Nuova Riveduta:

Gioele 3

Giudizio delle nazioni
1 «Infatti ecco, in quei giorni, in quel tempo, quando ricondurrò dall'esilio quelli di Giuda e di Gerusalemme, 2 io adunerò tutte le nazioni e le farò scendere nella valle di Giosafat. Là le chiamerò in giudizio a proposito della mia eredità, il popolo d'Israele, che esse hanno disperso tra le nazioni, e del mio paese, che hanno spartito fra di loro.
3 Hanno tirato a sorte il mio popolo; hanno dato un ragazzino in cambio di una prostituta, hanno venduto una ragazzina per del vino e si sono messi a bere.
4 Anche voi, Tiro, Sidone e tutta quanta la Filistia, che cosa pretendete da me? Volete darmi una retribuzione, o volete fare del male contro di me? Subito, in un attimo, io farò ricadere la vostra retribuzione sul vostro capo, 5 perché avete preso il mio argento e il mio oro, avete portato nei vostri templi i miei tesori più preziosi 6 e avete venduto ai figli di Iavan i figli di Giuda e i figli di Gerusalemme, per allontanarli dalla loro patria.
7 Ecco, io li richiamo dal luogo dove voi li avete venduti e farò ricadere le vostre colpe sul vostro capo.
8 Venderò i vostri figli e le vostre figlie ai Giudei, che li venderanno ai Sabei, nazione lontana»; perché il SIGNORE ha parlato.
9 Proclamate questo fra le nazioni! Preparate la guerra! Risvegliate i prodi! Vengano e salgano tutti gli uomini di guerra!
10 Fabbricate spade con i vostri vomeri e lance con le vostre roncole! Dica il debole: «Sono forte!»
11 Affrettatevi, venite, nazioni circostanti, e adunatevi! Là, o SIGNORE, fa' scendere i tuoi prodi!
12 «Le nazioni si muovano e vengano alla valle di Giosafat! perché là io mi metterò seduto per giudicare tutte le nazioni circostanti.
13 Date mano alla falce, perché la mèsse è matura! Venite, pigiate, poiché il torchio è pieno, i tini traboccano; poiché grande è la loro malvagità».
14 C'è una folla, una moltitudine, nella valle del Giudizio! Perché il giorno del SIGNORE è vicino, nella valle del Giudizio.
15 Il sole e la luna si oscurano e le stelle perdono il loro splendore.
16 Il SIGNORE ruggirà da Sion, farà sentire la sua voce da Gerusalemme, e i cieli e la terra tremeranno; ma il SIGNORE sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figli d'Israele.
17 «Voi saprete che io sono il SIGNORE, il vostro Dio; io dimoro in Sion, il mio monte santo. Gerusalemme sarà santa e gli stranieri non vi passeranno più.
18 Quel giorno le montagne stilleranno mosto, il latte scorrerà dai colli e l'acqua fluirà da tutti i ruscelli di Giuda; dalla casa del SIGNORE sgorgherà una fonte che irrigherà la valle di Sittim.
19 L'Egitto sarà desolato e Edom diventerà uno squallido deserto a causa della violenza fatta ai figli di Giuda e del sangue innocente sparso sulla loro terra.
20 Ma Giuda sarà abitata per sempre, e Gerusalemme di età in età.
21 Io vendicherò il loro sangue, quello che non ho ancora vendicato». E il SIGNORE dimorerà in Sion.

C.E.I.:

Gioele 3

1 Dopo questo,
io effonderò il mio spirito
sopra ogni uomo
e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie;
i vostri anziani faranno sogni,
i vostri giovani avranno visioni.
2 Anche sopra gli schiavi e sulle schiave,
in quei giorni, effonderò il mio spirito.
3 Farò prodigi nel cielo e sulla terra,
sangue e fuoco e colonne di fumo.
4 Il sole si cambierà in tenebre
e la luna in sangue,
prima che venga il giorno del Signore,
grande e terribile.
5 Chiunque invocherà il nome del Signore
sarà salvato,
poiché sul monte Sion e in Gerusalemme
vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore,
anche per i superstiti che il Signore avrà chiamati.

Nuova Diodati:

Gioele 3

Il giudizio di Dio sulle nazioni
1 «Poiché ecco, in quei giorni e in quel tempo, quando farò ritornare dalla cattività quei di Giuda e di Gerusalemme, 2 radunerò tutte le nazioni e le farò scendere nella valle di Giosafat, e là eseguirò il mio giudizio su di loro, per Israele, mio popolo e mia eredità, che hanno disperso fra le nazioni, dividendosi quindi il mio paese. 3 Hanno gettato la sorte sul mio popolo, hanno dato un fanciullo in cambio di una prostituta e hanno venduto una fanciulla in cambio di vino, perché potessero bere. 4 Inoltre che cosa siete voi per me, Tiro e Sidone, e voi tutte le regioni della Filistia? Volete forse ripagarmi per qualcosa che ho fatto? Ma se mi ripagate, rapidamente e senza indugio farò ricadere ciò che avete fatto sul vostro capo. 5 Perché voi avete preso il mio argento e il mio oro e avete portato nei vostri templi il meglio delle mie cose preziose, 6 e avete venduto i figli di Giuda e i figli di Gerusalemme ai figli dei Javaniti, per allontanarli dal loro paese. 7 Ecco, io li farò risvegliare dal luogo dove li avete venduti e farò ricadere sul vostro capo ciò che avete fatto. 8 Venderò i vostri figli e le vostre figlie nelle mani dei figli di Giuda, che li venderanno ai Sabei, a una nazione lontana, perché l'Eterno ha parlato». 9 Proclamate questo fra le nazioni: «preparate la guerra, fate risvegliare gli uomini valorosi, si avvicinino, salgano tutti gli uomini di guerra! 10 Forgiate spade con i vostri vomeri e lance con le vostre falci. Il debole dica: "Sono forte!"». 11 Affrettatevi e venite, nazioni tutte d'attorno, e radunatevi! Là, o Eterno, fa' scendere i tuoi uomini valorosi! 12 «Si destino e salgano le nazioni alla valle di Giosafat, perché là io siederò a giudicare tutte le nazioni d'intorno. 13 Mettete mano alla falce, perché la mèsse è matura. Venite, scendete, perché il torchio è pieno, i tini traboccano, poiché grande è la loro malvagità». 14 Moltitudini, moltitudini nella Valle della decisione. Poiché il giorno dell'Eterno è vicino, nella Valle della decisione». 15 Il sole e la luna si oscurano e le stelle ritirano il loro splendore. 16 L'Eterno ruggirà da Sion e farà sentire la sua voce da Gerusalemme, tanto che i cieli e la terra tremeranno. Ma l'Eterno sarà un rifugio per il suo popolo e una fortezza per i figli d'Israele.

Restaurazione d'Israele
17 «Allora voi riconoscerete che io sono l'Eterno, il vostro DIO, che dimora in Sion, mio monte santo. Così Gerusalemme sarà santa e gli stranieri non vi passeranno più». 18 In quel giorno avverrà che i monti stilleranno mosto, il latte scorrerà dai colli e l'acqua scorrerà in tutti i ruscelli di Giuda. Dalla casa dell'Eterno sgorgherà una fonte, che irrigherà la valle di Scittim. 19 «L'Egitto diventerà una desolazione e Edom un deserto desolato per la violenza contro i figli di Giuda, perché hanno versato sangue innocente nel loro paese. 20 Ma Giuda rimarrà per sempre, e Gerusalemme di generazione in generazione. 21 Li purificherò dal loro sangue versato, di cui non li avevo purificati, e l'Eterno dimorerà in Sion».

Riveduta 2020:

Gioele 3

Promessa di retribuzione dei nemici. La valle del Giudizio. Prosperità di Giuda
1 “Poiché ecco, in quei giorni, in quel tempo, quando ricondurrò dall'esilio quelli di Giuda e di Gerusalemme, 2 io radunerò tutte le nazioni e le farò scendere nella valle di Giosafat. Là chiamerò in giudizio a proposito del mio popolo Israele, la mia eredità, che esse hanno disperso fra le nazioni, e del mio paese che hanno spartito fra loro. 3 Hanno tirato a sorte il mio popolo; hanno dato un ragazzo in cambio di una prostituta, hanno venduto una ragazza per del vino, e si sono messi a bere.
4 Anche voi, Tiro e Sidone, e voi tutte regioni della Filistia, cosa pretendete da me? Volete darmi una retribuzione, o volete fare del male contro di me? Subito, in un attimo, io farò ricadere la vostra retribuzione sul vostro capo, 5 poiché avete preso il mio argento e il mio oro, e avete portato nei vostri templi il meglio delle mie cose preziose, 6 e avete venduto ai figli di Iavan i figli di Giuda e i figli di Gerusalemme, per allontanarli dai loro confini. 7 Ecco, io li farò muovere dal luogo dove voi li avete venduti e farò ricadere la vostra retribuzione sul vostro capo; 8 venderò i vostri figli e le vostre figlie ai figli di Giuda, che li venderanno ai Sabei, nazione lontana”; poiché l'Eterno ha parlato.
9 Proclamate questo fra le nazioni! Preparate la guerra! Risvegliate i prodi! Si accostino, salgano tutti gli uomini di guerra! 10 Fabbricate spade con i vostri vomeri e lance con le vostre roncole! Dica il debole: “Sono forte!”. 11 Affrettatevi, venite, nazioni circostanti, e radunatevi! Là, o Eterno, fa' scendere i tuoi prodi! 12 “Le nazioni si muovano e salgano alla valle di Giosafat! Poiché là io mi metterò seduto a giudicare le nazioni circostanti. 13 Mettete mano alla falce, poiché la mèsse è matura! Venite, pigiate, poiché il torchio è pieno, i tini traboccano; poiché grande è la loro malvagità”.
14 Moltitudini! moltitudini nella valle del Giudizio! Poiché il giorno dell'Eterno è vicino, nella valle del Giudizio. 15 Il sole e la luna si oscurano e le stelle perdono il loro splendore. 16 L'Eterno ruggirà da Sion, farà sentire la sua voce da Gerusalemme, e i cieli e la terra saranno scossi; ma l'Eterno sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figli d'Israele. 17 “Voi saprete che io sono l'Eterno, il vostro Dio, che abita in Sion, il mio monte santo; Gerusalemme sarà santa e gli stranieri non vi passeranno più.
18 In quel giorno avverrà che i monti stilleranno mosto, il latte scorrerà dai colli e l'acqua fluirà da tutti i ruscelli di Giuda; dalla casa dell'Eterno sgorgherà una fonte che irrigherà la valle di Sittim. 19 L'Egitto diventerà una desolazione, Edom diventerà un deserto disabitato a causa della violenza fatta ai figli di Giuda e del sangue innocente sparso sulla loro terra. 20 Ma Giuda esisterà per sempre, e Gerusalemme di generazione in generazione. 21 Io vendicherò il loro sangue, non lo lascerò impunito; l'Eterno dimorerà in Sion”.

Riveduta:

Gioele 3

Promessa di retribuzione dei nemici. La valle del Giudizio. Prosperità di Giuda
1 Poiché ecco, in quei giorni, in quel tempo, quando ricondurrò dalla cattività quei di Giuda e di Gerusalemme, 2 io radunerò tutte le nazioni, e le farò scendere nella valle di Giosafat: e verrò quivi in giudizio con esse, a proposito del mio popolo e d'Israele, mia eredità, ch'esse hanno disperso fra le nazioni, e del mio paese che hanno spartito fra loro. 3 Han tirato a sorte il mio popolo; han dato un fanciullo in cambio d'una meretrice, han venduto una fanciulla per del vino, e si son messi a bere.
4 E anche voi, che pretendete da me, Tiro e Sidone, e voi tutte, regioni di Filistia? Volete voi darmi una retribuzione, o volete far del male contro di me? Tosto, in un attimo, io farò ricadere la vostra retribuzione sul vostro capo, 5 poiché avete preso il mio argento e il mio oro, e avete portato nei vostri templi il meglio delle mie cose preziose, 6 e avete venduto ai figliuoli degli Javaniti i figliuoli di Giuda e i figliuoli di Gerusalemme, per allontanarli dai loro confini. 7 Ecco, io li farò muovere dal luogo dove voi li avete venduti, e farò ricadere la vostra retribuzione sul vostro capo; 8 e venderò i vostri figliuoli e le vostre figliuole ai figliuoli di Giuda, che li venderanno ai Sabei, nazione lontana; poiché l'Eterno ha parlato.
9 Proclamate questo fra le nazioni! Preparate la guerra! Fate sorgere i prodi! S'accostino, salgano tutti gli uomini di guerra! 10 Fabbricate spade coi vostri vomeri, e lance con le vostre roncole! Dica il debole: 'Son forte!' 11 Affrettatevi, venite, nazioni d'ogn'intorno, e radunatevi! Là, o Eterno, fa' scendere i tuoi prodi! 12 Si muovano e salgan le nazioni alla valle di Giosafat! Poiché là io mi assiderò a giudicar le nazioni d'ogn'intorno. 13 Mettete la falce, poiché la mèsse è matura! Venite, calcate, poiché lo strettoio è pieno, i tini traboccano; poiché grande è la loro malvagità.
14 Moltitudini! moltitudini! nella valle del Giudizio! Poiché il giorno dell'Eterno è vicino, nella valle del Giudizio. 15 Il sole e la luna s'oscurano, e le stelle ritirano il loro splendore. 16 L'Eterno ruggirà da Sion, farà risonar la sua voce da Gerusalemme, e i cieli e la terra saranno scossi; ma l'Eterno sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figliuoli d'Israele. 17 E voi saprete che io sono l'Eterno, il vostro Dio, che dimora in Sion, mio monte santo; e Gerusalemme sarà santa, e gli stranieri non vi passeranno più.
18 E in quel giorno avverrà che i monti stilleranno mosto, il latte scorrerà dai colli, e l'acqua fluirà da tutti i rivi di Giuda; e dalla casa dell'Eterno sgorgherà una fonte, che irrigherà la valle di Sittim. 19 L'Egitto diventerà una desolazione, e Edom diventerà un desolato deserto a motivo della violenza fatta ai figliuoli di Giuda, sulla terra de' quali hanno sparso sangue innocente. 20 Ma Giuda sussisterà per sempre, e Gerusalemme, d'età in età; 21 io vendicherò il loro sangue, non lo lascerò impunito; e l'Eterno dimorerà in Sion.

Ricciotti:

Gioele 3

La finale retribuzione.
1 Perchè, ecco in cotesti giorni e in cotesto tempo, quando ritoglierò Giuda e Gerusalemme dalla servitù, 2 raccoglierò tutte le genti e le condurrò nella Valle di Giosafat, e deciderò con loro sul conto del mio popolo e della mia eredità, Israele, che esse hanno disperso tra le nazioni, e della mia terra che esse hanno diviso. 3 Sopra il mio popolo tirarono le sorti, prostituirono il fanciullo e misero a prezzo la fanciulla, per aver vino da bere. 4 Ma anche voi, che cosa siete per me, Tiro e Sidone, e tutti, della frontiera dei Filistei? Me la volete forse ripagare voi? Ah! se v'attentate di ripagarmela, vi rendo io la vostra paga, subito, immediatamente, sulla vostra testa. 5 Perchè avete tolto il mio argento e il mio oro e le mie cose più preziose e più belle, e le avete trasportate nei vostri santuari! 6 E i figli di Giuda e di Gerusalemme avete venduti ai figli dei Greci, col fine di bandirli dai loro confini. 7 Ecco che io li susciterò dal luogo ove li avete venduti, e vi renderò la vostra mercede sulla vostra testa. 8 E venderò i vostri figli e le vostre figlie, mettendoli in mano ai figli di Giuda che li venderanno ai Sabei, gente lontana; perchè il Signore ha parlato. 9 Gridatelo questo tra le nazioni, bandite una santa guerra, ridestate i prodi, s'avanzino, salgano tutti gli uomini di guerra! 10 Ribattete i vostri vomeri in spade e le vostre zappe in lance; il debole dica: - Io sono forte. - 11 Slanciatevi e venite tutte voi, nazioni circostanti; qui il Signore farà cadere i vostri prodi. 12 Si ridestino e salgano le nazioni nella Valle di Giosafat; perchè quivi mi assiderò per giudicare tutte le nazioni circostanti. 13 Avanzate le falci, perchè la mèsse è già matura; venite, scendete, perchè il frantoio è pieno, i pressoi traboccano, perchè la loro malizia è molta. 14 Popoli e popoli a turme nella Valle della decisione! Perchè il giorno del Signore è vicino, nella Valle della decisione! 15 Il sole e la luna si oscurarono e le stelle ritirarono il loro splendore. 16 E il Signore da Sion ruggirà, da Gerusalemme alzerà la sua voce, e si smuoveranno i cieli e la terra: il Signore è la speranza del suo popolo e la fortezza d'Israele. 17 E conoscerete che il Signore Iddio vostro sono io che abito in Sion, santo monte mio; e Gerusalemme sarà santa, e gli estranei non passeranno più per essa. 18 E avverrà in quel giorno che i monti stilleranno dolcezze e i colli sgorgheranno latte, e per tutti i rivi di Giuda, correranno le acque, e una fonte uscirà dalla casa del Signore e innaffierà tutta la Vallata delle spine. 19 L'Egitto sarà nella desolazione e l'Idumea un deserto di distruzione, per aver trattato iniquamente i figli di Giuda e sparso sul loro suolo il sangue innocente. 20 E Giuda sarà per sempre abitata, e Gerusalemme per generazioni e generazioni. 21 E farò espiazione del sangue loro che non avevo mondato, e il Signore abiterà in Sion».

Tintori:

Gioele 3

Dio giudicherà le nazioni nella valle di Giosafat e vendicherà il suo popolo
1 Ecco infatti che in quei giorni e in quel tempo, quando io avrò fatto ritornare gli esuli di Giuda e di Gerusalemme, 2 radunerò tutte le nazioni, e le farò discendere nella valle di Giosafat, ed ivi discuterò con esse a riguardo del mio popolo e della mia eredità, Israele, che esse han disperso fra le nazioni, e riguardo alla mia terra da esse spartita. 3 Esse si son diviso a sorte il mio popolo, han posti i giovanetti nei postriboli, han venduto le figlie per avere del vino da bere. 4 E che relazioni ci sono tra me e voi, o Tiro, o Sidone, o intera regione dei Filistei? Volete forse vendicarvi di me? Se voi vi vendicate di me, io vi renderò subito subito il contraccambio, (facendo ricadere la vostra provocazione) sulla vostra testa. 5 Perchè voi avete rubato il mio argento e il mio oro, e tutte le mie cose preziose e più belle le avete portate dentro i vostri templi. 6 E i figli di Giuda e di Gerusalemme li avete venduti ai figli dei Greci, per tenerli lontani dalla loro terra. 7 Ecco, io li farò tornare dal luogo nel quale voi li avete venduti, e renderò a voi il contraccambio sopra il vostro capo. 8 E venderò i vostri figli e le vostre figlie nelle mani dei figli di Giuda, ed essi li venderanno ai Sabei, ad un popolo lontano, perchè il Signore ha parlato. 9 Pubblicatelo ad alta voce tra le nazioni, preparatevi alla guerra, eccitate i forti, si avvicinino, salgano tutti gli uomini di guerra, 10 trasformate i vostri aratri in spade, le vostre zappe in lance; il debole dica: «Io son forte». 11 Uscite fuori, venite, radunatevi insieme da ogni parte, o nazioni tutte, dove il Signore abbatterà i vostri eroi. 12 Si muovano le nazioni e vengano nella valle di Giosafat, perchè ivi io starò a giudicare tutte le genti che da ogni parte verranno. 13 Menate la falce, perchè la messe è matura. Venite, scendete; perchè lo strettoio è pieno, i tini rigurgitano, e la loro malvagità è giunta al colmo. 14 Popoli, popoli, alla valle della decisione! perchè è vicino il giorno del Signore nella valle della decisione. 15 Il sole e la luna si sono oscurati, le stelle han perduto il loro splendore. i 16 Il Signore ruggirà da Sion, da Gerusalemme farà sentire la sua voce; il cielo e la terra tremeranno: il Signore sarà la speranza del suo popolo, la fortezza dei figli d'Israele. 17 E voi saprete che io sono il Signore Dio vostro, che abito in Sion, mia santa montagna. E Gerusalemme sarà santa, e gli stranieri non vi metteranno più piede. 18 E in quel giorno i monti stilleranno dolcezza e dalle colline sgorgherà il latte, e per tutti i ruscelli di Giuda correranno le acque. E dalla casa del Signore zampillerà una fontana, che irrigherà la valle delle spine. 19 L'Egitto sarà in desolazione, l'Idumea sarà un deserto di rovine, perchè hanno agito iniquamente contro i figli d'Israele, ed hanno sparso nella loro terra il sangue innocente. 20 Ma la Giudea sarà abitata in eterno, e Gerusalemme per tutte le generazioni. 21 E farò vendetta del loro sangue, da me non ancora vendicato, e il Signore abiterà in Sion.

Martini:

Gioele 3

Minacce del Signore contro le genti, che affliggono il suo popolo. Egli di tutti farà giudizio nella valle di Josaphat. Fontana, che sgorgherà dalla casa del Signore. La Giudea sarà abitata in eterno.
1 Imperocchè in que' giorni, ed in quel tempo, quand'io avrò liberato Giuda, e Gerusalemme dalla schiavitù, 2 Adunerò tutte le genti, e le condurrò nella valle di Josaphat, ed ivi disputerò con esse riguardo al mio popolo, e riguardo ad Israele mia eredità, cui elleno han disperso in questa, e in quella regione, essendosi spartita tra loro la mia terra. 3 E si sono diviso a sorte il mio popolo, ed hanno messi i giovinetti ne postriboli, ed han vendute le fanciulle per tanto vino da bere. 4 Ma che è quello, ch'io ho da far con voi, o Tiro, e Sidonj con tutte le regioni de' Filistei? Volete forse vendicarvi di me? E se voi vi vendicate di me, renderò io ben presto con celerità il contraccambio a voi sopra le vostre teste. 5 Perocché voi avete rubato il mio argento, ed il mio oro; e le cose migliori, e più belle le avete trasportate ne' vostri templi. 6 E avete venduti a' Greci i figliuoli di Giuda, e di Gerusalemme, per tenerli lontani dal loro paese. 7 Ecco, che io li trarrò fuora dal paese, dove voi li vendeste; e renderò a voi il contraccambio sopra le vostre teste. 8 E darò i vostri figliuoli, e le vostre figliuole in potere de' figliuoli di Giuda, ed essi li venderanno a' Sabei, nazione rimota, perchè il Signore ha detto così. 9 Dite ad alta voce alle genti: Preparatevi alla guerra, suscitate i campioni: vengano, si pongano in marcia gli uomini battaglieri. 10 Trasformate in ispade i vostri aratri, ed in lance i marroni; il debole dica: Io ho della forza. 11 Uscite fuora, e venite, e ragunatevi insieme da tutti i lati, o nazioni quante voi siete; colà il Signore farà cadere sul suolo i vostri campioni. 12 Muovansi le genti, e vengano alla valle di Josaphat; perocché ivi io sarò assiso per giudicare le genti, che verranno da tutte parti. 13 Menate in giro la falce, perchè la messe è matura, venite, scendete; perocché lo strettoio è pieno, i tini rigurgitano; perocché la loro malvagità è giunta al colmo. 14 Popoli, popoli, alla valle di eccidio; perocché vicino è il giorno del Signore nella valle di eccidio. 15 Il sole, e la luna sono oscurati, e le stelle han perduto il loro splendore. 16 E il Signore ruggirà da Sionne, e da Gerusalemme alzerà la sua voce; e i cieli, e la terra saran commossi. Ma il Signore egli è la speranza del popol suo, e la fortezza de' figliuoli d'Israele. 17 E conoscerete, che io sono il Signore Dio vostro, che abito nel mio monte santo di Sion, e Gerusalemme sarà santa, e gli stranieri non vi metteranno più piede. 18 E in quel giorno avverrà, che i monti stilleranno dolcezza, e le colline sgorgheranno latte, e tutti i rivi di Giuda saranno pieni di acque, e dalla casa del Signore zampillerà una fontana, la quale irrigherà la valle delle spine. 19 L'Egitto sarà abbandonato alla desolazione, e l'Idumea diventerà un orrido deserto; perchè eglino trattarono iniquamente i figliuoli d'Israele; e sparsero ne' loro paesi il sangue innocente. 20 Ma la Giudea sarà abitata in eterno, e Gerusalemme per tutti i secoli. 21 E farò vendetta del loro sangue, del quale non avev'io fatto vendetta, e il Signore farà sua dimora in Sion.

Diodati:

Gioele 3

1 PERCIOCCHÈ, ecco, in que' giorni, e in quel tempo, quando avrò tratto Giuda e Gerusalemme di cattività; 2 io radunerò tutte le nazioni, e le farò scendere nella valle di Giosafat; e verrò quivi a giudicio con esse, per lo mio popolo, e per Israele, mia eredità; il quale essi hanno disperso fra le genti, ed hanno spartito il mio paese. 3 Ed han tratta la sorte sopra il mio popolo, ed han dato un fanciullo per una meretrice, e venduta una fanciulla per del vino che hanno bevuto. 4 Ed anche, che mi siete voi, o Tiro, e Sidon, e tutte le contrade della Palestina? mi fareste voi pagamento? mi ricompensereste voi? tosto e prestamente, io vi renderò la vostra retribuzione in sul capo. 5 Perciocchè voi avete predato il mio oro e il mio argento; ed avete portato dentro i vostri tempii il meglio, e il più bello delle mie cose preziose. 6 Ed avete venduti i figliuoli di Giuda, e i figliuoli di Gerusalemme, a' figliuoli de' Greci, per allontanarli dalla lor contrada. 7 Ecco, io li farò muovere dal luogo, dove saranno andati, dopo che voi li avrete venduti; e vi renderò la vostra retribuzione in sul capo. 8 E venderò i vostri figliuoli, e le vostre figliuole, in man dei figliuoli di Giuda; ed essi li venderanno a' Sabei, per esser condotti ad una nazione lontana; perciocchè il Signore ha parlato.
9 Bandite questo fra le genti, dinunziate la guerra, fate muover gli uomini prodi; accostinsi, e salgano tutti gli uomini di guerra. 10 Fabbricate spade delle vostre zappe, e lance delle vostre falci; dica il fiacco: Io son forte. 11 Adunatevi, e venite, o nazioni tutte, d'ogn'intorno, e accoglietevi insieme; o Signore, fa' quivi scendere i tuoi prodi. 12 Muovansi, e salgano le nazioni alla valle di Giosafat; perciocchè quivi sederò per giudicar tutte le nazioni d'ogn'intorno. 13 Mettete la falce nelle biade; perciocchè la ricolta è matura; venite, scendete; perciocchè il torcolo è pieno, i tini traboccano; conciossiachè la lor malvagità sia grande. 14 Turbe, turbe, alla valle del giudicio finale; perciocchè il giorno del Signore, nella valle del giudicio finale, è vicino. 15 Il sole e la luna sono oscurati, e le stelle hanno sottratto il loro splendore. 16 E il Signore ruggirà da Sion, e manderà fuori la sua voce da Gerusalemme; e il cielo e la terra tremeranno; ma il Signore sarà un ricetto al suo popolo, e una fortezza a' figliuoli d'Israele. 17 E voi conoscerete che io sono il Signore Iddio vostro, che abito in Sion, monte mio santo; e Gerusalemme sarà tutta santità, e gli stranieri non passeranno più per essa.
18 Ed avverrà in quel giorno, che i monti stilleranno mosto, e i colli si struggeranno in latte, e per tutti i rivi di Giuda correranno acque; ed una fonte uscirà della Casa del Signore, e adacquerà la valle di Sittim. 19 Egitto sarà messo in desolazione, ed Edom sarà ridotto in deserto di desolazione, per la violenza fatta a' figliuoli di Giuda; perciocchè hanno sparso il sangue innocente nel lor paese. 20 Ma Giuda sarà stanziato in eterno, e Gerusalemme per ogni età. 21 Ed io netterò il lor sangue, il quale io non avea nettato; e il Signore abiterà in Sion.

Commentario completo di Matthew Henry:

Gioele 3

1 INTRODUZIONE A GIOELE CAPITOLO 3

Alla fine del capitolo precedente abbiamo avuto una graziosa promessa di liberazione sul monte Sion e a Gerusalemme; Ora l'intero capitolo è un commento a quella promessa, che mostra quale sarà quella liberazione, come sarà operata dalla distruzione dei nemici della Chiesa, e come sarà perfezionata nell'eterno riposo e gioia della Chiesa. Questo fu in parte compiuto nella liberazione di Gerusalemme dall'attentato che Sennacherib fece su di essa al tempo di Ezechia, e in seguito nel ritorno degli Ebrei dalla loro cattività in Babilonia, e in altre liberazioni operate per la chiesa ebraica tra ciò e la venuta di Cristo. Ma ha un ulteriore riferimento, alla grande redenzione operata per noi da Gesù Cristo, e alla distruzione dei nostri nemici spirituali e di tutti i loro agenti, e avrà il suo pieno compimento nel giudizio del grande giorno. Ecco una previsione,

I. Del fatto che Dio fece i conti con i nemici del suo popolo per tutte le ingiurie e le indegnità che avevano fatto loro, e li fece ricadere sul loro capo, Gioele 3:1-8.

II. Del fatto che Dio giudichi tutte le nazioni quando la misura della loro iniquità è piena, e appaia pubblicamente, con l'eterna confusione di tutti i peccatori impenitenti e l'eterno conforto di tutti i suoi fedeli servitori, Gioele 3:9-17.

III. Della provvidenza che Dio ha preso per il ristoro del suo popolo, per la sua sicurezza e purezza, quando i suoi nemici saranno ridotti in desolazione, Gioele 3:18-21. Queste promesse non erano solo di interpretazione privata, ma furono scritte per il nostro apprendimento, "affinché, mediante la pazienza e il conforto di questa Scrittura, potessimo avere speranza".

Ver. 1. fino alla Ver. 8.

Abbiamo spesso sentito parlare dell'anno dei redenti, e dell'anno delle rivincite per la controversia di Sion; Ora qui abbiamo una descrizione delle transazioni di quell'anno, e una profezia di ciò che sarà fatto quando arriverà, quando arriverà, perché viene spesso, e alla fine dei tempi verrà una volta per tutte.

I. Sarà l'anno dei redenti, perché Dio riporterà la cattività di Giuda e di Gerusalemme, Gioele 3:1. Anche se la schiavitù del popolo di Dio può essere grave e molto lunga, tuttavia non sarà eterna. Quella in Egitto terminò infine con la loro liberazione nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Lascia andare mio figlio, che mi serva. Che a Babilonia finirà anche bene. E il Signore Gesù provvederà all'efficace redenzione delle povere anime schiavizzate sotto il dominio del peccato e di Satana, e proclamerà quell'anno accettabile, l'anno del giubileo, la liberazione dei debiti e dei servi, e l'apertura della prigione a coloro che erano legati. C'è un giorno, c'è un tempo, fissato per riportare la cattività dei figli di Dio, per redimerli dal potere della tomba; e sarà lultimo giorno e la fine di tutti i tempi.

II. Sarà l'anno delle rivincite per la controversia di Sion. Anche se Dio può permettere che i nemici del suo popolo prevalgano contro di loro molto lontano e per molto tempo, tuttavia li chiamerà a renderne conto, e condurrà prigionieri i prigionieri (Salmi 68:18), condurrà prigionieri coloro che hanno condotto il suo popolo in cattività, Apocalisse 13:10. Osservare

1. Chi sono coloro con cui si dovrà fare i conti- tutte le nazioni, = Gioele 3:2. Questo suggerisce,

(1.) Che tutte le nazioni si erano rese soggette al giudizio di Dio per il torto fatto al suo popolo. La persecuzione è il peccato che regna e piange nel mondo; che mentire nella malvagità è di per sé contrapposto alla pietà. L'inimicizia che è nel vecchio serpente, il dio di questo mondo, contro il seme della donna, appare più o meno nei bambini di questo mondo. Non meravigliarti se il mondo ti odia.

(2.) Che, qualunque nazione abbia danneggiato la nazione di Dio, non rimanga impunita; poiché a chi tocca l'Israele di Dio sarà fatto sapere che tocca la pupilla dei suoi occhi. Gerusalemme sarà una pietra da carico per tutti i popoli, = Zaccaria 12:3. Ma le nazioni vicine saranno particolarmente considerate: Tiro, e Sidone, e tutte le coste della Palestina, o i Filistei, che sono stati vicini fastidiosi per l'Israele di Dio, Gioele 3:4. Quando le nazioni più remote e potenti che hanno devastato Israele saranno contate con l'impotente malizia di coloro che giacevano vicino a loro, e hanno aiutato a far avanzare l'afflizione, == (Zaccaria 1:15), e ne hanno fatto una mano (Ezechiele 26:2), non saranno oltrepassate. Nota: I piccoli persecutori saranno chiamati a rendere conto come i grandi; e, sebbene non potessero fare molto male, saranno considerati in base alla malvagità dei loro sforzi e al male che avrebbero fatto.

2. L'udienza di questa corte per il giudizio. Saranno tutti radunati == (Gioele 3:2), affinché coloro che si sono coalizzati contro il popolo di Dio, con un solo consenso == (Salmi 83:5), possano ricevere insieme la loro condanna. Saranno portati giù nella valle di Giosafat, che giaceva vicino a Gerusalemme, e lì Dio li supplicherà,

(1.) Perché è giusto che i criminali siano processati nello stesso paese in cui hanno commesso il fatto.

(2.) Per la loro maggiore confusione, quando vedranno che Gerusalemme di cui hanno così a lungo lottato e sperato la rovina, nonostante tutta la loro rabbia, ha fatto una lode sulla terra.

(3.) Per il maggior conforto e onore della Gerusalemme di Dio, che vedrà Dio perorare la loro causa.

(4.) Allora si reagirà ciò che Dio fece per Giosafat quando gli diede la vittoria su coloro che lo invasero, e fornì a lui e al suo popolo materia di gioia e lode, nella valle di Berachah. Vedi 2Cronache 20:26.

(5.) Fu in questa valle di Giosafat (come suggerisce il Dr. Lightfoot) che l'esercito di Sennacherib, o parte di esso, giaceva, quando fu distrutto da un angelo. Essi si riunirono per rovinare Gerusalemme, ma Dio li riunì per la loro rovina, come covoni nel pavimento, = Michea 4:12.

3. Il querelante ha chiamato, per conto del quale questa accusa è in corso; è per il mio popolo, e per la mia eredità Israele. È la loro causa che Dio ora supplicherà con gelosia. Nota, il popolo di Dio è la sua eredità, la sua peculiare, la sua porzione, il suo tesoro, al di sopra di tutte le persone, Esodo 19:5; Deuteronomio 32:9. Essi sono il suo demanio, e perciò egli ha una buona azione contro quelli che li invadono.

4. L'accusa presentata contro di loro, che è molto particolare. Molti affronti avevano fatto a Dio con le loro idolatrie, ma quello per cui Dio ha un litigio con loro è l'affronto che hanno fatto al suo popolo e ai vasi del suo santuario.

(1.) Erano stati molto violenti con il popolo di Israele, li avevano dispersi tra le nazioni e li avevano costretti a cercare rifugio dove potevano trovare un posto, o li avevano portati prigionieri nei loro rispettivi paesi e lì li avevano dispersi industriosamente, per paura che si incorporassero per la loro sicurezza comune. Hanno diviso la loro terra, e hanno preso ciascuno la sua parte di essa come propria; anzi, hanno tirato a sorte per il mio popolo, e li hanno venduti. Quando li ebbero fatti prigionieri,

[1.] Ne facevano uno scherno, li disprezzavano come se non avessero alcun valore. Non li volevano rilasciare e tuttavia pensavano che non valessero la pena di tenerli; Non si curavano di giocarli a dadi. O facevano una dividenda dei prigionieri a sorte, come i soldati facevano con le vesti di Cristo.

[2.] Ne hanno fatto un guadagno. Quando li avevano, li vendevano, ma con tanto disprezzo che non aumentavano le loro ricchezze del loro prezzo, ma li vendevano per il loro piacere piuttosto che per il loro profitto; davano un ragazzo preso in guerra per l'assunzione di una prostituta, e una ragazza per tante bottiglie di vino quante sarebbero servite loro per una sola seduta, un buon prezzo a cui li apprezzavano, e una buona preferenza per un figlio e una figlia d'Israele essere uno schiavo e un lavoratore in una taverna o in un bordello. Osservate, qui, come ciò che si ottiene con il peccato viene comunemente speso per un altro. Il bottino che questi nemici dei Giudei raccoglievano con l'ingiustizia e la violenza, essi lo dispersero e lo gettarono via nel bere e nel prostituirsi; tale è spesso il carattere, e tale la condotta, dei nemici e dei persecutori del popolo di Dio. I Tiri e i Filistei, quando catturavano qualcuno dei figli di Giuda e di Gerusalemme, o li prendevano prigionieri in guerra o li rapivano, li vendevano ai Greci (con i quali gli uomini di Tiro commerciavano in persone degli uomini, = Ezechiele 27:13), per allontanarli dal loro proprio confine, = Gioele 3:6. Era un grande biasimo per Israele, il primogenito di Dio, il suo libero nato, essere così comprato e venduto fra le nazioni.

(2.) Avevano ingiustamente sequestrato l'argento e l'oro di Dio == (Gioele 3:5), con cui alcuni intendono la ricchezza di Israele. L'argento e l'oro che il popolo di Dio aveva egli li chiama suoi, perché li avevano ricevuti da lui e li avevano dedicati a lui; e chiunque li avesse derubati, Dio lo prese come se lo avessero derubato e avrebbero fatto rappresaglie di conseguenza. Coloro che tolgono i beni agli uomini buoni per fare il bene saranno trovati colpevoli di sacrilegio; prendono l'argento e l'oro di Dio. Ma sembra che si riferisca piuttosto ai vasi e tesori del tempio, che Dio qui chiama le sue cose piacevolmente piacevoli, preziose e desiderabili per lui e per tutti coloro che sono suoi. Li portarono nei loro templi come trofei della loro vittoria sull'Israele di Dio, pensando che in essi trionfassero sul Dio d'Israele, anzi, e che i loro idoli trionfassero su di lui. Così l'arca fu posta nel tempio di Dagon. Così fecero ingiustamente.

"Che hai a che fare con me == (Gioele 3:4), con il mio popolo; Che male ti hanno fatto? Quale provocazione ti hanno dato? Tu non hai avuto nulla a che fare con loro, eppure fai tutto questo contro di loro. Vengono escogitati espedienti contro la quiete nel paese, e coloro che sono offesi e danneggiati che sono innocui e inoffensivi: Mi renderai una ricompensa?"

Possono essi pretendere che Dio o il suo popolo abbiano fatto loro del male, per cui possono giustificarsi con la legge del taglione nel fare loro questi mali? No; non hanno colore per questo. Nota: Non è una novità per coloro che sono stati molto civili e premurosi con i loro vicini trovarli molto scortesi e poco vicini e per coloro che non fanno danni subirne molti.

5. La sentenza emessa nei loro confronti. In generale (Gioele 3:4),

"Se mi compensi, se fingi di litigare con me, se mi provochi così a gelosia, se tocchi la pupilla dei miei occhi, restituirò rapidamente e rapidamente la tua ricompensa sul tuo capo."

Coloro che contenderanno con Dio si troveranno incapaci di fare bene la loro parte con lui. Li ricompenserà improvvisamente, quando ci penseranno poco, e non avranno tempo per impedirlo; se li richiamerà all'ordine, presto effettuerà la loro rovina. In particolare, è minacciato,

(1.) Che non raggiungano la loro fine nel male che hanno progettato contro il popolo di Dio. Pensarono di rimuoverli così lontano dal loro confine che non avrebbero mai più dovuto tornarvi, Gioele 3:6. Ma (dice Dio)

"Li farò uscire dal luogo dove li hai venduti, e non saranno, come volevi, sepolti vivi lì."

Il fatto che gli uomini vendano il popolo di Dio non lo priverà della sua proprietà su di esso.

(2.) Che saranno pagati con la loro propria moneta, come lo fu Adonibezek (Gioele 3:8):

"Venderò i tuoi figli e le tue figlie nelle mani dei figli di Giuda; giacerai alla loro mercé tanto quanto loro lo sono stati alla tua,"

Isaia 60:14. Così gli Ebrei avevano il dominio su coloro che li odiavano, = Ester 9:1. E allora saranno giustamente venduti ai Sabei, a un popolo lontano. Questo (alcuni pensano) ha avuto il suo compimento nelle vittorie ottenute dai Maccabei sui nemici degli Ebrei; altri pensano che guardi fino all'ultimo giorno, quando i giusti avranno il dominio == (Salmi 49:14) e i santi giudicheranno il mondo. È certo che nessuno ha mai indurito il suo cuore contro Dio, o la sua chiesa, e ha prosperato a lungo; no, non il Faraone stesso, perché il Signore ha parlato, per il conforto di tutti i suoi servi sofferenti, che la vendetta è sua ed egli la ripagherà.

9 Ver. 9. fino alla Ver. 17.

Ciò che il salmista aveva ordinato molto tempo prima che fosse detto tra i pagani == (Salmi 96:10) il profeta qui dovrà essere pubblicato in modo simile a tutte le nazioni, che il Signore regna, e che egli viene, viene a giudicare la terra, come aveva a lungo giudicato sulla terra. L'avviso qui dato del giudizio di Dio sulle nazioni può riferirsi alla distruzione di Sennacherib, Nabucodonosor, Antioco, e dell'Anticristo in particolare, e di tutti i fieri nemici della chiesa cristiana; ma alcuni dei migliori interpreti, antichi e moderni (in particolare il dotto Dr. Pocock), pensano che lo scopo di questi versetti sia quello di esporre il giorno del giudizio finale sotto la similitudine di Dio che fa guerra ai nemici del suo regno, e del suo raduno nella messe della terra, entrambe le similitudini che troviamo usate nell'Apocalisse, Apocalisse 19:11; 14:18. Qui abbiamo,

I. Una sfida data a tutti i nemici del regno di Dio a fare del loro peggio. Per significare loro che Dio sta preparando la guerra contro di loro, essi sono chiamati a preparare la guerra contro di lui, Gioele 3:9-11. Quando verrà l'ora del giudizio di Dio, saranno adottati metodi efficaci per radunare tutte le nazioni alla battaglia di quel grande giorno di Dio Onnipotente, = Apocalisse 16:14; 20:8. Sembra che qui si parli ironicamente:

"Annunciate questo tra i pagani; che tutte le forze delle nazioni siano convocate per unirsi in coalizione contro Dio e il suo popolo."

È così, Isaia 7:9,

"Associatevi, o gente! e cingevi, ma sarai fatto a pezzi. Prepara la guerra; raccogli tutte le tue forze; sveglia gli uomini potenti; chiamali al tuo servizio; eccitali alla vigilanza e alla risolutezza; lascia che tutti gli uomini di guerra si avvicinino. Che vengano ed entrino nelle liste con l'Onnipotenza, se ne hanno il coraggio; che non si lamentino per mancanza di armi, ma che facciano dei loro vomeri in spade e dei loro uncini da potatura in lance. Decidano, se vogliono, di non tornare mai più al loro patrimonio, ma di vincere o morire; che nessuno si dichiari inadatto a portare le armi, ma che i deboli dicano: "Sono forte e mi avventurerò sul campo di battaglia."

Così un Dio di potenza onnipotente sfida a tutta l'opposizione delle potenze delle tenebre; che i pagani si infurino, e i re della terra si consiglino insieme, contro il Signore e il suo Cristo; che si riuniscano, e vengano, e si radunino; ma chi siede in cielo riderà di loro, e, mentre li chiama così, li ha in scherno, Salmi 2:1,4. I pagani devono essere risvegliati, devono essere risuscitati dai morti, affinché possano salire nella valle di Giosafat, per ricevere la loro condanna (Gioele 3:12), possano risorgere dalle loro tombe, salire nell'aria, per incontrare il Signore lì. Giosafat significa il giudizio del Signore. Che vengano al luogo del giudizio di Dio, che forse è la ragione principale per l'uso di questo nome qui, ma è messo insieme come un nome proprio per amore delle allusioni al luogo così chiamato, che abbiamo osservato prima; che vengano là dove Dio siederà per giudicare i pagani, a quel trono di gloria davanti al quale saranno radunate tutte le nazioni == (Matteo 25:32), perché davanti al tribunale di Cristo dobbiamo tutti apparire. La sfida (Gioele 3:9) si trasforma in una convocazione, Gioele 3:12. Non si tratta soltanto, Vieni se ne hai il coraggio, ma Verrai che tu lo voglia o no, perché non c'è scampo dai giudizi di Dio.

II. Un incarico dato ai ministri della giustizia di Dio di apparire e agire contro questi audaci nemici del suo regno tra gli uomini: E perciò fa' che i tuoi potenti scendano, o Signore! = Gioele 3:11. Quando porteranno le loro forze nel campo, che Dio porti le sue, che la tromba dell'arcangelo suoni una carica, per chiamare a raccolta i suoi potenti, cioè i suoi angeli. Forse è in riferimento a questo che si dice che la venuta di Cristo dal cielo all'ultimo giorno sia con i suoi potenti angeli, = 2Tessalonicesi 1:7. Queste sono le schiere del Signore, che combatteranno le sue battaglie quando abbatterà ogni governo, principato e potere opposto quando giudicherà tra i pagani, = Salmi 110:6. Alcuni pensano che queste parole (Gioele 3:9-10), Preparate la guerra, svegliate gli uomini potenti, non siano una sfida per le schiere dei nemici, ma un incarico per le schiere di Dio; che si avvicinino, e salgano. Quando la causa di Dio deve essere perorata, sia con la legge che con la spada, egli ha pronti coloro che la compiaceranno efficacemente, testimoni pronti a comparire per lui nel tribunale di giudizio, soldati pronti a comparire per lui sul campo di battaglia. Faranno dei vomeri in spade, se necessario. Tuttavia, è chiaro che a loro è stato dato l'incarico (Gioele 3:13), Mettetevi nella falce, perché la messe è matura; cioè, la loro malvagità è grande, la sua misura è piena, ed essi sono maturi per la rovina. Il nostro Salvatore lo ha spiegato, Matteo 13:39. Il raccolto è la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. E loro è comandato di spingere nella loro falce, la loro falce affilata, e di raccogliere sia nella mietitura che nella vendemmia, = Apocalisse 14:15,18. Nota: La grandezza della malvagità degli uomini li rende maturi per il giudizio di Dio.

III. L'immensa apparizione che ci sarà in quel grande e solenne giorno (Gioele 3:14): Moltitudini, moltitudini, nella valle della decisione, la stessa che prima era chiamata valle di Giosafat, o del giudizio del Signore, perché il giorno del Signore è vicino in quella valle. Nota

1. Il giorno del giudizio, quel giorno del Signore, è sempre stato considerato, e parlato, come vicino. Enoch disse, Ecco, il Signore viene, come se il Giudice stesse allora davanti alla porta, perché è certo che quel giorno verrà e verrà secondo l'appuntamento, e mille anni con Dio non sono che un giorno; Le cose stanno maturando rapidamente per questo; dovremmo essere sempre pronti per questo, perché il nostro giudizio è vicino.

2. Il giorno del giudizio sarà il giorno della decisione, quando sarà determinato lo stato eterno di ogni uomo, e la controversia che è stata a lungo dipendente tra il regno di Cristo e quello di Satana sarà finalmente decisa, e la lotta sarà messa fine. La valle della distribuzione del giudizio (così i Caldei), quando ogni uomo riceverà secondo le cose fatte nel corpo. La valle della trebbiatura (quindi il margine), portando avanti la metafora del raccolto, = Gioele 3:13. I fieri nemici del popolo di Dio saranno allora schiacciati e fatti a pezzi, e fatti come la polvere delle aie estive.

3. Innumerevoli moltitudini saranno radunate per ricevere la loro condanna finale in quel giorno, come nella distruzione di Gog leggiamo della valle di Hamon-Gog, e della città di Hamonah ( Ezechiele 39:15-16), entrambe significano la moltitudine dei nemici vinti; è la parola qui usata, Hamonim, Hamonim, espresso per mezzo dell'ammirazione - Oh quali immense moltitudini di peccatori sarà glorificata la giustizia divina nella rovina di quel giorno! Una moltitudine di vivi (dice uno dei rabbini) e una moltitudine di morti, perché Cristo verrà per giudicare sia i vivi che i morti.

IV. Il sorprendente cambiamento che sarà allora fatto nel regno della natura (Gioele 3:15): Il sole e la luna saranno oscurati, come prima, Gioele 2:31. La loro gloria e il loro splendore saranno eclissati dallo splendore molto più grande di quella gloria in cui il Giudice apparirà allora. Anzi, essi stessi saranno messi da parte nella dissoluzione di tutte le cose; perché ai dannati peccatori dell'inferno non sarà concessa la loro luce, perché Dio stesso sarà la loro luce eterna, = Isaia 60:19. Coloro che cadranno sotto l'ira di Dio in quel giorno d'ira saranno recisi da ogni conforto e gioia, simboleggiata dall'oscuramento non solo del sole e della luna, ma anche delle stelle.

V. Le diverse impressioni che quel giorno faranno sui figli di questo mondo e sui figli di Dio, secondo quanto sarà per loro.

1. Per gli empi sarà un giorno terribile. Il Signore parlerà allora da Sion e Gerusalemme, dal trono della sua gloria, dal cielo, dove si manifesta in un modo particolare, come a volte ha fatto nel glorioso trono alto del suo santuario, che tuttavia era solo una debole somiglianza della gloria di quel giorno. Egli parlerà dal cielo, in mezzo ai suoi santi e angeli (così alcuni lo intendono), la cui santa società può essere chiamata Sion e Gerusalemme; poiché, quando arriviamo alla gerusalemme celeste, arriviamo alla innumerevole compagnia degli angeli; vedi Ebrei 12:22,25. Ora sta parlando in quel giorno sarà per i malvagi come ruggire, terribile come il ruggito di un leone (poiché così significa la parola); egli ha taciuto a lungo, ma ora il nostro Dio verrà, e non tacerà, = Salmi 50:3,21. Notate: Il giudizio del gran giorno farà formicolare gli orecchi di quelli che continuano ad essere gli implacabili nemici del regno di Dio. La voce di Dio allora tremerà terribilmente sia cielo che terra ( Isaia 2:21), ancora ancora una volta, = Aggeo 2:6 ; Ebrei 12:26. Questo denota che la voce di Dio nel gran giorno pronuncerà ai malvagi un tale terrore da mettere in costernazione anche il cielo e la terra. Quando Dio verrà per abbattere e distruggere i suoi nemici, e fare di tutti loro lo sgabello dei suoi piedi, anche se il cielo e la terra si alzassero in loro difesa e si impegnassero per la loro protezione, tutto ciò sarà vano. Essi tremeranno davanti a lui e saranno un rifugio insufficiente per quelli con cui egli conforta di contendere. Nota: Come le benedizioni provenienti da Sion sono le benedizioni più dolci, e sufficienti a far cantare il cielo e la terra, così i terrori provenienti da Sion sono i terrori più dolorosi e sufficienti a far tremare il cielo e la terra.

2. Per i giusti sarà un giorno gioioso. Quando il cielo e la terra tremeranno, e saranno dissolti e bruciati, allora il Signore sarà la speranza del suo popolo e la forza dei figli d'Israele == (Gioele 3:16), e allora Gerusalemme sarà santa, = Gioele 3:17. I santi sono l'Israele di Dio; sono il suo popolo; la chiesa è la sua Gerusalemme. Essi sono in alleanza e comunione con lui; ora nel grande giorno,

(1.) I loro desideri saranno soddisfatti: Il Signore sarà la speranza del suo popolo. Come è sempre stato il fondatore e il fondamento delle loro speranze, così allora sarà la corona delle loro speranze. Sarà il porto del suo popolo (così si dice la parola), il loro ricettacolo, rifugio e casa. I santi nel gran giorno arriveranno al porto desiderato, sbarcheranno a terra dopo un viaggio tempestoso; andranno per essere per sempre in casa con Dio, nella casa del Padre loro, la casa non fatta da mano d'uomo.

(2.) La loro felicità sarà confermata. Dio sarà in quel giorno la forza dei figli d'Israele, permettendo loro di dare il benvenuto a quel giorno e di sopportare sotto il peso delle sue glorie e gioie. In questo mondo, quando i giudizi di Dio sono sparsi e i peccatori cadono sotto di essi, Dio è e sarà la speranza e la forza del suo popolo, la forza del loro cuore e la loro parte, quando i cuori degli altri uomini vengono meno per la paura.

(3.) La loro santità sarà completata (Gioele 3:17): Allora Gerusalemme sarà santa, la città santa davvero; tale sarà la Gerusalemme celeste, tale la chiesa gloriosa, senza macchia, né ruga, o alcuna cosa del genere. Gerusalemme sarà santità (così è la parola); sarà perfettamente santa; non ci sarà alcun residuo di peccato in essa. La chiesa evangelica è una società santa, anche nel suo stato militante, ma non sarà mai la santità stessa fino a quando non arriverà ad essere trionfante. Allora nessun estraneo passerà più attraverso di lei; Non entrerà nella Nuova Gerusalemme nulla che contamini o comporti iniquità; non ci sarà nessuno se non coloro che hanno il diritto di esserci, nessuno se non i suoi stessi cittadini; perché sarà una società non mista.

(4.) Dio in tutto questo sarà manifestato e magnificato: Così saprai che io sono il Signore tuo Dio. Per la santificazione e la glorificazione della chiesa Dio sarà conosciuto nella sua santità e gloria, come il Dio che abita nella sua santa montagna e la santifica dimorando in essa; e coloro che sono santificati e glorificati lo sono attraverso la conoscenza di colui che li ha chiamati. La conoscenza che i veri credenti hanno di Dio è:

[1.] Una conoscenza appropriante. Essi sanno che egli è il Signore loro Dio, eppure non solo loro, ma loro in comune con tutta la chiesa, che egli è il loro Dio, ma dimora in Sion, il suo monte santo; Perché, sebbene la fede si appropri, non assorbe o monopolizza i privilegi del patto.

[2.] È una conoscenza sperimentale. Troveranno in lui la loro speranza e forza nel peggiore dei tempi, e così sapranno che egli è il Signore loro Dio. Coloro che l'hanno gustata e vista conoscono meglio la bontà di Dio, e l'hanno trovato buono con loro.

18 Ver. 18. fino alla Ver. 21.

Queste promesse con cui si conclude questa profezia hanno i loro adempimenti in parte nel regno della grazia, e nelle comodità e nelle grazie di tutti i fedeli sudditi di quel regno, ma avranno il loro pieno compimento nel regno della gloria; poiché, per quanto riguarda la chiesa ebraica, non conosciamo alcun evento riguardante ciò che corrisponde all'estensione di queste promesse, e di quali esempi di pace e prosperità fossero benedetti, di cui si può supporre che fossero una descrizione iperbolica, non erano altro che figure di cose migliori riservate a noi, affinché esse nel loro stato migliore senza di noi non potessero essere rese perfette.

I. È promesso che i nemici della chiesa saranno sconfitti e abbattuti, Gioele 3:19. L'Egitto, quel vecchio nemico d'Israele, ed Edom, che aveva un'inimicizia inveterata verso Israele, derivato da Esaù, questi saranno una desolazione, un deserto desolato, non più abitabile; sono diventati il popolo della maledizione di Dio; così erano gli Idumei, Isaia 34:5. Nessuna forza né ricchezza di una nazione è una difesa contro il giudizio di Dio. Ma qual è il litigio che Dio ha con questi potenti regni? È per la loro violenza contro i figli di Giuda, e per le ingiurie che avevano fatto loro; vedi Ezechiele 25:3,8,12,15; 26:2. Avevano sparso il sangue innocente degli ebrei che erano fuggiti da loro in cerca di rifugio o stavano fuggendo attraverso il loro paese. Nota: Il sangue innocente del popolo di Dio è molto prezioso per lui, e non ne sarà versata una goccia, ma sarà reso in conto di esso. Nell'ultimo giorno questa terra, che è stata piena di violenza contro il popolo di Dio, sarà ridotta a una desolazione, quando essa e tutte le opere che sono in essa saranno bruciate. E, presto o tardi, gli oppressori e i persecutori dell'Israele di Dio saranno abbattuti e gettati nella polvere, anzi, alla fine saranno abbattuti e deposti nelle fiamme.

II. È promesso che la chiesa sarà molto felice; Ed è veramente felice nei privilegi spirituali, anche durante il suo stato militante, ma molto di più quando si tratta di trionfare. Tre cose sono qui promesse:

1. Purezza. Questo è messo qui per ultimo, come ragione del resto (Gioele 3:21); ma possiamo considerarlo prima, come il fondamento e il fondamento del resto: Purificherò il loro sangue che non ho purificato, cioè, i loro peccati atroci e sanguinosi, specialmente spargendo sangue innocente; quella sporcizia e colpa che avevano contratto con il peccato, che li ha resi inadatti alla comunione con Dio, e li ha resi odiosi alla sua santità e odiosi alla sua giustizia; da questo saranno lavati nella fontana aperta, = Zaccaria 13:1. Che sarà purificato dal sangue di Cristo, che non potrebbe essere purificato dai sacrifici e dalle purificazioni della legge cerimoniale. O, se lo applichiamo alla felicità di uno stato futuro, suggerisce la purificazione dei santi da tutte queste corruzioni da cui non sono stati purificati né dalle ordinanze né dalle provvidenze nel mondo; non ci sarà il minimo residuo di peccato in essi. Qui, anche se si lavano quotidianamente, c'è ancora qualcosa che non viene pulito; ma in cielo anche questo sarà abolito. E la ragione è perché il Signore dimora in Sion, dimora con la sua chiesa, e molto più gloriosamente con quella in cielo, e la santità diventa la sua casa per sempre, per questa ragione, dove dimora ci deve essere, ci sarà, una perfezione di santità. Notate, Sebbene il raffinamento e la riforma della chiesa siano un'opera che procede lentamente, e tuttavia ci lamentiamo di qualcosa che non viene purificato, tuttavia viene un giorno in cui ogni cosa che è sbagliata sarà emendata, e la chiesa sarà tutta bella, e nessuna macchia, nessuna macchia in essa; e noi dobbiamo aspettare quel giorno.

2. Abbondanza, Gioele 3:18. Questo è messo al primo posto, perché è l'opposto del giudizio minacciato nei capitoli precedenti.

(1.) I corsi d'acqua di questa abbondanza inondano la terra e la arricchiscono: Le montagne stilleranno vino nuovo e le colline scorreranno di latte, tale grande abbondanza avranno di provviste adeguate, sia per bambini che per uomini forti. Indica l'abbondanza di vigneti, e tutti fecondi; e l'abbondanza di bestiame nei pascoli che li riempiono di latte. E, per rendere fertile la terra di grano, i fiumi di Giuda scorreranno con acqua, così che il paese sarà come il giardino dell'Eden, irrigato dappertutto e grandemente arricchito, Salmi 65:9. Ma questo sembra essere inteso spiritualmente; le grazie e le comodità del nuovo patto sono paragonate a vino e latte == (Isaia 55:1), e lo Spirito a fiumi di acqua viva, = Giovanni 7:38. E questi doni abbondano molto di più sotto il Nuovo Testamento che sotto l'Antico; quando i credenti ricevono grazia su grazia dalla pienezza di Cristo, quando sono arricchiti con consolazioni eterne, e riempiti di gioia e pace nel credere, allora le montagne lasciano cadere vino nuovo, e le colline scorrono con il latte. Bevi tu, bevi abbondantemente, O amato! Quando c'è abbondante effusione dello Spirito di grazia, allora i fiumi di Giuda scorrono con acqua, e rallegrano, non solo la città del nostro Dio == (Salmi 46:4), ma l'intera terra.

(2.) La fonte di questa abbondanza è nella casa di Dio, da dove i ruscelli sgorgano, come quelle acque del santuario == (Ezechiele 47:1) da sotto la soglia della casa, e il fiume della vita fuori dal trono di Dio e dell'Agnello, = Apocalisse 22:1. Il salmista, parlando di Sion, dice: Tutte le mie sorgenti sono in te, = Salmi 87:7. Coloro che ritengono che le benedizioni temporali siano intese nella prima parte del versetto, eppure con questa fonte fuori la casa del Signore comprendono la grazia di Dio, di cui, se abbondiamo di benedizioni temporali, abbiamo tanto più bisogno, per non abusarne. Cristo stesso è la fonte; Il Suo merito e la Sua grazia ci purificano, ci ristorano e ci rendono fecondi. Si dice che questo irroghi la valle di Shittim, che si trovava molto lontano dal tempio di Gerusalemme, dall'altra parte del Giordano, ed era una valle arida e sterile, che lascia intendere che la grazia del vangelo, fluendo da Cristo, raggiungerà lontano, fino al mondo dei Gentili, fino alle regioni più remote di esso, e farà abbondare nei frutti della giustizia coloro che erano rimasti a lungo come il deserto sterile. Questa grazia è una fontana traboccante, sempre sgorgante, dalla quale possiamo attingere continuamente, e tuttavia non dobbiamo temere che venga attingita. Questa fonte esce dalla casa del Signore; poiché coloro che vogliono partecipare alle grazie e alle comodità promesse devono partecipare diligentemente e costantemente alle ordinanze istituite; e dalla casa del Signore lassù, dal suo tempio in cielo, sgorga tutto quel bene di cui qui stiamo gustando quotidianamente i ruscelli, ma speriamo di essere presto, speriamo di essere eternamente, bevendo alla sorgente di.

3. Perpetuità. Questo corona tutto il resto (Gioele 3:20): Giuda abiterà per sempre (quando l'Egitto e Edom saranno resi una desolazione), e Gerusalemme continuerà di generazione in generazione. Questa è una promessa, ed è una promessa preziosa,

(1.) Che la chiesa di Cristo continuerà nel mondo fino alla fine dei tempi. Come una generazione di cristiani professanti passa, ne verrà un'altra, in cui il trono di Cristo durerà per sempre, e le porte dell'inferno non prevarranno contro di esso.

(2.) Che tutti i membri viventi di quella chiesa (Giuda e Gerusalemme sono messi per gli abitanti di quella città e paese, Matteo 3:5) saranno stabiliti nella loro felicità fino ai secoli estremi dell'eternità. Questa nuova Gerusalemme sarà di generazione in generazione, perché è una città che ha fondamenta, non fatte da mani d'uomo, ma eterne nei cieli.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Gioele 3

1 Capitolo 3

I giudizi di Dio negli ultimi giorni Gioele 3:1-8

La portata di questi giudizi Gioele 3:9-17

Le benedizioni di cui godrà la Chiesa Gioele 3:18-21

Versetti 1-8

La restaurazione dei Giudei e la vittoria finale della vera religione su tutti gli oppositori sembrano essere qui preannunciate. Si notano il disprezzo e il disprezzo con cui i Giudei sono stati spesso trattati come popolo e lo scarso valore attribuito loro. Nessuno ha mai indurito il proprio cuore contro Dio o la sua Chiesa e ha prosperato a lungo.

9 Versetti 9-17

Ecco una sfida a tutti i nemici del popolo di Dio. Non c'è modo di sfuggire ai giudizi di Dio; i peccatori induriti, in quel giorno d'ira, saranno tagliati fuori da ogni conforto e gioia. La maggior parte dei profeti predice la stessa vittoria finale della Chiesa di Dio su tutti coloro che le si oppongono. Per i malvagi sarà un giorno terribile, ma per i giusti sarà un giorno di gioia. Che motivo hanno coloro che hanno un interesse in Cristo di gloriarsi della loro Forza e del loro Redentore! L'anno accettevole del Signore, un giorno di così grande favore per alcuni, sarà un giorno di notevole vendetta per altri: chiunque sia fuori da Cristo si svegli e fugga dall'ira che verrà.

18 Versetti 18-21

Le influenze divine saranno abbondanti e il Vangelo si diffonderà rapidamente negli angoli più remoti della terra. Questi eventi sono predetti sotto emblemi significativi; sta per arrivare un giorno in cui tutto ciò che non va sarà corretto. La fonte di questa abbondanza è nella casa di Dio, da dove nascono i ruscelli. Cristo è questa fonte; le sue sofferenze, i suoi meriti e la sua grazia purificano, rinfrescano e rendono fecondi. La grazia del Vangelo, che sgorga da Cristo, raggiungerà il mondo dei Gentili, le regioni più remote, e le farà abbondare di frutti di giustizia; e dalla casa del Signore in alto, dal suo tempio celeste, sgorga tutto il bene che gustiamo quotidianamente e che speriamo di godere in eterno.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Gioele 3

1 Perché, ecco, il profeta con la parola "per" mostra che sta per spiegare in dettaglio, ciò di cui aveva parlato prima, in sintesi. Con la parola "ecco", egli suscita le nostre menti per qualcosa di grande, che deve mettere davanti ai nostri occhi, e che non dovremmo essere preparati ad aspettarci o credere, a meno che non ci abbia detto solennemente: "Ecco". Come dettaglio, quindi, di ciò che precede, la profezia contiene tutti i tempi del giudizio futuro su coloro che dovrebbero opporsi a Dio, opprimere la Sua chiesa e il suo popolo, e peccare contro di Lui in loro e tutti i tempi della Sua benedizione sul Suo stesso popolo, fino a quando l'ultimo giorno.

E questo dà in immagini, descrivendo in parte eventi più vicini dello stesso tipo, come nelle punizioni di Tiro e Sidone, come subirono dai re di Assiria, da Nabucodonosor, da Alessandro; usando in parte questi, i Suoi precedenti giudizi, come rappresentanti delle stesse punizioni contro gli stessi peccati fino alla fine.

In quei giorni e in quel tempo - Tutto il periodo di cui aveva parlato il profeta, era il tempo dal quale Dio chiamò il Suo popolo al pentimento, al Giorno del Giudizio. L'ultima divisione di quel tempo fu dall'inizio del Vangelo fino a quel Giorno. Fissa l'occasione di cui parla con le parole: "quando riporterò in cattività Giuda e Gerusalemme". Questa forma è stata usata, prima che ci fosse una dispersione generale della nazione.

Perché ogni prigionia dei singoli membri del popolo ebraico ebbe questa grave calamità, che li separò dal culto pubblico di Dio e li espose all'idolatria. Quindi Davide si lamenta: "Mi hanno cacciato oggi dal dimorare nell'eredità del Signore, dicendo: Andate a servire altri dei" 1 Samuele 26:19.

La restaurazione poi di singoli membri, o di corpi più piccoli di prigionieri, era, a quel tempo, una misericordia indicibile. Era la restaurazione di coloro che erano esclusi dall'adorazione di Dio; e così era un'immagine "della liberazione dalla schiavitù della corruzione nella gloriosa libertà dei figli di Dio" Romani 8:21 , o di qualsiasi "ritorno" di coloro che si erano smarriti, "al Pastore e Vescovo del loro anime 1 Pietro 2:25.

La dolorosa prigionia degli ebrei, ora, è per Satana, di cui si sono fatti servitori, quando hanno detto: “non abbiamo re se non Cesare; Il suo sangue sia su di noi e sui nostri figli». La loro benedetta liberazione sarà “dal potere di Satana a Dio” Atti degli Apostoli 26:18. È certo da Paolo Romani 11:26 , che ci sarà una conversione completa dei Giudei, prima della fine del mondo, come del resto si è sempre creduto.

Questo avverrà probabilmente poco prima della fine del mondo, e Dio direbbe qui, "quando avrò posto fine alla "cattività di Giuda e di Gerusalemme", cioè, di quel popolo "a cui erano le promesse" Romani 9:4 e li avrò liberati dalla schiavitù del peccato e dalla cecità alla luce e alla libertà in Cristo, allora radunerò tutte le nazioni per il giudizio”.

2 Radunerò tutte le nazioni e le farò scendere nella valle di Giosafat - Può darsi che l'immagine sia fornita da quella grande liberazione che Dio diede a Giosafat, quando "Ammon, Moab ed Edom vengono contro di lui", "per gettare il popolo di Dio dal" Suo "possesso", che "Egli diede" loro "per ereditare" 2 Cronache 20:11 , e Giosafat si appellò a Dio: "O nostro Dio, non li giudicherai?" e Dio disse: "la battaglia non è tua ma di Dio", e Dio rivolse le loro spade ognuno contro l'altro, "e nessuno scampò.

E il quarto giorno si radunarono nella valle di Berachah” (benedizione); "perché là hanno benedetto il Signore" 2 Cronache 24:26. Quindi, alla fine, Egli distruggerà l'anticristo, non con l'aiuto umano, ma "con il soffio della Sua bocca", e poi verrà la fine e si siederà sul trono della Sua gloria per giudicare tutte le nazioni. Allora nessuno scamperà di quelli che si sono radunati contro Giuda e contro Gerusalemme, ma sarà giudicato dalle proprie coscienze, come quegli antichi nemici del suo popolo caddero per le loro stesse spade.

Quella valle, tuttavia, non è mai chiamata “la valle di Giosafat”. Ha continuato ad essere “chiamata valle di Berachah”, aggiunge lo scrittore, “fino ad oggi”. Ed è così chiamato ancora. Caphar Barucha, “il villaggio della benedizione”, era ancora conosciuto in quel quartiere al tempo di Girolamo; era stato conosciuto in quello di Giuseppe Flavio. A sud-ovest di Betlemme e ad est di Tekoa ci sono ancora 3 o 4 acri di rovine , che portano il nome Bereikut , e una valle sotto di loro, che ancora testimonia silenziosamente le antiche misericordie di Dio, nel suo nome leggermente mascherato, "la valle di Bereikut" ( Berachah). L'unica valle chiamata "valle di Giosafat", è la valle di Kedron, situata tra Gerusalemme e il Monte degli Ulivi, che circonda la città a est.

Là Asa, Ezechia e Giosia gettarono gli idoli che avevano bruciato 1 Re 15:13; 2Cr 30:14 ; 2 Re 23:6 , 2 Re 23:12. La valle era il luogo di sepoltura comune per gli abitanti di Gerusalemme.

“Là” era il giardino dove Gesù ricorreva spesso con i suoi discepoli; "là" c'era la sua agonia e il sudore sanguinante; là Giuda lo tradì; di là fu trascinato dai rozzi ufficiali del sommo sacerdote. Il tempio, pegno della presenza di Dio in mezzo a loro, pegno della sua accettazione dei loro sacrifici che potevano essere offerti solo lì, lo sovrastava da un lato. Là, sotto la roccia su cui sorgeva quel tempio, trascinarono Gesù, “come un agnello al macello” Isaia 53:7.

Dall'altra, era sovrastata dal Monte degli "Ulivi", da dove "guardò la città e pianse su di essa", perché "sapeva" non "in" che il suo "giorno, le cose che appartengono al suo la pace;" donde, dopo la sua preziosa morte e risurrezione, Gesù ascese al cielo.

Là gli angeli predissero il suo ritorno: "Questo cielo verrà così come lo avete visto andare in cielo" Atti degli Apostoli 1:11. È opinione corrente che nostro Signore debba discendere in giudizio, non solo nello stesso modo e nella stessa forma dell'uomo, ma nello stesso luogo, su questa valle di Giosafat.

Certo, se così fosse, era opportuno che apparisse in Sua Maestà, dove, per noi, portava l'estrema vergogna; che doveva giudicare “là”, dove per noi si sottometteva ad essere giudicato. “Egli mostra”, dice Ilario (in Matteo 25 ), “che gli angeli che li riuniscono, l'assemblea sarà nel luogo della sua passione; e concordemente si attenderà la sua venuta gloriosa là, dove ci ha guadagnato la gloria dell'eternità con le sofferenze della sua umiltà nel Corpo.

Ma poiché l'Apostolo dice: "Incontreremo il Signore nell'aria", allora, non "nella" valle di Giosafat, ma "sopra" di essa, nelle nuvole, sarebbe il Suo trono. : “Unendo, per così dire, il Monte Calvario e l'Uliveto, il luogo sarebbe adatto a quel giudizio in cui i santi parteciperanno della gloria dell'Ascensione di Cristo e del frutto del suo sangue e passione, e Cristo prenderà la meritata vendetta dei suoi persecutori e di tutti coloro che non sarebbero stati mondati dal suo sangue”.

Dio dice: "Riunirò tutte le nazioni", del raduno delle nazioni contro di Lui sotto l'anticristo, perché Egli annulla tutte le cose, e mentre loro, nel "loro" scopo, si radunano contro il Suo popolo ed eleggono, Egli, nel Suo proposito segreto per loro, li sta radunando per l'improvvisa distruzione e giudizio, "e li farà cadere"; poiché il loro orgoglio sarà abbattuto, e loro stessi saranno abbattuti.

Anche gli scrittori ebrei hanno visto un mistero nella parola, e hanno detto che essa suggerisce "la profondità dei giudizi di Dio", che Dio "sarebbe disceso con loro nella profondità del giudizio", "un giudizio più esatto anche delle cose più nascoste. "

La sua stessa presenza lì avrebbe detto agli empi: «In questo luogo ho sopportato il dolore per voi; qui, al Getsemani, ho versato per te quel sudore d'acqua e di Sangue; qui fui tradito e preso, legato come un ladro, trascinato oltre Cedron nella città; duro da questa valle, nella casa di Caifa e poi di Pilato, fui per voi giudicato e condannato a morte, coronato di spine, schiaffeggiato, schernito e sputato; qui, condotto per tutta la città, portando la Croce, fui infine crocifisso per te sul monte Calvario; qui, spogliato, sospeso tra cielo e terra, con le mani, i piedi e tutto il mio corpo disteso, mi offrivo per voi in sacrificio a Dio Padre.

Ecco le mani che avete trafitto; i piedi che hai perforato; le Sacre stampe che di nuovo avete impresso sul Mio Corpo. Avete disprezzato le Mie fatiche, dolori, sofferenze; avete considerato il Sangue del Mio patto una cosa empia; avete scelto di seguire le vostre proprie concupiscenze piuttosto che Me, mia dottrina e legge; avete preferito i piaceri momentanei, le ricchezze, gli onori, alla salvezza eterna che ho promesso; mi avete disprezzato, minacciando i fuochi dell'inferno.

Ora vedete chi avete disprezzato; ora vedete che le mie minacce e le mie promesse non erano vane, ma vere; ora vedete che vani e fallaci erano i vostri amori, ricchezze e dignità; ora vedete che eravate sciocchi e insensati nell'amore di loro; ma troppo tardi. “Via, maledetti, nel fuoco eterno, preparati per il diavolo e i suoi angeli”. Ma voi che avete creduto, sperato, amato, adorato Me, vostro Redentore, che ha obbedito a tutta la mia legge; che ha vissuto una vita cristiana degna di Me; che vivevano sobriamente, piamente e rettamente in questo mondo, cercando la beata speranza e questa Mia gloriosa Venuta: “Venite benedetti dal Padre mio, ereditate il regno dei cieli preparato per voi fin dalla fondazione del mondo - E questi andranno in fuoco eterno; ma i giusti alla vita eterna». Beato colui che continuamente pensa o prevede, provvede a queste cose”.

E li supplicherà lì - Guai a colui contro il quale Dio supplica! Egli non dice: "giudica", ma "implora", facendo di Se stesso una parte, l'Accusatore così come il Giudice, "E' davvero solenne quando Dio Onnipotente dice: "Io supplicherò. Chi ha orecchi per udire, ascolti». Perché è terribile. Perciò anche quel “Giorno del Signore” è chiamato “grande e terribile”. Perché cosa più terribile che, in un momento simile, la supplica di Dio con l'uomo? Poiché Egli dice: "Io supplicherò", come se non avesse mai supplicato l'uomo, grandi e terribili come sono stati i Suoi giudizi da quella prima distruzione del mondo per mezzo dell'acqua.

Sono passati quei giudizi su Sodoma e Gomorra, sul Faraone e sulle sue schiere, su tutto il popolo nel deserto dai vent'anni in su, le potenti oppressioni dei nemici nelle cui mani li diede nella terra promessa; passati erano i quattro Imperi; ma ora, al tempo dell'anticristo, "ci sarà tribolazione, come non ce n'era stata dall'inizio del mondo". Ma tutto questo è poco, in confronto a quel Giorno grande e terribile; e così dice: "Io supplicherò", come se prima non fosse stato tutto, per "implorare".

Dio si fa parte in tal modo, da non condannare i non condannati; tuttavia la "predicazione" ha una sua propria orribilità. Dio implora, per lasciarsi implorare e rispondere; ma non c'è risposta. Egli esporrà ciò che aveva fatto e come lo abbiamo ricambiato. E siamo senza scuse. Le nostre memorie testimoniano contro di noi; la nostra conoscenza riconosce la Sua giustizia; la nostra coscienza ci condanna; la nostra ragione ci condanna; tutti uniti nel dichiararci ingrati e Dio santo e giusto. Per un peccatore vedere se stesso è condannare se stesso; e nel Giorno del Giudizio, Dio porterà davanti a ogni peccatore tutto se stesso.

Per il Mio popolo - o : "Il popolo di Dio è l'unico vero Israele, "principi con Dio", l'intera moltitudine degli eletti, preordinato alla vita eterna." Di questi, l'ex popolo d'Israele, un tempo scelto da Dio, era un tipo. Come dice Paolo, "Non sono tutti Israele quelli che sono d'Israele" Romani 9:6; e ancora, "Quanti camminano secondo questa regola" dell'insegnamento dell'Apostolo, "pace su di loro e misericordia e sull'Israele di Dio" Galati 6:16 , i.

e., non solo tra i Galati, ma in tutta la Chiesa in tutto il mondo. Poiché tutto il popolo e la Chiesa di Dio sono uno, Egli stabilisce un'unica legge, che si adempirà sino alla fine; che coloro che, per i propri fini, anche se in esso gli strumenti di Dio, danneggiano in qualsiasi modo il popolo di Dio, siano essi stessi puniti da Dio. Dio si fa uno con il suo popolo. “Chi tocca te, tocca la pupilla del mio occhio” Zaccaria 2:8.

Allora nostro Signore disse: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" Atti degli Apostoli 9:4 e nel Giorno del Giudizio dirà: “Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare. In quanto non l'avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli, non l'avete fatto a me” Matteo 25:34. : “Chiamandoli “Mia eredità”, Egli mostra che non si separerà da loro in alcun modo né permetterà che vadano perduti, ma li rivendicherà a Sé stesso per sempre”.

Che hanno disperso tra le nazioni - Tale fu l'offesa degli Assiri e dei Babilonesi, il primo ""esercito", che Dio mandò contro il suo popolo. E per questo perirono Ninive e Babilonia. : “Eppure non parla di quel popolo antico, né solo dei suoi nemici, ma di tutti gli eletti sia in quel popolo che nella Chiesa delle genti, e di tutti i persecutori degli eletti. Perché quel popolo era una figura della Chiesa, ei suoi nemici erano un tipo di coloro che perseguitano i santi.

La dispersione dell'ex popolo di Dio da parte dei pagani si rinnovava in coloro che perseguitavano i discepoli di Cristo di “città in città”, li bandivano e ne confiscavano i beni. L'esilio nelle miniere o nelle isole era la minima punizione dei primi cristiani.

3 E hanno tirato a sorte - Hanno trattato il popolo di Dio senza alcun riguardo, e si sono divertiti a mostrare il loro disprezzo verso di loro. Non scelsero nessuno al di sopra dell'altro, come se tutti uguali fossero inutili. "Hanno tirato a sorte", si dice altrove, "sui loro uomini d'onore" Nahum 3:10 , come un'umiliazione speciale, al di sopra della prigionia o della schiavitù. Una "ragazza" che hanno venduto per una baldoria serale e un "ragazzo" che hanno scambiato per una dissolutezza notturna.

4 Sì, e cosa hai a che fare con Me? - Letteralmente, "e anche, cosa siete per Me?" Le parole "E anche" mostrano che questo è qualcosa di aggiuntivo rispetto alle azioni di coloro di cui si è parlato prima. Quelli, citati prima, erano grandi oppressori, come quelli che dispersero l'ex popolo di Dio e "divisero la loro terra". Oltre a questi, Dio condanna qui un'altra classe, coloro che, senza avere il potere di distruggere, molestano e vessano la sua eredità.

Le parole "che cosa siete per me?" sono come quell'altra frase, "che cosa c'è tra me e te?" ( Giosuè 22:24 , etc; Matteo 8:29 , ...), cioè cosa abbiamo in comune? Queste parole, "che cosa siete per me?" dichiarare anche che quelle nazioni non avevano parte in Dio.

Dio li considera alieni, "che cosa siete per me?" Niente. Ma le parole trasmettono, inoltre, che avrebbero, non provocato, a che fare con Dio, molestando il suo popolo senza motivo. Si opponevano, per così dire, a Dio e ai suoi giudizi; hanno sfidato Dio; si sono buttati dentro, alla loro distruzione, dove non avevano grande tentazione di immischiarsi, notando, ma malizia innata, per spingerli.

Questo era, in particolare, il carattere dei rapporti di Tiro e Sidone e della Filistea con Israele. Furono assegnati a Israele da Giosuè, ma non furono attaccati. Al contrario, “i Sidoni” sono annoverati tra coloro che “opprimevano” Israele, e “dalle” cui “mani” Dio lo “liberava”, quando “gridava” a Dio Giudici 10:12.

I Filistei erano gli instancabili assalitori d'Israele nei giorni dei Giudici, e Saul, e David Giudici 13:1; 1 Samuele 4; 1 Samuele 13; 1 Samuele 17; 1 Samuele 23:1; 1 Samuele 30; 1 Samuele 31:1; durante 40 anni Israele fu dato nelle mani dei Filistei, finché Dio li liberò da Samuele a Mizpeh.

Quando Davide era re di tutto Israele, i Filistei agirono ancora nell'offensiva, e persero Gat e le sue città a favore di Davide in una guerra offensiva 2 Samuele 5:17; 2 Samuele 8:1; 1 Cronache 18:1; 2 Samuele 21:18; 2 Samuele 13:9.

A Giosafat alcuni di loro pagarono volontariamente un tributo 2 Cronache 17:11; ma durante il regno di Jehoram suo figlio, essi, con alcuni Arabi, razziarono in Giuda, saccheggiando la casa del re e uccidendo tutti i suoi figli, tranne il più giovane 2 Cronache 21:16; 2 Cronache 22:1.

Questo è l'ultimo evento prima del tempo di Joel. Sono tra i nemici più inveterati e non provocati del popolo di Dio, e probabilmente come nemici di Dio odiano anche la pretesa di Giuda che il loro Dio era l'Unico Dio.

Mi dareste una ricompensa? - La gente non vuole mai suppliche per se stessa. I Filistei, benché aggressori, erano stati clamorosamente sconfitti da Davide. Le persone dimenticano i propri errori e ricordano le loro sofferenze. Può essere allora che i Filistei pensassero di essere stati addolorati quando i loro assalti erano stati sconfitti, e consideravano le loro nuove aggressioni come una ricompensa. Se inoltre, come è probabile, udirono che le vittorie segnalate riportate su di loro erano attribuite da Israele a Dio, e sospettavano anch'essi che questi "dèi potenti" 1 Samuele 4:7 fossero la causa della loro sconfitta, senza dubbio essi rivolto il loro odio contro Dio.

Le persone, quando si sottomettono a Dio che non le castiga, Lo odiano. Questa convinzione che si stessero vendicando contro Dio (non, ovviamente, conoscendolo come Dio) corrisponde pienamente alle parole forti: "Mi renderai "una ricompensa?" La bestemmia morente di Giuliano, "Galilea, tu hai vinto", corrisponde agli sforzi della sua vita contro il vangelo, e implica una coscienza segreta che Colui la cui religione si sforzava di rovesciare "potrebbe" essere, Ciò che gli ha negato di essere, Dio . La frase "rapidamente", letteralmente "leggermente e rapidamente, denota" l'unione di facilità con velocità. La ricompensa viene restituita “sulla” loro testa, scendendo su di loro da parte di Dio.

5 Avete preso il Mio argento e il Mio oro - Non l'argento e l'oro del tempio, (come alcuni hanno pensato). Almeno, fino al tempo del profeta, non avevano fatto questo. Poiché l'incursione dei Filistei nel regno di Jehoram fu, a quanto pare, una semplice spedizione di predoni, in cui uccisero e saccheggiarono, ma non si dice che abbiano assediato o preso alcuna città, tanto meno Gerusalemme. Dio chiama “l'argento e l'oro” che Egli, attraverso la Sua Provvidenza, aveva elargito a Giuda, “Mio” oro e argento; come disse da Osea Osea 2:8.

"Non sapeva che io moltiplicavo il suo argento e l'oro, da cui aveva fatto Baal"; e per Aggeo, "L'argento è mio e l'oro è mio, dice il Signore degli eserciti" Aggeo 2:8. Poiché erano il suo popolo, e ciò che avevano, lo possedevano; e anche i Filistei lo considerarono così, e ne dedicarono una parte ai loro idoli, come prima avevano l'arca, considerando la vittoria sul popolo di Dio come il trionfo dei loro idoli su Dio.

6 Anche i bambini - Letteralmente: "E i figli di Giuda e i figli di Gerusalemme li avete venduti ai figli dei Greci". Questo peccato dei Tiri era probabilmente antico e inveterato. I Tiri, come erano i grandi vettori del traffico mondiale, così erano mercanti di schiavi e, nei primi tempi, ladri di uomini. La tradizione antistorica greca le mostra, come donne di commercio e di vendita, sia della Grecia che dell'Egitto.

Quando il loro commercio divenne più stabile, essi stessi non rubarono più, ma, come le nazioni cristiane, vendettero coloro che altri rubarono o fecero prigionieri. Ezechiele parla del loro commercio nelle "anime degli uomini" Ezechiele 27:13 con la "Grecia" da un lato e "Tubal e Mesech" vicino al Mar Nero dall'altro. La bella gioventù della Grecia di entrambi i sessi fu venduta anche in Persia.

Riguardo ai Moschi e ai Tibareni, rimane incerto se vendettero quelli che presero in guerra (e, come le tribù dell'Africa in tempi moderni, fecero più guerra, perché avevano un mercato per i loro prigionieri), o se, come i moderni Cireassiani, vendettero le loro figlie. Ezechiele, invece, dice “uomini”, così che non può significare, esclusivamente, donne. Dai tempi dei Giudici Israele fu in parte esposto sia alla violenza che alla frode di Tiro e di Sidone.

La tribù di Aser sembra aver vissuto in aperta campagna tra le città fortificate dei Sidoni. Infatti mentre di Beniamino, Manasse, Efraim, Zabulon, si dice che i vecchi abitanti del paese abitavano tra loro Giudici 1:21 , Giudici 1:27 , Giudici 1:29 , di Aser si dice che essi “ abitava tra i Cananei”, gli “abitanti della terra” Giudici 1:31 , come se questi fossero i più numerosi.

E non solo così, ma poiché "non scacciarono gli abitanti" di sette città, "Accho, Zidon, Ahlab, Aczib, Helbah, Afek, Rehob", devono essere stati soggetti a incursioni da parte loro.

Gli Zidoni erano tra coloro che "opprimevano Israele" ( Giudici 5:30; vedi Giudici 4:3 , Giudici 4:7 , Giudici 4:13 , Giudici 4:15 ).

L'esercito di Sisera proveniva dal loro territorio (perché Iabin era re di Hazor) e Debora parla di "una o due damigelle", come la preda attesa di ogni uomo nell'intera moltitudine del suo esercito. Un antico proverbio, menzionato nel 427 aC, implica che i Fenici inviassero schiavi circoncisi nei campi per mietere il raccolto. Ma non c'erano altri circoncisi là fuori di Israele.

Ma anche la tratta fenicia degli schiavi fu probabilmente esercitata, anche al tempo dei Giudici, contro Israele. In Gioele e Amos, i Filistei e i Tiri appaiono uniti nel traffico. Ad Amos, i Filistei sono i ladri di uomini; i Fenici sono i ricevitori ei venditori Amos 1:6 , Amos 1:9.

Le nazioni pagane conservano per secoli lo stesso carattere ereditato, la stessa nobiltà naturale, o, ancor più, gli stessi vizi naturali. I Fenici, alla data dei Giudici, sono conosciuti come commercianti disonesti, e ciò, in schiavi. I Filistei erano allora anche oppressori incalliti. In un'occasione "la cattività della terra" coincise con la grande vittoria dei Filistei, quando Eli morì e l'arca di Dio fu presa.

Infatti queste due date sono date nello stesso luogo della chiusura dell'idolatria dell'immagine scolpita di Michea. Sopportò "fino alla cattività della terra" Giudici 18:30 e, "e tutto il tempo che la casa di Dio fu a Sciloh", da dove fu rimossa l'arca, per non tornare mai più, in quella battaglia quando fu prese.

Ma "la cattività della terra" non è semplicemente una sottomissione, per cui gli abitanti rimarrebbero tributari o addirittura schiavi, ma rimarranno comunque. Una prigionia implica l'allontanamento degli abitanti; e una tale rimozione non poteva essere l'atto diretto dei Filistei. Per abitare solo nella terra, non avevano modo di rimuovere gli abitanti da essa, se non vendendoli; e l'unica nazione che poteva esportarli in un numero tale da essere espresso dalle parole "una cattività della terra", erano gli Zidoni.

Probabilmente tali atti furono espressamente proibiti “dal patto fraterno” (vedi la nota ad Amos 1:9 ) o dal trattato tra Salomone e Hiram re di Tiro. Infatti Amos dice che Tiro dimenticò quel trattato, quando vendette all'ingrosso gli Israeliti prigionieri che i Filistei avevano rapito. Subito dopo Gioele, Abdia parla di una prigionia a “Sefarad” o “Sardi” (vedi la nota ad Abdia 1:20 ), la capitale dell'impero lidio.

I mercanti di Tiro erano "il" collegamento tra la Palestina e le coste dell'Asia Minore. Gli Israeliti devono essere stati venduti lì come schiavi, e questo dai Fenici. In tempi ancora posteriori i mercanti di Tiro seguirono, come avvoltoi, le retrovie degli eserciti per fare preda dei vivi, come gli avvoltoi dei morti. Appesi alla marcia di Alessandro fino all'India. Nelle guerre dei Maccabei, alla proclamazione di Nicanore, mille (2 Macc.

8:34) i mercanti si radunarono al campo di Gorgia "con argento e oro, molto, per comprare i figli d'Israele come schiavi" (1 Macc. 3:41), e con catene, con cui assicurarli. Si radunarono nella retroguardia degli eserciti romani, "cercando ricchezza in mezzo allo scontro di armi e al massacro e fuggendo dalla povertà attraverso il pericolo". Incuranti della vita umana, i mercanti di schiavi comunemente, nel loro acquisto all'ingrosso di prigionieri, abbandonavano i bambini come difficili da trasportare, per cui il re spartano era lodato per aver provveduto a loro.

La tentazione della cupidigia di Tiro era aggravata dalla facilità con cui potevano possedersi degli ebrei, dalla facilità di trasporto e, a quanto pare, dal loro valore. È menzionato come l'incentivo alla pirateria degli schiavi tra i Cilici. “L'esportazione degli schiavi specialmente invitava a misfatti, essendo molto redditizia, poiché erano facilmente presi, e il mercato non era molto lontano ed era molto ricco .

Anche gli schiavi ebrei sembrano essere stati apprezzati, fino a quei tempi dopo la presa di Gerusalemme, quando erano diventati demoralizzati, e c'era una pletora di loro, come Dio aveva predetto. Il posto occupato dalla "servinella" che "servì la moglie di Naaman" 2 Re 5:2 , era quello di una schiava prediletta, poiché la tradizione greca rappresentava che le fanciulle greche erano oggetto di concupiscenza per la moglie del monarca persiano.

La "damigella o due" per le mogli di ciascun uomo nell'esercito di Iabin appaiono come una parte preziosa del bottino. Il prezzo all'ingrosso al quale Nicanor fissava agli ebrei i suoi attesi prigionieri, e al quale sperava di venderne circa 180.000, mostra l'entità del traffico di allora e il loro valore relativo. 2 sterline inglesi. 14 scellini, 9 pence. poiché il prezzo medio di ciascuno dei 90 schiavi in ​​Giudea, implica un prezzo al dettaglio nel luogo di vendita, al di sopra del prezzo allora ordinario dell'uomo.

Questo prezzo all'ingrosso per quella che doveva essere una moltitudine mista di quasi 200.000, (perché "Nicanor si impegnò a fare tanto denaro dai giudei prigionieri quanto avrebbe dovuto pagare il tributo di 2000 talenti che il re doveva pagare ai Romani" (2 Macc. 8:10)), era quasi 5 volte superiore a quello a cui furono venduti i soldati cartaginesi alla fine della prima guerra punica. Erano i due terzi del prezzo al dettaglio di un buon schiavo ad Atene, o di quello al quale, intorno al 340 a.C.

c., la legge della Grecia prescriveva che i prigionieri dovessero essere riscattati; o di quello (che era quasi lo stesso) per il quale la legge mosaica ordinava che fosse fatto un risarcimento per uno schiavo ucciso accidentalmente Esodo 21:30. La facilità di trasporto ha aumentato il valore. Infatti, sebbene il Ponto fornisse sia il meglio che il più degli schiavi romani, tuttavia nella guerra con Mitridate, in mezzo a una grande abbondanza di tutte le cose, gli schiavi furono venduti a 3 scellini 3d. .

I favori speciali mostrati anche ai prigionieri ebrei a Roma e ad Alessandria mostrano la stima in cui erano tenuti. A Roma, sotto il regno di Augusto, "la vasta parte di Roma al di là del Tevere era posseduta e abitata da ebrei, la maggior parte dei quali cittadini romani, essendo stati condotti prigionieri in Italia e resi liberti dai loro proprietari". In qualunque modo Tolomeo Filadelfo abbia riscattato 100.000 ebrei che suo padre aveva preso e venduto, il fatto difficilmente può essere senza fondamento, né il suo arruolamento nei suoi eserciti, né il suo impiego in uffici pubblici o sulla sua stessa persona.

Joel visse prima dei tempi storici della Grecia. Ma ci sono prime tracce di tratta degli schiavi portata avanti dai greci. Secondo Teopompo, i Chii, primi tra i Greci, acquisirono schiavi barbari per via del commercio. La migrazione ionica aveva coltivato le isole e parte delle coste dell'Asia Minore con commercianti greci circa due secoli prima di Gioele, 1069 aC. I greci abitavano sia le coste che le isole tra Tiro e Sardi, dove sappiamo che furono trasportati. Cipro e Creta, entrambe abitate da greci ed entrambe in stretto contatto con la Fenicia, erano a portata di mano.

La richiesta di schiavi doveva essere enorme. Perché le mogli erano permesse loro solo di rado; e Atene, Egina, Corinto da sole avevano nei giorni della loro prosperità 1.330.000 schiavi. Al grande mercato degli schiavi di Delo, 10.000 furono portati, venduti, portati via in un solo giorno.

Affinché tu possa allontanarli dal loro confine - I Filistei speravano così di indebolire i Giudei, vendendo i loro guerrieri lontano, da dove non potevano più tornare. C'era senza dubbio anche in questa rimozione una malizia antireligiosa, in quanto gli ebrei si aggrappavano alla loro terra, come ““la terra del Signore”, la terra data da Lui ai loro padri; sicché essi, subito, indebolivano i loro rivali, aggravavano e godevano la loro angoscia, e sembravano di nuovo trionfare su Dio.

Tiro e Sidone non parteciparono attivamente alla prigionia degli ebrei, tuttavia, partecipando al profitto e aiutando l'eliminazione dei prigionieri, divennero, secondo quel vero proverbio "il ricevente è cattivo quanto il ladro", ugualmente colpevoli di il peccato, al cospetto di Dio.

7 Ecco, li risusciterò - Se questa promessa si riferisce agli stessi individui che erano stati venduti, deve essere stata adempiuta in silenzio; come infatti il ​​ritorno dei prigionieri alla propria terra, a meno che non sia determinato da qualche evento storico, non appartiene alla storia, ma alla vita privata. Il profeta, tuttavia, probabilmente sta predicendo i rapporti di Dio con le nazioni, non con quegli individui. La riduzione in schiavitù di questi Ebrei al tempo di Ioram non fu che un esempio di un intero sistema di avari misfatti.

I Filistei portarono via di nuovo prigionieri da loro al tempo di Acaz 2 Cronache 28:18 , e ancora successivamente Ezechiele 16:27 , Ezechiele 16:57; e ancora di più alla presa di Gerusalemme Ezechiele 25:15.

8 Venderò i tuoi figli - Dio stesso annullerebbe l'ingiustizia delle persone. I figli di Sion dovrebbero essere ristabiliti, i figli dei Fenici e dei Filistei venduti in prigionia lontana. Tiro fu presa da Nabucodonosor, e poi da Alessandro, che vendette in schiavitù "più di 13.000" degli abitanti; Sidone fu presa e distrutta da Artaserse Oco, e si dice che più di 40.000 dei suoi abitanti perirono nelle fiamme.

Lo stesso accadde ai Filistei (vedi le note a Sofonia 2:4 ). I Sabei sono probabilmente esemplificati, come la nazione più remota nella direzione opposta, una nazione, probabilmente, partner del traffico di Tiro in persone, così come in altre loro merci, e che (come è il modo di natura non rigenerata) vorrebbe come presto commercia in Tiri, come con i Tiri.

I Sabei erano come i Fenici, un popolo ricco di mercanti e, anticamente, uniti a loro nel commercio del mondo, i Sabei inviavano le loro flotte attraverso l'Oceano Indiano, come i Tiri lungo il Mediterraneo. Tre padri di razze distinte portavano il nome di Saba; uno, un discendente di Cam, gli altri due, discendenti di Sem. Il camita Saba era figlio di Raamah, figlio di Cush Genesi 10:7 , e senza dubbio abitava nell'antichità nel paese sul golfo Persico chiamato con il nome Raamah.

Tracce del nome Sheba si trovano lì, e alcune anche dopo la nostra era. I Semiti Sabei, erano alcuni discendenti di Saba, il decimo figlio di Joktan Genesi 10:28; gli altri da Saba, figlio di Abramo e Keturah Genesi 25:3. I Sabei, discendenti di Joktan, abitavano nell'estremità sud-occidentale dell'Arabia, estendendosi dal Mar Rosso al Mare di Babel-mandeb. Il paese è ancora chiamato “ard-es-Seba”, “terra di Saba”; e Saba è spesso citato dagli scrittori arabi.

Ai greci e ai latini erano conosciuti con il nome di una divisione della razza (Himyar) Homeritae. I loro discendenti parlano ancora un arabo, riconosciuto dagli arabi dotti come una lingua distinta da quella che, per opera di Maometto, prevalse e si diffuse; una "specie" di arabo che attribuiscono "ai tempi di (il profeta) Hud (forse Eber) e quelli prima di lui".

Apparteneva a loro come discendenti di Joktan. I Sabei sono menzionati, distinti da entrambi, come "abitanti nell'Arabia Felice, prossima al di là della Siria, che spesso invasero, prima che appartenesse ai Romani". Questi Sabei sono probabilmente quelli di cui parla Giobbe come predoni; e potrebbero essere stati discendenti di Keturah. Quelli più noti ai greci e ai romani erano, naturalmente, quelli dell'angolo sud-occidentale dell'Arabia. Il resoconto delle loro ricchezze e lussi è dettagliato e, sebbene da diverse autorità, coerente; altrimenti, quasi favoloso.

Si dice che una metropoli avesse 65 templi, i privati ​​avevano una magnificenza più che regale. Gli storici arabi espansero in favola l'estensione e le prerogative delle loro terre paradisiache, prima della rottura della diga artificiale, fatta per l'irrigazione del loro paese. Commerciarono con l'India, avvalendosi senza dubbio del monsone, e forse vi portarono il loro oro, se non anche il migliore e più costoso incenso. La Saba del profeta sembra essere stata la ricca Saba vicino al Mar Rosso. Infatti, in assenza di prove contrarie, è naturale intendere il nome di quelli più noti.

Salomone lo unisce con Seba Salmi 72:10 , (l' Salmi 72:10 Sabae). I noti distretti dell'incenso si trovano nell'angolo sud-ovest dell'Arabia. L'albero è diminuito, forse è degenerato per l'abbandono conseguente all'oppressione musulmana, alla diminuzione dei consumi, al cambiamento della linea di commercio; ma sopravvive ancora in quei distretti; una reliquia di ciò che è morto.

Ezechiele unisce infatti "i mercanti di Saba e Raama" Ezechiele 27:22 , come commerci con Tiro. “I mercanti di Saba e Raamah, erano i tuoi mercanti; con il capo di tutti gli aromi e con tutte le pietre preziose e l'oro che occupavano nelle tue fiere». Può essere che li unisca come tribù affini, ma è altrettanto probabile che unisca i due grandi canali di merci, est e ovest, Raamah sul Golfo Persico e Saba vicino al Mar Rosso. Avendo appena menzionato i prodotti dell'Arabia settentrionale versati a Tiro, in questo caso enumererebbe il nord, l'est e l'ovest dell'Arabia come combinati per arricchirla.

Agatarcide unisce i Sabei dell'Arabia sudoccidentale con i Gerrei, che si trovavano certamente nel Golfo Persico. “Nessun popolo”, dice, “è apparentemente più ricco dei Sabei e dei Gerrei, che dispensano tutto ciò di cui vale la pena parlare dall'Asia e dall'Europa. Questi riempirono d'oro la Siria di Tolomeo. Questi fornivano l'industria dei Fenici con importazioni redditizie, per non parlare di innumerevoli altre prove di ricchezza.

Le loro carovane andarono a Elymais, Carmania; Charrae era il loro emporio; tornarono in Gabala e in Fenicia. La ricchezza è la madre del lusso e dell'effeminatezza. Al tempo della venuta di nostro Signore, la dolcezza e l'effeminatezza dei Sabei divennero proverbiali. I “molli Sabei” è la loro caratteristica nei poeti romani. Commercio, navigazione, miniere d'oro, essendo poi esercitati per mezzo di schiavi, e ricchezza e lusso in quel tempo richiedevano sempre schiavi domestici, i Sabei avevano bisogno di schiavi per entrambi.

Anch'essi avevano colonie lontane, dove i Tiri potevano essere trasportati, tanto lontano dalla Fenicia, quanto le rive dell'Egeo sono dalla Palestina. La grande legge della giustizia divina, “come ho fatto io, così Dio mi ha corrisposto” Giudici 1:7 , si è di nuovo adempiuta. È un sacro proverbio della prepotente Provvidenza di Dio, scritto nella storia del mondo e nelle coscienze delle persone.

9 Proclamate questo tra i Gentili - Dio avendo prima detto che avrebbe "radunato tutte le nazioni", ora, con una solenne ironia, ordina loro di prepararsi, se, in qualche modo, possono combattere contro di Lui. Così in Isaia; “Associatevi, o popolo, e sarete fatti a pezzi; e prestate orecchio, voi tutti dei paesi lontani; cingetevi e sarete frantumati; cingetevi e sarete frantumati; consultatevi insieme e non sarà nulla; pronuncia la parola e non reggerà, perché Dio è con noi” ( Isaia 8:9; vedi anche Ezechiele 38:7 ).

Preparati - Letteralmente, "santità, guerra". "Santificare la guerra" significava renderla santa, in apparenza o in verità, come il profeta aveva ordinato loro, "santificare un digiuno", cioè, mantenerlo santo. Quindi Dio chiama i Medi, che ha impiegato contro Babilonia, "Miei santificati" Isaia 13 , e ordina, "santificare le nazioni contro di lei" Geremia 51:27; ei nemici di Giuda si incoraggiano, "santificate la guerra contro di lei" Geremia 6:4; e Michea dice che chiunque non abbia corrotto i falsi profeti, "santificano la guerra contro di lui" Michea 3:5 , i.

e., proclamargli guerra nel Nome di Dio. I nemici di Dio, del suo popolo, della sua verità, dichiarano guerra a tutti, nel Nome di Dio. Gli ebrei avrebbero lapidato nostro Signore per blasfemia e, alla fine, lo avrebbero condannato come colpevole. «Ha detto blasfemia. Che altro bisogno abbiamo di testimoni? ecco, ora avete udito la sua bestemmia” Matteo 26:65.

E predisse ai suoi discepoli: "Chi vi ucciderà penserà di rendere servizio a Dio" Giovanni 16:2.

Stefano fu perseguitato per aver pronunciato "parole blasfeme contro Mosè e contro Dio, questo luogo santo e la legge" Atti degli Apostoli 6:11 , Atti degli Apostoli 6:13. Paolo fu perseguitato per “aver persuaso le persone ad adorare Dio contro la legge e aver contaminato questo luogo santo” Atti degli Apostoli 18:13; Atti degli Apostoli 21:28; Atti degli Apostoli 24:6.

L'Anticristo si ergerà a Dio, «perché egli, come Dio, sieda nel tempio di Dio, manifestandosi che egli è Dio» 2 Tessalonicesi 2:4. Eretici e miscredenti declamano contro il Vangelo, come se esso, e non se stessi, si opponessero alla santità, alla maestà e all'amore di Dio. Gli gnostici dell'antichità parlavano contro il Creatore nel nome di Dio.

Gli ariani mostravano riverenza per la gloria di Dio, essendo, per loro stessa miscredenza, idolatri o politeisti. Gli Apollinaristi accusarono la Chiesa di attribuire a nostro Signore un'anima peccatrice, come se l'anima avesse bisogno di essere tale, si trovassero ritenuti la divinità unita a una natura senz'anima, e quindi bruta.

I manichei la accusarono di aver fatto di Dio l'autore del male, e loro stessi, come fanno ora i panteisti, inventarono un dio che peccò. Novaziani e donatisti accusarono la Chiesa di lassismo. I pelagiani la accusarono di negare la perfettibilità della natura dell'uomo, negando loro stessi la grazia per cui essa si perfeziona. Maometto ha schierato la verità dell'unità di Dio contro il suo essere in tre persone e ha combattuto contro la verità come idolatria.

Alcuni ora schierano il "teismo", cioè le verità su Dio che hanno rubato dalla Sacra Scrittura, contro la fede in Dio come Egli si è rivelato. Infatti, nessuna impostura ha mai resistito a lungo contro la verità, a meno che non si sia mascherata sotto qualche verità di Dio che ha pervertito, e così ha "santificato" la sua "guerra" contro Dio nel Nome di Dio.

Sveglia gli uomini potenti - Svegliali, come se il loro stato precedente fosse stato uno stato di sonno; risveglia tutte le loro forze sopite, tutte dentro di loro, affinché possano esercitare tutte le loro forze, se così è possono prevalere contro Dio.

Si avvicinino tutti gli uomini di guerra, come a contendersi, e si chiudano, per così dire, con Dio e il suo popolo (cfr 1 Samuele 17:41. 2 Samuele 10:13 ), come, d'altra parte, Dio dice: "Mi avvicinerò a te per giudicare" ( Malachia 3:5; vedi Isaia 41:1; Isaia 50:8 ).

“Lasciateli salire” alla Sua stessa presenza. Anche mentre li chiama a compiere questo loro vano proposito di lottare con Dio, il profeta tiene presente, alla cui presenza sono chiamati, e così li chiama a "salire", come a un luogo di dignità.

10 Trasforma i tuoi vomeri in spade - La pace era già stata promessa, come benedizione del vangelo. "Nei suoi giorni", predisse Salomone, "i giusti fioriranno e abbondanza di pace, finché durerà la luna" Salmi 72:7. E un altro, "Egli fa pace ai tuoi confini" Salmi 147:14.

La pace interiore con Dio fluisce nella pace con l'uomo. “Giustizia e pace si baciarono” Salmi 85:10. Dove non c'è riposo in Dio, tutto è inquietudine. E così, tutto ciò che era necessario alla vita, i mezzi di sussistenza, la cura della salute, dovevano essere dimenticati per la guerra.

Lascia che i deboli dicano, io sono forte - È un ultimo raduno dei poteri del mondo contro il loro Creatore; la scena finale della ribellione dell'uomo contro Dio. È il loro unico raduno universale. Nessuno, per quanto apparentemente inadatto, doveva essere risparmiato da questo conflitto; nessuno doveva restare indietro. Il contadino doveva forgiare per la guerra gli strumenti della sua pacifica fatica; il malato doveva dimenticare la sua debolezza e mettere su una forza che non aveva, e ciò al massimo.

Ma come la debolezza è, in e attraverso Dio, forza, così ogni forza proveniente da Dio è debolezza. L'uomo può dire, io sono forte; ma, contro Dio, rimane debole come, si dice, che l'uomo debole Salmi 10:18 ) dalla terra non possa più opprimere.

11 Ancora una volta tutti i nemici di Dio sono convocati insieme. "Riunitevi" (altri nello stesso senso rendono, "Affrettatevi,) e venite, tutti voi pagani, tutt'intorno", letteralmente "da tutt'intorno", cioè da ogni parte, in modo da circondare e orlare nel popolo di Dio, e poi, quando la rete era stata, per così dire, tesa sempre più intorno a loro e non c'era più via di scampo, il profeta prega Dio che mandi il suo aiuto; «Laggiù fa' scendere i tuoi potenti, o Signore.

Contro "i potenti" della terra, o "i deboli" che "dicono" di essere "potenti", (la stessa parola è usata ovunque), "scenderanno i potenti di Dio". I "potenti di Dio", che Egli è pregato di "far scendere", cioè dal cielo, non possono essere altri che gli angeli potenti, dei quali si dice, essi "sono potenti in forza" Salmi 103:20 (sempre la stessa parola), a cui Dio dà "incarico" Salmi 91:11.

i suoi, “per custodirli” “in tutte” le loro “vie”, e uno dei quali, in questo luogo, uccise “centosettantacinquemila” 2 Re 19:35 degli Assiri. Così dice nostro Signore: "Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, ed essi raccoglieranno dal suo regno tutte le cose che offendono e coloro che fanno l'iniquità" Matteo 13:41.

12 Si risvegli il pagano - Questa enfatica ripetizione della parola “risvegliati” sembra intesa ad alludere al grande risveglio, al Giudizio, quando “coloro che dormono nella polvere della terra si risveglieranno, risvegliati” dal sonno di Morte. Un'altra parola è usata per "risveglio". Sulla distruzione dell'anticristo si pensa che seguirà il Giudizio generale, e "tutti quelli che sono nelle tombe udranno la voce del Figlio dell'uomo e ne verranno fuori" Giovanni 5:27 : Sono invitati a "venire su” nella valle di Giosafat, “poiché venire alla presenza dell'Iddio altissimo, si può ben chiamare “una salita”.

"Poiché là mi siederò per giudicare tutti i pagani d'intorno", (di nuovo letteralmente "dall'intorno), da ogni parte", tutte le nazioni da tutte e quattro le parti del mondo. Le parole sono le stesse di prima. Là “tutte le nazioni da ogni parte” furono chiamate a venire, come pensavano, per distruggere il popolo e l'eredità di Dio. Qui è assegnato il vero fine, per il quale sono stati riuniti, poiché Dio siederebbe a giudicarli.

Nella loro cieca volontà e passione sono venuti a distruggere; nella segreta Provvidenza prepotente di Dio, furono trascinati dalle loro passioni - per essere giudicati e per essere distrutti. Perciò nostro Signore dice: "Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria e tutti i santi angeli con lui, allora siederà sul trono della sua gloria e davanti a lui si raduneranno tutte le nazioni" Matteo 25:31. Nostro Signore, in quanto usa parole di Gioele, sembra voler dirigere la nostra mente al significato del profeta. Quelle che seguono sono quasi le sue stesse parole;

13 Mettetevi la falce, perché la messe è matura - Così dice Gesù: "Cresciano insieme fino alla mietitura, e al tempo della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete le zizzanie e legatele in fasci per bruciali;" e questo lo spiega: “La mietitura è la fine del mondo; e i mietitori sono gli angeli” Matteo 13:30 , Matteo 13:39.

Colui dunque che dice: "Mettetevi la falce, perché la messe è matura", è il Figlio dell'uomo, il quale, prima di diventare Figlio dell'uomo, era, come è ora, Figlio di Dio, e disse questo e le altre cose dai Prohet; coloro ai quali Egli parla sono i suoi mietitori, gli angeli; e la maturità della messe è la maturità di tutte le cose qui, buone e cattive, da portare alla loro ultima fine.

Di per sé, la vendemmia, così come la vendemmia, potrebbero descrivere la fine di questo mondo, sia nel bene che nel male, in quanto il grano viene reciso dalla pula e dalla zizzania, e lo schiacciamento del torchio separa il vino che si accumula dalle bucce gettate via. Eppure qui non si dice nulla di accumulare, né il grano né il vino, ma solo della maturità del raccolto, e che “i grassi traboccano, perché la loro malvagità è grande.

La messe è talvolta, anche se più raramente, usata per distruggere Isaia 17:5; Geremia 51:33; il pigiare il torchio è sempre usato come immagine dell'ira di Dio Lamentazioni 1:15; Isaia 63:3; Apocalisse 19:15; l'annata della distruzione Isaia 17:6; Giudici 8:2; Michea 7:1; la raccolta dell'uva, la lacerazione di singole vite o anime Salmi 80:12.

Sembra quindi probabile che la maturità dei raccolti e la pienezza dei tini siano usate allo stesso modo della maturità per la distruzione, che "erano maturi nei loro peccati, adatti per la vendemmia, e pieni di malvagità come l'uva matura, che riempire e traboccare i tini, per l'abbondanza del succo con cui si gonfiano”. La loro maturità nell'iniquità chiama, per così dire, la falce del mietitore, il calpestio del pressatore.

Perché grande è la loro malvagità - Il mondo intero ne è inondato e inondato, così che non può più contenerlo, ma, per così dire, grida a Dio di farla finita. La lunga sofferenza di Dio non serviva più, anzi avrebbe accresciuto la loro malvagità e la loro dannazione. Così anche, in quel primo Giudizio del mondo intero per mezzo dell'acqua, quando “ogni carne si era pervertita sulla terra, disse Dio, la fine di ogni carne è davanti a Me” Genesi 6:12; e quando i centoventi anni della predicazione di Noè furono trascorsi senza frutto, “venne il diluvio.

Quindi Sodoma fu "allora" distrutta, quando non si potevano trovare dieci giusti in essa; e le sette nazioni di Canaan furono risparmiate più di quattrocento anni, perché "l'iniquità degli Amorrei non era ancora piena" Genesi 15:16; e il nostro Signore dice: "riempite la misura dei vostri padri, affinché su di voi venga tutto il sangue giusto sparso sulla terra" Matteo 23:32 , Matteo 23:35. Quindi, "Dio condanna ciascuno dei dannati, quando ha riempito la misura della sua iniquità".

14 Il profeta continua, come stupito della grande folla che si raduna l'una sull'altra, "moltitudini, moltitudini, nella valle della decisione", come se, da qualunque parte guardasse, ce ne fossero ancora di più di queste "masse tumultuose", così che non c'era niente accanto a loro. Era un mare vivo, impetuoso, ribollente: schiere su schiere, semplici schiere! . La parola resa “moltitudine” suggerisce, inoltre, il pensiero del ronzio e del frastuono di queste masse che si accalcano in avanti, ciecamente, verso la propria distruzione.

Tutti “infuriano insieme tumultuosamente, e immaginano una cosa vana, contro il Signore e contro il suo Cristo” Salmi 2:1; ma il luogo dove sono raccolti, (sebbene non lo sappiano,) è la "valle della decisione", cioè, del "giudizio acuto e severo". La valle è la stessa di quella prima chiamata “la valle di Giosafat”; ma mentre quel nome significa solo "Dio giudica", questo ulteriore nome denota la severità del giudizio di Dio. La parola significa "tagliare", quindi "deciso"; poi si usa di punizione severa, o distruzione decisa e decretata, da Dio.

Poiché il Giorno del Signore è vicino nella valle della decisione - Il loro raduno contro Dio sarà un segno della Sua venuta per giudicarli. Vengono per adempiere ai propri fini; ma la sua si compirà su di loro. Sono lasciati a provocare il proprio destino; ed essendo da Lui abbandonato, accorre più ciecamente perché è a portata di mano. Quando viene commesso il loro ultimo peccato, la loro ultima sfida a Dio pronunciata o agita contro di Lui, è giunta.

In ogni tempo, infatti, «il Signore è vicino» Filippesi 4:5. Può darsi, che ci sia stato detto, che l'intero futuro rivelato a noi "deve avvenire presto" Apocalisse 1:1 , per mostrare che tutto il tempo è un semplice nulla, un momento, un sogno, quando è passato . Eppure qui si dice, relativamente, non a noi, ma alle cose predette, che “è vicino” venire.

15 Il sole e la luna saranno oscurati - Questo può essere, o che saranno eclissati dallo splendore della gloria di Cristo, o che essi stessi subiranno un cambiamento, di cui l'oscurità alla Crocifissione era un'immagine. Un antico scrittore dice; “Come nella dispensazione della Croce il sole venne meno, così furono le tenebre su tutta la terra, così quando il 'segno del Figlio dell'uomo' apparirà in cielo nel Giorno del Giudizio, la luce del sole, della luna e delle stelle fallire, consumato, per così dire, dalla grande potenza di quel segno.

E come il venir meno della luce del sole alla Passione di Nostro Signore preannunciava la vergogna della natura per il grande peccato dell'uomo, così, nel Giorno del Giudizio, essa ci presenta l'orrore dei giudizi di Dio, come se «osasse non contemplare la severità di Colui che giudica e restituisce l'opera di ciascuno sul proprio capo;” come se «ogni creatura, nelle sofferenze altrui, temesse il giudizio su se stessa».

16 Il Signore ruggirà da Sion - Come nella distruzione di Sennacherib, quando era ormai vicino alla sua preda, e "ha stretto la mano contro il monte della figlia di Sion, la collina di Gerusalemme, il Signore degli eserciti ha reciso il ramo con terrore, e gli alti di statura furono abbattuti, ei superbi furono umiliati Isaia 10:32 , così alla fine.

È predetto dell'anticristo, che la sua distruzione sarà improvvisa: "Allora sarà rivelato l'empio, che il Signore consumerà con lo spirito della sua bocca e distruggerà con lo splendore della sua venuta" 2 Tessalonicesi 2:8. E Isaia dice del nostro Signore: "Egli percuoterà la terra con la verga della sua bocca, e con il soffio delle sue labbra ucciderà gli empi" Isaia 11:4.

Quando le moltitudini dei nemici di Dio si accalcavano, allora Egli parlava con la Sua Voce di terrore. La terribile voce degli avvertimenti di Dio è paragonata al ruggito di un leone. “Il leone ha ruggito, chi non avrà paura? il Signore ha parlato, chi può se non profetizzare?». Amos 3:8. Molto di più, quando quelle parole di timore reverenziale sono soddisfatte.

Nostro Signore quindi, "Il leone della tribù di Giuda" Apocalisse 5:5. Chi è chiamato qui dal Nome incomunicabile di Dio, io sono, pronuncerà la Sua terribile Voce, come è detto; “Il Signore stesso scenderà dal cielo con un grido, con la voce dell'Arcangelo e con il Trombo di Dio” 1 Tessalonicesi 4:16; ed Egli stesso dice: «Viene l'ora in cui tutti quelli che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne verranno fuori, quelli che hanno operato bene alla risurrezione di vita e quelli che hanno operato male alla risurrezione di dannazione” Giovanni 5:28.

E pronuncerà la sua voce da Gerusalemme, cioè o dal suo Trono in alto “nell'aria” sopra la città santa, o dalla Gerusalemme celeste, in mezzo alle decine di migliaia dei suoi santi angeli Matteo 16:27; Matteo 25:31; Marco 8:38; 2 Tessalonicesi 1:7 , e santi Zaccaria 14:5; Giuda 1:14 , che “verrà con Lui.

Così terribile sarà quella voce, che "i cieli e la terra tremeranno", come è detto, "i cieli passeranno con gran fragore, e gli elementi si scioglieranno con ardore ardente, anche la terra e le opere quelli che vi sono saranno bruciati” 2 Pietro 3:10; e "il cielo si aprirà per la venuta dei santi", e "l'inferno sarà mosso alla venuta" Isaia 14:9 del male.

: “Né sarà un leggero tremolio della terra alla Sua venuta, ma tale che tutti i morti saranno destati, per così dire dal loro sonno, sì, gli stessi eletti temeranno e tremeranno, ma, anche nella loro paura e tremante, conserverà una forte speranza. Questo è ciò che dice immediatamente: 'Il Signore sarà la speranza (o luogo di rifugio)' del Suo 'popolo, e la forza (o fortezza) dei figli d'Israele', i.

e., del vero Israele, tutto il popolo degli eletti di Dio. Tutto questo Egli allora farà in modo che Sua Maestà allo stesso tempo atterrisca e rafforzi meravigliosamente, perché hanno sempre sperato in Dio, non in se stessi, e hanno sempre confidato nella forza del Signore, mai presunto da soli. Mentre al contrario i falsi israeliti sperano in se stessi, mentre «cercando di stabilire la propria giustizia, non si sottomettevano alla giustizia di Dio».

' Romani 10:3. Il vero Israele avrà fiducia molto più che mai; eppure nessuno può allora fidarsi, chi in vita, non aveva confidato in Lui Solo.

17 Dio stesso si unisce meravigliosamente alle sue stesse parole a quelle del profeta e parla al suo stesso popolo; "così (letteralmente, e) saprete", per esperienza, per vista, faccia a faccia, ciò che ora credete, "che io sono il Signore tuo Dio, che dimoro in Sion, il mio monte santo". Così Egli dice nel secondo Salmo: “Allora parlerà loro” Salmi 2:5 (i nemici del Suo Cristo) “nella Sua ira, e li affliggerà nel Suo doloroso dispiacere; e ho posto il mio re sul mio santo monte di Sion». e: "Ecco il tabernacolo di Dio è con gli uomini, ed Egli abiterà con loro, ed essi saranno il suo popolo, e Dio stesso sarà con loro, il loro Dio" Apocalisse 21:3, dimorando con loro e in loro, da una presenza immutabile, beata, santificante, mai ritirata, mai nascosta, mai adombrata, ma sempre splendente su di loro.

"Il tuo Dio", il tuo, come se non fosse posseduto da nessun altro, riempiendo tutti di letizia, eppure completamente posseduto da ciascuno, come se non ce ne fosse nessuno, in modo che ciascuno possa dire: "Tu sei la mia parte, o Signore" Salmi 119:57; Lamentazioni 3:24; mio "Signore e mio Dio" Giovanni 20:28 , come Egli dice: "Io sono la tua grandissima ricompensa" Genesi 15:1.

E Gerusalemme sarà santa - Letteralmente, "santità" come dice Giovanni: "Egli mi trasportò nello Spirito su un monte grande e alto, e mi mostrò quella grande città, la santa Gerusalemme, che scendeva dal cielo da Dio, avendo il gloria di Dio” Apocalisse 21:10.

E nessun estraneo passerà più attraverso di lei - " Senza ", dice Giovanni, "sono cani e stregoni, e puttanieri, e assassini, e idolatri, e chiunque ama e mentisce" Apocalisse 22:15. Nessuno straniero da lei passerà attraverso di lei, in modo da dominarla, contaminarla o opprimerla.

Questa speciale promessa viene spesso ripetuta. “Sarà chiamata la via della santità, l'impuro non vi passerà” Isaia 35:8. “D'ora in poi non entreranno più in te l'incirconciso e l'impuro” Isaia 52:1. “I malvagi non passeranno più per te” Nahum 1:15.

“In quel giorno non ci sarà più il Cananeo nella casa del Signore degli eserciti”. “E non vi entrerà in alcun modo nulla che contamina” Apocalisse 21:27. Queste promesse sono, nel loro grado, nell'immagine e nell'inizio, fatte bene alla Chiesa qui, per essere pienamente adempiute quando sarà "una Chiesa gloriosa, senza macchia o ruga o altro, ma santa e senza macchia" Efesini 5:27.

Qui non passano attraverso di lei, per vincere; "le porte dell'inferno non prevarranno contro di lei". Per quanto vicini, come ipocriti, vengano a lei, sentono in se stessi che “non sono da lei” 1 Giovanni 2:19. Là saranno separati da lei per sempre. : “Vennero gli eretici, armati di ragioni fantastiche e di argomenti ingannevoli; ma non potevano passare attraverso di lei, disgustati dalla verità della parola, sopraffatti dalla ragione, abbattuti dalle testimonianze della Scrittura e dal bagliore della fede.

Caddero all'indietro a terra davanti a lei. Essi “escono da lei, perché non sono di lei” 1 Giovanni 2:19. Coloro che non sono di lei possono mescolarsi con lei, toccare i suoi sacramenti, ma non partecipano della loro potenza e virtù. Sono interiormente respinti.

18 E avverrà in quel Giorno - Dopo la distruzione dell'anticristo, sembra che ci sarà ancora un periodo di prova, in cui la grazia di Dio abbonderà e si estenderà sempre più ampiamente. Il profeta Zaccaria, che continua sull'immagine, delle “acque vive che escono da Gerusalemme” Zaccaria 14:8 , pone questo dono dopo che Dio aveva radunato tutte le nazioni contro Gerusalemme, e le aveva visibilmente e miracolosamente rovesciate Zaccaria 14:2.

Ma in quanto le benedizioni di cui parla sono rigeneranti, appartengono al tempo; la pienezza della benedizione si compie solo nell'eternità; l'aurora è sulla terra, lo splendore eterno è nel cielo. Ma sebbene la profezia appartenga eminentemente a un tempo, l'immagine descrive la pienezza delle benedizioni spirituali che Dio in ogni tempo diffonde nella e attraverso la Chiesa; e queste benedizioni, dice, continueranno in lei per sempre; i suoi nemici saranno sterminati per sempre.

Può essere che Joel segni un nuovo inizio e un riassunto con le sue parole: "Sarà in quel giorno". I profeti spesso iniziano, ancora e ancora, le loro descrizioni. L'unione con Dio, che è il loro tema, è una. Ogni dono di Dio ai suoi eletti, eccetto la visione beatifica, è iniziato nel tempo, unione con sé stesso, dimora, il suo Spirito che fluisce da lui nelle sue creature, il suo amore, la sua conoscenza, sebbene qui attraverso uno specchio oscuramente.

La promessa non può riguardare l'esuberanza delle benedizioni temporali, nemmeno come pegni del favore di Dio. Infatti egli dice: "Una fonte sgorgherà dalla casa del Signore e irrigherà la valle di Sittim". Ma “la valle di Shittim” è dall'altra parte del Giordano, al di là del Mar Morto, così che per natura le acque non potevano scorrervi. La valle di Shittim o alberi di acacia è una valle secca, poiché in tale l'Acacia orientale, i.

e., cresce il sant o il legno di sandalo. «È», dice Girolamo ( Is 12,1-6,19 ), «un albero che cresce nel deserto, come una spina bianca per colore e foglie, non per grandezza. Poiché sono di tale grandezza, che se ne tagliano assi molto grandi. Il legno è molto resistente, di incredibile leggerezza e bellezza. Non crescono in luoghi coltivati, o nel suolo romano, salvo solo nel deserto d'Arabia.

“Non decade; e quando il vecchio diventa come l'ebano. Di esso fu fatta l'arca di Dio, le sue stanghe, la tavola dei pani di presentazione, il tabernacolo e le sue colonne, l'altare per gli olocausti e l'incenso Esodo 25:5 , Esodo 25:10 , Esodo 25:13 , Esodo 25:23 , Esodo 25:28; Esodo 26:15 , Esodo 26:26 , Esodo 26:32 , Esodo 26:37; Esodo 27:1 , Esodo 27:6; Esodo 30:1; Esodo 35:7 , Esodo 35:24; Esodo 36:20 , Esodo 36:31 , Esodo 36:36; Esodo 37:1 , Esodo 37:4 , Esodo 37:10 , Esodo 37:15 , Esodo 37:25 , Esodo 37:28; Esodo 38:1 , Esodo 38:6; Deuteronomio 10:3.

La valle è a circa sei miglia da Livias, sette e mezzo oltre il Mar Morto. Era l'ultima stazione d'Israele, prima di entrare nella terra promessa Numeri 33:49 , da dove Giosuè mandò le spie Giosuè 2:1; dove Dio trasformò la maledizione di Balaam in una benedizione Numeri 23; Numeri 24; Michea 6:5; e profetizzò della Stella che sarebbe sorta da Israele, anche Cristo Numeri 24:17; dove Israele peccò in Baal Peor, e Fineas mise da parte il Suo dispiacere Numeri 25:1 , Numeri 25:7 , Numeri 25:11.

L'esistenza di una grande riserva d'acqua sotto il tempio è fuori discussione. Mentre il tempio era ancora in piedi, si fa menzione di "una fontana d'acqua perenne sotto il tempio", così come di piscine e cisterne per conservare l'acqua piovana. Uno evidentemente ben conoscitore delle località dice: “Il selciato ha pendenze nei punti convenuti, per amore di un getto d'acqua che ha luogo per pulire il sangue dalle vittime.

Perché durante le feste vengono sacrificate molte miriadi di animali. Ma d'acqua c'è un rifornimento inesauribile, una fontana copiosa e naturale all'interno zampillante, e vi sono inoltre meravigliosi recipienti sotterranei in un circuito di cinque stadi, nella sottostruttura del tempio, e ciascuno di questi ha numerosi tubi, i vari ruscelli intercomunicanti, e tutti questi chiusi in basso e ai lati - Vi sono anche molte bocche verso la base, invisibili a tutti tranne a coloro ai quali appartiene il servizio del tempio. In modo che il multiforme sangue dei sacrifici che vengono riuniti sia purificato dallo zampillo (d'acqua lungo il pendio)”.

Lo stesso scrittore racconta che, a più di mezzo miglio dalla città, gli fu detto di chinarsi e di udire il rumore delle acque che sgorgano nel sottosuolo. La fonte naturale, poi, sotto il tempio, era senza dubbio accresciuta da acque portate da lontano, come richiesto per i "diversi lavaggi" sia dei sacerdoti che di altre cose, e per portare via il sangue delle vittime. Piscine vicino al tempio sono menzionate da scrittori del III e IV secolo; e Omar, sulla resa di Gerusalemme, 634 a.

d., fu guidato al sito dell'antico tempio (sul quale costruì il suo Mosk) dal flusso d'acqua che sgorgava attraverso un canale d'acqua da esso. Ogni volta che quest'acqua veniva ricavata, sia da una sorgente perenne sotto il tempio stesso, sia da qualche fonte inesauribile esterna, offriva a Gerusalemme un'abbondante riserva d'acqua.

Per quanto Gerusalemme soffrì durante gli assedi per la carestia, e i suoi assedianti per la sete, la sete non fece mai parte delle sofferenze di coloro che erano all'interno. L'acqua superflua veniva e viene trasportata nel sottosuolo, fino a quella che oggi è “la fontana della Vergine”, e poi ancora, attraverso la roccia, alla vasca di Siloe. Da lì portò fertilità ai giardini di Siloe, ai tempi di Gioele senza dubbio “i giardini del re”, ancora “un luogo verdeggiante, rinfrescante per gli occhi nella calura estiva, mentre tutto intorno è arido e arido.

Il sangue delle vittime scorreva nello stesso torrente Kidron, ed era una nota fonte di fertilità, prima che la terra fosse data alla desolazione. Le acque del Cedron, come tutte le acque della Palestina, dovevano essere prima più abbondanti.

Isaia ne parla come di "fluire dolcemente" Isaia 8:6; Giuseppe Flavio, della “fonte abbondante”; un rapporto ufficiale, della “fonte che zampilla con abbondanza d'acqua”. Tuttavia i suoi poteri fertilizzanti non formavano che una piccola oasi, dove tutto intorno era arido. Concimava quei giardini a miglia di distanza dalla città, ma lo spazio intermedio era senz'acqua, assetato, triste.

Più in basso il ruscello si insinuava verso il Mar Morto, attraverso uno stretto burrone sempre più selvaggio, dove Saba impiantò il suo monastero. “Un deserto ululante, severa desolazione. stupende scogliere perpendicolari, voragini terrificanti, solitudine opprimente” sono i termini con cui si cerca di caratterizzare “il cuore di questo severo deserto della Giudea” .

Tale continua ad essere il suo carattere, nella restante metà del suo corso, fino a perdersi nel Mar Morto, e tramutarsi nella sua salsedine. La sua valle porta il nome della desolazione, Wady en Nar, “valle di fuoco”. Nessun sentiero umano si trova lungo di essa. Il Kidron scorre lungo “un burrone profondo e quasi impenetrabile” Salmi 46:4 , “in uno stretto canale tra pareti di roccia perpendicolari, come consumato dalle acque impetuose tra quelle desolate colline calcaree.

” Quella piccola oasi di verzura era degno emblema del popolo ebraico, essa stessa irrorata dal torrente che sgorgava dal Tempio di Dio, ma, come il vello di Gedeone, lasciando tutto intorno all'asciutto. Non faceva alcuna impressione sensata fuori o al di là di se stessa. In seguito, "il torrente", il Siloah, i cui "ruscelli", cioè le divisioni fertilizzanti artificiali, "rallegrarono la città di Dio" Ezechiele 47:1 , dovrebbero rendere i punti più selvaggi e aridi della nostra mortalità "come il giardino del Signore.

” La desolazione dovrebbe diventare luminosa e felice; la terra arida dovrebbe germogliare fresca di vita; ciò che era per natura sterile e infruttuoso dovrebbe portare buoni frutti; i luoghi finora macchiati dal peccato dovrebbero essere purificati; la natura dovrebbe essere rinnovata dalla grazia; e che, oltre i confini della terra promessa, in quel mondo che avevano lasciato, quando Giosuè li aveva portati lì.

Questo, che ha bisogno di molte parole per spiegarlo, era vivido per coloro a cui parlava Joel. Avevano davanti agli occhi quella macchia di verde smeraldo, sulla quale scorreva in trasparente splendore il torrente che allora sapevano uscire dal tempio, condotto da quei canali formati dalla diligenza dell'uomo. Gli occhi dei cittadini di Gerusalemme devono essersi posati con piacere su di essa in mezzo alla superficie arida intorno.

Più fresca della più lieta freschezza della natura, più luminosa del suo splendore più acceso, è la rinnovatrice freschezza della grazia; e questa, uscendo dal monte Sion, doveva essere la parte non solo della Giudea, ma del mondo.

La visione di Ezechiele Ezechiele 47:1 , che è un commento alla profezia di Gioele, appartiene chiaramente principalmente a questa vita. Perché solo in questa vita c'è bisogno di guarigione; solo in questa vita c'è una terra deserta da rendere feconda; la morte da cambiare in vita; morte e vita, guariti e non guariti, fianco a fianco; la vita, dove arriva il flusso della grazia di Dio, e la morte e la sterilità, dove non arriva. I pescatori che distendono i loro nidi in mezzo ai “pesci, moltissimi”, sono un emblema che attendeva e riceveva la sua spiegazione dalle parabole di nostro Signore.

Nella Rivelazione, soprattutto, la pace, la gloria, la santità, la visione di Dio, possono realizzarsi solo davanti a Dio. Eppure anche qui la crescita della Chiesa e la guarigione delle nazioni Apocalisse 21:24; Apocalisse 22:21 , appartengono al tempo e ad uno stato di prova, non di piena fruizione.

Ma allora nemmeno quegli altri simboli possono riferirsi a cose terrene.

Le montagne stilleranno vino nuovo - Letteralmente, "calpestato". Ciò che ordinariamente si ottiene con la fatica, sarà versato spontaneamente. "E le colline scorreranno con il latte", letteralmente, "scorreranno il latte", come se loro stessi, di propria iniziativa, sgorgassero nei buoni doni che offrono. “Vino” sempre nuovo, e sempre rinnovante, dolce e rallegra il cuore; "latte", l'emblema del cibo spirituale delle anime infantili, della conoscenza più pura, della santa devozione, della purezza angelica, del piacere celeste.

E questi non cesseranno mai. Di questi doni si parla come del fluire spontaneo e perpetuo dei monti e delle colline; e come la fonte sgorga dalla collina o dal fianco della montagna in un flusso incessante, giorno e notte, sgorgando dai recessi nascosti a cui le acque sono fornite da Dio dal Suo tesoro della pioggia, così giorno e notte, nel dolore o nella gioia, nella prosperità o nell'avversità, Dio effonde, nella Chiesa e nelle anime dei suoi eletti, le ricchezze della sua grazia.

"Tutti i fiumi", letteralmente "canali, di Giuda scorreranno con acqua". Ogni “canale”, per quanto stretto e che si prosciughi facilmente, “scorrerà d'acqua”, zampillando verso la vita eterna; l'amore di Dio scorrerà in ogni cuore; ciascuno sarà pieno secondo la sua capacità e nondimeno pieno, perché una marea più grande si riversa attraverso gli altri. Quanto più, «in quei colli eterni del cielo, “la Gerusalemme celeste”, poggiata sull'eternità e divinità della Santissima Trinità, si adempirà quella lunga promessa della terra dove scorre latte e miele, dove Dio, per mezzo della Beata visione di se stesso, riverserà nel beato “il torrente del piacere”, l'indicibile dolcezza della gioia e l'indicibile letizia in se stesso; e “tutti i fiumi di Giuda”, cioè tutti i poteri, le capacità, i sensi, la parola dei santi che “confessano” Dio,

19 L'Egitto sarà una desolazione - " Egitto" ed "Edom" rappresentano ciascuno una diversa classe di nemici del popolo di Dio, ed entrambi insieme mostrano la sorte di tutti. L'Egitto era il potente oppressore, che tenne Israele a lungo in dura schiavitù, e tentò, con l'uccisione dei loro figli maschi, di estirparli. Edom era, per nascita, il loro più vicino alleato, ma dal momento in cui si erano avvicinati alla terra promessa, era stato loro ostile e aveva mostrato una gioia maligna in tutte le loro calamità ( Abdia 1:10; Ezechiele 25:12; Ezechiele 35:15; Ezechiele 36:5; Lamentazioni 4:22; Salmi 137:7; vedi la nota ad Amos 1:11 ).

La "loro terra", in cui Egitto ed Edom versarono il "sangue innocente dei figli di Giuda", potrebbe essere Edom, Egitto o Giudea. Se la terra era la Giudea, il peccato è aggravato dal fatto che è terra di Dio, di cui discutevano con Dio il possesso. Se si trattava dell'Egitto e di Edom, allora probabilmente era il sangue di coloro che vi si rifugiarono, o, quanto a Edom, dei prigionieri consegnati loro (vedi la nota ad Amos 1:9 ).

Questa è la prima profezia dell'umiliazione dell'Egitto. Osea aveva minacciato che l'Egitto fosse la tomba di quelli d'Israele che vi Osea 9:6 fuggiti Osea 9:6. Ne parla come della vana fiducia, e un vero male per Israele Osea 7:11 , Osea 7:16; Osea 8:13; Osea 9:3; Osea 11:5; del proprio futuro non dice nulla.

Per quanto brevi siano le parole di Gioele, esprimono chiaramente una condizione permanente dell'Egitto. Sono ampliati da Ezechiele Ezechiele 29:9 , Ezechiele 29:15; particolari castighi sono predetti da Isaia Isaia 19; Isaia 20:1 , Geremia Geremia 46 , Ezechiele Ezek.

29–32, Zaccaria Zaccaria 10:11. Ma le tre parole di Gioele, "L'Egitto diventerà una desolazione", sono più comprensive di qualsiasi profezia, eccetto quelle di Ezechiele. Predicono quella condizione permanente, non solo per la forza delle parole, ma per il contrasto con una condizione permanente di beatitudine. Le parole dicono, non solo "sarà desolato", come da un flagello passeggero che lo investe, ma "esso stesso 'passerà' in quello stato"; diventerà ciò che non era stato; e questo, in contrasto con la condizione permanente del popolo di Dio.

Il contrasto è simile a quello del Salmista: “Egli muta una terra fertile in sterile per la malvagità di coloro che vi abitano. Egli muta il deserto in un'acqua stagnante e la terra arida in sorgenti d'acqua” Salmi 107:33. Giuda dovrebbe traboccare di benedizioni e le correnti della grazia di Dio dovrebbero superare i suoi confini e portare fecondità a ciò che ora era arido e sterile. Ma ciò che dovrebbe rifiutare la Sua grazia dovrebbe essere esso stesso respinto.

Tuttavia, quando Gioele minacciò in tal modo l'Egitto, non vi furono sintomi umani della sua decadenza; gli strumenti dei suoi successivi rovesciamenti erano ancora orde selvagge, (come i Caldei, i Persiani e i Macedoni) da consolidarsi in seguito in potenti imperi, o (come Roma) non avevano l'inizio di essere. : "La continua storia monumentale dell'Egitto" risale a sette secoli prima di questo, al 1520 a.C. circa.

C. Avevano avuto una linea di conquistatori tra i loro re, che sottomise gran parte dell'Asia e contese con l'Assiria il paese che si trovava tra di loro. Anche dopo il tempo di Gioele ebbero grandi conquistatori, come Tirhaka; Psammetico riconquistò Asdod dall'Assiria, Neco ebbe probabilmente successo contro di essa, così come contro la Siria e il re Giosia, poiché prese Cadytis al suo ritorno dalla sua spedizione contro Carchemish 2 Re 23:29; Il faraone Hophra, o Apries, finché cadde per il suo orgoglio Ezechiele 29:3 , rinnovò per un certo tempo la prosperità di Psammetico; il regno di Amasi, anche dopo la conquista di Nabucodonosor, fu detto essere "il periodo più prospero che l'Egitto abbia mai visto"; era ancora un periodo di conquista straniera e le sue città potevano essere ingrandite in 20.000.

L'invasione persiana fu attirata da un'alleanza con la Lidia, dove Amasi inviò 120.000 uomini; le sue, a volte, lotte vittoriose contro i giganteschi eserciti dei suoi conquistatori persiani testimoniano una grande forza intrinseca; eppure sprofondava per sempre, una desolazione perpetua. «Ventitré secoli fa, in affitto, dai suoi naturali proprietari», dice uno scrittore incredulo, «ha visto Persiani, Macedoni, Romani, Greci, Arabi, Georgiani, e infine la razza dei Tartari, distinta col nome di Turchi ottomani, si stabiliscono nel suo seno.

"Il sistema di oppressione è metodico;" "un'aria universale di miseria si manifesta in tutto ciò che il viaggiatore incontra". : “Le case con muri di fango sono ora le uniche abitazioni, dove abbondano le rovine di templi e palazzi. Il deserto copre molte vaste regioni, che un tempo facevano sorgere l'Egitto tra i capi dei regni”. La desolazione dell'Egitto è lo straniero, perché solo l'eccessivo malgoverno avrebbe potuto effettuarla.

L'Egitto nelle sue dimensioni più grandi, è stato calcolato contenere 123.527 miglia quadrate o 79,057,339 acri, e essere tre quarti delle dimensioni della Francia Memoire sur le lae de Moeris. (1843). Le montagne che orlano nell'Alto Egitto, divergono al Cairo, separandosi, una catena, a est, l'altra a nord-ovest. Le montagne a ovest sprofondano nelle pianure; quelli a est conservano la loro altezza fino a Suez.

Circa 10 miglia al di sotto del Cairo, il Nilo si divideva, racchiudendo all'esterno dei suoi sette rami, quel triangolo di meravigliosa fertilità, il Delta. Una rete di canali, formata dalla stupenda industria degli antichi egizi, racchiudeva questo triangolo in un altro ancora più grande, la cui base, lungo la costa, era di 235 miglia, a una distanza diretta di circa 181. Ad est del ramo più orientale del Nilo , poneva la "terra di Gosen", in precedenza, almeno per il bestiame, "il bene della terra" Genesi 47:6 , Genesi 47:11 , almeno una parte dell'attuale esh-Sharkiyyeh, secondo per grandezza di le province d'Egitto, ma che, nel 1375 dC, fruttavano la più alta rendita dello stato.

Sul lato occidentale del Nilo, e circa un grado a sud dell'apice del Delta, un'opera stupenda, il lago artificiale di Moeris, racchiudendo entro murature 64 34 miglia quadrate d'acqua, riceveva le acque superflue del fiume, e così immediatamente prevenne il danno incidentale su qualsiasi troppo grande aumento del Nilo, e fornì acqua durante sei mesi per l'irrigazione di 1724 miglia quadrate, o 1,103, 375 acri.

Il Nilo che, quando straripava, si stendeva come un mare sull'Egitto, circondando le sue città come isole, portava con sé un potere fertilizzante, attestato da tutti, ma che, se non così attestato, sembrerebbe favoloso. Sotto un calore ardente, maggiore di quanto la sua latitudine spiegherà, la terra, fornita di umidità continua e di un deposito alluvionale sempre rinnovato che sostituisce ogni necessità di "rivestire" il suolo, produce, entro l'anno, tre raccolti di prodotti vari.

Questo sistema di canalizzazione dell'Egitto doveva essere molto antico. Si suppone che quella gigantesca concezione del sistema idrico del lago Moeris sia stata opera di Ammenemhes, forse intorno al 1673, aC. Ma un piano così gigantesco presuppone l'esistenza di un sistema di irrigazione artificiale che ha ampliato. Al tempo di Mosè, sentiamo per inciso dei “ruscelli” d'Egitto, “i canali” (cioè quelli usati per l'irrigazione) e “gli stagni” Esodo 7:19; Esodo 8:1 , i recipienti dell'acqua che era rimasta quando il Nilo si ritirò.

Oltre a questi, un modo artificiale di irrigazione “a piedi” Deut. 11:40 è menzionato, ora non più distintamente noto, ma utilizzato, come gli attuali piani della ruota idraulica e della leva, per irrigare le terre per i successivi raccolti. Questo sistema di irrigazione, al tempo di Gioele, era durato probabilmente per più di 1000 anni. Gli egizi attribuirono la prima svolta del Nilo al loro primo re, Menes, di favolosa antichità.

Ma finché durò in qualche misura, l'Egitto non poteva diventare sterile se non per miracolo. Anche ora si riprende, ogni volta che viene applicata acqua. "Dove c'è acqua, c'è fertilità." : “Le forze produttive del suolo d'Egitto sono incalcolabili. Ovunque l'acqua è sparsa, sorge una vegetazione rapida e bella. Il seme è seminato e innaffiato, e quasi nessun'altra cura è richiesta per i frutti ordinari della terra.

Anche nei punti adiacenti al deserto e che sembrano essere presi possesso dalle sabbie, l'irrigazione produce rapidamente una varietà di erbe e piante verdi”. Per il suo primo raccolto, non c'era che da gettare il seme e farlo pestare dal bestiame.

Niente allora poteva desolare l'Egitto, tranne la costante negligenza o oppressione dell'uomo. Nessuna tempesta o incursione passeggera poteva annientare una fertilità, che si riversava su di essa in una ricchezza sempre rinnovata. Per 1000 anni, il Nilo aveva portato all'Egitto una ricchezza senza sosta. Il Nilo trabocca ancora, ma invano tra spopolamento, e oppressione stridente, uniforme. Non il paese è esausto, ma l'uomo.

“Se” dice Mengin “è vero che non c'è paese più ricco dell'Egitto nelle sue produzioni territoriali, forse non c'è nessuno i cui abitanti siano più miserabili. È solo grazie alla fertilità del suo suolo e alla sobrietà dei suoi coltivatori che conserva la popolazione che ha ancora”. La marcata diminuzione della popolazione era iniziata prima della nascita di nostro Signore. “Un tempo”, dice Diodoro, “superava di gran lunga in densità di popolazione tutti i paesi conosciuti del mondo, e anche ai nostri giorni non sembra essere inferiore a nessun altro.

Nell'antichità contava infatti più di 18.000 villaggi e città considerevoli, come si può vedere iscritti negli elenchi sacri. Al tempo di Tolomeo Lagus ne furono contati più di 30.000, numero che è continuato fino ad oggi. Ma si dice che l'intero popolo dell'antichità fosse circa sette milioni, e ai nostri giorni non meno di tre”.

Una stima moderna suppone che l'Egitto, se coltivato al massimo, in anni abbondanti, sosterrebbe otto milioni. È difficile calcolare una popolazione in cui diversi ranghi desiderano nasconderla. Si è ipotizzato, tuttavia, che due secoli fa fossero quattro milioni; che, all'inizio di questo secolo, erano due milioni e mezzo; e che, nel 1845, erano 1.800.000. La grande diminuzione allora era iniziata 1900 anni fa.

Cause temporanee, peste, vaiolo; la coscrizione, in quest'ultimo secolo, hanno nuovamente dimezzato la popolazione; ma fino a quel momento non era sceso a un livello inferiore a quello che aveva già raggiunto almeno 18 secoli prima. La terra ancora, per la sua fecondità, continua a fornire più di quanto consumano i suoi abitanti; produce oltre il cotone, che gli estranei possono impiegare.

Eppure le sue brillanti macchie di vegetazione non sono che un'indicazione di quanto grandi siano i poteri in essa impiantati. Invano “il Nilo che sorge trabocca (come si pensa) una proporzione maggiore del suolo” rispetto a prima; invano il ricco deposito alluvionale ha invaso il graduale pendio del deserto; invano, nell'Alto Egitto se ne è aggiunta una terza, all'incirca all'epoca dell'Esodo. L'Egitto è colpito. I canali e persino le braccia del Nilo potevano soffocare.

Dei sette rami del Nilo ne restano solo due, dapprima artificiali. : "Gli altri sono scomparsi del tutto o sono asciutti in estate." Il grande braccio orientale, il Pelusiano, è quasi cancellato "sepolto quasi interamente sotto le sabbie del deserto". : “Il terreno alla foce del canale che lo rappresenta, è una distesa di sabbia o una palude.” : “Non c'è ormai traccia di vegetazione in tutta la pianura pelusiana. Solo un piccolo rialzo isolato ha alcuni boschetti su di esso e alcuni alberi di colonne giacciono sulla sabbia”. : "In mezzo a una pianura i più fertili, vogliono il minimo necessario alla vita."

La sabbia del deserto, frenata dal fiume e dai canneti sulle sue sponde, ha travolto le terre non più fertilizzate. : “Il mare non è stato meno distruttivo. Ha abbattuto le dighe in cui lo tratteneva il lavoro dell'uomo, e ha portato la sterilità sulle terre produttive che ha trasformato in laghi e paludi”. Uno sguardo alla mappa dell'Egitto mostrerà quanto è esploso il mare, dove una volta c'era la terra.

A est, il lago salato Menzaleh, (a sua volta da ovest-nordovest a sud-est lungo circa 50 miglia e oltre 10 miglia da nord a sud) assorbe altri due degli antichi bracci del Nilo, il Tanitico e il Mendesiano. Il ramo Tanitico è segnato da un canale più profondo al di sotto delle acque poco profonde del lago. Il lago di Burlos “occupa da est a ovest più della metà della base del Delta”. Più a ovest ci sono una successione di laghi, Edkou, Madyeh (sopra 12 12 miglia) Mareotis (37 12 miglia).

: “L'antico Delta ha perso più della metà della sua superficie, di cui una sporcizia è ricoperta dalle acque dei laghi Mareotis, Madyeh, Edkou, Bourlos e Menzaleh, tristi effetti dell'incuria dei regnanti o meglio predoni di questo paese infelice». Anche quando il lago Mareotis fu lasciato quasi prosciugare, prima dell'invasione inglese del 1801, non era che una laguna malsana; e il quartiere mareotico, un tempo famoso per il suo vino e per i suoi ulivi e papiri, era diventato un deserto. Lungi dall'essere fonte di fertilità, questi laghi di tanto in tanto, al basso Nilo, inondano il paese di acqua salata, e sono “circondati da basse e brulle pianure” .

L'antica popolazione e capacità della provincia occidentale sono attestate dalle sue rovine. : “Le rovine che i francesi trovarono ovunque nelle ricognizioni militari di questa parte dell'Egitto attestano la verità dei resoconti storici dell'antica popolazione della Provincia, ormai deserta” ; “così deserta, che a malapena si può dire il numero delle città in rovina frequentate solo da arabi erranti”.

Secondo un calcolo inferiore ad altri, 13 della terra precedentemente coltivata in Egitto sono state eliminate dalla coltivazione, cioè non meno di 1.763.895 acri o 2755.710 miglia quadrate. E questo non è di ieri. Verso la fine del 14° secolo, l'estensione della terra tassata era di 3.034.179 feddans, cioè 4.377.836,56 acri o 6840,13 miglia quadrate. L'elenco delle terre tassate dal governo egiziano nel 1824 produce una somma di 1,956, 40 feddan o 2,822,171 acri o 4409 miglia quadrate. Eppure anche questo non rappresenta la terra effettivamente coltivata. Alcuni anche dei terreni tassati sono lasciati interamente, alcuni parzialmente, incolti.

In un rapporto ufficiale si afferma che si coltivano 2.000.000 di feddan, quando lo straripamento del Nilo è il più favorevole, cioè solo 47 della quantità coltivabile stimata. I francesi, che esaminarono minuziosamente l'Egitto, in vista di un futuro miglioramento, calcolarono che oltre 1.000.000 di feddan (1.012.887) potrebbero essere ripristinati prossimamente con il ripristino del sistema di irrigazione, e quasi 1.000.000 (942.810) per il drenaggio dei suoi laghi, stagni e paludi, i.

e., quasi tanto quanto è effettivamente coltivato. Uno degli agrimensori francesi riassume il suo resoconto dello stato attuale dell'Egitto; “senza canali e le loro dighe, l'Egitto, cessando di essere vivificato in tutto, è solo un cadavere che la massa delle acque del suo fiume inonda al superfluo e distrugge con pienezza. Al posto di quelle antiche pianure coltivate e fertili, non si trovano che, qua e là, canali riempiti o tagliati in due, le cui numerose ramificazioni, incrociandosi in ogni direzione, mostrano solo qualche traccia appena distinguibile di un sistema di irrigazione; al posto di quei villaggi e città popolose, non si vedono che masse di rovine nude e aride, resti di antiche abitazioni ridotte in cenere; infine non si trovano che lagune, melme e pestilenziali, o sabbie sterili che si estendono,

Eppure questo è del tutto innaturale. Al tempo del profeta, era contrario a ogni esperienza. L'Egitto è ugualmente prolifico nella sua gente e nelle produzioni della terra. La razza egiziana è ancora considerata molto prolifica. Questo è così generale, che gli antichi pensavano che le acque del Nilo dovessero avere un qualche potere di fecondità. Eppure, con questi poteri impiantati nella natura intatti, la popolazione è diminuita, la terra semideserta.

Nessuno dubita che il persistente malgoverno dell'uomo sia la causa della desolazione dell'Egitto. Sotto i loro principi nativi, erano felici e prosperi. Alessandro, alcuni dei Tolomei, i Romani, videro, almeno, il valore dell'Egitto. La grande concezione del suo conquistatore greco, Alessandria, è stata fonte di prosperità per gli stranieri per oltre 2000 anni. La prosperità ha aleggiato intorno all'Egitto. Le menti, le più diverse, sono concordi nel pensare che, con un buon governo, la prosperità interna e la sua famosa ricchezza di produzione potrebbero essere immediatamente ripristinate.

Conquistatori di varie nazioni, persiani, macedoni, romani, greci, arabi, georgiani, tartari o turchi hanno provato le loro mani sull'Egitto. Strano che l'egoismo o l'impotenza per il bene abbiano dovuto poggiare su tutti; strano che nessuno abbia sviluppato i suoi poteri intrinseci! Strano contrasto. Una lunga prosperità e una lunga avversità. Un giorno appena rotto e una notte travagliata. E quel destino predetto nel mezzogiorno della sua prosperità, da quelle tre parole: "L'Egitto sarà una desolazione".

Edom sarà un deserto desolato - Edom, a lungo sconosciuta, la sua antica capitale, le sue dimore rupestri, sono state, negli ultimi quarant'anni, nuovamente rivelate. La desolazione ci è stata così descritta, che l'abbiamo vista, per così dire, con i nostri occhi. La terra è quasi la più irrimediabilmente desolata, perché un tempo era, artificialmente, altamente coltivata. Un tempo aveva “la grassezza della terra e la rugiada del cielo dall'alto” Genesi 27:39 : aveva Numeri 20:17 “campi di grano” e “vigne” in abbondanza, e “pozzi” d'acqua; la sua vegetazione, i suoi alberi e le sue vigne, attiravano la rugiada da cui erano sostenuti.

"Petra", dice Strabone, (Xvi. 4, 21), "si trova in un punto scosceso e scosceso all'esterno, ma all'interno possiede abbondanti fontane per l'irrigazione e l'orticoltura". La coltivazione della terrazza, per la quale ogni acquazzone che cade è immagazzinata al massimo, vestendo di fertilità i fianchi delle montagne, lascia quei fianchi scoscesi più nudi, quando sono in disuso. “Abbiamo visto”, dice un viaggiatore, “molte terrazze in rovina, testimonianze e resti di una fiorente agricoltura, che, nei giorni prosperi di Edom e Petra, rivestì molte di queste montagne ormai sterili di fertilità e bellezza.

Nella parte orientale di Edom esistono ancora campi di grano e alcuni villaggi agricoli; ma, con lievissime eccezioni, il paese è devastato da tristi desolazioni e disperata sterilità. I pendii e le montagne, un tempo ricoperti di terra e ricoperti di vigneti, sono ora rocce nude. Il terreno non più sostenuto da terrazze e riparato da alberi, è stato spazzato via dalle piogge.

I vari espedienti per l'irrigazione, che anche adesso potrebbero ridare fertilità a molti tratti considerevoli, sono tutti scomparsi. La sabbia del deserto e i detriti della morbida roccia delle montagne ricoprono le valli che un tempo sorridevano di abbondanza”.

Ora “le sorgenti sono state talmente prosciugate, da rendere impossibile il rinnovamento della generale fertilità di Edom (quasi). Nei luoghi lungo il corso del torrente crescono rigogliosi canneti e arbusti, abbondano oleandri e fichi selvatici, e testimoniano che un po' di coltivazione coprirebbe di nuovo la roccia, e riempirebbe le rupi degli innumerevoli giardini che un tempo le adornavano. Le tracce dell'antica fertilità sono innumerevoli; ogni luogo in grado di sostenere la vita vegetale veniva accuratamente irrigato e coltivato.

Numerose sono le scanalature nelle rocce per portare l'acqua piovana ai piccoli anfratti in cui ancora oggi si trovano i fichi. Ogni punto che poteva essere così protetto è stato murato, per quanto piccolo fosse lo spazio guadagnato, o per quanto difficili fossero i mezzi per metterlo in sicurezza. Gli antichi abitanti sembrano non aver lasciato intatto nessun luogo accessibile. Hanno esibito pari arte e industria nel ricavare dalle grandi mura della loro meravigliosa capitale qualunque cosa la combinazione di clima, irrigazione e abilità botanica potesse favorire nel magro suolo offerto loro.

I giardini pensili devono aver avuto un effetto meraviglioso tra i palazzi nobili della città quando era in tutto il suo splendore”. Questa desolazione iniziò subito dopo la cattività di Giuda e la gioia maligna di Edom in essa. Perché Malachia fa appello a Giuda, che mentre Dio lo aveva restaurato, aveva "deposto le montagne e l'eredità" di Esaù "desolato per gli sciacalli del deserto" Malachia 1:3.

Eppure Edom era il centro della conversazione delle nazioni. Occupando, come nelle sue dimensioni più strette, le montagne tra l'estremità meridionale del Mar Morto e il golfo Elanitico, si trovava sulla linea diretta tra Egitto e Babilonia. Un percorso noto andava da Heroopolis a Petra, la sua capitale, e da lì a Babilonia. Elath ed Ezion-geber scaricarono attraverso la sua vallata, l'Araba, la ricchezza che ricevettero per mare dall'India o dall'Africa.

Petra era la sosta naturale delle carovane. "I Nabatei", dice Plinio, "racchiudono Petra, in una valle di poco più di due miglia di estensione, circondata da montagne inaccessibili, attraverso le quali scorre un ruscello. Qui si incontrano le due strade di chi va a Palmira di Siria e di chi viene da Gaza». Di nuovo verso est, dice, "andarono da Petra a Fora, e di là a Charax" sulle rive del Tigri, vicino al golfo Persico.

Inoltre, la ricchezza dell'Arabia Felix si riversò per via terrestre attraverso Petra. : "A Petra e alla Palestina, i Gerreni e i Minei e tutti gli Arabi vicini portarono dall'alto paese l'incenso, si dice, e tutte le altre mercanzie profumate". Anche dopo che la fondazione di Alessandria aveva deviato gran parte del flusso del commercio da Leuce Come, il golfo di Elanitic, e Petra a Myos Hormus sul lato egiziano del Mar Rosso, i romani ancora collegavano Elath e Petra con Gerusalemme da una grande strada, di cui esistono ancora porzioni, e presidiavano il contatto da postazioni militari.

Di queste rotte, quella dall'Arabia Felice e dall'Egitto a Babilonia era stata probabilmente utilizzata per oltre 1000 anni prima dell'epoca di Gioele. Elath ed Eziongeber erano città ben note al tempo dell'Esodo Deuteronomio 2:8.

Il contatto era esso stesso complesso e molteplice. Le esportazioni di terre dell'Arabia Felice e il commercio di Elath passavano necessariamente attraverso Edom, e da lì si irradiavano in Egitto, Palestina, Siria. Il ritiro del commercio dell'Egitto non avrebbe solo distrutto quello di Petra, mentre Tiro, Gerusalemme, Damasco, ricevevano ancora mercanzie attraverso di lei. Per loro lei era il canale naturale; la via dei pellegrini da Damasco alla Mecca si trova ancora presso Petra.

Ai tempi di Joel, sul suo futuro non veniva proiettata la minima ombra. Allora Babilonia la distrusse per un po'; ma si è ripresa. Gli imperi babilonese e persiano perirono; Alessandro si alzò e cadde; Roma, padrone sia di Alessandria che di Petra, voleva che Petra sopravvivesse ancora. Nessun occhio umano poteva dire nemmeno allora che sarebbe stato finalmente desolato; tanto meno qualsiasi conoscenza umana avrebbe potuto prevederla in quella di Joel. Ma Dio disse da lui: "Edom sarà un deserto desolato", ed è così!

Come, tuttavia, Egitto ed Edom sono solo esempi dei nemici del popolo e della Chiesa di Dio, così la loro desolazione è solo un esempio di un grande principio del governo di Dio, che "il trionfo degli empi è breve, e la gioia degli empi per un momento” Giobbe 20:5; che, dopo il loro breve incarico di adempiere il giudizio di Dio sul suo popolo, il giudizio si ritorce su se stessi, "e quelli che odiano il giusto saranno desolati" Salmi 34:21.

20 Giuda abiterà per sempre - Non il Giuda terreno, né la Gerusalemme terrestre, perché questi devono finire, insieme alla terra stessa, della cui fine i profeti ben sapevano. È quindi l'unico popolo di Dio, il vero Giuda, il popolo che loda Dio, l'Israele, che è proprio Israele. L'Egitto, Edom e tutti i nemici di Dio dovrebbero finire; ma il suo popolo non avrà mai fine. "Le porte dell'inferno non prevarranno contro di lei". Il nemico non la distruggerà; il tempo non la consumerà; lei non decadrà mai. Il popolo di Dio dimorerà qui davanti a lui e per mezzo di lui e dimorerà con lui per sempre.

21 Poiché purificherò il suo sangue che non ho purificato - La parola tradotta "purificato" non è usata per purificazione naturale, né l'immagine è tratta dalla purificazione del corpo. La parola significa solo dichiarare innocente, o liberare dalla colpa. Né il "sangue" è usato generalmente per il peccato, ma solo per l'effettiva colpa dello spargimento di sangue. Il tutto quindi non può essere un'immagine presa dalla purificazione della contaminazione fisica, come le parole del profeta Ezechiele, “poi ti lavai con acqua; sì, ho completamente lavato via il tuo sangue da te” Ezechiele 16:9.

Né ancora può significare il perdono dei peccati in generale, ma solo il dichiarare innocente il sangue che era stato versato. Questo, l'unico significato delle parole, coincide con la menzione del “sangue innocente”, per lo spargimento di cui l'Egitto e Edom erano stati condannati. Le parole sono le stesse. Lì fu detto: “perché hanno sparso sangue innocente; dannazione naki;” qui, “dichiarerò innocente il loro sangue, nikkethi damam.

"Come", non è detto. Ma la sentenza sull'Egitto e su Edom spiega come l'avrebbe fatto Dio, punendo coloro che l'hanno versato. Perché in quanto Egli punisce lo spargimento, ha dichiarato innocente il "sangue", il cui spargimento ha punito. Così nell'Apocalisse è detto: "Ho visto sotto l'altare le anime di coloro che furono uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che avevano reso, e gridarono a gran voce, dicendo: Fino a quando, o Signore , santo e veritiero, non giudichi e vendichi il nostro sangue su coloro che abitano sulla terra?” Apocalisse 6:10.

: “Allora, al giudizio finale, quando la verità in tutte le cose sarà manifestata, Egli “dichiarerà il sangue” del suo popolo, che aderisce a Lui e alla sua verità, sangue che i loro nemici pensavano di aver versato giustamente e meritatamente come il sangue dei colpevoli, per essere stati davvero innocenti, assorbendoli dalla distruzione eterna a cui poi giudicherà i loro nemici per averlo versato”.

Perché - (letteralmente e) il Signore dimora in Sion Si chiude con la promessa della dimora eterna di Dio. Non parla semplicemente di un futuro, ma di un presente sempre costante. Colui che è, il Dio immutabile, "il Signore, infinito in potenza e di eterno Essere, che dà l'essere necessario a tutti i suoi scopi e promesse", ora dimora nel "Monte Sion, la città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste" ( Ebrei 12:22; aggiungi Galati 4:26; Apocalisse 3:12; Apocalisse 14:1; Apocalisse 21:2 , Apocalisse 21:10 ), ora per grazia e per la presenza del Suo Santo Spirito, in seguito nella gloria.

Sia della Chiesa militante in terra che di quella trionfante in cielo, è vero che il Signore dimora in loro, e ciò, perennemente. Della Chiesa in terra si verificherà ciò che dice il nostro Salvatore Cristo: «Ecco, io sono con voi sempre, fino alla fine del mondo» Matteo 28:20; e dei suoi membri Paolo dice che "essi" sono "della casa di Dio, tempio santo nel Signore, nel quale sono edificati insieme per dimora di Dio mediante lo Spirito" Efesini 2:19 , Efesini 2:21.

Della Chiesa trionfante, non c'è dubbio, che "Egli" dimorerà e vi dimorerà, e manifesterà la Sua presenza gloriosa per sempre, "nella" cui "presenza è la pienezza della gioia, e alla Sua Destra" ci sono "piaceri per per sempre” Sal 16:1-11 :12. È un'eterna dimora dell'Eterno, variata nel modo e nel grado della sua presenza dalla nostra condizione, ora imperfetta, lì perfezionata in lui; ma Egli stesso dimora in eterno. Lui, l'Immutabile, dimora immutabilmente; l'Eterno, eternamente.

: “Di te si dicono cose gloriose, o città di Dio” Salmi 87:3 Gerusalemme, nostra madre, noi tuoi figli ora gemiamo e piangiamo in questa valle di lacrime, sospesi tra speranza e timore, e, tra fatiche e conflitti, “ alzando gli occhi” a te e salutandoti da lontano. Veramente «di te si dicono cose gloriose.

Ma tutto ciò che si può dire, poiché è detto agli uomini e con le parole degli uomini, è troppo poco per le “cose buone” in te, che “né occhio ha visto, né orecchio ha udito, né è entrato in cuore di uomo” 1 Corinzi 2:9. Grandi ci sembrano le cose che soffriamo; ma uno dei tuoi più illustri cittadini, posto in mezzo a quelle sofferenze, che di te sapeva qualcosa, non esitò a dire: «La nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, ci produce un peso di gloria ben più grande ed eterno». 2 Corinzi 4:17.

Allora “rallegreremo nella speranza” e “presso le acque di Babilonia”, anche mentre “sediamo e piangiamo”, ci “ricorderemo di te, o Sion. Se ti dimentico, o Gerusalemme, possa la mia destra dimenticare” la sua astuzia. “La mia lingua si attacchi al palato, non mi ricordo di te, se non preferisco Gerusalemme alla mia principale gioia” Salmi 137:1.

O giorno benedetto agognato, quando entreremo nella città dei santi, "la cui luce è l'Agnello", dove "il Re è visto nella sua bellezza", dove "tutte le lacrime sono asciugate dagli occhi" del santi, 'e non ci sarà più morte né dolore né dolore, perché le cose di prima sono passate Apocalisse 21:23; Isaia 33:17; Apocalisse 21:4.

“Quanto è amabile il tuo tabernacolo, o Signore degli eserciti! L'anima mia anela, sì anela alle corti del Signore; il mio cuore e la mia carne gridano al Dio vivente” Salmi 84:1. "Quando verrò e comparirò davanti a Dio?" Salmi 42:2 , quando vedrò quel Padre, che sempre desidero e non vedrò mai, al quale da questo esilio griderò: "Padre nostro, che sei nei cieli?" O vero Padre, “Padre del nostro Signore Gesù Cristo” ( Romani 15:6 , .

..), “Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione!” 2 Corinzi 1:3. Quando 'vedrò il Verbo, che era in principio presso Dio' e chi 'è Dio?' Giovanni 1:1. Quando potrò baciare i suoi sacri piedi, trafitti per me, accostare la mia bocca al suo sacro costato, sedermi ai suoi piedi, per non allontanarmi mai da loro? O Volto, più glorioso del sole! Beato colui che ti vede, che non ha mai cessato di dire: 'Lo vedrò, ma non ora; Lo vedrò, ma non quasi Numeri 24:17.

Quando verrà il giorno in cui, mondato dalla contaminazione dei miei peccati, io 2 Corinzi 3:18 "a volto scoperto la gloria del Signore" 2 Corinzi 3:18 e vedrò lo Spirito santificatore, l'Autore di ogni bene, attraverso la cui santificazione siamo stati purificati, affinché 'possiamo essere simili a Lui e vederlo così com'è?' 1 Giovanni 3:2.

'Beati tutti coloro che abitano nella tua casa', o Signore, 'ti loderanno sempre' Salmi 84:4; per sempre ti vedranno e ti ameranno».

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Gioele 3

1 INTRODUZIONE A GIOIELE 3

Questo capitolo, che alcuni fanno il quarto, contiene una profezia dei giudizi di Dio su tutte le nazioni anticristiane al tempo della conversione degli ebrei, e le loro ragioni, Gioele 3:1-3 ; una minaccia di Tiro e Sidone, come rappresaglia, per aver portato le ricchezze degli ebrei nei loro templi e aver venduto le loro persone ai Greci, Gioele 3:4-8 ; un allarme per prepararsi alla battaglia di Armaghedon, o alla distruzione che sarà fatta nella valle di Giosafat, Gioele 3:9-15 ; e dopo di ciò un resoconto dello stato felice della chiesa di Cristo, la loro sicurezza e protezione, abbondanza, prosperità e purezza, fino alla fine del mondo, Gioele 3:16-21

Versetto 1. Poiché, ecco, in quei giorni e in quel tempo,

Quale Kimchi si riferisce ai tempi del Messia; ed è vero degli ultimi tempi del Messia, del suo regno spirituale ancora avvenire:

quando io ricondurrò in cattività Giuda e Gerusalemme, non dagli Edomiti, dai Tiri e dai Filistei, che li avevano portati in cattività al tempo di Acaz, né da Babilonia, dove erano stati portati in cattività da Nabucodònosor, perché nulla di ciò che è stato predetto in seguito seguì al ritorno di questi cattivi, ma questo disegna l'attuale cattività dei Giudei, e la loro restituzione alla loro terra; di cui vedi Isaia 52:8 Geremia 30:3,9,18-21

2 Versetto 2. Radunerò anche tutte le nazioni,

O farli radunare contro il suo popolo; non i Moabiti, gli Ammoniti e gli Edomiti, al tempo di Giosafat, come Aben Esdra; ma o i Turchi, profetizzati sotto il nome di Gog e Magog in Ezechiele, Ezechiele 38:1-39:21 ; e una moltitudine di altre nazioni con loro, che si raduneranno contro i Giudei, per riconquistare da loro il paese della Giudea, abiteranno dopo la loro conversione; oppure tutti i re e le nazioni anticristiane, che saranno radunati per la battaglia del gran giorno di Dio Onnipotente, Apocalisse 16:14 ;

e li farà scendere nella valle di Giosafat: Kimchi pensa che questa fosse una valle vicino a Gerusalemme, in cui Giosafat costruì o fece alcune opere, e così fu chiamato con il suo nome: Joseph Ben Gorion parla di una valle, chiamata la valle di Giosafat, che era vicino a Gerusalemme, all'estremità della quale un certo Zaccaria, un brav'uomo, ai tempi delle guerre giudaiche, fu rotolato e morì, gettato giù dalla cima di una torre sulle mura a est di Gerusalemme; e che è confermato da R. Abraham, citato da Lively; e il vero Giuseppe Flavio dice che la valle in cui quest'uomo fu gettato si trovava direttamente sotto Gerusalemme; e Beniamino di Tudela fa menzione di una valle con questo nome, che dice si trova tra Gerusalemme e il monte degli Ulivi; dove Girolamo la pone con il nome di Cela; con il quale il signor Maundrell è d'accordo chi dice che questa valle si trova tra il monte Moria e il monte Oliveto, e prende il nome dal sepolcro di Giosafat: e, secondo Lyra sul luogo, che è seguita da Adrichomius, è lo stesso con la valle di Kidron, che era situata in questo modo; ma, perché quella dovrebbe essere chiamata la valle di Giosafat, Non viene fornita alcuna ragione. Aben Esdra e altri sono dell'opinione che lo stesso sia per la valle di Beracha, dove Giosafat ottenne una grandissima vittoria su molte nazioni, 2Cronache 20:1,26 ; ma non sembra che sia stato chiamato con il suo nome, e, inoltre, sembra essere molto lontano da Gerusalemme; Sebbene ci possa essere un'allusione ad esso, che come molte nazioni furono lì radunate e distrutte, così sarà negli ultimi giorni; e sono dell'opinione che qui non si intenda alcun nome proprio di un luogo, come se lo si intendesse in comune, ma sia così chiamato dal giudizio di Dio qui eseguito sui nemici suoi e del suo popolo. Così Jarchi la chiama "la valle dei giudizi"; Giosafat significa "il giudizio" del Signore: Kimchi dice che può essere chiamato così a causa del giudizio, il Signore che lì intercede le nazioni e le giudica: e nel Targum è reso:

"La valle della divisione del giudizio":

e per me non si tratta di altro che Armageddon, la sede della battaglia di Dio Onnipotente, Apocalisse 16:16 ; e che può significare la distruzione delle loro truppe; vedi Gill su " Apocalisse 16:16" ;

e quivi li interporrò per il mio popolo e per la mia eredità Israele; il popolo dei Giudei, che ora sarà convertito, a cui sarà tolto il "loammi", Osea 1:9, e sarà chiamato di nuovo il popolo del Dio vivente, e sarà da lui considerato come sua parte ed eredità; sebbene non solo loro, ma tutti i santi; Tutti coloro che si sono separati dall'Anticristo, dalla sua dottrina e dal suo culto e hanno sofferto per lui,

che hanno disperso fra le nazioni e hanno diviso il mio paese; Kimchi si riferisce alla dispersione degli ebrei da parte di Tito e del suo esercito, e alla divisione della Giudea tra loro, il che non è sbagliato; in conseguenza di ciò sono ancora un popolo disperso, e la loro terra è stata divisa tra i Turchi e i Papisti; a volte abitata dall'uno, a volte dall'altro, e ora da entrambi, sui quali Dio si vendicherà; egli difenderà la causa del suo popolo, con i severi giudizi che infliggerà ai suoi e ai suoi nemici. Questo può riguardare la persecuzione dei cristiani da un luogo all'altro, e l'impadronimento delle loro terre e proprietà, e la loro separazione, così come la dispersione degli ebrei, e la divisione del paese di Canaan

3 Versetto 3. E hanno tirato a sorte per il mio popolo,

Non solo dividevano la loro terra, ma tiravano a sorte per le loro persone, o giocavano a dadi per loro, quanti prigionieri ogni soldato dovesse avere, e quale dovesse essere la loro parte e proprietà: novantasettemila Giudei, dice Giuseppe Flavio , furono portati prigionieri dai Romani, i quali, molto probabilmente, tirarono a sorte per loro, come era solito in questi casi; vedi Naum 3:10 ;

e hanno dato un ragazzo per una prostituta, e hanno venduto una ragazza per il vino, perché potessero bere; o davano un ragazzo perché si prostituisse alle concupiscenze naturali, al posto di una puttana; e una ragazza da corrompere per una bottiglia di vino: o davano un ragazzo al prezzo di una puttana, come lo interpretano il Targum e il Kimchi; cioè, diedero un ragazzo, invece del denaro, a una meretrice, perché giacesse con lei, come l'eunuco fu dato ai thailandesi; e diedero una ragazza al mercante di vino per tutto il vino che poterono bere in una sola seduta. Queste frasi esprimono sia la loro impurità e intemperanza, sia il basso prezzo e il valore che impongono ai loro prigionieri; ed è abbastanza applicabile ai papisti, noti per le stesse abominevoli concupiscenze

4 Versetto 4. E che avete da fare voi con me, o Tiro, Sidone e tutti i confini della Palestina?

I Tiri, i Sidoni e i Filistei erano vicini ai Giudei e loro nemici implacabili; e sono qui messi per i nemici della vera chiesa di Cristo, i Papisti e i Turchi, e in possesso dei quali si trovano ora quei luoghi: a questi si rivolge il Signore, chiedendo o chiedendo la ragione del loro cattivo uso di lui e del suo popolo: "Che avete a che fare con me?" per essere chiamati con il mio nome, O ha contato il mio popolo? Io non vi conosco, e non voglio avere alcuna comunione con voi, né voi che avete a che fare con il mio popolo, per turbarlo e affliggerlo? che torto ti ho fatto io o loro, perché tu li usi così?

Mi darete voi la retribuzione? per averti cacciato dal tuo paese e avervi messo dentro il mio popolo? Pensi di vendicarti?

e se mi renderete la ricompensa; facendo un torto al mio popolo:

presto [e] presto renderò la tua retribuzione sul tuo capo; porta su di te una distruzione rapida e improvvisa

5 Versetto 5. Poiché avete preso il mio argento e il mio oro,

che è tutto del Signore, Aggeo 2:8 ; o che egli aveva concesso al suo popolo ed essi gli avevano tolto.

e hai portato nei tuoi templi le mie cose belle e piacevoli; o i ricchi mobili delle case del suo popolo, che essi portarono nelle loro case, o "palazzi", come si può tradurre, o li avevano portati via loro stessi, o li avevano comprati da altri che li avevano presi, oppure i ricchi vasi del tempio, come questi furono portati via dai Caldei, e messi nei loro templi idolatrici, Daniele 1:2 ; così in seguito furono presi dai Romani e messi nei templi dei loro dèi: se qualcuno di questi cadde nelle mani dei Tiri, ecc. in qualche modo, e fu messo nei loro templi idolatrici, come il tempio di Ercole, non è certo; tuttavia, è noto che i papisti, i Tiri, di cui sono emblema, non solo costruiscono templi maestosi e li dedicano ad angeli e santi, ma li adornano più abbondantemente con oro e argento e tutte le cose buone e desiderabili; il che significa farne un uso idolatrico per cui non sono stati progettati

6 Versetto 6. e i figli di Giuda e i figli di Gerusalemme,

Non bambini di età letteralmente, come Kimchi, rapiti o comprati dai Tiri; ma gli abitanti di Giuda e di Gerusalemme,

avete venduto ai Greci; o figli di Giava; una parte della merce di Tiro era il commercio delle persone degli uomini; e Giavana, o i Greci, con altri, erano i loro mercanti per loro, Ezechiele 27:13 ; e le anime degli uomini fanno parte del commercio dei mercanti di Roma, simboleggiato dai Tiri, Apocalisse 18:13 ;

affinché li allontanaste dal loro confine; dalla loro terra, o luogo di dimora, affinché non potessero essere facilmente riscattati, e vi ritornassero più. Roma, la Tiro anticristiana, che commercia con le anime degli uomini, è alla loro dannazione eterna, per quanto in esse risieda. Cocceio interpreta questo dei figli della chiesa che venivano addestrati nella dottrina di Aristotele, ai tempi degli scolari

7 Versetto 7. Ecco, io li farò risorgere dal luogo dove li avete venduti,

Cioè, riportateli alla loro terra, dai loro luoghi dove sono stati portati prigionieri, e dove hanno dimorato nell'oscurità, e come se il furto fosse stato sepolto in tombe, ma ora dovesse essere risuscitato e restaurato; e la loro restaurazione sarà come la vita dai morti. Così il Targum,

"ecco, io li farò uscire pubblicamente dal luogo dove li avete venduti";

Questo deve essere inteso non delle stesse persone, ma della loro posterità, essendo esse lo stesso corpo naturale. Kimchi lo interpreta di loro e dei loro figli; loro alla risurrezione dei morti, i loro figli al tempo della salvezza. Alcuni pensano che ciò abbia avuto il suo compimento in Alessandro e nei suoi successori, dai quali gli ebrei, che erano stati tenuti prigionieri in altri paesi, furono liberati; in particolare da Demetrio, come riferisce Giuseppe Flavio : sebbene possa essere applicato alla futura restaurazione degli Ebrei, da tutti i paesi, nella loro propria terra; o piuttosto al radunamento dell'Israele spirituale, o popolo di Dio, che è stato perseguitato da un luogo all'altro dai loro nemici anticristiani;

e renderanno la tua retribuzione sul tuo capo; fa' a loro quello che hanno fatto agli altri; pagarli con la propria moneta; vendicare i torti fatti al suo popolo; vedi Apocalisse 13:10 18:6

8 Versetto 8. E venderò i tuoi figli e le tue figlie nelle mani dei figli di Giuda,

Cioè, consegnarli nelle loro mani, per disporne; si pensa che ciò si sia adempiuto letteralmente nei Tiri, quando trentamila di loro furono venduti come schiavi, dopo la presa della loro città da parte di Alessandro, che mise alcuni di loro nelle mani dei Giudei, essendo essi in amicizia con lui. progetta misticamente il potere che la chiesa ebraica, convertita e in unione con i cristiani gentili, avrà sugli stati anticristiani:

e li venderanno ai Sabei, a un popolo lontano; gli abitanti di Saba, paese che secondo i Giudei consideravano le estremità della terra; vedi Matteo 12:42. Questi non sono gli stessi dei Sabei, gli abitanti dei deserti dell'Arabia, che portarono via i buoi e gli asini di Giobbe; ma piuttosto quelli che erano gli abitanti dell'Arabia Felix, che si trovavano a una distanza maggiore. Così Strabone dice: I Sabei abitavano l'Arabia Felix; e Diodoro Siculo considera i Sabei molto popolosi, e una delle nazioni arabe, che abitavano quell'Arabia che si chiama Felix, la cui metropoli è Saba; e lui, come Strabone, osserva che questo paese produce molte piante odorifere, come la cassia, la cannella, l'incenso e il calamo, o la canna dolce; quindi si dice che l'incenso viene "da Saba, e la canna dolce da un paese lontano", Geremia 6:20 ; e poiché gli ebrei commerciavano con questo popolo per quelle spezie, è facile immaginare come vendessero loro i loro prigionieri: ora questi vivevano a grande distanza, nelle parti estreme dell'Arabia, sia verso il mare Indiano che verso il golfo Arabico. E Diodoro Siculo osserva che, δια τον εκτοπισμος, a causa della distanza della loro situazione, non vennero mai in potere o sotto il dominio di alcuno, o non furono mai sottomessi. Questi sembrano essere i discendenti di Cush, il figlio di Cam; e se erano i discendenti di Ioktan, figlio di Sem, come alcuni pensano, questi sono collocati da Vitringa in Carmania; e dove Plinio fa menzione di una città chiamata Sabe, e del fiume Sabis; ed è degno di nota che gli antichi padri greci, di comune accordo, interpretano i Sabei dei Saraceni: e se non possano progettare i Turchi, in possesso dei quali questo paese è ora, e nelle cui mani le potenze anticristiane possono essere consegnate per mezzo dei cristiani, sia ebrei che gentili, può essere considerato;

poiché l'Eterno ha parlato; e quindi sarà compiuto. Il Targum è,

"poiché così è decretato per la parola del Signore";

i cui consigli e decreti non possono mai essere frustrati. Questo, in un antico libro degli ebrei chiamato Mechilta, è riferito alla profezia di Noè riguardo a Canaan, i cui figli abitarono Tiro, "sarà servo dei servi per i suoi fratelli", Genesi 9:25, come osserva Jarchi

9 Versetto 9. Proclamate questo fra le genti,

Questo decreto di Dio, riguardante la liberazione della sua chiesa; e la distruzione dei loro nemici; che deve essere proclamato in mezzo a loro, con loro terrore e conforto del popolo di Dio, incoraggiandolo alla battaglia, poiché potrebbe essere sicuro della vittoria; poiché qui il profeta ritorna per dare un resoconto degli eserciti che dovevano essere radunati e distrutti nella valle di Giosafat, come appare da Gioele 3:12 ; e a tal fine gli araldi hanno qui l'ordine di fare proclamazione di guerra in tutte le nazioni, e di radunarle alla battaglia dell'Iddio Onnipotente; se seriamente, o ironicamente, può essere considerato; Ciò che segue sembra essere detto in quest'ultimo modo, ai nemici della Chiesa; anche se possono essere interpretati come se fossero stati pronunciati seriamente al popolo di Dio stesso:

preparare la guerra; Preparatevi ogni cosa, uomini e armi,

svegliate gli uomini potenti; generali, capitani e altri ufficiali, uomini di forza e di coraggio; si sveglino dal sonno e dal letargo in cui si trovano, e si preparino alla guerra, e si mettano alla testa delle loro truppe.

si avvicinino tutti gli uomini di guerra, salgano; nel paese di Giudea e a Gerusalemme; cioè, o le potenze cristiane con i loro eserciti, per difendere Gerusalemme contro i Turchi, e liberarla dalle loro mani; che compaiano a favore dei Giudei, altrimenti salgano contro di loro i nemici della chiesa e del popolo di Cristo, anche i più potenti di loro; Che raccolgano tutte le loro forze e facciano il massimo che possono, non prevarranno

10 Versetto 10. Trasforma i tuoi vomeri in spade e i tuoi falci in lance,

Non solo i soldati, e quelli che sono stati addestrati alla disciplina militare, appaiano sul campo in questa occasione; ma i vignaioli lascino i loro campi e le loro vigne e trasformino i loro strumenti di allevamento e di lavorazione della vite in armi da guerra; non eccepiscano la mancanza di armature, ma le convertano a tali usi: al contrario, quando questa battaglia sarà finita, le spade saranno trasformate in vomeri e le lance in falci, Isaia 2:4 ;

dicano i deboli: Io sono forte; coloro che sono deboli, a causa della malattia o della vecchiaia, non addurranno la loro debolezza per scusarli dall'impegnarsi in questa guerra; ma che facciano del loro meglio, e dicano di essere forti e sani, e adatti a questo, e vi entrino con tutto il coraggio e l'audacia: questo è detto ironicamente ai nemici del popolo di Dio, suggerendo che tutte le mani sarebbero necessarie, e dovrebbero essere impiegate, deboli e forti, e tutte abbastanza poche; quando avessero fatto il massimo sforzo possibile, sarebbe stato vano: oppure si sarebbe parlato loro seriamente al popolo di Dio, affinché nessuno di loro si scusasse, o si scoraggiasse a causa della sua debolezza dall'impegnarsi in quest'ultima e più grande battaglia; ma fatevi coraggio, fatevi coraggio, abbandonatevi come gli uomini e siate forti, perché prima potevano essere sicuri della vittoria. L'apostolo Paolo si riferisce a questo testo in 2Corinzi 12:10 ; e lo applica alla debolezza e alla forza spirituale; e in verità il credente più debole, che è così nella fede e] nella conoscenza, può dire di essere forte, in confronto a ciò che era una volta, e lo sono gli altri; forte non in se stesso, ma in Cristo, e nella potenza della sua potenza, e nella grazia che è in lui; né dovrebbe scusarsi dal combattere le battaglie del Signore, contro il peccato, Satana e il mondo, e i falsi insegnanti; o dal compiere l'opera del Signore, qualsiasi servizio a cui lo chiama; o dal portare la croce che egli pone su di lui a causa della sua debolezza; né dovrebbe: essere scoraggiato da queste cose; ma si rafforzi, come lo interpreta Aben Esdra, si faccia coraggio e si faccia coraggio

11 Versetto 11. Radunatevi,

Da diverse parti in un unico luogo: "Siate radunati"; o "radunatevi", come il Targum e il Kimchi; radunatevi in un corpo, radunate tutte le forze che riuscite a raccogliere, Jarchi, da Menachem, con il cambiamento di una lettera, la rende: "affrettatevi"; perdere tempo nella preparazione di questa battaglia; procura uomini e armi per loro, il più velocemente possibile; Sii il più rapido possibile:

e venite, voi tutti pagani; nazioni anticristiane, maomettane o papali; questi ultimi, specialmente, sono talvolta chiamati pagani e gentili, a causa dei riti pagani introdotti nel loro culto, Salmi 10:16 Apocalisse 11:2 ;

e radunatevi tutt'intorno, da ogni parte, fino alla valle di Giosafat o Armageddon, Apocalisse 16:14,16 ; questo è detto loro ironicamente, di usare i loro massimi sforzi per ottenere eserciti potentissimi contro il popolo di Dio, che non sarebbero di alcun aiuto, ma sarebbero di loro propria distruzione; o potrebbe significare ciò che dovrebbe essere fatto dalla provvidenza di Dio, portando un numero così grande di loro insieme alla loro rovina:

fa' che là scendano i tuoi prodi, o Signore; che è una preghiera del profeta, o della chiesa, a Dio, affinché mandi i suoi potenti, gli angeli che eccellono in forza, e distrugga questo grande esercito così radunato, come un angelo in una notte distrusse l'esercito di Sennacherib. Così Kimchi e Aben Esdra interpretano gli angeli, e molti altri interpreti; ma forse sarebbe meglio comprenderlo dei principi cristiani e delle loro forze, quegli eserciti vestiti di bianco e che cavalcavano cavalli bianchi, in segno di vittoria; con Cristo a capo di loro, Apocalisse 19:14 ; che si può dire essere stato fatto "scendere"; perché, essendo radunati, scenderanno nella valle di Giosafat, dove i loro nemici si sono radunati, e li sconfiggeranno, il Targum è,

"Là il Signore spezzerà la forza dei loro forti".

12 Versetto 12. Si sveglino le nazioni e vengano nella valle di Giosafat,

Cioè, che i nemici di Cristo e della sua chiesa siano svegliati da quello stato di sicurezza in cui si trovano, e si preparino per la loro propria difesa; poiché in un tale stato le potenze anticristiane saranno prima della loro distruzione; vedi Apocalisse 18:7 ; che si diano da fare ed esercitino tutto il rigore e la forza che hanno; vengano di buon umore contro il popolo di Dio; invadano la terra santa e giungano fino alla valle di Giosafat; e, quando vi giungono, scendano nel luogo designato per la loro rovina: poiché si dice che la terra della Giudea sia più alta di quella degli altri paesi, l'andare ad essa si esprime generalmente con l'andare ad essa; altrimenti è più comune dire che gli uomini scendono da una valle piuttosto che vi salgono; e, essendo menzionata di nuovo di questa valle, mostra che la stessa cosa è riferita qui come in Gioele 3:2 ; queste parole sono pronunciate in risposta alla richiesta in Gioele 3:11 ; poiché sono pronunciate dal Signore, come risulta da ciò che segue:

poiché là mi siederò per giudicare tutte le nazioni all'intorno; lì radunati da tutte le parti: l'allusione è a un giudice seduto in panchina, seduto per ascoltare e giudicare le cause, ed emettere una sentenza definitiva; e qui significa l'esecuzione di quella sentenza; tale da perorare la causa del suo popolo, da vendicarsi e infliggere la giusta punizione ai suoi nemici; vedi Salmi 9:4,5 Apocalisse 14:14

13 Versetto 13. Mettetevi nella falce, perché la messe è matura,

Questo è detto ai potenti inviati, i principi cristiani, i giustizieri della vendetta di Dio contro l'anticristo; gli angeli che verseranno le coppe della sua ira sugli stati anticristiani, paragonati a mietitori, con una falce affilata nelle loro mani, per tagliarli, come si taglia il grano quando si miete; come gli stessi stati sono paragonati a un raccolto maturo, la misura dei loro peccati è adempiuta e viene il tempo della loro distruzione fissato per loro; vedi Apocalisse 14:15 ;

venite, scendete; alla valle: o "andate a camminare"; poiché viene fatta un'altra similitudine: il riferimento qui è al pigiare i grappoli d'uva nel torchio, come appare da ciò che segue: e così il Targum lo rende,

"scendono, calpestano i loro uomini potenti";

allo stesso modo lo interpreta Jachi; e così la versione dei Settanta, quella siriaca e quella araba lo rendono e il dottor Pocock osserva che la parola nella lingua araba significa calpestare, come gli uomini pestano l'uva in un torchio: le ragioni seguono:

perché la stampa è piena; dei grappoli della vite; o la valle è piena di uomini malvagi, in confronto a loro, destinati alla perdizione.

i grassi traboccano; con il succo d'uva spremuto, che denota il grande spargimento di sangue che si farà; vedi Apocalisse 14:18-20; 19:15,18,20 ;

poiché la loro malvagità [è] grande; è giunto al suo culmine, raggiunge fino al cielo e invoca ad alta voce vendetta; è giunta la fine ad esso, e ai suoi autori, Apocalisse 18:5. Il Targum del tutto è,

"Sguainate la spada contro di loro, poiché è giunto il tempo della loro fine; scendono, calpestano i loro uomini potenti uccisi, come si calpesta una cosa in uno strettoio; versare il loro sangue, poiché la loro malvagità si è moltiplicata".

14 Versetto 14. Moltitudini, moltitudini nella valle della decisione,

Lo stesso vale per la valle di Giosafat menzionata prima, il che mostra che non si intende una valle con quel nome, ma un certo luogo così chiamato dai giudizi di Dio in essa; e qui chiamato "la valle della decisione", perché qui il loro giudizio sarà determinato, come Kimchi e Jarchi; e in questo tempo la controversia tra Dio, e i nemici del suo popolo, sarà deciso, e alla fine: o "la valle della concisione", come la versione latina della Vulgata; perché in questo luogo, e in questo tempo, le nazioni radunate in esso saranno fatte a pezzi, o, come gli altri, "la valle della trebbiatura"; perché, come, al tempo di Giosafat, i Moabiti e gli Ammoniti furono trebbiati dai Giudei nella valle di Berache, a cui si allude; così in questo tempo i re anticristiani e i loro eserciti saranno trebbiati e battuti, e distrutto dagli uomini di Giuda, popolo professante di Dio; vedi Michea 4:13 ; Queste sembrano essere le parole del profeta, che prorompono in questa patetica esclamazione, alla vista delle immense moltitudini radunate in questa valle e in essa uccise; e il raddoppio della parola serve ad esprimere il loro prodigioso numero: e questo dimostra che questa profezia si riferisce o al vasto esercito dei Turchi, sotto il nome di Gog, e alla grande strage che ne sarà fatta; e affinché questa valle sia la stessa della valle di Hamongog, cioè la valle della moltitudine di Gog, dove sarà sepolta la loro moltitudine di uccisi, Ezechiele 39:11 ; o a quella vasta carneficina dei re anticristiani e dei loro eserciti ad Armageddon, Apocalisse 16:14,16; 19:18-21 ; il Targum è,

"eserciti, eserciti, nella valle della divisione del giudizio":

poiché il giorno del Signore [è] vicino nella valle della decisione; cioè, il grande e terribile giorno del Signore, per vendicarsi di tutte le potenze anticristiane, sia orientali che occidentali, è vicino, cosa che sarà fatta in questa valle

15 Versetto 15. Il sole e la luna saranno oscurati,

Sia lo stato politico che quello ecclesiastico dell'anticristo saranno rovinati e distrutti; essa "se la caverà" con Roma Papale come fece con Roma Pagana, al momento della sua dissoluzione; vedi Apocalisse 6:12,13; 16:8 ;

e le stelle ritireranno il loro splendore, i principi e i nobili anticristiani nello stato civile, e il clero di tutti i ranghi nello stato della chiesa, perderanno la loro gloria

16 Versetto 16. Anche il Signore ruggirà da Sion, e farà udire la sua voce da Gerusalemme,

Cristo, l'Agnello, apparirà ora come il Leone della tribù di Giuda, e pronuncerà la sua voce nella sua provvidenza e nei suoi giudizi a favore della sua chiesa e del suo popolo, significati da Sion e da Gerusalemme; e perciò disse di ruggire, e di far emettere la sua voce da lì; sarà ascoltato da lontano e da vicino, e incuterà terrore nei cuori dei suoi nemici; vedi Geremia 25:30,31 ;

e i cieli e la terra tremeranno; Grandi rivoluzioni saranno fatte nel mondo, sia nella Chiesa che nello Stato, tra le potenze anticristiane; e tali che li faranno anche tremare e tremare, così come alterare la forma e la struttura delle cose tra loro; vedi Apocalisse 16:18,19 ; i cambiamenti di governo, civili ed ecclesiastici, sono talvolta significati da tali frasi, Aggeo 2:6,7 Ebrei 12:26,27 Apocalisse 6:14 11:13,19 ;

ma il Signore sarà la speranza del suo popolo; l'oggetto, l'autore, il fondamento e il fondamento della loro speranza di salvezza qui e nell'aldilà; in cui possono sperare e aspettarsi sicurezza e protezione nei momenti peggiori; poiché egli sarà il loro "rifugio", o il loro "porto" come può essere reso; al quale potranno ricorrere, per proteggerli e proteggerli dalla furia e dall'ira dei loro nemici, e dove saranno al sicuro, finché l'indignazione di Dio non sarà finita e passata; e mentre calamità e giudizi sono sul mondo non cristiano ed empio, Non avranno nulla da temere in mezzo a queste tempeste, trovandosi in un buon porto:

e la forza dei figli d'Israele; dell'Israele spirituale; di tutti coloro che sono veramente Israeliti, il popolo scelto, redento e chiamato dal Signore, sia Giudei che Gentili; l'autore e il datore della loro forza spirituale, della forza della loro vita e del loro cuore, delle loro grazie e della loro salvezza; dai quali sono forniti di forza per compiere i doveri della religione; esercitare la grazia; lottare con Dio nella preghiera; resistere ai nemici spirituali; per sopportare pazientemente le afflizioni e perseverare fino alla fine, o egli è la loro "fortezza"; la loro fortezza e luogo di difesa, dove sono al sicuro da ogni nemico, liberi da ogni angoscia, godono di solida pace e conforto, e hanno abbondanza di provviste, Isaia 33:16

17 Versetto 17. Così saprete che io sono il Signore vostro Dio che dimora in Sion, il mio monte santo,

La chiesa di Dio, che è la sua dimora; e sembrerà più manifestamente tale in questo tempo, quando Cristo l'Agnello starà sul monte Sion, con 144.000, avendo il nome del Padre suo sulla fronte, Apocalisse 14:1 ; e quale presenza del Signore sarà chiaramente percepita dal suo popolo; con la distruzione dei loro nemici e con la sua protezione di loro; essendo lui la loro speranza e la loro forza, il loro rifugio e la loro fortezza; Essi conosceranno sperimentalmente la sua divina dimora in mezzo a loro:

allora Gerusalemme sarà santa; o "santità"; non Gerusalemme, presa letteralmente, come Kimchi; sebbene, essendo ora ricostruita, sarà abitata da persone sante, gli ebrei convertiti, e quindi ogni sorta di santità praticata in essa; ma piuttosto l'intera chiesa di Dio ovunque, composta da persone sante, resa tale attraverso la santità di Cristo imputata a loro, e la grazia santificante del suo Spirito operata in loro; non che saranno perfettamente santi in se stessi, come faranno i santi nello stato della Nuova Gerusalemme, Apocalisse 21:2,27 ; ma lo saranno grandemente; la santità sarà predominante e universale tra gli uomini; ci saranno più veri santi e meno ipocriti nelle chiese; vedi Isaia 4:3 Zaccaria 14:20,21 ;

e non vi saranno più estranei che la attraversino; ferire e infastidire la chiesa di Dio; poiché in questi tempi non ci sarà nessuno che molesti, turbi e faccia del male, in tutto il monte santo del Signore, Isaia 11:9 ; o di contaminarla con false dottrine, adorazione superstiziosa o moralità; o la sua comunione non sarà interrotta e messa a disagio, o sarà tormentata da ipocriti e empi, estranei a Dio e alla pietà, a Cristo, al suo Spirito e al potere della religione; vedi Isaia 52:1 Ezechiele 44:9

18 Versetto 18. E in quel giorno avverrà

Quando l'anticristo sarà distrutto; gli ebrei si convertirono; la potenza della pietà si ravvivò e la presenza di Dio godette in mezzo al suo popolo. Vitringa, nel suo Commentario a Isaia, applica frequentemente questa e simili profezie ai tempi dei Maccabei; sebbene, egli riconosca, essi non fossero altro che un emblema di tempi migliori sotto la dispensazione del Vangelo; né nega il loro senso mistico e spirituale;

[che] i monti faranno cadere vino nuovo; che, e le seguenti espressioni, non devono essere intese in senso strettamente letterale, come sembra averle intese Lattanzio; il quale dice che, nel Millennio, Dio farà scendere mattina e sera una pioggia di benedizione; la terra produrrà ogni sorta di frutti senza la fatica dell'uomo; il miele cadrà dalle rocce, e le fonti del latte e del vino traboccheranno, ma in modo iperbolico, come si dice che nel paese di Canaan scorre latte e miele; Non che lo facesse veramente, ma la frase è usata per denotare la sua fertilità e l'abbondanza di benedizioni temporali in esso. Il senso letterale è questo, che le montagne saranno coperte di viti, sulle quali sono spesso piantate; queste viti saranno piene di grossi grappoli d'uva; e queste uve, pigiate, daranno una grande quantità di vino nuovo; e così, per una metonimia, si dice che le montagne lo fanno cadere, cioè abbondano di esso, o ne producono un'abbondanza: ma il senso spirituale o mistico è che le chiese di Cristo in quei tempi, paragonabili alle montagne, e quindi alle colline nella prossima frase, per il loro stato glorioso esaltato e visibile in cui saranno ora; e per i ricchi doni e le grazie dello Spirito all'interno loro; e per il pascolo che vi è sopra, e gli alberi di giustizia che vi crescono; e anche per la loro fermezza e stabilità, la loro immobilità e perpetuità durata; questi abbonderanno di nuove e grandi scoperte dell'amore di Dio e di Cristo, che è migliore del vino, Cantici 1:2,4 ; come il vino, rallegrante e ristoratore; come il vino nuovo, anche se vecchio nel suo originale, eppure nuovo nelle sue manifestazioni; e che di solito sono fatte nella chiesa, e le sue ordinanze, per rallegrare i cuori del popolo del Signore; Abbonderanno anche delle benedizioni della grazia, dei frutti dell'amore, come il perdono, la pace, la giustificazione, ecc. che, come il vino, riempiono di gioia, rianimano e confortano; e sebbene siano antiche benedizioni, fornite molto tempo fa, sono mostrate sotto la dispensazione del Vangelo in un modo del nuovo patto; e la loro applicazione si fa nelle chiese, in Sion, dove il Signore comanda la benedizione, sì, la vita per sempre. Questo può anche accogliere il Vangelo, che porta la buona novella di queste benedizioni, e quindi è molto rianimante e rallegrante; e, sebbene ordinato e predicato da sempre, è recentemente rivelato sotto l'attuale dispensazione; e sarà più chiaramente nei tempi successivi, quando tutti i monti o le chiese ne abbonderanno, e anche l'intera terra sarà piena della conoscenza di esso, Isaia 11:9 ; similmente l'ordinanza della cena del Signore, quella festa di cose grasse, di vini sulle fecce ben raffinati, fatta sul monte del Signore, perché tutto il suo popolo possa essere incluso; e sia in questo, sia nel ministero della parola, il Signore si compiace talvolta, come potrà più abbondantemente in seguito, di dare ai suoi santi un assaggio di quel vino nuovo, che Cristo ed essi prenderanno nel regno di suo Padre; vedi Cantici 7:9; Isaia 25:6; 55:1-3; Matteo 26:29 ;

E le colline scorreranno di latte, cioè vi sarà su di esse molto pascolo, e vi pascolerà un gran numero di bovini, che produrranno grandi quantità di latte; e così, con la stessa cifra di prima, si può dire che le colline scorrono con esso. Il significato spirituale è che le chiese di Cristo, paragonabili alle colline, per le ragioni sopra esposte, abbonderanno dei mezzi della grazia, del latte sincero della parola; a cui il Vangelo è paragonato per il suo candore e la sua purezza, perché ogni parola di Dio è pura e purificatrice; per placare l'ira che la legge produce; essendo facile da digerire, anche per i neonati; e la sua salutare virtù nutriente ed efficacia; e di questo ci sarà grande abbondanza negli ultimi giorni; vedi Cantici 4:11; 1Pietro 2:2,3 ;

e tutti i fiumi di Giuda scorreranno con le acque; cioè i canali in cui scorrono i fiumi; questi, in un tempo di siccità, sono a volte vuoti, e il fondo di essi si vede, ma ora sono pieni d'acqua, e scorrono con essa: la grazia è spesso nella Scrittura paragonata all'"acqua" a causa della sua natura rinfrescante, purificatrice e fruttificante; e "fiumi" ne denotano l'abbondanza; e i "canali", attraverso i quali è trasmessa agli uomini, dalla pienezza di Cristo, sono le ordinanze; vedi Zaccaria 4:12 ; e la profezia suggerisce che questi non dovrebbero essere aridi e vuoti, ma che grandi misure di grazia saranno comunicate per mezzo di esse alle anime degli uomini, per il loro grande conforto ed edificazione, e per il soddisfacimento dei loro bisogni; vedi Ezechiele 36:25; Giovanni 3:5; 4:10,14; 7:37-39 ;

e una fonte sgorgherà dalla casa dell'Eterno; non significa battesimo, come alcuni; né Cristo, fonte di grazia, di vita e di salvezza; ma il Vangelo, la parola del Signore, quella fonte piena di eccellenti verità e dottrine; delle benedizioni della grazia; di promesse estremamente grandi e preziose; e di molta pace spirituale, gioia e conforto: questa è la legge o dottrina del Signore, che dovrebbe venire da Sion, o dalla chiesa, Isaia 2:3 ; le acque vive che usciranno da Gerusalemme, Zaccaria 14:8 ; e lo stesso con le acque nella visione di Ezechiele, che provenivano da sotto la soglia della casa, Ezechiele 47:1 ; sembra denotare i piccoli inizi del Vangelo, e il grande aumento e traboccamento di esso nel mondo, come fa in tutti i passaggi precedenti: questo è riferito dagli antichi Giudei ai tempi del Messia;

irrigherà la valle di Sittim; una pianura o valle vicino al Giordano, ai confini di Moab, all'estremità più lontana di Canaan da quella parte, Numeri 33:49 Giosuè 3:1. Beniamino di Tudela dice che dal monte degli Ulivi si può vedere la pianura e il torrente di Shittim, fino o vicino al monte Nebo, che era nel paese di Moab. Questa valle o pianura, come il Targum, era così chiamata, o dall'albero "shittah", Isaia 41:19 ; di cui era il legno "shittim", tanto usato per varie cose nel tabernacolo e nel tempio, che vi cresceva; e che Girolamo in questo luogo dice essere una specie di albero che cresceva nel deserto, come una spina bianca nel colore e nelle foglie, anche se non nelle dimensioni, perché altrimenti era un albero molto grande, da cui si potevano tagliare le assi più larghe, e il suo legno molto forte, e di incredibile, levigatezza e bellezza; e che non cresceva in luoghi coltivati, né in terra romana, ma nel deserto dell'Arabia; e quindi si potrebbe pensare che non crescesse in questa pianura vicino al Giordano, e quindi non potrebbe essere denominata da qui: ma il dottor Shaw osserva che l'Acacia è di gran lunga l'albero più grande e più comune di questi deserti (cioè dell'Arabia), come potrebbe essere stato anche delle pianure di Shittim, di fronte a Gerico, da cui ha preso il nome; e aggiunge, abbiamo qualche ragione per congetturare che il legno di acacia, di cui i vari utensili, ecc. del tabernacolo, ecc. Esodo 25:10,13,23, ecc. furono fatti, era il legno dell'acacia. O forse questo luogo ha preso il nome dai giunchi che crescevano sulle rive del Giordano, vicino ai quali si trovava; poiché così, è la parola interpretata da alcuni: e Saadiah Gaon dice, questa valle è il Giordano; così chiamato, perché il Giordano era vicino a un luogo chiamato Shittim: tuttavia, sia come sia, questo non può mai essere inteso in senso letterale, che una fonte sorga dal tempio, e scorra fino al di là del Giordano, e irrigare qualsiasi tratto di terra lì; ma deve essere compreso spiritualmente, delle stesse acque del santuario come nella visione di Ezechiele, Ezechiele 47:1,8 ; al massimo, il senso letterale potrebbe essere solo che l'intera terra dovrebbe essere ben irrigata da un'estremità all'altra, e diventare molto fertile e feconda, per ordine e direzione del Signore, che abita nel suo tempio. Il senso mistico è il migliore. Jarchi fa menzione di un Midrash, che lo interpreta come l'espiazione dei peccati degli Israeliti, nell'affare di Baalpeor a Shittim, Numeri 25:1-3 ; ma il vero senso spirituale è che il Vangelo sarà portato fino alle parti più lontane della terra; che tutto il mondo ne sia riempito e irrigato e diventi fecondo, ciò che prima era come un deserto; queste acque vive scorreranno, sia verso il primo che verso i mari posteriori, verso l'est e l'ovest: era, come in Zaccaria 14:8 ; vedi Isaia 11:9. Alcuni lo rendono "irrigherà la valle dei cedri"; il legno di cachi è una specie di cedro, di cui sono state fatte molte cose appartenenti al tabernacolo, un tipo della chiesa, essendo solido, sano, incorruttibile e durevole; vedi Esodo 25:10,23 26:26,32 27:1 ; i santi sono paragonati ai cedri per la loro altezza in Cristo, la loro forza in lui, e nella sua grazia; le loro foglie, rami e radici grandi e allargate, o crescita nella grazia; e per la loro durata e incorruttibilità; vedi Numeri 24:5,6; Salmi 92:13 ; una valle può significare la bassa condizione del popolo di Dio; o essere un emblema di anime umili, miti e umili, alle quali il Vangelo è predicato, e che sono irrigate e ravvivate da esso, e ai quali è data più grazia; vedi Isaia 40:4, 61:1, 57:15. È da Simmaco reso "la valle delle spine"; e così Quinquarboreus dice che la parola significa e disegna tali che sono sterili nelle buone opere

19 Versetto 19. L'Egitto sarà una desolazione, ed Edom sarà un deserto desolato,

Queste due nazioni, essendo state i nemici implacabili di Israele, sono qui poste come futuri avversari della chiesa di Cristo, pagana, papale e maomettana; che saranno tutti distrutti come tali, e non saranno più: Roma è chiamata, spiritualmente o misticamente, Egitto, Apocalisse 11:8 ; ed Edom è un nome che ben si accorda con esso, significa "rosso", come lo è con il sangue dei santi: ed è comune, presso gli scrittori ebrei, da Edom intendere Roma; il che, sebbene possa non essere vero per tutti i luoghi che interpretano così, tuttavia è per molti, e così qui. Kimchi, per Egitto si intendono gli Ismaeliti, o i Turchi; e, presso Edom, Roma;

poiché la violenza dei figli di Giuda, perché hanno sparso sangue innocente, è il loro paese; o nel paese di Giuda; o piuttosto nel loro paese, l'Egitto e Edom. Ciò rispetta le violenze e gli oltraggi commessi dagli Stati anticristiani contro i veri professori della religione cristiana, i Valdesi e gli Albigesi, e altri, il cui sangue innocente, in grande quantità, è stato versato da loro. L'Anticristo è rappresentato come, ebbro del sangue dei martiri di Gesù, e nel quale si troverà il sangue di tutti i profeti e santi; e per questo motivo rovina e distruzione verranno su di lui e sui suoi seguaci, e sarà dato loro da bere del sangue, perché ne sono degni, Apocalisse 17:6 18:24 16:6,7

20 Versetto 20. ma Giuda abiterà in eterno,

Gli ebrei convertiti abiteranno nella loro terra per sempre, fino alla fine del mondo, e non saranno mai più portati prigionieri, Ezechiele 37:25 ; e il vero popolo professante di Dio, come significa Giuda, continuerà in uno stato di chiesa, per sempre, e non sarà mai più disturbato da alcun nemico, dimorerà sicuro e pacificamente fino alla fine dei tempi.

e Gerusalemme di generazione in generazione; abiteranno così allo stesso modo, età dopo età; cioè, gli abitanti di Gerusalemme, o i membri della vera chiesa di Cristo, che vedranno e godranno pace e prosperità, sia temporale che spirituale, come Gerusalemme significa

21 Versetto 21. Poiché purificherò il loro sangue [che] non ho purificato,

Che alcuni comprendono, come il Targum, del Signore, che infligge ulteriori punizioni ai nemici del suo popolo, per aver versato il loro sangue innocente; e che non espierà i loro peccati, né li riterrà innocenti, né permetterà che rimangano impuniti; ma piuttosto questo deve essere interpretato in un modo di grazia e misericordia, come un beneficio concesso a Giuda e Gerusalemme, che sono gli antecedenti immediati del parente qui; e nelle parole viene data una ragione per cui dovrebbero dimorare al sicuro e in pace per sempre, perché il Signore li giustificherà dai loro peccati; perdona le loro iniquità; purificali da tutta la loro contaminazione, simboleggiata dal sangue; della quale grazia non avranno mai avuto alcuna domanda fino a questo momento; ma ora tutta la loro colpa e la loro fede saranno rimosse; e in particolare Dio perdonerà, e dichiarerà di essere perdonato, il loro peccato di crocifiggere Cristo; il cui sangue avevano imprecato su se stessi e sui loro figli, e che è rimasto su di loro; ma ora sarà rimosso, con tutti i tristi effetti che ne derivano. Sebbene questo possa anche riferirsi alla conversione dei Gentili, e al perdono dei loro peccati, e alla santificazione delle loro persone, in quei luoghi e parti del mondo, dove tali benedizioni di grazia non sono state concesse in tempi passati per molti secoli, se mai;

poiché il Signore abita in Sion; e perciò diffonderà la sua grazia, e diffonderà le benedizioni di essa tutt'intorno: o "anche il Signore [che] abita in Sion"; egli farà ciò che è stato precedentemente promesso; essendo il Signore, egli può farlo; e dimorando in Sion, la sua chiesa, si può credere che lo farà; e questo sarà per sempre, quando la sua Shechinah vi ritornerà nei giorni del Messia, come osserva Kimchi

Commentario del Pulpito:

Gioele 3

1 Vers. Questi versetti descrivono la liberazione del popolo di Dio e la distruzione dei suoi nemici a causa del loro trattamento ingiurioso, offensivo e ignominioso nei confronti del suo popolo

Il tempo a cui si fa riferimento: In quei giorni, e in quel tempo, è il primo punto da determinare. Il riferimento è ovviamente al periodo di cui si parla nel ventottesimo versetto del secondo capitolo, dove leggiamo: "E avverrà in seguito, che spanderò il mio Spirito su ogni rossore". Questo sembra fissare almeno la data dell'inizio degli eventi registrati in questi versetti. Questi eventi devono essere stati successivi a quell'effusione pentecostale dello Spirito Santo. Ma una specificazione ancora più precisa del tempo viene aggiunta a titolo di apposizione, cioè (asher integrato da bahem o bah), quando riporterò la cattività di Giuda e Gerusalemme. Questa forma di espressione include, oltre alla restaurazione del popolo di Dio dalla sua dispersione e redenzione dalla schiavitù o dall'angoscia di qualsiasi tipo, la sua elevazione anche a una posizione di dignità più elevata e a una prosperità più grande di quella di cui aveva mai goduto prima. Così di Giobbe leggiamo, Giobbe 42:10 "E l'Eterno fece girare la cattività di Giobbe ... anche il Signore diede a Giobbe il doppio di quello che aveva prima". Il ki che introduce il versetto dà la certezza che la benedizione promessa nel versetto conclusivo del capitolo precedente si realizzerà, mentre l' hinneh dirige l'attenzione sulla novità e l'importanza dell'argomento introdotto nel primo versetto di questo capitolo

Vers. 1-8. - Liberazione e distruzione

La particella causale, con cui inizia il primo versetto di questo capitolo, la collega strettamente con la precedente. Non solo introduce un'ulteriore spiegazione, ma conferma le affermazioni ivi fatte. Il corso delle predizioni contenute nel capitolo precedente comprendeva l'effusione dello Spirito a Pentecoste; l'istituzione della Chiesa cristiana; le grandi catastrofi e i problemi che dovrebbero succedere; la distruzione della città santa e la dispersione dei suoi abitanti, qui chiamata "la cattività di Giuda e di Gerusalemme"; la liberazione di un residuo da quelle afflizioni - in ogni caso, la salvezza eterna dei pii che si unirono al Signore e al suo servizio. Della promessa generale, un esempio particolare è dato nel caso degli ebrei. Ma la promessa a Giuda e a Gerusalemme è un pegno della liberazione spirituale della sua Chiesa e del suo popolo, come anche della liberazione temporale quando e dove ciò sarà richiesto

IO LIBERO IL POPOLO DI DIO

1. La relazione in cui Israele stava con Dio è simbolica della relazione in cui il popolo di Dio sta ancora con lui. Essi sono il suo popolo; "Popolo mio ", si compiace di chiamarlo; "La mia eredità", li chiama. Essi sono il suo "tesoro particolare" e "la sorte della sua eredità", come egli altrove li designa. La loro terra è la sua terra. Vediamo così quanto il popolo di Dio gli sia caro, e quanto profondo interesse egli abbia per le loro persone e per le loro proprietà, in effetti, per tutto ciò che li riguarda. Sono suoi per la correzione quando è necessaria; sono suoi per proteggerli dai loro nemici; sono suoi per raddrizzare i loro torti e per vendicarsi dei loro avversari; Spetta a lui conservare i loro beni e punire tutti coloro che vi trasgrediscono o li espelleranno. Li conserva e tutto ciò che hanno come nel cavo della sua mano; e gli sono care come la pupilla dei suoi occhi

2. Questa promessa comprende in sé una serie; è, infatti, istanziata in un solo caso, ma non si limita ad esso, ma si moltiplica. Proprio come gli Israeliti furono liberati dalla schiavitù dell'Egitto, e Gerusalemme dalle mani di Sennacherib durante il regno di Ezechia, e gli Ebrei dalla cattività in Babilonia, e altre liberazioni della Chiesa e del popolo giudaico ebbero luogo prima dell'avvento del Messia, così la promessa si è ripetuta nelle molte liberazioni del popolo di Dio da allora. Specialmente è esemplificato nella grande liberazione dal peccato e da Satana operata per noi dal Messia; e avrà il suo completo compimento nel giudizio del gran giorno

II DISTRUZIONE DEI NEMICI DEL POPOLO DI DIO

1. Contemporaneamente all'anno dei redenti sarà l'anno della ricompensa per la controversia di Sion. La salvezza del popolo di Dio e la distruzione dei suoi nemici vanno di pari passo. Sono spesso collegati nel tempo, quasi sempre in previsione

2. Sono indicati il luogo e il tempo, cioè la valle dove Giosafat ottenne la sua notevole vittoria, e dove gli alleati si uccisero l'un l'altro, come se una sorte simile attendesse tutti i nemici d'Israele; o la valle così chiamata nelle vicinanze, e in vista di Gerusalemme, affinché la loro distruzione potesse essere sotto gli occhi del popolo stesso che cercavano di ferire; o, Come indica il nome, la "Valle del Giudizio", qualunque sia il luogo particolare a cui si intende, sarà un luogo di giustizia

3. La distruzione procederà secondo stretta giustizia. Dio perorerà la causa del suo popolo, a riprova del fatto che egli tratta i loro nemici in modo giudizioso, non capriccioso, né senza motivo. In questo modo la loro distruzione sarà vista come il risultato di un processo giudiziario, e pienamente meritata

4. C'è un elenco dei motivi dedotti e un esempio della memoria adottata

(1) Tra i primi ci sono la dispersione di Israele tra nazionalità straniere e lontane, la divisione della loro terra, la distribuzione degli abitanti, il disprezzo riversato su di loro, la crudeltà praticata su di loro e la spoliazione dei loro tesori, secolari e sacri

(2) Il metodo di arringa esprime una profonda e meritata indignazione. Identificandosi con il suo popolo, chiede indignato: Che cosa avete a che fare con me, cioè con il mio popolo? Che male ti hanno fatto? Quale provocazione ti hanno dato? Oppure, se adottiamo la lettura alternativa di "Che cosa siete per me?", l'essenza di questo interrogatorio indignato è: Che interesse avete per me? Che diritto avete su di me? Che valore avete voi per me, perché io trascuri una condotta così ingiusta e ingiustificabile da parte vostra? Inoltre, egli chiede: Volete ricambiare qualche presunta offesa che vi ho fatto, o qualche provocazione immaginaria che vi ho fatto? Mi ricompenserete vendicandovi del mio popolo, con il quale sono così strettamente identificato? O intendi scatenare la tua malizia gratuita sul mio popolo e, per pura malignità, infliggergli ferite del tutto immotivate? Hai chiuso gli occhi sul risultato di tale condotta, che deve essere una rapida e improvvisa ricompensa sul tuo capo?

(3) La massima comune di "Malfatto, mal andato" è esemplificata nella condotta di questi nemici di Dio e del suo popolo. Ciò che hanno ottenuto da un peccato, lo hanno profuso in un altro. I prigionieri ebrei, che avevano preso con la violenza, li tenevano in servitù domestica per lavori domestici a se stessi o ad altri, o li trasportavano in una terra lontana e straniera, e li vendevano come schiavi, mentre i proventi del baratto in un caso, o della vendita nell'altro, li spendevano per le loro concupiscenze. L'argento, l'oro e le cose di buon piacere che avevano saccheggiato dal popolo, o tempio del Signore, li hanno sperperati nell'idolatria. Era usanza comune tra gli antichi appendere nei templi il bottino preso al nemico e i trofei della vittoria; così l'arca di Dio, quando fu catturata dai Filistei, fu trasferita nel tempio di Dagon, il dio-pesce. Di quale nero catalogo di crimini erano accusati questi nemici del popolo di Dio! C'erano violenza e rapina, commercio di schiavi, ubriachezza e lussuria e idolatria

(4) Anche in questo caso si applica la legge sul taglione. Avevano venduto i figli di Giuda e di Gerusalemme ai Greci per espatriarli in terre remote, dove non avrebbero avuto l'opportunità di unirsi per la sicurezza comune, o da dove non avrebbero mai potuto avere la speranza di tornare nel loro paese. Ora, a loro volta, e come giusta punizione, i loro figli sarebbero stati venduti ai figli di Giuda, e da questi ai Sabei, un popolo lontano. Che ciò sia stato compiuto, come alcuni suppongono, nelle guerre dei Maccabei e nelle loro vittorie sui nemici degli Ebrei, o no, è certo che il principio della punizione trova qui un luogo adatto per la sua operazione. La giustezza di questo principio fu riconosciuta da Adoni-Bezek, quando disse: "Settanta re, avendo i pollici e le dita dei piedi tagliati, raccolsero la loro carne sotto la mia tavola: come ho fatto io, così Dio mi ha ricompensato". Questo principio è largamente prevalente negli affari degli uomini, non solo a titolo di retribuzione, ma anche in materia di ricompensa. Il male che gli uomini fanno si ripercuote sulla loro testa; Anche il bene ha la sua ricompensa

OMELIE DI J.R. THOMSON versetto 1.- Ripristino dalla cattività

Si ritiene che Gioele sia stato il primo dei profeti che profetizzarono in Giuda e a Gerusalemme. Se è così, è notevole l'audacia con cui ha aperto la strada nel tono generale delle sue dichiarazioni e predizioni, e soprattutto con quale intuizione poetica, con quale fervore religioso, ha collegato gli eventi politici con lezioni di morale eterna. In questo capitolo non si troverebbe forse altro che storia; tuttavia la grandezza e la solennità del linguaggio indicano piuttosto verità di importanza e potenza divina come il vero significato della profezia. La stessa cattività qui predetta ha la sua analogia spirituale, e la restaurazione di Giuda è un tipo del riscatto del genere umano

LA PEGGIORE PRIGIONIA È QUELLA DELL'UMANITÀ AL PECCATO

1. Ciò implica che il peccato non è il vero e proprio signore della nostra razza, ma che Dio ha diritto alla lealtà e all'obbedienza degli uomini

2. E che il peccato è un tiranno, arbitrario, ingiusto e vilmente oppressivo

3. E inoltre, che in tale schiavitù non si può trovare pace, né libertà, né soddisfazione.

II L'UNICO LIBERATORE DELL'UMANITÀ È DIO STESSO

1. La sua interposizione è suggerita dalla compassione divina

2. Ed è effettuato con mezzi soprannaturali. Liberando Giuda dalla cattività in Oriente, Geova dipingeva, per così dire, in anticipo un quadro di ciò che doveva ancora essere. In Cristo Dio ha posto aiuto su Colui che era potente; la sua designazione è enfaticamente il Redentore

3. L'interposizione è completata dalla restaurazione dei riscattati a una felicità maggiore di quella che hanno perso e perso con la loro slealtà

III I RESTAURATI DALLA SCHIAVITÙ SPIRITUALE SONO CHIAMATI ALL'OBBEDIENZA E ALLA LODE

1. All'obbedienza, perché hanno gustato i frutti amari della ribellione e hanno imparato la lezione che la vera felicità risiede nell'allegra sottomissione

2. Da lodare, perché la misericordia che hanno sperimentato merita riconoscimenti grati e incessanti.

OMELIE di d. thomas Versetti 1-8.- La persecuzione degli uomini buoni

"Poiché, ecco, in quei giorni", ecc. "In questo capitolo il profeta ritorna dalla visione tra parentesi che aveva mostrato dell'inizio della dispensazione cristiana e del rovesciamento della politica ebraica, per pronunciare predizioni riguardo agli eventi che sarebbero accaduti dopo la cattività babilonica, e riempire lo spazio che doveva intercorrere tra la restaurazione degli ebrei e il primo avvento di Cristo. Egli annuncia il giudizio che si terrà sui loro nemici dopo il loro ritorno in Giudea" (Henderson). E in questi due versetti specifica il motivo per cui dovevano essere puniti. Il nostro argomento è la persecuzione degli uomini buoni sulla terra

CI SONO SEMPRE STATI UOMINI BUONI SULLA TERRA. Per quanto il mondo sia stato corrotto per sessanta secoli, ci sono sempre stati in ogni generazione alcuni uomini il cui carattere è stato per lo più buono, e per i quali il grande Governatore del mondo ha manifestato un interesse speciale. Questi sono nel libro sacro chiamati con una grande varietà di nomi. Sono chiamati qui:

1. "Il mio popolo". Sono i suoi

(1) Si sono arresi alla sua volontà Tutti gli altri sono controllati da una varietà di leggi, essi sempre dalla sua volontà. Qualunque cosa facciano, in parole o in azioni, sono ispirati da un'amorevole lealtà alla sua volontà. Essi sono i suoi servi fedeli, i suoi sudditi leali, i suoi figli amorevoli generati di nuovo dalla sua volontà

(2) Ha promesso loro la sua amorevole tutela. Egli è il loro Pastore. "Li guida per acque tranquille". Egli è il loro Padre. "Come un padre ha pietà dei suoi figli". Egli provvede a tutti loro il provvedimento necessario, sia per questa vita che per la vita futura

2. "La mia eredità". In Esodo 19:5 si trovano queste parole: "Ora, dunque, se ubbidite alla mia voce e osservate il mio patto, sarete per me un tesoro particolare più di tutti i popoli, perché tutta la terra è mia". Colui che possiede l'universo, stima le anime sante come il più prezioso dei suoi beni. A suo avviso, il vasto universo della materia non vale nulla in confronto a uno spirito veramente virtuoso

II QUESTI BRAVI UOMINI SULLA TERRA SONO STATI GENERALMENTE OGGETTO DI PERSECUZIONE. "Essi hanno disperso fra le nazioni e hanno diviso il mio paese". I fedeli e i leali tra gli ebrei, dopo la loro restaurazione dalla cattività babilonica, erano stati spinti dalla violenza tra le nazioni. Le indegnità e le crudeltà che essi. sono stati oggetto sono specificati nei versetti successivi. "Persecuzione". Un vecchio scrittore dice: "è il peccato dominante del mondo". L'inimicizia tra il seme della donna e il serpente si è manifestata fin dall'inizio. "Non meravigliarti", disse Cristo, "che il mondo ti odi". C'è una persecuzione che, pur non coinvolgendo legami, imprigionamenti e violenze fisiche, comporta la malizia dell'inferno e infligge gravi ferite. C'è la calunnia sociale, il disprezzo, il degrado e varie disabilità. I buoni devono sempre soffrire in un mondo come questo per amore della coscienza

LA LORO PERSECUZIONE SARÀ VENDICATA DAL CIELO. "Radunerò tutte le nazioni, le farò scendere nella valle di Giosafat, e là le intercederò per il mio popolo e per la mia eredità Israele". Non è necessario supporre che la valle di Giosafat qui significhi la valle attraverso la quale scorre il Cedron, che si trova tra la città di Gerusalemme e il Monte degli Ulivi; o la valle delle benedizioni menzionata in 2Cronache 20, o qualsiasi altro luogo particolare. Il suo significato letterale è "la valle dove Dio giudica". Significa qui la scena in cui Dio avrebbe inflitto la retribuzione alle nazioni che perseguitavano il suo popolo. Fu nella valle di Giosafat che, con ogni probabilità, l'esercito di Sennacherib fu ucciso dall'angelo vendicatore del Cielo. Ah! si affretta il tempo in cui i persecutori di ogni specie ed età riceveranno la piena punizione inflitta loro in qualche grande valle di Giosafat. - D.T

2 Ver. 2 - rappresenta pittoricamente la sentenza di Dio sulle nazioni che erano state ostili al suo popolo, con un riassunto generale delle ingiurie inflitte loro. Radunerò tutte le nazioni e le farò scendere nella valle di Giosafat. Più di otto secoli prima dell'era cristiana il re Giosafat aveva riportato una splendida vittoria sull'esercito alleato dei popoli vicini - Moabiti, Ammoniti ed Edomiti - che avevano unito le loro forze contro Gerusalemme. Il re era stato assicurato di questa vittoria dalla profezia di Jahaziel. Canti di lode avevano preceduto la battaglia, e canti di ringraziamento erano succeduti alla vittoria; per questo il luogo fu chiamato la valle di Berachah, o benedizione. Il ricordo di una tale straordinaria liberazione, non più di mezzo secolo prima del tempo del profeta, avrebbe fatto una vivida impressione nella mente del profeta e del suo popolo. Di conseguenza, questo splendido pezzo di storia passata si intreccia con la predizione del profeta sul futuro e ne costituisce le fondamenta. È come se avesse detto: "In un'occasione memorabile e in una valle ben conosciuta, Dio si è compiaciuto di concedere al suo popolo e al suo principe una gloriosa vittoria sulle forze congiunte dei loro nemici; così in un periodo futuro, sotto il regno del Principe Messia, Dio soggiogherà e distruggerà le nazioni gentili che avevano oppresso il suo popolo". Poco importa se comprendiamo la valle di Giosafat in senso letterale, come forse la valle del Chedron tra Gerusalemme e l'Oliveto, o in senso figurato; La rappresentazione è altrettanto appropriata e le immagini altrettanto impressionanti. "Questa", dice Aben Esdra, "fu la guerra in cui i figli di Moab e Ammon e Seir unirono le loro forze insieme in una grandissima moltitudine, mentre Giosafat aveva da Giuda e Beniamino uomini potenti e valorosi; e la valle di Giosafat è la valle di Beraca, poiché Giosafat chiamò così il suo nome". Kimchi dà il seguente senso alternativo: "Ci sarà la guerra, e questa valle apparteneva al re Giosafat; forse vi costruì, o vi fece un'opera, e prese il suo nome, e la valle era vicina alla città di Gerusalemme; o è chiamata la valle di Giosafat dal nome del giudizio, come egli disse: 'Là li interferirò'". E quivi li interporrò per il mio popolo e per la mia eredità, Israele, che essi hanno disperso fra le nazioni. Dio avrebbe supplicato, o conteso, le nazioni, e avrebbe emesso una sentenza su di loro a causa della loro dispersione della sua eredità: nachalathi, il suo popolo particolare, e la loro divisione della sua terra, 'artsi, o regno. Questo deve essere riferito al lungo tempo successivo in cui la Palestina divenne una provincia romana, e la sua capitale rasa al suolo; Poi iniziò la grande dispersione del popolo dell'alleanza tra le nazioni, che continua fino ai giorni nostri

Vers. 2-8.- Retribuzione

La profetica preveggenza di Gioele vede le calamità che devono abbattersi sugli ebrei, suoi connazionali. Guardando indietro al passato, siamo in grado di verificare la giustezza di queste predizioni. Le deportazioni in Oriente, l'oppressione sotto Antioco, la dispersione da parte dei Romani, questi terribili eventi della storia ebraica si presentano davanti ai nostri occhi. Ma dove cercheremo l'adempimento delle predizioni di vendetta e di punizione? Sicuramente Dio nella sua provvidenza ha rovinato i guastatori e ha condotto prigionieri i prigionieri! Non è rimasto che un nome e un ricordo dei superbi conquistatori e delle potenti nazioni che oppressero e dispersero Israele. Un presagio di giudizio finale, un'immagine dei propositi dell'Eterno. Il Signore regna e nessuno può fermare la sua mano

I L'OPPRESSIONE DEL POPOLO DI DIO DA PARTE DEI SUOI NEMICI

1. Il lode è separato. Il suolo sacro è diviso tra gli stranieri, perché le tribù a cui è stato assegnato sono espropriate. Gli eredi diventano schiavi e lavorano duramente sulla propria eredità

1. I tesori vengono portati via. L'argento, l'oro, le cose piacevoli, che sono state una delizia per gli occhi e un arricchimento per la popolazione, queste cose vengono portate via per adornare i palazzi e i templi dei conquistatori e dei carcerieri

2. Gli abitanti del paese sono condotti in cattività, sono dispersi tra le nazioni, lontani dalle case dei loro antenati e dai luoghi della loro infanzia

3. Anzi, peggio ancora, i bambini sono venduti come schiavi, come sciocchezze senza valore, o come ministri del lusso o della lussuria dei padroni pagani

II LA LIBERAZIONE DEL POPOLO DI DIO DAI SUOI NEMICI

1. I nemici e gli oppressori saranno essi stessi sconfitti e vinti. La valle di Giosafat, o "giudizio di Geova", sarà la scena di una giusta retribuzione, in cui la causa del popolo di Dio sarà mantenuta, e i suoi nemici giudicati

2. Il popolo di Dio sarà ristabilito nelle sue dimore, nella sua felicità e nei suoi privilegi di un tempo; il male sarà annullato

3. E gli oppressori sopporteranno a loro volta la sorte che hanno inflitto al popolo del Signore; coloro che hanno venduto gli Israeliti in cattività in Occidente saranno essi stessi deportati come schiavi in Oriente. Da questa predizione si può imparare la grande lezione: che il Signore regna, che non permette che accada nulla al suo popolo, che non prevarrà per il loro bene e per la sua gloria.

3 Hanno tirato a sorte per il mio popolo, hanno dato un ragazzo per una prostituta, e hanno venduto una ragazza per vino, perché potessero bere. Tale era la contumelia con cui furono trattati al tempo della grande catastrofe di cui si parla. I prigionieri furono distribuiti a sorte tra i conquistatori; questi a loro volta li vendevano ai mercanti di schiavi per la minima sciocchezza: uno schiavo per l'affitto di una prostituta, o una schiava per un bicchiere o un sorso di vino. Tale trattamento era stato predetto secoli prima, ed è stato verificato dalla storia contemporanea. Levitico 26:33), sqq., e Deuteronomio 28:36 per la predizione; e Giuseppe Flavio, Deuteronomio Bell. Giud., 6:9:2,3, per l'adempimento Novantasettemila prigionieri furono disposti come segue: quelli di età inferiore ai diciassette anni furono venduti pubblicamente; alcuni esiliati a lavorare nelle miniere egiziane; altri si riservarono di combattere con le bestie feroci nell'anfiteatro. Sempre al tempo di Adriano quattro prigionieri ebrei furono venduti per una misura di orzo. Anzi, per di più, il comandante siriano, Nicànore, mercanteggiava in anticipo la vendita di quegli ebrei che avrebbero dovuto essere presi in balia della guerra dei Maccabei. Il profeta, inoltre, attende in visione profetica il giorno del giudizio finale, quando Dio, in giusta retribuzione, verserà le coppe della sua ira su tutti gli oppressori della sua Chiesa e del suo popolo

4 Vers. In questi versetti il profeta si sofferma prima di procedere a descrivere il giudizio finale delle potenze mondiali per la loro ostilità e oppressione verso la sua Chiesa, e sottolinea l'amara inimicizia delle nazioni vicine verso il popolo dell'alleanza ai giorni del profeta, con una predizione della giusta retribuzione che li attendeva

La costa settentrionale dei Fenici, comprese le famose città di Tiro e Sidone, anche la costa meridionale e la pianura dei Filistei, con i loro cinque principati, si uniscono a vegam con le nazioni note per offendere e opprimere il popolo di Dio. Le parole rese nella Versione Autorizzata: Che avete a che fare con me? piuttosto significare: Che cosa volete da me? O meglio ancora: Che cosa siete per me? Cioè. quanto è inutile e spregevole ai miei occhi! La domanda disgiuntiva che segue diventa più chiara adottando la traduzione di Keil e Wunsche: Mi ripagherete un atto o farete qualcosa contro di me? Cioè, mi ripagherete qualche torto che credete vi abbia inflitto? Oppure, senza tale presunta provocazione, e di vostra spontanea volontà, farete o tenterete di fare qualcosa contro di me? La doppia domanda con veim invece di im ripete, in altre parole o in forma modificata, la domanda precedente; mentre la domanda stessa, come spesso accade, implica un senso negativo nel senso che essi non avevano né il diritto né la ragione di allontanarsi dal popolo di Dio - poiché Dio qui si identifica con il suo popolo - né di tentare arbitrariamente e gratuitamente di danneggiarlo. La conseguenza sarebbe solo un rapido e rapido ritorno del male sulla loro testa, cosicché, come è solito per i malvagi, cadono essi stessi nella fossa che scavano per gli altri. L'idea della vendetta piuttosto che della punizione ottiene troppo risalto nelle vecchie versioni e nei commentatori. Il commento di Kimchi è istruttivo, anche se più in armonia con la resa della Versione Autorizzata che con quella che preferiamo; è il seguente: "Che ho a che fare con voi, che entriate nel mio paese mentre siete vicini? e vi conveniva fare del bene al mio popolo, ma non l'avete fatto; ma quando avete visto che i re delle nazioni (i Gentili) sono venuti su di loro, vi siete alleati con loro per saccheggiare e saccheggiare .... Perché, dunque, mi fate del male, se pensate di vendicarvi di me perché io vi ho fatto del male? Quando ti ho fatto del male? O se direte che ora mi fate del male, perché chi fa del male a Israele pensando di fare del male a me, sono i miei figli... rapidamente e improvvisamente restituirò il tuo fare sulla tua testa".

5 Vers. 5, 6.Il profeta procede ad enumerare le ferite subite dal suo popolo per mano dei suoi nemici, e il male tentato contro di lui

(1) Il mio frammento e il mio oro. L'argento, l'oro e le cose preziose o desiderabili, sia che fossero presi immediatamente dal tempio di Dio o saccheggiati mediatamente dai palazzi o dalle ricche dimore del suo popolo, venivano trasferiti nei loro templi e appesi come trofei, un'usanza comune tra le nazioni antiche

(2) Avete venduto ai Greci i figli di Giuda e i figli di Gerusalemme. La parte che i Fenici avevano nella transazione era l'acquisto e la vendita dei prigionieri ebrei che erano caduti nelle mani dei conquistatori filistei. La menzione dei Greci, o figli di Giavan, mette per la prima volta in contatto le razze ellenica ed ebraica, un contatto triste e doloroso per queste ultime. affinché li allontanaste dal loro confine. Questo fu allo stesso tempo il culmine della loro crudeltà e l'aggravamento del loro crimine. Lo scopo che i loro nemici avevano in mente di vendere i prigionieri ebrei ai figli di Giavan, o Greci ionici dell'Asia Minore, era quello di impedire con quel remoto esilio la possibilità del loro ritorno nella loro terra. Alcuni pensano che il riferimento storico sia l'evento narrato in 2Cronache 21:16,17, dove è scritto: "L'Eterno suscitò contro Ieoram lo spirito dei Filistei... Ed essi salirono in Giuda, vi irruppero, e portarono via [margine, 'portarono prigioniero'] tutta la sostanza che si trovava nella casa del re, e anche i suoi figli, e le sue mogli".

7 Vers. 7, 8.-In questi versetti abbiamo la ricompensa della ricompensa così meritatamente distribuita ai nemici d'Israele

Ecco, io li farò risorgere dal luogo dove li avete venduti. Invece di "sollevare", alcuni preferiscono "svegliare", "svegliare" o "scuotere".

I Giudei sarebbero stati cacciati dai paesi in cui erano stati venduti e restituiti alla loro terra, e la misura che era stata loro inflitta sarebbe stata a sua volta applicata ai loro nemici. La liberazione qui menzionata può essere esemplificata, se non realizzata in parte, al tempo di Alessandro Magno e dei suoi successori, quando in molti paesi furono liberati prigionieri ebrei. Così Demetrio, nella sua lettera a Gionatan, scrive: "Anch'io rendo liberi tutti quei Giudei che sono stati fatti prigionieri e schiavi nel mio regno". e renderò la tua ricompensa sul tuo capo; meglio reso, e rivolterà la tua azione sulla tua testa. Una giusta rappresaglia attendeva i Filistei e i Fenici. Essi a loro volta sarebbero caduti nelle mani dei Giudei e sarebbero stati fatti prigionieri di guerra, e, come avevano fatto, così sarebbe stato fatto a loro

8 E io venderò i tuoi figli e le tue figlie nelle mani dei figli di Giuda, ed essi li venderanno ai Sabei, a un popolo lontano. L'espressione ebraica non significa "vendere per mano di", come è erroneamente resa da alcuni; ma "vendere per mano", cioè consegnare in potere dei figli di Giuda. I Sabei erano gli abitanti di Saba, in Arabia Felice, un popolo attivamente impegnato nel commercio, e imparentato con i Palestini del sud, come i Greci del nord. Erano un popolo tanto lontano (o più) in direzione orientale quanto i Greci della Ionia in direzione occidentale; e così Kimchi, "Erano lontani dalla loro terra più dei Javaniti". "Come i Tiri vendevano i prigionieri ebrei ai marinai dell'estremo ovest, così gli ebrei dovrebbero vendere i Tiri ai commercianti dell'estremo oriente". I LXX, scambiando μyabç per il plurale di ybiv, traducono la frase: "Li venderanno in cattività a una nazione molto lontana". Se non dobbiamo intendere queste predizioni, con Hengstenberg, come un'applicazione della verità generale che Dio radunerà di nuovo i dispersi di Giuda e i prigionieri d'Israele, potremmo trovare il loro adempimento in eventi come i seguenti: la sconfitta dei Filistei da parte di Uzzia, "quando uscì e fece guerra ai Filistei, e abbatterono le mura di Gat, le mura di Iabnea e le mura di Asdod, e costruirono città intorno ad Asdod e fra i Filistei; " la loro sconfitta per mezzo di Ezechia, quando "sconfisse i Filistei fino a Gaza e ai suoi confini, dalla torre della sentinella alla città recintata; " e la temporanea sottomissione di porzioni del territorio palestinese e fenicio agli ebrei al tempo dei Maccabei, insieme all'assedio e alla distruzione delle loro città, come narrato dallo storico ebreo Giuseppe Flavio e nel Primo Libro dei Maccabei. Apprendiamo anche da Diodoro che tredicimila Tiri prigionieri furono venduti come schiavi dopo la vittoria di Alessandro Magno

9 Vers. Dopo una parentesi di cinque versetti, cioè 4-8, che descrivono dettagliatamente il trattamento dannoso degli ebrei da parte di alcune delle nazioni circostanti, e la giusta punizione inflitta a quelle nazioni, il profeta riprende l'argomento affrontato all'inizio del capitolo, specialmente nel versetto 2, circa il giudizio da infliggere alle nazioni in generale. I versetti che abbiamo davanti descrivono in modo molto vivido l'esecuzione di quella sentenza

Il versetto 9 raffigura la proclamazione e altri preliminari di guerra. Gli araldi sono mandati a fare proclama fra le nazioni. Preparare (marginare, santificare) la guerra. Certe formalità di natura religiosa erano consuetudine tra i pagani quando la guerra veniva proclamata e preparata. Così anche tra gli ebrei furono fatte suppliche e offerti sacrifici, come leggiamo in 1Samuele 7:8,9, che prima della battaglia con i Filistei a Mizpe, il popolo esortò Samuele a fare suppliche e sacrifici sinceri per loro, quando in conformità egli "prese un agnello da latte e lo offrì come olocausto interamente al Signore. e Samuele gridò al Signore per Israele; " e così la preparazione alla guerra era una consacrazione della guerra con riti religiosi. Svegliate gli uomini potenti, o meglio,

(1) secondo Keil, risvegliare o risvegliare gli uomini potenti

(2) Una traduzione preferibile, secondo Wunsche, è: "Svegliatevi, uomini potenti", mentre egli intende l'intero discorso come diretto al popolo dell'alleanza. È osservabile un furto che un manoscritto ha wzyh, equivalente a "rendere forti", cioè gli eroi. In entrambi i casi, si può pensare che gli eroi godano di un riposo pacifico quando sono bruscamente svegliati dalla dichiarazione di guerra; e poiché la parola "guerra" è indefinita a causa dell'assenza dell'articolo, implica: "Che guerra! Com'è grande e terribile!" Si avvicinino tutti gli uomini di guerra, salgano. I termini qui usati sono termini tecnici militari, che invitano i guerrieri ad avanzare e marciare in fretta verso il luogo del conflitto

Vers. 9-14. - Provvidenza, preparazione e prevenzione

Circostanze di grande solennità e grandezza introdurranno il giorno della vendetta sui malvagi peccatori di ogni classe, specialmente su quelli che perseguitano e opprimono il popolo di Dio

IO IL DIO PROVVIDENZIALE ALL'OPERA. Gli uomini propongono, Dio dispone; perseguono i loro piani individuali, eppure per tutto il tempo stanno solo portando avanti i propositi Divini. Un notevole esempio del meraviglioso schema della provvidenza di Dio è riportato nel quarto capitolo degli Atti, quando i re e i governanti terreni erano radunati contro il Signore e il suo Unto. "In verità", si aggiunge, "contro il tuo santo Bambino Gesù, che tu hai unto, sia Erode che Ponzio Pilato, con i Gentili, e il popolo d'Israele, furono radunati insieme; " ma in tutto ciò che progettarono, si proposero e eseguirono, pur seguendo i loro impulsi, fecero solo "tutto ciò che la tua mano e il tuo consiglio hanno deciso prima che fosse fatto". Cantici: nel caso che ci stiamo davanti, i Gentili si stanno radunando in grande forza e stanno spingendo strenuamente avanti i loro movimenti ostili contro il popolo di Dio; eppure essi, senza pensarlo e senza volerlo, stanno realizzando i propositi divini contro se stessi. Stanno affrettando la loro stessa distruzione e si precipitano verso la loro rovina

II LA PREPARAZIONE FATTA. La preparazione è annunciata tra i Gentili con un proclama formale e timoroso. I preparativi bellici sono su larga scala; Intendono sul serio l'opera di guerra. Non solo gli uomini potenti e gli uomini di guerra sono chiamati alla lotta; ma, oltre agli uomini il cui mestiere è la guerra, i contadini sono chiamati lontano dalle loro occupazioni pacifiche, i loro strumenti di allevamento sono trasformati in armi da guerra. Anche i deboli devono per il tempo cingersi di forza. Qual è l'oggetto, ci si chiede naturalmente, di tutto questo immenso assemblaggio, della loro attività, della loro energia e dei loro vasti preparativi? Ognuno in quell'immensa moltitudine pensa che la sua missione sia quella di distruggere il popolo e la Chiesa dell'Altissimo, e immagina di essere incaricato a tale scopo; né quelle masse potenti sognano che la loro condanna sia segnata, e che siano convocate, non per l'annientamento del popolo di Dio, ma per il proprio. Essi sono convocati per comparire davanti all'augusto tribunale del giusto Sovrano dell'universo per ricevere la loro sentenza-una sentenza in accordo con la giustizia infallibile, e per essere eseguiti in conformità ad essa. I carnefici sono già sul posto; Sono agenti nominati e armati per lo scopo esplicito. Non importa se sono angeli o uomini; forse i nemici stessi, impegnati in lotte intestine, come nel caso dei confederati che una volta vennero a combattere contro Giosafat, poi rivolsero le armi l'uno contro l'altro

III PREVENZIONE DELLE PAURE DEL SUO POPOLO. Dio ripete l'invito ai suoi nemici a radunarsi per il giudizio

1. Lo fa per persuadere il suo popolo che i suoi timori sono infondati e per impedire loro di temere il pericolo dal potere e dai preparativi dei loro nemici. Per evitare che siano turbati dalla potenza e dalla moltitudine dei loro nemici, egli ripete la sua sfida, se così posso dire, che vengano avanti, tutti e tutti, con tutte le loro forze. Così intende mostrare quanto fossero gracili e insignificanti tutti quei nemici ai suoi occhi, e far sapere al suo popolo che la sua mano è in tutta la faccenda, prevale su tutto e controlla tutto

2. Ma egli rende evidente che tutte le sue azioni sono in rettitudine, che la giustizia e il diritto sono la dimora del suo trono. Supplica prima di punire; Passa al setaccio il caso in modo giudiziario prima di emettere la sentenza. Si siede per giudicare, prendendosi tempo e fatica sufficienti, in modo da essere giustificato quando parla, e chiaro quando giudica

IV PERIODO DI ESECUZIONE. Una volta pronunciata la sentenza e pronunciata la sentenza, l'esecuzione non viene ritardata a lungo. La maturità del raccolto ora pronto per la mietitura, la pienezza dei torchi ora adatti alla pigiatura, e lo straripamento dei tini che ora aspettano il piede del calpestatore, sono cifre facilmente comprensibili, e di cui il fatto corrispondente è la grandezza della malvagità. Il raccolto è usato in senso buono, più spesso in senso negativo; mentre il pigiare del torchio è sempre espressivo dell'ira divina. La maturità dell'uno e la pienezza dell'altro implicano non solo l'apice dell'empietà abbondante, ma che la pienezza del tempo della punizione è arrivata, come nel caso del vecchio mondo, quando ogni carne aveva corrotto la sua via sulla terra, così che Dio disse: "La fine di ogni carne è davanti a me"; o come Sodoma, quando fuoco e zolfo piovevano dal cielo sui suoi malvagi abitanti; o come quando nostro Signore disse: "Riempite la misura dei vostri padri". Essi", dice Pococke, "erano maturi nei loro peccati, adatti per un raccolto, e pieni di malvagità come l'uva matura, che riempie e trabocca i tini, per l'abbondanza del succo di cui si gonfiano"

V PROCESSIONE DEI CRIMINALI CONDANNATI AL LUOGO DELLA PUNIZIONE. Il profeta stesso è sbalordito dalle moltitudini che si radunano. Egli guarda per un po' di tempo con meraviglia, mentre una massa di esseri viventi segue in rapida successione un'altra, finché alla fine, come se la processione non volesse mai finire, si perde nello stupore ed esclama, davanti alla folla e alla folla che si radunavano: "Da qualunque parte guardasse, c'erano ancora di queste masse tumultuose, così che non c'era nulla accanto a loro. Era un mare vivo, impetuoso e bollente; folle su folle, semplici folle". Il luogo d'incontro è la valle di Giosafat, o valle del giudizio, dove Geova giudica; Ma è anche la valle della decisione. Questo è qualcosa di più di un semplice giudizio; è il luogo del giudizio severo, severo, severo

Vers. 9-13. - Guerra e giudizio

Questo è un linguaggio veramente profetico; perché lo scrittore non si limita a riferire fatti storici, o a predire eventi futuri; Sta esprimendo grandi principi morali e religiosi. La forma che assumono questi discorsi è determinata dalle circostanze di Giuda al tempo del profeta; Ma la verità enunciata è universale e importantissima

IO UN'IMMAGINE DI GUERRA

1. La vastità della scala su cui si svolge appare dal linguaggio impiegato per designare coloro che vi prendono parte. Sono "i Gentili"; "Tutte le nazioni".

2. Il valore e la fama dei combattenti sono esposti nelle espressioni "gli uomini potenti", "gli uomini di guerra", ecc

3. La preparazione militare e l'equipaggiamento bellico ci vengono presentati in modo molto vivido e pittoresco nella rappresentazione di vomeri trasformati in spade e di uncini da potatura in lance

4. Lo schieramento bellicoso è indicato dalle istruzioni di "riunirsi", di "salire", ecc

II UN'IMMAGINE DEL GIUDIZIO E DELLA RETRIBUZIONE

1. Le vaste moltitudini che intendono radunarsi per la battaglia dimostrano in realtà di essersi radunate per il giudizio. Vennero in assetto di battaglia per contendere con il Signore degli eserciti; e 1o! si trovano alla sbarra del grande Giudice di tutti

2. Il Signore siede sul suo seggio di giudizio, sul suo trono, mentre davanti a lui sono radunate tutte le nazioni

3. Sotto due cifre eclatanti è esposto il processo giudiziario e le conseguenze punitive che ne derivano. Il raccolto è mietuto, il torchio è pigiato. I nemici del Signore e del suo popolo sono, per così dire, falciati dalla mano del mietitore; il loro sangue scorre dallo strettoio dell'ira di Dio

APPLICAZIONE. Il passaggio ci mostra l'onnisciente riguardo di Dio che osserva tutti i figli degli uomini, e la potenza di Dio che sconfigge i consigli dei ribelli e dei nemici, libera i giusti dall'oppressione, rivendica la causa della verità e dell'obbedienza. Il dominio del Supremo si estende in tutto l'universo; e per quanto possiamo essere perplessi e sconcertati dall'apparente disordine, possiamo essere certi che lo scettro della giustizia è lo scettro del regno di Dio, e che ogni nemico sarà posto sotto i suoi piedi.

Vers. 9-17. - Retribuzione

"Proclamate questo fra i Gentili", ecc. Ecco il primo sorprendente boom della giusta punizione. Alcuni pensano che il riferimento sia all'avvicinarsi di Sennacherib, o Nabucodonosor, o Antioco; Ma il linguaggio sembra abbastanza forte e grandioso da rappresentare l'avvicinarsi dell'ultimo giorno. In questa scena retributiva ci sono diverse cose osservabili

LA RESISTENZA PIÙ GRANDE È ASSOLUTAMENTE INUTILE. "Proclamate questo fra i Gentili; Preparate la guerra, svegliate i prodi, lasciate che tutti gli uomini di guerra si avvicinino; fateli salire, fate dei vostri vomeri delle spade e dei vostri falci lance, dicano: Io sono forte. Radunatevi e venite, voi tutti pagani, e radunatevi tutt'intorno: fa' che là scendano i tuoi prodi, o Signore". L'idea è: Che tutti i nemici di Dio facciano del loro meglio per scongiurare questo giudizio. Significa: fai del tuo meglio, raduna tutte le tue forze, "sveglia gli uomini potenti", lascia che trasformino i loro attrezzi agricoli in armi da guerra, spade e lance; tutto sarà inutile. Il cielo sfida a tutta questa opposizione. "I pagani possono infuriarsi, e il popolo immagina una cosa vana; ma chi siede nei cieli ne ride con disprezzo". "Dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo". Gli spiriti malvagi combatteranno fino al massimo, ma falliranno

II LE PIÙ GRANDI MOLTITUDINI SI RIUNIRONO INSIEME. "Radunatevi e venite, voi tutti pagani, e radunatevi attorno a moltitudini, moltitudini nella valle della decisione". Oh, questa valle della decisione, questa valle di Giosafat, questa scena del giudizio! Quali innumerevoli moltitudini sono convocate per comparire in esso! Là ci saranno tutti gli uomini di tutte le generazioni, e apparirà anche il Giudice, e anche tutti i santi angeli, ecc

III LA MASSIMA CORRETTEZZA MOSTRATA IN TUTTO IL MONDO. "Mettetevi nella falce, perché la messe è matura: venite, scendete; perché la pressa è piena, i grassi traboccano; perché la loro malvagità è grande". Il giudizio è solo il raccolto; L'inferno è solo il peccato maturato in frutto. "In quella valle quelli che hanno seminato per la carne mieteranno corruzione dalla carne; quelli che hanno seminato per lo Spirito mieteranno dallo Spirito vita eterna". Nessuno, quindi, avrà alcun motivo per lamentarsi. È solo il raccolto di ciò che hanno seminato; è il mero risultato del loro lavoro

IV LA PIÙ GRANDE ORRORE MOSTRATA. "Anche l'Eterno ruggirà da Sion, e farà udire la sua voce da Gerusalemme; e i cieli e la terra tremeranno". Egli "ruggirà". Ora egli parla con la voce dolce e sommessa della misericordia, allora ruggirà come un leone, incutendo terrore in tutti i cuori empi. "Alla sua voce tremeranno i cieli e la terra". L'idea è

(1) apparirà in quel giorno in modo tale da incutere terrore nei cuori dei suoi nemici; e

(2) per ispirare speranza nei cuori del suo popolo. "Il Signore sarà la Speranza del suo popolo" Se l'universo materiale dovesse essere spaventato nel nulla al suo avvicinarsi, anche allora il suo popolo avrà ancora una forte Speranza in lui. "Dio è il nostro Rifugio e la nostra Forza, un aiuto molto presente nei momenti di difficoltà." Impariamo con calma ad attendere il giudizio. "Le vie di Dio sembrano oscure, ma presto o tardi toccano le splendenti colline del giorno; Il male non può tollerare indugi, il bene può permettersi di aspettare", - D.T

10 Fate dei vostri vomeri delle spade e dei vostri falci delle lance. Le armi da guerra devono essere fornite; e il modo più rapido in cui la fabbricazione di queste armi potrebbe essere effettuata è quello di trasformarvi i loro strumenti di allevamento. La cifra può, forse, essere stata suggerita dall'interesse che il re Uzzia aveva per l'agricoltura e la viticoltura, e dall'incoraggiamento che di conseguenza diede all'agricoltura e alla viticoltura, se possiamo presumere che Gioele sia stato in parte contemporaneo di quel re, del quale siamo informati che "aveva molto bestiame, sia nella pianura che nelle pianure: e i vignaioli sui monti e a Carmel, perché amava l'agricoltura". È anche un fatto noto che Isaia e Michea invertono l'espressione nella loro descrizione dei tempi messianici; mentre paralleli ben noti sono citati dai classici latini. Lasciate che i deboli dicano: "Sono forte", o " sono un eroe". La guerra che si avvicinava doveva essere una guerra in cui non sarebbe stata permessa alcuna liberazione, nessuna scusa e nessuna esenzione da qualsiasi causa, anzi, l'eccitazione dell'occasione avrebbe dovuto riscaldare il sangue freddo dei deboli in un certo grado di entusiasmo bellicoso. L'indirizzo, si osserverà, del precedente versetto è agli eroici capi; quello di questo versetto, alla base dell'esercito

11 Questo versetto esprime la precipitazione con cui si affretta la processione delle nazioni ostili per andare incontro al loro destino, come pure la preghiera del profeta per la discesa dei potenti di Geova al massacro. Radunatevi e venite. È piuttosto, affrettati e vieni; la parola WvW, che ricorre solo qui, è equivalente a WvWj, equivalente a "affrettati". La LXX e il caldeo, infatti, favoriscono il senso di "riunire"; il primo ha συναθροιζεσθε. Ma questa idea è espressa in seguito dal verbo WxBq, che è una forma anomala dell'imperativo Niph. per wxbQhi, anche se alcuni lo prendono per perfetto con vau consec. La parola hanchath è di solito e propriamente presa come l'imperativo Hiph., da nachath, scendere, il pathach prende il posto di tzere a causa del gutturale e il nun mantenuto senza assimilazione, poiché il nun raramente cade nei verbi che hanno una gutturale per la loro seconda lettera radice. Il significato

(1) allora, è: "Radunatevi". Il margine,

(2) tuttavia, ha, "Il Signore farà scendere", cioè farà soccombere, distruggere, "i tuoi potenti", che devono quindi significare "i potenti del nemico".

Questo, sebbene sostenuto dal caldeo, dal siriaco, dalla Vulgata e da Girolamo, è meno semplice e ovvio, e richiede anche un corrispondente cambiamento della forma verbale in tjinji o tyjinhi. La traduzione dei LXX è peculiare, e la seguente: "Che i mansueti diventino guerrieri".

12 Questo versetto indica il luogo in cui si terrà la grande assemblea dei pagani, e avrà luogo la decisione finale in risposta alla preghiera del profeta. Svegliò le nazioni e salì nella valle di Giosafat. Tutte le nazioni che si sono opposte al regno di Dio, come pure quelle nazioni ostili provenienti da Israele e da Giuda, nelle loro immediate vicinanze, anche se senza dubbio si tratta principalmente di queste. L'espressione "essere svegliati" di questo versetto corrisponde a "svegliarsi" del versetto 9. La forza dell' ascesa è spiegata da alcuni

(1) come implicante l'ascesa alla Palestina per raggiungere la valle di Giosafat. È piuttosto

(2) da intendersi nel senso generale di avanzare o marciare; altrimenti "venire alla presenza dell'Iddio Altissimo" potrebbe ben essere chiamato "una risalita". La decisione prende la forma di un processo giudiziario condotto da Geova, che come Giudice siede su un trono di giudizio

13 Presa la giusta decisione e pronunciata la giusta sentenza, segue l'esecuzione. I potenti di Geova sono chiamati a eseguirlo. Per potenti o eroi di Geova si intendono le sue schiere celesti o angeli; così Kimchi dice: "I tuoi potenti sono gli angeli"; così anche Aben Esdra

(1) L'esecuzione del comando di Geova è rappresentata sotto una doppia cifra, quella del mietere il grano nella mietitura o della pigiatura dell'uva nella vendemmia. Allo stesso modo, in Apocalisse 14:15,18, troviamo le due figure: quella della mietitura del grano maturo, della raccolta dell'uva e della sua pigiatura. La maturazione del chicco e dell'uva è qui, forse, l'idea di spicco. "Egli paragona", dice Kimchi, "quelle nazioni ai prodotti che sono maturi, e si è avvicinato il tempo della mietitura, affinché l'uomo metta la falce a mieterlo. Cantici rispetto a queste nazioni, è arrivata la loro stagione di morire di spada in questa valle".

(2) Hitzig concepisce che il duplice comando di Geova è quello di tagliare l'uva e poi pigiarla nel torchio. Egli procede con l'errata supposizione che qatsir, raccolto, sia impiegato nel senso di batsir, vendemmia; che maggal (da nagal, non usato per tagliare, perforare, ferire) sia per mazmerah, l'uncino del vignaiolo; mentre bashal, maturo, che egli limita all'uva, si applica sia all'uva che al grano. Il passo dell'Apocalisse già citato ci decide a favore di (1), essendo il giudizio rappresentato prima dalla mietitura del grano maturo, e poi dalla pigiatura dell'uva nel torchio. Il verbo wdr, da radah, calpestare, e non da yarad, scendere, è più poetico ed enfatico del solito drd; sebbene Kimchi sostenga il contrario, dicendo: "Scendete in questa valle, perché è come il torchio che è pieno d'uva, quando è adatta a pigiarla; dunque, casa d'Israele, calpestate queste nazioni in questa valle e piantate in mezzo a loro la spada". La pienezza dei tini, ancora, rappresenta le masse delle nazioni peccaminose mature e pronte per la distruzione; ciò che il torchio è per l'uva, il torchio dell'ira di Dio lo è per gli empi

OMELIE DI A. ROWLAND versetto 13.- Un sermone del raccolto

"Mettetevi nella falce, perché la messe è matura". Gioele allude qui a un giudizio imminente, in cui sarebbero apparsi i risultati dei peccati degli uomini, e ciascuno avrebbe raccolto come aveva seminato. La parabola della zizzania di nostro Signore, che ci indica un futuro raccolto, illustra molto bene queste parole. Il raccolto di ogni anno è irto di istruzioni per noi, che ci ricordano la generosità che provvede ai nostri bisogni, la fedeltà che ricorda la nostra fatica e la certezza della retribuzione e della ricompensa che viene distribuita agli incauti e ai fedeli. Per il discepolo del Signore Gesù nessuna fase della natura dovrebbe essere un vuoto. Ognuna di esse contiene lezioni che sono scritte con il dito di Dio come lo erano le leggi su tavole di pietra. Chiedendo l'aiuto di colui che può condurci alla verità tutta intera, vediamo quali verità appaiono in ogni campo di mietitura

I IL RACCOLTO RIVELA I RISULTATI DEL LAVORO DELL'UOMO. "Tutto quello che l'uomo semina, quello pure mieterà". "Chi semina scarsamente mieterà anche scarsamente, e chi semina generosamente mieterà pure generosamente". Sia in natura che in quantità, ogni raccolto è proporzionato alla nostra semina

1. Lo vediamo nella vita sociale. La nazione che permette ai suoi figli di crescere in tuguri dove la decenza è impossibile, e in condizioni in cui la conoscenza e la virtù sono fuori portata, dovrà raccogliere ciò che ha seminato: nelle carceri e nei penitenziari, nella miseria abietta e nel vizio putrefatto

2. Nella nostra vita intellettuale, come ogni uomo a tempo debito scopre da sé; ad esempio, l'indolenza e lo studio dei giorni di scuola hanno i loro risultati certi

3. Nelle occupazioni che seguiamo seminiamo mentre raccogliamo. La ricchezza o la fama dipendono dalla nostra scelta e perseveranza

4. Nella sfera morale e religiosa vale la stessa legge, così che i mondani non devono lamentarsi se sono senza speranza del cielo, e i religiosi non devono indignarsi se le ricchezze di questo mondo non sono loro. Eppure dobbiamo ricordare l'ingiunzione: "Non giudicare nulla prima del tempo". La Parola di Dio ci indica un futuro in cui solo saremo in grado di valutare accuratamente tutti i problemi della nostra vita presente. Attendiamo un giorno lontano in cui egli dirà ai suoi angeli: "Mettete la falce, perché la messe è matura".

II LA MESSE PROCLAMA LA SUPREMAZIA DELLA LEGGE DIVINA

1. La scienza ha dimostrato la costanza e la regolarità delle leggi della natura. Tra questi c'è questo: "Il tempo della semina e del raccolto ... non cesserà". Se non fosse stato per la fedeltà del nostro Dio nell'adempiere questa promessa, l'agricoltura sarebbe stata scoraggiata, molti della razza sarebbero periti e il mondo sarebbe stato popolato solo da una razza errante di pescatori e cacciatori affamati. È la stabilità del diritto che preserva l'umanità. Se, dunque, confidiamo in Dio nella natura, non dovremmo confidare in lui nella sfera superiore, dove regna con altrettanta certezza? Siamo fiduciosi che egli sarà fedele a se stesso in tutte le leggi fisiche che ha ordinato, così che non osiamo scherzare con esse, sapendo che la retribuzione è certa. Allora non dimentichiamo le sue parole: "Chi semina per la carne, mieterà corruzione dalla carne".

2. Il pensiero che il nostro Dio governa in ogni sfera dovrebbe dare santità a tutti i nostri impieghi e a tutte le relazioni che essi richiedono. Il cristiano che fa un servizio umile, ed è trattato con indifferenza o con mancanza di gentilezza, può essere incoraggiato dal pensiero che può "dimorare in ciò con Dio". D'altra parte, i datori di lavoro sentiranno le loro responsabilità e, anche a rischio di risentire della loro interferenza, daranno consigli, avvertimenti e incoraggiamento (oltre che un salario) ai deboli e agli incauti

3. Soprattutto, nei vasti campi del servizio cristiano, dovremmo operare come coloro che sono sotto l'occhio del "Signore della messe". Egli ci darà il seme della verità da seminare, preparerà il terreno dei cuori umani, innaffierà ciò che abbiamo seminato e lo farà apparire "prima come lo stelo, poi come la spiga e poi come il grano pieno nella spiga".

III LA MIETITURA TESTIMONIA L'ADEMPIMENTO DEL PROPOSITO DI DIO

1. Ha uno scopo su tutto, ma con lui non c'è fretta. Nella misura in cui siamo collaboratori di Lui, dobbiamo sperimentare la lentezza divina. Un contadino non può affrettare il suo raccolto, ma deve aspettare la stagione dovuta. Non può fare altro che guardarlo; perché, mentre dorme e si alza notte e giorno, il seme germoglia, non sa come. Deve aspettare e fidarsi

2. Non scoraggiamoci riguardo a noi stessi, anche se la nuova vita dentro di noi sembra immatura. Non temiamo le tempeste della tentazione, per quanto deboli siamo in noi stessi, perché Dio può prendersi cura della debole lama come della potente quercia. Né dovremmo, nella nostra impazienza, cercare di forzare la crescita spirituale con un'eccitazione malsana. "A suo tempo mieteremo se non veniamo meno."

CONCLUSIONE

1. Anche in questa vita la legge della retribuzione e della ricompensa si fa sentire. L'antico proverbio dice giustamente: "Chi cerca il male, gli verrà incontro". Haman tramò la propria distruzione. La sua ambizione di volteggio ha superato se stessa. Gli uomini di Babele intendevano formare una coalizione sociale che sfidasse Dio, ma provocarono solo la loro dispersione. I farisei crocifissero il Figlio di Dio, ma fecero della sua croce il perno della storia del mondo. La nostra osservazione e la nostra esperienza possono fornire molti esempi di follia e peccato che portano risultati disastrosi anche in questo mondo. I proverbi popolari incarnano questa aspettativa universale: ad esempio: "Le ceneri volano in faccia a chi le getta"; "Veglia sul male, prendi il male"; "Chi semina spine, non cammini scalzo"; "Come ho visto, quelli che arano l'iniquità e seminano malvagità mietono la medesima".

2. La legge della retribuzione, di cui vediamo qui degli scorci, sarà rivelata nell'esperienza di tutti gli uomini in seguito. Sulla terra vediamo, per così dire, una o due spighe maturare per mostrare come sarà il raccolto; ma la mietitura deve ancora venire, e nessuno può impedirla o alterarla. Non ritardiamo la semina di buon seme fino a quando non sarà udito il mandato: "Mettete nella falce, perché la messe è matura". -A.R

14 Questo e i seguenti versetti, invece di narrare espressamente l'esecuzione del comando divino, ne presentano un'immagine. In una parte il profeta vede in visione e ci mostra pittoricamente le moltitudini delle nazioni che si riversano in un unico flusso continuo nella valle fatale. In un altro scomparto dell'immagine, Geova è visto nell'orrore della sua maestà e nella paura dei suoi giudizi sui malvagi, mentre è un rifugio e una forza per il suo popolo. Moltitudini, moltitudini nella valle della decisione. Queste moltitudini sono le masse tumultuose. Hamon deriva dalla radice hmh, essere rumoroso, o tumultuoso. «È identico», dice Pusey, «al nostro ronzio; poi il rumore, e, tra gli altri, il ronzio di una moltitudine, poi una moltitudine anche indipendentemente da quel rumore. È usato dalla folla di un grande esercito". La ripetizione enfatizza le masse come fosse, fosse, equivalenti a "nient'altro che fosse", o fossati, fossati, equivalenti a "piene di fossati", o esprime diversità, equivalente a "moltitudini di vivi e moltitudini di morti". La decisione è charuts, tagliare, qualcosa di deciso;

(1) giudizio così acuto e severo, da fode, tagliare, affilare, scavare

(2) Altri lo intendono nel senso di un carro trebbiatore, equivalente a charuts morag, uno strumento di trebbiatura affilato. Essendo ora tutte le cose pronte, l'immediata vicinanza del giudizio è annunciata come vicina

"La valle della decisione".

È stato scritto un libro erudito e interessante su "Le battaglie decisive del mondo". Spesso, nella lunga storia dell'umanità, il destino delle razze, degli imperi, così come quello dei re e degli eroi, è stato deciso sul campo di battaglia. I conflitti decisivi si verificano spesso nella regione del pensiero e della fede, nella regione dell'influenza personale, dove non c'è nulla che attiri l'attenzione generale. Ma ancora più trascurato e inosservato è il perpetuo giudizio divino che ha luogo nella vita umana e nella società umana; E ancora più dimenticato è il giorno del giudizio, che la rivelazione ci assicura che sicuramente verrà. Senza negare che in questo versetto ci possa essere un riferimento a qualche particolare episodio storico, possiamo tuttavia prenderlo come un messaggio di una grande e solenne verità applicabile alla vita morale dell'umanità

I DIRITTO E LA RETRIBUZIONE SONO PRESENTI COME FATTORI PERPETUI NELLA STORIA UMANA

1. Le nazioni sono giudicate dalle loro opere. Ciò che viene dichiarato in questo capitolo riguardo a Giuda, Tiro, Sidone e le nazioni gentili che circondavano la Palestina, non si riferisce solo a loro. Dio è il Governante delle nazioni. L'errore nazionale e il crimine sono visitati dalle punizioni divine, e le nazioni che sopportano la prova sono esaltate per onorare e dominare. La storia è ora meglio compresa di prima, ed è diventato sempre più evidente che le cause morali profondamente radicate sono alla base e spiegano i cambiamenti, l'ascesa, il declino, la caduta dei popoli

2. La vita individuale è parimenti il campo di competenza del governo retributivo di Dio. "Tutto quello che uno semina, quello pure mieterà"; "Gli empi non rimarranno impuniti". La sua prosperità non durerà per sempre; si vedrà che c'è un Giudice sulla terra. Noi, infatti, non abbiamo il diritto di ergerci a interpreti infallibili delle vie di Dio; Non abbiamo il diritto di dedurre da sofferenze particolari peccati particolari; ma non possiamo mettere in discussione il fatto del governo morale di Dio, e non dovremmo mai dimenticare nemmeno per un momento

II, SEBBENE LA PUNIZIONE SIA DIFFERITA, LA SUA AZIONE NON SARÀ ELUSA; PERCHÉ IL GIORNO DEL SIGNORE È VICINO

1. La coscienza degli uomini assicura loro che, anche se per un periodo possono sfuggire alle meritate pene dovute ai loro misfatti, verrà il momento della resa dei conti, e che presto

2. Le riflessioni a cui gli eventi ci costringono, e che ci portano a considerare il corso e l'ordine della Divina Provvidenza, non possono che indurre a credere che le disuguaglianze di questo mondo saranno riparate in seguito; che sebbene il vizio e la virtù non possano qui incontrare la loro ricompensa, quella ricompensa sarà accordata in seguito

3. La rivelazione interviene per rendere la probabilità una certezza. I profeti ebrei sembrano indicare un giorno del Signore, in cui le disuguaglianze di questa vita saranno corrette, in cui la verità sarà resa manifesta, in cui ogni uomo riceverà secondo le sue opere. In effetti, il giudizio futuro occupò una posizione più preminente nella predicazione e nell'insegnamento degli apostoli di quanto non abbia di solito nell'insegnamento cristiano del tempo presente. In quel giorno, per il quale tutti i giorni sono stati stabiliti, moltitudini si raduneranno nella valle della decisione; il giusto Giudice amministrerà le sue terribili funzioni nella più sublime pubblicità e su principi di indiscutibile rettitudine. Felice è il cristiano che può guardare avanti con equanimità e speranza al giorno in cui "ogni uomo riceverà la sua lode da Dio". -T

15 Vers. 15-17. - Questi versetti raffigurano l'accompagnamento del giudizio, ma non il giudizio stesso

Il sole e la luna si oscureranno e le stelle ritireranno il loro splendore. Le masse densamente ammassate sono già nella valle della decisione, in attesa del giudizio che sta per essere eseguito su di loro. Ma prima che il giudizio irrompa effettivamente su di loro, e in preparazione ad esso, il cielo è coperto; l'oscurità, come un presagio della tempesta che si avvicina, li avvolge; le luci del cielo si spengono. L'oscurità pece di una notte in cui non appaiono né la luna né le stelle è sufficientemente lugubre e terribile; Ancora più terribile, se possibile, è l'oscurità durante il giorno, quando la luce del sole si trasforma in oscurità. Il primo accompagnamento della tempesta è rivolto all'occhio, e consiste nell'estinzione della luce maggiore che governa il giorno, e delle luci minori che governano la notte. Il successivo accompagnamento della tempesta imminente è rivolto all'orecchio, e consiste nella voce del Signore che rotola in terrificanti boati lungo i cieli, la voce del Signore come il ruggito di un leone pronto a balzare sulla sua preda: l'espressione della voce divina quando il Dio della gloria tuona. Il terzo accompagnamento è ancora più maestoso, consistente in una convulsione che pervade sia la terra che il cielo; l'intera cornice della natura trema; La scossa del terremoto, così spaventosa per gli uccelli, le bestie e gli uomini, ha una corrispondente agitazione nei cieli

Vers. 15-17. - Quel giorno: il timore degli empi, la speranza dei giusti

Questi versetti raffigurano i terribili accompagnamenti del tempo e del luogo della distruzione dei malvagi. Ci danno uno sguardo, e uno molto allarmante, della catastrofe finale

Il giorno della decisione sarà un giorno di tenebre, a parte la decisione stessa e la conseguente esecuzione dell'ira divina sugli empi - un'esecuzione che, come se sconcertasse il potere delle parole di descrivere, è lasciata all'immaginazione per concepire - i terrori che accompagnano quel giorno lo investono dell'oscurità delle tenebre. Non solo il sole e la luna ritireranno il loro splendore e subiranno un'eclissi totale, ma le stelle li guarderanno accigliati. Le luci del cielo si oscureranno, o quelle luci si affievoliranno davanti all'indicibile splendore della gloria in cui apparirà il Giudice, proprio come le stelle impallidiscono e scompaiono in presenza del sole quando sorge in splendore sopra l'orizzonte orientale

II QUEL GIORNO SARÀ UN GIORNO DI SPAVENTO. Suoni spaventosi e immagini spaventose aumenteranno i terrori di quel giorno. "Come il fallimento della luce del sole alla passione di nostro Signore indicava la vergogna della natura per il grande peccato dell'uomo, così, nel giorno del giudizio, ci pone davanti l'orrore dei giudizi di Dio, come se non osasse contemplare la severità di colui che giudica e rende l'opera di ciascuno sul suo capo; " così la voce di Dio, quando egli ruggirà da Sion, sarà una voce di terrore. Anche quando la voce di Dio pronuncia parole di avvertimento, viene paragonata al ruggito di un leone, come leggiamo: "L'Eterno ha ruggito, chi non avrà paura? il Signore ha parlato, chi può non profetizzare?" Quanto più quando quella terribile voce non è più una voce di avvertimento, ma una voce di ira?

III QUEL GIORNO SARÀ UN GIORNO DI DESOLAZIONE. La struttura della natura sentirà l'urto di forti convulsioni. I cieli e la terra tremeranno, ma questo scuotimento è solo il preludio di qualcosa di ancora più maestoso, anche di convulsioni che sembrano presagire la loro dissoluzione. "Né sarà un leggero scuotimento della terra alla sua venuta", dice un vecchio scrittore, "ma tale che tutti i morti saranno destati, per così dire, dal loro sonno". E quando verrà il giorno della decisione finale, "i cieli", ci viene detto, "passeranno con gran voce, e gli elementi si fonderanno per il calore ardente, anche la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate". I giudizi minori sono premonizioni di, e dovrebbero essere migliorati, come preparativi per il giudizio del grande giorno. "Il giorno dell'ira! quel giorno terribile, quando il cielo e la terra passeranno, quale potenza sarà la sospensione del peccatore? Di chi si fiderà in quel terribile giorno? "Quando, avvizzendo come una pergamena riaridita, i cieli infuocati rotolano insieme, e ancora più forte, e ancora più spaventoso, gonfia l'alta tromba che sveglia i morti; " Oh! in quel giorno, in quel giorno d'ira, quando l'uomo si sveglierà dall'argilla per il giudizio, sii tu, o Cristo, il Sostegno del peccatore, anche se il cielo e la terra passeranno".

Quando Dio, nel punire i suoi nemici, scuote per così dire la terra e il cielo, provocando tali cambiamenti e tumulti che sembrano minacciare un generale sconvolgimento e una convulsione del corso della natura, non è strano se il popolo di Dio sia agitato da timori ed esercitato da apprensioni per timore che la tempesta si abbatta su di loro. Di conseguenza, egli garantisce loro la promessa di metterli al sicuro da tali timori e di fortificarli per la prova

IO EGLI È LA SPERANZA DEL SUO POPOLO. Egli conforta il suo popolo affinché non lo travolgano i terrori di un tempo di grandi convulsioni. Come Dio è la Base e il Fondatore delle speranze del suo popolo, così sarà la loro Corona e Compimento. Egli è il loro porto di rifugio e la loro fortezza di sicurezza. Rifugiandosi da lui, essi saranno non solo ammessi , ma preservati in sicurezza. Egli è il loro Rifugio sulla terra mentre la tempesta dell'ira si abbatte sugli empi; egli sarà finalmente la loro Casa in cielo. "I santi nel gran giorno arriveranno al porto desiderato, sbarcheranno a terra dopo un viaggio tempestoso; andranno per essere sempre a casa con Dio, nella casa del Padre loro, la casa non fatta da mano d'uomo".

II EGLI È LA FELICITÀ DEL SUO POPOLO. Egli è la Speranza del suo popolo e la Forza dei figli d'Israele. Ci viene quindi insegnato che, sebbene non tutti siano Israele ciò che è chiamato Israele, così tutti coloro che sono veramente il popolo di Dio sono il vero Israele spirituale; e che tutte le sue promesse spirituali a Israele nel passato si applicano nel presente, e possono essere rivendicate da tutti coloro che sono veramente Israeliti. Quando i cuori degli altri uomini vengono meno, Dio è la Forza dei cuori del suo popolo e la loro Porzione per sempre. Quando i giudizi di Dio sono sparsi sulla terra, e i peccatori sono raggiunti da essi, Dio è un aiuto presente per il suo popolo; e in quel tempo di terrore, quando le coppe dell'ira saranno versate sugli empi, la gioia e la letizia saranno riservate ai giusti, mentre la gioia del Signore sarà la loro forza. Così, in mezzo a tutte le prove di questa vita terrena, «in ogni tempo della nostra tribolazione; in ogni tempo della nostra ricchezza; nell'ora della morte e nel giorno del giudizio", Dio è la speranza e la felicità del suo popolo, il sostegno e la forza di tutto il suo vero Israele

III EGLI È LA SANTITÀ DEL SUO POPOLO. Mentre Dio è un Dio santo, il cielo un luogo santo, gli angeli di Dio sono angeli santi, anche la Chiesa militante è santa, e i redenti del Signore un popolo santo. Ma in questo mondo la Chiesa è una società mista; Ci sono zizzanie tra il grano, pula e buon grano. Non sarà sempre così. Nei tempi millenari, a cui il passaggio punta, ci saranno gradi di santità, di purezza, di prosperità e di pace più alti di quelli che la Chiesa ha ancora raggiunto; ma solo in cielo la santità sarà perfetta e la felicità completa. Nel frattempo siamo incoraggiati dalla promessa che la presenza di Dio è goduta dal suo popolo. Egli stesso è la Fonte della santità; la Chiesa sulla terra, come Sion nell'antichità, è resa santa dalla sua presenza; il luogo della dimora del suo popolo, come la Gerusalemme dell'antichità, è un luogo santo; Il suo popolo è un popolo santo. Gli estranei possono forzare o trovare un ingresso alla Chiesa militante, o alla Gerusalemme terrena, e contaminarla; ma la Gerusalemme che è lassù, cioè la Chiesa trionfante, non sarà mai calpestata da un piede straniero, né vi entrerà nulla che contamini o produca iniquità. Lì non ci saranno se non i veri cittadini di Sion, e quindi solo quelli che hanno il diritto di esserci. Anche qui e ora abbiamo la felice consapevolezza che Dio, il nostro Dio - il nostro Dio - il nostro "come se non fosse posseduto da nessuno, riempiendo tutti di gioia, eppure pienamente posseduto da ciascuno, come se non ci fosse nessuno oltre a "- abita con noi, e in noi, mentre in seguito avremo "una presenza invariabile, beata, santificante, mai ritirata, mai nascosto, mai ombreggiato, ma sempre splendente su di noi".

16 Fuori da Sion. La presenza di Geova è l'occasione immediata di questi terrori; e quindi la sua voce proviene da Gerusalemme, o più particolarmente da Sion, dove il simbolo visibile della sua presenza dimorò a lungo. "Poiché là", dice Kimchi, "era la sua dimora a Gerusalemme; e come se di là ruggisse e pronunciasse la sua voce contro di loro". Fin qui il profeta raffigura con colori molto vividi, anzi terribilmente vividi, la scena spaventosa nella valle della decisione: poi si ferma senza descrivere la triste catastrofe risultante dall'effettiva esecuzione del giudizio. Omette questo, o per repulsione di sentimento per tale miseria. o il lettore è lasciato a immaginarlo da solo. Ma il Signore sarà la speranza del suo popolo e la forza dei figli d'Israele. Egli rifugge, come abbiamo visto, dal descrivere l'effettiva esecuzione del giudizio e, interrompendosi con un po' di bruschezza, mostra il lato positivo del quadro. Alla distruzione dei suoi nemici si unisce, come al solito, la liberazione dei suoi amici. Per il suo popolo egli si trova nella doppia relazione di un luogo di rifugio (machseh) e di un luogo di forza (ma' oz), cioè non solo un luogo in cui possono fuggire per sicurezza, ma un luogo in cui, come una fortezza, devono essere tenuti al sicuro

Il Signore spera e la forza del suo popolo

La prospettiva del giorno del Signore è per i peccatori piena di terrore e di sgomento. A loro il giudizio reca la condanna ritardata, e quindi il solo pensiero di esso è associato all'allarme. Ma il linguaggio di questo versetto ci ricorda come l'apparizione e l'interposizione divina siano considerate in modo diverso dal vero popolo di Dio

IO , IL GIUSTO SIGNORE, SONO IL PORTO E LA SPERANZA DEL SUO POPOLO

1. Hanno bisogno di un rifugio e di una fiducia divini e sicuri

2. Hanno ricevuto la rivelazione di Dio su se stesso, e di conseguenza sono in grado di confidare e riposare in lui

3. E così l'attesa che porta agli altri costernazione, porta loro una tranquilla fiducia

II IL GIUSTO SIGNORE È LA FORZA DEL SUO POPOLO

1. Questa sicurezza li sostiene quando sono consapevoli della propria debolezza

2. E quando sono convinti dall'esperienza della forza comparativa dei loro nemici

3. Per loro la potenza di Dio è un pensiero benvenuto; perché la forza irresistibile, che gli altri temono perché assicura la loro sconfitta e distruzione, sarà esercitata da un Dio fedele per la protezione e la preservazione di tutti coloro che confidano in lui.

17 Gerusalemme sarà un santuario e gli stranieri non vi passeranno più. All'inizio di questo versetto Geova promette di essere il Dio del suo popolo; egli indica il luogo della sua dimora e purifica Gerusalemme con il giudizio che sarà un vero luogo santo, non calpestato più dai piedi di stranieri gentili o di non credenti ebrei. Il suo popolo avrebbe riconosciuto la sua presenza e la sua potenza dalla meravigliosa liberazione che gli era stata concessa. "Gerusalemme", dice Kimchi, "sarà un santuario, come il santuario che era proibito agli stranieri; e gli stranieri non vi passeranno più per far loro del male come hanno fatto fino ad oggi. Si può anche spiegare che gli stranieri non entreranno a Gerusalemme, perché la sua santità sarà grande per il futuro. E come fu proibito a Israele di entrarvi, così tutta la città sarà un santuario nel quale non entreranno stranieri dalle nazioni del mondo".

La santa dimora del Signore

Quando Gerusalemme entrò in Gerusalemme da eserciti ostili, dovette essere per gli ebrei un grande stupore e una grande difficoltà vedere il santuario di Dio profanato. La città era una città santa e il tempio era un edificio sacro. Il disastro nazionale comportò la profanazione di ciò che era giustamente considerato come "santità al Signore".

IO , LA VERA GERUSALEMME, È LA CHIESA CONSACRATA DI CRISTO. Nella dispensazione più antica certi luoghi erano sacri. Ma la religione cristiana ci ha insegnato che la santità non è locale, cerimoniale o ufficiale. La vera santità è del cuore. Quindi il tempio spirituale è quello costruito con pietre vive. La vera Gerusalemme è la città composta da cittadini rinnovati e santificati e sudditi del regno nuovo e spirituale

II LA PRESENZA DEL SIGNORE CONSACRA E BENEDICE SION. La sua onnipresenza non è da mettere in discussione. Ma la presenza della sua approvazione, del suo favore, del suo amore, è peculiare della dimora che ha scelto. Nel suo monte santo, la Chiesa del suo Figlio, Dio abita sempre come in una dimora congeniale. La sua presenza diffonde purezza, fiducia e gioia

III LA PRESENZA DEL SIGNORE BANDISCE DALLA GERUSALEMME SPIRITUALE TUTTO CIÒ CHE POTREBBE NUOCERE O DEGRADARE. La presenza dello straniero contaminò e contaminò la santa dimora dell'Eterno. Poiché tale invasione era detestata dai patrioti e dai pii ebrei, possiamo capire quanto fosse gradita l'assicurazione che gli stranieri non sarebbero più passati per la città. La perfezione della Chiesa di Dio salvata e glorificata implica la sua libertà da tutto ciò che è non congeniale e disarmonico. Non entrerà in nessun modo in cielo "nulla che contamini". -T

18 Vers. 18-21. - Questi versetti raffigurano Giuda e Gerusalemme come scene di benedizioni più abbondanti, mentre l'Egitto e l'Edom sono condannati a una sterilità e a una desolazione irrimediabili. Ma, poiché il linguaggio deve essere inteso in senso figurato, la prosperità della lode del Signore è posta in contrasto con i paesi delle potenze mondiali; Ma il contrasto include, come pensiamo, le assegnazioni dell'eternità così come i destini del tempo

In quel giorno. Queste parole esprimono lo stato di cose conseguente al giudizio appena eseguito. I monti stilleranno mosto, i colli scorreranno latte, tutti i fiumi di Giuda scorreranno con le acque. Così le montagne sono rappresentate come ricoperte di viti di crescita più ricca e terrazzate fino alla cima; le colline come quelle che offrono pascoli più lussureggianti e rivestite di greggi; i fiumi, prosciugati in estate e ridotti a letti di fiumi prosciugati, che scorrono ininterrottamente e scorrono insieme a un corso d'acqua. All'esuberanza del vino e del latte si aggiunge, ciò che non è meno prezioso in una terra orientale assetata, l'abbondanza d'acqua. La fonte di questa abbondante provvista è una fontana; la sorgente è la casa del Signore; da lì procede un ampio e profondo ruscello, che si fa strada verso la valle del Giordano e attraverso il fiume fino all'arida valle transgiordana delle acacie, come è aggiunto: Una fonte sgorgherà dalla casa del Signore e irrigherà la valle di Sittim; da questa affermazione dobbiamo concludere il significato figurativo di tutto questo versetto e dei seguenti. I paralleli per alcune delle espressioni di cui sopra non sono lontani da cercare. La descrizione di Ovidio dell'età dell'oro, in cui si parla di fiumi di latte e fiumi di nettare e miele che scendono dalla palma verde, è citata da Rosenmuller; mentre il "Commentario dell'oratore" cita dalle "Baccanti" di Euripide i versi sulla pianura che scorre con il latte, che scorre con il vino e che scorre con il nettare delle api. Invece delle "colline dove scorre il latte", dovremmo piuttosto aspettarci che si dica che il latte scorre; L'hypallage, tuttavia, come possiamo considerarlo, rende la clausola più simmetrica con quelle tra le quali si trova. Così Kimchi: "Il significato di 'Scorreranno (andranno) con il latte', deriva dall'abbondanza del fluire e del correre: egli applica il nome di fluire (andare) alle colline, anche se il latte è ciò che va e scorre". E in riferimento alla seguente clausola dice: "Usa il nome di andare ai canali". Questo è un lato del quadro. Siamo ora invitati a esaminare questo...

Vers. 18-21.- La promessa dell'abbondanza

Questi versetti contengono le promesse conclusive del capitolo conclusivo di questo libro della Scrittura

IO C'È LA PROMESSA DELL'ABBONDANZA. Alcuni interpretano l'intero versetto come riferito a benedizioni spirituali, specialmente in tempi millenari. "Ma sebbene la profezia appartenga eminentemente a un tempo, l'immagine descrive la pienezza delle benedizioni spirituali che Dio diffonde in ogni momento nella Chiesa e attraverso di essa; e queste benedizioni, egli dice, rimarranno in lei per sempre; i suoi nemici saranno sterminati per sempre". Altri, comprendendo queste benedizioni come promesse agli schernitori una volta restaurati e convertiti, interpretano l'ultima frase del versetto come relativa alle benedizioni spirituali e la precedente a quelle temporali. In entrambi i casi il linguaggio è meravigliosamente poetico e trasmette l'idea di benedizioni esuberanti. I monti, coperti di vigne, produrranno vino in abbondanza, o, senza fatica umana, lo verseranno spontaneamente; i colli saranno rivestiti di greggi o, di loro spontanea volontà, produrranno latte in abbondanza; I fiumi, anche i minuscoli canali, mai più ridotti a letti di fiumi asciutti, sgorgheranno perennemente o strariperanno dai loro argini. Così ci sarà abbondanza di vino per ristoro, di latte per nutrimento, e di acqua per placare la sete o concimare quella che altrimenti sarebbe una terra arida e arida. L'ultima frase può essere riferita solo alle benedizioni spirituali, sia per la sua fonte - la casa del Signore - sia per il suo corso, che si estende fino alla valle delle acacie, sette miglia e mezzo a est del Mar Morto. Questo è il ruscello, "il Siloe", i cui ruscelli, cioè le divisioni fertilizzanti artificiali, che rallegrarono la città di Dio, renderanno i luoghi più selvaggi e aridi della nostra mortalità come il giardino del Signore

II C'È LA PROMESSA DELLA PERPETUITÀ. Mentre i nemici di Dio, come l'Egitto, l'antico oppressore del suo popolo, ed Edom, il loro nemico costante, sono dediti alla distruzione, Giuda il paese e Gerusalemme la città, tutti i membri della Chiesa di Cristo godranno di una perpetua benedizione nel tempo, e di un'eternità di beatitudine quando il tempo non ci sarà più. "L'Egitto e Edom e tutti i nemici di Dio finiranno; ma il suo popolo non avrà mai fine". Il Giuda che loda veramente Dio, l'Israele che prega Dio senza sosta, sopravviverà a tutte le macchinazioni dei malvagi; le porte dell'inferno non prevarranno contro la Chiesa. "Il nemico non la distruggerà; il tempo non la consumerà; non decadrà mai. Il popolo di Dio abiterà qui davanti a lui e per mezzo di lui, e abiterà con lui in eterno".

III C'È LA PROMESSA DELLA PUREZZA. Questa benedizione contiene la ragione di tutto il resto. È la causa dell'abbondanza e della perpetuità e di tutti gli altri privilegi. Se accettiamo la Versione Autorizzata dell'ultimo versetto, ne concludiamo che tutta la colpa del peccato, specialmente la loro colpevolezza di sangue, sarà purificata. Il popolo di Dio, sia Giudeo che Gentile, nel giorno della graziosa visitazione di Dio sarà purificato dal peccato e completamente lavato da ogni iniquità; altrimenti non potrebbero essere idonei alla piena comunione con Dio. Finché siamo contaminati dal peccato, siamo odiosi alla santità e odiosi alla giustizia di Dio. È solo quando siamo lavati nella fonte aperta e purificati da quel sangue che purifica da ogni peccato, che siamo resi degni della santa compagnia del cielo. Qui nella Chiesa di sotto le lezioni della Parola Divina, le ordinanze della religione, le provvidenze di Dio, a volte piacevoli, spesso più dolorose, ma soprattutto e dando efficacia a tutti, il sangue dell'espiazione, purificano i nostri peccati. Ma tutto ciò che è sbagliato nella Chiesa o il cristiano sulla terra sarà emendato, tutto ciò che è sbagliato sarà rettificato; e la Chiesa, come l'anima individuale, sarà senza macchia, o ruga, o qualsiasi cosa del genere

Prosperità spirituale

Il linguaggio del profeta in questo passaggio è ovviamente figurativo. In termini poetici, la cui audacia e bellezza non sono superate dagli scrittori aggraziati e fantasiosi dell'antichità classica, Gioele descrive il regno della pace, dell'abbondanza e della prosperità. Letteralmente queste parole non si sono adempiute, e non saranno, adempiute. Ad alcuni parlano di una restaurazione di Israele, ma in futuro, di un periodo in cui tutte le delizie di cui una nazione può godere saranno assicurate in abbondanza ai discendenti di Abramo. Sembra un'interpretazione più sobria e più proficua leggere in queste parole una predizione della prosperità spirituale del popolo di Dio, sia che si goda su questa terra o nei nuovi cieli e nella nuova terra

LE MONTAGNE CHE LASCIANO CADERE IL VINO SIMBOLEGGIANO LE GIOIE SPIRITUALI DELLA CHIESA DI CRISTO. Le Scritture dicono che il vino "rallegra il cuore dell'uomo". Il "vino nuovo" del vangelo è per il godimento degli eletti. Il vino del regno è di un'annata celeste; coloro che ne prendono parte sono "ripieni di Spirito". La gioia della nuova alleanza, la gioia del Signore, è la parte dell'Israele liberato, emancipato e consacrato

II LE COLLINE DOVE SCORRE IL LATTE SIMBOLEGGIANO IL NUTRIMENTO SPIRITUALE DELLA CHIESA DI CRISTO. L'apostolo ci insegna a "desiderare il latte sincero della Parola, per poter crescere per mezzo di esso". Anche i bambini in Cristo possono partecipare a questa nutriente dieta spirituale; ma gli uomini forti non disdegnano il cibo. Come Canaan era "una terra dove scorre latte e miele", così la Chiesa del beato Salvatore abbonda di tutto ciò che può arricchire, nutrire e benedire il popolo di Dio. "Non avranno più fame e non avranno più sete".

III I FIUMI CHE SCORRONO CON LE ACQUE SIMBOLEGGIANO IL RISVEGLIO E IL RISTORO DELLA CHIESA DI CRISTO, Molti dei profeti, dilungandosi (come amavano fare) sulla gloriosa prospettiva offerta loro dall'ispirazione del futuro della Chiesa, descrivono un elemento di quel felice futuro con la figura di un fiume che scorre dalla sua sorgente nella casa del Signore a Gerusalemme, e concimare il terreno fino a quando non entra nel Mar Morto o nel Mediterraneo. E l'apostolo Giovanni vide il fiume dell'acqua della vita, che sgorga dal trono di Dio e dell'Agnello. Quanto è esatta la corrispondenza tra la previsione e la realtà! Fu a Gerusalemme che Gesù fu condannato, e per questo soffrì duramente; e la sua croce fu la fonte di un fiume di benedizione spirituale per l'umanità. Là dove penetra il suo Spirito, lì si ravviva la vita, si salvano le anime, si purifica la società, si ristora la stanchezza. Non solo la terra, ma anche il cielo è fecondato e rallegrato dall'acqua che Cristo dà in un dolce e incessante ruscello.

Vers. 18-21. - L'era del millennio

"E avverrà in quel giorno", ecc. Questo passaggio inizia con una splendida rappresentazione della gloriosa prosperità che accompagnerà il popolo di Dio dopo la distruzione di tutti i suoi nemici. Qualunque sia la loro applicazione agli Ebrei in qualsiasi periodo della loro storia, essi hanno certamente un'applicazione a quel periodo predetto dai profeti e cantato dai poeti: il periodo millenario. Dandogli questa domanda, osservate:

SARÀ UN'ERA DI ABBONDANZA DI PROVVISTE. "E avverrà in quel giorno che i monti faranno cadere vino nuovo, e i colli scorreranno d'acque, e una fonte sgorgherà dalla casa dell'Eterno, e irrigherà la valle di Shittim." I corsi d'acqua fertilizzanti irrigheranno il terreno. Le vigne sui monti faranno cadere vino nuovo e il bestiame ben pasto produrrà latte in abbondanza. L'idea è che in quell'epoca ci sarà una profusione di tutto ciò che è necessario per soddisfare i bisogni e soddisfare i desideri degli uomini. Credo davvero che verrà il tempo in cui il pauperismo sarà bandito dalla terra, in cui l'indigenza, lo squallore e la miseria saranno mali esistenti solo nella storia del passato. Anche ora non c'è bisogno che la terra sia più fertile di quanto non sia, per dare al genere umano abbondanti provviste. Ciò che si vuole sono uomini meno avidi, indolenti, stravaganti, intemperanti e spreconi

SARÀ UN'ERA DI COMPLETA CONQUISTA. "L'Egitto sarà una desolazione, ed Edom sarà un deserto desolato, a causa della violenza contro i figli di Giuda, perché hanno sparso sangue innocente nel loro paese". L'Egitto e Edom, i vecchi e inveterati nemici degli Ebrei, sono qui rappresentati come schiacciati nella più completa desolazione. L'errore e il peccato sono l'Egitto e l'Edom del mondo. Questi saranno schiacciati un giorno. Il grande Liberatore morale schiaccerà Satana sotto i nostri piedi, abbatterà ogni regola e autorità, renderà l'umanità più che vincitrice. C'è un periodo di conquista morale e di regalità morale che sorgerà nelle anime prima che la storia del mondo sia finita

III È UN'EPOCA DI PROSPERITÀ DURATURA. "Giuda abiterà in eterno e Gerusalemme di generazione in generazione". Cantici, finché durerà la terra, i giusti continueranno. Dureranno per tutte le generazioni, e la felicità li accompagnerà. Il regno della verità, della purezza, dell'amore e della pace, che Cristo sta ora edificando e che un giorno renderà commisurato al mondo, continuerà di generazione in generazione; non avrà fine

IV È UN'EPOCA DI PUREZZA MORALE. "Poiché purificherò il loro sangue che non ho purificato". Cioè, li pulirò radicalmente. Renderò puro il loro stesso sangue, che è stato una corrente di inquinamento morale, in ogni particella. Purificherò non solo la loro pelle o le loro parti esterne, ma l'intero corso della loro vita

Tale è l'epoca che il passaggio suggerisce, tale è l'era che attende la terra. Magari fosse spuntato! Affrettatevi, voi che girate intorno alle stagioni, e portatele avanti - o piuttosto affrettatevi, voi servitori di Cristo, a diffondere quei principi del Vangelo sulla terra nel cui maturo sviluppo consiste l'era benedetta! "Verrà il tempo in cui ogni cosa malvagia dall'essere e dal ricordo morirà; Il mondo è un solido tempio d'oro puro."(' Festo.')-D.T

19 L'Egitto sarà una desolazione, ed Edom un deserto desolato, a causa della violenza contro i figli di Giuda. La maledizione della sterilità e della totale desolazione cade sui nemici di Giuda, i più vicini e i più remoti, a causa di quella stessa inimicizia e della violenza che ne fu il risultato. I nemici edomiti nel sud si ribellarono a Giuda ai giorni di Ieoram; gli Edomiti lo circondarono e, circondandolo in tal modo, lo misero in estremo pericolo; e sebbene si dica che li sconfisse, tuttavia la sua spedizione si rivelò infruttuosa, poiché il cronista aggiunge che "gli Edomiti si ribellarono sotto la mano di Giuda fino a questo giorno". I nemici egiziani nel più lontano sud sferrarono un attacco ancora più formidabile contro la capitale, Gerusalemme, sotto il famoso Sisac, nel quinto anno del regno di Roboamo, saccheggiando il palazzo e il tempio. Quali atti di violenza siano stati perpetrati in queste o in altre guerre non documentate non lo sappiamo. Segue un'accusa più specifica: perché hanno versato sangue innocente nella loro terra. Secondo alcuni, questo si riferisce al sangue degli ebrei prigionieri o fuggiaschi nelle terre dei loro nemici edomiti ed egiziani. Sembra preferibile intendere il suffisso che risponde al "loro" del lode di Giuda, in occasione di qualche incursione ostile nel territorio ebraico

20 Vers. 20, 21.-Il contrasto che questi versetti presentano con ciò che precede è molto sorprendente. Mentre l'Egitto e l'Edom saranno votati alla desolazione e alla distruzione, Giuda, personificato, abiterà (margine, dimorerà), e Gerusalemme, o meglio, come pensiamo, Giuda sarà abitato, come anche la sua capitale, di generazione in generazione. Nel versetto conclusivo viene assegnato un motivo. Poiché purificherò il loro sangue che non ho purificato. Geova dimostra che il sangue versato dagli egiziani e dagli edomiti è sangue innocente, perché egli promette di vendicarlo alla fine, benché per sagge e buone ragioni avesse tardato a farlo. Questo pensiero conclusivo è ben spiegato da Keil con le parole: "L'eterna desolazione dei regni del mondo qui menzionati spazzerà via tutto il male che hanno fatto al popolo di Dio, e che finora è rimasto impunito". Quando Geova spazzerà via in tal modo la colpevolezza di sangue dei nemici di Giuda punendoli con la distruzione per le loro crudeltà, mentre esalta gloriosamente, infine e per sempre il suo popolo, egli dimostra la sua sovranità su di esso e la sua dimora in Sion. Gli interpreti ebraici, con l'eccezione di Abarbanel, comprendono questo passaggio

(1) letteralmente; così Kimchi: "In quel tempo (il giorno del Signore), dopo aver fatto la fine delle nazioni lì, grande bontà si accumulerà per Israele; " lo stesso si vede nell'esposizione dell'ultimo versetto del capitolo. Rashi dice: "Anche se li purificherò dalla trasgressione che rimane nelle loro mani, e dal male che hanno fatto a me, non purificherò da loro il sangue dei figli di Giuda"; inoltre, commentando lo stesso, Kimchi dice: "Per il loro argento e il loro oro che hanno preso, purificherò le nazioni, poiché anche Israele prenderà loro in futuro, ed essi diverranno il loro bottino; ma per il loro sangue che hanno sparso io non li purificherò, ma la vita sarà per la vita, la vita di quelli che l'hanno sparso, o dei loro figli dopo di loro; poiché per tutto l'argento e l'oro che sono nel mondo e che daranno in riscatto delle loro anime, non saranno purificati dal sangue che hanno sparso; " inoltre, "Per i secoli dell'eternità la sua dimora sarà in Sion, dopo di che vi tornerà nei giorni del Messia".

(2) Alcuni riferiscono il passaggio a tempi millenari

(3) Altri fino al tempo della consumazione di tutte le cose. Così Keil, confrontando Ezechiele 47 Zaccaria 14 Apocalisse 21 e Apocalisse 22, dice: "Questo passaggio non insegna la glorificazione terrena della Palestina e la desolazione dell'Egitto e dell'Idumea, ma che Giuda e Gerusalemme sono tipi del regno di Dio, mentre l'Egitto ed Edom sono tipi delle potenze mondiali che sono in inimicizia contro Dio; in altre parole, che questa descrizione non deve essere intesa letteralmente, ma spiritualmente; " egli aveva precedentemente lasciato intendere quel senso spirituale, "Poiché Sion o Gerusalemme non è, naturalmente, la Gerusalemme della Palestina terrena, ma la città santificata e glorificata del Dio vivente, in cui il Signore sarà eternamente unito con la sua redenta, santificata, e glorificata Chiesa".

Illustratore biblico:

Gioele 3

1 CAPITOLO 3

Gioele 3:1

Poiché, ecco, in quei giorni, e in quel tempo, quando io ricondurrò la cattività di Giuda e di Gerusalemme. - L'anno della ricompensa:

(I.) Sarà l'anno dei redenti. Anche se la schiavitù del popolo di Dio può essere grave e lunga, non sarà eterna. Quella in Egitto terminò infine con la loro liberazione nella gloriosa libertà dei figli di Dio. che anche in Babilonia finirà bene

(II.) Sarà l'anno delle rivincite per la controversia di Sion. Anche se Dio può permettere che i nemici del Suo popolo prevalgano contro di loro molto lontano, e per molto tempo, tuttavia Egli li chiamerà a renderne conto, e condurrà prigionieri coloro che hanno condotto il Suo popolo in cattività

1.) Chi sono coloro con cui si deve fare i conti. "Tutte le nazioni". Questo suggerisce...

(1) Che tutte le nazioni si erano rese soggette al giudizio di Dio per il torto fatto al Suo popolo. Ma le nazioni vicine dovrebbero essere trattate in modo particolare

(2) Che qualunque nazione abbia danneggiato la nazione di Dio, non dovrebbe rimanere impunita. Si tenga in considerazione sia i piccoli persecutori che i grandi

2.) L'udienza di questa corte per il giudizio

3.) L'attore chiamato, per conto del quale questa accusa è in corso

4.) L'accusa presentata contro di loro, che è molto particolare

(1) Erano stati molto ingiuriosi con i figli d'Israele

(2) Avevano ingiustamente sequestrato l'argento e l'oro di Dio

5.) La sentenza emessa su di loro. "Rendete la vostra retribuzione sul vostro capo".

(1) Non otterranno il loro fine nel male che hanno progettato

(2) Saranno pagati con la loro moneta. (Matteo Enrico.)

La persecuzione degli uomini buoni:

(I.) Ci sono mai stati uomini buoni sulla terra

1.) "Il mio popolo". Sono Suoi...

(1) Si sono arresi alla Sua volontà

(2) Ha promesso loro la Sua amorevole tutela

2 "La mia eredità" Esodo 19:5) . Colui che possiede l'universo, stima le anime sante come il più prezioso dei suoi beni

(II.) Questi bravi uomini sulla terra sono stati generalmente soggetti a persecuzione. "Essi hanno disperso fra le nazioni e hanno diviso il mio paese". C'è una persecuzione che, pur non coinvolgendo legami, imprigionamenti e violenze fisiche, comporta la malizia dell'inferno e infligge gravi ferite. C'è la calunnia sociale, il disprezzo, il degrado e varie disabilità

(III.) La loro persecuzione sarà vendicata dal cielo. "Radunerò tutte le nazioni, le farò scendere nella valle di Giosafat e là le supplicherò per il mio popolo e per la mia eredità Israele", Ah! si affretta il tempo in cui i persecutori di ogni tipo ed età avranno piena retribuzione inflitta loro in qualche grande valle di Giosafat. (Omileta.)

9 CAPITOLO 3

Gioele 3:9-17

Preparate la guerra, svegliate gli uomini potenti. - La battaglia finale tra il bene e il male:

(I.) In questa battaglia il male raccoglierà tutte le sue energie disponibili. "Proclamate questo fra i Gentili; Preparate la guerra, svegliate gli uomini." uomini potenti, si avvicinino tutti gli uomini di guerra; lasciateli venire Questa è sublime ironia. I malvagi raduneranno tutti i loro agenti per quest'ultima lotta. Il profeta lascia intendere che tutto ciò non farà altro che rendere più completa la loro distruzione. Grandi eserciti sono schierati contro Dio. Sono audaci nell'ateismo. Sono astuti nel peccato. Sono di temperamento malizioso. Ma "salgano" e saranno consumati dal soffio del Signore. Il male ha molti agenti. Ha dalla sua parte molti "uomini potenti". Sono uniti nel loro scopo. Le loro energie dormienti saranno risvegliate. Ma non possono essere finalmente vittoriosi

(II.) In questa battaglia il male trasformerà molti agenti utili in strumenti distruttivi. "Fate delle vostre spade i vostri vomeri e delle vostre falci lance: dicano i deboli: Io sono forte". Quando Isaia e Michea profetizzarono del regno di Cristo, dissero: "Fate delle vostre spade falci e delle vostre lance vomeri" Isaia 2; Michea 4) . Questa frase è ora invertita da Joel. Le parole di Isaia mostrano la condizione del mondo sotto il dominio della bontà. Le parole di Gioele mostrano la condizione degli uomini sotto la tirannia del male. Il peccato trasforma gli strumenti di pace in strumenti di guerra. E nell'ultima grande battaglia tra il bene e il male, molti principi e istituzioni utili saranno convertiti in mezzi di attacco alla verità. La vita pacifica e le parole di Cristo sono state trasformate in spade; E questo sarà eminentemente il caso nell'ultimo grande conflitto con il male

(III.) In questa battaglia il male si presenterà come naturalmente pronto alla distruzione. "Mettetevi nella falce, perché la messe è matura: venite, scendete; perché la pressa è piena, i grassi traboccano; perché la loro malvagità è grande". Ci sono qui due metafore, una presa dal raccolto, l'altra dalla vendemmia, che indicano che il peccato raggiungerà il suo limite. Questo ci dà un'idea del metodo del governo divino. Il peccato non è sempre distrutto nella sua fase iniziale. Rimane come disciplina per il mondo. Mette alla prova la pazienza e la resistenza morale del bene. Il tempo della sua raccolta non è ancora

(IV.) In questa battaglia gli agenti naturali e utili dell'universo aiuteranno la sconfitta del male morale. "Il sole e la luna si oscureranno e le stelle smetteranno di brillare". Quando i malvagi si riuniranno per la grande battaglia, troveranno contro di loro gli agenti ordinari dell'universo

(V.) In questa battaglia i buoni godranno della protezione divina. "Anche il Signore ruggirà da Sion", ecc. Lezioni:

1.) Quel male spesso porta la Chiesa di Dio in cattività

2.) Che il male morale sta avanzando verso il suo pericoloso destino

3.) Che il bene trionferà finalmente sulle forze combinate del male. (J. S. Exell, M.A.)

13 CAPITOLO 3

Gioele 3:13

Mettetevi nella falce, perché la messe è matura. - La fine del mondo rappresentata dalla mietitura:

Tutte le cose tendono evidentemente alla decadenza e alla dissoluzione. Come c'era un'ora fissata da tutta l'eternità per la creazione del mondo, così c'è un'ora fissata per la sua dissoluzione. Molte figure scritturali rappresentano la brevità della vita umana, la fragilità dell'esistenza dell'uomo. Il testo contiene una descrizione profetica della distruzione di tutti i nemici di Dio, che sono rappresentati come un campo di grano

(I.) La maturità per il grande raccolto. C'è una maturità che ognuno deve raggiungere. Anche i malvagi riempiono la misura del loro peccato. I giusti acquistano maturità; e per questo sono necessarie la dovuta preparazione e la coltivazione quotidiana. È vero, spine e rovi spuntano tra i fiori; ma è permesso loro di crescere insieme solo per scopi buoni e utili

(II.) Solo le sacre scritture possono fornire la vera prova della maturità a cui si riferisce il testo. Confrontate la condizione di un peccatore che va incontro alla distruzione con lo stato felice di un'anima matura per la benedizione della gloria eterna. Tale revisione deve indurre ognuno a pregare affinché la vita che vive nella carne possa essere una vita di fede nel Figlio di Dio; di conformità alla volontà di Dio; e della preparazione per il giudizio di Dio

(III.) Quando il grano è completamente maturo, la falce deve essere messa dentro. Quando la nostra misura di peccato e di santità sarà completa, saremo mietuti: i santi se ne andranno e saranno immediatamente con Dio. Affronta gli indecisi. (Nat. Meeres, B.D.)

Raccolto:

Questo emblema del raccolto è usato altrove nella Bibbia. Il testo probabilmente si riferisce alla mietitura dei malvagi. Due cose da considerare

(I.) Il processo di maturazione. Nel mondo naturale pensiamo al periodo successivo di crescita, dopo che la spiga si è formata, come il tempo di maturazione. Considerate il processo di maturazione per quanto riguarda i malvagi. Genesi 15:16). "L'iniquità degli Amorrei non è ancora piena". Stava maturando, ma non era maturo. Il peccato ha il dominio sull'uomo. Il peccato è la sorgente e la radice della rovina eterna. I segni che il peccato sta maturando sono due

1.) L'abitudine di peccare volontariamente e di vivere volontariamente sotto il dominio del peccato conosciuto

2.) Crescente insensibilità alle verità che tendono a risvegliare la mente. Il processo di maturazione per quanto riguarda i giusti è l'opposto di quello che avviene con i malvagi. C'è un processo di maturazione in corso in ogni figlio di Dio. Ciò che è la causa di questa maturazione nel cristiano è la santità. La crescente santità lo allontana sempre più dal peccato, dalle follie e dalle vanità del mondo. I segni del processo di maturazione sono:

1.) Un senso sempre più profondo della nostra personale indegnità, impotenza e colpa agli occhi di Dio

2.) Crescente semplicità di fiducia nella persona e nell'opera di Cristo. È opera dello Spirito rivelare Cristo all'anima

(II.) Il raccolto stesso. Per l'individuo il momento della morte. Per il mondo il giorno del giudizio. I figli di Dio stanno maturando per un raccolto benedetto. I malvagi stanno maturando per una messe di ira, di ardente indignazione. (Emilius Bayley, M.A.)

Carattere:-

Queste parole suggeriscono tre osservazioni riguardanti il carattere morale dell'uomo

(I.) È una crescita. La raccolta inizia con la germinazione del seme. Il carattere morale, sia buono che cattivo, è una cosa in crescita; I pensieri crescono, gli affetti crescono, i principi crescono, le abitudini crescono. Il carattere non è come una roccia, che rimane la stessa di anno in anno; ma piuttosto come l'albero, che cresce sempre. Gli uomini peggiorano o migliorano ogni giorno

(II.) Ha una maturità. Ogni personaggio matura, raggiunge il suo raccolto. La cicuta e il grano maturano; Il carattere, sia il male che il bene, giunge a maturazione

(III.) Ha una punizione. "Mettetevi nella falce". "Tutto quello che l'uomo semina, quello pure mieterà". Chi semina per la carne mieterà corruzione dalla carne, chi semina per lo spirito mieterà vita eterna". Il tempo della falce si affretta a tutti. (Omileta.)

14 CAPITOLO 3

Gioele 3:14

-Moltitudini nella valle della decisione. - La valle della decisione: -

Queste parole sono state pronunciate in un momento di profonda depressione. Joel dice che la tristezza e l'oscurità erano dovute principalmente all'indecisione del popolo, che non sapeva se fidarsi delle alleanze straniere o di Geova. Quindi avrebbero dovuto essere condotti in una valle di giudizio, dalla quale non sarebbero usciti finché non avessero preso una decisione. Ai nostri giorni gran parte dell'oscurità prevalente è dovuta all'indecisione. Sentiamo che le cose sono sbagliate, ma non siamo esattamente sicuri di cosa sia necessario per rimetterle a posto

(I.) Riguardo a ciò in cui crediamo. C'è una particolare difficoltà in questa generazione, a causa dei metodi di indagine e discussione moderni. Questa è un'epoca di specializzazione. Ogni branca della teologia ha i suoi studenti speciali. Ognuno spinge le proprie conclusioni al limite più estremo. È nostro dovere guardare da noi stessi le linee generali della verità rivelata e misurare il nostro rapporto con esse. Dobbiamo prendere una decisione riguardo a Gesù Cristo. Certamente...

1.) Cristo era il rivelatore di Dio

2.) Era colui che rimuoveva le barriere

3.) La guida che ci ha dato per la nostra condotta effettiva era autentica. Queste tre semplici verità possono essere isolate da tutte le dottrine contestate e usate come test. L'uomo che accetta sinceramente queste verità ha trovato la sua via d'uscita dalla valle della decisione

(II.) Per quanto riguarda ciò che facciamo. Possiamo metterci alla prova con la nostra condotta negli affari, nella famiglia, nella società in generale. Ci sono varie domande chiare che ci poniamo troppo raramente, anche se a lungo andare tutti noi avremo bisogno di rispondere. Facciamo sempre il nostro dovere, o solo quando fa comodo ai nostri piani? La nostra vita ha un principio, un piano? Conosciamo la strada per la quale dobbiamo camminare, stiamo camminando su di essa? Seguiamo sempre la coscienza? Dio ci spinge spesso nelle caverne più oscure della valle affinché possiamo imparare il nostro bisogno di dare una risposta chiara a queste domande. Nella valle della decisione siete tenuti a fissare la vostra fede in Dio e in Cristo, e a percorrere la via del bene. (A. R. MacEwen, M.A., B.D.)

La valle della decisione:

C'è qualcosa di molto meraviglioso e di molto maestoso nel pensiero della moltitudine, dell'incommensurabile moltitudine delle cose create. Lo spazio infinito è affollato di moltitudini di mondi, e ogni mondo di moltitudini di cose. Quando pensiamo alla razza umana, quanto sono vaste e inconcepibili le moltitudini degli uomini. Ogni individuo che sia mai vissuto esiste da qualche parte. Una volta nati, non possono mai morire. Eppure queste vaste schiere si trovano abbastanza facilmente sotto il controllo di Dio. A Lui sono note la storia e il carattere, le tentazioni e le opportunità di ogni singolo individuo della vasta intera razza umana, sia vivo che morto. Uno per uno, ognuno apparirà personalmente davanti al Dio personale nella valle della decisione. Dov'è questa valle? La tradizione identifica come la valle di Giosafat. Ma il guado del Kedron non può essere propriamente chiamato valle. Gioele inventò il nome del "giudizio di Geova". Cristo non ha mai localizzato la sede del giudizio, non più di quanto abbia annunciato il tempo del giudizio. Ma cos'è il giudizio? Non è Cristo, nostro giudice, che decide la beatitudine dei beati o la maledizione dei maledetti. I beati decidono la loro beatitudine quando coltivano la santità del carattere, e i maledetti decidono la loro propria condanna quando dimenticano Dio e vivono nel peccato. La valle della decisione è la valle che ogni uomo percorre sulla strada della vita. È qui e ora. La decisione divina, o giudizio finale, non è un atto rapido, improvviso e arbitrario di Dio; ma un processo lungo e lento eseguito da noi stessi. Nella valle della decisione non c'è fermo. (Canone Diggle.)

La valle della decisione:

Il senso della responsabilità personale ultima è inseparabile dalla mente dell'uomo. C'è una coscienza dentro di lui, che annuncia l'esistenza di un Dio che giudica sulla terra, e lo avverte che il grande scopo della sua vita deve essere quello di prepararsi ad incontrarlo in un conto finale. Nel testo c'è una suggestiva esposizione di questo giudizio finale dell'uomo, il grande giorno del suo conto con Dio. La "valle di Giosafat" significa la "valle del giudizio del Signore". Il tempo e il modo sono Suoi stabilimenti. Nella sua applicazione pratica all'uomo, il giorno del giudizio finale non cambia il suo vero carattere. Proclama semplicemente ciò che era prima del fatto. Dichiara la sentenza che è stata determinata da tempo. Il vero tempo di prova dell'uomo è nella vita presente. Ecco la valle della decisione

(I.) Quella che può essere intesa come la valle della decisione per l'uomo. È l'intera vita dell'uomo sulla terra. In realtà c'è una sola domanda proposta da Dio all'uomo. Come creatura errante e ribelle, egli è invitato e gli viene comandato di tornare nello spirito e nell'atto di riconciliazione con Dio. Si aggrapperà alla speranza che gli è posta dinanzi? Questa è la grande questione della vita umana, ed è generalmente determinata dall'uomo molto prima che siano giunte le ultime ore della sua vita. Molti hanno risolto la questione da soli, e così sono usciti dalla valle della decisione. Altri hanno deciso, ma hanno scelto la morte piuttosto che la vita. Anche questi sono usciti dalla valle della decisione. Non possiamo quindi giustamente dire che tutti gli uomini, ora in vita, si trovino nella valle della decisione. Dobbiamo restringere il nostro sguardo a coloro per i quali la grande questione rimane indecisa

(II.) La maggior parte di coloro ai quali sono fatte le offerte della vita eterna sono indecisi. La grande maggioranza di coloro che ascoltano il Vangelo si trova ancora nella valle della decisione. Una benedizione e una maledizione sono ancora davanti a loro

(III.) La grande decisione deve essere presa rapidamente. "Il giorno del Signore è vicino". Con quel giorno comprendiamo il momento della determinazione finale del destino dei figli degli uomini. Presto per ogni uomo, questo giorno deve certamente arrivare al momento della morte. Allora questo è il tempo accettato, e questo è il giorno della tua salvezza. (S. H. Tyng, D.D.)

Punti di svolta nella vita:

È stato giustamente detto che in ogni vita c'è una svolta, come in una febbre, una svolta che porta o la vita o la morte. Napoleone disse: "In ogni battaglia ci sono dieci minuti da cui dipende il destino delle nazioni". Centinaia di battaglie dell'anima vengono combattute e vinte in pochi minuti. Indicibilmente solenni sono il silenzio e la rapidità con cui vengono combattute queste battaglie spirituali. (Aneddoti dell'Antico Testamento.)

Decisione:

C'è un fascino, persino un terrore, nell'aspetto di una grande moltitudine. Dov'è la valle della decisione? Prima di tutto, qui in questo mondo. Il mondo, tutto inconsciamente nelle sue brulicanti miriadi, è una valle di decisioni in cui si riuniscono per certi fini e risolvono certe questioni definite. Cosa si decide in questa valle?

1.) Carattere. Quella strana impronta che dà a ciascuno di noi la propria individualità, quella personalità che si diffonde sulle nostre simpatie e antipatie, quell'impronta per cui gli uomini possono etichettarci e catalogarci, e tuttavia sentire alla fine che eludiamo la classificazione. Le circostanze sono il materiale della vita, buone o cattive che siano. Siamo noi che prendiamo le nostre circostanze, e da esse facciamo le abitudini, e le abitudini decidono o formano il nostro carattere in questa valle di decisione che chiamiamo vita umana

2.) La nostra felicità o miseria. La vita era fatta per essere felice. Ma questo è posto nelle nostre mani per la decisione

3.) Eternità. La grande decisione non è, dopo tutto, la cosa improvvisa che supponiamo che sia, tranne in casi molto rari. Qui in questo mondo una decisione può essere modificata, può non essere definitiva. Il profeta guarda al giorno in cui la decisione sarà definitiva; È il grande giorno del giudizio alla fine del mondo. È questa una convinzione che per te è ancora viva e pratica? Giudicate voi stessi dunque, affinché in quel giorno non siate giudicati dal Signore. (Canone Newbolt.)

Armageddon:

Le questioni tra due eserciti stanno per essere definitivamente decise: perciò la valle è chiamata "la valle della decisione". Questo posto è stasera una valle di decisione. Vedi alcune delle cose che devi decidere

1.) Se aderirai al peccato o rinuncerai ad esso. Non i tuoi piaceri, ma i tuoi peccati positivi. Non puoi diventare un figlio di Dio e aderire a nessuna delle tue trasgressioni. Ti pagherà per mantenere il tuo peccato? Il peccato non paga mai

2.) Se vuoi avere Cristo o rifiutarLo. Non c'è perdono né paradiso senza l'amicizia di Cristo. E Lui è un Gesù così prezioso

3.) Se avrai associazioni cristiane o non cristiane. Non c'è bisogno di chiedere scusa per tutto ciò che c'è nella Chiesa. C'è del male e molto bene nella Chiesa. Il fatto che ci siano cristiani incoerenti non è nulla contro il cristianesimo e nulla contro la Chiesa. Entrate, dunque, nelle file dei membri della Chiesa

4.) Se avrai un letto di morte cristiano o la partenza di un non credente. C'è un modo trionfante e c'è un modo ignominioso di uscire da questa vita, e noi veniamo qui per scegliere quale sarà

5.) Se il vostro sarà un futuro mondo di dolore o un futuro mondo di gioia. (T. Deuteronomio Witt Talmage.)

Motivazione della decisione:

Quella che qui è chiamata "la valle della decisione" (cioè del giudizio tagliente), è chiamata nel versetto 12 "la valle di Giosafat" (Dio giudica). Questa era localmente la valle di Kedron; le associazioni successive di questa valle (vi era il Getsemani) presentano figurativamente una grande crisi spirituale. I profeti mostrano di essere istruiti da Dio nell'ampiezza e nell'estensione delle loro visioni. Pur parlando solo alla loro nazione, annunciano i rapporti di Dio con tutto il mondo. Guardano avanti nel lontano futuro, alla fine dei tempi. Di tanto in tanto Dio interviene in modo speciale, sia per illuminare e incoraggiare i Suoi quando l'avversario è troppo forte per loro; o per rovesciare coloro che si oppongono alla Sua volontà. L'interferenza finale è ciò che viene chiamato "il giorno del Signore". In questo capitolo c'è una visione del giudizio finale dell'umanità, e di ciò che lo precederà

1.) La malvagità della terra è piena

2.) Attirati da una potente influenza, i nemici di Dio, in un luogo dove Egli li ha convocati

3.) Le forze della natura affondano e svaniscono davanti alla presenza della gloria di Dio

4.) Ma il Signore è la forza e la speranza del Suo popolo. Nota-

(1) Le grandi questioni del bene e del male che si stanno svolgendo nel mondo

(2) Contempla la fine predetta, la vittoria finale di Cristo e del Suo popolo

3.) Decidi da che parte stare nel conflitto. (S. J. Hulme, M.A.)

La valle della decisione:

Verrà un giorno in cui tutte le incertezze della vita saranno finite, in cui ogni maschera cadrà, in cui ogni cosa nascosta sarà esposta alla vista e i segreti di ogni vita saranno raccontati. Il profeta attende qui un'occasione di giudizio, e ogni occasione di giudizio deve necessariamente essere un'occasione di decisione. Ma l'opera di giudizio non è affatto limitata al futuro. Dovunque giunga il messaggio del Vangelo, dovunque la verità di Dio sia rivelata all'intelligenza dell'uomo, lì inizia necessariamente l'opera di giudizio. Nostro Signore insegnò che era in virtù della relazione in cui gli uomini si trovavano con il Figlio dell'Uomo che la loro posizione davanti a Dio doveva essere decisa. Così è ancora. La presenza di Cristo nel Suo Spirito in mezzo a noi deve ancora necessariamente causare un giudizio. La prima opera dello Spirito Santo è quella di convincere il mondo del peccato, della rettitudine e del giudizio. La parola "condannato" è un termine giudiziario. Si può dire della redenzione stessa, che la misericordia divina è ordinata a fluire nel cuore umano attraverso il giudizio. La misericordia incondizionata, la misericordia che non mi giunge attraverso le forme del giudizio e con la sanzione della giustizia, potrebbe avere un effetto demoralizzante su di me. Il nostro è un Vangelo di misericordia che scorre attraverso il giudizio. Così, dunque, non solo lo Spirito Santo ci giudica quando per la prima volta ci ricorda i nostri peccati e ci dichiara colpevoli, ma nell'atto stesso di giustificarci Egli mostra ancora, nel modo più impressionante, il giusto giudizio di Dio contro il peccato; perché è attraverso la Croce che la grazia fluisce fino a noi, e la Croce è, sopra ogni altra cosa, il luogo del giudizio, la più sorprendente e impressionante rivendicazione che Dio potesse dare della maestà della legge. Possiamo dire che ogni giorno di visita di Dio all'anima dell'uomo è in un certo senso un giorno di giudizio minore. Nell'ultima occasione di agosto, la decisione spetterà semplicemente e unicamente al Giudice. Non ci sarà appello contro il Suo giudizio. Ora, la decisione spetta a noi stessi. È l'opera di Dio, lo Spirito Santo, portare tutti coloro con cui Egli lotta, nella valle della decisione, nel luogo del giudizio. Ci sono due vie d'uscita da questa valle. Attraverso la porta della vita e attraverso la porta della morte. (W. Hay Aitken, M.A.)

La valle del giudizio:

Notate l'immensa apparizione che ci sarà in quel grande e solenne giorno

1.) Il giorno del giudizio, quel giorno del Signore, è sempre stato considerato, e parlato, come "vicino". Dovremmo essere sempre pronti per questo

2.) Il giorno del giudizio sarà un giorno di decisione, in cui sarà determinato lo stato eterno di ogni uomo, e la controversia che è stata a lungo dipesa tra il regno di Cristo e quello di Satana sarà finalmente decisa, e la lotta sarà messa fine. Il Caldeo la chiama "la valle della distribuzione del giudizio". Marg. ha "valle della trebbiatura", che porta avanti la figura della mietitura

3.) Innumerevoli moltitudini saranno radunate per ricevere la loro condanna finale in quel giorno. Oh, quali immense moltitudini di peccatori sarà glorificata la giustizia divina nella rovina di quel giorno! (Matteo Enrico.)

La valle della decisione (Sermone ai bambini):

Il testo mi ha colpito quando ero ragazzo. I bambini hanno uno strano modo di confondere le cose, e sono arrivato a pensare a queste parole come in qualche modo collegate a un luogo vicino alla mia città natale. Lontano su quelle scogliere selvagge, con il feroce Atlantico che vi si infrange, c'è una valle che nella mia mente è diventata una specie di "valle della decisione".

(I.) La valle della decisione è un luogo per un pensiero sobrio. C'è il ruscello che scorre veloce tra le rive, sempre affrettato verso il grande mare. Non è proprio come la nostra vita? Si sta affrettando verso il grande mare dell'eternità

(II.) Un luogo di solenne avvertimento. Proprio sotto questa piccola valle un giorno era venuto un allegro gruppo per un picnic. Un giovane sgattaiolò via per fare il bagno. All'improvviso, mentre gli altri sedevano a cantare sugli scogli, uno balzò in piedi e indicò l'amico che veniva portato via dalla corrente. Stava annegando davanti ai loro occhi. Che cos'è la morte se non l'inondazione delle onde dell'eternità, che trascina via l'una e l'altra? Pensa a queste cose profondamente e seriamente

(III.) Il luogo suggeriva il nostro pericolo e la nostra liberazione. C'era un'enorme caverna nera e rotonda, chiamata Ralph's Cupboard, in una ripida e precipitosa scogliera, mai accessibile da terra, e a malapena vi si entrava dal mare. Un contrabbandiere, pressato dalla guardia costiera, ha girato la sua barca verso questa grotta, ha afferrato l'onda che si gonfiava ed è stato trascinato in quelle che sembravano le fauci della distruzione, ma per lui era un porto sicuro. Anche noi abbiamo infranto la legge. Vogliamo un rifugio. E la Bibbia dice: "L'uomo sarà come un nascondiglio". La nostra unica salvezza è in Lui, la nostra unica speranza di fuga è lì. Eppure tutto questo non farà di un luogo la valle della decisione. Quando avremo preso la nostra decisione, il giorno del Signore è vicino. (Marco Guy Pearse.)

Moltitudini:

Gioele era un profeta nel senso antico. Era un veggente; Aveva delle visioni. Aveva, infatti, un'opera da fare per la sua generazione; ma tutto questo era per essere impressionato dalla solennità delle visioni che gli erano state date. Una di queste visioni la seguiamo. Nelle case orientali c'è spesso una piccola camera al piano superiore, disponibile per la preghiera e la meditazione, e possiamo immaginare Gioele, in un luogo del genere, che studia attentamente gli annali della legge divina e delle direttive divine, e si china in sincera supplica davanti al suo Dio. Mentre pensa e prega, la luce del giorno svanisce; a poco a poco viene assorbito; altre scene si aprono davanti a lui; vede più di quanto l'occhio del corpo possa vedere; un'era dopo l'altra passa in una marcia frettolosa; Vagamente, indistintamente, traccia il corso degli eventi nel corso di queste epoche; e a poco a poco si rende conto di un'eccitazione straordinaria. Mentre la visione si schiarisce, è come se il cielo si stesse preparando per un grande evento; I guerrieri angelici indossano le loro armature, anche se evidentemente preferiscono un giorno di gloria che un giorno di battaglia. Gli assistenti angelici preparano troni di giudizio, palme di vittoria, vesti di bellezza, corone di gloria, canti di trionfo; e, stranamente, anche catene di tenebre e di dolore. L'inferno si è commosso. Dalle sue profondità, uno spirito dopo l'altro appare per unirsi alla processione che si forma e passa continuamente. Il mare si muove e getta fuori i morti che sono in esso. E proprio mentre il profeta guarda, vede passare l'ultima oscurità di mezzanotte; A poco a poco il grigio dell'alba stria i cieli, e nel momento in cui il sole guarda per la prima volta le colline, un potente angelo si alza e grida: "Moltitudini, moltitudini nella valle della decisione, perché il giorno del Signore è vicino nella valle della decisione". Il "giorno del Signore" deve ancora venire. Il giorno della gloria del Signore, quando la moltitudine dei redenti lo coronerà di molte corone. Il giorno della rivendicazione del Signore, quando Egli abbatterà la ribellione delle anime perdute con le prove della Sua pazienza e il ricordo dei Suoi ripetuti appelli. Il giorno in cui "l'ira dell'Agnello" dovrà essere rivelata, ed Egli verrà "in fuoco fiammeggiante, per vendicarsi di quelli che non conoscono Dio e che non ubbidiscono al Vangelo di Suo Figlio". Ci deve essere una fine a questa dispensazione di redenzione. Ci deve essere un completamento della speciale amministrazione di Cristo. Ci deve essere il "giorno del Signore". Man mano che la vista di Joel acquista chiarezza, la sua attenzione viene catturata dalle persone riunite quel giorno. Il linguaggio non riesce a tentare una descrizione. Tutt'intorno, dovunque l'occhio possa arrivare, vede gente, gente dappertutto; e sopraffatto, non può che gridare: "Moltitudini, moltitudini nella valle della decisione!" Poche cose ci fanno un'impressione più forte della vista di una moltitudine di persone. Molti dei più grandi torti che il mondo abbia conosciuto sono stati commessi sotto gli impulsi appassionati e irragionevoli di moltitudini. Molte delle narrazioni bibliche più impressionanti riguardano moltitudini. Ma se una moltitudine sulla terra può esercitare un tale potere su di noi, quale sarà l'effetto delle moltitudini con le quali le nostre attuali folle terrestri non sono paragonabili; moltitudini nel giorno del Signore; moltitudini nella valle della decisione? I numeri del tutto falliscono per registrare quella moltitudine. Il linguaggio non riesce a descriverlo. Persino l'immaginazione, nei suoi voli più alti, fallisce completamente nel concepirla degnamente. Possiamo arrischiarci a contrapporre in uno o due particolari le folle ordinarie della terra e le moltitudini nella valle della decisione

1.) In una folla terrena l'individuo si perde nella moltitudine. In quella moltitudine il numero si perde nell'individuo. Ognuno si distinguerà alla vista, come se solo lui fosse posto davanti al Giudice. E ogni individuo si sentirà solo. Sarà un periodo di terribile autocoscienza

2.) In una folla terrena ci sono travestimenti quasi infiniti. Le persone non sono in realtà ciò che sembrano. L'abbigliamento del gentiluomo troppo spesso copre il dissoluto; L'aspetto umile e gli abiti umili spesso coprono l'ipocrita ipocrita. L'abito della povertà nasconde spesso i nobili e i generosi di cuore. Nella valle della decisione non ci sono travestimenti. Tutti i travestimenti cadono alla morte. Le sartie da uomo sono più o meno simili; e anche loro presto marciscono e muoiono nell'umidità della tomba. Gli uomini salgono al giudizio senza travestimenti. La verità severa e incrollabile dissiperà tutte le nebbie, tutti i dubbi e metterà in luce i nostri caratteri come alla luce del sole. E quali sono le grandi distinzioni che caratterizzeranno queste "moltitudini"? Notiamo l'assoluta assenza di tutte le distinzioni meramente umane. Ricchezze, niente. Povertà, niente. Posizione: niente. Fama, niente. Conoscenza, niente. Carattere, tutto. Una prova per tutti, giusti o malvagi. Le Scritture non soddisfano i nostri interrogativi riguardo ai termini precisi della decisione in quell'assise, ma lasciano intendere che ci sarà un termine più generale e uno più particolare. Il termine generale è così espresso: "Già condannati, perché non hanno creduto nel Figlio di Dio". Il termine particolare è così espresso: "Dobbiamo tutti comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva le cose fatte nel suo corpo, secondo ciò che ha fatto, sia in bene che in male". Come questi debbano combaciare l'uno nell'altro, è al di là di qualsiasi potere umano da spiegare. Ma possiamo vedere i due fatti separati molto chiaramente. La nostra vita, nei suoi atti più minuti, ha problemi eterni. Tutto ciò che facciamo, al di là del suo rapporto con il nostro carattere attuale, ha il suo impatto con il nostro destino eterno, perché con il nostro carattere eterno. La nostra condotta quotidiana è, nella sobria realtà, innalzare la nostra dimora di eterna beatitudine, o preparare le segrete della morte eterna. E la prova generale che è quella di decidere in quella grande giornata è molto semplice. È questo: in Cristo o da Cristo? La risposta a questa domanda risolve tutto il resto. E quel test potrebbe essere messo in discussione ora. Usciremo in quel "giorno del Signore" come da una stanza dove ci siamo riposati per un po' su un pianerottolo, da cui i gradini si snodano verso l'alto in un luogo di bellezza e di delizie; e da cui altri gradini si snodano verso il basso in un'oscurità sempre più profonda. Se sei fuori da Cristo, quando ti arrendi allo spirito, allora devi essere spinto verso il basso, fino a quando si possa dire di te: "Le tenebre li hanno presi". Se ora in Cristo, e quando lo spirito si separerà dal suo tabernacolo terreno, allora, amorevoli braccia d'angelo vi avvolgeranno; i canti degli angeli amorevoli ti rallegreranno; amici amorevoli, da tempo perduti, ti invocheranno; l'amorevole Salvatore sarà con te, mentre salirai i gradini della gloria eterna; le porte del palazzo d'oro saranno riaperte per te, e con grida di trionfale benvenuto: "I riscattati del Signore torneranno e verranno a Sion con canti e gioia eterna sul capo, otterranno gioia e letizia, e la tristezza e i sospiri fuggiranno". (Robert Tuck, B.A.)

Un tempo di giudizio:

Moltitudini nella valle del giudizio, moltitudini si radunano per essere esaminate, criticate alla luce del cielo, giudicate secondo il criterio eterno e immutabile. Perché non accettare questo come base di un appello all'intelligenza umana e alla coscienza umana? Ci sarà un momento di giudizio, in cui la destra e la sinistra saranno specificamente distinte; quando il male e il bene saranno conosciuti l'uno dall'altro, e separati per sempre. Chi intraprende questa meravigliosa classificazione? Benedetto sia Dio, non l'uomo; grazie al cielo, dobbiamo essere giudicati dal Creatore, non dalla creatura. Quale uomo potrebbe giudicare suo fratello? Che cosa sa l'uomo del suo più caro amico? Non sa nulla. Viviamo di apparenze. (Joseph Parker, D.D.)

16 CAPITOLO 3

Gioele 3:16

Ma il Signore sarà la speranza del Suo popolo. - Il porto di riparazione:

Sul margine si legge: "Il Signore sarà un luogo di riparazione, o un porto per il Suo popolo". Come un porto appartato e senza sbocco sul mare, dove la tempesta non si abbatte, sta a un vascello disalberato, così il nostro Dio lo sarà a quelli che vengono nel vivo bisogno spirituale. Sarà un paradiso di riparazione

(I.) Ci sono molte esperienze che ci fanno sentire il bisogno di un luogo di riparazione. Chi non soffre per colpa altrui? In ogni settore della nostra esistenza siamo occhi, mani e piedi l'uno per l'altro, nello stesso corpo. Ciò che è vero tra le cose più piccole della sana competizione della vita si trova anche in quel mondo più importante, dove i cuori sono feriti, dove la fiducia è scossa e dove le speranze sono troppo spesso infrante. Il mondo è ricco di afflizioni che sono causate involontariamente. Chi non ha sofferto per la propria mancanza di saggezza? Per mancanza di cautela o per eccesso di cautela è spesso indotta la debolezza morale. Con l'esitazione o con l'impulsività attiriamo il disastro su noi stessi. Abbiamo bisogno di qualche tipo di riparazione molto frequentemente e, per la maggior parte, è a causa di danni autoinflitti. La necessità di riparazione può derivare da una certa mancanza di conoscenza. Non conoscevamo i mari della vita; non si aspettava una tempesta improvvisa; non capiva il nostro lato debole. E così spieghiamo le vele spiegate quando la prudenza avrebbe dovuto consigliare; Siamo andati avanti quando avremmo dovuto cercare l'ancoraggio della preghiera. Ma la maggior parte delle navi cerca un rifugio riparabile a causa dell'usura e della tensione comuni del viaggio. E così è per i cuori umani. Sappiamo che spesso abbiamo bisogno di un rifugio dove c'è la speranza di ritrovare le nostre forze frantumate

(II.) Il Signore sarà il nostro rifugio di riparazione. Solo Lui combina la conoscenza, l'abilità e la volontà che sono necessarie. Nessuna necessità o pericolo può essere sconosciuto a Colui "i cui occhi sono in ogni luogo". Nessuna incapacità di fare ciò che il Suo cuore desidera può incatenare Colui che "ha creato tutte le cose con il soffio della Sua bocca". La Sua conoscenza, il Suo amore e la Sua potenza sono i tre monti che racchiudono un porto di beata sicurezza e pace per i figli degli uomini. Le tempeste della tentazione dovrebbero spingerci verso il rifugio che è in Dio. I venti della difficoltà intellettuale dovrebbero spingerci verso questo rifugio divino

(III.) Un porto di riparazione si attrezza per i viaggi e i servizi futuri. L'accettazione presso Dio non è un fatto che dovrebbe essere associato esclusivamente, e nemmeno principalmente, alla fine della vita. Non è la fine della vita, ma l'inizio di un nuovo sforzo verso una vita migliore. Se la verità ha fatto qualcosa in noi per renderci liberi, è che possiamo andare di nuovo incontro alle tempeste che si alzano, noi stessi, forse, per essere ancora più battuti e provati, ma come ricompensa sapere che aiutiamo alcuni a trovare la grande salvezza, ad entrare nel Suo riposo. Ci sarà sempre la forza divina per l'opera divina. Ricordiamoci, nella nostra gioia religiosa, che il rifugio è un rifugio riparato, e che questo significa sempre più lavoro per Dio. (W. H. Jackson.)

La forza dei figli d'Israele. - Cristo la nostra forza:

Poche cose sono state più ambite dall'uomo della forza. Ma la superiorità dell'uomo rispetto ai bruti sta in qualcosa di più della forza fisica. Eppure né un grande bicipite né un grande cervello fanno l'uomo a somiglianza di Dio. Gli uomini veramente forti devono spesso essere cercati altrove che nelle file dei guerrieri e degli uomini di Stato. La forza non è meno reale per essere spirituale. Che cosa e da dove viene una forza come questa?

(I.) L'idea stoica del potere spirituale dell'uomo. Epitteto dà così l'oggetto dell'uomo nella vita. Si tratta di "conoscere Dio perfettamente, amarlo, obbedirgli, piacergli, vincere tutti i vizi, acquisire tutte le virtù, e così renderci santi e compagni di Dio". Allora perché lo stoicismo ha fallito? Perché il filosofo stoico afferma che l'uomo ha in sé tutti i mezzi per assolvere tutti questi obblighi, e che i mezzi sono sempre in suo potere. Nell'uomo la mente è libera di credere solo a ciò che è vero, e la volontà è libera di seguire solo ciò che è giusto

(II.) L'idea epicurea del potere spirituale dell'uomo. Questa scuola afferma che così lontano dalla mente che ci insegna la verità, non c'è nulla che possiamo affermare positivamente come verità. E lungi dal volere che siamo sempre per la felicità, e nel giusto, è generalmente probabile che ci porti nei guai

(III.) L'idea cristiana. Il cristianesimo, muovendosi tra le teorie hegeliane e calviniste della natura umana, insegna che la mente dell'uomo, perfettamente informata, può possedere la giusta conoscenza; e la volontà dell'uomo, perfettamente stabilita, può essere capace di una condotta retta. Ma riconosce che l'uomo non è ancora così perfetto. La sua mente sta lottando per la luce, la sua volontà per la guida. Cristo è la forza del popolo di Dio. Alla sua presenza deve sparire l'orgoglio dell'uomo, che riconoscerà la sua incompletezza e debolezza; e il suo ozio deve andarsene, poiché riconoscerà la grazia offerta allo sforzo onesto. Afferrando la forza di Cristo, state usando le risorse dell'Onnipotenza. (H. H. Gowen.)

18 CAPITOLO 3

Gioele 3:18-21

E avverrà in quel giorno che i monti faranno cadere vino nuovo. - L'età dell'oro:

(I.) Sarà un'epoca in cui si assisterà a una grande prosperità temporale. "E avverrà in quel giorno che i monti stilleranno mosto, e i colli scorreranno latte, e tutti i fiumi di Giuda scorreranno con acque." Qui abbiamo esposto la prosperità temporale di cui la Chiesa di Dio è destinata a godere dopo la distruzione dei suoi nemici. La Chiesa è ora in grande povertà. Non possiede le cose buone dell'universo materiale. Il mondo stesso è sterile. È reso tale dall'avidità e dalla cupidigia. Ma viene il giorno in cui i mansueti erediteranno la terra, e in cui la terra produrrà spontaneamente e abbondantemente il suo prodotto. La terra darà il suo raccolto rispondendo al sorriso del cielo

(II.) Sarà un'epoca in cui le sante influenze morali del santuario pervaderanno la società. "E una fonte sgorgherà dalla casa dell'Eterno, e irrigherà la valle di Shittim." Così, nell'età a venire, dal santuario del Signore scaturirà un'influenza morale pura, ristoratrice e vivificante come un ruscello d'acqua, che sarà benefica per la vita sociale degli uomini; infatti, la società sarà pervasa dalla marea del pensiero, del sentimento e della lode che sorge nel luogo segreto dell'Altissimo. Questa marea raggiungerà fino alla valle di Sittim; I luoghi più lontani e sterili della società saranno risvegliati alla vegetazione morale dall'avvento della corrente vivificante

(III.) Sarà un'epoca in cui la bontà morale sarà continua e progressiva. "Ma Giuda abiterà in eterno, e Gerusalemme di generazione in generazione." Allora la redenzione del bene sarà eterna. Non saranno mai più condotti in cattività. La loro condizione morale sarà permanente e felice: vi abiteranno per sempre. Il peccato di ogni specie è condannato a diventare un "deserto desolato"; ma la purezza, la rettitudine, la verità e il carattere virtuoso continueranno e progrediranno nel significato e nello splendore attraverso i secoli

(IV.) Sarà un'epoca in cui la presenza Divina sarà riccamente manifestata. "Poiché purificherò il loro sangue che non ho purificato, perché l'Eterno abita in Sion". Gli uomini del tempo saranno resi moralmente puri, e allora Dio verrà e abiterà in mezzo a loro. Lezioni:

1.) Il mondo non ha ancora raggiunto la sua condizione ideale

2.) Ci sono agenzie al lavoro che cercano di portare il mondo sotto l'influenza divina

3.) Traiamo incoraggiamento da questa immagine del futuro della razza. (J. S Exell, M.A.)

Poiché purificherò il loro sangue che non ho purificato, perché il Signore abita in Sion.

Queste parole devono essere intese in senso cristiano e spirituale, non in senso ebraico e letterale. Il Giuda di cui si parla qui è il Giuda spirituale; coloro che sono seguaci del Signore, per la grazia rigeneratrice di Dio

(I.) Consacrazione vitale a Dio. "Purificherò il loro sangue che non ho purificato". Prendilo strettamente in senso spirituale

1.) In medicina. Illustrate dalle circostanze della purificazione del lebbroso. È detto: "Il sacerdote considererà"; e possiamo essere certi che il Grande Medico prenderà in considerazione coloro che lo cercano con la loro malattia pecuniaria. Ed Egli li purificherà, purificherà anche il sangue che è la vita

2.) Si riferisce alla loro cittadinanza. Poiché nulla di ciò che contamina, opera abominio e fa menzogne, può entrare in città, può essere considerato cittadino

(II.) La presenza del Signore. "Il Signore abita in Sion".

1.) Come la forza di Sion. È forte se la salvezza sono i muri

2.) Come la sicurezza, o pace, di Sion. La difesa del Suo popolo

3.) Come fonte di felicità per il Suo popolo. (James Wells.)

Una Chiesa felice:

Tre cose lo promettevano

1.) Purezza. "Io purificherò", ecc. Metti qui per ultimo, come motivo per il resto

2.) Molto. "I monti faranno cadere vino nuovo". Tale abbondanza avranno di provviste adeguate

3.) Perpetuità. Questo corona il resto

(1) La Chiesa di Cristo continuerà nel mondo fino alla fine dei tempi. Tutti i membri viventi di quella Chiesa saranno saldi nella loro felicità fino all'età più estrema dell'eternità. (Matteo Enrico.)

Poiché il Signore abita in Sion. - Dio e la Chiesa:

L'affermazione del profeta si riduce a questo: che il Signore ha una relazione particolare con la Chiesa

(I.) La Chiesa è la più grande testimonianza di Dio. L'esistenza stessa della Chiesa sulla terra dimostra che essa è testimone dell'essere, della provvidenza e della redenzione di Dio. Questo apparirà se consideriamo...

1.) La Chiesa di Dio è decisamente contraria ai principi e alla pratica della grande massa dell'umanità. Si ritiene che il suo credo e la sua condotta siano santi, giusti, benevoli e produttivi di felicità

2.) Una gran parte dell'umanità si è opposta alla Chiesa in ogni epoca e clima. Non si può mettere il dito su una pagina di storia ecclesiastica senza scoprire questo

3.) Eppure la Chiesa non solo è esistita, ma è cresciuta. Non sono in grado di spiegare questo, a meno che non si tratti di un'interposizione divina. Da queste considerazioni possiamo affermare con sicurezza che la Chiesa è una testimonianza vivente di Dio in mezzo alle generazioni senza fede. Possa essere sempre una testimonianza audace, coraggiosa, onesta contro il peccato in tutte le sue forme

(II.) La Chiesa è l'illustrazione più luminosa di Dio

1.) Pubblicando le rivelazioni di Dio stesso. Questo veniva fatto scrivendo, traducendo e stampando. Se ciò non fosse stato fatto, saremmo stati fino ad oggi sotto l'influenza del druidismo. Lasciate che la Parola di Dio abbia libero corso, e dovunque vada farà fiorire il deserto come la rosa, e la terra riarsa apparirà in verde, fertilità e bellezza

2.) Imitando le Sue perfezioni morali. Non solo dice che esiste un essere come Dio, ma in effetti dice: Guardami, e vedrai il carattere di Dio mostrato. Uno dei servitori di Platone disse una volta, molto sagacemente: "Platone ha scritto un libro contro l'ira, eppure è uno degli uomini più arrabbiati". I cristiani parlano molto del cristianesimo come di un sistema d'amore, eppure si odiano e si perseguitano a vicenda

(III.) La Chiesa è lo strumento più alto di Dio

1.) Migliora le sofferenze esteriori del mondo. Credo che ci sia in tutto il mondo una disposizione favorevole verso il cristianesimo, perché è calcolato per migliorare la condizione temporale dell'umanità. Cerchiamo di non contraddire questa impressione

2.) Converte il cuore morale del mondo. Che nobile opera Dio ha dato alla Sua Chiesa da compiere; Che carica solenne! La conversione del mondo intero. Che ogni individuo senta la propria responsabilità. Uniamoci in preghiera, per poter essere battezzati con lo Spirito Santo. (Caleb Morris.)

INTRODUZIONE AD AMOS

Non si potrebbe desiderare un'illustrazione migliore della perfetta gratuità con cui lo Spirito Santo scelse gli uomini che parlavano anticamente ai padri di quella fornita dal contrasto tra Gioele e Amos. Non più di mezzo secolo separava i periodi della loro attività profetica; e forse si erano guardati in faccia. Erano entrambi uomini di Dio, entrambi nativi della stessa piccola terra, entrambi incaricati di predicare a un solo popolo, il popolo che Geova aveva scelto per il Suo. Eppure erano completamente distinti nel temperamento e nell'ambiente personale. Joel era tenero e pietoso, e Amos rigoroso e severo. Le parole di Joel erano quelle di un cittadino colto; Amos era nato tra i poveri del popolo, e il suo linguaggio era più semplice, più forte, più acuto e tagliente, e usciva dal cuore di un uomo che aveva portato il giogo in gioventù. Joel era un figlio della città indaffarata; Amos era un figlio della tranquilla campagna, chiamato a predicare dalla vanga e dal pungolo alle schiere colte degli uomini. Ma lo Spirito Santo risplendeva in entrambi e parlava con le labbra di entrambi. Perché ci sono stagioni in cui la Sua luce è la luce bianca del diamante, e altre stagioni in cui è il bagliore rubicondo del rubino. La sua voce può essere compassionevole oggi, e piena di una terribile solennità domani.

2

Riferimenti incrociati:

Gioele 3

1 Gioe 2:29; Dan 12:1; Sof 3:19,20
De 30:3; 2Cron 6:37,38; Sal 14:7; 85:1; Is 11:11-16; Ger 16:15; 23:3-8; 29:14; 30:3,18; Ez 16:53; 37:21,22; 38:14-18; 39:25,28,29; Am 9:14

2 Sof 3:8; Zac 14:2-4; Ap 16:14,16; 19:19-21; 20:8
Gioe 3:12; 2Cron 20:26; Ez 39:11; Zac 14:4
Is 66:16; Ez 38:22; Am 1:11; Abd 1:10-16; Zac 12:3,4; Ap 11:18; 16:6; 18:20,21
Ger 12:14; 49:1; Ez 25:8; 35:10; Sof 2:8-10

3 2Cron 28:8,9; Am 2:6; Abd 1:11; Na 3:10; Ap 18:13

4 Giudic 11:12; 2Cron 21:16; 28:17,18; At 9:4
Am 1:6-10,12-14; Zac 9:2-8
Ez 25:12-17
De 32:35; Is 34:8; 59:18; Ger 51:6; Lu 18:7; 2Te 1:6

5 2Re 12:18; 16:8; 18:15,16; 24:13; 25:13-17; Ger 50:28; 51:11; Dan 5:2,3
1Sa 5:2-5
Dan 11:38

6 Gioe 3:3,8; De 28:32,68; Ez 27:13

7 Is 11:12; 43:5,6; 49:12; Ger 23:8; 30:10,16; 31:8; 32:37; Ez 34:12,13; 36:24; 38:8; Zac 10:6-10
Gioe 3:4; Giudic 1:7; 1Sa 15:33; Est 7:10; Mat 7:2; 2Te 1:6; Giac 2:13; Ap 13:10; 16:6; 19:2

8 De 32:30; Giudic 2:14; 4:2,9
Is 14:1,2; 60:14
Giob 1:15; Ez 23:42
Ger 6:20

9 Sal 96:10; Is 34:1; Ger 31:10; 50:2
Ez 21:21,22
Is 8:9,10; Ger 46:3,4; Ez 38:7

10 Is 2:4; Mic 4:3; Lu 22:36
2Cron 25:8; Zac 12:8

11 Gioe 3:2; Ez 38:9-18; Mic 4:12; Sof 3:8; Zac 14:2,3; Ap 16:14-16; 19:19,20; 20:8,9
Sal 103:20; Is 10:34; 13:3; 37:36; 2Te 1:7; Ap 19:14

12 Gioe 3:2,14; 2Cron 20:26; Ez 39:11; Zac 14:4
Sal 2:8,9; 7:6; 76:8,9; 96:13; 98:9; 110:5,6; Is 2:4; 3:13; Ez 30:3; Mic 4:3; Ap 19:11

13 De 16:9; Mar 4:29; Ap 14:15,16
Ger 51:33; Os 6:11; Mat 13:39
Is 63:3; Lam 1:15; Ap 14:17-20
Ge 13:13; 15:16; 18:20

14 Gioe 3:2; Is 34:2-8; 63:1-7; Ez 38:8-23; 39:8-20; Ap 16:14-16; 19:19-21
Fili 3:2
Gioe 2:1; Sal 37:13; 2P 3:7

15 Gioe 2:10,31; Is 13:10; Mat 24:29; Lu 21:25,26; Ap 6:12,13

16 Gioe 2:11; Is 42:13; Ger 25:30,31; Os 11:10; Am 1:2; 3:8
Gioe 2:10; Ez 38:19; Ag 2:6; Eb 12:26; Ap 11:13,19; 16:18
Sal 18:2; 46:1-11; 61:3; 91:1,2; Prov 18:10; Is 33:16,21; 51:5,6,16
1Sa 15:29; Sal 29:11; Zac 10:6,12; 12:5-8

17 Gioe 3:21; 2:27; Sal 9:11; 76:2; Is 12:6; Ez 48:35; Mic 4:7; Sof 3:14-16
Dan 11:45; Abd 1:16; Zac 8:3
Is 4:3; Ger 31:23; Ez 43:12; Abd 1:17; Zac 14:20
Is 35:8; 52:1; Na 1:15; Zac 14:21; Ap 21:27

18 Giob 29:6; Is 55:12,13; Am 9:13,14
Is 30:25; 35:6; 41:17,18
Sal 46:4; Ez 47:1-12; Zac 14:8; Ap 22:1,2
Nu 25:1; Mic 6:5

19 Is 11:15; 19:1-15; Zac 10:10; 14:18,19
Is 34:1-17; 63:1-6; Ger 49:17; Lam 4:21; Ez 25:1-17; 35:1-15; Am 1:11,12; Abd 1:1,10-14; Mal 1:3,4
Sal 137:7; Ger 51:35; Abd 1:10-16; 2Te 1:6

20 Is 33:20; Ez 37:25; Am 9:15

21 Is 4:4; Ez 36:25,29; Mat 27:25
Gioe 3:17; Ez 48:35; Ap 21:3

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