Nuova Riveduta:

Romani 15:16

di essere un ministro di Cristo Gesù tra gli stranieri, esercitando il sacro servizio del vangelo di Dio, affinché gli stranieri diventino un'offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo.

C.E.I.:

Romani 15:16

di essere un ministro di Gesù Cristo tra i pagani, esercitando l'ufficio sacro del vangelo di Dio perché i pagani divengano una oblazione gradita, santificata dallo Spirito Santo.

Nuova Diodati:

Romani 15:16

per essere ministro di Gesù Cristo presso i gentili, adoperandomi nel sacro servizio dell'evangelo di Dio, affinché l'offerta dei gentili sia accettevole, santificata dallo Spirito Santo.

Riveduta 2020:

Romani 15:16

di essere un ministro di Cristo Gesù per i Gentili, esercitando il sacro servizio dell'Evangelo di Dio, affinché l'offerta dei Gentili sia gradita, santificata dallo Spirito Santo.

La Parola è Vita:

Romani 15:16

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La Parola è Vita
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Riveduta:

Romani 15:16

d'esser ministro di Cristo Gesù per i Gentili, esercitando il sacro servigio del Vangelo di Dio, affinché l'offerta de' Gentili sia accettevole, essendo santificata dallo Spirito Santo.

Martini:

Romani 15:16

Perché io sia ministro di Gesù Cristo presso le nazioni: facendola da sacerdote del Vangelo di Dio, affinchè l'obblazione delle genti diventi accetta, e santificata dallo Spirito santo.

Diodati:

Romani 15:16

per esser ministro di Gesù Cristo presso i Gentili, adoperandomi nel sacro servigio dell'evangelo di Dio, acciocchè l'offerta de' Gentili sia accettevole, santificata per lo Spirito Santo.

Commentario:

Romani 15:16

d'essere ministro

(o funzionario; cfr. Romani 13:6; Filippesi 2:17)

di Cristo Gesù per i Gentili

in vista dei pagani,

esercitando il sacro servigio del Vangelo di Dio, affinchè l'offerta dei Gentili sia accettevole, essendo santificata dallo Spirito Santo.

Paolo paragona qui le sue funzioni di Apostolo delle Genti a quelle del sacerdote antico. Anch'egli si preoccupa di presentare a Dio un'offerta accettevole; ma questa non sarà di animali senza difetto di frutti scelti; sarà composta di migliaia di pagani convertiti dalla predicazione del Vangelo, rinnovati e suggellati dallo Spirito Santo e che Paolo, in certo modo, presenterà a Dio come frutto delle sue fatiche apostoliche Colossesi 1:28-29. Ma per preparare quest'offerta, egli deve vacare alle sacre funzioni della proclamazione del Vangelo colla parola e cogli scritti. Nell'epistola ai Filippesi 2:17, egli paragona perfino il sangue del suo martirio alla libazione versata sul sacrificio, della fede dei convertiti. Siamo qui nel campo delle similitudini; e se, per porre in risalto il carattere sacro e solenne del ministerio evangelico, lo si vuol chiamare un sacerdozio, lo si faccia nel senso di Paolo. Non si pretenda di rinnovare il sacrificio di Cristo offerto una volta per sempre Ebrei 9; ma si pubblichi nel mondo la virtù eterna di quel sacrificio. Non pretenda il ministro di essere mediatore tra gli uomini e Dio (cfr. 1Timoteo 2:5-7), ma sia l'ambasciatore di Dio presso agli uomini per trarli a salvazione 2Corinzi 5:20. «Questo, scrisse Teofilatto, è il mio sacerdozio: bandire l'Evangelo. Questo è il mio coltello: la Parola. Il sacrificio siete voi». D'altronde, ogni cristiano è sacerdote (cfr. Romani 12:1; 1Pietro 2:5; Ebrei 13:15-16; Apocalisse 1:6).

Riferimenti incrociati:

Romani 15:16

Rom 15:18; 11:13; At 9:15; 13:2; 22:21; 26:17,18; 1Co 3:5; 4:1; 2Co 5:20; 11:23; Ga 2:7,8; Ef 3:1; Fili 2:17; 1Ti 2:7; 2Ti 1:11
Rom 15:29; 1:1; At 20:24; Ga 3:5; 1Te 2:2,9; 1Ti 1:11; 1P 1:12
Rom 12:1,2; Is 66:19,20; 2Co 8:5; Fili 2:17; 4:18; Eb 13:16; 1P 2:5
Rom 5:5; 8:26,27; At 20:32; 1Co 6:19; Ef 2:18,22; 1Te 5:23

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