Nuova Riveduta:

Galati 1:11

Origine divina del vangelo di Paolo
At 22:3-16; 26:9-20; 9:1-20, 23-30
Vi dichiaro, fratelli, che il vangelo da me annunciato non è opera d'uomo;

C.E.I.:

Galati 1:11

Vi dichiaro dunque, fratelli, che il vangelo da me annunziato non è modellato sull'uomo;

Nuova Diodati:

Galati 1:11

Ora, fratelli, vi faccio sapere che l'evangelo, che è stato da me annunziato, non è secondo l'uomo,

Riveduta 2020:

Galati 1:11

Origine divina dell'Evangelo di Cristo
Vi dichiaro, fratelli, che l'Evangelo da me annunciato non è opera d'uomo,

La Parola è Vita:

Galati 1:11

Cari fratelli, in tutta serietà, vi dichiaro che la via per il cielo che io annuncio non si basa su qualche semplice convinzione o utopia umana,

La Parola è Vita
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Riveduta:

Galati 1:11

Legittimità e indipendenza dell'apostolato di Paolo
E invero, fratelli, io vi dichiaro che l'Evangelo da me annunziato non è secondo l'uomo;

Martini:

Galati 1:11

Or vi fo sapere, o fratelli, come il vangelo, che è stato evangelizzato da me, non è cosa umana:

Diodati:

Galati 1:11

Ora, fratelli, io vi fo assapere, che l'evangelo, che è stato da me evangelizzato, non è secondo l'uomo.

Commentario:

Galati 1:11

Sezione B. Galati 1:11-24.

PAOLO HA RICEVUTO L'EVANGELO CHE PREDICA, NON DAGLI UOMINI, MA DA DIO.

L'apostolo comincia Galati 1:11-12 con l'affermare in modo solenne l'origine divina e non umana dell'evangelo ch'egli predica e che i giudaizzanti vogliono sovvertire. Poi Galati 1:13-17, la dimostra ricordando com'egli sia divenuto apostolo per mezzo di una chiamata diretta e di una personale apparizione di Cristo, e non abbia avuto bisogno dell'insegnamento d'alcun uomo per dar principio alla sua attività missionaria. La dimostra ancora ricordando Galati 1:18-24 come soltanto dopo tre anni di lavoro in Arabia, egli abbia fatto a Gerusalemme la personale conoscenza dell'apostolo Pietro in una visita durata 15 giorni, dopo la quale fu condotto da Dio ad evangelizzare in Siria e Cilicia.

Galati 1:11-12. Paolo afferma l'origine divina del suo evangelo.

Poichè, fratelli, io vi dichiaro che l'evangelo da me annunziato non è cosa umana;

Il poichè ( γαρ invece di δε) è la lezione accettata dai maggiori critici e si appoggia ai codd. alef B D It. ecc. Il poichè si riferisce alla sentenza di condanna pronunziata dall'apostolo contro ai pervertitori dell'Evangelo: "poichè", segue egli a dire, non si tratta qui di una dottrina umana ma della verità divina. E questo Paolo lo dichiara in modo solenne usando il termine γνωριζω come 1Corinzi 15:1; 12:3; 2Corinzi 8:1. Dice lett. che l'evangelo della grazia e della libertà da lui annunziato non è secondo l'uomo cioè non è cosa d'uomo, nè per la sua origine poichè non è nato in cuor d'uomo e non è frutto d'elucubrazione umana, nè per la sua essenza poichè proclama l'incapacità dell'uomo a salvarsi e annunzia una salvazione per mezzo della croce «ch'è scandalo ai Giudei e follia per i Greci». Si tratta di cose che «non son salite in cuor d'uomo»; che Dio ha divisate nell'eterno amor suo e procurato ai peccatori mediante il sacrificio del Cristo. Che il suo evangelo non sia cosa umana, risulta dal fatto che Paolo stesso non l'ha ricevuto da alcun uomo.

Riferimenti incrociati:

Galati 1:11

Ga 1:1; 1Co 2:9,10; 11:23; 15:1-3; Ef 3:3-8

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