Nuova Riveduta:

Romani 9:22

Che c'è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d'ira preparati per la perdizione,

C.E.I.:

Romani 9:22

Se pertanto Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza vasi di collera, già pronti per la perdizione,

Nuova Diodati:

Romani 9:22

E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d'ira preparati per la perdizione?

Bibbia della Gioia:

Romani 9:22

Allo stesso modo, Dio ha tutti i diritti di essere paziente con chi vuole, anche con quelli che meriterebbero di fare una brutta fine; soltanto più tardi egli mostrerà la sua ira e la sua potenza contro di loro.

La Parola è Vita
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Riveduta:

Romani 9:22

E che v'è mai da replicare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità de' vasi d'ira preparati per la perdizione,

Diodati:

Romani 9:22

Quanto meno se, volendo Iddio mostrar la sua ira, e far conoscere il suo potere, pure ha comportati con molta pazienza i vasi dell'ira, composti a perdizione?

Commentario:

Romani 9:22

E che v'è mai da replicare se Dio, volendo mostrare l'ira sua e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta longanimità dei vasi d'ira, preparati per la perdizione, e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia che avea già innanzi preparati per la sua gloria, li ha anche chiamati (parlo di noi) non soltanto di fra i Giudei, ma anche di fra i Gentili?

«Vasi d'ira» significa: destinati a subir l'ira, ad esser monumenti dell'ira di Dio. «Preparati», «apprestati per la perdizione», non dice da chi ma, mentre resta vero che si sono da sè, colla loro impenitenza, resi sempre più maturi per la perdizione Romani 2:5, è vero pure che Dio, governando lo sviluppassi del male in loro e le, circostanze della loro punizione, li prepara con i suoi successivi giudici (cfr. Romani 1:24-32), alla loro ruina finale, facendola servire a dimostrazione della sua giustizia. «Dio ha fatto ogni cosa per uno scopo; anche l'empio per il dì della sventura Proverbi 16:4, come ha preparato la calamità per i malvagi Matteo 25:41». La predestinazione in quanto concerne gli individui, non è limitata, alla loro sorte più o meno onorevole, più o meno utile religiosamente, nel tempo presente; ma concerne, in una che Dio solo conosce, anche l'avvenire.

Qui, però, quel che sta, dinanzi alla mente dell'Apostolo è la sorte del suo popolo di cui vede avvicinarsi la reiezione. Di loro egli aveva scritto ai Tessalonicesi 1Tessalonicesi 2:15: «... Essi hanno ucciso il Signor Gesù e i profeti, hanno cacciato noi e non piacciono a Dio e sono avversi a, tutti, gli uomini; divietandoci di parlare ai Gentili perchè sieno salvati. Essi vengono così colmando senza posa la misura dei lor peccati; ma oramai li ha raggiunti l'ira finale». La molta longanimità di Dio ha concesso al fico sterile un ultimo rinviò della sentenza; ma Paolo sente avvicinarsi la tempesta del LXX che piomberà il popolo ribelle nell' απωλεια (distruzione, perdizione) per la quale è maturo.

Riferimenti incrociati:

Romani 9:22

Rom 9:17; 1:18; 2:4,5; Eso 9:16; Sal 90:11; Prov 16:4; Ap 6:16,17
Nu 14:11,18; Sal 50:21,22; Ec 8:11,12; Lam 3:22; 1P 3:20; 2P 2:3,9; 3:8,9,15; Giuda 1:4; Ap 6:9-11
Rom 9:21; 1Te 5:9; 2Ti 2:20
Ge 15:16; Mat 23:31-33; 1Te 2:16; 1P 2:8; Giuda 1:4

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