Nuova Riveduta:

Romani 1:18

I peccati dei pagani
(Sl 19:1-4; At 14:16-17)(Sl 81:11-12; Is 44:9-20)(Ef 4:17-19; 1P 4:3-5)
L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia;

C.E.I.:

Romani 1:18

In realtà l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia,

Nuova Diodati:

Romani 1:18

Idolatria e depravazione dei gentili
Perché l'ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell'ingiustizia,

Bibbia della Gioia:

Romani 1:18

Ma Dio manifesta la sua ira dal cielo contro tutti gli uomini peccatori e malvagi, che soffocano nell'ingiustizia la verità.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Romani 1:18

Il peccato de' Gentili e la loro condanna
Poiché l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia;

Diodati:

Romani 1:18

POICHÈ l'ira di Dio si palesa dal cielo sopra ogni empietà, ed ingiustizia degli uomini, i quali ritengono la verità in ingiustizia.

Commentario:

Romani 1:18

PARTE PRIMA

L'Evangelo è "potenza di Dio a salvezza"

in quanto rivela all'umanità condannata il mezzo della sua giustificazione

Romani 1:18-5:21

«Se vi è salvezza, nota il Godet, è segno che vi è pericolo». Donde viene quel pericolo? Dall'ira divina che pesa sull'umanità e che dev'essere allontanata. Ed in qual modo questo pericolo è egli dall'Evangelo allontanato? Mediante la sentenza di Giustificazione resa in virtù dell'opera di espiazione compiuta da Cristo, ricevuta per fede, offerta a tutti» e vittoriosa delle conseguenze del peccato introdotto dal primo Adamo.

Prima adunque di ragionare della giustizia di fede, Paolo dimostrerà com'essa sia necessaria a tutti senza eccezione. Intitoliamo il §1, L'ira di Dio sull'umanità Romani 1:18-3:20, e il § 2, La giustificazione per fede procurata da Dio al mondo intero Romani 3:21-5:1.

§1 - L'ira di Dio sull'umanità (Romani 1:18-3:20)

Dal punto di vista religioso, l'umanità si divideva in due parti: i Giudei che soli possedevano la luce superiore della Rivelazione e le Genti pagane dotate unicamente dei lumi naturali. Ora, dinanzi al giusto giudicio di Dio, sono sotto condannazione così gli uni come gli altri. Il peccato è universale come attestano le Scritture. Abbiamo così tre Sezioni:

Sezione A - Romani 1:18-32: La condannazione del mondo pagano

Sezione B - Romani 2:1-3:8: La condannazione dei Giudei

Sezione C - Romani 3:9-20: La condannazione universale attestata dalle Scritture

SEZIONE A Romani 1:18-32 La condannazione del mondo pagano

Vi è necessità di una giustizia procurata da Dio all'uomo:

Infatti, l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà ed ingiustizia degli uomini...

L'ira di Dio è il sentimento di viva indignazione suscitato in Lui dal peccato dell'uomo: sentimento che si traduce in atti di repressione e di punizione in Dio che è la perfezione della vita, esiste l'amore perfetto al bene e, per necessità morale, l'odio perfetto al male. Solo dobbiamo eliminare dal concetto dell'ira divina, quanto vi è di peccaminoso in quella dell'uomo. Empietà è «ogni rinnegamento della essenza di Dio», ogni perversione religiosa. Ingiustizia o iniquità è «ogni rinnegamento della, volontà di Dio», ogni perversione morale. Empietà ed ingiustizia, sotto alle loro svariate forme, soli quelle che provocano l'ira, di Dio contro gli esseri responsabili che le commettono

che soffocano la verità con l'ingiustizia,

Verità è l'espressione esatta di una realtà. Qui si tratta della verità più alta, che concerne Dio, la realtà suprema, l'Ente assoluto, ed i doveri dell'uomo verso di Lui. Quando, secondo l'espressione del poeta pagano, «si vede il meglio e lo si approva, ma si va dietro al peggio», la verità è, ritenuta come in carcere, è impedita di esercitare la sua, azione, è soffocata nell'iniquità di una condotta, immorale. L'aver conoscenza, della verità, per quanto imperfettamente, è, il fondamento della responsabilità dell'uomo; il far, ciononostante, il male, è la sua colpa, Coloro che l'Apostolo ha in vista in questa frase generica sono come dimostra il seguito, i pagani, i quali ne non godono della luce della Rivelazione posseggono però quella della, ragione e della coscienza. In qual modo si rivela dal cielo, considerato come la residenza del Dio onnipotente e santo, l'ira sua sui peccati? Non nella lor coscienza soltanto, o nei flagelli esterni, bensì nello sfacelo morale, il quale Dio ha abbandonato il mondo pagano. (cfr. Romani 1:21-32).

Riferimenti incrociati:

Romani 1:18

Rom 4:15
Rom 5:6
Rom 6:13
Rom 1:19,28,32; 2:3,15-23; Lu 12:46,47; Giov 3:19-21; At 24:24,25; 2Te 2:10; 1Ti 4:1,2

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