Giobbe 9
2 Certo, io so che è così: ma come potrà l'uomo essere (a) giusto davanti a Dio?
(a) Giobbe qui risponde al discorso di Elifaz e Bildad riguardo alla giustizia di Dio e alla propria innocenza, confessando che Dio è infinito nella giustizia e che l'uomo non è nulla in confronto a lui.
3 Se volesse contendere con lui, non potrebbe rispondergli su una cosa sola su mille.
(b) Di mille cose che Dio potrebbe imputargli, l'uomo non potrebbe risponderne neppure una.
6 Che (c) scuote la terra dal suo posto, e le sue colonne tremano.
(c) Egli mostra l'infermità dell'uomo mediante la potenza grande e incomprensibile che è in Dio, mostrando cosa egli potrebbe fare se volesse manifestare la sua potenza.
9 Che fa l'(d) Orsa, Orione, le Pleiadi, e le stanze del mezzogiorno.
(d) Questi sono i nomi di certe stelle, con cui intende che tutte le stelle, note e ignote, sono soggette al suo comando.
11 Ecco, egli mi passa (e) vicino, e non lo vedo: egli se ne va, e non lo percepisco.
(e) Non riesco a comprendere le sue opere, che sono comuni e quotidiane davanti ai miei occhi, tanto meno quelle che sono nascoste e segrete.
12 Ecco, egli toglie via: chi potrà fermarlo? (f) chi gli dirà: Che fai?
(f) Egli mostra che, quando Dio esercita la sua potenza, lo fa giustamente, poiché nessuno può controllarlo.
13 Se Dio (g) non ritira la sua ira, sotto di lui si piegano i sostenitori dei superbi.
(g) Dio non si placa per ciò che l'uomo può dire per giustificarsi.
(h) Cioè, tutte le ragioni che l'uomo può addurre per sostenere la propria causa.
14 Quanto meno io potrei rispondergli e scegliere (i) le mie parole per dibattere con lui!
(i) Come potrei rispondergli con eloquenza? Alludendo ai suoi amici, i quali, pur essendo eloquenti, non credevano nel cuore ciò che dicevano.
15 Anche se fossi giusto, non (k) risponderei, ma supplicherei il mio giudice.
(k) Cioè, secondo la mia opinione, intendendo che l'uomo a volte si illude di essere giusto, cosa che davanti a Dio è un abominio.
16 Se io (l) l'avessi chiamato, e mi avesse risposto, non crederei però che avesse ascoltato la mia voce.
(l) Mentre soffre, non riesce a frenarsi dal cadere in molte debolezze, sebbene riconosca che Dio è giusto.
17 Poiché mi schiaccia con una tempesta, e moltiplica le mie ferite (m) senza causa.
(m) Non riesco a percepire peccati così gravi come sento il peso delle sue piaghe; e ciò lo dice per condannare la propria insensibilità e giustificare Dio.
19 Se si tratta di forza, ecco, egli è (n) forte; se si tratta di giudizio, chi gli fisserà un tempo per dibattere?
(n) Dopo aver confessato la propria debolezza, continua a giustificare Dio e la sua potenza.
20 Se mi giustifico, la mia stessa bocca mi condannerà; se (o) dico: Sono perfetto, essa mi proverà perverso.
(o) Se mi difendessi, Dio avrebbe comunque motivo giusto per condannarmi, se esaminasse il mio cuore e la mia coscienza.
22 Questo è un fatto: perciò ho detto: Egli distrugge (p) l'integro e il malvagio.
(p) Se Dio punisce secondo la sua giustizia, egli distruggerà tanto coloro che sono ritenuti integri quanto i malvagi.
23 Se il flagello (q) uccide all'improvviso, egli (r) ride della prova dell'innocente.
(q) Cioè, i malvagi.
(r) Questo è detto secondo la nostra percezione, come per dire: se Dio distruggesse solo i malvagi, Giobbe 5:3, perché permette che gli innocenti siano tormentati a lungo da loro?
24 La terra è data nelle mani degli empi; (s) egli copre il volto dei suoi giudici: se non è lui, chi (t) è allora?
(s) Affinché non vedano per fare giustizia.
(t) Chi può mostrare il contrario?
27 Se (u) dico: Dimenticherò il mio lamento, lascerò la mia tristezza e mi consolerò,
(u) Io penso di non cadere in queste afflizioni, ma i miei dolori mi portano a molteplici debolezze, e la mia coscienza mi condanna.
29 Se sono malvagio, perché dunque (x) mi affatico invano?
(x) Perché Dio non mi distrugge subito? Così egli parla secondo l'infermità della carne.
30 Se mi lavassi (y) con acqua di neve, e rendessi le mie mani purissime,
(y) Anche se appaio puro ai miei occhi, tutto è corruzione davanti a Dio.
31 Tu mi sprofonderesti nella fossa, e i miei stessi (z) vestiti mi aborrirebbero.
(z) Qualunque cosa usassi per coprire la mia sporcizia, essa rivelerebbe ancor di più la mia colpa.
33 Non vi è alcun arbitro fra noi, (a) che possa porre la sua mano su entrambi.
(a) Che possa fare da mediatore tra Dio e me; egli parla per impazienza, pur confessando che Dio è giusto nel punirlo.
35 Allora parlerei e non avrei timore di lui; (b) ma non è così per me.
(b) Intendendo che i giudizi di Dio lo tengono in timore.
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