Nuova Riveduta:

Malachia 3

1 «Ecco, io vi mando il mio messaggero, che spianerà la via davanti a me; e subito il Signore, che voi cercate, l'Angelo del patto, che voi desiderate, entrerà nel suo tempio. Ecco, egli viene», dice il SIGNORE degli eserciti.
2 Chi potrà resistere nel giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Egli infatti è come il fuoco del fonditore, come la potassa dei lavatori di panni.
3 Egli si metterà seduto, come chi raffina e purifica l'argento, e purificherà i figli di Levi e li raffinerà come si fa dell'oro e dell'argento; ed essi offriranno al SIGNORE offerte giuste.
4 Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al SIGNORE come nei giorni antichi, come negli anni passati.
5 «Io mi accosterò a voi per giudicare e sarò un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adùlteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che derubano l'operaio del suo salario, che opprimono la vedova e l'orfano, che fanno torto allo straniero e non hanno timore di me», dice il SIGNORE degli eserciti.
6 «Poiché io, il SIGNORE, non cambio; perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete ancora consumati.

Offerte e benedizioni
7 «Fin dal tempo dei vostri padri voi vi siete allontanati dai miei precetti e non li avete osservati. Tornate a me, e io tornerò a voi», dice il SIGNORE degli eserciti. «Ma voi dite: "In che modo dobbiamo tornare?"
8 L'uomo può forse derubare Dio? Eppure voi mi derubate. Ma voi dite: "In che cosa ti abbiamo derubato?" Nelle decime e nelle offerte.
9 Voi siete colpiti da maledizione, perché mi derubate, voi, tutta quanta la nazione!
10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo», dice il SIGNORE degli eserciti; «vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla.
11 Per amor vostro, io minaccerò l'insetto divoratore affinché esso non distrugga più i frutti del vostro suolo, la vostra vigna non sarà più infruttuosa nella campagna», dice il SIGNORE degli eserciti.
12 «Tutte le nazioni vi proclameranno beati, perché sarete un paese di delizie», dice il SIGNORE degli eserciti.

Differenza fra il giusto e l'empio nel giorno del Signore
13 «Voi usate parole dure contro di me», dice il SIGNORE. «Eppure voi dite: "Che abbiamo detto contro di te?"
14 Voi avete detto: "È inutile servire Dio", e "che vantaggio c'è a osservare i suoi precetti, e a vestirsi a lutto davanti al SIGNORE degli eserciti?
15 Ora noi proclamiamo beati i superbi; sì, quelli che agiscono malvagiamente prosperano; sì, tentano Dio e restano impuniti!"».
16 Allora quelli che hanno timore del SIGNORE si sono parlati l'un l'altro. Il SIGNORE è stato attento e ha ascoltato; un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono il SIGNORE e rispettano il suo nome.
17 «Essi saranno, nel giorno che io preparo, la mia proprietà particolare», dice il SIGNORE degli eserciti; «io li risparmierò, come uno risparmia il figlio che lo serve.
18 Voi vedrete di nuovo la differenza che c'è fra il giusto e l'empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve.

C.E.I.:

Malachia 3

1 Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti. 2 Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. 3 Siederà per fondere e purificare; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'oblazione secondo giustizia. 4 Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani. 5 Io mi accosterò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adùlteri, contro gli spergiuri, contro chi froda il salario all'operaio, contro gli oppressori della vedova e dell'orfano e contro chi fa torto al forestiero. Costoro non mi temono, dice il Signore degli eserciti.
6 Io sono il Signore, non cambio;
voi, figli di Giacobbe, non siete ancora al termine.
7 Fin dai tempi dei vostri padri
vi siete allontanati dai miei precetti,
non li avete osservati.
Ritornate a me e io tornerò a voi,
dice il Signore degli eserciti.
Ma voi dite:
«Come dobbiamo tornare?».
8 Può un uomo frodare Dio?
Eppure voi mi frodate
e andate dicendo:
«Come ti abbiamo frodato?».
Nelle decime e nelle primizie.
9 Siete già stati colpiti dalla maledizione
e andate ancora frodandomi,
voi, la nazione tutta!
10 Portate le decime intere nel tesoro del tempio,
perché ci sia cibo nella mia casa;
poi mettetemi pure alla prova in questo,
- dice il Signore degli eserciti -
se io non vi aprirò le cateratte del cielo
e non riverserò su di voi benedizioni sovrabbondanti.
11 Terrò indietro gli insetti divoratori
perché non vi distruggano i frutti della terra
e la vite non sia sterile nel campo,
dice il Signore degli eserciti.
12 Felici vi diranno tutte le genti,
perché sarete una terra di delizie,
dice il Signore degli eserciti.
13 Duri sono i vostri discorsi contro di me - dice il Signore - e voi andate dicendo: «Che abbiamo contro di te?». 14 Avete affermato: «È inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto dall'aver osservato i suoi comandamenti o dall'aver camminato in lutto davanti al Signore degli eserciti? 15 Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male, si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti».
16 Allora parlarono tra di loro i timorati di Dio. Il Signore porse l'orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. 17 Essi diverranno - dice il Signore degli eserciti - mia proprietà nel giorno che io preparo. Avrò compassione di loro come il padre ha compassione del figlio che lo serve. 18 Voi allora vi convertirete e vedrete la differenza fra il giusto e l'empio, fra chi serve Dio e chi non lo serve.
19 Ecco infatti sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà - dice il Signore degli eserciti - in modo da non lasciar loro né radice né germoglio. 20 Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia con raggi benefici e voi uscirete saltellanti come vitelli di stalla. 21 Calpesterete gli empi ridotti in cenere sotto le piante dei vostri piedi nel giorno che io preparo, dice il Signore degli eserciti.
22 Tenete a mente la legge del mio servo Mosè,
al quale ordinai sull'Oreb,
statuti e norme per tutto Israele.
23 Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga
il giorno grande e terribile del Signore,
24 perché converta il cuore dei padri verso i figli
e il cuore dei figli verso i padri;
così che io venendo non colpisca
il paese con lo sterminio.

Nuova Diodati:

Malachia 3

Il Signore verrà a purificare e a giudicare
1 «Ecco, io mando il mio messaggero a preparare la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, entrerà nel suo tempio, l'angelo del patto in cui prendete piacere, ecco, verrà», dice l'Eterno degli eserciti. 2 «Ma chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà? Egli è come un fuoco d'affinatore, come la soda dei lavandai. 3 Egli siederà come chi affina e purifica l'argento; purificherà i figli di Levi e li affinerà come oro e argento, perché possano offrire all'Eterno un'oblazione con giustizia. 4 Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradevole all'Eterno, come nei tempi passati, come negli anni di prima. 5 Così mi avvicinerò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto contro gli stregoni, contro gli adulteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che frodano il salario all'operaio, opprimono la vedova e l'orfano, allontanano lo straniero e non temono me», dice l'Eterno degli eserciti.

L'uomo deruba Dio
6 «Io sono l'Eterno, non muto; perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete consumati. 7 Fin dai giorni dei vostri padri vi siete allontanati dai miei statuti e non li avete osservati. Tornate a me e io tornerò a voi», dice l'Eterno degli eserciti. «Ma voi dite: "In che cosa dobbiamo tornare?". 8 Un uomo deruberà DIO? Eppure voi mi derubate e poi dite: "In che cosa ti abbiamo derubato?". Nelle decime e nelle offerte. 9 Voi siete colpiti di maledizione, perché mi derubate, , tutta quanta la nazione. 10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché vi sia cibo nella mia casa, e poi mettetemi alla prova in questo», dice l'Eterno degli eserciti, «se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione, che non avrete spazio sufficiente ove riporla. 11 Inoltre sgriderò per voi il divoratore, perché non distrugga più il frutto del vostro suolo, e la vostra vite non mancherà di portar frutto per voi nella campagna», dice l'Eterno degli eserciti. 12 «Tutte le nazioni vi proclameranno beati, perché sarete un paese di delizie», dice l'Eterno degli eserciti. 13 «Avete usato parole dure contro di me», dice l'Eterno. «Eppure dite: "Che cosa abbiamo detto contro di te?". 14 Avete detto: "È vano servire DIO; quale guadagno c'è nell'osservare i suoi ordinamenti e ad andare vestiti a lutto davanti all'Eterno degli eserciti? 15 Perciò noi proclamiamo beati i superbi. Non solo gli operatori d'iniquità prosperano, ma essi tentano pure DIO e sfuggono"».

Il libro di ricordo
16 Allora quelli che temevano l'Eterno si sono parlati l'uno all'altro. L'Eterno è stato attento ed ha ascoltato, e un libro di ricordo è stato scritto davanti a lui per quelli che temono l'Eterno e onorano il suo nome. 17 «Essi saranno miei», dice l'Eterno degli eserciti, «nel giorno in cui preparo il mio particolare tesoro, e li risparmierò, come un uomo risparmia il figlio che lo serve. 18 Allora vedrete nuovamente la differenza che c'è fra il giusto e l'empio, fra colui che serve DIO e colui che non lo serve».

Riveduta 2020:

Malachia 3

1 “Ecco, io vi mando il mio messaggero che preparerà la via davanti a me e subito il Signore, che voi cercate, l'Angelo del patto, che voi desiderate, entrerà nel suo tempio. Ecco egli viene”, dice l'Eterno degli eserciti; 2 “ma chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà?”. Infatti egli è come il fuoco del fonditore, come la potassa dei lavandai. 3 Egli si siederà, come chi affina e purifica l'argento, e purificherà i figli di Levi, li raffinerà come si fa dell'oro e dell'argento; ed essi offriranno all'Eterno offerte con giustizia. 4 Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita all'Eterno, come nei giorni antichi, come negli anni passati. 5 “Io mi avvicinerò a voi per giudicare e sarò un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adùlteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che derubano l'operaio del suo salario, che opprimono la vedova e l'orfano, che fanno torto allo straniero, e non hanno timore di me”, dice l'Eterno degli eserciti. 6 “Poiché io, l'Eterno, non cambio; perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete consumati.
7 Fin dai giorni dei vostri padri vi siete allontanati dai miei precetti e non li avete osservati. Tornate a me e io tornerò a voi”, dice l'Eterno degli eserciti. “Ma voi dite: 'In che modo dobbiamo tornare?'. 8 L'uomo può forse derubare Iddio? Eppure voi mi derubate. Ma voi dite: 'In che cosa ti abbiamo derubato?'. Nelle decime e nelle offerte. 9 Voi siete colpiti da maledizione perché mi derubate, voi, tutta quanta la nazione! 10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia del cibo nella mia casa, e mettetemi alla prova in questo”, dice l'Eterno degli eserciti; “vedrete se io non vi apro le cateratte del cielo e non riverso su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla. 11 Per amore vostro, io minaccerò l'insetto divoratore, ed egli non distruggerà più i frutti della vostra terra, la vostra vigna non sarà più sterile nella campagna”, dice l'Eterno degli eserciti. 12 “Tutte le nazioni vi proclameranno beati, perché sarete un paese di delizie”, dice l'Eterno degli eserciti.
13 “Voi usate parole dure contro di me”, dice l'Eterno. “Eppure voi dite: 'Che abbiamo detto contro di te?'. 14 Voi avete detto: 'È inutile servire Iddio; cosa abbiamo guadagnato a osservare i suoi precetti e ad andare vestiti a lutto a causa dell'Eterno degli eserciti? 15 Ora noi proclamiamo beati i superbi; sì, quelli che agiscono malvagiamente prosperano; sì, tentano Dio e restano impuniti!'”.
16 Allora quelli che temono l'Eterno si sono parlati l'uno all'altro; l'Eterno è stato attento e ha ascoltato; davanti a lui è stato scritto un libro, per conservare il ricordo di quelli che temono l'Eterno e rispettano il suo nome. 17 “Essi saranno, nel giorno che io preparo, saranno la mia proprietà particolare”, dice l'Eterno degli eserciti; “io li risparmierò, come uno risparmia il figlio che lo serve. 18 Voi vedrete di nuovo la differenza che c'è fra il giusto e l'empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve”.

Riveduta:

Malachia 3

1 Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me. E subito il Signore, che voi cercate, l'Angelo del patto, che voi bramate, entrerà nel suo tempio. Ecco ei viene, dice l'Eterno degli eserciti; 2 e chi potrà sostenere il giorno della sua venuta? Chi potrà rimanere in piè quand'egli apparirà? Poich'egli è come un fuoco d'affinatore, come la potassa dei lavatori di panni. 3 Egli si sederà, affinando e purificando l'argento; e purificherà i figliuoli di Levi, e li depurerà come si fa dell'oro e dell'argento; ed essi offriranno all'Eterno offerte con giustizia. 4 Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradevole all'Eterno, come ne' giorni antichi, come negli anni di prima. 5 E io m'accosterò a voi per il giudizio, e, senza indugio, io sarò testimonio contro gl'incantatori, contro gli adulteri, contro quelli che giurano il falso, contro quelli che frodano l'operaio del suo salario, che opprimono la vedova e l'orfano, che fanno torto allo straniero, e non temono me, dice l'Eterno degli eserciti. 6 Poiché io, l'Eterno, non muto; e perciò voi, o figliuoli di Giacobbe, non siete consumati.
7 Fin dai giorni de' vostri padri voi vi siete scostati dalle mie prescrizioni, e non le avete osservate. Tornate a me, ed io tornerò a voi, dice l'Eterno degli eserciti. Ma voi dite: 'In che dobbiam tornare?' 8 L'uomo dev'egli derubare Iddio? Eppure voi mi derubate. Ma voi dite: 'In che t'abbiam noi derubato?' Nelle decime e nelle offerte. 9 Voi siete colpiti di maledizione, perché mi derubate, voi, tutta quanta la nazione! 10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché vi sia del cibo nella mia casa, e mettetemi alla prova in questo, dice l'Eterno degli eserciti; e vedrete s'io non v'apro le cateratte del cielo e non riverso su voi tanta benedizione, che non vi sia più dove riporla. 11 E, per amor vostro, io minaccerò l'insetto divoratore; ed egli non distruggerà più i frutti del vostro suolo, e la vostra vigna non abortirà più nella campagna, dice l'Eterno degli eserciti. 12 E tutte le nazioni vi diranno beati, perché sarete un paese di delizie, dice l'Eterno degli eserciti.
13 Voi usate parole dure contro di me, dice l'Eterno. Eppure voi dite: 'Che abbiam detto contro di te?' 14 Voi avete detto: 'È vano servire Iddio; e che abbiam guadagnato a osservare le sue prescrizioni, e ad andare vestiti a lutto a motivo dell'Eterno degli eserciti? 15 Ora dunque noi proclamiam beati i superbi; sì, quelli che operano malvagiamente prosperano; sì, tentano Dio, e scampano!'.
16 Allora quelli che temono l'Eterno si son parlati l'uno all'altro e l'Eterno è stato attento ed ha ascoltato; e un libro è stato scritto davanti a lui, per conservare il ricordo di quelli che temono l'Eterno e rispettano il suo nome. 17 Essi saranno, nel giorno ch'io preparo, saranno la mia proprietà particolare, dice l'Eterno degli eserciti; e io li risparmierò, come uno risparmia il figlio che lo serve. 18 E voi vedrete di nuovo la differenza che v'è fra il giusto e l'empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve.

Ricciotti:

Malachia 3

Preparatevi che il Signore sta per venire.
1 Ecco io mando il mio angelo, e preparerà la strada dinanzi a me. E tosto verrà al suo tempio il dominatore che voi cercate e l'angelo dell'alleanza che voi volete; ecco viene, dice il Signore degli eserciti. 2 E chi potrà mai immaginarsi il giorno della sua venuta, o reggersi ritto al vederlo? perchè egli sarà come un fuoco di fusione, come ranno da fulloni. 3 E sederà a fondere e purificare l'argento; e purificherà i figli di Levi e li renderà come l'oro e l'argento colato, e offriranno al Signore sacrifizi di giustizia. 4 E il sacrifizio di Giuda e di Gerusalemme riuscirà gradito al Signore, come nei secoli passati e come nei tempi antichi. 5 E mi accosterò a voi per far giustizia, e sarò pronto a rendere testimonianza contro gli incantatori, gli adulteri, e gli spergiuri; e contro a coloro che defraudano la mercede all'operaio, che opprimono le vedove e gli orfani, che sopraffanno il forestiere e che non hanno avuto timore di me, dice il Signore degli eserciti. 6 Io sono il Signore e non muto: e voi, figli di Giacobbe, non siete stati consumati. 7 Giacchè, fin dai tempi dei padri vostri, vi siete sviati dai miei comandamenti e non li avete osservati. Tornate a me e io tornerò a voi, dice il Signore degli eserciti; e voi dite: "In che dobbiamo noi ritornare?". 8 Oserebbe un uomo lesinare col suo Dio? Ma voi lesinate con me! E voi dite: "In che cosa abbiamo lesinato?". Nelle decime e nelle primizie! 9 Voi siete maledetti in penuria, e con me voi lesinate tutti in generale! 10 Portate tutte le decime nel deposito [del tempio], e fate che vi sia cibo nella mia casa; e con ciò mettetemi alla prova, dice il Signore, se non aprirò per voi le cateratte del cielo e verserò su di voi la benedizione fino all'abbondanza. 11 E minaccerò gli insetti divoratori affinchè non vi guastino il prodotto del vostro suolo, e non vi sarà nella vostra campagna vigna sterile, dice il Signore degli eserciti. 12 E tutte le genti vi chiameranno beati, perchè voi sarete un paese invidiabile, dice il Signore degli eserciti. 13 Le vostre parole furono dure contro di me, dice il Signore. 14 Ed avete chiesto: "Che abbiamo noi detto contro di te?". Voi avete detto: "Chi serve al Signore, serve invano: e che guadagno abbiamo avuto dall'avere osservati i suoi comandamenti e dall'aver camminato nel raccoglimento davanti al Signore degli eserciti?". - 15 Quindi, noi diremmo beati i miscredenti, perchè hanno prosperato commettendo l'empietà; hanno tentato Dio e sono rimasti illesi! 16 Allora i timorati di Dio si sono parlati gli uni gli altri. E il Signore pose attenzione e ascoltò, e fu vergato uno scritto a memoriale per coloro che temono il Signore e tengono in conto il suo nome: 17 Essi, dice il Signore degli eserciti, nel giorno in cui agirò, saranno il mio peculio, e li tratterò con tutta quella indulgenza con cui un uomo tratta il figlio che lo serve. 18 E voi vi ricrederete e vedrete qual differenza vi sia tra il giusto e l'empio, e tra uno che serve Iddio e uno che non lo serve.

Tintori:

Malachia 3

Il Precursore. Il giudizio Invito a penitenza
1 Ecco io mando il mio angelo, a preparare davanti a me la strada; e subito verrà al suo tempio il Dominatore da voi cercato, e l'Angelo del Testamento, da voi bramato. Eccolo viene - dice il Signore degli eserciti. 2 E chi potrà indovinare il giorno della sua venuta? Chi potrà stare a rimirarlo? Egli sarà come fuoco di fonditore, come l'erba dei gualchierai. 3 Egli sederà a fondere e purificare l'argento: parificherà i figli di Levi, li colerà come l'oro e come l'argento, e allora offriranno al Signore sacrifizi di giustizia. 4 E piacerà al Signore il sacrifizio di Giuda e di Gerusalemme, come in antico, come ai tempi d'una volta. 5 E io m'accosterò a voi per giudicare, sarò un testimone pronto contro i malefici, gli adulteri, gli spergiuri, contro quelli che defraudan la mercede agli operai, che opprimono le vedove, gli orfani, i forestieri, e non mi temono - dice il Signore degli eserciti. 6 Perchè io sono il Signore, e non muto, per questo voi, o figli di Giacobbe, non siete stati annientati; 7 sebbene fin dal tempo dei padri vostri vi siate allontanati dalle mie leggi e non le abbiate osservate. Tornate a me, ed io tornerò a voi - dice il Signore degli eserciti. Ma voi dite: «Come faremo a tornare?» 8 Deve forse un uomo trafiggere Dio? Ma voi mi avete trafitto. E voi a dire: «In che ti abbiamo trafitto?» Nelle decime e nelle primizie. 9 E voi avete la maledizione della penuria, e mi trafiggete, tutta la nazione. 10 Portate tutta la decima nel (mio) granaio, in modo che ci sia da mangiare nella mia casa, e mettetemi alla prova in questo - dice il Signore - se non aprirò le cateratte del cielo e non verserò sopra di voi benedizioni in abbondanza. 11 E in vostro favore sgriderò (gl'insetti) divoratori, e non guasteranno i frutti dei vostri terreni, non vi sarà una vigna sterile nei campi - dice il Signore degli eserciti. 12 E tutte le nazioni vi chiameranno beati, perchè la vostra sarà una terra invidiabile - dice il Signore degli eserciti. 13 I vostri discorsi contro di me han della violenza - dice il Signore. - 14 E voi a ripetere: «Che abbiamo detto contro di te?» Voi avete detto: «È inutile servire Dio; e qual vantaggio abbiamo avuto dall'osservare i suoi comandamenti e dal camminare con tristezza davanti al Signore degli eserciti? 15 Or dunque noi diciamo felici gli arroganti, perchè fan fortuna vivendo da empi, e tentano Dio e si salvano». 16 Allora quelli che temevano Dio parlavano, ciascuno col suo vicino, e il Signore vi attese, e senti; e fu scritto un libro per ricordare davanti a lui quelli che temono il Signore ed hanno in cuore il suo nome. 17 Ed essi saranno - dice il Signore degli eserciti - il mio bene particolare nel giorno della mia azione, e perdonerò loro come l'uomo perdona al suo figlio che lo serve. 18 E voi cambierete parere, e vedrete la differenza tra il giusto e l'empio, tra chi serve Dio e chi non lo serve.

Martini:

Malachia 3

Venuta del Precursore di Cristo. Il Messia monderà i figli di Levi, e gradirà i sagrifizj di Guida, e di Gerusalemme. Minacce contro i cattivi, i quali invita a penitenza, promettendo loro beni grandi, quando si convertano. Ingratitudine d'Israele, il quale senza ragione si lagna, che Dio non ha cura de' suoi adoratori.
1 Ecco che io mando il mio Angelo, il quale preparerà la strada innanzi a me. E subito verrà al suo tempio il Dominatore cercato da voi, e l'Angelo del Testamento bramato da voi. Eccolo che viene, dice il Signore degli eserciti. 2 E chi potrà pensare al giorno di sua venuta? E chi resister potrà a mirarlo? perocché egli sarà come un fuoco, che fonde, e come l'erba dei gualchierai: 3 E siederà come a purgare, e mondare argento, e purificherà i figliuoli di Levi, e gli affinerà come l'oro, e come l'argento, ed eglino offeriranno al Signore sagrifizi di giustizia. 4 E piacerà al Signore il sacrifizio di Giuda, e di Gerusalemme come in antico, e come ne' vecchj tempi. 5 E mi accosterò a voi per far giudizio, e sarò io pronto testimone contro i malefici, e gli adulteri, e gli spergiuri, e contro quelli, che fraudano la mercede degli operaj, e opprimon le vedove, e i pupilli, e i forestieri senza aver timore di me, dice il Signore degli eserciti. 6 Perocché io sono il Signore, e sono immutabile. E voi figliuoli di Giacobbe non siete stati consunti. 7 Imperocché fin dal tempo de' padri vostri voi vi ritiraste dalle mie leggi, e non le osservaste. Tornate a me, ed io tornerò a voi, dice il Signore degli eserciti. Ma voi dite: Come faremo a tornare? 8 Debbe egli un uomo trafiggere Dio? Ma voi mi avete trafitto. E voi dite: Come ti abbiam noi trafitto? Riguardo alle decime, e alle primizie. 9 E voi aveste la maledizione della penuria, e voi mi trafiggete tutti in corpo. 10 Portate tutta la decima alla dispensa, affinchè quelli della mia casa abbiano da mangiare, e fate prova di me, dice il Signore, se io non aprirò le cataratte del cielo, e non verserò sopra di voi benedizione in abbondanza. 11 E per voi sgriderò i divoratori, e non guasteranno i frutti de' vostri terreni, e non sarà vigna sterile nelle campagne, dice il Signore degli eserciti. 12 E beati vi chiameranno tutte le genti; perocché il vostro sarà un paese invidiabile, dice il Signore degli eserciti. 13 I vostri discorsi contro di me hanno preso forza, dice il Signore. 14 E voi dite: Che abbiam noi detto contro di te? Voi avete detto: Invano si serve a Dio: E di qual vantaggio è per noi l'avere osservati i suoi comandamenti, e l'aver battute maninconiosamente le vie del Signore degli eserciti? 15 Dunque adesso noi direm beati i superbi, perchè fanno fortuna vivendo da empj: e tentano Dio, e si salvano. 16 Allora quelli, che temon Dio, se la discorrevano ciascuno col suo vicino. Ma il Signore vi pose mente, e ascoltò: e fu scritto dinanzi a lui un libro di ricordanza per quelli, che temono il Signore, e hanno in cuore il suo nome. 17 Ed eglino (dice il Signor degli eserciti) in quel giorno, nel quale io agirò, saranno mio popolo, ed io sarò benigno con essi, come un uomo è benigno verso di un figliuolo, che lo serve. 18 E voi cambierete sentenza, e conoscerete qual sia distanza trai giusto, e l'empio; e tra chi serve a Dio, e chi noi serve.

Diodati:

Malachia 3

1 Ecco, io mando il mio Angelo, ed egli acconcerà la via davanti a me; e subito il Signore, il qual voi cercate, e l'Angelo del Patto, il qual voi desiderate, verrà nel suo tempio; ecco, egli viene, ha detto il Signor degli eserciti. 2 E chi sosterrà il giorno della sua venuta? e chi durerà, quando egli apparirà? perciocchè egli è come il fuoco di chi fonde i metalli, e come l'erba de' purgatori di panni. 3 Ed egli sederà, struggendo, e purgando l'argento; e netterà i figliuoli di Levi, e li affinerà a guisa dell'oro, e dell'argento; ed essi offeriranno al Signore offerte in giustizia. 4 E l'offerta di Giuda, e di Gerusalemme, sarà piacevole al Signore, come a' dì antichi, e come negli anni di prima. 5 Ed io mi accosterò a voi in giudicio; e sarò testimonio pronto contro agl'incantatori, e contro agli adulteri, e contro a quelli che giurano falsamente, e contro a quelli che fraudano il mercenario della sua mercede; ed oppressano la vedova, e l'orfano; e pervertono il diritto del forestiere, e non mi temono, ha detto il Signor degli eserciti. 6 Perciocchè io sono il Signore che non mi muto, voi, figliuoli di Giacobbe, non siete stati consumati.
7 FIN dal tempo de' vostri padri, voi vi siete stornati da' miei statuti, e non li avete osservati. Convertitevi a me, ed io mi rivolgerò a voi, ha detto il Signor degli eserciti. E pur voi dite: In che ci convertiremo? 8 L'uomo deve egli rubare Iddio, che voi mi rubate? E pur dite: In che ti abbiam noi rubato? Nelle decime, e nelle offerte. 9 Voi sarete maledetti di maledizione, perciocchè mi rubate, o nazione tutta quanta. 10 Portate tutte le decime nelle conserve, e siavi del cibo nella mia Casa; e fin da ora provatemi in questo, ha detto il Signor degli eserciti, se io non vi apro le cateratte del cielo, e non vi verso tanta benedizione che non le basterete. 11 Io sgriderò, oltre a ciò, per amor vostro, le bestie divoranti, ed esse non guasteranno più i frutti della terra, e le vostre viti non isperderanno più ne' campi, ha detto il Signor degli eserciti. 12 E tutte le genti vi predicheranno beati; perciocchè voi sarete un paese di diletto, ha detto il Signor degli eserciti.
13 Voi avete usate parole dure contro a me, ha detto il Signore. E pur dite: Che abbiamo noi detto contro a te? 14 Voi avete detto: In vano si serve a Dio; e che abbiamo noi guadagnato, mentre abbiamo osservato ciò ch'egli ha comandato che si osservi, e mentre siam camminati vestiti a bruno, per lo Signor degli eserciti? 15 Or dunque noi reputiamo beati i superbi; benchè operino empiamente, pur sono edificati; benchè tentino il Signore, pur sono scampati. 16 Allora coloro che temono il Signore han parlato l'uno all'altro, e il Signore è stato attento, e l'ha udito; ed un libro di memoria è stato scritto nel suo cospetto, per coloro che temono il Signore, e che pensano al suo Nome. 17 E quelli mi saranno, ha detto il Signor degli eserciti, nel giorno che io opererò, un tesoro riposto; ed io li risparmierò, come un uomo risparmia il suo figliuolo che lo serve. 18 E se pur voi vi convertite, voi vedrete qual differenza vi è tra il giusto e l'empio; tra colui che serve Iddio, e colui che non lo serve.

Commentario completo di Matthew Henry:

Malachia 3

1 INTRODUZIONE A MALACHIA CAPITOLO 3

In questo capitolo abbiamo,

I. Una promessa della venuta del Messia e del suo precursore; e l'incarico in cui si imbatte è qui particolarmente descritto, sia il conforto che la sua venuta porta alla sua chiesa e al suo popolo, sia il terrore che porterà ai malvagi, Malachia 3:1-6.

II. Un rimprovero agli Ebrei per aver corrotto le ordinanze di Dio e per averlo sacrilegamente derubato dei suoi debiti, con l'incarico di emendare questa questione, e la promessa che, se lo avessero fatto, Dio avrebbe reso loro misericordia, Malachia 3:7-12.

III. Una descrizione della malvagità dei malvagi che parlano contro Dio (Malachia 3:13-15), e della giustizia dei giusti che parlano per lui, con le preziose promesse fatte loro, Malachia 3:6-18.

Ver. 1. fino alla Ver. 6.

Le prime parole di questo capitolo sembrano una risposta diretta alla profana domanda atea degli schernitori di quei giorni che chiudeva il capitolo precedente: Dov'è il Dio del giudizio? A cui si risponde prontamente,

«Eccolo; è proprio alla porta; il Messia a lungo atteso è pronto ad apparire; e dice: Per il giudizio sono venuto in questo mondo, per quel giudizio a cui hai così sfacciatamente offerto sfida".

Uno dei rabbini dice che il significato di questo è, Che Dio susciterà un Re giusto, per mettere le cose in ordine, anche il re Messia. E l'inizio del vangelo di Cristo è espressamente detto essere il compimento di questa promessa, con la quale l'Antico Testamento si conclude, Marco 1:1-2. Così che in questo modo i due Testamenti sono, per così dire, attaccati insieme e fatti rispondere l'uno all'altro. Ora eccoci qui,

I. Una profezia dell'apparizione del suo precursore Giovanni Battista, che il profeta Isaia aveva predetto ( Isaia 40:3), come la preparazione della via del Signore, a cui questo sembra avere un riferimento, poiché le parole di questi ultimi profeti confermavano quelle dei primi: Ecco, manderò il mio messaggero, o in effetti lo mando, o sto mandando lui.

"Sono deciso a mandarlo; Egli verrà ora fra breve, e non verrà senza mandato, benché venga senza mandato per una generazione negligente".

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1. È il messaggero di Dio; quello è il suo ufficio; lui è Malachia (così è la parola), lo stesso con il nome di questo profeta; lui è il mio angelo, il mio ambasciatore. Giovanni Battista ebbe il suo incarico dal cielo, e non dagli uomini. Tutti consideravano Giovanni Battista un profeta, perché era il messaggero di Dio, come lo erano i profeti, e venne per la stessa missione nel mondo per la quale erano stati mandati: chiamare gli uomini al pentimento e alla riforma.

2. Egli è l'araldo di Cristo: Egli preparerà la via davanti a me, chiamando gli uomini a quei doveri che li qualificano a ricevere le comodità del Messia e della sua venuta, e togliendoli dalla fiducia nella loro relazione con Abramo come loro padre (che, pensavano, avrebbe servito a loro volta senza un salvatore), e annunciando che il Messia era ora vicino, e così suscitando le aspettative degli uomini su di lui, e facendoli prontamente entrare nelle misure che egli avrebbe preso per stabilire il suo regno nel mondo. Notate che Dio osserva un metodo nella sua opera e, prima di venire, si preoccupa di preparare la sua via. Questo è come dare un segno. Alla chiesa era stato detto, molto tempo prima, che il Messia sarebbe venuto; e qui si aggiunge che, un po' prima che appaia, sarà dato un segnale; Un grande profeta sorgerà, che annuncerà il suo avvicinamento, e chiamerà le porte e le porte eterne per alzare le loro teste e dargli l'ingresso. Il compimento di questo è una prova che Gesù è il Cristo, è colui che dovrebbe venire, e noi non dobbiamo cercare nessun altro; poiché c'era un tale messaggero mandato prima di lui, il quale preparò un popolo preparato per il Signore, = Luca 1:17. Gli scrittori ebrei si imbattono in grossolane assurdità per eludere la convinzione di queste prove; alcuni di loro dicono che questo messaggero è l'angelo della morte, che toglierà i malvagi da questa vita, per essere mandati nei tormenti dell'inferno; altri di loro dicono che è il Messia, figlio di Giuseppe, che apparirà davanti al Messia figlio di Davide; altri, questo profeta stesso; altri, un angelo dal cielo: Tali errori fanno coloro in cui si imbattono coloro che non riceveranno la verità.

II. Una profezia dell'apparizione del Messia stesso:

"Il Signore, che tu cerchi, verrà all'improvviso al suo tempio, sì, il Dio del giudizio, che, pensi, ha abbandonato la terra, e non sai che cosa ne è stato di lui. Il Messia è stato a lungo chiamato colui che deve venire, e potete star certi che ora presto verrà."

1. Egli è il Signore-Adonai, la base e il fondamento su cui il mondo è fondato e fissato, il sovrano e il governatore di tutto, quell'unico Signore su tutto == (Atti 10:36) che ha tutto il potere affidato a lui (Matteo 28:18) e deve regnare sulla casa di Giacobbe per sempre, = Luca 1:33.

2. Egli è il Messaggero del patto, o angelo del patto, quel benedetto che è stato inviato dal cielo per negoziare una pace, e stabilire una corrispondenza, tra Dio e l'uomo. Egli è l'angelo, l'arcangelo, il Signore degli angeli, che ha ricevuto l'incarico dal Padre di riportare l'uomo a casa a Dio con un patto di grazia, che si era ribellato a lui con la violazione del patto di innocenza. Cristo è langelo di questo patto, per la cui mediazione è realizzato e stabilito come il patto di Dio con Israele è stato fatto per disposizione degli angeli, = Atti 7:53; Galati 3:19. Cristo, come profeta, è il messaggero e mediatore del patto; anzi, è dato per un patto, = Isaia 49:8. Quel patto che è tutta la nostra salvezza cominciò ad essere pronunciato dal Signore, = Ebrei 2:3. Sebbene egli sia il principe del patto (come alcuni leggono questo), tuttavia ha accondisceso ad essere il messaggero di esso, affinché potessimo avere piena certezza della buona volontà di Dio verso l'uomo, sulla sua parola.

3. Lui è colui che cerchi, di cui ti diletti, che i pii ebrei aspettano e desiderano, e alla cui venuta pensano con molto piacere. Cercandolo e aspettandolo, cercarono la redenzione a Gerusalemme e aspettarono la consolazione d'Israele, = Luca 2:25,38. Cristo doveva essere il desiderio di tutte le nazioni, desiderabile per tutti (Aggeo 2:7); ma era il desiderio della nazione ebraica in realtà, perché avevano la promessa della sua venuta fatta a loro. Nota: Coloro che cercano Gesù troveranno piacere in lui. Se egli è il desiderio del nostro cuore, sarà la delizia del nostro cuore; e abbiamo motivo di dilettarci in colui che è il messaggero del patto, e di dargli il benvenuto a chi è venuto da noi per una così gentile commissione.

4. Lui arriverà all'improvviso; La sua venuta si avvicina, e noi la vediamo non a una distanza così grande come la videro i patriarchi. Oppure, Egli verrà subito dopo l'apparizione di Giovanni Battista, calpesterà anche le orme del suo antesignano; quando apparirà quella Stella del Mattino, credete che il Sole della giustizia non è lontano. Oppure, verrà all'improvviso, cioè, verrà quando da molti non è cercato; come sarà la sua seconda venuta, così la sua prima venuta fu, a mezzanotte, quando alcuni avevano finito di cercarlo, perché troverà la fede sulla terra? = Luca 18:8. Gli ebrei annoverano il Messia tra le cose che accadono inconsapevoli; quindi il dottor Pocock. E si dice che la venuta del Figlio dell'uomo nel suo giorno sia come il lampo, il che è molto sorprendente, Luca 17:24.

5. Egli verrà al suo tempio, questo tempio a Gerusalemme, che è stato costruito di recente, quella ultima casa di cui doveva essere la gloria. È il suo tempio, perché è casa del Padre suo, = Giovanni 2:16. Cristo, all'età di quaranta giorni, fu presentato nel tempio, e lì Simeone andò per lo Spirito, secondo la direzione di questa profezia, per vederlo, Luca 2:27. A dodici anni era nel tempio riguardo agli affari di suo Padre, = Luca 2:49. Quando cavalcò in trionfo a Gerusalemme, dovrebbe sembrare che sia andato direttamente al tempio == (Matteo 21:12), e (Malachia 3:14) lì i ciechi e gli zoppi vennero da lui per essere guariti; Lì spesso predicava, e spesso discuteva, e spesso faceva miracoli. Da ciò sembra che il Messia doveva venire mentre quel tempio era in piedi; che, quindi, essendo stato distrutto da molto tempo, dobbiamo concludere che egli è venuto, e non dobbiamo cercare nessun altro. Notate, Coloro che vogliono conoscere Cristo e ottenere il suo favore devono incontrarlo nel suo tempio, perché lì registra il suo nome e lì benedirà il suo popolo. Lì dobbiamo ricevere i suoi oracoli e lì dobbiamo rendere il nostro omaggio.

6. La promessa di questa venuta è ripetuta e ratificata: Ecco, egli verrà, dice il Signore degli eserciti; Puoi contare sulla sua parola, chi non può mentire, egli verrà, verrà, non tarderà.

III. Viene dato un resoconto dei grandi fini e delle intenzioni della sua venuta, Malachia 3:2. Egli è colui che essi cercano e di cui si dilettano; Eppure chi può sopportare il giorno della sua venuta? È una cosa a cui si deve pensare con grande serietà, e con un santo timore e riverenza; perché chi starà quando apparirà, anche se non viene a condannare il mondo, ma affinché il mondo attraverso di lui possa avere la vita? Questo può riferirsi,

1. Ai terrori della sua apparizione. Anche nei giorni della sua carne ci furono alcune emanazioni della sua gloria e del suo potere, tali che nessuno avrebbe potuto stare davanti a testimoniare la sua trasfigurazione e i prodigi che accompagnarono la sua morte; e leggiamo di alcuni che tremavano davanti a lui, come Marco 5:33.

2. Ai tempi difficili che dovrebbero seguire subito dopo. I dottori ebrei parlano dei dolori o dolori del Messia, intendendo (dicono) le grandi afflizioni che dovrebbero essere per Israele al momento della sua venuta; lui stesso parla di una grande tribolazione che allora si avvicinava, tale che non c'era dal principio del mondo, né mai ci sarà, = Matteo 24:21.

3. Alla prova che la sua venuta avrebbe fatto dei figli degli uomini. Egli sarà come il fuoco di un raffinatore, che separa tra l'oro e le scorie fondendo il minerale, o come il sapone del lavandaio, che con molto sfregamento estrae le macchie dalla stoffa. Cristo è venuto per scoprire gli uomini, affinché fossero rivelati i pensieri di molti cuori == (Luca 2:35), per distinguere gli uomini, per separare tra il prezioso e il vile, per il suo ventaglio in mano == (Matteo 3:12), per mandare fuoco sulla terra, non pace, ma piuttosto divisione == (Luca 12:49,51), per scuotere cielo e terra, affinché i malvagi potrebbe essere scosso == (Giobbe 38:13) e affinché le cose che non possono essere scosse possano rimanere, = Ebrei 12:27. Vedete quale sarà l'effetto della prova che sarà fatta dal vangelo.

(1.) Il vangelo opererà del bene su coloro che sono disposti ad essere buoni, per loro sarà un sapore di vita per la vita (Malachia 3:3): Egli siederà come un raffinatore. Cristo con il suo vangelo purificherà e riformerà la sua chiesa, e con il suo Spirito che opera con essa rigenererà e purificherà le anime particolari; poiché a questo fine ha dato se stesso per la chiesa, per poterla santificare e purificare con il lavacro dell'acqua mediante la parola == (Efesini 5:26) e purificare a se stesso un popolo particolare, = Tito 2:14. Cristo è il grande raffinatore. Osservare

[1.] Chi sono coloro che egli purificherà- i figli di Levi, tutti coloro che sono devoti alla sua lode e impiegati al suo servizio, come lo era la tribù di Levi, e che egli progetta di rendere al nostro Dio sacerdoti spirituali (Apocalisse 1:6), un sacerdozio santo, = 1Pietro 2:5. Nota, Tutti i veri cristiani sono figli di Levi, messi a parte per Dio, per fare il servizio del suo santuario, e per combattere la buona guerra.

[2.] Come li purificherà; li purificherà come oro e argento, cioè, li santificherà interiormente; non solo laverà via le macchie che hanno contratto dall'esterno, ma toglierà le scorie che si trovano in loro; separerà da loro le loro corruzioni interiori, che hanno reso le loro facoltà inutili e inutili, e così renderli come l'oro raffinato, prezioso e utile. Egli li purificherà con il fuoco, come si purificano l'oro e l'argento, perché egli battezza con lo Spirito Santo e con il fuoco == (Matteo 3:11), con lo Spirito Santo che opera come il fuoco. Egli li purificherà con afflizioni e molteplici tentazioni, affinché la prova della loro fede possa essere trovata a lode e onore, = 1Pietro 1:6-7. Li purificherà in modo da farne un popolo prezioso per sé.

[3.] Quale sarà l'effetto di ciò: Affinché possano offrire al Signore un'offerta in giustizia, cioè, affinché possano essere sinceramente convertiti a Dio e consacrati alla sua lode (quindi leggiamo dell'offerta, o sacrificio, dei Gentili a Dio, quando furono santificati dallo Spirito Santo, = Romani 15:16), e che possano adorare Dio in modo spirituale secondo la sua volontà, possano offrire sacrifici di giustizia, == (Salmi 4:5), l'offerta di preghiera, lode e santo amore, affinché possano essere i veri adoratori, che adorano il Padre in spirito e verità, = Giovanni 4:23-24. Nota: Non possiamo offrire al Signore alcun giusto adempimento nella religione a meno che le nostre persone non siano giustificate e santificate. Finché noi stessi non saremo raffinati e purificati dalla grazia di Dio, non possiamo fare nulla che ridondi alla gloria di Dio. Dio aveva rispetto prima per Abele, e poi per la sua offerta; e perciò Dio purifica il suo popolo, affinché possa offrirgli le sue offerte in giustizia, Sofonia 3:9. Egli rende buono l'albero, affinché il frutto sia buono. E poi segue (Malachia 3:4): L'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore. Non sarà più offensivo, come lo è stato, quando, nei giorni passati, adoravano altri dèi con il Dio d'Israele, o quando, nei giorni attuali, portavano gli strappati, gli zoppi e i malati, per il sacrificio; ma sarà accettabile; egli si compiacerà degli offerenti, e delle loro offerte, come nei giorni antichi e come negli anni passati, come nei tempi primitivi della chiesa, come quando Dio aveva rispetto per il sacrificio di Abele e sentiva il sapore del riposo di Noè, e quando accese il sacrificio di Aronne con il fuoco dal cielo. Quando il Messia verrà, Primo, Egli, con la sua grazia in loro, li renderà accettevoli; quando li avrà purificati e raffinati, allora offriranno i sacrifici che Dio richiede e accetteranno. Secondo, Egli, con la sua intercessione per loro, li farà accettare; raccomanderà loro e le loro prestazioni a Dio, in modo che le loro preghiere, essendo profumato con l'incenso della sua intercessione, sarà gradito al Signore; poiché egli ci ha fatti accettare nell'Amato, e in lui si compiace di quelli che sono in lui (Matteo 3:17) e portano frutto in lui.

(2.) Si rivolgerà a testimonianza contro coloro che sono decisi a perseverare nella loro malvagità, Malachia 3:5. Questa è la risposta diretta alla loro sfida,

"Dov'è il Dio del giudizio? Saprai dov'è, e lo saprai con tuo terrore e confusione, perché Mi avvicinerò a te per il giudizio; a te che hai sfidato la giustizia divina".

Per loro il vangelo di Cristo sarà un sapore di morte fino alla morte; li legherà alla condanna e li giudicherà nel gran giorno, Giovanni 12:48. Vediamo,

[1.] Chi sono i peccatori che devono apparire giudicati dal vangelo di Cristo. Essi sono gli stregoni, che sono morti nella malvagità spirituale, che abbandonano gli oracoli del Dio della verità per consultare il padre della menzogna; e gli adulteri, che si crogiolano nelle concupiscenze della carne, quegli adulteri che sono stati accusati di agire slealmente == (Malachia 2:15); e i falsi giuratori, che profanano il nome di Dio e offendono la sua giustizia, chiamandolo a testimoniare una menzogna; e gli oppressori, che barbaramente offendono e calpestano coloro che giacciono alla loro mercé, e non sono in grado di aiutare se stessi: defraudano il mercenario nel suo salario e non gli daranno ciò per cui ha pattuito; schiacciano la vedova e l'orfano, e non pagheranno loro i loro giusti debiti, perché non possono provarli, o non hanno i mezzi per citare in giudizio per loro; Anche il povero straniero, che non ha un amico che gli stia accanto e ignora le leggi del paese, si allontana dal suo diritto, in modo che non possa mantenere o non possa recuperare il suo. Ciò che sta alla base di tutto questo è: Non mi temono, dice il Signore degli eserciti. La trasgressione dei malvagi dichiara chiaramente che non c'è timore di Dio davanti ai suoi occhi. Dove il timore di Dio non è buono, c'è da aspettarselo.

[2.] Chi comparirà contro di loro: Io mi avvicinerò, dice Dio, e sarò un testimone rapido contro di loro. Si giustificano e, essendo stati abilmente nascosti i loro peccati, sperano di sfuggire alla punizione per mancanza di prove; ma Dio, che vede e conosce tutte le cose, sarà egli stesso testimone contro di esse, e la sua onniscienza è invece di mille testimoni, poiché ad essa la coscienza stessa del peccatore sarà costretta ad aderire, e così ogni bocca sarà chiusa. Egli sarà un testimone rapido; anche se riflettano su di lui come lento e dilatorio, e chiedono: Dov'è il Dio del giudizio, e dov'è la promessa della sua venuta? Scopriranno che egli non è fiacco riguardo alle sue minacce più di quanto non lo sia riguardo alle sue promesse. Il giudizio contro quei peccatori non sarà rimandato per mancanza di prove, poiché egli sarà un testimone rapido. Il suo giudizio li raggiungerà e sarà loro impossibile superarlo. Il male perseguita i peccatori.

IV. La ratifica di tutto questo (Malachia 3:6): Poiché io sono il Signore; Io non cambio; perciò voi, figli di Giacobbe, non siete consumati. Qui abbiamo,

1. L'immutabilità di Dio affermata da Lui stesso, e glorificata in:

"Io sono il Signore; Io non cambio; e perciò nessuna parola di ciò che ho detto cadrà a terra".

È Dio un giusto vendicatore di quelli che si ribellano contro di lui? È egli il generoso rimuneratore di quelli che lo cercano diligentemente? In entrambi questi è immutabile. Sebbene la sentenza emessa contro le opere malvagie (Malachia 3:5) non sia eseguita rapidamente, tuttavia sarà eseguita, poiché egli è il Signore; lui non cambia; Egli è un nemico del peccato come lo è sempre stato, e i peccatori impenitenti lo troveranno tale. Non c'è bisogno di scire facias, di un mandato che chiami a mostrare la causa, per ravvivare il giudizio di Dio, perché non è mai antiquato, o antiquato, ma contro coloro che continuano ancora nelle loro trasgressioni la maledizione della sua legge rimane ancora in piena forza, potenza e virtù.

2. Una prova particolare di ciò, dalla piacevole esperienza che il popolo di Israele ne aveva avuto. Avevano ragione di dire che egli era un Dio immutabile, poiché era stato fedele al suo patto con loro e con i loro padri; se non avesse aderito a ciò, sarebbero stati consumati molto tempo fa e tagliati fuori dall'essere un popolo; erano stati falsi e volubili nella loro condotta verso di lui, ed egli avrebbe potuto giustamente abbandonarli, e allora sarebbero stati presto consumati e rovinati; ma poiché si ricordò del suo patto, e non volle violarlo, né alterare la cosa che era uscita dalle sue labbra, furono preservati dalla rovina e recuperati dall'orlo di essa. Era semplicemente perché sarebbe stato all'altezza della sua parola, Deuteronomio 7:8; Levitico 26:42. Ora, come Dio li aveva preservati dalla rovina, mentre il patto di peculiarità rimaneva in vigore, semplicemente perché egli sarebbe stato fedele a quel patto, e avrebbe mostrato che non è un uomo da mentire ( Numeri 23:19), così, quando quel patto dovesse essere sostituito e messo da parte dal Nuovo Testamento, ed essi, Rifiutando le benedizioni di esso, si espongono alle maledizioni, egli mostrerà che nelle determinazioni della sua ira, così come in quelle della sua misericordia, non è un uomo, per pentirsi, ma sarà allora fedele alle sue minacce come lo era stato fino ad allora alle sue promesse; vedi 1Samuele 15:29. Tutti noi possiamo applicare questo a noi stessi in modo molto sensato; perché abbiamo a che fare con un Dio che non cambia, è per questo che non ci consumiamo, anche perché le sue compassioni non vengono meno; si rinnovano ogni mattina; grande è la sua fedeltà, = Lamentazioni 3:22-23.

7 Ver. 7. fino alla Ver. 12.

Abbiamo qui la controversia di Dio con gli uomini di quella generazione, per aver disertato il suo servizio e averlo derubato, servi davvero malvagi, che non solo fuggono dal loro Padrone, ma fuggono con i beni del loro Padrone.

I. Erano fuggiti dal loro Maestro e avevano abbandonato l'opera che egli aveva dato loro da fare (Malachia 3:7): Voi vi siete allontanati dalle mie precetti e non le avete osservate. Le ordinanze dell'adorazione di Dio erano l'affare a cui dovevano badare come servi, i talenti con cui dovevano commerciare e la fiducia che era stata loro affidata per mantenerla; ma se ne allontanarono, si stancarono di loro e ritirarono il collo da quel giogo; deviarono dalla regola che Dio aveva loro prescritto, e hanno tradito la fiducia depositata presso di loro. Si erano ribellati a Dio, non solo nell'adorazione, ma nella conversazione; Non avevano osservato le sue ordinanze. Di questa disobbedienza erano accusabili, e di cui si erano resi colpevoli, anche dai tempi dei loro padri; o come ai giorni dei loro antichi padri, che furono mandati in cattività per la loro disubbidienza, o,

"Ora, per alcune generazioni passate, vi siete allontanati da ciò che eravate, quando siete tornati dalla prigionia".

Esdra lo possiede in un caso particolare: Dai giorni dei nostri padri siamo stati in una grande trasgressione fino ad oggi, = Esdra 9:7. Ora osservate,

1. Che grazioso invito Dio rivolge loro a tornare e pentirsi:

"Ritorna a me, e al tuo dovere, torna al tuo servizio, ritorna alla tua fedeltà, ritorna come un viaggiatore che ha smarrito la strada, come un soldato che ha sventolato le sue bandiere, come una moglie traditrice che si è allontanata da suo marito; ritorna, Israele traviato, ritorna a me; e allora Io ritornerò a te e mi riconcilierò, rimuoverò i giudizi a cui sei sottoposto e impedirò quelli di cui hai paura."

Questo era stato un tempo il fardello del canto (Zaccaria 1:3), ed è ancora.

2. Che risposta irritante rispondono a questo grazioso invito:

"Ma voi avete detto con sdegno, l'avete detto ai profeti che vi hanno chiamato, l'avete detto l'uno all'altro, l'avete detto ai vostri cuori, per soffocare le convinzioni che avevate; hai detto, In che cosa torneremo?"

Notate, Dio prende nota di ciò che i nostri cuori ritornano ai richiami della sua parola, di ciò che diciamo e di ciò che pensiamo quando abbiamo ascoltato un sermone, di quale risposta diamo al messaggio che ci è stato inviato. Quando Dio ci chiama a ritorno, dovremmo rispondere come hanno fatto quelli Geremia 3:22, Ecco, noi veniamo. Ma non come questi qui, In che cosa ritorneremo?

(1.) Prendono come un affronto essere informati dei loro difetti, e chiamati a correggerli; sono pronti a dire:

"Che cosa fanno questi profeti riguardo al ritorno e al pentimento; Perché siamo disonorati e turbati così, le nostre coscienze e i nostri vicini si sono sollevati contro di noi?"

È malizioso per coloro che contano così i rimproveri, i rimproveri e calciano contro i pungiglioni.

(2.) Sono così ignoranti di se stessi, e del rigore, dell'estensione e della natura spirituale della legge divina, che non vedono nulla in se stessi di cui pentirsi o riformarsi; Sono puri ai loro occhi e pensano di non aver bisogno di pentimento.

(3.) Sono così fermamente decisi a continuare a peccare che troveranno mille scuse sciocche e frivole per abbandonare il loro pentimento e respingere gli appelli che vengono loro dati a pentirsi. Sembra che parlino solo come coloro che vogliono qualcosa da dire; È una mera evasione, una presa in giro sul profeta e una sfida per lui a scendere ai particolari. Nota: Molti rovinano la propria anima confondendo gli inviti che vengono loro dati a pentirsi dei loro peccati.

II. Avevano derubato il loro padrone e sottratto i suoi beni. Avevano chiesto:

"In che cosa torneremo? Che cosa abbiamo fatto di sbagliato?"

E lui glielo dice presto. Osservare

1. L'alta carica del profeta si manifestò, in nome di Dio, contro il popolo. Sono incriminati per rapina, per sacrilegio, la peggiore delle rapine: Mi hai derubato. Egli espone con loro su questo: Un uomo sarà così audacemente impudente da derubare Dio? L'uomo, che è una creatura debole, e non può lottare con la potenza di Dio, penserà di derubarlo vi et armis-con la forza? L'uomo, che giace aperto alla conoscenza di Dio, e non può nascondersi da essa, penserà di derubarlo clam et secreto- segretamente? L'uomo, che dipende da Dio, e da lui trae tutto se stesso, deruberà colui che è il suo benefattore? Questo è davvero ingrato, ingiusto e scortese; ed è molto poco saggio provocare in tal modo colui da cui procede il nostro giudizio. Un uomo farà violenza a Dio? quindi alcuni lo leggono. Un uomo farà violenza a Dio? Così alcuni lo hanno letto. Un uomo lo tratterrà o lo stringerà? così altri lo leggono. Derubare Dio è un crimine odioso.

2. L'alta sfida del popolo in risposta a quell'accusa: Ma tu dici: In che cosa ti abbiamo derubato? Si dichiarano Non colpevoli, e mettono Dio sulla prova di ciò. Si noti che derubare Dio è un crimine così atroce che coloro che ne sono colpevoli non sono disposti ad ammettere se stessi colpevoli. Derubano Dio e non sanno quello che fanno. Lo derubano del suo onore, lo derubano di ciò che gli è devoto, per essere impiegato al suo servizio, lo derubano di se stessi, lo derubano del tempo del sabato, lo derubano di ciò che è dato per il sostentamento della religione, e non gli danno ciò che gli è dovuto dai loro beni; eppure chiedono: In che cosa ti abbiamo derubato?

3. La prova evidente dell'accusa, in risposta a questa sfida; è in decime e offerte. Di questi, i sacerdoti e i leviti avevano il sostentamento per sé e per le loro famiglie; ma li trattennero, defraudarono i sacerdoti di loro, non vollero pagare le loro decime, o non per intero, o non furono dei migliori; non portarono le offerte che Dio richiedeva, né portarono gli strappati, gli zoppi e i malati, che non erano adatti all'uso. Erano tutti colpevoli di questo peccato, anche l'intera nazione, come se fossero in coalizione contro Dio, e tutti si unirono per derubarlo dei suoi debiti e per stare l'uno accanto all'altro in esso quando l'avevano fatto. Per questo furono maledetti con una maledizione, = Malachia 3:9. Dio li punì con la carestia e la carestia, con il tempo fuori stagione, o con insetti che mangiavano i frutti della terra. Dio li aveva così puniti per aver trascurato di costruire il tempio (Aggeo 1:10-11), e ora per non aver mantenuto il servizio del tempio. Nota: Coloro che negano a Dio la sua parte dei loro possedimenti possono giustamente aspettarsi una maledizione sulla loro parte di loro:

"Sei maledetto con una maledizione per avermi derubato, eppure continui a farlo."

Si noti che è un grande aggravamento del peccato quando gli uomini persistono in esso nonostante i rimproveri della Provvidenza a cui sono sottoposti per questo. Anzi, dovrebbe sembrare, poiché Dio li aveva puniti con la scarsità di pane, ne fecero un pretesto per derubarlo, che ora, essendo poveri, non potevano permettersi di portare le loro decime e offerte, ma dovevano salvarli, affinché potessero avere pane per le loro famiglie. Nota, Sostiene una grande perversità nel peccato quando gli uomini trovano quelle afflizioni scuse per il peccato che sono inviate a separarsi tra loro e i loro peccati. Quando non avevano che poco, avrebbero dovuto fare del bene con quel poco, e questo sarebbe stato il modo per renderlo di più; ma è malato per il paziente quando ciò che dovrebbe curare la malattia serve solo a palliarla e a impedire che si perquisisca.

4. Una sincera esortazione a riformarsi in questa materia, con la promessa che se avessero fatto i giudizi a cui erano sottoposti sarebbero stati rapidamente rimossi.

(1.) Che si preoccupino di fare il loro dovere (Malachia 3:10): Portatevi tutte le decime nel deposito. Ne avevano portato un po'; ma, come Anania e Saffira, avevano trattenuto una parte del prezzo, fingendo di non poter risparmiare quanto era necessario, e la necessità non ha legge; Ma anche la necessità deve avere questa legge, e essa rimedierebbe al rancore della loro necessità:

"Portate tutte le decime al massimo che la legge richiede, affinché ci sia cibo nella casa di Dio per coloro che servono all'altare, sia che ci sia cibo nelle vostre case o no."

Notate che Dio deve essere servito in primo luogo, e la nostra quota deve essere offerta per il sostegno della religione nel luogo in cui viviamo, affinché il nome di Dio possa essere santificato, e il suo regno possa venire, e la sua volontà sia fatta, anche prima che noi provvediamo al nostro pane quotidiano; poiché gli interessi delle nostre anime dovrebbero essere preferiti a quelli dei nostri corpi.

(2.) Che abbiano quindi fiducia che Dio provveda a loro e al loro conforto:

"Sia Dio servito per primo, e poi provami con questo, dice il Signore degli eserciti, se non aprirò le cateratte del cielo."

Hanno detto:

"Che Dio ci dia di nuovo la nostra abbondanza, come prima, e ci metta alla prova se non gli porteremo poi le sue decime e offerte, come abbiamo fatto in precedenza".

"No", dice Dio, "porta prima tutte le tue decime come sono dovute, e tutti gli arretrati di ciò che è passato, e mettimi alla prova, se non ti restituirò poi la tua abbondanza".

Nota: Coloro che vogliono trattare con Dio devono agire sulla fiducia; e tutti noi possiamo osare di farlo, perché, sebbene molti siano stati perdenti per lui, nessuno è mai stato perdente per lui alla fine. È giusto che ci avventuriamo per primi, perché la sua ricompensa è con lui, ma la sua opera è davanti a lui; Dobbiamo prima fare il lavoro che è la nostra parte, e poi metterlo alla prova e confidare in lui per la ricompensa. Elia mise in questo modo la vedova di Sarepta quando disse (1Re 17:13):

"Fammi prima una piccola torta, e poi dimostrami se non ce ne sarà abbastanza dopo per te e tuo figlio."

Ciò che scoraggia gli uomini dalle spese della carità è la debolezza della loro fede riguardo ai guadagni e ai vantaggi della carità; Non possono pensare di farcela. Ma è una richiesta ragionevole che Dio qui fa:

"Mettimi alla prova ora; C'è qualcosa che si può ottenere con la carità? Vieni e vedi";

Niente di azzardato, niente di vincente. Fiducia sull'onore,

"E troverai,"

[1.] "Che, mentre i cieli sono stati chiusi e non c'è stata pioggia, ora Dio aprirà a voi le cateratte del cielo, perché nella sua mano c'è la chiave delle nuvole, e avrete una pioggia stagionale."

Oppure l'espressione è figurativa: ogni dono buono che viene dall'alto, da lì Dio riverserà abbondantemente su di loro i doni della sua provvidenza. L'abbondanza molto improvvisa è espressa aprendo le cateratte del cielo, = 2Re 7:2. Troviamo le cateratte del cielo aperte, per riversare un diluvio d'ira, nel diluvio di Noè, Genesi 7:11. Ma qui sono aperti a riversare benedizioni, a tal punto che non ci dovrebbe essere spazio sufficiente per riceverle . La loro terra produrrà così abbondantemente che saranno tentati di abbattere i loro granai e ricostruirne di più grandi, per mancanza di spazio, Luca 12:18. O, come spiega il dottor Pocock,

"Riverserò su di te una benedizione tale che sarà non abbastanza solo, e tale che sarà sufficiente, ma sempre più che sufficiente";

cioè, una grande aggiunta. L'olio che si moltiplica non rimarrà finché ci saranno vasi per riceverlo, 2Re 4:6. Notate, Dio non solo sarà riconciliato con i peccatori che si pentono e si correggono, ma sarà un benefattore, un benefattore generoso, per loro. Non siamo mai stretti in Lui, ma spesso stretti nel nostro petto. Dio ha benedizioni pronte a concederci delle benedizioni, ma, a causa della debolezza della nostra fede e della ristrettezza dei nostri desideri, non abbiamo spazio per riceverle.

[2.] Che, mentre i frutti della loro terra erano stati mangiati da locuste e bruchi, Dio avrebbe ora rimosso quel giudizio (Malachia 3:11):

"Rimprovererò il divoratore per causa vostra, e controllerò il progresso di coloro che distruggono gli animali, affinché non distruggano più i prodotti della terra e i frutti degli alberi."

Dio ha tutte le creature ai suoi ordini, può comandarle e trattenerle a suo piacimento. Né la vite getterà il suo frutto prima del tempo; Non deve essere fatto esplodere o soffiare. O, come alcuni leggono, Né il divoratore renderà sterile la tua vite, come fecero le locuste, Gioele 1:7.

[3.] Che, mentre i loro vicini li avevano rimproverati per la loro carestia, ed essi erano rimasti sotto il biasimo della carestia, che era tanto più grave in quanto il loro paese era solito vantarsi per la sua abbondanza, ora tutte le nazioni li chiameranno beati, parleranno onorevolmente di loro, e li riconosceranno come un popolo felice.

[4.] Che mentre il loro peccato aveva reso la loro terra sgradita a Dio (anche il loro tempio, gli altari e le offerte erano così, Malachia 2:13), e mentre i suoi giudizi avevano reso la loro terra sgradevole e molto malinconica,

"Ora voi sarete una terra deliziosa, il vostro paese sarà gradito a Dio e confortevole a voi stessi."

Nota: Il risveglio della religione in un paese lo renderà davvero un paese delizioso sia per Dio che per tutte le persone buone; egli dirà: È il mio riposo per sempre; qui abiterò qui; e diranno lo stesso, Isaia 62:4; Deuteronomio 11:12. Dovrebbe sembrare che questo incarico di portare le decime abbia avuto il suo buon effetto, perché troviamo (Neemia 13:12) che tutto Giuda portò la loro decima nei tesori, e, senza dubbio, ebbero il beneficio di queste promesse, in cambio della loro abbondanza, immediatamente dopo il loro ritorno al loro dovere, affinché potessero chiaramente discernere per quale causa il male era stato su di loro (poiché quando la causa fu rimossa il il male fu rimosso), e affinché potessero vedere quanto Dio fosse perfettamente riconciliato con loro al momento del loro pentimento, e come la loro trasgressione non fosse più ricordata, perché la maledizione non solo fu tolta, ma si trasformò in un'abbondante benedizione.

13 Ver. 13. fino alla Ver. 18.

Tra il popolo degli Ebrei in quel tempo, sebbene tutti godessero degli stessi privilegi e vantaggi, c'erano uomini di caratteri molto diversi (come sempre lo erano, e sempre saranno, nel mondo e nella chiesa), come i fichi di Geremia, alcuni molto buoni e altri molto cattivi, alcuni che sembravano chiaramente i figli di Dio e altri che altrettanto chiaramente scoprivano di essere i figli del malvagio. Ci sono zizzanie e grano nello stesso campo, pula e grano nello stesso piano; E qui abbiamo un resoconto di entrambi.

I. Ecco l'adirata attenzione che Dio prende dell'impudente e blasfemo discorso dei peccatori in Sion e del suo giusto risentimento verso di esso. Probabilmente c'era un club di loro che era in combutta contro la religione, che si metteva all'ingegno e si metteva all'opera per sminuirla e ridicolizzarla, e in questo si rafforzava a vicenda. Ecco qui

1. Contro di loro è stato trovato un atto d'accusa, per le parole di tradimento pronunciate contro il Re dei re: Le vostre parole sono state forti contro di me, dice il Signore. Hanno parlato contro Dio, riflettendo su di lui, in contraddizione con lui, come i loro padri nel deserto == (Salmi 78:17); sì, hanno parlato contro Dio. Ciò che diceva e ciò che progettava, essi si opponevano, come se fossero stati trattenuti da un consiglio contro di lui e la sua causa. Le loro parole contro Dio erano stout; sono venuti dal loro orgoglio, dalla superbia e dal disprezzo di Dio. Quello che dicevano contro Dio lo dicevano ad alta voce, come se non si curassero di chi li ascoltava; Essi stessi non si vergognavano di dirlo, e desideravano propagare le loro nozioni ateistiche e contagiare con esse le menti degli altri. Lo dicevano con franchezza, come coloro che erano decisi a sostenerlo, e non temevano di essere chiamati a renderne conto. Lo dicevano con orgoglio, con insolenza e disprezzo, disdegnando di essere sotto il controllo e il governo divini. Loro si sono rafforzati; sarebbero stati valorosi contro l'Onnipotente, = Giobbe 15:25.

2. La loro richiesta a questa accusa. Dissero: Che cosa abbiamo detto tanto contro di te? Negano le parole, e mettono il profeta per provarle; o, se hanno pronunciato quelle parole, non le hanno progettate contro Dio, e quindi non ammetteranno che c'era alcun male in esse; almeno attenuano la questione: Che cosa abbiamo detto così tanto contro di te, così tanto che c'è bisogno di tutto questo rumore al riguardo? Non possono negare di aver parlato contro Dio, ma ne fanno una questione leggera, e si meravigliano che se ne debba prendere nota:

"Le parole" (dicono) "non sono altro che vento; Altri hanno detto di più e fatto di peggio; se non siamo così bravi come dovremmo, speriamo di non essere così cattivi come ci viene rappresentato."

Nota: È comune per i peccatori che non sono convinti e non umiliati negare o attenuare le colpe di cui sono giustamente accusati, e insistere sulla propria giustificazione, contro i rimproveri della parola e della propria coscienza. Ma non servirà a nulla.

3. Le parole stesse di cui sono incaricati. Dio tiene conto di ciò che gli uomini dicono, così come di ciò che fanno, e farà loro sapere che lo fa. Dimentichiamo rapidamente ciò che abbiamo detto e siamo pronti a negare ciò che abbiamo detto in modo sbagliato; ma Dio può dire, Tu hai detto così e così. L'avevano detto come un loro giudizio deliberato.

(1.) Che non c'è nulla da ottenere al servizio di Dio, pensato che sia un servizio che sottopone gli uomini al lavoro e al dolore. Dissero: È vano servire Dio, oppure,

"È vano colui che serve Dio, cioè lavora invano e inutilmente; Ha la sua fatica per le sue pene, e quindi è uno sciocco per la sua fatica. A che serve che abbiamo osservato la sua ordinanza, o la sua osservazione, che abbiamo osservato ciò che egli ci ha ordinato di osservare?"

Che ricchezza, o ricchezza, abbiamo guadagnato, dice il caldeo, lasciando intendere (dice il dottor Pocock) che era solo per amore di mammona che servivano Dio, e quindi in realtà non Dio affatto, ma mammona.

"Abbiamo camminato tristemente, o in nero, con grande gravità e grande dolore, davanti al Signore degli eserciti, abbiamo afflitto le nostre anime nei tempi stabiliti a tale scopo, eppure non siamo mai stati migliori."

Forse questo è un motivo per cui non avrebbero confidato che Dio li avrebbe fatti prosperare dopo aver portato le decime == (Malachia 3:10);

"Poiché", dicono, "l'abbiamo messo alla prova in altre cose e abbiamo perso per lui".

Questa è una riflessione molto ingiusta e irragionevole sul servizio di Dio, e possiamo chiamare abbastanza testimoni per affrontare la calunnia.

[1.] Volevano far credere di aver servito Dio e di aver osservato le sue ordinanze, mentre era solo l'osservanza esteriore di esse che avevano osservato, mentre erano perfettamente estranei alla parte interiore del dovere, e quindi potevano dire: È invano. Dio lo dice (Matteo 15:9), Invano mi adorano i cui cuori sono lontani da me mentre si avvicinano con la loro bocca; Ma di chi è la colpa? Non di Dio, che è il rimuneratore di quelli che lo cercano diligentemente, ma di quelli che lo cercano con noncuranza.

[2.] Insistevano molto sul fatto che avevano camminato tristemente davanti a Dio, mentre Dio aveva chiesto loro di servirlo con gioia e di camminare allegramente davanti a lui. Essi, con le loro superstizioni, facevano del servizio di Dio un compito e una fatica per se stessi, e poi se ne lamentavano come di un duro servizio. Il giogo di Cristo è dolce; È il giogo dell'Anticristo che è pesante.

[3.] Si lamentavano di non aver ottenuto nulla dalla loro religione, erano ancora nella povertà e nell'afflizione, e arretrati. Questo è un vecchio pezzo di empietà. Giobbe 21:14-15, Che giova se lo preghiamo? Elihu accusa Giobbe di aver detto qualcosa del genere. Giobbe 34:9, Non giova nulla all'uomo che si diletti con Dio. I nemici della religione non fanno altro che mettere contro di essa i vecchi cavilli che sono stati da tempo risolti e sono esplosi. Forse questo si riferisce agli errori della setta dei Sadducei, che fu lo scandalo della chiesa ebraica nei suoi ultimi giorni; negarono uno stato futuro, e poi dissero: "È vano servire Dio, che ha davvero un po' di colore in sé, perché, se solo in questa vita avessimo speranza in Cristo, saremmo i più miserabili di tutti gli uomini, = 1Corinzi 15:19. Notate, Coloro che dicono che la religione è una cosa inutile o sgradevole fanno molto torto all'onore di Dio; Perché la questione non è così: le vie della saggezza sono piacevolezza, e i guadagni della saggezza migliori di quelli di oro fino.

(2.) Essi sostenevano che la malvagità era la via per la prosperità, poiché avevano osservato che gli operatori di malvagità erano stati stabiliti nel mondo, e quelli che tentavano Dio erano liberati, = Malachia 3:15. La prosperità esteriore dei peccatori nei loro peccati, come ha indebolito le mani dei pii nella loro pietà (Salmi 73:13), così ha rafforzato le mani dei malvagi nella loro malvagità. Nota

[1.] Coloro che commettono malvagità tentano Dio con peccati presuntuosi; essi, per così dire, mettono alla prova Dio, se può e vuole punirli come ha detto nella sua parola, e, in effetti, lo sfidano a fare del suo peggio, provocandolo al massimo grado.

[2.] Coloro che tentano Dio con le loro opere malvagie sono molte volte liberati dall'avversità in cui sono stati giustamente condotti e promossi verso la prosperità di cui erano del tutto indegni. Non solo vengono sistemati una volta, ma quando pensavamo che fosse arrivato il loro giorno e che fossero nei guai, venivano liberati e rimessi in piedi; così stranamente sembrava che la Provvidenza sorridesse loro.

[3.] Anche se è così, tuttavia non ci garantirà chiamare felici i superbi. Poiché possono essere liberati e sistemati per un po', ma sembrerà che Dio resista loro, e che il loro orgoglio sia un preludio alla loro caduta; e, se è così, sono veramente infelici, ed è follia chiamarli felici, e benedire coloro che il Signore aborrisce. Aspettate un po', e vedrete coloro che operano la malvagità eriger come marchio per le frecce della vendetta di Dio, e coloro che tentano Dio consegnati agli aguzzini. Giudica le cose come appariranno tra poco, quando la condanna di questi orgogliosi peccatori (che segue qui, Malachia 4:1) verrà per essere eseguita al massimo.

II. Ecco la benevola attenzione che Dio prende del pio discorso dei santi in Sion, e la graziosa ricompensa di esso. Anche in quest'epoca corrotta e degenerata, in cui c'era un così grande decadimento, anzi, un così grande disprezzo, di seria pietà, c'erano ancora alcuni che conservavano la loro integrità e il loro zelo per Dio; e vediamo,

1. Come si distinguevano e quale fosse il loro carattere; era il contrario del loro che parlava tanto contro Dio; per

(1.) Temevano il Signore - questo è l'inizio della saggezza e la radice di tutta la religione; riverivano la maestà di Dio, si sottomettevano alla sua autorità e temevano la sua ira in tutto ciò che pensavano e dicevano; obbedivano umilmente a Dio e non pronunciavano mai parole forti contro di lui. In ogni epoca c'è stato un residuo che temeva il Signore, anche se a volte solo un piccolo residuo.

(2.) Hanno pensato al suo nome; hanno preso seriamente in considerazione e spesso meditato sulle scoperte che Dio ha fatto di se stesso nella sua parola e con le sue provvidenze, e la loro mediazione di lui è stata dolce per loro e li ha influenzati. Hanno pensato al suo nome; hanno consultato l'onore di Dio e hanno mirato a quello come loro fine ultimo in tutto ciò che hanno fatto. Nota: Coloro che conoscono il nome di Dio dovrebbero spesso pensarci e soffermarsi su di esso nei loro pensieri; è un argomento molto curioso, e il pensiero frequente su di esso contribuirà molto alla nostra comunione con Dio e al suscitare il nostro devoto affetto per lui.

(3.) Parlavano spesso l'uno all'altro riguardo al Dio che temevano, e a quel suo nome a cui pensavano tanto; perché dall'abbondanza del cuore la bocca parlerà, e un uomo buono, da un buon tesoro lì, produrrà cose buone. Coloro che temevano il Signore si tenevano insieme come coloro che erano in compagnia l'uno dell'altro; parlavano gentilmente e affettuosamente l'uno all'altro, per preservare e promuovere l'amore reciproco, affinché ciò non si raffreddasse quando l'iniquità abbondava così. Parlavano l'uno all'altro in modo intelligente ed edificante, per l'accrescimento e il miglioramento della fede e della santità; parlavano l'uno all'altro nella lingua di coloro che temono il Signore e pensano al suo nome: la lingua di Canaan. Quando la profanità era giunta a un livello così alto da calpestare tutto ciò che è sacro, allora coloro che temevano il Signore parlavano spesso l'uno all'altro.

[1.] Allora, quando l'iniquità fu audace e sfacciata, il popolo di Dio si fece coraggio e si sollevò, l'innocente contro l'ipocrita, = Giobbe 17:8. Più gli altri sono peggiori, meglio dovremmo essere; Quando il vizio è audace, non lasciare che la virtù si insinui.

[2.] Poi, quando la religione è stata rimproverata e travisata, i suoi amici hanno fatto tutto il possibile per sostenerne il credito e per mantenerla in considerazione. Era stato suggerito che le vie di Dio sono vie malinconiche, sgradevoli, solitarie e dolorose; e quindi allora coloro che temevano Dio studiavano di dimostrare il contrario con la loro allegria nell'amore reciproco e nel conversare, per poter mettere a tacere l'ignoranza degli uomini stolti.

[3.] Poi, quando i seduttori erano occupati a ingannare e a possedere anime incaute con pregiudizi contro la religione, coloro che temevano Dio erano industriosi ad armarsi e ad armarsi l'un l'altro contro il contagio con istruzioni, eccitazioni e incoraggiamenti reciproci, e a rafforzare le mani gli uni degli altri. Come la cattiva comunicazione corrompe le buone menti e le buone maniere, così la buona comunicazione le conferma.

2. Come Dio li nobilitò, e quale ulteriore onore e favore intendeva per loro. Coloro che parlavano strenuamente contro Dio, senza dubbio guardavano con disprezzo e dispiacere coloro che lo temevano, li tormentavano e li schernivano; ma avevano poche ragioni per considerarlo, o esserne turbati, quando Dio li approvò.

(1.) Prese nota dei loro pii discorsi, e fu gentilmente presente alle loro conferenze: Il Signore ascoltò e udì, e ne fu molto soddisfatto. Dio dice (Geremia 8:6) che ascoltò e udì ciò che gli uomini cattivi avrebbero detto, ed essi non parlarono correttamente; Qui egli ascoltò e udì ciò che dicevano gli uomini buoni, perché parlavano bene. Nota: Il Dio misericordioso osserva tutte le parole di grazia che escono dalla bocca del suo popolo; non hanno bisogno di desiderare che gli uomini li ascoltino e li lodino; non cerchino lodi dagli uomini per mezzo loro, né preghino di essere notati da loro; ma che li soddisfi che, per quanto la conferenza sia mai così privata, Dio vede e ascolta in segreto e ricompenserà apertamente. Quando i due discepoli, andando a Emmaus, stavano discutendo riguardo a Cristo, egli ascoltò e udì, e si unì a loro, e ne fece un terzo, Luca 24:15.

(2.) Ne tenne un conto: Un libro di memoria fu scritto davanti a lui. Non che la Mente Eterna abbia bisogno di essere ricordata da libri e scritti, ma è un'espressione alla maniera degli uomini, che suggerisce che i loro pii affetti e le loro prestazioni sono tenuti in memoria con la stessa puntualità e particolare come se fossero scritti in un libro, come se fossero tenuti i diari di tutte le loro conferenze. I grandi re avevano libri di memoria scritti e letti davanti a loro, nei quali erano inseriti tutti i servizi loro fatti, quando e da chi, come Ester 2:23. Dio, allo stesso modo, si ricorda dei servizi del suo popolo, affinché, nel ripassarli, possa dire: Ben fatto; entra nella gioia del tuo Signore. Dio ha un libro per i sospiri e le lacrime dei suoi dolenti (Salmi 56:8), molto di più per le suppliche dei suoi avvocati. Mai una buona parola è stata pronunciata di Dio, o per Dio, da un cuore onesto, ma è stata registrata, affinché potesse essere ricompensata nella risurrezione dei giusti, e in nessun modo perdere la sua ricompensa.

(3.) Egli promette loro una parte della sua gloria nell'aldilà (Malachia 3:17): Essi saranno miei, dice il Signore degli eserciti, in quel giorno in cui farò i miei gioielli. Quando Dio stroncherà completamente la chiesa e la nazione ebraica per la loro infedeltà, il resto tra loro, che ha creduto alla sua parola e, avendo atteso la consolazione di Israele, lo accoglierà quando verrà, sarà ammesso nella chiesa cristiana e diventerà un popolo particolare per Dio; Dio si prenderà cura di loro, affinché non muoiano con coloro che non credono; ma che siano nascosti nel giorno dell'ira del Signore contro quella nazione. Essi saranno il mio segullah, il mio tesoro particolare (è la parola usata, Esodo 19:5), nel giorno in cui farò o farò ciò che ho detto e progettato di fare; così alcuni lo leggono. A questi pii saranno attribuiti tutti i gloriosi privilegi dell'Israele di Dio e che avranno al centro di loro; ora saranno il suo tesoro particolare, quando gli altri saranno respinti; ora saranno i vasi della misericordia e dell'onore, mentre gli altri saranno diventati vasi d'ira e di disonore, vasi nei quali non c'è piacere. Questo può essere applicato a tutto il popolo fedele di Dio, ed egli metterà la distinzione tra loro e gli altri nel grande giorno. Nota

[1.] I santi sono i gioielli di Dio; sono da lui molto stimati e gli sono cari; sono belli con la bellezza che egli mette su di loro, e si compiace di gloriarsi in loro; sono un diadema regale nella sua mano, Isaia 62:3. Li considera come i suoi beni propri, i suoi beni scelti, il suo tesoro, accumulati nel suo armadio e i mobili del suo armadio, Salmi 135:4. Il resto del mondo non è altro che legname, in confronto a loro.

[2.] Verrà un giorno in cui Dio creerà i suoi gioielli. Essi saranno raccolti dalla polvere in cui sono ora gettati, e radunati da tutti i luoghi in cui sono ora dispersi; egli manderà i suoi angeli per radunare i suoi eletti, che sono i suoi gioielli, dai quattro venti del cielo == (Matteo 24:31), per raccogliere i suoi gioielli nella sua casa di gioielli, come il grano di diversi campi nel granaio. Allora tutti i santi saranno radunati a Cristo, e nessuno se non i santi, e i santi resi perfetti; allora i gioielli di Dio saranno composti, come pietre in una corona, come stelle in una costellazione.

[3.] Coloro che ora possiedono Dio per loro, egli li riconoscerà pubblicamente davanti agli angeli e agli uomini.

"Saranno miei; la loro santificazione sarà completata, e così saranno perfettamente e interamente miei, senza alcun residuo interesse del mondo e della carne."

La loro relazione con Dio sarà riconosciuta, e la sua proprietà in loro. Egli li separerà da quelli che non sono suoi, e darà loro la loro parte con quelli che sono suoi; poiché a loro sarà detto: Venite, benedetti dal Padre mio, ereditate il regno preparato per voi. Erano in dubbio, a volte, se appartenevano a Dio o no; ma la questione sarà allora messa fuori dubbio. Dio stesso dirà loro: Voi siete miei. Ora la loro relazione con Dio è ciò di cui sono rimproverati, ma allora sarà gloriata; Dio stesso se ne glorierà.

(4.) Promette loro una parte della sua grazia ora: Li risparmierò come un uomo risparmia il proprio figlio che lo serve. Dio aveva promesso di possederli come suoi e di prenderli per stare con lui; ma poteva essere uno scoraggiamento per loro pensare di aver offeso Dio, e che egli poteva giustamente rinnegarli, e rigettarli; ma, a questo proposito, egli dice:

"Li risparmierò; Non li tratterò come meritano. Mi rallegrerò per loro" (così alcuni lo spiegano) "come lo sposo sulla sua sposa", Isaia 62:5; Sofonia 3:17.

Ma la parola di solito significa risparmiare con commiserazione e compassione, come un padre ha pietà dei suoi figli, = Salmi 103:13. Nota

[1.] È nostro dovere servire Dio con l'indole dei figli. Noi dobbiamo essere suoi figli, dobbiamo per mezzo di una nuova nascita partecipare di una natura divina, dobbiamo acconsentire al patto di adozione e partecipare allo spirito di adozione. E noi dobbiamo essere suoi servi; Dio non vuole che i suoi figli siano educati all'ozio; devono rendergli servizio, e devono farlo per un principio d'amore, con allegria e gioia, e come coloro che vi stanno servendo il loro vero interesse, e questo è servire come un figlio con il padre, = Filippesi 2:22.

[2.] Se serviamo Dio con la disposizione dei figli, Egli ci risparmierà con la tenerezza e la compassione di un Padre. Anche i figli di Dio che lo servono hanno bisogno di misericordia parsimoniosa, quella misericordia a cui dobbiamo non essere consumati, quella misericordia che ci tiene fuori dall'inferno. Neemia, quando ebbe fatto molto bene, tuttavia, sapendo che non c'è uomo giusto sulla terra, che fa il bene e non pecca, e che ogni peccato merita l'ira di Dio, prega, Signore, risparmiami secondo la grandezza della tua misericordia; vedi Neemia 13:22. E Dio, come Padre, mostrerà loro questa misericordia. Egli non sarà estremo nel sottolineare ciò che sbagliamo, ma farà del nostro meglio e delle nostre scarse prestazioni; Egli mitigherà le afflizioni con cui i suoi figli sono esercitati e li salverà dalla rovina che meritano. Il padre continua a risparmiare il figlio, e lo fa con compiacimento, perché è suo; così Dio risparmierà gli umili penitenti e i supplicanti, come un uomo risparmia il suo figlio che lo serve, anche se gli rendiamo così poco servizio, anzi, anche se gli facciamo tanto disservizio.

3. Come saranno così distinti dai figli di questo mondo ( Malachia 3:18):

"Allora tornerai, e discernerai tra i giusti e i malvagi, tra i peccatori e i santi, tra coloro che servono Dio e prendono coscienza del loro dovere verso di lui e coloro che non lo servono, ma disprezzano il suo servizio. Voi che ora parlate contro Dio perché non fate differenza tra il bene e il male, e perciò dite: È inutile servirlo == (Malachia 3:14), vi sarà fatto vedere il vostro errore; voi che vorreste parlare per Dio, ma non sapete cosa dire riguardo a questo, che sembra che ci sia un solo evento per i giusti e per i malvagi, e tutte le cose vengono uguali a tutti, allora la questione sarà posta in una vera luce, e vedrai, con tua eterna soddisfazione, la differenza tra i giusti e i malvagi. Allora tornerai, cioè, cambierai idea, e arriverai a una giusta comprensione della cosa."

Ciò rispetta in primo luogo la differenza manifesta che è stata fatta dalla divina Provvidenza tra gli ebrei credenti e quelli che persistevano nella loro infedeltà, al tempo della distruzione di Gerusalemme, e della chiesa e della nazione ebraica, da parte dei romani. Ma è per avere il suo pieno compimento alla seconda venuta di Gesù Cristo, e in quel grande giorno discriminante in cui sarà abbastanza facile discernere tra i giusti e i malvagi. Nota,

(1.) Tutti i figli degli uomini sono giusti o malvagi, sia quelli che servono Dio sia quelli che non lo servono. Questa è quella divisione dei figlioli degli uomini che durerà per sempre, e dalla quale sarà determinato il loro stato eterno; Tutti andranno in paradiso o all'inferno.

(2.) In questo mondo è spesso difficile discernere tra i giusti e i malvagi. Sono mescolati insieme, pesci buoni e cattivi nella stessa rete. I giusti sono così irascibili, e i malvagi così mascherati, che spesso veniamo ingannati nelle nostre opinioni riguardo sia all'uno che all'altro. Ci sono molti che, pensiamo, servono Dio, i quali, non avendo il loro cuore retto con lui, non si troveranno nessuno dei suoi servi; e, d'altra parte, si troveranno molti suoi servitori fedeli, i quali, poiché non ci hanno seguito, non lo hanno servito, come pensavamo. Ma ciò che qui sollevava in modo particolare la difficoltà era che la divina Provvidenza sembrava non fare alcuna differenza tra i giusti e i malvagi; non si potevano riconoscere gli uomini malvagi dal fatto che Dio li disapprovava, poiché comunemente prosperavano nel mondo, né gli uomini giusti dal suo sorriso su di loro, poiché erano coinvolti con altri nella stessa comune calamità. Nessuno ora conosce l'amore o l'odio di Dio da tutto ciò che è davanti a lui, = Ecclesiaste 9:1.

(3.) Alla sbarra di Cristo, nel giudizio finale, sarà facile discernere tra il giusto e il malvagio; Perché allora il carattere di ogni uomo sarà perfezionato e perfettamente scoperto, allora ogni uomo apparirà nei suoi veri colori, e i suoi travestimenti saranno tolti. I peccati di alcuni uomini in verità vanno avanti, e ora puoi dire chi è malvagio, ma altri lo seguono; Tuttavia, nel grande giorno, vedremo chi era giusto e chi malvagio. Allo stesso modo, la condizione di ogni uomo sarà perfezionata ed eternamente determinata; I giusti saranno allora perfettamente felici e i malvagi perfettamente infelici, senza mescolanza o placatura. Quando i giusti saranno tutti posti alla destra di Cristo, e invitati a venire per una benedizione, e tutti i malvagi alla sua sinistra, e gli sarà detto di andarsene con una maledizione, allora sarà facile discernere tra loro. Quanto a noi stessi, quindi, ci preoccupiamo di pensare tra i quali avremo la nostra sorte, e, per quanto riguarda gli altri, non dobbiamo giudicare nulla prima del tempo.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Malachia 3

1 Capitolo 3

La venuta di Cristo Mal 3:1-6

I Giudei rimproverati per la loro corruzione Mal 3:7-12

La cura di Dio per il suo popolo; la distinzione tra giusti e malvagi Mal 3:13-18

Versetti 1-6

Le prime parole di questo capitolo sembrano una risposta agli schernitori di quei giorni. Si tratta di una profezia dell'apparizione di Giovanni Battista. Egli è il messaggero di Cristo. Egli preparerà la strada davanti a lui, chiamando gli uomini al pentimento. Il Messia è stato a lungo chiamato "Colui che deve venire", e ora verrà a breve. Egli è il Messaggero dell'alleanza. Coloro che cercano Gesù, troveranno piacere in lui, spesso quando non lo si cerca. Il Signore Gesù prepara il cuore del peccatore a essere il suo tempio, attraverso il ministero della sua parola e le convinzioni del suo Spirito, ed entra in esso come messaggero di pace e consolazione. Nessun ipocrita o formalista può sopportare la sua dottrina o stare davanti al suo tribunale. Cristo è venuto per distinguere gli uomini, per separare i preziosi dai vili. Egli siederà come raffinatore. Cristo, con il suo Vangelo, purificherà e riformerà la sua Chiesa e, con il suo Spirito, rigenererà e purificherà le anime. Egli toglierà le scorie che si trovano in esse. Separerà le loro corruzioni, che rendono le loro facoltà inutili e senza valore. Il credente non deve temere la prova infuocata delle afflizioni e delle tentazioni, con cui il Salvatore raffina il suo oro. Egli farà in modo che non sia più intensa o più lunga di quanto sia necessario per il suo bene; e questa prova finirà molto diversamente da quella dei malvagi. Cristo, intercedendo per loro, li renderà accetti. Dove non c'è timore di Dio, non c'è da aspettarsi il bene. Il male insegue i peccatori. Dio è immutabile. E anche se la sentenza contro le opere malvagie non sarà eseguita rapidamente, lo sarà comunque; il Signore è nemico del peccato come non mai. Tutti noi possiamo applicare questo concetto a noi stessi. Poiché abbiamo a che fare con un Dio che non cambia, è per questo che non siamo consumati; perché la sua compassione non viene meno.

7 Versetti 7-12

Gli uomini di quella generazione si erano allontanati da Dio, non avevano osservato le sue ordinanze. Dio dà loro una chiamata benevola. Ma essi dissero: "Dove torneremo? Dio si accorge dei ritorni che i nostri cuori fanno agli appelli della sua parola. È una dimostrazione di grande perversione nel peccato, quando gli uomini fanno delle afflizioni delle scuse per il peccato, che sono mandate per separarli dai loro peccati. Ecco un'accorata esortazione alla riforma. Dio deve essere servito al primo posto e l'interesse delle nostre anime deve essere preferito a quello dei nostri corpi. Confidino che Dio provveda al loro benessere. Dio ha pronte le benedizioni per noi, ma a causa della debolezza della nostra fede e della ristrettezza dei nostri desideri, non abbiamo spazio per riceverle. Chi si mette alla prova non perderà nulla onorando il Signore con le sue sostanze.

13 Versetti 13-18

Tra i Giudei di questo tempo, alcuni si scoprirono chiaramente figli del maligno. Il giogo di Cristo è facile. Ma coloro che operano la malvagità, tentano Dio con peccati presuntuosi. Giudicate le cose come appariranno quando il castigo di questi orgogliosi peccatori verrà eseguito. Quelli che temevano il Signore parlavano con gentilezza, per preservare e promuovere l'amore reciproco, quando il peccato abbondava. Si parlavano l'un l'altro nel linguaggio di chi teme il Signore e pensa al suo nome. Come le comunicazioni cattive corrompono le menti e le maniere buone, così le comunicazioni buone le confermano. Un libro di memorie fu scritto davanti a Dio. Egli si prenderà cura che i suoi figli non periscano con quelli che non credono. Essi saranno vasi di misericordia e di onore, mentre gli altri saranno vasi d'ira e di disonore. I santi sono i gioielli di Dio, gli sono cari. Li conserverà come suoi gioielli, quando la terra sarà bruciata come scoria. Coloro che ora possiedono Dio per i loro, egli li possiederà per i suoi. È nostro dovere servire Dio con l'indole dei figli; egli non vuole che i suoi figli siano educati all'ozio; devono servirlo con un principio di amore. Anche i figli di Dio hanno bisogno di misericordia. Tutti sono giusti o malvagi, chi serve Dio o chi non lo serve: tutti vanno in paradiso o all'inferno. Spesso ci inganniamo nelle nostre opinioni sia sull'uno che sull'altro; ma al cospetto di Cristo, il carattere di ogni uomo sarà conosciuto. Per quanto riguarda noi stessi, dobbiamo pensare a quale sarà la nostra sorte; e per quanto riguarda gli altri, non dobbiamo giudicare nulla prima del tempo. Ma alla fine tutto il mondo confesserà che solo coloro che hanno servito il Signore e confidato in Lui sono stati saggi e felici.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Malachia 3

1 Dio risponde alle loro lamentele dell'assenza dei Suoi giudizi, che sarebbero venuti, ma includerebbe anche coloro che li reclamavano. Perché nessuno che conoscesse la propria peccaminosità richiederebbe il giudizio di Dio, essendo lui stesso il capo dei peccatori. Agostino raffigura uno che dice a Dio: "Porta via l'empio", e che Dio risponde: "Quale?"

Ecco, io mando il mio messaggero davanti alla mia faccia, ed egli preparerà la mia via davanti a me; essi, dunque, non erano preparati per la sua venuta, per i quali chiedevano a gran voce. Il messaggero è lo stesso che Isaia aveva predetto, le cui parole Malachia usa Isaia 40:3 : “Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, preparate nel deserto una strada maestra per il nostro Dio.

Luca 1:76. Tu, bambino", fu la profezia sulla nascita di Giovanni l'Immersore, "sarai chiamato profeta dell'Altissimo, perché andrai davanti al volto del Signore per preparare la Sua via, per dare la conoscenza della salvezza al Suo popolo, per il remissione dei loro peccati”. Il pentimento doveva essere la preparazione al regno di Cristo, il Messia, che essi attendevano con tanta impazienza.

Colui che parla, è Colui che deve venire, Dio Figlio. Poiché era davanti a Colui che venne e dimorò in mezzo a noi, che doveva essere preparata la via. Egli parla qui nella sua natura divina, come il Signore che dovrebbe inviare e che dovrebbe venire nella nostra carne. Nel Vangelo, quando è venuto nella carne, non parla della propria Persona, ma del Padre, poiché «indivisibili sono le operazioni della Trinità, e ciò che fa l'Uno, fanno gli altri Due, poiché i Tre sono di una natura, potere e operazione.

Perciò Cristo, per non dare scuse ai Giudei per parlare contro di Lui prima del tempo, lo riferisce, come fa con la sua vita Giovanni 6:57. La sua dottrina Giovanni 7:16 parole Giovanni 3:11; Giovanni 5:43; Giovanni 8:38 , Giovanni 8:40 , Giovanni 8:47 , Giovanni 8:55; Giovanni 12:49; Giovanni 14:10 , Giovanni 14:24 e opere Giovanni 4:34; Giovanni 5:19 , Giovanni 5:26 , Giovanni 5:30 , Giovanni 5:36; Giovanni 6:38; Giovanni 8:28; Giovanni 9:4; Giovanni 10:25 , Giovanni 10:32 , Giovanni 10:37; Giovanni 14:10 al Padre.

“Quelle opere, che non si riferiscono a ciò che b appartiene unicamente a ciascuna Persona, essendo comuni, sono attribuite ora a una Persona, ora a un'altra, per esporre l'Unica Sostanza nella Trinità delle Persone”. Così Giovanni dice Giovanni 12:41. Isaia parlò dell'incredulità dei Giudei, quando “vide” la “gloria” di Dio Figlio “e parlò di Lui”, e Paolo dice Atti degli Apostoli 28:25. che lo “Spirito Santo parlò” poi “da” lui.

E preparerà la via davanti a Me o - "La stessa è la via di Dio qui, e Cristo è là, una prova evidente che Cristo è un solo Dio con il Padre, e che, in Cristo, Dio venne e si manifestò nella carne." I profeti e tutti coloro che convertirono gli uomini alla giustizia, o che ritennero la conoscenza della verità o della giustizia o di Dio nel mondo, prepararono, al loro grado, la via a Cristo.

Ma Giovanni fu il Suo immediato precursore "davanti al Suo Volto", l'araldo del Suo immediato avvicinamento; da dove è chiamato “fine della legge e principio del Vangelo”, “la lampada davanti alla Luce, la voce davanti alla Parola, il mediatore tra l'Antico e il Nuovo Testamento”; “il legame della legge e della grazia; una nuova stella del mattino; un raggio, prima che il vero Sole esploda”, la fine della notte, l'inizio del giorno.

E il Signore, che cercate, verrà improvvisamente al Suo tempio - Colui, la cui venuta cercavano, era Dio Onnipotente, "il Dio del giudizio". Colui che doveva venire, era "il Signore", ancora una volta Dio Onnipotente, poiché, anche nell'uso, nessun altro è chiamato "il Signore", come nessun altro può essere. Anche il tempio al quale doveva venire, il tempio di Dio, è suo. "Il messaggero, o l'angelo dell'alleanza", chiaramente, anche dal parallelismo, è lo stesso di "il Signore.

Era "uno", per il quale cercavano; uno, della cui assenza si lamentavano; Malachia 2:17 , " Malachia 2:17 il Dio del giudizio?" uno, che dovrebbe venire al suo tempio, uno la cui venuta hanno cercato e preparato "per avere piacere in"; uno, del quale si ripete: "ecco, viene", uno, nel giorno della cui venuta, alla cui apparizione, fu chiesto: "chi starà?" “Tutti gli interpreti cristiani sono d'accordo che questo Signore è Cristo Atti degli Apostoli 2:36 , che Dio ha fatto Signore e Cristo, e Atti degli Apostoli 10:36.

Chi è il Signore di tutto; da cui tutte le cose sono state fatte, sono sostenute e governate; Chi è (come implica la radice della parola) la base e il fondamento, non di qualsiasi famiglia, tribù o regno privato, ma di tutti; 1 Corinzi 8:6. da chi sono tutte le cose e noi da lui: e di chi siamo anche per diritto di redenzione; e così Egli è Apocalisse 17:14; Apocalisse 19:16.

Signore dei signori e Re dei re, meritatamente chiamato Signore”. Come allora la speciale presenza di Dio era spesso indicata in connessione con “l'Angelo del Signore”, così, qui, Colui che doveva venire era chiamato Angelo o messaggero dell'alleanza, come Dio lo chiama anche l'alleanza stessa.

Isaia 42:6 "Ti darò come alleanza del popolo, una luce delle genti". Fu Isaia 63:9 , "l'Angelo della sua presenza", che salvò il suo popolo precedente, nel quale il suo "Nome era" e che, per prerogativa di Dio, Esodo 23:21 , "non perdonerebbe le loro trasgressioni .

Dovrebbe essere Ebrei 12:24; Ebrei 8:6 , "il Mediatore del nuovo e migliore patto" che è promesso Geremia 31:32; Ebrei 8:9 , "non secondo il patto che feci con i loro padri, nel giorno in cui li presi per mano per condurli fuori dal paese d'Egitto", che "il mio patto essi violarono, sebbene fossi un marito per loro, dice il Signore; ma questo sarà il patto che farò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice il Signore, metterò la mia legge nelle loro parti interiori, e la scriverò nei loro cuori, e sarò il loro Dio ed essi saranno La mia gente."

Chi cercate, cercate, di chi vi compiacete - cioè, professate di farlo; “Verrà”, ma sarà molto diverso da Colui che cercate, un Vendicatore dei vostri nemici. Il giudizio verrà, ma comincerà da voi stessi.

Verranno improvvisamente - o “inconsapevoli, quando gli uomini non dovrebbero pensare a loro; donde forse è che i giudei annoverano il Messia tra quelli che verranno alla sprovvista». Come, qui si dice della sua prima venuta, così si dice della sua seconda venuta (che può essere compresa sotto questo qui detto) che se non l'attendono diligentemente Luca 21:35 , "verrà su di loro senza saperlo Marco 13:36.

improvvisamente Matteo 24:44. in un'ora in cui pensano di no». “Il Signore della gloria viene sempre, come un ladro di notte, a coloro che dormono nei loro peccati”.

Ecco, verrà - : insiste ancora e richiama la loro mente a quella Venuta, certa, rapida, nuova, meravigliosa, sulla quale tutti gli occhi dovrebbero essere puntati, ma la sua venuta sarebbe un tempo di vagliatura.

2 E chi può sopportare il giorno della sua venuta? E chi starà in piedi quando Egli apparirà? - La risposta implicita è "Nessuno"; come nel Salmo Salmi 130:3 , "Se tu, Signore, consideri le iniquità, o Signore, chi resisterà?" Gioele aveva chiesto lo stesso: “Il giorno del Signore è grande e molto terribile; e chi può sopportarlo?" “Come può la debolezza dell'uomo sopportare tale potenza; la sua cecità, tale luce; la sua fragilità, tale potere; la sua impurità, tale santità; la pula, un tale fuoco? Poiché Egli è come il fuoco di un raffinamento. Chi non fallirebbe per lo stupore, la paura, l'orrore, il timore reverenziale, davanti a tanta maestà?

Malachia sembra fondere, come Gioele, la prima e la seconda venuta di nostro Signore. Anche la prima venuta è stata un tempo di vagliatura e di separazione, secondo che coloro ai quali è venuto, l'hanno ricevuto o non l'hanno ricevuto. La separazione non era definitiva, perché c'era ancora spazio per il pentimento; ma era reale, un impegno del giudizio finale. Giovanni 9:39 , "per il giudizio", nostro Signore dice, "Io sono venuto in questo mondo, affinché quelli che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi"; e ancora Giovanni 12:31 , “Ora è il giudizio di questo mondo;” e Giovanni 3:18 , “Chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell'Unigenito Figlio di Dio; Giovanni 3:36.

Chi non crede al Figlio, non vedrà la vita, ma l'ira di Dio dimora su di lui». Come, d'altra parte, dice Giovanni 6:54. “Chi mangia la Mia Carne e beve il Mio Sangue ha la vita eterna”; e Giovanni 6:47 , "chi crede nel Figlio ha vita eterna"; “ha”, Egli dice; non, "avrà;" "l'ha", in realtà presente e sincera, anche se può perderla: così l'altra classe è "già condannata", sebbene l'una possa pentirsi ed essere salvata, l'altra possa Ezechiele 33:18. “allontanati dalla sua giustizia e commetti iniquità”; e se persevererà in essa, «vi morirà».

È quindi un giudizio sempre presente. Ogni anima dell'uomo è in uno stato di grazia o fuori di esso; nel favore di Dio o sotto la Sua ira; e il giudizio del Grande Giorno, in cui saranno rivelati i segreti dei cuori degli uomini, non sarà che una manifestazione esteriore di quel giudizio ora nascosto. Ma le parole, nel loro senso più pieno, implicano un passaggio di quel giudizio, in cui gli uomini stanno o non stanno, come in quelle di nostro Signore Luca 21:35.

“Come un laccio cadrà quel giorno su tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate, dunque, e pregate sempre, affinché possiate essere ritenuti degni di sfuggire a tutte queste cose che accadranno e di stare davanti al Figlio dell'uomo». e Paolo Efesini 6:13. “Prendete l'intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e, dopo aver fatto tutto, resistere”; e nell'Apocalisse Apocalisse 6:16.

“Hanno detto alle montagne e alle rocce; Cadi su di noi e nascondici dall'ira di Colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello. Poiché il gran giorno della sua ira è giunto, e chi potrà resistere?». Asaf dice di una distruzione temporale, ma per questa vita, finale; Salmi 76:6 , "Al tuo rimprovero, o Dio di Giacobbe, sia il carro che il cavallo sono gettati in un sonno profondo. Sei da temere, e chi può stare al tuo cospetto, quando sei adirato?».

Poiché Egli è come il fuoco di un raffinatore, e come la zuppa di un riempitore - Sono menzionati due tipi di materiali per la pulizia, quello severo, in cui i materiali più vili sono lavorati con il minerale ricco; l'altro mite, dove la contaminazione è facilmente separabile. “Verrà come un fuoco che raffina; Salmi 50:3 , 'un fuoco arderà davanti a lui, e sarà molto tempestoso intorno a lui.

poi chiamerà dall'alto il cielo e la terra, per giudicare il suo popolo». ruscelli di fuoco spazzeranno davanti a sé, portando via tutti i peccatori. Perché il Signore è chiamato fuoco, e Deuteronomio 4:24. fuoco divorante, per bruciare il nostro 1 Corinzi 3:12.

legno, fieno, stoppie. E non solo il fuoco, ma il sapone di Fuller. Per coloro che peccano gravemente, Egli è un fuoco che affina e consuma, ma per coloro che commettono peccati leggeri, sapone di colmo, per restituirgli la purezza, quando viene lavato”.

Eppure, sebbene lieve in confronto, anche questo aveva la sua severità, poiché i vestiti che venivano lavati (di cui si usa la parola) venivano calpestati dai piedi. "Il nitrum e il sapone del fuller sono penitenza." Eppure il candore e la purezza così restaurati, sono, alla fine, perfezionati. L'ispirazione non poteva trovare paragone più adeguato per noi, per lo splendore della veste di nostro Signore dalla gloria della Trasfigurazione, di Marco 9:3 , “più che bianco come la neve; così come nessun più pieno sulla terra può imbiancarli”.

Nostro Signore è, in molti modi, come un fuoco. Dice di se stesso; Luca 12:49 , "Io sono venuto per mandare un fuoco sulla terra, e cosa farò, se è già acceso?" Giovanni Battista disse di lui Luca 3:16 : "Egli ti battezzerà in Spirito Santo e con fuoco". Accende nel cuore “un fuoco d'amore”, che addolcisce ciò che è duro, la volontà.

“Lava la macchia che c'è qui,

Cospargere ciò che è secco o severo,

Guarisci e lega lo spirito ferito;

piega tutto ciò che è ancora testardo,

Accendi ciò che è freddo e gelido,

Ciò che ha vagato guida rettamente».

Ma poiché Dio è "un fuoco divorante", che deve bruciare le scorie, a meno che non siamo Geremia 6:29 "argento reprobo" che "il fondatore fonde invano", o deve, con la sua grazia, consumare il peccato dentro di noi, o ci deve consumare con esso, all'inferno.

3 Ed Egli siederà - o come Re e Giudice sul Suo trono, con autorità, ma anche per provare accuratamente la causa di ciascuno, separando le apparenti virtù dalle vere grazie; ipocriti, più o meno consapevolmente, dai suoi veri servi.

Egli purificare o i figli di Levi - Questi erano stati prima i leader in degenerazione, i corruttori del popolo con il loro esempio e connivenza. In realtà Atti degli Apostoli 6:7 , "una grande compagnia di sacerdoti era obbediente alla fede". Anche Barnaba era un levita.

Atti degli Apostoli 4:36. Ma più in gran parte, come Sion e Gerusalemme sono i titoli per la Chiesa cristiana, e Israele che credeva fosse il vero Israele, così "i figli di" Levi sono i veri Leviti, gli Apostoli ei loro successori nel sacerdozio cristiano.

Fu attraverso tre secoli di persecuzioni che la Chiesa fu purificata dal fuoco.

Che possano offrire -, letteralmente "e saranno al tuo Signore offerte di un'oblazione in rettitudine", cioè, saranno tali, e quello, abitualmente, costantemente. Di nuovo, qui e nelle parole successive, "e l'oblazione di Giuda sarà gradita al Signore", è notevole che l'"oblazione", a cui corrisponde la santa eucaristia, sia menzionata solo. Delle sanguinose offerte Malachia tace, perché dovevano cessare.

In giustizia -, come profetizzò Zaccaria, "per poterlo servire in santità e giustizia davanti a Lui tutti i giorni della nostra vita".

4 Allora (E) l'offerta di Giuda e Gerusalemme - La "legge", la nuova rivelazione di Dio, era per Isaia 2:3. “uscite da Sion e la parola del Signore da Gerusalemme”. Giuda e Gerusalemme quindi sono qui la Chiesa Cristiana. “Saranno piacevoli (letteralmente dolci) al Signore”. È un capovolgimento (usando la stessa parola) di ciò che Dio aveva detto di loro nel tempo della loro decadenza religiosa Osea 9:4.

“non offriranno offerte di vino al Signore, né gli saranno dolci; Geremia 6:20. i tuoi olocausti non sono graditi, né i tuoi sacrifici mi sono dolci».

Come nei tempi antichi -, prima dei giorni della degenerazione; così com'è nelle antiche Liturgie “Degnati di guardare ad esse (le oblazioni consacrate) con volto propizio e sereno, e di accettarle, come ti sei degnato di accettare i doni del tuo giusto Abele e il sacrificio del nostro patriarca Abramo, e il santo sacrificio, l'offerta immacolata, che il tuo sommo sacerdote Melchisedec ti ha offerto.

” “L'oblazione del sacramento dell'Eucaristia, fatta dai Giudei che credessero in Cristo, che si sa essere stata dapprima istituita da Cristo nella città di Gerusalemme, e poi continuata dai suoi discepoli ( Matteo 26 ( 29); Atti degli Apostoli 2:42 , Atti degli Apostoli 2:46.

) sarà gradito al Signore, come i sacrifici dei patriarchi, Melchisedec, Abramo, e dei santi sacerdoti nella legge, come Aaronne; sì, la verità ha la precedenza sulla figura e sull'ombra; il sacrificio della nuova legge è più eccellente e gradito a Dio, di tutto il sacrificio, della legge o davanti alla legge. Con questo concorda ciò che il Signore dice alla sinagoga Isaia 1:25 , Isaia 1:28 : “Io volgerò la mia mano su di te, e purificherò le tue scorie e toglierò tutto il tuo stagno; e ristabilirò i tuoi giudici come all'inizio e i tuoi consiglieri come all'inizio: e la distruzione dei trasgressori e dei peccatori sarà insieme e quelli che abbandonano il Signore saranno consumati». Quindi ora segue.

5 E mi avvicinerò a te per giudicare - Avevano invocato a gran voce la venuta del "Dio del giudizio"; Dio assicura loro che verrà al giudizio, che avevano desiderato, ma molto diverso da quello che cercano. I pochi sarebbero stati purificati; la gran massa di loro (così che li chiama "voi"), il corpo principale di coloro che avevano tanto gridato, troverebbe che è venuto come giudice, non per loro ma contro di loro.

E sarò un rapido testimone - o “Nel giudicare renderò testimonianza, e testimoniando, io, lo stesso, produrrò giudizio, dice il Signore; perciò il giudizio sarà terribile, poiché il giudice è un testimone infallibile, che la coscienza di nessuno potrà contraddire».

Dio sarebbe un "testimone rapido", come aveva detto prima: "Verrà all'improvviso". Nostro Signore si chiama ( Apocalisse 3:14; Apocalisse 1:5 , "Io, e non altri testimoni, avendo visto con i miei occhi." Theod. Jerome) "il testimone fedele e veritiero", quando si trova in mezzo a la Chiesa, come loro Giudice.

I giudizi di Dio sono sempre inaspettati da coloro sui quali cadono. I peccati sono quelli particolarmente condannati dalla legge; l'uso delle arti magiche come allontanamento degli uomini da Dio, il resto come peccati di speciale malignità. Le arti magiche erano diffuse al tempo della venuta di nostro Signore; e l'adulterio, come mostra la storia della donna colta in adulterio, quando i suoi accusatori furono condannati nella loro stessa coscienza.

( Giovanni 8:9 , “generazione adultera”. Matteo 12:39. Lightfoot su Giovanni 8:3 cita Sotah f. 47. 1. “Dal tempo in cui si moltiplicarono gli omicidi, cessò la decapitazione della giovenca: dal tempo che gli adulteri si moltiplicarono, le acque amare cessarono:” e Maimonide su Sotah, c.

3. “Quando gli adulteri si moltiplicarono sotto il secondo Tempio, il Sinedrio abolì la prova delle adultere per l'acqua amara; basandosi sul fatto che sia scritto: 'Non visiterò le tue figlie quando si prostituiscono, né i tuoi coniugi quando commettono adulterio'". , nel Sinedrio, e forse tra coloro che hanno portato l'adultera davanti a Cristo.

Poiché alcune cose rendono probabile che gli “scribi e farisei”, qui menzionati, fossero anziani della sinagoga”. Giustino li rimprovera di avere nuove mogli, ovunque andassero nel mondo. Comporre. fin. P. 243. Traduzione di Oxford.)

Opprimere il mercenario -, letteralmente "opprimere il mercenario ", vale a dire, trattarlo in modo oppressivo. "Ecco", dice Giacomo Giacomo 5:4 , "il salario dei lavoratori che hanno mietuto i tuoi campi, che ti è stato trattenuto con l'inganno, grida; e le grida di coloro che hanno mietuto sono entrate negli orecchi del Signore di Sabaoth.

"Il semplice ritardo nel pagamento del salario del lavoratore ha portato il peccato a lui, contro il quale ha gridato a Dio Deuteronomio 24:14. Non è un peccato leggero, poiché è unito al più pesante e si dice che raggiunga le orecchie di Dio. La vedova e l'orfano stanno in un rapporto di speciale vicinanza a Dio.

E non temetemi - Chiude con il difetto centrale, che era la molla di tutti i loro peccati, l'assenza del timore di Dio. La commissione di uno qualsiasi di questi peccati, per quanto infelicemente diffusi siano, dimostra che coloro che li hanno commessi non avevano timore di Dio. “Nulla impedisce che ciò si riferisca alla prima venuta di Cristo. Poiché Cristo, predicando ai Giudei, esercitò su di loro un giudizio di giusta riprovazione, specialmente dei sacerdoti, degli scribi e dei farisei, come mostrano i Vangeli».

6 Io sono il Signore, non cambio -, meglio, più concisamente: “Io, il Signore

Non cambio -. Il nome proprio di Dio, "Colui che è", implica la Sua immutabilità. Perché il cambiamento implica l'imperfezione; si trasforma in ciò che è o più perfetto o meno perfetto: in qualcosa che quell'essere, che cambia, non è o non ha. Ma Dio ha tutto in Sé perfettamente. “Tu solo, o Signore, sei ciò che sei e tu sei chi sei. Perché ciò che è una cosa nel tutto e un'altra nelle parti, e in cui qualcosa è soggetto a cambiamento, non è del tutto ciò che è.

E ciò che incomincia dal non essere, e si può concepire come non essere, e sussiste solo per un'altra cosa, ritorna al non essere; e ciò che ha un 'è stato', che ora non è, e un 'essere', che ancora non è, cioè non è, propriamente e assolutamente. Ma tu sei ciò che sei. Per qualunque cosa tu sia in qualsiasi tempo o "modo", che tu sei interamente e sempre; e Tu sei, che sei propriamente e semplicemente, perché non hai né 'essere stato' né 'essere in procinto di essere;' ma solo per essere presente; e non può essere concepito, mai non essere stato”. “C'è un solo Bene semplice, e quindi Uno Solo Immutabile, che è Dio.”

La “nostra” vita è un “divenire” più che un semplice “essere”; è una continua perdita di ciò che avevamo, e guadagno di ciò che non avevamo, perché "in quanto uno non è ciò che era, ed è ciò che non era, fintanto muore e risorge"; muore per ciò che era, sorge per essere qualcos'altro.

“L'aumento evidenzia un inizio; diminuzione, morte e distruzione. E perciò Malachia dice: 'Io sono Dio e non cambio', conservando sempre il proprio stato d'essere; perché ciò che non ha origine non può essere cambiato”.

Così il Salmista dice Salmi 102:27 , "Come una veste, li cambierai e saranno cambiati, ma tu sei lo stesso, e i tuoi anni non verranno meno"; e Balaam, controllato da Dio Numeri 23:19. “Dio non è un uomo da mentire, né il figlio dell'uomo da pentirsi”; e Giacomo 1:17 , "presso il quale non c'è variabilità, né ombra di mutamento".

Di questa immutabilità di Dio partecipano i suoi santi, nella misura in cui si fissano in Dio. “L'anima dell'uomo pende da colui dal quale è stata fatta. E siccome è stato fatto desiderare solo Dio, ma tutto ciò che vuole in basso è inferiore a Lui, non basta giustamente ciò che non è Dio. Quindi è che l'anima è dispersa di qua e di là, ed è respinta da tutto ciò a cui è portata, per la loro sazietà.

Ma i santi uomini si guardano da cauta osservazione, per non essere rilassati dalla loro intenzione per il cambiamento, e perché desiderano essere gli stessi, si legano saggiamente al pensiero, per cui amano Dio. Perché nella contemplazione del Creatore, riceveranno questo, che dovrebbero sempre godere di una stabilità mentale. Nessuna mutevolezza allora li dissipa, perché il loro pensiero persevera sempre, libero da dissomiglianza a se stesso.

Perciò ora imitano, sforzandosi con fatica, ciò che d'ora in poi riceveranno con gioia in dono”. Alla quale immutabilità si era legato il profeta con la forza dell'amore, quando aveva detto Salmi 27:4 "Una cosa ho chiesto al Signore, che richiederò, per abitare nella casa del Signore". A questa unità si aggrappò intensamente Paolo, quando disse, Filippesi 3:13 : “Una cosa io faccio, dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, mi spingo avanti verso il segno per il premio di l'alta vocazione di Dio in Cristo Gesù”.

E voi figli di Giacobbe non siete consumati - L' uomo si sarebbe spesso stancato della malvagità e della caparbietà dell'uomo. Siamo impazienti l'uno dell'altro, ci disperiamo prontamente l'uno dell'altro. Dio avrebbe potuto giustamente respingere loro e noi; ma Lui non cambia. Egli si attiene all'alleanza che ha stretto con i loro padri; Non li ha consumati; ma con il suo stesso immutabile amore attendeva il loro pentimento. La nostra speranza non è in noi stessi, ma in Dio.

7 Anche dai giorni dei vostri padri - Tornate a quei giorni e da loro vi siete allontanati dalle Mie ordinanze. “Non sono cambiato dal bene; non siete cambiati dal male. sono immutabile in santità; siete immutabili nella perversità”.

Ritorna a Me - L'inizio del nostro ritorno è dalla grazia preveniente di Dio. Geremia 31:18; Lamentazioni 5:21 , “ Lamentazioni 5:21 , e io sarò rivolto, perché tu sei il Signore mio Dio”, è la voce dell'anima a Dio, che si prepara alla Sua grazia; Salmi 85:4 , “Rivolgici, o Dio della nostra salvezza.

Perché l'anima può volgersi a Dio non con le proprie forze, ma con la sua grazia. "Rivolgiti a Me e io tornerò a te", è la Voce di Dio, riconoscendo il nostro libero arbitrio e promettendo il Suo favore, se accettiamo in cambio la Sua grazia.

E voi dite: Dove ritorneremo? - Strana ignoranza dell'anima accecata, inconsapevole che Dio ha qualcosa contro di essa! È lo spirito farisaico nel Vangelo. Si riconoscerebbe senza dubbio in termini generali un peccatore, ma quando è chiamato a volgersi totalmente a Dio, come totalmente allontanato da Lui, chiede: “In che cosa? Che cosa avrebbe Dio da me?" come se fosse pronto a farlo.

8 Un uomo deve derubare o imbrogliare, frodare Dio? Dio risponde domanda per domanda, ma in tal modo la guida verso l'anima del peccatore e fa appello alla sua coscienza. La coscienza è temprata e risponde di nuovo: "In che cosa?" Dio specifica solo due cose, ovvie, evidenti, che, essendo cose materiali, non potevano negare. "In decime e offerte". Le offerte includevano diverse classi di tributi a Dio:

(a) le primizie;

(b) il mezzo siclo annuale Esodo 30:13;

(c) le offerte fatte per il tabernacolo Esodo 25:2; Esodo 35:5 , Esodo 35:21 , Esodo 35:24; Esodo 36:3 , Esodo 36:6 e il secondo tempio Esdra 8:25 alla sua prima erezione; si usa per offerte ordinarie;

(d) delle decime delle proprie decime, che i Leviti pagavano ai sacerdoti Numeri 18:26 , Numeri 18:28;

(e) delle porzioni del sacrificio che Levitico 7:14 ai sacerdoti Levitico 7:14.

9 Siete stati maledetti con la maledizione - (non "con una maledizione"). La maledizione minacciata era scesa su di loro: ma, come supponeva in Levitico il peso ripetuto, "Se ancora camminate contro di me", avevano perseverato nel male. Dio aveva già mostrato il suo dispiacere. Ma essi, lungi dall'essere modificati da essa, erano i più induriti nel loro peccato. Forse, come fanno gli uomini, hanno supplicato la loro punizione, come motivo per cui non dovrebbero emendarsi.

Hanno frodato Dio, sotto false pretese. Erano impoveriti dalla Sua maledizione, e quindi non potevano permettersi di pagare le decime; come dicono gli uomini, “i tempi sono brutti; quindi non possiamo aiutare i poveri” di Cristo. “E voi mi state ancora defraudando” Me, voi; uomo, Dio. E questo non l'uno o l'altro, ma tutto questo popolo. Era un contraccambio di ciò, in cui avevano offeso. “Poiché non avete pagato le decime e le primizie, siete maledetti per la fame e la miseria.

"Poiché il popolo non ha pagato le decime e le primizie ai Leviti, il Signore dice che Egli stesso ha sofferto la frode, i cui ministri, costretti dalla fame e dalla miseria, hanno abbandonato il tempio. Se infatti è visitato da altri in carcere, è malato, è accolto e curato, e, affamato e assetato, riceve cibo e bevanda, perché non dovrebbe ricevere le decime nei suoi ministri e, se non sono date, essere Privato lui stesso della sua parte?"

10 Portate le decime intere -, non solo una parte, trattenendo più o meno, e, come aveva detto, defraudando Dio, offrendo, come Anania, a parte, come se fosse stato il tutto; nel tesoro, dove furono raccolti al tempo di Ezechia e di nuovo, in questo momento, per ordine di Neemia, "affinché ci sia cibo", non superfluo, nella mia casa "per coloro che prestano servizio nella casa di Il mio santuario.

” Nehemia 13:10. “Prima della riforma, i leviti e i cantori erano fuggiti ciascuno nel suo campo, perché la parte dei leviti non era stata loro assegnata”. Su rimostranza di Neemia, aiutato da Malachia, "la decima del grano, del vino e dell'olio nuovo furono portati nei tesori".

Porta le decime intere - o“Tu sai che tutte le cose che vengono a te sono di Dio, e non dai le sue al Creatore di tutto? Il Signore Dio non ha bisogno: non chiede ricompensa, ma riverenza: non chiede nulla di tuo per restituirgli. Ti chiede “primizie e decime”. Negro, cosa faresti se prendesse nove parti per sé e lasciasse a te la decima? E se ti dicesse; 'Uomo, tu sei mio, che ti ha fatto; Mia è la terra che coltivi; miei sono i semi che tu semini; Miei sono gli animali, che tu stanchi; Mie sono le piogge, miei i venti, mio ​​il calore del sole; e siccome miei sono tutti gli elementi per cui vivi, tu che dai solo il lavoro delle tue mani, meriti solo le decime». Ma poiché Dio onnipotente ci nutre con amore, dà la più ampia ricompensa a noi che lavoriamo poco:

E provami ora con la presente, in o mediante questa cosa: Dio si impegna alle sue creature, in un modo in cui esse stesse possono verificare. “Se obbedirai, provvederò a tutte le tue necessità; se no, continuerò la tua carestia”. Per qualunque legge Dio ordinasse la creazione materiale, diede loro una prova, del cui compimento essi stessi potevano giudicare, di cui essi stessi avrebbero dovuto giudicare.

Erano stati afflitti da anni di bisogno. Dio promette loro anni di abbondanza, a una condizione che Egli nomina. Cosa penserebbero ora gli uomini, se qualcuno, in nome di Dio, avesse promesso che una malattia o un'altra, che danneggiavano i nostri raccolti o il nostro bestiame, sarebbe cessata immediatamente, se una delle leggi di Dio fosse stata osservata? Avremmo dovuto essere ritenuti finti, e giustamente, perché non avevamo alcun incarico da parte di Dio. Dio autentica coloro per cui parla; Promette, che solo può eseguire.

“Ci sono tre chiavi che Dio ha riservato nelle Sue mani, e non ha consegnato a nessuno per amministrare o sostituire, le chiavi della vita, della pioggia e della risurrezione. Nell'ordinare la pioggia guardano alla sua grande potenza, non meno che nel dare la vita prima, o poi risuscitare i morti ad essa; come Paolo dice Atti degli Apostoli 14:17 , "Dio non ha lasciato se stesso senza testimonianza, in quanto ha operato il bene e ha dato la pioggia, dal cielo e le stagioni feconde".

Se non aprirò le finestre del cielo - o Al tempo del diluvio, furono come aperte, per la distruzione dell'uomo: ora, Dio farà piovere abbondantemente per te, per amor loro. "E versati, letteralmente svuotati", dai loro completamente, senza trattenere nulla. Così nel Vangelo è detto che l'amore di Dio è "sparso e sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato".

“Che non c'è abbastanza spazio per riceverlo; letteralmente fino a quando non c'è sufficienza.” (In Salmi 72:7 (citato da Ges. Ros. ecc.) "ci sarà abbondanza di pace ירח בלי עד , letteralmente, "finché non ci sarà la luna", ha un significato letterale, che la pace dovrebbe durare fino alla fine della nostra creazione, senza dire nulla di ciò che sta al di là.

). Il testo non esprime ciò che non dovrebbe essere sufficiente, sia da parte di Dio sia da parte dell'uomo. Eppure era un'ironia troppo grande, se capita di Dio. La sua sovrabbondanza, “sopra tutto ciò che possiamo chiedere o pensare”, è un primo principio nella concezione di Dio, come Sorgente Infinita di tutto l'essere. Ma dire di Dio. che riversasse la sua benedizione, finché l'uomo non potesse contenerla, è una beatitudine dell'eternità, che i doni di Dio traboccheranno la capacità delle sue creature di riceverli.

La pentola dell'olio versò l'olio, finché, sui profeti che dicevano 2 Re 4:6 , "Portami ancora un vaso", il figlio della vedova disse: Non c'è più vaso. E l'olio è rimasto”. I doni di Dio sono limitati solo dalla nostra capacità di riceverli.

11 E rimprovererò il divoratore, la locusta, il bruco o qualsiasi altro flagello di Dio. Potrebbe essere che quando la pioggia ha innaffiato i campi, la locusta o il bruco ecc. potrebbero distruggere il grano, così che le fatiche dell'uomo dovrebbero perire; pertanto aggiunge: “Rimproverò il divoratore. Né la tua vigna darà i suoi frutti prima del tempo», facendo una bella promessa, ma tagliata dal gelo o dalla grandine; i fiori o il frutto acerbo che spargono la terra, in segno del dispiacere di Dio.

12 Tutte le nazioni ti chiameranno beata - La promessa va oltre la prosperità temporale della loro obbedienza immediata. Pochi potevano conoscere o pensare molto alla restaurata prolificità della Giudea; nessuno poteva conoscere i suoi antecedenti. Un popolo, così come gli individui, può morire di fame e nessuno lo sa. Se l'intera popolazione di Giuda si fosse estinta, i loro padroni persiani non se ne sarebbero occupati, ma avrebbero inviato nuovi coloni per sostituirli e pagare il tributo al grande re.

L'unico interesse, che tutte le nazioni potevano avere in loro, era quello di essere il popolo di Dio, dal quale doveva venire, "il Desiderio di tutte le nazioni, nel quale sarebbero state benedette tutte le famiglie della terra". Di questo, il favore esteriore di Dio era la garanzia; avrebbero di nuovo le benedizioni che aveva promesso al suo popolo.

E sarai chiamato una terra deliziosa, letteralmente "una terra di buon piacere". Non era tanto la terra quanto le persone; sarete chiamati. La terra rappresenta le persone su di essa, nelle quali risiedono le sue caratteristiche. Il fiume Giordano non era così brillante come Abana e Pharpar: “l'aspetto della riva” è lo stesso, quando gli abitanti sono spiritualmente o moralmente morti; solo il più bello, in contrasto con lo “spirito dell'uomo” senza vita.

Così Isaia dice Isaia 62:2 “Le nazioni vedranno la tua giustizia e tutti i re la tua gloria; e tu sarai chiamato con un nome stridulo, che la bocca del Signore chiamerà. terra Sposata: poiché il Signore si compiace di te e la tua terra sarà sposata». Dio e l'uomo dovrebbero rallegrarsi di lei.

13 Le tue parole sono state forti contro di Me -, probabilmente "oppressive per Me", come si dice, la carestia era forte sulla terra. E voi avete detto: "Che cosa abbiamo detto tra noi contro di te?" Di nuovo, l'intera incoscienza dell'ignoranza di sé e della presunzione! Avevano criticato Dio e non lo sapevano. “Prima aveva detto Malachia 2:17. «Voi avete stancato il Signore con le vostre parole e avete detto: In che cosa lo abbiamo stancato? Quando avete detto: Chiunque fa il male è buono agli occhi del Signore'” ecc.

Ora lo ripete in modo più completo. Sembrava infatti che il popolo che tornava da Babilonia conoscesse Dio, osservasse la legge, comprendesse il proprio peccato e offrisse sacrifici per il peccato; pagare le decime, osservare il sabato e il resto, comandato dalla legge di Dio, e vedendo tutte le nazioni intorno a loro abbondanti di ogni cosa, e che esse stesse erano in miseria, fame e miseria, si scandalizzò e disse: ' Che cosa mi giova che io adoro l'Unico Vero Dio, abomino gli idoli e, pungente della coscienza del peccato, cammino tristemente davanti a Dio?' Un tema, che viene perseguito più ampiamente in Salmi 73.

” Solo il Salmista riferisce le sue tentazioni a Dio e la liberazione di Dio da loro; questi li adottarono e li parlarono contro Dio. Affermano, per il loro servizio parziale e scarso, di aver adempiuto la legge di Dio, prendendo su di sé le parole di Dio di Abramo, "ha mantenuto la mia carica" ​​.

14 Avete detto: È vano servire Dio - o “come non ricevere alcun guadagno o ricompensa per il loro servizio. Questo è il giudizio del mondo, per cui i mondani pensano gli uomini pii, giusti, sinceri, severi, vani, cioè specialmente quando li vedono impoveriti, disprezzati, oppressi, afflitti, perché non conoscono i veri beni della virtù e della gloria eterna, ma misura tutte le cose con la vista, il senso e il gusto.

In verità, se i giusti non avessero speranza in un'altra e migliore vita, invano affliggerebbero se stessi e porterebbero le afflizioni degli altri. Infatti, come dice l'Apostolo 1 Corinzi 15:19. 'Se solo in questa vita abbiamo speranza in Cristo, noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini'. Ma ora, sperando in un'altra vita benedetta ed eterna per le lievi tribolazioni di questo, siamo i più felici di tutti gli uomini”.

E abbiamo camminato tristemente - o Di nuovo prendono nella loro bocca le parole dei salmisti, che hanno preso l'abito di lutto, andando in lutto davanti a Dio per le afflizioni del loro paese.

15 E ora chiamiamo l'orgoglioso felice (beato) - Stando così le cose, riassumono il caso contro Dio. Dio aveva dichiarato che tutte le nazioni avrebbero dovuto "chiamarle benedette" Malachia 3:12. se obbedissero. Rispondono, usando le Sue parole; E «ora noi (sottolineano la parola noi) dichiariamo beati», infatti, quelli che Dio aveva pronunciato maledetti: Salmi 119:21.

"Hai rimproverato i superbi, che sono maledetti". La loro caratteristica, tra gli altri uomini cattivi, è l'insolenza Proverbi 21:24. arroganza, traboccante di presunzione e presuntuoso verso Dio. Il motivo della sentenza di Babilonia era "è stata orgogliosa verso il Signore, il Santo d'Israele"; Jethro dice degli egiziani, come motivo della sua fede in Dio ( Esodo 18:11.

È usato dell'Egitto verso Israele. Nehemia 9:16.) "perché, nella cosa che trattavano con orgoglio", era "sopra di loro". Descrive il carattere dell'atto di Israele, quando Dio ordinò loro di "non salire, né combattere, e non volevano udire, e salirono presuntuosamente nella battaglia" Deuteronomio 1:41 , Deuteronomio 1:43 l'atto contumace di coloro , il quale, appellandosi al giudizio di Dio, lo rifiutò poi: Deuteronomio 17:12.

dei compagni di Johanan, che accusano Geremia di dire il falso in nome di Dio; Geremia 43:2. sono persone che si alzano Salmi 86:14. falsificare menzogne ​​contro Salmi 119:69.

scavare fosse per Salmi 119:85. trattare in modo perverso, Salmi 119:78. tenere in derisione Salmi 119:51. opprimere Salmi 119:122. il pio. Che si tratti o no, significano specificamente i pagani, coloro che questi dichiararono beati, erano coloro che disprezzavano Dio.

Sì, gli operatori di malvagità, quelli che abitualmente lo lavorano, di cui è l'impiego, “sono edificati; sì, hanno provato Dio e sono fuggiti”. Dio aveva promesso che, se Geremia 12:16 , "imparano diligentemente le vie del mio popolo, saranno edificati in mezzo al mio popolo"; questi dicono, gli operatori di malvagità "erano stati edificati:" Dio aveva ordinato a se stessi Geremia 3:10 , "provateMi in questo;" queste risposte, gli empi lo avevano provato, ed erano rimasti impuniti.

16 Allora quelli che temevano il Signore parlavano spesso tra di loro - La superbia degli empi invocava la pietà dei timorati di Dio. “Quanto più gli empi parlavano contro Dio, tanto più questi parlavano tra loro per Dio”. Entrambi andarono avanti fino al Grande Giorno della separazione. È vero, come hanno detto quelli, la distinzione tra giusto e malvagio non era ancora stata fatta, ma era nascosta. “Parlavano tra loro”, rafforzandosi a vicenda contro i detti empi degli empi.

E il Signore ascoltò e udì - Dio, che questi consideravano un ozioso osservatore, o indipendentemente, per tutto il tempo (per parlare alla maniera degli uomini) stava "piegando l'orecchio" dal cielo "e udiva". Non una sola parola pia leale per Lui e la Sua gloria, Gli sfuggì.

E un libro di memorie fu scritto prima di Lui - I re fecero scrivere le loro cronache in cui furono registrate le buone o cattive azioni delle persone verso di loro. Ma l'immagine è una delle più antiche della Scrittura e, nelle stesse parole, "il Signore disse a Mosè: Scrivi questo, un memoriale in un libro". Dio può parlarci solo nella nostra lingua. Un'espressione non è più umana di un'altra, poiché tutte lo sono.

Poiché presso Dio tutte le cose sono presenti, e la memoria si riferisce al passato, parlare di Dio come "ricordare" è un'espressione imperfetta riguardo a Dio, come parlare di "un libro". , “L'oblio non ha posto presso Dio, perché Egli non è in alcun modo mutato; né ricordo, perché non dimentica». Entrambe le espressioni sono usate, solo per raffigurare vividamente nella nostra mente, che le nostre azioni sono presenti presso Dio, nel bene o nel male; e nel Giorno del Giudizio li manifesterà agli uomini e agli angeli, come letti da un libro, e li ripagherà.

Così Daniele aveva detto Daniele 7:10 , "il giudizio fu fissato e i libri furono aperti". E Giovanni dice Apocalisse 20:12 : “I libri furono aperti e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; ei morti furono giudicati dalle cose che erano scritte nei libri, secondo le loro opere.

Così Mosè dice a Dio, Esodo 32:32 : "Se no, cancellami dal tuo libro che hai scritto"; e Davide, profetizzando, prega Salmi 69:28 , "Siano cancellati dal libro dei viventi, e non siano scritti tra i giusti;" e nostro Signore ordina ai suoi discepoli Luca 10:20 : "Rallegratevi in ​​questo, che i vostri nomi sono scritti nei cieli".

E quel pensiero sul Suo nome - Piuttosto, "stimato, apprezzato", esso, in contrasto con quelli che Malachia 1:6. “disprezzato”; come, di Cristo, quando dovrebbe venire, è detto Isaia 53:3 , “Egli fu disprezzato e noi non lo stimammo.

” “Il pensiero sul Suo Nome importa, non un puro pensiero di, ma una dovuta stima e terribile riguardo, in modo da evitare con ogni cura tutte le cose che possono tendere al suo disonore, come sempre in Sua presenza e con rispetto a Lui e timore di Lui”. "Si tratta di coloro che meditano sempre sulle vie del Signore e sulla conoscenza della sua divinità, poiché il suo nome è lui stesso, e lui è il suo nome;" “i saggi di cuore che conoscono il mistero del terribile Nome glorioso”.

17 E saranno Miei, dice il Signore degli eserciti, in quel giorno in cui inventerò i Miei gioielli - o la ricorrenza delle parole, עשה אני אשר יום , Mal. 3:21. ebraico ( Malachia 4:3 in inglese), e il סגלה לי והייתם Exo.

19:5; così che abbiamo entrambe le frasi altrove. In Deuteronomio 7:6 , c'è l'equivalente לעם לו להיות סגלה e simili, Deuteronomio 14:2; Salmi 135:4.

) o forse meglio, "E saranno per me, dice il Signore degli eserciti, in quel giorno che farò (o, in cui farò questo) un tesoro speciale". “Nel giorno del giudizio, coloro che Mi temono e credono e mantengono la Mia provvidenza saranno per Me un tesoro speciale, cioè un popolo a Me unicamente appartenente e prezioso, benedetto nella mia visione e fruizione. Poiché, come nell'antica legge Israele era un tesoro speciale, un popolo speciale e un'eredità di Dio, scelto tra tutte le nazioni, così nella nuova legge i cristiani e i giusti per grazia sono il tesoro speciale di Dio e in cielo sarà il suo tesoro speciale nella gloria, posseduto da Dio e possedendo Dio.

' Il "tesoro speciale" è qualcosa di molto apprezzato, tenuto in grande considerazione e custodito. Tali sono i cristiani, comprati a caro prezzo, anche dal prezioso Sangue di Cristo; ma molto più evidentemente tali saranno, dice Malachia, in tutta l'eternità, che quel giorno del castigo finale deciderà, "gioiando della partecipazione del loro Creatore, dalla cui eternità sono fissati, dalla cui verità sono assicurati, dalla cui dono sono santi”.

E li risparmierò - È una parola notevole, come quella usata da coloro che dovrebbero essere per Lui un "tesoro speciale", insegnando che, non per i propri meriti, saranno tali, ma per la sua grande misericordia. È in contrasto con il destino degli empi, che quel giorno condanneranno a Dio in eterno. Tuttavia, anche i salvati avranno avuto bisogno della tenera misericordia di Dio, per la quale Egli perdonò i loro misfatti e ebbe compassione di loro Salmi 130:3 , "Se tu, Signore, farai le iniquità, o Signore, chi resisterà?" Tra coloro che Dio risparmierà in quel giorno, saranno innumerevoli, che i ipocriti disprezzarono come peccatori.

“Li risparmierò, anche se un tempo erano peccatori; Li risparmierò, pentendomi e servendomi con il servizio di una pia confessione, come un uomo risparmia il proprio figlio che lo ha servito». Poiché nostro Signore dice del figlio, che si rifiutò di lavorare nella vigna di suo Padre, e poi si pentì e se ne andò, che Matteo 21:31 , "ha fatto la volontà di suo Padre".

18 Allora ritornerete, o vi volterete -, non, “ritorna” nel senso di ritornare a Dio, poiché in quel giorno sarà il tempo del giudizio, non del pentimento; né ancora, "allora vedrete di nuovo;" perché questo è ciò che hanno negato; e, se avessero cessato di negarlo, si sarebbero convertiti, non in quel giorno, ma prima, quando Dio diede loro la grazia di vederlo. Si gireranno, in modo da avere altre convinzioni rispetto a prima; ma, come Giuda.

Il Giorno del Giudizio farà un grande cambiamento nel giudizio terreno. L'ultimo deve essere il primo e il primo per ultimo; il dolore di questo mondo finirà in gioia, e la gioia mondana in dolore; le afflizioni saranno viste come l'amore di Dio: Salmi 119:75 , "Tu mi hai afflitto nella stessa fedeltà;" e la prosperità senza nuvole degli empi per essere l'abbandono di Dio nei loro confronti.

L'immagine della sorpresa dei malvagi nel Giorno del Giudizio, nella Sapienza di Salomone, è un commento al profeta (Sap 5,1-5): “Allora il giusto starà con grande audacia davanti a tale come l'hanno afflitto e non hanno tenuto conto delle sue fatiche; quando lo vedranno, saranno turbati da un terribile timore, e si stupiranno della stranezza della sua salvezza, così al di là di tutto ciò che aspettavano: ed essi, pentiti e gemendo per l'angoscia dello spirito, diranno dentro di sé: Questo era colui che abbiamo avuto talvolta scherno e proverbio di biasimo: noi stolti consideravamo la sua vita follia e la sua fine senza onore: come è annoverato tra i figli di Dio, e la sua sorte è tra i santi!

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Malachia 3

1 INTRODUZIONE A MALACHIA 3

Questo capitolo inizia con una profezia di Giovanni Battista, il precursore di Cristo; e della venuta di Cristo, e degli effetti e delle conseguenze di essa, sia per i giusti che per i malvagi; e contiene accuse e accuse di peccato contro gli ebrei, mescolate con esortazioni al pentimento. Giovanni Battista è promesso di essere inviato, ed è descritto dal suo ufficio di messaggero, e dalla sua opera, per preparare la via del Signore; e viene profetizzato il Messia, che è descritto dai suoi caratteri; riguardo a se stesso, il Signore e Messaggero dell'alleanza; rispetto ai veramente pii tra i Giudei, come l'oggetto del loro desiderio e diletto; della cui venuta si parla come di una cosa certa, e che sarebbe improvvisa; e viene menzionato il luogo in cui dovrebbe entrare, Malachia 3:1 e questa sua venuta è rappresentata come terribile per i malvagi, e come prova e purificazione per i giusti, espressa dalle varie similitudini del fuoco di un raffinatore e del sapone di un lavandaio; e la fine rispose con essa, la loro offerta giusta al Signore, Malachia 3:2-4 ma riguardo ai malvagi, egli dichiara che dovrebbe essere un testimone rapido contro di loro, i cui caratteri sono particolarmente dati, e questo assicurato dalla sua immutabilità; la conseguenza di ciò per i santi è buona, essendo la loro sicurezza dalla distruzione, Malachia 3:5,6 e poi viene iniziata un'accusa contro i malvagi Giudei, poiché in generale si erano ribellati per lungo tempo al Signore, ed erano colpevoli di peccati di omissione e commissione, e sono quindi esortati a tornare al Signore, con la promessa che tornerà da loro, eppure essi rifiutano, Malachia 3:7 e, in particolare, che erano colpevoli di sacrilegio, e quindi consideravano anche l'intera nazione, nel trattenere le decime e i sacrifici, che sono esortati a introdurre; al che sono incoraggiati con promesse di benedizioni di prosperità e protezione, Malachia 3:8-12 e che hanno pronunciato parole impudenti e blasfeme contro il Signore; il che, sebbene eccettuato, è dimostrato dalla produzione delle loro stesse parole, Malachia 3:13-15 e dal comportamento contrario di coloro che temevano il Signore, che erano stati notati da lui, e gli erano cari, Malachia 3:16,17 per cui è suggerito che sarebbe venuto il tempo in cui ci sarebbe stata una differenza manifesta tra l'uno e l'altro, Malachia 3:18

Versetto 1. Ecco, io manderò il mio messaggero,

Queste sono le parole di Cristo, in risposta alla domanda posta nell'ultimo versetto del capitolo precedente Malachia 2:17 : "Dov'è l'Iddio di giudizio?" lasciando intendere che sarebbe apparso presto, e prima della sua venuta mandava il suo messaggero o angelo; non l'angelo della morte per distruggere i malvagi, come pensa Jacchi; né un angelo dal cielo, come Kimchi; né il Messia, figlio di Giuseppe; nel ruolo di Aben Esdra; né lo stesso Profeta Malachia, come Abarbinel; ma lo stesso che è chiamato Elia il profeta, Malachia 4:5 e non è altro che Giovanni Battista, come è chiaro da Matteo 11:10; Marco 1:2 chiamato "messaggero" o "angelo", non per natura, ma per ufficio; e messaggero di Cristo, perché inviato da lui e per il suo incarico; e che mostra la potenza e l'autorità di Cristo nell'inviare ministri; la sua superiore eccellenza a Giovanni e la sua esistenza prima di lui, altrimenti non potrebbe essere mandato da lui, e così prima della sua incarnazione; poiché Giovanni fu mandato da lui prima di essere nella carne, e quindi questa è una prova della propria divinità di Cristo: e la parola "ecco" è preceduta da questo, per sollevare l'attenzione di coloro che pongono la domanda di cui sopra, e di tutti gli altri; oltre a mostrare che il messaggio a cui Giovanni era stato inviato era di grandissimo momento e importanza; come che il Messia era appena pronto ad apparire, che il suo regno era vicino e che gli ebrei dovevano credere in lui; sebbene rispetti anche la venuta del Messia, di cui si parla nell'ultima parte del testo:

ed egli preparerà la via davanti a me; dichiarando ai Giudei che egli era nato e che era in mezzo a loro; additandolo loro; predicando la dottrina del pentimento ed esortandoli a credere in lui; e amministrando l'ordinanza del battesimo in generale a tutti i sudditi appropriati, e in particolare a Cristo, mediante la quale egli fu reso manifesto a Israele; vedi Gill su "Marco 1:2" l'allusione è ai re e ai grandi uomini che inviano persone prima di loro durante un viaggio, per avvisare della loro venuta e provvedere a loro:

e il Signore che cercate; questa è la persona stessa che parla, il Figlio di Dio, e il Messia promesso, il Signore di tutti gli uomini, e in particolare della sua chiesa e del suo popolo, in diritto di matrimonio, in virtù della redenzione, e per essere il loro Capo e Re; così Kimchi e Ben Melech lo interpretano di lui, e persino lo stesso Abarbinel, il Messia di cui si era parlato così a lungo e che si era tanto atteso, e che gli ebrei cercavano, o in modo beffardo, espresso nella domanda precedente, o piuttosto seriamente, alcuni come un liberatore temporale, per liberarli dal giogo romano, e portarli in uno stato di libertà, prosperità e grandezza; e altri come un Salvatore spirituale, per liberare dal peccato, dalla legge, dall'inferno e dalla morte, e salvarli con una salvezza eterna.

verrà all'improvviso al suo tempio; non intendendo la sua natura umana, né la sua chiesa, a volte così chiamata; ma il tempio materiale di Gerusalemme, il secondo tempio, chiamato "suo", perché dedito al suo servizio e alla sua adorazione, il che dimostra che egli è Dio, e a causa della sua frequenza in esso; qui fu portato e presentato dai suoi genitori al momento opportuno, per la purificazione di sua madre; Eccolo qui, a dodici anni, a discutere con i medici; e qui Simeone, Anna e altri, lo aspettavano, Luca 2:22,25,27,38,46 e spesso leggiamo della sua presenza qui, e del suo uso della sua autorità in esso come Signore e proprietario di esso; e degli Osanna che gli furono dati qui, Matteo 21:12-15,23 il modo in cui sarebbe venuto, "improvvisamente", può riferirsi alla manifestazione di esso, subito dopo che Giovanni Battista gli aveva preparato la via con la sua dottrina e il battesimo:

il messaggero del patto; non del patto d'opere con Adamo, di cui non c'era mediatore e messaggero; né del patto della circoncisione, che, secondo i Giudei, presiede Elia; né del patto del Sinai, di cui Mosè era il mediatore; ma del patto di grazia, di cui Cristo non è solo il Garante e il Mediatore; ma, come qui, "il Messaggero"; perché è rivelato, fatto conoscere e mostrato in modo più glorioso da lui sotto la dispensazione del Vangelo, mediante il ministero della parola e delle ordinanze. Deuteronomio Dieu osserva che la parola in lingua etiopica significa un principe così come un messaggero, e quindi può essere reso "il Principe del patto", che è un modo di parlare usato in Daniele 11:22 :

di cui vi rallegrate; o carnalmente, come si compiacevano dei pensieri di un principe temporale, e di grande onore e grandezza sotto di lui; e come avrebbero fatto, se si fosse sottomesso a essere fatto re da loro in questo senso; o piuttosto spiritualmente, e così si deve intendere di coloro che avevano una conoscenza spirituale di lui, e gioia in lui; che si rallegrava e si compiaceva della contemplazione della sua persona, dei suoi uffici, della sua giustizia e della sua salvezza:

egli verrà, dice l'Eterno degli eserciti; questo esprime la certezza della sua venuta, essendo detto da Lui stesso, che è il Signore degli eserciti, il Signore degli eserciti in cielo e in terra, il Re dei re e il Signore dei signori. Questo passaggio è, in alcuni scrittori ebrei, interpretato come il mondo a venire, o i tempi del Messia

2 Versetto 2. Ma chi può resistere il giorno della sua venuta?

Quando si manifesterà in Israele e verrà a predicare l'evangelo del regno, che poteva sopportare le dottrine da lui trasmesse, riguardanti la sua divinità e l'uguaglianza con Dio Padre; riguardo al suo carattere e alla sua missione come Messia, e al fatto che il suo regno non è temporale, ma spirituale; riguardo al fatto che ha dato la sua carne per la vita del mondo, e ne ha mangiato mediante la fede; circa la grazia distintiva ed efficace; e tutti coloro che colpirono così duramente la malvagità degli Scribi e dei Farisei, e i loro principi ipocriti; e soprattutto perché è venuto per il giudizio, perché non vedessero? né potevano sopportare la luce di questo glorioso Sole di giustizia; e non venne a mandare pace e prosperità esteriore ai Giudei, ma una spada e una divisione, Giovanni 9:39; Matteo 10:34; Luca 12:51 pochissimi in verità potevano sopportare il suo ministero, o la luce di quel giorno, essendo così direttamente contrario ai loro principi e pratiche:

E chi starà in piedi quando apparirà? nel suo regno e nella sua gloria, per vendicarsi degli ebrei per il loro rifiuto di lui e del suo Vangelo; poiché questa sua venuta e apparizione includono tutto il tempo fra la sua manifestazione nella carne e la distruzione di Gerusalemme; e così tutti quei dolori e angosce che l'hanno preceduta, o l'hanno accompagnata, ed erano tali che non erano mai esistiti dalla creazione del mondo; e se quei tempi non fossero stati abbreviati, nessuna carne avrebbe potuto essere salvata; vedi Matteo 24:3-22 Luca 21:36 :

poiché egli [è] come il fuoco di un raffinatore; in parte mediante il ministero della parola, paragonato al fuoco, Geremia 23:29 che separa le dottrine pure da quelle di scorie; e in parte con le sue ordinazioni e giudizi infuocati sui malvagi Giudei, quando distinse e salvò il suo popolo da quella generazione infelice, e lo distrusse.

e come il sapone di Fuller; o erba del fuller, come la rendono le versioni dei Settanta e della Vulgata Latina, e Jarchi la interpreta: e così R. Jonah la interpreta di un'erba che usano i follatori: e nella Misna questa è una delle sette cose usate per togliere le macchie, vale a dire, "borith", la parola qui usata; e che Maimonide dice è una pianta conosciuta con il nome di "algasul" e "gazul" in lingua araba: significa qualcosa con cui la sporcizia viene lavata via; e così Bartenora dice che è una pianta che purifica e purifica; e Jerom racconta che quest'erba cresce in Palestina, in luoghi umidi e verdi, e ha la stessa virtù del nitrito di togliere la sporcizia; in modo gradevole a cui alcune altre versioni la rendono "erbaccia del pienore" o "erba del sapone" (y). La versione siriaca è,

"come lo zolfo che rende bianco";

e i follatori, presso i Romani, erano soliti farne uso insieme al gesso per togliere le macchie; e così Plinio parla di una specie di zolfo di cui fanno uso i follatori. Una metafora che significa la stessa cosa di prima, la rimozione di dottrine macchiate o di persone macchiate, l'una con la predicazione del Vangelo, l'altra con giudizi terribili, come le macchie nelle vesti vengono rimosse dall'erba o dal sapone del lavandaio

3 Versetto 3. E siederà come un raffinatore e un purificatore d'argento,

Kimchi interpreta questo, come fa con l'ultima parte del versetto precedente Malachia 3:2, del giorno, e non del Signore, che egli paragona a un giudice che siede e separa i colpevoli dagli innocenti; vedi 1Corinzi 3:13 ma deve essere inteso dal Signore stesso, ed esprime la sua diligenza nel sedersi e separare gli uomini e i principi buoni da quelli cattivi, Proprio come l'argento viene purificato e raffinato dalle scorie. Maimonide comprende il passaggio del Messia, perché dice:

"Ai giorni del Re Messia, quando il suo regno sarà restaurato e tutto Israele sarà radunato presso di lui, tutte avranno le loro genealogie corrette dalla sua bocca, per mezzo dello Spirito Santo che si posa su di lui, come è detto: "Egli siederà come raffinatore e purificatore"":

come un raffinatore si siede e osserva il suo metallo mentre si scioglie, e aspetta il momento opportuno per versarlo e separare le scorie da esso; così Cristo è qui rappresentato seduto, mentre il suo popolo purifica e raffina con i vari modi e mezzi di cui si serve: denota la continua cura di Cristo su di loro; il suo occhio è su di loro, affinché nulla vada perduto se non le loro scorie e la loro corruzione; e la sua pazienza nell'aspettare di essere benigno con loro, e di fare loro del bene; e la sua diligente attenzione alla stagione appropriata per farlo; progettando con tutto ciò che fa, non il loro male e danno, ma il loro vero bene, perché li salva, anche se è mediante il fuoco; e in verità ogni prova e afflizione è per la purificazione delle loro anime, e per illuminare le loro grazie, e aumentare la loro esperienza spirituale, luce e conoscenza

Ed egli purificherà i figli di Levi; i sacerdoti, o intesi letteralmente, alcuni di questi si convertirono dai loro principi e pratiche malvagie, e divennero obbedienti alle dottrine del Vangelo, Atti 6:7 o, figurativamente, gli apostoli di Cristo e ministri del Vangelo, che furono resi puri da lui; o piuttosto tutto il popolo di Dio, che è costituito sacerdote e re, e che è un sacerdozio regale, ed è purificato da Cristo, sia per mezzo del suo sangue, sia per l'imputazione della sua giustizia, per mezzo del quale diventa senza macchia e senza macchia, e bianco come la neve; e per mezzo dello Spirito nella santificazione, egli asperse su di loro acqua pura e purificò i loro cuori mediante la fede nel sangue di Gesù; e anche per le afflittive dispense della Provvidenza santificate per loro. Si fa menzione dei sacerdoti e dei leviti, perché questi erano molto corrotti ai tempi di Cristo, e come appare dai capitoli precedenti

e purificali come oro e argento; sono purificati nel fuoco dalle loro scorie: questo mostra di quale valore e valore, e in quale stima il popolo del Signore sia verso di lui; egli li considera come oro e argento, e come il suo tesoro particolare: e ciò suggerisce che prima della conversione essi si uniscono e si mescolano con uomini malvagi, paragonabili a scorie; e che hanno in sé le scorie, la corruzione e l'impurità del peccato; che è originale e naturale per loro, e inerente a loro, e che può essere rimosso solo dalla grazia di Dio e dal sangue di Cristo

affinché possano offrire al Signore un'offerta in rettitudine; se stessi, i loro corpi e le loro anime; i sacrifici di preghiera, di lode e di elemosina; alla cui offerta è necessario che l'uomo sia purificato dal sangue di Cristo e santificato dalla grazia del suo Spirito

4 Versetto 4. Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore,

O "dolce"; grato e gradito a lui, poiché tutti i sacrifici spirituali sono accettevoli a Dio per mezzo di Cristo, essendo offerti nella fede del suo sacrificio espiatorio e della sua giustizia, senza i quali è impossibile piacere a Dio:

come nei giorni antichi e come negli anni passati: sotto il primo tempio, quando fu eretto il tabernacolo da Mosè e al tempo dei patriarchi, e anche prima del diluvio, e già da Abele, che offrì un sacrificio più eccellente di quello di Caino, Ebrei 11:4-6

5 Versetto 5. E io mi avvicinerò a te per il giudizio,

E così apparirà manifestamente che sia l'Iddio di giudizio che chiesero, Malachia 2:17 questo non si deve intendere della venuta di Cristo al giudizio nell'ultimo giorno, ma della sua venuta per giudicare e punire i malvagi Giudei al tempo della distruzione di Gerusalemme; poiché qui si intende lo stesso, di cui si parla in terza persona prima, e che non sarà lontano; Non ci sarà bisogno di informarsi su di lui, quando arriverà sarà abbastanza vicino, e troppo vicino per loro.

e sarò un testimone pronto contro gli stregoni; non solo un giudice, ma un testimone; in modo che non ci sia ritardo nel giudizio, né protrarsi o eludere, per mancanza di testimoni dei fatti asseriti; poiché il Giudice stesso, che è Cristo, ne sarà testimone, essendo egli il Dio onnisciente, davanti al quale tutte le cose sono manifeste. Il Targum è,

"la mia Parola sarà in mezzo a voi per una pronta testimonianza".

Si fa menzione di "stregoni", perché c'erano molti che usavano l'arte magica, gli incantesimi e le stregonerie, nell'epoca di Cristo e dei suoi apostoli, e prima della distruzione di Gerusalemme, anche molti dei loro dottori e membri del sinedrio; vedi Gill su "Isaia 8:19" :

e contro gli adulteri; di cui anche quell'età abbondava; per questo nostro Signore la chiama generazione adultera, Matteo 12:39 Giovanni 8:3-9 Romani 2:22 :

e contro i falsi giuratori; che si erano resi colpevoli di spergiuro e di giuramenti vani; che ha giurato per le creature, e non per il Signore, e su cose non vere; vedi Matteo 5:33-37 :

e contro quelli che opprimono il mercenario nel [suo] salario, la vedova e l'orfano; defraudare i servi del loro salario, divorare le case delle vedove e affliggere gli orfani, erano peccati a cui gli ebrei erano assuefatti in quei tempi, come appare da Giacomo 1:27 5:4 che scrisse alle dodici tribù; e da ciò di cui nostro Signore li incarica, Matteo 23:14 :

e che sviano lo straniero [dalla sua destra]; e così Kimchi lo fornisce,

"che deviano il giudizio dello straniero";

che non gli rendono giustizia nelle cose civili; sì, perseguitati quelli che divennero proseliti della religione cristiana:

e non temete me, dice l'Eterno degli eserciti; che era la radice e la causa di tutti i loro peccati; l'irriverenza di Cristo, l'incredulità nei suoi confronti e il disprezzo del suo Vangelo

6 Versetto 6. Poiché io sono il Signore,

o Geova; un nome peculiare dell'Altissimo, e quindi una prova della divinità di Cristo, che qui parla; ed è espressivo del suo essere; della sua autoesistenza; della sua purezza e semplicità; della sua immensità e della sua infinità; e della sua eternità e sovranità:

Io non cambio; essere lo stesso oggi, ieri e per sempre; Egli non è cambiato nella sua natura e personalità divina diventando uomo; Prese in unione con lui ciò che prima non aveva, ma rimase lo stesso che era sempre stato; né cambiò nelle sue minacce di distruzione contro i Giudei, che si abbatterono su di loro secondo la sua parola; né nelle promesse del suo Spirito, della sua presenza e della sua protezione al suo popolo; né cambierà mai il suo amore e il suo affetto per loro; né nell'efficacia del suo sangue, del suo sacrificio e della sua giustizia; pertanto, come questo è introdotto per assicurare la verità e la certezza di ciò che è stato detto prima, riguardo al suo essere un testimone rapido contro gli empi, così anche per il conforto dei santi, come segue. Il Targum è,

"poiché io, il Signore, non ho cambiato il mio patto".

Perciò voi, figli di Giacobbe, non siete consumati; tali che erano veramente Israeliti, veri credenti in Cristo; questi non furono consumati quando furono i malvagi Giudei, ma fu loro ordinato di lasciare la città prima della sua distruzione, e di andare in un altro luogo, come fecero, per mezzo del quale furono conservati; e fu così che non vi perì un solo cristiano; vedi Gill su "Matteo 24:13" e quindi è grazie all'immutabile amore, grazia e potenza di Cristo, che nessuno dei suoi perisca internamente o eternamente, ma abbia vita eterna

7 Versetto 7. Fin dai giorni dei vostri padri vi siete allontanati dalle mie prescrizioni,

Qui inizia un'enumerazione dei peccati degli ebrei, che furono la causa della loro rovina; e qui c'è prima un'accusa generale di apostasia dagli statuti e dalle ordinanze della legge, che essi hanno reso nulli dalle tradizioni dei padri; e quindi questa parola è usata per riferirsi a questo male, così come per esprimere il loro precoce, lungo e continuo allontanamento dalle vie di Dio; il che, come se fosse un aggravamento del loro peccato, che avessero abbandonato così tanto tempo fa le ordinanze di Dio,

e non li hanno osservati, ma li hanno trasgrediti osservando le tradizioni degli uomini, Matteo 15:3 quindi è un esempio della pazienza e della pazienza di Dio, che non erano ancora consumati; e della sua grazia e bontà, che egli si rivolge loro come segue:

Ritornate a me, e io tornerò a voi, dice l'Eterno degli eserciti; questo messaggio fu portato loro da Giovanni Battista, il precursore di Cristo, e da Cristo stesso, che predicarono entrambi la dottrina del pentimento a questo popolo, Matteo 3:2; 4:17. Il Targum è,

"ritornate alla mia adorazione, e io guarderò nella mia parola per farvi del bene, dice l'Eterno degli eserciti";

e quelli che tornarono, credettero in Cristo e si sottomisero alle sue prescrizioni, furono felici per loro

Ma voi avete detto: Da dove ritorneremo? Da che cosa dobbiamo allontanarci o di cui pentirci? Quali mali abbiamo commesso, o possono essere addebitati a noi? Che bisogno abbiamo di pentimento o di conversione, o di una tale esortazione ad esso? Non osserviamo forse la legge e tutti i suoi rituali? questo è il vero linguaggio dei farisei al tempo di Cristo, i quali, toccando la giustizia della legge, erano irreprensibili nella loro stima, ed erano i novantanove giusti che non avevano bisogno di pentirsi, Luca 15:7

8 Versetto 8. Un uomo deruberà Dio?

O "gli dèi", i falsi dèi, gli idoli dei Gentili; i pagani non lo faranno, considerando il sacrilegio un grande peccato, eppure di questo gli ebrei erano colpevoli: o "i giudici", come i Targum; i magistrati civili; qualcuno oserà defraudarli del loro dovuto? vedi Malachia 1:8

Eppure mi avete derubato; nascondendo ai sacerdoti e ai Leviti, suoi ministri, ciò che era loro dovuto; e che, non essendo altro che un saccheggio o un furto di loro, potrebbe essere interpretato come un furto di Dio:

Ma voi dite: In che cosa ti abbiamo derubato? come non essere cosciente di alcun male del genere; o, tuttavia, stando impudentemente in esso, che non erano colpevoli: a cui viene restituita la risposta,

nelle decime e nelle offerte; cioè, derubarono Dio non dando le decime, e non offrendo sacrifici, secondo la legge richiedeva: ma si può obiettare, che gli Ebrei al tempo di Cristo pagavano le decime, sì, di tutte le cose; sì, di più di quanto la legge richiedesse, Matteo 23:23 Luca 18:12 a cui si può rispondere che, sebbene dassero le decime, tuttavia era בעין רעה, "con malocchio", come dice Aben Esdra; a malincuore, e non allegramente, e con una cattiva intenzione; per non mostrare la loro gratitudine a Dio, e il loro riconoscimento di lui come loro Signore, dal quale avevano tutto, ma per meritare dalle sue mani; inoltre, nostro Signore suggerisce che non diedero a Dio le cose che erano di Dio, Matteo 22:21 e l'apostolo li accusa di essere colpevoli di sacrilegio, Romani 2:22 e, inoltre, i sacerdoti potrebbero non darlo ai Leviti, come dovrebbero; e che è ciò di cui sono accusati in Neemia 13:10 e Grozio dice che erano colpevoli di questo prima della distruzione da parte di Vespasiano, come appare da Giuseppe Flavio

9 Versetto 9. Voi siete maledetti con una maledizione,

O "con penuria", come la versione latina della Vulgata; che, sebbene non sia una traduzione appropriata della parola, è il significato della maledizione con cui sono stati maledetti; la pioggia fu loro negata per i loro peccati, e la terra non produsse il suo solito aumento; perciò mancava cibo in tutto il loro paese; le loro benedizioni furono maledette, come in Malachia 2:2 per la seguente ragione:

perché mi avete derubato; a causa di questa loro iniquità, non portando le loro offerte al Signore e le decime ai sacerdoti e ai Leviti, il loro paese fu colpito dalla sterilità, e Dio diede loro la purezza dei denti e la mancanza di pane in ogni luogo, oppure: "Ma voi mi avete derubato", nonostante fossero stati così castigati dal Signore, ma non furono riformati, ma continuarono a negare a Dio e ai sacerdoti ciò che apparteneva loro.

[anche] questa intera nazione; il peccato divenne generale, e quindi fu inflitto loro un giudizio generale: Grozio pensa che il popolo, vedendo i sacerdoti trattenere le decime dai Leviti, si rifiutarono di pagargliele, e così il peccato divenne universale. Kimchi osserva che in altri peccati addebitati alla nazione, il popolo non era tutto ugualmente colpevole, ma in ciò che rispettava le decime e le offerte era

10 Versetto 10. Portate tutte le decime nel deposito,

O "tesoro"; poiché c'erano posti nel tempio dove veniva messa la decima, e da lì distribuita ai sacerdoti e ai leviti, per il sostentamento delle loro famiglie, come volevano. C'era la decima o decima parte di tutte le cose commestibili pagate ai Leviti, e di questa un'altra decima era pagata dai Leviti ai sacerdoti; e c'era un'altra decima, che alcuni anni i proprietari mangiavano a Gerusalemme, e in altri la davano ai poveri; e queste erano chiamate la prima decima, la decima dalla decima, la seconda decima e la decima dei poveri; sebbene siano comunemente ridotti a tre, e siano chiamati primo, secondo e terzo, come lo sono da Maimonide; che dice,

"Dopo aver separato la prima decima ogni anno, separano la seconda decima, come è detto: "Tu pagherai veramente la decima di tutto il prodotto del tuo seme", ecc. Deuteronomio 14:22,23 e il terzo anno, e il sesto, separano la decima del povero, invece della seconda decima.

Così dice Tobia; Tobia 1:7

"la prima decima la diedi ai Leviti, che stanno davanti all'Eterno per servirlo e per benedire nel suo nome gli abitanti di Gerusalemme; la seconda decima l'ho venduta (come egli ha potuto, secondo la legge in Deuteronomio 14:24-26), e ho preso il denaro, sono salito a Gerusalemme, e ho comprato con esso ciò che mi è piaciuto; e la terza decima l'ho data per la riparazione del tempio";

così dice Fagius: ma secondo l'edizione di Munster è, la seconda e la terza decima le ho date allo straniero, all'orfano e alla vedova; vedi Deuteronomio 26:12,13. Da qui risulta che il peccato del popolo fu quello di non aver portato "tutte" le loro decime; ne trattennero una parte: perciò sono chiamati a portare tutto dentro, e cosa che fecero al tempo di Neemia; vedi Neemia 10:38; 13:11,13 dove si fa menzione dei tesori per la decima, che erano certe camere adiacenti al tempio; e oltre a quelle che furono costruite da Salomone, c'erano altre camere preparate da Ezechia ai suoi tempi, quando le decime venivano portate, in tale abbondanza, che non c'era posto a sufficienza per loro, 2Cronache 31:11,12 e oltre a quelle del secondo tempio, che erano nel cortile dei sacerdoti, ce n'erano altre nel cortile del popolo, come pensa L'Empereur, dove poteva essere messo ciò che gli altri non potevano contenere, e in quale cortile potevano entrare i preti, e c'erano anche recipienti sotterranei, così come stanze superiori, dove si poteva accumulare molto; aggiungete a tutto questo, che il dottor Lightfoot suggerisce, che queste decime erano conservate nelle camere vicino alle porte del tempio, ed erano almeno una parte dei tesori della casa di Dio, di cui i portinai alle porte avevano la cura, 1Cronache 9:26; 26:20 e in particolare che la casa di Asuppim, presso la quale c'erano quattro portinai, era un grande pezzo di edificio, contenente diverse stanze per la cura delle cose per l'uso del tempio; negli Apocrifi:

"E sono decisi a spendere le primizie delle decime di vino e di olio, che avevano santificato e riservato ai sacerdoti che prestano servizio in Gerusalemme davanti alla faccia del nostro Dio; le quali cose non è lecito a nessuno del popolo quanto toccare con le loro mani". Giuditta 11:13

che ci sia cibo nella mia casa; nel tempio, per il sostentamento dei sacerdoti e dei leviti: così il Targum,

"Il profeta disse: Portate tutte le decime nel tesoro, affinché ci sia cibo per quelli che prestano servizio nella casa del mio santuario":

e ora mettetemi alla prova con questo, dice l'Eterno degli eserciti; portando tutte le loro decime; quando avrebbero scoperto, facendo questo esperimento o prova, che la maledizione sarebbe stata rimossa da loro, e le benedizioni sarebbero state largamente e generosamente concesse su di loro da colui che è il Signore degli eserciti, e quindi in grado di adempiere qualsiasi promessa facesse; e qui uno è implicito, ed è il seguente:

se non vi aprirò le cateratte del cielo; che erano stati chiusi e bloccati, e non facevano cadere pioggia sulla loro terra, il che portava scarsità di provviste tra loro; ma ora, dopo un cambiamento nella loro condotta, si suggerisce che queste finestre o cateratte dovrebbero essere aperte, e la pioggia dovrebbe cadere abbondantemente su di loro, cosa che solo il Signore stesso poteva fare; poiché la chiave della pioggia è una delle tre chiavi, dicono i Giudei, che Dio ha riservato per sé, e non mette mai nelle mani di un ministro:

e spandi tu una benedizione: dona pioggia in abbondanza per rendere feconda la terra e produrne il prodotto in grande abbondanza, che è una benedizione, e non distruggere la terra e i suoi frutti, come ai tempi di Noè, quando le cateratte del cielo furono aperte e la maledizione fu sparsa sulla terra.

che [non ci sarà] [posto] abbastanza [per riceverlo]; e così Kimchi dice che suo padre interpretò questa clausola, che non ci sarebbe stata una quantità sufficiente di vasi e magazzini. Alcuni rendono le parole, come Giunio, "così che non sarete sufficienti"; o per raccogliere l'aumento, o per consumarlo. Il Targum è,

"finché non direte che è abbastanza";

e quindi la versione siriaca. La frase, che è molto concisa nel testo originale, e può essere tradotta letteralmente, "fino a non abbastanza", denota una grande abbondanza e pienezza di cose buone, in modo che ce ne sia abbastanza e in abbondanza; eppure, come osserva Gussezio, non abbastanza per rispondere ed esprimere l'abbondanza di misericordia e bontà nel cuore di Dio

11 Versetto 11. E io rimprovererò il divoratore per amor vostro,

O "mangiatore"; la locusta o il bruco, o qualsiasi altra creatura divoratrice del genere, che mangia l'erba, il grano e i frutti degli alberi; ogni creatura del genere è sotto il controllo della Provvidenza; e con un cenno del capo, un rimprovero, è facile impedire loro di fare il male che altrimenti farebbero; questi sono il grande esercito del Signore, che egli può mandare e chiamare a suo piacimento, Gioele 1:4; 2:25 :

ed egli non distruggerà i frutti della tua terra; come ha fatto, mangiando tutte le cose verdi, come fanno la robinia, il bruco e il cancro, l'erba, il grano e gli alberi.

e la tua vite non getterà il suo frutto prima del tempo nel campo; che alcuni comprendono del divoratore o della locusta, che ciò non dovrebbe causare l'aborto della vite, o gettare il suo frutto prima del tempo, o privarla di esso; ma sembra meglio interpretarlo della vite stessa che non getta il suo frutto, come una nascita prematura, con venti che fungono e soffiano:

dice l'Eterno degli eserciti; che tiene i venti nei suoi pugni e non li sopporta quando vuole, non più delle locuste, per danneggiare gli alberi della terra, Apocalisse 7:1,3 9:4

12 Versetto 12. E tutte le nazioni ti chiameranno beato,

Quando vedranno la terra liberata dalle locuste divoratrici e da altre creature dannose; le prime e le seconde piovono nella loro stagione, e la terra produce un grande aumento.

poiché sarete un paese delizioso, dice l'Eterno degli eserciti; o desiderabile ; non solo piacevole per se stessi, essendo feconda, ma desiderata da altri, dalle nazioni vicine, che, vedendo la loro prosperità, non potevano non desiderare di dimorare con loro; o deliziosa per il Signore degli eserciti: così la interpreta Jacchi, la terra in cui mi diletto; e così Aben Esdra; a cui concorda il Targum,

"e tutte le nazioni ti loderanno, perché abiti nel paese della casa della mia Shechinah o maestà, e fai in essa la mia volontà";

e la versione siriaca lo rende "il paese della mia delizia": vedi Isaia 62:4

13 Versetto 13. Le vostre parole sono state forti contro di me, dice l'Eterno,

Duro e forte; lo sopportavano molto duramente, erano estremamente impudenti e insolenti; mormorando alla sua provvidenza; accusando la sua giustizia e bontà; e disprezzando la sua parola, il suo culto e le sue ordinanze. Aben Esdra dice, questa è una profezia riguardante il tempo a venire, cioè i tempi del Messia; e così descrive gli ebrei ai suoi tempi

Eppure voi dite: Che cosa abbiamo detto contro di te? o "Che cosa abbiamo detto contro di te?" come se non fossero colpevoli in alcun modo, e come se nulla potesse essere provato contro di loro; e come se il Signore non sapesse ciò che avevano detto nei loro cuori, visto che non l'avevano detto con la loro bocca: sebbene il supplemento dei nostri traduttori, "tanto", sia confermato dal Targum, che è:

"E se dite: Come (o in che cosa) abbiamo moltiplicato la parola davanti a voi?"

e così Kimchi osserva, che la forma in cui è la parola ebraica denota un parlare molto e frequentemente: e Abarbinel è d'accordo con lui, sebbene pensi piuttosto che abbia questo significato: "Di che cosa ti stiamo dicendo?" Che calunnia è questa? Quale accusa ti rivolgono contro di noi? Che cos'è che si dice che diciamo contro di te? asciugandosi così la bocca, come se fossero innocenti e innocui

14 Versetto 14. Voi avete detto: Inutile servire Dio,

Dicevano questo in cuor loro, se non con le labbra, che era cosa vana per un uomo servire Dio; non ci ha ricavato nulla; non aveva alcuna ricompensa per questo; non gli andava meglio dei malvagi; anzi, l'empio se la passò meglio di lui; e quindi chi sarebbe un adoratore di Dio? vedi Giobbe 21:15. Abarbinel lo capisce anche rispetto a Dio, che è venerato; al quale l'adorazione, dicono questi uomini, non è in alcun modo utile, né egli la considera; vedi Giobbe 35:7 e quindi è vano servirlo, poiché né lui, né noi, ne siamo migliori.

e che giova che abbiamo osservato la sua ordinanza; o "la sua osservazione"; cioè, hanno osservato ciò che egli ha comandato di osservare; ciò non rispetta una singola e particolare ordinanza, ma ogni ordinanza di Dio: i Sadducei di quei tempi sembrano progettati, che negavano la risurrezione dei morti, e uno stato futuro di ricompense e punizioni, e quindi potrebbero benissimo concludere invano di servire Dio:

e che abbiamo camminato tristemente davanti al Signore degli eserciti? o "in nero"; che è l'abitudine di chi è in lutto; vedi Salmi 38:6 con uno spirito umile, come lo interpreta Jachi; o con l'umiliazione (o contrizione) dello spirito, come il Targum, che parafrasa l'intero versetto così:

"Voi avete detto: Non guadagna nulla chi si prorende davanti al Signore; e quali ricchezze guadagniamo perché abbiamo osservato la sua parola e perché abbiamo camminato nella contrizione dello spirito davanti al Signore degli eserciti?"

Aben Esdra e Abarbinel sembrano comprendere quest'ultima frase del loro essere afflitti e sofferenti per amore della religione, e che hanno sopportato invano, visto che non sono stati rispettati e ricompensati per questo; ma l'altro senso è il migliore, che li rappresenta come penitenti sinceri e umili adoratori di Dio per loro stessa natura. eppure non furono da lui notati: sembra descrivere i farisei, che sfiguravano i loro volti, e avevano sguardi bassi e volti addolorati

15 Versetto 15. E ora chiamiamo felici i superbi,

O "dunque ora"; poiché questo è il caso, che gli adoratori di Dio non sono considerati, e non c'è nulla da ottenere servendolo; coloro che sono superbi e superbi, che non temono Dio né guardano gli uomini, sono le persone felici; anche i peccatori presuntuosi, come significa la parola , che tendono le mani contro Dio, e si rafforzeranno contro l'Onnipotente; questi godono di ogni felicità mondana, mentre coloro che servono il Signore fanno cordoglio vestito di sacco e sono nella più grande angoscia. Il Targum lo spiega degli empi, e come è spiegato nella seguente frase:

Sì, coloro che operano il male sono costituiti, o "edificati"; o "vedono, perché", o "per coloro che lavorano", ecc.; sono cresciuti con figli, per mezzo dei quali sono edificate le loro case o famiglie; sono in una condizione ben stabilita e stabile; abbondano in ricchezze e onori; sono posti in alti luoghi, e sono in grande stima tra gli uomini, anche tra quelli che si prefiggono costantemente di commettere peccato:

sì, [quelli che] tentano Dio; o "sì, essi tentano Dio"; con le loro parole e azioni malvagie, e provano se egli farà cadere su di loro i suoi giudizi, che ha minacciato a tali peccatori; vedi Isaia 5:18,19 :

vengono addirittura consegnati; o, "e sono liberati"; dalla punizione minacciata; la sfuggono, e vanno avanti impunemente; da queste osservazioni queste persone ragionavano che non c'era un Dio di giudizio, o che giudicava sulla terra; che non c'era provvidenza che si preoccupava delle cose umane; e che non c'era nulla nella religione; e queste erano le parole dure e forti che dicevano contro il Signore

16 Versetto 16. Allora quelli che temevano il Signore si parlavano spesso l'un l'altro:

Abarbinel pensa che questa sia una continuazione del discorso degli empi, osservando che, mentre coloro che operavano il male erano costituiti, e coloro che tentavano Dio sfuggivano alla punizione, coloro che erano religiosi e temevano Dio "furono distrutti gli uni con gli altri", particolarmente dalla peste; così egli volle che fosse resa la parola נדברו , che noi traduciamo: "parlavano spesso l'uno all'altro"; in questo senso egli osserva che la radice è usata in Osea 13:14; Salmi 47:3; 2Re 11:1 ma piuttosto questo è opposto a ciò che hanno detto, da parte di coloro che, al tempo a cui si fa riferimento (che sembra essere tra il tempo della venuta di Cristo, di cui si parla all'inizio del capitolo Malachia 3:1-6, e la distruzione di Gerusalemme dopo menzionata), temeva il Signore e lo serviva; abbracciò il Messia e professò il suo nome; poiché il timore di Dio abbraccia tutto il culto religioso, sia interno che esterno; e descrive coloro che non hanno timore della maestà di Dio, dei suoi giudizi e della sua ira, o diffidano della sua potenza, provvidenza, grazia e bontà; ma che hanno un filiale e santo timore di Dio, un timore fiducioso e intrepido, un affetto reverenziale per lui, e ne sono veri e sinceri adoratori: questi "parlavano spesso l'uno all'altro"; dell'incredulità, dell'empietà e della profanità degli uomini, con grande preoccupazione e lamento; e delle cose grandi e buone di cui furono condotti a conoscenza; l'amore eterno del Padre nella scelta di loro, e l'alleanza con loro in Cristo; della redenzione per mezzo del Figlio; delle glorie della sua persona e della pienezza della sua grazia; dell'opera dello Spirito di Dio sulle loro anime; e delle varie verità del Vangelo eterno; e delle graziose esperienze con cui sono stati indulgenti; e tutto questo dicevano per la gloria della grazia di Dio e per confortare, fortificare ed edificare le anime gli uni degli altri.

e l'Eterno lo ascoltò e lo udì; ciò che si dissero l'un l'altro: questo è detto alla maniera degli uomini, e non riguarda tanto l'onniscienza di Dio, che ascolta e ascolta tutto ciò che viene detto dagli uomini malvagi, quanto dagli uomini buoni; come il suo particolare riguardo per l'attenzione particolare che egli prende e l'approvazione che ha del suo popolo, e delle loro parole e azioni, e persino dei loro pensieri, come viene successivamente accennato:

e un libro di memorie fu scritto davanti a lui; in allusione ai re che tengono registri, annali, annali e cronache, come memoriali di questioni di momento e importanza: vedi Esdra 4:15 Ester 2:23 6:1 : altrimenti non c'è dimenticanza in Dio; Egli porta nella Sua mente eterna un ricordo delle persone, dei pensieri, delle parole e delle azioni del Suo popolo, e che rivelerà e menzionerà un altro giorno; il nostro Signore Gesù Cristo, che è Dio sopra ogni cosa, e che farà conoscere alle chiese e al mondo che egli è il scrutatore dei cuori e il giudice delle reni dei figlioli degli uomini.

per quelli che temevano il Signore, come prima,

e quel pensiero sul suo nome; o il nome del Padre; non un suo nome particolare, con il quale è conosciuto, ma lui stesso; perché, come osserva Kimchi, il suo nome è se stesso, e lui stesso è il suo nome; e soprattutto come egli è in Cristo, e annunziato in lui; e questo esprime la fede in lui, l'amore per lui e la riverenza per lui: o il nome di Cristo; e non un suo nome particolare, a meno che non sia Gesù il Salvatore: ma piuttosto la sua persona come Figlio di Dio; il suo ufficio di Mediatore; e il suo sangue, la sua giustizia e il suo sacrificio: e non si intende qui un semplice pensare a lui, ma un pensiero di lui che è accompagnato da stima e valore per lui, a causa della dignità della sua persona e delle ricchezze della sua grazia. La versione dei Settanta e quella araba lo rendono "e che riveriscono il suo nome"; e la versione siriaca, "che lodano il suo nome"; e il Targum è, che pensa alla gloria del suo nome

17 Versetto 17. Ed essi saranno miei, dice l'Eterno degli eserciti,

Cioè, coloro che temono il Signore e pensano a lui, da questo si sa che sono suoi; e d'ora in poi, nel tempo a cui si fa riferimento, sarà manifesto che sono suoi: sono già di Cristo per il dono che il Padre suo gliene ha dato; con il proprio acquisto; dalle conquiste della sua grazia; e mediante la resa volontaria di se stessi: ma, nell'ultimo giorno, saranno reclamati e posseduti da Cristo davanti a suo Padre e ai suoi santi angeli; e saranno conosciuti come suoi, da loro stessi e dagli altri; e non ci saranno dubbi al riguardo, o messe in discussione:

in quel giorno in cui realizzo i miei gioielli; Cristo ha alcuni, che sono i suoi gioielli, o tesori particolari, come significa la parola qui usata, che sono amati di un amore eterno, scelti in lui, redenti da lui, giustificati dalla sua giustizia, che hanno in loro le grazie del suo Spirito, e saranno glorificati: sono un popolo particolare, separato da tutti gli altri, e a loro preferito, per il quale Cristo ha il più forte affetto, e ne ha particolare cura: e c'è un tempo in cui li comporrà; il loro numero è già completo nell'eterna elezione; e alla sua morte ci fu un raduno di loro in Cristo; ad ogni conversione c'è un'aggiunta a loro, come i suoi rigenerati e santificati; e alla morte sono ricevuti in cielo, alla sua presenza e al suo seno; e l'ultimo giorno ci sarà una raccolta di loro tutti insieme. Le parole possono essere tradotte, anche, "i miei gioielli nel giorno che farò"; o "il giorno che renderò particolare": distinti da tutti gli altri; che significano o il famoso giorno del Vangelo, fatto da lui il sole di giustizia, in cui tanti dei suoi gioielli sono raccolti e portati dentro; o il giorno della distruzione di Gerusalemme, quando Cristo si prese cura dei suoi gioielli, e con la loro conservazione mostrò che erano suoi, anche tutti quelli che credevano in lui; così che non perì nessuno che credesse in lui, quando si vendicò dei suoi nemici, che non credettero e lo rigettarono. Kimchi si riferisce a questo al giorno del giudizio

E io li risparmierò, come un uomo risparmia il proprio figlio che lo serve; Questo è un favore che non è concesso agli angeli apostati; né al vecchio mondo; né alla nazione ebraica; e neppure al Figlio di Dio; ma è concesso al suo popolo speciale: la vita di questi è risparmiata, fino a quando non sono chiamati dalla grazia; e sebbene a volte siano afflitti e castigati, è molto dolcemente e innamorato; i loro servizi sono accettati e le imperfezioni in essi trascurate; i loro peccati sono perdonati e troveranno misericordia nel gran giorno della resa dei conti; Sono usati nel modo più tenero, non solo come un figlio, un figlio proprio, ma come uno obbediente, per il quale si ha la massima considerazione e si mostra affetto

18 Versetto 18. Allora tornerete,

O gli empi, che saranno "convertiti", come alcuni rendono la parola, e avranno una visione diversa delle cose, e cambieranno la loro mente e il loro linguaggio; o coloro che temevano il Signore, che al tempo di cui si è parlato prima avranno un nuovo modo di pensare, e un altro e chiaro discernimento delle persone e delle cose, e giudicare meglio le dispensazioni della Provvidenza: alcuni che riferiscono questo alla risurrezione dei morti, e al giudizio finale, lo comprendono, come fa Abarbinel, del ritorno delle anime ai loro corpi, quando in realtà la differenza tra le persone dopo descritte sarà molto discernibile; ma sembra riferirsi al tempo della prima venuta di Cristo e della distruzione di Gerusalemme:

e discernere fra i giusti e i malvagi; la differenza tra coloro che sono veramente e veramente giusti, che sono qui intesi, anche coloro che credono in Cristo, e sono giustificati dalla sua giustizia; e quelli che sono malvagi, come tutti lo sono per natura: sebbene a volte questo carattere disegni i più profani e abbandonati, e persino i professori di religione; La differenza tra questi non è sempre facilmente discernibile; quanto ai giusti, essi non sono conosciuti e discerniti dal mondo; e a causa delle afflizioni, delle tentazioni e dei peccati, sono inclini a giudicare il torto di se stessi; e talvolta sono lasciati cadere nel peccato in modo tale da assomigliare agli altri: e ci sono uomini malvagi sotto l'apparenza di giusti, come lo erano gli scribi e i farisei al tempo di Cristo; ma dalla distruzione che si abbatté su di loro e dalla preservazione di quelli che credettero in Cristo, si riconobbe chi era malvagio e chi era giusto; anzi, all'ultimo giorno, questa differenza sarà più visibile; nei corpi dei giusti, che saranno risuscitati gloriosi, quando quelli degli empi non lo faranno; nelle loro anime, indossando l'abito nuziale, la veste della giustizia di Cristo, e perfettamente santa; e nella loro situazione, essendo posti alla destra di Cristo, e gli empi alla sua sinistra; e dai caratteri che saranno dati di loro dal Giudice, e dalle diverse sentenze emesse ed eseguite su di essi:

fra chi serve Dio e chi non lo serve; cioè, tra tali persone che servono il Signore, e lui solo, privatamente e pubblicamente, in rettitudine e vera santità, in spirito e verità, con fede e fervore, con riverenza e timore, di cuore e volentieri, cercando la sua gloria, senza alcuna dipendenza dai loro servizi; e coloro che sono empi, o che servono il Signore solo esteriormente, per fini sinistri e con vedute egoistiche, e secondo le loro proprie invenzioni e le tradizioni degli uomini, e non la volontà di Dio, come gli scribi e i farisei; fra i quali, e i sinceri discepoli e seguaci di Cristo, il terribile giorno, descritto nel prossimo capitolo Malachia 4:1-6, farà una differenza manifesta

Commentario del Pulpito:

Malachia 3

1 Ecco, io manderò (manderò) il mio messaggero. Dio risponde che viene a mostrarsi il Dio del giudizio e della giustizia. Sono pronti ad incontrarlo e a sopportare la sua condanna? Chi sia questo "messaggero" è controverso. Che non si intenda nessun angelo o visitatore celeste è chiaro da considerazioni storiche, poiché nessun evento del genere ebbe luogo immediatamente prima che il Signore venisse nel suo tempio. Né si può intendere Malachia stesso, poiché il suo messaggio fu pronunciato quasi quattro, cento anni prima della venuta del Messia. L'annuncio è senza dubbio fondato su Isaia 40:3, e si riferisce alla stessa persona menzionata dal profeta più anziano, che generalmente è ammessa come Giovanni Battista, l'araldo dell'avvento di Cristo. Matteo 11:10 Giovanni 1:6 Prepara la via davanti a me. L'espressione è presa in prestito da Isaia, loc. cit. comp. anche Isaia 57:14; 62:10 Egli prepara la via predicando il pentimento, e rimuovendo così l'ostacolo del peccato che si frapponeva tra Dio e il suo popolo. Chi cercate. Quando chiedete: "Dov'è l'Iddio del giudizio?" Verrà all'improvviso al suo tempio. Il Signore (ha-Adon) è Geova, come in Esodo 23:17, Isaia 1:24, 3:1, ecc. C'è un cambio di persone qui, altrettanto frequentemente. Geova verrà inaspettatamente nel suo tempio come Re e Dio d'Israele. comp. Ezechiele 43:7 Ci fu un adempimento letterale di questa profezia quando Cristo fu presentato nel tempio come un bambino. Luca 2:22 - , ecc. Anche il messaggero dell'alleanza. Egli è identificato con il Signore, ed è l'angelo dell'alleanza che guidò gli Israeliti verso la terra promessa, e che si vede nelle varie teofanie dell'Antico Testamento. La Divinità del Messia è così affermata in modo inequivocabile. In lui si sono adempiute tutte le promesse fatte sotto l'antica alleanza, ed egli è chiamato Ebrei 9:15 "il Mediatore della nuova alleanza". Alcuni rendono "e il Messaggero", ecc., distinguendo così l'Angelo del patto dal precursore che prepara la via. Ma questo è già stato fatto dalle espressioni "il mio messaggero" e "il Signore". Di cui vi rallegrate. Il cui avvento aspettate con ardente desiderio

OMELIE di R. Tuck versetto 1.- Lavori di preparazione

"Ecco, io manderò il mio messaggero, ed egli preparerà la via davanti a me". Si riconosce pienamente che l'allusione qui è al ministero di Giovanni Battista. In lui si realizzò il compimento della promessa che Elia sarebbe tornato. Nostro Signore dichiarò che Elia era venuto, ai suoi tempi, e non era stato riconosciuto. E i discepoli compresero che parlava di Giovanni Battista. La figura più familiare di un "preparatore di vie" è quella data in Isaia 40:3,4. In visione il profeta vede la marcia di un re e di un esercito trionfanti. Gli araldi passano avanti, ordinando la rimozione di ogni ostacolo, livellando e mettendo in sicurezza la strada, e proclamando con suono di tromba la rapida venuta del grande re. Se Giovanni era l'araldo o il messaggero del Signore, certamente era un messaggero molto strano. Non c'era assolutamente nulla in lui che suggerisse l'araldo; niente vestiti gay, niente tromba con le bandiere. Non si affrettò per il paese, proclamando il suo messaggio in ogni piazza del mercato. Si fermò sulle rive del Giordano, un uomo tranquillo, vestito solo con abiti di pelo di cammello a buon mercato, e soddisfatto di un perizoma di cuoio come cintura. La missione che gli era stata affidata era distintamente e solo una missione di preparazione. Ma quell'opera era completa in se stessa, e della massima importanza in relazione all'opera successiva del Redentore. Il tema proposto è la missione di chi non produce risultati, ma prepara solo la strada a chi li raggiunge

I LAVORO DI PREPARAZIONE È FONDAMENTALE. Il segreto del fallimento di molte imprese che sembravano promettenti si trova nel fatto che non erano preparate in modo efficiente. I riformatori prima della Riforma erano preparatori della Riforma. Un edificio dipende dall'abilità con cui vengono scavate le linee per le sue pareti e gettate le fondamenta in cemento. Davide compì un lavoro inestimabile quando raccolse il materiale per il tempio che non avrebbe potuto costruire. Due cose possono essere aperte

1. L'uomo preparato non può mai fare il lavoro del preparatore. Non è adatto per questo. Eppure egli dipende interamente dalla fedeltà di quel preparatore. Con riverenza possiamo dire che nostro Signore non poteva fare l'opera di Giovanni, eppure l'opera di Giovanni deve venire prima della sua

2. Le preparazioni materiali spesso precedono le missioni spirituali. C'è lo spostamento degli ostacoli, il superamento delle difficoltà e la spianatura delle strade, che devono precedere il libero esercizio delle influenze morali e spirituali

II IL LAVORO DI PREPARAZIONE È DAVVERO UN LAVORO COMPLETO. È sempre relativo all'uomo che fa i preparativi. Non sembra che lo sia, quando giudichiamo l'intera opera. Un uomo fa bene il lavoro della sua vita che porta a termine i preparativi che gli sono stati affidati. Ma non c'è incoraggiamento di risultati manifesti; e gli uomini incaricati del lavoro di preparazione devono essere uomini di fede. - R.T

L'imprevisto dell'avvento

"Verrà all'improvviso" In questo versetto si parla di due messaggeri. Giovanni, il messaggero, prepara la strada a Gesù; e Gesù, il Messaggero, prepara la via a Dio. Ognuno era un inviato e commissionato. L'arrivo al tempio è una figura retorica e significa venire al popolo, non l'ingresso effettivo del nostro Signore nel tempio. Il popolo d'Israele era il tempio del Signore, e di quel vero tempio l'edificio materiale era un segno. Il punto indicato nell'espressione del testo è che il Messia venne con sorprendente subitaneità all'opera preparatoria di Giovanni Battista. Solo circa sei mesi dall'annuncio quando il Re arrivò. La subitaneità può essere illustrata lungo tre linee

C 'ERA UN'ATTESA GENERALE DEL MESSIA. Ma era generico e vago, e in nessun modo definito e preciso. Anticipava la venuta di un grande Uno, ma quando sarebbe venuto, o per che cosa sarebbe venuto, nessuno sembrava saperlo del tutto. Cantici, quando arrivò, tutti rimasero sorpresi. Non pensarono alla sua venuta allora, o in quel modo particolare. Stapfer dice che "l'attesa del Messia era davvero visionaria. Era confuso, capriccioso, fantastico, e allo stesso tempo preciso e minuzioso nei dettagli, proprio come un sogno. Il nome stesso che doveva portare era dubbio".

II C'ERA UN'ILLUSIONE GENERALE RIGUARDO AL MESSIA. Conosciamo l'idea della sua liberazione di Israele dal giogo romano e della restaurazione del regno di Davide, ma questa era la forma più sobria dell'illusione dell'epoca. Idee stravaganti occupavano così tanto le menti degli uomini che non potevano dare spazio all'idea di un Salvatore spirituale dal peccato. Interpretando male le immagini sotto le quali era stata prefigurata la venuta di Cristo, il popolo si aspettava un liberatore terreno, un campione che lo avrebbe liberato dalla schiavitù straniera, e avrebbe volentieri steso le sue vesti, agitato i suoi rami di palma e gridato i suoi osanna, se fosse venuto da loro come un Re conquistatore. Giovanni irruppe nelle loro illusioni con la sua richiesta di pentimento. Gesù irruppe ancora di più in loro con il suo ministero per i sofferenti e i peccatori. L'improvviso e la sorpresa caratterizzarono il suo andare avanti e indietro tra la gente, guarendo i sofferenti e predicando il vangelo del regno. L'improvviso era necessario per risvegliarli dalle loro illusioni. Il mondo doveva essere sorpreso dal pensiero

III C'ERA UNA GENERALE IMPREPARAZIONE PER IL MESSIA. I servi non avevano preparato la casa per il Padrone. I preti no. Gli scribi no. Coloro che si erano preparati erano persone private che avevano pochissima influenza sulla società. L'impreparazione è tipizzata in questo: "Non c'era posto per lui nell'albergo". La sua venuta non fu improvvisa per Simeone e Anna, perché essi erano stati preparati mediante la Parola rivelata. - R.T

OMULIE di d. thomas Versetti 1-4.- Cristo come Riformatore spirituale

"Ecco, io manderò il mio messaggero", ecc. Questo passaggio sembra essere una risposta alla domanda degli scettici nell'ultimo versetto del capitolo precedente: "Dov'è il Dio del giudizio?" Ci informa che verrà, ma che è necessario un lavoro preparatorio. Indica l'avvento di Giovanni Battista, l'araldo di quel grande Messia predetto dagli antichi profeti, e che era il "Desiderio di tutte le nazioni". Aggeo 2:7 - , Versione Autorizzata Il passaggio indica Cristo come il grande Riformatore spirituale del mondo, e insegna che come Riformatore:

IO LUI È GLORIOSO. Viene visualizzato il seguente messaggio:

1. Dal fatto che un messaggero divino è stato inviato per preparargli la strada. Questo messaggero che compì l'opera preparatoria fu Giovanni Battista, al quale si riferì Isaia 40:3-5 quando parlò di una voce che gridava nel deserto. Quest'uomo non solo era il più grande di tutti i profeti, ma Cristo ci dice che era più di un profeta. Egli presentò alla sua epoca, sulle rive del Giordano, con parole di fuoco e voce di tuono, un riassunto di tutto l'insegnamento dei profeti precedenti. Ha denunciato il peccato, ha esortato al pentimento. Ma quest'uomo, grande com'era, non fece che preparare la via al vero Riformatore

2. Dalla descrizione che viene qui data di lui. Egli è qui rappresentato come il Proprietario del tempio e come il "Messaggero del patto". Cristo è il Riformatore spirituale del mondo. Egli rivoluziona i pensieri, le emozioni, gli scopi e le abitudini dell'umanità. Nessun altro lo ha mai fatto, e nessun altro potrà mai farlo

II È IMPRESSIONANTE. "Chi può resistere il giorno della sua venuta, e chi starà in piedi quando egli apparirà?" Alla presenza di questo Riformatore, il cui occhio penetrerà nel profondo di ogni anima, gli uomini non rinnovati rimarranno ovunque inorriditi e tremeranno di fronte alle loro enormità morali. Quando sarebbe apparso loro non avrebbe lusingato il pregiudizio della loro nazione teocratica, ma avrebbe sottoposto i loro princìpi all'ardente prova della sua verità che scrutava il suo cuore. Ascoltate ciò che Giovanni Battista, il suo araldo, disse di lui: "Ed ora anche la scure è posta alla radice degli alberi, perciò ogni albero che non produce buon frutto è tagliato giù e a est nel fuoco. Io vi battezzo con acqua per il ravvedimento, ma colui che viene dopo di me è più forte di me, e io non sono degno di portare i calzari; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco, il cui ventaglio è nella sua mano, e purificherà completamente il suo aia, e raccoglierà il suo grano nel granaio; ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile". Anche Pietro, nella sua presenza che incute timore, disse: "Allontanati da me; perché sono un peccatore!"

III EGLI È ACCURATO. "È come il fuoco di un raffinatore e come il sapone di un lavandaio". Due cifre sono qui impiegate per indicare quanto sia profonda la sua riforma. Il fuoco della fonderia, che brucia gli ingredienti corrotti che vengono mescolati con l'oro e l'argento; e il sapone del lavandaio, il cui sale alcalino pulisce tutti gli indumenti inquinati dalla loro sporcizia. Nella riforma di Cristo, tutto ciò che è sbagliato, ciò che è impuro, viene elaborato dall'anima umana

IV È PERSISTENTE. "Siederà come un Raffinatore e Purificatore d'argento." Egli è intento al lavoro, e non ne fa alcun affare leggero o passeggero. Come un raffinatore d'oro e d'argento siede sopra il crogiolo ardente finché non vede la propria faccia riflessa nel metallo, così Cristo continuerà la sua opera fino a quando non sarà pienamente compiuta

V HA SUCCESSO. Egli purificherà i figli di Levi e li purificherà come oro e argento, affinché offrano all'Eterno un'offerta in giustizia. Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita all'Eterno, come nei giorni antichi e come negli anni passati". Un giorno egli costituirà per gli uomini un "sacerdozio santo", un sacerdozio che renderà all'Onnipotente offerte a lui sante e accettevoli

CONCLUSIONE. Benedetto sia il Padre Eterno per aver mandato un tale Riformatore in questo mondo corrotto, Colui che è qualificato in ogni modo per l'opera, Colui che ha riformato milioni di persone ora in Paradiso, sta ancora riformando migliaia di persone su questa terra, e un giorno opererà la riforma morale della razza. "Egli non verrà meno né si scoraggierà, finché non avrà posto il giudizio [la rettitudine] sulla terra". - D.T. Isaia 42:4

2 Chi potrà sopportare il giorno della sua venuta? Essi si aspettavano che egli venisse a giudicare le nazioni; il profeta li avverte che essi stessi saranno giudicati per primi. comp. Amos 5:18 "Malachia, come Giovanni Battista, vede il futuro Giudice nel presente Salvatore" (Wordsworth); Gioele 2:11. Chi resisterà! Chi può resistere al peso di questo giudizio? La versione della Vulgata, Quis stabit ad videndum eum? indica lo splendore della sua presenza, che l'occhio dell'uomo non può sopportare. Come il fuoco di un raffinatore, che separa il metallo prezioso dai rifiuti. Cantici, il Signore, alla sua venuta, separerà dal mondo i buoni tra gli uomini. Isaia 1:25 Geremia 6:29 Zaccaria 13:9 Come il sapone dei lavandai; Settanta, ως ποια πλυνοντων, "come l'erba delle rondelle"; Vulgata, quasi herba fullonum, Cosa si debba intendere esattamente con il "sapone" (borith), erba lavatrice, non è noto. Probabilmente si tratta delle ceneri di qualche pianta che produce una liscivia, come il carbonato di sodio. Tali piante si incontrano sulle rive del Mar Mediterraneo e del Mar Morto, e in questo giorno da esse vengono estratte grandi quantità di alcali ed esportate in diverse direzioni. vedi Tristram, 'Nat. Hist. of the Bible,' p. 480, ecc.; Isaia 4:4 Geremia 2:22 Il Signore laverà via tutto ciò che è impuro. Matteo 3:10,12

Ver. 2.- La manifestazione di Cristo, tempo di prova per tutti

Possiamo applicare questa verità...

ALLA PRIMA MANIFESTAZIONE DI CRISTO AL MONDO. Questa verità era stata predetta da Simeone. Luca 2:34,35 E quando Gesù iniziò il suo ministero pubblico, la sua predicazione e la sua stessa presenza servirono come un tempo di prova per tutti

1. Il suo insegnamento era un processo di vagliatura. Matteo 3:12 Socrate andava in giro per Atene a testare e raffinare le idee degli uomini e, con il suo metodo senza pari, estraeva i pochi granelli d'oro dalla massa di spazzatura nella mente dei giovani. Nostro Signore ha reso un servizio più prezioso, mettendo alla prova i cuori degli uomini piuttosto che le loro teste, il loro carattere piuttosto che le loro opinioni. Illustrazione: Nicodemo, messo alla prova, condannato per ignoranza, ma alla fine raffinato. Altri, quando condannati, furono offesi e respinti; ad esempio Matteo 15:12-14, Giovanni 6:25-66, 8:33-59. Cantici fu severo questo processo di prova che Cristo pronunciò una benedizione speciale su tutti coloro che si alzarono. Luca 7:23 Eppure l'insegnamento di Cristo ha offerto a tutti la porta della misericordia. Mostrò al mondo che in mezzo alle scorie di alcune delle vite più ripugnanti c'erano granelli d'oro, gemme della Divinità, che il suo potere purificatore poteva disimpegnare. Gli uomini e le donne peccatori "amarono molto", perché attraverso le sue parole appresero che erano stati molto perdonati

2. La purezza della sua vita ha reso la sua stessa presenza come la fiamma del fuoco di un raffinatore. Gli uomini non potevano stare molto con lui senza essere attratti e purificati o respinti e peggiorati; ad esempio i Gadareni, i sommi sacerdoti, Giuda. D'altra parte notiamo Zaccheo, la Samaritana, la lima "peccatrice", Luca 7:37 gli undici apostoli. Questo processo di prova ebbe effetto soprattutto tra le persone religiose di quel tempo (ver. 3). Il giudizio iniziò nella casa di Dio. Alcuni sacerdoti credettero in lui; Pochi, se non nessuno, lo confessarono. Della maggior parte aveva da dire Matteo 21:31 ; e vedi vers. 44

II ALLA MANIFESTAZIONE DI CRISTO ALL'ANIMA DI UN UOMO. Non era il semplice fatto che Cristo fosse venuto nel mondo e fosse stato visto che lo rendeva come il fuoco di un raffinatore; Fu quando Egli giunse a casa nel cuore degli uomini e si manifestò alla loro coscienza che cominciò la vera prova. In questo senso Cristo viene ancora nelle nostre case e appare ai nostri cuori. Di questa manifestazione segnaliamo:

1. Naturalmente lo temiamo. Giovanni 1:26 è troppo spesso vero. Molti evitano questa manifestazione. Alzano le imposte e chiudono ogni fessura, "per timore che la luce", ecc. 2Corinzi 4:4 Così possono tollerare peccati segreti di cui si vergognerebbero "alla luce del suo volto". Immaginate che vivessimo nella stessa casa di Gesù Cristo, che egli avesse notato ogni azione e parola e che sapessimo che conosceva anche i nostri pensieri. Come potremmo sopportarlo? Non dovremmo a volte essere costretti a gridare, nell'angoscia, se non in segno di sfida: "Allontanati da me; perché io sono un peccatore, o Signore"? Ma, ahimè! spesso non ci rendiamo conto della "presenza reale" del Cristo invisibile. Quando lo faremo, i nostri sentimenti saranno quelli del colpevole Adamo o almeno del giusto Giobbe

2. Eppure dovremmo desiderarlo. Tutto dipende infatti dal fatto che ci conosciamo peccatori e Cristo nostro Salvatore. Questo dovrebbe renderci molto ansiosi che quando Cristo si rivelerà non sarà semplicemente come la luce di Dio, ma come il fuoco di Dio. La luce si limita a rivelare. Illustrazione: la luce del mattino che sorge sugli orrori del campo di battaglia di ieri. Ma il fuoco può purificare, e Cristo è come il fuoco di un raffinatore. Le due figure del testo sono suggestive. "Vengono menzionati due tipi di materiale per la pulizia: quello severo, dove i materiali più vili vengono lavorati con il minerale ricco; l'altro mite, dove la contaminazione è facilmente separabile".

(1) Egli è come il fuoco di un raffinatore. Zaccheo "purificato dai suoi vecchi peccati" da Cristo, che non solo venne a casa sua, ma apparve, si manifestò nel suo cuore. Come la fiamma della fornace ardente, il fuoco del santo amore del Signore consumò i legami del peccato, ma l'uomo stesso si alzò in piedi e camminò in libertà. Questo processo di raffinazione può essere molto severo per noi. Ma il fuoco della raffinazione è lui stesso il Raffinatore. Conosce il minerale con cui ha a che fare. Possiamo tranquillamente lasciare che sia lui a selezionare ogni fase del processo. Sappiamo che Egli sta lavorando per un fine che è, o dovrebbe essere, molto caro a noi: la nostra santificazione. Salmi 79:9

(2) È come il sapone di Fuller. Questo è un processo più mite. Eppure anche questo può implicare un trattamento rude come calpestare, battere, martellare con le mazze. La biancheria dopo la pulizia può mostrare quanto sporco c'era prima. Il potere purificatore di Cristo può mostrarci quanti peccati segreti erano radicati nell'essenza stessa dei nostri cuori. La scoperta può indurre alla confessione e alla preghiera, Salmi 51:1-10 che sarà soddisfatta dalla promessa, Isaia 1:18. Cristo non è un semplice riformatore o disciplinatore. Egli stesso è il fuoco; il suo sangue è la fonte purificatrice; il suo Spirito è la fonte della nostra santificazione. Il nostro desiderio supremo dovrebbe essere che Cristo si manifesti ora alla nostra anima come il fuoco purificatore di quel Dio santo che, poiché non cambia, non ci consuma (versetto 6). Altrimenti per la stessa ragione (vers. 5, 6, "Poiché non cambio") ci consumerà alla fine

III ALLA SECONDA VENUTA DI CRISTO. In questa profezia, come dice Agostino, "il primo e il secondo avvento di Cristo sono riuniti". Malachia vede il grande trono bianco sullo sfondo. Malachia 4:1 Il risultato di ciò che verrà a noi dipenderà dal suo trattamento verso di noi e dal nostro trattamento verso di lui ora. 2Timoteo 1:18

Il lato severo della missione del Messia

"Come il fuoco di un raffinatore e come il sapone di un lavandaio". Di solito viene mostrato che il lato trionfante della missione del Messia occupava interamente la mente degli ebrei, e che di conseguenza il lato severo e giudicante doveva essere presentato con vigore. Ma alcuni recenti resoconti dell'attuale condizione del pensiero ebraico nel primo secolo suggeriscono che i timori del tempo del Messia erano così stravaganti che dovevano essere corretti e qualificati. Le cose dure dei Vangeli sono miti e ragionevoli se paragonate alle stravaganti paure del popolo. "Il popolo attendeva con terrore l'arrivo dell'era messianica. Avevano paura di vedere la guerra di Gog e Magog, che gli scribi avevano predetto come il suo precursore. Cercavano spaventose calamità. Rabbi Eliezar ben Abena disse: "Quando vedrete le nazioni sollevarsi l'una contro l'altra, allora aspettate il Messia che vi segua. Nelle settimane degli anni in cui il Figlio di Davide verrà, il primo anno ci sarà abbondanza di pioggia su una città e siccità su un'altra. Nel secondo anno le frecce della carestia andranno all'estero. Nella terza ci sarà una grande carestia e moriranno uomini, donne e bambini, così come i santi e i ricchi; e ci sarà un giudizio di oblio su quelli che studiano la Legge. Nel quarto ci sarà abbondanza per alcuni e sterilità per altri. Nel quinto una grande abbondanza; ed essi mangeranno, berranno e si rallegreranno, ed egli sarà di nuovo tenuto in onore la Legge fra coloro che la insegnano. Nel sesto anno si faranno sentire delle voci. Nella settima scoppieranno guerre, e alla fine della settima apparirà il Figlio di Davide'". Era necessario correggere queste illusioni tanto quanto quelle che raffiguravano un trionfante conquistatore terreno. La severità deve essere pienamente riconosciuta come una severità morale, non materiale

I MESSIA OPERA PER RIVELARE IL MALE. Questo fa la sua stessa presenza. Metti una cosa immonda accanto a una cosa pura, e la cosa pura mostra e intensifica la sporcizia. Lasciate che Dio mostri, nella vita umana di un uomo tra gli uomini, ciò che egli richiede e ciò che può accettare, e ovunque vada è sicuro di portare alla luce il male. Cristo sta ancora compiendo quell'opera

II IL MESSIA OPERA PER PUNIRE IL MALE. "Ogni giudizio è affidato al Figlio" Ma la sfera della punizione è morale e spirituale. Cristo non ha mai chiesto al braccio secolare di eseguire le sue condanne

III IL MESSIA LAVORA PER LIBERARE DAL MALE. Questo è indicato nel suo lavoro di raffinatore. Sta liberando il metallo dalle scorie. Gran parte del nostro male non è dovuto a noi, ma solo attaccato a noi, mescolato con noi, una nostra schiavitù

IV IL MESSIA OPERA PER PURIFICARE DAL MALE. Questo è indicato nella figura del sapone. Il male è concepito come se fosse in noi, e come se dovesse essere eliminato con i severi processi del follatore, o lavatore, con il martellamento.

3 Egli si sederà. Come giudice. Il profeta si limita alla prima delle due immagini presentate nel versetto precedente. I figli di Levi. Specialmente i sacerdoti, che devono dare l'esempio e insegnare la santità e l'obbedienza. Così il giudizio dovrebbe iniziare dalla casa di Dio. 1Pietro 4:17 La purificazione consiste non solo nello sterminare il male, ma anche nel correggere e migliorare tutti coloro che non sono del tutto incorreggibili. Possiamo ricordare la purificazione del tempio da parte di Cristo e le sue denunce del corpo docente tra gli ebrei, e vedere qui il suo modo di mettere alla prova i suoi ministri in tutte le epoche, affinché possano risplendere come luci nel mondo e adornare la dottrina di Dio in tutte le cose. affinché offrano (e offriranno) al Signore un'offerta (minchah) in giustizia. Il puro sacrificio sarà poi offerto con cuore puro. Come primizie di questa condizione migliorata, leggiamo in Atti 6:7 : "Una grande folla di sacerdoti ubbidì alla fede".

Il Messia come Raffinatore

Mosè dà al Messia il Condottiero, che dovrebbe prendere il suo posto in modo permanente. Isaia ci dà il Messia il Sofferente, il Conquistatore e il Consolatore, che corrisponde alla condizione di Israele come sofferente ed esiliato. Daniele ci dà il Messia il Principe, che corrisponde alla condizione del popolo che anticipa la restaurazione del suo regno. Malachia dà il Messia il Raffinatore, che corrisponde alla condizione del popolo in uno stato di degrado morale e religioso. È importante notare le molteplici sfaccettature dell'adattamento di Cristo ai bisogni umani. Questo aspetto di Cristo come Raffinatore è adatto a ogni epoca. Gli uomini fanno serie obiezioni alla dottrina della depravazione umana, eppure tutta la storia dichiara, come con una sola voce, che l'uomo non è mai stato in grado di mantenere nulla puro. Lascia che tocchi qualsiasi cosa, e porta dentro la macchia

1. Prendete la sfera del pensiero umano. Si osserva costantemente che i seguaci di tutti i grandi filosofi, insegnanti e leader di pensiero complicano e deteriorano sempre i loro sistemi. Portano dentro la sporcizia e le scorie

2. Prendiamo la sfera della religione umana. In tutto il mondo, e in tutte le epoche, si può vedere l'uomo richiamato ai puri principi, e presto perderli di nuovo sotto le scorie accumulate e degradanti delle cerimonie e delle superstizioni

3. Prendiamo la sfera delle relazioni sociali dell'uomo. L'interesse personale si è sempre dimostrato essere la scoria che si accumula e rovina i più perfetti schemi sociali che l'uomo abbia mai escogitato

4. Prendiamo la sfera della vita personale dell'uomo. Gli ideali più nobili non sono raggiunti, perché le scorie dell'autoindulgenza si accumulano presto, e nella mezza età gli uomini si accontentano di bassi risultati. Portare via le scorie è il lavoro del grande Raffinatore in ogni epoca e sfera

HO UN BUON ARGENTO MESCOLATO CON SCORIE. C'è un complimento nel parlare del popolo di Dio come "argento", poiché l'argento vale la pena di essere raffinato. È un metallo genuino e prezioso. Per la mescolanza con le scorie, guarda come il piombo, l'argento e l'oro si trovano nel minerale, circondati da ciò che è relativamente senza valore. L'umanità è così rappresentata. Non è come Dio l'ha fatto; è diventato misto. Ci sono scorie di eresia, vizio, crimine, ecc

II BUON ARGENTO LIBERATO DALLE SCORIE. Il risultato di processi rinnovati; sempre con sofferenza per i raffinati e ansia per il raffinatore. L'argento deve passare attraverso il processo sette volte. Il problema è la purezza del metallo, rimuovendo perfettamente le scorie. Nulla può essere fatto utilmente con il metallo mentre le scorie sono ancora attaccate ad esso. Concludi mostrando che il Messia

(1) il lavoro della sua età;

(2) e compie l'opera di questa età

Egli svolse la sua propria opera come Raffinatore allora; egli compie l'opera di raffinazione di Dio ora. - R.T

4 L'offerta di Giuda e di Gerusalemme. Quando la purificazione avrà avuto luogo e i sacerdoti offriranno il puro culto, allora i sacrifici di tutta la nazione saranno accettevoli. Giuda e Gerusalemme rappresentano il regno del Messia; poiché la salvezza viene dai Giudei, e il vangelo fu predicato per la prima volta a Gerusalemme. Come negli anni precedenti (antichi). Come ai giorni di Mosè, Davide e Salomone, o ancora prima nel caso di Abele, Noè, Abraamo e dei patriarchi. Si veda il racconto del sacerdozio ideale, Malachia 2:5 - , ecc. Il profeta non si aspetta necessariamente che il rituale mosaico duri per sempre e che sia mantenuto in tutto il mondo, ma impiega i termini con cui il popolo ebraico era a conoscenza per esprimere l'adorazione del nuovo patto. comp. Malachia 1:11, e nota lì

La piacevolezza delle offerte religiose

L'idea che le offerte siano gradite a Dio ricorda il sacrificio di Noè sulla terra purificata e restaurata: "E Noè costruì un altare all'Eterno; e prese di ogni bestia pura e di ogni uccello puro, e offrì olocausti sull'altare. E l'Eterno sentì un soave odore". Il sentimento opposto, Dio che trova le offerte dell'uomo sgradevoli, e persino offensive, ricorda i rimproveri iniziali di Isaia, pronunciati nel nome di Dio: "L'incenso è per me un abominio... L'anima mia odia i vostri noviluni e le vostre feste, sono per me un afflizione; Sono stanco di portarle" La negligenza dei Leviti al tempo di Malachia aveva reso le offerte un'offesa a Dio. Era abbastanza evidente che si trattava di routine e formalità. Un segno, e il primo segno, di purificazione spirituale sarebbe che i sacrifici e i servizi pubblici assumerebbero un tono nuovo e accettabile

I LA GRAZIA DI DIO CHE SI COMPIACE DELLE OFFERTE DELL'UOMO. Può darsi che Dio richieda solo offerte, e non si preoccupi personalmente delle offerte, come espressione dei sentimenti degli offerenti. È la meraviglia della grazia di Dio che egli mette il sentimento personale negli atti e nelle relazioni degli uomini; e con il suo sentimento personale ci chiama a mettere il nostro sentimento personale in quegli atti. Allora il valore di un'offerta non sta in ciò che è, ma nel piacere che essa dà a Dio; e quel piacere non dipende dal suo mero valore, ma dal sentimento dell'offerente che porta. La prova di ogni offerta è questa: Può Dio compiacersi di essa? Dell'offerta suprema del Figlio obbediente, Dio disse: "Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto". Di alcune offerte l'apostolo poteva dire: "Dio si compiace di tali sacrifici".

II IL DOVERE DELL'UOMO DI TROVARE PIACERE A DIO ATTRAVERSO LE SUE OFFERTE. Un dovere che grava su

(1) obbligo;

(2) gratitudine;

(3) affetto personale

Se ci rendiamo conto di ciò che Dio afferma, dobbiamo cercare di piacergli. Se ci rendiamo conto di ciò che ha fatto per noi, dobbiamo cercare di piacergli. E gli impulsi dell'amore ci porteranno sicuramente a cercare di piacergli. Ciò che l'uomo chiede con i suoi doni e sacrifici è: "Fai risplendere il tuo volto sul tuo servo". "L'essenza di ogni sacrificio è la stessa in ogni epoca. Nessun sacrificio è gradito a Dio, se non accompagnato dal sacrificio del cuore e della volontà, e di tutte le facoltà, intellettuali, spirituali, corporee, dell'offerente; e nessun sacrificio è gradito a Dio, se non in virtù del suo riferimento all'unico sacrificio del Figlio prediletto, nel quale Egli si è compiaciuto" (Vescovo Wordsworth). Eppure, per Dio, la formalità è un'offesa; routine una stanchezza; l'ipocrisia l'offesa suprema; e ancora, per Dio, l'umiltà, la gratitudine, la fiducia e l'amore sono una gioia santa.

5 Mi avvicinerò a te per il giudizio. Avevano chiesto: «Dov'è il Dio di giudizio?». Malachia 2:17 Egli dice loro che il suo giudizio si estenderà oltre i Leviti, fino a tutto il popolo; vedranno allora se, come supponevano, il male è rimasto impunito. L'annuncio si applica specialmente alle circostanze del tempo di Malachia , anche se, naturalmente, ha un riferimento esteso. Testimone rapido. I giudizi di Dio cadono rapidamente e inaspettatamente; e quando cadono il peccatore è immediatamente convinto, e nessun commento, scusa o sotterfugio è possibile. "Quanto è terribile quel giudizio", dice San Girolamo, "in cui Dio è allo stesso tempo Testimone e Giudice!" Stregoni; τας (Septuaginta); maleficis (Vulgata); vedi Esodo 7:11; 22:18; Deuteronomio 18:10. Gli ebrei avevano acquisito familiarità con le arti magiche durante la cattività; che in seguito le praticassero apprendiamo da Atti 8:9; 13:6. Adulteri. Coloro che erano pronti a sposare mogli pagane non sarebbero stati probabilmente trattenuti da alcuna legge dal soddisfare le loro passioni, falsi giuratori; Settanta, "coloro che giurano il falso per il mio nome", che è da Zaccaria 5:4. Levitico 19:12 - ; e vedi nota su Zaccaria 5:3 Opprimi il mercenario. Defraudalo del suo giusto salario. Deuteronomio 24:14,15 Giacomo 5:4 La vedova e l'orfano. Esodo 22:22 Deuteronomio 24:17 Sviate (inchinate) lo straniero; Settanta, "pervertire il giudizio dello straniero"; Vulgata, opprimunt peregrinum. Esodo 22:21 Amos 5:12 E non temere me. Questa era la radice di tutto il male

La relazione del Messia con i peccati della società

È importante vedere che Dio considera e tratta sia i peccati della società che i peccati individuali. Non si insiste abbastanza sul fatto che egli si occupa dei mali che sono caratteristici degli aggregati degli uomini, dei peccati delle classi e delle nazioni. È nel giudizio necessario delle classi e delle nazioni in quanto tali che gli innocenti sono soliti soffrire con i colpevoli; e allora l'interesse della classe deve essere visto come prevalente rispetto agli interessi del singolo individuo. I peccati della società sono più o meno gli stessi in ogni epoca. Sono classificati in questo versetto. Si scatenano quando la moderazione religiosa si indebolisce

1. Inganni religiosi

2. Immoralità che incidono in particolare sulla vita familiare

3. Infiducia nelle relazioni quotidiane. "Falsi giuratori".

4. Sudare l'operaio e abbassare il salario dell'operaio

5. Approfittare degli afflitti per assicurarsi un vantaggio egoistico: la "vedova, l'orfano di padre e lo straniero".

Il modo in cui questi peccati corrompono la società di oggi può essere spiegato secondo l'abilità del predicatore. I profeti insegnano che ogni volta che Dio si manifesta, mette in campo il suo potere contro i peccati della società, e Malachia dichiara che questa è una delle caratteristiche più marcate del Messia

I MESSIA ABBATTE I PECCATI DELLA SOCIETÀ COME FALSE ESCRESCENZE. L'agricoltore andrà nei suoi prati e taglierà l'erba grossolana, che il bestiame non mangerebbe e la cui crescita rigogliosa sta schiacciando l'utile trifoglio bianco. Quando un campo viene lasciato incolto, e le buone piante non vengono nutrite, spunta presto un abbondante raccolto di erbacce, groundsel, erba di stracci e cardi, e se ci deve essere una rinascita di vegetazione redditizia in quel campo, queste crescite devono essere tagliate. Illustrate dal modo in cui nostro Signore tratta il sentimento della società riguardo al rabbinismo. Con alcune società si deve fare lo stesso

II IL MESSIA CERCA DI ELIMINARE LE RADICI DEI PECCATI DELLA SOCIETÀ DAL SUOLO. Il taglio è solo un preliminare per lo sradicamento. Subito l'agricoltore ara e ara il terreno, raccogliendo con cura le radici per bruciarle. Malachia , in nome di Dio, cercò di andare alle radici dei mali della società del suo tempo. Li trovò nell'autoindulgenza del sacerdozio e nell'egoismo del popolo. Egli profetizzò che il Messia avrebbe compiuto la stessa opera

III IL MESSIA ARRICCHISCE IL TERRENO PER PRODURRE BUONE CRESCITE. Non dovremmo mai vedere l'opera di Cristo solo dal lato negativo. Ha due lati. Rimuovere i peccati della società significa dare la possibilità di nutrire le virtù della società dai toni cristiani.

Vers. 5, 6.- Il mondo dei peccatori

"E io mi avvicinerò a te per il giudizio". Da questo passaggio ci viene ricordato:

IO CHE I PECCATORI ESISTONO IN QUESTO MONDO IN GRANDE VARIETÀ. Qui ci sono "stregoni", "adulteri", "falsi bestemmiatori" e oppressori senza cuore. I primi erano molto diffusi in Giudea. "Non c'era", dice Lightfoot, "quasi nessuna persona in tutto il mondo che usasse o fosse più appassionata di amuleti, incantesimi, borbottii, esorcismi e ogni tipo di incantesimi. L'anziano che veniva scelto per sedere nel Sauhedrin era obbligato ad essere esperto nelle arti degli astrologi, dei giocolieri e degli stregoni, per poter giudicare coloro che erano accusati di praticare tali arti. Forse abbiamo pochi, se non nessuno, stregoni professionisti in Inghilterra; Ma ciò che è altrettanto cattivo, se non peggiore, gli ingannatori pratici abbondano. Adulteri, bugiardi e spietati oppressori, dove non sono? I peccatori esistono, ahimè! in una grande varietà di tipi e in una grande varietà di grado. "Non c'è sulla terra un uomo giusto che faccia il bene e non pecchi."

II CHE I PECCATORI DI OGNI VARIETÀ SONO ESPOSTI A UN GIUDIZIO DIVINO. "Mi avvicinerò a te per il giudizio; e sarò un rapido Testimone". Io, che voi avete sfidato, dicendo: 'Dov'è l'Iddio di giudizio?' 'Sarò un Testimone veloce.' Io, che voi pensate lontano e che siete lenti nel giudizio, sono vicino e verrò come 'Testimone rapido', non solo come Giudice, ma come Testimone oculare; poiché i miei occhi vedono ogni peccato, anche se voi pensate che io non badi. I giudici terreni hanno bisogno di testimoni che siano in grado di decidere correttamente. Io solo non ne ho bisogno. Saranno terribilmente iningannati i peccatori che si lusingano: 'Dio non lo vedrà mai. Come fa Dio a saperlo? e c'è conoscenza nell'Altissimo?'" Salmi 10:11; 73:11; 94:7 (Fausset)

III CHE I PECCATORI SONO PRESERVATI A CAUSA DELL'IMMUTABILITÀ DI DIO. "Io sono il Signore, non cambio; perciò, voi figli di Giacobbe non siete consumati". Ewald traduce questo versetto: "Poiché io, Geova, non sono cambiato; ma voi, figli di Giacobbe, non siete cambiati?' Io non sono cambiato verso di te, ma tu sei cambiato verso di me. Poiché io non ho cambiato, tu sei preservato. Ho deciso di farvi diventare un popolo distinto sulla terra, e perciò, nonostante tutti i vostri mormorii e trasgressioni, non siete "consumati". L'immutabilità di Dio spiega la continuazione dei peccatori sulla terra. Egli è essenzialmente Amore, e un cambiamento in lui sarebbe un cambiamento dall'amore, e un cambiamento dall'amore sarebbe la rovina dei peccatori. Quando dice: "Non cambio", significa: "Sono pieno d'amore come sempre". "Com'è vero ch'io vivo", dice il Signore, l'Eterno, non mi compiaccio della morte del peccatore." -D.T

6 Poiché io sono il Signore, non cambio; o, Geova, io non cambio. Questo per mostrare che Dio adempie le sue promesse, e liquida efficacemente l'affermazione in Malachia 2:17, che non ha posto alcuna differenza tra il male e il bene. I grandi principi del bene e del male non cambiano mai; essi sono eterni come colui che li ha dati. Dio qui parla di se stesso con il suo nome di patto, che esprime il suo essere eterno e indipendente, "il Padre della luce, presso il quale non c'è mutevolezza, né ombra di volgimento". Giacomo 1:17 Perciò voi, figli di Giacobbe, non siete consumati. Poiché l'eterno proposito di Dio è buono, e i suoi "doni e la sua chiamata sono senza ravvedimento", Romani 11:29 quindi gli Israeliti sono sì castigati e corretti, ma non completamente consumati; hanno un posto e una nazione, e le grandi promesse fatte ai loro preassemblei saranno tutte adempiute a tempo debito. Geremia 30:11 Michea 7:20 Egli li chiama "figli di Giacobbe", per ricordare loro l'alleanza fatta con il loro grande antenato, che era la parte di tutti i veri Israeliti. Geremia 33:20,21 Orelli leggerebbe: "Voi non avete fatto la fine", cioè dei vostri peccati; quindi praticamente la Settanta, che unisce questa clausola al versetto seguente. Ma il testo attuale è molto probabilmente corretto

Il duplice aspetto dell'immutabilità di Dio

Qui vengono insegnate tre verità

IO CHE DIO È IMMUTABILE

1. La sua natura ne è un pegno. Essendo assolutamente perfetto, qualsiasi cambiamento di natura deve essere in peggio. La "luce" 1Giovanni 1:5 sarebbe offuscata; qualsiasi "variazione" causerebbe "un'ombra che si proietta girandosi". Giacomo 1:17 - , Revised Version Egli è "Alfa e Omega", e non una lettera intermedia può essere spostata; non un "iota o apice" può passare

2. Lo dice il Suo Nome. Sia che interpretiamo il Nome Divino, "Io sono colui che sono" o "Io sarò ciò che sarò", l'immutabilità è implicita. Egli "è, era e viene, l'Onnipotente". Ha emozioni, ma questi non sono i sentimenti capricciosi di una creatura mutevole; ad esempio, confronta l'ira di Dio e quella del re Nabucodonosor in Daniele 2 e Daniele 3. Revoca le promesse o revoca le minacce; ma egli "non può mentire" Tito 1:2 ; Confronta Numeri 23:19. La certezza più forte di questa verità si trova nella rivelazione del Nome Divino in Gesù Cristo, che attraverso le epoche successive sta dimostrando di essere "lo stesso ieri, oggi e sempre".

II CHE QUESTA IMMUTABILITÀ DI DIO È IL FONDAMENTO DELLA SPERANZA PER I COLPEVOLI. Poiché Dio ha un "eterno proposito, che si è proposto in Cristo Gesù, nostro Signore". Ed egli dice: "Il mio consiglio sussisterà, e farò tutto ciò che mi piace". Questo eterno proposito includeva i suoi rapporti con la razza eletta dell'antico patto. Nonostante i loro molti peccati, egli compì i suoi benigni propositi riguardo a loro. Levitico 26:42-45; Deuteronomio 7:7,8 E ancora Dio si ricorda della terra e del popolo. Zaccaria 14:10,11; Romani 11:25-29 La stessa immutabilità porta speranza a tutti noi che siamo stati invitati e siamo stati portati a confidare nel nostro Salvatore-Dio, "che ci ha salvati", ecc. 2Timoteo 1:9 Questi propositi inalterabili includono la nostra purificazione (cf. vers. 3, 4). Per questo fine Cristo ha dato se stesso per noi, Efesini 5:26; Tito 2:14 e per questo fine Dio è sempre all'opera. Possiamo ben meravigliarci della misericordia eterna e dell'immutabile fedeltà di Dio. Lamentazioni 3:22,23 L'immutabilità di Dio è l'ancora di salvezza della nostra anima quando la tempesta della colpa e della paura minaccia la nostra distruzione. Era un alto elogio per un comandante romano in un momento di pericolo nazionale che non aveva disperato della repubblica. È alla gloria di Dio che egli non dispera di noi peccatori, nonostante la nostra peccaminosità ereditata e inveterata (ver. 7), ma "spera per essere pietoso", ecc., Isaia 30:18 e cerca di vincere il nostro male con il suo bene immutabile

III CHE QUESTA SPERANZA PER I COLPEVOLI È UN PEGNO DELLA DISTRUZIONE DEGLI IMPENITENTI. Questo si vede dal collegamento del vers. 5 e 6. L'immutabilità di Dio esige che "i trasgressori siano distrutti insieme". Salmi 37:38-40 "Non c'è bisogno di scire facias, di un mandato che chiami a mostrare causa, a ravvivare il giudizio di Dio; perché non è mai antiquato o antiquato; ma contro coloro che continuano nei loro falli, la maledizione della sua Legge rimane ancora in piena forza, potenza e virtù" (M. Henry); Confronta Ecclesiaste 8:11. Ma il giudizio differito non viene dimenticato. 2Pietro 3:8,9 Se si vuole sfuggire al giudizio, gli uomini devono cambiare, perché Dio non può. vedi l'argomento in Ezechiele 18:1-30 - ; e Confronta Giovanni 3:7

Imparare:

1. La beatitudine di essere in unità inalterabile con il Dio immutabile. Per questo Dio stesso provvede alla riconciliazione e alla rigenerazione. 2Corinzi 5:17-21 Giacomo 1:18 E poi "se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" I cambiamenti nelle nostre circostanze devono avere poco effetto su di noi. L'Eden non era il Paradiso per Adamo senza Dio; la fornace ardente non era un terrore per Shadrach presso Dio

2. "È una cosa spaventosa cadere nelle mani del Dio vivente". Perché l'immutabile santità di Dio è un fuoco consumante, che deve distruggerci nei nostri peccati se non ci separa da essi

La speranza dell'uomo risiede nell'immutabilità di Dio

"Io sono il Signore, non cambio". L'uomo era cambiato verso Dio, non nelle semplici relazioni, ma nello spirito e nello scopo. Dio era stato quindi costretto a modificare i suoi rapporti con gli uomini; e i suoi modi di trattarli; ma non si deve mai presumere che ciò implichi un cambiamento da parte dei sentimenti di Dio verso di loro. Quelli che egli ama, li ama di un amore eterno. Per quanto riguarda il motivo dei suoi rapporti egli è "lo stesso ieri, oggi e in eterno". Il riferimento qui è direttamente allo scopo di salvare Israele. Qualunque fosse l'apparenza delle cose, quello scopo non era mai stato cambiato, e mai lo sarebbe stato. "Poiché l'Eterno ha l'immutabile volontà che i figli di Giacobbe, i suoi eletti, non periscano come nazione, egli li purificherà mediante l'eliminazione dei malvagi fra loro, affinché il rimanente ritorni alla loro fedeltà".

LA SPERANZA DELL'UOMO NELLA MUTEVOLEZZA DEGLI ADATTAMENTI DI DIO. La mutevolezza non è del tutto il termine appropriato, ma è necessaria per motivi di contrasto. Se le vie di Dio con noi fossero ordinate da regole rapide e invariabili, perderemmo ogni senso dei sentimenti personali, delle relazioni personali e degli adattamenti personali. L'adattamento agli individui sulla conoscenza esatta degli individui, e l'adattamento alle circostanze sulla conoscenza esatta delle circostanze, sono la vera gloria di Dio. È a causa di questa caratteristica divina che preferiremmo cadere nelle mani di Dio piuttosto che nelle mani degli uomini. Se le regole stabilite fossero state attuate senza riserve o eccezioni, allora molte volte Israele sarebbe stato abbandonato o distrutto. Gli uomini danno tanto peso all'essere sotto il "regno della legge", ma questo è precisamente ciò che faremmo meglio a non essere. E' un regime davvero orribile . Non c'è considerazione, pietà, adattamento, in esso. Molto meglio che siamo sotto il governo personale di un Legislatore divino e infinitamente amorevole

II LA SPERANZA DELL'UOMO NELL'IMMUTABILITÀ DEI PRINCIPI DI DIO. Gli adattamenti Divini sono sempre entro i limiti dei principi Divini. Non possiamo mai essere sicuri che il nostro prossimo non cambi attraverso la debolezza, e rischiare i principi nel fare il cambiamento. Possiamo avere perfetta fiducia che Dio non lo fa mai. "Ha egli detto, e non lo farà? Ha egli parlato, e non lo renderà avverato?" Fedele alla sua parola; ma solo parole che esprimono principi eterni. Il punto del testo è che l'immutabilità di Dio garantisce la sicurezza di Israele, e la mutevolezza di Dio garantisce la disciplina e il raffinamento di Israele.

7 Vers. 7-12. - § 2. Dio è fedele alle sue promesse, ma la condotta del popolo ha causato il rifiuto dei favori: sono stati vergognosamente negligenti in materia di decime e offerte; modifichino la loro pratica e saranno benedetti

Voi vi siete allontanati (vi siete allontanati) dalle mie ordinanze. La disubbidienza non era un'offesa nuova; fin dai primi giorni erano sempre stati persistenti nella malvagità; e se l'adempimento della sicura promessa di Dio era ritardato, ciò avveniva perché non avevano adempiuto le condizioni su cui si basava il suo adempimento. Ritornate a me, e io tornerò a voi. Zaccaria 1:3 - , dove si veda la nota L'uomo deve cooperare con la grazia di Dio che impedisce di farlo, e poi Dio gli dà ulteriore grazia per il pentimento e l'emendamento. Qui, se il popolo ha seguito la predicazione dei profeti e ha obbedito ai suggerimenti dello Spirito Santo, Dio promette di benedirlo e salvarlo. In che cosa ritorneremo? Ecco lo spirito farisaico, come in Malachia 1:6, ecc. Non riconoscono il loro reato; Ritengono di essere giusti e di non aver bisogno di pentimento

Vers. 7-10. - Il peccato di derubare Dio

La forma speciale di peccato che viene denunciata (derubare Dio delle decime e delle offerte) è solo una manifestazione di un peccato che è più antico della legge delle decime, e che sopravvive in tutte le nazioni fino ai giorni nostri. Osservare-

I LA NATURA DI QUESTO PECCATO. È un peccato antico e inveterato. Il segreto di tutto ciò è l'alienazione del cuore da Dio (ver. 7). È grazie a Dio, nostro Creatore, Benefattore, Redentore, che facciamo della sua volontà la legge della nostra vita, e quindi che ci presentiamo un sacrificio vivente, secondo la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. Se non lo facciamo, deve essere perché non riconosciamo le pretese che Dio fa su di noi, oppure, riconoscendole, le neghiamo deliberatamente. Nel primo caso, diamo la menzogna a Dio; nel secondo, derubiamo Dio. (Terribile alternativa per ogni negligente di Dio e di Cristo.) Se è una rapina negare a Dio il nostro cuore, noi stessi, deve esserlo anche negare qualcosa a Lui. Che cosa c'è infatti di cui possiamo dire: "Questa non è proprietà di Dio; non fa parte del suo patrimonio; Possiamo fare quello che ci piace con questo"? Non c'era bisogno di alcuna legge sulle decime per affermare la proprietà di Dio e la nostra amministrazione. Caino ha derubato Dio quando ha trattenuto l'offerta che Dio avrebbe accettato, o lo spirito di dipendenza e di fede senza il quale nemmeno l'offerta giusta avrebbe potuto essere ricevuta. Il rifiuto di uno spirito giusto da Dio spiana la strada ad altri atti di rapina. Il principio delle decime precede e sopravvive alla legge delle decime. Proverbi 3:9,10; 11:24,25; 2Corinzi 8:12; 9:6-8 - , ecc.: Il precetto: "Rendete a Dio ciò che è di Dio", si applica a cose spirituali come le anime e materiali come l'argento. Se non siamo proprietari, ma intendenti, il nostro unico dovere riguardo a ogni talento che ci è stato affidato dovrebbe essere: "Come il Divino Proprietario vorrà che io lo usi?" Se per egoismo o per negligenza criminale lo usiamo in un modo che non porta a Dio l'onore che ha il diritto di aspettarsi, siamo colpevoli di derubare Dio. "Date al Signore la gloria dovuta al suo nome".

II È UN PECCATO PER CUI GLI UOMINI SONO DIFFICILI DA CONDANNARE

1. Nel Versetto 7 troviamo un rimprovero e un appello che deve suscitare grandi interrogativi nel cuore: "Sono forse io, Signore?". Lamentazioni 3:40,41 Ma possiamo essere così presuntuosi o ignoranti da eludere tali appelli generali come se fossero del tutto irrilevanti. Cantici la rete deve essere tesa più stretta; L'atto d'accusa deve essere reso più preciso

2. Cantici viene suggerita l'accusa di aver derubato Dio. "Un uomo deruberà Dio?" La stessa avversione che proviamo al pensiero di essere derubati (poiché preferiremmo dare via o buttare via la nostra proprietà piuttosto che esserne derubati) dovrebbe indurre a chiederci: "È possibile che io stia derubando Dio?" ad esempio, della riverenza e del santo timore dovuti all'Onnipotente, come se potessimo ignorarlo e sfidarlo a fare del suo peggio. O della gratitudine e della dipendenza che merita come nostro Padre, nostro Redentore, come se potessimo fare a meno di Lui in misura considerevole durante la vita, e poi "rimediare" alla fine. La coscienza di chi non poteva convincerlo che in questi o in altri modi si era spesso reso colpevole di aver derubato Dio? Eppure gli uomini sono così difficili da convincere del peccato, che alla domanda di Dio e al suo diretto comando giunge la risposta superficiale: "In che cosa ti abbiamo derubato?"

3. Così Dio è costretto a mettere il dito su uno dei più evidenti atti di rapina: "Nelle decime e nelle offerte". Alcune delle offerte erano regolate dalla legge in modo meno rigido rispetto alle decime, come nel caso delle offerte dei cristiani per il regno di Cristo e le richieste di benevolenza. Ma potremmo essere colpevoli di derubare Dio "nelle offerte".

(1) Con donazioni riluttanti. Se non 'diamo liberalmente', neghiamo a Dio lo spirito giusto, senza il quale i doni non possono essere accettevoli. Ci comportiamo come se, sebbene Dio avesse il diritto di esigere il nostro denaro, non avesse il diritto di aspettarsi l'allegro riconoscimento: "Ti abbiamo dato dei tuoi". 1Cronache 29:14 Matteo 10:8 2Corinzi 9:7

(2) Con scarse donazioni. Perché c'è una quantità, una certa proporzione di tutto ciò che ci è stato affidato, che è "giusto" dare. "Trattenere più di quanto si conviene" è derubare Dio. Se un uomo non dà "secondo quello che ha", ma come se Dio gli avesse affidato molto meno, le sue offerte non sono accettate da Dio. L'amministratore di Dio (come lo è ognuno) è tenuto coscienziosamente a considerare quale proporzione di tutto ciò che riceve dovrebbe riservare per dare a scopi religiosi e di beneficenza, in modo da poter onorare il Signore "con le primizie di tutto il suo raccolto". Le leggi ebraiche sulle decime e sulle offerte possono aiutarlo nella stima. Nessuna regola può essere stabilita l'uno per l'altro, ma l'economo cristiano può giustamente partire dalla presunzione che la scala della liberalità non sia stata abbassata nel regno di Cristo, con tutti i suoi privilegi e motivi così in anticipo rispetto alla teocrazia ebraica. Per non essere colpevoli di derubare Dio, dovremmo proporci nel nostro cuore di dedicare tanto e non meno, per quanto Dio possa farci prosperare. L'allegra e sistematica dedizione di una generosa parte della nostra proprietà al servizio di Dio ci preserverà dal derubarlo. Daremo non una piccola parte come osiamo offrire, ma una parte così grande come l'amore e la coscienza in consiglio giustificheranno. Circostanze speciali possono richiedere sacrifici speciali; ma formeremo, come primo onere sulle nostre entrate, un fondo sacro riservato per le offerte a Dio. L'esperienza di coloro che agiscono in base a questi principi divini del dare può assicurare a tutti che si renderanno conto in tal modo, come probabilmente non hanno mai fatto prima, della verità delle parole di nostro Signore: "C'è più gioia nel dare che nel ricevere".

III È UN PECCATO CHE CHIUDE LE CATERATTE DEL CIELO. La scusa che viene generalmente addotta per quel dare parsimonioso che è una rapina a Dio è: "Non posso permettermelo". Ciò può derivare da una criminale ignoranza delle pretese di Dio e dei nostri rapporti con lui, o da una fede debole da parte di coloro che ancora si riconoscono come suoi amministratori. La colpa del primo è stata smascherata; il timore di quest'ultimo è qui affrontato dalla sfida di Dio stesso: "Mettimi ora alla prova con questo"; "Abbiate fede in Dio"; "Onora il Signore con le tue sostanze"; "Cercate prima il regno di Dio", e poi vedete se Dio non è fedele a tutte le sue promesse riguardo alle benedizioni sia temporali che spirituali. Gli uomini possono lamentarsi dei tempi difficili e possono volere che la prosperità preceda la liberalità. "No", dice Dio a questi ebrei sofferenti e agli scarsi donatori cristiani che possono trovarsi nell'avversità, "onoratemi prima con l'ubbidienza e l'allegra fiducia, e vedete se allora non verranno tempi prosperi". Illustrazione: vedova; 1Re 17:13 poveri macedoni. 2Corinzi 8:1-4 I tempi difficili possono essere il risultato dell'infedeltà passata da parte dei servitori di Dio. Forse raccogliete con parsimonia perché avete seminato con parsimonia. Prova il piano opposto. Ora le cateratte del cielo sono chiuse contro di noi a causa dei nostri peccati. Dio aprirà quelle finestre non appena onoreremo, obbediremo e confideremo. Egli può superare le nostre speranze e i nostri pensieri. Efesini 3:20 Le sue benedizioni spirituali saranno limitate solo dalla nostra capacità di riceverle. Illustrazione: 2Re 4:6 13:18,19. E con queste migliori benedizioni saranno aggiunte tutte le benedizioni temporali che saranno buone per noi, ver. 11; Matteo 6:33 e piogge di benedizioni sui nostri cuori e sulle nostre case scenderanno attraverso le cateratte del cielo un tempo chiuse sui servi disonesti di Dio, ora aperte ai suoi fedeli amministratori

Un duplice ritorno

"Ritornate a me, e io tornerò a voi", dice il Signore degli eserciti". E Zaccaria ha un'espressione simile, Zaccaria 1:3 "Volgetevi a me, dice l'Eterno degli eserciti, e io mi volgerò a voi, dice l'Eterno degli eserciti". La direzione per allontanarsi dalla via malvagia è molto familiare nei libri dei profeti, e dovrebbe essere letta alla luce del loro lavoro di riformatori sociali e morali. È indicata qualche cattiva usanza, alla quale il popolo si rivolse, e i profeti cercarono ansiosamente di allontanarsene . Questo cambiamento è l'idea radice della "conversione" terra, che dovrebbe sempre essere associata alla convinzione, o al senso del peccato, e alla contrizione, o al dolore per il peccato. Allora viene propriamente la conversione, o la conversione dal peccato. Questo è soddisfatto dalla remissione dei peccati e dall'accettazione come liberi dal peccato. La parola "conversione" è generalmente usata per l'intero processo, ma questo uso è atto a produrre confusione di idee. Un significato speciale può essere attribuito all'allontanamento dal peccato, perché è il segno riconosciuto e l'espressione di sincerità e serietà. Se un uomo rinuncia alle cose che ama e che sono cattive, ci sono buone prove che è sincero. In questo passaggio si fa riferimento alla lealtà nazionale alle ordinanze mosaiche. Con esso la pietà nazionale poteva essere messa alla prova. Ma essi erano palesemente distolti da qualsiasi cosa che assomigliasse a un'amorevole, cordiale, spirituale obbedienza a quelle ordinanze, tale che Dio poteva approvare e accettare. Di conseguenza il suo favore e la sua benedizione furono manifestamente allontanati da loro

L 'uomo non può tornare a Dio finché Dio non ritorna a Lui. Mentre Dio si tiene lontano dal peccatore, quel peccatore può provare rimorso e infelicità. "Le sue ossa possono invecchiare a causa del suo ruggito tutto il giorno", ma non proverà alcuna penitenza, nessun elemento di speranza potrà entrare nella sua angoscia. La prima mossa viene sempre da Dio. Zaccheo non sa che sta veramente cercando Gesù, finché non scopre che Gesù sta cercando lui. Nostro Signore ha espresso questa verità nella sua espressione familiare: "Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato". È la testimonianza dell'esperienza universale che Dio è sempre con noi. E, visto correttamente, questo dimostra che siamo ingiustificati se continuiamo a peccare

II DIO NON PUÒ TORNARE ALL'UOMO FINCHÉ L'UOMO NON RITORNA A LUI. Questo pone la verità in forma paradossale; Eppure è proprio l'enunciato del testo. Dio parla. Ma egli dice che non si convertirà finché l'uomo non lo farà. Dio è il primo ad aprire il negoziato, eppure dice che deve venire secondo. Spiega che Dio non può compiere la sua opera di grazia nell'uomo finché l'uomo non si trova in quel giusto stato morale rappresentato dalla penitenza e dal volgersi a Dio.

Vers. 7-12. - Un lamento divino e un invito divino

"Fin dai giorni dei vostri padri vi siete allontanati dalle mie ordinanze", ecc. In queste parole abbiamo due cose: una lamentela divina e un invito divino; ed entrambi sono rivolti ai peccatori. Avviso-

I UNA LAMENTELA DIVINA CONTRO I PECCATORI. La denuncia riguarda tre accuse

1. L'accusa di apostasia. "Anche dai giorni dei vostri padri vi siete allontanati dalle mie ordinanze". I vostri padri, che si sono ritrovati in cattività in Babilonia, si sono allontanati dai miei precetti, e voi fate quello che hanno fatto loro. Ogni peccato è un'apostasia, un allontanamento dalle "ordinanze" di Dio sia morali che positive. "Il mio popolo ha commesso due mali; mi hanno abbandonato la Fonte d'acqua viva e le hanno scavate cisterne, cisterne rotte, che non possono trattenere acqua". Geremia 2:13 Come il figliol prodigo, noi tutti ci siamo allontanati dal Padre nostro per entrare nel "paese lontano" dell'ateismo pratico e del peccato

2. L'accusa di disonestà. "Un uomo deruberà Dio? Eppure mi ha derubato. Ma voi dite: In che cosa ti abbiamo derubato? Nelle decime e nelle offerte". La loro disonestà consisteva nel nascondergli le sue pretese. Così lo derubarono o lo defraudarono. "Mi avete derubato". "Voi mi avete fatto questo riguardo alle decime che mi sono dovute; vale a dire il decimo di tutto il resto dopo che le primizie erano state pagate, il decimo che veniva pagato ai Leviti per il loro sostentamento, Levitico 27:30-33 un decimo pagato dai Leviti ai sacerdoti, Numeri 18:26-28 un secondo decimo pagato dal popolo per l'intrattenimento dei Leviti e delle loro stesse famiglie al tabernacolo; Deuteronomio 12:18 un'altra decima ogni tre anni per i poveri, ecc. Deuteronomio 14:28,29 - 'Offerte.'Non meno di un sesto di grano, vino e olio. Deuteronomio 18:4 I sacerdoti avevano questo requisito, e anche la decima delle decime che erano sussidiarie dei Leviti. Ma essi si appropriarono di tutte le decime, privando i Leviti dei nove decimi che gli spettavano; come fecero anche, secondo Giuseppe Flavio, prima della distruzione di Gerusalemme da parte di Tito. Così, senza dubbio, Dio fu defraudato, i sacerdoti non adempirono rettamente ai loro doveri sacrificali e derubarono Dio dei servizi dei Leviti che erano stati scacciati dalla miseria" (Fausset). Così gli uomini derubano Dio ora; Essi trattengono ciò che gli appartiene. Non possono togliergli nulla, e quindi renderlo più povero, come nel caso dell'uomo che deruba l'uomo, ma possono derubarlo appropriandosi a proprio uso di ciò che egli richiede, agendo come Anania e Saffira

3. L'accusa di insensibilità. "Voi dite: In che cosa ti abbiamo derubato?" Avevano perso ogni senso del loro obbligo in relazione a queste decime, ed erano diventati completamente indifferenti alle pretese divine. "In che cosa ti abbiamo derubato?" Come se non conoscessero la loro frode contro Dio. Così gli uomini continuano a tenere lontano da Dio ciò che gli è dovuto senza alcun senso di torto. Le abitudini peccaminose accecano e indeboliscono la coscienza dell'uomo di fronte ai suoi importanti doveri

II UN INVITO DIVINO AI PECCATORI. Ecco un invito a tornare:

1. Alla Divina amicizia. "Ritornate a me, e io tornerò a voi", dice il Signore degli eserciti". Ritornate a me rendendomi ciò che mi è dovuto e lavorando con amore e lealtà al mio servizio. "Ritornate a me": questa è stata la voce di Dio per i peccatori di tutte le epoche; questo era l'invito di Cristo: "Venite a me", ecc. Il ritorno è in un certo senso reciproco. Dio dice: "Ritornerò da te". Questo, naturalmente, non significa che Dio scenda a compromessi, cambi; ma esprime la sua disponibilità a riceverli, come il padre del figliol prodigo era pronto a ricevere il figlio perduto. Aspetta di essere clemente

2. A un servizio onesto. "Portate tutte le decime nel deposito, affinché ci sia del cibo nella mia casa; Neemia chiama il "deposito" Neemia 13:5 una grande camera dove deponevano le offerte di carne, l'incenso e i vasi. Mettere questo nel suo giusto uso è ciò che Geova vuole che facciano, e promette, se accetteranno:

(1) Per dare loro del bene in abbondanza. "Mettetemi ora alla prova con questo", dice l'Eterno degli eserciti, se non vi aprirò le cateratte del cielo e non vi riverserò una benedizione, affinché non ci sia posto sufficiente per riceverla". Dal cielo viene ogni bene. A volte le finestre sembrano così chiuse che le benedizioni non scendono su alcuni uomini. Quando Dio dice: "Ti aprirò le finestre", significa che il bene scenderà a fiumi, in abbondanza

(2) Per dare loro del bene in relazione ai prodotti della terra. "E certamente rimprovererò il divoratore [forse le locuste] per causa vostra, ed egli non distruggerà i frutti della vostra terra; e la tua vite non getterà il suo frutto prima del tempo nel campo". Le loro viti dovrebbero produrre frutti nella stagione

(3) Per dare loro del bene negli affetti degli uomini. "E tutte le nazioni vi chiameranno beati, perché sarete un paese di delizia, dice l'Eterno degli eserciti; " "Beato te, o Israele, che sei simile a te, o popolo, salvato dal Signore, lo scudo del tuo aiuto, e chi è la spada della tua eccellenza? E i tuoi nemici saranno trovati bugiardi verso di te, e tu calpesterai i loro alti luoghi". Deuteronomio 33:29

CONCLUSIONE. Imparare:

1. Che un uomo è un uomo cattivo che nega a Dio ciò che gli è dovuto. Quali sono i debiti di Dio? Tutto ciò che abbiamo e siamo. "Tutte le anime sono sue". E se non rendiamo a lui le nostre anime, il nostro tutto, siamo cattivi

2. Un uomo cattivo diventa buono arrendendo tutto se stesso a Dio. Portando tutto se stesso nel magazzino di Dio, dedicando tutto al servizio divino

3. Più bene un uomo ha in sé, più bene ha dall'universo. Se tutta la sua anima è piena di supremo amore e riverenza per il diritto e per Dio, tutti i cieli fuori di lui 'apriranno le finestre' e faranno piovere benedizioni su di lui. La liberalità religiosa è di tutti gli investimenti redditizi il più redditizio. E il contrario. Il è "maledetto con una maledizione". L'uomo che ruba e froda Dio ruba e froda se stesso. Come la leggendaria aquila che rubò l'altare diede fuoco al suo nido con i carboni ardenti che aderivano alla carne rubata che portò via, così l'anima che defrauda Dio delle sue pretese si darà alle fiamme.

8 Un uomo deruberà Dio? Il profeta mostra al popolo come si sia allontanato da Dio, non osservando nemmeno le osservanze esteriori della religione. La parola tradotta "rubare", frodare, che si trova anche in Proverbi 22:23, ecc., è resa nella Settanta, πτερνιει, "inciampare", "soppiantare"; Vulgata, si affliget homo Deum, o, come San Girolamo tradusse per la prima volta, "si affiget homo Deum", e riferì le parole alla crocifissione di nostro Signore. Nelle decime e nelle offerte. Questi erano dovuti al Signore, e perciò negandoli non defraudavano l'uomo, ma Dio. Per la decima, vedi Levitico 27:30 - , ecc.; Numeri 18:21 - . Vedi la lamentela di Neemia, (Neemia 13:10-12 L'"offerta" intesa è l'offerta elevata, il petto e la spalla del sacrificio di comunione, che erano la parte dei sacerdoti. Esodo 29:27; Levitico 7:14.32-34 - ; comp. Neemia 10:37-39

Defraudare Dio

La gente dei giorni di Malachia accolse il suo rimprovero con uno spirito cavilloso e autogiustificante. Gli uomini che sono soddisfatti di sé possono resistere a ogni fascino. Le formalità religiose hanno questo come il loro pericolo supremo: soddisfano gli uomini e impediscono loro di provare ansietà morali e spirituali e di rispondere alle esigenze morali e spirituali. Questi uomini non riuscivano a vedere che c'era alcun senso in cui stavano privando Dio dei suoi diritti. Il profeta mette il dito su una cosa. Questo è sufficiente per provare la sua accusa. Trattenevano e limitavano le decime e le offerte dovute alla casa di Dio. Come potevano essere leali i cittadini che trascuravano di pagare quelle tasse del re che erano il segno stesso della lealtà? "Si potrebbe ragionevolmente pensare che una tale presunzione non possa entrare nei pensieri di nessun uomo, come derubare Dio di quelle cose che sono dedicate al suo servizio; quando considera di aver ricevuto tutte le cose da lui, e quindi dovrebbe in segno di gratitudine mettere da parte una parte delle sue sostanze per il mantenimento del suo culto e degli esercizi pubblici della religione" (Louth). Considera-

QUALI SONO LE PRETESE DI DIO SUGLI UOMINI

1. Le sue rivendicazioni naturali, come Autore, Progettista, Creatore, Organizzatore pratico del corpo, della vita, delle relazioni e delle associazioni dell'uomo. Vedete i diritti di un uomo nella casa che costruisce, nel giardino che progetta, nella macchina che costruisce, nel bambino che alleva. Da tutto ciò che un uomo fa si aspetta una qualche forma appropriata di ritorno

2. Le sue affermazioni rivelatrici. Israele aveva un obbligo speciale perché aveva ricevuto una rivelazione speciale

3. Le sue affermazioni sperimentali. Aveva guadagnato diritti, e ragionevolmente formato aspettative, dai suoi rapporti pietosi e gentili per lunghi anni

II SU QUALI BASI POGGIANO LE PRETESE DI DIO. Non solo i diritti supremi della Deità; ma qui soprattutto l'accettazione da parte dell'uomo delle sue pretese. Le affermazioni sono cose più severe quando sono sia fatte che accettate

III IN CHE MODO LE PRETESE DI DIO POSSONO ESSERE TRASCURATE O RIFIUTATE

1. Con l'illusione che tali affermazioni siano state allentate

2. Con la speranza che si possa mettere qualcosa al posto dell'obbedienza a loro

3. Per pura svogliatezza

4. Per ostinazione persistente

5. Ma è più sottile e penetrante dire: le pretese di Dio sono ora principalmente mancate a causa dell'eccessiva occupazione dell'uomo

Il mondo e l'io riempiono gli uomini

IV COME SI DEVE TRATTARE TALE NEGLIGENZA DELLE PRETESE DI DIO?

1. Chiamalo con il suo vero nome: derubare Dio

2. Esercita la disciplina sui negligenti, ecc. - R.T

9 Voi siete maledetti con una (la) maledizione. L'effetto della maledizione fu la scarsità e la sterilità, come vediamo dal vers. Aggeo 1:6 La Vulgata assume il risultato: In penuria vos maledicti estis. La prossima frase data il motivo della maledizione. Tutta questa nazione. Non solo gli individui, ma l'intera nazione (egli non li chiama più popolo di Dio) sono stati implicati in questo peccato. La LXX, leggendo in modo diverso, dice: "L'anno è finito e voi avete portato", ecc

10 Tutte le decime; l'intera decima, non solo una parte di essa. Dio non è servito con un servizio parziale. Il magazzino. Le decime venivano portate al tempio e deposte nelle camere costruite per riceverle. Neemia 10:38,39 13:5,12,13 2Cronache 31:11,12 Che ci sia carne nella mia casa. affinché coloro che ministrano riguardo alle cose sante vivano delle cose del tempio. 1Corinzi 9:13; Numeri 18:21 Mettimi alla prova con la presente. Fai la tua parte, svolgi i tuoi doveri e poi vedi se non ricompenserò la tua obbedienza. Apri le cateratte del cielo. L'espressione implica solo la rimozione della siccità con copiosi rovesci di pioggia, ma la diffusione della benedizione celeste in grande abbondanza. Che non ci sarà abbastanza posto per riceverlo; o, fino alla sovrabbondanza; Vulgata, usque ad abundantiam; Septuaginta, εως του ικανωθηναι, "finché non basta"; Siriaco, "finché non dite: Basta". La Versione Autorizzata conserva la negazione nella frase, e forse si avvicina di più al significato dell'originale. comp. Luca 12:17,18

Riconoscimento della penitenza pratica

"Portate tutte le decime nel deposito" Tutte devono includere quelle che avrebbero dovuto essere portate e quelle che non hanno dovuto essere portate. Era il pagamento di vecchi debiti che mostrava il carattere pratico e sincero della penitenza. Il peccato porta la sua punizione. Dio ci tratterà in modo relativamente al modo in cui lo trattiamo. Egli ricompensò questa restaurata nazione d'Israele secondo le sue opere. Devastò i loro campi e distrusse le loro greggi, così che gemevano sotto la maledizione. L'unico modo per rimuovere il male era che il popolo si allontanasse dal male della sua via. Il segno di tale ritorno sarebbe stato uno sforzo sincero per adempiere ai loro obblighi religiosi. Di tale adempimento l'offerta delle decime potrebbe essere un esempio rappresentativo

I L'IMPOTENZA MORALE DELLA PENITENZA SENTIMENTALE. Il rimorso è la caricatura della penitenza da un lato e del sentimentalismo dall'altro. E il sentimentalismo potrebbe essere il male più sottile. Un uomo può essere angosciato per le conseguenze del peccato, se non ha alcuna stima del male del peccato. Un uomo può essere trascinato da un'eccitazione di penitenza senza avere alcuna vera umiliazione del cuore. Questo può essere illustrato dall'eccitazione prodotta dalla predicazione di Savonarola a Firenze, e dai lati negativi dei risvegli e delle missioni moderne. Le convinzioni che non vanno oltre i sentimenti di un uomo non solo sono incapaci di influenzare la condotta, ma sono moralmente dannose, perché illudono, persuadendo l'uomo che ha ragione, quando il suo movente e il suo cuore non sono toccati. Alcuni uomini che persistono nel vivere nel peccato hanno tuttavia periodi di penitenza sgorgante; ma è solo un sentimento superficiale, non hanno radici in se stessi. La prova del pentimento si trova in questa domanda: Che cosa fa fare all'uomo ?

II IL VALORE MORALE DELLA PENITENZA PRATICA. L'apostolo Paolo la chiama "tristezza secondo Dio" e ricorda il suo funzionamento pratico. "Voi vi siete rattristati secondo una sorta di pietà, quale premura ha operato in voi, sì, quale purificazione di voi stessi, sì, quale indignazione, sì, quale timore, sì, quale desiderio veemente, sì, quale zelo, sì, quale vendetta!" Se un uomo ruba a un altro, tutte le sue proteste di dolore sono prive di valore morale a meno che non restituisca ciò che ha rubato. Dio cerca il valore morale in tutto ciò che riguarda il suo popolo; e la trova solo quando portano le decime che avevano trattenuto. Restaurare, trattare risolutamente i peccati cari, "tagliare le mani destre e cavare gli occhi giusti" sono la rivelazione della sincerità, della profondità e del valore morale in tutte le professioni di penitenza. È solo quando Dio può approvare e accettare la penitenza così rivelata che può rispondere aprendo le cateratte del cielo per riversare la benedizione.

11 Il divoratore. La locusta (vedi Introduzione a Gioele, §1.). Dio non solo avrebbe dato una stagione fruttuosa, in modo che i raccolti fossero ben coltivati, ma li avrebbe protetti da tutto ciò che avrebbe potuto danneggiarli prima che fossero raccolti. Septuaginta, διαστελω υμιν εις βρωσιν, che forse significa, come pensa Schleusner, "Darò un tributo al consumo per il tuo bene", sebbene Girolamo renda "dividam vobis cibos".

12 Ti chiamerà beato; o, felice, come Versetto 15. comp. Deuteronomio 33:29 Zaccaria 8:13,23 Una terra deliziosa; γη θελητη (Settanta); letteralmente, una terra di buon piacere, una terra in cui Dio si compiace. comp. Isaia 62:4 Geremia 3:19

13 Vers. 13-18. - § 3. L'empia mormorazione del popolo è in contrasto con la condotta di coloro che temono Dio; e la ricompensa dei pii è stabilita

Le tue parole sono state dure contro di me. Giuda 1:15 - , dove leggiamo dei "discorsi duri (σκληρων che i peccatori empi hanno parlato contro" Dio). Alcuni esemplari di questi discorsi sono dati in risposta alla solita domanda scettica. Hanno lo stesso carattere di quelli di Malachia 2:17 e implicano che il corso di questo mondo non è diretto da un Governatore morale. Che cosa abbiamo detto così tanto contro di te! Che cosa abbiamo detto contro di te nelle nostre conversazioni reciproche?

Vers. 13-18. - Discorsi duri contro Dio

Ancora una volta Dio deve portare un'accusa contro il suo popolo (ver. 13). Le loro parole erano "robuste", audaci, rumorose, provocatorie. Mancavano sia la riverenza che la reticenza. Ancora una volta viene presentata la dichiarazione: "Non colpevole". Non ammetteranno che Dio è giustificato quando parla e chiaro quando giudica. Cantici ancora una volta Dio deve dispiegare le prove, affinché le loro bocche possano essere tappate ed essi possano essere giudicati colpevoli davanti a Dio

I DISCORSI DURI CONTRO DIO

1. Il servizio di Dio non è redditizio. Accusano Dio di essere un Maestro ingeneroso, che permette loro di lavorare sodo per osservare le sue ordinanze e di rinnegare se stessi ("camminare tristemente"), eppure permette loro di godere poco o nulla di ciò vantaggio. Anche il servizio di Dio è "vanità e vessazione di spirito". Questa è una vecchia lamentela che Giobbe 22:15-17 ripete spesso. Salmi 73 Isaia 58:3 - , ecc Riflette sull'equità e sulla generosità di Dio, Questo si vede più chiaramente nella seconda accusa

2. I malvagi stanno meglio di noi. Sembrano essere "felici"; sono evidentemente "stabiliti", stabiliti dalla provvidenza di Dio in molta prosperità. E sebbene, invece di "provare" Dio (versetto 10), "tentino Dio", rimangono impuniti e vengono liberati dalle prove che ancora ci opprimono. I fatti riportati fanno parte del problema mondiale e sconcertante che ha spesso indotto gli atei a bestemmiare apertamente e i cristiani a piangere in segreto. Ma se mai il problema ci mette alla prova, impariamo una lezione dal contrasto fra la condotta degli empi professori qui presenti e il pio Asaf. Questi parlano apertamente agli altri contro Dio, e così si incoraggiano l'un l'altro nell'incredulità. Ma Asaf Salmi 73:15-17 parla in segreto a Dio della questione, e Dio lo guida alla verità e alla pace

II RISPOSTE CONCLUSIVE AD ESSE. Le risposte a tutti questi discorsi duri possono essere trovate:

1. Nella vacuità delle pretese di questi robusti oratori contro Dio. In realtà non "servivano Dio" né "osservavano le sue ordinanze". Se camminavano "tristemente", era segno che l'amore, la gratitudine, la letizia, erano assenti, altrimenti la gioia del Signore sarebbe stata la loro forza. Poiché il loro cuore era lontano da Dio, tanto che egli dice: "Invano mi adorano", Matteo 15:8,9 non c'è da meravigliarsi che debbano confessare: "È vano servire Dio". E ogni volta che troviamo che l'adorazione o il lavoro cristiano reca poco profitto alle nostre anime, possiamo ben istituire grandi ricerche del cuore per timore che la difficoltà radicale si trovi del tutto nel nostro stato spirituale riguardo a Dio. Se, tuttavia, il nostro cuore non ci condanna per questa accusa, potremmo vedere un'altra risposta

2. Nelle esperienze opposte di coloro "che adorano Dio nello spirito, e si rallegrano in Cristo Gesù, e non hanno fiducia nella carne". Mentre i mormoratori parlavano l'uno con l'altro contro Dio, un altro gruppo ha conversato insieme" (ver. 16). (Confrontate le due riunioni: il loro spirito, i loro soggetti, i loro toni). Possono raccontare una storia molto diversa. Possono pronunciare parole che Dio si compiace di ascoltare e registrare. La loro esperienza della fedeltà di Dio e della proficuità del suo servizio anche nei giorni bui dovrebbe neutralizzare l'influenza di coloro che si lamentano diffidenti. I loro personaggi attestano la loro testimonianza. La confessione di un Paolo 2Timoteo 1:12 compensa ampiamente l'abbandono di un Dema

3. Nel fatto che non abbiamo ancora "visto la fine del Signore". Dio parla di un futuro, e ci ordina di aspettarlo (versetti 17, 18). Abbiamo visto la fine del Signore nel caso di Giobbe Giacomo 5:11 e di altri servi di Dio provati ma trionfanti. Non abbiamo ancora visto la fine del Signore in quel dramma della vita (a volte tragico) a cui stiamo partecipando. 6. 6 Perciò non giudicate nulla prima del tempo". 1Corinzi 4:5 Nel nostro attuale stato di educazione e di prova, "ogni cosa è nostra" per possesso o per promessa. Nella vers. A 16 e 17 anni ci vengono ricordati alcuni dei nostri privilegi. Abbiamo l'orecchio di Dio, una testimonianza presso Dio, la comunione con Dio, la protezione di Dio e un'alta stima ai suoi occhi. La discendenza finale (ver. 18) rivendicherà la fiducia dei suoi servitori e metterà a tacere i mormorii dei suoi nemici. Romani 8:31-39 Giuda 1:14,15

Vers. 13, 14.- Religione delineata e deprezzata

"Le vostre parole sono state forti contro di me, dice il Signore", ecc. Con queste parole abbiamo la religione delineata e deprezzata

I RELIGIONE PRATICA DELINEATA. Tre espressioni sono qui usate per rappresentarlo

1. Per servire Dio. "Voi avete detto: Invano servire Dio". C'è una grande differenza tra servire Dio e servire l'uomo

(1) In un caso il servo beneficia il padrone, nell'altro l'unico beneficio è del servo

(2) In uno il servizio è stimato in base al lavoro effettivamente svolto, nell'altro in base al lavoro seriamente intenzionato

(3) Nell'uno c'è una rinuncia alla libertà, nell'altro c'è il suo raggiungimento. Colui che si impegna a servire l'uomo deve rinunciare a una parte della sua libertà; chi serve Dio solo assicura la massima libertà

2. Osservare le ordinanze di Dio. "Abbiamo osservato la sua ordinanza". Questo è solo un ramo del servizio, o forse il metodo per farlo. Dio ha ordinanze o istituti, alcuni dei quali sono morali, altri cerimoniali; i secondi possono cessare di legare, i primi sono eternamente in vigore

3. Camminare tristemente davanti al Signore. "Abbiamo camminato tristemente davanti al Signore". "Camminare" davanti al Signore è religione nella perfezione, religione in cielo. Implica una coscienza costante della presenza divina e un progresso continuo nella volontà divina. Camminare "tristemente" caratterizza la religione della terra; È associato alla penitenza, alla contrizione, ecc. Il cammino della religione è solo triste qui

II LA RELIGIONE PRATICA SI DEPREZZÒ. "Le vostre parole sono state forti contro di me, dice l'Eterno. Eppure voi dite: Che cosa abbiamo detto tanto contro di te? Voi avete detto: Invano servire Dio, e che giova che abbiamo osservato la sua prescrizione?". Gli uomini dicono questo:

1. Quando la religione non risponde alle loro aspettative secolari. Molti si avvicinano alla religione in questi giorni a causa del bene secolare che si aspettano deriverà dalla loro professione di essa; se il bene non viene, pensano che sia vano

2. Quando vedono i veri religiosi nella povertà e nell'afflizione. Asaf vide ciò e disse: «Invano ho purificato il mio cuore». Salmi 73:13

3. Quando hanno abbracciato la religione per motivi egoistici. Un uomo che si dedica alla religione per amore del bene non ne trarrà alcun beneficio: ne trarrà delusione e dannazione, perché "chi cerca la sua vita la perderà". Nessun uomo veramente religioso ha detto che la religione è vana; Sente che è la sua stessa ricompensa, la ricompensa più alta. Perché, in verità, è l'unico servizio sulla terra che non si rivelerà vano. Qualunque altro lavoro fallisca, il successo di questo è assicurato, assicurato dalla Parola di Dio, dalla costituzione della mente e dalle disposizioni dell'universo. "Perciò siate saldi, incrollabili, sempre abbondanti", ecc. -D.T. 1Corinzi 15:58

14 È vano. Non porta alcun riconoscimento o ricompensa. Le versioni latina e greca dicono: "È vano colui che serve Dio". Hanno osservato la sua ordinanza (incarico). Hanno fatto ciò che ha ordinato. O ingannano volontariamente se stessi e gli altri fingendo un'obbedienza che in realtà non hanno mai pagato; oppure pensano che l'osservanza esteriore di determinati requisiti legali sia tutto ciò che è richiesto. Alcuni pensano che un intervallo di tempo separi questo dall'ultimo tratto, e che nel frattempo abbiano fatto qualche sforzo per migliorare, aspettandosi come. sempre, risultati immediati in ulteriori benedizioni; e poiché queste non arrivarono così rapidamente come speravano, ricadettero nella loro antica diffidenza. hanno camminato tristemente; cioè in abito da lutto, come se si digiunasse e si facesse cordoglio per il peccato. Salmi 35:13,14 Giobbe 30:28 Settanta, "Perché siamo andati come supplicanti (ικεται)?" Davanti al Signore. Per riverenza e timore di Geova. Attribuivano una certa virtù ai digiuni volontari, senza alcuna considerazione dello spirito con cui venivano osservati. vedi il rimprovero di tali osservanze formali in Isaia 58:4 - , ecc

Vers. 14, 15.- Dubbio del profitto nel servire Dio

"È vano servire Dio". Il profeta Sofonia è più severo. "In quel tempo avverrà che io investigherò Gerusalemme con le candele e punirò gli uomini che si sono stabiliti sulle loro fecce, che dicono in cuor loro: Il Signore non farà né bene né farà male". Sofonia 1:12 "Il profeta si accontenta di identificarsi con quelli che rimprovera. ' Chiamiamo felici gli orgogliosi; Sì, diciamo, coloro che operano il male sono costituiti. Perciò è vano servire Dio". Ma all'improvviso lascia il seggio degli schernitori. Si ritira in disparte dalla folla, che si affida orgogliosamente ai propri verdetti popolari, vantando la propria intelligenza e disprezzando i decreti di Dio; e, stando in piedi in alto da loro, si unisce alla più piccola compagnia dei pochi fedeli che aspettano e temono il Signore, e pensano al suo Nome".

IL PECCATO DI SERVIRE DIO PER AMORE DEL PROFITTO. Questo si vede nel caso di Anania e di Simon Mago. È illustrato da Bunyan, nel suo personaggio di Pliable, l'uomo che andava in pellegrinaggio per il bene di ciò che poteva ottenere. Dio chiede il servizio dell' amore. Il servizio che solo può piacergli è il servizio reso sotto l'impulso dell'amore. Non è possibile servire Dio in modo accettevole nello spirito del mercenario. È altrettanto vero che Dio non può essere servito correttamente sotto l'aspettativa di una paga o di una ricompensa nella prossima vita

II IL PECCATO DI DUBITARE CHE DIO RICOMPENSI IL SERVIZIO. È il peccato dell'incredulità. "Chi si accosta a Dio deve credere di essere, e di essere il Rimuneratore di quelli che diligentemente lo cercano". Ma in realtà è un peccato più profondo e più sottile di questo; È il peccato dell'egocentrismo. Solo l'uomo che pensa troppo a se stesso si chiede se il suo lavoro sarà adeguatamente riconosciuto. Questo è un peccato segreto costante, anche delle brave persone. Non lo padroneggiano mai fino a quando non imparano da Cristo a lavorare per l'amore, e lasciano che le ricompense arrivino o meno come possono. Un uomo non concepisce mai l'indifferenza, o la durezza, o l'irragionevolezza divina, fino a quando non entra in un cattivo stato d'animo, e allora fa di Dio l'ombra della sua stessa malvagità. Così avvenne per le persone che Malachia rimprovera. Solo perché volevano servire se stessi pensavano che fosse vano servire Dio. L'uomo che ama Dio e vuole servirlo è sicuro che non lo penserà mai

III IL PECCATO DI PENSARE VENGONO RICOMPENSATI COLORO CHE SERVONO GLI ALTRI E NON DIO. versetto 15) I superbi, che servono se stessi. Le brave persone, come il poeta Asaf, sono spesso tentate di pensare che i malvagi abbiano la meglio in questa vita. Pensarlo significa "offendere la generazione dei giusti" e disonorare Dio. - R.T

15 Chiamiamo felice chi è orgoglioso. Questo è ancora il discorso dei mormoratori. Noi, dicono, non consideriamo beati gli umili e i miti; Riteniamo che gli unici benedetti siano gli arroganti pagani, o liberi pensatori, che incontrano prosperità e felicità in questo mondo. Per i "superbi", la LXX ha, αλλοτριους, "stranieri", il che, senza dubbio, dà il significato. comp. Isaia 13:11 Sono costituiti; letteralmente, sono costruiti, hanno ricchezza e famiglie, e lasciano un nome dietro di loro. Salmi 17:14 - ; vedi nell'originale, Genesi 16:2 30:3 - ; e comp. Esodo 1:21 Geremia 12:16 - , dove la frase, "essendo edificati", include tutta la prosperità temporale Coloro che tentano Dio sono persino liberati; tentano Dio e sono liberati (ver. 10). Cercano di provocare Dio con la loro empietà, eppure sfuggono alla punizione. Septuaginta, Αντεστησαν τω Θεω και εσωθησαν, "Essi resistono a Dio, eppure sono al sicuro".

16 Con questi empi mormoratori il profeta contrappone coloro che temono Dio, come sopra Malachia 2:5-7 ha posto l'immagine del vero sacerdote in opposizione alla sua descrizione dei ministri malvagi. Poi. Quando gli empi facevano le suddette osservazioni infedeli, i pii parlavano spesso, conversavano tra loro. Ciò che dissero non è ripetuto, ma era un linguaggio gradito a Dio, che si degnava di ascoltare le loro parole e di consolarli annunciando il futuro destino dei buoni e dei cattivi. Possono aver discusso con questi empi chiacchieroni e messo in guardia altri contro di loro; o possono aver smascherato come Geremia 12:1, ma tuttavia con piena fede che ciò che Dio fa è sempre buono; e questo sentimento era tanto più difficile da nutrire perché vivevano sotto un sistema di ricompense e punizioni temporali. I Settanta e il Sirico hanno: "Queste cose dicevano coloro che temevano il Signore", come se i due versetti precedenti riportassero le parole dei pii. Alcuni Padri e commentatori hanno assunto la stessa opinione. Ma è difficile concepire tali parole che escono dalla bocca di coloro che temono Dio; a meno che non siano così chiamati ironicamente. Ma questo è inammissibile, poiché vediamo che nel presente versetto sono rappresentati nel loro vero carattere, e un tale improvviso passaggio dall'ironia all'attualità è innaturale e del tutto contrario alla consueta maniera del profeta. Davanti a lui fu scritto un libro di ricordi. L'amo rappresenta la provvidenza e l'onniscienza di Dio, la sua cura sempre vigile, la sua inesauribile conoscenza. "Non sono queste cose annotate nel tuo libro?", dice il salmista; Salmi 56:8 E quando i morti furono giudicati, Daniele vide che i libri erano aperti. Daniele 7:10 L'idea è presa dai registri nazionali in cui sono stati annotati eventi importanti, come troviamo nelle iscrizioni cuneiformi. 1Re 11:41 - , ecc.; Esdra 4:15; 6:1 - Estere 6:1Re 20:12 Questo libro doveva giacere, per così dire, sempre davanti agli occhi del Signore, per ricordargli i pii. Rosenmuller confronta il detto proverbiale, Εγραφη εν Διολτοις, "È scritto sulle tavole di Zeus" che Erasmo commenta nella sua "Adagia", sotto il titolo "Fides et Gravitas". Per quelli che temevano il Signore. Per il loro beneficio, per preservare il loro nome per sempre. Pensai al suo Nome. Apprezzava il suo nome, lo guardava con timore reverenziale. Septuaginta, ευλαβουμενοις το ονομα αυτου, "che riveriva il suo Nome".

Conversazione cristiana

"Allora", ecc. Quando? Quando l'empietà era dilagante (vers. 13-15). Come un eccesso di acido carbonico nell'aria fa sì che le lampade in una miniera brucino debolmente, così l'atmosfera di empietà prevalente rende difficile mantenere una pietà vivacemente ardente. La conversazione cristiana è un mezzo per sostenere una pietà luminosa e vigorosa "in questo presente mondo malvagio", specialmente quando il male è più del solito "presente" e preme su di noi

(1) I servi di Dio che conversano;

(2) Dio ascolta e approva

IO , I SERVI DI DIO CHE CONVERSANO. La loro descrizione, "Coloro che temevano il Signore", ci ricorda la santa gelosia che nutrivano per l'onore di Dio, come Noè, Neemia e altri servitori di Dio in un'epoca corrotta. Tale timore è fonte di purezza, Salmi 19:9; Proverbi 14:27 e una salvaguardia nei giorni più empi. Isaia 8:13,14 Temendo Dio, essi pensano molto al suo Nome, così profondamente disonorato in mezzo a loro, e lo fanno perché (come suggerisce il termine) "hanno stimato molto il suo Nome". Sentono il pericolo del contagio spirituale e della malattia. Matteo 24:12 Affinché il loro amore non si raffreddasse e la loro fede non venisse meno, conversavano l'uno con l'altro. Mentre gli empi pronunciavano parole "forti" contro Dio (ver. 13), pronunciavano parole calorose in suo favore. Imparare:

1. Tracciare le circostanze può richiedere nuovi mezzi di grazia. Ad esempio, le adunanze dei figli dei profeti e le tracce dei servizi religiosi pubblici 2Re 4:23 nei giorni bui di Elia ed Eliseo. L'istituzione del culto in sinagoga in cattività. I servizi segreti delle catacombe. I raduni nei boschi o nelle brughiere dei Covenanters, degli Anticonformisti e della Chiesa martire del Madagascar. "La parola del Signore era preziosa in quei giorni",

2. La comunione cristiana privata può fare molto per integrare o fornire più mezzi pubblici di grazia. Dalla comunione pubblica della Chiesa i pii potevano guadagnare poco ai giorni di Malachia . Non c'era né purezza né unità. Malachia 2:10,11 In tali circostanze c'è ancora più bisogno di una conversazione divina. "Quando il fuoco si spegne, i carboni ardenti devono essere riuniti, affinché possano essere soffiati in una fiamma". Illustrazioni: Gionatan e Davide; 1Samuele 23:16-18 Geremia e Baruc; Geremia 45:1-5 Paolo in prigione e i suoi amici "che sono stati di conforto. Colossesi 4:11 - ; Confronta Ebrei 3:13 10:24,25 Tale inverso, è ingiunto nella famiglia Deuteronomio 6:6-8 e tra i credenti. Efesini 5:19 Ma per essere un mezzo di grazia, deve essere naturale e spontanea. "Ma la conversazione, scegli quale tema possiamo, e soprattutto quando la religione apre la strada, dovrebbe scorrere, come l'acqua dopo gli acquazzoni estivi, non come se fosse sollevata da semplici poteri meccanici".

Il suo spirito può essere visto in Salmi 34:1-3,11 66:16

II DIO ASCOLTA E APPROVA

1. "Il Signore ascoltò e udì". È una verità solenne che Dio ascolta tutto ciò che diciamo. Numeri 12:2 Geremia 8:6 Salmi 139:4 Qui questa verità indossa un volto allegro. A titolo illustrativo: Due cristiani si incoraggiano a vicenda in Dio; Cristo in mezzo a loro. Matteo 18:20 Luca 24:13-31 Un uomo cristiano che passeggia da solo, conversando cortesemente con uno sconosciuto e cercando di raccomandargli Cristo. L'estraneo può andarsene per pregare o per schernire. Ma non è tutto. Dio ascoltò e udì e notò la buona azione compiuta nel suo nome. Dio ascolta con piacere tutto ciò che diciamo per lui e per lui

2. "E un libro di memorie", ecc. Più antico delle cronache dei re di Persia, Ester 6:1 o di Israele, è il libro della memoria del Re Divino. Salmi 56:8 "Nessuna parola buona è stata pronunciata da Dio o per Dio da cuore onesto, ma è stata registrata affinché fosse resa nella risurrezione dei giusti e non perdesse in alcun modo la sua ricompensa." A tale premio si fa riferimento nel versetto 17

LEZIONE. Colossesi 4:6 Supponendo che il discorso di un cristiano per un giorno fosse riportato testualmente, quale proporzione di esso potrebbe essere iscritto nel libro di memoria di Dio come "buono per l'uso dell'edificazione", Efesini 4:29 e di qualsiasi servizio nel grande giorno di conto? Matteo 12:37

Vers. 16, 17.- L'elenco dei fedeli

"Un libro di memorie è stato scritto davanti a lui .... Saranno miei... in quel giorno in cui farò i miei gioielli". Ci si riferisce a quelle persone che "con i loro pii discorsi si confermavano a vicenda nella bontà e si armavano contro le impressioni che le suggestioni malvagie e dubbiose potevano fare sulla loro mente". "Dio prestò particolare attenzione a ciò che queste persone pie facevano e dicevano: era conservato in modo sicuro nella sua memoria come se fosse stato inserito in un registro, per essere prodotto nel giorno del giudizio, a loro lode e onore". È possibile che il riferimento di questi versetti possa essere alla "crescita di qualcosa di simile a una fratellanza o a un ordine, che non rivendicasse o professasse l'ispirazione delle antiche scuole dei profeti, che non entrasse, come avevano fatto, in alcuno sforzo vigoroso per correggere le corruzioni che stavano divorando la vita della nazione, ma che desse una testimonianza silenziosa con una vita di santità e devozione. uniti dai vincoli della preghiera e dell'amore reciproco, che tramandano di generazione in generazione la tradizione di verità più alte e di migliori speranze". L'illustrazione può essere presa dai Chassidim, o Fratelli della Misericordia, al tempo di Giuda Maccabeo, o dagli Esseni del periodo del Nuovo Testamento

I LEALI DI DIO SONO COLORO CHE MANTENGONO IL SUO ONORE NEI MOMENTI IN PERICOLO. Confrontate i settemila dei giorni di Elia che non si erano inginocchiati davanti a Baal

1. I leali possono non avere sfere pubbliche. Ma l'opera più vera per Dio si compie nella sfera privata della casa e dei rapporti sociali

2. I leali possono non avere voce con cui testimoniare. Ma il più potente di tutti gli argomenti è una vita devota; La più forte di tutte le convinzioni è l'attrattiva di un carattere santificato. Può darsi che la nostra testimonianza debba essere resa semplicemente stando in disparte, e questo può essere il rimprovero più santo. Potrebbe essere nostro così, semplicemente, ma persistentemente, mantenere l'onore di Dio

1. Nome,

2. reclami,

3. La parola, poiché queste sono messe in pericolo dall'egoismo dei nostri tempi

II LA MANO PROTETTRICE DI DIO È SEMPRE SUI SUOI LEALI E FEDELI. Viene persino rappresentato come se tenesse un elenco di loro davanti a sé, in modo che in nessun caso egli dimentichi gli interessi di uno di loro. E la sua preoccupazione personale è suggerita dal fatto che ne parla come dei suoi "gioielli". Il termine suggerisce:

1. Il loro valore ai suoi occhi

2. La loro varietà; sono di diversi colori, qualità e tinte

3. La loro sicurezza. Sono tutti lì in quel giorno. Gesù disse dei suoi discepoli: "Nessuno di loro è perduto". -R.T

Vers. 16-18. - Religione autentica

Allora quelli che temevano il Signore si mettono spesso in palio gli uni agli altri", ecc. Useremo queste parole per illustrare la vera religione, e tre cose sono degne di nota:

L 'ESSENZA DELLA VERA RELIGIONE. "Quelli che temevano il Signore". Gli uomini che temono Dio possono essere divisi in due classi

1. Coloro che lo temono con un timore servile. I milioni di persone che non si rinnovano quando pensano a lui lo temono; Le loro coscienze colpevoli lo investono di attributi di tale orrore che rabbrividiscono all'idea di lui, fuggono dalla sua presenza. "Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura". Tutto ciò che è superstizioso nel mondo, tutto ciò che è barbaro nella religione della cristianità, nasce da questo terrore di Dio

2. Coloro che lo temono con un timore filiale. La paura che un bambino amorevole ha per un padre degno e nobile. C'è, forse, sempre una sorta di paura in relazione al vero amore. Temiamo non che l'oggetto ci danneggi, ma che possiamo danneggiare o dispiacere all'oggetto. La nostra paura è che non soddisferemo l'oggetto fino alla misura del nostro intenso desiderio. La paura della vera religione non è la paura della sofferenza, ma la paura del peccato, non per le conseguenze del torto, ma per il fatto del torto. Questo timore filiale con tutti è l'inizio della saggezza

II LA SOCIALITÀ DELLA VERA RELIGIONE. "Parlavano spesso l'uno all'altro." Siamo esseri sociali, e ciò che ci interessa di più ha il potere principale di unirci. Nulla interessa un uomo religioso tanto quanto la religione. Quindi le poche brave persone che vivevano in questa corrotta èra di Malachia si incontravano e "parlavano spesso l'una all'altra". Parlato, senza dubbio, in un linguaggio di mutua istruzione, di mutua consolazione, di mutua esortazione. Non c'è forza al mondo così socializzante come la religione; Riunisce le anime e le centra in un comune oggetto d'amore, in una comune corrente di simpatia, in un comune corso di vita

III IL VALORE DELLA VERA RELIGIONE. Vedete cosa fa Dio con chi è genuinamente religioso

1. Si occupa di loro in modo speciale. "Il Signore esaudì, e udì, e un libro di memorie fu scritto davanti a lui per loro". Questo, naturalmente, non significa letteralmente che Dio tenga un libro, o che abbia qualche difficoltà a ricordare ciò che avviene. È un antropomorfismo, un simbolismo dell'interesse speciale di Dio

2. Li rivendica come suoi. "Ed essi saranno miei, dice il Signore degli eserciti". Amici miei, figli miei, miei per amarmi e servirmi

3. Li apprezza come preziosi. "In quel giorno in cui realizzo i miei gioielli." La parola qui tradotta "gioielli" in Esodo 19:5 resa "particolare tesoro". «Sono particolarmente preziosi per me». Egli conosce il valore della loro esistenza, il costo della loro restaurazione, la grandezza delle loro capacità

4. Li distingue da tutti gli altri. Qui sono così mescolati con uomini mondani e indegni che sono per lo più indiscernenti e indistinti. Un giorno separerà loro, le pecore dai capri

CONCLUSIONE. Raggiungere la religione dovrebbe essere lo scopo supremo della nostra vita. Non è un mezzo per raggiungere un fine; è il grande fine dell'essere; è il Paradiso dell'anima. - D.T

17 Saranno miei, ecc. Questo è reso meglio, in conformità con la Settanta e la Vulgata: "Essi saranno per me, dice il Signore degli eserciti, nel giorno che sto preparando, un tesoro particolare". Questo giorno del Signore è il giorno del giudizio, che Dio prepara sempre con la sua visita alle nazioni e agli individui. Allora il giusto sarà per Dio un tesoro particolare (segullah), ciò che egli apprezza come suo possesso speciale. vedi Esodo 19:5 - , da cui deriva l'espressione; e comp. Deuteronomio 7:6:14:2 26:18 Salmi 135:4 Li risparmierò; cioè quando punisco i peccatori. Essi sono risparmiati per due motivi: perché sono suoi figli e perché lo servono come figli obbedienti. Salmi 103:13 Settanta, αιρετιω αυτους, "Io sceglierò loro".

Il Divino Proprietario e il suo particolare tesoro

Adottiamo , come traduzione più accurata, la traduzione: "Ed essi saranno per me, dice Geova, nel giorno che sto preparando, un tesoro particolare", ecc., e così apprendiamo:

CHE I SERVI DI DIO SONO IL SUO TESORO PARTICOLARE. È una gioia sapere che in un mondo come questo c'è qualcosa che Dio può considerare come il suo tesoro peculiare. Perché il peccato è qui. La scia del serpente si trova in ogni paradiso terrestre. "Le opere del diavolo" hanno fatto molto per offuscare la gloria e rovinare la bellezza delle opere di Dio. È vero, le sue opere materiali sono più attraenti che mai. Salmi 104:31 Ma un Essere morale non può trovare il suo tesoro peculiare nelle opere materiali. Che valore hanno per Dio i metalli preziosi e le rare gemme della terra? Se non possono soddisfare la fame dello Spirito creato, come possono essere un tesoro speciale per lo Spirito che ha creato tutto? Giobbe 36:19 Fu un uomo che fu chiamato per la prima volta "l'amico di Dio". Giacomo 2:23 Fu a una nazione che fu fatta per la prima volta la promessa: "Voi sarete per me un tesoro particolare più di tutti i popoli; perché tutta la terra è mia". Esodo 19:5 Benché i cieli non siano puri ai suoi occhi ed egli accusi gli angeli di stoltezza, tuttavia egli può trovare un tesoro particolare nelle anime peccatrici che lo temono e lo amano, che pensano al suo Nome e nutrono nel cuore gli uni degli altri gli elementi della vita divina. Mentre l'intera Chiesa di Dio è il suo tesoro, ogni individuo è oggetto di particolare considerazione e valore. Dio dice: "Io ti conosco per nome, e tu hai trovato grazia ai miei occhi". Ogni credente può appropriarsi dell'amore e del sacrificio di Cristo, "che mi ha amato e ha dato se stesso per me". Cantici perché ogni individuo nella Chiesa universale possa essere considerato come un gioiello nel tesoro divino. Sono i "nascosti" di Dio, ma non trascurati; dispersi, ma non perduti; il mondo non li conosce, ma "il Signore conosce quelli che sono suoi". Applicare a classi diverse; Ad esempio, i bambini devoti, i poveri oscuri, i santi non istruiti ("diamanti grezzi"), i donatori di spiccioli della vedova al servizio del Maestro, un Abia nella casa di Geroboamo, tutti sono gioielli nel tesoro di Dio delle anime redente

II CHE SARANNO TRATTATI CON PARTICOLARE CURA. Il "giorno" che Geova stava preparando può rappresentare tutte le varie difficoltà e pericoli che possono attendere sia i giusti che gli empi. Possiamo applicare il termine:

1. Ai giorni della prova in questa vita. Non ci aspettiamo l'esenzione da tutte le sperimentazioni. Ma possiamo aspettarci due cose

(1) Sicurezza spirituale nonostante le nostre prove. 1Corinzi 10:13 Anzi, le nostre prove opereranno per noi "esperienza" (δοκιμην, "prova", uno stato in cui abbiamo superato la prova, e siamo i più forti e quindi i più sicuri per averlo fatto). Saremo ancora di Dio; "mio, dice il Signore". Il grande ladro di Dio e l'omicida delle anime non riusciranno a strapparci dalle mani del più potente Pastore. Giovanni 10:27,28

(2) Discriminazione provvidenziale (ver. 18) e attenuazione. Dio "li risparmierà come un uomo" (vedi lo schizzo successivo). Ill.: Ebed-melech; Geremia 39:16-18 Baruc; Geremia 45:5 i cristiani fuggono a Pella prima della distruzione di Gerusalemme. Matteo 24:15-20 Salmi 34:19

2. Al giorno della morte. Ma "la morte è vostra" e non può "separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore". Il giorno della morte è il giorno della promozione, quando, in un senso speciale, diventiamo un tesoro particolare perché redenti da ogni iniquità e purificati per tutta l'eternità per tutte le opere buone. Tito 2:14

3. Il giorno del giudizio. Matteo 13:41-43 25:34 Chi non reclamerà il posto che gli è stato offerto tra i tesori particolari di Dio? Chi può sopportare il pensiero di sentire dal Giudice in quel giorno: "Non ti ho mai conosciuto; che non fa parte del mio tesoro; portarlo via"?

I rapporti di Dio con i suoi servitori e con il suo diletto Figlio

"Vinco risparmiandoli", ecc. Queste parole suggeriscono un confronto e un contrasto, e lezioni che ne derivano

I PROMESSA DI DIO AI SUOI SERVI. Queste parole sono una delle "grandissime e preziose promesse" su cui noi, i figli del regno, possiamo riposare. La protezione amorevole ci è promessa dal grande Padre sulla base della nostra relazione filiale ("suo figlio") e come ricompensa del dovere filiale ("che lo serve"). Questa è la rassicurazione data ai figli adottivi di Dio. Ma ora notate...

II I RAPPORTI DI DIO CON IL SUO FIGLIO DILETTO. Confrontate Versetto 17 con Romani 8:32. C'è uno nell'universo che è il Figlio di Dio, non per adozione, ma per natura e somiglianza. Egli è "il suo proprio Figlio", il suo "unigenito Figlio" (dove poniamo l'accento su "solo" e non su "generato"). Egli si trova in una relazione con Dio che nessun altro potrebbe occupare. Nessun altro è "lo Splendore della sua gloria", ecc. L'universo conosce un solo Dio incarnato. Ed egli era un Figlio "che lo serviva". Giovanni 6:38; 8:29 Quanto fosse amato, una voce dal cielo lo dichiarò due volte. vedi Giovanni 3:35 - , ecc. L'amore di Mardocheo per la sua Ester adottiva, di Davide per il suo indegno Assalonne, e di Giacobbe per il suo diligente Giuseppe, sono esempi cospicui dell'amore paterno terreno. Ma chi può misurare o immaginare l'amore di Dio per il suo proprio Figlio senza peccato Gesù Cristo? Certo un tale Padre non permetterà che un tale Figlio soffra. Certo, egli sarà unto con olio di letizia al di sopra dei suoi simili. Una nuvola non si poserà mai sulla sua fronte; il dolore e i sospiri fuggiranno. Ma no. Egli "non risparmiò il suo proprio Figlio, ma lo consegnò per tutti noi". Il suo amore per i suoi figli peccatori lo rese disposto a sacrificare il suo Figlio senza peccato. Ebrei 2:10 Il sacrificio del Padre nel permettere a Cristo di soffrire e morire deve essere ricordato se vogliamo interpretare le parole: "Dio ha tanto amato il mondo", ecc. Giovanni 3:16 Leggendo la parabola dei vignaioli malvagi, Marco 12:1-9 potremmo aver provato una certa sorpresa che il padre esponga il suo figlio diletto al tradimento e alla crudeltà di tali uomini malvagi. Il motivo è spiegato: "Rispetteranno mio figlio". Ma il Padre divino sapeva quale trattamento avrebbe ricevuto suo Figlio tra i "suoi", eppure "non lo risparmiò". Sapeva quale "travaglio dell'anima" si sarebbe abbattuto su di lui quando "il Signore ha fatto ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti", eppure "non lo ha risparmiato". Questo contrasto tra ciò che ci saremmo potuti aspettare e ciò che abbiamo visto nell'esperienza di Gesù Cristo, il Figlio senza peccato di Dio, ci insegna:

1. La realtà dell'espiazione. Romani 3:25,26 2Corinzi 5:21

2. L'intensità dell'amore di Dio per i peccatori. 1Giovanni 4:9,10

3. Le benedizioni più complete della salvezza che Dio darà ai peccatori riconciliati. Romani 5:10 8:32

4. La disciplina e il sacrificio di sé che i figli salvati di Dio possono essere chiamati a seguire se, come il loro Maestro, cercano "con ogni mezzo" di "salvare alcuni". La promessa di protezione (vers. 17) non ci impedirà il privilegio dell'abnegazione. Matteo 10:24,25

18 Allora tornerete e discernerete; O discernerete di nuovo. Avevano già avuto molte opportunità, sia nella storia della nazione che nella vita degli individui, di osservare il diverso trattamento dei pii e dei peccatori; ma nel giorno del Signore avrebbero dovuto avere una prova più chiara e convincente del governo morale di Dio; Esodo 11:7 - RAPC Sap 5:1-5 "Cantici affinché gli uomini dicano: In verità c'è una ricompensa per il giusto; in verità c'è un Dio che giudica sulla terra". Salmi 58:11

Illustratore biblico:

Malachia 3

1 CAPITOLO 3

Malachia 3:1-6

Ecco, io manderò il mio messaggero.-Il messaggero del Messia:-

La venuta del Messia avvenne nel momento dei più profondi bisogni del mondo. Come in tutti i casi di degenerazione nazionale, due cause speciali diedero i loro frutti al tempo di Malachia

1.) Trascurare le ordinanze divine. Non è mai stata data alcuna legge divina che non fosse essenziale per il benessere umano. Trascurare lo standard divino è di conseguenza un peccato contro se stessi. Non c'è un precetto biblico che sia irragionevole, e quindi è irragionevole non prestare attenzione a ciò che è scritto. A questo riguardo le sofferenze di Israele si autoimposero

2.) Decadimento della vita spirituale. È difficile rendersi conto della profondità della malvagità descritta dal profeta. I sacerdoti disprezzavano il nome di Geova. Il popolo aveva derubato Dio e aveva dichiarato che era cosa vana servirlo. In un duplice modo osserviamo la relazione di una tale mancanza di servizio con la vita nazionale. Questo peccato ha avuto come risultato l'alienazione del cuore dei figli dai loro genitori. È un segno di decadenza nazionale quando i figli prendono alla leggera i loro padri, quando si fanno beffe delle virtù passate. Ancora una volta, il peccato contro Dio porta sempre con sé le cattive azioni contro l'uomo. L'amore non può essere localizzato sugli uomini mentre è negato a Dio. L'uomo che non può veramente onorare Dio non onorerà veramente l'uomo. Le nostre azioni dichiarano la nostra religione. Giustamente il profeta chiese: "Chi può rimanere il giorno della Sua venuta?" Chi sopporterà le prove del Suo giudizio? La venuta profetizzata di Elia si riferiva a Giovanni Battista. C'è qualcosa di sublime nel carattere rude che ha affrontato una nazione degenerata. Solo chi conosce la grandezza e la potenza divina può avere il coraggio di rimproverare la presunzione che resiste a Dio. La vita del Battista interpreta le due grandi lezioni della profezia nel nostro testo che richiama all'attenzione

1.) La nostra speranza riposa nel Dio immutabile. L'idea di mutevolezza in colui di cui ci si fida distrugge ogni fede nella sua stessa essenza. È disumano amare l'essere che domani potrebbe rivoltarsi contro di noi. Ma per questa caratteristica divina nessun peccatore potrebbe stare agli occhi di Dio. Era questa verità contro il cui luminoso sfondo il peccato di Israele è della più profonda colpa

2.) Il suicidio dell'incredulità. Dio non aggiunse terrore alle sofferenze di Israele nel giorno di fuoco. Dovevano solo ricordare le loro parole: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli". L'incredulità può fermare l'esercizio della misericordia divina verso l'individuo, ma non può trattenere la propria punizione. Può dare cecità al cuore, ma non può cancellare il giudizio divino. Contro l'oscurità dell'immagine del profeta ce n'è un'altra, di significato più luminoso. C'è un potere di guarigione nei raggi del Sole di Giustizia. La luce prende il posto dell'oscurità. I giusti non saranno come fiori che appassiscono e muoiono, ma piuttosto forti e fonte di gioia, come le mandrie che pascolano nei pascoli più ricchi. Geova è quel sole ardente di gloria. L'incredulità porta un tramonto di terrore, mentre la rettitudine è essa stessa l'alba della gioia eterna. (Sermoni del Monday Club.)

L'apparizione del Grande Liberatore:

L'evento annunciato è l'apparizione di quel Grande Liberatore che per molti secoli era stato la speranza di Israele, e doveva essere una benedizione per tutte le famiglie della terra. Riguardo a questo desiderio delle nazioni, qui Malachia non pronuncia alcuna nuova predizione; ma, con una sincera asseverazione, pronunciata in nome e, per così dire, nella persona della Divinità, intende confermare quell'aspettativa generale che i suoi predecessori avevano suscitato

1.) I caratteri sotto i quali viene descritta la persona di cui viene predetta la venuta. "Il Signore", o Proprietario. Denota dominio. "Il Signore verrà al suo tempio". Questo è di Geova. Allora il Cristo di cui Malachia annuncia la venuta non è altri che il Geova dell'Antico Testamento. Da molti testi si può dedurre che il Messia promesso è descritto dai profeti più antichi come nient'altro che l'eterno Dio, il Geova degli Israeliti. "Il Messaggero del patto". Non il mosaico. Si parla di un altro patto come del nuovo ed eterno patto. Di questo patto, così chiaramente predetto, e descritto in modo così circostanziato dai profeti precedenti, Geremia ed Ezechiele, Malachia ritiene che non sia necessario introdurre alcuna descrizione particolare. Il Messaggero del patto è il servitore di Geova, poiché un messaggio è un servizio; implica una persona che invia e una persona inviata; Nella persona che manda ci deve essere l'autorità di inviare, la sottomissione a quell'autorità nella persona inviata. Ma il servo del Signore Jahvè è il Signore Jahvè Stesso; non la stessa persona con il mittente, ma che porta lo stesso nome perché unita in quella natura misteriosa e in quella sostanza indivisa che il nome importa. La stessa persona è dunque servo e Signore. Un altro carattere del Messia deve essere aggiunto. Egli è il Messaggero di cui "si dilettano". Ma questa espressione qui è ironica; Le parole esprimono l'esatto contrario di ciò che sembrano affermare. C'è più o meno severità in questo linguaggio ironico, per il quale si distingue notevolmente dalla leggerezza del ridicolo, ed è particolarmente adatto ai fini dell'invettiva e del rimprovero. Denota una superiorità consapevole, a volte indignazione, nella persona che lo impiega; Suscita vergogna, confusione e rimorso nella persona contro cui è impiegato, in una terza persona, il disprezzo e l'orrore di colui che ne è l'oggetto. L'ironia è l'arma più affilata dell'oratore

2.) Si dice che i dettagli dell'affare su cui la persona annunciata provenga. A questi si può ridurre: il giudizio finale, quando gli empi saranno distrutti; un precedente processo o esperimento dei diversi temperamenti e disposizioni degli uomini, al fine di tale giudizio; e qualcosa da fare per la loro modifica e miglioramento. Il processo è rappresentato sotto l'immagine della separazione da parte di un saggiatore dei metalli più nobili dalle scorie con cui sono mescolati nel minerale. I mezzi usati per l'emendamento e il miglioramento dell'umanità, per l'espiazione del Messia per i nostri peccati, per la predicazione del Vangelo e per le influenze interne dello Spirito Santo, tutti questi mezzi, impiegati sotto il patto del Messia, per la riforma degli uomini, sono espressi sotto l'immagine del sapone di un lavandaio, che riporta un vestito sporco alla sua purezza originale. Un effetto particolare di questa purificazione sarà che i "figli di Levi" saranno purificati. Il culto di Dio sarà purificato da ogni ipocrisia e superstizione, e ridotto a poche semplici regole, espressioni naturali della vera devozione. "E allora questa offerta di Giuda e di Gerusalemme" (cioè, dei veri membri della vera Chiesa di Dio) "sarà gradita al Signore". Tutte queste profezie si sono adempiute, o si adempiranno ancora, in Gesù di Nazareth. (Vescovo Horsley.)

Il Messia e il Suo precursore:

1.) Giovanni Battista come sorta di anello di congiunzione tra la legge e il Vangelo. Ha mostrato molto dell'austerità dei profeti dell'antichità. Si può dire che abbia insegnato che la legge stava per essere spazzata via come un patto di opere; Non doveva essere introdotto alcun sistema se non uno di rigida moralità e di abnegazione. Mentre predicava un battesimo di pentimento, e non di semplice purificazione cerimoniale, divenne evidente che il lungo crepuscolo della figura e del tipo stava per essere seguito dal limpido giorno della religione spirituale e del lavoro del cuore. Giovanni occupava una posizione molto singolare: non era incaricato né di far rispettare la legge né di annunciare il Vangelo. Può essere definito un uomo di due mondi. Egli si trovava misteriosamente tra la legge e il Vangelo, non avendo né l'ordine di schierare le ombre né il privilegio di esibire la sostanza. Eppure, con tutto ciò, Giovanni non ignorava il sacrificio espiatorio che Gesù doveva offrire. Dalle labbra di Giovanni uscì il primo annuncio di un sacrificio espiatorio. "Ecco l'Agnello di Dio". Ma la predicazione del Vangelo include molto di più che l'esposizione della dottrina del Redentore morente. Su questa dottrina, come fondamento, poggia ogni altra; Ma la sovrastruttura non deve essere confusa con le fondamenta. Cristo deve essere predicato come un Risorto, un vivente e un Salvatore glorificato. Giovanni era un messaggero inviato per preparare la via di Cristo. Ma in ogni caso l'araldo di un personaggio illustre annuncia solo una parte dell'affare in cui quel personaggio viene

2.) Notate i titoli qui dati a Cristo: "il Signore" (Adonai) e il "Messaggero del patto". C'è molto in quest'ultimo titolo che ha a che fare con gli uffici di Cristo. Il suo compito speciale era quello di mettere in atto un nuovo patto tra Dio e la razza umana. L'unico patto che Dio potrebbe fare è quello in cui Egli promette benedizioni e allo stesso tempo prescrive delle condizioni. L'intera stesura del patto deve avvenire, per così dire, con Dio. Dio lo propone, e l'unica cosa che l'uomo può fare è semplicemente abbracciarlo. (Henry Melvill, B.D.)

"Il mio messaggero":

(I.) La grandezza di Giovanni Battista

1.) L'angelo disse che doveva essere "grande agli occhi del Signore" (Luca 1:18). Era "un profeta, e "più di un profeta".

2.) Che cos'è un profeta? Un insegnante? Sì, ma uno che è istruito direttamente da Dio. Egli non solo predice il futuro, ma è il rivelatore della volontà di Dio per il presente

3.) Giovanni era "più che un profeta". Questo è spiegato in tre modi

(1) Egli fu profetizzato di

(2) Egli era più di un profeta nella ricchezza della sua illuminazione

(3) Attraverso la sua vicinanza a Cristo, andando davanti al volto del Signore

4.) La lode di Cristo è l'indicazione e la garanzia più pura dell'eccellenza del suo predecessore

(II.) La grandezza della sua opera

1.) Doveva preparare la via del Signore nelle anime, predicando il pentimento

2.) La parte più notevole del suo ufficio era quella di indicare e testimoniare "la Luce".

(III.) Lezioni

1.) Osservate come Dio usa l'arbitrio umano per realizzare i Suoi propositi

2.) La preparazione è la stessa in tutti gli approcci del Signore

3.) L'opera del Battista ci ricorda l'importanza della preparazione prima della Santa Comunione, quando Cristo viene a noi di nascosto. (Il Pensatore.)

La venuta di Cristo:

Queste parole furono dette ai sacerdoti increduli dei giorni di Malachia, i quali professavano di non poter vedere alcun segno della presenza di Dio in mezzo al Suo popolo. Il Signore descrive:

(I.) La preparazione per la Sua venuta. Giovanni Battista preparò la via "del Signore"...

1.) Dalla sua singolare nascita

2.) Con il suo ministero di risveglio

3.) Mediante testimonianza diretta. "Vide e diede testimonianza che questi era il Figlio di Dio".

(II.) Il tempo della Sua venuta. All'improvviso, o immediatamente dopo la preparazione della Sua via da parte del "messaggero". I fatti erano in armonia con la previsione!

(III.) La dignità della Sua venuta. Nessun semplice uomo potrebbe usare parole così autorevoli. "Egli preparerà la via davanti a me".

(IV.) L'affare speciale della Sua venuta. "Messaggero del patto". "Uguale al Padre, come per quanto riguarda la Sua divinità", Cristo è allo stesso tempo "inferiore al Padre per quanto riguarda la Sua virilità", in modo da poter diventare il Messaggero del cielo per un mondo perduto. Egli è venuto per rivelare e adempiere la Sua parte in un patto di redenzione per i peccatori colpevoli

(V.) La certezza della Sua venuta. Gli ebrei increduli ne dubitarono; anche i fedeli erano scoraggiati; la predizione è quindi attestata da un'assicurazione molto solenne: "Ecco, egli verrà, dice il Signore degli eserciti". (J. Jowett, M.A.)

Il Messaggero del patto si dilettò in:

Questo passaggio non può parlare di un intervento della Divinità, come quello che la nazione di Israele aveva spesso sperimentato; qui c'era una predizione del Messia a venire. La Sua natura Divina è dichiarata, eppure, quando si parla di Lui come del Messaggero dell'Onnipotente, lo vediamo distinto da Dio nella Sua natura umana. Egli è il Signore che deve venire al Suo tempio; ed Egli è il Messaggero o Servo del Signore degli eserciti. Egli non è il Messaggero del patto mosaico. Questo era stato stabilito da tempo sotto Mosè, come suo mediatore. Isaia scrive di un altro patto, un "patto eterno". Il patto nazionale deve passare per lasciare il posto a uno migliore. Di questo nuovo patto, di ricevere il rimanente eletto dei Giudei, e di radunare attorno a loro tutto il popolo eletto dei Gentili - di questo patto è qui detto, che il Messia a venire doveva essere il Messaggero; Egli dovrebbe stabilire il patto; Dovrebbe esserne la fonte; Egli dovrebbe esserne il Mediatore; Egli dovrebbe essere la sostanza stessa del patto. Fu il Suo sangue a formare quel patto; quando compì l'espiazione per la trasgressione, la rese possibile, perché divenne giusto e giusto che l'Onnipotente stipulasse di nuovo un patto di pace con le Sue creature ribelli. Guardate Cristo sotto questo personaggio, il "Messaggero del patto", Colui che è stato mandato da Dio per stabilirlo e confermarlo. Egli, per portare il Suo popolo in alleanza con Dio, è stato il loro sostituto nella sofferenza. Egli ci assicurerebbe anche ogni migliore benedizione. Egli è diventato la nostra sapienza, è diventato anche la nostra santificazione. È anche il nostro esempio perfetto. Egli diventa un avvocato per ciascuno dei Suoi offensori. Ed Egli è il nostro Sommo Sacerdote, toccato dal sentimento delle nostre infermità. Il profeta racconta dell'accoglienza che il Salvatore avrebbe incontrato. "Di chi vi rallegrate". E abbiamo buone ragioni per dilettarci in questo Messaggero del patto, se davvero abbiamo gustato il Suo amore. Possiamo rallegrarci di ciò che Egli ha fatto, di ciò che fa e di ciò che farà per noi. (On. e Apocalisse B. W. Noel, M.A.)

Il futuro ideale dell'Inghilterra, e il nostro dovere nei suoi confronti:

Con queste parole Malachia proclama agli ebrei di Gerusalemme il futuro ideale. Ogni nazione vive nel suo passato. Trae ispirazione per una condotta nobile e degna, dalla memoria di eroi illustri i cui nomi adornano il suo albo d'onore. L'ebreo si appellò ai magnifici episodi della storia precedente del Suo popolo, quando Dio si era interposto in modo significativo e miracoloso a favore di Israele. E da questa fonte storica ha attinto argomenti per una rinnovata fede in Dio, per una vita religiosa e nazionale purificata. Ma ogni nazione in cui ancora pulsa il polso di una vita vigorosa vive anche in un futuro ideale. Crede nel suo destino individuale. Questo destino potrebbe non essere chiaramente definito. Non ha bisogno di una definizione chiara per esercitare il suo potere nel plasmare il corso della storia di una nazione. La presenza di una grande idea è sufficiente di per sé a gettare una luce guida sul percorso in avanti di una nazione. Israele possedeva una grande idea guida riguardo al suo futuro, quella, cioè, della venuta di un Messia. La nazione ha mantenuto questa idea sotto forme diverse in diversi periodi della sua storia. Nell'ultimo dei profeti, in Malachia, c'è un allontanamento dall'immagine tradizionale del futuro della nazione. Malachia non parla più della venuta di un principe nato sulla terra. Parla di un Messaggero nato in cielo, che dovrebbe mettere in pratica il patto stabilito da lungo tempo fra Geova e il Suo popolo. Il "Messaggero del patto", che dovrebbe "sedere come un Raffinatore e Purificatore d'argento", che dovrebbe separare il male dal bene; il quale, come un sole glorioso risorto sul mondo con la guarigione nei suoi raggi, avrebbe portato nuova vita e rinvigorimento a tutte le anime sincere, a tutti coloro che temevano il nome di Dio. Il momento nella storia della nazione che questo versetto ci presenta è quello in cui si trova faccia a faccia con il suo futuro apparentemente destinato, come quel futuro viene rivelato dalla voce ispirata di Malachia. Lo scopo per cui il profeta disegna la sua immagine è quello di risvegliare la coscienza delle diverse classi del popolo; e portarli a riconsiderare seriamente, e agli occhi di Dio, i loro doveri nazionali, religiosi e domestici. Dalla sua contemplazione del futuro ideale della sua nazione egli trae un incentivo per l'azione presente. Traiamo dalla contemplazione del prossimo futuro del nostro paese un motivo e uno stimolo per la guida e l'azione presenti

1.) Confrontate la visione di Malachia del futuro di Israele con il futuro ideale del nostro paese. Qual è la forza più potente attualmente all'opera nella nostra vita nazionale? È il progresso del governo popolare, il governo del paese da parte del popolo del paese. Il diciannovesimo secolo è stato l'epoca della crescita delle istituzioni democratiche, della diffusione delle idee democratiche. Questa è l'unica grande forza nella nostra vita nazionale che contiene in sé energie inesauribili, la capacità di uno sviluppo quasi illimitato. Nulla può opporsi con successo al suo corso. La marea dello sviluppo popolare si sposterà in avanti. È destinato a raggiungere proporzioni più vaste. Noi, come uomini religiosi e timorati di Dio, che amiamo il nostro paese e la nostra umanità, che ci prendiamo cura dei posteri, non riusciremo a riconoscere in questa tendenza della nostra epoca l'appello di Dio a una rinnovata serietà, a un maggiore zelo? Diremo che questi vasti movimenti politici e questioni non hanno voce per la nostra coscienza, non hanno alcuna attinenza con il nostro dovere cristiano e la nostra fede cristiana? Il grande profeta ebreo Malachia 101 rimprovera

2.) Guardate al nostro dovere di uomini cristiani, di lavoratori cristiani, alla luce del destino politico del nostro Paese. Dovremmo...

(1) Accettalo senza paura e con fede intrepida in Dio

(2) Che la Chiesa cristiana determini che il movimento sarà sotto la direzione di uomini cristiani

(3) La necessità di promuovere l'educazione e l'illuminazione diventa sempre più chiara

(4) Un nuovo impulso è dato al predicatore del Vangelo dalla contemplazione di questo magnifico futuro del nostro Paese. (A. J. Griffith.)

Gesù è forse tornato?

Che tipo di personaggio sarebbe, se accondiscendesse ad apparire tra noi? Dovremmo conoscerlo semplicemente dal Suo portamento e dal Suo carattere? Dobbiamo credere che, come nell'antica Giudea, Cristo sarebbe venuto incontro agli uomini con ogni considerazione e cortesia. Tutte, o quasi tutte, le buone maniere che abbiamo tra noi - cortesie, raffinatezze, autocontrollo, rispetto reciproco - le dobbiamo a Cristo, all'influenza del Suo esempio e a quella Bibbia che testimonia di Lui. Concepite - ma chi di noi può concepire? - la Sua perfetta tenerezza, pazienza, simpatia, grazia e grazia, combinate con la perfetta forza, maestosità, persino orrore, quando c'era bisogno di timore reverenziale. Egli solo, di tutti i personaggi di cui la storia ci parla, risolse con le sue parole e con le sue azioni il più difficile paradosso del carattere umano: essere allo stesso tempo completamente cosciente e completamente incosciente di sé; combinare con il perfetto sacrificio di sé una perfetta autoaffermazione. Egli accondiscendeva, nel Suo antico insegnamento, al livello della conoscenza ebraica di quel tempo. Possiamo quindi credere che Egli accondiscenderebbe al livello della nostra conoscenza moderna; E cosa comporterebbe? Lo lascere, tuttavia, molto meno di se stesso, almeno il padrone di tutto ciò che la razza umana ha pensato o scoperto negli ultimi milleottocento anni. Poteva parlare come mai l'uomo aveva mai parlato sul suolo inglese, poteva parlare con un'autorità, un'originalità, una serietà, così come un'eloquenza che poteva esercitare un fascino, purificante anche se doloroso come il "fuoco di un raffinatore"; un fascino ugualmente attraente per coloro che desideravano fare il bene, e intollerabile per coloro che desideravano fare il male. Ma quanto sarebbe durata la Sua influenza? Come prima, potrebbe venire un giorno in cui i Suoi ascoltatori e ammiratori diminuirebbero a causa del fanatismo, dell'invidia, della volubilità, della vigliaccheria, ecc. E così il mondo, il mondo religioso come gli altri, avrebbero potuto lasciarLo andare per la Sua strada, e svanire dagli occhi e dalla mente degli uomini, lasciando dietro di sé poco più di un rimpianto che una persona così dotata e così affascinante avrebbe dovuto dimostrare, un insegnante così insicuro e così malsano. (Canonico Charles Kingsley.)

Il Signore che viene al Suo tempio:

Qui davanti a noi c'è una duplice previsione. Abbiamo un precursore di Cristo annunciato in esso, e poi Cristo stesso

(I.) Un precursore di Cristo

1.) La sua missione da Dio. "Ecco, io manderò il Mio Messaggero": ecco la sua missione divina. Il riferimento è a Giovanni Battista. Osservate l'onore che gli attribuisce. Non solo lo descrive come nella mente di Dio prima della sua apparizione, e come appositamente nominato da Dio per il suo ufficio, ma lo rende, come il suo grande Maestro stesso, il soggetto della profezia e un oggetto di attesa per secoli per la Chiesa. Non era una preminenza personale che distingueva così in modo particolare quest'uomo. Era questo: era più vicino a Cristo; egli testimoniò di Lui in modo più chiaro e completo

2.) L'opera che questo precursore è stato inviato a svolgere. "Egli preparerà la via davanti a me". Giovanni arrivò, sostenendo il carattere e compiendo l'opera dell'araldo di Cristo. La predicazione del Battista non solo deve portare gli uomini ad attendere il Messia, ma deve preparare i loro cuori a riceverlo. Che cosa ha spinto per la prima volta alcuni di voi a cercare Cristo e ad accoglierLo? Non era forse la consapevolezza del peccato, il senso dell'ira di Dio, il timore di una meritata distruzione? Ora esaminate la predicazione di Giovanni, e troverete che è calcolata per produrre proprio questi effetti

(II.) Una predizione di Cristo

1.) I nomi applicati a Cristo. Egli è "il Signore". Egli viene nel "Suo tempio". Così lo Spirito Santo afferma la Divinità del Redentore. A Cristo viene attribuito un altro nome, un umile "il Messaggero del patto". Egli sostiene in relazione all'alleanza un carattere simile a quello che Giovanni sosteneva verso se stesso. Egli è il servo di Dio, mandato nel nostro mondo per una missione connessa con il patto di grazia di Dio. Il "patto" è il termine applicato da Geova alle promesse che ha fatto al Suo popolo per benedirlo e salvarlo. Mostra loro la stabilità di queste promesse e il proposito fisso di Dio di adempierle. E Cristo è chiamato il Messaggero di questa alleanza, perché è Lui che la fa conoscere. Egli, nella Sua natura umana, è lo strumento impiegato da Geova per metterlo in atto. Osservate la felice fusione in questi due nomi della grandezza e dell'umiltà del Redentore: il Signore degli eserciti, eppure un servo

2.) L'apparizione di Cristo nel nostro mondo. Marco 49 luogo, "il suo tempio". Marco 49 modo predetto della Sua apparizione "improvvisa". Marco la certezza della Sua venuta: "Egli verrà". Poni tre domande

(1) Quale accoglienza avete riservato a questo Salvatore disceso dal cielo?

(2) Con quali sentimenti e aspettative salite a questa casa del Signore?

(3) In che modo ti stai preparando per la futura venuta del Signore? (C Bradley, M.A.)

L'avvento di Cristo:

Ai tempi di Malachia 100 'erano molti che, come dice il profeta, addirittura "stancavano il Signore con le loro parole". Dicevano che Dio si compiaceva tanto dei malvagi quanto dei buoni, e negavano che avrebbe mai messo alcuna differenza tra loro. "Dov'è", dissero, "l'Iddio del giudizio?" Avviso-

(I.) Cosa dice il profeta riguardo all'avvento di nostro Signore. Gesù è qui descritto con i titoli più augusti. Egli è il Signore, il supremo Sovrano e Governatore del cielo e della terra. Eppure, nonostante la Sua uguaglianza con il Padre come Dio, Egli assume la forma di un servo e viene come il Messaggero del patto. In questo ufficio Egli era oggetto di desiderio e di gioia molto prima di venire al mondo. Egli era "il Desiderio di tutte le nazioni". Le circostanze del Suo avvento furono minuziosamente predette

1.) Doveva essere preceduto da un araldo o messaggero. Questo messaggero era Giovanni. La condotta del Battista suscitò l'attenzione universale e l'ammirazione molto generale

2.) Il tempio era il luogo in cui Egli doveva venire in modo particolare

3.) Il suo avvento, sebbene così a lungo predetto, doveva essere improvviso. Il modo in cui appariva era così contrario alle nozioni mondane che lo riguardavano che veniva trascurato e persino respinto come un impostore

(II.) Gli effetti che il profeta descrive come accompagnatori dell'avvento del Salvatore

1.) Come i caratteri di coloro ai quali Egli doveva venire erano molto vari, così il Suo avvento si rivelò discriminante. Scoprire le disposizioni nascoste del cuore era uno degli intenti della venuta di nostro Signore. Questo effetto deriva ancora dalla predicazione del Vangelo. Gli uomini, sebbene inconsapevoli di ciò, sono portati a manifestare il loro vero carattere, sia come farisei negligenti che come schernitori atei o umili credenti

2.) Come conseguenza di questo effetto discriminante dell'avvento del nostro Salvatore, si rivelerà anche distruttivo. Il fuoco di un raffinatore consumerà le scorie, e il sapone del follatore purificherà la sporcizia da ciò su cui è applicato. Così il nostro Signore alla fine distruggerà molti di coloro ai quali Egli viene. I loro peccati sono aggravati dalla Sua venuta

3.) Ci sono molti che l'avvento di Cristo avrà l'effetto di purificare. Come dovrebbe essere comodo per coloro che stanno sopportando le prove dell'afflizione quaggiù, sapere che mentre sono nella fornace il Raffinatore Stesso siede su di loro, osservando il processo con tutta la dovuta sollecitudine e badando che non perdano altro che le loro scorie. Due domande

(1) Quale accoglienza hai riservato a Cristo sin dalla Sua prima venuta?

(2) Quali preparativi avete fatto per il Suo futuro avvento? (G. Preston.)

La venuta del Messia:

(I.) Il suo precursore. Giovanni doveva "preparare un popolo preparato per il Signore", e di conseguenza destò la loro attenzione, rimosse i loro pregiudizi, risvegliò le loro coscienze, annunciò l'avvicinarsi del Messia, proclamò la natura del Suo regno, li convinse del peccato e mostrò loro che avevano bisogno di una salvezza molto più grande della liberazione dal giogo romano

(II.) Il suo carattere. Viene descritto in tre modi

1.) Dalla Sua persona, il Signore. La parola usata è Adonai, un nome per Dio, ma non incomunicabile come il nome di Geova; perché a volte lo troviamo applicato ai re e ai superiori. Significa propriamente autorità e dominio. Quanto pienamente questo si applica a Lui. Egli deve aver avuto una precedente pretesa di dominio prima di acquisirla con l'obbedienza e la sofferenza fino alla morte

2.) Dal Suo ufficio. "Il Messaggero del patto". Del patto di grazia. Egli è il Mediatore, il Garante e il Messaggero di questo patto, perché non doveva solo procurare le sue benedizioni, ma anche elargirle. "Messaggero del patto" è il Suo titolo inferiore. Mostra la Sua infinita condiscendenza e grazia. Il Suo popolo non permetterà mai che la Sua gloria sia offesa dalla Sua bontà

3.) Dalla stima in cui era tenuto. "Di chi vi rallegrate". Questo si applicherà anche agli ebrei carnali, che cercavano un Messia. Molto di più si applica agli ebrei spirituali; Egli fu desiderato e compiaciuto da tutto il popolo di Dio fin dall'inizio

(III.) Il suo avvento. "Vieni all'improvviso al Suo tempio". Ora doveva incarnarsi, "rivestito di un corpo simile al nostro". Due cose sono menzionate riguardo al Suo avvento: l'una riguarda il modo in cui doveva venire. Improvvisamente; che può significare sia "presto" che "inconsapevolmente". L'altro riguarda il luogo in cui doveva venire. Il suo tempio. Adempiuto dalla Sua presentazione al tempio, e dalle successive visite ad esso, e dall'insegnamento in esso

(IV.) L'orrore della Sua venuta. "Chi può rimanere?" Osserva l'orrore...

1.) Nelle occasionali emanazioni e manifestazioni della Sua maestà

2.) Nella Sua scoperta dei caratteri

3.) Nelle calamità che dovevano seguire il rifiuto di Lui

(V.) Le operazioni della Sua grazia. "Come il fuoco di un raffinatore", ecc. Il sapone del lavandaio toglie le macchie senza distruggere la trama del tessuto, e gli conferisce chiarezza e freschezza di aspetto: e il fuoco del raffinatore separa le scorie dal minerale, e invece di ferirlo, lo prepara per la circolazione o l'uso, e lo fa brillare. Così fa il Signore con tutti i soggetti della grazia divina. L'incarnazione del nostro Salvatore riguarda due classi di uomini. Per l'uno è dannoso e per l'altro benefico. (William Jay.)

La venuta del Signore nel Suo tempio:

Prendendo Giovanni Battista solo come il precursore del Signore Gesù, guardiamo a ciò che qui viene predicato di Lui

1.) È dichiarato: "Egli verrà all'improvviso al Suo tempio". Il "suo" tempio implica che Egli era il Signore del tempio. Il popolo ebraico attendeva con ansia la Sua venuta, ma si sbagliava grandemente sul suo scopo. Non pensavano a quanto sarebbe stato un cercatore di cuore e un correttore di torti

2.) Notate come Egli agì nei confronti del Suo tempio quando venne

(1) Uno dei Suoi primi atti fu quello di scacciare coloro che compravano e vendevano lì

(2) Osservate la Sua giusta indignazione contro il male ovunque lo incontrasse

(3) Questa fu la causa immediata, senza dubbio, per cui gli ebrei lo misero a morte

3.) Notate il risultato della Sua venuta per quanto riguarda gli altri

(1) Sottoporrebbe i caratteri degli uomini a una dura prova. Il fuoco separa l'oro dalle scorie, e il sapone del lavandaio estrae le macchie dalla stoffa macchiata. Come si farebbe? Dalla predicazione della Parola. Mediante i Suoi rapporti con il Suo popolo. (Stephen Jenner, M.A.)

Purificare attraverso la venuta del Signore:

(I.) Attraverso la Sua prima venuta. Il profeta Malachia annuncia il Salvatore come colui che, alla sua apparizione, metterà in piedi una grande purificazione in mezzo al popolo d'Israele. A questo alludeva il precursore di Cristo, Giovanni Battista, di cui parla il nostro testo. Con la massima serietà insisteva sulla purificazione del cuore. Il perdono dei peccati, attraverso la fede in Cristo, è la grande purificazione, attraverso la quale veniamo presentati puri e santi davanti a Dio. Così Cristo ha posto in Sé Stesso un fondamento per la purificazione e la santificazione di tutta la nostra razza

(II.) Attraverso la Sua venuta quotidiana e invisibile, il Signore esercita il Suo ufficio di purificazione per la nostra salvezza. Ciò che Cristo ha fatto in persona alla Sua prima venuta nella carne, lo fa ora mediante il Suo Spirito Santo. Anche l'oro che è stato purificato ha bisogno di una continua purificazione. La macchia della mondanità si attacca ancora troppo facilmente anche al cuore puro, la carne brama sempre contro lo spirito; e il peccato, finché rimaniamo nel corpo, è un nemico che si attacca sempre a noi e ci opprime. Perciò il Signore viene anche alle anime credenti con molti crogioli di afflizione, nei quali purifica continuamente l'oro dalle scorie, affinché sia adatto per il Suo tempio. Ma spesso Egli esercita il Suo ufficio purificatore interiormente con una graziosa venuta nei nostri cuori. Egli viene poi con un senso particolarmente benedetto del Suo amore, per mezzo del quale siamo fatti vergognare e dissolvono nell'amore, tale fuoco d'amore rimuove l'impurità

(III.) Atti La Sua seconda venuta in gloria, il Signore distruggerà tutte le vie anticristiane e tutto l'orgoglio umano che si solleva contro di Lui. Il giorno della Sua prima venuta il popolo potrebbe ben rimanere. Aveva velato la Sua gloria sotto la nostra carne debole. Chi non preferirebbe essere purificato, nel giorno della grazia, dal fuoco interiore dell'amore e della grazia di Cristo e dello Spirito? Oggi è la stagione della grazia, domani forse no. (S. C. Kapff.)

2 CAPITOLO 3

Malachia 3:2

Ma chi può resistere il giorno della Sua venuta?-La venuta del Signore:-

Guardate questo argomento da due punti di vista

(I.) Come questione di solenne rimostranza. Che il Signore sia venuto, lo sappiamo; che il Signore verrà, professiamo di credere. La Scrittura ci dice molto su quella venuta, ma lascia molto di incerto. Una cosa è chiara: il ritorno sarà improvviso. Ma proprio la subitaneità di quel ritorno ci insegna che quando arriva il momento della manifestazione del Signore, allora il tempo della preparazione è passato. Quando il nostro benedetto Signore viene all'improvviso, ritorna per il giudizio; Non ci saranno quindi belle distinzioni; Lo spirito di partito deve allora dormire, e dormire per sempre. Allora si vedrà chi ha adorato Dio in spirito e verità. Tuttavia, si farà una differenza, assoluta e relativa, assoluta a destra o a sinistra, relativa, perché sappiamo che ci sono gradi di gloria. Atti, la venuta del Signore non sarà nascosta, la mera apparenza esteriore della religione sarà inutile. Allora impareremo chi può sopportare la Sua venuta. C'è una professione vera e una falsa: e allora la falsa professione sarà scoperta, il velo dell'ipocrisia sarà squarciato e l'ipocrita meramente formale sarà reso noto a tutti. Sembra che l'insegnante stesso possa allora essere perso. Quindi cerca e vedi se c'è una pratica cristiana con la professione cristiana. Coloro che si sono radunati per ascoltare la Parola di Dio saranno allora scoperti

(II.) Come appello alla nostra fiducia cristiana. L'Apostolo dice che alcuni possono stare in piedi in quel giorno. Chi? Solo il vero cristiano: l'uomo che ha lo Spirito del Dio vivente che abita nel suo cuore. Qual è la tua preparazione per l'eternità? La fede nel Signore Gesù Cristo è essenziale. L'uomo che sta in piedi ora, sta nella fede. L'uomo che non crede in Cristo, non mi importa quale sia la sua moralità, parlo di lui come di uno che pesa sulla bilancia dell'eternità. (Vescovo di Carlisle.)

La seconda venuta di Cristo:

(I.) Ricorda alcuni particolari della seconda venuta di Cristo

1.) La certezza di quell'evento. Che Cristo verrà è un punto su cui non siamo lasciati a dubitare e a congetturare. Abbiamo la testimonianza più chiara che le parole possano dare (Atti 1:11)

2.) Il modo in cui lo fa. Sarà glorioso. La prima venuta avvenne in tutta meschinità e umiliazione esteriore. Il secondo è quello di essere "l'apparizione gloriosa del grande Dio e nostro Salvatore". La sua venuta sarà improvvisa

3.) Lo scopo e le conseguenze di esso. Nel suo stato di umiliazione Cristo è venuto come Salvatore; quando verrà nella gloria, verrà come un Giudice

(II.) Rispondi alla domanda solenne del testo. "Chi può resistere il giorno della Sua venuta?" Chi sarà in grado di sopportare quell'indagine severa e ravvicinata che sarà poi fatta sulla nostra vita e sul nostro carattere?

1.) Coloro che non saranno in grado di sopportare. Ogni peccatore aperto e abituale. L'uomo mondano, che ha fatto del mondo il suo dio e ha eretto i suoi idoli nel suo cuore. L'ipocrita, che ha la forma della pietà, ma ne è privo. L'uomo che è presuntuoso e confida nei propri meriti e nelle proprie forze

2.) Coloro che rimarranno. Il cristiano umile, penitente, credente, un carattere molto diverso da tutti gli altri. Il suo fondamento di fiducia in quel giorno non sarà la sua innocenza. Egli rivendicherà un interesse nella morte di Cristo. La sua penitenza, la sua rettitudine, la sua lotta segreta contro il peccato, la sua vita utile, i suoi pii motivi saranno portati a prova della solidità e della realtà della sua fede. Il Giudice stesso lo possederà come un amico. (E. Cooper.)

Davanti al Figlio dell'Uomo:

La venuta di Cristo è stata la prova del mondo. Gli uomini non hanno mai avuto più bisogno di Lui; non furono mai meno preparati a riceverlo. Era l'età della forza. La società non era in grado di ascoltare Cristo con favore. Diciamo che i tempi erano maturi per la Sua venuta. Per quanto riguarda la necessità, sì; Quanto alla preparazione, no. Questo è stato il giorno "storico" di Cristo. Pochi sono stati in grado di sopportarlo. Pochi riuscirono a stare in piedi quando apparve

(I.) Rigidi requisiti del Suo standard. La venuta di Cristo è rappresentata come accompagnata da guarigione, conforto e benedizione. Un'era di pace e di buona volontà. Ma questi risultati non sono stati immediati. Le promesse di Dio sono condizionate. Non è facile vivere secondo le norme di Cristo. Qual è la natura di questi requisiti?

1.) Consacrazione, che implica l'abbandono di sé. La dottrina della Croce è oggi poco compresa

2.) Purezza. Implica il pensiero del cuore, la parola, le azioni. Cristo innalzò lo stendardo bianco della castità più in alto che mai

3.) Non resistenza. Non deve dare colpo su colpo. Sconfiggi il male con il bene

4.) Perdono dell'offesa. In realtà dobbiamo amare i nostri nemici. Devo pregare per loro, e fare loro del bene

(II.) Dovere di stare davanti a Lui. Cristo non giudica il mondo in persona oggi. Lo fa attraverso il Vangelo. Cristo è il grande raffinatore degli uomini. È nostro dovere stare davanti a Lui

1.) Perché Lui è l'unico standard perfetto

2.) Perché è l'unico modo per assicurarsi il Suo favore

3.) Perché con questo raggiungiamo il nostro giusto posto. Odiare il peccato e amare chi pecca: questa è una prerogativa cristiana. Separare l'uno dall'altro: questo è un lavoro cristiano. Stare davanti al Figlio dell'Uomo implica:

(1) Che la tua vita sia in armonia con la Sua

(2) Vegliare e pregare

(3) Il Suo favore e la Sua benedizione più divina. (Henry Schell Lobingier.)

Domande solenni:

(I.) Cosa implicavano?

1.) Una falsa sicurezza. Gli ebrei pensavano di essere pronti per il Messia. Il profeta li vede come caparbi, che sognano le proprie nozioni piuttosto che desiderare la verità di Dio. Religione solo nominale

2.) Il giudizio imminente

3.) Un invito a prepararsi

(II.) Ci convincono dell'indifferenza, della mondanità, dell'indolenza, dell'autoindulgenza. Abbiamo bisogno della chiamata di Dio, dell'appello del profeta. Cristo sta arrivando: siamo pronti ad incontrarlo? per essere esaminati e messi alla prova da Lui?

(III.) Come dobbiamo rispondere? All'inizio rimaniamo ammutoliti. Nessuno può stare in piedi. Così dice la coscienza, l'esperienza, l'osservazione, la Scrittura. Allora il messaggio evangelico del perdono e della salvezza giunge a noi nella persona di Colui che è stato "presentato nel tempio" nella nostra natura a Dio, ed è il Mediatore tra Dio e l'uomo, l'uomo Cristo Gesù. In Gesù troviamo il nostro rifugio, la nostra speranza, la nostra santità, la nostra casa. (Omileta.)

Il giorno della venuta di Cristo:

(I.) C'è un periodo importante che l'uomo deve anticipare. Le caratteristiche distintive di quel giorno sono:

1.) Sarà un giorno in cui il Signore apparirà visibilmente e personalmente alla presenza dell'universo

2.) Sarà un giorno in cui il Signore, con la Sua venuta, compirà atti grandi e meravigliosi. Si noti l'inevitabile certezza di quel giorno

(II.) C'è una questione importante che l'uomo deve considerare. "Chi può resistere il giorno della Sua venuta?"

1.) Questa indagine sarà confermata. Il nostro diritto di insistere e sollecitare questa inchiesta è valido quanto lo era il diritto dei profeti dell'antichità. Su che cosa si fonda il nostro diritto?

(1) Sulla natura dell'incarico che abbiamo ricevuto nel ministero del Signore

(2) Sulla base di una giusta stima del valore dei vostri spiriti intelligenti e immortali

(3) Sulla base di una giusta convinzione del fatto che, mentre sei in uno stato di peccato impenitente e incredulo, sei in pericolo

2.) Questa indagine deve essere applicata. All'infedele, al sensuale, al mondano, al fariseo, all'ipocrita

3.) Questa richiesta deve essere consigliata

(1) Abbracciare con il cuore il metodo stabilito di preparazione per il giorno della venuta del Signore

(2) Abbracciare questo metodo di preparazione senza procrastinare o ritardare. Considera l'importanza della questione in questione; l'influsso induritore del peccato, mentre c'è ritardo; e le incertezze della vita umana. (James Parsons.)

Le solennità dell'ultimo grande giorno e il carattere di coloro che sono preparati per esso:

Queste parole del profeta si riferiscono immediatamente al primo avvento. Essi conducono naturalmente i nostri pensieri al secondo avvento

(I.) Metti davanti a te alcune delle solennità di quel grande giorno

1.) L'effettiva venuta del Signore, o la Sua apparizione nella Sua natura umana

(1) Questa rivelazione di Gesù Cristo sarà visibile all'assemblea universale della razza umana

(2) Sarà indicibilmente glorioso

2.) La risurrezione dei morti. I corpi degli innumerevoli milioni di persone che nelle epoche successive hanno abitato il globo, dovunque siano stati deposti, o comunque consumati, saranno riportati in vita e riuniti alle loro anime immortali; che, con loro, possano partecipare la loro felicità o miseria

3.) Il giudizio generale. "I libri saranno aperti". Il libro della legge divina: dell'onniscienza di Dio; Il libro della vita

4.) L'assegnazione di un destino senza fine. La nostra partenza verso la punizione eterna, o la nostra ammissione alla vita eterna

(II.) Considera le questioni importanti del testo

1.) Lo schernitore profano non sarà in grado di sopportare quel giorno

2.) Né quella numerosa classe di persone, che vivono nella pratica abituale del peccato aperto e flagrante, sarà in grado di comparire davanti al Giudice

3.) Né quella classe più rispettabile che, tuttavia, è totalmente devota al mondo

4.) Né coloro che prestano attenzione ai doveri della religione con spirito orgoglioso e autocompiaciuto

5.) Né coloro che riconoscono che la salvezza è dalla grazia, ma dimenticano che siamo creati in Cristo Gesù "per le buone opere". Insistono molto sulla fede, ma sono deplorevolmente carenti dei suoi frutti. Chi dunque potrà resistere il giorno della Sua venuta? Solo il cristiano che è degno di questo nome. L'uomo assolto dal Giudice è colui che, condannato da se stesso per le sue trasgressioni, si è profondamente pentito e ha cercato il perdono sulla base della meritoria obbedienza di Cristo fino alla morte di Croce, e opera la sua salvezza con timore e tremore. (Giovanni Natt, B.D.)

Manifestazioni divine:

Lo scetticismo abbondava, ma nessuna tristezza morale poteva soffocare la fede del profeta. Dio, la cui autorità era disprezzata, si sarebbe rivelato

(I.) Le manifestazioni divine sono in ricerca. Se Dio si rivelasse pienamente, nessuna carne potrebbe vivere. Velati di gloria materiale, i Suoi antichi santi trovarono difficile sopportare la Sua apparizione. La manifestazione di Dio in Cristo, anche se velata dalla debolezza della carne umana, non era facile da sopportare. Gli uomini lo sentivano come una luce penetrante. I governanti corrotti e oppressivi, i moralisti egoisti e soddisfatti di sé, i religiosi ipocriti e i malvagi spietati non potevano sopportare la Sua presenza. Alcuni potevano sopportare la Sua venuta e stare in piedi quando apparve. Erano quelli...

1.) Che erano disposti a sentire, confessare e abbandonare la loro peccaminosità

2.) Coloro che aspettavano sinceramente la Sua venuta, come Simeone

3.) Coloro che avevano in sé la vera fede, o ricettività spirituale, come il centurione romano e la donna sirofenicia. Questi potrebbero essere il giorno più penetrante della storia del mondo, quando il Signore apparve tra gli uomini

(II.) Le manifestazioni divine si stanno separando. È "come il fuoco di un raffinatore". L'apparizione del Signore sulla terra mise alla prova e separò gli uomini. La società era allora come un metallo fuso e ribollente. I buoni si rivelavano e si raffinavano; i cattivi, come il risentimento, erano separati da loro, per essere gettati via. Alla sua presenza gli uomini scoprirono di che tipo si trattassero, e si schierarono per Lui o contro di Lui. Come il fuoco, il Suo Spirito prova e separa ancora gli uomini. Il fuoco è stato considerato da diverse nazioni come un simbolo della Divinità. Come un calore divino, che accende la vergogna, il disgusto e il rimorso per i nostri fallimenti e peccati. Non ci consumerà, ma le nostre impurità

1.) Il fatto che abbiamo molte scorie nella nostra natura non deve portarci alla disperazione

2.) Dovremmo essere grati che Dio si manifesti a noi come un calore raffinatore

3.) Dovremmo cercare continue manifestazioni di Dio alle nostre anime

(III.) Le manifestazioni divine purificano o distruggono. È come il "sapone di Fuller". Il mestiere del lavandaio era ben noto in Giudea. Gli Ebrei indossavano abiti bianchi in tutte le occasioni di festa; Il Fuller li puliva da tutte le macchie e li sbiancava strofinandoli con una specie di marna. La Creta limolia era probabilmente la terra più comunemente usata. Il suo sapone (borith) era un alcali vegetale ottenuto da numerose piante, come la Salsola huli, l' Ajram, il Gilloo e una brughiera che cresce abbondante nei dintorni di Giaffa. Se un indumento non poteva sopportare il lavoro del lavandaio, veniva distrutto da esso. Quindi la venuta di Cristo avrebbe purificato gli uomini o accelerato la loro distruzione. Cristo stesso è la potenza purificatrice. Può lavare via le macchie più inveterate. Nessuno, all'infuori di Lui, può purificare gli uomini. Se gli uomini non sopporteranno la Sua purificazione, la loro corruzione li distruggerà. Tutte le manifestazioni divine sono essenzialmente le stesse. Ce n'è ancora uno nel futuro per l'umanità. Colui che è venuto con umiltà per redimere gli uomini, verrà con terribile maestà per fissare la loro rovina. Chi può rimanere quel giorno della Sua venuta? Chi sarà in grado di stare in piedi allora? Solo coloro che avrebbero potuto sopportare la Sua prima venuta: i contriti, i sinceri, i credenti. (W. Osborne Lilley.)

La venuta di Cristo e la purificazione della Chiesa:

Pensieri suggeriti dalla giornata. Come Cristo fu presentato puro nel tempio, così dovrebbe essere la nostra preghiera che, mediante il Suo sangue e la Sua giustizia, e mediante il potere santificante del Suo Spirito, possiamo essere presentati a Dio da Lui, all'ultimo giorno, puri e immacolati. Prenderemo in considerazione...

(I.) La venuta del Signore

1.) Giovanni Battista preparò la strada per quell'evento:

(1) Avvertendo che era a portata di mano

(2) Chiamando gli uomini a pentirsi

2.) Cristo è chiamato "il messaggero dell'alleanza", perché quell'alleanza cominciò ad essere pronunciata da Lui (Ebrei 2:3). Colui che era anche il principe dell'alleanza, accondiscese ad esserne il messaggero

3.) "Di chi vi dilettate". Cristo è chiamato "il desiderio di tutte le nazioni" (Aggeo 2:7); ma soprattutto era il desiderio della nazione giudaica, perché era stato promesso loro in modo speciale, e doveva essere uno di loro

(II.) Chi può rimanere il giorno della sua venuta? Non l'ipocrita, non il formalista, non l'ipocrita, non il tiepido Laodiceano, non l'ascoltatore di terra sassosa che si vergogna quando sorge tribolazione o persecuzione a causa della Parola; ma chi può sopportare il fuoco del raffinatore e il sapone del lavandaio

(III.) Cristo siederà come raffinatore e purificatore d'argento

1.) Con questo processo Egli purificherà la Sua Chiesa visibile, vagliandola e mettendola alla prova

2.) Egli purificherà il Suo popolo purificandolo

3.) Il raffinatore d'argento siede sempre, per poter osservare attentamente l'argento; perché se è un minuto troppo lungo o troppo breve nel fuoco, tutto è rovinato, o almeno danneggiato. Il segno che gli dice quando l'argento è adatto all'uso è il fatto che è in grado di vedere in esso la propria immagine. Tutto questo è un'immagine del modo in cui Cristo purifica il Suo popolo attraverso la prova, e del fine a cui mira. (Ven. Archd. Whately, M.A.)

L'apparizione di Cristo:

Questa verità è stata una volta messa in evidenza in modo insolito in un raduno di letterati. Dopo un po' di conversazione generale, venne loro in mente di speculare su come si sarebbero sentiti se fossero stati certi che l'illustre morto sarebbe apparso all'improvviso in mezzo a loro. «Pensate», disse uno, «se entrasse in questa stanza Omero, o Dante! Come dovremmo incontrarli?" «O suppone», esclamò un altro, «che arrivino Milton o Shakespeare?» "Dovremmo avere un profondo rispetto; Dovremmo onorare i grandi veggenti e cantanti del passato". «Ah», aggiunse uno che non aveva ancora parlato, «e se Gesù Cristo stesse davanti a noi?» «Sarebbe completamente diverso», fu la risposta immediata e unitaria; "Lui è al di sopra di tutto. Dobbiamo inginocchiarci e rendere omaggio al Figlio di Dio e al Salvatore dell'uomo".

La venuta di Cristo non è la stessa cosa per tutti:

Avete mai sentito il suono delle trombe che vengono suonate davanti ai giudici quando vengono in una città per aprire le assise? Quanto sono diversi i sentimenti delle diverse persone che sentono il suono. L'uomo innocente contro il quale non c'è alcuna accusa li ascolta impassibile. Ma il povero disgraziato che aspetta il suo processo in quella cella, gli dicono che il giorno del suo processo è arrivato. Presto si troverà alla sbarra della giustizia e riceverà la sua sentenza. Così sarà quando Gesù verrà; alcuni gioiranno, ma altri avranno paura di incontrarLo. (Rivista domestica.)

3 CAPITOLO 3

Malachia 3:3

E siederà come un raffinatore e purificatore d'argento.-Il raffinatore:-

I figli di Levi erano gli istruttori autorizzati del popolo ebraico. Con la fedeltà al loro lavoro speciale hanno favorito, con l'infedeltà hanno represso la vita superiore degli Ebrei. Essi divennero, quindi, la misura sicura del vigore spirituale tra i loro connazionali, o della loro decadenza spirituale. Malachia parla della purificazione dell'argento e dell'oro, i due metalli più preziosi della terra, che l'uno o l'altro forniscono un metro di valore tra tutte le nazioni. Né questi metalli sono simboli inadatti della Chiesa di Cristo. Lei è stata l'oro e l'argento della terra. Il mondo è in gran parte debitore della Chiesa. Da dove deriva il suo valore la Chiesa? Dal suo rapporto con Cristo. La prima Chiesa fu radunata nell'amorevole fedeltà a Cristo. I discepoli erano i Suoi rappresentanti. La presenza corporea del loro Maestro e Signore era visibile attraverso di loro. Il mondo non potrà mai essere convertito dal mondo: Cristo ha dato questa grande opera alla Sua Chiesa. Tutta l'idoneità dei Suoi discepoli per i loro doveri gravi e di responsabilità deriva da Lui. Quali che siano le deficienze che possono apparire, sia nelle Chiese primitive che in quelle successive, gli ultimi diciannove secoli rivelano l'immenso debito del mondo verso la Chiesa. Quante volte si è dimostrata l'arca delle nazioni, salvando nel suo sacro brigantino i semi del sapere e della civiltà futuri. Il debito materiale, sociale, intellettuale e morale del mondo verso la Chiesa è troppo grande per essere visto da qualsiasi occhio che non sia quello dell'Onniscienza. Ma se l'occhio guarda a molti periodi della storia della Chiesa, quanto sono dolorosamente abbondanti le prove che l'oro si è affievolito e l'oro più fino è cambiato. La Chiesa cristiana primitiva mostrò ben presto la tendenza ad adulterare la pura verità del Vangelo. Vedi l'influenza del mosaismo e dello gnosticismo. Quanto vaste e varie sono le corruzioni che le epoche successive rivelano! C'erano gli Allegoristi, i Sacerdotalisti, gli Scolastici, gli Asceti e i Mistici. Ci sono state molte strane perversioni della verità successive a queste. Il papato ha affrontato la luce della civiltà moderna, non per estinguersi, come pensavano i nostri padri, ma per strappare una nuova prospettiva di vita. Né i seguaci del Romanesimo sono privi di potenti ausiliari nel nostro paese. Limitate la nostra attenzione alle prove più evidenti del bisogno di purificazione, soprattutto nei singoli uomini. Tra questi si possono collocare visioni ristrette e difettose della verità divina. La Bibbia è più lodata che letta. Dottrine e riti, estranei allo Spirito del Vangelo di Cristo, sono sorti all'interno della Chiesa visibile. Gli uomini hanno rinnegato Cristo nel nome di Cristo. Le loro parole sono le parole del Maestro, ma il loro spirito è stato lo spirito dell'incredulità. C'è la prova del bisogno di purificazione nel superstizioso che si aggrappa a ciò che è vecchio, solo perché è vecchio; la vana riverenza per un passato morto. Una dolorosa prova di corruzione si vede nell'imperfetta ubbidienza alla verità. Non è un fatto, al di là di ogni discussione, che la mancanza di verità e la mancanza di fedeltà ad essa si sono dimostrate serie barriere alla diffusione del regno di Cristo sulla terra? Come dunque gli uomini saranno purificati da questi? E da chi? Il processo di raffinazione ha origine ed è diretto da Cristo stesso. Con il Suo permesso giunsero tempi di dura prova sulla Chiesa universale, o su qualche ramo di essa; e la storia di tali tempi è piena di istruzioni e di avvertimenti per gli uomini di altri giorni meno movimentati. Sotto l'occhio di Cristo ogni singola anima è purificata. Tutto il potere è Suo. Egli può saggiamente adottare i mezzi che, a Suo giudizio, possono essere richiesti individualmente per separare l'oro dalle scorie. Il processo di purificazione dei metalli preziosi richiede un'attenzione totale e una pazienza prolungata. Cristo "siede come il raffinatore e il purificatore d'argento". Egli non abbandona mai il Suo sguardo fisso e costante sull'anima da cui cerca di rimuovere le scorie terrene. Il raffinatore d'oro ha certe prove attraverso le quali scopre il progresso del suo lavoro. Agisce l'inizio del vero cambiamento, un colore arancione intenso si diffonde sulla massa fusa nella coppelle. Agisce l'istante successivo, un'onda tremolante passa rapidamente sulla superficie; e con l'aumentare del calore, la massa infuocata diventa calma e il colore pallido e tenue. Ora, l'attenzione è più profonda. L'attesa è in punta di piedi. In un altro secondo potrebbe arrivare il momento supremo. Mentre l'occhio del raffinatore è fisso sul metallo in fiamme, la sua superficie diventa improvvisamente come uno specchio brunito e rimanda indietro il suo volto raffigurato. Così anche Cristo veglia instancabile. Il processo di cambiamento è molto tardivo, molto riluttante. Lo scopo per il quale si cerca questa purificazione esige una parola conclusiva. Prima che i metalli preziosi fossero messi nella coppel, erano pieni di impurità terrene; erano inmalleabili, induttivi, relativamente inutili. Essendo ora purificati da tutte le scorie, diventano lo standard e i rappresentanti della ricchezza di una nazione. Sono modellati in monete con l'immagine del re. Sono lavorati in vasi adatti all'uso del re. Così è anche per i singoli membri della Chiesa di Cristo. Prima della nostra purificazione, eravamo inadatti a servire il nostro Divino Signore. Il tentativo di rendere questo servizio è stato guastato dalla nostra mancanza di santità. Dopo la nostra purificazione, siamo fatti "vasi per onorare, santificati e adatti all'uso del Maestro, preparati per ogni opera buona". Non c'è dovere, per quanto umile, che non siamo i più adatti a compiere. Non c'è servizio, per quanto nobile, che non svolgeremo in modo più accettabile. Quale amore è mostrato da Cristo al Suo popolo in tutto questo paziente che veglia e lavora per la rimozione delle scorie del peccato? Sii paziente, quindi, nella tua prova particolare, di qualunque tipo essa sia. (J. Jackson Goadby.)

Il fuoco del raffinatore:

Lo stato della comunità ebraica ai tempi di Malachia era molto simile a quello che era quando nostro Signore apparve sulla terra. Un fariseismo orgoglioso e ipocrita aveva soppiantato tutta la vera spiritualità del culto, e l'attenzione anche alle forme esteriori di pietà era diventata poco più di un nome. Evidentemente un tale stato di cose non poteva durare, perché a meno che non avesse avuto luogo una rivoluzione spirituale, la religione non avrebbe potuto resistere ancora a lungo respirando un'atmosfera di degenerazione universale. Malachia parla al popolo di un Riformatore in arrivo. Ma quale sarà il carattere di questo riformatore? Sarà mite, gentile, indulgente; O andrà con la giusta severità alla radice di tutti i mali esistenti e, quando comincerà, porrà fine agli abusi e ai torti? Il profeta non esita a rivestire Colui che viene con attributi di gloria e di orrore incomparabili, e a rappresentarlo come colui che esercita le prerogative del potere più feroce. La figura nel testo si riferisce al processo di raffinazione dell'oro. Come l'azione del fuoco separa le scorie dal metallo prezioso, disintegrando le particelle di cui è composta la massa; così Cristo, non solo nella Sua qualità di Giudice finale, ma più specialmente nel Suo carattere di attuale incarnazione della verità e di amministratore del regno del Vangelo, sta sottoponendo il mondo a una prova di fuoco e di penetrazione. Malachia tratta della relazione tra la verità di Cristo, e Cristo stesso, e quattro aspetti delle vicende umane

(I.) La nazione. La differenza tra una nazione contaminata dall'errore e dal peccato, e una nazione purificata dalla verità, è proprio questa: l'una è maledetta e ripugnante; l'altro è benedetto e delizioso. In ogni caso in cui le nazioni hanno tentato di derubare Dio della Sua prerogativa di governo, l'azione del fuoco del raffinatore ha rivelato la debolezza dei loro sistemi corruttibili

(II.) La Chiesa. Quando Cristo raffina la Chiesa, mette alla prova il suo governo, la sua dottrina e la sua disciplina. Per quanto riguarda il governo; Egli non è indifferente al modo in cui viene amministrato il Suo regno. L'ordine deve qui essere conciliato con la libertà. Cristo è gelosissimo della Sua verità. Dire che la falsa dottrina non porta necessariamente con sé la corruzione morale, è dire che l'intelletto del cristiano è inutile come elemento della mente. Ma è così? Quanto alla disciplina, non c'è Chiesa che non abbia macchie nei suoi banchetti di carità

(III.) Società. Nella condizione grezza della società un uomo preda l'altro, ognuno cerca il proprio piacere e si abbandona alle proprie passioni, senza il minimo riguardo per il benessere della comunità. Ma quando la società è raffinata, gli uomini "parlano spesso l'uno con l'altro". Si interessano l'uno dell'altro. Non è dunque ognuno per sé, ma ognuno considera ciò che è meglio per tutti gli altri. Nessuno che consideri seriamente le caratteristiche del nostro tempo negherà che la società ha molto bisogno di purificazione

(IV.) L'anima. L'anima non raffinata è affrontata in Malachia 4:2. Ma il discorso all'anima rinnovata è dato in Malachia 4:2. Il nostro testo va più in profondità delle nazioni, delle chiese o della società: tratta dell'anima, dei suoi motivi, delle sue opinioni, dei suoi desideri. Ci sono due classi di anime nel mondo: quelle che perderanno tutto nel fuoco, anche se stesse; e quelli che perderanno qualcosa, ma conservano intatto l'oro puro della fede, e saranno essi stessi salvati. (Richard Smyth, D.D.)

Cristo il raffinatore:

Quella di Malachia è l'ultima voce profetica dei tempi dell'Antico Testamento. Non si sa nulla dell'uomo Malachia. È solo un nome. Il nostro interesse risiede interamente nel suo messaggio. I vari aspetti sotto i quali il Messia ci viene presentato dai profeti hanno una relazione diretta con i bisogni immediati del popolo a cui viene detto di Lui. Mosè ci dà il Messia il Leader, che dovrebbe prendere permanentemente il suo posto. Isaia 101 dà il Messia come Sofferente, Conquistatore, Consolatore, che corrisponde alla condizione di Israele come sofferente ed esiliato. Daniele 101 dà il Messia il Principe, che corrisponde alla condizione del popolo che anticipa la restaurazione del suo regno. Malachia 101 dà il Messia il Raffinatore, che corrisponde alla condizione del popolo, come in uno stato di degradazione morale e religiosa. È bene che ci venga così ricordata la molteplicità dell'adattamento di Cristo ai bisogni umani. Egli è il Cristo preciso di cui c'è bisogno in ogni epoca. E gli uomini cercano ardentemente, in questo nostro tempo, di trovare quei lati e quegli aspetti di Cristo e del cristianesimo che si adattano precisamente alle confusioni moderne, sociali e intellettuali. Quando e dove Cristo viene, Egli viene come il raffinatore e il purificatore

(I.) L'uomo raccoglie sempre scorie. I metalli si trovano sempre mescolati con una sorta di materia terrestre che deve essere bruciata o purificata. Tutto ciò con cui l'uomo ha a che fare si appanna gradualmente, o raccoglie la polvere, o arrugginisce, o si corrompe. Siamo sempre al lavoro per controllare qualche male che si sta accumulando, o per ripulire qualcosa che è diventato disgustoso. Qualunque scena umana si esamini, troverete sicuramente questa tendenza a deteriorarsi. Prendete la sfera del pensiero umano. Si osserva costantemente che i seguaci di tutti i grandi filosofi, insegnanti e leader di pensiero, complicano e deteriorano sempre i sistemi. Portano dentro la sporcizia e le scorie. Prendiamo la sfera della religione dell'uomo. In tutto il mondo, e in tutte le epoche, potreste vedere l'uomo richiamato ai puri principi, e presto perderli di nuovo sotto le scorie accumulate e degradanti delle cerimonie e delle superstizioni. Prendiamo la sfera delle relazioni sociali dell'uomo. L'interesse personale si è sempre dimostrato essere la scoria che si accumula e rovina i più perfetti schemi sociali che l'uomo abbia mai escogitato. Prendiamo la sfera della vita personale dell'uomo. Gli ideali più nobili non sono raggiunti, perché le scorie dell'autoindulgenza si accumulano presto, e nella mezza età gli uomini si accontentano di bassi risultati. Leggete la storia umana, come è riassunta per noi nella Bibbia, e vedete come le scorie si accumulano e contaminano continuamente. Provate l'età cristiana. Il fiume del cristianesimo cominciò appena a scorrere che le corruzioni si mescolarono con esso. Le nostre epistole apostoliche parlano di errori, eresie e immoralità che prevalevano e contaminavano anche ai loro tempi, e i secoli successivi sono una dolorosa testimonianza di degradazione sempre crescente. Questo non sarebbe che un lato deprimente della verità, se dovesse stare in piedi da solo. C'è, tuttavia, una verità che risponde

(II.) Dio cerca sempre di raffinare le scorie. Questo è il senso di Dio nella storia. Ciò che ha sempre fatto è proprio questo: mettere le cose a posto; eliminare i mali; redimere gli uomini dalle loro follie e dai loro peccati. Egli risuscita il Riformatore, che eliminerà le scorie raccolte e libererà la pura verità. Egli genera leader sociali in grado di resistere coraggiosamente alla tirannia frettolosa. Dappertutto, se gli uomini ci mostreranno che la corruzione si affretta, noi mostreremo loro che Dio ferma il processo di corruzione. Raffinare, purificare, filtrare, lavare, non significa meno di questo, Dio intende presentarci finalmente senza difetto: e quindi deve sedersi come il raffinatore e il purificatore, e portare via le scorie. Questo è illustrato in modo prominente nella missione di Cristo come Messia. I dipinti egizi ci mostrano il raffinatore seduto sul suo basso sgabello, che mantiene costantemente il fuoco con la sua cerbottana, e per tutto il tempo osserva attentamente l'argento nel crogiolo, mentre diventa più limpido con il calore. Ci danno il più pieno, calpestando le vesti sporche, battendole con la sua robusta verga, e aggiungendo la liscivia forte, il "sope" che toglierà tutte le macchie. È la figura di Dio, manifestato in Cristo, che opera la Sua opera di grazia per mezzo di Cristo. Cristo fu il raffinatore della Sua epoca. La frusta di piccole corde che scacciava le scorie dai cortili del tempio è tipica dell'opera di tutta la Sua vita. Egli è il raffinatore di ogni epoca. Cristo ha un duro lavoro da fare per il Suo popolo. Cercando di farlo. Provando per loro. Ma la maggior parte benedetta. Ho visto l'uomo lavorare, spogliato fino alla vita, versando fiumi di sudore, alle grandi fornaci di ferro; e non ho saputo con chi simpatizzare di più, l'uomo che, con la sua lunga verga, muoveva abilmente la massa di ferro nelle grandi fiamme, liberandola da tutte le scorie, e metallo puro per gli operai; o quella stessa massa di ferro, che brucia nelle fiamme e si rivolta, ora da una parte e ora dall'altra, finché ogni parte non sia stata completamente sottoposta alla fiamma feroce. È difficile per noi soffrire, ma se abbiamo visto le cose nel modo giusto, non dovremmo pensare che sia ancora più difficile per Cristo farci soffrire? (Robert Tuck, B.A.)

Il raffinatore divino:

Nel versetto precedente, Cristo è il fuoco di un raffinatore, ma in questo è il raffinatore seduto a guardare il metallo nel fuoco. La sua posizione suggerisce...

(I.) Che il Suo popolo ha bisogno di essere raffinato. Le scorie del peccato si attaccano al più santo. Niente si staglia così strettamente. Cristo vede scorie dove noi non le vediamo. Non siamo sempre disposti a che venga eliminato quando lo vediamo. Il forno è necessario

(II.) Che il Suo popolo viene raffinato. Trovano la vita una prova infuocata. Spesso soffrono più dei peccatori. Il calore è spesso molto penetrante; A volte è molto difficile sopportare con pazienza. Non sempre riconoscono lo scopo della sofferenza. Il processo va avanti anche quando i risultati non vengono percepiti. La fornace di un raffinatore è la similitudine più vera della vita

(III.) Che il Suo popolo è prezioso ai Suoi occhi. Li guarda nella fornace. Attende la loro perfezione. Sono d'argento, non di terra comune. Spesso disprezzati dal mondo, sono da Lui molto stimati. Il raffinatore osserva solo i metalli preziosi nel fuoco. L'"argento reprobo" può essere consumato, ma ogni particella di metallo puro è preservata. Il popolo di Cristo è prezioso per Lui

(IV.) Che il Suo popolo avrà le sue prove infuocate temperate secondo le sue esigenze spirituali. Egli mira a renderli spiritualmente perfetti. Egli tempera il fuoco per poter separare "il peccato che odia dall'anima che ama". Egli cerca di dare non il godimento carnale, ma la purezza. Egli, seduto a vegliare, manifesta sollecitudine, pazienza, attesa e cura

(V.) Che alla fine il Suo popolo sarà completamente purificato. Il suo proposito si compirà in loro. Spesso vediamo la purificazione in corso. Il raffinatore utilizza l'argento che purifica. La purezza perfetta porterà la beatitudine perfetta. Imparare-

1.) Affidarsi più perfettamente alla cura vigile del vostro Raffinatore durante le vostre prove

2.) Stimare le tue prove in base alla quantità di purificazione che realizzano

3.) Cooperare con il raffinatore nei Suoi sforzi per purificarvi. (W. Osborne Lilley.)

Cristo il raffinatore:

Tutte le invenzioni di duemila anni non hanno sollevato l'osservatore alla porta della fornace dalle stesse ansietà e preoccupazioni che gravavano sull'alchimista d'Israele per il suo rozzo camino. Che bella figura fornisce l'illustrazione dei piani e delle provvidenze di Dio in Cristo Gesù. Il grande crogiolo del mondo è sempre davanti a Lui; il fuoco del Suo giudizio che arde sempre in basso; la confusa lega dell'umanità che ribolle e ribolle dentro; il solvente e il separatore della Sua verità gettati di tanto in tanto nella massa; l'assorbente del grande ignoto pronto a ricevere i rifiuti; la materia purificata diventava sempre più luminosa; ma in tutti i tempi e in tutti i metodi, la stessa vigile svista, lo stesso tocco della mano esperta, la stessa inesauribile pazienza divina, che dirige e assicura il successo finale. Dio che mandò il Suo unico Figlio nel mondo, per poter radunare dal mondo un popolo particolare per Sé, con l'invio di Suo Figlio, mise in atto certe leggi e ordini che separavano il male dal bene, e che raffinavano e purificavano il bene; ma Dio sopra tutti, e Dio che veglia su tutti, e Dio che guida tutte le cose, con amore e pazienza instancabili, ha mantenuto quelle leggi e quei principi ai loro scopi, sottoponendo generazione dopo generazione gli uomini alla prova della loro azione, regolando la natura e l'estensione di quelle prove, togliendo la massa purificata dal fuoco prima che fosse consumata, e agendo sempre all'arrivo di quel momento critico, quando poteva vedere la propria immagine nella massa sotto prova; seduto e osservando, come se tenesse nelle Sue mani i grandi risultati. C'è un altro lato dell'illustrazione. Un fenomeno molto bello, noto come folgorazione del metallo, accompagna la rimozione delle impurità dall'argento. Durante le prime fasi del processo, la pellicola di ossido di piombo, che è rimasta costantemente sulla superficie fusa della massa, viene rimossa il più rapidamente possibile e il colore del metallo è scuro; ma quando l'argento è quasi privo di impurità, la pellicola di litargirio sulla sua superficie diventa sempre più fine, e una successione di bellissimi anelli, di tinte iridescenti, si formano, uno dopo l'altro, finché alla fine la pellicola di ossido si scioglie improvvisamente e scompare, e la superficie brillante dell'argento risplende in tutta la sua purezza e gloria. Con i vecchi metodi, l'osservatore non disturbava il crogiolo fino a quando non avveniva l'ultimo cambiamento, fino a quando non poteva vedere la propria immagine sulla superficie incandescente. Allora la sua opera fu compiuta e il suo proposito si realizzò. Pensate al Signore Gesù sotto questa figura, e poi leggete di nuovo la storia. C'è la massa dell'umanità nella coppella (crogiolo poco profondo) della legge di Dio, e qui, in quest'epoca, l'oscura pellicola del peccato è su tutta la superficie, e lì, in quell'epoca, irrompe un raggio di luce, e illumina le pagine della storia, e un altro, e un altro ancora, fino a quando un continente è circondato; e in questi ultimi giorni la pellicola pesante si sta rompendo, e tutto il mondo si sta illuminando, perché la fine si avvicina; e nell'ultimo tempo il Figlio dell'uomo metterà la Sua potenza sulla terra e radunerà i Suoi eletti dalle estremità della terra, e allora le tenebre si diraderanno all'improvviso, e la vera luce risplenderà, e la gloria del Signore coprirà la terra, e l'amorevole e paziente veglia di Dio sarà finita, e Cristo vedrà il travaglio della Sua anima, e sarà soddisfatto. Gli uomini si stancano sotto la prova e pensano che il mondo abbia sofferto abbastanza; ma Dio ancora attende e veglia per i veri segni di purezza, e manda le Sue prove e i Suoi giudizi, e getta i Suoi solventi e assorbenti, e cerca la Sua immagine. Quando questo appare, allora arriva la fine. (W. H. Lewis.)

La fornace del raffinatore:

Tutto ciò che è stato utilizzato per l'erezione del tempio ebraico doveva essere impeccabile e perfetto. Così è stato per i doni da presentare. Il tempio era l'immagine terrena del cielo. Quelli che vi entrano sono usciti da una grande tribolazione e sono stati resi bianchi nel sangue dell'Agnello. Perciò Malachia profetizza: "Siederà come un raffinatore e purificatore d'argento". La purificazione del carattere non è un'esperienza eccezionale. La fusione cristiana è una necessità comune. Siamo tutti resi perfetti attraverso la sofferenza. C'è un lavoro da fare in noi che comporta dolore e prova. Non siamo solo scultori che lavorano su un edificio, siamo scultori con cuori vivi e nervi tremanti, per i quali la fornace della prova è una cosa necessaria

(I.) La mano divina che sistema la fornace. Il fuoco è un elemento su cui abbiamo poco controllo. Sulla tribolazione di cui qui è il simbolo, abbiamo meno controllo. Non possiamo mettere ordine nel procedimento morale che scaturisce con un carattere raffinato ed energico. Non appena gli uomini cominciano a scegliere la loro disciplina, diventano asceti stolti e vanitosi. Atti volte abbiamo tutti desiderato che qui non ci fossero dolori e prove. La fornace deve essere ordinata per tutti noi. È molto sapere che la mano di nostro Padre è all'opera in tutti gli eventi della nostra storia

(II.) L'occhio divino che sorveglia la fornace. "Si siede". A un raffinatore d'argento fu chiesto: "Ti siedi?" "Sì," rispose lui, "devo tenere gli occhi fissi sulla fornace perché se l'argento rimane troppo a lungo sotto il calore intenso è sicuro che si danneggi." Una bellissima illustrazione, completata quando l'argentiere aggiunse: "Conosco solo l'istante esatto in cui il processo di purificazione è completo, vedendo il mio volto nell'argento". Solo quando Dio vede la Sua immagine nei bambini è soddisfatto. Perciò il Padre "siede". Non vediamo il Volto Invisibile dietro la fornace, e possiamo essere perdonati se ci meravigliamo di tutti i misteri del dolore e del dolore

(III.) Il fine divino nell'ordinare la fornace. Le belle parole della Bibbia sono diventate monete indurite dell'uso tradizionale. "Santificazione" è una delle parole che sono diventate convenzionali; è stato ristretto a un tipo di bontà spensierata. La diversità di carattere dà spazio alla virilità nella vita spirituale. L'esperienza non altera le basi della natura umana. Ma in tutti i casi la tribolazione produce pazienza, e la pazienza l'esperienza, e l'esperienza della speranza. Il fine che nostro Padre ha in ogni prova speciale ci è spesso nascosto. Quale fornace avremmo mai dovuto scegliere per noi stessi? La fine spiegherà tutto. Tutto è a lode della gloria della Sua grazia, e non dimentichiamo mai che la Sua grazia coinvolge il nostro bene, e la Sua gloria anche la nostra felicità

(IV.) La grazia divina che ci sostiene nella fornace. Nella maggior parte dei casi il forno viene riscaldato gradualmente. Ci sono inizi di dolore e gradazioni di prova, così che Dio tempera gradualmente la nostra natura al calore del fuoco. La vita cristiana è d'argento. Non sono legna, fieno e stoppie da bruciare; è l'argento da purificare. (W. M. Statham.)

Il fuoco del raffinatore:

Il processo di raffinazione è nel testo fatto per illustrare l'opera di Cristo sul cuore dell'uomo

(I.) Il processo. Si presume una verità importante, la preziosità intrinseca dell'uomo. Molte cose sono troppo inutili per essere pagate per la raffinazione. Quando Dio si impegna a raffinare o purificare l'uomo, è a causa della sua intrinseca dignità e del suo valore. Le Scritture non permettono da nessuna parte di supporre che trattino l'uomo come una creatura insignificante. E l'uomo porta ancora intorno a sé nell'oscurità e nella deturpazione l'immagine di Dio. Il nostro Salvatore si sforza molto di impressionarci con la grandezza intrinseca e indistruttibile dell'uomo. Nessuna parola sfugge mai alle sue labbra che tendono ad abbassarlo nella tua stima. Egli pone il Suo sigillo sul valore infinito dell'uomo prendendo la sua natura. Il peccato non ha forse fatto una grande differenza e ha ridotto, se non distrutto, il valore dell'uomo? Sì, il peccato ha fatto una grande differenza nel suo carattere e nel ruolo che ha svolto nel mondo, ma non ha fatto alcuna differenza nella maestà e nella grandezza intrinseca del suo essere. È ancora uomo. Non è caduto nel rango inferiore di creatura, né può farlo. Se potesse cessare di essere uomo, la sua vergogna e la sua miseria lo lascerebbero all'istante. Tu sei indegno, ma non indegno. Se tu fossi inutile, non starebbe seduto come un raffinatore e purificatore d'argento. Egli vede le scorie, e vede il metallo, e non getta via il metallo a causa delle scorie, ma cerca di espellere le scorie dal metallo. "Egli purificherà". Qui vediamo il grande scopo e scopo del Vangelo. Per quanto riguarda la vita e il carattere dell'uomo, non c'è altro fine o fine più alto che il Vangelo possa contemplare di questo: la nostra purificazione. In questo il Vangelo si distingue da tutte le altre religioni. La maggior parte delle religioni del mondo hanno reso gli uomini impuri, e molte di esse hanno imposto e richiesto l'impurità come condizione essenziale della salvezza. Tutto lo schema del Vangelo è pervaso dall'idea di purezza. La nostra religione è quella che ha come fine supremo la nostra perfetta santità. Tra gli strumenti per mezzo dei quali questa purezza deve essere realizzata, uno è quello della prova, la prova come se fosse stata fatta con il fuoco. Uno degli scopi dell'afflizione è quello di purificare. Uscire dal fuoco non meglio di come ci siamo entrati, mostra in noi una tenacia malvagia che può ben farci allarmare. È una gioia indescrivibile per il cristiano sapere che, come deve essere provato nel fuoco, deve essere provato sotto l'occhio, la mano e il cuore del suo Salvatore. Un processo che Egli presiede sarà condotto con infinita saggezza. Conosce la natura del male che deve essere separato. Solo Lui sa il tipo di processi da inviare. Non c'è uniformità nel processo di purificazione con cui Cristo mette alla prova e raffina i Suoi seguaci. L'uniformità è la risorsa della routine e dell'ignoranza o del dispotismo. La disciplina di una casa è un'illustrazione migliore di qualsiasi altra dello spirito con cui Cristo agisce verso di noi. In famiglia i bambini possono essere guardati e trattati alla luce delle loro peculiarità ed esigenze individuali. Ciascuno dei discepoli di Cristo è preso in mano da Sé stesso, e trattato per quello che è; e il Salvatore non commette errori, non manda afflizione senza ragione. Arriva al suo momento migliore, nel modo migliore, indugia solo fino a quando è necessario e fino a quando il suo scopo non è raggiunto. L'afflizione del corpo non è l'unico fuoco che Cristo accende per la santificazione dei Suoi seguaci. I suoi fuochi, i suoi acidi e i suoi agenti di purificazione sono innumerevoli

(II.) Il suo scopo. Le sofferenze hanno uno scopo oltre che una causa. Lo scopo dell'afflizione, come affermato qui, è che i suoi sudditi "possano offrire al Signore un'offerta in rettitudine". Di norma, un grande servizio può scaturire solo da una grande sofferenza. Gli uomini di potere e di influenza sono stati ricotti in una fornace di prova di qualche tipo. Non indietreggiare dunque davanti al fuoco, a meno che tu non voglia ritrarti anche tu dal servizio. Molti santi sulla terra sono in quest'ora appena purificati, e pronti per essere trasferiti nel mondo dove Dio custodisce tutti i Suoi tesori. (Enoch Mellor, D.D.)

Cristo, il grande disciplinatore delle anime rigenerate:

In questo carattere, seduto, purificante, Cristo riconosce il valore delle anime rigenerate. Egli li ha creati con la Sua potenza. Li ha redenti con il Suo amore. Il suo lavoro è per loro ancora più prezioso. Mentre Egli brucia le scorie della depravazione, le anime diventano più preziose ai Suoi occhi

(II.) Impiega strumenti dolorosi. Purifica con il fuoco. Il fuoco della verità. Il fuoco dello Spirito. Il fuoco della prova; delle afflizioni personali e relative, il fuoco della persecuzione. Come nulla può purificare l'oro e l'argento se non il fuoco, così solo lo Spirito di verità e lo Spirito di provvidenza possono purificare l'anima umana da tutte le scorie del peccato

(III.) È fidanzato in modo permanente. "Siederà come un raffinatore e un purificatore".

(IV.) Egli mira all'intera consacrazione a Dio. "Affinché possano offrire a Dio un'offerta di giustizia". La grande opera di ogni uomo è quella di un sacerdote. L'uomo deve "offrire al Signore" le sue facoltà, il suo essere, tutto ciò che ha ed è, e fare tutto questo in "giustizia". (Omileta.)

L'ufficio di purificazione e raffinazione di Cristo nella Sua Chiesa:

Possiamo considerare queste cifre come l'esibizione delle caratteristiche chiare e manifeste della missione di nostro Signore sulla terra. Eppure Egli è in mezzo a noi come il sapone dei lavandai, come il fuoco di un raffinatore, per purificarci e purificarci tutti. Qui c'è un grande e continuo ufficio del nostro Signore Gesù Cristo. Ovunque Egli venga, Egli è sempre "come il fuoco di un raffinatore e come il sapone dei lavandai". Cristo venne espressamente per stabilire la santificazione e suggellare un patto, di cui lo spirito stesso era la purificazione e la purificazione mediante il Suo sangue, che purifica da ogni peccato. E Cristo è venuto anche per dare quelle grazie purificatrici senza le quali nessuna pulizia efficace può essere effettuata o mantenuta. È in tutte le grazie, i motivi e i desideri che lo Spirito Santo genera, promuove e matura nei nostri cuori troppo spesso riluttanti, che il grande Riempitore e Raffinatore della Parola adempie lo scopo, la grande missione di purificare e raffinare per il perfezionamento di cui Egli ha una volta graziato la terra, e la natura dell'uomo, dalla Sua Presenza Incarnata. Qual è il meccanismo attraverso il quale il Santo Raffinatore fa conoscere il Suo potere? Questa raffinazione deve essere cercata, e realizzata, se vogliamo avere in essa una qualche utilità, un qualche profitto finale. Il Raffinatore è sempre presente, compie Egli stesso l'opera di raffinazione. Ma Egli è come il fuoco del raffinatore. Nella fornace di qualche tipo di afflizione Egli ci raffina, "Purificando le scorie, togliendo tutto lo stagno". Il processo è l'agente di raffinazione. La prova può riguardare non solo la vita esteriore, ma anche quella interiore. Se dunque Cristo sieda in mezzo a noi come un Laviferitore per purificare e come un Raffinatore per purificare, è una domanda che riguarda tutti noi. (L'arcidiacono Mildmay.)

Regno del Messia:

Queste ultime frasi del rotolo di Malachia sono le specifiche per il Regno di Cristo. Lo schema perfezionato di questo carattere e di questo regno, e la preparazione necessaria per il ritorno del Signore, è il tema del nostro capitolo

(I.) L'immagine completa del Messia che viene. Isaia 101 presenta l'Uomo dei dolori. Da Isaia in poi i lineamenti sembrano cambiare, e le tinte approfondirsi. Prendiamo confidenza con un passo marziale e note bellicose

(II.) La Chiesa deve essere purificata e ravvivata. Questo è un servizio che Cristo renderà costantemente e richiederà alla Sua Chiesa: la loro purificazione. Si tratta, per così dire, di un impiego permanente. Sta guardando i crogioli e le bilance, come l'argentiere al suo banco. Questa è la risposta a una domanda del giorno: "Dio sta facendo del suo meglio per questo mondo?" La controversia, lo scuotimento e il vaglio del piccolo e del grande, del bene e del male, possono avere i loro salutari risultati quando sono presieduti dalla presenza magistrale e graziosa di Cristo

(III.) La società deve essere giudicata e trasformata. "E io mi avvicinerò a te per il giudizio". Quando il Signore entra nel Suo tempio, appare anche come un rapido testimone contro le iniquità della società. Egli è un rapido testimone contro i malfattori

(IV.) Vengono fatte delle specifiche alla Chiesa, alla società e all'individuo, riguardo ai loro difetti. Gli uomini non vogliono essere precisi nella loro fede, né limitarsi ad aiuti lodati e ben provati per una vita divina. Ma anche una comprensione imperfetta di un grande carattere produce più di un accurato inventario di una Persona o di una cosa insignificante. Si parla molto del fatto che la religione non soddisfa i bisogni degli uomini, ma si trascura la verità che gli uomini non rispettano le condizioni dell'aiuto divino. (William K. Campbell.)

Cristo appare in mezzo al Suo popolo:

Queste parole furono pronunciate da Malachia riguardo a Cristo e a Giovanni Battista. Il mio progetto attuale è quello di notare le caratteristiche di un'autentica apparizione di Cristo tra il popolo per ravvivare la Sua opera. Prima che Cristo apparisse personalmente tra i Giudei, mandò il Suo messaggero a preparare la via. Quando Cristo poté apparire per ravvivare la Sua opera, Egli inviò comunque un messaggero per preparare la Sua via. Qualcuno sarà stimolato a richiamare l'attenzione del popolo sulla reale condizione delle cose e sulla necessità di una riforma tra di loro. Quando questo sarà stato fatto, il Signore verrà improvvisamente al Suo tempio. C'è prima la ricerca del Signore, poi l'invocazione del Suo nome in fervide suppliche affinché Egli ravvivi la Sua opera, e poi la Sua venuta. Il tempio del Signore è la Sua vera Chiesa sulla terra, di cui il tempio di Gerusalemme era solo un tipo. Che cosa fece Cristo quando apparve per la prima volta tra gli uomini? Ogni volta che Egli viene a ravvivare la Sua opera in un luogo, c'è sicuramente un grande bisogno di essa. Molto è sbagliato e c'è bisogno di una riforma. Quando Cristo verrà, ci sarà una tremenda ricerca tra la gente. Cominciò col rovesciare le fondamenta delle loro speranze; tutte le loro aspettative ipocrite. Egli portò su di loro un ministero penetrante. Deve provare il metallo per vedere quali scorie ci sono dentro; Deve vedere quale pula c'è nel grano, e poi sventolarlo. In tali processi, alcune classi di persone sono particolarmente colpite. Cristo prese in mano principalmente i farisei, i capi della Chiesa, e li cercò e li processò nel modo più spietato; rimproverò i loro errori, li contraddisse e capovolse completamente il loro falso insegnamento. Così fa ora Cristo con tutte le chiese e con tutte le persone. Qualunque errore e fraintendimento possano subire, Egli deve mettersi a correggere. Se li trova con una visione superficiale della spiritualità della legge di Dio, deve correggerli. Se hanno una visione superficiale della depravazione del cuore umano, devono essere corretti. Egli deve gettare luce su tutti i luoghi oscuri, scrutare gli angoli e gli angoli e dissipare tutti gli errori con la potente luce della verità. Inizia mettendo alla prova i ministri. Ha bisogno di metterli alla prova, affinché possano essere utili per mettere alla prova gli altri. Cercherà i professori carnali di religione. Questi sono divisi in varie classi. A volte ci sono Persone ambiziose nella Chiesa. Desiderano essere molto influenti. Tali persone sono spesso ricercate in modo tale da smascherarle e mortificarle. Alcuni sono spiritualmente orgogliosi, o hanno avuto un orgoglio mondano; e saranno tutti cercati. Quando Cristo verrà a ravvivare la Sua opera, porterà alla luce l'iniquità mediante la ricerca, la predicazione e il potere dello Spirito Santo. Non lo farà solo con la Chiesa; Processerà anche la congregazione che non è professoressa di religione; e porterà su di loro una terribile ricerca. Se la religione deve essere ravvivata, il peccato deve essere eliminato. Se il peccato deve essere eliminato, ci deve essere una convinzione di peccato; E se ci deve essere una convinzione di peccato, si deve applicare la ricerca. (C. G. Finney.)

Cristo come riformatore spirituale:

Il brano indica Cristo

(I.) Egli è glorioso. Questo appare...

1.) Dal fatto che un messaggero divino è stato inviato per prepararGli la via

2.) Dalla descrizione che viene qui data di Lui; Rivoluziona i pensieri, le emozioni, gli scopi, le abitudini dell'uomo

(II.) È maestoso. Gli uomini non rinnovati rimarranno inorriditi e tremeranno alla presenza di questo Riformatore. Avrebbe sottoposto i loro princìpi alla prova infuocata della Sua verità che scrutava il cuore

(III.) È scrupoloso. «Il fuoco di una raffineria.» "Sapone dei Fullers". Nella riforma di Cristo, tutto ciò che è sbagliato, ciò che è impuro, viene elaborato dall'anima umana

(IV.) È persistente. "Si siederà", ecc. È intento nel lavoro e non ne fa alcun affare leggero o passeggero

(V.) Ha successo. Un giorno egli costituirà per gli uomini un "sacerdozio santo", un sacerdozio che renderà all'Onnipotente offerte a Lui sante e accettevoli. (Omileta.)

La presenza purificatrice di Cristo:

Facciamo bene a ricordare con timore il giorno in cui Cristo verrà per essere il nostro Giudice; eppure queste parole possono essere intese come il Suo avvicinarsi a un uomo, o vicino alla Sua Chiesa, in qualsiasi modo. Dio non si rivela mai come un peccatore che si avvicina da vicino, senza metterli alla prova e alla prova, più o meno simile a ciò con cui i metalli vengono provati nel fuoco. Coloro che, anche nel giorno della sua umiliazione, lo conoscevano o lo sentivano il Figlio di Dio, ed essi stessi peccatori, tremavano davanti a lui e avrebbero voluto allontanarsi dalla sua presenza. Non potevano "sopportare il giorno della Sua venuta". Che il profeta intendesse questo tipo di presenza continua, e non semplicemente la venuta finale di Cristo, è probabile per due ragioni:

1.) Che egli colleghi questa presenza purificatrice di nostro Signore con l'invio del Suo messaggio per preparare la via davanti a Lui

2.) Che parla di Lui non come di un distruttore, ma come di un raffinatore, specialmente dei sacerdoti. Questo sembra dirci di una Sua ineffabile misericordia, per temperare, per così dire, gli effetti naturali della Sua purezza venendo a contatto con noi peccatori, in modo che Egli possa essere in noi, e con noi, un fuoco non per consumare, ma per raffinare. Il Dio della Purezza dimora nella natura dell'uomo, ed essa non viene distrutta, ma purificata. La prima venuta di nostro Signore nel Suo nuovo tempio doveva essere collegata a una grande purificazione, che doveva aver luogo nella Sua Chiesa, la cui conseguenza sarebbe stata che Egli sarebbe stato pienamente riconciliato con il Suo popolo caduto. Notate la cerimonia connessa con la purificazione della madre di Gesù. Portò due tortore; uno per l'olocausto, come riconoscimento di ciò che i peccatori meritano per mano dell'Onnipotente; e riconobbe che la sua unica speranza di purificazione risiedeva nel presentare un'offerta pura. Si noti che altre madri israelite offrivano in riconoscimento ed espiazione il peccato che avevano comunicato al bambino appena nato; Ma questa santa madre non aveva bisogno di fare una simile confessione. La sua progenie era pura e incontaminata, e non aveva occasione di essere espiata. L'offerta della Beata Vergine differiva infinitamente da tutte le altre, nel valore del primogenito, che ella presentava al suo Dio. (Sermoni di Contrib. a "Tracts for the Times".)

Il cristianesimo come civiltà:

È necessario pensare alla civiltà sotto due punti di vista: l'uno come condizione dell'individuo, l'altro come potere di influenzare gli altri al di fuori della sua condizione. Ciò di cui l'umanità ha bisogno non è semplicemente un'immagine ideale di una vita umana elevata, ma anche un'azione che getti rapidamente gli uomini a somiglianza di questa immagine ideale. Gli individui possono aver quasi raggiunto l'età adulta ideale, ma le loro virtù non sono state in grado di moltiplicarsi all'infinito nel mondo esterno. La storia è costellata di nomi di pietà come Aurelio, Catone e Senofonte. Nella ricerca di una civiltà desiderabile, è necessario per noi trovare una cultura che trabocchi, una civiltà che possieda la forza aggressiva e il genio, che si apra, a ventaglio, e passi da uno a molti, incapace di riposo quanto al lavoro, alle proprie aspirazioni e conquiste. Attenzione quindi al carattere cristiano come civiltà. L'uomo è civilizzato quando tutte le sue facoltà della mente e del cuore sono attive nelle loro sfere, senza venir meno alla legge della natura, né andando al di là di essa. Sotto le "facoltà" devono essere incluse la coscienza e tutti i teneri sentimenti di amicizia, amore, simpatia e religione, perché, senza questi, un carattere può possedere grandezza sotto molti aspetti, ma non quella perfetta fusione che sembra darci la perfetta virilità. Edmund Burke dice: "Lo spirito della civiltà è composto da due parti, lo spirito di un gentiluomo e lo spirito della religione". Questo è solo un altro modo per informarci che la civiltà è una vita vissuta alla presenza dell'uomo e di Dio. Paolo descrive il perfetto gentiluomo in 1Corinzi 13. Nell'essere all'altezza di un tale quadro, dovremmo tutti fare un grande approccio a una vita civile. E' stata a lungo un'abitudine delle menti filosofiche passare sotto silenzio qualsiasi lezione di civiltà sulle pagine della Scrittura, e cercare pazientemente e amare profondamente ogni cosa in Aristotele o Platone. Permettetemi di presumere che il carattere veramente cristiano sia un carattere altamente civile. Da qui la nostra seconda proposizione, che il cristianesimo possiede in larga misura il potere di influenzare coloro che stanno lontano. Per produrre una virilità universale, dobbiamo trovare una verità che trabocca, una filosofia che sia l'opposto dell'egoismo, una filosofia profondamente altruistica. Una religione in cui un uomo buono diventa dieci uomini buoni è l'unica che offrirà speranza alla società. Ora, il grande attributo di Cristo e del Suo metodo è questo: vivere per gli altri. Se c'è una frase che, più di altre, può esprimere il genio di questo Cristo, è questa: la sua era una bontà che rotolava verso l'esterno, un amore i cui raggi, come quelli del sole, sfrecciavano via da se stesso. Nel mondo della morale, il cristianesimo è un amore che da un solo cuore si muove verso l'esterno e contempla niente di meno che risplendere su ogni volto che si vede, o si vedrà camminare per i sentieri di questa valle. Nessuna anima simile a Cristo acconsentirà a camminare attraverso la vita, o verso il cielo, senza voler trascinare con sé tutta la società verso il sublime destino. Al di sopra di tutti gli altri sistemi, il cristianesimo è una civiltà aggressiva. Difendiamo ora il cristianesimo da alcune parti della sua storia. Non si oppone all'opinione che gli uomini abbiano sbagliato su quale strada dovesse seguire. Cristo è stato così vicino al popolo, che esso ha avvolto la croce con le sue infermità proprio nell'ora in cui si è affollata intorno ad essa per trovare la sua salvezza. Ed è questa vicinanza al cuore umano che ha reso il cristianesimo intriso di campi sanguigni sui quali l'infedeltà avrebbe sussurrato "pace", perché la religione è sempre stata un sentimento attivo e potente, e quindi i suoi errori sono stati altrettanto attivi quanto le sue verità. Come l'amore su una strada sbagliata, o se stesso ha subito un torto, può diventare un'agonia e una crudeltà, ma nella sua piena luce e saggezza si apre in un paradiso, così il cristianesimo che sfugge agli errori di dottrina e di pratica, o diventerà la civiltà del mondo, oppure dovremo inchinarci nel dolore e dichiarare che le generazioni future saranno completamente prive di speranza. Ecco, dunque, una riforma adeguata nelle sue verità e nei suoi motivi. Che cosa lo trattiene dalla sua grande missione? Aspetta semplicemente l'uomo. Attende che la Chiesa sfugga alla lettera che uccide allo spirito che dà la vita. Attende che la folla cristiana entri, non solo nel loro santuario, ma nel mondo. (David Swing.)

Raffinazione dell'argento:

La seguente descrizione della raffinazione dell'argento è data da Napier: "Quando la lega viene fusa su una coppelle e l'aria soffiata su di essa, la superficie dei metalli fusi ha un colore arancione intenso con una specie di onda tremolante che passa costantemente sulla superficie, causata dalla combinazione dell'ossigeno con l'impurità; e questi vengono soffiati via man mano che il processo procede, il calore aumenta, perché più è vicina la purezza, più calore è necessario per mantenerlo in fusione; e in poco il colore del metallo fuso diventa più chiaro, le impurità formano solo strie rossastre che continuano a passare sulla superficie. Agisce in questa fase il raffinatore osserva l'operazione, sia in piedi che seduto, con la massima serietà, fino a quando tutto il colore arancione e le sfumature scompaiono, e il metallo ha l'aspetto di uno specchio altamente lucidato, che riflette ogni oggetto intorno a sé, anche il raffinatore, mentre guarda la massa di metallo, può vedere se stesso come in uno specchio. e così può formarsi un giudizio molto corretto riguardo alla purezza del metallo. Se è soddisfatto, il fuoco viene aspirato e il metallo tolto dalla fornace; ma se non è considerato puro, viene aggiunto più piombo e il processo viene ripetuto". Tutto ciò illustra i rapporti di Dio con il cristiano, il quale, essendo messo nella fornace dell'afflizione, vi è spesso tenuto per un tempo considerevole, il calore nel frattempo aumenta di giorno in giorno; ma non appena la fine è esaudita e la goccia del peccato è rimossa, egli è tratto fuori dalla fornace riflettendo l'immagine del suo Signore

Sciolto:

Rimasi nel cortile della fonderia. Grandi mucchi di ferro, tutti pronti per essere fusi, erano raccolti lì. Notai un mucchio di colonne, spezzate, piegate, spaccate, frantumate. Sono entrato in fonderia. Stavano "picchiettando" la fornace, e il metallo fuso scorreva fuori in un flusso di fuoco, mandando su uno spruzzo di scintille, più bianche delle stelle. Una fila di uomini, sui cui volti scuri cadeva lo strano bagliore del fuoco, si fermò un po' lontano dalla fornace per raccogliere il ferro nei mestoli e portarlo via per farlo scorrere negli stampi. Sapevo che queste colonne spezzate un giorno sarebbero state gettate nella fornace, ammorbidite, fuse, per esaurirsi in un flusso di fuoco e rimodellare in colonne alte e formose. In nessun altro modo potrebbero essere utili. Devono essere sciolti. Quello stesso pomeriggio vidi una madre tutta piegata e spezzata dall'afflizione. Si era separata da un figlio unico. Proprio il sabato precedente era stata spezzata la terra per la tomba di quel bambino. Ho avuto pietà di quella madre. Quanto ardentemente provava per lei il suo Salvatore. Eppure, forse, l'unico modo per raggiungere alcuni elementi del carattere di quella madre, e cambiarli, era attraverso l'afflizione. Il carattere non era inutile; Tutt'altro. Aveva solo bisogno di sciogliersi. Oh, il dolore di quella fornace di sofferenza, la sua intelligenza, la sua agonia! Ma proprio in questo modo il carattere a volte viene rinnovato, le sue qualità plasmate nei pilastri forti e maestosi che sostengono gli interessi del regno del Redentore. (J. A. Gordon.)

Il raffinatore:

La parola tradotta "sapone" non significa l'articolo che ora viene chiamato con quel nome; il sapone non era conosciuto ai tempi di Malachia. Significa piuttosto ciò che chiamiamo "liscivia": era acqua impregnata di alcali ricavati dalle ceneri della verdura nota come mosto di sale. "Si siederà" non è semplicemente pittorico, "per rendere la figura più sorprendente". È la posizione che il raffinatore deve occupare, perché il processo di purificazione è spesso prolungato e deve essere sempre osservato con ininterrotta attenzione. Recentemente alcune signore di Dublino, che sono abituate a riunirsi e leggere le Scritture, e a conversare sugli argomenti suggeriti, stavano leggendo questo terzo capitolo di Malachia, quando una di loro ha osservato: "C'è qualcosa di notevole nell'espressione del terzo versetto: 'Egli siederà come un raffinatore e purificatore d'argento'. Furono d'accordo che forse era così, e una delle signore promise di chiamare un argentiere e di riferire loro ciò che aveva detto sull'argomento. Andò di conseguenza e, senza dire l'oggetto della sua commissione, pregò di sapere da lui il processo di raffinazione dell'argento, che le aveva descritto. «Ma, signore», disse, «si siede mentre è in corso il processo di raffinazione?» "Oh sì, signora," rispose l'argentiere; "Devo sedermi con l'occhio fisso sulla fornace, perché se il tempo necessario per la raffinazione viene superato al minimo grado, l'argento sarà sicuramente danneggiato". Agisce una volta che vide la bellezza e il conforto dell'espressione: "Siederà come un raffinatore e purificatore d'argento". Cristo vede che è necessario mettere i Suoi figli nella fornace, ma Egli è seduto accanto ad essa, il Suo occhio è costantemente rivolto all'opera di purificazione e la Sua saggezza e il Suo amore sono entrambi impegnati nel modo migliore per loro. Le loro prove non arrivano a caso; i capelli del loro capo sono tutti contati. Mentre la signora stava lasciando il negozio, l'argentiere la richiamò e disse che doveva ancora dire che sapeva che il processo di purificazione era completo solo vedendo la propria immagine riflessa nell'argento. Bella figura! Quando Cristo vede la sua immagine nel suo popolo, la sua opera di purificazione è compiuta. Poi rimuove istantaneamente il crogiolo dal fuoco. (Charles F. Deems, D.D.)

Il mistero della sofferenza:

La sofferenza, infatti, è la condizione in cui ogni vita umana è vissuta in misura maggiore o minore. Abbraccia ogni parte della nostra natura, nel dolore del corpo, nella perplessità della mente, nel grande dolore del cuore, nel conflitto della volontà, nell'inquietudine della coscienza, nella desolazione dello spirito. La vita mi sembra sempre come la vita di nostro Signore in questo: è un avvicinarsi, avvicinarsi, avvicinarsi sempre di più al Calvario, vivere sempre di più in condizioni di sofferenza. E ciò che è un'esperienza per noi è un'esperienza universale; Lo vediamo in ogni pagina che racconta la storia del passato. Lo vediamo ovunque guardiamo intorno alla vita umana di oggi. Non possiamo farci niente; La nostra stessa natura si ribella istintivamente contro di essa. Nella misura in cui possiamo vedere come il mistero della sofferenza può essere riconciliato con la saggezza, la potenza e l'amore di Dio, in quella misura saremo aiutati a perseverare per noi stessi e ad avere fiducia negli altri. La sofferenza non viene da Dio; è contrario alla volontà ideale di Dio. Tennyson dice: "L'uomo pensa di non essere fatto per morire". L'uomo non è stato fatto soffrire più di quanto non sia stato fatto morire. La sofferenza è il risultato necessario della violazione della legge; cioè, la sofferenza è del peccato; e che è per la resistenza dell'uomo alla guida amorevole di Dio nelle leggi della vita che Egli ha stabilito per lui, che tutta la sofferenza è venuta nel mondo. Abbiamo ragione a odiarlo; Abbiamo ragione a sentirci in una posizione di assoluto antagonismo nei suoi confronti. Abbiamo ragione a fare tutto il possibile per farlo uscire dalla vita umana. Non è da Dio, e anche se non è da Dio, siamo obbligati ad ammettere questo fatto, che Dio preconosceva come l'uomo avrebbe usato la libertà con cui lo dotava, che preconosceva il peccato umano, e che quindi preconosceva tutte le sofferenze che derivano dal peccato umano, eppure preconoscendo questo ha creato l'uomo. Come si concilia questo con il Suo amore? Ebbene, la risposta che andremo a considerare in dettaglio è questa: perché Dio preconosceva come dalla sofferenza avrebbe potuto operare propositi di grazia per gli uomini. Ora, il primo di questi scopi è questo: la sofferenza sopportata correttamente purifica il carattere, e lo libera dal peccato. "Siederà come un raffinatore e purificatore d'argento". È a questo aspetto correttivo della sofferenza che l'autore dell'Epistola agli Ebrei rivolge la nostra attenzione nel capitolo 12 dell'Epistola agli Ebrei. Diamo un'occhiata al testo stesso nella sua prima applicazione. Malachia è l'ultimo dei profeti. La sua profezia si sincronizza con gli ultimi giorni del regno di Neemia. Ricordate qual è la storia che ci viene raccontata della posizione religiosa di Giuda e Israele a Gerusalemme verso la fine del regno di Neemia. Egli era venuto prima di tutto da Babilonia, e aveva ricostruito Gerusalemme, e aveva riorganizzato la sua vita religiosa e sociale; poi era tornato di nuovo alla corte del suo re, e intervenne un intervallo di alcuni anni. Durante questo periodo Israele cade in una posizione di decadenza religiosa. È verissimo che essa non ritorna più all'idolatria come prima era passata attraverso la severa disciplina della cattività babilonica. I servizi del tempio sono mantenuti con regolarità, ma c'è una grave negligenza nei ministeri. Gli zoppi e i ciechi sono avvicinati a Dio, come se fossero offerte degne di essere deposte sul Suo altare. Accanto a questo culto negligente e irriverente vediamo la mondanità. I figli d'Israele si uniscono in alleanze matrimoniali con i pagani gentili che li circondano; E poi, naturalmente, in questa mondanità c'è una grande quantità di licenziosità di condotta, e l'aspetto più triste di tutta la faccenda è questo, che sta sotto la declinazione religiosa del popolo: la corruzione del sacerdozio. La vita nazionale è macchiata da ciò che è immorale nella condotta dei sacerdoti nella loro vita quotidiana. E una cosa è necessaria, se la vita nazionale deve essere purificata, se il culto che deve sorgere dalla Chiesa d'Israele deve essere accettabile presso Dio: ci deve essere la purificazione della nazione, e il preliminare necessario per questo è la purificazione del sacerdozio. Dio dice che verrà, e verrà dalla sofferenza! Ora, il simbolismo è abbastanza chiaro, non è vero? Vediamo davanti a noi una fornace di raffinazione; Il fuoco sta bruciando, e in quella fornace viene gettato minerale mescolato con scorie e metallo prezioso. Sotto l'azione del fuoco le scorie vengono separate dal metallo. La raffineria osserva il processo di purificazione mentre procede. Atti di lunghezza, la separazione è completa. Ecco, dunque, che ci è data l'immagine della nostra vita. È un dato di fatto, siamo in quel fuoco; L'abbiamo visto. Le sue fiamme stanno coinvolgendo ogni parte del nostro essere. Ma perché? Ebbene, la risposta che viene data è questa: per la purificazione della nostra natura. È vero, con l'azione della sofferenza si opera la purificazione. Guardate quanto questo è vero nei casi che ci sono familiari nella Bibbia. Ricordate, ad esempio, la storia della conversione della donna che era una peccatrice. Nel suo momento di indifferenza e di sconsideratezza è nella morsa del suo peccato. Allora è portata al dolore, alla squisita sofferenza della contrizione. O prendiamo, di nuovo, un altro esempio altrettanto semplice. Guardate quel ladro che è appeso alla Croce accanto a nostro Signore. Egli è in una posizione di assoluta adesione al suo peccato, e le parole che getta nei denti del Redentore sono parole di rimprovero. Ma quando è appeso alla Croce e si avvicina al mondo invisibile, è pronto a ricevere il ministero di Colui che è sulla Croce come Colui che Purifica e Purificatore d'argento, e anche lui, attraverso il dolore del suo corpo, attraverso ciò che soffre materialmente nella mente, nel cuore e nella volontà, si rivolge al Cristo, e colui che muore come reietto degli uomini è il primo penitente accettato ad entrare in Paradiso con Cristo. E come vediamo che è attraverso la sofferenza continua che gli uomini si rivolgono prima di tutto a Dio nella conversione iniziale, così è nella vita. Naturalmente, il vero convertito nel momento della sua conversione iniziale si converte dal suo peccato a Dio; ma quale sia il peccato da cui egli deve allontanarsi gli viene chiarito solo gradualmente man mano che attraversa la vita, e solo quando siamo completamente conformi alla volontà di Dio in ogni dettaglio della vita e del carattere l'opera di conversione è completa, perché fino a quando non è così abbiamo qualcosa da cui volgerci al nostro Dio. Prendi due semplici esempi. C'è Giovanni che si presenta davanti a noi in modo naturale nel Nuovo Testamento: Boanerges, il Figlio del Tuono, disse: "Signore, vuoi tu che ordiniamo che scenda del fuoco dal cielo e li consumi, come fece Elia?" Qui lo vediamo un uomo cristiano, ma con zelo indisciplinato; non ha zelo temperato dalla carità. Guardatelo di nuovo quando avrà raggiunto l'estrema vecchiaia, e quando giacerà sul suo giaciglio a Efeso, con i cristiani riuniti intorno a lui; e questo è il fardello del suo insegnamento: "Figlioli, amatevi gli uni gli altri". Così vediamo lo zelo ardente della gioventù trasformarsi nella tenerezza matura del santo morente. Prendiamo un altro esempio. Guardate Simon Pietro, che carattere stranamente umano è il suo. Agisce per primo, un uomo trascinato dai suoi entusiasmi. Che strana miscela c'è nel suo carattere. Chi separerà quella forza da quella debolezza? Bene, è fatta. Passi oltre, e guardi San Pietro nelle sue epistole, e lì vedi una forza calma, ferma e senza alcuna spacconata. Ha acquisito stabilità spirituale. Come? Nella disciplina della vita. E così è sempre. Dio ci getta nella fornace dell'afflizione per poterci trattare proprio come viene trattato lui: separa in noi ciò che Gli dispiace da ciò che è vero per la nostra vera natura umana, e ci purifica. Non ci stupiamo, quindi, quando ci dicono che siamo semplicemente attori della nostra vita religiosa. Non è vero. Se fosse vero che tutta la vita è unificata, che l'uomo è interamente del mondo o interamente di Dio, allora la critica sarebbe vera. Ma quando una nuova natura superiore si risveglia in me, e diventa in me un vero anelito, tuttavia la natura inferiore coesiste con essa. Quanto sono diverso da quello che sono in un'altra casa come persona. Che persona diversa sono quando sono inginocchiata davanti a Dio - può essere nel Suo santuario - elevata al culto dell'Eucaristia, e che cosa sono quando mi trovo, beh, a casa mia, può essere un'ora dopo. Eppure non sono un ipocrita in nessuno dei due casi. L'unica cosa è che si fa emergere chiaramente davanti ai miei occhi la coesistenza nel mio carattere di forze contraddittorie. Ci sono scorie e c'è oro. Cosa voglio? Essere il mio vero e migliore sé, che, Dio sa, desidero essere e che non sono sostenuto. Cosa voglio? Perché, chiaramente, la liberazione del mio sé superiore da tutto il potere di questo sé inferiore. Voglio che le scorie vengano eliminate dal mio carattere, voglio essere purificato interiormente. E così questa verità ci viene presentata: Dio ha uno scopo amorevole nel consegnarmi a questo grande mondo, alle condizioni di vita in cui viviamo. È la condizione essenziale, per quanto vediamo, per far funzionare in noi ciò che è male e ciò che è meschino, e per lo sviluppo in noi di ciò che è grande, bello e vero. Solo, dobbiamo ricordare questo, se questo è lo scopo della sofferenza, non è sempre uno scopo raggiunto. Certi caratteri molto spesso si deteriorano sotto la disciplina della sofferenza. Ma c'è solo una condizione essenziale per il metallo che viene gettato nella fornace: se deve essere separato dalle scorie, una corrente d'aria deve sempre soffiare sopra la fiamma viva; In caso contrario, l'effetto sarebbe questo, che invece di separare il metallo dal minerale, il fuoco li farebbe ricombinare, e in condizioni di maggiore fissità, in modo che sarebbe più difficile di prima purificarlo. Non è questa una parabola meravigliosa? È solo quando la sofferenza è portata in Dio, solo quando la sofferenza è portata attraverso l'azione in noi dello Spirito Santo, il vero vento di Dio, che è una forza purificatrice dentro di noi. E allora la prima condizione essenziale del nostro essere purificati dalla sofferenza è questa, che ci doniamo a Dio fino alla misura in cui ci è possibile, nella sottomissione alla sua volontà, sopportare la sofferenza. Qui, come sempre, ci troviamo di fronte a quel mistero della volontà. La questione nel vostro e nel mio carattere delle condizioni di sofferenza in cui viviamo la nostra vita dipende interamente dalla postura della volontà. Se rifiutiamo di cedere la nostra volontà a Dio, il nostro carattere si deteriorerà e non sarà né purificato né abbellito. E la seconda cosa è questa, non è vero? Consegnandoci così a Dio, se siamo chiamati a vivere questa vita di sofferenza, dovrebbe essere una vita in cui ci rendiamo conto in modo acuto delle condizioni in cui soffriamo nel pensiero dello Spirito Santo. La devozione allo Spirito Santo è di grande importanza in ogni aspetto della nostra vita cristiana, ma è di enfatica importanza in relazione alla nostra vita di perseveranza nella disciplina di Dio. Se cerchiamo di affrontarla con fermezza di risolutezza, con solidarietà di intenti, falliremo, ma se ci gettiamo su Dio per permetterci con il Suo Spirito di sopportare la sofferenza che Egli impone su di noi, in semplice abbandono all'aiuto dello Spirito Santo, saremo in grado di sopportare pazientemente. Infine, ricorda questo. Per tutto il tempo in cui il processo di raffinazione dell'argento è in corso, il raffinatore sta osservando. Così è qui. Soffriamo sotto il Suo occhio vigile; soffriamo per la realizzazione del proposito amorevole del caro Signore. Lui sa cosa soffriamo. Ha un cuore che sa capire. Mi dà più che pietà, può darmi compassione, mi sopporta con tanta pazienza, mi conforta con tanta tenerezza; nelle mie ribellioni può perdonarmi così continuamente. Sì, Signore, sì; Posso portare questi fardelli infuocati. Dentro le fiamme guarderò in alto e vedrò il Tuo occhio amorevole fisso su di me, così che Tu sappia dove sono, così che Tu provi compassione per me, così che Tu mi dia un aiuto efficace. (G. Corpo.)

Un'offerta di giustizia. - Un'offerta accettevole:

Questa offerta fu presentata a Dio dopo che la purificazione del Suo popolo ebbe avuto luogo. Un'offerta di giustizia

(I.) Non deve avere nulla di ingiusto associato ad esso. Dio odia il furto per l'olocausto. Il giusto ricevere deve precedere il giusto dare. La moralità del commercio è più accettabile agli occhi di Dio della falsa munificenza del tempio

(II.) Deve essere presentato sotto l'influenza delle giuste emozioni. Dio considera gli impulsi che stimolano l'offerente più dell'offerta. È per amore dell'offerente che Egli richiede un'offerta. Nel presentare correttamente le nostre offerte, abbiamo bisogno:

1.) I suggerimenti dell'amore

2.) L'ispirazione della gratitudine

3.) L'ardore della consacrazione

(III.) Deve essere offerto nel modo giusto. Dio ha fatto conoscere il giusto modo di avvicinarsi a Sé

1.) L'offerta deve essere presentata con sincerità. L'insincerità è ingiusta. L'offerta deve essere fatta a Dio, e non per ottenere il favore, l'ammirazione o l'interesse degli uomini

2.) L'offerta deve essere presentata con umiltà. L'ipocrisia è ingiustizia

3.) L'offerta deve essere presentata con fede nella rivelazione di Dio di Se stesso in Cristo

(IV.) Deve essere proporzionato ai nostri beni. Per il ricco dare come il povero è ingiusto. I nostri beni ci mettono alla prova. Le nostre offerte volontarie a Dio spesso manifestano la rettitudine o l'ingiustizia del nostro carattere come nient'altro fa. Dio ci dona perché noi possiamo avere la gioia di dare a Lui

(V.) Sarà accettevole a Dio

1.) Le giuste offerte del Suo popolo sono in accordo con la Sua stessa natura giusta

2.) Essi manifestano gli effetti della Sua grazia sui loro cuori

3.) Tendono a diffondere la conoscenza della Sua benevolenza sulla terra. (W. Osborne Lilley.)

4 CAPITOLO 3

Malachia 3:4

I giorni di una volta.-Giorni passati:-

Ogni epoca ha le sue peculiarità. È un dovere studiare il passato. La conoscenza del passato è spesso la base della sicurezza nel presente e della stabilità nel futuro

(I.) I giorni antichi hanno creato i giorni presenti. Il tempo è uno sviluppo, la società un edificio, l'umanità una crescita. Nessuna epoca può iniziare da sola. Il passato ci circonda ovunque. "Troverete le radici fibrose degli eventi di questo giorno tra la polvere di Cadmo e Trismegisto, di Tubalcaino e Trittolemo: le loro radici superiori sono con lo stesso Padre Adamo e le ceneri del primo fuoco di Eva". - Carlyle. Non si può capire il presente senza conoscere il passato. Questo è vero politicamente, socialmente e religiosamente. Vale per le nazioni e per la vita di ogni individuo

(II.) I giorni antichi sono pieni di esempi degni di essere imitati. "La storia è filosofia che insegna con esempi". - Bolingbroke. La storia ebraica era piena di esempi che avrebbero potuto migliorare e istruire l'epoca degenerata in cui visse Malachia. La vita degli uomini buoni è per tutti i tempi. Sono i doni di Dio al mondo. Rallegrano i giorni antichi e li rendono influenti. Possiamo scoprire meglio cosa erano quei giorni dalla vita degli uomini che li hanno vissuti...

"C'è una storia nella vita di tutti gli uomini

Capire la natura dei tempi defunti".

-Shakespeare

Un'epoca può imitarne un'altra. Le biografie insegnano in modo più potente delle deduzioni filosofiche

(III.) I giorni antichi sono pieni di rivelazioni divine. Dio si rivela in molti modi. Ogni epoca ha le sue rivelazioni. Dio si è rivelato al mondo nelle epoche passate come non lo fa ora. I patriarchi, i profeti e gli apostoli ebbero visioni della Sua gloria negate agli uomini di questa generazione. Dio si è manifestato nella carne nei tempi antichi. Allora il cielo sembrava più vicino alla terra. Dio si aspetta che impariamo la Sua volontà dalle Sue azioni nei tempi passati; mediante l'attuazione dei Suoi propositi; ricompensando i giusti e punendo i malvagi; rivelando il Suo amore altruistico nella croce di Cristo. La Bibbia è il racconto di Dio dei "giorni antichi". Possiamo imparare ciò che Egli sarà per noi nei nostri giorni da ciò che era per gli uomini allora. La Sua fedeltà, la Sua misericordia e la Sua verità sono scritte in modo inconfondibile in quei giorni meravigliosi

(IV.) I giorni antichi dovrebbero essere superati dai giorni attuali. Gli uomini dovrebbero essere più virtuosi e puri con il passare dei giorni. L'esperienza umana dovrebbe portare all'avanzamento nella santità. Tutte le deviazioni dal passato non sono nella linea del vero progresso. Alcune età si sono vantate dei loro movimenti in avanti, quando in realtà sono state retrograde. Triste quando nella vita di una nazione, o nella vita di un uomo, i giorni passati sono più nobili di quelli presenti. Le ere dovrebbero essere un trampolino di lancio per l'umanità per elevarsi a Dio. Ogni epoca dovrebbe essere un progresso rispetto a quella che l'ha preceduta. (W. Osborne Lilley.)

5 CAPITOLO 3

Malachia 3:5

Mi avvicinerò a te per il giudizio.-Una minaccia divina:-

Dio si avvicina agli uomini quando si manifesta alla loro coscienza spirituale. Egli può farlo con la Sua verità, con le circostanze che fa sì che le circondi, o con l'azione diretta del Suo Spirito. Spesso si avvicina agli uomini per illuminare, rafforzare, aiutare e salvare. Egli si avvicinerà agli empi per giudicarli e punirli. Osservare-

(I.) Questa minaccia fu pronunciata contro gli operatori di iniquità. Gerusalemme abbondava di malfattori. I maghi ingannavano il popolo con le loro arti, gli adulteri si nascondevano nel crepuscolo per le loro prede, i falsi testimoni spergiuravano per una tangente, gli avidi derubavano il mercenario del suo salario e defraudavano la vedova, lo straniero e l'orfano; ogni timore di Dio era scomparso dai loro occhi. Contro di loro ardeva la sua ira. I giusti non avevano nulla da temere dai Suoi giudizi. La sua vicinanza era la loro gioia. Ma i malvagi sarebbero stati pieni di terrore quando la Sua presenza avrebbe illuminato tutte le loro inganni protettive sulle loro anime. Gli operatori d'iniquità possono negare l'esistenza del Dio del giudizio, ma...

(1) Egli è testimone di tutte le loro opere

(2) Il suo dispiacere si è risvegliato contro di loro

(3) Egli manda i Suoi servi a dichiarare il Suo giudizio certo su di loro

(II.) Questa minaccia è stata pronunciata da Colui che è l'unico Giudice di tutti gli uomini. Dio solo ha il diritto di minacciare il giudizio sugli uomini. Solo Lui può giudicare veramente gli uomini

"Quello che è stato fatto lo possiamo in parte calcolare,

Ma non sapere a cosa si resiste".

-Ustioni

Lui sa tutto. Egli è il Creatore degli uomini. Il malfattore ha violato le Sue leggi. Il suo giudizio sarà giusto, definitivo e certamente eseguito. Dio minaccia prima di colpire. Il suo giudizio sarà individuale. Egli si avvicinerà ad ogni uomo e, alla luce della presenza divina, il male della vita di ogni uomo si manifesterà a se stesso, ed egli sentirà la giustizia della sentenza emessa su di lui. L'amarezza della condanna dei perduti sarà la loro consapevolezza di averlo meritato. Il giudizio di Dio sulla vita compiuta di un uomo fisserà il suo destino. L'eterna supremazia di Dio, la conoscenza assoluta, la giustizia inflessibile e la santità immacolata lo costituiscono giudice di tutto. È Lui che minaccia il peccatore

(III.) Questa minaccia sarà certamente adempiuta. Gli ostinati lavoratori malvagi possono chiudere le orecchie a questa solenne minaccia, possono rendersi insensibili con sofisticherie, possono indurirsi in una falsa sicurezza con sciocche infatuazioni, possono abusare della misericordia divina che è riluttante a punire, eppure il giudizio certamente verrà su di loro, con loro sgomento e distruzione

1.) Il carattere di Dio assicura l'adempimento di questa minaccia

2.) La storia e la vita umana sono piene di eventi che ne prefigurano il compimento

3.) Le coscienze degli uomini in tutti i paesi hanno, in una certa misura, anticipato il suo compimento

4.) Le Scritture ripetono costantemente questa minaccia e dichiarano che si adempirà

5.) L'indicazione dell'amministrazione di Dio sull'umanità richiede il suo adempimento. Come dice Luthardt: "La giustizia divina deve avere l'ultima parola. Ha permesso a lungo agli uomini, ai peccatori, di parlare. Ma l'ultima parola sarà sua; e questa parola dev'essere una parola di ritorsione, poiché è la parola di un giudice".

(IV.) Questa minaccia dovrebbe risvegliare la riflessione, il pentimento e la riforma. Il pericolo per l'operatore del male è grande e imminente. L'ira di Dio dimora su di lui. Agli occhi del suo Giudice i suoi peccati non hanno copertura. Dio, che lo ha amato con tenerezza infinita, deve distruggerlo se non si pente. Il pentimento evita il giudizio. Una vita riformata, per la potenza del Vangelo di Cristo, è l'unico mezzo per sfuggire alla rovina. A coloro che si convertono dalle loro iniquità Dio si avvicina per confortare, non per condannare. (W. Osborne Lilley.)

La legge di giudizio di Dio:

Non c'è scena nella storia più piena di commovente pathos di quella di Cristo che piange su Gerusalemme. La città era lì proprio davanti ai Suoi occhi nella sua incomparabile bellezza. "Chi non ha visto il tempio di Erode", disse un rabbino contemporaneo, "non sa cosa sia la bellezza". Plinio romano disse: "Di gran lunga la città più gloriosa non solo della Giudea, ma di tutto l'Oriente, è Gerusalemme". Ma come nostro Signore aveva visto attraverso il suo rituale religioso, così vede attraverso lo splendore della sua situazione e dei suoi edifici l'orrore morale sottostante. "O Gerusalemme, Gerusalemme! quante volte ho voluto radunare i tuoi figli, come una gallina raduna i suoi pulcini sotto la sua ala, e voi non avete voluto. Ecco, la tua casa ti è lasciata desolata". E così Egli pronuncia su di loro quella solenne profezia della degradazione e della distruzione che dovevano venire. È vero che la profezia della distruzione di Gerusalemme è anche una profezia del fine morale di tutte le cose. La distruzione di Gerusalemme è un tipo di quel giudizio con cui Dio giudicherà finalmente e alla fine nel loro vero valore morale tutte le istituzioni umane. E il punto è che Gerusalemme è stata distrutta perché ha rifiutato Cristo. Questo è un fatto storico. Intendo dire che il temperamento che causò la sua distruzione finale fu semplicemente lo stesso che la indusse a rifiutare Cristo. Ha rifiutato Cristo a causa di quell'orgoglio ebraico ristretto e compiaciuto che le ha rifiutato di permetterle di ammettere la luce più grande. E tutto è accaduto naturalmente: lo si può leggere nelle pagine dello storico moderno: tutto è accaduto per leggi naturali, sequenze naturali. Eppure è - come nella mente di nostro Signore, così per l'immaginazione di tutti i tempi - il tipo stesso di ciò che intendiamo per un giudizio divino su una nazione per il suo peccato. Credo che questa sia in particolare la nostra vocazione intellettuale e il nostro dovere oggi, di renderci conto che le leggi naturali sono i metodi di Dio, e che non è il minore, ma piuttosto il più il Suo operante, perché Egli opera per sequenze ordinarie, e per quelle che chiamiamo cause naturali nel governo degli uomini come del mondo. La vecchia idea di un giudizio divino era di qualcosa di arbitrario, violento, sconnesso; Un tipo preferito per il giudizio era un terremoto, perché un terremoto è qualcosa che non può essere messo in relazione con nessuna opera degli uomini. Dio non voglia che neghiamo che esistano giudizi di questo tipo. Se ammettiamo l'evidenza, cosa che dovremmo fare, dobbiamo ammettere che ci sono stati atti miracolosi di Dio, ma questo non è il modo normale in cui Dio agisce. Ciò che dobbiamo imparare è che Dio è il Dio dell'ordine e della legge, e che, poiché procede secondo la legge naturale, non è meno Dio, il Governatore morale del mondo, che è all'opera in mezzo a noi. Una malattia è un giudizio, perché scaturisce dai nostri vizi. Ci confrontiamo continuamente con essa: la vediamo; Forse in questo particolare momento possiamo vederlo con particolare enfasi. Le malattie seguono i nostri vizi, le nostre concupiscenze. Il dovere della nostra pietà in questo giorno è quello di essere istruiti da Dio a vedere nelle mani di Dio, a cercare quali sono i metodi con cui queste cose accadono, a cercare di individuare le fonti del male, ma sempre a riconoscere che, come la fonte è morale, così sono gli unici rimedi veri e vitali. La nostra pietà sta nel riconoscere questo. Ci sono giudizi naturali che scaturiscono da cause morali; questi sono i giudizi di Dio. "La provvidenza", osserva un cinico, "deve essere osservata generalmente dalla parte dei battaglioni più forti". Perfettamente vero! Ma le qualità morali delle nazioni e degli individui hanno un notevole potere, come dimostrato dalla storia, di rafforzare o di indebolire il battaglione a lungo termine. La storia è piena di queste cose. Conosciamo il carattere dell'aristocrazia francese alla nascita della Rivoluzione francese. Carlyle ce l'ha descritta con uno spirito veramente profetico. Conosciamo la loro cecità morale, conosciamo il loro egoismo e conosciamo il risultato. La Rivoluzione francese non fu meno un giudizio divino sull'aristocrazia, sulla Chiesa, perché i suoi strumenti erano molto spesso uomini temerari, empi e malvagi! Non c'è paese che abbia oggi per il viaggiatore un pathos più grande della Spagna. E perché? Perché dappertutto vediamo in mezzo a una grande bellezza naturale le tracce del giudizio divino. Nel presente non c'è nulla che possa suscitare alcuna speranza, alcun sentimento di prospettiva o di futuro per quella nazione, eppure il terreno stesso è disseminato dei segni e del ricordo di una grande civiltà. Chiediamo: "Perché è caduta?" E la storia è scritta, è stato per le qualità morali che è caduta. Sono rilevabili; Puoi metterci il dito sopra e segnarli nelle pagine della storia. Senza dubbio il mondo così com'è attualmente non ci presenta un quadro completo del governo morale di Dio, ma alla fine sappiamo che vedremo che il governo di Dio ha dettagliato per ogni particolare istituzione, come per ogni particolare individuo, un giudizio secondo giustizia e verità. Quando la storia umana sarà conclusa, non ci sarà nessuno che possa non riconoscere che Dio è un Dio di giudizio. Ma per il momento non è così. Gli occhi di coloro che credono in Dio sono tesi a vedere qualche indicazione del Suo governo morale, e trovano difficile rintracciarli nei fatti del mondo. I profeti e i salmisti gridano: "Fino a quando, o Signore, fino a quando! Fino a quando, santo e vero?", ma intanto l'atteggiamento di chi crede nel governo morale di Dio è sempre lo stesso. Egli guarda il mondo e si aspetta che Dio governi non solo gli individui, ma le classi, le nazioni e le istituzioni con leggi naturali, ma con risultati morali. Questo si aspetta, e io vi chiedo: C'è mai stato un tempo in cui c'è stato più bisogno di ricordarlo di quanto non ce ne sia ora? Nel governo delle nazioni, nei loro rapporti reciproci, nei rapporti di classe, nella struttura della società, nei rapporti con le istituzioni, c'è la tendenza a bandire la morale dalla politica e dal commercio, e sembra che, nonostante le resistenze, la tendenza stia aumentando. Ma occhio al nostro commercio. Pensateci! L'egoismo e la mancanza di scrupoli delle grandi aziende e dei trust, l'imperturbabile prevalenza della corruzione sotto il nome di commissione, la scandalosa menzogna e l'inganno nei dettagli del commercio al dettaglio! Ebbene, dunque, se crediamo nel governo morale di Dio, non abbiamo bisogno di essere profeti, non abbiamo bisogno di essere in grado di discernere con certezza la tendenza delle cose, o il loro esito, ma almeno prevediamo e ci aspettiamo che in proporzione al carattere profondo e diffuso di questa vacuità morale ci sarà il giudizio per legge naturale, un giudizio di Dio. Il modo principale in cui possiamo fare del bene socialmente, o guardare con occhi nuovi al grande mondo fuori di noi, è senza dubbio quello di prestare attenzione alla religione nella nostra anima. Anche qui pensiamo a come Dio si avvicina a noi nel giudizio. Il penitente è pronto per essere punito. Ma voi direte: "Certo, so che il peccato non pentito deve essere punito, ma poi sono perdonato. Parlate di punirmi, allora?» Non impareremo mai questa lezione! Continueremo sempre a pensare e a parlare come se essere perdonati significasse essere lasciati andare, come se l'espiazione di Cristo fosse subire una punizione per poter rimanere impuniti? Cristo si è fatto sacrificio per i nostri peccati per poterci avvicinare a Dio. Noi siamo davvero esentati da quella che è la punizione più vera, più profonda e più terribile - l'alienazione da Dio, e tutto ciò che comporta, il verme rosicchiante, il fuoco divorante, che è il peccato - da ciò, in verità, Egli ci libera avvicinandoci a Dio, ma dalla punizione che consiste nel portare le conseguenze del peccato non c'è una sola parola nel Nuovo Testamento che vi porterebbe a supporre che dovevano essere esentati. Al contrario, Egli ti ha portato in quella nuova relazione con Dio affinché tu possa imparare a sopportarla. Poiché il giudizio, sia sulle nazioni che sugli individui, non deve essere necessariamente un giudizio definitivo. La grande moltitudine di giudizi divini sono i Suoi agenti correttivi più profondi ed efficaci. Oh! Impariamo questa lezione. C'è il proposito di Dio Padre riguardo al mondo: un grande proposito, un proposito eterno, un proposito saggio. C'è solo un ostacolo a questo proposito di Dio, ma è profondo, ampio e terribile: è l'ostacolo del peccato negli individui, nelle classi, nelle nazioni. Il peccato può arrivare al punto di oltrepassare la legge divina, ma Dio farà del suo meglio, e tra i suoi strumenti più efficaci ci sono gli strumenti dei giudizi. I giudizi hanno lo scopo di purificare. Il primo pensiero del giudizio o della sventura dovrebbe essere, per la coscienza cristiana, questo: "È dato per purificarmi. Dio mi sta visitando. Devo essere purificato. Mi punisce perché ha uno scopo per me. Sentire la mano di Dio significa sapere che devo essere trattato per il mio eterno arricchimento e beatitudine". (Charles Gore.)

6 CAPITOLO 3

Malachia 3:6

Poiché io sono il Signore, non cambio, perciò, voi figli di Giacobbe non siete consumati.-L'immutabilità divina:-

Qui, nella terra del nostro esilio, dobbiamo vivere di fede, non di visione. Il timore di Colui che è l'immutabile Maestà è più adatto a noi mentre siamo qui, piuttosto che rallegrarci ed essere contenti. Ora parliamo di quell'attributo glorioso e incomparabile, l'immutabilità divina. La mutevolezza è la nota di tutte le cose quaggiù: ma Egli prende qui per Sé un nome più eccellente, e chi può dubitare di ciò che ha detto? Quando riflettiamo seriamente sull'immutabilità di Dio, scopriamo che Egli è Colui che, nonostante tutte le Sue infinite opere e varietà di dispensazioni che provengono da Lui, rimane ancora immutabile. Tutte le cose rimangono in un circuito dell'essere e del non essere; e anche queste cose, quando hanno un essere, rimangono mutevoli. Ma, per parlare dell'immutabilità di Dio, si sostiene che Egli è privo di ogni variabilità e corruzione, e che Egli, nel benedetto proposito della Sua buona volontà, è privo di ogni ombra di mutevolezza; Egli è immutabile nella Sua essenza, rispetto a ciò, che è privo di corruzione e non può essere soggetto ad essa. Il fatto che Egli sia privo di ogni alterazione e infinitamente perfetto dimostra sufficientemente il Suo essere sufficiente e tutto sufficiente. In che cosa l'uomo può essere utile a Dio? La sua perfezione non può essere scoperta. Egli è infinito nella sua onnipotenza; nella Sua comprensione e conoscenza; ed Egli è immutabile nel Suo amore. Considerate i vantaggi che un cristiano può avere, in questa considerazione, che Dio è immutabile

1.) È un modo eccellente per mantenere la grazia dell'amore che cresce nel cristiano

2.) È un modo immutabile e irresistibile per mantenere la vita nell'esercizio della fede. Oh, per la fede credere che Dio non può né cambierà il Suo proposito immutabile

3.) Il raggiungimento di molta pazienza e sottomissione divina, sotto tutte le tristi dispensazioni

4.) Arriviamo alla netta persuasione, che "i doni e la chiamata di Dio sono senza pentimento".

5.) La mortificazione di tutte le cose quaggiù

6.) Molta gioia e soddisfazione, perché gli eredi di Dio hanno una forte consolazione. (A. Gray.)

L'immutabilità di Dio:

La scienza più elevata, la speculazione più elevata, la filosofia più potente, che possa mai attirare l'attenzione di un figlio di Dio, è il nome, la natura, la persona, l'opera, le azioni e l'esistenza del grande Dio che egli chiama suo Padre. C'è qualcosa di estremamente migliorativo per la mente in una contemplazione della Divinità. Nessun argomento di contemplazione tenderà ad umiliare la mente più dei pensieri di Dio. Ma mentre il soggetto umilia la mente, la espande anche. E l'argomento è eminentemente consolatorio. Nella contemplazione di Cristo, c'è un balsamo per ogni ferita; meditando sul Padre, quietus per ogni dolore, e nell'influenza dello Spirito Santo, c'è un balsamo per ogni piaga. Un argomento che trattiamo ora: l'immutabilità del glorioso Geova

(I.) Un Dio immutabile

1.) Egli non cambia nella Sua essenza. Non possiamo dirvi la sostanza di ciò che chiamiamo Dio. Qualunque cosa sia, la chiamiamo la Sua essenza, e quell'essenza non cambia mai. La sostanza delle cose mortali è in continuo mutamento. Tutte le creature cambiano. Ma Dio è sempre lo stesso. Egli è lo Spirito puro, essenziale, spirito eterico, e quindi è immutabile. La sua essenza non subì alcun cambiamento quando fu unita alla virilità

2.) Egli non cambia nei Suoi attributi. Applicate alla Sua potenza, sapienza, giustizia, verità, bontà, amore. Prendete una qualsiasi cosa che potete dire di Dio ora, e può essere detta non solo nel passato oscuro, ma nel luminoso futuro rimarrà sempre la stessa

3.) Non cambia nei Suoi piani. Si è mai detto che Dio ha cominciato a costruire ma non è stato in grado di finire? Dio non altera i Suoi piani. Perché dovrebbe? Egli è il Più Saggio, e non può aver pianificato male

4.) Egli non cambia nelle Sue promesse. Voglio cose immutabili; e scopro di avere promesse immutabili quando mi rivolgo alla Bibbia

5.) Egli non cambia nelle Sue minacce

6.) Egli non cambia negli oggetti del Suo amore, non solo nel Suo amore, ma negli oggetti di esso

(II.) La prova che Dio è immutabile. L'esistenza stessa e l'essere di un Dio mi sembrano implicare l'immutabilità. Un argomento può essere trovato nel fatto della perfezione di Dio. Un altro nell'infinità di Dio. Dal passato possiamo raccogliere prove. "Ha egli parlato, e non l'ha forse fatto?"

(III.) Le persone per le quali questo dio immutabile è un beneficio. "Figli di Giacobbe".

1.) I figli dell'elezione di Dio

2.) Persone che godono di diritti e titoli particolari

3.) Uomini di manifestazioni particolari

4.) Uomini di prove particolari

5.) Uomini di carattere particolare

(IV.) Il beneficio che i figli di Giacobbe ricevono da un Dio immutabile. "Non consumato." Come si può consumare l'uomo? In due modi. Potremmo essere stati consumati all'inferno. Potremmo essere stati lasciati a noi stessi, e allora dove sareste stati voi? Ricordate, dunque, che Dio è lo stesso, qualunque cosa possa essere rimossa. C'è un posto dove il cambiamento non può mettere il dito; c'è un solo Nome sul quale la mutabilità non può mai essere scritta; C'è un cuore che non può mai cambiare. Quel cuore è di Dio, quel nome è Amore. (C. H. Spurgeon.)

L'immutabile misericordia di Dio è il rifugio del Suo popolo:

Lo Spirito Santo, per mezzo del profeta, sta qui richiamando la nazione ebraica al ricordo delle loro trasgressioni, e in particolare per quanto riguarda le ordinanze di Dio. Nelle parole che abbiamo davanti c'è una grande consolazione

1.) Ciò che Geova è in se stesso. "Non cambio." È del Signore Gesù che si parla. Colui al quale Giovanni Battista preparò la strada. Il nostro glorioso Signore è descritto in questo capitolo come Geova, autoesistente, uno con il Padre e lo Spirito. L'immutabilità di Cristo è una dolce verità. È frequentemente menzionato o citato nelle Scritture

2.) Il Suo patto, come Lui, è eterno. La mente di Dio è eterna. Colui che è così immutabile in Se Stesso, e nei Suoi propositi, farà tutto il Suo piacere, e il Suo consiglio sarà valido. Egli parla dolcemente per il conforto e la pace dei peccatori, portati ai piedi di Gesù. Non c'è possibilità di fallimento; La sua infinita sapienza ha provveduto ad ogni emergenza; La Sua infinita prescienza prevede tutti gli ostacoli che si sono verificati o che mai sorgeranno per contrastare i Suoi piani; Il Suo potere infinito porterà sicuramente a compimento i Suoi piani. Dio è tanto vero nelle Sue minacce quanto nelle Sue promesse. Questo è illustrato nel caso della nazione ebraica. Mentre, tuttavia, questi testimoni stanno davanti a noi, per insegnarci che Dio è fedele, ricordiamoci che il Dio che è così fedele nelle Sue promesse e nelle Sue minacce si è compiaciuto anche nella Sua Parola di dare alle povere anime questa benedetta testimonianza: che la progenie di Giacobbe non cercherà mai il Suo volto invano. (F. Argento.)

Dell'immutabilità di Dio

(I.) La natura di questo attributo divino

1.) Per quanto riguarda la Sua essenza, Dio è assolutamente immutabile, perché il Suo essere è necessario, e la Sua essenza esiste da sé

2.) Per quanto riguarda le Sue perfezioni, Dio è assolutamente immutabile. Per quanto riguarda quelle perfezioni che derivano necessariamente dalla sua essenza e non dipendono dalla sua volontà, ciò è evidente; perché tutto ciò che necessariamente deriva da una causa o da un principio deve essere necessariamente invariabile come la causa o il principio da cui necessariamente procede. Di questo tipo sono la potenza, la conoscenza, la saggezza e gli altri attributi naturali di Dio. Riguardo a quelle perfezioni, il cui esercizio dipende dalla Sua volontà; come la giustizia, la veridicità, la bontà, la misericordia e tutte le altre perfezioni morali, l'assoluta immutabilità di queste non è, in verità, così ovvia ed evidente; perché dipende dall'immutabilità, non solo della Sua essenza, ma anche della Sua volontà. Ma in un Essere che sa sempre ciò che è giusto fare, e non può mai essere ingannato, la volontà o l'intenzione generale deve essere immutabile

3.) Nei decreti e nei propositi particolari della Sua volontà, nelle Sue leggi, promesse e minacce. Avendo tutto il potere e tutta la conoscenza, Egli non può mai decidere su qualcosa che non sia possibile o non sia ragionevole da realizzare. Tutti gli esseri finiti sono spesso costretti a cambiare i loro disegni, perché trovano impossibile portare a termine ciò che hanno iniziato, o irragionevoli nel perseguire la loro prima intenzione. Ma in Dio queste cose non hanno posto. Egli è immutabile nei Suoi decreti e nei Suoi propositi, perché, avendo tutte le cose in Suo potere e comprendendo tutte le cose nella Sua prescienza, non può essere annullato con la forza, senza che la sorpresa o l'incidente inaspettato possano essere impediti. Nelle Sue leggi Dio è immutabile, perché sono sempre fondate sulla stessa ragione immutabile, sulle eterne differenze del bene e del male, sulla natura originaria delle cose e sull'equità universale; e tendono sempre allo stesso fine regolare, l'ordine e la felicità di tutta la creazione. Nelle Sue alleanze o promesse Dio è immutabile. Perché sono fondati su basi che non possono essere modificate; anche sui disegni e sulle intenzioni originali, fisse e permanenti della Provvidenza Onnisciente. Nelle Sue minacce Dio è immutabile, vale a dire in quelle minacce che non sono meramente personali. Perché, come il suo amore per la virtù e la bontà è inalterabile, così il suo odio per il vizio è inconciliabile. E anche perché queste minacce sono spesso parti profetiche dello schema generale della provvidenza. Contro questa immutabilità di Dio si può obiettare che la Scrittura lo rappresenta frequentemente mentre si pente e cambia il Suo proposito. Rispondi, che mentre le dichiarazioni dei disegni e dei propositi di Dio, che sono profetiche dei grandi eventi della provvidenza, sono in se stesse assolutamente fisse e inalterabili; quelle promesse e minacce che sono puramente personali, sia per un uomo particolare che per un numero qualsiasi di uomini, sono sempre condizionate, perché la saggezza di Dio ha ritenuto opportuno farle dipendere dal comportamento degli uomini; e l'immutabilità caratterizza le condizioni

(II.) Usi di questo discorso

1.) L'immutabilità di Dio è per gli uomini buoni in ogni momento la massima sicurezza possibile che non mancheranno infine di essere felici

2.) Le minacce di Colui la cui natura e perfezione sono immutabili dovrebbero essere un terrore perpetuo per i peccatori impenitenti

3.) La considerazione della misericordia di Colui che è immutabile nelle Sue perfezioni dovrebbe essere un costante incoraggiamento per coloro che sono veramente penitenti e sinceramente desiderosi di emendarsi

4.) Come l'immutabilità è un'eccellenza e una perfezione in Dio, così nell'uomo, al contrario, cambiare la sua opinione e il suo modo di agire, quando c'è una giusta causa per farlo, è una delle sue più grandi lodi. Il diritto e la verità devono essere seguiti immutabilmente, ma quando l'uomo fragile e fallibile scopre di aver sbagliato da ciò che è vero e giusto, deve immediatamente ritornare ad esso. (S. Clarke, D.D.)

L'immutabilità di Dio:

Ogni proprietà e perfezione del carattere e dell'essere di Dio produce il suo effetto peculiare sulla mente rinnovata; e, sebbene nessuno, attraverso la ricerca, possa trovare l'Onnipotente alla perfezione, tuttavia più in alto ci eleviamo nelle nostre contemplazioni di Lui, più saremo eccitati a meravigliarci, ad amare e ad adorare. Più pensiamo a Dio, più saremo costretti ad esclamare: "Quanto sei incomprensibile!" La vera religione e il godimento puro e spirituale non procedono solo dalla conoscenza di alcuni degli attributi di Dio, né da una conoscenza meramente speculativa di tutti. Tutti, se considerati sperimentalmente e praticamente, sono impegnati a produrre pietà e devozione nell'animo umano

1.) L'immutabilità di Dio non è rivelata solo nella Bibbia, ma è scopribile dalla ragione. La mutabilità implica la causa. Dove possiamo immaginare che esista una causa che può cambiare l'essere o gli attributi della Divinità? Egli stesso non può mai possedere il desiderio di cambiare. Tutte le possibili fonti di piacere, così come tutte le fonti passate, presenti e future, sono sempre aperte a Lui. Ed Egli è indipendente per il piacere da tutte queste cose. Esiste un potere di produrre un cambiamento in Dio nelle Sue creature? Dio, che è infinito, deve essere posto al di fuori della portata di qualsiasi causa esterna e finita. Tutti dipendono da Lui, ma Lui non dipende da nessuno

2.) I propositi di Dio sono immutabili. Dio prevede dall'eternità passata tutte le operazioni dell'eternità a venire. Nessun evento improvviso, quindi, può coglierlo alla sprovvista, e così sovvertire i suoi disegni. I piani degli uomini possono essere frustrati da un piccolo incidente imprevisto, ma non ci sono incidenti con "Colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della Sua volontà". Notate il senso in cui il termine "pentimento" è applicato a Dio nella Scrittura. Il pentimento divino non trasmette alcuna nozione di rammarico o insoddisfazione per la Sua procedura passata, ma esprime la determinazione di Dio ad agire in modo diverso rispetto a prima verso coloro che con il loro cambiamento di condotta hanno reso necessario un diverso modo di procedere nella giusta amministrazione del governo morale di Dio. L'immutabilità dei propositi di Dio può essere dedotta dalla natura del fine, per promuovere e portare a compimento il quale essi non sono altro che mezzi, persino la manifestazione della totale sufficienza di Geova. L'immutabilità del proposito di Geova in Cristo Gesù incoraggi l'operaio cristiano a impegnarsi incessantemente nell'opera del Signore

3.) La Parola di Dio è immutabile. La sua legge morale, le sue minacce e le sue promesse sono ugualmente inalterabili. La legge morale divina, che è una trascrizione del carattere di Dio, "santo, giusto e buono", si basa su principi eterni e immutabili di rettitudine, coesistenti con Dio stesso, e deve continuare ad esistere finché Dio esiste. È un grave errore supporre che la legge morale sia stata abrogata dal Vangelo. L'opera di Colui che "ha magnificato la legge e l'ha resa onorevole" è l'unico motivo per cui siamo stati restaurati nel favore di Dio e nel nostro diritto al cielo. Il Vangelo non abolisce l'obbligo del credente di obbedire alla legge. Demolire la legge significherebbe spazzare via la colonna che sostiene il tessuto universale del governo morale di Dio. Anche le minacce di Dio sono immutabili. La storia, sacra e profana, pullula di prove spaventose dell'odio immutabile di Dio per il peccato e della determinazione a non lasciarlo impunito. E le promesse di Dio sono immutabili. Non possono mancare di realizzarsi. Ma l'adempimento delle promesse è condizionato; e la condizione è inalterabile come la promessa. C'è una promessa immutabile adatta ad ogni circostanza della vita. Quanto è ben calcolata la contemplazione dell'immutabilità divina per promuovere la fiducia in Dio. Tutta la nostra felicità dipende dall'immutabilità di Dio. Dio è immutabile, ed è quindi un rifugio saldo e stabile per il credente. (J. James.)

L'immutabilità di Dio:

(I.) Egli è immutabile nel Suo Essere. Il cambiamento è impossibile. Gli esseri creati e dipendenti hanno in sé la legge dello sviluppo e del decadimento; Gli esseri imperfetti possono diventare più o meno perfetti, ma Dio, essendo separato da tutte queste contingenze dell'esistenza, non può cambiare

2.) Egli è immutabile nei Suoi attributi. Tutte le eccellenze che Egli possiede, le ha possedute e le possederà per sempre. Le sue creature possono comprenderle più o meno perfettamente, ma non c'è alcun cambiamento in esse. Non ci può essere alcun aumento o diminuzione della Sua potenza, saggezza, santità, amore, ecc

3.) Egli è immutabile nei Suoi propositi. Tutti i Suoi disegni provengono dall'eternità. Essendo la Sua conoscenza e il Suo potere perfetti, e la Sua volontà non avendo in sé alcuna variabilità, non c'è motivo di supporre che qualcuno dei Suoi propositi sia cambiato, o che qualcuno di essi possa fallire. Nulla può essere una sorpresa per Lui, nulla può ostacolarLo, e nulla può suggerire un miglioramento nei Suoi piani. Quando si dice che si pente o si allontana dal Suo proposito, è per mostrarci che non è uno spettatore impassibile nelle vicende umane, e che gli uomini possono aspettarsi di essere veramente benedetti quando cooperano con Lui nell'attuazione della Sua santa volontà sulla terra. La storia testimonia l'immutabilità di Dio. Il Suo proposito di benedire tutti gli uomini in Cristo, come un filo d'oro, attraversa i secoli

4.) Egli è immutabile nei principi del Suo governo. Egli regna su tutto l'universo con calma ed equità. Gli esseri intellettuali, miriadi di ere prima che questa razza popolasse la terra, trovarono il Suo regno come lo siamo noi ora. Egli è sempre stato giusto e misericordioso, e sempre lo sarà. Non ci può essere volubilità, nessuna incertezza, con Lui. Coloro che mantengono la loro giustizia originale, o che hanno peccato, accettano la Sua misericordia, sono benedetti, mentre coloro che si ribellano ostinatamente periscono

5.) La sua immutabilità non implica fatalismo, impassibilità o necessità. I Suoi disegni sono il risultato della Sua saggezza e del Suo amore; Egli sente profondamente la condizione delle sue creature, rendendole consapevoli del suo favore secondo la loro obbedienza alle sue leggi, e tutte le sue azioni sono libere

(II.) La deduzione divina tratta da questa dichiarazione. "Perciò", ecc. Atti a prima vista: questa deduzione è strana. Stava minacciando il giudizio; e la legittima deduzione che si sarebbe potuta trarre dalla Sua immutabilità era che dovevano essere consumati. Ma invece di questo Egli trae il contrario, ricordando loro che era stato risparmiato a motivo del Suo eterno proposito di mantenere viva la posterità di Giacobbe sulla terra, come testimonianza per Lui per amore del mondo, e non a causa della loro fedeltà. Essi avevano spesso meritato la distruzione, ma nella Sua immutabile misericordia si era ricordato del Suo patto con i loro padri e del Suo proposito di benedire l'intera razza attraverso di loro, e così non furono consumati. Questo è vero per la Chiesa di oggi. Il suo sicuro luogo di riposo è l'immutabilità di Dio. Essa rimarrà, per quanto i mali possano abbondare, lo scetticismo oscurarsi o la superstizione depravata. Considerate, allora...

1.) Che la continuazione dell'esistenza della Chiesa non nasce dalla sua fedeltà, ma dall'immutabile misericordia e dal proposito di Dio

2) Che poiché la continuazione dell'esistenza della Chiesa nasce dall'immutabilità di Dio, ci dovrebbe essere nella mente dei membri una profonda umiltà, una fervente adorazione e un'ardente gratitudine

3.) Che poiché la permanenza della Chiesa si basa sull'immutabilità di Dio, ci dovrebbe essere, nei membri, piena fiducia nella sua stabilità e nel suo trionfo finale

4.) Che questo dovrebbe indurre chiunque si sia allontanato dalla Chiesa a tornare di nuovo ai suoi privilegi

5.) Che faccia sì che i nemici della Chiesa considerino l'inutilità dei loro attacchi contro di essa e si pentano della loro follia. (W. Osborne Lilley.)

Cristo immutabile:

Cristo è come la roccia in mezzo all'oceano, che non cambia mai e sfida ogni tempesta; La sensazione è come l'acqua irrequieta e mutevole che le rotola intorno. Cristo è come il grande campanile di una chiesa che si erge quadrato a ogni vento, grigio per i secoli, un rifugio e una casa per tutti coloro che verranno; il sentimento è come le campane della torre, che suonano solo in rare occasioni, e cambiano facilmente tono; più dimostrativi la domenica, e spesso ancora per tutta la settimana, quando il dovere ha molto bisogno della loro allegra musica. Cristo è come il sole, la cui luce e il cui calore sono costanti; Il sentimento è come la nuvola soffice, ora bella come l'ala di un angelo, ora un cielo grigio e freddo. Cristo è l'albero della vita, con le radici profonde e il terreno saldamente afferrato, che solleva nel cielo foglie, fiori e rami; Il sentimento è un semplice fiore, un figlio dell'allegro periodo estivo, inadatto alla tempesta o al servizio invernale. Cristo è la guida che non abbandona mai il viaggiatore; La sensazione è che la torcia a volte brucia intensamente, ma molto soggetta a spegnersi. Colui che si fida del semplice sentimento si fiderà di una luce che molto probabilmente si è spenta quando ha più bisogno di guida e conforto, mentre spesso arderà intensamente quando è meno necessaria

La perseveranza finale dei santi assicurata dall'immutabilità di Dio:

Questa gloriosa dottrina è in piedi...

1.) Sulle perfezioni di Geova

2.) Sull'opera di alleanza del Signore Gesù

3.) Sulla fedeltà dello Spirito fedele ed eterno. Delle perfezioni di Dio, la Sua immutabilità è qui posta davanti a noi. Questa è dichiarata essere la sicurezza dei figli di Giacobbe

(I.) "I figli di Giacobbe", chi sono? Alcuni ritengono che il passaggio abbia a che fare con il letterale Giacobbe, la restaurazione e la conversione letterale degli ebrei. Questi "figli di Giacobbe" sono i figli di Dio. Questi sono coloro che, vestiti con l'abito del loro fratello maggiore, ereditano tutte le benedizioni. Questi sono quelli che "lottano", come il loro padre Giacobbe; essi "lottano" in preghiera con Dio. E non possono vivere senza di Lui. Per di più, questi sono gli "Israele", e "prevalgono". Ma questi "figli di Giacobbe" hanno in sé tutti gli elementi di distruzione. Hanno la corruzione interiore della loro natura. Li accompagna dove vanno, rimane con loro dove stanno. Contamina tutto ciò che toccano, e tutto ciò che pensano e tutto ciò che fanno. Oltre alla fonte del male, c'è il male vero e proprio: ciò che un uomo fa. Sia nel peccato come principio che nel peccato come atto c'è in un "figlio di Giacobbe" l'elemento stesso della sua stessa distruzione

(II.) Sebbene sia così, non vengono consumati. Anche se sono spesso posti in un fuoco caldo; a volte così caldo che la fede sembra quasi svanire. Vengono processati; la loro grazia è provata, la loro fede è provata, la speranza è provata, l'amore è provato, ogni "frutto dello Spirito è provato", eppure non sono consumati

(III.) Perché non si consumano? "Io sono il Signore; Non cambio". La descrizione può essere vera solo di Dio Stesso. Egli è immutabile nel suo essere, nelle sue perfezioni, nella sua fedeltà, nella sua giustizia, nella sua santità, nel suo amore. (J. Harington Evans, M.A.)

L'immutabilità di Dio si manifestò nella preservazione di Israele:

(I.) Un fatto dichiarato. "I figli di Giacobbe non sono consumati". Questo è un fatto notevole riguardo ai discendenti letterali del patriarca. È vero ancora

(II.) Il motivo assegnato. "Io sono il Signore; Non cambio". Se fosse dipeso dalle nazioni della terra, esse sarebbero state consumate molto tempo fa. Dio era entrato in alleanza con loro e aveva fatto loro grandi e preziose promesse. E anche se hanno infranto l'alleanza, il Signore da parte sua non cambia. C'è un abbondante incoraggiamento in questo argomento per ogni figlio di Dio. Rimanete in lui, e nessun nemico potrà separarvi dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, vostro Signore. (M. S. Alexander.)

L'immutabilità di Dio:

È di gravissima importanza per l'uomo che egli si faccia conoscere il carattere di Dio. Per migliorare noi stessi in questa conoscenza, è utile fissare a volte la nostra attenzione su particolari qualità del carattere divino. Osservando attentamente le diverse parti diventeremo più consapevoli del tutto

(I.) E prima, consideriamo questa qualità stessa; cioè, l'immutabilità di Dio. In questo mondo ogni cosa è mutevole. Si è compiaciuto all'Onnipotente che anche le parti più belle della creazione visibile siano piene di cambiamenti. I giorni e le stagioni si susseguono e si rincorrono. La foglia muore; l'erba appassisce; il fiore appassisce; "Il monte che cade viene a nulla, e la roccia è rimossa dal suo luogo". L'uomo stesso, che segna e piange quei cambiamenti, è mutevole come gli altri. Gli oggetti di cui si diletta cambiano: i suoi onori svaniscono; i suoi piaceri appassiscono; le sue ricchezze mettono le ali e fuggono; I suoi parenti falliscono e i suoi amici familiari lo dimenticano. Il suo corpo cambia: la forza della sua giovinezza si è inaridita; la sua bellezza si consuma. La sua mente cambia: i desideri di ieri non sono i desideri di oggi; Gli scopi della gioventù vengono abbandonati con l'età. Ma mentre l'uomo varia, Dio è lo stesso. Che cosa dice infatti il Salmista? "I miei giorni sono come un'ombra che declina; e io sono secco come l'erba; ma tu, o Signore, durerai in eterno; e il Tuo ricordo per tutte le generazioni". "Io sono il Signore, e per questo non cambio". Io sono il Creatore, e non la creatura; Dio, e non l'uomo; perciò non cambio. All'infuori di Me non c'è nessun altro; tutto il resto è vanità delle vanità; il mondo passa e la sua concupiscenza; ma Io sono supremo, autoesistente ed eterno, e il Mio consiglio sussisterà. Se, dunque, Dio è immutabile, dobbiamo ricordare che tutte le Sue perfezioni divine sono immutabili: la Sua potenza, la Sua sapienza, la Sua santità, la Sua bontà, non cambiano. C'è qualcosa di così terribile, così diverso da noi, nell'idea di un Essere posto molto al di sopra di ogni caso, cambiamento e infermità, che saremmo terrorizzati al pensiero se non ci dicessero che la misericordia di questo grande Essere è stata costante e duratura come la Sua saggezza, la Sua rettitudine e la Sua potenza. Ma c'è qualcos'altro da osservare se vogliamo avere una visione completa di questo argomento. La dispensazione cristiana ci insegna a studiare e a conoscere, non solo il carattere di Dio, ma il carattere di Dio in Cristo. Ed è in Lui che l'immutabile misericordia di Dio risplende con il più grande splendore

(II.) Avendo ora considerato l'immutabilità di Dio in se stesso, consideriamo quali effetti dovrebbero essere prodotti sulla nostra mente dalla contemplazione di esso. E comincio col notare che questa dottrina dell'immutabilità di Dio dà un valore indicibile alle Sacre Scritture. L'intero fine e scopo delle Scritture è quello di rivelare Dio all'uomo. Ora, se Dio fosse mutevole come l'uomo, non potremmo avere alcuna fiducia sicura in questa rivelazione. In tal caso il libro della Scrittura potrebbe essere vero in un momento e non in un altro. Questo è ciò che accade realmente tra gli uomini. Ci sono poche, se non nessuna, persone le cui abitudini, o costumi, o principi non variano più o meno nei diversi periodi della vita; né c'è governo che non modifichi più o meno le sue leggi di tanto in tanto. E, in tali casi, diventano necessarie nuove descrizioni del carattere e nuovi libri di leggi. Ma Dio è sempre lo stesso; e quindi le Scritture sono sempre sicure. Il Nuovo Testamento è stato scritto quasi milleottocento anni; e alcune parti dell'Antico Testamento tremila. Eppure la Bibbia è un racconto fedele dell'Altissimo in questo momento come all'inizio; E rimarrà tale, se il mondo dovesse durare anche solo milioni di anni in più. Consideriamo, quindi, con questo libro sacro nelle nostre mani, più in particolare quale effetto dovrebbe essere prodotto sulla nostra mente riflettendo sulla grande verità espressa nel testo: "Io sono il Signore, non cambio".

1.) Primo, sui peccatori e gli impenitenti. Per peccatori e impenitenti, intendo non solo coloro che vivono nel peccato grave o nell'empietà, ma anche coloro il cui cuore è principalmente rivolto alle cose di questa vita, e non alle cose della vita futura. E con quali parole descriverò la follia e il pericolo di tali persone! Io dico, la loro follia, perché, se Dio è immutabile, e ogni altra cosa è volubile, fugace e illusoria, quanto deve essere squisita la follia di cercare il nostro bene principale ovunque non sia in Lui! Quanto deve essere squisita la follia di affidarci non al favore di Colui che può dare una felicità costante e duratura, ma alla miserabile amicizia delle cose che periscono nell'uso! Queste miserabili sciocchezze, che certamente ci verranno meno in pochi anni, che potrebbero venirci meno oggi stesso, questi sono i nostri dèi; e per amore di questi abbandoniamo Colui che, se solo scegliessimo di confidare in Lui, sarebbe "la forza dei nostri cuori e la nostra parte per sempre". Se vedessimo un uomo costruire la sua casa su sabbie mobili, saremmo stupiti della sua stupidità; ma quanto è infinitamente più grande l'infatuazione di una creatura immortale che costruisce la sua felicità sugli oggetti del tempo e dei sensi che passano e muoiono! Questa follia assurge alla follia più perfetta quando consideriamo che, se non abbiamo Dio per nostro immutabile amico, dobbiamo averlo per nostro immutabile nemico. Ancora una volta vi presento l'offerta della misericordia e della riconciliazione. E ricordate che, se Dio è immutabile, dovete cambiare voi, perché non c'è speranza di riconciliazione con Colui che ha occhi più puri di quelli di contemplare l'iniquità, e che non scagiona in alcun modo i colpevoli

2.) Nella speranza che questo solenne avvertimento non sia andato del tutto perduto, procedo, in secondo luogo, ad applicare il nostro argomento a coloro che sono seriamente allarmati per la loro eterna sicurezza; ma che, quando considerano la grandezza dei peccati che hanno commesso, sono inclini a temere che per loro non ci sia perdono. Ma vorrei farvi questa domanda: se in questo momento, con i vostri occhi corporei, vedeste il vostro benedetto Salvatore disteso sulla Sua Croce, offrendo se stesso in sacrificio per i peccati dei Suoi nemici, potreste dubitare che il Suo preziosissimo sangue sia stato in grado di lavare via anche i vostri peccati, per quanto pesanti e numerosi? Se non poteste dubitare di questo, allora ricordate che Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e per sempre

3) In terzo luogo, permettetemi di rivolgermi molto brevemente a coloro che stanno realmente facendo della religione devozionale e pratica l'oggetto principale della loro vita, e che umilmente confidano che, attraverso la benedizione divina, stanno gradualmente crescendo in tutta la pietà e la virtù cristiana. Tali persone troveranno il loro vantaggio nella meditazione frequente sull'immutabilità di Dio. Se sono nell'afflizione o nell'angoscia di mente, questa sarà la loro speranza e il loro ristoro; rifletteranno che, anche se le cose esteriori cambiano, Colui nel quale hanno riposto le loro principali speranze rimane lo stesso. (Osservatore cristiano.)

7 CAPITOLO 3

Malachia 3:7

Voi vi siete allontanati dalle Mie ordinanze.-Privilegi religiosi mal abusati:-

In proporzione al valore e all'importanza dei nostri privilegi, è probabile che sia la nostra negligenza, la nostra negligenza, nel migliorarli. Nella religione, nella morale, in tutto ciò che riguarda l'uomo, è nella stagione della calma e nella quiete dell'apparente prosperità che il piede è più pronto a scivolare. È malinconico pensare a quanto poco apprezzino gli uomini in generale alle ordinanze di una religione pura. I benefici temporali che ci vengono così abbondantemente conferiti dal nostro Creatore hanno mescolato a ciascuno di loro una certa quantità di lega, in modo da modificare e qualificare la loro dolcezza. La religione è l'unico dei Suoi doni che può essere caratterizzato come dolce non mescolato; eppure è quello a cui, da parte della grande maggioranza della nostra razza, si attribuisce il minor valore. Il testo tratta di una classe di persone che, godendo dei privilegi della religione, non ne traevano alcun vantaggio; e lascia intendere che la perdita ha avuto origine per colpa loro

(I.) Mali che sono calcolati per rendere inutili i ministeri del Vangelo

1.) Partecipazione irregolare a tali ministeri. In teoria ammettiamo che l'adorazione di Dio sia l'affare più importante della vita. Perché è una preparazione per l'eternità; è un lavoro nell'interesse e per il benessere di un'anima immortale, e il nostro omaggio è un debito, un debito sacro, serio, solenne che abbiamo verso la Divinità. Allora lo zelo, la regolarità, la puntualità precisa in quel servizio, sono di tutte le cose più importanti. I vostri servizi, è vero, non hanno nulla di merito; ma è anche vero che se li rifiuti non devi aspettarti la benedizione di Dio

2.) Amore per il mondo e propensione ai pensieri mondani. Chi non sa che, anche se apparentemente impegnati nei servizi più sacri, il mondo e le cose del mondo a volte passano sopra e oscurano le nostre percezioni spirituali? Chi non l'ha mai pianto e non l'ha mai deplorato? Questa tendenza a pensare in modo carnale nel mezzo di servizi apparentemente religiosi è uno degli ostacoli più seri che si frappongono al nostro miglioramento da un Vangelo predicato

3.) L'orgoglio dell'intelletto e un gusto lacerante per la critica letteraria. Sarebbe strano, in verità, se la musica delle parole dolci, la grazia delle frasi raffinate e tutte le lusinghe della composizione fossero escluse dal pulpito, mentre su qualsiasi altro palcoscenico sono ritenute necessarie per il successo. Ma c'è del pericolo in questo. Può porre una potente tentazione sulla via delle anime degli uomini. Porta a sacrificare la sostanza per l'ombra. Al giorno d'oggi gli uomini devono farsi predicare il Vangelo nel loro modo particolare, altrimenti non ascolteranno affatto la predicazione del Vangelo. Ricordatevi, vi prego, che la stoltezza di Dio è più saggia degli uomini e che la sapienza di Dio è più forte degli uomini

4.) La mancanza di solennità e riverenza nel santuario. Quanto poco pensiamo, in generale, alla società in cui ci troviamo, o alla natura del servizio divino, quando saliamo al tempio del Signore

5.) La mancanza di uno spirito di preghiera. L'effetto da produrre dipende interamente dal potere dell'Onnipotente. Allora com'è ovvio che tutti i nostri presenzi a queste ordinanze dovrebbero essere preceduti dalla preghiera! Sappiamo che da noi stessi non possiamo trarne profitto. Sappiamo che Dio ci ha detto come si deve ottenere la Sua benedizione. Non ci avvicineremo, dunque, allo sgabello dei piedi del suo trono? Non dovremmo forse chiedere che la forza divina si perfezioni nella nostra debolezza? (W. Craig.)

Ritornate a me, e io tornerò a voi.-L'incarico di Dio e la chiamata a un popolo traviato:-

Tre cose contenute in queste parole, che ben si adattano ai nostri tempi

1.) Un'accusa o un'accusa mossa da Dio contro il Suo popolo professante. Tutto il peccato è allontanarsi dalle ordinanze di Dio, o una violazione della Sua legge. Omettere doveri noti, Dio lo interpreta come una commissione di peccati noti

2.) Un'esortazione solenne sostenuta da un motivo seducente. Dio promette misericordia quando potrebbe eseguire il giudizio. Il pentimento è ciò che rimette a posto una creatura, con il volto rivolto verso Dio, in modo che tutti i suoi desideri e le sue attese vengano da Lui. Il motivo è il ritorno di Dio a noi. Si dice che Dio ritorna quando mostra il suo volto e il suo favore, che il peccato ha nascosto

3.) La risposta del popolo. "In che cosa torneremo?" Questo era o in parole: "Non siamo coscienti della colpa, mostraci in che cosa abbiamo offeso". O è la lingua dei loro cuori e delle loro vite

(I.) Mostra in che cosa ci siamo allontanati da Dio come popolo e terra professanti

1.) Ci siamo allontanati dalla Sua verità. Quanto alla generalità dei professori del paese, essi sanno a malapena quali siano i fondamenti del Vangelo, o quali siano i pilastri della riforma

2.) Ci siamo allontanati dalla Sua adorazione. Ora le famiglie che professano la pietà non pregano e c'è una stanchezza per le ordinanze

3.) Ci siamo allontanati dalla nostra fiducia in Dio. Questa è una lamentela che ognuno può muovere contro se stesso

4.) Ci siamo allontanati da Dio nella conversazione. La fede non è nulla senza frutto, né la verità evangelica senza la santità evangelica. I tuoi pensieri sono spirituali, la tua parola saporita, la tua mente e la tua disposizione celesti e il tuo comportamento esteriore senza offesa?

(II.) Come deve essere il nostro ritorno a Lui?

1.) Con profonda umiliazione. Il senso del peccato genererà dolore e vergogna per questo. Quando Dio toccherà il cuore, il peccato diventerà il più grande fardello che abbiamo mai sentito

2.) Con una vera riforma. L'ira di Dio è accresciuta da finti ritorni. Una cosa è confessare il peccato con la bocca, e un'altra cosa è scacciarlo dal nostro cuore

3.) Dovrebbe essere con un occhio al sangue di Cristo. Non c'è da aspettarsi misericordia se non attraverso la soddisfazione e l'intercessione del nostro Signore Gesù Cristo

(III.) La benedizione che è nel ritorno di Dio a noi. Quando Dio viene in una terra o in un popolo, il bene viene con Lui

1.) Viene con grazia e perdono

2.) Viene con la grazia per santificare e rinnovare

3.) Viene con il potere e la forza per salvare e liberare

4.) Viene con amore per deliziarsi in loro

(IV.) Perché Dio ritornerà a noi solo nel modo in cui ritorniamo a Lui? Non suppone nulla di meritorio nell'obbedienza della creatura; né ancora che le benedizioni della grazia siano sospese alla condizione del dovere

1.) È per giustificare le Sue dispensazioni davanti agli uomini. Sebbene il dovere non sia il fondamento della nostra pretesa, è la garanzia della nostra aspettativa e della nostra speranza

2.) Ucciderà la presunzione e la fiducia in se stessi nel Suo popolo

(V.) In chi si trova questa vile cornice menzionata nel testo. Questo può servire a titolo di cautela e a titolo di processo. Parliamo come nel testo quando...

1.) Riposiamo in generale, nel confessare il peccato davanti a Dio. Il peccato è una sorta di cavallo da soma su cui è posto ogni fardello

2.) Questa cornice prevale quando c'è un peccato che si trasferisce sugli altri. È facile confessare i peccati degli altri, ma il pentimento evangelico inizia a casa

3.) Gli uomini parlano così quando confessano alcuni peccati, ma non il peccato a cui Dio mira. Siamo tutti troppo parziali rispetto a noi stessi

4.) Confessare il peccato con una segreta simpatia nel cuore è un modo per dire: "In che cosa ritornerò?" Vale poco confessare il peccato se non se ne separi. Usi-

(1) Ci siamo così allontanati da Dio, e non ammireremo la pazienza divina, che ci è stata ancora risparmiata, sia le nostre persone che la nostra terra?

(2) Adorare la grazia

(3) Vedete qual è il dovere speciale di questo giorno. "Ritornate al Signore".

(4) Guardati dal cuore doppio oggi e per tutta la vita dopo. Cercate la pace e la verità, ma Cristo come fondamento di entrambe. (Giovanni Hill.)

Necessità del nostro ritorno a Dio:

Ogni volta che, sotto qualsiasi aspetto, ci siamo allontanati dalla via stretta e angusta che conduce alla vita, il nostro Padre nei cieli non ci abbandona subito a noi stessi, ma nel Suo tenero amore e nella Sua pazienza ricorre a vari mezzi per ricondurci a Lui. Questo è chiaramente il caso dei singoli cristiani; Forse è la condizione dell'umanità universalmente. Il nostro Padre misericordioso offre controlli e avvertimenti quando vede una tendenza generale ad allontanarsi da Lui. Se, in una qualsiasi Chiesa cristiana, le persone sono diventate sicure di sé, trascurando le antiche regole, disprezzando l'attenzione ai doveri morali, ma esultando per tutto il tempo in sentimenti e fantasie irreali, come segni del favore divino, quando tali sintomi di corruzione si manifestano, è una grande misericordia se il nostro buon Dio, con qualsiasi castigo, ci avverte del nostro pericolo, e della necessità di tornare a Lui finché possiamo. Geova inviò questo messaggio di affettuosa compassione al Suo popolo antico: "Ritornate a me, e io tornerò a voi". E c'era da aspettarsi che avrebbero accettato volentieri un'offerta così graziosa; che la loro unica domanda sarebbe stata in che modo avrebbero potuto provare al meglio la sincerità del loro pentimento. Ma un simile temperamento non si manifestò. Tutt'altro. Non avevano fatto nulla di cui vergognarsi. Dissero: "Perché non possiamo andare avanti come siamo; Che bisogno c'è di pentimento o di emendamento? Gesù Cristo insistette su tutti coloro che volevano seguirlo sulla necessità dell'abnegazione, cioè del fare e del soffrire ciò che è doloroso e spiacevole per noi, per amore verso di Lui. Questo abbiamo promesso di fare nel nostro battesimo. Se non abbiamo condotto il resto della nostra vita secondo quell'inizio, allora dovremmo udire la voce di Dio che ci dice: "Ritornate a me, e io tornerò a voi". Ritornate a Me in tutta umiliazione e abnegazione, e Io ritornerò a voi in quei doni e grazie speciali che contraddistinguono in modo eminente la presenza del buon Spirito di Dio. Qualunque sia la nostra condizione di vita, l'abnegazione in materia di disposizione e di temperamento è così essenziale per il carattere cristiano che, se l'abbiamo trascurata, abbiamo davvero urgente bisogno di tornare al Signore a questo riguardo senza indugio. Qualsiasi tendenza all'ostinazione è una prova che "il cuore non è retto davanti a Dio". Per quanto riguarda il dovere, o il privilegio, della preghiera, dovremmo accertarci da soli se ci siamo in qualche modo allontanati dal Signore, e quindi abbiamo bisogno di tornare a Lui in un vero e sostanziale emendamento. Ci deve essere un'obbedienza reale e cordiale, altrimenti un ritorno non è un ritorno. Non è una questione di professione o di sentimento o di conoscenza, ma di pratica assoluta, di carattere umile e di pratica umile. (Sermoni di Contrib. a "Tracts for the Times".)

Venire a Dio per amore o per paura:

La nostra vita in questo mondo è, in sostanza, un ritorno a Dio. Quando eravamo appena nati, siamo stati messi sul sentiero che conduce alla vita eterna, e ci è stato chiesto di mantenerlo in esso, e così tornare a Dio. Pochi, se non nessuno, vanno dritto; La maggior parte di noi è come bambini ribelli, che seguono la strada per un po', poi si allontanano; poi lo recuperava, e poi, con pentimento, procedeva. Così, per tutta la vita, stiamo tornando a Dio; scadendo qua e là; errando e smarrindosi come pecore smarrite; Trovata la via del ritorno, spesso ci chiediamo come; e così, per quanto riguarda la nostra direzione generale, procedendo lentamente verso la salvezza finale, attraverso le tentazioni e i pericoli della pista per la quale andiamo. Spesso i cristiani devono controllare se stessi, deplorare gli errori e tornare sui passi incuranti; Devono farlo quando vedono o sentono di essere fuori dalla retta via. Il testo chiede: "In che cosa ritorneremo?" La domanda suggerisce qualche riflessione sui motivi che possono agire per ricondurre gli uomini a Dio. Come saranno riportati a casa quelli che sono sviati? Se diventiamo lassisti, freddi e duri, come saremo recuperati? Ci sono due grandi motivi che possono tenere gli uomini vicini a Dio e mantenere il nome di Dio in onore nel mondo. Questi due sono l'amore e il timore: l'amore di Dio per la Sua misericordia, il timore di Dio per la Sua giustizia. Ognuno di questi può salvare un uomo; entrambi possono mantenere viva e forte una razza. Con il cuore ci aggrappiamo saldamente a Dio come Padre e Salvatore. Dio si chiama nostro Padre; la parola include il suo atto nel darci il nostro essere, la sua provvidenza che ci custodisce, ci sostiene e ci benedice giorno per giorno. Dio, come Creatore, Sovrano e Governatore, ci chiede il nostro amore. Egli si rivela come Dio nostro Salvatore. Il simbolo del potente amore che tutto costringe è, e deve sempre essere, la Croce. Così, per prima cosa, il Signore ci attira con l'amore. Ci sono, tuttavia, coloro che nel mondo non hanno alcun effetto su queste considerazioni. In tal caso rimane uno, e uno solo, altro motivo per portarli a Dio; è il motivo inferiore della paura. Non la semplice paura della punizione, né la paura della sofferenza. È la paura di un disastro irreparabile, di una perdita eterna. Che gli uomini non possono affrontare. Questo è il terrore dei dreads. Ma ci sono quelli in cui non c'è tale terrore; non sentono l'amore di Dio, non possono essere scossi dal timore di Dio. Quale altro motivo puoi indicare quando entrambi falliscono? Non c'è risposta. Distruggere la fede in Dio Onnipotente come Creatore; con ciò svanisce la fede in Dio Onnipotente come provvidenza. E quando questo è fatto, anche la base su cui poggia l'amore è scomparsa. Distruggete la fede nel Signore Gesù Cristo come Redentore del mondo, e con essa svanite anche il senso del peccato, la gratitudine per la liberazione dai suoi effetti e l'amore che ha riempito il cuore degli uomini mentre meditavano sulla misericordia del Salvatore e sulla dolcezza del "prezioso sangue di Cristo". Così viene tolto ogni fondamento per amare Dio. Gettate via la fede nella morte eterna, nella punizione perpetua, nella condanna irreparabile, e la paura dovrà svanire. Se non c'è un Dio giusto che mi ricompensi, chi c'è da temere? Che cosa faranno gli uomini quando cadranno così in basso? Consideriamo. L'amore e la paura possono morire dal cuore? Mai. L'amore e il timore di Dio possono morire; Ma l'amore e la paura di qualcosa rimarranno. Verso che cosa si dirigeranno? Quando l'uomo non amerà più Dio, dovrà arrivare ad amare se stesso; E quando si tratta di amare se stesso, la sua paura principale è che, in quell'amor proprio, non venga ostacolato o impedito. Che ne sarebbe di un mondo che avesse perduto il proprio amore e la propria paura, che non amasse il Redentore né temesse le pene dell'inferno? Si può essere perdonati per aver dubitato che un mondo del genere valga la pena di essere salvato; e per chiedersi se potesse essere salvato. Insegniamo dunque, come più necessario per questi tempi, l'amore di Dio e il timore di Dio. (Morgan Dix.)

Incoraggiamento per chi sbaglia:

Dio viene al Suo popolo. Il suo scopo è quello di raffinare, purificare e salvare; e di giudicare e testimoniare contro la trasgressione. Le benedizioni di Dio sono date in modo condizionale. Osservare-

(I.) Il dovere. "Ritornate a me".

1.) Le parole implicano distanza da Dio. La causa è il peccato. Il peccato approfondisce e allarga la differenza tra Dio e l'uomo. Togliete il peccato, Dio e l'uomo sono una cosa sola

2.) Ritorno al riconoscimento del dovere trascurato

3.) Ritorna con uno scopo fisso in tutte le cose per conformarti alla volontà di Dio

(II.) La promessa. "Ritornerò da te".

1.) Le promesse di Dio sono molte

2.) Le promesse di Dio sono grandi

3.) Le promesse di Dio sono preziose

4.) Le promesse di Dio sono incoraggianti. Ai deboli, agli afflitti, agli afflitti, agli sfortunati; Sì, a chi ha sbagliato e a chi è peccatore

(III.) La conferma. "Dice il Signore".

1.) L'autorità. "Il Signore".

2.) La fiducia che ispira

3.) L'azione che dovrebbe richiedere. (Schizzi di quattrocento sermoni.)

La fame d'amore nel cuore di Dio:

(I.) La supplica di Geova. "Ritornate a me". Il peccato non è solo l'allontanamento dalla giustizia, ma da Dio. Dio è la vera sfera dell'uomo. Coloro che hanno vissuto in Dio possono allontanarsi da Lui. La loro triste condizione può fornire ragioni per il loro ritorno; ma la cosa più potente è che Dio li supplica di farlo. Questo dovrebbe influenzarli profondamente. Perché si manifesta...

1.) La sua condiscendente pietà

2.) Grazia tollerante

3.) Amore immutabile

4.) Disponibilità a riceverli di nuovo nel Suo favore. L'allontanamento dell'uomo da Dio Lo rattrista. Affinché il vagabondo possa tornare, deve:

(1) Rifletti sulla sua ostinazione, la sua follia e ingratitudine

(2) Arrendersi ai disegni del Divme che lo raggiungono attraverso la Parola e lo Spirito

(3) Scopri la causa delle sue peregrinazioni e mettila da parte

(4) Volgetevi a Dio con confessione contrita e preghiera sincera. La Parola Divina per Lui avrebbe potuto giustamente essere "Partire", non "Ritornare".

(II.) La promessa di Geova. "Ritornerò da te". Dio si compiace di riempire la coscienza dell'uomo con la Sua presenza. Si ritira con riluttanza dal vagabondo. Nel ritorno di Dio c'è tutta la beatitudine spirituale

1.) Tutte le peregrinazioni sono perdonate

2.) L'anima è ravvivata in novità di vita

3.) Gli effetti negativi del vagabondaggio vengono eliminati

4.) Le sorgenti di una felicità profonda e immortale si aprono nell'anima

5.) Lo spirito è cosciente di possedere il suo vero ed eterno riposo. Il ritorno di Dio dipende dal ritorno del vagabondo a Lui. Egli non può rivelarsi pienamente a coloro che si allontanano dalle Sue vie. Egli può avvertirli, castigarli e lottare con loro, ma essi non possono sapere che cosa sia la Sua presenza per il cuore obbediente. (W. Osborne Lilley.)

Un sermone veloce:

Questo testo è un'esortazione al pentimento

(I.) Un'accusa. "Voi ve ne siete andati". Si erano allontanati dalle ordinanze di Dio e non le avevano osservate. La legge può essere infranta, sia omettendo il bene richiesto sia facendo i mali proibiti. Avevano perseverato a lungo in questi peccati; "dai giorni dei vostri padri".

(II.) L'esortazione. "Ritorno", ecc. Nota il dovere. Il pentimento verso Dio è necessario per rimettere a posto la creatura e metterla al suo posto e nella sua giusta posizione

(III.) La replica del popolo. "Avete detto: Da che cosa ritorneremo?" Non è una domanda seria, ma un cavillo. Si adattava al genio robusto e ostinato di questo popolo, che non avrebbe ceduto a nulla che potesse dedurre la loro colpa. L'esortazione si perse in loro, come se non avessero bisogno di pentimento o di riforma. Dottrina: Che un popolo che apparentemente si è allontanato dalle vie di Dio non è facilmente portato a vedere e a sentire la necessità di tornare a Lui. Questo punto vale per l'umanità in generale, per le nazioni e per le persone in particolare. Gli uomini stabiliscono una falsa felicità nella loro condizione carnale. C'è qualcosa in noi che è per noi invece di Cristo, quando i nostri affetti si rifanno alle cose presenti. La comunanza e la continuazione del peccato ne toglie l'odiosità. Gli uomini molte volte tornano finti. Un popolo che professa il pentimento in generale, quando si tratta di particolari, sussulta e trasalisce. Questa non è che una nozione di pentimento, non un vero esercizio di esso, quando professiamo di tornare a Dio, e non sappiamo dove dovremmo tornare. Esortare a due cose:

(1) Fate attenzione ai cambiamenti con cui gli uomini si ingannano

(2) Chiedi dove dovresti tornare. Scopri il peccato che lo ha provocato. Per fare questo avrete bisogno di molta ricerca e di auto-comunione. Cercate informazioni da Dio. E osserva attentamente le tue vie. (T. Manion, D.D.)

Un lamento divino e un invito divino:

(I.) Una lamentela divina contro i peccatori. Tre accuse. Apostasia. Disonestà. Insensibilità

(II.) Un invito divino ai peccatori. Un invito a tornare...

1.) All'amicizia divina

2.) Al servizio onesto. "Porta tutte le decime nel deposito". Se accedono, Dio promette:

(1) Per dare loro del bene in abbondanza

(2) Per dare loro del bene in relazione ai prodotti della terra

(3) Per dare loro del bene negli affetti degli uomini. Imparare-

1.) Un uomo è un uomo cattivo che nega a Dio ciò che gli è dovuto

2.) Un uomo cattivo diventa buono arrendendo tutto se stesso a Dio

3.) Più bene un uomo ha in sé, più bene ha dall'universo. (Omileta.)

Un uomo deruberà Dio?

L'ordinanza di Dio è stata che gli uomini dovrebbero avere certe cose, a certe condizioni, che appartengono loro separatamente, come proprie. Ma c'è sempre stata una forte propensione a infrangere questa grande legge. Non ci meravigliamo affatto delle leggi relative alla proprietà tra gli uomini. Ma qui nel testo c'è un altro tipo di rapina, che suona in modo strano; di cui molti possono essere colpevoli, e poco ci pensano. «Deruba Dio», chi potrebbe mai pensare a una cosa così mostruosa? Eppure può esserlo. Nelle parole successive viene fatta l'affermazione: "Mi avete derubato". Tutto qui sulla terra appartiene a Dio. È in mezzo alle cose che gli appartengono che siamo consapevoli, viviamo e agiamo. Se tutto appartiene a Dio, allora subentra la responsabilità di commettere una rapina contro di Lui. Può darsi che non ci sia un senso generale abituale e un riconoscimento delle Sue pretese sovrane; non c'è la sensazione che tutto appartenga a questo. Questo è lo spirito e il principio comprensivo del torto verso di Lui, e si manifesterà in molte forme speciali; questo stato d'animo è un rifiuto generale di riconoscere la Sua legge. Sta sottraendo, per così dire, a Dio l'intero terreno e assumendosi una licenza per ogni atto e tipo di furto particolare. Derubare Dio significa anche permettere a qualsiasi cosa di avere su di noi un potere più forte della Sua volontà. Ci dovrebbe essere coscienziosa cura per formare un giudizio giusto e onesto di ciò che è dovuto, di ciò che appartiene a Dio. In questa colpa si incorre nell'applicare erroneamente ad altri usi ciò che è dovuto a Dio. Si possono specificare alcuni semplici particolari di ciò che non possiamo nascondere a Dio senza questa colpa. Una è una parte molto considerevole del pensiero che lo riguarda. La paura, del tipo più profondo e solenne, è dovuta a Dio. Abbiamo, naturalmente, un timore reverenziale nei confronti del potere. Ci sono altri tributi dovuti, corrispondenti a quelli che potremmo chiamare gli attributi più attraenti e graziosi. Un uomo rifiuterà gli affetti più gentili: l'amore, la gratitudine, l'umile fiducia? Ma dobbiamo guardare oltre, all'intera ampiezza della legge dichiarata di Dio: la somma completa dei Suoi comandamenti; un grande schema dei dettami della volontà divina, posti perentoriamente davanti a noi, e che vi dimorano in modo permanente come la nostra visione dello scopo della terra o del cielo stellato. Ogni precetto parla di qualcosa che possiamo rifiutargli, cioè l'obbedienza; e una tentazione sta vicino a ciascuno. Sembra che alcuni "rubino Dio" di quasi tutti. E con una volontà così decisa, che sembrerebbe che ci sia bisogno di più precetti per estendere la loro ingiustizia. Altri pensano di dover rendere qualcosa, ma che un tributo parziale, e piccolo, può essere sufficiente. Sembra che molti pensino che, se non derubano gli uomini, non c'è bisogno di preoccuparsi molto di ciò che è specialmente e direttamente dovuto a Dio. Non è per il Suo bene che Dio richiede il nostro omaggio, il nostro servizio e la nostra obbedienza. È per il nostro bene. Così si troverà che, derubando Dio, gli uomini derubano se stessi in modo iniquo e fatale. Menzionate una cosa in particolare come dovuta a Dio: il dovere di promuovere la causa di Dio nel mondo. Se si potesse supporre che ad ogni professante servitore di Dio, e seguace di Cristo, si potesse chiedere: "Vuoi che la tua parte individuale sia posta davanti a te?", egli dovrebbe essere un uomo coraggioso, che dovrebbe immediatamente e libero da ogni apprensione, dire: "Sì, sono sicuro di ciò che testimonierà". (Giovanni Foster.)

Rapina a Dio:

È possibile, e il peccato è stato perpetrato. Dio dice a questi Giudei: "Voi mi avete derubato". Nel loro caso si riferiva alla trattenuta delle decime e delle offerte per il sostentamento del culto del tempio. Questo non ci appartiene; Ma non è l'unico modo in cui il peccato può essere commesso. Rapina significa prendere, con la frode o con la violenza, ciò che appartiene ad un altro e appropriarsene per il proprio uso

(I.) Applicate questa accusa di derubare Dio a gran parte dell'umanità, generalmente considerata. Per una mente pia, è una cosa commovente e malinconica considerare quale cospirazione sembra sempre in atto per escludere Dio dal Suo mondo, per privarlo dei Suoi diritti nell'omaggio che gli è dovuto dalle Sue creature. L'ateismo lo priva della gloria della sua esistenza; Deismo, della gloria della Sua rivelazione; il paganesimo, della gloria della sua spiritualità e delle sue perfezioni; Maomettanesimo, della Sua esclusiva manifestazione di Se stesso attraverso la persona e l'opera di Suo Figlio, riguardo ai propositi della Sua grazia per il nostro mondo; L'ebraismo, della gloria della Sua relazione con il Suo unigenito e ben amato Figlio. Così che vediamo, su scala molto ampia, la creazione razionale di Dio che lo deruba continuamente della Sua gloria. Se veniamo dai sistemi agli uomini, vedremo che lo stesso crimine è continuamente in corso contro di Lui, come il Dio della natura, della provvidenza e della redenzione. L'adorazione dell'uomo non è forse una delle caratteristiche più sorprendenti dell'epoca in cui viviamo? Guardando all'esterno la società, vediamo un crimine che continua a derubare Dio della Sua gloria e a non dargli l'onore che in tutte queste cose è dovuto al Suo nome. Nella sfera della religione, quale rapina a Dio c'è nel togliergli i Suoi sabati, togliendoli alla religione e dedandoli al piacere e agli affari. Il socinianesimo lo priva della gloria della Divinità di Suo Figlio. Il papato corrompe ogni cosa nella religione: suscita un rivale di Dio nel papa, un rivale della Bibbia nella tradizione, un rivale del Salvatore nei sacerdoti, un rivale della Croce nel crocifisso

(II.) Applica questa accusa di derubare Dio a classi particolari

1.) Essa è contro l'uomo che vive senza una religione personale, decisa, spirituale, il cui cuore non è ancora convertito a Dio. L'uomo che vive senza religione, quell'uomo sta commettendo un furto totale a Dio. Deruba Dio di se stesso. Egli appartiene a Dio. Il suo corpo lo fa, ed egli glielo toglie, per la sensualità, per il vizio o per la mondanità. Egli sta derubando Dio dell'anima, con tutte le sue facoltà. L'intelletto appartiene a Dio; eppure, sebbene migliaia di pensieri fluiscano dalla mente di quell'uomo giorno dopo giorno, nessuno di questi va a Dio. Sta derubando Dio della sua volontà, dei suoi affetti, ecc. Un uomo non convertito deruba Dio del suo tempo. La stessa osservazione può essere fatta per quanto riguarda l'influenza; per quanto riguarda la proprietà. È il mondo di Dio in cui viviamo, la Sua terra che calpestiamo, il Suo sole che splende su di noi, la Sua pioggia che cade su di noi, le Sue creature che ci sostengono, la Sua lana e il Suo cotone che ci vestono; e non abbiamo il diritto di usare nessuna delle Sue creature se non in un modo che, mentre ci fa bene, glorifichi allo stesso tempo Dio

(III.) Applicate questo argomento ai cristiani professanti. Possono essere del tutto esenti dall'accusa? La loro vita non dovrebbe essere "un olocausto completo" a Dio? Un cristiano dovrebbe essere partecipe di quella religione che mette in evidenza una santa moralità in tutte le posizioni, occupazioni e circostanze in cui si trova. Viviamo dunque per Dio o per noi stessi? Non ci sono forse ladri di Dio dal pulpito? Nessuno che, invece di cercare la gloria di Dio, cerchi la propria? Per la natura stessa dell'ufficio ministeriale, l'io è l'idolo che corriamo il pericolo di innalzare, se non al posto di Dio, ma fianco a fianco con Lui. Quale dovere derivante da questo argomento devo prescrivere? Restituzione. Arrendetevi a Dio. (Giovanni Angel James.) È probabile? È possibile? Può essere così in malafede? Che cosa! derubare un Padre, un Amico, un Benefattore! Può essere così audace? Derubare un Essere così alto e sacro; e la cui gloria accresce così tanto l'offesa! Può essere così irrazionale, così disperato? Eppure, dice Dio, "Voi mi avete derubato". E l'incarico ricade su coloro che si trovano nella casa di Dio. Chi non ha derubato Dio della proprietà? La nostra ricchezza non ci appartiene. Siamo solo steward. Sembra sempre sospetto quando il maggiordomo di un gentiluomo diventa molto ricco e muore ricco. La sostanza è affidata ai suoi occupanti, per certi scopi chiaramente stabiliti nella Scrittura. Escludi queste richieste? Quanto spendono ingiustamente alcuni; nei lussi della tavola, negli abiti costosi, nei mobili magnifici? Chi non ha derubato Dio del tempo? Il sabato. La nostra giovinezza, così spesso sprecata nella vanità, nella follia e nel vizio. Tutti i nostri momenti e le nostre opportunità sono Suoi: ed Egli ci comanda di redimere il tempo. Chi non ha derubato Dio del cuore? La paura, la fiducia, la gratitudine, l'attaccamento del cuore, li abbiamo trasferiti dal Creatore, Dio al di sopra di tutto, benedetti per sempre. E non si può dire lo stesso dei nostri talenti, che si tratti dell'apprendimento, o delle facoltà di conversazione, o della ritenzione della memoria, o della nostra influenza sugli altri? Non facciamo finta di negare l'accusa; ma ripariamoci allo sgabello della misericordia e gridiamo: "Se tu, Signore, dovessi notare l'iniquità, o Signore, chi starebbe in piedi?" (William Jay.)

Ladri:

Ci sono molti più rapinatori di quanti la polizia sappia. Gli uomini potrebbero essere sorpresi di sapere che un ladro, a volte, è nascosto nel loro stesso petto. Com'è malvagio derubare un uomo che ci ha fatto una gentilezza; ma quanto più derubare un Dio che ci ama di amore eterno! Come ladri di Dio, considerate:

(I.) Atei. Costoro immaginano che non ci sia un Dio Creatore; o se c'è un Dio, che nessuno possa scoprire nulla di Lui; e che non esiste una religione rivelata da Dio. In una galleria di quadri a Londra, mi è stato mostrato un grande dipinto del volto di una donna e, chiedendo il nome dell'artista, il mio amico ha risposto: "Anche se è un quadro prezioso, il nome dell'artista è sconosciuto". Vi mostro un'immagine, la cornice è fatta di terra, e l'immagine si chiama vita. Guarda l'intaglio del genio divino nella cornice e guarda le linee dell'amore eterno nell'immagine! Si può dire che nessuna mente intelligente abbia mai concepito e nessuna mano abile abbia mai plasmato la foglia, il frutto, la rosa di quel quadro? Alcuni atei ammettono che c'è una Mente al di sopra di ciò che è umano, eppure dicono che la Mente-Dio non ha alcuna simpatia personale per gli uomini. Molte persone vivono come se Dio non esistesse. Non è di moda farlo? Sareste felici se non ci fosse Dio? Pensa, la felicità di Dio è di benedirti, eppure tu Lo derubi di quella gioia

(II.) Deisti. Colui che pensa che ci sia un Dio supremo, ma non crederà che Egli si è rivelato in Cristo Gesù. Deista, ti chiedo di contemplare Dio attraverso Gesù. Non privare Gesù della Sua amorevole influenza, che ha lo scopo di benedire il tuo cuore. Riuscirai a trovare un altro uomo che abbia mai insegnato al mondo una verità migliore, o che abbia amato gli uomini più di Gesù? (William Birch.)

Derubare Dio:

Derubare Dio è un crimine terribile, eppure viene commesso ogni giorno, e fatto dai Suoi amici professati così come dai Suoi nemici dichiarati. Dio viene derubato ogni volta che le Sue prescrizioni vengono ignorate, ogni volta che i Suoi diritti vengono contrastati, ogni volta che le richieste e gli interessi del Suo regno vengono trascurati. Considera in che modo Dio viene derubato dal Suo popolo

1.) In materia di affetto. "Figlio mio, dammi il tuo cuore". Questa è l'offerta suprema

2.) In materia di consacrazione. Dio avrà tutto il cuore, la vita, i doni, o nessuno

3.) In materia di servizio. La pretesa di Dio è assoluta sul tuo tempo, influenza, preghiere, sforzi, doni, mezzi, anche nella loro potenzialità

4.) In materia di gratitudine

5.) Nelle decime e nelle offerte. (J. M. Sherwood.)

Vivere di furto:

Questo è un tipo di furto molto comune. Non pregiudica il merito di coloro che ne sono colpevoli. È praticato da tutte le persone non salvate, più o meno. In effetti, questo è uno dei mezzi principali con cui Satana mantiene a proprio agio le persone senza Cristo. È più comune tra i non salvati che sono persone rispettabili, morali e, a modo loro, religiose. Satana insegna loro a vivere di furto. Li induce ad appropriarsi di promesse e speranze che non gli appartengono: e per mezzo di questa proprietà rubata, riesce a tenerli a loro agio fino a quando non li ha rovinati per sempre. (A. J. Gordon.)

Derubare Dio:

La storia del vecchio Stradivari, il famoso liutaio, è suggestiva. Disse che se la sua mano si fosse allentata nel suo lavoro di costruzione di violini, avrebbe derubato Dio e avrebbe lasciato uno spazio vuoto invece di buoni violini. Disse che nemmeno Dio avrebbe fatto i violini di Antonio senza Antonio. La verità ha un'ampia applicazione. Può essere applicato a ogni vita e a ogni lavoro che ognuno di noi fa. Uno è impegnato in una fabbrica, uno in un'officina meccanica, uno in un ufficio, uno in una fattoria, uno è a scuola. Un uomo è un medico, un altro è un avvocato, un altro un mercante, un altro un meccanico, un altro un ministro. Qualunque sia il nostro lavoro, non possiamo essere fedeli a Dio se non lo facciamo nel miglior modo possibile. Insultare significa fare male l'opera di Dio. Trascurare è derubare Dio

Derubare Dio:

Facciamo bene a chiederci in questo momento fino a che punto le parole di Dio di Malachia si applicano al nostro caso: "Voi siete maledetti con maledizione; poiché mi avete derubato". "Dove? Nelle decime e nelle offerte". Quando confrontiamo i milioni e milioni profusi in vane ostentazioni, banchetti costosi, abiti stravaganti, abitazioni sontuose, divertimenti frivoli o degradanti e, peggio ancora, in gioco d'azzardo, nel bere e nelle concupiscenze profuse, con la squallida miseria distribuita per il Vangelo in patria e all'estero, e poi ci chiediamo come questo debba apparire agli occhi di Dio, c'è da meravigliarsi se siamo visitati da tempi difficili? "Tremo per il mio paese (ha detto Thomas Jefferson) quando ricordo che Dio è giusto". Novecento milioni di dollari spesi in un anno per liquori inebrianti; Cinque milioni e mezzo per le missioni (non per il sostegno della Chiesa) in patria e all'estero, cioè centosessantaquattro a uno. I novecento milioni non solo sono stati sperperati, ma sarebbe meglio gettarli in mare piuttosto che usarli come sono ora per rovinare le anime e i corpi degli uomini, per distruggere le famiglie e per affliggere lo Stato. (F. H. Harling.)

La grande rapina:

Ebbene, non c'è dubbio che l'uomo compirà alcune azioni molto audaci. Di quali magnifiche cose è capace! Potrebbe non essere molto bello da guardare, potrebbe non riempire un grande spazio nel paesaggio; ma dal suo cuore e dalla sua anima quali atti di eroismo possono uscire! Che audacia! Imprese che emozionano il mondo intero e commuovono il cuore del cielo! È un patrimonio prezioso che abbiamo nella biografia umana. L'uomo, tuttavia, non sempre impiega la sua anima audace nel modo giusto. Qual è la cosa più audace mai fatta? Ebbene, sicuramente è qui, in quanto un uomo deruberà Dio. E non è il vero coraggio che lo porta a farlo; è temerarietà, con enfasi sulla prima sillaba della parola. È il codardo che deruba Dio, perché non sa quello che fa. Ma guardiamo la questione in un senso più ampio, e vediamo come possiamo essere colpevoli di questo terribile crimine. Ogni furto di Dio deriva dalla nostra incapacità di riconoscere l'unico grande fatto della sovranità di Dio. "La terra appartiene al Signore e la sua pienezza; il mondo e quelli che vi abitano". "Egli è colui che ci ha creati: noi siamo il suo popolo e le pecore del suo pascolo". In teoria riconosciamo tutto questo; Ma che dire del suo impatto pratico sulla nostra vita quotidiana? Abbiamo un senso riverente e bello della proprietà di Dio, che ci porta a santificare tutti i nostri pensieri, le nostre azioni e i nostri beni? Parliamo mai di avere denaro nostro, dimenticando che ogni briciolo di esso è di Dio? Arriviamo persino a dire che "saremo padroni della nostra casa", dimenticando che la casa non è nostra, e che "uno solo è il nostro Maestro, cioè Cristo". Ciò di cui abbiamo bisogno, quindi, oggi è un senso più chiaro della sovranità di Dio. Non cammineremo con tanta alterigia e non ci comporteremo con tanto orgoglio, non saremo così negligenti e irriverenti nella nostra vita, quando ci renderemo conto vividamente dell'autorità e della presenza del Signore di tutti. Che terribile accusa il salmista rivolge a certe persone! "Dio non è in tutti i loro pensieri". A meno che non vogliamo derubare Dio del Suo diritto, Egli deve essere in tutti i nostri pensieri, la grande Forza morale in tutto il nostro lavoro e dovere, mantenendoci in ottima integrità e onore. Nel piacere Egli deve essere "la sorgente di tutte le nostre gioie, la vita delle nostre delizie", e allora non prenderemo alcun danno qualunque piacere ci dedichiamo. E nel dolore deve essere il nostro primo e unico pensiero; allora "il dolore e il timore e la preoccupazione voleranno come nuvole davanti al sole di mezzogiorno". Un uomo deruberà Dio? Sì, a meno che non abbia continuamente davanti a sé il timore di Dio. "La trasgressione degli empi dice nel mio cuore che non c'è timore di Dio davanti ai suoi occhi". Questo è il messaggio di ogni trasgressione mai commessa. Se gli uomini avessero davanti agli occhi il timore di Dio, non peccherebbero mai contro di Lui. Un articolo di uno dei giornali di qualche tempo fa parlava della "degenerazione della volontà". Nei tempi antichi un uomo iniziava la sua volontà così: "Nel nome di Dio, Amen". Ma ora cominciamo bruscamente: "Questo è l'ultimo testamento". Non è semplicemente che siamo a corto di tempo e non possiamo permetterci le frasi indirette di un tempo passato; È che non abbiamo il senso di riverenza nella misura in cui dovremmo averla: non viviamo con il santo terrore e il grande timore reverenziale dei grandi antichi santi. Un uomo deruberà Dio? Sì, se gli nega il suo amore, la sua gratitudine e la sua obbedienza. Questi grandi affetti del cuore ci sono stati concessi perché fossero dati a qualche oggetto degno. Devono essere spesi solo per pochi oggetti inferiori intorno a noi, e devono essere negati a Colui in cui c'è tutta l'eccellenza, la bontà e la bellezza perfette? L'amore di Dio per noi non richiede forse a gran voce la nostra risposta? Tutta la misericordia del passato non reclama forse un diritto irresistibile alla nostra fervida gratitudine? Ogni precetto della legge di Dio non richiede forse la nostra obbedienza? Se non lo diamo, non deruberemo con la rapina più vile e audace Colui al quale è dovuto il nostro più di tutto? L'uomo che ruba Dio ruba a se stesso. Dio non ha bisogno di nulla di nostro per renderlo più ricco; è semplicemente per il nostro bene che Egli fa la grande richiesta. Dai tutto il tuo piccolo, e il ritorno sarà in piena misura, schiacciato e traboccante. Trattenete, e non guadagnerete nulla e perderete tutto. (W. A. L. Taylor, B.A.)

10 CAPITOLO 3

Malachia 3:10

Portate tutte le decime nel deposito. Il magazzino di Dio:

Il contenuto di questo libro mostra che, al tempo di Malachia, la religione era in condizioni molto basse. Il popolo derubò Dio trattenendo le decime e le offerte, e i sacerdoti contaminarono l'altare di Dio. Essi offrirono a Dio ciò che non osavano offrire a un governatore umano, e ciò che un governatore umano non avrebbe accettato dalle loro mani. Eppure sembravano inconsapevoli della malvagità della loro condotta. Il peccato acceca gli occhi e ottunde la coscienza a tal punto che gli uomini spesso fanno del male e a malapena sanno che lo stanno facendo. Ma il peccato porta la sua punizione. Dio rovinò i loro campi e distrusse le loro greggi, così che la terra gemeva sotto la maledizione. E l'unico modo per rimuovere il male era quello di allontanarsi dal male delle loro vie

(I.) L'origine e il significato delle decime. Era la decima parte del prodotto del suolo, e l'aumento del gregge, o il reddito dell'individuo. Non era semplicemente un'istituzione mosaica. Vedi il voto di Giacobbe alla Betel. Abrahamo pagò la decima a Melchisedec. Sembra che Dio abbia istituito questa pretesa, di essere un costante riconoscimento da parte nostra della nostra dipendenza da Lui per tutto ciò che possediamo. Dio rivendica una proprietà assoluta del suolo e di tutti i suoi prodotti, e rivendica questo costante riconoscimento della Sua proprietà per mano degli uomini. All'inizio le decime furono usate per mantenere le ordinanze religiose e per provvedere ai bisogni dei poveri, degli orfani e delle vedove, che sono sempre stati oggetto delle cure di Dio. Oltre a queste decime, c'erano anche offerte volontarie. Molti, di loro spontanea volontà, hanno dato ben oltre il minimo stabilito. Forse non è mai stato previsto, nemmeno sotto l'economia ebraica, che la decima dovesse essere esigibile con la forza. È evidente che è stato spesso negato. La decima non deve certamente essere imposta per legge nell'economia attuale. Eppure, certamente non ci si può aspettare meno da noi che dagli ebrei. La terra è ancora del Signore, ed Egli esige da noi lo stesso riconoscimento che ha ricevuto da loro. È Dio che manda il sole e la pioggia, e fa germogliare e germogliare il seme. Dio è ampiamente ripagato, come proprietario della terra, e per la Sua fatica, quando gli date la decima, e questo, forse, a malincuore? Ma non è semplicemente la tua sostanza, ma anche te stesso che appartiene a Dio. Tu non sei il tuo. Allora sicuramente ci dovrebbe essere un riconoscimento della Sua proprietà. Hai mai dato la decima a Dio? Dov'è il magazzino in cui devono essere portate queste decime? Dov'è il magazzino di Dio? Il magazzino è proprio il luogo in cui sono necessarie le decime. Dovete dare la decima al vostro tempo e al vostro pensiero per la cultura del vostro cuore e della vostra vita, se devono essere come un giardino ben curato, bello per Dio. Dovete dare la decima al vostro tempo per il bene della vostra famiglia, se la vostra casa deve essere ben ordinata e se i vostri figli devono essere educati nella disciplina e nell'ammonimento del Signore. Avete bisogno di dare la decima al vostro tempo, al vostro pensiero e al vostro affetto per soddisfare le richieste della società: gli ignoranti e i degradati intorno a voi chiedono aiuto a gran voce. Il deposito delle tue sostanze si trova nelle case della vedova, dell'orfano, del povero e dell'indigente

(II.) La benedizione qui promessa. Aprire le finestre ha, senza dubbio, un riferimento al sole e alle docce, che producono il raccolto. Ma ogni dono buono viene dall'alto, e, quindi, questa espressione può simboleggiare il modo in cui ogni benedizione ci viene elargita. Come sarebbe facile per Dio riversare così la Sua benedizione su di noi fino a quando non ci sarà abbastanza spazio per riceverla. Questo vale per la benedizione temporale. È altrettanto vero in relazione alla benedizione spirituale. Se dovessimo rispettare le condizioni che Dio ha qui nominato, quanto sarebbe facile per Lui riempire questa casa. Questo è particolarmente vero in relazione alla benedizione personale. In Lui sono tutti i tesori della sapienza e della scienza. Vedete allora il modo in cui si può ottenere la benedizione di Dio. Chiudi il cielo o lo apri, con l'atteggiamento che assumi nei confronti di Dio. Alla fine Egli sarà per te ciò che ti ostini ad essere per Lui. Anche voi, in molti modi, potete impedire o procurare benedizioni agli altri. (A. Clark.)

Portare le decime:

1.) Si obietta che non siamo ebrei, e che il comando è, quindi, obsoleto. Ma l'occasione della decima, come quella del giorno del Signore, si trova nei fatti permanenti e immutabili, nella gloria di Dio e nelle necessità dell'uomo. L'occasione per la decima è oggi ancora più urgente che in passato, poiché l'opera della religione deve essere estesa in tutto il globo

2.) Si obietta che questa legge della decima, come le leggi riguardanti il sacrificio e la circoncisione, è stata abrogata. Ma questo non è vero. Non c'è una sillaba nel Nuovo Testamento che, direttamente o indirettamente, abroghi la legge della decima

3.) Si obietta che ogni uomo deve dare "come si propone nel suo cuore e come il Signore lo ha fatto prosperare", e questa è un'abrogazione virtuale della decima. Al contrario, conferma realmente il principio della decima. Dobbiamo dare con uno "scopo"; cioè, deliberatamente, sistematicamente, non secondo capriccio o incidente

4.) Si può dire: "Non sono limitato a un decimo, ma, come Zaccheo, posso dare la metà o, come gli apostoli, tutto". Tanto meglio. Non ci sono obiezioni alla regola. "Le offerte di ringraziamento erano sempre lodate".

5.) L'obiezione peggiore è: "Non me lo posso permettere". C'è il vero ostacolo: l'egoismo. Ma "voglio risparmiare per la vecchiaia". Sì, e anche per l'eternità. Non risparmiate per i vostri figli derubando Dio. Che giova all'uomo se guadagna la decima e perde la sua anima? (M.V. Crouse.)

Mettimi ora alla prova con questo. - Dio mise alla prova:

Molto più alto di quanto i cieli siano sopra la terra è il nostro Dio al di sopra degli uomini; eppure Egli parla agli uomini, non solo alla maniera degli uomini, per quanto quella maniera sia buona, ma spesso con una tenerezza, una gentilezza e una libertà di cui molti uomini sono assolutamente incapaci. Qui, per aiutare Neemia a restaurare l'adorazione di Dio, Malachia riceve l'ordine di dire al popolo: «Portate tutte le decime nel deposito... e mettimi ora alla prova con questo", ecc. La consacrazione di un decimo del prodotto della proprietà e del lavoro è di data anteriore all'istituzione dell'economia mosaica. L'usanza fu adottata dalla direzione divina nella dispensazione levitica, e fu applicata dai comandamenti divini. Dio qui si lamenta della negligenza rispetto a questa detta ordinanza, che indicava uno spirito negligente, poco devoto e irreligioso tra il popolo; e a causa di ciò, Dio aveva rifiutato la Sua benedizione e aveva colpito Israele con una maledizione. Le esigenze di Dio sono, in linea di principio e nello spirito, molto simili in tutte le epoche, e le omissioni, i difetti e le colpe del popolo di Dio sono, in tempi anche molto lontani l'uno dall'altro, non dissimili

1.) Dio ha sempre collegato il godimento e l'uso di certe benedizioni con l'osservanza delle Sue ordinanze e con l'obbedienza alle Sue prescrizioni. Possiamo rintracciare il legame dell'obbedienza con la nostra salvezza. L'obbedienza dei figli d'Israele non aveva nulla a che fare con la loro elezione. Allo stesso modo, la nostra obbedienza non ha nulla a che fare con il provvedimento preso per la nostra redenzione. Sono nato di nuovo, non perché ho obbedito, ma per poter obbedire. Sono perdonato e giustificato, non perché ho obbedito, ma per poter essere in grado di essere addestrato all'obbedienza. Che cosa ha a che fare l'obbedienza di un figlio con la sua relazione con suo padre? Questa obbedienza non guadagna o procura, o in alcun senso compra e ottiene la nostra salvezza, ma è l'attuazione di quella salvezza, per quanto riguarda la nostra esperienza, la nostra coscienza interiore e il godimento di quella salvezza. Cerchiamo quindi di capire chiaramente questo all'inizio. Ma guardate oltre, e guardate certe istituzioni e ordinanze. Proprio come c'è una stretta connessione tra il godimento del perdono, la liberazione delle nostre anime dal dominio del peccato e la confessione dei nostri peccati a Dio, così c'è una stretta connessione tra la pace della mente, la libertà dalle preoccupazioni e l'obbedienza evidenziata in una supplica seria, importuna e continua

2.) Sebbene Dio abbia così collegato la beatitudine con l'obbedienza e con l'osservanza delle Sue ordinanze, il popolo di Dio le ha spesso trascurate, trascurando le istituzioni fondate per il loro beneficio e trascurando i precetti e le proibizioni divine: e questa negligenza è riconducibile a varie fonti. A volte la negligenza nasce dall'ignoranza. Come può un uomo conoscere la mente di Dio riguardo a lui, se non scruta la sua Bibbia? Ma un uomo può leggere la Bibbia ed essere ancora ignorante. Sentire può non capire, e cercare può non trovare. La negligenza nasce dalla sconsideratezza e dalla negligenza, e dall'indolenza

3.) Tale negligenza spesso porta avversità spirituali e talvolta espone a gravi afflizioni. Se non abbiamo tutte le benedizioni spirituali che Dio ha promesso, perché non sono in nostro possesso? Il legame che Dio ha ordinato tra l'obbedienza e la beatitudine non può essere reciso. Le nostre avversità spirituali, quindi, non possono essere ricondotte a Dio. La causa può essere solo in noi stessi; e spesso si troverà in qualche negligenza, non nel commettere qualcosa di sbagliato, ma nell'omissione di doveri a cui noi cristiani pensiamo con leggerezza. Abbiamo trattenuto la preghiera, quindi la nostra ansia e la nostra inquietudine. Non abbiamo riconosciuto i nostri peccati, quindi il nostro senso di colpa e la nostra paura. Abbiamo trascurato le Scritture, o abbiamo abbandonato la nostra comune adunanza

4.) Il nostro risveglio alla consapevolezza che non abbiamo tutto ciò che Dio ha promesso, dovrebbe essere immediatamente seguito da un esame di coscienza. Anche in questo caso la causa deve essere in noi stessi

5.) Ora diciamo che la negligenza è stata scoperta, dovrebbe essere immediatamente seguita da un'omissione. Mettimi alla prova: il mio amore, la mia mano, la mia fedeltà. Tutte queste omissioni, per grazia di Dio e per la grazia dello Spirito, possono essere supplite. (Samuel Martin.)

Finestre del cielo:

La credenza in un paradiso è stata universale: il bene materiale discende dal cielo materiale. I cieli visibili sono il tipo del

(I.) Le finestre sono per la luce. Il cielo è pieno di luce immacolata. La sua luce cade sulla terra. Brilla sempre sugli uomini nelle loro peregrinazioni ottenebrate

(II.) Le finestre sono per la salute. L'atmosfera del cielo è pura. Gli abitanti non dicono mai: "Sono malato". La salute morale dell'uomo sulla terra deriva dalle influenze celesti che discendono su di lui

(III.) Le finestre servono per lo scambio di sentimenti, osservazioni e sguardi d'affetto. Gli abitanti del cielo si interessano degli uomini. Gli uomini sono penitenti, gli angeli gioiscono. Gli uomini guardano a Dio ed Egli li guarda dalla Sua alta dimora. Egli manifesta il Suo amore ai loro cuori

(IV.) Le finestre servono per l'esclusione dei vapori nocivi e dei rettili. I mali della terra non possono entrare in cielo. Gli uomini possono entrare, ma non i loro peccati. Qualunque cosa possa contaminare gli altri mondi dell'universo di Dio, nulla può contaminare questo

(V.) Le finestre sono per la bellezza. Che siano di vetro o di graticcio, adornano i palazzi e i templi della terra. Il cielo è pieno di bellezza. Le descrizioni incomplete che vengono fornite a volte ci rapiscono. (W. Osborne Lilley.)

Una benedizione traboccante:

Non c'è abbastanza posto nei nostri cuori! Sono illimitati nel loro senso di bisogno

1.) Senso di povertà. L'atto di proprietà di Dio esprime una proprietà illimitata

2.) Senso di lutto. Dio riempie questo con la certezza di riunioni immortali

3.) Senso di ignoranza. Dio promette allo Spirito di "condurvi alla verità tutta intera".

4.) Senso del peccato. "Se abbonda il peccato, abbonda molto di più la grazia".

5.) Senso di inutilità nello scopo. Le energie della vita si prosciugarono in se stessi, come il Giordano nel Mar Morto, invece dei desideri che fluivano per benedire l'umanità

6.) Senso di poco servizio con le migliori intenzioni. Dio rende un cristiano utile al di là delle sue capacità, dei suoi progetti e della sua conoscenza. (Mensile omiletico.)

Dare come espressione di gratitudine:

Una volta mi trovavo con una donna il cui marito era malato e senza lavoro quando ricevette una lettera da C. H. Spurgeon contenente una banconota da cinque sterline e queste poche parole allegre: "Un po' di qualcosa solo per far bollire la pentola". Cambiai la banconota per lei in oro e, prendendone una mezza sovrana, disse: "Questa deve andare nella borsa verde" e subito tirò fuori da una tasca sottostante una borsa verde sbiadita in cui era stata gettata la monetina gialla. Le chiesi perché avesse separato i suoi soldi in quel modo, e lei rispose: "Questa è la borsa di Dio, ne mettiamo sempre da parte un decimo". «Ma», dissi, «Dio non richiede questo da te nelle tue attuali circostanze». «No», fu la sua risposta, e una bella luce le apparve sul viso, «potrebbe non esserlo, ma è nostra gioia farlo. Guardate quanto è stato buono! Non ho mai chiesto al signor Spurgeon di aiutarci, né gli ho nemmeno detto che eravamo in un angolo. Sarebbe egoistico spendere tutto questo per noi stessi; Dove sarebbe la nostra gratitudine se lo facessimo?" (Charlotte Skinner.)

La benedizione viene donando:

Nei tempi antichi, quando veniva la primavera, il Granduca di Venezia, con i nobili al seguito e innumerevoli sacerdoti, era solito recarsi fino all'ultimo punto di terraferma e lì, stando sulle rive dell'Adriatico, gettare nell'oceano un anello d'oro ingioiellato. Si chiamava "Sposare Venezia con il mare". Negli stessi giorni in cui il Nilo era al suo apice, la diga fu rotta collegando il fiume con i canali, e mentre l'acqua si precipitava nei suoi nuovi canali, una donna viva fu gettata nella corrente impazzita per diventare la sposa del Nilo. In ogni cerimonia c'era l'idea che la benedizione arrivasse donando; l'anello fece di Venezia la regina dei mari, la donna portò la fertilità a un'intera nazione. (Ibidem)

Donazione proporzionata:

Quando il signor Marshall, l'editore, era un giovane di diciotto anni, ascoltò un sermone del defunto Apocalisse Baldwin Brown, che trattava principalmente della gestione della ricchezza. Lasciò la chiesa deciso che d'ora in poi tutto il denaro che aveva, che fosse molto o poco, ne avrebbe sempre messo da parte un decimo per il Signore prima di destinarlo al suo uso personale. Continuò a farlo per alcuni anni. Dopo un po' si ritrovò a dare via più soldi di molti dei suoi amici che avevano redditi molto maggiori. Alcuni di loro si lamentarono con lui e, com'era sua abitudine, egli rivolse la domanda al Signore in preghiera. «Ecco», disse, «ho dato via, credendo che fosse mio dovere, per scopi che considero tuoi, un decimo del mio reddito. Amos io faccio ciò che è giusto? Mi darai un segno?" Nell'anno 1852 ideò il primo programma illustrato per un funerale pubblico che fosse mai apparso a Londra: quello del duca di Wellington. Ora pregava Dio: "Pubblico questo programma; Può avere successo, può fallire. Posso chiederle che, in relazione alla pubblicazione di questo programma, mi dia un segno che mi dia chiaramente da capire se devo continuare a dare, a ridurre i miei abbonamenti o che cosa devo fare?" Ebbene, si è scoperto che il programma è stato un grande successo. E poi arriva la cosa più notevole. Quando si compensò il bilancio di quel programma, il signor Marshall scoprì con stupore che i profitti netti che aveva realizzato ammontavano, proprio al centesimo, alla somma che aveva dato via dal suo diciottesimo anno! Quando confrontò le cifre e scoprì che corrispondevano esattamente, sentì che la sua preghiera era stata esaudita; e, come disse nel suo modo bizzarro, "vidi che il Signore era determinato a non essere mai in debito con me, così andai avanti". In seguito, man mano che la sua ricchezza si moltiplicava, aumentava la proporzione

Donazione proporzionata:

1.) Quella donazione fedele e proporzionata sarà ricompensata con una benedizione spirituale sovrabbondante. L'affermazione non ha bisogno di prove, poiché l'esperienza l'ha già bollata come assioma. A parità di altre condizioni, quel cristiano che apre il più ampio sbocco alla carità troverà il più ampio sbocco per lo Spirito. La salute di un corpo umano dipende dalle sue esalazioni così come dalle sue inalazioni. Si narra che un ragazzo che doveva impersonare un cherubino splendente in una commedia, coperto da uno strato di foglia d'oro, che chiudeva completamente i pori della pelle, morì di conseguenza, prima che potesse essere concesso sollievo. Guai al cristiano che si ricopre così tanto di foglie d'oro con le sue ricchezze, che i pori della sua simpatia si chiudono e le spese della sua carità sono contenute! Da allora in poi è morto spiritualmente, anche se può avere un nome per vivere

2.) Che la donazione fedele e proporzionata sarà ricompensata con un'abbondante prosperità temporale. "Onora l'Eterno con le tue sostanze e con le primizie di tutti i tuoi prodotti; così i tuoi granai saranno pieni di abbondanza e i tuoi torchi scoppieranno di mosto" (Proverbi 3:9-10). Questo è solo un esempio di molti tratti dall'Antico Testamento. "Date, e vi sarà dato; gli uomini ti daranno in seno una buona misura, pigiati, scossi e traboccanti" (Luca 6:38). Facciamo ora luce su questo argomento da alcuni fogli inseriti dal quaderno di un pastore. Uno dice: "Conoscevo una vedova di mezzi limitati che si distingueva per la sua generosità verso gli obiettivi benevoli. Ma un triste cambiamento avvenne in lei da un'eredità inaspettata che la rese ricca, e allora i suoi contributi cominciarono a scendere al di sotto dell'ammontare delle sue ristrette finanze. Una volta si offriva volontaria: ora dà solo quando è importuna, e allora è così magra come se le fonti della gratitudine si fossero prosciugate. Una volta, quando il suo pastore le chiese di aiutare una causa che le stava a cuore nella sua relativa povertà, e alla quale allora diede cinque dollari, ora offre venticinque centesimi. Il suo pastore richiamò la sua attenzione sul cambiamento sorprendente e inquietante. "Ah," disse, "quando giorno dopo giorno guardavo a Dio per il mio pane, ne avevo abbastanza da risparmiare; ora devo badare al mio ampio reddito, e sono sempre perseguitato dalla paura di perderlo, e di arrivare al bisogno. Avevo il cuore della ghinea quando avevo i mezzi dello scellino, ora ho i mezzi della ghinea e il cuore dello scellino". È un rischio spaventoso per il cuore e per l'anima diventare improvvisamente ricchi. Questo è uno dei motivi per cui Dio permette a molti dei Suoi figli migliori di acquisire ricchezza così lentamente, in modo che non possa essere una trappola per loro, non possa raffreddare la loro benevolenza; che quando arriva la ricchezza, la febbre dell'avidità ambiziosa possa essere raffreddata e che la benevolenza possa sopraffare l'avarizia". Ora, l'unico modo per evitare questo pericolo è coltivare due abitudini e lasciarle crescere fianco a fianco: l'abitudine all'economia e l'abitudine alla carità. Se la propria economia cresce costantemente e da sola, tenderà a prosciugare la sua carità; Se la carità di una persona cresce costantemente, prosciugherà i suoi mezzi, a meno che non sia bilanciata dall'altra virtù dell'economia. Perciò, lascia che entrambi crescano insieme, allora il nostro dare aumenterà proprio in proporzione al nostro ricevere. (J. A. Gordon, D.D.)

Il denaro e la benedizione:

Noi abbiamo portato i doni nel deposito, ora aspettate l'apertura dei cieli. La prima benedizione che verrà sarà quella della preghiera. Lo spirito di preghiera effuso sarà continuo. La preghiera è il calice con cui andiamo a prendere l'acqua dalla roccia. È la scala su cui saliamo per raccogliere l'uva appesa al muro del cielo. È il fuoco che riscalda l'anima gelida. La preghiera è la leva. La promessa divina è il fulcro. La preghiera sincera viene sempre esaudita. Un'altra benedizione sarà lo spirito di lavoro. Non sono un cristiano qui, ma saranno in ansia per qualcun altro. La Chiesa non è mai stata in modo così equo per una benedizione come ora. (T. Deuteronomio Witt Talmage, D.D.)

Mettimi alla prova ora:

1.) Riguardo al perdono dei nostri peccati per amore di Cristo

2.) Riguardo all'influsso purificatore del Vangelo

3.) Per quanto riguarda la nostra guida nell'indagine della verità religiosa

4.) Per quanto riguarda il soddisfacimento dei nostri bisogni temporali

5.) Per quanto riguarda la felicità della religione personale

6.) Per quanto riguarda le risposte alle preghiere. (G. Brooks.)

Benedizione condizionale:

L'onorevole C. Rhodes, in un recente incontro, ha detto al suo pubblico che l'estensione del potere britannico in Africa era stato l'unico obiettivo della sua vita per anni. Per questo aveva vissuto e lavorato. A lui sarebbe venuto lo scopo della sua vita, se in Sudafrica avesse potuto vedere la bandiera britannica sventolare su un impero libero e unito. Un'ambizione nobile, davvero, per un cuore patriottico, e degna dei grandi sforzi compiuti per la sua realizzazione. Il profeta Malachia era impegnato in una missione ancora più nobile. Molto più degna, nella concezione e nei risultati, fu l'opera di riconquistare una nazione apostata a Dio. Non è stato un compito facile. Il lavoro del riformatore non lo è mai. L'amore e il coraggio divini fecero di Malachia un santo patriottico e lo portarono coraggiosamente ad attaccare i mali della nazione peccatrice in cui viveva. È su uno dei suoi messaggi più coraggiosi che vorremmo rivolgere l'attenzione

(I.) La grave accusa mossa da Dio a questo popolo: "Un uomo deruberà Dio? Eppure mi avete derubato". Questa accusa era sorprendente. Chi avrebbe mai pensato che gli uomini avrebbero derubato Dio? Potrebbero derubare i loro simili, ma sicuramente non deruberebbero mai il Signore. Quando Malachia pronunciò queste parole, fecero una grande sensazione. Immagino che tutta Gerusalemme fosse in subbuglio per le sue parole. I mercanti dimenticavano la loro merce mentre ne discutevano nei bazar. I sacerdoti si riunirono con gli scribi in solenne concilio e concordarono che l'uomo che aveva fatto una tale affermazione era pazzo. Eppure questo messaggio era assolutamente vero. Stavano commettendo il terribile peccato di derubare Dio: e quando l'eccitazione e la rabbia si furono placate, furono costretti ad ammettere la sua verità. Oggi gli uomini derubano Dio allo stesso modo. Dio dice: "Voi non appartenete a voi stessi, siete stati comprati a caro prezzo", eppure essi si trattengono da Lui. Non è forse una rapina? Lo Spirito Santo dice: "Non sapete voi che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo?" Eppure, invece di permettergli di dimorare lì, le sue stanze sono piene di ospiti peccatori. Non è anche quella una rapina? Dici che queste sono parole forti e forti. Vero! ma i messaggi di Dio non sono mai vaghi o incerti. I grandi mali richiedono potenti rimedi. Perciò Dio chiama peccato la rapina, la rapina, e il peccato. Egli mette il dito sul punto della peste e dice: "È qui che ti sbagli". L'armadio della tua vita può essere chiuso agli altri, e sembra un bell'ornamento sul muro. Egli conosce la sorgente segreta e rivela lo scheletro del tuo peccato che giace nascosto dentro di te. "Un uomo deruberà Dio? Eppure mi avete derubato".

(II.) Il triste risultato di una tale condotta peccaminosa: "Voi siete maledetti con una maledizione", ecc. Nel sud della Scozia si trovano le rovine di una famosa abbazia. Le sue colonne spezzate e le finestre ad arco, le sue porte a traliccio e le navate senza tetto, le sue cappelle umide e l'altare deserto, tutto parla tristemente di una gloria passata e di una grandezza scomparsa. La maledizione dell'uomo è caduta su di essa. Penso che, mentre Malachia guardava la vita dei suoi connazionali, vedeva solo una rovina che offuscava la sua antica bellezza e grandezza. La decadenza era impressa su di esso. Il suo culto era diventato un abominio. "Voi offrite", disse Geova, "pane contaminato sul Mio altare". "La mensa del Signore è spregevole" (CAPITOLO 1:7). Il patto di Dio fu disprezzato (1:6) . La giustizia e il giudizio sono stati pervertiti. Lo stregone, l'adultero, il falsario e l'oppressore ingrassavano dei guai degli altri (3:5) . Israele era una rovina morale e una desolazione spirituale. Era disprezzata dagli uomini e maledetta da Dio. È una cosa terribile cadere sotto la maledizione di Dio; eppure ogni anima che deruba Dio ha quella maledizione su di lui. La storia ci dice che dovunque oscillava l'ascia di Riccardo Cuor di Leone, la posta più robusta si frantumava come fiammifero e gli uomini più coraggiosi affondavano. Dio è un "uomo di guerra": il "Signore degli eserciti" è il suo nome. "Prende le isole come una cosa molto piccola". Il suo braccio forte può rendere le difese più scelte un mucchio rovinato. Egli distruggerà completamente i Suoi nemici. Gli uomini li cercheranno, ma non saranno trovati. Ti sei chiesto perché la tua anima non ha prosperato? La maledizione di Dio si posa su di te? Come può prosperare quando sta derubando Dio?

(III.) La giusta richiesta che Dio fa: Portate tutte le decime nel deposito, affinché ci sia cibo nella mia casa". Nel versetto precedente noterete che Dio si lamenta del furto da due fonti, cioè le decime e le offerte. La decima che Dio richiede: le offerte erano doni volontari al di sopra e al di sopra delle decime. Perciò in questa richiesta Dio parla solo di decime. Sotto l'economia ebraica tutto ciò che era connesso con la vita e il culto era costruito su un unico grande principio, cioè la proprietà di Dio. Pur rimanendo vere, non sono mai venute meno. La terra era Sua, e così le sue primizie, che fossero di grano, frutta o bestiame, dovevano essere riscattate con un'offerta a Lui. I primogeniti dei figli erano i Suoi, e anche loro dovevano essere redenti. Lo stesso principio attraversava il loro culto. Ogni volta che comparivano davanti a lui, portavano un'offerta. Se erano troppo poveri per dare un giovenco, davano un agnello; Se troppo poveri per questo, portavano piccioni o tortore. Se alle decime si aggiungono queste offerte, allora un calcolo molto modesto mostra che ogni pio ebreo deve aver dato circa un settimo del suo intero reddito al Signore. Fu solo quando la loro vita spirituale si affievolì che queste offerte e decime cessarono. Ma, dice qualcuno, "Dio non esige tali cose oggi; Non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia". Vero; ma poiché Cristo è migliore di Mosè, e la grazia è carica di benedizioni più ricche della legge, la nostra generosità dovrebbe fluire in abbondanza ancora maggiore; poiché più grande è la benedizione, più grande è la gratitudine, e più grande è la gratitudine, più grandi sono i doni. Per quanto le condizioni cambino, i principi rimangono. Le decime significavano almeno tre cose

1.) Intendevano soldi. Il prodotto del campo era il denaro degli ebrei. Potrebbe essere mais, frutta, buoi, pecore o asini; ma in queste consisteva la sua ricchezza, e di queste diede la decima al Signore. Oggi la moneta del regno è il mezzo per far circolare la ricchezza, ma il principio di dedicarne una parte al Signore è lo stesso

2.) Le decime significavano tempo. Se il prodotto rappresentava il denaro, la sua coltivazione rappresentava il tempo. L'aratura, l'erpicatura, la semina, ecc., che l'agricoltore di successo doveva fare, richiedevano molto tempo. Se porti tutte le decime, il tuo tempo non sarà esentato dal tuo tempo. Permettetemi di mettere questa verità in un'altra forma. Supponiamo che ci siano voluti cinque minuti per fare una visita a una casa. Se poi cinquanta cristiani dedicavano questo decimo del tempo al giorno alle visite, potrebbero fare non meno di 900 visite al giorno

3.) Le decime significavano talento. L'uomo che vuole avere successo nella coltivazione deve usare i suoi talenti per padroneggiare e applicare i principi dell'agricoltura. Dio chiede i prodotti e il tempo, ma esige anche i talenti. Hai il talento della parola? Dio lo vuole. Di canzone? Lui lo richiede. Di organizzazione? Lo chiede. Di abilità letteraria? Lo userà. Di una forza lavoro più umile? Egli lo cerca, e se lo neghi stai derubando Dio. "Portate tutte le decime": non una, ma tutte

(IV.) L'abbondante benedizione che Dio promette a coloro che Gli obbediscono: "Una benedizione che non ci sarà abbastanza posto per riceverla". La cifra è quella di una grande alluvione. Proprio come le rive di un fiume non sono in grado di trattenere le acque in tempo di piena, così Dio benedirà la persona che Gli obbedisce. Egli riempirà tale persona di doni Divini fino a traboccare. Il serafico Fletcher dovette gridare: "Signore, ferma la Tua mano". Questa benedizione significa:

1.) Prosperità. "E io rimprovererò il divoratore per amor vostro, ed egli non distruggerà i frutti della vostra terra; e la tua vite non getterà il suo frutto prima del tempo nei campi, dice l'Eterno degli eserciti" (3:11)

2.) Onore. "E tutte le nazioni ti chiameranno beato (3:12)

3.) Felicità. "E voi sarete un paese delizioso, dice l'Eterno degli eserciti" (3:12). Quanto sarebbe attraente un popolo del genere. A costoro gli uomini griderebbero: "Verremo con te, perché Dio è con te". Troppo a lungo l'Israele di Dio si è accontentato della magrezza, della sterilità, della carestia e della morte. La mondanità, il razionalismo e il formalismo stanno divorando la sua vita. Come è per la Chiesa, così è per ogni individuo. La vita della Chiesa è l'esatto contraltare degli individui che la compongono. Recentemente ho sentito dire che sono stati inventati mezzi per impedire alla pioggia di cadere in certi quartieri. Non saprei dire se una cosa del genere sia possibile. Ma io so questo: che se non porterai tutte le decime nel deposito, chiuderai il cielo della benedizione di Dio, e ci sarà carestia nell'anima tua. Dio vuole benedire. (F. Inwood.)

Decime portate nel deposito:

In questa parte della Parola Divina abbiamo prima un dovere prescritto, e in secondo luogo una promessa che contiene un alto incoraggiamento per la sua esecuzione. La prescrizione del dovere è espressa in queste parole: "Portate tutte le decime nel deposito, affinché ci sia cibo nella mia casa, e mettetemi ora alla prova con questo, dice il Signore degli eserciti", e la promessa segue: "Se non vi aprirò le cateratte del cielo e non vi riverserò una benedizione, non ci sarà più posto per riceverla". Ai giorni di Malachia, l'antico popolo di Dio aveva grandemente mancato di compiere questo dovere, e qui Dio lo accusa di furti di tipo non ordinario. Le decime erano solo una parte delle contribuzioni della loro sostanza mondana che gli Israeliti erano tenuti a dedicare al servizio di Dio; e come parte principale, sembrano essere impiegati nel testo come parte del tutto. C'era molto da chiedere loro oltre alle decime. Dovevano portare le primizie, i primogeniti maschi di tutte le bestie pure, e il prezzo di riscatto di quelli che erano impuri. Non sembra, tuttavia, che siano state impiegate misure coercitive per far rispettare la fornitura dei vari tipi di offerte, se non con l'esclusione dalla partecipazione ai privilegi spirituali, che in molti casi seguivano come conseguenza necessaria del fallimento di questo dovere. I re e i governanti d'Israele non sono rimproverati per non aver impiegato il potere e l'autorità per imporre il pagamento delle decime o di altre offerte. Questo sembra essere stato lasciato tra Dio e le coscienze degli individui

(I.) Facciamo riferimento alla legge della proporzione in questa materia. Qui si può notare:

1.) Che le nostre offerte dovrebbero essere proporzionate alle nostre risorse. Questa era la legge sotto l'Antico Testamento, e lo è sotto il Nuovo. Da qui l'ingiunzione apostolica: "Il primo giorno della settimana, ciascuno di voi metta da parte sua la riserva, come Dio gli ha fatto prosperare" (1Corinzi 16:2). Questa verità è insegnata anche con queste parole: "Se c'è prima una mente ben disposta, si accetta secondo ciò che l'uomo ha, e non secondo ciò che non ha" (2Corinzi 8:12)

2.) Osserva che le nostre offerte devono essere proporzionate alle esigenze della causa pubblica di Dio. Questi sono diversi in momenti diversi. Quando fu costruito il tabernacolo nel deserto, che per speciale disposizione di Dio doveva essere formato in molte delle sue parti con materiali costosi, fu fatta una richiesta molto grande sulle risorse degli Israeliti, che fu soddisfatta con un'insolita misura di liberalità, fino a quando non ce n'era più che sufficiente per l'opera

3.) Ci deve essere anche una proporzione tra ciò che viene offerto al tesoro del Signore e speso per altri oggetti. E' a questo proposito che c'è una mancanza molto generale in questo dovere. Dio dovette lamentarsi del Suo popolo antico, per mezzo del profeta Aggeo, che dimorava nelle loro case coperte di veli mentre la Sua casa era devastata. E forse non c'è nulla in cui i veri cristiani falliscano di più che nella sproporzione tra ciò che danno liberamente per altri scopi - non sempre necessari - e ciò che dedicano a Dio come Sua parte, e per la promozione della Sua causa

4.) Ci deve essere una proporzione del suo genere tra l'offerta e la gloria e le pretese di quel Dio a cui è presentata

(II.) Dello spirito con cui le offerte dovrebbero essere presentate al Signore

1.) Questo si manifesterà nel dare a Dio la prima parte del nostro aumento mondano. Questa è senza dubbio una cosa insegnata nella prescrizione delle primizie. Questo è espressamente insegnato in queste parole: "Onora l'Eterno con le tue sostanze e con le primizie di tutti i tuoi prodotti" (Proverbi 3:9)

2.) Deve essere reso volontariamente (2Corinzi 9:7)

3.) Dobbiamo considerare un onore e un privilegio essere chiamati e messi in grado di fare offerte della nostra sostanza temporale al Signore. Davide sentì profondamente quanto fosse grande l'onore e il privilegio di avere il cuore e la capacità di adempiere a questo dovere, quando lui e il suo popolo contribuirono generosamente alla costruzione del Tempio (1Cronache 29:13, 14)

4.) Questo dovrebbe essere reso come un'espressione, anche se piccola, molto piccola, della nostra gratitudine a Dio (2Corinzi 8:9). Quale benedizione avrebbero avuto nell'adempimento di questo dovere; in primo luogo, nei propositi del loro cuore riguardo ad esso, e poi nell'adempierli, avendo comunione con Dio in tutti. Sebbene l'argomento immediato e speciale del testo siano chiaramente le decime letterali e altre offerte esterne, queste offerte, per quanto costose, dovevano essere accompagnate da offerte spirituali, al fine di essere accettate da Dio. Senza lo spirituale, il letterale non potrebbe essere offerto in uno spirito retto. Anche questo tipo di decime deve essere portato nel magazzino. Qui ci sono le offerte di preghiera e di lode, di lettura della Bibbia e di meditazione spirituale; le offerte di adorazione a Dio nella cameretta, nella famiglia e nell'assemblea pubblica, come pure quelle della santificazione del sabato, dell'autoesame e del digiuno; l'osservanza della Cena del Signore e i voti personali e sociali. Da questo argomento impara:

1.) Una cosa che ha un'influenza speciale nell'attirare un'abbondante benedizione temporale sugli individui e su un popolo è la dovuta resa di offerte letterali per la promozione della causa di Dio

2.) Una cosa che ha un'influenza speciale nell'attirare la maledizione di Dio sugli interessi mondani degli individui o di un popolo è il rifiuto di una dovuta misura di offerte letterali da parte di Dio. (Rivista originale della secessione.)

Donazione sistematica:

(I.) La prima affermazione che sta alla base di questa sfida è: c'è una stretta connessione tra religione e prosperità. Non intendo la prosperità spirituale, ma la prosperità nelle cose materiali della vita. C'è una relazione stretta e intima tra la rettitudine che ci viene imposta dal Signore e la prosperità che è promessa di seguire. L'Antico Testamento non ne fa mistero; Non usa mezzi termini. Indipendentemente da tutti gli appelli a motivi di egoismo, e dal fatto che esso si espone al rimprovero da parte di persone critiche e ciniche, dichiara coraggiosamente e chiaramente che se i figli d'Israele saranno obbedienti al patto e osserveranno i comandamenti che Dio ha ordinato su di loro, saranno ricompensati in cambio con abbondanza, con prosperità, con abbondanza di felicità e pace. Tutta la storia di tutte le nazioni della terra conferma questa dichiarazione, almeno dal punto di vista nazionale. Le nazioni che salgono alla preminenza si elevano in virtù della loro giustizia. Nessuna nazione è mai caduta a causa di forze esterne. Prima di tutto è stato nido d'ape e minato dal deterioramento interiore, e poi, quando il primo soffio è venuto dall'esterno, è stato sufficiente per provocare il suo rovesciamento e la sua rovina. E l'Inghilterra non cadrà mai se l'Inghilterra sarà fedele alla tradizione della pietà e dell'onore. Quando si tratta di questioni personali, deve valere lo stesso principio. Ma subito compaiono le difficoltà. Ricordiamo subito il Libro di Giobbe. Ricordiamo i 37° Salmi Questi hanno la loro spiegazione nella Provvidenza di Dio. Ma nonostante ciò, vale la regola generale che la religione tende alla prosperità. Ricordo quando l'unico figlio di un illustre sindaco di una delle più grandi città del nord dell'Inghilterra si convertì. Suo padre non era turbato da troppa serietà in materia di religione. Era uno degli uomini d'affari più acuti e uno dei tipi più equilibrati del paese. Mentre ero seduto nella stanza privata, mi strinse la mano e disse: «Signor Chadwick, quello che è successo al mio ragazzo stanotte vale più di quanto pensiate. Avrei dato 100.000 sterline per questo". Ho pensato che non fosse serio fino a quando non ho alzato lo sguardo e ho visto le lacrime nei suoi occhi. Lo ripeté. "Il valore commerciale per il ragazzo vale più di 100.000 sterline", ha detto. Ho scoperto che non si sbagliava di molto. Ho incontrato più di un padre che avrebbe dato più di 100.000 sterline se avesse potuto garantire la conversione di suo figlio, e sarebbe stato economico per il prezzo. La pietà è vantaggiosa per la vita che è ora, così come per quella che deve venire. Non ho intenzione di sostenere che ogni uomo che diventa cristiano diventerà milionario; Non sono convinto che essere milionario sia un segno sicuro di prosperità. Barney Barnato era un milionario, e alla fine si è tuffato in mare per rinfrescarsi il cervello! Se un uomo per fare milioni sacrifica la sua anima, i suoi milioni vengono comprati a un prezzo troppo alto. Né ho intenzione di sostenere che tutti gli uomini cristiani saranno ugualmente prosperi. Se un uomo nasce con solo nove pence per scellino, sono tre pence in meno. Cristo non potrà mai recuperare i tre pence in meno, e sarà sempre a corto di soldi, convertito o non convertito. La mia tesi è che Dio può fare di più con nove pence di quanto il diavolo possa fare con mezza corona; e che non c'è nulla in questo mondo così calcolato per trarre il meglio da un uomo come la religione del Signore Gesù Cristo, intelligentemente afferrata e vissuta con entusiasmo. Naturalmente, mi chiederete, che ne è degli uomini buoni che non vanno d'accordo? Beh, ce ne sono molti, e sono problemi. Ma non ho mai conosciuto un brav'uomo che non riesca ad andare avanti a causa della sua religione. Molte persone partono dal presupposto che la religione possa consentire loro di fare a meno dei principi comuni del successo. Questo non potrà mai essere. Se un uomo porta il bestiame al mercato quando la fiera è finita, non ci riuscirà, e deve rimproverarsi di non essersi alzato prima la mattina. La sua religione dovrebbe essere manifestata con prontezza e non con espressioni pie. La religione non compensa mai la pigrizia. La religione non supplisce mai alla cattiva fattura e alla mancanza di puntualità. Non darei molto per la religione che non fa di un uomo un lavoratore migliore e un operaio più puntuale. Non è il cervello che si vuole, ma le cose sono abbinate al carattere. Ciò che oggi impone il prezzo più alto sul mercato è l'efficienza e l'affidabilità. È il più grande insulto a questa generazione dire che è impossibile per un uomo mantenere la sua integrità e andare avanti. Potrebbe non andare avanti molto in fretta, ma avrà una vita pacifica e prospera se c'è un Dio in cielo e la verità nel Libro

(II.) C'è una stretta connessione tra ciò che un uomo dà e ciò che riceve. Alcuni uomini non perderanno mai di meno finché non daranno di più. Dio chiede l'intera decima, non la decima. Credo che le persone che danno molto perdano gran parte della benedizione che ne deriva, perché danno in contrasto con i principi stabiliti nella Bibbia. Spesso danno come risultato di un impulso o di rivalità e competizione. Dio non ha mai abbandonato il Suo diritto alle cose materiali. Tutto ciò che un uomo ottiene Dio lo taglia un po' da esso, per ricordare all'uomo che non l'ha ottenuto con la sua abilità e il suo ingegno. Dio gliel'ha data, e l'uomo non è il proprietario, ma l'amministratore. E il principio stabilito è questo: che un uomo deve stabilire tra sé e il suo Dio quale dovrebbe essere la proporzione che dovrebbe dare a Dio. Penso che la decima sia un massimo generoso per i poveri e un minimo medio per i ricchi. A meno che un uomo non coltivi l'abitudine di dare sistematicamente quando non ha molto da dare, darà poco quando sarà ricco. (S. Chadwick.)

12 CAPITOLO 3

Malachia 3:12

Voi sarete un paese delizioso, dice l'Eterno degli eserciti.-La terra deliziosa:-

Non è necessario indagare minuziosamente sull'applicazione originale di queste parole. Basta che il cristianesimo appartenga ai paesi così come agli individui; e che la Chiesa agisca potentemente su ogni terra per renderla deliziosa. È più pertinente osservare che la promessa segue una descrizione dell'efficacia della preghiera e include la piena benedizione che Dio può riversare su qualsiasi popolo. Quali sono dunque alcune delle benedizioni celesti e spirituali in Cristo Gesù necessarie per rendere questa nostra terra deliziosa agli occhi del Signore degli eserciti?

(I.) È deliziosa una terra che è puramente e adeguatamente fornita del Vangelo di Cristo. È una terra deliziosa per il turista, se il paesaggio è bello e l'aria pura; all'economista, se il commercio e il commercio prosperano, e gli accordi sociali tendono all'accumulazione del capitale; al filantropo mondano, dove l'occupazione è buona, il pauperismo basso, le leggi ragionevolmente giuste ed eque, e le raffinatezze della civiltà ampiamente diffuse sulla superficie del popolo. Al discepolo di Gesù Cristo si presenta dappertutto una norma diversa. L'aspetto spirituale di ogni comunità assorbe prima di tutto la sua attenzione e le sue simpatie. Per lui il bisogno radicale è il Vangelo, il Vangelo con le sue umilianti scoperte della condizione decaduta e perduta dell'uomo per natura, e con la sua benedetta proclamazione della guarigione da parte di Cristo. Senza questo non c'è perdono per i peccati del popolo, non c'è conforto per i suoi dolori, non c'è ritorno all'immagine di Dio, né incontro per la morte, il giudizio e l'eternità. Non saremo una terra deliziosa fino a quando la carestia della Parola di Dio non sarà giunta ovunque alla fine, fino a quando non solo in città, nei paesi e nei villaggi, tutti coloro che hanno orecchi per udire potranno udire, ma potranno essere certi di udire la stessa lieta novella di grande gioia

(II.) Questo giustamente apprezza le ordinanze di Cristo. Se è certamente vero che, in proporzione alla moltiplicazione degli agenti evangelici, la benedizione spirituale segue come regola generale, essa non segue affatto nella misura in cui si sarebbe dovuto testimoniare. C'è una triste negligenza nei confronti della grande salvezza, una negligenza che solo lo Spirito di Dio può superare, una negligenza che si esprime e si manifesta nel modo in cui l'uomo tratta le ordinanze della salvezza. Chi può seguire i devoti esteriormente nelle loro dimore, e registrare quale proporzione rifiuta di onorare Dio lì? Chi può inseguirli nelle loro camere, e vedere quanti o quanti pochi camminano con Dio e vivono alla presenza di Cristo?

(III.) Questo moltiplica gli esempi della grazia convertitrice di Cristo. Togliete la conversione e togliete il cristianesimo. Le due parole d'ordine della religione evangelica sono: l'espiazione e la nuova nascita. Per quanto riguarda il modo di conversione, esso è certamente vario. Potrebbe venire il tempo, che alcuni anticipano, in cui la conversione sarà generalmente silenziosa e graduale, effettuata all'alba della vita, come risultato di un pio addestramento, in cui lo Spirito di Dio scenderà copiosamente come rugiada mattutina e lascerà una benedizione per tutti i giorni a venire. Ma per alcuni la conversione deve arrivare come un'onda del mare, con uno shock e un'agitazione. Ci deve essere una lotta tra il vecchio e il nuovo, tra me stesso e Cristo. Ci si può aspettare che l'anima in un tale conflitto sia scossa fino al suo centro, dalla paura, dalla vergogna e dalla tristezza, prima che la fede venga in suo sollievo, e l'amore verso il Crocifisso ottenga la vittoria. Le conversioni che avvengono all'interno della cerchia dell'influenza cristiana costituiscono la vera storia del mondo. Sono gli eventi che sono annotati nel registro di Dio, dove non hanno posto gli episodi ordinari della storia umana. Non è la prima nascita di un uomo che glorifica Dio o soddisfa Cristo. Senza il secondo è un aborto e una catastrofe

(IV.) Che mantenga un alto e generale standard di conformità all'immagine di Cristo. La conversione non è altro che un passo verso la santificazione. E la santificazione è somiglianza con Cristo. Il disegno ultimo della missione di Cristo era quello di moltiplicarsi; per imprimersi nelle menti, nei cuori e nella vita degli uomini! Una tale conformità è infatti difettosa in ogni caso: tuttavia, sotto l'educazione dello Spirito, sono apparse e stanno apparendo forme di bellezza morale che differiscono radicalmente da quelle che il mondo vedeva prima di Cristo, o che è in grado di produrre dove il suo nome è rinnegato. Non sarebbe forse il risultato di una beatitudine incalcolabile, se il livello più elevato della vita cristiana si trovasse in alcuni più ampiamente, e ancor più un'impronta marcata e decisiva della pietà cristiana diventasse universale, o si avvicinasse all'universalità? La trasformazione della Chiesa professante in un corpo visibilmente vivo agirebbe certamente sul mondo come vita dai morti. Rigenerare il carattere all'opera più nobile di Dio

(V.) Questo aiuta a portare altre terre a Cristo. Questa era una delle attrattive dell'antico Israele verso Dio. Vide in esso il fulcro della benedizione; il punto centrale da cui la luce della Sua gloria si diffondeva dappertutto finché l'intero globo oscuro fu illuminato. Tale è la luce cristiana che, come quella del sole, non può essere vista se non dai suoi raggi diffusi e propagati. Come possono l'Africa, l'India, la Cina, i mari del Sud chiamarci beati, a meno che non insegniamo loro la nostra beatitudine e non la facciamo condividere? (Giovanni Cairns, D.D.)

Una terra deliziosa:

Applicate alla nostra terra, che la gente di tutti gli altri paesi ritiene benedetta, e che di per sé è deliziosa. Diversi punti di vista di un paese sono presi dal turista, dall'artista, dal naturalista, dall'economista, dal filantropo e dal cristiano. Paragona la nostra terra con altre per quanto riguarda la sua condizione spirituale e i suoi privilegi

1.) Un'adeguata provvista di ordinanze del Vangelo puro

2.) Un'assistita riconoscente per la fedele amministrazione di essi

3.) Un risultato gratificante nella conversione dei peccatori e nell'edificazione dei credenti

4.) Uno sforzo sincero per rifornire l'intera terra con loro

5.) Uno sforzo zelante per estendere a tutte le terre le loro piene benedizioni. (Wm. Ormiston, D.D.)

14 CAPITOLO 3

Malachia 3:14

Voi avete detto: Invano servire Dio.-Il servizio che Dio richiede:-

Coloro che erano gli obiettivi immediati del ministero del profeta si erano allontanati dal servizio di Dio. Avendo i sacerdoti infranto il loro patto, il popolo fu rovinato dal loro vile esempio e si allontanò da Dio con un perpetuo traviamento

(I.) La natura di quel servizio che Dio esige

1.) Il nostro servizio a Dio deve essere sincero. Tutta la vera religione cessa quando il cuore non è retto con Dio

2.) Il nostro servizio cristiano deve essere scritturale

3.) Questo servizio deve essere uniforme. C'è, in materia di vera religione, un potere di equilibrio, che mantiene sempre il suo possessore in felice e perfetta uguaglianza

4.) In questo servizio devi essere diligente

5.) In questo servizio devi essere impiegato fino alla morte. Dopo aver messo mano all'aratro una volta, non devi più voltarti indietro

(II.) I vantaggi di tale servizio

1.) Essa dà, in cambio, le benedizioni più ricche. Il servizio cristiano ci dà la libertà, e la libertà del più alto tipo; perché, se il Figlio vi ha liberati, allora siete veramente liberi. Le benedizioni che questo servizio elargisce sono così ricche che non possiamo parlare del loro valore; e così numerosi, che per raccontarne l'enorme quantità i nostri sforzi sono tutti vani

2.) Un altro vantaggio è l'elevazione e l'onore

3.) Questo servizio porta contentezza

4.) Questo servizio toglie la paura della morte

5.) Questo servizio sarà ricompensato in cielo. Si applica a quattro descrizioni di persone

(1) Tu che non sei impegnato in questo servizio

(2) Coloro che si sono appena iscritti a questo servizio

(3) Coloro che un tempo erano impegnati in questo servizio, ma che lo hanno lasciato

(4) Voi che siete vecchi servi in questa buona causa. (R. Croxton.)

La religione delineata e deprezzata:

(I.) La religione delineata. Tre espressioni usate per rappresentarlo

1.) Servire Dio. Una grande differenza tra servire Dio e servire l'uomo. In un caso il servo beneficia il padrone, nell'altro l'unico beneficio è del servo. In quello il servizio è stimato in base al lavoro effettivamente svolto; nell'altro con un lavoro seriamente intenzionato. Nell'uno c'è una rinuncia alla libertà; nell'altro c'è un raggiungimento di esso. Colui che si impegna a servire l'uomo deve rinunciare a una parte della sua libertà; chi serve Dio solo, si assicura la più alta libertà

2.) Osservare la Sua ordinanza. Questo è solo un ramo del servizio, o, forse, il metodo per farlo. Dio ha ordinanze o istituti, alcuni sono morali, altri cerimoniali; i secondi possono cessare di legare, i primi sono eternamente in vigore

3.) Camminare tristemente davanti al Signore. "Camminare" davanti al Signore è religione nella perfezione, religione in cielo. Implica una coscienza costante della presenza divina e un progresso continuo nella volontà divina. Camminare "tristemente" caratterizza la religione della terra; È associato alla penitenza, alla contrizione, ecc. Il cammino della religione è solo triste qui

(II.) Qui abbiamo la religione pratica deprezzata. "Voi avete detto: E' vano servire Dio, e che giova," ecc

1.) Gli uomini dicono questo quando la religione non risponde alle loro aspettative secolari. Molti si avvicinano alla religione in questi giorni a causa del bene secolare che si aspettano deriverà dalla loro professione di essa; Se il bene non viene, lo ritengono vano

2.) Gli uomini dicono questo quando vedono i veri religiosi nella povertà e nell'afflizione. Asaf vide questo quando disse: «Invano mi sono lavato le mani».

3.) Gli uomini dicono questo quando hanno abbracciato la religione per motivi egoistici. Un uomo che si dedica alla religione per amore del bene non ne trarrà alcun beneficio; anzi, sarà deluso, perché "chi cerca la sua vita la perderà". Nessun uomo veramente religioso ha detto che la religione è vana, ma la sente come la sua stessa ricompensa, la ricompensa più alta. In verità, è l'unico servizio sulla terra che non si rivelerà vano. (Omileta.)

La religione è inutile?-

L'accusa qui è che coloro che peccano prosperino. Una lamentela simile comune a tutte le età. Dio lo prende come un'accusa contro se stesso

(I.) L'accusa. Coloro che professano di servire Dio si lamentano che non c'è "profitto". Non sono felici, non sono benedetti. Qual è l'inferenza? Che gli orgogliosi, i caparbi, gli egocentrici, i sicuri di sé, i compiaciuti di sé, sono "felici". "I tentatori di Dio", che praticamente Lo sfidano a fare il peggio, sono liberati. La felicità e il vantaggio visibile sono connessi con la ribellione

(II.) Esaminare i fatti

1.) La religione in sé non è quella che Dio richiede e che ha promesso di benedire

2.) La felicità è solo carnale, imperfetta. La liberazione è presente e temporale. La felicità non è vera, non di tutto l'uomo. Vedi il vero servo di Dio; perdonato, rinnovato spiritualmente, glorificando Dio nel corpo e nello spirito. Guardatelo nella pace e nella gioia della sua anima. Guardatelo camminare sotto la tutela della provvidenza. Morire nella speranza. Portato al seno di Abramo. Accolto nella sentenza. Ammesso in cielo. Direte dunque: "È vano servire Dio" e che non c'è alcun vantaggio nel camminare davanti a Lui? (G. Cubitt.)

Sacrifici inaccettabili:

La legge non era solo un'istituzione tipica; era un sistema di governo nominato e amministrato da Dio Stesso. Contiene, quindi, riferimenti ai grandi principi, regole e caratteristiche dell'obbedienza accettabile. Il testo si riferisce ai sacerdoti, ma non esclusivamente. Descrive l'unione della pietà formale: qualcosa deve essere offerto; l'avarizia, che produce riluttanza a offrire ciò che Dio richiedeva, come troppo costoso; e astuto, escogitando un espediente, vale a dire, "offrire gli strappati, gli zoppi e i malati". Così portarono un'offerta, ma era inaccettabile e, invece di una benedizione, produssero una maledizione. Lezioni-

1.) Dio richiede che Gli offriamo un sacrificio

2.) Giustamente offerto, accetta l'offerta e benedice l'offerente

3.) Mentre ci sono quelli che non offriranno nulla, ci sono altri che cercano di conciliare il dovere con i propri interessi carnali. Essi non cercano una preparazione spirituale per il dovere, presentano un servizio parziale e formale, mentre vivono nella disobbedienza abituale

4.) Tali persone sono, per quanto riguarda il loro oggetto, "ingannatori". In realtà non possono ingannare Dio. In pratica, e nelle loro intenzioni, agiscono come se potessero

5.) Sono "maledetti". Dio non accetta il loro sacrificio. Non hanno alcuna benedizione positiva. Se volete sacrificarvi in modo accettevole, dovete arrendervi interamente a Dio. Per questo è necessaria la preparazione spirituale. Devi avere una rigenerazione spirituale, guarire la tua anima, affinché la tua offerta possa essere accettabile. Così preparati, al tutto devono essere dati, in santa obbedienza, santi esercizi. La vostra religione formale confessa che qualcosa è necessario. Lei è autocondannato. La tua religione, così com'è, aggrava la tua colpa. (Ibidem)

Accusando Dio:

Essi portano una duplice accusa contro Dio, di non aver ricevuto alcuna ricompensa per la loro pietà quando hanno adempiuto fedelmente il loro dovere verso Dio, e anche che era meglio con gli empi e i disprezzatori di Dio che con loro. Vediamo quindi con quanta repreazione esageravano ciò che consideravano l'ingiustizia di Dio, almeno come essi stessi immaginavano che Egli deludesse i giusti della loro meritata ricompensa, e che favorisse gli empi e gli empi come se si compiacesse di loro, come se volesse esasperare di più il dolore dei Suoi servi, i quali, sebbene adorassero fedelmente, tuttavia videro che lo facevano invano, poiché Dio si nascondeva, e non ricompensavano i loro servigi. Che anche i buoni siano tentati da pensieri di questo tipo, non c'è da meravigliarsi, quando lo stato delle cose nel mondo è in maggiore confusione (Ecclesiaste 9:2). In realtà non c'è motivo di indignazione e invidia nei nostri confronti, ma poiché Dio mette volutamente alla prova la nostra fede con tali confusioni, dobbiamo ricordare che dobbiamo esercitare pazienza. Impariamo a formarci un giusto giudizio su ciò che è la nostra vita, e poi teniamo a mente quante sono le ragioni per cui Dio dovrebbe talvolta trattarci in modo rude. Così cesserà ogni nostra invidia e le nostre menti saranno preparate con calma a obbedire. In breve, queste considerazioni metteranno a tacere qualsiasi perversità ci possa essere in noi, in modo che né i nostri pensieri malvagi né le nostre parole siano così forti da sollevarsi in ribellione contro Dio. (Giovanni Calvino.)

Il servizio di adorazione richiesto ai cristiani:

La legge levitica richiedeva agli ebrei di offrire a Dio il meglio del loro gregge in sacrificio. Lo facevano nei loro momenti più felici e puri. Nell'epoca di Malachia la loro adorazione era grandemente degenerata. Era diventato, di fatto, un servizio totalmente ipocrita. Contro di loro il profeta denuncia pesanti giudizi per questo disprezzo di Dio. In primo luogo, il rifiuto del loro servizio. Poi l'abolizione della loro Chiesa, del loro Stato e dei loro privilegi, e il loro trasferimento ai Gentili. E una maledizione fulminante su di loro, sia individualmente che a lungo a livello nazionale, per la loro ipocrisia. Queste cose accaddero loro come esempi per noi, il popolo di Dio sotto la nuova dispensazione. Dio esige il meglio da noi e da ciò che ci appartiene. Ci siamo impegnati a rendergli questo mediante l'accettazione del Suo patto

(I.) La natura della requisizione che Dio fa qui

1.) Dobbiamo servirLo con le nostre migliori forze. In primo luogo, e principalmente, i poteri della mente. Il servizio fisico, a parte qualsiasi interesse in esso preso dalla mente, ha poco valore. Dio richiede il "cuore". Dobbiamo adorarlo in spirito, perché Egli è uno Spirito. Con lo spirito dobbiamo comprendere la mente con tutti i suoi poteri. Il corpo è l'altare, ma lo spirito è l'oblazione. Lo spirito include la memoria, il giudizio e gli affetti. Il servizio corporale, come progenie ed espressione della mente, è richiesto ed è altamente accettabile

2.) Dobbiamo dargli la migliore stagione della vita. Questa è la stagione della gioventù. Allora le nostre forze sono fresche e vigorose; e poi siamo più assediati da altri pretendenti

3.) Dobbiamo dargli la parte migliore del nostro tempo. La religione non deve essere considerata come un rilassamento, ma perseguita come un affare, il grande affare della vita. È definita una chiamata e un lavoro

4.) Dobbiamo dare a Dio il meglio dei nostri talenti e delle nostre sostanze. Dobbiamo, come cristiani, superare gli altri nella carità e nella benevolenza comuni; poiché la grazia è migliorare ed elevare tutte le virtù umane, così come migliorare quelle che sono divine

(II.) Le ragioni per cui viene applicata questa richiesta del nostro meglio nel servizio di Dio. Dio accetterà solo il meglio, per le seguenti ragioni:

1.) La sua grandezza. Dio è un grande re, per l'estensione dei Suoi domini, per il numero dei Suoi servi e per la riverenza che Gli vengono tributati. Per le informazioni che riceve del nostro servizio. Per i numerosi metodi con cui Egli può esprimere il Suo dispiacere

2.) La Sua bontà fa valere la Sua pretesa. Che cosa abbiamo che non abbiamo ricevuto? Tutte le facoltà della nostra mente, gli organi e le membra del nostro corpo le dobbiamo a Lui. Lo stesso si può dire della nostra sostanza. A Lui siamo debitori per l'abilità, la salute, l'industria con cui è stato ottenuto

3.) Il merito della nostra religione esige questo servizio. Questo dovrebbe esserci caro; e deve essere mantenuto e promosso da un servizio come è stato specificato. E come è avvantaggiata una religione quando ne viene data una giusta immagine nella vita e nell'umore di chi la riceve!

4.) I mali evitati e i benefici ottenuti dall'adempimento della richiesta, fanno rispettare il suo obbligo. Quanto è spaventosa la comunicazione di Cristo alla tiepida Chiesa di Laodicea. Quali incoraggianti promesse, nella Scrittura, incontrano coloro che sono attenti, diligenti e devoti nel servizio di Dio! Miglioramento-

1.) Che tutti vedano di essere adeguatamente abilitati per questo servizio. A tal fine, deve avvenire un duplice cambiamento: nel nostro Stato, nel nostro carattere

2.) Siamo grati per l'esistenza del culto pubblico tra noi, e cerchiamo il suo miglioramento e la sua estensione

3) Salutiamo con spirito di gioia religiosa e di cooperazione l'imminente diffusione del culto del Vangelo in tutto il mondo. (J. Leifchild, D.D.)

16 CAPITOLO 3

Malachia 3:16-17

Allora quelli che temevano il Signore.Il timore di Dio è un principio di potere:

Gli eventi che, per la loro importanza e preminenza negli annali sacri, possono essere classificati come segni di epoche successive nello sviluppo del proposito divino, furono preceduti da periodi di forze morali contrastanti e di influenze poco propizie. Ma la notte morale più oscura ha visto la nascita di spasimi giganteschi e la concezione dei più potenti piani per promuovere il benessere umano. Lo stato del popolo israelita contemporaneo agli eventi descritti nel nostro testo era per certi versi il più triste di tutta la sua storia. Ma nonostante tutto questo, il mondo stava tornando alla luce dei giorni del Messia. L'apostasia di quei giorni, e i segni delle prodigi imminenti che si scorgevano sulla faccia dei cieli spirituali, indussero tutti coloro che temevano il Signore a parlare spesso l'uno con l'altro, per potersi mantenere consapevoli delle forze malvagie che li circondavano, memori dell'avvicinarsi dell'Antico dei giorni, e affinché potesse essere tenuta aperta una porta efficace per il Suo ingresso regale. Questi di per sé non erano che un piccolo e insignificante gruppo, eppure rappresentanti della verità eterna ed eredi delle più ricche promesse. Ma Dio opera i Suoi propositi più alti e rivela i Suoi pensieri più profondi con il minimo aiuto umano

1.) Abbiamo abbondanti ragioni per supporre che il timore del Signore sia un principio di potere nella vita di grazia. Questo potere è stato e sarà sempre sentito come un'influenza regolatrice nelle sfere più alte e più basse dell'esistenza. Si è affermata raccogliendo in forma disponibile la forza dissipata dei mondi spirituali e morali, e nell'elevare l'uomo a un livello di purezza e alla compagnia degli angeli di Dio. C'è in natura una forza che agisce su ogni molecola di materia, adattandola al suo posto e alla sua relazione, e raggruppando il tutto in uniformità e forma. Il principio-paura nella vita della grazia, nel suo aspetto regolatore, è analogo a questa misteriosa legge della natura. Dà contorno e movimento ad ogni pensiero e desiderio che porta l'anima a Dio, produce armonia tra gli affetti, dove regna la discordia; eleva la condotta morale e accelera la crescita nella vita di grazia. Il principio della paura diventa anche un potere coeso. Attira negli spiriti più saldi e compatti e affini coloro che hanno un comune timore, una comune speranza e una comune fede. C'è un sentimento di patriottismo che lega insieme i collegi elettorali dei partiti e delle nazioni, che corre come anelli d'acciaio attraverso il petto dei veterani riuniti sotto una bandiera comune: è la riverenza per l'onore, l'amore per il nome del paese. E il timore di Dio - la riverenza per la Sua legge e l'amore per il Suo amore - lega insieme il Suo popolo in una fedeltà più duratura dei legami più forti della terra. Anche il timore del Signore ha un'energia di resistenza, perché conduce una guerra incessante contro i mali che circondano l'individuo, o la comunità di fede. L'attività che nasce da questi stati ed energie diventa espansiva con il significato più alto e più ampio. Ogni giorno di fedeltà dell'anima a Dio, le sue frontiere diventavano più invulnerabili agli attacchi e alle invasioni. La crescita spirituale è cumulativa, eterna come la vita di Dio. E il potere del timore di Dio è aggressivo

2.) C'è un riconoscimento divino e un sostegno del potere della paura sviluppato nella vita di grazia. "Il Signore ha ascoltato e ascoltato". Se le pretese della lealtà terrena sono riconosciute, e se esse suscitano sostegno, come non potrà la lealtà verso l'alto arruolare il valore del cielo, il valore e il prestigio dei soldati angelici

3.) Il fine ultimo contemplato e raggiunto in questo potere timorato di Dio è la gloriosa esaltazione dell'uomo nella scala dell'essere. "Ed essi saranno miei, dice il Signore degli eserciti". (H. M. Dubose.)

Uomini che temevano il Signore:

(I.) Le persone menzionate. Per "timore del Signore" non dobbiamo intendere il timore servile, che teme la punizione piuttosto che il peccato che è la causa della punizione; ma un timore filiale; un santo affetto nell'anima, per cui è incline a riverire Dio e ad approvare le sue parole e le sue vie. Questo timore è una benedizione del nuovo patto, e il dono di Dio

(II.) L'occupazione che svolgevano. "Si parlavano spesso l'un l'altro". Dell'amore di Dio; e se fossero stati cristiani, avremmo aggiunto della redenzione in Cristo e dell'opera dello Spirito. Chi ha un cuore per Dio, ha una bocca per parlare per Lui, così come per Lui

(III.) L'onore loro conferito. "Il Signore ha ascoltato". Questo dimostra la speciale considerazione di Dio per loro; l'attenzione che Egli prende di loro e la Sua approvazione per loro. "È stato scritto un libro di ricordo". In allusione ai re che tengono registri Esdra 4:15. (S. Barnard.)

Il santo timore è il carattere distintivo dei credenti:

I tempi di prevalente e abbondante malvagità sono stagioni di dolorose prove per il popolo di Dio

(I.) Alcuni dei tratti distintivi del carattere del popolo che Dio rivendica come Suo

1.) Sono descritti come coloro che "temevano il Signore". Distingui il timore di Dio che è della natura da quello che è della grazia. Gli uomini più malvagi e abbandonati hanno le loro stagioni di paura. Non possono scrollarsi di dosso ogni timore di Colui la cui autorità osano mettere in discussione e le cui leggi pretendono di disattendere. Se potessimo esaminare i cuori di coloro che non conoscono Dio, smetteremmo di stimare così altamente la loro vantata felicità. Ma il vero timore del Signore nasce da una fonte diversa e produce effetti diversi. È quel sentimento di cui si parla nella Scrittura, come l'inizio della sapienza, come una forte fiducia, come una fonte di vita. Coloro che lo possiedono sono descritti come oggetti del particolare favore e della graziosa protezione di Dio. A causa della sua importanza, così come dei suoi effetti reali, è spesso attribuita a tutta la religione e considerata come comprendente tutti i suoi doveri. Coloro che temono il Signore sono tali che hanno non solo la forma, ma anche il potere della pietà. Il timore di Dio dimora e governa nelle loro anime, forma il loro temperamento e influenza la loro condotta

2.) "Pensarono al Suo nome". È un segno dell'empio, che Dio non è in tutti i suoi pensieri. Ma questi si dilettano a pensare a un nome a loro caro come il nome di Colui che ha operato meravigliosamente per loro. Nei periodi di dispensazioni dolorose e afflittive essi si dilettano a pensare a Dio. Si dilettano a ricordare i pensieri di grazia di Dio verso di loro. Il sentimento non è una semplice nozione di Dio, o un sentimento transitorio della Sua potenza ed eccellenza: è il sentimento abituale dell'anima, e una fonte di santo conforto e di pace celeste in mezzo alle vicissitudini della vita: dà una santità anche alle nostre occupazioni mondane, e rende le nostre occupazioni ordinarie un mezzo per glorificare Dio. I veri credenti mettono Dio sempre davanti a loro

3.) Coloro che "temevano il Signore" "parlavano spesso gli uni agli altri". La conversazione è un dono peculiare: forma la catena del rapporto tra uomo e uomo, e ci ricorda che siamo nati, per non sprecare la nostra vita in piaceri egoistici, o in inutili chiusure dal mondo. Il dovere del cristiano non consiste in una vita di separazione dai suoi simili, ma in uno sforzo attivo per il beneficio di tutti coloro che sono posti nella sfera della sua influenza. Al fine di promuovere questi importanti scopi, egli è dotato del dono della parola, ed è in grado di comunicare con gli altri sulle loro necessità, e di invitare da loro l'amore reciproco e i rapporti amichevoli. Il talento diventa prezioso solo quando viene impiegato per scopi utili. Non diciamo che la conversazione dei cristiani sarà sempre sul tema della religione, ma la vera religione darà sempre un sapore di grazia alla conversazione. C'è un tipo speciale di conversazione che i cristiani intrattengono tra loro, di cui si parla senza dubbio nel testo. Essi conversano sulle cose della pace e sulle cose con le quali possono essere edificati. Essi si dilettano a parlare delle glorie del Redentore e della benedizione dei Suoi santi. I credenti, nei loro rapporti sociali, si elevano al di sopra delle cose del tempo e conversano su quelle dell'eternità

(II.) La graziosa attenzione con cui queste persone erano considerate da Dio. "Il Signore ascoltò e udì". Dio non solo si occupa del nostro cammino, ma è intimamente presente con i nostri pensieri. Come tra gli uomini, le cose notevoli sono registrate in un libro di ricordi, così nella Mente Eterna sono registrati tutti i pensieri, le parole e le azioni degli uomini. Applicazioni-

1.) Esaminatevi, mettetevi alla prova con la prova di questo testo

2.) Fai attenzione a uno spirito insignificante e censorio

3.) Studia le Scritture, che ti presentano esempi così eccellenti

4.) Pregate per la grazia. (W. Mayers, M.A.)

Uomini che temevano il Signore:

Erano tempi brutti quando il profeta Malachia fu mandato in base al suo messaggio. La profanità si diffuse in tutto il paese. Gli uomini dichiararono apertamente che adorare Dio era una cosa vana e inutile. Anche in quei giorni c'era un resto secondo l'elezione della grazia

(I.) La condotta di questi uomini pii. Essi "temevano il Signore". Gli uomini possono temere Dio nel senso di tremare ai Suoi giudizi. Il timore che si intende qui è un santo e reverenziale timore reverenziale verso Dio, come nessuno, tranne i Suoi cari figli, nutre. Queste persone lo guardavano con la più profonda venerazione come il loro Creatore e il loro Salvatore. "Lo servirono accettevolmente con riverenza e santo timore". Si dice che abbiano "pensato al nome del Signore". Pensare a un nome sarebbe, in altri casi, pensare a un suono vuoto. Ma pensare al nome del Signore è una meditazione molto proficua e deliziosa. Poiché il suo nome è la sua natura; come si chiama il Signore, Egli è. Questo nome, misericordioso e pietoso, era scritto nei loro cuori e nei loro affetti. Guardate la loro condotta. Senza dubbio tutta la loro pratica era coerente; ma la nostra attenzione è particolarmente attirata dal modo in cui le loro lingue erano occupate. Le loro comunicazioni erano serie e spirituali. Cercavano la compagnia l'uno dell'altro per amore di una dolce comunione e di una proficua conversazione. Due cose davano valore a tutta questa santa conversazione. Procedeva dal cuore. Parlarono insieme in un momento molto ansioso e difficile. È facile parlare religiosamente quando la religione è di moda

(II.) I propositi di grazia di Dio riguardo a loro. Per quanto le loro conversazioni potessero essere condotte privatamente, l'orecchio di Dio era aperto a tutto. Se Dio ascolta, possiamo essere certi che non dimentica le pie conferenze del Suo popolo. "È stato scritto un libro di ricordo". La pia conversazione dei Suoi servi è sempre fresca nella mente di Dio, come se fosse scritta in un libro, e il libro fosse steso davanti a Lui. Che cosa considera Dio essere i Suoi gioielli? Non quello che gli uomini considerano così. I Suoi gioielli sono il Suo popolo. L'ornamento che Egli apprezza è lo "spirito mite e quieto" del credente. Quando sarà il giorno in cui Egli farà questi gioielli? Il giorno del giudizio. Egli compirà presto il numero dei Suoi eletti, e allora farà i Suoi gioielli

(III.) L'effetto che tutto questo avrà sul mondo empio. "È vano servire Dio", disse quell'empia generazione. C'è un giorno vicino, in cui si formerà un'altra stima. Quando vedrete il Signore fare i Suoi gioielli, stimando come tale ogni uomo che Lo ha temuto, ha pensato a Lui e Lo ha confessato, allora finalmente percepirete che c'è una differenza indicibile tra coloro che servono Dio e coloro che non Lo servono. Conclusione: Presentate questo testo a quelli di voi che professano la pietà come se contenesse un esempio da imitare. Vedete come quegli antichi santi si dilettavano a conversare tra loro in modo edificante, e quanto il Signore vi fosse attento. Lasciamo che il testo ci rimproveri e ci inciti. (A. Roberts, M.A.)

Il popolo di Dio in un'epoca senza Dio:

Malachia dà in questo libro di profezie una quintuplice immagine di Dio; una quadruplice immagine dei peccati del sacerdozio; e un quadro settuplo dei peccati del popolo. Dio descrive Se stesso come il Dio sovrano, che non vede alcuna ragione al di fuori di Sé per l'elusione di qualsiasi benedizione che Egli sceglie di dare. Dio è descritto come un Dio che si fa conoscere come padrone e come padre, a coloro che lo vedono come un sovrano, come il Dio elettore. Dio incarica il profeta di presentarlo come un Dio che risponde alle preghiere. Egli fu l'artefice di un'alleanza eterna. Egli è il Dio che più che ripaga i servigi dei Suoi servi. Il primo grande peccato dei sacerdoti è l'offerta di pane contaminato, ecc. Essi gli danno ciò che si vergognerebbero di dare ai loro governanti temporali. Allora desideravano arricchirsi con la profanazione della religione di Dio. Non farebbero nulla nel servizio di Dio per nulla. Si stancarono nel servizio di Dio. Non solo si sviavano, ma facevano sviare gli altri. I peccati del popolo sono idolatria; impurità; uno spirito che si autogiustifica. Vari crimini orribili. Chiedendomi quale profitto avremo se serviamo Dio. Resistere a un Dio che si appella. Nel testo abbiamo il popolo di Dio in mezzo a questa apostasia dei sacerdoti e del popolo, in mezzo a questa negligenza di Dio. Il popolo di Dio è qui descritto:

(I.) Secondo i loro principi. "Temevano il Signore". I malvagi, o non convertiti, sono preservati dal peccato per paura della punizione. Il principio principale nel petto di un uomo giusto non è la paura servile, ma la paura che nasce dalla conoscenza di Dio, come Dio che perdona, che nasce dalla consapevolezza di aver ricevuto da Dio benedizioni incalcolabili. È connesso con la consapevolezza che Dio ha perdonato i tuoi peccati e ti ha accettato nell'Amato

(II.) Con il loro impiego

1.) Il loro impiego esterno. "Stanno parlando tra loro". E? Sui problemi morali del loro tempo. Nelle tenebre di questo mondo, i cristiani devono essere riconosciuti dal loro parlare gli uni agli altri

2.) Il loro impiego interno. Pensarono al nome del loro Dio. I santi parlarono di ciò che avevano pensato, e lo fecero emergere come il centro della loro unione, come il nucleo attorno al quale si eressero

(III.) I loro privilegi. Dio ascoltava e ascoltava quelli che pensavano e parlavano di Lui. Si avvicinò; e un libro di memorie fu scritto davanti a lui per quelli che lo temevano. Era il libro della vita dell'Agnello, in cui i santi sono stati scritti fin dalla fondazione del mondo. E non credo che siano stati scritti i loro nomi, ma le prove della loro fede. Il libro che contiene i loro nomi è scritto nell'eternità; e il libro che contiene le prove della loro fede è stato scritto in tempo. Tutti noi amiamo essere pensati; è una santa ambizione desiderare di essere pensati da Dio

(IV.) La loro speranza. "Saranno miei, quando farò i miei gioielli". La grande distinzione sarà fatta nel giorno in cui Gesù Cristo verrà: allora coloro che hanno conosciuto Cristo, che hanno amato Cristo, che hanno vegliato per la Sua apparizione, saranno salvati, come si salvano i gioielli, nel giorno del pericolo. (N. Armstrong.)

La descrizione del popolo di Dio:

(I.) Essi temevano il Signore. Ci sono quelli che a volte sono colpiti da sentimenti di terrore e di orrore quando la loro coscienza è tenera, quando alcune circostanze provvidenziali li suscitano a considerare. Cominciano a sentire, ma è temporaneo, non è profondo. Il popolo di Dio lo teme con la paura di un bambino. Come un bambino teme suo padre, così il figlio di Dio teme Dio. Egli teme non solo il Suo potere, teme il Suo carattere. Teme che le sue incoerenze portino disonore sul Suo nome e sulla Sua religione. Sente ciò che deve a Dio: che gli deve tutto. Il popolo di Dio, che teme il Signore, ha un costante senso della Sua presenza. Questa presenza li controlla e li dirige continuamente. E nelle loro azioni private, dove non c'è occhio su di loro, temono il Signore

(II.) Si parlavano spesso l'un l'altro. Cioè, conversavano tra loro. Coloro che sono il popolo di Dio parleranno di Dio, non possono farci niente. Parlano del Suo onore, della Sua opera di salvezza e di tutti i grandi temi della redenzione. Parlano degli attributi della Divinità, come messi in evidenza nella grande opera di Cristo. Parlano delle sofferenze del popolo di Dio. Si rimproverano gentilmente i difetti e le mancanze l'uno dell'altro, trattandosi fedelmente l'uno con l'altro. E spesso si parlano. Parlano senza ritegno. Ogni volta che ne hanno l'opportunità, queste cose sono i loro temi

(III.) Pensarono al Suo nome. Il nome di Dio è l'"io sono"! Il suo nome completo è riportato in Esodo 34:6, 7. Il popolo di Dio è un popolo contemplativo. Studiano il Suo carattere, i Suoi propositi, la Sua grazia: studiano i Suoi attributi. Studiano la Parola di Dio. Studiano se stessi nelle loro relazioni con Dio. (Hugh Allen, M.A.)

Dio e il bene:

(I.) Uomini buoni nel loro rapporto con Dio

1.) Lo venerano. Malachia 101 dice che questi antichi santi "temevano il Signore". Non un timore servile, ma filiale, non un terrore del Suo potere, o della Sua ira, ma un santo timore reverenziale per la Sua maestà mescolato a un'ammirazione amorevole. La riverenza filiale è alla base di ogni vera religione

2.) Pensano a Lui. "Hanno pensato al Suo nome". Il nome di Dio era il Suo carattere rivelato, la Sua reputazione. L'intelletto dei buoni è principalmente impegnato nella contemplazione di Dio come si rivela nella natura, nella storia, nella Bibbia, in Cristo. Non c'è tema di pensiero più alto di questo, nemmeno per gli angeli

3.) Parlano di Lui. "Si parlavano spesso l'un l'altro". Il tema principale del pensiero sarà sempre l'argomento principale della conversazione. "La bocca parla dal cuore". Le anime, anche se costituzionalmente sociali, possono incontrarsi e mescolarsi solo su un argomento di interesse comune; Più alto e puro è l'argomento, più stretta e squisita è la comunione. Come i raggi possono incontrarsi solo al sole, così le anime possono incontrarsi solo in vera comunione nel nome di Dio. Questa è la piattaforma di un vero rapporto sociale

(II.) Dio in relazione agli uomini buoni

1.) Sente il loro converso. "Il Signore ascoltò e udì". Tutti i suoni della creazione vibrano nell'orecchio divino; la caduta della goccia di rugiada così come il tuono della tempesta; i sospiri di un bambino così come i cori dell'eternità; il giuramento del bestemmiatore così come la preghiera del santo. Ma Egli presta particolare attenzione alle parole del bene. Essi viaggiano verso di Lui come le grida del bambino al cuore della madre

2.) Registra la loro storia. "Un libro di memorie è stato scritto davanti a Lui". Egli è rappresentato come colui che ha registrato ciò che osserva e sente. Questo libro di memorie davanti al Signore non è una semplice figura. Il grande universo è un libro in cui ogni suono pronunciato, ogni parola pronunciata, sono registrati. La scienza insegna che ogni sillaba è stampata in modo imperituro nell'aria circostante. La natura non fotografa i semplici lineamenti del viso, né la forma del corpo, ma ogni sguardo mutevole, ogni pensiero passeggero, ecc

3.) Egli promette la loro salvezza; che include la gloria nel futuro e la protezione nel presente. La sua provvidenza li custodirà con tutta la cura del cuore di un padre. (Omileta.)

Triplice aspetto della vera santità:

(I.) La vita del bene, come si manifesta sulla terra. "Allora quelli che temevano il Signore". È...

1.) Leale. C'è una profonda riverenza; un timore filiale, non servile. Non temendo l'ira di Dio, ma temendo di offenderlo; non abbandonare il peccato perché porta la punizione, ma perché Dio lo odia. Tale timore di Dio genererà amore, ispirerà fede, produrrà santità, assicurerà l'obbedienza

2.) È sociale. "Parlavano spesso l'uno all'altro." La vera pietà è una cosa allegra e comprensiva; Non distrugge i nostri istinti sociali, ma li intensifica e li nobilita. La tendenza naturale del timore del Signore nel cuore è quella di unire gli uomini nei vincoli della fratellanza, di mettere a tacere la discordia della società e di condurci a portare i pesi gli uni degli altri, e così a compiere la legge di Cristo. Questi credenti parlavano spesso l'uno all'altro, non delle mancanze reciproche, non per scandalo o contesa, ma per l'opera del Signore e per l'edificazione reciproca

3.) Era anche segreto. C'era la vita interiore e quella esteriore, quella soggettiva e quella oggettiva; essi "pensarono al Suo nome". Non erano tutte chiacchiere; Non erano ipocriti, "loquaci", avevano una religione del cuore. Come un uomo pensa nel suo cuore, così è; e come pensa, ama e vive. La nostra vita deve essere di questo tipo per piacere a Dio, perché Egli guarda al cuore. Non dobbiamo abbandonare la nostra comune adunanza; e i nostri affetti devono essere fissi nelle cose di lassù

(II.) La vita del bene, come è riconosciuta in cielo. "E l'Eterno ascoltò e udì, e un libro di memorie fu scritto davanti a lui".

1.) È conosciuto in cielo. Dio riconosce coloro che Lo temono, anche se possono essere piccoli e sconosciuti, sono amati e apprezzati da Dio. Il Signore è rappresentato mentre si china dal Suo trono e ascolta i suoni che provengono dalla terra; e mentre ascolta, ascolta e riconosce la voce del Suo popolo, che mantiene una dolce comunione tra di loro, e una comunione santificata con Lui; Come per fili elettrici invisibili, con inconcepibile rapidità, pensieri e parole sante lampeggiano al cielo ed entrano nell'orecchio dell'Altissimo. La nostra conversazione è in cielo

2.) È registrato lì. Dio cancella i peccati del Suo popolo dal Suo libro, ma conserva un libro di memoria per le virtù dei Suoi santi. Possiamo dimenticare il nostro lavoro di fede e il lavoro d'amore, ma Dio non dimentica mai

(III.) La vita del bene, come sarà consumata nell'ultimo grande giorno. Questo mostra...

1.) Sarà incoronato con la più alta onorificenza possibile. Saremo considerati amici, figli e compagni di Dio per sempre

2.) Sarà coronato con la più alta gloria possibile. I "gioielli" sono tra le cose più brillanti e costose di un monarca; e Dio parla dei Suoi servi credenti come dei Suoi "gioielli". (F. W. Brown.)

Religione genuina:

Tre cose sono degne di nota:

(I.) L'essenza della vera religione. "Quelli che temevano il Signore". Gli uomini che temono Dio possono essere divisi in due classi

1.) Coloro che lo temono con un timore servile. I milioni di persone che non si rinnovano quando pensano a Lui lo temono, le loro coscienze colpevoli lo investono di attributi di tale orrore che rabbrividiscono all'idea di Lui, fuggono dalla Sua presenza. "Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura". Tutto ciò che è superstizioso nel mondo, tutto ciò che è barbaro nella religione della cristianità, nasce da questo terrore di Dio

2.) Coloro che lo temono con un timore filiale. La paura che un bambino amorevole ha per un padre degno e nobile. C'è, forse, sempre una sorta di paura in relazione al vero amore. Temiamo non che l'oggetto ci danneggi, ma che possiamo danneggiare o dispiacere all'oggetto

(II.) La socialità della vera religione. "Parlavano spesso l'uno all'altro." Siamo esseri sociali e ciò che ci interessa di più ha il massimo potere nell'unirci. Nulla interessa un uomo religioso tanto quanto la religione. Parlava senza dubbio in un linguaggio di mutua istruzione, di mutua consolazione, di mutua esortazione. Non c'è forza al mondo così socializzante come la religione

(III.) Il valore della vera religione. Vedete cosa fa Dio con chi è genuinamente religioso

1.) Egli si occupa di loro in modo speciale. "Il Signore ascoltò e udì".

2.) Egli li rivendica come Suoi. "Ed essi saranno miei, dice il Signore degli eserciti".

3.) Li apprezza come preziosi. In quel giorno in cui farò i miei gioielli". La parola qui resa gioielli è in Esodo (19:5) resa tesoro particolare. "Sono particolarmente preziosi per Me". Egli conosce il valore della loro esistenza, il costo della loro restaurazione, la grandezza delle loro capacità

4.) Li distingue da tutti gli altri. (Omileta.)

Il popolo del Signore:

Sembra che le tentazioni della Chiesa di Dio professante siano state più o meno le stesse in tutte le epoche. Uno è stato quello di trascurare o abbandonare le assemblee del popolo del Signore per l'adorazione e l'istruzione. Nei tempi antichi c'era la stessa tendenza alla stanchezza per la monotonia degli esercizi religiosi, lo stesso desiderio di novità nel cuore umano, come ora. Ai giorni di Malachia 49 mondo non guardava con favore la religione; il mondo considerava la religione come una cosa meschina e inutile; il mondo aveva una buona parola per chiunque piuttosto che per gli umili seguaci di Dio, che conoscevano e amavano la verità. Ma anche allora c'erano quelli che non si vergognavano di riunirsi e di incoraggiarsi a vicenda nelle vie del Signore

(I.) Il carattere del popolo del Signore. Le circostanze della vita e le posizioni in cui si trovano mettono in evidenza il vero carattere degli uomini. Quindi, per quanto riguarda le cose spirituali, le circostanze manifestano il vero carattere. I tempi di prova e di opposizione servono a mostrare chi ha la vera grazia e chi ne ha solo l'apparenza. La tribolazione e la persecuzione a causa della Parola sono nelle Sacre Scritture paragonate al fuoco del raffinatore, che separa le scorie dall'oro puro. Dobbiamo rallegrarci del fatto che, nel potere e nella grazia dominanti del grande Capo della Chiesa, essa si trasformi in un mezzo di bene per coloro che sono turbati, e che l'ira dell'uomo sia fatta per lodarlo, nella manifestazione della Sua grazia nel Suo popolo, e nel loro raffinamento e radicamento nella fede. In quei tempi difficili c'era chi osava andare contro la corrente dominante dell'opinione mondiale, e "parlava spesso l'uno con l'altro". "Temevano l'Eterno e pensavano al suo nome". Tale è il popolo del Signore in ogni epoca

(II.) Le loro prospettive. "Saranno miei", ecc. Il popolo di Dio è la Sua proprietà, i Suoi gioielli. Nel giorno che essi attendono, Egli li riconoscerà come Suoi. Non farli Suoi, ma dichiararli Suoi. (G. Maxwell, B.A.)

La cerchia ristretta della vita della Chiesa:

Quando Napoleone si ritirò da Mosca, gran parte del suo esercito perì nel freddo e nella neve. Quando scendeva la notte, un corpo di truppe accendeva un po' di fuoco come meglio poteva, e poi si tirava a sorte coloro che occupavano i posti più vicini al fuoco, e il freddo era così intenso che coloro che si trovavano nelle file più esterne si trovavano congelati al mattino. Ora, in ogni Chiesa, ci sono coloro che formano il centro - un cerchio nel cerchio - che si radunano vicino alla persona di Cristo. Essi godono del calore della sua presenza spirituale, mentre coloro che si accontentano di vivere lontani da Cristo sono presto raffreddati e congelati nell'acuta atmosfera di mondanità che avvolge la Chiesa. (Parola d'ordine.)

Si parlavano spesso l'uno con l'altro.-Conversazione cristiana:-

Viviamo in tempi migliori di quelli di Malachia. Tra noi l'influenza della religione è riconosciuta dalla grande maggioranza di coloro che frequentiamo. Posti dunque in circostanze più favorevoli, imitiamo l'esempio dei pii Israeliti? Parliamo gli uni agli altri del Dio che adoriamo? È vero che, allo stato attuale della società, i temi religiosi non possono essere introdotti in ogni occasione, né in tutti gli ambienti. Il nostro Salvatore stesso ci ha messo in guardia contro la follia e il pericolo di una tale pratica. Ma, ahimè! da molti la conversazione religiosa è considerata come una violazione delle decenze della vita; raggelata da un ostinato silenzio; o quasi rimproverato con un ghigno

(I.) Per coloro che temono il Signore con sincerità e verità, la conversazione religiosa è naturale. Ciò che dimora abitualmente nella mente, le labbra lo pronunceranno più frequentemente. La professione di ogni individuo, e i suoi modi abituali di pensare, appaiono quasi irresistibilmente nella sua conversazione. Il cristiano sarà l'unica eccezione a questa legge generale? Il commerciante sceglie con cura, e si rivolge con evidente preferenza a coloro ai quali sono noti i segreti del suo mestiere; con il quale può pianificare i mezzi per ridurre il suo lavoro e aumentare i suoi guadagni. E i servi di Gesù Cristo non parleranno forse l'uno all'altro di quell'opera che il loro grande Signore ha dato loro da fare? Il "discorso" anche di un uomo licenzioso lo "tormenta". Per coloro che temono il Signore, gli argomenti di conversazione più naturali sono quelli che la religione fornisce. Con quale inesplicabile pregiudizio si rifiutano di parlare l'uno all'altro dei loro eterni interessi? In ogni altra ricerca cerchiamo ansiosamente l'approvazione di coloro che apprezziamo. La speranza del loro applauso alleggerisce la nostra fatica. Perché gli stessi sentimenti amabili, gli stessi aiuti affettuosi, non dovrebbero accompagnare anche la religione?

(II.) La conversazione religiosa è piacevole per coloro che temono il Signore con sincerità. Che cosa c'è di sublime o di amabile in tutta la gamma della speculazione intellettuale e morale, con cui il sentimento religioso non può essere unito, e su cui la conversazione dei pii non può soffermarsi con correttezza e vantaggio? In questa vasta gamma c'è molto che, mentre fa avanzare il nostro miglioramento, può anche servire alla nostra gioia. Gli argomenti della conversazione religiosa, in se stessi attraenti e dilettevoli, acquistano un nuovo interesse dal rapporto che li lega al loro Autore e dalle prospettive che, attraverso il Vangelo, ci è permesso di intrattenere. E il nostro destino futuro ci rende cari i discorsi religiosi

(III.) La conversazione religiosa è utile a coloro che temono il Signore con sincerità. L'utilità di qualsiasi impiego non deve essere giudicata dalla sua conformità alle leggi della moda, dalla sua tendenza a calmare gli allarmi dei sospettosi, a evitare il ghigno dello sciocco; o dai suoi effetti piacevoli al momento, mentre il suo esito finale è amaro. La conversazione religiosa può essere ancora utile, anche se a volte può essere stata fatta la maschera dell'ipocrisia, o lo strumento dell'orgoglio spirituale. Se lo strumento in sé è prezioso, i saggi e i pii non devono rinunciare al suo esercizio, anche se i furfanti ne hanno abusato e gli stolti lo hanno usato male. Gli usi della conversazione nelle nostre attività intellettuali sono riconosciuti e ricercati con avidità. In proporzione all'importanza degli argomenti su cui si svolge la conversazione religiosa, la sua utilità aumenta. Felice sarebbe la società, e rapido sarebbe il nostro miglioramento, se ricevessimo come legge nazionale il precetto che fu dato all'antico Israele, e rendessimo la religione un tema di istruzione e di diletto! Di quel tempo affrettiamo l'avvicinamento, per quanto la nostra influenza e il nostro esempio possano estendersi. (A. Brunton, D.D.)

Conversazione religiosa:

È la tendenza del nostro tempo a denigrare ciò che viene chiamato conversazione religiosa. È in grande discredito presso coloro che desiderano essere considerati uomini ragionevoli; e, di fatto, si è quasi estinto, tranne che in certi circoli ristretti, dove sopravvive in una forma che non è affatto calcolata per attirare altri verso di sé. Molti di coloro che più falliscono nel rendere proficua la conversazione religiosa, hanno ancora un buon obiettivo in vista nei loro tentativi di amarlo. Molti buoni motivi hanno spinto lo sforzo di conferire un carattere più decisamente cristiano al linguaggio della società. Ma spesso è stato un fallimento. Che dire della difficoltà di esprimere a parole i sentimenti più profondi; con il rischio di sopravvalutare e di travisare impressioni che, per valere qualcosa, devono essere esatte, né più né meno né altro che la verità precisa; che dire dell'ambiguità che incombe su tanti personaggi circa la loro reale decisione per il bene, e il pericolo di dire davanti a qualcuno ciò per cui possono essere impreparati o poco inclini a farlo; che dire della stanchezza della mente e del corpo sotto la quale la maggior parte degli uomini entra in società, e la loro conseguente indisposizione per quegli sforzi di pensiero che sono coinvolti nella discussione di ciò che chiamiamo argomenti seri; Che dire della giusta delicatezza che insegna loro ad astenersi dall'invadere i pensieri privati su qualsiasi cuore che non sia il loro, e anche il giusto timore di sembrare a qualcuno diverso o migliore di quello che sono: il risultato di tutte queste e innumerevoli altre influenze è generalmente lo stesso, vale a dire, che la menzione della religione è tenuta fuori dai nostri rapporti quotidiani gli uni con gli altri. Tuttavia, il testo, tra gli altri passi della Scrittura, ci proibisce di accontentarci di una generale assenza di ogni riferimento a quelle cose che, sia nella giovinezza che nella vecchiaia, sono l'unica sicurezza, l'unica felicità e l'unica vita dell'anima. "Allora." Il contesto ci dice che il tempo di cui si parla era un tempo malvagio. Il peccato era così diffuso, così audace e apparentemente così prospero, che la gente cominciava a dire: "È vano servire Dio". A che serve il fatto che abbiamo cercato di servirLo e abbiamo camminato con prudenza e persino tristemente davanti al Signore? Questo è stato un giudizio molto miope e molto sbagliato; ma è un problema in cui anche gli uomini buoni sono inclini a cadere, quando confrontano la loro attuale comodità e denigrazione con l'apparente trionfo e felicità degli empi. Marco, l'unica caratteristica di queste persone: "temevano il Signore". Ci sono due tipi di paura, quella servile e quella filiale; quel tipo che consiste nel terrore, e quel tipo che consiste nel timore reverenziale. È una descrizione breve e sufficiente del bene in ogni congregazione, che essi "temono Dio". Nei momenti di difficoltà e di scoraggiamento essi "parlavano spesso gli uni agli altri". Tentarono l'esperimento della simpatia, del consiglio congiunto e anche dell'azione combinata. Il significato della "Chiesa" è che Dio ci darebbe in associazione una forza e un conforto che non possiamo trovare nell'isolamento; che Egli volesse che rafforzassimo i nostri fratelli, e fossimo a nostra volta rafforzati dai nostri fratelli, nell'esercizio di atti uniti di adorazione, e ancor più nel riconoscimento in ogni momento di un vincolo di amicizia e di fratellanza che tutti devono possedere coloro che hanno davvero un solo Padre celeste, un solo Divino Salvatore e un solo Spirito Santo. Non usiamo la metà di questi aiuti e punti di forza che Dio ci ha fornito. Qui collocherei l'inizio della conversazione religiosa. Qui, nell'adorazione di Dio. Coloro che hanno pregato insieme con tutto il cuore, hanno lodato Dio insieme, hanno ascoltato insieme la Parola di Dio, non possono andare avanti, per trascurarsi l'un l'altro, per opprimersi, per tentarsi l'un l'altro, senza un tale senso di colpa nel farlo che sarebbe assolutamente intollerabile. Una volta che sarà reso presente alla vostra mente come un grande obiettivo, che tutti dovrebbero condurre una vita cristiana irreprensibile, e che tutti dovrebbero finalmente vedere Dio, molti altri modi si suggeriranno, oltre a questo, in cui coloro che temono il Signore possono parlare spesso l'uno all'altro. Può essere fatto nell'intimità della vera amicizia, quando a un orecchio fedele puoi confidare qualcosa delle tue difficoltà e tentazioni personali, e scambiare quella simpatia che si rafforza sempre anche dove può sembrare piuttosto la confessione di debolezza. "Il Signore ascoltò e udì". Se c'è qualcuno - che ce ne sono molti - che possono pensare con conforto a quel racconto di parole pronunciate con il Suo amore e il Suo timore, gli altri non dovrebbero tremare quando pensano alle loro parole? Chi è stato il migliore per il fatto che abbiamo il dono della parola? Giudichiamo noi stessi, tutti quanti, perché in effetti abbiamo motivo di farlo, se forse nella grande misericordia di Dio non possiamo essere giudicati. Ricordiamoci, tutti quanti, di coloro che hanno detto che di ogni parola oziosa che gli uomini dovrebbero pronunciare, dovrebbero rendere conto nel giorno del giudizio. Di tutte le parole scritte dalle Sue labbra nel libro di Dio, nessuna è certamente così terribile nel suo suono come quella che dichiara: "In base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato". (C. J. Vaughan, D.D.)

Rapporto cristiano:

Poche persone sono così infelici da ignorare il valore dei rapporti sociali e da non aver compreso la sua influenza nell'aumentare i piaceri della vita umana e nel mitigare i suoi dolori. Questo piacere, come ogni altro, è raffinato ed elevato dall'esperienza reciproca della religione personale. Convinto che un libero rapporto sociale, di carattere spirituale e sperimentale, tra i cristiani possa essere altamente subordinato al loro progresso nella religione, si propone di offrire alcune osservazioni adatte a orientarne l'esercizio e a promuoverne la coltivazione

(I.) Il retto esercizio dei rapporti spirituali fra i cristiani

1.) Le persone con cui dovrebbe essere tenuto. Dovrebbe essere per la maggior parte ristretta a coloro che possiamo considerare come i soggetti della grazia rinnovatrice. Quelli che "temevano Dio" parlavano l'uno all'altro. Sulla religione sperimentale, chi non ne ha mai sentito il potere non può avere nulla da comunicare; né in generale è probabile che provino un particolare interesse per le opinioni di coloro che le hanno. Il libero scambio di sentimenti non è consigliabile indiscriminatamente con tutti coloro che temono Dio

(1) Dovrebbe essere coltivato in modo più speciale con coloro ai quali siamo uniti nella comunione del Vangelo

(2) E con coloro le cui circostanze e abitudini sono più simili alle nostre. Questo è vero in riferimento alla nostra posizione nella vita divina, e a coloro che hanno abitudini simili e nelle stesse posizioni nella società

(3) Tali rapporti dovrebbero essere abitualmente apprezzati tra coloro che sono legati dall'intimità dell'associazione domestica. Tale associazione presenta non solo le opportunità più frequenti, ma anche le più appropriate per tali rapporti

(II.) Gli argomenti che tale rapporto può proficuamente abbracciare

1.) Le peculiari dispensazioni spirituali o provvidenziali di cui possiamo essere soggetti. Le prove che la nostra esperienza ha fornito dell'efficacia della preghiera

2.) Argomenti che sono stati portati davanti a noi nei servizi pubblici del santuario, o nella lettura privata della Parola di Dio

3.) Lo stato generale della religione, più specialmente nel nostro vicinato e nella nostra comunione, e i mezzi con cui possiamo aiutare individualmente nel suo progresso

(III.) Le stagioni in cui tale rapporto può essere opportunamente intrapreso. "Parlava spesso." L'espressione sembra implicare che essi cogliessero ogni occasione, nelle ordinarie associazioni di amicizia, per dirigere l'attenzione l'uno dell'altro su argomenti sacri. In conclusione, alcune considerazioni per rafforzare la coltivazione del rapporto spirituale

1.) Tali esercizi sono stati accompagnati da evidenti indicazioni dell'approvazione divina

2.) Tale rapporto è essenziale per il retto esercizio della simpatia e dell'affetto cristiano

3.) Si troverà altamente favorevole al nostro vantaggio spirituale. Punti della nostra esperienza che abbiamo ritenuto fatalmente peculiari troveremo comuni anche ad altri; possiamo ottenere sollievo dove l'hanno trovato, possiamo imparare a evitare le insidie con cui sono stati messi in pericolo, e a perseguire i mezzi con cui è stato promosso il loro progresso nella vita divina. (Ricordo dell'Essex.)

Conversazione cristiana:

(I.) Piace a Dio. È chiaramente indicato che Dio si compiace quando il Suo popolo parla teneramente di Lui, che Egli ascolta, e non solo ascolta, ma rende testimonianza per la ricompensa futura di tutti coloro che sono così amorevolmente leali. Perché oggi i cristiani sono così muti? L'amore non è una cosa stupida o silenziosa. L'amore parla. Allora perché queste labbra sigillate? Dio ascolta mentre i Suoi figli parlano di Lui con affetto. Ama vedere la gratitudine nei nostri cuori; Gli piace molto sentirci parlare l'uno all'altro della sua bontà

(II.) Ci benedice. Nulla fa tanto bene al proprio cuore quanto parlare gentilmente di un altro. Esprimere amore lo accresce sempre di più

(III.) Benedice gli altri. Ci sono troppi cristiani muti; poiché c'è un grande potere di bene nelle nostre lingue, se solo le usiamo correttamente. Molte anime sono state condotte a Cristo attraverso le buone parole pronunciate nelle conversazioni cristiane. (G. B. F. Hallock.)

La comunione cristiana incoraggiata:

(I.) I caratteri indicati

1.) Temevano il Signore. C'è una paura "servile", distinta dalla paura "filiale". Nel linguaggio dell'Antico Testamento, il "timore del Signore" significa ciò che può essere chiamato l'intero principio religioso, o l'intera religione interiore

2.) Pensarono al nome del Signore. I nomi sono segni usati per distinguere una persona da un'altra. Di solito sono segni arbitrari. Ma "il nome del Signore" esprime le qualità essenziali della sua natura. Alcuni dei nomi di Dio sono Roccia, Forza, Pastore, Padre, Re

3.) Si parlavano spesso l'un l'altro. Su quale argomento particolare dobbiamo dedurre dalle circostanze del caso. Devono aver parlato dei benevoli rapporti di Dio con loro; delle opposizioni che hanno dovuto incontrare; le liberazioni che avevano sperimentato. Parlavano spesso, in modi di istruzione, ammonimento e incoraggiamento

(II.) I vantaggi di cui godono questi personaggi

1.) L'approvazione divina. "Il Signore ha ascoltato e ascoltato". Si degnò di ascoltare

2.) La sicurezza divina. "È stato scritto un libro di ricordo". C'era un'impressione imperitura del loro caso nella mente di Dio Stesso

3.) Promessa divina. "Saranno miei", ecc

(1) Sono considerati gioielli

(2) Quando Dio "farà i Suoi gioielli", li raccoglierà di mezzo alla spazzatura e li rifiuterà, Colui che ora li considera Suoi figli li risparmierà, li conserverà con tenerezza ed efficacia. (Schizzi di quattrocento sermoni.)

Si consiglia una conversazione religiosa:

(I.) L'indole e il comportamento di queste persone pie in un tempo di imperante irreligione. Il loro carattere generale è che "temevano il Signore". Come frutto generale di quel principio divino che regnava nei loro cuori, essi "parlavano spesso l'uno all'altro". L'argomento della loro conversazione era lo stesso dei loro pensieri, del nome di Dio e delle Sue vie. Come l'accordo nei principi e negli affetti, l'unione di interessi e di disegni, genera naturalmente l'amicizia tra gli uomini, ed è il fondamento della libertà reciproca nel comunicare i loro pensieri l'uno all'altro, così la vera religione in particolare è il più saldo vincolo di unione, il cemento più forte e più nobile di un'amicizia duratura. C'è anche una buona dose di ragione per cui gli uomini buoni dovrebbero parlarsi spesso l'un l'altro in un tempo di iniquità abbondante, perché è un mezzo per rafforzare le buone disposizioni che rimangono in se stesse, e che altrimenti potrebbero essere in pericolo di essere indebolite e di perire alla fine. Poiché la religione più di ogni altra cosa nella mente lavora contro l'opposizione sia delle tentazioni esterne che delle nostre infermità, ha bisogno e riceve un beneficio particolare dai consigli affettuosi di pii amici; E la cattiva comunicazione non tende a corrompere le buone maniere più di quanto la buona comunicazione non tenda ulteriormente a purificarle ed elevarle alla perfezione. Perciò i cristiani sono vivamente esortati dagli scrittori sacri ad aiutarsi e assistersi a vicenda a questo riguardo (Ebrei 3:12, 13). Vediamo, quindi, la vera ragione della timidezza dei cristiani nel parlare l'uno con l'altro degli affari della religione, che è l'omissione errata di un dovere molto importante, un mezzo eccellente per aumentare la pietà e la virtù; e non si può spiegare altrimenti che con la debolezza dei buoni affetti. Si usi grande prudenza nel discutere su argomenti religiosi, e si consideri attentamente il temperamento degli uomini, per timore che una libertà indiscreta sia accompagnata da cattive conseguenze, e le cose sacre siano esposte al disprezzo dei profani

(II.) Il riguardo distintivo che Dio mostra per loro. Li osserva attentamente; sono in ogni momento l'oggetto della Sua particolare cura, e alla fine saranno altamente onorati e felici nel Suo favore. Il modo figurato di parlare non vuole significare che Dio abbia bisogno di prove esterne o di mezzi per scoprire la verità: poiché da una sola visione diretta Egli contempla le cose più remote e più segrete. Mediante Lui si pesano le azioni: Egli ha una conoscenza più perfetta di quella che gli uomini possono avere con la più rigorosa indagine che possono fare. Questa intimità della conoscenza divina dei nostri stessi pensieri e delle comunicazioni più private con gli amici è per le menti religiose del più grande momento per il loro conforto e sostegno nelle loro difficoltà, e un potente motivo per preservare la fermezza nella vera pietà. L'inconfondibile riguardo di Dio è mostrato dal fatto che tiene "un libro di memorie". Questo non è che alla maniera degli uomini, per mostrare l'infallibile sicurezza delle promesse divine fatte a favore dei giusti, e la ricompensa che sarà loro assegnata, pienamente proporzionata, anzi grandemente superiore, tutto il bene che hanno fatto. Dio non ha bisogno di registri ai quali i governi umani ricorrono. Dio conosce tutto il passato e il futuro, così come il presente, con uguale chiarezza. Il "libro dei ricordi" suggerisce la Sua particolare attenzione alla condotta dei Suoi fedeli servitori, al Suo tenere a mente le loro azioni e all'immutata perspicacia della Sua giustizia e bontà in tutte le Sue azioni verso di loro. Un altro esempio della considerazione distintiva di Dio è la promessa che essi saranno "Suoi quando Egli farà i Suoi gioielli". Il riferimento è al giorno di conto stabilito. Dio allora costituirà in modo più eminente i Suoi gioielli, quando radunerà l'assemblea generale e la Chiesa dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli. Ci sono alcune differenze tra le condizioni degli uomini anche in questo mondo, dovute all'interposizione di Dio stesso come giusto Governatore, che possono essere comprese nel fatto che Egli ha creato i Suoi gioielli. È ora che Dio ha tanta pietà per coloro che Lo temono da preservarli da molte insidie e calamità a cui sono soggetti, e risparmiarli come un padre risparmia suo figlio. (J. Abernethy, M.A.)

La comunione dei santi:

Per quanto abbandonato e malvagio possa essere un popolo o una nazione, tuttavia Dio ha riservato a Sé un seme per servirLo, un popolo per mostrare la Sua gloria. Il periodo a cui allude il testo può essere considerato emblematico dei tempi in cui viviamo; e dovrebbe essere nostro obiettivo, come popolo professante di Dio, imitare l'esempio di coloro che sono così onorevolmente menzionati dal profeta nelle parole che abbiamo davanti

(I.) La descrizione che viene qui data del popolo di Dio

1.) Si dice che "temano il Signore". Per poter temere il Signore, dobbiamo conoscerlo. Il timore inteso è quel timore reverenziale e affettuoso di Dio che viene prodotto nel cuore del credente dallo Spirito Santo

2.) Sono coloro che meditano su di Lui. "Nella moltitudine dei loro pensieri dentro di loro, le Sue consolazioni deliziano la loro anima".

3.) Sono coloro che mantengono la comunione gli uni con gli altri. "Si considerarono l'un l'altro per incitarvi all'amore e alle opere buone". Possiamo immaginarli dire: "Venite, voi tutti che temete il Signore, e noi vi diremo ciò che Egli ha fatto per le nostre anime".

(II.) L'approvazione che Dio qui testimonia del Suo popolo

1.) Egli testimonia la Sua approvazione prestando attenzione alle loro occupazioni

2.) Concedendo loro una parte del Suo ricordo

3.) Promettendo di riconoscerli e risparmiarli all'ultimo giorno. "Saranno Miei quando farò i Miei gioielli". Dio parla persino di loro come dei Suoi "figli". Possediamo le caratteristiche che qui sono date del popolo di Dio? Possa Dio, nella Sua infinita misericordia, porre il Suo timore nei nostri cuori, e allora la graziosa promessa del testo sarà nostra. (Henry Cleare.)

Fratellanza religiosa:

(I.) La fratellanza religiosa chiama all'esercizio le più alte simpatie dell'essere. Mentre gli uomini conversano su argomenti secolari, la fonte della loro natura spirituale è sigillata. Quando l'argomento è il cristianesimo pratico, l'individualità nascosta rivela le sue proporzioni, e si diventa consapevoli della vera natura di chi parla. Tre fatti in relazione agli uomini religiosi

1.) Hanno il centro comune di attrazione. "Quelli che temevano il Signore". Sul tema della pietà sperimentale tutti i cristiani possono parlare. Radunatevi intorno alla mangiatoia di Betlemme o alla Croce del Calvario, e anche la lingua più incolta è stimolata all'eloquenza o alla musica

2.) Hanno esperienze spirituali corrispondenti. Ogni studente del proprio cuore è rimasto stupito e deliziato nello scoprire l'armonia dei sentimenti religiosi che esiste in tutta la Chiesa

3.) Godono dell'ispirazione di una speranza comune. Parlano della loro eredità comune senza alcun sentimento di invidia. La "paura" qui è ciò che la riverenza filiale ispira così propriamente. Il figlio di Dio teme di ferire l'amore così sensibile, o di insultare la purezza in modo così abbagliante; La sua paura si riferisce meno al potere che potrebbe schiacciarlo che alla misericordia che lo ha salvato

(II.) La comunione religiosa attira l'attenzione benevola di Dio. Imparare-

1.) La vicinanza dell'orecchio divino. Dio ha costruito l'universo in modo tale che ogni sussurro nella sua regione più remota risuona nel palazzo della Divinità. Orecchio meraviglioso! I tuoni del canto celestiale, le note lamentose del dolore, i sospiri dell'adorazione segreta, le grida dell'estremo e le dossologie della gratitudine si fanno strada a forza verso quel centro. La tua preghiera non salirà invano

2.) La registrazione divina delle azioni umane. "Un libro della memoria". C'è un registro dei nomi in cielo. Ogni uomo che "parlerà" troverà il suo nome iscritto nelle cronache del cielo

(III.) La fratellanza religiosa richiede una contemplazione degli argomenti più sublimi. "Quel pensiero sul Suo nome". Può indicare un argomento di interesse più entusiasmante? Il potere illimitato è sublime? Il nome di Dio è l'espressione dell'Onnipotenza. La saggezza infinita è sublime? Il nome di Dio è l'espressione dell'Onniscienza. C'è qualcosa di sublimità nell'amore inimitabile? Il nome di Dio è il rappresentante dell'affetto eterno e disinteressato. Non c'è un luogo comune nella religione. Nel momento in cui menzioni il nome di Dio, ti elevi nella più alta regione della sublimità! L'associazione religiosa implica lo stile di conversazione più elevato

(IV.) La fratellanza religiosa si distinguerà per i risultati più gloriosi. "Saranno miei". "Li risparmierò".

1.) La qualificazione per questi onori è interamente morale. Tutto ciò che si dice di queste persone è: "Temevano il Signore". "Hanno pensato al Suo nome".

2.) C'è un giorno stabilito per la classificazione. Dio ha gioielli anche in mezzo alle rovine di questo mondo distrutto e degradato. Per quanto riguarda la borsa di studio indicata, quattro fatti sono chiari

1.) Era coltivato con molta frequenza. "Parlava spesso."

2.) I suoi sudditi non sono diminuiti nella sublimità

3.) Essa è richiesta in circostanze non meno rigorose di quelle indicate nel contesto

4.) Non ha perso nulla della sua attrattiva nella stima divina. Il mondo può fare orecchie da mercante al tuo rapporto spirituale, ma il Signore ascolterà e preserverà un memoriale della tua comunione divina. (Joseph Parker, D.D.)

Rapporto cristiano:

Al giorno d'oggi si parla di religione in modo controverso, storico e politico. Ma se la religione viene introdotta e trattata sperimentalmente, allora viene subito sottovalutata. Se qualcuno si azzarda a parlare dei rapporti del Signore con la sua anima, allora l'argomento o suscita il ridicolo tra la compagnia, o attira su di lui la pietà sprezzante di ogni ascoltatore. Questo è il corso comune delle cose, ma non lo è universalmente. Anche ai tempi del testo c'era un residuo di coloro che amavano parlare di cose spirituali, e parlarne spiritualmente

(I.) Le parti descritte. Coloro che "temevano il Signore". Non con quella paura servile che esiste nella mente di coloro che amano il peccato, indulgono nel peccato, e poi tremano solo quando pensano al salario del peccato. Il riferimento è a coloro che, considerando Dio come un Padre, Lo riveriscono e Lo amano, e preferirebbero subire qualsiasi perdita piuttosto che offendere Colui che ha conferito loro tali inestimabili benedizioni. Il vero timore filiale di Dio implica una corretta conoscenza del modo in cui Egli agisce con noi, delle Sue richieste sui nostri affetti, del Suo amore manifestato in Cristo, della via della salvezza e della necessità della santità. Implica anche un'obbedienza volontaria ai comandamenti di Dio, un'accettazione riconoscente dei Suoi inviti e uno sforzo grato di conformarsi all'immagine di Gesù Cristo. Significa anche un sincero desiderio di fare tutto alla lode e alla gloria di Dio. Coloro che temono il Signore sono uomini che, facendo professione di religione, intendono ciò che dicono e dicono ciò che intendono

(II.) La loro condotta. "Parlavano spesso l'uno all'altro." L'uomo è un essere sociale. Poche cose contribuiscono a incoraggiare l'egoismo più della solitudine; E nulla è più contrario all'intero spirito della vera religione dell'egoismo. Se Dio ci ha concesso la luce del glorioso Vangelo di Gesù Cristo, non siamo né a livello nazionale né individualmente liberi di nascondere quella luce sotto il moggio. Far rispettare il dovere della conversazione religiosa

1.) Dal pericolo che naturalmente segue una conversazione oziosa. Le parole oziose sono peccaminose in se stesse, ed estremamente peccaminose nella loro tendenza. Ma qual è il carattere della conversazione comune del giorno?

2.) La nostra conversazione è una prova dello stato del cuore. "Dall'abbondanza del cuore la bocca parla". Questo è letteralmente vero. Illustrare dall'uomo del piacere, che parla del suo sport; o il politico, che parla della sua politica. Perché, allora, qualcuno dovrebbe condannare lo zelo dell'uomo di Dio, che parlerebbe dei rapporti del Signore con la sua anima?

3.) Abbiamo l'ingiunzione positiva della Parola di Dio. "La tua parola sia sempre con grazia, condita con sale". Il dovere è particolarmente insistito più e più volte nelle Scritture. Il valore della conversazione sperimentale è incalcolabile. Eppure bisogna confessare che il silenzio sulla religione sperimentale è generalmente praticato

(III.) La ricompensa. Il Signore "lo annotò in un libro di ricordi". Nel grande giorno, con vostra infinita sorpresa, troverete richiamate alla vostra mente parole da tempo dimenticate da voi stessi, ma fresche come sempre nel ricordo di quel Padre amorevole con il quale abbiamo a che fare. A titolo di cautela, lasciatemi dire, non pensate di dover essere al sicuro perché parlate di religione. Anche se ogni uomo convertito parlerà di Cristo, non tutti quelli che parlano di Cristo sono convertiti. Parlare di religione senza sentimento non è altro che ipocrisia. Raramente inganna l'uomo. Non inganna mai Dio. (Montagu Villiers, M.A.)

Discorso:

Anche nelle epoche più degenerate, Dio non permise mai che la luce della verità fosse completamente bandita dalla terra. Osserviamo anche che dove e quando i peccatori sono stati più decisi nella loro opposizione a Dio, i servi di Dio sono sempre stati più audaci e risoluti

1.) Impariamo dalle parole del testo che è dovere dei cristiani in ogni momento sostenersi e sostenersi a vicenda, specialmente in tempi di iniquità che abbondano. Questa era la condotta di questi servitori Giudei di Dio, ed era altamente approvata dall'Onnipotente. Il progresso del peccato è stato, in ogni epoca, favorito dalla decisa unione dei suoi sostenitori. Dio ha stabilito una via attraverso la quale tutto questo può essere raggiunto e superato, vale a dire, un'unione decisa tra tutti i seguaci dell'Agnello. Sebbene il numero dei cristiani sia sempre stato piccolo in confronto alla stragrande maggioranza degli uomini empi, tuttavia la verità e la giustizia devono prevalere a suo tempo, e la terra sarà piena della conoscenza del Signore, come le acque coprono i mari. Non c'è dubbio che tra i veri cristiani c'è un'unione decisa e stretta, sia che sia visibile esternamente o meno. Non solo è dovere di tutti i cristiani provare un profondo interesse per la prosperità degli altri, ma non possono essere cristiani senza provare tale interesse; E ciò che è richiesto è che questa unione sia tanto aperta e manifesta quanto reale e inalterabile. I ministri della verità sono particolarmente tenuti a difendere la causa di Dio nei tempi tempestosi. Il loro è il posto della responsabilità e del pericolo. Sono loro i portabandiera. Tuttavia, tutti i cristiani sono tenuti, poiché apprezzano Dio e la verità, un'eternità gloriosa, e le anime immortali dei loro fratelli, ad aiutare i loro sforzi di ministero, rivolgendosi spesso l'un l'altro parole di incoraggiamento, consolazione e rimprovero. Potremmo passare in rassegna tutte le diverse situazioni in cui un cristiano può essere posto, e mostrare come le parole di un amico possano ispirare conforto; Poiché, come il ferro affila il ferro, così il volto dell'uomo affila il volto del suo amico. In ogni circostanza è dovere dei cristiani parlarsi gli uni agli altri; per una parola detta in modo appropriato, quanto è buona; e questo è uno dei mezzi designati da Dio per salvare le anime dalla morte e promuovere la santificazione del Suo popolo

2.) Dio non si limita a ricordare, ma ricompenserà coloro che promuovono in tal modo la salvezza del Suo popolo, e mantengono la loro santità in mezzo a un'iniquità abbondante, e nell'illustrare questo punto apparirà il grande vantaggio della santità. I cristiani decisi sono estremamente preziosi agli occhi di Dio. Dio ci fa credere che quando alla fine scenderà per mostrare al mondo la Sua gloriosa maestà, e quando tutti i principi di molte generazioni dovranno riunirsi, e tutti i potentati dell'inferno dovranno venire a vedere il glorioso spettacolo, nulla di più bello e di più prezioso, nulla che illustri di più la dignità e la gloria della Sua potenza, Il Suo amore, e i Suoi attributi, più dei membri della Chiesa Cristiana, belli e gloriosi, senza macchia o ruga, o qualcosa del genere. Oppure prendete l'altra cifra. Sappiamo tutti quanto sia tenero l'affetto dei genitori per i loro figli. Regna tra tutte le creature di Dio. Anche la massima crudeltà, la più vile ingratitudine non è in grado di spegnere l'amore di un padre. E l'eterno Geova ci fa credere che, come i genitori scrivono i nomi dei loro figli nei loro libri sacri, così Egli scrive i Suoi nomi sui palmi delle Sue mani; sono sempre davanti a Lui. "Io li risparmierò come un uomo risparmia il suo figlio che lo serve". Si avvicina rapidamente il momento in cui il regno dell'illusione finirà per sempre; quando questa strana scena, in cui la santità è oppressa e il peccato apparentemente trionfante, cambierà, la luce uscirà dalle tenebre, l'ordine dalla confusione, i malvagi saranno scacciati nella loro malvagità, gli eletti di Dio saranno fatti emergere dalla loro oscurità, affinché possano risplendere come i gioielli nella corona del nostro Salvatore, come le stelle nei secoli dei secoli. (James Begg, A. M.)

"Parlandovi l'un l'altro" delle cose sante:

Queste persone parlano di Dio e del Suo operato, perché questo è l'argomento a cui stanno pensando, perché il loro cuore è pieno di Dio e delle Sue azioni, perché Lo riveriscono e Lo temono. Non sappiamo quanti si parlassero l'un l'altro ai giorni di Malachia. Se era dovere dei servitori di Dio, prima dell'apparizione di Cristo, mantenere le loro speranze e rafforzarsi a vicenda, non dovrebbero i servitori di Dio, ora che Egli è apparso, parlare l'uno all'altro delle prestazioni e delle promesse di Cristo? Questo è sicuramente il nostro dovere. Se il nostro cuore è pieno di Cristo, possiamo fare a meno di parlare di Cristo a coloro con i quali viviamo costantemente? Parlare di Dio e di Cristo, della religione e del cielo, sto raccomandando, è parlarne in un linguaggio semplice, naturale e cordiale; il parlare di loro perché si pensa a loro, e si sente profondamente la loro importanza. Parlare di queste cose con frasi imitate da altri è una pratica vile e quasi profana; Sicuramente porterà all'autoinganno e all'errore di parlare per fare, di parlare per la realtà, di parlare con le labbra per la religione del cuore. Nessun discorso viene dal cuore, o va al cuore, che non sia chiaro, naturale e non forzato. Il silenzio regolarmente mantenuto è impossibile se si sente profondamente. Se si è regolarmente silenziosi, non si sente profondamente. (T. K. Arnold.)

Comunione cristiana in una Chiesa traviata:

Il tempio fu costruito quando Malachia scrisse e vi furono stabilite le ordinanze divine; ma pochi erano devoti e sinceri adoratori. I sacerdoti erano dediti a tendenze secolarizzanti; Molti professanti adoratori si erano resi colpevoli di sacrilegio. Questo è un quadro oscuro. È sollevata dai pochi "zelanti verso il Signore degli eserciti". Questi, con la loro fede invincibile in Dio, con l'unità della loro unità, e con la santità e la frequenza della loro comunione, rimproveravano l'infedeltà del periodo

(I.) La vera pietà può esistere in una Chiesa corrotta. Questa Chiesa era corrotta. I sacerdoti erano infedeli al loro sacro deposito. Il popolo era colpevole di aver agito slealmente, di essersi allontanato dall'ordinanza divina e di aver cercato di giustificare questa molteplice malvagità davanti a Dio. Ma alcuni avevano una vera pietà

1.) Essi "temevano il Signore". Era una paura filiale. Il peccatore teme Dio a causa delle conseguenze penali del peccato. Il timore del cristiano scaturisce da diverse considerazioni, filiale non servile

2.) Essi "pensarono al Suo nome". Qui abbiamo la meditazione devota

(1) La pia meditazione è possibile a tutti

(2) È vantaggioso per tutti. La nostra pietà sarà sminuita se questo dovere sarà trascurato. "Il suo nome." Ogni appellativo di Geova è calcolato per ispirare al cristiano fiducia e coraggio

(II.) La fratellanza cristiana può essere mantenuta in una società degenerata. Questi pii ebrei erano in comunione tra loro

1.) Essi "si dissero l'un l'altro" parole di incoraggiamento. Ci può essere comunione senza parole. C'è una comunione del cuore. Allora il volto parla

2.) Parlavano "spesso". Allora devono essersi riuniti spesso. Gli argomenti di conversazione non sono messi per iscritto, ma "la bocca parla dalla pienezza del cuore".

(III.) Dio incoraggia i fedeli a mantenere la comunione cristiana nel tempo della degenerazione della Chiesa

1.) Si diletta nella loro comunione; ascolta e registra in modo permanente la loro conversazione

2.) Egli ricompensa con la sicurezza presente e la salvezza eterna. Sono i "gioielli" di Dio nel senso più alto, che sono fedeli quando molti nella Chiesa si allontanano. (E. D. Salomone.)

Amicizia cristiana:

(I.) I tempi di Malachia. La nazione era sprofondata in uno stato di degrado politico, ed era diventata successivamente soggetta ai Persiani, ai Siri, ai Romani. È proprio quello Stato politico in cui le virtù nazionali non prosperano, e la decadenza nazionale è sicura. Fate un esempio: Italia, Spagna. C'era una mancanza di unità, virilità e semplici virtù. Era uno stato in cui non c'era alcuna interferenza divina visibile. Tranne questa voce solitaria di Malachia, la profezia aveva fatto tacere la sua arpa. Cosa è stato dato a Israele in quel periodo? Retrospettiva, nel passato sublime che Dio le aveva dato per la sua esperienza. Prospettiva, nell'attesa di tempi migliori. E tra i due ci fu una pausa. Essi furono lasciati da Dio a usare la grazia e la conoscenza già date da Lui. Questo è parallelo ai modi abituali di trattare di Dio. Una pausa dopo ogni rivelazione fino alla successiva. Così nel mondo naturale, così nella vita umana; Tra le sue lezioni marcate c'è una pausa in cui viviamo sull'esperienza passata, guardando indietro e guardando avanti. Viviamo nella quarta grande pausa del mondo. I miracoli sono cessati. La profezia tace. Il Figlio di Dio è asceso. Gli apostoli non sono più qui per applicare un giudizio infallibile ad ogni nuova circostanza che si presenta. Siamo lasciati ai grandi principi del Vangelo che sono già stati dati e che devono essere il nostro cibo fino al prossimo diluvio dello Spirito di Dio, alla prossima rivelazione, quella che è conosciuta come il Secondo Avvento

(II.) La condotta delle diverse classi in questi tempi malvagi

1.) Alcuni vivevano in modo sconsiderato

2.) Altri vivevano inutilmente, perché disperatamente

3.) Alcuni confrontavano l'uno con l'altro le loro speranze, e cercavano forza nella comunione e nella fratellanza cristiana. Questa comunione dei santi è duplice: include la comunione ecclesiale e le amicizie personali. L'amicizia cristiana è una benedizione, come scambio di speranza cristiana e sentimento cristiano. Ed è un potente strumento per proteggersi dalla tentazione. E' una salvaguardia in termini di esempio e anche di opinione. Coltivate l'intimità familiare solo con coloro che amano Dio e il bene. (F. W. Robertson.)

Amicizia cristiana:

Alla maggior parte della nazione d'Israele sembrò che Dio avesse completamente abbandonato il Suo popolo, e pochi credettero a Malachia mentre proclamava fedelmente l'intenzione di Dio di inviare un Messaggero, un Raffinatore, un Purificatore, nella persona del Messia, che doveva adempiere le profezie degli ultimi e di tutti i profeti precedenti. Questa incredulità prevalente è stata la causa, come sempre, della diffusa malvagità. L'immagine che Malachia ha del suo tempo è cupa. Ciò nonostante, ne rimase un residuo. Alcuni credettero nella venuta di Cristo e vissero in preparazione per il fuoco del Raffinatore. Quali furono i mezzi che, con la grazia di Dio, permisero loro di resistere alle tentazioni di una generazione incredula e malvagia? Santa amicizia. Sapendo che l'unione fa la forza sia nelle cose religiose che in quelle secolari, strinsero strette amicizie l'uno con l'altro, e spesso parlavano insieme delle loro speranze e dei loro timori. Nel formare amicizie, i giovani farebbero bene a ricordare che l'amicizia dei cattivi, o di coloro che non cercano mai di vivere al di sopra del loro mondo, è inimicizia contro Dio. Un'altra regola è quella di non scegliere gli amici in base a un basso principio e a un basso motivo. La migliore definizione di amico è: "Colui che ti fa fare quello che puoi". È con la loro influenza inconscia che gli amici aiutano in ogni momento a rovinare o a rendere i nostri caratteri. Nostro Signore non lo ha tanto ingiunto quanto ha dato per scontato che i Suoi seguaci si sarebbero sempre rafforzati e incoraggiati a vicenda pregando e parlando insieme. Coloro che sono cristiani sul serio si conducono gradualmente l'un l'altro a visioni più elevate della vita e del dovere; la conoscenza dei loro reciproci difetti li rende indifferenti l'uno all'altro; non hanno paura di dire tutto ciò che hanno nel cuore; si fanno conoscere l'un l'altro le loro particolari difficoltà e tentazioni; sentono di essere impegnati nella stessa lotta; e ciascuno è spesso in grado di dare assistenza all'altro su un punto, mentre da altri può richiedere lui stesso di essere aiutato a sua volta. (E. J. Hardy, M.A.)

Conversazione religiosa:

C'era qualcosa, anche a quei tempi, che merita la nostra imitazione. Parlavano di religione, di Dio e del dovere. L'argomento in cui gli uomini hanno un interesse comune è la religione. L'argomento è importantissimo e di grande importanza. È importante quanto la nostra natura intellettuale e immortale. Se conviene a noi parlarci spesso l'un l'altro degli affari di questa vita fugace, molto più ci conviene parlare spesso gli uni agli altri degli affari di una vita che non finirà mai. Ma nonostante l'importanza della religione, c'è relativamente poca conversazione religiosa. Molto di ciò che è stato definito in questo modo è stato pervertito. È stato indossato come una maschera dall'ipocrisia. Ha amato e manifestato l'autocompiacimento dell'orgoglio spirituale. E' servito come veicolo di denuncia e anatematizzazione del fanatismo e dell'intolleranza. Ha favorito la religione della fantasia, fredda di cuore e impotente nella condotta. Poi, nella cerchia domestica, nell'ora confidenziale, lasciate che la religione abbia il suo posto. La conversazione ha una grande influenza sulla condotta. Ma non dimentichiamo che "per ogni cosa c'è una stagione". Siamo in tutte le stagioni per essere religiosi; Ma ci sono momenti in cui gli argomenti religiosi potrebbero non essere ben introdotti. Mentre il cristiano dovrebbe cercare le opportunità per promuovere la causa della religione, dovrebbe stare attento a non esporla alla baldanza della profanazione o al ghigno della follia. (C. Lowell.)

La conversazione religiosa è una prova del carattere e dello spirito cristiano generale:

In queste parole ci è chiaramente significato:

(I.) Quella seria conferenza tra brave persone è particolarmente necessaria in tempi sconsiderati e irreligiosi. Se non esprimiamo alcun interesse per gli interessi della pietà e della virtù nelle nostre parole, saremo giustamente sospettati di avere ben poco nei nostri pensieri. Dovremmo imparare a giudicare di noi stessi dalle nostre parole comuni, così come dalle nostre azioni. Parlando seriamente nelle occasioni appropriate, ci impegneremo ad agire così, altrimenti l'incoerenza ci farà vergognare. Siamo stranamente inclini a diventare languidi e piatti nelle nostre buone inclinazioni; È quindi importante che ci incitiamo l'un l'altro, cosa che una parola di stagione o un semplice accenno possono sorprendere. Anche dove possiamo ricevere poca istruzione, possiamo godere di grande soddisfazione dall'intimità della conoscenza con coloro che pensano, agiscono, sperano e si aspettano come noi. Dobbiamo avere un po' di società. Cercando quello delle persone buone avremo meno bisogno di passare molto del nostro tempo con i cattivi; e essere meno offesi da quella parte che siamo obbligati a cedere loro. Non è necessario che l'intera conversazione delle persone religiose, quando sono insieme, sia sul tema della religione. La semplice scelta di tale compagnia e conoscenza è, di per sé, un reciproco incitamento a perseverare e ad essere attivi. Il loro discorso, su ogni argomento, sarà regolato dalle leggi della religione. Ma non dobbiamo essere così timidi, come lo siamo comunemente, sul fronte della religione

(II.) Che Dio lo osservi e lo ricompenserà. Sente davvero tutto, e non dimentica nulla. Il profeta intende dire che Egli prende nota di questo in modo particolare, tra le altre buone azioni dei Suoi servitori. Le persone possono, nascondendo da che parte appartengono, sfuggire a qualche piccola persecuzione e assicurarsi qualche piccolo interesse; ma mentre il disponente di tutte le cose esprime loro il loro desiderio sotto questi aspetti, Egli manda la magrezza nelle loro anime. La nostra religione non deve essere dissimulata, ma confessata. Applicazione per presentare l'occasione. Per quanto il pio discorso e la consultazione siano in generale utili, il beneficio può essere accresciuto sia per noi stessi che per gli altri dalla nostra unione in società regolari per un rapporto più costante di reciproca edificazione e sostegno del comportamento religioso. (L'arcivescovo Secker.)

I fedeli nei giorni bui:

La storia ha poche immagini più cupe delle scene finali della dispensazione ebraica. Leggendo il racconto, assistiamo all'agonia mortale di un mondo. L'ebraismo, come tutte le cose nobili che si sono umiliate e degradate, è morto di una morte dura e terribile. Il mondo pagano era abbastanza pieno di sofferenze; ma la sua angoscia era per la vita, per quanto acute fossero le doglie del parto; l'angoscia dello Stato ebraico era fino alla morte, e spaventosi erano gli spasmi. Malachia visse quando la nazione era molto avanzata sul sentiero dell'apostata. Il prossimo grande atto nel dramma divino sarebbe la venuta del grande e terribile "giorno del Signore". Ma in mezzo alla folla dissoluta e reproba c'erano alcuni uomini di stampo divino; Come l'anima nella carne, le impedirono di marcire completamente. Nelle ore più buie della storia umana, Dio non è mai privo di pochi che Lo servano; Più lealmente, più intensamente, a causa dell'empietà e della dissolutezza che ci circondano. Non ce ne sono che pochi in ogni epoca che vivono secondo il modello più divino; le cui sorgenti sono tutte in Dio, le cui speranze sono tutte nei cieli; che sanno che la loro missione nel mondo è il ministero; che vivono, come Cristo, per poter benedire e salvare. Costoro hanno una comunione con il Signore e tra di loro, di cui il mondo non sa nulla. La pietà è qui presentata come la solida base della confederazione e della comunione. I pii sono veramente alleati, e solo loro. Non c'è gioia più pura di quella che scaturisce dalla scoperta della stessa mentalità, della mente che incontra la mente e del cuore che incontra il cuore nella simpatia. L'uomo desidera ardentemente essere alleato con l'uomo. C'è solo una confederazione che è reale e solida fino alle profondità, la confederazione delle anime divine per fini divini. Tutte le altre combinazioni periscono. In ogni confederazione malvagia c'è il principio della discordia. C'è uno scisma in ogni alleanza empia. Questa è l'impresa divina di ogni epoca, per dimostrare la forza vitale della confederazione divina. Costoro sanno cosa significa parlare. La parola, come l'amicizia, è essenzialmente santa e non presta tutta la sua forza all'uso del peccato. Il male non può parlare. I fedeli possono parlare e parlare; Le loro parole risuonano vere come il metallo dei loro stessi spiriti. Si parlano spesso l'uno con l'altro; Il loro discorso alimenta la fiamma dell'amore e della risolutezza, e prepara per i tempi più duri della prova ricche riserve di consolazione e di speranza. Né siamo lasciati a indovinare i loro temi. Pensarono al Suo nome; la realtà dell'esistenza e il regno del Signore giusto e onnipotente

1.) Il Suo santo nome

2.) Il suo terribile nome

3.) Le sue preziose promesse

4.) La sua verità immutabile. Così si rafforzarono. Così fecero confederazione e comunione; una confederazione che non perì nel naufragio, ma si prolungò attraverso i secoli, e portò fuori dal suo seno il Messia promesso, il Salvatore del mondo. (Baldwin Brown, B.A.)

Cristiani in conversazione:

Coloro che temevano il Signore parlavano spesso l'uno con l'altro. È strano, si è detto, che ciò che è la principale preoccupazione di ogni uomo sia la conversazione di così pochi uomini. Come ci tiriamo indietro dal parlare dell'anima e dell'eternità, della via di pellegrinaggio e della città celeste, di Dio e di Cristo! Che povero libro sarebbe la grande allegoria di Bunyan, se i viaggiatori di Sion non si fossero mai aperti il cuore l'un l'altro mentre percorrevano la strada maestra del Re. Il libro a cui devo così tanto non era mai valso la pena di essere letto. Che vita diversa avrebbe condotto Bunyan stesso, se il popolo del Signore non avesse avuto nulla da dirsi l'un l'altro riguardo alla Sua grazia per loro. Era, come ricorderete, il discorso di tre o quattro povere donne sedute al sole in Bedford Street, che parlavano come se la gioia le facesse parlare, fu questo che lo convinse che era ancora fuori dalla famiglia e dall'ovile del Buon Pastore. Ci possono essere ascoltatori di cui non sono consapevole, quando racconto le grandi cose che il mio Salvatore ha fatto. C'è un Ascoltatore di cui posso essere sicuro. Il Signore ascolta e ascolta, e un libro di memorie è scritto davanti a Lui. (A. Smellie.)

Il cristianesimo, una religione sociale:

Quando Wesley, il grande predicatore, stava tornando a Oxford, stanco e scoraggiato dal suo lavoro, e con una forte inclinazione verso una vita di isolamento, viaggiò per alcune miglia per vedere un "uomo serio". «Signore», disse questa persona con parole che Wesley non dimenticò mai, «lei mi dice che desidera servire Dio e andare in cielo. Ricordati che non puoi servirlo da solo, devi trovare dei compagni e aiutarli, la Bibbia non conosce la religione solitaria". Wesley si unì al "Holy Club" e la sua successiva istituzione di società mostra quanto fosse adatto a imparare

È stato scritto un libro della memoria.-Memoria:-

C'è motivo di credere che la memoria non perda mai nulla, ma che conservi e possa riprodurre, quando si tocca la corda giusta, ogni pensiero, impressione ed evento di tutta la nostra vita passata. I fenomeni ben accertati del delirio, della pazzia e di altre forme insolite di coscienza forniscono un'ampia dimostrazione di questa affermazione. Nel nostro stato d'animo abituale, le cose non ci ritornano in verità senza essere chiamate, né vengono subito quando vengono cercate, ma obbediscono a certe leggi di suggestione o di associazione, che ritardano l'azione della memoria, come il bilanciere fa con i movimenti di un orologio. Ma in certe condizioni di coscienza, il bilanciere viene tolto, le consuete leggi della suggestione vengono sospese, il flusso completo della memoria prende il posto dello scarso getto del ricordo, e tutto il passato si precipita spontaneamente sulla mente. Ma non abbiamo bisogno di andare oltre la nostra esperienza familiare per verificare questo punto di vista. Rivisita alcune scene della prima infanzia e quali ricordi intensamente vividi prendono forma, colore e voce! Il passato non muore mai, anche se, nella routine comune della vita, abbiamo in una certa misura le chiavi della memoria nelle nostre mani, e possiamo ammettere o escludere i ricordi a piacere. Ci sono stagioni, e non rare, in cui, senza il potere di scegliere, siamo soggetti a inondazioni dal bene o dal male, dal dolce o dall'amaro, del passato, promiscuamente. Nei momenti di dolore il passato fa sempre sentire la sua voce. Quando la mano della provvidenza è pesante su di noi, se il passato è stato macchiato di colpa, non abbiamo bisogno di un'iscrizione sul muro per far battere le nostre ginocchia e tremare le nostre anime. Non c'è nulla di più fedele all'esperienza universale dell'autorimprovero dei fratelli di Giuseppe, quando si sentirono circondati da pericoli imminenti in una terra straniera. Una grande quantità di rimorso si mescola al dolore umano, e le droghe al massimo con il fiele e l'assenzio sono la coppa del dolore. Ma confrontate, con la triste retrospettiva che la provvidenza impone ai colpevoli, le ricche reminiscenze che affollavano la mente di Giobbe, quando gli furono tolti la salute, le ricchezze e i figli. Soprattutto, la morte, mentre passa il libro della memoria al registro dell'eternità, ripete i suoi registri nell'orecchio che si chiude rapidamente al mondo esterno. È in nostro potere accumulare ricordi che daranno pace e piacere? Non sono gli eventi, ma solo i nostri tratti di carattere e di condotta, che sono in grado di darci angoscia in retrospettiva remota. È stupefacente come le vie più rude della provvidenza appaiano lisce a una certa distanza. Se le ombre si addensano intorno al nostro letto di morte, saranno le ombre delle nostre negligenze, follie e peccati. Ma se la nostra vita è stata fedele, devota e amorevole, allora il ricordo di ciò che eravamo per la grazia di Dio, e la testimonianza di una buona coscienza che guarda avanti e indietro attraverso gli anni che sono passati, daranno pace e trionfo ai nostri spiriti che se ne sono andati, e ci permetteranno di sentire che Dio ci sta portando a un riposo per il quale ci aveva prima preparati. Un recente scrittore tedesco, in un abbozzo fittizio, presenta un degno giovane mentre compila un libro di piacevoli esperienze da leggere per il suo conforto nell'ora della morte. Un libro del genere ci interessa tutti scrivere, non sulla carta, ma sulla tavoletta più sicura e duratura di una memoria che non può morire. Mostrate l'importanza che questa visione della memoria ha con la dottrina di una futura giusta retribuzione. Dice San Giovanni: "Vidi i morti, piccoli e grandi, stare davanti a Dio. E i libri furono aperti", ecc. Da quali libri possono essere giudicati in questo modo, se non quelli della memoria, libri scritti da se stessi, ma conservati da Dio, e aperti nell'ora solenne della morte per la loro assoluzione o condanna? Se il passato deve essere portato alla luce in questo modo, non potrebbe la memoria essere il primo ministro della giustizia retributiva di Dio, il verme che non muore mai, il fuoco che non si spegne mai, nell'anima del peccatore, la pace di Dio, che trasmette l'intelligenza, allo spirito puro e fedele? Del potere della memoria per il bene o per il male, abbiamo in questa vita ampia esperienza dai fogli strappati e sparsi del suo libro, di cui il ricordo ci fornisce. Immaginate il peccatore abbandonato pieno alla presenza del suo Dio, nessuna sentenza emessa su di lui se non quella che egli è costretto a pronunciare su se stesso, nessun fuoco scatenato su di lui, se non quello che la memoria può accendere. La memoria lo isola, lo rende spaventato e vergognoso di confidare in Dio o nell'uomo, gli invita a temere il cipiglio dell'Onnipotente e a rifuggire dal disprezzo dei suoi fratelli. Passa alla mano destra del Giudice. Contemplate un cristiano veramente umile, devoto, esemplare, con i santi pensieri e le buone opere di una vita di pietà dispiegati davanti a lui, non velati, come sulla terra, dall'umiliazione di un umile spirito, ma scintillanti nella pura luce del sole del cielo, visti dagli angeli, posseduti dal benevolo Redentore, approvati da Dio, il Giudice di tutti. Inoltre, mentre la sua vita terrena viene così rivista in cielo, egli vede non solo ogni atto in sé, ma i suoi risultati felici, gloriosi, forse ancora in espansione e in aumento. Ha forse seminato un seme di umile carità? Egli non vede il seme, ma l'albero che è germogliato da esso. Gettò egli il suo pane sulle acque? Egli non vede il pane, ma le anime affamate che esso ha nutrito. Ha lavorato, pregato e vissuto per la salvezza delle anime? Egli non vede i suoi sforzi, ma i loro frutti, per quanto possa essere uscito, anche per la guarigione delle nazioni. Ma si può dire che i migliori degli uomini sono stati, in misura maggiore o minore, peccatori; E se la memoria è perfetta e intera, mentre i pii guardano indietro con piacere alle loro buone azioni, il ricordo della loro follia e del loro peccato non deve offuscare la loro gioia, e mescolare le note della tristezza con i loro canti di estasi? Ma sicuramente per la memoria risvegliata dei costantemente virtuosi, nel mondo a venire, pensieri e azioni degni e santi devono occupare il primo piano in modo tale da gettare completamente in ombra le follie e i peccati. Allora, inoltre, contro ogni proposito e atto disubbidiente, saranno scritti nel libro della memoria i voti di contrizione annullati che gli sono succeduti, e i santi propositi che ne hanno proibito la ripetizione. I peccati degli esemplari e dei devoti saranno per loro in cielo come i peccati della nostra infanzia lo sono per noi ora. Se dunque si tiene un "libro di memorie", quanto dovrebbe renderci vigili la prospettiva che le sue pagine vengano portate alla luce, quanto oranti contro le colpe segrete, quanto vigilanti contro i peccati che ci assillano! (A. P. Peabody.)

Il libro della memoria:

(I.) Il ricordo di Dio da parte dei santi

1.) Abbiamo un principio comune. Il timore del Signore era il legame che univa coloro ai quali il profeta qui fa allusione

2.) C'era una comunione frequente. C'è stato un incontro spesso e ripetuto di fedeli. Troveremo sempre nella storia della Chiesa di Cristo che i più pii sono sempre stati seri e perseveranti nei loro pubblici esercizi religiosi

3.) Abbiamo una confessione ripetuta. Parlavano delle cose che appartenevano a Dio. L'unico Padre-confessore al quale dobbiamo far conoscere i nostri bisogni e confessare i nostri peccati è Dio. C'era un'istruzione reciproca. C'era una grande simpatia suscitata

(II.) Il ricordo di Dio dei Suoi santi

1.) Speciali atti di pietà sono ricordati in modo speciale

2.) L'Onnipotente non passa oltre le azioni degli uomini senza alcun riguardo per il carattere di tali azioni. Il nostro libro della memoria è in fase di scrittura. La vita che conduciamo ci verrà incontro come una resurrezione di atti dimenticati. (H. G. Parrish, B.A.)

Il libro della memoria di Dio:

Il profeta sta qui parlando della condotta e della ricompensa di coloro che rimasero fedeli a Dio in un tempo di grande apostasia nazionale. A un tale tempo, nella provvidenza di Dio, era stato permesso di gettare la sua ombra oscura sul popolo di Israele. Il corso della loro storia mostra che il ripetersi di certi mali ha portato, come per sequenza naturale, a una ripetizione della punizione o a un nuovo castigo. La legge violata portava a tempo debito la sua punizione appropriata; e in questo modo il governo morale di Dio, per così dire, si rettificava agli occhi degli uomini. Il trasgressore non se la cavava mai impunemente; ma il presente sembrava essere un'eccezione. Agli empi fu permesso di continuare a peccare senza invocare alcun segno del dispiacere divino. Hanno persino prosperato nel peccato. Il popolo di Dio aveva cominciato a pensare che il servizio di Dio fosse vanità. Che giova all'uomo giusto camminare tristemente davanti al Signore? La prosperità dei malvagi divenne una pietra d'inciampo per i giusti. Coloro che rimasero fedeli a Dio rimasero perplessi quando videro il successo del peccato, e così si riunirono per avere rapporti reciproci e per impartire reciproco incoraggiamento. Si sarebbero aiutati l'un l'altro a scandagliare il mistero provvidenziale. La nostra miopia ci impedisce di vedere oltre il presente, altrimenti percepiremmo un bene più alto della grandezza terrena, e il vero successo sarebbe messo alla prova non dalle condizioni esteriori, ma dal carattere morale

(I.) La condotta dei fedeli in un tempo di apostasia. Invece di invidiare i malvagi e lamentarsi della propria condizione, si riunivano per incoraggiarsi a vicenda e per difendere le giuste azioni di Dio contro i bestemmiatori. Il loro obiettivo non era solo l'incoraggiamento reciproco, ma la rivendicazione del loro Dio dalle calunnie gettate sul Suo nome. Che bella immagine è questa della fratellanza e della fedeltà cristiana; e fortunatamente, anche i giorni più bui della Chiesa sono stati allietati da esempi di questo tipo. Fate un esempio: Catacombe, Valdesi, Covenanti, ecc. Dio stava sottoponendo questi uomini che lo temevano a una prova divina. Presero la loro posizione unita su un terreno comune: il timore di Dio. Atti, il pericolo della loro vita, rendevano testimonianza e non si vergognavano. Ci sono momenti in cui questi uomini sono particolarmente necessari. Uomini che si alzino in difesa della verità; non solo credenti devoti, ma abili apologeti

(II.) Il Signore tenne un libro di memoria per registrare i nomi e le azioni dei fedeli. Quando si parla di un libro, non si insiste su un volume vero e proprio. L'espressione è un adattamento ai nostri modi di parlare. Colui che è Onnisciente non ha bisogno di un libro che Lo tenga a mente dei servizi del Suo popolo. Le loro gesta erano registrate in modo particolare, come se fossero state scritte in un libro. L'oggetto di questo verbale è quello di formare la base del giudizio. Secondo ciò che vi è scritto, così gli uomini saranno ricompensati o puniti. Nulla passerà inosservato che andrà ad aggiungersi al premio finale. A garanzia della correttezza di ogni voce di quel libro, ci viene assicurato che il Signore stesso ascolta e ascolta. Nulla sfuggirà al Suo esame indagatore. Il contenuto di questo libro può essere considerato come una sorta di diario morale, di cui noi stessi siamo i registratori inconsapevoli. Con la nostra condotta forniamo materiale per ogni impressione fatta su di esso. Noi stessi dobbiamo essere considerati come gli scrittori. Certamente questo pensiero è adatto a impressionarci con la solennità della vita! Una volta fatta l'impressione, nessun nostro potere può cancellarla. Cerca, quindi, di fare qualcosa che mantenga fragrante il ricordo quando te ne sarai andato, qualcosa per cui Dio ti possederà alla fine

(III.) La ricompensa promessa ai fedeli. I fedeli sono paragonati a "gioielli" e a "figli". Le due idee sono "preziosità" e "somiglianza". Coloro che una volta erano contaminati e impuri ora sono come gioielli, puliti e splendenti, e coloro che una volta erano ribelli ora sono diventati figli. Un gioiello è una pietra preziosa, classificata dal suo proprietario tra i suoi beni più preziosi. Il suo valore dipende in parte dalla sua natura, e in parte dal lavoro che gli viene conferito nel processo di raffinazione. Che cosa ha fatto Dio per il Suo popolo? Ora sono i gioielli della corona del Re dei re. La ricompensa più alta di tutte è che il popolo fedele di Dio sarà considerato come figlio. Ciò implica che il popolo di Dio sarà come Lui e sarà il Suo erede. La fornace della disciplina manifesterà la somiglianza consumando la dissomiglianza. (D. Merson, M.A., B.D.)

Il libro della memoria del Signore:

La fedeltà e la costanza dell'uomo devono poggiare sulla fedeltà e sulla costanza di Dio. "Colui che ha promesso è fedele" è un principio che sta alla base dell'intera relazione di Dio Redentore con la nostra razza. Abbiamo considerato la condizione dei pochi fedeli nei giorni bui di Malachia. Più triste era la loro proprietà, più buia era la notte intorno a loro, più strettamente si associavano per la comunione e il concerto. Il Signore non li disprezzò. Era il Signore per il quale stavano perseverando, che li spingeva a perseverare. Tre caratteristiche principali della descrizione

(I.) Il libro della memoria. Probabilmente il rudimento di questa idea si trova in Esdra 6:1-5. C'era un rotolo trovato, in un'occasione critica, "nel luogo che è nella provincia dei Medi", il cui ricordo gli ebrei non avrebbero lasciato morire volentieri. Ciò che ci interessa è il pensiero fondamentale. È esattamente ciò che il Signore dichiarò anticamente a Mosè: "Io ti conosco per nome, e tu hai trovato grazia ai miei occhi". Coloro che, come tutti questi uomini, puntano tutto sulla fedeltà a Dio, sono i diecimila superiori dell'universo, la nobiltà del cielo, per tutta l'eternità. Dio li conosce per nome come persone viventi. Come amici li tiene cari. L'amore di Dio non è per le qualità, per le astrazioni, più di quanto non lo sia per l'uomo. Egli fece scrivere nel Suo libro della memoria non un catalogo dei loro princìpi, ma i loro nomi, la loro designazione, come anime umane viventi. Calpestati nel fango della terra, i loro nomi dovrebbero essere letti in cielo

(II.) Il riconoscimento della loro filiazione. Forse il pensiero più triste dei giusti, in mezzo a un mondo empio, scaturisce dal senso della loro stessa imperfezione, dalla debolezza della loro testimonianza, dal languore del loro zelo, dalla povertà del loro lavoro. La parola figlio - "il proprio figlio" - rassicura. L'amore di un padre non si stanca e non tramonta; Gli sforzi più deboli di un bambino gli piacciono più del lavoro più coraggioso di un estraneo. "Li risparmierà", nella fornace della disciplina; il Signore mitigherà la sua ferocia. Nel campo di battaglia della vita, il Signore sarà la loro forza e il loro scudo. Nell'ombra della morte, la sua verga e il suo bastone li consoleranno lì. "Saranno miei", miei per sempre, "nel giorno in cui farò i miei gioielli".

(III.) Il giorno in cui il libro sarà portato alla luce. "Sarai ricompensato nella risurrezione dei giusti" è la risposta di Dio al grido di molti spiriti fedeli e pazienti, che non ottengono alcuna ricompensa sulla terra se non una croce. C'è una vita che può essere giustificata solo con la risurrezione dei giusti. C'è una vita che qui ha la sua piena ricompensa. "Ma tu sarai ricompensato", uomo dalle molte lacrime, preoccupazioni e dolori, stanco e oppresso. A lungo le gemme sono state sepolte nella polvere e nell'oscurità, racchiuse in croste di pietra, avvolte in sudari di vanità. Verrà il giorno in cui il Signore strapperà il sudario e frantumerà la crosta e rivelerà i Suoi gioielli davanti allo sguardo universale. (Baldwin Brown, B.A.)

E quel pensiero sul Suo nome.-Amore per il nome del Signore:-

In un tempo di corruzione generale, quando i preti stessi avevano depravato la legge ed erano nemici della vera religione, e la gente comune era come loro, c'erano alcuni di un altro spirito. Osserva il loro carattere, come "temere il Signore". Cosa fecero: "parlarono spesso l'uno all'altro". Si rallegravano l'uno del bene dell'altro. Come erano impiegate le loro menti: "Pensarono al Suo nome". Erano preoccupati per la gloria di Dio e si addoloravano per il disonore del Suo nome. Cosa fece il Signore per loro: "Egli ascoltò e udì". Era "scritto davanti a Lui", secondo l'usanza dei re orientali, che tenevano traccia di tutto ciò che veniva fatto in loro onore

(I.) Che cosa si intende pensando al nome del Signore in un modo che Egli approva? Questa espressione descrive la natura della vera religione. Che cos'è il pentimento verso Dio, se non pensare al suo nome con dolore per averlo disonorato. Che cos'è la fede in Cristo, se non pensare al suo nome con gioia, come rivela il Vangelo? Che cos'è l'amore a Dio, se non pensare al Suo nome con affetto e con la massima soddisfazione. Più in particolare, include una seria e abituale preoccupazione per la causa e l'interesse di Dio per il mondo, e per la diffusione del Vangelo

1.) Se pensiamo al nome del Signore in un modo che Egli approva, tutto ciò che facciamo nella religione sarà diretto alla Sua gloria

2.) Non riterremo che nessun sacrificio sia troppo grande per esso

3.) Cercheremo il nostro vantaggio spirituale nella subordinazione ad esso. Se ci prendiamo cura dell'onore di Dio, Egli si prenderà cura della nostra pace

(II.) In che modo Dio si ricorda di coloro che si ricordano di Lui e pensano al Suo nome?

1.) Il Signore generalmente impiega coloro che amano il Suo nome come strumenti per promuovere la Sua gloria

2.) Vedendo glorificato il Suo nome, trovano la loro ricompensa

3.) Le loro fatiche saranno ricordate per sempre in questa vita, e anche quando saranno andate nella tomba

4.) Atti 50 'ultimo giorno in cui il giudice leggerà i loro nomi

(1) Non c'è vera religione se non dove il nome del Signore è amato e adorato

(2) Nessuna speranza di essere utili alla causa di Dio senza una parte di questo spirito. (Il predicatore.)

I pensieri del cristiano su Dio e la stima che Dio ha del cristiano:

(I.) Cosa pensavano di Dio i cristiani di quel tempo

1.) Essi "temevano il Signore". Nell'Antico Testamento i veri santi sono descritti non come coloro che amano Dio, ma come coloro che Lo temono. Nel Nuovo Testamento i santi sono coloro che amano Dio, piuttosto che temerLo. Il timore del Signore è spesso usato per esprimere tutta la vera religione, sia nei santi affetti che comunica al cuore, sia nell'allegra obbedienza che produce sulla vita. Non si dovrebbe mai dimenticare che tutto nella religione è pratico. Il suo grande scopo è quello di conformarci all'immagine del Figlio di Dio

2.) "Si parlavano spesso l'un l'altro". Senza dubbio conversavano spesso della loro recente liberazione dalla cattività. A volte potrebbero parlare tra loro con cautela. Accade spesso che gli altri riescano a vedere i pericoli quando noi stessi siamo ciechi di fronte ad essi. Nostro Signore mandò i Suoi discepoli, a due a due, affinché potessero ammonirsi e incoraggiarsi a vicenda. Dobbiamo portare i fardelli gli uni degli altri; Ma ci vuole molta saggezza e umiltà per farlo bene. È nostro dovere, non solo impartire riprensione e cautela, ma anche riceverle con lo stesso spirito. A volte parlavano tra loro nel linguaggio dell'incoraggiamento. Parlando con i nostri fratelli cristiani, scopriamo che nessuna tentazione ci ha colti se non quella comune agli uomini. Dio ha scelto tutto il Suo popolo nella fornace dell'afflizione. La conversazione cristiana incoraggia il cuore. Ma, in rapporti di questo tipo, si deve mantenere una particolare delicatezza e santità di sentimento, altrimenti ci danneggeremo piuttosto che beneficiarci a vicenda

3.) Queste persone pensarono al nome di Dio. Il nostro Salvatore ci ha detto che "dov'è il nostro tesoro, là sarà anche il nostro cuore". La tendenza degli affetti del cristiano è rivolta verso il cielo

(II.) Cosa pensava Dio di loro. Ascoltava e sentiva. Ciò significa che Dio ascoltava attentamente ciò che il Suo popolo diceva di Lui l'uno all'altro. Che cos'è che il Signore ascolta? Si ricorda del Suo popolo. I santi sono il tesoro di Dio. Li risparmia; si rallegra per loro; li santifica. Li risparmierà nel grande giorno. C'è molto in questo testo che incoraggia i ministri e che suggerisce l'auto-indagine. (George Weight, B.A.)

Conversazione cristiana:

Il vescovo Thompson dice: "Alcuni cristiani sono come i fiumi che sfociano nell'Oceano Artico, ghiacciati alla foce". Non abbiamo motivo di sospettare che l'occasione in entrambi i casi sia la stessa: la freddezza?

(I.) La conversazione cristiana piace a Dio. È chiaramente indicato che Dio si compiace quando il Suo popolo parla teneramente di Lui l'uno all'altro; che Lui ascolta. Perché oggi i cristiani sono così muti? L'amore non è una cosa stupida o silenziosa. L'amore parla. Perché questa esitazione quando si parla di religione? Non sembra stranamente incoerente in noi? "Il Signore ascoltò e udì". Egli ascoltava mentre i Suoi figli parlavano affettuosamente di Lui. Non ti fa piacere sentire dire qualche parola gentile su di te? Non pensate che il vostro Padre Celeste sia indifferente alla lode. Ama vedere la gratitudine nei nostri cuori; Gli piace molto sentirci parlare l'uno all'altro della sua bontà

(II.) La conversazione cristiana ci benedice. Nulla fa tanto bene al proprio cuore quanto parlare gentilmente di un altro. Esprimere amore lo accresce sempre di più

(III.) La conversazione cristiana benedice gli altri. Ci sono troppi cristiani muti; poiché c'è un grande potere nelle nostre lingue, se solo vogliamo usarle rettamente. Chi può valutare il potere delle parole gentili di toccare il cuore e plasmare la vita? (Pulpito del Tesoro.)

Il libro dei pari di Dio:

Questo libro della memoria, come i gioielli a cui si fa riferimento nel versetto successivo, fu senza dubbio suggerito dalle usanze delle antiche corti. Il re era solito tirare fuori e mostrare i suoi gioielli nelle occasioni di Stato, e quasi tutti i monarca orientali nominavano un giornalista ufficiale per tenere un registro degli eventi che passavano. Era chiamato il cronista di corte e il suo compito era quello di scrivere la storia del suo tempo, in particolare i nomi e gli incidenti notevoli. C'era poco spazio per gli annali dei poveri o per tutto ciò che toccava la vita della gente comune. Ora il profeta eleva il pensiero al di sopra di quel cronista di corte e di quel libro a un altro libro che è scritto davanti al Re dei re, e lascia intendere che le azioni lì registrate appartengono a una classe diversa: socialmente, molto più bassa; moralmente e religiosamente, molto più in alto. Le pagine di quell'altro libro non sono dedicate agli uomini che occupano le posizioni elevate e fanno grande sfoggio di ricchezza e potere; Perché, come ci dice il profeta, a quei tempi gli alti luoghi erano governati dall'ingiustizia, dall'immoralità e dall'irreligione. Ma c'erano alcune persone che gli occhi indagatori di Dio seguivano con tenero amore e approvazione, per la maggior parte persone oscure, perse nella folla e lontane dal mondo della moda; persone che lo scriba della Corte avrebbe liquidato come tanta sporcizia. Ma essi erano i soli oggetti d'interesse per il Re più grande, poiché essi soli in quei tempi empi vivevano sobriamente, giustamente, riverentemente, camminando umilmente nel timore di Dio, mantenendo accesi i vecchi fuochi religiosi e mantenendo coraggiosamente la loro presa sulla fede e sulla preghiera attraverso l'obbrobrio e la persecuzione. Erano come i pochi a Sardi che non avevano contaminato le loro vesti. Ora, non c'è bisogno che vi dica che questa non è l'unica menzione nelle Sacre Scritture di quel Libro della Memoria. In effetti, ne sentiamo parlare più o meno in tutta la Bibbia. Appare fin da Mosè, che parlò di coloro che sono scritti nel Libro di Dio; si trova più di una volta nei Salmi di Davide, che confida che le sue stesse lacrime saranno scritte nel Libro; ricorre in Isaia e in altri profeti minori, ed è sempre indicato, credo, come il Libro che Dio conserva per registrare le azioni e forse le sofferenze anche dei Suoi fedeli che sono dimenticati o disprezzati dal mondo. Il pensiero è ripreso e portato avanti dal nostro benedetto Signore stesso. Gesù dice: "I loro nomi sono scritti nei cieli"; e almeno una dozzina di volte nelle Epistole e nell'Apocalisse si fa menzione di certi operai cristiani non riconosciuti, di sante donne e di altri, i cui nomi sono scritti in quello che viene chiamato il Libro della Vita, o il Libro della Vita dell'Agnello

(I.) Mi permetto di dirvi prima di tutto questo, che quel Libro della Memoria deve essere ormai una biblioteca ponderosa e ricca di volumi, se in esso sono stati scritti tutti i lavoratori e i santi di cui non si ha notizia, perché sono una compagnia che nessun uomo può contare. I santi i cui nomi si trovano nel calendario e che figurano nella storia della Chiesa sono relativamente pochi, e non erano sempre i migliori e i più santi della loro classe. Alcuni di loro sono stati canonizzati e ammessi al calendario per favoritismo del papa e del cardinale, e per quella che volgarmente chiamiamo influenza del sottosuolo, piuttosto che per elezione e sanzione di Dio. C'erano diecimila volte di più, e forse di più, santi i cui nomi sono solo nel calendario del cielo; infatti, la vera storia del regno di Dio non è mai stata scritta da nessuna penna umana. Si legge la cosiddetta storia della Chiesa, la storia ecclesiastica, come prodotta dalle fatiche e dalle ricerche di un Mosheim o di un Neander, ed è spesso una lettura estremamente poco edificante e tristemente deludente. Se fosse la storia della Chiesa di Cristo, dovrebbe essere principalmente la storia di uomini e donne umili, che dimenticano se stessi, simili a Cristo. Al contrario, si trova la maggior parte di quelle pagine dedicate alla storia delle ambizioni, delle invidie, delle lotte, delle eresie. Vi si trovano i temi carnali, secolari e mondani quasi ovunque predominanti. La vera e bella storia della Chiesa non è scritta lì o in qualsiasi libro che ci sia accessibile, è solo scritta nel Libro della Memoria di Dio; perché sicuramente i veri artefici, costruttori e difensori della Chiesa sono stati in tutte le epoche gli uomini e le donne che hanno pazientemente sofferto per essa, hanno lavorato seriamente per essa, senza pensare al guadagno o alla distinzione. Coloro che in tutti i tempi hanno mantenuto viva la Chiesa, l'hanno preservata come il sale della terra, la luce del mondo. Eppure non sono nemmeno conosciuti per nome. C'erano alcuni uomini notevoli, che non sarebbero mai stati dimenticati - Cranmer, Latimer, Ridley, Hooker - ma la maggior parte di loro erano oscuri - calzolai, scapoli, tessitori, lettori della Bibbia non istruiti, predicatori laici - e sotto l'attenzione dello scriba. I loro nomi sono scritti in lettere di gloria nel Libro delle Memorie di Dio

(II.) Ora, così è stato in tutta la storia della Chiesa. Mi permetto di dirvi, in secondo luogo, che la stessa cosa è sostanzialmente vera oggi. La maggior parte delle azioni nobili e simili a quelle di Cristo - tutte tranne una parte infinitesimale di esse - non hanno alcuna possibilità di essere scritte in nessun libro tranne che in quel libro invisibile su cui le mani invisibili sono occupate. La maggior parte delle vite coraggiose, umili e abnegate che vengono spese al servizio di Cristo e dell'umanità non trovano posto nelle stampe del mondo. Credo che tutti voi sappiate che non sempre si parla di più delle cose migliori; Non sono sempre le cose più grandiose e divinatorie ad essere portate alla notorietà e riportate. Non si parla mai di un incontro di preghiera; almeno, non ne ho mai visto uno segnalato. Un giro di visite tra i malati, gli afflitti e i moribondi, che non viene mai pubblicato. Una coraggiosa confessione di Cristo in mezzo a una compagnia di increduli - nessuno pensa di scriverla. Se avete l'ambizione di far passare i vostri nomi di bocca in bocca per le strade, e di stamparli a caratteri cubitali in tutti i giornali pubblici, ci sono vari modi per farlo, alcuni dei quali non troppo lodevoli. Si può realizzare con una straordinaria dimostrazione di genio, o con una straordinaria dimostrazione di follia, e l'una servirà altrettanto bene dell'altra. Non lo farai osservando i Dieci Comandamenti, ma potresti farlo infrangendone alcuni

(III.) Ora, posso dirvi, infine, che questa incoraggiante verità contenuta nel nostro testo è data per essere un incentivo e un'ispirazione per tutti coloro che sono impegnati nel lavoro religioso, ma specialmente per i meno noti e per coloro che non si distinguono affatto tra loro. La maggior parte di voi deve continuare a fare il bene senza la minima possibilità di lusingare il riconoscimento umano. Alcuni leader nel lavoro religioso brillano un po', forse, agli occhi del pubblico; cioè, i generali di un grande esercito sono talvolta messi su un piedistallo, e guadagnano un po' di gloria, ma la truppa, i soldati semplici che fanno la marcia ruvida, e anche la maggior parte dei combattimenti accidentati, c'è ben poca gloria per loro sia nella guerra ordinaria che nella guerra più grande del Capitano della nostra salvezza. E' verissimo per la maggior parte di voi che, se siete ansiosi di ottenere lodi umane per la vostra fedeltà a Cristo e per l'opera che compite nel Suo nome, rimarrete delusi. La tranquilla devozione al servizio del Signore Cristo non va a buon fine in galleria, per non dire altro; Non porta applausi dalla fossa. È il genio umano che conquista la lode umana, o l'intelligenza intellettuale, a volte la mera ostentazione; È l'intelligenza che assicura il successo nel mondo degli affari. L'uomo che vince una gara di marcia, o una corsa automobilistica, o una corsa di cavalli otterrà per il momento cento volte più favore popolare dell'uomo che trascorre la sua vita come ha fatto il Divino che è andato in giro facendo del bene. Se nell'opera di Cristo gli uomini dipendono in qualche modo da queste cose, spesso cadono nello sconforto. Ora, pensate a cosa significa avere i vostri nomi e le vostre fatiche scritte in quel Libro della Memoria. Ebbene, significa certamente questo, anche se un gran numero di persone sarebbe perfettamente sbalordito di sentirlo, significa che una vita sincera, zelante, amante di Cristo, che serve Cristo, e le sue opere di pazienza e di fede, sono ritenute dal cielo le cose che meritano di essere ricordate e che meritano di essere ricordate. In quelle corti superiori non sono assorbiti ed eccitati dalle cose per cui noi poveri mortali impazziamo. Forse non sono così profondamente interessati come noi ai movimenti dei presidenti e dei governanti, ai discorsi sorprendenti dei politici e alle prospettive dei partiti politici, e certamente non alle rivelazioni del tribunale penale, agli scandali della bella vita e al risultato dell'ultima gara pedonale. Senza dubbio il cielo vede tutte queste cose, perché nulla è nascosto agli occhi che tutto vigilano, ma esse non suscitano alcun ronzio di ammirazione nei circoli angelici, potete esserne certi. Un giovane nella città che resiste fermamente alle sue tentazioni e si mantiene incontaminato per amore di Gesù; una fanciulla che porta la sua vita e la depone ai piedi del Maestro, e giura di amarlo per primo e meglio; una ragazza in bottega o in fabbrica che adorna la sua professione cristiana in mezzo a compagni di lavoro non cristiani; Un uomo d'affari che mantiene la sua coscienza e la sua integrità in mezzo a tutte le azioni losche e le falsità del mercato e della vita commerciale: queste sono le cose che gli scrittori celesti annotano. A volte parliamo e, forse, pensiamo che questo Libro della Memoria - l'ho sentito spesso chiamare in questo modo - sia tenuto per registrare le cose vili e cattive: i vostri fallimenti, le incongruenze della vostra vita cristiana, le cose più oscure. Dichiaro questo: il libro non è mai citato in questo modo nella Bibbia. Dio non ha alcun desiderio, potete esserne certi, di tenere un registro di tutti i fallimenti e di tutte le cose cattive; Non prova alcun piacere nel contemplarli, soffermandosi su di essi. Egli ci dice, infatti, che quando i nostri peccati sono perdonati una volta, Egli li dimentica; vengono gettati nelle profondità del mare e non gli vengono più in mente. No, sono le cose giuste e migliori della vita e delle fatiche cristiane che trovano posto in quel grande libro. (J. G. Greenhough.)

17 CAPITOLO 3

Malachia 3:17

In quel giorno in cui creo i miei gioielli.-I gioielli del Signore:-

Quanto le persone pensano ai loro gioielli. Gli orientali amano i gioielli ancora più di noi, e le signore orientali ne sono ancora più riccamente decorate. Quanto apprezzano i loro gioielli! Li considerano il loro tesoro più grande, così Dio usa la figura per farci sentire quanto altamente pensa di noi, i Suoi redenti, che per Lui siamo più e migliori di quanto possano esserlo per loro i gioielli degli uomini. Una volta conobbi una signora che amava così tanto i suoi gioielli che, quando il resto della famiglia andava in chiesa e la casa era tranquilla, saliva in camera da letto, chiudeva la porta, stendeva tutte le sue perle e i suoi diamanti sul letto e passava il tempo ad ammirarli, uno dopo l'altro. Povera donna sciocca! Non poteva portarli con sé nella tomba. I nostri figli sono i nostri gioielli; gli amici che amiamo sono i nostri gioielli; Coloro che cerchiamo di benedire e salvare diventano preziosi per noi come gioielli. Allora, chi annovera Dio tra i Suoi gioielli?

(I.) Il penitente. Che è umile davanti a Dio. Il pubblicano nel tempio era uno dei gioielli del Signore

(II.) Il ritorno. Chi è un ricercatore di Dio. Il figliol prodigo era uno dei gioielli del Signore

(III.) Il consacrato. Che è interamente di Dio. L'apostolo Paolo era uno dei gioielli del Signore. Dio si prenderà cura dei suoi gioielli ora, e nel grande giorno. Guardate la preghiera di Cristo: "Nessuno di loro è perduto". (Robert Tuck, B.A.)

Gioielli:

1.) I gioielli di Dio: il Suo popolo

(1) Per la loro rarità

(2) La loro bellezza

(3) Il loro valore

(4) La loro conservazione

2.) I mezzi con cui li raccoglie

(1) La Sua parola e le Sue ordinanze

(2) Le dispensazioni della Sua provvidenza

(3) L'influenza del Suo Spirito Santo

3.) Il periodo in cui Egli li comporrà

(1) Agisce nell'ora della morte

(2) Il giorno del giudizio. (G. Brooks.)

Il timore di Dio ricompensò:

L'espressione usata dal profeta ci trasmette una forte idea del piacere che nostro Signore proverà nell'eseguire questo ufficio di "confezionare i Suoi gioielli". Allora Egli "vedrà il travaglio della sua anima e sarà soddisfatto". Rintracciamo l'idea di piacere nel termine "gioielli". E sono i suoi gioielli, perché li ha comprati con un prezzo, e non meno di quello del suo preziosissimo sangue. L'idea del piacere da parte Sua nell'esecuzione di quest'opera è completata dall'espressione: "Trucca i Miei gioielli". Lo vediamo rallegrarsi che sia giunto il tempo, in cui al dono della grazia può aggiungere quello della gloria; e infine esultando che nessuno "di tutto ciò che il Padre gli ha dato" manca alla Sua corona. Come se potessimo desiderare qualcosa di più vicino e facilmente applicabile di questo linguaggio figurato, Egli aggiunge: "E io li risparmierò, come un uomo risparmia il proprio figlio che lo serve". In che modo vengono descritti coloro che devono essere i soggetti passivi della Sua misericordia in quel giorno? La prima caratteristica è che essi "temevano il Signore". Questa grazia fondamentale del santo timore è la strada sicura e sicura per le più alte conquiste dell'amore. Tutti coloro che saranno i Suoi "gioielli" lì, devono temerLo in una certa misura qui, per poterlo amare nella perfezione nell'aldilà. Per sapere se lo temete, chiedetevi, e ciò con onestà indagatrice, se vi rifuggite da un pensiero malvagio; sia che vi sforziate virilmente contro le vostre immaginazioni quando si dirigono verso la lussuria, la malizia o la cupidigia; o galleggiare volentieri lungo la corrente fino a una certa distanza, preoccupandosi solo di evitare l'ultimo precipizio verso il quale conduce. Se Lo affronti con quel santo timore, che è il risultato di una fede viva, lo dimostrerai, non solo con i tuoi pensieri e le tue azioni, ma con le tue parole. "Allora quelli che temevano il Signore parlavano spesso gli uni agli altri". A costoro Dio dice: "Saranno miei". La vostra conversazione è tale da giustificare la vostra speranza di avere un interesse in questa graziosa promessa? (J. Marriot, A. M.)

I credenti sono i gioielli di Cristo:

(I.) Il rispetto di Dio per il Suo popolo. Essi sono descritti come i "gioielli" di Dio, quindi cari e preziosi per Lui; coloro ai quali guarda con compiacimento; Erano comprati a caro prezzo, comprati a caro prezzo, infinitamente al di sopra di tutti i tesori terreni. Ne parla in modo affettuoso come dei "Miei gioielli". Il testo dà anche un altro segno della considerazione divina: la Sua misericordia parsimoniosa. Ogni genitore entrerà pienamente nella cifra qui utilizzata

(II.) Il tempo stabilito per la manifestazione di questo riguardo. «In quel giorno.» Esso preannuncia la visita temporale, il giorno della morte o il giorno del giudizio. Probabilmente si intende l'ultimo giorno, quando Egli concederà una particolare manifestazione del Suo favore

(III.) La sicurezza con cui questa promessa è confermata. Questa sicurezza non è dell'uomo, ma di Dio. "Saranno miei". (W. Mayers, A.M.)

I gioielli di Geova:

(I.) Il prezioso in linea di principio. Rispetto per la grandezza di Dio. Obbedienza ai comandi di Dio. Terrore del castigo di Dio. Confidate nella misericordia di Dio. Il timore di Dio è il fondamento della pietà; scaccia tutte le altre paure

(II.) Il prezioso in pratica

1.) Associazione religiosa frequente. Spesso si incontravano insieme al di fuori del mondo. Un'espressione di separazione spirituale dalla società malvagia. Un indice di devozione per uno scopo comune

2.) Azione mentale concentrata. "Pensiero sul Suo nome". Mente la cosa più grande nell'uomo. Il credente vede Dio in tutte le cose, e la sua meditazione su di Lui è dolce. Costante edificazione reciproca - "Parla spesso", ecc. Informazione, consiglio, avvertimento, incoraggiamento

(III.) Il prezioso nel privilegio

1.) Attenzione divina. "Dio ascoltò e udì".

2.) Memoria divina. "E un libro", ecc. Tutte le prestazioni del bene iscritte a titolo di indennizzo

3.) Promessa divina. Trattamento tenero. "Risparmierò." Grande onore. "Saranno miei". Grande distruttività. "Allora tornerete". (B. D. Johns.)

La dignità del popolo di Dio:

1.) Il popolo di Dio è onorato con l'approvazione divina

2.) Per la sollecitudine divina

3.) Per la sicurezza divina

4.) Per il riguardo divino. Essi sono per Lui come gioielli

5.) Con una promessa divina "Li risparmierò". Imparate da questo argomento la piena fiducia in Dio. Egli ha provveduto pienamente per te nell'obbedienza e nella morte di Gesù. Egli si prenderà cura di te qui, e ti glorificherà con dignità nell'aldilà. Impara anche l'umiltà; poiché che cosa ti fa differire dagli altri se non la grazia di Dio solo? (Hugh Allen, M.A.)

La confezione dei gioielli di Dio:

Il Signore fa i Suoi gioielli...

1.) Mediante la parola e le ordinanze della Sua grazia. La parola dell'ispirazione è il grande strumento che il Signore usa per estrarre i Suoi gioielli dalla roccia della natura corrotta e portarli dall'oscura miniera della miseria alla luce della felicità eterna. È uno strumento di grande potenza. Comanda la santità, fornisce motivi e offre incoraggiamenti alla mente. Gli esercizi di lode e di preghiera sono mirabilmente adattati per affinare e levigare l'anima nelle bellezze della santità

2.) Per le operazioni e le dispensazioni della Sua provvidenza. Guardando alla provvidenza su scala globale, la redenzione è la sua manifestazione più sorprendente e grandiosa. Gli aspetti più oscuri e più luminosi della provvidenza sono necessari per la creazione dei gioielli di Dio. I santi di Dio sono spesso i migliori per essere afflitti. Le prove sono necessarie per purificare la Chiesa dalle corruzioni, per purificare il cuore e rettificare la vita degli individui, per abbellirli sia individualmente che collettivamente nel tempo, e per far risplendere il loro carattere alla luce dell'eternità

3.) Per l'opera e le influenze del Suo Spirito. La parola e le ordinanze della grazia, aiutate dall'operato e dalle dispensazioni della provvidenza, non possono fare nulla per convertire o santificare una singola anima, a meno che lo Spirito non le accompagni con la Sua benedizione. Proprio come il martello, o lo scalpello, o la sega, o la lima, senza la mano del meccanico, non possono scolpire un solo gioiello dalla cava della natura, o lucidarlo in bellezza, così senza l'intervento dello Spirito Santo, le ordinanze e le provvidenze, per quanto potenti siano strumenti, non possono convincere un peccatore del peccato, o condurlo dai sentieri dell'errore alla via di Dio. Lo Spirito Santo dimora nei cuori dei credenti per lucidarli e renderli adatti a risplendere come gioielli nella corona mediatrice della gloria. Che tutti i cristiani, dunque, migliorino nel modo giusto, sia per il loro bene che per quello dei loro fratelli, le azioni di Dio. Più fede esercitano i cristiani, più diventeranno pii; E quanto più pii saranno qui, tanto più risplenderanno nell'aldilà in quel mondo dove regna la pace eterna e la grazia non tramonta mai, dove il sole della gloria non tramonta mai e dove il cielo della beatitudine non è mai coperto di nuvole. (Giovanni Shoolbraid.)

I gioielli del Signore:

(I.) In che modo i santi possono essere paragonati ai gioielli? La parola tradotta "gioielli" (segullah) significa un tesoro, un tesoro particolare, come la Chiesa degli Ebrei rispetto a tutte le nazioni della terra. I santi di Dio sono più eccellenti agli occhi di Dio di tutti gli altri uomini. Possono essere paragonati a gioielli...

1.) A causa della loro rarità. I gioielli si trovano solo in certi luoghi e sono indossati solo da certe persone. Perciò si dice che i santi sono "un gregge molto piccolo".

2.) Perché sono costati molto cari al Signore Gesù. I gioielli sono cose costose. Essendo rari, sono migliorati di prezzo. Il Figlio di Dio ha riscattato questi gioielli con il Suo sangue. Questo è un prezzo di valore incalcolabile

3.) Perché Egli ha una stima infinita di loro. Essi sono il Suo tesoro e i Suoi affetti sono dove sono. Poiché sono stati acquistati mediante il sangue di Suo Figlio, sono preziosi ai Suoi occhi e onorevoli. Pensa a loro con approvazione, parla di loro e a loro con gioia

4.) Perché li tiene al sicuro. Sono fissi nel Suo cuore e non possono essere portati via

(II.) Come farà il Signore a comporre i Suoi gioielli? Questo si riferisce sia alla Sua opera nei Suoi gioielli nel tempo, sia alla Sua procedura nel giorno del giudizio. Può riferirsi alla Sua opera di grazia nel prenderli tutti dalla massa corrotta della natura umana. Egli inizia l'opera di santificazione in loro, e la porta a un glorioso sbocco. Dio raffina il Suo popolo mediante il Suo Spirito, mediante la Sua parola e mediante le Sue provvidenze, fino a farli diventare privi di macchia o ruga o di qualsiasi altra cosa del genere. Nell'ultimo senso della dichiarazione, essi saranno costituiti quando il loro numero sarà compiuto nel giorno del Signore. E tutti saranno presentati perfetti in santità

(III.) Qual è il giorno in cui il Signore farà i Suoi gioielli? Il grande e notevole giorno del Signore. Un giorno che sarà la fine dei tempi, la fine del mondo e dell'attuale sistema di cose. Un giorno per il quale i santi si preparano costantemente, per il quale aspettano, che amano e verso il quale si affrettano. (Leumas.)

I miei gioielli:

Ecco una verità ispirata, che espone la relazione esistente tra Dio e il Suo popolo e illustra il Suo amore per loro e la Sua gioia per loro

(I.) La stima di Dio stessa del vero valore di un cristiano sincero. Li chiama i Suoi "gioielli" o "il Suo tesoro particolare". Tutte le cose rare, belle e preziose sulla terra e in cielo sono impiegate come metafora del valore che Dio attribuisce al Suo popolo e dell'affetto che gli porta. Un cristiano è più di uno "spirito", è uno spirito redento e rigenerato. Il valore di una gemma non sta nella sua composizione, ma nella sua cristallizzazione. Anche un diamante è composto per lo più da carbonio, ma si differenzia dal carbone nero delle nostre fornaci solo per questa misteriosa trasfigurazione. E un cambiamento analogo a questo ha subito ogni anima salvata. L'uomo spirituale, attraverso la graziosa cristallizzazione, è diventato una gemma, che riflette la luce divina, e quindi adatto a un diadema. Quale meraviglia allora che Dio consideri il suo popolo più prezioso delle stelle, e lo chiami "il suo tesoro particolare".

(II.) Una spiegazione dello strano trattamento di Dio nei confronti dei Suoi figli. Il vero credente può dire: "Se sono così apprezzato, perché Egli mi affligge così?" Il testo suggerisce la risposta. Dopo aver trovato o acquistato una gemma, la prossima cosa è lucidarla. E questo è sempre un lavoro delicato. Delle gemme più rare gli antichi supponevano impossibile il taglio e la lucidatura. I grandi diamanti che ornavano il mantello imperiale di Carlo Magno sono ancora conservati come cristalli grezzi. Fu solo più tardi che gli uomini impararono come si poteva tagliare il diamante, per attrito con un altro diamante, e lucidarlo su una ruota carica di polvere di diamante. E qui si trova l'unico criterio della vera gemma. Il servizio alle afflizioni del cristiano è duplice. Essi provano e lucidano la gemma spirituale

1.) Sono necessari per dimostrarlo. Ci sono molte contraffazioni nella religione. Qualsiasi prova affidabile di pietà deve avere il potere di andare al di sotto dello spettacolo esteriore nella vera essenza

2.) Anche quando la pietà è sincera, tali afflizioni sono utili per svilupparla e disciplinarla. Prima che il diamante sia incastonato in una corona regale, deve essere premuto grossolanamente sulla ruota diamantata. Tutte le afflizioni sono il mezzo di Dio per lucidare. Qui veniamo istruiti sull'apparente parzialità del trattamento di Dio nei confronti dei diversi cristiani, poiché gli uomini possono essere ugualmente pii e ugualmente cari al nostro Padre Celeste, eppure le loro esperienze terrene sono molto diverse. Le gemme sono di diversi gradi di durezza e devono essere incastonate in condizioni diverse. Richiedono un taglio molto variopinto e una lucidatura diseguale. Così con il vero popolo di Dio; Uno viene levigato solo con una lima, mentre un altro deve essere premuto sulla mola. Non macinerà i suoi gioielli più del necessario

(III.) Una predizione della futura dignità e gloria dei figli di Dio. "Nel giorno in cui farò i miei gioielli". Il riferimento è al grande giorno della venuta di Cristo. La metafora è quella di un potente conquistatore che, dopo aver rovesciato tutti i nemici, appare carico di bottino, conducendo prigionieri i suoi nemici, marciando in trionfo, magnifici in insegne, oltre la strada reale. Allora i santi di Dio saranno radunati presso Cristo, e i "gioielli" di Dio saranno trasformati come pietre preziose in una corona, o come stelle in una costellazione. In quel grande giorno di manifestazione gli attributi morali piuttosto che quelli naturali di Dio devono essere particolarmente glorificati. È solo nell'economia della grazia che quelli che possiamo chiamare gli affetti divini si manifestano perfettamente. Lasciate che questo bel quadro sia appeso nelle nostre camere di immagini. Questo universo materiale non è che una grande piattaforma, eretta temporaneamente per l'incoronazione dell'Emmanuele, e per gli spiriti redenti dei giusti resi perfetti. "I gioielli di Dio", o, come dice Isaia, "la corona di gloria di Dio", "il diadema regale di Dio". Le gemme più ricche che risplenderanno nelle molte corone dell'Emmanuele saranno le anime dei redenti di Cristo: questi diamanti, scavati dalle nere caverne della morte, queste perle, portate su dalle tempestose profondità dell'inferno, questi "gioielli di Dio" comprati con il sangue, preservati dalla grazia, lucidati dal dolore. (Charles Wadsworth, D.D.)

I gioielli del Re:

1.) I gioielli rappresentano un valore superlativo. I gioielli della natura sono diversi da quelli di Dio, che sono coscienti e immortali. Eppure con cose preziose Dio illustra il Suo apprezzamento per i Suoi figli

2.) Rappresentano una bellezza insuperabile. Le gemme sono i doni più belli della natura. Agli occhi di Dio la natura impallidisce di fronte alla bellezza spirituale. Siamo belli solo quando "la bellezza del Signore nostro Dio è su di noi". I più fulgidi gioielli terreni di Dio sono ancora incompleti. Quando il taglio e la brunitura sono finiti, devono brillare come le stelle per sempre

3.) Rappresentano una fatica costosa e altruistica nella loro scoperta e proprietà. Quando uno schiavo brasiliano trova una gemma di diciassette carati, conquista la sua libertà. Atti quale enorme costo Dio assicura a un'anima!

4.) Il loro valore e la loro bellezza rappresentano i trionfi della scienza e dell'arte. I diamanti non vengono mai indossati allo stato grezzo. Dio sviluppa il valore e la bellezza spirituale dei Suoi figli attraverso il ministero della sofferenza. Nessun lapidario ha mai saputo così bene quando e dove tagliare un gioiello della corona come il nostro Padre Celeste

5.) Il Re raccoglierà le Sue gemme nel Suo palazzo reale. Dio ha prestato a lungo i Suoi gioielli alle comunità della terra. Quando il sole si oscurerà, i Suoi angeli li raduneranno da ogni terra e da ogni mare. (S.

(V.) Sanguisuga, D.D.)

I gioielli del Signore:

1.) Questo titolo mostra la stima in cui Dio tiene il Suo popolo. Nella Bibbia, Dio si avvale di una cosa buona o bella per descriverne un'altra. Il cristiano è come un cedro in Libano, l'albero più maestoso e bello della foresta. Il paradiso è una città di mura dorate e porte di perla. Così, qui, allo stesso modo, Egli chiama il Suo popolo "gioielli". Lo smeraldo, il rubino e il diamante sono le cose più preziose e costose in natura. Queste sono le cose che Dio prende per illustrare la stima in cui tiene il bene. Egli conosce le capacità di queste anime immortali, che possono essere "uguali agli angeli", tramite la redenzione di Suo Figlio Gesù Cristo

2.) Questo titolo, "gioielli", suggerisce una ragione per cui il popolo di Dio è talvolta così esercitato dalle provvidenze di Dio. Quando i diamanti e le altre gemme vengono trovati per la prima volta, di solito sono ricoperti da un rivestimento scuro e arrugginito, ogni particella del quale deve essere rimossa. Questo processo è lungo e costoso. La loro brillantezza non può essere vista senza di essa. Il famoso diamante Koh-i-noor è stato sottoposto a rilucidatura con l'aiuto di un motore a vapore per ventitré giorni e dodici ore al giorno. Così fu per Giobbe, Giuseppe, Giacobbe e molti altri che Dio scelse come Suoi gioielli. Questo processo disciplinare è ancora in corso nell'epoca attuale, in innumerevoli modi, a causa di malattie, perdita di proprietà, afflizioni familiari, ecc. I maltrattamenti per mano di qualcuno che siamo stati abituati a stimare sono particolarmente difficili da sopportare. Ma è necessario. Non c'è niente che possa lucidare il diamante come il diamante stesso. Due diamanti vengono strofinati, uno sull'altro, e la polvere così ottenuta viene utilizzata per la lucidatura. Così, per la costituzione naturale dell'anima e la provvidenza di Dio, non ci può essere nulla di così buono per la lucidatura come le afflizioni inviate su di noi da altri. Possono sembrare avere un effetto opposto per un certo periodo; può sembrare che ci turbi l'umore e ci renda ribelli e antagonisti; ma, a poco a poco, per l'influenza dello Spirito Santo, come l'olio vegetale che viene mescolato con la polvere di diamante per lucidare il diamante, - lo Spirito Santo che opera con queste afflizioni - i nostri temperamenti saranno soggiogati, e i "pacifici frutti della giustizia" saranno operati in tal modo

3.) Questo nome che il Signore applica al Suo popolo ci garantisce la convinzione che Dio non perderà mai di vista nessuno di loro. Dire che Dio avrebbe ceduto uno del Suo popolo, permettendogli di allontanarsi e di perdersi, è dichiarare una cosa che è incoerente per Dio da fare. Ma qualcuno dice: "Bene! Mi si addice proprio; Vivrò proprio come mi pare, perché alla fine tornerò a casa in cielo in ogni caso". Allora assicurati di essere uno dei Suoi gioielli. Se non lo sei, il risultato potrebbe essere terribilmente ed eternamente disastroso. La verità è che nessun vero figlio di Dio prenderà una tale decisione, né prenderà in considerazione un simile pensiero. Ci sono alcuni che si allontanano da Dio; Tuttavia, non con lo scopo deliberato di farlo, ma perché sono stati condotti prigionieri dal nemico. Ma Dio non perderà mai di vista il suo "gioiello", ma lo seguirà con il suo Spirito e le sue provvidenze, facendo uso di quelle cose che sono meglio calcolate per riportare un'anima razionale all'ovile da cui si era allontanata. (Homer M'Vay.)

I gioielli della corona di Dio:

(I.) Il nome con cui Dio chiama il Suo popolo. "I miei gioielli." Il confronto suggerisce...

1.) La preziosità delle brave persone. I gioielli sono, a causa del loro valore intrinseco, o interesse storico, le cose più preziose e altamente preziose sulla terra. Solo Dio può comprendere il valore di un'anima. Conosce il prezzo che è stato pagato per il suo riscatto

2.) Le brave persone sono paragonate ai gioielli per la loro bellezza. Come brilla e brilla il diamante! Ma la sua bellezza è eclissata se paragonata alla bellezza della santità che Dio pone su tutti i Suoi santi. Che la bellezza non si rivela completamente sulla terra

3.) Il popolo di Dio è come un gioiello perché ha bisogno di tanta lucidatura. Finché una sola macchia di peccato rimane sulla nostra anima, non possiamo entrare nel Regno dei Cieli. Ogni prova che lo Spirito di Dio impiega come mezzo per santificarci e lucidarci, per risplendere tra i gioielli della corona del cielo

(II.) Dio rivendica una proprietà speciale negli uomini buoni. "Saranno miei". Tutte le anime appartengono a Lui per creazione e conservazione, ma i veri credenti sono Suoi per redenzione

(III.) Dio veglia sul Suo popolo, in modo che nessuno di loro vada perduto. "Quando farò i miei gioielli". Essi sono ampiamente dispersi ora, ma Egli li riunirà a poco a poco. Il giorno in cui egli incoronerà l'Emmanuele, signore di tutti, nessuno di loro mancherà. (David Winters.)

Gioielli della corona:

Il Signore Gesù ha raccolto i Suoi tesori per un bel po' di tempo, e nel grande giorno dell'incoronazione del giudizio Egli mostrerà, alla presenza dell'universo riunito, che il bene di tutte le epoche sono i Suoi gioielli della corona. Vi parlo della ricerca dei gioielli, della molatura dei gioielli, dell'incastonatura dei gioielli. Avrete notato la grande differenza tra i gioielli. Non lasciate che un cristiano invidi l'esperienza di un altro cristiano. Apri lo scrigno del re e vedi gioielli di tutte le dimensioni, forme e colori. Non preoccupatevi perché non avete la fede di quell'uomo, o le qualità di preghiera di lui, o le qualità di canto di un altro. Il problema è che non si vuole essere oro ordinario, si vuole essere oro di ventiquattro carati. Nota la macinazione dei gioielli. Il carattere cristiano, come le macchie nere in un'ametista, a volte deve essere eliminato dalla fiamma; deve passare attraverso la fornace. Quasi tutti i gioielli di Dio sono lacrime cristallizzate. Si può dire il gioiello di Dio, come il lapidario dice il diamante. Se il soffio della tentazione arriva su di esso, e presto svanisce, è un vero diamante. Da notare l'incastonatura dei gioielli. Il lapidario prende le gemme nella forma giusta, le raccoglie sulla sua tavola e poi le mette in fasce per la testa, o in impugnature di spade, o in corone. Il Signore Gesù radunerà il Suo popolo e davanti all'universo riunito risplenderà il suo splendore. (T. Deuteronomio Witt Talmage, D.D.)

Formazione delle gemme:-

In natura non c'è quasi pietra che non sia in grado di cristallizzarsi in qualcosa di più puro e luminoso del suo stato normale. Il carbone, con una disposizione leggermente diversa delle sue particelle, è in grado di diventare il diamante radiante. Le scorie espulse dalla fornace come rifiuti inutili, si formano in masse globulari di cristalli radianti. Lo stesso fango sulla strada, calpestato sotto i piedi come il tipo di tutte le impurità, può essere trasformato dall'arte chimica in metalli e gemme di incomparabile bellezza. Dio può fare gioielli con la spazzatura più inutile. Che i casi di Giovanni Newton, della donna che fu peccatrice, del ladro sulla croce, di Agostino, di Giovanni Bunyan, del colonnello Gardiner e di migliaia di altri, testimonino l'onnipotente potenza dell'alchimia della grazia divina. Richiede solo un supremo abbandono di noi stessi nelle mani dello Spirito Santo per garantire l'assicurazione della Scrittura: "Essi saranno miei nel giorno in cui farò i miei gioielli". (Cyclop&ae;dia of Nature Teachings.)

Un nome per il popolo di Dio:

L'empietà e l'irreligiosità che segnarono così fortemente il carattere, sia dei sacerdoti che del popolo, ai tempi di questo profeta, sono concentrate, per così dire, nei versetti 13-15. In mezzo a questo generale allontanamento da Dio, ne esistevano altri di diversa descrizione. Nota-

1.) Il nome affettuoso qui dato al popolo di Dio. "Gioielli". "I suoi gioielli", o tesoro speciale. I gioielli vengono spesso acquistati a un prezzo immenso. Il popolo di Dio è "comprato a caro prezzo". Possono essere chiamati "gioielli" per la relativa scarsità del loro numero. E anche dalla loro gloria e bellezza. È consuetudine che i grandi e i nobili della terra si adornino con i loro gioielli in particolari occasioni, e così il Signore si glorifica nel Suo popolo, e li pone "come un sigillo sul Suo cuore" e li fa "scolpire sulle palme delle Sue mani".

2.) L'espressione: "Quando realizzo i miei gioielli". Queste parole figurative si riferiscono alla cura e all'attenzione del gioielliere nel lucidare e sistemare i suoi gioielli, in modo da farli apparire al meglio. Così sarà per i redenti, i gioielli di Dio

3.) Il momento per confezionare i gioielli è "quel giorno". O il giorno della morte del cristiano, o il giorno del giudizio finale

4.) Dio dice del Suo popolo: "Saranno miei". Non che il popolo di Dio sia mai stato, in qualsiasi momento, non Suo. L'espressione indica qualche segno speciale di favore. (D. Adams.)

Dio e gli uomini buoni:

(I.) Gli uomini buoni sono preziosi per Dio. Qui si parla di loro come di "gioielli". Sono preziosi come i figli amorevoli sono preziosi per i loro genitori. "Può una donna dimenticare il suo bambino che allatta?" &c. Prezioso. Lui sa...

1.) Il valore della loro esistenza

2.) Il costo del loro restauro

3.) La grandezza delle loro capacità. Per quanto grande sia Dio, un uomo veramente vero è prezioso ai Suoi occhi

(II.) Gli uomini buoni sono raccolti da Dio. "In quel giorno in cui farò i miei gioielli". Un giorno li radunerà: ora sono dispersi. Con la morte Egli li riunisce in uno stato sociale glorioso, la Gerusalemme Celeste

(III.) Gli uomini buoni sono reclamati da Dio. "Saranno miei". Essi saranno sicuri di amarMi e di servire gli interessi della Mia creazione: i Miei amici, i Miei figli, ecc. (Omilesta.)

I miei gioielli:

Questo è ciò che Dio chiama il Suo popolo

(I.) Alcuni motivi per cui i cristiani sono come gioielli

1.) Perché i gioielli sono molto belli. Dio non ha mai creato nulla che sembri più bello di alcuni gioielli. I cristiani sono belli, ma la loro bellezza non è la loro. Quando imparano a conoscere Gesù, ad amarlo e a servirlo, diventano come Lui, e questo è ciò che li rende belli

2.) I gioielli sono molto preziosi. Per questo le chiamiamo pietre preziose

3.) I gioielli sono difficili da lucidare. Gli uomini che lucidano sono chiamati lapidari, dal latino lapis, una pietra. Ci sono delle macchie su di noi che devono essere rimosse con la lucidatura, e questo è sempre un lavoro duro e faticoso. La chiesa e la scuola domenicale possono essere considerate come la bottega di Dio. (R. Newton, D.D.)

Gioielli divini:

(I.) La dignità del vero bene. Se siamo il Suo popolo, siamo molto cari a Dio. Nessuno di noi può valutare correttamente il Suo meraviglioso amore. Dio ci ama così tanto che non può fare a meno di noi. Come un uomo sincero si prende cura della sua sposa, così il Signore si paragona a un amante che incide il nome della sua sposa sul palmo della sua mano. Alcune persone hanno paura che questo meraviglioso amore cambierà come cambiamo noi. No, l'amore di Dio per noi è lo stesso oggi di quando abbiamo pregato per la prima volta. La pazienza e il perdono del Signore sono gli attributi più meravigliosi dei Suoi attributi. E Dio è molto serio nel cercare i Suoi gioielli

(II.) La certezza della gloria futura del popolo del Signore. La gente è incline a immaginare che, poiché il tempo scorre lentamente, come se avesse i piedi di piombo, il grande giorno di cui si parla qui non arriverà. Ma è sicuro che arriverà a tutti. Vedremo certamente il Re dei re venire a giudicare gli uomini sulla terra. (W. Birch.)

Il popolo di Dio considerava come i Suoi gioielli:

(I.) Il popolo di Dio, che lo teme, è il Suo gioiello. Il timore di Dio è spesso messo per tutte le religioni. Coloro che lo temono sono tali che hanno non solo la forma, ma il potere della pietà. Questi possono essere chiamati "gioielli" come rari, e relativamente pochi: a causa della loro eccellenza; a motivo del posto che occupano nel valore e nella stima di Dio; e nella Sua cura, poiché si stima onorato da loro, e si compiace grandemente di loro. Dio li chiama "i Miei gioielli", poiché ne è l'efficiente o il creatore, il proprietario e il disponente di essi, e poiché sono riservati a Sé

(II.) Cosa implica il "inventarli"? Ciò può essere considerato in riferimento al fatto che sono attualmente dispersi e mescolati con altri, o imperfetti per quanto riguarda se stessi. Può significare che Egli li toglie dalla compagnia di tutti gli altri. Dio radunerà tutto il Suo popolo in un solo corpo. O il fatto che Dio li abbia creati può implicare, terminando ciò che riguarda sia l'anima che il corpo, e rendendoli completamente felici, come per entrambi, per tutta l'eternità Egli li libererà da tutte le imperfezioni del loro stato presente

(III.) Verrà un giorno in cui Dio creerà così i Suoi gioielli

1.) Il giorno della dissoluzione dei santi

2.) Il giorno della risurrezione generale

(IV.) Come saranno del Signore in quel giorno. Allora saranno proclamati gioielli...

1.) Testimoniare la Sua conoscenza e approvazione di essi

2.) Svergognare e mettere a tacere le dure censure a cui erano soggetti da un mondo maligno

3.) Questo tenderà alla maggiore confusione del principe delle tenebre

4.) Una tale dichiarazione inviterà a un rispetto universale per la fedeltà di Dio, in ciò che Egli ha promesso loro e si è impegnato a fare per loro

(V.) Il titolo con cui Dio è rappresentato mentre si risolusce per la felicità del Suo popolo. "Dice il Signore degli eserciti." Un fondamento di speranza e di conforto. Poiché Egli ha abbastanza potere per impegnarsi per loro. Poiché Egli ha un dominio assoluto su tutti i loro nemici. Mostra che il numero di coloro che si salvano alla fine sarà grande, non piccolo. (D. Wilcox.)

I gioielli del Signore:

Il versetto prima del testo contiene la lode di un piccolo gruppo di Israeliti che, in mezzo a un'iniquità che abbonda, temevano il Signore e pensavano al Suo nome. Verrà il giorno in cui tutte queste cose saranno conosciute e in cui il Signore farà i Suoi gioielli. I gioielli con fatica, pericolo e costi sono strappati dalla custodia sicura della terra? Così gli eletti del Signore sono redenti dalla terra mediante il prezioso sangue del caro Figlio di Dio. Si ottengono con una ricerca perseverante? Così il Signore lasciò il cielo e venne sulla terra per cercare ciò che era perduto. Si raccolgono gioielli da tutte le terre e dalle isole del mare? Lo stesso vale per il popolo eletto del Signore. I gioielli della terra variano nel loro colore, nel loro splendore, nel loro valore? Così ci sono tra il popolo del Signore diversità di doni, a ciascuno il suo giusto posto, a ciascuno il suo proprio talento, a ciascuno finalmente un posto nel diadema del Salvatore, alcuni per risplendere di luce mite e placida, altri per uno splendore più forte e profondo; ma i più luminosi e i migliori di tutti i bei gioielli del mondo eterno saranno quelli che avranno in sé la maggior parte dell'immagine del Salvatore. I gioielli sono custoditi al sicuro, depositati con cura nello scrigno segreto del loro possessore, per essere portati alla luce nel giorno della festa o delle nozze, e fino a quando quel giorno non arriva sono poco noti a chiunque tranne che al loro proprietario. Così sono gli eletti del Signore nel luogo segreto dell'Altissimo. Ma nel giorno in cui il Signore creerà i suoi gioielli, ciascuno si troverà nella sua giusta cornice, ciascuno risplenderà del suo giusto splendore. (W. H. Perkins.)

I gioielli di Dio:

Più fedelmente, il passaggio è "Essi saranno il mio tesoro particolare nel giorno che sto preparando". Per prima cosa, mi piace la fraseologia familiare nella nostra versione comune. I cristiani sono i gioielli di Cristo. Si acquistano espiando il sangue; questa proprietà divina fu assicurata a un prezzo infinito. Come le perle si guadagnano dalle profondità del mare solo con la pericolosa immersione dei pescatori, così le perle per la corona del Messia furono sollevate dalle fangose profondità della depravazione dalla discesa di quel Divino Sofferente che venne "a cercare e a salvare i perduti". La gemma più brillante e preziosa che conosciamo è della stessa sostanza chimica del carbone nero e opaco della miniera. La cristallizzazione trasforma il carbonio in diamante. La grazia del Signore Gesù trasforma un'anima opaca, nera per natura come il giaietto, in un gioiello che riflette la gloria del volto di Cristo. Tutto lo splendore che possiede il carattere cristiano più maturo non è che il riflesso del Sole di Giustizia. Colui che vive più vicino a Gesù risplende di più. L'appannamento che rende alcuni cristiani non più belli di un comune sassolino del fango, viene dal contatto con un mondo malvagio. Una "perla gettata ai porci" non è più fuori luogo di quanto lo sia un professante seguace di Gesù nella società degli schernitori, o nei ritrovi della baldoria. Non tutti i gioielli preziosi brillano in posizioni vistose. Il Maestro ha i suoi nascosti; Ci sono zaffiri costosi sotto abiti rozzi e su nella squallida soffitta della povertà. Quella figlia che si abnega e che consuma i suoi anni giovanili allattando una povera madre inferma, è un rubino di cui il Maestro dice: "Tu sei Mio nel giorno in cui raccolgo i Miei gioielli". (T. C. Cuyler.)

La stima di Dio del carattere cristiano:

(I.) Il carattere cristiano come illustrato dalla similitudine del versetto: "Gioielli". Questo è suggestivo...

1.) Della bellezza di quel personaggio. Dio si compiace di tutta la bellezza, ma soprattutto di quell'eccellenza morale che adorna il Suo popolo. Cerchiamo di realizzare questa perfezione. I difetti nei gioielli ne svalutano notevolmente il valore e ne rovinano la bellezza; così fanno i difetti dei cristiani

2.) Della forza di quel carattere. I gioielli non si rompono facilmente, non si indossano, non sbiadiscono. La religione dei veri cristiani non è una fantasia o una moda, ma un principio, un'abitudine, un potere. Provata dal dolore, dalla malattia, dalla tentazione, dalla persecuzione, non cede

3.) Della preziosità di quel carattere. I gioielli hanno un valore straordinario, così come il popolo di Dio. Sono preziosi nella loro influenza sulla società, e la società a volte lo sa. I santi sono sempre preziosi per Dio. Chi dirà quanto ama il Suo popolo?

(II.) Osserviamo in che senso i santi sono chiamati i gioielli del Signore. "I miei gioielli."

1.) Perché da Lui sono stati liberati da una condizione di impurità e oscurità. Un gioiello può ben essere chiamato colui che ha rischiato la vita per assicurarselo

2.) Perché a Lui devono la loro purezza e gloria. I veri santi sentono che Cristo li ha lavati e perfezionati, e gioiscono di darGli tutta la gloria

3.) Perché a Lui devono la loro protezione e sicurezza. Dio si prende cura dei Suoi gioielli (Giobbe 1:10). "Io do loro la vita eterna, e nessuno li rapirà dalle mie mani".

(III.) La gloria futura e la distinzione dei giusti. "Saranno miei".

1.) Saranno Suoi confessati. Ora noi ritorniamo e non possiamo discernere tra colui che serve Dio e colui che non lo serve, ma allora Dio ci riconoscerà apertamente. Prenderà la gemma che poteva essere considerata più spurgata e la incastonerà nella Sua corona

2.) Essi saranno Suoi unitamente. "Truccatevi." Il popolo di Dio è disperso ora, ma allora sarà radunato

3.) Saranno Suoi per sempre. "Inventato." Finite tutte le prove, e il loro stato stabilito per sempre in cielo. (W. L. Watkinson.)

I gioielli del Redentore:

Storicamente si sa poco o nulla del profeta Malachia. Il tempo, il luogo, le circostanze della sua nascita sono tutti sconosciuti. Non sappiamo nulla dei suoi antenati e nulla dei suoi discendenti, se ne aveva. Come una meteora si alza all'improvviso all'orizzonte della Chiesa, e dopo aver corso una breve carriera di sfarzo squisito altrettanto improvvisamente, senza lasciare traccia dietro di sé se non le poche pagine di appassionante profezia con cui si chiude l'Antico Testamento. Il suo nome significa il messaggero di Geova. Era un periodo di spaventosa degenerazione religiosa. Ma non tutti i prigionieri che tornarono da Babilonia si erano corrotti; C'erano alcune nobili eccezioni; un rimanente fu preservato, alcuni rimasero fedeli al loro patto con Geova. A questo resto fedele si riferisce il nostro testo

(I.) I gioielli. Dove li cercheremo? Non lassù nel cielo guarnito di mondi scintillanti; non sotto nelle miniere di ricchezze nascoste d'oro e d'argento, dove gli uomini faticano duramente e a lungo per ottenere ciò che ritengono prezioso; non dove brillano il topazio, il corallo e il diamante; non nelle nostre gallerie nazionali affollate di prodotti rari della natura e dell'arte; non nei musei, con la loro vasta collezione di preziose antichità; non negli armadi e nei forzieri dove i ricchi e i nobili rinchiudono le loro gemme e i loro gioielli lucenti, da vedere e indossare solo nelle grandi feste. Non dobbiamo cercare lì i preziosi tesori di Geova. Dobbiamo cercarli nelle anime che si sono rivestite di Cristo, negli uomini che sono diventati partecipi della natura divina, che sono stati creati di nuovo secondo l'immagine di Suo Figlio. Dio stima gli uomini non in base alla loro struttura fisica, non in base alle loro qualità mentali, non in base alla loro cultura o ricchezza, ma in base alla loro armonia o disarmonia con la Sua volontà, in base alla loro simpatia o mancanza di simpatia per il Suo carattere e la Sua autorità, in base ai loro pensieri e sentimenti dominanti riguardo a Lui. "Temevano il Signore": non quel timore colpevole e tormentoso che allontana l'uomo da Dio, che rabbrividisce di rimorso alla Sua presenza, che trema sotto il Suo cipiglio, ma quel santo timore che si avvicina con riverenza a Dio, che anela devotamente alla Sua comunione, eppure è intimorito da un senso della Sua vicinanza, quel timore che brama il Suo favore, e il cui cielo più alto è vivere alla luce della Sua approvazione, quel timore che ricorda il Suo patto e si sottomette alla Sua autorità regale. "Hanno pensato al Suo Nome". Due volte aveva rivelato quel Nome ai loro padri; una volta a Mosè come "Io Sono", e una volta ad Abramo come "Io sono Dio Onnisufficiente". A Mosè proclamò ciò che Egli è in Se Stesso, l'"Io Sono", l'Io Contenuto, l'Auto-Esistente, l'Assoluto, la Fonte della vita e dell'essere. Ad Abramo proclamò ciò che è per il suo popolo: "Dio che basta a tutti". La parte che soddisfa Tutto, il Tutto in Tutto. Questo Grande Nome era sempre nel pensiero del fedele rimanente; essi meditarono su di essa come rivelata ai loro padri; Si gloriavano della sua infinita superiorità rispetto agli dèi dei pagani. "Si parlavano spesso l'un l'altro". Non solo pensavano a Dio in solitudine e in silenzio, ma si incoraggiavano e si rafforzavano a vicenda nei momenti malvagi ripetendo insieme le cose meravigliose che Dio aveva fatto per loro e per i loro padri. Non erano chiacchiere vuote; era così buono che Geova ascoltava e ascoltava

(II.) Il conteggio dei Suoi gioielli. Il testo implica che sta arrivando un periodo in cui il Signore degli eserciti creerà o conterà i Suoi gioielli. Ma perché numerarli?

1.) Perché il Redentore abbia la soddisfazione di sapere quanti. Di tutte le opere di Dio, la grande redenzione di Cristo è la più grande e la più costosa. Egli sostiene tutte le cose con la parola della Sua potenza. Ma Egli non può redimere una razza perduta con una parola di comando o un fiat della Sua volontà. Redimerlo gli costerà uno sforzo, un sacrificio, anche il più grande sacrificio che Dio possa fare. Sulla terra, sotto la pressione di un dolore infinito, fu rallegrato da un barlume della Sua futura ricompensa. Per la gioia che gli era posta dinanzi, sopportò la croce, disprezzando l'infamia. Egli vedrà la Sua discendenza, una moltitudine santa che nessuno può contare, e quando li osserverà si rallegrerà in loro come testimoni che non ha faticato invano

2.) Egli conterà i Suoi gioielli, affinché l'universo intelligente possa sapere quanti, affinché Gesù Cristo possa dare all'inferno come al cielo, ai demoni come ai santi angeli, ai perduti come ai salvati, prova che la redenzione non è stata un fallimento, ma un completo successo, uno splendido trionfo. Quando Egli creerà i Suoi gioielli, si scoprirà che ci sono più uomini in cielo che all'inferno. Gesù avrà la maggioranza. La minoranza difficilmente soddisferebbe il grande cuore di Colui che ha sopportato l'agonia del Getsemani e la vergognosa morte della Croce

3.) Affinché Gesù Cristo possa essere sicuro che tutti i fedeli sono lì, e che nessuno manca. Il Re che i santi servono ha il Suo libro delle cronache dove il nome di ogni fedele e tutte le sue nobili azioni sono minuziosamente registrate (Ester 6:1-3). Troviamo frequenti allusioni a questo libro di registrazioni nelle Scritture (Salmi 56:8; Ebrei 6:10; Apocalisse 3:5; Luca 10:20) . Quando il Signore degli eserciti creerà i Suoi gioielli, ci sarà qualcosa di analogo alla chiamata dell'appello. Gesù Cristo ha fatto alleanza con il Padre che Egli manterrà tutti coloro che Gli sono affidati. Non ci deve essere alcun motivo per il Padre in quel giorno di accusare il Figlio di infedeltà, di aver perso una persona per incapacità o negligenza. Gesù Cristo ha anche fatto alleanza con noi che chiunque crede in Lui non perirà, ma avrà la vita eterna. Non ci deve essere posto in quel giorno per una sola anima per dire: "Ho creduto nel Suo Nome", eppure Lui non mi ha salvato

(III.) L'esposizione dei Suoi gioielli. Dopo aver chiamato l'appello e accertato che tutti i fedeli sono lì, Egli li esporrà, li mostrerà come i Suoi trofei più magnifici, la Sua opera più grande e più nobile. Alcuni di noi sono abbastanza vecchi da ricordare la prima Grande Esposizione delle Industrie di tutte le Nazioni nel 1851. Al primo ingresso in quel "Palazzo di tutte le Nazioni" com'era impressionante, com'era travolgente la scena! Da allora abbiamo avuto mostre simili a Parigi, Chicago e altrove. Gesù Cristo sta per avere la più grande esibizione che l'universo abbia mai conosciuto. Nel corso dei secoli Egli si è preparato per questo. In Cina, in India e in Giappone, nei continenti dell'Europa, dell'Africa, dell'America e dell'Australia, nelle isole del mare, alle latitudini settentrionali tra gli Esquimesi e i Lapponi, gli agenti di Dio stanno edificando i caratteri e abbellendo le anime per la grande mostra. Tutte le nazioni saranno rappresentate in questo vasto raduno. Sulla Croce fece un'esibizione pubblica dei nemici che aveva sconfitto. "Dopo aver spogliato principati e potestà, ne fece mostra apertamente". Ma quando Egli salirà sul Suo trono del giudizio, mostrerà i Suoi amici, li farà vedere apertamente, affinché l'universo intelligente possa contemplare e ammirare la Sua opera nell'innumerevole moltitudine che Egli ha salvato e santificato, i gioielli che ha lucidato e fatto risplendere della bellezza di Dio. Ci sono i figli del dolore e delle afflizioni sui quali Dio ha impiegato lo scalpello, il martello e la lima per abbellirli e glorificarli. Ci saranno altri milioni di climi e paesi, di tutte le nazioni e di tutte le età. I loro nomi possono non essere registrati nelle cronache della terra, o scolpiti in marmo durevole, ma sono scritti nelle cronache del Re dei santi, ed Egli li pubblicherà in alti luoghi in presenza dei principati e delle potenze in quel giorno in cui creerà i Suoi gioielli

(IV.) L'appropriazione di essi. "Sono miei". Secondo la legge romana, quando un uomo accoglieva nella sua famiglia un estraneo e lo adottava come figlio, erano necessarie due cerimonie; l'uno domestico, l'altro legale, l'uno privato, l'altro pubblico. La cerimonia di adozione veniva osservata per la prima volta in famiglia, dove lo straniero veniva formalmente ricevuto e riconosciuto come figlio alla presenza di tutta la famiglia. Ma per rendere legale la nuova relazione tra il padre adottivo e il figlio adottivo, la cerimonia deve anche essere osservata pubblicamente alla presenza delle autorità civili e dei testimoni. I santi qui sulla terra sono introdotti nella famiglia di Dio, diventano membri della famiglia della fede, ricevono lo Spirito di adozione per mezzo del quale gridano Abbà, Padre. Questa adozione è privata; la conoscenza di esso è limitata in un primo momento a Dio e al credente adottato. In seguito diventa noto solo a una cerchia ristretta di spiriti affini, ai quali l'adottato può comunicare il fatto gioioso. Non è un evento che il mondo si preoccupa di sentire, o che risveglia l'interesse in qualcuno al di là di pochi eletti. Ma il nostro testo indica un periodo in cui ci sarà un riconoscimento pubblico di loro come figli di Dio. «In quel giorno.» Questo non avverrà in questa vita, non alla morte, e non all'ingresso di ogni anima nel mondo celeste, ma alla risurrezione generale. Fino ad allora solo un frammento della natura santa sarà glorificato. I santi dell'Antico Testamento non devono essere perfezionati senza di noi o prima di noi; i santi del Nuovo Testamento non devono essere perfezionati prima dei santi dell'Antica Alleanza: noi dobbiamo essere perfezionati insieme. Abele, Abramo, Isacco, Giuseppe, Noè, Mosè, ecc., non saranno resi perfetti senza di noi. Guarda come sono cambiati, come sono tutti trasfigurati, come le cose vecchie sono passate e tutte le cose sono diventate nuove; lo devono tutto a Me e al Mio amore morente, quindi sono tutti Miei. Oggi devono essere incoronati re per sempre. (Richard Roberts.)

Pietre miliari del carattere:

La nobile risposta di Cornelia all'altezzosa principessa che, in un'occasione, le fece visita, è degna di essere ricordata. Mostrando con orgoglio i suoi gioielli scintillanti, la sua regale ospite disse: "E dove sono i tuoi?" al che la madre dei Gracchi, chiamando orgogliosamente i suoi figli, disse: "Questi sono i miei gioielli". E Colui che siede sul trono di zaffiro e ha intorno a sé un arcobaleno simile a uno smeraldo, e che ha creato tutte le ricchezze della terra per il Suo proprio piacere, tuttavia attribuisce il massimo valore all'uomo umile, che, mediante la fede in Cristo Gesù, diventa un figlio di Dio

1.) I gioielli sono rari. In confronto alle pietre comuni ce ne sono pochissime. Deuteronomio la Bruyèré dice: "Dopo il buon senso, i diamanti e le perle sono le cose più rare che si possano incontrare". Ma ancora più rari sono i veri figli di Dio. Non un uomo su cinquanta in tutto il mondo è un vero cristiano. Poiché, dopo tutte le ricerche dei secoli, non ci sono ora più di cento grandi diamanti - un numero molto piccolo se pensiamo agli sforzi compiuti per scoprirli - così coloro che vivono una vita più abbondante sono ancora in una minoranza molto esigua

2.) Perché i gioielli sono preziosi. "La merce più ricca di tutte", dice Plinio, "e la merce più sovrana in tutto il mondo, sono queste perle". Nei giorni scorsi, per la Perla Araba, sono state offerte e rifiutate 140.000 sterline: e somme quasi favolose sono state pagate anche per una sola pietra preziosa. Dopo la perla, il rubino è di gran lunga il più prezioso, in proporzione alle sue dimensioni; ma non essendo mai stato trovato se non in frammenti relativamente piccoli, non ha avuto quell'alone di romanticismo associato ad esso che ha circondato alcuni diamanti. Per esempio, il Diamante del Gran Mogul, quella "meteora tra le gemme", che andò perduta nell'invasione dei Tartari, era valutato 600.000 sterline; il Reggente del Portogallo vale 400.000 sterline; l'Orloff, £ 370.000; il Matan del Borneo, £ 269.000; il Koh-i-Noor, 140.000 sterline; mentre dalla sola Africa arrivano diamanti per un valore di 5.000.000 di sterline all'anno. Alla luce di queste cose, meditiamo sul valore che Dio attribuisce ai Suoi eletti. Nulla è così eccellente agli occhi degli uomini, ma Dio paragona il Suo popolo ad esso. Come le pietre preziose sono l'aristocrazia dei minerali, i cristiani sono l'aristocrazia degli uomini

2.) I gioielli, inoltre, sono puri. Questa, in verità, è la parte principale del loro valore; poiché il grado di impurità in una pietra è solo la misura del suo deprezzamento. L'atto iniziale della loro formazione è la separazione. Mantieniti puro, figlio di Dio

4.) E i gioielli sono brillanti. L'unica differenza tra un oggetto nero e uno brillante, per esempio tra un carbone e un diamante, sta nella loro disposizione della luce. L'uno riceve la luce, la aspira e la mantiene egoisticamente. Diventa così nero. L'altro riceve la luce, ma per rifletterla di nuovo da cento sfaccettature. Questo è il geniale. E l'uomo mondano, ricevendo la benedizione di Dio, che Egli manda sui giusti e sugli ingiusti, non cerca la gloria del Grande Donatore; mentre il vero figlio di Dio, ottenendo una grazia più grande, trova il suo fine principale nel glorificare Dio e goderne per sempre. «Questo popolo», dice il Signore, «io lo ho formato per Me Stesso; essi proclameranno la mia lode". A volte sentiamo parlare di un diamante che brilla nel suo stesso splendore, il che è una notevole assurdità, perché un diamante non ha un lustro proprio in cui brillare. È indubbiamente vero che ci sono pochi, pochissimi, diamanti che sono fosforescenti per un po' di tempo al buio; Ma anche questa non può essere definita la qualità intrinseca del diamante; mentre la grande proporzione sia dei diamanti che degli altri gioielli brilla nell'"infallibile splendore della bellezza cristallina" solo quando la luce risplende su di essi. E sebbene per molti anni si sia pensato che l'iridescenza risiedesse nella perla, Sir David Brewster ha chiaramente dimostrato che le delicate striature sulla superficie della perla sono l'unica causa del suo splendore. Qui l'analogia è a portata di mano. Non abbiamo luce, né splendore, né splendore, né grazia, finché non veniamo alla luce del Signore

5.) E con la brillantezza c'è la bellezza. Vale a dire, oltre alla bellezza della brillantezza, c'è la bellezza del colore e della forma. Sia su di noi la bellezza del nostro Dio, Signore, su di noi la bellezza del nostro Dio!

6.) I gioielli sono durevoli. In un'opera standard viene data questa definizione: "Una gemma è un bene reale capace di offrire piacere a chi la indossa e allo spettatore, e di conservare un valore intrinseco e commerciabile, non diminuito dal trascorrere del tempo". I diamanti sopravvivono alle dinastie e sembrano che nulla possa compromettere il loro splendore. Quindi le gemme, e non le gocce di rugiada, sono scelte per rappresentare i giusti che ancora tengono il loro cammino

7.) La settima qualità della perfezione nei gioielli è che sono utili. Sono usati per perforare la roccia; per il taglio del vetro; per l'impostazione dei perni; per orologi da puntamento. Ma quando lavorano in questo modo, la loro bellezza è nascosta, mentre è il trionfo di un cristiano essere più bello quando è più utile. (W. Y. Fullerton.)

I cristiani raramente combinano tutte le eccellenze:

È una cosa rara per un cristiano, come lo è per una gemma, combinare tutte le qualità eccellenti. Pochi gioielli hanno più di due o tre segni di distinzione. Se grandi mancano di lucentezza; se pure sono probabilmente piccole; se ben colorati possono essere di forma scomoda; Se ben formato potrebbe non essere molto pesante. La perfezione nelle pietre preziose è quasi sconosciuta, e ci sono difetti anche nella vita dei migliori cristiani. (Ibidem)

Varietà di carattere cristiano:

E se ci sono forme diverse nelle gemme, ci sono varie forme di vita e di sviluppo cristiano. E se ci sono colori diversi nelle gemme, ci sono anche varietà nelle conquiste mostrate nella condotta personale. Ogni cristiano ha il suo posto e il suo potere, e tutti mostrano la molteplicità della grazia di Dio. I credenti gentili e teneri che hanno le grazie dello Spirito più pienamente sviluppate, sono come la perla; e ricorderete che sono le perle che ottengono il posto d'onore all'ingresso della Nuova Gerusalemme; I più preziosi e i più perfetti, gli altri entrano per loro. I discepoli entusiasti, purosangue nella loro impazienza aggressiva, sono come il rubino che arrossisce; mentre alcuni vivono così al di sopra della terra e delle cose terrene, e così vicini al cielo da assomigliare al profondo zaffiro vellutato, "quella pietra come un cielo solido nel suo azzurro". Altri dotati di intuizione spirituale, i veggenti della Chiesa, sono simili al più costoso crisoberillo o occhio di gatto, con la sua bella linea di luce in movimento; mentre il diamante, "bello come la stella che introduce il mattino", è l'emblema adatto di coloro che hanno vedute chiare e definite della verità. Gli uomini con una vita divina fresca e costante sono rappresentati dallo smeraldo, con il suo verde tenue e chiaro; e la magnificenza regale dell'esaltato carattere cristiano dall'ametista purpurea. Dove c'è il rapimento dell'intima comunione con Dio, pensiamo al diaspro d'oro; e dell'opale, "che ha in sé la fiamma luminosa e ardente del carbonchio, la porpora fine e fulgente dell'ametista, e un intero mare della gloria verde dello smeraldo, e ognuno di essi risplende di un'incredibile miscela, e con molto piacere", dove c'è la virilità pienamente sviluppata della fede. Mentre per semplicità, l'onice; E per la solidità, l'agata è il simbolo naturale. E se manca di tutte queste caratteristiche, c'è ancora la lunga lista di gioielli non citati, dove, senza dubbio, ogni vero cuore può trovare posto. Potrebbe essere il lapislazzuli blu, tanto usato nelle chiese italiane; o la malachite verde, così spesso incontrata in Russia; o il turchese, che trova casa in Persia; o il crisolito, ora chiamato peridoto; o la pietra del sangue, o la giada, o la tormalina, o il giacinto, o il cairngorm, o il corallo, o il cristallo, o qualsiasi altro della partitura ancora senza nome. Il temperamento naturale determina molto spesso la linea di sviluppo cristiano. Un uomo con una costituzione delicata è molto probabile che mostri il lato gentile del cristianesimo; mentre i forti e vigorosi, a parità di altre condizioni, dovrebbero essere più energici ed entusiasti. (Ibidem)

18 CAPITOLO 3

Malachia 3:18

E discerni fra i giusti e i malvagi.- I caratteri dei giusti e dei malvagi erano in contrasto:

Il tempo a cui allude il profeta sembra essere il terribile giorno del giudizio. Allora tornerete, dice, o vi convertirete al pieno senso del vostro dovere trascurato e delle vostre trasgressioni passate. Le illusioni della follia e dell'amor proprio saranno rimosse; allora la coscienza non sarà più accecata dalla corruzione della ragione, né sopraffatta dalla violenza delle passioni; ma il vizio apparirà in tutta la sua depravazione; la colpa sarà accompagnata da tutti i suoi terrori e rimorsi; e voi "discernerete lo stridente contrasto fra la condizione di colui che serve Dio e quella di colui che non lo serve". Senza pretendere di entrare in una descrizione immaginaria della differenza tra i giusti e i malvagi, in quel mondo futuro e invisibile verso il quale tutti ci stiamo affrettando, permettetemi di enunciare alcune delle principali distinzioni tra "colui che serve Dio e colui che non lo serve", qui, in questa vita presente. Considerate la superiorità dei pii, nelle loro facoltà intellettuali, così come nelle buone qualità e nelle doti virtuose della mente. Per "pio" si intendono solo coloro che ammettono, con grata adorazione, le gloriose verità della religione rivelata, e che si sforzano di adempiere i doveri del Vangelo di Cristo da una ferma fede nei suoi santi sancitaggi

1.) Si può dire che l'uomo che serve Dio possieda una mente ferma, elevata e comprensiva. La sua convinzione è una fede forte e vivace, impiantata nella prima giovinezza, fondata sui primi elementi della ragione, nutrita per inclinazione, e che trae forza dall'influenza del sentimento e dall'energia delle passioni. Riceve anche quella rivelazione divina che lo istruisce benignamente nelle vie della Sua provvidenza; ingiunge il suo dovere sotto varie forme e prescrive la ricompensa della sua dovuta obbedienza

2.) L'uomo pio, con frequenti meditazioni sul Padre Onnipotente, mostra un gusto naturale per la grandezza e la sublimità. Il mero mondano trova le sue piccole passioni, i suoi pensieri bassi e i suoi desideri striscianti completamente occupati dai piaceri e dalle godite che questo mondo attuale offre. Se egli rivendica qualche pretesa su ciò che viene chiamato un gusto per il sublime e il bello, è limitato principalmente alle produzioni artistiche. Agisce di più, ammira solo le parti, non un tutto; e guarda con stupore la semplice creatura, senza elevare il pensiero al grande Creatore. L'uomo veramente religioso è l'esatto contrario di questo. Egli può ritirarsi, per così dire, nel proprio seno, come in un santuario, e conversare con Dio. Ogni specie di eccellenza è ammirata nella misura in cui si avvicina alla Sua saggezza, alla Sua bontà o alla Sua potenza

3.) "Elevando i nostri cuori al Signore" nel fervore della preghiera e del ringraziamento è impossibile non godere della più alta sensibilità di cui l'anima umana è capace, una sensibilità molto diversa dalla progenie malaticcia di un "dolore mondano". La sensibilità che si nutre di un rapporto abituale con Dio, purifica e nobilita la mente

4.) Simile a questo godimento intellettuale, è la gratitudine viva e impressionante. Riguarda sia gli obblighi divini che quelli umani

5.) Un costante senso dei benefici che riceve da Dio, spinge l'uomo pio a imitare l'amore divino, all'interno della ristretta cerchia della sua potenza e delle sue capacità. Altrettanto attivo è questo principio divino nel promuovere la pace, nell'insegnare la tolleranza e nel perdonare le offese

6.) Nessuno, tranne l'uomo pio, può avere un giusto senso della dignità della sua natura. Qualunque sia la condizione che ci viene assegnata qui, per quanto umile e dipendente, sappiamo che non tutto il mondo può estraniarci dal nostro Creatore, o bandirci dalla presenza di Dio. E nient'altro che il peccato può rendere il senso di questa presenza divina afflittiva, o lasciarci, nelle nostre sofferenze, senza conforto o degradati

7.) Colui che serve Dio con verità e fedeltà sarà dotato di una porzione di fortezza maggiore di colui che non Lo serve. Era giusto che una vita disciplinata abbondasse di difficoltà e pericoli, tentazioni e calamità. Sono le misure stabilite della nostra virtù e obbedienza, e formano la nostra guerra spirituale con il mondo. L'uomo pio li considera sempre come il mezzo per migliorare nella giustizia e nella vera santità; Come tale, si sottomette a loro con pazienza e rassegnazione. Pieno di fiducia nella sapienza e nella bontà divina, impara a "soffrire come un buon soldato di Cristo". Se dunque prendiamo dalla vita umana questo grande principio d'azione, un principio che influenza egualmente le nostre speranze e i nostri timori, che dà fermezza di condotta e forza d'animo di risoluzione in ogni situazione, e che si combina con tutte le nostre passioni più nobili; Non è facile rendersi conto che distruggiamo il sostegno più forte del dovere morale, che sminuiamo il valore di ogni virtù e avveleniamo la più pura fonte di felicità nel cuore umano! Mettete, in conclusione, a confronto questi due personaggi del testo, sul letto della malattia e nell'ora della morte. (J. Hewlett, B.A.)

Due classi:

(I.) Ci sono due grandi classi in cui l'intera razza umana può essere divisa

1.) Si distinguono per il loro stato

2.) Si distinguono per il loro carattere

(II.) Queste due classi sono ora così mescolate da oscurare la distinzione tra loro

1.) Sono mescolati nella cerchia familiare

2.) Essi sono mescolati negli accordi della società civile

3.) Sono mescolati nella casa di Dio

4.) Essi sono mescolati tra i membri della Chiesa

(III.) C'è un periodo in cui la distinzione tra queste due classi deve essere resa visibile

1.) La stagione della calamità temporale

2.) Il giorno del giudizio

3.) Eternità. (G. Brooks.)

L'obliterazione delle distinzioni morali:

È uno stato triste della società quando la facoltà di discriminazione morale è smussata. I profeti minori furono nominati per rimproverare proprio tale degenerazione religiosa

1.) Un segno dell'obliterazione pratica di queste distinzioni vitali può essere visto nel prevalente deprezzamento della sana dottrina. Gli uomini cercano di mescolare la verità con l'errore, come se non fossero intrinsecamente diversi. Sminuire l'importanza di scoprire e abbracciare la verità mina anche le vere basi della morale. Si possono quindi invocare convinzioni sincere per giustificare il crimine, come gli Spartani sostenevano il furto segreto e David Hume l'adulterio segreto

2.) Un altro segno si trova nell'associazione pratica di coloro che servono Dio e di coloro che non Lo servono. Dio decreta la separazione come mezzo per esprimere e imprimere queste distinzioni vitali

(1) Molti credenti sono solo discepoli segreti. Il loro stesso successo nel praticare le virtù cristiane è disastroso, in quanto alimenta speranze ipocrite nei cuori mondani e porta gli uomini a confondere la moralità mondana con la vera pietà

(2) Un'altra cosa che contribuisce alla confusione tra pii ed empi, è il fatto che molti uomini mondani si professano discepoli. I credenti segreti fanno sembrare il mondo più devoto; i professori non rigenerati fanno sembrare la Chiesa più mondana, e quindi c'è una doppia confusione

(3) Tutto ciò che rilassa la richiesta di pietà di carattere, abbassa il livello di pietà, e quindi diminuisce il contrasto tra giusti e malvagi. Oltre alle influenze secolari, ci sono molte tendenze ecclesiastiche ostili alla vita santa. Il ritualismo fornisce un esempio. Ma la mancanza di santità del cuore è la causa principale del leggero contrasto tra i servi di Dio e quelli di mammona. Perciò imploriamo con grande fervore nel nome di Dio la separazione pratica fra i pii e gli empi. (Arthur T. Pierson, D.D.)

Balaam e Saul, o malvagità costante e professione incoerente:

È meraviglioso notare le innumerevoli sfumature di carattere tra gli uomini malvagi: i vari modi e modi che hanno di agire contro Dio. Il carattere di Balaam era quello di un uomo molto peccatore, nel suo modo di offendere Dio. Sorprendentemente diverso da lui, ma ugualmente offensivo di Dio, è il carattere di Saul, re d'Israele. Il fatto che un uomo sia stato innalzato per raggiungere un certo fine, non lo giustifica ad agire erroneamente, se, per ottenere tale fine, agisce malvagiamente. Non sappiamo ora cosa Dio intenda riguardo a noi; eppure sappiamo che possiamo agire rettamente, se vogliamo, con la grazia di Dio. Per esempio, la condotta del faraone fu senza dubbio annullata per sempre, per mostrare la Sua potenza. Eppure il faraone agì con calma e freddezza; Avrebbe potuto agire bene, se avesse voluto. Era indurito perché trascurava le opportunità. Nel trovare da ridire su Saul si potrebbe dire che non poteva farne a meno. Fu nominato per una punizione

1.) L'annuncio dell'elevazione di Saul al trono d'Israele giunse su di lui all'improvviso; ma apparentemente senza turbarlo

2.) Saul non mancava di generosità e di gratitudine. Era calmo, di animo nobile, generoso e sincero. Era senza dubbio un uomo coraggioso. Ma se esaminiamo più a fondo il carattere di Saul, troveremo quelle mancanze che certamente aveva. Il primo dovere di ogni uomo è il timore di Dio, la riverenza per la Sua Parola, l'amore verso di Lui, il desiderio di obbedirgli, e tutto questo sarebbe il dovere più particolare del Re d'Israele. A Saul "mancava quest'unica cosa". Non è mai stato sotto un costante senso della religione, o di quello che la Scrittura chiama "il timore di Dio", per quanto a volte fosse ammorbidito e toccato. La sua incredulità e il suo coraggio nei confronti di Dio sembrano essere stati dimostrati da un disprezzo sia per il profeta che per il sacerdote. La causa immediata del suo rifiuto fu la sua impazienza per l'arrivo di Samuele e la sua stessa offerta del sacrificio. Rifiutò Samuele e ricorse invece ad altri. Non c'era profanazione, né intenzionale irriverenza nella condotta di Saul. Terminò la sua triste storia con un aperto atto di apostasia da Dio: consultando la strega di Endor. L'incredulità e l'ostinazione sono sempre sorde ai comandi più chiari e producono un cuore indurito contro le influenze più graziose. Balaam offre un singolare contrasto con Saul. La differenza principale era: l'uno era sotto un forte e costante senso e influenza della religione e del timore di Dio; l'altro no. L'uno tremava davanti a un Dio che era costretto a confessare; l'altro sembrava rispettare una Divinità che in cuor suo disprezzava. Balaam sapeva cos'era la religione; Lo sentiva, lo apprezzava, ne era convinto. Saul lo sapeva, ma con calma si faceva beffe e disprezzava tutto ciò che conosceva. L'uno era l'uomo religioso grossolanamente incoerente; l'altro, l'uomo senza religione, eppure lo indossa come un abito. Impara da questo contrasto:

1.) Un carattere può essere ammirevole, anzi bello, senza una scintilla della grazia di Dio, e quindi tutta la sua eccellenza morale non vale nulla; può risplendere in ogni virtù, amabilità, disinteresse, gentilezza, generosità e benevolenza

2.) L'incoerenza in un uomo che si professa religioso è quasi altrettanto negativa della condotta del credente non professante e aperto. (E. Monro.)

Consacrazione a Dio:

(I.) Che cos'è la consacrazione a Dio

1.) Non è necessariamente un isolamento dalla vita più piena e più grande. Molto prima dell'era cristiana, gli uomini vedevano oscuramente la necessità di trasformare la loro vita da se stessi, da se stessa, al grande Autore della Vita. Questo impulso si è manifestato negli eccessi del monachesimo pagano, che ha lasciato tracce inconfondibili nei più antichi documenti storici e nelle grotte scavate nella roccia, muti testimoni di veglia e macerazione per secoli, e persino millenni prima della venuta di Cristo. La separazione dal mondo, come Cristo insegnò, non era del corpo, ma dello spirito. Ha sottolineato, con la massima chiarezza, il dovere del contatto più stretto. Il sale purificatore, la luce guida e il talento utile potevano fare il loro lavoro per il mondo solo a breve distanza. La simpatia e la libera socializzazione con gli uomini e le donne sono una copia di Gesù molto più vicina di quanto non lo sia la solitudine di un chiostro, di una grotta o di un deserto

2.) La consacrazione a Dio è il pieno abbandono di sé a Lui, non l'abbandono di sé. Qui c'è spazio per grandi errori. Mai un uomo è più veramente padrone di sé, più vigorosamente vivo, più seriamente al lavoro, di quando si è dato a Dio, e d'ora in poi, nel senso cristiano, non è più suo. Non c'è diminuzione dell'essere, non c'è limitazione delle facoltà, non c'è riduzione delle opportunità

(II.) Ragioni della consacrazione a Dio

1.) Rifiutando, o fallendo in questo, derubiamo Dio. Le facoltà degli uomini trovano il loro riposo e le possibilità di un esercizio proficuo solo quando sono intenzionalmente e volentieri usate per il loro Creatore. Il tempo, i talenti, tutto ciò che c'è nella e della vita, appartengono a Dio in virtù della creazione e della preservazione

2.) La disobbedienza è seguita dalla punizione. Per questo peccato Malachia pronunciò una maledizione su Israele. Israele non è solo in questo

3.) Le ricompense dell'obbedienza. Un affrancamento generale e il potenziamento delle facoltà giungono all'anima quando sono consacrate a Dio. Tra le ricompense dell'obbedienza, un posto di rilievo dovrebbe essere dato alla pace mentale che deriva dall'armonia con Dio. La fraternità cristiana ha liete ricompense per coloro che sono consacrati allo stesso Maestro

(III.) Come avviene questa consacrazione?

1.) Deliberatamente

2.) Personalmente

3.) Affettuosamente. Per quanto piena e irrevocabile sia la resa che l'anima fa di se stessa, essa è fatta con gioia e amore. Intanto, finché non venga il giorno della ricompensa, ogni peso è alleggerito, perché portato per Dio; ogni dolore è placato, perché la fede ama la mano che castiga; ogni nuvola oscura ha un rivestimento luminoso, ogni stanchezza canta il riposo imminente, le delusioni indicano il tempo, non lontano, in cui ogni anima sarà soddisfatta, risvegliandosi a somiglianza di Dio. La consacrazione sulla terra trasfigurata e compiuta nelle glorie del cielo. (Sermoni del lunedì Club.)

Riferimenti incrociati:

Malachia 3

1 Mal 2:7; 4:5; Mat 11:10,11; Mar 1:2,3; Lu 1:76; 7:26-28; Giov 1:6,7
Is 40:3-5; Mat 3:1-3; 17:10-13; Lu 1:16,17; 3:3-6; Giov 1:15-23,33,34; 3:28-30; At 13:24,25; 19:4
Sal 110:1; Is 7:14; 9:6; Ag 2:7-9; Lu 2:11,21-32,38,46; 7:19,20; 19:47; Giov 2:14-16
Ge 48:15,16; Eso 23:20; Is 63:9; Os 12:3-5; At 7:38
Ag 2:7

2 Mal 4:1; Am 5:18-20; Mat 3:7-12; 21:31-44; 23:13-35; 25:10; Lu 2:34; 3:9,17; 7:23; 11:37-47,52-54; 21:36; Giov 6:42-44; 8:41-48,55; 9:39-41; 15:22-24; At 7:52-54; Rom 9:31-33; 11:5-10; Eb 10:28,29; 12:25; 1P 2:7,8; Ap 1:6,7; 6:17
Is 4:4; Zac 13:9; Mat 3:10-12; 1Co 3:13-15; Ap 2:23
Sal 2:7; Is 1:18; Ger 2:22; Mar 9:3; Ap 1:5; 7:14; 19:8

3 Sal 66:10; Prov 17:3; 25:4; Is 1:25; 48:10; Ger 6:28-30; Ez 22:18-22; Dan 12:10; Zac 13:9; Lu 3:16; Ef 5:26,27; Tit 2:14; Eb 12:10; 1P 1:7; 4:12,13; Ap 3:18
Mal 1:6-10; 2:1-8; Is 61:6; 66:19-21; Ger 33:18-22; Ez 44:15,16; Ap 1:6; 5:10
Mal 1:11; Sal 4:5; 50:14,23; 69:30,31; 107:21,22; 116:17; 141:1,2; Os 14:2; Giov 4:23,24; Rom 12:1; 15:16; Fili 2:17; 4:18; 2Ti 4:6; Eb 13:15,16; 1P 2:5,9

4 Is 1:26,27; 56:7; Ger 30:18-20; 31:23,24; Ez 20:40,41; 43:26,27; Zac 8:3; 14:20,21
1Cron 15:26; 16:1-3; 21:26; 29:20-22; 2Cron 1:6; 7:1-3,10-12; 8:12-14; 29:31-36; 30:21-27; 31:20,21; Ger 2:2,3

5 Mal 2:17; Sal 50:3-6; 96:13; 98:9; Ez 34:20-22; Eb 10:30,31; Giac 5:8,9; Giuda 1:14,15
Mal 2:14; Sal 50:7; 81:8; Ger 29:23; Mic 1:2; Mat 23:14-35
Lev 20:6,10,27; De 5:11,17-21; Ger 7:9,10; Ez 22:6-12; Zac 5:3,4; 1Co 6:9,10; Ga 5:19-21; Eb 13:4; Ap 21:8; 22:15
Eso 22:21-24; Lev 19:13; De 24:14,15,17; 27:19; Prov 22:22,23; 23:10,11; Ger 22:13-17; Giac 5:4,12
1Te 4:6
Ge 20:11; 42:18; Eso 1:17; 18:21; Ne 5:15; Sal 36:1; Prov 8:13; 16:6; Lu 23:40; Rom 3:8

6 Ge 15:7,18; 22:16; Eso 3:14,15; Ne 9:7,8; Is 41:13; 42:5-8; 43:11,12; 44:6; 45:5-8; Ger 32:27; Os 11:9
Nu 23:19; 1Sa 15:29; Sal 102:26; Eb 6:18; 13:8; Giac 1:17; Ap 1:8; 22:13
Sal 78:38,57; 103:17; 105:7-10; Is 40:28-31; Lam 3:22,23; Rom 5:10; 8:28-32; 11:28,29; Fili 1:6; 2Te 2:13,14

7 De 9:7-21; 31:20,27-29; Ne 9:16,17,26,28-30; Sal 78:8-10; Ez 20:8,13,21,28; Lu 11:48-51; At 7:51,52
Lev 26:40-42; De 4:29-31; 30:1-4; 1Re 8:47-49; Ne 1:8,9; Is 55:6,7; Ger 3:12-14,22; Ez 18:30-32; Os 14:1; Zac 1:3; Giac 4:8
Mal 3:13; 1:6; Is 65:2; Mat 23:27; Lu 15:16; Rom 7:9; 10:3,21

8 Sal 29:2; Prov 3:9,10; Mat 22:21; Mar 12:17; Lu 20:25; Rom 13:7
Mal 1:8,13; Lev 5:15,16; 27:2-34; Nu 18:21-32; Gios 7:11; Ne 13:4-14; Rom 2:22

9 Mal 2:2; De 28:15-19; Gios 7:12,13; 22:20; Is 43:28; Ag 1:6-11; 2:14-17

10 2Cron 31:4-10; Ne 10:33-39; Prov 3:9,10
1Cron 26:20; 2Cron 31:11-19; Ne 10:38; 12:44,47; 13:5,10-13
1Re 17:13-16; Sal 37:3; Ag 2:19; Mat 6:33; 2Co 9:6-8
Ge 7:11; De 28:12; 2Re 7:2,19
Ec 11:3
Lev 26:10; 2Cron 31:10; Lu 5:6,7; 12:16,17; Giov 21:6-11

11 Gioe 2:20; Am 4:9; 7:1-3; Ag 2:17
De 11:14; Ger 8:13; Gioe 1:7,12; 2:22; Abac 3:17; Zac 8:12

12 De 4:6,7; 2Cron 32:23; Sal 72:17; Is 61:9; Ger 33:9; Sof 3:19,20; Zac 8:23; Lu 1:48
De 8:7-10; 11:12; Dan 8:9; 11:41

13 Mal 2:17; Eso 5:2; 2Cron 32:14-19; Giob 34:7,8; Sal 10:11; Is 5:19; 28:14,15; 37:23; 2Te 2:4
Mal 3:8; 1:6-8; 2:14,17; Giob 40:8; Ger 8:12; Rom 9:20

14 Giob 21:14,15; 22:17; 34:9; 35:3; Sal 73:8-13; Is 58:3; Sof 1:12
Is 58:3; Gioe 2:12; Zac 7:3-6; Giac 4:9

15 Mal 4:1; Est 5:10; Sal 10:3; 49:18; 73:12; Dan 4:30,37; 5:20-28; At 12:21; 1P 5:5
Mal 2:17; Giob 12:6; 21:7-15,30; Prov 12:12; Ec 9:1,2; Ger 12:1,2; Abac 1:13-17
Giob 22:23
Nu 14:22,23; Dan 6:16; Sal 78:18,41,56; 95:9; 106:14; Mat 4:6,7; At 5:9; 1Co 10:9; Eb 3:9

16 Mal 3:5; 4:2; Ge 22:12; 1Re 18:3,12; Giob 28:28; Sal 33:18; 111:10; 112:1; 147:11; Is 50:10; At 9:31; 10:2; Ap 15:4
De 6:6-8; 1Sa 23:16-18; Est 4:5-17; Sal 16:3; 66:16; 73:15-17; 119:63; Prov 13:20; Ez 9:4; Dan 2:17,18; Lu 2:38; 24:14-31; Giov 1:40-47; 12:20-22; At 1:13; 2:1; 4:23-30; Ef 5:19; 1Te 5:11,14; Eb 3:13; 10:24; 12:15
2Sa 7:1; 2Cron 6:7; Sal 139:4; Mat 18:19,20; At 4:31-33
Est 2:23; 6:1; Giob 19:23-25; Sal 56:8; Is 65:6; Dan 7:10; Mat 12:35-37; Ap 20:12
Sal 10:4; 20:7; 94:19; 104:33; Is 26:3,8; Eb 4:12,13

17 CC 2:16; Ger 31:33; 32:38,39; Ez 16:8; 36:27,28; Zac 13:9; Giov 10:27-30; 17:9,10,24; 1Co 3:22,23; 6:20; 15:23; Ga 5:24; 2Te 1:7-10; Ap 20:12-15
Eso 19:5; De 7:6; 14:2; 26:17,18; Sal 135:4; Is 62:3,4; Tit 2:14; 1P 2:9
Ne 13:22; Sal 103:8-13; Is 26:20,21; Ger 31:20; Sof 2:2; Mat 25:34; Rom 8:32; 2Co 6:18; 1G 3:1-3
Mal 1:6; 1P 1:13-16

18 Mal 3:14,15; 1:4; Giob 6:29; 17:10; Ger 12:15; Gioe 2:14; Zac 1:6
Ge 18:25; Sal 58:10,11; Is 3:10,11; Dan 12:1-3; Mat 25:46; Rom 2:5,6; 2Te 1:5-10
Gios 24:15; Dan 3:17-26; Giov 12:26; At 16:17; 27:23; Rom 1:9,; 6:16-22; 1Te 1:9

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