Nuova Riveduta:

Michea 2

Malvagità e castigo d'Israele
1 Guai a quelli che meditano l'iniquità e tramano il male sui loro letti, per eseguirlo allo spuntar del giorno, quando ne hanno il potere in mano!
2 Desiderano dei campi e se ne impadroniscono; delle case, e se le prendono; così opprimono l'uomo e la sua casa, l'individuo e la sua proprietà.
3 Perciò così dice il SIGNORE: «Ecco, contro questa razza io medito un male a cui non potrete sottrarre il collo; non camminerete più a testa alta, perché saranno tempi cattivi.
4 In quel giorno si farà un proverbio su di voi, si canterà un lamento e si dirà: "È finita! Noi siamo interamente rovinati! Egli passa ad altri l'eredità del mio popolo! Vedete come egli me la toglie! I nostri campi li distribuisce ai trasgressori!"».
5 Perciò nell'assemblea del SIGNORE non ci sarà nessuno che misuri con la cordicella i lotti di terreno.
6 «Non profetizzate!», vanno essi ripetendo. «Anche se non si profetizzano tali cose, non si eviterà l'infamia».
7 O tu, che porti il nome di casa di Giacobbe, è forse il SIGNORE pronto all'ira? È questo il suo modo di agire? «Le mie parole non sono forse favorevoli a chi cammina rettamente?
8 Ma da tempo il mio popolo è trattato da nemico; voi strappate il mantello dalla veste a quelli che passano tranquilli, che tornano dalla guerra.
9 Voi scacciate le donne del mio popolo dalle case che sono a loro care; voi togliete per sempre la mia gloria ai loro figli.
10 Alzatevi, andatevene! perché questo non è luogo di riposo; a causa della sua impurità provoca distruzione, una distruzione terribile.
11 Se uno che corre dietro al vento e spaccia menzogne dicesse: "Io predirò per te vino e bevande forti!", per questo popolo egli sarebbe un indovino.
12 Io ti radunerò, o Giacobbe, ti radunerò tutto quanto! Certo io raccoglierò il resto d'Israele; io li farò venire assieme come pecore in un ovile, come un gregge in mezzo al pascolo; il luogo sarà pieno di gente.
13 Chi farà la breccia salirà davanti a loro; essi faranno la breccia, passeranno per la porta e per essa usciranno; il loro re marcerà davanti a loro e il SIGNORE sarà alla loro testa».

C.E.I.:

Michea 2

1 Guai a coloro che meditano l'iniquità
e tramano il male sui loro giacigli;
alla luce dell'alba lo compiono,
perché in mano loro è il potere.
2 Sono avidi di campi e li usurpano,
di case, e se le prendono.
Così opprimono l'uomo e la sua casa,
il proprietario e la sua eredità.
3 Perciò così dice il Signore:
«Ecco, io medito contro questa genìa
una sciagura da cui non potran sottrarre il collo
e non andranno più a testa alta,
perché sarà quello tempo di calamità.
4 In quel tempo
si comporrà su di voi un proverbio
e si canterà una lamentazione: «È finita!»,
e si dirà: «Siamo del tutto rovinati!
Ad altri egli passa l'eredità del mio popolo;
- Ah, come mi è stata sottratta! -
al nemico egli spartisce i nostri campi».
5 Perciò non ci sarà nessuno
che tiri la corda per te,
per il sorteggio nell'adunanza del Signore.
6 «Non profetizzate!» - «Ma devono profetizzare».
«Non profetizzate riguardo a queste cose!»
- «Ma non si terrà lontano l'obbrobrio».
7 È forse già cosa detta, o casa di Giacobbe?
È forse stanca la pazienza del Signore,
o questo è il suo modo di agire?
Non sono forse benefiche le sue parole
per chi cammina con rettitudine?
8 Ma voi come nemici
insorgete contro il mio popolo.
Da chi è senza mantello
esigete una veste,
dai passanti tranquilli,
un bottino di guerra.
9 Cacciate le donne del mio popolo
fuori dalla casa delle loro delizie,
e togliete ai loro bambini il mio onore per sempre.
10 Su, andatevene,
perché questo non è più luogo di riposo.
Per una inezia esigete un pegno insopportabile.
11 Se uno che insegue il vento
e spaccia menzogne dicesse:
«Ti profetizzo in virtù del vino e di bevanda inebriante»,
questo sarebbe un profeta
per questo popolo.
12 Certo ti radunerò tutto, o Giacobbe,
certo ti raccoglierò, resto di Israele.
Li metterò insieme come pecore in un sicuro recinto,
come una mandria in mezzo al pascolo,
dove muggisca lontano dagli uomini.
13 Chi ha aperto la breccia li precederà;
forzeranno e varcheranno la porta
e usciranno per essa;
marcerà il loro re innanzi a loro
e il Signore sarà alla loro testa».

Nuova Diodati:

Michea 2

La causa del giudizio
1 Guai a quelli che meditano l'iniquità e progettano il male sui loro letti; alla luce del mattino lo compiono, perché è in potere delle loro mani. 2 Desiderano grandemente campi e li prendono con la violenza, case e se le prendono; così opprimono con frode l'uomo e la sua casa, l'individuo e la sua proprietà. 3 Perciò così dice l'Eterno: «Ecco, io tramo contro questa stirpe una sventura, da cui non potrete sottrarre il vostro collo, né camminerete a testa alta, perché sarà tempo di sventura. 4 In quel giorno comporranno un proverbio su di voi, e innalzeranno un accorato lamento, e diranno: "Siamo interamente distrutti". Egli ha cambiato l'eredità del mio popolo. Ah, come me l'ha portata via! I nostri campi li ha distribuiti agli infedeli». 5 Perciò non ci sarà più nessuno che tiri la corda per te, per tirare a sorte nell'assemblea dell'Eterno. 6 «Non profetizzate», dicono ai loro profeti. Così essi non profetizzeranno circa queste cose, ma non allontaneranno la loro ignominia. 7 È detto, o casa di Giacobbe: «È lo Spirito dell'Eterno limitato, o sono queste le sue opere? Non rendono forse le mie parole raggiante chi cammina rettamente? 8 Ma ultimamente il mio popolo è insorto come un nemico; voi portate via il mantello e la veste ai passanti che si credono al sicuro, a quelli che tornano dalla guerra. 9 Voi scacciate le donne del mio popolo dalle loro deliziose case, e rapite per sempre la mia gloria ai loro bambini. 10 Levatevi e andatevene, perché questo non è luogo di riposo; poiché è contaminato, vi distruggerà con una distruzione orrenda. 11 Anche se un uomo camminasse in uno spirito di falsità e spacciasse menzogne, dicendo: "Io predirò per te vino e bevanda inebriante", egli sarebbe un profeta per questo popolo».

Futura restaurazione d'Israele
12 «Ti radunerò certamente tutto quanto, o Giacobbe, radunerò certamente il residuo d'Israele; li metterò assieme come pecore in un ovile, come un gregge in mezzo al suo pascolo; faranno un grande rumore per la moltitudine di uomini. 13 Chi aprirà la breccia salirà davanti a loro; essi penetreranno, passeranno per la porta e per essa usciranno; il loro re camminerà davanti a loro e l'Eterno sarà alla loro testa».

Riveduta 2020:

Michea 2

Malvagità d'Israele e giudizio divino sul popolo
1 Guai a quelli che meditano l'iniquità e tramano il male sui loro letti, per compierlo allo spuntare del giorno, quando hanno il potere nelle loro mani! 2 Desiderano dei campi e li estorcono; delle case e se le prendono; così opprimono l'uomo e la sua casa, l'individuo e la sua proprietà. 3 Perciò così parla l'Eterno: “Ecco, io medito contro questa razza un male a cui non potrete sottrarre il collo; non camminerete più a testa alta, perché saranno tempi cattivi. 4 In quel giorno si comporrà un proverbio su di voi, si canterà un lamento e si dirà: 'È finita! Noi siamo interamente rovinati! Egli passa ad altri l'eredità del mio popolo! Vedete come egli me la toglie! I nostri campi li distribuisce agli infedeli!'”. 5 Perciò tu non avrai più nessuno che misuri con la cordicella per tirare a sorte nell'assemblea dell'Eterno.
6 “Non profetizzate!”, essi vanno ripetendo. “Anche se non si profetizzino queste cose, non si eviterà l'infamia”. 7 O tu, che porti il nome di casa di Giacobbe, l'Eterno è forse pronto all'ira? È questo il suo modo di agire? “Le mie parole non sono forse favorevoli a chi cammina rettamente? 8 Ma da qualche tempo il mio popolo insorge come un nemico; voi strappate via il mantello dalla veste di quelli che passano tranquilli, che tornano dalla guerra. 9 Voi scacciate le donne del mio popolo dalle case che sono la loro gioia; voi togliete per sempre la mia gloria ai loro figli. 10 Alzatevi, andatevene! perché questo non è luogo di riposo; a causa della sua impurità, provoca distruzione, una distruzione orrenda. 11 Se uno che corre dietro al vento e spaccia menzogne dicesse: 'Io predirò per te vino e bevande forti!', sarebbe un profeta per questo popolo.
12 Io ti radunerò, o Giacobbe, ti radunerò tutto quanto! Certo io raccoglierò il residuo d'Israele; io li farò venire assieme come pecore in un ovile, come un gregge in mezzo al pascolo; il luogo sarà affollato di uomini. 13 Chi farà la breccia salirà davanti a loro; essi faranno la breccia, passeranno per la porta e usciranno per essa; il loro re marcerà davanti a loro e l'Eterno sarà alla loro testa”.

Riveduta:

Michea 2

1 Guai a quelli che meditano l'iniquità e macchinano il male sui loro letti, per metterlo ad effetto allo spuntar del giorno, quando ne hanno il potere in mano! 2 Agognano dei campi, e li rapiscono; delle case, e se le prendono; così opprimono l'uomo e la sua casa, l'individuo e la sua proprietà. 3 Perciò così parla l'Eterno: Ecco, io medito contro questa stirpe un male, al quale non potrete sottrarre il collo; e non camminerete più a test'alta, perché saranno tempi cattivi. 4 In quel giorno si farà su di voi un proverbio, si canterà un lamento, e si dirà: 'È finito! Noi siamo interamente rovinati! Egli passa ad altri la parte del mio popolo! Vedete, com'egli me la toglie! I nostri campi li distribuisce agl'infedeli!' 5 Perciò tu non avrai più alcuno che tiri la cordicella per far le parti, nella raunanza dell'Eterno.
6 'Non profetate!' vanno essi ripetendo. Anche se non si profetizzino cotali cose, non si eviterà l'ignominia. 7 O tu che porti il nome di casa di Giacobbe, è forse l'Eterno pronto all'ira? È questo il suo modo d'agire? Le mie parole non son esse favorevoli a colui che cammina rettamente? 8 Ma da qualche tempo il mio popolo insorge come un nemico; voi portate via il mantello di sopra alla veste a quelli che passan tranquillamente, che tornano dalla guerra. 9 Voi cacciate le donne del mio popolo dalle case che son la loro delizia; voi rapite per sempre la mia gloria ai loro figliuoletti. 10 Levatevi, andàtevene! perché questo non è luogo di riposo; a motivo della sua contaminazione, esso vi distruggerà d'una distruzione orrenda. 11 Se uno andasse dietro al vento, e spacciasse menzogne, dicendo: 'Io predirò per te vino e bevande forti!' quello sarebbe l'oracolo di questo popolo.
12 Io ti radunerò, o Giacobbe, ti radunerò tutto quanto! Certo io raccoglierò il rimanente d'Israele; io li farò venire assieme come pecore in un ovile, come un gregge in mezzo al suo pascolo; il luogo sarà affollato di uomini. 13 Chi farà la breccia salirà innanzi a loro; essi faran la breccia, e passeranno per la porta e per essa usciranno; il loro re camminerà davanti a loro, e l'Eterno sarà alla loro testa.

Ricciotti:

Michea 2

Rovina e restaurazione.
1 Sciagurati voi, che andate escogitando cose non buone, e nei vostri letti macchinate il male: lo mettono a esecuzione appena luccica il mattino, perchè hanno il potere in mano contro Dio. 2 Desiderarono i campi e se li tolsero colla violenza: si impossessarono delle case, e facevan soverchierie alle persone e alle case loro, agli uomini e ai loro averi». 3 Per questo così dice il Signore: «Ecco, ho divisato di mandare a questa gente il male dal quale non potrete sottrarre il vostro collo, e non andrete più tanto altieri, perchè sarà quello un tempo calamitoso. 4 In quel giorno prenderanno a proverbiarvi, e vi metteranno saporitamente in canzone dicendo: - Siamo stati messi a sacco e a soqquadro! la parte toccata al mio popolo ha mutato padrone; come si ritirerà da me, se sta per ritornare, colui che spartirà i nostri territori? - 5 Perciò non avrai più nessuno che stenda la corda sopra un lotto di terreno, nell'assemblea del Signore. 6 E non continuate a ripetere: - È inutile stillare oracoli contro costoro, confusione non li coglierà! 7 La casa di Giacobbe va dicendo: - Forse che lo spirito del Signore si è abbreviato? O siffatti sono i suoi pensieri? - Non sono forse buone le mie parole con coloro che si diportano rettamente? 8 E invece il mio popolo fa di tutto per inimicarsi con me: voi avete tolto [agli altri] il mantello da sopra alla tunica, e quelli che transitavano tranquillamente avete costretti a difendersi colle armi. 9 Le donne del mio popolo avete cacciato dalle loro case dilette e ai bambini loro avete tolto la mia lode per sempre. 10 Alzatevi e partite; perchè non c'è riposo in questo luogo, per voi; a causa della sua depravazione andrà dissolvendosi in pessimo disfacimento. 11 Oh, se non fossi io un uomo che non avessi lo spirito e spargessi piuttosto falsità! Profetizzerò a te in vino ed ebrietà, e ci sarà colui sopra il quale questo popolo sarà profetizzato! 12 Io ti radunerò tutto insieme, o Giacobbe, raccoglierò tutti insieme i resti d'Israele; lo rimetterò come il gregge nell'ovile, come l'armento entro al suo parco; si accalcheranno tumultuosamente per la gran folla di uomini. 13 Uno si slancerà aprendo il passo innanzi ad essi; si apriranno il passo e varcheranno la porta ed entreranno per essa e il loro re scorrerà davanti ad essi, e il Signore sarà alla loro testa».

Tintori:

Michea 2

Le ingiustizie dei grandi e i falsi profeti porteranno la rovina
1 Guai a voi che pensate a cose vane, e preparate il male nei vostri letti: lo mettono in esecuzione appena luccica il mattino, alzando contro Dio la loro mano. 2 Essi desiderarono i campi e se li usurparono colla violenza, invasero le case, fecero violenza all'uomo e alla sua casa, al padrone e al suo possesso. 3 Per questo, così parla il Signore: «Ecco io penso di mandare sopra questa famiglia delle sventure, dalle quali non potrete sottrarre il vostro collo, e non camminerete più altezzosi, perchè il tempo è pessimo. 4 In quel giorno sarà detto a vostro riguardo un proverbio, e sarà cantata una lugubre canzone, e sarà detto: «Siamo stati saccheggiati fino alla desolazione, parte del mio popolo è mutata; come andrà lungi da me, se torna, chi dividerà i nostri terreni?» 5 Per questo, tu non avrai nessuno che misuri colla corda le porzioni nell'adunanza del Signore. 6 Non state a dir tante parole: esse non cadranno sopra costoro, e non li prenderà la vergogna. 7 La casa di Giacobbe va dicendo: «Ha forse fretta lo spirito del Signore, o sono di tal fatta i suoi pensieri?» Le mie parole non sono piene di benignità per colui che cammina con rettitudine? 8 Ma al contrario il mio popolo si è alzato qual nemico; voi di sopra la tunica toglieste il mantello e quelli che passavano con tutta semplicità li avete messi nella guerra. 9 Voi avete cacciate le donne del mio popolo dalla casa delle loro delizie, e ai loro pargoletti toglieste la mia lode per sempre. 10 Alzatevi, partite, perchè non è qui la vostra pace: per la sua immondezza questa terra sarà corrotta da orrenda putredine. 11 Oh! se non fossi un uomo che ha lo spirito e potessi dire piuttosto delle menzogne! Io ti verserò il vino e fino all'ubriachezza. E colui sopra il quale sarà versato sarà questo popolo.

Promesse di restaurazione
12 Io ti radunerò tutto insieme, o Giacobbe, io rimetterò insieme i resti d'Israele, lo porrò tutto insieme come un gregge nell'ovile, quale mandra in mezzo a chiuso recinto, e faran tumulto per la moltitudine degli uomini. 13 Colui che apre la strada andrà loro avanti; faran largo, passeranno la porta, e per essa entreranno, e il loro re passerà davanti ad essi, e il Signore alla loro testa».

Martini:

Michea 2

Ingiustizie, e scelleraggini d'Israele, pelle quali sarà punito ben presto colla cattività. Gli avanzi faranno riuniti, e salvati.
1 Guai a voi, che pensate alle inutilità, e ne' vostri letti divisate cose malvagie: e le eseguiscono costoro alla luce del mattino, perchè si son fatti contro Dio. 2 E desiderarono i poderi, e se gli usurparono con violenza, e invasero le case; e calunniarono questo per aver la sua casa, e quell'altro per le sue possessioni. 3 Per questo così dice il Signore: Ecco, che io penso a mandare sciagure sopra questa famiglia, dalle quali voi non potrete sottrarvi, e non camminerete più altieri, perchè quel tempo è cattivissimo. 4 In quel giorno sarà composta sopra di voi una parabola, e si canterà questa flebile canzona, e dirassi; Noi siamo stati saccheggiati, e desolati: il retaggio del popol mio ha cangiato di (padrone): come si ritirerà colui da me, mentre ritorna, che dividerà i nostri terreni? 5 Per questo tu non avrai chi misuri colla corda le porzioni alla adunanza del Signore. 6 Non istate a far tante parole: elle non cadranno sopra costoro, né vergogna li prenderà. 7 La casa di Giacobbe va' dicendo: È egli forse abbreviato lo spirito del Signore, o son eglino tali i suoi pensieri? Ma non parlo io con benignità a quelli, che camminano nella rettitudine? 8 Ma per il contrario il mio popolo ha alzata bandiera di nemico: voi avete rubato e tonaca, e mantello; e quelli, che passavano senza far male, gli avete costretti a far guerra. 9 Le donne del popol mio discacciaste dalle case, dove viveano contente: e a' loro pargoletti chiudeste la bocca perchè non mi lodasser mai più. 10 Alzatevi, e partite; perocché non è qui vostra requie: perchè questa terra è renduta immonda, e corrotta da orrenda putredine. 11 Fossi io un uomo, che non avessi lo spirito, e piuttosto dicessi io la bugia. Io verserò a te vino, ed ebbrezza: e questo vino su questo stesso popolo si verserà. 12 Io ti ragunerò tutto insieme, o Giacobbe; rimetterò insieme le reliquie d'Israele, lo porrò come in un ovile, come un branco di pecore, nell'ovile la moltitudine della gente cagionerà del tumulto; 13 Imperocché anderà innanzi a loro colui, che apre la strada, sforzeranno la porta, e le passeranno, ed entreranno dentro; e il loro re passerà davanti a loro, e il Signore alla testa di essi.

Diodati:

Michea 2

1 Guai a quelli che divisano iniquità, e macchinano del male sopra i lor letti, e lo mettono ad effetto allo schiarir della mattina; perciocchè ne hanno il potere in mano! 2 Desiderano de' campi, e li rapiscono; desiderano delle case, e le tolgono; ed oppressano l'uomo, e la sua casa; e la persona, e la sua eredità. 3 Perciò, così ha detto il Signore: Ecco, io diviso del male contro a questa nazione, dal quale voi non potrete ritrarre il collo; e non camminerete più alteramente; perciocchè sarà un tempo malvagio. 4 In quel giorno gli uni prenderanno a far di voi un proverbio, e gli altri un lamento lamentevole, e diranno: Noi siamo del tutto guasti; egli ha trasportata ad altri la parte del mio popolo; come mi avrebbe egli tolte, ed avrebbe spartite le mie possessioni, per restituirmele? 5 Perciò, tu non avrai alcuno che tiri la cordicella, per far delle parti a sorte, nella raunanza del Signore.
6 Non profetizzate; pure profetizzeranno; non profetizzeranno a costoro; e non riceveranno vituperio. 7 È questo da dirsi, o casa di Giacobbe? è lo Spirito del Signore raccorciato? son queste le sue opere? non son le mie parole buone inverso chi cammina dirittamente? 8 Oltre a ciò, per addietro il mio popolo si levava contro al nemico; ma ora, voi, stando agli agguati contro ai vestimenti, spogliate del loro ammanto i passanti che se ne stanno in sicurtà, essendo in riposo della guerra. 9 Voi scacciate le donne del mio popolo fuor delle case delle lor delizie, voi togliete in perpetuo la mia gloria d'in su i lor piccoli figliuoli. 10 Levatevi, e camminate; perciocchè questo non è il luogo del riposo; conciossiachè sia contaminato, egli vi dissiperà, ed anche d'una dissipazione violenta. 11 Se vi è alcuno che proceda per ispirazioni, e menta falsamente, dicendo: Io ti profetizzerò di vino, e di cervogia; colui è il profeta di questo popolo.
12 Per certo, io ti raccoglierò, o Giacobbe, tutto quanto; per certo io radunerò il rimanente d'Israele; io lo metterò insieme, come pecore di Bosra, come una greggia in mezzo della sua mandra; vi sarà una gran calca per la moltitudine degli uomini. 13 Lo sforzatore salirà davanti a loro; essi sforzeranno gli ostacoli, e passeranno; sforzeranno la porta, ed usciranno per essa; e il lor re passerà davanti a loro, e il Signore sarà in capo di essi.

Commentario completo di Matthew Henry:

Michea 2

1 INTRODUZIONE A MICHEA CAPITOLO 2

In questo capitolo abbiamo,

I. I peccati di cui è accusato il popolo d'Israele: cupidigia e oppressione, pratiche fraudolente e violente (Michea 2:1-2), trattare in modo barbaro, anche con donne e bambini, e altre persone innocue, Michea 2:8-9. Opposizione ai profeti di Dio e loro messa a tacere (Michea 2:6-7), e dilettarsi nei falsi profeti Michea 2:11.

II. I giudizi con cui sono minacciati per quei peccati, che dovrebbero essere umiliati, impoveriti (Michea 2:3-5), e banditi, Michea 2:10.

III. Graziose promesse di conforto, riservate alle brave persone tra loro, nel Messia, Michea 2:12-13. E questa è la somma e lo scopo della maggior parte dei capitoli di questa e di altre profezie.

Michea 2:1-5

Ecco qui

I. L'ingiustizia dell'uomo che escogita il male del peccato, Michea 2:1-2. Dio stava uscendo contro questo popolo per distruggerlo, e qui mostra quale fu il motivo della sua controversia con loro; È quello che viene spesso menzionato come un peccato che accelera la rovina delle nazioni e delle famiglie tanto quanto ogni altro, il peccato dell'oppressione. Vediamo i suoi passaggi.

1. Desiderano ardentemente ciò che non è loro, cioè la radice dell'amarezza, la radice di tutti i mali, Michea 2:2. bramano campi e case, come Achab fece con la vigna di Nabot.

«Oh, se il campo e la casa di uno di loro fossero miei! È conveniente per me, e me la caverei meglio di lui; è più adatto a me che a lui".

2. Mettono il loro ingegno al lavoro per inventare modi per realizzare il loro desiderio (Michea 2:4); escogitano l'iniquità con una grande quantità di arte e politica maledetta; complottano come farlo efficacemente, e tuttavia in modo da non esporsi, o mettersi in pericolo, o essere biasimati, da esso. Questo si chiama working evil! Lo stanno lavorando nelle loro teste, nelle loro famiglie, e sono così intenti a farlo, e con tanto piacere, come se lo stessero facendo, e sono così fiduciosi del loro successo (così saggiamente pensano di aver preparato il piano) come se fosse sicuramente fatto. Nota: è male fare del male a un pensiero improvviso, ma è molto peggio escogitarlo, farlo con disegno e deliberazione; Quando l'astuzia e l'astuzia del vecchio serpente appaiono con il suo veleno e il suo veleno, è malvagità nella perfezione. L'hanno escogitato sui loro letti, quando avrebbero dovuto dormire; la cura di comprendere un disegno malizioso ha tenuto i loro occhi svegli. Sui loro letti, dove avrebbero dovuto ricordarsi di Dio, e meditare su di lui, dove avrebbero dovuto comunicare con i loro cuori ed esaminarli, stavano ideando l'iniquità. È di grande importanza migliorare e impiegare le ore del nostro ritiro e della nostra solitudine in modo appropriato.

3. Impiegano il loro potere nell'esecuzione di ciò che hanno progettato e escogitato; praticano l'iniquità che hanno escogitato, perché è nel potere della loro mano; Scoprono che possono comprenderlo con l'aiuto della loro ricchezza, e dell'autorità e dell'interesse che hanno, e che nessuno osa controllarli, o chiamarli a renderne conto; e questo, pensano, li giustificherà e li sosterrà in esso. Nota, è l'errore di molti pensare che come possono fare, possono farlo; mentre non è dato alcun potere per la distruzione, ma tutto per l'edificazione.

4. Sono industriosi e molto rapidi nel compiere l'iniquità che hanno escogitato; quando hanno risolto la questione nei loro pensieri, nei loro letti, non perdono tempo, ma non appena il mattino è chiaro lo praticano; si alzano presto nel perseguire i loro disegni, e ciò che di male la loro mano trova da fare, lo fanno con tutte le loro forze, che fa vergognare la nostra pigrizia e dilatorietà nel fare il bene, e dovrebbe farci vergognare di loro. Al servizio di Dio e della nostra generazione, non si dica mai che abbiamo lasciato che si facesse domani ciò che potremmo fare oggi.

5. Non si attaccano a nulla per realizzare i loro disegni; ciò che bramano lo tolgono, se possono, e,

(1.) A loro non importa quale torto fanno, anche se è sempre così grossolano e aperto; Essi tolgono i campi agli uomini con la violenza, non solo con la frode, con le pratiche subdole e con il colore della legge, ma con la forza e con la mano alta.

(2.) Non si preoccupano di chi fanno del male né fino a che punto si estende l'iniquità che escogitano: opprimono un uomo e la sua casa; Derubano e rovinano coloro che hanno numerose famiglie da mantenere, e non si preoccupano anche se mandano a chiedere l'elemosina a loro, alle loro mogli e ai loro figli. Essi opprimono un uomo e la sua eredità; Tolgono agli uomini ciò di cui hanno un titolo indiscutibile, avendolo ricevuto dai loro antenati, e che hanno solo in affidamento, per trasmetterlo alla loro posterità; ma a quegli oppressori non importa quanti ne impoveriscono, così possono solo arricchirsi. Nota: Se la cupidigia regna nel cuore, comunemente ogni compassione è bandita da esso; e se un uomo ama questo mondo, come l'amore del Padre, così l'amore del suo prossimo non è in lui.

II. La giustizia di Dio che escogita il male della punizione per questo peccato (Michea 2:3): Perciò così dice il Signore, il Dio giusto, che giudica fra gli uomini, ed è vendicatore di quelli che fanno il male, Ecco, contro questa famiglia io espito un male, cioè, contro tutto il regno, la casa d'Israele, e in particolare quelle famiglie che erano crudeli e oppressive. Essi tramano ingiustamente il male contro i loro fratelli, e Dio giustamente tramerà il male contro di loro. La Sapienza Infinita escogiterà la punizione del loro peccato in modo che sia molto sicura, e tale che non può essere evitata, molto severa, e tale che non possono sopportare, molto evidente e notevole, e tale che sarà universalmente osservata rispondere al peccato. Quanto più appare un ingegno malvagio nel peccato, tanto più apparirà una santa sapienza e adeguatezza nella punizione; perché il Signore sarà conosciuto dai giudizi che esegue; sarà di loro proprietà.

1. Li trova molto sicuri, e fiduciosi che in un modo o nell'altro sfuggiranno al giudizio, o, sebbene cadano sotto di esso, presto lo getteranno via e se ne libereranno, e quindi dice loro, È un male da cui non toglieranno il collo. Erano figli di Belial, che non avrebbero sopportato il giogo facile dei giusti comandamenti di Dio, ma spezzarono quei legami e gettarono via quelle corde da loro; e perciò Dio imporrà su di loro il pesante giogo dei suoi giusti giudizi, ed essi non potranno ritirare il loro collo da ciò; quelli che non saranno scavalcati saranno vinti.

2. Li trova molto orgogliosi e maestosi, e quindi dice loro che non andranno superbi, con collo teso e occhi sfrenati, camminando e sminuzzando mentre vanno ( Isaia 3:16); perché questo tempo è malvagio, e gli eventi di esso sono molto umilianti e mortificanti, e tali da abbattere lo spirito più forte.

3. Li trova molto allegri e gioviali, e perciò dice loro che la loro nota sarà cambiata, le loro risate si trasformeranno in lutto e la loro gioia in tristezza (Michea 2:4): In quel giorno, quando Dio verrà a punirti per la tua oppressione, uno prenderà in considerazione una parabola contro di te, e si lamenterà con un doloroso lamento, con un lamento di lamenti (così è la parola), un lamento molto deplorevole, come un canto di canzoni è un canto molto piacevole. I loro nemici li insulteranno e si faranno beffe delle loro pene, perché faranno una parabola contro di loro. I loro amici faranno cordoglio su di loro, e metteranno a cuore le loro calamità, e questo sarà il grido generale,

"Siamo completamente viziati; siamo tutti distrutti".

Nota: Coloro che erano più superbi e sicuri della loro prosperità sono comunemente più abbattuti e più pronti a disperare nelle loro avversità.

4. Li trova ricchissimi di case e di terre, che hanno guadagnato con l'oppressione, e perciò dice loro che saranno spogliati di tutto.

(1.) Nella loro disperazione, rinunceranno a tutto; diranno: Siamo completamente spogliati; egli ha cambiato la parte del mio popolo, così che ora non è più loro, ma è in possesso e occupazione dei loro nemici: Come l'ha tolta da me! Come all'improvviso, con quanta potenza! Ciò che abbiamo ottenuto ingiustamente non durerà a lungo con noi; il giusto Dio lo rimuoverà. Allontanando da noi con ira, ha diviso i nostri campi, e li ha dati nelle mani di estranei. Guai a coloro dai quali Dio si allontana. Sul margine si legge,

"Invece di restaurare, ha diviso i nostri campi; Invece di rimetterci in possesso dei nostri possedimenti, ha confermato coloro che sono in possesso di coloro che ce li hanno tolti".

Nota: È giusto presso Dio che coloro che hanno agito in modo fraudolento e violento con gli altri debbano essere essi stessi trattati in modo fraudolento e violento.

(2.) Dio ratificherà ciò che dicono nella loro disperazione (Michea 2:5); così sarà: Non avrai nessuno che tiri a sorte nella congregazione del Signore, nessuno che divida le eredità, perché non ci saranno eredità da dividere, nessun tribunale per giudicare i titoli di proprietà, o per decidere controversie su di esse, o tirerà a sorte su di loro, come al tempo di Giosuè, perché tutto sarà nelle mani dei nemici. Avevano non solo un titolo indiscutibile, ma anche un godimento molto confortevole, perché era nella congregazione del Signore, o piuttosto la congregazione del Signore era in essa; era la terra di Dio; era una terra santa, e quindi era più doloroso per loro esserne cacciati. Nota: Queste devono essere considerate le calamità più gravi che ci tagliano fuori dalla congregazione del Signore, o ci stroncano nel godimento dei suoi privilegi.

6 Ver. 6. fino alla Ver. 11.

Qui ci sono due peccati addebitati al popolo d'Israele, e giudizi denunciati contro di loro per ciascuno, giudizi che rispondono esattamente al peccato: perseguitare i profeti di Dio e opprimere i poveri di Dio.

I. Perseguitare i profeti di Dio, sopprimerli e metterli a tacere, è un peccato che provoca Dio più di ogni altra cosa, perché non solo sputa in faccia alla sua autorità su di noi, ma disprezza le viscere della sua misericordia verso di noi; poiché il fatto che egli ci mandi dei profeti è un segno sicuro e prezioso della sua buona volontà. Ora osserva qui,

1. Quali furono l'ostruzione e l'opposizione che questo popolo diede ai profeti di Dio: Essi dissero a quelli che profetizzano: Non profetizzate, come Isaia 30:10. Hanno detto ai veggenti,

"Non vedere; Non disturbarci con i resoconti di ciò che hai visto, né portarci messaggi così spaventosi."

Essi non devono profetizzare affatto o profetizzare solo ciò che è gradito. La parola per profetizzare qui significa cadere, perché le parole dei profeti caddero dal cielo come la rugiada. Nota: Coloro che odiano essere riformati odiano essere ripresi, e fanno tutto il possibile per mettere a tacere i ministri fedeli. Ad Amos fu proibito di profetizzare, Amos 7:10, ecc. Perciò i persecutori fermano il loro respiro, perché non hanno altro modo per chiudere le loro bocche; perché, se vivono, predicheranno e tormenteranno quelli che abitano sulla terra, come fecero i due testimoni, Apocalisse 11:10. Alcuni lo leggono, Non profetizzare; lascia che questi profetizzino. Non profetizzino coloro che ci parlano delle nostre colpe e ci minacciano, ma profetizzino coloro che ci lusingheranno nei nostri peccati e grideranno pace a noi. Non diranno che non avranno affatto ministri, ma ne avranno di quelli che diranno esattamente quello che vorrebbero e se ne andranno per la loro strada. Di questo sono accusati (Michea 2:11), che quando hanno messo a tacere e disapprovato i veri profeti, hanno incoraggiato e incoraggiato i pretendenti, e li hanno istituiti, e si sono interessati a loro, per affrontare i fedeli profeti di Dio: Se un uomo cammina nello spirito di menzogna, finge di avere lo Spirito di Dio, mentre in realtà è uno spirito di errore, uno spirito di illusione, ed egli stesso sa di non avere alcun incarico, nessuna istruzione, da Dio, eppure, se dice: Ti profetizzerò di vino e bevande inebrianti, se solo li assicurerà che avranno vino e bevande inebrianti a sufficienza, che non dovranno temere i giudizi di guerra e di carestia con cui gli altri profeti li hanno minacciati, che abbiano sempre abbondanza delle delizie dei sensi e non sappiano mai la loro mancanza, e se solo dirà loro che è lecito per loro bere quanto vogliono del loro vino e della loro bevanda inebriante, e che non devono farsi scrupolo di essere ubriachi, che avranno pace anche se continuano ad aggiungere l'ubriachezza alla sete, Un profeta come questo è un uomo secondo il loro cuore, che dirà loro che non c'è né peccato né pericolo nel corso malvagio della vita che conducono: Egli sarà anche il profeta di questo popolo; Un uomo del genere dovrebbe essere il loro profeta, che non solo si assocerà a loro nelle loro rivolte e baldorie, ma pretenderà di consacrare la loro sensualità con le sue profezie e così li indurrà nella loro sicurezza e sensualità. Nota: Non è strano se le persone viziose e corrompenti bramano di avere ministri che sono del tutto simili a loro, perché sono disposti a credere che anche Dio lo sia, Salmi 50:21. Ma come vengono profanate le cose sacre quando vengono prostituite a scopi così vili, quando la profezia stessa sarà messa al servizio di un equipaggio lascivo e profano! Ma così quel servo che disse: Il mio Signore ritarda la sua venuta, per spirito di menzogna, colpì i suoi conservi e mangiò e bevve con gli ubriachi.

2. Come sono qui esposti su questo argomento (Michea 2:7):

"O tu che sei chiamata casa di Giacobbe, ti conviene dire e fare così? Farai tacere quelli che profetizzano e proibisci loro di parlare nel nome di Dio?"

Nota, è un onore e un privilegio essere nominato della casa di Giacobbe. Tu sei chiamato Giudeo, = Romani 2:17. Ma, quando quelli che sono chiamati con quel degno nome degenerano, di solito si dimostrano i peggiori degli uomini stessi e i peggiori nemici dei profeti di Dio. Gli ebrei che furono nominati della casa di Giacobbe furono i persecutori più violenti dei primi predicatori del vangelo. Su questo il profeta qui discute con questi oppressori della parola di Dio, e mostra loro:

(1.) Quale affronto hanno fatto a Dio, il Dio dei santi profeti:

"Lo Spirito del Signore è in difficoltà? Mettendo a tacere i profeti del Signore fai quello che puoi per far tacere anche il suo Spirito; ma pensi di poterlo fare? Puoi fare dello Spirito di Dio il tuo prigioniero e il tuo servo? Gli prescriverai ciò che dirà e gli proibisci di dire ciò che ti dispiace? Se fate tacere i profeti, lo Spirito del Signore non riesce a trovare altri modi per raggiungere la vostra coscienza? La vostra incredulità può vanificare i consigli divini?"

(2.) Che scandalo fu per la loro professione di ebrei:

"Tu sei chiamata la casa di Giacobbe, e questo è il tuo onore; ma queste sono le sue azioni? Sono queste le opere di tuo padre Giacobbe? Seguite qui le sue orme? No; se foste davvero suoi figli, fareste le sue opere; ma ora cerchi di uccidere e mettere a tacere un uomo che ti dice la verità, nel nome di Dio; questo non fece Abramo == (Giovanni 8:39-40); questo non fece Giacobbe." Oppure, "Sono queste le opere di Dio? Sono queste le azioni che gli piaceranno? Sono queste le opere del suo popolo? No, sapete che non lo sono, tuttavia alcuni possono essere così stranamente accecati e bigotti da uccidere i ministri di Dio e pensare che in ciò gli rendono servizio," Giovanni 16:2.

(3.) Considerino quanto fosse irragionevole e assurda la cosa in sé: Le mie parole non fanno forse del bene a coloro che camminano rettamente? Sì, certamente lo fanno; è un appello alle esperienze della generazione dei retti:

"Chiama ora se c'è qualcuno di quelli che ti risponderà, e a quale dei santi ti rivolgerai? Volgiti dove vuoi, e troverai che tutti sono d'accordo in questo, che la parola di Dio fa del bene a coloro che camminano rettamente; E allora vi opporrete a ciò che fa il bene, tanto bene quanto fa la buona predicazione? Qui fai torto a Dio, che ritiene che le parole dei profeti siano le sue parole (sono parole mie) e che con esse mira e progetta di fare del bene all'umanità (Salmi 119:68); e impedirai al grande benefattore di fare il bene? Metterai la luce del mondo sotto il moggio: Potresti anche dire al sole: Non brillare, come dire ai veggenti, Non vedere. In questo modo fai torto alle anime degli uomini e le privi del beneficio che la parola di Dio ha loro concesso.

Notate: Costoro sono nemici non solo di Dio, ma del mondo, sono nemici della loro patria, che mettono a tacere i buoni ministri e ostacolano i mezzi della conoscenza e della grazia, perché è certamente per il bene comune pubblico degli stati e dei regni che la religione dovrebbe essere incoraggiata. Le parole di Dio fanno del bene a coloro che camminano rettamente. È il carattere delle brave persone che camminano rettamente == (Salmi 15:2); ed è il loro conforto che le parole di Dio sono buone e fanno loro del bene; trovano conforto in esse. Le parole di Dio sono parole buone per le persone buone e parlano loro in modo confortevole. Ma coloro che si opponevano alle parole di Dio e facevano tacere i profeti, sostenevano, a giustificazione di se stessi, che le parole di Dio erano inutili e sgradevoli per loro, e non facevano loro alcun bene, né profetizzavano alcun bene riguardo a loro, ma male, come si lamentò Achab di Michea, in risposta al quale il profeta qui dice loro che era colpa loro; Potrebbero ringraziare se stessi. Potrebbero trovarlo utile per loro se solo fossero disposti a farne buon uso; se solo camminassero rettamente, come dovrebbero, e così si qualificassero per la comodità, la parola di Dio parlerebbe loro comodamente. Fa' ciò che è buono, e ne avrai lode.

3. Di cosa sono minacciati per questo peccato; Dio sceglierà anche le loro illusioni, e,

(1) Saranno privati del beneficio di un ministero fedele. Poiché dicono, Non profetizzare, Dio li prenderà in parola, e essi non profetizzeranno loro; il loro peccato sarà la loro punizione. Se gli uomini metteranno a tacere i ministri di Dio, è giusto che Dio li metta a tacere, come fece con Ezechiele, e dica: Non saranno più per loro rimproveri e monitori. Che il medico non assista più il paziente che non sarà guarito, perché non sarà governato. Essi non profetizzeranno loro, e allora non si vergogneranno. Come è compito dei magistrati, così è anche dei ministri quello di svergognare gli uomini quando sbagliano ( Giudici 18:7), affinché, vergognandosi della loro follia, non vi tornino più; ma, quando Dio dà gli uomini ad essere impudenti e spudorati nel peccato, dice ai suoi profeti: Essi si sono uniti agli idoli; lasciateli stare.

(2.) Saranno consegnati alla guida cieca di un ministero infedele. Possiamo intendere (Michea 2:11) come una minaccia: Se un uomo viene trovato a camminare in spirito di menzogna, con uno spirito di menzogna come quello che era nella bocca dei profeti di Achab, che rafforzerà le loro mani nelle loro vie malvagie, egli sarà il profeta di questo popolo, cioè, Dio li lascerà a se stessi per dare ascolto a costoro; poiché saranno ingannati, siano ingannati; poiché non ammetteranno la verità nell'amore di essa, Dio manderà loro forti illusioni a credere a una menzogna, = 2Tessalonicesi 2:10-11. Avranno profeti che profetizzeranno loro per vino e bevande inebrianti (così alcuni lo leggono), che ti daranno un calco del loro ufficio alla tua mente per una bottiglia di vino o un flacone di birra, calmeranno i peccatori nei loro peccati se solo li nutriranno con le gratificazioni delle loro concupiscenze; per avere tali profeti, ed essere cavalcati da loro, è un giudizio triste come qualsiasi altro popolo può essere e una brutta prefazione alla rovina che si avvicina come lo è per una persona particolare essere sotto l'influenza di una coscienza dissoluta.

II. Opprimere i poveri di Dio è un altro peccato di cui sono accusati, come prima (Michea 2:1-2), perché è un peccato doppiamente odioso e provocante per Dio. Osservare

1. Come viene descritto il peccato, Michea 2:8-9. Quando disprezzarono i profeti di Dio e si opposero a loro, proruppero in ogni altra malvagità; quali legami terranno coloro che non hanno riverenza per la parola di Dio? Coloro che un tempo si sollevavano contro i nemici della nazione, in difesa del loro paese e in esso si comportavano coraggiosamente, ora di recente si sono sollevati come nemici della nazione, e, invece di difenderla, l'hanno distrutta, e hanno fatto più male (come di solito fanno queste vipere nelle viscere di uno stato) di quanto potrebbe fare un nemico straniero. Fecero preda di uomini, donne e bambini,

(1.) Degli uomini, che viaggiavano per la strada, che passano sicuri come uomini contrari alla guerra, che erano lontani da qualsiasi cattivo disegno, ma se ne andavano pacificamente nelle loro giuste occasioni; quelli che si sono messi addosso, come se fossero stati persone pericolose e odiose, e hanno tolto loro la veste con l'indumento, cioè, Li spogliarono sia della tomaia che dell'indumento interno, tolsero il loro mantello, e vollero anche il loro mantello; Così barbaramente usavano quelli che erano tranquilli nel paese, che, essendo innocui, erano intrepidi, e quindi più facilmente ne facevano preda.

(2.) Delle donne, il cui sesso avrebbe dovuto essere la loro protezione (Michea 2:9): Le donne del mio popolo ti hanno cacciato dalle loro case piacevoli. Divorarono le case delle vedove (Matteo 23:14), e così le cacciarono dal loro possesso, perché erano case piacevoli e tali da cui avevano in mente. Era disumano trattare così barbaramente le donne; ma ciò che lo aggravava in modo particolare era che erano le donne del popolo di Dio, che sapevano essere sotto la sua protezione.

(3.) Dei bambini, la cui età dà loro diritto a un uso tenero: Dai loro figli hai tolto la mia gloria per sempre. Era la gloria dei figli degli Israeliti che erano liberi, ma li hanno resi schiavi, che erano nati nella casa di Dio, e avevano diritto ai privilegi di essa, ma li hanno venduti a stranieri, li hanno mandati in paesi idolatri, dove sono stati privati per sempre di quella gloria; almeno gli oppressori hanno progettato che la loro cattività dovesse essere perpetua. Notate: Il giusto Dio certamente farà i conti per le ingiurie fatte alle vedove e agli orfani, i quali, essendo indifesi e senza amici, non possono altrimenti aspettarsi di essere corretti.

2. Qual è la sentenza che viene emessa su di loro per questo (Michea 2:10):

"Alzatevi e andatevene; Preparati a lasciare questa terra, perché sarai costretto a uscirne, come hai costretto le donne e i bambini del mio popolo a uscire dai loro possedimenti; non è, non sarà, il tuo riposo, come era previsto che Canaan fosse, Salmi 95:11. Non avrai né contentezza né continuazione in esso, perché è contaminato dalla tua malvagità."

Il peccato è contaminare una terra, e i peccatori non possono aspettarsi di riposare in una terra che hanno contaminato, ma essa li vomiterà, come questa terra vomitò i cananei dell'antichità quando l'avevano contaminata con le loro abominazioni, Levitico 18:27-28.

"No, non solo sarai obbligato a partire da questa terra, ma essa ti distruggerà anche con una dolorosa distruzione; o ne sarai cacciato o (che è tutto uno) sarai rovinato in esso."

Possiamo applicare questo al nostro stato in questo mondo attuale; è inquinato; c'è una grande quantità di corruzione nel mondo, attraverso la lussuria, e quindi dovremmo sorgere, e allontanarci da esso, tenerci a distanza dalla corruzione che è in esso, e mantenerci immacolati da essa. Non è il nostro riposo; Non è mai stato previsto che fosse così; è stato progettato per il nostro passaggio, ma non per la nostra porzione: la nostra locanda, ma non la nostra casa. Qui non abbiamo una città continua; Alziamoci dunque e partiamo; Sediamoci sciolti su di esso e viviamo al di sopra di esso, e pensiamo di lasciarlo e cerchiamo una città che continui al di sopra.

12 Ver. 12. fino alla Ver. 13.

Dopo le minacce d'ira, il capitolo si conclude qui, come è consuetudine nei profeti, con promesse di misericordia, che si adempirono in parte quando gli ebrei tornarono da Babilonia, e ebbero il loro pieno compimento nel regno del Messia. Le loro lamentele saranno tutte riparate.

1. Dopo che furono dispersi, saranno riuniti e riceveranno insieme i segni del favore di Dio per loro, e avranno comunione gli uni con gli altri e conforto gli uni negli altri (Michea 2:12):

"Mi riunirò sicuramente, o Giacobbe! tutti te, tutto ciò che ti appartiene, tutto ciò che è nominato della casa di Giacobbe == (Michea 2:7) che ora è espulso dal tuo paese, Michea 2:10. Io vi riunirò di nuovo, e nessuno di voi andrà perduto, nessuno di voi mancherà. Certamente radunerò il resto d'Israele, quel residuo che è progettato e riservato per la salvezza; saranno portati per essere incorporati in un solo corpo. Li riunirò come le pecore di Bozrah."

Le pecore sono creature inoffensive e socievoli; saranno come il gregge in mezzo al loro ovile, dove sono al sicuro sotto l'occhio e la cura del pastore; e faranno gran rumore (come fanno numerosi greggi e armenti, con i loro belati e muggiti) a causa della moltitudine degli uomini (perché le pecore sono uomini, come il profeta spiega questo paragone, Ezechiele 34:31, non a causa delle loro lotte e contese, ma a causa del loro grande numero. Questo si realizzò quando Cristo, con il suo vangelo, radunò in uno tutti i figli di Dio che erano dispersi, e unì sia gli Ebrei che i Gentili in un solo ovile, e sotto un solo Pastore, quando tutta la lamentela era che il luogo era troppo stretto per loro-quello era il rumore, a causa della loro moltitudine == (Isaia 49:19-20), quando ci furono alcuni aggiunti alla chiesa da tutte le parti del mondo, e tutti gli uomini furono attratti a Cristo dalla potenza attrattiva della sua croce, che sarà fatta sempre di più, e perfettamente fatta, quando egli manderà i suoi angeli a radunare i suoi eletti dai quattro venti.

2. Mentre sembrava che Dio li abbandonasse e li rigettasse, ora li possederà e li guiderà e li aiuterà a superare tutte le difficoltà che si frappongono al loro ritorno e alla loro liberazione (Michea 2:13): Il demolitore è salito davanti a loro, per abbattere ogni opposizione e spianare loro la strada; e sotto la sua guida essi si sono disgregati, e hanno varcato la porta, la porta di fuga dalla loro cattività, e sono usciti per essa con coraggio e risolutezza, avendo l'Onnipotenza per la loro avanguardia. Il loro Re passerà davanti a loro, per guidarli sulla via, sì, Geova (era il loro re) sul capo di loro, come lo era sul capo degli eserciti d'Israele quando seguirono la colonna di nuvola e di fuoco attraverso il deserto e quando apparve a Giosuè come capitano dell'esercito del Signore. Cristo è il Re della chiesa; egli è Geova; egli li guida, passa davanti a loro, li fa uscire dalla terra della loro cattività, li porta nella terra del loro riposo. Egli è il breaker, che li ha sfondati, che ha squarciato il velo e ha aperto il regno dei cieli a tutti i credenti. Il dotto vescovo Pearson lo applica alla risurrezione di Cristo, con la quale ha ottenuto il potere ed è diventato il modello della nostra risurrezione. L'interruttore è salito davanti a noi fuori dalla tomba, e ha portato via le sue porte, come Sansone fece con quelle di Gaza, sbarre e tutto il resto, e per quella breccia usciamo. Il dotto Dr. Pocock menziona, come il senso che alcuni degli antichi Ebrei danno di esso, che il demolitore è Elia, e il loro Re il Messia, il Figlio di Davide; e pensa che possiamo applicarlo a Cristo e al suo precursore Giovanni Battista. Giovanni fu colui che frantumò; ruppe il ghiaccio, preparò la via del Signore mediante il battesimo di pentimento; in lui cominciò il vangelo; dal suo tempo il regno dei cieli subì violenza; e così viene introdotta la chiesa cristiana, con Messia il Principe prima di essa, sulla sua testa, che va avanti conquistando e conquistando.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Michea 2

1 Capitolo 2

I peccati e le desolazioni di Israele Mi 2:1-5

Le loro pratiche malvagie Mi 2:6-11

Una promessa di restauro Mi 2:12-13

Versetti 1-5

Guai a chi escogita il male di notte e si alza presto per metterlo in atto! È brutto fare il male con un pensiero improvviso, molto peggio se lo si fa con un disegno e un'idea precisa. È di grande importanza migliorare e impiegare le ore di ritiro e di solitudine in modo appropriato. Se la cupidigia regna nel cuore, la compassione è bandita; e quando il cuore è così impegnato, la violenza e la frode occupano comunemente le mani. Le persone più altezzose e sicure nella prosperità sono di solito le più pronte a disperarsi nelle avversità. Guai a coloro da cui Dio si allontana! Queste sono le calamità più gravi che ci tagliano fuori dalla congregazione del Signore o ci impediscono di godere dei suoi privilegi.

6 Versetti 6-11

Poiché essi dicono: "Non profetizzare", Dio li prenderà in parola e il loro peccato sarà la loro punizione. Che il medico non assista più il paziente che non vuole guarire. Sono nemici, non solo di Dio, ma anche del loro Paese, coloro che mettono a tacere i buoni ministri e interrompono i mezzi di grazia. Quali legami stringeranno coloro che non hanno rispetto per la Parola di Dio? I peccatori non possono aspettarsi di riposare in una terra che hanno inquinato. Non solo sarete obbligati ad andarvene da questa terra, ma essa vi distruggerà. Applicate questo alla nostra condizione nel mondo attuale. Nel mondo c'è corruzione a causa della concupiscenza e dobbiamo starne lontani. Non è il nostro riposo: è stato progettato per il nostro passaggio, ma non per la nostra porzione; la nostra locanda, ma non la nostra casa; qui non abbiamo una città continua; alziamoci dunque e partiamo, cerchiamo una città continua in alto. Poiché si lasceranno ingannare, si lasceranno ingannare. I maestri che raccomandano l'autoindulgenza con la loro dottrina e il loro esempio sono i più adatti a questi peccatori.

12 Versetti 12-13

Questi versetti possono riferirsi alla cattività di Israele e Giuda. Ma il brano è anche una profezia della conversione degli ebrei a Cristo. Il Signore non solo li avrebbe fatti uscire dalla cattività e li avrebbe moltiplicati, ma il Signore Gesù avrebbe aperto loro la strada verso Dio, prendendo su di sé la natura dell'uomo e con l'opera del suo Spirito nei loro cuori, rompendo le catene di Satana. Così egli ha preceduto, e il popolo lo segue, spezzando, con la sua forza, i nemici che avrebbero impedito il loro cammino verso il cielo.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Michea 2

1 Il profeta aveva dichiarato che il male sarebbe sceso su Samaria e Gerusalemme per i loro peccati. Li aveva dichiarati peccatori contro Dio; ora parla della loro dura mancanza d'amore verso l'uomo, come il nostro beato Signore nel Vangelo parla dei peccati contro di sé nelle sue membra, come fondamento della condanna degli empi. Il tempo dell'avvertimento è passato. Parla come nella persona del Giudice, dichiarando i giusti giudizi di Dio, pronunciando sentenza sugli induriti, ma benedicendo coloro che seguono Cristo. I peccati così commessi furono commessi con mano alta; prima, con previdenza:

Guai - Tutti guai, guai da Dio; “il guaio della prigionia temporale; e, se non vi pentite, il dolore della dannazione eterna incombe su di voi». Guai a coloro che tramano l'iniquità. Lo escogitano, “non vi sono condotti da altri, ma lo inventano con il loro cuore”. Lo tramano, lo prevedono e lo realizzano anche nel pensiero, prima che venga ad agire. E opera il male sui loro letti. I pensieri e le immaginazioni del male sono opere dell'anima Salmi 58:2.

“Sui loro letti” (cfr Salmi 36:4 ), che dovrebbe essere il luogo del santo pensiero, e della comunione con il proprio cuore e con Dio. Salmi 4:4. L'immobilità deve essere riempita di pensieri, buoni o cattivi che siano; se non con il bene, allora con il male. La camera, se non il santuario dei santi pensieri, è piena di propositi e immaginazioni empie.

L'ultimo e il primo pensiero dell'uomo, se non di bene, sono soprattutto di vanità e di male. Il salmista dice: "Signore, non mi sono forse ricordato di te nel mio letto e non ti ho pensato mentre mi svegliavo?" Salmi 63:6. Questi uomini pensavano al peccato sul loro letto e lo facevano al risveglio. Quando il mattino è luce, letteralmente alla luce del mattino, cioè, istantaneamente, senza vergogna, non ritraendosi dalla luce del giorno, non per ignoranza, ma consapevolmente, deliberatamente, in piena luce.

Né più per infermità, ma per libertinaggio della forza, perché è in potere della loro mano, come, anticamente, Dio disse: "Questo cominciano a fare, e ora nulla sarà trattenuto da loro che hanno immaginato di fare” Genesi 11:6. Rup.: “Empiamente potente, e potente nell'empietà”.

Lap.: Vedi la necessità della preghiera quotidiana, "Degnati, o Signore, di conservarci questo giorno senza peccato;" e "Dio onnipotente, che ci hai condotto all'inizio di questo giorno, difendici nello stesso con la tua potenza potente, affinché non possiamo cadere in peccato, ecc." Le illusioni della notte, se sono consentite, non hanno alcun potere contro la preghiera del mattino.

2 E bramano i campi e li prendono con la violenza - (strappali via) e le case, e li portano via Eppure, prima peccano nel cuore, poi in atto. Eppure, con loro, bramare e derubare, desiderare e prendere, sono la stessa cosa. Sono stati pronti, istantanei, senza scrupoli, nella violenza. Non appena hanno desiderato, hanno preso. Desiderato, acquisito! Ambito, derubato! "Hanno visto, hanno desiderato, hanno preso", era stata la loro storia passata.

Hanno fatto violenza, non a uno solo, ma, toccati senza pietà, a intere famiglie, anche ai loro piccoli; hanno oppresso un uomo e la sua casa. Hanno sciupato solo oggetti in vaso, ma la vita, un uomo e la sua eredità; distruggendolo con false accuse o con violenza e impadronendosi della sua eredità. Così, Acab prima bramò la vigna di Nabot, poi, per mezzo di Izebel, lo uccise; e, “coloro che hanno divorato le case delle vedove, hanno fatto l'ultimo complotto notturno contro colui del quale hanno detto: Vieni, uccidiamolo, e l'eredità sarà nostra; e la mattina lo praticavano, conducendolo da Pilato.

” : “Chi di noi non desidera le ville di questo mondo, dimentico dei possedimenti del Paradiso? Vedete uomini che uniscono campo a campo e recinzione a recinzione. Interi posti non bastano alla minuscola struttura di un uomo». : “Tale è il fuoco della concupiscenza, che infuria dentro, che, come quelli presi da febbri ardenti non possono riposare, nessun letto basta loro, così nessuna casa o campo li soddisfa. Eppure non più di sette piedi di terra saranno presto sufficienti. Solo la morte possiede, quanto è piccola la struttura dell'uomo”.

3 Tali erano state le loro azioni abituali. Avevano fatto tutto questo, dice, come un atto continuo, fino a quel momento. Erano abitualmente artefici di iniquità, operatori di male. È stato sempre rinnovato. Di notte hanno peccato nel cuore e nel pensiero; di giorno, in atto. E così ne parla nel presente. Lo fanno. Ma, sebbene rinnovato in atti nuovi, era un corso ininterrotto di recitazione. E così usa anche la forma, in cui gli Ebrei parlavano di abitudini ininterrotte, Hanno bramato, hanno derubato, hanno preso. Ora è arrivata la parte di Dio.

Perciò, così dice il Signore: Poiché opprimono intere famiglie, ecco io mi oppongo a tutta questa famiglia; poiché tramano l'iniquità, ecco, anch'io, da solo, nella mia stessa persona, sto progettando. È molto terribile che Dio Onnipotente metta la Sua Sapienza Infinita contro i dispositivi dell'uomo e la usi adeguatamente per punire. “Non sto escogitando una punizione comune, ma una per inchinarli senza scampo; “un male dal quale” - Si rivolge a loro improvvisamente, “non vi toglierete il collo, né andrete superbi.

Ribera: "L'orgoglio dunque era la fonte di quella cupidigia sconfinata", poiché era l'orgoglio che doveva essere piegato nella punizione. La pena è proporzionata al peccato. Avevano fatto tutto questo con orgoglio; dovrebbero avere la libertà e l'ostinazione in cui li avevano lascivi, addomesticati o tolti loro. Come animali sotto un pesante giogo, dovrebbero vivere in disgraziata schiavitù.

Le dieci tribù non furono mai in grado di ritirare il collo dal giogo. Dalle due tribù Dio lo rimosse dopo i 70 anni. Ma gli stessi peccati contro l'amore di Dio e dell'uomo hanno portato allo stesso castigo. Nostro Signore parlò di nuovo del guaio contro la loro cupidigia Luca 16:13; Luca 11:39; Matteo 23:14 , Matteo 23:23 , Matteo 23:25; Marco 12:40.

Li escludeva ancora dal servizio di Dio o dal ricevere Lui, il loro Redentore. Hanno ancora depredato i beni Ebrei 10:34 dei loro fratelli. Nell'ultimo tremendo assedio, “c'erano insaziabili brame di saccheggio, perquisizioni nelle case dei ricchi; l'omicidio di uomini e gli insulti alle donne erano considerati sport; hanno bevuto ciò che avevano depredato, con il sangue.

E così la profezia si adempì per la terza volta. Coloro che si ritirano dal facile giogo dell'obbedienza di Cristo non si allontaneranno dal giogo della punizione; quelli che, per superbia, non piegano il collo, ma li irrigidiscono, si pieghino, affinché non vadano più ritti né superbi Isaia 2:11. Solo il Signore sarà esaltato in quel Giorno.

Perché è un periodo malvagio. Forse dà un significato più speciale alle parole di Amos Amos 5:13 , che un tempo di male morale sarà, o finirà in, un tempo pieno di male, cioè di più dolorose calamità.

4 In quel giorno si farà una parabola contro di te - Il mashal o la somiglianza può, in sé, essere qualsiasi discorso in cui una cosa è paragonata a un'altra:

1) "discorso figurato",

2) "proverbio" e, poiché tali proverbi erano spesso detti taglienti contro gli altri,

3) "discorso figurato provocatorio".

Ma della persona stessa si dice sempre che “si fa, diventa proverbio” Deuteronomio 28:37; 1Re 9:7 ; 2 Cronache 7:20; Salmi 44:15; Salmi 69:12; Geremia 24:9; Ezechiele 14:8.

Prendere o pronunciare un tale discorso contro uno, è, altrove, seguito dal discorso stesso; “Prenderai questa parabola contro il re di Babilonia e dirai: …” Isaia 14:4. “Non pronunceranno tutti questi parabole contro di lui e diranno: …” Habacuc 2:6.

Sebbene poi il nome degli ebrei sia passato a proverbio di rimprovero (Girolamo, loc. cit.), questo non è qui contenuto. La parabola qui deve essere la stessa del dolente lamento, o canto funebre, che segue. Non c'è scherno più tagliente o diabolico, che ripetere per scherzo parole con cui ci si lamenta. Il lamento funebre che Israele dovrebbe usare da sé nel dolore, il nemico prenderà con scherno, come Satana senza dubbio fa con l'autocondanna dei dannati.

Ribera: “Gli uomini fanno qualsiasi male, subiscono qualsiasi pericolo, per evitare la vergogna. Dio porta davanti a noi quella vergogna più profonda ed eterna”, la vergogna e il disprezzo eterno, in presenza di Se stesso e degli angeli e dei demoni e del buon Salmi 52:6; Isaia 66:24 , affinché possiamo evitare la vergogna evitando il male.

E lamentati con un dolente lamento - Le parole in ebraico sono varie inflessioni di una parola che imita i suoni del dolore. È la voce del dolore in tutte le lingue, perché la voce della natura. Emetterà un lamento di dolore, è il canto funebre sui morti Geremia 31:15 , o sui vivi condannati a morire Ezechiele 32:18; a volte è il lutto misurato di coloro che sono impegnati a suscitare dolore Amos 5:16; Geremia 9:17 , Geremia 9:19 , o lutto in genere 1 Samuele 7:2; Geremia 9:18.

Tra queste elegie ci sono ancora i canti di Sion (elegie sulla rovina di Sion) e i lutti per i morti. La parola guai è ripetuta tre volte in ebraico, in forme diverse, secondo quel modo solenne, in cui si parla dell'estremo bene o male; la triplice benedizione, mattina e sera, con il nome tre volte ripetuto di Dio Numeri 6:24 , imprimendo loro il mistero che si è sviluppato, man mano che si è manifestata loro la divinità del Messia e l'azione personale dello Spirito Santo .

Il canto funebre che segue è volutamente in brevi parole brusche, come parlano coloro che sono in difficoltà, con scarso respiro per l'espressione. Primo, in due parole, forse con un'inflessione ammorbidita, esprimono l'assolutezza della loro desolazione. Quindi, in una triplice frase, ciascuna frase composta da tre parole brevi, dicono ciò che Dio aveva fatto, ma non lo nominano, perché sono arrabbiati con lui. I castighi di Dio irritano coloro che non soggiogano.

La parte del mio popolo Egli cambia;

Come lo rimuove da me!

A un ribelle Egli divide i nostri campi.

Fanno il patriota. Loro, i ricchi, piangono “la porzione del mio popolo” (dicono) che si sono fatti spogliare: parlano (come fanno gli uomini) come se le cose fossero come dovrebbero essere: si attengono alla teoria e ignorano i fatti. Come se, perché Dio l'avesse divisa al suo popolo, così rimaneva! come se, poiché i poveri erano previsti in teoria e dalla legge di Dio, lo fossero di fatto! Allora sono infuriati per i rapporti di Dio. Egli rimuove la parte quanto a me; e a chi dà i nostri campi?

"A un ribelle!" l'assiro, o il caldeo. Avevano privato i poveri della loro porzione di “terra del Signore” . E ora si meravigliano che Dio riprende il possesso dei suoi, e richiede da loro, non il quadruplice Exo 22:1 ; 2 Samuele 12:6; Luca 19:8 solo del loro bottino, ma tutta la sua eredità.

Ebbene, assiro o caldeo, come fecero, schernirono la parola, rinnegato. Non avevano abbandonato i loro dei; - ma Israele, qual è stata tutta la sua storia se non un ritorno? “Una nazione ha cambiato i suoi dèi, che tuttavia non sono dèi? Ma il mio popolo ha mutato la sua gloria per ciò che non giova” Geremia 2:11.

Tale era il significato nelle loro labbra. La parola “dividere” aveva la più amarezza, perché era il capovolgimento di quella prima “divisione” all'ingresso in Canaan. Quindi, con l'uso di questa stessa parola Numeri 26:53 , Numeri 26:55; Giosuè 13:7; Giosuè 14:5; Giosuè 18:2 , Giosuè 18:5 , Giosuè 18:10; Giosuè 19:51 , fu loro Giosuè 19:51 la spartizione della terra dei pagani.

Ezechiele, nella sua grande visione simbolica, profetizzò poi la restaurazione di Israele, con l'uso di questo stesso termine Ezechiele 47:21. Gioele parlò della divisione della loro terra, sotto questo stesso termine, come un peccato dei pagani (Gioele 4:2, ( Gioele 3:3 in inglese)).

Ora, dicono, Dio "divide i nostri campi", non per noi, ma per il pagano, di cui ci ha dato le terre. È stato un cambiamento di atto: nell'impenitenza, pensano che sia un cambiamento di scopo o volontà. Ma cosa c'è in questo, siamo "completamente spogliati?" Spogliato di tutto; di ciò che sentivano, cose temporali; e di ciò che non sentivano, cose spirituali.

Spogliato della terra promessa, dei beni di questa vita, ma anche della Presenza di Dio nel suo Tempio, della grazia del Signore, dell'immagine di Dio e della gloria eterna. La “loro parte” è stata cambiata, come a se stessi e con gli altri. Quanto a se stessi, le ricchezze, l'onore, il piacere, la propria terra, si mutarono in miseria, disgrazia, sofferenza, prigionia; e ancora più amaro era vedere altri guadagnare ciò che per loro colpa avevano perduto.

Col passare del tempo, e la loro trasgressione si approfondiva, lo scambio della porzione di quel precedente popolo di Dio divenne più completo. L'abbandono degli ebrei fu l'innesto dei Gentili Atti degli Apostoli 13:46. Vedendo che vi giudicate indegni della vita eterna, ecco! ci rivolgiamo ai gentili.

E così quelli che erano "non popolo" Romani 10:19 , divennero il popolo di Dio, e quelli che erano il suo popolo, divennero, per il momento, "non il mio popolo" Osea 1:9 : e "l'adozione di figli, e la gloria, e le alleanze, e la legge, e il servizio di Dio, e le promesse” Romani 9:4 , vennero a noi Gentili, poiché a noi Cristo stesso nostro Dio benedetto venne per sempre e ci fece suoi.

Come ha rimosso - Le parole non dicono ciò che ha rimosso. Hanno pensato ai suoi doni, le parole includono se stesso. Dicono "Come?" con stupore. Il cambiamento è così grande e amaro, non si può dire. Il tempo, sì, l'eternità non può pronunciarlo. "Ha diviso i nostri campi". La terra non era che il simbolo esteriore dell'eredità interiore. L'ingiusto guadagno, trattenuto, viene restituito con l'usura Proverbi 1:19; toglie la vita ai suoi proprietari.

La vigna di cui dissero i Giudei, l'eredità sarà nostra, fu loro tolta e data ad altri, anche cristiani. Così ora è iniziato quel terribile cambiamento, quando i cristiani, lasciando Dio, il loro unico bene immutabile, si volgono alle vanità terrene e, per la grazia di Dio che Egli ritira, le hanno solo per la loro parte fugace, finché non sarà finalmente scambiata in il Giorno del Giudizio Luca 16:25. Figlio, ricordati che durante la tua vita hai ricevuto le tue cose buone, e allo stesso modo Lazzaro cose cattive; ma ora lui è consolato e tu sei tormentato.

Israele si è difeso con impenitenza e ipocrisia. Era già il fariseo. Il destino di tale era senza speranza. Il profeta irrompe con un rinnovato: «Perciò». Aveva già profetizzato che avrebbero perso le terre che avevano ottenuto ingiustamente, le terre che avevano profanato. L'aveva descritto con le loro stesse parole impenitenti. Ora sull'impenitenza pronuncia il giudizio che l'impenitenza comporta, che non debbano essere restituiti

5 Perciò non avrai nessuno che orienti una corda a sorte nella congregazione del Signore - Tu, in primo luogo, sei l'ebreo impenitente di quel giorno. Dio aveva promesso da Osea di restaurare Giuda; poco dopo, lo stesso profeta lo preannuncia Michea 2:12. Ora egli avverte questi e simili, che non avrebbero parte in esso.

Non avevano “né parte né sorte in questa faccenda” Atti degli Apostoli 8:21. Loro, i non-Israele allora, erano le immagini e gli esempi dei non-Israele in seguito, quelli che sembrano essere il popolo di Dio e non lo sono; membra del corpo, non dell'anima della Chiesa; che hanno una specie di fede, ma non hanno amore.

Tale fu poi l'Israele secondo la carne, che fu spezzato, mentre il vero Israele fu restaurato, passando da se stesso in Cristo. Tali, alla fine, saranno coloro che, essendo ammessi da Cristo nella “loro parte”, rinunciano al mondo a parole e non con i fatti. Costoro non avranno “nessuna parte per sempre “nella congregazione del Signore”. Poiché “non vi entrerà nulla di contaminato, né commette abominio o menzogna, se non quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello” Apocalisse 21:27.

Il motivo della loro condanna è la loro resistenza alla luce e alla verità conosciuta. Questi non solo “non entrarono” Luca 11:52 , essi stessi, ma, essendo ostacoli alla parola di Dio, quelli che entravano, impedirono.

6 Non profetizzate, dite a quelli che profetizzano; non profetizzeranno loro, che non si vergogneranno - Le parole sono molto enfatiche in ebraico, dalla loro brevità, “Non profetizzare; invero profetizzeranno; non profetizzeranno a questi; la vergogna non se ne andrà». Il popolo, i falsi profeti, i politici, proibirono a Dio ea Michea di profetizzare; "Non profetizzare". Dio, per Michea, recita a se stessi il loro divieto e li avverte delle conseguenze.

Profetizza di non -, letteralmente non lasciarti cadere. Amazia e la parte avversa a Dio avevano già dato un significato empio alla parola. “Non lasciar cadere”, “non distillare”, così incessantemente, queste stesse parole, sempre in avvertimento, sempre raccontando di “lamento e lutto e guai Ezechiele 2:10; profetizzando non il bene di noi, ma il male” 1 Re 22:18.

Così i loro discendenti comandarono agli Apostoli Atti degli Apostoli 4:18; Atti degli Apostoli 5:40 non parlare affatto o insegnare nel Nome di Gesù Atti degli Apostoli 5:28.

Non ti abbiamo comandato fermamente di non insegnare in questo Nome? Atti degli Apostoli 6:13. Quest'uomo non cessa di pronunciare parole blasfeme contro questo luogo santo e la legge. Dio risponde; Sicuramente profetizzeranno. La parola ebraica è enfatica. I profeti hanno ricevuto il loro incarico da Dio, e Lui devono obbedire, sia che Israele Ezechiele 2:5 , Ezechiele 2:7 lo ascolteranno o che lo astentino.

Così devono fare Michea e Isaia Isaia 28:9 , Isaia 28:22 ora, o Geremia Geremia 1:7 , Geremia 1:17; Geremia 26:10 , Ezechiele e il resto dopo. “Non profetizzeranno a questi”.

Non dice solo: "Non profetizzeranno a loro", ma, a questi; cioè, profetizzeranno ad altri che avrebbero ricevuto le loro parole: la parola di Dio non sarebbe stata trattenuta; coloro che ascolteranno non saranno mai privati ​​della loro parte; ma a coloro che disprezzano, "non profetizzeranno". Sarà tutto uno, come se non profetizzassero; la pioggia leggera non li irriga. Il pavimento della stalla sarà asciutto, mentre il vello sarà umido Giudici 6:37.

Così Dio dice per Isaia; “Comanderò anche alle nuvole che non facciano piovere su di essa” Isaia 5:6. La rugiada della parola di Dio sarà trasferita ad altri. Ma così la vergogna (letteralmente vergogna molteplice vergogna), non se ne andrà, ma riposerà su di loro per sempre. Dio avrebbe allontanato da loro la vergogna; ma essi, disprezzando i suoi avvertimenti, se lo attirarono.

Era il frutto naturale delle loro azioni; era nella sua casa naturale con loro. Dio parlò loro, affinché ne fossero liberati. Hanno messo a tacere i Suoi profeti; si assordarono alle Sue parole; quindi non partì. Così nostro Signore dice Giovanni 9:41 , Ora voi dite, vediamo; perciò il tuo peccato rimane; e Giovanni l'immersore Giovanni 3:36 , L'ira di Dio dimora su di lui.

Non ha ora il primo a venire. Non è una cosa nuova da evitare, da mettere da parte. Il peccatore non deve far altro che rimanere così com'è; la vergogna lo avvolge già; e solo non parte. L'ira di Dio è già su di lui e dimora su di lui.

7 O tu che sei chiamato casa di Giacobbe - Come dice Isaia: "Ascolta questo, o casa di Giacobbe, che sei chiamata con il nome di Israele - che fanno menzione del Dio d'Israele, non in verità, né in giustizia. Poiché si chiamano della città santa e si fermano al Dio d'Israele” Isaia 48:1.

Si vantavano di ciò che li condannava per mancanza di fede. Facevano affidamento sull'essere ciò che in spirito avevano cessato di essere, ciò che negavano nei fatti, figli di un antenato credente. È lo stesso carattere che vediamo più in generale nei loro discendenti; “Noi siamo la progenie di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessun uomo; come dici tu, sarai reso libero?" Giovanni 8:33 “Abramo è nostro Padre” Giovanni 8:39.

È lo stesso che hanno ripreso Giovanni l'Immersore e nostro Signore e Paolo. “Pensate di non dire dentro di voi che abbiamo Abramo per nostro padre” Matteo 3:9. “Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo” Giovanni 8:39. "Ora cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità - questo non ha fatto Abrahamo" Romani 2:17.

Non è ebreo chi lo è esteriormente, né lo è quella circoncisione che lo è esteriormente nella carne. - Ecco tu sei chiamato ebreo, e riposi nella legge e ti vanti di Dio, e conosci la Sua Volontà e approvi le cose che sono più eccellenti” - ecc. Il profeta risponde alle obiezioni inespresse di coloro che proibivano di profetizzare il male. “Così non potrebbe essere da Dio”, dissero questi; “poiché Dio è stato impegnato con le Sue promesse alla casa di Giacobbe.

Implicherebbe un cambiamento in Dio, se rigettasse coloro che aveva scelto”. Michea risponde; “non Dio è cambiato, ma tu”. La promessa di Dio era per Giacobbe, non per quelli che erano chiamati Giacobbe, che si chiamavano con il nome del loro padre, ma non compivano le sue opere. “Lo Spirito del Signore non si è ridotto”, cosicché è stato meno paziente di prima. Questi, che minacciava e di cui si lamentavano, non erano opere sue, non ciò che faceva per sua natura, non ciò che amava fare, non sue, come autore o causa di esse, ma loro.

Dio è buono, ma per coloro che possono ricevere il bene, "i retti di cuore" Salmi 73:1. Dio è solo Amore per Israele. Lui è tutto Amore; nient'altro che Amore: tutte le sue vie sono Amore; ma segue, a ciò che Israele, il vero Israele, il puro di cuore Salmi 25:10.

Tutte le vie del Signore sono misericordia e verità; ma a chi? a coloro che osservano il Suo patto e le Sue testimonianze Salmi 103:17; Luca 1:50. La misericordia del Signore va dall'eternità all'eternità; ma odia quelli che lo temono. diventano malvagi, il suo bene diventa per loro malvagio.

Leggero, salutare e rallegrante per i sani, ferisce gli occhi deboli. Ciò che è dritto non può adattarsi o adattarsi allo storto. Correggi la tua disonestà e le vie di Dio saranno dritte per te. Le mie parole non fanno bene? Dice parole buone e parole comode Zaccaria 1:13. Non solo sono bravi, ma fanno del bene Luca 4:32.

La sua Parola è con potenza. Eppure è con coloro che "camminano rettamente"; sia quelli che non abbandonano, sia quelli che ritornano per la via della giustizia. Dio lusinga non inganna, non promette ciò che non fa. Non può “parlare di pace dove non c'è pace” Geremia 6:14. Come Egli dice: “Ecco la severità di Dio; su quelli che ma verso di te, bontà, se tu perseveri nella sua bontà” Romani 11:22. Dio stesso non poteva creare un paradiso per gli orgogliosi o gli invidiosi. Il paradiso sarebbe per loro un inferno.

8 Anche di recente - (Letteralmente, ieri.) Girolamo: "Non imputa i peccati passati, ma quelli recenti e, per così dire, di ieri". “Il mio popolo è risorto con veemenza”. Dio li rimprovera teneramente con il titolo, "Mio proprio popolo", come si lamenta Giovanni, "Egli è venuto ai suoi, ei suoi non l'hanno ricevuto" Giovanni 1:11.

Dio non è diventato loro nemico, ma sono sorti come un solo uomo, - "è risorto", tutto questo, come Suo. In Lui avrebbero potuto avere pace, gioia e letizia assicurata, ma insorsero in ribellione contro di Lui, restituendoGli male per bene (come i cattivi cristiani fanno a Cristo) e portarono la guerra sulle loro stesse teste. Questo fecero con i loro peccati contro i loro fratelli. Rinunciando all'amore dell'uomo, si sono alienati dall'amore di Dio.

Ti togli (spoglia violentemente) la veste con l'indumento - Letteralmente, "sopra il mantello". L' שׂלמה s'almâh è il grande mantello avvolgente, che veniva indossato liberamente sopra l'altro vestito, e servito di notte per una copertura Deuteronomio 22:17. Eder, tradotto "vestito", probabilmente non è un indumento qualsiasi, ma l'abito rimanente, il bello, il divenire, l'abito della persona.

Questi li spogliarono violentemente delle persone, pacifici, senza offendere, alla sprovvista, "di passaggio sicuro, uomini avversi alla guerra" e alla contesa. Questi li spogliavano di giorno delle loro vesti, lasciandoli seminudi, e delle loro coperte per la notte. Così facendo la guerra contro il pacifico popolo di Dio, essi, per così dire, fecero guerra contro Dio.

9 Le donne del mio popolo avete cacciato dalle loro piacevoli case - (letteralmente, dalla sua piacevole casa), ciascuna dalla sua casa. Queste erano probabilmente le vedove di coloro che avevano spogliato. Poiché le case erano loro, erano vedove; e così i loro predoni erano in guerra con coloro che Dio aveva affidato al loro amore speciale, che aveva dichiarato gli oggetti delle sue stesse cure, «le vedove e gli orfani.

Le vedove "cacciarono con veemenza", come non avendo parte nell'eredità che Dio aveva dato loro, poiché Dio aveva scacciato i loro nemici davanti a loro, ciascuna "dalla sua piacevole casa", la casa dove aveva abitato con suo marito e bambini nella gioia e nella gioia.

Dai (dai) loro (giovani) figli avete tolto la Mia gloria - In primo luogo, la gloria, l'avvenenza, era l'abito adatto che Dio aveva dato loro (come Osea 2:11 ), e posto su di loro, e che questi oppressori spogliarono via da loro. Ma include tutti i doni di Dio, di cui Dio li adornerebbe. Invece della santa casa della cura dei genitori, i bambini sono cresciuti nel bisogno e nell'abbandono, lontani da tutte le ordinanze di Dio, forse, in una terra straniera.

"Per sempre." Non si sono mai pentiti, non hanno mai restituito; ma così subirono il guaio speciale di coloro che maltrattarono gli indifesi, le vedove e gli orfani. Le parole “per sempre” anticipano la punizione. La punizione è secondo il peccato. Non hanno mai cessato la loro oppressione. Loro, con la generazione che dovrebbe venire dopo di loro, dovrebbero essere privati ​​della “gloria” di Dio e cacciati dalla Sua terra per sempre.

10 Alzati e vattene - Vai per la tua strada, come se fossi stato scacciato dalla cura e dalla terra di Dio. Non importa dove sono andati. "Perché questo non è il tuo riposo." Come avete fatto, così vi sarà fatto. Come scacciate la vedova e l'orfano, così sarete scacciati; come non avete dato riposo a quelli "avversati dalla guerra", così non ne avrete Apocalisse 13:10.

“Chi conduce in cattività andrà in cattività; chi uccide con la spada deve essere ucciso con la spada”. La terra fu data loro come riposo temporaneo, simbolo e pegno del riposo eterno per gli obbedienti. Così parlò Mosè: «Non siete ancora giunti al riposo e all'eredità che il Signore vostro Dio vi dà. Ma quando attraverserete il Giordano e dimorerete nel paese che il Signore vostro Dio vi dà in eredità, e quando vi darà riposo dai vostri nemici tutt'intorno, affinché dimoriate al sicuro.

..” ( Deuteronomio 12:9 , aggiungi 1 Re 8:56 ). E Giosuè: “Ricordati della parola che Mosè ti ha comandato, dicendo: Il Signore Dio tuo ti dà riposo” Giosuè 1:13.

Ma il salmista li aveva avvertiti che, se avessero indurito il loro cuore come i loro antenati, anche loro "non sarebbero entrati nel suo riposo" Salmi 95:11.

Perché è inquinato - (Letteralmente, a causa del suo inquinamento) dall'idolatria, dalla violenza, dall'impurità. Così Mosè (usando la stessa parola) dice: “la terra è contaminata” dagli abomini del pagano; e li avverte: «Che il paese non vi vomiti quando lo contaminate, come ha vomitato le nazioni che erano prima di voi». Ezechiele parla di quella "contaminazione" Ezechiele 36:17 , come il motivo per cui Dio espulse Israele.

"Ti distruggerà, anche con una distruzione dolorosa (letteralmente acuta)" ( Ezechiele 36:18 , aggiungi Geremia 2:7 ). . È una cosa dolorosa abusare delle creature di Dio per peccare, ed è inadatto che dovremmo usare ciò di cui abbiamo abusato. Quindi, la Sacra Scrittura parla, come se anche la creazione inanimata prendesse parte a Dio, "sottoposta alla vanità, non volontariamente", e non potesse sopportare coloro che l'hanno impiegata contro la sua volontà.

Le parole: "Alzati, vattene, perché questo non è il tuo riposo", divennero una sorta di sacro proverbio, ripetuto all'anima, ogni volta che avrebbe trovato riposo da Dio. : “Siamo invitati a non pensare a nessun riposo per noi stessi in nessuna cosa del mondo; ma, per così dire, risorgendo dai morti, per allungarmi in alto e camminare dietro al Signore nostro Dio, e dire: "L'anima mia si attacca a te". Questo se trascuriamo e non ascoltiamo Colui che dice: 'Risvegliati, che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà', davvero dormiremo, ma saremo sedotti e non troveremo riposo; poiché dove Cristo non illumina l'anima risorta, ciò che sembra essere riposo, è afflizione». Faticoso è tutto il riposo che non è in te, o nostro Dio.

11 Se un uomo cammina nello spirito e nella falsità - Letteralmente, "nello spirito" (non nel Mio Spirito) "e nella falsità", cioè in uno spirito bugiardo; come loro, il cui guaio Ezechiele pronuncia Ezechiele 13:3 , “Guai ai profeti stolti che camminano secondo il proprio spirito e ciò che non hanno visto Ezechiele 13:2 , Ezechiele 13:17; profeti dal loro cuore, che profetizzarono una visione di falsità, e una distruzione e il nulla; falsità profetizzata; sì, profeti dell'inganno dei loro cuori.

Questi, come i veri profeti, “camminarono in spirito”; come Isaia parla di “camminare nella giustizia” Isaia 33:15. La loro conversazione abituale era ma spirito, ma di falsità. Se un tale mente dicendo: "Ti profetizzerò di vino e bevanda inebriante". La coscienza dell'uomo deve necessariamente avere qualche motivo nel parlare falsamente di Dio.

I falsi profeti dovevano compiacere i ricchi, incoraggiarli nella loro autoindulgenza, dire loro che Dio non avrebbe punito. Senza dubbio parlavano delle promesse temporali di Dio al Suo popolo, la terra "che scorre con latte e miele". Le sue promesse di raccolto e vendemmia abbondanti, e li assicurava che Dio non li avrebbe ritirati, che non era così preciso sulla sua legge. Michea dice loro in parole semplici, a cosa è arrivato tutto; era una profezia di "vino e bevanda inebriante".

Sarà anche il profeta di questo popolo - Letteralmente "e irrigherà questo popolo". Usa le stesse parole, che gli schernitori di Israele e di Giuda impiegavano per proibire di profetizzare. Hanno detto, "non lasciarti cadere"; proibendo la parola di Dio come un faticoso cadere. Ha consumato la loro pazienza, non il loro cuore di pietra. Dice loro, che potrebbero parlare loro senza stancarsi, delle cui parole non si stancheranno mai, che potrebbero fare abitualmente ciò che hanno proibito a Dio, - uno che, in nome di Dio, li ha messi a loro agio nelle loro indulgenze sensuali.

Questo è il segreto del successo di tutto ciò che si oppone a Dio ea Cristo. L'uomo vuole un Dio. Dio ha reso una necessità della nostra natura il desiderio ardente di Lui. Spirituale, come naturale, la fame, esclusa o disgustata dal cibo sano, deve essere calmata, soffocata, con ciò che placherà i suoi roditori. Il nostro intelletto naturale anela a Lui; poiché non può comprendere se stessa senza di Lui. La nostra inquietudine anela a Lui; su cui riposarsi.

La nostra impotenza anela a Lui, per sfuggire alla pressione insopportabile del nostro futuro sconosciuto. La nostra immaginazione lo brama; poiché, essendo fatto per l'Infinito, non può accontentarsi del finito. Gli affetti dolorosi Lo bramano; perché nessuna creatura può calmarli. La nostra coscienza insoddisfatta anela a Lui, che la insegni e la faccia uno con se stessa. Ma l'uomo non vuole essere responsabile, né dovere; ancor meno per essere passibile di sanzioni per la disobbedienza.

Il cristiano, non l'uomo naturale, desidera che tutto il suo essere tenda a Dio. L'uomo naturale desidera liberarsi di ciò che lo mette a disagio, non appartenere a Dio. E l'orribile sottigliezza del falso insegnamento, in ogni epoca o paese, è quello di soddisfare le proprie esigenze preferite, senza richiedere il sacrificio di sé o l'oblazione di sé, per dargli un dio come avrebbe, come potrebbe accontentarlo.

: "Il popolo vuole essere ingannato, sia ingannato", è un vero proverbio. “Gli uomini distolgono gli orecchi dalla verità” 2 Timoteo 4:4 che non amano; e così sono rivolti a favole che a loro piacciono. Coloro che “non ricevono l'amore della verità, - credono alla menzogna” 2 Tessalonicesi 2:11.

Se gli uomini "non conserveranno Dio nella loro conoscenza, Dio li consegnerà a una mente indistinta" Romani 1:28. Coloro che non hanno voluto ricevere nostro Signore, venendo nel Nome di Suo Padre, da allora, come Egli ha detto, “hanno ricevuto quelli che sono venuti nel loro” Giovanni 5:43. Gli uomini insegnano ai loro insegnanti come desiderano essere ingannati e ricevono l'eco dei loro desideri come Voce di Dio.

12 Io certamente radunerò, o Giacobbe, tutti te; Certamente radunerò il residuo d'Israele - la misericordia di Dio sul penitente e la credenza essendo la fine di tutte le Sue minacce, la menzione spesso irrompe all'improvviso. Cristo è sempre la Speranza come Fine della profezia, sempre davanti alla mente dei profeti. Il terremoto e il fuoco precedono in Lui la voce ancora sommessa della pace. Ciò che allora ci sembra improvviso, in verità è connesso.

Il profeta aveva detto Michea 2:10 , dove non era il loro riposo e come dovevano essere scacciati; dice subito come dovrebbero essere raccolti per il loro riposo eterno. Aveva detto, quali promesse dei falsi profeti non si sarebbero Michea 2:11.

Ma, essendo la disperazione il nemico più mortale dell'anima, non toglie loro false speranze, senza mostrar loro le vere misericordie in serbo per loro. Girolamo: “Non pensare”, diceva, “che io sia solo un profeta del male. La cattività predetta verrà davvero ora, e verranno anche le misericordie di Dio, sebbene non nel modo di cui parlano questi”.

I falsi profeti parlavano di abbondanza mondana che serve alla sensualità e di sicurezza ininterrotta. Racconta delle misericordie di Dio, ma dopo il castigo, al "rimanente d'Israele". Ma il restauro è completo, ben oltre la loro condizione allora. Aveva predetto la desolazione di Samaria Michea 1:6 , la cattività di Giuda Michea 1:16; Michea 2:4; predice la restaurazione di tutto Giacobbe, come uno.

Le immagini sono in parte tratte (come è consuetudine del profeta) da quella prima liberazione dall'Egitto. Allora, come immagine della futura crescita sotto la persecuzione, Dio moltiplicò enormemente il Suo popolo Esodo 1:12; poi “il Signore andava davanti a loro di giorno in una colonna di nuvola per guidarli in cammino” Esodo 13:21; poi Dio "li fece salire" "fuori dalla casa di schiavitù" (vedi sotto, Michea 6:4 ).

Ma la loro futura prigione non doveva essere terra di Gosen. Doveva essere una prigionia e una dispersione insieme, come aveva già predetto Osea. Perciò ne parla enfaticamente, come di una grande folla: «Adunandoti, o Giacobbe, riunirò tutti te; raduno, radunerò il rimanente d'Israele». La parola, che è usata per il raduno di un gregge o dei suoi agnelli Isaia 40:11; Isaia 13:14 , divenne, dalla profezia di Mosè ( Deuteronomio 30:3 , vedi Nehemia 1:9 ), una parola ricevuta del raduno d'Israele dalla dispersione della cattività (vedi sotto, Michea 4:6; Salmi 106:47; Salmi 107:3; Isaia 11:12; Isaia 43:5;Isaia 54:7; Isaia 56:8; Sofonia 3:19; Geremia 23:3; Geremia 29:14; Geremia 31:8 , Geremia 31:10; Geremia 32:37; Ezechiele 11:17; Ezechiele 20:34 , Ezechiele 20:41; Ezechiele 28:25; Ezechiele 34:13; Ezechiele 37:21; Ezechiele 38:8; Ezechiele 39:27; Zaccaria 10:10 ).

Il ritorno degli ebrei da Babilonia non fu che una debole ombra del compimento. Poiché, per quanto ampi fossero i termini dei decreti di Ciro Esdra 1:2 e Artaserse Esdra 7:13 , e largamente come era diffuso quello di Ciro Esdra 1:1 , la restaurazione fu essenzialmente quella di Giuda, cioè Giuda , Beniamino e Levi: le città, i cui abitanti ritornarono, furono quelle di Giuda e Beniamino Esdra 2; Nehemia 7; le città, alle quali tornarono, erano delle due tribù.

Non era un raduno di "tutto Giacobbe"; e delle tre tribù che tornarono, c'erano solo poche radunate, e non avevano nemmeno un re terreno, né alcuna Presenza visibile di Dio. Le parole cominciarono a realizzarsi nei “molti Atti degli Apostoli 21:20 decine di migliaia” che credettero alla prima venuta di nostro Signore; e "tutto Giacobbe", cioè tutti coloro che erano davvero israeliti, "il resto" secondo l'elezione della grazia Romani 11:5 , furono riuniti nell'unico ovile della Chiesa, sotto un solo pastore.

Sarà pienamente adempiuto, quando, alla fine, "la pienezza dei Gentili entrerà e tutto Israele sarà salvato" Romani 11:25. “Tutto Giacobbe” è lo stesso del “resto d'Israele”, il vero Israele che rimane quando il falso si separò; tutto il granturco, quando la pula è stata ventilata.

Così dunque, mentre ora erano dispersi, Dio dice: "Li riunirò (in un solo ovile) come le pecore di Bozra", che abbondava di pecore Isaia 34:6 , ed era anche una forte città di Edom; denotando come i credenti dovrebbero essere recintati all'interno della Chiesa, come da un forte muro, contro il quale le potenze delle tenebre non dovrebbero prevalere, e il lupo dovrebbe ululare intorno all'ovile, ma non essere in grado di entrarvi, ed Edom e il pagano dovrebbero diventare parte dell'eredità di Cristo.

“Come gregge in mezzo al loro ovile”, in riposo, “come pecore, ferme e soggette alla voce del loro pastore. Così questi, avendo una sola fede e un solo Spirito, in mitezza e semplicità, obbediranno all'unica regola di verità. Né sarà un piccolo numero; " poiché il luogo dove saranno raccolti sarà troppo stretto per contenerli, come è detto in Isaia; “Dammi posto, perché io abiti” Isaia 49:20.

Faranno un gran rumore - (è la stessa parola del nostro ronzio, "il ronzio degli uomini") a causa della moltitudine di uomini. Egli spiega la sua immagine, come fa Ezechiele Ezechiele 34:31 , "E voi siete il mio gregge , il gregge del mio pascolo; uomini siete voi; Io, il tuo Dio, dice il Signore Dio: ed Ezechiele 36:38 , Come un gregge di cose sante, come il gregge di Gerusalemme nelle sue solenni feste; così le città desolate saranno piene di un gregge di uomini e sapranno che io sono il Signore.

“Saranno così tanti, che in tutto il mondo faranno un grande e pubblico suono nel lodare Dio, riempiendo il Cielo e i verdi pascoli del Paradiso di un potente mormorio di lode;” come Giovanni vide "una grande moltitudine che nessun uomo poteva Apocalisse 7:9 " Apocalisse 7:9 , "con una voce unita lodando il Buon Pastore, che spianò per loro tutti i luoghi aspri e li spianò con i suoi stessi passi, lui stesso la guida del loro cammino e la Porta del Paradiso, come Egli dice: 'Io sono la Porta;' attraverso il quale sfondando e andando avanti, essendo anche la Porta della via, il gregge dei credenti la varcherà. Ma questo Pastore è il loro Signore e Re”. Non solo il loro Re, ma il Signore Dio; così che anche questo testimonia che Cristo è Dio.

13 The Breaker è salito - (salito) prima di loro; hanno rotto (infranto) e hanno varcato la porta, e sono usciti L'immagine non è di conquista, ma di liberazione. Essi “sfondano”, non per entrare, ma per “passare attraverso la porta ed uscire”. Il muro della città è ordinariamente sfondato, per fare un ingresso Salmi 80:13; Salmi 89:41; Isaia 5:5; Nehemia 2:13 , o per assicurare a un conquistatore il potere di entrare in Proverbi 25:28; 2 Re 14:13; 2 Cronache 25:23; 2 Cronache 26:6 in qualsiasi momento, o per età e decadimento 2 Cronache 32:5.

Ma qui l'obiettivo è espresso, andare avanti. Chiaramente allora, prima erano confinati, come in una prigione; e la porta della prigione fu spalancata per liberarli. È quindi la stessa immagine di quando Dio dice per Isaia; “Dirò al Nord, arrenditi; e al Sud, non trattenerti” Isaia 43:6 , o, “Uscite da Babilonia, dite: il Signore ha redento il suo servo Giacobbe” Isaia 48:20; o, con la stessa reminiscenza della guida visibile di Dio del Suo popolo fuori dall'Egitto: “Via via, và via; poiché non uscirete di fretta, né ancora in fuga, poiché il Signore Dio andrà davanti a voi e il Dio d'Israele sarà la vostra ricompensa». o come Osea descrive la loro restaurazione ( Osea 1:11 , ( Osea 2:2, ebraico)); “Allora i figli di Giuda e i figli d'Israele si raduneranno e si costituiranno un solo capo e saliranno dal paese”.

Altrove, in Isaia, il significato spirituale della liberazione dalla prigione è messo in evidenza più distintamente, come opera del nostro Redentore. “Ti darò come alleanza del popolo, come luce delle genti, per aprire gli occhi dei ciechi, per far uscire dalla prigione i prigionieri, dalla prigione quelli che stanno nelle tenebre” Isaia 42:6; e, "lo Spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha unto per proclamare la liberazione ai prigionieri e l'apertura della prigione ai prigionieri" Isaia 61:1.

Da questo passaggio, il "Breaker-through" era uno dei titoli del Cristo, noto agli ebrei, come Uno che dovrebbe essere anche "dal basso e dall'alto"; e da esso credevano che "i prigionieri sarebbero saliti dalla Geenna, e la Sheehinah", o la Presenza di Dio, "alla loro testa". : “Colui dunque che spezzerà la via, il Re e Signore che salirà davanti a loro, sarà il Buon Pastore, che li mette insieme nell'ovile.

E questo fa quando, come dice: 'Egli mette fuori le sue pecore, e va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce' Giovanni 10:4. Come li libera se non soffrendo per loro, lasciando loro un esempio di sofferenza e aprendo l'ingresso del Paradiso? Il Buon Pastore sale fino al tempo Croce Giovanni 10:15; Giovanni 12:32 , ed è innalzato da terra, offrendo la sua vita per le sue pecore, per attirare tutti gli uomini a lui.

Sale calpestando la morte con la sua risurrezione; Egli sale al di sopra del cielo dei cieli, e siede alla destra del Padre, aprendo loro la via, affinché il gregge, nella sua umiltà, giunga dove il Pastore è andato prima nella sua maestà. E quando Egli così sfonda e apre la strada, anche loro «sfondano e passano per la porta ed escono per essa», per quella Porta, cioè di cui il Salmista dice: «Questa è la Porta del Signore; i giusti entreranno in It' Salmi 118:20.

Che altro è questa Porta se non quella stessa Passione di Cristo, presso la quale non c'è porta, né via per cui alcuno possa entrare nella vita? Attraverso quel portale aperto, che la lancia del soldato fece nel suo costato quando fu crocifisso, e "ne uscì sangue e acqua, passeranno e passeranno", proprio come i figli d'Israele passarono attraverso il Mar Rosso, che si divise prima loro, quando il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri annegarono.

'” Dionisio: “Egli sarà nei loro cuori, e li insegnerà e li guiderà; Egli mostrerà loro la via della Salvezza, 'guidando i loro passi nella via della pace' Luca 1:79 , ed essi passeranno per la porta stretta e angusta che conduce alla vita; di cui è scritto: 'Entrate per la porta stretta; perché stretta è la porta e angusta è la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano.

E il loro Re passerà davanti a loro' Matteo 7:13 , come fece, anticamente, nella figura della nuvola, di cui Mosè disse: 'Se la tua presenza non va, non portarci di qua; e da dove si saprà che ho trovato grazia davanti a te, io e il tuo popolo, non è che tu sali con noi?' Esodo 33:15 , e come fece poi quando passò da questo mondo al Padre”. "E il Signore sul (cioè, a) il capo di loro", come del suo esercito.

Rup.: “Poiché il Signore è il suo nome, ed Egli è il Capo, loro le membra; Lui il Re, loro il popolo; Lui il Pastore, loro le pecore del suo pascolo. E di questo passaggio parlò: "Per me, se uno entra, sarà salvato, entrerà e uscirà e troverà pascolo" Giovanni 10:9. Infatti un uomo entra quando, ricevendo la fede, diventa una pecora di questo Pastore, ed esce, quando chiude questa vita presente, e poi trova i pascoli della vita imperitura ed eterna”; “passando da questo pellegrinaggio alla sua casa, dalla fede alla vista, dalla fatica alla ricompensa.

Di nuovo, descrivendo la vita del cristiano qui, parla di progresso. Girolamo: “Chi sarà entrato, non deve rimanere nello stato in cui è entrato, ma deve uscire al pascolo; in modo che, nell'entrare, sia il principio, nell'uscire e trovare il pascolo, il perfezionamento delle grazie. Chi vi entra è contenuto entro i confini del mondo; colui che esce va, per così dire, al di là di tutte le cose create e, considerando come nulla tutte le cose che si vedono, troverà pascolo sopra i cieli, e si pascerà della Parola di Dio, e dirà: "Il Signore è il mio pastore ” Salmi 23:1 , (e mi nutre), non mi può mancare nulla.

Ma questo andare avanti può essere solo per mezzo di Cristo; come segue, 'e il Signore a capo di loro'”. Né, di nuovo, questo è di per sé facile, o fatto per noi senza alcuno sforzo da parte nostra. Tutto è di Cristo. Le parole esprimono la vicinanza del rapporto tra il Capo ei membri; e quello che fa Lui, nostro Re e Signore, lo fanno, perché Colui che l'ha fatto per loro, lo fa in loro. Le stesse parole sono usate da entrambi, mostrando che ciò che fanno, lo fanno in virtù della sua potenza, calpestando i suoi passi, camminando dove ha spianato la via, e mediante il suo spirito.

Quello che fanno, lo fanno, come appartenendo a Lui. Egli "sfonda", o, piuttosto, in tutto è "il Sfondatore". Essi, dopo aver sfondato, passano, perché Egli “passa davanti a loro”. Egli spezzerà Isaia 45:2 in pezzi le porte di rame e spezzerà le sbarre di ferro. Egli “sfonda” qualunque cosa ci trattenga o ci si opponga, tutta la potenza del peccato e della morte e Satana, come Mosè aprì il Mar Rosso, per “una via per il passaggio dei riscattati” Isaia 51:10; e così dice: "Io andrò davanti a te, spezzerò le porte di rame, taglierò in pezzi le sbarre di ferro, e ti darò i tesori delle tenebre e le ricchezze nascoste dei luoghi segreti" Isaia 45:2.

Allora i cristiani, seguendo Lui, Capitano della loro salvezza, fortificati dalla sua grazia, devono rompere le sbarre della carne e del mondo, le catene e i vincoli delle passioni e abitudini malvagie, forzarsi per la via angusta e la porta angusta, fare violenza a se stessi 2 Timoteo 2:3 , sopportare la durezza, come buoni soldati di Gesù Cristo.

Il titolo di nostro Signore, l'Infranto, e il detto "sfondano", esprimono insieme lo stesso che fa il Nuovo Testamento riguardo al nostro essere partecipi delle sofferenze di Cristo Romani 8:17. Coeredi di Cristo, se è vero che soffriamo con lui, per essere anche insieme glorificati 2 Timoteo 2:11.

Se siamo morti con lui, vivremo anche con lui; se soffriamo, con Lui regneremo anche 1 Pietro 4:1. Poiché dunque Cristo ha sofferto per noi nella carne, armatevi anche voi dello stesso pensiero.

Le parole possono includere anche la rimozione delle anime dei giusti, che avevano creduto in Cristo prima della sua venuta, in cielo dopo la sua risurrezione, e si compirà pienamente quando, alla fine, farà sì che i suoi servi fedeli, nel corpo e anima, per entrare nella gioia del loro Signore.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Michea 2

1 INTRODUZIONE A MICHEA 2

In questo capitolo ci si lamenta dei peccati del popolo d'Israele, e si viene minacciati di punizione per essi. I peccati di cui sono accusati sono la cupidigia, l'oppressione e l'ingiustizia, che sono stati premeditati e commessi deliberatamente, Michea 2:1,2 ; perciò il Signore ha tramato contro di loro il male, non devono scampare; e che avrebbe fatto crollare il loro orgoglio e li avrebbe fatti lamentare, perché non avrebbero goduto della porzione di terra che apparteneva loro, Michea 2:3-5 ; sono inoltre accusati di opporsi ai profeti del Signore, la cui follia e malvagità è smascherata, Michea 2:6,7 ; e con grande disumanità e barbarie, anche verso le donne e i bambini, Michea 2:8,9 ; e quindi hanno l'ordine di aspettare e prepararsi per un trasferimento fuori dalla loro terra, Michea 2:10 ; e piuttosto, poiché incoraggiavano e ascoltavano i falsi profeti, e si dilettavano in loro, Michea 2:11 ; e il capitolo si conclude con parole di conforto per il resto tra loro, e con preziose promesse del Messia, e le benedizioni della grazia per mezzo di lui, Michea 2:12,13

Versetto 1. Guai a coloro che tramano l'iniquità,

Qualsiasi tipo di iniquità; idolatria, o adorazione di idoli, poiché la parola è usata a volte per un idolo; o il peccato di impurità, su cui troppo spesso si soffermano i pensieri nella stagione notturna; o bramare i beni del prossimo e opprimere i poveri; peccati che sono istanziati in Michea 2:2 ; e ogni cosa vana, stolta e malvagia, e nella contesa reca difficoltà e angoscia: ora si denuncia un guaio contro coloro che pensano a tali cose, e se ne compiono nella loro immaginazione, e escogitano modi e mezzi per commetterle.

e operano il male sui loro letti; quando, essendo i sensi meno impegnati, i pensieri sono più liberi; ma non dovrebbe essere impiegato per il male; ma sia meditando la bontà divina, sia lodando il Signore per le sue misericordie; o nell'esaminare il cuore, lo stato e il caso di un uomo, e nel fare cordoglio per i suoi peccati, e chiedere a Dio la remissione di essi; ma, invece di questo, si dice che le persone qui minacciate "fanno del male sui loro letti", quando dovrebbero essere addormentate e riposate, o impegnate nelle cose di cui sopra; cioè, complottano e escogitano il modo di compiere il male che meditano; decidono di farlo, e sono sicuri di farlo come se fosse effettivamente fatto; e lo mettono in scena nella loro mente, come se fosse reale; vedi Salmi 36:4 ;

quando il mattino è chiaro, lo praticano; desiderano e aspettano la luce del mattino, e appena appare si alzano; e, invece di benedire Dio per le misericordie della notte, e di occuparsi dei loro legittimi affari, si sforzano di mettere in pratica con tutto il rigore e la diligenza, e il più rapidamente possibile, ciò che hanno progettato e tramato nella stagione notturna;

perché è in potere della loro mano; di commetterlo; e non hanno in sé alcun principio di bontà, né timore di Dio che li trattenga, o, poiché la loro mano è rivolta alla potenza, essa è stesa e usata nel commettere il peccato al massimo della loro potenza, senza alcun riguardo per Dio o per l'uomo. La versione latina della Vulgata lo è, perché la loro mano è contro Dio; il loro cuore è inimicizia verso Dio, e perciò gli si oppongono con entrambe le mani, e non si curano dell'iniquità che commettono; sono ribelli contro di lui, e non gli saranno sottomessi. Le versioni dei Settanta e arabe lo sono, perché non alzano le mani a Dio; non lo pregano, e quindi sono audaci e audaci nel perpetrare l'iniquità più grossolana, che un uomo di preghiera non osava fare; ma la versione siriaca è l'opposto, alzano le mani a Dio; fanno sfoggio di religione e devozione, quando i loro cuori e le loro mani sono profondamente impegnati nel peccato, il che dimostra la loro impudenza e ipocrisia; ma i passaggi in Genesi 31:29 Deuteronomio 32:28 Proverbi 3:27 favoriscono e confermano la nostra versione, e il senso di essa; così il Targum

2 Versetto 2. E bramano i campi, e [li] prendono con la violenza,

I campi dei loro poveri vicini, che si trovano vicino a loro e convenienti per loro; Vorrebbero che fossero loro, e escogitano modi e mezzi per farli entrare in loro possesso; e se non possono ottenerli con mezzi equi, se non riescono a convincerli a venderli, o al loro prezzo, o useranno qualche metodo astuto per ottenerli da loro, o li porteranno via con la forza e la violenza; come Achab prese da lui la vigna di Nabot:

e le case, e portatele via; bramano anche le case dei loro vicini e seguono la stessa condotta per toglierle dalle loro mani e aggiungerle ai loro possedimenti.

così opprimono l'uomo e la sua casa, anche l'uomo e la sua eredità; non solo espropriarlo della sua casa per abitarvi, ma della sua eredità paterna, essendo inalienabile ciò che ha ricevuto dai suoi antenati e avrebbe dovuto trasmettere alla sua posterità; e così angosciava un uomo e la sua famiglia per il momento, e la sua posterità dopo di lui. La versione latina della Vulgata è che calunniano un uomo e la sua casa; che sembra essere in armonia con la storia di Acab, 1Re 21:13

3 Versetto 3. Perciò così dice il Signore: Ecco, contro questa famiglia io tramo un male,

A causa di quei mali di cupidigia, oppressione e ingiustizia, segretamente escogitati e deliberatamente commessi, il Signore, che non sonnecchia né dorme, dichiara, e vuole che si osservi, di aver escogitato un male di punizione contro l'intera nazione d'Israele, in particolare le dieci tribù, tra le quali questi peccati prevalevano grandemente; l'invasione del loro paese da parte degli Assiri e la loro deportazione in paesi stranieri, da parte di esso.

dal quale non toglierete il vostro collo; cioè, non dovrebbero essere in grado di liberarsene; non sarebbero stati in grado di fermare il nemico nella sua avanzata, essendo entrato nella loro terra; né obbligarlo a rompere l'assedio della loro città, davanti alla quale si sarebbe seduto, e lì avrebbe continuato finché non l'avesse presa; ed essendo da lui portati prigionieri, non sarebbero mai stati in grado di liberarsi dal giogo della schiavitù posto su di loro, e sotto il quale rimangono fino al giorno d'oggi. L'allusione è alle bestie che sfilano il collo dal collare o dal giogo messo su di loro: questi figli di Belial hanno spezzato il giogo dei comandamenti di Dio, e ora egli metterà su di loro un altro giogo, non potranno mai liberarsi fino al tempo della restaurazione di tutte le cose, quando tutto Israele sarà salvato.

e non andrete superbi; come facevano ora, in posizione eretta, con il collo teso e la testa sollevata in alto, e guardando gli altri con disprezzo e disprezzo; ma d'ora in poi sarebbe stato altrimenti: le loro teste sarebbero state abbassate, i loro volti sarebbero stati abbattuti e le loro schiene sarebbero state piegate con i pesi che erano addosso.

perché questo tempo [è] male; molto calamitoso, afflittivo e angosciante; e quindi non un tempo per l'orgoglio e la superbia, ma per lo sconforto e l'umiliazione; vedi Efesini 5:16

4 Versetto 4. In quel giorno si pronuncerà una parabola contro di te,

Usando il tuo nome, come un soprannome, un proverbio, una provocazione e uno scherno; deridendo le tue calamità e miserie, o, "riguardo a te", prendi e consegna un racconto dei tuoi guai, in espressioni figurative e paraboliche; che Kimchi pensa debba essere inteso come un falso profeta, scoprendo che le sue profezie e promesse non si sono avverate affatto; o piuttosto un estraneo, uno spettatore, uno spettatore delle loro miserie, un nemico che li insulta, li imita e li rappresenta; o uno di essi, a nome degli altri:

e si lamentano con un doloroso lamento; o, "lamentare un lamento di lamento": molto grave; o, "un lamento che è" o "sarà" o "è fatto"; una vera, e che continuerà:

[e] dicono: siamo completamente rovinati; le nostre persone, le nostre famiglie e i nostri amici; le nostre tenute, i campi e i vigneti; i nostri paesi e le nostre città, e tutto il nostro paese, tutto devastato, saccheggiato e saccheggiato.

egli ha cambiato la parte del mio popolo; il paese d'Israele, che era la parte del suo popolo, data loro come parte dal Signore; ma ora lui, o il nemico l'Assiro, o Dio per mezzo di lui, aveva cambiato i suoi possessori; l'aveva tolta a Israele e l'aveva data ad altri.

Come l'ha tolto da me! il paese che era la mia parte e la parte del mio popolo; Come mai egli ha tolto ciò che era mia proprietà e l'ha dato a un altro! Com'è strano questo! Come è stato fatto all'improvviso! E con quali mezzi!

egli ha diviso i nostri campi; o Dio, allontanandosi dal suo popolo, a causa dei suoi peccati, divise i suoi campi tra i suoi nemici; "invece di restaurare", come alcuni lo leggono, lo fece; o il nemico l'Assiro, voltandosi dall'altra parte dopo aver conquistato il paese, e in procinto di tornare al suo paese, lo divise tra i suoi soldati: o, "al perverso" o "al ribelle, divide i nostri campi"; cioè, il Signore li divide al malvagio, perverso e bestemmiatore re d'Assiria; così la parola è usata per uno che va avanti perverso, e travia, Isaia 57:17 Geremia 3:14,22

5 Versetto 5. Perciò non avrai nessuno che tiri a sorte una corda,

Ciò conferma ciò che prima era stato pronunciato in modo parabolico, e come un lamento; ed è rivolto al falso profeta, come Kimchi; che non dovrebbe essere, né avere alcuna posterità per ereditare a sorte la terra d'Israele; o a quegli oppressori che hanno tolto case e campi ad altri, questi non dovrebbero più avere parte né lotto nella terra; o piuttosto a tutto il popolo d'Israele, che non dovrebbe più ereditare la sua terra dopo la sua cattività, come non ha fatto fino ad oggi. L'allusione è alla distribuzione della terra a sorte, e alla divisione di essa con una corda o una linea, come al tempo di Giosuè; ma ora non ci dovrebbe essere terra in possesso degli Israeliti da dividere tra loro; né alcun popolo a cui dividerlo, essendo sparsi su e giù per il mondo, e quindi non c'è bisogno di alcuna persona da impiegare in tale servizio; né alcun sinedrio o corte di giustizia a cui rivolgersi per una giusta ed equa divisione e distribuzione, che forse può essere inteso nella prossima frase:

nella congregazione del Signore; a meno che questo non si intenda del corpo del popolo, che prima era chiamato la congregazione del Signore, Deuteronomio 23:1,2 ; anche se ora avevano perso questo carattere, e sono chiamati solo in modo così ironico, come alcuni pensano. Aben Esdra lo interpreta, quando il Signore restituisce la cattività del suo popolo; e così Kimchi, che lo applica al falso profeta, come già osservato, che in questo momento non dovrebbe avere parte né sorte nel paese

6 Versetto 6. Non profetizzate, [dicono loro che] profetizzate,

O "non lasciar cadere", tali parole terribili, cose così minacciose; non scorrano dalle tue labbra con tanta profusione e abbondanza; cessate di parlare nel nome del Signore, se non possiamo udire altro che aspri rimproveri e giudizi severi, o la prima parola rispetta i veri profeti del Signore e proibisce loro di profetizzare; e, Secondo altri, il prossimo dovrebbe essere tradotto: "Profetizzino" o "lascino cadere"; cioè, i falsi profeti, che profetizzano cose lisce; e così il senso è, che l'uno profetizzi, ma non l'altro:

non profetizzeranno loro; queste sono le parole del Signore, in risposta all'altra, che, poiché non amavano i suoi profeti, non dovevano più essere mandati a loro, né dovevano far cadere o distillare su di loro la pioggia della dottrina; ma, come giudizio su di loro, dovrebbero esserne privati: o, "Non profetizzeranno secondo questi"; come fanno i falsi profeti, non cose come loro; o il tutto può essere reso così: "Non profetizzare", o, "se profetizzano, non profetizzino come queste"; cose come queste; cioè,

[affinché] la vergogna non li colga più; cioè, come i falsi profeti, che dissero che la vergogna e la confusione non sarebbero piombate sul popolo d'Israele, né l'ira sarebbe stata denunciata contro di loro, ma avrebbero goduto di grande pace e prosperità: ma il primo senso sembra migliore, e il significato di questa clausola è che i veri profeti del Signore non dovrebbero più profetizzare a questo popolo, Poiché non hanno scelto, avrebbero dovuto: "affinché la vergogna non scendesse su di loro"; affinché i profeti non siano trattati da loro in modo vergognoso e ignominioso: o, come altri, "la vergogna non si allontanerà da loro"; sebbene pensino di sfuggirla proibendo ai profeti di profetizzare cose terribili a venire, tuttavia la confusione sarà alla fine la loro parte

7 Versetto 7. O [tu che sei] chiamato la casa di Giacobbe,

Chiamato dopo quell'uomo grande e buono, e contato il popolo di Dio, e ha il carattere di essere persone religiose; Ma, ahimè! non hanno che un nome, e non la cosa, e sono i discendenti degenerati di quel famoso patriarca.

Lo Spirito del Signore è in difficoltà? o "abbreviato"; lo Spirito del Signore nei suoi profeti, deve essere limitato e trattenuto secondo la volontà degli uomini? o, se a questi profeti è proibito di profetizzare, e sono messi a tacere, il residuo dello Spirito non è forse presso il Signore? non può egli suscitare altri per profetizzare nel suo nome? o lo Spirito del Signore è limitato, come spirito di profezia, solo per predire cose buone, e non cattive? Non può minacciare con la punizione per il peccato, così come promettere pace e prosperità?, e deve essere considerato ristretto e stretto, perché ora non lo fa? La colpa non è di ciò, ma di voi, che rendete necessario, con la vostra condotta, che non siano predette da voi cose buone, ma cattive.

[Sono] queste le sue azioni? o le azioni di Giacobbe, cose come quelle di Giacobbe? Egli proibì mai ai profeti del Signore di profetizzare? O fece forse le cose che richiedevano le minacce e le minacce che ora vengono pronunciate dai profeti? O divengono queste persone che vanno sotto il suo nome? o le opere che fate piacciono a Dio? Se lo fossero, i Suoi profeti non avrebbero inviato messaggi così terribili: o sono queste le opere del Signore? Sono forse i giudizi le opere che egli compie di continuo e di cui si diletto? Non sono forse i suoi atti, i suoi atti strani? Se vi comportaste diversamente da come vi comportate, non sentireste nulla del genere:

Le mie parole non fanno forse del bene a chi cammina rettamente? che cammina in modo retto e secondo la regola della parola divina, nella rettitudine e integrità del suo cuore, mirando all'onore e alla gloria di Dio in tutte le sue vie? a un tale uomo le parole del Signore per mezzo dei suoi profeti dicono cose buone, gli promettono cose buone qua e nell'aldilà e gli fanno del bene, rallegrano il suo spirito, rallegrano, ristorano e confortano la sua anima

8 Versetto 8. Anche negli ultimi tempi il mio popolo si è sollevato come nemico,

O "ieri", cioè poco prima di questa profezia, il popolo d'Israele, quelli delle dieci tribù, che erano il popolo di Dio di professione, si levarono come nemici non solo di Dio e della vera religione, adorando gli idoli, ma piuttosto dei loro fratelli, quelli delle due tribù di Giuda e di Beniamino, come fecero ai tempi di Pekah, re d'Israele, che ne uccise centoventimila in un solo giorno, 2Cronache 28:6 ; e che è qui menzionato come motivo per cui lo Spirito del Signore nei suoi profeti li minacciò di male e non promise loro cose buone:

vi togliete il mantello con l'indumento; la parte superiore e inferiore, e così li spogliarono nudi: o, "strapparono la veste dalla veste", come alcuni; presero loro la parte superiore o mantello e lasciarono loro solo la sottoveste.

per coloro che passano sicuri, come uomini contrari alla guerra, che viaggiavano da un luogo all'altro per i loro affari, e si credevano molto sicuri; erano uomini pacifici e non sospettavano alcun male dagli altri; o, "di ritorno dalla guerra"; tali che fuggirono in battaglia, e fuggirono per salvarsi la vita; e quando immaginarono, furono al sicuro, e fuori pericolo, caddero nelle mani dei ladri, che li spogliarono delle loro vesti. Gussezio lo interpreta di coloro che stavano tornando alla battaglia, eppure così usato

9 Versetto 9. Voi avete cacciato le donne del mio popolo dalle loro case piacevoli,

Non contente di uccidere i loro mariti, prendevano prigioniere le loro mogli o vedove, le espropriavano delle loro abitazioni, dove avevano vissuto deliziosamente con i loro mariti e figli; così troviamo che, al tempo sopra menzionato, il popolo d'Israele portò prigioniere dei loro fratelli duecentomila donne, e le portò a Samaria, 2Cronache 28:8. Alcuni comprendono questo del divorzio, di cui quegli uomini furono la causa, o commettendo adulterio con loro, che era una giusta ragione per il divorzio del marito; o frequentando le loro case, il che ha suscitato sospetti e gelosie:

Avete tolto ai loro figli la mia gloria per sempre; ciò di cui Dio avrebbe avuto gloria, ed essi gliel'avrebbero data a causa; come il loro essere allevati in modo religioso; le loro libertà, sia civili che religiose; i loro possedimenti paterni e le loro eredità, e il godimento della loro terra; e specialmente l'adorazione di Dio nel tempio, di cui furono privati essendo stati portati via dal loro paese: o si può intendere della gloria che si accumula a Dio con un matrimonio onorevole, e il letto immacolato; e il disonore gettato su di lui dal contrario, così come sui bambini, che possono essere sospettati di essere illegittimi

10 Versetto 10. Alzatevi e andatevene,

Cioè, fuori dalla terra; non pensare a una continuazione in esso, ma aspettati una rimozione da esso; prepararsi alla prigionia e all'esilio; cercalo in ogni momento, per sentirti dire: alzati e vattene di qui; Poiché, poiché hai scacciato altri dai loro beni e dalle loro eredità, questo sarà il tuo caso.

poiché questo non [è] il [vostro] riposo; la terra in cui allora abitavano le dieci tribù, e che era stata data ai loro padri come eredità e come luogo di riposo, e che lo era stata per secoli passati, ora non lo sarebbe più, a causa dei loro peccati e delle loro trasgressioni; non devono aspettarsi di rimanere qui a lungo, e godere del riposo e dell'agio; ma per essere scacciati, e privati di tutti i benefici che ne derivano, ed essere portati in un paese straniero, dove, invece del riposo e del caso, sarebbero stati in schiavitù e schiavitù.

Poiché è contaminato, vi distruggerà, sì, con una dolorosa distruzione; perché la terra in cui fu dato loro di abitare fu contaminata dalle loro molteplici iniquità, in particolare dagli adulteri, prima accennati: ogni peccato è di natura contaminante; ha contaminato i corpi e le anime di questi uomini; contaminarono i possedimenti di cui erano in possesso, la terra in cui abitavano e i loro concittadini; perciò verrebbe su di loro una completa distruzione, anche dolorosa e dolorosa, per cui la loro terra sarebbe devastata, ed essi ne consumerebbero la terra: oppure; "Ti corromperà, sì, con una corruzione grave"; o se tu sarai corrotto su di essa, ti vomiterà come una cosa corrotta, come fece con i Cananei, i suoi antichi abitanti; quando sembrerai essere come sei, estremamente corrotto; o, "sarà in pena, [sì] con pene dolorose"; come quelli di una donna in travaglio, non potendo più sopportarli, ma liberandosene per mezzo dei giudizi di Dio su di loro. Questo può essere applicato allo stato attuale e alla condizione del popolo di Dio in questo mondo, che non è il loro riposo; ne rimane uno per loro in un altro mondo, ma non sono ancora arrivati ad esso; poiché mentre sono qui sono in difficoltà, a causa del peccato insito, delle tentazioni di Satana, delle diserzioni divine e delle varie paure che li accompagnano, così che hanno poco riposo; Inoltre, questo è uno stato di guerra, e sono impegnati con molti nemici; e nel migliore dei casi non sono che viaggiatori che passano attraverso questo mondo verso la casa del loro Padre: questo è anche il loro tempo di lavoro, e sono accompagnati da una varietà di afflizioni dentro e fuori; e poiché ci sono tante corruzioni e contaminazioni nel mondo, a causa della lussuria, che lo rendono che non può essere luogo di riposo per un uomo buono; spetta a loro non prendere il loro riposo qui, ma cercarlo altrove; e di vivere nell'attesa di essere chiamati fuori da esso, e di essere pronti a partire quando il Signore li chiamerà

11 Versetto 11. Se un uomo che cammina nello spirito e nella menzogna mente,

Chi finge di essere un profeta, e un uomo spirituale, e di essere sotto l'ispirazione e l'influenza dello Spirito di Dio, ma non dice altro che menzogne e falsità; o chi è mosso da uno spirito di menzogna e menzogna; o, come ai margini, "cammina con il vento e mente falsamente"; è pieno di vento e di vanità; e segue i dettami della sua mente vana, e conia menzogne e dice cose false:

[dicendo]: Io ti profetizzerò di vino e di bevanda inebriante; o "lascia [una parola] su di te", affinché vi siano bei momenti, e nient'altro che buon mangiare e bere, e che gli uomini non debbano temere che accadano loro cose tristi come quelle di cui parlavano i profeti del Signore; ma possano essere allegri e allegri, e bere vino e bevande inebrianti, e non aver paura della loro cattiva novella. o, per il vino e la bevanda inebriante, così Kimchi; e il significato è che, se gli dessero un calice di vino, o un sorso di bevanda forte, egli profetizzerebbe loro cose buone; il contrario di ciò che è stato detto prima, come che dovrebbero rimanere nel loro paese, e non allontanarsi da esso; che questo dovrebbe essere il loro riposo, e vi rimangano e non vi siano né distrutti né scacciati.

egli sarà il profeta di questo popolo; un "contagocce" per loro; vedi Michea 2:6 ; costui sarà loro accetto; lo accarezzeranno, e lo preferiranno ai veri profeti del Signore; il che è menzionato per mostrare l'indole del popolo, e la facilità con cui sono stati imposti, e la loro mancanza di rispetto verso i profeti del Signore, come in Michea 2:6,7 ; argomento su cui il profeta ritorna qui, come osserva Kimchi

12 Versetto 12. Io certamente radunerò, o Giacobbe, tutti te,

Queste parole sono o le parole del falso profeta continuato, che profetizzava di vino e bevanda inebriante, come Aben Esdra; promettendo grande abbondanza e prosperità, e che il resto delle dieci tribù portate prigioniere da Tiglatpileser sarebbe stato restituito, e avrebbero dovuto vivere tutti insieme in sicurezza e abbondanza, e rallegrarsi a causa del loro numero: oppure sarebbero una denuncia di minacce e giudizi, come Kimchi; che gli Israeliti fossero radunati insieme, ma come pecore da macello, anche quelle che erano rimaste, non ancora portate in cattività; questi dovrebbero essere chiusi e assediati nelle loro città, e fare rumore, e gridare per paura dei loro nemici, e a causa del gran numero di loro, o piuttosto sono una comoda promessa del raduno del popolo d'Israele nei tempi del Messia, negli ultimi giorni della dispensazione del Vangelo, sì, tutto Giacobbe, tutta la posterità d'Israele; perché allora "tutto Israele sarà salvato", Romani 11:26 ; e questo viene introdotto, anche se bruscamente, come spesso accade con tali promesse, per il conforto del popolo del Signore, in mezzo a notizie dolorose e tristi portate al popolo in generale: Certamente radunerò il resto d'Israele; il resto secondo l'elezione della grazia, che il Signore riserverà per sé, quelli che ne saranno rimasti negli ultimi giorni; questi saranno raccolti efficacemente per la grazia di Dio a Gesù, il vero Messia, che ora cercheranno; e nella sua chiesa, per unirsi al suo popolo, abbracciando il suo Vangelo e sottomettendosi alle sue ordinanze; quando ci sarà "un solo ovile" per i Giudei e i Gentili, e "un solo Pastore" su di loro, il Signore Gesù Cristo, Giovanni 10:16 ;

Io li radunerò come le pecore di Bozra; un luogo famoso per le greggi e i pascoli; a significare che dovrebbero essere curati dal grande e buon Pastore, avere un buon ovile e buoni pascoli forniti per loro, dove dovrebbero pascolare comodamente insieme, in grande unità e affetto:

come il gregge in mezzo al loro ovile; sdraiarsi in sicurezza e riposare tranquillamente; vedi Ezechiele 34:13,14 ;

faranno gran rumore a causa della moltitudine degli uomini: un rumore di gioia, perché il loro numero è aumentato di uomini come un gregge, e così numeroso, che il luogo sarà troppo stretto per loro, e a causa del numero dei pastori buoni e fedeli sotto Cristo, per pascerli e proteggerli, anche pastori secondo il cuore di Dio, dato loro per nutrirli con conoscenza e intelligenza, Geremia 3:15

13 Versetto 13. Il demolitore è salito davanti a loro,

Non il nemico, né l'esercito assiro né quello caldeo, o una parte di esso, che saliva prima degli altri, abbattendo le mura della città, sia di Samaria che di Gerusalemme, per farvi entrare, né Sedekia, come Giuseppe Kimchi, che riuscì a fuggire attraverso le mura distrutte, né i Maccabei, che furono strumenti di grande salvezza e liberazione per i Giudei dopo la cattività, e prima della venuta di Cristo. Kimchi fa menzione di un'esposizione, che interpreta "il frangente" di Elia, che doveva venire prima del Messia; "e il loro re", nell'ultima parte del testo, del ramo figlio di Davide; cioè, il Messia; il quale senso il signor Pocock pensa possa essere ammesso, purché da Elia comprendiamo Giovanni Battista, il precursore di Cristo, che è il vero Elia che doveva venire; che ha rotto, preparato e spianato la strada a Cristo con la sua dottrina e il suo battesimo vedi Luca 1:16,17; 3:4,5 ; ma è meglio interpretare "il frangente" di Cristo stesso; e così lo trovo spiegato anche dagli Ebrei, ai quali questo e tutti gli altri personaggi nel testo concordano; e che possono essere così chiamati rispetto alla sua incarnazione, essendo il primogenito che aprì il grembo materno, e venne al mondo in un modo molto straordinario; la sua nascita fu da una vergine, che lo era sia prima che dopo la nascita; così Farez aveva il suo nome, che deriva dalla stessa radice, ed è di un suono simile a Phorez qui, dal suo irrompere davanti a suo fratello, inconsapevolmente, e contrariamente all'aspettativa, Genesi 38:29 ; questo concorda con Cristo, rispetto alla sua morte, quando ha sconfitto e sconfitto tutti i nemici, il peccato, Satana, il mondo e la morte; sfondò tutte le truppe dell'inferno e saccheggiò principati e potestà; e attraverso tutte le difficoltà che si frapponevano sulla via della salvezza del suo popolo; abbatté il muro di mezzo della separazione, la legge cerimoniale che era tra Giudei e Gentili; e spezzarono il giogo del peccato, Satana e la legge, sotto la quale si trovavano, e li rimisero in libertà; e alla sua risurrezione spezzò le corde della morte, come Sansone fece le sue viscere come un filo di stoppa; e alla sua ascensione si fece strada attraverso le regioni dell'aria, e lì legioni di diavoli, conducendo prigionieri i prigionieri, ed entrò in cielo; e fu "pandens iter", come la versione latina della Vulgata qui lo rende, "aprendo la via" al suo popolo per entrarvi; mediante il ministero della parola, egli si fece strada nel mondo dei Gentili, conquistando e per vincere, che era potente, per mezzo di Dio, per abbattere le fortezze e ridurre le moltitudini alla sua obbedienza; alla conversione di ogni peccatore egli sfonda le porte eterne dei loro cuori ed entra; egli spezza i loro cuori di roccia, e poi lega ciò che ha spezzato; e nell'ultimo giorno frantumerà tutti i suoi nemici come un vaso da vasaio; sì, egli frantumerà e consumerà tutti i regni della terra, che diverranno come la pula delle aie estive: e ora egli è asceso, o "salito" in cielo al Padre suo lì, e "davanti a loro" le sue pecore, il suo popolo, che si dice sia radunato, radunato e messo insieme; Egli è asceso come il loro precursore, per ricevere doni per loro, e concederli su di loro, e per preparare il cielo per loro, e per intercedere in loro favore; e, come egli è salito, così sicuramente lo seguiranno anche:

si sono spezzati, hanno attraversato la porta e ne sono usciti; né gli Assiri né i Caldei; né il popolo che fuggì con Sedechia; ma le pecore di Cristo lo seguivano, il loro Pastore; che, nella forza di Cristo e nella potenza della sua grazia, evadono dalle loro prigioni; e spezzare i gioghi e le catene in cui sono stati tenuti, e ogni fedeltà ai precedenti signori; e sfonderanno i loro nemici, e diventeranno più che vincitori per mezzo di colui che li ha amati; e "passa per [lui] la porta"; la porta stretta e la via stretta che conduce al Padre e al godimento di tutte le benedizioni della grazia; e nell'ovile, la chiesa e i suoi privilegi; e anche nel cielo stesso, la vita eterna e la felicità, e per mezzo del quale anche essi "escono", poiché egli è per loro una porta di scampo, dalle mani di tutti i loro nemici, e dall'ira avvenire; ed egli è per loro la porta della speranza di ogni bene, e che conduce a verdi pascoli, e per i quali entrano ed escono e trovano pascolo.

e il loro re passerà davanti a loro, e l'Eterno sul capo di loro; non il re d'Assiria o di Babilonia, davanti ai loro rispettivi eserciti, essendo il Signore Dio stesso in modo provvidenziale alla loro testa e succedendo a loro; né Osea o Sedekia, che precedevano il loro popolo in cattività, dopo che il Signore li aveva abbandonati; ma il Re Messia, che è il Re di Sion, il Re dei santi, che precede il suo popolo come un re davanti ai suoi sudditi e come un pastore davanti al suo gregge; e che è il vero Geova, il Signore nostra giustizia, che è a capo ed è il Capo della sua chiesa; il Capitano della loro salvezza, cioè alla testa dei suoi eserciti, i suoi eletti e fedeli, che lo seguono e lo inseguono, Apocalisse 17:14 19:14

Commentario del Pulpito:

Michea 2

1 Vers. 1-5. 6. Il profeta giustifica la sua minaccia raccontando i peccati di cui i grandi e i colpevoli.

Il profeta, egli stesso uno del popolo, per primo inveisce contro i peccati di ingiustizia e di oppressione dei poveri. Ideare una pratica di lavoro. Una gradazione. Non sono indotti a questi peccati da altri; essi stessi concepiscono il proposito malvagio nel loro cuore; poi preparano e maturano il loro schema attraverso la riflessione; Quindi procedono all'esecuzione. Lavora il male; cioè preparare i mezzi per realizzare il loro concepimento. comp Isaia 41:4 Sui loro letti. Agisce la notte, il tempo naturale della riflessione. comp. Salmi 4:4; 36:4 È leggero. Lungi dal rifuggire dalla luce del giorno nel mettere in atto i loro malvagi progetti, si accingono a compierlo non appena il mattino glielo permette. Perché è nel potere delle loro mani. La loro forza fa il loro diritto. Per la frase, Genesi 31:29; Proverbi 3:27 Poiché la parola el può essere intesa come Dio oltre che potenza, alcuni rendono qui: Perché la loro mano è il loro dio, confrontando la vanteria di Mezenzio in Virgilio, Eneide, 10:773; Dextra mihi Deus et telum quod missile libro.

La Vulgata ha, Quoniam contra Deum est manus eorum; LXX, perché non hanno alzato le mani a Dio. Cantici il siriaco, con l'omissione del negativo

Vers. 1-11. Delineazioni di profonda trasgressione, giusta retribuzione ed equità divina

Abbiamo in questi versetti tre immagini, disegnate da una mano maestra, e molto suggestive di un insegnamento pratico

IO UN'IMMAGINE DI PROFONDA TRASGRESSIONE. (Vers. 1, 2, 8, 9) Osservare delineato in esso:

1. L'abuso del privilegio. versetto 1) Che manna è la notte! La stagione del riposo; la benedetta barriera tra il giorno e il giorno, quando il brusio e la frenesia, l'ansia e la stanchezza degli affari sono sospesi, quando l'artigiano stanco si riposa dalla sua fatica; quando il viaggiatore sul vasto mare dimentica per un po' i pericoli del mare; quando il guerriero cessa per un po' di sentire il rombo del cannone e di affrontare il nemico; e quando tutta la natura è addormentata, salva gli stanchi guardiani presso il letto della sofferenza e le madri sveglie e amorevoli che si prendono cura dei loro cari nei loro tranquilli nidi. Benediciamo Dio per il giorno con la sua alba mattutina, la sua gloria di mezzogiorno, le sue ombre serali; ma lo benediciamo anche per la notte, con il suo manto di zibellino, la sua vaga solitudine, il suo tranquillo riposo. E di questo alto privilegio si è grossolanamente abusato. Guai a coloro che tramano l'iniquità e operano il male sui loro letti! (ver. 1). Non è che i pensieri malvagi abbiano involontariamente invaso le loro menti, ma che hanno deliberatamente pianificato il male e l'hanno escogitato. Una cosa è che i pensieri malvagi entrino nella mente nelle sue ore tranquille senza essere stati richiesti; un'altra è intrattenerli; e la cosa peggiore è quella di escogitare questi, e nelle stesse stagioni date all'uomo per il riposo, di essere trovati a tramare e a escogitare danni. Cantici è sempre stato con gli empi, che hanno abusato dei migliori doni di Dio. Salmi 36:4 Proverbi 4:16

2. Il non miglioramento dell'opportunità. versetto 1) Ogni mattina ci porta un nuovo dono di tempo da parte del nostro Dio. Con le nostre ore di veglia arriva la chiamata divina a un nuovo servizio. La forza è stata raccolta, ora da spendere nel miglioramento delle opportunità di sacro servizio che sicuramente si presenteranno. Beati coloro che iniziano la giornata con Dio, e poi escono per santificare ogni impegno della vita, e per usare per lui ogni opportunità che può essere data I veri cuori si allargano e si sollevano verso il loro Dio, come i fiori fanno con il sole: dagli i tuoi primi pensieri, così gli farai compagnia tutto il giorno.

La grave accusa qui sollecitata era che allo spuntare del giorno uscivano per rinnovare le loro azioni malvagie; che la forza fresca impartita loro da Dio fu impiegata da loro contro di lui; il male da loro tramato nella notte uscirono con l'alba del mattino per commetterlo; le energie che avrebbero dovuto essere consacrate a Dio le dedicavano a oscure e audaci azioni di empietà. Quando il mattino è chiaro, lo praticano, perché è in potere della loro mano (versetto 1)

3. La perversione del potere. (Vers. 2, 8, 9) Sia Michea che Isaia misero in risalto il prevalente peccato di cupidigia, che induceva i potenti e gli influenti a pervertire il potere e l'influenza che possedevano, a danno dei deboli e degli oscuri, che li opprimevano e li tiranneggiavano. Così sono qui accusati di

(1) privandoli senza scrupoli della loro eredità (ver. 2);

(2) spogliarsi delle loro vesti di persone pacifiche e inoffensive (ver. 8);

(3) cacciare le vedove dalle loro case e far soffrire gli orfani di padre per la miseria e l'abbandono (Ver. 9)

In questo modo la triste immagine del peccato spudorato che ci viene qui presentata è resa sempre più oscura dal prevalente peccato di concupiscenza, che porta a una dura oppressione e a un grave torto

4. Il rifiuto volontario della luce e la preferenza per l'oscurità. (Vers. 6, 11) Ai veri profeti del Signore, che cercavano di far capire loro il senso della loro colpa e di indurli a tornare al Signore, dissero: Non profetizzate (versetto 6), mentre agli spiriti bugiardi sarebbero prontamente dati. Giovanni 3:19,20

II UN'IMMAGINE DI CASTIGO MERITATO. (Vers. 3, 4, 5, 10) La caratteristica principale di questa immagine è l'illustrazione che offre del carattere retributivo del castigo divino per il peccato. Osservare:

1. Avevano escogitato il male contro gli altri; ora Dio avrebbe escogitato il male contro di loro (ver. 3)

2. Avevano oppresso gli altri; Ora dovrebbero essere oppressi (vers. 3), e anche le loro tristi elegie, strappate loro attraverso il loro dolore, dovrebbero essere prese e ripetute contro di loro in pura derisione dai loro oppressori (vers. 4, 5)

3. Avevano scelto volontariamente i loro falsi profeti e avevano accolto le loro parole menzognere, e ora non dovrebbero trarre alcun conforto dalle parole di speranza che, nei giorni bui, dovrebbero essere pronunciate dai veri profeti, e che dovrebbero rivelarsi consolatorie per il resto del popolo di Dio che era rimasto fedele (ver. 6)

4. Avevano scacciato le vedove e gli orfani, e dovevano essere essi stessi scacciati (ver. 10). Guardiamo questa immagine del castigo imminente, e impariamo da essa che la retribuzione segue il peccato; vediamo in esso un'illustrazione dell'Antico Testamento dell'assicurazione del Nuovo Testamento che tutto ciò che l'uomo semina, quello pure mieterà. Galati 6:7,8

III UN'IMMAGINE DELL'EQUITÀ DIVINA. versetto 7) Dio, per mezzo del suo profeta, si espose con il popolo che aveva agito in modo così indegno, che portava il nome di Israele, ma che così disonorava la sua pia stirpe; e dichiararono loro che le sue vie non erano disuguali; che la rettitudine e la misericordia caratterizzarono tutte le sue operazioni; che attraverso tutto aveva cercato il loro bene; che non era sua volontà che i guai minacciati si abbattessero su di loro; che questo era interamente un loro atto; e che né i loro peccati né i loro dolori potevano essere veritamente addebitati a lui. Ci sono molti passaggi di questo tipo sparsi in tutti gli scritti profetici, in cui Dio si degnava di esporre con i passaggi errati che sono inesprimibilmente teneri e toccanti. Geremia 2:5; Isaia 5:4; 43:22,25 Cantici Cristo ai Giudei del suo tempo, quando presero le pietre per lapidarlo, chiese: Per quale di queste opere mi lapidate?». Giovanni 10:32 E la stessa voce divina si espone con noi nella nostra peccaminosità; e la nostra risposta dovrebbe essere: A te, ecc. Daniele 9:6,7 Queste rivelazioni divine sono le frecce della convinzione che vengono da Dio ai cuori degli uomini, e che, a differenza delle frecce avvelenate degli antichi che tagliavano la morte nel loro volo, portano misericordia e vita nell'anima umana

OMELIE di E.S. PROUT Versetti 1-3. I peccati deliberati portano punizioni predestinate

Vediamo qui

I LA GENESI DEL CRIMINE. Vengono descritte tre fasi

1. I desideri peccaminosi sono custoditi nel cuore. Questi peccatori escogitano l'iniquità, ci pensano, Salmi 7:14 immaginatela (la stessa parola di 1Samuele 18:25, riferendosi al pensiero e al piano di Saul per assicurare la morte di Davide), soffermatevi su di essa; poiché la malvagità è dolce nella loro bocca. Giobbe 20:10-12 Illustrate dai pensieri licenziosi di Davide 2Samuele 11:2,3 o Amnon, 2Samuele 13:1,2 i pensieri cupidi di Achab, 1Re 21 o i pensieri invidiosi e vendicativi di Aman. Ester 3:5,6 ; vedi Giacomo 1:14,15 Qui il peccato non è rintracciato durante la sua crescita. Dalla sua nascita san Giacomo passa alla sua maturità: il peccato, quando è adulto, genera la morte. Ma Michea indica le fasi della sua crescita

2. I piani di malvagità sono deliberatamente escogitati. Lavorano, preparano o fabbricano il male sui loro letti. Nelle loro ore di riposo non possono cessare dal peccato. Sui loro letti, dove possono godere del sonno dell'amato di Dio, dove nelle ore di veglia possono comunicare con Dio e con i loro cuori, Salmi 4:4; 16:7; 63:6; 104:34 complottano i loro crimini. Salmi 36:4 Proverbi 4:16 Se vogliono alleati, non esitano ad assicurarsi l'aiuto del falso testimone, del procuratore, dell'avvocato disonesto, del giudice corrotto. Illustrazione: Gezabele; i sacerdoti; Matteo 28:11-14 gli assassini. Atti 23:12-15

3. Il complotto è eseguito in un crimine. Agiscono prontamente, presto, senza mostrare segni di pentimento o di riflessione; Geremia 8:6 alla luce del giorno, senza Estere 6:4 Matteo 27:1,2 - pronto a spargere sangue, o frodare, o dissoluto. La forza costituisce il loro diritto; empiamente potenti e potenti nell'empietà, perché è in potere delle loro mani. Dextra mihi Deus (Virgilio). Sono incuranti della rovina causata a un uomo innocente o a un'intera famiglia derubata della loro eredità, Neemia 5:1-5 o della loro testa, 1Re 21:13 o del fiore del gregge, qualche figlio diletto più prezioso di qualsiasi eredità. 2Samuele 12:1-9

II LA SUA INEVITABILE CONNESSIONE CON LA PUNIZIONE. Mentre i peccatori bramano, complottano, saccheggiano, Dio osserva, progetta e formula la punizione. Questo è:

1. Predestinato; sulla base del peccato deliberato. Dio ha quindi tutta la forza del ragionamento dimostrativo. Proverbi 1:31; Isaia 65:12, ecc

2. Difficile da sopportare. Rispetto a un giogo. Confrontate il giogo della disciplina del Padre Lamentazioni 3:27 e del servizio del Redentore. Matteo 11:29,30 Se questi gioghi vengono gettati via con disprezzo, il giogo malvagio della punizione, un giogo di ferro, è preparato. Geremia 28:14

3. Inevitabile. Si vedano le figure sorprendenti in Amos 9:1-4 e Zaccaria 14:16-18 (i molteplici strumenti di punizione di Dio); Confronta 1Timoteo 6:9,10

4. Umiliante. E non andrete con superbia. Quante volte la punizione contro l'orgoglioso o il rapacetore è sorprendentemente appropriata al loro peccato! L'abilità dell'uomo nel peccare con successo è superata dalla saggezza di Dio nel punire. Giobbe 9:4 Quando la saggezza e la potenza di Dio sono entrambe schierate contro di noi, è davvero un momento malvagio

5. Assolutamente disastroso. Una rivoluzione in tutte le loro circostanze (vers. 4). Così le conseguenze del peccato possono essere irreparabili in questo mondo; ma il vangelo della grazia di Dio parla di un perdono per mezzo del quale il peccato può essere giustamente perdonato, e le conseguenze eterne possono essere eliminate. E.S.P. Isaia 43:25 Giovanni 5:24

OMULIE di d. thomas Versetti 1-4. Avarizia.

Guai a coloro che tramano l'iniquità e operano il male sui loro letti! Quando il mattino è chiaro, lo praticano, perché è in potere della loro mano, ecc. Il profeta, nel capitolo precedente, predisse il giudizio che si sarebbe abbattuto su entrambi i regni a causa della loro apostasia dal Dio vivente. Egli inizia questo capitolo denunciando l'avarizia rapace dei loro capi. L'oppressione è uno dei più grandi crimini sociali; ahimé! uno che è stato prevalente in ogni epoca e paese; un crimine anche questo, che la Bibbia denuncia con grande frequenza e con forza terribile. L'avarizia, o avidità, è la sorgente e lo spirito di ogni oppressione. Nel testo abbiamo questa rapace avarizia che ci viene presentata in tre aspetti

TRAMAVO NELLA LUCE. Gli uomini avari tramano l'iniquità e fanno il male sui loro letti. Quando l'avarizia si impossessa di un uomo, fa lavorare il cervello sia di notte che di giorno. Tiene occupate le facoltà intellettuali nella quiete delle ore notturne. Quali piani per truffare, frodare e saccheggiare gli uomini sono inventati in questa nostra Londra ogni notte sul cuscino! Forse non c'è passione che si impadronisca più forte dell'uomo di questa, e che muova il suo intelletto con tanta concentrazione e costanza. È stato chiamato il grande sepolcro di tutte le altre passioni

Quando il mattino è chiaro, lo praticano, perché è in potere della loro mano. Delitzsch rende questo: Alla luce del mattino lo eseguono, perché la loro mano è il loro dio. L'idea è, forse, che ciò che stimano di più è il guadagno mondano del loro avido lavoro. Cantici lo è sempre; Il guadagno è il dio dell'uomo avido. Sacrifica tutto il suo tempo e il suo lavoro sul suo altare. Davanti ad esso egli prostra la sua anima Il tuo avaro uomo di giorno trotterella per le strade, per le botteghe, per i mercati, come un cane affamato in cerca di cibo. Shakespeare paragona un uomo del genere a una balena, che gioca e ruzzola, spingendo i poveri avannotti davanti a sé, e alla fine li divora tutti in un boccone. Ho sentito parlare di tali balene sulla terraferma, che non se ne vanno mai a bocca aperta finché non hanno inghiottito l'intera chiesa parrocchiale, il campanile, le campane e tutto il resto

III SOFFERENZA NEL GIUDIZIO. Perciò così dice il Signore; Ecco, contro questa famiglia io tramo un male, dal quale non rimuoverete il vostro collo, ecc. Alla fine arriva il giudizio; E nel giudizio, come queste parole ci fanno capire, la punizione corrisponderà al peccato. Poiché riflettono sul male, dice Delitzsch, per privare i loro simili dei loro beni, Geova manderà il male su questa generazione, porrà un giogo pesante sul loro collo, sotto il quale non potranno camminare con alterigia o con il collo disteso. Sì, verrà il tempo in cui l'avaro milionario esclamerà: Siamo completamente viziati. Andate ora, o ricchi, piangete e gridate per le vostre miserie che vi verranno addosso, ecc. D.T. Giacomo 5:1

2 Essi attuano con la violenza aperta la frode che hanno escogitato e pianificato. comp. Isaia 5:8; Amos 4:1 Ambiti campi. Confrontate la facilità di Acab e Nabot. 1Re 21 Il comandamento contro la concupiscenza Esodo 20:17 insegnò agli ebrei che Dio considerava i peccati di pensiero così come di azione. La legge proibiva l'alienazione della proprietà fondiaria e il trasferimento di proprietà da tribù a tribù. Levitico 25:23-28; Numeri 36:7 Un ricco poteva comprare la proprietà di un povero soggetta alla legge del giubileo; ma sembra che questi grandi abbiano forzato la vendita di proprietà, oppure se ne siano impadronite con la forza o con la frode. Opprimere; Vulgata, calumniabantur. La parola ebraica implica l'idea di violenza

3 Il peccato sarà seguito dalla sua punizione appropriata. Come hanno escogitato il male, Dio escogiterà una punizione. Questa famiglia. Tutto il popolo. Amos 3:1 Un male. Un castigo, un giudizio. Amos 3:6 Voi. Il profeta si rivolge improvvisamente a loro, alla famiglia. I tuoi colli. Parla della calamità come di un giogo pesante e irritante, dal quale non dovrebbero essere in grado di liberarsi. comp. Osea 10:11 Questo giogo è la loro conquista e il loro esilio per mano di stranieri. comp. Geremia 27:12 Alteramente. Con testa eretta. Settanta,. Il loro orgoglio sarà abbassato. Questo tempo è malvagio; pieno di calamità, che è annunciato nei versetti seguenti. Le parole ricorrono in Amos 5:13, ma il male di cui si parla è morale. comp. Efesini 5:16

4 In quel giorno. Il tempo malvagio di cui parla il Versetto 3. Una parabola (mashal); probabilmente qui una canzone di scherno. Il nemico userà le parole con cui Israele lamenta la sua calamità come uno scherno contro di lei. Abacuc 2:6 E lamentarsi con un doloroso lamento. L'ebraico dà un'allitterazione notevole, Nahah nehi niheyah; Settanta, lamentare un lamento con melodia; Vulgata, Cantabitur canticum cum suavitate; Piangi un gemito di dolore. (Pusey). Il siriaco coincide con la LXX Prendendo le tre parole come affini, otteniamo una frase molto forte; Ma la maggior parte dei commentatori moderni non considera Niheyah una formazione femminile, Butniph. del verbo sostantivo hayah; quindi le parole significherebbero, Lamentarsi con il lamento; È fatto, diranno; siamo completamente viziati. Così Cheyne. Il lamento inizia con È fatto, e continua fino alla fine del versetto. I verbi sono usati in modo impersonale: uno deve prendere, uno si lamenterà, uno dirà; ma è chiaro che gli ultimi due si riferiscono agli ebrei che pronunceranno il canto funebre dato, che a sua volta sarà ripetuto come scherno dal nemico. Siamo completamente viziati. Secondo la seconda delle spiegazioni della frase precedente, queste parole ampliano e definiscono il grido disperato: È fatto! Nell'altro caso, sono l'inizio del lamento. Settanta, Siamo miseramente infelici. La lamentela è duplice. In primo luogo, la condizione un tempo fiorente di Israele viene trasformata in rovina e desolazione. In secondo luogo, Egli ha cambiato (cambia) la parte del mio popolo. Questa è la seconda calamità: egli, Geova, passa la nostra eredità nelle mani di altri; la terra di Canaan, che ci è stata data in pegno, viene trasferita ai nostri nemici. La Settanta è stata misurata con una linea. Come me l'ha tolta la porzione! Questo è meglio della traduzione alternativa: Come si allontana da me? Voltandosi dalla sua parte, egli ha diviso i nostri campi; piuttosto, all'apostata egli divide i nostri campi. L'apostata è il re d'Assiria o Caldea; ed è così chiamato come un ribelle contro Geova, che avrebbe potuto conoscere alla luce della religione naturale. Michea 5:15; Romani 1:20 Ciò fu adempiuto in seguito con la colonizzazione della Samaria da parte di una popolazione mista

5 Perciò tu. POICHÉ tu, il grande tirannico e oppressivo (vers. 1, 2), hai trattato ingiustamente la terra del tuo prossimo, perciò non avrai nessuno che getterà una corda (la linea) a sorte (per un sorte); cioè non avrai più eredità in Israele. La linea è la linea di misura usata per dividere la terra, come Amos 7:17. Il riferimento è all'originale distribuzione della terra a sorte al tempo di Giosuè. vedi Giosuè 14:2, ecc. Nella congregazione del Signore. Il popolo del Signore, la cui politica stava per essere dissolta. Hitzig, Reuss e Orelli suppongono che questo versetto contenga una minaccia contro lo stesso Michea da parte degli empi Giudei, lasciando intendere che lo puniranno per aver osato profetizzare contro di loro, e che morirà senza lasciare figli. Ma questo sembra inverosimile e inammissibile

6 Vers. 6-11. 7. La minaccia annunciata nel versetto 3 è ulteriormente rivendicata e applicata ai singoli peccatori, con uno sguardo ai falsi profeti che insegnarono al popolo ad amare le menzogne.

Non profetizzate; letteralmente, non lasciate cadere, come Amos 7:16 (dove vedi nota). In genere si suppone che gli oratori siano i falsi profeti che desiderano chiudere la bocca a Michea e coloro che la pensano allo stesso modo con lui. Questo è probabilmente corretto; Ma questi non sono gli unici oratori; sono inclusi anche il popolo stesso, i grandi oppressori, che si schierano con i veggenti cacciatori di popolarità (vedi nota al Versetto 12). Dite a coloro che profetizzano; piuttosto, così profetizzano (goccia). Michea usa la propria parola sarcasticamente, Non rimproverare sempre; Così rimproverano . Il resto del versetto appartiene agli stessi oratori, e dovrebbe essere tradotto: Non profetizzeranno di queste cose; I rimproveri non cessano mai. I grandi uomini e i falsi profeti si lamentano dei veri profeti che proclamano sempre la sventura e rimproverano il popolo, e li invitano a lasciare da parte tali denunce per il futuro. Il passaggio è molto difficile, e la sua interpretazione ha molto esercitato i commentatori; quanto sopra è praticamente la spiegazione di Ewald, Hitzig, Castelli e Cheyne. Orelli fa le due ultime frasi di Michea risposta all'interdetto degli avversari: Non si dovrebbe profetizzare queste cose? I rimproveri (contro i veri profeti) non dovrebbero mai cessare? Preferiamo le interpretazioni date sopra, e consideriamo la risposta del profeta come data nel prossimo versetto

Un veto empio, un ritiro fatale.

Adottiamo come nostra traduzione di questo versetto difficile: Non profetizzare; in verità profetizzeranno; non profetizzeranno a costoro; la vergogna non se ne andrà. Vediamo i suoi

HO UN VETO EMPIO. Gli uomini possono cercare di porre il loro veto su un messaggero fedele in vari modi

1. Cercando di persuaderlo a pronunciare parole dolci. Così l'integrità di Michea fu attaccata per la prima volta. 1Re 22:13 Così, anche, negli ultimi giorni di Amos 2:12, dove viene suggerita la corruzione dei profeti e dei Nazirei e di Isaia. Isaia 30:9-11

2. Il mio veto diretto, sostenuto da minacce, pronunciato o sottinteso, come nella facilità di Amos. Amos 7:10-13

3. Per persecuzione diretta. Michea fu imprigionato; Gezabele stroncò i profeti del Signore e cercò di uccidere Elia. Furono formate cospirazioni contro la libertà e la vita di Geremia. Geremia 20:1,2 26:8,9 I fedeli testimoni di Dio sono sempre odiosi alla bestia e a coloro che portano il suo marchio. Apocalisse 11:7-10 I passi successivi di questo empio veto si vedono nell'esperienza degli apostoli di Cristo. Atti 4:1-3.18-21 5:17.18.26-40

4. Con ostinata negligenza o altezzoso disprezzo. Questi sono praticamente un veto sui predicatori fedeli. Cfr Isaia 28:9-12; 53:1 È come se i loro ascoltatori dicessero: Risparmia il respiro, ecc., o con una frase ancora più rozza: Stai zitto! Perché in realtà preferiscono maestri come quelli a cui si allude nel Versetto 11, che li incoraggiano nel peccato e nell'illusione. Deuteronomio 29:19,20 Il disprezzo con cui i predicatori e i loro messaggi sono spesso considerati è una tentazione ad abbandonare l'opera. Dicono: Non lasciar cadere (ebraico), che sembra quasi equivalente a non sciocchezze, sentiamo parlare del decadimento della predicazione, e sappiamo da quanti è trascurata. Dire: "Non ci interessa ascoltare il tuo messaggio", è più o meno come dire: Non profetizzare, e la negligenza della verità di Dio da parte di ascoltatori cortesi e persino lusinghieri è una dolorosa tentazione per un predicatore sincero che veglia per le anime e non per i sorrisi. Ezechiele 33:30-32 A questo empio veto arriva una risposta sotto forma di

II UN RITIRO FATALE. Sentiamo tre messaggi taglienti e decisi

1. Profetizzeranno. I servi di Dio continueranno a farlo sotto la costrizione sia di un comando divino che di un impulso irresistibile. Entrambe queste cose sono illustrate nella storia di Geremia, che si ritirò dalla sua missione, Geremia 1:5-19; 15:10; 20:7,8 eppure la intraprese, Geremia 2:1 e vi ritornò più e più volte. Geremia 15:15,16; 20:9 San Paolo è un altro esempio. Atti 26:16-20; Galati 1:15,16 ; vedi anche Atti 20:24; 1Corinzi 9:16 L'empietà degli uomini non frustrerà i propositi di Dio

2. Non profetizzeranno a costoro. Il ministero sarà revocato; Salmi 74:9; Amos 8:11-13 ; e vedi RAPC 1Ma 4:46; 9:27; 14:41 o, se continua, non servirà a nulla a causa della durezza di cuore degli ascoltatori. Ezechiele 3:24,27 Entrambe queste minacce sono illustrate dal modo in cui gli Ebrei trattano il Vangelo e gli Ebrei gli Apostoli. Atti 13:46,47; 28:23-28 Molti ora sono soggetti a una condanna simile. Partecipano nominalmente a qualche ministero pastorale, ma praticamente ne sono privi, perché sordi al messaggio che porta loro. Allora la minaccia contro l'antica vigna di Dio sarà adempiuta, comanderò anche alle nuvole di non far piovere su di essa. Isaia 5:6 Piogge di benedizioni cadono sugli altri, ma i loro cuori sono aridi, come il vello di Gedeone quando il pavimento intorno era inzuppato di rugiada

3. La vergogna non se ne andrà. Mettendo a tacere i messaggeri di Dio, essi speravano di mettere a tacere i rimproveri della coscienza e la vergogna che provavano per i rimproveri del profeta. Ma invano. Il fatto del ritiro dei messaggeri era di per sé una vergogna per il popolo; come. illustrazione:2Samuele 10:1-4 ; Ambasciatore romano insultato a Taranto; e Confronta Luca 10:16 Questa vergogna era il frutto delle loro azioni, ed era quindi legata alla loro storia futura. Essa si aggravò sempre di più, a causa dell'influenza degradante del peccato. L'ira di Dio dimorò su di loro, mentre, con il pentimento e la fede, avrebbe potuto essere rimossa. Cfr Giovanni 3:36 con Giovanni 9:41 L'ultima questione del peccato vergognoso deve essere una risurrezione alla vergogna e alla condanna. E.S.P. Daniele 12:2 Giovanni 5:29

7 Il profeta risponde all'interdetto degli oratori del versetto precedente mostrando che gli attributi di Dio sono immutati, ma che i peccati del popolo lo costringono a punire. O tu che hai chiamato casa di Giacobbe. Vengono date altre traduzioni di queste parole, cioè: Ah! Che detto! oppure: È questa una cosa da dire, o casa di Giacobbe? Le versioni della LXX e della Vulgata non si adattano all'ebraico. Se adottiamo la versione della Versione Autorizzata, dobbiamo considerare che Michea si rivolge a coloro che si gloriavano del loro privilegio come famiglia di Giacobbe, sebbene avessero cessato di essere ciò che egli era, credenti e ubbidienti. O voi che siete solo di nome e di titolo la nazione eletta. comp. Isaia 48:1 Giovanni 8:33,39 Il professor Driver (Expositor, aprile, 1887) ottiene il significato molto appropriato, Num dicendum, Si dirà, O casa di Giacobbe, l'orecchio del Signore è forse accorciato? ecc., mediante il cambiamento di un punto vocalico. Un po' come Orelli: È questo il discorso della casa di Giacobbe? Dovrebbe Geova essere impaziente (come queste minacce dichiarano che sia)? O erano queste le sue azioni? La seguente clausola è la risposta di Geova all'obiezione. Lo Spirito del Signore è in difficoltà? o, abbreviato. È egli egli meno longanime del Geova di prima? Accuserete Geova di impazienza? La brevità di spirito si oppone alla longanimità. vedi Proverbi 14:29 Sono queste le sue azioni? Questi giudizi e castighi sono le sue azioni abituali quelle di cui egli si diletta? La causa di essi è in lui? Non è dentro? Lamentazioni 3:33 Ezechiele 33:11 Michea 7:18 Le mie parole non fanno forse del bene, ecc.? Questa può essere la risposta di Geova alle domande precedenti, o la confutazione di Michea della lamentela. La parola del Signore è buona, la sua azione è una benedizione, ma solo per colui che osserva i suoi comandamenti. Salmi 18:25,26 25:10 103:17, ecc.; Luca 1:50

Le vie di Dio sono rivendicate.

In questo versetto vengono poste tre importanti domande, e nelle risposte a queste si trova la chiara rivendicazione delle vie di Dio nei suoi rapporti con i trasgressori

LO SPIRITO DEL SIGNORE È FORSE IN DIFFICOLTÀ? Cioè, quando i suoi giudizi colpiscono gli uomini per i loro peccati, questo deve essere considerato come un segno che l'amorevole benignità e la longanimità di Dio sono venute meno? No; le sue compassioni non vengono mai meno. La sua misericordia dura in eterno. Qual è, allora, la spiegazione? È che tali giudizi divini sono imperativamente richiesti. Sono così:

1. A rivendicazione della rettitudine divina. Se il peccato rimanesse impunito, la giustizia divina potrebbe, in verità, essere messa in discussione. Fu questa considerazione, e non uno spirito di vendetta, a suscitare i salmi imprecatori, in cui si invocava il castigo sugli operatori di iniquità

2. Nell'interesse degli stessi malfattori. Non è per il vantaggio dei trasgressori stessi che si dovrebbe permettere loro di continuare senza arrossire nel peccato. La longanimità divina può operare nel controllare e portare tali persone a un punto di fermo; castigandoli in vista della loro riforma

3. Al fine di promuovere il benessere della società in generale. Geova è il sovrano Governante; l'universo è il suo dominio; e può essere essenziale, per il bene della razza, che a volte egli si interponga in giudizio. Quando i suoi giudizi sono sparsi sulla terra, i suoi abitanti imparano la giustizia. Isaia 26:9

II SONO QUESTE LE SUE AZIONI? cioè, Dio è l'Autore e la Causa dei mali che gli uomini devono sperimentare quando si allontanano dalla giustizia? No; non può essere; Questi devono essere ricondotti agli stessi malfattori e sono il risultato dei loro misfatti. Il peccatore è il punitore di se stesso. I guai che gli si abbattono li ha risolti da solo. Giuda abbandonò il ministero e l'apostolato per poter andare a casa sua. Gli uomini incontrano ogni sorta di cose amare, dolorose e hanno avuto cose nella loro vita, solo perché sono amari, dolorosi e cattivi, e non vedono che questa è la radice della loro miseria (Bushnell)

LE MIE PAROLE NON FANNO FORSE BENE A CHI CAMMINA RETTAMENTE? Sicuramente; E quindi, se questo bene viene perso, non deve essere perché c'è una mancanza di obbedienza in coloro che lo mancano, così che la responsabilità è tutta sua?

L'influenza benefica delle parole di Dio sugli obbedienti.

Dalle parole di Dio comprendiamo le espressioni della sua mente misericordiosa. Questi furono comunicati ai padri dai profeti; nella pienezza dei tempi furono fatti conoscere da suo Figlio; a noi sono dati nelle Scritture di verità eterna. La loro influenza su di noi dipende dal nostro atteggiamento verso di loro e dallo spirito che amiamo. Se il nostro scopo è quello di vivere una vita devota e di perseguire il sentiero della rettitudine e dell'obbedienza, essi si dimostreranno veramente utili per noi

LE PAROLE DI DIO FANNO DEL BENE AI RETTI DI CUORE, POICHÉ RISPETTANO LA LORO VITA PERSONALE E INDIVIDUALE. Ne traggono beneficio:

1. Fisicamente; essendo preservati da questi insegnamenti da quegli eccessi in cui spesso cadono gli empi. Salmi 91:16 119:95

2. Mentalmente; le loro menti sono dirette ai temi più sublimi, meditando sui quali le loro facoltà intellettuali vengono purificate e rafforzate. Gli uomini che possiedono le più alte doti intellettuali hanno riconosciuto il loro profondo debito verso le sante parole di Dio, e le hanno accettate con la più profonda riverenza e la più calorosa gratitudine

3. Nelle stagioni più buie della loro vita le parole di Dio li hanno rallegrati e confortati, e attraverso l'influenza santificante di queste sono stati resi nei momenti di prova più duri così tranquilli, e così calmi nella morte che si può dire Le rugiade notturne non cadono più dolci sulla terra, né i venti stanchi e logori spirano così morbidi.

II LE PAROLE DI DIO FANNO DEL BENE AI RETTI DI CUORE, POICHÉ RISPETTANO LE LORO RELAZIONI SOCIALI

1. La loro influenza salutare si sperimenta nella vita domestica degli obbedienti. In tali case si evitano l'egoismo, la freddezza, la gelosia, la rabbia, la contesa; e l'amore, la simpatia, l'unione, l'armonia, sono continuamente amati. Le parole di Dio sono richiamate alla mente ogni giorno, e la voce della lode e della preghiera sale continuamente al loro Autore. Il bene si sperimenta così. Su tali dimore è scritta, in caratteri leggibili e dorati, l'iscrizione: Pace. Giorno dopo giorno i membri di tali famiglie si uniscono in un legame più saldo gli uni verso gli altri e con Dio. sì, sta a loro gustare nella dimora della terra costanti assaggi della dimora del cielo

2. E la loro influenza salutare si sperimenta nei rapporti di uomo con uomo. Le parole di Dio danno particolare risalto al principio del rispetto reciproco che dovrebbe essere caro ai figli degli uomini. Nella misura in cui si realizzerà il potere delle sue espressioni, il servo sarà portato a promuovere i migliori interessi del datore di lavoro, e il datore di lavoro ad agire generosamente anche verso i più umili al suo servizio. I santi insegnamenti del nostro Dio spingono coloro che li accettano veramente a provvedere alle necessità degli afflitti e a sforzarsi di alleviare le sofferenze e i guai umani. L'amore è davvero l'essenza di tutto ciò che ha detto. E abbondanti di insegnamenti amorevoli per guidare i suoi destinatari nella loro vita sociale e quotidiana, le parole di Dio promuovono il bene anche di coloro che inconsapevolmente entrano nel raggio della loro influenza

III LE PAROLE DI DIO FANNO DEL BENE AI RETTI DI CUORE, POICHÉ RISPETTANO LA LORO INFLUENZA POLITICA. Gli uomini che sono sotto l'influenza di queste parole pure che Dio ha pronunciato sono i veri promotori del benessere nazionale. Le nazioni, per la loro vera prosperità, hanno bisogno di udire e prestare attenzione alla voce di Dio che parla loro come all'Israele dell'antichità, e dice: E ora che cosa richiede da te il Signore se non di temere il Signore tuo Dio, di camminare in tutte le sue vie per il tuo bene?.

Deuteronomio 10:12,13

Il giudizio, l'opera strana di Dio; la misericordia, la sua delizia.

Adottando come nostra traduzione, o tu, chiamato la casa di Giacobbe, la pazienza di Geova è forse breve? Sono queste le sue azioni? Le sue parole non fanno forse bene a chi cammina rettamente? impariamo due verità riguardo a Dio

IL GIUDIZIO È LA STRANA OPERA DI DIO

1. Questo ricorda al popolo il suo stesso nome. È un grande onore, ma anche una grave responsabilità, avere un buon nome e una buona discendenza. Giovanni 8:39; Atti 3:25 Quali associazioni sacre si raggruppavano intorno al nome, casa di Giacobbe! La storia personale del loro antenato Giacobbe ha dato un grande significato al nome, Dio di Giacobbe. Salmi 46:11 La storia di Giacobbe mostra che aveva a che fare con un Dio che sopporta i peccatori; che entra in alleanza con gli uomini e rinnova quell'alleanza anche con i figli indegni di genitori pii; che è l'Uditore della preghiera, e accondiscende a presentarsi come se ne fosse sopraffatto; che dona la vita eterna a coloro che muoiono nella fede. Esodo 3:6; Matteo 22:31,32 Lezioni simili potrebbero essere apprese dal modo in cui Dio trattò la casa di Giacobbe, nome di cui si gloriava. Potevano guardare indietro a un lungo catalogo di misericordie. Salmi 78,ps 105,ps 106 Eppure il fatto stesso che portassero questo nome rendeva più evidente il contrasto tra esso e il loro vero carattere. vers. 5,6 Osea 12:2-7; Giovanni 8:33-40; Romani 2:17-29 Applica al nome che noi inglesi portiamo come nazione cristiana

2. Si fa appello ai loro giudizi circa il carattere di Dio. La pazienza di Geova è breve? Lascia che Dio li testimoni, Esodo 34:6,7 e Mosè risponda, Numeri 14:17-20 e Davide riprenda il ceppo, Salmi 103:8-10 e la lunga vita degli empi, e i pentimenti tardivi confermano le parole divine, e le loro coscienze confessano che Geova è un Dio longanime

3. Viene loro ricordato che Dio non è responsabile del peccato e non si compiace della punizione. Sono queste le sue azioni? Prendiamo come assioma morale che Dio non è responsabile del peccato, a meno che il sole non possa essere ritenuto responsabile delle ombre causate da oggetti opachi. Giacomo 1:13 1Giovanni 1:5 Agisce meglio, il peccato è la corruzione di ciò che Dio ha fatto buono; Ad esempio, l'egoismo è l'amor proprio depravato; l'invidia è l'emulazione decaduta; e così con gli altri peccati. Per quanto riguarda la punizione, sappiamo che egli non affligge volontariamente. Presiede le sue leggi ed esegue le sue minacce; ma è il peccato, non Dio, il grande distruttore. Il male ucciderà l'empio. Salmi 34:21

II LA MISERICORDIA È LA DELIZIA DI DIO. Le mie parole non fanno forse del bene, ecc.? Il riferimento speciale sembra essere alle parole di Dio attraverso i suoi profeti, così che era un peccato lampante e una follia cercare di mettere a tacere i profeti di Dio (ver. 6), le cui parole erano così salutari, Geremia 15:16 perché rivelavano il Nome di Dio, e quindi il sentiero della pace e della sicurezza. Salmi 9:10 I profeti avrebbero gravemente travisato il Nome di Dio se avessero confortato i malvagi nella loro malvagità. Isaia 3:10,11 Mettete a confronto Sedechia con Michea ed Elia nella loro condotta verso Acab; e Confronta Ezechiele 13 con Salmi 18:25,26; 34:15,16. A noi le parole di Dio fanno del bene ancora più abbondantemente. Le parole del salmista: "Tu hai magnificato la tua parola più di tutto il tuo nome", sono vere per la rivelazione di Dio nella parola della verità del vangelo. Eppure anche il vangelo, sebbene offra misericordia ai più vili, può fare del bene solo a coloro che lo affrontano veramente e quindi camminano rettamente. La perversione della più grande benedizione può essere la maledizione più fatale. La parola della vita sarà la parola del giudizio; Giovanni 12:48 i ministri possono diventare un odore di morte, e Cristo una pietra che si ridurrà in polvere. Quando il vangelo diventa mortale per un uomo, è una cosa terribile; morire di una piaga gospel è un modo terribile di morire (John Howe). La rivelazione del compiacimento di Dio per la misericordia mediante il sacrificio di Cristo per i peccatori rende possibile ai più vili di camminare rettamente. Ma la salvezza viene dal peccato stesso. Il carattere è essenziale per il cielo, altrimenti nemmeno Dio potrebbe renderlo il paradiso per noi. E.S.P

La verità di Dio.

O tu che sei chiamato casa di Giacobbe, lo Spirito del Signore è forse in difficoltà? Sono queste le sue azioni? Le mie parole non fanno forse del bene a chi cammina rettamente? Tu hai chiamato casa di Giacobbe, è dunque corta la pazienza di Geova? O è opera sua? Le mie parole non sono forse buone per chi cammina rettamente? Questa è una traduzione moderna. Preferiamo la traduzione di Henderson, come segue: Che lingua, o casa di Giacobbe! Lo Spirito di Geova è forse abbreviato? Sono queste le sue operazioni? Le mie parole non sono forse di beneficio a chi cammina rettamente? Queste parole sembrano essere una risposta a un'obiezione sollevata contro i profeti nel versetto precedente. L'obiettore non approvava previsioni così terribilmente severe. Non è strano, dice Matthew Henry, se le persone viziose e dissolute bramano di avere ministri che siano del tutto simili a loro, perché sono disposte a credere che anche Dio lo è. Ci sono persone in tutte le congregazioni che si ribellano alla proclamazione di qualsiasi dottrina dal pulpito che non risuona con il loro amore per l'agio e le loro amate nozioni, e specialmente se tali dottrine non sono familiari alle loro orecchie. Desiderano che le cose vecchie siano ripetute all'infinito e con il minor cambiamento possibile di forma e di nota. Il testo può essere preso come un rimprovero a tali cose. Dice loro due cose

CHE LO SPIRITO DELLA VERITÀ DIVINA NON PUÒ ESSERE TRATTENUTO. Lo Spirito del Signore è in difficoltà? Non c'è limite alla verità; È un oceano che non ha riva, un campo i cui semi che spuntano sempre sono innumerevoli. I sistemi teologici degli uomini, anche i più grandi di essi, hanno limiti ristretti. Essi, in confronto alla verità divina, sono solo come una sterile croce verso un continente fertile; una piccola pozza di sabbia verso il possente Atlantico. Non è ristretto. Non ha limiti. Ad ogni vero ministro questo Spirito ha qualcosa di nuovo da suggerire, e che è tenuto a proporre e a far rispettare. Il Signore ha ancora più luce e verità da far uscire dalla sua Parola

II CHE LA PRATICA DELLA VERITÀ DIVINA NON PUÒ CHE FARE DEL BENE. Le mie parole non fanno forse del bene a chi cammina rettamente? Anche se non hai mai sentito prima la verità particolare, anche se può essere troppo severa per piacerti, anche se può scontrarsi con tutti i tuoi pregiudizi e desideri, se la pratichi, ti farà bene

1. Deve essere praticato. Non è adatto solo per la speculazione, la sistematizzazione, la controversia e il dibattito; è per ispirare le attività e governare la vita. È un codice piuttosto che un credo; Non è qualcosa per giocare con il cervello, l'immaginazione o le emozioni, ma per possedere, permeare e trasformare l'intera vita. Deve incarnarsi, farsi carne e abitare nella terra

2. Quando viene praticato è una benedizione. Le mie parole non fanno forse del bene a chi cammina rettamente? Sì, fanno del bene quando sono tradotti, non in lingue e credo, ma in opere viventi. Un uomo diventa buono solo quando costruisce un carattere nobile. Ma cos'è un buon carattere? È fatta di buone abitudini, e le buone abitudini sono fatte di buone azioni, e le buone azioni non sono altro che le forme e le espressioni delle parole e delle idee di Dio. D.T

8 Anche di recente; ma di recente; letteralmente, ieri, implicando un'azione recente e ripetuta. Septuaginta,, prima; Vulgata, e contrario. Il profeta esemplifica l'iniquità che ha portato Dio a punire. Non sono vecchie offese che il Signore sta visitando, ma peccati che si verificano di recente e di tutti i giorni. Il mio popolo è insorto come nemico. Viene resa una lettura, che varia di una lettera o due, ma contro il mio popolo uno si schiera. Ma non c'è alcun motivo valido per alterare il testo ricevuto; tanto più che, secondo Ewald, la presente lettura può essere interpretata in senso causale. Essi pongono il mio popolo come un nemico, cioè i grandi trattano il popolo del Signore come nemici, derubandolo e saccheggiandolo. Questa traduzione ovvia alla difficoltà di riferire le parole, popolo mio, in questo versetto all'oppressore, e nel versetto 7 agli oppressi. Secondo il punto di vista usuale, e conservando la resa autorizzata, il significato è che i principi si mostrano come nemici del Signore con i loro atti di violenza e oppressione, che il profeta procede a dettagliare. Settanta, il mio popolo ha resistito come un nemico. Voi vi togliete la veste con la veste; Ti togli violentemente la veste dalla veste. La veste (eder) è l'ampio mantello, il mantello sufficiente ad avvolgere tutta la persona, e che spesso era di materiale molto costoso. L'indumento (salmah) è l'indumento interno principale, o tunica. Ci può essere un'allusione alla promulgazione che vietava a un creditore di trattenere l'indumento dato in pegno durante la notte. Esodo 22:26, ecc. Settanta, Contro la sua pace gli hanno strappato la pelle. Da quelli che passano sicuri come uomini contrari alla guerra. Questa è probabilmente la traduzione corretta. I grandi derubano chi è disposto in modo pacifico, forse spogliano i loro debitori dei loro mantelli mentre passano tranquillamente lungo la strada. Le versioni variano considerevolmente dal testo ebraico ricevuto. La LXX (con la quale il siriaco è parzialmente d'accordo) ha, per rimuovere la speranza nella distruzione della guerra; Vulgata, Eos qui transibant simpliciter convertistis in bellum. Da questa traduzione Trochon deriva la parafrasi Ye treat them like like like they were prisoners of war. Hitzig ritiene che il riferimento sia ai fuggiaschi dal regno settentrionale che passarono attraverso la Giudea nel loro tentativo di sfuggire ai mali della guerra, lasciando mogli e figli nelle mani dei Giudei. Ma questi trattarono duramente i profughi

Vers. 8, 9. Peccato un antagonista.

Ultimamente il mio popolo si è sollevato come nemico: voi togliete il mantello con la veste a coloro che passano sicuri come uomini contrari alla guerra. Voi avete scacciato le donne del mio popolo dalle loro case piacevoli; Avete tolto ai loro figli la mia gloria per sempre. Questo capitolo si riferisce al carattere e alle azioni di Israele durante gli ultimi nove anni di Acaz. Un periodo molto oscuro nella storia israelita fu questo. Ci viene detto in 2Cronache 28:24,25 che Acaz chiuse le porte del tempio ed eresse altari in ogni angolo di Gerusalemme. Possiamo tranquillamente concludere, dal linguaggio di Michea (2 e Isaia (11, che quando lo fece, abominazioni di ogni genere invasero il paese. A un profeta come Michea non era più permesso di parlare. La testimonianza di Isaia Isaia 7:8 non aveva portato frutto; l'inutilità di invocare l'aiuto dell'Assiria non gli aveva insegnato di meglio. Acaz non si pentì, come Manasse, ma persistette nelle sue vie malvagie. Che condotta malinconica! Come Uzzia, ad Acaz fu negata una sepoltura onorevole. 2Cronache 28:27 Il profeta qui, nel denunciare i peccati che allora erano prevalenti in Giuda ed Efraim, allude espressamente agli atti di oppressione e violenza allora comuni, e dice loro che per questi sarebbero stati cacciati dal paese. I versetti ci portano a guardare il peccato sotto l'aspetto di un antagonista, e suggeriscono

IO CHE È UN ANTAGONISTA DEL DIVINO. Anche negli ultimi tempi margine, ieri il mio popolo si è sollevato come nemico. Non è dichiarato, dice Delitzsch, contro chi il popolo si solleva come nemico; ma, a seconda del contesto, può essere solo contro Geova. Il peccato è un antagonista di Dio; eleva l'anima in ostilità contro il suo Creatore. Ci viene detto che la mente carnale è in inimicizia con Dio; non solo è alienata da lui, ma si oppone mortalmente a lui. Gli uomini non rigenerati dicono di non essere consapevoli di alcuna inimicizia nei loro cuori verso il loro Creatore; Al contrario, a volte provano un bagliore passeggero di gratitudine e di adorazione per Lui. Ma è la condotta di un uomo che dimostra lo stato stabile del suo cuore. E se un uomo può dire che non ha sentimenti scortesi nei miei confronti, al contrario, che ha una certa quantità di rispetto; se egli segue una condotta che sa essere in diretta opposizione ai miei desideri, ai miei interessi e alla mia reputazione, posso credergli? Giudico il suo stato d'animo verso di me, non dalle sue parole, ma dalla sua condotta abituale. Così gli uomini dimostrano la loro inimicizia verso Dio; Essi seguono un corso di vita che sanno essere ripugnante alla sua natura, ostile al suo governo e dannoso per l'ordine e la felicità del suo universo

1. Questa inimicizia è del tutto ingiustificabile. L'inimicizia a volte ammette giustificazioni, ma mai in questo caso. Mi odiavano senza una causa. Non c'è nulla nel suo carattere o nel suo modo di procedere che giustifichi una scintilla di animosità nei suoi confronti da parte di qualsiasi creatura intelligente dell'universo

2. Questa inimicizia è molto malvagia. È contro la ragione e la giustizia. Il carattere e le relazioni di Dio sono tali da esigere l'amore supremo di tutte le sue creature intelligenti

3. Questa inimicizia è molto miserabile. L'inimicizia verso Dio è la fonte di tutta la miseria dell'universo; È la radice di tutte le passioni maledette dell'anima. La salvezza dell'anima è nell'amore, la sua dannazione è nell'inimicizia

II CHE È UN ANTAGONISTA DELL'UMANO. Voi togliete il mantello con il mantello margine, contro il mantello a coloro che passano sicuri come uomini contrari alla guerra. Non contenti del mantello, derubate avidamente i passanti della veste ornamentale che si adatta strettamente al corpo e scende fino ai piedi; E questo non fate ai nemici, ma agli amici, a coloro che sono contrari alla guerra. Di più, le donne del mio popolo le avete scacciate dalle loro case piacevoli. Le vedove degli uomini da te uccisi in battaglia, le hai private delle loro case. Divoravano le case delle vedove. Non era tutto. Ai loro figli avete tolto la mia gloria per sempre. I bambini orfani li hai spogliati. In tutto questo c'è la manifestazione del peccato, come antagonista delle lotte umane e della felicità umana. Il peccato mette l'uomo contro il suo fratello; Di qui le calunnie, le liti, le liti, le guerre, che sono diffuse in ogni società umana. Giovanni dice: Se uno ama Dio, amerà suo fratello. È vero anche il contrario. Se uno odia Dio, odierà suo fratello

CONCLUSIONE. Guarda il peccato come un antagonista di Dio e dell'uomo, evitalo con orrore e combatti contro di esso con tutta la forza del tuo essere. Questa è la grande battaglia della vita. D.T

9 Le donne del mio popolo. Il profeta si riferisce alle vedove, che avrebbero dovuto essere protette e curate. comp. Isaia 10:2 La LXX, con la quale l'arabo è d'accordo, rende i capi del mio popolo. Fate cacciare via. La parola esprime un'espulsione violenta, come Genesi 3:24. Le loro case piacevoli; letteralmente, la casa delle loro delizie. Michea 1:16 La casa che era loro molto cara, la scena di tutte le loro gioie. La mia gloria. Tutti i privilegi di cui godevano come popolo di Dio e la sua particolare cura sono chiamati l'ornamento del Signore. comp. Ezechiele 16:14 La gloria è da alcuni commentatori, ma non così appropriatamente, riferita esclusivamente alla veste. Questi bambini orfani di padre erano stati spietatamente privati delle loro benedizioni, o perché erano stati costretti a crescere nel bisogno e nell'ignoranza, o perché erano stati venduti come schiavi e portati via dalle loro vecchie associazioni religiose. Per sempre. Gli oppressori non si sono mai pentiti né hanno cercato di risarcire; e così incorsero nella speciale sventura di coloro che fanno del male ai poveri, agli orfani e alle vedove (Pusey). La Settanta non ha alcun legame con l'attuale testo ebraico di questo versetto, che recita: "Avvicinatevi ai colli eterni", e in precedenza introdusse una glossa, furono rigettati a causa delle loro pratiche malvagie. Girolamo spiega il greco misticamente, disperando dell'interpretazione letterale nella sua attuale connessione

10 Alzatevi e andatevene. Il profeta pronuncia la punizione degli oppressori: saranno banditi dalla loro terra, proprio come hanno strappato gli altri dalla loro casa. Questo non è il tuo riposo. Canaan era stato dato come luogo di riposo a Israele, Deuteronomio 12:9,10; Giosuè 1:13; Salmi 95:11 ma non doveva essere più così. Perché è inquinato. La terra è considerata inquinata dai peccati dei suoi abitanti. L'idea si trova spesso; ad es. Levitico 18:25,28; Numeri 35:33; Geremia 2:7. Essa vi distruggerà, sì, con una dolorosa distruzione. Si dice che la terra distrugge quando espelle i suoi abitanti, come se la creazione inanimata fosse sorta in giudizio contro i peccatori. La Versione Riveduta, con Keil e altri, traduce: A causa dell'impurità che distrugge, sì, con una dolorosa distruzione; Settanta, Voi siete stati completamente distrutti; Vulgata, Propter immunditiam ejus corrumpetur putredine pessima. La versione autorizzata è corretta

Il peccato, il grande disturbatore.

È stato così fin dall'inizio; sarà così fino alla fine

IO SIN SONO STATO IL PERTURBATORE DEL PRIMO PARADISO TERRESTRE. Non è stato il serpente o la tentazione, ma il peccato di Adamo, che ha distrutto il riposo dei nostri progenitori. Avrebbero potuto sapere della presenza del tentatore, aver visto le sue tracce, udito il suo sibilo ed essere consapevoli delle sue sollecitazioni, eppure avrebbero continuato nel resto a confidare ininterrottamente in Dio. Ma quando il peccato entrò nei loro cuori, il riposo fuggì e la colpa, la vergogna e la paura presero il suo posto. Se fosse stato permesso loro di rimanere nel giardino, per loro non sarebbe più stato un Eden, un Paradiso. I gemiti della creazione cominciano a mescolarsi con i rimproveri dei loro cuori. Ma la voce si ode: Alzati, vattene e va', ecc. Genesi 3:22-24

II SIN CACCIÒ I PRIMI ABITANTI DI CANAAN. Anche allora era la gloria di tutte le terre, una splendida eredità. Numeri 14:7,8; Deuteronomio 8:7-9 Ma c'era il peccato della specie più turpe. Il vizio e il crimine rendevano impossibile il vero riposo. La terra è rappresentata come macchiata, satura di peccato, non più in grado di tollerare alcuna ulteriore iniquità; cfr Genesi 15:16 ma pronto a vomitare i suoi abitanti. Levitico 18:24-28; 20:22,23 L'invito fu lanciato: Alzati e va', ma non in esilio, ma nella completa distruzione

IL PECCATO TRASFORMÒ IL RESTO DI CANAAN IN UNA TERRA DI INQUIETUDINE PER LA NAZIONE ELETTA. Canaan fu promesso come uno dei resti di Dio, non il più alto, ma non per questo meno reale. Salmi 95:11 Che riposo avrebbe potuto essere, arricchito con le sue risorse naturali, benedetto dalla pace e dalla fratellanza tra le tribù, e coronato dalla certezza della protezione divina. Esodo 34:24; Deuteronomio 12:10 Una vaga visione della pienezza del riposo di cui avrebbero potuto godere si ebbe durante il regno di Salomone il pacifico. 1Re 4:25 Ma durante tutta la loro storia hanno permesso al peccato di rovinare la loro eredità e di irrompere nel loro riposo. Ci furono periodi di particolare demoralizzazione, come ai tempi dei giudici e dei re successivi. Scacciarono gli orfani e le vedove (ver. 9), saccheggiarono i pacifici (ver. 8), si abbandonarono ad alcune delle abominazioni degli antichi Cananei. 1Re 22:46; 2Re 23:7 Non poterono quindi avere riposo, ma furono condannati all'esilio. Apocalisse 13:10 La terra è rappresentata mentre ancora una volta si schiera con Dio e si rivolge contro coloro che abusavano della sua bontà. Il falso rapporto delle spie Numeri 13:32 ricevette un adempimento, come Mosè predisse Levitico 26:18-35 ed Ezechiele descrisse ( 36:13-19 ), come se un terremoto o un diluvio avessero spinto lontano i peccatori. Amos 8:8 Illustrazione: Pompei. Da allora Cantici è entrata nella storia delle nazioni (guerre, schiavitù, dispotismo, rivoluzioni, ecc.). Illustra il capo indiano con la sua tribù in fuga dai suoi nemici. finché, sulle rive di uno splendido fiume, conficcò la lancia nel terreno, esclamando: Alabama! Qui ci riposiamo! Ma invano

a. IL PECCATO DISTRUGGE IL RESTO DELLA CASA PIÙ FELICE. Una giovane sposa e un giovane sposo possono pensare di aver raggiunto la meta della felicità terrena. Ma a meno che Cristo non occupi nei loro cuori il posto che egli rivendica, e che solo lui può occupare, essi possono presto imparare che il peccato è un grande disturbatore, anche in un Eden domestico. Le parole di Agostino si sono avverate: O Dio, tu ci hai fatti per te stesso, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te. La malattia, la sofferenza, la morte e altri frutti del peccato scuotono il loro nido Deuteronomio 32:11 e ricordano loro che il loro riposo è contaminato e quindi insicuro

b. IL PECCATO INVADE E DISTURBA ANCHE LA FAMIGLIA ADOTTIVA DI DIO. Poiché la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato, così che anche noi, che abbiamo le primizie dello Spirito, gemiamo dentro di noi. Romani 5:12; 8:23 Ci rallegriamo di sapere che qui non abbiamo una città che continua, perché è inquinata. Ma già sappiamo di un riposo in Cristo, Matteo 11:28,29; Ebrei 4:3 che sarà perfezionato in un riposo con Cristo, Ebrei 4:9 quando saremo completamente sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza, e saremo resi pienamente partecipi della natura divina. 2Pietro 1:4 Per noi l'invito: Alzati e parti, sarà il segnale dell'emancipazione; la maledizione si trasformerà in benedizione, perché noi partiremo per stare con Cristo, che è molto meglio. E.S.P

L'esodo dell'anima.

Alzatevi e andatevene; Poiché questo non è il vostro riposo, perché è contaminato, vi distruggerà con dolorosa distruzione. Il profeta, dopo aver rovesciato, nel vers. 7-9, l'obiezione alle sue profezie minacciose indicando i peccati del popolo, ora ripete l'annuncio della punizione, e ciò sotto forma di un invito ad uscire dalla terra in cattività, perché la terra non può sopportare la contaminazione conseguente a tali abominazioni (Delitzsch). Questa ingiunzione non significa nessuna delle tre cose seguenti:

1. Non significa la fine della nostra vita terrena. La vita è un talento che dobbiamo custodire. Il suicidio è un crimine

2. Non significa trascurare interessi e doveri materiali. Ci viene comandato di essere diligenti negli affari, ecc

3. Non significa ritiro assoluto dal mondo. La vita dell'eremita è un peccato contro i nostri affetti sociali, le pretese della nostra specie e i comandamenti della Bibbia. Che cosa dobbiamo dunque intendere? L'elevazione dell'anima al di sopra del materialismo dominante di questa vita. È l'affissione degli affetti alle cose di lassù. È l'esodo dell'anima dall'Egitto di un materialismo dominante. Tre sono le ragioni qui suggerite per questo esodo morale dello spirito

NON C'È RIPOSO PER L'ANIMA IN UN MATERIALISMO DOMINANTE. Questo non è il tuo riposo. Ci sono quattro forme in cui questo materialismo dominante esiste tra noi, e in nessuna delle quali l'anima può trovare riposo

1. C'è la forma grossolana, sensuale. Il sensualista e il voluttuario vivono in questo; ma non hanno riposo. Chiedi all'epicureo e al dissoluto

2. C'è la forma completamente secolare. L'uomo che è assorbito dal lavoro di fare soldi vive qui; ma non vi trova riposo. Chiedi all'uomo che è diventato la creatura degli affari, ecc

3. C'è la forma intellettuale. La regione della mera saggezza della carne, delle arti della carne e della letteratura della carne, della poesia e dei romanzi che fanno appello alla carne. Non c'è riposo per l'anima qui. Chiedi a Byron, Burns, Dryden, Churchill, ecc

4. C'è la forma religiosa. C'è una religione carnale tra gli uomini, una religione di immagini, musica, riti pomposi e cerimonie, tutte che fanno appello ai sensi. Non c'è riposo per l'anima qui. Che si alzi, dunque, e se ne vada

II IN ESSO C'È INQUINAMENTO PER L'ANIMA. Permettere alla materia, in qualsiasi forma, di governarci è un peccato

1. La ragione lo dimostra. La mente è stata creata per governare la materia; I sensi sono stati fatti per essere i servitori, non i sovrani, dell'anima

2. La coscienza lo testimonia. La coscienza protesta eternamente contro il dominio della carne

3. La Bibbia lo dichiara. La mente carnale è inimicizia contro Dio. Romani 8:7

III C'È UN PERICOLO PER L'ANIMA NEL MATERIALISMO: Esso ti distruggerà. Non lasciarti ingannare; Dio non si fa beffe, perché tutto quello che l'uomo semina, quello pure mieterà. Poiché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne. Galati 6:7,8 Perché avere una mente carnale è la morte. L'opera di distruzione dell'anima è in corso in ogni momento; L'anima decade in questo stato. La forza dell'intelletto, la discriminazione del giudizio, il libero arbitrio, la sensibilità della coscienza, l'elasticità dell'anima, vengono distrutti

CONCLUSIONE. Alzati, dunque! La voce della filosofia, la voce della storia, la voce della Bibbia e la voce dei santi defunti, tutti si uniscono nell'ingiunzione: Alzati e vattene! D.T

11 I profeti che dicono verità sgradite non sono popolari tra i grandi; A loro piacciono solo coloro che assecondano i loro vizi e profetizzano menzogne. Questo è stato il loro peccato più grande. Se un uomo che cammina nello spirito e nella menzogna in effetti. Lo spirito e la falsità possono essere un'endiadi per uno spirito di falsità, o uno spirito bugiardo, come 1Re 22:22. comp. Ezechiele 13:2,3,17 Ma è meglio tradurre: Se un uomo che cammina dietro (che conosce con) il vento e la menzogna mentono. Il vento è il simbolo di tutto ciò che è vano e senza valore, come Isaia 26:18; 41:29. La Settanta introduce una glossa da Levitico 26:17, Voi fuggite, nessuno vi inseguiva, e traduce la frase di cui sopra: spiritus statuit mendacium, cioè finem posuit mendacii (San Girolamo); Vulgata, Utinam non essem vir habens spiritum et mendacium potius loquerer. Io profetizzerò a te, ecc. Queste sono le parole di un falso profeta, Profetizza, gocciola, come Versetto 6. Di vite e di bevanda forte. Per quanto riguarda le benedizioni temporali, soffermandosi sulle promesse di Dio di prosperità materiale Levitico 26:4, ecc.; Deuteronomio 28:4,11 per incoraggiare i grandi nell'autoindulgenza. Egli sarà anche il profeta di questo popolo. Costui è l'unico profeta a cui i grandi uomini, i rappresentanti di questo popolo, ascolteranno

Il popolare predicatore israeliano.

Se un uomo che cammina nello spirito e nella menzogna mente, dicendo: Io ti profetizzerò del vino e della bevanda inebriante; egli sarà anche il profeta di questo popolo La traduzione di Henderson di questo versetto merita di essere citata: Se qualcuno conservatore con mente e menzogna e dice: Io ti profetizzerò di vino e di bevanda inebriante, egli sarà il profeta di questo popolo. Questa è l'idea di Michea riguardo al tipo di profeta, o, come dovremmo dire, pulpito, che gli uomini di Israele accetterebbero volentieri e all'unanimità. Ora, se esaminiamo un po' lo schizzo di questo predicatore popolare, troveremo che egli era contrassegnato da due cose che tendono sempre a rendere un predicatore generalmente accettabile per gli uomini sconsiderati di ogni epoca

IO PER VACUITÀ DELLA MENTE. Se un uomo che cammina nello spirito e nella menzogna mente, o, come ai margini, cammina con il vento, e mente falsamente. Non ha in mente altro che vento, vane presunzioni, nozioni insulse; nessun pensiero profondo, nessuna ricca riserva di informazioni, nessuna credenza ben digerita o convinzione profonda. Cammina con il vento. I suoi movimenti sono i rigonfiamenti del vento, la sua voce gli echi del vento. Ora, il tipo di predicatore che gli Israeliti desideravano è il tipo di predicatore che è generalmente richiesto quasi ovunque. Quale uomo riflessivo, che abbia una vasta conoscenza del mondo religioso, non sappia che, di regola, quanto meno cervello, intelligenza, convinzione ha un predicatore se possiede il dono della passione, della voce e della parola, tanto più attraente sarà per il popolo in generale? È l'uomo che attira la folla. Le cause di ciò sono ovvie. Più un uomo è vuoto, più è fluente. Le pause nel discorso rese necessarie dalla riflessione non sono mai piacevoli a chi non è sconsiderato; A loro piace il flusso sferragliante. La mente vuota ha generalmente una lingua disinvolta. Ancora, più un uomo è vuoto, più dogmatico. L'uomo riflessivo può solo suggerire e suggerire, e presentare con cautela e riverenza le sue dottrine. Perché, come pensatore, ha toccato difficoltà e misteri in ogni punto; Può parlare solo con modestia. Questo, per il popolo, è più o meno sgradevole; Vogliono dogmatismo, positività, sicurezza, che equivalgano all'audacia. Questo l'uomo vuoto può dare. Più un uomo è vuoto, più sonnifero. Alla gente non piace lo sforzo mentale nei loro banchi; Ciò che vogliono è un dolce sollievo e un sogno spirituale. Questo l'uomo vuoto può fornire e lo fa

II MINISTRANDO PER PIACERE. Io ti profetizzerò del vino e della bevanda inebriante. Questi profeti si adattavano ai gusti e alle abitudini dei loro ascoltatori e sanzionavano le loro indulgenze. Non turbavano le loro coscienze né si opponevano ai loro pregiudizi, ma parlavano con loro in modo tale da lasciarli soddisfatti di se stessi. Il predicatore che sa fare questo, che sa enunciare i suoi discorsi in modo tale da evitare di interferire con i gusti, le abitudini e i piaceri del popolo, sarà sempre popolare. Oh, è triste pensare alle migliaia di sermoni che vengono predicati ogni anno dal nostro clero e dai nostri ministri che non interferiscono in alcuna misura con le delizie peccaminose del popolo, che lo lasciano nella piena indulgenza del loro vino, della bevanda inebriante e di altre gratificazioni carnali!

CONCLUSIONE. Un predicatore come questo popolare predicatore è, per molte ragioni, la più grande maledizione per la sua razza. Vedo ben poche speranze per il progresso del cristianesimo o per la riforma spirituale dell'umanità, fino a quando i pulpiti della cristianità non saranno chiusi per sempre contro tali uomini. Oh, affrettate il tempo in cui nessuno assumerà l'ufficio solenne di predicatore se non coloro che, con la manifestazione della verità, si raccomandano alla coscienza di ogni uomo agli occhi di Dio! 2Corinzi 4:2

Io venero l'uomo il cui cuore è sincero, le cui mani sono pure, la cui dottrina e la cui vita, coincidendo, mostrano la lucida prova che egli è onesto nella sacra causa A costoro rendo più che semplice rispetto, le cui azioni dicono di rispettare se stessi. ( Cowper.) D.T

12 Vers. 12, 13; 8. Promessa di restaurazioni e liberazione

Il profeta, senza alcuna prefazione, introduce bruscamente una promessa di restaurazione dopo l'esilio, un tipo del trionfo del Messia. Alcuni commentatori, infatti, considerano questo e il seguente verso come il linguaggio dei falsi profeti; altri, come denuncia di punizione, non come promessa di liberazione; altri, come interpolazione tardiva. Ma lo stile è interamente quello di Michea, comp. Michea 4:6,7 la promessa è vera, e tali transizioni improvvise sono comuni nei libri profetici; comp. Isaia 4:2-6; Osea 1:10; 11:9; Amos 9:11 in modo che non dobbiamo ricorrere all'ipotesi che qualche anello di collegamento sia caduto dal testo, o che la frase sia fuori luogo; e siamo pienamente giustificati nel considerare il paragrafo come inserito qui nella sua giusta posizione, e come predittivo della restaurazione degli ebrei dopo la cattività. Michea sembrerebbe implicare che io non sia, in effetti, come uno dei falsi profeti che ti promettono il bene terreno senza riguardo per la tua idoneità morale a ricevere la munificenza di Dio; né sono uno che non ha altro messaggio che di guai e calamità; Anch'io predico la salvezza e la felicità per un resto di voi, dopo che sarete stati provati dalla sconfitta e dall'esilio. Mi riunirò sicuramente. Ciò presuppone la dispersione tra i pagani, come è predetto in Michea 1:8, ecc.; 2:4, ecc. O Giacobbe, tu tutto. La promessa si estende all'intera nazione, sia che si chiami Giacobbe o Israele, come Michea 1:5 ; ma ancora solo un residuo, cioè quella parte della nazione che dovrebbe fare buon uso delle avversità, e volgersi al Signore con sincero pentimento. comp. Isaia 10:20, ecc.; Geremia 31:8; Ezechiele 34:11, ecc.; Sofonia 3:12, ecc. Alcuni vedono nel termine residuo un'allusione al popolo che fu rimasto nel regno settentrionale dopo la caduta di Samaria. Come le pecore di Bozrah. C'erano due o più città così chiamate, una a Sidone, per la quale si veda la nota ad Amos 1:12 ; e un altro, hod. Buzrah, sul confine meridionale dell'Hauran. Questo è menzionato in Geremia 48:24, come una delle città di Moab, un distretto celebrato per i suoi greggi; 2Re 3:4 quindi pecore di Bozra potrebbe essere diventato un detto proverbiale. Molti commentatori prendono Botsrah come un appellativo, che significa piega, in accordo con la Vulgata, quasi gregem in ovili, e Caldeo, così come Aquila e Simmaco. Il parallelismo nelle parole che seguono sembra favorire questa visione. La LXX si legge in modo diverso, rendering,, in trouble. Così, anche il siriaco

Come il gregge in mezzo al loro ovile; piuttosto, come un gregge in mezzo al suo pascolo. Faranno molto rumore, ecc. Come un numeroso gregge che bela nel suo ovile, così saranno gli Israeliti ritornati, prosperi e felici, che celebreranno la loro salvezza con lode ed esultanza. comp. Ezechiele 34:31 Essi balzeranno fuori di mezzo agli uomini, che San Girolamo spiega nel senso che gli Israeliti pentiti si eleveranno al di sopra delle cose mondane e aspireranno al cielo

Vers. 12, 13. Gloriose cose dette del vero Israele.

Nessun membro della buona compagnia dei profeti aveva un senso più vivido dell'affrancamento finale da ogni male, che attendeva la razza, che sarebbe stato effettuato dal Messia a tempo debito, di quanto non lo fosse posseduto da Michea il Morasthita. Proprio come nella parte iniziale della sua profezia, egli si soffermò, con il pensiero e con l'espressione, sull'empietà prevalente, notando da ogni parte confusione e contesa e torto, poteva ancora vedere venire l'età dell'oro, quando la pace e l'armonia, la purezza e la giustizia avrebbero assicurato la vittoria; e di quell'età gloriosa, ecco! qui canta. Proprio quello che è l'oasi per il deserto circostante, o il rivestimento d'argento per la nuvola scura, o la pausa momentanea nella tempesta, quando per un istante il rumore delle onde si placa, dicendo della calma in arrivo, che questi due versetti sembrano essere per i primi tre capitoli di questo libro di Scritture, Aggiungete con il loro tono luminoso e speranzoso i cuori del rimanente che deplorava l'abbondante iniquità dei tempi divennero, non ne dubitiamo, sollevati con devota gratitudine e ispirati da rinnovata forza. Dobbiamo intendere questi passaggi luminosi sparsi in questa profezia, e che alludono a una gloria che si realizzerà in futuro, semplicemente come riferiti a giorni più felici che la nazione ebraica dovrà vivere, o devono essere considerati come aventi una gamma più ampia? Pur credendo fermamente che un destino glorioso è davanti alla nazione ebraica, e che l'adempimento di quel destino sarà non solo per il suo bene spirituale, ma anche per l'arricchimento del mondo, Romani 11:12 tuttavia perderemmo gran parte della forza delle Scritture profetiche nelle loro allusioni alla gloria degli ultimi giorni, limitando così le loro espressioni. Non dovremmo renderci conto della profondità del significato che sta sotteso a questi versetti semplicemente considerando il passaggio come se affermasse che gli ebrei, dopo un periodo di cattività a Babilonia, dovevano tornare di nuovo alla loro terra. La profezia aveva lo scopo di preparare la via del Signore Cristo. E, da questo punto di vista, è stato segnato da tappe progressive. L'opera iniziò con la rivelazione fatta tramite Mosè della volontà e della Legge di Dio. Poi, dopo un certo tempo, seguì l'era di Samuele, il quale, con i suoi contemporanei e successori, si adoperò per mantenere la vera religione in Israele, scelto da Dio come nazione per mezzo della quale i suoi propositi di misericordia dovevano essere rivelati. E in seguito a ciò, arriviamo all'epoca della profezia scritta, in cui i santi veggenti, pur non trascurando le pretese della loro nazione, presero una visione più ampia e attendevano con ansia un nuovo patto che riguardasse tutte le nazioni, e la venuta del Messia come Colui che avrebbe dovuto stabilire un regno spirituale, le cui pretese dovevano essere esaltate su tutto il mondo, e a cui gli uomini di ogni nazione, tribù e tribù dovevano rivolgersi, formando così l'Israele spirituale sul quale il Messia avrebbe regnato in rettitudine (vedi Dr. Payne Smith's Prophecy a Preparation for Christ). Michea apparteneva in particolare a questo periodo più avanzato dello sviluppo profetico, e quindi le sue luminose anticipazioni del glorioso futuro devono essere intese come aventi una portata più ampia. Era contemporaneo di Isaia, che rappresentava costantemente il Signore che regnava su tutte le terre e persino sulle terre lontane come se gli portasse il loro tributo. Siamo portati a chiederci come ottennero queste concezioni ampie e di vasta portata di tutte le nazioni che si radunavano, divennero leali all'Iddio degli Ebrei e divennero uno come cittadini uguali del Re celeste? Non era naturale per loro accarezzare un'idea come questa. Ha comportato la loro rottura con le loro tradizioni nazionali e ha fatto violenza a tutti i loro pregiudizi di ebrei. Gli Ebrei si consideravano gli eletti di Dio, scelti da lui tra ogni nazione per la massima dignità e onore. In che modo, dunque, questa convinzione del mondo che abbracciava il carattere delle benedizioni del regno del Messia si sviluppò nelle menti, ed espresse nelle parole ardenti dell'entusiasmo, dalle lingue di uomini che condividevano il pregiudizio nazionale? Non c'è spiegazione di questo fenomeno straordinario, tranne una, anche che essi l'avevano operato in loro, e furono guidati ad abbracciarlo e a proclamarlo dall'ispirazione dello Spirito stesso di Dio. Galati 1:12 Qui si dicono cose gloriose del vero Israele, il regno spirituale del Redentore, la Chiesa del Dio vivente. Osservare

I ALLARGAMENTO. versetto 12) I buoni nel paese erano pochi. Le immense moltitudini del popolo, di ogni sorta e condizione, avevano corrotto il loro cammino. Si erano rivolti alla pratica dell'iniquità in tutte le sue forme. Sembrava che la vera pietà si sarebbe presto spenta nel paese. I cuori dei pochi che, in mezzo all'imperante mancanza di fede, erano per natura scoraggiati e depressi. E le parole di speranza qui pronunciate dal profeta erano state appositamente concepite per il conforto e l'aiuto di costoro. Dio, per bocca del suo santo profeta, ricordò a tali che come ci sarebbe stata, in conseguenza della colpa della nazione, la dispersione e la dispersione, così sarebbe venuto un tempo di risveglio e di raduno. Il vero Israele non dovrebbe perire. Come il pastore raduna i membri dispersi del suo gregge, così il rimanente secondo l'elezione della grazia, che ora deve essere disperso a causa di peccati non propri, dovrebbe essere vegliato nel suo esilio, e infine essere radunato come parte del gregge del Messia. Né loro soli; Ma come nei primi tempi della loro storia nazionale, più erano perseguitati più si moltiplicavano e crescevano, così, come risultato dei dolori ora in serbo, si dovrebbe assicurare un grande aumento spirituale. sì, inoltre, mentre tutto Israele dovrebbe essere salvato; dovrebbe entrare anche la pienezza dei Gentili. E quindi gli obbedienti dovevano essere così moltiplicati di numero da essere come le pecore di Bozra, la cui ricchezza consisteva nell'abbondanza dei suoi greggi e dei suoi armenti; In verità, dovrebbero essere così numerosi, che farebbero grande rumore a causa della moltitudine di uomini (Ver. 12). Ci sono momenti in cui ci deprimiamo e ci rattristiamo nel cuore durante il sacro servizio, e specialmente quando notiamo le vaste porzioni della razza umana non ancora toccate dalle influenze sacre e salvifiche della verità di Dio. Noi gridiamo: Fino a quando, o Signore, fino a quando? Perché il suo carro tarda ad arrivare? Ma coraggio! Non sarà mai così. Il proposito divino è quello di inondare il mondo con la luce della verità e di radunare una moltitudine di ogni nazione, tribù, lingua e popolo. Ci sarà un allargamento. Il Messia vedrà il travaglio della sua anima e sarà soddisfatto. Dell'aumento del suo regno non ci sarà fine. Questo è certo; è certo; Non può fallire. La bocca del Signore ha parlato così

II SICUREZZA. Come il gregge in mezzo al loro ovile (ver. 12). Una delle figure retoriche più impressionanti e incoraggianti impiegate nella Scrittura per rivelarci il carattere divino è quella in cui ci si riferisce al Signore come al Pastore che avvolge il gregge affidato alle sue cure. È vero, la cifra è indicativa di molte cose che sono calcolate per umiliarci; poiché se egli è il nostro Pastore, allora noi siamo le pecore del suo pascolo, e come tali siamo noi stessi molto indifesi, in mezzo ai pericoli da cui siamo circondati, e molto inclini a causa della nostra debolezza a vagare fuori dall'ovile; ma poi la bella similitudine ci incoraggia, assicurandoci che il Signore sarà la nostra Forza nella debolezza, che ci difenderà in mezzo a ogni pericolo, e che in tutte le nostre deviazioni ci seguirà con l'obiettivo di ristabilirci con la sua potenza e grazia. Poiché egli è il Pastore d'Israele, il suo popolo è al sicuro come pecore in mezzo al suo ovile. E questa protezione sarà offerta ai suoi, anche in mezzo alle esperienze più cupe della loro vita. Ci sono momenti in cui anche il migliore degli uomini è chiamato a camminare nelle tenebre senza luce. E ciò di cui c'è bisogno in tali stagioni è lo spirito di santa fiducia, una fiducia che riposi incrollabilmente nella fedeltà e nell'amore del buon Pastore, e che tragga conforto dalla sua verga e dal suo bastone, dai segni della sua presenza, dalla convinzione del suo dominio sovrano e dalle assicurazioni della sua Parola. Cantici Micah avrebbe fatto sentire la stanchezza, ma il cuore sincero, nella sua giornata; e così dovrebbero rendersi conto di coloro che, nella cura di Dio, sono al sicuro dal male come il gregge in mezzo al loro ovile, sorvegliato dalla continua cura del fedele pastore

III LIBERAZIONE. versetto 13) Il passo indica che non solo ci sarà protezione nei momenti di pericolo, ma anche liberazione dal pericolo. È a questo proposito che Michea introduce qui nelle parole di speranza che stava pronunciando un'allusione al Messia. Si riferiva a lui come al Breaker, che andava avanti davanti ai suoi servi, superando e sfondando ogni ostacolo al loro avanzamento; essi lo seguirono e per mezzo di lui trionfarono essi stessi. Il Distruttore è salito davanti a loro, ecc. (ver. 13)

IV ONORIFICENZA. E il Signore a capo di loro (ver. 13). In tutto ciò era loro privilegio e distinzione essere associati al Signore Altissimo. La vera gloria della Shechinah era la loro. E quando alla fine il conflitto fosse passato, e il tempo della tempesta e della dispersione fosse finito, l'Amore che tutto presiedeva sarebbe stato ancora alla loro testa, la loro Luce eterna, la loro Gloria eterna. Il suo nome sarà sulle loro fronti; Apocalisse 22:4 Essi saranno il suo popolo ed egli sarà il loro Dio. Essi abiteranno con lui, ed egli dimorerà con loro; e dall'esperienza costante del suo amore e del suo favore la loro beatitudine fluirà perpetuamente, e fluirà per sempre. Così sembra che questo messaggero del Signore abbia distolto per un momento i suoi pensieri dal fardello del dolore che stava liberando, e che abbia fissato la sua mente su quell'era più luminosa che alla fine sarebbe apparsa sul mondo che il peccato aveva oscurato e contaminato. Facciamo bene anche a tenere in vista quell'epoca e, in previsione di essa, a possedere con pazienza le nostre anime

Vers. 12, 13. Opera evangelica.

Certamente io radunerò, o Giacobbe, tutti te; certamente radunerò il resto d'Israele; Io li radunerò come le pecore di Botsra, come il gregge in mezzo al loro ovile; faranno gran rumore a causa della moltitudine degli uomini. Il demolitore è salito davanti a loro, si sono spezzati, hanno passato la porta e sono usciti per essa, e il loro re passerà davanti a loro, e l'Eterno sarà sul capo di loro. Certo, o Giacobbe, io ti radunerò interamente, certamente radunerò il resto d'Israele; Io li radunerò come le pecore di Botsra, come un gregge in mezzo al loro pascolo; saranno in tumulto a causa della moltitudine degli uomini. Il Frantumatore è salito davanti a loro, essi sfondano e passano verso la porta, vi escono; il re passa davanti a loro, sì, Jahvè alla loro testa (Henderson). Il profeta passa qui dalle minacce alle promesse, da un presente oscuro a un futuro luminoso. Il futuro doveva abbracciare due cose

1. Un grande raduno. Giacobbe e il rimanente d'Israele dovevano essere radunati come un potente gregge nella fertile e bella regione di Bozrah. La scena del raduno sarebbe stata come i ricchi pascoli di Bozrah, e il numero dei radunati sarebbe stato enorme. Faranno gran rumore a causa della moltitudine degli uomini

2. Una liberazione trionfante. Il frangente è salito davanti a loro. Chi è l'interruttore? Se qui ci si riferisce ai legami ebraici, era a Mosè; se alla cattività babilonica, era a Ciro; se alla schiavitù del diavolo, era a Cristo. Applicheremo queste parole per illustrare la grande opera del Vangelo. L'adempimento di questa profezia, dice Delitzsch, cominciò con il raduno di Israele presso il suo Dio e Re mediante la predicazione del vangelo, e sarà completato in un tempo futuro, quando il Signore redimerà Israele, che ora si strugge nella dispersione, dalle catene della sua incredulità e della sua vita di peccato. Non dobbiamo escludere ogni allusione alla liberazione della nazione ebraica dalla Babilonia terrena da parte di Ciro; allo stesso tempo, è solo nel suo significato tipico che questo viene preso in considerazione, cioè come uno stadio preliminare e un pegno della redenzione che Cristo deve effettuare dalla Babilonia spirituale di questo mondo. Prendendo le parole, quindi, come un'illustrazione dell'opera evangelica, vengono suggeriti due pensieri

I UNIFICAZIONE. Io li radunerò come le pecore di Bozra. Gli uomini sono moralmente divisi; C'è uno scisma nel grande corpo dell'umanità. Gli uomini non solo hanno perso interesse per i loro simili, ma tra loro prevale un'antipatia. Sono sparsi all'estero in diversi paesi, sotto diversi governi e in connessione con diverse religioni e interessi. La grande opera del vangelo è quella di riunire gli uomini, di riunirli in qualche Bozrah morale, di unirli nell'ovile di Cristo. Come si può fare questo? Non da alcun patto politico, o concordato ecclesiastico, o organizzazione sociale. Queste cose non potranno mai unire le anime; Sono stati provati mille volte, ma hanno fallito. C'è un solo modo, ed è quello di presentare un oggetto di suprema attrazione morale per tutti gli uomini. Questo oggetto è presentato dal vangelo; è Cristo. Fu predetto che a lui sarebbe stato il raduno del popolo e che avrebbe radunato in uno solo i figli di Dio che erano dispersi. Ed egli stesso disse: "Io, se sarò innalzato, attirerò tutti a me". C'è in lui ciò che non si trova in nessun'altra parte che possa attrarre con uguale potere tutte le anime e centralizzare in lui le più forti simpatie di tutti i cuori. Gli uomini possono unirsi socialmente gli uni agli altri nell'amore fraterno solo se prima si uniscono a Cristo. La vera unione delle anime è come l'unione dei pianeti che hanno un unico centro di luce, vita e regola. Per quanto riguarda la filosofia, io proclamo che non c'è nient'altro che il Vangelo che può mettere a tacere le discordie, sanare le divisioni e porre fine a tutte le guerre e i conflitti tra gli uomini; e storicamente dichiaro che nient'altro ha mai fatto nulla con successo in questo senso

II EMANCIPAZIONE. Il frangiflutti è salito davanti a loro, si sono spezzati e hanno varcato la porta. Gli uomini dappertutto sono in schiavitù morale. Sono gli schiavi del peccato e del diavolo. Carnale, venduto sotto il peccato. La schiavitù morale è la peggiore di tutte le schiavitù; è un bondage

(1) connesso con l'auto-compunzione; è un bondage

(2) dell'anima, il sé; è un bondage

(3) che la morte non può finire

Chi libererà l'uomo da questa schiavitù? Chi è il Mosè che ci farà uscire da questo Egitto, il Ciro che ci libererà da questa Babilonia? C'è uno solo, e un solo Cristo. Lui è il Demolitore. Spezza le catene, sfonda i cancelli della prigione e lascia che l'anima entri nella vera luce e libertà della vita. Egli venne a predicare la libertà ai prigionieri e a cuocere le porte della prigione di quelli che sono legati

CONCLUSIONE. Benedetto vangelo, affretta il tuo lavoro! Riunisci tutte le parti sparse del mondo e uniscile unendole in un unico centro comune, Cristo. Spezza le catene morali che legano le facoltà, le simpatie e le anime degli uomini al peccato e al diavolo. Portate il giubileo morale della razza, e fate che lo squillo di tromba della libertà si faccia udire in tutto il paese. D.T

13 L'interruttore è venuto (andato) prima di loro. Michea raffigura la redenzione di Israele sotto la figura della liberazione dalla cattività. Il passaggio è chiaramente messianico, e non può essere considerato né un'interpolazione né torturato in una dichiarazione dell'assedio e della rovina di Samaria o di Gerusalemme. Chi si spezza è un liberatore, un leader che supera tutti gli ostacoli che si oppongono al ritorno di Israele. In primo luogo ci può essere un'allusione a un capo umano, come Zorobabele, in analogia con Mosè e Giosuè nei tempi antichi, ma il vero conquistatore designato è generalmente considerato il Messia. Si suppone che il Breaker up sia un titolo del Messia ben noto agli ebrei (vedi Pusey; e Pearson, Exposition of the Creed, art. 7., nota y). Questa interpretazione è respinta dal professor Driver (Expositor, aprile 1887), il quale considera il demolitore come un capo o un distaccamento di uomini, il cui compito era quello di abbattere muri o altri ostacoli che si opponevano all'avanzata di un esercito. Ma non è questo per introdurre un'agenzia sconosciuta ai nostri tempi? C'era un corpo speciale di uomini addestrati e mantenuti per questo particolare dovere? Questo scassinatore, secondo la concezione del dottor Driver, avanza davanti a loro, sfondando i cancelli della prigione in cui il popolo è confinato; essi seguono, marciando trionfalmente per questa via aperta; il loro re, con Geova al suo fianco, Salmi 110:5 guida il corteo vittorioso? Esodo 13:21 Isaia 52:12 Si sono sciolti; squarcia, o attraverso. I prigionieri cooperano con il loro capo. Aver attraversato il cancello, ecc. Il profeta parla di una rimozione solenne e regolare, come l'esodo dall'Egitto, a cui nessuna potenza umana può opporsi. Il loro re. Lo stesso di Geova nella frase successiva. Isaia 33:22 Egli guiderà l'accampamento, come guidò gli Israeliti quando uscirono dalla casa di schiavitù. Esodo 13:21 La predizione può guardare al raduno finale di Israele, che San Paolo sembra contemplare quando scrive: E così tutto Israele sarà salvato. Romani 11:26

L'interruttore. Con queste parole il profeta rappresenta il Messia che precede il suo popolo, rimuove ogni barriera, supera ogni ostacolo, prepara per lui la strada e lo conduce attraverso ogni difficoltà. Questa rappresentazione era fatta frequentemente dai profeti ebrei, e il titolo, The Breaker through, era familiare agli ebrei come uno dei titoli del Messia

IO: QUESTO TITOLO HA LA SUA APPLICAZIONE AL MESSIA NEL SUO RAPPORTO CON LA CHIESA UNIVERSALE. La vittoria finale e la gloria della Chiesa di Dio sono assicurate. Questo è l'eterno proposito di Dio, e che mediante il suo potere sovrano egli alla fine realizzerà. Gli ostacoli alla realizzazione di questo scopo sorgono continuamente. Gli impedimenti sono posti sulla strada. È stata offerta un'opposizione attiva all'avanzamento del regno della verità e della giustizia. I re della terra si sono posti, ecc. Salmi 2:2 O, quando non sono così attivamente impegnati contro la verità, hanno spesso preso tali misure nell'interesse della loro politica mondana che hanno seriamente ostacolato il progresso della verità. Anche i canuti sistemi di idolatria hanno a lungo dominato milioni di persone della razza umana, e la gloria dovuta al Signore è stata data alle immagini scolpite. Eppure il consiglio del Signore è sicuro, e il proposito che egli si è proposto sarà adempiuto. E per quanto riguarda il suo compimento, il Messia è il Colui che lo fa passare Egli, il Capo e il Comandante del suo popolo, andrà davanti a loro, abbattendo le immaginazioni e frustrando i disegni del male, aprendo gli occhi ai ciechi, facendo uscire i prigionieri dalla prigione e coloro che siedono nelle tenebre fuori dalla prigione. Ogni monte diventerà una pianura davanti a lui. Egli continuerà a conquistare e a vincere, finché alla fine si alzerà il grido della vittoria: I regni di questo mondo, ecc. Apocalisse 11:15

II QUESTO TITOLO SI APPLICA AL MESSIA ANCHE NELLA RELAZIONE CHE EGLI INTRATTIENE CON I SUOI SERVI INDIVIDUALMENTE. È un titolo che può essere considerato prezioso, non solo per la Chiesa di Dio nel suo insieme, ma anche per ogni servo del Signore. È interessante notare come Cristo, in uno dei suoi memorabili discorsi, abbia associato questo pensiero, del suo andare davanti ai suoi servi in vista che fossero superati da ogni difficoltà, con i suoi riferimenti a se stesso come al buon Pastore; così che nelle parole registrate di Gesù Giovanni 10:3,4 troviamo la stessa associazione di figure retoriche che furono qui impiegate da Michea; poiché Cristo ha detto di se stesso come del Pastore: Egli chiama le sue pecore per nome, e le conduce fuori; Egli va davanti a loro, ed essi lo seguono. E lo scrittore dell'Epistola agli Ebrei non potrebbe aver avuto in mente le parole di Michea qui impiegate, e le parole di Cristo a cui si allude, quando scrisse che il Salvatore era il Precursore del suo popolo? Ebrei 6:20 Cristo ha preceduto i suoi servi e ha ottenuto la vittoria sui loro nemici spirituali. Ha vinto il maligno. Nella sua vita ha vinto, perché non una volta l'avversario ha avuto la meglio su di lui; e nella sua morte ha vinto, perché allora ha saccheggiato principati e potestà, e ne ha fatto spettacolo, ecc. Colossesi 2:15 Ha vinto il mondo e poteva dire ai suoi discepoli: Ho vinto il mondo. Ed egli ha vinto la morte e la tomba, adempiendo la trionfante dichiarazione: O morte! Io sarò le tue piaghe! O tomba! Io sarò la tua distruzione. Osea 13:14; Isaia 25:8 Così egli è, nell'interesse di ciascuno dei suoi servitori, il Demolitore. Con la sua vittoria egli ha talmente indebolito la forza dei nostri avversari spirituali da rendere il conflitto relativamente facile per noi. Dobbiamo incontrare nemici già sconfitti dal nostro Signore. Dobbiamo affrontare nemici già scoraggiati dal fallimento, e che sanno con certezza che il tempo del loro trionfo è breve. Bella rappresentazione del Messia questa! Il Breaker, che rimuove ogni difficoltà dalla via dei suoi servi; il quale li ha preceduti per sgombrare il terreno, per abbattere ogni impedimento, per raddrizzare le cose tortuose e spianare i luoghi accidentati, affinché la gloria del Signore sia rivelata. Ascoltiamo la sua voce che ci dice, mentre ci conduce così: Seguimi; e sia nostro

(1) allegramente,

(2) fiduciosamente,

(3) e di obbedire coraggiosamente alla chiamata del grande Capitano, e di entrare attraverso di lui nell'onore, nella gloria e nell'immortalità!

Dio il grande spezzavincoli.

C'è un netto contrasto tra il tono dei vers. 10, 11 e quello dei vers. 12, 13. Dio si compiace di tali contrasti. Ama passare dalle minacce alle promesse. Il giudizio è il suo strano lavoro; La misericordia è la sua gioia. La dispersione del suo popolo è una necessità dolorosa, la loro restaurazione è per lui una gioia. Da qui il tono giubilante dei versetti conclusivi di questo capitolo. Il grande Spezzalegami è Dio stesso. Applicare

IO ALLA ROTTURA DELLA SCHIAVITÙ BABILONESE. Cyrus era un rompicapo. In un certo senso le parole sono applicabili a lui. Esdra 1:2; 4, ecc. Ma sopra di lui c'era il più grande Liberatore, che Ciro stesso riconobbe, che molto tempo prima aveva predetto la liberazione, Isaia 45:1-6 e che ora mette nel cuore del monarca persiano di agire come suo servo. Prima che Dio si interponesse, i prigionieri non erano che un gregge di pecore (ver. 12) che un ovile, per non dire una fortezza, poteva trattenere. Fino a quando i settant'anni di cattività destinata non fossero stati compiuti, nessun demolitore avrebbe potuto liberare quel gregge; ma poi comparve l'uomo che eseguiva il mio consiglio da un paese lontano. Isaia 46:9-11 Quando Dio irruppe, era una cosa facile, anche per quelle pecore timide, passare o sfondare qualsiasi porta (come Pietro che oltrepassò il cancello di ferro della sua prigione). Mentre uscivano da Babilonia, Zorobabele, il principe di Giuda, Ezechiele 1:8 li guidò. Ma c'era un altro Capo invisibile, di una regalità più nobile di Zorobabele loro Re, che li precedeva. Isaia 49:8-10; 52:12 Vedi Esodo 13:21 : lì il simbolo era visibile; ora il Re invisibile era visto con l'occhio della fede profetica. Impara a riconoscere la mano divina in tutte le liberazioni nazionali; come fecero, 2Samuele 5:20 e la regina Elisabetta alla distruzione dell'Armada (medaglia e la sua iscrizione, Afflavit Deus, et dissipuntur), e i monarchi devoti nei giorni successivi

II ALLA LIBERAZIONE DALLA SCHIAVITÙ DEL PECCATO. La Parola era il Divino Liberatore di Israele da Babilonia, Isaia 63:9 ed è tale da noi. Gli ebrei riconobbero il Distruttore come un titolo del Messia loro Principe. In quest'opera di liberazione spirituale egli fu predetto, e ora si rivela come:

1. Un rompicapo. Isaia 42:7 49:8,9,24,25

2. Un leader e comandante. Isaia 55:4

3. Un Redentore a costo di conflitti. Isaia 63:1-6

4. Un re-pastore;

Ezechiele 34:23,24 che ottiene la supremazia morendo per il gregge che cerca di liberare. Giovanni 10:11,27-30 Ebrei 2:9-15

5. Un salvatore dai nemici all'interno e dagli oppressori all'esterno. Tito 2:14 Chi salverà tutto Israele alla fine. Isaia 59:20,21; Romani 11:26 In entrambe queste liberazioni i redenti hanno il loro lavoro assegnato. Israele fu nascosto per umiliarsi nel pentimento, Levitico 26:40-42 per pregare con fede, Geremia 29:12,13 e per accettare il Signore come loro Redentore e Guida. Osea 1:11 E anche a noi è comandato di pentirci, di credere nel Nome di suo Figlio Gesù Cristo, Atti 17:30; 1Giovanni 3:23 e così di compiere l'opera di Dio. Giovanni 6:29 Allora Cristo, il nostro Spezzavincoli, spezzerà per noi il potere dell'abitudine malvagia, di questo presente mondo malvagio e dell'oppressore infernale delle nostre anime

Il mondo, con il peccato e con Satana, invano la nostra marcia si oppone; Per fede li sfonderemo tutti, e canteremo il cantico di Mosè. E.S.P

Illustratore biblico:

Michea 2

1 CAPITOLO 2

MICHEA 2:1-4

E bramano i campi, e li prendono con la violenza.

L'avidità è la sorgente e lo spirito di ogni oppressione. Qui l'avarizia rapace è presentata in tre aspetti

(I.) Tramando nella notte. Quando l'avarizia si impossessa di un uomo, fa lavorare il cervello sia di notte che di giorno. Quali piani per truffare, frodare e saccheggiare gli uomini vengono inventati ogni notte sul cuscino!

(II.) Lavorare di giorno. L'idea più stimata è il guadagno mondano del lavoro avaro. Così è sempre; Il guadagno è il dio dell'uomo avido. Sacrifica tutto il suo tempo e il suo lavoro sul suo altare. Shakespeare paragona un uomo del genere a una balena che gioca e ruzzola, spingendo i poveri avannotti davanti a sé, e alla fine li divora tutti in un boccone

(III.) Sofferenza nella sentenza. Perché il giudizio viene alla fine, e nel giudizio queste parole ci fanno capire che la punizione corrisponderà al peccato. "Poiché riflettono sul male", dice Delitzsch, "per privare i loro simili dei loro beni, Geova manderà il male su questa generazione, porrà un giogo pesante sul loro collo, sotto il quale non potranno camminare con alterigia o con il collo steso". Sì, verrà il tempo in cui l'avaro milionario esclamerà: "Siamo completamente viziati". "Andate, ora, voi ricchi, piangete e gridate per le vostre miserie che vi verranno addosso", ecc. (Omilesta.)

Il torto che Michea attacca:

Michea flagella l'avarizia del proprietario fondiario e l'ingiustizia che opprime il contadino. I torti sociali sono sempre avvertiti in modo più acuto, non in città, ma in campagna. Era così ai tempi di Roma, le cui prime rivolte sociali erano agrarie. Era così nel Medioevo; il XIV secolo vide sia la Jacquerie in Francia che l'insurrezione dei contadini in Inghilterra; Langland, che conosceva bene la città e la campagna, spende quasi tutta la sua simpatia per la povertà di quest'ultima, "la gente del poure in cotes". Fu così dopo la Riforma, sotto il nuovo spirito della quale la prima rivolta sociale fu la guerra dei contadini in Germania. Fu così durante la Rivoluzione francese, che iniziò con la marcia dei contadini affamati su Parigi. Ed è ancora così, perché la nostra nuova era di legislazione sociale ci è stata imposta non dai poveri di Londra e delle grandi città, ma dai contadini d'Irlanda e dai contadini delle Highlands scozzesi. Il malcontento politico e l'eresia religiosa prendono il via tra i centri industriali e manifatturieri, ma le prime primavere della rivolta sociale si trovano quasi sempre tra le popolazioni rurali. Perché il paese dovrebbe cominciare a sentire l'acutezza del torto sociale prima della città è sufficientemente ovvio. In città ci sono mitigazioni e ci sono fughe. Se le condizioni di un mestiere diventano oppressive, è più facile passare a un altro. I lavoratori sono più istruiti e meglio organizzati; C'è una classe media, e il tiranno non osa portare le cose a una crisi così alta. Anche la potenza dei ricchi è divisa; Il datore di lavoro del povero è raramente allo stesso tempo il suo padrone di casa. Ma in campagna il potere si raccoglie facilmente nelle mani di pochi. Le opportunità e i mezzi di lavoro dell'operaio, la sua casa, la sua stessa posizione sono spesso tutti di proprietà di un solo uomo. Nel paese i ricchi hanno un reale potere di vita e di morte, e sono meno ostacolati dalla competizione tra loro e dalla forza dell'opinione pubblica. Un uomo non può tenere una città in tassa, ma un uomo può influenzare per il male o per il bene una popolazione quasi altrettanto grande di quella di una città, quando è sparsa in una campagna. Questo è precisamente lo stato di torto che Michea attacca. Questo è il male, la facilità con cui si fa il male nel paese. "Sta al potere delle loro mani; bramano e afferrano". Michea sente che da soli i torti economici spiegano e giustificano la rovina che incombe sulla nazione. (G. A. Smith, D.D.)

3 CAPITOLO 2

MICHEA 2:3

Perciò, così dice il Signore: Ecco, contro questa famiglia io tramo il male. - Il grande antagonista:

Ecco Michea. Il fresco figlio del paese, che ha comunicato con il Signore Dio nel campo arato, nella vigna profumata, in mezzo alla foresta primordiale, nel deserto solitario e in un'altezza appartata. Egli si avvicina alle vicende umane con percezioni acute e non ottuse. Con gli occhi di quest'uomo possiamo guardare i contorni e i colori dell'età dell'oro, possiamo guardare le cause dell'affetto tiepido e congelato, e possiamo anche contemplare le conseguenze fatali e inevitabili del peccato. È quest'ultima terribile visione che voglio portarvi davanti. "Ecco, contro questa famiglia tramo un male". Cerchiamo di capire il nesso di questa parola. In un capitolo precedente mi sono imbattuto in questa accusa: "Guai a coloro che meditano iniquità sui loro letti". La gente è occupata a ideare, pianificare, complottare, tramare. Stanno costruendo sulla falsità. Stanno sistemando gli oggetti della loro vita in sequenza malvagia. Ma c'è un contro-cospiratore! "Contro questa famiglia escogito un male". L'intrigante umano si trova di fronte a un grande Antagonista, Dio. L'Antagonista dimostra la Sua opera nelle avversità, nelle delusioni, nelle insoddisfazioni, nei fallimenti, nelle sconfitte fondamentali e ignominiose. L'insegnamento iniziale di Michea è quindi questo: ogni peccato ha la sua punizione deliberatamente pianificata. Non possiamo isolare il bacillo del peccato; Compie le devastazioni che le sono state assegnate, e nessun ministero umano può trovare una via di fuga. L'uomo trama l'iniquità; Dio escogita la questione appropriata. Uno è certo quanto l'altro. L'acido prussico non è più sicuro nelle sue devastazioni del peccato. Ora, con questa espressione di una legge generale e ineluttabile davanti a noi, vediamo ciò che questo profeta dalla vista acuta considera come alcune delle inevitabili conseguenze del peccato. "L'impurità che distrugge con una dolorosa distruzione". Ogni peccato è impurità, e l'impurità è un mostro di distruzione. Come una tignola mangia le stoffe di un indumento, così il peccato consuma le vesti e le abitudini dell'anima. Come la ruggine corrode uno strumento d'acciaio, così il peccato distrugge gli strumenti della vita. Cosa distrugge il peccato? I nostri filosofi dispongono i poteri e le doti dell'uomo su una scala crescente. Cominciano con la semplice vitalità animale, la pura e nuda energia, le attitudini e le passioni di base, e salgono attraverso i sensi, le percezioni intellettuali, le facoltà di ragionamento, i gusti estetici, fino al regno morale, e ancora più in alto fino all'incomparabile sfera della riverenza e della venerazione, dove la vita guarda a Dio! È importantissimo che ricordiamo questa gamma di doti quando consideriamo la distruttività del peccato. E vi dirò perché. Quando il peccato irrompe nella vita, ci sono parti di questa vasta gamma che sembrano essere intatte, e se un uomo guardasse solo a queste potrebbe sembrare che il peccato non abbia commesso alcuna devastazione. Diamo un'occhiata a questo. Quando un gas nocivo entra in una serra, le cose più delicate sono le prime a soffrire. Quando le piante più grossolane vengono colpite, quelle più fini sono morte da tempo. È così nella vita. Quando entra l'impurità distruttiva, la cosa più grossolana è l'ultima ad essere colpita. Il corpo conserva la sua vita più a lungo. Supponiamo che un uomo sia stato dominato dalla lussuria. Quando il corpo di quell'uomo comincia a tremare, le cose più delicate dell'anima sono già distrutte. Quando la passione per il bere si manifesta sul volto, altre parti sono già in cenere. Il fuoco del peccato comincia sempre a divampare nelle camere superiori e brucia verso il seminterrato. La prima cosa a soffrire è il nostro affetto. Quando la purezza della vita si spegne, l'amore si affloscia come un uccello la cui gabbia è vicino al soffitto e che sviene tra i fumi accumulati dal gas che brucia. Che un uomo viva una vita impura, per un giorno; Che la menzogna, la passione, la malizia si abbattano su di lui, e che osservi l'effetto sul suo affetto per la moglie e il figlio. "L'impurità", secondo questo profeta, "distrugge con una grave distruzione". "Sarà notte per voi, e non avrete alcuna visione. Non sarete sorpresi di fare questo secondo passo sotto la guida del profeta Michea. La sentenza è descrittiva di una seconda pena. Cos'è? È la perdita della percezione spirituale. Nei regni superiori del nostro essere siamo come strumenti che devono essere suonati dallo Spirito di Dio. Ma qual è il valore dell'arpa quando le corde vengono mangiate? A cosa serve un pianoforte quando i fili sono corrosi? L'esecutore non è in grado di trasmettere il suo messaggio perché lo strumento non è in grado di riceverlo. E quando lo strumento del nostro sé superiore è corrotto o compromesso, non possiamo percepire l'avvicinarsi dello Spirito o discernere i consigli sussurrati del nostro Dio. Questa è una legge il cui funzionamento ho dimostrato con una triste esperienza nella mia vita. Ci sono stati giorni in cui il Libro delle Scritture sembrava chiuso davanti a me. La pagina sembra banale; non risplende della Presenza celeste. Ma nel giorno della vigilanza morale e della strenuità della vicinanza spirituale al mio Dio, il roveto comune è in fiamme, e la Sua parola diventa "una luce sul mio sentiero". Il peccato deturpa i nostri occhi e le nostre orecchie spirituali e ci rende poveri riceventi. "Mangerai e non ti sazierai ". Questa è la terza delle pene del peccato. Il peccato si manifesta in una profonda stanchezza e inquietudine. L'uomo fa soldi, ma sospira in mezzo alla sua abbondanza. I suoi amici parlano di lui in termini di ammirazione: "Ha tutto ciò che il cuore può desiderare". Ah, questo è proprio ciò che non ha! Ha tutto ciò che la carne può desiderare, ma il cuore è in lutto in un segreto impoverimento. Queste anime insoddisfatte sono tutte intorno a noi, dentro e fuori dal pulpito. Ma la nostra stessa insoddisfazione è più che la questione del peccato; è il giudizio misericordioso della grazia e dell'amore infiniti. Se nostro Padre ci lasciasse soddisfatti, la nostra perdizione sarebbe disperata e completa. (J. H. Jowett, M.A.)

7 CAPITOLO 2

MICHEA 2:7

O tu che sei chiamato casa di Giacobbe, lo Spirito del Signore è forse in difficoltà?-La criminalità e la follia di limitare lo Spirito Santo:-

1.) Tra i numerosi casi in cui i cristiani si comportano come se immaginassero che lo Spirito del Signore sia in difficoltà, si noti quanto segue

(1) La loro condotta è di questa descrizione, quando si aspettano poco o nessun beneficio dalla Parola di Dio e dalle ordinanze del Suo culto

(2) Quando si sottrae all'adempimento del dovere necessario

(3) Quando hanno indebitamente paura dei loro nemici

(4) Quando affondano sotto la pressione delle avversità

(5) Quando limitano le operazioni dello Spirito a particolari periodi di tempo, o a qualsiasi particolare denominazione di cristiani professanti

2.) L'irragionevolezza di tale condotta. È allo stesso tempo peccaminoso ed egoista, irragionevole e assurdo. Considera-

(1) Che lo Spirito di Geova è uno Spirito di intelligenza e potenza illimitate. Le creature dipendenti e limitate potrebbero presto diventare ristrette

(2) Egli è uno Spirito di infinita bontà e amore

(3) Egli è uno Spirito inviato dal Padre e dal Figlio

(4) Le Scritture contengono ricche promesse del continuo libero arbitrio dello Spirito Santo

(5) Le opere di grazia e di potenza che sono già state compiute dallo Spirito di Jahvè. Lasciamoci tutti impressionare dal senso della necessità e dell'importanza dell'azione dello Spirito. Ci sta molto a cuore chiederci se è nostro privilegio avere lo Spirito che dimora e opera in noi. (Fraser, D.D.)

L'influenza dello Spirito, la dottrina abusata soffocando lo Spirito:

1.) L'opera del Signore, lo Spirito, è ampia, estesa ed estesa. Egli è enfaticamente il "Consolatore"; questa è la Sua opera principale. Egli conforta l'anima, resa consapevole di quanto poco ci sia in sé da nutrire e da rafforzare; spogliato, in un certo senso, della sua saggezza di sé, del suo potere, della sua importanza e dell'autocompiacimento. Egli testimonia che Gesù ha "tutta la pienezza" in Lui. Egli conforta l'anima povera, provata e tormentata, in mezzo alla sua prova, al suo dolore e alla sua afflizione, dispiegando l'uomo della simpatia, la simpatia del Dio-uomo Mediatore. Egli conforta l'anima rivelando il carattere di Dio; nel Suo carattere grazioso; nel Suo carattere che perdona i peccati; nella Sua tenerezza, compassione, gentilezza e santità. Egli conforta i Suoi santi mentre passano attraverso i cambiamenti di un mondo che cambia, rivelando l'alleanza, "ordinata in ogni cosa e sicura". Egli dispiega le graziose promesse del Dio della grazia. Egli è chiamato "il Consolatore", perché a Lui appartiene specialmente il conforto dei santi dell'Altissimo. Ma Egli è un Rimproveratore e un Consolatore. Qui c'è da temere che Egli non sia glorificato come dovrebbe essere. Egli è uno "Spirito di giudizio" nelle nostre anime. Non c'è tribunale che un uomo naturale detesti tanto quanto il tribunale di una coscienza illuminata. È un luogo solenne. Non solo nel primo risveglio dell'anima, ma in tutti quelli successivi alle rivelazioni del Signore Gesù Cristo ai nostri cuori, c'è ancora qualcosa di uno Spirito di rimprovero. Dobbiamo imparare le nostre verità alla scuola di Dio, che sarà una luce che ci guiderà sulla via

2.) La Parola di Dio cede al pellegrino spirituale cibo e nutrimento, così come la luce

3.) Poiché il cammino del pellegrino si snoda attraverso il paese di un nemico, è soggetto a vari assalti, e la Parola di Dio gli fornirà un'armatura di difesa. È il suo scudo e il suo scudo, per respingere e respingere i dardi infuocati del malvagio

4.) Quando il cristiano comincia ad essere stanco e debole nella sua mente, la Parola di Dio diventa il suo sostegno e sostegno

5.) È un conforto per i viaggiatori avere una prospettiva, anche se lontana e imperfetta, del luogo in cui stanno andando. La Parola Divina è sia una mappa del paese celeste che una lente prospettica attraverso la quale possiamo guardarlo. È la prospettiva di quel paese migliore che rallegra il cristiano lungo la strada e accelera i suoi passi attraverso il deserto. (B. Beddome, M.A.)

La pienezza dell'influenza dello Spirito Santo:

Il profeta sta rimproverando il popolo per la sua opposizione ai servi di Dio e per il suo attaccamento ai falsi profeti. I loro governanti avrebbero messo a tacere i profeti del Signore, perché non desideravano più ascoltare le loro predizioni allarmanti, ma sentirsi dire solo cose dolci e lusinghiere. Michea è quindi incaricato di dichiarare che dovrebbero essere privati di questo privilegio

(I.) L'opera dello Spirito Santo nella nostra salvezza. La guarigione degli uomini caduti all'amore e alla somiglianza di Dio è di solito espressa con la parola "salvezza". La salvezza è attribuita nella Scrittura all'amore di Dio Padre, nella cui infinita benevolenza ha avuto origine. Era, tuttavia, necessario che fosse fatta un'adeguata espiazione per le trasgressioni umane. Quest'opera, assegnata a Cristo nell'economia della redenzione, Egli l'ha intrapresa volontariamente, e solo Lui poteva eseguirla. Tutte le benedizioni della salvezza sono attribuite a Lui. Ma la morte di Cristo sarebbe stata infruttuosa senza l'opera dello Spirito Santo. Senza questo non ci potrebbe essere alcuna convinzione del nostro bisogno di salvezza, nessun discernimento del modo in cui solo essa può essere ottenuta, nessun desiderio di possederla, nessuna fede, nessuna speranza, nessun amore, nulla di quella purezza di cuore, priva di cui nessun uomo può vedere il Signore. Lo Spirito procede dal Padre. Egli ha dato Suo Figlio affinché potesse mandare il Suo Spirito puro e Santo nei nostri cuori depravati per formarci alla comunione con Lui e al godimento eterno di Lui. Siamo ugualmente debitori per lo Spirito all'amore di Dio e alla grazia del nostro Signore Gesù Cristo

(II.) L'opera dello Spirito Santo nella pienezza della Sua influenza. È perfettamente coerente con il disegno pratico della Scrittura applicare una verità pronunciata in una particolare occasione agli scopi generali della vita cristiana. Lo Spirito del Signore è in difficoltà? No; non dobbiamo porre limiti alla Sua potenza; non dobbiamo circoscrivere la misura della Sua influenza; le nostre attese e i nostri sforzi devono corrispondere alla pienezza della sua grazia. Possiamo dedurre che le influenze dello Spirito Santo non sono limitate dall'estensione e dal merito delle sofferenze del Salvatore, e dalla grandezza e dal disegno della Sua esaltazione; dall'abbondante misura in cui i doni dello Spirito sono stati comunicati il giorno di Pentecoste; dalle predizioni della Scrittura riguardanti la futura prosperità della Chiesa cristiana, e dall'eminenza nella pietà e nell'utilità a cui molti sono giunti. La verità che richiamiamo all'attenzione è che ognuno può, mediante la fede nel Salvatore e in risposta alla preghiera, ottenere certamente tutta l'assistenza dallo Spirito Santo di cui ha bisogno. Questo è evidente da una moltitudine di promesse. L'oggetto richiede un'applicazione di ammonimento

1.) Condanna l'indebita dipendenza dagli strumenti

2.) Vieta l'attaccamento esclusivo a soggetti particolari

3.) Biasima coloro che disperano della conversione degli altri

4.) Protesta con coloro che sono pronti ad abbandonare i loro sforzi per fare il bene a causa di un sentimento della propria insufficienza

5.) Dovrebbe spingerci a unirci in tutti i piani scritturali di utilità, invece di limitarci a metodi particolari

6.) Disapprova uno spirito di partito bigotto

7.) Attenzione a non resistere e a contristare lo Spirito. (Ricordo dell'Essex.)

Lo Spirito ristretto:

Considerate lo Spirito Santo come l'agente più glorioso e benedetto mediante il quale la nostra natura depravata viene purificata, la nostra schiavitù del male trasformata in libertà, le nostre tenebre spirituali illuminate, i nostri dolori penitenti scambiati con sentimenti di gioia e il nostro accidentato sentiero nel viaggio verso l'alto della vita reso liscio e chiaro. Al tempo di Michea 50 'ispirazione della profezia era considerata dal popolo degli ebrei come il risultato di questo strumento; Ma non sempre ne erano contenti. I profeti che erano fedeli erano uomini che non cercavano di compiacere l'orecchio del pubblico profetizzando ciò che era più gradito al suo orgoglio e al suo lusso, ma ciò che era calcolato per umiliare e allarmare. E se questo offendeva qualcuno, era forse la loro offesa di essere la guida e la regola dell'insegnamento del profeta? Lo Spirito di Dio doveva essere limitato o limitato nelle Sue operazioni perché i Suoi messaggi ispirati non erano accettabili? Da qui la questione del testo

(I.) Lo Spirito del Signore agisce con sovranità illimitata. Egli non è vincolato dalle leggi e dalle opinioni umane, né è vincolato nei Suoi movimenti da alcuna presunzione dogmatica o potere sacerdotale. Che cosa gli impedisce di fare la Sua Volontà? Una sincera ricerca del Suo aiuto, un'umile fiducia nel Suo amore, una devota preghiera per la Sua liberazione e una perseverante presa su Cristo come nostro Sacrificio e Mediatore possono presto portare all'anima quella brillante luce di vita che parla della Sua presenza interiore e del Suo potere di risurrezione

(II.) Lo Spirito del Signore agisce con un'immutabilità d'amore. E chi può dare un limite a questo amore, non solo nei suoi oggetti, ma nella sua intensità? Non cambia mai. Il tempo non potrà mai alterarlo, e nulla nel grande universo che ci circonda può deviarlo dal suo corso o indebolire il suo potere

(III.) Sebbene lo Spirito di Dio non sia limitato, è possibile che possa sembrare così. Ma questo nasce dalla nostra stessa disobbedienza. Potremmo aver soffocato le Sue convinzioni. Forse abbiamo abbandonato i Suoi consigli. Potremmo aver rifiutato le Sue offerte, le Sue promesse e i Suoi inviti

(IV.) Alcuni desiderano che lo Spirito del Signore sia limitato alla loro visione delle cose. Alcuni avrebbero messo in difficoltà il Signore nell'esecuzione dei Suoi giudizi. Per lo spirito debole, debole e dubbioso del cristiano c'è qualcosa di molto esaltante nel pensiero che lo Spirito del Signore non è limitato nella Sua potenza, nel Suo amore e nella Sua saggezza. Afflitto com'è spesso da un cuore ingannevole e da potenti tentazioni, quale grande privilegio sentire la Sua vicinanza e realizzare la Sua ispirazione nella preghiera che sale come incenso al trono del cielo. Nell'infinità della potenza dello Spirito c'è la libertà, un vasto oceano di vita, che sembra estendersi sempre di più davanti all'anima ansiosa e aspirante. Ma, al contrario, questa stessa verità dell'illimitabilità dello Spirito Santo sarà causa di condanna per coloro che continuano a rifiutarlo. (W. D. Horwood.)

Lo Spirito del Signore non si è fermato:

Qui Dio sta spiegando alla Sua Chiesa, quando è in uno stato di depressione e di languenza, la causa di ciò. Egli si sta rivendicando da ogni parte di colpa in questa faccenda, sta mostrando loro dove sta la colpa, anche del Suo stesso popolo professante, nella loro mancanza di fede e di preghiera. È la loro incredulità che rovina tutto. Questo stringe, chiude, imprigiona i loro spiriti, in modo che i loro desideri non fluiscano con alcun allargamento dopo le comunicazioni divine. Non è lo Spirito del Signore che è in difficoltà. C'è una ristrettezza, ma è tutto da parte loro

(I.) La domanda nel testo implica che lo Spirito non è ristretto nel senso che la nostra incredulità suggerirebbe

1.) Lo Spirito non è limitato rispetto alla Sua sufficienza intrinseca. Tutta la grazia, la sapienza, la potenza e la fedeltà sono in Lui. La creatura ha una durata limitata; Egli è eterno. La creatura è limitata rispetto alla conoscenza. "Lo Spirito scruta tutte le cose, sì, le cose profonde di Dio". La creatura è limitata rispetto al potere; non così lo Spirito. La creatura è limitata rispetto all'eccellenza morale; lo Spirito è distintamente e preminentemente lo Spirito di santità

2.) Per quanto riguarda l'acquisto di Lui da parte del Salvatore per la Chiesa. Come Capo della Sua Chiesa, Cristo è la sua fonte di influenza spirituale. In Lui, per l'uso della Sua Chiesa, lo Spirito dimora in grado incommensurabile. Marco 50 'incoraggiamento che ci ha dato la morte di Cristo ad aspettarci la comunicazione libera e piena dello Spirito Santo

3.) Rispetto all'offerta di Lui nel Vangelo

(1) Egli è offerto universalmente

(2) Liberamente

(3) In gran parte

(II.) La domanda implica che Egli è spesso limitato o diminuito rispetto alle Sue effettive comunicazioni alla Chiesa. È un dato di fatto che la Chiesa non gode della presenza e della potenza dello Spirito in alcuni periodi tanto quanto in altri. Sottolinea alcune delle caratteristiche di una Chiesa da cui lo Spirito ha ritirato gran parte della Sua presenza e del Suo potere

1.) In una tale Chiesa la verità non sarà generalmente predicata con purezza, fedeltà e potenza evangelica

2.) Ci sarà un allontanamento generale dai principi semplici e scritturali del governo e della disciplina su cui si fonda la Chiesa

3.) Ci sarà una triste mancanza di zelo nel propagare la religione e nell'estendere i mezzi della grazia. Lo spirito missionario sarà quasi estinto

4.) Ci saranno poche conversioni

5.) Anche il popolo di Dio stesso non sarà in possesso di un tono di spiritualità così elevato come dovrebbe essere. In breve, ci sarà poca pietà personale e preghiera familiare; ma, al contrario, molta mondanità, molta empietà, molta ostilità verso qualsiasi cosa che assomigli a un cristianesimo zelante. Nella stessa proporzione in cui lo Spirito se ne va, la spiritualità decade e la carnalità aumenta. Che cosa dovremmo imparare da questo, se non la nostra totale dipendenza da questo benedetto agente?

(III.) La domanda ha lo scopo di trasmettere un rimprovero alla Chiesa per non aver sufficientemente apprezzato, e quindi chiesto e ricevuto, lo Spirito Santo. Se lo Spirito è trattenuto nelle Sue comunicazioni effettive, ciò deve essere dovuto al fatto che non è disposto a conferire la Sua influenza su di noi, o perché non siamo disposti ad accettarle. Non può essere il primo; deve essere l'ultimo. Applicare-

1.) Ai non convertiti; ci sono alcuni che sono completamente privi di qualsiasi opera dello Spirito di Dio nel loro cuore. Osano dire che sono stati a lungo disposti a riceverLo, ma lo hanno trovato impossibile? La loro coscienza non avrebbe permesso loro di dirlo

2.) A coloro che hanno in qualche misura ricevuto lo Spirito. Spesso si lamentano del basso stato della religione nei loro cuori e nel mondo che li circonda. Pensieri duri di Dio si presentano a loro, come se Egli fosse diventato incurante degli interessi della Sua Chiesa. Ma troveranno motivo per scagionare Dio da ogni colpa e per metterla a proprio vantaggio. Hanno loro caro, come avrebbero dovuto fare, le visite di questa Persona Divina alle loro anime? Non è forse vero che essi hanno in gran parte cessato di rendersi conto della loro dipendenza da Lui? Così la religione decade nei loro cuori, essi si preoccupano meno del progresso della religione nei cuori degli altri

(IV.) La domanda ha lo scopo di trasmetterci un incoraggiamento a chiederglielo, a chiederglielo con fiducia e in modo ampio. L'incoraggiamento è duplice, tratto:

1.) Dalla forma della domanda stessa. Evidentemente ha lo scopo di insegnarci che lo Spirito del Signore non è ristretto, né limitato né confinato nel senso suggerito dalla nostra incredulità. È come se si dicesse: non porre limiti ai tuoi desideri; chiedi sempre di più; chiedi ancora e ancora

2.) Notare a chi è rivolta la domanda. "O tu che sei chiamato casa d'Israele". È rivolto alla Chiesa professante e al popolo di Dio, ed è destinato a farli ricordare la relazione che Dio ha con loro come loro Dio, e il mandato che ne deriva offre loro di chiedere e attendere lo Spirito Santo. Ci deve essere un bisogno, e che cosa può essere questo bisogno se non il bisogno di una preghiera sufficientemente seria e credente? Immediatamente, dunque, si supplisca a questo bisogno. (A. L. R. Foote.)

Lo Spirito del Signore è forse in difficoltà?

(I.) La promessa della Pentecoste. Che cosa ha dichiarato e sostenuto per la fede della Chiesa?

1.) La promessa di uno Spirito Divino attraverso simboli che esprimano, in ogni caso, alcune delle caratteristiche e della meraviglia della Sua opera. L'"impeto di un vento impetuoso" parlava di un potere che varia nelle sue manifestazioni, dal soffio più dolce che muove a malapena le foglie sugli alberi estivi al soffio più selvaggio che abbatte tutto ciò che si trova sulla sua strada. Il simbolismo naturale del vento, per l'apprensione popolare, la meno materiale di tutte le forze materiali, e di cui la connessione con la parte immateriale della personalità di un uomo è stata espressa in tutte le lingue, indica un potere divino, immateriale, potente, vivificante che è libero di soffiare dove vuole, e di cui gli uomini possono segnare gli effetti. sebbene siano tutti ignoranti della forza stessa. Il simbolo gemello delle lingue di fuoco che si separarono e si posarono su ciascuna di esse parla in modo simile dell'influenza divina, non come distruttiva, ma piena di energia e vita rapida e gioiosa, il potere di trasformare e purificare. Dovunque il fuoco viene, cambia tutte le cose nella sua propria sostanza. Dovunque arrivi lo spirito ardente, c'è energia, vita rapida, attività gioiosa, potere trasformante e trasmutante che trasforma il destinatario della fiamma in fiamma stessa. Nel fatto della Pentecoste c'è la promessa di uno Spirito Divino che deve influenzare tutto il lato morale dell'umanità. Questa è la distinzione tra la dottrina cristiana dell'ispirazione e tutte le altre che, nei paesi pagani, hanno parzialmente raggiunto concezioni simili: che il Vangelo di Gesù Cristo ha posto l'accento sullo Spirito Santo e ha dichiarato che la santità del cuore è la pietra di paragone e la prova di tutte le pretese di ispirazione divina. I doni sono molti, le grazie sono di più. Un'ispirazione che rende saggio deve essere desiderata, un'ispirazione che rende santo è trascendentalmente migliore. Lì troviamo la salvaguardia contro tutti i fanatismi che a volte hanno invaso la Chiesa cristiana. Lo Spirito che venne a Pentecoste non è semplicemente uno spirito di impetuosa potenza e di rapida energia fiammeggiante; è uno Spirito di santità. La Pentecoste portava in sé anche la promessa e la profezia di uno Spirito concesso a tutta la Chiesa. "Erano tutti riempiti dello Spirito Santo". Inoltre, la promessa della storia antica era quella di uno Spirito che avrebbe riempito l'intera natura degli uomini ai quali Egli era stato concesso. Ogni uomo, secondo il suo carattere, la sua statura, le sue circostanze e tutte le condizioni variabili che determinano il suo potere di ricettività, riceverà una misura variabile di quel dono. Eppure è inteso che tutto sarà pieno

(II.) L'apparente fallimento della promessa. Qualcuno dirà che la condizione religiosa di un corpo di credenti in questo momento corrisponde alla Pentecoste? Ci sono Chiese esistenti che presentano la forma finale perfetta del cristianesimo come incarnato in una società? Stima mediante tre test

1.) Sembra che il tenore ordinario della nostra vita religiosa abbia in noi quello Spirito Divino che trasforma tutto nella sua propria bellezza e rende gli uomini, in tutte le regioni della loro natura, santi e puri? Lo standard di devozione e consacrazione in qualsiasi Chiesa testimonia la presenza di uno Spirito Divino?

2.) Le relazioni tra i cristiani moderni e le loro chiese attestano la presenza di uno Spirito unificante?

3.) Guardate l'impotenza comparativa della Chiesa nel suo conflitto con la crescente mondanità del mondo

(III.) La soluzione della contraddizione. A volte si insiste sul fatto che lo Spirito del Signore è limitato. Alcuni dicono che il cristianesimo è effeminato. Altri dicono che Dio nella Sua sovranità si compiace di trattenere il Suo Spirito per ragioni che non possiamo rintracciare. Ma c'è sempre lo stesso flusso da Dio. Ci sono flussi e riflussi nel potere spirituale della Chiesa. È colpa nostra, e il risultato del male in noi stessi che può essere rimediato, se abbiamo così poco di questo dono divino. (A. Maclaren, D.D.)

Perché lo Spirito è in difficoltà?

In vista della grande effusione di conoscenza religiosa nei nostri giorni, ci chiediamo: Perché non abbonda più il timore di Dio? Da dove viene che, anche dove esiste veramente la vera pietà, è così poco profonda, spirituale e piena di amore, di calore e di santa unzione? Risponderemo che la benedizione deve venire dall'alto e che solo Dio può rimodellare il cuore umano? Questo è vero; ma poi sorge la domanda: "Lo Spirito del Signore è in difficoltà?" Se non è ristretto, da dove avviene che le Sue benevole influenze non si manifestino più pienamente? La colpa è nostra o di Dio? Gli influssi dello Spirito Santo sono le Sue manifestazioni miracolose e ordinarie. È forse ristretto in una di queste cose?

(I.) È egli limitato nelle sue influenze miracolose? I miracoli, diciamo, non sono ora da aspettarsi. Hanno fatto il loro lavoro. Ma Dio non è per questo in difficoltà. Egli potrebbe, se lo ritenesse opportuno, ravvivare le Sue influenze miracolose. E anche ora abbiamo notevoli effusioni di grazia, come nei tempi del risveglio. Egli potrebbe, se lo volesse, riportare anche un secondo giorno di Pentecoste, con tutte le sue miracolose effusioni

(II.) È egli limitato in quelle ordinarie influenze promesse sotto le quali noi stessi viviamo? Prendete le seguenti influenze: come Maestro, come Santificatore, come Consolatore. Lo Spirito Santo è meno illuminante, santificatore e guida oggi di quanto non lo fosse ai tempi di Abramo, o di Davide, o di San Paolo? È lui meno potente? È meno disposto? È forse meno misericordioso nelle Sue promesse? Da dove avviene dunque che, dopo tanti secoli di cristianesimo nominale, non sia stato compiuto un maggior bene spirituale? In particolare, quali sono le cause che impediscono nella nostra epoca, nel nostro paese, nelle nostre famiglie e congregazioni, e soprattutto, nei nostri cuori, l'azione dello Spirito Santo? Lo Spirito del Signore può essere limitato, a causa della capacità limitata di chi lo riceve. Se lo Spirito Santo consacra i nostri cuori per il Suo tempio, Egli sceglie un santuario in cui può esibire, per così dire, solo una piccola parte della Sua gloria; Sarà ingrandito in cielo, ma anche lì sarà finito. Prendete l'amore di San Giovanni, il fervore di Davide, la mentalità celeste di San Paolo; questi frutti dello Spirito in quegli uomini benedetti erano eminentemente grandi; ma erano limitati dallo stampo mortale, e perché si allargassero fino all'elevazione di un Gabriele, la morte doveva intervenire. Ma la piccolezza del cuore umano non è l'unica causa per cui le manifestazioni divine appaiono ristrette. La sua corruzione e peccaminosità sono cause molto più potenti. Pensate all'azione innata della depravazione umana; la testardaggine del terreno che deve essere dissodato e coltivato; l'inimicizia naturale del cuore umano verso Dio e tutto ciò che è simile a Dio; i pregiudizi che esistono contro il Vangelo di Cristo; i malvagi disegni di Satana; l'"infezione della natura" che permane "anche in coloro che si rigenerano". Oltre agli effetti mortificanti del peccato in generale, ogni epoca e paese ha le sue tentazioni speciali, che in modo particolare sembrano frenare l'effusione delle influenze divine in quel particolare luogo e stagione

1.) Essere soddisfatti di un basso livello di realizzazione spirituale. Guardate gli apostoli e i profeti; Guardate i santi, i professori e i martiri. Siamo come loro?

2.) Un'altra causa di scacco all'opera dello Spirito ai nostri giorni è l'eccitazione. Non tanto l'eccitazione religiosa quanto la fretta, la fretta e la preoccupazione degli affari moderni e della vita sociale. Lo Spirito ha bisogno di momenti tranquilli e di stati d'animo in cui portare avanti la Sua opera di santificazione. (Samuel Charles Wilks, M.A.)

Lo Spirito Santo non si è stretto (marg., "accorciato"):

Il significato non è limitato, legato, trattenuto, ma libero di lavorare e benedire in ogni momento, e in misura illimitata. Preghiamo e agiamo come se Dio fosse soggetto a mete e limiti, confinato nei tempi e nelle stagioni, incapace o non disposto a fare per la Sua causa e il Suo popolo su una scala commisurata alla Sua grazia infinita, potenza e scopo

(I.) Dio, lo Spirito, non è ristretto in se stesso. Questo sarebbe impossibile, poiché la Sua natura e tutti i Suoi attributi sono infiniti; Il suo amore, la sua misericordia, la sua grazia, la sua potenza sono illimitati

(II.) Egli non ha legato le Sue mani, con i Suoi decreti, o in qualsiasi altro modo, in modo da non poter operare per salvare fino all'ultimo tutto ciò che Gli arriverà. Il suo braccio non è mai accorciato da non poter salvare. Se la Chiesa è in uno stato debole, la colpa è della sua stessa porta

(III.) Dio non è limitato a causa di una mancanza di provvidenza nell'economia del Vangelo, o di efficacia nel sacrificio espiatorio, o di pienezza della potenza dello Spirito

(IV.) Né lo Spirito è limitato a causa dell'incredulità e dell'ostinazione dei peccatori, o dell'abbondante infedeltà e malvagità dei tempi. Il potere che avrebbe potuto trasformare Saulo di Tarso in Paolo Apostolo; che potesse fondare e mantenere fiorenti Chiese cristiane in città pagane corrotte come Corinto, Efeso e Roma; che potrebbe far risorgere la Chiesa della Riforma dalla tomba dei secoli bui e della corruzione di Roma; che il raggiungimento di tali gloriose conquiste oggi, non solo nelle terre pagane, è pari a qualsiasi emergenza, a qualsiasi lavoro, che la preghiera e lo sforzo cristiano possano comprendere. Se Dio è mai in difficoltà, è nel Suo popolo. La loro incredulità, la loro supinità, la loro inazione, servono a frenare la potenza dello Spirito e a bloccare le ruote della salvezza. Che enorme responsabilità! Chi è disposto a condividerlo? (J. M. Sherwood, D.D.)

Lo Spirito ristretto:

Il popolo del Signore era ora così degenerato da continuare e opporsi ai messaggeri di Dio, come se potesse limitare il Suo Spirito a parlare solo di ciò che gli piaceva; o come se il Suo Spirito fosse costretto a fare loro del bene. Dottrina-

1.) È un caso deplorevole, e tristemente deplorevole, quando gli uomini si oppongono alla Parola di Dio e ai suoi portatori. Tanto implicano questa denuncia e questi pressanti interrogatori

2.) Gli uomini possono pensare e fare molte cose con grande audacia, che tuttavia, se ci pensassero seriamente, sarebbero costretti a condannare, e a trovare un testimone contro il loro petto. Poiché queste domande poste alla loro coscienza implicano che Dio aveva una testimonianza per lui lì, ed essi non osavano dire o fare come facevano se la loro coscienza era messa a farlo, come ai suoi occhi

3.) Molti hanno e studiano per mantenere un nome di cui non sono degni, e che in nessun modo devono rispondere ad esso

4.) Dio sa discernere tra le manifestazioni e la sostanza, e vedrà un difetto in tali come la gloria nei bei titoli; perché li chiama così come sono. "Tu sei stata chiamata casa di Giacobbe, e non hai che un nome."

5.) È una prova che una chiesa visibile è degenerata, qualunque sia l'aspetto che ha, quando rivolge gli oppositori della Parola del Signore in bocca ai Suoi servi

6.) Coloro che si oppongono e combattono contro la Parola di Dio e i Suoi messaggeri, combattono in effetti contro lo Spirito del Signore, di cui la Parola è. Questi oppositori sono contestati perché "soffocano lo Spirito del Signore".

7.) È un'alta presunzione e un'offesa fatta allo Spirito, pensare di imprigionarlo e negargli la libertà in bocca ai Suoi servi, di dire qualsiasi cosa che non sia ciò che piace agli uomini. Non è conveniente che gli uomini limitino Dio nel dare incarichi ai Suoi servi

8.) Il Signore ha un deposito di Spirito per portare conforto, e di potere per produrre misericordia, se il Suo popolo fosse adatto per loro

9.) Quando il Signore manda tristi minacce in bocca ai Suoi servi, conviene a un popolo esaminare seriamente le loro vie. (George Hutcheson.)

Le Mie parole non fanno forse del bene a colui che cammina rettamente? - I privilegi dei retti:

Stanca della correzione e del rimprovero, la casa di Giacobbe rifiutò di ricevere istruzione e disse ai profeti: «Non profetizzate». Il Signore li esorta dicendo che i messaggi inviati dai Suoi servitori erano destinati al loro bene, che anche le minacce erano destinate a correggere e a rivendicare, che Egli era pronto a riversare il Suo Spirito su di loro, se non fosse stato per la loro impenitenza, incredulità e rifiuto della Sua testimonianza; e che le Sue parole erano accettevoli e utili ai retti, per quanto potessero essere disprezzate dalla casa apostata di Giacobbe

(I.) I personaggi ai quali la Parola di Dio è utile sono i "retti".

1.) I veri retti sono coloro il cui cuore è retto agli occhi di Dio; Israeliti in cui non c'è frode. Non sono dissimulatori di religione; La verità è impressa nelle loro parole e nelle loro azioni. La loro fede è sincera e il loro amore senza dissimulazione. Un uomo retto è quello che sembra essere

2.) I retti sono coloro che camminano secondo una retta regola, la Parola di Dio, facendo di questa la guida e lo standard delle loro azioni. Colui che continua a vagare per cambiare la sua via non può essere sulla retta via. L'uniformità di condotta è essenziale per la rettitudine

3.) I retti sono rappresentati mentre "camminano", o fanno progresso sulla via del cielo. La vera religione significa non solo perseverare, ma anche acquisire una certa competenza nelle buone vie di Dio. Da qui apprendiamo che...

(1) La vera religione è pratica

(2) È personale

(3) È libero e volxmtario

(4) Al presente è imperfetto, anche se tende alla perfezione, e c'è spazio per un continuo miglioramento

(II.) I vantaggi che i veri retti traggono dalla Parola di Dio. A colui che cammina rettamente, la parola della vera esperienza, e noi siamo spesso insegnati alla scuola dell'esperienza dolorosa; è in questo modo che li applica. Tutti i suoi rimproveri sono per la nostra santificazione

(II.) La causa per la cautela da parte nostra, che non ci allontaniamo da un'intera considerazione di questa ampia, estesa ed estesa opera dello Spirito. Non pensate che un uomo possa veramente "stringere lo Spirito di Dio". Potrei anche immaginare che una talpa potrebbe cambiare il corso dei pianeti. Il nostro Spirito benedetto è Geova, onnipotente. Alcuni tentano di soffocare lo Spirito di Dio limitando le loro idee sulla Sua operazione sull'anima solo a ciò che è piacevole, a ciò che è ristoratore, a ciò che è confortante, a ciò che è elevante. Non vedono che c'è tanto l'opera dello Spirito in ciò che umilia, in ciò che rimprovera, in ciò che abbatte, in ciò che si inaridisce, in ciò che abbassa e mantiene l'anima in un luogo basso. (J. H. Evans, M.A.)

Camminare eretto, la condizione per trarre profitto dal ministero della Parola:

Le più grandi benedizioni, quando vengono pervertite, diventano le più grandi maledizioni. Un privilegio non migliorato o abusato diventa un male positivo. Sarebbe facile addurre una serie di esempi per confermare la giustezza di queste osservazioni. Non c'è quasi nessuna benedizione temporale da nominare, rispetto alla quale non si possa dimostrare che il suo abuso diventa una maledizione per chi la possiede. Prendete la dotazione dell'intelletto o della ragione. O il caso di uno a cui la provvidenza ha assegnato un'abbondanza più che comune delle ricchezze di questo mondo. Le misericordie spirituali possono essere ugualmente abusate con quelle temporali, e il risultato che ne deriva dal loro cattivo uso è altrettanto disastroso. Il profeta, parlando nel nome di Dio, chiede: "Le mie parole non fanno forse del bene a chi cammina rettamente?" Ma la forma dell'interrogatorio implica chiaramente che a coloro che non camminano in rettitudine, le parole dell'Onnipotente faranno piuttosto danno. Fu in risposta alle sollecitazioni di coloro che supplicavano il profeta di non profetizzare che egli pronunciò l'enfatico appello che abbiamo nel versetto contenente il nostro testo. Tuttavia, ci interessa il principio generale che sembra implicare. Viene sottolineata la condizione di ogni proficuo ascolto delle parole di Dio. È... camminare eretto. Il precetto deve essere incarnato nella pratica, altrimenti non solo sarà inutile, ma sarà positivamente dannoso

(I.) Quali ragioni ci sono per aspettarsi che l'ascolto delle parole di Dio danneggi, anziché giovare, alla persona che non cammina rettamente? Qualche precisazione è necessaria fin dall'inizio per ovviare a una conclusione errata che potrebbe essere tratta. Si potrebbe dire: "Che ne è, allora, dell'utilità della proclamazione per i disubbidienti? E che cosa resta dell'ufficio della Parola di convincere e convertire l'anima?" L'apparente contraddizione è facilmente spiegabile. Il profeta sta chiaramente parlando di quelle persone che, all'udire le parole di Dio, rifiutarono di pentirsi e di essere obbedienti. Il messaggio che doveva consegnare era calcolato per reclamarli e convertirli, ma essi rifiutarono di sottomettersi all'autorità di Colui nel cui nome il messaggero parlava, e fu in questo caso che la notizia danneggiò, invece di beneficiare. La colpa e la responsabilità erano tutte loro; l'errore non era nella Parola. Il profeta non doveva desistere dal proclamare quella Parola, semplicemente perché, quando le sue affermazioni fossero state respinte, ne sarebbe derivato un danno morale. E non dobbiamo essere dissuasi dal comunicare le parole di Dio ai disobbedienti, semplicemente perché c'è la possibilità che continuino a essere disobbedienti, e in tal caso siano feriti e non avvantaggiati dal messaggio. Prendiamo ora il caso di colui al quale sono state inviate le parole di Dio, ma esse non lo hanno mai condotto a un cammino di rettitudine. Le parole di Dio sono rimaste praticamente lettera morta. Questo è il caso in cui siamo pronti a sostenere che le parole di Dio si stanno rivolgendo al danno di quell'uomo; La benedizione si sta trasformando in una maledizione. Supponiamo che il vero e più alto godimento di ogni uomo, il suo più grande vantaggio morale, dipenda dalla sua conformità ai precetti della Parola di Dio. Ogni caso in cui le parole di Dio vengono ascoltate, e non viene prodotto alcun risultato verso la santità, diminuisce la probabilità di obbedienza finale. Sta diventando sempre più duro e inflessibile, e meno probabile che diventi mai oggetto di un vero pentimento. È una legge della costituzione morale dell'uomo che i sentimenti, una volta suscitati, che non vengono messi in pratica, diventino gradualmente più deboli e meno capaci di essere risvegliati di nuovo. Non c'è caso in cui ci sia motivo di apprensione più grande di quello di un individuo che è stato a lungo abituato ai ministeri del Vangelo, senza essere convertito al di sotto di essi

(II.) Il bene positivo che risulta per i retti dall'ascolto delle parole di Dio

1.) Guardate la conoscenza che la rivelazione impartisce

2.) Le parole di Dio realizzano uno scopo molto importante in riferimento alla santificazione del credente, o alla sua effettiva preparazione per il cielo. La promessa non può giovare a nessuno, se non al discepolo coerente. Nessun uomo ha il diritto di appropriarsi di una sola promessa della Parola di Dio, se non è deciso a lottare per l'obbedienza. È il camminatore "eretto" al quale solo la promessa in realtà appartiene. Possiamo noi portare con noi il ricordo di questa grande verità, che per trarre profitto dalle parole di Dio, sia come ci sono state comunicate nella pagina dell'ispirazione, sia attraverso i ministeri del Vangelo, ci deve essere uno sforzo da parte nostra per camminare rettamente, o per camminare in accordo con ciò che la Parola di Dio prescrive. (Robert Bickersteth, B.A.)

La Bibbia rivendicata dai suoi buoni effetti:

Ci sono alcune difficoltà che si possono trovare nella Bibbia, senza dubbio. Ci sono molte cose che non capisci in natura, ma non le ignori. Qualunque cosa si possa dire contro questo pianeta, è il nostro miglior terreno di appoggio al momento. E finché la Bibbia si rivendica nei suoi effetti pratici, morali e spirituali, questo ci basta. Guardate oggi le nazioni che non leggono la Bibbia - Turchia, Cina, India - appartengono alle civiltà in rovina. Gli scienziati hanno usato lo spettroscopio ultimamente, e hanno trovato molte cose nel sole che non si aspettavano. Vi hanno trovato un buon numero di elementi terrestri. Ma, finché il sole continuerà a maturare i raccolti e a dipingere le estati, e a riempire il pianeta di bellezza e musica, noi rispetteremo il sole. E quali che siano i difetti tecnici, o presunti difetti della Scrittura, fino a quando staremo dalla sua parte mentre essa innalza gli uomini caduti nella giustizia, e fa fiorire come la rosa il grande deserto delle nazioni

I mali sociali della cristianità non sono sanzionati dalla Bibbia:

Queste sono le domande indignate proposte dall'ispirato uomo di Dio quando contemplò la corruzione e la depravazione che si erano diffuse in tutta la Chiesa e la nazione degli Ebrei

(I.) Spiegate cosa intendo per mali sociali della cristianità. Alcuni ci direbbero che la religione è un male sociale; il matrimonio, la proprietà privata e le leggi eque, i mali sociali. Tutti possiamo vedere che l'ignoranza e la credulità, la superstizione e l'impostura, la tirannia e l'oppressione, la guerra e la persecuzione sono tra i mali sociali che tutti gli uomini buoni dovrebbero deplorare

1.) Ignoranza e credulità. Che gli abitanti di quelle nazioni che possiedono un Libro che contiene una rivelazione da parte di Dio di tutti i grandi principi della fede e del dovere, siano in uno stato di ignoranza, sembra molto straordinario. Fino a una data relativamente recente, in tutta la cristianità la gente comune era in uno stato di deplorevole ignoranza. Consideriamo l'ignoranza un terribile male sociale. La credulità è sempre il risultato dell'ignoranza; e così nasce la massima più funesta, che "l'ignoranza è la madre della devozione".

2.) Consideriamo la superstizione e l'impostura grandi mali sociali, come sono esistiti nella cristianità. Il cristianesimo, come stabilito dagli apostoli, era una religione di straordinaria semplicità. Non aveva templi, né altari, né sacrifici, né sacerdoti, né rievocazioni storiche, né feste, né festività. Era una religione semplice, semplice e disadorna, che si rivolgeva al giudizio e agli affetti degli uomini. Per venire incontro ai pregiudizi del volgo e per soddisfare il gusto corrotto della moltitudine, furono introdotte cerimonie pompose, che facilmente riconciliavano i pagani con un culto che sembrava così simile al loro. E' una questione al di là di ogni controversia che gli antichi semidei del paganesimo siano stati adorati con nuovi nomi da questi cristiani molto discutibili, adorati negli stessi pozzi, sui fianchi delle montagne, negli stessi boschetti e con gli stessi riti, e che nulla sia stato cambiato tranne il nome. Sicuramente queste cose non derivano dalla Santa Parola di Dio!

3.) La tirannia e l'oppressione, così come sono esistite nella cristianità, sono mali sociali che devono essere deplorati. Sono antichi quanto l'apostasia dell'uomo da Dio. Quando l'uomo non si sottometteva a Dio, cercava presto di usurpare l'autorità sui suoi fratelli. Nella vita privata e nella vita pubblica si scoprirà che coloro che sono meno disposti a sottomettersi sono i più disposti a usurpare. Quelle persone che sono meno pazienti con le restrizioni, sono più disposte a porre restrizioni sugli altri. Ci riferiamo, tuttavia, non tanto all'oppressione e alla tirannia negli affari civili, quanto a quell'usurpazione spirituale che sorse nella Chiesa, quando gli umili presbiteri divennero sacerdoti, patriarchi e papi. Ci lamentiamo per tutte le prove di tirannia e oppressione spirituale

4.) Guerre e persecuzioni sono tra i mali sociali che hanno afflitto la cristianità. Alcune di queste sono state lotte politiche, guerre intraprese su questioni di politica internazionale. Ma le guerre di religione ora richiedono la nostra attenzione. La storia delle nazioni cristiane è come l'elenco di Ezechiele, "scritto dentro e fuori con lamenti e cordoglio e guai".

(II.) Questi mali sociali non sono sanzionati dalla Bibbia, ma corretti da essa. Bisogna ammettere, tuttavia, che ci sono alcuni fatti connessi con la storia degli ebrei nell'Antico Testamento che sembrano a prima vista sanzionare almeno alcuni di questi atti di violenza e spargimento di sangue. Alcuni si spiegano con il diritto di Dio di visitare e punire le nazioni colpevoli, come pure i colpevoli. Questi sono casi riservati ed esclusi, e coloro che ora osano invocare l'estirpazione e l'oppressione dei loro nemici, o atti di violenza e persecuzione dai fatti dell'Antico Testamento, sono del tutto fuori luogo, a meno che non possano dimostrare di possedere il potere di operare miracoli per sostenere l'ipotesi

1.) Consideriamo la Bibbia nemica dell'ignoranza e della credulità. Ciò che è una rivelazione suppone necessariamente la dissipazione dell'ignoranza. La stessa comunicazione di un Libro che deve essere letto, studiato e illustrato da varie altre indagini critiche, scientifiche e storiche, spinge all'intelligenza e mostra che la Parola di Dio è amica della conoscenza, fonte della sapienza

2.) La Bibbia è nemica della superstizione e dell'impostura. C'erano molte cerimonie nella Chiesa ebraica, ma queste erano "un'ombra di buone cose a venire" e dovevano continuare solo fino a quando la sostanza fosse apparsa. Quando il cristianesimo fu rivelato, l'ebraismo scomparve. Il cristianesimo primitivo e la Parola di Dio non sono responsabili delle cerimonie e delle superstizioni accumulate dalla moderna Chiesa cristiana

3.) La Bibbia è nemica della tirannia e dell'oppressione. La Parola di Dio professa di essere la Parola dei Giustissimi; giusto e giusto è Lui! La rettitudine caratterizza la mente e il governo di Dio. Quella Parola sarebbe incoerente con il suo Autore se si scoprisse che sanziona la tirannia e l'oppressione in qualsiasi forma

4.) La Bibbia è nemica della guerra e della persecuzione. Nostro Signore inculcò nei Suoi discepoli uno spirito di sopportazione, una disposizione a non resistere al male, a non offendersi. Se poi desideriamo cambiamenti importanti nella società umana, è che ci possa essere una felicità più equa. Diventiamo allora cristiani della Bibbia. Se prendiamo veramente il Libro come nostra guida, non saremo ignoranti, superstiziosi o tirannici. Eviteremo i mali con cui il nome cristiano è disonorato, e mostreremo a coloro che ci circondano l'influenza benedetta della religione di Gesù sul carattere e sulla vita degli uomini. (Giovanni Blackburn.)

La Parola di Dio è buona per i retti:

Michea dice: "Tu stai cercando di fare la cosa giusta in modo sbagliato: stai sprecando il pane del regno dei cieli; hai sbagliato il giusto inizio e la giusta continuazione di tutto questo ministero di rivelazione. Il mio sole non farà mai del bene a un credo morto; Ogni raggio di quel sole è una spada che colpisce quella povera cosa morta reietta. "Le mie parole non fanno forse del bene?" A chi? Per l'uomo che li vuole, li desidera, rappresenta il loro scopo, cammina rettamente. Letteralmente, le Mie parole non fanno forse del bene a colui che è retto? Non solo devi avere il cibo giusto, devi avere il giusto appetito e la giusta digestione. La rivelazione di Dio è persa per l'uomo che non se ne cura affatto. È in potere della palpebra chiudere fuori il mezzogiorno. La Bibbia non ha nulla da dire all'anima perversa. La rivelazione di Dio non parla mai al critico. L'intelletto, a meno che non sia un servo, non ha nulla a che fare con le cose spirituali, soprannaturali, ineffabili. Che ogni uomo si metta alla prova con questo unico criterio. La Parola del Signore è destinata ad essere buona per i retti. Non necessariamente per i perfetti a livello personale. Non ci sono persone del genere, se non secondo la loro stessa valutazione, e quindi non ce ne sono affatto perfette. Che cosa significa allora essere retti? Essere sincero: significare avere ragione. C'è una linea di mezzo nel pensiero, nella vita e nello scopo di ogni uomo. Non giudicarlo dalla linea superiore, o dal livello inferiore; Troverete il pensiero medio, la tendenza e la pressione: giudicate da questo. Quando un uomo dice: "Voglio avere ragione, anche se fallisco sette volte al giorno", ha ragione... Camminare rettamente non è camminare pedantemente, ostentatamente e perfettamente nella stima del mondo; Ma camminare rettamente significa avere l'accento dell'anima nella giusta direzione. (Joseph Parker, D.D.)

La verità di Dio:

"Tu hai chiamato casa di Giacobbe, è dunque scarsa la pazienza di Geova? O è opera Sua? Le mie parole non sono forse buone per chi cammina rettamente?" Questa è una traduzione moderna. Preferiamo la traduzione di Henderson, come segue: "Che lingua, o casa di Giacobbe! Lo Spirito di Geova è forse abbreviato? Sono queste le Sue operazioni? Le Mie parole non sono forse di beneficio a chi cammina rettamente?" Queste parole sembrano essere una risposta a un'obiezione sollevata contro i profeti nel versetto precedente. L'obiettore non approvava previsioni così terribilmente severe. "Non è strano", dice Matthew Henry, "se le persone viziose e corrompenti bramano di avere ministri che siano del tutto simili a loro, poiché sono disposte a credere che anche Dio lo è".

(I.) Che lo Spirito della Verità Divina non può essere trattenuto. "Lo Spirito del Signore è in difficoltà?" Non c'è limite alla verità; È un oceano che non ha riva, un campo i cui semi sempreverdi sono innumerevoli. "Il Signore ha ancora più luce e verità da emanare dalla Sua Parola".

(II.) Che la pratica della verità divina non può che fare del bene. "Le mie parole non fanno forse del bene a chi cammina rettamente?" Anche se non hai mai sentito prima la verità particolare, anche se può essere troppo severa per piacerti, anche se può scontrarsi con tutti i tuoi pregiudizi e desideri, se la pratichi, ti farà bene

1.) Deve essere praticato. Non è solo per speculare, sistematizzare, discutere e dibattere, è per ispirare le attività e governare la vita. È un codice piuttosto che un credo. Deve incarnarsi, farsi carne e abitare nella terra

2.) Quando viene praticato è una benedizione. "Le mie parole non fanno forse del bene a chi cammina rettamente?" Sì, fanno del bene. Quando vengono tradotte, non in lingue e credo, ma in opere viventi. Un uomo diventa buono solo quando costruisce un carattere nobile. (Omileta.)

L'uomo retto raccoglie il pieno beneficio della Parola di Dio:

La principale circostanza che diede origine a queste parole fu la degenerazione dell'antico popolo di Dio, gli ebrei. Questa degenerazione era molto diffusa ai giorni di Michea, sia nel regno d'Israele che in quello di Giuda. Si ricordi che gli impegni di alleanza in cui l'Essere Divino entra con l'uomo non precludono in alcun modo il Suo odio e la Sua condanna del peccato; né i nostri impegni di alleanza con Lui ci esentano dalla responsabilità di cadere nel peccato. Nulla di ciò che fu detto loro da Dio e dai Suoi servitori incontrò la loro approvazione. Tutto era sbagliato e, nel loro giudizio viziato, diverso da quello che era stato. E, per far valere la propria causa, furono abbastanza presuntuosi da addossare a Dio la causa di tutti i loro guai; ma Egli nobilmente si vendicò, e tacitamente li condannò con queste parole: "Non fate le Mie parole", ecc. La deriva del testo, o della dottrina in esso contenuta, è questa: che per quanto dolorosa e offensiva possa essere la Parola di Dio per coloro che vivono nell'amore del peccato, è altamente benefica per coloro che camminano rettamente; e che se non piace e non giova all'anima, non è dovuto a qualche difetto della Parola, ma a qualche difetto di noi

(I.) Al carattere di un uomo retto. L'agricoltore, vagliando il suo grano per il mercato, divide un mucchio in due. L'uno lo chiama mais, l'altro pula. E così la Bibbia tratta della famiglia umana: divide il tutto in due classi, e in due soltanto, per quanto riguarda la specie. L'uno lo chiama buono, l'altro cattivo. Ma l'agricoltore, sottoponendo il suo grano a un altro processo o due, lo divide in tre o più porzioni, secondo la sua qualità. Il meglio lo definisce vendibile; il prossimo migliore, ostacola; e il resto, grano di gallina. Allo stesso modo la Bibbia divide i giusti in classi; e allo stesso modo saranno eliminati nell'ultimo giorno. Quasi tutti gli uomini buoni di cui leggiamo nella Bibbia e altrove eccellevano in uno o due rami della pietà; ma pochi eccellevano in tutti. Cristo, però, ha fatto questo. Un uomo retto è colui che si sforza di conoscere il più possibile la volontà di Dio, per poter vivere secondo essa. Il suo obiettivo principale è vivere bene e morire felice

1.) È un uomo religioso. Non un semplice professore di religione, non uno le cui opinioni hanno subito un cambiamento in meglio, né uno la cui moralità è di un ordine elevato e raffinato; ma un uomo il cui cuore e la cui mente, i cui principi e le cui pratiche sono stati cambiati dalla grazia divina

2.) È un uomo premuroso. - Consapevole dei molti mali da cui è circondato, e della tendenza della natura umana a cadere in essi, pondera bene il sentiero dei suoi piedi. Pianifica con la testa ciò che esegue con le mani. Pensa prima di agire. "Tu Dio mi vedi" è indelebilmente inciso nella sua memoria. Affinché possa essere trovato un uomo saggio e sicuro, alla fine, egli, al momento, considera le sue vie nel suo cuore Aggeo 1:15

3.) È un uomo coscienzioso. La coscienza è pronta a comandare, ed egli è altrettanto pronta a obbedire. Parla, e l'uomo retto, timorato di Dio, risponde: "Come posso dunque fare questa grande malvagità e peccare contro Dio?"

4.) È un uomo coerente. È mosso dai principi piuttosto che dalla passione

(II.) Ci proponiamo di mostrare se un tale uomo è beneficiato dalla Parola di Dio. Per Parola di Dio intendiamo la Bibbia. Contiene la rivelazione della Sua volontà all'uomo e riguardo all'uomo. E ci si aspetta che ogni uomo che può avere la Bibbia la comprenda e la metta in pratica nella misura in cui è essenziale per la sua salvezza. All'uomo retto la Parola di Dio dimostra:

1.) Una parola istruttiva. La Bibbia è professionalmente un libro di istruzioni. Le sue istruzioni si riferiscono agli argomenti più elevati-alle questioni dell'anima e alle questioni dell'eternità. E, a parte i suoi insegnamenti, non possiamo ottenere le stesse istruzioni altrove. L'uomo retto è ben consapevole di questo; quindi apprezza la Bibbia e dimostra una particolare attitudine per i suoi insegnamenti. Con una lettura devota delle sue sacre pagine egli entra in possesso di molta conoscenza spirituale e divina. E la luce della Bibbia è il meglio della luce. La conoscenza che viene da Dio è la più pura delle conoscenze. Ci fa conoscere Dio e la Sua volontà, l'uomo e le sue vie, il peccato e le sue conseguenze, la redenzione e i suoi effetti. Queste cose sono di natura spirituale, e dall'uomo retto si discerne spiritualmente

2.) È una parola correttiva. Non solo tutti gli uomini sono soggetti a sbagliare, ma tutti gli uomini hanno sbagliato; perché "errare è umano". Quindi tutti gli uomini hanno bisogno di correzione. Ma non tutti sono disposti a farsi correggere; Alcuni, tuttavia, lo sono, e tra questi possono essere classificati i verticali. Le lezioni correttive della Bibbia sono ricevute da lui con lo stesso spirito e con la stessa gratitudine, come dimostra un viaggiatore che ha smarrito la strada quando viene rimesso a posto. È in questa luce in particolare che le "parole di Dio fanno del bene a chi cammina rettamente".

3.) È una Parola pacifica. Il sole di mezzogiorno non porta i suoi raggi sul fiore vergine più dolcemente di quanto non lo siano le lenitive verità della Parola di Dio esercitate sullo spirito turbato del brav'uomo. La pioggia leggera non è più accettabile per la vegetazione primaverile di quanto non lo siano le promesse di Dio al cristiano provato. Il balsamo guaritore non è più alleviante per il viaggiatore ferito di quanto lo sia la Parola di Dio per il pellegrino che sta morendo. In conclusione, osserva tre cose:

1.) La Parola di Dio è piena di verità e di bontà. Il suo unico scopo è quello di rendere gli uomini saggi e felici

2.) Affinché non possa "tornare a Dio a vuoto, ma compiere ciò che Egli vuole, e prosperare in ciò per cui lo manda", dobbiamo essere retti

3.) Tutti possono diventare retti, e quindi godere di tutte le benedizioni della Bibbia. (J. Fawcit.)

8 CAPITOLO 2

MICHEA 2:8-9

Il mio popolo è sorto come nemico. - Il peccato è un antagonista:

Questo capitolo si riferisce al carattere e alle azioni di Israele durante gli ultimi nove anni di Acaz. Un periodo molto oscuro nella storia israelita fu questo. "Ci viene detto in 2Cronache 28:24, 25, che Acaz chiuse le porte del tempio ed eresse altari in ogni angolo di Gerusalemme. Possiamo tranquillamente concludere, dal linguaggio di Michea (CAPITOLO 2) e Isaia (CAPITOLO 11), che quando lo fece, abominazioni di ogni genere invasero il paese. A un profeta come Michea non era più permesso di parlare. La testimonianza di Isaia (CAPITOLI 7; 8) non aveva portato frutto; l'inutilità di invocare l'aiuto dell'Assiria non gli aveva insegnato di meglio. Acaz non si pentì, come Manasse, ma persistette nelle sue vie malvagie. Che condotta malinconica! Come Uzzia, ad Acaz fu negata una sepoltura onorevole 2Cronache 28:27. Il profeta qui, nel denunciare i peccati che erano allora più diffusi in Giuda ed Efraim, allude espressamente agli atti di oppressione e violenza allora comuni, e dice loro che per questi sarebbero stati cacciati dal paese. I versetti ci portano a guardare il peccato sotto l'aspetto di un antagonista, e suggeriscono:

(I.) Che è un antagonista del Divino. "Anche di recente [marg., 'ieri'] il mio popolo si è levato come nemico". "Non è detto", dice Delitzsch, "contro chi il popolo si sollevi come un nemico; ma, a seconda del contesto, può essere solo contro Geova". Il peccato è un antagonista di Dio; eleva l'anima in ostilità contro il suo Creatore. Gli uomini non rigenerati dicono di non essere consapevoli di alcuna inimicizia nei loro cuori verso il loro Creatore; al contrario, a volte provano un bagliore passeggero di gratitudine e di adorazione per Lui. Ma è la condotta di un uomo che prova lo stato stabile del suo cuore

1.) Questa inimicizia è del tutto ingiustificabile. L'inimicizia a volte ammette giustificazioni, ma mai in questo caso

2.) Questa inimicizia è molto malvagia. È contro la ragione e la giustizia

3.) Questa inimicizia è molto miserabile. L'inimicizia verso Dio è la fonte di tutta la miseria dell'universo. Le parole suggeriscono un'altra idea riguardo al peccato:

(II.) Che è un antagonista dell'umano. "Voi togliete il mantello con la veste [marg., 'contro la veste'] a quelli che passano sicuri come uomini contrari alla guerra". Non contenti del mantello, derubate avidamente i passanti della veste ornamentale che si adatta strettamente al corpo e scende fino ai piedi; E questo non fate ai nemici, ma agli amici, a coloro che sono "contrari alla guerra". Di più: "Le donne del mio popolo le avete scacciate dalle loro case piacevoli". Le vedove degli uomini da te uccisi in battaglia, le hai private delle loro case. "Divoravano le case delle vedove". Non era tutto. "Dai loro figli avete tolto la mia gloria per sempre". I bambini orfani li hai spogliati. In tutto questo c'è la manifestazione del peccato, come antagonista dei diritti umani e della felicità umana. Il peccato mette l'uomo contro il suo fratello; Di qui le calunnie, le liti, le liti, le guerre che imperversano in ogni scena umana. (Omileta.)

10 CAPITOLO 2

MICHEA 2:10

Alzatevi e andatevene, perché questo non è il vostro riposo, perché è contaminato. - Nessun riposo, e la ragione per cui:

Più di tutte le terre, la terra di Canaan sembrava la più adatta per un luogo di riposo. E il popolo che Dio vi aveva così meravigliosamente condotto, sembrava molto probabile che trovasse un luogo di riposo. Eppure a questo popolo, e riguardo a questo stesso paese, Dio dice: "Alzatevi e andatevene; perché questo non è il tuo riposo".

(I.) La nostra posizione territoriale. "Questo non è il tuo riposo."Il corpo non è il luogo di riposo dello spirito. È una casa di polvere, un caseggiato di argilla, ed è più simile a una tenda che a un'abitazione sostanziale. Mentre siamo nel corpo, e mentre siamo residenti sul globo, c'è ben poco di permanente oltre al cambiamento. Se è vero che questo non è il nostro riposo, nessun uomo dovrebbe cercare di riposare nella sua condizione temporale. E nessuno dovrebbe permettersi di riposare. E nessun uomo dovrebbe mormorare quando è disturbato. Nessun uomo dovrebbe vivere impreparato al cambiamento e al disturbo

(II.) L'eco di una voce che sentiamo spesso. "Alzatevi e andatevene." Negli eventi che accadono, nelle circostanze che si presentano, sentiamo questa voce. Ogni ora lo ascoltiamo. Non trascurare gli eventi. Fai in modo che la voce ti chiami non solo a sottometterti al cambiamento, ma ad acconsentire ad esso

(III.) Un motivo per tale esposizione al cambiamento. "Perché è inquinato". Il corpo è nato nel peccato, ed è uno strumento di ingiustizia, e questa è la ragione per cui il corpo è condannato a morire. Dio avrebbe potuto, se necessario, cambiare il corpo senza la morte. La terra è stata teatro di trasgressione e deve essere distrutta. Tutto ciò che tocchiamo lo inquiniamo. Qui non c'è niente di veramente giusto. Tutto deve essere cambiato fino a quando tutto diventa giusto. La rimozione del peccato è essenziale per riposare. Possiamo, da Gesù Cristo, trovare riposo interiore. E ci sarà riposo in un corpo glorioso, riposo in un paradiso perfetto, riposo in un'eredità incorruttibile e riposo nell'eterno Dio. (Samuel Martin.)

Questo mondo non è uno stato di felicità:

Questo mondo non è e non è mai stato progettato per essere il luogo della nostra felicità o della nostra lunga dimora; e ci sta molto a cuore, mentre siamo in esso, elevare i nostri cuori al di sopra di esso, e prepararci a lasciarlo

(I.) Poiché questo mondo non è il nostro riposo, o la scena della nostra felicità, le nostre anime dovrebbero elevarsi al di sopra di esso

1.) Dimostra la verità di questa affermazione. Tutti gli uomini professano di credere a questa proposizione, eppure guardano le loro ricerche, le loro opinioni e le loro preoccupazioni, e pensereste che non credessero niente di meno. La verità è che non prestano attenzione a ciò in cui credono, né lo perseguono fino alle sue conseguenze corrette e pratiche. La proposizione non è meno certa per la disattenzione e il disprezzo che alcuni uomini vi prestano, o per la loro contraddizione pratica nei suoi confronti. Che questo mondo non sia e non sia mai stato progettato per essere il nostro stato di riposo o felicità, appare...

(1) Dalla natura e dalle proprietà certe di tutti i nostri godimenti terreni

(2) Dalla natura e dalle circostanze della nostra condizione in esso, che è sotto ogni aspetto uno stato di imperfezione e di prova

(3) Mettendo da parte tutti gli ingredienti sgradevoli che i molti mali morali e naturali della vita gettano nella sua coppa di piaceri, e supponendoli sempre così puri e costanti, tuttavia non sono affatto adatti a un'anima, un'anima immortale, consapevole di capacità che tali delizie non potranno mai soddisfare, e di brame che non potranno mai soddisfare. Gli oggetti dei sensi sono mal adattati ai bisogni della mente

(4) Fare appello all'esperienza personale per una prova della proposizione che abbiamo davanti. Avete mai assaggiato un piacere della terra che vi ha appagato pienamente? Se questo mondo non è il nostro riposo, dovremmo stare attenti a non amarlo troppo. Come possiamo vivere al di sopra del mondo? L'unico modo è quello di fissare i nostri cuori verso il cielo

(II.) Dobbiamo cercare continuamente una disposizione celeste. Avere la mente abitualmente temperata a quel mondo benedetto. Il vero temperamento dei beati consiste nell'amore e nella purezza. Cerchiamo allora che l'amore di Dio abbia un'influenza prevalente sul nostro cuore. L'immagine divina, o somiglianza morale con Dio, che consiste nella giustizia e nella vera santità, entra in una certa misura nel carattere di tutti i veri cristiani ora. Più siamo adatti per un mondo migliore, più ne disamoreremo. (J. Mason, A.M.)

L'esodo dell'anima:

Questa ingiunzione non significa nessuna delle tre cose seguenti

1.) Non significa la fine della nostra vita terrena. La vita è un talento che dobbiamo custodire

2.) Non significa trascurare gli interessi e i doveri materiali. Ci viene comandato di essere "diligenti negli affari", ecc

3.) Non significa il ritiro assoluto dal mondo

1.) Non c'è riposo per l'anima in un materialismo dominante. "Questo non è il tuo riposo." Ci sono quattro forme in cui questo materialismo dominante esiste tra noi, e in nessuna delle quali l'anima può trovare riposo

(1) C'è la forma grossolana, sensuale. Il sensuale e il voluttuario vivono in questo, ma non hanno riposo. Chiedi all'epicureo e al dissoluto

(2) C'è la forma completamente secolare. L'uomo che è assorbito dal lavoro di "fare soldi" vive qui; ma in esso non trova riposo. Chiedi all'uomo che è diventato la creatura degli affari, ecc.

(3) C'è la forma intellettuale. La regione della mera "saggezza carnale": arti carnali e letteratura carnale; poesia e romanzi che fanno appello alla carne. Non c'è riposo per l'anima qui. Chiedi a Byron, Burns, Dryden, ecc.

(4) C'è la forma religiosa. C'è una religione carnale tra gli uomini: una religione di immagini, musica, riti pomposi e cerimonie, tutte attraenti per i sensi. Non c'è riposo per l'anima qui. Lasciate che "si alzi dunque e se ne vada". Un'altra ragione qui suggerita è...

2.) C'è inquinamento per l'anima in esso. Permettere alla materia, in qualsiasi forma, di governarci è un peccato

(1) La ragione lo dimostra. La mente è stata creata per governare la materia, i sensi sono stati creati per essere i servitori, non i sovrani dell'anima

(2) La coscienza lo testimonia. La coscienza protesta eternamente contro il dominio della carne

(3) La Bibbia lo dichiara. "La mente carnale è inimicizia contro Dio."

3.) C'è un pericolo per l'anima nel materialismo. "Ti distruggerà". "Perché avere una mente carnale è la morte". L'opera di distruzione dell'anima è in corso in ogni momento; L'anima decade in questo stato. La forza dell'intelletto, la discriminazione del giudizio, il libero arbitrio, la sensibilità della coscienza, l'elasticità dell'anima, vengono distrutti. "Alzati", allora. La voce della filosofia, la voce della storia, la voce della Bibbia e la voce dei santi defunti, si combinano tutte nell'ingiunzione: "Alzati e vattene". (Omileta.)

Il liberalismo nella religione:

Il cardinale Newman dice che il liberalismo nella religione è un errore, che si diffonde come una trappola su tutta la terra; Sta trascinando nelle sue file un gran numero di uomini capaci, seri e virtuosi, uomini anziani di antecedenti approvati, giovani con una carriera davanti a loro. Il cardinale chiama questa condizione di cose "una grande apostasia". Egli definisce così il "liberalismo nella religione". "È la dottrina che non c'è verità positiva nella religione, che un credo vale l'altro, che tutti devono essere tollerati, poiché tutti sono questioni di opinione; che la religione rivelata non è una verità, ma un sentimento e un sapore". Ma questo stato d'animo non è molto diffuso in Inghilterra. Prendete ogni segno di questo liberalismo nella religione, e chiedetevi: "Denota un gran numero?"

1.) La dottrina secondo cui non esiste una verità positiva nella religione. Il cardinale dice: "Ogni dozzina di uomini che si incontrano per le strade rappresentano l'una o l'altra delle sette religioni". Quindi, sulla base di questa affermazione, dobbiamo concludere che sette su dodici professano una religione definita. Questi sette non sostengono che non ci sia una verità positiva nella religione. E cosa possiamo dire degli altri cinque? Possono essere indifferenti alla religione, ma non la discredono. I positivisti sono una classe davvero molto piccola, e anche il positivismo ha sviluppato una religione

2.) La dottrina secondo cui "un credo vale l'altro". Ci sono molti che sostengono questa dottrina? È evidente che se gli uomini scelgono una forma di religione invece di un'altra, deve essere perché la pensano meglio di un'altra. È il profondo sentimento che un uomo ha visioni più vere di Dio da presentare ai suoi simili che gli dà il potere di farsi strada attraverso l'ostinata ottusità o la ristrettezza ostruzionistica

3.) La dottrina secondo cui tutti i credi devono essere tollerati perché tutti sono questioni di opinione. Che tutti debbano essere tollerati è certamente una convinzione ormai molto diffusa. Eppure per secoli la coercizione è stata l'usanza invariabile, e non la tolleranza. Perché le diverse comunità cristiane ora approvano tutte la tolleranza? È perché pensano che le fedi delle sette siano tutte questioni di opinione? Sanno che, nel loro caso, la loro fede è una questione di profonda convinzione; e se rendono giustizia ai loro vicini, sanno che la loro fede è altrettanto materia di profonda convinzione per loro

4.) La dottrina che ha rivelato la religione non è una verità, ma un sentimento o un gusto. Chi è che lo professa? È quasi confinato a una sola persona, se davvero anche lui lo ammettesse: il signor Matthew Arnold. Se la religione è fondamentalmente un sentimento, è un sentimento verso qualcosa; che qualcosa è qualcosa che crediamo esista; Noi crediamo in quel qualcosa, e questo è l'inizio di un credo; il sentimento postula un oggetto; il sentimento è l'amore, e il grande oggetto è Dio. Il liberalismo religioso si aggrappa alla verità positiva, ma la farà finita con le menzogne positive. Insegna che, sebbene non tutti i credi siano ugualmente buoni, c'è del buono in tutti i credi, e questa è una cosa molto diversa. (W. Page Roberts, M.A.)

Questo non è il tuo riposo:

Canaan fu dato a Israele a condizione della loro fedele obbedienza. Quell'ubbidienza non erano riusciti a rendere. I commentatori ammettono che queste parole possono essere applicate correttamente allo stato degli uomini nel mondo attuale. Espandili così:

1.) Questo mondo sarebbe stato un riposo se il peccato non fosse mai entrato in esso: ma poiché è contaminato, non c'è né contentezza né continuazione qui, né solida felicità nei piaceri che offre, né una città stabile in nessuno dei suoi domini. Non è più la nostra dimora permanente, ma il nostro passaggio in un altro paese; La nostra locanda, non la nostra casa

2.) Tentare di riposare nella creatura dopo che Dio ci ha comandato di rinunciarvi è peccaminoso. Riposare in una relazione con uomini ingiusti - soddisfatti di un mondo corrotto da "diverse concupiscenze" - è ancora più contaminato

3.) Attraverso le passioni egoistiche e la condotta oppressiva degli uomini, attraverso i numerosi problemi che affliggono questa valle di lacrime, il pellegrino non può trovare riposo sulla terra. È un sollievo pensare di partire per quel mondo in cui "i malvagi cessano di turbare e gli affaticati riposano".

(I.) Questa non è la nostra casa. La nostra vita è come un "palmo". Regolari e rapide, come le onde del mare, una generazione trascina un'altra nel golfo dell'oblio. Questa non è che la soglia del tuo essere, e tutto davanti a te è un'eternità illimitata

(II.) Il mondo non può soddisfare. Le cose del mondo non sono mai state destinate a riempire la mente umana. Nella formazione originale dell'uomo egli ricevette una capacità che solo Dio poteva soddisfare: e sebbene con la caduta avesse perso il suo gusto per Dio, la stessa capacità rimane ancora, e tutta la creazione non può soddisfarla ora. Molte menti, liberate dal loro centro, hanno vagato in cerca di riposo nelle creature; ma nessuno l'ha mai trovato

(III.) Un tentativo di riposare nella creatura è peccaminoso. Il primo comandamento è: "Non avrai altri dèi all'infuori di me". Fare di qualsiasi cosa un dio significa porre il cuore su di essa in modo supremo e tentare di riposare in essa come fonte principale di felicità. Amare "la creatura più del Creatore" e guardare a ciò come al nostro principale conforto, significa idolatrare la creatura. Possiamo valutare la creatura per gli scopi per i quali ci è stata data. Tentare di riposare nella creatura è cercare un riposo colpevole

(IV.) Nessuna alleanza può essere formata con gli uomini del mondo senza il rischio di contaminazione. "Le cattive comunicazioni corrompono le buone maniere". Gran parte dei sentimenti, delle opinioni, delle conversazioni e dei costumi del mondo sono contrari allo spirito genuino del Vangelo

(V.) Non si può trovare riposo in un mondo pieno di ingiustizie e oppressioni. Gli scontri delle passioni egoistiche tengono il mondo in fiamme e lo inzuppano di sangue

(VI.) Non si può trovare riposo in un mondo inondato dalle inondazioni dell'afflizione. Da quando il peccato è entrato, questo mondo è stato una valle di lacrime, una casa di correzione, per spezzare gli spiriti ostinati fino alla sottomissione, per spingere i bambini ribelli all'obbedienza per la verga, per umiliare i superbi e per scoprire la severità di Dio contro il peccato. Perché allora dovremmo voler continuare qui? (E. D. Griffin, D.D.)

Riposo:

La profezia di Michea si distingue per le luminose anticipazioni che dà dei giorni del Messia. È alla desolazione delle dieci tribù e alla loro dispersione fra le nazioni che il testo si riferisce

(I.) Una verità che siamo tutti molto restii ad ammettere. "Questo non è il tuo riposo." Una giusta stima della vita umana è una cosa molto rara, e raramente raggiunta se non al prezzo di un'esperienza dolorosa

1.) Non è mai stato progettato per essere il nostro riposo. Non ci è proibito cercare la felicità; Ci è solo proibito cercarlo nella direzione sbagliata. Il grande errore della natura umana è quello di supporre che ci sia qualche altro bene, un sentiero più alto verso la felicità di quello che Dio ha fatto coincidere con il dovere umano. Dio ci ha dato sulla terra ogni requisito per il nostro pellegrinaggio, ma nulla di adeguato alla nostra casa. Le cose sulla terra sono troppo povere per renderci ricchi; troppo in basso per elevarci alla felicità; troppo limitato e di breve durata per colmare le capacità della nostra natura più nobile. La vita, quindi, è una scena di progresso verso qualcosa di migliore

2.) Non si scopre mai che è il nostro riposo nell'esperienza reale. La nostra migliore tenuta al mondo è tutta vanità. Tutta l'esperienza ci dice: "Questo non è il tuo riposo". Ogni speranza infranta, ogni desiderio insoddisfatto, ogni rosa appassita, ogni tomba aperta, dice: "Questo non è il tuo riposo".

3.) La nostra religione ci dice che questo non è il nostro riposo, perché è contaminato

(II.) Un cambiamento per il quale siamo molto riluttanti a prepararci

1.) Il nostro amore per la vita ci induce a soffermarci. Come la moglie di Lot a Sodoma. Le prove, le delusioni, i lutti e le più pesanti afflizioni personali, invece di insegnarci a prendere il volo, con un'alternativa perversa sembrano radicarci più velocemente al suolo

2.) Le nostre paure della morte ci inducono a indugiare. Il nostro obiettivo è quello di allontanare l'argomento da noi. Perché il futuro è terribile e il regno sconosciuto

3.) La nostra negligenza nei confronti della grande salvezza accresce la nostra riluttanza

(III.) È un comando a cui è nostro interesse obbedire. Perché il comando viene da Colui che è il Signore di entrambi i mondi e che ha il più alto interesse nel nostro benessere. Egli ci conosce meglio di quanto noi conosciamo noi stessi, come ci ama anche di più. Sa quanto sia povero questo mondo e quanto sia ricco l'altro. (Rivista omiletica.)

Il vero luogo di riposo:

Qui si parla della terra di Canaan come di una terra non destinata al resto del popolo che la abitava. A quanto pare, se un paese era propriamente designato come "paese di riposo", lo era Canaan. È evidente che il paese era stato contaminato, contaminato dal popolo, dalle sue idolatrie e dalla sua ribellione contro l'Altissimo; e quindi non poteva più essere il loro riposo. Possiamo applicare il testo a noi stessi per quanto riguarda la nostra terra. La vita su questa terra non può essere considerata come il riposo o il luogo di riposo dell'uomo

1.) Perché la vita dell'uomo su di esso è breve e breve. Le immagini delle Scritture sono: fugaci come un'ombra; svanendo come il vapore; instabile e mutevole come un pellegrinaggio; più veloce del transito della spola di un tessitore, o della freccia che è diretta al suo bersaglio; Transitorio come una favola che viene raccontata, come un sogno al risveglio. Ai giovani, che entrano nella vita, essa presenta una vista interminabile, qualcosa nei loro occhi come una piccola eternità che difficilmente sarà mai passata; e prima che abbiano il tempo di rendersene conto, il gelo dell'età è sulle loro teste, e contano le tombe dei compagni della loro giovinezza

2.) Perché anche quella breve vita è così mutevole. Le circostanze e le relazioni esterne sono in continua evoluzione

3.) Guardate le immagini con cui è rappresentata la vita, e arriviamo alla stessa conclusione. Un pellegrinaggio, un viaggio, una guerra, un viaggio

4.) Guarda le ricerche dell'uomo, cosa portano? Soddisfano i desideri e le brame dell'immortale anima dell'uomo? La ricerca di un uomo è la ricchezza; Un altro uomo è deciso a godersi la vita. Il desiderio di un altro uomo è la fama. Dove si troverà dunque il riposo? Non ci può essere coerenza tra il peccato e il vero riposo o felicità. Il testo dice che la terra era inquinata, quindi non era un luogo di riposo. Non ci può essere riposo, riposo vero, vero, duraturo, se non quello che si trova in Dio, la sua unica fonte. (Joseph Bardsley, M.A.)

Riposa davvero:

In preda a una profonda rabbia, Amos fece intendere che il Signore avrebbe comandato a Israele di alzarsi e di andare in una terra di cattività; La loro terra non doveva più essere il loro riposo e la loro quieta dimora, perché l'avevano contaminata con la loro idolatria, i loro eccessi e la loro iniquità. Egli avrebbe attirato su di loro nemici che sarebbero stati i Suoi strumenti per allontanarli dalla loro dimora allora tranquilla. Canaan è, quando viene applicato spiritualmente alla condizione dei figli di Dio, un tipo molto appropriato del paese celeste; e il riposo di cui godevano i figli d'Israele è un simbolo di quel "riposo che rimane per il popolo di Dio". Considerate quindi il testo come indirizzato a ciascuno di noi in riferimento alla nostra condizione presente in questo mondo decaduto e alla nostra condizione futura nel regno della gloria

(I.) Il significato del riposo. Per riposo intendiamo la cessazione del lavoro, accompagnata dalla pace, dalla quiete, dall'agio e da tutto ciò che può contrassegnare e costituire il comfort, la felicità, la sicurezza. Quando siamo in uno stato di riposo non ci aspettiamo di essere turbati dalle ordinarie perplessità della vita. Godere del riposo significa godere della tranquillità, della sicurezza, dell'agio e della pace

(II.) La certezza di non trovare riposo qui. Come stanno le cose con noi in questo mondo, caduto, distrutto e disorganizzato com'è, per quanto bello sia nelle sue stesse rovine? Si può dire che troviamo un riposo sostanziale e solido in questo mondo? Il mondo non ha delusioni per soddisfare i nostri migliori piani? Qui non c'è nulla di certo. E se i beni e i godimenti mondani rimangono indisturbati, tuttavia per l'uomo che vi pone il cuore e desidera esserne soddisfatto, c'è un male sempre vicino e calcolato per rovinare il suo godimento, ed è la paura della morte, che è per lui un male mostruoso, che egli non può trovare alcun modo per evitare

(III.) La promessa di riposo al popolo di Dio. Il resto è completo e sostanziale; è il riposo dal peccato. Il santo defunto è immediatamente rimosso dall'influenza del peccato e dal potere di Satana; nulla può allora turbare la sua tranquillità; nessun agente di contrasto può allora influenzarlo; egli è sotto la custodia di Dio, è al sicuro e al sicuro per sempre. L'anima redenta è capace di godere di questo riposo

(IV.) Il modo in cui questo riposo deve essere ottenuto. Agli Israeliti fu dato un capo per condurli nel paese di Canaan. Un Giosuè 101 è stato dato. Egli conduce coloro che si sottometteranno alla Sua guida nel riposo celeste preparato per il popolo di Dio. Per ottenere ciò Egli ha accondisceso a prendere su di Sé la nostra natura e a diventare uomo. Come tale Egli entrò e uscì tra le Sue creature; e dopo una vita di abnegazione e di attiva benevolenza, morì sulla Croce per fare espiazione per il peccato dell'uomo. La porta di questo riposo è stata spalancata da Lui. (T. R. Redwar, M.A.)

Questo mondo non è il nostro riposo:

Gli esseri umani sembrano universalmente caratterizzati da uno spirito di inquietudine. Questo spirito, che esiste sia come passione evidente che come sentimento soffocato, è inseparabilmente connesso con il nostro stato decaduto e, sebbene molto soggetto ad abusi, è tuttavia molto capace di produrre effetti eccellenti. Stimola la propensione a guardare avanti e ad andare avanti. Quindi, l'anima rifiuta di stabilirsi nell'inattività, e si spinge sempre verso il raggiungimento di qualche bene futuro, reale o immaginario. È molto desiderabile, quindi, che questa irrequietezza sia sempre eccitata da una giusta causa e ci spinga sempre avanti verso un fine giusto

(I.) Perché non potremo mai riposarci in questo mondo

1.) Perché la nostra permanenza sulla terra è breve e incerta. "Che cos'è la nostra vita? È anche un vapore, che appare per un po' di tempo, e poi svanisce".

2.) Anche finché dura la vita, è piena di problemi: ha molti cambiamenti, fatiche, delusioni e dolori. A quali cambiamenti siamo esposti qui sotto! Questo non è un luogo di riposo, ma di lavoro. Pensate anche alle delusioni e ai rovesci della vita. Alla luce di queste varie forme di angoscia fisica, come sembra sciocco considerare questo stato come uno stato di riposo! Si può dire che, anche se siamo esposti a problemi, possiamo trovare riposo nei nostri amici? Ma anche se è nostro dovere amarli ed essere loro grati, ne soffriremo duramente se li idolatriamo come gli autori della nostra felicità, o li consideriamo la nostra risorsa ultima. Invece di trovare riposo in loro, possiamo soffrire doppiamente nel simpatizzare con loro, e sta arrivando il momento in cui dobbiamo separarci

3.) Anche se tutta la nostra vita fosse stabile, prospera, onorevole e pia al più alto grado, tuttavia non sarebbe una parte soddisfacente per l'anima. Alcuni sembrano essere, quasi per tutta la vita, liberi da problemi. Ma di questo non possiamo esserne certi. "Ogni cuore conosce la propria amarezza". E quando non ci sono guai reali, gli uomini sono sicuri di trovarne di immaginari. E colui che vive molti giorni e si rallegra di tutti, ma a volte teme che i giorni delle tenebre siano molti. Per essere completamente tranquilli dobbiamo essere sicuri che il nostro riposo non sarà mai disturbato. Né la continuazione di una prosperità positiva e di una ricchezza sempre crescente può soddisfare la mente. Altrettanto infruttuoso è il perseguimento della tranquillità mentale in scene di frivolezza e allegria. Né si trova la ricerca più razionale della conoscenza umana per assicurare il riposo all'anima. Come la speculazione e la teoria non possono soddisfare la mente, così nemmeno le grandi opere, nella loro impresa, progresso o realizzazione. È necessario aggiungere che anche il popolo di Dio, per quanto spiritualmente e per quanto avanzato nella vita divina, non può trovare riposo qui. Per quanto felici possano essere, sono ancora soggetti a un certo disagio; Per quanto calmi possano sembrare, la loro quiete a volte è disturbata

4.) Non possiamo mai avere il nostro riposo in questo mondo a causa della prevalenza del peccato, perché "è contaminato". Per un decreto inalterabile del cielo, il peccato è incompatibile con la felicità. Poiché questo è un mondo di ribellione, non può essere un mondo di pace. Come possono coloro le cui menti sono state illuminate a vedere il male del peccato, e in cui il suo potere è in gran parte spezzato, essere in pace mentre vivono in un mondo come questo?

(II.) Rivolgiti l'esortazione: "Alzatevi e andatevene".

1.) Alzatevi e partite nello spirito della vostra mente. Allontanati dall'idea che il mondo possa darti riposo. Da tutti la fiducia negli altri. Ma la mente deve avere qualcosa su cui riposare. Senza un po' di puntello, sprofonderebbe nello sconforto più totale. Alzati e parti e cerca riposo direttamente da Dio in Cristo. Riponete i vostri cuori al cielo. Andate dunque con lo spirito della vostra mente in modo da essere disposti ad allontanarvi letteralmente da questa vita, ogni volta che Dio vi chiamerà. Coltivate quello spirito di fede e di speranza che, quando la morte è relativamente lontana, a volte vi riempirà del desiderio di andarvene e di stare con Cristo, il che è molto meglio

2.) Alzati e parti nel tono della tua condotta. Allontanatevi da tutte le attività che interferiscono con le preoccupazioni dell'eternità. Cessate dall'eccessivo desiderio di perseguire il guadagno mondano. Essere trovati finalmente attivamente impegnati come si conviene a coloro che professano che questo non è il loro riposo

(III.) Rivolgersi a tre diverse classi di persone

1.) Congratulatevi con coloro che hanno smesso di cercare il loro riposo nel mondo, che sono sorti e sono andati a Dio per mezzo di Gesù Cristo per il riposo. Ricordate che siete solo sulla via della felicità perfetta. Sopporta, senza mormorare, le difficoltà del cammino

2.) Parla a coloro che stanno ancora cercando riposo sulla terra. Non vantarti della tua felicità. L'aspetto esteriore non è sempre il vero indice del cuore

3.) Rivolgiti a coloro che hanno perso il loro riposo precedente e non ne hanno trovato un altro. Non vorremmo che tu guardassi di nuovo il mondo per riposare. Non vorremmo che tu rimanessi dove sei. Perché non fare un altro passo e afferrare quelle consolazioni che non vengono mai meno? A tal fine, è necessario che riceviate davvero il Vangelo e vi uniate positivamente alla compagnia dei pellegrini. Se vuoi essere felice, sii deciso. Arrenditi, senza riserve, al Signore Gesù Cristo, ed Egli ha promesso la Sua Parola che ti darà riposo. (James Foote, A. M.)

Non c'è riposo qui:

Questo era il rullo di tamburi di un profeta che voleva risvegliare il suo popolo dalla sua condizione di oppressi e peccatori; ma può essere pronunciato altrettanto correttamente ora come allora. Il nostro grande bisogno è il riposo. Dio non ha creato questo mondo per riposare. Questo mondo sarebbe un mondo molto diverso se fosse destinato a noi per rilassarci. Funziona bene per alcune ore. Tu ed io abbiamo visto uomini che hanno cercato di riposare qui. Nel commercio. Alla ricerca della fama. Se non c'è riposo sulla terra, c'è riposo in cielo: riposo perfetto, riposo senza fine. (T. Deuteronomio Witt Talmage, D.D.)

L'economia del rinnovamento:

Il sorgere e la partenza, così come il passaggio, si riferivano a una residenza visibile; Ci sarebbe stato un cambiamento letterale di luogo. Ma anche lì l'atto era richiesto come parte di una disciplina religiosa e per uno scopo divino. La condizione nazionale che rese necessaria una tale migrazione fu un incidente in una peculiare storia provvidenziale. L'allontanamento esteriore era il risultato di uno stato interiore, uno stato di deterioramento morale e di pericolo. Le comodità domestiche devono essere abbandonate per il bene della sicurezza spirituale, della purezza e del progresso di un popolo corrotto e in pericolo. La chiamata è fatta nel nome e per mezzo dello Spirito del Signore Dio. Non c'è violenza nel trasferirla da un'età ebraica a una cristiana. Il bisogno che un cuore egocentrico si metta in moto e si alzi, vada avanti e segua la chiamata di Dio, sia plasmato in una nuova forma e nasca in una nuova vita, attraverso la separazione, il travaglio e il sacrificio, è indipendente dalle differenze di tempo e di paese come qualsiasi attributo dell'umanità. In effetti, questa permanenza delle realtà essenziali della vita attraverso tutti i cambiamenti sociali, ovunque un'anima umana viva, pecchi e soffra, fornisce il punto di partenza in questo argomento

1.) La vera crescita di ogni carattere veramente progressivo si realizza attraverso una successione di uscite decise da posizioni, abitudini, stati di pensiero e di sentimento, un tempo familiari, verso territori non esplorati. C'è il passaggio dal periodo relativamente irresponsabile e dipendente della prima infanzia alla maggiore autodeterminazione della gioventù. All'interno dei recinti sicuri di un'innocenza esterna custodita, i propositi morali non rimarranno più a lungo. Se lo facessero, non adempirebbero il disegno del Creatore. Questo non è il loro riposo; devono alzarsi e andarsene. La gioventù deve vedere le sue visioni, sognare i suoi sogni e gustare la sua terribile libertà. Di nuovo, più tardi, c'è una transizione dalla giovinezza alla maturità. Il sogno è infranto. Quella tenda aggraziata e ariosa che il pensiero non impegnato si è innalzato a volontà è dissolta. Un'abitazione più reale, di forma più severa, la soppianta. O meglio, è ormai un campo di servizio all'aperto. Per quanto freddo sia il futuro, il meno intraprendente deve andare ad affrontarlo. In qualche modo vago e indefinito, questo decreto di partenza si fa sentire in tutte le anime riflessive. Al di là di queste partenze precoci e successive, da un periodo all'altro della nostra epoca, vi è una grande varietà di altri cambiamenti, che hanno lo stesso scopo generale e illustrano lo stesso piano di Dio. A volte la dissoluzione del nostro precedente ordine di vita è resa inevitabile da condizioni al di fuori del nostro controllo. Si scopre che una particolare linea di lavoro ha fornito tutte le opportunità, o gli stimoli, o le prove, che il grande dei nostri personaggi intendeva, e viene interrotta. Un particolare luogo di residenza ha esaurito tutti i suoi aiuti e ministeri su di noi, e dobbiamo prendere i piccoli pacchi che chiamiamo i nostri beni, e andare a scuola in qualche nuovo quartiere, ecc. In altri casi, con segnali meno visibili, ma non meno efficaci, veniamo spostati fuori dalle nostre abitazioni morali e mentali. Finché siamo in essi, nulla sembra più fisso delle nostre opinioni, dei nostri gusti e delle nostre stime. Ma potrebbero diventare troppo fissi. Le valutazioni degli uomini e delle cose si irrigidiscono in pregiudizi. E quindi, da un processo all'altro, siamo portati a rinunciare a molti di essi, o a modificarli. Gli eventi sono ordinati a tal fine

2.) Questi cambiamenti della vita interiore saranno spesso dolorosi, richiedendo qualcosa di più di un coraggio naturale o stoico. L'indifferenza religiosa vuole solo essere lasciata in pace. Ma no. Il dolore arriva. Il cuore insensibile deve essere spaventato. Il terreno e il divino combattono insieme dentro di noi, e noi soffriamo sotto il conflitto. A volte questa separazione dal male familiare è una lotta come tra la vita e la morte, che scuote tutta l'anima e lacerano il suo rapido restringimento in tortura. Eppure, tale è il potere della convinzione dello spirito di verità quando l'umiltà ha iniziato la sua opera santa e onesta in noi, quanti vanno incontro a quel dolore salvifico! Benedetta è la mente che sgorga con alacrità e gratitudine per il suo ministero migliore!

3.) Tutte le anime vere, realmente toccate dallo Spirito e consacrate alla comunione dell'obbedienza cristiana, saranno pronte per questo sacrificio. Non tutti allo stesso modo. Questa, infatti, è la prova della sincerità della fede: la disponibilità a rinunciare a tutto ciò che è stato prezioso, ma non santo, e a lanciarsi verso il futuro, confidando solo in una mano invisibile. Così, attraverso analogie familiari, siamo portati a vedere come viene fatta la sacra provvista, nella nostra natura decaduta ma ancora aspirante, per quell'unica trasformazione radicale e completa che cambia il motivo che governa la vita: la "rigenerazione" del Vangelo. È stato detto che nessun periodo della nostra vita diventa del tutto intelligibile per noi fino a quando non lo lasciamo per il successivo. E qui c'è certamente del vero. Ma il retrospettiva non è tutta la nostra prospettiva. La nostra migliore saggezza non si ottiene da ciò che è dietro di noi, ma da ciò che è al di sopra. Quando il cuore è veramente rinnovato ed è ricolmo di tutta la vita santa del suo Signore, non importa quale sia il luogo o il paesaggio esteriore. A questo, dunque, siamo portati che c'è una migrazione dell'anima più completa e avventurosa di tutte le altre: quella che la porta da ogni tipo di autodirezione in una pura rinuncia a se stessa allo Spirito di Dio; un "uscire" più deciso e sublime di tutti i viaggi e di tutte le scoperte, dal miserabile sforzo di accontentarci nella libertà dei figli di Dio; un cambiamento centrale e trasformante, quello che ci rimodella, con un nuovo principio di vita, dall'essere esseri umani peccatori a essere simili al Figlio di Dio. Tutte le altre transizioni ci toccano in certi punti o parti della nostra natura: questo trasfonde un altro spirito attraverso il tutto; Le cose vecchie passano, perché il vecchio male è scomparso, e tutte le cose sono nuove. (F. D. Huntinglon, D.D.)

Un luogo di riposo per l'anima:

Anni fa venne dal defunto canonico Hoare, di Tunbridge Wells, un uomo ricco, allora in età avanzata, per accordarsi con lui sul luogo della sua sepoltura, e dopo che ebbero esaminato attentamente il cimitero e scelto il luogo in cui doveva giacere, il canonico Hoare si rivolse a lui e disse: "Hai scelto un luogo di riposo per il tuo corpo, ma hai già trovato un luogo di riposo per la tua anima?" Voltandosi e guardandolo dritto in faccia, il vecchio rispose: "Lei è il primo ecclesiastico che mi abbia mai fatto questa domanda". Andò con il canonico Hoare nel suo studio e, per farla breve, diede il suo cuore a Cristo, e trovò il suo luogo di riposo, e nello studio del canonico Hoare fino al giorno della sua morte era appeso un noto quadro che rappresentava il salvataggio di una vita da un naufragio. Era il dono dell'uomo riconoscente, che aveva trovato un luogo di riposo non solo per il suo corpo, ma anche per la sua anima. Ponetevi la domanda ora, prima di voltare pagina: "Ho trovato un luogo di riposo per la mia anima?"

11 CAPITOLO 2

MICHEA 2:11

Se un uomo che cammina nello spirito e nella menzogna mente, ... egli sarà anche il profeta di questo popolo. - Il popolare predicatore d'Israele:

Questa è l'idea di Michea del tipo di profeta (o, come dovremmo dire, pulpito) che gli uomini di Israele accetterebbero volentieri e all'unanimità. Lo schizzo è caratterizzato da due cose che tendono sempre a rendere un predicatore generalmente accettabile per gli uomini sconsiderati di ogni epoca

(I.) Con la vacuità della mente. Non ha altro nella sua mente che vento, vane presunzioni, nozioni insulse: nessun pensiero profondo, nessuna ricca riserva di informazioni, nessuna credenza ben digerita o convinzione profonda

(II.) Ministrando per piacere. "Io profetizzerò su di te del vino e della bevanda inebriante". Questi profeti si sarebbero adattati ai loro gusti e alle loro abitudini, e avrebbero sanzionato le loro indulgenze. Non turbavano le loro coscienze né si opponevano ai loro pregiudizi, ma parlavano con loro in modo tale da lasciarli soddisfatti di se stessi. (Omileta.)

12 CAPITOLO 2

MICHEA 2:12-13

Certamente radunerò, o Giacobbe, tutti te. - Opera evangelica:

Il profeta qui passa dalle minacce alle promesse. Il futuro doveva abbracciare due cose

1.) Un grande raduno. Giacobbe e il rimanente d'Israele dovevano essere "radunati" come un potente gregge nella fertile e bella regione di Bozra

2.) Una liberazione trionfante. "Il demolitore è salito davanti a loro". Chi è l'interruttore? Se qui ci si riferisce ai legami ebraici, era a Mosè; se alla cattività babilonica, era a Ciro; se alla schiavitù del diavolo, era Cristo. Applicheremo queste parole per illustrare la grande opera del Vangelo. "L'adempimento di questa profezia", dice Delitzsch, "cominciò con il raduno di Israele al suo Dio e Re mediante la predicazione del Vangelo, e sarà completato in un tempo futuro, quando il Signore redimerà Israele, che ora si strugge nella dispersione, dalle catene della sua incredulità e della sua vita di peccato. Non dobbiamo escludere ogni allusione alla liberazione della nazione ebraica solo dalla Babilonia terrena da parte di Ciro; allo stesso tempo, è solo nel suo significato tipico che questo viene preso in considerazione, cioè come uno stadio preliminare e un pegno della redenzione che Cristo deve effettuare dalla Babilonia spirituale di questo mondo". Prendendo dunque queste parole come illustrazione dell'opera evangelica, vengono suggeriti due pensieri

(I.) Unificazione. "Li radunerò come le pecore di Bozra". Gli uomini sono moralmente divisi; C'è uno scisma nel grande corpo dell'umanità. Gli uomini non solo hanno perso interesse per i loro simili, ma tra loro prevale un'antipatia. Sono sparsi all'estero in diversi paesi, sotto diversi governi e in connessione con diverse religioni e interessi. La grande opera del Vangelo è quella di riunire gli uomini, di riunirli in qualche Bozrah morale, di unirli nell'ovile di Cristo. C'è un solo modo, ed è quello di presentare un oggetto di suprema attrazione morale per tutti gli uomini. Quell'oggetto che il Vangelo presenta: è Cristo. Ed Egli stesso disse: "Io, se sarò innalzato, attirerò tutti gli uomini a Me". Come madre di filosofia, proclamo che non c'è altro che il Vangelo che può mettere a tacere le discordie, sanare le divisioni e porre fine a tutte le guerre e le lotte tra gli uomini; e storicamente

(II.) Emancipazione. "Il demolitore è salito davanti a loro: si sono spezzati e hanno passato la porta". Gli uomini dappertutto sono in schiavitù morale. Sono gli schiavi del peccato e del diavolo. "Carnalmente venduti al peccato". La schiavitù morale è la peggiore di tutte le schiavitù; è una schiavitù...

(1) Connesso con l'auto-compunzione; è una schiavitù

(2) Dell'anima, il sé; è una schiavitù

(3) Che la morte non può finire. Chi ci libererà da questa schiavitù? C'è Uno, e solo Uno, che può. Cristo, il demolitore. (Omileta.)

13 CAPITOLO 2

MICHEA 2:13

Il demolitore è salito davanti a loro: essi si sono spezzati, hanno oltrepassato la porta e ne sono usciti. - Cristo, come il Frangitore, aprendo tutti i passi verso la gloria che erano invalicabili: -

E' d'accordo non solo tra gli interpreti cristiani, ma anche tra alcuni interpreti ebrei, che queste parole hanno una visione principale e ultima del glorioso Messia, e della grande opera di salvezza che Egli doveva compiere nella pienezza dei tempi. Il profeta qui profetizza che Cristo dovrebbe liberare la strada, sgombrare il passaggio e rendere le montagne come una pianura

(I.) La via dei riscattati dal Signore aperta dal grande Redentore. "Il demolitore è salito davanti a loro".

1.) La designazione data al glorioso Messia. "L'interruttore." Ciro era uno strumento nelle mani di Dio per spezzare il giogo babilonico. In questo egli era un simbolo di Cristo, mediante il quale è spezzato il giogo della nostra schiavitù spirituale sotto il peccato e Satana

2.) Abbiamo l'apparizione coraggiosa del glorioso Redentore nella Sua opera di rottura. Egli "sale", appare sul campo con un coraggio intrepido ed eroico

3.) Il partito che Egli guida, o coloro nella cui lite appare questo Breaker. Chiedete per quale motivo Cristo è chiamato il Demolitore

(1) In generale, a causa della grande opposizione che dovette sfondare

(2) Egli rompe una via nuova e vivente, attraverso la quale abbiamo accesso a Dio e alla gloria

(3) Egli rompe le tempeste dell'ira divina, la rabbia degli uomini e dei demoni, al fine di compiere la nostra redenzione

(4) In un giorno di potenza Egli spezza l'inimicizia dei nostri cuori contro di Lui

(5) Coloro che non si inchinano alla Sua autorità regale, Egli li frantuma

6.) Egli può essere chiamato un Breaker a causa delle prove devastanti che porta sul Suo popolo, e dei giudizi e delle calamità che porta su una Chiesa o una nazione offensiva

(II.) La venuta di Cristo come il Demolitore. Comprendete la Sua venuta per vendicare la lite dei Suoi figli e del Suo popolo. Come un potente campione scende in campo. Racconta di alcune novità stagionali

1.) È apparso nella nostra lite nel concilio di pace

2.) Egli venne opportunamente subito dopo la caduta dell'uomo

3.) Realmente e personalmente nella Sua incarnazione

4.) Nella potenza del Suo Spirito nella dispensazione del Vangelo

5.) Nella dispensazione esteriore della Sua provvidenza

6.) Quando Egli ravviva la Sua opera in una terra e in una chiesa traviate

7.) In ogni manifestazione della Sua grazia e del Suo amore verso un particolare credente; quando si interpone opportunamente per il sollievo di una povera anima che sprofonda sotto il peso del peccato, della tentazione, dell'afflizione e dell'abbandono

8.) Attimorte. Domanda: In che modo Egli sale nella nostra lite, in aiuto dei deboli contro i potenti?

1.) Tutte le Sue apparizioni per l'aiuto e il sollievo del Suo popolo sono state tempestive

2.) Si avvicina da solo. Lui solo sale. È il Suo stesso braccio che porta la salvezza

3.) Con la massima alacrità e allegria

4.) Rapidamente, senza indugiare o indugiare

5.) Coraggiosamente

6.) Vittoriosamente

7.) La Sua venuta alla Sua opera di rottura è irresistibile. E...

8.) È con molta terribile grandezza e maestà

(III.) Cosa implica il Suo "salire dinanzi a loro"?

1.) Importa che Egli abbia a cuore loro e il loro caso

2.) Implica che il loro modo è duro e difficile

3.) Implica la Sua autorità di governarli e governarli

4.) Implica forza e capacità di sostenere l'autorità

5.) Implica la loro incapacità di rompere a modo loro

6.) Quando il Breaker è salito prima di loro, significa che ha lastricato la strada e ha percorso la strada prima di loro. Egli precede il Suo popolo nell'obbedienza, nella sofferenza, nell'andare attraverso la morte verso la gloria

7.) Implica che Egli sconfigga e sconfigga tutti i nemici che si sono frapposti sulla nostra salvezza: Satana, il peccato, il mondo, la morte

8.) Implica che la via per il cielo è patente

9.) Implica che, quali che siano i pericoli, le difficoltà o l'opposizione che si frappongono sulla loro strada, essi sono in assoluta sicurezza sotto la Sua condotta

(IV.) I motivi e le ragioni di questa dispensazione, o perché Cristo spiana la via al Suo popolo?

1.) Perché gli sono stati donati dal Padre, come eredità e possesso

2.) Perché sono l'acquisto del Suo sangue

3.) Perché la Sua fedeltà è impegnata a guidarli sulla loro strada

4.) Perché Lui deve renderne conto al Padre

5.) Perché non possono rompere a modo loro

6.) Perché confidano in Lui come Guida e Comandante

7.) A causa della stretta e cara relazione che Egli ha avuto con loro. (E. Erskine.)

L'interruttore:

Michea visse all'incirca al tempo della cattività babilonica. È un argomento preminente negli scritti profetici. Assomigliando, come avvenne, alla cattività spirituale del popolo di Dio, è il fondamento di molte gloriose predizioni relative al Signore Gesù Cristo e alla Sua salvezza. In questa luce i commentatori considerano la predizione del testo. Ha un riferimento agli ebrei prigionieri e al loro liberatore Ciro; Ma guarda oltre. In Cristo e nel suo popolo riscattato ha il suo reale, completo compimento. Espone il Signore Gesù...

(I.) Come interporsi per il Suo popolo in un carattere particolare. "L'interruttore." Il demolitore. Uno che abbatte davanti a loro tutte le barriere e gli impedimenti che ostacolano il loro cammino. La figura ci colloca dove siamo realmente, lontani da Dio e dal Suo regno, con molti ostacoli che si frappongono tra il regno di Dio e noi; con più di una distanza da superare, con barriere e ostacoli da superare. Quali sono? Alcuni di loro si trovano fuori di noi, altri dentro di noi. Fuori di noi è...

1.) Il dispiacere giudiziario di Dio. È la nostra colpa che ci ha assoggettato alla Sua ira

2.) L'opposizione di Satana. Per Satana si intende non un solo essere, ma una numerosa schiera di esseri nel mondo spirituale che si oppongono alla nostra felicità. Attraverso questa difficoltà Cristo si spezza. Non, come avremmo potuto supporre, sterminando questi nemici della nostra salvezza, disperdendoli dal nostro cammino; ma prima facendosi strada verso il cielo in forma umana attraverso di loro, e poi, comunicando al Suo popolo la forza di fare ciò che Egli ha fatto: resistere a questi nemici, aprirsi la strada attraverso di loro e calpestarli. All'interno del Suo popolo, che cosa c'è che lo impedisce nel suo cammino verso il cielo? Possiamo dire che tutto dentro di loro è un impedimento per loro sulla loro strada. Non c'è nulla nell'uomo caduto, naturalmente, che non tenda ad allontanarlo da Dio, piuttosto che a condurlo a Dio. Vedi-

1.) L'autosufficienza naturale e l'orgoglio del cuore, che potremmo chiamare ipocrisia. Ma Cristo viene e tocca il cuore orgoglioso dell'uomo, e questa barriera in esso cade

2.) C'è l'empietà del cuore. Una barriera quasi altrettanto rigida sulla via della nostra salvezza quanto il suo orgoglio. Anche qui entra in gioco il Distruttore celeste. Egli apre il cuore del peccatore, gli comunica un principio santo; e questo principio, combattendo contro l'empietà che è in lui, a poco a poco spezza la sua forza, lo domina e lo detronizza

3.) L'incredulità dei nostri cuori. Questo porta a esitazioni e ritardi, con una scusa dopo l'altra

(II.) La fuga dell'Israele di Dio in conseguenza dell'interposizione di Cristo per loro. Due osservazioni

1.) Un grande cambiamento ha avuto luogo nella condizione spirituale del popolo di Cristo, in conseguenza di ciò che Egli ha fatto per loro

2.) Le persone realmente liberate da Cristo cooperano con Lui nella loro liberazione. Dovete essere avvertiti di non immaginare di avere una particella di capacità spirituale o di forza vostra. Ma dovete essere avvertiti con altrettanta fermezza di non intraprendere quella che può essere definita una religione passiva

(III.) L'alto privilegio di questi uomini liberati fuggiti dopo la loro fuga. "Il loro re passerà davanti a loro, e l'Eterno sarà sul capo di loro". Questo è più che dire che avremo il Signore per noi, lo avremo con noi. Indica non solo la presenza, ma la presenza vicina del Signore. Potrebbe essere una figura presa dalla Colonna nuvolosa che incombe su Israele, che li sovrasta. È una garanzia allo stesso tempo di disciplina e di sicurezza sulla via del cielo. (Charles Bradley, M.A.)

L'interruttore:

Al promesso Messia furono conferiti nomi appropriati agli uffici che Egli avrebbe poi ricoperto. Questo è uno di quelli. Il nome risponde a quello che chiamiamo un "pioniere", uno che spiana la strada prima di un esercito nella sua marcia

1.) È appropriato per il Signore Gesù, perché è stato solo attraverso il Suo libero arbitrio che il potere del peccato è stato spezzato. I nostri redenti hanno infranto la forza della legge, obbedendo ai suoi rigidi requisiti al posto nostro

2.) Questo titolo segna il carattere e l'ufficio del Messia quando, con la Sua morte, la distruzione tra Giudei e Gentili fu per sempre rimossa

3.) Il titolo è appropriato, poiché con la Sua morte Cristo ha distrutto la morte, e con la Sua trionfante risurrezione ha dato una caparra di ciò che un giorno compirà per tutti coloro che si addormentano in Lui

4.) Appropriato anche quando notiamo le costanti incursioni che il Suo regno ha fatto sui vasti domini del Principe delle Tenebre. Invano l'infedeltà tenta di spiegare il miglioramento della moralità e della raffinatezza attribuendoli solo al progresso della civiltà. Fatti ostinati, tratti dalla storia delle nazioni, contraddicono l'affermazione. La civiltà, a meno che non sia animata e diretta dalla religione di Cristo, ha uniformemente corrotto e deteriorato la morale pubblica. Dobbiamo guardare a una fonte più alta della saggezza, dell'ingegno o della forza dell'uomo per trovare l'agente che ha sconfitto i poteri delle tenebre e ha redento il mondo dalla schiavitù; e non dobbiamo cercarlo invano. (Giovanni N. Norton, D.D.)

L'interruttore:

(I.) Sotto quali aspetti Gesù Cristo può essere definito un Demolitore? A causa della grande opposizione, Egli dovette aprirsi un varco nell'opera della nostra redenzione. Perché Egli spezza una via nuova e vivente, attraverso la quale possiamo avere accesso a Dio e alla gloria. Perché Egli spezza l'inimicizia dei nostri cuori contro di Lui. A causa dei giudizi infrangere che Egli reca sul mondo e delle prove infrangere sul Suo popolo

(II.) Sotto quali aspetti si può dire che Egli "salirà"? Quando i nostri progenitori peccarono, Egli venne nella promessa. Egli è venuto realmente e personalmente nell'incarnazione, ecc. Nei carri di un Vangelo predicato. In ogni manifestazione della Sua grazia e del Suo amore per coloro che credono

(III.) Che cosa può implicare la Sua venuta davanti a loro? Egli si presenta davanti a loro come un Pastore, come un Generale, come un Re. Significa che la via per il cielo è patente

(IV.) La fuga dei riscattati per questa via. Essi si sono spezzati, ecc., dalle tenebre alla luce, dalla schiavitù alla libertà. Essi hanno attraversato la porta della legge della convinzione e la porta del Vangelo della conversione. (T. Hannam.)

Il Signore Gesù come Guida del Suo popolo:

(I.) Il Signore Gesù nel carattere di un Breaker. Per rompicapo intendi colui che ha sfondato tutti gli ostacoli

1.) Quali sono le difficoltà da superare?

2.) Gesù, come il Breaker, ha superato ogni difficoltà

(II.) Il Suo popolo segue le Sue orme. L'allusione è all'ingresso di un capitano vittorioso, seguito dalle sue truppe. Ogni atto di Cristo è stato fatto per la Sua Chiesa. Quanto grande sarà la gloria finale del Salvatore! Quanto è benedetta la sorte del popolo di Dio! Quanto deve essere terribile essere estranei a Cristo. (J. G. Breay, B.A.)

L'incomparabile bellezza di Gesù:

Applica le parole alla salvezza spirituale ed eterna dell'Israele di Dio. Considera-

(I.) La loro prigionia, implicita nella promessa di liberazione. Il popolo è descritto come pecore, ma della loro salvezza si parla con un linguaggio che implica che sono prigionieri, e tali prigionieri che nessun altro se non il Signore Geova può realizzare la loro libertà. È una schiavitù al peccato. È una prigionia volontaria. Si sono venduti

(II.) La loro gloriosa redenzione. Chi è che intraprende la loro causa e, come il loro Redentore è potente per liberarli?

(III.) L'attuazione della redenzione così ottenuta con la liberazione e la libertà dei prigionieri. Rompono la loro incredulità; Essi sfondano le barriere del peccato, della colpa e della morte e si aggrappano alla vita eterna. Essi si liberano anche dai loro peccati, dal mondo, dalle sue empie vie, e da qualsiasi cosa si opponga loro nel seguire il loro glorioso Signore e Re, che li precede, e al quale obbediscono come loro Capo e Comandante. Una triplice applicazione

1.) Avvertimento a coloro che continuano ancora nei loro falli

2.) Incoraggiamento a tutti coloro che sono sensibili ai loro peccati e preoccupati per le loro anime

3.) Conforto per tutti coloro che seguono il Signore. (J. T. Parker, M.A.)

Cristo il Demolitore:

(I.) La grande opera del nostro Divino Redentore, con la quale Egli ha spezzato per i prigionieri la prigione della loro schiavitù. Molti di noi non conoscono la schiavitù in cui siamo tenuti. Siamo incatenati dal peccato, incatenati dall'abitudine del male con una forza che non si sa mai finché non si cerca di scrollarsi di dosso

(II.) Gesù Cristo come l'Apritore e il Sentiero verso Dio. La nostra condizione non è solo quella della schiavitù del male, ma anche quella della separazione da Dio. Noi non conosciamo Dio così com'è, se non per mezzo di Gesù Cristo. È solo il Dio manifestato in Gesù Cristo che attira a Sé i cuori degli uomini. Quel Dio che è in Cristo è l'unico Dio che l'umanità abbia mai amato. Egli, per il fatto della Sua Croce e della Sua Passione, ha portato e portato via gli impedimenti del nostro peccato e della nostra trasgressione che sorgono per sempre tra noi e Lui, a meno che non li spazzi via dalla via

(III.) Cristo è il Breaker come Capitano della marcia della nostra vita. "Quando mette fuori le sue pecore, va davanti a loro".

(IV.) Egli è per noi il Distruttore delle catene della morte. La risurrezione di Cristo è l'unica prova concreta di una vita futura. Non è possibile che noi siamo trattenuti dalle catene impotenti che Egli ha spezzato. (A. Maclaren, D.D.)

Riferimenti incrociati:

Michea 2

1 Est 3:8; 5:14; 9:25; Sal 7:14-16; 140:1-8; Prov 6:12-19; 12:2; Is 32:7; 59:3; Ger 18:18; Ez 11:2; Na 1:11; Lu 20:19; 22:2-6; At 23:12; Rom 1:30
Sal 36:4; Prov 4:16
Os 7:6,7; Mat 27:1,2; Mar 15:1; At 23:15
Ge 31:29; De 28:32; Prov 3:27; Giov 19:11

2 Eso 20:17; 1Re 21:2-19; Giob 31:38; Is 5:8; Ger 22:17; Am 8:4; Abac 2:5-9; 1Ti 6:10
Mic 3:9; Eso 22:21-24; 2Re 9:26; Ne 5:1-5; Giob 24:2-12; Ez 18:12; 22:12; Am 8:4; Mal 3:5; Mat 23:14
1Sa 12:3,4

3 Ger 8:3; Am 3:1,2
Mic 2:1; Ger 18:11; 34:17; Lam 2:17; Giac 2:13
Am 2:14-16; 9:1-4; Sof 1:17,18
Ger 27:12; Lam 1:14; 5:5; Rom 16:4
Is 2:11,12; 3:16; 5:19; 28:14-18; Ger 13:15-17; 36:23; 43:2; Dan 4:37; 5:20-23
Am 5:13; Ef 5:16

4 Nu 23:7,18; 24:3,15; Giob 27:1; Is 14:4; Ez 16:44; Abac 2:6; Mar 12:12
2Sa 1:17; 2Cron 35:25; Ger 9:10,17-21; 14:18; Gioe 1:8,13; Am 5:1,17
Lam 1:1-5:22; Ez 2:10
De 28:29; Is 6:11; 24:3; Ger 9:19; 25:9-11; Sof 1:2
Mic 2:10; 1:15; 2Re 17:23,24; 2Cron 36:20,21; Is 63:17,18

5 De 32:8; Gios 18:4,10; Sal 16:6; Os 9:3
De 23:2,8; Ne 7:61

6 Is 30:10; Ger 26:8,9,20-23; Ez 20:46; 21:2; Am 2:12; 7:13; At 4:17; 5:28,40; 7:51; 1Te 2:15,16
Sal 74:9; Ez 3:26; Am 8:11-13
Ger 6:14,15; 8:11,12

7 Mic 3:9; Is 48:1,2; 58:1; Ger 2:4; Mat 3:8; Giov 8:39; Rom 2:28,29; 9:6-13; 2Ti 3:5
Nu 11:23; Is 50:2; 59:1,2; Zac 4:6; 2Co 6:12
Sal 19:7-11; 119:70,71,92,93,99-103; Ger 15:16; Rom 7:13
Sal 15:2; 84:11; Prov 2:7; 10:9,29; 14:2; 28:18; Os 14:9

8 2Cron 28:5-8; Is 9:21
2Sa 20:19; 2Cron 28:8; Sal 55:20; 120:6,7

9 Mic 2:2; Mat 23:14; Mar 12:40; Lu 20:47
1Sa 26:19; Gioe 3:6
Sal 72:19; Ez 39:21; Abac 2:14; Zac 2:5; 2Co 3:18; 4:6

10 De 4:26; 30:18; Gios 23:15,16; 1Re 9:7; 2Re 15:29; 17:6; 2Cron 7:20; 36:20,21
De 12:9; Sal 95:11; Eb 4:1-9
Lev 18:24-28; 20:22-26; Sal 106:38; Ger 3:2
Ger 9:19; 10:18; Ez 36:12-14

11 1Re 13:18; 22:21-23; 2Cron 18:19-22; Is 9:15; Ger 14:14; 23:14,25,32; 27:14,15; 28:2,3,15; 29:21-23; Ez 13:3-14,22; 2Co 11:13-15; 2Te 2:8-10; 2P 2:1-3; 1G 4:1; Ap 16:13,14
Mic 3:5,11; 1Re 22:6; Ger 6:13,14; 8:10,11; 23:17; Rom 16:18; Fili 3:19; 2P 2:13-19
Is 30:10,11; Ger 5:31; 2Te 2:11

12 Mic 4:6,7; Is 11:11; 27:12; Ger 3:18; 31:8; Ez 37:21; Os 1:11
Mic 7:14; Ger 23:3; 31:10; Ez 34:11,22,31
Ge 36:33; Is 34:6; Am 1:12
Ger 31:7-9; Ez 36:37; Zac 8:22,23; 9:14,15; 10:6-8

13 Is 42:7,13-16; 45:1,2; 49:9,24,25; 51:9,10; 55:4; 59:16-19; Ger 51:20-24; Dan 2:34,35,44; Os 13:14; Zac 12:8; 1Co 15:21-26; Eb 2:14,15
Zac 10:5-7,12; 12:3-8
Is 49:10; 51:12; 52:12; Ger 23:5,6; Ez 34:23,24; Os 1:11; 3:5; Zac 9:14,15; Giov 10:27-30; Eb 2:9,10; 6:20; Ap 7:17; 17:14; 19:13-17

Dimensione testo:


Visualizzare un brano della Bibbia


     

Aiuto Aiuto per visualizzare la Bibbia

Ricercare nella Bibbia


      


     

Ricerca avanzata

Aiuto Aiuto per ricercare la Bibbia

Indirizzo di questa pagina:
https://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Michea2&versioni[]=Nuova+Riveduta&versioni[]=C.E.I.&versioni[]=Nuova+Diodati&versioni[]=Riveduta+2020&versioni[]=Riveduta&versioni[]=Ricciotti&versioni[]=Tintori&versioni[]=Martini&versioni[]=Diodati&versioni[]=CommentarioHenry&versioni[]=Commentario&versioni[]=CommentarioBarnes&versioni[]=CommentarioGill&versioni[]=CommentarioPulpito&versioni[]=CommentarioIllustratore&versioni[]=CommentariMeyer&versioni[]=Riferimenti+incrociati

Indirizzo del testo continuo:
https://www.laparola.net/app/?w1=bible&t1=local%3Anr&v1=MC2_1&w2=bible&t2=local%3Acei1974&v2=MC2_1&w3=bible&t3=local%3And&v3=MC2_1&w4=bible&t4=local%3Ar2&v4=MC2_1&w5=bible&t5=local%3Aluzzi&v5=MC2_1&w6=bible&t6=local%3Aricciotti&v6=MC2_1&w7=bible&t7=local%3Atintori&v7=MC2_1&w8=bible&t8=local%3Amartini&v8=MC2_1&w9=bible&t9=local%3Adio&v9=MC2_1&w10=commentary&t10=local%3Acommhenrycompleto&v10=MC2_1&w11=commentary&t11=local%3Acommabbrmh&v11=MC2_1&w12=commentary&t12=local%3Acommbarnes&v12=MC2_1&w13=commentary&t13=local%3Acommgill&v13=MC2_1&w14=commentary&t14=local%3Acommpulpito&v14=MC2_1&w15=commentary&t15=local%3Acommillustratore&v15=MC2_1&w16=bible&t16=local%3A&v16=MC2_1&w17=commentary&t17=local%3Arifinc&v17=MC2_1