Nuova Riveduta:

Numeri 5

Legge relativa agli impuri, al furto e alla gelosia
1 Poi il SIGNORE disse a Mosè: 2 «Ordina ai figli d'Israele che mandino fuori dall'accampamento ogni lebbroso e chiunque ha la gonorrea o è impuro per il contatto con un morto. 3 Maschi o femmine che siano, li manderete fuori; li manderete fuori dall'accampamento perché non contaminino l'accampamento in mezzo al quale io abito». 4 I figli d'Israele fecero così e li mandarono fuori dall'accampamento. Come il SIGNORE aveva detto a Mosè, così fecero i figli d'Israele.
5 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 6 «Di' ai figli d'Israele: "Quando un uomo o una donna avrà fatto un torto a qualcuno, commettendo un'infedeltà rispetto al SIGNORE, questa persona si sarà così resa colpevole. 7 Dovrà confessare il peccato commesso, restituirà per intero il maltolto, aggiungendovi un quinto, e lo darà a colui verso il quale si è reso colpevole. 8 Ma se questi non ha parente prossimo a cui si possa restituire il maltolto, ciò che viene restituito spetterà al SIGNORE, cioè al sacerdote, oltre al montone espiatorio, mediante il quale si farà l'espiazione per il colpevole. 9 Ogni offerta elevata di tutte le cose consacrate che i figli d'Israele presenteranno al sacerdote, sarà del sacerdote; 10 le cose che uno consacrerà saranno del sacerdote; ciò che uno darà al sacerdote apparterrà a lui"».
11 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 12 «Parla ai figli d'Israele e di' loro: "Se una donna si svia dal marito e commette un'infedeltà contro di lui; 13 se uno ha relazioni carnali con lei e la cosa è nascosta agli occhi del marito; se ella si è contaminata in segreto senza che vi siano testimoni contro di lei o che sia stata colta sul fatto, 14 qualora lo spirito di gelosia s'impossessi del marito e questi diventi geloso della moglie che si è contaminata, oppure lo spirito di gelosia s'impossessi di lui e questi diventi geloso della moglie che di fatto non si è contaminata, 15 quell'uomo condurrà la moglie dal sacerdote e porterà un'offerta per lei: un decimo di efa di farina d'orzo; non vi spanderà sopra olio né vi metterà sopra incenso, perché è un'oblazione di gelosia, un'oblazione commemorativa, destinata a ricordare un'iniquità. 16 Il sacerdote farà avvicinare la donna e la farà stare in piedi davanti al SIGNORE. 17 Poi il sacerdote prenderà dell'acqua santa in un vaso di terra; prenderà pure della polvere che è sul suolo del tabernacolo e la metterà nell'acqua. 18 Il sacerdote farà quindi stare la donna in piedi davanti al SIGNORE, le scoprirà il capo e le metterà in mano l'oblazione commemorativa, che è l'oblazione di gelosia; e il sacerdote avrà in mano l'acqua amara che porta maledizione.
19 Il sacerdote farà giurare quella donna e le dirà: 'Se nessun uomo si è unito a te, e se non ti sei sviata contaminandoti con un uomo, invece di tuo marito, quest'acqua amara che porta maledizione non ti farà danno! 20 Ma se ti sei sviata ricevendo un altro invece di tuo marito e ti sei contaminata, se un altro che non è tuo marito ti ha fecondata', 21 allora il sacerdote farà giurare la donna con un giuramento di maledizione e le dirà: 'Il SIGNORE faccia di te un oggetto di maledizione e di esecrazione in mezzo al tuo popolo, facendoti dimagrire i fianchi e gonfiare il ventre; 22 quest'acqua che porta maledizione ti entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e dimagrire i fianchi!' E la donna dirà: 'Amen! Amen!'
23 Poi il sacerdote scriverà queste maledizioni in un rotolo e le farà sciogliere nell'acqua amara. 24 Farà bere alla donna quell'acqua amara che porta maledizione, e l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrle amarezza. 25 Il sacerdote prenderà dalle mani della donna l'oblazione di gelosia, agiterà l'oblazione davanti al SIGNORE e l'offrirà sull'altare. 26 Il sacerdote prenderà una manciata di quell'oblazione commemorativa e la farà fumare sull'altare; poi farà bere l'acqua alla donna. 27 Quando le avrà fatto bere l'acqua, se è contaminata e ha commesso un'infedeltà contro il marito, l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà, i suoi fianchi dimagriranno, e quella donna diventerà un oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo. 28 Ma se la donna non si è contaminata ed è pura, sarà riconosciuta innocente e avrà dei figli.
29 Questa è la legge relativa alla gelosia, per il caso in cui la moglie di uno si svii ricevendo un altro invece di suo marito e si contamini, 30 per il caso in cui lo spirito di gelosia s'impossessi del marito e questi diventi geloso della moglie; egli farà comparire sua moglie davanti al SIGNORE e il sacerdote applicherà questa legge integralmente. 31 Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità"».

C.E.I.:

Numeri 5

1 Il Signore disse a Mosè: 2 «Ordina agli Israeliti che allontanino dall'accampamento ogni lebbroso, chiunque soffre di gonorrea o è impuro per il contatto con un cadavere. 3 Allontanerete sia i maschi sia le femmine; li allontanerete dall'accampamento perché non contaminino il loro accampamento in mezzo al quale io abito». 4 Gli Israeliti fecero così e li allontanarono dall'accampamento. Come il Signore aveva ordinato a Mosè, così fecero gli Israeliti.
5 Il Signore aggiunse a Mosè: 6 «Ordina agli Israeliti: Quando un uomo o una donna avrà fatto un torto a qualcuno, peccando contro il Signore, questa persona si sarà resa colpevole. 7 Dovrà confessare il peccato commesso e restituirà: il reo rifonderà per intero il danno commesso, aggiungendovi un quinto e lo darà a colui verso il quale è responsabile. 8 Ma se costui non ha stretto parente a cui si possa rifondere il danno commesso, questo spetterà al Signore, cioè al sacerdote, oltre l'ariete dell'espiazione, mediante il quale si farà l'espiazione per il colpevole. 9 Ogni tributo su tutte le cose consacrate che gli Israeliti offriranno, è del sacerdote, apparterrà a lui; 10 le cose che uno consacrerà saranno sue e ciò che uno darà al sacerdote apparterrà a lui».
11 Il Signore aggiunse a Mosè: 12 «Parla agli Israeliti e riferisci loro: Se una donna si sarà traviata e avrà commesso una infedeltà verso il marito 13 e un uomo avrà avuto rapporti con lei, ma la cosa è rimasta nascosta agli occhi del marito; se essa si è contaminata in segreto e non vi siano testimoni contro di lei perché non è stata colta sul fatto, 14 qualora lo spirito di gelosia si impadronisca del marito e questi diventi geloso della moglie che si è contaminata oppure lo spirito di gelosia si impadronisca di lui e questi diventi geloso della moglie che non si è contaminata, 15 quell'uomo condurrà la moglie al sacerdote e porterà una offerta per lei: un decimo di efa di farina d'orzo; non vi spanderà sopra olio, né vi metterà sopra incenso, perché è un'oblazione di gelosia, un'offerta commemorativa per ricordare una iniquità. 16 Il sacerdote farà avvicinare la donna e la farà stare davanti al Signore. 17 Poi il sacerdote prenderà acqua santa in un vaso di terra; prenderà anche polvere che è sul pavimento della Dimora e la metterà nell'acqua. 18 Il sacerdote farà quindi stare la donna davanti al Signore, le scoprirà il capo e porrà nelle mani di lei l'oblazione commemorativa, che è l'oblazione di gelosia, mentre il sacerdote avrà in mano l'acqua amara che porta maledizione. 19 Il sacerdote farà giurare quella donna e le dirà: Se nessun uomo ha avuto rapporti disonesti con te e se non ti sei traviata per contaminarti ricevendo un altro invece di tuo marito, quest'acqua amara, che porta maledizione, non ti faccia danno! 20 Ma se ti sei traviata ricevendo un altro invece di tuo marito e ti sei contaminata e un uomo che non è tuo marito ha avuto rapporti disonesti con te... 21 Allora il sacerdote farà giurare alla donna con un'imprecazione; poi dirà alla donna: Il Signore faccia di te un oggetto di maledizione e di imprecazione in mezzo al tuo popolo, facendoti avvizzire i fianchi e gonfiare il ventre; 22 quest'acqua che porta maledizione ti entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e avvizzire i fianchi! E la donna dirà: Amen, Amen! 23 Poi il sacerdote scriverà queste imprecazioni su un rotolo e le cancellerà con l'acqua amara. 24 Farà bere alla donna quell'acqua amara che porta maledizione e l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrle amarezza; 25 il sacerdote prenderà dalle mani della donna l'oblazione di gelosia, agiterà l'oblazione davanti al Signore e l'offrirà sull'altare; 26 il sacerdote prenderà una manciata di quell'oblazione come memoriale di lei e la brucerà sull'altare; poi farà bere l'acqua alla donna. 27 Quando le avrà fatto bere l'acqua, se essa si è contaminata e ha commesso un'infedeltà contro il marito, l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà e i suoi fianchi avvizziranno e quella donna diventerà un oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo. 28 Ma se la donna non si è contaminata ed è pura, sarà riconosciuta innocente e avrà figli.
29 Questa è la legge della gelosia, nel caso in cui la moglie di uno si sia traviata ricevendo un altro invece del marito e si contamini 30 e per il caso in cui lo spirito di gelosia si impadronisca del marito e questi diventi geloso della moglie; egli farà comparire sua moglie davanti al Signore e il sacerdote le applicherà questa legge integralmente. 31 Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità».

Nuova Diodati:

Numeri 5

Espulsione degli impuri dall'accampamento
1 Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: 2 «Ordina ai figli d'Israele che mandino fuori dell'accampamento ogni lebbroso, chiunque ha un flusso o è impuro per il contatto con un corpo morto. 3 Mandate fuori sia maschi che femmine; li manderete fuori dell'accampamento perché non contaminino il loro accampamento in mezzo al quale io abito». 4 E i figli d'Israele fecero così e li mandarono fuori del campo. Come l'Eterno aveva parlato a Mosè, così fecero i figli d'Israele.

Restituzione per un'offesa a un terzo
5 L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 6 «Di' ai figli d'Israele: Quando un uomo o una donna commette qualsiasi offesa contro qualcuno, così facendo commette un peccato contro l'Eterno, e questa persona si rende colpevole; 7 essa confesserà l'offesa commessa e farà piena restituzione del danno fatto, aggiungendovi un quinto e lo darà a colui che ha offeso. 8 Ma se questi non ha alcun parente stretto a cui si possa fare restituzione per l'offesa, la restituzione andrà all'Eterno per il sacerdote, oltre al montone espiatorio, col quale si farà espiazione per lui. 9 Ogni offerta elevata di tutte le cose consacrate che i figli d'Israele presenteranno al sacerdote, apparterrà a lui. 10 Le cose che uno consacrerà saranno del sacerdote; ciò che uno dà al sacerdote apparterrà a lui».

Test per sospetto di adulterio
11 L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 12 «Parla ai figli d'Israele e di' loro: Se una donna si svia dal marito e commette una infedeltà contro di lui, 13 e un uomo ha rapporti sessuali con lei, ma la cosa è nascosta agli occhi di suo marito; quando la sua contaminazione rimane nascosta, perché non c'è alcun testimone contro di lei e non è stata colta sul fatto, 14 se uno spirito di gelosia lo prende ed egli diventa geloso della moglie che si è contaminata; oppure, se uno spirito di gelosia lo prende ed egli diventa geloso della moglie anche se essa non si è contaminata, 15 l'uomo condurrà sua moglie dal sacerdote e porterà un'offerta per lei: un decimo d'efa di farina d'orzo; non vi verserà sopra olio né vi metterà sopra incenso, perché è un'oblazione di cibo per gelosia, un'oblazione commemorativa, destinata a ricordare una colpa. 16 Il sacerdote farà avvicinare la donna e la farà stare in piedi davanti all'Eterno. 17 Poi il sacerdote prenderà dell'acqua santa in un vaso di terra; prenderà pure della polvere che è sul pavimento del tabernacolo e la metterà nell'acqua. 18 Il sacerdote farà quindi stare la donna in piedi davanti all'Eterno, le scoprirà il capo e metterà nelle sue mani l'oblazione commemorativa, che è l'oblazione di cibo per la gelosia, mentre il sacerdote avrà in mano l'acqua amara che porta maledizione. 19 Poi il sacerdote farà giurare la donna e le dirà: "Se nessun uomo si è coricato con te e se non ti sei sviata per contaminarti, mentre eri sposata a tuo marito, sii immune da ogni effetto nocivo di quest'acqua amara che porta maledizione. 20 Ma se tu ti sei sviata, mentre eri sposata a tuo marito, e ti sei contaminata e un uomo che non sia tuo marito ha avuto rapporti sessuali con te", 21 allora il sacerdote farà giurare la donna con un giuramento di maledizione e le dirà: "L'Eterno faccia di te un oggetto di maledizione e di imprecazione fra il tuo popolo, quando farà dimagrire i tuoi fianchi e gonfiare il tuo ventre; 22 e quest'acqua che porta maledizione ti entri nelle viscere e ti faccia gonfiare il ventre e dimagrire i fianchi!". E la donna dirà: "Amen! Amen!". 23 Poi il sacerdote scriverà queste maledizioni in un rotolo e le farà scomparire nell'acqua amara. 24 Farà quindi bere alla donna dell'acqua amara che porta maledizione e l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; 25 poi il sacerdote prenderà dalle mani della donna l'oblazione di cibo per la gelosia, agiterà l'oblazione davanti all'Eterno e l'offrirà sull'altare; 26 il sacerdote prenderà una manciata dell'oblazione di cibo come suo ricordo e la farà fumare sull'altare; quindi farà bere l'acqua alla donna. 27 Dopo che le avrà fatto bere l'acqua, avverrà che se ella si è contaminata e ha commesso una infedeltà contro suo marito, l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il suo ventre gonfierà, i suoi fianchi dimagriranno e quella donna diventerà una maledizione in mezzo al suo popolo. 28 Ma se la donna non si è contaminata ed è pura sarà riconosciuta innocente e avrà dei figli. 29 Questa è la legge per la gelosia, nel caso in cui una moglie, mentre è sposata a un uomo, si svia e si contamina, 30 o nel caso in cui lo spirito di gelosia prende un uomo e questi diventa geloso di sua moglie; egli farà comparire sua moglie davanti all'Eterno e il sacerdote applicherà a lei questa legge integralmente. 31 Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità».

Riveduta 2020:

Numeri 5

Allontanamento dei contaminati dall'accampamento
1 Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: 2 “Ordina ai figli d'Israele che mandino fuori dall'accampamento ogni lebbroso, chiunque ha la gonorrea o è impuro per il contatto con un morto. 3 Che siano maschi o femmine, li manderete fuori; li manderete fuori dall'accampamento perché non contaminino il loro campo in mezzo al quale io abito”. 4 I figli d'Israele fecero così e li mandarono fuori dall'accampamento. Come l'Eterno aveva detto a Mosè, così fecero i figli d'Israele.

Legge relativa al risarcimento dei danni compiuti
5 L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 6 “Di' ai figli d'Israele: 'Quando un uomo o una donna avrà fatto un torto a qualcuno commettendo una infedeltà rispetto all'Eterno, e questa persona si sarà così resa colpevole, 7 confesserà il peccato commesso, rifonderà per intero il danno compiuto, aggiungendovi in più un quinto, e lo darà a colui verso il quale si è reso colpevole. 8 Ma se costui non ha parente prossimo a cui si possa rifondere il danno compiuto, questo risarcimento spetterà all'Eterno, cioè al sacerdote, oltre al montone espiatorio, mediante il quale si farà l'espiazione per il colpevole. 9 Ogni offerta elevata di tutte le cose consacrate che i figli d'Israele presenteranno al sacerdote, sarà del sacerdote; 10 le cose che uno consacrerà saranno del sacerdote; ciò che uno darà al sacerdote apparterrà a lui'”.

Legge relativa alla gelosia
11 L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 12 “Parla ai figli d'Israele, e di' loro: 'Se una donna si svia dal marito e commette una infedeltà contro di lui; 13 se uno ha relazioni carnali con lei e la cosa è nascosta agli occhi del marito, se si è contaminata in segreto senza che vi siano testimoni contro di lei o che sia stata colta sul fatto, 14 qualora lo spirito di gelosia si impossessi del marito e questi diventi geloso della moglie che si è contaminata, oppure lo spirito di gelosia si impossessi di lui e questi diventi geloso della moglie che non si è contaminata, 15 quell'uomo condurrà la moglie al sacerdote, e porterà un'offerta per lei: un decimo di efa di farina d'orzo; non vi verserà sopra olio né vi metterà sopra incenso, perché è un'oblazione di gelosia, un'oblazione commemorativa, destinata a ricordare una iniquità. 16 Il sacerdote farà avvicinare la donna, e la farà stare in piedi davanti all'Eterno. 17 Poi il sacerdote prenderà dell'acqua santa in un vaso di terra; prenderà pure della polvere che è sul suolo del tabernacolo, e la metterà nell'acqua. 18 Il sacerdote farà quindi stare la donna in piedi davanti all'Eterno, le scoprirà il capo e porrà in mano a lei l'oblazione commemorativa, che è l'oblazione di gelosia; e il sacerdote avrà in mano l'acqua amara che provoca maledizione. 19 Il sacerdote farà giurare quella donna, e le dirà: Se nessun uomo ha dormito con te, e se non ti sei sviata per contaminarti con un altro invece di tuo marito, quest'acqua amara che provoca maledizione, non ti faccia danno! 20 Ma se ti sei sviata ricevendo un altro invece di tuo marito e ti sei contaminata, e un altro che non è tuo marito ha avuto rapporti con te..., 21 allora il sacerdote farà giurare la donna con un giuramento di imprecazione e le dirà: l'Eterno faccia di te un oggetto di maledizione e di disprezzo fra il tuo popolo, facendoti dimagrire i fianchi e gonfiare il ventre; 22 e quest'acqua che provoca maledizione, ti entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e dimagrire i fianchi! E la donna dirà: amen! amen! 23 Poi il sacerdote scriverà queste imprecazioni in un rotolo e le cancellerà con l'acqua amara. 24 Farà bere alla donna quell'acqua amara che provoca maledizione, e l'acqua che provoca maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; 25 e il sacerdote prenderà dalle mani della donna l'oblazione di gelosia, agiterà l'oblazione davanti all'Eterno, e la offrirà sull'altare; 26 e il sacerdote prenderà una manciata di quell'oblazione come ricordo e la farà bruciare sull'altare; poi farà bere l'acqua alla donna. 27 E quando le avrà fatto bere l'acqua, avverrà che, se lei si è contaminata e ha commesso una infedeltà contro il marito, l'acqua che provoca maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà, i suoi fianchi dimagriranno, e quella donna diventerà un oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo. 28 Ma se la donna non si è contaminata ed è pura, sarà riconosciuta innocente e avrà dei figli. 29 Questa è la legge relativa alla gelosia, nel caso in cui la moglie di uno si svii ricevendo un altro invece del proprio marito e si contamini, 30 e nel caso in cui lo spirito di gelosia si impossessi del marito e questi diventi geloso della moglie; egli farà comparire sua moglie davanti all'Eterno, e il sacerdote le applicherà questa legge integralmente. 31 Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità'”.

Riveduta:

Numeri 5

I contaminati messi fuori del campo
1 Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: 2 'Ordina ai figliuoli d'Israele che mandino fuori del campo ogni lebbroso, chiunque ha la gonorrea o è impuro per il contatto con un morto. 3 Maschi o femmine che siano, li manderete fuori; li manderete fuori del campo perché non contaminino il loro campo in mezzo al quale io abito'. 4 I figliuoli d'Israele fecero così, e li mandarono fuori del campo. Come l'Eterno avea detto a Mosè, così fecero i figliuoli d'Israele.

Legge relativa alla restituzione delle cose male acquistate
5 L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 6 'Di' ai figliuoli d'Israele: Quando un uomo o una donna avrà fatto un torto a qualcuno commettendo una infedeltà rispetto all'Eterno, e questa persona si sarà così resa colpevole, 7 ella confesserà il peccato commesso, restituirà per intero il corpo del delitto, aggiungendovi in più un quinto, e lo darà a colui verso il quale si è resa colpevole. 8 Ma se questi non ha prossimo parente a cui si possa restituire il corpo del delitto, questo corpo del delitto restituito spetterà all'Eterno, cioè al sacerdote, oltre al montone espiatorio, mediante il quale si farà l'espiazione per il colpevole. 9 Ogni offerta elevata di tutte le cose consacrate che i figliuoli d'Israele presenteranno al sacerdote, sarà del sacerdote; 10 le cose che uno consacrerà saranno del sacerdote; ciò che uno darà al sacerdote, apparterrà a lui'.

Legge relativa alla gelosia
11 L'Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 12 'Parla ai figliuoli d'Israele, e di' loro: Se una donna si svia dal marito e commette una infedeltà contro di lui; 13 se uno ha relazioni carnali con lei e la cosa è nascosta agli occhi del marito; s'ella si è contaminata in segreto senza che vi sian testimoni contro di lei o ch'ella sia stata colta sul fatto, 14 ove lo spirito di gelosia s'impossessi del marito e questi diventi geloso della moglie che si è contaminata, ovvero lo spirito di gelosia s'impossessi di lui e questi diventi geloso della moglie che non si è contaminata, 15 quell'uomo menerà la moglie al sacerdote, e porterà un'offerta per lei: un decimo d'efa di farina d'orzo; non vi spanderà sopra olio né vi metterà sopra incenso, perché è un'oblazione di gelosia, un'oblazione commemorativa, destinata a ricordare una iniquità. 16 Il sacerdote farà avvicinare la donna, e la farà stare in piè davanti all'Eterno. 17 Poi il sacerdote prenderà dell'acqua santa in un vaso di terra; prenderà pure della polvere ch'è sul suolo del tabernacolo, e la metterà nell'acqua. 18 Il sacerdote farà quindi stare la donna in piè davanti all'Eterno, le scoprirà il capo e porrà in mano di lei l'oblazione commemorativa, ch'è l'oblazione di gelosia; e il sacerdote avrà in mano l'acqua amara che arreca maledizione. 19 Il sacerdote farà giurare quella donna, e le dirà: Se nessun uomo ha dormito teco, e se non ti sei sviata per contaminarti ricevendo un altro invece del tuo marito, quest'acqua amara che arreca maledizione, non ti faccia danno! 20 Ma se tu ti sei sviata ricevendo un altro invece del tuo marito e ti sei contaminata, e altri che il tuo marito ha dormito teco... - 21 allora il sacerdote farà giurare la donna con un giuramento d'imprecazione e le dirà: L'Eterno faccia di te un oggetto di maledizione e di esecrazione fra il tuo popolo, facendoti smagrire i fianchi e gonfiare il ventre; 22 e quest'acqua che arreca maledizione, t'entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e smagrire i fianchi! E la donna dirà: Amen! amen! 23 Poi il sacerdote scriverà queste imprecazioni in un rotolo, e le cancellerà con l'acqua amara. 24 Farà bere alla donna quell'acqua amara che arreca maledizione, e l'acqua che arreca maledizione entrerà in lei per produrle amarezza; 25 e il sacerdote prenderà dalle mani della donna l'oblazione di gelosia, agiterà l'oblazione davanti all'Eterno, e l'offrirà sull'altare; 26 e il sacerdote prenderà una manata di quell'oblazione come ricordanza, e la farà fumare sull'altare; poi farà bere l'acqua alla donna. 27 E quando le avrà fatto bere l'acqua, avverrà che, s'ella si è contaminata ed ha commesso una infedeltà contro il marito, l'acqua che arreca maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà, i suoi fianchi smagriranno, e quella donna diventerà un oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo. 28 Ma se la donna non si è contaminata ed è pura, sarà riconosciuta innocente, ed avrà de' figliuoli. 29 Questa è la legge relativa alla gelosia, per il caso in cui la moglie di uno si svii ricevendo un altro invece del suo marito, e si contamini, 30 e per il caso in cui lo spirito di gelosia s'impossessi del marito, e questi diventi geloso della moglie; egli farà comparire sua moglie davanti all'Eterno, e il sacerdote le applicherà questa legge integralmente. 31 Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità'.

Ricciotti:

Numeri 5

Gli immondi allontanati
1 Quindi il Signore parlò a Mosè, e disse: 2 «Ordina a' figli di Israele che mandino via dagli accampamenti tutti i lebbrosi, chi ha perdite seminali e chi è immondo per aver toccato un morto. 3 Uomo o donna che sia, mandatelo fuori dal campo, acciò non lo contamini mentre io v'abiterò con voi». 4 Così fecero i figli d'Israele, e li mandarono via dagli accampamenti, come aveva comandato il Signore a Mosè.

Riparazione dei danni arrecati
5 Poi, il Signore parlò a Mosè, e disse: 6 «Ai figliuoli d'Israele dirai: - L'uomo o la donna che abbiano commesso uno di que' peccati ne' quali gli uomini sogliono cadere, abbiano trasgredito per negligenza un comandamento del Signore, ed abbiano mancato, 7 confesseranno il proprio peccato e renderanno tutto il capitale con la quinta parte in più a colui contro il quale peccarono. 8 Se poi non vi sarà a chi rendere, lo daranno al Signore, e sarà del sacerdote, oltre all'ariete che si offre per espiazione ed ostia di perdono. 9 Anche tutte le primizie offerte da' figliuoli d'Israele spettano al sacerdote; 10 e tutto quello che da ciascuno vien offerto nel santuario e dato in mano al sacerdote, sarà del sacerdote -».

La legge per la gelosia
11 Parlò ancora a Mosè il Signore, dicendo: 12 «Parla ai figliuoli di Israele, e di' loro così: - Se la moglie d'uno avrà peccato, e disprezzando il marito 13 si sarà data ad un altro uomo, ed il marito non l'ha potuto sapere, che anzi l'adulterio rimane nascosto e non può provarsi con testimoni perchè essa non è stata colta in flagrante; 14 o se lo spirito di gelosia inciterà il marito contro la moglie, che questa abbia davvero peccato, o che sia sospettata falsamente; 15 egli la condurrà al sacerdote, ed offrirà come oblazione per essa la decima parte d'una misura di farina d'orzo. Non vi verserà sopra olio ne vi imporrà incenso, perchè è sacrifizio mosso da gelosia, ed oblazione fatta per investigare un adulterio. 16 Il sacerdote dunque presenterà e farà stare [quella donna] dinanzi al Signore; 17 poi prenderà dell'acqua santa in un vaso di coccio, e vi metterà un poco di terra del suolo del tabernacolo. 18 Stando dunque la donna davanti al Signore, [il sacerdote] le scoprirà il capo, e le porrà nelle mani la materia del sacrifizio per investigazione e dell'offerta per gelosia; egli poi terrà quelle acque amarissime, sulle quali avrà scaricato con scongiuri le sue maledizioni. 19 E la scongiurerà dicendo: "Se nessun uomo estraneo è stato con te, nè ti sei macchiata abbandonando il talamo coniugale, non ti faranno alcun male queste acque amarissime sulle quali ho versato le mie maledizioni. 20 Ma se ti sviasti dal tuo marito, e ti sei macchiata, e ti sei data ad un altr'uomo 21 soggiacerai a queste maledizioni: Ti faccia il Signore diventare oggetto di maledizione e d'esempio a tutti nel popolo suo; faccia marcire il tuo fianco, gonfiare e crepare il tuo ventre; 22 penetrino nelle tue viscere le acque maledette, e gonfiandoti il ventre, ti marcisca il fianco". E la donna risponderà: "Così sia". 23 Poi il sacerdote scriverà sopra un foglietto queste maledizioni, le farà sciogliere nell'acque amarissime sulle quali adunò le sue maledizioni, 24 e gliele darà a bere. Dopo che essa le avrà inghiottite, 25 il sacerdote le prenderà di mano la materia del sacrifizio di gelosia, la eleverà innanzi al Signore, e la porrà sull'altare, in maniera però che prima 26 tolga dall'offerta il pugnellino pel sacrifizio e lo bruci sull'altare, poi dia in bevanda alla donna le acque amarissime. 27 Quando le avrà bevute, se è macchiata e rea d'adulterio in disprezzo del marito, le acque maledette la pervaderanno e gonfiatole il ventre le marcirà il fianco; sarà quella donna oggetto di maledizione e d'esempio a tutto il popolo. 28 Ma se non era colpevole, non risentirà alcun danno, e tornerà a fare dei figli». 29 È questa la legge per gelosia, se una donna s'è sviata dal suo marito e contaminata, 30 o se il marito agitato dallo spirito di gelosia l'ha presentata al cospetto del Signore, quando il sacerdote le abbia fatto secondo tutto quello che è stato scritto, 31 il marito non avrà più colpa [del suo sospetto], ed essa [se rea] pagherà la sua iniquità.

Tintori:

Numeri 5

Gli immondi esclusi dal campo.
1 Il Signore parlò a Mosè, dicendo: 2 «Ordina ai figli d'Israele di mandar fuori del campo chi è lebbroso, chi ha la gonorrea e chi è immondo a causa d'un morto. 3 Maschi o femmine che siano, mandateli fuori del campo, chè non lo contaminino, abitando io con voi». 4 I figli d'Israele così fecero e li mandarono fuor del campo, come il Signore aveva detto a Mosè.

Riparazione del furto.
5 Il Signore parlò a Mosè, dicendo: 6 «Di' ai figli d'Israele: Se un uomo o una donna avrà fatto di quei peccati che sogliono essere contro il prossimo, e avrà trasgredito per negligenza il precetto del Signore, e si sarà reso colpevole, 7 confesserà la sua colpa e restituirà l'oggetto con un quinto di più a colui contro il quale ha peccato. 8 Ma se non vi fosse chi riceva la restituzione, la darà al Signore, e sarà del sacerdote, oltre il montone che è offerto come espiazione, affinchè l'ostia sia propiziatoria. 9 Appartengono pure al sacerdote tutte le primizie offerte dai figli d'Israele, 10 anche tutto ciò che uno offre al santuario e pone nelle mani del sacerdote, sarà del sacerdote».

La gelosia.
11 Il Signore parlò a Mosè, dicendo: 12 «Parla ai figli d'Israele e di' loro: Se una donna maritata, dispregiando il marito, 13 dormirà con un altro uomo; ma il marito non può venirne in chiaro, e l'adulterio è nascosto, e non può provarsi con testimoni, perchè essa non fu colta sul fatto; 14 dato che lo spirito di gelosia ecciti l'uomo contro la sua moglie che si è contaminata, o ne viene accusata con falso sospetto, 15 egli la condurrà al sacerdote, e offrirà in oblazione per lei la decima parte d'un sato di farina d'orzo, senza mettervi sopra nè olio nè incenso, essendo un sacrifizio di gelosia, un'oblazione per scoprir l'adulterio. 16 Il sacerdote farà avvicinare la donna e la farà stare in piedi davanti al Signore, 17 e presa dell'acqua santa in un vaso di terra, vi getterà dentro un po' di terra del pavimento del Tabernacolo; 18 scoperto poi il capo alla donna che sta in piedi davanti al Signore, le porrà sulle mani il sacrifizio della ricordanza e l'oblazione della gelosia, e, tenendo le acque amarissime sopra le quali con esecrazione ha accumulato le maledizioni, 19 la scongiurerà e dirà: Se nessun uomo straniero ha dormito con te e non ti sei contaminata coll'abbandonare il talamo di tuo marito, queste acque amare sopra le quali ho accumulate le maledizioni non ti noceranno; 20 ma se ti sei sviata da tuo marito, e ti sei contaminata e hai dormito con un altro uomo, 21 cadrai sotto queste maledizioni: il Signore ti metta in maledizione ed esempio a tutti nel suo popolo: faccia imputridire la tua coscia, e il tuo ventre gonfi e crepi: 22 queste acque maledette entrando nel tuo ventre faccian gonfiare il tuo utero e imputridire la tua coscia. E la donna risponderà: Così sia, così sia! 23 Il Sacerdote scriverà in un libretto queste maledizioni, e le cancellerà colle acque amarissime, sopra le quali ha accumulate le maledizioni, 24 e che saran date a bere alla donna. E quando essa le avrà bevute, 25 il sacerdote prenderà dalle mani di lei il sacrifizio della gelosia, e, alzatolo dinanzi al Signore, lo porrà sull'altare; ma prima 26 prenderà una manata del sacrifizio che è offerto, e lo brucerà sull'altare, poi darà a bere le acque amarissime alla donna: 27 alla quale, bevute che siano, se essa si è contaminata, ha disprezzato il marito e si è fatta rea di adulterio, le acque di maledizione penetreranno dentro a far gonfiare il ventre, a far marcire la coscia; e così tal donna sarà in maledizione ed in esempio a tutto il popolo. 28 Se invece non si è contaminata, non patirà alcun male ed avrà figli. 29 Questa è la legge della gelosia, per quando una donna, sviandosi dal suo marito, si è contaminata, 30 e il marito, preso da spirito di gelosia, la conduce al cospetto del Signore, e il sacerdote fa a lei tutto quello che è scritto, 31 il marito sarà senza colpa, e lei riceverà secondo la sua iniquità».

Martini:

Numeri 5

Quali siano gl' immondi da tenersi lungi dagli alloggiamenti. In qual modo si soddisfaccia per le trasgressioni nate da negligenza. Delle primizie, ed oblazioni, e della legge di gelosia.
1 E il Signore parlò a Mosè, e disse: 2 Ordina a' figliuoli d'Israele, che scaccino dagli alloggiamenti tutt'i lebbrosi, e quelli che patiscono gonorrea, e quegli che sono immondi per causa di un morto. 3 Maschi, o femmine che sieno, cacciategli via dagli alloggiamenti, affinché non li rendano immondi, mentre io vi abito insieme con voi. 4 E così fecero i figliuoli d'Israele, e cacciarono coloro fuori degli alloggiamenti, come il Signore avea detto a Mosè. 5 E il Signore parlò a Mosè, e disse: 6 Tu dirai ai figliuoli d'Israele: Se un uomo, o una donna per negligenza farà alcuno di quei peccati, che sono ordinarii agli uomini, e per negligenza trasgrediranno il precetto del Signore, e peccheranno, 7 Confesseranno la loro colpa, e rifaranno i danni col quinto di più a colui contro del quale han peccato. 8 Se non havvi chi riceva la restituzione, la faranno al Signore, ed ella sarà del sacerdote, eccettuato l'ariete, che si offerisce in espiazione, e per esser ostia, che impetri perdono. 9 Tutte parimente le primizie offerte dai figliuoli d'Israele spettano al sacerdote: 10 E tutto quello che da ciascheduno è portato al santuario, e posto nelle mani del sacerdote, sarà del sacerdote. 11 E il Signore parlò a Mosè, e disse: 12 Parla a' figliuoli d'Israele, e di' loro: Se una donna cade in peccato, e dispregiando il marito 13 Dorme con altro uomo, e il marito non può venirne in chiaro, ma l'adulterio è nascoso, e non può provarsi coi testimoni, perché ella non fu colta in fallo: 14 Se lo spirito di gelosia si è impossessato dell'uomo riguardo alla sua moglie, la quale o è stata disonorata, o senza ragione è sospetta, 15 Quegli la menerà al sacerdote, e offerirà per lei la decima parte d'un sato di farina d'orzo senza spargervi sopra dell'olio, né porvi dell'incenso: perché questo è sacrifizio di gelosia, e obblazione fatta per iscoprire l'adulterio. 16 Il sacerdote adunque la offerirà, e presenterà (la donna) dinanzi al Signore: 17 E prenderà dell'acqua santa in un vaso di terra, e vi getterà dentro un pocolino di terra del pavimento del tabernacolo. 18 E stando la donna al cospetto del Signore, egli le scoprirà il capo, e porrà sulle mani di lei il sacrifizio di ricordanza, e l'obblazione di gelosia: ed egli terrà le acque di amaritudine, sopra le quali ha proferite le maledizioni, ed esecrazioni: 19 E la scongiurerà, e dirà: Se non ha dormito con te altro uomo, e se tu non ti sei disonorata, abbandonando il talamo coniugale, non nuoceranno a te queste acque amarissime, sopra le quali ho gettate maledizioni. 20 Ma se tu ti sei alienata dal tuo marito, e ti sei disonorata, e hai dormito con altro uomo, 21 Cadrai in queste maledizioni: il Signore ti faccia argomento ed esempio di maledizione a tutto il suo popolo: faccia infracidir il tuo ventre, e gonfi, e crepi il tuo utero: 22 Entrino le acque di maledizione nel tuo ventre, ed enfiato il tuo utero s'infracidisca il tuo fianco. E la donna risponderà: Così sia, così sia. 23 E il sacerdote scriverà in un libretto queste maledizioni, e le cancellerà coll'acque di amaritudine, sopra le quali scaricò le maledizioni, 24 E le darà a bere alla donna; e quando ella le avrà tracannate, 25 Il sacerdote prenderà dalle mani di lei il sacrifizio di gelosia, e lo alzerà dinanzi al Signore, e porrallo sull'altare: con questo però, che prima 26 Prenderà una manata dell'obblazione, e la brucerà sull'altare: e allora darà a bere alla donna le acque amarissime. 27 Bevute le quali, se ella ha peccato, e se disprezzato il marito, si è fatta rea di adulterio, s'impossesseranno di lei le acque di maledizione, ed enfiato il ventre, infracidirà il suo fianco: e quella donna sarà argomento, ed esempio di maledizione per tutto il popolo. 28 Che se non è rea, non patirà mal nissuno, e farà figliuoli. 29 Questa è la legge per le occasioni di gelosia. Se la donna si aliena dal suo marito, e si disonora, 30 E il marito preso da spirito di gelosia la conduce al cospetto del Signore, e il sacerdote fa a lei tutto quello che si è scritto, 31 Il marito sarà senza colpa, e quella pagherà il fio di sua iniquità.

Diodati:

Numeri 5

1 POI il Signore parlò a Mosè, dicendo: 2 Comanda a' figliuoli d'Israele che mandino fuor del campo ogni lebbroso, e ogni uomo che ha la colagione, e ogni uomo immondo per un morto. 3 Mandateli fuori, così maschi, come femmine; mandateli fuor del campo; acciocchè non contaminino il campo loro, nel mezzo del quale io abito. 4 E i figliuoli d'Israele fecero così, e mandarono coloro fuor del campo. Come il Signore avea detto a Mosè, così fecero i figliuoli d'Israele. 5 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: 6 Parla a' figliuoli d'Israele, e di' loro: Quando un uomo o una donna avrà fatto alcuno de' peccati degli uomini, commettendo misfatto contro al Signore; quella cotal persona è colpevole. 7 Se confessa il suo peccato che avrà commesso, restituisca il capitale di ciò intorno a che avrà misfatto; e vi sopraggiunga il quinto, e dialo a colui contro a cui avrà misfatto. 8 E se colui non ha alcun prossimo parente, che abbia ragione di ricoverar ciò che fu suo, per restituirgli ciò in che il misfatto sarà stato commesso; venendosi ciò a restituire, appartenga al Signore, cioè al sacerdote, oltre al montone de' purgamenti, col quale il sacerdote farà purgamento per lui. 9 Parimente sia del sacerdote ogni offerta elevata di tutte le cose consacrate da' figliuoli d'Israele, le quali essi gli presenteranno. 10 E le cose consacrate da chi che sia sieno del sacerdote; sia suo ciò che qualunque persona gli avrà dato.
11 OLTRE a ciò, il Signore parlò a Mosè, dicendo: 12 Parla a' figliuoli d'Israele, e di' loro: Quando la moglie di alcuno si sarà sviata, e avrà commesso misfatto contro a lui; 13 e alcuno sarà giaciuto carnalmente con lei, di nascosto dal marito; ed ella si sarà celatamente contaminata, senza che vi sia alcun testimonio contro a lei nè che sia stata colta in sul fatto; 14 se lo spirito della gelosia entra nel marito, sì ch'egli sia geloso della sua moglie, essendosi ella contaminata; ovvero anche, se lo spirito della gelosia entra in lui, sì che sia geloso della sua moglie, non essendosi ella contaminata; 15 meni quell'uomo la sua moglie al sacerdote, e presenti per lei l'offerta di essa, che sarà la decima parte di un efa di farina d'orzo; non ispandavi sopra olio, e non mettavi sopra incenso; perciocchè è offerta di gelosie, oblazione di rammemorazione, che riduce a memoria iniquità. 16 E faccia il sacerdote appressar quella donna, e facciala stare in piè nel cospetto del Signore. 17 Poi prenda il sacerdote dell'acqua santa in un vasello di terra; prenda eziandio della polvere che sarà sopra il suolo del Tabernacolo, e mettala in quell'acqua. 18 E facendo star quella donna in piè davanti al Signore, scoprale il sacerdote la testa, e mettale in su le palme delle mani l'offerta della rammemorazione, che è l'offerta delle gelosie; e abbia il Sacerdote in mano quell'acqua amara che reca maledizione. 19 E faccia il sacerdote giurar quella donna, e dicale: Se niun uomo è giaciuto teco, e se tu non ti sei sviata per contaminazione, ricevendo un altro in luogo del tuo marito; quest'acqua amara, che reca maledizione, non facciati alcun danno. 20 Ma se tu ti sei sviata, ricevendo un altro in luogo del tuo marito, e ti sei contaminata, e altri che il tuo marito è giaciuto teco carnalmente; 21 (allora faccia il sacerdote giurar la donna, con giuramento di esecrazione, e dicale): Il Signore ti metta in maledizione ed esecrazione, nel mezzo del tuo popolo, facendoti cader la coscia, e gonfiare il ventre. 22 Ed entriti nell'interiora quest'acqua che reca maledizione, per farti gonfiare il ventre, e cader la coscia. E la donna dica: Amen, Amen. 23 Poi scriva il sacerdote queste maledizioni in un cartello, e le cancelli con quell'acqua amara. 24 E dia a bere alla donna quell'acqua amara, che reca maledizione, sì che quell'acqua che reca maledizione entri in lei, per acqua amara. 25 Or prenda il sacerdote di man di quella donna l'offerta delle gelosie; e dimenila davanti al Signore; e poi offeriscala sopra l'Altare. 26 Prenda eziandio una menata di quell'offerta, per la sua ricordanza, e brucila sopra l'Altare; e poi dia a bere quell'acqua alla donna. 27 E quando egli gliela avrà data a bere, avverrà che, se ella si è contaminata, e ha commesso misfatto contro al suo marito, quando l'acqua che reca maledizione sarà entrata in lei, per acqua amara, il ventre le gonfierà, e la coscia le caderà; e quella donna sarà in esecrazione in mezzo del suo popolo. 28 Ma, se quella donna non si è contaminata, anzi è pura, ella non avrà male alcuno, e potrà portar figliuoli. 29 Questa è la legge delle gelosie, quando la moglie di alcuno si sarà sviata, ricevendo un altro in luogo del suo marito, e si sarà contaminata. 30 Ovvero, quando lo spirito della gelosia sarà entrato nel marito, ed egli sarà geloso della sua moglie; facciala comparire davanti al Signore, e facciale il Sacerdote tutto quello ch'è ordinato per questa legge. 31 E sia il marito esente di colpa, ma porti la donna la sua iniquità.

Commentario completo di Matthew Henry:

Numeri 5

1 INTRODUZIONE AI NUMERI CAPITOLO 5

In questo capitolo abbiamo,

I. Un ordine, in conformità con le leggi già emanate, per l'espulsione degli impuri dal campo, Numeri 5:1-4.

II. Una ripetizione delle leggi riguardanti la restituzione, in caso di torto fatto a un prossimo (Numeri 5:5-8), e riguardo l'appropriazione delle cose sante ai sacerdoti, Numeri 5:9,10.

III. Una nuova legge riguardante il processo di una moglie sospettata di adulterio, presso le acque della gelosia, Numeri 5:11-31.

Ver. 1. fino alla Ver. 10.

Ecco qui

I. Un comando per la purificazione dell'accampamento, espellendo dall'interno delle sue linee tutti coloro che erano cerimonialmente impuri, con fusti, lebbrosie o il tocco di cadaveri, fino a quando non fossero purificati secondo la legge, Numeri 5:2,3.

1. Questi ordini vengono eseguiti immediatamente, Numeri 5:4.

(1.) Il campo era ora rimodellato e messo in ordine, e quindi, per completare la sua riforma, è il prossimo ad essere purificato. Nota: La purezza della chiesa deve essere attentamente consultata e preservata come la pace e l'ordine di essa. È necessario, non solo che ogni Israelita sia confinato nel proprio standard, ma che ogni Israelita contaminato sia separato da esso. La saggezza dall'alto è prima pura, poi pacifica.

(2.) Il tabernacolo di Dio era ora fissato in mezzo al loro accampamento, e quindi dovevano stare attenti a mantenerlo pulito. Nota: Maggiore è la professione di religione che una casa o una famiglia fa, più è obbligata a deporre l'iniquità lontano dal suo tabernacolo, Giobbe 22:23. La persona, il luogo, in mezzo al quale Dio abita, non deve essere contaminato, perché, se lo è, sarà insultato, offeso e provocato a ritirarsi, 1Corinzi 3:16,17.

2. Questa espulsione degli immondi dal campo doveva significare,

(1.) Cosa dovrebbero fare i governatori della chiesa: devono separare tra il prezioso e il vile, e purgare le persone scandalose, come il vecchio lievito (1Corinzi 5:8,13), per timore che altri siano infettati e contaminati, Ebrei 12:15. È per la gloria di Cristo e l'edificazione della sua chiesa che coloro che sono apertamente e incorreggibilmente profani e viziosi siano espulsi e tenuti lontani dalla comunione cristiana fino a quando non si pentano.

(2.) Cosa farà Dio stesso nel grande giorno: purificherà completamente il suo pavimento e raccoglierà dal suo regno tutte le cose che offendono. Come qui gli impuri furono chiusi fuori dall'accampamento, così nella nuova Gerusalemme nessuna cosa impura entrerà, Apocalisse 21:27.

II. Una legge che riguarda la restituzione, in caso di torto fatto a un vicino. Si chiama peccato che gli uomini commettono (Numeri 5:6), perché è comune tra gli uomini; un peccato dell'uomo, cioè un peccato contro l'uomo, così si pensa che debba essere tradotto e compreso. Se un uomo supera o froda il suo fratello in qualsiasi questione, deve essere considerato come una trasgressione contro il Signore, che è il protettore del diritto, il punitore del torto, e che ci ordina e ci comanda severamente di agire con giustizia. Ora, che cosa si deve fare quando la coscienza risvegliata di un uomo lo accusa di una colpa di questo tipo, e gliela riporta alla memoria, anche se fatta molto tempo fa?

1. Deve confessare il suo peccato, confessarlo a Dio, confessarlo al suo prossimo, e così prendersi la vergogna per se stesso. Se l'ha già negato in passato, anche se è controcorrente riconoscere se stesso in una menzogna, tuttavia deve farlo; Poiché il suo cuore era indurito, lo negò, quindi non ha altro modo di far sembrare che il suo cuore sia ora intenerito se non confessandolo.

2. Deve portare un sacrificio, un montone di espiazione, Numeri 5:8. Bisogna dare soddisfazione per l'offesa fatta a Dio, la cui legge è infranta, così come per la perdita subita dal nostro prossimo; La restituzione in questo caso non è sufficiente senza fede e pentimento.

3. Tuttavia i sacrifici non sarebbero stati accettati fino a quando non fosse stata fatta piena ammenda alla parte offesa, non solo il principale, ma una quinta parte aggiunta ad esso, Numeri 5:7. È certo che, mentre ciò che si ottiene con l'ingiustizia viene consapevolmente trattenuto nelle mani, la colpa dell'ingiustizia rimane sulla coscienza, e non viene purificata dal sacrificio né dall'offerta, dalle preghiere e non dalle lacrime, perché è lo stesso e continuo atto di peccato in cui persiste. Questa legge l'avevamo prima (Levitico 6:4), e qui si aggiunge che se la parte offesa era morta, e non aveva un parente prossimo che avesse diritto al debito, o se era in qualche modo incerto a chi dovesse essere fatta la restituzione, questo non dovrebbe servire come scusa per trattenere ciò che è stato ingiustamente ottenuto; a chiunque appartenesse, non era certo nessuno dei suoi che l'aveva ottenuta con il peccato, e quindi doveva essere data al sacerdote, Numeri 5:8. Se c'era qualcuno che potesse attribuirgli un titolo, non doveva essere dato al sacerdote (Dio odia il furto per gli olocausti); ma, se non c'erano, allora passava al grande Signore (ob defectum sanguinis, per mancanza di discendenza), e i sacerdoti erano i suoi ricevitori. Nota: Alcune opere di pietà o di carità sono un pezzo di giustizia necessaria che deve essere fatto da coloro che sono coscienti di aver fatto del male, ma non sanno come altrimenti risarcire; Ciò che non è di nostra proprietà non sarà mai il nostro profitto.

III. Una regola generale riguardo alle cose sante data in questa occasione, che, qualunque cosa sia stata data al sacerdote, sarà sua, Numeri 5:9,10.

1. Colui che lo ha dato non doveva ricevere di nuovo il suo dono con un pretesto di sorta. Questa legge ratifica e conferma tutte le concessioni per usi pii, affinché la gente non dia cose ai sacerdoti in un impeto di zelo, per poi richiamarle in un impeto di irritazione.

2. Gli altri sacerdoti non dovrebbero venire in condivisione con quel sacerdote che allora officiava, e al quale la cosa santificata, qualunque essa fosse, fu data. Colui che è stato più pronto e diligente nel prestare servizio se ne guadagni il meglio: se fa il lavoro, abbia la paga, e gli possa fare molto bene.

11 Ver. 11. fino alla Ver. 31.

Abbiamo qui la legge riguardante il processo solenne di una moglie il cui marito era geloso di lei. Osservare

I. Che cosa si supponeva: Che un uomo avesse qualche motivo per sospettare che sua moglie avesse commesso adulterio, Numeri 5:12-14. Qui

1. Il peccato di adulterio è giustamente rappresentato come un peccato estremamente peccaminoso; è allontanarsi da Dio e dalla virtù, e dalla buona via, Proverbi 2:17. Significa commettere una trasgressione contro il marito, derubarlo del suo onore, alienare il suo diritto, introdurre una razza spuria nella sua famiglia per condividerla con i suoi figli nella sua proprietà e violare il suo patto con lui. Viene contaminato; perché nulla inquina la mente e la coscienza più di questo peccato.

2. Si suppone che sia un peccato che i peccatori hanno molta cura di nascondere, di cui non c'è testimonianza. L'occhio dell'adultero attende il crepuscolo, Giobbe 24:15. E l'adultera coglie la sua opportunità quando l'uomo buono non è in casa, Proverbi 7:19. Non desidererebbe essere segreto se non fosse vergognoso; E il diavolo che attira i peccatori a questo peccato insegna loro come coprirlo.

3. Si suppone che lo spirito della gelosia venga sul marito, di cui Salomone dice: È il furore di un uomo (Proverbi 6:34), e che è crudele come la tomba , Cantico dei Cantici 8:6.

4. "Eppure" (dicono gli scrittori ebrei) "deve far sembrare di avere qualche giusta causa per sospettare".

La regola che danno è:

"Se il marito ha detto a sua moglie davanti a dei testimoni: 'Non stare in segreto con un tale uomo'; e, nonostante quell'ammonizione, in seguito si prova che era in segreto con quell'uomo, sebbene suo padre o suo fratello, allora egli potrebbe costringerla a bere l'acqua amara".

Ma qui la legge non lo lega a quel particolare metodo di provare la giusta causa del suo sospetto; Potrebbe essere dimostrato diversamente. Nel caso in cui si fosse potuto provare che aveva commesso adulterio, doveva essere messa a morte (Levitico 20:10); ma, se era incerto, allora questa legge si applicava. Quindi

(1.) Che tutte le mogli siano ammonite a non dare a nessuno la minima occasione per sospettare della loro castità; non è sufficiente che si astengano dal male dell'impurità, ma devono astenersi da ogni apparenza di essa, da tutto ciò che le assomiglia, o conduce ad essa, o può dare il minimo fastidio alla gelosia; poiché quanto grande è la questione che un piccolo fuoco può accendere!

(2.) Che tutti i mariti siano ammoniti a non nutrire sospetti ingiustificati o ingiusti sulle loro mogli. Se la carità in generale, e molto più l'affetto coniugale, insegna a non pensare al male, 1Corinzi 13,5. È la felicità della donna virtuosa che il cuore di suo marito confida in lei in modo sicuro, Proverbi 31:11.

II. Qual era la linea di condotta prescritta in questo caso, affinché, se la moglie sospettata era innocente, non potesse continuare sotto il rimprovero e l'inquietudine della gelosia del marito, e, se colpevole, il suo peccato potesse scoprirla, e gli altri potessero ascoltare, temere e prendere avvertimento.

1. Il processo deve essere il seguente:

(1.) Suo marito deve portarla dal prete, con i testimoni che potrebbero provare la base del suo sospetto, e desiderare che possa essere processata. Gli ebrei dicono che il sacerdote fu il primo a cercare di persuaderla a confessare la verità, dicendo a questo proposito:

"Cara figlia, forse sei stata sorpresa dal bere vino, o sei stata trascinata dal calore della giovinezza o dagli esempi dei cattivi vicini; Vieni, confessa la verità, per amore del suo grande nome che è descritto nella cerimonia più sacra, e non lasciare che sia cancellato con l'acqua amara".

Se confessava, dicendo: "Sono contaminata", non veniva messa a morte, ma divorziava e perdeva la sua dote; se lei diceva: "Io sono pura", allora procedevano.

(2.) Deve portare una grossolana offerta di farina d'orzo, senza olio né incenso, in accordo con l'attuale stato afflitto della sua famiglia; per una grande afflizione era avere motivo di essere geloso o essere geloso senza motivo. È un' offerta commemorativa, per significare che ciò che doveva essere fatto era inteso come un appello religioso all'onniscienza e alla giustizia di Dio.

(3.) Il sacerdote doveva preparare l'acqua della gelosia, l'acqua santa dalla conca in cui i sacerdoti dovevano lavarsi quando svolgevano il loro ministero; questa doveva essere portata in un vaso di terracotta, contenente (dicono) circa una pinta; e doveva essere un vaso di terracotta, perché più ogni cosa era grossolana e semplice, più era gradevole all'occasione. Bisognava mettere polvere nell'acqua, per significare l'obbrobrio a cui giaceva e l'infamia che doveva prendere per sé, mettendo la bocca nella polvere; ma polvere dal pavimento del tabernacolo, per rendere onore a tutto ciò che apparteneva al luogo che Dio aveva scelto per mettervi il suo nome, e di mantenere nel popolo la riverenza per esso; vedere Giovanni 8:6.

(4.) La donna doveva essere posta davanti al Signore, alla porta orientale del cortile del tempio (dicono i Giudei), e il suo capo doveva essere scoperto, in segno della sua dolorosa condizione; e lì stava per uno spettacolo al mondo, affinché le altre donne potessero imparare a non fare dopo la sua dissolutezza, Ezechiele 23:48. Solo gli ebrei dicono:

"I suoi propri servi non dovevano essere presenti, affinché non sembrasse vile ai loro occhi, che dovevano renderle onore; anche suo marito deve essere licenziato".

(5.) Il sacerdote doveva scongiurarla di dire la verità, e di denunciare la maledizione di Dio contro di lei se fosse stata colpevole, e di dichiarare quale sarebbe stato l'effetto se avesse bevuto l'acqua della gelosia, Numeri 5:19-22. Deve assicurarle che, se fosse innocente, l'acqua non le farebbe alcun male, Numeri 5:19. Nessuno deve temere la maledizione della legge se non ha infranto i comandamenti della legge. Ma, se fosse colpevole, quest'acqua sarebbe veleno per lei, le farebbe gonfiare il ventre e marcire la coscia, e sarebbe una maledizione o un abominio in mezzo al suo popolo, Numeri 5:21,22. A questo deve dire: Amen, come Israele deve fare alle maledizioni pronunciate sul monte Ebal, Deuteronomio 27:15-26. Alcuni pensano che l' Amen, essendo raddoppiato, rispetti entrambe le parti dello scongiuro, sia quello che l'ha liberata se innocente, sia quello che l'ha condannata se colpevole. Nessuna donna, se fosse colpevole, potrebbe dire Amen a questo scongiuro, e bere l'acqua su di esso, a meno che non non creda alla verità di Dio o sfidi la sua giustizia, e non sia giunta a un tale grado di impudenza e durezza di cuore nel peccato da sfidare Dio Onnipotente a fare del suo peggio, e preferire di avventurarsi sulla sua maledizione piuttosto che dargli gloria facendo la confessione; così la prostituzione ha tolto il cuore.

(6.) Il sacerdote doveva scrivere questa maledizione in una bisaccia o in un rotolo o in una pergamena, parola per parola, come l'aveva espressa, e poi cancellare o raschiare via ciò che aveva scritto nell'acqua (Numeri 5:23), per significare che era quella maledizione che impregnava l'acqua e le dava la sua forza per realizzare ciò che era inteso. Significava che, se fosse stata innocente, la maledizione sarebbe stata cancellata e non sarebbe mai apparsa contro di lei, come è scritto: Isaia 43:25, Io sono colui che cancella la tua trasgressione, e Salmi 51:9, Cancella le mie iniquità; ma che, se fosse stata colpevole, la maledizione, come era scritto, essendo stata infusa nell'acqua, sarebbe entrata nelle sue viscere con l'acqua, proprio come l'olio nelle sue ossa (Salmi 109:18), come leggiamo di una maledizione che entrò in una casa, Zaccaria 5:4.

(7.) La donna deve poi bere l'acqua (Numeri 5:24); è chiamata acqua amara, pensano alcuni perché vi hanno messo dell'assenzio per renderla amara, o meglio perché ha causato la maledizione. Così il peccato è chiamato cosa malvagia e amara per la stessa ragione, perché causa la maledizione, Geremia 2:19. Se si era resa colpevole (e altrimenti non aveva causato la maledizione), le era stato fatto sapere che, sebbene le sue acque rubate fossero state dolci, e il suo pane mangiato in segreto piacevole, tuttavia la fine era amara come l'assenzio, Proverbi 9:17; Numeri 5:4. Sappia tutti coloro che si immischiano nei piaceri proibiti che alla fine saranno amarezza. I Giudei dicono che se, dopo aver denunciato la maledizione, la donna era così spaventata da non osare bere l'acqua, ma confessava di essere contaminata, il sacerdote gettava l'acqua e gettava la sua offerta tra la cenere, e lei si ripudiava senza dote: se non si confessava, e tuttavia non voleva bere, la costringevano a farlo; e, se era pronta a vomitarlo di nuovo, la portavano via in fretta, affinché non contaminasse il luogo santo.

(8.) Prima di bere l'acqua, l'offerta di gelosia veniva agitata e offerta sull'altare (Numeri 5:25,26); una manciata di essa veniva bruciata come memoriale, e il resto mangiato dal sacerdote, a meno che il marito non fosse un sacerdote, e poi veniva disperso tra la cenere. Questa offerta nel mezzo della transazione significava che il tutto era un appello a Dio, come un Dio che conosce tutte le cose e al quale non è nascosto alcun segreto.

(9.) Essendo tutte le cose così compiute secondo la legge, dovevano attendere la pubblicazione. L'acqua, con un po' di polvere e i graffi di una pergamena scritta, non aveva alcuna tendenza naturale a fare né bene né male; ma se Dio fosse stato così invocato per mezzo di un'ordinanza istituita, anche se altrimenti gli innocenti avrebbero potuto continuare sotto sospetto e i colpevoli non essere scoperti, tuttavia Dio avrebbe posseduto la sua istituzione fino al punto che in breve tempo, per l'opera miracolosa della Provvidenza, l'innocenza degli innocenti sarebbe stata cancellata, e il peccato dei colpevoli dovrebbe scoprirli.

[1.] Se la donna sospettata fosse veramente colpevole, l'acqua che beveva sarebbe veleno per lei (Numeri 5:18), il suo ventre si gonfierebbe e la sua coscia marcirebbe a causa di una vile malattia per vili deserti, e alla fine piangerebbe quando la sua carne e il suo corpo saranno consumati, Proverbi 5:11. Il vescovo Patrizio dice, da alcuni scrittori ebrei, che l'effetto di queste acque apparve immediatamente, lei impallidì e i suoi occhi pronti a uscire dalla sua testa. Il dottor Lightfoot dice che a volte non comparve per due o tre anni, ma non partorì figli, era malaticcia, languiva e alla fine marciva; È probabile che alcune indicazioni siano apparse immediatamente. Il rabbino dice che anche l'adultero morì nello stesso giorno e nella stessa ora dell'adultera, e anche nello stesso modo, che il suo ventre si gonfiò e le sue parti segrete marcirono: una malattia forse non molto dissimile da quella che in queste ultime epoche la mano vendicatrice di un Dio giusto ha reso il flagello dell'impurità, e con cui le meretrici e i fornicatori si infettano, si pestano e si rovinano a vicenda, poiché sfuggono alla punizione degli uomini. I dottori ebrei aggiungono che le acque avevano questo effetto sull'adultera solo nel caso in cui il marito non avesse mai commesso reati dello stesso tipo; ma che, se in qualche momento avesse contaminato il letto matrimoniale, Dio non lo avrebbe così raddrizzato contro la sua moglie dannosa; e che quindi nelle epoche ultime e degenerate della chiesa ebraica, quando l'impurità abbondava, questo modo di provare era generalmente in disuso e messo da parte; Gli uomini, conoscendo i propri crimini, si accontentavano di non conoscere i crimini delle loro mogli. E a questo forse si può riferire la minaccia (Osea 4:14): Non punirò i vostri coniugi quando commettono adulterio, perché voi stessi siete separati dalle meretrici.

[2.] Se fosse innocente, l'acqua che ha bevuto sarebbe fisica per lei: sarà libera e concepirà un seme, Numeri 5:28. Gli scrittori ebrei magnificano i buoni effetti di quest'acqua sulla donna innocente, affinché, per ricompensarla del torto fattole dal sospetto, dopo aver bevuto queste acque, dopo aver bevuto queste acque, sia più forte e abbia un aspetto migliore che mai; se era malata, doveva diventare sana, doveva avere un figlio maschio e avere un lavoro facile.

2. Dal tutto possiamo imparare,

(1.) Che i peccati segreti sono noti a Dio, e a volte sono stranamente portati alla luce in questa vita; tuttavia, c'è un giorno in cui Dio, per mezzo di Gesù Cristo, come qui per mezzo del sacerdote, giudicherà i segreti degli uomini secondo il vangelo, Romani 2:16.

(2.) Che, in particolare, i fornicatori e gli adulteri Dio giudicherà. La violazione della fede coniugale e della castità è altamente provocante per il Dio del cielo, e prima o poi sarà resa in considerazione. Sebbene ora non abbiamo le acque della gelosia per essere un terrore sensibile per gli impuri, tuttavia abbiamo una parola da Dio che dovrebbe essere un terrore altrettanto grande, che se uno contamina il tempio di Dio, Dio distruggerà lui, 1Corinzi 3:17.

(3.) Che Dio troverà un modo o l'altro per eliminare l'innocenza degli innocenti e per portare avanti la loro giustizia come la luce.

(4.) Che per i puri tutte le cose sono pure, ma per i contaminati nulla è così, Tito 1:15. La stessa parola è per alcuni un sapore di vita per la vita, per altri un sapore di morte per la morte, come quelle acque di gelosia, secondo che l'hanno ricevuta; la stessa provvidenza è per il bene degli uni e per il male degli altri, Geremia 24:5,8,9. E, qualunque sia lo scopo a cui è destinato, non tornerà nullo.

Commentario abbreviato di Matthew Henry:

Numeri 5

1 Capitolo 5

L'impuro deve essere allontanato dall'accampamento, la restituzione dei debiti deve essere fatta Nu 5:1-10

La prova della gelosia Nu 5:11-31

Versetti 1-10

L'accampamento doveva essere purificato. La purezza della chiesa deve essere mantenuta con la stessa cura della pace e dell'ordine. Ogni israelita inquinato deve essere separato. La saggezza dall'alto è prima pura, poi pacifica. Più una casa o una famiglia fa professione di religione, più è obbligata ad allontanare l'iniquità. Se un uomo prevarica o froda il suo fratello in qualsiasi cosa, è una trasgressione contro il Signore, che ci impone e comanda rigorosamente di agire con giustizia. Cosa fare quando la coscienza risvegliata di un uomo lo accusa di una colpa di questo tipo, anche se commessa molto tempo fa? Deve confessare il suo peccato, confessarlo a Dio, confessarlo al suo prossimo e vergognarsi di se stesso; anche se è contro di lui riconoscersi in una menzogna, deve comunque farlo. Si deve soddisfare l'offesa fatta a Dio e la perdita subita dal prossimo; la restituzione in questo caso non è sufficiente senza la fede e il pentimento. Finché si conserva consapevolmente ciò che si è ottenuto ingiustamente, la colpa rimane sulla coscienza e non viene eliminata da sacrifici o offerte, preghiere o lacrime, perché si tratta dello stesso atto di peccato che si continua a commettere. Questa è la dottrina della retta ragione e della Parola di Dio. Essa individua gli ipocriti e indirizza la coscienza tenera verso una condotta corretta che, nascendo dalla fede in Cristo, farà strada alla pace interiore.

11 Versetti 11-31

Questa legge avrebbe fatto sì che le donne di Israele si guardassero bene dal dare adito a sospetti. D'altra parte, impedirebbe il trattamento crudele che tali sospetti potrebbero causare. Inoltre, avrebbe impedito ai colpevoli di fuggire e agli innocenti di essere sospettati. Quando non era possibile portare alcuna prova, la moglie era chiamata a fare questo solenne appello a un Dio che scruta il cuore. Nessuna donna, se era colpevole, poteva dire "Amen" all'ingiunzione e bere l'acqua dopo di essa, a meno che non credesse alla verità di Dio o sfidasse la sua giustizia. L'acqua è chiamata acqua amara, perché ha causato la maledizione. Così il peccato è chiamato un male e una cosa amara. Chiunque si immischi in piaceri proibiti sappia che alla fine saranno amari. Da tutto questo impariamo: 1. I peccati segreti sono noti a Dio e a volte vengono stranamente portati alla luce in questa vita; e che sta per arrivare un giorno in cui Dio, per mezzo di Cristo, giudicherà i segreti degli uomini secondo il Vangelo (Ro 2:16). 2 In particolare, i puttanieri e gli adulteri saranno certamente giudicati da Dio. Anche se ora non abbiamo le acque della gelosia, abbiamo la parola di Dio, che dovrebbe essere un grande terrore. I desideri sensuali finiranno in amarezza. 3. Dio manifesterà l'innocenza degli innocenti. La stessa provvidenza è per il bene di alcuni e per il male di altri. E risponderà agli scopi che Dio si prefigge.

Note di Albert Barnes sulla Bibbia:

Numeri 5

1 Lo scopo generale delle indicazioni date in questo e nel prossimo capitolo è di attestare e rivendicare, con modalità in armonia con lo spirito della legge teocratica, la santità del popolo di Dio. Così, la congregazione d'Israele è stata fatta per simboleggiare la Chiesa di Dio, all'interno della quale, nella sua perfezione, non può rimanere nulla di offensivo (cfr. Matteo 8:22; Apocalisse 21:27 ).

Lo scopo generale delle indicazioni date in questo e nel prossimo capitolo è di attestare e rivendicare, con modalità in armonia con lo spirito della legge teocratica, la santità del popolo di Dio. Così, la congregazione d'Israele è stata fatta per simboleggiare la Chiesa di Dio, all'interno della quale, nella sua perfezione, non può rimanere nulla di offensivo (cfr. Matteo 8:22; Apocalisse 21:27 ).

Confronta i riferimenti marginali. I precetti di Levitico 13 e Levitico 15 sono ora pienamente attuati. Non avrebbero potuto essere così prima, durante la fretta e la confusione che dovevano aver accompagnato la marcia fuori dall'Egitto e gli accampamenti che seguirono.

Lo scopo generale delle indicazioni date in questo e nel prossimo capitolo è di attestare e rivendicare, con modalità in armonia con lo spirito della legge teocratica, la santità del popolo di Dio. Così, la congregazione d'Israele è stata fatta per simboleggiare la Chiesa di Dio, all'interno della quale, nella sua perfezione, non può rimanere nulla di offensivo (cfr. Matteo 8:22; Apocalisse 21:27 ).

Lo scopo generale delle indicazioni date in questo e nel prossimo capitolo è di attestare e rivendicare, con modalità in armonia con lo spirito della legge teocratica, la santità del popolo di Dio. Così, la congregazione d'Israele è stata fatta per simboleggiare la Chiesa di Dio, all'interno della quale, nella sua perfezione, non può rimanere nulla di offensivo (cfr. Matteo 8:22; Apocalisse 21:27 ).

Confronta i riferimenti marginali. I precetti di Levitico 13 e Levitico 15 sono ora pienamente attuati. Non avrebbero potuto essere così prima, durante la fretta e la confusione che dovevano aver accompagnato la marcia fuori dall'Egitto e gli accampamenti che seguirono.

5 La legge della restituzione: un passaggio supplementare a Levitico 5:5 , ecc., Levitico 6:5 , ecc.

Numeri 5:7

Ricompensa la sua trasgressione, cioè risarcisci la persona che ha ferito.

Numeri 5:8

Per cui sarà fatta un'espiazione per lui - letteralmente, "che lo scaccerà dalla colpa in quanto ad essa", cioè per quanto riguarda la trasgressione.

Numeri 5:10

E le cose consacrate di ogni uomo saranno sue, cioè del sacerdote. Le offerte di sollevamento Numeri 5:9 e le offerte dedicatorie (es. primizie) dovevano essere prerogativa dei sacerdoti officianti.

11 La prova della gelosia. Poiché il delitto di adulterio è particolarmente contaminante e distruttivo dei fondamenti stessi dell'ordine sociale, l'intero argomento viene trattato con una lunghezza proporzionata alla sua importanza. Il processo prescritto è stato recentemente illustrato in modo sorprendente da un "romanzo" egiziano che si riferisce al tempo di Ramses il Grande, e può quindi servire bene per illustrare i modi e le usanze dei tempi mosaici. Questa modalità di giudizio, come molte altre ordinanze, fu adottata da Mosè da istituzioni esistenti e probabilmente molto antiche e ampiamente diffuse.

Numeri 5:15

L'offerta doveva essere del tipo più a buon mercato e più grossolano, l'orzo (confronta 2 Re 7:1 , 2 Re 7:16 , 2 Re 7:18 ), che rappresenta la condizione abusata della donna sospettata. Era, come il sacrificio per il peccato Levitico 5:11 , da fare senza olio e incenso, i simboli della grazia e dell'accettabilità. La donna stessa stava con la testa scoperta Numeri 5:18 , in segno della sua vergogna.

Numeri 5:17

La polvere che è nel pavimento del tabernacolo - Per esporre il fatto che l'acqua è stata dotata di un potere straordinario da Colui che abitava nel tabernacolo. La polvere è emblema di uno stato di condanna Genesi 3:14; Michea 7:17.

Numeri 5:19

Andato da parte ... - letteralmente, "sviato da" tuo marito per impurità; confronta Osea 4:12.

Numeri 5:23

Cancellali con l'acqua amara - Per trasferire le maledizioni nell'acqua. L'azione era simbolica. I viaggiatori parlano degli indigeni dell'Africa che cercano ancora abitualmente di ottenere tutta la forza di un incantesimo scritto bevendo l'acqua in cui l'hanno lavata.

Numeri 5:24

Farà bere la donna - Così era simboleggiata sia la sua piena accettazione dell'ipotetica maledizione (confronta Ezechiele 3:1; Geremia 15:16; Apocalisse 10:9 ), sia la sua effettiva operazione su di lei se fosse stata colpevole ( confrontare Salmi 109:18 ).

Numeri 5:26

Il suo memoriale - V. rimando a margine. "Memoriale" qui non è lo stesso di "memoriale" in Numeri 5:15.

Numeri 5:27

Di per sé, la bevanda non era nociva; e non poteva che produrre gli effetti qui descritti da una speciale interposizione di Dio. Non si legge di alcun caso in cui si sia fatto ricorso a questo calvario: fatto che può essere spiegato anche (con gli ebrei) come una prova della sua efficacia, poiché il colpevole non poteva essere affatto portato ad affrontare i suoi terrori, ed evitato loro per confessione; o più probabilmente dalla licenza di divorzio tollerata dalla legge di Mosè.

Poiché un marito potrebbe allontanare sua moglie a suo piacimento, un uomo geloso preferirebbe naturalmente seguire questa condotta con una moglie sospettata piuttosto che richiamare l'attenzione pubblica sulla propria vergogna ricorrendo alla prova della gelosia. La prova dell'acqua rossa, che ha una somiglianza generale con quella qui prescritta da Mosè, è ancora in uso presso le tribù dell'Africa occidentale.

Esposizione della Bibbia di John Gill:

Numeri 5

1 INTRODUZIONE A NUMERI 5

Questo capitolo contiene una ripetizione di alcune leggi precedenti, riguardanti l'espulsione delle persone impure dal campo, Numeri 5:1-4 ; fare la restituzione in caso di violazione contro un altro, Numeri 5:5-8 ; e di offrire ai sacerdoti tutte le cose sante e tutte le cose santificate, Numeri 5:9,10 ; e una nuova legge riguardante la gelosia, in un uomo, di sua moglie, Numeri 5:11-14 ; quando doveva essere portata dal sacerdote, e dovevano essere usati vari riti e cerimonie, Numeri 5:15-23 ; che doveva darle acqua amara come prova della sua castità, che, se colpevole, avrebbe avuto un effetto strano su di lei, e l'avrebbe resa maledetta, ma se non lo fosse, non l'avrebbe influenzata, ed ella sarebbe stata libera e felice, Numeri 5:24-31

Veretto 1.E il Signore parlò a Mosè:

Jarchi dice, ciò che segue è stato detto il giorno in cui il tabernacolo è stato eretto, ma sembra piuttosto che sia stato consegnato dopo che i diversi accampamenti erano stati formati, e il popolo contato, quando coloro che erano impuri hanno ricevuto l'ordine di essere cacciati da essi:

dicendo; come segue

2 Veretto 2.Comanda ai figli d'Israele,

non come da se stesso, ma dal Signore; Pronuncia quanto segue come suo comando, al quale era richiesta obbedienza da tutti i figli d'Israele:

che cacciassero fuori dal campo ogni lebbroso; c'erano tre accampamenti, dice Jacchi, al tempo del loro accampamento; tra le tende c'era l'accampamento della Shechinah, o Maestà divina; l'accampamento dei Leviti tutt'intorno; e di là fino alla fine era l'accampamento degli stendardi, ai quattro venti, che era l'accampamento d'Israele; e il lebbroso doveva essere scacciato da tutti loro; così Ben Gersom; vedere Levitico 13:46 ;

e chiunque ha un figlio; una gonorrea, uomo o donna, vedi Levitico 15:2,19 ; secondo Jarchi, un tale poteva essere nel campo d'Israele, ma doveva essere espulso dagli altri due campi:

e chiunque è contaminato dai morti; partecipando ai funerali dei morti, o toccandoli, vedi Levitico 21:1 22:4 ; tale poteva entrare nell'accampamento dei Leviti, secondo Jarchi e Ben Gersom; e non doveva essere posto di nessuno se non dell'accampamento della Shechinah, o tabernacolo; ma sembra che l'accampamento d'Israele si riferisse a tutti loro, dal quale dovevano essere espulsi, come emblema del rifiuto di tutte le persone impure fuori dalla chiesa di Dio

3 Veretto 3.Metterete fuori sia il maschio che la femmina,

Che sia lebbroso, o profluvio, o contaminato toccando un cadavere: secondo questa legge, Miriam, quando era lebbra, veniva cacciata dall'accampamento, Numeri 12:14,15 ;

li metterete fuori dell'accampamento; che viene ripetuto per essere preso in considerazione e puntualmente osservato:

che non contaminino i loro accampamenti; quattro, dei quali erano quattro: gli accampamenti di Giuda, Ruben, Efraim e Daniele

in mezzo al quale dimoro; poiché il tabernacolo, che era la dimora del Signore, era in mezzo agli accampamenti d'Israele; Furono piantati sui quattro quarti di esso; e questa è una ragione per cui non si permetteva che le persone impure stessero nell'accampamento d'Israele, a causa della presenza di Dio nel tabernacolo così vicino a loro, per i quali l'impurità è ripugnante, e non deve essere permessa ai suoi occhi; e sebbene questo fosse cerimoniale, era tipico dell'impurità del peccato, che è abominevole per lui, e rende le persone inadatte alla comunione con lui e con il suo popolo

4 Veretto 4E i figli d'Israele fecero così, e li misero fuori dell'accampamento,

Aben Esdra osserva che ciò avvenne immediatamente prima del loro viaggio, e che coloro che erano contaminati viaggiavano tra lo stendardo di Efraim e lo stendardo di Dan; ma questo, egli dice, era a mo' di congettura, poiché non è espresso:

come il Signore aveva detto a Mosè, così fecero i figli d'Israele; Erano obbedienti in questo particolare

5 Veretto 5.E il Signore parlò a Mosè:

O continuava a parlargli allo stesso tempo:

dicendo; come segue

6 Veretto 6.Parla ai figli d'Israele,

Ricordate loro la seguente legge, che la osservino; e che qui viene ripetuto, a causa di due cose nuove in esso, come osserva Jacchi, l'una si riferisce alla confessione, insegnando che non c'è una quinta parte né un'offerta di riparazione da parte dei testimoni, finché un uomo non confessa la cosa; e l'altro è, riguardo al togliere qualsiasi cosa con la violenza a un proselito, che deve essere data ai sacerdoti; vedi la legge originale in Levitico 6:1-7 ;

quando un uomo o una donna commette un peccato commesso dagli uomini; o, "qualsiasi dei peccati degli uomini", che sono comunemente commessi dagli uomini, e gli uomini sono soggetti a causa dell'infermità della carne, e delle tentazioni di Satana; o "qualsiasi peccato contro l'uomo", così alcuni, come si dice espressamente che questo è detto essere, Numeri 5:7 ;

per fare una trasgressione contro il Signore; poiché ogni peccato contro l'uomo è anche contro il Signore, essendo una violazione del suo comando; come il peccato di Davide contro Uria era un peccato contro il Signore, Salmi 51:4 ; sebbene gli ebrei intendano in particolare la menzogna e il giuramento del falso, appellandosi a Dio e chiamandolo a testimoniare una falsità; e così il Targum di Onkelos sembra interpretarlo:

e la persona sia colpevole; e sa che è così, e lo sapeva anche quando ha giurato il contrario; vedi Levitico 6:3,4

7 Veretto 7.Allora confesseranno il peccato che hanno commesso,

La forma della confessione, secondo Fagius, era: O Signore, sono colpevole di morte, ho meritato di essere lapidato per questo peccato, o di essere strangolato per questa trasgressione, o di essere bruciato per questo crimine, ecc

e lui ricompenserà la sua colpa con il capitale e vi aggiungerà la quinta parte; pagando tutto ciò di cui aveva in qualche modo defraudato il suo prossimo, a cui doveva aggiungere una quinta parte di quella; cioè, come lo interpreta Aben Esdra, se confessa di sé, ma se ci sono testimoni di ciò deve aggiungere due quinti, e alcuni dicono un quinto di quinto:

e [datelo] a colui contro il quale ha commesso dei debiti; come soddisfazione per l'offesa che gli è stata fatta

8 Veretto 8. Ma se uno non ha un parente a cui rendere la colpa,

Ciò suppone che se un uomo, contro il quale è avvenuta la colpa, dovesse morire prima che la restituzione sia fatta, allora sarà fatta ai suoi eredi; e se non ne ha, allora doveva essere data al sacerdote, come dopo gli ordini: gli ebrei generalmente intendono questo di un proselito, che non ha eredi, poiché dicono: Non v'è israelita che non abbia parenti, un fratello o un figlio, o qualcuno o un parente prossimo a lui, della famiglia di suo padre, fino a Giacobbe

la colpa sia resa all'Eterno, al sacerdote; cioè, il capitale, con la quinta parte, che è la retribuzione per la colpa commessa, sia dato al sacerdote del Signore, che è come se fosse dato a lui, essendo egli il suo ministro

accanto al montone dell'espiazione, per mezzo del quale si farà l'espiazione per lui; che, in questo caso, fu ordinato di offrire per l'espiazione, della trasgressione, vedi Levitico 6:6,7 ; il canone ebraico è,

"Colui che toglie qualcosa con la forza a un proselito, e gli giura, ed egli (il proselito) muore, ecco, pagherà il capitale e il quinto ai sacerdoti, e l'offerta di riparazione all'altare, come è detto: "Se uno non ha parenti", ss. quando porta il denaro e l'offerta di riparazione, ed egli è morto, il denaro sarà dato ai suoi figli, ma l'offerta di riparazione (l'ariete) nutrirà fino a contrarne qualche difetto, e poi sarà venduta, e il prezzo di essa scenderà alle offerte volontarie."

9 Veretto 9. e ogni offerta di tutte le cose sante dei figliuoli d'Israele,

dei santi sacrifici portati da loro per essere offerti; quella parte di essi che è elevata, sollevata o ondulata, come la spalla sollevata e il petto ondulato:

che porteranno al sacerdote, sarà suo; ciò che gli porteranno per offrirlo sarà colui che compie il servizio, anche quella parte di loro che gli è dovuta

10 Veretto 10. E le cose sante di ciascuno saranno sue,

Che egli, con un voto o un'offerta volontaria, separa agli usi santi: questi sono a sua disposizione, per dare a quale sacerdote vuole, o sono del sacerdote, perché ciò che un uomo dedica al Signore deve essere dato a loro, o quelle cose che Dio ha santificato, santificato e riservato per usi sacri, come le primizie e le decime, erano i sacerdoti; gli scrittori ebrei lo limitano alle decime:

qualunque cosa uno dia al sacerdote, sarà sua; lui personalmente, chi officia, o a chi viene dato il dono, e non deve essere diviso tra gli altri sacerdoti nel corso

11 Veretto 11. E l'Eterno parlò a Mosè:

Agisce nello stesso tempo e gli consegnò una nuova legge:

dicendo; come segue

12 Veretto 12. Parla ai figliuoli d'Israele e di' loro:

Essendo una faccenda che li preoccupava:

se la moglie di un uomo si allontana e commette un peccato contro di lui; il peccato di adulterio, che è l'allontanamento dalla via della virtù e della castità, la trasgressione del marito, la violazione del patto matrimoniale con lui, l'imbrattamento del suo letto, il danneggiamento e il disonore, la confusione nella sua famiglia e la progenie spuria che possiede le sue sostanze, anche se questo deve essere inteso, non di un certo adulterio, di cui c'è una prova chiara e completa, perché allora non ci sarebbe occasione di un tale processo, come si dice in seguito; inoltre, suo marito, in tal caso, poteva mandarla via, e persino, secondo la legge, doveva essere messa a morte, Levitico 20:10 ; ma che lei l'avesse commesso secondo l'opinione del marito, avendo egli qualche motivo di sospetto, sebbene non potesse esserne certo; e quindi, con questa legge, gli fu permesso di fare un processo, affinché potesse scoprirlo, al momento solo un caso sospetto e dubbio; e gli ebrei dicono:

"Non hanno mai dato da bere alle acque se non in un caso dubbio":

e così questo può essere interpretato come il suo declino e la sua partenza dalla casa del marito, non tenendo a bada a casa gli affari della sua famiglia, ma andando all'estero, e stando in compagnia di un altro uomo, o di altri uomini; e che dopo essere stata avvertita e accusata dal marito di dire il contrario, e quindi gli aveva disobbedito, e ha agito contro la sua volontà; e in questo senso aveva commesso una trasgressione, e così gli aveva dato sospetto della sua impudicizia, per cui poteva avere qualche ragione; se, come è detto nella Missnah, egli le diede un'ammonizione davanti a due testimoni, dicendo: Non parlare con un tale uomo, eppure lei parla con lui; o, come aggiungono i commentatori, non essere segretamente o in privato con un tale, e tuttavia va in un luogo privato con lui, e rimane con lui così a lungo da contaminarsi; Questo con loro la rese sospetta

13 Veretto 13. E un uomo giace con lei carnalmente,

Cioè, si sospetta che l'abbia fatto, non che sia un caso chiaro, perché ne consegue;

e sia nascosto agli occhi del marito, e tenuto vicino; così che non è conosciuto né dal marito, né da nessun altro; «Si è nascosta», così Ainsworth, che si trovava in un luogo privato con un altro uomo, sebbene il marito fosse stato avvertito del contrario:

e sarà contaminata, e non ci sarà alcun testimone contro di lei; di essere contaminata, anche se può esserci di essere in privato con un tale uomo:

né essere presa [alla maniera]; o nell'atto di impurità

14 Veretto 14. E lo spirito di gelosia venne su di lui,

Un pensiero sale nella sua mente, un forte sospetto opera in lui, al quale non può resistere e liberarsi, ma rimane in lui, e lo rende molto inquieto, che sua moglie abbia contaminato il suo letto, come segue:

ed egli sarà geloso di sua moglie, ed essa sarà contaminata; che sua moglie è stata contaminata da un uomo; e questo è il vero caso, come appare in seguito, sebbene al momento non ne sia certo, ne ha solo un sospetto:

o se lo spirito di gelosia viene su di lui, ed egli è geloso di sua moglie, ed essa non si contamina; è mera gelosia e sospetto, senza alcun fondamento per esso; e sua moglie si dimostrò una donna casta e virtuosa; ma qualunque cosa avesse, essendo egli geloso, la seguente legge doveva essere compiuta e le seguenti regole dovevano essere osservate

15 Veretto 15. Allora l'uomo condurrà sua moglie dal sacerdote,

Non al sommo sacerdote, ma a un sacerdote comune, chiunque allora officiasse nel suo corso, perché c'era un'offerta di gelosia da offrire davanti al Signore sull'altare, cosa che solo un sacerdote poteva fare; e inoltre, l'intero processo in questa faccenda doveva essere portato avanti da lui: secondo la Misnah, L'uomo portava prima la moglie al Sinedrio, o tribunale giudiziario del luogo in cui viveva; davanti al quale, come dice Maimonide, egli dimostrò con testimoni di aver avvertito sua moglie di non stare in privato con un tale uomo, eppure lei lo aveva fatto di nuovo; e mentre lei insisteva sulla sua castità, egli desiderava che le fossero date le acque amare, affinché la verità potesse apparire; e allora lo mandarono con due discepoli dei magi, al grande sinedrio di Gerusalemme, dove fu fatto il processo; i quali, per farle confessare troppo, cercavano di spaventarla, come si fa con le persone nei casi capitali, e vedendo che ciò non voleva, allora usavano parole dolci, dicendo: Figlia mia, forse molto vino ne è stata l'occasione, o molto riso, ecc

e porterà la sua offerta per lei: non il sacerdote, ma suo marito, e ciò sia disposto o no, come Aben Esdra; il quale osserva anche, che si può interpretare, con lei, o per amor suo, non fare alcuna espiazione per alcuna sua colpa, che quando per la prima volta notò la sua immodestia, non la rimproverava; poiché l'offerta, benché portata da lui, non era sua, ma di sua moglie, e non per espiare il suo peccato, ma per ricordarlo, come è stato espresso in seguito:

la decima [parte] di un'efa di farina d'orzo; che era un omer, Esodo 16:36, la quantità di manna per un uomo ogni giorno, Esodo 16:16, e la quantità di farina nell'offerta giornaliera di carne, Esodo 29:40 ; solo che era di fior farina di frumento; questo dell'orzo, il cibo delle bestie, come osserva il Targum di Gionathan; e R. Gamaliel nella Misnah dice, che come la sua azione era l'azione di una bestia, così la sua offerta era il cibo di una bestia; e questo è osservato da Jarchi e Aben Esdra nel testo, come la ragione per cui l'orzo è stato usato in questa offerta: alcuni dicono che era un simbolo della sua impudenza, altre che lei era poco a casa, come l'orzo non è molto sotto terra; la vera ragione, forse, era per la sua umiliazione, per il suo essere vile e meschina, da cui segue:

non vi verserà sopra olio e non vi metterà sopra incenso; come erano spesso le offerte di carne, che denotavano la loro accettabilità a Dio, Levitico 2:1 ; La ragione sembra essere che questi erano segni di gioia e di letizia, mentre questo era un affare luttuoso per il marito, che egli avesse motivo di sospetto e gelosia, per la moglie che fosse sospettata, e per l'intera famiglia per questo motivo:

poiché [è] un'offerta di gelosia, un'offerta di memoriale, che riporta alla memoria l'iniquità; se ne era colpevole, e quindi l'olio e l'incenso erano proibiti in questo tipo di offerta come in un sacrificio per il peccato, Levitico 5:11

16 Veretto 16. E il sacerdote la farà avvicinare,

O "offrirlo", come la versione latina della Vulgata, cioè l'offerta della gelosia:

e la mise davanti al Signore; o "esso", l'offerta; per cui la versione Tigurine è più espressa,

"Il sacerdote offra quel sacrificio e lo ponga davanti al Signore",

poiché il posto della donna davanti al Signore è menzionato in Numeri 5:18

17 Veretto 17. E il sacerdote prenderà l'acqua benedetta,

Fuori dalla conca, come i Targumim di Onkelos e Jonathan, e così Jarchi e Aben Esdra:

in un recipiente di terracotta; che conteneva mezzo tronco, e che non era che un quarto di pinta, o tre gusci d'uovo; poiché non fu più assegnato, a una donna sospetta, secondo la Misnah. Alcuni dicono solo una quarta parte: si è fatto uso di un vaso di terracotta, poiché in questa faccenda c'era tutto ciò che era vile e meschino:

e il sacerdote prenderà della polvere che è nel pavimento del tabernacolo e la metterà nell'acqua; prima vi si metteva l'acqua, e poi la polvere, come osserva Ben Gersom: c'era un posto un quadrato di cubito, dove c'era un tavolo di marmo, e un anello fissato in esso, e quando lo sollevava, prendeva la polvere da sotto di esso, e la metteva in modo che potesse essere sulla sommità dell'acqua; che veniva usato, o, come suggerisce il Targum di Gionathan, perché la fine di ogni carne sta per venire in polvere, e così per farle ricordare la sua origine e la sua fine; e allo stesso modo il vaso di terra potrebbe significare che sarebbe stato fatto a pezzi come quel vaso; come poteva anche dirigere i suoi pensieri al tentatore, dall'influenza della cui tentazione era stata trascinata in questo peccato, essendo la polvere il cibo del serpente; e questo, tolto dal pavimento del tabernacolo, potrebbe accrescere la venerazione di esso, e rendere più solenne e terribile berne

18 Veretto 18. Il sacerdote farà comparire la donna davanti al Signore,

A oriente del tabernacolo, con la faccia rivolta a occidente, dov'era il santo dei santi, così Ben Gersom, ma non subito, perché la tenevano da un posto all'altro, come dice Jacchi, finché non fosse stanca e la sua mente turbata per confessarsi; e se diceva: "Sono contaminata", strappava la scrittura della sua dote. e uscì; ma se ella diceva: "Io sono pura", la conducevano alla porta orientale, alla porta di Nicànore, perché là facevano bere le acque alle donne sospettate di adulterio

e scopri il capo della donna; come segno della sua immodestia e della sua non sottomissione al marito, e perché potesse essere vista da tutti, per causare vergogna in lei: secondo la Misnah, il sacerdote le tolse le vesti e le sciolse i capelli: se era vestita di vesti bianche, la vestiva di nero; se aveva addosso ornamenti d'oro, catene, orecchini o anelli, glieli tolse, perché fosse sconveniente, e chiunque volesse venisse a guardarla

e mise nelle sue mani l'offerta commemorativa, che [è] l'offerta di gelosia; per stancarla, come dice Jacchi, che se forse la sua mente fosse stata turbata avrebbe confessato; e così nella Misnah è detto, che suo marito mise questa offerta nelle sue mani per stancarla; ma la vera ragione qui sembra essere, che potrebbe sembrare che sia la sua stessa offerta:

e il sacerdote avrà in mano l'acqua amara che causa la maledizione; non che l'acqua fosse amara di per sé, perché era l'acqua della conca e non conteneva altro che la polvere del pavimento del tabernacolo; sebbene alcuni pensino che vi sia stato messo qualcosa di amaro, così Ben Gersom, come assenzio; ma è così chiamata per gli effetti che ne hanno avuto sui colpevoli; produsse in loro effetti tristi, amari e angoscianti, e li fece sembrare maledetti, poiché non fu amaro finché non entrò, Numeri 5:24 ; mentre non era così per gli innocenti, né per loro aveva alcuna conseguenza simile; così che non c'era nulla nell'acqua stessa, ma la sua efficacia era divina e soprannaturale

19 Veretto 19. Il sacerdote le darà un giuramento,

O darle il suo giuramento:

e di' alla donna: Se nessuno ha giaciuto con te, all'infuori di suo marito,

e tu non ti sei sviata verso l'impurità [con un altro] invece di tuo marito; che non è che un'altra frase che esprime la stessa cosa, il peccato di adulterio:

sii libero da quest'acqua amara che causa la maledizione; Se questo è il caso, non produrrà effetti amari, né porterà alcuna maledizione su di te

20 Veretto 20. Ma se ti sei sviata per un altro invece che per tuo marito,

Allontanata dai sentieri della modestia e della castità, si recò al letto di un altro uomo invece che a quello di suo marito

e se ti contamini commettendo adulterio,

e un uomo si è giaciuto con te accanto a tuo marito; Queste frasi sono tutte sinonimi, e un mucchio di parole sono usate per esprimere il peccato, e perché non ci possa essere alcuna evasione da esso, e che possa essere chiaro ciò che si intendeva, essendo questo detto sotto giuramento

21 Veretto 21. Allora il sacerdote darà alla donna un giuramento di maledizione,

Un giuramento a cui è annessa una maledizione, se pronunciato falsamente, che doveva essere pronunciato sulla donna se colpevole:

e il sacerdote dirà alla donna: pronunciando l'imprecazione o la maledizione su di lei, avendo prestato giuramento, se fosse stata colpevole del crimine sospettato, e aveva giurato circa:

l'Eterno ti faccia una maledizione e un giuramento fra il popolo; maledetto secondo il giuramento prestato; o che questa sia la forma di un giuramento e di un'imprecazione usata dal popolo, dicendo: se ho fatto questo e quello, che io sia maledetta come una tale donna, o che non accada a me, come è accaduto a una tale donna, così Jarchi:

quando l'Eterno farà marcire la tua coscia e gonfiare il tuo ventre, dopo aver bevuto le acque amare; ma sebbene queste cose seguissero a ciò, tuttavia non come causa naturale di esse, poiché sono attribuite al Signore e a un suo potere soprannaturale e miracoloso, che accompagnava il bere di esse

22 Veretto 22. E quest'acqua che causa la maledizione,

Al cui bere segue la maledizione, se colpevole:

entrerà nelle tue viscere; e lì operano e producono gli effetti di cui sopra, che si ripetono di nuovo per iniettare terrore:

per far gonfiare il tuo ventre e far marcire la coscia; qui termina la forma del giuramento, che inizia con Numeri 5:19 ;

e la donna dirà: Amen, amen; Così sia; sia come è stato pronunciato, se sono colpevole; il che, come osserva Aben Esdra, viene ripetuto per motivi di conferma; sebbene gli scrittori ebrei comunemente lo intendano come rispetto a varie cose, il giuramento e la maledizione, la cosa di cui si è accusati e le persone sospettate di

23 Veretto 23. E il sacerdote scriverà queste maledizioni in un libro,

Le suddette maledizioni si rivolsero a lei con un giuramento; le parole e le lettere di esse furono scritte a lungo, in un rotolo di pergamena; e, come alcuni dicono anche, il suo nome, ma non il suo doppio amen a loro:

Ed egli li cancellerà con l'acqua amara: li laverà con essa e vi entrerà, o li raschierà dalla pergamena

24 Veretto 24. E farà bere alla donna l'acqua amara che causa la maledizione,

. Avere la maledizione imprecata su di sé, se colpevole, vi si è inculcata; e questo era obbligata a bere, che lo volesse o no; così si dice: Se il rotolo è cancellato, ed ella dice che io sono contaminato, l'acqua è versata, e la sua offerta è dispersa al posto della cenere; se il rotolo è cancellato, e lei dice che non berrò, allora forzatela, e fatela bere che lo voglia o no:

e l'acqua che causa la maledizione entrerà in lei, [e dirà] amara; producono gli effetti tristi e amari menzionati

25 Veretto 25. Allora il sacerdote toglierà di mano alla donna l'offerta di gelosia,

Che era obbligata a tenere in mano mentre venivano eseguiti i riti e le cerimonie di cui sopra; che era molto pesante, essendo un omer di farina d'orzo, una misura di circa tre quarti, che fu messa in un cesto egiziano fatto di ramoscelli di palma: e questo le fu messo in mano per stancarla, come già detto, affinché, avendo l'animo angosciato, potesse confessare più presto il suo delitto:

e agiterà l'offerta davanti al Signore, avanti e indietro, su e giù, come Jarchi, il quale osserva anche che la donna lo salutava, perché la sua mano era sopra la mano del sacerdote, così è la tradizione:

"egli (suo marito) prese la sua offerta dal cesto egiziano, e la mise in un vaso per il ministro, e gliela diede in mano, e il sacerdote mise la sua mano sotto la sua, e la agitò":

e offrirlo sull'altare: questo era il portarlo nell'angolo sud-ovest dell'altare, come dice Jacchi, prima di prenderne una manciata, come nelle altre offerte di carne

26 Veretto 26. Il sacerdote prenderà una manciata dell'offerta, il suo ricordo,

Nel bene o nel male, secondo le sue opere, come osserva Aben Esdra; un memoriale per il bene, se innocente, e un memoriale per il male, se colpevole:

e lo brucerà sull'altare; come una volta la manciata di altre offerte di carne, Levitico 1:2 ;

e poi farà bere l'acqua alla donna; obbligarla a farlo; Essendo andato fino a questo punto, e non essendo stata fatta alcuna confessione, cioè fatto un giuramento, le maledizioni scritte in un rotolo e raschiate nelle acque, e l'offerta di gelosia agitata e offerta

27 Veretto 27. E quando le avrà fatto bere l'acqua,

Perché, come già osservato, e qui di nuovo da Jachi, se lei dice che non lo berrò, dopo che il rotolo è stato cancellato, la obbligano e glielo fanno bere, che lo voglia o no, a meno che non dica che sono contaminato:

allora avverrà che, se si contamina e ha commesso infedeltà contro suo marito; o ha commesso adulterio:

che l'acqua che causa la maledizione entri in lei e diventi amara; l'acqua bevuta da lei, e dopo aver raschiato le maledizioni in essa, entrerà in lei, e opererà e produrrà effetti amari e terribili

e il suo ventre si gonfierà, e la sua coscia marcirà; Non per alcuna virtù naturale nell'acqua, o per ciò che vi viene messo, né per la polvere del pavimento del tabernacolo, né per le raschiature del rotolo di pergamena, questi potrebbero non avere alcuna influenza fisica per produrre tali effetti; ma devono essere attribuite a una causa soprannaturale, la potenza e la maledizione di Dio che accompagnano questa bevanda. Un certo scrittore ebreo dice, anche se molto falsamente, che il sacerdote mise del veleno nell'acqua, che produsse tali effetti; ma allora, come potrebbe una donna innocente sfuggire agli effetti di esso? Questo deve essere ammesso come miracoloso e soprannaturale, se fosse così; ma non c'è alcun modo di ragione per credere che qualcosa di questo tipo sia stato messo in esso, I Giudei dicono che non appena o prima che avesse finito di bere: l'acqua, gli effetti apparvero; il suo viso impallidì immediatamente, i suoi occhi si spalancarono, si riempì di vene, il suo corpo si gonfiò e gridarono: Cacciatela fuori, cacciatela fuori, perché non contamini il cortile. E il testo sembra intimare, come se l'operazione fosse immediata; Sì, dicono che come le acque la scrutarono, così investigarono lui (l'adultero), perché è detto due volte: "Entrerà, Entrerà"; e che gli stessi effetti apparvero in lui come in lei, ma in nessuno dei due, a meno che il marito non fosse innocente; perché se egli stesso non era puro dallo stesso peccato, le acque non avrebbero investigato sua moglie per questo dicono, quando gli adulteri aumentarono (sotto il secondo tempio) le acque amare cessarono, secondo Osea 4:14 ; vedi Matteo 12:39. Questa pratica è stata imitata dai pagani; Il fiume Reno, secondo Giuliano l'imperatore, provava la legittimità dei fanciulli; e così i laghi sono stati usati per il processo di spergiuro e di impudicizia, come il lago Stigio per lo spergiuro, e un altro dello stesso nome vicino a Efeso per l'impudicizia; nel quale, se scendevano persone sospettate di adulterio, con la forma di un giuramento appeso al collo, se erano pure, le acque rimanevano immutabili, ma se corrotte, si gonfiavano fino al collo e coprivano la tavoletta su cui era scritto il giuramento. Le sacerdotesse di una certa divinità, essendo costrette a vivere una sola vita, venivano processate bevendo sangue di buoi, sui quali, se false al loro giuramento e corrotte, morivano immediatamente, come racconta Pausania; e Macrobio parla di alcuni laghi in Sicilia, gli abitanti chiamati le Coppe, ai quali si ricorreva quando si sospettava qualcuno di qualche male, e dove è stato prestato giuramento su di loro; Se la persona giurava il vero, se ne andava illesa, ma se lo faceva il falso, perdeva immediatamente la vita nel lago. Filostrato narra di un'acqua vicino a Tiana, una città della Cappadocia, sacra a Giove, che gli abitanti chiamano Asbamea, che per coloro che mantenevano i loro giuramenti era placida e dolce, ma per gli spergiuri il contrario; colpiva i loro occhi, le mani e i piedi, e li prendeva con idropisia e consunzioni; né potevano allontanarsi dall'acqua, ma vi rimasero, piangendo il loro triste caso e confessando il loro spergiuro: ma ciò che più si avvicina a questo uso degli ebrei è un'usanza ai matrimoni tra i selvaggi a Cape Breton: a una festa di nozze, due piatti di carne vengono portati allo sposo e alla sposa in due "ouragan" (bacinelle fatte con la corteccia di un albero), E il presidente della festa si rivolge alla sposa così:

"E tu che sei sul punto di entrare in uno stato rispettabile, sappi che il nutrimento che stai per prendere presagisce le più grandi calamità per te, se il tuo cuore è capace di nutrire qualche cattivo disegno contro tuo marito, o contro la tua nazione: se mai dovessi essere sviata dalle carezze di un estraneo; o se dovessi tradire tuo marito e il tuo paese, le vivande contenute in questo "ouragan" avranno gli effetti di un lento veleno, con il quale sarai contaminata da questo stesso istante; ma se, d'altra parte, rimani fedele a tuo marito e al tuo paese, se non insulterai mai l'uno per il suo difetto, né darai una descrizione dell'altro al nemico, troverai questo nutrimento piacevole e salutare"

Ora, se si può dare credito a queste relazioni, allora molto di più a questa delle acque amare, perché sebbene ci fosse qualcosa di meraviglioso e soprannaturale in esse, tuttavia nulla di incredibile:

E la donna sarà una maledizione in mezzo al suo popolo, per il tempo che vivrà, ma tutto questo tempo fu considerata come una maledetta, disprezzata e sfuggita da tutti

28 Veretto 28. E se la donna non si contamina, ma è pura,

Se non è colpevole di adulterio, ma pura da quel peccato:

allora sarà libera; dagli effetti dell'acqua amara; non avranno tale influenza su di lei, ma sarà più acida e sana che mai; anzi, gli scrittori ebrei dicono di più, che se avesse avuto qualche malattia o infermità su di lei, ora ne sarebbe liberata; il Targum di Gionatan ce l'ha, il suo splendore risplenderà, lo splendore e la bellezza del suo volto

e concepirà il seme; un figlio maschio, come lo stesso Targum; e gli scrittori ebrei dicono, se prima era sterile, ora sarebbe feconda; ma non si intende altro che suo marito l'avrebbe accolta volentieri, e che lei avrebbe vissuto comodamente con lui nell'aldilà, e la benedizione di Dio sarebbe stata su di lei, il che sarebbe stato ancora una conferma della sua castità

29 Veretto 29. Questa è la legge delle gelosie,

Il quale è stato stabilito da Dio per dissuadere le mogli dall'adulterio e per preservare il popolo d'Israele, che lo adora, dall'avere in mezzo a loro una stirpe spuria, e per impedire ai mariti di essere crudeli con le loro mogli di cui fossero gelosi, e per proteggere la virtù e l'innocenza, e per scoprire le dissolutezze commesse nel modo più segreto, per cui Dio ha dato prova della sua onniscienza, che era a conoscenza degli atti di impurità più privati, ed era il vendicatore di tutti questi. Le ragioni per cui una tale legge non è stata fatta in egual misura a favore delle donne, come degli uomini, sono le seguenti: a causa della maggiore autorità dell'uomo sulla donna, che sembrerebbe diminuire, se le fosse concesso un tale potere; perché il matrimonio non è stato tanto ferito, o tanto danno è venuto alle famiglie dall'adulterio degli uomini, quanto delle donne; perché le donne sono più inclini ad essere sospettose degli uomini, e in quei tempi più inclini all'adulterio, a causa del loro ardente desiderio di figli, per non giacere sotto il biasimo:

quando una moglie si allontana [da un'altra] al posto del marito e si contamina, è sospettato di essersi sviato per un altro uomo, e si suppone che sia contaminato da lui

30 Veretto 30. O quando lo spirito della gelosia si abbatterà su di lui ed egli sarà geloso di sua moglie,

Vedi Gill in "Numeri 5:14" ;

e porrà la donna davanti al Signore; ha portato la questione fino al punto di portare sua moglie dal prete o dal magistrato civile, e dichiarare il suo sospetto, e il motivo di esso:

e il sacerdote eseguirà su di lei tutta questa legge; procederà secondo la legge e compirà ogni rito e cerimonia richiesti; né si poteva porre fine ad esso, a meno che la donna non ammettesse di essere contaminata

31 Veretto 31. Allora l'uomo sarà innocente di iniquità,

Che altrimenti non avrebbe fatto, essendo connivente con il suo modo di vivere dissoluto, e non rimproverandola per questo, e portandola o al pentimento o alla punizione; e conservando e incoraggiando la gelosia nella sua mente, senza dichiararla, e le sue ragioni: il senso del passaggio sembra essere che quando un uomo aveva qualche motivo per il suo sospetto e la sua gelosia, e procedeva secondo questo comando di legge, sia che sua moglie fosse colpevole o non colpevole, nessun peccato era imputabile a lui, o colpa da attribuirgli, o punizione inflittagli;

e la donna porterà la pena della sua iniquità; la punizione di essa, attraverso gli effetti delle acque amare su di lei, se colpevole; né il marito era responsabile della sua morte, giustamente se la procurò da sola: o se non era colpevole, tuttavia come aveva suscitato in lui un tale sospetto con qualche comportamento disdicevole, né volle essere riscattata, sebbene avvertita del contrario, ella per esso sopportava giustamente l'infamia di un tale processo; il che era tale, come dice Maimonide, che le donne innocenti davano tutto ciò che avevano per sfuggirvi, e consideravano la morte stessa più piacevole di quella, come essere servite come lo era una donna del genere; vedi Gill su "Numeri 5:18"

Commentario del Pulpito:

Numeri 5

1 L'IMPURO DA TOGLIERE (versetti 1-4)

SANTITÀ INTERIORI DI ISRAELE (CAPITOLI 5, 6)

Numeri 5:1-4 : RIMOZIONE DEGLI IMPURI

Versetti 5-10: RESTITUZIONE DELLA TRASGRESSIONE,

Versetti 11-31: GELOSIA ESPULSA

Capitolo 6:1-21: NAZARITI DEDICATI

Numeri 22-27 : BENEDIZIONE DEL POPOLO

Se queste parti della legislazione divina sono connesse con la narrazione circostante

(1) con un ordine di tempo, come è stato dato a questo punto, o

(2) da un'armonia di soggetto, come completando dal suo lato interiore la perfezione del campo, o se

(3) il loro inserimento qui è stato in un certo senso accidentale, e non deve ora essere spiegato, deve rimanere incerto

Contro

(1) Si deve osservare che vi è una decisa interruzione nell'ordine di tempo all'inizio del capitolo 7;

(2) che una gran parte delle promulgazioni levitiche potrebbero essere state aggiunte qui con uguale proprietà

Versetti 1-4.- La necessità di eliminare il peccato

In questa sezione abbiamo, spiritualmente, la necessaria sentenza di esilio su coloro che sono contaminati dal peccato, e il dovere di separarli. Considerate, quindi:

IO PERCHÉ NESSUN LEBBROSO RIMANGA NELL'ACCAMPAMENTO D'ISRAELE; DEVE ESSERE "SENZA". Anche così è il destino necessario del peccatore, che è il vero lebbroso, un destino che Dio stesso, come possiamo credere con riverenza, non può cambiare, che egli debba essere per sempre separato dalla compagnia di tutti gli esseri puri e santi

Ebrei 12:14 Apocalisse 21:27 22:15

Fino a quando non sarà guarito, egli potrà essere con il popolo di Dio, ma non con esso; annoverato con esso, e seguendo le sorti terrene della Chiesa, come i lebbrosi nel deserto; ma realmente separato da esso, e ciò tanto più profondamente a causa della vicinanza esteriore. Se un peccatore potesse andare in cielo come peccatore, anche lì sarebbe un bandito, che contempla la gioia dei santi dall'esterno con un senso di differenza, di lontananza, che sarebbe esso stesso l'inferno

II AFFINCHÉ NESSUNO IMPURO PER ALCUNA CONTESA RIMANESSE NEL CAMPO D'ISRAELE. E questo era più grave, perché era un caso molto più comune e molto meno terribile della lebbra, non essendo nella maggior parte dei casi né molto evidente né molto permanente; Eppure questo comportò anche l'esilio finché durò. Anche così tutte le abitudini di peccato, per quanto poco sconvolgenti per la mente naturale, escludono il peccatore fino a quando non viene guarito dalla vera comunione dei santi. Esse sono infatti abbastanza "naturali" per l'anima caduta, così come queste questioni sono naturali per il nostro attuale corpo di umiliazione, ma non sono quindi innocue. Un'abitudine peccaminosa, per quanto comune tra gli uomini, squalificherebbe e renderebbe l'anima inadatta alla compagnia del cielo, e quindi comporterebbe un esilio interiore e reale anche lì. L'abitudine di mentire è uno dei risultati più comuni della vita umana così com'è; ma "qualunque cosa... fa una bugia" deve essere "senza"

III AFFINCHÉ NESSUNO, NEMMENO CHI AVESSE TOCCATO UN CADAVERE, RIMANESSE NELL'ACCAMPAMENTO D'ISRAELE. La contaminazione della morte passò con la macchia di essa su tutti coloro che vennero a contatto con i morti. Anche così, quel contatto, a cui siamo esposti quotidianamente e ogni ora, con coloro che sono morti nelle trasgressioni e nei peccati è sufficiente per renderci inadatti alla comunione con esseri puri e santi. Se solo la macchia, il contagio sottile, la comunicazione impercettibile della morte spirituale passano su di noi, come quasi deve nei rapporti quotidiani con il mondo, separa pro tanto dalla comunione dei santi. Deve essere purificata dalla preghiera quotidiana del pentimento e dell'offerta di grazia prima di poter essere a casa e in armonia con ciò che è veramente santo. E notate che queste tre forme di impurità

(1) la lebbra, che era rara e terribile;

(2) problemi, che sono comuni e poco notati:

(3) la macchia della morte, che era impercettibile se non a Dio, rappresentano in una scala discendente le tre forme di peccato che separano da Dio e dai suoi santi, vale a dire

(1) la malvagità aperta e notoria;

(2) abitudini peccaminose come quelle che scaturiscono dalla vita ordinaria e sono poco considerate;

(3) la sottile macchia della morte spirituale catturata dal contatto incauto con il mondo malvagio

IV CHE ERA DOVERE DI ISRAELE, un dovere da assolvere a costo di molti inconvenienti, un dovere in cui tutti dovevano aiutare, non risparmiando i propri, di allontanare dai campi tutti coloro che erano noti per essere contaminati. Anche così è dovere delle Chiese di Cristo separare i peccatori aperti dalla loro comunione, non solo per timore che gli altri siano contaminati, ma per timore che Dio sia offeso

Matteo 18:17 1Corinzi 5:2,11,13 2Tessalonicesi 3:6

E notate che molti impuri possono essere rimasti nell'accampamento, la cui impurità non era sospettata, o non poteva essere provata; ma se così fosse, solo loro erano responsabili. Anche così, ci sono molti uomini malvagi nella Chiesa che ora non possono essere separati; ma se il principio è rivendicato con zelo, la Chiesa non soffrirà

Matteo 13:47,49; 1Corinzi 11:19; 2Timoteo 2:20

OMELIE DI W. BINNIE Versetti 1-4.- L'espulsione e la restaurazione degli impuri

A questo punto è stato eseguito il marshalling dell'host. Le Diverse tribù hanno preso i posti loro assegnati in relazione al tabernacolo e l'una all'altra. Stanno per mettersi in marcia dal deserto del Sinai. Prima che sia dato il segnale, devono ancora essere date certe istruzioni finali per la regolamentazione del campo, e questa circa l'allontanamento delle persone impure è una di queste. L'intenzione generale di essa è suggerita nei termini impiegati. L'ostia deve essere ordinata in modo da renderla un'immagine vivente della Chiesa e della relazione della Chiesa con Dio. Deve essere reso manifesto che egli dimora e cammina in mezzo al popolo dell'alleanza,

Levitico 26:11,12

che egli ha occhi puri, e non può permettere che il male dimori con lui. Di conseguenza, non deve in alcun modo dimorare nel campo alcun uomo o donna che sia impuro. Le persone afflitte da impurità devono essere rimosse e vivere al di fuori del recinto sacro. Questa è la legge qui stabilita

NELL 'ATTRIBUIRE A QUESTA LEGGE UN'INTENZIONE RELIGIOSA, NON DIMENTICO CHE TALVOLTA NE È STATA DATA UN'INTERPRETAZIONE PIÙ BASSA E PIÙ PROSAICA. Ci sono commentatori che ricordano l'uomo con il rastrello nel "Cammino del pellegrino". Non hanno occhio se non per ciò che è terreno. Per loro la rimozione dell'impurità è semplicemente una misura sanitaria. Ammetto liberamente che c'era un'intenzione igienica. Il sequestro dei lebbrosi, la sepoltura precoce ed "extramurale" dei morti: queste sono preziose disposizioni sanitarie, ed è chiaro che questa legge porterebbe a loro. Ma non ho bisogno di aspettare per dimostrare che la legge sembra più alta e che la sua intenzione suprema è morale e spirituale

II Passando, quindi, all'INTENZIONE RELIGIOSA di questa legge, osservate chi esattamente ne è escluso dal comp. Sono di tre tipi, cioè lebbrosi, persone affette da problemi di vario genere e persone che sono venute a contatto con i morti. Questo non esaurisce in alcun modo l'elenco delle contaminazioni menzionate nella legge levitica. Ma questi erano i più gravi. Solo questi tre disabili dalla residenza nel comp. Capirete la ragione per cui richiamo l'attenzione su questo punto quando menziono che queste tre impurità, così importanti nella legge di Mosè, ricevettero lo stesso tipo di preminenza nel grazioso ministero di Cristo. Leggi la storia del lebbroso;

Marco 1:41

della donna con il flusso di sangue;

Marco 5:27-30

della risurrezione della figlia di Giairo e del figlio della vedova a Nain

Marco 5:41 e Luca 7:14

In nessuno di questi passaggi è nominata la legge levitica. La maggior parte di coloro che li leggono o li ascoltano non riescono a percepire che nel modo di Cristo di compiere i miracoli c'era un riferimento a ciò che la legge aveva detto sulla qualità contaminante dei mali su cui era stata esercitata la sua misericordiosa potenza. Che ci sia stato davvero un riferimento non ha sicuramente bisogno di prove. Nessun ebreo ha mai dimenticato quale sarebbe stata la punizione se si fosse trovato a contatto con un cadavere, con un lebbroso, con una persona che aveva un flusso di sangue. Certamente nostro Signore non ha dimenticato. Né sarebbe rendere giustizia alla verità dire che nostro Signore ha toccato come ha fatto, nonostante la contaminazione così contratta e le sue fastidiose conseguenze. Egli, con un proposito prefissato, cercò l'occasione per mettersi in contatto con ognuna delle tre cause di contaminazione indicate nella legge. Tenendo presente questo, chiediamoci il significato della legge

1. L'intenzione generale. Doveva essere un memoriale della verità che la nostra natura è profondamente infettata dal peccato, e che il peccato rende incapaci tutti coloro in cui si trova per godere della comunione di Dio qui e nell'aldilà. In questo statuto Le, lo ammetto, la lezione non viene insegnata esplicitamente. Non c'era nulla di moralmente sbagliato in nessuna delle tre fonti di contaminazione nominate. L'insegnamento è per simbolo, una specie di lezione pratica, e non per questo meno impressionante

2. Il significato dei vari simboli

(1) Contaminazione da parte dei morti. Perché? Perché la morte è il salario del peccato

Genesi 2:17; 3:19

Confronta la rappresentazione della morte che pervade il Salmi 90 : "la preghiera di Mosè"

(2) Contaminazione da lebbra. Un simbolo toccante. Ci ammonisce che il peccato, oltre ad essere biasimevole e meritevole di morte, è una cosa vile, da detestare e da cui rifuggire, come gli uomini detestano e indietreggiano di fronte a un lebbroso; anche contagioso e suscettibile di diffondersi

(3) Del terzo simbolo devo dire solo questo, che ci ricorda che il peccato è un male ereditario

Salmi 51:5

3. Il rapporto di questa legge con Cristo e la sua opera. Che abbia una relazione è già stato sottolineato. La relazione può essere concepita così: la legge è il terreno oscuro su cui l'opera redentrice di Cristo dispiega lo splendore della sua grazia. Cristo non si è tenuto lontano dai mali che affliggono la nostra natura decaduta e che ci ricordano continuamente quanto sia stata profonda la nostra caduta. Coglieva l'occasione per mettersi in contatto con loro. Toccò il lebbroso. Non che la lebbra gli fosse dolce; era per lui ripugnante come per qualsiasi uomo in Palestina quel giorno. Ciò nonostante, toccò il lebbroso, e la lebbra fuggì davanti alla potenza di quel tocco. Lebbra, problemi di deperimento, morte: questi sono i memoriali e i segni del peccato che è l'eredità fatale della nostra razza decaduta; e chi vuole conoscere il nostro bisogno di redenzione non può fare di meglio che meditare su di essi come sono esposti nella legge levitica. Lebbra, guai, morte: questi mali il nostro benedetto Signore è salito nel suo ministero; li toccò, e la loro fuga nell'istante in cui sentirono il suo tocco diede, e continua ancora a dare, la certezza agli uomini che egli è davvero il Salvatore. Egli può perdonare il peccato; Egli può renderci puri; egli è la risurrezione e la vita. - B

OMELIE DI E.S. PROUT Versetti 1-4.- L'esclusione pubblica degli impuri

Questa legge, come molte altre, è in parte una legge sanitaria; ma anche educativo alla verità spirituale, e tipico delle realtà eterne. Due verità insegnate:

IO LA SANTITÀ DI DIO. Questa lezione, così dura per gli Israeliti, fu impressa in loro in molti modi, ad esempio, uomini sacri che ministravano in luoghi sacri, in giorni sacri, ss.) Questo Dio santo dimorò in mezzo alle loro tende e camminò in mezzo a loro

Levitico 26:11,12

Il Dio della vita e della purezza era completamente estraneo alla morte e all'impurità. La contaminazione, intenzionale o inevitabile, non poteva essere tollerata in sua presenza. Se gli inquinati vengono trattenuti, Dio si ritira. Il peccato è "la cosa abominevole" che Dio odia. Egli è "dagli occhi più puri che per contemplare il male"

Geremia 44:4) Habacuc 1:13

II IL POTERE SCOMUNICANTE DEL PECCATO. Le conseguenze per gli ebrei esclusi, anche se limitate, non furono affatto leggere. Dovettero subire la perdita di privilegi, cerimoniali e spirituali, e un senso di umiliazione per la notorietà della loro posizione. Per il momento erano fuori dalla comunione con Dio e con il suo popolo. Così il peccato ha un potere isolante. A parte un atto di scomunica ecclesiastica o di giudizio divino, la sua tendenza è quella di separarci dal popolo di Dio per mancanza di simpatia. Cessiamo di godere dei loro privilegi, anche se non ci sono esclusi. Perdiamo il rispetto di noi stessi quando il peccato viene smascherato, se non prima. Siamo fuori dalla comunione con Dio, alla cui presenza non possiamo veramente entrare con il peccato indulgente nei nostri cuori

Salmi 66:18 Ezechiele 14:3

La salvezza di Dio è dal peccato, non nel peccato. Non c'è da meravigliarsi, quindi, che gli impuri siano condannati

(1) alla scomunica dalla Chiesa sulla terra,

1Corinzi 5:9-13), ss.)

(2) all'esclusione dalla Chiesa in cielo. -P

Apocalisse 21:27

OMELIE DI D. YOUNG Versetti 1-4.- Cose che contaminano

Il libro fino a questo punto si occupa del conteggio e della disciplina del popolo, sia di quelli per la guerra che di quelli per il servizio del tabernacolo. Ora ci si deve occupare della pulizia del campo

I LE CLASSI CHE SONO STATE DICHIARATE IMPURE. Certamente non dobbiamo essere troppo curiosi nelle nostre indagini qui, o potremmo presto oltrepassare l'orlo di ciò che è edificante. Ma ci sono alcuni punti degni di nota per quanto riguarda tutte e tre le classi. Il lebbroso. Perché dovrebbe essere dichiarato impuro? Forse perché soffre di una malattia più manifesta di altre, forse particolarmente offensiva, e una delle più difficili da curare. Queste sono congetture che danno un po' di luce, ma la grande ragione dell'impurità cerimoniale nel caso degli esseri umani, come nel caso degli animali inferiori, si trova nell'ingiunzione positiva di Geova. La lebbra doveva quindi essere uno dei grandi tipi nel corpo dell'effetto contaminante del peccato sull'anima. È chiaro che nel corso dei secoli si è fissata nella mente degli israeliti l'idea che la cura della lebbra dovesse essere considerata come una purificazione. Gesù comandò ai suoi apostoli di guarire i malati, di purificare i lebbrosi. Il lebbroso non era una vittima comune, ma veniva scelto per far capire che la causa ultima che produce la malattia è una cosa strana e inquinante; nessun elemento necessario nella natura umana, anche se ora è effettivamente presente in tutti noi. La persona con un problema. Perciò l'impurità è collegata sia con la nascita che con la morte. Ogni volta che nasce un bambino, viene messo al mondo un essere, il che certamente aggiungerà qualcosa al male in esso, anche se forse può aggiungere molto al bene. Il più santo dei credenti ha avuto in mente le possibilità del peggiore dei miscredenti. La natura umana è veramente la creazione di Dio, fatta in modo spaventoso e meraviglioso; Ma c'è anche il fatto di essere nati da genitori umani peccatori da ricordare. Questo è un grande mistero, da maneggiare con delicatezza; Ma l'impurità qui indicata può essere intesa come se volesse ricordare ai genitori come una generazione trasmetta non solo la natura, ma anche la natura peccaminosa a un'altra. La persona contaminata dai morti. C'è un grande significato nell'essere resi impuri dai morti. Di tutte le cose al mondo che manifestano gli effetti del peccato, questa è la più grande: la morte. Con il peccato venne la morte. Tutti i risultati minori portano a questo. Un corpo morto, in un certo senso una cosa sacra come ce n'è al mondo, è tuttavia anche uno dei più impuri. Finché c'è vita c'è qualcosa per protestare contro il regno del peccato, e resistergli; Ma essendo la vita passata, il peccato si ribella e si crogiola nella corruzione di ciò che una volta era giusto e forte. La bara e la lapide si nascondono, ma si nascondono solo. Fu una delle parole più terribili che nostro Signore rivolse ai farisei paragonarli a sepolcri imbiancati

II LA LINEA DI SEPARAZIONE. Ci sono molti dettagli nel Le riguardo a tutti questi casi di impurità (capitoli 12-15). La linea di separazione era chiaramente segnata, severamente applicata. Uscire dal campo significava molti disagi personali, forse dolore, sofferenza che si aggiungeva alla sofferenza esistente. Immaginate la madre che si prende cura del suo bambino malato, aspettando che spiri il suo respiro, chiudendo gli occhi, componendo il suo corpo, poi costretta a fare a meno del comp. Questa tipica impurità cerimoniale indica la netta separazione, tra il bene e il male. La parola di Dio accorda in tutti i suoi riferimenti a questo. Ci sono due classi, e solo due: i puri e gli impuri, le pecore e i capri, il grano e la zizzania, i figli di Dio e i figli dell'ira. Indica anche fino a che punto la disciplina può essere portata avanti nella Chiesa di Cristo sulla terra. Ci sono alcuni reati così evidenti che i colpevoli possono essere immediatamente tagliati fuori dalla comunione esteriore. Ma ci possono essere altri altrettanto indegni che tuttavia riescono e devono fuggire, perché la loro vita non fa gridare scandalo. Molti aderenti professati e longevi alla vera Chiesa sono, tuttavia, mondani, duri ed egoisti come tutti gli empi. Dio considera tutti questi al di fuori della competizione. Solo lui ha la conoscenza e l'autorità per fare i conti. Impara allora il pericolo di ogni impurità spirituale. Il fatto che tante cose siano state dichiarate tipicamente impure, dimostra che l'impurità spirituale è un pericolo molto grande. Il confine tra la Chiesa e il mondo non può essere mantenuto troppo rigorosamente. Dal momento che tutti noi stiamo avanzando verso la morte, è la prova del potere del peccato nella nostra natura. Siamo tutti impuri con la peggiore impurità. Aspetta solo che noi sentiamo tutto il male, e la via è libera per il rimedio

1Giovanni 1:7-10

2 Ogni lebbroso. La legge del lebbroso era stata data in grande dettaglio in Levitico 13 e 14, ed era già stato ordinato che egli fosse espulso dall'accampamento,

Levitico 13:46), e Confronta Levitico 14:3

Chiunque ha un figlio. Queste contaminazioni sono trattate in Levitico 15 ; dove, tuttavia, non è espressamente ordinato che coloro che sono così inquinati debbano essere esclusi dal comp. Chiunque è contaminato dai morti. Il fatto di essere contaminati in tal modo è riconosciuto in Levitico 11:24; 21:1, ma le norme formali al riguardo non sono date fino a Numeri 19:21. Probabilmente l'opinione e la pratica popolare erano sufficientemente precise per spiegare l'attuale comando

3 che non contaminino i loro accampamenti in mezzo ai quali io abito. La pulizia, la decenza e l'ansiosa rimozione anche di inconsapevoli contaminazioni erano cose dovute a Dio stesso, e facevano parte dell'orribile riverenza da tributare alla sua presenza in mezzo a Israele. Naturalmente è facile deprezzare il valore di tale purezza esteriore, rispetto a quella interiore; ma se consideriamo la spaventosa prevalenza della sporcizia nei paesi cristiani

(1) della persona e dell'abito,

(2) di discorso,

(3) di abitudine riguardo a cose non tanto peccaminose quanto impure,

Possiamo davvero riconoscere la saggezza celeste di queste regole, e il valore incalcolabile del tono d'animo da esse generato. Per gli ebrei la "pulizia" non era "vicina alla pietà", faceva parte della pietà

4 Cantici fece i figli d'Israele. E' difficile fare una stima del numero così separato; se possiamo giudicare dalla prevalenza di tali contaminazioni (specialmente quelle sotto il secondo capo) ora, ciò deve aver seriamente aggravato sia la fatica che la difficoltà della marcia. Qui ci fu una prova della loro fede

5 RESTITUZIONE DA FARE PER LE TRASGRESSIONI (versetti 5-10)

Versetti 5-10.- Nessuna frode permessa da Dio

Abbiamo qui, come parte della legge morale di Dio che non cambia, il dovere di fare confessione e soddisfazione per qualsiasi torto fatto ad un altro, e il dovere di non negare ciò che è loro giustamente ai ministri di Dio. Considerate, quindi:

CHE OGNI TORTO FATTO AD UN ALTRO RIGUARDO ALLA SUA PROPRIETÀ ERA CONSIDERATO DAL SIGNORE COME UNA TRASGRESSIONE CONTRO SE STESSO. Cantici ora ogni torto o frode, e ogni imbroglio o astuzia, praticato da uno di noi contro l'altro, non è semplicemente un'offesa contro l'uomo, tale che può essere scusata dalla necessità dei tempi, o dalla consuetudine degli affari, o dal prevalere universale di tali pratiche, ma è un oltraggio contro la giustizia di Dio che egli non trascurerà mai. Per tale uomo Dio stesso è "l'avversario";

Matteo 5:25

e se non sarà ripagato, allora egli stesso "ripagherà" quell'uomo

Isaia 59:18 Romani 12:19

Chi ha derubato il suo prossimo di un soldo, si è guadagnato una perdita eterna e incommensurabile, a meno che non si penta, confessi, non ristabilisca

Esodo 34:7 Isaia 61:8

II CHE CHIUNQUE ABBIA COMMESSO UN TALE TORTO DEVE

(1) CONFESSA,

(2) EFFETTUARE RESTITUZIONE

Cantici ora non c'è vero pentimento e non c'è vero perdono per tali torti -- dal più piccolo al più grande -- a meno che non siano

(1) umilmente riconosciuto,

(2) Liberalmente rimediato

Luca 19:8

Quei torti (ahimè, quanti!) che non vengono mai scoperti, che non vengono riconosciuti con falsa vergogna e non rimediati con la cupidigia, sono come proiettili conficcati nel corpo, che non cesseranno di causare miseria, malattia e morte

III CHE SE L'UOMO OFFESO ERA MORTO E NON AVEVA LASCIATO ALCUN RAPPRESENTANTE, LA COLPA DOVEVA ANCORA ESSERE RICOMPENSATA AL SIGNORE CON IL PAGAMENTO AL SACERDOTE. Cantici ora è una certa massima della morale cristiana (come della legge) che nessuno ci guadagna per il proprio torto. Se non può ripagare la persona offesa, direttamente o indirettamente, è tenuto a risarcire Dio dedicandola a qualche pio scopo. Se un uomo ha fatto fortuna con l'inganno, il suo pentimento è vano a meno che non la ceda tutta al bene del suo prossimo. Questo non purificherà la sua coscienza, solo il Sacrificio può farlo, ma senza di esso la sua coscienza non può essere purificata

IV CHE DIO INSISTETTE ATTENTAMENTE CHE I SUOI SACERDOTI RICEVESSERO LA LORO PARTE, e NON DOVESSERO ESSERE SOPRAFFATTI. Così è la legge di Cristo

1Corinzi 9:7-14; Galati 6:6; 1Timoteo 5:17,18

OMELIE di W. Binnie Versetti 5-10.- Moneta di coscienza

Questo precetto è una continuazione di quello stabilito nei versetti precedenti e, come esso, ammonisce il popolo riguardo alla purezza che dovrebbe prevalere in un campo onorato dalla presenza del Santo. Poiché il Signore abita in mezzo all'accampamento, non deve dimorare in esso nulla che contamini, né lebbroso, né alcuno che abbia figli, né alcuno che sia stato in contatto con i morti. Né è solo la contaminazione corporea che comporta questa disabilità. L'uomo "che fa del male al suo prossimo" è impuro agli occhi di Dio. La frode è contaminante quanto la lebbra. Anche se è tale che la legge penale non può raggiungere, l'occhio di Dio lo vede e ne è offeso; e il trasgressore deve considerarsi escluso dal campo fino a quando non abbia fatto riparazione al suo prossimo offeso, e abbia portato un sacrificio di espiazione al Signore. Tenendo presente la portata della legge come l'ho descritta, imparerete senza difficoltà i particolari stabiliti, specialmente se leggete insieme ad essa la legge in Levitico 6:1-7. È essenziale osservare che questa ingiunzione non fa parte del codice penale. Non è stabilito per la guida dei giudici, ma per la guida della coscienza dell'uomo. La restituzione ingiunta è simile a quella conosciuta tra noi come DENARO DELLA COSCIENZA. Facciamo un esempio. Un uomo trova un gancio da potatura sul ciglio dell'autostrada, evidentemente lasciato lì per errore. Lo porta a casa. "Un eccellente gancio da potatura; proprio la cosa di cui avevo bisogno. Non ho bisogno di fare rumore per la fortunata scoperta; Lo terrò per me". Pochi giorni dopo, il perdente si presenta e fa domande sul suo gancio. Ma chi lo trova nega ogni conoscenza di esso, e rimane in suo possesso. Tra noi il diritto penale avrebbe qualcosa da dire a questo cercatore disonesto. Le maglie del codice penale ebraico sembrano essere state abbastanza larghe da lasciarlo andare. Ma la santa legge di Dio parla alla sua coscienza

1. Deve confessare la sua colpa. Anche nelle questioni che riguardavano il diritto penale, gli ebrei davano grande importanza alla confessione. Era una massima tra loro, che se un uomo portava un'offerta per la sua offesa, ma ometteva di confessare il male che aveva fatto, la sua offerta non sarebbe valsa per l'espiazione

Confronta 1Giovanni 1:9

2. Deve risarcire la persona offesa. Nel caso supposto, il gancio da potatura deve essere restituito, o il suo equivalente in denaro, con l'aggiunta di una quinta parte. Questo, permettetemi di osservare di sfuggita, dimostra che la trasgressione contemplata non è una violazione che rientra nell'ambito della legge penale; poiché la restituzione prescritta dalla legge penale era molto più ampia: un ladro restaurato doppio; un ladro di pecore quadruplo; un allevatore di bestiame cinque volte superiore

Esodo 22:1-4

Pene lievi certamente, ma più severe della restituzione qui ingiunta

3. Un montone deve essere portato al Signore come sacrificio di riparazione per l'espiazione

4. Se la persona che ha subito un torto è morta, la restituzione deve essere fatta all'erede successivo, il parente, o goel (versetto 8), il quale, in mancanza, deve essere fatta al Signore nella persona del sacerdote. In relazione a ciò, il popolo è ammonito che tutti i doni solennemente dedicati al sacerdote ricadono sotto la stessa regola del denaro di coscienza pagato a titolo di risarcimento per frode. L'omissione di pagarli contaminerà il comp

II CHE COSA CI INSEGNA QUESTO STATUTO DI COSCIENZA DEL DENARO?

1. Quando un uomo fa del male al suo prossimo, pecca contro Dio e deve implorare il perdono di Dio per il torto. Ci sono stati sistemi religiosi -- l'antico paganesimo greco e romano, per esempio -- che hanno completamente scollegato la religione dalla morale. Una tendenza nella stessa direzione, che chi conosce se stesso non l'ha intravista nel proprio cuore? Contro quel divorzio fatale tutta la parola. di Dio è una protesta e un avvertimento. Leggete Salmi 15:2. Quando un uomo fa del male al suo prossimo, deve risarcire il suo prossimo. Non servirà semplicemente confessare il torto a Dio e implorare il suo perdono. Questa è solo la metà di ciò che il caso richiede. La soddisfazione deve essere data alla persona offesa. In molti casi il magistrato civile provvederà a questo. In molti altri casi la trasgressione è di un tipo che la sua spada non può raggiungere: i fallimenti fraudolenti spesso sfuggono alla legge. In tutti i casi, Dio comanda alla persona che ha fatto torto al suo prossimo di ripagarla con un aumento

2. Il trasgressore che omette di rendere come richiesto è ammonito che è una persona impura, la cui presenza contamina il santuario di Dio. Agli occhi di Dio il campo è contaminato dalla presenza di un uomo che froda tanto quanto da un lebbroso. Se volete vedere quanto profondamente questo aspetto del precetto che abbiamo davanti si è impresso nelle coscienze di Israele, leggete il Salmi 15, un salmo adatto sicuramente a suggerire allarme a quelli tra noi che negli affari violano abitualmente la regola d'oro, e tuttavia rivendicano un posto nel santuario di Dio

3. Nelle complicazioni della vita moderna accadrà molto più frequentemente che nell'antico Israele che la soddisfazione per la frode non possa essere fatta direttamente alle parti frodate. In questo caso il denaro deve essere devoluto a usi caritatevoli e pii. A dire il vero, la ricchezza illecita è una fonte di reddito molto indesiderabile sia per la Chiesa che per la beneficenza. Dubito molto che Dio lo onori per fare molto bene. Ma se la persona fraudolenta è veramente penitente, e ha fatto del suo meglio per risarcire le sue vittime, può sperare di sfuggire alla contaminazione e alla maledizione che si attacnano ai guadagni disonesti concedendole dove potrebbero forse fare del bene. - B

OMELIE di d. young Versetti 5-8.- Confessione e restituzione

Queste trasgressioni sono spiegate e illustrate in Levitico 6:1-7. In entrambi i passaggi si provvede alla confessione, alla restituzione, all'interesse e all'espiazione: nel Le si parla dell'espiazione più ampiamente che qui. Si noti che le indicazioni fornite prevedono tre parti

IO IL MALFATTORE. Il trasgressore ha fatto del male a se stesso e ad un altro. In un certo senso il danno è ancora maggiore. Ciò che soffriamo dagli altri, per quanto grave e irritante possa essere in quel momento, non deve essere un male permanente; Ma il male che infliggiamo agli altri è un grande pericolo spirituale per noi stessi. Quindi l'uomo che confessava veramente il male che aveva fatto si dimostrava in uno stato mentale migliore, non più vittima dell'egoismo e glorioso della sua vergogna, ma mostrando una coscienza risvegliata e un pentimento di cui non ci si doveva pentire. Considerate il beneficio che ne trasse Davide

Salmi 51La confessione, la restituzione e l'espiazione purificano il seno da una grande quantità di "roba pericolosa". La restituzione, anche se una perdita di beni, è un guadagno in pace. La riparazione di un torto fatto a un prossimo deve essere valutata per il bene della persona offesa; ma è molto di più che l'ingiusto per se stesso è stato rimesso a posto davanti a Dio

II LA PERSONA OFFESA. Egli è provveduto per quanto può essere provveduto. Riparare sotto tutti gli aspetti è davvero impossibile. Un malfattore, con tutti i suoi sforzi, non può mettere le cose esattamente come erano prima. Deve comunque fare quello che può. Da qui la disposizione di aggiungere un quinto rispetto al capitale. Senza dubbio un trasgressore veramente pentito non si fermerebbe nemmeno davanti a questo per mostrare la sua sincerità in riparazione. Zaccheo restaurò quattro volte. Certo, ci sono alcuni feriti per i quali sarebbe una gioia e un beneficio più grande vedere i loro nemici completamente cambiati che se non fossero mai stati feriti da loro. Un grande bene, per quanto riguardava la persona offesa, era che la confessione e la restituzione avrebbero fatto molto per placare, e forse cancellare, il senso di ingiustizia. "Non è ciò che un uomo esteriormente ha o desidera che costituisce la sua felicità o miseria. È il sentimento di ingiustizia che è insopportabile per tutti gli uomini. L'africano nero più brutale non può sopportare di essere usato ingiustamente" (Carlyle). Anche in questo caso, le persone ferite possono essere esse stesse ferite. Il senso del torto subito non è sempre efficace nell'impedire a chi ne soffre di fare torto agli altri. Cantici la confessione e il pentimento di uno potrebbero portare alla confessione e al pentimento di un altro. Chi conosce l'effetto totale prodotto sulle persone a cui Zaccheo fece la sua quadruplice restituzione?

III GEOVA STESSO. Il riconoscimento e la restituzione non erano sufficienti senza l'espiazione. Ferire un prossimo significa ribellarsi contro il governo di Dio, privandolo di qualche possibile servizio da parte della persona offesa. Il trasgressore, per rimorsi di coscienza, o per semplice inquietudine di mente, può fare qualche riparazione al suo prossimo, che può vedere; ma se pensa di aver fatto tutto, può scoprire, a causa del continuo disagio, che qualcosa non è ancora stato realizzato. È la più grande macchia sugli uomini peccatori, non che siano ingiusti gli uni verso gli altri, ma che siano privi della gloria di Dio. Quella gloria deve essere restaurata, e Dio deve prendere il posto di se stesso, se le relazioni umane devono andare bene. Non c'è schema di insegnamento o esempio che, agendo su linee naturali, possa mai rendere gli uomini perfettamente giusti gli uni verso gli altri. Le cose devono essere messe a posto presso Dio, perché da lui, e per mezzo di lui, e per lui sono tutte le cose. Nessuno, quindi, faccia sembrare la confessione e la restituzione qui grandi, e l'espiazione sia messa in un angolo come un dettaglio senza importanza. Proprio come la confessione e la restituzione rimandano all'etica pura e vigorosa di Gesù, così gli animali uccisi puntano verso colui che toglie il peccato del mondo

6 Commetterà qualsiasi peccato commetta dagli uomini. Letteralmente, "[una] di tutte le trasgressioni degli uomini", cioè i torti che corrono tra gli uomini. per fare una trasgressione contro il Signore. Questo qualifica la prima espressione e restringe il suo riferimento ai peccati menzionati in Levitico 6:2,8,5, cioè i torti fatti alla proprietà di un altro. Tali torti, forse perché considerati legittimi finché non venivano scoperti, furono considerati dal Signore stesso come se implicassero una trasgressione contro la sua stessa giustizia

8 Se l'uomo non ha parenti. Nessun goel, o rappresentante personale. Ciò suppone che l'uomo offeso stesso sia morto, ed è un'aggiunta alla legge di restituzione come data in Levitico 6, un'aggiunta chiaramente necessaria alla sua completezza. Il trasgressore non deve in nessun caso essere il vincitore del proprio torto, e se la trasgressione non può essere "risarcita" all'uomo, deve essere "ripagata" al Signore, che era per così dire co-querelante nella causa. Al sacerdote. Sul principio generale che il sacerdote era il rappresentante visibile della maestà invisibile

9 Ogni offerta. ebraico, terumah, offerta elevata

Esodo 29:28

Septuaginta, απαρχη. Quelle offerte, o porzioni di offerte, che non venivano consumate sull'altare, ma "presentate" all'altare. Essendo stati offerti, erano proprietà del Signore e furono da lui dati ai sacerdoti

10 Le cose sacre di ogni uomo. Le offerte dedicatorie, come le primizie, non sono esattamente della natura dei sacrifici. Il suo, cioè quello del prete. Qualunque cosa uno dia al sacerdote, sarà sua. Un principio generale, che riprenda e confermi le norme precedenti; soggetto, naturalmente, all'altro e più grande principio, che tutto ciò che il Signore ha reclamato per sé con il fuoco deve essere prima consumato. Queste indicazioni riguardanti i diritti dei sacerdoti alle offerte sono molto spesso ripetute in vari modi. C' era probabilmente una forte tendenza tra il popolo a defraudare i sacerdoti dei loro debiti, o a rappresentare le loro pretese come esorbitanti. È nello spirito di cupidigia che sta alla base di tutti questi comportamenti che dobbiamo trovare il collegamento tra questi due versetti e il resto del paragrafo

11 IL PROCESSO ALLA GELOSIA (versetti 11-31)

Versetti 11-31.- Il peccato di adulterio

Abbiamo qui, nella lettera, un atto legislativo del tutto obsoleto, perché adattato a un'epoca e a idee del tutto estranee alle nostre; eppure, nello spirito, abbiamo, come parte della legge morale di Dio che non cambia, l'indicibile orrore in cui il peccato di adulterio è tenuto presso di lui, e il grande dispiacere con cui egli considera il solo sospetto di esso. Perché questa prova non era semplicemente o principalmente per punire la colpa o per ristabilire la pace domestica, ma per rimuovere il peccato e la passione dall'innanzi agli occhi di Dio. Considerate, quindi:

CHE DIO RISERVÒ LA SUA PIÙ TERRIBILE VISITA DEI TEMPI ANTICHI A QUELL'ADULTERIO CHE ERA RIUSCITO A SFUGGIRE ALL'OSSERVAZIONE UMANA. Cantici non c'è peccato che distrugga più sicuramente una nazione o una classe accendendo l'ira di Dio contro di essa dell'adulterio. Cantici gli ebrei al tempo dei profeti successivi,

Geremia 5:8 Osea 4:2

e al tempo di nostro Signore;

Giovanni 8:7) ; il Talmud, come sopra

Così le classi superiori in Francia prima della Rivoluzione, così forse la nostra oggi

II CHE DIO NON HA STABILITO IL DIVORZIO COME RIMEDIO CONTRO L'INFEDELTÀ CONIUGALE. Perché non è un rimedio contro il peccato, ma solo contro alcune delle sue dolorose conseguenze. Le glosse e le tradizioni dei dottori giuristi ebrei resero il divorzio facile e comune, perché non credevano più nella giustizia di Dio o nell'odiosità del peccato, come peccato

III Che nulla è più ripugnante per la volontà di Dio riguardo a noi che la gelosia feroce e il sospetto crudele invadano le famiglie e avvelenino la fonte più pura della felicità umana. Entrambi, quindi, peccano gravemente: la moglie che dà il minimo motivo di sospetto con leggerezza o negligenza di condotta, il marito che nutre uno spirito di gelosia e non cerca di metterlo alla prova dei fatti

IV Che il peccato di adulterio era PUNITO SOTTO LA LEGGE CON UNA MORTE MISERABILE, MENTRE CRISTO RIFIUTÒ DI ASSEGNARE AD ESSO ALCUNA PUNIZIONE SECOLARE

Giovanni 8:11

E questo è

(1) a causa della maggiore misericordia del Vangelo, chiamando gli uomini al pentimento;

Romani 2:4; 2Pietro 3:9

ma anche

(2) a causa della maggiore severità della legge morale ora rivelata, che minaccia la morte eterna di tutti gli adulteri

Galati 5:19,21 Ebrei 13:4

V CHE QUESTO PROVVEDIMENTO SPECIALE E TERRIBILE È STATO FATTO SOLO CONTRO IL PECCATO DELLA MOGLIE, perché è dal suo peccato che la gelosia e i suoi conseguenti crimini sorgono come fatto nelle comunità maleducate. Ma sotto la legge più perfetta di Cristo non c'è differenza tra lo stesso peccato nell'uomo e nella donna, ma piuttosto il peccato dell'uomo è denunciato perché è considerato con più leggerezza dal mondo

Matteo 5:28 1Tessalonicesi 4:6), "in materia"

OMELIE DI D. YOUNG Versetti 11-31.- Il processo della gelosia

In precedenza, sono state stabilite norme per quanto riguarda i reati in generale. Ecco un reato che doveva essere affrontato in modo speciale, in quanto era impossibile la restituzione. Il reato distruggeva anche un rapporto di particolare sacralità e importanza, e la scoperta della colpevolezza era difficile, forse impossibile da ottenere, con le normali linee di prova

LA POSIZIONE DEL MARITO È RICONOSCIUTA. Lo spirito di gelosia non è condannato come una passione malvagia in se stesso. In esso potrebbe essere adirato e non peccare. Lo spirito della gelosia non poteva essere troppo eccitato o troppo ampiamente soddisfatto, se solo i fatti corrispondessero ai suoi sentimenti. Non si fa menzione di una simile prova che il marito avrebbe dovuto affrontare se uno spirito di gelosia si fosse risvegliato nella moglie, e così può sembrare che la donna fosse più severa dell'uomo. Ma l'offesa di un marito infedele, naturalmente altrettanto grande di un peccato, potrebbe non essere altrettanto pericolosa di un crimine. I principi del diritto umano che costringono gli uomini a laurearsi in delitto e castigo dovevano essere ricordati nella teocrazia. Un esame delle leggi mosaiche contro l'impurità sessuale mostra che esse provvedevano rigorosamente per entrambi i sessi. L'adultero era punibile con la morte. Una moglie colpevole, scoprendo la sua colpa, trascinò giù il suo amante

Levitico 20:10

II LA POSIZIONE DELLA MOGLIE È RICONOSCIUTA. Punirla più severamente per una mancanza di fedeltà coniugale significava in realtà onorarla, dimostrando che sotto un certo aspetto ci si aspettava di più da lei. Divenne ogni Israelita camminare con circospezione; divenne in modo particolare la matrona israelita. Non possiamo dire che lo spirito di gelosia, anche se spesso si manifestava su basi insufficienti, era tuttavia in se stesso un provvedimento di Dio, attraverso la natura? La reputazione di una moglie è una cosa molto delicata, ed era destinata ad esserlo. Il decimo comandamento specifica: "Non desiderare la moglie del tuo prossimo". Da qui possiamo dedurre che c'era una certa tentazione per gli uomini di commettere questo peccato, e le mogli dovevano stare particolarmente in guardia. La prova a cui Dio li aveva chiamati, per quanto difficile potesse sembrare, aveva un lato molto onorevole. Non si dica che la legislazione mosaica mostrava il disprezzo orientale della donna. Dio si prendeva cura di lei anche allora, ma lei doveva partecipare alla severità della legge, anche se, molto tempo dopo, rappresentata dalla donna colta in adulterio, condivideva la clemenza e la tenerezza del Vangelo

III L'INFALLIBILE SCOPERTA DELLA COLPA. Dio tolse la questione dall'oscurità delle prove circostanziali. La natura stessa del reato rendeva difficile per un marito sospettoso andare oltre la presunzione. "L'occhio dell'adultero attende il crepuscolo". Ma Dio chiamò la moglie accusata tra le solennità del tabernacolo, e da allora in poi l'occultamento e l'evasione divennero impossibili. Notate come il calvario sia stato di per sé indolore. Non c'era il camminare su vomeri in fiamme né la richiesta di resistenza fisica. Era anche indipendente da qualsiasi cosa simile al caso, come se la sorte fosse stata fatta per risolvere la questione. L'acqua amara fu bevuta, e Dio, che porta in giudizio tutte le cose segrete, mostrò la prova indubitabile nel corpo gonfio e nella coscia putrefatta. Prova, sentenza e punizione erano tutto in uno

IV LA SCOPERTA, ALTRETTANTO INFALLIBILE, DELL'INNOCENZA. Ci si chiede quale sia stata in pratica la storia di questo calvario; quanto spesso viene utilizzato e con quali risultati. Non sappiamo quali terribili tragedie possa aver evitato, quale credulone Otello possa aver restituito la sua pace mentale, quale Desdemona possa aver rivendicato e quale Iago possa aver rovesciato nelle sue malvagie trame. "Dio farà uscire la tua giustizia come la luce e il tuo giudizio come il mezzogiorno"

Salmi 37:6Ci sarà una purificazione finale di tutti gli innocenti, per quanti siano stati condannati in un bar umano. L'intera faccenda assume il suo aspetto più significativo quando notiamo come l'apostasia del popolo di Dio sia caratterizzata da gravi e vergognose violazioni del voto matrimoniale (Ezechiele 16). La condanna della moglie adultera prefigura la condanna del credente traviato

12 Se la moglie di un uomo... commettere una colpa contro di lui. L'adulterio della moglie è qui considerato solo da un punto di vista sociale; l'offesa al marito, la distruzione della sua pace mentale, anche per il solo sospetto, e il conseguente turbamento di Israele, è la cosa su cui ci si sofferma. La punizione dell'adulterio come peccato era già stata prescritta

Levitico 20:10

13 Se viene posato. O, "se è nascosto". Questo versetto è esplicativo del primo. Preso con il modo. Queste ultime parole non sono in ebraico. Significa senza dubbio "colto in flagrante"

Confronta Giovanni 8:4

Αυτη μη η συνειλημμενη, Septuagint

14 E non sia contaminata. Per quanto riguarda il male qui trattato, era quasi altrettanto grande se la donna fosse colpevole o meno

15 Egli porterà la sua offerta per lei HnBdq, "la sua offerta"; hyl, "per suo conto". Doveva essere un'offerta di carne -- non collegata in questa occasione a nessun altro sacrificio -- dei frutti della terra, che simboleggiava i frutti della sua colpevolezza, o almeno della sua cura. meno e sospetto, condotta. A proposito di farina d'orzo, non di farina di frumento pregiato, indicava la sua attuale condizione bassa e vile (meritata o immeritata); come senza incenso né olio, ha negato per se stesso le influenze santificanti della grazia di Dio e della preghiera. Così ogni dettaglio dell'offerta, sebbene non condannasse la donna (poiché chi fosse ritenuto colpevole non avrebbe potuto fare alcuna offerta), tuttavia rappresentava la sua discutibile reputazione e il suo indiscutibile disonore, poiché anche l'ingiusto sospetto del marito è un disonore per la moglie. Farina d'orzo. Ai giorni di Eliseo la metà del prezzo della fior farina (2Re 7:1) e mangiata solo dai poveri

Ezechiele 4:12Giovanni 6:9

Un'offerta di gelosia. Letteralmente, "di gelosie". taonq, un plurale intensivo. Un'offerta commemorativa, che porta l'iniquità alla memoria. Θυσια μνημοσινου, Septuaginta. Un'offerta per portare la donna in memoria giudiziaria davanti al Signore, affinché il suo peccato (se c'è) possa essere ricordato con lui, ed essere dichiarato

16 Davanti al Signore. O all'altare di bronzo o alla porta del tabernacolo

17 Acqua santa. Probabilmente dalla conca che si trovava vicino all'altare

Esodo 30:18

L'espressione non è usata da nessun'altra parte. La Settanta ha υδωρ καθαρο, acqua corrente pura. In un vaso di terracotta. Economico e grossolano, come l'offerta. Della polvere che è nel pavimento del tabernacolo. Questo è l'unico punto in cui viene menzionato il pavimento del tabernacolo. Poiché non sono state date indicazioni al riguardo, probabilmente è stata la nuda terra a essere sgomberata e calpestata. Il pavimento di cedro del tempio era ricoperto d'oro

1Re 6:16,30

Questo uso della polvere è stato ritenuto significare il fatto

(a) che l'uomo è stato fatto di polvere, e deve tornare alla polvere;

Genesi 3:19

o

(b) che la polvere è il cibo del serpente, cioè che la vergogna e il disgusto sono il frutto inevitabile del peccato

Genesi 3:14 Isaia 65:25

Di questi,

a) non è appropriata alla materia in questione, poiché la mortalità è comune a tutti, e

(b) è troppo recondito per essere stato inteso qui

È molto improbabile che il significato spirituale di Genesi 3:14 fosse noto a qualcuno degli ebrei. Una spiegazione molto più semplice e più intelligibile si può trovare nel fatto ovvio che la polvere del tabernacolo era l'unica cosa che apparteneva al tabernacolo, e che era, per così dire, impregnata della terribile santità di colui che vi abitava, che poteva essere mescolata con acqua e bevuta. Per una ragione simile il "peccato" del popolo, il vitello d'oro, fu ridotto in polvere, e il popolo fu costretto a berlo

Esodo 32:20L'idea trasmessa alla più ottusa apprensione era certamente che con la polvere sacra la "virtù" divina fosse passata nell'acqua, virtù che le avrebbe dato l'efficacia soprannaturale di uccidere i colpevoli e di lasciare illesi gli innocenti

18 Scopri la testa della donna. In segno che aveva perduto la sua gloria infrangendo, o sembrando aver infranto, la sua fedeltà a suo marito;

1Corinzi 11:5-10

forse anche con qualche riferimento alla verità che "tutte le cose sono nude e aperte agli occhi di colui con cui aveva a che fare

Ebrei 4:13

Metti l'offerta del memoriale nelle sue mani. Che lei stessa possa presentare, per così dire, i frutti della sua vita davanti a Dio, e sfidare l'indagine su di essi. Acqua amara. Non era letteralmente amara, ma era così piena di convinzione e di giudizio da portare amare sofferenze ai colpevoli

19 Se nessun uomo. Il giuramento presupponeva la sua innocenza. Con un altro invece di tuo marito. ebraico, "sotto tuo marito, cioè come una moglie soggetta a un marito

Ezechiele 33:5 Osea 4:12

Υπανδρος ουσα, Septuaginta. Era solo come femme couverte che poteva commettere questo peccato

21 Allora il sacerdote dirà alla donna. Queste parole sono tra parentesi, proprio come in Matteo 9:6. L'ultima parte del giuramento è chiamata "giuramento di maledizione", perché conteneva le imprecazioni sul colpevole. A marcire. Ebraico, "cadere". Τον σου διαπεπτωκοτα, Septuaginta. Gonfiare. L'ebraico zabeh non ha un significato del tutto certo, ma probabilmente questo

22 Nelle tue viscere. Confronta Salmi 109:18. Εις τηαν σου, Septuaginta. Si è pensato che questi sintomi appartenessero a qualche malattia nota, come l'idropisia (Giuseppe Flavio, 'Formica', 3:11, 6) o l'idropisia ovarica. Ma è chiaro che l'intera faccenda era al di fuori dell'ambito del conosciuto e del naturale. Una donna innocente può soffrire di idropisia, o di qualsiasi forma di idropisia; ma questa era un'inflizione del tutto peculiare per mezzo della visita diretta di Dio. Il principio che stava alla base dell'inflizione era, tuttavia, chiaro: δι ων γαα δια τουτων η τιμωρια -- gli organi del peccato sono la sede della peste. Amen, amen. Raddoppiato qui, come nel Vangelo di Giovanni. La donna doveva accettare (se ne avesse avuto il coraggio) l'orribile prova e appellarsi a Dio con questa risposta; se non osava, si dichiarava colpevole

23 In un libro. Su un rullo. Asciugateli con l'acqua amara. Piuttosto, "lavali nell'acqua amara", per trasferire il veleno delle maledizioni nell'acqua. Εξαλειψει... εις το υδωρ, Septuaginta. La scritta sul rotolo doveva essere lavata via nel recipiente d'acqua. Naturalmente l'unica conseguenza reale era che l'inchiostro si mescolava con l'acqua, ma nell'immaginazione del popolo, e per la coscienza spaventata di una donna colpevole, le maledizioni venivano anche tenute in soluzione nell'acqua del processo. La direzione era fondata su una superstizione mondiale, ancora prevalente in Africa, e in effetti tra i popoli più semi-barbari. Nel "Romanzo di Setnan", tradotto da Brugsch. Bey, la cui scena è ambientata al tempo di Ramses il Grande, una formula magica scritta su una foglia di papiro viene sciolta in acqua, e bevuta con l'effetto di impartire tutti i suoi segreti a colui che la beve. Cantici ai giorni nostri, per una simile superstizione, i maomettani malati ingoiano testi del Corano; e così nel Medioevo l'arcivescovo canonizzato Edmund Rich (1240) sul letto di morte lavò un crocifisso in acqua e lo bevve, dicendo: "Berrete acqua dai pozzi della salvezza"

24 Egli farà bere la donna. Questo è detto per anticipazione, perché non lo bevve veramente fino a dopo l'offerta (versetto 26)

25 Offritelo sull' altare. Secondo la legge delle piastrelle della minchah,

Levitico 2

solo una manciata veniva bruciata come "memoriale" (ebraico, azkarah), il resto veniva "presentato" e poi deposto a lato dell'altare per essere successivamente mangiato dai sacerdoti. Tutto questo veniva fatto prima della prova vera e propria, bevendo l'acqua, affinché la donna potesse essere messa a faccia con la santità di Dio nel modo più solenne e completo possibile. Stava davanti a lui come una di loro, eppure come una sospettata e imbarazzata, corteggiando il peggio se colpevole, pretendendo la completa assoluzione se innocente

27 entrerà in lei e diventerà amaro. Piuttosto, "come amarezza" o "come amarezza", cioè come produttrice di amare sofferenze. Sarà una maledizione, cioè, sarà usato come esempio nelle imprecazioni del popolo

28 e concepirà il seme. Come segno del favore divino, per una donna ebrea la più sicura e la più stimata

1Samuele 2:5; Salmi 127:3; Luca 1:58

29 Questa è la legge delle gelosie. Una legge prescritta da Dio, eppure in sostanza presa in prestito da pagani semicivilizzati; una pratica molto simile alla superstizione ancora prevalente, e tuttavia ricevente non solo la tolleranza di Mosè, ma anche la diretta sanzione di Dio; una prova che enfaticamente pretendeva di essere infallibilmente operante attraverso agenti soprannaturali, ma che tra le altre nazioni si prestava ovviamente alla collusione e alla frode, così come la prova dell'acqua rossa praticata dalle tribù dell'Africa occidentale. Per giustificare la saggezza celeste in questo caso, dobbiamo ammettere francamente, tanto per cominciare:

(1) Che era fondato sulla nozione superstiziosa che la virtù immateriale può essere impartita agli elementi fisici. Si supponeva che la santità della polvere raccolta e l'orrore delle maledizioni scritte fossero trattenute in soluzione dall'acqua della gelosia. La cronaca non dice molto, ma l'intero calvario procede su questa supposizione, che sarebbe senza dubbio quella popolare

(2) Che era adatto solo a uno stato molto rozzo e relativamente barbaro della società. Il Talmud afferma che l'uso di esso cessò quarant'anni prima della distruzione di Gerusalemme (se così fosse, durante la vita terrena di nostro Signore); ma si può ritenere certo che cessò molto tempo prima, anzi non c'è alcun esempio registrato del suo uso. Era essenzialmente una prova, anche se regolata da Dio, e come tale sarebbe stata moralmente impossibile e altamente indesiderabile in qualsiasi epoca che non fosse quella di fede cieca e inquisitoria. E ne troviamo la giustificazione proprio nel fatto che è stato dato a una generazione che credeva molto e sapeva poco; che aveva una profonda fede nella magia e nessuna conoscenza della filosofia naturale. È sempre stata la saggezza di Dio, come rivelato nel sacro volume, di prendere gli uomini così com'erano, e di utilizzare le nozioni superstiziose che non potevano essere immediatamente distrutte, o le idee morali imperfette che non potevano essere immediatamente riformate, facendole lavorare per la giustizia e la pace. È, soprattutto, la saggezza di Dio non distruggere l'imperfetto, ma regolarlo e frenare i suoi abusi, e così imprimerlo nel suo servizio, finché non abbia educato il suo popolo per qualcosa di più elevato. Tutti conoscono l'estrema violenza della gelosia tra un popolo incivile, e la diffusa miseria e il crimine a cui conduce. Si può tranquillamente affermare che qualsiasi prova che non lasciasse spazio alla gelosia, perché non c'è spazio all'incertezza, sarebbe una benedizione per un popolo abbastanza rozzo e abbastanza ignorante da crederci. Le ordalie si stabiliscono in un certo stadio della civiltà perché sono volute, e sono nel complesso utili, purché rimangano in armonia con le idee popolari. Essi, tuttavia, sono sempre soggetti a due pericoli

(1) Occasionalmente falliscono, e si sa che hanno fallito, e così cadono in discredito

(2) Si prestano sempre facilmente alla collusione o al clericalismo. La prova della gelosia, essendo stata adottata, com'era, in un sistema veramente divino, ed essendo basata sulla conoscenza e sul potere di Dio stesso, assicurò tutti i benefici di una prova e sfuggì a tutti i suoi pericoli. È abbastanza probabile che il lato terribile di tutto ciò non sia mai stato veramente chiamato in causa. Nessuna donna colpevole oserebbe sfidare così direttamente una visita così terribile, purché conservasse una fede o una superstizione. Prima che arrivasse il momento in cui ogni donna ebrea aveva scartato entrambi, le crescenti facilitazioni del divorzio avevano fornito un'altra e più facile via di fuga dai problemi matrimoniali

Illustratore biblico:

Numeri 5

1 CAPITOLO 5

Numeri 5:2, 3

Togli dall'accampamento ogni lebbroso, chiunque ha un parrumeno e chiunque è contaminato dai morti.

Dove dimora Dio ci deve essere purezza:

I. Dio stesso è puro e non può associarsi con gli impuri. Se la disciplina è lassista, Dio se ne va. Non è la grande chiesa, o quella intelligente o quella ricca, che lo attrae, ma quella pura. Come il lampo passa accanto al marmo levigato e al legno intagliato per toccare il ferro o l'acciaio, perché lì trova qualcosa di simile a sé, così Dio passa oltre coloro che abitano con i puri, perché in essi trova un carattere simile al suo

II. Dio non farà, perché non può, alcun bene agli impuri. Chiunque tolleri il peccato non apprezzerebbe il disegno di Dio e accetterebbe la Sua benedizione; e dove non può benedire, non verrà ad abitare. Cacciamo dunque dall'accampamento ogni lebbroso, tutto ciò che contamina; perché la presenza di Dio in mezzo a noi è della massima importanza per noi come Sua Chiesa e come Suo popolo. La sua presenza è essenziale

1. Al nostro conforto di Chiese e di cristiani. Che cos'è il sole splendente in natura, la Sua presenza è con noi: il nostro splendore, la nostra gioia, ecc.

2. Alla nostra prosperità. Dio con la Sua Chiesa è stato in tutte le epoche il segreto della sua potenza e del suo successo. La sua presenza è la vita del ministero e di tutta l'opera cristiana D. Lloyd.

L'esclusione degli impuri:

I. Come misura sanitaria

1. L'applicazione universale della norma

2. La sacra ragione per cui è stato applicato. L'impurità separa da Dio

II. Come parabola spirituale

1. Il peccato è una cosa contaminante

2. Il peccato è una cosa mortale

3. Il peccato è una cosa che separa. Dove il peccato è caro, Dio non abiterà

1 I malvagi apertamente e persistentemente dovrebbero essere espulsi dalla Chiesa sulla terra

a A causa della loro influenza corrotta 1Corinzi 5:6-13

b A causa del disonore verso Dio che la loro presenza nella Chiesa comporta

2 Gli empi saranno esclusi dalla città di Dio lassù. Conclusione:

1. Colui che esige questa purezza ha provveduto i mezzi per mezzo dei quali possiamo raggiungerla. "Il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato".

2. Usiamo diligentemente i mezzi che Egli ci ha fornito. "Lavati, ti pulisci", ecc. W. Jones.

In mezzo al quale dimoro.

Dio sempre presente con il Suo popolo:

Questo ci insegna che Dio è sempre più presente con il Suo popolo. Questo appare nell'esempio di Giuseppe Genesi 39:21, 23. Proporrò alcune ragioni

1. Egli salverà quelli che sono Suoi. La Sua presenza non è una presenza vana, né è un ozioso osservatore delle cose che vengono fatte; ma la Sua presenza è per prosperare e salvare Geremia 30:11. Non dobbiamo quindi sognare una presenza che non produce nulla, ma piuttosto vuole che il Suo popolo si fermi spesso, mentre Egli opera tutto in tutti

2. Essi hanno un buon successo nelle loro legittime fatiche, così che Egli fa prosperare le opere delle loro mani. Utilizzazioni:

1. Per l'aumento di una solida fede in Dio. Non li lascia a se stessi; Egli non ritira da loro la Sua forza; Egli non li abbandona alla concupiscenza e al piacere dei loro nemici. Questo è ciò che Egli dice a Giosuè dopo la morte di Mosè Giudici 1:5

2. Questo ci insegna questo buon dovere, che stiamo attenti a non contaminarci con le contaminazioni del peccato. Infatti, come oseremo commettere un peccato che è così altamente sgradito ai suoi occhi, poiché egli è con noi per contemplare noi e tutte le nostre azioni? W. Attersoll.

Dio dimora con il Suo popolo:

I. Dio è presente con il Suo popolo

1. Influente Salmi 139:1, 10

2. Con simpatia Genesi 28:16, 17; Giovanni 14:16-26; 1Giovanni 1:3

II. Dio è presente in mezzo al Suo popolo

1. Per quanto riguarda il centro dell'unione

2. Come fonte di benedizione. Vita, luce, potere, bellezza, ecc

III. La presenza di Dio in mezzo al Suo popolo dovrebbe esercitare su di loro una grande e benedetta influenza

1. Un freno dal peccato

2. Un incentivo alla santità

3. Un incoraggiamento al dovere

4. Una garanzia di sostegno nelle fatiche e nelle prove della vita

5. Una garanzia di vittoria nei conflitti della vita

6. Una garanzia di salvezza perfetta. W. Jones.

La presenza di Dio in mezzo al Suo popolo esige santità da parte loro:

La redenzione era la base della dimora di Dio in mezzo al Suo popolo. Ma dobbiamo ricordare che la disciplina era essenziale per la Sua permanenza in mezzo a loro. Non poteva dimorare dove il male era deliberatamente sanzionato. Si può, tuttavia, rispondere: "Dio lo Spirito Santo non abita forse nel singolo credente, eppure c'è molto male in lui?" È vero, lo Spirito Santo dimora nel credente, sulla base della redenzione compiuta. Egli è lì, non come sanzione di ciò che è di natura, ma come sigillo di ciò che è di Cristo; e la Sua presenza e la Sua comunione sono godute proprio nella misura in cui il male in noi è abitualmente giudicato. Così anche in riferimento all'assemblaggio. Senza dubbio, c'è del male lì, del male in ogni singolo membro, e quindi del male nel corpo corporativo. Ma deve essere giudicato; e, se giudicato, non gli è permesso di agire, è reso nullo. Non dobbiamo giudicare i motivi, ma dobbiamo giudicare i modi. Nel momento stesso in cui un uomo entra nell'assemblea, prende il suo posto in quella sfera in cui la disciplina viene esercitata su tutto ciò che è contrario alla santità di Colui che vi abita. E non lasciate che il lettore supponga, per un momento, che l'unità del corpo sia toccata quando si mantiene la disciplina della casa. Sentiamo spesso dire di coloro che giustamente cercano di mantenere la disciplina della casa di Dio, che stanno lacerando il corpo di Cristo. Difficilmente potrebbe esserci errore più grande. Il fatto è che il primo è il nostro dovere inderogabile; il secondo, una totale impossibilità. La disciplina della casa di Dio deve essere eseguita; ma l'unità del corpo di Cristo non potrà mai essere dissolta. E perché, potremmo chiederci, è stata chiesta questa separazione? Era per difendere la reputazione o la rispettabilità del popolo? Niente del genere. E allora? "Che non contaminino i loro accampamenti in mezzo ai quali io abito". E lo è anche ora. Non giudichiamo e non mettiamo da parte la cattiva dottrina, al fine di mantenere la nostra ortodossia; né giudichiamo e mettiamo da parte il male morale, al fine di mantenere la nostra reputazione e rispettabilità. L'unico motivo di giudizio e di rimozione è questo: "La santità si addice alla Tua casa, o Signore, per sempre". Dio dimora in mezzo al Suo popolo. C. H. Mackintosh.

Nessuna Chiesa dovrebbe tollerare i trasgressori aperti:

Nessuna Chiesa dovrebbe tollerare fegati sporchi, o persone impure, o noti trasgressori tra loro Deuteronomio 23:17; 1Corinzi 5:1, 2; Efesini 5:3-5. Questa verità può essere ulteriormente rafforzata da molte ragioni

1. Poiché è una cosa piacevole per i santi di Dio fare così: come differiscono dagli uomini pagani, così differiscano dalle riunioni pagane. Mosè insegna che devono scacciare il male da loro, perché sono un popolo santo Deuteronomio 23:14

2. Per la negligenza di questo dovere, l'ira di Dio cade sui figli degli uomini. Egli è il Dio dell'ordine e richiede che tutte le cose nella Chiesa siano fatte con ordine. Ecco perché l'apostolo dice [Colossesi 3:6]. E abbiamo vari esempi di questo nel popolo di Israele, che fu distrutto in diversi modi a causa dei suoi peccati 1Corinzi 10:5

3. Abbiamo già mostrato che erano come bestie impure e che non dovevano essere ammesse nella comunità delle pecore di Cristo che sono pure, affinché non le contaminassero con il loro contagio e calpestassero con i loro piedi il resto dei loro pascoli. L'apostolo dice 1Corinzi 5:6. Essendo dunque il peccato contagioso, il peccatore non deve essere tollerato nell'assemblea dei giusti. Utilizzazioni:

1. Dovrebbe essere motivo di grande dolore per ogni società di uomini e donne cristiani, quando qualcuno della congregazione cresce fino ad essere così profano e contaminato dal contagio del peccato. Non è un grande dolore avere un membro del corpo tagliato? Questo insegna l'apostolo 1Corinzi 5:2.

2. È causa di grande misericordia e di una meravigliosa benedizione da parte di Dio, quando coloro che trasgrediscono sono contrastati e puniti. Finché si subisce il peccato, Dio si offende e la Sua ira si estende su quei luoghi e su quelle persone. Egli ha una controversia contro coloro che peccano contro di Lui

3. Ogni congregazione è tenuta a purificare il proprio corpo da quegli escrementi e sporcizia che lo infastidiscono. Dobbiamo avere qui vero zelo e coraggio divino per la causa di Dio e della Sua verità. Non dobbiamo avere paura dei volti degli uomini, anche se non sono mai stati così grandi e potenti. Le censure della Chiesa non devono essere come la tela del ragno, che cattura mosche e moscerini, mentre le creature più grandi se ne staccano. Questo rimprovera coloro che non osano trattare con i grandi, i ricchi e i potenti: hanno paura di toccarli per timore di comprare il loro dispiacere

4. Nessuna Chiesa deve tollerare tra loro alcun colpevole aperto? Allora devono usare la censura della scomunica come un'ordinanza di Dio, non un'invenzione degli uomini; e non solo ne conosci la natura e l'uso, ma praticalo per la gloria di Dio e per il bene degli altri. Questo è ciò che il nostro Salvatore Cristo ha lasciato e ha comandato che sia giustiziato tra noi Matteo 18:17. W. Attersoll.

6 Numeri 5:6-10

Risarcite la sua trasgressione.

La legge in materia di frode:

1. Deve confessare il suo peccato e implorare il perdono dal profondo del suo cuore; egli deve sottomettersi a Dio, sapendo che non può in alcun modo nascondere il suo peccato, né in alcun modo tenerlo lontano dalla vista di Dio

2. Dobbiamo dare soddisfazione a colui a cui abbiamo fatto torto. Non è sufficiente fare aperta confessione a Dio, a meno che non facciamo anche un'effettiva restituzione agli uomini. Questo viene fatto per scoraggiare le persone dannose. Infatti, se solo dovessero restituire il capitale, sanno che, se i loro reati fossero scoperti, non sarebbero perdenti

3. Egli deve cercare la riconciliazione e l'espiazione con Dio, offrendo un montone in sacrificio, che ha determinato la sofferenza di Cristo, e offrendo Se stesso una volta sulla Croce, per l'estinzione del nostro peccato e per placare l'ira di Suo Padre. Non ci gioverà nulla essere in pace con gli uomini, se non siamo in pace con il nostro Dio. Questa è l'emanazione della legge: un'eccezione è annessa a titolo di prevenzione. Poiché l'offensore che ha commesso un'infedeltà contro il suo prossimo potrebbe obiettare e dire: Come posso restituire ciò che ho preso? Può darsi che il partito sia morto; può darsi che egli non abbia né figliuolo, né figlia, né parente; non potrei dunque legittimamente nasconderlo e tenerlo giustamente per me? Rispondo, no; il Signore risponde: Non tratterrai affatto i beni che non sono tuoi, se cerchi qualche bene dalla mia mano. Se il proprietario è morto o sconosciuto, e non ha nessuno dei suoi parenti e della sua alleanza vivente per essere il suo erede, non sarà tuo, è del Signore, ed egli lo dà al sacerdote come ricompensa delle sue fatiche nel tabernacolo. Dio è il Signore del suolo; Egli lo sfida a Suo piacimento, e lo dispone a Suo piacimento. Ibidem

Frode e perdono:

I. Il peccato della frode

1. Come assumendo molte forme

1; Frode in materia di merci affidate alla custodia di un altro

2 Nelle transazioni commerciali

3 Nell'impadronirsi con la forza di ciò che appartiene ad un altro

4 Nel torto ad un altro per mezzo dell'inganno

5 Nel ritrovamento di oggetti smarriti che danneggiano il perdente con la falsità. E nella nostra epoca la frode assume molte forme, ed è ampiamente diffusa. Il datore di lavoro che non paga un giusto salario a coloro che sono al suo servizio ne è colpevole Proverbi 22:16; Isaia 3:14, 15; Colossesi 4:1; Isaia 5:4. Così è anche il servo o l'operaio che sperpera il tempo per il quale il suo datore di lavoro lo paga; Così facendo froda il suo datore di lavoro. Il commerciante che trae un vantaggio indebito dal suo cliente, che egli chiama con un nome speciale, ad esempio, "pratica del commercio", ecc.; il mediatore o lo speculatore o il manager che induce le persone a investire il loro denaro in imprese inaffidabili; la persona che contrae un debito senza la sincera intenzione e la ragionevole prospettiva di pagarlo, tutti questi, e altri, si sono resi colpevoli di frode

2. Come un torto fatto a Dio

II. Le condizioni del suo perdono

1. Consapevolezza della colpa. "L'espressione 'quella persona sia colpevole' non si riferisce semplicemente alla sua effettiva criminalità; ma alla sua coscienza di colpa rispetto ad essa: perché questo caso deve essere distinto da quello di una persona scoperta in disonestà che ha tentato di nascondere". Senza la coscienza della colpa, le altre condizioni del perdono non potrebbero essere veramente soddisfatte

2. Confessione. "Allora confesseranno il peccato che hanno commesso". Questa è una condizione essenziale del perdono Salmi 32:5; Proverbi 28:13; 1Giovanni 1:9. Di per sé solleva l'anima oppressa e conduce alla gioia e alla pace del perdono

3. La restituzione è essenziale per la remissione dei peccati; poiché dove non si fa la restituzione è evidente che il pentimento sincero è assente Ezechiele 8:7, 9, 12, 13; 33:15

4. Sacrificio. Oltre a fare la restituzione, al trasgressore era comandato di offrire "il montone dell'espiazione, per mezzo del quale sarà fatta per lui un'espiazione". Conclusione:

1. Coloro che hanno ferito gli altri facciano una rapida e completa confessione e riparazione

2. Coltiviamo tutti la più completa integrità e rettitudine in tutta la nostra vita e condotta. W. Jones.

Restituzione:

Una volta, mentre il signor Moody parlava in preghiera, accadde un incidente che illustrava il suo argomento, che fece una profonda impressione e tornò a casa di tutti. Disse che la vera preghiera consisteva di dieci elementi: Adorazione, Confessione, Restituzione, Ringraziamento, Unità o Amore Fraterno, Spirito di Perdono, Fede, Richiesta con l'importunità di un mendicante, la docilità di un servo e la fiducia di un amico, Perseveranza e, infine, Sottomissione. Quando giunse al terzo elemento, la Restituzione, un uomo si alzò tra il pubblico e gridò: "Signor Moody, mi permetta di entrare qui. Sono andato in Texas cinque anni fa, dopo aver truffato i miei creditori di 15.000 dollari. Mia moglie ed io pensavamo di essere davvero intelligenti. Ci siamo stabiliti in una delle città, abbiamo comprato una bella casa e l'abbiamo arredata in tutto e per tutto; pianoforte a coda, tappeti di Bruxelles e mia moglie non hanno pensato a fondo alle tende di pizzo. Ma ci eravamo appena sistemati quando arrivò il signor Moody e, come altri, seguimmo la folla di "professori" e membri della chiesa. Ha predicato lo stesso sermone che abbiamo ascoltato finora stasera. Lo Spirito di Dio convinse me e mia moglie di peccato, su questo capo della Restituzione, e tornammo a casa perfettamente infelici. Ho detto: 'Loo, cosa dobbiamo fare?' «Fatelo!» dice lei; "Sai cosa fare senza chiedermelo; ripaga tutti fino all'ultimo centesimo". Detto fatto; la casa è stata venduta e subito è stata indetta un'asta; e, oh, la gioia che ho avuto nel distribuire l'argenteria e le porcellane. Il pianoforte e tutto il resto sono andati, ma mia moglie era così felice di separarsi dalle tende di pizzo che era davvero curiosa. Poi prendemmo due stanzette, una camera da letto e una cucina, e l'unico tavolo che avevamo era quello che avevamo usato in cucina per tagliare la carne; ma il Signore ci ha riempiti di sé, e noi abbiamo avuto pace e gioia, perché avevamo il perdono e una coscienza pura. Il caro Signore mi ha benedetto molto al di sopra del mio deserto e al di là di ciò che il diavolo mi ha portato a rubare, e siamo venuti a Northfield per lodare il Signore e portare con noi in Texas un nuovo battesimo del potere benedetto che ci ha liberati cinque anni fa".

11 Numeri 5:11-31

Se la moglie di un uomo si fa da parte.

Il processo della moglie sospettata:

I. La fiducia nelle relazioni coniugali è di grande importanza. "Il sospetto", dice il vescovo Babington, "è il tagliagole e il veleno di ogni amore e amicizia". E in proporzione all'intensità dell'amore ci sarà l'angoscia del sospetto rispetto all'oggetto dell'amore

II. L'adulterio è un peccato della massima enormità. Questa terribile prova, che aveva lo scopo di impedirlo, mostra quanto grande fosse la sua atrocità nella stima divina. Questo è espresso:

1. Nell'umiliazione della donna sospettata. La "farina d'orzo", di cui era composta l'offerta, il "vaso terreno" che conteneva l'acqua, e "la polvere" che veniva messa nell'acqua, indicano uno stato di profonda umiliazione e disonore. L'assenza dall'offerta dell'olio, simbolo dei doni e delle grazie dello Spirito Santo, e dell'incenso, simbolo della preghiera, proclamava anche la sua discutibile reputazione e il sospetto con cui era guardata. Allo stesso modo lo "scoprire il capo della donna" era indicativo della perdita del miglior ornamento della donna, la castità e la fedeltà nella relazione matrimoniale

2. Nella terribile punizione che si abbatteva sui colpevoli. Questa prova fu resa così terribile che il timore di essa avrebbe potuto impedire efficacemente alle mogli in Israele di violare la minima fedeltà ai loro mariti. Rimane come un'impressionante proclamazione dell'assoluto orrore con cui Dio considera il peccato di adulterio. È un peccato contro Dio; infligge al marito il danno più intollerabile; è una piaga assoluta per la famiglia; Ed è un torto per la società in generale. Le condanne più terribili sono pronunciate su di essa nella Parola Sacra Levitico 20:10; Malachia 3:5; 1Corinzi 6:9, 10; Ebrei 13:4

III. La punizione del peccato è strettamente legata al peccato stesso. La punizione arrivò in quelle parti del suo corpo di cui aveva abusato

IV. Dio porterà alla luce i peccati segreti degli uomini. Se la donna sospettata fosse colpevole, dopo questo calvario la sua colpevolezza sarebbe resa manifesta. Tutti i peccati gli sono noti

V. Dio sicuramente vendicherà gli innocenti che hanno sofferto a causa del sospetto e della calunnia. In questo caso la rivendicazione fu più completa. "Se la donna non si contamina, ma è pura; allora sarà libera e darà alla luce una progenie". "Se non era colpevole dopo un processo del genere", dice Adam Clarke, "aveva un grande onore; e, secondo i rabbini, divenne forte, sano e fecondo; perché se prima era sterile, ora cominciava a partorire figli; Se prima aveva solo figlie femmine, ora cominciava ad avere figli; Se prima aveva un duro travaglio, ora aveva un travaglio facile; In una parola, è stata benedetta nel suo corpo, nella sua anima e nella sua sostanza". Così, per gli innocenti, non c'era terrore in questa dura prova. Era piuttosto una benedizione per loro, se in qualche modo erano arrivate a essere guardate con sospetto dai loro mariti; poiché per mezzo di esso tali sospetti sarebbero stati rimossi e la loro fedeltà e il loro onore sarebbero stati rivendicati ed esaltati. E Dio, prima o poi, darà una splendida ragione a tutti coloro che soffrono di false dichiarazioni, calunnie o false accuse. W. Jones.

L'innocenza dichiarò misteriosamente:

Zia C. Fox ci ha raccontato di un amico americano che una volta si preoccupò di andare da qualche parte, non sapeva dove. Ordinò il suo calesse, il suo servitore gli chiese dove doveva guidare. «Su e giù per la strada», disse il suo padrone. Atti 50 'ultima volta che si sono incontrati un funerale. "Segui questo funerale." disse il maestro. Seguirono la processione fino a quando giunsero al cimitero. Mentre si svolgeva la funzione, l'amico sedeva nel suo calesse; Alla fine si diresse verso la tomba e disse solennemente: «La persona ora sepolta è innocente del crimine di cui è accusata». Un anziano signore in lutto gli si avvicinò in grande agitazione e disse: "Signore, quello che hai detto mi ha molto sorpreso". «Non posso farci niente, non posso farci niente», rispose l'altro; «Ho detto solo quello che ero obbligato a dire». «Ebbene», disse il lutto, «la persona appena sepolta è mia moglie, che da alcuni anni giace sospettata di infedeltà nei miei confronti. Nessun altro lo sapeva, e sul letto di morte protestò di nuovo la sua innocenza, e disse che se non le avessi creduto allora, un testimone sarebbe stato innalzato anche sulla sua tomba. Diario della volpe di Caroline.

L'innocenza dichiarò stranamente:

È registrato nella storia che una bellissima fanciulla, di nome Bianca, serva di un antico nobile, fu corteggiata dal figlio del suo padrone. Non ammirando il suo carattere, disprezzava il suo abito. A questo punto, la sua condotta d'amore si trasformò in odio amaro. Proprio in quel momento un prezioso filo di perle affidato alle cure della fanciulla andò perduto. Il suo pseudoamante la accusò del furto e, secondo le usanze di quell'epoca rude, era destinata a morire. Il giorno dell'esecuzione, mentre l'innocente ragazza si inginocchiava per offrire la sua preghiera morente, un lampo colpì in polvere una statua della Giustizia, che adornava la piazza del mercato. Da un nido d'uccello sparso, costruito in una fessura dell'immagine, caddero le perle perdute, dichiarando così la sua innocenza. In un attimo la folla esultante si precipitò al patibolo, chiedendo la sua liberazione. Lì si inginocchiò accanto al blocco, pallida e bella, con un sorriso di pace sulle labbra. Essi parlarono, lei non rispose. La toccarono: era morta! Per preservarne la memoria, vi hanno eretto una statua; e fino ad oggi, quando gli uomini guardano la sua immagine, condannano il suo oppressore; la lodano per la purezza del suo carattere; riconoscono la giustizia di Colui i cui lampi testimoniavano la sua innocenza. W. Smith.

Una fallace prova di innocenza:

L'uomo spesso si convince di essere giunto a una conclusione accurata solo perché, applicando ciò che considera un test infallibile, scopre un particolare risultato atteso. Abbastanza spesso il test è completamente fallace. Facciamo un esempio. Il tanghin, o tanguen, è l'unica pianta del suo genere, ed è confinato al Madagascar. Il suo seme velenoso è considerato dagli indigeni un criterio infallibile di colpevolezza o innocenza. Dopo essere stato pestato, un piccolo pezzo viene inghiottito dal presunto criminale. Se viene maledetto con uno stomaco forte, che trattiene il veleno, muore rapidamente ed è ritenuto colpevole; Se la sua debole digestione lo respinge, egli fugge necessariamente, e la sua innocenza è considerata provata. Ora è ovvio per qualsiasi mente istruita che l'innocenza e la colpevolezza non sono in alcun modo rivelate da questo processo. Eppure, nella misura in cui è stato accettato come test, i suoi risultati sono indiscussi. E ci sono innumerevoli casi in cui la società inglese acconsente a essere governata dai risultati dei test, semplicemente perché quei test sono generalmente accettati. Diventa sempre più importante chiedersi se, supponendo che il tuo test riveli un dato risultato, quel test è davvero infallibile come ritieni che sia. Molti di essi risulteranno essere solo test "tanghin", e come tali completamente fallaci. Illustrazioni scientifiche.

Riferimenti incrociati:

Numeri 5

 

2 Nu 12:14; Lev 13:46; De 24:8,9; 2Re 7:3
Lev 15:2-27
Nu 9:6-10; 19:11-16; 31:19; Lev 21:1

3 1Re 7:3; 1Co 5:7-13; 2Co 6:17; 2Te 3:6; Tit 3:10; Eb 12:15,16; 2G 1:10,11; Ap 21:27
Nu 19:22; Ag 2:13,14
Lev 26:11,12; De 23:14; Sal 68:18; Is 12:6; 2Co 6:16; Ap 21:3

6 Lev 5:1-4,17; 6:2,3

7 Lev 5:5; 26:40; Gios 7:19; Giob 33:27,28; Sal 32:5; Prov 28:13; 1G 1:8-10
Lev 5:15; 6:4-7; 7:7; Lu 19:8

8 Lev 25:25,26
Lev 6:6,7; 7:7

9 Nu 18:8,9,19; Eso 29:28; Lev 6:17,18,26; 7:6-14; 10:13; 22:2,3; De 18:3,4; Ez 44:29,30; Mal 3:8-10; 1Co 9:7-13

12 Nu 5:19,20; Prov 2:16,17

13 Lev 18:20; 20:10; Prov 7:18,19; 30:20

14 Nu 5:30; Prov 6:34; CC 8:6; Sof 3:8; 1Co 10:22

15 Lev 5:11; Os 3:2
1Re 17:18; Ez 29:16; Eb 10:3

16 Lev 1:3; Ger 17:10; Eb 13:4; Ap 2:22,23

17 Nu 19:2-9; Eso 30:18
Giob 2:12; Ger 17:13; Lam 3:29; Giov 8:6,8

18 Eb 13:4; Ap 2:19-23
Lev 13:45; 1Co 11:15; Eb 4:12,13
Nu 5:15,25,26
Nu 5:17,22,24; De 29:18; 1Sa 15:32; Prov 5:4; Ec 7:26; Is 38:17; Ger 2:19; Ap 10:9,10

19 Mat 26:63
Rom 7:2

21 Gios 6:26; 1Sa 14:24; Ne 10:29; Mat 26:74
Is 65:15; Ger 29:22
2Cron 21:15; Prov 10:7

22 Nu 5:27; Sal 109:18; Prov 1:31; Ez 3:3
De 27:15-26; Giob 31:21,22,39,40; Sal 7:4,5
Sal 41:13; 72:19; 89:52; Giov 3:3,11; 5:24,25; 6:53

23 Eso 17:14; De 31:19; 2Cron 34:24; Giob 31:35; Ger 51:60-64; 1Co 16:21,22; Ap 20:12
Sal 51:1,9; Is 43:25; 44:22; At 3:19

24 Zac 5:3,4; Mal 3:5

25 Nu 5:15,18
Eso 29:24; Lev 8:27

26 Lev 2:2,9; 5:12; 6:15

27 Nu 5:20; Prov 5:4-11; Ec 7:26; Rom 6:21; 2Co 2:16; Eb 10:26-30; 2P 2:10
De 28:37; Sal 83:9-11; Is 65:15; Ger 24:9; 29:18,22; 42:18; Zac 8:13

28 Nu 5:19; Mic 7:7-10; 2Co 4:17; 1P 1:7
Sal 113:9

29 Lev 7:11; 11:46; 13:59; 14:54-57; 15:32,33
Nu 5:12,15,19; Is 5:7,8

31 Sal 37:6
Nu 9:13; Lev 20:10,17-20; Ez 18:4; Rom 2:8,9

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