Galati 1

1 (1) Paolo, apostolo, (non (a) da parte di uomini, né per mezzo di (b) uomo, ma per mezzo di (c) Gesù Cristo e di Dio Padre, che lo ha risuscitato dai morti).

(1) Un saluto che in poche parole riassume la dottrina dell'apostolo e che sin dall'inizio mostra la gravità e l'autorità dell'apostolato, che egli doveva difendere contro i falsi apostoli.

(a) Mostra chi è l'autore del ministero in generale: perché tutto il ministero, sia degli apostoli, sia dei pastori e dei dottori, è istituito da Dio.

(b) Indica che l'uomo non è la causa strumentale del ministero: perché è un diritto particolare degli apostoli essere chiamati direttamente da Cristo.

(c) Cristo è senza dubbio uomo, ma è anche Dio e capo della Chiesa, e per questo deve essere escluso dal numero degli uomini.

4 (2) Il quale ha dato sé stesso per i nostri peccati, per liberarci dal presente (d) mondo malvagio, secondo la volontà di Dio nostro Padre.

(2) Il cuore del vero Vangelo è questo: Cristo, con il suo sacrificio, salva noi che siamo stati scelti fuori dal mondo per il decreto libero di Dio Padre.

(d) Da quello stato corrotto e privo di Cristo.

6 (3) Mi meraviglio che così presto (e) vi siate allontanati da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, per seguire un altro vangelo.

(3) Prima parte dell'epistola, in cui afferma di essere un apostolo non inferiore ai principali discepoli di Cristo e perfettamente d'accordo con loro, i cui nomi i falsi apostoli abusavano. Inizia con un rimprovero, accusandoli di incostanza, perché si erano lasciati sedurre facilmente da coloro che li allontanavano dal vero Vangelo.

(e) Usa la forma passiva per attribuire la colpa ai falsi apostoli, e la forma presente per indicare che il processo non era ancora compiuto, ma in atto.

7 (4) Il quale però non è un altro [vangelo], ma vi sono alcuni che vi turbano e vogliono (f) sovvertire il Vangelo di Cristo.

(4) Li avverte in tempo di ricordare che non ci sono più Vangeli, e che qualunque cosa dicano questi falsi apostoli, che usano la Legge, Mosè e i padri come pretesto, in realtà stanno corrompendo il vero Vangelo. E aggiunge che persino lui stesso, o un angelo dal cielo, sarebbe da considerare maledetto se predicasse qualcosa di diverso dal Vangelo che aveva già annunciato loro.

(f) Nulla è più contrario alla fede e alla giustificazione gratuita che la giustificazione per la Legge o per le opere.

8 (5) Ma anche se noi stessi, o un angelo dal cielo, vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia (g) anatema.

(5) Ribadisce con enfasi che nessuno ha il diritto di modificare il Vangelo, nemmeno un angelo, e che chiunque lo faccia deve essere considerato maledetto.

(g) Vedi Romani 9:3.

10 (6) Infatti, cerco ora il favore degli uomini o di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei un servo di Cristo.

(6) Conferma la sua affermazione con due prove: la prima, tratta dalla natura stessa della dottrina, la seconda dal suo metodo di insegnamento. Egli non insegnava cose che piacessero agli uomini, come facevano i suoi avversari, che cercavano la salvezza nelle opere della Legge; né cercava di ingraziarsi qualcuno, perché se lo avesse fatto, non sarebbe stato un vero servo di Cristo.

11 (7) Ora vi faccio sapere, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non è secondo l'uomo.

(7) Secondo argomento a dimostrazione che la sua dottrina è celeste: egli l'ha ricevuta direttamente da Gesù Cristo, senza alcun intervento umano, e in questo supera anche coloro che furono istruiti da Cristo sulla terra in modo umano.

12 (8) Infatti io non l'ho ricevuto né imparato da un uomo, ma per (h) rivelazione di Gesù Cristo.

(8) Questa rivelazione è straordinaria, poiché di solito il Figlio rivela il suo Vangelo mediante lo Spirito, sebbene attraverso il ministero degli uomini, cosa che qui Paolo esclude.

(h) Rivelazione speciale e diretta.

13 (9) Infatti, avete udito quale fosse la mia condotta nel passato nel Giudaismo, come perseguitavo oltre misura la Chiesa di Dio e la devastavo.

(9) Dimostra che è stato istruito da Cristo stesso, raccontando la sua vita precedente, che i Galati conoscevano bene. Mostra che era stato educato nella scuola più ostile al Vangelo, eccellendo in essa, e che la sua improvvisa conversione all'apostolato delle nazioni non lasciava spazio a un insegnamento umano.

14 (10) E progredivo nel Giudaismo più di molti miei coetanei nella mia nazione, essendo estremamente zelante per le (i) tradizioni dei miei padri.

(10) Le chiama tradizioni dei padri, perché era non solo fariseo, ma figlio di farisei.

(i) Le tradizioni umane tramandate dai rabbini.

15 (11) Ma quando piacque a Dio, che mi aveva (j) separato fin dal grembo di mia madre e mi ha chiamato per la sua grazia,

(11) Parla della predestinazione eterna con cui Dio lo ha scelto per essere apostolo. Ne distingue tre aspetti: il consiglio eterno di Dio, la sua separazione dal grembo materno e la sua chiamata effettiva. Non menziona affatto le opere umane.

(j) Destinato fin dall'eternità.

16 (12) di rivelare suo Figlio (k) in me, affinché lo annunciassi tra i Gentili, subito (13) non mi consultai con carne e sangue.

(12) Per esprimere che la conoscenza del Figlio di Dio è un dono divino.

(k) Mi ha dato una rivelazione diretta.

(13) Risponde a un'obiezione: la sua chiamata era stata diretta, senza bisogno di conferme da altri uomini.

20 (14) Ora, riguardo a ciò che vi scrivo, ecco, davanti a Dio, non mento.

(14) Una dichiarazione solenne che rafforza la sua affermazione sull'origine divina della sua dottrina.

23 (15) Essi udivano soltanto: "Colui che una volta ci perseguitava, ora annuncia la (l) fede che una volta cercava di distruggere".

(15) L'espressione "la fede" indica la dottrina della giustificazione per fede.

(l) La dottrina della fede in Cristo.

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