manifestazione davanti a loro. La perplessità del concilio è ulteriormente aumentata quando uno è venuto dicendo: "Ecco, gli uomini che avete messo in prigione stanno nel tempio e insegnano al popolo". Quando gli uomini evadono dal carcere è per nascondersi, ma questi prigionieri vanno subito a ripetere il loro reato. Fu questo comportamento, tanto quanto la stranezza della loro liberazione, che impressionò il senato. Allora, come spesso da allora, agli uomini fu fatto vedere che c'è una forza spirituale nascosta nel vangelo che non può essere spiegata, se non per il fatto che la vita di Cristo è in esso

(III.) I nemici del vangelo sono fatti per temere e rispettare coloro che non hanno paura di proclamarlo. Il sommo sacerdote e il suo consiglio hanno ora udito dove sono i loro ex prigionieri, ma come avrebbero potuto arrestarli? Poco prima hanno ritenuto sufficiente mandare gli ufficiali ordinari a trascinarli davanti al loro tribunale. Ma ora (Versetto CAPITOLO 26) erano costretti a mostrare una speciale considerazione verso gli apostoli, e questi ultimi vengono presentati davanti al Sinedrio con un po' di onore e di deferenza. L'incontro è molto significativo: presenta uno di quei contrasti stridenti tra il vecchio e il nuovo che la storia offre di tanto in tanto. Da una parte ci sono gli uomini di questo mondo, che non hanno scopi o speranze oltre la tomba, uomini di politica e di interesse personale, controllati nelle loro azioni dalla "paura del popolo"; dall'altra parte, uomini che vivono per l'eternità e che attraverso Cristo risorto hanno visto la vita glorificata oltre la tomba, uomini la cui condotta è plasmata solo dal timore di Dio. Il problema tra loro è la lotta dei secoli; Essi rappresentano i partiti di oggi. Da che parte stai? (S. J. Niccolls, D.D.) Ripresa della persecuzione:

1.) Gli apostoli in carcere. Il sommo sacerdote e i sadducei "erano pieni di gelosia". 1. A causa della popolarità e del successo degli apostoli (Versetto 12-16). La rapida crescita della Chiesa era una minaccia per loro. Presentava loro l'inquietante suggerimento di essere un giorno chiamati a rendere conto di aver crocifisso il Capo della Chiesa (Versetto 28)

(2.) Perché gli apostoli stavano ancora dando, con grande potenza, la loro testimonianza della risurrezione del Signore Gesù (iv. 33). Suonavano la campana dei Sadducei come setta

(3.) Gli apostoli rappresentavano l'energia vitale di questa nuova setta. Se solo potessero essere messi a tacere, il potere di propagazione della nuova fede scomparirebbe

(II.) Gli apostoli liberati. Osservare

1.) Il suo modo. Da un angelo in modo tale che le guardie carcerarie non si accorgevano del loro passaggio (Versetto CAPITOLO 23)

(2.) I suoi suggerimenti.

(1) Per quanto riguarda la potenza di Dio. Gli uomini avevano incarcerato i Suoi seguaci, ma gli Ebrei 51 portarono fuori dalla loro prigione con la stessa facilità con cui si toglie una mosca dalle maglie di una ragnatela.

(2) Per quanto riguarda la vigile cura di Dio. Non un passero cade a terra a sua insaputa. Non era nel Suo disegno lasciare gli apostoli alla mercé del Sinedrio in questo tempo della genesi della Sua Chiesa. Liberandoli miracolosamente per primi, gli ebrei avrebbero avvertito i governanti di non andare troppo lontano.

(3) Per quanto riguarda il ministero degli angeli. Per esempi illustrativi, prendete il soccorso di Eliseo sotto l'albero di ginepro (1; Re xix. 5-7); l'invisibile schiera celeste intorno a Eliseo a Dotham (2; Re vi. 16, 17); la liberazione di Pietro dalla prigione (xii. 1-11), ecc. Poiché gli insegnamenti scritturali relativi alla missione degli angeli riguardo ai servitori di Dio li rimandano al Salmo xiv. 7; Ebrei 1:14. Ma proprio qui è necessaria una cautela. In generale, è vero che il Signore libera coloro che lo temono e confidano in Lui, ma non è sempre così. Gli Ebrei fecero uscire di prigione gli apostoli, ma egli permise che Stefano fosse lapidato. Gli Ebrei liberarono Pietro, ma gli Ebrei permisero che Giacomo fosse ucciso con la spada. Ci sono circostanze in cui la morte vale più della vita. Sia che Ebrei liberi o permetta di soffrire, Dio agisce verso i Suoi servi nel modo migliore, più saggio e più tenero

(III.) Gli apostoli nel tempio. Nota

1.) Che agli apostoli non fu permesso di fuggire, furono liberati affinché potessero tornare nel bel mezzo della mischia

(2.) Che con la liberazione dei prigionieri cessò la missione dell'angelo. Dovevano pronunciare parole di vita eterna. Non è per l'eloquenza degli angeli, ma per la testimonianza spesso vacillante degli uomini, che il mondo deve essere conquistato a Cristo

(3.) Che gli apostoli dovevano pronunciare "tutte le parole", non solo una parte, parlare senza paura e favore, parlare altrettanto liberamente come se non esistessero né il Sinedrio, né le prigioni né le croci

(4.) Che devono aver parlato quella mattina con una forza particolare. Le circostanze suggeriscono che non avrebbero potuto fare altrimenti

(IV.) Gli apostoli sotto processo. Prima di essere portati in giudizio, il Sinedrio "era molto perplesso" ed era particolarmente preoccupato di sapere "fino a che punto questo sarebbe arrivato". Avevano paura dei miracoli e dell'influenza dei miracoli. In mezzo alla loro perplessità, fu portata la sorprendente notizia che i loro prigionieri defunti stavano facendo apertamente ciò che il Sinedrio aveva proibito loro di fare. Ma a causa dell'evidente favore del popolo verso gli apostoli, le guardie li condussero senza violenza, temendo di essere lapidati se, in qualche modo, li avessero trattati maleducatamente. Quando furono portati davanti al concilio, gli apostoli

1.) Si ricordarono della proibizione che avevano appena trascurato, una proibizione che gli apostoli, a quel tempo, intimarono loro di ignorare

(2.) Furono accusati ora di cercare di portare su di loro "il sangue di quest'uomo". Il sangue di quest'uomo, tuttavia, lo avevano invocato su se stessi (Matteo 27:25)

(V.) La risposta degli apostoli

(1.) Era audace. Stabiliva il principio: "Dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini". Era come la risposta di quell'eroico trio (CAPITOLO Daniele 3:16, 17). Così Socrate ad Atene: "Ti onoro e ti amo, ma obbedirò a Dio piuttosto che a te". 2. Era fedele. Citando i fatti che li spinsero a parlare nonostante la proibizione del Sinedrio, Pietro ribadì di nuovo la colpa dei governanti davanti ai quali si trovava. Dio aveva risuscitato Gesù, che essi avevano ucciso, e lo aveva esaltato con la sua destra perché fosse un principe e un salvatore

(3.) Era un indizio di misericordia. Pietro indicò che Dio aveva esaltato Gesù "per dare a Israele il ravvedimento e la remissione dei peccati". In questo c'era una risposta all'accusa che gli apostoli cercavano di portare su di loro il sangue di "quest'uomo". Lo erano... se non fosse stato per la loro redenzione! Il discorso di Pietro è breve, ma contiene la sostanza del Vangelo. Sia ai governanti che al popolo nel tempio, gli apostoli furono in grado di pronunciare "tutte le parole di questa vita". 4. Ha dato il motivo per cui devono parlare. Erano "testimoni di queste cose". Essi furono scelti da Cristo per parlare. Non erano soli nella loro testimonianza. Lo Spirito Santo ha testimoniato con loro, e attraverso di loro, e attraverso gli altri, confermando così divinamente la loro testimonianza. E qui c'era un suggerimento per i governanti. Se non volevano accettare la testimonianza degli apostoli, dovevano accettare la testimonianza più alta dello Spirito. (M. G. Hazard.) Ripresa della persecuzione:

1.) Gli apostoli imprigionati e liberati

(1.) Messo in prigione (iv. 1, xiii. 45, xvii. 5; Luca 21:12)

(2.) Condotto fuori di prigione (CAPITOLI xii. 7, xvi. 26; Ebrei 1:14)

(3.) Insegnare nel tempio.

(1) Il comando dato (Matteo 10:27 ; Giovanni 6:68 ; Atti 20:20) .

(2) Il comando obbedito (Proverbi 28:1 ; Isaia 8:13 ; Matteo 10:28)

(4.) Inviato dal consiglio

(1) L'invio.

(2) Il rapporto (Salmi 124:7, xci. 3; Ezechiele 34:22) .

(3) La perplessità (Isaia 9:7 ; Daniele 2:44 ; Marco 4:32)

(5.) Lezioni: Testimoni fedeli di Cristo

(1) Può contare sull'eccitare la gelosia di coloro che sono i nemici di Cristo.

(2) Può contare su una sorta di interferenza ostile da parte dei nemici di Cristo.

(3) Può contare sui ministeri degli angeli in loro favore.

(4) Possono contare sul fatto che Dio è consapevole di tutti i pericoli in cui possono incorrere testimoniando per Cristo.

(5) Possono contare sul fatto che Dio li libererà quando è meglio per la Sua causa che siano liberati.

(6) Sono chiamati a dire al popolo tutte le parole di questa vita.

(7) Fate ancora in modo che i nemici di Cristo siano perplessi con la questione di dove questo vangelo debba crescere

(II.) Gli apostoli sotto processo

(1.) Gli apostoli portarono (CAPITOLO Matteo 14:5 ; 1Pietro 2:13)

(2.) Gli apostoli esaminati.

(1) Il promemoria (iv. 18; CAPITOLO Daniele 6:12, iii. 10) .

(2) L'accusa. (a) Voi avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento. "Voi sarete miei testimoni. a Gerusalemme" (i. 8). "Deve uscire. la parola del Signore da Gerusalemme" (Isaia 2:3). "La terra sarà piena di conoscenza. del Signore" (Ab. ii.14). (b) "E intendiamo portare su di noi il sangue di quest'uomo" (Matteo 27:25 ; Atti 2:36, iii. 14)

(3.) Lezioni: Se i discepoli di Cristo sono fedeli

(1) Essi si assicureranno il rispetto e il favore del popolo.

(2) Scopriranno che la liberazione da un problema non li metterà al sicuro da ulteriori prove.

(3) A volte possono essere costretti a disobbedire ai mandati delle autorità.

(4) Essi riempiranno ancora il mondo con il loro insegnamento.

(5) Essi porteranno il sangue di Cristo su tutti gli uomini, sia per la loro redenzione che per la loro condanna

(III.) La risposta degli apostoli

(1.) La dichiarazione. "Dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini" (CAPITOLO IV, 19; CAPITOLO Daniele 3:18, vi. 10)

(2.) Il motivo della dichiarazione.

(1) I fatti. (a) "Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso" (CAPITOLI ii. 24, iii. 26; 1Corinzi 15:13). (b) "Dio lo esaltiò. per dare ravvedimento a Israele" (ii. 33; Filippesi 2:9 ; Matteo 1:21) .

(2) La loro relazione con i fatti. "Noi siamo testimoni di queste cose; e così è lo Spirito Santo" (Luca 24:48 ; Atti 1:8 ; Ebrei 2:4)

(3.) Lezioni:

(1) La regola fondamentale per i cristiani: "Dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini". (2) I cristiani dovrebbero ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. (a) A motivo di ciò che Gesù ha fatto per acquistare la loro perfetta ubbidienza. (b) A motivo dell'esaltazione di Colui che servono. (c) Perché sono testimoni di Cristo, essendo la loro testimonianza efficace in proporzione alla loro fedeltà a Dio. (S. S. Times.) L'attività e la perplessità dei persecutori:

(I.) L'arresto e l'imprigionamento degli apostoli. Il nuovo attacco fu causato dalle cose descritte in Versetti 12-16. Nota

1.) Il sentimento dei persecutori: "Indignazione". 2. La loro condotta. Misero le mani sugli apostoli e li misero nella prigione comune, di tutti i luoghi più rivoltante e malfamata. Così, come sempre, il fanatismo mostra la debolezza della sua opinione e la malignità dei suoi scopi, sostituendo la forza all'argomentazione, la forza al diritto

(II.) La loro liberazione e il loro incarico

(1.) La loro liberazione. Nella prima occasione furono liberati dalla politica timida e apprensiva dei loro oppressori; qui da un messaggero diretto dal cielo. Le mura della prigione, i cancelli di ferro, le catene massicce non sono nulla per un angelo

(2.) La loro commissione.

(1) Il suo oggetto. "Le parole di questa vita". Il Vangelo è un racconto di "parole" che generano, nutrono, sviluppano e perfezionano la vera vita dell'umanità.

(2) La sua sfera: "il tempio", il luogo più pubblico, quando si poteva raggiungere il maggior numero di persone.

(3) La sua spedizione. Si misero subito al lavoro "la mattina presto". 3. Questa liberazione e questo incarico ebbero un duplice effetto sui loro nemici.

(1) Li ha confusi con la delusione. I malvagi lavorano nell'oscurità e la Provvidenza li rende vittime dei loro stessi complotti.

(2) Li riempì di apprensione. "dubitavano di dove sarebbe cresciuto". Beh, potrebbero temere

(III.) Il loro rinvio a giudizio e la loro difesa

(1.) Il loro rinvio a giudizio (Versetto Versetti 28). Il linguaggio esprime

(1) La loro mortificazione per il disprezzo della loro autorità.

(2) Un presunto disprezzo per Cristo.

(3) La loro riluttante testimonianza del progresso del cristianesimo.

(4) Il presentimento di una terribile punizione. "Portare sangue sulla testa" è un modo di dire ebraico per indicare il dover rispondere della morte di un altro. Avevano gridato: "Il suo sangue ricada su di noi", ora deprecavano quello come il più terribile dei giudizi

(2.) La loro difesa (Versetto 29-32). Abbiamo qui

(1) Uno dei più grandi principi (Versetti 29) .

(2) Uno dei fatti più meravigliosi. "Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù". (3) Uno dei crimini più spaventosi. "Chi avete ucciso", ecc.

(4) Una delle comunicazioni più gloriose (Versetto 31). Qui osservate-(a) che Cristo è esaltato alla più alta dignità-"la destra di Dio". (b) Che Ebrei è così esaltato per le funzioni più sublimi: "essere un Principe e un Salvatore". (c) Che in queste funzioni gli Ebrei devono comunicare al mondo la più grande delle benedizioni: il pentimento e il perdono.

(5) La più eccelsa delle missioni (Versetto 32). Erano collaboratori del grande Spirito stesso.

(6) L'esasperazione più intensa (Versetto 33). (D. Thomas, D.D.) La prigionia e la liberazione degli apostoli:

1.) Il conflitto di forza

(1.) Dalla parte dei persecutori (17, 18)

(2.) Dalla parte dei perseguitati (Versetti 19, 21)

(II.) Il conflitto di argomenti

(1.) Il Sinedrio (Versetto Versetti 21)

(2.) Gli apostoli (29, 32)

(III.) Il conflitto di politica

(1.) La festa violenta (Versetto Versetti Versetti versetti versetto 33)

(2.) Il partito moderato (Versetto 34-42). Lezioni:1. L'estremità dell'uomo è l'opportunità di Dio

(2.) La vigliaccheria morale della spavalderia. Il Sinedrio mise in prigione gli apostoli, ma non osò chiedere come fossero usciti

(3.) "Dovremmo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini". 4. L'inefficacia della forza per schiacciare la verità. (J. Bennett, D.D.Gli apostoli perseguitati:

1.) (Versetti 17, 18). Lì finisce tutto il potere del male. La politica può ammettere una grande varietà di dettagli, ma tutto è riassunto in questa povera frase. Come sarebbe stato diverso il modo in cui si sarebbe potuto leggere ricordando la dignità e la cultura del Sinedrio: "Sfidiamoli immediatamente a controversie, e all'orecchio di tutto il popolo mettiamo a tacere la loro dottrina". No; La loro unica risorsa era la forza fisica. È la stessa cosa in tutte le età. Nessun uomo può rispondere alla verità; Egli può solo imporre le mani su chi dice la verità

(2.) Ma dopo aver guardato le tenebre, vediamo se sono tutte tenebre (Versetti 18, 19). Così le vicende degli uomini non sono limitate da ciò che possiamo vedere, misurare e sommare. Ci sono agenti invisibili sui quali non abbiamo alcun controllo. Tutte le stelle combattono per Dio, tutti gli angeli del cielo aiutano l'uomo buono. Essi si sono sempre identificati con l'impegno cristiano. Essi sono stati con Cristo in tutte le crisi della Sua vita; e ora erano con i servi di Cristo nei loro. Gli uomini possono farci tacere; Gli angeli possono liberarci. Gli uomini possono compiere l'opera distruttiva sulla nostra persona e sul nostro ministero, sia sul pulpito, sia in casa o negli affari; ma Dio può fare l'opera costruttiva e ristabilire ciò che è stato distrutto dalla violenza. Sapere questo è potere, emancipazione. La grande difficoltà è realizzare l'invisibile. Signore, accresci la nostra fede! Donaci quegli occhi interiori, che penetrano tutto, che vedono gli angeli dappertutto, come li vide il profeta quando le schiere di Samaria si accamparono intorno a lui

(3.) "E quando udirono ciò, entrarono presto nel tempio e insegnarono". Gli apostoli erano sempre preparati, mai meglio in un momento che in un altro. Potevano predicare la mattina presto; Potevano studiare in prigione, potevano affrontare gli uomini più alti della nazione; potevano rispondere alle domande in modo estemporaneo e completo; Potevano guarire i malati e insegnare subito a chi li cercava. Siamo nella successione apostolica? Non dobbiamo forse andare a leggere libri di consultazione? Ma il professore cristiano non dovrebbe mai dover andarsene per trovare una parola per il suo Maestro. La Chiesa sta perdendo potere non vivendo nell'atmosfera del pensiero cristiano, del servizio, dell'amore. Gli apostoli ricevettero i loro incarichi dagli angeli; ma se un bambino avesse detto: "Ci sono dei poveri nel tempio che vogliono sentire parlare di Gesù", gli apostoli avrebbero accettato la chiamata all'istante. Come possiamo insegnare a Gesù se non Lo conosciamo? Ma se Ebrei sarà la delizia del nostro cuore e l'amore supremo, allora saremo sempre preparati nel senso migliore a parlare per Lui, non artisticamente e in senso letterario, ma con quella potenza penetrante che tocca ogni uomo fino al midollo

(4.) Nessun angelo aveva invocato il Sinedrio durante la notte. Così venivano la mattina per svolgere la loro giornata di lavoro. Ma i prigionieri non arrivarono. Pensate a un intero tribunale che viene messo fuori combattimento. Dio si prende sempre gioco di coloro che Gli si oppongono. Gli agenti tornano. Ascolta la loro dichiarazione (23). Questo è un aspetto del terribile potere di Dio. Ebrei lascia che le cose rimangano così come sono, a tutte le apparenze umane, ma succhia loro la vita. Ebrei lascia le prigioni grandi conchiglie. Dio può operare così segretamente, così completamente. Le circostanze sono state la tua prigione, la tua confusione e il tuo pregiudizio, ma un angelo è venuto di notte e ti ha liberato

(5.) Che messaggio era quello del 25! La tua denuncia non è andata a buon fine. Dio non ha toccato una chiave nella cintura del carcerato, ma Ebrei ha usato la Sua. Quegli uomini furono condotti davanti al senato e dissero: «Dobbiamo obbedire a Dio». Questa era la loro forza. Non "Abbiamo avuto una visione, e siamo stati costretti a questo atto, altrimenti saremmo rimasti in prigione e saremmo venuti". Sii gentile con alcuni uomini. Pietro rinnegò il suo Maestro, e alcuni di noi lo avrebbero espulso per sempre dalla Chiesa. Ma Gesù lo ha recuperato, ed eccolo qui, un eroe. Qualcuno di noi è scivolato? Non c'è motivo per cui dovremmo scivolare per eVersetto Dare a un uomo l'opportunità di rialzarsi. Quelli che udirono Pietro si struggevano il cuore e decisero di ucciderlo. Avrei voluto che avessimo più predicazioni del genere. Che il coltello sia troppo corto o smussato, o la mano troppo vigliacca, non arriviamo mai al cuore

(6.) C'era un uomo saggio nel consiglio: Gamaliele. Gli ebrei 51 chiamarono al buon senso. Gli Ebrei parlarono loro di due uomini dalle meravigliose pretese che caddero nell'oblio, e il suo argomento fu: "Date tempo agli uomini". Il tempo è il nemico del male, l'amico del bene. Se questo è un prodigio di nove giorni, non arrabbiamoci il quarto giorno: altri cinque giorni ci mostreranno di che pasta è fatto. Gli ebrei prevalsero, e il concilio si arricchì con l'occasione semplicemente picchiando gli uomini che intendevano uccidere

(7.) Quando gli apostoli furono congedati, cosa pensate che abbiano detto? "Basta con questo; Non possiamo sopportare di essere calpestati. Abbiamo fatto abbastanza, ora riprenderemo i nostri compiti ordinari". No, leggete il versetto 41. Le loro ferite erano medaglie. Non avresti mai potuto avere una frase del genere da un semplice artista. Nessun letterato avrebbe potuto trovare questa espressione. Hai mai sofferto di vergogna? Hanno obbedito al divieto? No, ogni giorno nel tempio e in ogni casa non cessavano di predicare, insegnando a Gesù Cristo. C'era un nuovo tono nelle loro voci. La sofferenza di Pietro sviluppò quell'elemento femminile senza il quale un uomo non può mai essere completo in un grande ministero. Quali esempi dobbiamo seguire! Vediamo dalla loro storia il peggio che ci può essere fatto. "Non temere quelli che uccidono il corpo". 8. Questa storia ci mostra da dove viene il vero potere. Il potere che porta l'afflizione non viene dal nostro cuore, ma dal cielo. (J. Parker, D.D.)

19, 20. Ma l'angelo del Signore di notte aprì le porte della prigione.-Interposizione miracolosa: -Osserva...

(I.) Che l'autorità umana è impotente ad opporsi alla volontà di Dio. Il re sul suo trono, il giudice sul banco, il soldato nel suo rango, ecc., possono pretendere la protezione divina solo quando adempiono le funzioni del loro ufficio sulla base della verità, dell'onore e della giustizia. In nessun luogo l'obbedienza alla vera autorità è rafforzata con maggiore enfasi che nella Parola di Dio; ma in nessun luogo l'autorità umana, esercitata contro la giustizia, è condannata con maggiore severità. Siate certi che ogni frase contro la verità sarà annullata. Ogni tentativo di ostacolare il progresso del Vangelo sarà punito

(II.) Che Dio ha strumenti di altissimo livello per eseguire i Suoi comandi. Nella Bibbia ci sono molti resoconti dei gloriosi servizi che gli angeli hanno reso alla Chiesa. Non sono tutti spiriti tutelari? ecc. Quando i mezzi ordinari non sono disponibili, Dio può comandare un aiuto straordinario per il Suo popolo. Rafforziamo la nostra fede con questa verità. Non è saggio indulgere in alcuna speculazione sul modo o sul mistero di tale interposizione. Né è opportuno indulgere nel sentimentalismo che affida tutto al Signore perché lo faccia Lui per risparmiare le energie umane. La vera fede non si addentra mai nei misteri di Dio; Se lo facesse, non sarebbe più fede. La vera fede ispira tutte le nostre energie nell'adempimento del nostro dovere. Ma, al di là di questo, la fede confida in un potere superiore quando gli altri mezzi sono esauriti

(III.) Che nessuna prigione può trattenere gli uomini che Dio richiede per il lavoro. Il più grande di tutti gli insegnanti aveva dedicato tutto il Suo tempo ad istruire questi uomini nei principi del regno. Essi furono testimoni delle Sue potenti azioni e furono resi partecipi del Suo potere. Le prove del cristianesimo erano incise nella loro coscienza, e quello era il libro che le ere avrebbero letto. Inoltre, lo Spirito Santo era disceso su di loro e li aveva dotati di ulteriori qualifiche per il loro lavoro. Molte anime erano state salvate e la Chiesa debitamente formata. Se il mondo poteva essere redento, evidentemente Dio voleva che ciò fosse fatto per mezzo loro. Riuscite a concepire una prigione, o un'autorità, che possa mettere a tacere la voce della verità, la voce della Croce, la voce di Dio? Fu imposta loro la necessità di predicare il vangelo che non solo sentivano, ma tutto il mondo doveva sentire. L'angelo venne e disse: «Va', fermati nel tempio e predica le parole di questa vita». Quando il Signore dice vai, non serve a nulla che l'uomo si metta in mezzo con il suo debole no. Se abbiamo una missione da Gesù al mondo, per quanto circoscritta sia la nostra sfera oggi, Dio manderà il Suo angelo ad aprire la prigione. Se siamo raddrizzati, è in noi stessi e non in Lui. (Pulpito settimanale.Una volta una marea fu trattenuta stranamente per dodici ore, e così una schiera di cristiani in Olanda fu salvata dal massacro dal duca di Alva. Un vento tremendo una volta disperse l'Armada di Spagna sulle vaste distese del Mare del Nord, e così l'Inghilterra protestante fu risparmiata al mondo. Una sera Giovanni Knox spostò il suo solito posto davanti alla finestra, pressato da un sentimento che non riusciva né a capire né a resistere; Un'ora dopo arrivò una palla di moschetto che si schiantò contro il vetro e si conficcò innocua nella parete opposta. Cose del genere accadono quasi ogni giorno in alcune vite cospicui ed esposte. Un uomo è convinto di non dover prendere un certo treno; un altro sente che il pericolo sta nel suo imbarcarsi su una certa nave: il treno è poi naufragato, o la nave è perduta: ora l'uomo sa che Dio si è interposto e lo ha protetto; e offre una nuova consacrazione della sua vita così risparmiata come l'unico ritorno che può fare. (C. S. Robinson, D.D.Gli apostoli potrebbero ben dire, come fece Eliseo, "quelli che sono con noi", ecc. È solo agli occhi carnali che il mondo sembra sempre avere la meglio su di luiVersetti Una macchina molto formidabile è messa in moto per far tacere gli apostoli; ma il tocco della mano di un angelo rende tutto vano. Questo, l'apertura delle porte della prigione, l'angelo poteva farlo; ma c'era una parte dell'opera da compiere che nessun angelo poteva compiere. E il potente che liberò gli apostoli, portò il messaggio che ordinava loro: "Andate e predicate tutte le parole di questa vita". Accettiamo queste due lezioni per usarle oggi e ogni giorno. Mediante le Sue schiere angeliche, così come con tutti gli altri mezzi, il Signore realizza il nostro benessere. E se giustamente ci vantiamo che il libero arbitrio è nondimeno potente perché invisibile, così le benedizioni e le liberazioni che ci vengono inflitte sono spesso invisibili, ma non per questo meno reali. Lungo il canale e in mezzo alle circostanze delle cose ordinarie, il nostro benessere viene sicuramente realizzato, come se vedessimo le prigioni spezzate, o le malattie guarite, o l'amarezza della morte che ci passa accanto. Non sarebbe che una scarsa fede che limiterebbe l'aiuto di nostro Signore solo a interferenze straordinarie della Sua potenza. La prossima lezione è due in uno. Il Maestro ci manda aiuto e opera potentemente per noi a questo scopo, affinché possiamo andare a testimoniare per Lui. Inoltre, non dobbiamo mai confidare nelle forze dell'aiuto divino messe al nostro servizio al punto da rivolgerci ad esse o per fare il nostro lavoro o per renderlo inutile. Al più debole e indifeso di noi, aiutato da Dio, è affidata a Lui la missione di far conoscere "le parole di questa vita". Se ci poniamo la regola di "ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini", saremo mantenuti dalle risorse di Dio invece che dall'aiuto dell'uomo. (G. S. Rowe.) Va', fermati e di' al popolo nel tempio tutte le parole di questa vita.-La proclamazione e il potere del Vangelo:-Osservate-

(I.) La manifestazione di un potere che provvede alla continua pubblicazione del Vangelo. Si tentò di sopprimere la verità imprigionando i suoi araldi. Evidentemente gli uomini non devono essere giudicati dalle posizioni che possono essere costretti ad occupare. I migliori, così come i peggiori, dell'umanità hanno occupato i sotterranei. Dio sembrava non accorgersi della mostruosa iniquità. Ma spesso c'è una grande calma prima della tempesta. Com'è calmo l'esercito senza fiato poco prima di sferrare la terribile carica! E quando Dio appare cieco e sordo ai torti commessi sotto il sole, è allora che gli angeli vendicatori afferrano le loro spade e attendono in terribile silenzio la parola di comando. Per Gerusalemme c'era in serbo una punizione divorante; ma l'ora della sua inflizione non era ancora giunta. Ciononostante, era necessario che si insegnasse ai nemici della Chiesa l'assurdità, così come la malvagità, della loro opposizione. In primo luogo, è loro concesso ogni vantaggio. Alloggiano e custodiscono con cura il loro prigioniero; Allora, con la stessa facilità con cui la luce passa attraverso l'aria, i prigionieri passano verso la libertà. Potresti anche tentare di incatenare un fantasma come qualsiasi uomo, o causa, o verità, quando Dio ha detto: "Va' avanti".

(II.) L'attraente descrizione del vangelo si esprime nella frase "le parole di questa vita". Quante volte Dio viene a conquistare la nostra scarsa fiducia, amore e servizio! Fu quando Gesù aveva appena finito di rimproverare le città della Galilea che gli Ebrei dissero: "Venite a me, voi tutti che siete travagliati", ecc. Meravigliose in se stesse, queste parole sono più meravigliose in quanto provengono da Cristo in quel particolare momento, come se, sebbene gli Ebrei sembrassero non avere alcun frutto del Suo lavoro, gli Ebrei supplicassero di nuovo gli uomini. E, allo stesso modo, gli apostoli non dovevano solo predicare, ma illustrare, nella loro grazia, la grazia di Dio. Essi fuggirono dalla schiavitù, non per fuggire né per essere vendicati, ma per proclamare di nuovo la verità per la quale avevano sofferto

(1) Una tale proclamazione implicava necessariamente una profonda visione del peccato. Siamo morti, fisicamente, quando l'aria non viene più inalata; mentalmente, quando la verità non produce alcuna impressione sulla mente; e spiritualmente, quando Dio non è amato dai nostri cuori. Possiamo essere i più astuti tra gli astuti, eppure "morti nei falli e nel peccato". 2. Ma Cristo porta ai credenti una vita nuova. Ebrei conferisce lo Spirito Santo, che crea la vita beata, Cristo in voi, nei vostri pensieri e scopi, nelle vostre coscienze e nei vostri affetti. E se Cristo è in voi, non sarete sterili e infruttuosi; Le abitudini peccaminose cadranno dall'anima, proprio come il fogliame morto cade sulla terra in questa primavera, quando la vita nascente all'interno dell'albero produce teneri germogli per rimuovere le foglie appassite che per tutto l'inverno possono aver sfidato il vento più furioso per strapparle dai loro rami

(3.) Cristo nutre quella vita. A tutti i ministri, ecc., è comandato di dire al popolo tutte le parole di questa vita. Ma la vita può essere nutrita dalle parole? Dipende. Le tavole d'oro, essendo vuote, non sono di alcuna utilità per coloro che muoiono di fame. I fili perfetti, non collegati a una fonte di elettricità, non trasmettono alcun messaggio. Le parole possono anche essere piatti vuoti o semplici fili; ma non potrebbero essere infinitamente di più? "Dio disse: Sia la luce; e c'era luce". Qualcuno ti ha annunciato: "È morta": solo tre parole; ma il loro significato ti ha gelato il sangue. Abbiamo udito queste parole: "Cristo è venuto nel mondo per salvare i peccatori". Sono solo parole? Potrebbero essere; eppure possono essere così riempiti di vita dallo Spirito Santo da ravvivare nel cuore degli uomini una vitalità che non svanirà mai

(III.) La pubblicità del cristianesimo

(1.) Senza dubbio il tempio era un luogo molto comodo a causa delle moltitudini che vi si ricorrevano. Ma chi può non vedere un altro tipo di appropriatezza? Era lì che gli uomini avevano visto i tipi e le ombre di epoca in era. Il vangelo doveva essere predicato come un'interpretazione dell'antica rivelazione; Fu fornita una chiave che rendeva chiaro il cifrario che era stato oscuro

(2.) Inoltre, è evidente che il cristianesimo corteggia la pubblicità. Cristo è innalzato perché tutti lo vedano. Perciò i Suoi missionari devono essere il più chiari e chiari possibile. Chi ha mai sentito dire che gli apostoli organizzarono una seduta spiritica oscura o preferirono pronunciare le loro parole negli angoli? Il vangelo non si rivolge a una cricca, ma in generale all'umanità. Non c'è uomo, donna o bambino in nessun luogo che non abbia bisogno di Cristo; e non c'è nessuno su cui Cristo non risplenda. (W. J. Henderson, B.A.C'è una forte tendenza a porre la religione di Cristo a fianco di altri sistemi affini, e la Parola di Dio allo stesso livello del Corano, degli Shaster e degli scritti di antichi filosofi e poeti. Ciò deriva da una dimenticanza di...

(I.) Questa definizione divina del cristianesimo. "Questa vita". Come vita il cristianesimo si distingue da tutti gli altri sistemi. È l'unica vita, Dio data e sostenuta. Questa vita non è confinata a nessuna setta. Essa è coestensiva con la fede in Cristo. È una vita che respira, sente, ama e odia. Ha la sua sfera, la letteratura, il cibo, il lavoro

(II.) Questa designazione divina del vangelo. Come "tutte le parole di questa vita", il Vangelo è unico. Quando la Bibbia parla, tutti gli altri libri tacciono. Gli uomini che cercano di scoprire la verità con l'aiuto degli antichi filosofi e delle religioni sono come quelli che accendono una candela nel bel mezzo di una giornata senza nuvole per scoprire il sole. Il vangelo è "tutte le parole di questa vita", perché è la Parola mediante la quale questa vita è

1.) Scoperto. Qui il vangelo è unico. Che cosa, tra le vanità dei pagani, ha mai scoperto a un'anima "questa vita" di cui si parla nel testo? Questi lasciano gli uomini ancora nelle tenebre e nell'incertezza, mentre "la vita e l'immortalità sono portate alla luce dal Vangelo". 2. Impartito. Anche qui il vangelo è isolato. Gli uomini cercano di fare paragoni sfavorevoli tra gli scritti della Scrittura e quelli di uomini non ispirati, ma supponendo che tali paragoni siano giusti, non danno alcun vantaggio. L'uomo che vuole mietere un raccolto non sparge perle scintillanti nel suo campo perché sembrano molto migliori del suo "grano nudo", ma sapendo che il suo grano possiede una vitalità intrinseca, che si riprodurrà in modo molteplice, lo affida al suolo. Il vangelo non è mai stato inteso per soddisfare le voglie dei critici, ma per impartire "questa vita". 3. Sostenuto. Questa vita ha desideri e cure, emozioni e speranze, peculiari di se stessa. Nel vangelo abbiamo ciò che soddisfa esattamente le sue necessità. Avete bisogni dell'anima, che tutte le parole di Platone, Socrate, Aristotele e Shakespeare insieme non soddisferebbero, ma che sono più che soddisfatti dal Vangelo. Nelle "parole di questa vita" avete ciò che rafforza e consolida la fiducia della vita; ispira e sostiene la speranza della vita, riaccende e infiamma l'amore della vita. Cristo è in loro! Questo è il segreto. Ebrei nella Parola sostiene l'anima

(4.) Governato. Anche qui il vangelo non ha rivali. La preghiera quotidiana di un cuore sincero è: "Ordina i miei passi nella Tua Parola" e la sua testimonianza quotidiana è: "La Tua Parola è una lampada per i miei passi e una luce sul mio sentiero".

(III.) Questa Divina Delegazione della Chiesa. "Andate, fermatevi e parlate al popolo nel tempio", ecc. Non c'è ambiguità qui. L'incarico divino era chiaro e semplice. In questo vediamo l'opera della Chiesa oggi

(1.) "Le parole di questa vita" devono essere predicate. Non solo dai ministri. "Chi ascolta dica: Vieni". 2. Devono essere predicati soltanto. "Parla", ecc. Gli apostoli non dovevano andare a fare paragoni tra queste parole e le altre, dovevano predicare il vangelo. Non conoscevano nulla tra gli uomini se non "Gesù Cristo e Lui crocifisso". 3. Devono essere predicati con fervore. "Alzati e parla". Che le forme e gli usi convenzionali siano dimenticati. Il tema richiedeva zelo. Gli antichi maestri potevano sedersi e insegnare le loro filosofie, ma come "Gesù si alzò in piedi e gridò: Se qualcuno ha sete, venga a me e beva", così noi dobbiamo consacrare tutta la nostra virilità a quest'opera incomparabile

(4.) Devono essere predicati in modo esaustivo. "Tutte le parole". Il piacevole con il doloroso; la dottrina con la promessa; l'avviso con l'invito. Paolo si vantava di non aver "evitato di dichiarare l'intero consiglio di Dio". 5. Devono essere predicati universalmente "al popolo". Dovevano classificare gli uomini. Ogni creatura è il limite di Dio, e chi è colui che oserà circoscrivere? Ai convertiti e ai non convertiti; agli "eletti" e ai "reprobi"; "Al popolo", indistintamente e universalmente, dobbiamo "alzarci e pronunciare tutte le parole di questa vita". (W. H. Burton. La religione del popolo: - Prima della venuta di Cristo, la verità era considerata la benedizione di pochi piuttosto che il diritto di nascita di molti, la proprietà di certe classi piuttosto che il possesso delle masse. Ma quando Cristo apparve, gli Ebrei abbatterono la casta della luce e della scienza e portarono le gloriose verità del Vangelo nel libero mercato del mondo

(I.) Il comando dell'angelo. Era in diretta opposizione al comando della gerarchia ebraica. C'è un periodo in tutte le vite in cui c'è un conflitto tra il superiore e l'inferiore, tra la voce esterna dell'autorità e la voce interiore della coscienza, un periodo in cui l'anima deve osare affermare la maestà del diritto eterno di fronte al mondo intero. Quando il Signore ci parla, sia nella Parola scritta che attraverso la voce della coscienza, o può essere negli eventi della provvidenza, dobbiamo ignorare le consuetudini e il credo e cedere ai dettami della voce dolce e sommessa dentro di noi

II. Il luogo del ministero degli apostoli. Il tempio della natura è un vasto simbolo di Dio. Nel cerchio del cielo sopra le nostre teste, nell'oceano rotondo sotto i nostri piedi, vediamo l'immagine della Sua eternità, nella luce vediamo la Sua perfezione, nel giglio la Sua purezza. Ogni comune roveto arde della gloria di Dio. E così avvenne nel tempio di Gerusalemme. Conteneva i simboli e le ombre della redenzione. Abbiamo nell'azione degli apostoli il riconoscimento del grande principio del diritto e del privilegio di ogni uomo che è riempito dello Spirito di insegnare e predicare nel tempio del Dio vivente

(III.) Le persone a cui gli apostoli parlarono. È il coronamento del vangelo, che fa appello al popolo e ammette le masse nel santuario interiore e santuario della verità. È impossibile valutare la benedizione trascendente che una Bibbia a buon mercato ha conferito all'umanità, e la libertà di leggere gli oracoli sacri nella propria lingua madre

(IV.) Il significato del messaggio degli apostoli. La vita di Cristo interpella l'attenzione del mondo. "Questa vita" è la vita di Dio manifestata nella carne, la vita del Divino e dell'umano in una sola persona, la vita dell'Eterno che guarda attraverso le finestre del tempo. In Cristo è la fonte della vita. Gli ebrei sono venuti per dare la vita, e per darla più abbondantemente. (J. C. Shanks.) Il cristianesimo, una voce per il popolo: - Il racconto è istruttivo. Perché non mandare l'angelo direttamente al "popolo"? Un angelo non poteva essere imprigionato. Il sistema operativo divino non consiste nel fare certe cose, ma farle in un certo modo. Ebrei non esce dal corso comune delle cose, a meno che non sia assolutamente necessario. Ebrei onora le Sue leggi e disposizioni. Impiegando gli uomini nella promozione del cristianesimo, Ebrei fa avanzare al meglio il suo processo di educazione, disciplina e sviluppo. Il pensiero, la simpatia e l'affetto umani sono risvegliati e maturati sia in coloro che dispensano che in coloro che ricevono il Vangelo, e quindi questa ordinanza "benedice colui che dà e colui che riceve". Se gli angeli non vengono impiegati per predicare il vangelo, allora, è perché non sarebbero i migliori predicatori. Potrebbero esserlo per gli angeli, ma non per gli uomini. Nota qui:

(I.) La proclamazione". Le parole di questa vita". 1. Il riferimento è all'incredulità sadducea. Una verità è più necessaria quando è meno amata, e l'epoca che la rifiuta dovrebbe tenerla, con costanza martire, davanti ai suoi occhi

(2.) La "vita" è il fardello del messaggio. Questo, nel suo stato più basso, è apprezzato al di sopra di tutte le benedizioni temporali. Sotto una legge di morte, il cristianesimo ci assicura la perpetuità della nostra esistenza. Dà così una moltiplicazione infinita della vita presente dell'uomo. Ciò che era una probabilità nella mente dei filosofi più saggi, divenne un proclama in bocca ai rustici ebrei

(3.) L'esistenza dell'uomo nell'aldilà non è, tuttavia, l'unica, né la principale, prospettiva di benedizione offerta dal vangelo. L'esistenza può essere la bara delle anime. La vita, nella sua pienezza, consiste nell'attività sana e senza restrizioni di tutto l'uomo. Comprende, quindi, una natura perfetta e uno stato perfetto. Perciò è così spesso messo per l'intera bontà del vangelo. "Ebrei avranno vita eterna", è l'intera promessa fatta alla fede. L'uomo è un essere morale. Ciò suppone che egli abbia poteri morali e responsabilità morali. Il peccato è una violazione della sua natura, e lo sottopone alla punizione. In quanto peccatore, egli è il male interiore, ed è esposto al male come un'inflizione. Entrambe queste sono chiamate "morte". La carnalità è "morte". La punizione è la "morte". Il disegno del vangelo è quello di rimuovere e prevenire questa morte; per rinnovare la nostra natura, e poi metterci in una scena e in una sfera in cui tutte le sue disposizioni e i suoi principi possano avere libero corso ed essere glorificati; per farci avere ragione, e circondarci di una sorte giusta. L'intera opera di Cristo, e le operazioni del Suo Santo Spirito sono progettate per ravvivare l'anima, per far emergere, unire e purificare i suoi poteri, e prepararla per uno stato in cui non ci sarà alcun ostacolo, ma ogni facilitazione per il suo amore, gioia e opera: in una parola, affinché possa "avere la vita, e averlo in abbondanza". Per mezzo di Cristo siamo restaurati a Dio, alla Sua legge, alla Sua somiglianza, al Suo amore, al Suo servizio; e altrimenti non possiamo trovare il nostro vero posto, il nostro governo e la nostra fine

(4.) E in quale bella luce è presentato il vangelo in questo modo! Quanto è in accordo con il pensiero più profondo e più avanzato! Com'è naturale la sua misericordia! Com'è gradito il suo provvedimento! E quanto è indispensabile la sua benedizione! Come fallirebbe miseramente ogni altro metodo e oggetto! Tutti gli ornamenti, gli strumenti, i vantaggi: che cosa sono a parte la vita?

(II.) Il luogo. "Il tempio". Non vediamo in questa pubblicità

1.) La veridicità del vangelo? I primi predicatori del Vangelo non si nascosero, non scelsero un pubblico selezionato, non andarono da gente straniera, né aspettarono che le questioni di cui parlavano fossero state dimenticate, o non potessero essere vagliate così bene. Il loro messaggio, destinato al beneficio del popolo, era affidato al controllo del popolo. Sulla base della storia, l'hanno proclamata a coloro che avevano le maggiori opportunità e mezzi per provarne l'integrità storica. Sapevano di dire la verità, e sapevano che anche gli altri la sapevano. E che cosa poteva convincerli se non la risurrezione e l'ascensione di Cristo? Il vangelo è lo stesso oggi. È aperto all'ispezione di tutti. Essa si presenta al popolo in tutte le sue espressioni e prove. Sfida in particolare l'indagine. Essa non concede alcun mezzo per portare gli uomini alla sua adozione se non la loro convinzione della sua verità. E promuove, come tutta la ragione e la storia dimostrano con uno spirito di intelligenza, pericoloso per qualsiasi sistema che non possa superare la prova

(2.) L'indifferenza del cristianesimo. L'intero stato della Chiesa ebraica era corrotto. Ed era giunto il momento in cui lo splendido cerimoniale cessò di essere obbligatorio, e il realismo prese il posto del ritualismo. Posso immaginare alcuni che non avrebbero usato affatto il tempio. Ci sono stati riformatori che avrebbero evitato quel luogo, o l'avrebbero frequentato solo per avvertire gli uomini del peccato e della follia di farne uso. E così non fecero. E questo non è che un esempio della moderazione dei primi predicatori del cristianesimo. Gesù non si sottrasse al contatto nemmeno con le cose dubbie che Lo circondavano. E i suoi servi si rivolgevano al popolo con le loro idee familiari, e lo riconciliavano conformandolo alle loro abitudini. Troviamo uno che ora circoncide prudentemente un discepolo, e ora che si unisce con altrettanta prudenza ad alcuni che avevano un voto. Queste cose portano i segni del carattere sano della religione apostolica, per non dire le prove dell'ispirazione apostolica. Gli uomini elaborano sempre nuove teorie fino alla morte. E quando trovo che i primi predicatori del Vangelo erano tanto calmi quanto sinceri, che non tenevano conto di questioni secondarie, ma di ogni considerazione di questioni di primaria importanza, non posso fare a meno di ammirare la ragionevolezza della loro fede, e sono disposto ad ammettere che, in questo, sono stati "istruiti da Dio". 3. C'è ancora una suggestione più alta. Il tempio era il grande simbolo della religione ebraica che era praticamente scomparsa. Dichiarando il vangelo sotto il suo portico, gli apostoli dichiararono l'adempimento di tutto ciò che era stato progettato per significare. Quando il tempio divenne una chiesa, era nell'ordine naturale della Divina Provvidenza. Che cosa c'è di meglio che il luogo che ha assistito alle premonizioni del vangelo sia la scena dei suoi annunci completi? Né dobbiamo fermarci all'ebraismo. Ci sono state altre grandi religioni tra gli uomini. Nel cristianesimo tutti questi si sono incontrati e soddisfatti, e solo in esso. Sta nel portico dell'umanità e "pronuncia tutte le parole di questa vita".

(III.) Il popolo". Parla alla gente". 1. Abbiamo qui un esemplare del genio e del disegno del vangelo.

(1) Non sa nulla delle distinzioni artificiali degli uomini; "Non c'è né greco né ebreo", ecc. "La salvezza comune" differisce grandemente nell'universalità dei suoi aspetti da molte false religioni e sistemi filosofici. Cristo si rivolse non a una classe eccelsa al di sopra delle altre, ma al popolo in generale. Lo stesso fecero gli apostoli. Nessuna ansia di raggiungere e conquistare la classe istruita e potente li spinse. Predicavano al Sinedrio quando venivano portati davanti a loro, ma la loro missione non era per le classi, ma per il "popolo". (2) E parlando al "popolo", non solo riconobbero il loro diritto al vangelo, ma anche il loro potere di comprenderlo e di trarne profitto. Il loro vangelo non era un problema che doveva essere risolto solo da facoltà appositamente addestrate, ma una verità da apprendere con comprensioni indisciplinate, da mettere alla prova con il buon senso e l'onestà comune, da sentire e apprezzare da cuori non istruiti se non dallo Spirito dell'amore divino. Mentre l'abilità è spesso servita solo a confondere, e l'apprendimento a ingombrare, e la pompa mondana a corrompere, il vangelo, i semplici e gli illetterati hanno "ricevuto il regno di Dio come piccoli bambini", e lo hanno sentito "in potenza, e non in parola". Mentre "queste cose sono state nascoste ai saggi e agli intelligenti, sono state rivelate ai bambini". Mentre i primi hanno fatto commenti elaborati sull'architettura del tempio, gli ultimi hanno umilmente adorato davanti alla gloria; mentre i primi hanno abilmente criticato la formulazione dell'invito, gli ultimi hanno banchettato gioiosamente alla tavola del Signore. Poiché gli uomini l'hanno talvolta modificata, è stata adattata solo per pochi; come Dio l'ha data, è progettata e adatta a tutti.

(3) Noi diciamo: "per tutti". Perché è possibile sbagliare in due direzioni. Possiamo lasciare fuori i grandi e i ricchi, così come i poveri e i meschini. Possiamo deprezzare l'umanità sia nelle alte che nelle basse. C'è un'aristocrazia di povertà così come di rango e ricchezza. L'orgoglio può guardare in alto con la stessa facilità con cui guarda in basso. L'arroganza di un presunto merito non corrisposto può essere una cosa più severa e amara di quella di un'autostima saziata. Il popolo può essere lusingato così come i nobili. E non sono sicuro che questo pericolo non esista ora. C'erano due discepoli nel Sinedrio, probabilmente in proporzione pari a quella del popolo. C'erano "santi nella casa di Cesare". Se "non sono chiamati molti potenti, nobili e saggi", si deve ricordare che non ce ne sono molti, parlando in senso comparativo, da chiamare. Ma se il vangelo non li esclude, ne include altri. Perché il suo scopo è quello di benedire con la "vita", e il bisogno e la forza della vita sono nell'uomo, in ogni uomo. La forza non lo crea, la debolezza non lo distrugge; I ricchi non lo comprano, la povertà non lo perde. Il benedetto figlio di Dio può essere vestito di stracci; l'erede del cielo può giacere alla porta del ricco, coperto di piaghe; "la donna che fu peccatrice" possa essere l'amata e la lodata di Cristo. La povera vedova può essere il più onorato contributore alla causa di Dio; e il ladro crocifisso, il primo dei Suoi convertiti ad essere con Cristo in paradiso

(2.) Obbediamo all'ordine dell'angelo. Ci sono tentazioni di restrizioni. Questa missione può essere più difficile e, per certi aspetti, meno redditizia di quella di altri. Ma ricordate anche che, negli altri, sarà molto fruttuoso. E "il popolo" - la grande massa del popolo - ha particolarmente bisogno di queste "parole di vita". Il cristianesimo, con l'influenza delle sue verità e dei suoi principi, ha innalzato il popolo, e lo eleverà ancora a una posizione sociale più elevata. Le opinioni che dà della natura e dei rapporti dell'uomo devono suscitare il desiderio di una posizione che le masse non hanno ancora raggiunto. È impossibile notare le tendenze dei nostri giorni, senza vedere che il potere si diffonde in modo meraviglioso. Quali che siano le nostre opinioni, le nostre apprensioni, che siano desiderate o temute, le persone e le classi avranno meno importanza di quanto non siano state, e gli uomini in generale saranno di più. Possiamo vietare la marea, ma arriverà. Con questo destino davanti al popolo, il nostro dovere è

(1) Per prepararli alla loro eredità. Credendo che solo il Vangelo può guidare, sviluppare e santificare tutte le nostre forze, dare "vita" alle nazioni così come agli individui, sforziamoci di diffondere il cristianesimo, affinché il popolo possa essere fedele amministratore nel suo solenne deposito. Non intendo, tuttavia, farlo per politica, ma per principio. C'è qualcosa di meschino e quasi disonesto nell'usare il Vangelo semplicemente come mezzo per mantenere le persone in ordine. È come "parola di vita" in tutti i suoi canali - sociale, politico, morale, religioso - che dovete proclamarla. Proclamatelo non per paura, ma per amore.

(2) Rappresentare il vangelo come se intendesse benedire l'uomo attraverso la Sua anima. Il Vangelo guarda con benevolenza a tutti i tentativi di riforma e di avanzamento. Non dimentica mai, anche se i suoi professori l'hanno dimenticato, che gli uomini hanno un corpo, e attraverso i loro corpi si può raggiungere. Ma non dimentichiamo che la condizione degli uomini può essere elevata senza che il loro cuore sia santificato; affinché l'empietà dimori in circostanze di abbondanza, pulizia e salute; che i buoni salari possono essere associati a una cattiva condotta, e i quartieri sani con anime malate. A sentire alcune persone parlare, si potrebbe supporre che "il regno dei cieli" non sia nulla in confronto alla riforma sanitaria, che non ci siano santuari come le case di abitazione migliorate, nessun battesimo come quello dei bagni e dei lavatoi, nessuna Cena del Signore paragonabile alle mense dei poveri, nessun metodo per ravvivare gli uomini nelle città come quello di avere cimiteri fuori città. Non diciamo una parola contro queste cose. Auguriamo loro la velocità di Dio. Ma non valutiamo troppo l'influenza religiosa di queste cose, e mentre vi occupate di esse, assistete anche, e supremamente, alle cose più grandi della salvezza spirituale.

(3) Comprendere esattamente, ed essere ben sicuri di, la natura e la necessità del nostro libero arbitrio spirituale. Dovremmo guardarci dalla precipitazione del mero zelo e della paura. Si dice di uno statista moderno (Lord Melbourne) che non si allarmava mai, tranne quando sentiva la gente dire: "Bisogna fare qualcosa". Dobbiamo evitare l'idea che ci sia un mistero o un miracolo nella questione. Non c'è una grande scoperta da fare. Non dobbiamo essere impazienti, supponendo che sia probabile un cambiamento improvviso e sorprendente. Dobbiamo stare attenti a non dare troppo valore ai cambiamenti istituzionali e strumentali, come se la grande causa dell'alienazione popolare dal Vangelo risiedesse negli edifici ecclesiastici, negli uffici o nelle economie. Soprattutto non dobbiamo sostituire la conversione della Chiesa al mondo alla conversione del mondo alla Chiesa; non cadere nel terribile errore di cercare di rimuovere l'incredulità e il peccato spogliando il cristianesimo delle sue peculiari verità e santità peculiari. L'opera del Vangelo non consiste nel cambiare il vino in acqua, ma l'acqua in vino. La "terra" subisce una terribile perdita quando il "sale" non conserva più il suo "sapore". (A. J. Morris.) Il cristianesimo una vita:

1.) Ci sono due idee di vita: l'esistenza necessaria e l'azione volontaria. Migliaia di uomini vivono, muoiono e non hanno nome per la vita. Altri vivono in un senso più elevato, vivono un'idea, e quindi lasciano dietro di sé un'eredità di buone azioni e parole che ispirano la vita.

(2.) L'unità di vita è il fatto più fortemente marcato nell'universo di Dio. Comincia con un pensiero eterno nell'esistenza di una personalità suprema, ed è rintracciabile attraverso ogni ordine di esseri. Parliamo di una nazione

storia. Cos'è? La storia degli uomini e delle donne ai fini aggregati delle loro azioni. La Magna Charta e la Dichiarazione di Indipendenza, pur essendo espressioni di sentimento nazionale, sono tuttavia storie, in tal senso, di ogni uomo la cui voce e le cui mani si sono alzate in loro difesa o promozione. Ogni grande principio di funzionamento, ogni teoria della riforma e del progresso deve avere dietro di sé una forza vitale. La sua raccomandazione, la sua verità e il suo potere sono una cosa sola con questa forza vitale. Il vangelo di Gesù Cristo ha dietro di sé questa forza vitale in una pienezza che colpisce in modo trascendentale. È preminentemente una vita. Non è una teoria, ma un'esperienza; non una speculazione, ma una certezza; Non un'idea astratta, ma una verità vitale

(I.) Era parlato. Gli uomini vivono di ciò che dicono. Tutto ciò che rimane della vita umana del passato sono le poche parole sparse di poeti, veggenti e filosofi, raccolte dopo il banchetto del tempo. Le parole del Vangelo furono pronunciate da un uomo, l'uomo Cristo Gesù. Sgorgava dalle fonti della vita, mentre i Suoi santi occhi guardavano il peccato e il dolore. "Il linguaggio è stato dato all'uomo per nascondere i suoi pensieri". Ma il linguaggio di Cristo li ha portati alla luce in una rivelazione di bellezza e potenza. Queste parole erano così divine nel loro significato che, quando uomini rozzi furono mandati a legare il Maestro del popolo, furono disarmati e tornarono da coloro che li avevano mandati, dicendo: "Mai uomo ha parlato come quest'uomo". Ma le Sue parole erano anche collegate al potere della vita. Ognuno era un principio vitale. "Le parole che vi dico sono spirito e vita". sì, Ebrei era Lui stesso la Parola vivente, il Logos eterno, pronunciato fin dal principio. Pietro lesse questa verità nei primi discorsi del Maestro e chiese coraggiosamente: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna".

II.It è stato recitato. I suoi precetti e le sue promesse non furono pronunciati, come la filosofia della Grecia, quando si ritirò dall'accademia, a pochi discepoli, ma furono dati alle moltitudini assetate in mezzo a fatiche ardue. Cristo operò mentre gli Ebrei predicavano. Nel senso più alto il vangelo è un dramma, messo in scena sul palcoscenico dell'universo. Rappresenta se stessa, e il suo effetto è la sua vita eterna, la sua necessità e la sua efficienza. La simpatia suscitata nei cuori dei suoi spettatori approfondisce anche l'idea di vita. Non si tratta di un sentimento estetico risvegliato dalla sua delicata finitura di linguaggio e di carattere, o di profonda emozione suscitata dal suo tragico colore, ma di un profondo interesse per la lettera del suo scopo e l'efficacia del suo sacrificio. Ogni scena del grande dramma è reale. I veri piedi dell'"Uomo dei dolori" premevano le sabbie della Galilea; una mano di carne toccò gli occhi ciechi; un cuore umano pianse lacrime dagli occhi umani sulla tomba di Lazzaro. Sulla croce fu trovato sangue umano che macchiava l'erba "al posto di un teschio". Un vero corpo fu deposto nella nuova tomba di Giuseppe, e un corpo umano glorificato emerse attraverso le profondità eteree, e su un carro di nuvole ascese al regno di sopra

(III.) È stato vissuto. Cristo mise in pratica ciò che predicavano gli ebrei. Le grandi verità e le virtù celesti che Ebrei presentavano agli altri trovarono illustrazione e risplendettero con il più divino splendore nella Sua vita. In senso assoluto, quindi, questo vangelo può essere definito una vita, una vita perfetta. Nessun altro lo è. Si distingue per la bellezza cesellata e la simmetria. Il figlio dei bambini; il Fratello dei fratelli; l'Amico degli amici; l'Uomo degli uomini; La sua vita fu confinata nei giusti canali del dovere, mentre il perfetto equilibrio di tutta la sua natura lo rese sempre il Giusto, il Vero, il Buono

(IV.) Si è sentito. Si sentiva non solo per l'umanità, ma si sentiva con essa; e venne non solo con un sollievo per il dolore umano, ma venne a condividere quel dolore

(1.) C'è un momento in ogni vita in cui il dolore e la preoccupazione sono una poesia strana e patetica. Ma dopo un po' diventano stranamente reali. L'esperienza li rende parte della vita, e così le corde della simpatia sono toccate in tutta la razza. Fu così che Cristo imparò a simpatizzare con l'uomo. Con l'uomo gli Ebrei dissetarono il calice amaro; con l'uomo, ha percorso il sentiero delle spine; con l'uomo, ha gustato la morte, e con lui, sonnecchiato nella tomba. Ma gli Ebrei risuscitarono come caparra dell'immortalità nella polvere assopita dell'uomo

(2.) Ma questa simpatia non è solo per il dolore umano, ma anche per la gioia umana. È una lira infilata con accordi di dolore e accordi di gioia. A volte sono colpiti all'unisono, a volte singolarmente, ma sempre con palpiti di speranza umana. Il Vangelo è una religione di luce. La tristezza non era mai stata sul Suo volto. (H. M. Dubose.) Proprietà distintive della vita spirituale:

I. La natura del Vangelo, come qui accennato. Tutte le parole di questa vita". Il disegno del Vangelo è quello di riportare l'uomo a una certa vita. Per quanto riguarda la sua materia, il vangelo è chiamato la parola di verità; riguardo al suo fine, la parola di vita. Gli apostoli abbracciarono Gesù Cristo come "avente parole di vita eterna". C'è una vita, perduta dalla caduta per mano dell'uomo, restaurata dal vangelo. I cristiani vivono una grande transizione, non meno che dalla morte alla vita. Gesù Cristo è venuto per dare la vita, e per darla più abbondantemente; il vangelo è un ministero più completo delle benedizioni relative alla vita spirituale ed eterna rispetto all'Antico Testamento. Questa vita consiste negli effetti del Vangelo sullo spirito degli uomini. Il loro stato è essenzialmente cambiato dall'introduzione di questa vita: "tutte le cose diventano nuove". Dio, che era oggetto di avversione, diventa oggetto di amore; Dio, che è stato trascurato, diventa la principale fonte di felicità; Il suo favore, che è stato lasciato fuori dalla vista, diventa il grande premio e il fine del nostro essere; Insistiamo dietro a questo oltre ogni cosa

(II.) Alcune proprietà distintive di questa vita. Nessuno può formarsi un'idea adeguata di esso, se non coloro che lo sperimentano. Questo è il caso di ogni tipo di vita; Non si potrebbe giudicare della vita che si vive, se non si fossero sperimentate le sue funzioni, i suoi piaceri e i suoi dolori. Allo stesso modo, l'uomo naturale non può conoscere le cose dello spirituale; Devono essere giudicati spiritualmente. Questo è

1.) Una vita soprannaturale e spirituale. Non è prodotto da cause o mezzi naturali; nessuno può impartirla a un altro, nessuno può produrla in se stesso. Dio deve darlo; è chiamata una "nuova creazione", "nata dallo Spirito, nata da Dio". È una vita del tutto distinta da ogni altro tipo di vita; c'è la vita vegetale, distinta dalla vita senziente o animale; e, al di sopra di questo, c'è la vita della ragione, che raggiunge il passato e il futuro con la riflessione e l'anticipazione, e diffonde l'esistenza su uno spazio interminabile; Ma tanto superiore a questa, quanto questa è la vita della mera sensazione, è la vita della spiritualità

(2.) Una vita più elevata. Ci porta in un'alleanza con il Padre e con lo Spirito per mezzo di Gesù Cristo. Gli ebrei che hanno questa vita pongono il loro interesse nel cielo. Gli Ebrei non avrebbero scambiato le sofferenze di questa vita con tutto ciò che le ricchezze potevano acquistare, tutto ciò che il piacere poteva offrire, tutta la gloria del tempo; perché si sente chiamato allo stadio di coloro che sono "re e sacerdoti di Dio"; egli è in grado di regnare sui suoi appetiti e desideri carnali, e di sedersi con Gesù Cristo nei luoghi celesti. Non sapremo mai che cos'è la vera dignità finché non sperimenteremo questa vita. Questa è la vita che Gesù Cristo ha vissuto

(3.) Una vita santa. Partecipa della natura del suo Autore, lo Spirito Santo; è dato proprio allo scopo di recuperare l'uomo dal peccato alla santità; la necessità che esisteva per l'interposizione di Cristo scaturisce interamente da questo disegno. È una vita che crea desideri puri; guerre contro tutto ciò che è vile e malvagio; fa lottare gli uomini contro il peccato fino alla morte

(4.) Una vita progressiva. Tutta la vita è tale, vegetale, umana e divina. Le opinioni di un cristiano diventano più chiare, la sua fede si rafforza, le sue consolazioni migliorano e, se non ha tanto fervore come all'inizio, la sua crescente stabilità compensa ampiamente la diminuzione. I santi sono descritti come ricchi e fiorenti in età avanzata. La grazia è rappresentata prima come una lama, poi una spiga, poi il grano pieno; come un po' di lievito che fa lievitare la pasta. Il pellegrino cristiano, dimentico delle cose che stanno dietro, si aggrappa alle cose che precedono; non è mai soddisfatto finché non è con Dio; Il suo sentiero è come la luce che risplende sempre di più verso il giorno perfetto

(5.) Una vita eterna. "Io do alle mie pecore la vita eterna". Come questa vita inizia con l'eterno proposito e lo Spirito di Dio, così è destinata a fiorire con Dio per sempre e a eVersetto. La vita dei credenti è la stessa, nella sua spiritualità essenziale, con la vita di coloro che vivono in cielo; hanno gli stessi piaceri, la stessa devozione; Si nutrono dello stesso pane, gustano la stessa salvezza, cantano lo stesso canto nuovo. Conclusione:1. Gli ebrei che hanno sperimentato questa vita hanno una conoscenza del suo valore che supera tutto ciò che la descrizione, anche la descrizione data nella stessa Parola di Dio, può impartire agli altri. Ebrei ha avuto pregustazioni di gloria e felicità indicibili, immutabili, interminabili; sembra quasi essere entrato nel velo

(2.) Ma senza questa vita, il cielo stesso, in quanto manifestazione di Dio, deve rivelarsi un elemento molto inadatto. Ci deve essere un cuore nuovo, nuovi sapori, una nuova vita nell'anima. Coloro che non hanno questo grande specifico, devono morire nei loro peccati. (Robert Hall.Il messaggio del vangelo:

(I.) La sostanza del nostro messaggio. Consiste di "parole". A volte si fa una distinzione troppo grande tra le parole e le cose. Riuniti, disposti nell'ordine del pensiero vivente, sono tra le cose più potenti della terra. Ma soprattutto le parole del diritto e della letteratura, l'arte di governo e la scienza, la dispacciamento militare e la disquisizione morale, la storia pittorica e filosofica, il sentimento poetico e patetico, sono le parole di questa vita

(1.) È la vita dalla morte. Non la vita dopo la morte, come nell'ordine della vegetazione, dove la linfa che è caduta nella radice riemerge per vitalizzare i rami secchi e brulli. Gli uomini non portano nella loro anima i semi di questa nuova vita; La sua comparsa non avviene attraverso uno sviluppo, ma attraverso una rigenerazione

(2.) È la vita attraverso la morte. Si ottiene questa vita attraverso il sacrificio del Grande Sommo Sacerdote. Dio soffiò "nelle narici dell'uomo l'alito della vita e l'uomo divenne un'anima vivente". Questo era tutto ciò che era necessario per la prima vita. Affinché tu ed io potessimo avere il secondo, il Verbo Eterno diventa un uomo, affinché attraverso la morte gli Ebrei possano distruggere e "liberare", diventando "obbedienti fino alla morte, sì, alla morte della Croce". 3. È la vita per la morte invece di essa. La morte nei falli e nei peccati non è che il precursore di un'altra morte, una morte per approfondirsi, crescere, intensificarsi, e non per finire con la distruzione del corpo, ma per continuare a consumare l'anima senza annientarla. Il nostro messaggio include parole di morte; Li ripeteremmo solennemente, ma sono al servizio delle parole di vita, le illustrano per contrasto. Se il vangelo proclama la vita in cambio della morte, allora i terrori della morte aumentano le nostre concezioni della vita che ci libera da essa

(II.) Le illustrazioni del nostro messaggio. Sia che gli apostoli fossero mandati al tempio perché lì c'erano così tanti tipi di parole di vita davanti a loro e agli ascoltatori, o no, certamente il tempio era come un libro illustrato aperto, dal quale potevano illuminare ciò che avevano da dire. L'ebraismo era "un'ombra di buone cose avvenire". Gli apostoli, mentre proclamavano le parole di questa vita, stavano in mezzo all'ombra

(1.) Entrando nel tempio, gli apostoli passarono il mare di bronzo (Esodo 30:17-21). Attraverso la purificazione gli ebrei dovevano essere salvati dalla morte. Tramite il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo viviamo. La contaminazione del peccato è il potere della morte: purificati da quella contaminazione sfuggiamo a quella morte. A causa del profondo male dei nostri cuori siamo esclusi dalla presenza di Dio, immersi nell'acqua dello Spirito, resi puri attraverso la rinascita, possiamo varcare la soglia del palazzo di Dio, inchinarci davanti al Suo trono e servire al Suo servizio

(2.) Al di là del mare di bronzo c'era l'altare. Proclamava che "senza spargimento di sangue non c'è remissione". Morte per la vita; non c'è vita per il peccatore se non attraverso la morte di un altro

(3.) Al di là e in fondo al tempio c'era il velo (Levitico 16:2). Non c'era accesso all'interno del velo in ogni momento, nemmeno per Aaronne, per il popolo in generale non c'era alcun accesso. Questo dichiarò con la massima enfasi la santità di Geova e la peccaminosità dell'uomo. Il sipario tirato davanti al Santo dei Santi significa che il Vangelo lo slaccia; piuttosto, la morte di Cristo lo lacera in due (Ebrei 10:3; 10:16-22). Queste sono le parole di questa vita, esse mostrano la via aperta; offrono a tutti il privilegio del Sommo Sacerdote; lo offrono continuamente

(III.) I fini del nostro messaggio

(1.) L'ispirazione di questa vita. "Come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? La fede viene dall'udire, e l'udire dalla Parola di Dio". Così parliamo affinché gli uomini possano vivere, credendo che Dio metterà la vita nelle Sue parole quando le pronunceremo. Non cerchiamo di fare il filosofo, ma cammineremmo sulle orme del profeta ebreo. Studieremmo la visione di Ezechiele, credendo che ci sia una lezione per noi

(2.) Per il nutrimento di questa vita. Pietro descrive il credente "come nato di nuovo, non da seme corruttibile, ma incorruttibile, mediante la parola di Dio", e ciò che riconosce come germe di vita, lo presenta come cibo di vita. "Come i bambini appena nati desiderano il latte sincero della Parola, affinché possiate crescere per mezzo di esso". La nuova vita, Dio connette con i mezzi nella sua educazione come nella sua ispirazione. Il ministro non è semplicemente un araldo, deve essere un pastore che pascola il suo gregge, un padre che si prende cura della sua famiglia. I cristiani vogliono ciò che nutrirà la loro vita spirituale, e la rafforzerà, e la rinfrescherà, la recupererà quando è debole, la ravviverà quando è debole

(3.) La diffusione di questa vita. È comunicativo. Gli ebrei che lo trasmettono a un altro non ne ha di meno, ma di più. I cieli calano a pioggia; Attraverso un milione di canali scorre per fertilizzare la terra. La vita spirituale viene da Dio, che fa di te e di me i portatori agli altri. Consapevoli di averla e di goderne, come possiamo fare a meno di sforzarci di darla ad altri che periscono per mancanza della sua benedizione? (J. Stoughton, D.D.Il fardello del predicatore - che parlava nel tempio: - La religione del Fariseo era una religione di forme corporee, quella del Sadduceo una di negazioni intellettuali, e quindi entrambe erano contrarie a una religione la cui caratteristica principale era la vita. La vita sempre nuova del vangelo viene a far esplodere ogni cerimonia senza vita, e così a confondere il Fariseo; viene ad aprire le tombe e a confutare il Sadduceo. Gli apostoli erano i rappresentanti di questa nuova vita. Il loro tocco portava salute dove c'era malattia. Le loro parole animavano le anime. Quali erano gli argomenti degli infedeli e l'autorità dei preti di fronte a questo potere onniprente? Si ricorse a uno degli ultimi giri del dispotismo: misero le mani sugli uomini e li trascinarono via dalla vista. Ma come il Principe della Vita stesso ruppe la prigione comune della morte, così gli Ebrei condussero questi Suoi servi fuori dalla prigione comune di Gerusalemme, dicendo: "Andate, fermatevi e parlate nel tempio",

(I.) Il carattere dell'incarico del predicatore

(1.) Ebrei è inviato da Cristo. "Nessuno si prende questo onore". Anche Cristo è stato l'Inviato di Dio. E dei suoi discepoli Ebrei disse: "Come tu hai mandato me nel mondo, così anch'io ho mandato loro nel mondo". I dodici sono stati chiamati apostoli perché sono stati inviati da Lui. Quando gli Ebrei lasciarono la terra, gli Ebrei dissero: "Andate dunque ed ecco! Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Come potevano gli Ebrei stare con loro se non operando e governando spiritualmente in mezzo alla Sua Chiesa, "dando alcuni apostoli e alcuni profeti", ecc. Essi sono i veri successori degli apostoli che, chiamati dal mondo nella Chiesa, sono ancora più spinti dallo Spirito Santo a dedicarsi all'opera del ministero

(2.) È fornito e sostenuto da Cristo. La domanda è: Come può un uomo provvedere ai bisogni di una congregazione di uomini e simpatizzare con tutta la sua multiforme vita, gioire con coloro che si rallegrano e piangere con coloro che piangono; guida gli erranti, rallegra gli sconsolati, convinci i dubbiosi; Abbiate una parola per i giovani, per i di mezza età e per i vecchi. Chi è sufficiente per tutto questo? Visto solo dal lato umano, nessuno è sufficiente. Gli ebrei possono avere la forza di Sansone, il cervello di Shakespeare, il coraggio di Lutero, la tenerezza di Howard, l'eloquenza di Crisostomo; ma se non ha nulla di più di ciò che è umano, è inadatto al suo lavoro. Quali che siano i suoi vantaggi naturali, egli ha bisogno di un'unzione dall'alto: deve essere sostenuto, nutrito e guidato dallo Spirito di Cristo. Ed è così sostenuto

(3.) È responsabile verso Cristo. Avere Cristo come proprio Maestro è la principale delle benedizioni. Gli uomini possono fraintenderci, fare poca giustizia, mancare di compassione e abbandonarci, ma Cristo non lo farà. Nessun atto fedele di un servo di Cristo può passare inosservato o non apprezzato da Lui, ma abbiamo questa considerazione anche per il nostro avvertimento. Se la nostra fedeltà viene notata, lo è anche la nostra infedeltà. Se Cristo ha fatto così tanto per il mondo, gli Ebrei si prenderanno cura di coloro il cui compito è quello di vegliare sulle anime

(II.) L'oggetto del messaggio del predicatore. L'argomento è

1.) Uno definitivo.

(1) È tutto contenuto in un libro; ed è incarnato in una Persona che è chiamata "La Parola". È necessario che la verità divina sia espressa in parole umane, perché esse danno stabilità e perpetuità al messaggio divino. Possiamo afferrarli e tenerli davanti alla mente, e studiarli finché non germogliano con significati densi come i boccioli e i fiori sulla verga di Aronne. Sono i fiori da cui possiamo sorseggiare il nettare della verità che è più dolce degli escrementi del favo. Se il messaggio di Dio fosse stato consegnato agli uomini semplicemente come una parola pronunciata, e fosse giunto nel corso del tempo come una tradizione non scritta, avrebbe avuto bisogno di chiarezza, certezza e autorità.

(2) Il messaggio del predicatore, quindi, è stato scritto con parole definite, ed egli deve attenersi a queste. Ebrei non è libero di parlare di qualsiasi argomento gli piaccia. C'è della verità nelle stelle, ed è compito dell'astronomo scoprirla. Ci sono sermoni su pietre, ed è compito del geologo far sì che le pietre predichino i loro sermoni. C'è molta saggezza nelle condizioni della società umana, ed è compito dello statista e dell'avvocato insegnarci che cos'è. Ma il predicatore deve esporre la Parola di Dio. La scienza e la politica possono illustrare il suo soggetto, ma non lo formano. Gli avvenimenti che passano possono darci delle lezioni straordinarie, ma dobbiamo predicare con la Bibbia e non con i giornali. Ma si può dire: Gesù Cristo non ha forse predicato dalla natura? Gli ebrei non trovarono forse testi nei gigli, negli uccelli, nel grano ondeggiante e nei bambini? Non testi esattamente, ma illustrazioni. Ebrei stesso era il testo, perché Ebrei era la Parola vivente incarnata di Dio, ed Ebrei è il nostro soggetto. Il predicatore non pretende di essere assolutamente originale. Ebrei non è lo scopritore di un nuovo paese, ma la guida di un paese che è stato scoperto. Come dalle lingue originali la Bibbia è stata tradotta nelle lingue vive, così dalla vita primitiva deve essere tradotta nella vita moderna. L'esperienza del XIX secolo prima di Cristo richiede di essere tradotta nell'esperienza del XIX secolo dopo Cristo.

(3) Ma sebbene la Bibbia sia il libro di testo del predicatore, non ne consegue che chiunque prenda un testo dalla Bibbia sia un predicatore del vangelo. La Bibbia è stata usata per arrestare la marcia della scienza; per rivettare le catene dello schiavo; per giustificare ogni forma di dispotismo. Dalle parole di Cristo gli uomini hanno predicato contro Cristo. Hanno preso le Sue stesse parole per confutare la Sua divinità. sì, Satana stesso ha spesso predicato sulla base di un versetto biblico. Il semplice fatto, quindi, che il testo sia preso dalla Bibbia non è una garanzia che il sermone sia veramente un sermone evangelico.

(4) Né ne consegue, sebbene non scegliamo alcun testo particolare, che non predichiamo la verità scritturale; poiché un discorso non potrebbe essere collegato a nessun versetto particolare della Scrittura, e tuttavia essere pieno dello Spirito di Cristo

(2.) Uno profondo. La vita è un grande abisso. Chi può scandagliare l'anima in mezzo all'oscurità che c'è dentro? rivelare la sua origine nell'oscurità che c'è dietro? raccontare i suoi problemi nell'oscurità che c'è davanti? Se il vangelo, quindi, ha una realtà e una potenza, deve dire qualcosa di soddisfacente su ciò che siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando e ciò che dovremmo fare. Il vangelo fa questo. La Bibbia è enfaticamente un Libro di Vita. Dappertutto è pieno di vita. Nell'Antico Testamento c'è la vita di Dio; nei Vangeli c'è la vita di Cristo; nelle Epistole c'è la vita dello Spirito, ovunque la vita dell'uomo rigenerato. Non è un libro di scheletri, ma di esseri rivestiti di carne e sangue. Come la natura, ha un'apparenza di bruschezza e disordine, che poggia, tuttavia, sull'ordine eterno

(3.) Uno ampio. "Tutte le parole". Il comandamento è estremamente ampio". Il regno del vangelo è "un luogo di ampi fiumi e torrenti". Quanta ricchezza e varietà c'è nella Parola di Dio. Come il libro si estende su un grande arco di tempo, così si estende su una corrispondente ampiezza di vita spirituale. Ha le sue alte montagne su cui riposano le nuvole del cielo, nelle dottrine della prescienza, della predestinazione e della sovranità divina. Ha le sue pianure feconde nelle attività morali e nelle buone opere degli uomini. Ha la sua vita cittadina nelle sue disposizioni civili ed ecclesiastiche. Ha le sue tranquille vallate in cui si trovano le bellezze della vita domestica. E ha i suoi grandi fiumi nei principi che vanno dall'inizio alla fine del libro. Il predicatore, quindi, non dovrebbe dimorare esclusivamente sulle cime dei monti dell'alta dottrina, né dovrebbe stare sempre in pianura, predicando quella che viene chiamata mera moralità. Se gli uomini insisteranno ad aprire i loro occhi su una serie di fatti e a chiuderli a un'altra serie di fatti ugualmente veri, non è probabile che predicheranno "tutte le parole di questa vita". E da dove viene la ristrettezza del settarismo e l'amarezza del fanatismo, se non da un disprezzo per questa verità, che la Parola di Dio ha molte sfaccettature?

(III.) L'adeguatezza di questo messaggio alle circostanze e ai bisogni di tutti gli uomini. La Parola doveva essere annunciata al popolo nel tempio, dove erano soliti riunirsi, in una lingua che potessero capire. I tipi nel tempio avevano ora raggiunto il loro scopo come forme di adorazione, e la predicazione era ora diventata l'opera principale della Chiesa

(1.) La parola è una nobile facoltà, per mezzo della quale l'uomo assomiglia a Dio, in quanto Ebrei si rivela con una parola, e così entra in contatto più stretto con il suo prossimo. Come istituzione nella società, il discorso pubblico non può mai diventare obsoleto; e come parte del servizio della Chiesa è coevo alla Chiesa. La predicazione è più essenziale per la Chiesa di qualsiasi altra forma di culto. Le forme di culto appartengono a dispensazioni particolari, ma il predicatore appartiene a ogni dispensazione. Qualunque fosse la forma di culto nell'età antidiluviana e patriarcale, ci sono sempre stati predicatori. Nella Chiesa ebraica tutti i profeti erano predicatori. Il motivo è che la funzione del predicatore, essendo semplice e diretta, è adatta ad ogni età

(2.) A volte si dice che la stampa sta invadendo il dominio del pulpito. Non è così; la stampa è un'ancella del pulpito, e invece di mettere a tacere il predicatore gli dà una voce che si estende fino ai confini della terra, così che ogni settimana possiamo ascoltare una predicazione divina a New York e un'altra a Londra. Come propagatore di letteratura religiosa, la stampa svolge il suo ministero sul pulpito; e per quanto riguarda altre questioni, la pubblicazione di cose secolari ed effimere, la stampa è qui del tutto fuori dalla portata del pulpito, che ha a che fare con ciò che è spirituale ed eterno. La domanda è: Come può un uomo essere profondamente impressionato dalla verità divina? Non possiamo rispondere dicendo che dovrebbe rimanere a casa, a leggere la Bibbia o un sermone, perché in privato vuole tre influenze che ha in Chiesa.

(1) La persona del predicatore. C'è un potere misterioso che procede dalla personalità. I toni della voce umana e lo sguardo di un uomo vivo hanno un grande potere di imprimere la verità nell'anima.

(2) Ora questo manca nei libri. C'è la simpatia dei numeri. L'attenzione rapita di uno può convincerci di disattenzione, e lo sguardo distratto di un altro può suscitare una preghiera, mentre la sensazione che ciascuno non sia che il frammento di un grande tutto è adatta a solennizzare la mente, come se cadesse su di essa l'ombra delle miriadi che adorano Dio in cielo, e che quella moltitudine starà davanti al trono di Dio. Tali influenze mancano nella solitudine.

(3) C'è l'influenza delle altre parti del servizio, la preghiera e la lode, nel rendere la mente più suscettibile di impressioni vere e salvifiche, e questo non esiste allo stesso grado in privato. Ma qualcuno potrebbe dire: "Mi vengono idee migliori, e un numero maggiore, leggendo un libro in privato". Beh, è una buona cosa leggere e farsi prendere idee; Ma tutti noi sappiamo molto di più di quanto mettiamo in pratica, e ciò che vogliamo, quindi, sono impulsi gentili per l'adempimento del dovere. E come possiamo ottenerli se non li cerchiamo nel modo della nomina di Dio? In breve, se i libri potevano semplicemente convertire il mondo, perché Dio non ha permesso ai libri di farlo? Insieme alla Parola scritta c'è sempre stata la Parola parlata

(3.) Le parole della Bibbia si adattano a tutte le fasi della vita. Ha immagini piacevoli per gli ingenui, difficoltà grammaticali per lo studioso, problemi profondi per il filosofo, precetti guida per la pratica, visioni di bellezza per il poeta, saggezza canuta per l'esperto e canzoni per i morenti nella valle oscura. Ha parole per il padre nella sua famiglia, per il padrone tra i suoi servi, per il maestro tra i suoi scolari, per il giudice in cattedra, per il re sul trono. Ha parole per diversi stati d'animo: parole di illuminazione per gli ignoranti, di convinzione per gli scettici, di consolazione per i defunti, di avvertimento per gli sconsiderati, di condanna per gli impenitenti e di perdono per i contriti di cuore

(4.) Tutte le persone sincere che vengono al tempio per adorare Dio con semplicità di cuore udranno parole che si adatteranno al loro caso. E come sono vari i bisogni rappresentati in una congregazione di adoratori! Non ci sono due ascoltatori tutti uguali, ma tutti uguali in questo, che sono per natura sotto un'unica condanna comune, e devono diventare partecipi di una salvezza comune. I giovani sono qui con il mondo davanti a loro, inesplorato e sconosciuto; hanno bisogno di un Salvatore che li preservi dall'amarezza, dall'incredulità e dalla vanità del mondo. Le persone di mezza età sono qui, con il lavoro del mondo sulle loro spalle, e hanno bisogno della forza, della saggezza e della dolce carità della vita cristiana per poter fare ciò che è vero, fedele e gentile. I vecchi sono qui, con le loro storie nel tempo che stanno per chiudersi per sempre; e richiedono che la loro ancora sia gettata nel velo, e che siano in pace con Dio, e ci sono parole di vita per tutti. (F. Ferguson, D.D.I predicatori devono raggiungere il popolo: - Un ministro la cui congregazione conta circa quaranta persone si rallegrava della sua piccolezza, perché professava che un'opera più grande poteva essere fatta con pochi che con un gran numero. In risposta, un amico suggerì di dedurre da quell'affermazione che si poteva fare un'opera più grande senza persone. Ciò ha ridotto l'ipotesi a un'assurdità. "Sono sicuro", disse uno, "che quanto meglio un uomo predica, tanto più piccola diventerà la sua congregazione". Questo dimostra il gran numero di predicatori eccellenti che abbiamo a Londra. Ma il nostro compito è quello di raggiungere le persone in qualche modo. (C. H. Spurgeon.Il cristianesimo e il popolo: Leggiamo di Gesù, che "tutto il popolo era molto attento ad ascoltarlo". Inoltre, il popolo conserva la verità quando la riceve. Si noti questo fatto storico: la Riforma in Spagna era tra la nobiltà, ed era lo stesso in Italia, e l'opera si placò presto. In Inghilterra la gente comune ricevette la verità da Wycliffe, e non si estinse mai. Se si voleva bruciare un pagliaio, lo si dava fuoco sul fondo; E se si vuole che un'intera nazione senta la potenza del Vangelo, deve prima essere ricevuto dai lavoratori e dagli artigiani. I martiri d'Inghilterra furono in gran parte presi dai tessitori, e simili. Il popolo ama l'uomo "scelto dal popolo". La Bibbia è la loro carta, il vangelo è la loro proprietà, e quando lo sapranno lo conserveranno con eroica costanza. Per di più, lo diffonderanno. I primi predicatori di Cristo erano del popolo, e nelle strade di Londra oggi, e nelle scuole domenicali dell'Inghilterra oggi, troverete che il popolo è in prima linea nel lavoro sacro. Siamo lieti di vedere i nobili, i grandi, i ricchi, i colti dediti a nostro Signore, ma, dopo tutto, la nostra principale speranza risiede tra la gente. I ministri devono predicare l'intero vangelo: - Cari fratelli, ci è proibito omettere qualsiasi parte del vangelo. Sono molto contento che lo sia, perché se ci fosse permesso a volte ci sottrarremmo alle parti impopolari. Eppure, non è vero, sarebbe molto pericoloso omettere qualsiasi parte del Vangelo, non è vero? Sarebbe come se un medico desse una prescrizione a un dispensatore e il dispensatore omettesse uno degli ingredienti. Gli ebrei potrebbero uccidere il paziente con l'omissione. I risultati peggiori seguono il rifiuto di qualsiasi dottrina; Potremmo non vedere quei risultati, ma seguiranno. Forse solo la prossima generazione mostrerà pienamente il male fatto da una verità nascosta o negata. Sarebbe un esperimento pericoloso per chiunque di noi

26 CAPITOLO 5

Atti 5:26

Ed essi, udito ciò, entrarono nel tempio , ma il sommo sacerdote convocò il sinedrio.- Le caratteristiche dell'opposizione alla verità: - Il contrasto è molto grafico. Gli apostoli in pubblico che diffondono la verità: le autorità ebraiche nello stesso momento complottano in privato per la sua soppressione. La conferenza suggerisce subito le caratteristiche che contraddistinguono l'opposizione alla verità, e i motivi per i quali gli oppositori sono spinti. A volte, in un dato conflitto, le caratteristiche si manifestano nello stesso ordine naturale di sviluppo di qui. Agisce altre volte, ogni segno distingue un individuo o un movimento

(I.) Fiducia (Versetto 21). Gli apostoli erano rinchiusi e quindi al sicuro. Non restava che convocarli e condannarli. Allora tutto sarebbe finito: la posizione delle autorità assicurata, e il cristianesimo una cosa del passato. Così, in effetti, i persecutori hanno discusso per tutto il tempo. Cristo era un bambino a Betlemme. Tutti i bambini di Betlemme furono uccisi; perciò Erode era salvo. Diocleziano scrisse sulle colonne che il nome di cristiano era stato distrutto ovunque. Gli oppositori intellettuali hanno argomentato allo stesso modo. Quante volte il cristianesimo è stato ucciso e sepolto dai tempi di Celsa e Porfirio a quelli di Voltaire e Tom Paine

(II.) Delusione. Le porte della prigione erano chiuse a chiave e le sentinelle erano ai loro posti, ma i prigionieri non c'erano più. Quindi, in effetti, è mai stato trovato. Non sempre le porte si aprono e si chiudono al comando di un angelo di liberare il prigioniero; Ma la sua influenza e il suo messaggio trovano in qualche modo la loro strada attraverso le mura più spesse. Paolo non era meno efficace in una prigione, né lo era Bunyan. E anche se agli oppositori può essere permesso di scatenare la loro piena vendetta sul loro prigioniero, il martirio non fa che aumentare il potere. L'influenza di Giovanni Battista è tanto più grande per la sua tragica morte, e Cristo innalzato sulla croce attira tutti gli uomini a sé. Il vescovo Tunstall può bruciare le Bibbie di Tyndale, ma questo fornisce solo a Tyndale i mezzi per pubblicare di più

(III.) Sconcerto (Versetti 23, 24). Le autorità si sentirono abbastanza prese in giro e cominciarono a nutrire il segreto sospetto che questi contadini galilei sarebbero stati a lungo andare troppo forti per loro. E non c'è da stupirsi. Le possibilità degli uomini per i quali si sarebbero aperte le porte delle prigioni erano illimitate, e così dubitavano di dove queste cose sarebbero arrivate. E ora arriva l'informazione che non solo erano in libertà, ma stavano facendo nel luogo più pubblico proprio la cosa per cui erano stati imprigionati. Questo non farebbe che aumentare la perplessità. Fu lo stesso nelle grandi persecuzioni della Chiesa primitiva. Il dubbio su dove queste cose sarebbero cresciute fece anche del filosofo Adriano un persecutore, ma alla fine fece del politico Costantino un cristiano. Lo stesso dubbio agita il pagano quando vede le sue care convinzioni e costituzioni sgretolarsi e il cristianesimo risorgere lentamente ma inesorabilmente sulle loro rovine. Lo stesso dubbio agita lo scettico quando vede i suoi libri diminuire in circolazione e le Bibbie moltiplicarsi

(IV.) Paura

(1.) Visto nel metodo di arresto (Versetto Versetti 26)

(2.) Ma più potentemente nel timore che la loro stessa imprecazione, "il suo sangue ricada su di noi", si compisse (Versetto 28). "La coscienza ci rende tutti codardi". Né si può negare che gran parte degli attacchi anticristiani nel corso dei secoli sia dovuta al timore delle conseguenze. Questo spiegherà una buona parte della sua virulenza. Conclusione:1. I cristiani devono aspettarsi che la verità sia contrastata. "Che concordia ha Cristo con Belial." 2. Nonostante l'opposizione, i cristiani devono mantenere la verità. È un deposito sacro da difendere a tutti i costi

(3.) Che i cristiani siano animati dal pensiero che la verità è potente e prevarrà. (J. W. Burn.)

27 CAPITOLO 5

Atti 5:27-29

E dopo averli condotti, li presentarono davanti al sinedrio. - L'accusa questa volta è semplicemente che gli apostoli non avevano rispettato il precedente giudizio - erano colpevoli di oltraggio alla corte. Essi, tuttavia, non avevano infranto la loro parola, perché non ne avevano data nessuna, avendo dichiarato che avrebbero continuato a predicare nel nome di Gesù. E ora i giudici non pensano alla verità e alla giustizia, ma semplicemente alla propria sicurezza (28). Essi credevano che gli apostoli stessero aizzando la folla a vendicare l'assassinio del Salvatore. È interessante osservare quanto fossero timidi nell'introdurre il nome di Gesù; Ma nella misura in cui i governanti lo evitavano, gli apostoli lo proclamavano. Era una pietra d'inciampo per i primi che avrebbe potuto ridurli in polvere: era una forte torre per i secondi, nella quale corsero e furono al sicuro. La risposta di Pietro alla domanda fu: "Dobbiamo ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini". Da dove veniva quest'uomo questa saggezza e questo coraggio? Quanto deve il mondo alla risposta di Pietro! È il fondamento di ogni vera libertà. La difesa di Pietro è uno dei migliori esempi di arringa che si ricordino. È chiaro e convincente; È molto breve, ma abbastanza lungo. L'oratore dice tutto ciò che è necessario, e poi si ferma. In questo breve spazio egli si difende, confonde i suoi avversari e loda Cristo. Il discorso assume la forma di un sillogismo che non sarebbe stato così singolare sulle labbra di Paolo, ma che ci sorprende di trovare nella difesa non premeditata di un semplice e impetuoso pescatore. Dopo aver annunciato il principio generale che ovunque Dio esige obbedienza, la pretesa dell'uomo deve rimanere in sospeso, egli mostra che questo caso rientra nella regola. "Il Dio dei nostri padri" si preoccupa di ricondurre tutto fino al Dio d'Israele che il Sinedrio riconobbe - "risuscitò Gesù che voi avete ucciso". La punta della freccia è di nuovo sul loro petto. In un certo senso egli è in loro potere; in un altro sono nel suo. "Dio lo ha esaltato". Ebrei mette alla gogna i sacerdoti come nemici di Dio e crocifissi del Messia. Ma questo non è il dettame della vendetta. Ebrei sente il desiderio di un'apertura nelle coscienze dei giudici, affinché egli possa introdurre il vangelo; e quindi ora offre attraverso l'eccelso Principe e Salvatore la remissione dei peccati. I predicatori hanno un occhio di riguardo per i magistrati, gli astanti, gli ufficiali, i giovani avvocati, come Saulo di Tarso, che potrebbero essere in giro per il tribunale. E chi dirà se Saulo, per la parola di Pietro, ricevette una freccia nel suo cuore che non si sarebbe spenta nonostante tutto il suo zelo intemperante fino a quando non si arrese a Damasco? I testimoni si guardarono bene dal seminare lungo tutte le acque, non sapendo quale avrebbe potuto portare frutto. (W. Arnot, D.D.Gli apostoli perseguitati:

(I.) L'arresto da parte del consiglio. L'arresto di Pietro e dei suoi fratelli apostoli ebbe luogo su istigazione del concilio davanti al quale furono condotti. Era intenzione dei governanti rendere odiosa la nuova dottrina rendendo criminali i suoi insegnanti. Così ragionavano i governanti. Inoltre, credevano che la verità confinata dietro le sbarre e i muri di pietra non potesse essere molto pericolosa. Ma quanto poco capivano la natura della verità! C'è una vitalità nelle idee che va ben oltre la capacità dell'uomo di concepire. Una volta che sono pienamente afferrati e instillati nella mente, diventano influenze viventi e permanenti. Gli insegnamenti erano alloggiati al sicuro nei cuori degli uomini fuori dalla prigione, e non confinati all'interno della prigione. I governanti commisero anche l'errore di supporre di poter impedire la crescita del Vangelo con il potere dell'autorità. "Non vi abbiamo severamente comandato di non insegnare in questo Nome?" Non avevano dubbi sul loro potere di sopprimerlo. Ma l'autorità umana non tiene conto dell'intenso entusiasmo che la verità suscita negli uomini che la credono, e del grado di sacrificio di sé che essa può evocare. Non puoi mai essere sicuro che la tua autorità abbia chiuso tutte le scappatoie della fuga. Non puoi mai essere sicuro che la tua autorità possa ispirare paura abbastanza da terrorizzare il suo sostenitore e costringerlo al silenzio

(II.) La risposta di Pietro al concilio. Ecco un altro esempio in cui le parole di Cristo dovevano avverarsi, poiché gli Ebrei avevano detto qualche tempo prima: "Ma quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete parlare, perché in quell'ora vi sarà dato ciò che dovrete dire" (Matteo 10:19). Pietro, nella sua risposta, ammise la verità delle accuse. Gli apostoli si erano infatti rifiutati di riconoscere l'autorità del Concilio, perché riconoscevano un'autorità superiore. "Dovremmo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini". Pietro, però, va ancora più lontano. Non contento di rispondere semplicemente alle loro accuse, assume l'aggressività riaffermando le dottrine che aveva insegnato al popolo, ed espone coraggiosamente le affermazioni di Cristo. Non c'è ombra di spirito di compromesso nelle sue parole. Pietro fa l'annuncio sorprendente che Cristo era un Principe. "Dio lo ha esaltato. per essere un Principe". Pietro, tuttavia, dichiarò senza esitazione la nuova verità, che la salvezza non era in un sistema, ma in un uomo. C'era un altro passo necessario per completare l'argomentazione di Pietro, e cioè che lui e i suoi compagni apostoli si erano irrevocabilmente impegnati a favore di queste verità. "Noi siamo i Suoi testimoni di queste cose". Così la risposta di Pietro gettò la necessità di agire sul concilio

(III.) Il rilascio da parte del consiglio. Cominciarono con una spacconata e finirono con una sconfitta ignominiosa. Gamaliele, la mente principale tra loro, si alza per dichiarare la sua posizione, avendo prima, però, ottenuto una temporanea rimozione degli apostoli. In seduta privata egli invoca cautela, il suo motivo fondamentale è che non possono decidere sul merito del caso. Non possono ancora dire se questo nuovo movimento è di Dio o dell'uomo. Se è da Dio, non potete rovesciarlo; Se è dell'uomo, finirà da sé. Nella loro storia avevano avuto due esempi notevoli di complotti di uomini che giungevano a una fine prematura, cioè quelli di Teuda e Giuda. Questo episodio nella storia della Chiesa primitiva mostra chiaramente due o tre cose che è bene notare. E una è che le idee non possono essere soppresse perseguitando i loro sostenitori; Eppure il mondo è molto lento nell'imparare questa lezione. Rinchiudere Pietro in prigione non è una risposta alla dottrina che egli insegnava, che la salvezza viene da Cristo. Fanatico, sognatore, bigotto, eretico, sono nomi liberamente scagliati contro individui che fanno quello che possono per i loro simili. Ma questi titoli non hanno più potere di impedire il pensiero o l'azione di quanto un cardo possa fermare le maree. L'equazione personale nella persecuzione la rende la cosa infernale che è. Un'altra cosa da notare è che la persecuzione serve a rendere buona la verità odiata, facendola dichiarare chiaramente davanti al pubblico. Se considererete le cause che suscitarono quattro dei sermoni di Pietro, troverete che fu l'opposizione o il dubbio dell'incredulità.Non vi abbiamo forse severamente comandato? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina.Essendo a Basilio offerta l'alternativa di conformarsi al credo ariano o di dimettersi dal vescovato, rispose al prefetto, che lo interrogava, con calma dignità, che non poteva obbedire alla volontà dell'imperatore, "perché era incompatibile con quella del suo sovrano Signore, e non poteva adorare alcuna creatura umana, essendo egli stesso suddito di quel Signore, e gli fu comandato di essere simile a Lui". Conosci la sua dignità con cui parli?" chiese Modestus. «Sì», fu la risposta, «e lo rispetto, ma quello di Dio è più grande. Siamo entrambi suoi servitori, e tra i cristiani la grandezza non dipende dal rango, ma dalla fede". Il prefetto lo minacciò di pene e punizioni. Il vescovo sorrise e rispose: «Che cosa sono queste minacce per me? Gli ebrei che non hanno nulla da perdere non possono temere la confisca, e io non ne possiedo altro che questi miseri indumenti e alcuni libri. Né teme l'esilio che non considera nessun luogo della terra la sua casa, essendo qui solo un pellegrino e un forestiero, in cerca di un luogo di riposo più sicuro; Il cielo è la mia casa. Né temo la tortura; il mio fragile corpo resisterebbe poco: tu potresti sferrare un solo colpo, e il mio dolore è passato; Io me ne andrei più presto a Lui, per il cui servizio solo sono disposto a vivere, e al quale la mia anima anela". Modesto non poté fare a meno di esprimere la sua sorpresa per l'audacia del discorso del vescovo. «Forse», fu la risposta, «non avete mai incontrato un vescovo cristiano, altrimenti in tali circostanze avreste trovato la stessa condotta». L'imperatore cedette e, poiché il suo bambino era gravemente malato, l'imperatrice Dominica cercò persino le preghiere di Basilio per conto del giovane Galato

29 CAPITOLO 5

Atti 5:29

Dovremmo obbedire a Dio piuttosto che all'uomo.La parola "dovrebbe" non è che un'antica forma passata del verbo "dovere"; non è, infatti, che un'altra ortografia di "dovuto". Ciò che dunque dovevamo fare, dovevamo fare; ciò che dovevamo essere, dovevamo essere. A Dio dobbiamo la nostra vita; dobbiamo pagarlo con la nostra vita. Ciò che dobbiamo al nostro prossimo, è ciò che dobbiamo a Dio fare per una creatura onorata di Dio. Dovremmo farlo perché dobbiamo farlo. Eppure continuiamo a dire che dobbiamo fare e che dobbiamo farlo, senza mai pensare che ciò che dobbiamo lo dobbiamo e che ciò che dobbiamo non lo paghiamo! (H. C. Trumbull, D.D.) Ought è la parola che esprime il senso del dovere. Differisce da tutte le altre parole della lingua, tranne quelle di significato affine: una parola senza umori, tempi, coniugazioni, al di sopra del tempo, dello spazio e delle circostanze, una parola come l'eternità, perfetta e completa in se stessa. Dovere! Da dove viene? Non dal tempo, perché non è soggetto alle leggi del tempo come altre parole; è una parola smarrita dall'eternità. In virtù di questa parola, la parola centrale della coscienza, l'uomo è nell'eternità, e l'eternità è nell'uomo. Questa parola "dovrebbe", o, se preferite, la verità che questa parola simboleggia, l'importante verità del dovere e dell'obbligo, è una "grande luce" sospesa nel cielo dell'anima per sempre; e per quanto luminoso sia lo splendore del sole nel firmamento materiale dei sensi, impallidisce di fronte all'eccessiva luminosità della "grande luce che governa il giorno" nei cieli interiori dello spirito. (J. Cynddylan Jones, D.D.) Obbedienza a Dio:

(I.) La sua necessità

(1.) Comandato (Deuteronomio 13:4; 10:12)

(2.) La condizione dell'accettazione presso Dio (Esodo 19:5 ; Geremia 7:23)

(3.) La condizione per assicurarsi l'aiuto di Dio (Esodo 23:22 ; Deuteronomio 7:9)

(4.) Atteso dal popolo di Dio (Deuteronomio 27:9, 10)

(5.) Più che olocausti (1Samuele 15:22)

(6.) Un degno contraccambio per le misericordie di Dio (1Samuele 15:24)

(7.) Deve obbedire a Dio piuttosto che all'uomo (CAPITOLI iv. 19, 20; v. 29). 8. Esortato (Geremia 26:13; 38:20). 9. Una prova di amicizia con Cristo (Giovanni 15:14)

(II.) Cosa include. 1; Obbedire alla voce di Dio (Esodo 19:5 ; Geremia 7:23)

(2.) Obbedire alla legge di Dio (Giosuè 1:7 ; Isaia 42:24)

(3.) Portare ogni pensiero all'obbedienza a Cristo (2Corinzi 10:5)

(4.) Obbedire al vangelo (Romani 1:5; 6:17; 10:16)

(5.) Osservare i comandamenti di Dio (Ecclesiaste 12:13)

(III.) Come essere reso. Dovrebbe essere

1.) Dal cuore (Deuteronomio 11:13 ; Romani 6:1)

(2.) Volentieri (Salmi 18:44 ; Isaia 1:19)

(3.) Fedelmente (Giosuè 22:2, 3)

(4.) Immutabile (Deuteronomio 28:14)

(5.) Costantemente (Filippesi 2:12)

(IV.) Motivi per

(1.) Promesse a (Esodo 23:22 ; 1Samuele 12:14, 15; Isaia 1:19)

(2.) Beatitudine di (Deuteronomio 11:27, xxviii. 1-14; Luca 11:28 ; Giacomo 1:5)

(3.) La disobbedienza punita (Deuteronomio 11:28, xxviii. 15-68; Giosuè 5:6 ; Isaia 1:20). (S. S. Times.) Obbedienza a Dio: - La proposizione è quella che riceve un assenso unanime. È una verità vista dall'intuizione. Se c'è un Dio, e Ebrei ha una volontà riguardo alla nostra condotta, dobbiamo obbedirgli. Gli dobbiamo obbedienza sotto ogni aspetto. Ebrei è il nostro Creatore, Proprietario, Benefattore e un Essere infinitamente perfetto, incapace di volere qualsiasi cosa che non sia compatibile con la più stretta rettitudine. Dobbiamo obbedirgli. Dovremmo! Allora perché Gli abbiamo disobbedito? Dalla tua bocca gli Ebrei 101 giudicheranno e ci condanneranno. Ma poiché ci sono errori su ciò che l'obbedienza è e non è, facciamo...

(I.) Traccia alcune distinzioni

(1.) Il semplice fare ciò che Dio comanda non costituisce obbedienza, a meno che non ci asteniamo anche da ciò che gli Ebrei proibiscono. I precetti negativi sono obbligatori quanto i precetti positivi

(2.) L'obbedienza deve essere universale. Non deve solo avere rispetto per tutto ciò che è proibito e richiesto. Esistono le stesse ragioni per cui dovremmo essere conformi a tutta la volontà come a qualsiasi parte della volontà di Dio. Se, quindi, qualcuno disobbedisce a Dio sotto qualsiasi aspetto, perde il carattere dell'obbedienza; E per questo è scritto: "Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica". 3. Obbedire a Dio non è semplicemente agire secondo la Sua volontà, ma perché è la Sua volontà. Una conformità accidentale della volontà dell'uomo alla volontà di Dio non è obbedienza. Deve essere intenzionale. Un ateo può fare ciò che Dio richiede, ma non per questo si direbbe che obbedisce a Dio. Un uomo può fare alcune cose che Dio richiede da una considerazione inferiore. Così alcuni sono scrupolosamente onesti, perché la disonestà è vergognosa, o un principio intrinseco di integrità, e non per riguardo al Supremo Diritto. Gli stessi elementi concorrono alla costituzione dell'obbedienza filiale. Un figlio diligente è colui che fa ciò che il genitore gli insegna, non perché ciò corrisponda alla sua inclinazione, o perché debba guadagnare qualcosa da essa, ma per riguardo alla volontà del genitore. È evidente, quindi, che ci può essere molta moralità e giusta azione fra gli uomini dove non c'è ubbidienza a Dio

(4.) Fare secondo la volontà di Dio, per riguardo a Dio, non costituisce di per sé obbedienza. Dipende dalla natura del riguardo. La considerazione può essere servile: il timore degli effetti del dispiacere di Dio per la disobbedienza. Può essere mercenaria, l'aspettativa di una ricompensa per l'obbedienza. Ma il rispetto che si ha per Dio in ogni ubbidienza accettevole è l'unione del rispetto e dell'amore

(5.) L'obbedienza, per essere accettabile, deve essere sia interna che esterna. Le azioni esterne non sono in realtà che l'espressione dell'obbedienza. In che cosa si comprende sommariamente la legge di Dio, se non in un duplice esercizio del cuore? "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, e il prossimo tuo come te stesso." Tutti gli atti pii e caritatevoli devono, secondo Lui, passare per nulla, se non sono l'espressione dell'amore, l'obbedienza del cuore

(II.) Caratteristiche dell'obbedienza. Deve essere

1.) Costante, non occasionale e interrotto. Esistono le stesse ragioni imperative per cui Dio dovrebbe essere obbedito in ogni momento, come in qualsiasi momento. E l'amore di Dio, il principio dell'obbedienza, non è un'eccitazione intermittente e febbrile, ma una pulsazione regolare e salutare

(2.) Incondizionato. Dobbiamo obbedire a Dio, qualunque siano le difficoltà, le circostanze o le conseguenze. Non c'è alcun potere di dispensazione. E tuttavia quante eccezioni vengono fatte per il semplice inconveniente, ad esempio per quanto riguarda la legge del sabato. E le leggi del grande e terribile Dio, la cui maestà è tale che tutte le nazioni sono davanti a Lui come nulla, devono piegarsi alla convenienza umana? Che cosa! è nostro dovere ubbidire a Dio solo quando è conveniente e piacevole, o quando non sembra interferire con nessuno dei nostri interessi secolari? 3. Supremo e primario, e non subordinato e secondario. Questo obbligo ha la precedenza su ogni altro. Devono piegarsi ad esso. Non si piegherà a nessuno. A chiunque sia disobbedito, a Dio deve essere obbedito

(4.) Immediatamente, senza esitazione. Il ritardo è disobbedienza, anche se dovrebbe essere accompagnato dalla determinazione di obbedire nell'aldilà. La legge di Dio si adempie con buoni propositi e propositi doverosi? 5. Indiscutibile. Non abbiamo il diritto di chiedere il motivo dei Suoi comandi, o la loro utilità. È sufficiente che Ebrei comanda. Alcune bambine della scuola domenicale furono interrogate in riferimento alla supplica: "Sia fatta la tua volontà", ecc. "Come fanno gli angeli in cielo?" Immediatamente", disse uno, "attivamente", disse un altro; «Unitamente», rispose un terzo; E poi c'è stata una pausa, quando una bambina ha detto "senza fare domande". 6. Invio. Le ragioni dell'obbedienza alla volontà percettiva di Dio sono le stesse di quelle della sottomissione alla sua volontà provvidenziale. "Sia fatta la Tua volontà" significa "siano compiuti i Tuoi propositi, così come siano obbediti i Tuoi comandi". 7. L'assenza di peccato è necessaria per la perfezione dell'obbedienza, ma non per la sua realtà. Eppure il desiderio e la preghiera, lo scopo e lo sforzo, e la lotta per liberarsene sono. (W. Nevins, D.D.Tre classi di persone:

(I.) Lo spirito del belieVersetto Ciò si manifesta nella condotta dei discepoli sotto persecuzione, 1. Uno spirito di lavoro. Appena liberati, si trovano nel tempio a lavorare per Cristo

(2.) Uno spirito coscienzioso. "Noi dovremmo" è il principio che controlla la loro condotta

(3.) Uno spirito di testimonianza. Notate quanto è forte e chiara la loro testimonianza (Versetto Versetti 30-32)

(4.) Uno spirito gioioso (41). Si rallegrarono del privilegio di soffrire per la causa del loro Signore

(II.) Lo spirito dell'increduloVersetto Notate come questo sia in netto contrasto con lo spirito del credente

(1.) C'è la paura degli uomini (Versetto Versetti 26). Mentre gli apostoli non temono l'opinione popolare, i loro persecutori hanno paura e hanno timore dell'ira del popolo

(2.) C'è l'odio contro la verità (Versetto 28, 33). Questi uomini non erano sinceri ricercatori della verità. La verità era l'oggetto particolare della loro inimicizia

(3.) C'è lo spirito di persecuzione (40). O i discepoli avevano ragione o avevano torto. Se si sbagliavano, il partito dei preti non doveva avere paura: la loro causa sarebbe stata vanificata. Se avevano ragione, era un crimine picchiarli. Ma reprimere la verità con la violenza è stato lo scopo della persecuzione in tutte le epoche

(III.) Lo spirito di indecisione. Questo lo osserviamo nel consiglio di Gamaliele. La sua supplica può essere interpretata come l'espressione di una nobile tolleranza o di un espediente senza principi; forse entrambi gli elementi vi sono entrati. Obbedienza a Dio piuttosto che all'uomo: Un giorno il padre di poppa, mentre tornava a casa dal suo lavoro, sentì un rumore come se qualcuno stesse parlando nella stanza del suo bambino. Gli ebrei chiesero a sua moglie che cosa fosse. Gli disse che era Johnnie a pregare. Questo lo fece arrabbiare. Ebrei disse al figlioletto, in tono deciso, che se avesse osato farlo di nuovo, avrebbe dovuto lasciare la casa e trovare un'altra casa. Come Daniel, il caro Johnnie sapeva tutto quello che doveva soffrire, ma decise di continuare a pregare. Il giorno dopo suo padre tornò a casa e lo trovò di nuovo a pregare. Ebrei andò subito nella sua stanzetta e con voce burbera disse: «Impacchettate le vostre cose e vattene. Non voglio che nessuna delle tue preghiere sia in casa mia. Non abiterete con me". E così il poveretto impacchettava quel poco che era suo, prendeva il fagotto e scendeva le scale per dirgli "arrivederci". Gli Ebrei andarono prima da sua madre e sua sorella, e diedero loro il bacio d'addio; e poi, con il cuore pieno, si chinò sulla culla e premette le sue labbra tremanti su quelle del piccolo che tanto amava. Sua madre rimase lì a piangere. Come avrebbe potuto separarsi da lei? Agisce per ultimo, gettandole le braccia al collo e, con le lacrime agli occhi, singhiozza: "Addio, madre!" E allora il piccolo eroe si rivolse gentilmente al severo padre e, tendendo la mano, disse: "Addio, padre." Ma il padre non ce la faceva più a sopportarlo. Gli ebrei non riuscivano a trattenere le calde lacrime dai suoi occhi. No, non poteva, dopo tutto, scacciare il suo nobile ragazzo. «Johnnie, non c'è bisogno che tu vada adesso. Pregate per me. Sono stato un uomo malvagio a cercare di impedirti di pregare. Mi sbagliavo; Avevi ragione a pregare. Oh, prega per me!" era tutto ciò che riusciva a dire. E Johnnie pregò. Sì, e anche il padre pregava. Gli ebrei si convertirono e amavano, con la sua famiglia, inchinarsi davanti al propiziatorio. (E. P. Hammond.Un sabato c'era un ragazzino di nome Jamie Brown che spingeva lungo la strada per tornare a casa. Gli Ebrei avevano percorso solo un miglio quando, a una svolta della strada, tre o quattro ragazzi molto malvagi, che non gli piacevano perché andava in chiesa e si rifiutavano di unirsi a loro in marachelle, uscirono di corsa da un gruppo di alberi con un feroce cane da toro e dissero: "Brown, devi dire le parolacce che ti diciamo prima di fare un altro passo, o ti mandiamo il cane addosso". E allora cominciarono a bestemmiare e a pronunciare le peggiori parole. C'era una cosa che Jamie aveva imparato al caminetto di sua madre, ed era che era sbagliato pronunciare il nome di Dio invano, e sbagliato sporcare la lingua con parolacce. Ma lui disse semplicemente: "Lasciami andare; Voglio tornare a casa". Non un passo più avanti,» disse il più grosso, «finché non pronuncerai queste parole dopo di me. Giura questo e ti lasceremo andare", e ripeté parole selvagge e malvagie. "Non oso dire questo," rispose il ragazzo; "E tu non hai il diritto di chiedermelo". Giura in questo momento, o lasceremo scivolare il cane". Non giurerò questo; e tu non hai il diritto di lasciarmi sfuggire il cane". Gli diedero un'altra possibilità e poi lasciarono libero il cane. Quella notte, mentre sua madre e gli altri bambini sedevano intorno al fuoco, il coraggioso ragazzo raccontò il resto dell'avventura. Gli venne in mente, mentre i suoi selvaggi persecutori stavano sciogliendo il cane, che Dio, che aveva chiuso la bocca dei leoni nella fossa dove si trovava Daniele, poté chiudere la bocca del feroce cane su quella strada solitaria. E Dio chiuse la bocca del cane. I grossi e massicci furfanti, più brutali del loro cane, lo urlarono all'innocuo ragazzo. Il cane abbaiò furiosamente per un secondo o due e si precipitò verso di lui. Ma non mordeva né offriva di mordere. E Jamie è stato liberato dalle loro mani. (N. T. Aneddoti.)

31 CAPITOLO 5

Atti 5:31

Dio lo ha innalzato con la sua destra perché sia un principe e un salvatore, per dare a Israele il ravvedimento e il perdono dei peccati.- Il fine dell'esaltazione del Salvatore: - L'elevazione è necessaria per influenzare. A che serve una candela sotto il moggio? Mentre il sole è sotto la nostra terra, tutto è buio e freddo; ma quando si alza, diffonde i suoi raggi illuminanti e vivificanti. Quando l'arbusto si alza dal terreno, ha bisogno di supporto; ma quando diventa un albero, gli uccelli si annidano tra i suoi rami. Un uomo nell'oscurità e nella contrazione della vita privata può solo riversare desideri benevoli e versare lacrime inefficaci. Ma dategli la preminenza, e migliaia di persone saranno protette dal suo potere e arricchite dalla sua munificenza. Prendiamo il caso di Giuseppe, ad esempio: Ma qui c'è uno più grande di Giuseppe. Gesù soffrì per mano dei peccatori; ma le Sue sofferenze portarono alla Sua esaltazione. Alcuni sono esaltati come principi che non sono affatto salvatori. Sacrificano la vita dei loro sudditi per salvare la propria; ma gli Ebrei si sacrificarono per il benessere dei Suoi sudditi. Sono principi di guerra; ma Ebrei è "il Principe della pace". Sono principi della morte; ma Ebrei è "il Principe della vita". Sono principi e distruttori; ma Ebrei è "un principe e un salvatore". Esaminiamo tre punti di vista sulle benedizioni che l'eccelso Salvatore dà

(I.) Il loro significato

(1.) Che cos'è il pentimento? L'inchiesta è necessaria a causa delle contraffazioni del pentimento. Faraone, Acab e Giuda si pentirono e morirono nei loro peccati. Un vecchio divino ci dice che "il vero pentimento consiste nell'avere il cuore spezzato per il peccato, e a causa di esso". (1) Il soggetto del pentimento, quindi, è convinto del peccato. Gli Ebrei vedono che è il male più grande dell'universo. Perciò prova vergogna, dolore e contrizione, specialmente quando comprende la bontà di Dio. Questo dissolve il cuore e lo rende "triste secondo una sorta di pietà". Perché la lacrima della penitenza evangelica scende dall'occhio della fede; e la fede, mentre piange, sta sotto la Croce. La pressione di questi vari sentimenti costituisce ciò che intendiamo con l'avere il cuore spezzato per il peccato.

(2) Ma l'uomo ha ora nuove disposizioni e risoluzioni; e quindi un nuovo corso di vita. Ebrei è liberato dall'amore di tutti i peccati, per quanto cari prima. Ebrei è liberato dal suo dominio ed evita le sue occasioni. E questo è ciò che intendiamo quando diciamo che il cuore è spezzato dal peccato

(2.) E cos'è il perdono? Non rende un uomo innocente. Il peccato contrae la colpa, e la colpa si lega alla punizione; Il perdono annulla questo obbligo e ristabilisce l'offensore al sicuro. E spesso tra gli uomini il perdono non si estende oltre. Ma Dio si compiace di coloro che Ebrei perdona e li concede con la più intima amicizia. Quando due individui sono stati in disaccordo, il più difficile da credere nella riconciliazione è l'autore del reato. Una volta un uomo offese Augusto, e l'imperatore, per mostrare la sua grandezza d'animo, dichiarò che lo perdonava. Ma la povera creatura, temendo che la dichiarazione fosse troppo bella per essere vera, chiese a Sua Maestà di fargli un regalo come prova che lo aveva davvero perdonato. Così ansiosa è la mente risvegliata. Un perdono così libero e pieno, dopo tutte le sue atroci provocazioni, sembra incredibile; egli desidera quindi un segno per il bene: e molti pegni della riconciliazione più perfetta che il Dio di ogni grazia offre

(II.) Il loro legame. Questa non è una connessione meritoria, come se il pentimento meritasse il perdono, perché entrambi sono dati; E come può un dono meritarne un altro? Ma c'è tra loro una connessione di

1.) Correttezza. Non sarebbe in accordo con la saggezza di Dio perdonare chi è incapace di gioirLui o di servirLo, sì, uno che Lo aborrisce. Se un servo o un bambino si comportasse in modo scorretto, anche se la bontà può spingervi a perdonare, naturalmente richiedereste uno stato d'animo adeguato e segni di dolore, confessione e riforma; altrimenti il tuo perdono sembrerebbe connivenza o indifferenza, e incoraggerebbe una ripetizione della disobbedienza

(2.) Certezza. Nessuno ha mai veramente goduto del perdono senza pentimento; E nessuno ha mai veramente esercitato il pentimento senza il perdono. D'altra parte, "gli Ebrei che confessano e abbandonano i loro peccati avranno misericordia".

(III.) La loro fonte. Alcuni pensano che il pentimento sia un argomento molto legale; Ma non c'è mai stato un errore più grande. Perché, per non parlare del fatto che nostro Signore "venne a chiamare i peccatori al ravvedimento" e che gli apostoli "andavano predicando dappertutto affinché gli uomini si convertissero", il pentimento è particolarmente evangelico. La legge non c'entra nulla; non lo comanda nemmeno; Tutto ciò che ha a che fare con il trasgressore è condannare. Non gli concede né la libertà né la capacità di pentirsi; ma il vangelo gli dà entrambi, e Cristo fu esaltato per realizzare lo scopo del vangelo. E se il pentimento è un dono, il perdono può essere un acquisto? Da qui due cose seguono

(1.) Se possediamo queste benedizioni, impariamo a chi dobbiamo rivolgere la nostra lode. "Nel Signore ho giustizia e forza". 2. Se li vogliamo, vediamo a chi dobbiamo rivolgere le nostre preghiere. (W. Jay.) Esaltato per dare:

1.) L'assassino è perseguitato dal fantasma della sua vittima. Questo fa parte del sublime meccanismo della provvidenza per la punizione, e quindi per la prevenzione del crimine. Tutta la storia pullula di esempi di questo. Testimone Erode: "Giovanni 49 Battista, che ho decapitato, è risorto dai morti". Questi sommi sacerdoti furono costretti a subire questa inevitabile sentenza: "Colui che voi avete ucciso, Dio lo ha esaltato". La loro vittima è risorta e gli assassini tremano. Non gli hanno mostrato alcuna misericordia e non se ne aspettano alcuna. Ma ora che Ebrei è esaltato e i suoi nemici in suo potere, invece di vendicarsi, Ebrei offre la remissione

(2.) L'acqua è innalzata nei cieli affinché possa dare pioggia. Allo stesso modo gli Ebrei, che vengono come pioggia sull'erba falciata, furono esaltati affinché gli Ebrei potessero dare se stesso come l'Acqua Viva. Il Datore eccelso elargisce ogni sorta di bene. "Ogni dono buono e perfetto viene dall'alto." Ma il beneficio fondamentale, senza il quale tutti gli altri non sarebbero di alcuna utilità, è il dono gemello promesso nel nostro testo

(3.) Il pentimento e il perdono costituiscono un'unica redenzione. Questi due Dio si è unito come gli Ebrei hanno unito i lati destro e sinistro di un corpo per creare una vita organizzata. Separarli significa distruggerli. Il perdono è un atto del Dio Supremo, il pentimento l'atto dell'uomo peccatore, eppure entrambi sono il dono del Redentore risorto. Non è come due parti di una linea retta estesa, ma come due metà di un grande anello girevole: mentre gira rapidamente sembra che questa metà spinga quello, e talvolta come se fosse questo a spingere quello. Da un certo punto di vista il pentimento sembra trarre perdono, da un altro il perdono sembra operare il pentimento. È vero che Cristo dice: "Se uno mi apre, io entrerò"; ma è anche vero che nessuno aprirebbe se non fosse mosso dalla voce lamentosa: "Ecco, io sto alla porta e busso". È l'apertura dall'interno che permette al Salvatore di entrare, ma è la pressione del Salvatore che fa sì che le chiusure del cuore cedano

(4.) Non possiamo determinare il punto preciso in cui inizia il processo. Non conosco il punto del cerchio che lo Spirito tocca per comunicare il movimento. Tutto quello che so è che Ebrei gli dà movimento, e che quando un punto si muove tutti si muovono. E questa ruota è come quella di Ezechiele, così alta che è terribile. La parte superiore è in cielo, mentre il suo bordo inferiore rotola sulla terra. Il perdono è un atto compiuto da Dio; l'atto ufficiale del Giudice sul grande trono bianco. Il pentimento è uno strappo e uno scioglimento del cuore qui sulla terra. La parte inferiore del cerchio si trova nelle camere dell'anima del peccatore, eppure ogni movimento di un capello è accompagnato da un corrispondente movimento in alto. Perciò "c'è gioia in cielo per un solo peccatore che si pente". Questi due si unirono nell'esperienza personale di Pietro. Quando ebbe rinnegato il suo Signore, "il Signore guardò Pietro"; Quello sguardo trasmise il perdono, e il discepolo pentito uscì e pianse amaramente. (W. Arnot, D.D.) Cristo, un principe esaltato e un Salvatore glorificato:

(I.) L'espirazione di Cristo, propriamente parlando, consiste di quattro parti: la Sua risurrezione, l'ascensione, il sedere alla destra di Dio e la Sua venuta per giudicare il mondo. È al Suo sedere alla destra di Dio, tuttavia, che la nostra attenzione è qui richiamata. E, a questo proposito, nel testo si notano tre circostanze

(1.) La dignità alla quale Cristo è elevato.

(1) L'espressione "con la Sua destra" non denota l'arbitrio con cui Ebrei, ma la gloria a cui Ebrei è esaltato. Implica che il nostro Mediatore gode dell'onore divino alla destra del Padre, esercita l'autorità divina e dispensa il governo divino. Questa è una situazione che nessuna semplice creatura può occupare. Ammetto che la divinità di Cristo, essendo necessariamente immutabile, non potrebbe, in senso stretto, essere umiliata o esaltata. Ma nella misura in cui Ebrei ha portato la nostra natura in unione personale con Lui, Ebrei è stato umiliato. E quando la Sua opera fu terminata, Ebrei abbandonò il Suo carattere umile, ma non la Sua natura umana. Rivestiti di essa, gli Ebrei apparvero gloriosamente davanti a Dio per nostro conto e, come ricompensa della Sua impresa, ricevettero, dalle mani di Suo Padre, l'autorità universale.

(2) E nessuno supponga che la destra di Dio in cielo denoti una vicinanza visibile allo Spirito infinito, come la vicinanza di luogo nel caso di un principe alla destra di un sovrano terreno. La natura umana di Gesù, infatti, richiede una residenza locale. Ma chi può descrivere la Sua dignità e la Sua gloria in cielo? "Degno è l'Agnello che è stato immolato di ricevere potenza", ecc

(2.) Il carattere in cui Ebrei è risorto, "un Principe e un Salvatore". (1) Come persona divina, Gesù non fu mai privato della Sua supremazia regale, e quindi non poté mai essere elevato a una dignità da cui gli Ebrei non erano mai discesi. Ma c'era una dignità alla quale, come Dio e uomo in una sola persona, gli Ebrei non erano mai stati fino ad allora formalmente elevati, sebbene fin dall'inizio gli Ebrei avessero agito come Re della Chiesa e Signore dell'universo. Ma questo ufficio principesco scaturiva interamente dal patto stipulato tra il Padre e il Figlio, che richiedeva da quest'ultimo l'obbedienza fino alla morte, come assolutamente necessaria per essere formalmente insediato nella Sua autorità regale come Re in Sion.

(2) E come la natura dell'ufficio regale di Cristo è peculiare, così lo è anche il suo esercizio. La sua legge, in verità, è ancora l'immutabile regola della giustizia. Ma per ostinare i peccatori si esercita la più meravigliosa longanimità; e ai credenti il perdono più libero e stupefacente, unito alle più scelte benedizioni spirituali. Un tale modo di amministrazione può essere spiegato solo in base al principio che esiste un sistema di autorità mediatrice, in conseguenza del quale "la sentenza contro un'opera malvagia non viene eseguita rapidamente" sui non credenti; e il perdono, la purezza, la protezione spirituale, il conforto e la gloria eterna, assicurati a tutti i fedeli.

(3) Ma Cristo non è solo un Principe eccelso, ma anche un Salvatore glorificato. Abbiamo visto che, come Principe, Ebrei assicura completamente la felicità e la dignità del Suo popolo. Ma la liberazione dal peccato non avrebbe mai potuto essere realizzata a meno che, come i sommi sacerdoti dell'antichità, gli Ebrei non fossero entrati nel luogo santo e avessero presentato il sangue della Sua espiazione come base della Sua intercessione. Ebrei salva fino all'estremo tutti coloro che vengono a Dio per mezzo di Lui, perché gli Ebrei vivono sempre per intercedere per loro

(3.) L'arbitrio del Padre nell'esaltazione di Suo Figlio: "Dio Dio lo ha esaltato". Siamo qui ricondotti al concilio di pace, l'accordo delle persone divine in riferimento alla salvezza degli uomini. Il Padre era tenuto ad esaltare il Mediatore quando la sua opera di umiliazione era compiuta

(II.) Le sue benedette conseguenze. Tra questi vi sono la gloria di Dio, l'instaurazione dell'ordine e dell'armonia nell'universo, l'accresciuta luce gettata sul carattere e sui disegni di Dio; ma ciò che ci interessa principalmente è che l'eccelso Salvatore dona

1.) Pentimento

(2.) Perdono. Conclusione: Questo argomento dovrebbe essere migliorato, soprattutto da

(1) Coloro che hanno buone ragioni per concludere di essere già in possesso di queste benedizioni. Costoro hanno obblighi infiniti verso il Dio di ogni grazia, e non dimenticano che essa scorre attraverso il canale della mediazione di Cristo; E mentre ammirate questa salvezza nella sua ascesa, progresso e applicazione, non dimenticate di pregare per la continua comunicazione della grazia alla vostra anima. Ricordate che la fede ha bisogno di essere rafforzata e il pentimento più profondo.

(2) Coloro che dubitano del loro interesse per Cristo sono qui incoraggiati. Il tuo stesso dolore è un sintomo di speranza. È bene che tu senta la tua indegnità; e invece di farne un argomento contro il venire a Cristo, usalo come un argomento forte per afferrarlo vigorosamente.

(3) A coloro che sono ancora privi della grazia divina. Questi sono di due classi. (a) L'ipocrita sa di non essere ciò che finge di essere. Eppure, nonostante la vostra colpa aggravata, siete invitati al Salvatore. (b) Che l'autoingannatore apra gli occhi al suo vero stato e carattere. Dici di pentirti; ma il tuo è un pentimento legale, che consiste nel terrore dell'ira divina. Un tale dolore produce la morte. Il pentimento per la vita, d'altra parte, è quel dolore che scaturisce da una visione credente dell'espiazione di Cristo e del male del peccato, come manifestato nella Croce, ed è riconosciuto come genuino solo dai frutti di santità che ne derivano. (W. Orr.) Un principe e un salvatore:

(I.) Nota i titoli di Cristo e impara il loro significato

(1.) Un principe. Questo racconta di

(1) L'onore come ricompensa delle Sue sofferenze sulla terra. Mentre Ebrei era qui, Ebrei era trattato come un criminale. Quali regali ha portato a casa il Principe di Galles dai suoi viaggi! Ma il Principe della Gloria portò a casa con sé solo le Sue piaghe. Ma la vergogna e il rifiuto sono ora finiti, e nella gloria Gesù è manifestamente un Principe, riverito, obbedito e onorato.

(2) Potenza. Il suo non è un principato nominale: Ebrei ha gloria e forza. A Lui è dato il regno mediatore, che include ogni potere in cielo e in terra, così che Ebrei è ben definito "il benedetto e unico Potentato". Non c'è alcun vincolo a questo potere.

(3) Dominio. Se Cristo deve essere tuo, devi lasciare che Egli regni su di te. "Gli ebrei devono regnare". Ebrei afferma di essere Maestro e Signore per coloro che chiedono la salvezza dalle Sue mani; E la pretesa non è giusta? Chi dovremmo servire se non il Signore che si è fatto servo per noi? Deve essere così, altrimenti la salvezza è impossibile. Devi accettare che Gesù sia un leader e un comandante per te, altrimenti non puoi vincere la battaglia della vita. Dovete obbedirgli amorevole, altrimenti gli Ebrei non saranno sposati con le vostre anime. Il suo dominio è dolcemente temperato dall'amore; cosicché, come scrive il profeta, "Non mi chiamerai più Baali", cioè "Mio Signore", con una durezza di governo, ma Ishi, "Mio Signore", perché Tu sei mio Marito

(2.) Un Salvatore. Osserva qui

(1) La perseveranza dell'amore del Signore. Ebrei era un Salvatore qui; Ebrei è un Salvatore ora che Ebrei ha raggiunto il Suo trono. "Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto", e ora "Ebrei è in grado di salvarli fino all'estremo", ecc.

(2) La prevalenza dell'opera che Ebrei ha realizzato qui. Qui Ebrei poté salvare, ma la Sua salvezza non fu completa, perché Ebrei non aveva ancora detto: "È compiuto". Ora la Sua opera di redenzione è compiuta e la salvezza è una questione semplice per Lui.

(3) La sua accessibilità. Potresti sentirti imbarazzato nell'andare da un principe, ma potresti essere incoraggiato a venire da un Salvatore

(3.) Metti insieme le parole

(1) Principe-Salvatore: colui che è regale nella salvezza che Ebrei porta, e non distribuisce alcuna grazia limitata, ma ci fa ricevere dalla Sua pienezza grazia su grazia.

(2) Salvatore-Principe la cui gloria è quella di salvare, il cui regno, il cui potere e il cui dominio sono tutti rivolti in tutta la loro forza per compiere l'opera di salvataggio del Suo popolo

(II.) Avvicinatevi a Lui, dunque, sotto questi due caratteri

(1.) Come un principe. E come lo faremo?

(1) Con la dolorosa confessione della ribellione passata. "Bacia il Figlio, affinché gli Ebrei non si adirino". (2) Accetta il Suo grande proposito e sottomettiti al Suo dominio. Ebrei è un Principe, quindi arrenditi ad essere Suo suddito. L'obiettivo del Suo governo è quello di farti amare Dio e di essere come Dio.

(3) Affidate tutto a Lui. Se Ebrei ti ha redento, allora appartieni a Lui; D'ora in poi non appartieni più a te stesso, sei comprato a un prezzo.

(4) Rendi il tuo omaggio amorevole e leale al tuo Principe. Guardatelo nella sua gloria, dove tutti gli angeli gettano le loro corone davanti a lui, mentre gli anziani lo adorano con coppe piene di soavi odori

(2.) Come Salvatore.

(1) Confessare che hai bisogno di un Salvatore.

(2) Credere che Ebrei è in grado di salvarti.

(3) Sottomettersi completamente ai Suoi processi di salvezza. Gli Ebrei non ti salveranno per la tua via, ma per la sua via; e il Suo modo di salvarti è di farti sentire l'astuzia e l'amarezza del peccato, di farti odiare quel peccato, e così di allontanarti da esso per eVersetto

(4) Confidare in Lui come Salvatore

(III.) Marco 1 suoi doni

(1.) Pentimento. Questo non significa dare spazio al pentimento, né rendere accettabile il pentimento, ma dare il pentimento stesso. Che cos'è il pentimento?

(1) È un cambiamento di opinione. (a) Gli Ebrei possono darti il diritto di cambiare idea su tutto il passato, in modo che le cose che ti sono piaciute ti affliggano, ciò che ti ha incantato ti disgusta. (b) Gli Ebrei possono anche cambiare la tua mente riguardo al presente e al futuro, in modo che invece di cercare il piacere presente troverai il tuo diletto nella gloria futura realizzata per fede.

(2) Include un senso del peccato molto necessario, e il Salvatore può darti questo mediante il Suo Spirito.

(3) Gli Ebrei possono operare in te i desideri secondo la santità e l'odio per ogni via falsa; Gli ebrei possono togliere l'inganno dalla tua anima così come la colpa dalla tua vita

(2.) Perdono.

(1) Gli ebrei possono approvare un atto di amnistia e di oblio per tutti i tuoi peccati. "Io ho cancellato i tuoi peccati come una nuvola, e come una densa nube le tue trasgressioni." (2) Quando arriva il perdono completo, porta con sé l'eterna rimozione della pena. L'uomo perdonato non può essere punito.

(3) Con il perdono verrà la restituzione di ogni privilegio

(IV.) Chiedigli questi doni

(1.) Umilmente. Non te li meriti. Non hai alcun diritto al Suo amore e non devi stabilirne alcuno

(2.) Insistentemente. Non venite con un cuore freddo e uno spirito insignificante. Vieni con questa decisione: "Non lascerò la Croce finché i miei peccati non mi avranno lasciato". 3. Credendo: credendo che Cristo può dare, e che Ebrei è tanto disposto quanto Ebrei è in grado di farlo

(4.) Ora. I Romani, quando intendevano mettere le cose in discussione con un tiranno orientale, mandavano il loro ambasciatore a riferire la sua risposta: sì o no, guerra o pace. Il messaggero, quando vide il re, si chinò e tirò a terra un anello intorno al monarca; e poi disse: "Esci da quell'anello, e significa guerra; prima di lasciare quel circolo, devi accettare i nostri termini di pace, o sapere che Roma userà tutta la sua forza per combattere con te. Ti avvolgo con un anello e chiedo una risposta. Peccatore, vuoi ora essere salvato o no? Oggi è il tempo accettato, oggi è il giorno della salvezza. (C. H. Spurgeon.Gesù Cristo è un Principe e un Salvatore:

(I.) Un principe. Secondo

1.) La sua origine celeste

(2.) Le Sue credenziali Divine, anche quando è sotto forma di servo

(3.) La Sua gloriosa esaltazione alla destra di Dio

(II.) Un Salvatore

(1.) Già nella mangiatoia per la sua rinuncia a se stesso

(2.) Sulla croce per il suo sacrificio

(3.) Sul trono per la Sua intercessione

(III.) Un principe e un salvatore

(1.) Se gli Ebrei non fossero stati un Salvatore, gli Ebrei non avrebbero potuto essere un Principe: il Suo più bel ornamento principesco è la Sua corona di spine

(2.) Se gli Ebrei non fossero stati un Principe, gli Ebrei non avrebbero potuto essere un Salvatore: l'efficacia del Suo sacrificio dipende dalla Sua dignità divina

(3.) Come Principe dobbiamo onorarLo e obbedirGli e, come Salvatore, amarLo e confidare in Lui, per diventare partecipi della Sua salvezza. (K. Gerok.La dottrina del vangelo sembra essere non solo che Cristo insegnò l'efficacia del pentimento, ma lo rese dell'efficacia che è, con ciò che gli Ebrei fecero e soffrirono per noi; che gli Ebrei ottennero per noi il beneficio di avere il nostro pentimento accettato per la vita eterna; non solo che gli Ebrei rivelarono ai peccatori che erano in una capacità di salvezza per ciò che gli Ebrei fecero e soffrirono per loro. Ed è nostra saggezza accettare con gratitudine il beneficio adempiendo alle condizioni in base alle quali viene offerto, da parte nostra, senza contestare come viene procurato da parte Sua. (Bp. Butler.) Pentimento e remissione dei peccati:

(I.) Gli uffici di Cristo il Signore nel Suo stato celeste, o ciò che Ebrei è esaltato ad essere, cioè "un Principe e un Salvatore".

(II.) I doni a Sua disposizione, o ciò che Ebrei è in grado di concedere, vale a dire, "pentimento e perdono dei peccati". Applicazione:1. Date a Colui al quale Dio ha innalzato un posto elevato nei vostri pensieri e nei vostri affetti

(2.) Offrite a Lui, in ogni momento, l'omaggio quotidiano della vostra fede, del vostro amore e della vostra obbedienza.

(1) Andate a Lui come l'unico Mediatore tra Dio e l'uomo, l'unico mezzo designato di tutte le vostre comunicazioni con l'Altissimo Dio.

(2) Vai a Lui e presta attenzione a Lui, come se ti presentasse subito il modello più nobile e i motivi più forti in ogni dovere.

(3) Andate a Lui più lontano come fonte autorizzata e dispensatore di benedizioni spirituali per le vostre anime

(3.) Bada di apprezzare queste benedizioni che Ebrei è esaltato a concedere, e di cercarle fedelmente secondo la Sua Parola

(4.) Prendi, dunque, la piena consolazione e l'incoraggiamento di avere un Redentore così eccelso. (Giacomo Brewster.Ci sono alcuni che obietterebbero a questa fraseologia come infondata, se non fosse la fraseologia delle Sacre Scritture. Sembra che abbia un sapore eccessivo di legalismo, sia perché è il pentimento - non la fede - con cui il perdono dei peccati è collegato, sia perché nell'affermazione delle due cose, il pentimento è messo al primo posto nell'ordine. Ma si vedrà esaminando che qui, come in ogni altro luogo, la grazia del Vangelo e l'autorità della legge sono egualmente riconosciute, e che non c'è il minimo sacrificio di una di queste dispensazioni divine all'altra

(I.) Il pentimento e il perdono dei peccati sono qui impiegati per denotare l'intera estensione di quella salvezza che Cristo ha effettuato in nostro favore

(1.) Il perdono dei peccati lo denota applicato alla nostra condizione. Siamo in uno stato di colpa, passibili al dispiacere di Dio e sotto una sentenza di condanna. Ma Cristo, "soffrendo, il giusto per gli ingiusti", ci procura "la redenzione, sì, il perdono dei peccati". E così, essendo stata efficacemente rimossa l'unica cosa che separava Dio da noi, veniamo restituiti al Suo favore e riacquistiamo il diritto ad ogni benedizione

(2.) Il pentimento lo denota in riferimento al nostro carattere. Un cambiamento di carattere è per noi essenziale quanto un cambiamento di condizione. Benché ci fossero stati procurati il perdono e la vita eterna, tuttavia non potevamo goderne finché fossimo stati alienati da Dio, dal quale quel perdono doveva essere concesso e con il quale doveva essere spesa quella vita eterna. E di conseguenza, nello schema evangelico si provvede a produrre la rivoluzione nella nostra natura morale, che si trova così indispensabile. Di questa rivoluzione Cristo è l'autore, come Ebrei lo è di ogni altro beneficio. In questo modo la nostra salvezza è completa

(3) La circostanza che la fede non sia specificata non equivale a sottovalutare il suo valore, o a privarla del suo giusto dominio. Il pentimento include la fede, non solo come una delle sue parti componenti, ma come la sua caratteristica essenziale. La fede, sia che sia considerata semplicemente come una credenza nella testimonianza divina riguardo a Cristo, sia come un vero e proprio abbraccio di Lui e fiducia in Lui, entra nella sostanza stessa del pentimento. Si noti che è il "pentimento di Israele" di cui si parla in modo particolare. Avevano crocifisso Cristo. Il loro pentimento deve necessariamente essere consistito principalmente in un passaggio dalla loro ostinata infedeltà alla fede in Gesù come Salvatore sofferente. Allo stesso modo, il peccato predominante di tutti coloro che non si sono pentiti è che Cristo è stato offerto loro e che hanno rifiutato l'offerta. Così, quando si pentono, la cosa più grande che devono fare è aprire le loro orecchie e i loro cuori al messaggio che il Vangelo porta loro riguardo al Salvatore, e fuggire per rifugiarsi nella Sua persona divina e nell'opera compiuta

(II.) Sebbene il pentimento sia il primo in ordine, non ha a che fare con il perdono dei peccati la relazione tra causa ed effetto, e non è la condizione del perdono. Se non ci fosse nulla nel passaggio stesso che indichi ciò, avremmo il diritto di spiegarlo con ciò che la Bibbia dice riguardo alla natura del pentimento, vale a dire, che non può contribuire meritoriamente al conseguimento di alcuna benedizione da Dio; e per l'analogia generale della Scrittura, uno dei cui grandi obiettivi è quello di spogliare tutta la morale umana di ogni cosa come un buon deserto, o di cancellare la colpa dell'uomo. Ma non abbiamo occasione di allontanarci dal testo. Il perdono ci viene dalla misericordia divina. Cristo è esaltato per darlo. E, rappresentato come il Suo dono, non è ricondotto al pentimento come sua fonte. Anzi, la stessa giustapposizione dei due benefici serve a metterli sullo stesso piano. Il pentimento è un dono tanto quanto il perdono. E se è così, non esclude del tutto l'idea che il perdono sia guadagnato o meritato con il pentimento, e praticamente ci proibisce di attribuire qualsiasi merito al cambiamento che viene effettuato nel nostro carattere, più che al cambiamento che viene effettuato nella nostra condizione? E insegnandoci ad assegnare tutta la nostra salvezza al conseguimento di Cristo solo, non sminuisce forse ogni sentimento di fiducia nelle nostre prestazioni, e ci invita ad amare la stessa profonda umiltà, rispetto al nostro bisogno di pentimento, come rispetto al nostro bisogno di perdono? Dobbiamo quindi semplicemente considerarci come i meri destinatari immeritevoli di entrambi. Possiamo riconoscere la distinzione, che mentre l'uno ci è concesso, l'altro è operato in noi; ma tuttavia per nessuno di essi dobbiamo sentirci in debito con alcuna virtù o efficienza nostra

(III.) Il pentimento è indissolubilmente legato al perdono, e a meno che il primo non sia operato in noi, certamente il secondo non ci viene trasmesso. Gli uomini sono molto inclini a trascurare questo. La paura dell'inferno è sentita come così terribile che essi sono desiderosi di sfuggirvi, e la speranza del cielo è così deliziosa che la intrattengono volentieri. E quando il vangelo propone un piano, la cui tendenza è quella di liberare dall'uno e di incoraggiare l'altro, essi nutrono l'aspettativa che, attraverso la misericordia divina, tutto andrà finalmente bene per loro. Ma tutto questo mentre hanno trascurato quel cambiamento morale senza il quale non si può evitare la punizione, né raggiungere la felicità. Ora, non c'è bisogno di un'elaborata serie di argomentazioni per dimostrare l'assoluta infondatezza e il pericolo di tali opinioni

(1.) "Dio comanda a tutti gli uomini, in ogni luogo, di pentirsi" - Cristo ha detto: "Se non vi ravvedete, perirete tutti" - e, con tutta la ricca misericordia che dispiega, il Vangelo non dà a nessuno il minimo motivo di sperare nella salvezza, se l'esortazione a pentirsi viene trascurata. E non percepite che questa posizione è una prova più ampia e conclusiva di qualsiasi altra cosa, che il pentimento è essenziale? Gli uomini sono così innamorati del peccato che non solo accarezzano la prospettiva di andare in cielo, anche se impreparati ad esso, ma escludono risolutamente dalla loro vista tutto ciò che il Dio del cielo ha detto loro sulla necessità di un rinnovamento morale, e deliberatamente si basano sulla grazia che Ebrei ha manifestato, mentre mantengono deliberatamente il carattere con cui quella grazia è dichiarata da Lui completamente inconciliabile. Pertanto, vorrei dire a tutti costoro di guardare a questa dichiarazione dell'apostolo Pietro, in cui il pentimento è annunciato con la stessa enfasi del perdono. Essa si onora di averle conferito la precedenza sul perdono. Agisce in ogni caso, i due sono così strettamente congiunti che non si può guardare l'uno o l'altro senza vederli entrambi

(2.) E oltre a questo, considera il pentimento e il perdono come procedenti allo stesso modo da Cristo. Gli ebrei sono morti per acquistarli, gli ebrei sono esaltati per comunicarli. E sarebbe stato così, a meno che entrambi non fossero stati necessari per te? Se in tal modo si dimostra che entrambi sono necessari per te, in base a quale principio compatibile con il dovere o con la sicurezza puoi accontentarti di uno solo di essi? Non state voi, rifiutando l'altro, facendo ciò che potete per frustrare le sofferenze del Salvatore sulla Croce e per disonorare il potere che Ebrei esercita, la misericordia che Ebrei manifesta, sul Suo trono? (A. Thomson, D.D.) La salvezza in Cristo:

(I.) Offerto da Lui, come Principe e Salvatore

(II.) Di cui ci appropriamo, nel pentimento e nel perdono dei peccati. (K. Gerok.)

32 CAPITOLO 5

Atti 5:32

E noi siamo testimoni di queste cose; e così è anche lo Spirito Santo.-La testimonianza della Parola e dello Spirito: -Il libro di Atti è una testimonianza continua dell'Ascensione. Come i Vangeli contengono il racconto di ciò che Gesù ha iniziato, così gli Atti contengono il racconto di ciò che gli Ebrei continuarono a "fare e insegnare" (i. 1). Nostro Signore prolunga i Suoi giorni, e alcuni dei primi dei nuovi "giorni del Figlio dell'Uomo" sono registrati qui. Questa parola di san Pietro riassume la testimonianza dell'Ascensione in una forma più compendiosa di ogni altra. Unisce le due testimonianze, di Dio e dell'uomo, come non lo sono altrove. Consideriamoli come...

(I.) La somma della testimonianza storica dei fatti del vangelo. Ciò che gli evangelisti scrissero in seguito, gli apostoli ora predicano sotto l'ispirazione dello stesso Spirito, cioè:

1.) La missione divina di Cristo. "Il Dio dei nostri padri ha risuscitato il suo Figlio Gesù". Pietro è qui, e finché lo seguiamo in questo libro, un ministro della circoncisione. Gesù nella sua predicazione è la promessa fatta ai padri dell'alleanza giudaica. "Cominciando da Gerusalemme" Ebrei testimonia il Concilio, il quale, però, poté ricevere solo i primi principi della dottrina della dignità di Cristo. Da qui la riservatezza con cui il santo nome viene sempre introdotto. Non è l'"unigenito Figlio" di Dio, ma il Suo "Servitore" Figlio, che gli Ebrei suscitarono dalla progenie di Davide, un profeta approvato da Dio come lo erano gli altri profeti. Ma San Pietro non predicava solo per gli ebrei. Le sue parole sono ordinate in modo da avere un significato più alto e più ampio. Il "Servo" non era solo un discendente di Abramo e un profeta come Mosè; Dio lo "ha risuscitato" in un senso che non ha eguali. Come Divino, le uscite di Cristo provenivano dall'eternità; come esseri umani, Ebrei fu suscitato da una generazione particolare e celeste. San Paolo ad Antiochia riprende le parole di Pietro e le dà in un'applicazione più ampia

(2.) La morte di Cristo. Anche qui segnaliamo l'applicazione specifica agli ascoltatori ebrei. San Pietro ha proclamato la morte di Cristo come avrebbe potuto essere annunciata solo ai crocifissori reali. Lo stesso messaggio che offriva loro il perdono dipingeva il loro crimine nei suoi colori più orribili. La morte di Cristo è il tema centrale della testimonianza del Nuovo Testamento così come è stata dichiarata dai testimoni umani sotto la direzione dello Spirito Santo. Di fatto, ha il posto più grande nella storia. Qui solo tutti gli evangelisti si uniscono, e ovunque ci volgiamo nelle scritture successive la Crocifissione è sempre a portata di mano. Questo, tuttavia, è una cosa di poco conto rispetto al significato dell'evento. L'"albero" diventa la "Croce", ed è posto al centro della teologia del Nuovo Testamento. Mentre l'opera della missione di Cristo è l'intera somma della verità, la croce è l'intera somma dell'opera di Cristo, ed è ai piedi della croce che gli apostoli esaminano l'intera verità così com'è in Gesù

(3.) L'esaltazione di Cristo. Ancora una volta notiamo l'influenza degli ascoltatori di Pietro. Ogni parola è scelta per marcare il contrasto tra l'atto degli uomini e l'atto di Dio. Lo innalzarono fino al legno; Dio lo ha innalzato a una gloria che era la misura della sua umiliazione. Questa è la testimonianza dello Spirito Santo a tutta l'umanità, e in un senso speciale. Gli apostoli potevano solo testimoniare la vita, la morte, la risurrezione e l'ascensione di Cristo, ma lo Spirito in tutto il Nuovo Testamento proclama attraverso gli apostoli che Gesù si sedette alla destra della Maestà nell'alto dei cieli

(II.) La supremazia salvifica di Cristo come nostro Principe e Salvatore alla destra del Padre. Nostro Signore dichiarò che lo Spirito lo avrebbe glorificato dopo la Sua dipartita, e una parte di quell'ufficio fu adempiuta dagli Ebrei dandogli i nuovi nomi acquisiti con la Sua morte

(1.) Cristo divenne, con la Sua ascensione, il Principe del Suo popolo. Ebrei non lo era nel senso più profondo e più ampio fino a quando Ebrei non fu ricevuto nei cieli. Allora Dio lo esaltò grandemente a causa della sofferenza della morte

(2.) Così anche Ebrei divenne il nostro Salvatore, solo nel senso più ampio, quando, completati tutti i Suoi uffici, Ebrei iniziò il Suo regno mediatore. "Il suo nome sarà Gesù", disse l'angelo; e con questo nome Ebrei fu sempre conosciuto. "Ti è nato un Salvatore", dissero gli angeli; ma non abbiamo mai sentito quel nome dargli fino ad ora

(3.) Ma il pieno significato del nuovo nome si trova solo nella combinazione.

(1) Ebrei è il Salvatore dei sudditi del Suo regno, e nessuno è il Suo vero suddito che non sia liberato dalla Sua potenza dalla loro colpa, dalla loro sottomissione al peccato e dall'impero di Satana. L'intero tenore delle Sue istruzioni è fedele all'unica idea del radunare fuori dal mondo un popolo che è salvato dai suoi peccati. Come ebbe inizio Ebrei, così Ebrei terminò con il "regno dei cieli". Questo è stato anche il peso della testimonianza apostolica. San Pietro (CAPITOLO II) proclama una grazia salvifica che salva le anime da una generazione spiacevole e le aggiunge alla Chiesa come salvate. E lo Spirito Santo porta ovunque la stessa testimonianza. Il regno non è ancora di questo mondo.

(2) Ed Ebrei è il Sovrano su coloro che Ebrei salva. La sottomissione assoluta alla Sua autorità è la legge della Sua Chiesa, una legge di cui lo Spirito rende testimonianza ovunque. La nostra salvezza è resa perfetta dalla santa obbedienza. Questa testimonianza, aggiunta alla prima, completa la testimonianza della signoria del Redentore in cielo. Coloro che vorrebbero fare di Lui un re su tutti gli uomini allo stesso modo sono rimproverati dalla dichiarazione che Ebrei è un principe solo come Ebrei è un Salvatore. Coloro che vorrebbero fare di Lui solo un Salvatore sono rimproverati dalla dichiarazione che Ebrei è un Salvatore solo come Ebrei è un principe

(III.) La salvezza che il nostro Principe in cielo dona all'uomo sulla terra. E qui San Pietro predica, come organo dello Spirito Santo, la "salvezza comune", per usare la sua stessa frase, in un modo che non è affatto comune

(1.) Gesù in cielo è il Datore del pentimento e del perdono. Queste due parole esprimono l'intera somma della salvezza provveduta in Cristo e proclamata nel Suo vangelo. Il primo comprende tutto ciò che deve essere operato nell'uomo come preparazione; quest'ultima comprende tutto ciò che l'uomo, così preparato, riceve dalla misericordia di Cristo. Le due cose insieme costituiscono "tutte le parole di questa vita". 2. Di queste cose rendono testimonianza gli apostoli, e così fa anche lo Spirito Santo

(1) Come rivendicatore delle pretese di Cristo per tutti coloro che ascoltano il vangelo, ma più specificamente per coloro che obbediscono.

(2) Come rivelatore della misericordia di Cristo. (W. B. Pope, D.D.) Testimoni cristiani:

(I.) I rispettivi testimoni: gli apostoli nel primo caso e lo Spirito Santo nel secondo. Per quanto riguarda gli apostoli: possiamo notare che la loro testimonianza, come sopporterà il più rigoroso esame, è così degna di credito universale

(1.) Questi testimoni devono aver avuto le ragioni più forti per ciò che hanno affermato, riguardo alla risurrezione del Salvatore, altrimenti non avrebbero sposato una causa così estremamente impopolare e pericolosa

(2.) Accanto alla loro situazione particolare, la natura delle prove fornite da queste persone offre i più forti motivi di fiducia. Erano testimoni oculari del fatto

(3.) E questo è ulteriormente rafforzato dal numero di testimoni qui in questione

(4.) Il luogo in cui hanno dichiarato il fatto lo conferma fortemente. Scelsero il luogo in cui accadde l'evento, la città dove abitavano gli stessi assassini del Figlio di Dio, come primo luogo in cui diffondere la loro notizia

(5.) Anche il momento che hanno scelto è un'altra prova della loro integrità. Mentre le operazioni del Calvario erano ancora fresche nella memoria di tutti, e mentre i nemici del Salvatore erano ancora in preda alla gioia a causa della loro presunta vittoria, i Suoi discepoli dichiararono coraggiosamente che Ebrei era risuscitato dai morti ed era asceso al cielo

(II.) Ma c'è un tipo di prova più elevato: anche lo Spirito Santo (Marco 16:20 ; Atti 4:33)

(1.) Questo fecero gli Ebrei permettendo loro di operare miracoli a conferma della verità

(2.) Gli effetti trasformanti del Vangelo sul cuore e sulla vita degli uomini ci offrono un'altra prova

(3.) Anche la consolazione e la pace offerte a chi è in lutto ne sono la prova. Il suo sorriso fa gioire i poveri, i bisognosi, i tremanti. Conclusione:1. L'evidenza di un Salvatore asceso ci dà incoraggiamento per la fede e la preghiera, l'amore e la lode

(2.) Quanto è pericoloso per i peccatori disobbedirGli e disonorarLo! (Predicatore nazionale americano.I testimoni scelti da Dio (testo, e Isaia 43:10): - Gli uomini portano a Dio due tipi di testimonianza: involontaria e volontaria

(I.) Gli ebrei erano testimoni involontari. Avevano "la legge e i profeti". Hanno glorificato in questo. Ma il loro formalismo e la loro mondanità impedivano loro di vedere il significato di questi oracoli di Dio. Furono chiamati in tribunale, per così dire, da Dio. "Fate uscire i ciechi che hanno occhi e i sordi che hanno orecchi"; "Tutte le nazioni siano radunate" e si trovino di fronte a questi Ebrei. Chi tra i pagani può annunciare eventi futuri e lontani, o anche mostrare cose passate? Ma gli ebrei possono. La legge e i profeti nelle loro mani - libri vecchi di sette secoli - dichiarano la storia dell'uomo dalla Creazione e annunciano la Sua venuta - "il mio servo che ho scelto" - con sette secoli di anticipo. Voi Ebrei, Dio ha detto per mezzo di Isaia (xliii. 8), "con gli occhi ma non vedete", tenete questi libri nelle vostre mani. "Voi siete i Miei "testimoni" inconsapevoli, involontari. Così gli Ebrei possono ancora dire. Questi Ebrei hanno, molto tenacemente, e spesso a rischio della loro vita, tenuto stretti questi sacri volumi attraverso tutti questi secoli. Sbucciati e sparsi sulla terra, hanno custodito questi documenti mentre li hanno letti male; "un popolo cieco che ha occhi", accorto, lungimirante e intelligente in tutte le altre questioni, ma perverso e ignorante in questo, è rimasto involontario testimone della veridicità e della supremazia di Dio

(II.) I cristiani sono testimoni volontari in una duplice veste: come Chiesa e come individui

(1.) Contro l'ateismo che afferma che non c'è Dio, la Chiesa proclama: "C'è, e noi lo sappiamo, adoriamolo e gli obbediamo". 2. Contro il paganesimo, con i suoi numerosi dèi, la Chiesa testimonia: "Il Signore nostro Dio è l'unico Signore". 3. Contro l'infedeltà dai molti volti che nega che ci sia alcuna rivelazione da Dio, se c'è un Dio, la Chiesa afferma: "Noi abbiamo. Dio parlò in varie occasioni e in vari modi ai padri per mezzo dei profeti. In questi ultimi giorni Ebrei 101 ha parlato per mezzo di Suo Figlio". 4. Contro coloro che negano la manifestazione di Dio in tre persone, la Chiesa continua a pronunciare la sua benedizione: "La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi". 5. Coloro che negano la necessità di qualsiasi espiazione possono sentire la Chiesa dichiarare: "Il salario del peccato è la morte, ma noi abbiamo la redenzione mediante il sangue di Cristo, sì, il perdono dei peccati", e vederla "mostrare la sua morte finché vengano gli Ebrei" nella sua santa comunione

(6.) Agli scettici che chiedono con disprezzo: "Dov'è la promessa della Sua venuta?" la Chiesa testimonia: "Aspettiamo il Figlio di Dio dal cielo. Appariranno gli Ebrei, e allora tutti i misteri saranno risolti". 7. Ai romanisti che affermano che ci sono altri mediatori oltre a Gesù, la Chiesa proclama "un solo Dio e un solo Mediatore tra Dio e l'uomo, l'Uomo Cristo Gesù". 8. Il falso liberalismo può dire al peccatore: "Sii sincero e non avrai più bisogno"; la Chiesa fa eco alle parole del suo Fondatore: "Se uno non nasce dall'alto non può vedere il regno dei cieli", e a quelle del suo discepolo prediletto: "Senza santità nessuno vedrà il Signore". (J. Hall, D.D.L'evidenza dell'esperienza: - La religione di Cristo resiste alla prova della filosofia baconiana?

(I.) Probabilmente troveremo il cristianesimo una religione che si sottoporrà alla prova dell'esperienza, perché

1.) È una religione per tutti gli uomini. Non c'è nulla nel cristianesimo di ristretto, esclusivo, settario. Ora, come può avvenire questo se non viene messo alla prova dei fatti? Le masse non possono ragionare strettamente

(2.) Solo raccomandandosi alla sua esperienza questa religione andrà bene per qualsiasi uomo per tutto il tempo. Ci sono momenti in cui la filosofia e la teologia non possono sostenere un uomo. Nei guai e nella morte la sola ragione non lo sosterrà. Gli ebrei devono quindi conoscere il suo sostegno

(3.) Si è scoperto che il metodo dell'esperienza è più adatto a dare una comprensione delle cose. Il mondo sapeva poco delle scienze fino al tempo di Bacone. Un chilo di fatto vale un sacco di argomentazioni. È probabile, quindi, che Dio progettando una religione per tutti gli uomini avrebbe disposto in modo tale che potesse essere sottoposta alla prova più convincente

(II.) Il cristianesimo si sottopone a prove che l'uomo può provare? Sì; Osserviamoli

1.) Una verifica delle promesse della Bibbia come toccanti

(1) beneficenza. Chiedete a qualsiasi uomo che abbia provato la carità per venti o trent'anni se paga.

(2) Preghiera

(2.) Veniamo al cuore della Scrittura. Ci è stato detto che chi crede sarà salvato. Possiamo sapere che siamo salvati? Se c'è un fatto nell'universo di cui possiamo essere certi, è che Cristo si rivela al credente come il suo Salvatore

(III.) Alcune domande a coloro che ancora obiettano

(1.) Il mistero è confinato al cristianesimo? Mi impegnerò a spiegare il mistero della Trinità a qualsiasi uomo che riveli il mistero di un solo seme

(2.) Sulla base della testimonianza di alcuni testimoni competenti crediamo nella meravigliosa rivelazione dello spettroscopio. Milioni di testimoni competenti dichiarano di sapere per esperienza che il cristianesimo è vero

(3.) Owen trova un fossile a cinquecento piedi di profondità. Ebrei dice che l'animale viveva in superficie perché ci sono orbite per gli occhi. La natura non fa nulla invano. Deve aver vissuto dove c'era la luce. Ora nell'uomo troviamo aneliti, speranze che solo l'immortalità può soddisfare. Riuscite a credere che Dio ha fatto la luce per gli occhi, ma non per l'anima? Conclusione: Molti dubitano della possibilità di conoscere il perdono dei peccati. Dico a un uomo: "Saturno ha tre anelli e otto satelliti". Dice: "Non può essere, perché ho parlato con molti uomini che hanno guardato Saturno, ma non hanno mai visto anelli o lune". Applico il telescopio al suo occhio; Guarda, ma non vede nulla. Perché? Ebrei è cieco. (C. D. Foss, D.D.La prova dell'esperienza: - Ci sono due metodi con cui si giunge alle conclusioni: il metodo dell'argomentazione e quello dell'esperienza. Questi hanno i loro rappresentanti in Aristotele e Bacone. Con la prima siamo guidati dalla ragione; dal secondo fatto. Qual è il metodo migliore? Un contadino che ara il suo campo rivolge alla luce un po' di sostanza gialla. Ebrei lo esamina. Sembra essere oro. Ragioni di Ebrei; l'oro è stato trovato nelle vicinanze; Le condizioni geologiche sono tutte favorevoli, e ha l'aspetto e la gravità dell'oro. Questo è il primo metodo. Ma supponiamo che porti quella sostanza dal metallurgista e gli venga applicato un acido che non si impadronirà di nient'altro che dell'oro. Ebrei ora sa per esperienza che è oro. Prendi il caso del carattere: vuoi sapere se un uomo è onesto. Dici che sembra onesto, che ha soci onesti, che proviene da una stirpe onesta. Ora questo è tutto un argomento. Ma supponiamo che il suo partner dica: "Soche è onesto; È con me da vent'anni". Questo è il metodo di Bacon: l'esperienza. Non è forse il più conclusivo?

33 CAPITOLO 5

Atti 5:33-42

Quando lo sentirono, furono trafitti al cuore.-Taglio al cuore: -Il significato stretto del verbo descrive l'azione di una sega, come in Ebrei 11:37. Usato in senso figurato, sembra implicare un dolore più lacerante rispetto al "punto al cuore" di ii. 37, che non conduce al pentimento, ma all'odio. Le persone di cui si parla sono principalmente il sommo sacerdote e i suoi seguaci sadducei (17). (Dean Plumptre.Che cosa si penserebbe di un medico che, quando viene chiamato da un paziente sofferente, non dovrebbe prescrivere immediatamente il rimedio migliore e più rapido senza nota o commento, ma dovrebbe procedere a discutere i meriti comparativi dell'omeopatia e dell'allopatia, con sguardi subdoli e sarcastici sul massaggio, l'idropatia e la guarigione per fede, per poi continuare a descrivere: negativamente, tutti i medicinali che sono stati o potrebbero essere somministrati; poi descrivere positivamente un rimedio scoperto di recente da un giovane medico tedesco, dicendo che non era del tutto sicuro che sarebbe stato efficace, ma che valeva la pena provare; che, in ogni caso, con o senza medicina, il paziente sarebbe probabilmente guarito, in questo mondo o nell'altro, e che nel corso di pochi anni, tale è il cammino dell'intelletto in quest'epoca illuminata, si troverebbe, senza dubbio, un rimedio migliore? Altrettanto sciocco e sbagliato è per un ministro cristiano, che si trova di fronte a una congregazione, tutti sofferenti più o meno di disturbi mentali e morali, dubbi e paure, peccati e dolori, ignoranza e autoinganno - tutti affamati e assetati di giustizia, o se no, più bisognosi di un caloroso vangelo di verità e amore per risvegliare in loro un senso di ingiustizia - fare del suo discorso una serie di abili spaccare il capello in due di parole con tutte le opinioni dei commentatori (dalla A B C alla Z) che avevano cercato di scoprire (dire) cosa intendesse San Paolo, forse concludendo con l'osservazione consolatoria che, dopo tutto, non era tanto da rimpiangere che la vera chiave del suo significato fosse andata perduta, quanto probabilmente, se Paolo fosse vissuto ora, Non solo avrebbe usato parole diverse, ma avrebbe avuto opinioni diverse! Impariamo tutto ciò che la grammatica e la teologia possono metterci in testa, ma quando saliamo sul pulpito non lo facciamo come grammatici, teologi, scienziati o filosofi, ma come predicatori per parlare da cuore a cuore. La nostra gente chiede pane, non farina e acqua; per l'acqua, non per l'ossigeno e l'idrogeno. (R. Bruce, D.D.La vittoria della verità: - Chi non accetterà la verità nel suo cuore, sarà forse trafitto nel cuore dalla verità. Anche questa è una vittoria. (Starke.) Quattro caratteri: -

(I.) Il carattere dei capi dei sacerdoti e degli anziani; perseguitando il servo come avevano perseguitato il Signore

(1.) C'è una nuova caratteristica in questa persecuzione. Tra coloro che contestano la dottrina di nostro Signore, il Fariseo è il più cospicuo: è colui la cui ipocrisia gli faceva temere il discernimento e la santità di Cristo, e la cui stessa ortodossia dava un'autosufficienza al suo giudizio particolarmente sfavorevole alla ricezione della verità. Ma non appena Cristo ha lasciato la terra, la parte opposta diventa l'aggressore. E la cosa più naturale era che un vangelo edificato su una risurrezione irritasse più fortemente la setta che negava quella grande speranza dell'uomo. Sebbene fosse un semplice principio, lo sopportavano con compostezza; Quando è diventata una constatazione di fatto, è stata allo stesso tempo una lotta per la vita e per la morte. Per quanto grandi fossero le colpe del fariseo, egli aveva un sentiero più breve da percorrere se una volta i suoi passi fossero stati rivolti in direzione del regno di Cristo. Il sadduceo era un materialista freddo, beffardo e irreligioso

(2.) E se c'è un corpo di cristiani professanti che cercano di spogliare il vangelo del suo carattere soprannaturale; che risolvono l'intero sistema del suo dovere in rispettabilità piuttosto che santità e buona natura piuttosto che carità; che praticamente fanno qui il loro nido, e lasciano fuori dalla vista il mondo a venire; allora quel corpo è il tipo del Sadduceo degli altri giorni; e coloro che hanno visto qualcosa dell'opera di quello spirito non riusciranno a capire come il Sadduceo dovrebbe superare il Fariseo nell'amarezza della sua ostilità verso tutto ciò che è distintivo e caratteristico nel vangelo. Lo spirito del sadduceo è in tutti noi per natura, lotta in noi per il dominio con quello del fariseo e dell'erodiano. Ognuno di questi non è che lo sviluppo di un attributo della natura decaduta. Che cos'è il Sadduceo se non l'uomo che confessa la sua incredulità nei confronti di misteri di cui tutti noi abbiamo una comprensione troppo debole? E che diremo di coloro che si sono abituati a trattare tutto con leggerezza fino a quando nulla è serio, che hanno pronto uno scherzo per ogni rivelazione e un beffardo per ogni esigenza del dovere, finché alla fine non riescono né a tremare per i terrori di Dio né a credere nel Suo amore? I sadducei dei nostri giorni non si riuniscono in sinedrio per giudicare i discepoli del Signore: essi stessi usano lo stesso nome, e si indignerebbero se negassero il titolo. Ma odiano, nondimeno, e perseguitano anche, coloro che credono veramente; Additateli come ignoranti, antiquati, troppo giusti, schiavi della lettera, esclusivi, positivi e autosufficienti. Possono costoro porsi seriamente questa domanda: Amos, sono certo che non mancherò mai Cristo nella solitudine e nel dolore, nell'età e nella malattia, nell'ora della morte e nel giorno del giudizio?

(II.) E quando ci allontaniamo da questa ostilità, non siamo colpiti dall'esistenza in questi giorni di molti Gamaliele; Di molti uomini che sono allo stesso tempo attenti e sinceri, ansiosi di non fare nulla in modo avventato, che aspettano, piuttosto di esaminare le credenziali, o anche di vedere la fine, prima di pronunciarsi decisamente a favore o contro il Vangelo? 1. Questi uomini hanno in sé molto di attraente, e a prima vista tutto ciò che è ragionevole. Che cosa può venire se non del bene, potremmo chiedere, da quel prudente e sensato ricordo, in un tempo di eccitazione ed entusiasmo religioso (Versetto 38)? E senza dubbio una voce del genere è utile. Felice la nazione che ha tra i suoi consiglieri uomini del genere, quando un atto di tirannia precipitosa rischia di spegnere la scintilla della grazia e della verità! Questa era la parte di Nicodemo, quando si trattava del caso di Uno più grande degli apostoli. Non molto tempo dopo questo timido e dubbioso alleato si trova a testimoniare un amore e una devozione rifiutati da uomini che devono a Cristo tutto se stessi

(2.) Ma tuttavia non dobbiamo sopravvalutare una qualità che ha in sé tanto di buono. Il candore, la moderazione, la mente aperta e il giudizio calmo sono qualità utili, e in certi momenti possono elevarsi anche a grandi virtù. Ma non tutti insieme bastano a salvare un'anima. Ci sono solo alcune grandi domande su cui le menti dovrebbero essere formate; su cui se le prove che possediamo non sono sufficienti per la convinzione, è nostro primo e più inderogabile dovere cercare e ottenere di più. Tale questione, più di ogni altra, è quella della verità e della potenza, della persona e dell'opera, della messianicità e della divinità del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Essere sinceri su questo argomento è davvero meglio che essere prevenuti, derisi o ostili; ma colui che è semplicemente sincero riguardo a Cristo corre il pericolo di una suspense che dura tutta la vita, di un'indifferenza finale. Gli uomini di puro candore sono comunemente uomini che nelle grandi emergenze deludono, e nelle decisioni critiche sono anche peggio dei nemici. La loro presenza è fatale per gli impulsi generosi, per i nobili entusiasmi. Erasmo fu il Gamaliele della Riforma; calma, critica, riflessiva, perspicace: ma dove sarebbe stata la Riforma se accanto a Erasmo non ci fosse stato un Lutero? Se tutti avessero aspettato di vedere se questo consiglio o quest'opera fosse degli uomini o di Dio, osservando la sua uscita, il colpo alla verità non sarebbe mai stato sferrato, e una fede riformata non sarebbe mai emersa dalle nebbie delle tenebre papali. Nei particolari, o su argomenti di minore importanza, è innocuo, è giusto, essere Gamaliele; ma sull'unica grande questione, di avere, o non avere un Salvatore, quell'uomo è uno sciocco che rimanda la sua decisione, un uomo perduto che muore senza farla

(III.) La gente comune che magnificava i credenti anche se non osava unirsi a loro, e che usava volentieri il suo potere benefico e guaritore. Anche questi hanno la loro controparte tra noi. Ci sono uomini e donne che venerano la religione, che considerano felice solo il cristiano, che si dilettano a trarre profitto dalla conversazione cristiana e a registrare i trionfi del vangelo, ma che tuttavia rifuggono dall'appartenenza. Tali persone non sono contro Cristo, né sono ancora del tutto con Lui. Sono qualcosa di più che sinceri indagatori; qualcosa di molto al di là degli uomini che aspettano, come Gamaliele, di vedere la fine. Magari fossero indotti a fare quell'unico passo che li separa da ogni speranza e da ogni conforto del cristiano! Magari fossero condotti a diventare non solo spettatori, ma abitanti del sacro portico di Salomone! Credi soltanto, non che Cristo è morto per alcuni, ma che gli Ebrei sono morti per te; non più un ammiratore, ma un partecipe delle promesse, sì, un concittadino dei santi, e della stessa casa di Dio!

(IV.) Il tutto cristiano. Ascolta il suo credo come viene provato in questo disco. Credo che dovrei obbedire a Dio piuttosto che agli uomini; che Dio ha esaltato Cristo perché sia un Principe e un Salvatore; che il vero scopo di quell'esaltazione è che gli Ebrei possano concedere il pentimento e il perdono; che Dio per amor Suo dà il Suo Spirito Santo a tutti coloro che si mettono nella Sua forza per obbedire. Questa fu la fede che permise agli apostoli di affrontare la persecuzione, anzi, di rallegrarsi di essere ritenuti degni di soffrire la vergogna, o anche la morte stessa, per l'unico nome sufficiente in cui solo è la salvezza. Conclusione: Chi può dubitare di quale di questi quattro personaggi sia quello con cui sarebbe più felice vivere, più sicuro e più glorioso da possedere nella morte? Credi solo e sarà tuo! (Dean Vaughan. Gamaliele, dottore in legge, aveva fama di tutto il popolo.-Gamaliele:-

(I.) È strano come un solo nome qua e là assicuri il ricordo

(1.) È quasi come quando si guarda oltre il mare, e sulla superficie, tutta grigia e monotona, arriva un lampo di silVersetto. Perché quell'onda speciale dovrebbe avere un privilegio così particolare? Non è più grande degli altri, e non è fatto di acqua diversa; È semplicemente che è successo di saltare proprio dove il sole stava colpendo, e così diventa illustre. Così il sole della storia splende su questo grande mare della vita umana; e la carriera speciale che capita di saltare proprio dove batte il sole cattura la sua gloria e cattura l'attenzione e il ricordo degli uomini. Se la vita dell'uomo è più grande di quella delle altre vite, tanto meglio, essa cattura molto più sole. Se è di una finezza speciale, fatta di una stoffa più lucente di quella degli altri uomini, tanto meglio ancora: trasforma il sole in uno splendore particolare. Ma comunque la cosa essenziale è che salti al momento giusto e venga girato nel modo giusto. Con queste condizioni anche una vita molto comune diventa illustre; e senza di essi il carattere più grande e più bello si scioglie di nuovo nel seno dell'umanità da cui è nato, inosservato, non ricordato

(2.) Questi uomini illustri, quando appaiono, hanno un valore più che meramente fenomenale. Nella loro illuminazione l'intera massa dell'umanità trova la sua illustrazione e comprende se stessa. Ognuno di loro diventa il rappresentante di un gruppo più piccolo, al quale dà quasi il suo nome. Spesso, infatti, non è che una caricatura degenerata della natura superiore che essi presentano. Il dogmatico si chiama con il grande nome di San Paolo. Il debole sentimentalista si considera il fratello gemello di San Giovanni. Il delicato scettico, che si diletta nell'incredulità, prende per sé il nome di San Tommaso, serio, perplesso, dall'animo semplice. Ma, dopo tutto, c'è una tendenza costante nella loro associazione con i tipi più elevati delle loro diverse nature e tendenze ad attirarli verso l'alto e a fare di ciascuno di loro un'espressione più degna delle sue qualità caratteristiche di quanto potrebbe essere se lo conoscesse solo in se stesso. In questa verità risiede uno dei maggiori vantaggi dello studio degli uomini rappresentativi della storia umana

(3.) Vi chiedo di rivolgervi alla storia di un uomo il cui nome balenerà per un momento mentre la luce della storia del Nuovo Testamento cade sulla vita di Gerusalemme all'inizio della Chiesa cristiana. Il lampo è solo per un momento, eppure l'impressione che lascia è molto chiara. Ebrei è un uomo particolarmente rappresentativo, e la natura che egli rappresenta è una di quelle che attrae in modo particolare la nostra vita moderna

(II.) Ricordiamo la storia di Gamaliele. Ebrei fu uno dei più famosi insegnanti della legge ebraica

(1.) Tutta la storia ebraica dichiara che egli era uno dei più abili tra gli uomini dotti della nazione. C'erano due scuole tra gli ebrei: quella di Shammai, che era rigida e stretta; e quello di Hillel, che era liberale e libero. Gamaliele era il nipote di Hillel, e apparteneva alla sua scuola. Ebrei fu uno dei pochi rabbini che permise ai propri studenti lo studio della letteratura greca. Gli Ebrei insegnavano che tutte le persone impegnate in opere di misericordia, di dovere o di necessità, dovevano essere esentate dalle più severe tradizioni sabbatiche; ordinò ai suoi discepoli di salutare anche i pagani nei loro giorni di festa con il "Pace a voi". In modi come questi mostrò la grandezza del suo spirito, e il popolo lo amò. Ebrei fu uno dei sette tra i medici ebrei che sono stati gli unici ad essere onorati con il titolo supremo di Rabban. Gli Ebrei vissero fino a tarda età e morirono intorno al 60 d.C.

(2.) Nel Nuovo Testamento Gamaliele appare due volte, ed entrambe le volte nel modo più interessante.

(1) Come un grande predicatore di tolleranza. Ogni grande insegnante e studioso dovrebbe essere consapevole del mistero e della potenza della Verità, e quindi essere pronto a vedere la Verità indugiare ed esitare, e persino sembrare che sia tornata indietro, e tuttavia mantenere una chiara certezza che la Verità deve venire bene alla fine, e che l'unico modo per aiutarla è mantenerla libera, in modo che sia libera di aiutarsi da sola. C'è qualcosa in Gamaliele che ricorda Milton. L'una, come l'altra, sembra sentire che ogni tentativo di aiutare la verità a salvare assicurando la sua libertà è impertinente; Che ogni tentativo di rendere forte la verità, sia disarmando i suoi nemici, sia scegliendo per lei con quali armi combattere le sue battaglie, non è un omaggio alla sua forza, ma un'insinuazione offensiva della sua debolezza. Lo studioso della Verità deve fidarsi della Verità; quello è il terreno di Gamaliele.

(2) E questo carattere ha una stretta connessione con il fatto che fu il maestro di San Paolo. Un insegnante del genere ha un interesse speciale. Ebrei è uno di quegli uomini che danno ad altri uomini la possibilità di fare la storia piuttosto che farla da soli. Essi stessi sono quasi necessariamente relegati nell'oscurità. Lo splendore stesso della carriera dei loro allievi rende impossibile per il mondo vederli; come il lampo di fuoco che esce dalla bocca del cannone, e l'impeto del proiettile in fiamme nel suo tremendo cammino, rende impossibile vedere il cannone stesso nel cui cuore profondo è stata concepita e nata la potenza dell'esplosione. (a) Possiamo immaginarci Gamaliele che osserva Paolo, e possiamo pensare al calmo insegnante di larghe vedute che segue la carriera del suo studioso dal cuore ardente, e, per quanto non fosse d'accordo con quelle che pensava fossero le sue illusioni, rallegrandosi della sua fedeltà e forza. (b) E se guardiamo dall'altra parte, ci sono poche cose più belle che vedere la riverenza e la gratitudine con cui i migliori uomini di vita attiva guardano indietro ai tranquilli insegnanti che li hanno forniti con i materiali per vivere. Anche nel mezzo dei suoi viaggi missionari e della sua prigione a Roma, possiamo credere che San Paolo abbia guardato indietro alle lezioni di fedeltà e di generosità che aveva appreso dal grande maestro della sua giovinezza. (c) Ci sono alcuni di noi il cui lavoro nella vita sembra assumere principalmente questo carattere. Genitori, insegnanti, aiutanti silenziosi di altre vite, sembra che preferiamo fornire ad altre anime le condizioni di vita piuttosto che vivere noi stessi. Nell'apparente stazionarietà di gran parte della nostra esperienza, vedere la vita scorrere accanto a noi, come il fiume scorre vicino all'albero, è bene vivere così secondo la vita a cui cerchiamo di servire, come l'albero vive vicino al fiume le cui acque allo stesso tempo fa qualcosa per colorare e dirigere.

(3) Ma c'è una visione più ampia di Gamaliele di questa. Ebrei ha la sua relazione non solo con San Paolo, ma con l'intera storia iniziale del cristianesimo. Ci sono alcuni uomini la cui unica influenza è quella di mantenere aperta la storia, in modo che qualsiasi cosa buona stia cercando di fare nel mondo possa essere fatta. Il consiglio di Gamaliele sembra additarlo come un uomo del genere. Ci sono uomini che sembrano rinchiudere una comunità, in modo che, per quanto si estende la loro influenza, se un nuovo pensiero fosse in attesa di essere espresso o una nuova azione pronta per essere compiuta, verrebbe respinta e resa senza speranza. Non era proprio questo l'ordine che Gesù ordinò agli Scribi e ai Farisei: "Voi chiudete il regno dei cieli agli uomini. Voi non entrate voi stessi; e non permettete a quelli che entrano di entrare"? Hanno compiuto grandi imprese, nuovi pensieri, la consacrazione entusiasta ai primi principi sembrano impossibili. C'è un esempio ancora più forte della stessa potenza di rovina nel racconto che Gesù "non poteva fare lì un'opera potente, a causa dell'incredulità del popolo". Era possibile per gli uomini chiudere un intero distretto del paese in modo tale che nemmeno la meravigliosa potenza di Cristo potesse fare la sua opera lì. E nei nostri piccoli circoli non ci sono forse uomini così diffidenti nei confronti degli impulsi superiori, uomini così increduli e così sprezzanti, che vediamo i giovani, le persone sincere, chiudere la loro vita davanti a loro come i fiori si chiudono di notte; e non c'è speranza che si faccia o si pensi qualcosa di grande mentre sono lì. Non mi riferisco agli uomini sobri, riflessivi, precisi, critici che agiscono come il gelo salutare, che uccide i moscerini e le zanzare, ma fa vivere ogni essere superiore con una vita più piena; ma gli uomini che sono decisi a far vivere tutto il mondo a modo loro, e che non hanno vera fede in Dio, né quindi nell'uomo. Ma ci sono altri uomini che, non compiendo forse grandi opere se stessi, sembrano rendere possibili grandi imprese, o almeno rendere possibile una grande vita. Tali uomini, nella nostra comunità, nei nostri circoli familiari, nei nostri piccoli gruppi, qualunque essi siano, ognuno di noi può essere. Non possiamo far soffiare il vento, che soffia dove vuole; ma possiamo tenere le finestre aperte, in modo che quando soffierà la vita a camera intorno a noi non mancherà di ricevere la sua freschezza

(III.) Gamaliele credeva in Dio

(1.) Per lui, che circonda tutto ciò che l'uomo fa e opera attraverso di esso, c'è Dio. E presso Dio sono le questioni e i destini finali delle cose. Lavori come vuole l'uomo, non può far riuscire un piano che Dio rinnega; opera come vuole l'uomo, non può far fallire un piano che Dio approva. Questa è una fede nobile e distinta. Queste parole di Gamaliele sono le parole di tutti gli spiriti progressisti. Erano le parole di Lutero, che aprì l'Europa e rese possibile il meglio della storia moderna. Oggi si trovano scolpiti sul piedistallo della sua grande statua a Wittenberg

(2.) Nessuno può dubitare che Gamaliele sia tornato dal Sinedrio per insegnare con tutte le sue forze che il cristianesimo era sbagliato. Ebrei aveva i suoi pensieri, ed egli li sosteneva. Gli Ebrei dissero: "Questa è la verità"; solo, mentre diceva questo, deve aver detto anche ai suoi scolari - il giovane Saulo di Tarso seduto lì in mezzo a loro - "Ci sono uomini qui a Gerusalemme - seri, coraggiosi, entusiasti, tristemente illusi, come penso - che affermano che il Cristo è venuto e che il Suo regno è iniziato. Penso che questi uomini si sbaglino. Vi do le mie ragioni. A poco a poco vedrete il loro fanatismo appassire e inaridirsi perché in esso non c'è vita di Dio. Ma ora lasciateli stare. Credi alla tua verità, affermala, dimostrala, vivila: così farai del tuo meglio per uccidere questa follia". Quello era Gamaliele. Questo è sempre il vero spirito. Gli uomini non fuggono dalla fornace del fanatismo solo per congelarsi sulle pianure aperte e desolate dell'indifferenza. Tu credi, eppure non hai alcun desiderio di perseguitare; e ogni lettore della storia della fede, anzi, ogni studioso della propria anima, sa quanto raramente queste due condizioni si siano incontrate in perfetta armonia

(3.) La persecuzione suona come una parola passata, eppure non tutta la persecuzione è passata. L'ostracismo sociale prende il posto delle punizioni più crude e violente di altri tempi, e la persecuzione persiste ancora in una forma ancora più sottile: nella disposizione ad attribuire conseguenze disastrose in questo mondo o nell'altro a opinioni oneste che riteniamo errate; il desiderio di fissare sulle convinzioni intellettuali quei marchi di malvagità che possono appartenere solo al carattere personale. Quando quest'ultima forma di terrorismo sarà scomparsa, allora la persecuzione sarà definitivamente scomparsa. L'uomo smetterà di perseguitare il suo fratello uomo, in parte perché supererà il desiderio di perseguitare, ma in parte anche perché vedrà quanto sia inutile perseguitare. Alla fine arriveremo ad accogliere tutti i pensieri onesti e seri degli uomini, in parte perché ne vediamo il bene, per quanto differisca dal nostro, e in parte perché non possiamo farne a meno. È per le forze combinate di queste due cause che si è verificato ogni grande progresso del pensiero umano

(4.) E quando tutte le persecuzioni saranno finite, arriverà un'opportunità e una richiesta per le due forme di influenza umana che avranno poi tutto il lavoro da fare. Quando hai creduto a fondo che è sbagliato e inutile cercare di spaventare il tuo prossimo per fargli passare dalla sua fede alla tua, allora che cosa rimane? In primo luogo, potreste discutere con lui, dirgli perché credete, mostrargli quanto sia irragionevole la sua incredulità o il suo fanatismo. E se non puoi discutere, o se il tuo amico è uno di quelli la cui mente gli argomenti non portano alcuna convinzione, allora devi vivere la tua fede. E poi, proprio cercando di vivere la propria vita, di trasformare la propria fede sicura in un'azione obbediente, gradualmente altre persone diventano consapevoli che la vera anima sta rendendo una testimonianza alla verità che deve avere potere. In uno Stato vivente i soldati hanno il loro dovere utile, ma non sono i soldati che fanno la vera forza dello Stato. I suoi cittadini fedeli, che vivono la loro vita operosa all'interno delle sue istituzioni, che la loro vita riempie sempre di vita, sono i veri difensori dello Stato, rendendolo forte e manifestando la sua forza in modo impressionante a tutto il mondo. Quindi la grande fede ha bisogno di ragionatori dotti; ma ha più bisogno di servi e discepoli obbedienti

(5.) E questo ci riporta a Gamaliele. Aveva dunque ragione? Potrebbe dunque un uomo di oggi, lasciare tutto a Dio ed essere tranquillamente sicuro che gli Ebrei rivendicheranno la verità? Mille fluttuazioni nella battaglia variabile ci fanno dubitare. Molte e molte volte sembra che tra l'errore e la verità ci sia solo una questione di chi abbia dalla sua parte gli uomini più intelligenti. Eppure voi sapete che, se c'è un Dio, Gamaliele aveva ragione. Ci deve essere tempo, ci deve essere pazienza; Ma la vera questione finale di due alberi è la questione delle loro radici. Ciò che è radicato in Dio deve vivere. La gloria finale di Gamaliele risiede lì. Gli Ebrei credevano che Dio fosse l'unica vita di questo mondo, che tutto ciò che non viveva in Lui doveva morire. Non sappiamo se Gamaliele sia mai diventato cristiano. Le leggende dicono che lo fece. La storia sembra dire che non lo fece. Ma almeno sappiamo che se abbiamo letto correttamente il suo carattere e la sua storia, egli ha reso la fede cristiana più possibile per gli altri uomini, e deve essere arrivato da qualche parte, se non qui, almeno al di là, alla verità e al Cristo stesso. (Bp. Phillips Brooks.) Il discorso di Gamaliele al Sinedrio: - Nota qui-

(I.) Buona oratoria neutralizzata da un pubblico corrotto

(1.) L'oratore.

(1) La sua abilità e posizione. Alcuni suppongono che sia il figlio di Simeone, che prese in braccio il bambino Gesù, e il nipote di Hillel, entrambi famosi medici ebrei. L'alto titolo di Rabban gli fu dato per la sua grande saggezza. Ebrei era stato presidente del Sinedrio ed era il precettore di San Paolo. Anche Ebrei era popolare: "mano in reputazione fra tutto il popolo". Tutto ciò avrebbe dato peso alla sua oratoria, che sarebbe mancata a un uomo meno distinto.

(2) Il corso che ha raccomandato. Se avesse insistito con una proposta astratta, o con una linea d'azione difficile o pericolosa, non ci si sarebbe meravigliati dell'inefficacia del suo discorso; ma la linea di condotta che raccomandava era la più ragionevole e facile: "Astenersi da questi uomini", ecc.

(3) L'argomento che ha impiegato. (a) Se il movimento non era divino, l'opposizione non era necessaria: sarebbe finita nel nulla da sola. A sostegno di ciò, in primo luogo, egli fornisce fatti che si riferiscono a Teuda e Giuda. In secondo luogo, egli enuncia un principio, vale a dire, che l'umano perirà e il Divino fiorirà. L'argomento è ad hominem, i suoi ascoltatori per i loro stessi principi erano tenuti a seguire il suo consiglio. Professavano di considerare la nuova religione come una cosa non divina e quindi non dovevano prendersi la briga di opporvisi. (b) Se il movimento fosse stato di Dio, l'opposizione sarebbe stata vana ed empia. I tentativi di schiacciare la causa di Dio sono inutili quanto i tentativi di far arretrare le maree dell'oceano o di invertire il corso dei pianeti: peggio che inutili, è combattere contro Dio.

(4) L'impressione che produsse: "A lui furono d'accordo". Non poterono fare a meno di sentire la forza dei suoi argomenti

(2.) Fin qui, il discorso di Gamaliele sembra potente, e si sarebbe potuto pensare che avrebbe raggiunto il suo scopo. Ma no; proseguirono la loro persecuzione (Versetto 40). Che cosa ha reso questo oratorio così inefficace? Il carattere del pubblico. Il pregiudizio deformava il loro giudizio e la malizia ispirava i loro cuori. L'eloquenza di un discorso dipende dalla mente dell'udito. Quindi ciò che è percepito come eloquenza in un uditorio non lo sarebbe in un altro. Ebrei è l'uomo più eloquente nel suo campo che difende i desideri dei suoi ascoltatori: altrimenti, anche se ragiona con la logica di Aristotele e declama con la potenza di Demostene, la sua eloquenza non si farà sentire. Paolo era un ciarlatano ad Atene. Che dunque gli ascoltatori che ne trarrebbero beneficio liberino la loro mente dal pregiudizio e ascoltino con franchezza; e lasciamo che gli oratori siano al di sopra dell'assecondare i bassi gusti e le simpatie settarie

(II.) L'indifferenza colpevole che si giustifica con una logica plausibile. Il non intervento qui raccomandato può per certi aspetti ammettere una giustificazione. Gli uomini di Stato, ad esempio, non hanno il diritto di interferire con le opinioni e i movimenti religiosi del popolo, finché non vi è violazione dei diritti degli altri. La coscienza è sacra a Dio. Gli uomini possono discutere, ma non costringere. Ancora una volta, il consiglio può essere giustificato sulla base della filosofia sociale, supponendo che Gamaliele credesse che il cristianesimo fosse un'impostura. Il modo per dare potere sociale all'errore è perseguitarlo. Ma a ben guardarla in grande luce, il consigliere mostrò una riprovevole indifferenza morale. Perché

1.) Come uomo, era tenuto a convincersi se la causa degli apostoli fosse dell'uomo o di Dio attraverso un'indagine onesta

(2.) Gli ebrei avevano abbondanti prove per convincersi della questione

(3.) Se era l'opera di Dio, era tenuto a metterci dentro il cuore e l'anima. Non possiamo quindi che considerare la sua argomentazione come una formula per scusarsi della sua indifferenza. Da questo punto di vista egli è un tipo di classe numerosa la cui politica è quella di permettere alle cose di fare il loro corso e di risolversi, vere o false che siano,

(III.) Un test attraverso il quale viene stabilita la Divinità del Cristianesimo. "Se è da Dio, non potete rovesciarlo". Il cristianesimo non è stato rovesciato, ma ha continuato a conquistare e a conquistare

(IV.) Un esempio dello spirito che tutto conquista della vera religione (Versetti 40-42). Osservare

1.) La loro esultanza per la sofferenza ignominiosa, che può essere spiegata solo da

(1) Una coscienza di rettitudine.

(2) Un affetto supremo per Cristo. L'amore si rallegra di soffrire per il suo oggetto.

(3) Il ricordo che il loro Maestro ha sofferto allo stesso modo.

(4) Una nuova assicurazione del loro genuino interesse per Cristo. Gli Ebrei avevano detto loro che avrebbero sofferto (Matteo 5:11, 12; x. 17-22)

(2.) La loro invincibilità nel lavoro proibito. Nessun potere poteva abbattere il loro santo proposito. (D. Thomas, D.D.Il consiglio di Gamaliele:

I. Un buon consiglio

(1.) Come regola di giudizio quando vediamo la fine delle vie di Dio. Allora, alla fine, sarà certamente valido. "Ogni pianta che il mio Padre Celeste non ha piantato sarà sradicata". 2. Come regola di condotta quando lo zelo carnale ricorrerà alle armi carnali nelle questioni spirituali; e quando non è sorta alcuna luce sul fatto che un'opera sia di Dio o dell'uomo. In questo senso Lutero applicò questo consiglio all'Elettore di Treves come a un indeciso

(II.) Un cattivo consiglio

(1) Come regola di giudizio quando, in mezzo al corso imperfetto del mondo, il bene e il male sono giudicati secondo il loro successo esterno e temporaneo

(2.) Come regola di condotta, quando si trasforma in un cuscino di pigrizia, per liberarsi di una decisione interiore e sincera, quando la Parola di Dio parla abbastanza chiaramente, e lo Spirito di Dio indica abbastanza chiaramente; e per evitare di agire con coraggio e di dare una testimonianza energica, quando siamo veramente decisi. (K. Gerok.Il consiglio di Gamaliele:

I. Un buon consiglio

(1.) Dell'umiltà davanti a Dio, il Giudice Supremo

(2.) Della carità verso il nostro prossimo che la pensa diversamente, e forse erroneamente,

(3.) Di vigilanza sulle nostre passioni

(II.) Un cattivo consiglio

(1.) Di una politica che giudica solo in base al successo esteriore

(2.) Di una tolleranza verso ciò che è male

(3.) Di un indifferentismo indeciso in se stesso. Conclusione: Meglio l'azione degli apostoli che il consiglio di Gamaliele

36 CAPITOLO 5

Atti 5:36-47

Prima di questi giorni sorse Theudas.- Theudas: un personaggio antico con lezioni moderne: - Chi fosse Theudas non lo so, e mi sono accuratamente astenuto dall'indagare. I dettagli biografici sono di poca importanza quando siamo alla ricerca di principi sostanziali. Il punto di questo passaggio sta nel fatto che Theudas era una persona del tutto insignificante, proprio come mille altri uomini che hanno fatto rumore ai loro tempi, attirato lo sguardo del mondo per alcune ore e poi sono passati nel silenzio e nell'oblio. Gli apostoli sono convocati davanti al concilio che ha già deliberato sulla loro morte. Poi si alza Gamaliele, l'insegnante di Paolo, un uomo "di fama fra tutto il popolo", e legge all'eccitato Sinedrio una lezione tratta dalla loro storia nazionale. Ebrei dice in sostanza: "Questo allarme, questo correre avanti e indietro, questo chiamare il flagello e la prigione, questa fretta senza fiato, è tutto il risultato di una visione ristretta e di una visione ristretta. Il nostro tempo non è il primo ad assistere a movimenti sorprendenti. "Prima di questi giorni si alzò Teuda" e trasse dietro di sé quattrocento uomini. Eppure quella rivolta che sembrava così terribile è stata quasi dimenticata. Un orizzonte più ampio ci renderebbe calmi. Impara la lezione del tuo passato. Il grande piano di Dio si muove attraverso i secoli fino al suo sicuro compimento. Se questo nuovo insegnamento non viene da Lui, sarà come tutti gli altri: un semplice rumore seguito da un grande silenzio. Ma se dietro questo insegnamento c'è Dio, badate che non vi troviate a combattere contro Dio". Queste parole possono far pensare che Gamaliele fosse quasi pronto ad abbracciare il cristianesimo, o possono indicare solo che era un ebreo ampio e tollerante. In entrambi i casi l'applicazione alla nostra epoca irrequieta, ansiosa e controversa è molto chiara. Vecchie formule vengono riformulate fino a quando molte anime più timide che sagge, che amano la quiete più della verità, gridano: "Ahimè! Che cosa dobbiamo fare?" La vera risposta non può essere data né da un'intensa partigianeria né da una cinica indifferenza. La vera risposta si trova nella fede incrollabile che vede Dio dietro il mutevole panorama del pensiero e dell'azione umana, e sa che qualunque luce possa attraversare il nostro firmamento - che si tratti di un pianeta incandescente, di una meteora cadente o di una stella stabile - Ebrei 51 chiama tutti per nome nella grandezza della Sua potenza

(I.) Il regno di Dio sulla terra non è una novità. La prima cosa da ricordare è che il regno di Dio sulla terra non è una novità, il cristianesimo non è un esperimento, e che "prima di questi giorni" diecimila pericoli simili sono stati trionfalmente superati. L'uomo che non è in combutta con il passato non può affrontare il futuro. Abbiamo bisogno di vedere le cose in una prospettiva ampia, di allontanarci dal nostro piccolo compito immediato come il pittore si allontana dalla sua tela, per potervi tornare con un tocco più sicuro. Anche nelle responsabilità comuni della vita quotidiana, una certa conoscenza della storia è altrettanto importante quanto la conoscenza della tabellina. Che l'uomo che oggi dispera dei nostri leader politici legga la storia degli attacchi fatti a Washington nei giorni più bui della Rivoluzione. Che l'uomo che è sconcertato dall'improvviso afflusso di nuove conoscenze, e non può adattarsi immediatamente alla nuova verità riversata nella sua mente, ricordi il grande shock dato all'umanità - uno shock che sembrò sconvolgere tutti i sistemi della scienza e tutti gli inni della fede - quando Copernico proclamò che questa terra, Invece di essere il centro dell'universo, per il quale il sole e le stelle sono stati creati, attorno al quale ruotava il cielo ordinato, non era che un granello che fluttuava nel vuoto sconfinato, una stella insignificante che inviava il suo minuscolo raggio nell'oscurità infinita. La generazione attuale è particolarmente carente di prospettiva storica. La nostra vita è stata così rapida, così completamente moderna, che siamo intensamente individuali, deliziandoci spesso nella segregazione dal passato. Così, avendo poco background per l'impresa attuale, diventiamo irrequieti e siamo facilmente sballottati da venti contrastanti. Anche la storia dice, come la Natura, a Emerson: "Perché così caldo, mio piccolo uomo?" La storia della Chiesa cristiana è uno splendido arsenale di fede. Il futuro del cristianesimo non dipende da ciò che si vince o si perde questa mattina. Il successo del regno di Dio sulla terra non dipende dal successo del mio piccolo piano, non più di quanto l'arrivo della primavera dipenda dal successo dell'aiuola del mio giardino. Quel regno esisteva prima che noi venissimo all'esistenza, che durerà quando noi ce ne saremo andati: è l'opera di Colui che era, è e sarà l'Onnipotente. Dietro tutti gli uomini che vanno e vengono, le teorie che sorgono e cadono, c'è "Dio nell'ombra, che veglia sopra i suoi".

(II.) Uno sfondo di storia trionfante. Scriviamo ora, ma mai prima d'ora, "1892" su tutte le nostre lettere, appunti, atti. Queste cifre sono molto più di un argomento convenzionale. Sono eloquenti con una forte sicurezza. Sono come una bandiera portata a casa dalla battaglia, fumo, sporcizia di sangue, lacerata dai proiettili, ma brillanti con il loro splendido colore originale, e vocali con un grande discorso ispiratore. Non abbiamo il diritto di vivere come la Chiesa del primo secolo, quando molto era sperimentale e sperimentale. Abbiamo uno sfondo di storia trionfante. Il regno di Cristo si diffonde costantemente dal fiume fino alle estremità della terra. Arguti e acuti sono stati gli attacchi alla fede: a volte l'hanno purificata dalle escrescenze, più spesso hanno distolto lo sguardo e si sono ripresi. Gli oppositori del cristianesimo sono ricordati per la grandezza di ciò che hanno attaccato. In questa terra cristiana non accettiamo la fede cristiana per vedere se è vera; Lo accettiamo come accettiamo la terra sotto i nostri piedi frettolosi e il cielo sereno che sovrasta tutto. Vediamo quindi il posto e lo scopo dell'Antico Testamento, la cui funzione peculiare è quella di mostrarci che Dio è dietro e dentro la storia umana, e che tutta la storia culmina nella rivelazione di Gesù Cristo. La rivelazione primaria di Dio non avviene attraverso la parola, ma attraverso gli eventi. L'Antico Testamento precede il Nuovo per mostrarci Dio dietro e dentro la vita della nazione, e quando una volta lo vediamo e lo crediamo, un Salvatore storico diventa non solo credibile ma inevitabile

(III.) Uso dello storico nelle Scritture. Un nobile cristiano mi ha recentemente detto che nella sua lettura privata dei Salmi usava sempre un'edizione espurgata, dalla quale erano stati eliminati tutti i passaggi imprecatori e altrimenti discutibili. Sicuramente questo è l'apice della pruderie religiosa, e della meticolosità di chi è totalmente privo di senso storico. Se espurgiamo i Cantici di Davide, perché non espurgare anche la sua vita? Sicuramente le sue azioni di vendetta sono peggiori delle sue preghiere vendicative. Poi, dopo aver eliminato dalla sua vita tutto ciò che offende il nostro purismo, e averne fatto l'uomo che avrebbe dovuto essere ma non è stato, saremo pronti a rimodellare l'intera storia di Israele, proprio come Cibber propose di rimodellare Shakespeare, facendo sì che Re Lear fosse finalmente ricompensato per le sue sofferenze, e facendo in modo che la tragedia di Amleto finisse con la morte del re e della regina e la felicità di Ofelia. Quando avremo letto la Bibbia e cancellato la grande storia nera del peccato umano, avremo bandito anche la luminosa storia della redenzione. I Salmi imprecatori sono l'espressione di una certa fase della vita di Israele, e quindi parte della storia della redenzione, come i dipinti della prima scuola bizantina fanno parte della storia dell'arte cristiana. E se i volti disegnati da quei primi pittori cristiani fossero duri e di legno? Sono per noi l'espressione inestimabile di una grande impresa che ha reso possibile Raffaello e Da Vinci. Elevare il Salterio al livello del Discorso della Montagna significa rovinarli entrambi. Ma la cosa più pratica non è ancora stata detta. Quando un uomo ha raggiunto il punto di vista storico, quando la sua Bibbia non è più una superficie piatta come un'immagine cinese, ma una lunga panoramica di personaggi ed eventi storici, e la grande storia dell'amore di Dio per l'uomo si vede svolgersi lentamente attraverso i millenni, quando un uomo si mantiene familiare con l'opera di Dio "prima di questi giorni, "Avrà un equilibrio spirituale e una pace centrale che nulla potrà disturbare. È una grande cosa credere in un Dio che veglia sulla mia vita e si prende cura di me. È una cosa più grandiosa riposare in un Dio i cui scopi sono più grandi e più lunghi di quanto possano essere le mie preoccupazioni. Non potrei ammirare il fiume Hudson se pensassi che il suo unico scopo è quello di riempire la mia tazza. Non potrei meravigliarmi molto del sole se pensassi che il suo unico scopo è quello di brillare dalla mia finestra. Ho bisogno di un Dio più grande del mio bisogno. Voglio un Salvatore che vada ben oltre la mia mancanza personale privata. Se non credo in un Dio che ha un'opera più grande da fare che rendermi felice, presto smetterò di credere affatto. Presto scoprirò che Dio non mi rende sempre felice, e allora perderò la fede. In tutte le epoche corre il Suo proposito. Di eternità in eternità i Suoi grandi pensieri si realizzano nell'incessante dispiegarsi della creazione, e la nostra gloria più alta non è quella di piegare il Suo proposito, ma di piegare la nostra vita in armonia con esso. C'è forse qualcuno che è venuto qui in uno stato di tumulto e di allarme, perplesso dai problemi del tempo e di fronte a movimenti che non riesce a comprendere? Vi invito a pensare al Dio che prima di questi giorni ha guidato la Sua Chiesa e sempre guiderà. C'è qualcuno qui che dice: "Dio mi ha dimenticato; il mio piano non va a buon fine"? Il tuo piano, quindi, è la prima cosa del tuo desiderio, o il piano di Dio? È la costruzione del tuo nido o il raggiungimento della redenzione del mondo? Ebrei è l'Alfa e l'Omega: noi dobbiamo inserirci da qualche parte nel Suo alfabeto Divino e scandire il Suo pensiero eterno. (W. H. P. Faunce, D.D.Il falso profeta e il vero:

(I.) Il falso

(1.) Si alza di sua spontanea volontà come Teuda e Giuda

(2.) Si vanta di essere qualcuno

(3.) Trascina via il popolo dietro di sé

(4.) Cade dal cielo come una stella errante. Teuda e Giuda perirono e i loro seguaci furono dispersi

(II.) Il vero

(1.) È suscitato da Dio

(2.) Non si vanta, ma dà gloria a Dio

(3.) Conduce le anime al Signore

(4.) Brilleranno come stelle per sempre e eVersetto (K. Gerok.)

38 CAPITOLO 5

Atti 5:38-39

Ed ora io vi dico: Astenetevi da questi uomini e lasciateli stare.-La testimonianza della storia al cristianesimo:

1.) Il cristianesimo era sotto processo davanti al Sinedrio ebraico. Allora non aveva storia. Ora ha una storia di più di milleottocento anni. Saggiamente disse il più saggio dei rabbini ebrei: Aspettiamo un po' e vediamo. Se si tratta di uomini, non c'è bisogno di alcun colpo. Se è da Dio, nessun colpo gli farà alcun male. Lascialo alla storia. Tale era il fascino. Siamo pronti ora per il verdetto. Se Gamaliele fosse qui, sarei disposto a lasciare tutto al suo sincero giudizio. Il cristianesimo è un successo o un fallimento? 2. Questo argomento della storia richiede discriminazione. La semplice età non fa nulla di decisivo per una religione. Le religioni in generale tendono ad essere longeve; più longevo della politica civile.

(1) Quelli dell'Egitto, della Mesopotamia, della Fenicia, della Grecia e di Roma, durarono tutti molti secoli; e finché durarono, avrebbero potuto discutere della loro longevità. Ma ora sono tutti morti, e nessuno di loro li nomina come rivali del cristianesimo.

(2) Il Brahmanesimo e il Buddismo variano il problema per noi. Qui ci sono religioni molto antiche. Che dire di loro? Questo; che sono come le vecchie religioni morte nell'avere un dominio limitato. Nessuno di loro ha avuto molta forza o valuta al di fuori della propria terra natale. Potrebbero anche essere morti. Non combattono battaglie, non ottengono vittorie.

(3) L'islamismo rende il problema ancora più evidente. Ecco una religione, non solo di grande età, ma di grande espansività e versatilità. C'è della verità in questo, queste due grandi verità: che Dio è, e governa. In meno di cento anni dalla sua origine, gli uomini pregavano verso la Mecca su un territorio più vasto di quello che le aquile romane avevano ombreggiato in quasi mille anni. Perché? In parte perché erano stati persuasi a farlo. L'argomento per un solo Dio era migliore dell'argomento per molti dèi. E così gli idolatri furono sconfitti. Allora il culto era semplice, e il cristianesimo degenerato, sacerdotale, pacchiano, idolatrico dell'Oriente andò in rovina. Ma se non fosse stata sguainata la spada, l'islamismo sarebbe rimasto in Arabia, o sarebbe andato ben poco oltre. Per gli idolatri l'alternativa era l'Islam o la spada. Per ebrei e cristiani l'Islam o tributo. E così la mezzaluna scattò lungo il cielo. Il cristianesimo non ha avuto una storia del genere. Il suo simbolo è sempre stato una croce di legno. Di tanto in tanto ha sguainato la spada, come Pietro l'ha sguainata nel giardino; ma solo per essere rimproverato, come lo fu Pietro. Il suo inizio risale in modo significativo al dono delle lingue. Non la spada, ma il sermone doveva aprirsi la strada per essa. Non deve versare sangue se non il proprio. Né l'astuzia potrebbe servirle. I lupi sono feroci e astuti allo stesso tempo. I discepoli dell'uomo di Nazaret furono mandati come pecore e colombe. Tale era il cristianesimo; il cristianesimo del tempo di Gamaliele. Vediamo ora che cosa ne è venuto fuori

(I.) Il suo primo conflitto fu con l'ebraismo, con il quale non avrebbe dovuto avere alcun conflitto. L'ebraismo, allora vecchio di quindici secoli, non era umano, ma divino. E il cristianesimo ne era uscito, come una mela esce dal suo bocciolo e fiorisce. Ma la follia regnava su quell'ora. Hanno appeso il loro Profeta a un albero, sibilando quella terribile preghiera che Dio ha esaudito da allora: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli". Molti ebrei, come sappiamo, passarono nella Chiesa cristiana, in tutto, forse circa dieci o dodicimila entro i primi sei anni. Allora il loro rabbino più dotto e più abile, Saulo di Tarso, passò alla nuova religione. E la sua voce risuonò lungo tutta la sponda settentrionale del Mediterraneo, da Damasco alla Spagna, in innumerevoli sinagoghe, implorando i suoi connazionali di seguirlo. Era la loro occasione d'oro. E l'hanno perso. L'ebraismo, gridavano, è definitivo. Non il giudaismo, rispose l'allievo di Gamaliele, ma il cristianesimo. Questo era il punto in questione. Nella loro follia il popolo pensava di poter strappare le aquile romane dai loro merli e ristabilire il trono caduto di Davide. Ci hanno provato e hanno fallito. Il giudaismo fu distrutto quando, come predetto da Daniele, l'oblazione cessò. Da allora nessun fumo di sacrificio è salito dal Monte Moria. Da allora la storia del nostro sacrificio cristiano ha fatto il giro del mondo. E quasi dappertutto trova i resti abbandonati e dispersi di quell'antico popolo, sulla cui città pianse il Redentore

(II.) Il secondo conflitto del cristianesimo fu con la civiltà greco-romana. Tutto il teatro della storia antica, tutto il giardino delle lettere antiche, dell'arte e della raffinatezza sociale, riconoscevano ora la supremazia di Roma. Accoglieva il cristianesimo con disprezzo e disprezzo

(1.) In questo stava la sicurezza della nuova religione. Ha così avuto la possibilità di crescere. In tutto l'Impero Romano le sue radici affondarono nel terreno inosservate. Dopo cento anni i suoi rami erano in tutta aria. C'erano almeno due o tre milioni di cristiani. Erano un popolo a sé stante, vagliato fuori dalla società, organizzato, addestrato e gestito dai loro capi, come nessun altro corpo religioso era mai stato. Non potevano più essere ignorati. E poi il lievito aveva operato verso l'alto, così come verso il basso, in mezzo al popolo. La classe media commerciale fornì molti convertiti. A poco a poco cominciarono ad arrivare filosofi e studiosi, che proclamarono coraggiosamente la nuova fede come la filosofia finale. Il cristianesimo non poteva più essere disprezzato. Erano stati scritti dei libri in sua difesa, e a questi libri bisognava rispondere. Poi vennero dalla parte dei pagani campioni come Frontone, Luciano e Celso, uomini dotti e arguti, che attaccarono il cristianesimo con ogni arma conosciuta di argomentazione, insulto e ingiuria. A poco a poco, la persecuzione iniziò con una terribile serietà. Era, tuttavia, principalmente opera di folle, fomentate e perseguitate da uomini i cui interessi erano in pericolo. Degli imperatori, solo Nerone e Domiziano, e per ragioni proprie, avevano intinto volentieri le mani nel sangue cristiano. Ora, poco dopo la metà del II secolo, la persecuzione cominciò a far parte della politica imperiale. Si presumeva che l'antica religione romana fosse essenziale per il benessere dello Stato romano. Si vide che il cristianesimo stava avendo la meglio su quell'antica religione romana. Cattivi imperatori, come Commodo ed Eliogabalo, che non si curavano affatto del benessere dello Stato, lasciarono stare la nuova religione. Imperatori capaci, patriottici e di tono alto, come Marco Aurelio, Decio e Diocleziano, non potevano lasciarselo in pace. Erano tempi di terribile agonia quando il potente Impero Romano, chiudendo le porte dell'anfiteatro, si lanciò nell'arena faccia a faccia con la Chiesa cristiana. Quando quelle porte furono aperte, la Chiesa vittoriosa uscì, con il battesimo di sangue sulla sua fronte santa, portando un nuovo Impero cristiano tra le sue belle braccia bianche. Non restava che alla frenesia pagana contestare questo verdetto della Provvidenza, come la frenesia ebraica aveva contestato il verdetto della Provvidenza in Palestina. I filosofi erano stati per qualche tempo al lavoro, elaborando quello che chiamiamo il Nuovo Platonismo, uno strano conglomerato, che insegnava un Dio nella sala conferenze e molti dèi nella piazza del mercato; che parlava altezzosamente dell'unione con Dio; e si abbassava alle arti magiche. Questo fu lo spirito che informò quella notevole reazione e rinascita del paganesimo che trovò un degno campione in Giuliano, il quale, ardente di zelo per la vecchia religione, decise di abbattere la nuova religione. L'ha fatto? Meno di due anni dopo essere salito sul trono dei Cesari, egli, trafitto da una freccia persiana, confessò: "Tu hai vinto, o Galileo". Ma il cristianesimo, mi dite, non ha salvato la vita dell'Impero Romano. No, è arrivato troppo tardi per questo. Ma il cristianesimo ha prolungato quella vita; di un secolo o due in Occidente, di sei o otto secoli in Oriente

(III.) Il terzo conflitto fu con i barbari teutonici. Nelle foreste tedesche i prigionieri cristiani furono i primi evangelisti. Dovettero imparare una nuova lingua che allora non aveva alfabeto. Gli uomini che lo parlavano non avevano cultura. Tra cento anni quei rozzi barbari leggevano le loro Bibbie gotiche. Di tribù in tribù il sacro messaggio correva fino a quando, nel giro di altri cento anni, la conquista barbarica di Roma fu essenzialmente una conquista cristiana. Di generazione in generazione l'opera missionaria proseguì, finché alla fine l'intera razza teutonica in Europa, che ora conta quasi ottanta milioni di persone, assunse una civiltà cristiana, più alta, più forte, più radiosa di quella della Grecia e di Roma. Anche i Kelt, che ora ammontano a circa nove milioni, furono evangelizzati; gli Slavi, che ora contano quasi ottanta milioni, arrivarono più tardi; poi gli Scandinavi, una delle razze più belle della storia, che ora conta circa otto milioni di persone, la cui antica mitologia è più ricca e più grandiosa di quella dell'antica Grecia, e che ci sono voluti due secoli per conquistare. E nessuno dei popoli storici più nobili, una volta evangelizzato, ha mai abbandonato la sua presa sul vangelo. Le chiese decadute dell'Oriente sono solo decadute, non morte, mentre la marea che le ha superate sta evidentemente andando via

(IV.) Il quarto grande conflitto è con un tipo inferiore di paganesimo in patria e all'estero, ed è ora in corso. C'è, infatti, un conflitto con la scienza che è abbastanza acuto proprio ora, e molte brave persone sono inutilmente allarmate per questo. Ci sono onde di marea in tutte le faccende umane, e lo scetticismo, come ogni altra cosa, va e viene nel suo ciclo senza fine. Ma ogni volta il cristianesimo naviga attraverso tutto come una corazzata. La grande massa dei cristiani non se ne è mai preoccupata. Agostino pose fine al manicheismo. I grandi scolari del XIII secolo misero a tacere gli scettici del XII. E dallo scetticismo del XV secolo nacque la reazione che culminò nella Riforma protestante. Il cristianesimo, la madre delle università, la nutrice e il patrono di tutti gli studi elevati, non ha paura della scienza. No. La vera tensione e il conflitto dei nostri giorni sono più pratici. Il cristianesimo ha conquistato tutte le migliori razze della storia fino ad ora. Ora, può conquistare fino in fondo come ha già conquistato verso l'alto? Può essa riunire l'intera famiglia umana, i suoi popoli più bassi con i suoi più alti, in un unico ovile comune? Può evangelizzare i cinesi, i giapponesi, i polinesiani, gli africani, gli indiani del Nord America? Può evangelizzare le proprie città, scendendo nelle cantine, salendo nelle soffitte dei propri pagani qui a casa? Per quanto difficile possa essere il compito, il cristianesimo è fermamente impegnato in esso. Se il cristianesimo fallisce in questo suo sforzo supremo, non è da Dio. Ma non fallirà. Ciò che può fare può essere noto da ciò che ha fatto. Abbiamo portato il Vangelo nelle capanne dei boscimani, lo porteremo ancora in ogni cantina e in ogni soffitta di ogni città cristiana. Facciamoci coraggio. Non ci vorrà molto da aspettare. (R. D. Hitchcock, D.D. Gamaliele e il suo consiglio; o la politica della cautela e della neutralità: - In generale, gli uomini si dividono in tre classi in relazione al cristianesimo. In primo luogo, ci sono i nemici dichiarati, che non perdono mai l'occasione di offrirgli l'opposizione più energica e violenta. In secondo luogo, ci sono i sinceri sostenitori e gli zelanti propagatori del cristianesimo. In terzo luogo, ma a metà strada tra queste due classi, ce n'è un'altra, che potremmo chiamare la classe neutrale prudente, timida e forse temporeggiatrice. Un discorso dopo l'altro è stato pronunciato a favore della violenza fisica. Atti lunghezza Gamaliele si alzò. Il suo discorso era quello che potremmo definire un discorso moderato. Consigliava cautela, "astenere", "fate attenzione"". Non mettere le mani avventate e violente su questi uomini". Non cercate di sradicare questa nuova religione o irreligione con metodi avventati e violenti".

(I.) L'aspetto positivo di questa politica. Facciamo notare ciò che c'è di lodevole in questa politica di attesa della prova del tempo

(1.) Il tempo è certamente un test molto approfondito e accurato. È molto difficile giudicare un movimento che è agli albori. Dai loro frutti si conoscono anche i movimenti. Ma poi devi dare il tempo al frutto di apparire e maturare

(2.) Certamente questa politica è opposta a quel metodo di procedura discutibile che è caratterizzato da "zelo senza conoscenza". Ci sono quelli il cui zelo in sé è davvero lodevole; e si precipitano avventatamente, senza mai prendersi il tempo di considerare l'incidenza dell'azione presente sugli eventi futuri; Correranno e rischieranno la vita per salvare un bambino in pericolo, ma, forse, abbatteranno una mezza dozzina di bambini sulla loro strada e faranno loro gravi danni. Spenderanno le loro migliori energie per promuovere un principio che hanno a cuore, ma, forse, calpesteranno molti altri principi che sono ugualmente veri e divini. "Zelo senza conoscenza". I loro cuori caldi non sono sotto la direzione di teste sagge. La loro azione, per quanto entusiasta, è mal indirizzata. Ebbene, Gamaliele e i suoi amici non sono colpevoli di questa colpa. Non sono mai indotti a nulla di avventato. Se sbagliano, sbagliano dalla parte della sicurezza. Non fanno molto male se non fanno del bene. Non ostacoleranno un buon movimento, anche se potrebbero non aiutarlo. Non favoriranno una cattiva causa, anche se potrebbero non fare nulla per ostacolarla. La loro politica è di astenersi, di prestare attenzione, di non intraprendere alcuna azione fino a quando il tempo non renderà abbastanza chiaro se la causa è umana o divina

(3.) C'è una certa dose di saggia e cauta umiltà e devozione anche in questa politica di Gamaliele e dei suoi amici. Temono molto di essere trovati a combattere contro Dio, a opporsi alla Sua volontà e al Suo proposito. Sapevano che ciò non solo sarebbe stato infruttuoso, ma anche peccaminoso e blasfemo. È una cosa triste scoprire che anche una parte della propria vita è infruttuosa. L'infruttuosità morale è una terribile calamità. Combattere contro Dio allora è infruttuoso, perché alla fine gli Ebrei devono vincere e la nostra opera è vana. Ma è anche peccaminoso, e persino blasfemo. La bestemmia, propriamente detta, è parlare contro Dio, ma c'è anche una bestemmia che consiste nell'agire contro di Lui, nell'usare quelle facoltà di cui Ebrei Stesso ci ha dotati, per frustrare la Sua volontà e il Suo proposito, e per favorire i fini e gli intenti del diavolo. Ebbene, Gamaliele e i suoi amici si sforzarono di stare alla larga da questo male. Sono cautamente umili e devoti. Per il mondo non si sarebbero trovati a combattere contro Dio. Quindi la loro politica è di "prestare attenzione", di "astenersi", di aspettare che il tempo dimostri se Dio è nel movimento o no

(II.) Gli aspetti sfavorevoli di questa politica

(1.) Commette questo errore, considera i risultati esterni di un movimento come la prova infallibile del suo carattere. O, per dirla in questo modo: dice: "questo movimento ha successo, è Divino; Questo movimento fallisce, è umano". Il successo o il fallimento è preso come test. Ma è un vero test? Alcuni dei movimenti di maggior successo hanno avuto il minimo di Dio in loro, e alcuni dei meno riusciti hanno avuto il massimo di Dio in loro. I seguaci di Buddha sono più numerosi di tutti gli altri religionisti. Il Buddhismo è più divino per questo? È evidente quindi che il successo esteriore non è una prova assoluta della spiritualità e della divinità di una religione, o del carattere di un movimento. Risultati! risultati! Questo è il grande grido del giorno. E si pensa quasi che i risultati spirituali possano essere ottenuti su ordinazione, proprio come i risultati materiali. Mandi il tuo ragazzo dal sarto per un vestito; lui lo capisce, tu sei soddisfatto. Lo mandi con lo stesso spirito dal maestro del ginnasio, dicendo: "Voglio una buona educazione per il mio ragazzo, tanto tempo, tanto denaro?". Il maestro rispondeva: "L'educazione non si deve avere su ordinazione; Ci sono altre questioni da prendere in considerazione: tuo figlio ha la capacità, l'applicazione per imparare? Senza di esso non posso fare nulla con lui". Se è così per i risultati intellettuali, quanto più lo è per i risultati morali e spirituali. Non possiamo ottenere vere conversioni su ordinazione; Potremmo averne di spuri. Né è possibile contare i veri convertiti. Gli uomini possono contare le teste; ma ci vuole Dio stesso per contare i cuori. Pertanto, il test dei risultati esterni non è un test assolutamente sicuro. Non dobbiamo quindi puntare al successo? Con tutti i mezzi. Tutto il successo che possiamo ottenere; quanti più ascoltatori, quanti più convertiti, quanti più lavoratori cristiani possibile. Solo non fare affidamento su risultati esterni per fornire un test infallibile del carattere di qualsiasi opera. Di questo è colpevole la politica di Gamaliele

(2.) Inoltre, questa politica produce una colpevole inattività e codardia morale. Ora, il periodo più critico di qualsiasi movimento, o di qualsiasi nuova religione, è la sua infanzia. Allora sopporta il peso più grave del pregiudizio e dell'ostilità. Il periodo più severo nella storia del cristianesimo fu l'età apostolica e le epoche immediatamente successive. Dobbiamo ringraziare Dio perché ci sono stati uomini abbastanza coraggiosi e forti da superare la prima opposizione. Dopo un po' si fa sentire nel mondo; Dimostra di essere una potenza per il bene. Ora Gamaliele e i suoi amici si uniranno ad esso. "Siamo lieti di vedervi fin d'ora, voi Gamalieliti; ma non ci avete dato una mano quando le ondate di opposizione hanno quasi sommerso la nostra nave; noi e la nostra causa saremmo periti per te; Ci hai guardato con occhi timidi, cauti, neutri. Ma ora che siamo arrivati a riva e abbiamo stabilito il nostro carattere e il nostro potere, voi cercate di unirvi ai nostri ranghi. Avanti; anche a quest'ora siamo lieti di vederti; solo dobbiamo dirvi che vi siete resi colpevoli di colpevole inattività e di vigliaccheria morale". Gamaliele e i suoi amici si uniranno solo a una causa di successo, ma si asterranno dal toccare un interesse affievolito. D'altra parte, prendete un movimento direttamente opposto a quello a cui abbiamo alluso, non solo non divino, ma peccaminoso e calcolato per fare una terribile quantità di danno. Nei suoi primi anni le sue caratteristiche distruttive non sono scritte a caratteri cubitali, tuttavia sono scritte in lettere tali che l'osservatore attento può leggere. Cosa fanno Gamaliele e i suoi amici? Si astengono dall'intraprendere qualsiasi azione. Permettono al male, al movimento malizioso di crescere, di affermarsi. Potrebbero stroncarla sul nascere, se agissero prontamente e con decisione. "Voi cautamente timidi, inattivi gamalieliti, siete ansiosi di non trovarvi a combattere contro Dio; perché non siete ugualmente desiderosi di combattere per Lui? Non si promuove la Sua volontà quando si permette al male di crescere incontrastato e senza opposizione". Ci sono molti dei quali si può dire: "Non hanno fatto alcun male". Ma a quale male si sono opposti, a quale bene hanno fatto? Niente! Allora la loro povera, innocua inattività è colpevole agli occhi di Dio

(3.) C'è poi quell'ulteriore errore in questa politica di neutralità e dilazione, vale a dire, che presume troppo sul potere divino e si basa troppo poco sulla strumentalità umana. Dice: "Se quell'opera o quel consiglio viene da Dio, gli Ebrei lo faranno riuscire a compierli; se è peccaminoso, allora gli Ebrei lo ridurranno a nulla". Ora, in che modo Dio promuove i Suoi propositi? Attraverso uomini buoni. In che modo gli Ebrei sconcertano e riducono a nulla le azioni malvagie? Attraverso uomini buoni. La vecchia scusa per l'inattività è: "Dio ci penserà". No! Gli Ebrei non lo faranno, a meno che tu non ti metta umilmente nelle Sue mani e dica: "Manda me, manda me!" Qual era la scusa dei nostri antenati che si opponevano alle missioni moderne: "Se Dio intende convertire il mondo, gli ebrei 101 penseranno". Ma gli Ebrei non avrebbero mai convertito il mondo a meno che gli uomini non si facessero avanti e non dicessero separatamente: "Manda me, manda me!" Non possiamo mai fare troppo affidamento sul potere divino; Non possiamo mai fare troppo affidamento sulla cooperazione umana. Gli stiamo permettendo di usarci per questo grande scopo? O stiamo cercando di coprire la nostra colpevole inattività con la vecchia scusa: "L'opera è Sua, e gli Ebrei 6 provvederanno". Qual è la conclusione di tutta la questione? Ogni movimento, sociale, politico, religioso, cerchiamo di capire. Esercitiamo su di essa le facoltà che Dio ci ha dato, senza pregiudizi e con la preghiera. Se dovesse rimanere un mistero, aspettiamo, non svogliatamente, ma con il volto malinconicamente rivolto verso il cielo, solleciti di conoscere la volontà di Dio. Quando la luce viene data dal cielo, agiamo di conseguenza, sia a favore che in contro, agiamo sinceramente, con il cuore e con l'anima. Facendo la volontà di Dio, per quanto è rivelata, conosceremo di più della dottrina. (Henry Harries, M.A. Gamaliele: - Il sentimento di Gamaliele era questo: "Dio è il sovrano supremo, la verità viene da Lui, e gli Ebrei se ne prenderanno cura. Ciò che non è vero ha in sé i germi della propria distruzione, e prima o poi finirà nel nulla. Gli uomini sono giudici molto poveri di ciò che è vero o falso. Dio è il giudice, il tempo la prova". 1. Questa convinzione è il fondamento di ogni vera tolleranza, liberalità di mente, carità e franchezza nel giudicare. In mancanza di essa siamo spesso falsamente liberali o stupidamente bigotti

(2.) Non c'è bisogno di dire in che modo questo principio e questa convinzione incidono sulla nostra vita quotidiana, o di sottolineare quanta calma, saggezza e pace, se riconosciute, riverserebbero sulle distrazioni che ci circondano. Viviamo in mezzo a cose nuove. Nella nostra vita religiosa, sociale e politica ci vengono incontro opinioni nuove e sorprendenti. Come Gamaliele, vediamo le vecchie fedi e le vecchie istituzioni nella Chiesa e nello Stato, e le vecchie abitudini, relazioni e costumi nella società sgretolarsi o minacciarsi.

(1) Nella religione sono sorti uomini che ci invitano a tornare alle credenze e alle pratiche dei secoli passati. Possiamo tranquillamente lasciarli nelle mani di Dio, che li farà realizzare i Suoi propositi, e stabilirà tutto ciò che è in accordo con la Sua volontà, e inaridirà ciò che è falso e stolto nel loro insegnamento.

(2) La stessa cosa si può dire riguardo a un altro settore del pensiero umano in cui prevale una grande attività. Gli uomini di mente indagatrice esamineranno, speculeranno e cercheranno di risolvere l'enigma della vita umana. E quella che ai nostri giorni viene chiamata scienza pretende di aver fatto scoperte molto sorprendenti, che hanno scosso e distruggeranno inevitabilmente molte vecchie credenze. E perché no? Dio crea gli uomini con menti indagatrici, ed Ebrei dà loro la luce per scoprire nuovi fatti e verità. L'agitazione del cosiddetto mondo cristiano, la sua ostilità verso i nostri uomini di scienza e il suo insensato allarme per le loro scoperte, se visti alla luce della calma e del candore di Gamaliele, sono semplicemente una prova di quanto poco cristianesimo esista tra noi, e di quali idee basse e miserabili abbiamo di Dio e della Sua verità.

(3) Così di nuovo in quelle tristi dispute tra classe e classe che ci distraggono e ci disturbano. Deve essere necessario che queste cose avvengano nel corso del progresso di questo mondo, e molto dolore, peccato e sofferenza seguiranno la loro scia; E all'occhio degli infedeli, il futuro può, per un certo tempo, sembrare oscuro. Ma quanto conforto, inoltre, offre il pensiero, che anche a questo riguardo Dio governa - sta attuando anche qui il Suo proposito e il Suo piano - e quanta calma e saggezza è capace di impartire l'esempio di Gamaliele, mentre ci avverte di astenerci da qualsiasi cosa come lo spirito di violenza o di giudizio affrettato, e di aspettare pazientemente di vedere quanto del consiglio e dell'opera che deploriamo viene da Dio e non può esserlo rovesciato, e quanto è solo degli uomini e quindi destinato a perire; e di essere certi che Dio non ci ha abbandonati, né ha lasciato che le redini del governo cadessero dalle Sue mani.

(4) Quando siamo provati dalla sventura o dal dolore, quando siamo tormentati dal temperamento o dall'ingiustizia degli altri, quando soffriamo nel dolore o nella malattia, in mezzo alle varie e molteplici preoccupazioni e perplessità che ci avvolgono tutti, quale indicibile guadagno sarebbe per noi se ci astenessimo da un giudizio affrettato o peccaminoso, e mantenessimo nei nostri sentimenti, lingua e temperamento dalla convinzione che Dio stava dominando anche in mezzo a queste cose apparentemente malvagie; che una verità e uno scopo sono alla base di tutti loro, e aspetterebbe e osserverebbe quanto in essi c'è che viene da Dio, quanto dalla nostra perversità, e quanto da quella fonte di male da cui proviene tutto ciò che si oppone e cerca di ostacolare la Sua divina intenzione, e dimorare nella fede che nient'altro che ciò che è vero e buono per noi durerà, mentre tutto ciò che è falso e stolto sarà presto spazzato via

(3.) E se dovesse sembrare che un esempio come quello di Gamaliele sia troppo insistito, che il predicatore che impone continuamente la grandezza d'animo, la carità nel giudicare, la pazienza e la dolcezza nel pensiero e nell'azione, insieme con il resto delle grazie e dei temperamenti cristiani, si mostri immemore della sua opera speciale, e del suo dovere di insegnare la via della salvezza per le anime degli uomini; allora direi che, nel far rispettare queste cose, stiamo esponendo la salvezza dell'uomo; per l'anima che giace nel sentimento e nella convinzione che Dio nostro Padre è costantemente presente, e domina tutte le cose; che gli Ebrei si prenderanno cura della verità e di noi quando ci troveremo su di essa; l'anima che cerca di catturare lo Spirito di Cristo, e di lasciarlo penetrare nel pensiero, nel temperamento e nell'azione; l'anima che attende di vedere ciò che Dio stabilirà e ciò che gli Ebrei rovescerà, quell'anima vive alla luce della verità; e chi vive nella verità, vive nell'amore di Dio; e dove sono la verità e l'amore di Dio, c'è salvezza, forza e pace. (Giovanni Congreve, M.A.Il successo del cristianesimo è un argomento per la sua origine divina:

(I.) L'argomento del successo del vangelo di Cristo. Può essere considerato, come tutte le altre prove, come un argomento derivato dai miracoli. Ecco alcuni fatti indubbi. Non possono essere spiegati senza la mano immediata di Dio. Si noti, quindi, che questo successo è stato

1.) Ampio ed esteso. Nei primi tempi questo suscitò l'attenzione universale sia tra gli amici che tra i nemici. Circa trent'anni dopo la morte di nostro Signore, Tacito ci dice che una "immensa moltitudine" di cristiani fu crocifissa o bruciata viva a Roma durante la persecuzione neroniana, da cui possiamo avere un'idea del numero di cristiani in quella capitale. Quarant'anni dopo, Plinio, nella sua lettera a Traiano, afferma che in Bitinia i templi pagani erano stati abbandonati e le vittime usate nei sacrifici avevano cessato di essere acquistate. Alla fine del secondo secolo Tertulliano esclamò: "Noi non siamo che di ieri, e abbiamo riempito ogni luogo: città, isole, castelli, borghi, consigli, accampamenti, tribù, reparti, palazzi, senato, foro; Non vi abbiamo lasciato altro che i vostri templi". In poco più di tre secoli l'impero romano divenne dichiaratamente cristiano sotto Costantino; e tutti gli sforzi del suo successore Giuliano non poterono evitare la caduta totale del paganesimo. L'ampia diffusione del Vangelo, anche se in forma corrotta, non cessò. Fu estesa dalla Gran Bretagna alla Cina, e furono gettate le basi delle attuali nazioni cristiane d'Europa, che da allora non hanno mai abiurato la religione della Croce. Essa è diventata la religione del Nuovo Mondo, e gli sforzi delle missioni le hanno dato, in tempi recenti, una base nelle parti della terra più lontane l'una dall'altra, e rinnovato i suoi primi trionfi. La diffusione e la diffusione del Vangelo è quindi un fatto veramente meraviglioso, se consideriamo i suoi scarsi inizi e le sue prospettive desolate. Anche un incredulo che guarda con calma a questo fatto sorprendente può ben sentire qualcosa del dubbio di Gamaliele

(2.) Interiore e radicale. Tutta l'esperienza mostra quanto sia difficile far convertire gli uomini anche alle mere forme esteriori di una nuova religione; e il tentativo di convertire gli uomini da un santuario all'altro - dalla sinagoga, per esempio, alla Chiesa, o dai templi papali a quelli protestanti - è ancora più arduo. Possiamo giudicare di questa questione dalla più ampia esperienza; Vediamo infatti quali spaventose sofferenze sono state sopportate in tutte le epoche, quali guerre sono state combattute, quali ammutinamenti sono stati suscitati, dalla riluttanza degli uomini a cambiare la loro religione. Se il vangelo avesse solo portato le nazioni pagane allo stesso stato in cui si trovano oggi le nazioni cristiane, anche se non una sola persona era stata rigenerata, sarebbe stato qualcosa di non facile da spiegare senza invocare la potenza di Dio. Ma il vero miracolo comincia con il fare dell'uomo una nuova creatura in Cristo Gesù, e quando vediamo questo accadere dappertutto tra i Greci raffinati e gli Sciti erranti, tra i padroni e gli schiavi, tra gli Ebrei, i Samaritani e i Gentili, siamo costretti ad esclamare: "Questo è il dito di Dio!" In questo senso l'età dei miracoli non è passata, e non lo sarà mai. Che cos'è la trasformazione dell'acqua in vino per la trasformazione di un peccatore in santo? Confrontate il paganesimo, anche nelle sue scene più luminose e nei suoi passaggi più nobili, con il cristianesimo, il martirio di Socrate con quello di Stefano, la vita di Platone con quella di Paolo o Giovanni, il ritorno di Regolo a morire a Cartagine per la causa del suo paese, con l'avanzata di Lutero a Worms per testimoniare la verità di Cristo. Dov'era un Howard tra i pagani? Dove un Wilberforce? Dove un Francesco Saverio? Dove c'è qualcosa che corrisponda alle onorevoli donne che hanno lavorato molto nel Signore e che, fin dall'inizio, sono state ultime alla croce e prime al sepolcro? Questi sono tutti fatti di cui rendere conto, e con essi l'intera influenza morale e spirituale del Vangelo nella vita e nella morte; e finché il cristianesimo può produrli, sentiamo che è in gran parte indipendente da altri segni e prodigi. Porta sulla sua fronte il sigillo stesso del cielo

(3.) Prolungato e rinnovato. Quando Gamaliele paragonò il vangelo ai movimenti dei giorni di Teuda o di Giuda di Galilea, era del tutto in ordine. Se la causa di Cristo non fosse stata più divina della loro, dopo un po' di rumore e di commozione, si sarebbe spenta altrettanto rapidamente. C'è qualcosa di molto impressionante nella vitalità del cristianesimo autentico. La persecuzione lo cacciò da Gerusalemme; ma tornò e vi abitò quando i suoi persecutori ebrei furono dispersi e rovesciati. I Cesari romani schierarono contro di lui la forza bruta di quaranta legioni, ma l'impero con tutte le sue forze divenne soggetto alla croce. C'è una pianta chiamata la rosa di Gerico, una di una classe che, quando è appassita dal caldo torrido, arrotola le foglie in forma di palla, e si lascia tirare dal suolo, e portata sulle ali del vento a grande distanza, finché, incontrando l'umidità, le sue radici colpiscono di nuovo, le sue foglie si allargano e il suo colore rosato ritorna in tutta la sua bellezza. Così il cristianesimo si rivolse sulle aride distese del Medioevo, finché, nel periodo della Riforma, riaffermò la sua potenza vivente e eguagliò quasi del tutto la sua antica gloria: e da allora lo stesso segno si è ripetuto; poiché come rotolò innocuo sul grande deserto del Papato, così, non meno illeso, ha attraversato le tetre sabbie dell'infedeltà che si sono estese per intercettarlo, e si è espanso ai nostri giorni in patria e all'estero con tutta la sua primitiva bellezza. Dappertutto mette gli stessi fiori: zelo per Dio, amore per Cristo, pietà per gli uomini. Il potere auto-rinnovatore del vangelo supera ogni favola. I convertiti della Polinesia, di Ceylon, della Birmania, del Madagascar parlano una sola lingua ed esaltano un solo nome che è al di sopra di ogni nome. Il cristianesimo è tornato alle antiche sedi della rivelazione, a Ur dei Caldei, a Sichem, a Nazaret, a Betlemme. Trasforma la casa di Voltaire in un deposito della Bibbia e il palazzo di Federico il Grande in un luogo di incontro dell'unione cristiana

(II.) Alcune obiezioni alla sua forza, che, tuttavia, tutte e tutte, si rivelano a suo favore e ne rafforzano la validità. Si obietta

1.) Che le false religioni hanno avuto grande successo nel mondo. Per non parlare dei vari sistemi di idolatria, c'è l'illusione del profeta arabo che si diffuse in una cerchia molto ampia con grande rapidità, e addirittura espulse il cristianesimo dai suoi antichi territori. Ma possiamo usare qui i test già impiegati.

(1) La diffusione dell'islamismo, sebbene estesa, è stata molto più limitata di quella del cristianesimo. Con l'istinto di qualche bestia o pianta orientale, si mantiene nel proprio habitat, senza andare in tutto il mondo.

(2) Non ha avuto alcun successo interiore o radicale. Ammettiamo che abbia stabilito l'unità di Dio e abbia mantenuto alcune eccellenti lezioni morali, che non avesse nel suo seno alcuna dottrina di rigenerazione, nessuna disciplina rigorosa e ultraterrena, nessun cielo di purezza e beatitudine spirituale; e, quindi, il suo successo è tanto poco parallelo a quello del cristianesimo quanto il successo di un uomo che potrebbe modellare pezzi di argilla dura in diverse forme umane sarebbe parallelo a quello di un uomo che potrebbe dotare queste forme della vera vita.

(3) Il suo successo non è stato prolungato e rinnovato. Non ci volle molto per raggiungere il suo limite; e da allora non è mai stato ripreso. Giace oggi effeminata e impotente, non solo incapace di guarire la "malattia" delle nazioni che l'abbracciano, ma essa stessa la loro vera malattia, che devono scrollarsi di dosso prima di poter avere una qualsiasi promessa sia per la vita che è ora, sia per quella che deve venire.

(4) Tutto questo sarebbe stato vero e, credo, inconfutabile, anche se questo falso sistema, come il vangelo di Cristo, fosse stato introdotto per i suoi meriti e sostenuto dalla persuasione e dall'argomentazione. Ma, come tutti sappiamo, si propagava sulla punta della spada

(2.) Che non è stato universale. Molti sono sbalorditi dalla lentezza del progresso del vangelo e dal fatto che non è ancora la religione della maggioranza della razza umana. Questa difficoltà ammette una risposta completa. Considera come limita il potere di Dio. Sulla base di questa supposizione, gli Ebrei non possono rivelarsi a uno o a molti senza rivelarsi a tutti. Anche una sola vera conversione è un risultato sovrumano, e molto di più una moltitudine di tali conversioni; e tutto ciò che siamo autorizzati a dedurre dalla natura parziale del risultato è che l'Autore Divino del vangelo, per ragioni a Lui note, non ha scelto dappertutto di esercitare lo stesso potere. Sostenere che Dio debba operare al massimo dell'Onnipotenza prima di poter sapere che è Dio, è la stessa assurdità che sostenere che un uomo debba parlare al massimo della sua voce prima di poter essere riconosciuto. Dobbiamo sapere chiaramente quali erano le intenzioni di Dio prima di trovare da ridire sul parziale successo del vangelo.

(1) Se gli Ebrei intendevano punire il rifiuto volontario del Suo dono, questo spiegherà a sufficienza la non-conversione degli Ebrei.

(2) Se gli Ebrei intendevano lasciare spazio alla cooperazione umana, questo spiegherà il lento progresso del vangelo nelle nazioni che si professano cristiane.

Se gli Ebrei giudicassero meglio procedere per gradi, piuttosto che in un colpo solo, ciò eviterebbe una serie di difficoltà connesse con la marcia graduale e interrotta del cristianesimo. Quando dobbiamo essere soddisfatti? Supponiamo che tutto il mondo si sia convertito a un solo uomo, questa obiezione sarebbe ancora valida; anzi, quel solitario incredulo potrebbe alzarsi e rendere inefficace l'intera verità di Dio! E' sufficiente che si veda all'opera una forza che ha convertito molti, e che è in grado di convertire tutti

(3.) Che questo successo è stato minore tra coloro che professano di essere influenzati dal vangelo, di quanto ci si sarebbe potuto aspettare da una religione divina. Quali mali sono stati associati al nome cristiano, quali scandali, quali incoerenze! Ma dobbiamo prima di tutto separare i cristiani nominali da quelli autentici. La distinzione esiste solo tra i cristiani; perché nessun'altra religione è abbastanza spirituale da permettere questa divisione. La vera Chiesa, dunque, è da biasimare per i suoi aderenti nominali e per i loro mali? Anzi, il tributo alla sua luce, verità e bontà non è tanto più grande che gli uomini cercano di nascondere anche i loro vizi sotto la sua venerabile sanzione? È tra i veri cristiani che si possono vedere i veri effetti del cristianesimo, e qui ci uniamo intrepidamente alle obiettive. E non c'è forse nei paesi cristiani un proposito generale, da qualche parte nel profondo del cuore del mondano, di diventare egli stesso un cristiano? "Che io muoia della morte del giusto, e che la mia fine sia come la sua".

(III.) Alcune deduzioni che seguono. Il successo del cristianesimo è

1.) Un omaggio alla gloria del Salvatore. Ogni movimento in avanti è come un passo in un solenne brano di musica marziale che suona la Sua lode. Ogni conversione è un trofeo per la Sua invincibilità. Ogni terra aggiunta al Suo dominio è un'altra corona posta sul Suo capo. E la conquista finale del mondo risveglierà il suono finale dell'inno alla Sua gloria. È delizioso per un cuore cristiano identificare il successo del Vangelo con gli sforzi personali e le simpatie del Redentore

(2.) Una fonte di fiducia per la Chiesa. Il cristianesimo non potrà mai più trovarsi in un simile pericolo, come ha già trionfato nel vuoto. Se fosse stato dell'uomo, sarebbe finito da tempo nel nulla. I suoi nemici l'hanno assalita con ogni arma possibile e hanno perquisito ogni rivetto della sua armatura. E perciò suscita un sorriso di pietà quando questo o l'altro eroe si fa avanti contro il vangelo, dimentico delle schiere che sono già affondate nel tentativo, come insetti che si precipitano contro la fiamma, o uccelli della notte che guardano con aria di sfida il sole

(3.) Un motivo di conversione all'increduloVersetto Non c'è nulla di più triste che essere allo stesso tempo dalla parte del torto e dalla parte dei perdenti. Perire per una buona causa circonda il nome di gloria; Ma dov'è la saggezza, la magnanimità, l'onore di morire martire dell'errore, della follia, del peccato e della malvagità? Questo non significa essere un eroe, ma un traditore; Non per essere un sacrificio, ma un suicidio! (J. Cairns, D.D.M'Kenzie, nel suo tour nordamericano, parlando del paese che confina con il Lago degli Schiavi, dice: "È coperto da grandi alberi di abete rosso e betulla bianca; quando questi vengono distrutti i pioppi ci riescono, anche se prima non se ne vedeva nessuno". Evelyn nota un fatto molto simile a questo, che si osserva in Inghilterra, in Nuova Scozia e negli Stati Uniti d'America, che dove gli incendi hanno distrutto il legno originale, i nuovi alberelli che spuntano sono generalmente specie diverse di alberi. Tutti questi fenomeni indicano l'inestinguibilità della vitalità vegetale; e su questo punto possono essere impiegati per simboleggiare l'inestinguibilità delle verità morali nel nostro mondo. Nessun fuoco di insurrezione, nessun diluvio di persecuzione, nessun cambiamento nelle forme della società umana da parte di re, o preti, o folle ha mai avuto l'effetto di cancellare le idee morali. Sono inestingubili, e spuntano inspiegabilmente in una bellezza perenne nonostante tutte le conflagrazioni e le convulsioni sociali. (Illustrazioni scientifiche.La sorte degli antagonisti del cristianesimo: "Gibbon, Voltaire, Chesterfield, Hume e Paine", disse un miscredente, "sono i campioni dell'infedeltà. Le loro opere rovesciano completamente il cristianesimo". Cosa!" disse un cristiano; "rovesciate il cristianesimo! Vi rendete conto del modo in cui l'Iddio Altissimo ha ostacolato i loro disegni e annullato i loro malvagi propositi? Lasciate che vi dica che nell'hotel di Gibbon sul Lago Lemano c'è una stanza dove si vendono le Bibbie. La tipografia da cui sono state emanate le opere infedeli di Voltaire è stata utilizzata per stampare la Parola di Dio. Il salotto di Chesterfield, un tempo una sala del club degli infedeli, è ora una sagrestia, dove i cristiani si riuniscono per la preghiera e la lode. Hume predisse la morte del cristianesimo tra vent'anni, ma è andato nella tomba, e la prima riunione della Società Biblica a Edimburgo si tenne nella stanza in cui morì il principe degli scettici. Paine, sbarcando a New York, fu abbastanza sciocco da profetizzare che in cinque anni non si sarebbe trovata una Bibbia negli Stati Uniti. Ma è un fatto che oggi ci sono più Società Bibliche in America che in qualsiasi altro paese del mondo". L'incredulo fu messo a tacere. (J. L. Nye.)

41 CAPITOLO 5

Atti 5:41

Si allontanarono dalla presenza del sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di soffrire.-Eroico per la verità:-

(I.) L'amaro antagonismo degli uomini malvagi contro la verità, come si vede nei loro disperati tentativi di arrestarne il progresso nel mondo. La storia della verità è sempre stata una storia di prove e conflitti. Colui che era "La Verità" dovette lottare con l'antagonismo degli uomini; E il nobile esercito dei martiri mostra quanto disperati e determinati siano stati i tentativi di uomini crudeli e malvagi di arrestare il corso della verità. Schierato contro gli apostoli c'era

1.) Stato sociale. Il Fondatore del cristianesimo era di umili origini, gli apostoli erano della gente comune; e naturalmente il sommo sacerdote e i governanti non potevano acconsentire a essere istruiti da loro. Così, per secoli, le persone di rango sociale e di grande ricchezza mondana non hanno favorito il cristianesimo, ma piuttosto lo hanno ostacolato

(2.) Potere legale. I giudici e gli avvocati, che avrebbero dovuto difenderli, si schierarono contro di loro; e per secoli la storia si è ripetuta in questo particolare, e il braccio forte della legge, invece di essere steso a difendere la verità, ha sguainato la spada per perseguitare e distruggere

(3.) Potere mentale. Atti del consiglio c'era l' élite dell'intelligenza della nazione ebraica. E da quel momento fino ad ora ci sono stati uomini di brillanti poteri schierati contro la verità-poteri degni di un impiego e di un fine più nobili. Levigate e avvelenate sono state le frecce che sono state scagliate contro l'esercito della Croce

(4.) Simpatia dei numeri. Molti credettero, ma molti non credettero. La verità è sempre stata in minoranza, per quanto riguarda i numeri. L'errore di solito ha guadagnato l'alzata di mano. Gli uomini con scopi elevati e santi devono aspettarsi una relativa solitudine. È stato così per il Maestro, in gran parte per gli apostoli, ed è stato così più o meno per tutti i giganti intellettuali e i veri riformatori morali

(5.) Antichità. Erano anticonformisti e gli ebrei provavano il massimo disprezzo per coloro che osavano dissentire dal loro establishment nazionale. Coloro che si opponevano agli apostoli veneravano Abramo e Mosè; ma Cristo lo consideravano un innovatore e un seminatore di sedizione. L'errore ha ancora un pretesto per sostenere che l'antichità è dalla sua parte; perché il peccato è antico quanto l'Eden. Tutte queste cose erano schierate contro la verità, eppure essa ha avuto la meglio. E se queste cose non potevano impedirlo quando era un ruscello, riusciranno ora che è un fiume possente? Se mani estranee e robuste non sono riuscite a sradicare la verità quando era un alberello appena piantato, qualche mano sarà in grado di sollevarla ora che è un albero possente dalle radici profonde? Dio è dalla parte della verità, e le sue prime vittorie sono un modello e un pegno del suo costante e completo trionfo su tutte le forze antagoniste

(II.) Il sublime eroismo degli uomini santi per la verità, come si vede nelle loro fatiche determinate per accelerare il suo progresso nel mondo. Avviso

1.) La sua natura.

(1) Potevano sopportare il dolore. Non erano stoici, ma uomini sensibili e generosi; eppure sopportarono la tortura anche con gioia.

(2) Potevano sopportare la vergogna. Cristo aveva sopportato la Croce e la vergogna per loro, e per Lui essi potevano sopportare.

(3) Potevano sfidare i pericoli. Era inutile che il consiglio li minacciasse. Erano pronti a perdere la loro libertà, e persino la vita, piuttosto che rinnegare il nome che per loro era al di sopra di ogni nome

(2.) Il suo segreto. Non erano fanatici, ma uomini calmi, freddi e di buon senso.

(1) Erano testimoni dei fatti che attestavano. Sapevano di non aver "seguito favole astutamente inventate", di aver "visto", "udito" e "sentito" le cose che avevano proclamato; e il concilio avrebbe potuto anche cercare di dissuaderli dalla loro propria esistenza come dalla loro fede nel Signore Gesù.

(2) Furono riempiti con lo Spirito Santo. Il coraggio naturale, il coraggio fisico, non sarebbero stati sufficienti per indurli a resistere e a resistere come hanno fatto; Avevano bisogno di un coraggio soprannaturale, e lo avevano. Erano forti nel Signore e nella potenza della Sua potenza.

(3) Furono ispirati da un nome potente. Oh il potere di un nome! Poeti, patrioti, guerrieri, ecc., sono stati stimolati e ispirati da nomi grandi e illustri; Ma qui c'è "un nome che è al di sopra di ogni nome", che è stato più edificante tra gli uomini di qualsiasi altro nome di leva nel mondo. (F. W. Brown.) Quattro classi nella scuola della sofferenza:

(I.) Coloro che sono obbligati a soffrire

(II.) Coloro che sono disposti a soffrire

(III.) Coloro che sono in grado di soffrire

(IV.) Coloro a cui è permesso soffrire. (Hartman.) Rallegrandosi nella tribolazione:

(I.) Cosa provarono gli apostoli

(1.) Non semplici dimissioni. Si ritiene che sia un'alta grazia cristiana non mormorare contro le provvidenze afflittive, ma sottomettersi, senza cercare di trafiggere l'imperscrutabile, ma dicendo: "Sia fatta la tua volontà, non la mia". 2. Non mera acquiescenza. Questa è una grazia ancora più alta, che implica la confessione che la volontà di Dio è buona volontà, e la via di Dio, per quanto dolorosa, la via migliore. Il suo linguaggio è: "Tutte le cose cooperano al bene", ecc

(3.) Ma la gioia, forse la grazia più alta possibile, è l'esultanza che a qualsiasi costo personale la volontà di Dio è fatta. Certamente la grazia più difficile da esercitare, e che va contro tutte le tendenze della nostra natura. Amiamo naturalmente l'agio, la prosperità, l'onore; Ma quando ci è permesso di rallegrarci come fecero gli apostoli nel dolore, nell'avversità e nell'ignominia, siamo più che vincitori

II.Come tenerne conto

(1.) Non sulla base dell'aspettativa di un ulteriore beneficio. Molti uomini si sono rallegrati delle difficoltà e delle sofferenze che certamente deriverebbero dalla ricchezza o dall'onore. Assisti alla condotta di guerrieri ed esploratori. Gli apostoli non potevano ottenere nulla se non ulteriori sofferenze

(2.) Non sulla base di una speranza del cielo. Questo è stato il sostegno di molti martiri e sofferenti cristiani, è del tutto legittimo, ed è stato spesso fonte di conforto per gli stessi apostoli, ma non sembra che sia stato preso in considerazione qui

(3.) Ma sulla base del fatto che Cristo li ritenne degni di soffrire per il Suo nome. Era la sofferenza

(1) Per amore di Cristo.

(2) Per disposizione di Cristo.

(3) Con il sostegno di Cristo. (J. W. Burn.La storia della Chiesa, come è data negli Atti degli Apostoli, mostra l'inimicizia della mente carnale verso Dio. Ma la persecuzione a cui furono sottoposti gli apostoli ha il suo lato luminoso, non meno che oscuro. Ci mostra l'integrità, il coraggio di questi uomini di Dio. Molti hanno rischiato la vita per amore dell'onore e della gloria mondana; l'io, in una forma o nell'altra, è stato il motivo che lo ha spinto; e hanno conquistato l'applauso dell'uomo. Ma un sentimento più alto e più nobile ha indotto i seguaci di Cristo ad andare in prigione e a metterli al rogo

(I.) La situazione di questi uomini di Dio. Le circostanze in cui sono stati collocati sono state moleste e dolorose. Tutto il peso del potere civile fu esercitato su di loro. Anche loro sono stati messi in vergogna. Erano uomini di alta sensibilità morale, e sentivano acutamente la degradazione legata a una fustigazione pubblica, come se fossero stati ladri, eppure si rallegravano. Ma quale colpa avevano commesso? Essi furono puniti perché predicarono il perdono ai colpevoli e la salvezza per mezzo di Cristo a coloro che credono

(II.) Il giudizio che si sono formati sul trattamento che hanno ricevuto. Si rallegrarono di essere stati ritenuti degni di soffrire vergogna per il nome del loro Signore e Padrone

(1.) Non potrebbe questo essere sorto dalla convinzione che l'opposizione avrebbe ridondato alla gloria del Salvatore? Sapevano che la Sua causa alla fine avrebbe prevalso, per quanto potesse essere ostacolata per un certo periodo

(2.) Inoltre, potrebbero aver formato il loro giudizio su un principio che li considerava. Sapevano che il loro Signore asceso aveva predetto la certezza della persecuzione, e ora, nell'adempimento della predizione, videro una prova della veridicità del loro Grande Maestro e della loro relazione con Lui. Perciò si rallegrarono della grazia di Dio

(III.) Su quali basi e con quali mezzi possiamo rallegrarci se dovessimo essere chiamati a soffrire per il nome di Cristo? È ancora vero che attraverso molte tribolazioni dobbiamo entrare nel regno di Dio. I bambini sono stati perseguitati dai loro genitori a causa della loro pietà e del loro zelo religioso. I servi sono stati derisi e allontanati dalle loro situazioni a causa della loro fede. Gli affittuari sono stati cacciati dalle loro case e fattorie perché hanno obbedito alla voce della coscienza. E non pochi hanno sofferto nel loro mestiere, perché hanno seguito le loro convinzioni nell'adorazione di Dio

(1.) Se vogliamo essere associati agli apostoli in questo caso, dobbiamo fare i conti per fede, non per visione. Un uomo può rassegnarsi all'osservanza degli usi stabiliti della società, può conformarsi al criterio della moralità del mondo; ma non si sottometterà mai al biasimo per il nome di Cristo, a meno che non veda la Sua Divina Eccellenza e Lo ami sinceramente

(2.) Ancora, se vogliamo considerare una gioia essere perseguitati per amore di Cristo, il nostro occhio deve essere rivolto esclusivamente alla Sua causa

(3.) In una parola, infine, dovete cercare un rifornimento costante dello spirito di grazia. Questi uomini di Dio erano pieni di gioia nello Spirito Santo. (Predicatore nazionale americano.) Gioia nel lavoro cristiano e pace in mezzo alla tribolazione:

I. Molte persone possono immaginare che i lavoratori della Chiesa provino piacere in certe condizioni ed esperienze del loro lavoro, nelle sue ore di successo e nelle scene di felice accettazione e di accoglienza comprensiva; Ma quasi nessuno, senza un'attenta riflessione, poteva capire gli uomini che si professavano felici dopo aver sopportato una prova come quella che gli apostoli avevano appena attraversato. Eppure lasciate che vi indichi delle analogie. Prendiamo prima il caso dello studioso, l'uomo che ama e persegue la conoscenza fine a se stessa. Non abbiamo sentito parlare di uomini che si accontentano, anzi, sono sommamente felici di lavorare costantemente e silenziosamente per anni, avvolti e dediti ad ampliare le loro sempre crescenti riserve di informazioni? Ci sono stati e ci sono costoro che si negano tutti gli altri piaceri, anche la salute, per non parlare del vantaggio mondano o del progresso sociale, che continuano a lavorare in silenzio e in solitudine, trovando la loro unica gioia nella loro entusiastica devozione a questo unico scopo della vita. Oppure prendiamo il caso dell'uomo di scienza. Non l'uomo che studia letteratura o legge o storia, ma l'uomo che è impegnato a strappare nuovi segreti alla natura; non per brevettare un'invenzione e fare una grande fortuna, ma per chi ama la natura e la scienza per se stesse, il cui unico scopo sembra essere quello di aumentare costantemente il numero dei fatti noti o delle leggi e delle operazioni verificate. Inoltre, non abbiamo letto di viaggiatori ed esploratori perfettamente posseduti dalla loro vita di avventure; sempre alla ricerca di scalare vette che nessun altro ha raggiunto, di penetrare ulteriormente in regioni sconosciute, e che a questo scopo hanno sopportato difficoltà e fatiche quasi incredibili; Ai quali le fatiche quasi sovrumane sembravano nulla, chi avrebbe affrontato con prontezza le situazioni in cui se ne andavano veramente con la vita nelle loro mani? Potrei continuare a parlare dell'amore del soldato, dell'ingegnere, dell'artista, del musicista, per le loro vocazioni. Scopriremo infatti che i più grandi uomini in ogni sfera della vita hanno avuto, per così dire, una passione perfetta per la loro professione, e l'hanno seguita non per una ricompensa o un emolumento esterno che potesse portare, ma per il suo stesso bene. Ora, posso prendere il cristianesimo come una professione, e dare la più ampia interpretazione alla vera opera cristiana? È del tutto impossibile per l'operaio cristiano trovare un tale interesse nell'opera stessa, al di là di ogni speranza di ricompensa, come uno studioso, un artista, un soldato trova nella sua professione? Il vero artista ha un amore puro ed entusiasta per l'arte; L'unico scopo della vita dello studioso è la conoscenza; Qual è, dunque, il mezzo e l'oggetto di gioia dell'operaio cristiano? Non deve essere nell'aumento del bene? Cristo e il cristianesimo hanno un solo scopo: la giustizia dell'uomo, il porre il bene al posto del male. Notate quanto è diversa la condotta degli apostoli ora da quella che era prima della risurrezione. Poi, all'arrivo di alcuni uomini armati, erano fuggiti terrorizzati e avevano abbandonato il loro Maestro. Ora, erano gioiosamente preparati a soffrire la persecuzione e la morte per Suo favore. Cosa aveva prodotto il cambiamento? Che cosa se non una rivelazione della vera natura del loro Maestro?

(II.) Alla gioia è strettamente legata la pace. La pace è lo stato interiore del sentimento di cui la santa gioia è la manifestazione. Il cristiano vive in due sfere: nel mondo e anche in Cristo. Nella prima sfera deve essere in uno stato di conflitto con molto che trova intorno a sé. Ma vive anche in intima comunione con il suo Maestro; e nella misura in cui cerca di fare il servizio del suo Maestro, di obbedire alla Sua volontà, di essere guidato dal Suo Spirito, è in pace. Tutti noi, in un modo o nell'altro, siamo alla ricerca della felicità. La vita fisica dipende dalla conformazione alle leggi della natura. La vita spirituale dipende dalla conformazione allo Spirito di Dio. L'oggetto della volontà di Dio è la giustizia, la bontà, la verità. Questo, se vogliamo avere la pace, deve essere anche l'oggetto della nostra volontà. Quindi, nella ricerca del bene, anche in mezzo alla tribolazione, troveremo gioia. (W. E. Chadwick, M.A.Gli effetti della persecuzione: - A meno che un granello di senape non sia ferito, l'estensione della sua virtù non è mai riconosciuta. Perché senza lividi è insipido, ma se è ferito diventa caldo, e sprigiona tutte quelle proprietà pungenti che erano nascoste in esso. Così ogni uomo buono, finché non è percosso, è considerato insipido e di poco conto. Ma se il torpore della persecuzione lo schiaccia, all'istante emana tutto il calore del suo sapore, e tutto ciò che prima sembrava debole e spregevole si trasforma in fervore divino, e ciò che in tempi di pace si era compiaciuto di tenere nascosto alla vista nel suo seno, è spinto dalla forza della tribolazione a farlo conoscere. (San Gregorio.La gioia di soffrire per Cristo: Guy de Brez, un ministro francese, era prigioniero nel castello di Tournay, in Belgio. Una signora che lo visitò disse che si chiedeva come facesse a mangiare, o bere, o dormire in tranquillità. "Signora," disse, "le mie catene non mi spaventano né mi interrompono il sonno; al contrario, mi glorio e ne traggo diletto, stimandole a un prezzo più alto delle catene e degli anelli d'oro, o dei gioielli di qualsiasi prezzo. Il tintinnio delle mie catene è come l'effetto di uno strumento musicale nelle mie orecchie, non che un tale effetto provenga semplicemente dalle mie catene, ma è perché sono vincolato da esse per mantenere la verità del Vangelo".

42 CAPITOLO 5

Atti 5:42

E ogni giorno, nel tempio e in ogni casa, non cessavano di insegnare e di predicare Gesù Cristo.Questo è un quadro suggestivo della vita e dell'opera della Chiesa primitiva. Ci piace tracciare le imprese fino alle loro origini, i fiumi alle loro sorgenti. Erano tempi di santo zelo e fervore che possono essere spiegati da quattro considerazioni

(1.) Gli apostoli sentirono l'impulso di una nuova impresa

(2.) Conservavano fresco nella memoria il loro rapporto con il loro Signore

(3.) Avevano l'energia interiore dello Spirito Santo

(4.) Furono ispirati dalle verità che predicarono. Il testo è una delle migliori esibizioni di questa energia, e ci suggerisce:

(I.) Il nostro lavoro. "Insegnare e predicare Gesù Cristo". Questo può sembrare il lavoro specifico degli apostoli e dei ministri, ma in verità è il lavoro di ogni cristiano. Mosè desiderava che "tutto il popolo del Signore fosse un profeta"; Gesù disse: "Va' a casa dai tuoi amici e di' loro quante grandi cose il Signore ha fatto per te". 1. Il soggetto.

(1) Gesù, considerato l'oggetto dell'amore, nella grazia infinita del Suo carattere e nelle persuasioni del Suo amore che si sacrifica.

(2) Cristo, come oggetto della fede, nella sua missione, morte, risurrezione.

(3) Gesù Cristo-mandato da Dio per salvare dal peccato

(2.) La modalità.

(1) Predicare, annunciare, annunciare, testimoniare, proclamare il Salvatore presente e onnipotente per salvare.

(2) Insegnamento: istruzione attenta e minuziosa sui fatti, le verità, i doveri cristiani

(II.) Le nostre sfere. "Nel tempio e in ogni casa". Non solo nei santuari designati, ma anche in

1.) La società, che dobbiamo far lievitare e purificare per Cristo con saggi insegnamenti e predicazioni

(2.) Le nostre case, case in cui i legami familiari e le simpatie creano un'atmosfera preparatoria. Il nostro primo cerchio per vincere per Cristo è il cerchio di casa. Ma questi due circoli non possono essere adeguatamente occupati in un modo o da un unico agente. Vogliamo

(1) Una voce di vita, la testimonianza di una condotta quotidiana pura e utile.

(2) 1; Una voce con le labbra, testimone di parole sagge, sincere e amorevoli.

(3) Una voce d'opera, l'influenza santificante delle azioni buone e graziose

(III.) I nostri tempi. "Quotidiano", cioè sempre. Non dovrebbe passare un giorno senza una testimonianza per Cristo. Cristo vuole il nostro servizio nei giorni feriali così come la domenica. Possiamo predicare

1.) Lo spirito di Cristo, che è carità

(2.) La volontà di Cristo, che è santità

(3.) La salvezza di Cristo. (R. Tuck, B.A.In questo breve ma enfatico resoconto delle fatiche dei primi apostoli possiamo trovare un modello su cui modellare le nostre, nella prosecuzione di quella grande opera per la quale siamo stati messi a parte

(I.) Esaminate il carattere globale dell'ufficio ministeriale delineato, che ne segna l'adattamento al fine per cui era stato originariamente istituito. La guarigione del peccatore, la sua restaurazione all'immagine e al favore divini, è il proposito rivelato di Dio. Non dobbiamo evitare di dichiarare l'intero consiglio di Dio. Qui percepiamo ciò che dovrebbe costituire il punto fermo della nostra predicazione. È Cristo, nella gloria della sua persona, nell'intera sufficienza dei suoi uffici, nelle ricchezze della sua grazia

(1.) Predicare Gesù significa annunciarlo come un Operatore di Pace, che ha introdotto, con la Sua unica oblazione di Se stesso una volta offerta, un'espiazione. È per annunciarlo come il Salvatore, con l'esclusione di tutti gli altri metodi umanamente concepiti, in cui si cerca la salvezza; un Salvatore adatto e sufficiente, adatto come uomo, sufficiente come Dio, essendo la Sua divinità l'altare su cui la Sua umanità fu immolata; "l'altare che santifica il dono". 2. Predicare Gesù è "proclamare la Sua giustizia per la remissione dei peccati"; una giustizia risultante dalla Sua obbedienza, allo stesso tempo attiva e passiva, esige e resa come sostituto del peccatore, e impartita a tutti coloro che esercitano fede in Lui

(3.) Inoltre, il titolo di Cristo è applicato al Salvatore. Cristo, l'unto Profeta, Sacerdote, Avvocato, Re

(4.) È inoltre registrato degli apostoli che non limitavano le loro fatiche al servizio del tempio, ma che istruivano "di casa in casa"". Vegliamo per le anime", e dovremmo quindi avere il nostro popolo sotto costante ispezione e supervisione sempre vigile. Con una tale condotta dimostreremo al meglio che siamo davvero sensibili ai loro più alti interessi; In questo modo la causa della religione, della moralità e della tranquillità pubblica sarà meglio promossa ; Anche in questo modo saremo meglio preparati per rispondere a quella solenne domanda: "Dov'è il gregge che ti è stato dato, il tuo bel gregge?" 5. Un'altra osservazione su questa parte del nostro argomento è suggerita dall'espressione: "insegnarono a Gesù Cristo". È nel potere della condotta, così come delle parole, trasmettere istruzioni. "Voi", disse nostro Signore, "siete la luce del mondo". Come un Pharos morale, acceso dall'alto, siamo posti in linea diretta con il porto dell'eternità, affinché, con i raggi concentrati della purezza della dottrina e della condotta, possiamo guidare il peccatore in pericolo attraverso queste acque pericolose, in cui molti sono inghiottiti e perduti per sempre. Dobbiamo essere "esempi per il nostro gregge", dando forza e potere ai nostri ammonimenti pubblici con la coerenza del nostro comportamento privato. Ciò che abbiamo "udito e visto", gustato e di cui stiamo godendo, lo dichiariamo ai nostri conservi peccatori che periscono; e questo investe i nostri discorsi di un fascino e di una potenza che niente di meno di esso potrebbe conferire. Il nostro è quello di pronunciare una testimonianza confermata dall'esperienza; E chi può non ammettere la sua forza, nella sua peculiare idoneità al fine progettato?

(II.) La costanza e la pienezza della dedizione al loro lavoro mostrate dagli apostoli, fornendo alla nostra imitazione un modello giusto e impressionante. Era una nobile dichiarazione dei Dodici: "Ci dedicheremo continuamente alla preghiera e al ministero della Parola". Sembra che siano stati influenzati da una "inconcepibile severità di convinzione, che avevano una cosa da fare". Su questo unico obiettivo si spense tutta la forza della loro mente. Per il suo progresso si accontentarono di soffrire la perdita di tutte le cose, ritenendo il biasimo un onore, la sofferenza un privilegio, la morte da martire un guadagno. La necessità di questa devozione altruistica esiste ancora, al fine di raggiungere il più alto stile di eccellenza ministeriale

(1.) Il ministero del vangelo, nella sua accezione più ampia, è enfaticamente il lavoro che dobbiamo fare. Possiamo noi, impegnati in una tale impresa, affermare nella lingua di Neemia: "Sto facendo una grande opera". L'entità di questo lavoro sarà ulteriormente visibile nella diversità dell'occupazione connessa con il suo dovuto adempimento. Al pastore cristiano appartiene lo studio del carattere umano in ogni suo diverso aspetto. Gli Ebrei dovranno adattare le loro risorse alle peculiarità di ogni rango ed età nella Chiesa e nel mondo

(2.) La sproporzione tra i nostri poteri e l'impresa per la quale devono essere spesi è un'altra considerazione calcolata per dimostrare la necessità della forza accumulata di tutti i nostri poteri nel suo adempimento

(3.) Inoltre, possiamo osservare che l'entità del nostro successo avrà una certa proporzione rispetto ai nostri sforzi. Il seme si riprodurrà, e quanto maggiore sarà la quantità seminata in preghiera e irrigata da quell'influenza benevola che la fedele e sostenuta supplica invoca, tanto più abbondante sarà il raccolto. La manifestazione di questo successo può essere per un po' negata; possiamo essere autorizzati a lavorare, assistendo solo a pochi frutti del nostro lavoro; Ciononostante, il risultato è certo. (Henry Abney, B.A.Un modello di ministero cristiano:

(I.) Il suo soggetto. Non cose su Gesù Cristo, ma su Lui stesso. I credi possono soddisfare la ragione, ma il cuore brama una Persona. Il cuore cresce, ma i credi sono fermi. Cristo e la Sua pienezza trascendono sempre il nostro bisogno più estremo. Un ministero di cui Cristo non è il grande tema è un termine improprio, inutile e dannoso

(II.) Il suo metodo. "Predicare", cioè evangelizzare; "insegnare", cioè istruire coloro che hanno ricevuto l'evangelo. Avviso

1.) La grande importanza di queste due cose

(2.) La difficoltà di fare bene entrambe le cose

(3.) La difficoltà di ottenere apprezzamento per entrambi in una congregazione. Eppure la Chiesa deve avere ed esercitare entrambi

(III.) Le sue sfere

(1.) Pubblico

(2.) Domestico (CAPITOLO ii. 46)

(IV.) La sua frequenza. "Ogni giorno." Ecco un messaggio per coloro che non entrano mai nel santuario se non nel giorno del Signore. (W. Jones.) Ministero apostolico:

I. Il suo soggetto. "Gesù Cristo". Questo non era un argomento tra i tanti; Era l'unico. Si noti che questo è un argomento di

1.) Importanza infinita. "Né c'è salvezza in nessun altro". Potresti essere interessato a molti argomenti; potresti amare la musica, la storia, ecc.; ma potresti morire domani; e senza un interesse per Cristo sei perduto: e quindi sapere come devi essere salvato deve essere materia di infinita importanza

(2.) Idoneità ineguagliabile. È adattato alle necessità morali di tutta l'umanità

(3.) Varietà infinita. La mente dell'uomo è costituita in modo tale che non può mai essere felice senza varietà; e questa varietà ci è fornita nei cieli e sulla terra. Ma in Cristo si incontrano tutte le varie meraviglie di Dio; Ebrei è il grande centro di entrambi i mondi, in cui si concentrano le glorie di entrambi. Riesco a malapena a guardare un oggetto nella creazione senza che Mi venga in mente Lui; e la Bibbia è intesa in modo che, da qualunque parte io guardi, dovrebbe predicarmi su Gesù Cristo

(4.) Dolcezza particolare. Che cosa c'è di più dolce per un affamato come il cibo, per un viaggiatore stanco come il riposo, per il criminale come il perdono? 5. Efficacia singolare. È la potenza di Dio e la saggezza di Dio. E quale argomento ha l'efficacia che ne deriva? Il maomettanesimo ha convertito i suoi milioni; Ma come? Con la spada e con la concessione dell'indulgenza sensuale. L'idolatria ha i suoi milioni; ma maledicono le loro divinità insensate e assetate di sangue per la schiavitù che impongono loro. Ma senza alcuna arma carnale, o autorità umana, la semplice predicazione di Cristo, che per primo conquistò il mondo romano, portò l'Inghilterra nello stato in cui si trova ora, e con le sue benedette conquiste, alla fine convertirà e sottometterà il mondo intero. Se siete allarmati dal vizio e dalla miseria di Londra, guardate i trofei della semplice predicazione di Gesù Cristo. Saul, il bigotto persecutore; Maria Maddalena, la dimora di demoni ripugnanti; il ladro sulla croce, ecc

(6.) Durata eterna. Molti argomenti che sono eccellenti nella loro natura, e adattati ai bisogni attuali dell'uomo, coinvolgono solo gli interessi del tempo. Ma questo unico argomento promette la pace presente e la felicità eterna. Sarei cristiano se la sua influenza si estendesse solo oltre le acque del Giordano. Ma anche se ora c'è una grande beatitudine, non è che un assaggio di ciò che verrà

(II.) Il suo metodo

(1.) Predicazione pubblica. Questo era secondo l'ordine del nostro Salvatore: "Andate in tutto il mondo e predicate l'evangelo ad ogni creatura", e secondo il piano della saggezza divina. Con la stoltezza della predicazione "piacque a Dio di salvare quelli che credono". E questo è un modo adattato ai bisogni, alle abitudini e alla costituzione della mente umana. La gente ama la folla, e Dio l'ha così ordinata, che mediante la predicazione del vangelo si riuniscano moltitudini per ascoltarla. Non potevano risparmiare il tempo né il denaro che i libri avrebbero richiesto per ricavare la stessa istruzione; quindi si sono congregati per salvare entrambi. La stessa attenzione impiegata nella lettura non produrrebbe gli stessi effetti che si producono con la predicazione; C'è un certo fascino, un certo entusiasmo nella voce umana, nello sguardo penetrante, nei modi animati di chi parla, che nessun libro al mondo può fornire. C'è anche qualcosa in quel luogo, c'è qualcosa di affascinante per la mente in un luogo consacrato al servizio di Dio. Se mai il mondo si convertirà, i predicatori dovranno essere moltiplicati, e moltiplicati in una misura di cui, al momento, abbiamo pochissima conoscenza: non dobbiamo aspettare che vengano costruite nuove chiese. Dobbiamo trasformare le aule scolastiche in luoghi di predicazione, e i fienili in cappelle, e in ogni casa in cui possiamo entrare per diventare un luogo in cui moltitudini possano riunirsi per ascoltare le parole della vita. Questo era il piano apostolico. Quella di Giovanni Marco era la casa dove il popolo si riuniva per pregare per la liberazione di Pietro. La Chiesa si riunì nella casa di Aquila e Priscilla. La Chiesa si riunì nella casa di Onesiforo. E se queste non si possono ottenere, allora dobbiamo avere una predicazione all'aperto, con il cielo come cassa di risonanza e le moltitudini intorno come congregazione. Ogni luogo è consacrato. Se salite a bordo di una nave, Cristo era lì prima, e lì predicò. Se vai sulle colline, gli apostoli hanno predicato lì prima di te. Se vai nelle prigioni, gli apostoli hanno predicato lì prima di te

(2.) Insegnamento privato. Non si accontentavano della predicazione pubblica, ma andavano in ogni casa. Questa è la comunicazione della verità agli individui, come l'altra era la comunicazione della verità alle moltitudini. Davide aveva spesso sentito Natan parlare in pubblico; ma egli lo ascoltò in privato di proposito quando venne e raccontò la sua parabola, e poi disse: "Tu sei quell'uomo". Non dubito che una parte di questa lezione privata consistesse nell'applicare la consolazione del Vangelo a persone che sono state punzecchiate nel loro cuore, e le loro menti in qualche modo illuminate dalla verità: dovevano rafforzare coloro che erano deboli e riportare indietro coloro che erano caduti. Ma lo scopo principale di questa lezione privata era quello di cercare ciò che era andato perduto. Ora, i ministri non devono solo insegnare e predicare a coloro che verranno, ma devono andare a coloro che non verranno. Non devono solo invitare le persone a venire al tempio, ma devono andare alle loro case

(III.) La sua costanza. "Ogni giorno. non cessarono". L'influenza dello Spirito di Dio produsse tre stati d'animo benedetti

(1.) Ardente zelo per la gloria del loro Padrone. Entrarono in "ogni casa"; non solo quelli in cui erano stati invitati; dei ricchi come dei poveri; sia dei dotti che degli analfabeti. E se fosse stato detto: "Non hai nulla da fare qui; tieni per te la tua religione!" L'onore del loro padrone era ciò che cercavano di sostenere, e se gli uomini li disonoravano, si legavano il disprezzo alla fronte e si gloriavano della loro vergogna

(2.) Amore ardente per le anime degli uomini 3. Instancabile perseveranza nel loro lavoro. (J. Sherman.Insegnamento e predicazione: - Come predicatori, gli apostoli proclamarono il vangelo agli uomini; e come insegnanti ne esposero le dottrine e ne fecero rispettare i doveri. In questo essi obbedirono al comando del loro Signore: «Andate in tutto il mondo e predicate l'evangelo ad ogni creatura. Andate e discepolate tutte le nazioni. insegnando loro". Durante il Suo ministero personale Ebrei esemplificò ciò che gli Ebrei avevano così ingiunto. "Gli Ebrei andavano in giro per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno."

(I.) Questo comando non fu imposto solo agli apostoli, ma al ministero che essi avevano così vigorosamente inaugurato

(1.) Nell'epoca che seguì quella degli apostoli, la predicazione e l'insegnamento furono diligentemente mantenuti dai cristiani. Sembra che da ogni congregazione siano usciti uomini come evangelisti per far conoscere il messaggio della salvezza; e nelle assemblee dei credenti, oltre alla lettura delle Scritture, un discorso pronunciato nell'uditorio del popolo costituiva una parte regolare del servizio. Giustino Martire, nella prima metà del secondo secolo, dà un resoconto di come veniva condotto il servizio nell'assemblea dei cristiani nel giorno del Signore; e dice che dopo la lettura delle Scritture il presidente pronunciò un discorso di carattere esortativo in cui ammonì i suoi ascoltatori di ridurre alla pratica ciò che avevano sentito leggere. Questi discorsi erano discorsi familiari, non artificiali, che partecipavano piuttosto alla natura di espressioni colloquiali che a orazioni o discorsi regolarmente costruiti. Nelle chiese orientali, dove erano principalmente in uso nei primi tempi, veniva dato loro il nome di omelia , una parola che significa rapporto, conversazione e, secondariamente, istruzione. Per molto tempo queste omelie continuarono ad essere semplici esposizioni della Scrittura con applicazioni pratiche ed esortazioni, spesso di carattere semplicissimo, ma talvolta contenenti i risultati di un'attenta indagine e di un pensiero profondo, come nel caso di (Origene), le cui omelie sono ancora apprezzate dagli studiosi per la loro suggestività e la luce che a volte gettano sul significato della Scrittura

(2) Man mano che il cristianesimo progrediva e le assemblee cristiane diventavano più numerose e colte, i discorsi dei pastori dovevano essere di carattere più ambizioso e più sul modello dell'oratorio del senato o del foro. La piattaforma leggermente rialzata, che all'inizio era comune al lettore e al predicatore, fu da quest'ultimo scambiata, prima, con un pulpito più alto, e poi con un trono, dal quale il vescovo pronunciava la sua orazione. A poco a poco si abbandonò l'antico e salutare uso di esporre gli scritti profetici ed evangelici, e discorsi in lode dei martiri, o orazioni funebri, arringhe altamente ornate e pezzi di retorica artificiale furono offerti al loro posto al popolo, che, affascinato dallo spettacolo sfarzoso, seguiva l'uso del teatro, e alla fine di ogni eloquente scoppio, esprimevano la loro approvazione con acclamazioni e battiti di mani

(3.) Durante il Medioevo, e fino al tempo della Riforma, la predicazione e l'insegnamento erano quasi cessati. È vero, i sermoni continuarono ad essere scritti, e probabilmente furono pronunciati, ma poiché erano in una lingua che solo i dotti capivano, erano limitati nel loro uso al clero; ed è anche vero che governanti illuminati come Carlo Magno e Alfredo il Grande videro l'importanza di istruire il popolo nella religione, e presero misure per imporre al clero il dovere di predicare al popolo in lingua volgare; ma quanto poco preparato fosse il clero lo si può dedurre dal fatto che l'imperatore ritenne necessario ingiungere che "i vescovi e i presbiteri comprendano essi stessi il Padre Nostro e lo predichino a tutti, affinché ciascuno possa sapere ciò che chiede a Dio". Di tanto in tanto un uomo infiammato da santo zelo, un Taulero, un Wicliffe, un Huss, un Gerson, un Savonarola, predicava il Vangelo al popolo e insegnava loro le verità e i doveri del cristianesimo, e senza dubbio c'erano uomini fedeli ma sconosciuti che lavoravano nei distretti ritirati. Ma per la maggior parte, durante tutti questi tristi secoli, il pulpito fu praticamente una nullità nella cristianità, e il popolo perì per mancanza di conoscenza. Le cose andarono al peggio quando arrivò l'alba di un giorno migliore e, come dice Milton, "allora la Sacra Bibbia fu cercata negli angoli polverosi dove la falsità profana e l'incuria l'avevano gettata, le scuole aperte, l'erudizione divina e umana rastrellata dalle braci delle lingue dimenticate, i principi e le città si radunarono rapidamente verso il nuovo vessillo eretto della salvezza". 4. Tutti i principali riformatori erano predicatori assidui ed eminenti, e con questo più di ogni altro mezzo hanno rafforzato la loro posizione e hanno effettuato un vero e duraturo risveglio della vita religiosa tra le nazioni. Da allora, in tutte le Chiese protestanti, la predicazione e l'insegnamento sono stati riconosciuti come un dovere primario del pastore cristiano; e anche nelle chiese romana e greca il valore di queste è in misura maggiore o minore praticamente riconosciuto

(II.) Di recente si è manifestata una tendenza a deprezzare la predicazione rispetto alle parti devozionali dei nostri servizi pubblici. Si è udito un grido per meno predicazione e più preghiera e lode. Ma dopo molte considerazioni e osservazioni sono giunto alla conclusione che, non solo per l'istruzione, ma anche per la devozione e il risveglio spirituale, è necessario che la predicazione della Parola di Dio mantenga quel posto al servizio del santuario che la saggezza e la pietà dei nostri antenati li hanno portati ad assegnargli. Considera bene le seguenti cose

(1) La testimonianza dell'esperienza è fortemente a favore del valore della predicazione come mezzo di sostegno alla vita spirituale nella Chiesa. Sfogliando i volumi della storia della Chiesa si scoprirà che la predicazione libera e sincera della Parola di Dio è sempre andata di pari passo con un vivace stato di sentimento religioso e una devozione seria ed elevata tra il popolo; mentre, d'altra parte, quando la Chiesa si è affidata principalmente alla preghiera e alla lode per il sostentamento del suo vigore spirituale, la freddezza, l'indifferenza e la formalità sono diventate caratteristiche dei suoi membri, e il puro fuoco della devozione sul suo altare ha lasciato il posto a una fiamma lurida e malsana

(2.) La devozione, essendo l'espressione del sentimento, non ha alcun potere autosufficiente. Nessuna emozione, alta o bassa, santa o comune, si sostiene; se non viene nutrito dall'esterno, si indebolisce e muore. Ma in che modo l'emozione devozionale può essere alimentata se non dalla Parola di Dio? Ma è attraverso la predicazione e l'insegnamento nel santuario che la Parola di Dio deve essere principalmente e più efficacemente ministrata al popolo

(3.) Qualunque aiuto gli esercizi devozionali possano dare alla santificazione dell'anima, essi non potranno mai servire così direttamente a questo come fa la predicazione della Parola di Dio. Se la devozione alimenta la fiamma, è la predicazione che deve fornire il combustibile, ed è per mezzo di essa che il fuoco deve essere acceso. Gli affetti puri scaturiscono da pensieri santi, e i pensieri santi sono la progenie della conoscenza divina

(4.) Il corretto ascolto della Parola di Dio è di per sé un atto di adorazione e devozione. Se davvero è solo per essere compiaciuti da un predicatore interessante che le persone vengono in chiesa; o se vengono semplicemente per sedersi a giudicare su di lui o per godere di un < intellettuale passatempo o di un'esibizione sensazionale, allora sono veramente lontani dall'adorazione come se fossero impegnati in qualsiasi attività secolare o divertimento mondano. Ma se giungono ad ascoltare la Parola di Dio, chinando la mente e il cuore alla parola della mente divina e cercando la benedizione che risiede nel ricevere la verità, allora in questo stesso atto si elevano a una vera devozione e offrono un culto che è accettevole a Dio. (W. L. Alexander, D.D.) Predicare Cristo:

(I.) L'argomento. Per predicare rettamente Gesù Cristo dobbiamo predicarLo in

1.) La sua infinita e indiscutibile Divinità. Togliete la Divinità di Cristo dal vangelo, e non vi resterà nulla su cui l'anima ansiosa possa riposare. Se Cristo non fosse Dio, Ebrei sarebbe stato il più vile degli impostori

(2.) La sua vera umanità. Non dobbiamo mai renderlo meno simile all'uomo perché Ebrei era perfettamente divino. Dobbiamo avere un Cristo umano, non di ombre o fantasie, uno con cui possiamo parlare, con cui possiamo camminare, "che nella Sua misura sente di nuovo ciò che ogni membro porta". 3. La sua personalità. Un Cristo dottrinale, un Cristo pratico o un Cristo sperimentale. Non mi sento sufficiente per il popolo di Dio. Vogliamo un Cristo personale. Questo è stato un potere per la Chiesa Romana, un potere che hanno usato per il male, ma sempre un potere. Qualunque cosa non riusciamo a predicare, dobbiamo predicarLo. Se ci sbagliamo in molti punti, se siamo proprio qui, questo salverà il nostro ministero dalle fiamme; ma se qui abbiamo torto, per quanto possiamo fingere di essere ortodossi, non possiamo avere ragione nel resto

(4.) La sua mediazione solitaria. Ammettendo l'efficacia dell'intercessione dei santi viventi per i peccatori, dobbiamo tuttavia dire che l'unico Mediatore nei cieli, e l'unico Intercessore diretto presso Dio, è l'Uomo Cristo Gesù. No, non dobbiamo accontentarci di fare di Lui l'unico Mediatore; dobbiamo mettere da parte ogni approccio a Dio in qualsiasi modo, se non per mezzo di Lui. Non dobbiamo averlo solo per il Sacerdote, ma dobbiamo averlo anche per l'Altare, la Vittima e l'Offerente. Non dobbiamo permettere nemmeno per un istante che il bel lino bianco della Sua giustizia sia macchiato dal rattoppo dei nostri stracci sporchi

(5.) La sua autorità come unico Legislatore e Rabbino della Chiesa. Quando mettete per iscritto come canone della vostra fede che la Chiesa ha il diritto e il potere di decretare riti e cerimonie, avete derubato Cristo della Sua giusta posizione. O quando pretendi l'ufficio di controllare la coscienza degli altri uomini per decreto della Chiesa, o il voto di un sinodo separato dall'autorità di Cristo, hai tolto a Cristo quella cattedra che Ebrei occupa nella Chiesa cristiana

(6.) La sua dignità di unico Re della Chiesa. La Chiesa è regina al di sopra di tutte le regine, e Cristo il suo unico Re. Se una qualsiasi delle nostre azioni viola le leggi civili, siamo cittadini e riconosciamo il diritto di uno Stato di governarci come individui. Ma noi sosteniamo che la scomunica di una Chiesa cristiana non può mai essere revocata dal potere civile, né le sue censure devono essere esaminate, né tanto meno rimosse, mitigate o addirittura giudicate

(7.) La sua supremazia come Re dei re. Gli Ebrei hanno il diritto assoluto all'intero dominio di questo mondo

(II.) Le eccellenze superiori del soggetto

(1.) Varietà benedetta. Ci sono molte corde per l'arpa del vangelo. Ci sono alcuni fratelli che sono così affascinati da cinque corde, che certamente hanno in sé una musica molto ricca, che non si immischiano mai con nessuna delle altre; Le ragnatele si aggrappano al resto mentre queste cinque sono piuttosto consumate. Ogni uomo che predica Cristo assicurerà varietà nella sua predicazione. Ebrei è ogni sorta di profumo prezioso, mirra, aloe e cassia. Ebrei è ogni sorta di musica, Ebrei è tutto ciò che è dolce all'orecchio; Ebrei è ogni sorta di frutti; non c'è una prelibatezza in Lui, ma molte. Ebrei è ogni sorta di vestiario; Ebrei è la veste d'oro per la bellezza, Ebrei è la veste calda per il comfort, Ebrei è la veste robusta per i finimenti nel giorno della battaglia. Ci sono tutte le cose in Cristo, e colui che ha Cristo avrà una varietà così grande come ce n'è da trovare nello scenario del mondo, dove non ci sono due rocce uguali, e non ci sono due fiumi che scorrono esattamente nella stessa maniera, e non ci sono due alberi che crescono esattamente nella stessa forma

(2.) Si adatta a tutti i tipi di persone. Ci sono ribelli? Predicare Cristo; Andrà bene per loro. Ci sono peccatori perdonati? Che cosa c'è di meglio per sciogliere i loro cuori del sangue del Signore Gesù? Ci sono cristiani dubbiosi? Che cosa può rallegrarli meglio del nome di Cristo? Ci sono credenti forti? Cosa c'è di più forte di Gesù crocifisso? Ci sono ascoltatori dotti, educati, intellettuali? Se non sono soddisfatti di Cristo, dovrebbero esserlo. Ci sono uomini poveri, ignoranti, illetterati? Gesù Cristo è proprio la cosa giusta da predicare per loro: un Cristo nudo per le loro semplici orecchie. Gesù Cristo è un argomento che rimarrà in tutti i climi. Stare in Nuova Zelanda in mezzo a uomini incivili, stare in mezzo alla poetica Persia o alla volubile Francia, la Croce è adatta a tutti

(III.) Il potere di questo soggetto

(1.) Promuovere l'unione del popolo di Dio. C'è un uomo lì, è quasi un Puseyita. "Non mi piace", dice uno. C'è un altro uomo, un presbiteriano; non può sopportare l'indipendenza. «Beh, mi piace un po' di più; ma non credo che andremo molto d'accordo." C'è un altro uomo, un calvinista molto forte. «Non lo ammirerò». Fermati, fermati! Quell'uomo laggiù, che chiamavo quasi un Puseyita, era George Herbert; ma che cristiano! Che amante di Gesù! Voi conoscete quel suo inno: "Come risuona dolcemente il mio Maestro!" Quel secondo uomo, il presbiteriano, che non avrebbe gradito George Herbert, era Samuel Rutherford. Che spirito serafico! Ebbene, ora, credo, presenteremo insieme il signor Rutherford e il signor Herbert, e sono persuaso che quando cominceranno a parlare del loro Padrone si troveranno l'un l'altro parente prossimo; e sono sicuro che, a questo punto, Samuel Rutherford e George Herbert si sono trovati in cielo, e siedono fianco a fianco. Quell'alto calvinista era il dottor Hawker. Ora, sono sicuro che George Herbert non avrebbe amato il dottor Hawker, e sono certo che al dottor Hawker non sarebbe piaciuto George Herbert, e non suppongo che Samuel Rutherford avrebbe avuto a che fare con nessuno dei due. Ma che spirito dolce! Ebrei non può prendere la sua penna, ma la intinge in Cristo e comincia subito a scrivere del suo Signore. «Prezioso Emmanuele, prezioso Gesù». Queste parole nelle sue parti mattutine e serali vengono ripetute ancora e ancora. Lasciate che un uomo si alzi ed esalti Cristo, e siamo tutti d'accordo

(2.) Sul cuore dei peccatori. C'è una persona, ora membro della mia chiesa, la cui conversione è dovuta alla lettura di quell'inno: "Gesù, amante della mia anima"". Ah", dice, "Gesù ama la mia anima? Allora quanto sono stato vile a trascurarlo!" Ci sono decine di persone la cui conversione è distinta e direttamente riconducibile, non alla dottrina, anche se spesso è utile, né all'esperienza, né alla pratica, anche se queste sono fruttuose, ma alla predicazione di Cristo. Questo è un seme che raramente marcisce sotto la zolla. Si può cadere sul terreno sassoso, ma accade più spesso che il seme rompa la pietra quando cade. Dovremmo tuonare le minacce di Dio, ma non devono mai essere l'argomento principale. Non giudicare il ministero di nessuno. Il mondo ha troppo spesso condannato l'uomo che Dio intendeva onorare. Non dite di costoro "Gli Ebrei non possono fare nulla di buono, perché la sua lingua è rozza e rozza". Non dite di un altro che il suo stile è troppo spesso rovinato dalla leggerezza. Non dite di un terzo che è troppo erudito o che si eleva troppo in alto. Ognuno nel suo ordine. Se quell'uomo predica Cristo, sia che si tratti di Paolo, o di Apollo, o di Cefa, Dio benedirà il Cristo che predica e perdonerà l'errore che si è mescolato con il suo ministero. (C. H. Spurgeon. Predicare Cristo: - I piccoli inizi hanno una grande fine. Un uomo lascia cadere un piccolo seme sulla terra, ed esso si alza e si espande in un albero di mille braccia. L'esile ruscello che salta da una roccia si trasforma in un ruscello, e il torrente si gonfia in un fiume, e il fiume, raccogliendosi mentre scorre, diventa il braccio del mare; e poi c'è un mescolarsi, un spazzare e un allargarsi delle acque attraverso il circuito del vasto oceano. E così l'ascesa e il progresso della religione di Gesù. Atti prima c'era l'espressione di una sola voce nelle solitudini del deserto, e poi c'era la testimonianza del Figlio di Dio a Se stesso nel villaggio e nella città; Subito ci fu il raduno dei Dodici e da parte di questi fu fatta una dichiarazione del Vangelo alle nazioni circostanti. Allora dagli apostoli si levò la grande schiera di predicatori che moltiplicarono e allargarono i loro cerchi di influenza sulla terra fino a questo presente, e in attesa prevediamo il tempo in cui il mondo intero, che ora giace nelle tenebre, sarà riempito della conoscenza del Signore come le acque coprono i canali del mare. Sì, qualunque cosa sia o sarà, l'aspetto del globo nella luce e nella bellezza della santità viene sotto il Dio della predicazione. Questa è la grande leva che, a poco a poco, sta sollevando il vasto universo dalla schiavitù dell'ignoranza e della superstizione. Fu questo che rovesciò l'economia mosaica, che colpì al loro centro e fece tremare gli idoli dei pagani, che accese una luce che il potere del più numeroso e potente degli avversari non poté spegnere, che strappò dalla morsa di Satana, che trasse come marchi dal fuoco, migliaia di anime che ora ministrano davanti al trono dell'Agnello

(I.) I nostri obblighi di predicare Gesù Cristo. È l'oggetto solenne della nostra ordinazione, e noi saremmo dei ribelli dai nostri voti, apostati dagli articoli della nostra fede e traditori della causa che professiamo di sposare, se dovessimo contraddire l'appello che preme. Insegnare e predicare Gesù è il grande affare dei nostri giorni; Quali che siano le varietà dei nostri talenti, se le linee non convergono verso questo centro, i nostri talenti sono abusati; Qualunque sia la pienezza della nostra forza, se non è consacrata a questo, la nostra forza è peggio che inutile. La nostra lampada deve ardere sull'altare, i nostri tendini devono portare la croce. I nostri obblighi di predicare Gesù Cristo si basano sulla convinzione

1.) Che i peccatori hanno bisogno di Lui. Nella loro condizione naturale sono

(1) Cieco. (a) Nella loro ignoranza del vero Dio e di Gesù Cristo, che Ebrei ha mandato. (b) Agli interessi delle loro anime, preferendo il male e rifiutando il bene, e voltando le spalle all'unica luce da cui risplende per guidare i loro passi verso il cielo.

(2) Scarso. (a) Come spogliato dei privilegi e degli onori di una proprietà più felice. (b) Come defraudato da un nemico del diritto di primogenitura dei figli di Dio. (c) Come gettato dall'abbondanza del giardino alle necessità del deserto. (d) Come eredi di dolori corporali e come vittime di un'angoscia interiore che consuma a causa della colpa e del giudizio. (e) Come schiavi del peccato e soggetti alla morte, materialmente ed eternamente.

(3) Nudo. (a) Come se non possedessero alcun indumento nella loro giustizia, né in quella degli altri, con cui potessero stare rivestiti agli occhi di Dio. (b) Come se mancasse quella veste bianca che solo Cristo può indossare

(2.) Che in tutti i molteplici bisogni dell'uomo, Cristo è l'Unico, il vicino, il tutto sufficiente, il sempre vivente, la provvista inesauribile. Il povero gregge errante e svenuto manca di un pastore che lo guidi e lo ami: Cristo è il vero Pastore. Agli appestati manca la mano del medico per fasciare e guarire: Cristo è il medico saggio. Agli ingannati, agli abbandonati e agli abbandonati manca il consigliere fedele, l'abile difensore, il consigliere per il bene-Cristo è l'Amico immutabile, il potente Avvocato e il Principe della Pace. 3. Che senza di Lui tutto è nulla, mentre con Lui e in Lui c'è abbondantemente più di quanto possiamo chiedere o pensare di soddisfare e arricchire qui, e di benedire eternamente

(II.) Che cosa significa predicare Gesù Cristo

(1.) In sostanza. Analizziamo il titolo

(1) Gesù, un nome che significa Giosuè e che significa liberatore, liberatore dalla schiavitù del peccato; dalla tirannia di Satana; dal peccato come principio dominante e come violenza distruttrice; Dalle paure della valle dell'ombra della morte e dai terrori dell'oscurità più profonda al di là! Un liberatore da questi mali, e con quali mezzi? Atti a quale costo? Con l'offerta di Se Stesso, il giusto per gli ingiusti, con lo spargimento del Suo sangue come Agnello di espiazione per i peccati del mondo.

(2) Cristo, cioè l'unto. Gli unti, i consacrati, per mezzo dello Spirito. Riconoscete che Cristo, nelle glorie separate dei Suoi uffici, ha in ciascuno il sigillo e la testimonianza dello Spirito? 2. La maniera deve essere caratterizzata da uno spirito di semplicità, decisione, fedeltà, affetto e devozione di santo zelo. L'uomo dovrebbe essere dimenticato nel suo messaggio, il saggio, secondo i rudimenti di questo mondo, dovrebbe essere nascosto a se stesso e agli altri nell'ufficio del ministro di Cristo

(III.) La posizione in cui dovresti ascoltare Cristo predicato

(1.) Come pienamente consapevole del valore del privilegio dell'udito. Quale gemma Davide non aveva strappato dalla sua corona regale per una delle opportunità di cui sei benedetto? Quanto erano stati prodighi i sacerdoti delle loro distinzioni e i profeti dei loro doni in cambio di un'ora dei vostri sabati. E oh, i tesori spesi e il sangue versato per la tua presente libertà

(2.) Come uomini personalmente interessati e indirizzati in ogni appello, invito e rimprovero, in ogni promessa e maledizione. Dovresti portare l'applicazione a casa, senza immaginare quanto bene la parola del predicatore si applichi a qualcun altro

(3.) Con umiltà, mantenendoti sottomesso, educando la tua naturale arroganza alla dipendenza e alla semplice credenza del bambino

(4.) Con la vigilanza contro i peccati e le tentazioni che sono più prevalenti; e con la preghiera allo Spirito Santo di Dio affinché gli Ebrei possano impressionarvi, santificarvi e guidarvi in tutta la verità

(5.) Con la fede ricevendo i misteri di Cristo come misteri, come quelle cose più profonde di Dio, la cui ricezione è per un esercizio di fede qui, e la cui soluzione e scoperta saranno tra le felicità dell'eternità. (T. J. Judkin. Il giusto tipo di predicazione: - Il sermone dedicato alla metafisica è un mucchio di steli secchi di granoturco, dopo che il grano è stato strappato con il piolo della pilatura. Un sermone che si abbandona a un discorso sentimentale e fiorito è come un naso che si getta a un marinaio che sta annegando. Un sermone dedicato al saggio morale è un cesto di patatine per aiutare il grande incendio. Ciò che il mondo vuole ora è che gli si dica nel modo più piatto Gesù Cristo che viene a salvare gli uomini dalla dannazione eterna

Riferimenti incrociati:

Atti 5

1 Lev 10:1-3; Gios 6:1; Mat 13:47,48; Giov 6:37; 2Ti 2:20

2 Gios 7:11,12; 2Re 5:21-25; Mal 1:14; 3:8,9; Giov 12:6; 1Ti 6:10; 2P 2:14,15
At 5:9
At 4:34,35,37; Mat 6:2,3; 23:5; Fili 2:3

3 Ge 3:13-17; 1Re 22:21,22; 1Cron 21:1-3; Mat 4:3-11; 13:19; Lu 22:3; Giov 13:2,27; Ef 6:11-16; Giac 4:7; 1P 5:8; Ap 12:9-11
At 5:9; Giob 22:13; Sal 94:7-9; Is 29:15; Ger 23:24; Os 11:12
Nu 30:2; De 23:21; Prov 20:25; Ec 5:4; Rom 2:21,22

4 Eso 35:21,22,29; 1Cron 29:3,5,9,17; 1Co 8:8; 9:5-17; File 1:14
At 8:21,22; Gios 7:25,26; Giob 15:35; Sal 7:14; Is 59:4; Ez 38:10; Giac 1:15
At 5:3; Eso 16:8; Nu 16:11; 1Sa 8:7; 2Re 5:25-27; Sal 139:4; Lu 10:16; 1Te 4:8

5 At 5:10,11; 13:11; Nu 16:26-33; 2Re 1:10-14; 2:24; Ger 5:14; 1Co 4:21; 2Co 10:2-6; 13:2,10; Ap 11:5
At 5:11,13; 2:43; Lev 10:3; Nu 16:34; 17:12,13; De 13:11; 21:21; Gios 22:20; 1Sa 6:19-21; 1Cron 13:12; 15:13; Sal 64:9; 119:120; 2Co 7:11; Ap 11:13

6 Lev 10:4-6; De 21:23; 2Sa 18:17; Giov 19:40

9 Ge 3:9-13; Lu 16:2; Rom 3:19
At 23:20-22; De 13:6-8; Prov 11:21; 16:5; Sal 50:18; Mic 7:3
At 5:3,4; Eso 17:2,7; Nu 14:22; Sal 78:18-20,40,41,56; 95:8-11; Mat 4:7; 1Co 10:9
At 5:6; 2Re 6:32; Rom 10:15

10 At 5:5

11 At 5:5; 19:17; Sal 89:7; Ger 32:40; 1Co 10:11,12; Fili 2:12; Eb 4:1; 11:7; 12:15,28; 1P 1:17; Ap 15:4

12 At 2:43; 3:6,7; 4:30,33; 9:33,40; 14:3,8-10; 16:18; 19:11; Mar 16:17,18; 16:20; Rom 15:19; 2Co 12:12; Eb 2:4
At 1:14; 2:42,46; 4:32
At 3:11; Giov 10:23

13 At 5:5; Nu 17:12,13; 24:8-10; 1Sa 16:4,5; 1Re 17:18; Is 33:14; Lu 12:1,2; 14:26-35; Giov 9:22; 12:42; 19:38; 2P 2:20-22
At 2:47; 4:21; 19:17; Lu 19:37,38,48

14 At 2:41,47; 4:4; 6:7; 9:31,35,42; Is 44:3-5; 45:24; 55:11-13
At 8:3,12; 9:2; 22:4; Eso 35:22; De 29:11,12; 31:11,12; 2Sa 6:19; Esd 10:1; Ne 8:2; 1Co 11:11,12; Ga 3:28

15 At 19:11,12; Mat 9:21; 14:36; Giov 14:12

16 Mat 4:24; 8:16; 15:30,31; Mar 2:3,4; 6:54-56; Giov 14:12
At 4:30; Mar 16:17,18; Lu 5:17; 9:11; 1Co 12:9; Giac 5:16

17 At 4:26; Sal 2:1-3; Giov 11:47-49; 12:10,19
At 4:1,2,6; 23:6-8
At 7:9; 13:45; 17:5; 1Sa 18:12-16; Giob 5:2; Prov 14:30; 27:4; Ec 4:4; Mat 27:18; Ga 5:21; Giac 3:14-16; 4:5; 1P 2:1

18 At 4:3; 8:3; 12:5-7; 16:23-27; Lu 21:12; 2Co 11:23; Eb 11:36; Ap 2:10

19 At 12:7-11; 16:26; Sal 34:7; 105:17-20; 146:7; Is 61:1

20 Is 58:1; Ger 7:2; 19:14,15; 20:2,3; 22:1,2; 26:2; 36:10; Mat 21:23; Giov 18:20
At 11:14; Eso 24:3; Giov 6:63,68; 12:50; 17:3,8; 1G 1:1-3; 5:11,12

21 At 5:25; Lu 21:37,38; Giov 8:2
At 5:17,24; 4:5,6; 22:2,3,15; Lu 22:66; Giov 18:35
Sal 105:22
At 4:7; 12:18,19

23 At 5:19; Sal 2:4; 33:10; Prov 21:30; Lam 3:37,55-58; Dan 3:11-25; 6:22-24; Mat 27:63-66; 28:12-15; Giov 8:59

24 At 5:26; 4:1; Lu 22:4,52
At 2:12; 4:16,17,21; Giov 11:47,48; 12:19
Is 9:7; 53:1,2; Dan 2:34,35,44,45; Zac 6:12,13; Mar 4:30-32

25 At 5:18-21

26 At 5:13; Mat 14:5; 21:26; 26:5; Lu 20:6,19; 22:2

27 At 4:7; 6:12; 22:30; 23:1; Lu 22:66

28 At 5:40; 4:18-21
At 2:23-36; 3:15; 4:10,11; 7:52; 1Re 18:17,18; 21:20; 22:8; Ger 38:4; Am 7:10
Ger 26:15; Mat 21:44; 23:35,36; 27:25; 1Te 2:15,16

29 At 4:19; Ge 3:17; 1Sa 15:24; Mar 7:7-9; Ap 14:8-12

30 At 3:13-15; 22:14; 1Cron 12:17; 29:18; Esd 7:27; Lu 1:55,72
At 3:26; 13:33
At 2:22-24,32; 4:10,11; 10:39; 13:28; Ga 3:13; 1P 2:24

31 At 2:33,36; 4:11; Sal 89:19,24; 110:1,2; Ez 17:24; Mat 28:18; Ef 1:20-23; Fili 2:9-11; Eb 2:10; 12:2; 1P 3:22
At 3:15; Sal 2:6-12; Is 9:6; Ez 34:24; 37:25; Dan 9:25; 10:21; Ap 1:5
At 13:23; Is 43:3,11; 45:21; 49:26; Mat 1:21; Lu 2:11; Fili 3:20; Tit 1:4; 2:10,13; 3:4-6; 2P 1:1,11; 2:20; 3:18; 1G 4:14; Giuda 1:25
At 3:26; 11:18; Ger 31:31-33; Ez 36:25-38; Zac 12:10; Lu 24:47; Rom 11:26,27; 2Ti 2:25,26
At 3:19; 13:38,39; Mar 2:10; 4:12; Giov 20:21-23; 2Co 2:10; Ef 1:7; Col 1:14

32 At 5:29; 1:8; 2:32; 10:39-41; 13:31; Lu 24:47,48; Giov 15:27; 2Co 13:1; Eb 2:3
Giov 15:26; 16:7-14; Eb 2:4; 1P 1:12
At 2:4,38,39; 10:44; Giov 7:39

33 At 2:37; 7:54; 22:22; Lu 4:28,29; 6:11; 11:50-54; 19:45-48; 20:19
At 9:23; Ge 4:5-8; Sal 37:12-15,32,33; 64:2-8; Mat 10:21,25; 23:34,35; 24:9; Giov 15:20; 16:2

34 At 23:7-9; Sal 76:10; Giov 7:50-53
At 22:3
Lu 2:46; 5:17
At 4:15

35 At 19:36; 22:26; Ger 26:19; Mat 27:19

36 At 8:9; Mat 24:24; 2Te 2:3-7; 2P 2:18; Giuda 1:16; Ap 17:3,5
At 21:38; 2P 2:2
Mat 24:26

37 Lu 2:1; 13:1
Giob 20:5-9; Sal 7:14,15; 9:15,16; Mat 26:52; Lu 13:1,2

38 At 5:35; Giov 11:48
Ne 4:15; Giob 5:12-14; Sal 33:10,11; Prov 21:30; Is 7:5-7; 8:9,10; 14:25; Lam 3:37; Mat 15:13; 1Co 1:26-28; 3:19

39 At 6:10; Ge 24:50; 2Sa 5:2; 1Re 12:24; Giob 34:29; Is 43:13; 46:10; Dan 4:35; Mat 16:18; Lu 21:15; 1Co 1:25; Ap 17:12-14
At 7:51; 9:5; 23:9; Eso 10:3-7; 2Re 19:22; Giob 15:25-27; 40:9-14; Is 45:9; 1Co 10:22

40 At 4:18
Prov 12:10; Mat 10:17; 23:34; Mar 13:9; Lu 20:10; Giov 19:1-4; 2Co 11:24
At 5:28; 4:17-21; Is 30:10; Am 2:12; Mic 2:6

41 At 16:23-25; Is 61:10; 65:14; 66:5; Mat 5:10-12; Lu 6:22; Rom 5:3; 2Co 12:10; Fili 1:29; Eb 10:34; Giac 1:2; 1P 4:13-16
Eb 12:2

42 At 5:20,21; 2:46; 3:1,2-10; Lu 21:37; 22:53; 2Ti 4:2
At 20:20
At 4:20,29; 2Sa 6:22; Rom 1:15,16; Ga 6:14
At 8:5,35; 9:20; 17:3; 1Co 2:2; Ef 4:20,21

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