Nuova Riveduta:

Giudici 3

1 Questi sono i popoli che il SIGNORE lasciò stare per mettere alla prova, per mezzo di essi, Israele, cioè tutti quelli che non avevano visto le guerre di Canaan. 2 Egli voleva soltanto che le nuove generazioni dei figli d'Israele conoscessero e imparassero la guerra: quelli, per lo meno, che non l'avevano mai vista prima. Questi popoli erano: 3 i cinque prìncipi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni e gli Ivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all'ingresso di Camat. 4 Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele avrebbe ubbidito ai comandamenti che il SIGNORE aveva dato ai loro padri per mezzo di Mosè. 5 Così i figli d'Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorei, ai Ferezei, agli Ivvei e ai Gebusei; 6 sposarono le loro figlie, diedero le proprie figlie come spose ai loro figli e servirono i loro dèi.

Vittoria di Otniele sul re di Mesopotamia
7 I figli d'Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE; dimenticarono il SIGNORE, il loro Dio, e servirono gli idoli di Baal e di Astarte. 8 Perciò l'ira del SIGNORE si accese contro Israele ed egli li diede nelle mani di Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e i figli d'Israele furono servi di Cusan-Risataim per otto anni.
9 Poi i figli d'Israele gridarono al SIGNORE, e il SIGNORE fece sorgere per loro un liberatore: Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb; ed egli li liberò. 10 Lo Spirito del SIGNORE venne su di lui ed egli fu giudice d'Israele; uscì a combattere e il SIGNORE gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim. 11 Il paese ebbe pace per quarant'anni; poi Otniel, figlio di Chenaz, morì.

Vittoria di Eud su Moab
12 I figli d'Israele continuarono a fare ciò che è male agli occhi del SIGNORE; così il SIGNORE rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché essi avevano fatto ciò che è male agli occhi del SIGNORE. 13 Eglon radunò intorno a sé i figli di Ammon e di Amalec; poi marciò contro Israele, lo sconfisse e s'impadronì della città delle palme. 14 I figli d'Israele furono servi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni.
15 I figli d'Israele gridarono al SIGNORE ed egli fece sorgere per loro un liberatore: Eud, figlio di Ghera, beniaminita, che era mancino. I figli d'Israele mandarono per mezzo di lui un regalo a Eglon, re di Moab. 16 Eud si fece una spada a due tagli, lunga un cubito, e la cinse sotto la sua veste, al fianco destro. 17 Quindi offrì il regalo a Eglon, re di Moab, che era un uomo molto grasso. 18 Quando ebbe finito la presentazione del regalo, rimandò la gente che l'aveva portato. 19 Ma egli, giunto agli idoli che sono presso a Ghilgal, tornò indietro e disse: «O re, io ho qualcosa da dirti in segreto». Il re disse: «Silenzio!» Tutti quelli che gli stavano intorno, uscirono. 20 Allora Eud si avvicinò al re, che stava seduto nella sala di sopra, riservata a lui solo, per prendervi il fresco, e gli disse: «Ho una parola da dirti da parte di Dio». Eglon si alzò dal suo seggio; 21 ed Eud, stesa la mano sinistra, prese la spada dal suo fianco destro e gliela piantò nel ventre. 22 Anche l'elsa entrò dopo la lama; e il grasso si rinchiuse attorno alla lama, poiché egli non gli ritirò dal ventre la spada, che gli usciva da dietro. 23 Poi Eud uscì nel portico, chiuse le porte della sala di sopra e mise il chiavistello. 24 Quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono, ed ecco che le porte della sala di sopra erano chiuse con il chiavistello; e dissero: «Certo egli fa i suoi bisogni nello stanzino della sala fresca». 25 Tanto aspettarono, che ne furono preoccupati; e poiché il re non apriva le porte della sala, quelli presero la chiave, aprirono, ed ecco che il loro signore era steso per terra, morto. 26 Mentre essi indugiavano, Eud si diede alla fuga, passò oltre gli idoli e si mise in salvo a Seira. 27 Quando fu arrivato, suonò la tromba nella regione montuosa di Efraim, e i figli d'Israele scesero con lui dalla regione montuosa, ed egli si mise alla loro testa. 28 Disse loro: «Seguitemi, perché il SIGNORE vi ha dato nelle mani i Moabiti, vostri nemici». Quelli scesero dietro a lui, s'impadronirono dei guadi del Giordano per impedire il passaggio ai Moabiti e non lasciarono passare nessuno. 29 In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno. 30 Così, in quel giorno, Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele e il paese ebbe pace per ottant'anni.

Vittoria di Samgar sui Filistei
31 Dopo Eud, venne Samgar, figlio di Anat. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi; anch'egli liberò Israele.

C.E.I.:

Giudici 3

1 Queste sono le nazioni che il Signore risparmiò allo scopo di mettere alla prova Israele per mezzo loro, cioè quanti non avevano visto le guerre di Canaan. 2 Ciò avvenne soltanto per l'istruzione delle nuove generazioni degli Israeliti, perché imparassero la guerra, quelli, per lo meno, che prima non l'avevano mai vista: 3 i cinque capi dei Filistei, tutti i Cananei, quei di Sidòne e gli Evei, che abitavano le montagne del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all'ingresso di Amat. 4 Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova per vedere se Israele avrebbe obbedito ai comandi, che il Signore aveva dati ai loro padri per mezzo di Mosè. 5 Così gli Israeliti abitarono in mezzo ai Cananei, agli Hittiti, agli Amorrei, ai Perizziti, agli Evei e ai Gebusei; 6 presero in mogli le figlie di essi, maritarono le proprie figlie con i loro figli e servirono i loro dèi.
7 Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore; dimenticarono il Signore loro Dio e servirono i Baal e le Asere. 8 Perciò l'ira del Signore si accese contro Israele e li mise nelle mani di Cusan-Risataim, re del Paese dei due fiumi; gli Israeliti furono servi di Cusan-Risataim per otto anni. 9 Poi gli Israeliti gridarono al Signore, e il Signore suscitò loro un liberatore, Otniel, figlio di Kenaz, fratello minore di Caleb, ed egli li liberò. 10 Lo spirito del Signore fu su di lui ed egli fu giudice d'Israele; uscì a combattere e il Signore gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Aram; la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim. 11 Il paese rimase in pace per quarant'anni, poi Otniel, figlio di Kenaz, morì.
12 Gli Israeliti ripresero a fare ciò che è male agli occhi del Signore; il Signore rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché facevano ciò che è male agli occhi del Signore. 13 Eglon radunò intorno a sé gli Ammoniti e gli Amaleciti, fece una spedizione contro Israele, lo battè e si impadronì della città delle Palme. 14 Gli Israeliti furono schiavi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni. 15 Poi gridarono al Signore ed egli suscitò loro un liberatore, Eud, figlio di Ghera, Beniaminita, che era mancino. Gli Israeliti mandarono per mezzo di lui un tributo a Eglon re di Moab. 16 Eud si fece una spada a due tagli, lunga un gomed, e se la cinse sotto la veste, al fianco destro. 17 Poi presentò il tributo a Eglon, re di Moab, che era uomo molto grasso. 18 Finita la presentazione del tributo, ripartì con la gente che l'aveva portato. 19 Ma egli, dal luogo detto Idoli, che è presso Gàlgala, tornò indietro e disse: «O re, ho una cosa da dirti in segreto». Il re disse: «Silenzio!» e quanti stavano con lui uscirono. 20 Allora Eud si accostò al re che stava seduto nel piano di sopra, riservato a lui solo, per la frescura, e gli disse: «Ho una parola da dirti da parte di Dio». Quegli si alzò dal suo seggio. 21 Allora Eud, allungata la mano sinistra, trasse la spada dal suo fianco e gliela piantò nel ventre. 22 Anche l'elsa entrò con la lama; il grasso si rinchiuse intorno alla lama, perciò egli uscì subito dalla finestra, senza estrargli la spada dal ventre. 23 Eud uscì nel portico, dopo aver chiuso i battenti del piano di sopra e aver tirato il chiavistello. 24 Quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono e videro che i battenti del piano di sopra erano sprangati; dissero: «Certo attende ai suoi bisogni nel camerino della stanza fresca». 25 Aspettarono fino ad essere inquieti, ma quegli non apriva i battenti del piano di sopra. Allora presero la chiave, aprirono ed ecco il loro signore era steso per terra, morto. 26 Mentre essi indugiavano, Eud era fuggito e, dopo aver oltrepassato gli Idoli, si era messo in salvo nella Seira. 27 Appena arrivato là, suonò la tromba sulle montagne di Efraim e gli Israeliti scesero con lui dalle montagne ed egli si mise alla loro testa. 28 Disse loro: «Seguitemi, perché il Signore vi ha messo nelle mani i Moabiti, vostri nemici». Quelli scesero dopo di lui, si impadronirono dei guadi del Giordano, per impedirne il passo ai Moabiti, e non lasciarono passare nessuno. 29 In quella circostanza sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno. 30 Così in quel giorno Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele e il paese rimase tranquillo per ottant'anni.
31 Dopo di lui ci fu Samgar figlio di Anat. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi; anch'egli salvò Israele.

Nuova Diodati:

Giudici 3

L'idolatria porta alla servitù
1 Queste sono le nazioni che l'Eterno lasciò allo scopo di mettere per mezzo loro alla prova Israele, cioè tutti quelli che non avevano conosciuto le guerre di Canaan: 2 (questo aveva come unico scopo di far conoscere e insegnare la guerra ai figli d'Israele, almeno a quelli che non l'avevano conosciuta prima) 3 i cinque principi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni e gli Hivvei che abitavano sul monte Libano, dal monte Baal-Hermon fino all'ingresso di Hamath. 4 Queste nazioni furono lasciate per mettere alla prova Israele, per vedere se essi avrebbero ubbidito ai comandamenti che l'Eterno aveva prescritto ai loro padri per mezzo di Mosè. 5 Così i figli d'Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Hittei, agli Amorei, ai Perezei, agli Hivvei e ai Gebusei; 6 presero in moglie le loro figlie e diedero le proprie figlie in moglie ai loro figli, e servirono ai loro dèi. 7 Così i figli d'Israele fecero ciò che è male agli occhi dell'Eterno; dimenticarono l'Eterno, il loro DIO, e servirono i Baal e le Asceroth. 8 Perciò l'ira dell'Eterno si accese contro Israele, ed egli li diede nelle mani di Kushan-Rishathaim per otto anni.

Othniel, il primo giudice che libera Israele
9 Poi i figli d'Israele gridarono all'Eterno, e l'Eterno suscitò loro un liberatore, Othniel, figlio di Kenaz, fratello minore di Caleb; ed egli li liberò. 10 Lo Spirito dell'Eterno fu sopra di lui, ed egli fu giudice d'Israele, uscì a combattere e l'Eterno gli diede nelle mani Kushan-Rishathaim, re di Mesopotamia, e la sua mano fu potente contro Kushan-Rishathaim. 11 Il paese ebbe riposo per quarant'anni; poi Othniel, figlio di Kenaz, morì. 12 Ma i figli d'Israele ripresero a fare ciò che è male agli occhi dell'Eterno; allora l'Eterno rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché essi avevano fatto ciò che è male agli occhi dell'Eterno. 13 Eglon radunò attorno a sé i figli di Ammon e di Amalek, e andò e sconfisse Israele, e si impadronì della città delle palme. 14 Così i figli d'Israele furono servi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni.

Ehud libera dai Moabiti
15 Ma i figli d'Israele gridarono all'Eterno, e l'Eterno suscitò loro un liberatore, Ehud, figlio di Ghera, Beniaminita, che era mancino. I figli d'Israele mandarono per mezzo di lui il tributo a Eglon, re di Moab. 16 Ehud si fece una spada a due tagli, lunga un cubito; e se la cinse sotto la veste, al fianco destro. 17 Poi portò il tributo a Eglon, re di Moab, che era uomo molto grasso. 18 Quando ebbe finito la presentazione del tributo, rimandò la gente che aveva portato il tributo. 19 Ma egli dal luogo degli idoli presso Ghilgal tornò indietro, e disse: «O re, ho qualcosa da dirti in segreto». Il re disse: «Fate silenzio!». E tutti quelli che lo scortavano uscirono. 20 Allora Ehud si avvicinò al re (che era seduto da solo al fresco, nella sala di sopra). Ehud disse: «Ho una parola da dirti da parte di DIO». Così il re si alzò dal suo seggio; 21 allora Ehud stese la mano sinistra, estrasse la spada dal suo fianco destro e gliela conficcò nel ventre. 22 Anche l'elsa entrò dopo la lama; e il grasso si richiuse dietro la lama, perché egli non ritrasse la spada dal ventre del re; e i suoi intestini uscirono. 23 Poi Ehud uscì nel portico, chiuse dietro di sé le porte della sala di sopra e le serrò a chiave. 24 Quando fu uscito, vennero i servi a guardare, ed ecco che le porte della sala di sopra erano chiuse a chiave; così dissero: «Certo egli fa i suoi bisogni nello stanzino della sala fresca». 25 E aspettarono tanto da essere confusi; ma poiché non apriva le porte della sala, essi presero la chiave ed aprirono; ed ecco che il loro signore giaceva a terra, morto. 26 Mentre essi indugiavano, Ehud ebbe tempo di fuggire, passò oltre il posto degli idoli e si mise in salvo nella Seirah. 27 Appena arrivato, suonò la tromba nella regione montuosa di Efraim, e i figli d'Israele scesero con lui dalla regione montuosa, ed egli si mise alla loro testa. 28 E disse loro: «Seguitemi, perché l'Eterno vi ha dato nelle mani i Moabiti, vostri nemici». Quelli scesero dietro a lui, si impadronirono dei guadi del Giordano che portavano a Moab e non lasciarono passare alcuno. 29 In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno. 30 Così, in quel giorno, Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele, e il paese ebbe riposo per ottant'anni.

Shamgar libera dai Filistei
31 Dopo Ehud, venne Shamgar, figlio di Anath. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi; anch'egli liberò Israele.

Riveduta 2020:

Giudici 3

1 Queste sono le nazioni che l'Eterno lasciò stare per mettere, per mezzo di esse, alla prova Israele, cioè tutti quelli che non avevano visto le guerre di Canaan. 2 (Egli voleva soltanto che le nuove generazioni dei figli d'Israele conoscessero e imparassero la guerra: quelli, perlomeno, che prima non l'avevano mai vista): 3 i cinque prìncipi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni, e gli Ivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all'ingresso di Camat. 4 Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele avrebbe ubbidito ai comandamenti che l'Eterno aveva dato ai loro padri per mezzo di Mosè. 5 Così i figli d'Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorei, ai Ferezei, agli Ivvei e ai Gebusei; 6 sposarono le loro figlie, diedero le proprie figlie in spose ai loro figli, e servirono i loro dèi.

Otniel, Eud e Samgar, giudici d'Israele
7 I figli d'Israele fecero ciò che è male agli occhi dell'Eterno; dimenticarono l'Eterno, il loro Dio, e servirono gli idoli di Baal e di Astarte. 8 Perciò l'ira dell'Eterno si accese contro Israele ed egli li diede nelle mani di Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e i figli d'Israele furono servi di Cusan-Risataim per otto anni. 9 Poi i figli d'Israele gridarono all'Eterno e l'Eterno suscitò loro un liberatore: Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb; ed egli li liberò. 10 Lo Spirito dell'Eterno fu sopra di lui, ed egli fu giudice d'Israele; uscì a combattere, e l'Eterno gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim. 11 Il paese ebbe pace per quarant'anni; poi Otniel, figlio di Chenaz, morì. 12 I figli d'Israele continuarono a fare ciò che è male agli occhi dell'Eterno; e l'Eterno rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché essi avevano fatto ciò che è male agli occhi dell'Eterno. 13 Ed Eglon radunò attorno a sé i figli di Ammon e di Amalec, e andò e sconfisse Israele e si impadronì della città delle palme. 14 E i figli d'Israele furono servi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni. 15 Ma i figli d'Israele gridarono all'Eterno, ed egli suscitò loro un liberatore: Eud, figlio di Ghera, Beniaminita, che era mancino. I figli d'Israele mandarono per mezzo di lui un regalo a Eglon, re di Moab. 16 Eud si fece una spada a due tagli, lunga un cubito; e se la cinse sotto la veste, al fianco destro. 17 E offrì il regalo a Eglon, re di Moab, che era uomo molto grasso. 18 E quando ebbe finito la presentazione del regalo, rimandò la gente che lo aveva portato. 19 Ma egli, giunto alla cava di pietre che è presso Ghilgal, tornò indietro, e disse: “O re, io ho qualcosa da dirti in segreto”. E il re disse: “Silenzio!”. E tutti quelli che gli stavano vicino, uscirono. 20 Allora Eud si avvicinò al re, che stava seduto nella sala di sopra, riservata soltanto a lui per prendervi il fresco, e gli disse: “Ho una parola da dirti da parte di Dio”. Egli si alzò dal suo trono: 21 ed Eud, stesa la mano sinistra, trasse la spada dal suo fianco destro e gliela piantò nel ventre. 22 Anche l'elsa entrò dopo la lama; e il grasso si rinchiuse attorno alla lama; poiché egli non gli ritirò dal ventre la spada, che gli usciva da dietro. 23 Poi Eud uscì nel portico, chiuse le porte della sala di sopra, e mise i chiavistelli. 24 Ora quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono, ed ecco che le porte della sala di sopra erano chiuse con il chiavistello; e dissero: “Certo egli fa i suoi bisogni nello stanzino della sala fresca”. 25 E aspettarono tanto che furono preoccupati; e siccome egli non apriva le porte della sala, quelli presero la chiave, aprirono, ed ecco che il loro signore era steso a terra, morto. 26 Mentre essi indugiavano, Eud si diede alla fuga, passò oltre le cave di pietra, e si mise in salvo nella Seira. 27 Quando fu arrivato, suonò la tromba nella regione montuosa di Efraim, e i figli d'Israele scesero con lui dalla regione montuosa, ed egli si mise alla loro testa. 28 E disse loro: “Seguitemi, perché l'Eterno vi ha dato nelle mani i Moabiti, vostri nemici”. E quelli scesero dietro di lui, si impadronirono dei guadi del Giordano per impedire il passaggio ai Moabiti, e non lasciarono passare nessuno. 29 In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; e non ne scampò uno. 30 Così, in quel giorno, Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele, e il paese ebbe pace per ottant'anni. 31 Dopo Eud, venne Samgar, figlio di Anat. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi; e anche egli liberò Israele.

Riveduta:

Giudici 3

1 Or queste son le nazioni che l'Eterno lasciò stare affin di mettere per mezzo d'esse alla prova Israele, cioè tutti quelli che non avean visto le guerre di Canaan. 2 (Egli volea soltanto che le nuove generazioni de' figliuoli d'Israele conoscessero e imparassero la guerra: quelli, per lo meno, che prima non l'avean mai vista): 3 i cinque principi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidonî, e gli Hivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal-Hermon fino all'ingresso di Hamath. 4 Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele ubbidirebbe ai comandamenti che l'Eterno avea dati ai loro padri per mezzo di Mosè. 5 Così i figliuoli d'Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Hittei, agli Amorei, ai Ferezei, agli Hivvei ed ai Gebusei; 6 sposarono le loro figliuole, maritaron le proprie figliuole coi loro figliuoli, e servirono ai loro dèi.

Othniel, Ehud e Shamgar, giudici d'Israele
7 I figliuoli d'Israele fecero ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno; dimenticarono l'Eterno, il loro Dio, e servirono agl'idoli di Baal e d'Astarte. 8 Perciò l'ira dell'Eterno si accese contro Israele, ed egli li diede nelle mani di Cushan-Rishathaim, re di Mesopotamia; e i figliuoli d'Israele furon servi di Cushan-Rishathaim per otto anni. 9 Poi i figliuoli d'Israele gridarono all'Eterno, e l'Eterno suscitò loro un liberatore: Othniel, figliuolo di Kenaz, fratello minore di Caleb; ed egli li liberò. 10 Lo spirito dell'Eterno fu sopra lui, ed egli fu giudice d'Israele; uscì a combattere, e l'Eterno gli diede nelle mani Cushan-Rishathaim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cushan-Rishathaim. 11 Il paese ebbe requie per quarant'anni; poi Othniel, figlio di Kenaz, morì. 12 I figliuoli d'Israele continuarono a fare ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno; e l'Eterno rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perch'essi avean fatto ciò ch'è male agli occhi dell'Eterno. 13 Ed Eglon radunò attorno a sé i figliuoli di Ammon e di Amalek, e andò e batté Israele e s'impadronì della città delle palme. 14 E i figliuoli d'Israele furon servi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni. 15 Ma i figliuoli d'Israele gridarono all'Eterno, ed egli suscitò loro un liberatore: Ehud, figliuolo di Ghera, Beniaminita, che era mancino. I figliuoli d'Israele mandarono per mezzo di lui un regalo a Eglon, re di Moab. 16 Ehud si fece una spada a due tagli, lunga un cubito; e se la cinse sotto la veste, al fianco destro. 17 E offrì il regalo a Eglon, re di Moab, ch'era uomo molto grasso. 18 E quand'ebbe finita la presentazione del regalo, rimandò la gente che l'avea portato. 19 Ma egli, giunto alla cava di pietre ch'è presso a Ghilgal, tornò indietro, e disse: 'O re, io ho qualcosa da dirti in segreto'. E il re disse: 'Silenzio!' E tutti quelli che gli stavan dappresso, uscirono. 20 Allora Ehud s'accostò al re, che stava seduto nella sala disopra, riservata a lui solo per prendervi il fresco, e gli disse: 'Ho una parola da dirti da parte di Dio'. Quegli s'alzò dal suo seggio: 21 e Ehud, stesa la mano sinistra, trasse la spada dal suo fianco destro, e gliela piantò nel ventre. 22 Anche l'elsa entrò dopo la lama; e il grasso si rinchiuse attorno alla lama; poich'egli non gli ritirò dal ventre la spada, che gli usciva per di dietro. 23 Poi Ehud uscì nel portico, chiuse le porte della sala disopra, e mise i chiavistelli. 24 Or quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono, ed ecco che le porte della sala disopra eran chiuse a chiavistello; e dissero: 'Certo egli fa i suoi bisogni nello stanzino della sala fresca'. 25 E tanto aspettarono, che ne furon confusi; e com'egli non apriva le porte della sala, quelli presero la chiave, aprirono, ed ecco che il loro signore era steso per terra, morto. 26 Mentr'essi indugiavano, Ehud si diè alla fuga, passò oltre le cave di pietra, e si mise in salvo nella Seira. 27 Arrivato che fu, suonò la tromba nella contrada montuosa di Efraim, e i figliuoli d'Israele scesero con lui dalla contrada montuosa, ed egli si mise alla loro testa. 28 E disse loro: 'Seguitemi, perché l'Eterno v'ha dato nelle mani i Moabiti, vostri nemici'. E quelli scesero dietro a lui, s'impadronirono de' guadi del Giordano per impedirne il passo ai Moabiti, e non lasciaron passare alcuno. 29 In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; e non ne scampò uno. 30 Così, in quel giorno, Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele, e il paese ebbe requie per ottant'anni. 31 Dopo Ehud, venne Shamgar, figliuolo di Anath. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi; e anch'egli liberò Israele.

Ricciotti:

Giudici 3

1 Sono queste le nazioni che il Signore lasciò sopravvivere per mettere per mezzo di esse alla prova Israele e tutti coloro che non aveano conosciute le guerre dei Cananei, 2 affinchè i figli loro imparassero poi a combattere coi nemici e si abituassero alla guerra: 3 i cinque satrapi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni e gli Evei, che abitavano sul monte Libano, dal monte Baal Ermon fino all'entrata di Emat. 4 Il Signore li lasciò sopravvivere per mettere alla prova per mezzo di essi Israele se ascoltasse o no i comandi che il Signore aveva dato ai padri loro per mezzo di Mosè. 5 I figli d'Israele adunque abitarono in mezzo ai Cananei, agli Etei, agli Amorrei, ai Ferezei, agli Evei e ai Jebusei 6 e presero in moglie le loro figlie e diedero le proprie figlie ai figli di essi e prestarono culto alle loro divinità. 7 Fecero essi il male al cospetto del Signore e dimentichi del loro Dio servirono ai Baalim e ad Astarot. 8 Perciò adiratosi il Signore contro Israele lo diede nelle mani di Cusan Rasataim re della Mesopotamia, al quale furono soggetti per otto anni. 9 Gridarono allora al Signore e questi suscitò per salvarli e liberarli Otoniele figlio di Cenez, il fratello minore di Caleb. 10 In lui fu lo spirito del Signore e giudicò Israele, ed essendo uscito per combattere, il Signore gli diede nelle mani Cusan Rasataim re della Siria e lo vinse. 11 Il paese riposò quindi per quarant'anni, fino alla morte di Otoniele figlio di Cenez. 12 Ma i figli d'Israele tornarono a fare il male al cospetto del Signore, che, in pena delle loro iniquità, fece prevalere sopra di loro Eglon re di Moab. 13 Alleatosi egli ai figli di Ammon e di Amalec venne a combattere Israele e s'impadronì della città delle palme 14 e i figli d'Israele servirono per diciotto anni a Eglon re di Moab. 15 Ma poi essi alzarono la voce verso il Signore, il quale suscitò loro un salvatore di nome Aod figlio di Gera figlio di Jemini, che era ambidestro. Per suo mezzo i figli d'Israele mandarono regali ad Eglon re di Moab. 16 Aod si era fatto una spada a due tagli, che avea un'impugnatura della lunghezza di un palmo e se l'era legata sotto il mantello, al fianco destro. 17 Egli offrì i regali ad Eglon re di Moab, il quale era assai pingue. 18 Quando gli ebbe offerto i regali, rinviò i compagni che erano venuti con lui 19 e ritornato da Galgala dove erano degli idoli, disse al re: «Ho da dirti, o re, una parola in segreto». Avendo questi imposto silenzio ed essendo usciti quelli che stavano intorno a lui, 20 Aod gli si fece innanzi. Il re sedeva solo nella sua stanza estiva e Aod gli disse: «Ho da dirti una parola da parte di Dio». Essendosi quegli levato dal trono, 21 Aod stese la mano sinistra, levò la spada dal fianco destro e gliela cacciò 22 con tal forza nel ventre che l'elsa seguì il ferro nella ferita e restò impigliata nell'eccessivo adipe. Nè egli estrasse la spada, ma lasciandola così com'era nel corpo, tosto gli escrementi del ventre uscirono per le segrete vie naturali. 23 Aod poi chiuse con diligenza le porte della camera e assicuratele con un catenaccio, 24 per la parte posteriore se ne uscì. Venuti i servi del re, al veder chiuse le porte della camera si dissero: «Forse soddisfa ai suoi bisogni nella camera estiva». 25 Avendo aspettato a lungo fino a vergognarsene e vedendo che nessuno apriva, presero la chiave, aprirono e trovarono il loro padrone in terra morto. 26 Frattanto Aod, mentre quegli erano tutti in iscompiglio, se ne fuggì e, oltrepassato il luogo degli idoli donde era ritornato, venne in Seirat. 27 Tutto a un tratto sonò la tromba sul monte di Efraim e con lui scesero i figli d'Israele. Postosi alla testa, 28 egli disse loro: «Seguitemi, giacchè il Signore ci ha dato nelle mani i Moabiti nostri nemici». Discesero dietro a lui e avendo occupato i guadi del Giordano per i quali si passa in Moab, non lasciarono passare nessuno; 29 ma uccisero in quel tempo i Moabiti in numero di circa diecimila, tutti uomini forti e robusti; neppur uno di essi potè sfuggire 30 e Moab in quel giorno fu umiliato sotto la mano d'Israele e la terra riposò per ottant'anni. 31 Dopo costui venne Samgar figlio di Anat, che uccise con un vomere seicento Filistei, e anch'egli fu un difensore d'Israele.

Tintori:

Giudici 3

Popoli Cananei restati in mezzo a Israele
1 Ecco le genti che il Signore lasciò allo scopo d'istruire per mezzo di esse Israele e tutti quelli che non avevan conosciute le guerre dei Cananei, 2 perchè poi i loro figli imparassero a combattere coi nemici e fossero abituati alla guerra: 3 cinque satrapi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni, e gli Evei che abitavano sul monte Libano, dal monte di Baal Ermon sino all'entrata di Emat. 4 Questi li lasciò per provare per mezzo di essi se Israele ascoltasse o no i comandamenti che il Signore aveva prescritti ai loro padri per mezzo di Mosè. 5 Pertanto i figli d'Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Etei, agli Amorrei, ai Ferezei, agli Evei ed ai Gebusei; 6 presero per mogli le loro figlie ed essi stessi diedero le proprie figliole per mogli ai figli di loro e servirono ai loro dèi.

Primi Giudici Otoniel
7 I figli d'Israele fecero il male al cospetto del Signore e, dimenticandosi del loro Dio, servirono a Baalim e Astarot. 8 E il Signore, adiratosi contro di loro, li diede nelle mani di Cusan Rasataim, re della Mesopotamia, al quale servirono otto anni. 9 Essi però gridarono al Signore, il quale suscitò loro un salvatore a liberarli, Otoniel figlio di Cenez, fratello minore di Caleb. 10 Lo spirito del Signore fu in lui, giudicò Israele, e, uscito fuori in battaglia, avendogli il Signore dato nelle mani Cusan Rasataim, re della Siria, egli lo soggiogò. 11 Il paese ebbe riposo per quarant'anni. E Otoniel figlio di Cenez morì.

Aod
12 I figli d'Israele fecero di nuovo il male nel cospetto del Signore, il quale, perchè essi avevan fatto il male nel suo cospetto, rese potente contro di loro Eglon re di Moab. 13 Questi, unitosi ai figli di Ammon e di Amalec, sconfisse Israele ed occupò la città delle palme, 14 i figli d'Israele servirono a Eglon re di Moab per diciotto anni. 15 Ma poi gridarono al Signore, il quale suscitò loro un salvatore chiamato Aod, figlio di Cera, figlio di Iemini, che si serviva della mano sinistra come della destra. I figli d'Israele mandarono per mezzo di lui dei regali ad Eglon re di Moab. 16 Aod, procuratosi un pugnale a due tagli, che aveva nel mezzo una guardia lunga quanto la palma della mano, se lo cinse sotto la veste sulla coscia destra, 17 e andò a presentare regali ad Eglon re di Moab. Or Eglon era molto grasso. 18 Offerti i regali, Aod seguì i compagni che eran venuti con lui; 19 ma poi, tornato indietro da Galgala, ov'eran gl'idoli, andò a dire al re: «O re, ho un segreto da dirti». Il re impose il silenzio, e fece ritirare tutti quelli che eran con lui. 20 Allora Aod, accostatosi al re che stava seduto solo nella camera da estate, gli disse: «Ho per te una parola di Dio». Il re si alzò subito dal trono. 21 Allora Aod, stesa la mano sinistra, prese il pugnale dalla coscia destra, e glielo ficcò nel ventre 22 con tanta forza che la guardia, penetrata dietro alla lama nella ferita, rimase coperta dalla spropositata pinguedine. Aod non stette a tirar fuori il pugnale, ma lo lasciò fitto come era restato appena dato il colpo nel ventre, da cui, per le vie naturali, cominciaron subito ad uscire gli escrementi. 23 Poi, chiuse con ogni diligenza le porte della camera, e serratele a chiave, 24 Aod uscì dalla parte posteriore. I servi del re quando vennero e videro chiuse le porte della camera, dissero: «Forse fa i suoi bisogni nella camera da estate». 25 Aspettarono; ma quando si vergognarono di attendere ancora, e, vedendo che nessuno apriva, presero la chiave e aprirono, trovarono che il loro padrone giaceva morto per terra. 26 Mentre essi eran sottosopra, Aod se ne fuggì, ripassò dal luogo degli idoli, da dove era tornato indietro, e giunse a Seirat. 27 Subito fe' sonare la tromba sul monte Efraim e ai figli d'Israele scesi con lui e dei quali s'era fatto condottiero, disse: 28 «Seguitemi, chè il Signore ha dati nelle vostre mani i Moabiti vostri nemici». Ed essi, scesi dietro a lui, occuparono i guadi del Giordano, per dove si passa a Moab, e non lasciarono passar nessuno. 29 Poi percossero circa dieci mila Moabiti, tutti uomini robusti e valorosi: nessuno di essi potè scampare. 30 Così in quel giorno Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele e il paese ebbe riposo per ottant'anni. Samgar 31 Dopo Aod ci fu Samgar, figlio di Anat, il quale uccise seicento Filistei con un vomere: anche lui difese Israele.

Martini:

Giudici 3

Israele associandosi colle genti abbandonate dal Signore, si contamina colle loro scelleratezze: quindi è maltrattato più volte dai re stranieri; ma ravvedutosi e liberato per mezzo di Othoniel, di Aod, e di Samgar.
1 Queste son le nazioni lasciate dal Signore, affin di disciplinare per mezzo di esse Israele, cioè tutti quelli che non sapevan nulla delle guerre de' Cananei: 2 Affinchè in appresso imparassero i loro figliuoli a combattere co' nemici, e ad avvezzarsi al maneggio dell'armi: 3 Cinque satrapi de' Filistei, tutti i Cananei, e Sidonii, ed Hevei, che abitavan sul monte Libano dal monte di Baal-Hermon fino all'ingresso di Emath. 4 E il Signore li lasciò per provare per mezzo di essi Israele, se fosse obbediente, o no, a' comandamenti intimati dal Signore a' padri loro per mezzo di Mosè. 5 Gl'Israeliti pertanto abitarono in mezzo a' Cananei, e agli Hethei, e Amorrhei, e Pherezei, ed Hevei, e Jebusei: 6 E sposaron delle loro figliuole e maritaron le proprie figlie co' loro figliuoli, e servirono a' loro dei. 7 E fecero il male al cospetto del Signore, e si dimenticarono del loro Dio, servendo a Baal, e ad Astaroth. 8 E il Signore irato contro Israele li diede in potere di Chusan Rasathaim re della Mesopotamia, e a lui furon soggetti per otto anni. 9 E alzaron le loro grida verso il Signore, il quale suscitò loro un salvatore che gli liberò, vale a dire Othoniel figliuolo di Cenez, fratello minore di Caleb. 10 E fu in lui lo Spirito del Signore, e giudicò Israele. E andò, e diede battaglia, e il Signore diede in suo potere Chusan Rasathaim re della Siria, e lo debellò. 11 E il paese ebbe riposo di quarant'anni, e Othoniel figliuolo di Cenez morì. 12 Ma i figliuoli d'Israele ricominciarono a fare il male nel cospetto del Signore, il quale diede forze contro di loro ad Eglon re di Moab: perchè essi avean peccato nel cospetto di lui. 13 E unì con lui i figliuoli di Ammon e di Amalec: ed egli si mosse, e mise in rotta Israele, e s'impadronì della città delle palme. 14 E i figliuoli d'Israele furon soggetti ad Eglon re di Moab per diciotto anni. 15 E di poi alzaron le grida al Signore, il quale suscitò loro un salvatore per nome Aod, figliuolo di Gera, figliuolo di Jemini, il quale si serviva della man sinistra come della destra. E i figliuoli d'Israele mandarono per mezzo di lui de' regali ad Eglon di Moab. 16 Egli si fece un pugnale a due tagli colla sua guardia lungo come la palma della mano e lo mise sotto la sua casacca al fianco destro. 17 E presentò i regali ad Eglon re di Moab. Or Eglon era grasso fuor di modo. 18 E offerti che ebbe a lui i regali, Aod andò dietro ai compagni che eran venuti con lui. 19 E poi tornò da Galgala, dove erano gl'idoli, e disse al re: Io ho da parlarti in segreto, o re. Ed egli li fe' segno di tacere: e ritiratisi tutti quelli che eran con lui, 20 Aod se gli appressò, e stando quegli solo in una camera da estate gli disse: Io porto a te una parola di Dio. E quegli subitamente si alzò dal trono: 21 Ma Aod stese la man sinistra, e preso il pugnale dal suo destro lato, lo ficcò a lui nel ventre 22 Con tanta forza che la guardia penetrò dietro al ferro nella ferita, e vi rimase coperta nella eccessiva pinguedine. Ed egli non tirò fuori il pugnale, ma dato che ebbe il colpo, lasciollo fitto nel ventre: e subito per le segrete vie naturali si sgravò il corpo de' suoi escrementi. 23 Ma Aod, chiuse a chiave con tutta sollecitudine le porte della camera, 24 Uscì per la porta di dietro. E venuti i servi del re vider chiuse le porte della camera, e dissero: Forse egli soddisfa a qualche bisogno naturale nella camera d'estate: 25 Ma avendo lungamente aspettato, nè sapendo più che pensare, veggendo come nissuno apriva, preser la chiave, e aperto che ebbero, trovarono il loro signore giacente per terra morto. 26 Ma in mezzo al loro turbamento Aod se ne fuggì, e passò pel luogo degl'idoli, di dove avea dato volta indietro. E arrivò a Seirath: 27 E immediatamente diede fiato alla tromba sul monte Ephraim; e scesero con lui i figliuoli d'Israele, andando egli innanzi a loro. 28 E disse loro: Seguitemi; imperocché il Signore ha dati in nostro potere i nostri nemici i Moabiti. E quegli andarono dietro a lui, e occuparono i guadi del Giordano, per dove si passa a Moab, e non lasciarono che alcun passasse. 29 Ma uccisero in quel tempo circa dieci mila Moabiti, tutti gente robusta, e valorosa: nissuno di essi potè scamparla. 30 E fu umiliato in quel giorno Moab sotto il braccio d'Israele: e il paese ebbe riposo per ottant'anni. 31 Dopo Aod fu Samgar figliuolo di Anath, il quale uccise secento uomini Filistei con un vomere: ed egli pure fu il difensor d'Israele.

Diodati:

Giudici 3

1 Ora queste son le genti, che il Signore lasciò per provar con esse Israele, cioè tutti quelli che non aveano avuta conoscenza di tutte le guerre di Canaan; 2 acciocchè almeno le generazioni de' figliuoli d'Israele sapessero che cosa è la guerra, essendo ammaestrati; quegli almeno che prima non ne aveano conoscenza: 3 I cinque principati de' Filistei, e tutti i Cananei, i Sidonii, e gli Hivvei che abitavano il monte Libano, dal monte Baal-hermon fino all'entrata di Hamat. 4 Quelli adunque furono per provar con essi Israele; per saper se ubbidirebbero a' comandamenti del Signore, i quali egli avea dati a' lor padri, per Mosè. 5 COSÌ i figliuoli d'Israele abitarono per mezzo i Cananei, e gli Hittei, e gli Amorrei, e i Ferizzei, e gli Hivvei, e i Gebusei. 6 E presero le lor figliuole per mogli, e diedero le lor figliuole a' figliuoli di quelli, e servirono agl'iddii loro. 7 Così i figliuoli d'Israele fecero ciò che dispiace al Signore, e dimenticarono il Signore Iddio loro, e servirono a' Baali, e a' boschi.
8 Laonde l'ira del Signore si accese contro ad Israele, ed egli li vendè nelle mani di Cusan-risataim, re di Mesopotamia; e i figliuoli d'Israele servirono a Cusan-risataim ott'anni. 9 Poi i figliuoli d'Israele gridarono al Signore, ed egli suscitò loro un liberatore che li liberò, cioè: Otniel, figliuolo di Chenaz, fratel minore di Caleb. 10 E lo Spirito del Signore fu sopra lui, ed egli giudicò Israele, e uscì fuori in battaglia; e il Signore gli diede in mano Cusan-risataim, re di Mesopotamia; e la sua mano si rinforzò contro a Cusan-risataim. 11 E il paese ebbe requie lo spazio di quarant'anni. Poi Otniel, figliuolo di Chenaz, morì.
12 E I figliuoli d'Israele continuarono a fare ciò che dispiace al Signore; laonde il Signore fortificò Eglon, re di Moab, contro ad Israele; perciocchè aveano fatto ciò che dispiace al Signore. 13 Ed egli adunò appresso di sè i figliuoli di Ammon, e gli Amalechiti, e andò, e percosse Israele; ed essi occuparono la città delle palme. 14 E i figliuoli d'Israele servirono diciotto anni ad Eglon, re di Moab. 15 Poi i figliuoli d'Israele gridarono al Signore, ed egli suscitò loro un liberatore, cioè: Ehud, figliuolo di Ghera, Beniaminita, il quale era mancino. Or i figliuoli d'Israele mandarono per lui un presente ad Eglon, re di Moab. 16 Ed Ehud si fece un pugnale a due tagli, lungo un cubito; e se lo cinse sotto i vestimenti, in su la coscia destra. 17 E presentò il presente ad Eglon, re di Moab, il quale era uomo molto grasso. 18 Ed avendo compiuto di presentare il presente, accommiatò la gente che avea portato il presente. 19 Ma egli se ne ritornò al re, dalle statue di pietra, che son presso di Ghilgal; e gli disse: Io ho alcuna cosa segreta a dirti. Ed egli gli disse: Taci. Allora tutti quelli che gli stavano d'intorno uscirono fuori d'appresso a lui. 20 Ed Ehud si accostò a lui, che sedeva tutto solo nella sua sala dell'estate; e disse: Io ho da dirti alcuna cosa da parte di Dio. Ed egli si levò d'in sul seggio reale. 21 Ed Ehud, dato della man sinistra al pugnale, lo prese d'in su la coscia destra, e gliel ficcò nel ventre. 22 E quello entrò dietro alla lama infino all'elsa, e il grasso serrò la lama d'intorno, sì ch'egli non potè trargli il pugnale dal ventre; e lo sterco uscì fuori. 23 Ed Ehud uscì verso il portico, e chiuse le porte della sala dietro a sè, e serrò quella con la chiave. 24 E, dopo ch'egli fu uscito, i servitori di Eglon vennero, e videro che le porte della sala erano serrate con la chiave; e dissero: Per certo egli fa i suoi bisogni naturali nella cameretta della sala dell'estate. 25 E tanto aspettarono che ne furono confusi; ed ecco, egli non apriva le porte della sala; laonde presero la chiave, e l'apersero; ed ecco, il lor signore giaceva in terra morto. 26 Ma Ehud scampò, mentre essi indugiavano, e passò le statue di pietra, e si salvò in Seira. 27 E, come egli fu giunto, sonò con la tromba nel monte di Efraim; e i figliuoli d'Israele scesero con lui dal monte, ed egli andava davanti a loro. 28 Ed egli disse loro: Seguitatemi; perciocchè il Signore vi ha dati nelle mani i Moabiti, vostri nemici. Così scesero giù dietro a lui, e occuparono a' Moabiti i passi del Giordano, e non ne lasciarono passare alcuno. 29 E in quel tempo percossero i Moabiti in numero d'intorno a diecimila uomini, tutti grassi e possenti; e non ne scampò neppur uno. 30 Così in quel giorno Moab fu abbattuto sotto la mano d'Israele; e il paese ebbe riposo ottant'anni.
31 E, dopo Ehud, fu Samgar, figliuolo di Anat, il qual percosse i Filistei in numero di seicento, con un pungolo da buoi. Ed egli ancora liberò Israele.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Giudici 3

1 Capitolo 3

Le nazioni lasciate per provare Israele Giudici 3:1-7

Otniel libera Israele Giudici 3:8-11

Eud libera Israele da Eglon Giudici 3:12-30

Samgar libera e giudica Israele Giudici 3:31

Versetti 1-7

Poiché gli Israeliti erano un tipo della Chiesa sulla terra, non dovevano essere oziosi e pigri. Il Signore si compiacque di metterli alla prova con i resti delle nazioni devote che risparmiarono. Le tentazioni e le prove rivelano la malvagità del cuore dei peccatori e rafforzano le grazie dei credenti nel loro conflitto quotidiano con Satana, il peccato e questo mondo malvagio. Essi devono vivere in questo mondo, ma non ne fanno parte e non possono conformarsi ad esso. Questo segna la differenza tra i seguaci di Cristo e i semplici professori. L'amicizia del mondo è più fatale della sua inimicizia; quest'ultima può uccidere solo il corpo, ma la prima uccide molte anime preziose.

8 Versetti 8-11

Il primo giudice fu Otniel: già al tempo di Giosuè Otniel cominciò a essere famoso. Poco dopo l'insediamento di Israele in Canaan, la loro purezza cominciò a essere corrotta e la loro pace disturbata. Ma l'afflizione fa gridare a Dio coloro che prima non gli rivolgevano quasi la parola. Dio tornò con misericordia verso di loro per la loro liberazione. Lo Spirito del Signore scese su Otniel. Lo Spirito di saggezza e di coraggio per qualificarlo al servizio, e lo Spirito di potenza per eccitarlo ad esso. Prima giudicò Israele, lo rimproverò e lo riformò, poi andò in guerra. Se il peccato in casa viene sconfitto, il peggiore dei nemici, allora i nemici all'estero saranno affrontati più facilmente. Così lasciamo che Cristo sia il nostro giudice e legislatore, poi ci salverà.

12 Versetti 12-30

Quando Israele pecca di nuovo, Dio suscita un nuovo oppressore. Gli Israeliti hanno fatto male e i Moabiti hanno fatto peggio; tuttavia, poiché Dio punisce i peccati del suo popolo in questo mondo, Israele è indebolito e Moab rafforzato contro di loro. Se i problemi minori non funzionano, Dio ne manderà di più grandi. Quando Israele torna a pregare, Dio fa sorgere Eud. Come giudice, o ministro della giustizia divina, Eud mette a morte Eglon, il re di Moab, e così esegue i giudizi di Dio su di lui come nemico di Dio e di Israele. Ma la legge di essere soggetti ai principati e alle potenze in ogni cosa lecita è la regola della nostra condotta. Ora non ci sono incarichi di questo tipo; pretenderli significa bestemmiare Dio. Notate il discorso di Eud a Eglon. Quale messaggio da parte di Dio se non un messaggio di vendetta può aspettarsi un orgoglioso ribelle? Un tale messaggio è contenuto nella Parola di Dio; i suoi ministri devono dichiararlo con coraggio, senza temere il biasimo o il rispetto delle persone dei peccatori. Ma, benedetto sia Dio, essi devono trasmettere un messaggio di misericordia e di salvezza gratuita; il messaggio di vendetta appartiene solo a coloro che trascurano le offerte di grazia. La conseguenza di questa vittoria fu che la terra ebbe un riposo di ottant'anni. Fu un periodo di riposo molto lungo per la terra; ma che cos'è questo rispetto al riposo eterno dei santi nella Canaan celeste?

31 Versetto 31

Il lato del paese che si trovava a sud-ovest era infestato dai Filistei. Dio suscitò Samgar per liberarli; non avendo né spada né lancia, prese un bastone da buoi, strumento a portata di mano. Dio può rendere utili per la sua gloria e per il bene della sua Chiesa persone che per nascita, educazione e impiego sono meschine e oscure. Non importa quale sia l'arma, se Dio dirige e rafforza il braccio. Spesso opera con mezzi improbabili, affinché l'eccellenza della potenza appaia da Dio.

Commentario del Pulpito:

Giudici 3

1 Ora queste sono le nazioni, ecc. Ci viene ora detto in dettaglio ciò che è stato affermato in generale in Giudici 2:22,23, secondo il metodo comune della narrazione ebraica. Per dimostrare Israele. Questa parola provare è usata qui in un senso un po' diverso da quello che ha in Versetto 4 e in Giudici 2:22. In quei passaggi è usato per la loro prova morale, per provare o mettere alla prova la loro fede e obbedienza; ma qui è piuttosto nel senso di "esercitarli" o "abituarli", addestrarli alla guerra. Alla conquista diGiosuè era seguito un considerevole periodo di riposo, durante il quale gli Israeliti più giovani non avevano esperienza di guerra; ma se volevano mantenere la loro presa su Canaan, era necessario che lo spirito guerriero fosse mantenuto nei loro petti

OMILETICA Versetti 1-6.- Matrimoni empi

La lezione distintiva di questa sezione sembra essere l'influenza fatale di un matrimonio empio. E questa lezione è di tale importanza quotidiana per i cristiani in ogni condizione della vita, che faremo bene a concentrare la nostra attenzione su di essa. Entrando nella storia di quel tempo turbolento e calamitoso per le tribù d'Israele che intercorse tra i governi trionfanti di Mosè e Giosuè e i gloriosi regni di Davide e Salomone, il tempo dei Giudici, lo troviamo iniziato dal matrimonio misto degli Israeliti con gli idolatri Cananei. Non appena quella vergognosa alleanza fu contratta, l'apostasia nazionale seguì immediatamente. "Hanno dimenticato l'Eterno, il loro Dio, e hanno servito Baalim e Ashtaroth". E il legame tra questa apostasia religiosa e la prima servitù con la quale persero la loro indipendenza nazionale non era meno stretto. "I figli d'Israele servirono Chushan-rishathalm." Se dunque leggiamo la Scrittura in vista della nostra propria ammonizione, la nostra attenzione deve essere catturata da questo lampante esempio del pericolo delle unioni empie. E l'esempio non è isolato. Il matrimonio di Esaù con le figlie di Heth, in relazione alla perdita del suo diritto di primogenitura e della sua benedizione; la degradazione e la morte di Sansone nonostante i suoi splendidi doni e poteri; la fama offuscata della vecchiaia di Salomone e la disgregazione del suo regno dopo la sua morte; la rovina dinastica e la distruzione di Achab e di tutta la sua casa a causa del suo matrimonio con Gezabele: questi e molti altri esempi nella Sacra Scrittura trasmettono un solenne avvertimento contro il pericolo dei matrimoni empi. E deve essere così nella natura delle cose. L'unione matrimoniale è così stretta e intima, dà l'opportunità di un'influenza così costante, rende la resistenza continua a quell'influenza così fastidiosa e noiosa, dà un tale vantaggio all'opera dell'influenza attraverso gli affetti, che nessun uomo con il dovuto riguardo per la salvezza della propria anima si esporrebbe a tale pericolo. Inoltre, la vera nozione di unione del matrimonio è una comunione nel cuore, nel pensiero, nell'affetto, nell'interesse; un'identità di scopo e scopo nella vita, ciascuno aiutandosi a vicenda, contribuendo ciascuno con una parte allo scopo comune; un'azione comune in tutto ciò che riguarda Dio e l'uomo; consigli uniti nell'adempimento dei vari doveri della casa, della società umana, della Chiesa di Dio. Come poteva l'Israelita, che cercava la gloria di Geova, avvolto nei trionfi della sua razza prediletta e del suo puro credo, e odiando le detestabili abominazioni del paganesimo, così offensivo per Dio e così dannoso per l'uomo, avere una tale comunione con la figlia di un Amorreo o di un Cananeo? E come può un vero servitore del Signore Gesù Cristo avere una tale comunione con uno il cui cuore è completamente abbandonato al mondo e non si preoccupa del regno dei cieli? "Il matrimonio non deve essere preso in mano in modo sconsiderato, leggero o arbitrario da qualsiasi uomo o donna cristiana, ma con riverenza, discrezione, consapevolezza, sobrietà e nel timore di Dio". Ed è lo scopo di indurre i giovani uomini e le giovani donne, nel decidere sul matrimonio, a prendere in considerazione la probabile influenza del loro partner sulla loro vita morale e religiosa, e l'aiuto o l'ostacolo che possono avere nell'adempimento dei loro doveri cristiani. La perdita per tutta la vita della felicità domestica, la rovina degli affetti e una pesante messe di problemi e vessazioni, frutto sicuro di un'unione mal assortita, è un prezzo pesante da pagare per la gratificazione momentanea di una mera fantasia; ma la perdita permanente del tono morale e la perdita del proprio posto nel regno di Dio è indicibilmente più pesante

OMELIE DI A.F. MUIR. Versetti 1-4.- La prova di Israele

La lezione generale del Libro dei Giudici è qui ripetuta. È dimostrato che c'è stata una provvidenza divina che ha prevalso attraverso e al di sopra delle defezioni di Israele. Dio usa le conseguenze della loro negligenza come mezzo di grazia. Le nazioni che non erano state sradicate divennero a loro volta i loro tentatori e i loro tiranni; e così sopravvivono alla loro minoranza, e sono preparati per il grande posto che devono occupare nella storia del regno di Dio

IO È STATO IL RISULTATO DELLA NEGLIGENZA DEI GENITORI. I padri avevano lasciato gran parte del loro compito incompiuto. Un atteggiamento risoluto da parte loro, e misure vigorose, avrebbero liberato il paese dal fastidio. Una generazione può fare molto bene o male ai suoi successori. Non raccogliamo mai tutti i risultati delle nostre malefatte; una grande parte è lasciata ai figli delle generazioni successive. La negligenza delle leggi della salute, dei canoni della vita morale, delle istituzioni educative, del progresso sociale e politico, può comportare un grave svantaggio per coloro che verranno dopo di noi; quanto ciò che arriva in questo modo, viene in questo modo da solo, e non può essere prodotto all'improvviso. E così è con la crescita della verità teologica, e le abitudini e gli usi della vita spirituale

II , MA ANCHE I BAMBINI ERANO DA BIASIMARE. L'oracolo di Dio a Shiloh avrebbe potuto essere consultato ancora. La volontà di Dio avrebbe potuto essere facilmente accertata. La completa e assoluta fiducia in Geova, e la devozione al suo servizio, li avrebbero liberati dai loro nemici. Erano quindi figli dei loro padri anche in questo, cioè che non erano interamente dediti al servizio di Dio e al desiderio della giustizia. Quanto della colpa umana consiste nel lasciar perdere, o nel sottomettersi supinamente ai mali come se fossero inevitabili o incurabili!

III ERA UN ESEMPIO DI MALE DIVINAMENTE UTILIZZATO. Una libertà vigilata. Per suscitare il coraggio e la fede delle nuove generazioni. Per evitare che accettino la situazione come definitiva, o che si sottomettano tranquillamente e acconsentano alle usanze malvagie e alle idolatrie dei loro vicini. Alcune nature trovano la via della trasgressione più difficile di altre. Sono più fini, più suscettibili, hanno desideri più profondi per la bontà. Sentono le contraddizioni intrinseche del male in modo più acuto; le sue pene premono più pesantemente su di loro. Questa non è un'ingiustizia da parte del loro Creatore; È un segno della sua bontà e misericordia. Voleva che fossero recintati con le sanzioni della giustizia; ricacciato nel suo ovile. Li ha destinati a una vita migliore. Cantici era con il suo popolo eletto allora. Loro e i loro vicini pagani erano su un piano diverso. Era il destino di Israele quello di non essere lasciato solo. Un'esperienza successiva per la comprensione di un'esperienza precedente. Uno degli usi più preziosi dell'esperienza: gettare la luce all'indietro. Rivela il vero valore di un'eredità e rende più preziose le cose preziose. Altrimenti gli Israeliti più giovani che entrarono nelle conquiste dei primi guerrieri non avrebbero conosciuto la durezza delle loro fatiche, né la potente mano di Dio che operò la loro liberazione. Ci sono alcune lezioni che ogni uomo deve imparare da solo. Un vero apprezzamento della grazia salvifica di Dio è una cosa personale e, per la maggior parte, incomunicabile. "Insegnare loro la guerra, cioè abituarli ad essa come una disciplina necessaria, e come il lavoro preliminare che doveva essere fatto prima che il regno di Dio potesse essere introdotto; e, come sopra, per mostrare loro quanto costano i privilegi spirituali, e quanto sia stato difficile e tuttavia onorevole difenderli e assicurarli. Eppure era...

IV UN ESEMPIO DI CONCESSIONE PROVVISORIA DI IMMORALITÀ COMPARATIVA. Il mondo non era maturo per la morale di Gesù. L'autocontraddizione di un continuo stato di guerra doveva essere il loro maestro di scuola per portarli a Cristo. Lo stato di pace non è di per sé più morale di quello di guerra. Sono "le cose che contribuiscono alla pace", lo spirito di fratellanza e di carità cristiana, che sono lo scopo della mente retta. Il mondo deve prima essere giusto prima di poter essere pacifico. - M

3 I cinque signori, ecc. Il titolo seren, qui reso "signore", è applicato esclusivamente ai signori delle cinque città filistee enumerate in Giosuè 13:3 1Samuele 6:17,18, cioè Gaza, Ashdod, Ashkelon, Gath ed Ekron. Ricorre ripetutamente in Giudici 16, 1Samuele 5, Giudici 6, ecc. La parola significa un asse. L'ingresso di Hamath. Ci sono due teorie riguardo ad Amath. Alcuni, come il professor Rawlinson nel "Dizionario della Bibbia", la identificano con Hamah, una grande e importante città sull'Oronte nell'Alta Siria, e ritengono che il regno di Hamath, che fu rovesciato dal re d'Assiria,

2Re 18:34 19:13

e di cui Hamath era la capitale, era per la maggior parte un regno camitico o cananeo indipendente,

Genesi 10:18

ma di tanto in tanto, come ai giorni di Salomone e Geroboamo,

1Re 8:65 2Re 14:28 2Cronache 8:4

soggetti a Israele Altri, tuttavia, considerando giustamente la grande improbabilità che il dominio israelita si sia mai esteso a nord fino alla valle dell'Oronte, e osservando come se ne parli come parte integrante di Israele,

1Re 8:65

cercate Amat molto più a sud, nelle vicinanze di Bet-Reob.

vedi Giudici 18:28, nota

Per quanto riguarda l'espressione "l'ingresso di Hamath", le identiche parole ebraiche ricorrono sette volte, cioè Numeri 13:21; 34:8; Giosuè 13:5 ; in questo passo; 1Re 8:65; 2Re 14:25; 2Cronache 7:8, e sono variamente rese nell'A.V: "come gli uomini vengono ad Hamath"; "fino all'ingresso di Hamath"; "l'ingresso in Hamath"; "l'ingresso di Hamath (tre volte); e l'ingresso di Hamath". Il significato esatto della frase sembra essere "l'approccio ad Hamath", un punto particolare nella valle da cui inizia la strada diretta per Hamath; molto simile al termine ferroviario per certe stazioni che sono le più vicine, anche se a una certa distanza da, il luogo da cui prendono il nome, come, ad esempio, Shapwick Road, Mildenhall Road, ecc. Queste ultime parole del versetto descrivono il territorio degli Hivvei, che dal monte Baal-Hermon nella catena del Libano arrivava fino al punto in cui la strada conduceva ad Amat

5 I Cananei, ecc. La stessa enumerazione delle tribù dei Cananei come in Esodo 34:11

Versetti 5-7.- Il patto proibito

Quando Israele entrò nel paese, fu con l'espressa condizione che non si sarebbero dovuti stipulare termini di matrimonio o di intercomunione con le tribù aborigene di Canaan.

Deuteronomio 7:1-3

Questo sembra essere stato dimenticato o deliberatamente ignorato. Le conseguenze predette si avverarono, e il cuore del popolo fu distolto dall'adorazione del vero Dio

I limiti della comunione tra i figli di Dio e il mondo, La legge di sterminio prescritta a Israele ha reso molto chiara la via del dovere. Il proposito di Dio era quello di districare la vita nazionale e individuale del suo popolo dalle perversioni, dalle corruzioni e dalle contraddizioni dell'adorazione idolatrica. Desiderava separarli completamente a sé. Per quanto severa e poco caritatevole potesse sembrare a prima vista questa regola, era la vera misericordia verso il mondo non ancora nato e verso il futuro che doveva essere redento da Dio. Alcune comodità e comodità, alcuni frutti veramente preziosi della pseudo-civiltà e del contatto con le correnti del pensiero e della vita nel grande mondo degli uomini, dovevano essere sacrificati, ma il vantaggio valeva più che tutti i vantaggi. Lo stesso problema si presenta oggi al cristiano. Fino a che punto è permesso che la vita di un figlio di Dio e di un figlio di questo mondo si mescoli? Quali relazioni di questa vita devono essere tenute separate dal mondo, e sussistere solo tra i cristiani, e quali relazioni possono essere condivise con il mondo? La lettera dell'antico prescritto è naturalmente obsoleta, ma lo spirito deve essere ancora vincolante. Evidentemente, però, i rapporti di quelle che sono comunioni strettamente religiose possono essere sostenuti solo fra veri cristiani. E molte delle relazioni più elevate della nostra vita naturale, come, per esempio, il matrimonio, possono essere degnamente sostenute solo dai cristiani. Lo spirito dell'antica legge è stato, da subito, severo, ma, in ultima analisi e più ampiamente, misericordioso. Cantici dovrebbe essere l'indole del cristiano. Naturalmente l'estensione e la direzione in cui osserviamo questa legge della prudenza celeste devono essere lasciate alla coscienza di ogni uomo davanti a Dio. Va ricordato che spesso quando sembra agire contro gli altri è in realtà per il loro bene

II COME L'INTIMA ASSOCIAZIONE CON IL MONDO INFLUISCE SUL TONO E SULLA QUALITÀ DELLA VITA SPIRITUALE

1. L'abitudine smussa la coscienza a consuetudini illecite

2. Gli attaccamenti personali e le amicizie attraggono le osservanze sociali e religiose che sono veramente ingiuste

3. Le relazioni della vita civile creano grovigli e perplessità

4. Le relazioni peculiari, intime e profonde del matrimonio accrescono la forza di tutte le influenze che influiscono sulla natura religiosa e sulla vita spirituale.

6 Hanno preso le loro figlie, ecc. Ecco un ulteriore passo verso il basso nella disubbidienza degli Israeliti. I matrimoni misti con le nazioni cananee erano stati espressamente proibiti,

Esodo 34:15,16 Deuteronomio 7:3 Giosuè 23:12

e la ragione della proibizione fu chiaramente dichiarata, e per qualche tempo dopo la morte di Giosuè sembra che non siano stati contratti matrimoni del genere. Ma ora il passo fatale fu compiuto, e ne seguì immediatamente la conseguenza predetta: "servirono i loro dèi; hanno dimenticato l'Eterno, il loro Dio, e hanno servito i Baali e gli Asheroth".

7 Questa sezione ci introduce nella narrazione vera e propria del Libro dei Giudici, essendo ora conclusa la questione prefatoria. L'intero libro procede sullo stesso modello di questa sezione. L'apostasia di Israele; la loro servitù sotto l'oppressore inviato a castigarli; il loro grido di angoscia e di penitenza; la loro liberazione per mezzo del giudice suscitato per salvarli; il resto che segue la loro liberazione. C'è un'infinita varietà nei dettagli delle narrazioni successive, ma sono tutte formate sullo stesso piano

I boschetti. L' Asheroth, qui e altrove

Giudici 6:25,26 Deuteronomio 16:21, ecc

boschetti resi in modo errato, erano grandi immagini di legno o colonne in onore di Astoret, e quindi sono propriamente accoppiati con i Baal. Questo versetto è infatti identico nel significato a Giudici 2:13, di cui è una ripetizione.

vedi nota a Giudici 2:13,giud 8:23

Versetti 7-11.- Il flagello di Dio

In un passaggio notevole

Deuteronomio 32:8

Mosè ci dice che quando l'Altissimo divise alle nazioni la loro eredità, stabilì i confini del popolo secondo il numero dei figli d'Israele. Allo stesso modo la storia sacra ci insegna come i movimenti delle nazioni e le incessanti invasioni e conquiste dei re e dei guerrieri pagani avessero una relazione speciale con la razza eletta. In realtà non intendevano così. Erano spinti semplicemente dall'ambizione, dalla brama di conquista, dall'appetito per il saccheggio e il dominio. Ma nella meravigliosa provvidenza di Dio essi furono fatti strumenti per castigare e correggere, o per salvare e liberare, il suo popolo, a seconda dei casi. Qui troviamo lo stato instabile delle tribù mesopotamiche, che le condusse oltre i confini della loro terra, portandole in Palestina proprio nel momento in cui gli Israeliti, nella sfrenatezza dei loro cuori volubili, si erano allontanati dal servizio del Dio vivente e vero a quello degli idoli di Canaan. Lì vivevano a loro agio, avendo in parte estirpato, e in parte entrato in alleanza e amicizia con loro. Sedotti dai loro vizi, affascinati dalla loro religione sensuale, avevano dimenticato tutte le opere di Dio, non tremavano più alla sua parola e non sentivano più il bisogno del suo favore. Ancora un po' di tempo e la loro apostasia sarebbe stata completa, e la fine della loro elezione sarebbe fallita. Ma non fu così. Cantici Chushanrishathaim, che forse non aveva mai sentito parlare dei loro nomi e non sapeva nulla della loro religione o della loro apostasia, radunò i suoi eserciti, fece marciare il suo esercito e, nel momento critico, si gettò come una verga sul popolo delle pecche. Ci resta da immaginare la miseria di quegli otto anni di servitù sotto un tiranno pagano: le offese e le indegnità, il terrore e l'inquietudine, la servitù opprimente, la dura schiavitù, l'amarezza dell'anima, il deperimento e l'oppressione dello spirito. I raccolti per i quali faticavano li mangiava un altro; le loro belle case occupate dai loro nemici, e loro stessi si sono rivolti alla strada; le loro mogli e figlie erano schiave, e i loro figli erano diventati schiavi; La loro gloria nazionale si trasformò in vergogna, le loro speranze amate appassirono nella disperazione. E ci resta da immaginare come quella miseria piegò i tendini di ferro del loro collo e li riportò a Dio. Senza dubbio la loro fiducia in se stessi era crollata. I loro illusori sogni di piacere si erano conclusi con un risveglio al dolore autoinflitto; il peccato è apparso nei suoi veri colori come nemico e traditore; Si scoprì che i falsi dèi non erano aiutanti. Perché non ci si rivolge a Dio? Era stato molto buono con loro. Perché lo avevano mai abbandonato? Lui e lui solo poteva salvarli, come aveva salvato i loro padri dalle mani del Faraone. Ma lo avrebbe fatto? Ci avrebbero provato. Si rivolgevano a lui in penitenza e preghiera; avrebbero confessato i loro peccati; si umilierebbero ai suoi occhi; avrebbero invocato il suo nome benedetto; Avrebbero invocato il suo patto, le sue promesse, la gloria del suo grande nome. E lo fecero. Né chiamarono invano. Il loro grido di angoscia giunse agli orecchi del Signore degli eserciti. La sua ira si trasformò in pietà; Colui che castigava quando peccavano, ora consola quando pregavano. Aveva mandato un flagello; Ora manda un liberatore. Chushan era invincibile quando la sua missione era quella di colpire; ma quando la sua missione fu terminata, il suo braccio cadde spezzato al suo fianco. Othniel, il liberatore, uscì con la potenza dello Spirito di Dio, e il potere di Cusan scomparve. Le acque dell'Eufrate, che avevano straripato dalle loro sponde, si prosciugarono di nuovo e il paese d'Israele ebbe riposo per quarant'anni. E così è sempre stato. I movimenti più oscuri dei Filistei, degli Ammoniti e dei Madianiti, così come il grande dramma storico dell'Assiria, dell'Egitto, di Babilonia, della Persia, della Grecia e di Roma, hanno sempre avuto un disegno speciale nella correzione o liberazione del popolo di Dio. E sebbene non abbiamo un interprete ispirato per spiegarci i successivi movimenti dei popoli, tuttavia possiamo essere sicuri che i grandi eventi della storia moderna sono stati designati per realizzare i propositi di Dio in riferimento alla sua Chiesa, sia per la correzione che per la liberazione, e che l'ascesa e la caduta degli imperi,l'ambizione dei re e degli uomini di Stato, le conquiste dei guerrieri e le rivoluzioni dei popoli, alla fine si scoprirà che sono state respinte per la gloria di Dio e per l'estensione del regno di Gesù nostro Signore. E in questa fiducia la Chiesa può riposare e sentirsi a proprio agio nella sua integrità, mentre sta attenta a non provocare l'ira di Dio allontanandosi dalla sua verità, o stancandosi del suo servizio benedetto

8 Chushan-rishathaim, cioè, come di solito spiegato, Chushan il vittorioso, o il malvagio. Il suo nome, Chushan, o Cushan, indica Cush, il padre di Nimrod,

Genesi 10:6-8

e la sede del suo regno in Aram-naharaim, o Mesopotamia, concorda con il regno di Nimrod in "Babele ... nella terra di Sinar" (ibid. Versetto 10). Una precedente invasione della Palestina da parte di conquistatori provenienti dalla Mesopotamia è menzionata in Genesi 14:2, dove Amraphel, re di Sinar, è uno dei cinque re che invasero Sodoma. Bela, figlio di Beer, re di Edom, sembra dal suo nome essere chiaramente originario della Mesopotamia, come lo era Balaam figlio di Beer;

Numeri 22:5 23:7

e al tempo di Giobbe leggiamo di bande di Caldei che saccheggiavano la terra di Uz.

Giobbe 1:17

Chushan, come nome di un popolo, è accoppiato con Madian in Habacuc 3:7; ma non abbiamo resoconti dello stato della Mesopotamia al tempo di Chushan-rishathaim

OMELIE DI A.F. MUIR. versetto 8.- L'idolatria e la sua nemesi

Gli effetti di questa comunione con i popoli idolatri si manifestano rapidamente. Non è stato un caso che Israele sia diventato il soggetto di un potere pagano, né dobbiamo supporre che sia stato un esercizio arbitrario del diritto della Divina Provvidenza

IO , COME LA FEDE RAFFORZA, LA SUPERSTIZIONE DISTRUGGE, IL POTERE MORALE. In tutte queste punizioni lo svantaggio esterno e fisico sembra essere il primo a percepirsi. Ma la vera perdita è stata subita prima, quando si è persa la fede nell'unico Dio. Tutta la vita morale che questo dogma incoraggiava e sosteneva era così minata. Il monoteismo era il fondamento della vita morale, correggendola e purificandola; L'idolatria assecondava le peggiori passioni e incatenava lo spirito dell'uomo a quello esteriore e sensuale

L' ENTUSIASMO MORALE È L'ESSENZA E L'ISPIRAZIONE DELL'EROISMO E DELLE QUALITÀ DOMINANTI. La riverenza di Israele nell'adorazione di Geova fu suscitata verso qualità veramente nobili e ammirevoli. La forza sostenitrice della pietà di un Israelita era assolutamente giusta e super-sensibile; ed era sembrato superiore a tutto ciò che il braccio di carne poteva portare contro di esso. All'Israelita fu insegnato, quindi, a disprezzare il materiale, l'esteriore e il meramente umano. La sua fede, quindi, divenne eroica. E poiché l'influsso dell'Essere Divino reprimeva le passioni e sviluppava la potenza spirituale, gli permetteva di trattenersi, di perseguire mete lontane e vaste; e, rendendolo incurante delle attrattive dei sensi e delle pene che colpivano solo l'uomo esteriore, lo rese influente sugli altri. Quindi la religione di Israele lo distingueva per la superiorità politica e il potere

III IL "SERVIZIO" CHE VIENE SPRECATO IN OGGETTI SENZA VALORE VIENE VENDICATO DA UN "SERVIZIO" SEVERO E INVOLONTARIO. Questo è stato il risultato di una nomina speciale, e anche di una legge divina. Il popolo che era diventato effeminato per indulgenza idolatrica era una facile preda di qualsiasi potenza militare e ambiziosa; e così ciò che era stato un debole cedimento, o una scelta, divenne vincolante e imperativo. La libertà nazionale era perduta; I tratti più puri e nobili del carattere nazionale furono repressi. Ciò che un potere politico speciale ha fatto in questo caso può essere fatto dalla stessa cattiva abitudine; e ci sono altre influenze il cui giogo attende la perdita del potere morale.

9 Un liberatore. Ebraico, Salvatore, come Versetto 15.

vedi Neemia 9:27

Othniel, ecc. Menzionato Giudici 1:13, Giosuè 15:17, e 1Cronache 4:13, dove è posto sotto "i figli di Kenaz", e sembra essere il padre di Hathath e Meonothai. Secondo la sentenza Rapc Jdt 6:15, egli ebbe un discendente, Chabris, che visse al tempo di Oloferne. L'ebraico, sebbene grammaticalmente favorisca l'idea che Otniel fosse il fratello di Caleb, non esclude assolutamente la traduzione che Kenaz fosse suo fratello, e quindi Otniel suo nipote. Confronta Geremia 32:7, dove le parole "tuo zio" si applicano a Shallum, non ad Hanameel, come è chiaro da Versetto 8. E poiché la cronologia sembra rendere impossibile che Othniel fosse il fratello di Caleb, dal momento che Caleb aveva ottantacinque anni al momento del matrimonio di Othniel, e Othniel quindi non poteva avere meno di cinquantacinque anni, un'età improbabile per il suo matrimonio; e poiché, ancora, Otniel non poteva avere meno di ottant'anni alla morte di Giosuè, il che, ammettendo solo dieci anni per gli anziani, e calcolando gli otto anni per il dominio di Chushan, lo avrebbe fatto novantotto quando fu risuscitato per liberare Israele, è una difficoltà minore prendere Otniel come nipote di Caleb,intendendo le parole,ilfratello minore di Caleb,da applicare a Kenaz. Ma forse la via d'uscita meno discutibile dalla difficoltà è quella di prendere la frase nel suo senso grammaticale più naturale, ma di comprendere la parola fratello nel suo senso più ampio e molto comune diparente o compagno di tribù. Erano entrambi figli di Kenaz, o Kenizziti. Caleb era il capo della tribù, e Othniel era accanto a lui nella dignità tribale, e più giovane di lui, ma probabilmente succedette al comando alla morte di Caleb. Ciò lascerebbe incerta l'esatta relazione tra Caleb e Othniel

Versetti 9, 10.- La vera liberazione deve sempre venire da Dio

È un fatto curioso nella storia di Israele che non è mai fino a quando non hanno riconosciuto Dio come fonte di salvezza che ottengono un successo permanente. È come se questo popolo imparasse che solo con mezzi soprannaturali può compiere il suo destino

ISPIRA VERO EROISMO. Di Othniel abbiamo già sentito parlare; egli si erge come rappresentante della prima cavalleria israelita. Ma nell'occasione in cui si era distinto in precedenza, l'ispirazione non era così alta da distinguerlo come particolarmente servo di Dio. Egli si trova, tuttavia, alle soglie della grande vita di abnegazione e di generoso sacrificio di sé che caratterizzava il giudice d'Israele. Egli è un vaso scelto da Dio per un servizio migliore. Delle particolari influenze che lo hanno contraddistinto per l'alta carica a cui è stato chiamato non siamo informati. Tutto ciò che sappiamo è che lo Spirito del Signore scese su di lui. Che fosse ben qualificato per le imprese belliche lo sappiamo; ma i tratti meramente umani del carattere che egli ha mostrato non sono nulla senza questa ispirazione distintiva. Dio trova l'uomo per l'ora

II L'AUTORITÀ MORALE È CREATA DIVINAMENTE. Israele gravita intorno a Otniel come suo centro morale. Per una sorta di necessità morale egli ne diventa il giudice, e non c'è nessuno che possa contestare la sua ascendenza. Il prestigio che egli guadagna nella sua magistratura non è intaccato dai fallimenti militari. Dobbiamo considerare tutto questo come la prova che Dio era con lui. preservando e accrescendo la sua reputazione e sviluppando i poteri che possedeva. Quando è detto,

Giudici 2:18

"E quando il Signore suscitò loro dei giudici, allora il Signore fu con il giudice e li liberò dalla mano dei loro nemici per tutti i giorni del giudice", siamo invitati a contemplare non una serie di successi meramente umani, ma ciò che è direttamente dovuto alla sua presenza e al suo aiuto. E così con tutti coloro che egli ispira per un servizio speciale; farà della loro influenza morale la sua cura, sosterrà la loro forza e assicurerà un successo ininterrotto se riporranno la loro fiducia in lui.

Vantaggi naturali e doti perfezionate e coronate dalla consacrazione

IL CANALE MIGLIORE PER LE CAPACITÀ DI OTHNIEL ERA QUELLO INDICATO DALLA CHIAMATA DIVINA

II UBBIDENDO ALLO SPIRITO DI DIO EGLI SI ASSICURÒ L'INFLUENZA PIÙ AUTOREVOLE

III COME SERVITORE DI GEOVA OTTENNE FAMA DURATURA. - M

OMELIE DI W.F. ADENEY Versetti 9, 10.- Grandi uomini

Il Libro dei Giudici ci presenta l'età eroica di Israele. La moltitudine del popolo si trova in una condizione di degradazione morale e politica, ma di tanto in tanto appaiono grandi uomini il cui eroismo individuale assicura la salvezza della loro nazione. Othniel, il primo dei giudici, può fungere da tipo degli altri. Il carattere e la missione di questi uomini possono gettare un po' di luce sulla funzione dei grandi uomini nell'economia della Provvidenza

I GRANDI UOMINI DEVONO LA LORO GRANDEZZA A DIO. Molti dei giudici provenivano da famiglie oscure; non erano governanti ereditari, ma uomini inviati da Dio con vocazioni individuali. Othniel apparteneva all'onorevole famiglia di Caleb, e condivideva la fama di quella famiglia, forse, in parte in virtù di qualità ereditarie. Ma anche lui è descritto come debitore della sua grandezza a Dio

1. I grandi uomini sono inviati da Dio. Quando il popolo "gridò all'Eterno, l'Eterno suscitò un liberatore". Ci sono uomini che nascono eroi, uomini le cui grandi qualità sono dovute alla loro natura, non alla loro cultura o alla loro condotta. Colui che crede nella provvidenza riconoscerà che tali uomini sono "innalzati " da Dio

2. I grandi uomini derivano i loro poteri più alti direttamente da Dio. Lo Spirito del Signore scese su Othniel. L'abilità militare e politica di Othniel come guerriero e giudice è attribuita a un'ispirazione divina. Tutti i veri grandi uomini sono ispirati da Dio. Non solo sono stati originariamente formati e inviati da Dio, ma devono i loro poteri alla costante influenza di Dio dentro di loro. Gli uomini di genio cattivi ricevono il loro genio da Dio, e sono quindi colpevoli di prostituire il più nobile dono divino a scopi malvagi. Tali uomini non raggiungono altro che una grandezza terrena. Agli occhi di Dio i loro bassi scopi distruggono il carattere di eroismo che le loro capacità rendevano possibile. D'altra parte, tutti i cristiani possono raggiungere una misura di grandezza nella misura in cui ricevono lo Spirito di Dio; tuttavia dobbiamo distinguere tra le grazie dello Spirito, che sono per tutti i cristiani, e i doni dello Spirito, che sono speciali e concessi ai singoli uomini

II I GRANDI UOMINI HANNO UNA MISSIONE VERSO I LORO SIMILI

1. Ai grandi uomini sono affidati grandi talenti a beneficio degli altri. Dedicarli a fini egoistici di ambizione o di piacere è un segno di grave infedeltà. Siamo membri gli uni degli altri; e quel membro che ha le capacità più elevate produrrà la maggior quantità di danno se rifiuta di svolgere le sue funzioni nel promuovere il benessere di tutto il corpo

2. I grandi uomini sono necessari al mondo. L'età eroica è passata, e ora c'è più potere nel pensiero generale e nella vita degli uomini che nei tempi primitivi. L'opera dei singoli uomini è stata spesso sopravvalutata se paragonata alla forza profonda e silenziosa dell'opinione pubblica e al movimento lento e costante del progresso nazionale. Eppure è reale e grande. Il cristianesimo sarebbe vissuto se Paolo non si fosse mai convertito; la Riforma sarebbe arrivata senza Lutero. Ma questi movimenti avrebbero preso una forma diversa, e probabilmente avrebbero fatto progressi molto più lenti senza l'aiuto dei loro spiriti guida. Grandi inventori, legislatori, riformatori hanno lasciato un'impronta individuale distinta nella storia della nostra razza. Il cristianesimo non è un prodotto dello spirito della sua epoca; Deve la sua origine alla vita del più grande degli uomini

III LA MISSIONE DEI GRANDI UOMINI VARIA A SECONDA DELLE NECESSITÀ DELLA LORO ETÀ. Nell'età eroica di Israele i grandi uomini sono guerrieri che liberano il popolo dal giogo degli invasori; più tardi appaiono come re che gettano le fondamenta del governo costituzionale, ad esempio Davide e Salomone; più tardi come profeti, ecc. Forse i doni per tutte le varietà di eccellenza esistono in ogni epoca, ma una selezione naturale mette in luce solo quelle che sono adatte a ogni età particolare. Ma forse c'è un'economia provvidenziale che modella il grande uomo secondo le esigenze della sua epoca. In entrambi i casi è chiaro che c'è un'ampiezza e una varietà di ispirazione divina, così che non possiamo limitarla a una sola forma di manifestazione, né negare che possa essere trovata in qualche forma nuova e sorprendente man mano che le esigenze del mondo assumono nuove caratteristiche.

10 E lo Spirito, ecc. Questo distingue Otniel come uno degli straordinari Shophetim, o giudici, divinamente incaricati di salvare Israele.

Giudici 6:34 11:29 13:25 14:6,19

Versetti 10, 11.- Il segreto della grandezza individuale e nazionale

Fu come giudice d'Israele che Otniel ottenne per la prima volta la sua influenza. Ciò richiedeva una vita retta e un carattere coerente. In questo modo ottenne il comando sul suo popolo e fu in grado di trasferire il loro attaccamento e il loro rispetto sul campo di battaglia. Fu Cantici, quando Israele imparò a obbedire al servo di Geova negli affari civili, e imparò a rispettare la legge della giustizia, che fu in grado di affrontare i suoi nemici con un fronte irresistibile. È la giustizia che esalta una nazione e un uomo

PER MANTENERE E FAR AVANZARE UNA GIUSTA CAUSA DOBBIAMO INIZIARE A CASA NOSTRA

II LA VITTORIA SUI NOSTRI NEMICI CONSISTE PER PIÙ DELLA METÀ NELLA VITTORIA SU NOI STESSI

III LARETTITUDINE ABITUALE E UNA BUONA COSCIENZA PREPARANO PER UN SUCCESSO IMPROVVISO E DURATURO.

11 E Othniel, ecc. La disposizione di questo versetto suggerisce che Othniel visse tutti i quarant'anni di riposo, ma questo è altamente improbabile. La prima parte del versetto appartiene solo alla sezione precedente, che si chiude in modo abbastanza naturale. Il risultato delle vittorie di Otniel fu un riposo di quarant'anni (Confronta Versetto 30; Giudici 5:31; 8:28, ecc.). La seconda metà del versetto - E Otniel, figlio di Kenaz morì - inizia una nuova sezione, ed è introduttiva alla prima apostasia, che seguì dopo la sua morte

"E la terra ebbe riposo": la vera pace

È UNA RICOMPENSA DELLO SFORZO CONSACRATO E DELL'ABNEGAZIONE

II UNA PREPARAZIONE PER CONCEZIONI E REALIZZAZIONI SUPERIORI DELLA RETTITUDINE. III UN SABATO DI TEMPO CONSACRATO E DI SERVIZIO ALL'ALTISSIMO.

12 Versetti 12-31.- Pensieri vari

Il peccato e la punizione, il pentimento e la pronta misericordia, la preghiera e la risposta alla preghiera, e il governo provvidenziale di Dio, che ordina tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà, sono gli argomenti generali che il corso della narrazione ci pone ancora davanti. Ma dalla storia di Eud emergono altre questioni di notevole difficoltà, alle quali faremo bene a rivolgere la nostra attenzione. Per evitare ripetizioni, l'analogo caso di Giaele riportato nel cap. 4. può essere preso in considerazione contemporaneamente

I PROBLEMI MORALI. Eud e Giaele sono entrambi rappresentati da noi come liberatori di segnali suscitati da Dio per salvare Israele dai suoi oppressori. Eud occupa un posto cospicuo tra i giudici, e nel cantico di Debora si dichiara che Giaele è "benedetta fra le donne". Ma se giudichiamo questo eroe e questa eroina secondo il livello di moralità stabilito dal cristianesimo e dalla moderna civiltà cristiana, scopriamo che entrambi erano colpevoli di atti di assassinio uniti a inganno e tradimento. Eud ingannò Eglon sulla sua confidenza fingendo di avere un messaggio da parte di Dio, e poi lo pugnalò; Iael attirò Sisera nella sua tenda con l'offerta di ospitalità, perché lo uccidesse nel sonno. Alcuni commentatori di questa storia hanno giustificato entrambe queste azioni con il pericoloso motivo che sono state compiute per comando speciale di Dio, e che quelli che in se stessi sarebbero stati crimini sono diventati virtù sotto il potere dispensatore della volontà sovrana di Dio. Ma una tale spiegazione non è né garantita dalla Scrittura né soddisfacente in se stessa. La vera spiegazione si trova nelle visioni più profonde del governo provvidenziale di Dio sul mondo, mediante il quale il libero arbitrio dell'uomo si riconcilia con la sovranità di Dio. È evidente che, data l'esistenza del male nel mondo, e data la verità che l'Altissimo fa secondo la sua volontà nell'esercito del cielo e fra gli abitanti della terra, deve darsi che le azioni cattive come quelle buone servano e realizzino i propositi di Dio. Che l'inganno di Giacobbe ottenne la benedizione di suo padre, o che la malizia degli Ebrei abbia provocato il grande sacrificio della morte di Cristo, non sono prove che Dio approvi l'inganno o la malizia, ma sono semplicemente esempi di come il libero arbitrio dell'uomo, sia che scelga il bene o il male, realizzi la volontà di Dio, una verità che, per quanto insondabile,Possiamo vedere che è necessario per l'esistenza del governo del mondo. Anche questo punto di vista, pur non turbando la nostra fiducia nella perfetta giustizia di Dio, conferma la nostra fiducia nell'assoluta sovranità della sua potenza. Lascia ai giusti un senso di perfetta sicurezza in mezzo agli spettacoli sconcertanti del torto e della malvagità che trionfano per un certo tempo

II BENE E MALE NELLA STESSA VOLONTÀ UMANA. Ma dobbiamo dunque porre Eud e Giaele fra gli empi della terra? In nessun modo. Ma dobbiamo rivolgerci a un altro problema difficile, la coesistenza del bene e del male nella stessa volontà umana. È un semplice fatto, testimoniato dalla storia profana come da quella sacra, che negli individui la cui principale inclinazione del carattere è verso il bene, può rimanere una grande quantità di male, quando tale male è tollerato dall'opinione pubblica del loro tempo e dalla pratica dei loro contemporanei. Proprio come anche gli uomini saggi conservano molti grossolani errori popolari nella scienza fino a quando non vengono confutati e fatti esplodere dalla luce di nuove scoperte, così anche gli uomini buoni rimangono inconsciamente sotto il dominio di mali speciali fino a quando una nuova luce non ha brillato su di loro e ha rivelato la loro vera natura. La crudeltà delle nostre leggi penali fino al secolo attuale, l'esistenza della tratta degli schiavi e della schiavitù nella nostra memoria, la persecuzione fino a morti crudeli per le opinioni religiose, la severità dei governi arbitrari fino a esplodere alla luce della libertà, sono esempi familiari di come le cose cattive in se stesse possano essere approvate da uomini buoni e umani quando sono sanzionate dalla consuetudine prevalente e dall'opinione pubblica. E l'osservazione di questi e di numerosi fatti analoghi ci insegna la follia e l'ingiustizia di giudicare gli uomini di un'epoca secondo il metro di un'altra. Rivolgendoci poi a Eud e a Giaele, sappiamo che ai loro tempi la vita umana non era più preziosa di quanto non lo sia in Afghanistan fino ad oggi. Sappiamo che la vita di un nemico era considerata una preda legittima e desiderabile da afferrare ogni volta che era possibile. Sappiamo che, in tempi in cui i deboli non sono protetti dai forti con l'azione della legge, l'unica arma di difesa che rimane loro, quella dell'astuzia e dell'inganno, si affila con l'uso costante, e viene abitualmente indossata al loro fianco. L'astuzia nelle comunità dove non c'è giustizia non è l'eccezione ma la regola, e le finte lusinghe tendono ad aumentare la ferocia che si intendeva nascondere, quando il tempo dell'occultamento è passato. Quando, dunque, Eud e Giaele, nei loro rispettivi tempi, videro il popolo di Dio che amavano calpestato da crudeli tiranni e oppressori, quando videro la gloria di Dio in cui credevano profanata dai trionfi dell'idolatria; quando udirono le grida e i gemiti di coloro che erano stati ridotti in schiavitù e saccheggiati delle loro terre; Quando l'indignazione ardeva nei loro cuori e il rossore della vergogna saliva sulle loro guance per le umiliazioni che il popolo soffriva per mano dei pagani, possiamo meravigliarci che i loro cuori generosi progettassero vendetta e liberazione, e che abbiano raggiunto il loro scopo con le armi che venivano a portata di mano. La violenza non era un crimine, l'inganno non era peccato ai loro occhi. Non avevano, è vero, la grazia di aspettare con fede paziente, e avevano il nobile spirito di sacrificio, senza cercare nulla per se stessi, pronti a dare tutto ciò che avevano sull'altare della religione e del patriottismo. Avevano la fede in Dio che contraddistingue il santo, e il disprezzo del pericolo che contraddistingue l'eroe. E così colui che, nella sua compassionevole valutazione della condotta umana, accetta un uomo secondo ciò che ha e non secondo ciò che non ha, ha accettato le loro virtù e ha coperto il loro peccato, proprio come speriamo che egli ci accetterà quando agiamo secondo la luce che ci è stata data, anche se le nostre migliori azioni sono mescolate con il peccato,e le nostre opere più sante sono incommensurabilmente inferiori alla purezza e alla santità di Dio

La conclusione a cui arriviamo è che il proposito di Dio di liberare la sua chiesa può essere realizzato da uomini cattivi così come da buoni, e da azioni cattive come buone; che il grado in cui gli uomini buoni vengono meno della gloria di Dio varia ampiamente a seconda delle loro opportunità; e che Dio accetta misericordiosamente i pensieri e gli intenti di cuori amorevoli e fedeli nonostante il peccato commesso nell'ignoranza della sua volontà, trattando le anime degli uomini attraverso i meriti infiniti della morte del suo caro Figlio, e con rispetto per la piena soddisfazione del suo sangue espiatorio, al quale egli gloria e lode nei secoli dei secoli! Impariamo anche ad avere una visione più giusta delle grandi figure che ci vengono poste davanti nella Sacra Scrittura. Non sono figure ideali o personaggi perfetti. Sono delineazioni fedeli della vita reale di uomini e donne vissuti due o tremila anni fa; che si ergevano una spanna sopra i loro contemporanei in certi grandi doni e qualità, ma che necessariamente partecipavano del carattere dell'epoca in cui vivevano. Mentre cerchiamo di emulare la loro fede, dobbiamo giudicare le loro azioni alla luce della perfetta legge di Dio

OMELIE DI A.F. MUIR. Versetti 12-14.- Il reato continuato e ripetuto comporta una punizione più marcata

Qui si parla di Geova come se fosse divenuto l'Iddio delle nazioni pagane. Si schiera dalla parte dei nemici d'Israele e li rafforza per sottomettere il suo popolo

LO STRUMENTO DEL CASTIGO È PREPARATO IN MODO SPECIALE DA DIO

II UN SEGNO VISIBILE DI DISGRAZIA ESISTEVA NELLA CONQUISTA DI GERICO

III IL PERIODO DI OPPRESSIONE FU PIÙ CHE RADDOPPIATO.

13 I figli di Ammon. Il nome tecnico del popolo degli Ammoniti.

vedi Genesi 19:38; Deuteronomio 2:19,37; Giudici 10:6,11,17, ecc

A volte, però, vengono chiamati Ammone, o Ammoniti.

vedi Deuteronomio 23:3, 1Samuele 11:11, ecc

Gli Amalek, o Amalechiti, erano i nemici ereditari di Israele.

vedi Esodo 17:8-16, Giudici 5:14, 6:3,33, 7:12, 1Samuele 15:2, ecc

Sembra che gli Amalechiti, da Genesi 36:12, fossero un ramo degli Edomiti, e l'ultima menzione di loro nella Bibbia ne trova un residuo nelle vicinanze del monte Seir ai giorni di Ezechia.

1Cronache 4:41-43

La città delle palme, cioè Gerico, Deuteronomio 34:3 Giudici 1:16. Gerico fu la prima città di Canaan in cui arrivava chiunque avesse attraversato i guadi del Giordano.

vedi Giosuè 2:1; 6:1, ecc

Sebbene non fosse più una città recintata, era importante per la fertilità della pianura e per il suo dominio sui guadi

15 Mancino. Era una peculiarità dei guerrieri della tribù di Beniamino essere mancini.

vedi Giudici 20:16 1Cronache 12:2

Un uomo mancino che non indossa né spada né pugnale sul fianco sinistro, e usa la mano destra per altri scopi, naturalmente lo sprovvederebbe. Così Ioab prese Amasa per la barba con la mano destra per baciarlo, e poi lo colpì con la spada che teneva con la mano sinistra.

2Samuele 20:10

Un liberatore. Ebraico, un salvatore (Versetto 9). Un regalo, ovvero il loro omaggio

Versetti 15-26.- Eud

Non c'è grandezza di carattere in Eud, né può vantare una discendenza illustre; eppure egli è sufficiente allo scopo di liberare Israele. La difettosità dello strumento rende l'agente divino più evidente. Vediamo qui:

L 'USO DA PARTE DI DIO DI AGENTI E STRUMENTI OSCURI. Era della tribù meno importante; personalmente oscuro; fisicamente difettoso. Cantici Dio usa le cose deboli di questo mondo per confondere i potenti, ecc., affinché la lode possa essere data alla vera fonte di potenza e saggezza. In questa occasione la scelta è stata singolarmente felice, in quanto ha enfatizzato sia la sottomissione che la liberazione come Divine. Anche il mancinismo di Eud diventa curiosamente e istruttivamente prominente. Il suo stesso difetto dimostrava la sua idoneità per il compito speciale che doveva svolgere. Il suo potere è solo unilaterale, e difficilmente disponibile per il servizio regolare? Se egli è serio, gli sarà data l'opportunità di farne un uso efficace. I servitori di Dio esigono che facciano ciò che possono; il resto è da lasciare a se stesso

II POTERI DIFETTOSI E CARATTERE LIMITATI ALLA LORO SFERA PROPRIA. Possiamo vedere dalla storia che il carattere morale di Eud non è elevato. Il suo successo, umanamente parlando, dipendeva dalla doppiezza, dall'audacia, dai giochi di prestigio. Ha abbastanza decisione per migliorare il vantaggio che ha così ottenuto e per indebolire il nemico con un colpo terribile. Ma non c'è traccia della facoltà giudiziaria, e nemmeno di una grande abilità militare. Rese un servizio di segnalazione, e poi apparentemente si ritirò nell'oscurità. Non ricoprì alcun alto ufficio, né grandi responsabilità pubbliche.

OMELIE DI W.F. ADENEY versetto 15.- Un uomo mancino

L'uomo mancino può essere considerato come un tipo di anormale, di eccentrico. L'esistenza e la posizione di tali persone merita di essere notata

LA PROVVIDENZIALE BONTÀ DI DIO PERMETTE VARIAZIONI PECULIARI RISPETTO AL TIPO NORMALE DI UMANITÀ. Dio non forma tutti gli uomini secondo un modello esatto. C'è una grande varietà nella natura, nella capacità, nella posizione e nella vocazione degli uomini. Mentre la maggior parte sono più o meno vicini al tipo centrale, alcuni sono molto lontani da esso

1. Queste persone dovrebbero essere trattate con delicatezza e considerazione. Nel caso presente la variazione è troppo lieve per essere un'afflizione, ma nei casi più gravi è probabile che i malati siano dolorosamente consapevoli della loro peculiarità. La cortesia cristiana escogiterà i mezzi per rendere questo il meno evidente possibile

2. La comune somiglianza umana che appartiene a tutti gli uomini dovrebbe essere riconosciuta al di sotto delle poche discrepanze che ci colpiscono con forza solo perché contrastano con i molteplici punti di accordo. Le peculiarità sono superficiali. La natura più profonda è fedele al tipo normale della grande famiglia umana. Il mancino ha lo stesso cuore del destrorso. Se avessimo più simpatia, più cura per le qualità umane vere e profonde, e meno riguardo per le cose superficiali e banali, riconosceremmo più autentica umanità nelle persone più eccentriche

3. Le peculiarità della costituzione dovrebbero essere sopportate con calma fede nella saggezza e nella bontà di Dio. Possono essere abbastanza gravi da costituire una croce pesante. Eppure vengono dalla mano del Padre nostro che non affligge volontariamente. È bene quindi procedere a vedere come possono essere convertiti in buoni conti o come il loro male può essere migliorato

II VANTAGGI DIRETTI POSSONO ESSERE DERIVATI DALLE PECULIARITÀ DELLE COSTITUZIONI ANORMALI. Eud è in grado di realizzare il suo terribile proposito in modo più sicuro attraverso la sorpresa causata dalla sua azione inaspettata (Versetto 21). È sciocco mirare all'eccentricità, perché un tale obiettivo si tradurrebbe in abitudini anormali senza capacità anormali. Ma quando la particolarità è naturale, deve essere considerata come provvidenziale, e allora dovremmo cercare di vedere se non può essere sfruttata in qualche vantaggio, in modo che la cosa che a prima vista appare nient'altro che un ostacolo possa essere trovata fonte di qualche attitudine speciale. Se la peculiarità è un'afflizione positiva, può permettere a coloro che ne soffrono di simpatizzare e aiutare i loro compagni in afflizioni simili. Così i ciechi possono avere una missione verso i ciechi. Se la peculiarità costringe a un modo insolito di agire, può essere il mezzo per compiere un lavoro speciale ma molto necessario

GLI SVANTAGGI PECULIARI IN UNA DIREZIONE SONO SPESSO COMPENSATI DA VANTAGGI PECULIARI IN UN'ALTRA. L'uomo che è debole nella fascia destra, è mancino, cioè ha una forza e un'abilità speciali con la mano sinistra. I non vedenti hanno spesso una rara abilità nella musica. La debolezza muscolare è spesso accompagnata da quella intellettiva. forza, salute carente da eccellenti poteri spirituali. Perciò, invece di lamentarsi della particolarità con cui viene processato, sarebbe bene che la persona che ne ha sofferto fosse grata per i vantaggi speciali di cui può essere favorita. Nessuna peculiarità che sembri escludere dai vantaggi della società umana si separerà dall'amore di Dio o dalla simpatia di Cristo, il Buon Medico.

19 Le cave. Non è certo se questo sia il significato della parola ebraica. Il suo significato comune è immagini, come Deuteronomio 7:25, e altrove

20 Solo per se stesso. Sembra che Eglon avesse l'abitudine di sedersi da solo in questo salotto estivo per amor di freschezza, con i suoi servitori che aspettavano nell'anticamera adiacente. In questa occasione sembra che li abbia congedati dall'anticamera, per una maggiore privacy, mentre Eud gli parlava

22 Ehud , sentendo la necessità di uccidere Eglon in un colpo solo, affondò il pugnale nel suo corpo con tale forza che il manico entrò con la lama e non fu in grado di estrarlo. Lasciandolo, quindi, sepolto nel suo grasso, uscì subito nel parshedon, o anticamera, perché così è meglio rendere le ultime parole del versetto, e di là nel misederon, il portico esterno, dopo aver prima chiuso a chiave la porta della camera estiva. Le parole parshedon e misederon ricorrono solo qui, e la prima è resa in modo molto vario

24 Si copre i piedi, cioè dorme.

vedi 1Samuele 24:3

I servitori, trovando la porta chiusa a chiave e tutto tranquillo all'interno, conclusero che stava facendola siesta nella calura del giorno

26 Le cave. Vedi sopra, Versetto 19. Seirath, o meglio hasseirah, non è conosciuto come il nome di un luogo. Sembra significare ildistretto aspro o boscoso, la foresta nella regione montuosa di Efraim, dove c'era un buon riparo in cui nascondersi

27 Ha suonato una tromba. Come Alfredo nelle paludi del Somerset, radunò intorno a sé un esercito al riparo della foresta e poi, pieno di fede nella sua missione divina, "forte nel Signore e nella potenza della sua potenza", si precipitò coraggiosamente nella pianura e, afferrati i guadi, interruppe ogni comunicazione tra i Moabiti a Gerico e i loro compatrioti a est del Giordano. Non riuscirono né a fuggire a Moab né a chiedere aiuto a Moab. Gettati nella confusione dalla morte del loro re e dalla subitaneità dell'attacco, i Moabiti scesero al numero di 10.000 uomini; e così finì la seconda servitù, a cui seguì un riposo (se il numero nel testo è valido) di ottant'anni

31 dei Filistei. Si tratta di un movimento isolato dei Filistei, a cui si allude in Giudici 10:11, ma di cui non abbiamo ulteriori dettagli. In Giudici 10:6 leggiamo di Israele che adorava gli dèi dei Filistei, e di un'alleanza tra gli Ammoniti e i Filistei per vessare Israele; Ma l'esatta connessione tra gli eventi dei due capitoli, o il momento esatto in cui si sono verificati, non può essere determinata con certezza. Di Samgar non si sa più nulla, tranne la sua menzione nel canto di Debora.

Giudici 5:6

Shamgar

È trascorso un lungo intervallo. L'effetto morale dell'impresa di Eud sta cominciando a diminuire. È necessario un altro avviso. Viene dato dalla parte opposta di Israele durante l'incursione di seicento Filistei. Non sono molti, ma possono essere spie, picchetti, l'avanguardia di grandi eserciti. Se si vuole produrre un effetto su coloro che sono dietro di loro, deve essere con un colpo improvviso e decisivo. L'esempio di Eud è un precedente. Un altro eroe si alza per liberare Israele in un colpo solo. E da un'arma rozza e apparentemente mal adatta. Shamgar illustra:

I L'INFLUENZA DELL'ESEMPIO. "Dopo di lui": un Eud ispira uno Shamgar

II DEI GRANDI EFFETTI CHE POSSONO ESSERE PRODOTTI CON MEZZI IMPERFETTI SE USATI CON ZELO E STAGIONE. L'uccisione dei seicento scoraggiò forse tutta una serie di invasioni. Si prestava facilmente a un trattamento poetico e faceva appello all'immaginazione popolare. L'ispirazione dell'atto era inconfondibile. Un uomo comune, un rozzo strumento usato da Geova in un tempo stabilito per la liberazione del suo popolo

III DEL SIGNIFICATO E DEL VALORE DI UNA SINGOLA GRANDE IMPRESA, Non sentiamo nulla di Shamgar prima o dopo

1. La sua grandezza risiedeva nell'agente piuttosto che nei mezzi. Era richiesta una preparazione preliminare del carattere

2. L'effetto morale è stato improvviso, diffuso e decisivo. Dio lo usò per uno scopo più grande di quello immediatamente contemplato

3. Ma non si qualificava per l'utilità ufficiale permanente. Non fu seguita da alcuna testimonianza spirituale o da una successione di servizi. Può darsi che Samgar sia sopravvissuto alla sua fama, o l'abbia oscurata da una vita indegna, ecc. Il servizio costante dovrebbe integrare l'impresa individuale.

Illustratore biblico:

Giudici 3

1 CAPITOLO 3

Giudici 3:1-5

LE nazioni che il Signore ha lasciato, per mettere alla prova Israele per mezzo di esse. - La prova e il castigo di un popolo infedele

(I.) Fu il pensiero stesso di Dio a metterli alla prova

1.) Ben diverso era il pensiero delle nazioni

(1) Quando Israele era forte, i loro pensieri erano rivolti alle alleanze

(2) Quando Israele si indebolì, i suoi pensieri erano di conquista e vendetta

2.) Le nazioni non potevano fare nulla senza il permesso di Dio

3.) Questa prova di carattere fu fatta per rispetto al Suo patto

(1) Dio ha agito per principio e non per impulso temporaneo

(2) Egli agì secondo il Suo modo stabilito di trattare i peccati del Suo popolo

(3) Provvedimento per questo mediante l'intervento del Messia che viene, il vero Mediatore del patto

4.) Dio mette il Suo popolo sotto disciplina per servire fini saggi e santi

(1) Né il danno reale è mai intenzionale

(2) La verga non è mai senza qualche graziosa istruzione: "Ascoltate la verga e Colui che la designa"

5.) Dio stesso determina il tempo, il modo e la severità della prova

(II.)Era necessario mettere Israele alla prova

1.) La loro fedeltà al loro Dio deve essere accertata

(1) La gelosia di Dio lo richiedeva

(2) Senza fedeltà il popolo non era in uno stato adatto a ricevere le benedizioni divine

(3) I modi e i mezzi erano facili dove c'era fedeltà

2.) Ci si può ben poco fidare delle proteste umane di obbedienza

(III.) Questa prova di carattere è stata fatta in amore, non in rabbia

1.) Tutti i rapporti di Dio con il Suo popolo dell'alleanza sono necessariamente nell'amore. Questo è lo spirito stesso del Suo patto: "Il tuo Dio" -- "Dio è per te" -- sempre al tuo fianco

2.) Era l'amore per impedire una violazione del patto

3.) Era l'amore per insegnare al cuore l'amarezza del peccato

4.) È amore insegnare la conoscenza di sé e l'umiltà

5.) È l'amore dove esiste un carattere falso che la sua scoperta sia resa nota in tempo utile

(IV.)L'obbedienza è presso Dio il requisito più importante

1.) L'obbedienza è l'indice che mostra che il cuore è retto con Dio

2.) L'obbedienza scaturisce naturalmente dal timore e dall'amore di Dio

3.) Nel Vangelo l'obbedienza deve scaturire dall'amore

4.) L'obbedienza nel Vangelo è l'obbedienza dei bambini

5.) L'obbedienza deve essere mostrata di fronte all'opposizione. (J. P. Millar.)

Prove e castighi:

(I.) Il lavoro da fare

1.) Castigo e processo

2.) Un segno speciale viene posto sul motivo di questo modo di trattare (CAPITOLO 2:20-23)

(II.)La scelta degli strumenti da parte di Dio

1.) Dio designa il Suo libero arbitrio per compiere la Sua opera

2.) Dio sceglie i Suoi strumenti dal campo dei Suoi nemici allo stesso modo dei Suoi amici

3.) Un popolo peccatore spesso fornisce i mezzi per la propria correzione

4.) Dio può trasformare le persone più improbabili in strumenti adatti a compiere la Sua opera

(III.) La tendenza del popolo dell'alleanza ad apostatare dal suo Dio

1.) È ciò che ci si sarebbe aspettati meno

2.) La causa principale risiede nella depravazione del cuore umano

3.) La negligenza nell'educazione dei genitori è una delle cause immediate

(IV.)Ogni nuova generazione ha bisogno in qualche misura di essere istruita da un'esperienza propria

1.) La strana incapacità del cuore umano di ricevere le lezioni divine

2.) L'esperienza personale è il metodo di insegnamento più efficace

(1) Si fa un'impressione più vivida

(2) Gli interessi personali sono toccati più profondamente

3.) Ogni generazione deve avere un carattere proprio e rispondere di se stessa. (Ibidem)

Per insegnare loro la guerra

Era volontà di Dio, quindi, era una necessità per gli Israeliti, che essi "imparassero la guerra". Nel loro caso, "imparare la guerra" significava imparare che Dio solo poteva combattere per loro. Non rimangono forse ancora i Cananei dell'incredulità, dell'eresia e della mondanità? E il male della loro presenza rimanente non è forse annullato per un duplice bene: quello di insegnare alla Sua Chiesa come fare la guerra e di dimostrare la loro fedeltà verso di Lui? (L. H. Wiseman, M.A.)

6 Giudici 3:6, 7

Hanno servito i loro dei . dimenticò il Signore e servì Baalm e gli idoli sacri. - Il corso discendente del peccato: -

(I.) La forma del loro peccato. Uno di omissione (CAPITOLO 2:2)

1.) Nessun peccato di omissione è mai piccolo

(1) Disprezza l'autorità di Dio

(2) Implica l'alienazione del cuore da Dio

(3) Non c'è timore di Dio davanti agli occhi

2.) I peccati di omissione possono diventare indefinitamente grandi

(II.)La tendenza del peccato a moltiplicarsi

1.) Nessun peccato è isolato

2.) Il peccato radice qui è stato il fallimento nello sterminio dei Cananei

3.) Li condusse a dimorare tra gli idolatri

4.) Il loro matrimonio con gli empi

5.) La loro adorazione di falsi dèi

6.) La facilità con cui hanno effettuato il cambiamento

(III.) La deplorevole fine a cui ha condotto la loro cattiva condotta

1.) C'è stato un completo abbandono di Dio come loro Dio. Il peccato è un grande

(1) Spoiler;

(2) Follia

2.) C'era un abbassamento al livello del culto pagano e delle pratiche pagane. (J. P. Millar.)

Versetto 8. Li vendette nelle mani di Chushan-Rishathaim, re di Mesopotamia. - Israele in servitù:

1.) Questa fu la prima servitù degli Israeliti da quando uscirono dalla loro casa di schiavitù in Egitto; poiché ora in Israele si trovava un'apostasia così detestabile di cui il cielo e la terra avevano fatto vergognare Geremia 2:12, 13 ; perciò è fatto schiavo e servo (ver. 14). Coloro che non vogliono servire il Signore nell'abbondanza di tutte le cose con gioia, serviranno con tristezza i loro nemici nella mancanza di ogni cosa Deuteronomio 28:47, 48 ; perciò Dio li abbandonò, affinché potessero conoscere il valore del Suo servizio dalla mancanza di esso in mezzo a dolorose miserie 2Cronache 12:8

2.) Come questa fu la prima oppressione che Israele subì dopo la sua uscita dall'Egitto, così questo re di Siria fu il loro oppressore. Questo re aveva l'incarico di Dio di opprimere Israele, poiché Dio li vendette nelle mani di questo re, eppure non era che un affittuario; Il suo possesso era in virtù di un contratto di locazione, e questo solo un contratto di locazione limitato a otto anni. Sicuramente sembrava molto lungo per quei "figli della luce" camminare in un tale luogo di oscurità per otto anni insieme; In tal caso, il tempo della loro sofferenza è in debita proporzione con il tempo del loro peccato

3.) La meravigliosa proporzione che Dio osservò nel proporzionare la sofferenza di Israele alla proporzione dei suoi peccati. Man mano che il peccato di Israele aumentava di grandezza, così la loro sofferenza aumentava in moltitudine, ogni termine della loro schiavitù aumentava sempre di più. Servirono questo Chushan otto anni, e, poiché non furono migliorati da ciò, servirono Eglon diciotto anni (ver. 14) e poi Jabin vent'anni (CAPITOLO 4:3, ss.)). Con l'inverso, Dio agirà in modo perverso" Salmi 18:26. Quando correzioni minori non riuscirono a trattenerli dal peccato, Dio impose loro punizioni più pesanti e li punì sette volte di più; sì, e sette volte di più, e ancora sette volte di più, come aveva minacciato Levitico 26:18, 21, 24, 28. Dio non smetterà di punire fino a quando gli uomini non smetteranno di peccare

4.) Il redentore che il Signore suscitò per redimere Israele dalla loro prima schiavitù fu Othniel (versetto 9), che Dio non avrebbe ancora fatto per loro fino a quando non si fossero umiliati, quando Dio, videro, avrebbe avuto la meglio su di loro. E questo liberatore, che Dio mandò per redimere Israele, quando fu venduto nelle mani di questo terribile tiranno, era un tipo del nostro Redentore, il Signore Gesù, che fu mandato da Dio per redimerci, e così tutti gli altri giudici sono tipi di Cristo, sebbene alcuni siano più eminenti di altri. Qui lo Spirito del Signore scese su Otniel, gli diede prudenza, prodezza e magnanimità per far guerra a questo tirannico oppressore, e dopo averlo sconfitto in battaglia, ristabilì il riposo nell'Israele di Dio, governando il suo popolo in pace e nella professione e pratica della vera religione di Dio secondo la Sua legge. (C. Ness.)

9 Giudici 3:9-11

Otniel, figlio di Kenaz . e lo Spirito del Signore scese su di lui. - L'uomo dominante:

È l'anima personale che è alla base di ogni azione. La tua macchina è senz'anima, e il vero guidatore, dopo tutto, è l'uomo con la mano sull'acceleratore. Inventi e moltiplichi movimenti, azioni e operazioni abili; Ma non si può mai fare a meno del cervello, della mente e del cuore dell'uomo che lo controlla. Allo stesso modo, tutti i movimenti su questa terra devono dirigersi verso l'alto nelle anime personali. Dio mette un uomo a capo della macchina, e mentre le stelle e i soli ruotano nei loro cicli, mentre gli eventi della razza umana accadono e vengono svuotati, essi ottengono la loro spiegazione solo dalle anime personali che sono state nei movimenti. Quando il tempo della Riforma era vicino, Lutero si scuote nella cella laggiù e ne esce. Quando le fitte nebbie dell'oscurità papista stavano per allontanarsi dalla Scozia, apparve Giovanni Knox. E' lo stesso in tutti i secoli: gli uomini, le anime personali, sono chiamati a condurre gli eventi verso la loro destinazione e il loro proposito di Dio. Gli eventi hanno bisogno di uomini. Così con Dio! Quando venne il momento, Dio trovò la Persona che avrebbe intrapreso questo grande proposito di amore redentore, che avrebbe espiato per l'uomo e sofferto sulla Croce. (Giovanni Robertson.)

Othniel:

Othniel, il primo dei giudici, sembra uno dei migliori. Non è un uomo di semplice forza rude e intraprendente; Né è uno che corre il rischio di un'improvvisa elevazione del potere, che pochi possono sopportare. Persona di riconosciuto onore e sagacia, vede il problema del tempo e fa del suo meglio per risolverlo. È quasi unico in questo, che appare senza offesa, senza vergogna. E il suo ruolo di giudice è onorevole per Israele. Indica un livello di pensiero più elevato e una maggiore serietà tra le tribù rispetto al secolo in cui Iefte e Sansone erano gli eroi riconosciuti. La nazione non aveva perso la sua riverenza per i grandi nomi e le speranze dell'Esodo quando obbedì a Otniel e lo seguì in battaglia. (R. A. Watson, M.A.)

Leadership politica:

Nei tempi moderni sembrerebbe che non ci sia quasi nessuna comprensione del fatto che nessun uomo può rendere un vero servizio come leader politico a meno che non sia timorato di Dio, uno che ami la giustizia più della patria e serva l'Eterno prima di qualsiasi elettorato. A volte una nazione abbastanza bassa di moralità è stata così consapevole dei suoi bisogni e dei suoi pericoli da dare il timone, almeno per un po', a un servitore della verità e della rettitudine e di seguire dove egli conduce. Ma più comunemente accade che i leader politici siano scelti ovunque piuttosto che tra i ranghi di coloro che sono spiritualmente seri. È ora l'inganno oratorio, e ora l'astuzia dell'intrigante, o il potere del rango e della ricchezza, che cattura il favore popolare ed esalta un uomo nello Stato. I membri del parlamento, i ministri del gabinetto, gli alti funzionari non devono avere devozione, serietà spirituale o intuizione. Una nazione generalmente non cerca tale carattere nei suoi legislatori, e spesso si accontenta di una moralità non decente. C'è quindi da meravigliarsi che la politica sia arida e i governi una serie di errori? Abbiamo bisogno di uomini che abbiano la vera idea di libertà e che mettano le nazioni nominalmente cristiane sulla via dell'adempimento della loro missione nel mondo. Quando il popolo vorrà un leader spirituale, egli apparirà; Quando saranno pronti a seguirlo, uno di temperamento elevato e puro, egli si alzerà e mostrerà la via. Ma la pura verità è che i nostri capi nello Stato, nella società e negli affari devono essere gli uomini che rappresentano l'opinione generale, lo scopo generale. Finché saremo per lo più un popolo mondano, alle migliori guide, quelle di mente spirituale, non sarà mai permesso di portare avanti i loro piani. E così torniamo alla lezione principale di tutta la storia, che solo se ogni cittadino è premuroso verso Dio e verso il dovere, redento dall'egoismo e dal mondo, può esserci una vera ricchezza comune, un governo onorevole, una civiltà benefica. (Ibidem)

La preghiera è utile per la leadership:

Voi potete essere tanto diversi da un guerriero, quanto diversi da uno dei Fianchi di Ferro del Signore Gesù Cristo, eppure avete molto a che fare con la loro fabbricazione, la loro formazione e il loro invio. Riuscite a sentire i guai di Israele? Riuscirai a versare lacrime per lei? Hai un cuore grande e comprensivo? E, riassumendo tutto in una parola, si può piangere? Sai pregare? "Quando i figlioli d'Israele gridarono all'Eterno", l'Eterno mandò questo potente Otniel, sul quale venne lo Spirito dell'Eterno. Ah! Penso che siamo deboli lì. Avremmo più grandi predicatori, avremmo più movimenti di risveglio, nel senso più ampio della parola risveglio -- non solo il raduno dei peccatori, ma l'edificazione e l'illuminazione dei santi -- se avessimo più persone che sospirano e piangono per la triste condizione dell'eredità di Dio. "Voi che menzionate il Signore, non tacete". Rigirandoti spesso su un letto di malattia, o di debolezza, o di dolore, sospiri e piangi? Allora Dio preparerà i Suoi Otniel, Eud e Samgar. (Giovanni McNeill.)

Il dono dello "Spirito del Signore":

Questo ci insegna chiaramente che tutti i doni dello Spirito, e tutti i loro eccellenti effetti, non sono nostri, sono del Signore; Egli li dà e li distribuisce a Suo piacimento, come vediamo qui che fu lo Spirito del Signore che scese su Othniel, per mezzo del quale fece avverare le grandi cose che fece. E tutto ciò che è di qualche importanza nell'uomo per prezzo ed eccellenza, è tutto da Dio, e proviene dalla Sua semplice munificenza. Ahimé! non c'è uccello spogliato delle sue piume più nudo e nudo di quanto l'uomo in se stesso sia privo di bontà; poiché che cosa ha chi non ha ricevuto? Nella misura in cui tutto ciò di cui si vanta è il suo peccato, una verità santissima e approvata, che dà a Dio ciò che gli è dovuto, e presenta l'uomo nei suoi colori, che egli non è nient'altro, se non deruba Dio del Suo onore e non si fa beffe dei suoi doni, non è altro che nudo, povero e specchio di miseria. (R. Rogers.)

Giudizio, poi liberazione:

Il giudizio e poi la liberazione, il giudizio sugli errori e sui peccati che gli uomini hanno commesso, mettendosi così nei guai, la convinzione del peccato e della giustizia, la guida e l'aiuto che possono essere posati su una roccia e che i loro passi siano stabiliti: questa è la giusta sequenza. Che Dio aiuti i superbi, gli autosufficienti a uscire dai loro guai in modo che possano andare avanti nell'orgoglio e nella vana gloria, o che salvi i viziosi dalle conseguenze del loro vizio e li lasci persistere nella loro iniquità, non sarebbe opera divina. La nuova mente e lo spirito giusto devono essere messi negli uomini, essi devono sopportare la loro condanna, metterla a cuore e pentirsi, ci deve essere prima un risveglio del santo proposito e dell'aspirazione. Allora gli oppressori saranno cacciati dalla terra, il peso dell'afflizione sollevato dall'anima. (R. A. Watson, M.A.)

La creazione di un eroe:

Questo è un libro di eroi, di uomini forti, e anche di donne forti, che, in un momento di tempesta e di stress, hanno salvato le loro anime e anche le anime di coloro che li circondavano. Ti rinforzierà, ti rinvigorirà e ti ispirerà. Si dice di Pitt che abbia instillato il suo spirito nobile nel suo paese. «Nessun uomo», disse un soldato dell'epoca, «è mai entrato nella stanza del signor Pitt che non si sentisse un uomo più coraggioso quando ne uscì di quando entrò». E nessun uomo può leggere questo libro con simpatia senza essere spinto all'emulazione delle anime potenti che si muovono attraverso le sue pagine. Ci racconta molto brevemente, ma in modo suggestivo, la storia di dodici persone che hanno contribuito a creare Israele, e di questi il primo, e per certi aspetti anche il migliore, è Otniel, il figlio di Kenaz. Molti di questi "salvatori", come vengono chiamati, erano ben lungi dall'essere personaggi perfetti. Ma nella vita di Othniel, così come l'abbiamo noi, non c'è traccia di nulla che offenda né il gusto né la coscienza. Il suo nome significa Leone di Dio; e per tutto il tempo sembra essere stato un uomo coraggioso, puro, nobile. Eppure l'epoca in cui visse era molto corrotta. Il suo ambiente era molto sfavorevole alla crescita del carattere. Non c'era un re o un capo in Israele, ognuno faceva ciò che era giusto ai suoi occhi. L'idolatria e la dissolutezza abbondavano. E il compito che vi è stato affidato, giovani uomini e donne, non è molto diverso da quello che ha affrontato Othniel. Dovete prima salvare voi stessi, dovete, con l'aiuto di Dio, salvare le vostre anime. Dovete anche aiutare Dio a salvare il mondo. Questo è il vostro compito e il vostro privilegio, sia quello di essere salvati che di essere salvatori. Ma come ha fatto Othniel a diventare un eroe e un salvatore del suo popolo?

(I.) "Caleb disse: 'A chi percuote Kiriat-Sefer e la prende, io darò in moglie Acsa mia figlia'. E Otniel, figlio di Kenaz, la prese". Questo è il primo fatto che ci viene dato dalla vita di Othniel, e questo è tutto ciò che si dice al riguardo: Otniel lo prese, prese la fortezza dei potenti figli di Anak, la città dell'oracolo dell'idolatria davanti alla quale persino Caleb tremava. Othniel lo prese. Ma molte cose concorrono alla realizzazione di un atto come questo

1.) Prima, ovviamente, viene il coraggio. Fu un'impresa piena di difficoltà disperate. Ciò di cui c'era bisogno non era tanto il coraggio fisico quanto quello morale. Il coraggio di seguire è abbastanza comune; È il coraggio di guidare che è raro. Othniel aveva questa qualità dell'anima. Fece strada e prese la città. Ebbene, se voi giovani siete decisi a salvarvi dal male che è nel mondo, anche voi dovete avere e dovete esercitare questo coraggio dell'anima. Spesso ci vuole più coraggio per maneggiare la bacchetta da cortile che la spada, per essere un uomo d'affari che per essere un soldato. La vita quotidiana, tutta monotonia come sembra, ha le sue maratone, le sue Waterloo e le sue Almas; i suoi Seicento che cavalcano nelle fauci della morte

2.) Ma il coraggio, che cos'è? Come si fa a farsi coraggio? Ebbene, se diamo un'altra occhiata a Othniel, vedremo che il leone che è in lui non era nato il giorno in cui Debir fu preso. Era già forte, maturo, completamente sviluppato. Nata molto tempo prima nel deserto, era stata nutrita da azioni quotidiane di valore non ricompensato. Atteggiamenti come questo impiegano anni per crescere. Per tutta la vita si era inconsciamente preparato a questo. Sì, questa è la storia di tutto il coraggio. Dio ce lo dà come ci dà tutte le cose in forma di seme. Ogni cuore è pieno di germi, tra cui il coraggio. Se coltiviamo un germe, esso cresce e porta frutto; Se lo trascuriamo, muore. Se vuoi il coraggio, devi farlo crescere da un seme, cioè devi praticare quel poco che hai

3.) Ancora una volta: questo atto di Otniel ci mette a nudo il segreto centrale di ogni vero potere: la fede. Conoscete grandi fatti che Othniel non ha mai nemmeno sognato. Ma la tua salvezza non dipende da quante credenze porti con te, ma da quanto credi in ognuna di esse. Ogni verità diventa una verità salvifica per l'anima che si fida di essa e attraverso di essa si fida di Dio. Così questa piccola frase, per quanto poco promettente possa sembrare, ci dà tre cose che contribuiscono alla formazione di un eroe: il coraggio, l'abitudine, la fede, e la più grande di queste è la fede

(II.)" Ed egli (Caleb) gli diede in moglie Acsa sua figlia, e quando ella venne da lui, lo spinse a chiedere un campo a suo padre". Questo, il secondo dei tre fatti della storia di Othniel, ci introduce in una serie di circostanze molto diverse, in un diverso clima di vita in effetti

1.) Debir è preso; Caleb ha mantenuto la parola; La sposa sta arrivando nella sua nuova casa. Gli applausi non sono molto per una giovane coppia di cui vivere; Così, in mezzo all'eccitazione e alla gioia, questa bella figlia del deserto teneva gli occhi aperti e il senno su di sé. Ha notato la situazione in cui si trovava la sua nuova casa. Era la terra del sud. Non aveva acqua. Spinse il marito a chiedere del campo dove c'erano le sorgenti d'acqua. Ma Othniel è più bravo a combattere che a chiedere. Il suo umorismo, il suo senso e il suo tatto squisito portavano tutto davanti a loro. Caleb le diede "le sorgenti superiori e le sorgenti inferiori"

2.) Ma cosa ha a che fare questo con la creazione di un eroe? Molto in ogni modo. Othniel era abbastanza coraggioso, ma aveva molto da imparare. Aveva preso Debir con la sua spada, ma qui alla sua porta si trova di fronte a una situazione in cui la sua spada è inutile. Evidentemente deve imparare l'uso di altre armi. Deve padroneggiare l'arte della parola gentile. Deve acquistare tatto. Ci sono nodi che non serve tagliare, devono essere pazientemente sciolti da dita sapienti. Egli deve contribuire a creare un popolo che non diventerà mai formidabile come potenza militare, che non produrrà mai un Alessandro o un Cesare, che alla fine perderà tutte le sue spade, perderà ogni centimetro del suo territorio e ogni pietra delle sue cittadelle, e tuttavia sconfiggerà i suoi nemici con la sola forza del carattere. Affinché potesse fare questo, Dio lo mandò alla scuola domestica e alla scuola della fattoria per imparare quelle virtù casalinghe del buon senso, della pazienza e del tatto, senza le quali la forza e il coraggio erano di scarsa utilità

3.) Ebbene, anche voi, giovani, non dovete disprezzare queste

(III.) "I figlioli d'Israele fecero ciò che è male agli occhi dell'Eterno . i figli d'Israele servirono Cusan-Rishathaim otto anni . i figli d'Israele gridarono al Signore". Sono passati molti anni -- quaranta, forse, o anche di più -- da quando Othniel e Achsah presero possesso della loro nuova casa, e ci troviamo di fronte a una situazione nuova e dolorosa. Il popolo del Signore "dimenticò il Signore e servì i Baal": questo era il loro peccato! "Servirono Cusan, re di Mesopotamia": questa era la loro punizione, l'Egitto e il faraone non erano così lontani come pensavano. L'Egitto, la terra di schiavitù, è ovunque sia il peccato, e il Faraone segue l'iniquità come la notte il giorno. "E l'Eterno risuscitò un salvatore . Otniel, e lo Spirito del Signore scese su di lui". Lo ha innalzato a questa gloriosa altezza di virilità soffiando in lui il Suo stesso soffio di amore e di vita. C'erano molte ragioni per cui Othniel non avrebbe dovuto fare nulla. Il capo, forse, era che a quanto pare non poteva fare nulla. Forse Achsah era un'altra, e la fattoria una terza. Sì, fidatevi, c'erano molte voci, sia all'interno che all'esterno, che ordinavano a Othniel di guardarsi dall'immischiarsi in cose al di là del suo potere. Ma la voce dolce e sommessa chiamò. Pose se stesso, tutto ciò che era, tutto ciò che aveva, sull'altare, "e giudicò Israele". Egli richiamò le persone che avevano sbagliato alla verità e al dovere. Guidato dallo spirito di Dio, cominciò da lì, con il peccato del popolo al primo posto. Poi "uscì in guerra . e la sua mano prevalse su Cusan, e la terra ebbe riposo quarant'anni". Così Otniel, proprio Otniel, divenne un salvatore del suo popolo, e l'uomo di guerra simile a un leone, sotto l'influenza dello spirito di Dio, fu trasformato in una profezia vivente dell'Agnello di Dio, il Salvatore del mondo. "E Otniel, figlio di Kenaz, morì", avendo nobilmente sostenuto, in un'età rude e dura, il carattere del Guerriero Felice. La fase "Othniel, un salvatore" è allo stesso tempo il suo epitaffio e il suo elogio. Ebbene, anche così si fanno ancora vite nobili. La fede, la pazienza, la saggezza e il soffio di Dio sono i grandi poteri che edificano la vita. La salvezza è la fine di tutte le vie di Dio in un'anima. Rende forti alcuni uomini perché aiutino i deboli. Egli dà sapienza ad alcuni affinché in tal modo guidino gli stolti. Egli rende santi gli uomini affinché possano convertire gli empi dall'errore della loro via. Ora, giovani, sarete resi forti nel Signore e nella forza della Sua potenza? Intorno a te, in numero che Othniel non si è mai sognato, ci sono uomini che "servono i Baalim e servono Cushan", che peccano e soffrono per il loro peccato nella mente, nel corpo e nella condizione. Aiuterai a salvarli? (J. M. Gibbon.)

12 Giudici 3:12-30

Il Signore rafforzò Egon, re di Moab, contro Israele. - Il peccato - la sofferenza; la penitenza e la liberazione ripetute:

(I.) Nuovo peccato aggiunto: "Di nuovo"

1.) Una dolorosa sorpresa

2.) Senso di colpa più profondo. Mostrava più deliberazione nell'atto di ribellione, più ostinazione di volontà e maggiore sfida all'autorità divina. Implicava anche la pesante colpa di disprezzare tutti gli argomenti implicati nel rapporto intimo e fedele che Dio aveva avuto con loro, nei terribili castighi che aveva già fatto cadere sul loro capo

3.) Un problema sconcertante da risolvere. Perché i figli di uomini santi come Abraamo, Isacco e Giacobbe dovrebbero diventare dei ribelli così incorreggibili? Questo è l'enigma che ci incontra ovunque nella storia dell'Israele di Dio

(1) Il popolo aveva perso il suo capo

(2) L'apostasia era dovuta in parte al cattivo esempio universale

(3) L'idolatria era il loro peccato facilmente assediante

(4) Era sorta una nuova generazione

(5) L'inveterata depravazione del cuore umano

(II.)Nuovo castigo inflitto

1.) Il Signore castiga nella fedeltà

2.) Fa uso di una nuova verga

3.) Egli invia un segno più severo del Suo disappunto. Non sappiamo, infatti, che l'oppressione dei Moabiti fosse più pesante di quella delle orde mesopotamiche. Probabilmente non c'era molto da scegliere tra loro. Ma è stato certamente continuato molto più a lungo. Ora sono diciotto anni di servitù, mentre prima erano solo otto anni. Sotto questo aspetto, il flagello era molto più grave, non solo perché la frusta era più lunga, ma anche perché Dio mostrò che il Suo orecchio era più pesante per ascoltare la loro preghiera. Era anche un'umiliazione più profonda essere calpestato da un popolo che fino ad allora aveva disprezzato, fin dalla nascita, e che era stato abituato per più di tre generazioni a tremare al nome e alla menzione del Dio d'Israele

4.) Aiuta i Suoi nemici contro il Suo stesso popolo

(III.) Nuove espressioni di penitenza

1.) Nell'angoscia fuggono verso il rifugio universale

2.) Avevano una supplica speciale con Dio come figli del patto

3.) La loro temporanea apostasia non li escludeva dal privilegio della preghiera

(1) Avevano un mediatore che intercedeva per loro nel loro sacerdozio, e i continui sacrifici erano deposti sull'altare, come mezzo di propiziazione

(2) La loro apostasia non fu permessa dal Dio del loro patto di diventare permanente

(IV.)Nuove liberazioni sperimentate

1.) Questa liberazione giunse in risposta alla preghiera

2.) È stato realizzato con uno strumento adatto. (J. P. Millar.)

Ehud, figlio di Gera. - Il salotto estivo:

(I.) Un uomo in gravi svantaggi fisici può compiere meraviglie. Eud era mancino; e l'originale implica qualche grave difetto nella mano destra. Così è stato spesso. Tra i poeti, i tre più grandi di tutti i tempi erano completamente ciechi, vale a dire: Omero, Ossiano e Milton. Tra gli scultori: Gambassio non riusciva a vedere né il marmo né lo scalpello. Tra gli autori: il Papa, il poeta, era un miserabile invalido. Tra i predicatori: Robert Hall, Richard Baxter, Edward Payson, Samuel Rutherford e il dottor McAll erano tutti invalidi. Questi uomini nella battaglia della vita hanno combattuto con la mano destra legata dietro di loro; ma avevano qualcosa di meglio, cioè lo spirito di consacrazione a una vita giusta e nobile

(II.)Eud ci insegna a fare un lavoro completo su ciò che appartiene alla nostra liberazione dal peccato. Alcuni si accontentano di abbattere i peccati che possono essere classificati come re, principi e capitani, ma Eud uccise anche i soldati comuni. È a lavorare nel modo più accurato che ognuno di noi è chiamato. Non è un lavoro facile. Ma il paradiso non può essere raggiunto da persone accomodanti

(III.) Dio prepara in un certo senso ogni strumento di morte, ed è il sovrano disponente di tutti gli eventi. Ci sono tre regni: della Natura, della Provvidenza e della Grazia. Di tutti e di tutti Geova è Re. Nel regno della Provvidenza, alcuni degli strumenti di morte sono le malattie comuni, le epidemie, gli incidenti nella costruzione di case, gli incidenti in mare, gli incidenti sul treno ferroviario. Non sono incidenti! Dio ha il pieno diritto di uccidere un uomo sia per la malaria che per mezzo dell'uomo. Lui solo ha le chiavi della tomba

(IV.)Nessuno esce dalla vita come si aspetta. Così accadde al re di Moab. La morte per lui fu una grande sorpresa. C'era solo un passo tra lui e la morte; ma lui non lo sapeva. «L'inaspettato è il probabile!» Il modo in cui usciamo dalla vita è preminentemente inaspettato. Se è così, facciamo una deduzione: Preparati! Siate pronti! Il momento accettato è adesso! (W. F. Vescovo.)

Ho un messaggio da parte di Dio per te. - Un messaggio da parte di Dio:

(I.) Prima di procedere alla consegna di questo messaggio, insisterei sul fatto qui dichiarato, vale a dire, che vengo a voi, come un messaggero "da Dio". Una delle ragioni principali per cui gli uomini ascoltano con tanta indifferenza e con così poco effetto su se stessi, è semplicemente che non riescono a riconoscere che colui che parla loro in questo modo viene da Dio. Supponiamo, tuttavia, che laggiù il cielo si apra, e che giù attraverso le "porte eterne" e lungo i campi dell'aria venga un angelo ardente di gloria celeste e si fermi improvvisamente in mezzo a voi. Le vostre menti non si eleverebbero all'istante a un'attenzione fissa e riverente? Non vi sembrerebbe quasi di udire nei toni e nelle parole del messaggero celeste la voce stessa del Potente dal quale fu mandato? Ma io sostengo di essere veramente "da Dio"

(II.)Passiamo quindi alla consegna di questo messaggio. È un messaggio di Dio; Non c'è posto per le discussioni. È un messaggio per un'anima in imminente pericolo di distruzione; Non c'è spazio per il gioco dell'immaginazione

1.) Uomo di mondo, assorto nelle occupazioni di questa vita presente, qualunque siano queste occupazioni, "Ho un messaggio da parte di Dio per te". "Ricchezze e onori", Egli dichiara, "vengono da Me solo". "Le ricchezze -- afferma -- certamente prendono le ali, volano via come un'aquila verso il cielo". "Le ricchezze", vi avverte, "non giovano nel giorno dell'ira". Dio vi dichiara che, se permettete a mammona di avere un posto più alto nei vostri cuori di Lui stesso e del Suo servizio, non dovete aspettarvi nient'altro se non che Egli vi spoglierà di tutti i vostri guadagni quando forse meno ve lo aspettate, e renderà tutto il vostro lavoro inutile. Ti ricorda che "non puoi togliere nulla" da questo mondo. E mi ordina di ricordarti che dopo la morte c'è un giudizio

2.) Giovane uomo e giovane donna che stanno entrando nella vita: "Ho un messaggio da Dio per te". Dio mi ordina di dirti che sei in tuo possesso un tesoro inestimabile che Egli ha affidato a te per essere usato per la Sua gloria, e per il quale ti chiederà d'ora in poi un rigoroso conto. Tu sei in possesso di sensibilità non ancora morte all'influenza della Sua grazia. Egli vi ha offerto una perfetta conoscenza della Sua volontà e, inoltre, ha esercitato sul vostro cuore la potenza del Suo Spirito. Ti dice che potresti sperperare e perdere tutti i vantaggi che ora possiedi, ma ti avverte del risultato

3.) Cristiano tiepido: "Ho un messaggio da parte di Dio per te". Dio mi ordina di dirti, in poche parole, cosa significa la tua religione e quanto vale. Tu professi con le tue labbra di servire Dio, mentre tracci nel tuo cuore come puoi servire Dio e il mondo. Ma Dio ti dice che mentre immagini di ingannarLo, Lui vede attraverso la doppiezza, la meschinità della tua condotta

4.) Uomo audace e impenitente, tu che puoi violare la legge di Dio senza un sentimento di allarme o di rimorso: "Ho un messaggio da parte di Dio per te". Hai viaggiato lontano. Se mai vi pentirete ora, per salvare la vostra anima, sarà con una lotta dura e terribile. Avete scherzato con la misericordia di Dio, ma la Sua giustizia non è diminuita di un solo briciolo di severità. Dio, tuttavia, mi manda ancora una volta per dirti che se anche ora metterai tutte le tue forze per spezzare le corde con cui il peccato ti ha legato, Egli si degnerà ancora di assisterti e di benedirti nei tuoi sforzi. Ma se sei sordo a questo messaggio, se continuerai ad andare avanti nell'impenitenza e nel peccare se rifiuti di riconciliarti con Lui, Egli ti informa che Egli "riserva l'ira ai Suoi nemici". (W. Rudder, D.D.)

Il messaggio del vangelo:

(I.) Le notizie che porto oggi sono molto diverse da quelle che Eud portò al re di Moab, e il mio proposito nel trasmetterle è molto opposto al suo. Era venuto, evidentemente, con un'intenzione ostile e nascondeva, sotto la veste, un'arma mortale. Il messaggio che portò era un messaggio di vendetta e, sebbene abilmente camuffato, si rivelò fatale per il re di Moab. Ma il messaggio che porto è un messaggio di pace e di buona volontà per gli uomini, e la mia intenzione nel consegnarlo è la più gentile e amichevole

1.) In primo luogo, lascia che ti supplichi di svegliarti da quel torpore e da quell'insensibilità in cui, forse, sei rimasto troppo a lungo. Se foste appesi sull'orlo di un precipizio, non vi affrettereste a rifugiarvi in un luogo sicuro?

2.) Un secondo messaggio che ho da parte di Dio per voi è quello di supplicare voi di riconciliarvi con Lui. Persisterai nella tua inimicizia verso Dio quando Egli sarà disposto a diventare tuo amico?

3.) Un terzo messaggio che ho ricevuto da Dio per te è quello di supplicarti di baciare il Figlio; cioè, onorate, amate e obbedite al Figlio affinché egli non si adiri e voi non periate lungo la strada. Era il grande scopo del ministero del nostro benedetto Signore raccomandarsi all'affetto degli uomini e persuaderli a venire a Lui

4.) Un quarto messaggio che ho da parte di Dio per voi è che siate preparati ad incontrarlo

5.) Un quinto messaggio che ho ricevuto da Dio per voi è che mettete in ordine i vostri cuori e la vostra casa, perché dovete morire e non vivere

(II.)Proseguo esortandovi ad aderire al messaggio del Vangelo, con alcuni motivi e argomenti

1.) Riflettere prima sull'autorità della Persona che invia il messaggio

2.) Un secondo argomento per persuaderti a conformarti al messaggio del vangelo è la sua grande importanza. Non è di natura insignificante, come una notizia oziosa, che puoi ascoltare o meno a tuo piacimento. È il più interessante che sia mai stato pubblicato per l'umanità. Che cos'è la storia di tutte le arti e di tutte le scienze, se paragonata alla vita e alla dottrina, alle sofferenze e alla morte, alla risurrezione e alla gloria del Figlio di Dio? Non sono forse semplici racconti infantili? E preferiremo ciò che tende a divertirci e a divertirci, a ciò che contribuisce a illuminarci e a salvarci?

3.) Un terzo argomento che vi spinge a rispettare il messaggio del Vangelo sono le incoraggianti e preziose promesse in esso contenute. È adatto alla nostra colpa e depravazione come peccatori, e alla nostra debolezza e imperfezione come creature

4.) Un altro argomento per impegnarti a rispettare il messaggio del vangelo è che la tua rovina è certa e inevitabile se non la fai. Forse il messaggio che ti ho ora consegnato potrebbe essere l'ultimo che riceverai mai; E non è questo un argomento forte per rispettarlo? (D. Johnston, D.D.)

Ho un messaggio da parte di Dio per te:

E forse sei pronto a dire: Se fossimo certi che l'hai fatto, dovremmo tenerti sulle labbra con la massima attenzione. Avete mai avuto alcuna comunicazione immediata dal cielo riguardo a noi? No. Avete qualche nuova rivelazione da consegnarci? No: eppure: "Ho un messaggio da parte di Dio per voi": quel messaggio è in questo libro, questo libro che molti di voi trascurano e disprezzano. "Ho un messaggio da parte di Dio per voi". A voi interessa tutti allo stesso modo

(I.) Ai giovani. Può darsi che tu rimanga stupito che io cominci con te. Pensate che dovrei iniziare con gli anziani che stanno appena entrando nella tomba. Ma come fai a sapere che sono più vicini alla morte di te?

(II.)Ho un messaggio da parte di Dio per voi che siete nel meridiano della vita. Voi che siete impegnati nella sua attività attiva, voi mercanti, voi commercianti, ho un messaggio di Dio per voi: "Non state attenti a nulla", ss.) "Cercate prima il regno di Dio", ss.) "Che gioverà all'uomo, se dovesse guadagnare", ecc

(III.) Ho un messaggio per i vecchi e i capelli grigi: "La testa canuta è una corona di gloria, se si trova sulla via della giustizia". È questo onore il tuo? "Anche se cammini per la valle", ss.) Ma tu sei un vecchio peccatore, un canuto sciocco, che si fa beffe dell'eternità, con un piede nella tomba? Ahimé! ahimé! Ho un messaggio da parte di Dio per voi: "Il giudice sta alla porta". "Ecco, io vengo presto", ecc

(IV.)Ho un messaggio da parte di Dio per i ricchi. Ho un messaggio di avvertimento: "Fate pagare a coloro che sono ricchi in questo mondo", ss.) È un messaggio di avvertimento: "Quanto difficilmente avranno coloro che hanno ricchezze", ss.) È un messaggio di ammonimento. Che cosa dice il saggio: "Volgerai tu gli occhi su ciò che non è?" "Le ricchezze si fanno le ali", ss.) Le ricchezze sono il terreno giusto per la pietà? No, ma l'ostacolo più formidabile alla sua crescita

(V.)Ho un messaggio per i poveri. Sei povero e pio? Allora tuo è il regno dei cieli. "Ai poveri è predicato il Vangelo". Le promesse della Scrittura sono principalmente applicabili ai poveri

(VI.)Qualcuno di voi è scettico? Ho un messaggio da parte di Dio per voi. Sei sincero? Volete davvero accertare la verità? Ho un messaggio da parte di Dio per voi: "Se uno vuol fare la Sua volontà", ss.), quello è l'uomo che accerterà la verità, e sarà emancipato dalla sua libertà. Ma non è l'uomo che viene a speculare, che viene a soddisfare una curiosità oziosa, che viene a nutrire l'amore del peccato; che non è l'uomo che conoscerà la verità

(VII.)La tua mente è deistica? Volete più prove per dimostrare che questo libro sacro è la Parola di Dio. Vuoi una dimostrazione matematica? Sarebbe una follia chiederlo su un argomento morale. Quali prove vuoi? È la prova di una testimonianza? Ce l'hai; e, mi permetto di dire, ci sono più prove delle Scritture che di qualsiasi altra storia sulla faccia della terra. Quali prove vuoi? È l'evidenza della profezia? Ce l'hai. Gli Ebrei, al giorno d'oggi, sono un argomento vivente e potente a prova della verità delle Scritture. Quali prove vuoi? È la prova di miracoli? Questa prova è stata data nei primi tempi del cristianesimo, al fine di stabilire l'autorità divina del sistema cristiano, e, dopo averla realizzata, è stata abolita; Infatti, se i miracoli fossero continuati fino all'ora presente, avrebbero cessato di operare in modo miracolo. Ci sono prove sufficienti per giustificare le vie di Dio agli uomini nella tua condanna, se, dopo tutte queste prove, Lo rifiuti

(VIII.)Parlo con qualcuno che è scoraggiato e penitenziale? Che cambiamento improvviso! Che delizioso contrasto! "Ho un messaggio da parte di Dio per voi". "Vieni, e discutiamo insieme", ss.) (T. Raffles, D.D.)

Il messaggio del vangelo:

(I.) I ministri del vangelo sono i messaggeri di Dio

(II.)I ministri del Vangelo devono essere fedeli nel trasmettere il loro messaggio

(III.) Se gli uomini si rifiutano di prestare attenzione al messaggio così consegnato loro, è a loro rischio e pericolo

(IV.)Un'applicazione più diretta del testo: "Ho un messaggio da parte di Dio per te"

1.) Alla persona negligente, sconsiderata

2.) Agli empi e ai profani

3.) A chi è umile e serio e indaga la verità divina Ebrei 10:38; Apocalisse 2:5

4.) A coloro che, avendo conosciuto una volta la via della giustizia, si sono allontanati dal santo comandamento loro consegnato

5.) A colui il cui cuore ora soffre sotto il senso del peccato; il quale, essendo portato a vedere la sua colpa e il suo pericolo, è pieno di paura e trema per le conseguenze. Come potrà egli sfuggire alla condanna della Sua giusta legge? Che cosa farà egli per essere salvato? "Credi nel Signore Gesù Cristo", ecc

6.) Al cristiano stabilito; l'uomo che, rifugiatosi a Cristo dalla colpa e dal potere del peccato, ha trovato pace e gioia nel credere; ed essendo ora professato devoto al servizio del Signore, vive nella speranza della gloria che sarà rivelata. "Sii fedele fino alla morte", ss.) "Non stancarti di fare il bene". "Cresci nella grazia" e "Faccia apparire il tuo profitto a tutti gli uomini". (E. Cooper, M.A.)

I messaggi di Dio:

(I.) I messaggi di Dio sono di diversi tipi

1.) Riconciliazione

2.) Pentimento

3.) Fede

4.) Vita e salvezza

5.) Privilegi del Vangelo

6.) Segni speciali del favore divino

7.) Liberazioni

8.) Avvertimento e minaccia

9.) Chiamate al dovere

10.) Comandi

11. Incoraggiamento

12. Condannare

(II.)Ogni uomo ha messaggi Divini inviati a lui personalmente. Nel vangelo, nella provvidenza ordinaria di Dio e nell'opera della sua coscienza

1.) Dio individualizza ogni uomo

2.) La cosa saggia per ogni uomo è agire come se fosse l'unica persona a cui si rivolge

3.) I messaggi sono inquadrati in modo da avere sempre un'applicazione individuale

(III.) I messaggi di Dio devono essere sempre accolti con riverenza

(IV.)È pericoloso fare orecchie da mercante ai messaggi di Dio

(V.)Messaggi di bene per i giusti e di male per i malvagi spesso si uniscono

(VI.)Dio manda messaggi di misericordia prima di inviare messaggi di giudizio

(VII.)È nostro dovere e nostra saggezza essere sempre pronti a ricevere i messaggi del Signore. La maggior parte degli uomini non è pronta quando arriva il messaggio Luca 17:27-30; 12:20; 16:19, con 23; Matteo 25:5; 1Tessalonicesi 5:3; 1Re 22:26, 27, con 34-37; Proverbi 14:32; Matteo 7:13; 2Samuele 18:9. Alcuni sono pronti Luca 2:29, 30; 2Timoteo 4:6-8; Atti 7:59, 60; Ebrei 11:13-16; 2Corinzi 5:2, 9; 2Samuele 15:26 ; Capitolo 23:5; 1Samuele 3:18. (J. P. Millar.)

Un messaggio distinto:

Può esserci una persona a cui Dio non ha mai inviato un messaggio? È Lui il tuo Creatore? E ti ha fatto andare alla deriva nel mare tempestoso della vita in solitudine, senza bussola né guida?

(I.) Messaggi da Dio. Questa Bibbia è nella casa di ogni inglese. È "un messaggio di Dio per te". Altri messaggeri li hai avuti. La gentilezza e la compassione che vi sono state mostrate dalla provvidenza non avrebbero dovuto indurvi a dire: "Come posso rattristare un simile Dio?" Altri messaggi ti sono arrivati drappeggiati di nero. Si può dimenticare la stagione in cui la vita tremava sulla bilancia e il medico non sapeva da che parte sarebbe girata? Un altro messaggero oscuro è venuto da voi. La morte ti ha privato di amici e compagni. Ci sono forse coloro che hai preso in trappola e che hanno percorso la loro strada prima di te per sentire il loro terribile rimorso? Lascia che il loro ricordo ti faccia fermare e pensare e volgerti dai tuoi peccati al Dio vivente e vero

(II.)Il vangelo della grazia di Dio è in se stesso un messaggio di Dio a voi. Siate certi di questo, qualunque sia il nostro caso, il vangelo predicato è un messaggio di Dio alle nostre anime. L'ipocrita non può occuparsi a lungo dei mezzi della grazia senza scoprire che le sue dottrine sono molto approfondite. Trafiggono i suoi pensieri; Gli tengono una candela davanti e, se solo volesse guardare, esporrebbero la sua condizione disperata. I formalisti, gli uomini che si dilettano nelle cerimonie, non possono frequentare a lungo i sacri tribunali di Dio, dove i Suoi veri ministri proclamano il Suo nome, senza percepire che c'è un messaggio di Dio per loro. Lo spirito più sbadato troverà nella Parola uno specchio rivolto verso il suo volto in cui può vedere un riflesso di se stesso

(III.) Se c'è un messaggio come questo da parte di Dio per noi, come dovremmo trattarlo? (C. H. Spurgeon.)

Il ministro cristiano che porta un messaggio di Dio all'uomo:

(I.) I portatori del messaggio

(II.)La natura del messaggio. Ehud

(III.) Il pericolo di trascurare questo messaggio. (H. S. Plumptre, M.A.)

Un messaggio da Dio:

(I.) È un messaggio di verità

(II.)È un messaggio d'amore

(III.) È un messaggio di pace

(IV.)È un messaggio di riconciliazione

(V.)Ti serve. Questo da solo è il messaggio di cui l'umanità ha bisogno; solo essa soddisfa l'ampiezza, la profondità e la moltitudine delle sue necessità. La luce della natura è l'oscurità cimmeria. Rivela il tuo pericolo, ma non rivela alcun mezzo di salvezza

(VI.)È adatto a te

1.) È adatto alla vostra ignoranza, "rendendo saggi per la salvezza"

2.) Essa si addice al peccato dell'uomo, espiando la sua colpa con il sangue della Croce

3.) È adatto alla miseria dell'uomo

(VII.)Ti basta. Non c'è bisogno nel nostro essere che esso non possa soddisfare, non c'è moltitudine a cui non possa servire

(VIII.)Ti è stato inviato. (J. Cumming, D.D.)

Un messaggio da Dio:

Pensate, prima di tutto, ai sentimenti con cui dovremmo aspettarci che un tale messaggio venga accolto. Considerate infatti la scena da cui proviene questo messaggio: dal trono di Dio in alto dei cieli. E considerate la Presenza da cui emana quel messaggio, anche dal nostro Creatore, il nostro Preservatore, alla cui presenza possiamo in qualsiasi momento essere chiamati a stare. E pensate poi agli effetti che dovremmo aspettarci dalla consegna di un tale messaggio: profonda attenzione, profonda gratitudine, perfetta obbedienza. "Un messaggio da Dio!" È possibile una cosa del genere? È mai giunto sulla terra, e a noi uomini, un messaggio da parte di Dio? Certamente. Il mondo intero è pieno di voci di Dio. La notte svanisce, la luce grigia si fa furtiva. E la dolce alba del primo giorno dice: "Ho un messaggio da Dio per te". Ai malati: "Ho un messaggio per te". "Non ci sarà né cordoglio, né grido . né ci sarà più dolore". A chi è in lutto: "Ho un messaggio per te". "Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi". Al peccatore segreto: "Ho un messaggio da Dio per te". "Dio porterà in giudizio ogni opera, con ogni cosa segreta, sia essa buona o cattiva." Il giorno continua, un orologio batte. "Ho un messaggio da parte di Dio per te", dice: "Per te, o negligente. Le sabbie si stanno esaurendo rapidamente: fai attenzione a come perdi tempo." Gli uomini lavorano nei campi. All'improvviso giunge un suono rimbombante, portato verso di loro dalla brezza: "Ascolta! Questa è la campana del passaggio". "Ho un messaggio da Dio" - "È stabilito che gli uomini muoiano una sola volta; e dopo questo, il giudizio!" (J. B. C. Murphy, B.A.)

Applicazione della verità:

D. L. Moody fu risvegliato per la prima volta da un interesse per le cose spirituali mentre sedeva assonnato nella chiesa del dottor Kirk a Boston, da qualcuno che improvvisamente lo svegliò e gli disse che il sermone "significava lui"

Ehud . ha preso il pugnale . e glielo ficcò nel ventre. - Eud: mancinismo:

Secondo la Settanta, Eud era un ambidestro; cioè, un uomo che poteva usare entrambe le mani con la stessa facilità. Ettore si vantava: "Molti Greci hanno sanguinato per me, e io posso spostare il mio scudo da destra a sinistra". Dei figli di Beniamino leggiamo (CAPITOLO 20:16). Platone raccomandava a tutti i soldati di acquisire la stessa facilità nell'uso di entrambe le mani. E' evidente da tutto ciò, così come da ciò che si sa tra noi, che il mancinismo è sempre stato considerato peculiare, altrimenti non sarebbe stato indicato come una caratteristica in ogni caso. Non diciamo mai di un uomo che è destrorso, ma osserviamo qualsiasi uomo che vediamo usare la mano sinistra per scopi che di solito sono assegnati alla destra

(I.) Molti uomini possono dipendere da un solo uomo

1.) Un uomo può essere in una posizione migliore dei molti, e questo può spiegare la sua influenza. Prendete il caso di una città assediata: un uomo fuori dalle mura può operare la liberazione di tutto, ecc

2.) Un uomo può essere in grado di muoversi più rapidamente dei molti. Le folle non possono essere spinte ad agire in modo saggio. Ben presto si perdono nella confusione. Hanno bisogno di una leadership per dare unità e precisione ai loro movimenti

3.) Specialmente un uomo buono è più di tutte le schiere dei cattivi. Per amore dell'unico, Dio preserva i molti

(II.)Gli strumenti scelti da Dio possono spesso sorprendere e deludere gli uomini. Dio mandò un mancino per liberare Israele! Sembrava una presa in giro. Alla luce di questa apparente eccentricità del metodo divino, dovremmo ricordare:

1.) Un uomo non è un grande uomo solo perché è mancino. Bunyan era un riparatore, ma non ne consegue che ogni riparatore sia un Bunyan. George Whitefield era strabico, ma non ne consegue che strizzare gli occhi sia una condizione per una buona predicazione

2.) Nessun uomo dovrebbe essere condannato solo perché non afferra le cose nel modo comune. Dona ad ogni uomo l'opportunità di mettersi alla prova

(III.) Si può fare buon uso delle qualifiche più improbabili. Molti si lamentano segretamente di qualche peculiarità del temperamento, di qualche difetto del corpo o di qualche circostanza che sembra escluderli dalla schiera generale dei lavoratori. Lasciate che queste persone guardino il testo e si facciano coraggio di nuovo! (J. Parker, D.D.)

Lezioni dalla morte di Eglon:

(I.) Il potere dei mancini. Ci sono alcuni uomini che, per l'organizzazione fisica, hanno tanta forza nella mano sinistra quanto nella destra; ma c'è qualcosa in questo testo che implica che Eud avesse qualche difetto nella mano destra che lo costrinse a usare la sinistra. Oh, il potere dei mancini! Il genio è spesso attento a se stesso, attento a se stesso, non dedito a molto lavoro, che accresce la propria gloria, mentre molti uomini privi di doti naturali, in realtà difettosi nell'organizzazione fisica e mentale, hanno una serietà per il giusto, un'industria paziente, una perseveranza che consuma tutto, che realizza meraviglie per il regno di Cristo. Anche se mancini, come Eud, possono abbattere un peccato grande e imperiale come Eglon. Ma non credo che Eud, la prima volta che prese una fionda nella mano sinistra, potesse lanciare una pietra a un capello di distanza e non mancare. Suppongo che sia stata la pratica a dargli la meravigliosa destrezza. Andate avanti verso le vostre sfere di dovere, e non scoraggiatevi se nei vostri primi tentativi mancate il bersaglio. C'era un oculista che eseguiva un'operazione molto difficile sull'occhio umano. Un giovane medico si fermò e disse: «Con quanta facilità lo fa, sembra che non ti causi alcun problema». «Ah», disse il vecchio oculista, «ora è molto facile, ma ho rovinato un cappello pieno di occhi per impararlo». Non stupitevi se ci vuole un po' di pratica prima di poter aiutare gli uomini a raggiungere una vista morale e portarli a una visione della Croce. Uomini mancini, al lavoro! Prendete l'evangelo come una fionda, e la fede e il pentimento come la pietra liscia del ruscello. Prendi la mira, Dio dirige l'arma e grandi Golia cadranno davanti a te

(II.)Il pericolo delle elevazioni mondane. Questo Eglon era quello che il mondo chiamava un grande uomo. C'erano centinaia di persone che avrebbero considerato il più grande onore della loro vita solo a sentirlo parlare con loro; eppure, benché sia così in alto nella posizione mondana, non è al di fuori della portata del pugnale di Eud. Vedo tanta gente che cerca di scalare la posizione sociale, avendo l'idea che ci sia un posto sicuro da qualche parte molto più in alto, senza sapere che la montagna della fama ha una cima come il Monte Bianco, coperta di nevi perenne. Oh, accontentatevi di una posizione come quella in cui Dio vi ha messo. Non si può dire di noi: "Era un grande generale", o "Era un capo onorato", o "Era potente nelle conquiste mondane"; ma questa cosa si può dire di te e di me: "Era un buon cittadino, un cristiano fedele, un amico di Gesù". E che nell'ultimo giorno sarà il più alto di tutti gli elogi

(III.) La morte arriva nella casa estiva. Eglon non si aspettava di morire in quel bel posto. In mezzo a tutte le foglie di fiori che scivolavano come neve estiva nella finestra; nel tintinnio e nello scroscio delle fontane; nel suono di mille foglie che svolazzano su un ramo d'albero; Nella brezza fresca che saliva a scuotere i problemi febbrili dalle serrature del re . non c'era nulla che parlasse di morte, ma lì morì! D'inverno, quando la neve è un sudario e quando il vento è un canto funebre, è facile pensare alla nostra mortalità. Eppure il mio testo insegna che a volte la morte arriva nella casa estiva. È cieco e non può vedere le foglie. È sordo e non può sentire le fontane. Raccogliamo intorno a noi ciò che vogliamo di comfort e di lusso, quando arriva il pallido messaggero non si ferma a guardare l'architettura della casa prima di entrare; né, entrando, aspetta di esaminare i quadri che abbiamo raccolto sul muro. (T. Deuteronomio Witt Talmage.)

Pericoli inaspettati:

1.) Oserei dire che tu pensi che sia stata una cosa avventata da parte di Eglon ricevere Eud in privato, quando sapeva benissimo che l'uomo che aveva chiesto di vederlo faceva parte di un popolo che lo odiava e desiderava liberarsi dalla sua oppressione. E ciò che è più straordinario nella sua temerarietà è che permette che Eud venga da lui con quel grande pugnale lungo un cubito sulla coscia. È vero che Eud aveva un mantello, ma non credo che potesse nascondere del tutto l'arma. Credo che il motivo per cui Eglon era facile da pensare fosse questo, Ehud aveva messo il pugnale dalla parte sbagliata. Lasciò il fatto che Eud fosse mancino completamente fuori dai suoi calcoli, e quella fu la sua rovina

2.) "Chi pensa di stare in piedi stia attento a non cadere". Abbiamo nemici, tentazioni fuori e dentro, da cui guardare. È proprio quando, dove e come meno ci si aspetta il pericolo, che può arrivare una caduta. Stammi bene! Sii sobrio! Siate vigilanti! (S. Baring-Gould, M.A.)

Predicatori efficaci rispetto a Eud:

Quando vedi un uomo con un dono nella mano destra e il pugnale nascosto dove solo la sua mano sinistra poteva arrivare, quell'uomo vale la pena di essere guardato. Non c'è predicatore al mondo degno di questo nome che non sia così. Come Eud, riempi la mano destra con il dono, con l'offerta del vangelo e presenta, se vuoi, ma per amore di Dio, e per amore di tutto, colpisci duramente con la sinistra! La predicazione che fa del bene è tipificata in Eud. Il dono, e il dono nella mano migliore, e il dono messo al primo posto; Ma fai attenzione a sinistra, fai attenzione al colpo. Non si tratta solo di coccolare, piagnucolare, lusingare e supplicare: "Oh!" e "Ah!" e "Non vuoi venire?" Ci deve essere la legge, il terrore, gli scontri ravvicinati, le parole che sono pugnali, e i pugnali spinti a casa, e questo inaspettatamente. Perché questo è un altro elemento di Eud. Eud è quello che potremmo chiamare un uomo che fa il suo lavoro a modo suo, e quindi abbonda in ciò che potrei chiamare "sorpresa". Nella Chiesa, in tutti i nostri pulpiti, in tutte le nostre operazioni attive per Dio in patria e all'estero, avremmo avuto più sorpresa; Accadono cose più inaspettate. Più uomini che possono lavorare con la mano sinistra quando la mano destra si stanca. E quando Dio ci manda un uomo a sorpresa, non voltatevi e non trovate da ridire su quell'uomo. Incoraggialo; Fate il tifo per lui. Non fa come te, fa, forse, il contrario; Non trovo difetti nei suoi metodi. La prova di tutti gli stili di predicazione è: colpiscono? Tornano a casa? Minimizzano l'uomo e magnificano Dio? Allora sono a posto. (Giovanni McNeill.)

Presero una chiave. - Un sermone sulle chiavi:

Ci sono molti tipi diversi di chiavi nel mondo, ma penso che potremmo sceglierne una o due, e provare, se riusciamo a farne delle chiavi, per aprire la nostra comprensione. Inizieremo, quindi, con una chiave piccola ma molto importante, e cioè:

(I.) La chiave dell'orologio. Il cuore dell'orologio è la molla motrice. L'orologio non andrà a meno che la molla motrice non sia corretta

(II.)La chiave "sicura". Due ladri hanno cercato per ore di scassinare la cassaforte di un commerciante. Atti per ultimi, si arrendono come senza speranza e scappano. A tempo debito il mercante apre la bottega e tira fuori dalla tasca una piccola chiave, e in meno di un minuto, e come per magia, le pesanti porte di ferro si spalancano. Poi tira fuori l'oro, l'argento e altri oggetti di valore che solo lui può raggiungere. La Bibbia è la "cassaforte" del cristiano. Molte persone lo guardano, ma solo pochi possiedono la chiave e sono in grado di raggiungere i tesori. Alcune persone sono così stolte da negare che ci siano tesori nella Parola di Dio perché non riescono a trovarli

(III.) La chiave della casa. Essere presentati con la chiave di una casa significa avere la libertà di entrare e uscire da quella casa. Cristo parla di una casa di cui Lui è la porta Giovanni 10:9. La fede è la chiave per aprirla, perché ce lo dice di nuovo Giovanni 3:19. Tutti coloro che sono in Cristo sono al sicuro dai molti pericoli che rovinano le anime degli uomini. All'interno dell'ovile c'è il pascolo per le pecore. Quindi in Cristo c'è un pascolo ristoratore e soddisfacente. Nient'altro può soddisfarci. (Giovanni Mitchell.)

Versetto 31. Shamgar figlio di Anath. - Shamgar:

Questa è una delle battaglie più singolari e sorprendenti della storia del mondo. Se Shamgar fosse stato di stanza in alcune Termopili, dove il nemico poteva arrivare solo uno o due alla volta, non sarebbe stato così meraviglioso; ma lui era in campo aperto, letteralmente circondato da seicento disperati, decisi a saccheggiare e morire. Ci dà un'idea di cosa può fare il coraggio per un uomo quando è acceso dall'amore per la casa e la patria. A mio avviso, c'è qualcosa di meraviglioso, quasi miracoloso, in questa strana battaglia e in questa vittoria senza precedenti. Mi chiedo, prima di tutto, come abbia potuto trovare il coraggio di affrontare così tante persone, e come abbia fatto a fuggire quando era circondato da una tale moltitudine. Mi meraviglio anche che, quando i Filistei videro che venivano massacrati ad ogni colpo e che non avevano il potere di ferire il loro misterioso antagonista, continuarono a combattere e resistettero fino all'uccisione dell'ultimo uomo. Mostra solo che gli uomini possono avere coraggio nel combattere dalla parte del male senza una particella di verità o di rettitudine che li ispiri; che sacrificheranno la loro vita sull'altare di una cattiva causa così come di una buona causa

(I.) Gli uomini determinano il loro futuro dal modo in cui affrontano i doveri e le provocazioni del presente. Dio non sceglie mai un uomo pigro e ozioso, quando sta per scegliere una persona per svolgere un lavoro nobile. Non promuove altro che uomini indaffarati. Samgar stava arando quando i Filistei lo raggiunsero. Parla bene per lui il fatto che avesse il cuore di arare in un momento simile, perché l'intero paese era gettato in grande paura e scoraggiamento. Pochi uomini, sono incline a pensare, avevano abbastanza coraggio proprio allora per arare. Questi uomini sono un'ispirazione e una benedizione per qualsiasi comunità. Per quanto possiamo accertare, Shamgar era un uomo umile e lavoratore. Eppure la sua condotta eroica in questa occasione lo fece notare e lo innalzò ad essere uno dei giudici d'Israele. Il mondo è alla ricerca di uomini che possano portare a compimento le cose. Le azioni nobili sono la scala che conduce alla grandezza e all'onore. Se vuoi essere fidato di te, prima impara ad essere onesto: se vuoi governare, prima impara a obbedire; se vuoi elevarti a una posizione più importante, riempi il posto in cui sei traboccante di te stesso, e Dio ti chiamerà presto a una sfera più ampia

(II.)In assenza di successo, è poco logico dare la colpa ai nostri strumenti o all'ambiente circostante. L'operaio è più dei suoi strumenti. Lo spirito e l'abilità dell'operaio sovrastano l'ambiente circostante e danno valore e significato agli strumenti che maneggia. Samgar combatté questa battaglia con un pungolo di bue. Per quanto scoraggianti siano le tue circostanze, se ti doni completamente a Dio e cammini in tutti gli onori della rettitudine davanti a Lui, il grande Capitano della nostra salvezza non solo ti darà benedetti assaggi del "riposo che rimane per il popolo di Dio", ma ti permetterà anche di aprirti la strada verso la vittoria attraverso tutti i Filistei spirituali che potrebbero affrontarti, anche se i tuoi strumenti possono essere insignificanti come quelli di Shamgar

(III.) Nel lavoro della nostra vita dovremmo essere naturali e usare gli strumenti che sappiamo meglio come maneggiare. Samgar combatté con il pungolo del bue. Sapeva come maneggiarla così bene che, a distanza ravvicinata, era un'arma terribile con cui entrare in contatto. Poteva uccidere più uomini in mezzo alla folla che con la spada o il moschetto. Conosceva la molla e la sensazione di essa così perfettamente che ogni colpo faceva cadere a terra due o tre Filistei. Ciò che vogliamo per la nostra massima efficienza possibile non è il modo di fare di qualcun altro, ma il nostro, addestrato e santificato dalla grazia di Dio. Non esistono due persone esattamente uguali; e così ci sono fasi del lavoro che ogni individuo è costituzionalmente adatto a fare che nessun'altra persona potrà mai fare altrettanto bene

(IV.)I nuovi strumenti non dovrebbero essere condannati semplicemente perché sono nuovi e fuori dall'ordine regolare, ma dovrebbero essere giudicati e valutati in base ai loro risultati. Come arma di distruzione il pungolo del bue era sconosciuto fino a quel momento; ma, a giudicare dai suoi risultati, era degno di grande apprezzamento. Può darsi che, in passato, la Chiesa sia stata un po' troppo conservatrice in materia di nuova agenzia; che è stata troppo incline a condannare qualsiasi agenzia che non sia stata ufficialmente sanzionata o tecnicamente approvata. Non c'è nulla che porti convinzione come la logica dei fatti, e nulla ha successo come il successo. Pensate a un uomo contro seicento, con in mano nient'altro che un pungolo di bue. Potresti non essere qualificato per il lavoro come altri; ma Dio ha ancora un'opera da farti fare, e ti aiuterà a farla se farai del tuo meglio e avrai fiducia in Lui. Può darsi che la vostra sfera sia umile e oscura, ma potete vivere una vita nobile e compiere un grande lavoro nell'oscurità. Alcuni dei più grandi evangelisti dei nostri giorni ci insegnano due lezioni:

1.) Quell'individualità santificata è la condizione dell'utilità e della grande indigenza dei tempi

2.) Che la stragrande maggioranza dei cristiani ha abbastanza talento per diventare ciascuno un potente potere, nelle mani di Dio, per affrettare la gloria millenaria del futuro. (T. Kelly.)

Un uomo per il tempo:

Da questo che tutti i veri patrioti prendano coraggio: con l'ora e il pericolo arriva l'uomo necessario

(I.) L'apparente incompatibilità e insufficienza del liberatore e della sua arma. Un mandriano che porta un pungolo, un brutto attrezzo lungo circa otto o dieci piedi, e ferrato di ferro. Rozzo, senza l'addestramento militare che la scienza dei tempi poteva dare, privo di quelle armi che i Filistei avrebbero probabilmente temuto. Poteva essere visto solo come un leader improvvisato con un armamento improvvisato. Di fronte a lui c'era un esercito guidato da capi ereditari. Ora, come sempre, gli oppositori filistei di Cristo e della verità sorridono stupidamente alla disfatta della plebaglia, come ritengono che sia l'esercito del Signore. Essi si fanno beffe della Parola, anche se portano molte cicatrici inflitte da quella vecchia lama di Damasco. Ridono delle preghiere, della predicazione e del lavoro degli "uomini ignoranti e ignoranti" che il Signore ha chiamato a compiere la Sua opera

(II.)L'efficacia trionfante di entrambi. Il comando di Shamgar, il braccio forte, l'orribile pungolo di bue, si dimostrarono non da ridere. L'anima di un patriota, il genio di un leader, l'abilità di uno stratega, erano tutti in lui. Né il diavolo, né i signori, né l'esercito ebbero molto tempo per sogghignare quando Shamgar li raggiunse. Avevano confuso l'uomo, lo strumento e il Dio dietro a tutto. La storia si ripete e si spiritualizza. Perché, ci chiediamo, in che cosa è l'auspicio, da dove viene il successo della nostra guerra cristiana, condotta contro i nemici di Dio e dell'uomo? In numeri, efficienza letteraria, abilità dialettica, teologia scientifica? Non è così; Satana può sconfiggerci in ognuno di questi. Lo fa costantemente. Non tutti i tamburi, gli striscioni e le grida delle nostre conferenze e dimostrazioni lo spaventano mai. Ma il suo destino è segnato quando uno Shamgar pieno di Cristo lo guida. Quell'uomo che in ginocchio supplica e aspetta di sapere: "Signore, che cosa vuoi che io faccia?" Questi sono gli uomini che vogliamo, gli uomini per cui dovremmo pregare, gli uomini che dovremmo essere. Il fatto che siamo cristiani dovrebbe essere un certificato che siamo arresi, uomini ripieni di Cristo, o la nostra professione è una menzogna. Magari fosse così. Oh, che tutto possa diventare così! Qualunque sia il sacrificio che comporta, non c'è vita più felice e, alla sua fine, non può esserci epitaffio più glorioso di "egli salvò Israele!" (James Dann.)

Shamgar: mezzi strumenti:

1.) Com'è assurdo per un uomo incolpare i suoi strumenti per un cattivo lavoro. Samgar usava un pungolo da bue; Sansone brandiva la mascella di un asino; Davide non aveva che una fionda e una pietra. A volte pensiamo a quali meraviglie potremmo fare se avessimo strumenti migliori

2.) Quanto è importante che gli uomini usino quegli strumenti che possono maneggiare con maggiore abilità. Samgar sapeva come usare il pungolo e Davide sapeva come usare la fionda e la pietra

3.) Quanto sarebbe sciocco ridicolizzare gli strumenti quando i risultati sono così evidentemente buoni. Guardate i seicento morti! Guarda il gigante ucciso! Guardate le mura prostrate di Gerico! La regola si applica a tutti i settori della vita. Si applica alla predicazione. Si applica alle missioni estere. Si applica ad ogni sforzo cristiano

4.) Come a volte si ottengono vittorie di fronte alle più grandi improbabilità. Un uomo contro seicento! Alcuni uomini avrebbero ceduto alla sola pressione del numero, ma Shamgar combatté la folla. Non biasimiamo gli uomini per aver lavorato con strumenti che non sono stati ufficialmente o tecnicamente approvati. L'unico grande obiettivo è fare il bene. Quale strumento più cattivo della Croce? (J. Parker, D.D.)

Il pungolo di Samgar:

Samgar non si prese in considerazione se fosse attrezzato per attaccare i Filistei, ma si rivolse contro di loro dall'aratro, con il sangue che gli scorreva dentro con rapida indignazione. Lo strumento del suo assalto non era stato fatto per l'uso che ne era stato fatto: il potere risiedeva nel braccio che brandiva il pungolo e nell'intrepida volontà dell'uomo che colpiva per il suo diritto di nascita, la libertà, per il diritto di nascita di Israele, di non essere il servitore di nessun'altra razza. Senza dubbio è bene che in ogni sforzo fatto per la Chiesa o per la società gli uomini considerino come devono agire e si preparino nel modo migliore per l'opera che deve essere fatta. Nessun corredo di conoscenza, abilità, esperienza, è da disprezzare. Un uomo non serve il mondo meglio nell'ignoranza che nell'apprendimento, nella schiettezza che nella raffinatezza. Ma il grave pericolo per un'epoca come la nostra è che le forze possano essere sprecate e lo zelo speso nella semplice preparazione delle armi, nel semplice esercizio prima dell'inizio della guerra. I punti importanti in discussione rischiano di essere persi di vista, e le distinzioni vitali su cui ruota l'intera battaglia svaniscono in un'atmosfera di compromesso. (R. A. Watson, M.A.)

Il pungolo di Samgar:

Il pungolo non era un granché, ma Samgar con il pungolo era lo spettacolo da vedere. Forse non sai lavorare con il pungolo per buoi. Andava bene a Samgar, e lui si adattava; ma, dopo tutto, era l'uomo. È l'uomo. Ho letto i sermoni di Wesley, quei sermoni che hanno sconfitto i Filistei di cento anni fa e hanno liberato Israele su tutta questa Inghilterra; Ho letto quei sermoni di Wesley e Whitefield, e, dico, cosa c'è dentro? Ti stancheresti di loro da parte mia. Perché? Vedete la risposta ovvia. Guardi quel pungolo e dici: "Non c'è molto in questo"; né c'è. Era l'uomo, e Dio nell'uomo. Uno fu portato a vedere una famosa spada che era appartenuta a un famoso spadaccino, e quando la vide disse: "Non vedo molto in quella spada", e arrivò l'ovvia risposta: "No, ma avresti dovuto vedere il braccio che la brandiva". La mano di Samgar crebbe fino a diventare l'elsa di quel pungolo da bue, che divenne parte di lui. Il pungolo e Samgar, di nuovo, divennero parte del braccio del Signore Dio Onnipotente. C'era tutto questo, e questo potrebbe essere in te e in me, Dio che prende la nostra individualità e la consacra e la usa per la Sua gloria eterna. Ora, sii te stesso, che tu sia all'aratro o alla scrivania; Dio può compiere la Sua opera con il pungolo per buoi; Può farlo con la penna; Può farlo con qualsiasi cosa se si trova vicino alla Sua mano. E, infine, quale menzione d'onore riceve questo contadino: "Ha anche liberato Israele". Il potente Giosuè non fece più! (Giovanni McNeill.)

Grandi risultati con strumenti imperfetti:

Molte delle scoperte in astronomia, chimica, matematica, navigazione e scienze in generale, sono state fatte con strumenti molto imperfetti. La notevole abilità chirurgica del dottor Valentine Mott è la più onorevole a causa dei suoi strumenti relativamente scadenti. Il vero genio si manifesta nel raggiungere grandi risultati con strumenti imperfetti. Rittenhouse, il cui nome è sinonimo di meravigliose conquiste scientifiche, lavorò da ragazzo nella fattoria di suo padre, e calcolava eclissi su manici di aratri e recinzioni; e, sebbene studiasse da solo, divenne padrone dei "Principia" di Newton e scoprì da solo il metodo delle flussioni quando aveva diciannove anni. Non c'è da meravigliarsi che quando osservò il transito di Venere (3 giugno 1769), mentre si trovava nel suo osservatorio privato a Norriton, svenne per l'eccitazione al momento dell'apparente contatto. Benjamin West, il pittore anglo-americano, realizzò i suoi primi colori da foglie e bacche, e i suoi primi pennelli furono presi dalla coda di un gatto. Così autodidatta, all'età di sedici anni praticò la ritrattistica nei villaggi vicino a Filadelfia, il suo primo quadro storico fu "La morte di Socrate". Humphry Davy ebbe ben poche opportunità di acquisire conoscenze scientifiche, ma fece in modo che vecchie pentole, bollitori e bottiglie contribuissero al suo successo mentre faceva esperimenti nella soffitta della farmacia in cui era impiegato. In una stalla a Londra viveva Michael Faraday, un ragazzo povero che si guadagnava da vivere portando giornali ai clienti. Mentre era apprendista presso un rilegatore di libri e impegnato a rilegare l'"Encyclop&ae;dia Britannica", i suoi occhi caddero sull'articolo sull'elettricità. Aveva solo una fiala di vetro, una vecchia padella e pochi altri oggetti con cui fare esperimenti. Un amico lo portò ad ascoltare una lezione di chimica di Sir Humphry Davy. Più tardi il grande Davy chiamò l'umile Michael. Gli anni passano, e Tyndall disse di Faraday: "È il più grande filosofo sperimentale che il mondo abbia mai visto"

Riferimenti incrociati:

Giudici 3

1 Giudic 2:21,22; De 7:22
De 8:2,16; 2Cron 32:31; Giob 23:10; Prov 17:3; Ger 6:27; 17:9,10; Zac 13:9; Giov 2:24; 1P 1:7; 4:12; Ap 2:23
Giudic 2:10

2 Ge 2:17; 3:5,7; 2Cron 12:8; Mat 10:34-39; Giov 16:33; 1Co 9:26,27; Ef 6:11-18; 1Ti 6:12; 2Ti 2:3; 4:7

3 Giudic 10:7; 14:4; Gios 13:3; 1Sa 4:1,2; 6:18; 13:5,19-23; 29:2
Giudic 4:2,23,24; Ge 10:15-19; Nu 13:29
Giudic 10:12; 18:7; Ge 49:13; Gios 11:8-13; 19:28
Nu 34:8; De 1:7; 3:9; Gios 11:3; 13:5

4 Giudic 3:1; 2:22; Eso 15:25; De 33:8; 1Co 11:19; 2Te 2:9-12

5 Giudic 1:29-32; Sal 106:34-38
Ge 10:15-18; 15:19-21; Eso 3:8,17; De 7:1; Gios 9:1; Ne 9:8

6 Eso 34:16; De 7:3,4; 1Re 11:1-5; Esd 9:11,12; Ne 13:23-27; Ez 16:3

7 Giudic 3:12; 2:11-13
Giudic 6:25; Eso 34:13; De 16:21; 1Re 16:33; 18:19; 2Re 23:6,14; 2Cron 15:16; 24:18; 33:3,19; 34:3,7

8 Giudic 2:14,20; Eso 22:24; De 29:20; Sal 6:1; 85:3
Giudic 2:14; 4:9; De 32:30; 1Sa 12:9; Is 50:1; Rom 7:14
Abac 3:7

9 Giudic 3:15; 4:3; 6:7; 10:10; 1Sa 12:10; Ne 9:27; Sal 22:5; 78:34; 106:41-44; 107:13-19
Giudic 2:16
Giudic 1:13

10 Giudic 6:34; 11:29; 13:25; 14:6,19; Nu 11:17; 27:18; 1Sa 10:6; 11:6; 16:13; 2Cron 15:1; 20:14; Sal 51:11; 1Co 12:4-11; Eb 6:4

11 Giudic 3:30; 5:31; 8:28; Gios 11:23; Est 9:22
Giudic 3:9; Gios 15:17; 1Cron 4:13

12 Giudic 2:19; Os 6:4
Eso 9:16; 2Re 5:1; Is 10:15; 37:26; 45:1-4; Ez 38:16; Dan 4:22; 5:18; Giov 19:11
1Sa 12:9

13 Giudic 5:14; Sal 83:6
Giudic 1:16; De 34:3; Sal 83:7

14 Lev 26:23-25; De 28:40,47,48

15 Giudic 3:9; Sal 50:15; 78:34; 90:15; Ger 29:12,13; 33:3
Giudic 20:16; 1Cron 12:2
1Sa 10:27; Prov 18:16; 19:6; 21:14; Is 36:16

16 Sal 149:6; Eb 4:12; Ap 1:16; 2:12
Giudic 3:21; Sal 45:3; CC 3:8

17 Giudic 3:29; 1Sa 2:29; Giob 15:27; Sal 73:7,19; Ger 5:28; 50:11; Ez 34:20

19 Gios 4:20
Giudic 3:20; 2Re 9:5,6; At 23:18,19
Ge 45:1

20 Am 3:15
Giudic 3:19; 2Sa 12:1-15; 24:12; Mic 6:9
Sal 29:1; Ger 10:7

21 Nu 25:7,8; 1Sa 15:33; Giob 20:25; Zac 13:3; 2Co 5:16

24 1Sa 24:3

26 Giudic 3:19

27 Giudic 5:14; 6:34; 1Sa 13:3; 2Sa 20:22; 2Re 9:13
Giudic 7:24; 17:1; 19:1; Gios 17:15,18

28 Giudic 4:10; 7:17
Giudic 7:9,15; 1Sa 17:47
Giudic 12:5; Gios 2:7

29 Giudic 3:17; De 32:15; Giob 15:27; Sal 17:10

30 Giudic 3:11; 5:31

31 Giudic 5:6,8
Giudic 15:15; 1Sa 13:19-22; 17:47,50; 1Co 1:17
Giudic 2:16
Giudic 4:1,3-24; 10:7,17; 11:4-33; 1Sa 4:1

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