Giobbe 6
2 Oh, se il mio dolore potesse essere ben pesato, e la mia calamità posta (a) sulla bilancia insieme!
(a) Per sapere se mi lamento senza giusta causa.
3 Poiché ora essa sarebbe più pesante della sabbia del mare: perciò le mie parole sono (b) soffocate.
(b) Il mio dolore è così grande che mi mancano le parole per esprimerlo.
4 Poiché le frecce dell'Onnipotente sono in me, il cui veleno beve il mio spirito: i terrori di Dio si (c) schierano contro di me.
(c) Il che dimostra che non era solo afflitto nel corpo, ma ferito nella coscienza, che è la battaglia più dura che i fedeli possano affrontare.
5 Il (d) asino selvatico raglia forse quando ha l'erba? o muggisce il bue sopra il suo foraggio?
(d) Pensate che io gridi senza causa, vedendo che le bestie non si lamentano quando hanno ciò che desiderano?
6 Si può forse mangiare ciò che è (e) insipido senza sale? o vi è sapore nel bianco dell'uovo?
(e) Il gusto dell'uomo può dilettarsi in ciò che non ha sapore? cioè nessuno si rallegra nell'afflizione, vedendo che non può cambiare ciò che è amaro alla bocca.
8 Oh, se potessi ottenere la mia (f) richiesta, e che Dio mi concedesse ciò che desidero!
(f) In questo egli pecca due volte: sia nel desiderare per impazienza di morire, sia nel chiedere a Dio una cosa che non è conforme alla sua volontà.
10 Allora avrei ancora conforto; sì, esulterei nel dolore: non abbia pietà, (g) poiché non ho nascosto le parole del Santo.
(g) Cioè, ch'io muoia subito, prima che per impazienza io venga a dubitare della promessa di Dio.
11 Qual è la mia forza, che io speri? e qual è il mio (h) fine, che debba prolungare la mia vita?
(h) Teme che, se il dolore persiste, potrebbe incorrere in cadute peggiori.
13 Non è la mia (i) forza in me? e la saggezza è forse del tutto scomparsa da me?
(i) Non ho cercato di aiutarmi quanto più era possibile?
15 I miei fratelli si sono comportati con falsità come un (k) torrente, come il corso dei ruscelli che passano via;
(k) Egli paragona gli amici che non ci consolano nella miseria a un torrente che in estate, quando serve, è asciutto; in inverno è gelato, e nella pioggia, quando non serve, trabocca.
19 Le carovane di Tema (l) guardavano, le compagnie di Sceba le aspettavano.
(l) Coloro che vi passano per andare nelle terre calde d'Arabia pensano di trovare acqua per dissetarsi, ma restano delusi.
21 Ora siete (m) come nulla; vedete la mia caduta, e temete.
(m) Cioè, come quel torrente che delude chi spera di trovarvi acqua nel bisogno, come io speravo consolazione da voi.
22 Vi ho forse detto: Portatemi qualcosa? o: Datemi un dono dei vostri (n) beni?
(n) Egli allude agli uomini mondani che, in caso di bisogno, offrono dei loro beni; tanto più questi uomini avrebbero potuto offrirgli parole di conforto.
24 Insegnatemi, ed io (o) tacerò; e fatemi comprendere in che cosa ho errato.
(o) Mostratemi dove ho peccato, e confesserò il mio errore.
25 Quanto (p) sono potenti parole rette! ma che cosa dimostra la vostra argomentazione?
(p) Chi ha buona coscienza non teme parole dure o ragionamenti, se non quando siano in grado di convincere con la verità.
26 Pensate voi di biasimare (q) parole, e i discorsi di uno disperato, che sono come vento?
(q) Rimproverate le mie parole come se volessi parlare da stolto, pur trovandomi nella miseria?
28 Ora dunque, siate contenti, (r) guardatemi; poiché è evidente per voi se io mento.
(r) Considerate se parlo da uomo spinto a impazienza dal dolore, o da ipocrita, come mi accusate.
Dimensione testo:
Indirizzo di questa pagina:
https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Giobbe6&versioni[]=CommentarioGinevra
Indirizzo del testo continuo:
https://www.laparola.net/app/?w1=commentary&t1=local%3Acommginevra&v1=JB6_1