Nuova Riveduta:

Numeri 30

Legge relativa ai voti
1 Mosè parlò ai capi delle tribù dei figli d'Israele e disse:
2 «Questo è l'ordine dato dal SIGNORE: quando uno avrà fatto un voto al SIGNORE o avrà con giuramento assunto un solenne impegno, non verrà meno alla sua parola, ma metterà in pratica tutto quello che ha promesso.
3 Così pure quando una donna, ancora giovane e nella casa di suo padre, avrà fatto un voto al SIGNORE e avrà assunto un solenne impegno, 4 se il padre, avendo conoscenza del voto di lei e dell'impegno che ha assunto, non dice nulla a questo proposito, tutti i voti di lei saranno validi e saranno validi tutti gli impegni che ha assunto. 5 Ma se il padre, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, tutti i voti di lei e tutti gli impegni che avrà assunto non saranno validi; il SIGNORE glieli condonerà, perché il padre le ha fatto opposizione. 6 Se si sposa mentre è legata da voti o impegnata da una promessa fatta alla leggera solo con le labbra, 7 se il marito viene a saperlo e il giorno che ne è informato non dice nulla, i voti di lei saranno validi e saranno validi gli impegni che lei ha assunto. 8 Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, egli annullerà il voto che lei ha fatto, e la promessa che ha proferito alla leggera per la quale si è impegnata; e il SIGNORE gliela condonerà.
9 Ma il voto di una vedova o di una donna ripudiata, qualunque sia l'impegno che ha assunto, rimarrà valido. 10 Quando una donna, nella casa di suo marito, farà dei voti o si legherà con un giuramento 11 e il marito ne avrà conoscenza, se il marito non dice nulla e non le fa opposizione, tutti i voti di lei saranno validi, e saranno validi tutti gli impegni che avrà assunto. 12 Ma se il marito, il giorno che viene a saperlo, li annulla, tutto ciò che le sarà uscito dalle labbra, siano voti o impegni che ha assunto, non sarà valido; il marito lo ha annullato; e il SIGNORE glielo condonerà. 13 Il marito può convalidare o annullare qualunque voto e qualunque giuramento per il quale la moglie si è impegnata a mortificare la sua persona. 14 Ma se il marito, giorno dopo giorno, non dice nulla in proposito, egli convalida così tutti i voti di lei e tutti gli impegni che la moglie ha assunto; li convalida, perché non ha detto nulla a questo proposito il giorno che ne ha avuto conoscenza. 15 Ma se li annulla qualche tempo dopo averne avuto conoscenza, sarà responsabile del peccato della moglie».
16 Tali sono le leggi che il SIGNORE prescrisse a Mosè riguardo al marito e alla moglie, al padre e alla figlia, quando questa non è ancora sposata, in casa di suo padre.

C.E.I.:

Numeri 30

1 Mosè riferì agli Israeliti quanto il Signore gli aveva ordinato.
2 Mosè disse ai capi delle tribù degli Israeliti: «Questo il Signore ha ordinato: 3 Quando uno avrà fatto un voto al Signore o si sarà obbligato con giuramento ad una astensione, non violi la sua parola, ma dia esecuzione a quanto ha promesso con la bocca. 4 Quando una donna avrà fatto un voto al Signore e si sarà obbligata ad una astensione, mentre è ancora in casa del padre, durante la sua giovinezza, 5 se il padre, avuta conoscenza del voto di lei e dell'astensione alla quale si è obbligata, non dice nulla, tutti i voti di lei saranno validi e saranno valide tutte le astensioni alle quali si sarà obbligata. 6 Ma se il padre, quando ne viene a conoscenza, le fa opposizione, tutti i voti di lei e tutte le astensioni alle quali si sarà obbligata, non saranno validi; il Signore la perdonerà, perché il padre le ha fatto opposizione. 7 Se si marita quando è legata da voti o da un obbligo di astensione assunto alla leggera con le labbra, 8 se il marito ne ha conoscenza e quando viene a conoscenza non dice nulla, i voti di lei saranno validi e saranno validi gli obblighi di astensione da lei assunti. 9 Ma se il marito, quando ne viene a conoscenza, le fa opposizione, egli annullerà il voto che essa ha fatto e l'obbligo di astensione che essa si è assunta alla leggera; il Signore la perdonerà. 10 Ma il voto di una vedova o di una donna ripudiata, qualunque sia l'obbligo che si è assunto, rimarrà valido. 11 Se una donna nella casa del marito farà voti o si obbligherà con giuramento ad una astensione 12 e il marito ne avrà conoscenza, se il marito non dice nulla e non le fa opposizione, tutti i voti di lei saranno validi e saranno validi tutti gli obblighi di astensione da lei assunti. 13 Ma se il marito, quando ne viene a conoscenza, li annulla, quanto le sarà uscito dalle labbra, voti od obblighi di astensione, non sarà valido; il marito lo ha annullato; il Signore la perdonerà. 14 Il marito può ratificare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento, per il quale essa sia obbligata a mortificarsi. 15 Ma se il marito, da un giorno all'altro, non dice nulla in proposito, egli ratifica così tutti i voti di lei e tutti gli obblighi di astensione da lei assunti; li ratifica perché non ha detto nulla a questo proposito quando ne ha avuto conoscenza. 16 Ma se li annulla qualche tempo dopo averne avuto conoscenza, porterà il peso della colpa della moglie».
17 Queste sono le leggi che il Signore prescrisse a Mosè riguardo al marito e alla moglie, al padre e alla figlia, quando questa è ancora fanciulla, in casa del padre.

Nuova Diodati:

Numeri 30

Legge relativa ai voti e alle obbligazioni contratte
1 Poi Mosè parlò ai capi delle tribù dei figli d'Israele, dicendo: «Questo è ciò che l'Eterno ha ordinato: 2 "Quando uno fa un voto all'Eterno o contrae un'obbligazione con giuramento, non violerà la sua parola, ma farà tutto ciò che è uscito dalla sua bocca. 3 Quando una donna fa un voto all'Eterno e si lega con un'obbligazione mentre è ancora in casa del padre, durante la sua giovinezza, 4 se il padre, saputo del suo voto e dell'obbligazione a cui si è legata, non dice nulla in merito, tutti i suoi voti rimarranno validi e rimarranno valide tutte le obbligazioni a cui si è legata. 5 Ma se il padre, il giorno che viene a saperlo, le si oppone, tutti i suoi voti e tutte le obbligazioni a cui si è legata, non saranno validi; e l'Eterno la perdonerà, perché il padre le si è opposto. 6 Se dovesse invece maritarsi mentre è legata da voti o da una obbligazione contratta sconsideratamente con le proprie labbra, 7 se il marito lo sa e il giorno che viene a saperlo non dice nulla in merito, i suoi voti rimarranno validi e rimarranno valide le obbligazioni a cui si è legata. 8 Ma se il marito, il giorno che viene a saperlo le si oppone, egli annullerà il voto che ella ha fatto e l'obbligazione contratta sconsideratamente con le proprie labbra; e l'Eterno la perdonerà. 9 Ma il voto di una vedova o di una donna ripudiata, qualunque sia l'obbligazione a cui si è legata, rimarrà valido. 10 Se ella fa un voto nella casa di suo marito, o ha contratto un'obbligazione con giuramento, 11 e il marito lo ha saputo, se il marito non dice nulla in merito e non le si oppone, tutti i suoi voti rimarranno validi e rimarranno valide tutte le obbligazioni a cui si è legata. 12 Ma se il marito, il giorno che viene a saperlo li annulla, tutto ciò che le è uscito dalle labbra, siano voti o obbligazioni a cui si è legata, non sarà valido; il marito li ha annullati; e l'Eterno la perdonerà. 13 Il marito può confermare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento vincolante, che mira a mortificare la sua persona. 14 Ma se il marito, giorno dopo giorno, non dice nulla in merito, egli conferma in questo modo tutti i suoi voti e tutte le obbligazioni a cui si è legata; li conferma, perché non ha detto nulla in merito il giorno che è venuto a saperlo. 15 Ma se li annulla dopo averlo saputo, porterà il peso del peccato della moglie"». 16 Questi sono gli statuti che l'Eterno prescrisse a Mosè, in merito alle relazioni tra marito e moglie, e tra padre e figlia, mentre ella è ancora fanciulla in casa di suo padre.

Riveduta 2020:

Numeri 30

Legge relativa ai voti
1 Mosè parlò ai capi delle tribù dei figli d'Israele, dicendo: “Questo è quello che l'Eterno ha ordinato: 2 Quando uno avrà fatto un voto all'Eterno o avrà contratto con giuramento un solenne obbligo, non violerà la sua parola, ma metterà in pratica tutto quello che gli è uscito di bocca. 3 Così pure quando una donna avrà fatto un voto all'Eterno e si sarà legata con un impegno, essendo ancora in casa del padre durante la sua giovinezza, 4 se il padre, avendo conoscenza del voto di lei e dell'impegno per il quale si è legata, non dice nulla a questo proposito, tutti i voti di lei saranno validi, e saranno validi tutti gli impegni per i quali lei si sarà legata. 5 Ma se il padre, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, tutti i voti di lei e tutti gli impegni per i quali si sarà legata, non saranno validi; e l'Eterno la perdonerà, perché il padre le ha fatto opposizione. 6 E se si sposa mentre è legata da voti o da una promessa fatta alla leggera con le labbra, per la quale si sia impegnata, 7 se il marito ne viene a conoscenza e il giorno che ne viene a conoscenza non dice nulla a proposito, i voti di lei saranno validi, e saranno validi gli impegni per i quali lei si è legata. 8 Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, egli annullerà il voto che lei ha fatto e la promessa che ha proferito alla leggera per la quale si è impegnata; e l'Eterno la perdonerà. 9 Ma il voto di una vedova o di una donna ripudiata, qualunque sia l'impegno per il quale si sarà legata, rimarrà valido. 10 Quando una donna, nella casa di suo marito, farà dei voti o si legherà con un giuramento, 11 e il marito ne viene a conoscenza, se il marito non dice nulla a questo proposito e non le fa opposizione, tutti i voti di lei saranno validi, e saranno validi tutti gli impegni per i quali lei si sarà legata. 12 Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza li annulla, tutto ciò che le sarà uscito dalle labbra, siano voti o impegni per cui si è legata, non sarà valido; il marito lo ha annullato; e l'Eterno la perdonerà. 13 Il marito può ratificare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento, per il quale lei si sia impegnata a mortificare la sua persona. 14 Ma se il marito, giorno dopo giorno, non dice nulla in proposito, egli ratifica così tutti i voti di lei e tutti gli impegni per i quali lei si è legata; li ratifica, perché non ha detto nulla a questo proposito il giorno che ne è venuto a conoscenza. 15 Ma se li annulla qualche tempo dopo esserne venuto a conoscenza, sarà responsabile del peccato della moglie”. 16 Queste sono le leggi che l'Eterno prescrisse a Mosè, riguardo al marito e alla moglie, al padre e alla figlia, quando questa è ancora fanciulla, in casa di suo padre.

Riveduta:

Numeri 30

Legge relativa ai voti
1 Mosè parlò ai capi delle tribù de' figliuoli d'Israele, dicendo: 'Questo è quel che l'Eterno ha ordinato: 2 Quand'uno avrà fatto un voto all'Eterno od avrà con giuramento contratta una solenne obbligazione, non violerà la sua parola, ma metterà in esecuzione tutto quello che gli è uscito di bocca. 3 Così pure quando una donna avrà fatto un voto all'Eterno e si sarà legata con un impegno essendo in casa del padre, durante la sua giovinezza, 4 se il padre, avendo conoscenza del voto di lei e dell'impegno per il quale ella si è legata, non dice nulla a questo proposito, tutti i voti di lei saranno validi, e saranno validi tutti gli impegni per i quali ella si sarà legata. 5 Ma se il padre, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, tutti i voti di lei e tutti gl'impegni per i quali si sarà legata, non saranno validi; e l'Eterno le perdonerà, perché il padre le ha fatto opposizione. 6 E se viene a maritarsi essendo legata da voti o da una promessa fatta alla leggera con le labbra, per la quale si sia impegnata, 7 se il marito ne ha conoscenza e il giorno che ne viene a conoscenza non dice nulla a questo proposito, i voti di lei saranno validi, e saranno validi gl'impegni per i quali ella si è legata. 8 Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, egli annullerà il voto ch'ella ha fatto e la promessa che ha proferito alla leggera per la quale s'è impegnata; e l'Eterno le perdonerà. 9 Ma il voto di una vedova o di una donna ripudiata, qualunque sia l'impegno per il quale si sarà legata, rimarrà valido. 10 Quando una donna, nella casa di suo marito, farà dei voti o si legherà con un giuramento, 11 e il marito ne avrà conoscenza, se il marito non dice nulla a questo proposito e non le fa opposizione, tutti i voti di lei saranno validi, e saran validi tutti gl'impegni per i quali ella si sarà legata. 12 Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza li annulla, tutto ciò che le sarà uscito dalle labbra, siano voti o impegni per cui s'è legata, non sarà valido; il marito lo ha annullato; e l'Eterno le perdonerà. 13 Il marito può ratificare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento, per il quale ella si sia impegnata a mortificare la sua persona. 14 Ma se il marito, giorno dopo giorno, non dice nulla in proposito, egli ratifica così tutti i voti di lei e tutti gl'impegni per i quali ella si è legata; li ratifica, perché non ha detto nulla a questo proposito il giorno che ne ha avuto conoscenza. 15 Ma se li annulla qualche tempo dopo averne avuto conoscenza, sarà responsabile del peccato della moglie'. 16 Tali sono le leggi che l'Eterno prescrisse a Mosè, riguardo al marito e alla moglie, al padre e alla figliuola, quando questa è ancora fanciulla, in casa di suo padre.

Ricciotti:

Numeri 30

I voti degli uomini e delle donne
1 E Mosè narrò a' figli di Israele tutto quel che il Signore gli aveva comandato. 2 Disse poi a' capi delle tribù dei figli d'Israele: «Ecco quello che mi ha prescritto il Signore: 3 Se un uomo ha fatto al Signore un voto, o s'è legato con un giuramento, non farà che la sua parola sia vana, ma adempirà tutto quanto ha promesso. 4 Se una donna ha fatto voto di qualche cosa, e s'è legata con giuramento, e vive tuttora in casa del padre in età di fanciulla, se il padre ha conosciuto il voto ch'ella ha emesso ed il giuramento col quale s'è obbligata, ed ha taciuto, è tenuta al suo voto; 5 eseguirà di fatto tutto quel che ha promesso e giurato. 6 Se invece il padre, appena lo seppe, vi fece opposizione, i voti e giuramenti suoi sono annullati, e non sarà tenuta alla sua promessa, avendovi fatto opposizione il padre. 7 Se ha marito, ed ha promesso qualcosa con voto, ed una parola uscita già di sua bocca ha obbligato con giuramento l'anima sua, 8 da quel giorno nel quale il marito l'ha saputo e non s'è opposto, essa è responsabile del suo voto, e deve mantenere quanto ha promesso. 9 Se poi, quando lo seppe, egli subito vi s'oppose, ed annullò le promesse di lei e le parole con le quali aveva legato l'anima sua, il Signore le sarà propizio. 10 La vedova e la repudiata manterranno i loro voti, qualunque siano. 11 La moglie che abita col marito, se si sarà obbligata con voto o giuramento, 12 ed il marito l'ha saputo ed ha taciuto e non s'è opposto alla di lei promessa, adempirà tutto quel che promise. 13 Ma se egli subito vi fece opposizione, non sarà tenuta alla sua promessa, perchè il marito vi s'oppose, ed il Signore le sarà propizio. 14 Se avrà fatto voto, e si sarà legata con giuramento a mortificare l'anima sua col digiuno o con l'astinenza da altre cose, sarà in arbitrio del marito che essa l'eseguisca o no. 15 Che se il marito quando l'ha saputo ha taciuto, ed ha rimandato a un altro giorno il suo giudizio, essa farà quanto ha votato e promesso, avendo egli taciuto allorchè lo seppe. 16 Se poi vi fece opposizione dopo averlo saputo, ne sarà lui il responsabile». 17 Queste son le leggi che il Signore trasmise a Mosè, riguardanti il marito e la moglie, il padre e la figlia, tanto se questa è ancora in età di fanciulla, quanto se [già sposata] vive in casa del padre.

Tintori:

Numeri 30

Legge sui voti.
1 Mosè riferì ai figli d'Israele tutte le cose che il Signore gli aveva comandate, 2 poi disse ai principi delle tribù dei figli d'Israele: «Ecco quanto il Signore ha comandato: 3 Quando uno fa un voto al Signore, o si obbliga con giuramento, non deve mancar alla parola, ma adempire tutto quello che ha promesso. 4 Quando una donna che è ancora in giovane età e sta nella casa di suo padre avrà fatto un voto e si sarà obbligata con giuramento, 5 e il padre, saputo il voto da lei fatto e il giuramento con cui s'è obbligata, non ha detto nulla, essa obbligata al suo voto, se dovrà eseguire tutto ciò che promise o giurò di fare; 6 ma se il padre si e opposto appena l'ha saputo, saranno nulli i suoi voti e i suoi giuramenti, e non sarà tenuta a fare quanto ha promesso, perchè il padre s'è opposto. 7 Se essa poi ha marito, e, avendo lauto voto di qualche cosa, con una parola, uscita una volta, dalla sua bocca ha impegnata con giuramento l'anima sua, 8 se il marito, nel giorno in cui ne viene a conoscenza, non si oppone, essa sarà obbligata al voto e dovrà fare tutto quello che ha promesso. 9 Ma se il marito, appena ne è informato, si oppone ed annulla le promesse e le parole con cui si era obbligata, il Signore le perdonerà. 10 La vedova e la ripudiata adempiranno tutto quello di cui han fatto voto. 11 Se la moglie nella casa coniugale si obbliga con voto e con giuramento, 12 il marito, venutone a conoscenza, non si oppone alla promessa di lei, essa farà quanto ha promesso; 13 invece, se egli subito si oppone, essa non sarà tenuta ad eseguir la promessa; siccome il marito s'è opposto, il Signore le perdonerà. 14 Se ha fatto voto e si è obbligata ad affliggere l'anima sua col digiuno con altre astinenze, deciderà il marito se essa deve fare o no quelle cose; 15 ma se il marito quando lo viene a sapere sta zitto, e fino al giorno dopo non decide, essa farà tutto quello che ha promesso con voto, perchè egli quando seppe non disse nulla. 16 Ma se marito si oppone dopo che l'ha saputo porterà l'iniquità di lei. 17 Tali son le leggi che il Signore prescrisse a Mosè riguardo al marito e alla moglie, al padre e alla figlia che è ancora ragazza e a quella che resta nella casa paterna».

Martini:

Numeri 30

Del volo, e del giuramento degli uomini: e quando siano rati, o inutili i voti delie fanciulle, e delle mogli.
1 Mosè riferì a' figliuoli d'Israele tutte le cose, che il Signore aveva a lui comandate. 2 E disse a' principi delle tribù de' figliuoli d'Israele: Questo è comandamento dato dal Signore: 3 Se un uomo fa un voto al Signore, o si obbliga con giuramento, non violerà la sua parola; ma adempirà tutto quello che ha promesso. 4 Se una donna farà un voto, e si obbligherà con giuramento, essendo ella nella casa del padre, e in età ancor fanciullesca: se il padre ha saputo il voto, che ella ha fatto, e il giuramento, col quale si è legata, e non ha detto nulla, il suo voto la obbliga: 5 Ella adempirà di fatto tutto quello che promise, e giurò di fare: 6 Ma se subito che lo ha saputo il padre, se le è opposto, tanto i voti, come i giuramenti di lei saranno nulli; e non sarà tenuta a fare quel che ha promesso, perché il padre le ha contraddetto. 7 Se ha marito colei, che ha fatto qualche voto, e mediante le parole da lei proferite ha impegnata l'anima sua in un giuramento: 8 Subito che il marito ne sarà stato inteso, e non si sarà opposto, ella sarà obbligata all'adempimento del voto, e farà tutto quello che ha promesso: 9 Ma se quegli, subito che n'è stato informato, si è opposto, e annulla la promessa di lei, e la parola, con cui si era obbligata, il Signore le perdonerà. 10 La vedova, e la ripudiata adempiranno i lor voti, qualunque ei sieno. 11 La moglie, che sta in casa del marito, se si obbliga con voto, e con giuramento, 12 Se il marito lo sa, e tace, né si oppone alla sua promessa, farà tutto quel che ha promesso. 13 Ma s'egli subito contraddice, non sarà tenuta ad eseguir la promessa, perché il marito si è opposto, e il Signore le perdonerà. 14 Se farà voto, e si obbligherà con giuramento ad affliggere l'anima sua col digiuno, o con altre astinenze, sarà in arbitrio del marito, che ella faccia, o non faccia, tali cose. 15 Ma se il marito essendone inteso si tace, e differisce di dire il parer suo fino al dì seguente, ella farà tutto quel che ha promesso con voto; perché quegli subito che ne fu inteso, si tacque: 16 Ma se egli si è opposto, dopo che ne fu informato, porterà egli l'iniquità di lei. 17 Queste sono le leggi, le quali il Signore intimò a Mosè da osservarsi tra 'l marito e la moglie, tra 'l padre e la figlia, che è ancor in età fanciullesca, o fa sua dimora in casa del padre.

Diodati:

Numeri 30

1 POI Mosè parlò a' Capi delle tribù de' figliuoli d'Israele, dicendo: Questo è quello che il Signore ha comandato: 2 Quando alcuno avrà votato un voto al Signore, ovvero avrà giurata alcuna cosa, obbligandosi per obbligazione sopra l'anima sua, non violi la sua parola; faccia interamente secondo ciò che gli sarà uscito di bocca.
3 E quando una femmina avrà votato un voto al Signore, e si sarà obbligata per obbligazione in casa di suo padre, essendo ancor fanciulla; 4 se suo padre ha inteso il suo voto, e la sua obbligazione, con la quale ella si è obbligata sopra l'anima sua, e non ne le fa motto; tutti i voti di essa saranno fermi, e ogni obbligazione, con la quale ella si sarà obbligata sopra l'anima sua, sarà ferma. 5 Ma, se suo padre, nel giorno ch'egli avrà intesi tutti i suoi voti, e le sue obbligazioni, con le quali ella si sarà obbligata sopra l'anima sua, la disdice; que' voti non saranno fermi, e il Signore le perdonerà; conciossiachè suo padre l'abbia disdetta. 6 E se pure è maritata, avendo ancora sopra sè i suoi voti, o la promessa fatta con le sue labbra, con la quale si sarà obbligata sopra l'anima sua; 7 e il suo marito l'intende, e nel giorno stesso che l'avrà inteso, non ne le fa motto; i voti di essa, e le sue obbligazioni, con le quali si sarà obbligata sopra l'anima sua, saranno ferme. 8 Ma, se nel giorno stesso che il suo marito l'avrà inteso, egli la disdice, egli annulla il suo voto ch'ella avea sopra sè, e la promessa fatta con le sue labbra, con la quale ella si era obbligata sopra l'anima sua; e il Signore le perdonerà. 9 Ma, quant'è al voto della vedova, o della ripudiata, tutto ciò a che si sarà obbligata sopra l'anima sua, sarà fermo contro a lei. 10 E se la donna fa voto, ovvero si obbliga per obbligazione sopra l'anima sua, con giuramento, essendo in casa del suo marito; 11 e il suo marito l'intende, e non ne le fa motto, e non la disdice, sieno fermi tutti i suoi voti; sia parimente ferma ogni obbligazione, con la quale ella si sarà obbligata sopra l'anima sua. 12 Ma se, nel giorno stesso che il suo marito li avrà intesi, egli del tutto li annulla; cosa alcuna che le sia uscita di bocca, o voto, od obbligazione sopra l'anima sua, non sarà ferma; il suo marito ha annullate quelle cose, e il Signore le perdonerà. 13 Il marito di essa ratificherà, o annullerà qualunque voto e qualunque giuramento, col quale ella si sarà obbligata di affliggere l'anima sua. 14 E se pure il suo marito non ne le fa motto d'un giorno all'altro, egli ha ratificati tutti i voti di essa, o qualunque obbligazione ch'ella avea sopra sè; egli li ha ratificati; perciocchè egli non ne le ha fatto motto nel giorno stesso che li ha intesi. 15 Ma se, appresso averli intesi, del tutto li annulla, egli porterà l'iniquità di essa. 16 Questi sono gli statuti, i quali il Signore comandò a Mosè che si osservassero tra marito e moglie, e tra padre e figliuola, mentre ella è ancor fanciulla in casa di suo padre.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Numeri 30

1 Capitolo 30

Voti da mantenere Num 30:1-2

I casi in cui i voti possono essere sciolti Num 30:3-16

Versetti 1-2

Nessun uomo può essere vincolato dalla propria promessa a fare ciò che gli è già vietato dal precetto divino. In altre questioni il comando è di non venir meno alla parola data, anche se può cambiare idea.

3 Versetti 3-16

Vengono stabiliti due casi di voti. Il caso di una figlia nella casa del padre. Quando il voto viene a conoscenza del padre, egli ha il potere di confermarlo o di scioglierlo. La legge è chiara nel caso di una moglie. Se il marito consente al voto, anche se solo con il silenzio, esso è valido. Se lo disconosce, l'obbligo di lei nei confronti del marito ne fa le veci, perché a lui deve essere sottomessa, come al Signore. La legge divina tiene conto del buon ordine delle famiglie. È giusto che ogni uomo sia padrone della propria casa e che abbia la moglie e i figli sottomessi; piuttosto che questa grande regola venga infranta, o che venga dato un incoraggiamento ai parenti inferiori a rompere questi legami, Dio scioglie l'obbligo anche di un voto solenne. In questo modo la religione assicura il benessere di tutte le società, e in essa le famiglie della terra hanno una benedizione.

Commentario del Pulpito:

Numeri 30

1 DEI VOTI EMESSI DALLE DONNE (versetti 1-16)

E Mosè parlò ai capi delle tribù. Le norme qui stabilite sui voti seguono con una certa correttezza quelle riguardanti la routine ordinaria dei sacrifici (vedi versetto 39 dell'ultimo capitolo), ma non possiamo concludere con alcuna certezza che siano stati effettivamente dati in questo particolare periodo. Sembrerebbe che abbiamo in Levitico 27, e in questo capitolo due frammenti della legislazione mosaica che trattano lo stesso argomento, ma, per qualche ragione che è inutile tentare di scoprire, ampiamente separati nel racconto ispirato. Né sembra esserci alcuna ragione valida per spiegare il carattere apparentemente frammentario e anti-dislocato di queste due sezioni (vedi l'Introduzione). L'affermazione, peculiare di questo passaggio, che queste istruzioni furono date ai "capi delle tribù" serve a differenziarla da tutto il resto degli "statuti" dati da Mosè, e suggerisce che questo capitolo sia stato inserito da qualche altra mano o da una fonte diversa. Non c'è alcuna ragione per supporre che i "capi delle tribù" fossero più interessati a queste particolari norme che a molte altre che riguardavano la vita sociale del popolo

come quella trattata in Numeri 5:5-31

che furono dichiarate in modo ordinario ai "figli di Israele" in generale

Versetti 1-16.- Voti al Signore

Questa sezione, anche se frammentaria, ci rivela tuttavia con grande chiarezza la mente divina riguardo a una parte importante della religione pratica. Stabilisce direttamente il principio che i voti a Dio erano leciti e vincolanti. Essa stabilisce indirettamente la limitazione (anche se la applica solo al caso delle donne non sui juris) che nessun voto a Dio era valido senza il consenso del legittimo tutore, se esisteva. Implica la regola generale che nessun voto è vincolante per il danno di chiunque non sia parte del voto; e questo è di per sé una parte del principio ancora più ampio che Dio non è servito né onorato da nulla che implichi il danno o il disonore dell'uomo. Nell'applicare l'insegnamento di questo capitolo c'è infatti la seria difficoltà preliminare di decidere se i voti siano leciti sotto la dispensazione cristiana. Dal momento che nel Nuovo Testamento non si può trovare alcuna espressione diretta sull'argomento, esso può essere discusso solo in base ai principi generali del Vangelo, e probabilmente continuerà per sempre ad essere deciso in modi diversi da persone diverse. Da un lato si dirà veramente che, in virtù del nostro battesimo e della nostra professione cristiana, tutto il nostro io è dedicato a Dio, per vivere una vita di completa santità, tale da non lasciare spazio a ulteriori limitazioni e restrizioni autoimposte. D'altra parte si risponderà veramente che, sebbene in linea di principio tutto ciò che abbiamo e siamo "non sia nostro", ma "comprato a caro prezzo" e tenuto in custodia da noi solo per la gloria di Dio e il bene degli uomini, tuttavia in pratica ci sono molti diversi gradi di rinuncia a se stessi tra i quali un buon cristiano è spesso chiamato in effetti a fare la sua scelta. e che il suo voto possa essere semplicemente la sua risposta alla voce interiore che gli ordina (in questo senso) di "salire più in alto". Si dirà, ancora, e si dirà giustamente, che la legge di Cristo è essenzialmente una legge di libertà, e quindi incompatibile con la costrizione dei voti; che non appena un uomo incrocia la sua volontà naturale, non perché la sua volontà superiore abbracci deliberatamente il dolore per amore di Dio, ma perché è vincolato da un voto, il suo servizio cessa di essere gratuito e cessa di essere accettabile. D'altra parte si dirà, e si dirà giustamente, che proprio perché siamo sotto la legge della libertà, quindi siamo liberi di usare qualsiasi aiuto che l'esperienza cristiana trovi essere per un vantaggio pratico nel duro conflitto con noi stessi; La legge della libertà non spoglierà il debole dell'armatura difensiva che gli dà fiducia più di quanto costringerà l'uomo forte a ostacolare se stesso con essa. Ancora una volta, si dirà che il servizio cristiano è "ragionevole", cioè un servizio che si approva continuamente all'onesta intelligenza di colui che lo rende; ma poiché può accadere a qualcuno che le sue convinzioni siano modificate da una crescente conoscenza o da una maggiore esperienza, non è opportuno che la condotta di qualcuno sia permanentemente limitata dai voti. E questo è in una certa misura inconfutabile. Nessun voto poteva obbligare un cristiano ad agire in contrasto con le sue convinzioni maturate su ciò che era veramente meglio per lui, e quindi per Dio. Se, per esempio, uno che ha fatto voto di celibato arrivasse a sentire in se stesso la verità di 1Corinzi 7:9, sarebbe un cristiano migliore nel rompere che nel mantenere il suo voto; perché non siamo sotto la legge, che applica rigorosamente la lettera, ma sotto lo Spirito, che ama solo ciò che rende la vera santità. Si può, tuttavia, essere veramente insistito sul fatto che, mentre nessun voto dovrebbe essere considerato assolutamente vincolante per una coscienza che lo ripudia, tuttavia molti voti possono essere presi con tutta la certezza pratica che la coscienza non li ripudierà mai. Una cosa ovviamente è certa; Tutti i voti (almeno quelli dell'astinenza) poggiano sullo stesso piano in linea di principio, per quanto vari possano essere gli aspetti che possono assumere nella pratica. Un voto, per esempio, di astinenza totale da liquori inebrianti è in linea di principio esattamente difendibile o indifendibile come un voto di celibato perpetuo; né un tentativo di difendere l'uno mentre si condanna l'altro può essere assolto dall'accusa di ipocrisia. Essendo questo lo stato dubbio dell'argomento, di cui il vero casuista cristiano può solo dire: "Che ogni uomo sia pienamente persuaso nella propria mente", resta da trattare dei voti in quel senso in cui sono permessi da tutti, cioè come promesse fatte dall'anima a Dio, fortificate o meno da qualche cerimoniale esteriore, sia che siano state fatte in risposta alle persuasioni più generali del Vangelo, sia che siano state disegnate in modo più segreto dallo Spirito Santo. Considerate, quindi:

IO CHE L'UOMO NON DEVE VENIR MENO ALLA SUA PAROLA A DIO. Se un uomo è obbligato per onore (e ovunque sia possibile anche per legge) a mantenere la promessa fatta a suo fratello; se un uomo onesto (anche tra i selvaggi), avendo la parola data a Raven al suo prossimo, potrebbe non deluderlo, anche se fosse per il suo stesso impedimento;

Salmi 15:4

se Dio stesso si è degnato di fare promesse all'uomo,

e anche con un giuramento - Ebrei 6:17,18

quali promesse egli da parte sua manterrà e manterrà sicuramente, quanto più l'uomo è tenuto a mantenere la sua promessa fatta a Dio!

II CHE UNA PROMESSA FATTA A DIO NELLA MALATTIA O NELL'ANGOSCIA NON POSSA ESSERE ABBANDONATA IN SALUTE E PROSPERITÀ. Senza dubbio la maggior parte dei voti sono stati fatti sotto la pressione di qualche calamità o bisogno, come quelli di Giacobbe (Genesi 28:20), di Anna,

1Samuele 1:11

e altri.

Confronta Salmi 66:13; 76:11

Eppure, quante volte gli uomini trattano il loro Dio con tale indegnità!

1Corinzi 10:22

III CHE UNA RISOLUZIONE DELIBERATAMENTE FORMATA E OFFERTA A DIO È ALTRETTANTO SACRA COME SE FOSSE FATTA CON UN GIURAMENTO. Poiché un giuramento è da parte di Dio una condiscendenza che non ha alcun significato per lui,

Ebrei 6:17

da parte dell'uomo un espediente per sopraffare la propria debolezza peccaminosa, ma non aggiunge nulla alla vera sacralità del voto. Quanti voti abbiamo fatto su di noi, apertamente o segretamente! Sono tutte vincolanti per noi, come se avessimo inflitto le punizioni più spaventose per la nostra inosservanza. La punizione di Anania e Saffira aveva lo scopo di contrassegnare l'estrema maledizione di coloro che segretamente negano a Dio ciò che di sé o di proprio hanno deliberatamente dedicato al suo servizio

IV CHE NESSUNA PROMESSA PUÒ ESSERE FATTA A DIO IN DEROGA AI GIUSTI DIRITTI DI UN ALTRO SU DI NOI. Dio non può mai essere servito con ciò su cui un altro ha un diritto di diritto, né onorato da qualcosa che implichi il disonore di un altro. Solo ciò che è veramente nostro da dare, possiamo darlo a Dio. Se è indegno offrire al Signore ciò che non ci costa nulla,

2Samuele 24:24

è ingiusto offrire al Signore ciò che costa un altro qualcosa

V CHE, IN PARTICOLARE, IL DOVERE PRIMARIO DI UNA FIGLIA È VERSO IL GENITORE, QUELLO DELLA MOGLIE VERSO IL MARITO. Solo ciò che si trova al di là della sfera delle loro legittime rivendicazioni può sacrificare in nome della religione

VI CHE LA "TEMERARIA ESPRESSIONE DELLE LABBRA" NON È RITENUTA VINCOLANTE DAL SIGNORE. Poiché egli rifiuta completamente qualsiasi servizio che non sia veramente volenteroso, e poiché è infinitamente al di sopra di trarre vantaggio dalla follia dell'uomo, è la mera ostinazione, non la religione, che porta un uomo a rispettare ciò che ha detto per ignoranza e avventatezza che farà

CHE UN PADRE O UN MARITO NON POSSANO GIOCARE IN MODO SBRIGATIVO CON LE PRATICHE RELIGIOSE DI COLORO CHE DIPENDONO DA LUI, NÉ RIFIUTARE UN GIORNO CIÒ CHE HANNO PERMESSO IL GIORNO PRIMA. A loro è dato di esercitare il controllo anche in materia religiosa, ma non di esercitarlo in modo capriccioso. È una responsabilità spaventosa incrociare i devoti propositi dei servitori di Dio per qualsiasi motivo che non sia il più puro, e per qualsiasi motivo tranne che per il più grave

VIII CHE SE, PER NEGLIGENZA O CAPRICCIO, DISTURBIAMO LA VITA SPIRITUALE E OSTACOLIAMO I DESIDERI CELESTI DI COLORO CHE DIPENDONO DA NOI, DOBBIAMO SOPPORTARE LA LORO INIQUITÀ. Non sappiamo infatti come tale responsabilità sarà ripartita nel giorno del giudizio, ma sappiamo che Dio esigerà vendetta per ogni torto fatto alle anime, e specialmente per il torto fatto a coloro che sono affidati alle nostre cure.

Matteo 18:6

OMELIE DI D. YOUNG Versetti 1, 2.- L'obbligo solenne del voto

NOTO L'ASSENZA DI QUALSIASI RIFERIMENTO ALL'OGGETTO DEL VOTO. Mosè non dice nulla riguardo al fatto che certi voti siano giusti e che certi altri siano sbagliati. Questo non era necessario, e avrebbe solo tolto l'annuncio netto e chiaro che un voto fatto una volta non doveva essere preso alla leggera. Anche le esenzioni dall'obbligo che Mosè menziona nel resto del capitolo sono quelle causate non da qualcosa di illecito nell'oggetto del voto, ma dal fatto che proveniva da qualcuno che non era un agente sufficientemente libero per fare un voto. Era del tutto evidente che un voto non doveva contraddire alcun comandamento di Dio, né violare alcun diritto degli altri uomini. Deve rientrare nell'ambito proprio del libero arbitrio di un uomo; Deve riguardare quelle cose che egli può realmente controllare. Questo era ciò che dava al voto la sua virtù e il suo significato. Certe cose erano comandate, rispetto alle quali non c'era altra scelta che l'obbedienza; e fuori di questi c'era ancora un grande campo, dove l'israelita era lasciato al suo proprio controllo. L'uso che avrebbe fatto di questa libertà era naturalmente una prova della sua indole. Che egli dovesse mantenersi chiaramente all'interno della propria libertà era una cosa su cui non c'era bisogno di insistere

CONSIDERI LA NECESSITÀ DI IMPRIMERE NEGLI ISRAELITI L'OBBLIGO SOLENNE DEI LORO VOTI. Come mai l'israelita fece un voto? Dobbiamo ricordare che a quei tempi c'era una credenza generale e pratica nel potere degli esseri soprannaturali di dare aiuto agli uomini. Gli Israeliti, troppo spesso trovati non credenti in Geova, non mancavano quindi di sentimenti religiosi. Quando persero la fede nel Dio d'Israele, la caduta non fu nell'ateismo, ma nell'idolatria. E così, quando il loro cuore era fortemente rivolto a qualche oggetto, non solo facevano lo sforzo di se stessi e sollecitavano l'aiuto di altri, ma specialmente l'aiuto di Geova. E come cercarono l'aiuto dei loro simili con la promessa di una ricompensa, così cercarono l'aiuto di Geova con una promessa simile. Sotto l'influenza di forti desideri e sentimenti molto eccitati, gli Israeliti facevano ogni sorta di voti, e alcuni di essi, probabilmente, erano molto difficili da realizzare. Senza dubbio c'erano non pochi israeliti che avevano in sé un po' dello spirito di Balac. Essi sentivano quanto fosse reale la potenza di Geova, e, conoscendo poco il suo carattere come lo era Balak, conclusero che la sua potenza poteva essere assicurata con la promessa di una sufficiente considerazione in cambio. In un popolo non spirituale la cui mente era piena di un misto di egoismo e superstizione, i voti avrebbero assunto l'aspetto di una transazione commerciale. Cantici un aiuto molto indispensabile da parte di Dio e, come prezzo da parte di esso, un corrispondente ritorno da parte dell'uomo. E come si sentirebbe che l'aiuto di Dio richiede un ritorno molto più grande dell'aiuto dell'uomo, così il voto intraprenderebbe qualcosa al di là della portata ordinaria di conseguimento. Non possiamo concludere che la richiesta relativa al voto fu spesso esaudita, e che Dio per i suoi saggi propositi diede alle persone i desideri del loro cuore, proprio come fece con Anna? Se è così, vediamo subito la difficoltà che spesso sorgerebbe nell'adempiere il voto. Sappiamo come il desiderio del cuore di un uomo, una volta realizzato, sia spesso sentito come indegno dello sforzo e della spesa. Così ci sarebbe una forte tentazione di trascurare l'adempimento del voto, se potesse essere gestito in sicurezza. Era un Dio invisibile che doveva essere affrontato; e per quanto l'Israelita potesse essere abbastanza pronto a credere in Geova finché era per il proprio tornaconto, la fede in lui e il timore di lui cominciavano a indebolirsi quando si trattava di affrontare quello che si era rivelato un impegno inutile. Un voto a un idolo era in realtà un voto da fare a sacerdoti avidi e vigilanti. Una promessa fatta a un prossimo di cui ci si può fidare per esigerla. Ma che cos'è un voto al Dio invisibile? "Posso trascurarlo impunemente", è il pensiero nel cuore dell'israelita.

Salmi 1 Salmi 73:11

Ma l'impunità era un'illusione. Dio aveva segnato il voto con troppa attenzione; ed era meno dannoso per un uomo andare con un pesante fardello e un grande ostacolo che pendeva intorno a sé per tutti i giorni della sua vita, piuttosto che la santità del voto o del giuramento fosse disprezzata al minimo grado

III CONSIDERARE COME I PRINCIPI CHE SONO ALLA BASE DI QUESTA INGIUNZIONE DEVONO ESSERE APPLICATI DAI CRISTIANI. Siamo passati in un'epoca in cui i voti non sono comunemente fatti. La maggior parte di coloro i cui pensieri sono pieni dei desideri del proprio cuore non credono nel potere di Dio di aiutarli. E i cristiani dovrebbero essere liberi da tali desideri. Spetta a loro recitare la preghiera della colletta per la quarta domenica dopo Pasqua: "Concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e di desiderare ciò che prometti". Ma anche se i cristiani moderni possono non avere gli stessi incentivi a fare voti degli antichi israeliti, ci sono tuttavia alcuni principi e doveri alla base di questa ingiunzione di Mosè che meritano la nostra attenta considerazione

1. Considera bene i grandi progetti e le visioni dominanti della tua vita. La preghiera della suddetta Colletta sia pronunciata ogni domenica e nei giorni feriali di tutto l'anno. Intraprendi solo quelle imprese che non solo si accordano con la volontà di Dio, ma scaturiscono da essa. Nulla si accorda veramente con la volontà di Dio se non ciò che ne scaturisce. Prima scopriamo che la vita più praticabile e la più benedetta è quella di essere non i nostri padroni, ma ciò che gli apostoli hanno imparato ad essere, servi del Signore Gesù Cristo,

Romani 1:1 Filippesi 1:1 Giacomo 1:1 2Pietro 1: 1Re 1:1

meglio sarà per noi. Non ci immetteremo allora in imprese che non abbiamo l'abilità, le risorse e forse il cuore per portare a termine. Questa stessa ingiunzione di Mosè è un suggerimento delle difficoltà che derivano da una scelta sbagliata. Sotto il potere dell'eccitazione e nell'ignoranza dell'inesperienza possiamo entrare in impegni che poi diventano il peso e la maledizione della vita

2. Considera in che cosa consiste realmente il male di un voto infranto. Non pensate che Dio consideri peggio violare un voto o un giuramento che violare qualsiasi altra promessa. La verità per amore della verità è una cosa sacra agli occhi di Dio. Chi può dubitare che ai suoi occhi l'affermazione, ora felicemente consentita nei tribunali, sia vincolante come qualsiasi giuramento? Non che un solenne appello alla presenza universale e all'occhio onniveggente di Dio Onnipotente, se fatto volontariamente, e con evidente convinzione, serietà e sincerità nel modo di esprimersi, sia di grande utilità per insistere sulla verità. Neemia è testimone la forza di tale appello negli scritti di Paolo. Il male è stato quello di imporre il giuramento a tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro indole. Nessun giuramento forzato renderà il bugiardo veramente veritiero; e nessun giuramento forzato può rendere l'uomo sincero qualcosa di più che veritiero. Prestare giuramento a un uomo veritiero è come tenere in mano una candela per far risplendere il sole. Come è stato giustamente detto, il giuramento forzato fa sì che gli ignoranti e i superstiziosi pensino che esistano due tipi di verità, e che sia innocuo dire, liberi da un giuramento, ciò che sarebbe molto malvagio dire sotto di esso

3. Considerate quale deliberazione è richiesta nell'assumere gli obblighi della professione cristiana. Qui ci sono promesse che è giusto fare, ma devono essere fatte con la dovuta cautela, circospezione e indagine. Cristo vuole che evitiamo con la stessa cura i pericoli della fretta e della procrastinazione. Non possiamo cominciare troppo presto a considerare seriamente le pretese di Dio su di noi, ma siamo avvertiti di non precipitarci in obblighi che in breve tempo potrebbero essere del tutto troppo per i nostri cuori mondani. È fin troppo evidente che molti sono indotti a una professione di religione, sia in un impeto di eccitazione che non può essere sostenuto, e che, in verità, non sarebbe di alcuna utilità se potesse essere sostenuto, sia da una considerazione insufficiente di tutto ciò che una professione di religione include. Nostro Signore ci ferma fin dall'inizio con una sincera supplica di misurare bene ciò che stiamo facendo, e di capire esattamente ciò che Egli chiede. Non dobbiamo confondere le sue richieste e le sue pretese, e mettere al loro posto qualche nozione nostra.

Matteo 7:21-29 16:24-26 Luca 9:57,58 14:25,35 Giovanni 6:44

4. Considera il grande pericolo di essere infedele alla conoscenza di ciò che è giusto. È una cosa terribile allontanarsi dalla verità quando è fatta alla luce della conoscenza e nonostante i rimorsi della coscienza. Una promessa non mantenuta, sia a Dio che all'uomo, infranta non per infermità, ma per un proposito fisso ed egoistico, è agli occhi di Dio una grande trasgressione. Senza dubbio in molte infrazioni alla promessa ci sono complicazioni e difficoltà, pro e contro, che impediscono a tutti, tranne al Dio stesso che tutto indaga, di determinare il vero carattere dell'azione. Non abbiamo bisogno di fare stime di casi particolari a meno che non siamo costretti. Manteniamo i nostri cuori con ogni diligenza e sforziamoci di stare dalla parte dell'abnegazione e della buona coscienza piuttosto che da quella delle inclinazioni carnali. Dio ha fatto sentire il suo sì e il suo amen in Cristo Gesù. Cantici possa Cristo Gesù essere in grado di far sentire il suo sì e il suo amen nella sincerità, semplicità e rettitudine della vita del suo popolo

2 Se un uomo fa un voto. rdn, un voto, è comunemente detto essere distintamente un voto positivo, una promessa di rendere qualcosa al Signore. Questo, tuttavia, non può essere rigorosamente mantenuto, perché il voto nazireo era quello di guaritore, e quello era essenzialmente un voto di astinenza. Dire che il voto del Nazireo era di carattere positivo perché doveva lasciarsi crescere i capelli "al Signore" è una mera evasione. È, tuttavia, probabile che neder, quando ricorre (come in questo passaggio) in connessione con l'issar, assuma il significato più ristretto di un voto positivo. Giura di legare la sua anima con un vincolo. Letteralmente, "legare un vincolo alla sua anima". rSai, un vincolo, che ricorre solo in questo capitolo, è considerato un obbligo restrittivo, un voto di astinenza. Sembrerebbe che l'issar fosse sempre intrapreso sotto giuramento, mentre il neder (come nel caso del Nazireo) non lo richiedeva necessariamente. Egli non verrà meno alla sua parola

Questo era il principio generale riguardo ai voti, e, come qui esposto, era in accordo con il sentimento religioso universale dell'umanità. Quali che fossero i crimini che potevano reclamare la sanzione di questo sentimento, quali che fossero le eccezioni e le salvaguardie che una rivelazione più chiara e una migliore conoscenza di Dio potevano stabilire, tuttavia rimaneva il principio che tutto ciò che un uomo aveva promesso al Signore, doveva adempierlo. Ifigenia in Aulide, figlia di Iefte in Galaad, proclama a quali orribili estremi può condurre un principio religioso non controllato da altri principi coordinati; ma proclamano anche quanto profondo e vero debba essere stato questo principio religioso che poteva così prevalere sui sentimenti naturali di uomini non crudeli né depravati

3 Se una donna fa un voto. La frammentarietà di questa sezione appare dal fatto che, dopo aver stabilito il principio generale della sacralità dei voti, procede a qualificarlo in tre casi speciali solo per i voti emessi da donne sotto autorità. Che i voti fatti dai ragazzi fossero irreversibili è estremamente improbabile; e anzi è ovvio che devono essersi verificati molti casi, né menzionati qui né in Levitico 27, in cui l'obbligo non poteva stare in assoluto. Nella casa di suo padre in gioventù. Caso primo, di una ragazza nella casa di suo padre, che non aveva proprietà proprie, e i cui servizi personali erano dovuti a suo padre

Versetti 3-16.- Il capofamiglia onorato e ammonito

Il comando contenuto in questa sezione del capitolo assicura un doppio risultato

1. Specificando alcune eccezioni alla validità del voto, essa rende tale validità tanto più manifesta laddove le eccezioni non si verificano. Indicare eccezioni a una regola è solo un altro modo per enunciare la regola stessa

2. Queste eccezioni riguardano gli interessi della famiglia, la conservazione della sua integrità e, a tal fine, i diritti e l'autorità della persona che Dio ha posto a suo capo. Inoltre, ciò che garantisce il diritto del padre e del marito assicura ugualmente gli interessi della figlia e della moglie. Considera-

CHE COSA IMPLICAVA QUESTO COMANDO RIGUARDO AL CAPOFAMIGLIA. Prendiamo la relazione tra il padre e la figlia, essendo vere cose simili, mutatis mutandis, rispetto al marito e alla moglie

1. Questo comando onorava l'autorità dei genitori. Dio aveva posto un'ingiunzione solenne ai figli di onorare il padre e la madre, e qui vediamo quanto egli fosse attento a onorare lui stesso la relazione genitoriale. Mette tutto sotto forma di voto, tutto ciò che la figlia sarebbe altrimenti libera di scegliere, sotto il controllo del padre non esige che gli venga data alcuna ragione; Il semplice veto è sufficiente, se solo viene pronunciato all'ora stabilita. Il padre aveva una responsabilità che la figlia non aveva, ed era giusto che Dio desse al padre tutto l'aiuto possibile per far fronte a tale responsabilità

2. Questo comando richiedeva molta attenzione da parte del padre. Agire rettamente qui richiedeva l'intera portata del dovere paterno. Al padre non era permesso dire che il voto di sua figlia non era affar suo. Lui stesso poteva non essere un tipo di persona che faceva voti, e quindi non era tentato di trascurare un voto che probabilmente non avrebbe fatto. Ma anche se era indifferente ai voti, era inevitabile che si interessasse del benessere di sua figlia e facesse del suo meglio per tenerla lontana dalle difficoltà future. La sua vita limitata nascondeva ai suoi occhi molte difficoltà. Non spettava a un padre esporsi nei giorni successivi al rimprovero uscito dalle labbra della propria figlia. Non spettava a lui correre il rischio di sentirla dire: «Perché la tua maggiore conoscenza ed esperienza non mi hanno messo al riparo da difficoltà che la mia inesperienza non poteva prevedere?»

3. Questo comando richiedeva molta considerazione da parte del padre. Non deve lasciare che il voto passi senza preavviso, e quando se ne accorge deve essere con la dovuta considerazione. Anche se era nel suo diritto smettere di fare il voto, avrebbe potuto farlo facendo una cosa molto poco paterna, una cosa molto dannosa per la vita religiosa di sua figlia. Come Dio lo ha onorato e si è impegnato ad aiutarlo nella sua relazione paterna, egli stesso deve onorare quella relazione. Quella relazione da cui Dio si aspetta tanto deve essere preparata a produrre molto in termini di cura e considerazione. Il padre può pensare troppo ai propri desideri, troppo poco ai bisogni di sua figlia e troppo poco alla volontà di Dio. Il voto della figlia potrebbe essere un voto legittimo, utile ed esemplare, un voto davvero del Nazireo. Non era sufficiente, quindi, che il padre ricorresse alla mera affermazione dell'autorità. È una cosa seria offendere uno dei piccoli, una cosa seria che chiunque deve fare; ma quanto è indicibilmente grave quando la mano che getta la pietra d'inciampo è quella di un padre!

4. Questo comandamento richiedeva, per essere pienamente rispettato, la simpatia per lo spirito volontario nella religione. Un padre che ritenesse che i servizi della religione consistessero principalmente nell'esatta conformità esteriore a certe regole di culto e di condotta sarebbe molto probabile che interrompesse il voto di sua figlia come un semplice capriccio. Ma la religione deve andare oltre l'obbedienza ai comandi verbali; Deve mirare a qualcosa di più di quanto possa essere messo anche nel più esatto ed espressivo di essi. I comandi non sono altro che messaggi per le dita; e le gioie della speranza e della preparazione durante il viaggio sono dirette verso qualcosa che sta oltre l'ultimo dei pali delle dita, Il padre che agirebbe correttamente secondo tutti i desideri possibili dei suoi figli deve essere uno che comprende quell'esperienza di Giovanni: "Noi lo amiamo perché egli ci ha amati per primo".

1Giovanni 4:19

Deve essere uno che sente che l'amore non può mai essere soddisfatto con semplici sentieri battuti e solchi convenzionali. Deve essere uno di quelli che apprezzano l'atto della donna che versò il prezioso unguento sul capo di Gesù. Se è un uomo dello spirito di Giuda, che si lamenta di ciò che ritiene sprecato, è sicuro che sbaglierà. Controllerà i suoi figli quando dovrebbe incoraggiarli, e incoraggerà quando dovrebbe controllare. Se Dio apre i loro occhi, farà del suo meglio per richiuderli, in modo che il padre cieco possa continuare a guidare i bambini ciechi, finché alla fine entrambi cadranno nella fossa

II COSA IMPLICAVA QUESTO COMANDO RIGUARDO ALLA FIGLIA E ALLA MOGLIE

1. Il loro diritto di fare un voto era esso stesso garantito. Il comando non diceva che la figlia e la moglie non dovevano fare alcun voto. Essi erano liberi di fare un voto contro qualsiasi uomo in tutto Israele; e se non fosse stato per considerazioni più importanti legate alla casa, sarebbero stati anche liberi di mantenere il voto. Dio vuole farci capire che i doveri o i privilegi inferiori e mutilati non sono una conseguenza necessaria di una posizione subordinata

2. È stata raccomandata una sottomissione gentile e paziente da parte della figlia e della moglie. Essendo il diritto di proporre il voto assicurato a ogni donna, non era colpa sua, e non sarebbe stato considerato alcuna colpa, se il padre o il marito lo avessero annullato. Il voto nazireo poteva essere vanificato proprio nella sua freschezza, ma lo spirito di zelo che lo produceva non doveva diventare languido. Non possiamo essere ostacolati nel raggiungimento di alcun bene, se non dalla nostra stessa negligenza. Dio ci incontrerà in mezzo a tutte le restrizioni che circostanze spiacevoli possono imporci. Le rivendicazioni che sorgono dalle relazioni naturali e dai bisogni attuali della società umana sono imperative finché durano, e devono essere rispettate. Ma non dureranno per eVersetto: "Nella risurrezione non si sposano né si danno in matrimonio".

Matteo 22:30

5 Se suo padre glielo permette. Dal versetto precedente risulta che il disconoscimento deve essere pronunciato, e non solo mentale. Se il voto era stato fatto davanti a testimoni, senza dubbio il veto del padre doveva essere pronunciato anche davanti a testimoni

6 Se avesse avuto un marito. Letteralmente, "se essere lei è per un marito". Septuaginta, εανη γενηται ανδρι. Secondo, di una donna sposata o promessa sposa. Per quanto riguardava lo status giuridico della donna, secondo la legge ebraica c'era poca differenza se fosse sposata o solo fidanzata. In entrambi i casi era considerata come appartenente a suo marito, con tutto ciò che aveva.

Confronta Deuteronomio 22:23,24 Matteo 1:19,20

Quando fece il voto. Piuttosto, "e i suoi voti siano su di lei". Septuaginta, και αι ευχαι αυτης επ αυτη. I voti potrebbero essere stati fatti prima del suo fidanzamento, e non respinti da suo padre; eppure, quando lei venne sotto il potere del marito, egli ebbe il diritto assoluto di sciogliere l'obbligo di loro; altrimenti è evidente che potrebbe subire una perdita a causa di un atto di cui non ha avuto notizia. O pronunciato qualcosa dalle sue labbra. Piuttosto, "o l'avventata espressione delle sue labbra". La parola afbmi, che non si trova altrove,

Confronta Salmi 106:33

sembra avere questo significato. Un voto fatto da una giovane ragazza che sarebbe stato respinto dal marito quando ne fosse venuto a conoscenza, sarebbe presumibilmente una "dichiarazione avventata"

9 Ogni voto di una vedova e di una divorziata. Questo non è uno dei casi trattati in questa sezione (vedi versetto 16), ma è menzionato solo per sottolineare che rientra nel principio generale enunciato nel versetto 2

10 Se ha fatto voto a casa di suo marito. Terzo caso, di una donna sposata che vive con il marito. Il marito aveva naturalmente la stessa autorità assoluta di permettere o meno tutti i voti che il padre aveva a disposizione della figlia non sposata. L'unica differenza è che la responsabilità del marito è espressa in termini più forti di quella del padre, perché nella natura delle cose il marito ha un interesse e un controllo più stretto sui procedimenti di sua moglie di quanto il padre abbia su quelli della figlia

13 Giuramento di affliggere l'anima. Senza dubbio con il digiuno o con altri tipi di astinenza. L'espressione è usata specialmente in relazione al rigoroso digiuno del giorno dell'espiazione.

Levitico 16:29; Numeri 29:7) ; e Confronta Isaia 58:5; 1Corinzi 7:5

15 Allora egli porterà la sua iniquità, cioè, se ha tacitamente permesso il voto in prima istanza, e poi ne ha proibito l'adempimento, la colpa che tale violazione della promessa ha comportato dovrebbe ricadere su di lui. Per la natura e l'espiazione di tale colpa, vedi su Levitico 5

Riferimenti incrociati:

Numeri 30

1 Eso 40:16; De 4:5; Mat 28:20; At 20:27; 1Co 15:3; Eb 3:2,5

2 Nu 1:4-16; 7:2; 34:17-28; Eso 18:25; De 1:13-17

3 Nu 21:2; Ge 28:20-22; Lev 27:2-34; De 23:21,22; Giudic 11:11,30,31,35,36; 11:39; Sal 15:3; 56:12; 76:11; 119:106; Prov 20:25
Eso 20:7; Lev 5:4; Mat 5:33,34; 14:7-9; At 23:12; 2Co 1:23; 9:9-11
Nu 30:3,4,10; Mat 23:16,18; At 23:12,14,21
Sal 55:20
Giob 22:27; Sal 22:25; 50:14; 66:13,14; 116:14,18; Ec 5:4,5; Na 1:15

4 Nu 30:3

5 Nu 30:2

6 Os 6:6; Mat 15:4-6; Mar 7:10-13; Ef 6:1

7 Sal 56:12

8 Nu 30:7

9 Ge 3:16; 1Co 7:4; 14:34; Ef 5:22-24

10 Lev 21:7; Lu 2:37; Rom 7:2

11 Nu 30:10

12 Nu 30:11

13 1Co 11:3
Nu 30:5,8; 15:25,28

14 1Co 11:3,9; 1P 3:1-6
Nu 29:7; Lev 16:29; 23:27,32; Esd 8:21; Sal 35:13; Is 58:5; 1Co 7:5

15 Nu 30:7

16 Nu 30:5,8,12; Lev 5:1; Ga 3:28

17 Nu 5:29,30; Lev 11:46,47; 13:59; 14:54-57; 15:32,33

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